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GIORNALE DI MEDICINA MILITARE 1909

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GIORNALE DI

MEDICINA MILITARE Otomale di medlclQ l'!lllitar. 1861·1884 RtcJo lherdt<> • della Rtt~la M&tlft• 1 188& 1811!1 GèOtna.. m.dlco 06l R•&fo ~to . 18!16-11107

Qlo,.... .-Ileo del

ANNO LYII -

1909

• FASOIOOLO I

SOMMARIO • I C • e a i E eal&li:WALI .

' - t & - ODDtrlwiO allo lftlldio ~~~~~ morti lm('ronl~ ~~~,_causa &natomlt.o notA

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CASU IST ICA CL INICA . ......... - UD nro taao d1 011t0ma tnumallcv • • ." • • • • .....,._- 811 ua rara ftltola brooeblalo lncomplou. • • • • . .YIIITA al QleaiiALI ITALIAIII IF.B EeTF.al. H". 1' /Mkf ntll' l 1d t,.O dello tOpft'fllltJ).

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DiftBZJONB ;ED .AltiUlNISTHAZlON.E

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INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI 111 \' 1ST A NEIIIC:A Horner - EspPrient.o rol MCrll :ontotul·er.·o,lare do ~larm orek. . . . Mallach - Il renumr no ·•l t:h,.ollem., ...<ll •vnntrnurea <luou•f nel mu artdomln:;le • • • Courmoot ILion•·). - 11 flOtrr~ aqvlutmaute uol SOJf!;<'tll luht rcvlosl: ~~~.ro-diagnu'' o slero I''"I! "V:il. • . • . • . . • . . Mln ervlnl - Punii pnl ~3l•li nell~ oloal!u"'' ,, nrtenl)·l'ltru•i Krau11. - Cura nvn O/le ralv na 11•1 ~an:w tulor·rcvlan onderlçk. - Noto sul ,, mola., lnt~>unalu . • . . • • Grlaonl. - L'a>.iooù I~•II NI~htrca llo•lla loll• e Ileo •ali lollmrt sul l •ll•lltiOotCOf~o rn vttro tcl tu •·l•o . • . . . • • • • , • . • . _ . 111\'ISl'A 1•1 C:IIIR UIIGIA liENKRALK Fr&und. - La eura ~••; r.l!ll!l ROI•oL:.:~n ol•lle ùSt··.. -:trtroli h.t hcr•·otari • . • . Sllbermarck. - l'er la te•·olca ·Ielle Ot~tr.oztunt $UII'ano e ~ul retto (occlll• oJ re d•·l rell .. l • Hanastewlcz. -" Contrtloutu al trnllom-.ut•• O!'C•ati\O otelle fratturo• attltrlte lieti~ rutula Sabadlnl - ~·:lfi•SL•·~I-• >llluato C<•C•onoe.o u stoV:tllllca col mel•,.ln do TuOI••r , . : Co•teaud. - !iOtora UD ra~O tlt JiOO•Dfll•~noloch~ IIOSI-Inumalocn • • , , , , fraaoella. - Un aoso 111 atJPen•JICILe nrootn I•Ara;:a.-tnc:t •••rrorM.~ ron lo~rllonilP purulcnh• difTu:<.~ : intervl'nlt> e JZU>rll!IOne. t.:ontrollutu :lll:ilotno-vatolugico, 1'"-Lugenellcu <l ctonoco :.11• dl$loc.u louo 111't••ut11colarl . . • • • . . . _ • . . Prtlter. - Ur ll3 llnt:A •h H o•er-:'i~lnton : cu U>U e slgn ollcato l.lcll'ele•·nzlone del l(ran lro·· rAntcre. . . . . . · . • · . · .. · Brunk. - .11'!<1~ Ilo ra~gìuuj!~rc e•l OJlPrMe ~;Il asee.sl l•rOiolnli i •lclln Hr1gua . Gru111 - Ot·l e~stocell ernlan • • . . . • • . . _ • . • . Ca~onl. - lllcerche sroerlmcutall .~ull e mn<hllca~l.ml dell& era>~ sanguigna nell'emo•tl\SIItrr· venh•a dellll arll c•lll ol ouetortu d ' l!~onarclt Soh'o·strl • . • • • • • , • , . _ • Totnettl. - ltell:~ mlo•ite n<>lllrante orauuoAIICA Ma.rllnl. - 01 uu nuovo appar· rrlun l•<!r In cur~ dPIIe fr31ture dt!l IJrao;coo . Kotha. - Un caso di too·31on~ ll•lr.•<l t~omlnalu tlcll'••ll•f'IOOII Gllmer. - Oell'anestcsla lombare totale. . . • • 1\1\'ISTA IJI C1CULISTIC,\ Bertarelll e Cecchetto. - Conlributo all'o•~tolnt:tn tlet tracoma. . • . • Ronnaux. - tr trauma nalln cheruUto mh•r,lf11~h· • Woll. - Paralisi del retto esterno rlt ll'ord olo ilut•o l'.m-.t••si:. lonoll.m· _ Koa . - l'ar~lisl tuumat1ca f!el mu.•colo otJI11111o SIIIICIIur•· RIVISTA IJI ANA rOMI.~ E f'ISIULUGIA NOIUIAI.E E I'A TOLOG ICA. Llvl. - Soll3 causa del r1cs1rlsmo e del maoclntsono LOdkl, - Sul micr vl11smo lateote . • • • . . • . • . Berti - Azione lo~le ddla bile e del t-t licocolntu <h ~od~ sul • asl sanguigni Rl\' tSrA 01 MAI.o\TTIE VENERK& & UELL.~ PELLE Marotta. - Su ol un CMCJ di lchhra pnpulo·tllherosa allt:jl~lic.~ : !orma Iniziale Reloh. - Oell'rr~slpo1o1de • • • • Sourduu. - L'ion•zza7.1oM In rlerm~tologl> . . • . . Ludstalner. - lmmunlta o sieroOI•gnv>l uella $oiiii•IU umM:t . RIVISTA IJ'IGIE"K GE:IiERAI.E E llATI'EIIIOI.OOIA. Eber. - Sul lra,porto nel bue eli mll!Prlal~ tu bercolare pro\·enlcnto rlall'uomo Glogner. - Sul peso dell'europeo e del pas.~oro nei 111\esi llOJ)Icall. • • MOVI MENT I AVVENUTI NEL CORPO SAI\ITAiliO E !'\f.l. P!.RSO:'IAI.E JIAIIM \CEU fiCO

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Pubblicazioni vendibill presso l' Amministraz. del " Giornale di medicina militare " \ 'u XX So>lTMllhllll, I'ALAZ7.o un Mor<uTe~o DKLI.A Gl1BHtu

Antropometria mililme. - Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli eanltari delle clasai 18~9-1863; duo volumi in 4° con atlante Vol. l (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geogra1l.a antropologica dell'Italia. - Rom l\ 1896. . . . . . . . . . . . • L. 18 Vol. n (Dati domograllci o biolog.ici). - Roma, 1905 • 6 BUOJ'.I'IO o SJ'OJlZA.. Compendio di chirurgia d i guerra compilato aulla storia modioo-ohitargioa della .fUerra di socossiono d'America. - Roma, .1888, 4 volumi, prouo ridotto . . . . . . . . . • . . . . . . . • 6 60 Bcruu.Rno o Bazu:r. - Lo sgombero dogli" ammalati e feriti in guerra. Memo.r ia premiata al conooreo Rìberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavolo grafiche. - RomR, 1905 . . . . . . . . . . • . . . • • 3 60 C.uAJUNT. - La fatica nella \rita militare. Memoria premiata noi concorso Riberi 1904.-1905. Un volumo di pag. 330 con 65 figure. - Homa, 1908. . • 6 ID. - Le malattie e gli infortuni nella vit~ militare. Memoria premiata al concoreo Riberi 190&-1906. Un volume di pag. 402 con tav.o le grafiche o statietiche.- Roma, 1908 . , , • • 8 Cue.urt. - Esposizione sommaria doll'ordinameQt.o e fUll%ionamento del _.. vi.z.io sanitario in campagna pree!!O l'eeorcìto it.aliano. - Rom' 1906 . •

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GIORNALE DI

MEDICINA NIILITAR.E Glorn•l• di medici n• m1li14r o: 18~1-1884 G lornolt m odico del Regio Eurcilo o dolli\ Rea•• Marona: 1885-189~ G iOrn•lo med,co del Rosio Esorc11o. 18911· 1907

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R.OlfA TIPOGRAFI A EJ'\IHCO \.OGJIERA

1909

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Chiamato per u tlicio all a direzione di questo Giornale, mando nell 'a~snm c rl a, il mio :;aiuto cordi a le a i benevoli abbonati e lettori etl agli csimii co llaboratori. Non c redo però il caso di formulare nn programma . Jl no:;t ro giornale, fortunatamente, ha, ormai a:-~:s i cnrato il suo po:>to d'onoro tra i migliori peri oclif'i di mcd icin a; c le sue tradizioni di undici lust.ri ~ono tali che non vi pu ò c:s~ero che nn desiderio, quell o di non venirYi meno per parte di <:hi ha l'onore di dirigerlo. Non tralignare dai predecessori , o conser va re integro il prestigio scientifico del giomale, ecco il programma. Per rendermene facile, an:r.i sicura,, l'esecuz ione, oltrcchè sul concorso dell'esimio Redattore, che da 18 anni presta con tanto merito inconcusso l'opera sua. faccio assegnamento non minore snl bnon volere di tutti i coHcghi del nostro corpo, e faccio vivo appello a lla loro operosità.. Il magrJim·e genl'rale 1nerlico ispettm·e

L UJGJ FERRERO 1H CA YALLERLEONE.


MEMORIE

ORIGINALI

CONTR.IBUTO ALLO

STUDIO DELLE ~!ORTI IMPROVVIS E SENZA. CAUSA. A.NA.TOj\fiQA. NOTA NEl MILIT.dRI

Per il dott. Ercole Passe ra, cnpitnuo on t-dico

La morte impron·isa costituisce un capitolo tra i più complessi della medicina legale. Le sue cause, poco conosciute ed assai numerose, bene spesso eccitano il sospetto d'un delitto o d'un suicidio e provocano delle indagini medico-forensi. Queste parole che il Brouardel ci ha tramandato nella. prefazione alla. sua notevole monogralfia. dal titolo: La mort et /.cL mo1·t subite (1), ci rendono un esatto conto dell' importanza dell'argomento. Il veder morire re)Jentinamente o rapidamente una persona., le cui condizioni di salute, fino a poche ore o a. pochi istanti j)l·ima., erano ben lungi dal lasciar trapelare il sospetto d'una prossima fine, è certo tale avvenimento da impressionare al più alto grado le menti dei profani alla medicina, siano essi imbevuti di superstizione, o mossi da concetti religiosi, o pur anche obbietti'"i osservatori. Assai di frequente, pero, i l decesso improvviso, non preveduto, nè bene spesso clinicamente pre\·edibile, non trovando alcuna bastevole esplicazione negli antecedenti e neppure negli ultimi atti compiuti da.l defunto, suscita nell'opinione pubblica. il sospetto di nn delitto o di un suiciùio e muove le ricerche dell'autorità giudiziaria. Anche maggiore impressione, per lo più, desta la. morte improvvisa quando sorprende un militare, nel fiore degli anni e in :apparente buona. salute, in mezzo a' suoi commilitoni. Tali avvenimenti pero rivestono in genere, nell'ambiente dell'esercito, altro aspetto ed altra importanza che nella vita. civile. Mentre infatti soltanto di rado la fine subitanea. ed inesplicabile d'nn militare ingenera presso le autorità e presso l'opi(l) Pa.r is, 180;1.


('0:\TRIDt:TO ALLO ~Tt:O IO 111-:LLt: li ORT I JliPROVVli'E

nione pubblica l'ipotesi d'un rlelitto premeditato o d i un suicidio, assai piit spesso, nelle menti Jei profani, non sempre benevole, muove so· spetti contro il medico militare. Ben a ragione il T1·ombetta. (l) ricorda come all'impPrizin. di questi , troppo spe::so, io simili casi, si suole attribuire ciò che non è che il risultato d'un insieme di c ircostanze fatali. Infa tti quando l'impron·iso tlel'esso delmilitue si a.n·era duraute o dopo la. sommiuisLrazione, o l'applica r.ione, o l'u so qualsiasi di un qualunque fa1·mn co. assai fttcilmen• e le dicerie ed i sospetti della Yoce pnhblica e le indngin i o lo impu tazioni delle auto rità si appnntano contro l'ufliciale medico, o contrv il personale s:tni tario, de' cu i atti lo si chiama responsabile, accusand olo d'n,er som111inistrato, per errore o per imperizia, al povero ùofuut<>, una soslauzu d'effetto prontllmente letale in ,·ece d'un medicam ento, ov,·ero d ' ll\'el'll·~ sha~liata la dosatur;l. La morte impro~visa dumute o dtJpo una piccol a OJl('razione od <'~ame notoriamente d i li e,·e entitit, come una pu ntura e~pJ.,rati,·a. od <'\·acuA· ti,·a, una t.oracenlesi, nn'inie-2Ì011e i pndermico. o intmmn->colnre, un'in· cisioue di ascesso snperfi ciale o di cist.i, un esame htringoscopico e simili, pnÒ nge\·oJmonte es!'ere llLtri\.>ttila aJJ'imp<'l'ÌziA. deJ mN.Ji co cJal l'OJIÌllÌOile pul>blica, che tanto spesso ra~rioua su ll a base ùel noto sofisma: tlusf hoc, 1!1'{/0Jn·opler h11c. D'alta·o huo quando un mi.litare ,·enga a mo· rire repontiuam<'J1te e, dall e indagini cho si ..;ogl iono pmtil·are in simili conginnLure, risul ti ch'egl i in un'epoca pitt o meno pro:;!>imfl. ehue a prc· sentnr;;i al me1lico per cptnkhe alleg:\ta indi!!po~ izi o n e o fu degen te in cura. nell'ospedale per una qualsiasi i nfcnnit~1, b<'ne spt'sso si muove al sanitario l'accusa di non avere a tempo in lui dingnosti•:ata un' afrer.ione latente, o d'an•rnt'l errata la d iagnosi o esclusa ad cl i1 ittura l 'esistenza. Co:;i l'autopsia che mette alla luce U11 a dtu.a lesion e o malattia, o pur an~;hc un vizio congenito (\nlga nrl esempio quello o:;servato dal Mangianti(~), può sen·ire di base all'nc('u::-a rl'i mperizia o di trnscuratezr.a contro l'u lliciale med ico, che, nell e ,-isit e di recluta mento o d'osservazione, non anebbe !>upnto dingnosticarue l'esi:;tenza. o anebbe ritenu ti infondati i d ist.urbi allegati dal sog~ctto . Come si vede è nmt fitta cerchia di sospetti che , quasi sempre, si st ringe attorno al medico militare in siffntte luttuose congiunture. Ben a proposito il 'l,rom beLI a. ricorda, col Du ponchel (B), la grave responsa· bilita che in simili casi si rovescia adùo ·so al sanitario, con una leggerezza non mai d isgiunta ùa catti ,·eria., per la. deplorevole tenden7.a della ( l ) El>)hl:<IIO Tnu\IO~:Tl'.\.- :lltllllllll• t/i llll tliritm /r y11lo• miliwr~. - )Jilono, I!JIIS,

l'· 1-.3. (:!) E . :\1\:<f:l.\:<1'1. -

(',, t"nRO d'IIQr/n rii<!J"''" t'QIIIJtl•i:ll.

(Oiorn. twd. R. E••r,·ito •

....!1 7 , p. 1>~:1).

(3) Dt l'u:<CIIEL. -

Trai/~ tf,

m<:lr ciw 1/y,/~ n.ilimiro. -

l'Mis, 1. !10.


SE ~ZA

CAUSA A~ATOMICA ~ OTA NEI lllLITAR X

folla a trovare in ogni caso di morte impro..-visa. un capro espiatorio che ne paghi il fio. E già sovente aclladuto che il medico militare fosse, per simili imputazioni, sottoposto a. rigorose inchieste o a. procedimenti penali, o fatto bersaglio ad attacchi della. stampa.. Nè è a. credere, scri\e il Trombetta., che il verdetto assolutorio, in seguito all'autopsia, sopraggiunta. in buon punto a far la luce, mandando il m-edico puro d'ogni colpa., possa mai pitt compensarlo dei dolori soffe1·ti, poichè anche quando ne viene proclamata la. piena innocenza, g li si fa un gran vuoto d' intorno, giacchè non soltanto i maligni, ma gli stes::;i indifferenti non possono sottrarsi al dubbio ch'egli debba la sua salvezza alla pietosa complicità dei colleghi. Non parrà quindi esagerato il medico Llilitare francese Lt:!niez se dice che tali accidenti, mentre sono profondamente dolorosi per se stessi, non mancano dr creare al medico del reggimento una. situxzione iucrescevole sempre e talora anche pericolosa. •

Le morti istantanee e rapide furono in ogni tempo oggetto non solo di apprensione e di curiosità da parte dei profani, pelloro evolversi misterioso e subitaneo, bene spesso fulmineo, ma anche di studi, di ricerche e d'ipotesi da. parte dei dotti. Non rechera q uind i sorpresa il gran numero di opere, di monografie, d i memorie e di casuistiche che furono pubblicate sull'argomento, di molte d('l]e quali mi pare q ui opportuno, per brevità, far solo un accenno. R icordo le opere assai diffuse del La.ncisi {l) e del .Morgagni, che defini per repentina. quella morte che, preYeduta o no1 toglie l'uomo di vita. prontissima.mente, fuori d'ogn i sua aspettazione (2). Il Bichat (3) da-a grande importanza. a quello che fu chiamato il tripode vitale, osservando come l'influenza reciproca ed i legami esistenti fra. il cervello d'una. parte, quale rappresentante della \ita animale, ed il polmone ed il cuore dall'altra, per la vita org:-.nica., e l'azioue di ciascuno di questi tt·e organi, essenzialmente necessaria a quella. degli alt1i due, portino, come naturale conseguenza, che quando l'uno cessa. totalmente di fu nzionare, gli altri non possano continuare la. loro attività, dando cosi la morte generale dell'organismo. Dr ~ubitan. i~ mortihud. - C:cncvne. lH>CC'I:VIU. Dc sctlibttB et ClWitÌB lllOrborum. ]JCT anatom cu illdayatitl. -

( l ) C. ~l. L .\N('II:ll. (2) ~IOROAC::-or. -

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m•zin. l?ll2. (3) X. RICIIAT. -

p . l:>:l c 155.

R cchert:hrs ph!ll'ioloyi'fttcs Bur lo l'ic et lo m ori. -

rnris, ISO.i,


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C0 );1'1HlltìTO ALL.O :-TU fllO UEI.LE ~! ORTI l)IPR OVV l SE

Rammento soltanto i lavori e gli scritt i del ..:01·mani (1), del D evergie (2), in cui si prendono in esame le \·arie cause e la. freq uenza delle morti improvvise. del Cretin (H), del Freschi (-:!:), di Jferricb e Popp (f1), che, fra le cause eli e1<se troYa.rono le lesion i del sistema card io-,ascolare ne lla y roporzi ouo del 42 p. 100, th' l Sigmuud (lì), del Bonin (7), del P. G. (H), del V ernet. (!l), del1fnsr:hka. tlO), del Ta.massia (11), del L ncns· sngne (1~ ), del L esser (13), del Vynn \\·estcott (14), che, nelle loro aut opsie, hauuo trovato uua. percentuale di 61,7 il primo e di 48,5 il secondo di lesioni dPI1'1tppnrato circolatorio, J~l Yibe rt (15) le cui osser\a· zion i portauo a conc ludere come circa la. meta delle mort1 impro,vise tw,enga in individui affetti d~t lesion i cn,rdiache ed aortiche, le quali però. all'autopsia, n 0 11 presentano alcuna. rf'cente modilìca?.ione, a lc una nuoya l esione a natomicn. sopnwvenu~a, le quali possano spie~are il decee;;so, c he pare doversi attribuire ati una pllralisi clell'appurato nenoso d ùl cuore, o per lesioni materiali, o p~> r disturbi puramente dinamici dei gangli card iaci ; del Brouardel (vp. cit.), che scTi:.::;e una. monografia molto importante e diffusa, con 1\bboudnule cnsuistica propria ed altrni 1 ordinata secondo le ca.n ~e d i mone, ln\OJ'O in cui la fin e improvv isa. è definita come una terminazione r apida ed impre,·ednta d'una malattia ncula o c ronica., che quasi sempre s! i· syoJta con nn decorso lat.ente; del Gnstoll (H>), del }'ilomnsi·Gttelfì (li\ ecc. ( l ) Su n \1 ,\SI. - Jlflllf•'lrt</Ìa tf, Il• 111111 t• r• l" nti111. - ;\lìlunu. 1'.:1·1. (2) .\. JJt:\ ~:lctiH:. / )• /11 IIIIIT/ m/iÌI•, r/• i'"" rttll~ut, U• 1111 /rti'{II•IICr. SlliiYIIll /'tÌ!It,

l• ~~.n. lu• fi<II'••M•i!· (A111wl. h!t[l· ,u&. •·t11dd. lr'•l· · T. XX. h!3S, p. ll.'i). (3) l'RI·:·ns. - /J•·• uwludi• ~ qui pen•·• n t oc·~a~··"'•·r la nlort ;.,,,;,,•• - Th i•s.> d•• Pnri•, Il>~;;. (4) Jo'Rt::<nu. - Snll• '''"'~' rlt l h 11wrt i Ùll]lrOITi~<• ' .•ul loro mfldo d'aziuw. - } 'i · r<:nzc. J x;;o. (.}) ll t:nsh 11 ,, P ol'l'. ,,,,;t:lìclu T od ""' j,.,,.rttl l'r8twhul . - H••ceu· bbllt'!t· l ~o:,~. (l;) Sllj)ll'Sll. ('QIItributo allo ~ttulìfl d• Il• rmt.1• d t' mm·t· imllrot•t•ì.•a 11o llc p• ' """'' U/1/I<ITCII/• 111! ll(r /10111'. ( IJ' i111. /Ili rJ i:. Jl' ()t• /i t /IRChrift , (:..Ili. n. 17 ). (7) Hoi'IS. [),la mort 8ul>it• - Th,•s•·· l fi l. (~) l '. c:. (.\l•(l. 'l'i mt$. nprilo l~ H5). (!l) Vtatst:T. - IJ,.,. ctwll•., d• la mort ,.,,,,·/,. - Tlu!•t•. 1:.73. ( I O) .\L\>'t' IIKA. -- Purtt•chi casi di morte rmpmt:l'Ì«a • ltltlllral~ &t, cnl t•i fu "o·•illtiO dì ddìtll/. (l'r(ly. l' il rttljllhrsrJ.r., C'X XX\' l. p. -t:3. l 7i). ( Il ) :\•· II'Encirlop•diu muiÌI'U itu /ialllt. - .\ liluno. 1 ~ 7X. Vtwnbolo: mflrlc. p. SUO ( l :!) 1. H'A!IIUG!':t:. - .1/flrt J<ul.ir•. (Lr• Prot·lMt m hl.. IXSS). ( l:l) A. LE>i'!I: R. /Jit· u:trhti(l"lt:tt Stcti?ll1t r!JtlmixH•·. ( l' ilrtt/jahrsrh r. /. yt r t'l'lo . ,l} q / .. l l!SS). ( 14 ) \\' \'NS \\'t~><1't·on. - (l1r,"tish mt~l . .Jo,r/1. l.onrlon. ocl. 18!11 ). ( 1.1) Cu. \ 'JIIt:nT D·· /11 m ort ""ltit•· tl<lllfl l•tt (1//•rtitm.• rhroni'l"'" du roru r t i dr l'aort•. (. I111W/. hyy. Jmltl. t/ méd. 1"!1·· l ~t! t5, T. X X X Ili. p. l !13 ,. :!!• ~ ) ( Ili) (:A"ì'ON. - D•• la mnrt.•ul.itf' et dt~t ··rr•IITIInlt1dietrf:g,lclltlluqudi,H •llr l'' ut <lu1111• r /i, 11. Th~s<• do' l't~ris. l'>!•li. ( l i) FIL>t\11''< 1 t:t:t;l.t'l.- S•JprCl a h-u11i casi di IIIQTI~ ÌllliJTIIVtJi.• a. (Gi•1r . 1111tl. hy .. nnno \'111 , p. 151. l'nvin, l !)tJI).

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SE!\ZA CAUSA ANATOMI CA ~OTA NE I MILITARI

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DeliA. morte subitanea si f11. anche parola. in parecchi trattati, fra i quali ricordo quelli del Devergie (1), di Briand e Chaud~ (2), del Ta.ylor (3), del Tourdes e Metzquer (4), i quali definiscono la morte improvvisa. per quella. che sopravvienA inopinatnmente in una persona che sembrava in buona salute e nella quale lo stato della. sua. malattia non lasciava. prevedere un esito funesto; del Ziino (5), del Lacassagne (6), che scrive essere la. fine improvvisa una cessazione brusca della >ita, che succede agli effetti rapidi ed imprevisti di cause interne o patologiche. all'infuori d'ogni azione meccanica o tossica, e del Vibert (7). )i'umerosissime poi risultano le memorie e le casuistiche rii~ren tisi a morti improvvise legate in modo ceno o probabile alle cause le piu disparate. Dispensandomi da una minuta citazione bibliografica, ricordo soltanto il Dionis (1710), il Louis ( IR2ti), l'Ollivier, che, nel l l:l38, credette di aver osservato casi di morte improvvisa. dovuti allo sviluppo di un fluido gazoso nel saugne circolante; il l\Ioynier (l&!li) che descrisse morti repeutine nella gravidanza e nel puerperio; il Tardi eu (18481 nell'a.lcoolismo, l'ArR.n (1, ±0) nelle malattie cardiache e dei grossi 'asi, il Cbarcot e Bali (1808) per obliterazione dell'H-rteriu. polmonare, il :\Ianriac (18(i0) nell'insufficienza. delle valvole aortiche, il Pihan-Dnfeillay (l· '61) nell'infttnzia, per disturbi del sistema nervoso, il T exier (l fì2) in alcuni casi avvenuti nel mnr Rosso, il Daga (186:1) nei versamenti pleurici, il Feltz (18GK) nelle embolie polmouari, Ar. Verneuil (l !i!)) nelle malattie chirnrgiche, il La.my (187:3) durante il parto, il Gillet(8) in una recluta affett.a da orecchioni, il Chabena.t (1R74) nelle embolie polmonari, il Foucart (1875) nella toracentesi, il Viucent (1878) dopo i grandi tranmatismi accid entali e chirurgici, il Chambige (l 79) nelrnremia., il Boutemps (188:2) nei piccoli fan ci ulli , il Daptiste (l 82) nelle lesioni spontanee degli organi addominali, il Verneuil (18H2) in d11e casi, uno dei quali opemto di epitelioma linguale, il Dugnet tl S."{!:J) in alcune affezioni tubercolari, il :Key-Aberg (lHR.':\) nell'endarterite ero'l'ral/uto d.i m rtlicimt fr aal•· t.•t~rcti~a •' prutica. Tt·aduz. i lA· :Xapoli, 18:19, Vn!. l. p . 7!) o 81. (:!) J. BRIA:s"D o•t E. CliAOI'~: . - Jialfltd M mplrt dè ml tf,•citt<' t;;yrtf••. - l'nl"i!.l. lS.)S. Pnrtl:' I, p. 33!1 o 34-1. (3) A S. T.u"LOR - Tmllflto di m. diciun lraa k. 'l'rnùuz. itol. - :--lopoli. lt\1!2. p.H. ( ~ ) Tou1wt:s et. )l&TZQOfm. Trnitil da méclecin<· l éya f c tht"oriq11r rt pmti'l'l''· ( l) A. DF:vF:ncrE. -

lit~n.t. -

Pnl'is, l S!JU. (.j) C. Zn~o. -

'JorliJìCildio eli mt di•·iua lryult• c yi~tril'prudut:XI m•dim . -

)li·

Inno. I!JOii. (l) ) A. LACASS.\O~t~ . -

Préci.s d·• llit drcinr f r•tttl( . - Pot"i:J, 1!100. Pri:ci., d•· mM• cim· l éyult". - p,,,.i!!, 1!107. (S ) C:u.u~T.- .llort ~uiJilt (/(Hl·• un t"li/l ti' or• i lfUtV<. - (C:fl::. d cil lt•JJIÌlwtx. l ~ì:J, p. l l:?:!)

(7 ) C'ft. \'tst:nT. -


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CO~TntBt:'rO

ALLO !'lTtiDrO DF.LLE MORT! Dtt•B OVVISF:

n ica deformante, il Bernard (lSUO), cui dobbiamo uno studio su!Porigine cardiaca della morte r~pentina, il Leubuscher (lR!lO) che tratta deiPimpro\viso decesso nei lattanti, il Rost (l · 91) di quelle per apoplessia cardiaca., il Demelin (18!);)) dopo il parto, l'Hucbard (1893) nella stcnt~si mi traJica, l 'O est rei cb (18!15) uell'occlusion e d elle arterie coronarie cardiache, lo Rchwalbe (18\)5) nell'aneurisma del cuore, il Bnzor (l8'J5J nei fibromi dell'utero,il Filippi (1806) nei bambini,il Sagoi (18!>7) nell'adenopatia tracheo-bronchiale, il Kroenecker (1897) nella trombosi, sperimentale delle arterie coronarie, il Rouùinovitch e Hirschberg (lR!ID) nella confnsione mentale con cuore adiposo, il Foà (1900) in un caso d'emoiTagia intraemisferica., l'Aubertin e Babonneix (1001) nell'intossicazione clifterica per miocardite latente, il Kelsch (l ) nei militari, per cardiopa,tie d'o· rigine non reumatica, non tanto rare come può credersi, avendole egli in pochi anni osservate circa 00 volte come causa di morti i m prov.-ise, il Simart (1!102) nella stenosi e nell'obliterazione delle corona· rie, il Liou (100~) nell'a ppentlicite, il l\:Iathieu (1~03) in un caso di tumore rena.le, il Velich (ID0-1:) nell' ileo-tifo latente (v. Gior. med. H. E.~el·cito, 1901, p. !)] 0), il Goldflam (190:->} nei tabeiici, B . .Robinsou (1!105) che scrisse sulle morti bmscbe consecutive alle O!Jerazioni c·hirurgltiche, tro,·ando che il GO p. 100 di esse sono dovute a lesioni cardio-,rascola.ri ed appena. il 10 p. 100 al sistema nen·oso, il Patel e Duronx (1!103) per ascesso cerebrale d'origine otitica, il \rolrlfrauk (1!1IJ6j}Jer gomma del cuore, l'Hirschberg (lflU()) nei tl\betici, il MladejoYsky (l!lOii) negli obesi, il H.osenau e Anderson (1!1()6) per inie· xion i di siero equino, il Ziembick i (1!)011) nelle fratture e tmumatismi delle estremità, il Venanzi e :lrn.zzetti (HlOii) dopo la cura radicale dell'ernia. inguimtle, il Bntruille (L!)()fì) nella convalescenza della. difterite, il Bosc (2) per pueumonite ambulatoria, in nn giovane soldato morto i mprovvisamente senza precedenti sintomi di sorta ed in cui all'autopsia vem!e riscontrata un'epatizzazione rossa del polmone, i l Mourziue (H) che trattò dell'influenza dolie cardiopatie nell' etiologia delle mort.i improvvise dei militari, il •'1tlesses (1!107) che le ossen·ò dopo l'operazione d'appendicite a caldo, il Siuaud (l!l07) nelle affezioni stenosanti croniche del laringe, il Thoiuot (1!)07) nell'ileot,ifo latente (v. fhorn. rnetl. R. E.~err. , Ul07, p. (!HO), il . choeppler (4) ( l ) Kt:LiWit - CnrfliopothirB lnl~tlWr et mort l!ltbitc d<m4 l'arméc. Acad. m6d ., Pnris. seduta 30 lualio 1!10 l. ( 2 ) Bo'<e. co .. trillllti(Jtt Il l't'lltlr dr h mori i<IIMit datt8 l 'flrmf.r . m liri ltt<Mtr pnr rmniii•Qnir ,; f!IJir anrimltt!nirr. (Ault. miti. n t•harm. mi/il., l !lO(l. no,· .. p. :J(IO (3) .\1. .\lm I<Zts&. - Du r cil• d' " mrdadi•·s du contr tlm~-< c ;.tiiJloai•· !le lfl mori sui•ÌI• rh•= /rll mditut r• "· ( l'oit ""''""d. jo,rn .. llll'lrzo o nprile l!liUi) (in rns:>o). 4} H S~;HO&I'I'I.Ut. - l "eb• ,. rin, •• Fa/l t·M~ C!l"tir• rt:IIIJ r.-//111onu in• 4. l'rntrikrl a l.• f'l"t:licJ. r "l'mt. 8urRach r . ((', 111r. IJI.f. u/1. l'atl.ol. ILII(/.,)(tf/,o/ . . l •wt•)m .. :'\\.l l. 23 IOCr; ).


SENZA CAUSA ANATOmCA NvTA ;>\El ?tllLlTARl

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in un soldato, per cisticerco del IV vent ricolo (\. Giorn. med. R. Eserc., 1907, p. 853), il Menetrier e Touraine (1908) durante un diabete per trombosi della coronaria anteriore ed infarto del mi ocardio, il Ga.uthier (190~) nel male di Pott, il Léniez ( l) che descrisse nn caso di morte im prov·.risa in un soldato, con meningo-encefalite tubercolare latente e trombosi del seno longitud:.nale superiore (\. (}iorn. ntecl. mil., HlOS, p. 68:)) , il Grenet e • ergent (HlO ) dnranle um1 punzione lombare e il Broca (1008) a seguito della cura rad icale dell' eruia iuguiMle, per embolia }JOlmona.re da flebite femorale. Devesi pure rammentaro3 come, dopo lo Zenker ed il Klebs, siansi descritti molti casi di morte improvvisa col reperto Anatomico di nua pancreatite acuta. emorragica., accompagnata., assai spesso, da degenerazione grassa del nscere e steatonecrosi diffusa. del peritoneo. Per quel che riguarda la statistica, accenno soltanto ai la\ori di P. Balbo (2), del Ferrario (~ ) sulle morti impro\\ise in ~Iihmo in un vasto periodo d'anni, del Corradi H:) su quelle di Bologna, n el quale si calcolano a 42,G8 p. 1000 le morti repentine iu Italia, del Constant (:'l) su quelle osservate alla morgue di ~iarsigl ia e d el La.cassagne, cfie nel suo trattato (op. cit. ) ci fa notare come le morti brusche su lla pubblica via, che in Francia furono solo in nnmero d i 71JO nel 1kè3:), si sono pitt che triplicate iu un periodo di Go anni, salendo nel 1!100 a. 2408. Come già appara da questa ra pida seor;;a. bi bliografica, la morte improvvisa può essere in rapporto coi fattori più S\ tlrin.t,i e molteplici. In un gran numero di casi questo rappor to è dei più immeùiati, poicht> l'autopsia permette di rin t racciare ùell e le!!ion i bene e\·identi e caratteristiche. cui si può ascri\·ere con certezza la causa della. morttJ (ad esempio: un'emormgia cerebrale, la. rotturr. d'un aneurisma del. l'aorta e simili) . .Ma in altri casi il reperto necroscopioo non può condurci a conclusioni cosi decisive e sicure .• i è tro,atn,, è Yero, ad esempio, una. nefrite interstiziale, un' insufficienza dell'aorta, ecc., bensì capaci, com'è pro,·ato, di dare bruscameute la morte, ma nulla ci \Ìeta di (Il L~:~u:z. - U1~ ca~ dr more 8ubitr. (flulf. $1)1'. mM. milit. t rrwç. , Hl OS, p. 4:iR) . T (~) P BAJ,OO. - S tati11t ictt tmllt· mort i Ìlll/lrOt•t•iu. (Soi!gi d 'nritmcticn politico) . ormo, 18 2!!. (3) O . l-' E RBARIO - Statist ica c/•·11~ m flrti improvl:i.<o• ~ parti~olarmnttr r/~1/r >nfJrti '/Ilt r rtpt>()/essia 11el/a CÌII<l o lttl ciroJild11riu CI<ICTIIO di JJ ilOIIQ r/11/ 1';;.-,l) a/ I S:l4. - )fi ano, l lt3 ~.

~l (<l) A. CoaRAni. - D rlif morii r t fiC 11fiii C a t:"' lllltt• il~ /Jologrw dul 1$211 al 11'1:>·1 .• cm. Accnd. scienze o lat. Bo lognn, 186:1. •1, <,~> Co::' l'ITAST. -

D•· la w nrt 1111bitr "'" la vni• p,/,/;,,,,r • l ur$u/l,. 18ll3-liltlli). - Tlu'se de :\lo nt pellier. l -1!18.

(~trrtiA ' Ìif'" •/, /q lltrlf~I"C


JO

CC:S'I'IllBUTO ALLO STL"DIO O!,;LLE ~fORTI IMPROVVISE

supporre che un'altra causa (p. e. nn veleno), sia in quel medesimo soggetto iuten·enuta a procurare l'esito letale. Altre volte, ancora, l'autopsia uon ci offre che lesioni assai comut•i e d'interpretazione assai \aga, come la congestione polmouare o cerebrale, che possono ascrivers i alle cause più diverse (Brouardel, Vibert). Ciò premesso accenno brevemente i princi pali e piìt comuni reperti anatomici delle morti repentino, rag~rnppati secondo la sede. La lesione o alterazione può trovars i nell ' encefalo (trombosi, emorragie cerebrali e meningee, embolie, tumori ed a~cess i, fra çui quello di origine otitica, me ningiti, cistirct>rcl1i n el IV ventriuolo et'C.), nell'apparato respiratorio (occlusione delle Yie aeree, quali il laringe, la trae bea. e i g ro::si bronchi, polmoniti ambulatorie, e morragie polmona.ri, embo· l ie Jell'arte ria polmonare, versam enti pleurici. calano soffocante, rottura. tiel dinfra.mmt\)1 nel sist ema circolatorio (rottura del cuore e di aneu rismi do l cuore e dei grossi vasi, 1nsuflicenze Yl\] volari, poricardi ti, d<'geuerazione a•li posa del (•nore, al Lerazion i del m ioca.rdio occlusione del le arterie corona rie, a teromasit\ estesa dell'aorta, aueut·i.:;mi d!i essa), nell'appttraLo digerente (ulcera. seropliue e neoplast:.ica, perJor11.uti o no, ulcere perforant i dell'intesti no durante un t ifo latent.•, stroz:z!\menti intestinali, enteriti e ga:,trenteriti acute, app e ndi~;itc, rott.ura cti cist.i idatidea del fegttto, calcolosi epatica: pancreatito ac uta emorragica, peritonite tubcr<'olnre) e nell'appamto urinario (uefriti , m·eroia, t umori renali ). E noto inoltre come ~~li alcoolisti, i vecchi ed i ba.mbini ass1~i piccoli, possiedano grande predisposizione a morire impro n-isamente e come s i siano ossen·a.ti CO.'ìi di esito letale subit.aneo in diabetici. in le ncemici, in obesi e negli operati, specie q uando si ricOtTe alla narcosi cloroformi ca.

~on è a er odere peraltr·o c he in ogni caso di morte impro>visa. sia da.1o rintracciare, all'autopsia, nua qualunque altt>t•nzione, o, nei commenwrati,•i dell'in li,·idno, qualc he not,izi a. importa nt<', riferen tesi agli antecedenti o agli ultimi istanti della vita. « P t>r qna.nta diligenza noi impit'ghiamo nel fare le nostre autopsie, scri,-e il ]Jroua.rdel (op. cit., p. 11:)11 per sun.nto minuziose siano lo no::tre ric·erche, quali che siano le nostre conoscenze snll 'origine della mor te im proYvisa., noi ci troveremo ta.h·olta in presenza di casi, dei quttli ci sariL impossibile dn.re una spiega7.ioue. ].;a l oro freq uenza. è del lO p. 100 circa . Spesso il eaol!w ere cl•o noi esaminiamo è di gia in uno stn.to di putrefazione più o meno avnnza.ta e con !11. miglior Yo lontà. del mondo le nostre ricerc he restano incomplete ; esse pre-;eutano delle lac une do-


SE:\ ZA CACSA A!'1AT01110A ,. OTA !'1EI )IIL!TAIH

l l

vnte oli' impossibilità d i spingerle sufficientemeuta lontane e specialmente di fare l'esame micr oscopico di tessuti iu decomposizione. T tllvolta., quantunque non s i possano invocare le alterazioni dovute a lla putrefazioue, non possiamo determinare la verR. causa de lla. morte. Yi è dunque un certo numero di casi in cui è impos~ ibile affermare che la morte improvvisa è dovuta. a tale o a tal nlt.r a lesione, il che costituisce un fatto impor tante .. . Su queste m or t i im provvise cou r epertù anatomico n egativo, trovasi già notizia nelle opere del Casper (l e 2), il quale seri ve co me nelle necroscopie giud iziarie di tali casi, spesso accada. c he di quanto si sarebbe aspett1t~o dietro g li indizi avuti o le note c·ontingenze che accompagnano la morte o la scoperta del cada>ere, nulh\ si Lrovi. Negativi possouo essere i reperti o assolutamente o rc la 1tva.mente o si 'twle allora ammettere, egl i dice, èho trattisi d i aJ)()JJie.~~ia llf'l-ro.~a, subitanea. paralisi dol s istema nervoso centrale, per cu i lt\ macchintL 'li ferma is~antanea.mente senza che alcuna delle sue ruote appaia danneggiata. Nel sno trattat.o il Vibert (op. cit.l, amCJonisce i l perito, uei casi di sezioni cnda,·ericbe negati ve dopo morLi impro vvise, a non dare ~o\·erchia. impor tanza. a e\entuali reperti d i lesioni poco pronunziate o poco s ignifica ti ve, poichè "t"al meglio, sia p el suo stre&to dovere che per la sna reputazione, con fessnrA la propria im p0tenza e dichiarard formalmente che 1'<\utopsiA. non ha svelnto lesion i o traccie el i malattie cap:lci di spiegare la morle. Ril:Orùo nuche le memorie llell' Tiaman t (:)}, r;niJe fini improvvise postopemtorie, per le quali talora l"anat0mia pa· tologica. è muta ci rca i m o me nti causali, e del P oimult (4), il quale couferma l'esistenza, benchè n on frequent e, d i xeper ti n ecr oscopic i assolutamente n eg~~.tiv i , di cu i egl i hn. raccolto a ccuratamente un piccolo numero di casi. Anche lo Strassmnu (~1i tiene parola d i q ue~te m or t i brnsche natura li, io cui la sezione n on s vela nn a sntlicicu te causa della fine, ed opina. cho talune cJi esse s iano for:;e avve uute d urante un accesso epilettico, di c ui farebbero fede le mo r:;ica.ture tlell l\ lingua. e le emorragie della cute e delle mncose, oppure duran te !Lcce:;si paral it ici. Lo Stoenescn pure (1~) r ichiama l'attenzione sui casi di m orte subitanea. ,_~I l l C . L. CA~I'~: II. - .\ltlllll<tlr prtlfic? rU >wdicitt•t l•·yaf,. Tnuluz. itul. - T urinu. 1ti,J • vol. l , pn~. .;u . . l 12 1 C . L. l!.\•H·~:n. - :Vot•rll• clittidtf" '•ppart••tto uti rt/1(1 mrtliciw t f, !fili.:. Trtu lm:. nn · - Rumn !' T ua-in(), 11\72. (S) H.. HA l i A.."'T. - [.& !II'Jrt RttfJÌI<' JI•JRI -tJpirlllo i r r . - Tht!~ll ùo Puri~. 18!17. ( 4 ) F . Po rnA OLT.- Lrt mori .~•tf•ill pttr inltibiti•m.- Tlt è"'' d,, l'••rid, l!ltlol. (~) F . STRAII~ltA..~:-.'. - .\fa wml•· di m• dicim1 l t!fa/1 Trllduz. i t tll. - To rin". l !111 1, P. " I l 803.

?9

p bt(U) ~- . S"t'OF;):J!f<CU. - ('o ,,.ù/<'rati•nu i!Ur qu•lqu~'~• ca 1 ·l• mnrt Jlllltil• . (. l II"W 1 htt!l• 11 • d "V. d. léy .• IIHJ2 . T . XL\"JI J. p. :!t!!l).


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CO:\'I'!HBliTO ALLO STl,."J)ll) DELLE !IIORTI UlPROVVI~F:

da lui sezionati nell' istitnto di medieioa legale del 1\Iino,'ici, a Bucarest, in cui nò lo stato anatomico d~gli organi, nè r inch iesta. dei fatti che precedei tero la. morte poterono mettere stilla. via per rintracciare le \ere cause di essa. Il Lange (1) racconta d'un bambino d i 4 anni, morto di colpo duntute un semplice esame laringost·opico e il Lochte (~)s u 101 aut opsie eli soggetti deceduti imJ>ron·isamente, ne ha tro;ate ò in cui non s i potè precisare iu alcun modo la. causa, tanto che ~:'g li classifica questi ca~: in unll speciale categoria, delle morti improvvise per wn~<e ÌfJIIOi e. 11 trattato dello Ziino (op. ti!.) ne parla come di (•asi eccezionali, il \ an nuy:.e (3) le ,·alula Ìn \·ece a circa il 10 p. 100.

Data la grande im portanza medico-legale e sci~nt i fìcn di queste moni irnprC'\\·ise con reperto anatomico n~gatit"o, che rappresentano tutt'ora una misteriosa sfinge, intorno a cui si moltiplicano e si anìnano, come >edremo, le congetture e le ipotesi più ingeguosu e piit d ispa.rnte, m 'è sembrato non pri,·o d' inierosse iJ ri pnrtarn e qu i una. da me osscn·at.a in un gioYaue soldato, tanto più che )p ricerche uiuliografìl'l•e non mi hanno permesso di ri11traccia.re la ùcscrizi0ne di alcun altro ca.so rlt>l genere in personn d' uu militRre. 'l'm~tat"asi del zttppatore R.)!'. del ·!" r~ggimento b~rsaglieri , gìov~tne as~ai pres1a11Le o d i forme atl eLit~he, in etÀ. di 2L anni e me?.Zo, dPIJa classe 1. ~t1, prl:'cedcntcmento ngrit~olto re. na.t.i,·o del comune di )farciano (Arezzo). L e inchieste presso la fa.miglia mentre ci appresero, di poi, ello at"ent due f'rn.tc·lli tult.'ora vi,·enti erl in lmona s~tlnte e che la madre o il padre erano d~cecluti a breve distanza fm. di loro qualche mese prima, per cause che non fu possibile precisare, e ·cl uùet"nno d'altro lato ch'egli avesse mt~i suLito iufcrmit.à d'importanzt\. In uo\e mesi ùi vita militare non at"eva. mai , in nessunn. circoslanzn, mostrato dì risent.ir.:;i ddle fatiche e dei di:mgi inerenti nl s en·izio, ch'egli disimpegmtt'a multo di buon animo, tanto che era stato cita.to n modello da: superiori. Da acc urate imlagiui praticate risniLò pure coma mai si fos ·e presentato alla ,·isita medica o, comunque, a,·esse allegato o s i f osse !agnato di qualsiasi indisposizione o malattia.

et•• ;,.

( l ) \'. L\S CIF:. - ( 'n ~Jtli'l'"·. ti.. m ?rt snl.it~ (in lin!!UI\ 8!'1\llÙÌnt\\'B). (t'w,.krifi /ttr Ltt• !ttr. :?O nO\', J!lfl:l). Rrol.m~J.tn n •JCII uiJcr d t Il Jlltlt:lichcll T od (Hl$ inncrt •• ( 'rtmchen. (:?) r.:>l'IITt;. (l'i,rto(jtthr.•chr. f . y.ridtil . .llttl i:ilt . l!JIIl. l " tritn. (3) \'" x Dl·Y"t:. - /)c la tll'trt ,.,,,;,,,- <.'<•nft•rcn1.u ollu Scii'. m .;,l,·!'lti r et Soc. 1nl-d. d'.\nvt"'r~. l:u•ij tHt.


SE~ZA

OAUSA A::-i..\'1'0.\J IOA ~OTA ~El mr..ITARL

Il reggimento dal 3 al13 agosto 1!)07 axeva posto le tende in Ca-. stellaro, presso 'l'aggia. (provincia di Porto i\Ca.nrizio), per alcune e ·er citazioni di tiro. In quel campo, sittu~to in regione montuosa, non lon Lano. da.llittorale marino, a circa 300 met.ri sul livollo tlel mare, in immediata vicìna.nza delle case del villaggio, la. sfdnto dei militari tnt.ti si era conservata eccellente sotto ogni rignardo. Nè allora nù di poi si ebbero a verificatre casi eli malattie infetti\-e o contagiose. Le fat.iche del campo, benchè ragguardevoli, non si potevano certo dire eccessi\e e non implicaro11o lunghe marcie, u ~ ascensioni note.>oli. Dunmte quel periodo di tempo, bencltè senza alc.:nna pioggi11., si era dovuto lamentare una forte umidità atmosferica, cong iunta o. rilevanti calori, il che pro::uram abbondanti sndorazioni ad ogni minima fatica. Ill4 Agosto il reggimento, levate di buon mutti no le t.ende, si a<.:· ~;in.'ie a ritornare alla propria guarnigio11e in San H.emo, distanlo ap· pen&.l2 chilometri circa, e dopo quasi mezz'o1·a di marcia in di$ce:>f~ giuu·e nei pressi di Arma di Taggia, al livello del maro, ove iniziò un n bre\·e esorci tazione tattica. La compagnia del zn.ppatore D. F. trov;wasi, ver::;o le 7, in una prateria coltivata ad olivi, a poca distauzt~ dal h\ spiag~ia mn.rinn, lo· calità. che, stante l'ora mattutin~\1 il sole non em ancora g iunto nd illuminare al disopra delle creste delle >icine montague. La mattinata ero. fresca e il cielo sereno. La trnppa, in simili condizioni, era dunlLilO ben lungi dal risentir9 nlcltn disagio per caltlo o pel· sete o tanto meno per la fatica. .A nn tratto il zappatore D. F . che, con i propri commilitoni procede'a in ordine sparso, a pns~o ordinario, discorrendo allegramente con i vicini, si abbat.tù d'improvviso su un ginocchio, fu udito e:;damare: « oh! mio Dio ! ,. e si rovesciò al suolo. )Ii trovan1. allora a circa 200 metri d istante da quella località e vi accorsi prontamente, ma soltanto, oramai, per constatn.me la morte, già sopravvenuta in modo addit·ittura fulmineo. A nulla valsero i tentativi per ril!hia.marlo in vita. Le notizie raccolte fra. i commilitoni sugli ultimi momenti della sua. esistenza erano ben luugi dal far in qualunque moclo prevedere unn. fine cosi prossima e fulminea. Infatti egli s'era svegliato cogli altri, d i ottimo umore, e si era preparato alla pt\rtenza scherzando allegramente con i compagni. Aveva compiuto la breve marcia conversnndo con i vicini e senza. dimostrare il menomo disagio o la menoma. sofferenza e discorreva ancora con essi pochi secondi prima di morire. Non aveva presentato movimenti convulsivi, nè sangue dal naso o dalla bocca: il volto, composto come durante il sonno, appariva un poco ptdlirlo, ma non contratto.


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CO:\TRIDCTO Al-LO STCDIO DELLE ~! ORTI UIPROVVI SE

LA. sezione cada,erica \enne e:;eguita il giorno dopo in presen za del l"autorità giudiziaria, nella camera mortuaria del cimitero di Taggia, da un collega. ci,ile di quella. citt!l, il dott. Fornara, e da me, con t utta la miglior d il igenza che ci fu possibile d' impiegare. Dirò subito che la necroscopia non ci permise d i rintracciare una lesione o alterazione qnalsiasi, cui poter in modo anche lontanamente i potetico r iportare la brusca fine d i q nel gio\ane tiolda.to. Il cadavere, non ostaute la calda stagione, erasi ottimamente consen-ato. Presentava. tutt'ora un leggero grado di t·igid ità cada \·erica, qualrhe macch ta. ipostatica al dor:;o e leggera tensione delle pareti ad dominali pei gas svi luppatisi nell' iutt>stino dopo la morte. Potemmo rilevn,re le forme \eramente atletiche del soggetto, il qua le, di van taggiosa statura, con lin eamenti assai regolari e perfetto sviluppo scheletrit·o, possedeva tessuto sotLocutaneo ben fornito di adipe e masse muscolari oltremodo poderose. :\Iostrav11. normale conformazione ciel cran io. L'esame assai minu zioso dell'encefalv, uno degli organi in cu i ci nSJJettan\.mo di r iu\enire una. lesione carA.tteristica, ci dimostrò soltanto un'assni leggera iperemin. della lepLomeu inge. 1\LDto (;oli' ispe:r.ione esterna, q uanto coi tagli seriali e l'apertura dei ventricoli, non ci fu dato rintracciare nè emorrngie, uè emboli, nè trombosi, nè ascessi, uè t umori, nè tubercoli, nè cist.i parassi l arie, n è alcun 'al tra lesione . .Non esiste\ano corpi estranei nello. bocca, nel faringe, ncll'esofn~o c nemmeno nelle vie aeree. Non eravi persistenza, nè quindi, tanto meno, i perplasia del timo, nè ipertrofìa della tiroide. I polmoni, liberi alla loro superficie da qualunque aderenza, non mostraYano altro che nn leggero grado di congestione sanguigna, specie nelle parli pi ù decli d. Perfettamente normale appari·va d'~tltronde am·be l'apparato ci rcol:uorio : nel muscolo cardiaco nessuna trnccia macroscopica. di degenerazione; non lesioni Ya l volnri: non esistevano si uecltie pericard iche e nemmeno alterazioni dei grossi vasi, nè di quelli coronari. Non ci fu assolutamcute possibile prat..icare r esame microscopico del miocardio. Haccogliemmo nello stoma.co circa nn m<'zzo litro di liquido incolore ed alquanto sciropposo, iu ('Ui erano sospesi numerosi p iccoli frammcuti di mollica di pane bianco. Quest.o contenuto non tramanda' a il bcnd1~ minimo odore d i alcool o di essen:r.e, ne, d 'altronde, la mucosa gal'trica nppariYa congestionata, erosa, ulcernta o in qual~iasi modo di\('r:;a dal normale. Nl'll'intestino tenue si rinYenne un grosso ascaride lombricoiùe. Nulla d'irregolare nel fego.to, n el paucreas (il quale non


SENZA CAUSA ANATO!LlCA 1\0TA ~J::[ MILITARI

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presentava nè emorragie, nè degenerazioni), nel na milza e così pure nei reni e DE'gli altri organi dell'apparato oro-genitale. Nessuna alterazione apprezzabile del sangue e del midollo delle ossa. L'improvviso ed inaspettato decesso di quel robusto soldato, nel fiore degli anni, non trovava. dunque alcuna plausibile esplica?.ione. Era. da escludersi la. morte per intossicazione alcoolica o iu soggetto abitualmente a.lcoolizza.to, tanto pel reperto uecl'oscopico quanto per le indagini anamnestiche. Non si poteva. pensare a.d un avvelenamento, per le stesse ragioni, benchè non si sia potuto praticare la. perizia tossicologica, come, d'altronde, nemmeno quella microscopica. L'ascaride trovato nel tenue non ave,·a certo indotto il decesso per soffocamento in seguito a. penetra;.:ione nelle vie aeree, poichè manca\'ano i segni ne· croscopici di tal genere di morte, che d'altronde era stata troppo repentina, nè il soggetto a.vt·ebbe potuto pronunziare negli ttltimi istanti quelle parole che sopra. ~o no riportate. Tanto meno poi si potrebbe ragionevolmente supporre che quell'unico pa.rassita. a bbia potuto da solo ingenera.re un'intossicazione, come invece sembra. sia accaduto, per numerosi ascaridi, in uno dei casi del!critti dal :\fariotti-Bianchi (1). Nemmeno si poteva pensare ad un accidente da calore o da sole, dttte le circostanze di tempo e di località, le condizioni meteorologiche e il genere ed il grado di lavoro compinto dall' individuo, dei quali ho fa tto ceuno poc'a.nzi. D'altronde in tntto il reggimento non s'ebbe in quel mattino a. notare il più piccolo ~tccenno a tal genere di d isturbi. Era quindi nostro stretto do,ere dichiarare formalmen te alle autorità che la sezione cadaverica non aveva permesso di appurare lesion i nè traccia di malattie o di imperf~z ioni capaci di spiegare la morte improvvisa, la quale era perciò da. ascr i,er,;i al grnppo di quelle con reperto anatomo-patologico negati l'o descritte dagl i autori.

**• Ho dianzi accennato alle moltepli ci e ingegno>'e teorie messe innanzi dai ricercatori e dagli scienziati per spiegare tplesto strano genere di morte. Esse mer itano qui uua breve rivista., allo scopo non solo di completare la letteratura sull'argomento, ma anche d i esaminare oIla lnce di esse il caso che ho riportato. Vedemmo il Casper (loc. cit.) far menzione dell'apople.~sia nerrosa, subitanea paralisi, egli dice, del sistema ner>OSQ centrale, una vera morte nettroparalitica, per effetto della. quale «non solo il mPccanismo (l) c:. B. )lARIOTTI · I31AS(' HI. JJtll~1111io

p . 17.)).

1891). t !)fl.i nrll'otp;dalr

Rt•.•ocoll/o ~i~t< mntiro t/1 1/r (tui••JI~ì,. f'II''!I"ÌI• nel mililarr eli Rom11. ((iitlrll. uud. U. J::,.,rcito, !!lui.


C"O~TRtnUTO .AI.I.O ~1TD!O DELLI': ~IOIITI l)li'ROVVI E ),

lG

de:l corpo rimA.ue in ne:isuna gui~a alterato, ma ne-ssuna al terazione scn::nbile, cosi delle JHWte solide, come n e~l i umori si scorge» . Egli si t\tfretta peraltro a dichiamr<' come si all'ermi un tal genere eli morte, senza pot<'l"io dimostrare positivamente. Cosi it 1'ardièu ed il L angier (l ) pariano <.lì nn:\ nll'a morte p~r xiJI(:Opt• primiliw, cou as;;:en~r.l\ d ·ogni lesione del cuore, ~i ti. o ·r;en-uta dal 'l'onrdes. (~uando t\ll'autopsia. dì una persona dc~edutn. rppenlinnmeut", non si rron1. alcuna le-ione appr<'zzabile, si suole tln. tempo parlare di mot'fe JU'I' inibi~i'JIU!. l1i mostrato ~peri m eu n\lmcute dal \\'e ber, da. Glande Dernnrtl, da l Plliig0r, dal ~[orat ed altri, il fen omeno drll'inibizion.e ~erme dal Hrown-Séqnard cJ._.finito per " uu aLto. in viniL del qunle una proprieli\ o Ull 1a tti ,·iti\ scompRre suLitamente o n:s::a i rapidamentl', a distauza. da uu puuto irritato del sistema. lll'r~oso, grl\zÌ•• a un'inlhtenza. speciale, es\~rt·ttnta (h\JI' in·i taziuue tra-;nJe,.:;a, da qnesto punto alla. p:trte o alle di,·erse parti doll'or~<mi,;mo ove l)llt'S!.a. dispo~iziont! ,.:;i manil'~sta ». nico rdo lo stndio del )[inovici (:!) sulla morti:' SUUita.ll~';\ Il. segn i lo di colpi :iUJ Yentre O sul ltu·inge e CJllClli dcJ T.n rwot·~a.ux :; e 11, cho i tlue terzi lle>i Ctl~ i eli morie mpi1la. o bru,;ca. ;\-;l·ri,·a all'iuiuiziont> rill c;;,.a, dt>i ccutri dt>lla t.·ircola:r.ione o di'l rc:;piro, che in un ,-e~·chio nenopatico c dispeptico, da lui e::aminato e JriOI'tu per un errore dietetico, SPmbra,·a partita dtdle vio digerenti . Il Yibert. t=-J)1 del pt\ri, la morte imprun·isa. con r eperto negati Yo, co~i frequente nei leueri bamhilli, speci1• clumute il sonno. a.tLrilJUi,;c(l ad azioni iniliitorie, tanto pitt facili aù an·erarsi in quauto tt0\'8HO in e:;;;i nn ;:;i,;tl!ma uer\'oso m•>lt.o Yulnentbile, pet· canse non ben [W<'· ci ·ate. Yanuo q n i ricortl11Li i hwori del :\Iodicn. l L S~l:-!) :;ull'il!ihizioue cardiore.opiratorilt e del Bclin (0) sulla. mone per imbizione nell'abort.o prot;llt'l\10. :Xella te»i dt-1 Jloimnlt (op. cit.) si des<.:ri\'ono a lcnui cnsi di morte 11cr inibizione, in. circostanze ra('ide ed impreYiste, S<'gttite a. .-ontnsioni ed anche a lie,·i urti, ~pecie rlf:'gl i orgnui genitali, dellnringe, ( l ) -;..·.,,,.,"" cliclifJIIIIfltr• eh mldtcÌII• cl tf, cltiruryi. prutiqth•.- ]',cri~. 1!177. \ 't)· •·nbnl11 : J/nr/. l't•datto dn .\ . Tnr.lic•u c• ;\l. L.nccj,,., ( 2) )lt-.0\'1<' 1. -

Ètutl• m·-dicu-lr~/tJI• ""' 111 "''''' 8••'••tr tl In

/'nbtlut"'" ti [, larjn.r.

Tht!se ,,,. Pa•·ill.

'""li.

I'!IÌI•

Il• coup.o 1111r

Ltc '""'l rtlfJÌd• "'' tmbit~ ]J(tr le ~ :'"'''''''. Il• rv• tu: imlictlliuus Clltllttci.~"""c<· dr ilrJII mioui!ÌIIm,. ,-"•m. m! d .. 18!! l, p. :13-J.i). ( -l ) L .\SI 'l-:RE\1""1:. - D•· /(1 muri rtlftifl• "" Rnftilt il'r,riyim !flllllriqru.( UII/1 . Acatl. ( :1)

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SE:o>ZA CAUSA ANATOMICA NOTA .NEI MILITARI

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dell'epigastrio e dell'addome, oppure a. semplici irrigazioni ed esplorazioni digitali nei genitali femminei, o, anche, senza trauma vero e proprio, a. semplice sommersione, a. ingestione di liquidi freddi, compressione del torace e dell'addome nei neonati, litiasi biliare ecc. L'inibizione è favorita da. alcune circostanze, q ua.li l'età adulta., il deperimento, il net-vosismo ed il poriodo della. digestione, che sembra. il piìt importante. Il medico-legale, dice il Poira.ult, quando un'autopsia è negativa e le cirl )stanze della morte sono bene conosciute, è autorizzato ad in voca.n il meccanismo dell'inibizione. Nel soldato di cui ho riferito la. storia., per quanto propenso ad ammettere l'ipote~i d'una inibizione, non saprei tuttavia, a. rigor di termini, dare importanza. a.l periodo della digestione o ad un 'eventuale ingestione di a.cqta freùda, poichè di quest i fattori il primo avevacerto assai limitate priJporzioni, tali da lasciare tuttavia nel dubbio che, all'infuori d'ogni altra. causa, abbia questa potuto sicuramtnte esplicare una. decisi va influenza, ed il ~;econdo, davanti al reperto anatomico, è destinato a. rimanere una semplice congettura.. Rimando il lettore alla. già menzionata opera del Brouardel, che riporta parecchi casi d'inibizione mortale, a. seguito dei piì1 futili traumi o di avvenimenti i piu disparati, fra. i qnali sono da citare anche la. paura. e le emozioni in genere. Cito inoltre gli scri_tti del Tamassia (1!10 1) sull'inibizione cardiaca e respiratoria. e del l\[adia (l), pel quale gli el ementi costitutivi della. morte per inibizione sono b preesistenza di un trauma, l'improvviso decesso e l'assenza di lesioni necroscopiche apprezzabili. Anche il Segadelli (2) ed il Di:;tefano {H) ascrivono ad un'origine nervosa. riflessa. il subitaneo morire dei bambini, mentre lo Ziino (op. cit.) trova. che all'inibizione non sempre opportunamente si ricorre a. fine di spiegare certe morti subitanee, nelle quali la seziot e del cadavere non dà. alcun risultato anatomo-patologica.mente e clinicamente positivo. È conveniante ricordare come il Benja.min (4) spieghi il meccanismo delle mor ti improvvise d'origine gastrica coll'influenza. che lo stato di ripienezza o di vacuità esercita sulla pressione arteriosa., come dalle esperienze del Reynier. (l) F.. MADTA. - Dizionario di medicina legale. Napoli, 1902-03 Vocabolo: inibizioJJe, ,·ol. n , p. 212. (2) O. SEOAl>ELLI. - Contributo aUo 8tudio delle cmue eli nwrt,. imwovtliHa ""~ bambi1~i. (Oau. degli oaped .. 19 aprilo 1903). (3) S. DrSTEFA.VO. - 08Bervazioni ~tul ti mQ in rapf>Orlo alla M crlici11a lcyalr. (La cliu ia:r mod .. 1904, n. 3:1, p. 409). (4) H. BlniJAll't"!'l. - Mort8 8ubites d'origine gastriquc. (Acad. de lllécl.. seduta del 20 giugno 1906). t -

r,,.,,.,.nu di medk•na mllllart. -

f'Mc. l.


('11:-;Till Ol"TI) A l ,LtJ -.T t "!HO liEt.t,~: ~lui!TI DII'IWV\' l SE

C un grande i111 ponan zn. esercitano tutt'ora in quE>sto speciale e inler .. ssante c!\.pitolo d i tanatologin, i numero. issim i srndi, le ri1·Prchc e le i potesi sul tiu1o, qu<.>!"fa glandola che, s>iluppnta n e l feto e nei uambiui, fino nl ~;econdo nuno, si lrova. generalmente atrof-ic·n n<'gli adult.i e riJ nrta a sempl ic i traccie. Nè è a crederf' che questA. teoria, della così eletta mode limica, per e:>ser e stata spe(;iulmente applicata agli imlwov,·isi clecP,si 1lei LPlH'l'l bam.ltini, non abbia alcmta nttine11:r.a al (·aso no:>tr o, poichè fra poco lt>gg<'rcmo d'n.!cuui 1\ntori che ad esst\ nt.lrilmirono anche il subitanl'o morire di pE>rsone aththf'. ]~ b<'ue del rc!lto ricol'<iare come il tin10 pos;;a JWrsist.ere Yoluminoso anche nPII"età adulta. ~Jeutre ttl timo, tanto se normale che ipcrfrofico, il Friedlehen (l R:>R) nella sua opera. su lla fisiologia ùi questa. glnnduln. n ega\'a, cotne già l 'H,:rard ( 1S47) e lli poi il )[nrchaut (lS.'-':}), ];t facoltù, d"ostnco· !are la r espira;o;ione e di disturbare la circohtzione ed i nervi che presiedono a l rPspiro, di produrre, in una parola, ciò che Kopp (JR:!!I) n.Yeva dr;;critlo per nww timicl), il (;rawitz (lRI.\,C)) ebbe nò ~tmmE>trere che l'i perplasia del timo potesse 1\fl'C'C!u·o morte impron·isn. ai lr,uanti, per <:ompressionE> dellA. trachea, stante il breve spazio che in tercede in essi fra il maunbriu dello sterno e la colonna vertebrale. Questo hworo non solo rimiso in onore la teoria timicu, tnLt'ora dominante, ma venne seguito da. nu considerevole numero di ricer..:he e 1li scritti sulLugomeuto. }: bene peralt.ro notare fin d'ora come gli stessi fl~u­ t.ori di questa teoria siano ben lungi da un accordo sul meccanismo patogenetico clelia morte impron·i:;a da ìpertrofia do! timo, os:;ia ::ul m odo con cni quest'ultima pro>ocherebbe un cosi gm,·e e repentino accidente. Il maggior numero degli autori, col Grawitz, a.mm~Lte che il par euchima. timico iperplast.ico agisca meccanicameute, comprimendo la trachea. Risparmio una minuta citazione bibliografica al r iguardo e ricordo soltan!.o i nomi del Not"dmann (lHS!)), de l ~Iat"fnn (l• !l·..l:), rlol H~track (1F:l!11). del BeueJ,e ( 1~!14), del HabP <. l8!l7), del BerLhold (l~:l~), clel Fliigge (l !"l!l), del Taillcns (W01), del Peukert (1!102), del C11rter (l!I!Hl, clel Helm (l~OCi), del K i.in ig (l !lfJCì) e dello Schwinn (JfJùS), i q n al i sostengono iJ pri ucipio della com pressione del 111. tmchea, che talnni vogliono uss<\i piit age,~o)e e r epen t ina quando l'intliviJuo arroYe,ci brnsca.mente il capo all'indietro. Il .Kordmann (l ) de.,;cri\~e ii caso di un soldato di 21 anno, morto improv >isn.mente nell'us1· ire da (l) Xnut•~l\:<:< .- (",/,r R•zi•lwll~/"1 d•r T/of/111/Prlrlitu :11 f'l"t;fl'rhnt Todu</ii/l,n (f",.rr•~f'. 81. / .. rhrrdl:. A· r:!c , :\ r:\. 1'<:-11;.

i m tro,.,.<,·r. -


l!> un bagno a 17' J{eaumm·, la cu i auto p$ia, d'altronde per fcctnmente negativa, mise alla lnl!e un timo enorme, g rosso come nn pngno, a l cui subitaneo rig~mfia.rsi per accmmulo d i secrt'zìoue nei follit:oli e per ipereroia pan.mchimalc, L\. attriunisC'e il :;ubitaneo morire. L o Scheele (l K!II}) invece. nun ammetto qne:>ta teoria uo mpres..:i,·a. poichò, sperimen t11.lmente, almeno nPi bambin i, no n ha potnlo ott•' nere un sufficiente appiattimento della. trat:l1en. se non sottoponendola a lmeno al peso di u n chilogramma. li P iedecocq tl 8ll!J crede che il timo i perplastico eserciti la sua compr essione talora brusc:amente, mr~. t.alora aul'he in modo lento e gratinale e no11 sempre iiugl i stessi orgau i ùe l co llo. li Caill~ (lq0:3l parla della compres:-ioue tlei g rossi ,-asi del collo ed il Tiin:h-Hirsc hfelcl di quella dei nervi e precipnamome dei rami cardiac i del yago. H. ]{.ohiu. o n (J) a.tt.ribuisce grande i m porlianzn., nella m o ne i m pro v d sa, al la disposizione anatom ica del ner vo freni l:o e de lle sue molt.ep lic i e frequenti n.nastomo:;i con nitrì nen·i, quali il pnenmttgastrico e ~Li splacnici. Il frenico può es<Jere inf1tLti compresso e strozzato da processi i n fiammatori, sclerl)tic i, cnlcarC'i o d i1<trutt.i ,-i dE:' li n. pleurn. de l peri<·nrdio e della fascia timica, pro,·ocando co:;ì la paralis i diaframmatica {sinco pe r espiratoritL), seguita ùa parnlisi del •ago e de' s uoi r ami cardiaci (s incope ca.rdia,ca) . Dirò infine che il l1onnet ( ll:$~1~) 1 anzic bè acl un'azione meccanica del t imo ipertrofico, attribui sce la morte subitanea ad un disturbo funzionale di detta gianduia. Lo ~h· c hla (189G) ed il Ghika (1901) \Og liono anzi che si t ralit.i d' un'esagerata fuuzionali tà sccre L i~a del timo, il quale, essendo una g ianduia a secrezione iuterua, proù urreb\.Je una c iper timizza zione • del sangue, cui seguirebbe nn'ìrrit<Lbili Là estrema de l sistema nervoso capace di proYocare una sin cope riHessa letale col concorso delle pitt legger e cause occasio nali. Infine lo Sca lone ( l 9 1)7), in uno studio critico e sperimen ta le, cr ede proùn.bile che l'ipertrofia timica, .in coloro c he muoiono nella clor onar cosi, r appresenti non già la. causa, per secrezione interna, ma l'espone nte d'una costituzione organica inferiore ecl immatura, facile a disgregarsi e a m orire per una p iccola. fatica, costit uzione d i cui l'i per t rofìn. timica sarebbe uno dei tanti elementi. . 'ul111. così detta morte t imica a ccenno ancora ai lavori de l K ob (1893), del Mussy (1SD3), del Romme (18!)4), del Ra.moino (18!1tl), del Ducrot (U.lOl), del Simon e d' Oe lsuit z (HlU:2 1, ùel Ta rghetta (1!10:2), del Perrin de la Totlche (190:1)1 del Za nder e K eyhl (U)(}±), del Perrin ( l ) R. R our.;so:>. - l .a Mori l'lll,il~ drs tll/tllll• 7>ar t~ ll•ymrt~ ti tlum•l'cwo tlu""•'c chloroformique. - Acnù. St'iCnl't·~. "<'d. tl di l·. IliO i .


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l'ONTRIDIJTO Af,LO STUlJJO DELLE ~.tORTI I:llPllOVVISE

(190G), dell'Herbier (l !>OG-07) e del Lecène (1907), che in un individuo morto improvvisamente 17 giorni dopo l'ablazione dei gangli dell'inguine, trovò il timo congestionato. È universalmente nota ]a coincidenza dell'eczem(l e dell'impet.igine con la morte improvvisa infantile, intorno alla quale occorre anche citare i lavori della. Bienaimé-Dewojno (1907), del Castets (1907) e de] 1\Ia.ille (1!)07). Accanto alla teoria ti mica a ltra ne sorse per opeora. del Palta.uf (l ): J'ipertrofia. infantile del timo non sarebbe la causa diretta della morte improvvisa, ma solo una delle svariate manifestazioni di qu ello ch'egli chiama .~lato linfatico, >al dire una iperplasia generale di tutto l'apparecchio linfat ico, caratterizzata. da splenomogalia., da allenopatie ganglionari, tumefa.7.ione delle tonsille e del tessuto adenoide del rino-faringe, i pert rofia dei follicoli chiusi delr intestino e delle placche del P eyer e via dicendo. Questa dia tosi !in fatica, per mezzo d'un profondo dist.nrbo della nutrizione, arrecherebbe g ravi alterazioni nei centri cardiaci, che. sotto una. causa occa.siona.le qualsiasi, porterebbero la sincope ed il rapido arresto del cuore. Questa. teoria, che venne appoggiata dal P ott ( l 92), dall' E scherich (1, 06), dal Koppe (189G), dalla Rérard (1000), dal Feer (LD04:) e dall'Hedinger (Hl03), trovò oppositori in parecchi e fra questi nel 'l'aillens (1901) e nel Leubuscher (1903) che hanno osservato casi di morte repentina con ipertrofia timica, ma sen za traccia di !ltato li nfa.tico. U Lequeux: (2) pensa che anche l'ipertro(in del/n th·oide possa agire come causa di morte im provvisa nei neonati, I'Ouvry (3) studia. un eerto numero di casi di edemi famiglinli, in cui la morte improvvisa par~, élebba. ascriversi a edema delle parti superiori delle vie aeree, specie per la cosi detta forma acu ta o edema angio-neurotico del Quincke, ed il Pratt (4) riferisce d'una donna di 45 anni, in cui la imrrte improvvisa, con reperto negativo, sembra dovuta a una sincope astenica in timamente legata alla menopausa. Oggi peraltro le ipotesi si orientano verso altre vedute. Già Cullare (o) descrivendo 18 (:asi di morte improvvisa con reperto a.natoUrbrr rlic B c:iclttm!Jrn da 'I'humtt8 ~11111 p/6t:/icht 11 TO<k ISSO, II, 4(\ e 18!111. III, 0). (2) l.F.<lU~:ux. - Trois e<111 d'hyprrtropllic thqroidinw~ claM lcs cas cfr mort subite dt'll IIOut:carHiés. - Soc. obstétric, du Frnm·e, scdut~ 27-29 .nprilo l {lO.:;. (:l) J. Oo\RY. - Con tribtt tion' à l'~trulc dra otdèmcs familiaux. - 'l'hè:ro de Pn· ris 19U5. (4) E. rBATT. U n W8 rlc mort 81lbltr Il l'è!)()qur. dc la nunopaul!n. (Brlt. M rd. J ourn. J!J07. 2ii mnggin) (5) A. Cux.u:ne. -Dc la m ort 8ubite d<ma ttt8 rapport avcc l'll~rédité névropatiqur. . (A nn. mM.-p8ycltol., geun. febbr. 190:?). (l) A. P .H.TAtn'. -

{ ll'im. klin.

Tl'ochcn~~clt .,


SE!o!ZA CAUSA ANATO~tlCA IS'OTA XEI MILITARI

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mico negAtivo, la. metà clei quali in età. giovane, l'attribuiva ad una. stimmate degenerativa. che si osserverebbe frequentemente nelle famiglie gravate di tare nevropatiche o mentali, per ereditarietà vesanica o per paralisi ge&era.le nella famiglia., o per epilessia, inclinando a vedere, nella. morte subitanea, una specie di apoplessia nervosa. Il Morquio (l) ebbe anche a studiare una famiglia in cui l) degli 8 fanciulli erano già. stati colpiti da. una malattia caratt.erizzato. da modificazioni permanenti del polso, attac~hi sincopali ed epilettiformi e morte brusca.. Queste osservazioni di morti famigliali improvvise vennero arricchite da. quella del Perrin (2) in cui degli 11 figli di un individuo strenuo bevitore e di madre nevrastenica, 9 morirono tutti bruscamente fra i 3 e i D anni allo stesso modo, ossia dopo pochi giorni d'insignificante malessere, di sonno profondo e di coma brevissimo. Sembra adunque che l'a.lcoolismo paterno abbia qui influito po· tentemente. L'Hedinger (3) parla di casi di morte improvvisa. sopravvenuti in una stessa famiglia, ch'egli però, a somiglianza del Brelet (4), ascrive allo stato linfatico. All'idea d'un fenOJneno fa.migliale, dipendente da tara neuropatica., inclina. anche il Cheinisse (5). Una. certa importanza. in queste morti fa.migliaJi sembra pure do· versi conferire, oltrechè all'ereditarietà. neuropa.tica ecl all'alcoolismo degli ascendenti, anche alla. consanguineità. dei genitori. Giova pure rammentare come aci altre tare ereditarie, quali la sifilide, la. tubercolosi, alcune intossica.zioni croniche, e certi stati patologici della ma.-~A. dre, venga conferita influenza nella morte improvvisa, specie dei ba.m- ~ bini, dai lavori del Gastou (6), del Godron (7), del Riss e V alletta (S!:J.~ del Bonnet-La.borderie (9) e del Pro,a.nsal (10). ~~~·~~~ { l) L. )Jo n(Juro. -

Sr1r tlll' mc.rndi·· i~>fnnlif•• re {r11uiliul• C(trar!lrù•é•• par d':i. 1 !tì. ~

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/icrllion~ permcmelllcs du pou/11. drtt nlfrul'•'s <Jyncopnlrs et épilrptifarmrs et la m ori su ·~~ {~ (Arclliv. mld. ~11/unls, a gOI'I O 1901). ·~ ' '

(2 1 P F:RtHN. Mori br~t~tqrtr d· "' •r/ {ils d' 1111 alcooliqn-:. (Amwl. m éd. et c Y • intoni. , 1° 1\prilo 1903). (3) P.. H EDI!WER. Crbrr fumiliti.r,s V orkommnt i>lòt::lich r r T cxk4tillc bc'din(lt durch Sto11111 lymtJhaticus. (Deutsclt . Arcllit•. f. klìn. Jlrd ., !!lO.:;, LXXXVI, 1·3). (4) :\[. BRELET. -La m ori dabitr eh~: l'r~tfrml. - Thèse cio Pnri11, 1907. (.j) L CREI!'ISSE.- Lt, mort twbit•· che: lcs enfants. (Srm . mJd., 1907, png 18 1). (G t C ASTOU. - ;l:fort subitr drms 1111 ('oS dr ll!fJ>Ioili!l la érédilain• d'ori{Jinr pa/rmdlc. - Soc:-. d ermat. et syphil., sed uta IO ,genn. 190 1. (i} )[. CooaoN. - Dr la m ori ~ubitc rhr:. l••R tnfants B!Jphililiques. - 'l'h~se do Poris, 1904. (Si Rtss et. P. VALLt;TTE. - Drwr cas dr mori rapit/c chcz l t nout:etm· ni . (.l1ar8ciflr mU , l(j npr. 190ii, n. 8, p 2.-oli). I!J) J A. BoNNET-LABo rwr.nr t:. De la mori ~1tbi1r d~1< ~~~f.nnt6 h érérfn·sypltilitiqur6 immMiatemr nt a prè11 la IWÌIIIJCIIIC'C' - 'l'h~so de J.ille, l !ll)(.i.(J7. CIO) R PRO\'ANSAL. - i>e fa mort ~wbitc et ra!'idc e/cii IIOfiV~a•t-~té/1. - Th<·sc do Pari~. 1907.

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1 l

CO);TRIBLTO .U,LO ~TCDJO DELLE ~IOI:TI IMf'HùV'OJ:H~ f;C'C.

B bene infine non dimenLitnre come la senol1~ di Lipsia abbia iu certi cnsi d imostrato n el miocarrlio, anc.;he quando :>i mostri llOnlHtio ati occhio nudo, delle importanti lesioni microscoprche, le C)Uali pos· ,:ono fn c ilmente all'autopsia passare inosservate. Il )~ernht>irn-Ktm·er 1 l} ed il Hclan t~ l banno infcnfi trO\'ato gntvi altera::imzi 7/l'l cuore di bn.m bini Rlit>t&i da ec~cmn e decetluti all"impron·i:so. Xd nostro caFO la mone snbitanea uon si puo mettere iu rapporto n•'· cnu un'ipcrpla,;ia. d~?l timo, uè l'OU ah:una. aiLrn delle ca.u.;e ora :wcen nat~. Le n otizie raeeolto no n pcnuettonu 11éllllllC'UO d i pensare nd uni\ tnra. errditariu. )[i sembra me~lio sostenil•ile, nello snuo attunl.• delle nust re co.~ ni~ioni ;;ciculifiche, l"ipl)te:>i di uua. morte per inibizione, ht q naie, tnbuwiu., uon p essere me;;sa :d In di ponùeu~a di n. le nn LnlllllHl llimostra.bile, anche licn•, n;• rl'lllHl ingt>sl~one di liquidi frcdJi, "ni> del pcrio•lo dolln. digc::1ioue. È d'uopo ùnnttue cou>enire, come anche Lra i gio \'ani mili&R r i, d'ahrowl~:~ in tut~o apparen&cmE'nte sani, robu;;ti e beu co"liLuiti c da lnn ~\1 te111po Al lenati e rotti ad ogni f,~,_ tic a e d i:;agio 1lel sen·izio m il illlH', po:l:mno n \"\·crarsi casi rli morte ÌllllJl'OV\"Ì;;a, Jirò me~lio, anzi, fulminea, sen7.<1. che l'a.uLop:;ia, ancht> se molto acc.mrnttt, po~.;a indicarcene la c:n~ion l' . ~~~ snpcrtluo ch'io mett a in e \·ideur.n. l'imporLtLllza. metlicl)-legale m.ilitnre d i sifl'u. tt i av\·enimr11ti. :\[i è semhmto perciò non privo d"inten•s~c il richinware l':\tlen7.i0ne dei mcdir·i militn.ri su questi ca.;i, poichè P.~-; i po::suuo presenb\r~i anche nPIIt\. nustrn praticn giornnliera. s pe~i<' presso i corpi d i t.ru ppa.

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CO ~'l' l: L1 ~t: 'l'O

STl 1DIO BEl DISTl'RBI ~ gi\\' OS I ~E l SIFILITICI T'c:>r il dott. Salvatore Gangi. l f'tu•nt<' 11wtlir·o no• ll'o~po'thdr• milit(lr·,· di \' tmwio.

l dist urbi del sonno. :lli souo deci,;o acl illnst.mre i due casi che rife r irò non per prete$!\ impor tanza scientifica, mn. solo perch~~, a m io modo eli Yed ere, e,;si apportano nn contributo, per quanto mocle,;to, alla medit·ina IPgn.le n•i litar e. 'l'ra.ttaudosi infatti di fenomE-ni fugMi, o qu;ndi diflici lmen to <:ontro lhtbili all'lltto pmtico, mi è sembrato doV'eroso di rit hiamare su di essi l'attP.uzioue dei colle~hi perc ht>, prettv\·isfl.ti della es i stcnl(t~ di tRii disturbi, possano dare il g insto peso alle lagnanza degli infermi, lagnanza che Il prima vista scmu1·c rcbbero degl i astnti snLter[ugi tendenti ad ingannare i med ici allo scopo di schh-are il laV'oro. T a li infe rmi, anche pPr c hè costr ett i per le lor o soff.. re uze a passare moltissime notti insonni, non sono in gt·uùo · di sostenere fatiche eccessive, q ua li spesso son ri ~.;hieste dall1\ '' ita. m il itare; sono fiacch i, sfibrati, svogliati ecl a. volte persi no incapnci di compiere un lnYoro che esiga una corta r esist enza. Eubene 1 esam inando (tnesti inclivillni all'infuori del momento dell'accesso, o si riscontra u na lieve brnclicn.rùia, incapace da sola a spiegarci tutti quanti i distur bi di cui i pazienti ·i lamenta no, oppure non s i riscontra alcun dato obuietti\o de!.{no di nota.. Ora se si pensa c he i l m edico milita re, in continua lotta. con la simulazione, dè. il massimo valore ai fl:\tti obbiettivi nel formulare il suo giudizio, e c he la schiera dei sifì litici nell'esercito è d isgr aziatamente numerosa, si t roverà sempre più g iustificata l' icl!C'a della pr esente comun icazione . Ed ent r o senz'a.ltro in argomento rifer endo le dne storie cliniche. G. M. di anni 24, guardia di finn.n za, da Ozieri. Il padre è obeso e soffre spesso di dolori articolari, anche uno zio patf~rno è molto grasso. La madre è vivente e sana; sono negati vi i JWPced~nt i collnlerali.


2*

CONTRIBUTO ALLO STUDIO OE I DISTURBI NERVOSI NEI SlFILlTICl

L'infermo nou soffri le comuni malattie dell' infanzia; asserisce anzi di aver godn to in genere buona salute. Nel 1906 si ammalò di febbre malarica, di cui guarì completamente dopo un mese circa. di opportune cure. Tre anni addietro contrasse la. sifilide, che curò subito con sei iniezioni di calomelano: non ebbe manifestazioni secondarie, n è disturbi di sorta, per cui potò sempre attendere al suo se1·vizio. Nella seconda. metà dell'agosto ultimo cominciò ad avvertire un senso di malessere generale, che egli attribui all'eccessivo caldo di quel periodo estivo. La notte del 2 settembre 1907, era andato a letto tranquillo, ma appena addormentatosi, si destò di soprassalto sentendosi venir meno il respiro; in preda. ad una forzata. inspirazione non riusciva affatto ad espirare. Tentò muoversi cercando aria, ma. non gli fu possibile ; era come immobilizzato. Contemporaneamente allo insorgere del disturbo respiratorio, avverti un legg iero dolore alla regione precordiale, il quale p erò scomparve subito. Rimase in q uello stato per qualche secondo, quindi riuscì a muoversi e nel tempo stesso ad espirare. Senti allora come un'onda ta calda salire a l collo eù alla testa, mentre il cuore pulsa,·a celere, ed il respiro anch'esso diventava frequente. L'accesso nel suo insieme durò per cinque minuti circa, quindi l' infermo tornò tranquillo; ma dopo due ore essendosi riaddormentato, fu subito colto da un nuovo accesso con tutti i caratteri del precedente. Da allora tutte le volte che il paziente si è addormentato, entro il primo quarto d'ora. ùallo inizio del sonno, è stato pure colto da un accesso più o meno forte. Riferisce che non ha ma i avuto accessi du· rante la veglia, anche quando si è assoggettat.o a fatiche ed a strapazzi. RipetPndosi tali disturbi tutte le notti, l' infermo cominciò a sent irsi debole e sfibrato, per cu i domandò la >isita. medica e si fece ricoverare nell'ospedal e militare di V enezia. Quivi gli furono praticate altre sei iniezioni d i calomelano, ma senza alcun effetto benefico. Il 26 ottobre 1907 domandò di essere dimesso dall'ospedale, e n« usci lo stesso giorno con proposta d i una licenza di convalescenza di giorni sessanta . ~pirata la licenza e soffrendo sempre il suo male, ricoverò u na seconda volta nello stesso ospedale, da dove fu d imesso dopo tredici giorni di degenza con 6 giorni di ripO.iO, ma dopo appena due giomi ritorna'a <.l i nuovo al nosocomio, a ccusando sempre gli stessi disturbi. Questa. volta g li vennero praticate delle iniezioni d i ato.•·il: alla 7• i n iezioue le sofferenze notturne si resero molto li ed e presto sco m-


CO~TJUBUTO ALLO ST UDIO DEI DISTt;RB l ~&RVOS I S&I SIBLL ITICI

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parvero del tutto, nè più si ripeterono sino al 18 febbraio successivo, giorno in cui il G. lasciò definitivamente l'ospedale. L'esame obbiettivo ripetutamente praticato fece riscontrare solo durante quasi tutto il 2" periodo di sua degenza all'ospedale (epoca delle sue massime sofferenze) una costante bradicardia (55 pulsazioni al m'}, mentre invece l 'ultima volta che l'infermo ricoverò nel nosocomio, il numero dei battiti cardiaci fu riscontrato normale. Norma.le l'itto della. punta., un po' ingrandita. l'aia cardiaca, norma.li i toni sia per timbro, sia per intensità.; non si riscontrarono mai aritmie. Rottoponendo l'infer mo a fatiche che richiedessero un certo strapazzo, egli accusa.va facile stanchezza i le pulsazioni alla rad iale non andavano mai al di là di Go. Anche dopo la fatica il cuore non presentò mai aritmie. L'esame degli altri organi e delle diverse funzioni, come pure l'esame nevrologico e psichico ftuono sempre negativi; negativo anche l'esame dell'urina. M. G. di anni 30, cocchiere da Trieste. Ha negativi i precedenti ereditarii sia ascendenti che collaterali. Cinque anni addietro si contagiò di sifilide, che da principio trascurò completamente; in seguito però, essendo comparse delle manifestazioni secondarie, ricorse al medico, che gli praticò delle iniezioni di sublimato. Dopo un mese circa. di cura l'infermo ritornò alle sue occupazioni, non avendo più sofferenza alcuna. Nove mesi addietro, senza. alcuna causa apprezzabile, una sera appena addormentatosi, si svegliò in preda ad una forzati\ inspirazione. Tentò muoversi cercando dt espirarE~, ma non gli fu possibile per qualche secondo; dopo poco, contemporaneamente ai primi movimenti degli arti, riuscì ~td espiraxe, e subito avvertì palpitazione ed un'ondata calda che dal collo risaliYa alla testa dove le arterie cominciarono a pulsare dando persino un senso di f11stidio. 'rali sofferenze cessarono subito, ma l'infermo rimase talmente Ìlll· pressiona.to da non potere più prender sonno per quella notte. La dimane potè accudire alle sue occupazioni senza provarA il menomo disturbo, ma la sera, appena. addormentatosi, ritornò il solito accesso e questa. notte vi si aggiunse una leggiera precordialgia.. Da allora tali disturbi si sono ripetuti costantemente tutte le volte che egli ha. cercato addormentarsi, ma con intensità varia; in genere essi sono più accentuati quando l'infermo ha ecceduto nel bere. Mai durante la. vf1glia. si sono verificati tali accessi, anche dopo ec· cessi vi strapazzi i però il paziente ha notato una progressi va diminuzione delle sue forze e della sua resistenza, per cui ba dovuto abbandonare il lavoro.


CO:>THJ!lll'l'll ALLO !>Tl:UI O IJEI IJIS1'1.."J:UJ XEI:VoJ,;I XF.l :-Jt'lf.I1'1CJ

2u

Si presenta. prdlido e olcl3crito. accusa •lebolez;r.a generale e più specmlmcllle nt>~li nrti inferiori. È negativo l' esaweo dei vari organi e tlelle di,·er:<e fnn;r.ioni delh\ Yita 'e~E'tntiva, solo all'esame dE'Il"a.ppararo Par.Jio-,·a~culare si riscont.ra u11a costA.nle bnulic:anlia (D~-=-~ b pul::nzioni al ru', e c ho nun VI\UilO al di l il di ti.l al nt' dopo lo slrapn.z;r.o). T...'irto della punta ò yalido, l'aiA. cardiaca nC'i snui limiti normali, i toni netti, non si riscontnmo nritmio. L'e:;amt- n e...-rologico fa. ~o;olo rilC'\'are modico iu~l~:bolinumto dci ri lle:;;-;i !tgli arti iuf't.> riori; negnt,i,·o re~ame psicl.ico. Xcg-a.ti,-o J'e-.amt> (:himico e microscopico t!ello urint>. ;\o n !10tei s<>~n i re l'n lt e riMe decor,;n Jelln m a In t-.tia d i tptesL'i Il· fermo), perchl• egl i dopo pochi ~iorni fu costretto!\ t·itornR.re in Jllttria. Rn:PrLor.o E cox-.rurm.\7.IOX J. -

Dalle due swrio su riferit e risulta

1'!1 iaramen te <'JlHll11l) sPgut~ :

l" Tn ambo i ca,;i Psi-;t.e una prc~resstt infe;,:ione sifìliì.it:a d i data. non rereute. 2 T dis~nrbi nccu:>ati da~li ilt f«?rmi in.•fii'{J'II/11 II(Te~sioufllmt•llfe C' w .<tanlemt•nfe ellfdl il p1·ùuo 'f'Ccu·to cl'ora clccllo iui::ill del ..;onno e po,;-

ripet<'rsi pnroL·chie \'olte in uua. stes;;a. notte. E::~ i possono c:o~i ri n<:snmer.si : ~egna l'inizio dPIJ'acce~~o nna repeutina f'orzttttL iuspimzioue per cni il p·1zieut.a si de,:ta eli soprassalto e resta con gli occhi ~;palun ­ cnl.i, la bl)t·cn. n.p<'rta c le n ttrici tliln.tllte. A p pena s \·c:xlio tenta. muo,·c rsi . ma n on pnò; qualunque moYillleuto sia. JPI b·orwo, sin degli arti ~li ric.;re impossibi le. Himnne in tale s\.MO per due o tre se{;ontl i, quiudi in unit:a YOlt.n. o due Pmetre tntta tlnauta l'n.ria inspirata e nello stesso tempo r·ipsce S<lliO

1\ Dl 110\'6J'SI.

A p pena Yel'Ì fical.usi la espirazione, o cont.em porn.neament.e ad e:; sa, l'inf<>•·mo an"erte t•ome un'omlt\ta cahla ri s<~lire allt\ tf';;tn, mentt·e sente delle pnlsR.?.ioni t'orti e m olPste sia a l collo ch e allo te m pia. Tali pulsazioui continuano sino aJia. fine dell'af'ccsso, cioè per 4 o :) minuti primi, diveutando però semprt• piit deboli nei momenti che prerE'douo la. loro se() m parsa. Oltre ai sintomi re:>pimt.ori e vascolnri, insor~ono cimante l'accesso dei òisturhi canliaci, quali: la J>recorflialyia e h~ lachicardi11. In certi accessi i due fenomeni :;i presentano insi eme e con ordine preci ·o: si ha primn In. prPcot·dialgia e poi la ta.chicardia: a \Olte invece la preconlinl~ia o non compari:;ce ~tffatto, od è cosi fugace e lt>gg<>ra Ja richinmare appeun. l' atten;r.ion e del paziente.


COl\TRIDCTO ALLO STUDIO DEI DI TUIUll .'IERVO:o;I l' E l S IFJI,JTICI

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s·

I disturbi su riferiti non insorgono mai durnnte la veglia, nuche se l'infermo si assol!getLa a fatiche esngerate. 4 " In tutti e due i pazienti è manifesta una discreta bradicardia (::>2-55 pulsazioni o.l minuto primo nello stato di riposo) ; ed anche dopo nna fo,tica protratta. il numero dei battiti card1aci non va al di là. di lio. È però da notare che n el primo dei soggetti era del tutto scompars:" l a. bradicardia, quando persiste,·ano nncora i disturbi de l son110. ;-,o L'itto dE-lla punta è costantemente Yalido, ed i toni cardiaci sono nelti e ritmici . 6' In seguito alla cura dell"atoxil in uno degli infermi, dopo una settimnna circa, i disturbi del sonno scompar,ero. ne più si fecero risentire fino al giorno in cui egli fn dimesso da.ll'o-:ped,, te, cioè dopo 20 giorni dall'ultimo accesso.

Ora io penso che l'ncecsso sopra des\;ritLo, il quale insorge nei pa· zienti allo inizio del sonno, nou debba e non po~sa in ter petrl\l'si come Ull verO ll.CCCSSO di (lll{fina di prttln. rer quanto Si ,·o)essò considerare come una fonn:1. attenuata di tale sindrome, iu esso. mancherebbe il sintoma fondamentale e pntognomonico, il setJ. ·o cioè di a.mbnscia precordiale, c1uel senso d i anni entt~mento che di\ sempre ai soticrenti l"i rh't~ d 'una prossima fine. Abbiamo detto infa tti che in questi accessi la precordialgia o manca del tutlo o si pr~:-enta. lievissima e fnga.ce. Anche il ri petersi frequenLissimo degli accessi (:->·lÌ volte- durante ttua notte) non starebbe molto a f~~,vore d ell'angina di petto, la. quale ot·· dinarinme!lte si manifesta ari in t~n-alli piuLt.osto lunghi. e solo in rsri casi può ripetersi al mal>simo due volte in un gioruo. Tale ipotesi infine non spiegherebbe il costan te ripetersi degl i necessi p:·oprio e solo all' inizio del sonno.

Neanche pllÒ considerarsi tale sindrome come un \ero e proprio accesso di dispnett cm·diaca meccanù·tt dovuta a sifilide del cuore (sia essa sotto forma eli corona.rite o di miocardite primaria interstizinlc). La. dispnea cardiaca. infatti è caratterizzRta. cla una. r espirazione frequente che si mantiene costantemente tale, o lo diventa dopo sfor1.i di entità varia, a seconda delle condizioni più o m eno alterate J el cuore. Nella sindrome p1·esenta.ta d11i nostri soggetti vi è in ,·ece qualche cosa di diverso dalla vera. e propria dispnea: vi è un com p lesso di fe110meni chu insorgono accessionalmente e costantemente allo inizio


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OO::O.'TRmOTO ALI.O STUDIO DEI DISTORIII NERVOSI NEI SII!ILtTlCI

del sonno; vi è qualcosa di spasmodico e di nervoso che farebbe pensare a.d una. transitoria. e patologica. scarica. di energia. nervosa attraverso il vago. E poi per considerare gli accessi notturni da. me riferiti come veri accessi di dispnea. cardiaca, si dovrebbe ammettere un'alterazione relativamen te importante del miocardio per cui, rallenta.ta.si la. circolazione polmonare e venendo meno la. ossigenazione del sangue, lo stimolo di un sangue povero di ossigeno verrebbe a. stimolare il centro bulbare del respiro. La. manifesta bradicardia riU\·enibile in tali soggetti sembrerebbe confermare questa ipotesi. Io penso però che nel caso nostro la bradicardia. non è l'espressione di una deficienza. di forze miocardiche; secondo me essa. dipende dalla. aumentata. azione cardio-inibitoria dovuta ad uno stato permanente di irritazione del vago. Trattandosi di soggetti sifilitici, non può certamente escludersi che anche le arterie del cuore ed il mioca.rdio stesso siano lesi, ma. se pure esistono tali lesioni, non può attribuirsi unicamente ad esse la. bradicardia. Se infatti dovessi ammettere il miocardio alterato sino a dare nua. costant.e bradicardia., non potrei poi concepire come la energia. dell'itto cardiaco potesse mantenersi normale, e perchè sotto l'azione della fatica anche esagerata, il cuore non dovesse dare alcun segno manifesto di facile stanchezza. Questa ipotesi infine troverebbe una contraddizione nel fatto che gli accessi non si determinano mai sotto l'azione d'uno strapazzo fi. sico, mentre invece insorgono costantemente durante uno stato di riposo,cioè allo iniziarsi del sonno. La. bradicardia non è quindi, secondo me, la causa degli accessi, ma bradicardia ed accessi costituiscono nel loro insieme una sindrome dipendente con probabilità da una. causa. medesima.

••• L'ipotesi di un'enclo-aortife di natura sifìlitica con interessamento delPostio aortico, la quale decorra in maniera subdola e senza dare segni evidenti della sua esistenza non è possibile ammetterla. per ispiegare la sindrome riferita, sia perchè una lesione aortica. la. quale duri da. parecchio tempo (da 6 mesi nell" dPi soggetti, da 9 mesi nel 2") è ditiicile che non preseuti alcun dato obbiettivo capace di svelarla, sia anche per il n osografismo ed il momento di insorgenza degli accessi, cbe non troverebbero una logica interpetrazione nella sindrome aortica.


CO:STRIBUTO ALLO STUDIO DEI DISTURBI NERVOSI NEI SIFILlTICI

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Gli autori infatti, descrivendo gli accessi negli aortici, parlano di dispnea intensa che può insorgere spontaneamente di notte o pilt spesso durante la veglia in seguito ad nn movimento ancl1e piccolo. Qui si sr;orge di leggeri come la sindrome da me deso..:ritta si stacchi completamente dagli accessi dispnoici degli aortici sia pel suo modo di svolgersi, sia anche per la sua. comparsa costante nei primi mo· menti del sonno, mentre durante la veglia non comparisce mai, anche quando l'individuo s'assoggetti alle fatiche più svari11.te.

*** Anche l'ipotesi di una compre~JSione ·"tl bulbo o stti r;aghi per opera. di qualche gomma, a. me sembra si debba scartare, perchè se questo spiega il rallentamento permanente del polso, non riesce punto a. dimostrare il meccanismo degli accessi notturni in tali individui in tutte le particolarità con cui essi si svolg..>no. E poi Ullla. compressione sul bulbo o sul vago dovrebbe dare ben altre manifestazioni e sintomi, che nei nostri soggetti mancano del tutto.

*** Più attendibile sembra. in vece la ipotasi cb e si tratti di una forma incompleta della malattia di StokeJJ-Aclams. Essa spiegherebbe benissimo il polso raro permanente ed i concomitanti accessi. Però anche questa ipotesi, che a prima vista sembra iuoppugnabile, ad un esame pitt sottile e rigoroso, non riesce a rendere conto della sindrome nei suoi particolari, almeno dal punto di vista patogenetico ed etiologico. Hno..:hard infatti asserisce che la etiologia della sindrome di Stok~s­ Adams è quella stessa della s~n il ità delle arterie, e considera la maggior parte dei casi di tale malattia, segnalati in individui di 20 o 30 auni, come dovuti a confusione flitta. dagli autori fra il1·allentarnento pernumente del polso per compressione del bulbo o del vago, con la malattia di Stokes-Adams, che egli fa dipendere esclusivamente da arteriosclerosi cardio-bulbare in individui che abbiano snperato i quaranta anni di età. Nel caso nostro trattandosi di soggetti sifilitici di date. non recente, nulla si opporrebbe a pensare ad una possibile arteriosclerosi generalizzata che, come tale, abbia. leso anche le arterie bulbari. Però nessuna delle teorie messe oggi avanti per ilspiegare i fenomeni nervosi concomitanti alla malattia di Stokes-Adams (fra i quali potrebbe trovare il suo posto la sindrome del sonno da me descritta) è in grado di dare una sufficiente spiegazione della insorgenza costante di tali disturbi proprio e solo allo inizio del sonno.


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('0:\TIUDL..fll AI.I.O STl:lltll Ut•: l Ul>'lTIWI :\Eil\'uSI ~mi SIF!LI'I'WI

Huchard riti enP infatti c·he i tli.-turbi nen·c•si . frn, c ui (•ompreude anchE' g li anc>-;f i ch'l rf';;piro in ii'pirazione. uou dipell(lauo d:tl pc,J::o mro permanente: ma o tln <'oncomitnnti lesioni aortiche (insnflici<'n za, st.•nosi) o eli\> fat~i uremic.:i dipethlenti da arteriosclerosi renalt'. ~ou cr,.do sia necPssario di{I'oudermi in lnnghe argomPnlazioni per climo:;lrarc NltnA ne.-,.,mta delle rlue leori~> sia in p;rado di spiegare la C••"LllHe insorgt>n:r.n ùei disturbi e:::cht"i,·amentt- al lo iui:r.iarsi del souuo; n•'· mi si dica che tale f~ttto sbà solo a rappresentare una SPmplice t'OincidPnza. perchè una semplice coincidenza non può determinar:>i e ript>lf'rsi cvn t.: de cosfan?.a r r!'golariuì. B da ri t·onla.re inoltre che nei d ne sogger.t i iu esame non fu ri"{'fJntmt.o alcun fatto ohbiet.t.i\O che a,·<>s!il' potuto ftu· .uppnrre nna. ]e~ione aortica o reunle. Altri aur0ri credono che i fenom~o i n ervosi nella sindrome cli :-;;okes·A.tlams siuno tlon1ti a tmnsitot·i ::tn.ti ~tn~mici tlei Cf'lltri uer\ os i. Ora i o mi d <llnandu : se .i disturbi cla me rifl'ri ti dipendono da. anemia dei ~entr i ner,·o,;i come mai essi insorgono coslaHtemf'ntE' allo inizio del sonno, qnanùo l'infermo giacendo in posizione orizzon tali' eù in uno stato dt assoluto ri poso~ nelle miglitH'i condizioni per rigua.rdo nll!~ circolazione c~ rebrale, ment.re non si ha m~ti ~tlcun di· sturbo nella stazione eretta prnlun~ata, qnaudo l'individuo lavora o q nau~lo ha fatto un pasto copioso'? Senza dire poi che nel primo dPgli infl"nni il polso s i presentò r aro solo temporaneamenl.e, fatt.o d1e, nlmeno per questo caso, farc>ubc assolutnment.e escludere l'ipOtPsi d'una. mnlattia. di Stokes-Arlams.

.•

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A m met.t.enclo i n ,·ece uu· al terazione delle' ''cspir(lzione inte>·na pre1·alenlemente negli eleml'llfi dt•l ct·ntro cardio-respirrtt01·io del lJ,tlbo, a m e sembra si ri~sca a spiegare per ime ro la sindrome presentata dai due infermi. Lo ammettere uu'altera?.ione del ricambio gas1:oso ne1 ::;ifìlitici non creclo sia fuor di luogo, lJttando è dimo:>trat,o che per l'infezione luetica. in (·erti ind iYitlui si mostra manifestamente alternto t.uito quanto il ricamhio materiale. ~ulla di diJTicile che sotto l'azione tlelle tossi ne sifìlitiche glielementi cellulnri, specie quelli del centro cn.rdio-respiratorio del bulbo, in quest.i soggett i, acquìslino una. ceda ùiilicolta di cedere al sangue tut.lo quanto l'a.~.:ido carbonico che producono, iu modo che si determini in es~i un costante e lieve grado di as(l.~.~ia i11terna. Durante la veglia sia. per i movimenti, sia anche per una. valida respirr.zione esterna, viene a t ro,ar si nel snugue una quantità. minima di acido carbonico


CII~TillDl"TO ALLO S'l'CII IO Dr: J Ulì'TL:Rill ~lo:JI'I'O,_I ~El SIFILITIC' l

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e quindi gli element.i anatomici trovano una r~sist.enza minor<> n S(.·;\· ricarsi dell'acido carbonico in essi contenuto. li centro ca.n.lio-bull wre del >ago. o per natural e s!'nsibi lità più ~qu isit n, oppure per un'nzione maggiormente deletm·ia sni suoi elt>menti, risentirebbe de!la. eccita?.ione anche minima che si pnù n.>ere durame l1t n•g li a p<>r l'accnmnl o di piccol issime qnantit.Ìl. di acido c~t rbonito JWile cellule cltc lo cost.:tuiscoHo, e per q uesto suo lltato rli irri tazione continua :>i stauili rebb~ la ùiminuzioue del numero dei baltiti cardiaci . All'inizio del sonno, per l'inten~ento di aiLt'i fatti propri di quel momento 1 ~errebbero ad e>:sero modificate le CODllizioni dt'llo ~tl\f(l gasso:;o Ùt>l Rl\ngne, ed allora ~i a\'l·ebbe lo scoppio dello in;;ieme dei fenomeni che costituiscono l'accesso, i quali potrebbero uen issi m o es$er e spie!!;nti da uno stato ùi asfìs~ia interna dc~li elementi dei c<:'ulri Hervosi e prevalentemente del ce:!tro respirat.orio . . 'appin.mo infatti dalla fhiologia che allo inizio del sonno ;;i rallenta la re;;pirazione estema, o per conseguen:t.<~ diminuisce la quantità. di acido carbonico eliminata; pero in segui to dimiuuisce auche la produzione d i questo gas uegl• elementi anatomici. Jler cui si ristabilisce l'equ ilibrio fra la qunnt.ità che si produce nell'organismo e quella che si elimina. !:>i comprende però che per un dato momento, eliminando l'orga11ismo meno acido carbonico di quello che- esso produce, il l!angne si troverà sovraccarico di tale gas. Questo temporaneCl accumulo di acido carbonico nello organismo, saturando gli ah.:ali ciel snngne, im pedisce agli elementi anatomici, già alterati nel loro ricambio gassoso, di cedere ulteriormente l'acidCl carbonico in essi contenuto, tal che si stabilisce un vero stato di nsfi"sia interna che determin:~, per la irritazione del centro respiratorio del bulbo, il crnmpo del diaframma e quindi .la inspirazione forzata. Tale stato di asfissia interna oltre n spiegare la repentina inspirazione t'orzata, può anche renderei ragione di tutti gli altri fenomeni che costituiscono !"accesso e dell'ordine con cui essi si seguono. Ci spiega infatti la. inca.pacitit a compiere mo,imenti attivi che gli infermi avvertono appena destati, se noi pensiamo ad una insulliciente respirazione interna dei centri nen·osi motori, per la quale si producono dei crampi muscolari generalizzati con lo stesso meccanismo con cni si determinano i crampi dei movimenti respiratori per il moncalo ricambio gassoso del midollo nllnngato. Per l'eccitazione poi del centro cardio-bulbare del 'ago si determina. nnn. forzata. diastole del cuore, e quindi la precordialgia. che delle volte gl'infermi avvertono e che può in\ece mancare uel ca:::.o che lo spasmo distolico non sia forte o duraluro.


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CO~TR I BUTO ALLO :STt:DlO J\El DISTURBI NERVOSI NEI :)IFILITJCI

Lo spasmo diastolico e la contemporanea profonda forzata inspirazione richiamano frattanto nel torace dilatato un 'abbondante quantità. di sangue, il quale vi resta fino a tanto ch e non è ricaccia.to durante la. fase espiratoria . Quando poi alla fase di eccitazione del vago snecedequelladi paralisi, allora si ba la espirazione e la paresi delle pareti vasali delle arterie del collo e della testa. È in questo momento cbe il sangue ricaccia.to dal torace si riversa rapidamente nei vasi paretici e dà. quella. sensazione di ondata. ca,ltla che gl ' iuf~rmi sen tono salire al capo subito dopo la espirazione o coutempora.neamente ad essa. P er la paralisi del ramo cardiaco del vago viene anche a mancare l'azione inibitrice sul cnore; si accelerano qnimli i battiti card iaci e ne ri sente perciò la fnnzione respiratoria clte d i viene pii1 freq uente. L a frequenza. del respiro, agevolando la eliminazione dell'acido carbonico, mette fine al lo stato di asfì:::~ia interna e per conseguenza. cessano tutti i fe nomeni che de1;vano da. essa . A questo punto credo oppor tuno ricordare un faLto che a prima •i~ta. sembra in contraddizione con l'ipotesi mi11, ma che invece ad un esame pii1 r igoroso si presta benissimo ad a "'alorarla. L'ulti ma volta che il pri mo degli infermi ricoverò nell'ospedale accusando sempre i disturbi del sonno, un esame accurato del cuore fece rilevare clte il numero dei battiti era normale ~72 al m'). Si r iesce a. spiegare bene anche questo fatto., ammettendo nn mig lioramento spontaneo nelln. funziona del ricambio gassoso del centro cardio-bulbare, indi pendentemente dalle lesioni tmtta.via esistenti negli al tri centri e specie in quello respiratorio. L'ipotesi da. me ammessa spiegherebbe infine ta possibile scompar sa. spontanea del polso raro nel primo degli infermi , e lo scomparire degli accessi notturni dopo sette giorni appena di cura. con atoxil, fatti che non potrebbero concepirsi ammettendo nella genesi della sindrome i n discussione un'arteriosclerosi bulbare con comita..nte lesione dell'ostia aortico o del rene. Un'arteriosclerosi non guarisce cosl facilmente, nè una. lesione aortica o renale che duri da tanto tempo snomparisce in una settimana. È più ammissibile invece che, dopo un periodo anche breve di cura, scomparisca del tutto un distnrbo (tmzionale, qna.l'è a ppunto la. difficoltà dello scambio gassoso cla me ammessa nei soggetti In esame. )iarzo l:JOS.


C ASUISTICA CLINICA

UN RA.RO CAHO DI OSTEOMA TRAUMATI CO. - Nota clinica letta alla conferenza scientifica del novembre lfl08 all'ospedale militare dii Brescia, dal maggiore medico dott. G iu sep pe S antoro. Dirigendo il reparto cbimrgico dell'ospedale militare di Brescia. ò capitato sotto la mia osservazione un importante caso clinico, del quale credo utile riassumere la storia colle considerazioni clinicl1e, e coll'atto operativo cui ha dato luogo. li caporalmaggiore rlellG0 reggimento artiglierin da campagna C. 'l'. i127 giu!;IIO p. p., essendo distaccato a B~rgamo colla propria batteria, ed a ssisteudo un ravallo infermo, ebbe da questo un calcio all'inguine sinistro. L'urto, sebbene non violento, causò una ferita lncero·contusa , poco sanguinante, nella metà esterna della piega inguinale s inistra, e, parallela ad e~~a, pc1· circa S centimetr i. La soluzione di continuo, profonda fino al connettivo, non molto dolente, senza altri fE:nomeni reattivi, fu giudicata di lievo entW• dal medico dell'infermeria presidiaria, ove fu accompagnato l'ammn.lato, e perciò, previa opportuna disinfezione, fu convenientemente suturata o bendata, concedonc!o nl caporal mag~ioro un congrno riposo in ca.mernta. So non che. coincidendo in quell'epo~'AI la scuola di ti1·o, che il reggimento ha eseguilo a Ga,·a.rdo, e non volendo il C. •r. abLandonn.re il suo reparto. segui, non a cavallo, ma seduto su uu ca,.sone, la proprio. batteria, tanto pitl che la ferita, cicatrizzata. non gli provocava serie molestie nella po"i· ziono seduta. A Gavardo l'infermo, pnr accusando qualche disturbo staudo a lung o in pied i, o movendo esageratamente l'arto inferiore sinistro, continuò il suo servizio, mn, tln ultimo, crescendo lo sofl'erenze, s i decise a fn.rsi visitare dnll' utlìcinle medico. Questi, riconosciuta, all'inguine s inis tro del C. T., la presenza di una tumefazione non molto pronunzinta, e non molto dolente alla press ione, senza fatti rent· tivi locali d l'~ni di nota, credette necessario far ricovemre l'nmlllnlnto a tl'infermeria. da campo reggimentale, fncer.dogli applicnre a ll'inguine ripetut i impacchi caldi. Nè col riposo, r.o cogli impacchi si rica\'O ~-t iovameulo appre7.znhile, ed allora il 22 agosto p. p. l'ammalato fu invil\lo in quest'OSJlednle militare. Portata l'attenzione alla reg"ione auttunlnta, ecco il dsullllto dell'esame ohbiettivo: Nel11l motiL esterna della piega inguinalo sinistra, a part ire dal suo pnnto me· di11no, senza notevole deformitA àei! H. regione, rilevllvasi la preseuzn di uun ci<:n.· trice lineare, lunga circa 8 centimetri, parnllela n l la sut!dctLa piega, d i colorito un po' Ci!\DOtÌCO. Detta cicatrice, residuata all'a tto operativo eseguito n.ll'inf~rmeria presidiarin. di "Bergamo, spostablle, indolente, circondata dn cute normnle per tutt:t In regione inguiuo-crurale sinistra, senza In. menoma alterazione di circolazione, di color ito,


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OASUISTIOA CL.I KICA

o di lrofi<mo, sovmstavn n una tumefazione la quale raggiungeva la grandezza. di uu uovo di piccione. Questa tumef1\:~.ione, circondata. da altri piccoli ingorghi s uperficiali, evidentemente di natura glandohu·e, di vecchia data, esistenti anche all'in;..:uine destro, a.d una pressione superficiale presentnva.«i di ('onsisten:.:a carti IRginea, ad una pressione profonda rnggiun;..:tn•a la consistenza ossea. Lll tumet'a7.ione, non StlScettihile d'aumento o di diminuzione di volume con particolari manone, indolente !'pontanOllmente, riusc iva un po' moles ta ugli esa~erati moviwenti attivi o passivi, o la mole:;tia, a dire dell'int'eru10, irradiavnsi lun~:o la faccia in te ma delln. coscia sinistrn. Ciò non ostaute l'ammalato cammina,·a liberame01e, e pote,·a ugualmente muo,·ore l'arto inferiore sinistl'u in tutti i sensi, eSc!!nendo ampie escur$ioni. A coscia estesa la tumefazione era pochissimo spo~tab!le; a coscia flessa invflce la mobilill\, limitatament e, era un pochino pi(t acC'entuata. La snperlìcie del tumore era inc~uale ed un po' hito1·zolnt:n, ma qnest'e..•ame non 1·iusci va pert'ctl:unente, opponeudovisi la profonditil del tumore, e la tensione delle parli molli nd esso sovrastaut i. Nel conton1o interno del tumore s i avverti ~a il polso d,eiJa femorale, e, tolto, come s'e dello, CJitalche lieYe e sCAr:<o iugorgo !!lnndolnre superficiale, non esislenL iufi l t razione intiammntoria o reali i va nelle parti molli vici n iori. Nulla rileva\·asi a carico dell'art icoln?.ione coxo-t'emorale sinistra, e nulla di patolo~ico era dato riconoscere negli altri or~11ni o t essuti. Da parte dcll'an:\mnesi manc1wa qurtlsiasi precedeu1e morboso ereditario o proprio, e, più particol:u·mcntc, mancn\'1\ tp1als in:;i conlngio ,·enereo o sifilitico. A completare l'esnmc :tenemle dell'in fermo an·ei dO \'titO prati care la prova rn· diogrnficn, ma, disgraziatamente, l'o!:pednle militare di ll1·esdn mRncll, per ora, di tale prezioso elemento d'inda~ine, cd io colgo l'occasione per c.~primere il mio mo· desto voto perrhe si1L l"ollecit11.ta a questo s1abilimento la t:oocess•ione, come ò stato fallo ad altri ospedali, del tanto utile, semplice, e pmtico Rppal·cc·chio mdio~rafico, tipo m i li t are, del nostro generalo m ed ico do l t. Fcrrero di C:\\'allcrleone. ./:

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A t re generi w ahcrnzioni patoloì!iche polc\·nsi nscrive1·e la comparsa della tumefazione all'inJ,!uino sinistro del ca pomi rnag~iore C. T., e cioè a lesione del siSICma ~landola•·e l iufnt ico, a lesione vasale con successi \'1\ raccoll a :;angn igna, a neoplnsia o::sen. La possi!Jiliti~ che si fo;:sc trattnto di inì!Ot;.{h i g lnudol:tri linfntici ipe~plastici, whcrcolari o no, va subito scartai a, prima di tnilo perché p1·cesisteva una causa t mumntica, poi pere hO:, mllncava qu ella infili rnzione ;:;:lnndolare e peril{landolare <'aHnttcristica delle adeniti linfRticho idiopatiche, e da ultimo perc hè In consistenzrl e confomu1:tione del tumore non erano quelle del tessuto glaudolnre alterato. D'alt m pnrte, COlliO abbiamo ~iù rileva to, 'l'iciuo al tumore duro, nella. massn. c nello pto)'n~;:;ini, e::~i,te\'ano già piccole glandole, ingro,.~nte, indolenti, spostabili, le •pmli llo,·e,·ano e;sere (Ji datR nntirn, l'~i-<tcndo anche a destra, e non poLevano e,::ero in relazione •ii un linf<>·ndeuoma cl1e fos><e panito dalla fossa d i s ,·arpa, ammettendo di tal naturn la tumcf~tzione dJ..:,·nta, }'errbè sarebbero stato p iil gro::Jsc, vi sarebbe stnta inliltmzione ,·iciniore, e, pt•r la dill'us ione di processo nlle glandole ùei di\·cr:>i piani apone\'l'olici •lclln regione inguino·crurnle, non snn ·bbe ..;tat n facile la constatazione del polso t'emomle.


CASUISTICA CLDHCA

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Eppoi, per quanto le adeniti idiopatiche si possono manifestare in giovani mili'tari, anche con apparenze di fisico robusto, pure esse iusorgono in infermi con •qualche precedente morboso o proprio o ereditario; di solito si appa.lesnno lentamente, e quasi mai in seguito a causa traumatica. Di tutto questo nulla rilevavasi nel nostro ammala~o, il quale aveva tutLe le parvenza di giovane robusto senza note discrasiche di sorta..

La diagnosi differenziale quindi si dibatteva fra altre lesioni più attendibili, e precisamente tra ematoma e neoplasia ossea. L'ipotel>i d'ematoma trovava appoggio nel momento etiolo;,iico (trauma violento), e nella ricchezza di vasi sanguigni grandi e piccoli della regione inguino-crurale, ma il fatto dell'assenza costante d'ecchimosi, la relativa lenta evoluzione, la nettA circoscrizione del tumore, la superficie bitorzoluta, e, più di tutto, la consistenza dura, non certo parnj.!Onabile a quella d'una. raccolta snngu igna, che poteva essersi formnta al di sotto del foglietto profon do del:'aponeurosi femorale a livello del mu<;colo psons, furono tutti c1·irorì che mi tennero perplesso nell'accettare risolutamente la diagnosi d'ematoma. D'altra parte, molte volte il riposo e gl'impacchi facilitAno il rias.-;orbimeuto degli spandimenti emorragici, ma noi, nel nostro infermo, non abbiamo potuto constatare questo favorevole risultato. Mi rimaneva ricorrere ad una puntura esplorativa, ma pensando all'esistenza di coaguli, me ne astenni, anche per la considera· zione che. vista la cronicitil della lesione, e In possibile organizzazione prodottasi alla puntura senza risultflto avt·ei fntto seguire l'interveuto armato. Del resto tutti sanno per pratica quante volte sifl bugin,r da anche In. puntuu esplorati va, e, non per difetto di tecnica od errore diagnostico, ma per condizioni anatomo-patologicbe della parte lesa. Ho Yisto, frequentando un <>.<:pedale civile, in un'ammalata di cisti dell'ovaia, con una puntura esplorntivfl estrarre niente, col bistori invece dare esito ad un litro abbondante di liquido mucoso citrino.

•** Rimane,•a la possibilitil diagnostica che si trattasse di produzione ossea proYeniente o da un muscolo o da un o~so. L'osteogenesi muscollu·e f;i osserva facilmente per traumi, per callo esuberante, o per fmtture: l'osso cosl detto da esercizi, che J>UÒ prodursi sul muscolo bicipite e sul pettorale dei tiratori al bersaglio pel L·inculo e l'urto del fucile, l'osso dei cavalieri, che si può avere negli adduttori dei cavalieri cogli esercizii d'equitazione, sono 11na prova dell'influenza dei traumi sulla produzione ossefl. I n questi casi di miosile ossificllnte traumatica, o trattasi di periostite ossificante causata da trauma, che passa, in via secondaria, al muscolo, ~<pecialmcntn al suo punto d'inserzione all'osso, oppure può trattarsi di esostosi o (\j pezzi d i periostio staccati per l'urto violento, che }Jrogrediscono nel m uscolo, formando osteomi liberi. Comunque, di queJ:ta genesi o;;sea muscolare JHCLUcavnno le 1·clntive cnmtteristiche nel caso nostro, e ad essa principalmente contrastanmo l'evoluzione piuttosto 1·npida, la mancanza di completa mobililà all'azione muscolnre, e l'af;,;enzn. d i >!pl'cinle mole:-tia nella contrazione del mu;:colo psoas -iliaco, do,·e molto proIJnbilmeute doveva ritenersi l'esi!'tenza del tu1nore.


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CM>U ISTICA CLl:\lOA

l!:sclusa la forma?.iooe ossea nel muscolo, trovava appoggio l'idea che la neoplasia provenisse dall'osso. Per questa origine deponeva favorevolmente il momentto etiologico. È innegabile che in pri111a linea figurano i traumi come cauSI\ degli osteomi. La p~ttologia registra i cosi detti tumori del callrJ, che si formano dopo le frattur·e, e tutte le esost.osi che tanto facilmente seguono agli nrti o ali~ cadute contro un osso. A molti ufficiali medici san\ certamente occorso, cotue a me, di rilevare, s pecie nelle armi a cnYallo, utilitari affetti da esostosi anche pt·ommziate, s pecie ai condili del femore, alla cresta e tuberositt\ della tiltia o ai mnllcoli. Tutte queste produzioni ossee vengono quasi sempre per cndnte o per calcio d i c n va Ilo. Confortava pure la diu~nosi di tumore osseo In consistenzR. del neo1 •la~rna, lo rptale, per quant-O non hen c hiara, et·a supe1·iore a quella cluro-e last ica, o cartilaginea, o a quella di un muc;colo contratto. D 'nJtm parto la con..;idemziooe che il trauma suhito dal cnpornl maggiore non fu co,;ì forte da dete1·minnr-e un discreto s t imolo osteogenetico sulla hr:tnca oriz7.ontale del pube, la qurde per j.{iunln em coperta e circonllatn da muscoli Lene ~viluppati, e da abhondanti parLi molli, ed il fatto dcllu mediocre mobilitit del tumore, non deponeva pu1·e 1>or hL diagnosi di osteoma, il qnalo, per lo )'iò, trattandosi di esostosi. lta lar~n baso, e perciò po.;a tnobilitit. i':iccltò, concludendo, pur 1\llllltetlcnclo In vo~sibilitt\ di 1'\l"er di fronte \lll 1'11"()lii osteou1a trnnmal ico, piantnto sulla brnncn ori~zonlnle del pube, non esclu~i la probabilità che vi fosse nuche un ematoma, per tutte lo con;;idcra~ioni che bo di !Wpra esposte. D'nltm. parte l'intervento chintrgico rende~nsi necessario ed urgente : lo richiedeva hL lesione, la quale, ri belle alle cure praticate, mostra\·n no lento e continuo accrescimento; lo voleva l'n1nmnlato, il quale, vicino a con~edarsi, desidorn\·a tornare a cnsa risauato.

Il 27 ap;os•o mi decio::,i per l'operazione. e quPsta l'eseguii nssi>:tito dal tenente metl ico dott. G ùorardi, n l q un le pincem i espri 111ere la 111 in particolnre ;.:rfLti tudine per la sn~~ia e zelante coopemzione colla qunle egli tni coadiu,,a nel servizio de l reparto chirurj:!ico rli qucst'ol: pedale militare. Poco propon~o per sistema alla. clorofortuizzazione, che riserbo ai casi necl·Ssari, feci precedere ttll'opcrazione l'nnes tcsil\ regionule con clomro. d'etile. Prnticn.i una incisione lunga circa 6 centimetri sulla vecchia cicatrice.e perciò parallela alla piega dell'iuguine sinistro. )retodicamcnto, ed a strati, ~iunsi su l m usrolo psoac;-i liaco senzl\ nulla incontrare mn, 1\ tro.\·erso il d••lto mu<;colo, spostato innanzi e te:lo, mi riuscì nv,·ortire meglio l:L du1·ezza del tumore sotto· posto e la lie\·o spo~tubìlilÌ( di esso. t'olia punta dclll\ sonda di\·n•·icaì le tìhre dello psoas nel scuso dolln. loro direzione lougitnrlinale, e mis i linnlmente allo scoperto un breve tratto del tumore clte indubliiamente app11rvc for•unto da osso. A questo punto, vista l'irre•1uietezza tlell'ammnlato, le aderenze contratte dnl tumore n ouchè la prot'onditiL del suo impianto, si rese nocos~orin l'nnn!lte-<ia generale con clorofol·mio, anche pet· procedere con maggior caltna e colla dontta


OASUISTICA CLINICA

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-cautela, Coll'aiuto della forbice e del bistorl staccai progressivamente il tumore dalle aderenze contratte collo psoas e col nervo crurale avanti, e colla guaina del t'ascio vascolare internamente. Questo tempo dell'operazione fu alquanto indaginoso, ma, appena staccate le adesioni, in compenso, fu possibile constatare col dito che il tumore. con una base oen più lunga di una moneta da un centesi1uo. era attaccato alla branca orizzontai~ del pube. Con un grosso bìstori e con uno stacca-periostio finalmente si potè asportare completamente e perfettamente tutto il tumore formatosi all'inguine s inistro dell'infermo. Il decorso post-operati\•o, contrnstato solo da una piccola emorragia muscolare, subitamente arrestata, fu regolarissimo, e l'infe-rmo, guarito completnment o, lasciò l'ospedale il 26 settembre senza a ccusare alcun disturbo nè all'inguine sinil'tro, n~ all'arto inferiore corrispondente. ~

** Il tumore asportato, che ho il piacere di presen tare ai colle~hi, o.d un esame m~<croscopico ha i seguenti caratteri: grandezza di una noce con un a parte più grossa coperta da tre sporgenze, ed una parte più piccola schiacciata, triangolare a mo' di sprone di nave; consisteoza ossea in tutte le sue parti. Nella sezione del tumore s i scorge perfettamente la esistenza di sostanza ossea dura e spugnosa coperta in tutta. la. sua estensione da periostio. Sicchè, in conclusione, da quanto si è de~to è l11cito dedurre che, per non {!rave causa tmumatica, in località non comune, eccitata l'attività osteog"euelica di breve u·atto di periostio, è stata possibile la formazione di un raro osteo111a, del quale, p e1· le <\Onsideraziooi cliniche ed operative cui h1~ dato luogo, vnleva In pena io fuccssi uon breve esposizione.

Brescia, novembre 1908. ~O

CNA RARA FI. TOLA BRANC HIALE I NCOM PLETA.- Nota clinica Ietta , alla conferenza. scien tifica nel novembre l!JOS all'ospedale militare di Brescia dal mnggiore medico dott. Giuseppe Saotor•o.

Il soldato, che presento ai colleghi, L. R. F. del 74o !'eg·gimento fanteria, rico\"erò nel reparto chirurgico di quest'ospedale il 16 luglio p. p. È giovane forte ~ sano, senza note morbose discrasiche proprie o ereditarie. Racconta essere s tato sempre bene, solo riferisce di e~sere stato molestato continuamente, 6n da quando era bambino, dalla presenza. al lato sinistro del collo, a livello della cartilagine tiroide, da un foruncolo, cosi lo chiama l'ammalato, il quale, il più delle volte, ~ra bagnato da scarsa e continua secrezione purif'orme, cbe apparentemente cesi'ava per la formazione di croste giallastre, ma che invece tornava abbondante, rim110vendo l'ostacolo fatto d~~olle croste. Per tale noioso e sudicio inconveniente fu gii\ altra volta l'infermo io quest'ospedale, ma fu dimesso migliorato solamente.

***

All'esame obbiettivo presentava L. R. F. nel pun to medio della regione carotidea sinistra, vicino al margine del muscolo s terno-cleido-ma.stoideo, una solu:done di continuo, grande quanto una punta di spillo, piuttosto infossata, bagnata do. p oco pus, senza infiltrazione delle parti molli vicine, e senza 111. menoma ~lterazio,!le di colorito o di forma dei tessuti prossimiori.


• CASt;JS1'1CA C LI:SICA

La detta RJlertura cu tanea rappresentava lo sbocco d'un tragitto lìstoloso, che, palpandolo attraverso la pelle, a YeYa. la grossez1.n d i un grosso cordone deferen le, era di durl:!zza fibrosa, e si s perdeva, approt'oudan dosi vers o il far inge, nella d irez ione della regione :sottomascell11re sinistrn. Sondando il seno con uno specillo assai sotti le, non r iuscendo ad attraversarlo con un comune spccillo, s i arr ivava ad una profondità di 6 cm., e, l'ÌYolgendo lo s pcci llo in direzione obliqua \'erso l'alto, per un trami te assai angusto s i p11-;~a­ vnno le parti molle sottocu~aneo, l'aponevrosi superficiale, e lo si pottJ\·n~pingere verso il ftuingc a livello qu11si del tendine interm edio del dignstrico· U n particolare curioso ed importante dell'nper tura cutanea che pr~enta\·a l'infermo era questo: che cioè, coi mo,·imenti di deglntizione, eS:>a si alza\'A. ed ab· bassa va a.-;s ieme n tutto il seno fistoloso, foranandor oghe della pelle as.~ai manifeste. Di più collo specillo, cacciato in t ntte le direzion i, n l di lù del probabile fondo cieco, non era po.;sihile n \'ere alt t·e sen~:~az ion i, o cio(:, non t ro,ravansi organi o tessuti speciali, n é pervenivnsi in alcuna cavitiL. In tutte le regioni del collo, e nemmeno in tu i.te le al tre parti Jel corpo, :1.\•eva l'ammalato ingot·ghi g lnnùolnri, cosi put·e, per tutto l'nml!ito cervicale non vcde\·A.us i cicatrici a n tic he o r ecenti, gt·andi o piccole, per in tcn·enLi operati d dovuti ad ascessi acut i o freddi. ~ulhl di anormale presentava l'am ma lato in tutli g li organi o te.;;;;uti. ~fai s'il contagiato di malattie \"cncrce d i ogni sorta .

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l'n seuo listoloso nl collo t·ichiama suliito alla mente hl pos iuiliti1 d'un'origine sc•·ofolosn, anche :-;euztl vcdeme le speciali siimtua te o le cat·atttJr i.;;tiche de· for mi tit morfologiche. E l'idea ò m:-.g~;io rmcn te solletica tu ::;e si pen~a alla comparsa di es.;o Hno dall'infanzia, tua quando la palpnzioue esl'lude assolutameonte In pre,euzn di ing orghi glandolat·i vicini o.Jontnni. e q:rnndo In storia non n.cc••una a rnccoltc marciose sotto forma d i ascessi acuti o freddi, mi pure supediuo i n ~istere sopm una ca usa idiopnticn nella pt·odmdone del sml.tetto seno fistoloso. Esclu~a q uindi l'origine linfatica della le,ione, ed esclusa qnlll'<insi alt1·n alterazione di t essuto, duro o molle, del collo che nve:<se potuto lentamente aprirsi una st.rndn sulla pelle del collo, sorgevo. l'idea che hl Je .. io ne preo;entnla d1tt.asse dall!t nascita i ndubliiumeu le, e perciò che si trat tasse di una fi<;tola c:ongeu ila del collo. l ,a dottrina dello fi<;to le con,:!;euitc del collo ha o~rgi molto prog1·edito, com'l rul'e il llt·1·gmann nel suo tra t.tnt.o, sia per le scoperte rl<'i più minuti pr·occs~<i eml.t·iologici, sia per le os,erva?.ioui microscopiche fatto del materiale a;;portato coi seni li:<tolosi. ì\la v'ha di più, oggi non s i ascrive In dipendenza di una G!< to la. congenita lnt~ro-cen•icnl(' a chiu:<urll incompleta delle fe:-;surc branchirdi e,:istenti nella prima VIta fetnle, ma si pensn i11vece cho ;;in proprio ed csclush·amente IR mancata chiusum della :2a f'essum bronchinlc la 1:ausa ordinar ia della produzione dellll fistol11 ce,·vicalc la tera le congPni tn. J.'apc1·tnra cutanea eli dette listo lo, Sémp,·e secondo il Bergmanu, si tro\"a nella regione anteriore del collo i1·a il mnrgine mediano dello sterno·cleido-mastoideo e In linea nltJdinna da un lato, ed il grosso corno dell'os:so ioide ed il giugulo dnl l'altra. Detta apertura tnolto piccola, qu asi pu n t ifo1·me, da oS'-ere accessibile alle sondo lJÌÌl sollil i, può t rov arsi n di\·erso Ji,·ello, a cominciare d11ll:articola-

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CASUJSTI CA CL.l:SICA

30

zione sterno-clavieolare fino al margine superiore della caTtilngine tiroide. L'aper· tura int~rnn invece del se.no fistoloso siede, o nel campo dello. tousilla, o sulla parete fRringea latemle. Sicchè il decot'SO a::tatomico del detto seno di solito è il seguente: attmver:<a il cellulare sottocutl\neo, il pellicciaio, l'aponevt·osi cen-icnlo superficiale, decorre paraiJelnmente al muscolo sterno-cleido-mnstoideo sulla fn;:;cia soprastnnte i muscoli sterno-ioideo e sterno-tiroideo, pnssa tra lR carotide int<>rna ed esterna, va. sotto il digastrico e finisce nella p1u·ete t"11t·ingea lntemle 1\ l i\·ello della glandola I!Ottomascella re. Le predette fistole possono es,;ero complete ed in•:omplete, e di qneste si distinguono le t$lente o le inle,.,te, a secondo. che mancn, come nelle tistole anali, J'ape•·tura est.erna o interna. Questa distinzione dipende dal fa tto che la li"tolu. può nnscere completn, ed obliternrsi successivamtlnte, Dlllla sua npertura internn od Pstema, con un piccolo tratto annesso de l seno fistoloso. Il canale fistoloso auatomicnmente consta di un rin!<:timento intemo mucoso coperto da epitelio pnvitnento:;o o cilindrico, dal quale s i ,·on-ebbe rile,·n•·e l'origine, non sempre esatta, della proven ienzn Jelln fì::;tola dalla tnse:~ brnnch in le iuterot\ o dal solco esterno, e da uno !ltrnto di connettivo l11.sso con po<·hi vasi o qualche rara fìbrn muscolare. Dette fist()le bmnchiali gin esistono alln nascitn, mn po,;o;ooo prc,entlll"i;Ì piit tt1rd i, specie se sono incomplete. E:<se d'ordina1·io hanno una sola ape1·tura cu· tnnea, e Spi'SSo il canale listoloJ:o si pnlp:~ sotto In. pelle in fot·n~:\ di co1·done du ro. Rl•gregnno un liquido muco-pmulento, variabile per (~U:\nLitil, dn ridur:<i perii no ati utu\ goccia. nl giorno. La l ar~ltc7.r.n del csumle può C:'lsere anch'es:;a vnrinuile da pcnnettcre solo il pns::n:;gio di un filo o cl 1 un ho lo nlimeotn re. L'e:.:ten<:ione del tragitto fistoloso s i può saggiare con l'iniezione di liquidi snpirli o colorati, o con il sondaggio; questo può e'-'s ere meno sicu1·o di quello. L1~ prognosi in gm1ct·e di Ùl'tte listolo è buona, non nrre.rn.utlo esc;e di-<turbi, ma possono dat· luogo n complicn:doni (infezione, ritcnzione, po~sillilo sviluppo di carcinomi nella ,·ecchinia). Da quanto ò stnto riferito a me pare collimino perfctt.luncnte le noto cliniche Ti levl\le uel nost ro a m ma lato col quadro s i ntomatologico, si:Lnuche schcmatico, che c i otrrono gli autori nei loro trattflti a proposito delle ti-stole branchiali inl'omplete. E difatti un'apertura. cutanea molto piccola n! collo, situn.ta più propriamente in una delle sue regioni laternli, bag nata da scar:;issimo muco-pus, seuza inliltrazione vicinio1·e di sorti\ delle pat·ti tnolli, o l<enzn omllrn di ingorghi gln.udolari nu superficiali nè profondi,!\ che lesione può nscriversi se non ad alterazione congenita? E a quale specie di alterazione congenitn, se noo n. fistola proveniente dalll\ :2• fessura branchiale 6 legata l 'esistenza di 1111 piccolo cd augus to seno tistoloso che, aperto da un lato sulla pelle, si approfondi\ dnll'Hltro circondnLo da tessuto fibroso nella direzione della parete faringea nei pressi del limite posteriore della regione sottomascellare? E cbe questa fosse la topografia della llstolR lo dimostt·a il fatto che, nei mo· vitnenti di deglutizione, il sollov:unento del fnringo trasportrwR seco In porzione già otturata della (istola, e, pe1· essa., anche Il\ restante porzione rimasta ancora aperta. e suppurante.


4.0

CASO I ~TICA CI.I:-IICA

Un'iniezione di liquido snpiùo avrebbe molto bene confenuat.o la direzione nnnloutica della fistola verso In cavità faringea, !'le la fistol111 fosse stata cotnpleta, ma questo riJio,·o scmoiotico, clae pur poteva specificare l'esistenza di u n pii• sottile tramite fistoloso interno, sfuggito alla ricerc11 fatta collo specillo, rivelò nulla, e perciò In fistola fu giudi.·ntl\ n fondo cieco. Ciò posto, i ricordi embriolo:;ici confermano la supposizione già fRtla di essere di frout.e nd liDI\ fistola della 2• feS!';UI'I\ brnnchinle: giacchè il I solco e In r tascn bmnchiale si conservnno rispettivamente nel condotto uditivo estemo e nella tromba d'Eustachio, ùella 11 tasca delta (0.1'illtfea si conse•·,·nno lo sbocco intern o nel seno tou-..illnre e la fovea ,li Rosenmliller. la Hl tnscn f~>rnisce In glandola timo, In I V i lobi late!·llli della ghinndoll\ tiroide. Ora In. r tasca branchiale non può a\·er mpporto con alcuul\ Sstoll\ 1\l collo, In Jll è pure esclusa, non c;:;seudc mni stnte r inveuute ti!'tole in relnzione colla ghiandola limo, e la IV nemmeno vi concorre. esseudo molto profoudn; quindi la l'Oh~ t a"Ca iucriminnbile è In. Jl. nella qunle è stato rilen~to che le fistole complete suocca,·nn9 nel r,nmpo della tonsilla. E chi di ce a noi che primiti,·ameute Il\ fì-<tolr~ di L. !t. J.'. non fosse completn, vi~tn In direzione del tmtto pervio di lìsLolll, o visto le nllercnze del tmtto suo complelumonle oblite•·ato? Sicché, couclmleurlo, dni cnrntteri clinici ed noatomo-patologici tu tto conferma,·n es~ere il nos tro n•nmulato afl'etto da fistola CC' n·icale congeni ta incompleta. ;>:

~· · Amme.."Sl\ tale diogno;;i, molto pt·ohlematiche ed in<'erte riusci,·ano le cure incruente per la guarigione l'nliicnlo dell'int'et·mit:\ preseututa da L. R. F., ma, ciò uou o:; tante si son dovute ugualmente tentare per accontentane l'infermo, poco propPnso a sottosta•·e ad atto chir·m·gico. Dopo sette gior ni di degenza ptwò si deciQe l'nmtnnlato per l'operazione, ed io La e,..eguii, pre,·ia nnesLosia locale cocaiuicn, molto bene condiuv1tto dal diligente assistente, tenente medico dott. Gherardi. Eseguii l'incisione pRrtendo cildl'npertura cut.nnen della fistola, a )j,·ollo del punto medio del margine anteriore dello slerno·clcido-mastoideo, e la prolungai in nlto, per circa q nattt·o centimetri, ve•·so la regione sottomascollure, ruantenoo· domi nella direzione del trfltto pervio del sono listoloso. Procedendo a strati, o con precauzioue, attrnversai i vari foglietti aponev1·otici cerdca li, superSciale e medio, scostando interuamente i muscoli sottoioidei, ed il fascio ,·ascolut·e enrot ideo all'esterno. Le nderenze con questo ernno di;:ct·Pte, 1111\ non per vnsta e-<tensione, comunque, elimiuntele, fu po~sivilc, solle\'ando il seno fistoloso, isolarlo completamente giungendo quasi sui costrittori del faringe e staccarlo intie•·a1nente. d.sportnto il :<eno fistoloso, si eseguì sutura, n. strnti, dci piani aponenotici o del conneLti vo soltocutnraeo, c s i uni In pelle con magliette mctnlliche. A ll'esnme mo.croscopico Il\ 6stoln, deiiR grossezza di un cot·done spermatico, o poco più, seziount.a longitudi nnlmontc, em èotnpostn di un te,.:su to esten1o di com<istenzr1 tibrosa, ricco di pic•·oli vasi snnguigni, fl questo l~o;suto seguiva uno strnto sottile di connettivo lasso, e, dn ultimo ne rh·osth·a lo stretto ed angusto lume una piccola membrana mucosa. La. guarigione procedè rap ida per pri111a e l'infermo potiJ ln!'cinre l'ospedale complotnmente guarito per riprendere, doJ•O congrua licenzn, il serYizio che tuttorn egli sta prestando, senza accusare più i disturbi che pt·ima egli aveva. Brescia, novemhrc lflO!>. --=-==


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVIS'rA MEDICA A. Hun~EII. -

Esperienze oolatero a.ntltnberoolare dtK&rmorek. - ( Wie· ner 1nedizi11isclle Wocltenschri(t, 1VOS, n. oli). •

L'A. ha trattato 18 casi di tubercolosi polmonare col siero antitubercolare di Marmorck, somministrato per via rettnle. Di essi 5 si trovavano nel primo stadio, 10 nel secondo, S nel terzo (secon do Tlirban). Prima del trattamento tutt i avevano subito un periodo di osservazione di 4 settimane in media, per a ccertare la diagnosi e per eliminare il dubbio che po· tes.'<e ro migliorare anche senza alcun trattamento. Il siero (previo clist ere di puli.-.ia e radicale svuotamcnto del retto) venna som· ministrato in quantitit ùi o-10 centimetri cubi ogni 2 giorni, per mez?.O di una si ringa della capacità di 10 centimetri c-ubi, cui era innestllto un catetere di Nelnton Il s iero ch e rimaneva nel ratetere Yeniva spinto nell'intestino mediante nna successiva iniezione ù'ncqua. L 'alimentazione. sostanziosa, fu mnntt>nuta nelle stesse proporzioni e sullo ste~so tipo durante la intera degen:m degli nmmalnti. Di cure medicamentose furono usate soltanto piccole dosi di codeina. La durata pitt breve del t rattamento fu di 40 giorni, la più lunga di 2-28; la quantità del siero impiegato per ogni paziente oscillò tra 145 ed 800 centimetri cubi. li siero fu molto bene sopportato per la via rettule; soltanto in 2 casi si ebbe la comparsa di urticaria, ed in un altro comparvero dolori colici e diarrea. La via sottocutanea, tentata in 4 casi, si do,·ette abbandonare a. causa della inteusa. reazione locale: in due di essi si ebbe la formn7.ione tli un ascesso al punto della iniezione. t bene però notare che questi due cnsi in cui av,•enne In r.ormazione di ascesso furono quelli che ebbero il decorso più favore,·ole. Non c'è dubbio però che per la via rettnle il rimedio giunga ad essere assorbito, poichè, oltre la prova sperimflntl\le dell'aumentato titolo di agglutinazione del siero dei pazienti dopo il trattamento (Pfeilt"er e Trunk), e quella. dell' aumento dell'indice opsonico (Bosanquet e Ftench), lo dimostra. la. comparsa dell'orticaria avvenuta in due dei casi dell'A. A trattamento ultim.ato, durante il quale aveva tenuto conto delle modificazioni della temperatura, del polso, della respirazione, dell'es pettorato, dei fatti fisici al torace e del peso del corpo degli individui in esame, l'A. potè constatare in 16 pazienti (5 casi leggeri, 7 di media gra'"ità, ed l grave) un mig lioramento d ei sintomi; in 2 casi di media g1·avità notò un peggioramento: 3 morirono.


42

HlVISTA M~:IUCA

Nei cnsi favorc\·oli aum entò il peso, diminuirono In tc·mperatura, l'atranno, la tosse e l'es pettorato, st·ompnrvero i sudori notturni, aumentò l'appetito ed il peso del corpo. Ma uua sostanziale regres:;ione t.lei fntti anatomici nou fu mni os~er vnta. T uttnvia, pokhè ~ i hn un miglioramento dei s in tomi e dello stato genernle ed il trnttamcnto ò all"atto innoc·uo, 1'.\. si domanda se non sin il caso di adottarlo ambuln toriamen te per le fo r111o leggere ed io prirur\ linl!a per quegli ammRlnti che non possono ricoverars i negli ospetlali. SAXXA. MAW<("II. -

n fenomeno dl Ch&ntemeaae (Oftalmoreazlone) nel tifo &d4o-

mtn&l~.- ( ll' ie•w· lul'dizini.~clle li'()Cfl<·,,.~rh•·i(l,

ltiOS. n. S!l, 40 1•

(;l\·. colla t.os si un t ilicn. secca, preJ>nrntn dalla casa B. ~lerck di DnrmstnùL giusta le iudicnzioni di Chnntcu.~:;so, hn provnto la oftahnorenzione in M tit'osi foiJbrit-itlluti, in r.G tifo.;i sfcuut·nti o gi:\ couva)e;jcenti, in GU tunmnlnli di malni.tie diverse, ell in 60 sani. !\ci tifol'i Ja ùin g nosi fu q unsi sempre ronu·olh\ta rolln sic ro-renzioM d i \ Vi<l:tl o di Firker. Il risult.ato l\t rhe i tifosi ft!hbricitnuti reagirono lutti alla lol!sina (in do~i da '/~o di mg. ed anche miuori lino a ' , - 1' 1/ , mg.) con rPuzioni ,·arie pct· durntn e per intcn>~ita't e dte ptlt'\'ero poco suhonli nnte ai cambiantPnti dclltt tlose. Dei 6G tifosi apiretid r Pn,;irouo soltnnlo .t:t; dei mnlnLi di nl t re mnlntt.ie G rengirono come i t ifo-;i, 12 •leholutenl!l e fu~ncernen te. lttliue i sani non reagirono: l'oltnnto :3 cru;i pn•sentarono una liuvo init<\zione congiu utivnle di brevis· si ma d urn l n. Il fcnom l!no di Chnnteme~se cm po:<itivo giit nel il•··l• giorno di m!\lnttia e sempre e~l'o fu n ~;;olut:un euto iuuocuo: tu tt'al più si ohbu urut lio\·P molc::otin sogg<•tti\·n. Una soln \'oltn si proùu,.sero nella congiumi•a dei pit·,·oli st.r•t\'11-"i clello di111ensioni di una t estn. di spillo, non .\olorosi, che sco111pan·cro presto som':a. la~rinr traccia. ] >n rt>nzione incomincin \'Il 2·3 ore r),,po l'im:tillnzione, con lie,·o nnosl<n menlo e senso di calore alla r·ongiu rtti,·n cci nll11. t'nru ncola : so ltt reazione em un poco fot·to si formaYn un tenue essutlnto librinoso vi;;i hilc nella piE.'ga cougiuntivalo i nferiorc. Ln con~iuutiva presenta, o\'ideuterutll tll', un'ttttituù inc ... pecialo por qu esta reazione pokhò i teutat i,·i fatti dnll 'a. colla to~,;in:~ secca s u altre muccose ed in· tmcutancnrneute tlie,lero dei t·i~ullnti insignilicnnti. li fenomeno però non pu.) tlir.si cornplctameute spcrilico, ,·isto che ammalati di a llt·o mnlntLio pos~ouo ri:;poudN·e positiva mente, scblwne l'A. abbia notato che n ei tifosi ò p iù vivncc c più luugo. Non t uti.c. duntpte, lo spe1·anllo che lo scienziltto frnncP-<c ayo•va suscitato col In. sua primo. pubhlicazione si av,·e rn no. Ciò però non autol"izza n negar<', r•ome fanno a lcuni sperimcut.S\tol"i (c he sccothlo M. non s i !;Ono rne~.:;i nello condizioni volute da ('ltautE'IIlCs!;e p!lr l'esperimento) ogni vnlore pratico nl fenorneuo. Certo non !;i può pro1endore da questo nuovo ::;intomo più di quello che si eltiode ag li autitl:i <.:i ntom i dinir·i e biologici. hla poic hù nes:.un sintomo preso h-olatarucnte ha nel lifo vnloro probati>o e poichè la oft~t.lmoren?.ione è incruenta. inoll'cnsi,·n e può dare un •·espon.\'o pn:coce l'A. in qunuto le s ue o~sen•at.ioni glielo permellono, ,·onebbe nll'ennnrll:


RIVISTA MEDICA

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a ) che la reazione di Chantemesse mediante la tossina t ifica secca è applicabil" alla d iagnosi del tifo nel senso che il suo esito n-Jgativo (/epone conlro il tifo. b) che l'esito positivo facilita la diagnos i nel senso che con probabilità si p uò ammettere il tifo, se gh ulteriori sintomi non padano in senso contrario. S.-\XN.~.

P rof. PAUL COUif..\10:-IT (Lione). - n potere agglutiDante nel •oggetti tuber-

oolo•l ; •tero-dtagno•l e •lero-prognoll. Il prof. Arloing appartenente, come l'A., n.ll' U niversità di Lione, ave,·a giù, fino dal 1898, ottenuto una s peciale cultum liquida omogenet11 del bacillo di Kock utilizzabile per l'agglutinamento, a diOereoz~t dellt\ comune culturn. che, come è noto, non si presta affatto a questo scopo. Da allora i due pl·ofessori, associatisi nello studio di questo importante problema, hanno tenacemen t e proseguite le loro ricerche facendo esperimenti sopt·a. molti soggetLi umani tuhercolosi ed animali appositamente tubercolizzati, ed oggi il metodo lionese è sulla ~ia di essere ge· nera lmente adottato. ~on mancano, è vero, quelli che ne con testano l'importanza ed il valore, ma. la maggior parte delle autorità mediche lo appoggio. cald1lmcntc, non esitando ad afl'ermare che i cattivi re,;ultati dipendono dnl non aver saputo elim inare, nell'applicazione, lo s orgenti di errore. L' A. poi ha fatto spel'iali ricerche anche sul potere a ggl utinante del lictuido pleurico. Negli uni e negli altri e~perim c nti i resultnti statistici sono stati conl'o rtantissimi. Per gli ani mali bovini ques ti result11t i sono s b\ti s empre controllati colla ne· croscopio. e si è avuta cosi la dimostra?.ione che In prova diagnostica colla sieroreazione era !'iempre negativa quando l'animale non era t.ubcrcoloso, mentre era pos itiva ne l 00 p. 100 dei cns i quao<lo vi erano lesioni tubercolari. Per gli uomini, sopra 1l2 casi,· non si ottenne mai ren?.iouo positiva quan rlo il soggetto non era tubercoloso, quando cioè i fen omeni r.linici, la inocu lazioue di tubercolina, la oftolmo-reazioue e la. cito-diagnos i non lnsciavnno dubbi a questo riguardo; si ottenne invece il 7G p. 100 di reazioni positive uei cnsi coutrnrii. Nel fare tln parallelo tra la sie1·o-diagnosi, eseguita tanto col s!ero s nngnigno come col liquido pleurico, e la. reazione con In. tubercolina, s ia ottenuta con In inoculazione sia con la ot'talmo-reazione, afferma l'A. che i rcsulta t,i sono prcss'"· poco uguali, ma che i vantaggi del primo s ul secondo metodo sono iucontestabil· mente gra ndissimi, e cioè; a) assol11fa i nttot·uità, gia.cchè il prendere da un paziente poche gocce d i sangue o di liquido pleurico nou può assolutamente dnt· luogo 1ttl iu con~·eui cn ti di sorta, ciò che non sompre si può dire delle iniezioni di t ubercolina e d cii:\ oftalmo-reazione. b) (t.~cilit'h d'appli.:azione, essendo sufficienti pochi minuti per la prova dell 'ngglut!na men to, senza che sia poi necessa rio vegliare il paziento per parecchi giomi come cogli altri metodi. c) importanza delle variazioni <lel potere agylutilla ttfe. - Data In. inoocuiti\ e la facilità di a pplicazione, si può ripetere la reazione n. volenti~ e le e\·entnali variuzioni del potere aggluUnante sono di grande importanzlt tanto per la diagno!Oi che per la prognosi. ò) applicazione della sit!'O·diognosi locale, ciò che è impossibile con uu altro n1etodo.


RtVISTA MEDI CA

La reAzione locale con!'i~te nel pro,·are il potere agglutinante delle essudazioni sierose, e indica la sede della lesione. Essa ò par~icolarmeote utile per l a diRgoosi della pleurite tubercolare e i resultnti ottenuti dnli'A. sono concordi con quelli ottenuti per mezzo delle iooculnzioni di tubercolina e della cito-dingnoei. Il potere agglutiuante delle essudnzioni sierose nei soggetti tubercolosi deve essere considerato come un fntto di g•·ande rilieYo tanto per il giudizio diagnostico quanto per il prognostico i deve essere studiato iu t.utle le sue varianti in rapporto all'età dei pnzieuti, alla localizzazione, a.lla forroR e al grado delle lesioni. Acciocc)•;, le investigazioni fatte per mezzo dell a. s ie!'O·reazione riescnno veramente utili, bisogna che siano praticate colla mns!lima cura ed esattezzn, siR per ln tecnica sia per ciò che hn •·igu:urlo :tlln S<'elta della cultura. Per gli s copi pratici, la siero·diagnosi de,·e essere nppli cata con molto discernimento clinico, e i suoi resultnli non deblJouo e"5ere interpe trati ciecamente ma comparati coi sintomi clinici. ì\on sarebbe !'Rg;.do il riguardare un pa?.iente come tulJercoloso pel solo fatto che il s no s iero ha polere agglutinante. D'nltra parte però n on si dimentichi che una renzione positi,·a ha uo grande ,·alore, mentre ne ha uno mollo minore una reM.ione negati\·a. Come in molte altre m:tln~tie il potere agglutinante del siero snnguigno e degli altri liquidi o•·ganici nelln tullercolosi u proporzionato al potere di resistenza. dci malnti, ed è gPnernlmentt> in ragione in\'er!<n della vi •·ulcoza della infezione. .Manca frequentemente la reazione io casi molto avanzati di tubercolosi, e raggiunge i 11 \'Cce i l suo massi mo grndo in quei sogg etli che sono in via d i guarigione. Lo studio della s iero-ùiaguosi c delle sue varia?.ioni hA un sicuro valore prognos tico nelle pleuriti tubercolari. Quando nelle molteplici reazioni ottenute con un essudato pleu1 ir.o s i osser\'a un cn·scente potere ng glutinnute, deve farsi una progno ·i favorevole, mentre iu\•eco mancnndo q111dsias i renzione hiso~na essere preparati presto o ta rdi a un res ultnto fat:lle. Si possono npplicare queste stesse ossen·nzioui ad nltri liquidi pntologici, come n que llo nscitico, articolare, ecc.i non a quello cereiJro·spinale che non hn mai potere ngglutinante. C. FAnA L I.!. Mt :>Elt\'t:>t. -

PunU pulntlU Della 41agDoal dl artarloaoleroal. - (Il Mo,·-

gagni, marzo lOOS).

All'infuori dci segni diagnos tici p roprii d ell'arterioscle rosi, in dettn malattia sono numerosi i punti di pulsazione, che l'11utore dh·ide in òue gruppi, piu impol'tnnte e meno importante. Al primo gruppo, comprendente i punti principali apj)artiene: l'norta in corrisponden7.a del s uo nrco; la carotide uel punto di biforc:tzione: la s ucclavia nel triangolo sopracla,·icolarc: l' omcmle nella regione media del ùraccio i la radia le nl gomito: In femorale nel triangolo di Scnrpa; la popliten nellalosanga omonima. Al secondo gruppo, comprend ente i punti s ecoudnri, appartiene: l'omern le lungo il margiue interno del bicipite: la radiale nella l)arte aute riore dell'avambraccio; la pedidia. suJ dorso del piede. L'importnnzn di tali sintomi consis te n ella manifes tnzione e- terna dei disturbi de l s istema arterio!lo, vale a dire ipoten ione ed iperten ~ ioue. Generalmente tali punti trovansi in corrispondenzn della divisione e della biforcazione delle arterie poiché la il snng ue batte con masgior violenza. Ordina-


RJVI:>TA MEDICA

rinmente riscontrnsi ineguaglianza fra i punti di pulsazione dei due loti con pre· d oroinnnza n destra, mn.rcatissima se l'arteriosclerosi ha provocato l'ectnsill tlell'Arco aortico. !Jin ver~o rilevasi qunndo havvi ectn.sin. del tronco brachio-cefalico. I punti di pulsazione si mantengono evidenti tlnchò s i mantiene forte il mio· cardio e SCOlllpRiono, comiocin.ndo dAlle arterie secondarie, mano mano che il cuore s i indebolisce. G. BJ>RXUC.:<:I .

G. KnAUSE. -

Cara non operatoria 4 el gangll tuberoolarl. -

(Tl&erGJJeltli.~<:lte

Rrmckichan, maggio l VOS).

L'antore propone d'adoperare l'emulsione di bn.C'illi tubercolnri prepnrnta secondo il metodo di Koch nella curn dei gangli tubercolari. Può esser somministrata tanto per iniezione sottocntanea come in capsule ,::t!·IRtinose. Il p•·imo modo esige grande prudenza c la piir attivi!. sorveglianza dei malati, mentre !11. seconda t'orma, meno pericolosa e di più t'aeilenpplicn;done, con minor danno, darebbe risultati egualmente buoni. L'autore, in numerosi:-:..;imi cas i curati con tAl metodo, avro~:bbù visto guarit·e sollecitamente e radicalmente gn n~li dmi, sacchetti glandulari, perfino gangli suppurati. G. BI~I!Xl!l'CI.

Note •alla mUa11 lnte1ttnale. uJUl-Tropen liyyie11e, 1008, fase. 2'2).

WJLLIAll H. D EAO ERICK. -

(.<h·•·/liJ• • ···lliO's-

Nel 1902 Schlesinger rac<:olse 1lalla letteratura medici\ un cen tinaio di cns i di miinsi intestinale. Da qnell'epoco. se no aggiunsero altri non sempre pPrò esenti da dubbi giacrhil non sempre perfette e ben noto sono le conoscenze sulln 11toria nat\Jrnle dei ditteri. Fra le specie di quest'ordine di insetti le cui ln.rve possono occasionalmcuto trovarsi come psemloparassiti dell'uomo vi hanno duo modi di riprod uzione, ovipara cioè e viviparn. Il primo.modo di riproduzione il il più frequento nelle specie in questione e si osservi\ particolarmente nella fami glin. delle Sarrophagitlaf'. Lo specie che secondo l'A. lilmno più facilmente la miiasi inte!Slinale n. .\[arianna nell' Arkausns sono le seguenti: Jf ust·a floulcstira, In. mosca comune. che dopoiiita le uova nello sterco equino, orcasionalmente nelle feci umane, rnrameute in n l tre sostnm:e dii r iliuto organiche ani mali e vegetali: Jfus,·a vomitoria, la mosca bleu che deposita le uova di preferenza sui ma t el'iali di rifiuto animali; .Jnlllomya canil·ularis, la piccoli\ mosca di casa , che tlcposita le uov~>, di preferen;r,a nei materiali •li rifiu to vegetali; San·opha!la r·arnat·ia, In moscn. v.•rde delln. carne che depone le lnn·e sulle sostanze animali in decomposizione, possibilmente anche sulle feci umnne; Piophila ea.~ei, la mosr-a del formaggio, che deposita le uova sul formaggio e sulle feci nmnne. Per la diagnosi positiva della miin~i intesti nale occorre dcterminnt·o e.~alt.L­ roente i seguenti due punti: in primo luogo se la larva cbo nppnrvo nelle feci fu l'ultima a passare; in sucondo luogo se è da. escludersi la possiiJiliti~ di nuovi eccessi tli eliminazione di larve.


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4G

RIVISTA lli':OIOA

L'A. cita un cnso di sua osserva?.ionc, presentato da una donna di 31 anni, affetta da grave nnt•mia, la quale emi;::e ad accessi rla tre a ciuque larve di mosche, le quali furono identificate come lan·e tlella comune mu.w·a d omesti,·a. I gravi si ntomi nervosi presentati dalla pazieute, già in preda a ttisordini ner vosi per affezioni dell'apparato genitale, erauo evidentemente cnusa.ti da questi incomodi pa· t'IIS"iti, come fu dim ostmto dal proolo mig lioramento dopo la loro eliminn?.iouc . Nei climi lempt'ral i dei casi di miiasi intestinale s i possono osservare durante l 'c,;tnte e verso la tìne della medesima. L e lnrve possono trovars i nell'intestino o come liln•e fin ònl prindpio o per lo ;::chinderili delle uoYa. Probabilmente il modo comune d'irlfczione dipende dnll' iutrotlu zione di a limeini che contengono uova e larve. \\'irsing cita il caso di infezioni prodotte per via reLtn le, e cosi un caso in tere::. antissimo u citato dn Yoy. I sintorui ordinnri ::;ono: dolori nddominali, nuu ~ea. di:nrea e dissenteria, emiCI'Ilnia, ue\'l'n lgie di,·erse, sintomi isterici ed anche epiles-.ia. 11 0107.7.0 t t>rapeu t ico cl:e ha dato maggiori r isu ltati è stato l'olio di ricino solo o uni to alla. snntonioa. T •·asi 1li mynsis intestinnle non sono rar is~i mi neppure da noi. P nrcrdti autor i han no dt•S<'r itto nel lo feci umnne In 1u·esemm di larve di molwh e e la rolntiYn letleratum è di par·tiro lare inter·esqe. P or notare al r une di questfl piit imporlauti os~e n·nzioni, cit('rcmo il ••n,qo Ilei prof. Condore lli·Frnuc.' \viglin, n el <1nnle il pnras• it is rn o erA. complicato dalla cou tempornncn pre-:en~a ne ll'intest ino eli una giovinotta d elln fl ,,mmol,.pis t/imi~tula, dell'As•·ari:< lumlJI'it•oid•s e della ,\ltt.~t·a o ( 'ofl,JihOI'a t'OIItitoria, ed i cn<;i di pnr11ssi tismo intestinale da lnrvo cii l'iophila casei os-.er·\·nti tlrll l '.tl:\nd rtU'cio e tiRI Tlreohal tl, e tl proposito •le i quali il prof. Alcssaniriui h 1L fatto numerose esperienze por dirno!! trnre fino a qual punto le detto lnr·vo posc;ono vivere nell' inte::tino clegli animali e fino n qual ~:rarlo gi un ga la lor·o re~isten7.R vi tale trO\'antlos i n contntto di \'ari agenti lisil-i e chimici. Le esper ienze dell'.\lessandrini, lo quali dimo::Lrnno e:<<:ore In r esistenZII dell e larve di l'iOJJhila ··asei dovuta alll\ natura dell•\ cuticuln che le involge, alla poS · siuiliti1 che hanno di chiudere gl i stigmi anteriori e posto1·iori e di impedire quin(li la ponetrazione di liquid i o di ga~. alla grantle ri,erva d'aria c he contengono e al dimi nuilo consumo pt•r l'immobilitiL chu il pi(l delle volti' dopo qualche tempo nssuruono, nlln g r·nnde qunntit1\ di riserva nutri&iva che p o~seggono nelle voluminose falde ndipnse lo qunli si r·iscontrano nell'interno di esse, spiegano il meccnnis mo col qunlll, una volta introdotte nell'i ntestino, posson o vivere in esso por· un certo 1cmpo c dnr luogo a fenomeni moruosi. TESTI.

L 'azione battedolitloa della bUe e det ult blllarl slll pneumoooooo ln vttl'O ed lll vlvo - (Hivisla critica di clinico tm•dica, UI()U,

G. Gn1xos•. -

aliDO X, Il. 2 e;},. L'A ., in vist.a delle incertez7.e e dello contr:vldi1.ioni clae ri «ultnno dntlo stuolio de i lavori e.:l·gu iti sull'azione esercitnta ùnlla hile verso taluni microrgani ~<nti. ha r itlreso lo studio n proposito del pneumococco, s tudio paziente e prtlciso nel quale tf·o,·a;;i la rA~ionu delle dotte incorl ezzo pel f11tto che n011 sempre e non da tutti gli autor i furono esegu ite le ricerche n ello st esso condizioni di e!:perimento. 11 lavoro conSLil di due parti. Nella prima \' t·ng ono nccf•rlJ\te l'nzione batterio lit ici\ della bile sul pneumococco dopo un pcr·iodo conveuieute di contatt o e


RIVI STA DI OIURORG!A GENERALE

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1'nzione attenuante rapida di essa sulla virulenza dello stesso germe; vengono inoltre conosciute le condizioni pitt comuni che concorrono a mantenere alln bile ed ai sali le dette proprietà. Nella seconda sono citate esperienze per dimostrare l'azione che la stessa bile ed i l:luoi snli possono eventualmente esercitare s ugli animali infettati con pneumococco. L econclusionidi questo importante lavoro sono: che la. bile fre'.lca e>ercita in vitro una intensa e s icuraa?.ione batteriolitica sul pneumococco;chei sali bilinri,sterili?.za.ti o conservati in qualsias i modo, perdono del loro primitivo potere batteriolitico; che il taurocolato di sodio è piu attivo del glicocolato; che la sensibilità del pneumococco n. questi mezzi dissoh·enti i! tanto più spiccata quanto meno è stato abituato a vita saprofìtica; che gli streptococchi non sono discio!ti nè dalla. bile nè dai suoi sali per cui il fenomeno può essere impiega to nello. diagnosi differenziale dei due germi; che nel corpo dell'animale la batteriolisi del pneumor.occo s i verifica pure ogni qual volta si possa esercitare un'azione di contatto intensa e prolungata fra gli elementi bilinri e il germe; che l' inoculazione di bile nell'animale infetto non serve mai in qualunque modo a salva rio dalla setticemia pneumococcica; che le iniezioni preventivo di bile non conferiscono immunità verso il pneuroococco, come la guarigione dell'animale n. mezzo di essa non lo rende più resistente o.d una nuova infezione. E notevole, dal lato pratico, che queste ~speriem~e confermano l'opinione di col oro che ammettono essere l'itt-erizia nella polmonite fibrinoso. un epifenomeno in·capace di imprimere uno speciale carattere n.lla mnla.ttia. TE:;TJ.

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RIVISTA DI CHIRURGIA GENE RALE L. FREuso. - La oura ool raggi Roeutgeu delle oateo-artrltl tuberoolarl. - (Wiener medizinische Woclleuscln"ift, 1908, nn. 43, 4-!, ·t5). L'A., che fin dal"l898 tratta colla roentgenternpia gli ammalati di lupus,ebbe campo di ossermre che processi cariosi delle ossa e delle articolazioni, originati da una diffusione del processo luposo, rLc;entivnno un notevole vantaggio dalle ir-radinzioni coi raggi Roentgen. Trattò, d'allora in poi, comunemente coi raggi Roentgen le osteo artriti tubercolari ed ora. ne comunica V casi. In essi la malattia aveva varia sede: carpo, metacarpo, dita, ginocchio, tibia. L'età degli ammalati variava da 14 a 60 anni e l'a.fl·ezione durava - in tutti- da molti anni, spesso già curato. chi rurgicnmente con esito nPgati vo. Il numero delle irradiazioni variò da un mi nimo di G ad un mass imo di 88, con esito di guarigione completa in 5 casi (56'/, p. 100) e di sostanziale miglioramento in 2 casi (22 1 , p. 100) ; solt anto in due cnsi (22 i 9 p. 100) esse rimasero senza effetto. Fa una rapida rassegna della lett-eratura s ull'argomento, ri portando molti dei casi curati da Redard e Barret \·assi lides, Gregor, Scboltz, JHeld, Strebel, e dai ri!lultati ottenuti sia da lui che da questi autori si sente a\ltoriz•mto ad atl"ermat·e che la roentgenterapia ha una influen7.a favorevole sulle osteo artr iti tubnrcolari i n una gmndt\ percentuale dei casi.


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BIVlSTA DI CRIIIURGIA GF.::SF. RALE

Ln. pat·te irradiata reagisce c<•n arrossamento e tumei:nzione delltt pelle, il pus divtlntn. in seguito più tenue, più acquoso, indi sempre piit scarso: a poco a poco si chiudono ltl fistole e succes.<~ivamente si dilegua l'ingrossamento delle ossa e delle articolazioni malate. Spc!'SO l'i ha una precoce rcmi~c:;ione e scomparsa dei dolori e talvolta anche un rilassamento di antiche rigiditit articolari. Dnli'C$nme di tutto il materiale riportato desume i duti che indicnuo quando dalla roentgentcrapia debbano attendersi delle guarigioni od in qualche modo dei miglioramenti. I migliori risultati si hanno nelle ostciti pure an?.i che nello osteo·artriti con part<:ci pazione dolln. s inodnlc e delle borse. In questo cn:;o il connettivo neoformnto ed il te.c:;suto ftmgoso di ~ranulaziono molto vnscolnri?.zato, ricco di cellule, agiscono come potente Jihro biologico Ilei rnggi, cui sottraggono non pocn. energia. Condizione ffl vore\·ole e anche la situazione su perficiale del focolaio (c ho permette di far arrivare ad esso un mnggior uurnoro d i mggi e più intansi) e. per ragioni analoghe, è pi(t probnLile un buon esi lo nelle ossn ed articolazioni piccole (falangi. mctncarpi). Viceversa non lascia :<pemre un buon risultato la eventuale riteuzione di pu~ e di fmmmenti ossei, l'allontanamento dei quali n traverso aperture tistolose o per incisioni chirurgi<'he, m:gliora non poco In prognosi. L'A. usn la ÌM~ra di piomho sulla parte per circosc rÌ\•et·e la zona, da irradiar,i, e tra ammfllnto e tubo vuoto dispone u n mezzo di cnratt.ere epiderruoitlale (lastrn. d i corno - cuscino di piume- pe1.zo di cuoio - sottilissima Jnmina di argento}. Crede rispondenti allo scopo tubi di durezza G Henoist e In distan7.a d i 2o centimetri antica tode-pelle. I n qurtnto nl do::amen to della inlcnsib\ dci r·n~gi non hn fiducia negli strumenti che donebbero misurare gli clrctti biologici di Ullll dntn dose di e,;si a seconda dell'eutitil delle moditicnzioni chimiche di certo sostanze e;:poste nlltt loro azione. Perciò non ò pn.rliginno delln dose piena e consigl in H trn.ttamento n do:;i refratte: irmdinzioni quotidiano di G minuti, con tnui della durezza sopra indicata. E continua le irradiazioni fino Klltl. compMsa dei primi sintomi clinici d i reazione (pigmeotnzioni insignilicn.nti, lieve eritema, diradamento dei poli, pru r ito d i sera, bruciore dolln. pelle. dolori profondi pulsanti, modificazione dolJn secrezione delle fistole che perde il cnrnltere purulento por diventare sierosn e nello ste~so tempo più ahhondanta). Con quo!':to sistema non si possono avere ùe~li incouYet:ieoti gravi e si hl\ il vanlng~io di subordinare il trattamento nll'individualitil. ciel mnlato, sospcndendolo o protraendo lo a seconda della maggiore o 111inore s usceltivitit renttlva degl i in d i villui. :llolt.o bisogna contare sulla prnticn. o sull!\·perizia nell'uso dcll'istrnmentnrio da parte dell'operatore. P erò In produzione di un forte eritema radiogralìco ~r i tenuta dall'A. necessaria per il consC'guimonto d'un buon ri.-ultnto. È cousigli:tbile - in Lut.li i ca"i- un n cura consecuti ,·n, e cioù unn ripetizione del trnlllmrento, o sett imane dopo In st·orupnr-.n della re!azione nei se111plici migliommcnti, ed 8·1~ settimnue dopo nelle apparenti gu;tri ;;ioni. Come c::ura chirurgica accessoria, oltre nll'e\·entunle allontanamento del pus e dei frammenti ossei, non bi!.ognn tm~cumre di mnuteoere l'arto in buona po~i­ zione fino n guarigione avvenuta, per evitnre posizioni vi.t.iose che menomerel>bero i l SUCCCil>O.


RIV I STA 01 ('l!Jill:ICClA ,;J,;Xt::H.\Lr;

L'A. esclude che nei casi riportati allbia potuto trattnrsi di guarigioni spon tanee e neg11. che in nn trattamento ben \londotto, a dosi motlerate, sia da temersi l'azione rittu·dante dei raggi s ullo sviluppo delle ossa giovani. d..nzi uno dei casi dimostra un'azione delle irradi~<zioni s timolan te l'accrescimento del tessuto ossno. Sull'origine dell'azione curativa delle irrl\diazioni non si possono fare che ipotesi. Freund suppone che essa dipenda dalla. fonnaY-ione nel tessuto ,·ivente di sostAnze che, mentre da un l~tto llttenuano il virus che produce e mantiene Il\ malattia, dall'altro producono un forte eccit~tmento nei tessuti profondi c he conduce ad un'iperemia e, come conseguenza d i questa, a produzione di connettivo e form azione di cicatrice. Concludendo, indica i raggi Roentgen come un agente molto attivo, immune da pericoli e da dolore, che non esita. a raccomandare pet· tutti quei casi di osteoartrite tubercolare in cui si voglia attu~tre un trattamento conservativo. SA:!IXA.

M. S tLB&JmARK. - Per la teonloa delle operazioni .un·ano e •ul retto (ooolu•ore del retto). - ( lViene1· medizinisclle lVocllelt:;ch1·i(l, JfJOt;, n. -16). L'A. ha ideato uno strumento (occlusore del rettoì destinato ad impedire che durant•J le operazioni sull'ano e s ul retto, le mani rlcll'opcratore ed il CAmpo oper utivo vengano! insudiciati, cib che s pesso accade malgrado l'acc urato svuotamen Lo dell'intestino prima dell'opernzione. Consta di un cono di gomma 1110lle innestato su di un J:;ott.ile manico metallico: quando la porzione molle gro,sa è tutta. int rodotta tino nl di là dello stintere, ques to s i chiude su di essa, onde tirando nn po' sullo stt·umento resta pe t·fettl\mente occluso il lume dell'iutest!no. A l manico è connessa una corona di 4 uncini a tre branc he, che si apre e c hi ude per il mo vimento d'una vita e che serve per tissat·e la pelle dell'ano :dl:t distanza che si diiSidera dal suo passaggio nella mucosa. L'A. se ne serve da un aJlDO e ne è rimMìtO soddis fatto, tanto che ne ha esteso l'uso a tutte le operazioni nelle qu~tli appa1·e necessaria o desiderabile una s icur t\. occlusione del retto. Oltre questo vantaggio, lo strumento pres-enterebbe quello di abbre viare la durata delle operazione di offrit·e, nel corso delle medesime un comodo punto di appoggio per la mobilizz~tzione del reLto (estirpazione o t·esez ione per carcinoma) e per la dissezione della mucosa (amputazione pe r proln~'So o per nodi emorroidarii). SAXXA .

Oontrlbuto al trattamento operativo delle fratture antlQhe della rotula. - ( Wiener m.edizinisclle Wol'llenschl'i(t, n. 9, 190l:>).

O SCAH HAYASJE Wt cz. -

Le fratture della rotula banno avuto in ogni epoca un il'lleresse chirurgi<'o eminenteu.ente pratico, parchò ra ramente un cattivo trattamento di un piccolo o sso porta con se esiti funzionali cosi s favorevoli corne quelli de lla frattura del h~ rotula. Oggi però grazie alla tecnica antisettica, l'inten·ento operati \"O s ussidi alo p e r lungo tempo da ginnastica. e massaggio ba acquistato largamente favore. Qualche volta però - gius ta la casuistica di casi di anticn data- malgrado l'esatta riunione dei frammenti di frattura ed un decorso ase ttico, s i ottiene soltanto una riunione ligamentosa ed una funzionalità incompleta. Ciò non dc\·e tanto a ttribuirsi ad un esito sfavorevole dell'operazione quanto in massimn. parte 4 -

Giornale di mtdicino miiUar~ -

Fas~. 1.


IIIVl :>TA DI CHIRURG I A GJI:~EIULE

a d irreparahile raggri u:uun enlo della capsula articolare ed nll'nt.roHa da inattività del quad ri cipite. Xon ò tuttavia raro che anche Cl\.c;i di vecch ia frattura della rotula in cui giil. esisteva notevole atrolia muscolare e complotlt inatti,·itll. funz ionale siano sor pren doutemeu t e guariti dall'intervento chirurgico. Un caso simile è il seguente: l:... D. cocchiere di !H noni il U febbraio Ulv7 nel tra!;portare un s acco cndde battendo il gi nocchio sinit"tto e riportando {mtturn delln rotula. Per tre settimane fu curato co11 imparchi freddi e ripo;;o a lc11o. Ma riuscendo infruttuoso il tmtt nrnenlo mt·1lico fn poi ricoverato n.ll'ospedule. L'esame t'n rile\·:ue i seguenti segni patognomonici : ALrotia e\·idenw delle pnrLi molli di tutto l'arto iol~riore sinistro, p1U mauif.,.;ta 11lla coscia. Mu-;colaLum tlacc·ida. Ln rotula appare iug s·nndita e nel mezzo di e:<-,a e~istc nn solco d,·lln. larghezza di due dita Il frammento suptlri ore è spo:<t.nbile in ba-:so e lateralmente ciò che non 1w. Yi <'ne per l' inferiore. 11 comuaciameuto dci due framm enti non si raggiunge nemmeno con una for te ed opposta pre:;stone. 11 paziento può pil'gSH" la gnmha di cir<'a lGo• ma non può alznl'la se ù cste.~a. ~ella deamhulazione tiene e;;t da J'estremit}\ inferiore e h lauria in t\VI\ULi. Nella con:<iùerazi one della diastasi ril cvantC' in unn. vecchia frntturn. con disturbo funzionale ;;ra,·e eù irreparabile l'A. trovò l'iudirnzione della sutura ossea. L'atto operat.ivo fu est>guito in l'loronnrrosi. Si praticò un tag lio convesç;o in bl\s~o che d n. l!' ··picotHlilo inLerno andn.va nll'e!>torno ra~giun)!entlo in basso la l uborositit della ti bin. Solle,·ato il lembo si trovò fra i duo frammenti dist11 nti due ditt\ l'uno dnll'nltro unn neoformnziouo di t o,'luto ron nettivo chu si e:-.umllevn. sul da,·anti drlla cnp;;ula e rhe fu escisa colle forhici. I l f1·ammento su periore nve,·a una lineu di fJ·~tllum convcs!;n, era piti ~ros-<o e spostnhi lc. L'inferiore avo,·a una lin('a di frat.turn a mezza\ hma. Anche le linee di fratturn erano coperte da tessuto !'Onuettivo e furono opportunaLamento rn!'r.hiate con cucchinio di L oflòl. Dopo furono praticati col trapano quaLLro fori a distnuza di un ccntimeLs·o dalla superficie di l'ratturn e diretti ob· bliqu1unentc onde n on ledere la supcr6cie cnrl ilaginea percha i fili penetranti ncll'nrticolazione non fossero caus a di :'frcgamcnt.i. Il filo di hron:r.o-alluminio dl•l u. f)' 1 fu introdotto nei fori ed atlorcigltato lino a contatlo dei t'ratnme.n ti t e· n uti av,•icinati da un a !Osislente. r-'a riunione tuttnvia non riuscl e~atta poichò nd 3' medio d~>lln frnttum riutane,·n uua. lstcnru~ di ' , di cent. Non s i spiose pit's oitro l'av\' icinamento parchi) nei t<>nt:<livi si ruppe il filo e si tome,·a di !:'pez· zare la rotula. Non si credNte opportuna l'incisione tmsversnle del quadricip ide uò il dist.u-co della tuberosità della tiuia st•coodo Ber~mnnn . l'or ma,;:ctior sicure1.za l'A. passò nnrora dci gro ... s i fi li di seta atto rno alla pu· t clln che nnra>et·sn,·nno il tend ine dt•l quadrkipite cd il legamento pa1ellarc. Lnsc-iate poi due striscio di g;ana nell'as·ticolaziouc, !<nturò i resti laternli dei 1,g:1menti r·ap:;ulari cd il tt>ssut.o conn elli,·o propalellare sotto il qnalo nfl'oodò gli e'<trellli dei fili mct,dlici an nodati. In fine l'C'ce 111 sn1um rlella cute a' puu ti >-l:tl'cati eol immobilizzò l'ttrlo con ~lel'l:he e fn.:~inlUI'I\ ansidata. Dllcot·so : Eccettuato un l<'~~icro aumento doli n tempora1ura il giorno s ucco,;· >-i ,·o nll'opcmziouc. il deco rso post -operntot·io iu normnlo o la ciealrit.znziono òelln ft>rit!l 1\\'vcnnc per primi\ intenzione. Dopo dieci giorui clall'intervent.ol>i cominriò


RIVISTA DI CHIRt.:RGIA GE~ERALE

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-un cauto massaggio c cinque giorni appresso si sottopose il paziente al bagno caldo seguito da metodico massag~io e movimenti attivi. Un mese piu tardi si cominciò In faradizzazione dell'arto. Il paziente lasciò il letto prima di t re settimane protetto da una fasciatura ri l-(idf\ 1\movibilc che fu abbandonata dopo quin· d ici giorni. Il ginocchio Jentam•mte prese la conformazione normale. Alla palpnzione la ro· t ula nppariva alquan to ingrossf\ta ma non si riconosceva alcuna lacuna. Il paziente poteva st~mpre meglio piegat·e e stendere la w1mba e g ira re senzf\ difficoltit. Due mesi dopo l'intervento, all'uscita dell'ammalato dall'<.ospedale, la gamba s i piega di c irca ?Oo, e, dopo un mese dall'uscita, lavorava. da giornaliero scnr.a avverti re il mi ni mo dolore nella deambulazione e nel salire le scnJe e piegava completa mente il ginocchio. L'A. fa. le seguenti considerazioni ; Il caso descritto riguarda una frattu ra tra· sversale della rotula per caduta diretta sul ginocchio. La linea di frattu ra come giA Malgaigne mise in rilievo non ern trasversale ma convessa in basso. Riguardo alla frequenr.o, dette fratture ra ppresentano secondo Bruns l,S p. 100; rare al disotto dei venti anni sono più frequenti negli nomini dai 30 ai oO anni. Ln prognosi, eccettuate le complicazioni e l'età. del pnziente, dipende dal g rndo di diastasi dei frammenti, dall'estensione della rottura della capsula ed innnnzi tutto dal t rattamento. La terapia consiste o nel trattamento incruento o nella sutura. ossea. Nel primo caso s i cerca Ji ragginngere il com baciamento dei frammenti con stt"Ìsl·ie di spa· radrappo disposte come tegole e sopra queste si pone una fascia ingessata che rinno\·a ta dopo otto giorni si lnscia poi in sito 4-G settimane: oppure si adotta -il trattamen to raccomandnlo da Mctzger, Tilanus, Socin del massaggio e movimenti precod senza alcuna fr.sciatura immobilizzante. Questo ultimo trattamento si comincia già. 2-!-48 ore dopo la lesione con massaggio dell'articolazione e della musculatura, n! 5o, 6° giorno seguono cnuti movimenti passivi, dopo 14 giorni il pazien te lascia il letto e fa movimenti attivi. Busch anzi lascia nlzare il paziente il 2o giorno e dall'So gli fa salire le scale, ed insiste che tutti i suoi pazienti dopo 4 settimane erano in grado di lavora re. n trattamento operativo fu soggetto a molteplici cambia menti; ora si cercò con una sutura sottocutanea. del tendine (v-. Volkmann) o con una sutura ossea sottocutanf'a (Ceci) di r ipristinare In funzione disturbata, ora si rinunziò alla sutura ossea e s i suturò soltanto l'apparato legamentoso late rale lacerato. Essendo oggi sempre menc raccomandabile il trattìLruento con a ppArecch i rigidi causa dei cattivi esiti messi in rilievo dall'esperienza, r imangono due metodi e c1oè il mas-saggio e la sutura. Il massaggio e la ginnastica medica sono indicnti nei casi con minima diastnJ:i ed integrità dei legamenti laterali, quantunque qué;;t'ultima. condizione sia difficli · mente diagnosticata. Cosi vanno pure trattati 1 casi in cui l'età del pnr.icntc od il ui lui rifiuto impediscono un intervento operativo. In tutti gli altri cas i specialmente se complicati, nelle vecchie fratt ure con notevole dinstasi e di!'turbo mns;;iruo di funzione è indicata In. .s utura ossl!a nnti;:etticnruente praticata.. Sono da r igettars i i metodi sottocutanei perché si lavori\ atroscuro e non tengono conto dello strappnmento lntemle della cnpsuln. Il miglior metodo è quello di riuuire con 8-4 punti di sutura mctnllicn. i framme11ti semm ferire la cartila.gine articolare. P er maggior sicm·ezza si può appone una sulum pcripate lJare quando un frammento è molto piccolo e pnò rompersi n<!l for:trlo,


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RIVI TA Dl CU1Rt;R0 1A GENERAI..E

o nelle i'rauure colnminuti,·e che non si possono 11-itrimenLi riunire. Il filo po>-Joattorno nlla patella ti ene riuniti i singoli frammenti come il cerchio metallico un vetro rotto d'orologio. e il frnmmento inferiore è immobile si può moùilizzarlo scalpellando secondo Ber;mann la tu berosità della tibia. Dopo l'operazione si i111mobilizza per dieci giorni con una doccia di Volkmann o con fascia gessata. Il successivo tr,\ttamento non de·ve troppo tardare. Secondo E iselsberg già aii'SO.J0° giorno si cominl"ia con cauti lliOvimenti pa~si\·i e massaggio del <1undricipitc. Al 17•·19° giorno il paziente si al za e gil·a con un appa· racchio di protezione che non abbandona mai. Si coutimla il ma-;:mggio ed i m o,·imenti p~r un mese. {;ondbdone per un buon esito è l'asepsi; mancando questa si possono produrre gravi danni ed anclte la morte. Ciò si può provare colla iute1·e..sante statistica di BrunnE'I' secondo lf~ quale in 45 casi di frattura ant.ica della rotula trattata chi1·urgi.:amente si ebbero l l easi di artrite suppurata con S casi mortnlt. 7 an· chilo:o~i ed in uno si dovette ricorrere nll'nmputnzionc della coscia. Sicuramente ad.·sso co n In rigorosa aseps i i risultati operativi sono di,·entati molto migliori. C.u.~:t:.\IU. Dott. SARADt~r. - L'anesteala •plnale oooalntoa o atovalntoa ool metodo dt Tuftler. - ('l'Ile La~tcet, ottobre 1908). In questo stesso perioJico sono stati riportati, non &molto, giudizi piuttos to severi sulla raclti~<Lovninizzazion~>, alla quale mol ti cbirur~hi htmno gii1 rinuuziMo, perch ù • conta Ol'lllai t roppe vittime». Il collc:.:a nostro Salvatore Salinari, in un hAIIissimo articolo • Sulla pratica odierna ùcll'tmestesia », comparso su questo ~ioroale uell'agoqto p p., condude che la racllistovainizzazione, per le im· perfezioni di tecnica, pe1· le ince1·tezze dci rcsultA.ti e per i perir.oli di iutossica· zione e dl complicanze non può l'er il momento, e forse non potrà giammai, so· stituire del tutto l'1mestcs ia 1la inalazione. L'A., chirurgo all'ospedale civi.le di Al:.:cri, è molt.o pi ù ottimista a questo riguA.rdo. Egli difende n spada tratta sia h• !':Lovainizza;dono come la cocainizza· zione spinale, auzi pitl questa che quellt•, ed all'erma che lo ha mo ..so a pubblicare le sue brillanti statistiche il solo ·scopo Iii mostra1·e ch e l'nne:>tcsin lo111bnre non è in alcu n modo pericolosa e che le a ccuse fatte al metodo d1Li suoi detrattori sono senzn fomlnmento. Dal luglio l:JUU ad o;.:;.:i egli ba compiuto sotto l'anestesia spinale 679 operazioni, talune delle quali di eccezionale gravità, in soa::.tetti di varia e w\, fra i 15 e i 93 anni, scn7.a a\·ere spiace\·oli oll'otti immediati consecutivi o tnrdivi di grande importanza. Xon esclwle di avor osserva-to talvolta gli eJl'cLti immediati, soliti n soprng· giungere fra il 6° e il lo• minuto dopo l'iniezione, qunli il pallore, il sudore. la nl\u~en, il vomito, il tremore epilettico dei membri in feriot·i e talvolta, seiJIJene rarissimamonte, una mnrcnta paum, ma nessuno di questi ha mai costituito un impedimento alla coutinuazione dull'atLo operati\·o. Àlcuni pazienti descrissero il mnlcsset·e che sussegue l'iniezione, como se si trntta!ise di mal di mare. 11 suùoro fu notaLo nel 7 p. l iJO di tutti i casi, la nausea nel H p . 100 o il ,·omito nel 2'2 p. HlU. Qaest'ultimo generalmente non avreiJbe durato pii1 di 6 minuti e sol· tan to in rarissimi casi sarebbe ricomparso dopo qunl.che ora, o nel giorno se· guente. Dal 1005 in poi egli avrebbe potuto ridurre del &O p. JIJO la frequenza


RlVlS'l'A Dl CH1Rtif!GIA GC:~.Ef!ALE

della nnuc;en e del vomito, facendo fare ni pazienti la loro colazione prima dell 'iniezioue. In tnluni casi la nausea fu vinta dando al malato un bicchierino d i Chartrtuse. l>el resto, egli dice, ammesso pur e che il vomito non s i possa iu q uniche cn~<o O\" itare, bisognn pur convenire che vi s i ò espollti ugualmente, usan do etere o clor ofo rmio. Il tremore epilettico dei meJUbri inferiori fn notato in 8 soli casi, e io n essu no fu cosi intenso da disturbare l'operatore. Per ciò che riguarda la ~<in­ <"ope, che, come è noto, Ri è voluto addebita re all"oneste>"ia lombAre, specialmente do po i casi di L~:gueu, Broca e lJumon t, l'A. all'erma che n lui non è mni succe~so nulla di simile. D'altronde, come il cloroformio, l'etere, il cloruro di metilo ecr., ant·he la cocaina ha le sue controi nd ica zio ni, ch e de\·ono esser tenu te presenti p~:r evitare dei disnstri ch e getterel.tltero il discr edito;:u questo utilissimo metodo. Fra i distmbi con>ecutivi due sol i ne bn not!lti nella sua estesissima prat ica, e cioè il mal di capo e la rac hia lgia. 11 mnl di capo, o:;c;en' l\ to n el 9 p. 100 dei cas i, so pra \·venne il giorno stesso dell'operazione, a voi te con 1111 leggero rinlzo di temperaturn. o il giorno seguente. lo una don na istel'ica durò tre ,:tiorni e I"C· sist ette a qua lunque cura. Questo disturbo, che s ino n t utto il 1!1112 si V<·ri lìcò fra gli uomini nella proporzione de l 18 p. t no, e del 19 p. IliO fra le donne, uel 1903 f u r is petti\·amente di G e 18 p. 100, mentre scese a ::? p. 100 m•gli uomiui e a O nelle donne, dn l1!)03 in poi. Queste dill"crcnze vcugo uo att ribuite drLil'A. alla t ecnica dell'iniezione, e cioè nl fatto che in principio era sua nbitnrline di fare o:-cire una. quantitil di liquido cerebro-!:o pinale prc:.s'n poco ugunle nlla qun.u lith di liquido che veniva iniettata. In vista del sollievo ella si port:a al mnl di capo n elle rnenin~iti, cou la evacuar.ioue di -!0 o 50 l!rtunmi di liquido ce•·ebro·spinale, d~l·ise di Ja,cia1· gocciola•·e da ll'ago introdotto nello speco ve1·teb•·al ù uun mng~iot· <tun ntiln ili liq uido pi"Ìmn. di fa1·e l'iu ie:>.ioue. In pi'Ìncipio non m isurò il liquido Ja.-<>iato s l'ug~ire, mn più tard i constatò che, quando In pre.;sione em piccola. ne lhcivano ci1·ca 111 o L2 g1·ammi, ment re ne u-;ci\·ano fi no 1\ lo o 20 g1·ammi quando la p ressione em pi ù forte. A ~giung-o che qunl<' he vo lta In tempe1·ntum sali tuttada, n el pomeriggio, poche ore cioè dopo l'operaxione, a Si>"' o S!l• C. e vi si as. sociò d i mnl di cnpo, 111a questo non fu mai molto for·te. I pazienti d isposti all'emicl·nnia sono pill facilmente colpiti da questo disturbo dopo l'operazione, ed in t alt so~getti il mal di capo !'t'!!liO l 'ini ~>zione di ~tovainn altrettanto frequ ontelllente che q uella di cocaina. Ha ossenato che i so~gelti nrt1·it ici e alcoolici, specialmente se all'etti da arte1·io-sclel·osi, soffrono più t'aci l mento di mal di cnpo dopo l'anestesia s pinale. Quanto alla rncbinl!!ia, che da alcuni ossei'VRtol'i o stata segnalata. come un sintoma di in·itazione menin~ea, ha con,..tatato che veramente alcuni pazienti s i sono lau1entnt i di dolori spinali, che pero non aiTivnrono 111ai a costituire un se1·io in conveniente. <.:ir·cn ~li efl'ctti tardivi, specialmente circa le aflezioni m idollari, molto è stato d etto e scritto, mn. e~li affe1·ma che nelle mol te centinaia di pe1·sono sullo quali ba esperimentato questo metodo, non ha O>'Servato nes •un fatto ~piacevole di tal genere, almeno nei molti pnzieuti che hn potuto s eguire. Quanto ngli altri ~li crede poterno essere u~ualmente sicu1·o, pe1·che se qualco::a di ~ravo fo:-:;;e sop•·av, ·enuto lo avrebbe certamente saputo dni pt\I"Cnti o dal medico. Si crede quindi autorizzato ad asserire, forte di una estesa CS(>el·ienza, che l'an e-<tesio. spinale per m ezzo della cocaina è praticrunen te scev1·a dn peri coli pu•·chè 11ntllrnlmente l'asepsi s ia ped'lltta. Occorrono pe1· le iniezivni le stcs..~e p1·ecnuzioni


RIVISTA DI CHlRt:B.GIA GEXI::RA J,E

che pet· una lapar·olomia, perchè il per·icolo non è nella introduzione delle do:.i· ternupetiche di cocnioa nel cnuale spinale, ma. nella possibilità di per111ettere l'accesso ad orgnni!'IIIÌ patogeni. Secoutlo l'A. tutti gli accjdenti che succedono devono esser·e attrillniti ad tma tecnica difeuosa e non al metodo. Nou pr·etende tuttavia che questo :-ill io modo a!'soluto senzn. inconvenienti, ma sono questi di tn.le itnportnuza da controbilanciame gli iunel!abili vanta~gi? }!asta confrontare le condi7..ioni del pn.ziente anestetizzato con la cocninizzttzione spinale, con quelle di chi è stato reso insensibile dal clorofom1io o dall'ete••e. l i primo, ~almo o qua.;i sonidente duntnte l'operazione, non dit p ...:occupnzioni al cbintr~o nè al per.:onale di a.;sistenzu. può prendere cii.Jo prima e immediatamente dopo l'att o operttti\•o; il secondo è in continuo pet icolo, e dopo l'opernzioue è profondamente prostmto, SCJ.{uita a dormire o ;;i ~veglia e vomita. In questo ò anche più o meuo p•·ouunciato lo shock post-ope•·ativo, che manca comph:tumente nell'n !t m. Cb~:~ dire poi do.:ll'inesti111abile vantn!!;.:io che questo metodo nn·eca al medico di cautp:t;;na, <tuasi sclllpt·e obi.Jiigato ad n!!ire come nnc,tetizzatot·c e come opcJ'atore ·1 llolti nmmnlnti lmnno un in\•incibilo otTot·., p~r essere ad donuentnti, e pct· co:;Loro l'anestesia spinalo il la soluzioue iùMle. L'unico incouvcniento sa•·chhe. secondo l'A., il non Vt'I'Ìiicar.- i una completa anestesia in certi so;.q..;etti alcoolici e nen•osi, ma anche lJIIe~to può c.-~ere facilmente ,onnontnto d nudo clorofot'll!Ìo od etere, che in tal e:l$0 ag i,;ce piit pt·ontamentc, in dose tuollo piccola. Volla stovnintzznzione ;(pinule non hn una pratica molto e~te.-;n, avendo c!'eguito con essll. soltanto l<N; opentziooi. Ha potuto però n ota re che io pnreccl.i cu:;i -.i vedtìcò n.uurin, che durò da 18 Ol'e n duo ~iorui e che "i 1n·ou·as><e iu un caso fiuo a due llle,.,i. In altri cn.si ebbe disut·in della durata di :!-t ot·e fino n 10 giomi: LI opt:mti ,;i lntuentnrono di le~gero mal di "apo o io 7 es,;o fu 111olto fotte; unosoloei.JIJe rnchinl:.:in. Notò il \'Otui t.o soltnnto iu 8 casi durante l'opermr.ione, e in li dovo di e:l:-a. Ne conclude: 1° che la cocninizzazioue, coruo la stovaiuizzazione spinale, co:;lituiscono un occollento tnlltodo pet· pt·odurt•e l'anestc:;in: 2° pos->ono ambed ue le sost11nze impie!!a•·si dni 1& anni !ìno nll'esnema ,·ucchiaia; S• ambedue fomiscono una buona A.nestc..;ia, che può dut·11rc lino ad u n'on1. e llleZliO; ·l0 l'unico iuconvènieute serio è l'anuria, ~pecialmonte per la stovainn e questo, che solo eccc/. ionahne nte si os~cn·a impie;..mmlo la cocainn, condurn\ pt·oC. 1:1 AltALLI. babilmentu 1'.\. Il dar la prefer·en-:a 1\ que.st.'nlti111n..

CIJt;n:.wn. - S opra un caso di tlflo·appendlolte poat-traumatloa. - ( r.azetfe tl~s Jl•;pifrm:c ciri/11 et lllilitui1·•·:~, anno St, n. f:i.'l) .

I.'A., tnedico milita1·e, pone la questione, se esseu,lo compn.rsn un'appendicite in seguito nd un trauma, se no deiJba sempre e nt!<:c~~at·iRmenle dedurt·e l'esistenzA. di una preappondicite e che il tt·nnm:\ nbi.Jia agito solo }ler mettere in e\·i.Jom;a i l processo iuilammntorio. Egli nou crede, come gli avversari della concezione tl'll\llllaticl\, che non vi pos,;n esst·re appendicite senza infezione, el! in nppoggio alla sun tesi, riporta l'osservazione per:;oualc :>egueu te :


RIVISTA DI CHIRURG IA GE~EI"IALE

Un robusto e vigoroso quar tiermastro cannoniere, sen za antecedenti morbosi d i so1·ta e che nou aveVt\ mai sofl'erto di s titichezza, nel dicumbre 1898, duran te una D{l Vigazione, venne colpito al dorso da un aluero della nave del peso di 2<>0 chilogrammi mentre s i trovava con la gnmbn. des tra tiessa s ulla coscia e questa sul VE'In tre. Ne ebbe una brusca fless ione del tronco ed una proiezione violontl\ dell'addomo contro la coscia che provocò imtnediatnmcute un dolore molto intenso al fit\Dco destro e dei vomiti. Dopo qualche is tante il dolore s i cal mò ed il maln.to senti bis ogno di defecare. Heca tosi alla latrina non eu be alcuna scarica, ma es,;endosi agg ravati i dolori addominali, cadde pri,·o di sensi.'l'rnsponat.o all'inferllleria, il medico, dopo una ventina di giorni, lo iuvia all' O!'pedale cou diagnosi di tillit!'. Ritornato a bordo, solo migliorato, devo di nuovo r iparare n.ll' osp!'dalc e qui vi ln. primitiva diagnosi ò sostituita con quel h\ d i appendicite. Rim palrinto, dopo una licen7.a di convalescenza eu tra all'ospedale Ili Brest O\'O la bUil malattit\ v ieu e IHIO· vamente diagnosticl\ta per tiHile. .Presta quiudi sen·izio iu pert'ett~t sa lute pe1· u n anno. Poscia i sintomi de Ili\ li !lite riapp:tio no asJ;ai acC'entuati. È n.llora che l'ammalato si presenta al la ossot·vn7.iouo del dott. Coutenud il quale riscontra un ammasso fecale cilindroide nellll fo;:o;;a iliaca de;;Lra. ('on pur~;nuii la. malattia in urcvo si r isolve. Dopo sP.i mosi il dolore alla fossa iliaca si ripete m 1t assai pi1'1 atten uato. Non s i rileva che- uua leggern. <'Oprostasi che fncilmeute si vince. Da a llom l'ammall\to godette sempre ottima. snlute e prestO sempre regoln1·e ser vi7.io. Nella visita pratica tagli nel corrente anno più nulla si ts riscontrato a carico ùdln p:ute lesa. È rimnJ-.tn solo una tcnJcnzn 11lla stitichezY.n. L'A. spiegn.ln contusioue dd cieco c ùcll'appcndico colla posiziono iu nli il marinaio fu colpito nella quale In pnrt'te ndJominnle cm rila..;citHa tnentre lo psonsilinco era contratto e fonn:tvn un pin.no tO>-o e duro fa,·ore\·.,le nlla contusiouc. Al che é da aggiungere che i marinai portavnno allora mt gro;.c;o ··oltello 1'1\ttenuto da una cordicclll~ contro il ventre a dest ra o collocatlo nella tasc:1 dello stt·.;so lato: e p urcontrodi esso tleve n\·er urlato In parte lesa. A togliere poi la ripugnnu.1.R. che si ha ad ammettere In vnluer ahilit:\ dcll'nppen· d ice vermi forme, di tw orgnn•> cioù picl·olo, assai mol1ile e ben pt·otett.o, l',\. cita t'atti it.oppugnaLili di ferite ctl anche di rotture del verme in seguito ad urto contro il veutre. A .:oloro poi che negano l'appentlicit.e po~t·tmumaticn, ptHtentlo dal po:;tulato che l' appendice non può diventare mnlntn ;.enza e~qcrl:l stata tuttect•tlelllcrncnte, osservi\ che essi non si basano su alcun t'atto concreto a sostegno dulia loro nsser 7.ione. Da ultimo pone la questione so la prescuz:1 ùi un corpo sLranillro uell'tLJlJl••udice fa\'Oriscn. 1:1 pro.!uzioue di un'appendicite in ca'<O di brautntl. Tale lesi. nccettata ormai inGermanin,uon ècoudi\·j,m d n. Ila maggioran7.ndei chirurghi frnncesi pei quali copro lito<:siuonimo di un nffe;done t\nterioru dell'nppeudice. :\In il ('o ut<'and obbirtta che non t utti i corpi stra n ieri contenuti nel verme sono ùi ol'igiuf' patologica od 1\U· toctoua. ~di'appendice si ~ono riscoutnLti numero!>i corpi stmnieri ivi di:>ce,:;i o w igrnti (~pilli, semi. noccioli, calcoli bilin.ri, nscn r idi ecc.). Ed all'autopsia in vnri di questi casi verme trovatn l'appendice immune da nltera7.ioni npprezzn.bili. Orn. in questi casi, data uu'appendicit.,susscguita ad un trauma, come s i potrehhesostencre la preappcndicite? All'A. pare più c hinro o semplice tunmettere che tali corpi stra· n ieri discendendo ed accumulandosi entr o l'appendice ne dilatino il lume, le t'ace inno perdere la sua forma anatomica c la trasformino in unn. mnso;n rigiùn piit immobile e quindi meno attn 11 sfuggire nll'urlo e per ciò più suscettiLile di essere tmumatizzatn.


Jl!VI:STA DI CBIIWlW I A (;!·:SERALE

TI tr:1uma uon dc\·e tHiun•JUC essere :<empre consi~lerato come In goccia d'acqua. che fa tmboccare il vnso, ma si deve talvolta attribuire nd esso l'origine della malattia. cosa assai importante da l punto di ,,i'>tR medico-lcgl\le. Al qual proposito il Couteaud dice che anche ammettenclo l'11.ppeuùicit.e traumP.tica, si deve essere n'i-<ai pru,Jcnti nella con,·c~;;ione di inùenniti1, es;;enùo in questo gener e di l esioni, assai mal noti gli esiti Jomnni. TRUFFI. Dott. FnAsc~:t . r.A. - Un oaao dl appendlolte aouta paragaatrloa perforata oon periton! te purulent1. dlft'an: intervento e gmarl&-lone. Contributo anatomo- pr.tolog loo, p1.togeoet1oo e ollutoo alle èiUdooazlonl appendioolarl. - (/l l'olidi11io:o, sezione chinargicn, t'n,.c. 7, anno 100;>). Il dislocamento ùcll'appcndicc infìnmmntn è un l'euomcno non raro ed in questi ultimi nnni se ne raccolsero numerose os!ò<en•a?.ioni tanto che se ne tentarono clus!>ilicnzioni ba;;nte quasi e.c:~enzialmente su c:a.u,e anatomiche quali la direzione, po.si1.ione. d i m~>u ione, t'ortna. lun:;hezza •lei l'nppeudice c suo mu~o, po!';izione del cieco, rapporto dcll'nppeudice malata col cieco. I l cn.rattere e><sen7.iale però che rileva il ~lislocfuncnto di un'nppcndidtc. è indicato t\nlln situazione dell'anomala regione. l.u ectopie apponi! ici ti che n q uc~to riguardo furono ti isti n te in superiori e<l inferiori n secouda d1e si ri,.contrano al di l<Oprn o al di:<otto ddD'ombellico, ed a seconda dei rapJ)Ot·ti contratti con altri visceri, si distinsero iu ertopie a tipo epntico, spie· nico. gastrico, pnnca·entico, ,·cscic~ole, genitn.le err. L'.\. intentle pet· ectopia a tipo gnstt·ico quella t'ormn di appendicite che hn acquistato intiaui rapporti con qualcuna dullo parti dolio stomaco, e per ectopia para~astricl'l quella Yariet.it in cui In contiguitil di r elazione tondo \'orso unn vera o propria contiuuiti1 eli mpporti. L'\ letterntut·a non ha che rnri-<sime Ol!Sorvazioni dr l gonet·e ed il Fms('ell11 non ò riuscito n l'llccogl iorne che tre ca!'i. Kel caso presente si tratta di un fanciullo di 11 a tmi chts fu sempre di poco appetito e con co~tipnzioue abituale e che ha 1\V\'CrLito solo due o tre volte per lo pn~~ato come unn puntura intorno all'ombelliro che spari\'1\ con In rompressioue Jopo pochi miuuti e che non fu mai 1\Ccompaguata da ,·omito, siughio;o:zo c fehllre. Un mattino fu preso da dolori ad clominnli che nel pomeriggio si fecero più violenti e continuarono anche il giorno successivo in cui fu purgnto mi\ senza ottenerne ben.·fizio. Nelln uotte i dolori istnutnnenmente n uut&ntlu·ono con maggior ,.o,le uel lato dcstt·o dcll':a.dùome nel classico punto di Mnc Burnc.' · ed anche pii1 in alto me!lialmcnle verso In regione omhellicale. Tra~portato l'iui'en110 all'ospedale. formulata dingnosi di peritonite acuta di f· fusa da perforazione nppcndicolnre, si procede nll'opernzione. A perlo l'addome, con un'incisione alla Roux, si tro,·a auhondnnte liquido fetido, torbirlo, libero nel ca>o addominale: anse ipercmicl1c e distese. L'appendice è situata in posi1.ione \'CrLicale nsccndeiJite e stirata in a lto dall'e<:tromo di;:;talc. ::li n<lngirt sull'<·piploon gastro-colico cui ~tderisce; nel tratto vro!>;;imalc è adcsa al ~·nue cd al l'icco. Jl suo cstt·emo libero è in gl'l\u parte avvolto dn un uodulo di tessuto epiploico add1·nsato, granuloso, di colorilo rosso-fosco. In un piccolo tratto della sua pna·ete do\'e l'~tdea·enza epi ploicn ~ incompleta, 11i riscon.trn una perforazione d n cu i esce contenuto intesti nale. Facendo po!'<cia trazioni !'iull'epiploon, appare sul lianite supet·iore della feritn, n 2-S centimetri dall'adere nza epiploico-appenolicolare, uu grosso viscea·e ca,·o che si identifica per lo stomaco.


RIVISTA DI CHIRURGIA GE~ERALE

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Resecata e mobilizzata dal basso all'alto l'appendice, si a sporta col suo cappuccio epiploico. Toilette del cavo peritoneale. Sutura parziale dell'incisione. Dre naggio pe lvico. Decor·o post-operntorio normtllc. Guarigione. Il caso fornisce materia di varie considerazioni. Dnl lato anatomico. la possibilità di sca rnbinre l'appendice, :;in per la sua insolita l un~hezzn (16 centimetri ), s iA. per i rnpporti che aveva R~o;unto con ;.;li organi vicini, con un diverticolo di Meckel; ma il d uuhio venne l!limiuato, tenuto conto della normalità. di rappor·to dell'appendice col cieco. Si poteva inohre scambiare lo s t omaco col colon trR:::ver.;;o mn n ciò s i op)'oscro I'IISJ•Ctto liscio dell'organo cavo. il cui margine era contornato dn un'arteria. coronaria. il trovarsi l'ap· pe11dice s ulla superficie anteriore del grrmde omcnto, e sopra tutto l'aver potuto seguire l'epiplooo in senso invo~o fino a raggiunge re la sua inserzione su un altro vi<~ce re presentante tutti i canttteri del colon. L'esame macroscopico e microscopico del pezzo resecato, fece poi rilevare che le ade renze epiploico-appendicolari erauo di antica data, e dovute alla propn~a:>.ione del prOCI!SSO infiammatorio dell'appendice nll'cpiploon nel volgere dei riJ•etuti nt· tacchi a deco;·so pressochè silcn:>.ioso. :'peote.-<i poi le flogosi RE•pendicolnri, il po· tere retrnttile del connetth·o cicntri;-.inle contribui ad avvicinare sempre più l' ap· pend ice allo s tomo.co. Dal punto di vista patog<· uctico, condizioni predisponenti nlla dislocazione del· l'tqipendice furono la posizione alta dl·l cieco, che era situn to c inque centiruetri più sopra dell!l sua ordinnria s<·de. in cau:;a di nrl'l·Sto di sviluppo fetal<', o In lunghcz:>.n rileva nte dt·11'appendice. Dal lato clinico, se si è potuta stabilire In dinguosi non solo per la peritonite diffusa, mn. anche per la perforazione appendicoiiHe, non $i poterono però rilevare le altre lesroni c.h e s'incon trarono {nutica epipl<>ite svoltR.si contempol'llnea. mente nd un'appendicite e peri-appendicite come dimostrò il reperto istologico) Cio si deve ai loro decorso silenziof:o che è da attribuirsi alla tenuità ed alla fa· cile regressione delle alterazioni anatomo·patologiche ed alla s carsezza auituale dei sintomi delle epiploiti ed appendiciti croniche. L'A. conclude affermando cho le a ppendiciti ectopiche presentano tuttora insnparabili difficoltà diagnostiche, poichè i ca~i cronici all'infuori d'incerti fcno· meni da part~ dello stoma co e dell'inlestino, non olfrono alcum sintomo locale, o quelli acuti con perforazione e peritonite dill'usa l1anno una :;intomatologia che, a seconda delle regioni anomale d'emigrazione apppeudico lnre, si può confondere Tnut·t·r. con quella di tutte le per·fora~ioni dei visceri nddo111inali.

G. PRF.I SF.H. - Della Unea 41 Ko•eT·liélaton: oau.. e •lgnldoato 4 ell·elevaslone 4eJ gT&D trooantere. - (Wiener !.linisclte lVochelt.~chri(t, marzo 1908 •. Mediante numerose misut·azioni l'A. ebbo a rilevare come in piit che la metà dei soggetti d!\ lui OS!iOrvati esistesse un' ele\'nzione da tre a quattro centjmetl'i del gran trocantere sopra la linea di Roser-Nélaton, elevazione che in a lcuni cas i vide raggiungere cinque, sei, e perfino nove centimetri. lo tal i casi la radiografia non ebbe a dimostrue che un nccorciamento del collo femorale. Supponendo che la causa di tal fRtto ris iedesse nel bacino, l'A. praticò delle esatte misurazioni della po;.izione della ca\'itil. cotiloide in 103 scheletri di donne. Nel 29 p. 100, rappresentato da scheletri con mnnifeste stigmntc di rachi· tismo, tt·ovò uni\ cavità piana in direzione f1•ontale; nel ·biJ p. lOO, il bacino er-a uor-


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ltlVISTA DI CII!RI: IW IA OE~ERAt.E

male e la linea di Roser·XO:Iaton passava pel centro della ca,·itt\; negl i altri \:!8 p.lOO, la cavità ern completnmo•ote laterale in direzion i' sngitt:ole. e per conseguenza il centro eli gravitt\ olrn dorslll" e corri<;pondente al bel m ezzo della linea di ·~la ton. Noi du e gruppi ert\\'Ì elu\'111.ione del lrocnnterc. P !!r ciò risulttL che quando non vi il coxa-,· nrn , l'elevnziouedel trocnntere si ba..:a: l • s ulla po~ ildone dorsnle della cavità cotiloidc; 2• sull11 posizione m~::dinna olella linea ti i N.; ln ton; S• sull'ncco•·cia.muuto del collo femorale. Le due po.sbdoni, frontal l· e sagittale della. ca,·itiL, causano nna rotazione della gambrL, etl il piede viene portato di ritto in a ,·nn li, me n t re parta delln stqwrficie a rttcolare esce dalla cavità, ciò che può e 'Sere origine Ili u n'ultet·iere anrite deformnme. In tnl modo, ne ll'artrite deformarne, l'clc\·azione del u·ocllnte t·e ;:nrebbe m1 t'en omeno pritnit.ivo e non scconolnrio. G. HE!l :"UI'CI.

H . BttcsK. -

lingua. -

•odo dt rag giungere ed operare gll &108111 profondi della. (De11tsche meJ.l. U:odt 1•tt~tcltt·i(t, l{iugno 1!10~) .

Accnllc spc~so d i non poter ~tniJi li re un \ !:mttn locn l izzazione di nsce,.:si protimd i delh• parte posteriore della lin~nn, meutre t'Ìèsr e ddfi,•i lis~ima l'npe rturn operat orin dt:gli stessi per \'ÌtL bocr >tle. l o simili casi l'A.. con~iglin ò i rn~~iun~erli per via ex t ra-orale. Secondo la sua esperien1.a. questa sarcbùo rapprc<;cntaU\ da uu' iuci;,ioue cito metta a nuJo il museo lv ioglosso. separandono pose ia le li loro c di \'nri can dole con uuo stmmeuto smuc;so. Tal metodo couvetTl.'hLe tanto n!'li nscc~..;i 1:\ternli rom l'a quelli 111edinni tlelln linguu. Perqul·sti ult imi, qunndo la s po r;!•'ll)(/1. fo-.->c vtsiùile d:,l oli ùtori, snrilutile fnre un'inci:sio ne doli•· parti m olli noi pi rmo me•IÌnno n Ji,·ello •lell'os..;o ioidc. (; , B~: JtXl:C 'CI.

A. GttUGJt:T. -Del o lstooell erntal'i. -

' 'f'll•"..<e Ile p,,ri.•, l!"l:i).

].e ernie inguinali e c1·urnli d c:ll n vescica, il più <io•lle \'Oit.e C\'Ol\·ouo s('U/.1\ con1plicnzioni di sorta e ~pc-.so accade che soltanto praticando l'erniotomia \'it•ne rilevata tulo afl'cr.i o ne. Tutt:wia esse po.;~ono occa'>iouare un l'trlo n ume ro di ncridenti e di complicRzioui che l'autore •·o~ì 1·ins,: ur11 o: h·,·iclctdbililil, iiliasi direrlic:oltue, accidenti

orinarii, Ni1·ozzanunio. a) l'in·illudbilil;l il un s ini.omo or.linario òl!l ci,.;tocele: b) !Il lilitt:;i è un acci•lente molto raro cù i calcoli sono -'econdnri e composti di fo:<t'ati: c) gli accidenti orinarii sono: In 1·itcn;r.io ne, l' in co ntilllcnzn d'o ri nn, la ci:stitc, l'_infczioue orinaria ns1·en•lcn tc e le ritt:'nzion i re nali di cn1·attcre meccanico per in ginocchinmoutiJ o COinJH·e.-..;iono degli urett-ri: cl) lo slro;;zauu•nto !I.'L origine a. due onliui d i t'nlti Lt~olte> d ill'.m::nti, sccotulo c h e trnttnsi di un onLcro-ci~tocPic o di un d,:toccle puro. Ncii"Pnlt•ro-cist,,·"le sembm che In vesci\·a es(! t·citi piuttosto un'nzione ft\\"ore· vole, dal punto di \'ist:~ dt•gli nccitlcnti, clae ~an:hbeJ·o meno hl'll chi e meno inwu,;i, p•·oùrtbilmente JWrchc rii'artiti su di 1ma laxgn superticie e per r.om·eguen;r.a nLlonunndo gli cll.:tti tli untt cos trizione troppo locnlizzntn.


RIVISTA DI CHIRURG IA GENERALI':

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Nei cis toceli puri trattasi più s pesso di cis toceli extraperitonenli e pi it di rado di cistoceli pnroperitoneali. Sogliono verificarsi soltanto neg li adulti e pilì di frequente nei vecchi. Clinicamente prescntosi una s intomatologin. che ricorda <'J1.1&lla dc ll'epiplocele strozzl\to o del pinzettamcnto latemle dell'intestino, associata di rndo, a disturbi orinarii molto vaghi. In simili circostanze, essendo la diagnosi a natomica molto diflicile e t nlom impossibile, si dovrà operare d'urgenza come se s i tratta;:se di un'onl inarin er ni a strozzata. G. BEn:st:cc.:J.

CAso:sr.- Bloerohe aperlm~? ntall anlle mo414oazlont della oratlaangulgna nell'emoataal preventlva degli artl con U m etodo d Eamarch-Sllveatrl - (Il l'oliclillico, sezione cltirurg icn, maggio l!JOS; . VA. riveudicn al chirur~;o italiano Sih·es t ri d i \· u-cnzn In. prioritt\ d ella propos ta ed esecuzione dell'nJ>pli.:aY. ione del laccio co<st rit to re, dr• que4i iùentR ne l l SG:l, quindi dod ici noni pr ima de l chirurgo di Kie l, Ul'!;Oc inu doue i due nomi. Xelle sue ricerche speri mentali obbt• a notori' come l'ap plic-azione ùe ll n fascin elastica d u rante una o due ot·e provochi unn. par1~si dell'arto, e ciò per prolung alR compressione s ui tronchi ntrvo"i. Rispetto Alla crnsi snuguig na. da q uindici o treutn m in ut i dopo t olto illarcio, prod ucesi un aumento dei glo buli bian<•lti e dci rossi con d imi n uz ione.léll'emoglobinn. I nfi ne la compt·essione elas t irn. stimol11 il midollo o sl'o a l pu n to da fn d o cntn lTe in uno stato d i iperatt ivit à, Vl· rificamlos: aurn Pnto dei globu li rossi e n ut:leo de i grandi mononucleati. <h·llc f\.lrm e di J>llSSaggio, dt· i polin ucl enLi, e di'i mi clociti. (jues ti fenomeni trov11no la loro s pi cg~<zion e uel ll~ poten te ouùnta sa uguig na che segui' nll a pa ral i::i du i vasi ca usata dal legaccio, e sopp•·..s.,;n qunndo vien to lto q ue~t'ul ti mo. G Br·:n:o;Ul'CI. Too~ETTI. -

Della mloslte OttUloante traumatloa. -

( ll .l[oryayui, mag-

g io, 1008).

L'A. ebbe ad o::servare un cnso d i mi o~ite ossificante trau mn.tira elci llcs':!o r i clr-1 ~omito

Pa,;snndo in rivi tn. 11 d iscutendo lo varie t<'or ie finor n e 1nP::se in proposito : teo-ria e111atictt (sA.n gue s trav11.sato orga ni zznn te.:: i e trnsforma ntesi prim a in cartila[!ine. poscin. in os~o): teo··ia d f'i sesamoid i ab~rm uti; t eoria d t>i l 111110ri ~l'rm i o:>teogeni a berran t i); ten·ia tlPlle:~suto cougiunl it·o a no,·malf' : icor in tl~>l t>·apia~tlo di nn {1'ammento di perioslio; teoria i u fimmtlllf iJri(t, t rova c'h e t utte p resen ta no de lle profonde lacun e, e ritiene c he s i possa ave re ossificnzione •lei muscolo ;;enzA. intervento di pe rios t io. Accadendo un traumntis mo, il tessuto muscola 1·e, cho ù un tes,.uto mesoblaslico In l pari dell'o ·"o, che rappresen ta nn tessuto mesoblastico atl nttl\ lo ati un1~ spec iale funzione), potrebbe, so tto influenze mal cono>ciu t-e, r iprendt>re la facolli~ osleogenetica e produrre de! tessuto O':l!:eO. n cas o illustrato dall 'A. verreb be a co nferma're t a io teoria, n on C>'~C IHlo vi sta ta lesione d ul periost io e neppure in-itazione do•llo stesso, mn sol tanto 1111 vero e prop .-io t raumatismo del muscolo. che ren g i proll uco•udo de ll'o>:so. Cosi la teo:-iR es posta dell'A . verrebbe ad avvi ci nars i di molto alla teo riA. infiammRtoria, mentre eg li non n egn che in determ ina t i cas i di lniosite ossiflca u te ques ta po~a trovare una rA.zionale s piegazio ne nella vecc hia teoria d el tr~tpian to perios teo. G. B1:11:S t't'ç 1.


li()

I!IVJSTA DJ Cl! lltt"R OJA GENBRALE

MAJt'ri~J.- Dl tlJl nuovo appareoohlo per la oura delle trattare del br&oolo .

-

(il .llo1·gngui, giugno 1008).

L'apparecchio in parola hn lo scopo di ridurre e 6l:'..~nre i frammenti ossei, la· sciando nllo scoperto il focolaio di frattura. Componesi di quattro placche d'acc inio: due superiori n venti ln forma di un n reo con due articolazioni . delln l un· ghezza di lo centimetri, d o! Ila lnrghezza di ·l centnnetri e dt;llo svessore di 2 mi l· limetri. 'Inli t•lncche po::;sono ell><erc fi :'SRte od incluse in un apparecchio gessato che abbrncci In spalln, la regi one dcltoidea, il Cl\ \'0 ascellare ed at.loruiando il torMe pn;.s i l'Otto il cavo ascellare del lnto >'ano. Lo placche inferiori semilunnri, parimenti a due arlicolnzioni, lunghe 12 ceu. ti metri, IIH~he 4 centimet ri, ~>pe>-se 2 millimeLri, possouo e.sscre fissale ad un ma· nicotto ges,ato che nn·olga il gontito e l'avnmbraCC"iO picognto ad angolo retto. Le placc he superiori sono unite allo inferiori mediante due barre d'acciaio, una por c iascun lato del brncdo, l'es t erna Jnn ga da lll:i a ·~O re n ti metri, l'interna da 25 n 3o : il diametro delle bnrre in parola ~ tli 8 millimetr,i. Applicalo tale apparecchio, si può ottenere la r i.luzionu dei frammenti per esten,ioue e controcstensioue, allunganùo od accord:lllùo, secondo i casi, le barre e tJ.;smdole modiant<! una dte. In pari tempo, ri111nnendo scoperto il foco!t1io di frattura, quc:>to può essere dirctlan1cnte son·egliato e sullo stesso puos:si diretta· 1nente esen·itare il mnssaggio. G·. BEIUWCCI. W. J<oTu~;. -

Un oaso dl tonlone tntraddomlnale dell'eptploon. -

(Deul·

sche ntPcliz. \Vot'lu••lsdn·i{t, ap1·iJe H>ll.-';).

L'nulore ubbe n curare 1111 CII!';O di torsione iutraddominnlc doll'epiploon, caso costituente una Vf•J'Il rarità non csseuclosi riscontrata la pre:oenza di ernia. La sinlomntologin io tali casi i;l del tu tto simile n quella data dalla perforazione rlell'nppendice, rilevnndosi parimente suscettibilitil alla pressione, reazione museo· !are, vomiti, in izio bru.,co, don de confusione e possihili orrori diagnostici. ln simili cnsi s i r is<'ontrerà, trnttJwdosi di appendicite, aumento della leucori· tos i, mentre, se trnttnsi di tor;.iooe intraddom inale dell'epillloon, s i avrà diminuztone della stessa, diminuzione dovuta ad una delimitazione o ad una retrogradazione dell'iutiammazione, ciò c !te s en'ii'Ìl a stabilire una sicura diagnosi ùifl'ereuziale. L'unica cura indicatll. s an\ la chirurgica, c consisterà nella h1parotomia seguita da resezione dcll'epiploou per prevenire lt>. ganr;rena dello s tesso e la peritonite.

G. EE ltlWCCI. \ \'. G11.m:n. - Dell'anestesia lombare totale. - ( TI' itme1· klini:<che Wocllenscln·i fi, giugno WOS).

È noto come l'anestesia lomuare be n raramente pos:'n giungere fino n l collo, e come quasi !';empre e!'sa arri d soltanto ad influenzare gli ultimi nervi dorsali: l'A. aggiungendo alla tt·opococninll il 15 p.100di Dlucillaginc, ebbe a constnta1·ecome l'anestes ia snlgn tino al capo, durando la sua azione per circa cinque ore. A tal uopo la soluzione ùa C!>!:O adoprnta ri<m lta dalla combinazione d i una solu· zione g ommos a al 8 p. 100. con la soluzione di tropococnin~ al 0,10 p. HIO. Su :;e s tesso. egli polo constatare. come l'anestc,:ia s in totale, c mediante tale si· s t<-•nn potè estirpare nume1·osi gangli cervicali ed opemre dei goni. l rlolori rli testa, soliti a \'erifknrs i dopo tali iniezioni, fndlmento scompaiono mediante piccole dosi di mo1·1ìna. G. BF:ltNUCCI.


Gl

RrVIS'l'A Dl OCULIS'riCA llER'l'ARBLLI E CeccuE·rTo. -

Contributo all'eziologia del traooma. -

tralblatt fiir llakler ioiO!Jie Bd 47., 1!108. -

(Cer~­

Rirista d'igiene. 190l:l).

La ques tione eziologica del tracoma, do po numerosi tentntivi compiuti a riso!· verla, ba ragg iunto qualche vnl~re probnt h·o da lla scopet·tn d i H css e R omcr, i quali, per i primi riuscirono a trasmettere il tracomll alle scim ie antropomorfe. Queste prove hanno poi avuto qualche rara confe;&Ila, ma circa l'age nte eziologico nessun dato degno di considerazione s i ha fino a quo.<;ti ultimi tempi. È merito d i Halberstildter e di Prownzek l'aver ric hi~tmato l'attenzione sul problema cosi discus<>o: es:;i in una serio di brovi note nfl'erm nrono ùi aver O!<Sel·· vato nelle cellule epiteliali della congiuntiva di casi recenti di t mcoma, nello scimie fl nell'uomo, delle forme pRrticolari osservnbili a forti situo ingr!\ndi mento, di struttura cocciforme. raccolte per lo più R<l nggruppn ment i zoogleici, e che ritengono come rappresentan t i l'agente s per.ifico del tracoma e sistematicamente classificano come olamido?.oi. A conferma del repert-o specifico e per la prova morfologica del materiale di studio, gli autot·i hanno inoculato !!ulla congiuntiva ta t·sale scnrificata di un macaco cinomolgo ':le! materiale tracomo.toso e dopo 17 giorni compo.t·vcro le primo manifestazioni reat t ive con fo llicoli ben rilevati, e dopo ·15 g-iorni il trncoma era in pieno rigoglio florido come diffi cilmente si può osservare nell'uomo. Si fece la prova della fìltrabilitit di que>:to virus; si rascltinrono le granulositit se ne fece.r o delle sospensioni omogenee in soluto fisiologico cb e s i fìltrarono su d i una piccola candela di Berkefcld. Con la parte più densa del llltrato in:;ti llo.ta. sulht congiuntiva tarsale di un macaco, previ11mente scaritìeata, si ottennero in .LO giorni delle &Jterazioni evidenti specialmente presso i fornici dove apparvero le granu· losità caratteristiche. Si può quindi ri tenere che Il possibi le filtrare il virus traco m11toso per candela Berkefeld. L'esame di numeros i preparat.i di materiale preso dalla scimia e colorati col Oiemsa d iluito ha messo in evidenza nelle eellulo della congi untiva delle masse d i varia forma, tingibili in viola-ro:<saRtro che ad un inesperto potrebbero anche prtrere fenomeni di metacromasia. ma che all'osservazione diligente s ono cost ituiti di granuli tondi o lievemente allungA.t i immers i d irettamente nella sostanza protoplasmatica della cellula e circondat i da un reticolo mal definito colora Li le in rosa-violetto più o meno e\'idente. Talvolta s i direbbe che la cellula s i è aperta ad un estremo e c he i granuli rossi s i sono fatta strada all'esterno sporgendo all'infuori della cell ula s tessa a guisa di cappuccio; altre volte, più rl\re, si ha una completa invasione nel proto· plasma di pochi granuli. Non è pos.~ibile s tahilire un rapporto tra le diverse forme di que•li corpi o il decorso clinico dello. malattia, potendosi dscomrnre le ligure• dei diver~i tipi in ogni s tadio di essa, appena fattasi la mani festazione dell'ipercmia a chiazze o tre


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RIVISTA 0 1 OOOLl STlCA

mesi dopo l'innesto; al pn1, le forme che meglio si av\'icinano a fenomeni dege· nerA.tivi, si sono fatte più frequenti 45 ~riorni dopo l'innesto. Nei cn.si recenti di tml'.oma nell'uomo si sono tro\·ate le caratteristiche cellule congiuntivaìi con l'inclu<:iooe di zooglee cocciformi sopr& descritte, e in nessuna altra forma all'infuori del trnroma umano è stato possi bile dimostrare le forme speciali: né in congiuntiviti gonòl'occiche, nè in con~iuntiviti catarrali o folli · colnri: quindi i corpi co~>i detti d i Prownzek che gli autori hanno cons tatato nei r eper ti clinici e s perimentali sop radetti, devono cousidernrsi come specifici del tr·acoma, almeno fino a prova ~·ontrarin . Tutuwia non SC'mbm so!:teuihile un n e;::;o ciclico qunlsil\si fra le diverse forme di questi corpiccinoli e daPt·ownzek c lassificare fra i clnmidozoi, nè, come da altri ven ne detto, il loro a petto si avvi cina allo forme di JeJ,.tenerazioni note di cario· reo;~i e di c rom!~toli;; i , o di mas~e pl•~ticLe. Le inclusioni tmcomatose sono in og ni modo s pecifiche e fauno pensare ad elementi parnssitari pii1 che non a inclusioni reauive. DO)IENtco B ONO.

L. R ONN.\UX. - n trauma Della oheratlte tnceratlzlale. 11lOIO!fÌC. n. 8, agosto l t!OS).

( Recw:il <l'ophfal-

L'A. rife •·isco di due ca<; i di cheratite int ers tiziRle s ,·iJuppn.tas i in seguito n. t rau mi, dci quali h11. potuto seguire esnttumeute l'in izio e il decorso. Xel l Q d i e,3i. il dtco1·so ò stnto molto lungo o, dopo circa un anno, rimanevano roliquati c he riduce,·ano il ,·is us n ' 11,; ue l 2• dopo due mesi di cure in tense, l'mfiltrazione accennava n r ia'<se>rlti•·..:i. L'A. non ritiene che solo il tmuma a bbiA potuto cnu· !'RrA lo sdl uppo ciellu cheratite ma c he, presentando gl'iufenui indubbi segni ~l i è rcd itnriotl\ si fili ticu, esso alJllin agi to ùetrn ni nnndo nei t essuti corneali nu locus 111 i noris l'CSisLentine, e lo spi ri Jlo di Schaud i nn, che n ell'organismo trovn.vasi a Ilo .. tnto Jnteute :>i sia localizzato in detti tessuti, per i qunli. de l resto, all' infuori di ogui causi\ occasionalc, mostra una mnrcata predilezione. Alrobhiezioue di alcuui, che il trnumll non s• n che una coiu r itlenzn fortuitn nello s dluppo della cheratite interstiziale l'A. risponde riportando numerosi cas i, osser~·ati dal l!JOt ad oggi, coi quali di mostra come l'idea del rappo rto fra causa ed eit'ett.o s ias i sempre mnggiormente im posta e sin sta tn sempre lnrgamenteac· eettata. In uno di questi c11si ( Perlia) In cheratite inters ti)\iale, dopo es:;ersi ma· nife!;tutn nell'occhio traumatizznto, ehbe ad in\•a•lere anche l'altro occhio, e mt>utre dal P el'lill questo fatto e spieg ato con l'azione vasomotrice deri;ante daJI·irrita· zione dell'o•·chio feri to, l'A.. 11ccenua a lla possibili tì• .:he esistano anche tleJie infiammazioni corneali simpatiche. Ciò confortA col riferire l'osservazione fattn. nella clinica del dottor Galezowski d'uuu p:iovane donna la qu11le aveva perduta la vis tn. dell'occhio destro per ferita, cui segui J'atrotitt del bulbo; più tardi ~i manifestarono neJI'occhio sinistro cheratiti l'ecidivnnti che cc~<;t\rO tl O completa· ntente dopo l'nllpor tnzione deJI'occhio a t r<>lico. Presci ndendo ad ogni modo d11 queste ipotesi si puù riten ere che le chern~iti interstiziali da trauma ahbiano lo stesso decorso di rtuelle svilupp•t te'!i pontnneamentc: iufu.t.ti que!:ttl sono q uasi sempre hilaterllli, però di rado i due occ·hi Ammalano contempomueamente, quasi SI::Uipre l'uuo dopo l'nltro ed anche con l'internt.llo d i p:trecc hie settimane. Pa-<--<nndo 11 considentrt' l'nrgomcnto dal punto di ''ist.'l- meùico·legnle, l'A. ri· t.icne che !'infortunato JI05~a sem pre preLt!ndere un risnrcimcmto di dnnni per la. mala ttia A per i relictuati di essa. Infatti, put· ammettendo che l'i nferm iti1 sins i


RIVISTA DI OCOLISTICA

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-::;viluppata in soggetti predisposti, ed il trauma abbil\ soltauto agito quale causa orcasionale, la. giurisprudenza ha oramai stnuilito che di detta predisposiziono non si debha tener con to, potendo essa rimanere latente per tutta. la vita, qualom un infortunio non venga a destarla. Conclude consigliando il medico di usare perciò ia massima ocullltezza o ri;;erbo nel dichiarare di origine traumatica u na cheratite interstiziale il rui inizio e decorso non aLbia personalmen te seguito. o -po!'sa ricostruire su testimonianze ii'Tefragabili. L. DE l3&RAJU>I:->IS.

G. WOLP.- ParaU.l del retto e1terno dell'ooohlo dopo l'ane•te~la lombare. - (~llgemeine 1nediz. Central-Zeil1111fft gennaio lUOB). Quale con!'eguenza delln rnchicoca iniz~azione, fn\ le svariale paralisi, in quattro casi, l'autore ebbe a rilevare quella del t·etto esterno dell'occhio. 'l'al fatto, ~sserva.to prima da altri operatori, venne spiegato ammettendo che la sostan~ a. iniettata. vada ad agire sul tronro del nervo in parola. Invece, secondo l'A , la les ione va.«colare. che iu taluni casi verrebbe prodotta dnlla puntnra, darebbe origine ad un ematoma che in un moùo qualunque ugirebbe producendo un'azione t OS!<ica s ul bulbo o sul nervo stesso nel s uo tragitto intradurale od alla sun fuoriusci ta. Kon crede possano avere importan~n di !:Orta. le modilìca~ioni dolio. pre.s<;ioue, poichè, nei casi da lui O!'servati. non ebbe a riscontrare f'uot·iu:;cita. di liquido cefnlo-rarhidiano e non sorti che del sangue puro. Parimenti non potrebbesi neppur~ tirare in campo In sostnn:l.l\ iniettata, poichò iu tre casi dallo stesso autore osscrvnti, O\'e ehhcsi p1tmlisi del rcltto or·ulare esterno, non praLicossi che la pura e semplice puntura, n vendo rinunzinto all'iniezione delltL tropororaina stante lo stato di somma ansieli1 degli infermi G. B~~IIN!:CCI. .llu::uAEL Kos.- ParaU.l traumaUoadel muaoolo obUquo .uperlore. - ( Wiene1' me<iiziniiJclle Woc1Um$cln·ift, n. 11, 190t!).

n numero dei casi di paralisi traumatica dei sci mru;coli dell'occhio, la quale io,orga per diretta azione del trauma sul globo oculare, e piuttosto scarso nella letteratura. Panas nel 1902 ne raccolse 27 oasi, ai quali M ~oggi unse S propri. Altri r. casi ne racr.olse Terrion, aggiungendovene l proprio. Uno ne pubblicò Cosmettatos nel 100\3. In tutto sarebbero B~ casi, dei quali soltanto 2 concernenti la pa· ralisi del muscolo obliquo superiore. quello di Bernanùing e quello di Schweinitz. L'A. ebbe occasione di osservare un teno caso di paralisi dell'ohi iq uo superiore: J. S, nello scendere da un carro, urtava. in un pezzo di ferro e si feriva all'occhio destro. Il ferro,oltre le lesioni delle pat·ti molli,frntturò,pare, la lamina papiracet~ d~:ll'etmoide, cosicchè per due giomi, nel soffiarsi il nnso, uscivo. aria. attraverso In. ferita. Le parti molli contuse si gonliarono moderatamente, tuttavia dopo novo giorni si ebbe la gul\rigione. Toltn. la fasciiLtura il paziente non poteva cammi nare p erchè si produceva diplopia. In viato all'ospedale, si constatò una piccohl cicat.rice della. grandezza di un pisello, alquanto oscura, consolidata e corrispondeute nlln lesione menzionatn.. Non si riscontrarono lesioni del globo oculare nè nltcrnzioni del fondo. L 'acutezza visiva era normale. Esistevn diplopia, per e\'itnro la qunlo .il paziente era costretto a tenere la testa incliunta n sinistra, alquanto picgntr~


RIVISTA 0 1 A!o<ATO~IIA E FlSIOLOG IA .SORMALE E PATOLOGICA

(j.-j,

all'a va n ti ed un poco girntn a destrA, al t rimen ti s~veva vertigini. La diplopia esisteva soltnnto n eli n metà inferiore del campo visivo. Dalla localizza:done della ferita e della formR?.ione della diplopia, l'A. s tabilisce t1-attar:1i di una lesione del mu::colo obliquo superiore. Difattm n on furono riscontrate traccio di lesioni snl globo oculare come la1·ernzioni della congiuntiva o s trappamen to òel teudine del muscolo. Come 1>ure non si lm. sulncien te appiglio per ammettere che il muscolo stesso sia stfito strRppato o contuso tra il forame ottico e la troclea. Tuttavia questa ipotesi non può essere negata in modo positivo. L'A. ammetterohbe che la troclen fu contusa o fratturata , r itenendo che, oltr e la fra ttura dell'etmoide, possa essere avvenuta pure una lesione del! l\ pnrte limitrofi\ dell'osso fronta le. L a terapia colla corren t e farndica non diede n le-un r isultato favorevole. l'n intervento chi rurgico per l'eventuRie consolidnmento della trocleR, se strappnta, non fu ten ta to. 0A t.F:OAIII.

RIVISTA DI A~ATmllA E fiSfOLO~fA N~R~L\LE EPATOLOGICA R. Ltvt. -

Sulla oauaa del deatrlamo e•del manoluiJimo. cieth liomana di A llll'OJIOlOf!ia, voi XIV, fase. I. Roma, 1!108).

(Atti d~>lla So-

Anche dfl uu e;:nme sommario del lll s trnttu1·a del nostro co1·po il t'arile convincei· i dell'e,:isten?.l\ di n umeroM n~i mu1etrie nnntomiche, quali la forma e la posi?.ione dei viscel'i toracici ed uduominnli. il decor:::o dei t ro·uchi pr incipa li nrter iosi e v enosi, le deviazioni del ,;etto nRsnle, etc. Nè meno frequenti sono le asimmetrie funzionali: basti ricordare In non sinergicn a?.ione. dei muscoli della regione anteriore deJin faccia, specitdmente que lli che presiedono aJia mimica ed ai movimenti della bocci\ e degli occhi. E se 1mssiamo nel campo patologico, vediamo che t Rio asimmetria si ripete neJin localizznzione d i certe malattie, a pret'eren?.a da un lnto piu ttosto che dRII 'altro: cosi le statistiche ci dimostrano la prepouòornnza delle emie inguinnli, delle polmoniti e delle pleuriti fl destra e delle vRrici a si u isira . Ora In considerazione di queste vnrie asimmetrie nnatomiche, fisiologiche e jll\to lo~iche del corpo umano può servire d i bnse nell'interpretazione dell'nsimmetria funzion a le mppresentata dal destri;~mo. Infatti og~;i è gencrRimen te riconos;ciuto c ho la Cl\ USI\ p1·inciptde del destri~mo è tutta anatomira, e t• h e la volooti1 e l'educazione non vi esercitano alcuna spiccata in8ueu?.n. Secondo Pacini Sl\rebho dovuto :dio dill'crcnze dell'lnteria succlnviR, lu quRli fRnno si che l'nrto superiore destro riceva una COITente sanguigna più m pida; mentre per l'nrto inferiore il d<'~trisiiiO potrchhc spiegnr,;i col deco1·>'o obliquo da sinistra a destrn dell'aorta tuhlomi nalc e colla tendenza del peso del corpo a grnvitare su l piecl~ siui,tro. Ogle iotcrprctrl il destrismo col mRggior sviluppo dell'emisfero sinis tro dcterminnto dal calibro maggiore delle arterie da questo lnto; .:)oromering, Lussann ,


Rl\"1STA DI A~ATO.IllA E }'JSJOLOGIA ~OR~JALE E PATUJ.OGJCA

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Lombroso ritengono sia dovuto alla presenza al lato destro dell'arteria innominata, e Vi viani è d'avviso sia causato dalla prevalenza numerioa delle cellule gangliari a sinistra. Livi in questa sua nota adduce un'originalissima spiegazione basata sulla posizione del feto nell'utero materno, che nella meggioranza deii casi è la occipitoiliaca sinistra, o prima posizione: in causa della quale il feto pei suoi movimenti ha molto più liberi gli arti destri che non i sinistri. Tale posizione del feto deve essere ritenuta però soltanto come la causa predisponente, la quale può essere in seguito controbilanciata da una quantità d i piocole cause anatomiche e fisiologiche che possono far diventare mancino chi nacque destro e viceversa· CA84Rl:oil. L Oo1n.:. -

Sul mlorobl•mo latente. -

(Milnch. mediz. Wochenscllrift, 2 gen-

naio 1909). Sotto il nome di microbismo latente s'intende la vegetazione di germi attivi negli organi senza che l'individuo manifesti clinicamente un'infezione. Una tale latenza di batteri, che si può protrarre per anni in tessuti notoriamente a ulterati, è conosciuta nel tubercolo, nella gomma, nell'ascesso, ed, in generale, nei tessuti di granulazione; ma meno note fin qui, epperciò oggetto di atti1·e ricerche batteriologiche, sono le latenze del bacillo del t ifo nella vescicbetta biliare e nell'intestino di individui con tutta apparenza di salute; del bacillo diftferico e del pneumococ:co nella gola e faringe; del menigococco nelle cavità nasali. La questione che si potrebbe afl'acciare a nella non virulen.z a di qu esti p;ermi è combattuta dal fatto che molti casi delle iDfezioni sopradette sono diffusi da persone apparentemente sane nell'esercizio quotidiano della loro vita o che da poco sono uscite convalescenti da una febbre tifoideo da una dit'teria delle fauci. Il ricettacolo di questi germi latenti sono le glandole linfatiche, donde per una causa occasionale, come un trauma si possono difl'ondere delle infezioni non sospettate dapprima e di manifestazione acutissima come l'ascesso, la tubercolosi miliare e l'osteomielite. I fattori che determinano questa latenza non sono ancora del tutto noti: intanto, per esperienzv di laboratorio si venne a determinare che i microorg anismi iniettati diret tamente nel circolo sanguigno possono essere sciolti dagli anticorpi dello siero, unu. piccola parte essere rimossa con gli escreti, altri fagocitati dalle cellule mobili del sangue. Resta ancora una piccola quant ità che è sottratta dal circolo con il proces.~o meccanico della filtrazione da parte dei parenchimi. Per rispetto alla febbre tifoide si può dire che nei casi gravi la presenza dei bacilli nel sangue s i protrae lungamente per settimane: nelle forme le~giere a. bassa. te mperatura una batterioemia può farsi di breve durata od anche mancare del tutto. I medesimi reperti Ai ebbero per b. sepsi e la pnellluouite. È possibile un certo parallelis mo fra la grave;:;o;a dell'infezione, il <tnadro clinico ed il grado e la durata delll\ batterioemia: pure un'eccezione di grande importanza vi può essere per il tifo che può decorrere senza fehbre ed altri sintomi ma con batteri nel sangue. li sangue è dunque il principale veicolo dei germi da infezione donde a poco a poco si vanno a depositare negli organi come metas tasi postiufet t ive: vi o perciò un tempo dopo t rascorsa un'infezione, in cui il sangue è affatto s tel'ile :; -

GiOrJttlle di medieinu mi/Ilare -

Fase. l,


6(.;

RlV l STA Dl A~ATOHIA E P l S IOLOGIA NOR~IALE E PATOLOGICA

mentre la milza, il fegato, il midollo delle ossa ne sono ancora grandemente inficiati. In tutta dipendenza con il microbismo latente sta la questione dell.a moltiplicazione dei germi nei tessuti o nei succhi o•·ga nici. R ipetuti esami batteriologici starebbero appunto a conferma di un' immissionE\ nel circolo di batteri da un aulico deposito ne i parenchini nei casi di ricadute di infezioni precesse. Nei casi in cui la gravezza dell'infezione domina il comple!I:>O dei sinto111i, e che ripetuti esami di sangue accennano ad un rapido aumento di germi, si è tratti 1\ pensare ad uni\ rapida moltiplicazione di batteri nei tessuti e la defl cien;m di anticorpi è notevole io questi casi di progressi va bai terioemi~t. Ancl•e pe r i CIU'Rttcri batterioscopici e biologici i batteri si differenziano nel· l'o•·~anis1no vivente da quelli negli ordinari mezzi di c ultura. É nota la debole colorabilità. del protoplasrna dei micrococcbi coltivati su agar, l'apparente scompar::n delle capsule noi pneumococco, le fo1·me di involuzione dei bacilli del tifo nei vecchi Ci!J>Jli di laboratorio, la frammentazione coccacea di quelli del carbonchio e della dissenteria. Per rispetto alle modificazioni hiologiche i gt•rmi in contatto dei succhi o•·ganici aumentnno i poteri di re.')i;;tenzn di fronte 1\ll'attività del siero; da ciò ne consegue che um1 sola prova di siero batteriolitico non è sufficiente a fissare una dingnosi, per esempio, di tifo, ma questa deve ancora essere integrata dalla p1·ova culturale e dnlla reaz ione agglutinante. I n ogni caso una prova non deve escludere l'altra: il metodo della agglutina· zione può fallire per batteri di recente cultura da! snugue ed es.~ere }Josit.ivo per un vecchio ceppo di laboratorio a dilmdone estrema. Questi microbi !'iero-resistenti non do\'ono essere cansiderati come forme di di'generazione, ma come germi di aumentata vit·ulenza di fronte agli anticorpi ingcnerati nel circolo. Rimane però sempt·e l'incognita perché alcune infezioni malgrado la pronunziata. re!tzione ilnmunitaria durevole possano dartl delle Teddi ve, altre decorrano beni~nameute con scarsi anticorpi, altre nnco•·a finiscano <'-<>n la morte pur con g randi poteri di difesa Come tentativo di s piegazione il \Vassennann ha fRtto osservare che vi csi;;te una latente im1uunità nei tessuti che p11.ssa mpidamente ed in g•·ande quantità nt•l ,:anguil uei casi di avvenuta inf~:zione. Un tal f' concetto di imm11nità. Ct•llularo è :lVVI\lorato d~tl fatto che si può o~ tenere una rige:le t·azion ~: d i anticorpi andati perduti pe r mezzo di stimolanti termici o chimici. E notevole la pres1·nza di germi di tifo nella milzl\ l! ut!l midollo delle oss:\ tlopo due settimnne d!L un'infezione intraveno!la di bacilli e dalla quale di pende la formnzione di anticorpi in qu~:,ti organi. )Icntre che il sangue dopo pochi g1orni dell'iniezione il completamente libero di anticorpi, gli estratti di parcnchimi mitlollare c s plenio ne contengono in quantitiL relativamenk g rand e, onde si doVI'clJbc suppone che la formazione dei mezzi di ùife,>a si prepRri in dt·te•·miunti organi ùow pitl lungamente i germi possono r inumere lnLcnti. A spi~;.;a re le t·ecit.li\'C •:ioe l' immis.siooc di ~e rmi nel sanJ.!ue dai parenchim i di deposito sono sullicienli i trnumi, le iperemie e le mnlnttie intercorrenti: nei


RlVIS'l'A DI ~IALArrtE VE~EREE E DELLA l'k:l..LE

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oeasi di guar igione durevole invece i batteri vanno 1>erden<lo a poco a poco la loro -virulenza finchè scompaiono dai tessuti. Noi riteniamo perciò che la lu nga persistenza dei battel'i negli organi abbifl. per conseg uenza una diminuzione delle lo1·o attivitil infettanti. DoMENico BoNo. BERTl. -

AsloDe locale della bUe e del gUoooolato 41 •oda n1 vul •antGazzetla degli Ospedali, aprile 1908).

gul~DI. -

l Le conclusioni cui viene l'autore nell'importante suo lavoro sono: l o J~a bile ed il glicocolato di soda banno sui vasi un'azione dirlltta e presso a poco uguale. 2<' Ambedue, in piccola dose, determinano una vaso-dilatazione moderata, di una certa durata, che, a lungo andare, può esser seguita da vaso-costrizione. 5• Ad alte dosi, ambedue provocano una vaso-costrizione intensa e prog•·essiva, spesso preceduta da uno. leggera e fugl\ce vaso-dilatazione. 4° La concentrazione della bile, cne comincia a provocare vaso-costrizione, oscilla f1-a 20 e 25 p. 1000; la concentrazione del glicocolato circa intorno al 0,75 p. 1000. 6" Dopo essersi stabilita una vaso-costrizione intensa, con la lavatut·a, determinasi soltanto una. vaso-dilatazione moderata. 6° L'azione sui vasi mu<.;colo-ontanei e su quelli del feg.a to fu qu a litativamente uguale; tuttavia l'etletto vaso-dilatatore è più intenso sui vasi epatici che sui muscolo-cutanei. 7• Le e!'perienze di circolazione con la bile e con il glicocolato dànno luogo a produzione di eflemi. 8° L'azione della bile e del glicocolnto sui va.si può spiegarsi con la predominanza nella fibra muscolare, secondo le dosi, degli effetti di a ssimilazione s u -quelli di disassimilazione e di questi su quelli. G. BERNvCcr.

RIVISTA DI MALATTIEV~N~R[E E DELLA PElLE <G. :MAROTTA. - Su dl UD oa•o 41lebbra papulo-tuberoRan88tetloa; form' 1D1dabl. - (Gazzetta /ntenwzionale di Medicina, Cllirm·gia, ecc., giugno 190ti). )[ercè i progressi ùell'Igiene individuale e sociale la lebbra è dh·enuta unn malattia piuttosto rara in Italia, per quanto nell'Italia meridion ale e nella Sicilin se ne incontri ancora qualche caso isolato. Nell'esercito in cui l'ammirevole buon volere del corpo sanitario fa si che le presct·izioni di igiene collettiva siano n«siduamente curate, i casi di lebbra si presentano con superlativa raritiL tantochi, n on es istono che poche unità nella bibliografia medica militare. Un contributo -<:Rsistico lo ha offerto il soldato Angelo d. G. della scuola di cavallcl"iR, nati,·o .del circondario di Ca.sino, della classe 1886. Il d. G. era stato sempre bene, non ;a\·eva nulla nel gentilizio. Nel gl.'nnaio 1907 s i presentò al medico per l'esistenza.


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RIVISTA DJ ltAW.'M'lE VE:\ EREE E DELLA PELLE

di piccole papule, punteggiate o miliari, conHuenti sino a forml\re do~lle 1.0ne di G-10 millimetri dal colorito bruno rnmeico e situate l'uua nel tratto di un ione tra terzo medio e terzo inferiore della faccia poster iore della g amba destra e l'altra sul polpaccio della gamba sinistra. Tali etliorescenze, iodolorose, s enza. pru rito, aumenta vano d i volume, si fRceano sporgenti e si aprivano lasciando scolare un liquido sieroso torbido, mentre le più piccole si disseccavano lasciando una superficie coperta d i squame piccole, a derenti e nel con tempo alcuue nuove papule man mano si anda,·ano producendo. Il d. G. individuo d i originaria buoua costituzione non presentavn che scarsa adenopatia Intero-cervicale, bens ì gR11gli epi. trocleari bilaterali della grossezza di un fn.giolo e glandole indolenti, spostabili, nelle regioni ingninnli. Le efflorescenze frattanto a ument avano e le più marcate erano nella regione della glabella, verso la zona media del sopraciglio sin istro, sulla faccia sinistra del dorso nasale, t ra il solco lagrimnle e solco gen io labiale, s ul collo, nella regione sterno-cleido-mastoidca, tutte color br uno- rameico. Il tronco presenta va di carnltcristico e s immetricamente in ambo i lati etllorescenzP mi linr i o lenticolnri, porimammarie, con diffus ione di macule e di papnle puntl'~rgia te vol'!lo le pt\reti auteriori dci cavi aRcellari. Altri piccoli noduli di v!LriR dimen· sioue ma del colorito stesso t rovavans i sull'areola m:unmarin s inist ra, verso l'e· stremo laterale della spina della scapola sinistrn, nellA f:nccia postero-estern n del braccio sinistro, sul dorso della mano sini~tra, e similmente nelle regioni omologhe di destra. Altre macule erano sulle anche e sulle natiche, sulla faccia flessoria delle coscie e delle gambe, nmpie e scarsamente in ti! t rate, tal une a con tenuto chiaro o torbido, ed altre consimili sulla t'accia esteni!Oria degli arti inferiori. Nei piedi non s i nota alcun punto d'inliltrazione, ma nel dorso la pelle è secca , lucente, ùi as petto untuoso, i solchi epider111oidllli sono biaucheggianti per la pre· senza di scnglio minutissime che col graltnmento si distaccano. Alla pianta dei piedi l'epidermide è fort.umente psoriu.sica. L'infermo non notò caduta tli capelli solo a lle sopraciglia s pecie a sinistra vi era caduta costante di peli. Non vi era ipotrofia delle eminenze tenari, ipotenari e dogli iutero:tsei, né degli a r ti inferiori Notevolissimi invece i distlll·bi dello varie sonsibilitù. Sulle plncche o sui nod uli IR sensibilità dolodlica e termica eran completamen te scomparse, sui noduli del polso destro era pur scomparsa la sensibilità tnttilo. I padiglioni dello orecchie tin i lato dorsale 1weano sensibilità integrn, tini lnto fn::cinle solo la tatti lo e in le!!ger ~rado la termica. I poalgesia diO'usa del viso, nelle regioni tlessorie brachiali, al ùorso, n Ile coscio e nelle faccio esterne delle gnmbe. Il dorso dei piedi conserva,·a la sensibilità tattile e dolo rifi ca, non IIL termica . L'esame rnicro:'lcopico fece r ilevare avbondantiss imi bac illi di llansen, sin liberi che nelle cellule del raschiato delle pnpule o dei noduli, ciò che rel'o r.onclusi,·a !11. diagnosi . per quanto fo;:se giil fac ile dai cnrntteri ptltognornonici In vera designazione c linica. Come cousiclernzioni che po !'Onsi fare a questo cn.,o, giova not11re che es~o appartiene n.d un paese in cui non ri c;ulta che ci s iano state, uè recente mente, oè in tem po loutnno, ~nfezioni di simil g enero (Ctdlari citato da Bernardo: Giornale medico d el R esercito, 1!10~1, nà ris ulta\'a cbo il d G. fo~so mai stato in altra zona O\"O l'infezione c~<i~< te'>~e. H.ilevnbile è puro il fntto che nel cnso in parola passò inc.sscrvato il periodo prodromico (disturbi gMtro-intestinali, diminu zione delle forze impigrimcnto delle facoltà) o fu rappre..,ontn to dalle cetìde e che per un anno pre· cedettero le mnu ifcstazioni. Cnratteristico fu il polimorfismo delle elllorescen1.e poichò il dottor :\Iarotta riscont•·ò macule papule e noduli caratteristici della lebùra tu borosn o pnpule e bolle carat teristiche del periodo iniziale della lebbm anestetir&


RIVISTA DI ~1ALAT'l'IE VENEREE E DELLA PELLE

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•pt:r la quale non mancavano i quasi patognomonici disturbi della sensibilitil. Non è frequente in alcuna. forma, l'abbondante produzione di scaglie, che dà quasi alla pianta un aspetto ittiosico, e che è l'indice di quel distrofismo appena accennato nel nostro caso in segmenti distali degli arti superiori e nelle gambe (pelle secca, lucente ecc.) la cui limitazione rende il caso del dottot Marotta. di speciale importanza. Notevole è pure la mancanza di qualsiasi lesione apprezzabile delle macose, dei lobuli delle orecchie e delle pinne nasali, mentre invece erano tipicamente invase le arcate sopraorbitarie. P. CASALI. G. RErcu. - DeU'erealpelo14e. -

( Wienerl.:liltische Woclte,uch.rift, marzo 1908)

L'eresipeloide, frequente nei soggetti che maneggiano carni, presentanti delle superficiali ferite, è caratterizzata da senso di prurito e di scottatura, mentre la cute diventa rosso-bluastra ed edematosa. Frattanto il punto ferito non presenti\ reazione di sorta, nè mai l'eresipeloide finisce con suppnrazione. Ben limitata ed a confini marcati, rispetto alla cute snna, finisce con un pio· colo margine rosso-bluastro. Tali sintomi associati alla scarsa intensit-à dei fenomeni reattivi permettono di difl"erenziarla dalle infiammazioni flemmonose. L'eresipeloide si distingue dal1a eresipela propriamente detta perchè presentf\Si in placche isolute, al contrario dell'eresipela cl1e fonna un tutto continuo; perchè tAli placche terminflno con un piccolo bordo, marcatisslmo invece ed a guisa di gradino nella e resi pela; per il colorito della cute più intensament-e 1·osso nell'eres ipela; per la febbre che manca nell' eresipeloide, e da ultimo per i disturbi dello stnto generale proprii soltanto dell'eresipela. La cura dell'eresipeloide è delle più semplici. Nei casi c urati dall'autore egli non adoperò che dei bagni d'aria calda. della durati\ da mezza. 1\d un 'ora. o t tenendo costantemente rapida e completa guadgione. G. BERNGCCI. Sot:RDEAU. -

L"tonlssaztone lD 4ermatolosta. -

(Thèse cle Pm-is, 1!)08).

Questo lavoro i; !a sintesi delle numerose osservazioni fatte da Lenglet nella clinica di Brocq dal 100'2 al 1908. Lasciando da parte i fatti ben conosciuti e accettati da tutti, il Lenglet si è fermato sulle atf"ezioni pii1 ribelli alla terapia ordinaria. La semplice jonizzazione guarisce solo un piccolo numero di dermatosi. 1° Riesce quasi sempre nella sicosi e uelle follicoliti. 20 ln nn gran numero di casi guurisce le verruche volgari l'ac11e con o senza telangettasie, le infezioni secondMie dell'eczema o delle de1'matosi umid~, le 11lremzioni tuf>e,·colose, le p iaghe seltiche, alcuni distu rbi troftci e l'area Cel$i. So .Modifica talora, senza guarirle, queste stesse dermatosi. 4° Migliora certi casi di Luptt.Y volgare ed eritematoso. Quando la sua. a.zione non è sufficiente, si impone la necessitA di ricorrere a mezzi più efficaci. Il Lenglet, pensando, che dei tessuti patolo~ici preventivamente modificati da cer ti agenti debbano essere più accessibili e.lla influenza modificatrice della jonizzazione, Yi ba associata. quella di a ltri metodi: scarificazioni, caustici, fisici, radiotera.pia., correnti di alta frequenza. Questo metodo misto e particolarmente prezioso nella cura delle adeniti tubercolari aperte, del lupus volgare ed eritematoso, cheloidi, angiomi, ed alcune trofo· ~eurosi. S. Ru·rA.


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R I VI STA 01 l i ALATTIE VES EREE E DI!LLA l'ELLE

LANDSTEI~ER. -

ImmuDiti. e •lero4tacno•t nell~ llltll:l4e umana. -

(XIV

Congresso intemuiouale d'igiene o. Berlino, sett. 1907). La comunicn?.ione del Lands teiner, integralmente riportata nel Cent,.alblalt fiif' Baklet·iologie, (l• parte, Refe,.ate) d'! l 4 luglio 1008 è troppo im portan te per la dottrina dell'i nfczioue sifìli tica pe r non meritare un'ampia 1·ecensione. Abbiamo quindi creduto opportuno di t·enderla notll ri nssumend:> nell e lin ee g e nerllli le questioni. di carattere puramente scientiliro, ma esponendo dettagliatam.en te, spesso traducendo quas i alla lettern, i punti capitali di cara ttere pratico. L'A. comiucin dall'nccennare nl modo d'infezione dPlla sifilide e fa notare come lll patologia umnnn e le ricerche speriment ali sugli nnimali si nccordino in ciò, che, ad eccezione dell' infezione ereditllrill , !"infezione avviene sempre per mezzo della pelle e delle mucose vi sibili. Nelle scimmie però sembrn c he sia sempre necessa ria una les ione aper ta dei vasi Sllnguigoi come ditnos trllrono le rice rc he del Neisser. Solo in due cnsi il 'Xei:>ser r iuscì ad ottenere un ris ultato positivo, pra ticatlllo l'inoculazione nel pnrenchima del testirolo. Del res to si potè olten:lre di recente l'infe~ion e per mezzo della cornea o della camera anteriore in animali refrnttari all"inoculnzione cutanea, qual i i conigli, i cani, le pecore, tra::;fo nnandosi co;.i in modo fondamentale e inas pe ttato la dottrina clell'•mmunità na tu rale deg li animali. Le inoculnzioni praticate nelle sci mmie diede ro nltri imporllmti ri s ultati; s i dimostrò cioè c he il virus si ùifl"onde rnpidamente dalla p elle. giaccbè l'escisio ne del punto d'i nocnlnzione pra ticata nei pnmi giorni non impedì l'iu fe~i one, e ne llo stesso senso sono dimostrative le os;;ern•z· ooi del Neio;ser. il quale già al (JUÌnto giorno dimostrò il virus nel s nn g ne. In 1npporto alli\ d urata della incubazione i ri s ultAti ottenuti nell e scimmie ,·anno d'accordo colla cli11icu. Co n tutta probabilità ò da conchimlcrsi c he il te mpo tl'i nculmzione in cer~n m isura di]lende dalla q111\ntitA di \•irus. In q uno w alle reu~ioni immunitarie, il fatto pii• impo r tan te i: c he. dopo un certo tempo dall'infezione, se si po rta d i uuovo il virus s ulla c·ute, non 1wvieno più Il\ infezione primnrin cn•·atteri;:ticn. Questa m od i!ica;lione dell'o rganismo infetto s i sd lu ppa, o subito durante il pe riodo d'incuhm-.ione o qual c he tempo dopo In compa rsa dell'affezione primaria. Qne.o;to fe nomeno, impropria mente detto di immunità s ifiliti1·n, lìno n poco tempo fa ve nne ritenuto come fatto assoluto; s i amm ette,·a ciol: c he il vims introdotto n ei s ililitici non potesse prodtnrre apparenze rilevabili o in qu akhe m odo dimo~tra bili, e si credeva c he l'immunità d urasse per tutta la vitll, anr be dopo In. c ura. Queste idee. dopo le 1·ecenti osservazioni di Finger e dell'.·\., dehbono esser m od ificate. Si il no tato infatti che in alcuno ci rcos ta nxe il virus può attecchir e in tutti gli s tadi del h~ sifilide e c he la r esistenza dei s ili litici ad una nuova in fezione non de ve ritenersi come a o;so luta, quand'n uche sia di nlto grado. E l'a ttecdtimeoto di t1na nuova infezione con tutti i caratteri di uo'afl'e:t.ione nu ova. d ecorrente nel m odo caratteris tico, è s tato dimostrato tanto sperimentalmente nelle scimmie quanto dn ll'oo;servazioni di individui all"e tti da t'orme te r?.i n rie. nei q unii s i o.-,.;ervò la possibi li tà di •·ear.ione al virus comune in modo s redlico, e s i constntò nelle affezioni gommose sia pure in piccola qunntiti1, l'esistenza dol virus vivente ( Finger. L andstein c r, N eisser). JJa ciò deriva la conseguenza c he i cosi dett i fe nomeni te rziari sono anc h'es!S i il r isultato di una s peciale ren;done dell'orga n ismo al virus . Una simile constatazione lnscia coo repire l'idea. che au che certe forme menocomuni, e che de,·iano d1d tipo normale, come ad es. la cosi detta l11e t~taligna, si n


RIVISTA DI MA LATTIE VE:SEREE E Oli:LLA PELLE

da. r itenersi vicina alla sifilide ten:iaria e d a considerarsi non come il risultato di uno sviluppo più intensivo dell'agente infettivo, ma come l a conseguenza di una reazione più forte dell'or ganismo; infatti nei casi finora !"tudiati di questa forma, il più delle volte furon trovate pochissime s pirochete nei prodotti morbosi. Questo modo di comprendere la lue teniarill e maligna va d'nccordo con alu·e osservazioni nel campo della dottr inll dell' infezione da quando fu portata l'attenzione a l t'atto ohe le infezioni e il trattamento cogli antigeni non sempre producono un aument o della resistenz!l organica, ma possono anche provocare parti· colari modilìcazioni e perfino un aggmvamen to dei sintomi morbosi, s tati clte furono distinti col nome di anafila:;:;i, iJ)ei'I'Crettività , alleryin. Cna conferma delle riferite ricerche di superinfezione potrebbe vedersi ne lle autoinoc ulazioni che Ehr· mano ottenne noi sililitici al seconrlo s tadio; anche nelle ri cerche sulle scimmiP, come s i vede, si ~ dato il fatto che non ~olo nei primi giorni .Jopo la cornpnr:<:l. della sclerosi iniziale, mll anche piit tardi, nnche dopo la cura d ell' 11ll'eziontl primaria, le inoculazioni poterono riuscire. l:iecondo r\eisser su 2·1 reinoculazioni fatte 60 giorni circa dopo la prima introduzione del virus si elJbero 'i casi pos itivi. Da tutte ques te ragioni ris·tlta chi' bisogna essere meno a;;;soluti di prima nel negare In pos;;ibilitiL di llllfL secondll infezione nei sililitici. li u~~ parte dei sifilo· grati volle ritenere dimostrata la seconda infezione soltnuto quando la malattia decorse tipicameute colle lesioni secondarie; ma nel medesimo modo con cni i ammette questa possibilità si può anche concepire dci cas i iu cu i l'immunitù, invec., di esserescompnrsn, sia semplicemente diminuita, e ;:i abbiano cosi delle t'orme Attenuate paragonabili a:;l i etf~tti attenuati delle vnccinnzioui nei vacciunti. Alcune obbiezioni cadouo di fronte ai fatti, e pur ritenendo che i l caso di Ducrey, di ul cernzioni gommose con esisten te lesione primariA nt·compngnata da pleiade glund ulare, e'la n tema generale e placche muco,;e, sia l' un ico fuo1·i discussione, non si può concludere che questo caso sia un'ecce;done, tenendo anche calcolo della par te cht~ possono avere sulle mnnit'e:<tnzioni morhose di una reinoculnzione la quantita del virus, la sua qualitiL, alcune particolnritit locnli dei te ·su ti dell'or:;:n· nismo infetto. Un 'altra questione importante è quella che riflette il decorso ciclico della s ifilide, specialmente in rapporto al rinnovnrs i a periodi degli an·,e nimenti mor bo:;i; si tra tta cioè d i s piegare se c iò dipenda in prima lit1ea dnll'ngentu morbo~o o invece dn alcune proprietà <lell'orgnni:;mo colpito. Si può ricorrere all'analogia con altre malattie date da spirochete, por es. In fel ,bro ri cotTelltc. Le recidive di questa malattia sono generalmente da mettersi in rapporto com una fu nzione pe· riodica degli apparecchi d i d ifesa dell'or~nniRulO nmmnlalo, sia che il fi nale critico dei s ingoli attacchi di peuda da anticorpi ~i ·ten ti nel siero, s ia che dipenda, ;:econdo Levaditi, dall11 rea7.ione t'ngocitario. Un fattore linora scono:<l'iuto risulta. dalle nuove r icerche di Levaditi e .Roche ~nll ~t febb re d11. zecche. (~uesti autori dimostrarono che le spirochete presenti durante le recidh'e nel sangue dei ratt i possiedono una non comune r~istenza verso le lisinc e le opsonine del s iero d i sangue; ques ta irnmunitil acquisita e trasmissibile Il diverse genern7.ioni di spit'O· ohete verso gli anticorpi del siero s arebbe la causa delle recid ive. La conoscenza degli apparecchi di difesa dall'organismo contro l'ngente della sifilide deriva da un nutnero di singole osservazioni,le quali non sono ancora cosi largamente interpretabili da per mettere un completo colpo d'occhio sulla que· stione. Da un la to è dimostrata l 'importanza delll\ fngocitosi, dall'altro \' i


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RlVISTA DI llALATTIB VEXKRE E E DELLA PELLE

!'Oono o~servazioni che provano l'esistenza di uua immuniti\ dei tessuti, come ad esempio 1\lcune apparenze cliniche della sifilide e specialmen te quelle foTme cutanee serpiginose, che, estendendosi all'ingiro, lasciano concent ricamente deiJe zone immuni. Kraus a ttribuisce all'immunità cutanea nella sifì l id e una speciale importanzn. e cerca di ottenere uoa immunizzRzione generale coUe iniezioni sottocut.anee di virus misto, partendo dal concetto che specialment11 nella pelle avvengono i fenomeni immunitar i perr bll in essa giungono per te mpo e si localizzano gli antigeni e gli anticorpi. La presenza di agglutioine nel siero dei sifilitici fu dimostrata dall'A. per 1uezzo dell'illuminazione in campo oscuro os.,ervando soq>rendenti apparenze di agglutinazione dèlle spirocbete nel s ucco delle papule sitilitiche e della sclerosi inizil\le, le quali sono e,·idenlemente in r npporto colla prese11zl\ di speciali corpi agglutin1\nti. Zabalotny fece pure ossen·n:doni analoghe e constatò il disfacimento delle spirochete quando sono messe a cont:\tto di siero si61itico. F ornet pubblicò alcune osser,·azioni sulla reazione delle precipitine nel siero dei si6litici, dei po.· ralitici e dei tabet ici. l\letchnikow e Roux prepru-arono de l siero c he uccide il virus usando le inoculazioni nelle scimmie con grandi quantitiL di materiale sifilitico. L'azione microbicida fu dimostrnta con esperienze nelle scimmie stesse. Col siero di nmmalnt.i, uomini e scimmie, non si potè pe•·ò dimostrare tale azione microbicidn. L e cit.ate osservazioni non l>l\stano atfatto a stabilire un metodo sierodiagno· stico veramente prntiro della sifilide. Come s i sa, per ottenere que~to scopo "\Vas!.ermann, Neisser, Bruck e Schucht impic~n rono iJ metodo di Bordet e Gengon della fi>~sazionc del c<>mplemento, il quale si londa s ul fatto che nell'azione opposta. lli un antigene e del suo anticorpo l'ostacolo ad una emolisi dipende dalla fissazione del complemento. I detti autori am•nettono di aver trovato negli estratti dei tessuti sifìlitici uella mnr;gior parto dei casi gli antigeni necessari. Questa scoperta ebhe un interesse più teori~o che pratico gincchè per la d imostrazione degli antigeni s ifìlitici, almeno del vints viven te ne1 prodotti morbosi primaTi e secondari generalmen te bn._qta il metodo mic roscopico. Ben più importante in rap· porto alla dingnosi sarebbe la conferma della presenza di nntigeni nel sangue. In una considerevole percentuale di casi di sitilide studiati fu1·ono osservate reazioni antigene positive non nel siero ma negli estra tti dei corpuscoli sanguigni. Come gli a uto ri rilevano i r isultati delle ricerche non vanno paralleli ai ftui clinici giacchè la •·eazione agli antigeni nei cn._qi freschi negativa può essere positim uei casi molto vecchi. In (i sopra So cnsi di controllo non si61itici la prova degli antigeni fu posi ~i va senza eh e s i trovasse 1mn rngione. I l metodo d i \\'a!'<;;ennann e collaboratori condusse ulteriormente ad impoT· tRnti risultati nell'esame del liquido cerebro-spinale di c:asi di parali-;i progres· siva e tnbe dorsale pei quali, come si sa, è am messa dalLe osservazioni cliniche quasi genemlmcnte una parentela eziologica colla siti lide. A questo proposito l 'Hirschl, il Krafrt-ELing diedero a lcune dimostrazioni cliniche abbastanza comprovanti questo nesso eziologico e l'A. col P aetzl cercò, con r isultl\to dubbio però, di ot tene1·e una dimostrhzionc diretta inoculando nelle scimmie sostanza cerebrale e delle meningi di p1~ralitici allo stadio acuto. Ora, per mezzo del loro metodo, \Vassermnnn e P laut nei paralitici, Neisser, Bruck e Schucht nei tabici, tro· Ynrono molto di frequente nel Jiq~;ido cCJ·ebro·spinale e nel siero delle sostanze le quaU sembrano comportnrsi come corpi siiilitici, vale a dire reagiscono con mate·


RIVISTA DlllALATTIE VIINEB.EE I1J DELLA PELLE

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riale sifilitico con formazione di complemento. In ricerche di controllo con liquidi cerebro-spinali normali non si ottenne alcuna reuione positi va. Mentre le riferite ricerche sierotliagnostiehe, astraendo dalle ricerche sugli a:-ttigeni, furono confermate, rimane però sempre incerta la loro interpretazione. Risulta intanto da ricerche di Levaditi e Marie e s pecialmente dn.quella dell'A. con Muller e Paetzl, che si può ottenere la fissazione ciel complemento impiegando, invece di materiale sifilitico. estratti di alcuni tumori, p. es. di sarcomi, di condilomi aemninati, come anche di fel:)ato normale di cani. Le reazioni sono cosi caratteristiche che l'A. ha potuto per mezzo di estratti di tumori fare una serie di diagnosi di paralisi coJJ'esame del liquido cerebro-spinale, e parecchie sierodiagnosi di sifilide coll'estratto di fegato di cavie più esattamente che impiegando gli antigeni sifilitici. A risaltati affatto eg uali venne da poco il Mh:baelis, il quale ebbe risultati paralleli tanto coll'impiego d'estratti d'organi s ifilitiei quanto cogli estratti d'organi normali. Tali fatti t·esero molto dubbio che le sostanze attive nella formazione del complemento sieno, nel senso comune deJJa parola, sosta.n ze anticorpi dell'agente sililitico e direttamente da esso derivate. Si deve dunque lasciare ancora aperta la que~tione della natura degli anticorpi sifilitici. Per il valore diagnostico del metodo, lasciando da parte ogni discussione teorica. è da agitarsi la questione pratica se essa compaia nella paralisi e nella tabe di individui sifilitici e se compaia esclusivamente nella sifilide. Rapporto al liquido cerebro-spinale sembra che tutte le p1·ove concordino coi risultati dei primi osservatori. Coll'esame del siero Detu ebbe risultati positivi. K raus e Volk invece pubblicarono ~ho anche il s iero normale può dare i medesimi risultati del siero dei sifìlitici. Una l'icèrca estesa fu fatta dal Citron, il qul\le nel suo materiale d'ammalati consistente in individui la cui infezione sifilitica era da lungo tempo messa da parte, ottenne un gran numero di casi con reazione positiva (77,5 Ofo dei luetici); notisi che una g ran parte di questi casi non fu mai trattata cogli antisifilitict. Anche il Micbaelis trovò un'altra percentuale di reazioni positive nei siti litici, e l'A. insieme al Potzel trovò pure reazione positiva in quasi tutti gli infetti. Si può quindi concludere che il metodo di Wasserman n, a nche non riuscendo a dimostrare alcun corpo anti,;ilìlitico non solo per l'P.same del liquido cerebro-s pinale nella paralisi e nella tabe, ma anche per la diagnosi in genere dolla s ifilide, è in grado di dare preziosi servigi ed apre un nnovo orizzonte a lla s ierodiagnosi. L'A. insieme a Donath hl\ osservato una singolare e rara modificazione del siero in rapporto coll'infezione sifìlitica, nella emoglobinuria pnrossistica, aflezione che se qualche volta può avvenire anche senza sifilide, si ritiene però quasi sempre dipendente dalla medesima, e in cui la dissoluzione del sang~e consecutiva al raffreddamento è dipendente da una emolisina presente sul sangue. Questa emolisina ba la proprietà di unirsi anche i n vitro, solo però a temperatura più bassa di quella del corpo, coi corpuscoli del sangue. Essa fu trovata. anche in casi di paralisi progressiva, e ciò porta a ritenero che essa sia un prodotto dell'organismo umano e non un veleno esogeno. Per lo meno essa è, come le altre sieroemolisine, neutralizzata quando s'aggiunga una precipitina prodotta coll'iniezione di siero umano normale. Siccome la formazione dell'ematossina può essere causata dalla sifilide, cosi qui esiste un caso il quale dimostra che nei processi d'i nfezione e di immunità possono compa rire due corpi i quali possiedono un'affiuita con sostanze dell'organismo affetto e agire in modo autotossico. Siccome anobe le sos tanze che for mano complementi, come fu ricordato, si fissano con parti compo-


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RIVI TA 01 WA LA1'TIE VENEREE E DEI.T,A PEI.I.I':

n en t i di or gani uman i normali, cosi n on sarebbe impossibile che queste sostanzee l'emotossina a vessE"ro un modo a lllne di fi ssazione la cui pi ù esatta ricerca sar ebbe cer to di gra nde interesse. L'idea di ad ibire ~~ scopo teraveutico i r isu ltat i delle n uove ri cerche ha portato 11 prova re i n oti metodi d'irnmunizzA7.ione attiva e passiva. Tu tt& le prove però profilnttiche e t erapeutich e te ntAte con s iero infetto u111ano o con siero d i ani· mali pr eparati con avbondante introduzione di virus vivo o morto non han no dato alcun risultato. J n dh·erso modo si cercò di ottenere un virus attenuato da. im pieg are come vaccino; tutti i wezzi f:\llirono. Il metodo impit>gato con vantaggio nelle altre mnlattie. consistente nel pAssnggio del v irus attra verso agli animRii, à stato studiato dapprima da Metchn ikow e R oux in coincidenza colle loro riuseite infezioni sulle s•·immic. E ssi O~l'ervarono che un virus il quale s ia pa<;sa to nelle 11cimnlie infe riori c finalmente in un a serie di ,\[a.:acus ?·hesus, appar e mod itil'nto nelle sue proprieti1 E ;:-;o ugisce l•ene n el J.l f. rhPSltS e con breve in r ul.rRz ione, debo lmeut.e nE~ I .lluca<."11S <:!fllomolglt.~ e per n ulln nello ch impAn 7.t:. Concluo;t!ro dR ciò i detti speriwcotntori che col pas,:a ggio del virus nel J f. 1·he:ms sì ha una Rtt ennR:done por le sci mrnic antropomorfe e vero:<imilmeute per l'uomo. Tu le conclus ione fu corroborata dal fatto che, infett.undo c-on vir us cosi modifì r ato l'uomo, si eliLe bensì un"ntlt:zione locnle s pecifka In cui diagnosi fu verilicatn. per m ez:~.o della inocul nzio no in un mncaro, mn non comp•lrve alcun Reciden te secondario, il che pott: servire come documento dell'attenuaz ione del virus. Neisser, nello sue ricerche sulle scimrnic inferio r i, riten ne ciC:. pos!>ibile, ma non gli parve che l' a tt E'nuazione del g!'rme to~-.e portata fi no agli o r~ani interni d i •1uesti animali. I;A ., in!lil•me col Finge r, csc~ui una lun ~; a :<arie d i passngj!i nei ciooc&fa li e maca chi, •nn le c!<pericnze fatte ùnl Metclmiko w sullo chimpaozè I'On questo virus di H o lO pnssaj!gi prolius~ero, olLre l'ntre;done JH·fmaria, anche le secoudn r ie. Così vure un virus pas;;•tto entro due 1\tllli nttra,·erso a !37 an iu.nl i di ede nello c himpnn :~.u un"all"ozione primRria coute col comune virui' um ttno. 11 Metc hn ikow ritenue ciò di pendente dn.l fntto che l'A. e~cgui passa~;gi tunto nei macachi che nei cinocl'fali invece di esperimentare s ui soLi macRchi. Seconùo lo ricerche di :Berlnrclli t: fOrlie JJO'<!Iiùile usar(: con prolilto altri animali pei pas"nggi e per le modirìcRzioni del virus. A llllcno Herturolli ottenne la impressione che i trn!<porti continuRti nell O<'Chio dei con igli aumentino la virul cn;~a, il c he potrehhe tornare utile per una possibile vaccinAziottl.'. I n complesso s i può dire che l'clahorn:~.ione di un proceditnento di inocula zione preven t iva a scopo prntico è un problemi\ ancora do risoh rcrs i ma ver o il qu ale g li intercssnn t i ln,·ori d i ) l1•tchn ikow e l!oux por tarono un huon indiri7.ZO. TF.liTI.


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RIVISTA D'IGIENEGENERALE E BATTERIOL~GIA A. EBER. - Bul trasgono nel bue dl materiale tuberoolare proveniente dall 'uomo. - (JVie1ter medizinisclle Wocllell4clui(t, 1!.1013, n. 43). Già. nel 1905 e nel 1900 l'A. comunicò i risultati di esperienze es eguite nell'istituto veterinario dell'a.nivers ità di Lipsia tendenti 1\ chiar ire la questione dei rap· porti trn tubercolosi umana e tubercolosi bovina Dalle medesime risultò sperimentalmente provata la virulenza della tubercolos i umana pei buoi. Comun:ca ora nuo,,e esperiemr.e praticate nello stesso istituto con materiale proveniente da 8 ci\Si di tubercolosi umana letale \3 individui al di sotto di 5 anni e & dai 17 ai 60 anni di etit). Il materiale (mil?.a, polmone, lllleninge) fu prima tras portato nelle cavie per inie;r.ione sottocutanea: gli organi evidentemente ammalati di questi animali, u ccisi per dissanguamento, servirouo per la. infezione dei vitelli medil\nte contemporaneo innesto sottocutaneo ed intrnperitoneale. Questa doppia infezione contempora nea fu adottata in seguito all'osser vazione di un caso della raccolta precedente, in cui il mnteriale tubercolare umano, che inoculato nel bue sotto pelle aveva prodotto una tubercc.losi locale limitata nl punto d'innesto ed alle ghiandole più vicine, coll'innesto peritoneale a>eva prodo tto delle alterazioni del peritoneo che nelle successive inoculo.zioni ad altri buoi si erano dimostrate virulentissime. In questi 8 nuovi casi studinti dall'autore, il materiale rl' inne!<to si dimostrò pei vi tclli : a) vi1·nlentissimo in due casi. Il materia le originario era dato da polmone di bambino di ' t nnno naorto di tubercolosi generale e dalla meninge d'un uomo di éO anni morto di tisi. I vitelli inoculati mol'irono r is pettivame nte 42 e 54 gio1·ni dopo l'iufezione, per tubercolosi miliare acuta; b1 di med ia virulenza in altri 2 casi, nei quali il mnteriale originar io proveniva dal polmone d'un giovane di 17 ann i morto di tisi e dnlla meninge di un bambino di ·i anni e mezzo morto di tu bercolosi miliare. È da notarsi che i uo· d ul i formatisi nel peritoneo d i quest i due ani mali si mostrarono dotati di alta vi rulenza nelle successive inoculazioni ad altri vi t elli; c) di tenue v iruleuza od a virulento in 4 casi. I n e~i il materiale origina l'io era stato tolto : da uomo di Sl anni morto per tu bercolosi miliare (milza), u omo d i 45 anni morto di tisi (polmone), uomo di 30 anni morto d i t isi (polmone) e bambino di 2 auni e mezzo morto per tubercolosi mitiiare (milza). Queste nuove es perienze confermano d unque il fatto giit constata to nelle esper ienze precedenti, che è difficile nei casi di tubercolosi umana stabilire quali di e.~si s iano virulenti p ei bovini e quali non lo siano, poichil tra i due estremi (a l· tis-;imA. virulenza ed avirulenza) es istono dei gradi iutennedii, come appare nei casi del gt·nppo b). Osserv a inoltre l'A. che nei due casi rapidamente mortali s i ebbe a che fare con infezioni schiette, non con intossicaz ioni, e c he la tubercolosi miliare nc11ta constatata in essi quale causa di morte non presentava differenza alcuna, nè lllR.· croscopica n è microscopica, dalla t uber colosi miliare dei buoi causata dai bacilli tu bercolari del bue, forma che l'A. ebbe campo di osser va re in alt re esperienze aull'immunizzazione.; L'A. ba a nche cercato di stabilire a quale dei dne tipi fissati da Kossel Weber ed Heuss fossero da 1·iieri rsi le culture pure tratte dal materiale origi-


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Rl\"lSTA D'lOIE:SE GE.SEUAJ,E E BATTERIOLOG I A

nal'io dei s uoi casi. l\Ia pote condurt·e a termine tale ricerca completa solo in 4 casi. mentre gli altri 4 poterono essere s tudiati soltanto nel loro modo di coroportarsi morfologico o biologico nelle culture. L'esi~no numero non au torizza a conclusioni. È impoN:.ante però il fatto che in due casi furono isolati dei ceppi di bnci lli tubercolari che, per le loro pt'Oprietà culturali morfologiche e biologiche, non potevano attribuiirsi r ccisamente al tipo umano uè al ti po bovino. 1,; questi ceppi atipici, dotati di proprietà intermedie, pro· venivano appun to dai casi del ~ru ppo b), in cui il materiale impiegato per le i no· cull\zioni si mostrò pei vitelli di media virulenza. SANNA . GLOoxe:n. - Bui peao dell'europeo e del paaaero Del paeal troploall. (.drcllit· (. St·ltiO's.-wlll·T1·opm flyyiene, 1!>08, fRsc. 2:3). L'A. rammentA l'importauza ch e offre il peso dell'uomo in rapporto alla 6sio· logia della nutt·izione e alla diagnosi di parecchie malat..tie quali il diabete, il carcinoma dello stomaco, la tub~:rcol osi. Anche il clima tropicale ha molt.a influenza sul medesimo. Fio dal ll:!SS l'A. fece ricerc he in proposito. Egli esaminò -171 europei, giovani soldati cioè dell'armata de lle Indie ol!wdesi, tutti sani e non sottoposti a servizi fati cosi, ed osser\·ò in essi un peso medio di 03,5 cllilogm.mmi con un'altezza mtl· dia di l ,GS metr i, cifra alquanto inferiore a quella s ~abilita dnlle ricerche del Broca. Piu di recente fece altre ricerche S II impiegati militari e civili fra i 24 e i 42 noni di età e cons tatò uuo\·amente una diminur.ione di peso che andava dai S ni H chilogrammi. Qul\le la causa di questa diminuzione di peso? .f: molto inve1·osimile che cons ista in una disassimilazione dell'RlLumina del corpo giacchè le osservazioni sul ri cambio nei tropic i banno dimostrato che la scomposizione degli alimenti albuminoid i si mantiene n egli stc:.;si limiti come in Eu ro pa. P iuttosto si tratta di una disassimilaziooe del grasso. Ciò è confet·mato in prima linea dalla diminuzione del grasso sottocutnneo, il che osservasi specialmente nelle vecchie colonie. Una notevole influenza ù anche dovuta alla temperatu ra esterna; osservazioni in pro· posito furono t'atte dall'A. su persone adulte, su fanciulli e su lattanti tutti in ottime condizioni di nutrizione. Tutte le osservar.ioui dell'A. furono fatte su individui o immigrati nei tropici o i cui genitori immigrarono. Stuebbe di grnnde interesse il ricercare come s i pre· sentino ques te condizioni di pc,~o in individui i cui predeceM;ori già da secoli vi' 'ono nei tropici. Questo ml\teriale non c facile a trovarsi per la grande promiscuitt\ d i raz~a avvenuta per le unioni fra europui ed indigeni. Anche per gli animali introdotti dngli europei, come cavalli. buoi, maiali, in causa delle mescol!Lnze colle razze indi~;ene, c dilficile fare analoghe ricer<:he. Pet'ò vi ~ un animale in cui si possono fare tali ricerch e. e questo i· il pR;;sero. 11 passero e difl'uso ovunque a Giava, e la data della sua introduzione nell'isola 1·isale a 200 anni fa. ] ,e misurnzioni del suo peso confrontate col peso del passero d'Europa dimostrano che in questo animale vi e uno. notevole dimi nuzione; m entre il passero di Giava pesA. in media 1!1,7 grammi, il s uo congenere d'Europa pesa in media 2:>,2 grammi. Siccome un a taio difl'er enza di peso, come l'A. ha os· ::;e•·vato, non si o;;serva nei passeri delle dh·ersc regioni della Germ11nia, cosi è da ritenersi che il passero olRnde;;e abl>i11 lo stesso peso di quello germanico e che la diffet·enza di peso fra il passero indiano e quello tedesco dipenda da influenze climat iche. Questa diminuzione di peso sembra dipen dere da un più leggiero pium aggio e da una minore qu11ntità di gral'so. TESTI.


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Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmaceutico (Dispense n. t k 4 rlel Bolldllno uflìciale delle n omln.e).

Ufflolall ln •ervlslo attivo permanente . R. llecreUJ 17 dicemb1·e 1908. MARO'M'A Gaetano, sottotenente medico ospedale Chieti. - Promosso tenente medico con anzianità. 6 dicembre WOS. R. decreto 17 dicemln·e 1908. GRtGOI Mo:sTù cav. Amedeo, colonnello medico di rettore ospedale mili tare Torino. - Esonerato dallo. carica sopraindicata e nominato direttore di sani tà. IX corpo armata. I seguenti ufficiali del corpo sanitario milita re sono promossi al grado superiore, con la destinazione per ciascuno indicata. Tenen te colonnello medico promosso colonnello medico: Bn.tA cav. Manrlzio, vice direttore scuola applicazione snnità m ilitare. - Nominato direttore ospednle militare Torino. Maggiore medico promosso tenente colonnello medico: FALCON1 cav. Gavino, ospedale mili tare Cagliari. - Continua come contro. Tenenti medici promossi capitani medici : SoPRANO Edoardo, ospedale Napoli. - Destinato 22 fanteria. (a. scelta). CASTIOLIOLA Orlando, 5S t'anteria. - Id. 12 bersaglieri (dichiarato promovibile a. scelta). YATTJA Michele, reggimento artigl ieria cavallo.- Id . reggimento lancieri di Milano. CAPAno Nicola, 2 artiglieria fortezza. - Id G! fanteria (dicbiarnto promovibile a scelta). B. deC?·eto 20 dicemln·e l 908. I seguenti sottotenenti medic i di complemento sono nominati sottotenenti medici in servizio percanente con l'anzianità e con la destinazione sottoindicate: 28 luglio 1U07. COLLOCA Eru·ico, distretto Catanzaro, in servizio 21 fanteria. - Destinato 21 fanteria. 20 ayosw 1907. MASSERANO GiuUo, distretto Torino, deposito fanteria Vercelli. in serviz io reggiment-a cavalleggeri di Roma. - Destinato reggimento cavalleggeri di R oma. GASPARtNl Iginio, id. Siracusa, id. id. Sit·ncusa, id. 6 fanter ia. - Id. ospedztlo Chieti. 2!J a!JO.~lo 1007. 'l'ERENZlO Anselmo, distretto Gaeta, deposito fan teria Como. - Destinato reggi .. mento caçalleggeri di Piacenza.


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MOVHI.EI\Tl AVVE!\UTl NEL CORPO SA NlT. E NEL PERS. FAIU.lAOEOTICO

28 novrmbre 1907. CANDIDOHJ Enrico, distretto Ascoli Piceno, deposito fanteriR Chieti.- Destinato ospedale Ancona . .BuTTAKI Carlo, id. Ta.rnuto. - Id. id. Chieti . .Bn·ASt Mario, id. Campagna, deposito fanteria Nocera. - ld. reggimento cavalleggeri Umberto T. Aoonsu Snlwfol'e, id ~imcusa. - I d. 4 alpini. PAot.E'l"fl Verecondo, id. Perugin, tlcJ>OSito fanteria P erugia. - Id. ospedale SA· vigliano. IANOot.t UaOfrele, id. Avellino, id. id. Mantova. - I d. id. Mantova. GnASA't'A Sare1·io, tlistretto Cn;!liali, deposito fante1·ia Ozieri C. - Destinato 7 alpini. r,ovAULto Uocco, id. 13nrletta, direzione sanilit 1-'iren ze. - Id. G id. 30 uovem(n·e 1!107. CATAI...\SO 1-'l·aucesco, distretto Catan zaro. - Destinl\to ospedAle Catanzaro. T utuLt.t ilnloltio, id. Roma, deposi to fnnteria Romn R.. l. - Id. 1° artiglieria forter.zA. lO dkemu1'" 1!107. }'ttAOA L.E Vittceuzo, distretto Roma. de po,;ito f1tnteril\ ~poleto.- ])ost inato t• artiglict·ia costa. Htn :>t Ni•·t·ola, id. Are?.zo, dire?.ione sn nitit 'l'orino.- Id. 18 nrti~lieria campagna. ~:! tlù·embre 1!1117. F out:>O Salr·ator·e, d istretto A >cllino, de pos ito fnnteria. A velli no. - Destinato os pedl\le Cl\sertn. ~V luglio 1!108. 8,\l,t·:lt Alc..<:<anàro, distretto Palermo, depos ito hersnglier1 Palermo. ospt>dale nari. 11 agosto 1!1(18. Ro~IBY

Destinato

Paolo, distretto Cnglinri, in ,.:ervizio f>H fanteria.- Destinato r,t) fanteria.

All,,n; AlessanàJ·o, id. Nl\pol i, id. W id. - I d. 1!1 id. Bostt'A CIO Gi11seppe, id. Girgenti, id. 20 iù. - Jd. 20 id.

::;,,,;sot.r Ernesto, id. Modtma, id. •i & id. - Id. os pedale C'ava Tirreni (Salerno). BATTIS1'tNI Camillo, id. Roma , id. 8 1 id. - Id. ti l t'nntet·in. PERRI&n SU>fano. id. Tor ino, iJ. reg g imento cavnllcggeri di Catania. - Id. reg · ~;illlento cavalleggeri di ç,\ta.nin. D.: H~;ns \ltOtNlS l'irginio, id. Sulmona, id. 82 fanteria. - Id. 8:? fnnteria. PISANit Giu.vtppe, id. Cl\tRIIin, id. 84. hl. - Id. tiJ id. C'tn:sl'&l.l.ANI Carlo, ici. Cagli~Hi, id. 4 id. - Id. •i id. C'tACCIO Vito, id. Girg-enti, id. S.l id. - l d. !l4. id. & :tAIII!:'I'TA GaetartO. id. (òirgenti, id . !l her;;l\~lieri. - 111. V bersagli eri. C'tTEt.LI Ale.<.~rtndro, id. Panun, ili. 27 fao terìn. - Itl. 27 fa n terin. FOitTL Igino, id. Ro~taa , id. rt>~~imento lnncieri di F irenze. - I d. reggimento lao· cieri di Firen?.e. l h: RoiO N~: (litt:<Pppe, id. Barlettn, id. id. Cl\ \'alle:;gt· r i d i Fo;!~ia. - I d. 7 alpini. MA7.7.E'I'Tt Ctu·lo, id. F irel\?.o, id. ~8 ft~nteritt. - hl. 2:s fanteria . CliCDIOT'tA JJlfredo, iJ . Sus·mri, id. 57 id. - Id. re;.q:;i mcnt.o e~walleggeri di Ca· serta. \',\ Ct'Aitò Natu.lc, id. :Ue,;... ino, iù. 83 iù. - I d. 83 fanlut·ia.

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MOVUIENTl AVVENOTI NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. I!'ARM.AOBOTICO

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R. decreto 7 oennaio 1909. Capitan i medici promossi ma~~iori medici con decorrenza per gli as ..egni dal Hl gennaio 1909 e con la destinazione per ciascuno ind ieata: <TAGLIAXO cav. Ji'ra,tcesco, ospedale succursale Mantova. - Continua come contro. Z[B&'M'I cav. Giuseppe, reggimento artiglieria a cavallo. Des tinato ospedale Milano. MARINI cav. Ernesto, ospedale Cagliari. - Continua come contro. SPINA Vùlcenzo, id. Genova (a disposizione Ministero finanze).- Id. id. (a scelta). LosC[Il cav. PÙlt ro, ospedale succursale Udine. - Iù. id. PIERGIASNJ cav. Vincenzo, ospedale Chieti. - Id. id. Ct:m cav. Lkuryo, 21 artig lieria campllgna. - Destinato ospedale PiRCenza. )Jol!BELLO Erne.to, 6 alpin i. - Id. itl. Milano (a scelta). RolJEO ca v. Ji1rancesco, 2'2 fanteria. - Id. id. Napoli. SAXTUCCI cav. Stefano, ospedale Roma.- Continua come contro (n. scelta - a.r t. 25 della. legge sull'avanzamen to). R. decreto 10 gemUlio 190!!. I seguenti ufficiali medici, in servizio attivo permanente, sono promossi al grado superiore con decorrenza degli assegni dal 16 gennaio 1909 e con la destinazione per ciascuno indicata: Capitani medici promossi mag~iori medici: .RtcRERI cav. Carlo, 6 genio. - Destiuato ospedale Ancona. Crmo:sE cav. France~JI·o. o'>pedale Genova. - Continua come centro. Tenenti medici promossi capitani m ed ici:

l:SPA:S'rE Carlo, ospedale Napoli. - Continua come contro (a scelta). ZUMI'ETTA Giuseppe, id. Caserta. - Destinato 11 fanteria. VliiOOLl Enrico, reg~imento lancieri di Novara. - Id. reggimento lancieri Vittorio Emanuele II. Uoown Giuseppe, 8 artiglieria campag na. - Id. 62 fanter ia. Delerminaziolle 11lini.vteriale 2! gemUlio 100!>. CATTANl Carlo, capitano medico 16 fanteria. - Trasferito ospedale militare Genova. CoRnADl cav. A'll{Jelo, id. 62 id. - I d. reggimento l::lavoiR cavalleria. SGuAZZI cav. Vittorio, id. ospedale Cava dei Tirreni (Salernol.- Id. ospedale succursale Mantova. OxGARO cav. Giu.çeppe, id. 20 artiglieda campagna. - Id. 18 artiglieria campagna . GIANNINI cav. Alf onso, id. ospedale Genova. - Id. 1l )d. DuccESCBI Modulo. id. 80 fanteria. - Id. 71 fanteria. P ASCUETTO Ferdinando, id. 71 id. - Id. 92 id. MARGO'I'TA Cesare, id. 7 alpini. - Id. ospedale s'lccu rsnle Udine. t\OTA Celio, id. 26 fanteria. - I d. 5 genio. PJ7.ZOCCOLO Ogniben.e, id. 13 id. - Id. 20 artig lieria campn.gna. :SA 'ILI A ndrea, id. 36 id. (comandato ospedale Napolr). - I d. ospetlale succursale Parma, continuando comandato corue sopra. R1zr Luigi, iù. 18 artig lieria campagna. - lei. ospednls Chieti. l' u:sAtOLI Gaetano, id. 62 fanteria (comantlato ospedale Ro1M). - I d. id. Ancona, continuando comandato come sopra.


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MOVUtENTI AV"VENOTI NEL CORPO SA~IT. E NEL PERS. FARMACEUTICO

SALVATORE Domeniro, capitano medico 10 bersaglier i. - Trasferito reggimentocavalleggeri di Piacenza. RICCI Serafino, id reggimento Savoia cavalleria. - I d. 62 fanteria. AUDllòlO P ietro, cnpitano medico 7G fanteria.- Id. direzione sanità IV corpo armata. FANCBIOTTI Eugenio, id. ospedale Savigliano. - I d. 63 fanteria. FAZì O Gaetano, id . id. Milano. - Id. reggimento artiglieria cavallo. HOLTIKJtt Roberto, id. G.! fanter ia. - I d. ospedale Milano. VISCI Frant·esco, id. infermeria presidiaria Trapani. - ld. 2 fanteria. ANNtNO 1Je"iami110, id. r eggimento lancieri di Milano. - Id. infermeria presidiaria Trapani. SARTO Vitt()rio, id. 12 bersaglieri. - Id. o alpini. MAZZAGLtA GiO'Vannf. id. ospedale Messina. - Id. ospedale Palermo. SANTOUAUno R·ug:tifll·o. tenente medico 46 fan teria. - I d. id. Napoli. Fon&STJ Alberto, id. ospedale Brescia. - Id. 7 bersaglieri. M?LtSA NI A.lfru[(), id. id Ancona. - Id. 98 fanteria. B&DEI Mamizio, id. l• artiglicl'ia forte7.za. - Id. ospedale Bologna. COLAIA!'INI Ferlerico, id. ospedale Chieti. - Id. 1° alpini. Cnmos 1 Piet1·o, iù. lS artiglieria cnmpagna. - Id. os pedale Bologna. CoxCI ATOrtlil Domeniro, id. ospedale Padova - Id. id. Genova CAPPAR&LLI Vincem:ino, id 1° artiglieria. cos ta. - Id. id. Padova. DE NAPOt.l Antonio, id. ospedale l:lologna. - I d. 8 artiglieria cnmpagna. REVKRl Luigi, id RG fanteria. - Id. ospednle l~ologna.. TALLARICO Giuseppe, id. infermeria presidiaria Pavia. - ltl. 2 granatieri. LAPPOXI Guido, id. 2 granatieri. - Id. 18 artiglieria campa~roa. VEocruosE Adolfo, id. ospedale Cava Tirreni (Salerno). - l d r eggimento artiglieria a cavallo SA JJA Paolo, id. reggimento cavalleggeri di Caserta. Id. ospedale Torino. CntSCIONl Gaetano, id ospedale fla.vigliauo. - Ici. id. Palermo. MAGNAGHI Guido, id. id. ToriolO. - I d. ici. Catanzaro. BnACCO Giacomo, id. itl. Torino. - I d. id. Ravenna QUAGLIO Celio, id. 2 fanteria. - Id. id. Vene7.ia. MALA:>OA Donato, sotootenento medico 7 alpini. - Id. id. Perugia . .RESEG01'Tl Bn.rir-o, id. ospedale \'enezia.. - I d. i<l. Milano.

UFFICIALI Jli CONGEDO. Utaol&U ln poa.lslone 4l aervlslo awdlla.rlo. il. dec1·eto 27 dicemùre 1908. Tenente colonnello medico promosso colonnello medico; CAVAZZOCOA cav. Giu.w~ppe, dislret.oo Verona.

Defunti. Bov10 J,uigi, tenente medico di riserva, ,listretto SavonR. - Morro a Mioglia. (Savona), il ~ otoobre 1008. l l U1 rt.' L Lo re:

LnGr FEnnEuo 01 CA,. ar,Ltmt.Eo:-or:, maggior generale medico ispettore. 11 .H c<l"lLLOr• '

RtDOLFO Ltvr, teneute colonnello medico. t8!7U) -

lluma, 1~0!1 -

l•l•· E. \'!•J:hcra .

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D:s C'J:SAU. - Studio sullo mediastiniti (mediMtiniti 'suppurative, ascesso mediastinico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 . . L. HnTL. - Onomatologia anatomica. Storia e critic& del moderno lingoaggjo anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. Pnii:T'II e C. SronzA. Roma, 1884. (Edizione rara) • . • . • . • • . • . Le ftri/4 caruate dalle armi da. guerra. Sintesi della relozione sanitaria wgli eser<liti tedeschi duronte la guerra fro.nco-germanica 18'10·'11. - Roma, 1S89. Un volume dj pag. 34S, prezzo ridotto. . . . . . . . . . u MANAYB.\. Studii storico-critici sulla meningjte cerobro·spinale epidemica in Ualia s particolarmente nell'esercito. - Roma, 1SS3. Un volume dii pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . . . » Sunu.:ru, - Le lesioni traumatiche dei centri nervosi. Memoria onorata del premio Riberi. - Roma. 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto . » Sroau e Gtor.IAREu.r. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con '1 grandi tavole cromolitografìcb&. Roma, 1S85; prezzo ridotto . . Toau:LLllfL - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli inscritti. - Roma, 1S'15 • . • . . • . . • • .

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Cuu.J Pnrrno, tenente medico. - La chirurgia conservatrice nei suoi rapporti con la traumatologia e la legge concornente gli infortllllÌ sul lavoro. Trat· tato di esegesi clinica in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla legia1A7ione sociale italiana.- Roma, 1901. Società editrice Dante Alighieri. (Vendibile pr-o l'utore, via XX Settembre S9 p. 1°, Roma) . . L. [D. I D. L' ipoteei dell'evoluzione. Studi e ricerche. - Milano, Associazione tip. priv. 2" ediz., 1900. (Vendibile presso l'Autore, via XX settembre, 89 p. 1°) D& F4LCO ANI>BEA, tenente colonnello medico. - Patogeneei unica delle malattie vascolari, sacretive e nodolari degli ocohi e degli organi ,vicini. Un vol. in so di pag. 240 con S tavolo fuori testo. - Napoli, Società commercialo libraria, 1906 . . • • . • . . • . • . . • • . • • » Fulu.Bt Lnu FB.!.SOESCO, tenente meclico. -Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firanzo, 1906. Un vol. in 16° di'pag. 484. (Yendibile p~o l'Autore in Firenze, scuola d'applicazione di sanità militare) . • • UrBBUCO PIETBo, generale medico. - Sull'azione degli attuali fucil i! da guerra e speoialmente del fucile italiano dj piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 15 tavole di fotografie e radiografie riprodotte in fototipografìa). - Roma, 1903. (Yendibile preseo la Tipografia E. Voghera). . . . . . . . . . . . . » ID. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia dj guerra coo. 112 figure intercalate nel teeto. - Firenze 1898. (Vendibile pre88o la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . . . . . . . . . • . . • . , J.urooLO Cos~o. colonnello medico. - Oftalrooscopia ed ottie& oculistica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in S0 con S2 figure e 12 tavole. - Napoli, stabilimento tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile preaao l'Autore, Roma, 'via Principe Amedeo 4'1) • MANOUNri Ezto, tenente colonneUo medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po (18S9, 189S, 1905). Testo e progetto con illustr!Woni, premiati con diploma d'OJlore all'Esposizione interna:.l.o nale di Milano 1906. (Vendibile preaso l'Autore, piazza Sant'Ambrogio, Milano) • lD. m. - Esercito e tubercolosi. (Notizie. - Profilaasi attuale. - Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abbassamento della statura). Rotazione al congreeeo nazionale d'igien& 1906 Milano. (Id. id. id.) . • . » 8ABKLLICO URBANO, tenente medico. - Fasciature ed apparooclù, fratture ., l~ioni. Firon.ze, tip. Barbèra . » s...UifAlU SA.LVA'l'Oillt, capitano medico. ·- L'anatomia e la chirurgja operatoria della mandibola e delle parti molli oha la rivestono. - Napoli, 1906. Un vol. in 8• di pag. 130, con 158 figure intercalate nel tosto. (Vondibile preaso l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 3S6, Napoli) . . • . • . . . . » ID. m. - La chirurgia delle vio biliari. Memoria onorata di un attestato di lod& d&lla Società medico-chirurgica di Boloyna.- Bologna, 1903. Un vol. in 16° di pag. 198, (VendlbUe presao l'Autore, Corso Vittorio Emanuol& 8S6, Nl\poli). •

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GIORNALE DI

MEDICINA MILITARE Direzione e Ammlnlstru. : VIa Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)

CONDIZIONI DI A.BDONAMENro. t • Il Giornale eli meclicina militare si pubblica l'ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 fogli di s tam pa . 2• L'abbonamenti) è sempre a nnuo e decorre dal t• gennaio. 3o Il prezzo dell'abbonamento è: · Per l'lt.alia e la Colonia Eritrea . . . .. Per l' Estero. . . . . . . . . . .

L. 12,• t5, -

4° L'abbonamento non disdetto pr ima del 1• dicembre s'intende rinnovat~ per l'anno successivo. 5o l signori abbonali militari in effettività di servizio possono pagare l'im· porlo dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanli di éorpo (anche a rate mensili). 6° Ai librai si fa lo sconto del tOOfo, ma sollanto per gli abbonamenti delle pert>ooe che non possono fruire dello facilitazione di cui al n. 5. 1• Le spese per gli est1·alti e quelle per le lavole litografiche , fotografiche, ecc., cbe accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 8• Gli autori delle memorie potra nno aver ne gli estratti facendone ricbieeta all'alto dell'invio delle bozze corrette. Gli estratti sono di due tipi : TIPO A. -

Con copertina in bianco, 'senza froolìspizio, e colla Impagina· tura e numerazione del fascicolo. TIPO B . - Con copertina stampata, fron\ispizio, impaginatura e numera· zione speciale. I l prezzo è regolato dalla seguente tariffa : Pre:.zo d.l. ol.aaou.rl. 1og1J.o d.l. at:a.mpa TIPI DI ESTRATTI

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MEDICI N A MILITARE Olornalo di medicina mmta,. : 18"·1884 Olomale medico del Rec_lo EHtello o dello R ..la Marina : 1880 189& Olornalo m..Jico dol Roalo Eso~ello : 1895-1907

ANNO LVII

1909

FASOlCOLO II

28 FEBBRAIO

SOMMARIO . E . e a i E eaiQIIWALI .

Ceecla. - L' are~le con speciale riguardo alla sua patogenesl. • • •

!''-.•· - Il lembo conglunUvale nella eJtra1lone dolla cataratta senile.

•"'*•·- lnRatnza del.l'eta sul potere di aecomodulone. . . CASUISTICA CLI NICA .

........... - Solla rorma essenziale della staOiococcemla • • .

tOS

BIVI S TK OKNI!:R ALI .

Caaartal. - L'eut~~e del rtneul YUeolul nellt1 prallca medico -legale.

118

ai'Yiln'A • • Qlea!WALI ITALIA!'II lE• tBeTEal. U'. i'hwllu fttll'Cnler'llO della co,Pfrlllwa).

--·~

DIREZIONE BO A MMlNIS TRAZlONE

ROIU. ·Palla. clellllllktero della Gaen-a, Via XX Settelùn • ROKA

Per le iuemoJli a papmento rivolgerai eaclualn.mente al SERYIZ\0 PUBa.ICITÀ- &OliA, Vla del Gamb•ro 86, tddoDo 8788.

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INDICE DELLA BIVIS'l'A DI GIORNALI ITALIANI ED ESTElll RIVISTA WEO it:A

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Pog. uo IJC 131

8ernarl. - Mercurio e tubere!llosl •

Saoqu6pllt. - Le febbri effimero . • • . . . . . • . Slanoanelll. - COutrilluto allo slu:lifl nj \'ane formo di lo:Uidtlrml:a da chinina Cla... l. -•L'etolt• nella r.ura •Iella lutwrwl••~l . . . liler m111o 1 Marotta. - F'~bbric:olo da bacillo di Eberth. .

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133

RIVISTA 01 CIIIRURGIA GKNKRALK

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Ro. lnaon. - Sol meecaru smo rtl chlu~um d•·l canale ap/lPndloolare . . • • . 0 1 Giacomo. - Contrthruo alla cum chlrurgoCI\ dcii~ no rltt parenchima tuSij croniche. • Wallhar. - La drsrnfczi<:o!lll •letln pelle per IOPZ7.o dPIIa t tntura d i Iodio . • . . PtiiiQrlnl. - Contributo clinico allu sLullto delle fori tu d'armo. rla tuoco d~ll'oretra Il della veaclc:l. •

Outa. -

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l!la~tnosi etl

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tll

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137

tndtcatrool OJlerativo nel111 tubercolosi del rane

RIVISTA 01 OTO·IIINO·t.ARINGOIATIIIA. f'errerl. - Coo•itJeratlooi chniclte sulle ~inuslti combl.nn te

Ili

RIVISTA 01 ANATO~IA 8 Fl 'IOI.OGI A NORMALE E PATOLOGICA. Schllnllerg. - Sulle alterazioni o.lell'oro~ccltietta •le.stra uoii'Milmia del cuore. Id. - Ulteriori ricerche sul cuore nell'aritmia cronica . . . . . . . . Sanlellce. - Tosslue ed antitossine tlet t.l:llitomrcetl pa togeui In raP J>Orlo alla eti ologia - e<1 ~tlln cura dei twnorl rnahj:ttl . • • . . • • • • • • Tlrell l. - Ricerche intorno al(h antaoorrl doi fermenll d igestivi. wn speciale riguardo alla Ile loro presellUI nut slrrl normnlt . . • . • . . . . . .

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1\IVISfA 111 MALATTIE VENEREE E OEI.LA PELLE tiS 11.1

e orrell. - Il dernu•lex come &l!~nte tlissomlnatore della lebbra e del cancro Kl auauer. - l.a proclpi tazlonn ne) siero dei siOiiùci con aeqoa l!i.'!tillata • Bturret. - Sull'ematologia della lebhra . • . • Roua..u · Dtcelle. - L'&loptcia areata di origine d entaria. . • . . . . • ~ro. - Il massa~tgio faradlco o ad alta frNtu~oza nelle prostaUtr e nello irertrone pt<Mtatiche . v ..lron. - l.'inronlioenza d 'orma come prhu;t manlft'Stazlone •Iella rnlellte aìOIIUCI . Malnlnl. - Il vJccrno gonoCIIccroo nelle nrtrltr blenorragiche •

116

!16 tll Il& l~

RIVISTA IJI TECi'i iCA E SERV I7.1 0 MEDICO Alll.ITARE. Il nuu•o regolamentn sul se.r vi1lo sanrta riu frattC~~.•e. . • Cllampaan. - Consiflerudbni sulle medleaturt1 prepar.. tu, re~:en temen~ Introdotto' netl'esc,.tto rranceso . . . . Nord . - veuura-barclla lntornntonalo.

119 150 !50

lliVISTA D'IGIKNE Mli.ITAR!. Tlaat•. - l.a lestrmonìanu der laltl In matert..' d'educazione 1\siea. • • • . • l'f1hl. - Sull' int1111munento Ilei contenuto ..t elle se~~ tolo d l conscr~n dOliO la slerrlizuzlone SNtlal. - Accregclmento somallco e sen lxlo sanitario mtlltare msrittlmo l<olke. - I.'•Aieoe nella guerra russo-glaJlponese. CONFERENZE SCI&."iTIFICII E OKt:I.J OSPIWALI MILITARI.

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MOVIMENTI AVVKNUTI NEL CORPO SAN ITAIIIO E NEL PKRSONALK FARMACEUTICO

Pubblicazioni vendiblll presso l' Amministraz. del " Gfomala di medicina mllltan u \'lA XX SKTTKII 8HI , PALAZZO DI L M INI$TKMO DILL A. GOIIIUU

Antropomw-ia m ilùare. - Risultat.i ottonuti dallo spoglio dei fogli sanitari delle claaai 1859·1863; duo volumi in 4° con atlanto Vol. ~ (Dati, BDt~opologioi ed etnologici) con Atla.nt.e della geografi• 18 _ tropologtoa doU Italia. - Roma 1896. . . . . . . · • · • • • 41 Vol. l l (Dati demografici o hiologiei). - Roma, 1905 • r. • • • SABorno o Sronz.a.. - Compondio di chirurgia di guer.ra compila~o sulla ·~ medico-chirurgica della guerra di BOCeeaione d'America. - ~. 188 ' 6 60 1 4t volumi, prezzo ridotto . . . . . . . . . .. . . . . • · · BJmNAB.DO o BnBZZL - Lo sgombero dogli ammalati e feriti in guetra: !l• moria premiata al concorso Ribori. Un volume di p&g. 276 con molte figure S 6() e tavole gra.flcho. - Roma, 11!05 . . . . . . . . . . . . · · : ~ C.o~.aARlNL - U fatica nella vita militare. Memoria premiata nel con cor90 R 1b&11 G1904-1905. Un volume d i png. 330 con 65 figuro. - Roma, 11!08 . : · • ID. - Le malattie a gli inrortuni nello vita militare. Memoria prenuatlo ~ concorso Riberi 1906· 1906. Un volume d1 pag. 402 con tavole grafiche o stati· 8 st.icho.- Roma, 1908 . . . . . • . . . . . . . . . , · · • CoSA.Nl. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del _. 1 ..~o--.....,~ vizio ~a~~itario in campn~:tnn prosso l'esercito italiano. - Roma. 1906 · '

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MEMORIE

ORIGINALI

L' URETEROCELE CON SPECIALE RIGUARDO ALLA SUA PATOG:NESI~

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Cuntt'ibuto clinico, nuntomi co e sperimcnwle ' , • • • , C ( per il dott. FlllppC) Caccia, cnp1touo medt<'u M~•~tentc onor• _ )- /. ;=& presso l!\ clini<·!) chirurgic·u Ùl•lla R. Unh·ersi tà di R umn ( 1~;: • ~ :. •

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Dopo la. prima pubblicazione di Reichel sull'ernia. dell 'm·etere (1802), varie altre ne sono comparse successiva.meutP, aggiungendo parecchie altre osservazioni alla molta scarsa. casistica. Degno di rilievo pe.rò mi è sembrato il fatto che su un numero complessivo di 22 casi, che ho potuto raccogliere nella letteratura, cifra ben piccola rispetto al grande numero di ernie che ogni giorno si operano, parecchi di questi sono stati riscontrati due volte dallo stesso autore ovvero nella. . medesima sezione chirurgica.. Così, ad es., i due casi riferiti da. Ca.rl i sono stati operati da Muscatello, i due ùi Rossi e di Caneva si sono verificati nel padiglio11e diretto dal prof. R ossi, i casi di Becker e di Meissner sono stati osservati nella clinica di Bruns e due casi sono riferiti da Rolando. Tntti gli AA. che si sono occupati di ernia dell' uretere, compreso il Carli, che ha fatto il lavoro più completo, non fn.nno menzione di parecchi casi che sono stati descrjtti tra. le ernie della vescica, prima. ancora della pubblicazione di Roichel. In omaggio alla verita il Cari i fa. osservare che non sarebbe difficile aumentare a.lcun poco i casi de l g r uppo di ernie della vescica e llell' uretere. se si volessero rivedere tutte le numerose comunicazioni che la. letteratura. registra. snlle ernio della. vescica. Come si potrà. vedere dalla bibliogra fia. io ne ho riscott· tra.te parecchie; ma certamente non tu tte, forse chi sa che, scorren dole tutte, nou si possano a.gg inugere altri casi. Alessa.ndd, nel suo a~curnto .lavoro sull'ernia della. vescicn. (1001), enumera tutti i casi nn venutt nella letteratura. di eruia della vescica, in cni si è trovato a n che l'uretere. <l) Rinssunto di unn comu nicnziono fottn nlln riuniono dclln Socictì~ itolinn11 d i chir urgia (27-2!) ottobro l!lO ).

r. -

Giornale d a me.IIcuw milllare. - Fn>r, Il.


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L 1 UIIJ::n:IWCELE CON SI'EClALE RIGUARDO ALLA SL" A PA"l'OOES~:st

Gli AA. che si sono occupati di ernia dell"uretere finora, secondo le mie ricerche bibliografiche, sono i seguenti : R eichel (18!)2), Boo.ri (1899), l\lariotti (l!lOiJ), Rolaodo, Ha.rtwell, Dalla. Rosa, Carli (1~04) , Rossi (l UOo), Dall'Acqua, ProYera, Meis,mer, Brunne1· (1907), Caneva, Galassi (l !lOt:i). A questi bisogna aggiungere quelli che hanno descritto tale varietà. di ernia t ra. q nelle della. vescica. Essi sono: Leroux (I. '80), Imbert (1H91ì). Gel pl'e (1897), Galeaz?.i, Hecker, \ivenza (1R99). Salvo i due casi d i Galeazzi e d'!mllert, gli altri quattro non sono menzionati nelle memorie sull'ernia dell'nretere.

•"* Ai 22 casi raccvlti, ne aggiungo due operat.i da m~, uno nPII'ospedale militare di Alessandria (190B) e l'altro uell'ospedale militare di Roma (1 ~07). I. -R. L., Rppuntato musicant e G3° fanteria. classe 1. ··1, entrato nell'ospe\lale militare tli A lessand ria il 22 giugno U'JOH. Suo padre ha sofferto di emia da bambino, tli tre fratelli, due hanno subito r operazione di ern ia. La. sua affezione data. da 8 mesi . Egli ha avvertito, suonando la. tromba, un~~> puntura. alla rPgioue cr uTale destra. Fattosi percièl visitare, il medico d è! corpo g li ha riscout.rat.o uu 'ernia ~ g Jl 11a consigliato l'applicazione del cinlo. .Però questo, negli ultimi tempi (da circa 20 giorni) gli produceva fastidio ed ha deciso perciò l'operazioue. Xon hn. mai sofferto di m1~l at.t ie uret.rali o vescicali; h a J'abit.tul ine di trattenere a. lungo l'orina e, dopo orinato, ha spesso dolori, specie al termine della minzione, dolori che continuano per circa mezz'ora. Fun7.ioni gastro-intestinali sem pre regolari . • tuto pre.~ente. - Nel decubito orizzoutale uulla di rilevabile si riscontra nella regione crurale destm; ma coi colpi di tosse o cogli sforzi si ,·ede comparire una tumefazione del volum~ di un U0\' 0 di piccione, facilmente e completamente r iduci bile, senza. rumori eli sorta.. L'anello cru rale si percepisce sfÌ!mcato a. tumefazione ridotta. DùtfJIIO.><i. - Ernia crurale libera destra . ()pernzione (assistito dai disti n ti colleghi Ricci e .Murga.ra) 28.G. !)03. An E-stesia morfìno-cloroformica.. Ho eseguito l'opemzione con il m~todo inguiuale del H.ug~i, tra.ttR.ndosi di ern iR. poco ' oluminosR. e relati\'amente recente. Dalla. l'E'giona inguinale inf!lUi ho potuto isolare una. massa gmssosa, rlel \10lume di una grossa noce, che a.ttorniav~~>, specialmeute -.;-erso il lnt.o med iaie, una. paret'l spes~a. che nou a veva l'apparenza di un sacco erniario abit.uale. Dissecando il lipoma, si è v isto che la detta parete n'eva una consistenza. molle ed un aspetto fnsc i-


L'ORETEROOELE CO~ SPECI ALE RIGUARDO AI..I..A SUA PATOGE~ESI

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.-colato con tendenza a ritrarsi nell' interno in direzione della vescica. in modo cosi spiccato, che per impedire tale movimento si è dovuta fissare con un E:ocher. Allora ho sospettato ch e potesse trattarsi di vescica, fatto che ho accertato con la. distensione, rigonfia.ndola. con una. soluzione borica. e con il cateterismo. Sfi brando la. parte più esterna. e posteriore dellipoma, mi sono accorto dell'esistenza di nn cordone aderente ad esso, il quale lateralmente era immerso in un altro accumulo grassoso, scarso di tessuto fibroso e contiguo a.l lipocele vescicale. Detto cordone formava u n'ansa piuttosto larga con convessità inf~riore e con .cavità diretta verso l'addome. P er rendersi ragione di esso si è cercato .di isolarlo per un certo tratto e si è constatato che mentre la porzione mediale opponeva una certa. resistenza. alla trazione, la. porzione :laterale invece cedeva. con facilità. e cosi si è potuto isolarne facilmente un tratto d i circa. 8 centimetri. Esso era d i un volume uniforme, della dimensione di una penna. d'oca., della consistenza di un cordone cavo, non pulsan te. Si è portata attenzione speciale alla. sua direzione e si è potuto vedf!t'e che la parte mediale andava inferiormente ed all'indietro verso la. vescics., con la quale si percepiva. nettamente che prendeva. rapporti di continuità, e che la porzione laterale si d irigeva sttperìormeute eèl all'e:>terno nel grasso sottoperitoneale. Per tali caratteri anatomici e topografici mi sono convinto che il suddetto cordone dovesse identificarsi per l' uretere destro (l ). Non esisteva sacco erniario. Asportato il lipoma, si è affondato nell'addome vescica. ed uretere in modo da non formare inginocchiatnre o compressioni. Ricostruzione dei piani, secondo il mE.>todo Ruggi, modificato dal Durante. Decorso post-opera.torio regolare senza alcun disturbo urina.rio. IL - R. A., oreraio nel R. polverifìcio di Fontana Liri, di anni 40, entrato all'ospedale militare di Roma. i l 2 aprile 1907. Senza. precedenti morbosi degni di rilievo. Riferisce che da. qnat.tro anm gli è comparsa ernia inguinale destra e da tre a sinistra; non sa precisare ·i l momento della comparsa. dell'ernia, essendogli soprav venuta sen:~.R. accorgersene. Ambedue le ernie si sono sempre ridotte completamentf\ e sono state contenu te, senza disturbo, da un cinto doppio. L'amma.latv afferma che, dietro fatiche eccessive, andava soggetto di tanto in tanto .a minzioni sanguinolente. Stato presente. -Nella posizione eretta si riscontrano, nelle reg ioni ingninali, due tumefazioni che discendono fino nello scroto, del vol

(l ) In omn~reio alln YOrità debbo dichiarare che il gcnor<lle medico Ferroro C'li Cavallerleone, presento nl'l momento dcll'o pernzio no, mi ha fntt:o ri\'olgcrc por il primo l'nttenziono sull'urelere.


L.URETEROCELE CC.N SPEC"IA t.E RIGUARDO AL.LA SUA PATOGE:s'ESI

lume di un arancio, quella di sinistra alquanto più piccola, che presentano souorità alla. percussione e che si riducono completamente alla. pressione con gorgoglio caratteristico. Ambedue gli anelli inguinali si. presentano molto dilatati, penetra.ndovi facilmente due dita. Diagno11i. - Ernia. inguino·scrota.le bilaterale libera. Operazione: 5 . 4 . 1907. - Opera a. destra. il maggiore medico Gerundo, cA.poreparto, a sinistra. io, assiste il dott. Sleiter. Anestesia Iom· bare stovainica. (grammi 0,10) positiva.. Nell'inguine sinistro trovo a li~:~.. parte mediale del sacco, piuttosto voluminoso, un ammasso adiposo, aderente al sacco, del volume di circa una noce, di consistenza. molle t1accida.. In mezzo ad essa. si nota l'esistenza di un cordone, aderente a l sacco posteriormente, che si isola. facil111ente dal grasso sottoperitoneale per circa 6 centimetri. Esso dal volume di una penna. d'oca, dal colorito roseo con fine vascolarizzazione, dall'uniformità. delle dimensioni nel tratto isolato, dalla sua faci le isolabilità), òa.lla conformazione ad ansa, fuoriuscente dall'anello inguinale interno con convessita in basso, dalla speciale direzioM (porzione mediale che si porta in basso, media.lmente ed indietro ve1·so iJ fondo della vescica e porzione la.teraìe che, passando posteriormente al sacco, si dirige in dietro, in alto ed all'esterno nel g rasso so~tope~·itoneale, dalla sna. consistenzA. di organo cavo, dalla mancanza di pulsazione, viene identificato per l'urctere. I vasi epigastrici sono all' interno. Gli e lementi del funi cello bene isolat i sono tutti riuniti in un'ansa di garza.. Affondato il residno del sacco e l'uretere in modo da non formare inA.essioni o compressione, si fa la ricostruzione dei piani con il metodo Bassini. Decorso post-opera.torio regolare; guarigione senza alcun disturbo. L'operaio R. ha ripreso il suo lavoro regolarmente nel polverifìcio e non ha. più i disturbi ematurici suddetti, secondo notizie ricevn te dal medico m ili t~:re che vi presta. servizio (1). (l) Durooto la XXI nduollnzn ùl'lla So<.:it'tà ilalinoa di chirurgia (:?7-29 c.ttobr e l OOS), quando io M·ovo gin presentato questo mio lovoro, h o Rppt-cso. per corte•ia d e l pro f. B oari. c ho pubblicnmonto ringrazio. nh re duo osscr\·azioni di ttrotcrocole. uni\ del proi. Xig risoli. il qunlo. durante l'intcrn•nlo. ohbc la certezza oho si trntttwa di ur.:tcre per fu oriuscita di urino, cd uo'oiLro iu1port autis~irna del prof. 1Jo•1ri (su•·nntlo """O pl'rsoonh: ). Eqli. OflOI·IInùo un'ernia inguinnlo ù <.-st rn dirotto, riov<'tiO<' rnrot••re cv n d i· rcziono trnsvcrsnlo al canolo iop:uinalo dofo rmnto. che andnva dall'eatorno all'intca·oo e flllS"ova tLI disop1·a dC'I sncco poritononll', d ,·scri vondo un semi cerchio ~ul moclosimo. L·on.•n urcLcralc. isolntn fncil~ttcnlo ùnl succo, lunga 7-8 centimet r i. fu tenuta lunc;.nntento in ossrrvaziono su duo dito, s'iugrossavn o conl:'estioon\·n nolln sua rt' to di re muscoli \ mmli pN·if,•rici, non prcsomta\·n pulsazioni. nò contra :ior~i. Eru situnta Ìlll)ri dd p·•ritoneo, lnnlo nf·l suo punto di l'mcrt:o:ot.n che al suo pmllo d i nflondnmcnto (e,tromit/1 vo'lcicnl,•). Il Dt•nri, po.w ùnro ngli n~tnnti, dubbiosi, un n prova cito si tra~t!l\"1\ rcu l-


L'IJRETEROCRLE CON SPECIALE RIGUARDO ALLA SUA PA..TOG E~ESI

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Fo seguire qualche considerazione inerente ai miei due operati. N el primo caso esistevaernia della vescica e dell' uretere, però la porzione erniata. dell'ureterE\ non era quella corrispondente alla sua inserzione vescicale. Quindi non può considerarsi l'ernia ureterale come una conseguenza immediata di quella vescicaJe. Si notava inoltre l'esistenza di nn lipomo. prevescicale, il quale ha dovuto avere un'infl nenza notevole nella. patogenesi della speciale ernia d'a ll'appuntato R. Senza entrare finora. nella discussione dell'importanza patogenetica. attribuita a.l lipoma. e sulla diversa interpretazione del suo meccanismo d· azione, fo notare solo che, data l'aderenza della vescica e dell'uretere al li poma, pnò supporsi con probabilità che il li poma. preformato ed aderente alla. vescica. ed all'uretere si sia impegnato nell'anello crurale ed a poco a. poco, negli sforzi continuati, inerenti al mestiere del trombettere R. (suonava camminando per lungo tempo) abbia sem pre p iu progr':ldito, trascinando seco gli organi suddetti. Tale ipotesi è molto probabile. S i potrebbe pensare ad un diverticolo congenito; ma a prescindere dal fatto, del resto importante, che l'ernia era comparsa. da~ mesi solamente, l'esame diretto colla. distensione vescicale ed il cateterismo ha fatto constatal'e che non si trattava di diverticolo. Inoltre nP.l li poma non esistevano le piccole cisti menzionate da Lucas-Champio nnière, che, secondo egli afferma., si trovano q oasi costantemente e che sarebbero le vestigia di una disposizione certamente congenita. ·Qual che A. crede che perchè possa. impegnarsi un di verticolo della. Tescica: deve preesistere un'ernia., il cui sacco possa trascinare una porz ione di superficie vescicale verso gli aneJli addominali. Nel nostro caso nou es i ste~a sacco e la parte di vescica erniata non era affatto ri \estita di peritoneo (cistocele extraperitoneale o cistocele senza sacco mente dell'ureterc, infisse nella p11reLe del medesimo un ngo di Pre,·az. ed nn1tft In scn· ..a?.io ne di el!scre penetrato nel lume ureterale, v'inn11stò l'apparecc hio da ipodermoclisi e t•osi const Atò che il liquido lo ingrossava e pllSSilva in \'escica. È dC'IplO di nota che in t al caso ,.i erano sintomi renali dello stesso lnto, roppres ... ntati d a lievi dolori colici r en uli c da ingrossamento dol rene. Urine nor1 nn li. I dolori o l'ing rossamento erAnCJ intermi~h'nti con pPriodi di pieno benessere e di stnto normnlo idr·onofrosi intermit· tentl•). I l Boari coscienziosamente riconosce rho in t.al <'aso, attent•unento ossen·ando i i atti llllt'Sposti di ostacolato deflusso, <~pie~Rbiti, secondo lui, con la torsione subita dall'uretore e con la compre~~sìone del sacco, quando l'ernia ora fuori. forse si sarebbe p otuto fare un& diagnosi di probabilità di nreterMell'. ("t)n qut>sti altri 2 casi, inediti, nmrnontnno a 26 le ossurvnzioni di ernia dell'urctere. tin<•ra note.


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L'URETEROOELE COS S l'ECJALE RIGUARDO ALLA SIJA PATOGEXESI

sieroso, secondo Duret), quindi nessuna trazione peritoneale. Del restooggi si contano numerosi casi descritti di cistocele inguinale o crurale senza concomitante ernia. Una certa importanza. nella pa.togenesi dell'ernia d el trombettierepuò anche attribuirsi all'abitudine di trattenere a. lu:1go l'orina. .Al tro f~tto degno di rilievo è il fastidio, prodotto dal cinto negli ultimi tempi, fenomeno che potrebbe essere attribuito alla compressione di esso sull'uretere con i consecutivi disturbi di camdizzazilone da quel lato. Nel secondo caso dell'operaio R. nessun fatto importante si può rilevare, all'infuori dell'ematuria d urante gli sforzi, ciò che forse può attribuirsi alle trazioni dei voluminosi sncchi sulla vescica. Del resto altri fatti che potessero spiegarla, non esiste'ano. Anche in questo caso si notava l'accumnlo grassoso, che certo può a\·ere avu to influenza. nell' ureterocele, esistendo le condizioni favorevoli della porta. erniaria. abbastanza ampia e del sacco volumii1oso. Questo può aver tra.scino.to l'urel.ere, che forse decorre•a in >iciuanza dell'ori6cio erniario ed anche perchè ]e aderenze piuttosto intime le qu~tli esistono normalmente tra m·etere e peritoneo, possono· essere state aumentate dall'accumulo grassoso. Io ambedue i casi mi sono assicurato che l'orgauo prolnssato non poteva essere che l' uretere ed a ciò mi ha molto giovato, nell'ernia. t;rura.le, l'aver fatto il metodo inguìnale. Così infatti tutti gli organi che potrebbero confondersi con rm·etere, possono essere bene esa m ina.ti, anche nel la loro direzione.

Riferiti i vari reperti ana.tomo-patologici, propongo una classificazione di tale genere di emio, a11alog~ a quella dell'ernie vescical ì, basata cioè sulln. presenza ov>ero sulla mancanza di un sacco sierosoRaggruppo quindi tutti i casi noti, secondo il criterio fondamentale· el> posto. I. GnuPro. - Creleroceli semplici o combinali n cisloceli p (l Ntperiloneali. .LI) Un~:TJ,HOCE I~I SE)li'LlC[ I'\RAI 'F:RIT~t:>T,AI.l.

x) Vttrieta ing ninale : 1° RErCRJo:L (.h·clt. (iir kliu. C'hin u·vie, JS0:2. Dd. XLIY. ,bBO). Ernia i ngu i no-scrotale, obliqua esterna, congen i la, destra, parzialmente riducibile i ureterocele se mp l ice para peri toncale. 2° HAH't'WEJ,J~ ( dnnal.~ o( Stu·gt'''!J: 19(1,1,. "Vol. 3fl, p. 1017). - Ernia. ioguino-scrotale destra, obliqua esterna, irriducibile j ureterocele semplice paraperitoneale.

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L'ORETEROCELE CON SPECIALE RIGUARDO ALLA SUA PATOQENESI

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a· DALL'Accw,\ ( Clintca Chirltrgica. N. 2, 1907). - Ernia iugninale sinistra, acquisita, obliqua esterna, riducibile; ureterocele semplice paraperitonea!e. 4° MEISS~ER (Beitrtige zt'r klin. Chirtwgie. Bd. LIV, H. 3. 1907).Ernia inguinio·scrotale sinistra, congenita., parzialmente r iducibilt>; ureterocele semplice para. peri tonea.le. 5° ÙAXEV'A. (L'o.,pedale maggior~, 2, 1!108). - Ernia inguinale sinistra, indiretta, acquisito., riduci bile: ureterocele semplice paraperitoueale. 6" CAcciA (inedito). - Ernia. ingui no-scrota]e sinistra obliqua esterna, acquisita, riducibile ; ureterocele semplice pa.raperitoneale. ~:,) V ari età crurale: 7• Bozzr (riferito da Ror.A:o~oo, Riforma medica, 21, 1904). - Ernia. crurale destra, epiploica, irriducibile; nreterocele semplice pata.peritoneale. SO .1\fusCATELLO (riferito cla CAnLr, Oazzetta medica itc&liana, 40-4:1, 1904).- Ernia crurale destra, riducibile; uréterocele semplice parape!'Ì toneale. 93 0Lrn. (riferito da PnovEnA, Giornale della R. Accade111ia di medicina di Torino, 3·4, 1907). -Ernia crurale destra, riducibile; nreterocele semplice paraperitoneale. 10° SAliTUC'OI (riferito da GALA ~ r, Il Policlinico, sez. chirurgica, 3, 1908). - Ernia crurale destra., riducibile; ureterocele semplice para peri tonea.le. 11° .1\fAI!lO'rTT (Policlinico, sez. pratica., 16, 1903). - Ernia crurale sinistra, riducibile ; ureterocele semplice paraperito11eale. 12' RoLA~oo (Riforma medica, 21, 1!:104). - Ernia crurale ninistra., r iduci bile ; ureterocele semplice pa.raperitonea.le. 13° MTTSCATELLO (riferito cln c . uu.r, {;azzetta. meclica italiana, 4041, 1904). - Ernia. crurale sinistra., epiploica., irriducibile, ureterocele semplice paraperitoneale. B) UnETJ-:ROCEJ,r E c rsTOC'ELr co~JUINATI E PAI1,\P€RI'l'O~E,\I.I. ~) Varietà.

inguinale. 14" BoARI (Suppl. al Policlinico, 3::-!, 1809). - Ernia inguino.le destra, diretta, riducibile; ureterocele e cistocele paraperitonea.le (laparocele inguina.le). 15° DALLA R osA (La. Clinica cltirztrgica, G, 1904). - Emia. ingui-· nale destra., diretta, riducibile; uretèrocele e cistocele para.peritoneale). 16" LEnoux (Recue met~uelle, 1880). - Ernia. iognint> scrotale destra, irriducibile, ernia. completa cle!la. vescica. e di ambedue gli ureteri (in questo caso il cistoce.le era intraperitoneale).


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l,'t:IIETBROCELE COX SPI!:CI AI.~: rtiGUAROO ALLA SC'A PATOGE:'it:SI

17, GuYox (riferito da lMnrmT, Armale$ de.~ maladies d~ organes géuito-w·ilwh·eR, 5-6, 1896). - Ernia. iuguina.le destra, irriducibile, dir etta; ureterocele e cistocele para peritoneale, calcolo vescica! e. 1:::>• VrvE:'iz,, (Snppl. al Policlinico, 45, l D!1). - Ernia inguinale destra, diretta, parzialmente riduci bile; ureterocele e cistocele par aperitonea.l~.

19° R u>-sr (Oazzetta medica lombarda, anno LXIV, n. 0). - Ernia inguinale destra, cliretta, riducibile; cistocel-e ed ureterocele paraperit.oneale. 20, G ,\I,EAzzr (La clinica chirtwgica, 8, l !l!J). - Ernia inguinale ci»tocele ed ureterocele paraperitoneale. (L. A. non ricorda. da qual lato l"ernia fosse presente}. ilo Br.;r.- ~;n (IJeitrlige zur kliniHchen Chiru1·gie, Bd. XXIII, 1899, S. !Gl:>). - Ernia inguino-scrotale si nistra parzia lm ente rid ucibild; ureterocele e c istocele paraperitone~tle. :~) Va.•ieti~ crurale : 22, GEr.I'I'E iCo rre~pondenzblatt f. 8Chweiz. AeJ·zte, 1807). - E rn ia crumle destra strozzata; cistocele ed ureterocele pa:raperitonea.le. II Gnt:I'PO.- Ureteroceli IJI!mplici o combhwli a cistocl'li e.l'fraperiltJneali. A) Um-:Ttmoo Jo: J, f': ~EMr•t .JCE EX1'11APt•:n r-ro:>.EALE.

2n• Bnt:x~c:n (Deutsche Zeif8chrifZ (iir Chirm·gie, Bd. 90, H. 1-3, HlO'i). - Ureterocele semplice inguinale destro, extra.peritoneale, con· genito, s im ulante un 'ernia. ingui no·scrota.le, riduci bi le. B) UnETIWOCEI.E l!: r rsToCEI.F; F.XTRAP~:nrTO~F:ALE. 24:~ CACCIA (inedito). Cistocele ed nreteroce le crurale destro, extra.peritoneale, acquisito, riduc i bile.

*** I casi, finora registrati, sono ancora. troppo sca rsi per poterei oriz· zontare su di un capitolo cosi importante di ernie, però avendo io po· t uto r accoglierne un numero maggiore degli altri (stando alle ultime pnbblica.:.r.ioni del 1908, Caneva. riporta 13 casi, Ga.lassi 16) ed avendo a>uto l'oppor tunità di a\erli potuti riscontrare quasi tutti nelle loro memorie orig inali, cosi ho tentato di tracciare un q uadro nosografico complesso di tal i varietà d i ernie, fondandomi naturalmente sui casi noti. In modo speciale m i sono intrattenuto sulla. patogenesi. Ho r ile· vato anche t utti i sintomi osservati e quelli che si sarebbero potuti os servare basati questi ultimi principa,l mente sulla. cistoscopia e catetel'ismo ureterale.


L'tiRET.&ROOELE CON SPECIALE RIGUARDO ALLA SUA PA T OGENESI

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Al quadro clinico e terapeutico fo seguire una serie di ricerche anatomiche e sperimentali, che io semplicemente riassumo. Rrcenoa.,; AXATO)IlOHE E ~rEntMENTALt. ~ello studio dei casi noti di ernia dell'uretere e dei due occorsi a me, mi è sembrato che parecchie cose fossero dubbie ed alcune sddirit · tura contradittorie. Quindi mi sono fatto i seguenti quesiti: l '' È possibile far diagnosi sicura. di ernia dell' uretere, almeuo durante l'atto operativo? Si può eliminare ogni causa di errore con altri elementi che possano simnlarlo, seduta stante? 2~ Nell'etiologia e nella patogenesi di questa rara forma morbosa si sono r iscontrati fattori molto diversi ; quale impol'tanza hanno essi!' 3° L'idronefrosi è una conseguenza necessaria dell'ureterocele? Reichel dice che deve esistere sempre. Infatti parecchi casi conferma.no tale ipotesi con reperto necroscopico positivo. Però questo fatto ò tutt'altro che cosLante, poichè, nella grande maggioranza delle osservazioni riferite con esito io guarigione, mai si è potuta constatare clinicamente l'insorgenza di tale forma m01·bosa, salvo un'i potetica idronefrosi transitoria nel caso di )[ariotti. Questo fa,t.to contradittorio mi è sembrato potesse avere una riprova sperimentale. Fu appunto per questi svariati motivi che io pensai, incoraggiato e consigliato dall'illustre mio maestro, jl prof. Durante, d i praticare una serie d'indagini anatomiche da una parte e sperimenttJ.li dall'altra, nell 'intento di fare un po' di luce su quest'argomento così poco studiato e perciò dubbio e controverso.

RICERCHE A:XATOMIOKE l~ ~I'ERIME:'\TALI i:>UL CADA Yf:UE.

Ricerche anatomiche. - Gli obbiett.ivi che mi sono proposti, sono seguenti : 1° Topografia dell'uretere, limitatamente alla. sua. porzione pelvica., esaminandone il decorso, i rapporti anatomici, la lunghezza eù il volume e saggiandoae la. permeabilità ai comuni cateteri ureterali od ai liq nidi per studiare le possibili anomalie del lume e specialmente dello sbocco vesoicale. 2• Topografia. ed anomalia di tutti gli elementi che si è suppo· sto possano confondersi con l'uretere (residuo dell'arteria ombellicale e dell' ura.co, legamento rotondo, funicello spermatico, vasi arteriosi o venosi anomali, nervo otturatore). Ricerche sperimentali sttl cadavere. - Ho studiato l'influenza dell 'ostacolato deflusso, iniettando liquido nella porzione alta dell'uretere


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L'ORETEROCI-:LE 1.-0:-1 SPECIA LE RIGUA RDO ALLA SUA PATOGE:-IES[

e provocando ipertensione della vescica. ed uretere insieme e del solo uretere (legandolo nello sbocco vescicale). Ho fatto ciò ad addome aperto e ad addome chiuso, provocando ernie ureterali. Dalle ricerche sul cada\"ere ho tral,te le seguenti conclusioni: I.-- B possibile, duran te un intervento per ernia inguinale o crurale, distinguere iu modo sicuro un m·etere prola.ss!l.to da. altri elementi che possano simnlarlo, tenendo con to dei suoi caratteri ana.tomlct di struttura macroscopica e specialmente topografici. Caratteri però questi secontli che debbono essere rilevati dalla regione inguinale. II. - Lo :ipostamento dell'uretere negli orifici erniari inguinale e crurale à possibile, ma certo molt.o difficilmente per il solo d ifetto di canalizzazione dell'estremiti~ vescica le. In cn.so poi di ostacolato deflusso vescicale il prol.tsso uretnde semplice è ancor piu difficile, mentre è possibile, per la continua. distensione della parete vesPicale, che s'i mpegni negli orifici erniari il trPtto coiTispon•lente all'inserzione ure· terale (cistocele ed lll"elerocele combinati ). Questa ,· arieti~ è m olto difficile, come si ò visto, a riprodursi nel cadavere, fatto del resto che ha. il riscontro clinico della grande rarità di tali emie. III. -Lo scollamen to e sLiramcnto del peritoneo facilita l'm·eterocele. IV. - La porzione eli uretere che pitt facilmente si ernia èqnella corrispondente atr incrocio del deferente nelruomo e dei vasi uterini nella don na . V.- L'ureteroce le crnrR.le semplice sperimeutnlmenteèpiit facile di ttucllo inguinale. Questo falto corrisponde anche a quanto si è osservato clinicamente, seLbeue non sembri in apparenza. Infatti, esc lusi gli ureteroceli congeniti che hanno una patogenesi speciale, come abbiamo visto, e considerala la gramle frequenza delle ernie iuguiualì rispetto a lle crurali, tald prevalenza si rende abbustanza marcata. RrcvnCHE SI'Rill~II:XTAt.l sn

r:.\:Sl.

Ho eseguit.o nei cani clne serie di esperienze. Iu una prima serie ho cercn,to di provare sperimentalmente l' inflnenza. dell' ureterocele sullo sviluppo dell'idronefrosi. A tal'uopo ho provocato notevoli trazioni e spostamento dell'm·etere in orifici erniari, praticati nella regione inguinal e, cercando di disporre rausa nel modo osserva.Lo ordinariamente netruomo. }~ vero che, data la mobilità n1aggiore della. Te· scica. noi cani, riesce più ngPvole la formazione del prolasso ureterale, ma questo fatto n on cambia il valore dei risulta t i ottenuti, avendo io per obbiettivo ùi ricercnre le lesioni che potessero sopravvenire alla. porzione di uretere soprastanle n.ll"ausa., al bacinetto ed al rene. ::'\el


L'ORKTEROCELE CO~ SPECIALE RIGUARDO ALLA SUA PATOGENESt

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medesimo tempo che producevo il prolasso dell'uretere, isolavo questo per tratti più o meno lunghi (8-12 centimetri) nell'intento di provare sperimentalmente quanto già. è stato osservato clinicamente nelle osservazioni riferite, che cioè, nonostante lo stiramento, lo spostamento ~ l 'isolamento dell'nretere per nn tratto che ha raggiunto talora anche i 10-12 centimetri, la nutrizione di esso non è stata compromessa. Ciò sta a dimostrare la sua circolazione propria. ed indipendente, fatto questo già. provato, ma in modalità differenti, clinicamente dal professor Dorante che nen·estirpazione di un voluminoso cisto·adenoma. fu costretto ad isolare l'uretere, che gli aderiva, dal rene alla vescica, e sperimentalmente da. Margarucci, per suggerimento del prof. Durant.e. Margarucci ha. isolato l'uretere senza stirarlo e sposta.rlo. In una seconda serie di esperienze ho fatto ricerche suìla contrazione dell'uretere, limitatamente però al suo valore diagnostico nell' ureterocele. Impressionato dal fatto che di tutti gli Autori che si sono occupati d i ernia ureterale, solo il Brunner rileva tale sintoma. import~ntis::simo, ho voluto studiare il comportamento delle contrazioni ritmiche dell'uretere, prima. e dopo lo spostamento, allo scopo di constatare se avvengono modificnzioui . Dalla prima serie di esperienze ne ho dedotte le seguenti conclusioni: I. Nessuna alterazione renale macroscopica e mi croscopica si produce in seguito allo spostamento delruretere nella regione inguinocrura.le, formando un'ansa simile a. quella. ordinariamente riscontrata nelle osservazioni cliniche di ureteroceli . II. Negli ureteri, sebbene isolati e stirati, non si è riscont.rata che una lieve modificazione di calibro, di nessuna. ent ità, senza alterazione strutturale. Tale fatto, oltre all' ind ipendenza circolatoria. dell'uretere, è in parte dovuta, io credo, al fatto di essere l'ansa attorniata da un accumulo adiposo, sulti.cien temente sviluppato, il quale agisce come da cuscinetto e ne impedisce cosi, o per lo meno, ne at· tenua. la compressione e le conseguenze che ne potrebbero derivare. III. Oltre alla t razione e spost;abilità. è provata anche la scarsa elasticità dell'uretere (è rimasto fisso costantemente nel sito d i spostamento). Condizioni queste molto favorevoli alla produzione di una tale varietà. di ernie. Dalla. seconda. serie di esperienze se ne possono trarre le seguenti conclusioni: l. Le contrazioni uretera.li, ben manifeste negli ureteri normali, lo sono molto meno quando questi sono esposti a maltrattamenti per isolamento, spostamento ecc.


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L'U rH:TEII OC .,;LE CO~ S P EC IALK RIG UARDO ALLA SliA PATOGENESI

:L L e contrazioni nelJ e anse ureterali prolassate, specialmente se sono dilatate, compaiono tardi ùopo le manovre d'isolamento (13' -5'), sono poco evidenti ed a lung hi intervalli. P erò avendo l'avvertenza di ricercarle nella porzione ureterale sovrastante all'ansa, si possono conslatnre facilmente, sah·o che non si sia in presenza di una forte dilntazio11e ureterale (Cbaput). 3. Si conferma la possibilità della provocazione del prolasso ureterale senza al terazioni di entitti. nella porzione di ut·etere soprastante, nella pehi e nel rene corrispondenti. Per ottenere tali alterazioni bo dov uto, oltre allo spostamento u1·eterale, praticare la legatura. dell'uretero con seta.

CONCLUS IONI. 1° L'ureterocele è tn\ le evenienze rare, ma non ransstme, delrernio. inguiuale e crurale e quindi, durante un intervento del genere, all a. sèmplice vista d' un corJoue anormale, bisogua anche pensare a t.ale possibilità. 2, l ..a diagnosi delrureterocele è possibile prima dell'operazione, solo, però, in rari casi i lo è sempre, in vece, durante l'intervento, an<:he q uando manca per alterazioni morbose la contrattilità. m·etera.le, a cond izione però che anche nell'ernie crurali si adoperi il metodo ingniuale. a~ L ' idronefrosi nei casi ordinari di ureterocele non si sviluppa. Questa assenza, quando l'nretere è normalmente s viluppato, si spiega con la larghezza. dell'ansa e principalmente cou la vis a tergo determinata dal peso dell' uriua e dalle coutrazioni ritmiche dell'uretere i contribuisce infine mol to favo revolmente l'accumul o grassoso, più o meno aùboudante, sviluppatosi intorno all'ansa. uretera.le, che ne attenua. la cùmpressione, fatto che abbiamo visto riprodotto sperimentalmente. 4° L'uretere può essere stirato notevolmente, spostato ed isolato, auche pPr lunghi tratti, senza subire alcuna lesione strutturale. 5.. Il sintoma più prezioso e di certezza assoluta è costituito dalle contrazioni ureterali, ma abbastanza. spesso la constatazione d i esso richiede un oer to tempo e speciali ùettngli di tecnica. ; qualche rara. volta poi può anche mancare. 6° L'ureterocele semplice può essere ex.traperitonea.le, o para.peritoneale, il primo a llo stato attuale delle nostre conoscenze è congenito; il secondo, invece, ha nn meccanismo di procluzione complesso, risultan te da svarint.i fattori patogenetici, ma principde e costante è la. pre-esislenza di un sacco con ori ficio erniario abbastam>.a ampio e l'aderenza


L'ORETEROOELE t'O!'/ SP~:CIALE RIGUARUO ALLA SUA PATOGE~ESI

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dell'uretere al poritoneo viciniore a l sacco (fatto che nella maggioranza dei casi presuppone un'anomalia di decorso). 7° L'ureterocele combinato a. cistocele ha patogenesi diversa, a seconda. che è prolass!\ta la porzione prossimale alla vescica., ovvero un tratto più o meno distante da essa; n el l 0 caso la patogenesi è la m edesima. delle ernie vescicali e l'ureterocele costituisce un fenomeno secondario, nel 2' , invece, rientra in quello dell'ureterocele semplice, essendo il cistocele semplicemente un fatto concomitante. 8' Gli ureteroceli semplici pua.peritoneali crurali sono più frequenti degli inguina.li; tale prevalenza è maggiore di quella che le statistiche po~sa.no dire, in considerazione delle rarità dell'ernia crurale rispetto alla. frequenza dell' inguinale. Questo fatto si spiega, come abbiamo visto nelle ricerche anatomiche, colla maggiore ft\cilità. di produzione del prolasso uretera.Je nell'anello crurale. Ottobre, 1908.


IL LEMBO CO~GIUNTIV ALE NELLA ES1'RAZIONE DELLA CATARATTA SENILE

Per il dott. Allreda Bevacqua. tenente uwdit·u

L'operazione della. cataratta senile, mercè l'asepsi , l'anest(>sia. locale ed i perfezionamenti della tecnica, ba raggiunto tale perfettibilità nei casi ordiua.rii, che sarebbe addirittura superfluo il volersene occupare ancora, sopra.tutto, quando, come me, si è troppo giovani e non si ha quindi una. lunga e grande esperienza. Lo stesso non può dirsi quando la cataratta. è complicata. ad affezioni degli annessi, che fauno temere una infezione po~t-operativa , ovvero q uando si può prevedere una perdita di vitreo durante l'operazione. In qu esti casi bisog na ricon·ere ad una tecnica speciale, che si allontana un poco dall'ordinaria, ed il potere a.ppo1·tare il contributo, sia pure di poche osservazioni ad un metodo, piuttosto.che ad un altro, ha, a mio modo di vedere, un certo valore, ed è a.ppunto ciò che mi ha indotto a. scrivere la presente nota. Ad ovviare ai sudd etti gravi incidenti si è consigliato l' ttso di un lembo congiunth·ale ::la.i seguenti autori: l " Vacber (l) e Pa.nsier (2), i qual i praticano tale le m bo assieme al lembo corneale in questo modo: Divaricata. la. rima. palpebrale col blefarostato, e fissato il bulbo oculare con pinza. da fissazione, si pratica la sezioue della. cornea al solito modo, e quando si arriva sul limite superiore del lembo corneale, si inclina. un po' ind ietro la. lamn. del bisturi, in modo da. completare il tnglio sclero-corneale al di sotto della conginnt i,a. Indi si fa. scorrere il coltellino sull'occhio sempre al di sotto della congiuntiva, di cui si mobili7.Za in tal tUodo un ponte più o meno lungo, che con nn estremo, il superiore, aderisce al resto della cong iun tiva. bulbare, e coll 'altro, al lembo col·neale. Indi si procede per g li altri tempi dell'estrazi one nel modo consnct.o, divenendo cosi l'estrazione della cataratta. sottocongiuntivale. (l) A lUI. d ocn l i 11 i que, 1$!l!l. (:!) J.: r.rtroctÌtJII llOIIII·Conjrmct i vo lc. (..!nn. rroc11 1. (' XX\' , fl· t -;(), l !l!l).


Il. LEltBO OONG l UNTIVALE NELLA ESTRAZIONE OELl.A CATARATTA SENILE

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Tale metodo è presso a poco il . medesimo che Desmarres aveva. usa.to in pochi casi circa mezzo secolo prima, e che poi aveva abban-donato. 2· Czemak (l) esegue il lembo congiuntiva.le prima del taglio solero-corneale, cosi: con una. pinza solleva, a 5 mm. circa dal margine corneale in sopra, una plica di congiuntiva che trafigge alla base con un coltellino da cataratta, isolandola in sopra per nn certo tratto (7 od 8 mm.) ed in basso fino al limbns. I n questo modo si ottiene anche nn lembo aderente alle dne estremità, come nel processo eli Va.~her e Pa.nsier. Anche qui bisogna. avere ]'avvertenza, nel praticare la sezione corneale, di inclinare il tagliente del coltellino indietro, q ua.ndo si arriva. nella porzione supel'iore della. sezione solero-corneale, in modo da uscire sotto il lembo di congiuntiva precedentemente dirsseca.to. Tale metodo avrebbe sull'altro il vantaggio di prestarsi meglio a frenare la piccola emorragia prodotta dalla recisione dei vasi congiuntivali, mercè lieve compressione sull'occhio, e di rendere più breve il r: tempo dell'operazione. 3• l~'rugiuele (2) poi propone due lembi diversi, aventi diverse indicazioni. L'uno consigliabile nei casi in cui si ha da temere un'infezione post-operativa, e può essere eseguito prima, oppure unitamente al taglio sclero-cornea.le: in questo secondo caso, prim& di fare la puntura, basta fare scorrere la. punta del coltellino per 3 m m. sotto la congiunti •a e poi, raddrizzando il ma.ruco dell'istrumento, fare la punzione con le solite norme; nell'eseguire poi la. contropuntura. si esce con la punta del coltellino un po' obliquamente sulla. sclera. Continuando la sezione sclero-comea.le, bisogna. nell'ultimo tratto rivolgere il tagliente del bisturi un po' indietro, ed in questo modo si è sicuri <li lasciare aderente al lembo corneale una. bandella di congiuntiva. di 3-4 mm. per tutta. l'estensione del taglio. Secondo l'A. questo lembo, che chiama semplice, non è mai rego· lare e complica il l" tempo dell'operazione di cataratta, per cui consigli a. di delinearlo e dissecarlo prima di eseguire il taglio sclert,· corneale. L'altro lembo, consigliabile quando si ha. a. temere perdita di Vltreo, somiglia. a quello di CzemA.k : lo limita. cioè prima con due mcisioni venicali e parallele, e quindi lo disseca dalltl sclera. In tal (l ) l'iocietio Ottnlmolotr- tedesc·n di lfoidelborg. Sco!. dal 14-16 ecttembr,· 1!103. (..-l m 1. d'ocul., CXXX. p. 2!11).

(2) s,, di al,.unc I'Mt8ickra%ioni 11p~.-iali. dd lr mbo t'mtyiu ~ttit:r•lr Prmplirr orl" pnntr 'fldl'rstra:itme delta 1:4/llratta. Comunicazione fottn ai medici e nntnralisli di ::'\npoE il 3 d e cernl,.·o ~903; riportnte. nelle. lVlctlicina italiana, n. 2. gcnnnio 1904.


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lL L~:MDO COXIolUNTIVAJ ,F; XELLA l.:STRAZI ON.E DELLA OATARA'M'A SE!o! I LE

modo il lembo, che in questo caso chiama a ponte, viene più regolare e della lunghezza. e larg hezza. che pia.ce. -!" Baiardi (l) hR. adottato su vasta scala. l'uso di un lembo congiuntivale aderente, che è qua.si identico a quello di Va.cher e Pa.nsier. i>' Bocchi {2) propone un lembo, che è lo st.esso lembo semplice di Frugiuele, eseguito contemporaneamente al taglio sclero-corueale: l'unica modifica consiste in un pun to di sutura che Egli fa in alto del lembo, dopo fi 11 ita. l'estrazione della. cataratta.. G0 Bialetti (3) infine propone una modificazione a.l lembo di Va· cher e Pansier1 isolando due ponti congiu ntiva.li larg hi circa. 3 mm. ciascuno, divergenti, che vanno da.llimbus, un po' più in alto dai punti dove de . .·e corrispondere la puntura. e contropuutura. e convergono a 12-lG mm. VC'rso l'equatore del bulbo. 'l'ra i due lembi rimane quindi nno spazio c he facili ta gli altri tempi dell'operazione, specie l ')ridectomia {4).

••• Tra. costoro, quegli che mi sembm aubia m eglio risoluto il problema, è stato il Frugiuele, il quale vuole distinti i casi in cui c'è pericolo d'infezione, da quelli in cui c'è pericolo di perdita. di vitreo, consigliando nei primi il lembo congiuntivale semplice, che serve 11. rendere sottocongiuntivale tntta la fe rita sclero-cornea.le, e nei secondi il lembo a ponte di Vacher e Pansier piit o meno modificato. (l) (;i,rnale "'"" Rwl~ A•·c. tli 7'or ino. E.;trnlt.o del ,·ol. X l. fnsc. 4. p. S. on. 1005. (:!) Mrxla/i(f) d•llatrcnim f>prmtnrin p<r f'r,.trn~iQnll dr/{,. .-nlnro'la "''ni/e. XX. LI Co· muni<'nziono noi X \ ' !Il Cong:rosso d«:'ll'.\s.~. Ottnlm. ltnl.. l!HHI. (:l) l ' namotli6cO?.iuno tt l uwtoòv di \ 'nt·lwr o Pnnsior ltl'lln formnzione d<'l lcu1bo COlljZÌunlÌ\•ni(• nclar ('nlt> p••r l'••qtrn7ÌOlll' Ùt'lill {'l\11\t/11 ~n. ( FQr rn tzioo•' t li duo Il' m bi congiun li\'llli ud<'rt•uti). A u 11ali tli 0/t•tlmolmfÌO. Fnsc. O i·S. p. G:!:i, 1!107. (-1 ) X~>ll'nttnhro 1!1116 il t.<•nentc colonn•·lln uwdiC"o l h• Fnlco prctwnt{) n l Con::ro1""'' dt>ll:t S!lc·iNà Ottnlmologi<m lt nlinnl\ un prn<'t'Sqo di pht~t.iC'tl <'<m~iunl intl ,•. 11 lpmbt) pnrziolr fr<'notO. dn Obt'I:(Uiro noll'npt•mziuno tli cntnrntto o m ·lle fol'ito cunwn li. t Xuo ,·o prtol'o'l'l'O op<•rl\torin di t•n tor ntln in t'Ili l'ot·d uginno l' J'immc>hilitò Ilei mnrg:ini dolln f<'· ritn rltit·url!it:tl si olt<'n,~o: •no d adlo pln•ti•·n (••mgaunti,·n lo Il le aaabo purziul<· ir,•n ntu . T.XX\' LU Cnmun.). f:<:co in nwllusm·t·into lu ttwni,.a: L'A. seo:ln supt•ri,.rment<• ntlnr<'o In ('t>nciunti\'R \' it•inn nlli anbu~. finn n l'lw. sti· r nndoln in bn..so. no•n ri•·oprn In corneo. laatli. lauoJ.!O il nHtrJllint·lihoro eli qul.'<tc• ll.'anh<l, p1L~91\ un lun~n f\ln n filzottn. in moclo <· h•• lo .luo ('~trtHnit/1 rh•l filn funri•·••·IIIW li ht•t·o dnll? •luo e~tr.•mità <\,•\ lt•mho cnu t:Ì illltivnlt• ><ni luti tlt•llll ('llrllen. I clne Rl!hi. cht• il !ilo por tu nllt• dut• oRtr.·analio, ullrtw"r~nnn prian11uuu .tu un lllt<> <• p<•i l' nltr·o dull'oltro pnrt ... uni• pliro rl!'lla crm~an nt in• h11ltutro infrriurt1. c ho cnmprt•nolt• il r<'tlo inft•ri•wo. pr•'~"'' il su" nttnrco. In rtn••dlO muli•• i olnn \'llpi di'l fi lo t·in·m~tla .. IO il lamhu~ l' -;'i twro•·utn •• in bnsM• souo il m. I'I'UO. l.)uindi. nllnr~nto. tutto l'on.sn. vroct•tlo oll't•s!mzi one di.' Ilo c·o • t nrnttu Cf\U l P n(lrrne •·nruuni. l'• •a· r·imctl.i't•c, dvp•• l't•~trlldon('. tl pn"-to il lembo C•lltC:iUOI i\·nlc• c pt•t• l'VÌtl<rc gl i cfTotli oJOJII\ I·I'IU.illllf' l'Ili filo~, l' ;\ 81 ~l'rV<I tli \111(\. Spi'I'ÌOI Ilpi nY.I~ dii lui 81<'~'<0 ido•R!Il. T al•• procc·,~·l. ~·ho ~N·nuoln l' \ u\rt•h\10 il \'1\Ullll(t:i•r di n<•utrnliu.m·c i mo,·im<'ll\Ì d ci t h t<• m. rf'tl i lllllll'l't"r•• <'al init•rim•o. c ho l!nll•l 1 prinetpnh fntlori th•llu s.•orupo;;iti•m•' d i'i mnr11:ini dciii\ Cl'raln ,.,., ,,,.,. corn«:'lll!', i•, •·nom' "i ,.,,.\('. nhltllgtnnzo conopl>t·nt,,, ri••hi·~· Ùt:'ndo molto p crit.i n dr lt•cnicn ... 1 hn do•llo inolit-uzaoni spo•·iuli.


lL LEMBO CONGIONTIV.ALB NELLA ESTRAZIO~E DELLA CATARATTA SENILE

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Le due osservazioni seguenti mi hanno appunto confermato in questo convincimento. OssERVAZIONE I. -Antonio Scozzafa.va Pardacchio fu Giovanni, di anni 69, contadino da Marcellinara (Catanzaro), si presenta alla. mia. osservazione nel luglio 1905, perchè da circa 10 anni aveva perduto completamente la. vista.. Ha sofferto di malaria, di cui presenta. ancora le traooie, e vive mercè la. carità pubblica.. È molto malandato nella. nutrizione, scarno, di colore giallo terreo e curvo nella. persona. Presenta in entrambi gli occhi cataratta ipermatnra. Sulle congiuntive palpebrali superiori vi sono le tracce di una congiuntivite granulosa, quasi guarita, che non dà più secrezione. Gli altri annessi normali. Normale anche la percezione e proiezione luminosa in ambo gli occhi. Tn. Mi decido ad operarlo (25 luglio), e, data. l'ipermaturità. della. cataratte. che mi faceva temere nna perdita. di vitreo e da.te le condizioni congiuntive.li dell'operando e le condizioni tutt'altro che igieniche in cui avrei dovuto operare (tugurio), che mi facevano temere una infezione post-opera.tiva, pensai di ricorrere al lembo congiuntivale e. ponte di Vacher e Pansier, dissecandolo però prima del taglio solero-corneale, come consiglia Frugiuele. In tutti e due gli occhl pra.tica.i l'iridectomia, che malgrado il lembo, non mi riuscì difficile e la cap~ulectom ia con pinza di Forster, la quale mi permise di asportare a. destra. gran parte della. parete anteriore della capsule. ed a sinistra tutto intero il cristallino nella capsula, avendo però in quest'occhio una perdita non molto abbondante di vitreo. L'indomani, tolta la fascia, trovo entrambi gli occhi relativamente in buone condizioni, non ostante l'infermo avesse completamente trasgredito alle mie prescrizioni dietetiche e di riposo. I margini della ferita colla.biscono perfettamente, e tranne un po' d'iniezione congiuntiva.le, non si osserva altro di anormale. .Medico l'infermo per 10 giorni, usando le lavande di acqua stex·ile e le istillazioni di atropina. Al 10" giorno lo lasciai in buone conclizioni in cura. al dott. Gagliano, sanitario di quel paesetto, avendo do· voto allontanarmi di lì. Rividi l'infelice dopo cinque mesi per le strade: il bnlbo oculare xo entrambi i lati, tranne il coloboma irideo, non faceva. notare altro di abnorme. Vedeva abbastanza bene, quantunqne non facesse uso di lenti, tan to che girava. da. solo per il paese. 7-

Gto.-noù di lfttdici"a milita•·• -

Fase. 11.


V8

IL. LE~IDO COSGTUXTI\'ALE NJ::LLA ESTRAZIO:!<"E OKLL.A CATARATTA SENILE

Domandatogli del suo stato, mi rispose che era molto soddisfatto per la vista, non così per il resto, gia.cchè si sentiva. di giorno in giorno più debole e malaticcio. Infatti nell'agosto dello scorso anno cessò di vivere per cachessia palustre. Os~ERVAZION B Il. - Rosa. Gigliotti fu Saverio di anni 75, contadina, vedova con tre figli. Da due anni ha perduto completamente la vista nell'O. D. e da nn anno nell'altro. Soffre di catarro bronchiale cronico ed è molto denutrita. Si alimenta miseramente, vivendo di elemosina. In entrambi gli occhi ba cataratta matura, senza complicazioni di sorta da parte della congiuntiva. o degli annessi. Percezione luminosa e tensione oculare normali. Viene operata da me il 26 luglio nella. propria abitazione, le cui conrlizioni igieniche lasciano molto a. desiderare. Non temendo in questo caso la. fuoriuscita. del vitreo, essendo nor· male la tensione oculare, ma solo la possibilità di una infezione per le condizioni dell'ambiente, ricorsi qui al lembo congiuntiva.le semplice di Frugiuele, praticato contemporaneamente al taglio sclero-corneale. Ambedue le estrazioni, previa iridectomia, furono eseguite colle solite norme, senza incidente alcuno, e la paziente distingue subito le dita della mano. L'indomani trovo la ferita sclero-corneale completamente collabita in tutti e due gli occhi, la camera. anteriore rifatta.; dopo sei giorni levo completamente la benda all'operata, che vede benissimo e non accusa nessuna molestia.. Solo rimane un po' di arrossimento della. congiuntiva. Al dodicesimo giorno comincia. ad uscire di casa perfettamente guarita. Attualmente dopo tre anni e mezzo dall'atto operativo, con l'uso di lenti positive di 10 D., può adempiere a tutti i snoi bisogni ed è lietissima della. vista guadagnata. Gli occhi non lasciano notare di anormale che il coloboma. irideo molto piccolo e regolare, qmmdo si solleva la palpebra superiore.


INFLUENZA DELL' ETÀ SUL POTERE DI ACCOMODAZIONE Per il d ott. Giuseppe Giordano, tenente medico, M&istente nel gabinet.to di medicina legale e oftalmologia della scuola d' applicuuone di sanità militnro

E ssendomi sovente occorso di determinare in parecchi individui ..W varia età l'ampiezza accomodativa, allo scopo di correggerne i vizi -di refrazione o il grado di presbiopia, riscontrai qnasi sempre delle sensibili differenze fra. i risultati da me ottenuti e quelli stabiliti da Donders per le varie età. ed accettati da. tutti gli a.u&ori. Ciò mi convinse della. necessità di determinare, come fece Donders, il potere di accomodazione in soggetti di età variabile dai 10 agli 80 anni, per accertarmi se le differenze, da me riscontrate per alcune età, sussistessero per tutte. Non nascondo che le ricerche riuscirono non del tutto agevoli: perchè, oltre alla. difficoltà. di trovare un certo numero di soggetti per <:iascuna delle varie età, vi fu anche quella. di sottoporli ad un esame -soggettivo, non sempre 1\Ccessibile nd individui di _limitata. intelligenza. ])IO IS tO ~ 30 35 40 ~!i SO '5~ 60 6~ 70 75 80 1S 14

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Donders fu il primo a studiare la. estensione accomodati va, tradotta in diottrie, nelle varie età, rappresentando graficamente il rapporto, <:he esiste fra potere accomodntivo E~d età., come appare dalla segnenta figura schematica. (fig. 1).


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1:\FLUKlSZA Dl::LL1l::TÀ SUL POTJo:ltE DI ACCOMODAZIONE

Il cammino del punto prossimo, dice Landolt, è cosi regolare che si può, grazie ad esso, determinare l'eta con molta precisione, tenendo· conto anche dello stato di refrazione dell'occhio. Ed il Sous: il cammino del prossimo si compie progressivamente, ma esso non ha un rapporto costante col progred ire degli anni. Cosi da 10 a 20 anni la. progressione è di due diottrie per ciascun periodo di 5 anni i non è però così per gli anni susseguen ti. L'A. considerala curva descritta dal potere accomoda.tivo nelle varie età quale una iperbole, ma non ha potuto trovare l'equazione esatta. Egli dice di passare sotto silenzio tutte le ricerche, che ha fatto a questo proposito, perchè non hanno alcun valore pratico, atteso che esse non l' hanno condotto che a risnltati più o meno uguali a quelli ottenuti da. Donders. I metodi per determinare l'ampiez?.a. accomoda.tiva. sono va.rii, ma. ciascuno di essi è soggetto ad inesattezza, principalmente dovute alla diJlicoltà di controllo da parte dell'osservatore, trattandosi di esame soggettivo, e al modo diverso da parte dei soggetti di interpetrare il momento preciso, in cui i piccoli oggetti tipi usati nei singoli metodi, cominciano ad apparire loro indistinti. Landolt ha trovato che il metodo, basato sull' .impiego delle lenti negative, per determinare l'ampiezza accomodati va. a. distanza, presenta. un grave svantaggio, quello cioè dovuto alPimpicciolimento delle immagim retiniche. Infa.t.ti anche le persone più esercitate difficilmente possono distinguere se la mancanza di nettezza. delle immagini o la piccolezza di esse sia. la. causa. della diminuzione del Visus. Non è poi facile ottenere il massimo sforzo d'accomodazione nella visione a distanza, poichè è soltanto un oggetto, elle gradatamente si avvicina all'occhio, eh& è capace di eccitare l'accomodazione. Trova poi che coll'ottometro monocu lare si provoca uno sforzo accomodativo utile per determinare il prossimo. Alcune volte questo è cosi vicino al nostro occhio sull'ottometro da dare, nelle escursioni dello strumento, un errore di qualche diottria; e perciò è bene in questo caso disporre davanti l'occhio iu esa.me una lente concava, che sposterà più avanti il punto prossimo, e il cui valore refrangen te dovrà. aggiungersi a q nello d eli 'estensione accomodati va trovata. Nei casi invece di grave ipermetropia con debole potere accomodati vo, il prossimo è molto distante e perciò occorrerà. applicare davanti l'occhio una lente convessa, il cui valore refrangente sarà sottratto da quello del potere liCOomoda.tivo ottenuto. . chmiùt-Rimpler per determinare il prossimo consiglia. di servirsi di o~getti piccolissimi, avvicinati poco a poco all'occhio fino a tanto-


h"FLUENZA DELL 1l>TA !;OL POTERE DI ACCOllODAZlO.NJo~

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-che si vedano distinti e netti. I piccolissimi caratteri della. scala di Snellen bastano per le ricerche ordinarie : quando però, occorra una determinazione rigorosa l'A. raccomanda. di esperimentare coi punti della. scala. internazionale del Burcho.rdt. L' ottometro a fili o una. sottile punta d'ago possono pure benissimo essere adoperati . Però in tutti i casi non si deve ricorrere ad oggetti grandi, perchè essi possono essere riconosciuti anche a. piccola distanza nei cerchi di diffusione. Tscherning sostiene che la ricerca del prossimo è sempre poco sicura perchè. non si può mai sapere se il soggetto fa tutto lo sforzo di accomodazione, di cui è capace, oppure no. La ricerca riesce poi molto difficile sia nelle persone poco intelligenti che nei ragazzi. Riguardo all'espediente usato, di instillare cioè nell'occhio in esame dell'eserina, questo A. ha trovato che in tal modo l'ampiezza accomodativ!!. trovata è alquanto superiore a quella, che il soggetto può spiegare con tutto lo sforzo possibile. Si può ricorrere all'ottometro di Joung quando lo osservatore è padrone della propria accomodazione, s.a fare cioè uno sforzo accomoda.tivo senza fissare un oggetto vicino. Secondo Sous la. posizione del prossimo può essere determinata con gli ottometri e in certi casi con le lenti sferiche. Del metodo delle lenti concave egli dice che esso è più teorico che pratico, perchè l' impi cciolimento delle immagini degli oggetti, che si ottioene con le lenti negative, costituisce una difficoltà. molto seria, sopra tutto quando l' a<:utezza. -.;-isiva è ridotta.. . 'oelberg \Vells consiglia di ricorrere ad una lente convessa di 4 .diottrie fe.cendo leggere il carattere n. l della scala. tipografica di Snellen e notando il punto più vicino e quello più lontano fin dove è possibile la lettura. Questo metodo però può essere soltanto utile nei casi di miopia. In regola generale Sous raccomanda di servirsi degli ottometri per avere determinazioni esatte del prossimo. Trombetta ha rilevato che col metodo delle lenti concave si incorre in varie inesattezza: anzitutto perchè lo stato di parallelismo degli .assi >isuali del soggetto, trovandosi q nesto a 5 metri dalla scala ottotipica, costituisce un ostacolo all'accomodazione, rompendone l'intimo rapporto colla convergenza; in secondo luogo poi, quando si applicano lenti concave molto forti, si va incontro allo inconveniente di fornire immagini molto piccole e come tali percepite meno bene dall'occhio in esame. E consiglia perciò di adoperare piccolissimi caratteri di stampa, punticini neri su fondo bianco o l'ottometro a. fili, avvicinandoli poco a pooo all'occhio, fino al punto in cui cominciano ad apparire i tllli.stinti.


102

1:\FLUE::\ZA DELL'ETÀ SU L POTr:RE DI ACCOMODAZlOXE

Armaignac ba. costruito una scala ottotipica decimale, decrescent& dai caratteri più piccoli ai più grandi, per determinare oltre al Visus. anche l'accomodazione. E ciò ha fatto allo scopo di stabilire con precisione le lenti necessarie per ottenere una buona. visione a seconda. della distanza necessaria per scrivere, disegnare, eseguire la vori delicati , ecc. L 'am piezza accomodativa va determinata o per ciascun occhio isolatamente (ampiezza accomodativa assoluta) oppure per ambo gli occhi nello stesso te m po, nel caso che sia eguale la loro refrazione, acui tè. visiva e mobilita (ampiezza accomodati va binoculare). Per le mie ricerche mi servii d i individui a refrazione emroetropica., rigorosamente accertata col lll~;jtodo Donders e nei CI\SÌ dubbi con la scbiascopia; ~cel s i poi quelli le cui facoltà intellettive offrivano maggiore garan zia per la buona riuscita degli esperimenti e che esercitavano mestieri o professioni. richiedenti un continuo esercizio del potere aocor·~odati\'o (studenti, rammendatrici, orologiai, disegnatori, ecc.). Gli esperimenti venne1·o fatti nelle medesime ore e in locali esposti alla luce diffusa del giorno. situando gli ottoti pi di fronte ad una. delle finestre, da cui prendeva luce la sala d'esame. Prima verificavo nei soggetti lo stato della pupilla per stabilire se durante l'a.tto accomodativo si aveva o no restringimento del fo rarne pupillare e se questo era oppur no in dipendenza della com·er genza degli assi visivi. Per le diflicoltà dell'esame mi riuscì impossibile stabilire l 'ampiezza accomodativa. nei ragazzi di età inferiore ai 10 anni. Così non potei neppure determinare quella dei sogget ti d i età superiore ai 7:> an n i perchè tutti quelli esaminati (e non furono pochi} presentavano )eucomi o cateratte o intorbidamenti dei mezzi d iottrici. Il soggetto era disposto con le spalle contro la finest.m quando mi servivo dei piccoli caratteri dei comuni ottot.ipi d i Snellen, De \\ecker, col metorlo delle lenti negative. Quanùo in vece esperimentai cog li otto metri la tavola otto ti piea ridotta. era rivolta verso la fì nes tra. In tutti gli individu i es~tm inati determinai l'estensione accomoclativa assol uta per ciascun o~cbio. Fra i metod i di esame prescelsi i seguenti: le lenti negati,e, l'attometro del Badai (ono,·o modello), l'ottometro a fi li e l'oftalmodinamometro del Landolt a luce artificiale, essendomi convinto fin dai primi esperimenti delle dillicoltà di ricerca maggiori, presentate dagli altri metodi, iu una ai resnltati infidi, che se ne ottenevano. Col metodo delle lenti negative notai che nel pnssa~gi o cla. una len te al l'al-


J:NFLUE:\ZA DELL'ETÀ S UL rOTBR"F: DI ACCO:\lODAZIO:-ffi

103

tra. di maggior valore refra.ngente, l'occhio rilasciava. quasi completA.mente l'accomodazione ed occorreva perciò aspettare qualche minuto prima. che colla nuova lente l'occhio in esame tornasse a distinguere n ettamente gli oggetti tipi. Questi continui sbalzi accomodativi stancavano presto l'occhio e perciò si avevano dei re5tul tati inferiori ai reali. Ad evitare siffatto inconveniente usai il seguente procedimento: quando ero arrivato acl applicare la lente negativa. d i 3 o, 4 diott.rie la. lasciavo sul portalenti e vi aggiungevo successivamente vetri di valore r efrangentegradualmentesu·p eriore di

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111

~ diottria., invitando l'in-

dividuo a :fissare sempre gli ottotipi. Con tal procedimento ottenni invero dei resultati più esatti, come ebbi occasione di constatare in molti individui, i quali con questo mezzo risultò che avevano un'ampiezza a.ccomodativa alquanto superiore a quella pttenuta senza. l'uso di questo esped iente. Questa constatazione, da me fatta, dà ragione del miglior impiego dell'attometro su quello delle lenti negative. Con l'ottometro del Dad~l cercai di ottenere che l'individuo tenesse, durante l'esperimento, l'occh io consta.ntemente applicato all'oculare dello strumento, perchè nel caso contrario si andava incontro all'inconveniente, rilevato col metodo delle lenti, di sottoporre cioè l'occhio a. continui sbalzi di accomodazione, che rendono poco sicuri i risultat i dell'indagine. Jj impiego dell'oftalmodinamometro del La.ndolt presentava pure degli inconvenienti per l'instabili tà della fiamma, che stancava. presto l'occhio, per la necessità di una. camera oscura. d'esame e per la dilatazione della pupilla, attenendosi in tal modo un 'estensione a.ccomodativa alquanto inferiore a quella reale, che il soggetto poteva spiegare. L'ottometro a. fili riesce un mezzo sicuro di determinazione del prossimo quando si può ot tenere però dal soggetto che egli discerna perfettamente e ci dica il momento preciso, in cui non percepisce più n itidamente la immagine dei :fili. Con questo mezzo d'esame l'osservatore anzitutto può controllare direttamente se l'individuo fissa sempre i :fili dell'ottometro e quindi fa tutto lo sforzo d'accomodazione p ossibile; e in secondo luogo la osservazione si compie più speditam ente di quello che avviene con gli altri metodi. Dul·ante gli esperimenti osservai sempre un restringimento pupilla.re sincrono all'atto accomoda.tivo e alJa convergenza deg li assi visivi. Il restringimento pupillare, prima. riscontrato da. \Veber e Dronin, fu da essi attribuito all'aumento di convergenza. degli assi visuali dnrante l'accomodazione; ma Cramer e Schmid t-Himpler sostengono che


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lSF'Lt:J::.'iZ A DELL'ET.~ SUL POTERE Dl ACCO~IOOA ZIONE

il suddetto fenomeno è indi pendente dalla. convergenza. e dovuto nni<:amente a.ll'11tto a.ccomoda.tivo. Le ricerche fatte nel campo dell'a.na.tomi:l. e della fisio-patologia. per opera del Bernheimer, ci spiegano ampiamente la. sinergia funzionale cLe deve esistere fn accomodazione, convergenza. e restringimento pupillare. Il nucleo mesocefalico oculomotorio, situato htngo l'acquedotto di Sih·io, è costituito da 7 gruppi cellulari. Con esperienze sulle scimmie f n accertata l'esistenza. di fibre pupillari, che non s' incrociano nel chiasma e che si portano a.l nucleo laterale omonimo ùello sfìntere, legando ciascun occhio allo sti molo luminoso : fu :anche dimostrato il collegamento al centro dei due nu ch~i sfinterici pupilla.ri fra loro. Bernheimer pure nelle scimmie dimostrò che il movimento pupillare è governato dal gruppo mediale (doppio) a pi ccole cellule di Edinger\Vostphal. Secondo il citato A., al muscolo ciliare sembra. che presieda un nucleo cellulare, med iano, unico, che contrae rapporti di contiguità. con i n uclei dei retti interni, i q uali a loro volta sono collegl\ti per mezzo di neuroni associativi a.l nucleo omola.terale dell'abd ucente. Riguardo al tempo impiegato nell'accomodazione dalla lontananza. per la vicinanza. e viceversa, trovai che nel primo caso i soggetti impiegavano un tempo relati,amente inferiore di quello necessario nel caso opposto. Queste constatazioni contrarie a. quelle di Ba.uerlein si trovano in armonia con quelle numerose di Auber t, Angelucci, Vierorrlt ed altri autori. Del potere accomodativo. spiegato isolatamente da ciascun occhio, cioè dell'ampiezza accomodativa assoluta, si sa da Donders che negli anisometropi i campi d'accomodazione sono eguali; perchè, afferma. egli, sarebbe erroneo il credere ad una accomodazione disuguale per una identica distanza, tanto è inseparabilmente connessa la tensione accomodativa di un occhio con quella dell'altro. Rumpf dimostrò sperimentalmente negli indiYidui anisometropi l'ipotesi di Donders e lo sr.esso fece Hering negli emmetropi. R eymond, stud iando i rappor ti tra accomod azione relativa e conyergenztt, dimostxò con geniali ricerche che esiste un'accomodazione anche per via consensuale come il riilesso pupillare. P etellar che ha sperimentato su se stesso, essendo anisometrope, è arrivato aJla stessa conclusione, che cioè l'atto accomodativo è strettamente e indissolubilmente siuergico. Gli stessi resnltati ho avuto io in tutti i soggetti esaminati, constatando perciò che l'accomodazione si compie con uguale energia in entrambi gli occhi.


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INFLUENZA DELL'ETÀ St:L POTERE Dl ACCO:UODAZIO:SE

Nel seguente quadro ho segnato i valori medii dell'ampiezza ac~omodativa. da me ottenuti in ciascun gruppo di età e rilevati con

i metodi precedentemente descritti; accanto ad essi ho notato quelli trovati da Donders allo scopo di poterli agevolmente confrontare fra. ·di loro. ~ "C

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Ie tituto Minori corrigendi Id. id. Soldati del 21o, 280 fonteri:1 e dolio scuola di sanità militare. Sottufficio.li del 27° o 2SO fanteria e alliovi della scuola di sanità. SottufficiaiU del 27° e 280 fanteria e allievi dello. scuola di ennilà. SottufficieJi del 27° o 280 fanteria e ufficiali del presidio. Ufficiali del presidio e ricoverati dello. Pio. Cosa di Lavoro. Cfficiali del presidio e rico,·erati della Pia Casa di Lavoro. Ufficiali del presidio o riCO\'crati della Pia Ca~a di Ltworo. L'fficiali del presidio e rico,·erati d ella Pia Casa di Lavoro. Ricrwerati della Pia Ca.qn di Lavoro id. Id. id. Id. id. id. I d. id. id.

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Dal confronto fra. i va.rì risultati pertanto risulta che l'ampiezza accomoda.tiva. non va decrescendo, come vuole Donders, dai 10 anni in poi, ma. invece essa. aumenta fino ai 20 anni circa., età nella. quale si raggiunge il maximnm di potere accomodativo. E che ciò avvenga mi sembra più naturale da.ppoÌ•}hè starebbe in accordo con la fisiologia. Infatti all'età di 10 anni l'organismo trova.si .ancora nel periodo di accrescimento, dnra.nte il quale, come i vari or.gani vanno man mano aumentando di volume e le facoltà sviluppan dosi, cosi anche l'accomodazione va perfezionandosi. Dai 20 anni circa in poi l'accomodazione va gradatamente declinando fino a. divenire impari ai bisogni, cui è preposta. .Ciò avviene secondo i miei risultati, dopo i 45 anni e non dopo i 40, come trovò Donders. Ed è appunto in quella età che sorge negli emmetropi il ~isogno delle lenti convesse di valore refrangente grado a grado mag-


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IliFLUENZA DKJ.L"J-;TÀ SUL POTJ-:RE DI ACCO:UODAZIO.SE

giore in rapporto con l'inoltrarsi degli anni per controbilanciare il deficit di potere accomodativo, proprio di ciascuna. età. dopo i i:J anni. A 75 anni poi esiste ancora. un residuo (D. 0,25) d i potere a.ccomodativo e questo diviene nullo solamente dopo q uesta età.. Secondo me quindi la cur va descritta da Donders e indicante l'ampiezza aocomodativa in rapporto a.ll"età. dovrebbe essere così modificata: (fig. 2). IO IS

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Riassumendo, le conclusioni che possono trarsi dalle mie ricerchesono le seguenti : l 0 Il potere accomoùativo va aumentando fino all'età di circa 20 i\llDl per diminuire gradatamente dai 2::> anni in poi; 2~ È solamente dopo i 45 anni che non si ba più una riser va accomodati va sufficiente per i minuti lavori; Ho lt imane confermato elle l'accomodazione, il movimen to irillocostrittore e la. co1wergenza degli assi visivi sono atti fun zi onalmen tesinergici.

**• l\Ii corre l'obbligo di ringTaziare Yi,·amente i sigg. on. a.vv. R osadi e prof. Lina1•er, presideute l'uno dell' I stituto dei Minori corri· gendi e della l'ia Ca..<:a. d i L avoro l'altro, i quali ageYolarono il mi<> l avoro, mettendo a mia. disposizione per le necessarie ricerche i n umerosissimi ricoYeratì degli anzidetti Istituti.


IXFT,UE~ZA D:f~Ll;ETÀ SUL POTERE DI ACCO~JODAZIO~E

101

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CASUISTICA CLINICA RULLA FOR~IA ES~E~ZIALE DELLA STAl:' ILOCOCCEMlA, per il tenente medico dott. All"redo nuccl.a nte.

Sotto il titolo di (eblni di origi ne nascosla il Bozzolo indicò quelle febbri specinlmente di lunga durata, delle quali, malgrado il più attento esnme negli orgnni. non riesce di scoprire la r ausn durante In vita del paziente e tA.lora. persiJlO dopo !11. morte; o\·vero nuche quelle febbri la cui origine ci rimane ignota durnnte un lungo periodo di tompo mentre, solo nd un certo pliJlto del decorso della malattia app1tiono i sintomi della localizzazione del processo negli organi. Fe~:e di eo:~e, il clinico di Torino, og~etto di relazione nl Congresso di medicina nel 190.1, classificandole in set te gruppi. L'ultimo gruppo, per ordine, rons iderato d>d Bozzolo, è quello delle febbri nascoste proprianu:nte dette e comprende le batterioemie e setticeruie senza localizzazioni, o con locnlizznzioni assai tn.rd i\·e. Su d i esso s i ert~ molto rivoltn. l'attenzione dei medici pratici, i quali da prima si limitat·ono n pubblicare cns i clinici iJlns trnnd.)li il più che possibile con par· ticolari aontomo-pntologici, senzn poterli fi><sare in quadri nosografici. Ricche ques to gruppo di processi morbosi febbrili fluttua'"a amorfo nella patologia; ma i progressi dc llR tecnica lmttcrioscopica del sangue vi hanno proiettat~t molta luce, definendone i contorni indecis i e aumen tnnùone l'importanza e le proporzioni. Finch&, c ioè, gli esami venivano prnticttti su poche goccie di S!Ulgue estratto dal polp~tstrello, i repe•·ti erano per lo più negativi. Cosi era cou..'liderata rarissima. la setticemia pneumococcica o come esclu!'iYa delle piu gravi forme di polmonite, mentre oggi, con i nuod metodi di prelovarnento (direttamente dalla vena o dRila. milza) e di coltura de l sangue (metodo Castella»i), viene ritenuta come un fatto coJUune, anzi, se<~ondo il Banti p. es , costante e p1·ecedente la localiz:z;azione del processo nel polmone. Lo stesso dicas i della set ticemia tifosa. Gli a t tuali metod i hbtterio log ic i, dunqu e, perm ettono al clinico la diagnosi di molti p rocessi settici i quali finora. non potevano essere riconosciuti se non da.Ue loro locRlizzazioni nei vnri Ol"g:l.ui e tnlora solo a ll'nutops ia ; permettono inoltre di riferire alln vera etiolog ia manifestazioni morbose che per il loro comportamento simul1\no una forma d iversa. E in bnse n.lle recen t i cognizioni bnlterioscopichc e s ieroscopiche il Lenbartz, nel trattato delle malRltic settiche, potu descrivere partitamente la s treptomicosi, la s tnfilomicosi, la pneumiccsi dn pneumococco di Tnlamon Friìnkel e quella da pneumol'occo di :Friedliì nder, la colis;·ps i,la genoseps i da diplococco iutmcell. di Weicbselbnum, d& tifo, da pioeianeo, da tetragono c dRI gruppo dei protei e da. bacillo gRSSOSO. Altre sepsi sono ancom dR aggi ungere, come p. e.:;. quella meliten e, recent.emente acquis ita nlla clinicn. :4i ricerca s e ciascuna snp<>i presenti una s iotomatologia propria che la iden· t ilìchi, e se la febb•·e, che ne è IR manifes ti\Zione piu costante, abbia un decorso s peciale pei singoli processi.


CASOISTICA CLINICA

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Roger, pur non negando importanza Bi lavori di \.Vunderlich, sul decorso della curva termica che in talune infezioni fornirebbe elementi preziosi di diagnos i sentenzia che la termometri& medica ci dice come si svolga il processo, ma solo raramente serve a dift'eren:>:iare le infezioni. Ond'è che ancora non possiamo accettare le conclusioni di Lenhartz, il quale, riprendendo il tentativo di mettere in rapporto il decorso della temperatura con la natura dell'agente infettivo, già. fntto da Koch, da Petruschky e da altri, vorrebbe fissare un tipo peculiare di febbre per le singole setticemie. A parte la grossolana ed apparente alterazione negli organi, le diverse setticernie non sono ancora fit>sate in un quadro sintomatologico. Di modo che molti processi morbosi febbrili, a contorni indecisi, si nascondono in altri quadri morbosi, confondendosi con malattie già note (es. tifo), o restano ancora nel limbo della patologia, se ·non corra in aiuto l'esame batteriolo· gico del sangue.

...

•* Una delle forme morbose che appare già abbastanza matura cosi da poters i staccare dal fascio di quelle setticemie non ancora esattamente, delineabili e l'in-

fezione sta{Uococcica. L'esame batteriologico del sangue ha dimostrato in molti!>simi casi bene accertati e bene descritti nella lett-eratura, come nei tre da me osservati nell'ospedn.le militare di Ancona, la natura stafilococcica di processi morbos i altrimenti diagnosticati. Ma, esaminando bene i detti casi, si possono mettere in evidenza caratt-eri clinici pressochè costanti, tenendo presenti e riscontrando i quali, il medico pratii!O che non dispone di mezzi per la prova culturale, può ritenere o, per lo meno, legittimamente sospettare l'infezione stafilococcica. Riferisco succintamente i tre nasi da me studiati e cercherò poi di riassumere le note salienti che caratterizzano la stafilococcemia. OSSERVAZIONE 1•. - Soldato Orsini Vitantonio, 6• bersaglieri. - Nessun prece· dente morboso personale nè ereditario. n 10 sette.m bre 1907 ammala per disturbi intestinali con febbre, il 14 entra per catarro intestinale febbrile nell'infermeria del corpo, donde il 20 viene inviato all'ospedale militare di Ancona. n 18 avverte dolore nell'articolazione del polso sinistro; il 20 il dolore è vivo nella predetta articolazione che si mostra tumefatta e in quelle di ambo lo ginocchia; il 26 accusa dolore al polso destro ed alla spalla sinistra con impossibilità di compiere anche i minimi movimenti; il 2 ottobre vengono invase le articolazioni dei gomiti; il 60 dicembre si ba tumefazione con dolore nell'articolazione sterno-clavicolo.re destra, persis tendo ancora il dolore dello predette articolazioni (polsi, ginocchia, gomiti, Spl\lla sinistra, sterno-clavicolare destra). Dal primo giorno sono stati somministrati prepn.rati salicilici ad alte dosi, sue· cessivamente iodici e salicitici per via orale e topica, ma, non riuscendo con ciò a modificare la carva termica, nè i sintomi articolari, si sono praticate 12 iniezioni endovenose di aablimato. Il processo non è apparso sensibilmente infiuenzato. La temperatura si è mantenuta remitten te, con discese fino ai 87° ed elevazioni brusche di sera fino a 890. Si sono avute ad intervalli, delle giornate di completo. apiressia e dei periodi di vari giorni di temperatura appena oscillante sui 37•.


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C'ASU ISTlCA CLIXlCA

N_,J gennaio le manifestazioni articolari sonosi andate sempre più attenuando lino a. completamente svanire nella prima settimana di febbraio. La grafica termica del gennaio, febbraio, marzo, indica un tracciato e.l disotto dei Si• con delle punte, ad intervalli piuttost~ hmghi, nno a 57,8; il 6 di aprile la temperatura i• salita a H8•, per cadere il giorno dopo, definitivamente, sotto i 37~. All'esatne del cuoro si ascolta sollio sistolico alla punta; la milza si palpa sensibilm~nte ingrandita ; il fegato deborda appena dall'arco costale. Nulla di notevole è negli altri oq:~ani e apparecchi. Nell'urina si riscontrano tracce di albumina; vi è assenza di ogni t\llro elemento anormale o patologicc. L'esame baueriologico del sangue rivela. in coltura. pura lo stafilococco piogeno albo cbe ha risposto positivamente a tutte:!e pt·ove di colorazione e culturali. La lunghissimi\ durata doll'~tffezioue, la persistenza del processo infiammatorio in cill:lcuna articolazioni! presa, la curva t ermica per cosi dire ansante a larghe riprese, insieme ad altri segui non comuni al reumatismo tipico, la sua resistenza all'intensa cura salicilica e ad ogni al tro mezzo terapeutico, han fatto nascere il sospetto che potesse trattarsi di un pseudo-reumalismo infettivo. La prova batteriologica rivelò la infel(ione sta6lococcica. Ritengo fuor di propo:<ito portar qui la discuss ione nncor viva, se il reumatismo articolare acuto possa IISset·e dato da cli\"er,oi a~enti infettivi o che !lia ad.dit·ittura dato dagli sta6lococci, secondo la teoria dieci anni fa dominante (~in­ ger ecc.). Recentemente :-\tefanelli in una nota critica respinge brillantement e le deduzioni con t mrie del Samr·ie e riafl'erma quello che è consact·ato nelle classiche trattazioni fc·ancesi. Fin dal 1883 Bouchard proponeva d'indicare col nome di pseudo-reumatismo tut t i 4uei casi in cui le localizzazioni articolari rappresentano un episodio, riservando il nome di vero reumatisnw a tu tti quegli altri in cui si va svolgendo in modo primitivo,utca sindrome artic~olare, con unquaùro clinico ben definitoecaratleristico e ad etiolo~ia fino ad ora ignoHl. Questo concetto fu accettato dalla maggior parte dei pt~tologi, ma alcuni so· s tennero che la comune poliartrite acuta non s ia che un processo setticemico con loralizznzioni articolari dovuto ai più svariati microrgaui!'mi, in primo luogo ai comuni piogeui. Sabli scrit<se: < il reumatismo articolare a cuto non è che una pallida idea della pioemia."' Le obbiel(ioni alle idee del Bouchard si intensificarono (See, Siinger, Singe r, Bor•lns, .Honardi, :o;amele, ecc.) Ma stefanelli osserva: « in realtà il reumatis mo articolare acuto ofi're tali particolarità nella s ede e ne lle estrinsecazioni cliniche, nelle manife~tazioni llrtico lari, tali caratteristiche nelle. sue complicanze, nel suo decorso, n~;~i suoi esi ti, ha insomma nel suo insieme tale una impronta clinicA. che serve a m·ttamente difl'l!renziarlo da tutte lt: altre forme di artriti acute. • « E poi, se il reumatis mo t\rticolare acuto fosse redmen te dovuto ai comuni microrganismi, pe rcb.; un11. cosi targa pet·ceutuale di esiti negath'i nelle ind&gini batteriologiche?,. Anche il crite1·io terapeutico viene invocato a sostegno delle idee della scuola fc·ancese. ~e l'ncido salicilico non s i può dire s pec ifico nella c ura della vera poliartri t~ Muta, nel senso che s i nt~ribuisce al c hinino nella malaria e al mercurio nella

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CASOIST!OA OUNICA

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sifilide, bisogna convenire che, oppot·tunamente usato, di\, nella. grande maggioTanza dei casi, ottimi risultllti, mentre nei cas i di pseudo-reumatismo non agisce affatto e nel nostro caso non ha esplicato neanche quell'azione aoti-termica e anal.gesica che, secondo il Bonardi e il Hamele, sarebbe la sola azione di cui è capace, poichè, non ostante la dose del salicilnt.o spinta fino a 8 grammi e quotidianamente usata, la curva termica nou ha subita alcuna inftuenza e i dolori sono rimasti vivissimi. Sicchè le ingegnose argom~ntazioni non scrollano il concetto di Bouchard, che il vero reumatismo articolare acuto, sia m1\lattia cou quadtro clinioo caratteristico e ben definito ad agente etiologico finora ignoto e da separarsi nettamente -dalle artriti acute durante il corso di svariate forme infettive (tifo, diplococcomio., stafilococcemia, streptococcemia, tubercolosi, s ifilide, morva, ecc.). Casi di localizzazione stafilococcico. nelle giuntut·e sono stati riferiti da Bonardi, Galvagni, Bozzolo, Baccarani ed al t ri. A spiegare tale localizzazione, secondo Berançon e Griffon, soccorrerebbe una legge genemle che dimos trerebbe come i microrganismi attenuati si localizzino a preferenza nelle articolazioni. Contro d'essa però sono molti casi a decorso gravissimo ed esito mortale in cui si ebbero localizzazioni esclusivamente articolari. Io non ho esperienza o ragioni di tenerezza per l'uno o per l'altro dei tanti .modi di vedere, e mi limit~ perciò a constatare i fatti. OssJ:RVAZIOl>"E IL - Soldato Rossini Albino 81° fanteria. - Non ha precedenti ereditari; è stato malato di tifoidea due mesi prima della chiamata sotto le armi. n 2-l.· novembre viene ricoverato nell'infermeria fie! corpo per disturbi intestinali e dolore all'ipocondrio sinis tro; dopo 7 giorni il preso da febbre, persistendo la quale, dopo altri giorni ricovera in questo ospedale. All'esame obbiettivo di tutti gli organi e apparecchi non si riscontra altro che arrossimento della retrobocca c lingua impaniata. Dopo 4 giorni di apiressia con ipotermia talvolta notevole, la. temperatura sale improvvisamente a 39,2 e il dolore all'iporondrio si manifes ta vivi:;simo; la mib:a si palpa, il fegato deborda di un dito dall'arco costA. le. E cosi. come si t·ileva dalla grafica termica, si sono avuti gruppi febbrili e intervalli piu o meno pronunciati di apiressia. Tranne il tumore di mii?.R e il lieve ingorgo epalil'o, nulla s i rileva al più Mcurato esame obiettivo praticA.to da diversi ufficiali medi<'i dell'ospedale. Il 2'2 si manifestano nelle estremitiL inferiori mat"chie emorragiche che scompaiono il SO. Contemporaneamente si hanno dolori novralgid negli arti inferiori con notevole diminuzione dei rifless i, e ipotrofia delle masse muscolari tanto da indurre an capitano medico al dubbio di una forma spinale. Nell'urina si riscontrano tracre di albume. Anche in questo caso ~i somministrano, per via gastrico., preparati sali<:ilici, iodici, chinacei, ma la curva febbrile segue inrlis turballt le sue ascensioni e le s ue remitteuze a periodi più o meno lunghi (curva ansante). L'infermo ha sempre la milza grossa, accusa dolori lombari e reumatoidi va· ganti negli arti inferiori. La prova batteriologica del sangue preso dalla mediana refalka, ha rivelato lo stnfilococco piogeno albo in c ultura pura, t·esis tente a molti passaggi in ùrodo e in agar.


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CA SUISTIOA CLI.NI OA

Nella prima decade di marzo si nota un altro gruppo febbrile, poi la temp&ratura si mantie.n e costantemente sotto i 87• e l'infermo non accusa dolentia nella. regione sacro-lombare; dopo un mese di assoluta a piressia viene dimesso senZL che si abbia più nulla di apprezzabile. ~

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CASUISTICA CLINiCA

E da notars i che n on vi è stata alcunn locali;r.znzione, ahn11no nkuna non è stata rilevabile: il tumore di milza è darapportarsi a quello r ho comunemente avviene in tutte le forme infettive: le a.Jtera;o:ioui trofidte a c·n rko specialmente degli art1 inferiori (notevole flaccidità delle masse muscolari, eruzione porpori<'a, e poi avvizzimento e de!lquamazione delln c ut11) esprimono la notevole lesione del ricambio e possono dar l'indice della gravità delle tossi-infezione, la quale di t'atti si è mantenuta fermn. e ribelle per oltre quattro mes i.

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Xè i dolori pit't o tneno in tensi e vaganti possono rit~;ne rsi e.<;preso;;iono di localizzazione nervosa della qua le molto piit imponenti sarebbero i siutomi. È dunque il ll O."tl'O un ca.<;o di st.sdiloc·occ·in.gene•·ali;r.zlltn, cnrntterizzrtto. essen zinl.mente dnlln mnncnnzo. in qunlsia:<i organo od apparecchio di locnlizznziou i clinicamente rilevabili. Sono appunto questi i casi in cui In fenomenologia imlurrebue, come ha indotto pel passato i pt·ntici ad altre diagnosi e in specinl modo a quella dell'infezione intestinale ed alla cum relath·o. che può riust~ire talvolta di graviss imo tlanoo. Può rii rci In diagnosi solo l'esame batteriologico sen?.a del quale E!l>~a non può e!'~cre formulata, nhneno nt>l periodo inizinle, poichi: fondato so~petto si i: autor izzati ad avere quand o, con lo spiegarsi della. to;;si-infc;r.iono, s i possa mettot·e in rilie\·o la presenzl\ di alcuni siuLomi che la C."\mllcri?.?.auo, come più tarcli vedremo. Ossf;RVAZJO:SE III. -Soldato Sarti Aroldo l:)ln fanteria.- Nomtlta prec<'deoti morbosi degni di nota. Entt·n il 2~1 dicembre nell'o-.ped:tlc pt•r Lle.1orrngia un·trnlc che d eC<lrre alla guarigione senza complicau?.P : il 1o gennaio hn nu:!iDn nc11ta follicolare, i l 2 In temperi\ tura sale n 3l>.5 e segue \lll decor,o con t•iuque gruppi fr·L-

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CASUISTI<.:A CJ-lXlCA

brili e quattro bre,·i intervalli di apiressia. n l!l si complica otite media purulenta can successi\·a mastoidite che spontaneamente risolve e perforazione della membrana. Il decorso a11santt <h•lla temperatu ra, le sue esacerbazioni non proporzionate nlla affezione, fecero sospettare uno s tato setticemico e la prova batteriologica del sangue, preJe ,·nto dalla mediana cefalica con i modi sopra ricordati, dimostro lo stafìlococco piogeno albo in coltura pura. La grafica termic11 1là. a colpo d'occhio il decorso Cll.l'atteristico della tem· pera tura. In quef'to caso e di ~rande interesse i l C! odo come l'infezione è cominciata: evidentemente le tons ille hanno uperto le po1·te, per cui il ton·ente circolatorio è stato invaso. Qun lr he considcmzioue faro nel paragrnfo seg11cnte pe'r e,·itare di ripetermi.

••• Per ilt(ezione ~>lafilococcica !' intende una tossi-infe7.ione dovuta allo stafilococco, con les ioni anatomo-potolog iche ed nndnmento clinico variabilissimo. Me1·cier, nella SU l\ t esi pel dottorato del 1000, dà la pii1 largR contribuzione n Ilo studio clinico dell'infezione generalizzata dell'organismo umano per mezzo degli stafìlococchi piogeni. Egli raccolse molti ca.-.i (,.:pcdalmente di autori italiani) in antecedenza pubblicati alla spicciolata {Civelli, Tizzoni, PrRto, Cesaris-Demel, Gangitano, Masiu:< e Beco, Scotti, ~cllei, Pennnto, Silvestrini e Martinotti) e che potessero rapportarsi all' infezione in parola e per primo tento d i individuali?.;r.are, con l'aiuto della ùattel'iologia, l'infezione !:tafìlocot:cica. Il prof BRccarani pubblica nel 1906 sulla infczionestnfìlococcica una monografia che egli modestamente chiama: Coniribnto alto studio, nella quale. dopu a\·er posta nel giusto rilievo l'importanza delle osserva?.ioni del Mercier, riporta molte osservazioni cliniche itRliane raccolte nella letterat1tra medica di questi ultimi anni. parecchie delle quali ba con acume critico rintracciato in altri quadri morbos i dove eiToneamente erano riportate e poi riferisce 11lcuni cRSi da lui studiati uella clinica del Galvngni per tracciare della toss i-infezione un quadro clinico completo. Etiologia: l'infezione a dovuta allo sta61ococco piogcno. Secondo il materiale raccolto dal Met·cier,sarebùe più frequente la varietà aurea ; ser ondo qualche altro autore si riscontrerebbero presso a poco con la m ed esi ma frequenza lo stafilococco j>iogeno aureo, l'albo, e il ci t reo; il Baccarani isolò sempre l'albo che anch'io ho coltivato nei tre CI\SÌ da me studiati. Circa la porta d'entrati\ è nccessurio far rileva re che gli stafilococchi esistono in grande quantità s ulla pelle, sono ospiti Rbituali nella bocca, nella faringe, nell'intestino, si annkchiano nelle glandule sebacee, nei fo!l'icoli piliferi, ne lle vie l i n fatiche della cu t-e, fra lo strRto papillare del derma e il corpo mucoso. Cosi si s piegano i cas i di stR(ilo~occia criptogenetit·a nei quali cioò non si couosce la porta d'entmtn dei microrgnnismi. l~requentemenle la ,.il\ è aperta da una tonsillite, dnlle infiammazioni su ppuratÌ\·e delll\ pelle (furun.·oli, f'l ammoni, asces~i. ecc.), d1~ $tomntiti, faringiti, pRrotiti, fb tole auali, hrono·o-polmonil i, les ioni dell'appnrecchio genito-uriuario, calano intestinala. J\el p rimo dei ti\Si dn 1110 soprn r iportati, la malattia è incominciata con uua ent<·rite e la porta d'entt·atn dell'invasi one s tafìlococcica deve pet·cii>, 111:tn1·nndone un':tltra piit verosimile, ricet·cars i nella mucosa enter ica lesa. 1


CASUISTlO.\ CLINICA

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La sintomalologia è delle piti varie; il ~riodo d'incubazione può durare poche -ore e perfino qualche anno !Denning). Il pedodo prodromico varia da caso a caso: alcune volte è :assai breve, delineandosi assai presto la forma. clinica speciale con fenomeni subbiettivi e obiettivi a carico dei diversi organi e apparecchi più direttamente colpiti. Considl'rata la molteplicità. delle localizzazioni, non è possibile una classificazione delle vat·ie forme cliniche. Mercier classifica secondo il cdterio dell'età. degli inf4'rmi, suddividendo poi ciascuna forma in altre per localizzazione. A me pare che la classificazione del Baccat·ani sia più semplice e rispondente ai bisogni della pratica. Egli distingue: 1° la forma genetalizzata senza localizzazioni; 2<> la forma generalizzata con localizzazioni: pioemica, tifoidea, poliorromenitica, polmonare (pneumonitica, broncopneumonitica, bronchitica), nefritica, epa· tica, artritica. osteomielitica, cutanea, complessa. Senza indugiarmi sulle diverse forme cliniche, per parecchie delle quali la sola -denominazione basta a carattet·izzade clinicamente, rìleverò i sintomi più salienti -comuni a tutte le forme. Per le necessarie alterazioni del sangue che ospita il germe, l'infermo si pre-senta in preda ad anemia che lentamente sparisce con lo scompadre della infezione. Notevole è che gli infermi (a parte le forme acutissime e mortali del male) -ordinariamente mostrino una certa euforia anche quando la temperatura si mantenga alta, e accus ino appetito e domandino di alzaTSi dal letto credendosi poco o punto mahtti. L'esame batteriologico del sangue fa rilevare, in coltura pura, lo stafilococco .piogeno. La febbre è il sintomo più appariscente e, nella maggior pute dei casi, ha un decorso abbastanza singolare. Il "Baccaraoi scrive: «la febbre della stafilo-coccia è caratterizzata da gruppi febbrili di durata varia, alternantisi con periodi di apiressia, fino a:l aversi talora delle vere e proprie ipoterm_ie. Anche la durata. complessiva di questi ~ruppi febbrili e dei periodi apirettici varia, ma in .genere è piuttos to lunga fino a due mesi e più ~Il numero dei gruppi febbrili varia da caso a caso, ma in media può ritenersi di quattro: variabile ~ anche la durata di ciascun gruppo: cosi nulla vi è di tassativo, s i può dire, per i periodi afebbrili e per quelli nei quali la temperatura oscilla sui 87°, rome fra le ricorrenze febbrili ed i periodi apirettici non intercedono intervalli ben definiti. Cet·to, come nota il professore Alberico Testi, lo stabilire che il tipo ricorrente della temperatura debba clinicamente considerarsi come iii criterio per dar giudizio ad una infezione stafilO<:Ocdca è per lo meno prematuro. Vi sono infat~i infezioni stafilococciche, batteriologicameute accertate, come i casi del De Rosst, del Testi, fcc. nei quali si ebbe un tipo di febbre continua, mentre d'altra parte abbiamo tossi-infezioni a tipo febbrile ricorrente, non determiaate dallo stnfilo·oocco. Cosi, senza ricordare le osservazioni deii'Hundelo e Doherain di settecernie da enterococco e quella di febbre si61itica descritta dal Grocco~ richiamerò &Ila memoria l'ormai classico caso di gonococcemia descritto dal nòstro Orixoni. Il Baccarani però, che io mi sappia, non ha mai inteso di dire clie il tipo feb brile ricorrente significhi infezione stafilococcica, ma solo che nelln tossi-infezione stafilococcica si abbia comunemente tipo febbrile ricorrente, sottintendendo,


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CASL"l STICA CLI)\ !CA

credo, lA. illazione importante eli clinica praticn, che la forma e<;senziale d i stnfilococcia potrebbe esset·e diagnosticabile anche senza 1':\iuto del laboratorio, anzi nonostante il rep&rto nllga.ti\·o, quando alla t·urra te~·r~tit-a ansante si accompr.gni tlurnta piuttosto ltmga dell' ill(•:zioue, intert·alli apil"etti.;i 11.011 Sillllnetril'i, rt latiuo be11essere nei periodi rii apire<~Nia, d6;1ratlare delle riprese (ebbrili t:l!r$0 il t~>,·ut.illl' tl~lt'in(ezio•te. la ipotermia nei flel'iodi apin:Uici. Il Testi rileva nei due casi di stafilococcil\ da lui riferiti il particolare co'ltante delln remiUenza d ell'at·t·esHO ricorrente della febbre c il quale a indice delln diffPrenza con !11. febbre rkorreute esoticfl. dato dnllo spirillo di Obermaier. • Questo particolare non mi sembra degno di rilievo: prima, perchi: n el tifo ri· t·orrente si mostrnn o, durante gli accessi, forti remi3Sioni lt' quali aument-ano fino al punto di dnre pseudo crisi ben s\'iluppate poi perchè nella. statilococcia, in molte riprese febbrili, r:apita di ossermre tlDt\ remittenza leggiern., come è anche notato nella clMsifica di Lenhartz. Del resto ciAscun carattere sintomatico pre«o e considerato a. sè fìni'lce, pt:>r per· dere valore, mentre tutti insieme concor rono a dare della forma cliuit·n. unn fìsonomia propria e distinta. Cm·a.. - ~i ~ono mostrati impotenti i prepnrati iodici, Slllicilici, chinacei pervii\ orale e ipodermica: risultati nulli sonosi ottenuti dAlle iniezioni endo\"euose di ~ublimato. di bil"loruro di chi n ina, di collargoloj il siero antistafilococcico non hn. corrisposto. Il Fornaca raccomanda il bleu di metilene per u~o ictteruo, ma noi non a bbiamo ancora e. perienza in propo:;ito. Allo stato a ttuale po:s:;iamo dire l'be tutto si rirluce n condiuvnre l'organismo per dchrllnre In tossi - iufezione: l'infermo a,·ril nutrimento legg:ero e ~o•tanzio!:O. Xon si abbin preoccupnziouo di concedere un po' più d'Alimento che l'individuo t'it"hietln o ve In. funzione di~;esth•a se ne dimo~t ri com pnli bile. :\egli inte rvalli di npire~sia ed Anche nella fac;e degradante della cmm febbrile, l'iufe1 mo potr:\ nlzarsi d n l letto. È R.odle i.ndicato il chinino a do~e tonicn. li soldato Ot·si ni, di cui soprn ahhinmo riferito, si è molto gio\'1\to di IJlle~t.o .,;i~<tl•mn 1li cura, me ntre tutti gli 11ltri mezzi tl!rapeu t ici si eruno mo•trnti inutili o d11nno!'i. Il quadro no!'ogr:lfi.:o dA. me rias~unto a grnndi tt·atli e nelle sue note più ::m· lienti e nel qunle rientt·et·ehhero i tre casi clinici da mc studillti. è quello df.:lh t'orma, dirò cosi, e.~seuziale della stnfilococcemin. :\la vi è an('he la forma grn\·e, quella grn.vissimA. n decorso r11.pidamente mor· tnle, e qtwlh~ cronicÀ, ri,·elnla rla 1111 decot·so suhùolo, nel quale per me>:i non s i manifl!~tnno che pao;-;egt;ieri rialzi di temperatura, e in ('Il i il deperimento nuti'Ì· ti,•o A.\•valom l'ipotesi di unn ncofol'lnazioue mAligna più cho di uun infezioni! MtbAcntn o cronirA. l cnsi tli too.<:i-infezione stahloco(•cicn sono nbhn><tan.-.•• f1·equt"nti nrl oo<:en·n~i. e se ne dimo,.treril an com pi(• la loro frequenza qunndo certi meto<li di inclngino rltniC'a ~tlrnnno piit largamo>nte uo.nli e alcune particolnritil uo-<ograliche teuut-e in mtgliore considemr.ionc. Rin~mzio il signor dit·cttot·c ])'.\ngelantonio p!>r i con>"igli e i mezzi di "tudio •li cui mi è stato largo.


CA St:lSTIC' A C't. I:S ! CA

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BIB L IOGRAFIA. B ozzoLO. )IF:It<. IER. -

Lavori oJ, i conflr~~ti di medici11a itl ttrna. l llii:J e l!Wt Oontribution ti l'étud• clinique tiflf inj(ctions !lén~ rali><l:u! d~ l'or!laiiÌ8m e

l111ma i n par le~< ~Urpf,ifo•·o'l'"" P!I'J!Ii MIJ. - l'oris. tlloO. HA. CC.\ RAXI . - ('fllllrib, to al/Q!ludio tl dlc. infr:iotl• ~ta/il:JcO<· c ica. ( R .i f. M · d., anno X X 11. n. 2ù). STI'. F .\X ELI.t. Su{ f't:i(J/orlia d , l rrwnu/ÌitiiW acuto. ( llh·i,.ta critLcu rli Clit~ie<.l Jl t d .. l !107, n . 33). •\ T El-TI.. F tli/>rr 6f /l icrmictr riCOrr!llll. (Uiv. crit. di C lin • .\f,d.. n . a;; e 311). F OR)o;AC.\. F r/,/Jri d i lullf/0 '' ""''' ' r llltl{ilococumio . (l,a Cli1t. ,\/ ~d. ltul., 19tH ). BltOL' \RPt:L GrLnERT- X uon> ltntlato di ~t~rdtcinu e terapia . vol. X (Str•i>lococcia. S taf •loracc ia, ecc. ec<·.).


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RIVISTE GENERALI

L'ESA:\IE DEI RIFLESSI VASCOLARI NELLA PRATICA 1\JEDJCO·LEGALE,. per il dott. Arturo Cns arlnl, tanente med ico. L'•tpplicazione dello studio dei movimenti dei vasi sanguigni alla semeiot ica medico- legale è andata in questi ultimi ann i prendendo un largo sviluppo per il fatto che l'accertamento di uni\ determinata condizione 6sLologica, la q uale si sottragga alla volontit, al giudizio ed all'eventuale simulazione dell'es aminando, assume per il perito un valore di più sicura attendibilità. Ed oggi la sottile in· dngine sui riflessi vascolnri, affermatasi luminosamen te nell'inchiesta psico-antropologica sul bandito Musolino, fatta dal collegio peritale di difesa alla Corte cii Lucca (1), figura, in grazia della semplicità e dei sussidi perfezionati della teCnica, fra gli elementi d iaguoslici come u no dei più sensibili reattivi della persona interiore. Cinscuuo di noi, sedendo con una gamba n c:walcioni sull'altra, s i sarà forse a \•veduto d'una limitatissima scos'5a del piede sospeso, la ')uale è sincroua coi movimenti del polso: ad ogni sis tole cardiaca una nuova onda di s angue è lanciata in tutte le reg ioni del corpo, ed ogni nostro organo impet·cettibilmente s i rigon· lìa, e, se le condizioni meccaniche, come nel caso della gamba pendula lo consentono, si inalza per l'urto, mentre nella successiva fase di rilasciamento e delll\ pnusn del cuore, racco~l iendos i il sangue nei vontricoli, ogni parte riprende il volume normale, e la gamba per gravità torna. alla pos izione primitiva. Questi caratteristici movimenti p\dsatori furono intraveduti fin dal 1178 d11.l sommo Spalhmzani, il quale fu il primo n ciimo:;tmro nell' norta delle salamandre, facendo pass are il vaso attraverso aù un anellino di m~tnllo, che la dilatazione dclrarteria ad o~11i onda sanguignn av~eniv& in tutti i punti della circontercnza. Più tardi, nel l l;2d, il Poiseuille riuscì n registrare t:1li movimenti, introd ucendo 1111 tratto di gt•ossn artet·ia isolata entro una scatoletta piena d'acqua ed attraversata ai due e.c;tremi dt\ un foro dello sto~so diametro del vaso: al coperchio del piccolo recipi!:nte era innestato un tubetto di ~etro, che segnava le oscillazioni del liqu ido ati o;.{ni s istole cnrdinr.a. Da queste prime elementari inYe!'tigazioni mossero s uccessivamente le ricerc he sulle variazioni vo lumetr icbe degli organi più vascolnrizzati, per efretto delle dilatn;doni e dei rosta·in~o:imenti del lume delle arterie io essi contenuti. Giil il Pi è~u, nel 181G, nel praticare con una grossa siringa un' iniezione nella gamba tli un cadavere, immorsa in un vaso colmo d'acqua, aveva constatato che ad ogni p1·cssione dello stantuflo l'a cqua tmboccava, in misura d e l liquido iniettato. A <ptcsta ori ~i n ale osservazione focerc seguito, a poca distanza, le classiche esporienze di Fran._-ois F ranck (2), il quale, per studiare i minimi cambiamen ti di volu me doll11 mano in rnp(>V rt.o alla circolazione, imprigionò l'estreauità dell'arto,


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superiore in un cilindro di vetro (fig. 1), ripieno d'acqua tiepida, e r.hiuso all'imboccatura da una membrana resistente, attraverso a cui passava un tubo di gtlardia, che permetteva di osservare le variazioni del livello del liquido: allo scopo poi di eliminare le oscillazioni dell'acqua spostata lungo il tubo st~o, intercalò a questo un'ampolla di vetro. Con tale espediente il François Franck s'avvide che il livello del liquido saliva ad ogni impulso cardiaco per abbassa~i ad ogni dilatazione e successiva pausa fra i battiti. Nè questi furono i soli movimenti osservati: ad ogni inspirazione, per il più facile riflusso del sangue all'organo centrale e conseguente rimpiccioli mento del volume della mano, egli notò una più ampia oscillazione dt>l liquido. mentre nella fase espiratoria, per l'afllusso della massa sanguigna agli organi periferici, si det:1rminava un impercflttibile rigonfiamento delle membra ed una più spiccata ascensione del livello dell'acqua. Finalmente l'acuto sperimentatora constatò che una semplice eccitazione della cute o dei sensi, od un atto psichico dei più elementari bastava a deFig. l. stare l'attività del delicato sistema vaso-motore ed a provocare un più accentuato cambiamento di volume della mano, che si h·aduceva con una più sensibile oscillazione del liquido. Riassumendo, col manicotto di Fran~ois·Franck si possono distinguere tre differenti tipi di variazioni volume· triche: circolatorie, respiratorie e psicbiche; le prime due d'origine, diremo cosi, idraulica, la terza di natura prettamente nervosa. Gli strumenti, dei que.li oggi ci serviamo 'per l'esame dei riflessi vascolnri, non sono in ultima analisi che det•ivazioni dei primitivi appare.;ehi del Poiseuille, del Piégu e del Francois -Franck. Sostituiamo al manicotto un cilindro di vetro capace di contenere tutto l'avambraccio, e sospendiamo il recipiente ad una spe· cie di bilancia per non imprimere ad esso e al liquido contenuto le scosse involontarie dei movimenti muscolari della persona, e si pal"lerà dell'apparecchio di Cbelius. Applichiamo n. questo sistemi\ il metodo g rafico, innestando al tubo d i guardia un tubo di gomma, in comunicazione con uno dei sol i ti timpani scriventi del Marey, in modo da ingrandire per mezzo di leve le oscillazioni dell'acqua contenuta nel manicotto e registt·arle sulla carta infumata d'u.o cilind ro rotante, e si avranno i pletismografi del Buisson, del Fick, del Basch, del ~[osso (8). Ci limiteremo a dare un cenno sul modo di funzioun.re di quest'ultimo. Coll'apparecchio del Mosso si registrano le variazioni di volume dei vasi dell'avambraccio introdotto in un cilindro di vetro ripieno d'acqua, sospeso ad un piatto di bilanc ia, e chiuso ermeçicamente all'imboccatura con un manicotto d i gomma elastica. Avvenendo una contrazione dei vasi dell'arto, una certa quantità d'acqua corrispondente alla diminuzione di volume dell'arto viene as pirato da un cilindretto ga lleggiante, in comunicazione per un tubo di gomma col bracciale di vetro e sospeso mediante due fili di seta, passanti per una doppia carrucola, ad un pezzetto di piombo, munito di una penna scrivente, che fa da contrappeso. Per tnle aspirazione il cilindretto, alleggerendosi, si inalza, e contemporaneamente si !Lbbassn il contrappeso, il quale traccia !lui cilindro rotante, con una linea d iscendente, la diminuzione di volume. Dilatandosi invece i vasi dell'avambraccio, questo aumenta d i volume, ed una quantità d'acqua viene cacciata dal bracciale nel cilindretto, il quale si affonda, e fa sollevare il contrappeso, che segna l'aumento voi umetrico.


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RIVISTE O~;~ERALl

C'on tale st•·umento il :Mosso ha potuto constatare che il ,-olume dell'avambraccio presenta delle oscillazioni lente e regolari, che non possono essere altrimenti interpretate s e non co•ne eft·etto di un ritmo speciale di alterna costrizione e dilatazione dei vasi contenuti nell'arto esplorato. Dalla successiva const.atazione che gli spostamenti dell'aria t·ncchiusa nel manicotto, e trasmessi al timpano scrivente per mezzo del tubo di gomma fanno lo stesso ufficio del liquido, l'A. ritenne opportuno sostituire l'aria nel posto dell'acq un, semplificando l'apparecchio. Ma questi fragili mozzi sperimentali non sono i più Kdatti, nè possono con tuttll trn.nquillità e sicurezza applicarsi allo studio dei riftessi vnsali nei pa1.1.i c uei criminali sui quaU, più che per ogni altro, può riuscire di grande interesse l'in,·estiga~:ione pletis mograficn. Hallion e Com te (4), per togliere questi inconvenienti, hanno pens ato di sostiLuire la guttaperca al vetro, ideando un nuovo areosfigmog rafo digitale, il quale, se è commendevole per il fac ile maneggio e per la vt·onta. applicazione, presen ta però il non lieve inconveniente di esercitare una notevole co111pressione s ul distret to vasaio esplorato, come han no ]>ut.uto rilevare Binet e Courtier (6) in un' intere3snnte monog •·afla sulla circolazione capillare della mano. Recentissimamente il François-Franck (G) ha cercato di eliminare que~ta. causa d"errore, applicando un'ampolla d'a ria con una faccia alla palma della mano e comprimendo la parete rimasta libera con una specie di guanto, col quale si avYOlll:e l'e'itreruità dell'arto, e cbe, spaccato da un lato può essere, adattato o. qualunque misura, nllaccillndosi come 1 comuni busti: le variazioni volumetriche dello. mano vengono trasmesse al solito per un tubo di gomma al timpano di Marey e s egnate sul cilindro affumicato. Ma neppure con tale innovazione si riesce a togliere completamente la compressione esercitnta dalla gomma sul distretto vasaio da esplorare. A parere nos tro, merita la preferenza per le s uddette indagini la variante pletismogralìca proposta diec i anni fa dal Patrizi (7 ), t' da lui denominata !t«anfo voltnnet1·it·o (fig. 2), che, oltre, a conservare i pregi degli strumen ti del gene re relativamente alla. facile e pronta applicazione, JlOS· s iede in piu il vantaggio di non f'SC'I·citare a lcuna press ione meccan ica s ulla pelle e sull'area caJJÌI· !are. i:; costituito essenzialmente da un areoalìgmografo di g uttAperca, c.apace di contenere la mano, il di cui limite inferiore cade al disopra dell' articola~ione carpo metacar.t>ica, e l'orlo dell'apertura aderiFig. 2. sce ermetica.mente alla regione del polso per mezzo di mastice reso soffice con vaselina. Col guanto volumetrico si viene a comprendere una regione meno limitata di quella racchiusa nell'aJlparecchio di Hallion e Comte, il che consente di raccogliere tracciati ]>iù ampi, sui quali si u>ossono leggere le minime differenze.


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RlV ISTE OE:\I!:RALI

Allo scopo di perfezionare In. tecnica dei riflessi vnscolari, il Patrizi (8) ba introdotto una nuon1 disposizione per inscrivere su lla stessa curva pletLc;mografìca l 'istante e la durata dell'eccitazione l:>en><itivR. o . cnsoriale o p:::ichicn). A chi ab· bia famigliar itil con tal genere d.i ricerche nou snril sfuggito l'inconve niente che r ie.... ce malagevol~ il dete rm inare il te mpo d i una di quest e reazioni vasomotorie, in causa delle oscillazioni spontanee che ,:i possono accompagnare alle costrizioni od alle dilatazion i pro,·ocate: la. po:>-<ibilit ll di d istingue-re que:<~t: da quelle è resa anche più difficil e dall'uso che comunemente si t'a del segnale lllettrico Depréz per ti:>San: il momento e la durata dello stimolu, poichè, cs,;,•ndo lo strumento disposto ad uu Jiv,•llo immutabile, non può sc:-guirc la penna pleti:;mografìca nelle ,.:uo continue ondulazioni. Il Patrizi s'è proposto di eliminare questa causa d'errore, Sl•gnando sulla stessa linea del )IOlso il te mpo dell'eccitazione, senza interrompere perciò il t1·accinto, n \: nlterarc la figura o il lh·ello del pol,.:o. Ed ecco in qual modo : volendo

Fig. :1.

n d es. , ferma rP 1' istanti• d' una C('citazionc ncustice. (suono di campanello) sullc cur ve plet ismograficbe simultanee di ambed ue le mani, s i applicano all'indi,·iduo in <':<nme due guant i volumctrici di uguale capacit i\ A c H. (fig. S) in co· m unicnzioue ciascuno cou un t impano scriventi' del Mnrey, A• c /Jt. 11 marlt: lletto dt:lla sone ria e l.:ttrica, che provoca la reazione ~ui \>a~i saugu ig n i. presenta due te'<t e, le quali s6or noo lt• memf ·' Ilo.. l ,' .•. J.__ l.. •...... ! ' ·, ',\ brane piuttos to resistenti di du e tamburelli. scgna· ·-...l.-... . . . . ....,) ' \ • . lato ri, A• e E", comunicanti cii\Scnno, mediante una \' . cannula a triplice v ia c, nl t ubo di gomma che un i.sce il singolo guanto col corrispondente timFig. 4. pano . Cosi questi oltre segnare le pulsazioni cbl! s ono trasm esse dal guanto volumetrico, vengono al t resì ad iscrive re sulla st es!'R line a sfigmica l'istante e la dorata dell'eccitamen t o con una serie di fini smet·· Je tta ture (fig. -!~ determinate appunto dal rullare del martelletto sulle membrane

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RIVISTE GENERA LI

a l momento dello stimolo acustico, e che non modificano all'atto la continuità, il livello e la forma del polso. Con questo espediente si è notevolmente agevolata la tecnica dt~i riftessi vascolari, potendosi determinare con tutta esattezza il mome.n to iniziale dell'eccitazione anche nel decorso d'una pulsazione, e calcolare la. durata della reazione vaso- motoria., assumendo ad unitA di misura la rivoluzione cardiaca, la di cui durata precisa saremo in grado di dedurre, volta per volta, molto facilmente, sul cilintlro rotante a grande velocità, dal numero delle vibrazioni del mart~llo3tto (00 al l ') incluse in eRsa. Io tal modo potremo calcola re colla massima precisione la latenza e l' int~n· sità. di ciascun riflesso: la prima, che equivale all'intervallo cronologico fra il principio dell'eccitazione e il momento in cui la penna pletismografica dimostra il cambiamento volumetrico, viene valutata sommando il numero di pulsazioni e frazioni di essa intercalate fra il segno dello stimolo e l'inizio d'inflessione della linea sfìgmica: il valore relativo, calcolato a pulsazioni, può essere facilmente ridotto a valore assoluto in minuti secondi, determinando la durata di ciascuna pulsazione nel modo sopra esposto. Quanto all'intensità del rifiesso essa viene apprezzata in millimetri dalla massima profondità toccata dalla penna pletismogra6ca, a partire della linea orizzontale, che è continuazione esatta. del livello dell'ultima pulsazione prima dnllo s timolo, in rapporto altresì al tempo impiegato per raggiungere l'acme de l movimento. Così delle due reazioni vasomotorie, rr\ccolte nella 6g. 5 e des tate nella man<> destra d'un soldato di fan t.er ia in <i ivers11 condizioni fisiologiche, diremo che &

Fig. 5. plll vivace e più intensa quella del tracciato superiore. Infatti in ambedue i ri-

flessi l'inizio e la durata dell'ecoitazione sono rappresentati dalle fini smerlettature della linea sfigmica prodotte dalle vibra?.ioni del martelletto della soneria al momento dello s timolo acustico: ora nella prima reazione il livello del poL'$0 d:sceude sotto l'ascissa gi:\ alla quarta pulsazione, mentre, nel riilesso sottostantet il cambiamento di volame e la conseguente inflessione della linea pletismografic a si manifesta soltanto alla sesta; inoltre nel primo tracciato la massima pro-


RIVISTE GE:S.BBALI

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fondità toccata dalla penna scrivente raggiunge i 14 millimetri, mentre nel secondo arriva appena ai 8 millimetri. Della bontà e della praticità di questo delicato metodo d'indagine possiamo far fede noi stessi (9), che abbiamo avuto occASione di sottoporre ad osservazione, in breve spazio di tempo, pressochè un centinaio d'individui e ealc<>lare la varia latenza delle reazioni vasomotorie per diverse qualità di stimolo e per differenti condizioni fisiologiche e sperimentali. Dalle suddette ricerche siamo riusciti a constatare un fatto nuovo: l'esistenza di un tipo vasomotore. Non in tutti il delicato sistema vascolare risponde alla stessa guisa e colla atessa forza per uguale eccitamento: v'è chi reagisce più spiccatamente e più rapidameute per una impressione ottica e chi per uno stimolo acustico. L'esistenza di questo legame funzionale fra l'apparecchio vasomotore e la qualità dello stimolo. qualità che non è identica in tutti gli individui, ci consente di parlare di vasmnotore·visi1:o, vasomot<n·e-ttditivo, analogamente ai tipi mentali per i movimenti della parola articolata e della mano, e nel caso dei vasomotori possono darsi tante formole, quanti sono i sensi. Abbiamo inoltre potuto accertt.reche la maggior parte degli individui con un determinato tipo mnemonico, o for· mola psichica, ba un tipo corrispondente, omonimo, di riflesso vascolare: l'uditivo mentale è per lo più un acustico vaso·motore, il visivo mentale è sovente un ottico vasomotore. Una prima applicazione del guanto volumetric('l alla semeiotica medico.Jegale è stata consigliata dal Borri (10) per la dimostrazione obbiettiva dei punti iperestesici nella diagnosi dei disturbi nervosi dei traumatizzati. Sappiamo che il Mannkopff (ll), fin dal gennaio 1886, io uno. s eduta della società medica tli Marburgo, nel riferire ~opra un caso di mtllattia nervosa post.-traumatica, accennò al fenomeno, che più ta1·di da lui prese il nome. Successivamente il Rumpf ( 12) lo indicò come una trat,matische llerzactiou, per mezzo della quale si verrebbe a portare un notevole elemento all'obbiettivar.ione del dolore, coll'accertare l'tlltme,nto della frequenza del polso provocata. dalla pressione sul punto dolente. Om è evidente che r,ol semplice saggio della percezione digitale del polso arterioso non riusciremo o. dimostt·are che l'elemento quantito.tivo dell'acceleramento car· diaco e non le eventuali modificazioni qualitative dello. curva s6gmica: e nemmeno colla registrazione grossolana del polso a mezzo dei comuni sfigmografl potremo mettere in luce le piccole sfumature ed i dati più delicati di apprezzamento in rapporto al decol'3o complessivo delle varie oscillazioni ed alla forma delle pulsazioni stesse. Solo colla pletismogra6a riusciremo ad ottenere la prova evidente degli ell'elti fisiologici della provocata dolorabilità, ed in ogni caso determinare gli eccessi, i difetti, le indifferenze della detta sensibilità dolorifica. n perito, dal modo di comportarsi dei ritlessi vascolari nella vivacità e nella intensitt\ delle rispo!lte ai vari stimoli, può cosi trar profitto di un delicatissimo reattivo di sicuro. obbiettività. Valendosi dello stesso :>ussidio di tecnica 6siologica, t il Borri ha ottenuto altresi favorevoli risultati nella perizia medico-legale fatta sull'on. Angelo V., affetto da nevrosi traumatica, manifestatasi in seguito a scontro ferroviario. Anche l'Aibertoni (ltl) è ricorso con successo al guanto volumetrico per alcune osservazioni sul centro vaso-motore. In un caso di miastenie grave (malattia di Erb) ha ottenuto delle spicca tissi me reazioni vascolari coll'immersione della mano nell'acqua calda o fredda. In detta malattia i vMi sono più delicati che nell' individuo sano, per modo che la vaso-costrizione dt\ elletti più evidenti. Il tono


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RlVJSTE G ~;!\ERA L l

vnsnle é pet· consegnenr.n d iminuito in causa della minor influenza tonica del ceutro \'aso-motore, e perciò la rear.i one dei vra.si sanguigni appare esagerata. D'a ltra parte la li\cil it1\ e la prontezza, cou la quale siamo in grado di calcolnre in frazioni di min uto secondo il tempo latente ed io millimet ri la prol'on· dità della reazione '·asomotoria, ei perm!'t t.ono di assumere questo come indice dinnmo,11.enico della intensità di una sensazione o di nn moto etl'ettivo, ed n dis t ingue re in tal modo sensazione da SPns azione, emozione da emozione, indi,·iduo da inrlidduo. lnfatti i coF~i dl'tti metodi dinamogenic i an cora usati dal )fiinsterherg (14) e dal :Haltlwin ( l &) per valuta•·e la sensiuiliti1 generslle e s peciale o i sentimenti, i quali ns,;umono per indice l's,mpiezzn e la vivaciti1 di uo movimento dell'nrto, n(lu raggiungono In finezza del delicat o apparerchio vnsomotore che r isponde agli Mitnoli con mnggiore squis itezza e sollmendo~i nl dominio del soggetto, e di1 modo di sta bilire un rapporto trn la. v i,·acitA della rca?.iooe e la forma dell' eccilnnte. Cosi, attenendosi 11 qui\Sta tecnicn, AllJerti () Padovnni (lG), del manicomio di T'e-aro, hanno potuto rec~nti s.~i mam ente mette1·c in evidenza can1tteristi che mod i6cuzioni nei r illessi vMcolnri dei normali, degli epilettici e dei maniaci depressi. l: n Altro im p01·tnnte contributo, che il guanto voluruetrico e rannesso congegno per riset·izione dello stimolo p uò reCIII'e nella tecnica delle perizie medico-legal i, \: mppresentato dalla possi hilitil di cogliere le winime dill'erenze, e in t empo e in profonditi•, tm le r eazioni \'nsomo torie di destra e rli si nis tra, in modo da pot er stabilire l'esis tenzl\ di un manciuismo vasomotorio ( 17). annlogamente al manc ini,.mo motorio e s enso1·io. Fra le numl~ rose anormaliti1, che più di frequente occorre di rilevare nell'esame funzi onale degli n.liennti e dei delinqnr>nti. il mn.nciui.;mo rappresentn una delle st immnt.e che fermano mn!;giormente l'attenzione del per ito. Gi/l il Lomhro;.,o, il Tonoioi, il :\farro, l'Ottolenghi e, rcceutemente, il Saporito ebbero ariscon l rRre in una certa proponione u n a u mento ilclln for7.1\ muscolare per il lato sinis tt·o: corr ispondente n quesLo nwncioismo motorio si riscontra pu•·e un manciuismo scn ~oriale, e le ricerche del Mnrrr> del Ro!"si e d(·li'Ottolenghi dimostrano che ne~li anormali pii1 squisita è l1t sensibilità n sinistra. L'a pp rezzamento d i questi dati però non può costituire un valore .assoluto per il perito, in quanto sono tutti soggetti al11\ volontà, al g iudi zio ed all'eventuale ~imulazioue dc ll'esaminnnrlo: l'acrertnmeuto invece del mnnci nismo o destrismo ,·nsomotorio, In cui vnlutazione (: 1\!:Solutnmente sottrattA a l \·olere del "oggetto in esper imento, costituisce un elemento di magg iore attendi bilità. Diciamo un individuo destro o levovasomotore, r1 un.ndo n ella reazione in coscient~ dei Ynsi sangu igni. che po ·siamo sorprendere dietro stimoli es t erni (luminosi, n<'u tki, ta tti li. ecc.), s i riscontrano ditle ren ze di rapidità e di intensità tra i ritlessi di nn lato e quelli dell'altro del corpo. Generalmente queste migliori con dizioui della reazione va ·omotrice si riscontrano in quella parte dell'organi SIIIO. che è più ese•·.;itata nello sfono muscolare ed offre una sensi bilitl\ più squi!'ita: ni levo-motori corrisponde maggioN intt•nsitil e velocit;\ dei t·itlessi vasco · lari dell'ru·to sinist1·o, <' il guadag no di tempo nella metl\ del corpo preferita di dt·tte reazioni si può valutare fino al minuto secondo. L'es istenza di questa asimmetria va;;omotrice hll Rvuto la fortuna di essere luminosamente com pro \·atn in una pel'izia a difesR, che destò, a suo tempo, grande inte1·esse, e pe1· Il\ eccezionnle efl'eratezza dell'accusato, e per la gran copia di rlementi scientifici m ccolti: vog liamo allude re alla minutt\ inchiesta medico-

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RlVISTE u E:\F:RA LI

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legale fatta sol bandito Giuseppe Musolino (18), alla quale, per la bene,·olenza del perito prof. Patrizi, portammo in parte il nostro modestissimo contributo. La disposizione tecnica adottata per la constatazione del mancinismo vasomotor io sul famoso delinquente è quella riprodotta nella 6g. 8; i guanti volumetrici di uguale capacità si applicavano alle mani dell'esaminando nel modo già detto, e, per stimolare in condizioni per quanto possibile identiche i vasomotori delle du~ metà del corpo, fu scelta l'eccitazione uditivR, la quale agisce simultanea.mente sulla doppia locaiLr.zazione del centro nervoso, ed anche per il fatto, gia\ da noi rrecedentemente dimostrato, che le risposte vasomotrici più sicure si hanno in seguito n atimoli acustici. La prevalenza della reazione vasomotoria a destm o a sinistra fu giudicata in base alla latenza ed all'intensità del ritle2so: or bene in tutte le numerose osservazioni la prova del mancinismo fu sempre positivn, ottenendosi costantemente una maggior vivacita dei riflessi del lato sinistro. La 6gura 6 raccoglie, come esempio, le curve pletismogra6che di Musolino: quella superiore appartiene alla mano destra, l'inferiore alla sinistra. I n ciasc11na di esse, al disotto delle cifre arabe, numeranti le singole osser,·azionj, si può t'A.cilmente rilevare un gruppo di pulsazioni più marcate per un a fi n e smerlettatura. la quale segna gli istanti in cui un campanello elettrico Destm hn suonato ed imprec;so simultaneamente !ili& penna ricevente \ID delicato tremolio. Prima f he la curva. s6gmica di~cenda al disotto del livello che manteneva prima dello stimolo e dimostri l'av;enuta costrizione volumetricn della mano, devono contarsi per la destra 8 pulsa:l.ioni, o in altri termini deve ~iuis~ru trascorrere u u periodo d i tempo pressocJ.è equivalente a o secondi, mentre nella s inistl'l\ la linea pletismogmfìca si inflette prontamente Fig. G. alla 3• pulsazione dall' ini7.iO dello stimolo acustico, con un guadagno nella vivacitlt della reazione eli qnnsi della metà. Aggiungasi a ciò che, mentre per la mano destra è appena valutabile il declivio dell'ondulazione sngmica, per la. sinistra invece il riflesso vascolare raggiunge una profonditi1 di 9 millimetri. :llusollno è adunque un mancino vaso-motore, tanto per la rnpiditi1 del ritle,;~o quanto per l'intensità: e questa as immetria vaso-motrice trova un corrispondente raffronto nel mancinismo sensoriale e motorio rilevato su di lui coll'es tesiometro e coll'ergografo. D'altra parte i numeros i tmcciati raccolti danno una prova e\· i· dente dell'ipereccitabilità vnscola1·o e della prontezza della reazione nel bandito: infatti i vasi sanguigni di :\Iusolino rispondevano quasi sempre i11 meno lii chl rsecondi, mentre sulla centuri!\ di individui coetanei da noi esaminati il mo\'imento si manifesta,·a ia media soltanto dopo s•,dG.


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RIVISTE GE:-IERAI..I

Come possiamo interpretare questo mancinismo vasomotorio? Bisogna dedurre elle le vie vasorootrici perifericlae del braccio più sviluppato dal lato anatomico e più esercitato dal lato della fu nzione s iano disposte a tras mettere gh eccitamenti con prontezza e con intensità maggiore in confronto dell'arto simmetrico meno adoperato. E questa, diremo cosi, dill'ereute permeabilitil delle vie nervose per il movimen to dei vasi :<angu igni, trova un evidente riscontro anche nelle esperienze sul t empo fi siologico, in cui la corren te nervosa volontaria, che deve aegnalare un feuorneno esterno, giunge più rapidamen te a destra o a. sinistra, a seconda che il so~getto è destro o levo·motore. Con taio ipotesi però non pos,;iamo escludere l' influenzo. del dift'erente grado di eccit abilili\ sensoria le nei due lati <lei corpo o nelle due metA corrispondenti del cervello; nel riflesso va!;c:olare, che noi destiamo a mezzo di ttno stimolo a custico, deve e!"sere tenuto nel dovuto conto il fenomeno centrale della sensa2ione, l' ques ta maggior rap idit::\ e intensità delle ris poste vasomotrici espliCAt asi in :Musolino dal lato sinistro potrebbe trovare al tre plausibili ragioni nell& maggiore eccitnbilità dell'organo udi tivo tt dell'emisfero corrispondente. Ma do,·e l' ind:tgine pletismografìca trova più utile applicazione nelle perizie medico legali è nello s tu dio obbiettivo delle emozioni (19). Sappiamo che la più piccola internn. agitazione s i ri verber11 al d i fuori con una serie di fenomeni, ta· !ora impercettibili anche per l'occhio più esercitato. Tali i lievi mutamenti nel t·itmo e nella fìgura riel respi ro, le mini me oscillazioni di temperatura. i mutamenti de l diametro ddln pu pilla, le tenui cor:trazioni dei muscoli involontari dei v isceri, il differente comportarsi delle correnti elettriche alla su perficie del ~:orpo, ecc. Ma tut te queste esplicazioni emotive non sempre sono aft'errabili, nè si pos· sono valutare con su Biciente esattezza, variando tnli modificazioni tra limiti troppo ang usti, ed essendo espost e all'azione contempornnea di molteplici cause estranee. Solo ricorrendo all'esame delle reazioni vasomotorie potremo raccogliere e tras r'ormare in elementi obbiettivi i più delicati atteggiamenti della psiche : la gioia e In. tristezza, la •:alma e l'agi tazione, il piacere e il dolore, la soddisfazione e il rimorso. Tali 1·iflessi vascolari, appunto perchù avvengono inconsapevolmente e involont.nriaruent e, e per il fatto che sono provocati dal minimo urto di stimoli fi. siologici e psichici, cos tituiscono per il perito elementi che gareggiano per importanza cogli altri rilievi speri mentali, e che possono essere prescelti come seguaii s icuri e delicati delle emozioni. Quanto é più fort-e lo stimolo psichico, a ltrettanto piu cner~icn. o la ripercussione sul sistemo. cardio- vascolare, che s i r ilev11. colla oostrizioue capillare delle membrn. perifer iche e la <:onseg uente diminuzione d i ,·olume. Le cun·e pletismo~rnfiche ci possono quindi illuminare sulla forza, onde un Sllnt imento è capace di scuotere i s ensibili apparecchi neuro-muscolari dt~l cuore e dei va ~i. e 6no ad un certo punto possono rappresenta1·e un esatto dinnmometro delle emozioni. La fh:u ra 7 rappresenta uno dci tanti r iHessi vascolari a·accolti su Musolino per le più SVItriatc condizioni emoti,·e, e,·ocnndo alla di lui mente le persone, i luoghi, g-li av,·enimenti cbe furono collegàti alla lugubre serie dei suoi delitti. l\el punt o segnato dalla. freccin. si r ichiama alla memort& del bandito la tr'4!ica 'fine del carabi niere Piet ro R itrovato. una delle n umerose sue vitti me, ed ecco manilestarsi rnpidamente il restringitnento ilt,·olontat·io e incoscieote dei capii-

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127

RIVISTE GENERALI

lari della mano, che si traduce con una vivace ed accentuata inflessione della finca pletismografìca, e devono contarili ben 40 pulsazioni prima di vedere la ~urva salire di nuovo all'altezza che aveva prima della reazione. In tal modo il fenomeno vasomotorio è segnato sulla carta infumata e ci palesa fedelmente,

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Fig. 7.

all'Infuori di qualsiasi influenza pertu.r batrice in relazione alla volontà, il reale stato d 'animo dell'esaminando, anche qu~ndo egli voglia ostentare la più marcata indifferenza ed apatia. Così nella parte prima del recentissimo TraUa!o pratiro di priehiatria forense ~i Ottolenghi e De Sanctis (20), a pag. 24.7, è riprodotta la curva pletismografìca raooolta su un soggetto infortunato (scoppio di gas). Rievocando il momento del· l' infortunio, si è ottenuta una sensibile vaso-costrizione, con attenuazione del dierotismo e raccorciamento del polso. Ma non dobbiamo richiedere a questi delicati mez.z i d'indagine più di quello che possono fornirci, nè potremo mai arrivare coi s uddetti perfe?.ionati espedienti a cogliere, oltre l'intensità, anche la qualità dell'emozione. GiA. Couty e Char· pentier (21) avevano dimostrato, in una. importante monografia sui riflessi vascolari negli animali, non esistere alcun rapporto tra la natura dell'eccita.nte, quella pre· sunta dell'emozione consecutiva e il genere della. reazione vascolare. Analogamente in Musolino si riscontrb costantemente una costrizione veloce e profonda per qualunque genere d'emozione; tanto per il ricordo della madre e della sorella. che all'evocazione della famiglia Zoccoli, mira implacabile del suo odio e delle s ue vendette, sia al compianto delle sue vittime, o nella speranza di un'assolnzione, sia. pei sentimenti di vanità che per la soddisfazione di uno scopo raggiun to. La l'isposta vasomotrice è identica per tutti questi stimoli psicbicl, e la penna pletismografica si abbassa senza eccezione, caso per caso. Limitiamoci qui ndi a pretendere dai movimenti riflessi dei vasi sanguigni non la qualità, ma la quantità dell'emozione, e tutt'al più potremo stabilire una graduazione in rap· porto alla loro intensità e dedurre un corrispondente parallelismo per le varie eccitazioni emotive. La pletismograf!a col guanto volumetrico, in seguito alla prova felice fatta nella perizia di Musolino, ha t rovato ben presto il suo degno posto nella semeiotica psichiatrico-criminale, ed è stata accolta con favore da.lla maggioranza <legli alienisti e medico-legali. Non staremo qui a dare l'elenco di tutte le iochies te in cui si è rit".orso con successo all'esame dei riflessi vascolari; crediamo


128

Rl \"J.STE GE SEilALI

tuttavia non inojlportuno ricorùnre la parte impot·tante che tale ricerca ha ao:s unlo ne;.:li e.:ami psi<-o-autro polo:..:ki fatti t·ecentellteu t e in occasione di alcun i co:sidetti o: processi celebri • · Lombroso e Audenino s i serdrono della pletismogra:fia, collo s trumentario e la t l'cnica proposta ùal Patrizi, per l'e~nme medico legnle s ul detenuto Tosetti, le d i c ui imputazioni di violenza ed ucci~ ione di lanciulle solle\"arono, anni fa, n elh~ cittadinanl'.a torinese il più graude fermento. Lombroso (22) riporta nel s uo class ico trnttnt.o della perizia psichiatrico-lcgnle. i t·isultati ottenuti in tale inchiesta, cosi sorprendenti per l'illust re scienziato da farlo co ncludere, che tale metodo d'iudagine • set·ve non solo n scoprire il reo, ma a riconoscere l' innocente -. Anche il Filippi il ri <'orso feJi,·emente al guanto vo!umetrico per lo studio dell'emotivitil de lla Nini Bncci, e il ~[oa·sel li si è vnlso della stessa tecnica per le inùngini Hiiopsicologiche su Tullio Murri. Cosi nella peri zia del famoso proces.;o Oli,·o (:?:3) il guanto ,·olumetrico è com· parso tra gl i espedienti della semeiotica medico-legale, ed ha fallo rile,·are l'inl<ens tbilità dello squnrta tore nl ricordo della vittima e la vivace sua emotivi t i• in rnppol'LO all'esagel"lltO sentimento di st., ed è nncom il Lomba·oso a ritenere che " i tmccinti non diil"l!dscono pel variare delle eruo7.ioni, siano <·~se provocate da ,·endelta o dn tdfetto: solo le fa variare la loro dill"erellte euerght, e da questo lato sono i veri rag~i l{i;utg.m della\ psiche, e co;,i \"engono fissa ti gli et:bi delle emozioni genuine, insimulnbili •· Finalmente è n otizia dell'ora la peri:da psichiatrica fntta su Gnido C'a!<nle nl processo di P erug-ia !:?-l): lo cun·e plttismogrntiche m ccolte col g uanto volumetri co ti imostr11rono all"evi•lenza nn profondo turiJamentv della co::-cien7.rl alla vista dt!l r itrn tto •Iella sna vittima, e la relazione concl ude c he l'atteggia mento, a-;~unto chd Ca'!ale in nanzi a quelln pro,·n. perm ette appena di sollevaa·r un lembo del ,-elo che copre siffaLto mi:::.tero psi~ologico. Hecentis:;imn t: parimenti l'iuchio::ta med ico-le· ~nh· fatta dall'àso~tini sul bri!!Rnte Snlomone, nella quale il gunuto ,·olumetr ico hn nnlto una larga applicazione. .Ne l chiudere questa nota ci lusinghiamo di a\·ere segnalato a i colleghi del corpo l<an itario, e non sono pochi, i quali si occupnno di perizie medico-legali. \tn me7Zo d"indagiue che st'u;.!ge al dominio della ,·olonti\ ed all'e,·entuale simulazione del· resaminando, e c he può fì~nrnre degnamen te Ira quei metodi scientitici, ai quali oggi il medio·o militare deve 1· i~orrcre prevalentemente in luogo dei co ·i oletti tnl'llzi ùi sorpre~n.

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cirru!·tlint.

Travnnx du J.nboa·ntoire ~larey. l~ìli

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,r •w ~~'""'''' 'l'l''' '' i '"'''"'"""''1'''''" ;,,.,.. (. 1r••ltivn .{, l'l"t~i'"''(/i•. I'S!I .I, pn!:. 3,., l). 1


RIVI STE GE:-IERALl (J) Bl~ET et CounTIE R. -

129

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(7) P.\ TRIZI. -

(2~) Ih; Lt,IS .UU, AI'U P.:Sl.:-10 . PlP.TltOl'.\OLJ. ::;, ... lltiTO. ~IONTt:SM>O.

fronte alla psi~hiatria ed alla medicina ley!llc. l'orino 1908.

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r;,o,·~~trle di mtdld llll miltlllrc -

Fa-r. 11.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANl ED ESTERI

RIVISTA MEDICA BEit:>ART. -

Merourlo e tuberoolod. -

( Th ~1·ap~>utic G(lzelle, 15 no,·emlJ re 100:-i).

L'A. ndopem da parecchi anni s istematicamente nella sifilide le iniezioni in· travenose di preparati mercuriali. Om queste. oltre alla loro az ione antisitilitica. posseggono u u cer to numero di proprietil farmaco-dina miche ben ronosciute. I preparati mercUJ·iali, somministri\Li a dos i nwdie, esercit.ano un'azione a otiter roiCA molto netta in quasi tutti i casi, in cui In febbre è il risultato di qualche io\·a· sione microbicn : d'altra parte eserc itauo uu'azioue sedativa, abbn!:sando la tensione nenosa, e rende ndo gl i ammalati pet·sino pig1·i e indolerali. Kon è quindi un fatto sorprendente, che sou.o questa doppia inlluenlr.n nntitenuida e sednt int, un certo nUJnero di si61o-tuborrolosi r isentano qualc he giovamento da lln cum mer· curiale. Le conclusiou i dell'A. souo le segueuti: l " La cura mercuriale della !;ifiliùo in atto negli indi,·idui tubercolosi se111· br a, a lmeno al ]Wiucipio, egualmente f>WoreYole alla tubcr,..olosi. :?" I si61itiri con tubercolosi polmonare, dopo il primo r eale uligliornmento della sifil iùe, se s i continua la cura morrnriale, presentano un progrcssi'\'o nggravamonto. no Quelli con t ubercolosi gon ito-u r in aria non preseuta no nlcun miglior1tmento. ·l 0 Due tla1.ienti con 1esioni oculari hRciliRri si giovnrono, uno in modo molto eviùcute, l'altro più moderatamente, della cura mcrcuriale. f) 0 Gli ammalati all'etti d1t tubercolos i po lmonare, che presen tano addenti a ccidenti settici ordinuillmcnte per infezioni ussocinte secondarie, m iglior11va no sen~iiJilmente nl princi pio delln curn, ma n questo migl ioramento tene va d ietro u n ngg ra'\•nmento più o 111eno rapido, continunnclo nell 'u~o del mercurio. I l Sc· r~ent, che ba Rn che s tudiato a fondo l'argo~~aeuto in ttlcuni r ecenti lavori (l ) ò invece più ottilllista, ed è coll\·into che la cura specifica, mentre gua r isce, nei tu bercolos i sifìlitici, lo 111ani t"e tnzioni attuali clelia sifilide, migliora Anche lo stato gt:ncralo e le lesion i in 11tto dei tullercolosi, al me no in certe forme cliniche. !:i. Rt"TA. ~.\t"(J t " l:: p~:E. -

Le febbri ef4mere. - (.\'ociét•= m••d icale cltw h•':pitau.r . Pllrigi, se·

duta doll:lmrui.O Wl!!:>'). Assai n ot e rlioicamente, ~pec ie u clln pratica militare, sono le t"ebbri cosi detto (•fliml're. sull'etiologia 1lt:lle •JUali, però, non è detta ancora l' ultima pat-ola. Il Saequo"· p•:e, medico ma~giore di 2• ch1ssc e professo•·e nggt·egato alla :<cuoln di \"nl·rlc-Griu·c. rif(·ri:;cc un sno ,.:tudio "ull'argomcnlo. Egli in tre ammalati, frn 0).5"i(ìUd· • , , ,,.,.,.,..,;. l '~~ri:.:i. )la~~on o l ' . J:u•;. l:."t·!ll u:i•JIIt 1 l' llr(l d 1/u l llbur•.lmt . (Prr.•M .1/t~/io ah 14 oHohrc J:u•'l·


RIVISTA MEOIOA

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i 20 ed i 25 anni, i quali, all'improvviso, io piena salute e senza prodromi, ven-

nero presi da brividi, da cefalalgia, da orripilazione e da dolore lombare con ele. ,·a:>.ioni termiche a 89<> e 400, e nei quali dopo 36 a 48 on~ la temperatura scese al normale, per cedere il passo ad una pronta e definitiva convalescenza, senz'altre successioni morbose, ha voluto praticare delle ricerche batteriologiche sul sangue, e ne ha cosi ottènuto una coltura pura di tetragono bianco, dorato o color salmone, che l'A. ritiene agente dell'afl'ezione in'parola, poichè, su di esso, il siero dei malati possiede proprietà. specifiche (agglutinazione e sensibilizzazione deboli). Poco Yirulento, questo microrganismo è rimasto inattivo nelle inoculazioni ad animali. Sembra dunque che la febbre effimera sia una fugace setticemia tetragena. PASSF:IlA.

Dott. STASCANELLI. - Contributo allo atudlo dt varie forme dl tottlderml.a d& ohlnln&. - (Giornale inte·mazionale delle scienze m.edi che, Sl otto· bre 1908). L'A. rift!risce su di un singolare caso di tossidermia da ch inina, osservato nel· l'ambulatorio dell'istituto dermosifilopatico del prof. De Amicis. un giovane di 27 auni. usando 111odicbe dosi di chinina, per combattere le febbri malariche, nello spazio di J anni presentava, ogni volta che vi ticorreva, agitazione, intenso calore alla pelle, forte prurito e poi macchie rossastre di dimensioni variabili, da quella di una lenticchia a. quella di \lna roooetl\ da due centes imi, le quali mac· chie ingrandivano, confluendo fra di loro e dando origine a chiazze arrossite mol to estese, cui seguivano ipercromia, e al dorso dei piedi, alla faccia dorsale delle dita ed alle mani apparivano, dopo la comparsa delle macchie cutanee. grosse bolle a contenuto prima limpido, poi torbido, le quali dopo circa due giorni si rompeçano, dando uscita. ad un liqu;do ureote, e indi guarivano con un proce- o di desquamazione a IRrgbi lembi. Le recidive accadevano sempre nei mede· silui punti della cute, non negli spazii dapprima rimasti indenni. Si ossen·ano oLbiettivamente, tumore di milza, notevole dermografismo sulle zone ipet·cromiche, alcune rotondeggianti e brunastre, altre di colorito quasi vinoso, ipermcgalia epat ica, es agerazione dei riflessi. Il De Amicis pen.sò di potersi trattare di una forma di orticaria pigmentosa . E~sa non ern. da confondere coll'eritema palustre per la sua insorgenza bru~ca, per la sua frequente riproduzione e per la s~1a stabilità., nè con la lepm n1Rculosa, !lttesa la sensibilità. conservata. nei punti all'etti ed era. certamente dovuta alla chinina , come dimostrò l'esperienza clinicn. Sorse poi l'idea si tra t· tasse di una lesione vasomotoria di origine medicamentosa, (eruzione patogene· tica del Bazin), e si ricorse a ricerche sperimentali di con t rollo. Somministrando, sia per la bocca che per iniezioni ipodermiche, piccole dosi dell'alcaloide, ed aggiungendo anche alla chinina, in successive esperienze, ergotinR, oppio ed ntropina, per controllare l'antagonismo fisiologico, reale o supposto, J'ra. e ssa e queste sostanze, dopo circa un'ora riapparivano le lesioni dermiche ed i fatti d'indole generale, mantenendosi quelle per una settimana circa, sempre su l sito delle ipercromie cutanee. Nelle urine si rilevavl\oo la presenza di albumina e poco manifesta reazione chininica; nel sangue s i osservavano polioucleosi ed eosinofilia, ipomonou ucleosi, con g1·nnuli di melnnion. libe1·i od iuglobati; nsseuza di chinina nel liquido delle bolle; nel derma ed epidermide, (all'esame istologico), essu-


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XIVIST.A. Ml!:DlCA

dazione liquida, infiltrazione parvicellulare, ecta.sia va.sale e presenza di melanina nelle anse capillari tenninali e nei macrofagi del .Metscknikotr. L'A. discutendo il caso, ricorda la letteratura dell'argomento, dalle più antiche osservazioni agli studi del Ba.cce!H, del .Murri, e spe~ialmente del Toma.selli sulla intossicazione cbininica in rapporto all'infezione malarica e sulla febbre itteroema turica da chinina. I fenomeni di idiosincrasia sono indl~pendenti dalla dose della chinina, e dalla via prescelta. La chinina in alcuni casi, (Prior), determina effet· tivamen~ nel periodo della s11a eliminazione, fenomeni di congestione renale, a cui si di've collegare la insufficiente eliminazione di essa con l'urina; le eruzioni cu· tanee non possono r itenersi come determinate dalla azione flogistica prodotta dall'eliminazione dell'alcaloide per la cute. Riguardo alla tossicità maggiore da essa spiegata per via boccale anziché per via endermica, l'Oundjian pensava che le eruzioni cutanee fossero dovute ad abnormi processi autotossici, prodotti dal metabolismo cellulare sotto l'abnorme stimolo dell'alcaloide; l'autore invece orede che ciò possa spiegarsi meglio, ammettendo una diretta azione sulle ramificazioni terminali del grande simpatico, (su di es~o bo. spiccata :Rzione fisiologi<'ll ), o con l'aggiungersi di intossicazioni intestinali. messe in evidenza dalle analisi delle urine. (Più probabile la prima ipotesi dell'autore, perchè, a parto la dormite, al· cuni soggetti a'\""vertono di piu i fenomeni generali del chinino dopo la ingestione p er bocca, anzichò sotto la cute. anche a dose più elevata). Ora tutte le tossider· mie cbinacee ricordate nella letteratura hanno avuto, quale caratteristica, quella di regredire rapidamente, ed in modo completo: mentre nel caso dell'autore r esi· t\uarono le ipercromie, ed in esse. nelle recidi'\""e, si aveva. l'er itema. Conclusioni di questo studio wno le seguenti: 1° che tra le svariate forme di tossider!llia. da chinina può annoverars i una. f"'orm.4 e1·ite7r~ato-pigmenlaria fissa, molto analoga n quella descritta dal Brocq per illiosincr.nsia da antipirina. 2° che in questo caso le dermocromie non dipendono da alterazioni dello strato cromo· geno, ma dal tt·asporto e dal deposito consecutivo nel derma di melanina, proveniente dal torrente circolatorio, e la cui genesi piuttosto che un fenomeno di emo· lisi, provoc.\to dall'azione dei sali di chinina, è da riferire alla pr.cesistente infe· zione malar ica. CJA("CJO. Dott. CJA~SI. - L'etolo nella oura della tuberoolod. nale lklle scie~~ze mediche, oltobt·e 19118).

(Giomale internazio-

L'A. riferisce di alcune sue espet·ienze cliniche, con ottimi risultati curativi, praticati mediante iniezioni di clolo (cinnamato di soùio all'l p. 100). Con tali esperienze po;;itive illustt·a l'azione terapeutica. dell'acido cinnamico, proposto e a lungo studiato dal Landeror, secondo il qunle l'azione di detto a cido e dci suoi sali, meglio ancora se direttamente imme!<si mel sangue, si manifesta mudiante uua iperleucocitosi generale (polinurleati ed eosinofili), lllentre intorno ai ro,.olari tuhorcolnri si svolge unn tlogosi asettica. lJm•sLa consiste in dilataziom; vn"ale, nl,bondante emigrazione di leucociti, forte imbi bizione sierosa; il focola io tuhercolare rimane in filtrato di siero e di leucociti, i qUidi formano anche un cercine periferico isolante, mentre avviene neoformaziono vl\sale u ell'intemo del fo. colai o, che fi nisce coll'll.o;sorbi rsi i al posto dei leucodti sorge giovane t essuto di granulazione ed infine cicatrice di connetti'\""o fibroso, che talora si calcitica. L"etolo, n on initnnte, ué dannoso a qual,;iasi organo dell'economia, ba quindi uno splendido avvenire nelle forme tubercolari del polmone. CJACCIO.


RIVISTA MEDICA

Prof. GER:\tA!'\0 e dott. MAROTTA. 'l'onunasi, ottobre 1808).

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Febbrloole 4& baolllo 4 1 Bberth. - (Il

La questione nosogra6ca della febbricola, (febb-re napoletana, adeno-tifo di Cautani, (ebb1·e tifoidea atipica di Capozz1) si va facendo ora molto complessa, percbè, ~e fino a poco tempo fa si riteneva uniforme il quadro clinico di essa. secondo la fìsonomia clinica speciale che la scuola napoletana le aveva dato, si sono rile\'ate ora differenze e varietà tra le sue varie forme, di non piccola Importanza. Se ne occuparono sopratutto il Bonelli, il Tommasi, il Tom·maselli, l'Orlandi, il Rummo, il Galassi, il Fazio, il Can tani, il De Dominicis, il Capozzi e il DeRenzi; essi hanno notato essere la febbre il sintomo culminante, cara tteristico, c be da :.ola basterebbe a diagnosticare questa speciale malattia infettiva: febbre 'l'ariabile, nei singoli casi, per grado, per t ipo, per andamento,, per fase; 1'emit/e,tle, inlennittente, :nwcontiuua od anche a tipo inve1·so, (ipertemia mattinate). I detti scrittori. con lo Scbron, il De Martino ed il Cardarelli con vengono nella sintesi, che di queste forme diede il Tommaselli per il quale, cioè « il carattere distintivo di questo processo febbrile, il prevalente sopratutto, sarebbe il non averne alcuno: irregolarit•1 nella. origine; nell'andamento; nella. du rata; successione di fenomeni morbosi senza distinzione particolare nella forma, nella intensità; prevalenza sempre del proce~so febbrile sopra. tutti i fenomeni morbosi, ora con cammino sempre costante, ora con la pill grande irregolarità e senza stadii dis tinti; durata indete1·minata, crisi rarissima che non ba mai una norma, né un periodo definito; discordanza sovente tra. temperatura e polso •· Scarso tumore di milza, od anche nullo; alterazioni lievi o modiche delle funzioni gastroenteriche, sudore s pesso profuso, talvolta mancante; disturbi nervosi lievi o nulli; t•lvolta reumatalgie vaganti, od itterizia ecc. Dinan zi a tali varietà cliniche di gi~ il Capozzi aveva separato la febbricola dalla febbre mediterranea, in quella non trovando ma i il tumore di milza, cosi come il Tommaselli ; poi, Castellino e la sua s cuola hanno sostenuto vigorosamente la diversi~à delle due infezioni, (polemizzando col Gabbi), ed hanno cercato, studiando la etiologia dei singoli casi, di schiarire il problema. n Tommasi pure 1\\'eva r ilevato delle affinit~ tra la febbricola e le febbri tifose, uotandone però i caratteri differenziali i De ~lartini e Schron pensarono in,·ece ad un t ifo-malaria i Cardarelli e Fazio ne facevauo una entità distinta, mentre Borrelli e De Uenzi l'accomunavano alle forme tifose, e Cantani la chiamava adenotifo. Meglio di tutti divinava il Capozzi, atrermando essere la febbricola una forma clinica a sé, dovuta ad un microfìto della famiglia del tifo, (u:n solo stipite con le tre forme di ileotifo, dermotifo e tifoidea. atipica). Son venuti di poi gli studii sulle infezioni parati6che e le ricerche batteriologiche: Nettar e Ribadan-Dumas su 37 casi sospetti di paratifo, con le prove dell'agglutinazione, la trovarono pill marcata, pii1 rapida e costante 22 volto per il b. paratifico A. di Bryon e Kaiser; ti voi te col b. enteritidis di Gilrtner i l volta col b. parati f. B. di Corradi e Drigalisky; 8 volte col b. di Eberth. Il Germano su 14 campioni di sangue di infermi aftètti da febbricola dimostrò trattarsi io 2 casi d i infezione ebertbiana pura, ed in uno di infezione mista. Nei tre casi clinici studiati dai due Autori e dettagliatamente esposti, le ricerche batteriologiche hanno loro dimostrato trattarsi di infezioni ebertbiane pure; cosi el!si contribuiscono ad affermare che ,.i hanno forme di febbricola di natura eberthiana. C!.>\CCJO.


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RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE Sol m~o&nlamo eU ohtuaura del ouale appen4loolare. (Complt:s 1'tndus hPòd01n. cles s,:ances de l'A cad. de.s sciences, Parigi, tomo CXL \', n. 9 del 2(; ugosto HIOS).

R. RoBI:SllO:S. -

I numerosissimi studi s ull'appendice ver111ifonne non han no del tutto risolta una q~te.o; tiono assai importante: lo sbocco del cannlo de l processo ,·ennicoln re n1:l ceco è sempre aperto, oppure è prOV\•isto di una qualche b1uriera, di un q ualche meccanismo di chiusura, sufliciente ad oppors i alla possibile penetrazione di corpi estranei? Il Morgagni per il primo studiò la valvola, che oggi immeritatam'!nte porta il nome del Gerlach, e la d escrisse sotto t'onna di un:\ plic11 a ssai viHtosa e dif;posta, a mo' della palpebra ,;uperio1·e, in corrispondenzA. dell'orificio del dotto a p· pendicolare, in modo da impedire nssolutameute il pnss,, g gio, quanrlo esiste. tanto ai gnz, quanto al contenuto intOlltinale. Egli del resto, assai g iustamente come ved remo, opintwa che, anche in nssenzn di tale va lvola, nel lume del proce~,;o vermicolnre non potel<sero penetrare corpi estranei, causn'lu grande s tre t tezza de l canl\le e la poca dilatabilita delle sue pareti. L'adito al lume dell'appendice t! infatti realmente sah·aguardato, in v ia nor· male, dalla penet raziono di q uahli\'Oglia materia o corpo, non gia pP.rò in virtù d ella sola valvoln. del ) Jorgagni, che da sè non basterebbe a t anto ufficio, ma anche e spodalmcnte per l'inten·ento d'altr i coefficienti, s ui qu::\li rich iama og~;i l'nttenzioue il Robiusou in que-;ta nota, che J . Chatin presenta. aii'Accademin d elle scienze. Numerose dissezioni ed e~pe rim en ti hanuo permesso a ll'A. di atfermnro c he la chiusum del caunle in parola è assicura t:\ da tre ordin i di fattori. A md tutto la muscolatura della paretfl dell'a ppend ice for111a, a livello del suo punto d'impianto s ul ceco, un robusto anello, \'Oro sfin t~re como il cardias, che cootr:tendos i rende mi· n imo il lume del condotto e provoca ln formazione d'un imbuto, aperto \'erso il ceco. La contrazione di questo stìntere è sotto il dom inio di \lll ri6e><SO, t- he ellt rn in scena allor quando un corpo estraneo viene a passare dava n ti nll'oriticio: e~~a si propaga dal basso in alto s u tutta la parete dell'appendice per esaurirsi su quella cecale. L eg:tndo il colon ascend ente ed in t rodu cendo r.on lieve pressione nel ceco, attraverso l'ileo, una materia più o meno pas tosa, si può os<>ervare la eddente formazione dell' unbuto in l'arola. L'orifizio cecale dell'appendice è però ~unrentito anc he dalla Ynh·ola che il Horgngni dùscris~e e il Bonnzoli rat'fi~u rò; il Robin ~on l'ha. troYata co:>blnte, sotto form a d i una briglia o ripiPgatura delln. mucos a n foggin di pa lpebrn. che egli p1·opone di denominare plica appmd;cn, la qunl!', sperimen talmente riem· piendo il ecco solto una certn pressione. si solle\'11. in mnniera a ssai e\'idente e ch iude del t utto l'ing rc.<...-;o del cn.nale, ,eill reso stretto dallo slintere. In !Ìne un terzo e piu note\·ole coct'licicnto d i chiusurl\ il fornito dai rapporti di di rezione che intercedono fra gli assi del ceco e del processo ve rmiforme: ques to infatti s'impinnta con un 1~ngolo ttsc;a i Ynria1Jile no·n solo n. seconda dei \"tHii sog~.:etti, ma anche. e specialmente, in relazione :dio stato di ri picnezza o di \'a·


RIVISTA ni CHIRURGIA GESER.H,E

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cu.ità del ceco. In quest'ultimo caso l'as.<;e del processo vermir.olnre è, ad un dipresso, sul prolungamento d.i quello cecale; ma, appena il contenuto dell'ileo s i r iversa nell'infundibolo del ceco, l'appendice si raddrizza, si solleva e viene a formare, con la parete d.i quello, un angolo acuto, cui il Robinson conferisce il nom~ di i ncisura coeco-appe~&diculm·is, che costituisce sen7.n dubbio il più potente ostacolo alla peuetrazione dei corpi e delle materie di qualunque specie. L e statistiche più apprezzate, quali quelle del Mitchel Beli, del .Renvers, del Rostovtzev, sopra un totale di 3337 osservazioni operatorie e necrosco)>iche, hanno rinvenuto due soli casi ogni 100 di corpi stranieri introdotti si nel dotto vennicolare. La chiusura dell'orificio di questo raramente adunque Callisce, in paragone specialmente di altri sfinteri; ed è evidente che i clinici hanno assai esagerata. la freq nenza della penetrazione di corpi e!'< tra nei nel canale appendicolare. R ecentemente gli americani, per comhattere le coliti a cute e croniche, hanno praticato l'appendicostomia, suturando il processo vermifo rme alla p1uete addominale, aprendone l'estremo libero e spiogendÒ facilmente nel suo condotto svariati liquidi destinati al lavaggio del crasso, i quali, con altrettanta facilito'!, uscivano pel retto. Però in nessun c~o mni, e ciò conferma le ricerche del Robinson, que i chirurghi banno osservato che da questo novello 1mo appendicolare artifi· ciale rigurgita.sse il contenuto dell'intestino, o che questo, allol'\quando a suo tempo si voleva ottenere l'obliternzione chirurgica. dell'Rno stes!:!o, la ostacolasse con formn 1.ione di fistola. stercorncen. Questi fatt i si erigono dumtue a prova dell'esistenza delle sopra descritte barriere anatomo-fìs iologiche, poste a guardia del confluente ceco-appendicolare. PMlSli:llA.

Contributo alla oura ohlrurgloa 4elle netrltt parenohtmator:e oronlohe. - (Ri~:ista Ve11eta di scie11ze mediche, a gosto l!lOS).

L. D1 GIACO)tO. -

Quest'interessante nota clinica è frutto ùi un'o:-;ser·vn;r.iooe praticata tlall'à.., nostro collega nel R. esercito. durante il s uo assio;tentttto onorario pres...;o lall. L'o iversi tÀ. d i .Padova. Trattas i di un ammalato indubbiamente ntl'etto da nefri te cronica, nel qUide lo S\·ariato trattamento medico era rimas to impotente di fronte all'evoluzione progressiva del morbo, por· fortuna. non complicato con altri accidenti pii: o meno gravi. Come ultimo tentativo di cura s i propose od es;1gui la. decapsulazione, intervenendo sui reni in due sedute, separato dR un periodo di tempo talmen te lungo dR. potersi con sicure1.zn giudicarti se gli eventunli miglioramenti post-oporatori avessero carattere permanentemente duraturo. Praticata la decnpsula?.ioue del primo rene, mediante incisione della caps ula reuale lungo la superficie convessa e scoiiRment<> della s tessa fino all' ilo, si notò fin da~ giorno succes;1ivo, diminn;r.ione d'albnmiua che andò mano mRno progres· sivnmente e gradatamente aumentando, mentre au1nent1tVA. contemporaneamen te la quantità delle urine e le sostan7.e escreu1eu ~ilde in esse con tenu te, ed all'esame microscopico rilevavasi lenta, progress iva di minu?.ione dei cilindri ialini e dt•gli epitelii renali. Contemporaneamente miglioravano le condizioni generali dell'int'er·mo, s icchà due mesi dopo si procedeva alla decapsula?.ione del secontlo rene. Le modi6cazioui verifìcates i nelle urine dopo In prima decapsulnzione, avvenuta la seconda, anda.rono ancor pii! accentuandosi, ed il benessere genernlo t'u tale che dopo soli trent.'1.due giomi dal secondo atto op•!rnti'vo, J'opemt.o \'Cniva. dime.<:so dalla clinica.


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RIVI TA DI CHIRURG IA OEN~;RALE

1\on vonne perduto di vista, e sei mesi dopo la decapsulazione, esaminate le orine, vennero riscontrate appena tracce di albumina con cilindri ialini ed epitelii appena rintracciabili; il paziente era aumentato di due chili, e d ichiaravo. che ogni giorno piu egli sentiva crescere le forze, mentre non potevasi ri tenere che egli a domicilio si fosse troppo rigorosamente attenuto al prescritto reg ime alimentare. Tal fatto, secondo J"A., non può che far maggiormente risaltare il progressivo miglioramento ottenuto in una nefrite che dumvt\ da due noni e mezzo, ribelle ad ogni trattamento medico. Pertanto egli ritiene che, ::;enza voler fare della decapsulnzione il metodo elettivo di cura di tutte le nefriti croniche, come \'Orrebbe l'americano Edebohs autore e preconizzatore di tal metodo, i chirurghi possano certamente sentirs i incorng~iati a ritentare la prova, se si presenterà un ammalato che non abbia tratto dallt\ terapia medica notevoli \'nutn~!!;i e sia in condizioni tali da tollerare !lenza grave pericolo il bre,•e atto opet·a th·o. G. BEn~ ucc 1. WAJ, TIIF:n. ':...La dldufeaioue della pelle per messo della tllltura 41 lodlo.

-

(Gazefle des lt;;p itav.:x:, u. :39, 1\)()!l).

Il pro!'. Wnl the•·, a nome anche del collega Touraine, ha presentllto nella seduta del 24 marzo r.orrente, alla Rocieti1 d i chir urgia francese, un'interessante comunicazione s ulla disiDI't>zione de lla pelle a mezzo della tintura di iodio. I risulta ti della disi nfezione del campo operatorio praticata colla ti ntura d i iodio veunero dall'A. studiati solto il punto di ,·ista pr~ttico, batteriologico ed istologico. l. Risultati pratici: Su 35 casi osser vati nell'os pedale della Pietà l'asepsi dellR. pelle venne fatta 28 volte colla t.i ntura d i iodio succes.<oivamente a frizioni con etere, 4 volte colla tintura d i iodio senz'altro lavaggio, 2 volte colla tintura. di iodio dopo l'uso della spazzola o supone, dell'alcool e dell'etere, ed infine 1 volta con la tintura di iodio, dopo lavatum con alcool ed etere. ~i ottennero risultati fa,·orevoli in 82 casi: in S sol i un punto di sutura avev.a leggermente lesa la. cute. A queste 85 osservazioni il \\'alther ne a ggiunge a ltre 26 fatte nella clienteln. privata, con risultati pa rimente soddisfacenti. 2. Ris ultati batteriologici. ~otto questo punto di vista furono :;tudiati lo casi, nei qun.li la disinfezione della. pelle era s tata praticata cou tre metodi dill'erenti: colla tintura. d i iodio dopo l'uso dell'etere, colla tintura di iodio soltanto e colla tintura di iodio dopo la lavatlll'a con sapone, alcool ed etere. Da queste cicerch., l'A. ha potuto accertare che dopo 10 minuti, colla sola applica:-.ione della tintmo. di iodio, s i otteneva lfl disinfezione completa della pelle: anche l'asepsi era tanto più perfetta nei casi in cui si era ricorso semplicemente all'iodio che in quelli t rattati preceden1emente con sapone, alcool ed etet·e. 3. Risultati istologici. L'A. infine ha fatto una tet·za serie di esperienze s ui piccioni, tratta ndo la cute del dorso, precedentemente rasa, per un gruppo col sapone, alcool, etere o tintura di iod io e per l'altro colla soltl tintura di iodio, cd è riuscito a dimostrare che l'impregn:tzione dell'iodio era molto meno conlpleta e regolat'e nel primo gruppo che nel s econdo, pel' il fntto che i granuli di iodio non nve\'ano rn!.{giuuto In profondit i1 do! derma e pet· conseguenza non ave· vano potuto e:-:ercitnt·e la loro azione in microrganism i situati negli strati pro· fondi della pelle. C ASARINI


RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE

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Oontrtbato oUDloo allo ata4lo 4elle fel'lte 4' &l'ID& 4& faooo 4ell'uretr& e clella veaolo&. - (Riforma medica, 27 luglio 1908).

A. PELLEGRINI. -

Le lesioni traumatiche della vescica non sono molto frequenti, a causa della posizione di quest'organo e meno frequenti quelle prodotte da anna da fuoro. Le ferite per proiettili di guerra sono assai ra1-e : in tempo di paco sono veramente ecc~ zionali. L'A. ha avuto opportunità di osservare allo ospedale civile di Marradi una f.:rita diretta della vescica prodotta da arma da fuoco cd assoc iata a lesione dcll'uro.~trn e del retto. Si trattava di un carabiniere, che aveva ricevuto accidentalmente da un (;O m· pagno un colpo di moschetto d' o•·dinnnza al bacino alla distanza di circa un m Ct l'O.

I l forarne di entrata si trova"n sulla faccia dorsale del pene sulla linea mediana, a circa 2 centi metri dalla sua t·adicc, e da esso usci\ra urina mis ta a sangue . Quello di uscita era alla regione glutea dl'st•·a a ci1·ca 4 centi metri dall'orifizio anale e S centimetri in fuori della linea mediana tlcl corpo. Non vi erano fatti generali allar manti, nb shock, nÌl irritazione peritoneale, nè emorrag ia notevole : la vescica e ra Yuota: csiswva tcnesmo rettale e fuoriuscita di sangue e urina dall'ano. L'A. si limitò all'aspettazione armata. Al So giorno, essendovi in61tramcnto urinoso, praticò l' u•·etrotomia esterna e l'introduzione di una sonda a permanenza. 11 decorso postopers.torio fu regolariss imo: o.l 25° giorno l'infermo veniva di· messo guarito. Yisitato 6 mesi ed un anno dopo l'n~cita dall'ospedale, non presentava segni di restringimento note vole dell'uretra, permet tendo questa facilme nte il pass aggio tld nume l'o 18 Charriè•·e. Da questo caso si rileva, che le ferite extrapcritoneali della vescica ltanno un dt>corso favorevole, e lo possono avere anche se compliCA.te a contemporanea. le· sione dell'uretra. e retto, e che le ferite dell' urett·a da arma da fuoco di picco lo calibro possono cicatrizzat·e, senza dar luogo a fi>:tole nè •·estringimcnti. RUTA.

Dlagnoal e4 1D4toastolll operative nella tuberooloa14el rane. - (Boston Jledical and Suryical Journal, 2 gen.n aio 1908). ·

L!xcoLN DAvrs. -

Fino a pochi anni fa s i ammetteva, che la tubercolosi renaJe fosse a prevn.· lenza di origine ascendente, mentre de. osservazioni ptù accura te dobbiamo invece concludere, che essa è nella maggior parte dei casi di origine ematogena, importata cioè da altri focolai tubercola ri lontiUli (p. es. polmoni, gangli peribron· chi ali ecc.); e dal rene poi l' infezione tenderebbe a discendere per gli ureteri fino a lla vescica, seguendo cioè la corl'ente urinaria. Quanto a lla tubercolosi primaria vesc icale. essa è quasi sconosciuta, e piuttosto s i verifica non di rado il caso, che l'infezione si diffonda alla vescict. dagli organi vicini (pel'itoneo, annessi uterini e s pecialmente prostata). I n tali casi si può anche a vere contemporaneamente ed indi pendentemente tubercolosi del rene, senza però che vi sia stato un processo ascendente - questi sono dei casi piuttosto imbarazzanti per la diagnosi, essendo difficile distinguere una cistite tubercolare primnl'ia da una di origine renale, se non :<i fa un esame cistoscopico accurato.


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RIVISTA Dl CRIRCRGIA GE::-iEJULE

Talvolta la diagnosi di rene tubercoloso è fac ile: cos'i, quando vi sono precedenti tubercolosi in famiglin, l'nnnmnesi prossima rifer isce malessere, stanchezza. generale, febbre, J1erdita di peso, minzioni frequenti e dolorose, l'esame fisico fa notare alla regione lombare un tumore molle alla pnlpaz.ione ed una urina cari~a di pus e forse anche alquanto ematica. Altre volte la diagnosi è difficile, quando cioè i s intomi sono miti, e cosi la malattia può progredire per de i lllesi e degli anni, senza apparente alterazione dello stato generale. Ordinariamente unn piuria senza al tri s intomi importanti deve far pensare ad una lesione rennle; rarissimn,mente il solo sintomo precur· sore è l'ematuria. Forse la principale sorgente di errore nella diagnosi della tuber colosi rena le è il fatto, che i sin tom i gravi da parte della vescica, la quale co;;l spesso è at· taccata secondar iamente, mascherano la malatt ia pi•'t oscura, ma prLmitiva nel rene. Sono pnrticolannente di!igrazicti quegli individui, in cui s i sviluppa s ubdolamente una lesione tubercolare del rene e vescica nel corso di una blenorragia· cronica. pereh i: questa malnttia mnschem le nltt·e due, e la curo. indicata in e"sa (come l'uso di sondu, irrig:1zioui) è proprio controindicata. per non di r peggio, nell!l tubercolosi. La prot:a delllt tuberroliua è di poco valore nella. diagnosi d ella tubercolosi del rene, anzi può r iuscire ptricolosu, se vi è esteso impegno di uno o di a mbedue i reni. L'avere una reazione positi,·a s iguilica soltanto che esiste In tubercolo i in qualche parte del ~orpo, il che ÌJ di poco giovamP.nto: soltanto In reazione negativa può essere di qualche valore. Ogni volta che s i sospelta la tubet·colosi dell'apr.nreccltio minario, è inclicn to uu minuto esaute dcll'uri11a por riguardo al pus ed ni Ò((c:i/li fubercol a1·i. Recenti os~ervazioni (\\'alsh) sembrano a\·er dimostrato che è possibile ne!le urine di individui t ubercolosi la presenza di bacilli escreat i attraverso reni sani: onde l'importanza di trovare contem pomnenmente pus e bacilli. Questo doppio reperto s i troverà in tut ti i casi di tubercolosi renale, eccelto qunndo le les ioni sono cosi incipienti che non comunicano ancora coi tubolini urini feri, o quando (caso rarissitno) sia o;o;truito compl<!lnmente l'uretere ; ma ques ta seconda condizione, che per lo pit't è solo tempornnea , suole nnnu nzin.rsi da sè J'Or mezzo di sintomi indubbi. Anche nelll\ tubercolosi miliare del ren e mancano di reg ola sia il pus cho i bacilli dell'urina, ma tali casi non presentano indicazioni operati\·e, e quimli non occorre tene rue conto. L a miglior prova dciii\ p resen za dei bacilli tu bercolal'i nell'urina. è quella. ùell'ino• ·ulaziont : 20·HU centimetri c ubici del sedimento urinnl'io sospetto, presi con tutte le cautele di steriliti1, vtJngono iniettati nei tessuti sottocutanei di una cavia. L a grande obbirzione che si può fare n questa prova è che essa richiede da 4·G settimnne di tempo per dare un ri1=:taltnto. La ri,.erw dei bacilli lubcrcoltwi ntll'u,·ina non è t11nto difficile qunnto si crede. La dillicolti' n.aggiore consiste nell'~cludere il bacillo d~.>llo smegma, (·be non si pub J ifi'eronziare e<:attnmente con n('!':SIIn metodo di colorazione. Ad evitare la contaminazione dell'u rina da parte di q uesto baci Ilo, è consigliabile di estmrla con u n catetere ster ile, dopo aver hene d isinfettato i genitnli ester n i. Il seditnertl o si lascia depositare dappt·ima in bicchiere largo, e poi s i centt'it'ugn. Se, dopo esa minati uno o due prcpnrnti, non si trovano bacilli, sarà


RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALI!:

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meglio fare an altro esame il giorno seguente anzichè perdere ulteriore tempo a fare altri p1-eparati dello stesso campione di urina. La presenza di pus e bacilli nell'urina però non è che un primo passo verso la d iagnosi: bisogna poi stabilire la sede del processo nell'apparecchio urinario, e per questo si richiede la cis toscopia, la quale poi è assolu tamente indicata quando si tratta di operare. Con la cÙ!toscopia si può determi nare l'origina renale della. malattia; ma non basta: in caso di una nefrectomia dobbiamo 1\SSOdare preventivamente due cose: l 0 clu u11o tùi reni l> ammalato, 2° elle l'altro tsiste ed è (1mzionatmente sano. L'esperienza clinica, e specialmente quella di questi ultimi anni, ha dimostrato, che nei casi debitamente scelti di tubercolosi renate la nefrectomia d•\ splendidi risultati. Questi ri ~ultati valgono ancora una volta a cox:fermare che H processo tubercolare attacca, di regola, prima il rene, e poi discende verso la vescica, perchè altrimenti, se la malattia renale fosse secondat·ia ad infezione vel'c icale, ques ta r imarrebbe sempre, malgrado l'operazione, e no n mancherebbe di invadere l'altro rene. Un'altra conseguenza s cntul'isce da qu e;;ta considel'a;~ione, ed e la necessità di operare precocemente, prima che si m anifes tino alterazioni secondarie nella ves cica. La guarigione spon tanea della. tuhercolosi renate, a dill'erenza di quella d i &ltl'i organi, sembra straordinariamente rara, per non dire sco·n osciuta: mancano nella. letteratura. casi concludenti al riguardo, giacchè tu t te le mis ure igieniche, che valgono tanto ad arr estare la. tubercolos i in altri organi del corpo, qui sono del tatto inefficaci. Assodata In necessità dell'operazione, che genere di atto operativo è indicato? La r esezione del focolaio tubecr!'olare è pericolosa per ca us a dell'emorragia, ed incerta per la rimozione di tutta la parte malata. La ne(rotomia è una mis ura semplicemente palliativa, e, se poi dev'es,;ere sr•guita in 2" tempo dalla nefrectomia, questa sarà resa più difficile. L'operazione di scelta per la tubercolosi unilaterale del rene è la ne(1·ectomia completa con asportazione dell'uretere ovo sia impegnato. La prima condizione per l'operazione però è la presenza deiJ'altro rene sano, o almeno in condizione di funzionare; so que<>to è menomamente info.tto da tubercolosi, non è da. parlare più di nefrectomia; in q uesto cas o sarù indicata la. nefrotomia con drenaggio degli a.!;ces.si tubcrcoiari. Diventa perciò di capitale importanza il conoscere lo stato del ~ccondo r ene, ed è per i progressi in questo genere di cognizioni, che In modern a chirurgia renaie ha ottenuti i suoi l'ecenti s plendidi risu ltati. Con la sola cistoscopia si può già stahilire la provenienza. renato del pus, d i· stinguendo lo da quello prostatico o vescicale ; con l'esploral(;iono degli s hocchi degli ureteri (meato.ycopia ureteri<'a del Fenwick) s i può riconoscet·e qualr s ia il lato malato, sia tenendo conto della condizione dei mcati ureterici, sia de lla. qualità dell'urina. che vien fuori da ciascuno di essi. Talvolta però pe1· condizioni spec iali la cistoscopie. dà risultati incerti (infìnmrnltzioue d e11e pat·P.ti vescicali, intolleranza, presenza di sangue ecc.). Allora, per css~t· sicuri, 6 neces.~ario r ac cogliere separatamente l'urio1t dei due reni. I vari ingegnos i apparecchi per segregare l'urina di una metà dell:~. vescica da quella dell'altra metà, sehbene utili in molte aii'ezioni, sono pochissimo pratici in caso di tubercolos i, per la ragione che spesso è impegnata auche la vescica, ed allora l'uso del .çeparatore può essere non solo doloros issimo e q u in1li


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RIVISTA DI C.RJRURGIA GENERALE

intollerabile, ma anche fallace, perchò, se l'infe:done vescicale si estenda al di là. della linea mediana (come spesso avviene), si potrebbe inferire dai ris ultati della manovra che la malattia renale sia bilaterale, il che non è sempre il caso. Inoltre, se è impegnato il fondo della vescica e quindi inspessito, è impossibile applicare il setto dello s trumento (p. es. quello d<:l Luys) in modo da impedi re lo scolo del· l'urina da una w etil all'altra. Vi è stato sempre un consiòAruvolc pregiudizio contro il cateterismo d t:gli urt· te1·i, specialmente nella tubercolosi, per l'allegato pericolo di infcttaru un uretere sano: questo pericolo però é stato riconosciuto più ipotetico che reale, quando, si intende, la manovra è fatta da mani <•sercitate. Si è proposto di cateterizzare solo l'uretcre del rcr.e già riconosciuto u:.alato, e raccogliere la urina de ll'altro r1·nc pE'r mezzo dl'l catet~rismo vcsci<:alc. Questo metodo però ha gli stessi incon· Yf'nicnti d ci separntori, quando la vescica è infetta; como pure 6 da tener presc·nte la possibilità, che attorno al catetere uretcrico til.tri a... ll'urina ammalata, e quind i ques ta inqui ni quella contenuta in vescica prov~:niente dall'altro renu. P l•rciò nella mag~ior parte, le esigenze del caso sono superiori al rischio teoretico, c quin ol i si farà il catetel'ismo di ambedue gli urcteri. Quando l'urina ottenuta da un uretere il prh•a di al bumina, pus e batterii, e contiene una h•1ona percentuale di urea, allora possiamo cons iderare sano il rene corrispondente: la semplice albuminuria senza pus e bacilli non costituisce con· troindicazione alla nefrectomia, perehè può essere di origine toss ica, e quindi s pal'irà con la rimozione del focolaio suppurativo. Cosi pure non bisogna dtH·e una grande importanza alla presenza di pochi r.orpuscoli ema tici o ·di cellule degli ureteri, potendo questi elementi derivare dalla applicazione degli stntmenti. La sola presenza del pus nel 2° r·.,ne è un segno che controindir.a l'operazione e richiede un'accurata ricerca iJiltteriologica per mezzo di inoculazione nelle cavie: se ques ta riesce negativa, la nefrectomia se non positivamente controindicata, e certamente molto puricolos a. I n questi casi poss iamo ricorrere alle prove più re~entemente escogitate per saggiare la funzionalitt\ del rene, come la fiorùlzina e la crioscopia del sangue e dell'ul'ina. Però questi mezzi sono validi soltanto, se usati in unione a l cateterismo degli ureteri, e quindi sono soggetti alle stesse limitazioni di questo. Del resto essi non sono stati ancora adottati generalmente, e resta inoltre d a provare, che abbiano, per stimare la funzionalità renale, un valore maggiore della semplice prova delt'urea. Il cateterismo degli ureteri, intanto, quando vi è tubercolosi vescicalc, non Sl·mprc à possibile, anche per l'operatore più e.<;ercitato ;(Rovsing non è riuscito a prati cado che 97 volte su &9). In tale evenienza, quando la semplice cisto· scopia non di risultati soddisfacenti, la necessità di ric onoscere che l'altro rene è sano ci autorizza ad un'ìnl'isione esplol'ati•·a. Si può obbiettare anche qui, che que.~to metodo non solo à pila pericoloso del catet erismo ureterico ma molt~ inferiore ad esso pei risultati che d :i. i in fatti con la pal pazione renale s i possono riconoscere solo le lesioni piia grossolane, e non s i può avere alcun criterio circa la funzionalit-à. del rene. Quando s i sia determinato, per quanto lo permetta la natura del <'.&SO, chela tubercolosi renale è unilaterale, fino a che punto costituisce controindicazione al· l"operazione l'iutpe!JIIO .~et·ondo.rio dilla 1i&~f'ica '? È un fatt~ ben noto, che, dopo lt. 1·imozione del focolaio primario renale, l' infezione secondaria guarisce sponta· neamente in molti ca si. A d ogni modo, non costituisce controindicazione l'infe·

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RIVJSTA DI OTo-RDIO-LARDIGOIATRIA

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zione vescica le, quando è limitata agli strati superficiali, rispettando la tonaca muscolare. Quanto alle controindicazioni imposte dalla complicanza di tubercolosi genitale, possiamo dire che esse esistono, quando vi sia o un processo in atto nella prostata o in ambedue gli epididimi. Infine le controindicazioni da parte dello stato gene~·ale sono le stesse come · per t utte le altre grandi operazioni. RUTA.

RIVISTA DI OTO-RINO-LARINGO.IATRIA G. FERRERr.- OoiUI14erastonl olllliohe sulle •lnaaltl oomblDate. (Estratto dagli Atti della clinica oto-rino-laringiatrira clelia R. università di Roma, anno 1908). L'A. comincia col dire che le pansinusiti sono tnolto piì1 frequenti che non s i creda, perchè vengono mascherate dal processo che in un antro acquista maggiore violenza si da farpas.<;are inosservate le lesioni più leggere delle altre cavità accessorie. In molte malattie infettive, specie nel corso dell'influenza, è positivo che sono d'ordinario simultaneamente colpite le ct~vità mascellari e frontali e le cellule etmoidali e talora anche l'antro sf'enoidale, ma può anche avvenire che 'ciascuno di essi, isolatamente e primitivamente inft~tto, trasmetta per contil!;uità il processo alle cavità vicine. La freftuenza di tale meccanismo di infezione dipenderebbe dalle peculiari condizioni anatomiche, dalla ampiezza rispettiva dei seni contigui ed infine dai rapporti tra seno mascellare ed ostio inferiore del canale naso-frontale nella regione del meato medio. P er l'A. l'etiologia delle sinusiti multiple è basata sulla elevata prMsione del pus nelle cellule etmoidali, bastando allora un riacutizzamento, in seguito a coriz<~a, influenza o qualunque altra malattia infettiva, del processo piogeno·et.moidale, perchè in un c~o la suppurazione passi tla un grti}tpo all'altro delle cellule etmoidali suddette, oppure, ciò che è pii! grave, che da un gruppo anteriore essa passi ai seni frontali o per le cellule posteriori all'antro mascellare o sfenoidale. L'aft'ermazione che quasi sempre è l'etmoide il punto di partenza dell'infezione degli altri seni non esclude il fatto che esso possa suppurare in secondo t empo per pt'opagazione non eolo dai seni sfenoidali, ma anche dai frontali e mascellari. L'A., dopo alcune considerazioni sulla diagnosi delle complican<~e orbitarie ed intra.eranicbe delle polisinusiti, circa le quali contribuiranno l'esame esteriore e del fondo dell'occhio, l'esame della cavità. orbitario. e l'esame neurolo~ico, viene a parlare dell'intervento chirurgico. Incomincia col d ire che prima di intervenire sui seni supposti malati, e qui ndi anche per accertamento di dingnosi, convengn. s~om ­ brare dalle vie nasali tutto ciò che ostacola l'esame ed impedisce il deflusso de l muco-pus; ed infatti in alcuni casi nei quali la sindrome faceva supporre complicaDze g ravi, tu tto scomparve dopo l'asportazione di mixorui etmoidali e turbinati ipertrolìci, la resezione di sinechie, il raschinmento di fungosità sospette dello scheletro osseo e cartilagineo, l'estrazione di sequestri o corpi eslrunei rla lungo tempo dimoranti nel naso. Ed è perciò che dai piu si consiglia, prima di


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R l Vl STA 01 A..."i"ATOM I A E FlSIOLOGl A XORMAL E E PATOLOGICA

intraprendere la cura cbi1·urgica di una qualun'lue d(•lle forme di polis inusi ti comhinate, di resccare totalmente il cornetto 111edio. Relativamente al procasso operativo, in massima l'A. r itiene che nelle pansi· niti co mbinate fronto-maxillo-etmoidali con compartecip1~zione soltanto delle cellule anteriori dell'et moide, basti l'operazione di Ogston-Luc; al contrario, se sono lese le cellule etmoidali poste ri ori ed il seno sfenoidale, consiglia di ri cor r ere al metodo più radical e di Killiau . ~e la ll\Sione è del seno fro utnle, m ascellare, etmoi dnlu e s fcnoidale, crede l'A . che all'apertura delle cavit i1 posteriori si possa gi ungere attravt·r,;o il seno ma!<celbHe, senza ricorrere al processo di Rillian, p iil gn\\'e per la cos111esi di quello di Cnldweli-Ogston-Luc e p itt difficile ad eseguire quando non si :sia raggi unta una tecn ica perfetta. Hi;.{uardo alla t rapanaziono del seno frontale dalla via orbitaria, l'A. consiglia d i non ri corrervi che n ei casi nei <Juali precsista una fistola f ronto·orbitaria. Sui ,·nnta;.n~i del metodo d i l' uot, consisten te n ell'nfl'ondR re la cute entro il seno fron· tale am piamente aperto allo scopo di a fl'ret tarc la ~uarigione ed impedire le re· cidh·e, l'a. pensa che ad esso si deLba ricor rere solo nei cnsi nei quali vi è fistola t>Stt·rna e nei sitilitici che presentano ~ran di perdite di Rostan'l:a. Tale bellissimo lavoro è compl ett~to dall'e!'posizionc d i alcuni casi clinic i di p!ln"in usiti, nei qu ali essendos i praticati, R seconda d ei vari casi, i m etodi ope· rnto ri accen nati, si ebbero I'Ìs ul tati assai lusiu ~hieri. R uGA)( !.

RIVISTA DI ANATOmA E FISIOLOGIANOR~IALE E PATOLOGICA BGlle &lterasloDl 4ell'oreoohle«.& de1tra nell'aritmia del ouore. - (l•~,-auk(11rter Z eilscltrift fiir Patllologie, Bd 2, 190S). I u. - Ulteriori rloerohe 1ul ouore nell'arltmta orontoa. - (lbid., Bd . 2, JH, 1909).

Se u irXDF:RG. -

In una serie d i pubblicazioni compnn<e negli a rchivi di Engelmann, il WenC' kebnch ha. descritto un fascio muscoltu·e t 1·a la veni\ cavo. superiore e la pa1·et.e dell'o•·ecchiettl\ destm che, per nnalogia di quello che t rovA:"i nel cuore monoa· t riato degli nni111nli a sang ue freddo, è consideraLo coute il punto da cui s ' irrndia l'ntt i,·itk de l 111iocarclio. Questo muscolo è costituito da fìbt·c ci rcolari che s i di:::tinguono p et· il loro colorito pnllido d n q uelle dell'orecchietl!L t!d è sepa rato Jler un buon tratto da una fe,,.u,·n linea re pie1.1a di lobuli d i gr11sso, di teo::suto conlllet tivo, di vas i e di elc11\tlnli nervosi. L e ricerche di \\' . :Koch sull'ultimmn mo rien.~ del cuore hanno quivi t·ilevato urul ricrhezza di gnnglii non veram ente limitati al fascio di \\'enckehach, ma Hnche difl'usi sull'odo marginale della v~no. cava e sulla parete doll A ' 'eno. coronaria. l>opo tali coustn.tu ~ioni, era necessn rio sot lo il punto di ,·i sta anatomo-pa to· logico l'esnme di questa zona del cuo re uellt> nr itmie di lun~a durata, r itenute lino nù oggi cowu runln t tic co"i dette es~cuzial i. :<i11e male1·ia, per dedurne un


RfVISTA DI A!\ATmt iA E FISIOLOGIA XORUALE E P ATOLOGICA

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e ontributo alla teoria tutt'ora discu:::sa in clinica di una origine miogena o nenrogena dell'aritmia stessa. In una lunga serie di preparati macroscopici e micro.scopici prelevati da cuori con lunga e durevole irregolarità di funzione, l'autore trovò delle a lterazioni quasi sempre d'origine infiammatoria limitate al fascio di \\'enckebach, cara tterizzate da accumuli linfocitari e qualche volta da processi degenerativi delle fibre muscolari striate. In un solo caso di aritmia perpetua trovò con l'accumulo dei linfociti una degenerazione ialina scle1·otica dei fasci intermuscolari, del connettivo perineurale e la scomparsa quasi assoluta dei gangli nervosi, onde l'autore trae la conclus ione che gli elementi nervosi siano andati perduti in conseguenza della infiammazione crouica di lunga durata. Un'infiammazione limitata esclusivamente in q uesta piccola zona muscolat·e tra la vena cava :::uperiore e l'orecchietta destra. confermerebbe la teoria che l'origine dell'irritabilità del cuore.Tabbia veramente quh·i il suo punto d'origine, e nei casi tipici di aritmia durevole pol·terebbe una conferma alla teoria di Wenckebach la s ul\ Sdde ben circoscritta e patologicRmente definita. Do~r&Nrco BvNo. P rof. F. SA:-<t'ELICE. - Toulne ed antltoa1lne del bla1tom\oetl patogen!lD r&pJIOI'to &11& etlologla ed al\a onra del tnmorl maUgnl - (Annali d'igiene sperimentale, anno lVOS, fase. IV). A parte i risultati poco o punto risoluti'l'i delle ricerche, che sui tumori venner·o eseguite dai worfologi puri, o da quelli che oltre della morfologia, si occupat·ono anche del metodo sperimentale (nel senso di trapiantare tumori da animali ad animali, per studiare le condizioni di !!viluppo delle cellule neoplastiche e tentar·e di risolvere i! problema della immunitil naturale od .a cquisita), s i può ritenere, che soltanto i fautori della teoria parass itarin. fondata sull'azione patogena dei blastomiceti (Leopold - Plimmer - Sant'elice) sono t·iusciti ad ottenere risulti\ ti tali da. farci fondatamente sperare assai prossima la soluzione del problem& della etiologia e cura dei tumori maligni. Colle numerose llue ricerche, il Snnfelicc ha potuto dimostmre nei tumori mali~i dell'uomo e degli animali lo. presenza di s accaromice ti patogeni (saccbaromices neof'ormans}, a volte coltivabili e a volle no, percbè trasformati in corpuscoli fucsinofili o de l Russe!, per opera di \ID anticorpo, che si forma nel :::iero di sangue dell'animale in preda all'infe.-.ione, il quale nella stessa guisa dei sieri batteriolitici, reagisce sui saccaromiceti, producendo in essi cromatolisi e crornatoressi. Kell' interno dei tessuti, i blastomiceti assumono tutte quelle forme, che per l'addietro furono ritenute come appartenenti a p1·otozoi e non sono da confondere collo comuni inclusioni cellulari e con le comuni degenerazioni del protoplasma cellulare. Se inoculati negli animali suscettibili (cani - ratti), possono dar luogo a ve1·e infezioni, o limitate (pseudo tumori), o diffuse (blastomicosi), nelle quali i pR!'ll.."Siti sono molto numerosi e IR reazione da parte del teslluto è molto scarsa; od a ve1·e inwssicazio"i• nelle q uali !11. moltiplicazione degli e lementi cellulal'i, (lm:nori) Ì:! dovuta ad un prodotto solubile, ad una tossina da essi eiRbornta. Nelle cultur·e i blas tomiceti sono capaci di produrre le tossine solamente su alcuni s peciali s ubstJ'Rti di n utrizione solidi o liquidi. ( Per ottenere una tosi'ina pura ed iu q un ntitil sufficiente pe1· la produ;r,ione delle neoplas ie, l'A. coltiva i ge,.mi in brodo agn1·, o patate, contenuti in tubi chiusi alla fiamma e conservRti al riparo dnlln.


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RIVISTA Dl ANATOliiA E I' IS IOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA

luce per 6 o sei mesi, se rimasti selllpre a 67° O, o pel doppio circa di tempo, se a 14°-16° C). Nell'uomo sono piuttosto rare le infezioni blastomicetiche locali (pseudo-tumori ),. o lliffusu (blastomicelii' e sono invece frequenti le intossicazioni, i veri tumori maligni. Mol tiplicandosi i parassiti che si trovano a contatto di determi nati gntppi cellulari, producono la tossina, la quale, fissata. dalle cellule, rappresenta lo stimolo alla loro riproduzione atipica. Sicchè il parassita agisce in un primo momen to ed in seguito è la. tossina. che d iL l uogo alla formazione del tumore. I parassiti trasformati dall'anticorpo sper.ifìco in corpu~coli fucsinofiU, o di Russe li, rimangono come caput mortuum. nell'inte1·no del tessuto neoplastico. La tossina fissata daUe cellule neoplastiche rimane integra e si t rasmette da cellula a cellula. Non si potreiJbero spiegare i trapianti delle neoplasie maligne attraverso numerose genemzioni di animali. della stessa topecie, se non si ammettesse che le cellule neoplasticbe trapiantate, portano seco lo stimolo alla riproduzione atipca. Il modo con cui avviene la formazione dei tumori nei trapianti, ò quello che più si avvicina al modo natumle d'infezione. La reazione d ell'or~anismo, in segu ito alla inoculazione delle culture dei blastomiceti pa.to~eni contenenti parassiti mo•·ti e tossine, si u1anifesta. con la formazione di anticorpi speci fici. Di questi, interessano specialmente quello ad azione battericida, cui è dovuta la trasfor nu\zione dei parassiti in corpuscoli fucsinofili e quello, cui è dovuta l'azione antitossica, la.neutralizzazione della tossina 6~ata nelle cellule neoplasticbe e rappresentan te lo stimolo alln. loro riproduzione atipica. L'ellicacia antitoss ica e battericida del s iero degli animali preparati si determina, inocuh\ndo nella cavità addominale dei ratti un miscuglio, costituito da un eme. della cultura in mezzo liquido contenente parassiti vivi e tossine e da. un deci111o di eme. di s iero. Se la piccola quan tità di sie1·o inoculata impedisce la. morte degli animali, può usarsi con vantaggio nella cura dei Lu•nori maligni. Tanto pii1 facilmente riesce la cura di que;;;ti, quanto meno intimamente è le{!nra la tossina alle cellule neoplastiche. Dalle cellule neoplastiche vecchie la tossina si lascia distaccare più dillicihnente, che d.n quelle giovRni. Quanto pii1 presto s i applica la sieroterapin. n.i tumori maligni, tanto più facihuente è sperabile la guarig ione. I risultati positivi finora. ottenuti sui cani, danno ce1·tamete buona speranza di guarigione dei tmnori maligni nell'uomo. Tut&LLJ.

JUoerohe Intorno agll anttoorpl 4el fermenti 4tg..ttvt, oon apeolale rlguar4o alla l oro pre ..uza. nel alerl normalt. - (Gi omale del@ rralc ;.ocietà italiana d'iyiene, settembre 1008).

E. TrnEr.Lr. -

L'A. propone un metodo a bbnstanza facile e pr:ttico pe l dosaggio llella pepsiLa e della tripsina nei liquidi digestivi, fon dato sulla. proprietà antiformentnti•a, di cu i è dotato il siero di sangue d i conigli, tmttati preventivameute per via en•lovenosa con soluzioni deboli di detti fermenti. Conoscendo il valore di questo siero, si arriva facilmente a stabilire, in meno di :H ore. una esatta ricerca quantit:tti\"a, calcolando la quantitn di siero neces.\inria, per impedire l~ digestione di una ro· telln di albume d'uovo coagulato. .È inoltre assai importante il fatto, clte le proprietil spedliche di questi sieri, q ualora s i cessino le inie;.ioni, vanno rnpi,Jnmeute !<cemando, fino a raggiungere, dopo circa 60 giorni, un minimo non sorpnssnhile, •·he è uguale a quello riscon-


RIVISTA D I MALATTIE VE-"'ER EE E DJ;Lf.,\ PEI..LE

trato negli anim~o.li non trattati. Anche nel siero d i sangue normale dell'uomo esiste una certa quantitit di antipepsiua e di antitripsina. Questi a nticorpi si dimostrarono dotati di poca. resistenza verso il calore (vengono distrutti se tenuti per 15' a o7•J ed il loro quantitativo varia assai col variare delle fasi digestive i è cioè massimo a digiuno, minimo a stomaco pieno, il che fa. ritenere p robabile l.ln rapporto tra il quantitativo dei detti antifermenti e lliversi processi morbosi dell'apparato digerente.

RIVISTA DI MALATTIE VENEREE EDELLA PElLE A. BoRRELL.

ouoro. -

-

n demode::a: oome acente dl•••mlDatore della lebbra e del (l'resse Mlidi•·ale, n. éi del 1909~ .

~el éiO p. 100 per lo meno degli individui alquanto avanzati in età si os..:erva la presenza. del demodex iu diverse parti del corpo; specialmente naso, orecchi.:~, faccia, mammella. Il Borrel ha trovato questo parassita quasi costanlement.e in n umerosi casi di cancri cutanei. Nei vegetali vi sono delle malattie analog he alla scabbia e dei tumori determinati dn un parassita simile a l demodex. Negli individui lebbrosi s i trovano, a ttorno ai follicoli piliferi ed alle glan,Jole sebacee, d ei noduli contenenti 110 numero immenso di bacilli di Han!leu. Ora in questi stessi noduli si rinvengono pure in abbondanza dei demodex follicnlorulll, che il microscopio dimostra ricoperti da numerosi bacilli; sir.che pare a.s.'lodato, che ()U Csti acar i, pass ando da un individuo all'altro, il che accade necessariamente di quando in quando per effett-o della. vita in comune, trasportino con sù dci bacilli della lebbra. Ecco dunque un modo di trasmiss ione ;Iella ma.la.ttia, che di mostm come 1st coa- • bitazione favor isce il contagio nel!., famiglie lebbrose. Se questa teoria. è esatta, potrebbe diveniJ·e fncile combatt-ere la lebbra ed a ssicurarne la p rofìlassi. Basterebbe cioè distrug~;ere i deruodex folli culormn sui corpi degli individui su cui essi vivono, specie nci paes i iufes lati dal111. lehbr:\. Bas terebbe all'uopo praticare un'accurata toilette della cute del viso, nn<;o. orecchie e 1111tmmello con sapone nero, xilolo o pet1·olio. S. R t:'rA.

E. Kt. At:St:Eil.- La preolpltazione nel •lero del •Ulllttol oon aoqaa dl•tlllata. - (l(i(orma me<liNl, :27 luglio l!)OS). L'A. esaminò in tutto 2G7 infermi all'etti da s ifìJi,Je recen te; la reazione fu po,iti,·a in 265 casi; mentre nltri autori (1\oble- Arzt, Fl'itz, Kreu, )liillcr Wassermnnn) ebbero solo il •10·50 p. l OO di e.~iti po,:itivi. La causa di ris ultati cosi difrerenti è da ri cercare nel siero stesso. Sieri che reagiscono fo•·temente, perdono qua~1 compl;:tame nte questa loro proprieti\ dopo 24 Ol'&. La prova perciò dc\'e el<eguirsi s ubito dopo la presn tlel snn~;ue e non piit tard i di 2 ore. t ll -

Gloruale di mt dic111a molilart -

Fa;r. 11.


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RTVISTA DI llAI,ATTIE VE~EilEE E DELLA PE LLE

La reazione non appare sempre con la stessa intensitit in tutti gli stadi della sifilide. In casi di sifilosclerosi recente e dopo l'appari?.ione dell'esantema, di solito la rea?;ioue è intensa, ed avviene dopo 5-6 ore. l~uaudo si tratta di sifi. lide antica, la ren?.ione è piu debole, ed avviene dopo 7 ore. Nel periodo ter?.iario si brl una reazione molto lenta e debole: di solito avviene solo dopo 12 ore. La. terapia s pecifica ha una azione notevole sulla reazione. La cura mercuriale prolungata ritarda da principio la reazione; J>Oi la rende R u·rA. poco a poco piu debole, fluo a fnrla scom parire del tutto. BO!iltRE'J' . -

•'J

lull'ematologta Della lebbra. - (P>·esse 1llt=dir ale, 20 gennaio 1909).

In vista d elle npprezznbili divergenze nei ris ultati ottenuti dai vari autori circn le modificazioni della formula leucocitaria della lehbra, l'A. ba esaminato da questo punto di ,·ista un mnlnto afl'etto da lebbra nodulare, ed ba constatato che le vnriazioni pos~ono essere considerevoli, raggiungendo :per i }>olinucleari il 23.78 p. 100, e per i linfof'iti il 23, 88, mentre queste ''ariaz ioni in un soggP.tto sano non hanno oltrapes;;nto rispett ivan•ente il 14, l G e il 15. :?-2 p. lU(•. Nella sua relazione alla :-<ocieta d.i patologia esotica di Pnt·igi l'A. conchiude che la formula leucocitarin subi:sce n ella lebbra delle varia?.ioni troppo grandi, perché le si possa accord:u·e nn qunlsinsi valore s emiologico. R uTA. Ro t:~<:>EAt:-DE\.'E I,r,F.. -

't,

:-

-.

L 'alopeola areata 41 ortglDe dea.t&rt&. -(l'resse Me-

dit·ate 10 go:nnaio 190U).

È uot.a in dermatologia la teoria di Jacquet, il qunl a ha tro,·ato, che l'alopecia areata, fa,·orit.a dalla predisposizione, preparata da disturbi di tutto il s istema piIi t'ero (seborrea, iperirlrosi, ipotonia, ecc) è detenninata e lìssata da irritazioni loculi, che partono da un punto qualunque dei neuroni centripeti (alopecie rifiesse) cd nncho dai centri (alopecie centrA.Ii). Le t>iu conosciute sono le alopecie rill esse, il cui ptutto di pMtenza t"rariabilissimo: può el"sere viscerale (gastrico intestinale, bronco·pollnouare, genitale) o petifetico (uuri colare e sopratutto dentario). Le alopecie di origine dentaria presentano alcuni caratteri, che le differen:r.iano nettamen te dalle altre varietil, e che , pennettouo di farne la diagnosi, as· sicuraudone qu in<li la ptognosi e la guarigioue. li Rousseau-Dccelle cosi riassume q u é4!\ pnr tkolnritit: l " L'alopecia si ,·erificn c;pcsso dopo un n crist dolorosa. del ramo dentario del trigemino. Que~ta cl'isi può prccede•·e di 2-8 mes i la cadutn doi capelli, ma il più ::~Jle:sso .si verilica nel mese ;precedente alla cad uta. 2" L'nlopecin a\·viene dallo stesso lato de llll. n enalgino delle lesioni dentarie atth·e, :::c non vi è. stata In crisi dolorosa: è pit1 frequente dal lato sinistro, dove "o11o anche piit frequenti le lesioni dentarie (Gnlip pe). 3° Si manifesta a prefercn:r.n in Cf' r te zone pt·edisposte : le zones peladopho1·e,, d i J 1\C<JIICt. Sembri\ nuche r. h e vi sia u no stretto rapporto fnL la sede dell'irr ita· zioue dentaria e qu<>lla dell'a rea al opccica iuizialc: per esempio l!l nlop~cie cons~c u· t i\'C nd un' irritn7.ionc della prLrte posteriore della mascella inferiore si locnli:r.zl\no qu asi iU\'nl'Ìabilmcnlc ucllo. t't'gioue occipito-tllH'nle:

... ,_

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RIVISTA. Dl :.tALATTlE VENEREE E Dt;:LLA. PELLE

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4• L'A . su lG casi di alopecia per evoluzione o lesione del dente del senno inferiore, ne ha osservati 14 localizzati alla n uca. Alcune osservazioni sono a ques to riguardo di una esattezza sorprendente. Cosi, per esempio, un'alopecia nucnle. che datava da anni, guarl dopo un mese dall'es trazione di un frammento di tadice del dente del senno. 6• L'alopecia s i ba più facilmente in seguito alle irritazioni alveolari e geng ivali (artriti alveolari, piorree, cisti, evoluzioni dentarie) che a quelle dentarie (p ulpiti). Queste ultime producono irritazioni piu violen te in tutto il territorio del trigemino e primi nervi cervicali (salivazione, lagrimazione, fotofobia, otalgia, mialgie, ecc.) ma modificano il trofismo cutaneo in un modo più snpediciale e fugace, al contt·ario di quanto si verifica nelle lesioni alveolari, che producono irritazioni latenti e prolungate limitate a determinate fibre del trigemino, e che si riliettono quindi in una chiazza deter m1nata dalla superficie -cutanea, di cui al· t er·ano il troflsmo in modo profondo, e durevole. 6° Le aree alopeciche di origine dentaria sono in generale poco estese e poco numeroso: (una o due per lo più). Le grandi alopecie non sono in generale di origine dentaria. l• I.a prognosi è benigna. Queste sono le più curabili delle alopec ie in virti1 dell'adagio: ~tt~blata l'av.sa, tollit1tr e[Tertus. &-o L'affezione guarisce rapidamente e spesso immediatamente per effetto del solo intervento dentario. S'intende, che non bisogna disconoscere addirittura l'importanza della cura. locale e generale, specie in certi casi di soggetti nevropatici. con ta1·e ereditarie ecc. Insomma dalle numerose osservazioni del Rouitseau-Decelle si può stabilire in modo irrefrngabile, che una eccitazione partita dalle tenuinazioni den tarie del trigemino è capace di produrre un disturbo trofoneurotico qual'è la alopecia areata. Del resto i fatti osservati dall'A. in materia d i alopecia si ritrovano in tutte le branche della patologia. Infatti ogni eccitazione pat·tita da un punto qualunque dell'organismo è aoscettibile di produrre delle ripercussioni io tutte le manifestazioni della vita organica, ogni tessuto reagendo secondo la propria fun;:ione. Eeco cosi tutto un campo nuovo ed ancora quasi completamente inesplorato, eh(· si offre alle investigazioni dei flsiopatologi. S. R~;TA .

Il mattargto taradtoo e ad alta treqaenza nelle pr01tatltt e nelle lpertrofle prottattohe. - (Il Poli cl h&ito, sezione pratica, n. 82 del l 90S).

.M. Ono. -

Nel 1° Congresso della Societl\ Italiana di Urologia l'A. ha presentato i risultati di lt! mes i di osservazione con questo metodo di cura, dimostrando como es:<o sia preferibile a quello digitale, che è doloroso, e dà risultati as~ai discutibili. L 'alta frequenza invece è ben tollerata, calma rapidamente ogni molestia locnlf', diminuisce e modifica la secrezione, p1·ovoc1\ la scompar;;a del gonococco, fa ritornare rapidamente l'organo al s uo volume normale. Il massaggio faradico è meno efllcnce, alquanto molesto, ma si può usnro con T"nnta~gio come complemento della cura. La durata della cura è fra le 2 settimane e i 2 mesi circn. L'A. s i serve del risonatore bipolare di Audin animato da. un rocchetto d i 4 f) c entimetri di scintilla, impiegando una corrente do. 18-:"!0 volts, 2. um pères mediante l'e lettrode del 13isseril:; egli pt·atica il massaggio dirett amente sulla prostata, dalla pRr~e del retto, facendo agire In col'rente per 2'·10'. S. R t;TA.


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RIVI 'l'A O t ~I ALATl'JE Vl:::\ERI::E E DELLA PELLE

I. \'ESTIWS. - L'lnoontineua d'orina oome prima manlt..tadone dell&. mteUte 11181tttoa. - (TIIi·se de Paris, 1908). Fra le localizzazioni midollnri dt·lla sifilide ve n'è una più frequente nelle a ltre che si può cons idernt·e come il tipo classico dell'nll'ezione. e cioè quella., che interessa la midolla nel tratto dorso-lombare, e si tradn('0 clinicamente con la paraplegin. Oltre questa pamplegia si osser\•ano tnlora. dei ca si clinici S\'ariatissimi in rappo1·to con la zona midoll~tre primitivamente lesa; si osser\·ano, per esempio dei disturbi sfìn terici. L'A. ba osservato due casi di sifilide midollare cominciati con disturbi ul'inari consistenti in minzioni imperiose e incontinenza d'urina. Questi sintomi, accom· pngnnti da qutdcbe disturbo nelle fun zioni genitali, possono restare per parecchio· tempo le uniche mnnifestazioni della lesione midollare. In seguito sopra~giun~ono feno111eni paraplegici, e q n indi si ba il quadro clinico della miclite sitilitica. É interessante riconostere di buon'ora l'ori;.!ine midollare e la natura sitilitica di questi disturbi miunrii, dist iu~ueudoli fin dnll'i nizio dalle incontinenze essenziali dontte 1\ lesioni dell'apparnto urinario ed a q nelle di origine psichic11., come pure da t utte le cause di compressione del midollo (tumori. rorpi estranei, trau mi ed altre nfl'ezioni n livrllo del cono termi nale e cnuda equina). (Juasi sempre In sifilide rnidollnre si ~~~compRgnll a manifestazioni cerebrn li, specie 11 disturbi oculari. Infine nei casi dubbi si può, per accertare la din:.:no:;i. servirs i della puntura lombare. La. prognosi dipende in pn.rte dallo. prccocitt\ rlellt~. diagnosi, potondosi con una curn intensiva prevenire possibilmen te la po.raplegia. Quanto Rlln locnlizznzione della lesioue iniziale a li;ello del centro ;escicale, l'à . In crede dovuta a una predisposi:>.ione indi\·iduale causnta dal surmcnage loenle o da una infezione pregre~sa delle vie urinnrie.

s. Ru-rA. C. l\f."JSI)'t.- Il vaootno goDoooootoo Delle artrltl blenorraglohe.- - (P1·e.sse M•;di•·ale, n. 5 del 1!10!)). E stato già ossen·ato da parecchi autori, s pcrialmente dal Wright. che il ;accino speci tico ngi:we nelle uretriti gonococciche, diminuendo lo scolo, e attenuando i fenomeni dolorosi. Jl .Mninini che pel primo lo ba sperimentato nelle complicA· ;doni articolari della blenorl'a~in, viene alle seguenti conclusioni: Jo Il vncrino gonococcico esercita nelle artriti blonorrngicbe un'nzione nmdgesicR accentuatissima; 2o (~utsL'azione ù indipendente dall'indice ops onico, e forse non eset·rita alcuna influenza sul dcco~o dellt\ mnlntlia : so V nzione nmtlgc,.icn, es~ondo specifica, rotrr.bbe forse util izznrsi per la diagn('tsi· nei ca..~i dubbi di reu111ntismo u1ono o poli-articolare. Quanto alla •·unzionc locale c gr nel'lllc delonninat.a d•dle iniezioni anche di dosi ele \·nte d i \'R ee i no, c!<sa è molto debole; tutto si li111itn a un po' di dolore e di tumefazione al :;i to di iuoculuzionc. ::\ou si sono mai n.:~lnti fenomeni inquietnnti. f'. llUTA .


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RIYI~TA DI TECNICAE SERVJLIO MEDICO MIUTARE 1:1 nuovo resolamento •ut nrvlslo •anltario frano..e. - (l:Julletin de la Prf:'.~se et de la Bibliog1·aplti e militah·es, u. 5:Jl, 31 di cembre lVOS,.

Secondo l'antico regolamento, il serYil:io sanitario presso l'esercito frnnceso, in ·Ciascun co•·po d'armata, comprendeYa: a) il servizio reggimentale; b) un'ambuhwza di brigata di cavalleria: c) uu'nmhulanzR di divisione; tl) un'ambulanZll di corpo d'armata; e) otto ospedali da campo (quattro per divisione); quattro ospedali da campo di risen•a p1·esso l'armata I l nuovo progetto di reg-olamento, s tudiato da una commi~<siioue pres ieduta dnl ~enerale de LRcroix, vice-pre..,idente del consig lio superiore della guerra, mantiene il sen·izio reggimentale tRl qunle funziona Rttuahnente. Questo ser,·izio è disimpeguato, in ciascun reg-gimento di fanteria, da quarlln· totto porta-feriti (quatlro per compng"ninl e dodici infermieri (uno per compRguia). Questo personale sen·e n costituire il posto di soccorso, sit.uato iu ,-iciuanza ddle dserve tC!!!!ÌIIIentali. l"n leé(ame t'l'Il l'ambulanza ed il posto di s:occorso è costituito da un Cl\1'1'0 per feriti a quattro r uote, distaccato dal ;.:rosso dell'ambulanza. I mus icanti formano 1100 :.caglione di po1·taferiti, che fanno servizio fra il posto di soccorso e l'amuulanJ:a, apJu·ofittando, ove occorra, pel tl·nspot·to dei feriti più g ra\'i, del corro distaccato dail'am bulanza. Tutte le altre forma?.ioni, &ono sostituite, nel nuCJvo re~o)R II)ento, da dodi ci 11111bulan ze le:.:gere mobili, più quattro ambulanze identiche in l'iserva presso l"nnnata. (lueste ambulanze sono fo1·uite di »azioni di ospit:.llizzazione, che permettono •loro di funz ionare come veri ospedali. In prossimi li\ del nemico, un tinto numero di queste ambulanze sono distl'ibuite ·fra l'avan:.,:uanli1t e le divisioni. Quando le truppe si avanzano, '}Ue;;te prime ambulanze sono sostituite da altre rimaste a disposizione del niretto1·e del sen·izio i<nnitario del corpo d'armala, rimanendo, in tnl ~uisa, disponibili ed in condi:r.ione di poter se~uire le truppe. Un da to numero di esse può essere immobilizznto e servire da ospedale, ma il per<;onale ed il materiale rotabile si spos tano, e vanno n costituire delle nuove uniti\ utilizzabili pel se1·vizio di p1·ima linea. Le ambulanze sono adunque divenute scambiabili (interchangeables) cd indipendenti dalle unitit , alle quali es:;e erano anticamente as:;l'g uate, e, co111e con,;eguenza, il nuovo progetto prevede la co,:tituziooe di una compng-uia di portnfe1·iti per diYisione e di una co111pngniA per corpo d'nrmn.tn. A quest'ultima è unita una sezio ne "d'igiene e profilassi,. diretta dn un medico batteriolo:.to. Il servizio di 11econda linea non è g ran chi! modificato. Consiste, come prima, in un ospedale di sgombero come elemento essenziale. L'un ic1~ in nova zione cou· siste nella creazione di un treno d'aotbulauza che snrlt spinto, più vicino che sia pos:<i bile, al campo di battaglia per rice>et·e i feriti. Il complesso del servizio è regolato pet· armata, e di1·ctto da un medico ispettore posto a disposizione del di· rettore delle tappe. G. BnE Z7.1

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RlVl TA DI TEC);lOA E SERVIZIO :U EDICO ~Ul. I TARE

.M. CsAl!PEAvx. - Ooul4en.slolll sulle me4toature preparate, reoent.ment. introdotte nell'eaerolto truoeae - (!.a Presse Jf,:dicale, Parigi, 1908. n. 5i,. 15 luglio).

Il Ministero della guerra francese, nel suo bollettino dellS aprile 1!108, ha de· cretato l'inizio di una im portnntissima e radi cale trasfonn.azione del ma teriale di medicnlura che, fi n qui costituito da pacchetti di cotone e di garza, qua e là d issemiuati nei recipienti, rest ii ad un buon imballaggio ed incapaci a ulter io rmente consernll·si nsettici, uu a volta aperti, d'ora innanzi v iene gradualmente surrogato da pacchetti contenenti, ciasr.uno, già preparato, tutto l'oc-corrente }) Or un'intiera medicatum. Questi pacchetti ;engono fablll'icali su tt·e dimensioni: gra nde, medi11, piccola. Questa innovazione, tanto discussa tìnorn, ma in gener:lle quasi unh·ersalmentè deside•·ata, è di capitale importanza pel ser\·izio in g ue•Ta. Ogni pacchetto con tiene un tovagliolo d i ga•·za che racchiude della stoppa purHìcata: un primo quadrato costituito di mussola e di stoppa pttrificata ; nn secondo 'J.UadrnLo risultante da sedici stmti d i garza. sovmpposti e pet· ultimo due fascie di <'otonc lino (una !"ola nei piccoli pacchi). f: degno della più a ttenta ossenrazionc il fatto che t utti i materiali om de~critti sono semplicemente nsett.ici. Sono universnlmeute conosciute le p1·ofonde dive1·genzc che tm i JUedici milita•·i esL~tono da t empo sull'ado;done di stoil'e a..<:ctriche, p iuttosto che antisettiche pei mat eriali di ruedicatura di primo soccorso sul campo di bnllaglia. Tnle disparità. di vedute ancora nel decorso anno formò oggetto di dottn e profonda di· srussioue in seno a lla Societ:i francese di medicina militare, cosicrltè sa ri\ ora ··erto assai i111portante il te uet· diet ro ai risultati •' ho sii otlCITanno da que>.to nuovo paccheLto, in cui In 111edi<-awm a .;eLlica è stata ullìC'ialmente allottnta. Asc;ni diOìcile si presentava anche la scelta d··ll' im·ohucro del pacchetto eh\• teoric·Ruleole donebho essere metallico, come g iil lo i:! presso l'esercito s v izzero e degli Stnti U niti di America. Si potrebbe anche conf,·zionnrlo con quella stagnola di ··u i son fute i i cr\ppucci di molte bottigli1· di l iquol'i, pe•·ch\l facile a lasciarsi lacerare al mOittento de l bisogno e non pertant o a ssn.i r.esistente. Il )[inistero della gu<:rra france.;e pcl nuovo pacchélt o ha ndoLtato un triplice in\·o)ucro. J1 nt·imo strato, a couU\tto del rotolo delmnterin.le da meùicntura, è di carta da filtro, il scco[I(IO di carta parafliuata c il terzo di car h\ pergamenata n. S, al bisolfito. d i color ginllo bruno. i cui margini Ycngono fa tti aderi1·e con colla iuodorn, elastica e che non ,i frantumi. Di questo nu ovo materiale \'engono orn nnzitutto r iforniti i regsi111enti, comè queJJi che De SeUtOllO piÙ \•ivo il bisogno. poiche infatti ÌU prima Jinea e a ssai diflicile improvvisar!' un'asepsi su01ciente. Oltre n reud ere piia perfetti\ la prima mcdiralu ra sul campo di battaglia, pet· In sua grande rapidit1\ <li applicar.ione esso procurerà anche un n ot~vole r ispar mio di t<>mpo. Dopo i r•·ggimenti, ne verranno prov\·iste le am bulan1.e . PASSERA.

J. ~ORO . -

Vettura- barella lnternadonale. -

( Le Cacluc,:e, n. 7, !90S).

Le vetture del serdzio sanital'io destinate ul trasporto dei feriti e malati pro· sentano molti iuconvcnienti. E-<se !'Ono in generale troppo pesant i co."i da richie· clere almeno due ca\·nlli per traino, costano molto, non si allattano n teneni acciden tati e molto smossi, e per di pii1 non si prc~ tano che a l t rasporto di ha· relle reg.)lnmcntari e d'un solo tipo, non potendosi nd esso adattare le barelle


l òl

RIVISTA D' IGlE~E ~ULITABE

improvvisate di dimensioni variabili. L'introduzione poi dclh~ barella nella vettura ineontt·a sovente delle grandi diffi.;oltA, e, quello che è peggio, i fer iti devono soffrire molto dei trabalzi e delle scoJ;Se del trasporto. Il medico militare Nord ha ideato un apparecchio pill legg·ero e meno costoso, che elimina questi inconvenienti. Esso è composto di un cal'l'o e d'un telaio speciale. 11 carro si compone di due ruote C'On uu as,;e e due grandi mollo Il telaio è formato da una armatura in ferro ed è destinato a ricevere le barelle che veugono sospese a delle molle. L'intero telaio, che può essere r icoperto con tela impermeabile, appoggia sulle molle del cnrro e per mezzo di piccole rotelle può scorrere su dello guide in modo da potere essere messo faeilmentc in equilibrio. Le barelle sono colloca te in tre piani so\'l'apposti c, grazie ad uno speciale e semplice meccanismo, è facile sospenderle all'altezza voluta. Allo stesso telaio si possono attaccare anche due seggiole all'avanti od all'indietro, e co!>i In vettura. può servire al tra:<porto di tre feriti coricati e di due setluti. Essa è desti nata ad essere trainatA. generalmente da uu solo t:nvallo, ma, le stanghe potendo essere sostituite da una s pranga di legno e la vettura essendo molto leggera, può essere spint.a anche Ila due uomini. Alcuni cesti at.taccati all'esterno dol telaio servono a l tras porto di strumenti di medicazione c di viveri. Questa vettura bn.rella ha brillantemente so,;tenutn. la prova su strnùl' molto accidentate o nelle brughiere, e pel fatto della doppia. sospem;ione a molle delle barelle, gli uomini tmsportati hanno risentito ben poco delle iuevitniJili !!cosse e trabalzi della vettura. C At,t:(.;ARI.

RIVISTA D'IGIENE MILITARE TiSSI.::. -

L& teatlmontanza del fatU iD materia d'educazione aatoa. -

(Re~;ue scientifique, n. 7, p. 198, nuno

XLll!).

L'A. fa In. critica dcoi lltì:todi di educazione {isica di I.iug Il t! i Amo•·os Il r ipol'tll dl•lln loro npplicazion<> 1wllo! ca>'t:trn•' ù nelh• scuol~. I. Gintwslira st;t:del!e uclb· casen11e. M. Ldi-lmre fin dal 1!1()1, come diretton• ddla scuola norll!nle militar•' dì ginnastica e di scherma, introdusse il s is temn. di Ling uell'csercito belga. Divise gli allievi in due sezioni: una continuò col vecchio metodo regolunteutare ewpit·ico (Amoros), l'altt·a venne educata con quello svedese :-cient ifico (Li ng), e dopo sei mesi potò constatare i seguenti risultati: M•turln rll l.ing .\l elO<I" •li .\nJCiros ~i su re tornciche ri~ultati

j.!U:t t l . l~fil)

+

gua.Cla~ u o

+

4.::! millimetri !),2 millimetri Diametro antero posteriore Id. trnsverso ·t2 » 1.5 " Perimetro toracico :w,o ,. 8,6 » 16,3 centilitri. 40,5 centilitri Volume polmonaro Le stesso esparienze fatto su cimtue sottufticiali col metodo sciemi Cico, luumo dato le seguenti medi e: Età medin dei 5 sottufficiali: ~O anni c G giorni.

+ + +

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lUV!STA n"IGIF:NE ~lt.ITARE

4 millimetri D ia met•·o autero po terio re g uadagno L1 ,. Id. t ras~er.so " Perimetro tomcico " '27 ,. Volume polmonare ,. SH,<.:O c entilitri La quanti ti\ di ar ia e~pi1·ata varia tra i 41,45 e 31,51ì. Le fotogratie dci detti sottufficiuli prese prima, durante e dopo i sette me!'i d' istr uzione, e di un altro gruppo di sottuf!ìcial i della scuola. normale militare di g inuastica e d i scherma a :Bruxelles fanno un evidente contras to con quelle di altri ci nque sottufflciali i~truiti per lo stesso periodo di tempo coll'altro sistema, sia pllr l'ele;,:ante rett it urli ne del tronco nella stazione verticale, in rapporto collo s dl uppo e allenamento metodico della massa cervico·do•·so·lombare 1·er l'estensione dC'lla colonna v ertebra le, che per lo s viluppo del torace e dei pet· torali, dovuto al hl\·oro antagon ista c si ner;.d co dei muscoli della regione dorsale e cioè de l trapezio e specialmente del rom hoide. I corpi appaiono r igidi, grazie all'a llename nto r11.ziouale degli estensori dt•gli art i infe.-iori e specialmente dei m uscoli delhi cintura nddo111Ì ntLie, che vengono in special modo allenati col me· todo svede,;e. Gli ese rc i1.i di mnrc·ia, col passo di nmrcia scomposto svedese, e s pecialmeute quelli di " rigi d itì1 delle curve e del salto,., nei qu ali, duran te la cad uta, si debbono ten er•• le hraccin nel!!~ di1·czione della lunghezza del corpo, hanno allenato questi uomin i, in guisa da d:•r loro forzll e 1!essibilità, unite alla v olontì1 e alla sirurezza di loro stessi. II. / .a gimwstka scecb·lli! n ella scuola e in famiglia .l\ella pen;::ione per bambine « Les Peupliers .,., in un nnuo di educazione fisica col 111etodo di J,in~ si r i]e,·ò warcnto g,·iluppo toraci<'o e dei suoi diametri trn· sve~o e autero posteriore, nonclu:• aumento med io della capaciti• respiratoria (di 11,408 centilitri). In r ispos ta nll'obhiezio ne, che una ginnas t.ica buona pei popoli del ~ord, non lo sia per quelli del Sud. il Tis,.iè riporta i risultati da lui otte· nuti nei giovani di due collegi p<>:sti nel mezzogiorno delln. Francia, e cioè e. P au ed a Snrh\t, in cu i si constato una notevole diminuzione della morbos ità, aumento nell'appetito, inte!ligemm p iù sviluppata e nc·ssunn domanda d i e~enzione dalla g innastica, eh.- gli allievi tro,·avauo d ivt>rteute. Gli stes."'i risultati incoragg ianti si d imo,trarouo in famiglia in persODl' c he vi si applicarono in età piuttos to IIV811ZI\ta. Il ~ rnnde errore cbe, fino al giorno d'oggi, ha r itardato il cammino alla ginuns t ÌI"<• razionale, con,io;te nell'importanza ecces;:iva. accordala ai muscoli. Biolo· gica111e nte il muscolo non arri\·n che in settima linea, poichè a rl'gola di valori! funzionale intrinseco ,.:i hu : l" l'iuncrvazione - per la vitn slc:<sn del muscolo; :!'' la re:> pimzione - J>•· r la os,igennzione del mu,colo; ~· la circolazione p,••· la nuLl'Ìzione del muscolo; ·1" la d iJ:;cstionc - por la costituzion(• del plasma $1\IH.:uigno nutriente : o" le articolazioni - pe) pu nt.O d'appogg io dPill· Jcve: t;• le ossn - come brnccin di leve e di resistemw ; 7° i LnliSCOli- ve·· In forza. ;\La In forza muscolRre e la rc;;istt!n za segmentaria sono funzioni del punto di Rppoggio art icolnre e In prima esis to soltanto come conseguenza dei sei fattori su ricordati. Il mu~colo è 1111 age nte di forza, tributaria a nn merose forze e non è la sola forza, come :<i e credu to [ino ad oggi; quindi è errato il vede•·e in ~in na­ ;.tica dei soli muscoli in fuuzione. B ciò che non s i vede, c he è piu importante. \" i è un llllhCOio, il ùinframma. n cui i.: devol uti\ la principale funzioue museo-


RIVISTA D'IGIENE MILITARE

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!are ,·itale, e cioè la respirazione, ed è pure questo che troppo si violenta da circa cent~ anni, colla ginnastica di sospensioni, trapezi, anelli, sbarre fisse, parallele ecc. Non si deve dimenticare che la circolazione di ritorno, cioè la venosa e la linfatica, è una full?.ione della respirazione. Essa è ~U~sicurata da quattro forze, cioè la vis a tergo, la contrazione muscolare, il giuoco delle valvole sigmoidi e quello toraclco nella inspirazione. Due di queste forze (la contrazione muscolare e l' inspi razione) sono sotto la dipendenza della volontà, e due sono fisse ed imposte (la \iS a tergo ed il giuoco delle valvole si~moidi). Tutta la scienza in ginnastica educativa respiratoria consiste appunto nel saper mettere in fwnione, per lllltagonismo reciproco, il giuoco dei due grand\ gruppi muscolari: quello degl' inspiratori, prendenti punto d'~tppoggio td disopra del diaframma e quello degli espiratori, con punto d'appoggio al di sotto di detto musc~lo. Si respira meglio quando la somma degli sforzi neces$ari all'atto respiratorio è minore. Si può immaginare come le modi6cazioni di forma della cassa toracica siano rapide, ed in nessun altr o metodo di ginnastica, qnale lo svedese, si considerano detti fattori con risultati sempre più incomggianti. III. La ginnastica svedese e la clinica medica. l• CASO. - Si tratta di un giovane di 20 anni riformato dal serv1210 militare per deformazione del torace sinistro, consecutiva ad aderenze pleuriche. f tracciati cirtometr ici, fatti prima del trattamento ginnastico, dimostrano notevole appiattimento deiJa curva a sinistra, mentre essa appare ben sviluppata a destra, ove il polmone funziono. normalmente. Duo mes i dopo, con 25 sedute di massaggio localizzato ai muscoli inspiro.tori di sinistra e die<.-i di ginnastica respiratoria, la simmetria deiJe linee si o ristabilita in favore della curva a sinistra, mentre a destra, massime nella inspirazione. si è mantenuto. pressocllà inalterata, e solo più tt\rdi, cioè quando il torace sinistro ebbe raggiunto il necessario sviluppo pel dualismo sinergico dei due polmoni, cominciò pure ad aumentare an<:he il destro. E questo un fatto della massimo. importanza, non solo dal lato ter apeutico, ma anche dal la to biologico, e viene in appo~gio alla teoria, già Sol>tenuta dal Bouchard al congresso medico del Cairo, sulla legge na turale di ect uilibrio e di selezione. ~ CASo. - È un uomo di SO anni, affetto da paresi del diaframma, consecuti;o ad una polmonite e a. diverse bronchiti. Applicata la. ginnastica respiratoria si osservò, dopo lo giorni, aumento di 20 centilitri nella capacità respiratoria, df 3 chilogrammi per mano nella forza muscolare, di 700 grammi nel peso del corpo a digiuno e dopo evacuazione con purgante, di lo milli•netri nel perimetro toracico in inspira.zione e di 2 nella espirazione. Il fatto che la espirazione ha tratto poco vantaggio dalla ginnastica, dimostra come eia questa abbia essenzialmente migliorato le con dizioni del diaframma. Jn seguito anche l'espiro.zioue cominciò ad avvantaggiarsene: infatti un mese dopo si potè constatar e un guadagno nel diametro antf'ro-posteriore nella espirazione di 17 millimetri, e nella inspirezione di 12 millimetl"i; per l'obliquo sinistro in avanti di 11 millimetri ed u n a diminuzion e per l'oblifJ.uO s inistro indietro di 4 millimetri, da cui \a prt-iezione del lato sinistro da. dietro in avanti, con aumento dello spazio utile pel cuot·e e per i polmoni. L'importanza fisiologica di questa osser\nzione sorpassa quella del caso attuale in ciò che concerne l a difesa dell' infan~ia contro la tltbercolosi nelle scuole. Il l1ambino respira male n ella scuola, perchò non esiste alcun antagonismo assoluto tra l'attenzione e la respirazione forzata: ad attenzione profonda, res pirazione


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RIVISTA D'IGIENE lllLlTARE

superliciale; a respirazione profonda, attenzione superficiale. Nel corso degli studi, l'attenzione dello scolaro essendo assai eccitata, la respira:~;ione si fa superficiale. e perciò il diaframma funziona poco e diviene paratico. Quanto al tessuto polmonare, perde della sua elasticità. ed il suo potere retrattile si fa minore; da ciò· u n a rallentati\ circolazione c&pillare e congestione passiva nel Cdmpo dcll'ematvsi, In quale crea un eccellente mezzo di cultum microbica ed un terreno favorevole all' impianto del bacillo di Koch. Da ciò la necessità di provocare n ello scolaro una respirazione ph\ intensn. Il metodo di Ling d:\ pure risnltati sorprenden ti circr. la salute in gene rale ed il reu<li mento iutellettunle. Tn Sve;-.in in questi ultimi oO a nni in cui es:;o venne introdotto nelle scuole, s i potè rilevare che la vita s i è 11llungata cd i decessi sono meno numerosi. Infat ti la durata media della vit11 che era di -U ann i e mezzo n el 1840, nel LS!I() arriva a 00 anni: la. st:\turn è aumentata di S centimetd ida metri l ,G70 nel 18~1, n metri 1,701 nel lt)!illl : d iminuito è il numero dei co,;critti non idouei (dal 85,7 p. 100 n el ll:l:H. al :H,7 p. 100 nel 11;{!.151 e quello dei dece,~i per t uber colosi polmonnre (dal 2-J. al 32 p. 100 nel pnriodo 17o l -1830, nl 2 ,9:J-2,50 p. 100 n elle ci t tit con popolnzioue superante i 50.0011 tLbitanti, o al 2-2,4!J p. 100 in quelle con mmor numero d'abitanti nel decen nio 18!)1 -lUOO, cit>is 50 anni dopo l'adozione del metodo di Ling). In :Francia colla ~i nnnstica ('Ongest iva e Il\ cattiva pcdugogia 1\Vviene ben a lt r imenti. Attualmente a Sni nt·C'.n si ammettono dei g iovani allievi ufficiali alti metri l,M e del peso di 4J chilo~a·ammi, ed inoltre le statistiche dimostrano no continuo incremen to n ella media annuale delle osom:ioni dal servi zio militar<', tanto che nel l:Jfll queste arrivarono A. 2:3.2115, con !H::l-3 ca~ i di nn·ezioni pohno· nari. :f: quindi e\·ideute il coutrn<>to t a·n i risultati ottenuti coi due metodi ,Ji gin· uastico nello s,·ezia ed in Fa-nncia. In conclusione is •In r iprovarsi il met odo ginnastico di Amorol', perchè re· str inge In superficie del cat~tpo polmonnre, cd il da npprovarsi quello di Ling, pt>:·chil l'nll:u-~a. e percltil quc!:L'ultimo, a ditr.:renza •le i primo, è ba!>ato su seri principi s•·ientifici. TtHELLJ.

Sull'inquinamento del contenuto delle •oatole dJ ooiUierva dopo la sterllizzaslone. ( t.:f'bl.'l" die Vemm·eiuiyu11g

Prof. dott. P~·uur,, gencralobemrtz. -

des Jnlwlt:> t"f)lt 1\on:<el·venbiirllsi)IL naeh der . •terili:>alion.- t Zeit;~cllri(t (ii1· Ily!Jit•ne urnl In(.:l.-lirm.yk/'an/,/u;ile"• .llerlino, 1!1118).

Premesso che primo di tutti fu il nostro grnernle medico Sfor7.a, al cooc;r esso d 'igiene c di dcmogrnlia di Bruxelles d<:l l fHI!3, ad esprimere l'opinione che il: scatolt• di caa·nc in cons<'n·a, le qunli s i t rovnno inq uinate, dh·en tino tali sol tanto dopo la storiliY-llllY-ione, l'A. dico che poti: ciò dimostrare con oppor luu e es perienze,<' potè s tabilire pure. cou ulteriori intlngiui, iu qunl rno,lo nelle scntole si prod uca la per· mcnhiliti1. e corne vi peuetria.o i g"rmi. Ossen·n che tali esperien~e sono n conosreo1.a dei faLbricnnti di consen·e alimentari; ma ciò nondimeno, :m che oggi, s i ha poca cura di scnrtnrc le scat ole che. dopo In sleriliz7.A7.Ìone, si appall•:<ano pot·meaiJili. L" A. quindi. \'istt\ l'importanza delln co;:;n, insist e nel rncromnodare che si procedA. sempre a lla pro\·n della pcnueahilit1• delle >'Ciltole. a ppena sterilizzate : e 1\ questo proposito r iferisce \111 caso, or·rorso nclln pratica, degno di menzione. che è veramente molto ;o;ta·utli\·o. Di una ~ros'a pnrt itn d i con<;erve molte scntole


RIVISTA D 11GIENE MI LITA R E

a ndarono perdute, appunto pet·cbè la fabbrica aveva omesso la -prova della per· m eabilitA. L'A ., per mezzo di un esperto impiegato della fabbrica in questione aveva fatto porre dei snggi di terreno contenenti s pore (le quali resistevano al \'apòre acqueo flue n te- a 100" C. per un'ora e mezzo) entro alcune scatole di conserva. di carue, come già egli a veva ripetute volte praticato, e con buon risultato, nella fa.bbrka di conserve dell'esercito 1td H aselltorst. Tali scatole dopo :wer subito, insieme con le altre di eguale ~pecie e grandezza (dn gr. 200, ·100, 1100, l UOO di came ognunal, la cottura in uutoclave alla pressione di 1 atmosfera fnrono inviate in labora torio e subito esaminate. Si potè dunque co;;l stabilire cho ta nto i s11ggi d i terreno quanto la carne erano perfetlnlllente steril i. L'A. ritenendo che le scatole riconosciute permenuili foss ero state gin elimintHe, ' bene a ragione pensava che tutte le altre fossero e dovessero rimanere sterili. Ma pur troppo da parte della fahurica il vrovvedimento di scartare le scatole permeabili non venne adottato; e ne consegui cho non poche l'catole s'inquinarono. Era del massimo interesse acce1·tare se i b11Lteri riscontrnti nelle scatole inqui· n ate fossero piu resis tenti delle spore conto:nute nai sagqi ùi toneuo, le quali colla sterilizzazione vennero 'u ccise. L'A. istitui dello ricerche, e da queste risultò che i germ i esistenti nelle scatole appartenevauo, in gran parte, a bacilli aerobi i seuza spore e a cocchi. Una sola. specie di bacilli nuaeroùii formava spore; ma. queste si adrlimol!tra.rono cos i poco res istenti che al vapore flu ente di 1110• C. mori rono in un minuto. Qui g ius tamente l'A. os<:erYa che, se i detti germi s i fossero trovati nelle scatole prima della sterilizzn:done, certamente sarebbero rim11sti distrutti durante la cottura nell 'autoclave, com'era avvenuto per i germi del teneno, le cni spore erano rcsi~tentissime. Dll ciò emerg'} chiaro che i batteri che s i rinvennero nelle scat ole, vi do,·ettero penetrare soltanto dopo la ster ilizzazione. E poiehè uè nei fottli di llltta, nè nei fondi o coperchi delle scatole si riscontrarono difet ti o imperfezioni, è da ritenere senz'ahro che l'in'luinnmento sia avvenuto nttravet·.so le suture d i Of/f/l'<tf}'attn·a. L'A. couchiude col di1·e che, se In. fabbrica nou avesse tral~tsci nto di mettere in pratica la provo. della permeabilità, non sarebbe anda la soggell:\ a si g •·ave dn.nno. A. A J.'l'OBF:I.I..I.

Prof L. SESTJXI, capitano medico nellr~ R. mnrinn.

AooresolmeDto soma-

ttoo e servtsto lt.DU&rlo militare marittimo. e coloniale, anno XI\', Agosto 1908).

(JJttuap d i mecl. lwt·ale

Il dott. Sestini ha fatto un pa~i ente spoglio statistico dei fogli sanitari eli 320 militari della marina, dosumendouo l'accrescimento verificu to;;i fra l'arruolamento (avvenuto nel 1002) ed il cou~-:edo (fl.nrenuto nel UIUH). L'nccrescimcuto è dèterminato dalle tre misure somatiche pl'iucipali: statura, perimetro tomcico e peso. I risultati complessivi sono i se~uèn ti : Per Il prrimet ro loracico Per Il pe<o Per In slatura Crebbero . . . :>:?.~;() p. WO Rimasero stnzionarii .J L,2'> .. Dim inuirono. •i,25 • TotAle

100,00 p. 100

7v.OO p. l llO 5,110 >

S:?,:1o p. 100 H,G!I

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lllV ISTA D 'IG IJ,;~E MfLlTARE

Il dato soma.tico che fece il mnggiore guadagno fu quindi il perimetro toracico. Non deve f~tre me•·a,·iglia di trovare G,2(> p. t OO di indi vidui che presentarono al congedò una statura pi (~ bassa di quella che avevano all'arruolamento se si pensa alle oscillnzioni giornaliere che p uò presentare la statura su uno stesso indidduo. Auche u<:ll'I!SGJ'Cito si eblJe (Antropometria milital'e, YOI. II, pag. 187) una forte proporzione di s tazionnrii e di diminuiti in stnturn, e precisa mente: Dal Jo al :.>o anno di servizio: l 'n·sciuti '~.s P· 100 l) Stazionari i :JLS D iminuiti '.?,~ !Jnl ~o auno al s~ anno: Cresciuti 46,1 p. 1()0 Rtazionn•·i i •IH,;J " llim iuui t i . lO, l " P c r il peso, an che nell'ese•·cito si notò u na forte l'ropor:done ùi diminuiti: Dal Jo al :?o anno di servizio : Cresciuti . 73,U p. Jt!U !-;tnzionarii 13,5 ,. Dimi n uiti 1::!,!1 ,. Dal :?0 al So anno : Cresciuti 78,9 p'. 100 ~tazionarii :! 1.3 » Dimi nuiti . :.>t:i,S ,. La coni;:pondenza non ù perfetta tra i •·is ultati dell'esercito e quelli d ella marina, perchè per i ma rinai il l"estini ci d:\ soltan to rlifTerenza fra la misurazione fatta all'ingrei'SO alle anni, e quelln del cougedamen to, avvenuto dopo 4 anni, mentre pei milit.ui dell'esercito le misu razioni furouo fatto d'anno in anno, ma solo fino all n lino del 2• anno di serviz io. Ad ogni modo appnre manifo!~to che mentre la. vita militare e rnarinaresca ))I'Oduce un aumen to not~volissimo nell'ampiezza toracica, produce dall'altra parte nel peso una specie di li vellazione, facendo diminuire quello di coloro che vengono alle armi un po' t roppo ben pnsciuti, ed aumen tare i mnl n utr iti. 11 dott. Scstini ha inolt•·e studiato !'accrescimeuto dei suoi marinai in rap· ))Ot·to nl $!rado di robustezza, e in rapporto all'l professione. );aturalmente il guadagno fatto coll'accrescimento è in ragione inve•·sn del grado di robustezza. QunnLo alla professione, la vita 1Uilitare ha influenza tan to minore Ru ll'or·gnnismo qunnto maggiore è l'nffinita c he essn pr·csenta colla vita precedeutementc segui ta dalle reclute. R. L.

,

'l'enente medico Kon; E. - L'fgieDe Della guerra ruuo-pppoD•••· -- (Jottnt. nf. /Il e B. A1·my m ed. Corp:; l! fl8). Il tenente medico M. J\oike tenne una conferenza nlla Società medica di Tokio nella quale illustrò ampicmeute i met.zi e~cogitati per t utel:ll'e l'igiene delle t•·uppe nella famosa JotlR roll'!mpero r·usso. Parl:tndo delle marce dice che durante .,ucste una a\·anguardin composta di ufficiali and1n·a 1\ •·iconosrere lo stato igienico oli qualsias i villnggio o borgata do,·e dovevan tl'nns itare le truppe, e se io qual-


CO~FBRENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI

liiLJTA.Rt

157

cuna di queste località le soldatesche dovevano fare degli · alt o accantonare, maga:~Jzini, le abitazioni. i recinti destinati ad accoglierle venivano, dopo accurata visita, 11pazzati, imbiancati e disinfettati coi più idonei mezzi, e l'l e le truppe dovevano soggiornarvi si costruivano dalle sezioni del genio degli s<·.oli edelle fogne. La mattina ciascun soldato inghiottiva due pillole di creosoto di faggio per aumentare la resistenza del tubo-gastro enterico alle infezioni e quasi sempre l'acqua da bere per le truppe era sterilizzata colla ebullizione; e ai pozzi e alle cisterne, o alle sorgenti dove era attinta era posta una guardia armata con consegne severissime. Gli abitanti dei villaggi erano visitati in massa dagli ufficiali medici e mandati in un luogo appartato, nè e1·a permesso ai soldati di comunicare con loro se non per esigen?.e di servizio e colla minaccia di gravi pene a ehi da essi comprasse cibi o bevande. Anche i viveri di riserva e di riforn imento in quotidiana distribuzione ai reparti venivano esaminati con scrupolo; nei soggiorni si fabbricavano cantine e dispense in legname e nelle cucine gli utensili erano tenuti gelosa.m ente ingrnssati e coperti per impedire alle mosche, che in :Manciuria volano a nuvoli, di posarvisi sopra. Un ufficiale medico entomologo, che era in servizio divisionale, notò che tali mosche preferivano gli escrementi dei quadrupedi e i mucchi delle spazzature come luogo di deposizione delle uova, onde fu emanato un ordine generale che stereo e immondizie che si trovassero nelle vicinanze delle truppe fossero distrutte col fuoco o col latte di calce. Il tenente dottor Koike concluse il suo rapporto attribuendo alla stretta osservanza d i queste leggi igieniche la relativa esigua mortalità per infezioni delle truppe durante l'epica guerr·~ colla Russia. .P. CASALI. i

CONFERENlE ~CIENTinCHE DEGU O~PEDALI MrLITARI SOWRIO DBGIJ ABGOIUTI TRA'l'l'!TI (DAl I'ROCESSI VF.rtDALJ Pli:nn;:ow•rl ALI.'lSPET'rORA'fO 1)1 SASJT.\ MILITAR~;

DAL 1° OFlNNAIO Al, 28 FEIJIJitAIO t \10!)). ANCONA (fehbraio). - Tenente medico l:lERIO VITO: Lo stato attuale della terapia della sifilide di front" alle due nuove scoperte: si filid e sperimentale eri agente specifico. BARI.- Sottotenente medico TAvARJLI.I GtusEt•PE: Di un cnso di t umore renale da resti di c.a psula surrenale. CAGLIARI ~genn3iO J- - Sottotcnente medico R O)tllt PAOLO: Alterazioni istochimiche dei globuli rossi nelle varie forme di anemia. CASER'1'A (gennaio). - Maggiore medico PgnASSI AsTOXIO: Ferito. da punta e taglio penetrante nello stomaco. I o ( febbraio). - Maggiore medtco PERASSI AsTOSIO: Mediastinotomia posteriore per ferita parasternale a sportello penetrante nell"emitorace sinistro.


158

MOVIMENTI AVVEI\UTI NEL CORPO S ANlT. E NEL P!!RS. FARI!ACIIUTLOO

GENOYA (gennaio). - Sottotenente medico di complemento FERRERO LUIGI: Considerazioni sopra un caso d i sifìloderma miliare papulo-squamoso, abbastanzl\ generalizzato, notevolmente pruriginoso. LIVORNO (febbraio). - Maggiore medico DELliiNIO ORAZIO: Appunti sulla puntura lombare. P ADO VA (febbraio). - Maggiore med ico NODARl Plt;Tno : Stor ia di un :ammall\to affetto da t·umori eutotici. PALERMO (gennaio). - Colonnello medico BERNARDO L UIGl: Un caso di pterigio carnoso molle, secondario ad un processo infiammatorio ed ulce rativo corneale l' congiunth·ale. Io. (febbraio~. - :;ottoten ente medico di complemento MAGGIORE S• LVATORE: Sulla diagnosi dellè emipleg-ie. f'AVIGLIANO (gennaio). - MAggiore medico l'iCI.Avo L UICI: Un caso di pneumotorace.

Movimenti aYVenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farrnaceutiw (Ui~pense n. 3 n 8 11el Hollellino uflìciole dtlk tiOIIlint).

Ufflolall iD •ervlslo atUvo permanente .

R. dec1·eto 21 gennaio 1909. BJOI.curxl Francest·o, tenente medico in asp ettativa p er motivi di famiglia per In (Jurata di diciotto mesi. tRe~i decreti 19 luglio 1007 e 17 luglio 1908). L'aspettativa di cui sopra è prorogata per il periodo di sei mesi.

R. decreto 24 !/ennaio 190t'. DE MAnzo 'Fincenzo, sottotenentc medico ospedale Ravenna.- P romosso tenente medico con nnzianitil H . g ennaio 1!10!1, continuau\iO come sopra.

Delel'1rti naziolte 1ninisterialc 4 fc&braio 1909. FEnnf;TTI Arrigo, tenente medico ospedale Genova. - Trasferito 25 fanteria. l?&IIRABINO Oltavio, id. id. Torino. - Id 21 nrtigliel'ia campl\gna. {hllltl Giuseppe, i cl.~ id. Livorno. - I d. 26 fanter ia. PASSMIONTI Gaetana, tenente medico 5 Alpini. - Trasferi to ospedale Milano. AcconiNTI Vincenzo, id. ospetiRie P erugia - .MAIIOTTA Gaetano, id. id. Chietl.Trnsferiti d'a utorità nel R. COrJ>O di truppe coloni:di.

n. (lecreta u gemmio l !JO!l. SPINA Vim·enzo, mngg iore medico ospcdAl(• Geno,•n (a dis posizione Ministero 6· nan7.el. - Cessa dj essere a dis posizione Minis tero finanze dal lG fcb· b·aio 1:109. OuDEHA /,tiÌ!JÌ, capitano mcd iro di rezione snnitil mi l itnre l\' corpo armata. Tras ferito l G lanteria e collocato a dispos izione Mir1istcro finanze dal qua le percepirà gli assegni e le indennitù spettnntig li dal l G febbraio 1909.


MOVIMENTI AVVE!';UTl NEL CORPO SA~IT. E NEL PERS. lo'ARMAOEUTICO

1:>9

\t:SEZIALE Alfredo, tenente medico in aspettlltiva

per motivi di famiglia per la durata di un anno. (R. decreto & gennaio 1908). - Dispensato, per sua dotoanda, dal servizio permanente; inscritto con lo stesso g1·ado e la stessa anzianità nel r uolo degli ufficiali medici di ccmplemento a datare dal l& gennaio 1909 ed assegnato distretto Ca mpobasso.

Determinazione ministeriale 11 (ebb1·aio 1909. ca v. Emilio, maggiore medico ospedale Genova. - Trasferito ospedale Torino. Pao:>O'M'O cav. Benedetro, id. id. Chieti. - Id. id. Novara. GHEilARDl Gio. lJattista, tenente medico 16 artiglieria cam pagna. - Id. BO fanteria . ARMAXO·UOON Giovarmi, id. ospedale Milano. - Id. 10 bersaglieri. LwERA'fl Luca, id. R. corpo di truppe coloniali.- I d. brigata artiglieria montagna del Veneto dal 6 marzo l!J09. Dt NOLA Angelo, id. S artiglieria fortezza.- I d. laboratorio precisione.

Bt:Ll-tA

R. decreto 21 !J61tnaio 1!>09. SOGGil: Antonio, capitano medico in aspettativa por infermità.- Collocato a riposo

perinfer1nità provenienti dal servizio, con deconeuza dal L~ dicembre 1908.

R. dee1·eto 14 gennaio 1909. AliBATE cav. Donato, maggiore medico osped ale Napoli. -

Collocato in posizione

ausiliaria, pe1· ragione di età., dal l& gennaio 1V09.

R. dec,·eto 2! ge1uwio 1909. 0RLAXDI cav. Giovanili,

tenente colonnello medico direttore ospedale \erona. Collocato in posizione ausilia ria, per ragione di età, dal 13 febbraio 19011. GARArn: LLI cav. Luigi, id. ospedale Pincer.za. -Id. ;d., a sua domanda, dal 1° id.

R. decreto 11 febbmio 190!! S,I\'IA:\d cav. Raffaele, tenente colo:mello medico in aspettativa per infermità non provenienti da cause di servizio per la durata di sei m esi, a Napoli. (R. decreto 11 giugno 1908. - L 'aspettativa di cui sopra è prorogata per il periodo di un anno. ll. clec1·eto 14 febbraio 1909. FR~GALE V incenzo, sottotenente medico 1° artiglieria costa.- CoJJocato in aspett.ntiva per motivi di famiglia per la durata di sei mesi.

UFFICIALI Ili CONGEDO.

UfAolaU ln po• Wone 41 • ervls lo &1Uilllarto. R. llecret~ 7 gennaio 1909. I sottonotatl ufficiali sono collocati a riposo, per anzianità di servizio, con decor1·enza dal 1° febbraio 1~09; inscritti nelln. riserva ed insigniti della onorificenza sottoi ndicata: -GtAXOLA cav. .Antonio, maggiore medico distretto

Vicenza - NAR.DONI cav. ..d.nlonio, id. ict. Siena - IoniO Cllv. L1cigi, id. id. Campobasso. - Cavalieri nell'Ordine dei Ss. Maurizio e LnzZ9ro.


160

MOVUlE:-ITI A VVEXOTJ X EL. cunPO SAXIT. E :SEI.. PER$. FARMACEIJTICO

Uftloi&ll 41 riserva. R. d!•ueio U f ebbraio 1909.

BIA310XTE ca v. .A.c!tille, tenente colonnello medico distretto Catanza.ro - PA ,._ DOL~'' cav. Gaeta11o, maggiore medico id. Roma. - Cessano di appartenere al ruolo degli ullicinli di riserva per ragione di etit, consen·ando il grado con la relativa uniforme. •

Farmaotstl mWt&rl. Determinazione minisle,'iale 11 febbraio 190!).

B or.IO cav. Giorgio, farmn.cist:t capo di 1• classe, ospednle militare Milano. Trasferito ospedale militare Savigliano. C'ArtX&LUTTI cav. l!'e<leriro, id. id. 1• id., iù. Bologna. - Id. farmacia celltrale militare. RovERE cav. Gitt.~eppe, id. id 2• id., id. ~avigli ano. - Id. ospedale militareBologna. CosCErtA Nicomede, farmacis ta di l • id., id . Bologna. - I ci. id. Livorno. PEROTTA Gustavo, id. 1• id., id. Milauo. - Iù. id. succursale Parma. LAunrNr Ca1·lo, id. l" id., id. Chieti. - ! ti. id. Mi Inno. NtCOLAI Angelo, id. 1• iLI., id. Parma.- I d. id. Bologna.. Co:-rTI Ccu·to, id. 2• id., id. L ivorno. - lcl. id. Firenze. Determinazione ministeriale 25 t'cbbraio 1909.

.·

BOI.DRIXI Feli,.e, fnrmacista di 1• classe, ospedale succursale Mantova. - Trasieri to ospedale militare ~a poli. PIRAINO 8te(auo, id. l " id., id. militare : Napoli. - Id. infermeria. presidin.r ia Aquila. Trm•·:scur .1-'rancesr·o, id. l * id., infermeria presidiaria Aq uila. - Id. ospedale militare Pt~clo,·a. Ar.HEaTJ l..:yidio, id. 2• id., ospedale militare Padova. - Id. iù. s uccursale Mantova. ll. decr~to 21 f ebbraio 1~19 . GAVTA cav. DemPti'Ìo, far111ac ista capo di 1• cla.sse, ospedale militare Torino. Collocato in aspetta t h·a per infermità comprovata. per la durata. di un nono, a decorrere dal l• mar7.o 1!101:1, con l'annuo assegno di L. 2000.

Defunti. P .\!:I.JrZZI c-av. Gia611fo, maggiore mctlico os pedale ~:w igliano. - ~orto a ~a,·i­ ~linno, il 2!3 ~ennnio l!~I!J. C•·:nox~: cav. Pmwe.st"O, maggiore medico ospecllllc Genova. - Id. o. Genova, il !?S rebbrn io id. I l Plr(•tt(H'<c-

J.Jt:fOl FtmRrmo 111 CA ' 'AT.t.IWJ.F:•,x•·:, maggior g enerale medico ispettore. 11 A c·d F\L LON!

Rwou·o Ltvl, teneme colonnello medico. ttllfiGI -

1111013, 1!1119 - lap. E. \'uJ:IIl'r.o.

(1auVAI't~l ScoLARI, CitrtHII,

1


D& CJIURE. - Studio aulla mediaatiniti (mediaatmiti auppuratiwe, aaceaao me. L. 2 diutinico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. l« . . HYRTL - Onomatologia anatomica. Storia o critica del modemo linguaggio anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. FRETTI e C. Sroau. Boma, 1884. (Ec:!Won.e rn.re.) . . . . 6 Le fmk ca~ts dalle arm• da guerra. Sintesi della relazione aan.itaria sugli eserciti tedeachi durante la guerra lranoo-gennanica 1870·71. - Roma, 1889. Un volume di pag. S48. prMzo ridotto. . . . . . . • • 2 ltLI.N~YU.+.. - Studii atorico-critici aulla meningito cerebro-spinale epidemica in Italia e particolarmente nell'eaercito. - Roma, 1883. Un volo.me di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . . . . . . . . • l 60 SAUN.uu. - Le le!ioni traumatiche dei centri nervosi. Memoria onorata del premio Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto . • 8 60 Sroau e GtOIJA.RitLLL - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1886; prezzo ridotto. . • 3 TOMKLLINI. - Delle malattie più frequentemente simulato o provooato dagli . . . . . . . . 3 60 inscritti. - Roma, 1875 . 11. R . - Per l'acqulato delle opere IOpr alnd lcete Inviare commiulonl e vaglia "aii"AmmlnlllruJ o. . citi Glomale di Jntdlolna mlllt1 re via XX Sltltmbre Roma.

A..ltre pttbblicazlmu 11ledico-mllltcwi: C...s.u.I J;'tETBO, tenente medico. - La c'birurgia conservatrice nei suoi rapporti con la tre.umatologia e la legge concernente gli infortuni sul lavoro. Ttat· tato di esegeei clinica in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla legi.ala7ione sociale italiana.- Roma, 1901, Società editrice Dante Alighieri. (Vendibile proaao l'utore, via XX Settembre 89 p. 1°, Roma) . . L. ID. m. - L'ipotesi dell'evoluzione. Stndi e ricerche. - Milano, Aaaocia.zione t-~p. priv. 2• ediz., 1900. (Vendibile preeso l'Autore, via XX settembre, 89 p. 1°) DE FALco AlmRKA, tenente coloon.ello medico. - Patogeneai unica delle male.ttie vaacolari. 1100retive e nodulari degli oochi e degli org6ni vicini. Un vol. in 8° di pag. 240 con 8 tavole fuori testo. - Napoli, Società commer· cialo Ubraril\, 1905 . . . . . . . . • • • . , Fmm.uu LBLU F:a&~OBSOO, tenente medico. - Manuale di bromatologia pei me· dioi militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pa.g. 484. (Vendibile p~o l'Autore in Firen.u, aouola d'applicazione di aanit.A militare). • . . . • lxBBIAoo Pxr:rno, generale medico. - Sull'aziono degli attuali Cucili da guerra e specialmente del fucilo italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 16 tavole di fotografie e radiografie riprodotto in fototipografla). - Roma, 1903. (Vendibile preeao la Tipografia E. Voghera). . . . . . . . . • . . . . • ID. .m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalato nel teeto. - Firenze 1898. (Vendibile preeso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) • . . . . •. . . . . . . . . . • . • • > J.umoLO CoBTA.N'l!IN'O, colonnallo medico. - Oftalmoacopia ed ottica oculietica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8• con 82 figure e 12 tavole. -Napoli, atabiliì:nento t ipografloo Ferrante, 1906. (Vendibile presso l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) . • . . . . . • . . . . • . • • H.uroUNTI EZio, tenente colonnello medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po (1880, 1898, 1905). Teato e progetto con !lluatrazioni, premiati con diploma d'onore all'Eapoaiziono internulonale di Milano 1906. (Vendibile pra.o l'Autore, piazza Sant'Ambrogio, Milano) • ID. m. - Eeercito e tubercolosi. (Notizie. - Profilasai attuale.. - Età. della chiamata. - Fenna biennale. - Abbaaaamento della st atura). Relazione al c:ongreeao nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . • iit.BitLLIOO URBANO, tenente medico. - F88Ciature ed apparecchi, fratture e lllli8&Zioni. - Pi.ronze, tip. Ba.rb4)ra . . • 8.u.m.uu SALVATORE, capitano medioo. · - L'anatomia e la chirurgia operatoria deDa mandibola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, 1906. Un vol. in 8• di pag. 130, con 68 figure intercalato nel testo. (Vendibile prosao l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 886, Napoli) • b . m. - La chirargia delle vie biliari. Memoria onorata di un attestato di lode della Società medico-chirurgica di Boloyna. - Bologna, 1903. Un vol. in 16° di pag. 198, (Vendibile preaao l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). •

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4• L'abbonamento non disdetto pr ima del 1• dicembre s'intende rinnovate> per l'anno successivo. 5• 1 signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare l'im· porto dell'a bbonamento per mezzo dei l'ispettivi comandanti di corpo (anche a rate mensili). 6• Ai librai si re lo sconto del10 Ofo. ma soltanto per gli abbonamenti delle pertaone che non possono fruire della facilitazione di cui al n. 5. J- Le spese per gli esh-atti e quelle per le tavole litografiche , fotografiche, ecc., che accompagnassero Id memorie, sono a carico degli autori. 8• Gli a utori delle memorie potra nno averne gli estratti facendone richiesta all'atto dell'invio delle bozze correlle. Gli estraUi sono di due tipi: TIPO ..t. - Con copertina in bianco, 'senza frontispizio, e colla impagina· tura e numerazione del fascicolo. TIPO B . - Con copertina stampata, frontispizio, impaginatura e numera· zione speciale. Il prezzo é r egolato dalla seguente tariffa : Pre~~o d:l

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Gli estratti minori di un foglio si conteno come foglio intero per le ordinazioni di 100 estratti o meno. Per quelli cbe superano un foglio, le frazioni in più, che non superano iJ. mezzo foglio, si contano come metà, purchA però l'ordinazione non sia inferiore a :>0 copie. Potranno aversi estratti 10 carta e formalo diversi, previi accordi personali tra gli Autori e la Ti pografia. !r l manoscritti non si r estituiscono.


INDICE DELLA. RIVIS'l'A. DI GIORNALI ITA..LIA.NI ED ESTBJU Ili VISTA liEUICA. Bnacqua. - Sindrome cerebellare da malaria acuta con ann rtria (sindrome di Pansini) l'd aULSsia centrale acut.a do l.evd~n. . . . . Pag . lf9 Bulle. - Su l lavoro cli nico dell'alburnosurl.. ~pcroru.,nto~l~. ~..C RIVI~TA 01 N&VIlOI'ATOLOGIA.

Tamburini. - t.1 pani~ noli& evoluzione d~lla cl villa. . . . . . Amaldl e Stppllll. - Alooollsmo e m:1l:lt11e mcut:o li. Masfni e De Albtrtla. - Contributo allo stu:llo del iO> operldroso di origino nervosa.

RI\'1 3TA.Dl CHIRURGIA G&NI!RALB Maragllano. - Esili lontani di ln\tture m.•lleoiMo J11 la. - Nuovo 11rog, tto di rosezlon ~ rM 1w nuc o. . . . . Secli. - Un nuovo metodo di •li3gno>o <.1 cura del se~ol nstoloso. . Schan.z . - Pennollazoool di lot.l lo per lA prollloZIOR• "' .:lcatrlcoliOtllll Trattamento delle lnOa mmaz1unl acut~ purulcnto cull'ar o.o

J"""· -

RIVISTA DI ANATO.IIIA & FISIOLOGI A .NORllAI 1:. r. ••.•. o.JGICA.

Ronl. - Pro)!ctll rogcnoraU• I c del!enerall•• co nse11ueut1 :1 lente a.,eulche del si~tema not· YOSO ccotrnl~ - MI•IOIIO Slllnale e llff'O OUICO. • • • • • • • •

Sandrl. - Co utro hulo nll'an3 tOmla ud alla ll~ool01:ia dell' iponsl.

.

l:r.J

S30

RIVISTA DI MALATTI& VKl'iEREE E DELLA. PELLE Renner. -

Per la cura delle scottature.

RIVISTA 01 MEIJI CINA LEGALE.

c..antlnl, - Traumatlsm{' e tubercolo.>ì.

.

L3 prova della spolla nella so rdllà >lmulata.

t 3t

33t

RIVISTA Ul TECNICA E SERVI7.10 MEDICO MILITARE. P6chlua. -

Il rocchethl da med1cntura.

RIVISTA o· IGIE!'I& MILITARE. C1111Mrgu11 - Uei prowssi e del 10eu l n tU alla d•>•ufezoone .tell.t c.'\merata d'una caserma. lartUIMJ. - L' alìroen taziooe del so ldato.

t36 238

INDICE DIOLIOGRAFICO MEDICO-MILITARE

t J9

MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO 5Al'ii1'ARIO K NEL PRRSONAUl ~'ARMACIWTICO

tjO

Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del " Giornale di medicina militare " .Antropomuria militare. - Risultati ottenuti dallo apoglio dei fogli sanitari delle claasi 1859· 1863; due volumi in con atlante Vol. I (Dati antropologici ed e tnologici) OOJl Atlante della geografia a.o.t ropologìca dell' Italia. - Roma. 1896. • L. 18 Vol. ll (Dati demografici e biolog ici). - Roma, 1905 6 BAllOJ'FIO e SJ'ORU. Compendio dì chirurgi11o di guerra compilato sulla atoria medico·chicurgica della guerra d i BOO<l6aione d'America. - Roma, 1888, 4 volumi, prezzo ridotto 6 50 BKBNARDO e BBBZZI. Lo sgombero dogli a m malati e feriti In guena.. Memoria prtlmiata al COnCQrso Riberi. Un vo lume dì pag. 276 con molte ligure e tavole grafiche. - RomA, l 905 • • 3 110 CASAJUNt. - La fatica nella vita milit o.re. Memoria pr<lmi&ta nel concorso Riberi 1904-1905. Un volume di pag. :!30 cvn 65 figure. - Romll, 1908. • 6 Io. - Le malattie e gli infortuni neUa viti\ m ilitare. Memori& premiate al conconso Riberi 19D5·1906. Un volume d i pag. 402 oon tavole grafiche o statietiche.- Roma., 1908 . . . . • • • • 8 Cua.u n. - Eepoeirione eommarÌ<} dell'ordinamento e funzionamento del - vìz.io eanito.tio in campagna proe::10 l'oeercito italiano. - RomR. 1906 •

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MEMORIE

ORIGINA LI

----------------------------------------------------------LA ~ TATISTICA JI&LI.E •,

MALATTIE NERVOSE E MENTALI NELL' ESERCIT~;.._-~ .

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.Per il dott.. Placido Consiglio tenente 111odico nell' o>'prd l\1 (' ulil'ta r~> di Rumn

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So»IlARIO: Criteno stalls lh'tl - R•lorme Jltr t>~ko,i e r•forme por neHQ>ì. ve a nu lìt.arì e r.~~:IQ!!"~(Iih

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• / ·'....; Ili lera -Anomalie della ptrsonaliln e per mil le d elle rtlornw- Prov•e•limenllmedteo-lcRa1t te~ {;-/' Poranel - 0~11 stt ti>llcl eo mplessivl, e proponiunall - Yovimento d 'oss@n'azlon~ ne~ li ospedali · ~ ~ mllttari per le n evros i e JISiCOil - Di~ lin7.1one secondo le cllll~i d 1 leva - Rtformi: per t rl'lml<rnn, ~ ..... luiollsrno. ottu~iU rll mente ecc. - Oistlnllone delle nforme s"eondu l gradi. n~lle nenosl e n d le '"" Ps icosl - llls tlotione secondo 111 eia del rJior maU - Id . secondo gl, anni di aen·l :fo - Id. secondo le armi - Id. seconno l mt$1 -hl. Eecondo le rtgiom di n .asclta - Linee di J:;eo~:raiiA Sù-

CJulo:;ica, rapporti delle ne••rosl con la criminahlt\ regionale.

I. Molto vi sarebbe da dire sulle nevrosi e, specialmente, sulle psicosi uei militari; però il mio scopo è di !imitarmi solo alla parte statistica del vasto argomento, ed esporrò quindi alcuni dati demografici fra i più importanti, tali anche per il fatto che, tranne alcuni lavori parziali e non recenti, non vi sono pubblicazioni in proposito. Farò quindi seguire alcune considerazioni psico-sociologiche che potranno contribuire- io credo - allo studio di qualche problema sociale complesso, quale è quello, ad esempio, della prevenzione collettiva e della. difesa contro il pazzo, l'anomalo ed il degenerato; ed alla conoscenza di fenomeni demografici generali di non poca importanza, ad esempio dei rapporti etn ici fra nevrosi e criminalità. Da tali considerazioni infine, sa.rà. meglio lumeggiata l'operosità specifica praticata dai medici militari, per la profilassi morale dell'esercito, cosi come ho accenn~~oto in un numero precedente del giornale ; e potranno trarsene delle norme utili per la migliore funziona lità di questo speciale aggregato umano, permettendoci in tal modo, nella visione e nella indagine di problemi cosi varii e c omplessi, di proseguire lo scopo cui modernamente tendiamo, di fare cioè una vera •medicina sociale a vantaggio dell'esercito e della nazione. Non accenno qui al lato psico-sociologico di questi argo m~:nti, ed al ]oro valore in confronto ai problemi moderni delle scienze posi ti • e applicate a.i fenomeni sociali, ed alle nuove esigenze del! ~> ;.pecial ~ aggregato in cui noi viviamo; dal punto di "ista, in ,·ece1 J~l la stati H - Gfornolt tlf mtdlclna militare. - F35c. 111.


1G2

LA STATIST ICA OELL~ MA LATTIE NEn VOS&

stica demografica preme solo interessarci delle nevrosi· e delle psicosi. specialmente per i rapporti che esse hanno con la disciplina, con la criminalità, e con le funzioni stesse di adattamento alle particolar i forme di vita e di lavoro dell'ambiente militare .

••• È bene però premettere alcuni brevi ricordi per quanto riguarda il metodo st:ltistico. Prima. di tutto, sebbene nelle cifre dei r iformati per ottusità mentale ecc., in base all'articolo 18 dell'E lenco, siano ora. compresi parecchi militari che vengono eliminati perchè incompleti, psicastenici, inadattabili e simili, e quin.di, ritenuti tali da poter non avere sempre piena coscienza dei proprii atti,- tuttavia non h o studiato dettagliatamente questi dati statistici; e ciò, sia per non dilungarmi molto i sia perchè quesLi u ltimi individui non sono distinti dai veri imbecilli ed ottusi, nè costituiscono . cifra ragguardevole, perchè la maggior parte di essi sono riformati sulla base di una nevrosi, o psicouevrosi; sia, infine, perchè lo studio statistico di questi deboli mentali, idioti e cretini non ba che importanza regionale eò etnica., non in riguardo ad altri fenomeni demografici militari (per es., armi, età. grado ecc.). Io secondo luogo rammento che nelle statistiche sani tarie annuali pubblicate per cura del nostro Ispettorato di sanit à militare, il :::netodo è cambiato dal 18!)8 in poi: invero: sino a tutto il 18!)7 si distingueYano le riforme secondo che fossero state pronunziate in rassegna speciale o in rassegna di rimanclo, con l'intenzione cioè di sceverare i riformati per malattie pt·ecedenti all'arrolamento, o contratte i nvece durante il servizio militare. Evidentemente, in tal modo, si incorreva in \'IHie cause d i errore, percbè, se la classe veniva chiamata nell'ottobre, novembre o dicembre, il periodo di tempo durante il quale gli appartenenti all'ultima classe sono considerati ?·eclttie, - vale a dire sino alla chiusura della seconda sessione di leva - è ben maggiore che non quando la chiamata della classe avveniva in marzo, o, peggio, anche in aprile, quasi alla vigilia del la chiusura della sessione di leva; in tal modo, nel 1° caso, le cifre dei riformati in rassegna specitile crescono di parecchio, tanto più per quelle insuffit.:ienze od anomaliE' funzionali che si disvelano ai primi cimenf.j del servizio militare. Inoltre una parte più o meno grande dell'annuale contingente è chiamata in ritardo, quando già è stata chiusa la leva. della propria classe, per cui, i riformati di quella parte del contingente venivano computati nelle rassegne di rimanùo, e quindi tra i militari, mentre invece erano effetçi,·amente J·eclutl' di fronte all'ambiente nuovo.


E llENTALl NELL'ESERCITO

163

Invece dal 1898 in poi si dividono i riformati a seconda che siano divenuti inabili per malattia anteriore o per malattia posteriore all'arrolamento, stabilendo il termine di due mesi dalla data. dell'incorporamento per distinguere g li uni dagli altri. È vero che in tal modo permang(•no cause di errori, perchè, nel oaso nostro, per lo più la nevrosi e preesistente e passata inosservata, o rimasta latent& sino al suo chiaro manifestarsi durante il servizio o per effetto del servizio stesso, -mentre d'altra parte queste forme h anno spesso bisogno di lunga osservazione ospedaliera, per cui le cifre rispettive possono essere comprese accidentalmente nell'una o nell'altra categoria; - tuttavia il criterio statistico è migliore e più esatto che non prima, tanto più con alcune opportune correzioni di già attuate, e con l'integrazione dei dati che è possibile avere compulsando contemporaneamente le Statistiuhe della leva.

••• Ed ora il primo quesito statistico è questo: qual' è il contingente annuo di nevrotici e di psicopatici che svela e scopre, e respinge dal suo seno nella società borghese, l'ambiente militare? e quali variazioni annue esso presenta ? La. tav. I il! A) dimostra le cifre delle riforme fra i militari, cioè per malattie nevrotiche o mentali che si suppongono manifestatesi, o che si sono rivelate, dopo l'arrolamento. Si scorge, innanzi tutto, esservi prima del 18!)8 frequenti ed anche marcate oscillazioni nelle cifre annue, e ciò più nelle psicosi che n elle n evrosi, forse perchè le attitudini psicopatiche più presto e più facilmente si disvelauo nell'adattamento alle nuove condizioni di vita e di lavoro; mentre dal 1. 98, per il metodo d'indagine statistica più razionale usato, si ha una curva regolare, non oscillante, tranne l'elevazione critica del 1890 11ovuta. ad una maggior forza. media nell'anno precedente, con anticipo della classe del 18 7':3 alle armi, e con le condizioni politiche di quel periodo. Non dimenticando però e;he ciò doveva anche accadere per il mutamento del criterio statistico, che naturalmente privava le cifre del 1898 del contributo che il metodo precedente gli toglieva per aggiungerlo al 1897, e di quello che il metodo nuovo gli scemava per attribuirlo al 1899 (contingente supplementare, richiamati ecc.) . .\!a quello che specialmente fa rilevare la statistica è l'aumento sempre maggiore delle cifre dei riformati. E se vogliamo suddividere tutto il periodo dal 1876 al 1D04 in due epoche, prima e dopo il 1898, vediamo che tanto nell'una. che nell'altra l'aumento è notevole, e più ancora nella seconda epoca i che crescono per lo più parallelamente tan to le psicosi che le nevrosi , pur trovandosi in qualche anno nma specie di


16!

L..\ STA TI~TlC ..\ lo~: LLE )l..\l,..\1i'IE ~ERVO E

compenso t m le due forme. fors' anche perchè non pochi casi di ue\Tasteuia gra ,.e o di isterismo degenerativo vengono talora compresi tra le psicosi per averue pronta la eliminazione,- non concessa. per (1ueste forme dall'articolo 2:& dell'elenco, - e percbè oggidi sono parecchi i riformati per forme psichiche di isterismo eò epilessia; ed innce, altre Yolte, sono co11tate fra. le nevrosi malnttie mentali che appaiono avere base epilettica od isterica (e1Jtti calen: e )Jbiclticlle, f or me di 'l:trgalmndaggio, confu.~iiJiwli, allnn'uo:;i, ecc.). TAV.

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Ilo creclnlo anche op por ~uno calcolare i rapporl.i, percentuali, dei ri formR.I.i per psicosi o ne•rosi1 alla. cifra annua del totale dei riformati, i quali, tranne per qual che annata, si man tengono pressochè ad ugmde


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alteZ?a in tutto il lungo periodo st.udiato, nd una. media di ~ 0() circa. L 'esame delle varie percentuali dimostra esistere quasi tre f11.si nel loro decorso, si per le une che per le altre forme morbose: sono basse e poco oscillanti Je percentuali nel primo novennio; poi rialzano alquanto e d oscillano più largamente nel decennio successivo; crescono di molto, e q nasi progressivamente, nella fase finale, un po' più le nevrosi cht> le psicosi, sino a. costituire, insieme, il 18 p. 100 del totale dei riforma.t.i, nell'nltimo anno, mentre costituinwc appena il 4-,G p. 100 nel 18'i'G, il 7,7 p. 100 nel lSSG, 1'11,7 p. 100 uel 180G. Xella. ste~sa. tavola. in B ) sono numerale le riforme degli inscritti d i le v!!., presso i Corpi, per nevrosi e psicosi preesisten ti all'arrolamento. Anche qui occorre distinguere i due periodi, anteriore e po· steriore a. l 1808 ; si rileva allora nel primo periodo l'esistenza di un certo aumento, però con oscillazioni annuali, che dipendono appunto e dall'epoca. diversa dell'arrivo sotto le armi delle varie classi di leva, e dal rinvio di una parte del contingente, ed infine dall'aver chiamato qualche anno due classi di le>a, al principio ed alla fine dt:ll'nnno, come nel 1889, nel1891 e nel H·i93, nei quali anni è più marcato l'aumento d i quei riformati. Invece nel 2• periodo, dal 1898 in poi, l'aumento si fa subito sensibile sulle cifre del l 0 periodo, pur conser"ando in genere un livello poco osci llante, con tendenza progres· sin., tranne che per l'ultimo anno in cui le cifre si innalznno ancora, nelle psicosi come nelle nevrosi. Questa regolarità relativa delle cifre dal 18!)8 è una ripro\a della esattezza del nuovo metodo statistieo naturale, non più basato su criterii empi rici e su delle contingeuzt' amministrative, ma sulln raziona.litil. stessa degli elementi demografici raccolti. D'altra parte l'aumento forte di t.utto il periodo in confronto del precedente non si intenderebbe facilmente, dal momento che, in genere, il termine dei due mesi, per distinguere le me.lat.tie precedenti o posteriori all'arruolamento, è inft>riore al periodo che decorre tra l'arrivo delle reclute ai corpi e la. chiusura del 2' periodo della sessione di leva (tranne in qualche anno in cui l'incorporamento avveniva. in marzo). Occorre pensare, perciò, <;be non solo vi ha infiuenza il considerare in questa categoria i riform~tti del contingente supplementare (che in alcuni anni è stato perfino del 65 p. 100!), ma che anche, e forse più specialmente, ha. agito in tal senso la modificazione dell'Elenco e la cura ~r.aggiore e più rigorosa per selezionare gli anomali sin dalle prime visite, e coloro che sin dalle prime prove del· l'adattamento presentano oscillazioni di condotta. e di rea.ttività psiooemotiva, irregolari od anomale. E ciò tanto più dopo che si è fatto obbligo delle informazioni sui precedenti nenro-psicopatici ai consigl i


16G

L A STATISTIOA DELLE MALATTlB NER VOSE

di leva, mentre d'altra. parte si è estesa la. indagine sulle forme ,·ertiginose dell'epilessia (petit mal, epilessia psichica), che del resto !:'Ono piu gravi nei rapporti dell'individuo con la. collettività.

•

** Confrontando le due par~i della ta.v. I, si scorge esistere, naturalmente, in vari anni, un certo compenso tra le riforme degli inscritti e quelle dei militari ; qualche volta il compenso manca, anche per una certa variabilità. nella d urata del servizio, dai 27 ai 33 mesi per la l~ categoria, dai 16 ai 22 per la. 2\ Invece dal 1898 i rapporti sono più esatti e meno m utevoli, e l'esame comparativo vi dimostra la esistenza c del compenso relativo, specie nelle psicosi, segnacolo di una. specie di 11aturazione psicosica nelle società, e cioè nello insieme della forma ma· nifesta (preesistenza. all'ar ruolamento) e della forma. disvelata dalle esi· genze di adattamento (susseguenza all'arrolamento). Per le nevrosi, dicevo, esso compenso è poco apprezzabile, e mentre le cifre sono quasi allo stesso livello, dal 1898, in B), esse ingrandiscono progressivamente in A), quasi dimostrando una. maggiorB facilitA nella r ivelazione o nella provocazione loro dai fattori mesologici, non diment icando però l'ampliamento delle relative cognizioni scientifiche sull'argomento delle anomalie del carattere e della personalità, cui altro\& ho accennato. La. qual cosa è anche dimostrat.a. dal forte aumento che si ha. nelle riforme per nevrosi preesistenti, nel 1904 (da. 230 a 303), mentre la cifra. delle riforme per nevrosi posteriori non aumenta. così come per gli anni precedenti (da 372 a 376).

"'•... Dat.e perciò queste oscillazioni, e considerando quella specie di compenso, cui acceLnavo, nelle riforme per nevrosi e psicosi manifestatesi poco dopo l'ar rolamento, o in seguito, o riconosciute :iin dalle prime visite- presso i Corpi singoli- ho creduto conveniente sommare le due serie, perchè cosi è possibile avere un criterio pi ù esatto del decorso delle suddette infermità; la somma. dà. non solo la misura di questo speciale coefficiente di 8at"razione annuo, ma è anche segnacolo della .vensibititii .~ociale per la pazzia o la nevrosi, sensibilità sempre più acuita per una serìe di ragioni, che sa.rebhe !troppo lungo esporre qui, e che però riscontriamo non solo nella. società,, ma anche nel nostro ambiente, e non soltanto rispetto all'opera dei medici, per un nuovo orientamento dello spirito che informa. le funzioui della nostra. collettività: tanto più che, per ciò stesso, alle nuove e più complesse e~i -


167

E MENTALI NRLL 1RSER01TO

genze, e alle cresciute richieste che la detta collettività. rivolge al soldato moderno, deve corrispondere un numero maggiore di scarsi potenziali biopsichici, e quindi maggiore s~rà. il numero dei riformati. TAV. II.

Totale dei riformati di ogni anno (RECLUTE

Jl$lCO$l

Anni

Nevrosi

Anomalie della per30oalfta

+ M1LJT,un).

l

- -

=

P. tllOO alla rorta media annonle Psleosi

N~vro$1

Totale

(Il

{t)

( l)

0.27 03J 0.30 0.40 0.62 0.62 0.56 0.62 0.72 0.78 0.71 0.91 0.08 0.79

0.27 0.23 0.24 0.61 0,62 0.70 0.49 0 ·59 0.74 1.00 0.88

O.;H 0.58 0.54 1.0 1 1.24 1.3:2 1.05 1.21 1.46 1.78 1.5!) 2.02 1.86 1.86

l

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La qual cosa è chiaramente dimostrata dalla tav. II, ove le psicosi, dn. un massimo di 80 prima del 1880, sa.lgouo ad un massimo di 194 nel decennio 1880-1890, ad un massimo di 318 nel decennio 1890-1900, culminando nel1904 con la cifra di 380, in aumento progressivo quasi regolare e costante; per le nevrosi si ha, rispettivamente, 123 - 249 4!)7- 678, pure con decorso quasi regolarmente progressivo. Si nota pure che spesso vi è una certa inversione nelle cifre dei nevrotici e degli psicosici. In gran parte ciò è dovuto, come già. ho accen-


1Gl

L ,\ STAT!S'rl CA DELLE AIALATTJI:: l>EHVUSK

nato, a cl.te molte forme di psicosi isterica od epilettica, anche i semplici fenomeni lli equiTa.lenza psichica, sono indiffereutemente elencate ora fra l~ ne\'"rosi, ora fra le psicosi, cosi come alcuni episodi di eccitamento e di agitazione psicoemotive. talvolta considerati nella statistica fra le freuopatie come forme psicasteniche o di anomalie gra,·i del carattere, altra. volta invt-ce fra le nenosi quali fenomeni critici dei nevrastenici o degli ister ici, o come episodì di nervosismo eretistico, di iperemotività ecc. In com plesso mol ti casi rimangono nella zona m E'd ia, espressioni d i psiconeno>~i, anzicl.tè rientrare decisamente fra le frenos~ o nelle forme nevrotiche classiche, tanto pii1 con i concetti m01lerni che mettono le nevrosi tra. le malattie «dello spirito • i onde è opportuno fare una serie unica dei riformati per anomalie o mo1·bo.~itcì del carattere, o meglio della pet·sonalità, intendendosi qui di personalitit sociale (Venturi). in quanto molte di queste anormalità. di condotta o di ttlmperamento si disvelano, si costituiscono o ringrandiscono nelle relazioni dell'Io eon l'ambiente, in special modo con l'ambiente militare cosi diverso, per costituzione e richieste di energie e di attività fisico-psichiche, dall'ambiente sociale comune. Nella stessa. taY. II si ritrova appunto questa. serie unica, e si rileva chiaramente r1 uale elevazione grande e ma.n i festa si abbia nelle cifre dei rif0nna.ti, dal 106 del 18'/G al 1058 del 1904; così, per accennare alle cifre relative di ciascun anno finale di grnppi sessenne.l i, ab biamo: nel1876 riformati 106, nel 1882 riform11ti 198; nel1888 riformati 3!:11, nel U:i04 riformati uG8; nellDOO riformati 804; nel 1904 riformati 1008, e più ancora. si trova in questi ultimi anni, secondo le mie ossen·azioni, benchè non siano ancora pubblicate le relative statistiche. Infine, per togliere le cause di variazioni che provengono dall'epoca varie. di chiamata delle classi di leva, dalla. di versa durata relativa della ferma, dall'aumento della forza bilanciata in alcuni anni (moti politici e sociali. come nel 18!1 ), nella. medesima tav. II ho messo le proporzioni p. 1000 dei riformati in relazione alla cifra della. forza media annuale: quest'ultima cifre. dà esattamente l'indice numerico della. colletti,ità militare, riassumendo nella ruedia annuale le variazioni cui accenna.\·o, 1a presenza di molti o di pochi richiamati per grandi manovre, o per ragioni d· ordine pubblico ecc. Il diagramma I mette in grande evidenza le particcla.rità delle curve, segnanti la successione annue. proporzionale delle nevrosi, delle psicosi e del totale delle anomalie della personalità. mentale, senza che occorrn.no spiegazioni per lumeggia.re l'andamento ascensionale delle due curve singole, più marcato e deciso nelle


16H

nevrosi che non nelle psicosi, e molto di piu naturalmente per il totale dei provvedimenti presi per queste forme morbose, con ascensione pitt accentuata e rapida. dal 1892 in su, dopo alcune modifìcazioni apportate al nostro Elenco di infermi tù. per le riforme dell'esercito.

* ** Ma. vi sono ancora. altri nevrotici per i quali si prendono ogni anno pro~edimenti medico-legali differenti dalle riforme, cioè d'indole temporanea; a parte le licenze bre'7i date per lievi forme nevrastenicbe o per emotivita transitorie, o per fugaci scatti ed episodi di eccitamento da fatica, da calore, da alcool, o in seguito a. contrasti disciplinari o a pnnizioui che agitano e turbano non pochi timidi od eretistici od im· pulsivi (licenze che sino a 90 giorni possono essere concesse o proposte àal direttore d'ospedale, e qui non calcolate), vi sono le licenze lunghe, da più di 3 mesi ad un anno, che si dànno ai militari in seguito a rassegna; oppure vi è la. rivedibilitn negli iscritti, per nevrastenia. accentuata, per corea., tetania, isterismo non grave, nostalgia, forme depressive transitorie, perturbamenti mentali o crisi d'agitazione non gravi nè dipendenti da manifeste psicosi o psiconevrosi, alcoolismo subcronico, sonnambolismo naturale, certe forme di anomalie del carattere da. sviluppo, o di nevrosi da spavento, o fasi convulsivanti non ben ca.ratterizzate ecc. In molti di questi casi si prende una decisione temporanea., nella supposta. modificazione organica e funziona.le favorevole dei singoli individui; e il regolamento prescrive per le nevrosi tranne che pe1· l'epilessia - questo provvedimento temporaneo. Certo molto può discutersi su ta.le criterio: gli isterici veri specialmente dovrebbero sempre essere ma.ndati v i a. definitivamente, e così molli impulsivi, eretistici, depressi vi, emozionabili ecc.; io per esempio preferisco parlare spesso di psicosi isterica o di psiconevrosi isterica., od anche di isterismo degenerativo, per averto la norma regolamentare che permetta la. riforma anzichè il provvedimento .~ospensivo, poichè certamente l'isterico è pericoloso a. sè o alla collettività., nel nostro ambiente, ò un esa.uribile ed un emotivo perenne, e, se a.nch~ migliora. o viene in latenza. nevrotica., la vita militare con le sue richieste di energia., con la. fatica., i cont-rasti emotivi, gLi attriti disciplinari, è proprio fatta. apposta. per dirompere gli equilibri psico-nervosi instabili e produrre dei àé{at,ts spesso pericolosi, sempre di danno o ragioni di a1.trito nella. ordinaria attività della. consociazione specia.le. Molti isterici si ritrovano fra soldati gravemente puniti, fra imputati per reati disciplinari, per tenta.ti suicidi; non pochi disertori od insubordinati Io sono pure, e noi oggi largamente provvediamo alla eliminazione eli


170

LA STATISTIOA DELLE WALATTIE NERVOSI!:

questi infermi, specie nelle forme di isterismo degenerativo, poiohè è sempre da preferire che ciò si faccia in modo definitivo, auzichè con la spesso fallace speranza di una guarigione; per ques~ non è adatta la "ç"ita. milita.re, nè, al certo, essa avverrà. in un solo anno, in modo da mutare la personalità psichica del nevrotico e da tempra.rla virilmente contro l'efficacia maggiore degli stimoli esterni e contro la più facile insorgenza della vita mentale subconscia, e delle impulsioni od immagini vivacchianti nelle assopite, ma fermentescibili, stratifica.zioni subcortioali. III.

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E YENTALI NELL'ES ERCITO

171

Ad ogni modo la. ta.v. ill dà. le cifre di questi provvedimenti temporanei in A) nei militari (licenze lunghe di convalescenza), ed in B) negli inscritti di leva presso i corpi (rivedibilita) i in complesso per q uesti ultimi le cifre delle nevrosi sono molt.o superiori a. quelle delle psicosi, com'è naturale supporre a priori, mentre per i militari tranne che negli ultimi due anni - non c'è molta differenza fra le due serie, poichè si possono meglio st.udia.re e giudicare i casi sopra accennati di transitorie perturbazioni mentali o psicoemotive, con conseguente decisione di inabilità. temporanea al servizio militare, ed invece le forme nevrotiche più facilmente si disvelano sin dai primi tempi del servizio, sgusciate, per così dire, dalla latenza precedente, o riapparendo alla ribalta nelle modificazioni f'u)lzionali che sono necessitate presso gli instabili sistemi psico-nervosi. Nella stessa tav. in C) ho sommato queste serie, per studiare l'andamento, nel periodo in esame, di tutti i provvedimenti medico-legali temporanei: si scorgono per le psicosi cifre annue poco variabili dalla media, tranne che ne11890 in scarsa. efficienza, nel1893 con valore elevato, e cosi pure nel 1899 seguito da cifra molto bassa. nel 1900 i variazioni accentuate delle quali sfugge la ragione, poichè non vi è compenso tra di esse e le cifre dei riformati. Le nevrosi :invece oscillano ampiamente, senza apprezzabile regola. fissa, e senza dipendenza, per lo meno principale, da una. forza. media molto variabile dell'esercito ; in genere si rialzano tutte le cifre dal 1892 in poi, facendosi molto piil accostate fra loro, con ascesa finale quasi continua.; strano l'accentuamento delle cifre del 1887 e 1888, in cui del resto, era alto anche il coefficiente dei riformati. Finalmente la detta ta.v., dando in D ) il totale dei provvedimenti medico-legali annui,. per psicosi, per nevrosi, e per anomalie complessive della personalità psiconervosa, offre la va.lutfl.zil)ne dei casi di tali malattie diagnosticate in ciascun anno e discoperte nell'esercito. Per le psicosi si scorge: un aumento grande e più regolare negli ultimi anni: alternative di ascesa e discesa. in anni successiviJ come nel 1887 e 1888, nel 1889 e 1890, nel 1891 e 18!:)2, dipendenti da. doppia. chiamata di cla.ssi nelle annate a cifre alte; rialzi nel periodo 1893-18~4: (moti di Sicilia e Lunigiana), nel 1896 (guerra d'Africa.), nell899 specialmente (dopo le sommosse del1898). Lo stesso in g<enere per le nevrosi, salvo qualche brusco aumento che forse compensa. l'analoga brusca discesa delle psicosi - secondo il termine diagnostico adoperato come nel 1888, 1889 e nel 1898 i inoltre l'aumento è più costante e molto più marcato. Per cui riesce molto importante, come conclusione di questa parte statistica., considerare le cifre annue complessive, e met-


li2

LA

'rAT I :"TICA DE LLE ~I ALATTJ E NERVOSE

terle in rapporto con la for·za media annuale: questo rapporto è riprodotto graficamente nel Diag. I , con una cun-a che mostra una grande forzi\ ascensionale (da O.G~ a C1,6S p. 10011), e presenta una g rande de-

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pressione nel suo andamento dal 1887 n.l 1892, ed u na piccola nel l~!l7 e l ~\). , d'origine dubbia; ma dovuta essenzialmente ad irregolarità. nei prov,·edimenti temporanei, poichè la cun ·a p recedente, delle r iforme1 lta un decor;;o ascensionale più regolato ed ugnale .

II. Per a.vere un altro criterio statistico molto imJ)Or tante nello studio delle rifvrme per nevrosi e psicosi ho raccolto da.l1808 (in cui questo lato clelia statistica sanitaria ba cominciato in modo esat to) le cifre che di mostrano il movimen to d'Os.~ervazione negli O!< pedali milital'Ì. Come

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E ME..."TAI, I NELL' ESERCITO

17S

è noto (e ciò spiega le differenze che si trovano tra. le cifre dei riformati prima esposte e le seguenti), per le nevrosi, l'ufficiale medico del Corpo può - se ha constatato un accesso isterico od epilettico _,_ proporre egli stesso il militare a. rassegna; la qual cosa, però, di rado accade, perchè è meglio inviare il militare o l' inscritto all'ospedale per uno studio più minuto e dettagliato, confortato da indagini ed informazioni complete. Inoltre alcuni eli questi nevrotioi stavano negli ospedali per altre malattie, e, riconosciuti isterici o nevrastenici ecc., vengono giudicati senza passare per l'08serva.zione; d'altra parte, e ciò specialmente per le psicosi, nella statistica seguente un nevrotico rivedibile iu nn anno, può essere l'anno dopo riformato, come può accadere per un depresso o per forme di eccitamento psico-emotivo, mentre nella statistica precedente sembra che questi individui figurino una volta sola, secondo il provvedimento medico-legale pitt decisivo. Infine vi sono casi che nell'una statistica vengono considerati di nevrosi, nell 'altra. di psicosi, per es. l'isterismo, in cui la. forma. più propriamente psicosica. importa. la riforma., mentre lll semplice nevrosi, per l'elenco che ci regge, i m porta la ri vedibilità (1). Ciò posto, dalla tav. IV, ove gli osservandi sono divisi in militari ed inscritti di leva, risultano parecchie cose, e cioè, in breve: fra. gli entrati diminuiscono le cifre delle psicosi, quasi in ciascun anno, tanto per i militari che per gli inscritti; ciò non succede invece per le nevrosi, che haUllo cifre variabili nei diversi anni; g li entrati per psicosi dai corpi sono più della metà, dal 61 al 69 p. 100, del totale degli entrati, poichè i coefficienti complessi della vita militare hanno indubbiamente azione psicosigena, ma su individui molto predisposti , per quanto ancora. non disvelatisi chiaramente prima, del dirompente lavorio di adattamento nuovo ad una vita. diversa. e complessa per attività ftlticate e per attriti sociali e disciplinari; per le nevrosi ciò è smche più marcato, con uua. percentuale dal 59 al 73, e s'intende In. rnl\.ggiore facilità. ai perturbamenti nevrotici, emotivi specialmente, e la. frequenza. di individui che non si credon,J, o non sono creduti dnll'etltourage, isterici od iperemotivi ecc.; in generale diminuiscono le cifre assolute di quelli dichiarati idonei al servizio militare, con idoneità. magari condizionata {per es. a. posti sedentari, meno esposti alle fatiche ecc.), quindi diminuiscono ancor di più in relazione all'aumen to aUllUO degli entrati; è alta. la. percentuale degli idonei tra i nevrotici, essendo che molti sono inviati dopo aver presentato turbam enti emo(l) ~eUe cifro degli ospedali sono nnche compresi nlcuni dclln 1~. mol'in n ed i~C'rit t i delle leve di mare.


174

L A STATfSTIOA DELLE MA LATTIE NERVOSE

ti vi, o fatti d i eccitamento dopo una. punizione, od aver dato in escandescenze in prigione, o, specialmente, per aver presentato crisi ner\"Ose od anche convulsiformi probabilmente simulate, o prodotte da fatti transitori, e non più ripetutesi (dopo una. fatica, uno stravizio, un'ubbriacatura ecc.). Ouervazione 1111

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Inserii Il (dai conai~li di leva) Entrati lll01242 1991273 156 239,136 1961138 213,143 267 130,225 I donei 17 66 17 62 14 5 1 7 40 39 11 50 10 43 Rh·edibili • 7 26 10 42 9 32 7 2tl 6 28 2 3t 9 29 Riformati . 13~r53 10!) 109 134 13.> 122 12S 118 162 130 170 lli 151 Simul11tori. EntrBli doi consigli c dBi dilltrctti . , 198 379 ... . .. TOT.\ Lt: E :O. TK \TI in O~T\ azione J12 901 576 902 499 4-ll,7S2I4J3 963

114

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Rivcdibibili Rifo rmRti . Pcrcento dl'gli ontrnti doi Corpi sul t otule del)li entrati . X . . d' . Psicosi. • . • lll.''<:n-J n ~~~ 1 Xe\•rusi • . dct rtformnh 1·roto 1c onnuo

6011100 50 1271 29 129, 32 ll:l 42 140 44 176 53 1M 3;;!l 43J 419 G33 388 452 3211 48S 3-U 566 397 G4,j

••

~

100 100 100

,. •• 66 ., 116 123 150

108 104 134

334L "1~1 "l 93 106 118

07 .....

91 112 125

116 130 129

00173 1 10 14 lJ I

B bene però che la su accennata diminuzione degli idonei si accentui ancora, per procedere ad una epurazione pitl larga e liberale degli anomali, per il ,·aulaggio della disciplina e della collettività, oltre eh(\ in armonia alle nostre conoscenze psicologiche, come in altri JaYori ho dimostrato.


E MENTALI NELL'ESEBOITO

175

In confronto alle diminuizioni degli idonei, per psicosi, si ha pure dimjnuzione nei provvedimenti temporanei, ed aumento invece dei riformati; altro segno di progresso nelle applicazioni positive di pilicopatologia, e specialmente di psicosociologia, poichè si tratta. in parecchi casi di anomalie del carattere, di disadattamenti, di irregolarità. del temperamento, di psicastenie infine, termine comprensivo per procedere ad un sano sgombero degli scarsi valori psico-nervosi umani dalla nostra collettività. Cosi pure tra i nevrotici diminuiscono gli idonei, aumentano 1 rivedibili, gli inviati in lunga. licenza ed anche j riformati, però in modo irregolare, perchè solo per l'epilessia è prescritta la. ·riforma., per le altre nevrosi dopo un provvedimento temporaneo già. inutilmente provato, tranne che se grave o degenerat iva ecc. Facendo i mtmeri-indici dei riformati nel sessenniof si vede chiaramente che nei primi tre anni le cifre si mantengono, per gli psicopatici, più elevate che non nel secondo triennio, dove stanno al disotto del 100 preso come base, mentre poi si ba in ult-imo una forte ascesa brusca; per i nevrotici invece l'elevazione delle cifre, salvo l'ascesa brusca. del 1899, è progressiva, e forte; cioè diminuiscono ai<Jnanlo le psicosi, aumentano di molto le nevrosi; questo diverso comportarsi delle psicosi e nevrosi meglio sì lumeggia confrontando i rispettivi mtme,·i-indici con quelli del totale dei riformati, con il succedersi dei quali in genere si accordano le nevrosi, però con piit marcata tendenza. ascensionale alla. fine d'el settennio, che vediamo anche riprodursi nella ~erie-indit.·i delle psicosi per l' ultimo anno. Infine sono assai scarsi, e solo in qualche anno, i dichiarati simulatori; in casi analoghi, spesso si sono potuti giudicare questi simula.tori come degenerati, isterici od anormali. **• Come si rileva dalle pagine precedenti, spesso vi sono oscillazioni nei metodi statistici per una larga. serie di moti':i, cui in gran parte ho accennato; queste oscillazioni sono inevitabili per ragioni amministrative, sino a. quando non siano unificati i metodi statistici, per la statistica sanitaria e per quella delle leve, ma certamente vi si può prov;edere, per una g ran parte almeno, allo scopo di poter ottenere una conoscenza. più esatta. e completa di questi fatti. Una pècca assai grave è questa, che c~oè non può a versi i n oggi la cifra comp lessi va, precisa, delle riforme annuali per una data malattia., seguendo eiasenna. classe dai consigl i di leva sino al suo congeda.mento dopo il ser;izio militare, e attraverso !e chiamate annuali; tale conoscenza.


171,

LA STATISTICA D.ELLE MALATTIE :SERVOSF:

avrebbe anche non poco valore demografico per la. conoscenza di problemi sociali. Nè per ciascun anno conosciamo con ~sattezza la somma. ùei riformati nelle varie operazioni di leva; le cifre complessi-.;·e che ho studiato nelle pagine precedenti rtguardano sol tanto le riforme delle reclute e dei solàati dai corpi, ma non vi sono contemplate quelle dei distrett i e dei consig li <.li leva; solo dalle statistiche del movimento d'osserva:r.ione presso gli ospedali può trarsi un criterio relativo. Laonde è necesi'ario studiare pure l'audamento delle riforme secondo le statistiche delle leve, nelle quali si ha. la c ifra complessi~a del movimento presso i consigli, i distretti, ed i corpi sino alla chiusura del 2° periodo di leva.. Vi è, veramente, la distinzione dei riformati in rassegne speciali, e quindi si potrebbe pensn.re che, togliendo da lle riforme presso i corpi le cifre dei rassegnati speciali dei reggimenti, si avrebpe come residuo il complesso rlei riformati tra. i militR.ri, onde la som ma. totale delle riforme secondo le statistiche di leva e delle riforme tra militari, darebbe il criterio complessivo richiesto. Però non è cosi: le cifre dei rassegnati secondo le statistiche di leva non corrispondono a. quelle date dalle statistiche sanitarie, per diffe1·enza nei metodi e diversit.,i di criteri amministrativi ; le une considerano ciascuna classe di leva, le altre i rn.s egnati di ciascnn anno, e quindi l'insieme di quelli d 'una classeprecedentera.ssegnati al principio dell 'anno, e della classe susseguente rassegnati alla fine dell'anno quando è anticipata la venuta alle armi di detta clà.sse. Specialmente poi dal18!)8 ad oggi non vi è più alcuna corrispondenza tra. le prime cifre e quelle dei ri· formati per rualattie anteriori all'arrolamento ; tuttavia non vi è altro modo per avere una cifra complessiva, che più si avvicini alla realtà, ed abbia principalmente il valore di un c1·iterio stati.'/fit·o che additi il decor;;o annuale di questi fenomeni demografici, - se non che quello di p aragonare tra loro le due statistiche e riassumerle insieme. Nella tav. V, nel quadro numerico A ) ho riportato appunto, per le leve da.l1870 all'l~G, dalle statistiche di leva, le cifre delle riforme per uev1·osi e psicosi, catalogate cioè secondo le classi di leva; esse comprendono adunque i riformati durante i due periodi di ciascuna leva; unico inconveniente, pure qui o1·igine d i oscillazioni, è il fatto della diverso. chiamata annuale della classe, il che importa differenza di durata. dal periodo trA.scorso dalle reclute ai co1·pi prima della chiu,;nra della scs:>ione. Comunque, l'esame delle cifre ci di~ ad un dipresso la fisonomia. feuomeuica. per il decorso di queste riforme, anche qui in aumento non piccolo, specie n egli ult imi anni. Per le psicosi >i è un aumento brusco nella. classe del187i"> (venuta pute n el dicembre 18!\i>,


177

E MENTALI N2LL't:SEROITO

parte nel gennaio 1896) ; da. allora l'aumento e stato ptu regolare, tranne due bruschi rialzi, per le classi del 1876 e del 1879, dei quali non si scorgono bene le cause. pur considerando che per la classe del 1876 vi e un gran numero di riformati per passaggi di molti ind.ividui dalla 2• alla. r categoria., come anche in quella del 1879, sebbene in minor grado, oltre a durata maggiore del 2° periodo di leva; influisce anche l'essere stato inferiore il contingente dei rimandati ad altra chiamata, che abbiamo detto oscillare tra il 20 e il 69 p. 100 nei vari anni. TAV.

v.

Dist inzione del riformati RIFORMATI INSCRITT I (t i

Cla.ssi di le va

18(18 1869 1870 1871 1872 1873 1874 1875 1876 1877 1878 1879 1880 1881 1882 1883 1 88~

l 85 1881\

11er psicosi soronrlo le claSSI dl leva

con~•{( li 111 leva

-

-

62 01 04 61

46 48 37 32 50 105 188 99 73 179

(14

120 212 120 105 210 IU

158

193 189

170 161 13'7 150 137 157

185 174 197

per nevrosi

l P{:~ff l

--

166

l

l

l

secondo le, class1 th leva

l -

-

182 Hl8 293 204 234 259 238 252 295 289 255 349 308 383 430 484 422

l P{:ìf

con~lgll

per psicosl

-

13 14 16 13 27 10 14

di leva

-

103 94 146 143 132 105 175 193 213 166 138 179 160 193 134 154 162

,,,

15

24 21 32 31 16 23 28 29 35 37 40

l

l

TOTAL&

In rassegne speciali

del rHnrmatl (3)

per 1 pslcosl nevrosi

6U

us

04

277 400

117 170 148 186 296 330 260

184

233 325 21'7 410 327 383 l 382 366 420

-

-

nevrosi

l 305 1890

){)2 181

,l 108

Anni

-

-

79 74 147 61 102 63 50 82 123

l

'

l

l

l 18!11 18!'12

301 440 l 344 449 477 1i61 523 1)23 1i84 ii67

689 60'1

775 1!05

-

1893 18!14 1805 1891l 1807 1898 1899 1900 1901 1902 1903 1904

-

lt) Oni con •i~ll di le,·n, dai di~tretU e dni corpi in nsstgna s~iale. 11) P~r l criteri dinrsf con i quali vengono com rH:~ te le due sta t1sllche s:~nllarie e della lol :1. in ~uesta. a dUTerenz.a Mila prima. si parlo amo r.. di raucgna fPetìole sino alla chiusura della se.slonl'. e di rlma111lt> p•r Il conllngeni4' aupplelivo. n·:\ltra parlo non si può rilevare il complesso del rifor· mali per cinscuna cla~se di le' a. sego enrlo d oti cia~cun cont•ngente annuo <la l cnn•lgllo di le' a sino al $UO congeda mento. Solo crlreri relnth·l al ~1ossooo trarre rlnlle distlntloni del riformati secondo l'e ta -. gli anni 111 ser~i1io. pensanrlo però che nel primo ca~o non sono contemplali l gia rh·edlblll, e nel secondo caso vi sono computati quelli dei plotooi speciali e i volontari. 131 lnscrilli e militari.

Per le nevrosi il decorao e più regolare, con nn primo periodo di crescita per le classi dal 1872 al 1880; poi dalla classe 1881 si ha un nuovo periodo di maggi;;re aumento che ringrandisce molto più celermente. Ora, come teste accennavo, e interessante considerare che, 11 -

Glorllal• di mcdidl\4 mili1oo·• - Fate. 111.


li8

f, A STA'lJSTJOA DELLE MALATTIE NERVOSB

mentre le cifre prima. esaminate si riferiscono alle riforme di nevrotici e psicopatici presso i corpi, le presenti cifre com prendono : i riformati presso i Consigli di leva (in genere dopo osservazione presso gli ospedali militari), quelli presso i distretti, e quelli presso i corpi sino alla chiusura. della sessione di leva.. L e varie statistiche non ci fanno conoscere queste ultime cifre separata.men te, che perciò costituiscono un fattore comune nelle riforme secondo le elusi d i leva e nelle riforme per a. n nate; quindi non si ha., per le cifre di riformati presso i Consigli d i leva., che il crit"rio relativo della ta.v. I V, dei ricoverati in osservazione: si scorge, come ho già detto, che il numero degli inviati dai corpi, - e fra. essi parecchi sono reclute - oscill!l fra il ol ed il G9 p. 100 del totale degli osservandi, nelle psicosi; e fra. il 59 TAv. V bis. Riformati dopo le chiamate alle armi.

AN:\1

18!18 1800 1000 190 1 1902 1003 1!)04

Re;u! uo ftd rll•>r mall ntrormntl dal distretti ' '~• corpi per r:~•se~tna •Il r lmsnfto e dAl corol (malallio 11n<tunorl all"arrnlamer.to) psic 1si

neYrosl

fiSicosl

22-l

282 364 317 330 3:lll 387

203 218 223 196 187 186 251

250

2M 212 210 214 280

494

l

nevrosi

223 282 19-& 213 150 239 340

ed il 73 per le nevrosi; inoltre gli inviati da.i distretti sono circa. la metà, ed anche meno, degli inscritti che provengono dai Consigli di leva; la somma. degli inviati dai Consigli di leva. e dai distretti oscilla in media sul 4.0 p. cento del totale degli osservandi, con queste ca· ratteristicbe: che, cioè, la. percentuale è più alta per le psicosi che per le nevrosi, essendo che queste traggono più dalle circostanze perniciose d'ambiente, quelle 'più da. vizi organici; che in qualche anno diminuiscono le cifre degli inscritt.i e non il totale; e che, per es. nel 100:1, il totale si innalza molto di più, indicandoci una. maggiore selezione dopo le prove dell'adattamento. Ma se pensiamo, d 'altronde, che molti osservandi dei corpi vengono nei primi tempi di servizio, ci accorgiamo che in complesso circa il 60 p. 100 in media, se non più, sono i ri formati cbe subi'3cOnl.) la selezione prima ancora di entrare


17ll

E XENTALI NELL'ESEROITO

nell'esercito o dopo i primi urti mesologici, e che pereto, poichè l'aumento è negli inscritti di leva maggiore che nei militari, biso· gna convenire che se larga è l'eliminazione dalla collettività, più larga ancora è l'esclusione, vale a dire la profilassi sociale contro l'a· nomalo. Un'altra prova dell'aumento più forte dei riformati p~r selezione preventiva si ha dalla tav. V, ove sono ordinate anche le cifre delle rassegne speciali, per le inabilità. relative alle suindicate malattie: è chiaro l'aumento marcato nell'ultimo periodo, specialmente per le neTAV.

VI. Riforme per l'art. 18 dell'Elenco.

Claul di ten

1868 1869 1870 1871 1872 1873 1874 1875 1876 1877 1878 1879 1880 1881 1882 1883 1884 1485 1886

TOTA~I! MOLI lllòCft!TTI 111 LI!VA

cretinismo llmbecllllt.'\ l Totale ed ed art. 18 Idiotismo ottu3ila totale

--

204 284 269 261 328 293 272 300 258 279 237 258 262 281 276 300 318

-

108 132 168 141 1116 182 206 137 150 176 158 162 160 175 206 208 101

-

312 416 437 402 384 476 477 437 400

455 395 420 412 466 482 508 60{1

Rilormatl rer r art. l8 In ta5Segne speciali

27 59

47 43 66 GO 48 87 40 37 53 6l 60 66 6(1 51 99 JlO 77

vrosi (epiÌessia), la qual cosa risponde meglio d'ogni argomentazione alle critiche rivolteci di lenta e inefficace leva morale per la profilassi ~ella collettività. E se mettiamo in confronto queste cifre con quelle delle riforme in seguito ad invio in osservazione dai distretti e dai corpi, (tav. VI) evidentemente la differenza (tranne per qualche convulsivante proposto direttamente a rassegna senza il tramite dell'osservazione e per qualche diversità nei criterii statistici, cui accennavo), ci dà. un criterio abbastanza esatto per valutare le cifre dei riformati


180

LA STATISTICA DELLE MALATTIB ~ERVOSE

dai corpi per rassegna di rimando, cioè tra i militari: nelle due serie di psicosi e di nevrosi, vi è dapprima una certa tendenza. a. decrescere, poi le cifre aumentano; in complesso vi è staziona.rietà, mentre negli anni successivi sono alte le cifre dei ra!isegnati speciali, massime nelle nevros1. Per avere, allora, un modo di comparazione tra i vari movimenti statistici, nelle diverse fasi della eliminazione ed epurazione degli anomali, ho disposto nella tav. V vari quadri numerici, che però, come dicevo, valgono più come criterio direttivo dei singoli fenomeni studiati che come precisione d i cifre. E cioè abbiamo : 1°: le riforme complessive secondo le clas~i di lbva, cui ho già accennat0; 2 ll : i riformati presso i soli Consigli di leva, ottenendo le cifre col togliere dalle prime, le riforme di rassegne speciali elencate nella stessa tavola: si scorge una certa. tendenza all'aumento, ma in modo lieve, con poche oscillazioni annuali, segno di un certo coefficiente di sl\turazione sociale relativo ai casi più patenti di anomalie della personalità, digià disvelate dalla vita famigliare e sociale; le forti diminuzioni per le psicosi nella classe 1877 e 1878 sono compensate da aumenti nelle nevrosi, ed in genere vi sono dei co mpensi nelle cifre relative alle due fondamentali specie di anomalie, dipendenti da q ualche criterio differente nell'ascrivere taluni anormali tra i nevrotici o tra i psicopatici (psicosi isteriche ed epilettiche ecc.); 3° in confronto a queste cifre la tav. VI ci dà - come abbiamo visto - le riforme in rassegne speciali per ciascuna classe di leva, cioè degli i nscritti dei distrP.tti e dei corpi dopo i primi urti del nuovo ambiente e della vita nuova, assai ringrandenti negli ultimi anni, come espressione di una più ampia e posi ti va selezione epura;trice; 4° dalle ta.vole precedenti rilevasi che, se crebbero le riforme complessive dai corpi, nei militar i e negli inscritti, cioè per malattie posteriori od anteriori all'arruolamento, queste presentano un aumento assai più spiccato, appunto perchè pensiamo assai più di prima alla prevenzione profìJattica, specie per quegli anomali che si rivelarono refrattarii all'adattamento mesologico, e quindi organicamente i ncapaci di rispon· rlere alle richieste della società militare. Infine, sommando le riforme presso i Consigli di leva, quelle per rassegne speciali e quelle per malattie posteriori all'arruolamento, troviamo nella detta tav. il criterio complessivo delle totali riforme annuali, vero coefficiente della sensibilità sociale verso le forme anomale dello spirito, che sono crescenti di numero in modo notevole per tutte le cause cui in precedenza ho accennato. Altrove dimostrai q uale importanza abbia tale-


E KENTALI NELL'E SI':RCITO

181

opera profila.ttioa. dinanzi alla forte e progressiva diminuzione della criminalità. militare (1). La quale opera. di profilassi morale è dimostrata anche dal decorso delle riforme per cretinismo ed idiotismo, e di quelle per semplice ottus-ittì di mente, semiimbecillità eco., distinte secondo le classi di Jeva.. Per la prima serie di malattie organiche degenerative si scorge una. regolarità nel decorso, e nelle cifre annue, che oscillano nel totale - in tutto iJ periodo di 17 anni - fra 204 e 318 riformati; su per giù lo stesso per 1~ ottusità di mente, benchè meno regolarmente e con oscillazioni tm po' più marcate, in genere apparendo manifesto un aumento alla fine del periodo (da 108 a 208). Ambedue le serie si elevano abbastanza, in modo relativamente più marcato la 2•, che però si mantiene circa sul 70 p. 100 del valore della l" serie; d'altra parte esiste un certo compenso tra le osciUazioni delle rlue serie, e invero il totale ba. corso più regolare e meno discontinuo. · Questo fatto è dovuto al variare dei criterii nella assegnazione di alcune forme di deficienza mentale all'una piuttosto che all'altra categoria. Mentre, d'altra parte, l'aumento continuo delle cifre, anche delle forme gravi, non può significare soltanto un aumento delle forme degenerative morbose; ciò invece, si spiega., come già accennavo, perchè ora siamo più larghi nel giudicare le deficienze mentali, e perchè come dimostrs. l'aumento più marcato delle rassegne speciali, - noi ricorriamo volentieri, ora. più che prima., a. mettere in questa categoria individui degenerati, psicastenici, amorali, che ~arebbero fermenti pericolosi alla. compàgo dell'esercito, e che possono essere eliminati solo in quanto, mercè l'art. 18 dell'elenco delle infermita, giudic hiamo essere la. profonda anomalia. della personalità. o la. incompletezza psichica (forme psicasteniche), tali da non renderli sempre pienamente coscienti del valore dei propri atti, e vi classifichiamo anche forme di imbecillità morale e di degenernzione etica; questo è un altro passo che andiamo facendo sulla via maestra. degli insegnamenti positivi delle scienze psico-sociologiche.

•** ~egli altri eserciti si trova. lo stesso fenomeno di aumento progressivo nei riformati per anomalie della personalità; l'universalità del fatto trae evidentemente ragione da. cause generali, che non possono essere limitate ad aumento di tali forme anormali psiconervose, ma pint-

( l ) Vedi E11aif de crim1'nologie mililaire (col l!ig Cen. Ff'l"l'ero ). - Sap:gi di so· ciologia. crimjnale noi militari. - D ei moderni problemi di psicosociologu~ ecc. (Relazioni d i Congressi, Riv. mil. ital., Italia moderna eco.).


182

\ LA STATJ :i>TJCA DELLE MALATTIE NERVOSE

tosto alla. più acuita. sensibilità. collettiva verso di esse, e quindiad una profilassi e ad un risa.na.mento morale più ampio e fattivo. Scorrendo rapidamente le statistiche sanitarie di alcuni eserciti tro· viamo: l 0 in Francia- Riformati per isterismo, nel 1903 13G (dei quali ben 101 nei soldati che avevano meno di l anno di servizio, e :35 in quelli con più di un anno - forza. presente dei primi 211,922, dei secondi 165,677) - nel 1904 158 (di cui 114 con meno di 1 anno di servizio), uel1906 130 (0.30 p. 1000 - Sl:.l nello anno) -Riformati temporaneamente per isterismo, nei deLti ann i, 04 (CiS nel l o anno), 113 (78 nel 1° anno), 70 (57 nel 1., anno); totale degli i~?terici, rispettivamente, 233,27:l,210 - riformati per 11eurastenia 29 (15 nel 1° anno) nel Hl03, ~6 (14 nel 1° anno), nel 19041 38 nel 1906 (22 nel l " anno); riformati a tempo 41 (~O nel l o anno), 52 (40 nel r anno), 33 (22 nel l o anno) totale dei n evrastenici 70,97 e 86 p. 1000) - Riformati per epil-es.'lia 392 nel 1003 (312 nel 1° anno), 3M nel 190:1 (2G2 nel } o anno), 3!)5 nel l !)OG (0,71 p. 1000) (306 nel 1° anno); riformati a tempo 23 (13 nel 1° anno), 20 (14 nel 1° anno), 22 (18 nel 1° anno); totale per i detti anni 415,376,418 - riformati per p.~icoHi Hì3 (70 nel P anno), 1G7 (98 nel 1° anno); 169 (97 nel P anno); riformati a tempo n, 10 e 6; riformati per idiozia ed imbecillittì 184 nel 1903 (139 nel 1° anno), 150 nel 1904 (116 nel 1° anno), 166 nel 1906 (133 nel 1° anno) ; riformati a tempo 10, 7 e 5; totali delle malattie mentali (riforme permanent.i) 317 nel 1!)03, 347 n el 1904, 352 nel Hl06 (0,68 p. 1000). Per quest'ultimo anno non vi sono comprese le cifre dell'Algeria e Tunisi, che constavano di 23 per isterismo (0.32 p. 1000), 63 per epilessia. (0.86 p. 1000), 51 per psicosi (0.71 p. 1000). 2' I n Aust1•ia: nel 1902 si ebbero 415 casi di malattie mentali, dei quali 4 per idiozia. e 8 7 per imbeci llità (cioè 324 psicosi); nel 100:1 404casi (20 idiozia, 28 imbecillità, 376 psicosi); nel 1906 casi 6G2 (7 idiozia., b en ~45 imbecillità., 410 psicosi); è da nota1·e che fra le malattie mentali sono compresi infermi di psicosi con epile~Jsia, psicosi con isterismo, e psicosi con 11eurastenia, e cioè, rispett ivamente, n el 1902 26 15 12 ==53, n el 100:1 31 + 9+ 21 == 61, nel 1006 :38 25 + + 20 =b3. Dalle tabelle di riforma poi si rileva che dall'esercito attivo (in Prasenz-stande) furono congedati: per epilessia 307 nel 1902, 31() 11el l 004, 237 nel 1006; per ma.tattie mentali, rispettivamente, 212, 222, 181; inoltre furono congedati dal servizio tlon attivo, 99, 166, 123 per epilessia, 115, 137, 127 per psiro.~i, nei detti anni.

+ +

+


E liENTALI ~ELY1RSEBC1TO

183

s• In Germania: nel 1893 la statistica tedesca va dal r ottobre d'un anno al 30 settembre dell'anno dopo; quindi 1892-1893 inabili per 11/alattie mentali (compresi i deficienti) 216 (dei quali 18 sviluppatisi durante il servizio attivo, e 198 che si presumono esistenti prima dell'arruolamento); di essi 8 nel 1° mese di servizio, 151 dal 2>al 6', 53 dal 7' all2°; - nel 1894 254 (37 posteriori all'arruolamento, 7, 181, 60 secondo l'epoca del servizio); - nel 1895 190 (24 posteriori all'arruolamento); - nel 1896 236 (36 posteriori all'arruolamento); - nel 1897 190 (31 posteriori all'arruolamento, O, 113, 75), più altri GO (categoria B) per effetto della legge 1° febbraio 1894, che cioè avevano completato le istruzioni militari, mentre i primi non le avevano completato (33 posteriori all'arrnolamanto); -nel 1900 3G3 (25 posteriori all'arruoiamento, 4, 267, 89); più 55 della categoria B (30 posteriori all'a.rruolamento) ; nel 1901 356 (49 posteriori all'arruolamento; 5, 242, 100), pii1 68 categoria B (33 posteriori all'arruolamento); nel Hl02 362 (40 posteriori all'arruolamento, 16, 248, 93), più 84 categoria B (46 posteriori all'arrno· lamento) ; - nel 1904 (secondo altri criteri statistici) 506 per psicosi presumibilmente preesistenti all'llrruolamento (secondo il servizio 3-!:, lH8, 96), più 71 (55 posteriori all'arruolamento) che avevano completato le istruzioni, e 70 (40 posteriori all'arruolamento) che non le a.ve?ano completate ; nel1905 rispettivamente 527 (19, 3-!:3, 119), 82 (61 posteriori all'arruolamento}, e 54. (48 posteriori all'arruolamento, l, 24,28); in tutto s1 ebbero riformati -nei detti anni - 216, 254, 190, 236, 240, 418, 424.446, 6-!:7, 663; vi corrispondono le seguenti cifre delle psicosi resesi evidenti dal 1° mese di servizio: 8, 7, O, 4, 5, 16, 34, 19. Inabili per epilessia: nel1893 267 (31 posterioriall'arruolamento, 30, 171, 6G secondo l'epoca del servizio); nel 1894 302 (3G posteriori all'arruolamento, 37, 198, 67); nel 1895 304 (-!:2 posteriori all'arruolamento); nel18HG 253 (34 posteriori all'arruolama.nto); nel 1897 212 (31 posteriori all'arruolamento, 4, 147, GO); nel 1900 283 (35 posteriori all'arruolamento, lG, Hl3, 73); nel 1901 324 (55 posteriori all'arruolamento, 15, ~26, 82): nel 1!102 307 (39 posteriori all'arruolamento, 22, 205, 79); nel 1!104 328 preesistenti all'arruolamento (4:4, 197, u3), più 32 ad istruzioni non ultimate (29 posteriori all'arruolamento); nel 1905 378 preesistenti (49, 219, 74) più 23 ad istruzione non completa. (22 posteriori all'arruolamento) e 31 ad istruzione completa (33 posteriori all'arruolamento); e cioè in tutto 267, 302, 304, 253, 212, 283, 324, 307, 360, 4!32; nel l o se· mestre di servizio 201, 236, 151, 209, 241, 379 (nevrosi più presto disvelate dal lavorio di adattamento che non le psicosi, fra gli arruolati). Per isterismo furono riformati 28 nel 1888 (0,06 p. 1000), 89 nel1897 (0,18), 210 nel 1903 (0,38); negli stessi anni per epilessia, neura.tenia ecc. 274 (0.65), 342 (0.90), 612 (1.24).


184

LA STATISTICA DELLE MA L ATTIE NERVOSE

Secondo le tabelle degli entrati nei luoghi di cura abbiamo per psico.<i: 226 nel 189r.J, 23H nel18!)4, 244 nel189[l 1 291 nel1896, 237 nel189'i, 268 nel 1898, 315 nel 1!)00, 335 nel 1901, fJ77 nel JL!)02, 4 i) nel 1004, Gf'>!) nel 1906; inoltre dal 1897 sono classificati a parte gli entrati per ?let~rastenia (152, 201, 221, 250, 315, 401, 476), e per isterisnto (119, 149, 17H, 174, 24-2, 307, 321). Entrati per epilessia. (dal 1893): 407, 420, 478, 444, 410, 408, 3l>8, 416, 429,406, 386. Usciti con provvedimenti medico-legali vari i: psico.~i (dal189ii) 245, 287, 246, 270, 315, 333, ;379, 493, Gi8; epilessia ldal l ~:I J 425, 415, 492, 4A8, 422, 417, 363, 41!), 43t.i, 401, 307; netwastenia (dal 18D7) 'i~, 90, 9-:1:, 104, loti, 169, 211; isterismo 79, RS, 105, 112, 14!1, 207, 207. Per psicosi furono dichiarati del tutto incalidi (dal 18!l3) 2G, 40, 2U, 21, 21, lJ4, 37, 4G, 45, 6G, 5G. Infine ecco la progressione delle quote per mine alla forza media (p8icosi), dal 1B!I7 al 1!106: 0.4G, 0.52, 0.60, O.G3, 0.70, 0.8-:1:, 0.92, 1.10, 1.11.

III. Nella. tav. VIII si trovano distinte le ?'i(ol'me per gradi, fatto molto interessante, sebbene non siano qui differenziati i casi di riforma. nei richiamati per le istruzioni annuali o per le grandi manovre, o per esigenze d i ordine pubblico. È bene di:~tingu6re nella serie due periodi, prima e dopo del 1891, perchè da q uest'a.nno i carabinieri semplici furono considerati caporali, ed i vicebrigadieri invece, da. caporali passarono nella categoria dei sottufficia.li; onde nelle rispettive forze medie, calcolate al 30 giugno del 1890, si trovavano 15022 sottufficiali e 32889 caporali, mentre l'anno dopo si aveva. rispettivamente 1715!'1 e 43090, le quali cifre d'allora sono t'Ì· maste quasi inalterate, anzi con elevazioni in qual che anno. Dunqu e sino al 18DO si vede, da,l la tavola., che per ciascun anno le cifre dei riformati per psicosi supera nei sottufficiali quelle dei caporali ; il con· trario accade per le nevrosi: vale a dire, come già accennavo, pii1 fl\· cilmente si mat1tiene sotto le armi la attitudine nevrosica. della personalità, provocata poi, accresciuta e disvelata. dai fattori molteplici della vita milita.re, anzichè la disposizione psicosica, che più facilmente s i manifesta a.i primi urti dell'ambiente, quando non abbia dato segni antecedenti, per cui meno numerosi sono gli individui che superano la. fase di soldati. P er i sott'ufficia.li invece diversa. è la carriera e il modo di reclutamento; dopo pochi mesi d' istruzione a cquistano il grado i vi accorrono volontariamente e non poche volte si tratta. di spostati


E MENTALI NELL'E~F.RCJTO

I bo

sociali; infine, come l'osservazione ci dimostra, in essi agiscono molto, nel corso della loro carriera stabile in confronto della transitoria dei caporali, varii coefficienti di lotta sociale, passioni turlbatrici, desideri ambiziosi di brillare con tentazioni malsane, sifilide ed alcoolismo, insieme al lavoro più faticoso e attivo di responsabilità., che disimpe· gnano in contatto diretto e continuo dei soldati, ed alla. vita più ele· vata che essi vivono. Nevrotici più difficilmente ne entrano, per una scelta più accurata e diligente, e per la maggior facilitti. di scoprire l'epilessia o l'isterismo sin da principio, anche perchè per lo piu queste nevrosi hanno già dato segno di sè prima dell'arrolamento; mentre può rimanere a lungo velata l'anomalia del carattere o la. deficiente potenzialità. del sistema, che sono vere attitudini psicopatiche. Dal 1891 in poi quasi sempre, invece, i riformati nei caporali sono in maggior numero eh~ nei sott'ufficiali, ma è nello stesso tempo cresciuta di molto la. forza media; in vero nelle cifre proporzionali si vede che, effettivamente, le psicosi nei sottufficiali sono sempre più numerose, talvolta con nn per mille molto più forte, tranne che nel 1892 (ripercussione dello spostamento suaccennato per i carabinieri (circa 16000 caporali), e nel 1898 (in cui furono chiamate delle classi dal congedo, fra cui molti graduati). Ciò per le psicosi, mentre rimane sempre l'aumento delle nevrosi nei caporali, anche nelle cifre proporzionali, rispetto ai sottufficia.li, dopo il 1891, pure con aumenti forti nel 1892 e nel 1898, e col massimo nel 1899. Si rileva pure che nei sottufficiali in ciascun anno le riforme per psicosi sono più numerose che non per nevrosi ; queste hanno una media di 0,21, quelle di 0,48 p. 1000; le prime raggiungono un massimo del 0,58, le psicosi invece salgono fino a 1,10 p. 1000. Il contrario si ha nei caporali, ove le nevrosi presentano una media di 0,34 ed un massimo di 1,06, mentre le psicosi hanno una media di 0,22 con un massimo di 0,76. Da tali cifre si scorge di quanto i sottnfficiali superano i caporali nelle psicosi, e viceversa. sono superati nelle nevrosi. I soldati, iniìne, mantengono la caratteristica dei caporali, cioè di un sopravanzo nelle nevrosi, ma le cifre SO'DO molto alte, avendosi una med ia di 0,75 e d i 1,03, ed un massimo di 1,43 e di 2.35, rispettiva· mente nelle psicosi e nelle nevrosi. Si osserva. poi, dalle cifre proporzionali, che ci sono annate con dimjnuzioni nelle nevrosi e psicosi nei sottufficia.li o nei caporali, talvolta anche in ambo le serie insieme, e viceversa; oscillazioni dovute specialmente alla. chiamata, o non, di classi dal congedo per manovre od altri motivi pubblici, non solo dell'esercito attivo, ma anche di milizia mobile o territoriale. Aum~ntano nel periodo 1885-1891 le psi-


18G

LA STATIS'riCA D'ELLE MALATTIE NERVOSE

cosi nei sottufficia.li, e nel periodo 1894-18!)7, perchè, per necessità di servizio, si aumentano gli arruolamenti, i quali perciò divengono meno rigorosi nella cernita.; in vero aumentano un po' anche le nevrosi, in essi, nei medesimi periodi. Aumentano quasi ogni anno le psicosi nei caporali dall891, in confronto del periodo precedente, segno non dubbio dell'influenza sul totale delle cifre fornite dai carabinieri. Nei soldati infine si trova. alta: proporzionalità. annua. nelle psicosi, su per giù al livello dei sott' ufficiali (convergono cioè cause diverse a. produrre effetti simili); ma. dal 1892 in poi vi è alta. crescita. di questa proporzionalità, quasi progressiva, con massimi forti nel 1A96-1897; vi è solo una. depressione nel 1898, quando vi erano aumenti nelle altre serie, per le promozioni rapide e numerose fatte innanzi tempo in quell'anno per esigenze del servizio (moti popolari). Ciò indlica eliminazione ampia e sempre maggiore per epurare moralmente l'ambiente e risanare sempre più e sempre meglio la. collettività. dai fermenti anomali, anche se veramente non psicopatici veri e pl'opri. Nei soldati le nevrosi si mantengono su per giù allo stesso livello delle psicosi, o, qualche anno, le superano alquanto; ma dal1804 in poi crescono molto di più, quasi progressivamente, tranne l'aumento che esse pure presentano nel 1896 (1,96 p. 1000) e la depressione, meno forte, nel 1898. M;olt.o istruttivo è il quadro di comparazione della tav. vn bis nella quale ho catalogato quante volte ciascun grado entra nelle varie cate· gorie del per mille; co::~i può facilmente, ed in modo sintetico, scorgersi la frequenza ed entità relativa. delle riforme nei vari gradi, e per i diversi anui. Cosi, per quanto riguarda le psù;(),qi : la maggior fre quenza dei sot· tufficiali è nelle categorie dal 0,20 al 0,60 p. 1000, il massimo in quella dal 0,50 al 0,60 ; dei caporali dal O al 0,20 p. 1000, col massimo presso quest'ultima cifra ; dei soldati il massimo è dal 0,60 al 0,70 p. 1000, ma con esclusione delle tre prime categorie, ed estensione oltre il 2 p. 1000. Per le nevroiJi: i sottnfficiali stanno qua.si tutti nelle prime tre categorie (dallo O al 0,30 p. 1000), col massimo nella. 2a; i caporali · hanno la maggior frequenza dal 0,10 al 0,40 p. 1000, col massimo intorno al 0,15 p. 1000; i soldati hanno la. maggior frequenza dal 0,30 al 0,70 p. 1000, e dall'1,40 al 2 p. 1000, con esclusione dalle prime due categorie, col massimo intorno all'1,60 p. 1000, ed estensione sino al 2 p. 1000! Sicchè, per le ragioni su accennate, sono estese nei sottuffìciali le psicosi, limitate le nevrosi; nei caporali invece limitate le psicosi, un po' meno le nevrosi ; nei soldati estese le une e le altre, più frequenti, e più alte nei massimi, e ciò nelle nevrosi ancora piu che nelle psicosi ; poi le cifre si elevano di molto nell'ultimo decennio, per la più attiva ed ampia selezione morale.


187

E llE:STALl NELL'ESERCITO TAV.

\'li. Riforme per gradi. QUOTE •1,. ALU FORZA ME UlA

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96 2191 123 2306 J.J 3 1901 150 2096 140 2010 227 3400 188 2652 15 1 2435 196 2777 1'18 2638 218 2451 248 2674 187 2357 212 2364 224 2605 236 2854 320 2553 201 2713 221 3 150 2(7 4 143 2 18 4114 172 4108 304 1907 215 3118 354 26 10 3 11 2337 361 237 1 346 2522 247 13081

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0.37 0. 14 0.10 0.20 0.2!1 0.30 0.21 0.07 ~.13 0. 13 0.34 0.2G 0.48 0.14 0.00 o 24 0.3 1 0.25 0.28 0.14 0.09 0. 14 0.33 0.43 0.54 0.07 0.06 0.30 0.43 0.47 0.34 0.09 0.18 0.47 0.55 0.57 0.1 4 0.00 0.18 0.44 0.33 0.35 0.07 0.08 O. OR 0.50 0.32 0.30 0.07 0.27 O. OR 0.55 0.42 0.56 0.28 0. 15 0.30 0.70 0.74 0.66 0.20 0.18 0.3 1 0.54 0.611 0.58 0. 19 0.28 0.42 0.60 0.67 0.53 0.20 0.07 0.28 0.54 0.79 1).41 0.13 O.l!J 0.4 1 0.64 0.75 0.60 0.15 0.21 0.62 0.02 0.04 0.29 O.Oii 0.16 l). (iO 0.78 0.20 0.06 0.40 0.32 0.62 0.87 0.28 0.1 1 o 18 0. 12 11.86 0.86 0.46 0.17 0.21 0.32 1.13 1.48 0.93 0.17 O. Hl 0. 14 0.9:i 1.55 0.52 o26 0.14 0. 19 1.27 2. 17 0.51 0.18 0.13 0.22 1.38 1.85 0.18 0.12 0.32 0.39 0.57 1.28 0.39 0.33 0.18 0.27 1.27 1.89 0.58 0.58 0.4r. 0.01 0.88 1.88 0.32 0.45 0.7e; 0.63 l.ltl 1.57 1.10 0.45 003 J.Qil 1.06 1.75 0.58 0.58 0.67 1.00 1.011 2. 17 0.71 0.45 o.us 0.30 1.43 2.35

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0.49 0.22 0.75

NEVROSI

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0.18 0.05 0.29

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Riepilogo delle quote per mille.

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Quole massime

0.58 1.06 2.35

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0.21 0.34 1.03

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LA !>TA.TISTIOA DELLE MALATTIE NERVOSE

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Quante v olte ciascun grado entra in ciascuna categoria del per mille CAPORALI

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7 3

••• Molto importante è pure la distinzione di queste riforme secondo le etll dei militari e secondo gli mmi di servizio come nelle tav. VIIT e IX. I mpressionano prima di tutto, nella tav. VIII, il nnmero dei riformati dell'età da 17 a 20 anni, cioè di giovani che si presentano volontariamente per fare carriera. militare, quali allievi sergenti; o allievi ufficiali, o nei collegi militari, o come allievi-carabinieri, od anche semplici volontari ordinarì (è da notare cbe in queste tavole si parla. solo di militari riformati, non d'iscritti). Nei giovani suindicati le psicosi hanno una media tenue da principio, man tenendosi questa sulle 3 o 4 riforme all'anno; poi nel periodo 1886-1890 c'è aumento, con !) in media ; nel biennio successivo la media scende a 5 per poi risalire, benchè io modo poco regolare, sino a raggiungere il massimo nel periodo 1896·1900, con media di 17 ; il biennio 1901-1902 ba di nuovo media bassa, specie il 1901 con 3 riforme, ma nell'ultimo anno di nuovo si ba l'ascesa, con 19 riforme. Su per giù lo stesso per le nevrosi, che però aumentano dal 188G in poi piti che non le nevrosi, con una media. di 18 sino al 1895, e di 36 nel quinquennio 1806-1900; anche in esse si ha la forte depressione nel biennio prefinale, col minimo di 7 nel HlOl , mentre nel penultimo anno della serie l'ascesa è forte e si raggiunge la cifra massima. di 55 riforme, che è


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più del 3 p. 1000 della forza, e circa il 15 p. 100 dei riformati del· l 'età in parola! Vale a dire qui evidentemente agiscono quei fattori <li dispo:3izione personale e di eredità sociale che rendono molti di que· sti gionni spostati della società, anomali del lavoro e quindi poco adattabili alle attività nervo11e e muscolari metodiche e disciplinate. Condizioni generali queste che, ripetute in tutto il periodo della statistica, non vengono contrastate dalle cifre basse del 1904, che possono essere ~ontingenti, e che in gran parte dipendono da un diverso criterio di statistica, per essersi cioè considerati nella categoria tutti i riformati che non avessero raggiunta l'età di 20 anni effettivi, mentre prima i 20 anni erano calcolati in relazione all'annata in cui si compivano. Fra i giovani a 21 e a 22 anni si trova l'aumento forte dal prin~ipio alla fine del periodo, con cifre in genere più alte a 21 che a 22 anni, con aumento marcato in quello stesso periodo 1896-1900, ed ascesa finale; questi aumenti sono pitl considerevoli nelle nevrosi, a 21 ~~onni, ~on medie che da circa. 55 salgono, nel suindicato periodo, a. 125 mentre nell'ultimo anno siamo di già a. 163! Naturalmente meno forti sono questi aumenti fra. i giovani a 22 anni; è da. notare invece ~he nel 1901, mentre nelle due serie precedenti si avevano cifre minime, a 22 anni si ha forte elevazione, specie nelle psicosi, e sono pure false le cifre del 1!.>02, benchè già in parte compensate nella serie precedente. Per i giovani a 23 anni le cifre hanno all'incirca la media del P gruppo (da 17 a 20 anni), ed anche qui in genere si hanno <l uote meno alte negli anni in cui vi era ascesa per i gruppi precedenti, mentre pure in questo gruppo vi è elevazione per gli anni 19011002, e più in quello che in questo. Nel 1904 si ha pure forte abbassamento delle riforme nell'età. di 21 anni, notevole ascesa invece a 22 e 23 anni; ma anche qui si tratta del suaccennato diverso metodo statistico. Conclusioni: le riforme sono più numerose fra. i più giovani, che presto disvelano, sin dai primi attriti con l'ambiente, l' irreducibilità adattati va., e le anomalie della personalità i meno numerose si fanno nelle età. successive, ed in genere corrisponde una quota più alta. in -esse, se precedentemente fu bassa la cifra delle riforme i poi le riforme c rescono sempre, perchè più ampì sono i concetti selezionanti, e pii1 larga la eliminazione degli insufficienti per potenziale psiconervoso e per plasticità. accomodati va; le nevrosi sono sempre preponderanti rispetto alle psicosi, perchè esse specialmente, come nevrastenia o isterismo o forme .di eccitamento emotivo, sono provocate e coltivate dalla. serie complessa. di fattori della vita militare, su individui pii1 o meno incompleti, od insufficienti, o disposti alle manifestazioni ne-


192

LA STATISTICA. DELLE lJALA'l'TU NERVOSE

vropatiche e ad esquilibrii nel sistema di forze personali. Negli anni successivi naturalmente diminuiscono le cifre, in modo regolare, n è vi è crescita cosi marcata. negli ultimi anni del periodo; tuttavia, tenuto conto della piccola. forza relativa. (carabinieri, sottufficiali, ritardo.ta.rii), le proporzioni dei riformati si mantengono elevate. Qui entrano in giuoco altri coefficienti più fattivi, e specialmente tre: alcoolismo, sifilide e stati di esaurimento nervoso prodotto da contrasti di servizio più facili e più azionanti, da contrasti sociali più vivi, con le malsane aspirazioni, con gli attriti tra i desiderii e le possibilità. economiche, con le passioni amorose, il giuoco e tutte le altre cause ipostenizzanti che sorgono per molti uomini dalla. dura lotta sociale. E, come poteva anche sospettarsi a priori, dai 25 anni in su, sgombrato largamente il campo dai neuropatici che, specialmente isterici ed epilettici, alla. prova della vit11. militare, si saranno in un modo o nell'altro disvelati, rimangono i tipi cerebrali, più o meno intossicati dai veleni artificiali (alcool), o morbosi, (sifilide, influenza, tifo ecc.) o dal virus della civiltà con le lotte sociali ed i contrasti passionali d'ogni sorta, donde l'aumento delle psicosi, che sono già. allo stesso livello all'incirca. delle nevrosi a 24 anni, le superano di alquanto &. 25 anni, di molto invece in genere dai 26 ai 30 anni, ed infine quasi costituiscono la totalità. delle riforme dai 30 ai 40 anni .

••• Come controllo a queste brevi note, la. ta.v. IX dimostra. le riforme secondo gli anni di serttizio dei militari: qui ho voluto fare, per meglio intendere il decorso di queste riforme, le cifre proporzionali di ciascuna quota di riformati al totale~ di psicosi o di nevrosi, per ciascun anno, sicchè possa chiaramente risult-are, sul quantum di una annata, le varie cifre di riforme per un dato numero d'a.nui di servizio (1). Per le psicosi troviamo ch e, nel 1° anno di servizio militare, sino al 1881, in media sono riformati da ' '• aù '/. del totale dell'annata.; poi le quote proporzionali crescono, e la media oscilla, nel decennio successivo, intorno al 40 p. 100; nel 1892 si ba già un massimo del 58 p. 100, e del 60 p. 100 nel 1894, dovuto all'anticipo della leva. ed all' aumento della. forza media. nell'anno; infine dal 1894 la media si (l) Kella la\•oln preccd.-nte soDo dispcsto le quote proporzionali di cia&CUD anno al <'Omplesso ('ho risulto nllo tavvlll slcssn : mo po1chè !!ODO quj contemplato solo gli nnni di srn •izio sino nl 10°, cd esisto qualche riform a anche dopo tale onno, per dl'Si · dorio di complctoua nvovo compilota un'altro tavolu. per le quote proponionolì al eomples!!O effeLtivo d oi l"iiormati. como è dei!u oto dnllo tnv. l, fatto Ul!\)olo n 100. L o ùifTcren7.~' p erò sono quodi ins iìmifì cnnli, e quindi, per bre\"ltò, t rnlas('iO di riportore detta tavnla.


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LA STATISTiçA III::LLI:: MALATTIE NERVOSE

mantil:lnc sempre assai alta, dal 52 al G3 p. 100, su per giù allo stesso livello per alcuni anni. Per le riforme nel 2, anno di servizio le quote proporzionali, con un inizio alto, variano poco nei diversi anni pur con lieve tendenza a der.rescere, e le oscillazioni si mantengono fra '/,ed : • delle riforme, anche quando accade l'aumento forte clel l'anno di servizio, come bo accennato. Nel H' anno invece le oscillazioni sono maggiori, nel principio del periodo, e in genere sono pure alte le quote proporzionali: sino all881 in meclia intorno al 20 p. 100, col massimo del 35 p. 100 sul principio: poi la media scende a 12 nel quinquennio successivo; sale a 17 nel quinquennio che segue; infine, dopo qualche oscillazione (che dipende nel 1SD2 e 18l.l3 da cifre scarse od alte dei riformati, nel 1891 e 1882, dnrante il 2' anno di ser..-izio, come compenso naturale, e nel 18tl-1 e e 18!)5 da diversità delle epoche di congedamento della classe), ::~i ha una quota proporzionale che più non oscilla, od appena. insensibilmente, intorno al 10 p. 100, che è anche media bassa.. Così pure diminuiscon C', nella seconda mbta del periodo, in confronto della prima metà, le quote degli altri anni di serviz io oscillando sul 3·5 p. 100, mE-ntre al principio sono più alte, intorno all'8·10 p. 100. (~uindi: la eliminazione si fa. con criterii più scientifici e positivi, ìn modo più ampio e deciso, si dn, aversi nel primo anno più della metà delle ri forme dell'annata, non appena cioè le disposi zioni anomale della personalità si disvelano chiaramente alle prime fatiche del servizio, quale d'etente del sistema di forze psiconervose eli fronte al faticoso e perturbante lavorio di ada.t;tamento al nuovo ambiente; 2 ' si mantengono ad un livello pressochè simile le riforme del periodo medio llel servizio militare, dove cioè esiste un fenomeno, dirò, di saturazione psicogena, per tntte quelle person:tlità che, più o meno discretamente adattatesi, dopo non resistono, col suc<:edersi dei con trasti e delle fatiche, allo sforzo richiesto,- e cominciano a cede,-e nel potenziale intimo, specialmente in confronto dell e norme disciplinari. Cosi, dopo 1m certo tempo, accumulandosi le punizioni od intervenendo mancanze l)iÙ gravi, o fatti di eccitam ento in prigione, con quella tendenza. facile a sorgere nei loro animi di esseri mal voluti e maltrattati, sorge il sospetlo di anomalie del carat.tere, d i incompletezza eco., tante voi te rese più mnnifeste da ubriacai nre, da fatiche e da infezioni, per le quali è ri chiamat.a su tali soggetti l'attenzione del medico; si aggiunga anche J"aziODE:' del sole, dello strapazzo tisico, ecc. nel periodo estivo •Ielle manon·e e dei tiri di combattimento, i servizi pesanti di pnbLiica sicurezza ecc. in cu i poco sono adibi te le recl ute dei primi m esi di setTizio, ed jl fatto che anche la novità della. vita e dell'ambiente


J:: MEXTALI NELL'ESERCITO

forma. per molti anormali una specie di remora transitoria e di stimolo fattivo ad attività accomodative verso l'ambiente. Lo stesso per il [p anno di servizio, in cui però è naturale che siano piit basse le quote, quanto più attivo è stato lo sgombero risanatore dei primi tempi: quindi la massima parte sono disposti alle psicopatie varie, e relath·a.mente scarsa è la parte dei militari che direttamente trae le ragioni di pertm·bamento dalla vita militare; d'altronde, però, queste nltime quote non potranno scomparire, perchè l'uomo è più o meno disposto alle perturbazioni del sistema, e in realtà fattori di urto e di commozione della personalità non ne mancano, nelle fatiche fisiche o nelle responsabilità morali e tensioni mentali richieste dal servizio, da certi contrasti emotivi, dalle ripercussioni di fattori sociali o delle relazioni passionali varie dei militari, dalle cause meteorologiche intense di certi periodi, dalle epoche di forza minima in cui scarso numero di soldati può essere chiamat.o a molteplici servizi ecc. Infine le scarse quote relative degli anni successivi del serv1z10 d i pendono essenzialmente da. due serie di fattori: selezione più accul·ata nell'arruolamento, ed eliminazione più ardita nei sottufficiali e carabinieri non appena dimostrino difficoltà adattative della personalità od insufficienza del potenziale dinanzi agli speciali servizi ed alle richieste speciali che la carriera loro rivol~e; miglioramenti d'ordine disciplinare, morale ed economico nella carriera stessa, per cui è rialzato il valore della personalità, e Jlanimo rasserenato da più elevate condizioni di esistenza materiali e morali. Un certo aumento infine ~i ha nell'ultimo periodo: e qui è da aucennarfl appunto all'influenza no· civa. che su molti, dai 25 anni in su, esercitano tre fattori dannosi - già menzionati - : alcool, sifilide, fattori di civilizzazione (e cioè ansie, ambizioni e passioni nella lotta per la vita, giuoco, disinganni , relazioni sessuali, turbamenti amorosi ecc.). Per le nevrosi si osserva: 1° cominciando con percentuali del 30 al -!0 p. 100, btm presto aumentano le quote proporzionali, che si mantengono poi elevate con scarse oscillazioni, dal GO al 70 p. 100 in media fra le riforme dell'annata, considerando il l n anno di servizio; e le loro quote sono sempre più elevate di quelle delle psicosi, che in parte seguono nelle oscillazioni, perchè queste dipendono anche dai mutamenti nella forza. e nell'epoca di chiamata delle classi dii leva., e come quelle presentano il massimo nel periodo 18!>:1·1!;07, con media di 7~ p. 100!; 2• nel secondo anno di servizio le cifre delle nevrosi e dell e p sicosi sono pressochè simili ed oscillano poco nel periodo studiato; le riforme sono poco ptù del 20 p. 100 del totale; 3° nel terzo ann o :in>ece le quote sono minori di quelle delle psicosi, presentano un


l!JG

J,A STATI STIGA DELLE :>!ALATTI E ~~:RVOSE

tDlZlO meno marcato, del 13 p. 100, nel primo decennio, e da allora si mantengono ad un livello regolare, all'incirca, specie nel decennio finale, ove la. media oscilla iutorno al 7 p. 100, mentre era del 10 p. 100 nelle psicosi; nè si ha il periodo di aumento centrale nel tratto 188G-1801, come per le psicosi, salvo che nel 1801 e 1893, quando furono chiamate due clnssi di leva in un'annata ; 4° infine si mantengono ancora più basse, e in modo costante, le quote nei periodi successivi del servizio, tanto più basse quanto più si va avanti negli anni di servizio, e le medie generali vanno dall'l al 3 p. 100. Dunque si eliminano maggior numero, relativo ed assoluto, di nevrotici, a.i p rimi urti del servizio e dopo le prime prove del lavorio di adattamento alla. nuova vita di fatiche e di emozioni e di contrasti disciplinari dell'ambiente; una cifra costante, di 1 /~ circa, si disvela. come per le psicosi dopo un certo tempo, quasi per efFetto cumulativo di fattori perturbanti, che, fisicamente o moralmente agendo, provocano o rendono manifeste latenze d i neYrosi, o inducono form e nevrastenicbe o disturbi e moti vi profondi, specialmente dopo quei fattori più energici che perturbano i sistemi a potenziale meno ricco (fatiche estive dei campi, infrazioni disciplinari punizioni, passioni amorose, ecc.). Nello stesso modo che per le psicosi, anche qui le anomulie nel temperamento si dis\'ela.no come tali col succedersi di uervosità del carattere, di impulsioni, di sregola.tezze, di punizioni, di forme di ecci tamento emoti vo, o con dist.urbi motorii convulsivanti, che richiamano subito l'attenzione del medico; il quale spesso è solo i n mezzo a. tanta fiumana di individui che dovrebbero essere diligen temente seguit i nel loro lavorio el i adattnmento e nei modi di condotta, ed educati con nor me positi,·e di pedagogia disciplinare, ::;pecialmente quando cominciano a cedere nella plasticità a.ccomodati;a ed urtano contro le norme di convivenza, o presentano deficienze di energie fisiche e morali dinanzi alle richieste di attività metodiche e spesso fati cate che vengono dall'ambiente e dalle necessità del servizio. Infine le scarse quole succes. i ve spiegat.o ancora meglio il fatto clae ad una certa età non si diviene nevrotici gravi che raramente, e, sgombrati i disposti ed i latenti di nevrosi, scarsi debbono esser i casi snccessivi, essendo pitt facile svelare disturbi nervosi, nelle forme di emotivjtà, d i irritabilitiL del carattere, di impulsioni Pd anche di accessi convulsi>anti, motori o psicoemotivi (crisi di eccitamento, escaudescenze ecc.). Ciò è anche pitt chiaramente dimostrato dal confronto delle cifre di r iforme secondo i gruppi quinquennali, come ~i r ile..a dalla stessa tav. X.


E llKNTALl NELL'E EnCITO

1~7

IV. Passo ora ad accennare ad un alti·o dato statistico, studiando cioè, le riforme per psicosi e nevrosi distinte pe1· armi, insieme al totale delle riforme come termine di confronto, e facendo poi di esse le quote proporzionali alla forza media annuale di ci1\scun corpo. Per ragione di spazio, delle varie tabelle ove avevo catalogato per ciascun anno del periodo 18 76·190:1, e per ciascun corpo dell'esercito, il totale dei riformA.ti per le varie infermità. dell'elenco, per nevrosi e per psicosi, e delle altre dove avevo calcolato le singole quote proporzionali alla forza media annuale di ciascun corpo, riporto solo le conc lusioni forma te dalla media delle riforme in ciascun corpo proporzionato alla forza roedia di tutto il periodo in esame. Noto intanto, 'che per il totale dei riformati, si trova il massimo quasi costante delle quote proporzionali, nelle armi a piedi e nella fanteria in ispecie, e precisamente con una media de116,3 p. 10.000 nella fanteria., dell2,7 nei b~rsa..glieri e del10,4 negli alpini ; invece più basso nelle armi a. cavallo, specialmente nella artiglieria, con media. del 13,5 per la cavalleria e dell'll,l pto.r l'artiglieria; minimo nei carabinieri con media. dell'8 p. 10000. Più di tutte le armi è elevata la media degli stabilimenti militari di pena, cioè del 17 p.lOOOO. Dalle tavole qui non riportate accenno solo che, in tnt.te le q note, vi sono piccole oscillazioni sino a tutto il 1893; poi com inciano a rialzare nel biennio successivo l 894-189[) (moti economico-sooia.li), ed infine presentano un periodo di massima quantità, quasi in modo simile e costante, nel189G·1897 (guerre coloniali), seguito da generale depressione nel 1898 (durante i moti popoltni), per poi rialzare bruscamente di nuovo, come compenso di maggiore accuratezza di indagini dopo un periodo tempestoso ; nell'ultimo quinquennio si osservano le medesime alternative, benchè meno spiccate, di depressione del 1900 e W02, cioè negli anni di turbamenti politici o sociali, e di rialzo successivo, nel 1901 e 1903, quasi che, cessata la tempesta, l'indagine tecnica. divenga. per necessità pitt accurata. e profonda, mentre le fatiche maggiori, il servizio d'ordine pubblico, le tensioni morali per la cresciuta responsabilità, gli attriti disci plina.ri inevitabili dei periodi d 'agitazione, dispongono il terreno a manifestazioni anormali o ad una serie di mancanze che richiamano l'attenzione del medico, per le forme psicouervose, mentre aumentano le falle organiche generali (deperim enti, oligoemie, infermità. fisiche, trauma.tismi, infezioni, intossica· ment i vari, forme reumatiche ecc.). In complesso, com'è naturale, le


1!)8

1.,\ STATISTICA DELLE MALATTIE :o;ERVOSE

singole m·mi seguono nelle linee generf~l i le oscillazioni del totale dei riformati, dipendenti per una. certa parte dalle condizioni di vita. esterna che possono influire con le maggiori e meno ordinarie richieste w la\Oro, e per mezzo dei richiamati di classi in congedo; e do. un'altra. parte dal variare dell'epoca d'incorporamento dE'Ile nuove classi di leva. - come accennai in princi pio - e dalla misura. con la quale n~>lle prime visite si ad~livenue alla. selezione degli idonei. TAV.

XII.

Riforme proporzionali p . mille a lla. forza. media. a nnuale per Arma..

.F anteria Berl!llglieri Alpini. ea,·aJlorin Ari i~licri11 Gonio. Ca rabinieri . Stabilimenti J\lilill;ll'i di J)OOR

T OTALR

Mccii•• •1••1 r•errodo l ~ilò 1!1114

r•fo rm~

ps•tosi

IG.3 12.7 10.4

13.5 Il. l 11.1

l

ne•·ro!i

7

!l.!)

4.1 4.5

8 5.4

7.

3.6 3.7

5.(1

il

4.:\ 7. 1

5

17.6

34.4

ll.G

0.4

Prendendo per base le riforme per psicosi e per nevrosi d istinte per armi, secondo i varii anni, p er meglio poter fnre i raffronti ho voluto ricercare le singole quote proporzionali, a11a forza mf'dia su 10000, riportandole dettagliatamente nella ta.\ola. XII. Da un esame, qui necessariamente sommario, di queste quote proporzi011ali e dalle cifre annuali qui non ripor tate, si possono rilevare le seguenti considerazioni: 1° in genere come pel totale, tutte le quote dei nuii cor pi vanno crescendo n e lla~ secondt\ metà del periodo: e ciò in modo pii1 acceutunto nelle nevrosi, in generale, che nelle psicosi, e l'aumento è in modo speciale sensibile dal lSD-! in poi, ed in modo massimo nell 'u ltimo quadrien11io; inoltre vi sono oscillazioni irrego· lari nelle varie annate, in un'arma o nell'a.lt.ra, p er cause il cui esattO n.pprezzamen.to qui sfugge (aumento di forxn, ric hiami di congedn.ti, diversa ri partizione del contiugente di leva, cambii di guarnigioni fra le diverse regioni d'Italia ecc.); spesso, infine, corrispondono iu a lcune annate, come nel 1. O , abbassamenti generali, ed altre volte a:;cese in tutte, o qnasi, le armi, talora. nelle psicosi e nelle n e-

l


E liENTALI NELI.'ESERCITO

19!)

nos1 msieme, talora invece per l'una forma morbosa o per l'altra - è il caso più frequente in ispecie considerando ciascun'arma per sè - quasi per compenso dovuto a. di verse concezioni diagnostiche, pur rimanendo pressochè regolare l'ascesa in genere deiPindice di saturazione psic0neV1·osica i 2• considerando le psicosi, si trova che, in 29 anni, la fanteria. (compresi i granatieri), 9 volte ha il massimo dei riformati; (q ui non tengo conto intanto degli stabilimenti militari di pena) ; mentre 13 volte sta al secondo posto; i carabinieri 16 volte sono al massimo delle quote, e 6 volte al secondo posto; viene poi il genio con 4 quote massime e 3 del secondo posto ; gli alpini rispettivamente 3 e 4 quote; i bersaglieri solo l volta per ciascuna delle due categorie; 1 volta l'artiglieria nel massimo, nulla la cavalleria. Considerando invece le nevrosi si trova che i carabinieri hanno per esse soltanto l quota massima ed l del. secondo posto, mentre la fanteria conser>a le sue alte quote, e cioè 11 quote massime e lO del secondo posto i i bersagl ieri rispettivamente 8 e 7 ; gli alpini 3 e 4; la cavalleria 3 e 8; l'artiglieria l e 2; il genio 2 e 6. Vale a dire che, nell'insieme di n· forme perpsicosi e nevrosi, si ha: ranL

bersa~l.

alpini ca,·all. trii!'. gPoio RR. Cllrab.

quote massime . 20 9 6 2 6 16 3 -. del 2" posto . 23 8 8 8 2 9 7 Facendo anche qui le medie di tutto i l periodo, troviamo, per le psicosi: essere il l • posto dei RR. carabinieri, venendo subito dopo la. fanteria; a distanza seguono gli alpini, i bersaglieri ed il genio; in· fìne ar tiglieria e cavalleria; per le ncz:rosi invece a.l t• posto c'è la fanteria, poi ad una certa distanza. i bersaglieri; al 3' posto la cavalleria! dopo il genio; infine l 'artiglieria e gli alpini ; i RR. carabinieri restano all'ultimo fOsto. In complesso, salvo che p er la fanteria che è alla testa. per tutte le specie di riforme - non vi è corrispon· denza, generalmente parlando: per le varie categorie di fatti, ciò che è facile intendere, predominando per esempio nelle a.rmi a cavallo gli infortuni, mentre pochj sono gli scarti per i RR. carabinieri. Si scorge d'altra parte che per ciascun'arma. la. cifra delle psicosi è la più bassa.; soltanto i carabinieri fanno eccezione, perchè ivi è più bassa la cifra delle nevrosi. Considerando finalmente l'insieme delle riforme per anomalie della personalità psichica., troviamo la serie così disposta (in rapporto a 10,000 di forza): fanteria 16.9; bersaglieri e carabiniet·i e.v aequo 12.1 ; cavalleria 11.4; genio 10.3; alpini 9.9; art.iglieria 9.3. Un altro fatto che colpisce vivamente per i ricoverati n egli Sta.· bili menti di pena è questo, che con un p. 1000 appena. più elevato della


200

LA STATISTiCA DELLE liALATTlE NERVOSE

fanteria per le riforme totali, contrasta. una proporzione piuttosto alta di riforme per nevrosi, ed una elevatissima per psicosi, del34.4 p. 10000, cioè quasi 4 >olte più della fan teria; quindi si ha. nn insieme di riforme del 4.G p. 1000, su un totale di 17 p. 1000: il che significa che per anomalie della personalità psichica più del quarto delle riforme vi corrisponde, mentre non giunge al 10 p. 100 del totale nella fanteria! A molte con:;irlerazi()ni si presterebbe questo fa.tto, come ho accennato in altro la>oro i basta qui accennare all'azione largamente profilattica che noi oggidi esercitiamo presso i corpi e, specialmente negli ospedali di fronte agli anomal i della personalità psiconervosa o del carattere morale, donde uno scemare note,·ole di delinquenti specifici (contro la disciplina) ed anche di delinquenti comuni. Ma ciò non basta, perchè parecchi altri, condannati, vengono poi riconosciuti anormali, o tali si disvelano al cimento delle gravi condizioni punitive e disciplinari dei reclusorii, dimostrando così luminosamente che la. criminalità è espressione di malattia psiconervosa, e che è utilissimo fare una clinica criminale: secondo insegna la nostra scuola. positiva. La spiegnzione d elle differenti quote nelle varie armi non può essere cl1e una, e cioè il diverso valore delle personalità che vi sono destinate, per cui in oggi - e forse non del tutto propriamente - sono assegnati alle armi a cavallo ed ai corpi speciali (bersaglieri, alpini) individui più robusti e meglio sviluppati fisicamente, i quali perciò meglio sopportano le fati che; oltre a che è cer to che il soldato di fanteria fatica di piu, marciando a piedi, con l'arredamento attuale che opprime ed appesR.ntisce, cou lo zaino sulle spalle, che non il soldato a cavall o i donde uno stato di strapazzo muscolo-nervoso cronico che è facile a prod ursi in quello nei successivi esercizi giornalieri, senza che l'organismo abbia il tempo di reintegrarsi nelle sue perdite e di elevare il proprio potenziale: ciò specialmente nei primi mesi di preparazione fisica. delle istruzioni militari e nei periodi dei campi di tiro, manovre, esercitazion i tattiche ecc. Ecco perch~, essendo il tipo medio del fan taccino alquanto iuferi or~, organicamente, al tipo medio del cavaliere, artigliere e bersagliere, mentre è soggetto a fatich e pitt esaurienti, le falle psicoHer.,..ose vi sono piu facili e numerose. Gli alpini ed i bersagl ieri in>ero, pur essendo truppe scelte, hanno maggior numero di cndnti per il lavoro piu faticoso che fanno, uei monti gli uni, a. passo speciale gli altri in tutte le esercitazioni, dov'e ad essi si richiede piu che non alle al t re spe<' ie di fanteria. La media. proporzione infine del genio credo dovuta ad altre cause specialmente, e cioè all'essere quel corpo formato essenzialmente di operai e sturlenti tecnici, cioè cittadini, lavoratori urbani e dalle industrie:


E MENTALI NELL'ESI':RCITO

201

indubbiamente in quella classe si trova una percentuale elevata, specialmente di nevrotici, che non fra i contadini o fra altre categorie, anche di lavoratori urbani, come ho osservato sin dai primi tempi del mio servizio ospitaliero; in parte vi contribuiscono, per essi, gli attriti disciplinari, essendo individui a tenore di vita pitl elevato, non solo dal lato sociale ed intellettuale, ma anche economico, con uno spirito di ìnd i vi dualismo più spiccato, in genere, per cui mal volentieri, spesso, sanno adattarsi alle necessità disciplinari, e non di rado vi urtano e -contrastano, riceveudone perturbamenti emotivi ed urti psicomorali, che provocano où accrescono in essi le anomalie del carattere; anomalie magari evolutit:e (nel senso del Ferri), ma che aù ogni modo rendono l'individuo più o meno disadatto alla. disciplina ed alle necessità del servizio, del lavoro metodico e dei rapporti speciali di questa collettività. Enorme è la quota dei carabinieri, specialmente nelle psicosi, e qui non può esservi questione che delle peculiari necessità del servizio, poichè si tratta di giovani robusti, scrupolosamente scelti, e scevri da morbosità ereditarie nevrotiche o psicopatiche; i carabinieri hanno uu lavoro assai faticoso, regolato variabilmente in turni di giorno e di notte, spesso mal riposati, con responsabilità e pericoli frequenti, e nelle loro attività debbono usare prontezza di spirito, iniziutive, audacie, energie di volizioni, correttezza di condotta ; ed inoltre sono considerati sempre in servizio, anche se mangiano o passeggiano. Ora quest"ultima condizione, necessaria per il prestigio e per gli incarichi e gli obblighi di continua. mansione che essi hanno inerentemente al far parte dell'arma, è a l certo assai gravosa e spesso perturbatrice; essa, in vero, importa continuo controllo, continua vigilanza, incessan te autocritica, un perenne citi va là gridato alla propria coscienza, al proprio Io, in qualsiasi circostanza. Per di più la ùisciplina vi è più rigorosa., le punizioni danneggiano o interrompono la ca.rriera, le mancan7.e minime acquistano speciale importanza per il prestigio elevato del corpo, sono proibite le relazioni amorose che quindi, se avvengono, debbono nascondersi, occultarsi prudentemente e sospettosamente, richiedendo perciò tensione uervosa, vigilanza perennemente diffidente, producendo paure continue di perdere la sede e l'amata; conseguentemente riserbo e freno là dove la natura dell'uomo tende all'abbandono passionale, all'espansività amorosa, pur decente e corretta, all'esteriorizzazione di energie; qui perciò, la concentrazione, il centripetismo passionale, contribuisce non poco a turbare chi non À saldamente organizzato a. tempra adamantina, o chi ha ricchezza di affetti e vivacità di sentimenti. Questi fattori, che ritrovammo in parte nei sottuf·


202

LA STATISTI CA DELL E MALATTIE Nt>RVOSE

fi ciali, producono la crescita grande dei psicopatici in quest'arma, come ùei suicidi, che in essi è di circa il 25 p. 100 del totale dell'esercito, mentre la loro forza è del 9 p. 100 in media ; d'altra. parte sono piu scarse le nevrosi che più facilmente si disvelano nei primi tempi del servizio, od hanno il più spesso origine emozionale (patemi gra·\i. !'pa\enti, per icoli corsi, ecc.). In genere io penso che le suddette cause, nei giovan i robusti fisi· camente e d'una. certa età (al di là dei 20 anni), producono più facilmente psicosi che nevrosi, percbè eccitano perturba.menti della personalità, disorientamenti psicomorali, emotività. morbose ossessi-çe od impulsive, crisi di ti.gitazione ed escandescenze ecc., ma non prod urranno cot·ea o epilessia., e fra. le nevrosi pure taJvolta l'isterismo, piìt spesso la nevra.stenia, la quale però non occasiona la riforma. se non è g rave e duratura, all'incirca. come per l' isterismo, che invece sarà prodotto o disvelato più specialmente dai fattori emozionali e dai 'i'i contrasti della disci p li n a. Si aggiungano poi le infezioni, la sifilide e l'alcoolismo, che eccitano maggiormente disturbi psicosici che nevrotici; e cosi parmi si possa spiegare scientificamente il prevalere forte delle psicosi tra i carabinieri per ragioni simi li che nei sottu fficia.li, come ho già accennato, e presso i quali, tolte le forme nevrasteniche e qualche cnso di isteria, il resto è nel dominio delle psicosi, ne11 concetto ampio delle deviazioni ed insufficienze ed incompletezze, oltre che delle vere malattie della. personalità..

•** Ed ora voglio toccare brevemente un aJtro fenomeno statistico, incompleto però, perchè i jati mancano per il 18 O e poi si arrestano a l 1888, e da allora, non so pere h è (del resto come per la delinquenza) non si è creduto continuare in questa utile distinzione, cioè nel diffe· renziare le ?·ifin·me .~econclo i me.~i. È vero che l'arrivo delle reclute. la chiamata di al tre classi per istruzioni o manovre, il congedamento della classe anziana ecc., modificando troppo nelle varie epoche dell'anllo non solo la forza media, ma sopratutto le qualità. e la composizione della forza vi'a stessa de ll 'esercito, turbano molto i risul tati ; tutt.avia uno. cerLa utilitti deriva sempre da q uesto diffArenziamento, in rapporto alle '"arie viceude metereologiche e d i servizio nei vari periodi mensili. Nella Tav. XIU sono disposti: il totale del le cifre dei riformati del periodo 1878·1888, e la media del periodo; poi ho calcolato le rispettive quote proporzionali alla forza mensile dell'esercito, var ia per

l


203

E MENTALI NELL'ESERCITO

ciascun anno, oscillante tra il minimo e il massimo di una intera classe di leva (circa 80,000 nomini), solo la. media. mensile del periodo. Senza parlare, quindi, delle variazioni di queste quote mensili nei vari anni, dipendenti al certo da fattori complessi e non tutti precisabili, (in genere sono piit alte, ceteris paribt,.~, nei mesi che seguono alla venuta TAV.

XIII.

R iformati secondo l mesi . Totale del periodo

l men sile Media

M ES l

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o;

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' Gennaio . .. Febbraio . . . :\tarzo. . ... 4prile.. . . . ll~gio . . . . Giugno . . . . J~oglio

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4gosto. Set tembre .. Ottobre. ... Novembre. Dice mbre. . .

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l l "! l "'c:

52 64 84

63 56 60

66

62

77 91 102 80 84 73 66 71

117 112 98 89 68 62 67 72

5.2 UA

8.-l 6.6 7.7 9.1 10.2 8 8.4 7.3 6.6 7.1

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...c

;.

6.3 5.6 ll

6. 2 11.7 11.2 9.8 8.9 6.8 6.2 6.7 7.2

QUOTI! l'IIft lllhCIIIILA DI FOA7.A .IIII'IA IIIS'IILB p5lco~l

.. -s .... ,..., .. <:-e ~~ =o .,. .. :-c l l ~ .§ ="'=-e ~

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::! "'

o-

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0.26 0.29 0.38 0.30 0.35 0.41 0.46 0.39 0.47 0.46 o 38 o 38

o.u9 0.59 0.04 0.02 0.82 0.72 0.78 0.88 0.73 0.84 0.8 1 0.61

0.05 0.04. 0.05 0.14 0. 10 0.18 0. 19 0.13 0.20 0.06 0.13 0.25

0. 31 0.25 0.28 0.28 0.53 o 50 0.44 0.43 0.:19 0.34 0.38 0.39

nevrosi

..

dC

g·~ ::..-~

c

o.;;5 ().36 0..!5 0.96 1.08 0.90 0.78 0.7 1 0.66 0.64 o 62 0.03

:::! -= o -

l &§ 0.05 0.12 0.09 0.06 0.10 0.10 0.1U O. Oli 0.11 0.00 0.27

della classe di leva), accenno solo alle medie delle quote di ciascun mese, in tutto il periodo decennale, e per meglio dimostrare l'andamento delle riforme, ho rappresentato queste in due grafiche, per le psicosi e le nevrosi (diagramma. II).

DKmRSO MKNSILK DELLK RIFORME PER PSH'AlSI K PERNEVROSI n.eo

O$ r--+---T--~--~r~..~-~~ ...+-~~-+-_--~-4---+--~

Per le psicosi si vede un aumento nel r trimestre, nn certo abbassarsi nell' aprile, seguito da. nuova. crescita., continua e re· gola.re, sino al luglio; leggiera. discesa. nell'agosto, di nuovo elevazione ( l ) Per ragioni di brevità tralascio il relativo diagramma.


LA STATl::TI CA OELLE MALAT'TIE NERVOSE

P•''' i mesi di settembre ed ottobre, e discesa. moderata nell'ulti mo bi11l estre; ricordo che nel giugno e luglio vi sono i tiri di combattimento e colle ttivi dei vari corpi, nell'agosto si richiamano spesso congedandi e decorrono le manovre d i campagna. Per le nevr osi si hanno cifre hasse nel 1° quaùrimestre, rialzo brusco n el maggio, ove si ragg iunge il ma;;simo (cior poco dopo l'arrivo delle reclute, che in genere furon o c hiamate 11el 1° bimestre o nel dicembre precedente, considerando il tempo che trascorre per i primi ada ttamenti dei coscritti al nuovo ambiente e per il periodo d'o·servazione di circa. un mese, negli ospedali, di coloro c he accu!:arono, o rivelarono essere nevrotici); dopo il mRggio una d1;;cosa lenta, graduata., regolare, sino al novembre, con leggero ri.tlzo nell'ultimo bimestre. È interessante, oltre a.l confronto di queste due cur\'e delle medie mensili, accennare anche, per le psicosi come per le nevrosi, al decorso delle quote mensil i massime e delle miu.imell); })er queste, nelle une come nelle altre, si osserva. in genere una lenta ascesa sino a tuLto lug lio, un lie ve abbassamento in agosto, un ri;dzo forte nel settembre, nnovR discesi\ forte n ell'ot.tobre, e un marMto r ialzo final e, nell'ultimo bim estre; per le massime le due cur~e sono pvco regolari: le psicosi presentano un r ialzo forte nel marzo. le nevro;;i nell'aprile e più nel maggio; queste discendono decisamente iu giugno e luglio, più lentamente e in modo assai regolare sino al d icembre ; le psicosi in,ece hanno nelle massime un andamento irre~olare, con ascese nel maggio, luglio e agosto e nell' ottobre. Vale a dire, in complesso, le nevrosi risentono specialmente l'influenza della >euuta della nuo,·a classe d i le Ya, e della SC'Iezi one attive. che si fa delle reclute, di già nevroticlle o manifesta.tesi tali a i primi urti della disciplina o degli esercizi mili tari i le psicosi specialmente risentono del calore, del periodo di fatiche esti,-e, del richiamo di congedandi e rerela&i ,.e manovre di caro p agna, o semplici p eriodi di istruzione, d i t iri E'CC. Qneste conclusioni sono avvalorate e confe rmate da altri diagrammi. che qui per bre;it~• n on riporto, e nei quali potrebbero sulle ordinate e-;sere disposti g li indici che dimostrino per quante 'I"Olte ciast·uu mese è ra ppresentnto nE'Il massimo, uella. med ia o nel minimo, e nelle quote intermedie t rA. la. media e gli e:>tremi, a pplicando cioè il metodo .~1.1riale a queste cifre mensili; oppure se, disponendo un coefficiente costa.ut.e, ma arbitrario, o, l o s i molt ivlic hi per il numero delle 'l"ohe in cui il m~se entr a. n elle varie categorie. Si rile va in complesso uhe le ne vrosi nel l e quadrimestre stanno ad un livello più basso delle psicosi, o al più uguale, mentre le sopravauzano nella frequenza ùelle quote basse; le une e le altre del


E MENTALI :SELL'ESEBCITO

201>

resto si mantengono poco elevate al disopra della. media., molte scendono a.l disotto i - crescono le riforme dal maggio, più bruscamente per le nevrosi, che in questo mese e nel giugno sopra.vanzano nel livello sopra la media le psicosi i nell'agosto crescono le nevrosi, scemano le psicosi i queste crescono in settembre ed ottobre, mentre scemano un po' le nevrosi, pure restando più alte di quelle; infine nell'ultimo bimestre scemano molto le psicosi, di ben poco le neVl·osi. In complesso, ripeto, le psicosi risentono molto, sia. per la frequenza delle quote elevate, sia in relazione coi mesi precedenti, l'azione del periodo estivo-autunnale, giugno-settembre i le nevrosi sono più numerose nelle riforme, e risentono in parte pure l'azione suaccenna.ta, ma più ancora si succedono frequenti dopo la venuta. della classe di leva, col massimo in maggio e giugno, ed in agosto, conservando tuttavia una regolarità. maggiore nella fine dell'anno. Mi sono fermato nello studio di questi dati statistici prima di tutto per meglio dimostrare la influenza delle meteore e delle stagioni sulle perturbazioni nervose e psichiche; in secondo luogo perchè i risultati di I}Oesto studio confrontano nelle linee generali con le osservazioni da. me raccolte nell'ospedale militare di Roma, dal 1900 ad oggi, e che ho sinteticamente esposte al XIII congresso freniatrico (Venezia, o&tobre 1907), tenendovi conto dell'epoca in cui sono scoppiate le crisi nevrotiche o di psicosi (l).

• •• Infine ho voluto raccogliere le cifre dei riformati a. seconda delle regioni di rw.9cita, dato statistico di grande importanza, e che certamente può valere come el~mento di studio etnografico. Accenno qui soltanto ad alcuni dati, perchè il fenomeno merita tUlO studio assai più ampio, per i rapporti complessi dell'etnografia con la sociologia, tanto piit che dal lato statistico quasi nulla vi è in questo campo, e ferve ancora la. lotta. tra i sociologi ed i criminologi sul valore della razza in ra pporto al delitto, e sulla esistenza stessa del fattore etnico. Avverto però che, sino al 1892 compreso, le cifre dà:nno soltanto le riforme dei militari i a. queste, cominciando dal 1893, ho aggiunto le cifre delle riforme tra. gli iscritti di leva rimandati dai corpi, onde dare al fenomeno tutta la sua interezza rappresentativa; ricordo che dal 1898 iu poi queste ultjme cifre seguano le riforme per mal11.ttie preesistenti ali 'arruolamento. A destra. della. Tav. XXI, nella quale appunto sono coordinate queste cifre, per le psicosi e le nevrosi, bo messo la media. delle ri(1) \'cdi Atti del Congresso.


LA STATISTICA DELLE MALATTI E NERVOS E

forme per cias0una regione. Questa media poi bo confrontato con la cifra media di forza dei nati in ciascuna divisione, che mi è sembrato il termine più esatto di confronto, che è anzi l'unico che offre la statisticu. sanitaria, e sul quale in essa sono fatte le proporzioni per le varie mala.t.tie. Forse sarebbe stato preferibile scegliere come termine di confronto il contingente di leva fornito da ciascuna regione; però ciò andrebbe meglio se studiassi solo le riforme tra gli iscritti; ma poichè il fatto pitt interessante del flato statistico mi è sembrato essere le riforme dei militari, dinanzi a ll' nrto del nuovo ambiente, così ho preferito prendere come cifra di paragone la quota di militari, dell'esercito, che appartiene a ciascuna r egione per nascita. Le regioni non sono co.tnloga.te per pro\incie, ma così come vengono considerate dal punto di vista militare, cioè seconùo il territorio di una divisione militare: in un altro stuùio conto di fare una distinzione etnografica piu sottile, ma iuta.nto i termini di confronto rimangono esatti, e dal punto di vista. etnologico anche le regioni tnilita·ri in gran parte cor· rispondono a.lle regioni geografiche d'Italia. Or dunque, senza fermarci molto a parlare delle oscillazioni regionali delle riforme, poichè la. visione delle ta voi e numer iche basta a. darne una spiegazione che vale qualsiasi chia cchierat1~ 1 mi preme fissare soltanto alcuni punti, illustrando in breve quanto ho riassu nto numericamente nella Tavola XIV. In A) le regioni sono disposte nell'ord ine naturale, ed a fi!\nco di ciascuna sta il totale delle riforme nel periodo 1881-1903, la media. annuale e la quota proporzionale di ciascuna. media al p. 1000 dei nati in ciascuna di>isiooe, cosi per l~ nevro3i che per le psicosi. In B ) le medesime regioni, disposte secondo l'ordine decrescente delle riforme nella serie delle psicosi da una. parte, in quella delle nevrosi dall'altra ; allato a. ciascuna divisione ho disposto la quota. proporzionale e la cifra che iudica. la gravi tò delle r iforme in ciascuna regione. Il massimo delle quote nelle riforme per psicosi l'ha. Genova, cioè la Liguria; vengono poi Bologna e Firenz~, ad una certa. distanza ila. quella, e poi 'l'orino e P erugia: - in basso st;anno Milano e Piacen;-.a (Lombardia), Bari (Puglie), la Sardegr.a ed in nltilllo Chieti (Abbruzzi)- Roma (Lazio), Catanzaro (Calabria), e, un po' piit in basso la Sicilia (.Palermo e )[essina.), stanno nel mezzo della serie. Per le ne-vrosi in \•ece queste ultime regioni vanno alla. testa, Sicilia e Calabrie occupano i primi posti, con quote elevate rispetto al rimanente, seguite quasi sub!to .dalla Liguria; dopo viene l!~irenze, e poi Roma e Kapoli; in uas30 stanno Verona, Chi et.i e Piacenza. Ccme appare molto chiaramente a sinistra della ta>ola, alcune regioni mantengono cifre


207

E MENTALr NELL'ESERCITO

proporzionali pressochè simili nelle nevrosi e psicosi: in alto Genova, Firenze, Perugia, Roma, Napoli; in basso Novara, Alessandria. e Cuneo Milano, Piacenza, Livorno, Sardegna, Chieti. Altre invece banno note~ole sproporzione tra le une e le altre quote come Palermo, Messina.eCa.tanza.ro, Torino, poi anche Padov&, Brescia e Verona che sono in alto per le psicosi e in basso per le nevrosi, al contrario di quanto accade per Sicilia. e Calabria. Queste adunque stanno ai primi posti nelle percentuali delle riforme per nevrosi, le quali - per quanto ho detto precedentemente Slllle disposizioni regolamentari per le riforme - sono in massima. parte costituite dell'epilessia; parte del Piemonte invece, e il Veneto s tanno molto in alto per le psicosi, in basso per le nevrosi. Dai due cartogrammi qui uniti si rilevano facilmente, e con grande evidenza tali particolarità dj riforme. TAV. X I\ .

. 1) Riformati per divisioni di nascita (periodo lRSl-1903) 111. Totale

IIIV I SION I

.

):o,·nra. T orino Alessandria c uneo ~!ila n o B reseia. v ornna . p adova.

-

p iacen~a

GonO\'&. :Rologna R avcnna A neon a F•iren~e.

L h •orno. p erugia. R orna s ardegoa Ch ie ti N' a poli s alemo. B ari. catanuro. p al e rmo ) Iessina.

f\~lcosl

l neHo~l

Media annu ale

115

Jl()

5

161 138 92 207 184 184 207 .161 230 207

115 Hll 69

7

207 207

ll2

115

4

115

138 290 230 161 270

5 11

116 IO l

253

138 138 161 69

138 368 161 161 184 207 207

253 184

6 4 9

ltlellfe ptOI'On.lunull l'· l OJ()

5 5

0.7 lA

1.0

7 3

0.7 0.8 0.7

08

0.6

11

l •)

0.7

o.u

0.8

8 8

8

115

5

1.0

184

Q

l. l

7 10

8 5

1.2

115

0.5

9

2.3

0.3 2.1

9 5

J.5 l o 1.0

u06 230 368 483 u7:; 0!18

9

tl

1.2

1.5 1.2 1.2

13

1.5

(\ (\

JO

0.8

7

1.3

1.7 1.3 1..:;

7

12

:l

(i

l.O 0.4

0.7

(i

7 22 lO

0.4 1.2 0.9

16

7 7 8· 9

o

( l ) Smo al 189J i soli militari ; dnl l 893 :mello gli in3crilll di lP. fa.

16 21

25 20

1.7

0.5

1.6 1.3

0.7

}..}

0.9 0.9 0.9

2.ti

2.7 ? -··'


208

LA S'l'ATI STICJ. DELLE lUL U 'Tl E NERVOSE

T AV.

X.IY.

B) Divisioni di nascita disposte s econdo l'ordine decr escente delle riforme NEVROS I

PS I COSI 01\' I S IONil

Quota p. 1000

N.l1'ordìnel

0 1 \'ISIONB

1

I

n

n

III

rv v v v

Vl VI VI VI

vn

Vll

vu

VII

Vlll VIli

IX

lX IX

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XJ

XI

Genova B ologna

2.3

I

1.5

li

~'irenze

1.6 1.4

Torino. Perugia Brescia Padova Napoli Verona Ravenna. Ancona Roma.. Salerno . Catanzaro Palermo . Messina l Cuneo. Livorno Novara Alessandrio . Milano. Bari Piacenza. Sordegna. Chieti.

l

nr IV

v

1.3

v

1.2

VI

1.2

VTl VII VII Vlll VIli

1.2 1.0 l. O l.O

1.0 O.!l 0.9 0.9 0.9 0.8 0.8 0.7 0.7 0.7 07 0.5 0.4

0.4

IX IX

IX

x xn xn

XI

X I II Xlii

XlV XIV

xv

l

X. VI

Palenno Catanzaro ::'l[eBSina Genova Firenze R oma. Xapoli. Dologn.n Perugia Bnri Livorno Salorno Brescia. Ravenna . Ancona Pado,·a T orino. Ale98Aodria . ) lilanoo Xo\'am Sardeg:no. Cuneo. Verona Chil'ti. Piocenza.

l

Qu ntn

,,, 1000

2.7 :!.6 2.5 2.1 1.7 1.7 1.6 1.5 1.5 1.5 1.3 1.3 1.2 ).2 1·2 } .}

1.0 O.!l

o.s

l

0.7 0.7 0.6 0.6 0.5

0.3

Quali le cause ? Problema. assai complesso di etnografia che qui non mi attento discutere. Vi influirà l'alcool, cosi eminente fattore psicosigeno ? è indubbio ; ma vi deve a.nohe influire p. es.,. la. presenza. di una. grande citttì. nella. regione come per H.oma. e Napoli, che hanno cifre a lte per le une e per le altra; ma. Milano, unico fra. i grandi centri, ha cifre basse in ambo le categorie. Cifre elevate hanno fP Ure, e più nelle psicosi, Bologna. e Firenze, e massimamente la Ligur ia., dove forse parecchi fattori vi contribuiscono (alcool, attività commerciali grandi, mistione dei paesi marinari, elemento etnico?). Notevoli le quote bassissime delle Puglie, degli Abruzzi e del Molise. Vi ha azione anche la. sifilide, secondo le varie regioni'? :f~ anche possibile, ed è certamente interessante studiare questi rapporti, come farò in altro lavoro. Vi sono ra.pporti statistici fra queste variazioni e le quote della criminalità? Credo di si, ma ciò sorpassa i limiti di questo studio, e, come a.ccen-

l


E ~BNTALI NELL1BSEROITO

navo in principio, mi riprometto quindi di svolgere altrove questo importantissimo problema., la. cui risoluzione certa..mente parlerebbe per il contributo del fattore etnico nei reati di violenza, che tanto eccellono nelle regioni nevrotiche (Sicilia e Calabria.) (l) .

•

Ilo •

Volendo riassumere in pochissime righe alcuni dei principali fano· meni statistici esposti, vengo a formulare le seguenti conclusioni: l" Aumentano moltissimo, di anno in anno, le riforme per psicosi e per nevrosi tra i Inilitari, salendo rispettivamente de.l 2,3 e 2,3 su

~ISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEl RIFORMATI

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEl RIFORMATI

PER PSJ:COS:X: PSICOSI lliDIK ,....

l(O)

100 riformati (1876) a. 6,9 e 11,1 p. 100 (l!J04) [selezione di adattamento]; contemporaneamente crescono, anche in modo più marcato, le riforme degli isct itti presso i corpi (malattie p,·eesistent.t), rispettivamente da 21 e 50 (1879) a 145 e 303 (1904); donde un enorme crescere delle riforme per anomalie della personalità. psioonervosa, espressione della. più squisita sensibilità. collettiva per le dette a.normalit.à., per cui da. una. media qui:lquennale p. 1000 alla forza. media di 0,78 si sale a 4,37. 2' Crescono alquanto le dette riforme pre:sso i Consigli di leva, m a crescono molto di p i ti le riforme dA. rassegna speciale (distretti e ( l ) Vodi X ct·ro•i e Crimi11alit(~. in corso di pubblicazione.

t' -

Gi4rll~tlr di mtdtclna mll~lart -

Fase. 111.


210

LA STATISTICA DELLE ~rALATTIE NERVOSE E MENTALI NELL'ESERCITO

corpi), rispettivamente da 13 e G6 (classe 1868) a. 40 e260 (classe 1886): in complesso una. più ll\rga. profilassi morale della. collettività. a~ I :~ottufficiali superano i caporali nelle psicosi, sono superati nelle nevrosi; i soldati hanno cifre alte nelle nevrosi, ed estese nelle percentnali, specie negli ultimi anni, per la. più attiva e sollecita SE"Iezione morale. 4• Aumentano di molto le dette riforme nei giovani volontari in anticipazione, e sino ai 21 anni di età; le riforme del1• anno di servizio sa lgono, rispettivamente, dal 25 al M p. 100 b dal BG al 62 (medie quinquennali), mentre nel 2• anno scendono da 31 e da 38 a 19,5 p. 100, e nel 3" anno da 21 e da14 rispettivamente ad 8,5 e 6,5 p. 100. 5° É molto e,·ide.nte la. influenza. della stagione calda, dal maggio all'agosto, su le dette riforme, con azione secondaria nel mese di arri-ço della classe di leva; le psicosi an ti ci pano sulle nevrosi. 6" La fanteria ha maggior numero di riforme delle armi a ca-.;·allo; altissime sono le quote di psicosi nei RR. CC., simili ai sottufficiali, in esse come nel suicidio; enormi le cifre proporzionali degli stabilimenti di pena, ciò che ha grande valore psicosociolog ico ed in rap· porto alle curve della criminalità militare. 7" Sicilia e Calabria banno le più alte quote nelle nevrosi, mentre stanno al disotto della media nelle psicosi, ove predomina. la Liguria; in genere si intravedono importantissimi rapporti fra questi fatti e la frequenza rispettiva delle lesioni per:wnali e dei suicidi, i quali spesseggia.no nelle regioni più esposte alle psicosi (Liguria), come nelle categorie che danno maggior numero di psicopatici ( sottufficia.li, carabinieri, ebrei, ecc.) (1). ( l) Vedi puro nItri due miei 111\·ori, che completano questi studi .;tatistici: La m cdi.-.·na m ilit,arr in rapporto alla ì C'rma biennale (Riv. mil.), e l'Mr di y•oura{ia mPd i<'a dtl( ]l{liia (amh&duo in ,•orso di publ>licozione) oltro olio duo comunicazioni futt e 1\l :X Tl [ Cong rosso Frt>nintri•·o.

l


211

CASUISTICA CLINICA DUE CASI DI TUMORI SIFILITICI DELL'OCCHIO; per il tenente medico dell'ospedale militare di Napoli E d oardo Soprno o.

La storia de' tumori sifìlitici dell'occhio, specie di quelli del corpo ciliare, non è certo molto ricca, il rendere perciò di pubblica ragione ogni caso, che si presenta all'osservazio.ne, non e scevro di importanza. Ed è pertanto sotto questo punto di vista che ho creduto opportuno di pubblicare i due oasi occors i in questo ospedale e dei quali il primo molto importante per la sua natura. per la relativa rarità ed in parte anche per l'esito. 1o CAso. - D'A. A., di anni 23, soldato, il 2o aprile u. s., al termine di una bre,·e licenza fruita in famiglia, s i presenta all'ospedale per esservi ricoverato afferuumdo, che da tre o quattro giorni avverte lacrimaziono ad ambo gli occhi, noncbè fotofobia e presenta arrossimento del bulbo. ~on ha precedenti morbosi ereditarii es~endo tutti quelli di sua famiglia viventi .,d i11 ottime condizioni di salute. ::::oft"ri due anni or sono bronco polmonite destra, di cni guarl completamente e sei mesi prima di entrare all'ospedale, in seguito a coito praticato a distanza d i circa 30 giorni, presentò escoriazione al prepuzio (in tali termin i egli si esprime) e che, n quanto asserisce, guarì dopo pochi giorni. Per tale escoriazione non fecesi dsitare dal medico militare presso il suo corpo avendo già. ottenuta una licenza e temendo, che il riconoscimento dell'affezione da parte del predetto ufficiale med ico dovesse essere causa di ostacolo alla sua partenza. Non ha soft"erto del resto altre malattie importanti neppure nell'infanzia. Stato attu ale. - L'infermo è di robus ta costituzione fisica, ben nutrito e san· g uificato. Oltre l'affezione ocular~ non presenta alcuna alterazione dei varii organi, lascia eolo notare ingorghi glandolari agli inguini, al collo ed alle regioni epitrocleari non molto diffusi. E :;ame oculm·e. - All'atto del suo ricovero si notò iperemia.. diffusa della congi unti v& specialmente episclerale e pericheratica in ambo i lati, iride leggermente t"os.:a e pupilla piuttosto stretta e torpida allo s timolo luminoso. Tali alterazioni si accentuarono nei giorni consecutivi, specie a destra, ove l'i peremia divenne intens a, la pupilla mioti ca e per nulla reagente ai midriatici, l'iride sempx·e piu fosca e tumida, la cornea torbida per ess udaLi punti formi sulla Desceniet e compnvero altres ì dolori spontanei in tale occhio a ccentuantis i sopratutto di notte. Dopo 17 giorni, mentre l'infiammazione iriden di sinistra volg e,·a rapidamente a guarigione, a destra le cose peggioravano sempre più. non ostante le cure praticate e s ul quadrante superiore esterno del bulbo, in corri· spontlenzll. della zona ciliare, si rilevava la comparsa di una pic cola tumefazione circondante il limbus, della grandezza di una lenticchia, a supedicie regolare, di color grigio-bluastro. Tale produzione ricoperta da congiuntiva. in primo tempo s posta bile, poscia divenuta aderente, aumentò in pochi giorni di volume fino a


CASUISTIOA OLINICA

raggiungere quello di un ~ros.;o pi;.ello e, conservando il colorito grigio- bluastro alla per iferia, divenne gialla...:tro-gelatinosa al centro, ove In superfìcie era an po' '<Cabra, inoltre invase anche 1'1\ngolo irido-comeale. Contemporaneamente a tali fatti si notò pure intorbitlamento dilruso della cornea, ristrettezza della camera anteriore, esclusione quasi completa della pupilla per sinechie posteriori formatesi e comparsa di falsa cateratta L 'infermo. che in principio ri usci va a distinguere bene le persone con l'occhio do!Stro, dopo la comparsa dt~lln p.;eudo-membratu\ centrale presentò V _ Q_ L 'esame del fondo dell'occhio fu assolutumente impossibile pmticarlo. La tensione si mantenne pressochè normale accennando solo qua lche volta a diminuire. Non vi fu pe rforazione del bulbo, però per quRiche giorno dalla parte centrale giallastra e mollic'cia del nodulo venne fuori lieve quantità di sostanza caseosa e in quest'occasione si accentuarono i fenomeni in6ammRtorii e comparve anche an po' di <· heutosi. P41rdurarl)no immutate tali condizioni fino al :?5 giugno non ostantc si fossero praticate ben 17 iniezioni di cnlomelano da 10 centiga·ammi l'una oltre le altre cu re del caso e s i fos,;e inillintn an che In somministrazione iodica da circa 10 giorni, cosicchè si era. già perduta ogni !:peram:a, quand'ec<>o che l'andamento della malattia cambiò improvvisamente di aspetto: da dotto giorno in poi il tumoretto si riassorbl celeremeute e l'iporemia io poco tempo scompar,·e. Il bulbo però per effetto di pnrziale atrofia si impiccolì alquanto consen·ando In t'orrnn norml\le, al posto della tumofuzione residuò un a piccola chiazza. di rolor bluastro ed un pi>' infossata, lo. cornea e l'irille si ridussero di un terzo circa nei loro diametri, la camera ant-eriore si restrinse, l'iride formava una curva con leggera convessità all' e-;terno e la pupilla rimnse immobile con la per~i­ s tenzn della pseudo-membrnna grigio-giallastm al centro. Il Visus si ridusse nlla sola distinzione delle dita ed altri oggetti n circa. un metro. Il bulbo, ad eccezione dei primi giorni delln malat tia, coutinuò ad ess6re indolente. L'infermo fu a· iformato. La cura attuata fu, come si o giil accennato, quella mercuriale in primo tempo mercè le iniezioni di caiOJm•lnno, di cui se ne praticarono 12 nella dose indicata, e la iodica in secondo tempo con la soullninistrnzione di ioduro di potassio, ai quali rimedi specifici furono aggiunti i midriatici (lttropinn e sopratutto scopulomino), non chè il caldo umiùo ,;otto forma di doccia alla Weber. Allo scopo di diminuire l'iperemia diO"usa si praticò anche in pt·imo tempo il snoguisugio artificiale con la mig!lntta di Jleurtoloup e si provocò l'ascesso con iniezione di caloanel~tno ~tlla tempia corri>porHicntc, ma il ri~nltato fu negativo e l'iperemia persistè invariata.

2• CA:-;0. -C. 1L. di amai 2H, carabiniere, fu invinto in cura in questo osped,.Je il 27 maggio u. s. per iritc. ì'lon ha pr·ccedenti m•,ruosi ereditarii, u è ha <:ofl'crto mah\ttie iwport11nti f\uo 1\l novembre 1907, nel quale mese si contagiò di sifilide da lui curata <>on inie?.ioni di ralomclauo e sublim~tto. Da 15 gioa-ni prima del suo rico,·ero all'o"pcdnle n.vvertiva lacrimazione e fot ofobia a sinistra, ovo comparve anche arrossimento del bulbo. Oltre la n ota rlell'infiammazioue dell'iride su questa membrana, e propriamente nel suo segmento inferiore esterno io vicinanza dell'angolo irido-corneale, si notò all'esame obbiet-


CASU ISTICA OLlNI CA

2Hl

tivo un piccolisstmo nodulo della grandezza di un grosso acino di miglio, poco rilevato e grigio-rossastro. L'infermo presentava anche unn forma di a•·ne sitilitico diffuso al viso ed ingorghi glandolal'i mul tipli agli inguini, alle regioni epitroc leari e al collo. Dopo l& giorni di cura il nodulo scomparve completamente per riassorbimento senza causare alcuna alterazione del tessuto irideo, residuò solo qualche reliquato dell'irite, che si dileguò dopo altri dieci giorni; mentre però l'infiammazione cessava a sinistra compariYa invece a destra, ma senza In produzione rilevata a sinistra, per scomparire anche da questo lato completamente dopo parecchi giorni. La forma acneica al viso persis te in parte tuttora non ostante la cura specifica nttuata. Il \-isus nttunlmente è ridotto in nmbo i lati ad una metà ma è sperabile che l'infermo guadagnerà ancora in funzione visi va con la cura. iodi ca e col consecutivo riassorbimento di qualche essudato posteriore, che trattiene la pupilla. Anche iu questo t~aso la cura fu presso a pot•o la medesima che nell'al ho. La diagnosi fu di gomma pret·oce del corpo ciliare ne l primo e di papula o conùiloma irideo con irite bilaterale nel secondo. Riferite C0.9i le storie prima di passare alle considerazioni, a cui i casi si prestano. ritengo opportuno di riassumere in bre,·e quanto èstttto pubblirato sull' tll'gomento.

Uno degli (Jrgani più attnccati dalla sifilide é l'oc·chio, che può preseuta ro localizzazioni spec ifiche in tutte le sue membrane ed annessi, l'i ride pet·o e il corpo c i liare sono la s ede più frequente ed importante delle mauifestazioni sifilitiche, specie nella gioventù. Viri te o irito-ciclite si61iticn s i vcl'ifica spesso nel pel'iodo :secondario, pitt di rado nel periodo terziario ed in questo caso assume la forma di ,·era gomma del processo ciliare. Anche nel periodo secondario pero sono f'req t;enti a comparire su di un"iridc infia mmata, e per lo più su l margine pupillare, noduli di grandezza varii ginlJognoli o giallo-rossicci, che quasi sempre si riassot·bono con la. cura specifica residuaodo al più atrofiaùi un punto circoscritto dell'iride e raramente danno luogo per il loro volume a serie conseguenze. :.\folto si è discusso sul nome da assegnare n tali uoduli: alcuni li hanno chin1J1a:.i gomme basandosi sulla struttura. anatomica dci medesimi cous is tenle in gran parte di tessuto di granulazione, altri, e pare pil1 giustamente, banno sostenuto d oversi chiamare papule dell'iride, sia percbò per i cn.rntteri chimici, per il decors o e per la struttura istologicn corris pondono alle papule della cute e delle mucose. colle quali spesso sorgono contemporaneamente, e s ia percbè non hanno tendenza a rammollimento, come le vere gomme. Di tale parere sono il Lesser, il Widder e il Baquis. Quest'ultimo pero ammette e;;servi casi eccezionali, in cui pet· le dimensioni e per i caratteri leJ>roduzioni specifiche dell'iride devono essere ritenute come gomme vere e proprie. A giustificazione de l suo asserto illustrò nel 18!18 un caso occorsogli, in cui, dopo aver ammesso per varie ragioni la natura sifilitica di alcune produzioni rilevate sull'iride, ritenne queste come gomme pre· coci secondarie analoghe a quelle del periodo terziario basando tale suo giudizio non solo sul carattere anatomo-patologico, ma anche sull'andamento e sull'es ito. Se però discussioni sono sorte sul nome da dare alle produzioni si6liticlte dell'iride non sono d'altra parte mancate per le gomme del corpo ciliare, alcuni ri-


CASOISTICA CLINICA

tenendo per gomme ciò che altri hanno detto papule. 11 Frugiucle in una sua pre~:evole pubblicazione consiglia, allorquando non è facile dec idersi a favore dt-ll'una

piit che dell'>~ltra. di queste forme, per i caratteri obbiettivi della lesione e per l'a,·verarsi delle medesime entrambe nel periodo recente della siiìlid•·, di tener contO delle altre manifestazioni comitan ti la lesione oculare: se questn è nccotopagnata a manifestazioni secondarie la si chiamer:\ papul11, se a manifestazioni terziar:e precoci, gomma precoce del corpo ciliare. Ed in base a tali cl"iterii egli propone una classifìcaz;ooe ra:~.ionale dl·i tumori ;;ifilitici del corpo cilin.çe, dividendolj in quelli del periodo secondnrio e terziario comprendendo nel primo la papula (da lui suddi\"i"a in benigna e malig-na) e la gomma precoce e nel secondo la gomma tardiva. La cnsuistica di tali tumori non è certo molto ri cca: mentre sono abbastanza frequenti a verificarsi le papule o condilomi dell'iride, SCRirSi s ono invece ancora i casi di gomma dell'iride e del cot·po ciliare. I primi a descrivere casi di tumori di tlll genere pare siano stati l'Arlt e ill>es marres, vari i altri poi ne sono stati osservati e pubblicati d11l Voinow, Loring-Eno, \Vidder, Oallenga, Oswalt, Gnsperini, llnquis, Nitot, Terson, Utholf, Von Hippel, Barber, Scberl, Brixa, Hancke, De Lieto \'ollaro e Frugiuele, ma su parecchi di questi casi descritti furono espressi dei dubbi i specie dai'Oswalt, se cioò fossero •la considerare conto papule, più che gomme vere del corpo cilinre, sicchil il numero di tali tumori constatati tinora \·errebbe a ridursi di molto. Importanti pubblicazioni al riguardo sono quelle del De Lieto Vollaro e del Frugiuele, il primo dei quali nel 18V9-900 descrisse sette cnsi occorsi nella cltnica del De Vincentiis in Napoli e tutti di gomme del corpo ciliure con manifestazione molto precoce in rapporto allt\ infezione s pecifica, e delle quali quella che ebbe più tardivo sviluppo fu di 5 anni dopo contratta la sifilide. Il Frugiuele a sua volta nel l!JOS riferì averne os er vato per suo conto altri sette cns i, di cui due ben accertati di Yere gomme del corpo cili~tre precoce. Ed ora vediamo in breve quale è la sintomatologia, il decorso, la pro~nosi e la cura di tali tumori. S intomatoloyia. - f;econdo il Widùer per papula iride1t si deve intendere uu tubercolo più o meno grosso n forma di lenticchia o di acino di miglio, molto vascolarizzato, di colorito giallo rossns tro, bruno-cupo o rosso-bluastro, mentre la gomma è costituita da un nodulo più o meno grosso di color giallo o ~rigio-gial­ lognolo, povero di \'ASi e tendente perciò per In sua scnr-:a vascolarizzazione pre· sto a degenerazione ed il di cui sviluppo è precorl uto ordinariamente d~tlt-ite. La gomma precoce poi, quantunque offra una sintomatologia presso 11 poco identica a quella della gomma tardiva, pure spesso può distinguersi da queste ultime, perc hi:, come tutte le altre manifestazioni teninrie precoci. fnr.iltnente ulcera e presenta inoltre frequente fogedeuis mo con notevole intensità di sintomi infiammatorii . Decorso. - Le pnpule appartengono, come è stato gi/L detto, al periodo srcontlat·io, le ~omme invece, se tardive si sviluppnno <lnl quarto al quinto anno, s e precoci in\·ece avanti il terzo anno e per lo più in persone scrofolot;e, Jcboli di costituzione o alcooli'lte, come asserisce il Terson. Il loro ulteriore decon<o ,·aria secomlo i casi e l'intensità Jet processo. J~e papnle quasi sempre scompaiono lnscinndo al massimo un'atrofia circoscritta del tessuto iridco, ovo erano impiantate, i noduli gommosi possono, dopo raggiunto un tinto volume, regredire e riassorbirsi completamente residuando però sempre dei guasti più o meno note\1oli, ma spesso, oltre ad aumentare Ji volume, s ubiscono


OASU I~TIOA

CLIN ICA

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la degenerazione con consecutiva ulcerazione. perforazione del bulbo ed atrofia. Può anche 1\ v venire che dopo la perforazione, per regressione della gomma, aùbia lnogo la restitutio a d integrum, come risulta da alcune osservazioni, ma certo non è l'esito questo più frequente. Contemporaneamente a tali alterazioni si inizia anche spesso un intorbidRmento •Iella cornea in corris pondenza del nodulo con formazione di essudo.ti puntit'ormi sulla membrona del Descemet, che stanno acl attes tare l'irido-ciclite. Oltre di ciò, estrinsecandosi il tumore ver.'<o l'an~olo irido-corneale, In camera anteriore divent.'\ rneno profonda, il proct~sso di irido-ciclite si accentua e con esso aumentano le Rderen:~;e per l'essudazione plastica, specie in corrispondenza. della pupilla e formasi spesso una pseudo-membrana grigio·gialla.c;trn, che occlude quest'ultima rendendo impossibile qualsiasi tentativo di esame del fondo dell'occhio. Tale esame può essere reso difficile anche per intorbidamento del vitreo, pur nou essendovi pseuclo-membranA, che occluda in tutto o in gran parte la pupilla. La tensione può mantenersi normale ma, se si ho. l'occlusione della pupilla, aumenta notevolmente per discendere poi in caso di riassorbimento della gomma o di perforazione bulbare. Questo è lo sviluppo più frequente del tumore gommoso ma, sebbene però molto raramente, può anche avvenire che la gomma si sviluppi nell'interno verso il vitreo e, se questo è torbido e l'esame del fondo dell'occhio riesce impossibile, allor& la diagnosi diventa molto difficile. Qneste forme vengono dette cndofìticlle da Pana.s in contrapposto alle altre o esofitiche. TI visus si indebolisce progressivamente fino ad annullarsi o residuMe &l mas · simo la sola distinzione della luco se però il nod.ulo gommoso scompare può ri· tornare al primitivo stato o rimanere lievemente indebolito. Diagnosi differenziale. - Con i sintomi dianzi citati la diagnosi riesce quasi sempre facile, può però talora sorgere il dubbio che, pur trattandosi di una gomma, questa non appartenga al corpo ciliare ma si11. invece episc:lerale ed allora per poter fare la distinzione di sede, bisogna tener presente che, mentre in quest'ultima forma le complicanze iridee e l'int orbidameuto del vjtreo sopraggiungono molto tardi, nella gomma del corpo ciliare tali al terazioni invece s i manifestnno molto per tempo e precedono quasi la formazione della bo:~;zn. sclerale. In qualche caso non molto chiaro potrà sorgere ancora la necessità di decidere, se si tratti di una gomma o di un tubercolo, opure:di un sarcoma. Di poca importanza per una diagnosi ditl'crcnziale ù il volume pur essendo questo in genere meno pronunziato per il tuhercolo, ma un dato però di note\•olfl valore, come si è detto anche per le gomme t>pisclerali, è la comparsa più o meno precoce delle complicanze iridee e da pute del vitreo, complicanze che sopraggiungono molto presto nelle gomme del corpo ciliare ed anche relativamente per tempo nei tubercoli, ma sempre dopo che nelle gomme ciliari, se pure si manifc· stano, mentre al contrario compaiono tardiv11.mente nei sarcomi, i quali sono spesso scompa.gnati da fatti infiammatorii. L'esistenza inoltre contemporanea di altro manifestazioni sifilitiche o di segni di tubercolosi in altri organi, o, pur essendo del tutto assenti questi, di segni eli predisposizione a tnle malattia, faranno deci· dere per l'una o l'altra diagnosi, come pure la facile cedevolezza alta cura specifica sarà. un altro dato in favore della natura sitllitica dell'affezione. Circa il decorso si sa che il sarcoma sorge per lo più subdolamente e che l'an· damento sia di questo, che del tubercolo è molto più maligno, che non quello della gomma ciliare, la quale più facilmente regredisce in confronto ai primi. Nù


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CASGI.STIOA OLI ~ICA

è da trascurarsi il cr iterio che può desu tnersi dall'aspetto dei tumori, giacché il sat·coma è il più vascola.rizzato e spesso presentasi a nche pigmentato, mentre la gomLu&. è meno ri cca di vasi ma sempre pii1 del tuùercol9 . .Per quest'ultimo poi il da tener><i presente Jmr o la. fucile ripetizione di processo negli organi lon tani e la sua frequenza di sviluppo nella gioventù. I..a. diagnosi delle paJ>Ulo o condilomi dell'iride non ofi're dillicoltil. Proyt~osi.- Per quanto fnvorevoh sia in genere pc t· le pn pule, altrettanto non può dirsi per lu gomme del corpo ciliare, le quali finiscono nella lllassima purte dei casi col determinare l'atrofia bulbare e, se nuche questa non si ,·eri fichi, atrofia parziale d1•l corpo ci liare o dell'iride od aderenze di questa in wodo da restare d itlicoltata In visione ed aversi la predisposi zione a t·ecidive d i irite. C«ra.- La cura, una volta accertata la diagnosi, il iudubitnmente quella spe· cifica mercurinle e iodiCII, ricorrendo specialmenw ttl calomelano per ,·ia ipodt'rtnica. a forti dosi o, se oocorre, anche alla via cndoYcnosa co11 iniezioni di snùlimnto: in altri termini uua cura per quanto più si potrà intensi,·a, poichè solo questa, se adottata in tewpo, e razionnlmeute, potrà fKt" :-pernre in quulche esito felice Oltre di ciò si metterà in atto lo cura. locale dello iriti n base di 111idriatici (e fra questi a preferenza si userà la scopulomittn per evitttt·e t'ncili uumenti di ten· sioue), nonché d i caldo umido. Occor renclo, per diminuire la iperimia o far scemttre l'inwnsiLi' dci dolori, si praticherà. il saugui:;ugio alla ll'tll pi t~ o anche si pro;oclterit iu detta regione l'a. scesso con in iezioni di calomehwo. Una volta però determinntasi l'11trofìa bulbare bisognen\ ricorrere all'enucleazione, cui poLrit far seguito per l'estetica ht protesi, se chiesLa dall'i nfermo. L'enucleazione snrà fatta io questo caso al più presto per evitare sia le sofl'erenze, che s pe.-,,;o l'infermo avvcrte, sia possibili oftaltuiti sitnputiche.

Ed ora ritornando a l priuto dei due casi riferiti possiamo din• con certezzn essersi trattato di sifilide oculare? Io r itengo non vi sia alcun dubbio. L'et:·, dell'individuo, la prec~dt•nte mAnifestazione di nna soluzione di continuo nl prepu zio sei mesi prima della comparsa dcll'all't.:ziune oculare c dopo circa trenta giorni dnll'ultimo coito, la si~ttolllatologia ann.loga a. quella di altt·i casi consimili gi:·, descritti, l'adenopaLia ngli inguini, al collo e sopratutto alle epitroclee, i dolori all'occhio più intensi di notte, In. pracoce cotnparsn. di com plicanze irido-ciliari, la estrema tolleranza per la intensa cura mercur iale attuata e il completo ri:t soruimen to dopo la merlesima sono elementi più che sufficienti pe•· fare llmmet· tere la natura sifilitica del tumore oculat·e. N è è il caso di fernuu·gi su ciò che riferisce l'infermo, che cio~ egli non sofrt·\ ùi ulcera ma di semplice « scorttcatura " giaccbo p rima di tutto non può r itenersi per attendibile tutto quello che riferisce, dato il suo scar:>o grado di coltura, n il deve essere tmscurnto il fntto, che egli è un meridionale e Napoletano, e che costoro i n genere sono molLo resLii n confes~are le malrlttie veneree patite per uu senso di malinteso amor proprio e che, anche confessandole, chiamano spesso col nome generico e volgare di c scorticatura. "• che io realtil risulta essere sempre un'ulcera. Ed allo. medesitua conclusione di sifilide oculare iufìne verremo p roceùendo per via. di esclusione.


CASU IS'l' ICA OLUfiCA

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Di che altro potrebbe infatti trattarsi se si61itica non fosse la natura delle manifestazioni oculare in parola? Per i carattel'i, che presenta, potrebbe al massimo confondersi con un sarcoma o con un tubercolo, le due produzioni cioè più frequenti a verificarsi nell'occhio. Non può amruettersi il sarcorua, giacchè basta a farlo escludere il fatto che il tumore da noi constatato si è completamente riassorbito in seguito alla cura specifica iodo-mercul'iale, mentre il s arcoma non risente alcun beneficio di tale cura, se pur t:\lvolta non subisca agg ravamento dalla medes ima. :Ua, se anche un tale criterio ci fosse addirittur a mancato nel caso nostro, avremmo sempre altri dati per poterlo escludere: la mancanza dj vascolarizzazione e d i piguaentazione sul tuanore presentato dal D'A., lo sviluppo rn.pido dello s~esso ed il rapido riassorbiuumto, la precoci\ manifestazione delle complicanze infiammatorie sono tnnti sintomi, che messi assieme ci_conferuaano nella diagnosi di s ifilide oculare, giacchè noi sappiamo che il sarcoma presenta invece si ntomi co~nplettlll~ente opposti. Nò è da ainmettersi d'altra pnr te nel caso nostro la possibilitaì. di un tnl>ercolo, perocchè neanche 'luest.o avrebbe c;eduto alla curn. specifica essendo noto il decorso maligno dei tubel'coli dell'occhio identico presso a poco a quello dei sarcomi. La precoce manifestazione inoltre dell'irido-ciclite, come è servita per farci scartnre l 'idea del sarcoma, cosi ci varrl·~ anche a far escludere il tubercolo, nel ([Uale le complicanze infiammatorie, pur potendo verificarsi. non s i avverano però mni cosi precocemente, come nelle gomme. E se a tutti questi criterii aggiungiamo la nHtncnuza nel nostro infermo di precedenti fam:liari tubercolari, di segni di tuber<'olosi iu altri o1·gani o di predispo,;izione a tale malflttia potremo con ma:;gior ;agione convincerci, che il tumore in parola non .:, un tniJercolo. AmnHlSSa cosl la natura sifllitica clell'alì'ezione possiamo senz'allro ritenere, che il tumore constatato nell'occhio destro del D'A. per i suoi ctu·atteri e per il tmo volume rappresenta una gommA. e propriamente una gomma precoce, gincchè la s ifil ide contratti\ dall'infermo, per i dnti riferiti, trovasi nel periodo secondario. Circa poi la sede del tumore non vi pt1ò essere dubbio, che t\ppartcuga al corpo ciliare: l'essersi manifestaro in corrispondenza della zona ciliare e difl'uso \"erso l'angolo irido-corneale invadendolo in parte eù intorbidnndo subito la cornea sono tutci dati sufficienti per ritenere una tal sede. Si potrel>be al massimo peusnre, che il tumore si fosse iuiziato all'inte1·no come una forma endofitica (Panns t o poscia sviluppandosi avesse invaso il corpo ciliare, ma ciò può escludersi per il fat.to che nel nostro infermo sono mancati dolori accentuati e disturbi visid nel· l'occhio prima della comparsa all'esterno della gommn, dolori e disturbi, che si sarebbero oortamente dovuti verificare in tal caso. Il decorso del tumore gommoso è stato presso a poco conforme a quello no· tat.o finora dagli altl'i essendo rarissimo il caso, che si abbia la restilutio ad in· tegruu~ della funzione visiva anche quando non si verifichi i'atrofia bulbare, ciò ... he del resto raramente succede, e scom~nia la gomma per riassorbimento, come .~ a vve nuto nel caso nostro. Sn.lvo la probabilità, che l'atrofia proceda oltre nbolendo ancù.e il residu.a le vi· !<u,:, che attualmente conserva., per ora il nostro infermo nellt\ di:;grazia toccaragli può ritenersi relatiyamente fortunato conservando ancora la forma dell'oc· cLio, cosa di non poco conto per lui, che non vuoi decidersi a lla enucleazione. Ma, se ora per la scomparsa del tumore e dei fenomeni in6ammatorii e per In manca.n ~a di dolori spontanei può farsi a meno di ta le intervento demolitivo, cer·


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CASU JSTICA CLI:\I('A

tamcnte con il probabile aggravamento dell'atrofia bulbare e colla possibile e venienza di altri dis turbi e di ot'talmite simpatica a s inis tra la enucleazione in seguito si renderà necessaria. La cura fu intrapresa e condotta con !11. massi ma. en,e rgra, come lo. graviti!. del caso subito rilevata richiedeva, ut) poteva essere piir inteusa senza far correre il rischio all'infermo di una into!'sicnzione mercuriale e di non ottenere forse più di quello eire s i ò ottenuto. Circo. il secondo caso riferito, la diagnosi di s ifilide non presenta alcun dubbio, giacche, oltre all'averla l'infermo giì1 curata egli gresentn, t ut tom eYidente po liadenopatia s pecifica ed a cne sitilitico al viso Nè dubbio altresì vi può es,:;ere che la produzione, che si 6 notata s ull'iride !'iuis tra, sia stata una papula, giacchè i caratteri che presentava, ed il suo limitatiS:llmo volume deponevano per tale forma molto più freque nte delle gomme, come si ti già detto. L'esito in questo caso fu dei migliori, esseudo scomparso il noduletto sotto la cura intens iva s pecifica di calomelano e non essendo residuata alcuna. alterazione dello st roma irideo nel punto o ve era impiantnto, nil diminuzione notevole del >isus. >.<

* :t:

Nel chiudere intanto l'argomento mi sento in dovere di r·endere sentite gruie al mio capo reparto maggiore medico Salinai'Ì e al signor direttore colonnello medico Bnldanza, i quali, oltre ad avermi nutoriz?.ato a I,ubblicarc questi due cas i, mi furono lnrghi di consigli. Napoli, agosto 1908.

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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVIS'rA MEDICA Dott. BsvACQL;A, tenente medico. - 8ludrome cerebellare da malaria aouta OOD &D&rtrta (•lDdrome dl Paa•IDl) ed ata••ta oeutrale aouta dl Leydeu. - (Riforma medicn., anno XXJV, n. 60). ::"iel 1901 il Pansini pubblicava '! casi nei quali, in seguito ad accessi di perniciosa mnlarica, s i manifestarono; atassia degli arti, atonia ed astenia m n· scolare gtl\vi, anart ria, e poi in 2 casi nistagmo oti<~zontale, in uno SCO!';Se ed oscillazioni del <'Rpo, ed una maschera facciale dn ebete, però sen?;a alterazioni della intelligenza; decorso molto favorevole, tranne per la parola, rimasta alquanto inceppati\. Questa sindrome cerebellare il Pans ini riferiva a probabili trombosi ed embolismi parn.ssitarii dei vasi della corteccia cerebellare, con probabili emorragie puntiformi perivascolari, in analogia cioè a quanto Marcbinfava e Bignami avevano riconosciuto nella corteccia cerebrale. Tali lesioni furono effettivamente dimostrate, in cnsi simili, nel 1902-03, dallo Scbupfer, dal Luz?;atto, da l Pecori, e da qualche altro autore; in tutto i casi stud iati :;ono molto pochi, ed ormai gli scrittori si accordano nella sede cerebellare dei s intomi presentati da sifl'a.tti a mmalati, a nzichè riferit·li, come faceva lo Schupfer, alla poliencefalite s uperiore od inferiore del Wernicke. Il caso, quindi, che l'A. con grande diligenza ba studinto e cbedescri\·e d iffusamente e dettl\glin.tamente, è n.ssai interessante, e per la fonna clinica e per la relativa ra ri tà di essa. Trattasi di un soldRto, che in Africa fu r.olto da perniciosa malarica, e che poi presentava, (4 mesi e mezzo dopo): aspetto da ebete,- in contrasto con il grado della intelligen?;a del soggetto che ern normale,per l'atonia, e l'astenia dei muscoli mimici ; Il\ pRrola monotona, lenta, seno· dita; l'incoordinazione grave dei movimenti volontarii e la gmnde a tns!'lia ne l cammino, mentre nella stazione eretta era ben conservato l'equililbrio. Della atonia ed astenia che egli pre.-;entava, gravi, nei primi periodi della m'\lattia, quando l'A. lo osservò rimanevano soltanto, oltre allo stato s peciale dei muscoli facciali, fac ile stanchezza nella deambulazione e nello scrivere, nel parlnre n. lungo, ecc. Dopo la esposizione e la critic.a del bellissimo caso c linico, l'A. passa n d i· scutere la cosi detta atassia ce~&trale (cerebt·ale) acuta che i1 Leyden desc1·isse nel18GS, localizzandola nel cerve llo medio, (ponte), e nel cervelletto, e che poi il Westphall, il Pollard, I'Ebstoin, il Leyden stesso ed altri studiarono a ccurata· mente con l'osser vazione di parecchi casi clinici. Per l'etiologia, alcuni casi pare siano sorti spontaneamente, altri in seguito a traumatismi, molti altri in seguito a malattie acute, (tifo, vaiuolo, dissenteria, eresipela) : la lesione anatomica cousis te in focolai multipli d i encefalomielite, con esito in sclerosi, con sede pontina; la s intomatologia è data fondamentalmente dall'ata...<:.sia, talvolta con ipotonia ed ipostenia, con nessuna lesione sens i·


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RIVISTA DI NEVROI'A.TOLOGlA

tiva, dall'aspetto et.ete, dalla parola lenta e scandita, dalla regressività dei s iutoma stessi, al contrario di quanto accade nella sclerosi n placche. L'A., discutendo <;ueste varie forme cliniche, giustamente conclude pensando che la sind rome del Pansini, nettamente presentata nel suo infermo, mentre ha individualita uoso~rafi ca propria. aVfmdo caratteri clinici ed etiologici indubbiamente pro}>tii : atassia, as tenia, atonia ed auartria da malaria,- tuttavia può rientrare come <;i nùrome a parte, sp~:cialmente pet' il dato etiologico, nel caJl itolo dell'atassia '<-entrale acuta, (Leyden e \Vestphnll), e più propriamente nella. forma cerebellare illustrata da BeciJtc re w e Norue, che lo Schwarz disting ue nettamente dalla prima, (forma p o1tli1U1), come pure dalla t'ereùro-spinale del Luthje e dalla p oliC' lACCIO. ll"l'l'ilil·a del Dl-j~riue. Dott. BASILE - Sol valore oUnloo dell'albumoJurla •perlmentale. nale in terna~ionale d elle sdenze, ottobre 1908).

( Gior-

Con questo lavoro. che coutpleta un altro precedente, l'autore studia un a rgo· mento d i grande interes.;e clinico e sopratutto diagnostico. Le sue conclusioui l'illss uutive souo le seguenti: l• Negli individui sani non si riscontrano albumos i n ell'urina, anche esage· modo la dose alimenhue di essi (faceudo ingerire da GO a 100 g rammi d i peptouo 'ritte). 2° Negli ammalllti d i catano intestinale o gastroenterite si possono riscon· trn re talvolta delle piccole quan tità di albumosi nell'urina, s pecie t>er lesioni catanali ditl'use, senza che vi siano necessario.meute processi ulcerativi, (come ritenevnno i primi sperimentatori. Chwostek e Stromayr). . s~ Negli stessi amanalllti s i provoca con •·elativa facilità Il frequenza l'albumosurin alimentare. -1.0 I,a frequenza con In quale essa s i determina è in stretto rapporto con l'altc rnta funzione intestinale e quindi con la dill'usione e l'entità delle les ioni d~l­ l'iutestiuo, e forse perciò s i provoca piia facilmente nei processi ulcerativi (tuhercolosi, tifo, disseuleria). 5° L'nlbumosuria sia spontanea sia provocata deve ritenersi come un sintomo genernle d'i ns ufficienza intestinale. CIACCJo.

RIVIS'fA DI NEVROPA'fOLOGIA A. 'fA~IBUJWII . La passla nella evolazlone della olvlltà. - Discorso ina ugumle letto aii'Uni\'el·s itìl di Roma, 1!'10::1. Tuttora si va discutendo dagli scienzia ti, e dai sociologi, se ò reale l' aumento del la pnzzia, rivelatoci dalle statistiche, e quindi da addebitarsi alla civilti1. o sia invece soltanto a pparente, e spiegabi le con altre ragioni. Morselli nei suoi lavori, e Bianchi ia una conferenza tenuta nell'ottobre 19Ut; al Congresso inoorna7.ionale per l'assistenza degli aliena.ti (per non parlue di altri <;tudiosi) sono per la prima afrermazione; Tamburini è per la seconda. E poi -


RIV ISTA DI NEVROI'.ATOLOGIA

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chè l'argomento è sempre d'attualità, non mi pare invano ricordare brevemente quanto il Tamburini diceva nel suo di!l<'.OI'So inaugurale deU' anno accademico 1907-08 nell'Università romana. Intanto le statistiche ci dimostrano che il numero dei pazzi int-ernati in ltaHa, da 12 mila nel 1874 è salito ad oltre 40 mila; che in Francia è quas i quad•·uplicato in meno di 60 anni, e nella Prussia nel meùesi mo periodo t! cresciuto di circa 7 volte, e cosi via. Certamente la enorme complessità, ognor crescente, delle relazioni interpersonali, e anche le sempre nmggiol'i richieste di energie psiconer vose - per motivi naturali od anche artificiosi - tengono il cervello in uno stato di continua tensione, lo eccitano esa.gerat.amente, e quindi lo esauriscono e fatalmente lo predispongono, od anche lo conducono, allo squilibrio: donde la inesorabile selezione naturale dei più deboli o dei più instabili. Ma lo studio storico della evoluzione dello spiriti' umano attraverso le fns i della barbarie e lo sviluppo della civiltà ci dimostra realmente una frequenza maggiore delle aberrazioni mentali in relazione col progresso c ivile? Ricordiamo <'he nelle epoche primitive dei vari popoli, e uella antichità, erano assai diffusi in mezzo alla comune corrente mistica e superstiziosa - i fatti di eccitamento e di depressione, di confusione e di idee fisse, con l'enorme p•·eponderauza. della. aUucinazione, che ebbe tanta in6uenza. io molti fatti storici. Dall'India, dall'Egitto, dal popolo ebreo, attra.verso la storia greca. con le Furie e· la licnntropia (sovrapposizione della pazzia. al mito), s ino ai Romani, con f"auni, satiri, siléni, con le {este bacca1tali e lupercali, ed al c•·i,;tianesimo (suggestioni collettive, possessioni demouowaniacbe, guarigioni di epilettici. lunatici ecc.), è tutta ona serie di grandi manifestazioni endemiche ed epidemiche di pazzia, le quali ebbero l'acme nel Medio Evo. Fu questa l'epoca delle Sette (ripullulare anacronistico, a carattere morboso, di forme barbariche o preistoricl1e) : tali gli Adamiti, gli Gnostici, gli Ascarogiti, i Simmachiani, i Massaliani, gli Acefali, i Palamiti, i Fascinari, e la serie dei Flagellanti i vennero poi i grandi deliri epidemici delle epoche di pestilenza, e le enormi diffusioni delle demonopatie, e coreomanie, dei deliri lipemaniaci di colpabilità, le ossessioni ~:ollettive. gli episodi letargici ed estasici, il vampirismo e le epidemie convulsionarie, prolungate a. tutto il 1700, e che qua e li~ riappariscono in seguito nelle varie nazioni, sino agli S.:opzki di RllSSia e al Lazza ret.ti. In complesso la. pazzia è andata sempre perdendo il suo .carattere diffusivo, epidemico, che si scorge anche oggi nei popoli barbari, per circoscriver:<i sempre più in fenomeni isolati individuali, specialmente in grazie del progresso della ragione e della civiltà, e con le conquiste della. scienza. Per meglio comprendere le sts.tisticbe occorre ricordare bene che si va sempre più facilitando ed accrescendo anche l'internamento degli alienati, sia per il notevole miglioramento degli as ili, sia per la mutato. opinione pubblica rispetto ad essi, sia per la obbligatorietà legale del ricovero dei pa1.zi. Inoltre più facilmente si riconoscono oggi i pazzi anche dalle famiglie; sono state rilevate forme psicopatiche nuove, ed anche delicate sfumature di squilibri mentali, dapprima n ascosti od ignorati i nella. stessa conce1.ione geniale o nella manifestazione delittuosa si sono riscontrati, spesso, quali fattori genetici, condizioni morbose varie dello spirito; vale a dire si ha. una acc1·esciuta sensibilità sociale per la pazzia. In complesso, come io credo, da. una parte, - la ci vilt:'~ discopre e rivela le debolrlzze di potenziale psiconervoso, o le incomplotezze della pe•·sonnlita\ o l~ dismorfie del carattere morale, appunto oolreaLtivo squisito delle richies te- sempre maggiori e sempre più complesse - t!.i energie nervose e mentali per J'adat-


JUVISTA 01 NEVROI'ATOLOGIA

tamento sociale ognor più difficile e laborioso; ma. d'altra parte, l'evoluzione dello spirito umano permette meno le revivtscenze ataviche, il ripullulare di forme bar· bariche o primitive di coscienza individuale e sociale, l'effiorescenza. di tendenze mistico-supet·stiziose che formano gt·an pute del substratutn delle psicopatie. La stes~a degonemzione - su cui si innestano epilessia e paralisi progressiva..- col pt·ogresso civile si fa meno grave e meno estesa; donde una maggior facilità del dili'ondersi delle forme neurasteniche, anzichè delle psicopatie, per contnccolpo della maggior tensione dello spirito, pet·ò più vigoroso nel potenziale presso le successive generazioni. Del resto, concludo a ragione il Tamburini, le cause delle psicosi: l'alcooli~mo, e la sifilide, ed in parte anche la pellagra, sono l'effetto di ciò che potrebbe chiamarsi la negazione della. civiltà, e contro le quali ja.tture la ch•iltà impegna fiera e continue battaglie. La pt·o61assi della pazzia. sta, da una. pat·te, nella vittoria contro que!!te ed altre cauM di infezione e di intossicazione; dall'altra in una riforma dell'educazione atta a formare caratteri saldi e ben tem· prati nella lotta per la vita, ed in una graduale trasformazione delle con· dizioni socinli. per cui sia esteso ed accresciuto il henessere genemle, sia elevato in tutti il livello intellettuale e mOJ·ale, e sopratutto il sentiwento dell'umana solidarietà, oude soppl'imere le cause più potenti d'intossicazione e d' infezione morale! P. CO~>SIO LlO. e SEPPif.r,t. - Alooollllmo e malattie meDtaU . tato al XIII Congres o frenintrico italiano, Venezia 1907.

A~tAr.or

Rapporto prec;en·

uno degli argomenti piia discussi al Congresso freniatico di Venezia, del quale parlai pure in altro numero di questo giornale, fu quello dell'alcoolismo. Dalla. relazione dei p1·ofessori Amaldi e Seppilli, testè pubblicata negli Atti, fondata su di una inchiesta fatta da essi nei manicomi del regno per ìl triennio 1!>03-WOo, spigoliamo alcuni dati statistici abbastanza interessa·nti: Su un totnle di 38,76-1: internati (dei quali 22.Hi8 uomini), vi erano SS98 ca:;i di psicosi alcoolica (0075 uomini ), pari nli' 8,8 p. 100 del totale (18,8 p. 100 di uomini, 1,9 p. 100 di donne) (inchiesta di -13 manicomi). - Inoltre dalle notizie fornite da 2G manicomi risultava che su 23,916 entrati vi emno 2256 casi di p~·i· CONi non alroolica., ma ad eziologia alcoolù·a (10\H negli uomini), vale a dire il 9,4 p. H){) degli entrati (UJ,S p. 100 degli uomini, 3,4 p. 100 delle donne). - In con· seguem:a nei detti 2G UJatlicomi il contingente totale dei casi ad eziologia alcoolica era dato dal 18,2 p. 100 degli entrati (27,6 p. 100 uomini, 6,S p. 100 don ne), col massimo in Ancona 40,5 p. 100, e Cuneo 23 p. 100; e col minimo in ~assari 8 p. 1110 e Piacenza 4,6 p. 100. - Per le psicosi di rettamente alcooliche il massimo !'i aveva nelle Marche col 16,4 p, 100, poi in Liguria coll2,6 p. 100 in L<>m· .bardia coll'l1,2 p. 100 e nel Veneto col 111 p. 100: il minimo nell'Abt·uzzo col4,:2 p. 100, in CnlabriR col 8, .J. p. 100 ed in Campania col 2,6 p. 100 (cifre insigni6canti in Sicilia?) - [ o 27 manicomi nel triennio 1903-W05 s i ebbero 678 entrati per psicosi alcoolica in più del periodo 18HG·1902. In +9 manicomi su di 38&7 entrati 1110 erano 1·eridid (l$3 p. 100), col mi\S· simo per Cuneo l&.i p. 100) Venezia (4!> p. 100), e col minimo in Emilia e Caln· bria (:!:.! p 100). - P~r riguardo alle ]Jrofes,qioni si è nota;.tn la prevalenza, al primo post<> (negli uomini) dei laroralori d 'industrie e mestieri; al secondo posto dei laroralol'i delle~ lerm ed aOini; nelle donne un'enorme prevalenza delle aù<lelte alle rttre don~estidll!. Prevalgono i lavo,·atol'i d'inclttstrie io Liguria e Mar-


RtVlST.\ DI NEVROI'.\TOLOGIA

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che, quelli del commercio in Lombardia, quelli della terra, i professionisti ed im· p iegati nella bassa Italia. La decade di età più colpita negli uomini è dal (Jlo al 40' anno, nelle donne dal 4lo al 60• anno. Presentavano note di eredif.arietìt diretta il 19,1 p. 100 dei casi; erediuwietlL ind iretta per nettropsicopatie il 26,1 p. 100 dei casi.- Clinicamente si ebbero .J. p. 100 dei casi di delirium tn~men.~, il 61,9 p. 100 di fanne t·onfusionali acute, il 3!,8 p. 100 di (orme croniche deliranti, il 6,9 p. 100 di fonne croniclle con paralisi (cio~ il ·H p. 100 dei casi erano a decorso .;ronico). ~i ebbero il 17,4 p 100 di ìlfazionarii, 1'11 ,9 p. 100 di det·e.ysi, il 30 p. 100 di tnigliora(i, il 66,7 p. 100 di guariti. I nfine su H !JS entl·ati in !38 manicomii per paraUsi progressiva, l'alcoolismo a\'eva parte etiologica nel •.1.8,9 p. 100 dei casi negli uomini, e nel 3!,8 p. 100 nelle donne : come causa unica esso fig urava nel 12,9 p. 100 uomini, e nel 5,8 p. 100 donne. ?.lolto interessante fu la relnzione del Montesano sul consumo d elle varie ue\'ande alcooliche in I talia: assai preponderante il consumo della. birra e dei liquori n el Piemonte e Veneto; maggior consumo di vino in Puglia e Toscan a, minore i n Sicilia e Veneto. Assai importante, infine, fu la determinazione di abolire il viuo nei manicomi, come è stato fatto iu alcuni (Napoli, Roma, To rino, Venezia) con grande beneficio dei pazzi, sostituendolo con altri alimenti, segnatnmente col latte. P. Co~>SJGLJO. D.ntori M. U. M.\SINI e D~ Ar.H&n'I'IS. -

Oolltrlbuto allo at:udlo delle lperldroal 4lorlgtoe oervo1a. - (La Liguria Medica, lo dicembre 1908).

Tmttnsi di un giovane sedicenne, ricoverato nel manicomio provinciale di GeDO\'a per deficien:-.a mentale, con eccit1mento al turpiloquio. 11 padre morto di paralisi progressiva; la madre debole di mente, morta di canc1·o uterino, sin dall'infanzia era affetta da profuso sudore palmare e piantare, di molto attenuatisi dopo i venti auni: due sorelle mino1·i sane. Fin dai primi anni di vita andava soggetto a profusissimo s udore delle mani, dei piedi e del volto, l'ibelh1 ad ogni specie di cura, anche all'azione dell'atropi na e dellll duhoisina. Adolescente, di debole costituzione fisica, scarso di adipe e di muscoli, poco peloso, a fronte sfuggente e mento rientrante, con lobulo auricolare aderente e dentatura irregolare, angolo facciale di G5? appena, all'esame psi· chico appare un frenasten ico. (imbecille), con impulsi,·itt't, inaffettiYità., onanista, altulico ed irr itabilissimo insieme; nevrologioamente presenta so1tanto i peralgesin delle palme e delle piante. La iperidrosi, più manifesta nelle palme, nelle piante, uell'ascella, nei genitali. agli inguini, sul naso e sulla t'ronte, è enot·memente a bbondante, anche nelle giornate più fredde e con ariaasciuttissima e ventilata.: facendogli stringere per u na voltn il dinamometro, si manifesta dalle mani gocciolio di sudore sino a poterne raccogliere quattro grammi in pochi secondi: le calze e le scarpe, di cuoio !!posso, lasciano al suolo l'impronta bagnata e stillano sudore poco tempo dopo che fu rono da lui usate. L'iperidrosi si accentua ancora nella lorza. muscolare e nello eccitamento psichico; nel sonno è più evillente an· cora che nella veglia; contemporaneamente si not a. u n certo grado di poliuria, con peso specifico di 1028.


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Rl'VlSTA Dl CR JRURGIA GENERALE

La iperi dros i del soggetto adunque è indipendente dn ogni condizione esterna, non è vicn.riaote, non hn. r elazione col riposo, col sonno. con la iperemia cutanea con la qnantitia del cibo e delle bevande; non è f enomeno isterico, (il soggetto non è is terico, il sudore aumenta col sonno, ed oggi si tende ad escludere la esistenza di turbe sec retorie isteriche). Si tratta perciò di una abnorme eccitahilità dei centri nervosi, donde originano le fibre secretorie sudoralil, centri scaglionati a varie altezzE> del nourasse. con centro superiore bulbare . Il Seques e l' Harvier ne vogliono fare una nevrosi sudorale; piia probal1ilmente questi fatti sono espressione di deficienza o di s tati anormali o degenerativi del sistema nervoso, o sono legati a. ps icosi od a nevrosi gravi. (pt~r esempio, demenza precoce), e quindi questo fenomeno sarebhe c sempre legato a disturbi generali congeniti od acquis iti dell' intero sis tema nervoso ». A. CJAC'l:JO.

RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE Dott. MARAOI.IANO. - ~tlloDtanl 41 fratture m&lleolarl. dit·a, 1° dicembre lOOS).

(La. Liguria !nt·

:\lentrc I'Hiine l. <'ho fu il primo a occupars i (nel1893) dell'argomento, ossérvò che di quaranta fratture mall"olari, dodici, (cioè il SO p. 100), crearono condizioni di invalidità p ermanente, con una diminuzione di capacità al lavoro, valutata in mrdia del 60 p. 100, il Jottkowitz (nel 18~G) osservò invece che di 36 infortunati per fratture monomalleolari ben trenta gnarit-ono del tutto in tre mesi, e 3 soltanto rimasero con una incapacità permanente, valutata in media al 2& p. 100; di tre con frattura. bimalleolare, uno guarl bene in 6 mesi, gli altri due con in<'apacità, in medin. del SO p. 100 I risultati dello Chaput somigliano a quelli d i Hiinel, mentre sono ideali qu(•lli della clinica ciel Bnrdcnhcucr ( riferiti dal Locn), per cui ses.-n::~totto fratturati ad un mallcolo g01nirono be ne, e di trentas<'tte con fratture bitnalleolari solo uno rimase permanentc·mente invalido. Tali notevoli difFerenze dipendono essenzialmente dai metodi di cura, che debbono esser<> rivolti non solo alla perfetta e comple ta riduzione dello spostament-o, ma specialmente alla cura consecutiva per la grande facilità delle deformazioni e dc .. iazioni secoqdArie e tard ive, che sono s pesso non solo permanenti, ma. anche progrellsive ( \·arismo, valgismo, nevralgie, edemi, dolori, amioipota·ofie, distrofie, varie ecc). La statisticA dell'Autore s i avvi cina alquanto a quella dell'Hiiuel, perchiì troppo pres to gli infort unati sono lasciati a sè, non sorvegliati n ei primi due mes i del ripris tino della deambu lazione. Negl i strnppameoti dell'apice dd mnlleolo esterno, cosi s pesso associati alle distor,:ioui ti bio -nstm:;.dicho, bas ta la terapiR c funzionale,. dello Cbampionni~re. Ne llo fra tture in vece il miglior metodo di cura. dopo la ri duzione, è la e.YteJISÌOite p en na11ente <li B:~ rùenh cuer, che q t1e to clinico ha es teso a tutte le frattur<: de lle cstremit:\ , per mr zzo d i una lung a striscia di cerotto ad<:sivo, tenuta i n media per tre sett imane, o dispos t11. ad nns ll, in guisa che, s Pgue nd o In. faccia esternae

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RIVISTA DJ CI:HRURGlA GEN&RALE

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l'interna della gamba, le Stle branche giungano a cinque o sei centimetri al disopra del ginocchio, e la staffa si chiuda ben t·e.sente al piede; si applica quindi la trazione con pesi, che raggiungono man mano i sei, gli otto chilogralllmi. Cosi sui malleoli viene ad esercitarsi una pressione costante, che ne impedisce lo Sl'ostamento, mentre rimangono liberi i movimenti di flessione e di estensione del piede. Dopo, insieme ai primi tentativi di deambulazione, si continua un energico trattamento meccanico, tnlora prolungato, anche quando la marcia è già divenuta sicura. Il malato non dovrà mai poggiare il piede a terra prima che sia avvenuta la completa consolidazione del callo, la quale richiede, secondo Cbaput, quaranta giorni nei casi di gravità media, sessanta, od anche più, nei casi molto gravi di frattura bimaUeolare con forte spostamento. Quando, però, non è possibile sorvegliare a lungo gli infortunati, o per esigenze ospedaliere o per irrequietudine dei malati, allom è necessario riconere - come mezzo profi· lattico - o all'applicazione di un bendaggio gessato deambulatorio inamovibile, che preservi il piede da abnormi deviazioni, o ad un apparecchio amovo-inamovibile, che permetta tener libero il piede la notte, e ciò 11. seconda. dcll'inteJiigenza, della buona volontà ed 1Lnche della onestà dell'infortunato (ciò vale benissimo anche per i militari, dei quali sembra che, con l'andA.r degli anni, ben pochissimi guariscano dopo lesioni anche di lieve conto). Non è a temere da. simili apparecchi la possibilità di rigidità articolari, perc:bè l'esperienza insegna che esse si manifestano so!o in grado minimo, quando l'arto sia adoperato ed il bendaggio si applichi sopra un'articolazione, divenuta normale, allorchè s'inizia la deambulazione; del resto una lieve rigidità è preferibile al pericolo di una deviaziona, e specialmente di un valgismo, cosi !~pesso progrediente, anche :perchè col tempo essa scompare completamente. CJACClo.

lluov o prooe..o di relesiODe 4 el gomito. - Contributo alla cura delle anchilosi ossee traumatiche del gomito. (Policli11ic0', sez. chirurgica n. 8- 9, anno 1908).

A. J sAJA. -

La cura cruenta. delle anchilosi ebbe principio nel18'26 con Rhea Barton. Già Ippocrate aveva indicato delle norme, per opporsi all'irrigidimento delle articolazioni, e la posizione più opportuna da dare all'arto, per averne un uso più favore,·ole; con Fabrizio Hildano (1623) l'ortopedia delle anchilosi fibrose fa nn gran passo innanzi, avendo egli inventato strumenti ed apparecchi, per comba~ tere le anchilosi fibrose. mentre giudicava inguaribili quelle ossee. Con la medicatura Lister gli interventi chirurgici articolari si fecero di mano in mano numerosissill2i, nelle anchilosi ossee, mentre anche il metodo del raddriz· zamento incruento, dal Palasciano in poi, contava sempre nuoyi seguaci. Oggi la rottura forzata dell'anchilosi si pratica solo nelle forme fibrose, non tubercolari, nelle quali \Ùti me, quando anche apparente.mente spente, è controindicata. Ideale del chirurgo è la ricostitnzione mercè atto operativo, d'una articolazione nuova mobile e soda. Le norme principali che ora fanno legge in chirur~ia sono: non toccare le anchilosi in buona posizione degli arti inferiori, opcrnndole solo quando sono in attitudine viziosa; ristabilire la mobilità articolare i11 <1uelle dell'arto superiore, specialmente del gomito, impedendone il riprodursi 1: ciò no costituisce la massime. difficoltà, in ispecie nelle forme traumatiche e nei soggetti ~iovani. ~olti sono stati i processi operativi messi io opera: s emplice osteotomiR. trocleiforme con imprimere presto movimenti attivi e pnssi>i alle nrticolnzioui ; t ; - Giornalt di medi Gina mi/Ilare - P:uc. 111.


RIVISTA DI C HIRt:ltGI.A OE~KRAI..E

resezio11e sottope,·iostea iuten·otla di Ollier; ed infine intem·posizione di pat·ti molli fra le osse resecate. per opporsi al sa!dA.meuto dei due frammenti (Verneuil); pro· c~ssi assodati dalle esperienze sui polli del F oderi, (J89G). Cosi Helfericb e Leo7. interpo::~ero, per i primi, una uenderella muscolare, Roser una lamina d'oro, Navath un pezzo di vescica suina, Gluch un pezzo di cute, Quénu il legamento anteriore dell'articolnzione ecc. Il metodo L)llier è ottimo nelle forme tubercolari per lo scar;:o potere osteogenetico dei tess uti attossicati: per le altre forme i risultati non sono molto buoni e sopratutto duraturi, pur con i perfeziona.moenti porta.tivi da. molLi chirurgi, e specialmente dnl Mooari, WU2 e dal Wolll"; metodo preferibile è rimasto sempre quello della interposizione di lembi muscolari o tendinooponeurotici. I chi rurgi hanno usato varie incisioni, per aggredire l'articolazione: Omb1·édanne ne fa due lntamli, reseca !'Oitanto l'omero ed interpone il lembo muscolare, Hta fatalmente s i hA. cosi uno. notevolto limitazione Hessoria. ed estensoria, per IR spessezzA. della. nuova troclea omerl\le: Hugnier fa una incisione mediana verti· cale, con la. quale taglia il tricipite e poi procede alla resezione totale, ma cosi limita molto l'estens ione, anche attiva, non avendo più il tricipite attacco suffì. ciente; - infine. riguardo llL interposizione del lembo, che è stato preso da vari tessuti, esso deve presentare fnciliti\ ad essere inciso, ad essere inframe.«so, a coprire bene le superficie articolari, senzA. indebolire l'azione del muscolo dal quale e ritagliato (e.'>Sendo preferibil., un lembo muscolare). Per soddisfare a ques te ed altre indicazioni prima accennate, ed OV\•i1ue agli inconvenienti dei varii processi adoperati, l'Isaia ha escogitato un nuovo metodo, felicissimamente messo in opera, in un giovane trt~utenue 11lfetto .la unchilosi ossea del gomito per frattum dell'apoli~i omerale con lussnzione posteriore dell\tlna: incisione ad U (di Vogt· Tilling), formand o un lembo cutaneo ed un altro apeneurotico con fibre muscolari: sollevamento di questo insieme all'apofisi olecrantcn distaccl\la alla base con lo ~cnlpello insieme con l'impianto del tricipite; prepantzione dell'articolazione: rot· tura delia anchiloHi e rcse:done totale; inframissioue del lembo aponeurotico tra le s uperficie rcsecate e sutura di ques to alla caps ula anter.iore ed ai legamenti laterali, inchiodamento del pezzo olecranico all'ulnA. lievemente scavata con la sgorhia; sutura cutanea; fissazione dell'arto con un benda~;gio amidt~to ad una ferula Rrticola.ta. ; dopo otto giorni moiJilizzazione passi va. Al venticinq uesi m o giorno s i estrae il chiodo. Dopo un mese e mezzo l'infermo lascia l'is tituto. Risultato funzionale: fles sione passiva 70", attiva SO•; e,;tens ioue passÌ\·a 145°, Rttiva 135°; dopo quattro mes i la funzione si manteneva perfetta. CIACCI(). :E. G. BRCK. -

tJn nuovo metodo 41 4tacno•l • oura llel aeDl 4ttoloal. -

~Ze11tralbl(llt (iir Chirto"!JÌ6, ll1118, n

lB).

f:pesso i seni fi;;tolosi, specialmente so dipendono da. focolai tli ostcomielitt>, persistono t-enaci mnl;..:rado ener;..:ici e ripetuti inten·enti chiru1·gici. L'insuccesso s i deve a l fatto che, nell'accingersi ad operurc. non può il c hirurgo avere la vi~ioue esatta. del lrRgitto fistoloso in tutti i suoi detlllg-li - essendo n ciò insufficienti e In ;;ontl t• e l'iniezioue di liq uidi colornti -, onde finisce con atta.ccnre ~oltnnto 11nn pRrte del tcrrito1·io ammalato. 1.'.\ . elimina questa dillicoltil con un motodo seutplic.;, non pericoloso e che rende l'imngiue fedele di tutto il tmgitto d~:lll\ fistola , colle eventuali dirnma~ioni. E gli, collo dovute c:unelc nutisetticho, inietta nel se11o 1111a parte di \"&sei-


RIVISTA DI CH lBUROIA GEI\ERALE

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linà e bismuto, allo stato liqu ido, sotto pressione moderata, mediante una siringa di vetro. Si può allora ottenere un a esatta immagine radiografica, che rip1·oduce tutti i dettagli del decorso della fistola e che spesso rivela delle condizioni an.a tomiche le piu inaspettate. Ciò aveva g ià il suo valore. perchè permetteva delle opera.zioni realmente utili :\fa la portata del metodo si è allargata in seguito alla osservazione, fatta dal Beck, che le fistole in cui si iniettava la pasta a scopo diagnostico mostravano una spiccata tendenz"' a g uarire. Ciò egli notò fin dal primo caso, in cui si trattava d i una spoudilite tubercolare delle vertebre lombari, che due anni prima avevo. causnto un ascesso dello psoas, apertosi nella faccia a.n teriore della coscia, lasciando dietro di sè una fistola. Questa secemeva da 2 ann i, eppure si chiuse spontnn éament e pochi giorni dopo l'iniezione. Lo stesso fatto s i verificò in una fistola da vecchia coxite, che d urava da ·1 anni malgrado ripetuti interventi, ed in una osteomielit.e tubercolare del ginocchio con 3 fistole, in cui si era pure operato più volte senza risultato. Gen eralizzando il trattamento, l'A., for te della esperienza di 2 anni, potè comu n icare alla «Società medica di Ch icago:. molti casi simili, coTredati da espress ive radiografie. T ra gli altri, merita menzione un caso di empiema del torace, secernente 4 oncie di pus quo.tidiane da molti mesi, pel quale, poichè non tendeva a migliorare, era stata proposta una Estlli nder. Dopo 10 iniezioni, eseguite a g ior ni alterni, la fistola si chiuse e l'A. ebbe occasione di constatarla ancora solidamente chiusa e sen za alcun indizio di ritenllione S mesi dopo. Snlle s piegazionj cbe possono darsi di questi risultati B. ritornerà quando avri~ completati i relativi studi istologici già avviati. I ntanto ecco lA. formula della pas ta: a ) per iniezioui a scopo diagnostico e pel trattamento iniT.iale: Sottonitrato di bismuto . 80,0 Vaselina bianca . . . . 60,0 ò) per la continuazione della cura: Sottonitra to di bis muto . HO,O Vaselina bianca. . GO.O .Paraffina molle 6.0 Cera . . . . . 6,0

A . SciiANz. - P eDDellu1oD1 4 1 1o4lo p er l r. pro4uz1oDe 4.1 o1oatrlol • ottlll. - (Zetttralblatt (ar Chirttrtlie, 1908, n. 32). Sembrerebbe che la guarigione idealmente asetticll delle ferite operatorie dovesse essere la più adatta per procurare delle cicatrici esili. Viceversa non è co. i . Certamente da una ferita che guarisca per prima intenzione r esiduerti. una cicatrice più sottile e più regolare che non da una ferita che gual'isca co11 su ppurazione. ;Ma. è a nche vero che non sempre si ba la cicatrice che si deside ra da una fe· I"ita che a bbia un decotso affatto asettico, senza a lcuno. irritazione. Togliendo, da una di queste ferite i punti 8-10·12 giorni dopo l'operazione. si o sl"er va che l'adesione non è ancora avvenutA. n egli strati superiori della pelle, i qua li s i s labbrano leggermente. Ne r isulta un piccolo spazio cuneiforme, che si


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RIV ISTA DI CliiRORGIA GE;)IERALE

riempie in seguito, e la cicatrice anA. In larghezza dello spazio stesso. Cosl, a.n~:i che una cicatrice lineare, si avrà una striscia. cicatriziale larga un paio di millimetri. Questo ritardo n ella adesione deg li es tremi mugini cutanei dipende, secondo l'A., dalla mancanza di ogni irritazione durante il processo di guarigione della. ferita. Infatti nelle ferite che appaiono lievemente irritate (irritazione che però non giunge fino a dare della secrezione) il coalito è più rapido e la cicatrice res idua è perfettamente lineare. Ora, poichè non s i può ovvilne a questo inconveniente col lasciare più a. lungo in sito i punti, chè - oltre al r esto -IMcerebbero essi stessi dei res idui c icatriziali poco est etici, l'A. procura ad arte una lieve irritazione della ferita operatoria nei giorni s uccess ivi alla operazione. E d a. tal fine s i serve delle pennellazioni di tintura. di iodio. Egli le imprende 8-5 giorni dopo l'operazione e si limita ad una sola pennellazione se s i tratta di ferite piccole in parti ben nutrite ; le ripete per 2-5 giorni di s eguito nelle ferite più est ese ed in regi oni poco nutrite. li risultato è perfetto. L'ades ione aYviene rapida e completa e ne res idua una cicatrice lineare sottilissima. Per la spiegazione del fatto S. invoca l'azione benefica dell'iperemia provocata ;lalla irritazione. Egli pratica questo metodo da anni e ne è pit\ che mai soddisfatto. SA XX A.

Tratt&1DeDto 4elle ld&m1D&zloDt aoate puulute 4ell'arla oal4a. - (Ze1ttralblatl f iil" Chintr!}ie, 1908, n. -18).

H ..J s &LJ:S. -

Il caldo, questo vecchio ri medio popolare di incoutestata utilit à - quale fat.nei processi infiammato ri acuti, non è s tato ancora impiegato, in essi, sistematicamente sotto forma di ar ia caldo.. Incoraggiato dai risultati ottenuti da Schiifl"er negli animali colla applicazione del caldo (catnplas mi) nelle infiammazioni purulente recenti provocate ad tnte, l' A. JuL voluto provare nell'uomo. E d ha scelto l'nr ia calda percbè meglio ri5tponde alle esigenze chirurg iche di pulizia. Al riscaldamento hl\ sempre fatto p•·eceJ ere l'intervento chirurg ico: incisioni, rimozione d el pus e da i cenci necrot ici, laval-{gio con soluzione fisiolog ica di clor uro di sodio e medicazione Sfnnplice. n r isultato fu sempre eccellent e. Anzit utto, gli ammala t i si sottopongono YO· lent ieri a lla cura p Pl'ditemJIO, o:ome essi In chiamano, pe rchè l'aria calda fa cess are il do lor e. Inoltre il decorso del h\ mnlat tia ne viene notevolmente abbreviato, la s u ppurazione cessa dopo pochi 1-{iorni e le fe•·ite s i de tergono e si chiudono p iù ra pidamente che con qu a lunque al Lro t ra ttamento. F u rono cosi t rntttt te, con successo, le pi ù s var ilLte lesioni infiammatorie dei. tessuti molli, furono conser vate delle d ita che in altri tempi si sarebbero amputate; guar iron o in 10-12 giorn i dci flemmoni profond i d ella palma deliA. mano : pttterecci pro fondi <'OD parziale n t'\crosi della g uaina tendinea e flemmoni delle g mti n e tendin ee in cui la s uppurnzione si est endevi\ fino alla palma della m a no, poterono guarire con se1-va1uio inlPy ra la (tutzio•te d(•i tendini. Como sorgente d i calore l' A. s i ser ve delle stesse cassette di legno usate da Bier, nelle qunli la tempera t ura raggi un ge i 00-l JOo, m en t re qu ella d ella pelle t~re d 'epiremia -


RIVISTA DI A:s'ATOMIA E FISIOLOGIA NOJUIALE E PATOLOGICA

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oscilla tra 44° e 47•, uè va piu oltre. L'..d. crede con Scbiiffer che la miglior temperatura, la più attiva sia 4G~. La. rapida circolazione del sangue e l'evaporazione del sudore pare impediscano le dannose elevazioni. L'applicazione si fa due volte al giorno per 2-S ore. L'iperemia agisce scaldando nella profondità: misurando infatti la temperatura dell'uretra maschile mentre si scaldava il perineo, si potè constatare un aumento perfino di 8 gradi. Si produce a.n che un edema ed un arrossamento delle regioni riscaldate: la tu· mefazione pet·ò scompare nella notte ed ancora piit rapidamente si dilegua il rossore. L'A.. raccomanda vivamente il metodo, che « migliom la proguosi fatale dei flemmoni delle guaine tendinee e che rende, in generale, soddisfacente la cura delle flogosi acute purulente •· SA11i:SA •

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RIVISTA DI ANATOmA E HSIOLOGIANORMALE E PATOLOGICA Prooe..l rtgeneratlvl e degenerativi oon•egaend a ferite u etti.ohe del ldatema nervo•o oentral e . •tdollo 1plnale e nervo ottloo. - (Rivista di patologia nervosa e mentalt, novembre 1908, volume Xill, fascicolo II).

Dott. O. Ross1 delJa clinica di Firenze. -

È p1·oblema tuttora di grande attualitù. quello della l'igenerazione del sistem~ nervoso centrale e dei ne•·vi periferici, man mano che questi fatti si sono andati studiando con i sempre nuovi metodi di tecnica. È noto che per i poligenisti le cellule di Scbwann (lemnoblasti del Lenbosstlk) sono neurobl11sti, donde l'autoi'Ìgeneraziono delle fibre nervose, mancante questa nei centri perchè le fibre vi sono nude; per altri (specie Caja lt, le dette cellule esercit-erebbero ufficio che.miotropico positivo per le tibre di nuova. formazione, od anche di nutrizione (:Marinesco). 11 Rossi invece ba. dimostrato che anche nei centri si può avere, in seguito a lesion.i, sia accidentali - nell'uomo, - che speri.mentali - negli animali, - una. rigenerazione abbastanza attiva del tessuto ne1·voso. L'A. ba fatto numerose e sva riate esperienze, studiando di poi in serie ed in giorni successivi, molteplici sezioni di midollo spinale di animali obe aveva le~ sperimentalmente, con ferita asettica; ha corredato la sua .memoria. di .molte e belle figure, valendosi sopra tutto del metodo di Cajal al nitrato d'Ag. Conclude in tal modo: « Quando sia praticata una ferita asettica del midollo spinale, le fibre della sostanza bianca mostrano un'attività rigenerativo. abbastanza rapida ed attiva; essa dà, luogo alla produzione di giovani fìbre che nude, cioè senza alcun rapporto con elementi cellulari speciali, percorrono la. zona di degenerazione, raggiungono e percorrono la cicatrice formata da cellule di origine connettivale. Ma più tardi il proce!'So rigenerativo viene frustrato dal fatto che, in corrispon· denza dellll zona di degenerazione dei due monconi, i cosi detti elementi di so-


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JHVISTA Dl AXATO)IJA E FISIOLOG IA XORllALE E P ATO LOGICA

s tegno del midollo non solo rimangono pr ivi di fenomeni rigenerativi, ma cndono in preda a quelli degenerativi, ,lnndo luogo alla formazion e di vari focolai di dis truzione del tessuto midoiiRre. coinvolgendo nella distruzione le fibre neoformate " (e ciò in dipendenzR di uno s tato ischemico, essendo le arto:riole veramente tenniunii nel senso del Conheim). Dalle sue esperienze di reci:;ione iotracntnica. del nervo ottico il .Ross i ,·iene alla conclusione che • le fibre del moncone distale, vale a dire quelle che sono in relazione con le cellule della retina dalle qu11.li procedono, mostrano, almeno nel pr·imo mese, una note\'ole capacità rigenerativa •; e che • anche in ques ta se:done del sistema ner voso la ri;.tenerazioue procede dal moncone centrale, e sono ùa escludere fatti di nutorigenerazione di fibre isolate dal loro centro •C!ACC'tO.

Dott. O. SASDtu. -

Contributo all'anatomia ed alla 1latolog1a dell'ipoflal.

(Rivista di J>atoloyia 1ll'•·vosa e mentale, novemhre, 1008).

Nella sua memor·ia il Saodri comincia col r iRSSumere brevemente quanto s i . conosce sull'ero briologia, l'anatoo1ia e la (isiologia dell'orgnno. Questo, di esclus iva derivazione ectodermica secondo gli ultimi studi i, t! formato dR un lobo anteriore, epiteliale, e da un lobo po;:;teriore, nervoso, dipendenza del pavimento del ;Jo ventricolo, che però contiene una parte, mediRie, di natura ghiandolare, onde la sua attività funzionale non appare abolita. Sulla istologia dell'organo l'autore porta un buon contributo, confermandovi la. complessa struttura, gli estesi rapporti tn\ vasi ed epitelio ghiandulare, la spiccata difl'ercnziiazione delle cellule, la diJlèrenza nell'as petto di queste nei di,·ersi momenti di loro attivi ti\, la presenztt di granuli numerosi, ed inllne la esisten7.a di due tipi di socrezione che decorrono di pari grado, ma indipendenti tra. loro, e doi qullli l'uno o. granuli acidofili, l'altro a plasmosomi basofili, come ave;a dimostrato il Guerrini. Ricordate poi le nozioni attuali sui rapporti t ra ipofisi da una parte, tiroide, capsule surrenali, testicoli ed ovaie, e sulla reazione attiva, sino all'iperpla:;ia ed ipertro6a di essa nelle intoss ica;doui ed infezioni, come pure in rapporto alle t'orme acromegnliche (teorie del Marie, d el Tamùlll'ini, del Franchini), l'A. In~ ins tituito una serio di esperienze con tmpianLi d'ipofis i, ingestioui dell'organo . ed iuiezione di esti'Rtti di osso. Conclude che anche il lobo ner·\'oso contiene elementi attivi e secernenti: che l'ipoiÌs i. oltre ad avere fumdone antitossica, po;:s iede 1111 principio attivo il quule, iniettato io animali, esercita una notevole influeuza sulla press ione sang uignt\ e s ulln cardiocinesi (come altri dimostrarono); <- be detto prin<'ipio, s egregato dalla parte epiteliale del lobo nervoso, ba anche potere tossico, ed e capace di apportare s ens ibile ane1<to di sdluppo nei topi in via di a <-crescimento, e di cagionare dopo tempo alterazioni nervose e renali nelle cavitl: que;:te l'erò, sospendendo la somwinist.razione doll'e:>tratto, riacqu ~stano gradatameu~e lo S\'iluppo normale e possono m1mteners i in buone condizioni. (Forse questo principio atti\·o, e tossico, potrebbe spiegare la 2" fase - arresto di svilup po osseo o cachessia. - d<>ll'nr romegnlia). CIACCI O.


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RIVISTA mMALATTIE VENRREE E nnu p~EuE I~ R&ss&lt. -

Per l& our& delle scottature. -

{Z eutralblatt fii1· Chino·git,

lVOS, n. SO).

L'A. consiglia, per la curn delle ustioni, una polvere che egli ha adoperata in molte centinaia di casi " che sempre ha fatto· buona prova. Essa consta di sottonit rato di bismuto p. 1 e di caolino in polvere p. 2. Non fa. distinzione, l'A., del grndo della scottntura, purchè es.sa sia relativamente recente. Previa accurata detersione, cosparge abbondantemente di essa polvere la superficie ustionata, vi sovrappone un semplice strato di garza ed un grosso strato di cotone, indi fascia. La medicazione s i rin nova ogn i giorno finchè dura la secrezione. Cessata ques to. si fanno bngni locali o genendi a seconda delln, e,;tensionedeUe scottatu re. I pazienti banuo pochi dolori, febbre moderata e non sono tanto molestati 1ll\lla secrezione. L'azione della polvere è for temente essiccante, oltre che antisettica. Per il forte prosciugamento viene limitat a la formazione di tlittene e ai disfanno quelle giil esistenti. Già dopo 1-2 medicazioni lo. piaga è ricoper ta da una crosta spessa. sotto la quale procede indisturhata la formazione della nuova epiderm ide. Quando la crosta comincia a distaccarsi e si suppone già avvenuta la guarigione sotto di essa, si facilita la s ua caduta mediant-e uuo. medicazione con lanolina bodca applicata per 2·l ore. Accade talvolta che, in seguito nll'uso prolungato della polvere, nelle ustioni molto estese, insorga urticaria con prurito intenso. Basta allora sospenderne l'applicazione, fare un bagno e medicare semplicemente con garza sterile e cotone. n vantaggio di questa polvere, in confronto alla medicazione col solo bismuto, SRrebhe, secondo Bardeleben, nel miuor costo, nel piu facile cambio dell11. medicazione, nel maggior potere disinfettante e nella maggior limitazione della secre· zion<J. Si\:SSA.

RIVIS'l'A DI MEDICINA LEGALE l>o~t. CoSE:STI:SI - Traum&tlamo e tu.buoololl. <klle sdenze medirhe, lo ott()bre 1908).

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:o,.,, 'fl.aie irtter11azi onale

L'autore, prendendo occasione da un caso da lui osservato nell'a1nùulatorio della II clinico. medica d i :Xapoli, studia accuratamente i rapporti, t anto discussi, fra :rauma e tubercolosi, che sono cosi im portanti specialmente dal punto di vistA med1co-legale. ·


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Rl\"I$TA Df YEDICI~A LEGALE

Una contadina di trentnsette anni, sebbene assai faticata per i lavori c~tm­ pestri, si era mantenuta fino a quell'età in florido stato apparente di salute. ErnYi sospetto che il p1~d re, ancor giovane, fosse morto di tubercolosi. Otto giorni dopo essere statn fortemente colpita alla regione mammaria s inis tra da una cornuta di bove, av\·erti dolore, sofferile tosse ed emottisi lieve; poi cominciò a d imagrare, ebbe sudori notturni, indi leggera febbre serotina, fì nchè fu accertnta la diagnosi di tubercolosi: tre mesi dopo il t rauma si trovavano nello sputo non solo i bacilli d i Koc h, ma anche fibre elastiche. L'autore riassume il suo studio nelle seguenti conclusioni: 1° I precedenti ereditarii, per quA.nto dubbii, il bt·eve tempo decorso f ra il tmumu e l'insorgere dei fenomeni morbos i, l'accertamento di processi distruttivi del polmone in un tempo molto vicino al trauma permettono di ritenere che la donnn portas:;e in sè i germi prima del trauma. 2• Lo stato nppnrente di sanitil di essa, anteriore a l trauma, non eostituis ce per sè &olo una rngione per giudicare t raumatica la tubercolosi, visto cbe la clinica, e pii• specialmen te l'anatomin patologica, banno dimostrato che si può a vere la tubercolosi ~enza saperlo, anzi che di essa si può guarire spontaneamente. s• Con tutta proba bilità la " lesione tubArcolare era localizzata prima del trauma nell' appRrecchio re:;piratorio (peribroncbite), si che il trauma risvegliò in locu un processo sopito, o ne affrettò il decorso assai lento; non localizzò la es istente infezione in altra pMte dell'organis mo, essen-lo molto rari i cas i di tuberrolosi trau matica (Ewa ld), - eccezionali secondo Jeanbrau. Nel caso in esame non potè aver valore il criterio diagnostico del Desoil, non sempre, in verità, utilizzabile ne lla pratica, tos to che il pa:dente di ordinario non si presenta al medico nelle prime fasi del male ; criterio del Desoil , secondo il quale la tubercolosi traumatica della pleura e del polmone, invece di procedere secondo la legge di J,ouis dall'apice alla base, par te dalla regione traumatizzata e guadag na man mano le parti vil'ine. 4° f'embra poi poss a in modo geuernle atièrmarsi col ~okolowski: a ) non è scientificnmeute dimostrabile l'esistenza di uu rapporto in timo tra una lesione violen tt~ della Cllssa toracica P.d un proce-.so di tubercolosi polmonale s eguito subito dopo; b) questo rapporto causale si deve ammettere soto in quei casi eccezionali in cui si pos n con tutta certezza, escludere che il proc,esso tubercolare esistesse già prima dell'Recidente, cosa scientificamente impossibil e. Solo in caso di morte l'nutopsia potrà risolvere il problema, dimostrando io uno o più organi lesioni tubercolari d i data molto recente ; c) bisogna ammettere che il trauma possn render manifes to un processo. t ubercolare prima latente, o produroe un peggiornmento ed un più rapido S\"ilup po CIACCI O.

La prova 4ella aplUa nella •or4lt& almulat&. cleatu, Bordraux, l!l(J8, 10 mn~~io).

(Jo1m1al rk méd. de JJor-

1l medico rus;;;o Gowssef ha ideato un mezzo a~sni originale per riconoscere la simulazione della so1-diti~o mezzo che venne controllato, con buoni risultati, nella clinica d i Blocb. Ecco il principio su cui è bn\ln to il metodo. Se ci collochiamo alle spali.• d i una persona con udito nor male e, prima con uno spillo comune fissato in una. mano


RIVI STA DI TJI:CNICA E S ERVIZIO MEDICO MILITAR E

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e poi con la mano sola, sensa spillo, trascorriamo d'alt.o in ba "o lungo il dorso dell'abito dell'osservato, il soggetto in causa sapr:\ facilmente indicarci quando l'esperimento è fatto con la s pilla e quando no. Ma se, contemporaneament·e, noi sfreghiamo con la mano destra il soprabito dell'esaminato e, con una spilla nella mano sinistra, il vestito che noi stessi indos siamo (oppure inversamente~, un soggetto normale non saprà più distinguere se la sua schiena è stata percorsa dalla mano o dalla spilla, percbè la sensazione tattile si confonde con la uditiva. Ma se il soggetto in esame ~ privo di udito, egli al contrario non s'ingan neril punto e eaprà distinguere esattamente fra <li loro questi due gèneri d i manovra. u questi dati è dunque facile ideare un eccellente proccdi meuto pratico per trarre i.n inganno il simulatore della sordi ti\. Infatti costui, essendo persona con udito normale, non sarà certo in grado di precisare sempre quando lo si è toccato con la spilla e quando con la mano sola. Volendone la controprova gli potremo turare ambo le orecchie. Occorre perl> ebe il vestito del medico e q uello dell'esaminato s iano di tessuti analoghi. Questo IJletodo non può servire certo per provare la sordità, ma si dimostra eccellente per scoprirne la simulazione. Nella clinica di Blocb, prima di praticare l'esperienza, si ha cura di suggerire all'individuo ch'eg li è in grado d i apprezzare la differenza tra la mano e la spilla. Realmente però questa differenza non può essere ch11 udita. Se il soggetto risponde regolarmente ch'egli sente la spilla quando sul do•·, o passa la mano e sull'abito <lei medico la spilla, e s'egli dice di s••ntire la mano quando la spilla non è in movimento, è evidente ch'egli è iu grado di percepire il UJovimento della spilla: segno perciò che egli hn udito. PM<S&HA.

RIUSTA DI TECNICAE SERVIZIO MEDICO MlLITARE PECiiEt.a:. - I l rooohetto 4& me4toatura. fra1v.;., Parigi, 2-2 luglio 1907, n. 18).

(Dall. de la S()c. de 111éJL milit.

Il dott. P ùcheux, medico maggiore di 2• classe nell'esercito t"rancesc, ha ideato liDO s peciale dispositivo per la prima medicatura s ul campo di battaglia. È noto come oggi siano in gran favore i pacchetti, s ul genere di quello dell'esercito neerl~ndese, ideato daii'Uter mohlen (v. Giornale m etlico {Ù[ R. ese1·dto, 1900. pag. 61). Ciascuno contenente, g il\ preparati ed accor•ciamente disposti, gl'i ngredienti per una medicatura. Il P\!cheux critica tali medicature preparate l'otto il duplice pun to di \riSt a della loro conser vazione e della loro utilizzazione. Esse, in vero, per ragioni di s pazio, contl!ngono materiali molto compre. si, i quali perciò, tendendo ad espandersi, facilmente possono iu seguito rompere l'in\"Oluero, che del resto per la sua nat1lra, è facilmente le..c;ionabile. O~orrerebbe che il medesimo fosse assai s pesso e molto resistente. ma nllom assa 1 aumentati ne risulterebbero il volume ed il peso.


RIVISTA D 1 101ENE ~ILlTARE

I pacche~ti preparati hanno inoltre un quaotitath·o uniforme di materiale, meutre le ferite non richiedono tutte la stessa quantità di medicatura. alcune di esse debbono essere medicate con una pondone soltanto del contenuto di un pacchetto, mentre altre richiedono un quantitati,·o anche maggiore di esso. Per ovviare a tali inconvementi ed avere sempre sottomano, sul campo di bn.ttaglia, un materiale di medicazione disposto in modo da potersi applicare a qualunque genere di lesiollC, nella quantità e grandezza <'ho si desiderano, il p.:.. cheux ha ideato il suo rocchetto da medica tura. In esso il matf:riale da medicatnra e rappresentato da parecr.hie striscie. una di tela fina, una seconda di cotone ordinario o di stoppa purificata e finalmente umt terza costituita a sua volta da sei strati di garza idrofila sterili7.zata. Que~te striscio, lunghe W metl"i ciascuna, alte 10 o 15 o 3o centimetri e cucite nssieme con !asse imbastiture, sono sta·ettamente arrotolate intorno ad un asse metallico cavo, in modo da formare un vero rocchetto. Il rotolo cosi risultante \fiene sterilizzato e poi chiuso, prima in un involucro di tela impermea.bilizzata e, quindi, in carta re::istent.e. Quando si abbiano a medicare delle ferite. si lacera e si toglie !"involucro del rocchetto e lo si introduce nell'intemo d'una scatola cilindrica di metallo, nella qua.le può essere fissato in maniera da. permettergli di girare attorno al proprio a!<se. Cosi il materiale di medicatura può essere svolto gradatamente attraverso una stretti\ fes;;ura del h\ scatola, che è disposta. in modc> da fot·nire garanzia di protezione dagli inq n in amenti. Yolendo medicare una ferita, si taglia con le forbici. la qua.ntità di medica· turi\ occorrente e la si applica sulla pa.rte, fissandovela con s pille o con lacci. Con tale dispositivo il Pécheult ri~iene d'aver ottenuto una g•·ande sempliììcazione nell'approvvigionamento del materia. le sanitario da guerra, molta spedìtezza nell'uso, molta economia e grande facilitii di rifornimento. PASSl:nA.

BJV lSTA D'IGIENE MILITARE Del prooeSil e del mezzi attlalla di•IDfezioDe della oame · rat a d"una ouerma - ( Bulletin de la Socil;lt' de ,,:d. milftaire f•·all•:aise, sedute del 3 e del 18 ottobre, n. 14 e 15).

Cm:SEIIOUes. -

Con la disinfezione d'una camerata, dice in questa sua relazione il Cou ergnes medico maggiore di 2• classe uell'esercito france!it', cerchiamo di realizzare la di,;trnzionc, nel modo piia perfetto che s ia possiuile, di tutti gli agenti patogeni c·he vi sono contenuti. facendo però in modo, al tempo stesso, che il locale possa rapidamente essere restituito a.lle primitive condizioni di. abitabilità. A quest'effetto furono escogitati assai numerosi processi. Fra quelli cosiùetti mecca?lici, dobbiamo menzionare i lavaggi alle pareti con le spugne, coi pennelli, con gli strofinacci e con le spazzc>le, ottimi coadiutori tutti dell'azione dei disinfettanti chimici. L 'Esrnarch. come e noto, a\·eva preconizzo.to l'uso della mollica di pa.ne, cotto da 48 ore e tagliato a quadrati di 6 pollici ùi la.to, con i quali $Ì strofinavano a.ccuratamente le pareti, togliendone cosi mecca-


RIVISTA C'IGIE:\E lliLITABE

nicament.e i germi. II metodo, dapprima largamente usato in Gennanin, è poi caduto nell'oblio. perchè lungo e costoso, perchè richiede grande pn:tienza ed una esecuzione assa i diligente, di cui non si può sempre essere sicuri, perchl: bl"icioltcari('he di germi cadono a ogni istante, durante l'operazione, per annidarsi nelle fessure del pavimento e perché la mollica non basta, come dimostrò il Lavero.n, n trascinar via tutti i microbi contenuti in uno sputo dis:<eccnto ed assai ndert!nte al muro. Quanto ai mezzi fisici, poco assegnamento possiamo fare in pratica ~uU'al"ia e sullo. luce. Il medico maggiore Godin ( 1903) ba proposto di d isinfettare le camerate a mezzo del fuoco, usando la fiamma dell'eolipila, o lnmpada da saldatore. Essa è di facile maneggio, non richiede spesa eccessivo, sviluppa un calore variabile fra 800 e i 1200 gradi e basta che permanga appena 110 terzo di secondo da· vanti ad una superficie, per agire su di essa con una t emperatura di 180", alla quale ness un germe, nemmeno quello sporulato del carbonchio, può res istere. :\[n il processo richiede troppo lungo tempo ed è assai pericoloso d'incendio. Nel campo pratico, però, si ricorre ordinariamente ai mezzi chimici, detti anche disinfettanti per la loro azione microbicida, i quali si possono impiegare sotto forma di pennellature, di lavaggi e di polverizzazioni, oppme anche allo ~tnto gazos o. Non sono pochi nè piccoli i requisiti che oggi s i ricl1iederebbero ad un disio· fe ttante tipico, o per cosi dit-e ideale, da impiegarsi in una camerata <li casel'lua. S i desidera che esso abbia la potAnzialità di dis truggere con sicurezza e rapi· di tà qualunque get·me infettivo, che sia sprovvisto di qualunque azione nocim sulle persone e s ulle masserizie, che ad una certa facilita d'impiego unisca un prezzo non elevato e che infine non impedisca una pronta rioccupnzioue dei locnli. Fra i disinfettanti che si usano di preferenza sotto forma di pennella tu re, as· sai efficace il il latte di calce, di cui s'intonacano muri e soffitto. Ha un elevato potere microbicida, poichè (Lapasset) un muro inquinato con moltissimi germi, ris ultò sterile dopo 2-l ore, potere che s i mantiene indefinitamente, poichè gli strati vecchi dell'intonaco, seconùo Lapasset, Claudot e Follenfant, racchiudono pocbis · si mi germi, i quali però sono inoffensivi nelle circostanze ord inarie. Diamo ora una rapida scorsa alle numerose sostanze che si us ano sotto forma d i lavaggi e di polverizzazioni. Adoperato dapprima in soluzione' all' t p 1000, il bicloruro di mercurio non ha efficacia contro i germi contenuti in un muro se no n nella proporzione del o p. 1000, a eu : i bacilli di E bertb e di Loetller resis tono tuttavia per mezz'ora. Gli escreati ricchi d"albumina e spccinlmente gli sputi, olrrono unn \"alida lm rr iera all'azione del s ublimato sui bacilli e questo sale, inoltre, facilmente s i decompone sotto l'inOttenza della luce, dell'1uia e delle sostnnze o•·ganiche. Inoltre esso atts\cca gli oggetti metallici contenuti in una camerata e, cosa importante, ha un'azione tossica per il personale adibito alle disinfezioni e per i soldati che abiteranno in seguito il locale. È assai vantaggioso, invece, pPr la facilità con cui s i lascia ndope.r are in lavaggi e pol verizzazioni e pel s uo prezzo di a ppena l centesimo per litro. All'ac ido fenico, già molto reputato per i lavori del Lis tar, il Miquel ne"a il potere ~i distruggere i germi della polvere s parsa sui pavimenti e sui muri: an· t·be se 1n soluzioni molto concentrat.e e a.n che dopo parecchi giorni. L'acido soltorico, cui si potrebbe associarlo per aumentarne sensibilmente il potere disinfettante, rende la miscela troppo caustica e pericolosa.


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RIVISTA D'IGIENE MILITARE

Il cresile si adopera in genere in soluzione del 6 p.lOO; il Frohner, l'Esmarch coii'Eisemberg, ed il Lichwitz gli riconoscono delle proprieU. microbicide assai spie· cate. 11 Yincent l'ha tronto eccellente per le feci e gli sputi tubercolari. Ha un potere tossico molto limitato, non guasta le massedzie. (l di uso assai facilt>, cor· risponde molto bene per lavatm·e, costa assai poco, ed il suo odore, molto meno penetrante e duraturo di quello dell'acido fenico, si dilegua assai facilmente dopo un'efficace ventilazione. Le soluzioni calde di carbonato di sodio e di potass io, specie la prima, hanno grande virtù microbicida. Il Pagnini riconosce anche un forte poter~:~ an tisettico a lla soluzione d'idrato cii sodio al o p . 100, che sembra anzi preferibile al subii· mato. Esso non ba effetti velenosi, non guasta le suppellettili, è comodo a.d usarsi tanto in polverizzazioni che in lavaggi, costa assai poco, permette una pronta riabitabilità della cn.merata e sembra pt~r queste varie sue doti un ottimo disio· fetumte di questa. Buon agente chimico è il sapone, sciolto in acqua, la cui efficacia è stata messa in evidenza da numerosi esperimenta tori: · t>.l 6 p. 100 agisce validamente sullo stafilococco e sui bacilli d'Eberth. n Cbamberland e il Fernbach consigliano di prepararB una soluzione di cloruro di calce nel rapporto di l a 12 d'acqua e poi filtrare: si ottiene cosi pres· sochè un litro di liqujdo giallo-verdastro, che, allungato in 10 parti d'acqua, ba grande potere microbicida, specie se al!a temperatura d i 400 o 60•. In pochi minuti esso dis trugge le spore del tetano e il bacillo sottile, specialmente in presenza di molto vapore acqueo sp&rso nell'&ria. n Delupine col Ransome lo consigliano quindi per i muri, poichè non permette la vegetazione del bacillo di Koch (Vin· cent). Qaesta soluzione non danneggia l'arredamento d'una camerata, si presta alle polverizzazioru ed ai lavaggi e costa poco; tuttavia è poco stabile, si alte ra col tempo, perdendo cosl in parte le sue virtù, e spande un odore disaggradevole, provocando la tosse. Il cloruro di zinco, che nl <!O p. 100 fu assai pregiato dal Pettenkofl'er, per In sua fona microbicida, specie contro il bacillo del colera, per il poco prezzo e la ma ncanza di odore, oggi ha perduto molto del suo credito, poicbè il Vin~nt l'ha trovato poco efficace per le materie e gli sputi tubercolosi. Gli ipocloriti di soda e di pot~ssn, cosi usati sotto forma di acqua del La· barmque e del Javelle, debbono essere posti allo stesso livello del clor uro di calce. Agiscono eJlicacemente sugli escreati tubercolari e sul germe del tifo ( Vincent). Il liquore del Lnbarraque è uu pv' meno attivo di quello del Javelle, rnn è privo di odore, poco caustico al lO p. 100 e, dopo e vaporato, lascia un re· s iduo secco molto meno abbondante. Per queste ragioni il Miquel gli concede un posto s ubito dopo la formalina. Costa assai poco e si presta agevolmente aUe In· \'nture ed alle polverizzazioni. Il solfato ferroso e ferrico e q uello di rame sono oggi pressocbò dimenticati. per la eflicacia scarsa e discutibile contro i germi contenuti nelle materie ft>cnli eù i bacilli d i Koch deg li sputi. Tutti questi dis infettanti che siamo andati enumerando ed anche il formolo, s i possono usare in una camerata sotto formA. di lavature, ed assai efficacementl! a melzo di :spugne, di pchnelli e di spazzole, energicamente frizionate. Meno attive si dimostrano le polverizzazioni. Infatti, mentre gli intonachi di calce. essendo assai poros i ed assorLenti, si lasciano impregnare fllc ilmente dai liquidi polverizzati, i muri verniciati, cerati o coaltariz:mti poco ne risentono l' azion(',


RIVISTA 0 11GTENE lULITARE

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perchè le gocciole di soluzione, lanciate sulla parete si raccolgono in rigagnoletti che scolano verticalmente al suolo, lascis.ndo tra. loro delle zone non sufficientemente bagnate. Le nebulizzazioni poco effetto spiegano del pP.ri sulle superfici poi verose, perchè il liquido molto caldo, proiettato vi si raccoglie qua e là in piccole gocciole sferiche. Il Laveran ba dimostrato inoltre che un liquido molto caldo lanciato contro uno. parete con un polverizzatore, vi giunge assai raffreddato. Vediamo ora quelle sostanza chimiche che sono usate preferibilmente allo stato gazoso: quasi unica.mente adoperati nella. pratica sono l'acido solforos<' e l'aldeide formica. Il primo dj essi, un tempo già in onore, è ora quasi abbandonato. Si ottiene bruciando dello zolfo nella camerata chiuso.. Il \Volffhugel, il Dub.ief, il Cnssedebnt ne hanno scosso fort-emente la fama.. Il Calmette gli ·riconosce una certa. azione s ug li streptococc~i e sui bacilli di ~berth, mi\ Rssai scarsa su quelli difteric i, sui tubercolari e specie su quelli a spor·e. L'Raldane non gli assegna alcun potere tossico nemmeno sui ratti. sorci e acridii delle nA.vi. Inoltre l'acido solforoso ha effetti irritanti sui bronchi e sulla mucosa gastrica, guasta gli oggetti metallici, è costoso e di impiego complica.to e non permette c he la camerata sia a.bitata prima di 60 ore. Gli autori vantano come molto efficace il formolo o soluzione acquosa al 40 p. 100 di aldeide formica. Tutta.via esistono al riguardo varie discrepanze fra gli autori. Alcuni a fi'et·mano che nessun germe gli può resistere, altri negano che abbia sufficiente azione contro gli agenti patogeni contenuti in strati un po' spessi di sputo, d i fal o:e membre.ne, di pus e simili. Questo disinfettante spiega maggior efficacia in atmosfera umida che non in quelli\ secca, onde la tendenza odierna ad impiegarlo con procedimenti che. contemporaneamente, provochino un certo stato igroscopico nell'ambiente. In un mezzo asciutto la formaldeide si cambia facilmente, infatti, in due composti polime.r i, sprovvisti d'ogni azione disinfettante: la paraformaldeide ed il triossimetilene. Gli apparecchi per l'impiego del formolo sono assai numerosi: nell'esercito è bene dare la preferenza ai più semplici, per esempio ad un recipiente a fondo piatto, con coperchio provvisto d'non. stretta apertura (l'li.igge, Mayer e Wolper). P erò la disinfezione con la form9.lina richiede una chiusutra perfetta del locale ed un'azione continua non minore di quattro ore. A.nche usALndo i vapori d'ammoniaca per neutralizzarne gli eft'etti, una camerata non si può rioccupare se non dopo 24 ore, causa gli effetti irritanti del disinfettante. La formalina si può usare molto efficacemente anche ÌR polverizza.zioni (Dopter). in soluzione al 2,5 e 6 p. 100 cd a me:r.zo dei comuni apparecchi polverizzatori. Procediamo ora. ad un esame critico e comparativo di tutti i vari me:r.:r.i e processi sopra enumerati. Quelli meccanici, come il lavaggio semplice e le stroflnazioni con mollica di pane, non danno alcun affidamento. Lo stesso appunto o altri, d'indole pratica, si possono ri volgere ai vari processi fisici, quali l'aria, la luce e la fiamma dell'eolipila alla Godin. Non reggono dunque alle esigenze della pratica se non i mezzi chimici. tt·a la moltitudine dei quali occorre però, caso per esso, stabilire una scc·lta razionale. In questa ci può essere vantaggiosa guida il distinguere le circostanze iu cui si · deve mettere in atto una disinfezione di tutta la camerata militare, da quclk che


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RIVISTA D'JGII!:XE lULITARE

ne con!tigliano soltant<• una parziale. A vero dire, un a ga.ranz ia assoluta non può pervenirci se non dalla disinfezione totale di tutta la camerata, ma in pratica, anche per ragioni economiche, bene spesso, qunndo si t ratti d'un caso isolato di manifestazione epidemica, disinfettiamo solo il posto del rualnto e quelli dei vicini. La disinfezione parziale vuoi essere in ogni caso eseguita senza evacuare nem· meno temporaneamen te, la camerata. Perciò non servono all'uopo i disinfet~anti gazosi, ma solo quelli liquidi, purcb è inodori, non tossici e, al tempo stesso, etiicaci. 01'a il sublimato non dil garanzie sufficienti, l'acido fenico è poco a ttivo ed inoltre tramanda un odore sgradevole e penetrante, costa caro e non è privo di elfetti venefici. I solfati sono agenti troppo blandi. Il cloruro di calcio corr isponderebbe in modo soddisfacente se non sviluppasse drlle emanazioni insop· portabili. Il cresile ai molti suoi pl'egi unisce tuttavia qualche inconveniente, come quello di macchiare in g1·igio le pareti: peraltro è uno dei migliori disinfettanti. Lo stesso dicasi degli ipoclo1·iti di soda e di potnssa e delle lisci vie, specie di q ue lla di soda, e dell'idrato di soda, le quali ultime sostanze sono dei microbicidi assai energici e che s i prestano assai bene per la disinfezione parziale di una camerata. Quando adunque si tratta di limitare l'operazione ad una parte soltanto dell'ambiente, po!'s i1uuo per lo zoccolo Yerniciato e per il pavimento, che sono le superfici piu inquinate, ricorrere alle energiche strofinazioni con spazzole ba· gnate di soluzione d'ipoclorito di soda, e di lisciçie calde. o di soluzione di soda caustica, oppure, preferibilmente, di C1·esilina, secondo la formola del Lemoine (emuls ione di 200 grammi di cresilina con 100 di sapone e con l'aggiunta di !)()(\ g ram mi di cri~<talli di soda, sciolti in 10 litri d'acqua). Allo stesso t ra tta· met1t-o debbono sottoporsi gl'infissi di legno, come le rastrelliere per le armi e le intelaiature de:te porte e delle fines tre. M11. per i muri intonacati a calce e pel sottitto, i quali poco r itengono i germi, pos~iamo accontentarci delle poi ''erizzazioni con gli stessi disinfettanti, diligen· temente eseguite. Quando si trntti invece del risnnamento di tutta una camerata., dopo lo sgombro di essa si può far uso dei processi IL S\•iluppo di ~az, come l'anidride solforosa e la fonnaldeido. Quest'ultima, a ssai piil efficace della prima, pare tu ttavia che non agisca a suffi ciente prot'ouditl\. P er queste ragioni è forse m eglio mettere in atto anche qui, per il pavimen to, gli zoccoli e gli infissi in leg no, i disinfettanti liquidi che or ora abbiamo accen· nato, nf!ginngendo il ' rimbiancamento a calce dei soffitti e delle pareti, mezzo tra i pitt etlicaci e semplici; c, ove ne sia il caso, l'inaffiamento e l'esportazione delle poh·eri contenute negli spazi vuoti sotto i paçimenti in legno. P!'SSERA. BAR'rll~~ r.t:m·. -

tiche. -

L'&l.tmentazloue del soldato . -Considerazioni teoriche e pra·

UJOS, libreria Maloine, Parigi.

L'alimentazione del soldato, bencbè oggetto di molti studii, non ò stata tra~· tnta d11. un punto di vista s uffici entemente pratko. In questa sua opera, corredata di t1wole, il medico maggiore di 1• classe Bar· thi·li· my, dell'esercito fraoceile, prospetta ed espone, in modo assai chiaro e preciso, i diversi capitoli dell'argomento, tro.Ltn udo successi vamente delle varie ra·


1NDI CE BIBLIOC.RAFICO i\IEIHCO·MlLITo\RJ-;

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zioni del soldato, della natura e dell'utllcio degli alimenti, del loro contenuto iu albuminoidi, grassi e idrati di ca•·bouio, del numero delle calori& occorrenti, degli &$Segni pel vitto nell'esercito, delle vivande che si devono apprestare per r11ncio e ti ella W\ bella indicante Il\ com posizione di esso. Assai pratiche e interessauti sono le considerazioni sull'alimentazione del soldato alle manovre ed in guerra e s ulla parte che si deve dare al zucchero, al vino all'alcool ed ai g rassi. Assai ut.ile pel medico militare e il capitolo delle perizie sulle carni da macello. L'A. crede che la razione di carne del soldato fran cese non sia sufficiente e <:he l'a$Segno attuale pel vitto debba essere aumentato. PASSERA.

INDILE BIBLIOGRAfiCO MEDILO-MILITARE l .e Caducéc, n. 4, 20 f1•bbraio. -

LAXEL: Epu1·azione dell'acqua jn campagna . CIIA!>SI:-:: E scare provocate. -n. 6, 20 marzo.- TREILLE: Conferenza clinica sull' anchilostomiasi. - ~IMI'· iiOX: Profilass i della llliennzione mentnle nell'usercito ingl t>se. BLAXC: u n c'so di mcningito cerebro-spinale guarito col sie ro antidifterico. - TnAX· D CIIA:-:T: Febbre tifoidea e bagni di fiume. tU(.~r.lt• militliriirztlidte Zeitschri(t, n. 4, 5 marzo.- HERROt.u: I!lteris mo e chirurgi!\ nt:ll'esercito. - BnAZI.Ow: Dolor i isterici sull'apofis i mastoidea nei malati d'or.·cchio - PnòHL: Disinf~:r.ione delle ca viti'!. nasali colla Piocianase. - o. G, :!C u1arzo - DAUTWtZ: La dingnol!i della tubercolosi polDllonare per 111ez:r.o della tubercolina, nella prAtica medi co-militare - FtSCf!Eit: À pptlrecchio uniV<'I'SOle di ginnastica medica. - MCLt.En: La cura moderna. de lle infìamlllazioni purulente d~ll n guaine tendine<' dello dita. Journal o/' tlte Ro,ljal Anny ~'\ledical Corps, n. 2, febbmio. - LEt:O:LiliAX: Nota prc· li minare sul modo di trasmiss ione della febbre da zecche (Tir k 1-' cvcr) -Sa.!ALI,· )tA:s: Nota preliminare sull'uso del vaccino a ntitifico per 11~ cura della ft,bbr e tiloidca . - CoCR!tANK: Infezione prolungata nt>lla febbre tifoidea. - LEI:;u~tA:-:: Recenti risultati statistici della inoct1lozione an ti ti lì ca.- MAoPnensox : Raccolta [e trl\tta•nento dci fet·iti di cavalleria - S(·<·ondo rapporto delln co•u m i$.~ioue per lo Rtudio degfi eH'etti fisiologi c·i del vitto, dell'esercizio e del vestiario nel soldato. TM utililary Surgecn, 2 tebbraio - WRtOEIT: Diagnos i prtlcoce ddlu tuben·olosi pol ~nonare.- c,, RRI!>OTON: Funziouamento del SanMorio al fort~ Stenton. DE Moor: 'felnio d'acciaio per tras porto di ammalati - 11 • 8, marzo - Bt:\'F.R: IJ medico di marina, SLudio di organizzazione -BA Y)IO:So: Mezzo se111plice per l'evaporar. ione dci rifiuti liquidi negli accnmpnmenti. - Ro~;s : Barella a ruota messicana per traspo•·to dci feriti.


24.0

.·

Movimenti anenuti nel Cor~o ~anitario e nel Personale Farmaceutico

L

Uftlolall la aervlslo attivo P '• rmaaeate . Dete1·minazio1te m ini:tleriale 4 marzc 1009. DE ).L\RZO l·incenzo, tenente medico ospedale Rnveuna. di tt·uppe coloniali. T'remlerì1 imbarco a :-ispoli il Hl wnno 1909.

Trasferito R corpo

R. decrelo 11 marzo 1909. ])O:>ATI Giuseppe, sottotenente medico in aspettativa per motivi di famiglia per la dumt.a di quattro mesi. IR. decreto 20 novembre 1908). - Ammesso a da· tare dal 20 marzo 1009, a concorrere per occupare i due terzi degli impieghi che si facc:iano vacan ti nei quadri del suo grado e corpo, come gli ufficiali contemplati dall'articolo 11 della legge 26 maggio 1802. DoxATI Gillstqltlt, id. in aspettativa a Rom a. - R ich iamato in servizio dal 2l.l mar zo 1909 e desti nato ospedale Perugia.

DtlermitUlziotte minisuriale 18 marzo 1909. lX FELIS& cav. Gi useppe, mnggiore u1edico ospedale MessiDI\. dale Catanzaro. R. cùcrelo 11 nuzrw 1909.

Trasferito ospe·

D' Er.rA Alfonso, capitano medico ospedale Yenezia. - Collocato in tiBpett.ativa per infermttà tempora rie non pro,enienti da cause di servizio per la durata di un anno. Srr.ttRAZZO FiliUI~t{o, sottotenente medico 1° alpini -lRESEOOTTt Enrico, id. OSJIO' dale Milano- GrA IHtUsso G~Mualdo, id. 5 alpini.- Promossi tenenti medici, con anzianità n marzo lVOU, continuando ncll'nt.tuale destinazione. Aoon:->o S(llratQI·e, id. ! id. - Collocl\to in aspettativa per moti\'i di famiglia per la durata di un anno. DefDDtl. BA RHEl'CJJ J,\ ca\', Sicula, maggiore medico di riserva, di:;tretto A \'ellino. .Morto acl Avelli no, il2 ml\rzc l!>O!l. \"rscAnDI Giot·arm i, capitano medico <li riser,·a, distretto Lecco. - Id. a Cernusco Lomhl\rdone (Lecco), il !l id. id. 11 Dir<' t t.ore

Lncn F1::r:nEHO m CA' AJ,J,ERJ,r.o~r., maggior genera.! e m ed i co ispettore. 1 1 AcdHll.ur· C'

RrDOLFO Ltvt, tenente colonnello n1edico.

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In ÙESARE. -

Studio sulle mediaatiniti (mediaetiniti suppurotive, a.acea~~o mediaatin.ico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. 1'4 • . . . L. 2 BYBTL. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PaETT~ e C. Swoaz..a.. Roma, 188•. (Ed.Wone riU'IIo) . . . . . . . . • 6 Le /trite C41Utm dalle tlffll~ da guerra. Sintesi della relazione sanitaria sugli eserciti tedeeohi durante la guerra franco-germanica 1870-'11. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. . • . • 2 lliK.a.YnA. - Studli storico-critici sulla meningite cerobro•spinale epidemica in Italia e particolarmente nell'eeercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . . . . . . . • l 50 8.a.UNAJU. - Le lesioni traumatiche dt'i centri nervosi. Memoria onorata del premio Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto . • 3 50 8ro11u e GtoLIAJUtLLJ. - La malaria. in Italia. Opera onorata del 10 premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grondi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; prezzo ridotto . . . • . . . . . . . . . 3 :l'o:.o:LLINI. - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli inacritti. - Roma.• 1g75 • • • • • . 3 50 11. • · - Per l'acq~lsto delle opere aopralndloate ln•lare commllllonl e vaglia aii'Ammlnlafru lene ••l Glomale di llt4llolna militare Yll XX Settembre Roma•

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C:::::u.u.t PI:ETllo, tenente medico. - La chirurgia conservatrice nei eu:oi rapporti con la. tra.umatologia e la. legge concernente gli infortuni eul lavoro. Trat· tato di 11110ges.i clinica in rapporto alla Propedeutica chirurgica generalo o alla legiswiono sociale italian&.- Roma. 1901, Società editrice Dant~ Alighieri. (Vondibìle prOIII!O l'utore, via XX Settembre 89 p. 1°, Roma) . . . L. ~- u>. - L' ipoteai dell'evoluzione. Studi o ricerche. - Milano, A11110ciaziono tip. priv. 2• odiz., 1900. (Vondibile prosao l'Autore, via XX settembre, 89 p. t•) .->t F.u.oo AlroBEA, tenente colonnello medico. - Patogeneai unica delle malattie vaecolari, eocrotivo o nodul.&ri degli occlu o degli organi vicini. Un vol. in go di pag. 240 con g tavole fuori testo. - ~apoli, Società commer· ciale libraria, 1905 • . • • . • . . . . . . . • . • E'nJUBI L1':LLI Fru.sOEsoo, tenente medico. - :\Ionuale di -bromatologia poi medici militari. - Firenze. 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibilo pr.eo l'Autore in Firenze. eeuola d'applicazione di sanità militare) . • . . . • buuw.oo Pl.l?:rBo, gonorale medico. - Sull'aziono dogli attuali fuaili da guerra e specialmente dol fucile italiano di piccolo calibro, in confr.onto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 15 tevole di fotogra1ìe e radiografie riprodotte in fototipogratìa). - Roma, 1903. (Vondibilo presso la Tipografia E. Voghera). . . . . . • . . . . . . . . . . ,. I o. m. - Lo operaa..ioni più frequenti' nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel tellto. - Fironzo J80g. (Vondibilo presso la Lib. Bernardo Soober Firenze) . . . . . . . . , l4NJ)OLO CoSTABTINo, colonnello medico. - Oft.alm011eopia od ottica oculiatica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in go con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, stabilimento tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile presso l'Autore, Roma, via Prlnoipe Amedeo 47) . . . . . • . . . . . • liiANol.Ul'Tl EZio, tenente colonnello medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella vallo del Po (1889, 189g, 1905). Testo e progetto con illuetrnzioni, premiati con diploma d'onore all'Eapoeizione internuionalo di Milano 1906. (Vondibile pra.o l'Autore, piazza Sant'Ambrogio. :\filano) ID. m. - Esere~ o tubercolosi. (Notizie. - Protìlaasi attuale. - Età. della chiamata. - Ferma biennale. - Abbassamento dell11 statura). Relazione al congreuo nazionale d'igiene 1906 :\filano. (Id. id. id. ) . . • S.t.BJa.I.loo Uau.uro, tenente medico. - Fuciature ed apparecchi, fratture <t lu.azioni - Fironze, tip. Barbéra . . . . . . • . . . . . . . • Suor.uu B.u.v.a.TOJtE, capitano medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria della maniibola e delle parti molli cho la rivoetono. - Napolf, 1906. Un vol. in 8• di pag. 130, con 68 figure intercalato nel tetto. (Vendibilo p~ l'Auton, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli) . • . . . . . . • • JID. m. - La chirurgia deUe vio biliari. Memoria onorata di un attestato di lodo della Società medico·chirurgica di Boloflla.- Bologna, 1903. Un vol. in 16° di pag. 198, (Vendibile preeeo l'Autore, Cono Vittorio Emanuele 386, Napoli). • ....... >-.;::--- - -

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MEDICINA 1\tfiLIT ARE Direzione e Ammlnlatraz. : Vla Veatl Settembre (Paiano d'el Mlnlattro della guerra)

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. t• Il G1o rnale di m.edicina militare si pubblica l'ulllmo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 ro~li di stampe . 2• L'ubbonemenl'> è se mpr·e annuo e decorra da.l t• gennaio. 3• Il prezzo dell'abbonamento é: Pe r l' Italia e la Colonie Eritrea . . . P er l'Estero . . . . . . . . . . . Un fascicolo separ·ato co s ta) '" ,1la lia · l a 11 es 1er·o

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ANNO L'11I -

1909

• F ASCICOLO IV

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0 11110 ' · - l riOessl O<'olarl nelle m..la ttio dell'ore<:ch•o interno e liel ner••• acustico o 1 · l ega te • • . • • . • • • . • . . . • . . . P1111. "H Cem urt' import:IDta m . ed •eo• 1 "' " 0 e l'errler. - Contributo al valore terapeutieo dell'Mo~il nell:1 sln tido • 15!

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INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI IIIVISTA mWJ CA.

Padoa. - - Il ricambio materiale n~lle nullmfP l(ra•·i Albarran e Heli% Boyer. - Un metodo semplice 1•er la n cerca del -angue nelle urone Sclmltter. Una epidemia 111 bordo di felobtt settenane osser•'ttla nelle acque tndiana Hayem. - Indicazioni dell e ln••Muro dello sto tn~co Siciliano. - Le fofewinl parattf03e Roaenthal. - Crlwrol rltagn•osticl della tuherçoloJI ttcota • Crulkthank. - Cura medica dell'appendietto

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III VISTA Uf t:IIIIIUilGIA!GENKRAI.K Cecca. - C·mlribulo cltnico a lla cum delle ••nrlci con moto<lo proJlri<~ . De lbet. - Sutura della voscoca con scollamunto o lntrollesslone della muco;a Slgnorelll. - 11 co mpurtamento dellu pr~ <St<HIG •lei san:~oo Jler In terventi suJ craoio MaJocohf. - Conslrternlool ~~~Il ~ 1•roguuòo dollu f.:Jile dt11 tuho diger.onte Sohlaasl. - il>uo~o met•lc1o rlt Cllr3 delle •·ariel . Schlassl. - Sarcv3\ 11er via. rettale. Marlon. - Della w ustatecl•lffii:t sovra(tuhl<:.'l . In llcnzounl tcenlche '' cure r ostopantorie Barktr. - Un'estesa cnterc~to mt(t por o:am:rena. Hume. - Un M iO .t l em:t to ma snbdor.ole tr.. umal te,,, trapa nalo tre mesi c1opo l'accideoto

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IU VISfA OI;MAI.A1'TIE VR!\Rili::E E IIELL..\ l'ELLE

Hutohtnsen,- Auto invr.ulationo" rclufcziune st llhttca Fltmlng. - Un melo''' •Ompltlltntv p~r la sleru•liac;nusl ,Jella silll11le . SchDrmann. - Stemliia::nr,il tl~lln ~tllli<le per me1.1.u .li una re.1lhlne c:uluraote Nicolas e Jambon. - Cura l) r ll'~ctem:t col coa llar D' AJulllo. - Sulln curn del r~~o l.enl~:nu in i~lll'clc del vl-;v • Lutall. - Sull•• parvenle rluuche dolla ~:uarlglone cuL1uea Bodln. - l:ooPSUI (salicltar.otnalo do murcurtO) nella •·ura :Iella siRitde ltlclntoah. - Ancora ~ulln sierf.l•lta::uosl dclln ~t ll lirte •

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Rl\'ISTA IJ'JGIE~E G~;:'\EIIA I.E E BATTERiul.OGIA Cosio. - Uo trl••fllllu di l >lta nn tlmal.. nr.a o ~llo Calabrte in IJ;,silicat'll •

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INUICE BIOLIOGiìA FICO MEiliCV·ml.l rAnE CV:\1-' t-:fU::'i?.E Sf'IE:'i l'lllfl:m; Ili'.!, LI USI'EIIA I.I ~lll.ITA fll .

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AIISCt: Ll.Ai'ìi:.A • ~IU\'1~11~~ rt A\'VE :'ot'TI :'\t:: L l:oJIII'O $.\~IT.\ ItiU ~: :'II::L I•EIIStJ:'i.\ l. E F.\RM.ACIWTICO

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St6 317


MEMORIE

ORIGINALI

I RIFLESSI OCULARI NELLt:

MA.LATTIE DELL'ORECCHIO INTERNO E DEL NERVO ACUSTICO E

LORO IMPORTANZA MEDI CO-LEGALE Per il dott. Glovunl Ostino, maggiore medico, libero docente di oto-rino -laringologi"

Uno spiritoso otoiatra. del secolo scorso aveva. definita la. sordità nervosa c quella malattia, nella quale il paziente non sente ed il medico non vede nulla.:.. Col progredire dell'otologia e specialmente della semeiotica auricolare, se non si è ancora giunti - e forse non vi si arriverà. mai -alla visione diretta. dell'orecchio intaruo, abbiamo però acquistato una serie di mezzi diagnostici, che ci permettono di stabilire nettamente la. diagnosi differenziale tra una malattia dell'orecchio medio e una malattia dell'orecchio interno. Le ricerche degli otologi negli ultimi anni sono state specia.lm~nte dirette ai sintomi labirintici, o per dirla. più propriamente, ai sintomi d'irritazione e di deficit del nervo acustico. n nervo vm paio consta. di due nervi anatomicamente e fisiologicamente distinti: il nervo cocleare ed il nervo vestibolare. Essi sono anatomicamente distinti perchè hanno diversa. origine nucleare e diversa terminazione periferica.; lo sono fisiologicamente perchè il nervo cocleare è il nervo dell'udito, il vestibolare è il nervo dell'orientazione. Tra i diversi sintomi labirintici i riflessi ocula-ri sono quelli che vennero meglio studiati in questi ultimi tempi e vanno distinti in riflessi dovuti al nervo cocleare irritato o paralitico e riflessi dovuti 9.11' irritazione o paralisi del nervo vestibola.re. I riflessi oculari di origine cocleare furono finora studiati esclusivamente da me e da.i miei assistenti. All'XI congresso otologico italiano (1907) facevo una comunicazione, in collaborazione col tenente medico Modestini, nella. quale fat;evo rilevare come sintomo costa.nt.e delle labirintiti acute o di risentimento labirintico nelle otiti mcdii) 16 - Gwrnale di mtd"lna mililart - Fase. tV.


242

l RIFLESSI OCULARI NELLE MAL!TTIE

acute fosse il restringimento del campo visivo e l'inversione dei colori. Altro contributo portavo al XII Congresso otologico italiano e nel 3° fascicolo del corrente anno dell'Archivio italiano di otologia riassumevo le mie osservazioni cliniche e cercavo di spiegare questi fenomeni riflessi in base alle nostre conoscenze anatomiche, fisiologiche e patologiche. In conclusione, sostengo che il restringiment.o del campo visi't'o e l'inversione dei colori, che finora erano considerati come sintomi patognomonici della neurosi traumatica, dell'isterismo oculare e di varie lesioni dell'organo visivo, può anche es~ere parte integrante della. sindrome labirintica. e l'espressione di nn' irritazione del nen·o cocleare. Oton-oici cronici che avevano normale il campo visivo pel bianco e per i colori, lo presentavano ristretto con inversione dei colori non appena. in seguito a. ritenzione purulenta, comparivano sintomi labirintici (vertigini, nistagmo, disturbi di orientazione stn.tica e dinamica). Ai 14 ct\Si riferiti nella. suddetta memoria posso ora aggiungerne altri 3 molto dimostrativi. l " Sold. Gian. 4° fanteria, distretto di Pesaro. Labirintite bilaterale da probabile sifilide ereditaria. Voce afona percepita. a. destra a 2 m (uno), non percepita a sinistra., orologio non percepito per contatto a sinistra, percepito a destr a; W eber lateralizza.to all'orecchio migliore, Schwabach accorciato, Rinne negativo a de· stra, éclatant negativo a. sinistra.: diminuzione di percezione per tutti i diapason, più pronunciata a sinistra. Nista.gmo orizzontale nello sguardo verso sinistra. Nessun disturbo d'orientazione. Non migliora col Politzer. All'esame obbiettivo non si riscontra che una r etrazione timpanica bilaterale con arrossamento nella zona di Sbrapnell a sinistra. Faringite catarrale cronica. c~mpo

visivo:

Normale (Landolt) Nel Gian. a destra. a sinistra .

In allo

nll'e~lerno

55

90 45 00

40 40

lo bnsso

nll'inlerno

·so n&

40

20

85

65

Campo visivo per i colori: a destra. è percepito prima l'azzurro, poi il bianco, indi il rosso ed il verde: a sinistra si scavalcano nei 't'ari settori i l rosso, il bianco e l'a.zzuno. 2° Sold. Sm. del G" regg. cav. (Aosta). Sifilide auricolare bilaterale a,cqnisita all'et.& di 14 anni. All' otoscopin. non si nota che opacnmento delle membrane. Voce afona per· cc pita a des&ra n 4 m (sasso) a si1~ i s tra a. 30 cm (sessanta), orologio perce-


OELL'OREOOHIO INTERNO E DEL NERVO ACU~TIOil, ECC

243

-pito per contatto a destra, non percepito a sinistra. Diap!>Son vertice lateralizzato a destra. (orecchio migliore), Schwaba.ch accorciato. Rione positivo bilateralmente: diminuzione di percezione per tutti i diapason meno accentuata. a. destra ohe a sinistra. Disturbi evidenti di orientazione sta.tica. (oscillazioni nella. stazione eretta. ad ocèhi chiusi, impos·sibtlità di reggersi in piedi nelle stazione monopodica ad occhi chiusi e sulla punta dei piedi e di orientazione dinamica andatura a. zig-zag, impossibilità di eseguire il dietro front). Nistagmo orizzontale nello sguardo .sia. verso destra che verso sinistra. L'udito non migliora nè col Politzer ne col cateterismo. Campo 'flsivo:

Normale (La.nd.>lt) Nello Sm. a destra a sinistra .

In alto

all'esterno

In basso

all'Interno

55

90 46

60 30 ,30

40

40 60

60

55 50

Oa.mpo visivo per i colori : a destra. ed all'esterno ~ percepito prima il rosso poi il bianco, indi l'azzurro ed il verrle, mentre :all'interno si ha ·la seriazione normale: a sinistra si scavalcano i vari colori nei d iversi settori. Dopo 60 giorni di cura. specifica. migliora notevolmente l'udito ed il campo visivo acquista. i seguenti limiti. Campo 'flsivo:

a destra a sinistra

In Allo

all't>~leroo

in basso

all'inlt>rno

65

65

40

60

oo

6n

35

45

3o Sold. Lor. 27° fanteria di Bergamo. La.birintite da causa ignota datante da. circa nn anno. Retrazione ·timpa.nica bilatera.le con arrossamento della. membrana. di Shrapnell ·e della. zona perimalleolare. Voce afona. percepita a. IO cm (trent&tre) a destra, ' non percepita. a. sinistra; orologio non percepito per contatto bilateralmente ; Weber lateralizzato all' orecchio migliore, Schwa.bach accorciato, Rione negativo bilaterale; diminuzione molto spiccata. di percezi.one per i diapason acuti e gravi. Disturbi di orienta.zione stl\.· tìca., n01rmale l'or ientazionedinamica: nistagmo orizzontale nell'estrema posizione dello sgnardo. Non migliora col Politzer nè col cateterismo. Campo vlsivo per 11 bianco:

Normale (Landolt) Nel LO\', a destra. . a. sinistra

In allo

aii'BSiemo

lo buso

all'interno

!)()

90

oo

();)

4i, 30

45

45

2::> 30

3CJ 3~


2-!4

I RIFLESSI OOOLARI NELLE MALA'M"JE

Campo visivo per i colori: l'azzurro ed il rosso son più estesi del' bianco. I due ca-s i seguenti che riflettono due trauma.tizzati dell'orecchio· in seguito allo scoppio del carro del sabato santo in Firenze offrono· il massimo interesse, per l'argomento che ci occupa, inqoantochè il primo presenta una rottura timpl\nica con complicazione labirintica, il s~condo una rottura timpa.uica. immune da ogni altra complicazione. Ora nel primo caso v'è restringimento concentrico del campo visivo con inversione dei colori, nel secondo è normale il campo visi~o· per il bianco e per i colori. Ciò che m'induce a. credere che il restringimento del campo visivo e l'inversione dei colori, che si riscontrano nella neurosi traumatiua, siano dovuti al traumntismo, forse anche semplicemente dinamico, esercitato sul nervo cocleare, il quale, com'è dimostrato da molti fatti patologici e specialmente dalle intossica· zioni, è più suscettibile degli altri nervi cranici di soggiacere alle cause morbose. 4? Lupp. Giuseppina. d'anni 21. Perforazione traumatica della membrana timpanica destra del quadrante postero-inferiore. Dopo lo scoppio, cadde a terra priva di sensi ; rinvenutl\si all'ospedale, ebbe vertigini intense che la obbligarono a letto. Dodici g iorni dopo il trauma. presentava un udito per la voce afona di 2 m (settanta) - 60 cm {uno), orologio percepito per contatto: \Veber lateralizzato all'orecchio sano, Schwabach accorciato, Rione negativo; diminuzione di percezione più accentuata per g li acnti che per i gravi. Nistagmo orizzontale spiccato nell'abduzione oculare verso il lato sano. I mpossibile la. stazione eretta e la deambulazione ad occhi chiusi. Campo ''isi,•o per Il bianco:

Normale (Landolt) Nella Lupp. a destra. a. sinistra

In alto

all't!s teroo

lo basso

all'interno

i>5 50 70

!)0

60

1">5

60

35

40

75

50

où

Campo visivo per i colori: l'azzurro in parecchi punti è più estesodel bianco poi viene il rosso. 5" Br. I gino, a. 18. P er forazione traumatica della. membrana timpa.nica. sinistra. Udito buono: voce afoua sentita ad oltre 4 m. Nessun disturbo d'orienta.zione, non n istagmo, non vertigine. Ca.m po visi vo per il bianco e per i colori norml\le. Il restringimento del campo visi>o e l'inversione dei colori sono dun que fenomeni irritativi del nervo cocleare, e difatti detti fenv-


DELL' ORECCHIO INTERNO E DEL Nli:RVO ACUSTICO, ECO.

245

:meni si emendarono nel ca.so 2' dopo la. cura. a.ntisifìlitica. Nei sordomuti, in cui predominano i fenomeni di paralisi del cocleare, Trombetta. ed {)stino hanno trovato campi visivi superiori al normale.

••• Un altro fenomeno oculare dipendente da irritazione del nervo cocleare è la reazione pupillare. La pupilla è sensibilissima a tutte le ·eccitazioni provenienti da qualsiasi sezione, segmento, viscere, cavità del corpo e la sua reazione è stata largamente sfruttata nel campo della medicina legale. Gli otologi finora vi prestarono poca attenzione e difatti la letteratura specialistica registra pochi casi di anisocoria consecutivi a malattie del labirinto. Eppure essa ha un grande valore in medicina legale, come dimostrerò. Lo Schurigin (v. la Zeitschr f. Ohrenh. vol. 40 p. 41) esaminando sui soldati !areazione pupillare col suono dei diapason di 25G-512 v. d., osservò un restringimento della pupilla., dapprima. passeggiero, ora molto pronunciato ora appena evidente, seguito subito da una. manifesta. dilatazione. Reagisce prima la pupilla dello stesso lato, poi quella del lato opposto ed il ritorno allo stato normale avverrebbe in senso in· verso appena cessato lo stimolo acustico. Nella sordità unilaterale si ·ottiene la reazione solo dal lato sano e non da quello ammalato. Col dott. Balla, mio assistente, ho ripetuto gli esperimenti dello Schurigiu sui soldati e, come controprova, col gentile assenso del cavalier Mangioni direttore dell'istituto nazionale dei sordomuti, esaminai la reazione pupillare su 7 sordomuti. Invitatili a guardare in distanza per evitare le contrazioni del muscolo ciliare dovuté alJa convergenza, battevo i diapason do', do' su una sedia tenuta sospesa in aria (per eliminare la sensazione pa.llestesica trasmessa. pel suolo) e li avvicinavo all'orecchio dei pazienti. Da precedenti esami m'ero assicurato che 5 di essi erano totalmente sordi e due percepivano ancora i diapason do• e do~ fortemente vibranti. Ora i primi cinque non presentavano alcuna reazione pupillare allo stimolo acustico, mentre gli ultimi due facevano vedere una contrazione spasmodica. delle pupille. La conclusione che si può trarre da questi e da altri esperimenti sui sorda.stri è che la. reazione pupillare è un ottimo mezzo per la diagnosi di simulazione, che ci permette non solo di stabilire la frode, ma. anche di determinare il grado dell' udito realmente esistente. La. prova però è molto delicata e richiede l'eliminazione di tutte le -~a.use d'errore cioè l'assenza. di altri stimoli, acustici o non, che possono


246

J RIFLESSI OCOLA1U ~ELLE MALATTIE

provocare la reazione, sia eguale l'illuminazione delle due pupille, la. possibilità. della visione a distanza. È d'uopo inoltre ricordare che se ad es. il paziente presenta. la reazione pupillare quando l'esaminatore parla a 3 m, non se ne deve inferire che egli abbia un udito pari a 3m. per quella determinata parola, percbè al di là. della. zona. di percezione netta dei singoli fenomeni Y'è una. zona. incerta. (come la chiama il Gradenigo) (l) nella. quale si sente il suono ma. non si riconoscono esattamente i caratteri di un fonema. Dalla distanza uditiva riscontrata col riflesso pupillare bisognerà perciò· sottrarre una frazione corrispondente alla. zona. incerta, frazione variabile dipendente dalla. varia accomodazione uditiva. e dalla. particolarità. di compo~i7.ione della parola in esame.

•

** La irritazione del nervo vestibola.re provoca. due riflessi oculari : il nista.gmo ed il restringimento del campo di sguardo. Il capitolo del nistagmo Yestibolare, appena abbozzato dieci anni or sono, ba. presentemente acquistato un'eccezionale importanza. nella semeiologia. auricolare, grazie specialmente alla. scuola di Politzer e segnatamente al Barany (2). Rimandando alle molteplici esaurienti pubblicazioni di questo autore chi volesse maggiormente addentrarsi nell'argomento, mi limiterò a riunire in rapida. sintesi quanto può interessare il clinico, tenendo conto anche delle recentissime pubblicazioni di Hautant, (3) Lemaitre ed Halphen, (4) Pietri e Ma.upetit, t5) \Vagener, (G) Kipro:lf, (7) Machenzie (8) ecc. Il nistagmo vestibolare è un nistagmo bilate1a.le, ritmico, in\"Olontario ed incosciente; esso risulta. di due movimenti oculari: un lento movimento d'andata. ed un mpido movimento di ritorno. È la. direzione del movimento di ritorno che segua la direxionEI de1 nistagmo, il qual~r per lo più è orizzontale, ma può anche essere vert-icale, obliquo, rotatorio. Flourens, Trombetta ed Ostino (\:') ed altri hanno sperimentai-· mente dimostrato che l'eccitazione d'un determinato canale provoca. iL nistagmo nel senso del piano del canale, che l'eccitazione di due canali da il nistagmo obliquo, che l'eccitazione del tronco dell'VIII pa.io provoca. il nista.gmo rotatorio. Tali deduzioni sperimentali furono confermate dalle osservazioni cliniche di Barany. A scopo clinico sì sfrutta il nìstagmo spontaneo ed il nistagmoprovocato. Del nistagmo spontaneo, cioè di quello che compare senza eccita..:ioni artificiali del nervo vestibolare, io fin dal 1!)02 (l) bo distinto.

·. ·.

.· ·-

J


DELL'ORECCHIO INTER~O E DEL NERVO ACUSTICO, ECC.

24 7

tre gradi: un r grado (il pi.ù grave) che è quello che ai verifica anche nella visione a. distanza; nn grado medio, che compare anche nella. convergenza degli occhi; un 3• grado (meno grave) che si osserva. solo nelle estreme direzioni dello sguardo: quest'ultimo si nota talora in certi soggetti neuropatici, all'infuori di ogni malattia. d'orecchio. L'Alexander distingue pure tre gradi: il lo ed il 3° della mia. classificazione e v'aggiunge come 3° grado il nistagmo che non scompare quando lo sguardo è rivolto versa il lato opposto a. quello nella cui direzione si produce il nista.gmo. Si riscontra. più frequentemente il nista.gmo leggiero, quello che Lamaitre ed Halphen chiamano latente e che può essere messo in evidenza. in due modi: l • facendo fissare nn dito collocato a 20-2o dall'O•lchio del paziente, nell'estrema posizione dello sguardo e portando il dito rapidamente da. destra. a sinistra. e viceversa, o dall'alto al basso e poi dal basso all'alto; 2" facendo chiudere gli occhi ed esplorando colle dita. sulle palpebre i movimenti oculari (Lemaitre ed Ha.lphen). Il nistngmo è un fenomeno irrita.tivo de) nervo vestibolare ep· perciò si ri;;contra. non solo nelle labirintiti di qualunque forma, ma. ancora nelle iperemie collaterali da fnrunoolosi del condotto uditivo esterno (Trombetta ed Ostino) o da otiti medie acute. Si può provocare il nistagmo: l" colle variazioni di pressione atmosferica nel condotto uditivo esterno (riflesso meccanico); 2" colla rotazione del corpo attorno ad un asse (riflesso rotatorio); 3" col passaggio attraverso il condotto uditivo esterno di una corrente d'acqua fredda o calda (riflesso termico); 4° colla. galvanizzazione (riflesso galvanico). RIFLEsso li:EC'CA~ICO. - Se si condensa. o si raref'a, con una. pera eli Politzer, l'aria nel condotto uditivo di nn individuo sano d'orecchi non si riesce a. provocare il nistagmo, il quale invece si verificherebbe immancabilmente, secondo Barany ed altri, quando esista. una fistola. di un canale semicircolare ed un'ipereccitazione vestibolare. Per questi aut.ori adunque il riflesso nistagmioo meccanico sarebbe sintomo di fistola, ciò che non si può accettare in senso assoluto. Io ho visto pro· dursi, ed accentuarsi il fenomeno (quando il nista-g mo sponts.neo già. esisteva) in soggetti labirintici non purulenti e d'altra parte i dottori Pietri e Ma.upetit non l'hanno riscontrato in otorroici con fistola dei canali semicircolari riscontrata all'operazione. RIFLE so ROTATOBio. L a. rotazione di un soggetto sano d'orecchi collocato su una sedia a spalliera girevole su un asse verticale determina


248

I R IFLESSI OCULARI NELLE MALATTIE

vertigini accompagnate da nista.gmo. La. rotazione da. destra. verso sinistra (nel senso opposto al movimento dell'indice dell'orologio) provoca, all'arresto del movimento della sedia., un nistagmo verso destra; la. rotazione da sinistra a destra (nel senso del movimento dell'indice dell'orologio) un nistagmo verso sinistra. La reazione nistagmi ca alla. rotazione si può dire normale quando non sorpassa i 16-20'1 ed è uguale dai due lati. La mancanza di nistagmo postrota.torio (Na.chnystagmus di Barany) indica l'abolizione funzionale <lei canali semicircolari; il riflesso aumentato o diminuito da un lato è sintomo di ipereccitabilità. o di ipoeccitabilità. del nervo vestiboJare: il riflesso aumentato o diminuito bilateralmente si può riscontrare anche in soggetti a labirinto sano, ma neuropatici. RIFLEsso TERmco o BI ~To~tA DI llA RL'"Y.- Esso consiste nel far passare a ttraverso il condotto uditivo esterno, per mezzo di un enema o di un enteroclisma, una corrente d'acqua. più fredda. o più calda della temperatura del corpo. Si scelgono per lo piu: per l 'acqua. fredda, temperature di 15-20° C. (con temperature più basse il fenomeno si accentua di più, ma spesso insorgono sintomi concomitanti noiosi, come pallore <Iella faccia., nausee e vomiti), per l'acqua calda da. 40 a. 45° C. Nel sano -d'orecchi compare, dopo uno spazio, variabile da. 60 a. 80'' per l'acqua. a. l o, C, da 3 a 4' per l'acqua a 40" C, dall'inizio della lavatura., un nistagmo che è diretto \ arso l'orel!chio iniettat.o se si usa acqua calda, v erso l'altro orecchio se si usa acqua fredda e che dura in media: coll'acqua calda da O a 10" q uando il paziente guarda in avanti e lontano, 2 0-:30" se il pazien te guarda obliquamente; coll'acq ml. a. 16-20° C àura 16-20" se il paziente guarda in avanti, 60-80'' se il paziente guarda in d irezione obliqua. Questo riflesso termico può essere abolito quando vi ha abolizione funzionale dei canali semicircolari,· esagerato quando v· è ipereccitaz ione cl.elle terminazioni nervose del nervo vestibola.re. L'intensità del rifl esso si misura. dal tempo di lavatura necessario per provocarlo, dalla sua. durata. ed intensità.. l { I b'LEsso GA L\A~Ico. Il paziente è seduto ; l'esaminatore col pollice della ma.Ho sinistra. solleva la. palpebra ~>uperiore dell' occhio in esame mentre coll'indice della mano destra indica al pazient e la direzione dello sguardo. Un elettrode circolare è posto suJJa regione tempora le, l'altro quad rangolare d i 4-5 centimetri di lunghezza è tenuto nella mano. •'i inizia l'esame col catode all'orecchio ; l'assisten te rinforza man mano la. corrente fincbè com pare il nistagmo e si nota l'intensità. della corrente in milliampères : poi si sc0nde nuovamente a zero,


OII:LL'OREOOHIO INTERNO E DEL NERVO ACOST I00 1 E CC.

249

-s'inverte la corrente e si procede come precedentemente. In casi di nistagmo intenso compare vertigine subbiettiva ed anche obbietti>a ed alla. varietà. di nistagmo corrispondono varì gradi subbiettivi di vertigini. Nei soggetti normali una corrente di 4 M-A provoca. nistagmo diretto verso lo stesso lato dell'elettrode auricolare all'apertura del c&tode, nistagmo diretto dal lato opposto all'a.pertura. ed alla. cbiusura.dell'anode (Mackenzie). Nell'iperlabirintismo si avrà. nistagno con un'intensità minore della. corrente mentre nell' ipola.birintismo il rifiesso non si otterrà nemmeno con correnti di maggiore intensità .

••• n campo di sguardo nelle malattie dell'orecchio fu studiato per la prima. volta., dietro mio consiglio dal tenente medico Sa.ntama.ria dottor Alberto (11). L'idea di tale studio m' era Yenuta leggendo il capitolo della fisiologia del cervelletto sul trattaoo del Lnciani. Secondo quest'A., una lesione dell'apparato •estibolare provocherebbe nn' atonia, un'astenia ed un'astasia del sistema muscolare. Ora l'asteniA. (o minor forza che i muscoli dispiegano durante la loro a.ttività-Ewald) si poteva più facilmente mettere in evidenza nei muscoli oculari che in altra. parte del corpo sia per i migliori mezzi d'esame che possiedel'oculistica sia per il complicatissimo sistema che regola l'equilibrio statico e dinamico dell'occhio per èui il minimo disturbo di oculomotricità fa manifesti dei sintomi che altrove passerebbero inosservati. E di fatti il Santamaria riscontrava il campo di sguardo, espressione dell'attività. o forza. dei muscoli oculari esterni, concentricamente ristretto nell'87 p. 100 dei casi di otite media acuta. Nelle otiti medie purnlente croniche il campo di sguardo si presentava talora. pure ristretto ma non più concentricamente; la diminuzione dell'escursione muscolare era limitata. ad uno o più raggi: esterno, esterno ed in a.lto, in alto, in alto ed indentro; interno. Rara la diminuzione delle escursioni muscolari nei raggi inferiori. Le ricerche su questo campo furono continuate poi da.i dottori Giordano e Aimone, che presero sistematicamente i campi di sguardo di tutti i mala.ti labirintici passati per l'ambulatorio. I risultati ottenuti da tali esami furono i seguenti. Nei soggetti con spiccati fenomeni d'irritazione vestibolare si nota una evidente limitazione del campo di sguardo verso l'alto, o~e, invece di foggiarsi come nel soggetto normale ad angolo acuto, si mani-


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I RIFLESSI OCU LARI :SELLE ~lALATTIE

festa. come una. lin~a orizzontale. Tale restringimento del campo di: sguardo nelle irritazioni vestibola.ri è però meno frequente dei fenomen1 nistagmici s pontanei e provocati ed anche più raro del restringimento de l campo visivo con inversione dei colori n elle irritazioni cocleari. Ulteriori stud i potranno indicarci quali altri fattori intervengano per la. produzione o meno del sin tomo in questione; ricordo soltanto che il tenen te medico San tamaria ha descritto l'appiattimento superiore del campo di sguardo come u n sintomo precoce e latente dell' isterismo.

Concludendo, fanno parte della sindromelabirintica i riflessi oculari, che si possono cosi classificare : l ° Fenomeni d'irritazione. a) del nervo cocleare : restriugimento del campo visivo con inv ersione dei colori ; reazion e pupilla.re; b) del nervo vestibolare: nistagmo spontaneo o provocato: restring imento del campo di sguardo. 2" Fenomeni di deficit. a) del n ervo cocleare: campo v1stvo per il bianco e per i colori. n ormale o più esteso del norma.Ie; assenza di reazione pupillare al suono; b) del nervo vestibolare: aiìsente il nistagmo spontaneo, che non è provoca.bile con stimoli meccanici, termici, rotatori e galvanici: campo di sguardo norml\le o pitt esteso del nor male.

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Questa ricchezza di sintomi labir intici, se obbliga il medico a più. lunghi e minuziosi esami, facilita di molto il compito d el perito medico-legale specialmente in tema d' infortuni sul lavoro, in cui le lesioni. dell'orecchio riguardano per lo più t raumi dell'orecchio interno asso· ciati o non 1desion i della. cassa. timpanica. La complessiLà. dei fenomeni rende la simul azione quasi impossibile. D restri ngimento del cam po visivo è stato simalato, ma. di pari passo coi tentati >i d i stmnla.zione sono stati inventati i mezzi per scoprirli (Trombetta) (12). Due sin tomi oculari non offrono presa. alla simulazione: la x·eazione pu p i Ilare al suono ed il nistagmo. A proposito di quest'ultimo devo però richiamare alla mente del lettore che esiste un nistagmo volontario. Finora. ne son stati descr)tt.~ 10 casi, uno d i J'a.no, due di L awson, due di Rachlmann, uno di Benson.


DELL'ORECCJI IO INTERSO E DEL SERVO ACUSTICO, ECC.

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ano di Witbefìeld, uno di Corburn, uno di Schweiger ed uno di Biancone. Quest'ultimo autore, cherecentissimameutene ha fatto oggetto di pregevole monografia (13), assegna al nistn.gmo volontario le seguenti caratteristiche: 1° è sempre bilaterale ed orizzontale i 2° si produce in differenti posizioni dei globi oculari o fissando in avanti gli occhi (l 0 caso Lawson) o, oltre a fissarli, aprendoli largamente (caso FR.no) o convergendo gli assi oculari (2') caso Lawson) o disponendoli in qualunque posizione degli assi visivi \caso Biancone e 2 • caso Re.chlmann); 3° la funzione visiva è ben conservata ; 4'' mancanza del senso di sforzo e di stanchezza, eccetto nel caso Biancone in cui il p. non poteva con· tinuare nel suo nistagmo oltre un minuto; 5° si manifesta. nell'infanzia: 6" è talora accompagnato da oscillazione apparente degli oggetti, come il nistagmo degli adulti i 7° non v'era. eredità neuropa.tica sal vo nel caso Biancone. Firenzo, ronggio l 000.

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'252 OSPEDALE MI LITARE PRI~CIPALE DI TORII'IO- REPARTO VE~I!:R!I Dln&TTO llAI. liUt.òlliORI III!OICO T. .MIIIItll ca• . Marie

CONTRIBUTO AL VALORE TERAPEUTICO HELL'ATOXIL NELLA SIFILIDE Per il dott. Alessandro Camerano, tenente ·medico d'i complemento od il dott. Stefano Perrler, sottotenonte medico effettivo

L' influenza benefica dei preparati arsenicali sulle manifestazioni sifilitiche non è co:1oscenza soltanto di questi ultimi tempi. Fin dal 1885 Gaskoiu Lewin e Bloch li avevano usati con successo specialmente in quelle forme, che si erano mostrate refrattarie alla cura iodica o mercurica. e Gaskoin in pa.rticolar modo li raccomandava nelle forme di sifilide maligna. Ma, sia perchè l'azione. benefica dei prepaJ"ati mercuriali, conosciuta. cosi dall'antico, era sempre considerata tanto elettiva nella maggior parte dei casi d~ sembrar quasi assurdo il voler sostituirvi un altro prepa.r ato specifico, sia più ancora per i risultati incerti che alcuni autori come Lassar, Schild, Zeissl avevano ottenuto (evidentemente perchè il timore di un'autointossicazione aveva impedito di usare il rimedio a dosi elevate), faLto sta che la cura arsenicale nella. si fì lide venne abbandonata. Non fu che dopo conosciuti i brillanti risultati avuti da Lavere.n contro la tripanosomiasi e da :Mac-Intosh e Levaditi, quasi contemporaneamente a Ulhenhuth, Gross e Bicl:él nella spirillosi dei polli, che ispirandosi ad una identità di principii etiologici si volle ritenta.re la. prova e furono allora su questo argomento fatte numerose e s>ariate ricerche. Dapprima Uhlenhuth, Lassar, Gross e Bickel, Hoffmann e Rocher usarono l"atoxyl parte in via orale e parte in via ipodermica limitandosi a dosi di 10·20 centigrammi, ma non ebbero risultati gran che sodd isfacen ti. Pur seguendo il loro indirizzo, Salmon si spinse invece alle dosi di 50 e 75 centigrammi e nel suo lavoro conchiuse, che mentre l'atoxyl poteva eguagliare il potere curativo del mercurio, dall"altro lato forniva scarsi fenomeni tossici, perchè su 27 casi da lui provati, solo in 1;ochi aveva riscontrato fenomeni d'avvelenamento e questi, considerando le alte dosi cui egli si era spinto, erano stati relativamente leggieri ed erano scomparsi in brevissimo tempo.


CONTRIBUTO AL V.\LCIBE TERAPEUTICO, ECC.

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Dopo e esperienze di Sa.lmon, Hoffman e Rocher ritenta.rono la. prova. a. dosi di 40-60 centigrammi e pubblicarono allora ottimi risultati. La.ssa.r concluse invece di nuovo per l'inefficacia. della cura e pure La.veran, mentre considera. l'atoxyl c·ome di azione diretta nella. tripanosomiasi, non è del parere che esso possa considerarsi specifico nella si.fìlide. Egli solo lo consiglia nei casi in cui la. permeabilità renale sia. diminuita, nei casi di ammalati debilitati o refrattari al mercurio, nei casi di associazione morbosa, che impediscono l'uso del mercurio ed infine nei casi di sifilide maligna.. Ed in seguito ancora i lavori si moltiplicarono. Lesser (a. dosi di 00 centigrammi) curò 26 ammalati di si filide primaria e secondaria. con effetti splendidi: certo, egli dice, in certi ammalati si riscontrarono talora dolori colici, inappetenza, insonnia, in qualcuno diarrea, in qualche alt.ro albuminuria con cilindri, globuli rossi e bianchi nelle orine, ma ciò nonostante gli ammalati si rimiset·o sempre benissimo e crescevano di peso. Effetti splendidi ottenne nella. siphylis praecox ulcerosa (sifilide maligna). Nel maggior numero dei casi i fenomeni di guarigione si compivano rapidamente, rari invece i casi in cui essi si protraevano più a lungo. In un caso di irite sifilitica in cui l'azione pareva mancare, egli ottenne la. guarigione usando il preparato per mezzo di frizioni. Come conclusione Lassar ritiene, che occorra ancora attendere esperienze piit estese, però fin d'ora egli dice, siamo autorizzati ad adoperare l'atoxyl in quei casi in cui la cura mercuriale e iodurata si mostrano poco efficaci specialmente con localizzazioni a carico del sistema. nervoso centrale. Kreihlinh e Kraus pubblicarono 31 casi di sifilide curata con l'atoxyl e conchiusero, che se pur talora questo rimedio (specie nel periodo terziario) ave-ça loro dato risultati soddisfacen ti, quando il mercurio non aveva. agito, sovente però si verificò il fenomeno inverso e cioè il mercurio fece scomparire completamente delle lesioni, in cni l'effetto dell'atoxyl era stato scarso o nullo. Moses riferì su 22 sifìlìtici trattati coll'atoxyl e riscontrò anche egli un evidente regresso dei fenomeni morbosi. Quanto ai fenomeni accElssori prodotti dalla rostanza., è certo, egli dice, che bisogna usarla con grandissima. precauzione per evitare gli esantemi, i disturbi gastroin testinali , le albuminurie e le alterazioni della funzione visiva, che talvolta, sebbene raramente, si avverano, ma. fa. anche d'uopo considerare che nei casi maligni, quando la lue minaccia la vita, dobbiamo fare tutto quello che si può, senza preoc~uparci fuor di misura. degli even-


CO!\TRIBIJTO AL VALORE TRRAPEUTJCO

tuali inconvenienti, che possono derivare dall'uso di una sostanza, di cui conosciamo anche l'azione benefica. Scherber conchtse per l'influenza indubbia su tutte le forme luetiche cutanee a cominciare dalla. gomma per arrivare alla macula, però fa notare come la. tossicità del rimedio impone che esso sia usato a lunghi intervalli (egli usava dosi varie da 15 a 40 centigrammi ad intervalli di due o tre g iorni), onde anche per i casi di sifilide la cura è assai protratta. ed occorrono da. 4 a 6 settimane per ottenere la scomparsa delle forme sifìlitiche. Inc.ltre fa osservare che più che colla mercuriale si ha. tendenza alle recidive, perchè l'arsenico dell'a.toxyl viene eliminato pitt prontamente del mercurio ed in conseguenza. l'organismo ne rimane sfornito prima di quanto non accada. per il mercurio. Come conclusione egli consiglia di usare l'atoxyl solo a scopo di cura secondaria e complementare. Duhot ed H enck attri buiscono a.ll'atoxyl solo una parte coadiuvante per la cura mercuriale: affermano essere la sua azione prontissima, ma di poca durata. e come essa consenta facilmente le recidive. Rouvière ebbe buoni risultati nelle manifestazioni sifìlitiche cntanet>, ma viceversa nelle mucose ottenne effetti scarsi o perlomeno mai superiori a quelli del mer cnriò. Hallopeau comunicò l'anno passato all'Accademia di medicina di Parigi (fra. altri) due casi, in cui notò turba visive coll'uso dell'atoxyl, per cui dimostrò come convenisse di ridurre la medicazione a tre iniezioni, la prima. di 75 cent igrammi, la seconda due giorni dopo di GO centigrammi, e la terza tre giorni dopo di 50 centigrammi. Non riprendere una l!econda serie di iniezioni che dopo moltissimi mesi e nell'intervallo fare un trattamento mercuriale. Nondimeno concluse per la grande efficacia dell'atoxyl e dimostrò come il t.rattamento locale dell'ulcera con il preparato in polvere pnò impedire la comparsa dei fenom eni secondari, trattamento locale che deve essere continuato tino a retrocessione de lle adenopatie satelliti dell'ulcera. De Durot dice che l'atoxyl sarebbe per le manifestazioni secondarie, ciò che il l'joduro sarebbe per le terziarie. Loevaditi e Jamanoucki dimostrarono come l'atoxyl previene e guarisce la cheratite sifìlitica del coniglio; .l\letchnikoff e Salmon fecero ricerche sperimentali sull'azione preventiva del farmaco. Inocularono 7 scimmie ma.oachi con uno stesso virus sifi litico, poi durante il periodo di incubazione dell' innesto iniettarono a due d i questi animali una certa dose di farmaco. Orbene nelle 5 scimmie non sottoposte a cura si ebbe l' insorger A del sifì loma iniziale, che invece mancò in quelle trattate con r atoxyl.


DELL'ATOXIL XELLA SIFILIDE

255

Ed infine sperimentarono l'atoxyl Blumentba.l, Leuglet, Renault, Fournier, Bing e Bornemann, Ga.ucber, ma ebbero per lo più inconvenienti tali da sconsigliarne l'uso. Tali adunq ne le conclusioni cui erano p~rvenuti i vari sperimentatori: conclusioni che si possono riassumere nel concetto che l'atoxyl fosse talora di azione indubbia, ma come altrettanto indubbia ne fosse l'azione tossica, che veniva nel campo pratico a porre una notevole restrizione all'uso del rimedio. Ma nonostante, che non pochi osservatori avessero già. conchiuso per la poca àtt.endibilità del preparato, volemmo anche noi sperimentarlo nel nostro reparto, ed i motivi che a ciò ci spinsero furono es-senzialmente due. Innanzi tutto, perchè usufruendo dell'abbondante materiale della sezione avevamo la. possibilità di spe,rimentare il rinl.edio su vasta scala, ciò che non era. avvenuto fino allora per gli autori precedenti, che chi più chi meno avevano tutti pubblicato uno scarso numero di osservazioni, ed inoltre perchè il bisogno di un med icamento che non fosse il mercurio o l'iodio nella terapia della sifilide, era anche da noi largamente sentito. Se questi due rimedi infatti servono nel maggior numero dei casi, talora. invece non sembrano dare .alcun risultato ed i fenomeni luetici, anche istituendo una cura protratta., non accennano in alctm modo a modificarsi. D'altra parte non 1Jono rari i casi, in cui alcuni individui si mostrano assolutamente intolleranti verso il mercurio e reagiscono con gravi fenomeni all'uso {!i questa sostanza, ed è pure noto come si siano avuti persino dei -casi di morte usando iniezioni di calomelano in dosi anche inferiori alla normale. Noi abbiamo così raccolto una statistica di 140 casi, che per le conclusioni favorevoli a cui siamo giunti, speriamo voglia portare un notevole contributo all' uso di questo rimedio, che !ungi dal non presentare qualsiasi risorsa curativa. é, se osato con cautela, rimedio molto attivo e di indubbia efficacia nella terapia della sifilide. Prima di e3porre però i nostri risultati premetteremo qualche considerazione di indole generale sul preparato. L'a.toxyl è nn l'anilide metaarseniosa C. H, N H ~. O, (secondo P. Ebrlich ed A. Bertheim sarebbe un p. amino-fenil-a.rsinato di sodio), che si presenta sotto forma di polvere bianca, inodora, leggermente salata, solubile nell'acqua fino a.l 20 p. 100 e che contiene il 37,GS P· 100 di metalloide; ma malgrado questa. ricchezza. in arsenico è considerato 40 volte meno tossico delle preparazioni arsenicali miner~tli . Esso si altera facilmente e dopo qualche tempo tende a dissociarsi in composti di elevata tossicità., per cui è necessario servirsi sempre di


256

CO~TRIDUTO AL

VALORE TERAPEOTICO

preparazioni recenti i tale scomposizione avviene pure se si espone il prodotto alla. temperatura di 100,, onde i consueti mezzi di steri· lizzazione non servono per l'uso di questo rimedio. Usato senza. molta precauzione può riuscire certamente tossico e la.. intossicazione si presenta con spiccata albuminuria, stra.nguria., cefalea., vomiti, diarrea, dolori addominali, raffreddamento delle estremità., ecc., ma specialmente l'avvelenamento è caratterizzato da lesioni oculari, che talora si spingono alla. completa amaurosi. Cosi a.d es. Koch riferì su 22 casi di cecità sopravvenuta durante l'uso dell'atoxyl nella. malattia del sonno i Greff alla. società medica di Berlino riferì di un caso di pemfigo volgare curato con atoxyl, in cui si produsse un'emorragia retinica, non congiunta. però ad atrofia nel nervo ottico e che scomparve interrompendosi l'uso del rimedio. W. ' Bornemann osservòun caso, in cui l'avvelenamento si manifestò con amaurosi, edema cutaneo, iperchera.tosii Pehz pubblicò i casi concernenti due donne, l'une. affetta. da pemfigo volgare e l'~ltra. da liche n ru ber, che furono sottopost~ alla. cura. atoxylica ed in cui la. vista andò sempre diminuendo fino a che non fu interrotta la cura.. Neanche in questi due casi furono riscontrate alterazioni del fondo dell'occhio. Quale substrato anatomico corrisponda infatti alle lesioni oculari prodotte dall'a.toxyl non è ancora bene accertato, anche perchè le os· serva.zioni a.na.tomo-pa.tologiche al riguardo sono scarse; a.n~i un solo reperto fu finora pubblicato e fu quello del Nonne. Si trattava di una donna, che fu curata. per carcinoma uterino recidiva.nte con iniezioni di a.toxyl a. cominciare da 6 centigrammi fino alla dose massima dì 30 i la cura durò 4 settimane, e complef.'lsiva.mente si somministraronoa.ll'amma.la.ta 8 grammi di atoxyl. Verso il termine della cura la paziente lamentò vertigini, nauseo., cefalea, con ron:zii agli orecchi e d i· minuzione dell' udito senza alcuna alterazione anatomica. obietti ça.mente rilevabile ed infine disturbi della. visione, che si aggravarono fino alla completa amaurosi: le pupille erano midria.tiche e mancanti della. reazione alla. luce ed all'accomodamento. Mentre i distnrbi uditivi cessarono non piu somministrando l'atoxil, l'amaurosi persistette sino alla morte, sopravvenuta pochi mesi dopo. Si era pensato d n.ppt·ima. che i distu rbi visivi dovessero attribuirsi a. metastasi del carcinoma nell'asse cet·cbro-spinale, ma. l'autopsia. escluso ciò in modo assoluto, non si trovò però traccia. di nen-ite interstiziale, ma. solo lma ma.lttt tia pa.renchimat.osa delle vie visive. I piccoli fen omeni degenerativi presentati dai cordoni di Goll erano P.guali a. quelli, che sogliono manifestarsi abitualmente in altre intossicazioni.


DELL'ATOXlL NELLA SIFILIDE

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A che deve attribuirsi la. tossicità del preparato? È indubbio che essa. va attribuita. in massima parte all'arsenico, che vien messo rapidamente in libertà, infatti se si avvelena. un animale con alte dosi di atoxyl, all'autopsia. si riscontrano tutte le lesioni specifiche del metalloide; ma. anche in par te essa. è dovuta a. i composti di anilina, che sono associati all'arsenico, ·poichè nel semplice avvelenamento arsenicale noi non troviamo quelle alterazioni degli organi dei sensi e spe· cialmente della. vista, che sappiamo essere così frequenti nell'intossicazione da. atoxyl. Il preparato sarebbe poi secondo le ricerche di Blumentha.l contenuto quasi per intiero nel sangue, ove eserciterebbe la. sua azione principale, poichè in tutti gli altri organi, polmone, fegato, sistema nervoso di animali trattati con a.toxyl e poi dissanguati non si trova. traccia. di arsenico. Il meccanismo d'azione del composto è stato in questi ultimi tempi oggetto di numerose ricerche per parte di molti autori, specialmente di Ulhenbutb, Levaditi e Jamanouchi. Ulhenhuth ammette, che esso agisca in modo indiretto, vale a. dire che la suA. azione sia dovuta a.d uno stimolo sui leucociti e sugli elementi dei tessuti, i quali esplicherebbero una attività. propria.: infatti in una soluzione di atoxyl in vitro gli spirocheti non solo vivono, ma conservano le loro qualità infettanti. Analoga. cosa. constatarono Levaditi e Jamanouchi, essi anzi dimostrarono che l'at:.oxyl previene e guarisce la cheratite sifilitica nel coniglio, provocando per l'intervento dell'organismo la. distruzione extra. c6llulare del treponema pallidum. In seguito a queste esperienze si è .cercato dapprima, l:le con la. trasformazione causata dalle cel.lule dell'organismo in questo preparato, l'a.toxyl non arricchirebbe il siero di una. sostanza capace dj prevenire la sifilide nel coniglio, ma. successive esperienze dimostrarono che, se l 'atoxyl nell'organismo si trasforma in un principio capace di distruggere i tripa.nosomi ed alcune varietà. di spirochete pa.togeno, esso non può essere ritrovato nel siero oltre le 24 ore dall' introduzione del preparato. Allora si è pensato che la sostanza pa.ra.ssiticidn che si forma.va agisse per cosi dire allo stato nasce n te e che fosse presto el iminata; per questo Leva.diti e Jema.nonchi guidati anche dalla. considerazione di Ebrlicb, il quale pensa che l'a.toxyl subisce delle moditìca.zi.oni sotto l'inJluenza. del potere riduttore degli organi, hanno ricerc::~.to, se. non era. possibile ottenere in vitro questo derivato dell'a.toxyl. Infatti aggiungendo ad una. soluzione di atoxyl all'l:500 lo stesso volume di una. emulsione di fegato di coniglio, fatta in soluzione fisiol ogica, hanno constatato, che dopo poche ore d i permanenza in t ermo s ~a.to a. 3SO, questo miscuglio era estremamente tossico per i tripanosomi. t1 -

Cfornole di mtdleina mllllare -

Fase. 111.


CONTRIBUTO AL V ALO lUI: TERAPEUTlCO

Il fegato trasforma dunque l'atoxyl in una sostanza tripa.nolitica., che fu chiamata Tripanoto.cile e uccide i tripanosomi a delle concentrazioni, che corrispondono all'l p. 1000 d'atoxyl dopo due ore di contatto. Analogamente al fegato di coniglio si comportano i muscoli, i polmoni ed il fegato di pollo: il siero di coniglio è invece inattivo. Dalle esperienze fatte si e trovato che ' la. causa. di questa. trasformazione è dovuta al potere riduttore di qnesti orga.ni, resistente alla ebollizione e non già. ad altre sostanze riducenti, come sal ~ p igmenti bilia.ri, glicogene, glucosio ecc. E certamente a.ll'azione di questo Tripanotoxyle, che si deve il potere preventivo e curativo dell'atoxyl. In seguito fu ancora dimostra.to, che non tutt-e le specie di tripanosomi mostrano la. stessa sensibilità. di fronte al Tripanotoxyle e che a.lcune di esse resistono a.ll'a.toxyl e sono solo influenzate lentamente ed incompletamente in vitro dal Tripanotoxyle. Ricerche parallele fatte con altri spirocheti patogeni mostrarono a.ncora che il Tripa.notoxyle è inA.ttivo di fronte ad essi, onde si pe11sa che il m eccanismo d ' azione sia differente. Queste ricerche non furono ancora trasportate nel campo di organi umani, ma se i dett11gli della trasformazione dell' atoxyl in quel dato composto capace di distruggere il tripanosoma e lo spirochete dell' uomo non si conoscono ancora, è nondimeno certo che questa tl"'llsformazione avviene e che l'atoxyl agisce, diremo, in modo specifico e che quindi non è affatto fondata. l'opinione di coloro, che sostengono, che gli effetti benefici di <iuesto preparato siano solo dovuti alla sua notevole ivfluenza snllo stato generale, perchè conferisce all'organismo poteri di resistenza tali da permettergli. di lottare con maggiore vitalità e con maggiore energia contro l'infezione luetica. Premesse queste considerazioni veniamo all'esposizione dei nostri risultati. L' atoxy l da uoi adoperato veniva fornito dalla. farmacia dell'ospedale militare locale, e fabbricato dalla ditta l"ereinigte chemische TT'erke di Cba.rlottenburg, e prevalentemente fu usato per via ipodermica.: in solo 11 casi venne usato per via orale ed adoperando un metodo di somministrazione graduale noi abbiamo visto, che anche per >ia gastrica il prep11.rato è abbastanza bene sopportato (il maggior numaro degli autori non lo consiglia, perchè il succo gastrico lo scompone mettendo in liber tà l'anilina che è tossica): infatti noi servendoci di una soluzione all'l p. 10 di recente preparazione per q uanto fosse possibile, ed incominciando da. due goccie al giorno, salendo fino a trenta e quindi progressivamen te discendendo, n on abbiamo quasi mai riscontrati fen omeni di intolleranza, eccet to cioè in un caso di sifiloma iniziale, in


DELI.'ATOXIL NELLA SlFlLI DE

259

~ui

all'ottavo giorno l'ammalato accusò dolori colici con diarrea, nausea ed inappetenza ed allora la cura. fu subito interrotta e ripresa più tardi con iniezioni: degli altri dieci casi, 7 furono di sifilide primaria e 3 di sifilide secondaria. Tutti questi ammalati al termine medio di 30 giorni di cura. uscirono dall'ospedale gua.dti. Ma. nondimeno il metodo generale di cura fu sempre quello per iniezioni sottocutanee praticate nella regione glutea. Stante la facile scomposizione del preparato, cui dianzi abbiamo accennato, l'atoxyl veniva sciolto in acqua distillata e sterilizzata tiepida entro recipiente ·di vetro scuro e sterilizzato e le soluzioni erano sempTe fatte la sera per la mattina. Al momento dell'iniezione s'immergeva. il recipiente a bagno maria e cosi se per caso l'atoxyl si era in parte precipitato a freddo (come spesso succede) esso veniva completamente ridisciolto. Le iniezioni erano sempre fatte a giorni alterni e la dose fu quasi sempre di 30 centigrammi: essa non venne mai superata; solo sul principio delle nostre esperienze, evidentemente per il timore di qualche inconveniente, ci eravamo limitati a 20 centigrammi per dose, ma in !-ìeguito portammo la dose a 30 centignmmi e dessa fu sempre mantenuta. .... ·..' .,:.: Contemporaneamente però eseguivamo nei ricoverati con sifiloma '.,, iniziale il trattamento locale con l'atoxyl in polvere e da. questo ~ta.mento noi abbiamo avuto risultati favorevolissimi: in generale ~~~--.:; ...\ scompariva al settimo od all'ottavo giorno, rarissimamente la. guari~ \' ,. ...>-=' . ' .-~~ -~..:_} gione si protraeva oltre il decimo giorno. Le iniezioni fu1·ono sempre indolore e non furono mai seguite d~· alcuna reaziont>- o da quell' indura.mento, che facilmente si provoca con l e iniezioni mercuria.li. Ogni ammalato veniva sempre pesato prima e dopo la cura e l'aumento di peso congiunto a. miglioramento dello stato generale fn fatto comuue in tutti gli individui : ed inoltre per ogni ammalato venivano sistematicamente eseguite le ricerche dell'albumina. e del sangue nelle orine e la. più scrupolosa osservazione era portata sull'esame delle funzioni digestive e di quelle degli organi dei sensi. Non potendo per necessità di spazio esporre in tabelle dettagliate l e nostre osservazioni e d'altronde essendo esse esposte come conclusioni molto più comprensibili, abbiamo diviso le nostre osservazioni in varie categorie, a seconde. cioè del vario numero di iniezioni d'atoxyl, che praticavamo negli individui prima ch'essi fossero dimessi dall'ospedale, vale a dire quando essi erano completamente guariti dalle loro manifestazioni e per il periodo di qualche giorno, pii1 non si riscontrava. di esse la. minima traccia: ci riserviamo inoltre. per ogni cate· goria. ~i porre in evidenza quei casi, che possano presentare qua lche fatto d1 maggior interesse.

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CONTIUBOTO AL VALORE TRRAPEOTICO

In una prima categoria, certo la più importante per i risultati ottenuti, comprl'ndiamo 37 casi di sifilitici con lesioni primarie e secondariein cui il numero di iniezioni d'p.toxyl occorrente .a lla scomparsa dellelesioni non superò il numero di 9. Degni di interesse i seguenti casi: l . - C. A. soldato del o" reggimento genio: classe 1886, indi viduodi sana e robusta costituzione fisica, cb~ all'età. di 16 anni sofferse di blenorragia Sl:omparsa senza alcun residuo. Nel febbraio 1908 fu curatoin quell'ospedale per sifiloma iniziale con o iniezioni di calomelano; il· 20 ottobre rientra affetto di sifilide secondaria con sifìloderma papnlo mucoso, panadenopatia, dolori osteoscopi, caduta dei capelli. Già. dopo6 iniezioni sono scomparse completamente le p~t.pule ed i dolori alle ossa, cessata la caduta dei capelli; le ghiandole appena appena palpabili. Dopo altre 3 iniezioni l'ammalato dice di sentirsi ottimamente ecessa la cura. 2. - L . R., soldato del 6' reggimento artiglieria, classe 1885, affettoda si fil ide secondaria con ros.:ola recidi van te, dolori osteoscopi, accompagna ti da leggiere tumefazioni periostée rilevabili. Dopo 7 inie:r.ioni i dolori sono scomparsi, la roseola. persiste non più però con il colorito. rosso ramei<.; o, ma. di un colorito piuttosto livido. Nondimeno avendo ]'ammalato accusato dolori intestinali, si sospende la cura e si continua con gocce iodo-iodurate inviandolo in luogo di convalescenza. Da infot-mazioni prese risul tò che usl'Ì dal l uogo di convalescenza dopopoco tempo completamente guarito. 3. - S. G., soldato del 2' reggi mento genio, classe 1886, affetto da sifilide primaria. L'ulcera guarisce dopo 7 applicazioni di polvere di· atoxyl e dopo 7 iniezion i non si riscontra. più nell'ammalato alcun segno <·aratteristico di sifi lide. 4. -D. S., soldato del 27" reggimento fanteria, classe 1885, affetto da sifilide secondaria, placche in gola., caduta dei capell:i. Le placchesi toccano con solnzione di atoxyl 2 p. 10, e contemporaneamente con· 7 iniezioni di atoxyl scompare ogni si ntomo. u. - I. R., soldato del 1° rt>ggimento artiglieria da fortezza, classe l RSti. Contrasse sifi lide due anni fa, e fu curato con 30 iniezioni di suhli mato. Nell'agosto dell 'anno in corso fece 6 iniezioni di calomelano da 10 cent ig rammi e nna. cura :iodica internamente. Rientra. nelr ospeda lo con sifiloderma a piccole pa.pule, ora circiua.te, ora a. gruppi isoh\ti, di color rosso·bruno, ai lati del tronco e sulle estremità, panadenopat.ia e dolori osteosçopi. Dopo sole o iniezioni di atoxy l le papule sono com plelameute scomparse con leggerissima. desquamazione,. cessati i dolori e le \'arie g hiandole sono impalpnbi li. G. - T. A., caporale u" rt>ggimento artiglierin, classe 1885, fu giìt cm·uto in quest'ospedale pocLi mesi Ìlllhlltzi per sifilide secondaria. con..


UELL'ATOXlL NELLA SlPlLlUE

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ìniezioni dì calomelano, ora presenta panadenopatìa e roseola diffusa, -che dopo 6 iniezioni scompaiono. 7. - G. L., soldato del 26" reggimento fanteria, classe 1886, affetto ·da sifilide secondaria, con panadenopatia, tumefazione delle tonsille, ·con placche grigio-opalescenti al margine posteriore del palato molle: leggiera desquamazione in alcuni punti in corrispondenza del tronco. 'Toccate le placche con pennellazioni di solu?.ione di a.toxyl 2 p. 10, -queste ed ogni traccia di angina sifi.litica. scompaiono dopo sole 4 iniezioni di 30 centigrammi d'a.toxyl. 8. - O. L., soldato del reggimento cavalleggeri Catania (22'>), -classe 1886, affetto da. ulceri miste: l'ulcera sifilitica è situata. sulla ·estremità del glande in corrispondenza del mea.to urina.rio e vi vien fatta la ricerca del treponema con il metodo di Levaditi. Dopo 8 giorni di trattamento locale con atoxyl in polvere e 4 sole iniezioni, l' ulcera ·è completamente guarita, le ghiandole ridotte quasi a. volume normale; si fanno ancora 2 iniezioni per m aggior precauzione. Le nlceri del Dncrey guariscono q nasi contemporaneamente. In una secou.da categoria comprendiamo 65 individni, in cui il nuanero totale <lelle iniezio::~i necessarie per ottenere la com pleta scomparsa d&lle manifestazioni raggiunse il numero di 10. Premettiamo ·che il numero di 10 iniezioni è secondo noi la dose media, cui gene-ralmente occorre attenersi senza pericolo di incorrère in spiacevoli complicazioni: tale quantità di atoxyl (complessivamente 3 grammi) è benissimo sopportata dagli ammalati e generalmente è sufficiente a far ·scomparire ogni traccia di affezione anche maligna. ed estesa: per lo più lle manifestazioni secondarie, più che le primarie, cedono ad un numero .a.nche minore di iniezioni, nondimeno per quanto era. possibile noi spingevamo le iniezioni fino a tale numero anche per maggior sicurezza. Fra i casi di questa categoria ci sembrano degni di no ta i seguenti: l. - I. G. addetto all 1accademia militare di Torino è affetto da para.fimosi e presenta sifilomA. iniziale sulla parte inferiore del glande .con ingorgo ghiandolare inguinale da ambo i lati: operato di para.fimosi gli vengono praticate 3 iniezioni di calomelano, ma essendo -queste riuscite dolorose e per di più essendo state pochissimo sopportate dall'organismo si istituisce la. cura dell'atoxyl e dopo 10 iniezioni l'individuo è completamente guarito. 2. - C. C. soldato del 4 reggimento bersaglieri delht classe 1887 presenta placche alla bocca e condilomi piani intorno a.ll'orifìcio anale, cbe dopo la s• iniezione sono già. del tutto scompars i; con altre 4 iniezioni l'individuo esce completamente guarito. _ ::3. - S. F. maresciallo del 50, reggimento fanteria. Nel gennaio .,.-1 908 contrasse sifilide curata con 36 iniezioni di sublimato: rient.r~ ptu· pl&cche mucose alle labbra. e pa.nadenopatia. Guarigione completa. -


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CO NTRIBUTO AL VALORE TJ::RAPEUTJCO

4. S. C. guardia dl finanza. Sofferse sifilide due anni fa: attualmente presenta panadenopatia., dolori osteoscopi ed irite sitìlitica all'occhio destro con profonda. iniezione episclerale, l'iride è opaca e priva di splendore. Pigre le reazioni alla luce e all'accomodamento: esiste fotofobia: epifora e diminuzione della facoltà. visiv& ed inoltre l'ammalato accusa dolori violentissimi all'occhio, specialmente di notte. Già alla sesta iniezione si constata un notevole miglioramento, l'iride· tende ad acquistare il colorito normale e dopo altre quattro iniezioni 1a funzione dell'occhio è perfettamente ristabili ta. ò. - P. C. guardia d i pubblica sicurezza. Fu già. curato nel mese di novembre per placche mucose in gola con 30 iniezioni di sublimato. Attualmente presenta. pa.nadenopatia e placche mucose alle labbra, che scompaiono dopo 10 iniezioni di atoxyl. G. - F. F. soldato addetto alla scuola d'applicazione, classe l ()_ Sofferse blenorragia all'età di H : anni, a 17 sofferse pure, a q ua.nto riferisce, di bubbone destro e condilomi acuminat i. Nega assolutamentedi aver contratto sifilide. Entra all'ospedale per ricaduta di blenorragia, ma l'esame dell'ammalato fa rilevare la. presenza di gbian· dole grosse quanto un grano di miglio alle regioni nucale, mastoidea, epitrocleare ed ascellare. Vien praticata allora la reazione di Was· serma.nn, che dà risul.tato positivo. Contemporaneamente alla cura della. blenorragia. viene allora istituita una cura di atoxyl e dopo 10 iniezioni og ni trA.Ccia. di pleiade gh iandolare è scomparsa. 7. - I. G. soldato del 91° reggimento fanteria. classe 1887. Contrasse 6 mesi prima di entrare all'ospedale sifilide, che fu curata con 40 iniezioni di sublima.to e j od uri internamente. Attualmente presenta. cicatrice indurita alla. regione dor sale del solco balano prepuziale, cefalea. in tensa, insonnia., dolori osteoscopi, gangli inguinali molto ingrossati e cosi pure si palpano i gangli cervicali ed epitrocleari. Inoltre l'orificio anale è con tornato di placche mucose, che eziandio si riscontrano su lla. mucosa del labbro inferiore e sull'ugola. Le placche scompaiono dopo 6 iniezioni, ed al fine della curtt> l' ìnJividuo dice di sentirsi ottimamente e solo continua per qualche tempo la c mi\ j od i ca in terno.. S. - C. E. guardia di fìn&.nza. Contrasse sifilide nel dicembre 1007 curata con cinque iniezioni d i calomelano e ioduri internamente. :Kel giugno 1908 rientra per sifiloderma papulo·mucoso diffuso, e roseola. reciJi,a ai lati del tronco, placca mucosa al labbro inferiore, t ubarcoli mucosi numerosissimi a lla regione perianale, paJila.denopatia, insonnia, dolori osteoscopi, C'ad uta. dei capelli , e segni evidenti di endoar- , . ·~erite diffus~. Già dopo otto iniezioni si è rilevato notevole miglio-

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DJ::l.L1A't0XIL NEl.LA SIFll.IDE

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ramento di tutti i sintomi, con scomparsa. del sifiloderma., della. placca, e dei tubercoli mucosi. In una. terza categoria comprendiamo infine coloro, in cui il numero delle iniezioni fu superiore a. dieci; essi raggiunsero il numero di 27 e sono così suddivisi: 15 con 12 iniezioni: 9 con 15: l con 16, l con 18 ed infine l con 20 iniezioni. Costoro eccezione fatta. per quattro, erano tutti degenti per sifiloma. iniziale, il che ancora ci dimostra. come le manifestazioni primarie siano sempre pitl rE:sistenti delle secondarie alla. cura. a.toxylica.. In genere noi abbiamo visto che le manifestaziotù secondarie già. dopo -! o 5 iniezioni accennano a. scomparire, mentre invece il sif:iloma iniziale è molto più resistente e massime qua.udo non si congiunga. il trattamento locale còn atoxyl in polvere esso non è influenzato che dopo 12 o 14 iniezioni. Cosi ricordo il caso del caporale R S. del 2" reggimento genio classe 188G, in cui la. guarigione dell'ulcera. dc}liesa 32 giorni d i curll. (16 iniezioni cioè a giorni alterni), quello del carabiniere M. A. 36 giorni di l'ora e ~nello dol sold. Z. B. del reggim ento artiglieria. da fortezza. che richiese 40 giorni di cura. e cioè 20 iniezioni. Probabilmente in costoro l'ulcera. cosi poco influenza ta dallà cura arsenicale, sarebbe guarita di per sè stes,;a e più propri amente questi casi sarebbero da. inscriversi fra. gli insuccessi ottenuti, massime che spingere a tali dosi la cura. non è certo cosa scena. di pericoli ed inconvenienti. Esposti cosi in rapida sintesi i nostri risultati è logico rispondere ad alcuni quesiti, che l'esame di essi può prese n tnre. Innanzi tutto quali e quanti furono gli inconvenienti prodotti dall'uso dell'atoxy l? È noto, come abbiamo accennA.to i n pri nei pio, che la più scn1polosa attenzione era. da. noi stata port~tta. sull'esame dei vari organi per accertarne la. minima alterazione funzionale.. Orbene su 140 casi e non superando mai la. dose d i 30 centigrammi per dose, a giorni alterni noi dobbiamo registra-re solo cinque fenomeni d'intolleranza ed essi furono in verità. così leggieri, che essendo stata interrotta la cura, subito scomparvero senza lasciare il minimo inconveniente. Di uno di essi già. abbiamo parlato trattando della somministrazione dell'atoxyl per via orale; negli altri casi l'intolleranza si manifestò mediautecefa léa, dolori addominali, diarréa, senso di stauchezza. ed abbatt imento ed in un caso (quello dell'irite sifilitica di cui abbiamo precedentemente fa tto, cenno) con la presenza. di albumina. nelle orine, che non superò l'l p. 1000 ma che scomparve dopo qualche giorno e senza che l'esame microscopico avesse dimostrato la. presenza di cilindri od epitelii renali. Non si riscontrò mai in nessu no alcnnll alterazione della funzione vi siva. Come appare adunque la statistica è molto confortante e noi siamo quindi completamente dell'opinione di Sa.lmon, che l'atoxyl fo r-


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CONTRIBUTO A.L VALORE TERAPRUTICO

nisca scarsi fenomeni tossici. Non certo sosteniamo che questi non possouo prodursi, ma solo le nostre esperienze ci inducono a. dimostrare, che ove esso sia usato con continua. sorveglianza. e non si superi la. dose di 30 centigrammi a. giorni alterni esso viene benissimo sopporta.to. Vero è che si deve anche considerare, che i soggetti da. noi sottoposti a lla. cura atoxylica erano per la natura stessa del luogo di cura tutti giovani ·di robuste costituz ioni e che per lo più si trovavano in quel punto dello sviluppo, in cui le forze di resistenza. contro le sostanze e gli agenti morbigeni sono maggiori, ma ciò nouostaute la. diffidenza con cui nel campo pratico questo rimedio viene considerato è secondo noi, tutt'altro che giustificata. . Si sono constatati dei casi in cui i risultati della cura. furono negativi? A$trazi0ne fatta di quelli diam:i accennati, in cui la scomparsa delle manifestazioni richiese un numero abbastanza rilevante di iniezioni, in soli due casi noi non abbiamo avuto a.lcun miglioramento; in un caso si trattò di periostite dell'estremità inferiore dell'omero, congiunta a. vivi dolori intorno ad altre articolazioni, ed in un a.ltro di glossite erosiva: entrambi questi casi gull.rirono invece con successive iniezioni di calomelano. Per altra parte però in principio delle nostre esperienze abbiamo anche avuto dei casi, in cui un prolungato trattamento mercuriale non riusci a modificare delle lesioni, che guarirono dopo poche iniezioni di atoxyl; di qualcuno di essi anzi fu già accennato precedentemente nei casi esposti. Malangnratamente però le nostre esperienze non furono portate nel campo di fenomeni sifilitici terziarii, peruhè questi raramente si trovano nei ricoverati degli ospedali mil"itari. Ma i miglioramenti cosi ottenuti furono essi stabili e preser varono gl'individui da. l ripetersi delle loro manifestazioni, oppure dal succedersi delle manifestazioni ulteriori? Noi certo a questa. domanda non po::tsinmo rispondere in modo del tutto t>snnriente e ciò percbè le nostre esperienze durano da troppo pochi mesi, perchè tale periodo di tempo ci possa permettere l'ultima parola su di una completa u.zione del prepan\to, ed inoltre perchè per la natura. stessa degli individui ricoverati, molti di essi, inviati in congedo, vengono a sfuggire a.lle nostre investigazioni ulteriori; un raft'ronto però molto interessante le nostre esperienze ci consentono sulla questione. nei 140 sifì litici curati nel reparto con la cura atoxylica solo tre sono tornati durante il t.empo delle nostre esperienze (1>lt.re sei mesi): in due casi si trattò di sifilitici con manifestaziolli secondarie che erano stati curati entrambi con 10 iniezioni per sifilomn. iniziale, il terzo caso fu poi assai interessante. ~i trattava di nn indiYitlno cha nel dicembre 1D07 a:veva r..outratto sifilide, per .cui venne curato con f>2 iniezioni di :-nblimuto e cura iodica interna.


DELL'ATOXIL NELLA STFILIDIC

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In seguito non essendo completamente scomparsa la roseola, l'individuo accusando fortecefaléa. notturna ed essendo piuttosto deperito gli si praticarono lO iniezioni di atoxyl. Ser.l brando quasi del tutto guarito venne dimesso dall'ospedale, ma dopo circa un mese rientrò per manifestazioni secondarie alle tonsille ed ai pilastri a.nteriori, che scomparvero dopo 10 nuove iniezioni di atoxyl: in quest'individuo, come si vede, nè il mercurio nè l'arsenico erano riusciti ad impedire il succedersi di manifestazioni ulteriori. D'altra. parte invece furono frequentissimi i casi d i sifilitiCi, che cura.ti antecedentemente con il mercurio si presentarono all'ospedale per consecutivi fenomeni luetici; molti di essi infatti bo ricorQa.to fra i casi esposti. Possiamo ora noi coi uostri risu]ta.ti sta.bilire un confronto decisivo fra. il mercurio e l'a.to.x.yl nel senso che un preparato possa essere superiore all'altro? La cosa certo non può ancora. essere decisa., perchè oltre alla casistica. occorre che vengano estese le ricerche di Laboratorio sul meccanismo dell'ato.x.yl nell'organismo umano: inoltre occorre che un metodo di controllo pii1 sicuro che non quello clinico possa realmente assicurarsi dell'influenza. benefica. del preparato: a ciò servirebbe appunto la reazione del Wasserman, che si ammette ormai possa. essere iuflnenzatt~. dalla cura; ed esperien?.e al proposito speriamo anche noi poter pubblicare quanto prima. Per ora certo a noi pare fondato ritenere: l" che l'atoxyl in polvere applicato in loco guarisce rapidamente il sifìloma iniziale; 2• che l'atoxyl per itriezioni vince rapidamente e sicuramente le lesioni sifilitiche secondarie della pelle e delle mucose; a• che esso non consente affatto più del mercurio la tendenza alle recidive; 4• che il pericolo della tossicità non deve impedire n·ella pratica. l'uso di questo rimedio, poichè essa si può facilmente eliminare con l'accurata sorveglianza dell'ammalato ed usando dosi medie di 30 centigrammi, praticate a. giorni alterni; o• che esso ha. sul mercurio il vantaggio di combattere il deperimento e gli stati cachettici consecutivi all'infezione. . Prima di finire ci sia concesso di esprimere pubblicamente la. nostra rlco~oscenza. all'egregio signor dott. Tomma~ina. ca-v. Mario nostro pri~a.~IO, che ci permise di compiere questo lavoro, essendoci largo di couslgh e di aiuto. Torino, 80 dicembre 1008.


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CASUISTICA CLI N ICA UN CASO NON COMU NE DI ERNIA MUSCOLARE I ~ SEGUITO A CADUTA D,~ CAVALLO.- Contributo clinico pel Dott. E u gen io D e Snrlo , capitano medico. La sern. deii'S febbraio 1008 entmva nel reparto chirnrgico dell'ospedale mi· litare di Ravenna il soldato 1\[onti Giuseppe del reggimento cavalleggeri di Cttscrta, (l7o) con diagnosi di postumi di conttiSÌOite al do.rso. Eccone in breve la storia: E un giovine di anni 21, contadino. Il padre Jllori in seguito n. neoplasia addominale: la madre da qu.tttro anni è nft'etta da asma bronchiale. L'infermo, salvo un'aft'eziouc, non bene precisaiJile, dell'apparato re.<Jpi ra tor io, sofferta in tenera età, ha goduto s empre buona salute e non s i è contagiato di malattie veneree, nò dj s ifilide costituzionale. L'attuale affezione rimonta ad un mes e e mezzo circa dall'ingresso dell' infermo all'ospedale, nel qual tempo, dumnte le esercitazioni in piazza d 'armi, egli cadde dn. cavallo, battendo col dorso contro il suolo, Avverti sul momento un lieve dolore, tanto da potere rimontare a cavallo e continuare il suo servizio. ::>e non cb e dopo tre o quattro giorni, soffrendo roa~giormente nella regione, che era stata sede del traumatismo, si presentò nIla visi t..'\ medica e dapprima fu lasciato a riposo per cinque giorni, indi venne ricoverato nell' infermeria rt>ggi mentale. dove rimase fino nll't>poca d el suo ingresso all'ospcdt\le, ri cevendo le opportune cure. È individuo di buonn costituzione organica, con normale s viluppo scheletricomuscolare e con nutrizione generale ben conservata. Nella re~ione lombare di clestrn, e proprinmente nel punto di unione di essa colla regione dorsale, si notn, lungo la linea paraspondilea, una tumefazione con limiti mPI definiti, m n ben manifesta e ricoperta da cute :avento colorito normale. Colla pnlpazione s i constata che detta inttnuescenzR. hn superficie liscio., ò di forma ovnlare, col diametro massimo diretto parallelamente o.lla colonna vertebrnle e lungo centjmetri 7, quello minimo diretto in senso tras versale e lungo 4 centimetr i. La cuto è sollevabile in pliche. Il tumo re ha consistenza. molle, da mentire una vera tluttuazione profonda, 11uando la massa sacro-lombare è rilasciata, mentre a";mme una consistenza maggiore nella contrazione di essa. La puntura esplorativa, prn ticata profondnmente ed in vari i punti, di• risnltnto negativo. Scnrtr1t n adunquo la pos.~ibilitil. d i una raccolta liquida e sopratutto di un emat.omn, sorgeva spon t.noea, tenuto conto del trnumatismo pregresso o dell'obbicttiviu\ pre entnttt dall'infe rmo, la diagnosi di una tac1wazione llJIOI1et.'I'Otica sottocutanea e successir:a en1ic' ?ntt:;colm·e. De<·isi pertnn to 1li sottoport'e l'in t'ermo alla cura radicale, che feci nel seguente modo: Previa antisersi locnle ed anestesin mo rfo·stovai nica, praticai, nel mezzo della tumefnzione e p:u·,dlalnmente alla colonna vert.ehra le, un'incis ione- lunga 10 cent imetri, ed a strat i a1Ti\'lli si110 a scoprire In fascia aponevrotica, la quale pre-


CASt1ISl'ICA CLINICA

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sentava una lacerazione, attraverso cui face\"a ernia una po1·zione della massa sacro-lombare, del tutto integra e priva affatto di tessuto cicatJri.do.le, che potesse far pensare ad una pregressa lacerazione delle fibre muscolari. Ingrandita leggermente la breccia aponevrotica, applicai, secondo il processo di Cboux, nella spessezza del muscolo erniato delle legature multiple con co.tgat iodato, in modo da ridurre sensibilmente il suo .volume. Ind i, regolal"izzo.ti e recentati i margini dell'orifìoio aponevrotico, praticai uu'a.ccurnla sutura a strati, medicando infine con garza sterile. La ferita operatoria decorse asetticamente ed il risultato immediato fu ottimo, malgrado che l'infet·mo, contrariamente alle prescrizioni da me date, si fosse in a• giornata levato per breve tempo da letto•

••• Come si vede adunq ne, il reperto anatomo-patologico, fornito dalla biops ia ope· ratoria, confermò pienamente la diagnosi clinica di lacerazione S•1tfocula11ea dell'aponeV'I·osi l<nnba?·e e consecutiva (ol'maziolte di ernia. Ques to caso clinico presenta un cer to intere-;se innanzi tutto per la sede non frequente della lesione; infatti, com'è noto, l'aponevrosi lombare è la più resistente di tutte le altre del corpo umano, convergendo in essa ben tre aponevrosi, cioè: quella del piccolo dentato inferiot·e, quella del muscolo piccolo obliquo dell'addome ed il foglietto più superficiale dell'apone vrosi del trnsverso, che si confonde intimamen-te con essa (Tillaux); per conseguenza. la sua lacerazione è assni diflicile. Auche la clinica. conferma il risultA.to delle nozioni nna.tomiche: infatti, dando uno sguardo rapido alla let teratura riguarda n t o tale argomento, s i nota come nei casi bene accertati riferiti da Dupuytren, Larrey, Btt"Md, \\'urren, Chanet,Richet, SédiUot e da molti alll"i, i muscoli pii1 frequentemente colpiti sono quelli degli arti inferiori. Ed è soprntutto il medio adduttore quello che, entrando maggior· mente in gioco allo1·chò si monta a cavallo, va pii1 spe~so soggetto a s imile le· sione, costituendo la cosiddetta emin dei cm·alim'i, come si rivela dai casi riferiti da Dauvé, \\'eil, Gaujot, Baud in e dn a ltri ancora. Secondo l'Aste~iano, l'ernia del medio adduttore si presenti\ più frequentemente a. sinistm, ed hn luogo sopra tutto nllot·chè si monta senza sta tre, ovvero il cavallo s 'impennn. bruscnmente. Alle \'ol te però e~sa è bilatemle: infatti il Dobbelin, nel mnggio 11107, presentò all'associazione chirurgico. di 13e rliuo un soldato di cavalleria che aveYa riportato, nel Sl\ltare un ostacolo, due ernie muscolari simmetriche degli adduttori. Olt1·e tali muscoli, possono essere colpiti da. ernia il pettineo, il muscolo iliaco, il tibiale anteriore, il retto dell'addome, ecc La. regione sacro-lombare va soggetta piuttost-> alle rotture muscolari, come si rileva da una s tatistica di Regeard, il quale su d i un totale di 152cnsi ne ri porta 46 in detta regione. Oggi, com'è noto, si distinguono d ue forme ben diverse di ernia muscolare. che ditl"eriscono essenzialmente tra loro dal punto di vis ta anatomo-p:atologico e clinico: l'ernia, 1:er~ rormata cioè da. una. porzione di muscolo non lacerato spinta attra· verso ad una. bottoniera aponeVI'otico. accidentali! di vario. dimensione; e la. psetldo· ernia costituita. da. 110 rousMio rotto parzialmente o totalmente e spinto attraverso la. sua aponevrosi ugualmente lacerata (Jea.nnel). Secondo Duplay e Reclus, la prima forma, cioè la t·era entia muscolm·e è rara, e non si produce per laceraziono brusca dell'aponevrosi, ma per una distensione


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CASULSTICA CLINICA

ed usura lenta di essa; avverrebbu non per forza, ma per ddJolezza. Cosi per esempio nei cavalieri novizi i. in seguito allo sforzo di estensione e di adduzione delle coscio, ~uasi tutti i muscoli di esse contemporaneamente s'irrigidiscono e si contnggono; si avrebbe per conseguenza la dis tensione graduale dell'aponevrosi fasdn lata, l'assottigliamento e l'usura progres;~iva di questa ed infine la sua rottura, donde la formazione lenta dell'ernia. Il Le)'er invece, ligio alla teor ia an-tica, ammette tuttora che la semplice laceraziont 1:1ottocutanea delle aponevrosi muscolari si possa avere bruscamente in seguito ad una contrazione violenta dei IDuscoli relativi, e cita in proposito l'ernia del bicipite brachiale nei facchini in seguito allo sfo1·zo fatto per impedire la caduta di un peso portato sulla spalla, l'emia muscol~tre dei cavalieri a causa di una forte contrazione degli adduttori per uno scarto del cavallo. econdo il detto autore, l'apo11evrosi si lacererebbe a livello del punto pii• grosso del muscolo, ovvero nel punto di minore resistenza per una pre~ressn lacerazione. Il Farabeuf, schierandosi contro la teoria antica, nega. assolutamente che una contrazione brusca ed intensa poss& produrre l' iperestensione e successiva rapida rottura della guaina fìb•·osa. Egli t'a notare come, anche contratto, il mu· scolo non esercita mai una pressione eccentrica sulle pareti della gua ina aponevrotica. la riempie negli individui molto muscolosi, ma non la distende. Secondo lui, il muscolo cout1·atto non ingrossa in realtà, ma cangia solo di for ma. Le con· dizioni anatomiche, riferite dal l!'nrabeuf, non sarebbero adunque favorevoli a). l'ernia rapida pe r rottura dell'aponevrosi ed il me~gior numero delle ernie riferit.e presenterebhe i segni della rottura muscolare. È certo però che il modo patogenetico indicnto da Duplay e Reclus, non i! il .solo nella produzione dell'ernia vera muscolare; come ben dice il Borri, .. le stesse <:ause, che sono in gmdo di detenninnre lo. lacerazione del muscolo, possono indurre la rottura delle fa!'ce di ri'l'es timcnto ,.. L'ernia ver·a quindi indubbiamente Jouò produrs i anche in modo rapido, s pecialmente in seguito a violenze dirette, c?me nel presento caso clinico. Le pseudo-en~ie 11/llscolari dnl punto di ,-ista patogenetico e clinico appartengono al gruppo dello rotture muscolari antiche e presentano qu indi la medesima etiologia e J>atogenesi di queste ultime. F;uccodono a. sforzi 'l'iolenti e br uschi, e po!:sono quindi avers i in colo1·o che montano a cn.vallo, nei soldati durante i loro primi esercizii, nei facchini, noi rematori , ecc, La rottura dell'adduttore medio può succedere alla pressione bruscA. de lla coscia, allorchèo si è o. cavallo, o negli sforzi per porsi in s ella: nel tihialo anteriore lA. lesione può aversi in seguito ad un salto, nel retto Rnteriore della coscia in s eguito ad una contrazione intensa, per evitare una caduta. La p~eudo-ernia è stata riscontt·ata pure al deltoide, nei muscoli dell'addome, in quelli del dorso (erector t r unci, latissimus dorsi), ecc. Nel nost ro caso, in seguito al colpo d irf'tto, prodotto <dalla caduta, si ebbe la lacerazione della sola npone>rosi lombare, ln,qunle probabilmente doveva trovarsi itwrd istesa; s i produsse q uindi non unn. psewlo·t rnia, ma una vera ernia mu.~co· lal'P. L'integ rità d('lla massa sacro-lombare spiega come l'individuo, subito dopo il tra umn, poles>:e rimontare a ravallo e continuare il servizio; ciò sarebbe !'lnto in vcri tu nssai Ji ffic ile i n caso d i una ro ttura del muscolo, la quale si accom• pag na costa nte mente a fenomeni obbietti\'i e subbiettivi molto gravi. Nella m :l:'Sil muscolare quind i s i eùl•e solo una !;emplice contusione. i il t mtta to ad unque di un'er nia uwscola•·e Vl'ra t•l'r colpo diretto.


OASU I~TIOA

CLINICA

Un altro punto di somma importanza riguarda, senza dubbio, la terapia, di tale afFezione. Ed innanzi tutto va curata radicalmente l'ernia muscolare? 11 Golebiewski ammette che le ernie muscolari non diano incomodi di sorta; secondo tale opinione, ogni terapia, sopratutto cruenta, sarebbe evidentemente per lo meno superflua. Anche il Lexer ritiene che di" rado sia indicata l'operazione. Però, contrariamente a tale opinione, per quanto scarsa si voglia ritener'e l'innervazione. delle fasce aponevrotiche, credo che l'ernia muscolare non debba poi esser sempre del tutto priva di molestie, non foss'altro che per l11. sensal\ione di peso, di difficolt& e di debolezza, che di solito provano coloro che ne sono afFetti. Si aggiunga poi che, se nei borghesi l'ernia D!uacolare non suole arrecare una ve1·a in validità,. e quindi ha poca importanza dspetto alla legg~ sugl'infortuni del l&voro, nei soldati invece costituisce per lo più cnusa d'inabilità al servizio militare; ed invero· nell'esercito f1-ancese si ebbero in un sol decennio ben l47 rifor111 e per simile affezione. Inoltre, trattandos i quasi sempre di lesione incontrR.ta in servizio, e!\Saricbiede nei nostri soldati per lo più il passaggio al corpo dei veteTani, ed è quindi causa di aggravio alle finan ze dello Stato, tenuto conto della. sun frequenza nell'nmbie.n te militare. Invece l'opera.zione, curando rad icalmente, ridona al senizio attivo tante giovani energie, che sarebbero perdute pe1· sempre senza il soccorso dell'intervento chirurgico. Epperò, tenuto conto anche della coruplr ta innocuitll della cura cruenta, credo che, almeno nella maggioranza dei ca.si, sia indicata l'operazione. La semplice compressione elastica e l'applicazione del cinto a torsello di Folli n sono, a parer mio, da scartarsi, giacche r~ppresentano un vero supplizio per il malato. Oggi invece, dati i progress i del metodo asettico e della te-cnica opemti..,.a. la cura cruenta delle ern ie, e sopratutto delle pseudo-ernie muscolari, è indubbiamente da preferirsi. La semplice incis ione profonda fino al muscolo erniato, come consigliavano il Mourlon ed il Follin, e la. produzione di un'escara. profonda fino ai muscoli merc~ caustici, applicati sui tegumenti esterni, secondo il processo di Nimier, sono processi che la moderna chirurgia non può, nè deve accettare. Cosi pure la sola. riduzione del muscolo nella s ua guaina, as:<ociata alla s utum della la.cerazione aponevrotica, non è raccomanù~bile a cau:'!o delle facili recidive. Il Gies nella Berliner l,:linisclte Wochenscllri(t del 16 marzo 18M pubblicò due casi di ernie muscolari operate coll'incisione e colla resezione della parte erniat.'\. Da q uell'epoca i casi si sono moltiplicati. Il L~jars, dopo nvere a;,:portata a forma di cuneo In. mas:•a esLllrerante, r iu· nisce la ferita muscolaro con suture ad U alla ha:;e del cono escisso e con un !<Opraggitto che ne riunisce i margini. Lo Choux, semplificando molti:<..;;imo la tecnica operativa, invece dl escidere lR po~ione procideote del mu><colo, applica su di e~a 111m SP.rie di legature al cntgut o alla seta. le quali s tringono la porzione di muscolo erniato; ragg iunge quindi nelle ernie non molto volumino><e lo stes.~o e ffetto nellll escis::ione. Un te111po oltremodo importante per la buona riuscita. dell'operazione è la sutum dell' aponevrosi: i marg ini dell'orificio fibroso, regolarizzati e recentnti, vanno ri uniti diligentemente con punti d istanti al miiS«imo 6-7 u1illimet ri. I fili inoltre debbono


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CASUISTIOA CLI NICA

esMre passati ad una certa distanza dai margini, in mod,o da attraversare le parti resistenti dell'aponevrosi. Bispondono molto bene i punti ad U, coi quali si ba l'addossamento delle superficie aponevrotiche e non dei soli margini. Nei cas i di ernie per àislensio ~&e apo11evrolica, nei quali l'ernia può esistere senza lacerazione dell'aponevros i, lo Cboux cons iglia di comprendere nelle anse dei fili non !<olo la guaina fibrosa, ma anche una parte della sostanza muscolare. Inoltre, tm.ttandosi di un notevole llS$Ottigliamento deUa fascia, è bene praticarne la rese:t.ione, in modo che i fili si · pos:•ano applicare !<ulla parte piu resis tente della fascia fibrosa; si e::egue un doppio ordine di suture, delle quali alcune interes...ano i soli margini aponevrotici, e le altre, alternantisi colle prime, comprendono in pari tempo anche le fibre muscolari. Infine non ca·edo inutile accennare brevemente anche alla cura comecuti~:a, dalla quale dipende in gran parte la buona riul'lcita dell'operazione. É indispensabile un riposo assoluto dell'operato, io modo oh11 il muscolo leso sia completamente ri lasciato. Tale riposo va prolungato per duo settillnane e anche più, quando si t•·atti di muscoli vol uminos i. lo ultimo dopo la guarigione, allo scopo di evitare pos..-ibili recid ive, alcuni consigliano di far portare per qualche tempo nn nppa1·ecchio contentivo di tessuto ela...;tico.

*** Nel mio operato il proces"o di Choux diede un ottimo risultato, tanto che la regione lom bnre non lasciava più osservare Jt, menoma tumefazione o deformità. Il cnso da me illustrato ~tdunque, oltre ad avere un certo interesse per la sede non comune della lesione, ra ppresenta un eontril.mto n.lla curo. clùrurgica dellt~ ernie muscolari, le quali, a pnrer mio, vanno quasi sempre operate. Tra tutti i proce!l~i, salvo nelle ernie v<~ lulll in o:<e e nelle p:::eudo-ernie, che rirhiedono la resezione della massa erniata (M:onod e Vanver ts), è da preferirai quello di Cbou:c, che è semplice, di facile e rapida esecuzione, ed ba il merito di non demolire e di evitare sopra tutto delle emorragie, che richiedono del tempo per l'emostasi; inolt re il detto proce;;so presenta pure il vantaggio di poter essere praticato colla !'emplice anestesia locale, il che s emplifica ancora maggiormente l'atto operativo.

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.~Ile pagine 271-274 del Fascicolo IV, 80-~tituù·e le .seguenti: OASOISTICA CLINICA

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Ooumt&\\1S KJ. -

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MEDU.STINOTOMIA POSTERIORE, PER FERlTA PARASTERNALE A SPOR· TELLO, PENETRANTE NELL'E:MITORACE SINl::lTRO, per il maggiore medico Aol4)n1o Perassl, libero docente. L'inten•ento ope1·ativo e~;eguito per aprire il mediastino posteriore, fu dapprima tentato, con esperienze cadaveriche, da. Nasiloft', nell'anno 1888. Successivameute vi furono casi di operazioni cliniche, le quali s i fecero sempre più frequenti, e tutte le pubblicazioni recentissime di tecnica operatoria banno dedicato un capitolo speciale allo studio della medinstinotomia. po>;teriore. Premetto pure che nel novero delle varietà relative alle ferite aperte, In t raumatologia classica non registra, come caratteridtica, la forma di ferita a sportello. Quest.n. denominazione, u:;a ta pel caso in esame, fu pres a ad imprestito dalla. chirurgia operativa, applicandola. ad una. particolare categoria. di soluzioni di continuo, for tunatamente mrissima, in cui per l'azione contundente, combinata con quella di strappatura, si determina il sollevamento di un lembo os teo-muscolo-cuta neo, pnragonabile, entro certi limiti, agli sportelli movibili, che si praticano nelht moderna chirurgia cranica e toracicu, sia a scopo curativo, sia per farsi strada nelle rispettive cavità organiche. Ho detto entro certi limiti, poichè nella lesione da studiarsi, l'azione vulnerante del trauma produsse l'apertura simultanea della cavi ti\ pleurica sinistra e di <JUella. mecliastinica anteriore, median te un ampio sca:>so to racico, che solo eccezionalmente può l'onsiderarsi compati bile coll'esistenzn. Eceo ora la sintetica narrazione del caso osservato. Nel mattino del gio•·no S luglio, IUIDO ora decorso, dovetti procedere agli opportuni soccorsi curativi di un ferito borghese, tri\Sporl.a.to pericolante 1\ll'ospedule militare di Caserta, nelle prime ore delll\ notte allora trascorsa. Si trattava di un giovane ventenne (Di Lella. Giuseppe), che nel mentre di notte percorreva n gran velocità in bicicletta lo s volto di una strada., prossima al mentova.to nosocomio, sudò ad urtare violentemente col petto contro la p1u·te tennino.le della stanga di un biroccino, che si movevn pure celeremente, in senso opposto. Dato l'urto, in direzione più o meno perpendicohue, di due corpi animati da rapido movimento contrMio, gli effetti lesivi nellfl sede colpitA. dall'agente vul1\er&nte, dovevano essere di straordinaria g ravezza.. Infatti, l'ufficiale 1nedir-a, che apprestò im10ediati soccorsi, detergendo e poscia tamponando, con molta cura, la vasta breccia delle parti molli, s ituata nel la linea


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CASU ISTIOA CLINICA

p:uasternale sinistro e conformata a semi! una colla convessità rivolta all'esterno, rilevò che essa era complicata n frattura esposta, scheggiata della seconda, terza e ouarta costa di s ici;;tra, in vicinanza delle loro articolazioni condro-sternali, ed a lacerazione della pleura co;~tale o mediastinica di sinistra ed a conseguente t~ mibilo contusione dei visceri contenuti in tali cavità. Perciò, senu. esitare, giudicò il ferito in pericolo di vita. Ma bastarono alcuno ore di riposo, in decubito supino, perchè in parte si dileguassero gli imponenti sintomi di commozione generale post-traumatica e h\ sistole cardiaca si rendesse alquanto più energica. Col ris veglio nell'attività dell'organo centrale circolatorio, l'emostasi& esattamente ot· ~enu tn in primo tempo, mediante il metodico tampouamento, fatto con lunghe striscio di garza, non fu durevole, poichè a poco, a poco, t utto il materiale di medicatnra fu invaso dal s angue nuo\·amente trapelato, pe:r rinnovatasi emorragia. Manifestntasi questa complicanza, furono, con sollecitudine, preordinati i necessari preparativi, proporzionati alla g ravezza della situazione. Anzitutto a causa del note\·ole grado di cianosi del volto, dipendente dali:\ compromess« funzione polmonare, esistendo pneumotorac:e a s inistra, ritenni indicato l'uso delle inalazioni di ossigeno, allo scopo di provvedere al difficoltato e limitnto ricambio respiratorio. Otten ni in tal modo uno stato pronunziato di q uiete. :-e non di anestesia genernle, durante cui fu possibile ·procedere ad un rapido esa me della ferita toracica, ampiamente penetran te, constatando che il polmone sinist•·o nella sua parte visibile e il pericardio nel largo tratto scoperto, erano rima.<:ti illesi. Praticai allora il prolungamento della ferita cutanea in basso, hmgo lo. linea parasternale sinistra, per scoprire ed allacciare i vasi recisi, indi resecai l'estremitil anteriore della terza costa, che fu la più frantumata dal trauma e colla s utura Jlllrustale dei monconi ùella seconda e quarta costa ne fissai i fram· menti mobili. Dopo eseguii In paniale riunione a piani, per prima inten1.ione, della risultante ampia ferita cutaneo-muscolare. Pensatamente. lasciai aperta la parte mediana della soluzione di continuo, allo scopo di mantenere drenata la cavita rnediastinica e quella plcurica di sinistra. L' iudagiooso e complel<so intervento operativo ebbe per obbiettivo la toraco·emostasia e la toraco-immobili.zzazione.ln seguito non tardarono a manifestarsi sintomi di pleuro-polmonite traumatica a si· uistm, con espettorato sanguigno e mucO·Sanguinolento e reazione febbrile con• tinun. remittente, oscillante tra i SS0 e 89<>. Durante questa fase della mR.lattia, protrattasi per qu11si due settimane, s i potè rilevare come i margini della ferita parasternale, nella parte corrispondente allo sbrigliament-o operativo, avessero aderito per coalito asettièo, mentre nella restante pnrte, prodotta dall'azione a strappo del trauma, fosse comparso un processo sup· purMivo non mo lto intenso, nè molto difl'uso. Cosi s i constatò che la. tori\Co-emostasia, coadiuvala daÙa toraco-immobili?.Za· zioue si e•·a mant;(>nuta durevoLmente efficace. S uccessivamente, malgrado l'appli· cazione del drenaggio capillare a permanenza e le lavande detersive cavitarie colla soluzione fisiologica, in!'orse un nuovo tipo di rea1.ione febbrile, ad esacerba?:ione serotina e remi tteuza considerevole mattinale, e che s i ritenne sintomatica di un 1•rocesso s uppurativo. Non modificandosi tale stato di cose neppure colle irrigazioni fatto nella posizione inversa, alternando l'uso di se>luzioni di permanganato pota!lsico, con q nelle di tintura di iodio e di sali di chinina, si pensò che neces· si tasse pra ticare una contro-ap<>rtura, per fa vorire il deflusso delse<'reto puru1ento, il quale nelle parti più declivi dell'emitorace s inistro, s'intuiva, dovesse raccogliersi e ristagnare. Frattanto cogli acrurati esami obbiettivi si pote\·a assolutamente


CASUISTICA OLI~JCA

"t~Seludere che la raccolta purulenta avesse sede, tanto nelle cavitii

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pleuriche, quanto in quelle. pericardiaca. Era perciò ragionevole suppone che pet· effetto di una mediaatinit~ antero-posteriore subdola, si preparasse Ull!L localizzazione purulenta nel mediastino posteriore. Quale sintomo premonitore comparve un edema di !l'uso nella parte poste riore Il basilare dell'emitorace sinistro, e pi(t accentuato in corrispondenza della 7.ona paravertebrale. Segui la manifestazione di una intumescenza rot.ondeggiante, più prominente a livello del nono s pazio intercostnle sinistro, linea. paravertebrale. As.,odata la ~iagnosi di ascesso medinstinico posteriore, il Si luglio u. s. cioò 28 giorni dopo il riportato traumatismo, dovetti praticare un secondo intervento operativo. Lungo il margine superiore deJla decima costa. incisi le parti molli a strati, dalla linee. paravertebrale alla emiscapolare, finché fu messo allo scoperto attraverso il nono spa:>:io intercostale, una sacca a contenu to liquido e pulsatile sotto la pressione. Una preliminare puntura esplorativa non si ritenne opportuno praticarla, non pel dubbio che si trattasse di un tumore aneurismatico, ma per la possibilità che la punta dell'ago andasse a ledere uno degli elementi importanti conteDuti nel mediasti no posteriore: vena emi-a:>:igoc;, esofago, aorta toracica. Colla punta. dell'indice, insinuato attraverso il detto spazio intercostale, fu poi aperta la strada ad una copiosa raccolta marciosa, svuotata la quale il dito stesso, portatosi a. contatto dell'aorta toracica ne ~n·vertiva le immediate, vigorose pulsazioni. Dopo q uesto semplicissimo intervento operativo si iniziò un benefico periodo di riparazione, che progredì in modo costante e continuo, tanto da mettere l'infermo in condizione, dopo altri due mesi di cure, eli lasciare l'ospedale. Con una successiva convalescenza, protratta per tre mesi, potè conseg~tire il ripristino della nutrizione generale ed una soddisfacente vigoria fisica. L'anzidetto favorevole risultato rest·a documentato dalla dichiarazione medica, colla qnale prima che scadesse l'anno decot·so, il Di Le!Ja fu riconosciuto idoneo 11. coprire un impiego, a cui aspirava, in una pubblica amministTI\zione. Qu~sto caso, non comune, richiede ora alcune dilucida:>:ioni cr·iticbe. Anzitutto un esempio nnico non si ritiene sufficiente per avvalorare l'uso delle inalazioni di ossigeno nella chirurgia toracica. È ben vero che Rosental e Berthelot, secondo quanto si leggo nella Presse m édicale n. 88, anno 1008, banno raccomandato le inalazioni di ossigeno, combinato a cloruro di etile pet· produrre un effetto sicuro di anestesia generale. Altra osservazione di par ticolare importanza è quella che si riferisce alla constatata parziale suppurazione della ferila interessa.n te le parti molli, si verificò cioè che la ferita operativa guarì per· coalito asettico, nello stes so tempo in cui la ferita cutaneo-muscolare, )'rodotta dal trauma, passava a suppurnzione. Cosi pure, mentre mancò lo sviluppo di qualsias i ptocesso suppurat.ivo nella cavità pleuric~oo sfondata e nel pericnrdio non a perto, la suppurazione i nvase il mediastino anteriore, diffondendosi poscia a q•1ello pos teriore. Da ciò ne deriva che le manifestazioni osservate nel campo clinico, non sono preve<liuili nè spif.gabili cogli esclusivi crit~ri della batteriologia e della anatomia . Un altro s chiarimento va dato circa la presunta. modernità della mediastinotomia. pos teriore. Negli aunaU della medicina trovasi registrato l'ardimentoso intervento, praticato da Ga· leno nel mediastino anteriore, colla resezione dello sterno ad un giovanetto, il quale, lot~tore nella palestra, aveva riportata una contusione in pectoris osse. Altro ti - G4on.ole 4i IIUdkiM fllilllart. -

fa..c. IV.


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mediastinotomie anteriori vengono, nelle epoclle seguenti, ricordate, ma non è mai citato, prima dell'ultimo ventennio trascorso, alcun intervento a mano armata nel mediastino posteriore. Però sarebbe inconcepibile che uon siansi mai, anche d urante la chirurgia pre· antisettica, incisi ascussi raccoltisi nel mediastino posteriore. È verosimile invece che in passat-o non si istituisse In diagnosi diffe1·enziale fra ascessi media· stinici posteriori e pleuriti suppurative saccate, basilari posteriori. I moderni ad o~ni modo anebbero il merito di avere indicato, con precisione, il caselllll'lo to· pografico percorso dallo strumento chirmgico. I n conclusione nel caso esaminato, lo scopo curativo fu raggiu nto, mediante nna semplice toracotomia paravertebrale, senza resezione di coste e senza spo· stare la pleura e il polmone in essa contenuto, secondo le norme operatorie, esposte da Quenu e da Hartmann alla società di chirurgia. di Parigi, nella tornat& del 4 febbraio 1891, seguendo il metodo git\ indicato dA. Nasiloff. Anche Hai· denbnin consiglia la resezione di uua o piu apofisi trasverse e la resezione di porzione delle cosw per farsi strada nel mediastino posteriore, evitando in tal modo le lesioni della. pleura, facili a prodursi coll'acce·nnata resezione laterale delle coste. Prima di finire aggi ungerò ancora come Davide Giordano, apprezzato cultore contemporaneo degli studi di chirurgia teol'ico·pratica, nel suo ormai vetusto 1\IO.nuale di medicina oper·ativa, edito nel J8U4, d imostri poca fiducia nell'avve· nire della merliastinotomia posteriore, ritenendo che tale operazione non pot1à essere se non un esercizio cadaverico. Quanto alle raccol te purulente del media· stino, egli opinn che non possano diagnosticarsi prima che vi sia uno stato ge· nerale di g1·avezzn disperata. Il Giordano, fedele raceoglitore della casuistica clinica nazionale, aVl'à, dopo la conoscenza del caso osservato nell'ospedale militare di Caserta, un documento au· tentico e dimostrativo per considerare la mediastinite antere- posteriore, passata ad esito di ascesso medinstinico, quale forma morbosa curabile e guaribile da ogni chinrrgo, militante nel campo prat ico. Caserta, lo marzo 1909. UN CASO DI CARDIOPATIA TRAU~IA.TIC.-\, pel dott. l\tarJo P enne t.ta, capi· tano medico. Fino a pochi anni or sono molti clinici e patologi non ammettevano la po9· sibilità dello svilupparsi di una cardiopatia per traumatismi diretti o indi retti, o al più davano al trauma l'importanza di una causa occasionate. Ma, i n seguito n studi clinici e lavori s perimentali (Bariè, Cast.iaux, Laugier, ecc.), pubblicati specialmente dopo le leggi per gli infortuni sul lavoro, attualmente si ammette quasi da tutti la possibilità di cardiopatie traumatiche. Riferirò brevemente un caso, perché in esso l'origine traumatica della lesione ca rdiaca i: assai chiara, e perrbò riesce molto dimostrativo, essendo stato seguito dal momento del tr·auma fino allo stabilirsi delle lesioni definitive.

.B. D. soldato di fanteria, di anni 23, giil contadino, non ba precedenti morbosi ereditari o personali d'importanza; non Ira mai sofl'erto di dolori reuma tici articolari o muscolari, ni: malattie veneree.


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n 10 gennaio 1908, attendendo con gli altri militar i del su.o plotone al giuoco ..ciel pallone, fu accidentalmen te colpito, eol pallone stesso, alla metà s inis tra della regione anteriore del torace. Al momento ebbe perdita della coscienza, e cadde, e poco dopo, r ialzato, xiprese la coscienza, ayvertendo dolore al torace, senso di op· pressione alla regione precordiale e palpitazione cardiaca. Fu visitato nello stesso ·giorno dal medico del reggimento, che, avendo constatati i fatti, lo tenne a riposo per cinque giorni. Trascorsi questi e persistendo i disturbi, il C. fu allibito per venli giorni a servizi lievi (piantone), e poi, non essendo migliorato In salute col r iposo e con le cure praticate, fu mandato all'ospeJale milìtare di Ravenna. In quell'epoca il O. accusava facile affanno ed accessi di palpitazione cardiaca, con senso di ambascia alla regione precordiale. Si constatò che la s• costola sinistra, t rA. le linee papillare verticale ed ascellare anteriore, era alquanto ingrossata e dolente alla pressione; non vi era scricchiolio nè movimenti anormali. .Rigt1ardo all'apparato cardio-vascolare si notò 'che il polso era debole e frequente ed il secondo tono sulla punta era alquanto impuro, conservando però i caratteri di tono e non di rumore; s i verificarono alcuni accessi di dispnea, senza alcuna causa occasionale, e senza alcuna lesione obbiettivo. dell'appante respiratorio. Si fece una lunga cura iodica e con vari altri rimedi, e nel marzo, essendo quasi scomparsi i sintomi subbiettivi, si rimandò l'individuo al suo reggimento. Ma appena r ipreso servizio, egli av'lertl nuovamente i suddetti disturbi, e perciò tornò a ll'ospedale. Quivi r imase per venti giorni e poi fu mandato in licenza di tre mesi. Al ritorno da lla licenza (durante la quale, a suo dire le :sofferenze non ccs·sarono), ricoverò nuovamente in quest'ospeda le, accusando debolezza generale, fre· ·quanti accessi di angoscia precordiale, con palpitazione cardiaca quasi dolorosa ~dispnea.

È individuo di buona costituzione, in discreto stato di nutrizione, con colorito dell~ cute e delle mucosts visibili pallido e tendente al cianotico. L'esame dell'ap-

parato ca.rdio·vascolare fece osservare quanto segue: L'itto cardiaco pulsa nel 6• spazio intercostale, circa. un centimetro in fuori della. papilla.re verticale: vi è manifesta pulsazioue epig~trica. Con la palpazione non si rilevano alterazioni della. parete toracica (la tumefazione costale 6 scomparsa); l'itto è normale per fot·za, ma é lievemente prolungato, da richiamare quasi l'idea di un fremito. La percussione fa constatare che l'aia cardiaca nuda. é di poco ingrandita tre.sversalmente, ma più verso l'esterno che all'in terno; in senso ver ticale non vi è notevole in grand imento. Con l'ascoltazione si rileva che sul focolaio mitra.lico il primo tono è normale, forse lievemente accentuato; il seeondo tono è accompagnato da un soffio che si prolunga alquanto nella grande pausa : è un soffio piuttosto dolce, a timbro quasi musicale. Normali sono i toni sui focolai a or tico e tricuspidale; vi è lieve accentuazione dol secondo tono sul focolaio della pohnonare. Sullo artel'ie periferiche il polso è piuttosto debole e frequente, In tutti gli altri organi non SI osservano alterazioni d'importanza. Durante la permanenza in ospedale l'infermo fu preso parecchie volte (nuche stando a letto) da accessi di tachicardia (100-18° pulsazioni nl minuto) con ambascia, senso di oppressione nella regione steruale ed afl'nnno. Constatatllsi la lesione c~ardinca, stenosi mitralica, il C. fu r iformato, ed ap· .pena lo permisero le sue condizioni di salute, fu inviato in famiglia.


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:m pare fuori di dubbio che la lesione cardiaca del C. si debba attribuire al trauma sofferto. Si tmtta di un militare, il quale prima di essere ammesso in servizio deve essere stato visitato parecchie volte dai medici, i quali certament-eavrebbero constatata l'esistenza di un vizio cardiaco, anche ben compensato. A conferma delle normali condizioni del cuore primA. del t rauma sta anche il fattoche il C. ba prestato per parecchio tempo regolare servizio, senza accennare a. disturbi cardiaci. Anche lo svolgersi dei fatti morbosi, accertati dall'osservazione praticata. sin da principio, stanno per l'origine traumlltica della malattia. L'individuo infatti hn. cominciato ad avvertire i disturbi cardiaci s ubito dopo il trauma, e d'allora li ha sempre avuti 6nchè si è constatata la lesione valvolare. Si tratta di una di quelle cardiopatie che il Barié chiama rotture traumatiche,. in quanto il trauma, produce la lesione, agendo diretta me,nto sulla regione ear· diaca; distinguendole cosi da quelle spontanee, detet·minate da sforzi eccessivi che agiscono indirettamente sul centro circolatorio. In due modi sogliano manifestarsi le cardiopatie trauma-tiche; o la lesione val· volare ed i segni funzionali si determinano appena avvenuto il trauma (cardiopatie repentine) o subito dopo il trauma si manifestano solo disturbi funziona li e poi in seguito si manifesta la lesione valvolare (cardiopatie tordive). La malat tia del C. rientrerebbe in quest'ultima categoria. I distm·bi funzionali avvertiti dall'i ndividuo prima della constatazione del vizio val volare sono dagli autori attribuiti agl i effetti delln. contusione sulla mu· scolatura cardiaca, cioè alle lesioni anatomo-istologiche o forse solo funzionali, subite dalle fibre muscolari del miocardio all'atto del trauma. È stato dimos tratos perimen ialmente (Rosenbach) che gli effetti funzionali d i una contusione cardiaca sono spesso più gravi di quelli prodotti da una s emplice lesione vah·olare, anche traumatica. Col tempo tali disturbi possono migliorare, se non sono sostenuti da lesioni organiche non constatn.bili in primo tempo. Spesso sono sostituiti dai sintollli di una lesione valvolare che si stabilisce in. La specie del vizio cardiaco nel caso presente conforma i clati statistici finora• raccolti (Peacok , Brié ec<'.). Da tali dati risu lta che le cardiopaLie repentine sono a preferenza insufficienze (aot·tica, mitralica), tnentre le tardi ve sono spesso stenosi, specialmente· mitraliche.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA -G. PADOA. - n rtoamblo materiale nelle anemie g ravl. - Società editrice libraria. Milano 1909. Studio eseguito nella clinica generale medica del R. Istituto di studi superiori a Firenze, diretto dnl prof. Grocco. P romesso che per anemie gravi intende quelle profonde alterazioni della cra!'i ~angoigna con intense torbe ad esse riferibili e rilevabili all'esame clinico, l'A. in

questo suo importante la voro si propone d i studiare il ricnmbio nelle medes ime sia per portar luce a questioni di fisiopatologia in cui i ris ultati dei diversi ricercatori sono lonta ni dall'esser concordi, sia anche per trarre alcu ne conseguenze pratiche specie in rapporto alla. tera.piR alimentare degli infermi. Una rapida ma esauriente rassegni\ degli studi fatti in proposito tratta dei processi d'ossidazione, della scomposizione dell'albumina, dei processi digestivi e dell'as sorbimento, dei processi putrefnttivi nell'intestino, del ricambio purinico, del ricambio dei sali, della costit uzione dell'urina, delle ricerche fisico - chimiche del sangue. I,a parte originale consta di un capitolo relativo alle r icerche el'eguite ed ai metodi di esame. Lasciata. da. parte la ricerca del ferro, del calcio e del mng ne!;io per diverse ragioni d'indole teorica. e per cons iderazioni fis io- patologiche, l'A. annuncia di aver preso in esa me l'azoto s ia nella sua totalità, sia ne i princi pali composti azotati urina.ri (azoto ureico, azoto uon uroico, azoto non precipitnbile colla miscela fosfowolframica - cloridrica, azoto precipita.bile colla detta miscela), l'ammo· ninea, l'acido urico, lo zolfo nella sua totalità e nelle sue diverse t'orme, il fosforo legato a.lle terre e legato agli al<'nli, il doro, i grassi, il sodio ed il potMsio, i p1·occssi ossidati vi. Espone inoltre le sue vedut.e sulla importanza che hanno queste ricerche quando, invece di essere praticate su di un solo elclllento del ricambio organico, sieno pra ticate contemporaneamente !;ullo orine, sulle feci, ed anche sugli alimenti, allo scopo precipuo d i portare l'esame su tutti i termini che conducono alla valutazione del bilancio finale. I casi presi in esame sono due di anchilostomanemia, tre d i cloroanemia. uno di gravissima anemia puerpernle, uno d i gravissiUla ane mia da carcinoma uterino, uno di probabile anemia splenica. Per tu t ti questi casi un'apposita tavola. prende in esame l'entrata (alimenti), l'uscita (urina e feci), l'assorbimen to, il bilancio, eù un'altra si riferisce più s pecialmente all'esame chimico completo dell'urina. un capitolo speciale ò des tinato allo studio del comportamento del sodio e del potassio nelle anemie in genere, ed in ispecie nelle a nemie studiate dall'autore. L e conclusioni alle quali giu uge il Padoa con questo paziento e poderoso lavoro sono le seguenti: Circa i caratteri de l ricambio trovati comuni nei casi di a nemia grave di diversa natura sono da notars i: diuresi piuttosto abbondante con


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peso specifico basso e urca piuttosto scarsa i defìcente asso1'bimento degli albuminoidi i ritenzione d i fosforo nell'organismo i perdita dnll'ot·ganismo di cloro e di potassio; difett o dei processi ossidati vi. I n quanto ai coronlnri pratici applicabili al letto degl i infermi, sembra, dalle ricerche e:;cguite, si possa desume re in alcuni cnsi un giudizio prognostico sull'andamento della malattia potendo a lcune particolarità del metabolismo organico indicnro se la malattia si incammini verso un miglioramento o verso nn peggioramento, o se si trovi invece in un periodo di stato. Circa alla questione se i risultati del bilancio del potassio, del fosforo, del cloro sieno di tal natura da spiegare senz'altro la necessiti\ della somministrllzione terapeutica di taLi elementi, non sembra che quest'ultimo modo d.i vedere abbia uua sanzione '·ernmente scientilica. Bene a ragione dice l'A. che il propinare in eccesso nd un organismo le sos tanze le quali sono in perdita nel suo bilancio, senza distinzione tm sosta1nn e sostanza, non hl\ base soril\, percbè il corpo umano non ha le pareti indill"ere11ti come una storta ma è costituito di tessuti e di cellule che vivono e che hanno uu'attiviti\ chimica e biologica tutta propt·il\. T roppo spesso in queste ricerche ci si couten ti\ delle cifre finali dimentica ndo gli inn umerevoli, com· plcssi ed intimi procedimenti attraverso ai quali nell'organismo si giunge & tnli risullati. TESTI. At:.nARI!AN e

HEITZ Bonr. lt. -

nelle urloe. -

Ua metodo •emplloe perla rloeroa 4el8ugue

(P•·e11se lllt;<licale, Hl maggio O!J).

Capita spe~so iu clinica di trovare delle urine di color rosso san~uigno, e che in reultà non contengono san~tue (es. per l'as:;orbimento di for·ti dosi di piramidone). ovvero di constatare delle vere ematurie tossiche (es. dn. urotropina). 'l'alorn l'ematuria è un segno clinico di grande import111nza, p. es. l'ematuria provocata dal camminare o da un esercizio qualunque (nefroli tinsi, ossaluria, alcune neft·iti fruste nssociate a rene mobile). Inoltre, o~ni Yolta che si cont=~tata la presenza di albumina nell'urina, è neces,;nrio poter a~cludere In presenza del Snllglle (litiasi, etmcro, tube rcolosi, nefrite). lnlìne è opportuna Il\ ricerca del sangue nell'esame comparativo delle urine fornite dai due reni soparatnmento. In tutti ques ti casi il mi~lior mezzo dingnostico è l'esame microscopico pre,·i" centrifugazione, il quale ci fomisce la con-;latazione diretta delle emazie, sah·o il caso ra•·o di emolisi co111pleta del sangue nelle urine. Senza negare l'importanza ed esl\ttezza di questo metodo classico d i gabinet to, gli .AA. ne couc:iglin.no un altt·o piu rapido, che (, applical>lle al letto dell'Bm111alato, e si può sempre r ipetere a volont!l. Questo metodo è conosciuto anche sotto il nome di reazione di :Ue.\·er. 11 reattivo è uno. soluziune akalina di fenolftaleina, si ranno uollire in un matraccio per ·l'-5'. Fenolftaleina . g. '2 • 20 sciolta in Pot11ssa anidra . ,. 100 Acqua distillata Poi si aggiunge: ,. !O Polvet-e di zinco i mpalpabile Il liquido ùnpprima rosso, in seguit.o si scolora. Appena scolorato, si 6ltra_ :Può conservnr:;i per divc1·.;i mesi, purchò in flacon ben tllppato.


RIVISTA MEDICA

2i !l

Si versano in un tubo da saggio 2 c.c. di ul"ina, pii1 l c.c. di reattivo e s i agitn. Poi si aggiungono S-4 gocce di acqua ossigenata a 12 volumi. La reazione positiva consiste in una colorazione rosso fu csina piu o meno intensa secondo la quantità di sangue contenuta. nell'urina. Essa si produce progressivamente, cominciando da pochi secondi fiuo a 2'-8' dopo versata l'acqua ossigenata. É sunsibilissima: si è verificata anche oou unn proponione di sangue di l :lOU.UlJO con urine giallo limpide, in cui al microscopio, previa centrifugazione, non si vedevano che rari globuli rossi. Si ba tanto nelle urine acide che in quelle alcaline e persino in quelle purulente, ammoniacali. La s pecific itii. della renY.ione è dimostrata dal fatto, che essa non si produce, quando l'urina contiene solo albumina, pus, zucchero, pigmenti biliari o sostanze aggiunte (cloroformio, timolo): non è influenzata dall'acido urico o urati, acetone, iudicauo, nè dai medicamenti piu nsuali (ioduri, bromuri, acido salicilico, morfinn, fenacetina, urotropina). Insomma questo metodo rapido, facil e, specifico, sensibilissimo, costituisco un eccellente espt'ldiente clinico per la ricerca del sangue nell'uriua. :::;, Ru1'A.

Una epidemia dl bordo 41 febbri settenarle osservata nelle aoque huUane. - (Arc/iiv. f ilr Schiffis-~md Trope1t-llyyiene, l :JOV, Vol. 13, N. 2).

SCUliiTTER. -

In questi momenti in cui le occas ioni e le possibilità di far ving,:;i marittimi non mancano, e in cui la. febbre d'emigrazione è in continuo numento, uon è inutile tener dietro ai progress i della patologia esotica e alla s peciale patologia che spesso osservasi a bordo delle navi. In uno dei recenti numeri dell'..trc/tiv. ScltiO's-ml<lTrope~t - B!J!Ii~ne è descritta dal dott. Schnitter, il quale, come medico di bordo della com pagnia Amburgo-America, compiò 110 lungo viaggio nell'Asia orientale, uua curiosa all'azione febbrile cho si manifestò durante una lunga ptormanonxa della nave a Calcutta, e nel ritorno durante la navigazione verso Sucz. La malattia colpi l'equipaggio, composto di chinasi e di emopei, nella proporzione del 82 p. 100, ossia. 17 uomini su 35 europei cio!. il -!ti p.lOO, eS uomini s u 27 cbinesi, vale a dire l' 11 p. 100 Prima di descrivere iltlundro sintomalologico è interessante notare che le più accurate rice•·cho sui secreti o sul sangue, sin microscopiche che chimiche non presentarono nulla di note""ole, per modo che l'aspetto nosogrRfico della malattia era tutto basato sulla vnlutnzione dei sintom i più grossolanamente visibili. La. malattia cominciava. con alta febiJre, senza brivido, o almeno con brividi molto leggieri. La febbre che saliva a SS,6o..SO,o0 nou era però tale d8 disturbare molto i pazienti i quali continuavano il loro lavoro; in qualche caso più grave vi furono però dolori di oapo più spesso limitati al decorso del nervo sopraor hitnle, qualcl1e volta alla nuca e alla colonna vertebrale. li sensorio em integro; solo in un caso si osservò verso sera con una tempernturatura di .l()o> uo lieve delirio. Non si osservò mai tumore di milza. L'appetito en~ diminuito e lo stomaco, spes;;o sensibile, reagiva con violenti vomiti. In 1\lcuni cnsi si ebbero in principio diarree ed in uno s i ebbero, al terzo giorno, scaricbe diarroiche sanguinolcnti. In due cns i si notarono eritemi facciali più o meno intensi. In un cnso si ebbe un rigontiamento doloroso sulla regione della ti bia destra. In nessun caso si ebbero Rlterazioni delle vie neree s uperiori e profonde. n ti po della t'ebbre fu contiouo, generalmente fra 98,0 e 40,0° con remissioni normali. Il polso fu generalmente assai piccolo, in


RTV!STA MEDJCA

alcuni casi normale. Di regola fra il sesto e il settimo giorno, più di rado al quarto o quinto gior no, la febbre cadde per lisi e la temperaturn r itornò alla n orma. J..a malattia non presentò mai complicnzioni, decorse di regola in uno spazio di tempo fra i sei e i sette gior ni e la convalescenza fu rapida. R iassumendo, si trattò di una forma infettivn, probab ilmente trasmissibile da uomo a uomo diret.· tamcnte, In qual e decorse con sintomi nen·osi e qualche volta gastro-intestinali, ma non produsse ne~li organi in terni alcuna al1<~rnzione obbiettivamente dimostrabile. ]~ facile difl"crenzinre questa forma dalla rualat·ia dei tropici, dalla febbre dengue, dnll'inlluenza. TESTI. G. HAYElr.- In4loauoDl4elle lavature dello •tomaoo. 1\féde•:ine, novembre l!IOS).

(.h·c/tiv. génér. de

Oggidi ù te ndenza dei pratici di limitare di molto l'applicazione della lavntura d ello stomaco. L'A.. non ò dello ste:sso parere, ri tenendo tale pratica un mezzo pre· :doso di cura so impiegato in una certa misura cd in deteTmiuate condb:ioni. Il concetto da cui egli parte si è che la lavatura deve correggere l'elemento morboso, cioè In ritnrùata evacuazione per insufficienza motrice dt~llo stomnco. Studinndo prima la dingnosi di tali ritardi, mostra come finora sieuo stati trascurati o scouosciuti se in grado debole, non potendo essi esser ri\'elati che con la det~:rminazione dell'evoluzione digestiva. Tratt.asi di stati più o n•eno pronun· ciati di miasteuia o di atonia ga:str ica, che biso;.:na soprntutto distinguere dalle stcnosi legget-e e dai casi di proluugau1ento post-ùigesti \"O della secrezione gnstri ca che l'A. chiama ~astt·o - crouorren. L'evacuazione ri tardata per in::-ur"fìcienza motrice dello stomaco può esistere sola, rua il più •l elle volte essa ù comùinata con altri sta t i patologici come la lenta digestione, In ritenzione gastl"ica intermittente o permanente, l' ipel"l"ecrezioue. In tut ti qul!Sti caHi sono indicate le la\"ature; possono parimenti riuscir utili nel ca tano mucoso dello stomaco eil in talune fermentazioui gastriche. l lava:.:gi verranno praticati il mattino a digiuno con uua sonda molle in caucCI Ù. Cousistcrauno iu una setnplice sifonatura con acqua bollita e ralrreddata 1\ll una t emperntura variante !<ecoudo i casi da 20 a 30 centigradi. Non si intr·odunil nello stomaco mai pil1 di nn terzo dm li tro per ~olta, impie· gando in tutto un litro od un litro e mt:zzo di liqui•lo. L e lavature sa ran no fatte per serie della duratn da dodici a quind ici giorni; interrompendole in seguito, per ripreud erle dopo un tempo variabile secondo le indica zioni. O. BEitNUCCI.

L. SiCII.IA:>O. - Le lnfeztoDl paraUfoae. - Firen ze, Sue. tip. fiorentina l!JOS. Sl11dio es<>guilo nell n clinica gl!oernle medictt neJ R. I stituto di studi superiori in Firenze diròtto dal prof. G1·occo.

È un la\·oro di inler(•;,se clinico e bnttel"iolo)!ico col quale l'A. pona molta luco nll'inlt·icnta questione del posto a cui spetto U(•lln patologia umani\ il capitolo delle infezioni pnmtilichc. L"A. rin!!snmc molto opportnuttmente la storitt llell'nrgomento, che, ben a ragiune, .:, 111 storin d~i btwilli pnrntilid, a co minciare thd primi lnvori di Acllnrd e Hl·u!"tllld per wnire ai ltwori di ~chottmiiller, di 1\Ay:.:er, 11ll<' numero,;issime osse n·azio ni .ii epiùewic parntibche s tudiate di recente in ogni parte del mondo, ni


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numerosi casi, anche recenti, di infezioni alimentari prodotte da germi che hanno stretti rapporti coi paratifici i fa un'accurata I'Ìvista. di tutti i bacilli J>aratifìci finora noti descr ivendone i caratteri morfologici, colturali e bioìlogici, fen nandosi specialmente allo studio delle rea:doni immunitarie e ag~iungendo delle interessanti r icerche personali sulla qttestione del potere patogeuo del le colture pat·atificbe introdotte nel tubo digerente cogli alimenti negli animali da esperimento i descrive la siutomatologia delle infezioni paratifoìcli a. seconda dei d iversi tipi ed anche in questo capitolo aggiunge delle osservazion i per!!onali ; t ratta delle lesioni a.n atomo-pa.tologiche e ne fa rilevare un certo carattere di specificità; s i ferma. nd opportune considerazioni sui rapporti fra i paratifi e le vie biliari basandosi sulle manifestazioni cliniche e sullo esperimento; discute la patogencsi delle forme morbose causate dai paratifi i trat ta difl'usamente della diagnosi delle infezioni paratifoidi, delle infezioni miste da tifo e da paratifo, della diffusione dei bacilli pnratifici nel mondo esterno e de i rappor ti con a lcune infezioni degli a nitnali domestici e da macello, della profilassi e della cura Le conclusioni di questo importante lavoro sono che dal lato clinico non si può pa rlare di una malattia chiamata rXJ.ratifo non esseudovi un quadro m01·boso carattet·i tico causato dall'azione infettan te dei bacilli paratifìci da potersi difl'e.renziare dal vero ileo-tifo. Si deve dunque pu rla ro di infezioni generate dai bacilli parat ifici intes i come u.n gruppo di germi che vanno considerati a JP&l'te nella classe dei tifo-coli o che possono dare il ttundro morboso dell' ileotifo come possono dare il quadro morboso di una dissente ria o di un coléra. Dal la to batteriologico i bac illi paratiilci costituiscono però una specie distinta che per mezzo di tipi intermetli è legata a.lla specie vicine, alcune delle quali SOJlO specilìca mente patogene per certi ùetermiuati animali. Secondo le idee del Kuticher, si può ritenere che nel corso di secolari passaggi attravet·so le rispettive specie animali le varie razz"' si sieno adattate in modo da a cquistare per ognuna di t-SS•' uno SJX'cinle potero patogeno. Il lavoro è provveduto di una est.esa ed esaur iente bibliog rn fia. TESTI.

H. R osEXTHAL. - OdterU dt&gnoatlol della taberooloal &oat&. 1din. W orltenschrift, dicembre 1908 1.

(lle1·liner

Sono noY~ le d iffìcoltè. che talvolta pre!':enta la diagnosi di una tu\Jercolosi miglinre acuta. L'A. en umera i seguenti fra i sintomi piu impot·tanti che non lasciano 1\lcun dubbio sulla diagnosi: 1° Colpisce il dimagrimenlo molto rapido, non proporziouato alla febbre, all':llimenta:done, ed allo s tato li egli orgaui digerenti i 2° Sono colpiti da catarr o prima i piccoli bronchi, po!'eia i b ronchi maggiori, e ciò contrariamen te a quanto succede nella bronchite ordinario.: 8• Il pericolo di confondere la tuhercolosi migliare a cuta con In febbre tif oidc verrl\ eliminato con un attento esame del polso, della temperatura, degli organi respiratorii i 4° ~i dovrà aver fiducia nelle s ierodi nguosi soltanto quando s i presenteranno molto pronunciate, men tre bisognerà tener presente che i tu bercolosi possouo pre· ::;entare la reazioue di Widal modificata., e che quella di Al'loing-Courmont non sempre esisto nella tubercolo~i i &o U no relativa s icurezza pott·nnuo dnre le reazioni di Cnlmette e ùi I'irlluet, specialment-e qunndo è controindicata l'iniezione sotlocutanl'l\ di tubercolinn ;


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BIVIS'l'A 0( NEVROL'ATOLOG IA

no Nei casi tluiJbi gli es1uni del sangue, delle feci, delle secrezioni, potrannoofl"rire un prezioso niu lo: · 7° Da ultimo srompnrirà ogni tlubbio con In compars a di tubercoli migliari coroidei o di granulazioni mi!!liari delle mucose visibili. G. B&RXUCCI. CRt;JI\.siiAXI\ G. R. ( Windsor :3. U . A.).- Oura medio& 4tll'&ppen4lolte - (.\fedieal 1·enrd, n. S, voi 'i2, 21 agos to 1908).

L'A.- ronstalato che in mol ti casi di append irectoma l'appendice non si tro\·a ao·nuo altt> rnta pntolo~ricam<'nte, nH\ ò normale o presenta solo alterazioni involutive fisiologiche, e considerando che l'nppendire può nvere una funzione imrortnn~e per In digestione intestinale (:'•fac Ewnn dice che In secrezione dell'appendice é akalinn e sen·e a completare In neut.ralizznzione del chimo acirlo al suo pcssnggio dall'ileo nel colon) - ritiene che in fatto d i appendicite si n busi dell' inten·eute chi rurg ico. Con~ i glia perciò sem pre lu r um medic11, asserendo che la maggior parte dei casi può guarire in tal modo: riposo a:o:solu to in let to; nie nte alimenti, ma soltanto arqua, anc he J)er G o 7 gic.rni; nien te pu1·gnnti (un leggero pur gnnLe può essere dato in qualche ca:-:o, ma solo al primo mnnifestu rsi del dolore); se nel retto vi à accuumlo di feci può fa rs i un solo clistere: moderato uso di oppiacei (morfìnn l; npplicnzione locale ùi ghiaccio; po!>izione di F owler. Circa l'intervento chirurgico ed il momento di tale intervento, egli uota es· sere prnticn comune di operare non appfnn si sin reso evidente l'ascesso, o la cont a d ei leucoc iti lo f11ccin sospettare. l\l n allora è git\ tard i, ed è meglio d i aspettare ancora. nfliuchè l'n:-:cesso si s ia ben circor.cri tlo ed il pus att-enuato. Bisogna ope· ra re suhiLo, on·ero n. cose unite. Se il pnzienle è preso in cu1·a all'inizio, col trattamento medico suesposto non s i annuno vivi dolori. Se questi s i manifestano violeuti, operar subito. Se il dolore c;i manifesta improvvisumen to, anche so non fos c molto violento, fare 11na inc isione el.'plorativa. So vi è qualche dubbio circa queste condizioni, per la vita d el paziente val meglio asteners i. P. FAI.Cli.'T'rt.

RIVISTA DI NEVROPArrOLOGIA FH~J·:T•rJ D. P. tenente med ico. - Contributo allo ltn4lo della mlmloa • 4elle

sue alterazioni 11egll afaslol motorU. - (Ri u. di pat. ner~:. e mr.nt., A. xrr, fase. 12·1907.- V. anrhe ~I ingl\zzi ni: L f'z. d i anat. clhtira dei centri nen·osi: T orino J!l07, L ez. XVI).

rremcs:::e consitlernzioni generali sulla mimi.:a emofi 1·a L'cspres>;ione delle emo· zioni) e siynificafil·a o iutenziouale (linguA~gio mimico). e sulle loro alte1·azioni. l'A. r in!'sume brcvl'mf' nte quanto i vnrii atllori han rile va to circa le alterazioni della mimica nt>gli arnsici motot·i: quind i riporta i seguen t i r isultati delle osser~,-a7.ioui fatte su lo afnsici motorii con emiplegia destra. l o ,\/imica e'''otìm. - Il 1·i.,-o e il pifluto, s in spontnnei (rifles!'ii), s ia per invi to, :-in per imitnziout>, sono consen·nti: Il\ p1mdisi della metà destra della faccia appare


RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE

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meno evidente nt~l 1° caso, ('he nel 2° e nel s~. La loro conservazione e tale ditfe· renza si spiegano col fatto che i centri celebrali di innervazione volontaria e di innervazione riflessa di uno stesso gruppo di muscoli sono difi"erenti, per cui ùi questi muscoli può esser aboli ta la motilità volontaria ed esser conservata la ri· tlessa, o viceversa; - l& motilità rillessa è influenzata dalla volon tà solo in quanto questa può, fino ad un certo punto, reprimerla o inibirla. Il contro riflesso del riso e del pian to è nei talami ottici, il loro centro volon tario è invece corticale, 2° Min~ica intenzionale. - Poco g ral'i sono i suoi disturbi. Essendo il linguaggio mimico poco usato, per esso non è avvenuta la localizzazione in un dato punto di una data metà del r.ervello, come per il ling uaggio parlato ; la funzione mimica è disimpegnata dai centri motori degli arti e della faccia, situati in a mbed)le gli emis feri cerebrali. Pur ammettendo che i centri motori dell'arto superioredestro (nei desLrimani) sian più perfezionati di quelli del sinistro, ne consegue come il linguaggio Inimico non possa mai venir soppresso nelle les ioni cor ticali circoscritte, ma possa venir soltanto poco danneggiato. li li nguaggio mimico del capo è in genere ben conse~vato; è semprt' meno leso di quello ùegli ar ti. Ciò perché i centri mimici del capo, agendo sinet·gicamente (movimento di affermazione) o alternativamen te (movimento di negazione), sono quasi egualmente sviluppati nei due emis feri: quindi leso uno di essi, l'altro ne compensa la funzione. - La negazione col cnpo è meglio conservata dell'nfl"er· maziooe. I movimenti mimici eseguiti spontaneamente son più energici di quelli eseguiti per iO\,ito verbale e per imi tazione: ciò perchè in questi due ultimi casi manca l'eccitamento dovuto alla estrinsecazione di un sentimento proprio. Il mo\"imen to eseguito per invito verbale è meno energico di quello eseguito per imitazione: in quest'ultimo caso con l'eccitamento dei centri vis ivi, l'immagine d el movimento da eseguire si disegna nella mente meglio che con l'eccitamento dei soli centri acustici. Talvolta neppur l'in tervento •lei centri ottici ed acustici ti cavace di ri· produrre il movimento esatto: ciò anzitutto percbò liacca è l'immagine concettuale del movimento e non vien risvegliata neppure con detto intervento, in 2• luogo per le condizioni d i nutr izione della corteccia cerebrale, e quindi per lo stato d i funzionalità del centro ideogene.

RIVISTA DI CHIRURGIA GENE RALE R. CeccA, della Clinica chirurgica di Bologna. -

Contributo olla.too alla cura

delle variol oon metodo proprio. Gli interventi per varici alle es tremi t-t\ inferio ri si possono rag gruppare, a se· conda del metodo seguito,~in 4 grandi classi : I o I nterventi a valvola (metodo Trendelemburg, Parona Ace.); 2" Inter venti sul tratto varicoso (ago puntura - iniezioni coag ulanti e1ettro ago p untura - metodo R emy, Schwart z. Legn11.ni); So Interventi ad incisioni circola d (metodo ~oresch i, Ma riani);


RIVISTA Dl CHIRORGIA GENERALE

4o Interventi misti (incisioni circolari con opera zione di Trendelemburg e con le \'arie modalità d'innesto), diretti più specialmente per curare l'ulcera. I numerosi metodi escogitati indicano che nessuno ba finora corrisposto perfettamente allo scopo d'una cura radicale, la quale del resto non può sussistere inquantochè le varici sono il risultato di un processo troppo diffuso e di cause d~terminanti molto numerose, e perché non e ancora belile stabilito quale sia la loro sede primith·a (superficiale o profonda). La valvola. artificiale della safena interna alla 'l'rendclcmburg e gli altri metodi che agi.s cono sulle vene superficiali, impl"discono bensì il gravitare della colonna sanguigna venosa sulle vene superficiali s6ancate e vat•icosc, mn. non si oppongono a che col tempo in qullste !>Lesse vene si r!vcrsi uun. colonna di sangue ben più voluminosa dalle vene profonde, poiche si sa per gli studi del Giacomin i che, quando le vene superficiali sono 't"&· ricose, le valvole dei rami anas tomotici colle vene profonde sono insufficienti: il metodo .Moreschi poi dà. luogo spesso ad ùdemi che difficilmen te scompaiono, pel disordine portato nella circolazione liufatica. Il metodo Parona. è ardito, erl è ba· sato sul concetto che la selle reale e primitiva delle varici è nelle vene profonde, ma finora non ba. dnto risultati migliori degli altri metodi, ed è stato fatto segno a vnrie obbie..:ioni, fm cui quella che, legando la. poplitea, si ri caccia un& ma~;giore quantità di sangue nelle vene superficiali, le quali o sono già varicosu o stanno per divenirle, e trovano nel sovraccarico di sangue una. condizione aggra va.n te. Il dott. Cerca basn il suo metodo sulla etiologia e l'nnatomia patologica dèl processo varicoso, che ha un decorso cronico ed è dovuto più al concorso di cause pr~:disponcnti (minor re..,istenza della tonaca media per difet to di fibre muscolari) che di cause di'terminanti, le qunli agiscono come fattori meccanici (stazione aretta prolun~nta in posizione di ri poso, sforzi ripetuti ecc.). Negli arti infot-iori il lungo tragitto dl"i vasi e l'ampio letto vcnoso esauriscono in gran parte la ,Tjs a tt·rgo per azione della quale il sangue progredisce, nulla è l'influenza aspiratrice del cuore dt·'ltro, mentro la grnvità. oppone un ostacolo alla corrente, per cui se s i fanno deficienti i fattori che pron·edono al libero deflusso del sangue, {specialmente la contra:done mustolare), ne deriva un inceppo alla circola:done, donde t endenza alla stasi e, se vi è difettoso sviluppo delle pareti vasali, comparsa di dilatazioni varicose. D'altra pr~rt.e le ,·ene \·arrcos e presentano le pareti orn ispt'S· ::ile e t·igide (per diffusa n<·oformazione di tessuto connettivo nella tonaca media, co"icchè i ìa"cetti mus<:olar·i sono fra loro più o meno allontanati, benchè ÌJ>erlrofici), Na parzialmente o totalmente as~<ottiglia te (per atrofia e scomparsa. della media): le valvole sono deformate, atrofiche, i \'1\51\ vasorum ectasici, aumen t ati <'i numero, frogili. È q uindi inutile l'asportare solo un tratto di vena quando il proces <::o è g e ne · mJiz:r.ato n tutto il sislemn venoso dell'nrto, e sarà più razionale rinforzare In parete della v ena, ondu e\•itare una cre:;cente dilatazione ed aumentare la >is a tergo, ossia porre In safena nelle s tesse condizioni delle >cne profonde. le quali, nnche se ,·uicose, non dnuuo mai i dh;LurlJi funzionali delle varici superficiaiJ. Il metodo del Cecca consiste nol rcudere tutta la safena interna, od anche l'cstorna sotto-aponevrotica - 1• processo -, o iutramuscolar•e - 2° processo. La tecnica del 1• pr·ocesso i! ln seguente: incisioue dei t egumenti alla coscia o alla gamba, ov,·ero in ambedne i segmenti dell'arto inferiore, a seconda d ella sede e minore o maggioro esteus ione delle varici. R isparmiare, possibilmente, il taglio delle collnterali, specie de:llo. secondo. e terza safcna. Indi incisione della aponeu-


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rosi per tutto il tratto corrispondente alla vena, scollamento dei margini per 2 cm. ciren, riposizione della safena sul piano muscolare sottostante, sutura al disopra dell'aponevrosi, in modo che la linea di riunione non corrisponda alla vena; allo scopo di rispettarele collaterali si possono t'are dei piccoli tagli tmsver· sali in corrispondenza del loro decorso, sui lembi aponenotici, pe1· dare passaggio alle collaterali stesse. Il 2° processo consiste nt~ll'aggiungere al 1° un lembo muscolare, preso dal. grande adduttore, su cui normahnente passa la safena, lembo che si rovescia sulla vena fissandolo con 2 punti di catgut, od anche preso dal sartor io, dal gemello esterno. L'A. riporta la storia di tre casi operati col suo metodo, 1° processo, ed i risultati sono riusciti ottimi sia dal lato fisico che funzionale. Egli r iconosce pe.rò che questo metodo non è indicato in tutti i casi di varici, per ragioni di tecnicn: cosi nella varice multiloculare, nella sacoiforme, nell'ampollare comunicante è impossibile staccare l'aponeurosi, e talvolta la pelle, dalla vena pel processo di J>eriBebitc, oppure il lembo o.pon~urotic:o che si può scolpire è insulliciente: trova in vece indicazione nello. va r ice cilindrica, nella fusata, o nella forma serpiginosaunica. U. RIVA.

Sutura 4ella vesoloa oou soollamento e lntronesslone· 4ella muoosa. - (Gaulle des lléj.pilaux, 1908, u. 26).

PAuL DELBET. -

Ogni q ualvolta non esistano controindicazioni formai i (infezione prot'ouda della. vescica, emorragia), la chiusura immediata della vescica dopo il taglio ipogastrico è da eseguirsi per i notevoli vantaggi che ofl're: cicatrizzazione più rapida, linea di riunione più netta, soppressione dello scolo dell'orina dall'ipogastrico, pericolo minore di infiltrazione e suppurazione prevescicale, di infezione vescicale secondaria. cicatrice più solida. .Ma la sutura non corrisponde sempre, perchè è diffic ile r iesci re ad ottenere che s ia a perfetta tenuta: non di rado l'urina. sgocciola lungo i fili e una sutura ermetica in primo tempo si fa rapidamente permenbile. Le ragioni dell'insuccesso della sutura sono molteplici: lesioni e contusioni dei me.r~ini della ferita vescicale, il loro contatto coll'orina, le alternative di riempimento e vacuità della vescica con conseguente distensione poi rilasciamento della sutura, la necessità di usare il catgut che si rammollisce rapidamente, addossamento di tessuti poco plastici, cioo tessuto muscolare della vescica e tessuto cellulare prevescicale. Qualche artifizio può ovviare a taluni di questi inconvenienti (sonda a permanenza ecc.), ma la difficoltà maggiore è sempre la poca piltsticità delle pareti vescicali: la mucosa. gode non pertanto Il\ proprietA di una rapida cicatrizzazione. Essendo lo.ssamente aderen te alle parti profonde e, largamente vascolarizzata, Je superfici cruente della mucosa possono E'Ssere messe fra loro a contatto su ampia estensione, e con una certa rapidità si produce il coalito. Il procedimento usato dall'A. è appunto fondato su questo concetto: dopo avere aperta la vescica e 6ssati all'occorrenza i due margini della incisione con dei 61i sospensori che non interessino tutto lo spessore della parete dell'organo, dopo !\vere espletate tutte le manovre intravescicali per le quali il tRglio ipoga'ltrico fu praticato, il Delbet mette la sonda a permanenza e poi scolla successivamente, col bistori o con forbici fine, in ciascun labbro la mucosa. dalla muscolare per c irca l centimetro, tutto all'ingiro della incisione vescicale: chiude quiudi la vescica con un sopragitto al catgut n. 2, eli cui la. primi\ ansa del filo prenda. In.


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RIVI STA DI ClllRORGI A GENERALE

muscolare un centimetro al di 1/l dell'angolo inferiore delh\ ferita vescicale, e le anse successive, situate, a circa S millimetri l'una dall'altra, senza perforare la mucosa, sono poste e fa tte penetrare nel limite dello scollameuto fra mucosa e muscolare, cioè a l centimetro dal margine di sezione. Quando le anse si serrano, i labbri muscolari si increspano nel filo la mucosa e .s pinta in dentro e i suoi bordi sporgono in vescica, le facce cruente si addossano su larga superficie e formano valvola in modo tanto più ermetico quanto più l a vescica e pien a. Gli altri piani della. parete addominale sono ri.:omposti col procedimento ordinario. L'A. ha usato il suo metodo in tre casi con eccellente risultato. U. R rvA. Il oomporiamento della pre..lone del 1angue per Interventi 1ul or&Dlo. - (Ri1'ista c1'ilica di clin i r,a me<lica, dicembre 1908).

A. Sw:-;onF.LLt. -

L'A. volle indagare, in dieci casi di interventi sul c ranio, quale fosse il comportamento della pressione sangui g na, adoperando lo sflgmomanometro R i ,·a-Rocci applicato al bracc·io dei pazieuti. Rilevò sempre marcatissima ipotensione, comparente invarinbilrnente per le manovre d irette sulla sostanza encefalica (i ncisione della dura, ricerche esplorative. ablazione di tumori), e talora solo per gli itti scuotenti della sgorbia e del martello. All' ipotens ione si accompagna aumento del numero delle pulsazioni. Invece l'abba-«samento della p1·essione e talora cosi costante da non essere possibile la sua valutazione, scendendo esso talvolta al disotto dei GO rum. di mercul'io limite, min imo dell'apparecchio reg istrntore Riva-Rocci. T utte le volte che la. pressione segnò meno di 70 mm. s i determinò collasso, ed in quattro casi consegui la morte, dovendosi escludere assolutamente l'azione di altri fattori oltre quelli dipendenti dall' intervento sul cranio. Per ovviare a tn,li acc identi, d'altronde noti ,. tutti i chirurghi, occorrern praticare i'operazione in due o più tem pi, in modo che il trauma per il frazionamento s i attenui, e che i mutamenti di pressione endocefalica, determinati d all'apertura della scatola crnnica e della. duro. madre, sieno graduali e n on brusch i. La ipopressione ed il contemporaneo acceleramento del polso devono far pensare a d un'a· zione paretico. od inibitrice sui nuclei del vago, o sui centri vasomotor i bulbari. Da ultimo in u n caso l'A. ebbe ad osservare u na vera. dissociazione fra respiro e funzione cardiaca con successiva morte. Il cuore continuò a pulsare per pitt di due ore, mentre si mantenne persistente la paralisi res piratoria seguita da morto avvenuto. dopo due ore e mezzo di respirazione artificiale. Tnl fatto si può m etter e in rapporto con una ma~giore !abilità dei centri bul bari respiratori i, o con la possibilità. che ha il cuore d i t'un:~;ionare per virtù a u toctona, G. BERN UCCJ . imli pendentemeute dai. centri e dai nervi encefalici. A. MA JOCCIIr.- Constderaslont aulla progno•t d elle fnlte del tubo digerente. - (l,a Cli11ica Chirul'!Jica, n. 12, dicembre 1:!08). Sono ben uote lo ùifficolti~ che intr·alciano la prognosi in casi di ferite del tubo digerente e degli organi nnnes«i, e come gli elerneuti che conferiscono gravità a tali lesioni sieno sopratutto l'emorragia, lo sh ock e l'i n fe:done. E saminando particola rmente tali elemen ti, dietro la scorta di ricerche cliniche e !:perimontnli, l' A. r ileva come la emon·agi a possll seUlpre aggravare il decorso delitJ


RI VISTA DI OHJRU:UGIA GENERALE

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ferite del tnbo digerente e degli organi ghiandolari annessi, ma in modo diverso, a seconda delle diverse parti del tubo digel."ente e dei varii organi. Nelle ferite del fegato, della milza e del pancrea.s costituisce il maggior coefficiente di gravitil., come pure in quelle del mesenterio e dell'epiploon. Nelle ferite dell'esofago, dello stomaco e dell'intestino può mancare od essere assai lieve: ma qu.alche volta può presentarsi assai importante quando la ferita int-eressi dati distretti vascolari. In generale però il pericolo dell'emot·ragia passa in seconda linea davanti a quello dell'infezione La prognosi di tutte queste lesioni. rispetto all'emorragia, è molto migliorata in conseguenza dell'interveuto operativo, che spes~o ci. fornisce un potente e rapido mezzo di emostasi. D tl."aumatismo nervoso, nella prognosi delle ferite aperte deg lii organi della di· gestione, non ba pal"te tanto g1·a ve quanto nelle contusioni : lo sltocl.: si presenta più intenso quando l'azione traumatica è diretta ai quadranti superiori e specialmente alla. regione epigastrica. L a conformazione dell'organo della digestione dà all'in(ezi07le un' i mportan:.:a grandissima nella prognosi delle ferite del tubo digerente; la pt·obabilità dell'infezione e la gravità de1Ja. medesima. dipendono dalle condizioni !funzionali di un dato segmento del canale della digestione, dalle proprietà del oontenuto e dalla resistenza dei tessuti periferici. Fra lo condizioni funzionali ha g rande importanza la mobilità tanto passiva che attiva. del tratto leso. Fm le proprietà del contenuto ha massimo valore la. quantità e la virulenza dei germi, ma ancora lo•stato fisico e le qualità chimiche, le quali agiscono sui tessuti circostanti diminuendone la resistenza e predisponendoli all'invasione micro~ica. O. BERNUCct.

JJ. ScBtAssr. - •uovo metodo eU oura 4elle vartol. - (La sen1aine m édicale, dicembre 1008}. Per la cura delle varici l'A. propone un metodo da lui ideato che chiama del "11tini11tO 1nezzo. Consis te nel praticare delle iniezioni endovenose di una soluzione cosi compos ta: Jodio grammi uno. Joduro di potassio grammi uno o sessanta centigrammi. Acqua distillata grammi cento. Il principio sul quale si fonda tal metodo è quello già ideat-o e praticato da .altri chirurghi, di provocare nell'interno delle vene vari cose una reazione chimica -che le obliteri. L'A. dice di non preoccuparsi della possibilità del distacco di un embolo e delle relative conseguenze, date le condizioni idrodinamiche deg li arti inferiori, e con· eiderando il lento svolgersi del processo obliterante a carico degli ~ndotelii vasali. Seguo la seguente tticnica: anestetizza la cute con un'iniezione di alcuni centimetl"i cubici di novocaina, pone quindi allo scoperto la safena a.livelmo del condilo femorale, previa incisione di 6-6 centimetri di lunghezza. .Allacciato il tronco su· perioro applica al capo inferiore, che è reciso, una pinza a pressione od in questo tronco beant<& introùuce un tubetto di forma oliva re che comunica con una s iringa. di cl'istallo già piena di detta. soluzione. Levata la pinza lascia. che il sangue de· iiuendo riempia il t11bo di vetro, e ciò per impedire l'introduzione di bolle d'aria, poi lentamente immette la. soluzione nella doso da SO a 50 cent. cubici. Poscia. allaccia la vena sotto l'estremità del tubo di vetro, reseca il tratto ri· UJasto di tronco venoso e con pochi punti di sutura chiudo la fel"ita cutanen.


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RIVISTA DI CHI RURGIA GENERALE

L'A. ebbe ad applicare tal metodo in una sessantina di casi sen za r ilevare inconvenienti di una certa importanza, tranne, tutt'a l più, qualche fuggevole rialzodi temperatura, mentre dopo sei od otto giorni osservò sempre la completa obli· terazione delle vene trasformate in cordon i duri e fibrosi. Tal metodo, richiedendo u na tecnica tanto semplice, non sarebbe applicabile iDc tut ti i c11Si, come ad esempio, trattandosi di varici ulcerate o trombizzate.

G. B ER!'\t;CCl. B. ScHJAS:u. -

ll'arooal per via rettale. -

(Bologna 1909).

Operando s ul capo, sul viso e segnatamente sulla bocca e nel laringe avYertt'si spesso il disagio procurato dalla presenza ingombrante dell'anestizzatore e degli apparecchi necessnrii alla somministrazione degli anestetici per la via respiratoria; donde la ricerca di nuovi metodi di anestesia che permett-essero di operare liber amente sulle parti suddette. Preconizzata p1·ima dal dn.nese I verse.n , poscia dai francesi Mollière, Poucet, Reverdin, da ultimo dagli americani Hunter, 'Weir, Cunni~;an, Brewer, l'A. espone il suo metodo di anestesia retta le, che circon dato dalle necessarie cautele ritiene possa, nei casi su de~critti, rapprt<Sentare una vera pra· tictt utilith. L'anestes ia rettnle compiesi dall'A. soltanto mediante l'etere; l'apparecchio adoperato cons iste in un piccolo ma traccio da 50 a GO cent. cubici, chiusi da un tappo di gomma munito di due fori, occupati da due cannelli di vetro ripiegati. Ad uno dei cannelli è applicato un t ubo di gomma lungo circa ·10 cent.; all'estremità del quale per mezzo di un breve tubo di vetro è fissato un Nelaton rcttale: all'altro cannello è npplicato un piccolo cappuccio di gomma 11. lieve strettura perché, nel caso che la vaporizzazione d ell'etere avvenga eccessivnmente rapida, h soverchia tensione che si stabilisce nel matraccio espella con facilità il cappuccio e non si faccia seutire, nuocendo, entro l'intestino. Chi à incaricato della narcos i pone il fondo de l matraccio, contenente da 30 a 40 ceot. cubici di etere, a bagno entro u n recipiente d'acqua calda n. circa 35• o 400 (l'etere bolle a 84°, &), mentre un infermiere introduce per 7 od 8 cent. il Nelaton entro il retto del malato, s'intende che il malato deve essere stato preveotivamente purgato. Vetere che si volntilizza tosto evaporizza e l'infermo avverte da prima un certo senso d i b1·uciore n ell'ambito rettale, poscil\ adagio adngio dopo 10 o l o minuti di res pirazione r egola1·e entra io narcosi , di solito senza eccitamenti. D dosRggio può esser sempre praticato in troducendo nel mAtracc io poco etere per volta in q unntità nota, mentre praticando l'anestes ia. con lentezza., cioè vaporiT.Y.ando l'etere pinno piano, In nn•·cosi non può rnggiungore u n a profondità tale che si s ia costretti ad intenomperln sollecitamente. Per O\'itnre in\'eCe 1'1\ltro inconveniente, ben pii• serio, di tale narcosi, inconveniente le~n to all'introduzione dell'etere pel rr tto, che prolunJ!ata può in·itare la mucosa rcttnle in modo da produrre una vera c propria retto-colite chimica p ost-nnestetica (dinrrea s ang uinolenta, teue_c:mo), l'A. consiglia. di iniziare la narcos i per Yia respiratoria ed al momento opcrntivo passare alla propinazione ret to-colira. In tutti i modi l'nneslCllin per via rettale n on s nril mai molto prolungata e come limite mass imo, non d o \'1'~ mai s uperare i tre quarti d'ora di propinazione.

G. BF.R~ l:CCJ .


RIVISTA DI CHIRURGIA liE.~ERALE

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G. MARION.- Della prostateotomta •ovrapubloa. la41oadold teoDlohe e oare poatoperatorle. - (Presse Médicale, n. 5, gennaio 1909). Il metodo di elezione nella cura dell'ipertrofia prostatica consiste nell' opemzione, radicale e precisamente nella prostatectomin praticata per via sovrapubicn col metodo di Freyer applicando le cure postoperatorie da esso indicate. Questo in massima il concetto dell'a, che naturalmente esclude lo studio delle indicazioni di tal atto operativo, mentre a lungo discute delle circostanze nelle quali la prostatectomia sovrapubica può essere controindicata. Pertanto non verrà praticata nei prostatlci all'inizio di lor •nalattia e in quelli nei quali per lo stato del loro cuore o dei vasi o dei reni, o per la concomitnnza di altra affezione, ogni operazione, benchè minima sarebbe controindicata. S'impone invece la prostatectomia nei malati nei quali riesce difficile il cateterismo, o che presentano ritenzione d'orina od una vescica infetta. Sopratutto nelle ritenzioni essa diventa un'operazione d'urgenza. Per gli infermi che possono essere sondati si dovrà discutere caso per caso dell'opportunità di un intervento a seconda dell'età, della posizione sociale, dello stato della vescica degli infermi. La tecnica da preferirai sa rà quella descritta dal F reyer; soltanto verrà adattata al d~enaggio di Freyer, una piccola sonda che serve all'irrigazione continua, impedendo cosi l'infezione della ferita vescicale, arrestando l'emorragia, evitando la formazione di coaguli. L'irrigazione continua viene, secondo i casi, protratta fino al decimo giorno; allora il drenaggio alla Freyer può esser sostituito da un altro piu piccolo, lavando la vescica dall'uretra. Il drenaggio verrà tolto in quindicesima giornata e sostituito da una sonda a dimora fissa. I malati verranno fatti alzare da letto piu presto che sarà possibile, ordinariamente dall'ottava alla dodir.esima giornata. I risultati di tale condotta postoperatoria furono sempre eccellenti; mai s'el>t,e a constatare nè ritenzione nè incontinenza. Il succe!!so dipende più dalle cure consecutive che dall'operazione stessa.

G. BER~UCCI. BAruatR A. -

tJD' ••teaa eDtereotomta per o&DoreDa. - (The L<mcet, n. -HS6,

vol. CLXXV, 5 settembre 1908). L'A. riporta il caso di una donna di •.17 anni sofl'errnte di stitichezza abituale, che improvvisamente un giorno, dopo mangiato, fu presa da violento dolore addominale, rapidamen te il giorno seguente gravi fenomeni peritoneali (cianosi, temperatur-a bassa, polso a 130 fisiforme, addome meteorico' te.c;o, dolente), estrema doloritb.. alla palpazione e riduzione alla percussione nella regione ileo-cecale, risuonan~a anormalmente timpanica nelle altre parti dell'addome. Deciso l'intervento chirurgico, si fece la 1·acbistovainizzazione. Si rese allora possibile un più accurato esame dell'addome : si rilevò una grossa tumefazione nel mezzo di questo. estendentesi verso destra in basso, tesa, ben delimitata, nbbastanza spostabile. Si aprl l'addome sulla linea mt~diana; dall'incisione sgorgò notevole quantità di liquido torbido e fetido, e apparvero le anse del tenue annerite, aderenti in un largo fascio, strozzato da una spessa adereuza del meJ;enterio. Tirate fuori della cavità addominale le anse necrosate, queste furono dovute asportare in blocco, per una lunghezza di 4 piedi e 9 l>ollici, previa riunione dei tratti 19 - Giornale di me4idno militare - Fase. tV.


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HIVJSTA DI ORlRUllGIA GF.XERALE

sani del tenue mercè una latero·nnastomos i, e si suturò la larga breccia del mes enterio. Fu a ccuratamente asciugato il cavo peritoneale con garza asciutta. e si suturò la ferita sen1.a lnsciar drenaggi, passando i punti attrnverso tutti gli strati de lla parete. L'operazione deco rse re~olaroumte: non si ebbe aflàtto shock postoperatorio. La con,·alescenza fu abbas tanza rapida, senza c1te insorgessero complicazioni, ad ecr.ezione di un punto leggermente suppurato. Il caso è degno di menzione, nnzitutto perrbà il suo es ordio e decorso faceva pensare ad un'nppenJidte con couscguente lll.' 1'itonite dR pe1·forazioue, piuttosto che nd uno strozzamento; per alt1·o era da uotRre l'assen..:a del vomito e la frequenza del polso. Si poto\·a escludere a priori la torsione dJ' una cisti ovarica, non es istendo alcuna tumefn:r.ione al principio d ella malattia. La diagnos i fu resa pos· sibili.' solo con la palpazione dumn te l'analge~ia. spinale, che, facendo rila:>ciare i muscoli addominali, permise l'esame dell'addome. In secondo luogo por la estensione del tratto di intesti no necrosato. Tu terzo luogo per l'ottima riuRci ta. dell'analgesia s pinale, che fu perfetta tanto per la paziente: quanto per il chit·urgo. L'A. richiama l'attenzione: a) sulla necessità di resecn1·e il tratto prossimale a uote,·ole distanza dal punto cnncrenato, avendo osservato che il tratt-o a monte <Il· Ila cancrena è spesso già alterato per una cet·ta. distanza Roe be quando se m bra qun..c;i noruu1 le; b) snlla opportunità di pmticare l'entero-anastomosi prima di escidare il tratto cancrennto, e senza perdere tempo a fnre la tolàtta del peritoneo ; c ) !lulln opportunità di eseguire questi\ gentilmente con sola garza asettica asc iutta, senza levngt;i, i quali alterano il peritoneo e lo r endono meno resistente all'infezione. A. FALCETTI.

Un ouo dl ematoma •abdurale traumatloo, trapaaato tre meal dopo l'aooldeat.. - (The la11cet,

HUltR G. H. (Newcastle ou Tyue - lngbilterrn). n. 4138 vol. CLXXV, lli settembre l!.JOSì.

L'A. riferisce In storia di un uomo fra i 60 e i GO anni, il quale per una caduta dalla bicicletta il !.l agosto llJOi avendo battuto a tet·ra la testa. riportò una ferita lacero- contuAA alla r egione pariet.ale sinis tra, con fugace perdita dei sensi. Fu subito curato e la ferita cicatriz1.ò rapid~tmente senza che egli dovesse abbandouare le sue abituali occupazioni. P erò dal giorno de ll'accidente cominciò ad avver tire malessere Yago e molesto f'cnso di ansiet i• e depressione. Tnli sofl'erenze aumentarono sempre ; dopo circa un mese comparve dolore al lato s ini'ltro del capo, più forte qun.ndo egli si applil'll\'ll. ai s uoi a ll'ari, la scrittura s i fece dillicile. Yerso In fine di ottobre apparve indebolimento del brnccio destro cnn i mpossiuilità d i scrivere, ~ leggera pnres i della gtun ba dc.'!trn; anormale stitichezza ; vomiti ; confus ione sempre maggiore drlln memoria. Il 7 novembre t.i fatti parbtici sempre più forti dei due arti di destra, si unisce p:ncsi del ·faciale e dis turbi rlisfnsici del lin~uaggio; impossi bilit:\ di r irono-.cere gli oggetti; :;comparsa elci ri tles:<i rotulei: leggern. iper termia: polso di modemta froqucn1.a; papille ottidte congeste, n bordi indis tinti. Tulti que.o:ti fe nomeni lleponevnno pet· uua com p1·rssionenell'emisfero sinistro del ccrn:llo; dillìcilo però er!l s tnloili rne In causn. li lungo tempo tmscorso dull'arC'idente, In r apid itil di guarigione della feritn , scu1.a infezione purulontn, l'Rs..;onza di qualunque aderenza delln cicatrice cutanea


RIVISTA DI OCOLISTI CA

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al cranio, e di qualunque segno di frattura ossea, escludevano una :raccolta purulenta -e facevano quasi propendere per la presenza di un tumore preesistente al trauma piuttosto che per un'emorragia conseguenza diretta del trauma. Si stabili un intervento chirurgico e~plorativo. Alzato un l embo di cuoio capelluto in corrh;pondenzadella ferita, non si trovò traccia. di lesione ossea; asportato un conveniente tratto di parete ossea in corrispondenza della zona rolandica, apparve la dura ri gonfia e bluastra; incisa questa, usci discreta quantità di liquido ematico, e s i scopr i uni\ cavitil piena di coaguli in pl\rte ndereni i, che vennero asportl\ti. L e. superficie cerebrale depressa cominciò a risolleva.rsi. Si collocò un piccolo drenaggio nello spazio subdurale, quindi si suturò parzial mente la ferita. Alla sera il paziente poteva già rispondere alle domande, muovere meglio gl i a rti di destra. In pochi giorni riacquistò perfettamente tutte le sue facoltà. Guar igione completa. A spiegare la genesi dei suddetti fenomen i l'A. riporta i concetti espre~si fin dal 1St5 dal Prescott Hewett ( Me<l. Chir. Tra11sactions, vol. 2~), circa In frequenza delle emorragie s ubdurali e le alterazioni che può subire il sangue strnvasaro ; il coagulo ha tenden7.a a organ izzot·si e ad aderire rapidamen te con le parti vicine (superficie eracnoidale della dura). Tale aderenza è seguita da una mpida neoformazione di piccoli \·asi sanguigni; questi sono fragili e fac ilmente si possono rom· pere per minime cause dando luogo a nuove emoreagie che possono ripeter:>i indefin itamente a intervalli di settimane e mesi, dando fenomeni di compressione, -con alternative di peggioramenti e miglioramenti, fino ad un esito letale. L'emorragia. iniziale può essere cosi lieve da non dare che minimi disturbi; -essa nel caso in oggetto sareb be stnta provocata dal trauma. P. FALCE'M'I.

RIVISrrA DI OCULISTICA "Prof. AxE!\FELD.- La aeroterapia ID oftalmologla.- (The oplllhalmic Rf>viecr,

n. 627, 828 e 829, gennaio, febbraio e marzo del 1909) (1).

L'.A. vuoi rispondere a questi quesiti; q uRli mezzi ternpeutici hanno posto in potere dell'oculista. le moderne ricerche sull'immunità? quali successi sono stati fi nora. ottenuti e quali sono le promesso dellt~ sieroterapin in oculistica? La palpebra, la congiuntiva, l'orbita, l' uvea si gioveranno della sieroterapia -come ogni altro organo vascolare. Per le malnttie infettive ddle palpebre hanno l uogo le stesse norme che per le malattie della pelle in generale. Ne i casi osti· nati di blefarite con formazione di orzniuoli può riuscire atil& l'applicazione sottocutanea del vaccino dello stnfilococco - che si può preparare dal paziente col metodo di \Vright - come nei casi di pustola maligna può rendere ser\·ir.io il siero Sobernbeim. Condizioni tutt'affatto speciali si verificano nei mezzi rifrangenti non vMc;lari, nei quali i batterii s i possono sviluppat·e a tal p unto che i saprofìti :;tessi possono svolgere un'azione patogenn. (l) Discors(l letto ,,l Conj:!:r<'ll~" di Slu•fli• •ld ù c·lL\><s<•t' inz iu nc• :.\r<·o li•·n n,·itJinnica. i nl\u)mrnndosi nolla Sct.io no di Ofl!tlrnol•>gÌI\ la ùi ~cu,gio nu sulln 'ic rot ~n•p•u.


RfVISTA Dl OCULISTIOA

In riguardo alla cornea, l'A. ricorda. ch'essa allo stato normale, oltre a godere· in generale dell'immuniti\ batterica, gode anche di un'immunità antitossica. E del maggiore interesrle il fatto che col pus vaccinico s'immunizza tutto il corpo e .solamente la cornea rimane suscettibile, benché, se vaccinata essa stessa, acquista una circoscritta immunità locale. Il valore di quest' immunità non si può però· estendere per ogni specie d'infeziontl. Per la camera anteriore è stato dimostrato che antitossine, agglutinine e pre· cipit.ine (recettori di primo ordine) passano sicu1·amente i'n piccola quantità dAl sangue nell'umore acqueo normale, mentre per le sostanz"8 battericide, opsonine, emolisine e citotossine (recettori di terzo ordine) ciò non si verifica affatto, salvoche in speciali casi e sopra tutto nei processi infiamm.a tori i. Il vitreo finalmente in circostanze normali non partecipa a qualsiasi specie· d'immunità; anch'esso comincia a mostrare tracce di sostanze immunizzanti in casi s peciali, come dopo paracentesi frequentemente ripetute o dopo iniezioni sottocongiuntivali ovvero durante processi infiammatorii. Si comprende quali difficoltà debba incootrare la sieroterapia attiva o pa.s· siva nelle infezioni intraoculari con partecipazione dei mezzi rifrangenti alla malat tia. Potremo valerc:i del111. sieroterapia anche ne1 casi d'infezione corneale o in tra· oculare in seguito a malattie virulente, a lesioni acciden tali, ad operazioni ecc.; ma allora ci serviremo di questo mezzo terapico solamente come di un ausiliario, non esst~ndo esso solo sufficiente, specialmente nelle infezioni virulente acute. Per ogni differente specie di batterii sono necessarie speciali investigazioni per vedere quanto possiamo attenderci dai dift'erenti processi di sieroterapia. Sumo TERAPIA ANTI'l'OSI'IIOA. L'azione curntiva del siero Behring nella con· giuntivite data. dai bacilli di Loelller è cosi bene assodata, che se un caso non guarisce è perchè il trattamento è stato in trapreso troppo tardi ovYet·o perché abbiamo da fare con una grave infezione mista. Per la stessa ragione, quando l'infezione ha invaso la cornea, non possiamo essere sicuri dell'azione del siero in parola perchè in ques ti casi g enert\lmente l'affezione della cornea insorge quando vi è invas ione di germi piogeni; tuttavia indirettamente anche qui il sioro può esser molto utile. La paralisi pos tdifterica , speciahnente quella dell'accomodazione, è stata trattata da divers i aut~ri col siero antidifterico. Qualcuno ha osservato che, daccbil è s tato introdotto questo siero, è accresciuto il nume1•o dei casi di paralisi postdi f· tericn; ma ciò si deve mettere piuttoslo in rapporto col maggior numero di casi gravi ' 'ennti a guarig ione. L'A. ritiene poi che il rapporto di frequenza della paralisi postdifteric11. varii enorml:!mente, per ctti è di fficile formarsi, sotto questo· riguardo, uu concetto esatto del valore di qualsiasi trattamento. Un altro siero an titossico occasionahnente indicato in oftalmologia è l' anti· t etanico. f'e il tetano dell'occh io si è già difl'uso, il s uccesso non può piò esser riconosciu!.O con cerlez?.a; res ta t u ttav ia a vedere se non possiamo sperare migliori ri· sult1tti dn ll'uso di dosi pi1'1 generose di quelle finora generalmente somm~nistrate. Receu.ti scrittori tlSscri scono che s i hanno risulto.t i miglioFi praticando iniezioni subdurnli del siero. Per questo s iero l'nzioue prolìlat iica è in ogni cas o tH molto superiore; ma nuche sotto questo punto di vista ò a ricordare come non sia provato che bllsti sem pre la quantità indicnla comunemente come sufficiente. L'A. raccomanda .


RIVISTA DI OCOLlSTICA

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·(come fanno Kocber ed altri in chirurgia generale) di tenere c<>me regola l'uso preventivo· del siero in ogni caso in cui vi sieno lesioni sospette, come colpi di frusta ecc Non si deve attendere che venga riscontrato il bacillo specifico nella secrezione purulenta della lesione, non essendo spesso possibile ques ta ricerca. Nei casi nei quali il t etano esplode nell'occhio, si è obbligati "ricorrer·e all'enucleazione per allontanare cosi la sorgente dell'infezione. Quanto alla sieroterapia della congiuntivite primaverile, l'A. fa cenno del « Pollantin " di Dunbar - cons iderato da questi come un sieb·o antitossico, ciò ch'~ negato da Waichart - e del c Gamino! ~ preparato da quest'ultimo e che a suo parere sarebbe un c anticbenotossico :.. L'A. consiglia di provare questa sieroterapia, pur essendo l'azione di questi preparati breve e non costante. Agli antitossici sieroterapeutici appartiene anche l'npplic&·lione del siero di Roemer Uequiritol-siero) per arrestare una ' 'iolenta oftalmia da jequirity e per evitare pericolose complicazioni. Nella cura del panno corneale, onde ottenere una forte reazione da jequirity senza arrivare alla necrosi, Roemel' ha proposto una. graduale applicazione del rimedio (\' istillazione di una debole soluzione di esso produce una leggiera immunità antitossica locale, che di regola impedisce um~ troppo energica influenza della. susseguente soluzione pitt forte).. Può manifestarsi tutta via una reazione troppo intensa con spiRcevoli complicazioni. In questi cosi l'esperimento sugli animali ha diniost1·ato che l'istillazioue del siero in parola è capace di mitigare o ridurre i minacciosi sintomi. Circa all'azione preventiva. o curativa di questo siero, l'espem·ienza non hn dato risultati concordi: nella maggior parte d ei casi l'eft"etto di esso non era evidente. È consigliabile s omminis trarlo per via sottocutanea piuttosto c he per istilhtzione. La complicazione veramente spiacevole della. dacriocistite, data dall' jequirit.v, si .può forse evitare con l'iniezione profilottica tli siero nel lume del sacco lngrimale, praticandola attraverso i canalicoli, senza. far ri gu rgitare affot.to il liquido nella congiuntiva. Quest'iniezione preventiva uon impedisce la reazione dell'jequirit y sulla congiuntiva, non potendo dare uu'immunitc\ generale. S I EROTEUAI'IA BATTERICIDA. Offre, com'o noto, più g rond i difticolt:\ teoriche ·e pratiche. L'A. tratta. delle questioni che sono più controverse : Quanto al siero pneumococcico di Roemer e Mcrck, esso' pur pos:~edendo pro.prietà curative, non risponde però ai re:tuisiti tera.peutici necessari per il tmttamento dell' ulcus serpens; può quindi solamente venire usato in questa ma· lattia a complemento di ogni altro trattamento. Roemer ha promesso un nuo\·o siero; res ta a vedere se esso darà risulta t i migliori. Anche l'immtmitèl. attiva, come quella che s i ottiene con l'iniezione sottocutanea di culture morte di pneumococchi, è s tato provato che non ò s ufficientemente efficace. B isultati migliori potrebbero forse otteners i usando uno speciale vaccino preparato dal pneumococco del paziente stesso, coltivandolo dall'ulcu.~ se1·pens; Però la dist.ruzione ùclla cornea può estendersi prima che un tal ,·accino sia p ronto e, d'altra parte, resta il dubbio ch:ll"ellicacin di questo vaccino, stante· chi! i pneumococchi coltivati pe rdono molto spesso rapidamente la loro virulenza. Anche la combinazione della vaccinoterapio con la sioroternpia. n<>n si è dimostrata abbastanza efficace da poterai sostituir·e ol trattamento chirurgico. L 'azione del siero o del vaccino streptococcico vien con'liderata allo sks;>o modo di quella del pneumococcico ; da questa s ieroterapia cio/; può ottener,;i una a~ione supplementare L'A. raccomanda l'uso di questo siero ne lla difteri te s n cp tococcica <Iella congiuntiva; forse nuche di\·f.:rse infiammazioni ematogene del l>ulho oculare, d i carattere metastatico, ne possono trar VIUitaggio.


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RlVlST.A Dl OCULlSTIOA

:=;tante la rnrit:\ dei casi mnnoa una larga. esperienza sulla sieroterapia dell<!cheratiti con ipopion e delle ferite inietta da streptococcbi. Rymowiez ba speri· ment almente dimostrata l'azione profilattica e curativa del siero Yarmoreck ed ha stabilito ch'esso e capace di prevenire l'infiammazione nelle operaz ion i sugli ocC'l1i. Queste ricerche banno bisogno di essere confermate da al t ri esperimenti. (.,luanto alla sieroter apia stafilococcica cd alla sua azione sull'occhio, molto poco sappiamo ancora. A l r iguardo sono in corso nel laboratorio dell'A. dettagliati esperimenti d'immunizzazione attiva e pnssiva. Nei casi nei quali la s ie roterapia profilattica è indicata. tla opera;r.ioni sul bulùo dell'occhio con speciale pericolo d'inf••zioue, che implicano una gravissima responsabilità pel chirurgo, sarà meglio ricorrere all'immu n izzazioni> atti va mediante il vaccino pr ovenien te da microrgani,;mi che sono stnti coltivati dall'occhio stesso del pazie nte, cercando di otte· n erél un e!Iìcace siero anche da quei g ermi (come il pneumococco). che spesso mostrano scarsissimo grado di virulenz~L prima dell'operazione; ma nondimeno vossono produrre l'infezione di'Ila ferita. se penetrano nel b ulbo dell'occhio. Ove fo:;se imposs ibile preparare il vnccino dal paziente stesso, si user1\ un vaccino o un s iero immuniuaJlle acq uistato dnl commercio. l/A. qn~ richiama l'attenzione sul fatto che si devo considerare come irrazionale l'iniezione sottocongiuntiv~tle d i vnt•cino. Nel trattamento dell'infìammnzione pur ulentn Muta delle ferite poco possiaUio attenderci dalla vnccino-iumHm izzazione, poichè qui è impo1·tante avere u n pronto cfl".:tto, mentre la formazione di anticorpi, dopo l'iniezione di bac illi vivi o mor ti, richiede gt•neralmen te uu ce rto tempo, S11lvo che non s i tratti di stn6lococchi, J•erche io questo caso, dopo l'iniezione sotlocutanea di culture morte, soven t i si ba un nuuwnto dell'indico opsou ico gi:\ il ~riorno appresso. Quindi nel CII'>O di cu i ò pnroln e sempre preferihile l'immunità passiva. Di· sgrnzintam(•nte è dilli <·ile avere sottomano un conveniente !'iero per ogni varict:\ dci ~ermi in discorso. Io tant.i casi sarà più pratico far uso di due o più sieri m escolnti, sempre oltre ad ogni nlLro possibile tratt amento locale o ge nerale. l"n s iero polivalt•nlc capace d i ngi r e nello sw;;so tempo contr.o u n buon n uu\ero di ditl"er<·oti s pecie batteriche, rnppre.,enter<·bbe un grande progresso. Nei ca~i d' infezioue blenorrngica violenta de lla conginutiva n on sarebbe difficile di ottenere in uno o due giorni un vaccino dai gonococchi dell'ocrbio; ma esso non esercita un'in dublJin inlluenzn s ulla congiuntivite blenorragica. m entre forse il trattamento col siero gonococcico di1 maggiori sverauzo d i successo n elle malattie da meta stas i gonorroica dull'occh io, come ne ll' iritu b lenorragicA, nella f)Unle è s tato usn.to da J\nnpp. R oe:mcr, a ffino di ottenere il dissolvimento ed il più rapido riassorbimento delle emo.-ragie del corpo v itreo, h n. propo~to d'iniettare in esso il siero emolitico: m& l'ini e;doue può prod urr re un di.;tncco retinico. ed il siero stesso uou ~:i è dimo· str11 to innocuo. Sul trnttnmento <'O n Il\ tubercolina di Hippel, l'A. ricorda come in an gran nu mero di casi ben arcertnti esso <l ieclo la completa guarig ione di aO'.:zioni tuherco!nri grn~i del bulbo. Re«ta a vedere st· sia pr·cferihile il metodo Hippel o il metodo "\Vrigh t, secondo il q uale l'iodi<:c op;;onico può essere portato e man tenuto al grn1lo più alto possibile, mediante dosi molto più piccole di quelle indicate d a Hippcl. Bisognerebbe anzi tutto determinare so l' indice op~onico può essere ac · Ci•ttnto come sola misura per giudicare dei ri:mltati di questo tra ttamento. L' A. non è di ques to avviso, e secondo lui per() il metodo Wright nou è senza valore; ma nul la si può an cora dire di preciso, occorrendo altre r icerche compa-


RiVISTA DI OCt: L ISTlCA

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ra tive. Per vero le esperienze fatte dall'A. con dosi molto piccole non sono stale incoraggianti. I casi P''i estremamente cronici d'uveite tubercolare, come quell i frequenti d'i1·ite sierosa o di iridocoroidite cronica. sono influenzati in grado relativament-e lieve dal trattament~ con la tubercolina. Veneudo alle infezioni esclusivamente patogenetiche dell'occhio, specialmente quelle a decorso cronico. l'A. anzitutto accenna all'oftalmia simpatica, affezione ritenuta al presente da molti oculisti come di origine metastatica, dovuta al circolo del sangue. Nedden, parten.do dal concetto che debbano formarsi degli anticorpi nel siero del sangue dei pazienti, iniettò questo sie1·o in individui nei quali si manifestava un inizio della malattia, o gli parve ottenere miglioram.ento. Ma le ricerche dell'A. nello. sua clinica ebbero risultato negativo e, d'altra parte, egli venne nella convinzione che il siero sopradotto, sull'o~:chio del coniglio non abbia eftètti diversi di un siero normale. Il fatto che solo gli oc~hi t·cagiscouo ai germi dell'oftalmia simpatica, lascia suppone che questi germi non dehb11uo avere una notevole inliucnza sngli organi che producono anticorpi; per questa ragione stessa una vnccinoterapia non sembra molto vantaggiosa e l'a. è lontano dal rat:comanda.rla. Per l'mJèzione diplobacillare, anch'essa esclusivamente patogenetica. per l'occhio, non val la pena di faro esperimenti di vaccinoterapia se Don a scopo scientifico, possedendo noi nell'applicazione locnle dello zinco un eccellente rimedio per la congiuntiva e per la cornea. È stata da qualcuno aYanzata la proposta di applicare la vaccinoterapia anche al t racoma, mercé l'iniezione sottocutanea di un'emulsione di tessuto follicolare tracornatoso escL<;so. L'A. non sa se ciò sia stato fatto. e, stante lo. dHficoltiL di procm·arsi il materiale in quantità sufficiente, dubita che per qne:;tR viR si possn. pervenire a qualche risultato. Qui l'A. tratta ampiamente della sieroterapia non specifica . Anzitutto s i domanda. se i risultati di essa si possano considerare come n.ssolut1\01ente buoni, anzi migliori eli quelli della sieroterapia specifica, come vorrebbero alcuni, specialmente Darier e Deutscbmann. L'A. è tli avviso contrario. Quale prova abbiamo al presente dell'etlicacia dei sieri c non specifici » contro le malattie dell'occhio? Deutschmann sostiene che un~tlcus serpe1ts progres!<ivo veniYa arrestato dal siero blnstomicetico, e con von Hippel afferma perciò che il galvanocauterio non è necessario nella maggior parte dei casi. Quest'ultimo dice categoricamente che i risultati del siero antipneumonico Boemer sono inferiori a quelli ottenuti col sopracennato siero blastomicetico, anche nell'iofeziono da pneumococchi. Deutschmann stesso proclama il suo siero come eliicace nei casi di ferite infette estendentisi al vitreo, e ne •·ifet·isce qualcho Oloraviglioso risultato pratico; onde Darier riferisce dei cnsi stupefacenti. L'A. ne fa la critica. È l'osl'ervnzione clinica sull'uomo che deve far pronunzi11.re la parola decisiva, bencbè essa non possr\ mai dare la certezza matematica e non possa andar disgiunta da qualche cosa di subbiettivo. Inoltre in molw malattie infettive, s pecialmente epidemiche, è difficile giudicare se un particolare rimedio abbia avuto qt~~dche efl"etto ed, in caso affermativo, in -qual grlldo l'abbia avuto. Per l'occ:hio poi queste dillicolti\ sono maggiori ancora. Se ptu·e i sier·i in parola possedesser·o un potere cumtivo contro l'ulcus serpens, ò esso cosi gmnde e cosi costante d:t giustificare l'abbandono del trattamento chirurgico e specialmente del galvnno caater io in una malattia cosi pericolosa e a decorso cosi grave?


RIVISTA DI OCl1LlSTICA

L'A. raccomanda ai medici pratici di non avere un'eccessiva fiducia in questi sieri e di non credere di possedere un s icuro rimedio contro l'ulcus serpen.s, <~om'è stato sostenuto in val'ie pubblicazioni. Prima di assumersi una tale rllsponsabilit•\ bisogna avere una comprova, ricorrendo ad esperimenti sopra animali, nei quali si può avere una grande precisione provocando infezioni, esattamente graduate, delle differenti parti dell'occhio e procedendo al <:onfronto con animali non trattati, i quali abbiano ricevuto la stessa quantità di sostanza infettiva. I lavori publicati da Darier sulla pretesa azione curativa non specifica del siero antid ifterico nelle varie infezioni dell'occhio son9 imperfetti, in quanto che egli non ba proceduto ad esperimenti di controllo su occhi d i animali, come ha fatto d'altra parte invece l'A. servendosi del siero 13ebring ed iniettando nel vitreo degli occhi degli animali dei pneumococcbi. Egli ha ottenut-o risultati completamente negativi: il s iero non manifestò alcuna influenza nè contro l'infezione locale, n \) contro la generale. TRii risult.nti, se non risolvono la questiona riguardo all'uomo, dimostrano ad ogni modo la necessità di essere molto riservati. Deutschmann riferisce che usando il suo sie1·o {preparato da cavalli nutriti con fermenti) ha osservato una note,·ole influenza su conigli nei quali aveva infettato la camera anteriore con stafìlococchi, streptococchi e pneumococcbi. Ma detti esperimenti non furono condotti in modo rigoroso, e quindi non riescono convincen ti; l'A. invet·e cita una serie di esperimenti di prova, fatti dal s uo assistente do~t. Hippe con lo stesso siero e con lo stesso risu ltato negativo. Neisser ha recen temente trovato che il siero Deutschmann, in vitro, stimola l'azione dei leucociti contro gli stafilococchi, rafl'onnndo cosi la fagocitosi ; ciò può sta. re a prova ch~:s il siero possiede certe proprietà immunizzanti, ma è !ungi dal dimostrare c he abbia un sufficiente potere curativo nelle infezioni dell'occhio. E se Deutsclnnann, Scb\\·nbach e von Hippel riferiscono buoni risultati clinici, Napp, e von Mirbel meltono in guardia contro questo rimedio, e l'A. nella sua clinica ha a vuto pure ris ultati negativi. L'opinione su d i esso dev'essere percib molto riservata.. L'A. conclude con l'afl'ermazione che in ogni malattia nella quale si vuole usare i l trat.tamento con un siero, si de ve det.mui nnre la s pecie di germi del s ingolo cn;;o, per usare il siero o VI\Ccino che meglio risponde Bila s peciale etiologia. CALEI\OOLI.

chirurgo dcii'O,pcdale ot'tnlmico di Glasgow. - Perolval Pott ed U trattamento della oatrulone lagrimale. - (Dall' Opltlhalmi c Revitlw, aprile 1!109).

Fn&EI>J,A ~>D FERGus .

L'A. citA\ nlcuni brani di una memol'ilt sulla cosidetta fistola lagdmale, scritta dal Pott nel 1708. DR essi risulta: cl1e qnesto oculista. descriveva nn d'allora 1\SSl\i chiaramente i due metod i di tratta mento ritenuti comunemente d'origine molto piu recente c cioè quello dell'nppl ica ?.ione Ili soudc nel canale nRso-la.grima.le e quello dell'apertura del canale dnll' P.c;terno; che il Pott, dopo aver richiamata l'a tten • zioue sul flltto che la parte superiore e posteriore del canale lagrimale è forte · mente aderente nl sottile osso unguis, per cui in caso di pert'ora?.ione o spostamento d i qu<'sto, le due cnvitil del nnso e dell'orbita restnno in comunica?.ione, concludeva che pmticnndo unn breccia n<'ll'os:so stesso, si viene ad aprire una via per lo l'rolo artifìl'iRle del liCJuido lagrimale; che anzi dh:ruteva 1\ lun~o sui migliori mcz7.i per e'eguire questa operazione con esito per manente ; che condannava la


RIVISTA DI OOUL1STIOA

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pratica della rimozione del sacco, col qual processo e impossibile di ris tabilire, in seguito, il decorso naturale delle lagrime; che l'Accademia Francese di chirurgia aveva fatta la pr oposta di applicare le sonde facendole passare dal naso al sacco di iniettare dei liquidi nel condotto seguendo lo stesso camminG. L'A. conchiude col far presente come fin d'allora la cura ddle malattie !acr imali non era dissimile da quella che oggi si pratica, salvo l'incisione del canalino lngrimale, atto operativo che l'A. condanna, salvo che non si abbia un tal grado di ectropio, che il punto lagrimate non sia più a contatto r.on la congiuntiva del bulbo, nel qual caso l'operazione e utile per regolare il drenag-gio, mentre negli altri casi non è giustificata neanche dallo scopo di render facile l'introduzione delle sonde o del becco di una siringa, poichè a tal 6ne serve bene il dilatatore di Xettleship. Il Pott, nella citata memoria dichiarava di aver abbandonato il metodo dell'applicazione delle sondo per la cura della fistola lagrimate, non avendone avuto alcun risultato soddisfacente, in quanto che es.~o dà luogo a soU'erenze e ad infiammazioni cbe non compensano quel certo beneficio che ne può derivare. L'autorità del nome di Bowman deve avere influito non poco0 sul metodico u~o moderno dello sonde. A parere dell'A. esso racchiude un errore radicnle: infatti nelle dacriocistiti croniche, ossie. nei casi nei quali se ne fa uso, l'aO'ezione è e'l· >:enzialmente sostenuta dalla presenza di una membrana piogenioa, la quale solo secondariamente può dar luogo n restringimcnto o stenosi del canale: quindi la terapia deve risolvere il quesito di trovare il miglior metodo per 1·icondurre la. membrana allo stato sano. Jl semplice passaggio delle sonde, s'ò utile in quanto assicura. il drenaggio, non modifica però lo stato settico della mucosa; a questo scopo bisGgna aggiungere le irriga.zioni Sono pref'eribill quelle fatte con semplice soluzione norm1de di cloruro di sodio perchè nessuna delle altre soluzioni comunemente usate può rendere aset-tici i tessuti del sacco distruggendo i microrganismi. L'argirolo e simili preparati agiscono solamente coma corpi inerti, ma non hanno alcun p ratico valore come ·ger micidi. Solo il protargolo si e dimostrato alquanto attivo; ma anche quando ci serviamo di esso per in iettarlo nel sacco, il beneficio dipende dall'irrigazione e non dal sale per se stesso. Anche nel trattamento dell'oftalmia dei neonati i migliori risultati sono dati dall'irr igazione del sacco congiunti vale con soluzione normale, pur essendo indiscutibile che le soluzioni di argirolo e protargolo danno migliori risultati che quelle di nitrato d'argento, percbe quest'ultimo distrugge l'cpite!io dei tessuti e dà libero ncces.o;o al materiale settio!O. Il metodo usato dall'A. nelle dncriocistiti croniche consiste perciò nell'Rpplicazione delle so n de di Bowmnn, sempre congiunta all'irrigazione del sacco con soluzione salina. Ove questo natta mento fallisca, solo allora trova razionale di ri· cor rere all'asportazione del sacco. In tal caso peraltro non succede, come si potrebbe supporre, un irregolare aumento di lagrimazione; questo segue solamente di rado e si corregge asportando completamente la glandola lag1·imnle del lato affetto. Gli ammalati stanno allora perfettamente bene, il che sta a confermare che le lagrime sono segregate solamente qu11.ndo e necessario, mentre per l'ordinaria lubrificazione · del bulbo provvede il secreto mucoso della congiuntiva. Salvo i casi di origine tubercolare, in cui il processo suppurativo s i difl'onde, sicchè h\ rimozione del sacco non libera completamente il paziento dalla sua nfle_:done, in tutti gli altri l'A. ha avuto sempre la cornpleta gua1·igione.

e


RIVISTA DI MALATTIE VE:;'EllEE E DELLA f>ELI,E

Nei casi acuti con formar. ione di ascc,;so, l'A. pt·ntica l'incisione, il raschiamento completo dellt1 ptnete dell a cavità e lo zall'amento come in qualsitLSi ascessc> acuto. Il solo dnnno elle ne deriva, O>'Sia In distruzione del :lacco, è senza dul1bio prcfcribile a quello di hLc:eil\re una membrana piogenica in grande prossimitii della cornea: e del r~'sto, come s i è accennato, l'epifon~ che ue può conseguire ;, geue· ralmcnte trascurnhilo. S. CALEXDOLt.

RIVI~TA DI MALATTIEV~NER[E E DELLA PELLE J. Rt;'fCiliXsox. -

Auto tuooulazioue e relufeztone •l!lltlo&. - (Tite Laucet.

2!) mu g gio l!IO!I).

l . Aufoinocula::ione. ~ellil l" parte dolla sua comunienzione alla Societti. di medicina di Londra l'd.. riporta ·~ cnsi di aut.oinocu\azione della lesione iniziale. In un caso si ebhe 1\ a settimane ùi intermllo inoculazione dal labbro infériore al supe riore n el punto esattamente corrispondente; in un altro dol pene al dito poi· lice co n rellniva adenopatia ascellare fcon un mese d' intervallo); nel go cnso dal ~;lande nlln radice dell'nsta (2 mesi). In rìne nell'ultimo caso (che ò il più intere:;. santo) 2 mesi dopo la comp:n<;a di un 'u lcera dura al prcpu~io si man ifestò un si· tilotoa gigante al dito indice d1•stro, dopo che si erano \'Ol'Ìficati sintomi di infe· ~ione generale (>'ililoderma, nn gina spccilii'IL). Quc.;ti casi di auto·inocula?.ioue sono n1olti interessanti. Infatti dalle ultirne esperienze di Fingct· e Landsteiner risulta. che In r eino· culnr.iont' ha mnggi ori probahil itl1 di suct·e:.~o qua nto meno tempo ò passato dalln inoculnzione priuu~rin: se l'infer.ione generale non è ancora completa, si può produrre unn vera sitilosclerosi; ma se si sono giit manifes tati i fatti costituzionali, que>.tl\ ò molto più rara, e la lesione hn onlinario.mente l'nppnrenr.a di una papula secondaria. Invece nPi cas i dell'A. s i trnttavn sempre di ulcere hunteriane tipiche, e non ùi papulc ; ò vero che in no;;sun caso i: stato trovato il treponerna: m t\ pare che l'A. non vi annetta importnnza. Il 20 e 4• cnso sono pure noto\·oli per la 1{1'1\lldu dis tnnr.n a cui si fec1· la reinoculnzione, cioi.: dal:'nsb\ nlle dit.a, pro•loua evidentementl' dal contatto diretto per la quotidiana meùicatura. Que<te ossen •nzioni cout'ermnno inoltre In conta~iosità dell'ulct-rn dura an che quamlo non vi ò più secn·zione, e la lesione è quasi completamente scomparsn. Ju lino l'.d . riti ene fc rmnmenLe, che, per a\·ersi l'inoculnzionr, non è necessnrin unn pree»i'lb·nte n.hrnsione epitclinle cutanea o mucosa, potendo (a suo vnre1·e1 a\·· venire f n·qucnlomente la penetrazione del pus sifilitico ~ttravcrso cute e muco•e in t eg re. 2. lfvinf•'Zione. - Come i· noto, i cnsi di vera reinfe)\ione sifiliticn finora r iconosciuti sono raris,i mi, e devono essere accuratamente distinti da cerLe lesioni to rziuric, che menti:o:cono l'aspetto di l'itilosclerosi, e cl'dono più prontamente a lla cu rn iotl icn ('.ho a quella met·curiale. P er avere la vem r einfezione, è nece...s:trio, come fa osset·,·aro ~ cis.;er, che il paziente si n completamente guarito dalla sua prinaa infezione, d1o i suoi t essuti siano ritorn a ti in cumlizioni norm nli, in modo da. reagire nl \'it·ns sitilitico co me quelli di un individuo !inno, in altri termini che eg li abuia perduto qtud,ins i immunità cont'critngli colla primn infezione.


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RfVISTA DJ llALATTlll: VE XE REE E DELLA PELLE:

L'A. riferis~e lo. s toria di 7 casi di reinfc:.:ione alln. distanza di un minimo di L8 mesi nd tm mnssimo di 12 anni: in tu tti In nuova infezione fu confermn.ta dtdh

comparsa dei fenomeni secondtuii. Da qu esti cas i egli crede t rarre le seguenti conclusioni, di cui na tu ral mente gli 11\Sciamo tutta la responsabili t i\: 1° Una cura intensiva continua di mercur io per 1·2 an ni è il modo piit sicuro per rendere un individuo suscettibile di una 2A infe:t.iouc. A queste condizioni egli può contrarre di nu ovo la sifilide nel periodo d i 2-3 noni dn.l pt·imo contagio. I n tutti i 7 casi la prima. infe.-.ione eri\ stata curata energicamente col mercurio per 1-S anni; 20 L'intervallo frn due contagi di sifilide può non oltn·pnssare i 18 lDI)Si: in al tri termini il pazien te, non appena terminato il suo periodo di cura, esponendos i a d un nuovo contagio, può pro<~u rarsi una se<:onda infezione. L'intervallo me· dio, secondo l'esperienza del l" A. snrebhe di 6 anni: 3° Il secondo contagio può essere più leggero o piit grave del ]>rimo: su questo punto non vi e nulla di positivo. ~e la primt\ volto. le ma uifesta.-.ioni cedettero prontamente al mercul"io, anche In seconda volta si verific h eri~ lo stesso; 4° Non ò da escludere, che uno steQso individuo possa a ndllr f:oggetto rtnche a S contagi di sifilide, p urchu i pri mi due siano stati bo•n curati. Un caso tli triplice infezione t rovinmo nelle sta~isti che dal padre dell'A, che, come è noto, si occupò molto dell'o.t·gomento. Infine l'A. r iferisce un cnso certo d i reint'ezioue di u n individuo di 28 anni. che presentavo. tutti i segni più evidPnti di eredositilide 1nn;;o a sella, O?.ena cronico, sordit à bilaterale da otite in terna, postumi di chl·mtiLe intorstiziale in n.mùo ~li occh i). ~ella letteratura esistono finora pochi casi sim ili : ('ooper, Cotterell, Ln. ng, Dowse, Boeck, A.rning, B utchinsou s ... niore Del resto, se s i amulette che po ·snno avers i due succe ~i veiofezioni tli s ifilide, non dobbiamo meravigliarci di trovare degli ereolositilitici, che pTeseotaoo poi nel· l'eti• adulta la tue acquisita, quando cioè hanno perduta la immunità congo·nita.

::>. R t:T,\. - Un metodo semplUioato per la alero dlagoosl 4ell& (Th e Lancet, Z9 maggio 19091•

A~.-Ex.A:-<DF.R FLr-:m:o;o.

•UW4e. -

P er questo metodo occorrono : a) Estratto alcoolico di cuore; b) siero io esame, c) co•· puscoli r ossi di montone. a) E:1tratlo alcoolico. - Si fa, tritumndo iu mor t!\io un g d i muscolo cardiaco con 6 c.c. di alcool assoluto, riscaldando poi a li()o per un 'ora, e quindi lasciando depos itare a S7o per 24 ore. In seguito si decan ta e si conservo. in cella frigori fera. Al momento poi di usare l'estratto. s i diluisce con solu.-.ione fisiologica in tale proporzione. che, mentre fì>"sa intornmente il romplemento di un siero sifilitico, non impedisce il potere emolitico tlul siero normale. Ln propon:ione però n on d eve mai oltrepnssare il 10 p. 100, perchò un eccesso di nlcool può di;,t urbare la. reazione. b) Siero. - Si raccoglie il sanA"ne dal dito o dall'orecchio con le stè~"'e mod a lità come per la ricerca dell'indice opsonico o del potere agg lutinante. ~ou sono necessarie speciali precau~ioni di sterilità.


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RIVISTA DI MALATTIE VENERF:E E DELLA PELLE

c) Cot·pu.sC()li di m01ttone. - Si prende del sangue di montone defi brinato, si diluisce con soluzione fisiologica e s i centrifuga ripetutamente. Infine si prelev& una sospensione al 10 p. 100 in siero fì.;iologico. I corpuscoli s i mantengono fre· schi anc:htl per 2-S giorni, purchè si adoped la camera frigor ifera. l r isultati sono i seguenti: Se si tratta di siero sifilitico, si b a l'emolisi nel tubo contenente salina + s iero + corpuscoli i assenza di emolisi nel tu bo contenente estra tto + siero + corpo· scoli. :-le si trartn di siero non sifilitico, si ba l'emolisi in tutti e due i tubi: as· senza di emolisi in un tubo contenente solo estratto + corpuscoli. l 1rantnggi di questo metodo sarebbero i seguenti: 1° richiede una piccolissima quantiti1 di sangue dell'ammalato evitando cos\ di do,or fare l'aspirnzione da una vena con la siringa, e facilitan do, per esempio l'invio òi un saggio di sangue a un ln.boratorio. 2" fa a meno di un animale immunizzato per corpuscoli di montone (come nel metodo di Wns~ermann) o per quelli di uomi ni (como nella modificazione di Noguchi. Conclusioni detr A: l" il metodo ò eminentemente clinico, ri chiedendo solo la preparazione di un conveniente estrarto di organo e cognizioni eltmtentnr i dei metodi di labo· ratorio; 2• l a reazione è positiva in quasi tutti i casi di sifilide secondaria. terziaria e congenita: S• nella sifilide primaria non è costante; 4° n11i casi cm·nti la reazione è tnlora negativa; 5• oltre la sifilide, l'unica malattia in cui si sono a vverati risultati positivi è In lebbra. S. RuTA.

Bierodlaguoal della •Ulllde per messo dluna reastoDe oolo· raD.te. - (Deulsclle 11~ediz. ll'orlwns1·ri[t, 8 aprile 1009).

ScuCrtMA:s:s.

L'A., r itenendo che una parte importante nella r eazione di \\'nssermann possa essere rappresentata dall'acido lattico, ha fatto prima delle esperienze col r eattivo di OO"ehnanu per In ri cerca dell'acido lattico, ma con es ito poco favorevole ( forse . .per la presenza di emoglobina nei sieri in esame). Ha adottato di poi il metodo seguente : 1• si diluisre c. c. O, lO di siero con soluzione fi~iologicnfìno al volume di S-4 c. c.; 20 si ag~iunge una goccia di peridrolo, e s i agita. S• si tratta il s•ero cosi preparato con c. c. O,& del reattivo composto come segue: fenolo 0,& - cloruro fenico al Il p 100 O,G2 - acqua distillata S.J.,o, (il renlti\·o h:t un colore bleu·lilla, e va soggetto facilmente ad alterarsi, sicchi: de,·e prep:trarsi ,·olta per volta). ::le il ;:iero non è di sifilitico, si ba alla. partr superiore una leggera colorazione verde, che scornp•wisce completamente agitnndo, ovvero lascia solo una lievissima tintt\ verde azzurra ma il miscuglio r imRne sempre chiaro e tras parente: non si h :t mni schiuma. ::ic• il t<ÌI't"O t' di t<iji(ilico, si h1t colorazione brnno·nerastra, ed il miscuglio di ven~a dcn ~o, opaco: iuoltre s i ha formazion e di sc:hiuma. La ren1.ione si ha. in 1·2 minuti primi. Il tru·divo oscurarsi del miscuglio dapprima chinro per un certo tempo non lu1 alcun signi6cato.


RIVISTA DJ MALATTIE Vt:::-<EREE E D~LLA PELLE

HO l

L'A. ha sperimentato si nora il suo metodo sn Si sieri, fra cui 89 che di\ vano la deviazione del complemento, In tutti e S9 si ebbe la reazione positiva- negli altri negativa. S. RuTA.

J. NICOLAS A. JA.!IlBO:->. -

011ra d.eU'eoaem& ool OO&ltar. -

(Gazette cles Bupi-·

tau.x, febbraio 190!>). Il coaltar o catraLUe d'olio usasi da lungo tempo in Germania ed in Inghil· terra nella cura delle affezioni pruriginose della peJie. Gli AA.. l'adorerarono in. modo speciale, nella cura dell'eczema, tale e quale vien fornito dalle distillerie del gas illuminante, cioè sotto forma di una vernic:e untuosa, spessa, nera, densa, che contiene degli oli i leggeri, dei fenoli, degli oli i pesanti e della polvere di coke in gt>ande quantità. Dissecca alla superficie della pelle formando delle scaglie nerastt-e intimamente unite alle più superficiali sporgenze della cute, con le quali cadono nel periodo di desquamazione. Deve applicarsi con un largo pennello, dopo detersa .Ja parte da ricoprire mediante compresse umide o lavature con acqua bollita, stendendone sulla cote uno strato sottile. Dopo l'applicazione del rimedio, si ricoprirà la parte cosi trattata con uno strato · di garza, togliendola appena lo strato di coaltar sarà diseccato, ciò che producesi iD capo a poche ore. Trattandosi di un'eezema infetto, complicato con ectima superficiale o di lesioni impetiginose, se delle follicoliti settiche accompagnano la primitiva lesione eczematosa, l'applicazione del coaltar sarà preceduta da pulizia della parte con soluzione di bleu di metile all'uno per duecento. Tali applicazioni si faranno ogni due giorni e saranno ripetute in egual modo fino a guarigione completa. Qualora essiccandosi il coaltar ave!iSe a produrre delle screpolature della cute, specialmente dove questa è più delicata e sottile (scroto, piega dell'inguine etc.) si potrà incorporare al catrame un'ugual parte di sugna. Ordinariamente, dopo pochi g iorni, le squame nerastre che trovansi sul luogo d'appl icazione si sono talmente staccate che un semplice sfregamento basta a determinarne la caduta; altrimenti si otterrà. pa1·i risultato pulendo la cute con nn tampone di ovatta imbevuto d'olio di mandorle. Il modo d 'azione del coaltar sulla pelle eczematosa sembra risulti dalla protezione della regione cosl trattata cbe viene ripa1·ata dalle polveri atmosferiche e dai germi infettivi, che tanto rapidamente invadono le superficie eczematose. I noltre il coaltarum impedisce gli scambii respiratori i della cute e l'evaporar.ione alla sua superficie e ciò per la grande quantità di polveri di coke intimamente divise ed inerti che gli danno anche la consistenza. Agg iungasi che por la sua stessa composizione esso è indi6nitaLUente stabile e sterile, ed i fenoli ed i creosoli che contiene esercitano un'azione tulti::;ettica energica sulla flora microbica della cute. Qnesli stessi composti fenolici e creosolici sono dei potenti analgesici, e ad essi bis ogna attri buire l'azione antipruriginosa che possiede il coaltar ad un grado cosi elevato, mentre per la sottrazione di acqua e di ossigeno favorisce la cheratiuir.zazione dell'epidermide malata, entrando cosi n~:l gruppo dei medicamenti riduttori di Unna.


302

RlVISTA DI H ALATTIE VE~EREE E DELLA PELLE

Fra gli inconvenienti di tale medicazione, oltre al colore poco accetto a molli infermi, han• i quello speciale do\'uto all'azione dell'acido fenico che talvolta produce delle necrosi supedìciali, delle ulcerazioui azione di difficile guarigione, ciò che impone da par te del medico una continua att1v~ sorçeglianza. G. BERNUCCI.

G. D 'AJl:TOLO. - Bulla oura del favo benigno lll lapeole del vlJio. lellitw delù Sdwze medic·he, fe bbraio 1909).

(Jkil-

È opinione dell'A.., fondata su vasta espel"ienzn, che nel mag~ior n umero di casi di f:wi benigni si possa fal"e a meno dello sbrigliamento, evitando dolori ed eventuRli deturpamenti. A tnle uopo, da lunghi ann i, adopera una soluzione alcoolica mentolo fenicata: Acido fenico puro. Alcool a~-<oluto ana grammi cento, Mentolo grammi dicci, soluzione che egli impiegò con successo anche nelle tonsilliti folHcolari. L'usa.. tAnto es ternamente come internamente. Per uso esterno, se il favo non è mat1uo, applica un semplice batnflolo di cotone imbevuto della soluzione; se il favo è suppurante, dopo spremuto, lo disinfetta ed anestizza intern:ame.n te introducendo in o~ni sin~ola cavità foruncolare un batuffolino di cotone bagnato nella s oluzione alcoolica mentolo-fenicata, rompendo Jn-eviamente i va r i i se pimenti del favo se questo è alquanto voluminoso. Tale metodo curn ti v o continua fino a guarigione com pl~tn. Essendo esso antisettico ed analgesico scompaiono ben pre:<to febbre c dolore: il favo immaturo di solito abortisce, il maturo in tre o quattt·o gior ni si deterge, in sette od otto si sp;onfìa, in dodicesima o trediccsima ~iornata. abitualmente cicatri?.za, residuando uno. cicatrice piccola e non p:gmentata. che in un periodo di tempo non lungo renclesi perfino invisibile. G. BERXUCCI.

Bulle parv-.nse oltnlche della guarigione cutanea. (Giorrwle italiano delle malattie veneree e della pelle, fase. I del 1909).

V1 o~oLo LUTATI. -

Xella l ()lo riunione della Socicti1 itRiiano. di dermatologia e si fitografia del dicembre u. s. l'A. ha presentato i risultati di alcune sue lu111g he ricerche su sçariate dermatosi (lichen planus, psoriasi, eczema, eritema essudativo polimorfo, dermatite erpetiforme), dimostrando coi suoi studi i e osservazioni cliniche e istologicbe quanto sia. fallace il giudicare la guarigione cutanea dalle sole appo.rt~nze cliniche. E gli conclude con le stlgueuti con"iderazioni: 1~ Le parvem:c cliniche di guarigione cutanea, giudicate dalla comparsa di ogui elemento morfologico primitivo e secondario non ho.rtno l'immediato significato di una reale gnurigione definitiva, in a ltri termini non sono il fedele esponente di uu silenzio is lo·pntologico assoluto; 2• S<'ompo.rso o::;ni postumo morfologico sccondMio clinicn.mcnte apprezzabile, avvenuta cioè la guarigione apparente della pelle, si possono verificare due casi: talol"l\ conliUlHtaucor(L per un peri odo di tempo per lo più lento un mo'l""imcnto istolo~ico del prore~o (periodo della convalescenza cutanea) verso la vera e definitiva guarigione espre,;sn o in restitutio ad inte~rum o in esito di a tro& e di sclerosi; altre " olte in,·ecc s i tratta di llll tempomnco arres to di questo mo,·iulento istologico col s igniticato ll i una pnu,:n, cliuicnmcnte inavverti~a, di que l


RlVISTA DI MALA'rTIE VENEREE E DELLA PELLE

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processo morboso stesso, cbe può successivamente risvegliarsi, significandosi di nuoYo clinicamente con una espressione morfologica, che viene ad avere il carattere percettibile di una recidiva in si tu; so Tali pause e tali movimenti istologici regressivi (gnarigione) e progressivi (recidiva) banno una durata non definibile, perchè varia sia in rapporto con la natura, con la intensi ti~ e colla sede anatomica del processo, sia con le condizioni generali dell'ammalato; ·!o È necessario quindi nel riguardo prognostico di fronte olia possibile eventualità di una recidiva, esser cauti nel giudicare guarita una regione cutanea, che sia stata sede di una dermatosi. Ammesso un periodo di convalescenza cutanea clinicamente inavvertito, è verosimile il supporre, che si possa abbreviarne la durata, e allontanare i pericoli di una recidiva in situ, seguendo ancota per un certo tempo oppor tuni precetti o terapeutici (le~germente risol\"enti) o igienici, atti cioè ad impedire su di una pelle ancora vulnerabile l'azione degli stimoli esterni; 00 Data la non fedele significazione clinica di fenomeni patologici ancora istologicamente esistenti, si può pure trarre motivo fino ad un certo punto, per riferirei anche a questi fatti morbosi cutanei (dormiti silenziose), che attraverso ad un silenzio morfologico clinico possono preparllre istologicamente anche un epilogo grave, come l'atrofia cutanea. Le prudenti osservazioni, che precedono, sono un utile commen to all'art. 8 dell'elenco infermità, e meritano quindi di essere prese in cons iderazione nel giudicare della completa guarigione delle dermatosi nei militari. S. Ru·rA. Boo1:-.. -

L'eneaol (•allollartllnato 41 meroarlo) nella oar& della .utUde. -

(Bulletin de la Socifité française de de1•m. et de syphilig., n. 1 del190()).

Nella seduta del 7 gennaio di quest'anno l'A. ha riferito i risultati da l ui ottenuti con l'enesol, preparato arsenico-mercuria le introdotto in terapia da circa 4 &nn i e già. usato da C11(qnet e Loqui1t (Lione), Hatrich e Goulslein ( Vienna) 81"ousse e Bntc (Montpellier), &ntall (Tolosa), Bloch (Berlino). L'enesol contiene il 14,4 p. 100 di arsen ico ed il 38,4 p. 100 di mercurio; questi due principii attivi si trovano in esso allo stato dissi mulato, onde la sua debole toliSicità, e quindi la possibilità di adoperarlo n dosi elevate. Questa proprietà è particolarmente vantaggiosa, poichè dalle ultime ricerche s ull'argomento sembra, che l'azione benefica dell'arsenico nella sifilide si manifesti soprntutto, quando so ne possono somministrare dosi abbastanza forti, il che è possibile coi composti organici a metalloide dissimulato. L'A. ha sperimentato l'enesol in SO ammalati, a cui ha fntt<• complessivamente piu di 700 iniezioni, e che sono stati curati comparativamente ad altri sifilitici affetti da manifestazion i analoghe e sottoposti ad una delle cure classiche, cioè iniezioni di bijoduro, calomelano od olio grigio. E cco le conclusioni dell'A. 1° a dosi sufficienti l'enesol ha avuto sempre lln'azione curativa rapida negli accidenti secondarii o terziarii di media intensità. D'altra parte nei casi di s ifìlidi gTnvi o ribelli il suo potere terapico e scmbrRto spesso insufficiente e molto inferiore a quello del bijoduro alle dosi abituali di 2-S cg. al giorno, che corrispondono ad una quantità tU mercurio inferiore a quella delle dosi ordinarie di enesol (cg. G) il che conferma l'opinione sostenuta dall'A. e da Danlos sul valore dei diversi coru-


30!1:

RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E !DELLA PELL

posti mercurinli, cioè che esso dipende meno dalla quantità di Hg. contenuto nel• medicamento anzichè dallo aggruppamento molecola re di cui fa parte il Hg. stesso. 2• nei cnchettici e tubercolosi l'azione dell'enesol è stata. specialmente favorevole, permettendo di attuare la medicazione arsemicale contemporaneamente a. quella mercuriale, e senza che questa. presenti allora gli inconvenienti delle dosi troppo attive. So le dosi utili di enesol sono da 6-6 cg. a l giorno per un adulto di peso medio, facendo un'iniezione quotidiana per 12·16 giorni con un riposo successivo di durata variabile secondo i casi. In tal modo l'A. non ebbe mai o. lamentare inci· denti. È notevole specialmente la debolissima azione sulla mucosa orale, tanto che il medicamento è ben tollerato anche dalle persone, che presentano condizioni poco lodevoli da parte della bocca. 4° le -iniezioni in generale sono meno dolorose di quello degli a.lt ri sali solubili. Insomma l'enesol è specialmente consiglia bile in tutti i sitilitici, per cui sono indicate le iniezioni, con manifestazioni di media intensi t&, e che presentano inoltre una speciale vulnerabilità. della mucosa orale. In queste diverse circostanze esso costituisce a pa1·ere dell'A. il preparato di elezione. Però non è adatto per cure in~ensive, e non conviene nelle gravi manifestazioni cutanee o viscerali, a rapida evoluzione, e che reclamano una azione pront.a ed energica. Con ques ta riserva l'enesol è un preparato, che merita di occupare un posto· importan te nella tempia antisifìlitica. S. RuTA. JAMES MclNTosu

29 maggio 1909).

Alloora aulla alerodlapoll c1ella dllt4e. -tThe Lancel~

L'A. ba sperimentato la reazione di \Vassermann in 145 casi di sifilide in di-. versi stadii, e viene alle seguenti conclusioni pratiche: lu la reazione possiede un grado di specificità che basta a darle un considerevole Ynlore dal punto di vis ta diagnostico e terapeutico; 2• alcuni estratti di fegato eredosifilitico dànno i risultati i più positivi, mentre l'nntigeno non può conservarsi per molto tempo, senza perdere iu gran parte le sue qualiti1 specifiche. Il siero può t enersi alcune settimane, purché sterile, senza. perdere alcuna dell<> suo proprietà; So un risultato def•isamente positivo è segno corto di infezione sifìlit ica, ma un risultato negativo non sempre significa che non esista., o non sia esistita. l'infezione; · 4° atlualmenLe non si può ave re un criterio preciso circa l'infiuenza della curn. sulla reazione, nè si può dire fino a che punto possa servire la reazione nd indicare se la cura è stata oppur no sufficiente, poichè i risultati appaiono di11'e· r enti iu qun.si tutti i casi. Ma, come regola, ~può dir.si, che quanto più è stata com· pleta la cura, tan~ meno è probabile trovnre In. reazione positiva 2 anni dopo l'in· f ez ione; 5° subito dopo che si {; oltcnuta una reazione positiva, in ogni caso si deve comine iare una cura energica, senza attendere la compar;;a d 'ulteriori sintomi s. R UTA •

•


805

RIVISTA DI rrERAPEUTICA A. GJLLET. -

Le mtt41oasloD1 ooUotdall. - (Journa.l de médeci1te, aprtle 1900).

Lo stato speciale detto colloide, comunica ai metalli delle proprietà notevoli, tli cui le principali consistono nel rendere i metalli stessi capaci d'ostacolare ifenomeni infettivi e di modificare la nutrizione organica. Parecchi metalli e solfuri vennero finora preparati allo stato colloidale e di essi venn11ro studiati e adottati in terapia; L'argento colloidale o coltargolo o elettrargolo, secondo che la sua preparazione si ottiene per via chimica o elettricamente; il platino coUoidale, l'oro colloidale, il palladio colloidale. Coi processi chimici non si ottengono dei prodotti puri, mentre si hanno tnli preparandoli elettricamente. Quest'ultimo processo consiste nel volntilizzare, medinnte l'arco elettrico, prodotto da una corrente di tre o quattro ampère sotto quarantn volts, il metallo che si vuole ridurre allo stato colloidale. In tale stato i metalli formano delle pseudo-soluzioni presentandosi allo stato di sospensione sotto form& di grani minuscoli di differenti grandezze, ma invisibili al nùcro~copio ordinario. Tali granuli scopronsi soltanto con l'ultra-microscopio <'ioè con l'aiuto di un microscopio disposto in modo da illuminare il preparato mediante un pl'isma. Scorgesi allora un seminio di punti luminosi su fondo oscuro, punti luminosi dotati di movimenti brovniani. Queste sono le preparazioni utiliz?.ate in terapia che sopratutto occorre sieno composte di granuli piti fini che sarà possibile e fabbricate recentemente. A seconda. dei varii metalli in sospensione, le preparazioni si presentano con differenti colori, violetto rosa per l'oro, rosso bruno per l'argento, grigio bruno pel platino e per il palladio, colorazioni del resto s imili in tutto a. quelle dei metalli stessi allo stato colloidale, purchè ridotti in granuli finissimi. Col tempo precipitano lentamente le minime particelle del metallo, e la. pscudo-soluzione perde di attivi tè.. Riscaldati nell' autoclnve 120o, i metalli colloidali perdono qualsiasi azione, sicchè tali preparati non debbono assolutamente esSC1·e sterilizzati. L'azione loro per assorbimento orale sembra dubbia; è sopra tutto sotto forma di frizioni cutanee, di iniezioni intravenose, intramuscolari, intrarticolari, intrarachidee ed intrapleuriche che essi vengono usati. Le frizioni cutanee verranno eseguite, previa lavntura della cute con sapone ed etere, con pomate di coUargolo od electrargolo o di argento colloide nelle proporzioni seguenti: Collargolo o meglio elect1·argolo Vaselina . . . . . . . . .

gmmmi 15 l> 85

Argento colloidale Lanoli.n a . . . . Vaselina. . . . .

grammi 15

oppure:

20 - GiorM/e d i mdl,lna mlliiGI'C. F;o$C. IV.

"->

so 60


30G

RIV ISTA DI TJ::R~PEUTICA

Della pomata s i prenderà tanto come una noce frizionando due o tre volte 1\l giorno, per la durata di un quarlo d'ora, sovratutto 1>a.rti ricche di vasi linfatici come l'inguine, l'ascella, ecc, 1·icoprendo quindi la. parte frizionata con un pezzo di tei'suto impermeabile. L'assorbimento compiesi molto lentamente. Le iniezioni intra'l"enose s i pr:1.ticano con la seguente soluzione: Argento colloidale . . . . . • . . . . grammi l Acqua distillata stt-rilir.zata. . . . . . • 20 inettnndone rla ·1 a 10 c.c. in una vena della plegn del gomito, u srtndo un ago di platino iridato, sterilizzato, lungo t utt'al p iu tre centimetri. Invece dell'argento colloidale si può adoperare il platino, il palla.dio o l'oro colloidale, ottenendo SPmpre uguali ris ultati. Qualora per speciali circostanze, qunli una particolare dispos ir.ione anatomie& delle vene od indocilità dell'infermo, non fosse possibile p raticare le iniezioni in· travenose si ricorrerà nlle intramuscolari. A tal uopo possono essere utilizzate tutte le parti carnose specialmente le regioni glut.ee, impiegando la soluzione di collargolo a l due per cento, pra.tican1o iniezioni di 2 o 9 cen t imetri cubici ripetute cinque o sei volte al giorno e per più giorni consecutivi, aumentando gli inLervalli e diminuendo a numero delle inie-:doni secondo le indicar.ioni del momento. I metalli allo stato colloidale vennero introdotti anche nelle cavità. stes~e del · l'orgaois•uo, nelle articolazioni, uella pleura, nel cavo rachideo. I fermenti metallici, i metalli colloillali posseggono una potente azione di ca· talisi che vi esplica per la natura colloidale delle cellule dei nostri organi. I colloidali metallici formano con i colloidali organici delle associa?: ioni o complessi . Probabilmente n e cosLituiscono di identici con quei colloidi che sono le diverse tossi ne, donde la loro efficacia nella eura delle infezioni e la loro inBuenza sul J'ossida.zione organica. Vi sar ebbe una grande analogia di azione fra i m etalli colloiddi, i fermenti, g li ossidi od i s ieri terapeutici, donde il nome di fermenti meta..llici. Dopo le inie;doni di met1llli colloidali, ed in ispecie dell'argento colloidale elettrico a piccoli grani si riscontrò un' intensa leucocitosi con aumento dei polinucleari. Tnle leucocitosi s'accompagna ad una ipera.ttività della milza, della midolla ossea e degli organi ematopoi~tici in pnrticolare, quindi esaltazione d'una delle piu importanti difese dell'organismo. L'n l( ione battel'icidn dei preparati <:olloidnli venne ripetu tamente sperimentata sul b~tcillo piocianico, che l'argento colloidale attacca nella sua vitalità, alteran done la forma e la funzione colorante. Lo st(·SSo dicasi dol bacillo del carbonchio, di quello di Eberth, del colibacillo, del pneumococco, del b;,cillo dissenterico, dello sta(ilococco. Dnl punto di vista tlella temperatura ! s i osservò regolari?.zar.ione della te r1n0· ge11esi e rnpidn caduta della tompemtnra nelle piressie, con elevazione tempo· 1'1 UICI\ delht pressione snnguignn. Gli ell'ctli sulla nntrir.ione si mnnif,•stano con un aumento degli scambii orgnoici e secondo il R ohin si ottiene : to aumento del t nsso d ell'luca, talvolta fino nl 30 per cento; fatta soltanto eccezione pci Cl\ncerosi e r ncbitici; 2• aumento dell'acido uri co, cl1e può triplicare; a• unn vera scnricn di idroxi lc.


RlVlSTA DI MEDICI N A LEGALE

307

Effetti. - Do.l punto di vista clinico, la medicazione colloidale si manifesta «>n degli efl"etti talvolta sorprendenti: modificazione dello stato generale, sensa'l:ione di euforia, modificazione della curva termica che si abbassa, diure!;i, insomma. .tutti i segni indicanti nn reale migliot·amento. hulicazioni. - In tesi generale la medicazione colloide sa.re'bbe indicata: 1o in tatti gli stati infettivi. 20 In taluni diaturbi della nutrizione. Degli stati infettivi si ottennero risultati favorevoli nelle pneumoni~i e bron-<»polmoniti, nelle pleuriti, ove praticansi delle iniezioni intrapleurali di 60 centimetri cubici, nelle endocarditi infettive, negli itteri gravi e negli itteri infet· tivi, nei reumatismi ed artriti, nelle meningiti cerebro-spinali (infezioni intrara·chidee), nella scarlattina e difterite (con iniezioni alternate con si·ero antidifterico), nelle diverse affezioni chirurgiche. Fra le malattie della nutrizione, specialmente utili riuscirono nella cura del -diabete. G. B Enzs~:cc •.

RlVISrfA DI MEDICINA LEGALE .Prof. EvoLL- 5evrold ttaumatlohe. -

(1'ommasi, n. 25 e 26, settembre 1908).

L 'A. fa delle importantissime considerazioni sulle nevrosi traumatiche, a propos ito di un ammalato cb e egli ba tenuto a lungo in osservazione. Trnttavasi di .un uomo di trentatre anni, calzolaio, il quale provò una. violenta.emor.ione peresset·e stato improvvisamente investito, mentre era sul suo biroccino, da un tranvai, e per miracolo non ne rimase schiacciato. A parte i numerosi disturbi subbiettivi soliti ad essere accusati da simili infermi, l'ammalato presentava: decadimento mentale con ipomnesia, ritardo nella. concezione delle idee ed lllna. certa difficoltà. nello esprimerle, modificazione del carattere, espressione quasi ebete dello. faccin, andatura goffa e tarda, ipostenia generale, disturbi della sensibilità, accentuati i riflessi cutanei e tendinei, aumento della eccitabilità elettrica . L'A fa una. lunga disamina di questa sintomatologia. per potere escludere Il\ paralisi progressiva cbe è la prima a potersi sospettare in queste forme ps icasteniche depressive; e poi anche il morbo di Parkinson, che poteva essere a primo. vista mentito dal tremore inten~ionale delle mani, dalla facies del sinistrato e dal modo di camminare. Discute in seguito sul grave quesito dell'esagerazione erl anche della simulazione di questa infermità e dei suoi compless i rapporti con le questioni legnli, facendo no tare come in questo caso abbia notevole import.anzn. l'elemento emozionale, improvviso e di natura depressiva, e come non possano simularsi bene ed in modo continuato le speciali note nevroticbe del sinistrnto, e cioè la psicastenia, il mutamento di carattere, la pronta. e fa.<'ile emotiviti1, In. ipomnesia recente. Ma la diagnosi in simili casi viene accertata. dalla. presenza di dishtrbi so.matici, costituiti in questo caso, come si è detto, dal tremore, ùa nn cet·to inceppo nell'andatura, dall'esagerazione dei riflessi cutanei e tendi nei insieme o.l clono ùE:l J>iede, dall'aumento dell'eccitabilità elettrica, dai disturbi della Sl.lUSibiliti1, dnl re-


303

RIVISTA D'IGII::NE lliLlTARE

stringimento concentrico del campo visivo per tutti i colori, dal cardiopal mo. Stabilita cosi la diagnosi anche nei rapporti medico-lega li, l'A. discute i quesiti riguardanti la prognosi in genere delle nevrosi traumatiche, e dimostra come nel caso presente essa debba essere molto riservata se :non infausta, in 9uanto nei tre anni decorsi dopo il trauma, si era avuta una progressione nei disturbi, sino allK loro sistematizzazione, nonostante che gli si fosse liquidata la. indennita relativa. CIACClO. ASCARELLJ. -

••ntaatte tuberoolare • traum&Umllo. - (La Medicina degli in.-

f orltmii del lavoro, agosto 1908;.

L'A. narra di una r a.g azza di 17 anni, senza precedenti tubercolotici ereditarli, soltanto un zio paterno morto di coxalgia, che avendo ricevuto dei pugni al torace ed un pugno al cA.po, dopo pochi giorni moriva, presentando.tutti i sintomi class ici di una meningite tubercolare, pienamente confermata al tavolo anatomico. Egli ritiene che i colpi al torace abbiano risvegliato un vecchio focolaio pneumonico latente ma non estinto, mobilizzando i bacilli tubercolari, che migrando nel sistema linfatico e sanguigno, ebbero a produrre una vera auto-inocula.z ione. Cosi, nel cnso attuale, verrebbe confermato il nesso di causalità fra il trauma e la. genesi della meningite. Dal punto di vista giuridico, trattandosi di morte prodotta involontariamente, il colpevole do vrà naturalmente usufru ire delle circostanze attenuanti, ma dal punto di vis ta dei danni egli dovrà essere condannato pur teneudo ç.onto delltL mancata proporzione fra la causa (traumatismo leggiero) e l'esito finale. G. BEJL'I UCCI.

RIVISTA D'IGIENE MILITARE W. B. L EJSIDIA ~. - Btatlettoa sui reoe11U rlaaUa U 4ella vaoo!Dasloae aaUU1loa. - (Joumal o( the royat a7'11tY ?Jtedical corpus, febl'Uary 1909). La ~accinazione antitifica ha avuto origine da i lavori-di Chantemesse e \\~ida! in F rancia nel lSdS, di Brieger, \\'nssermann e Kitasato in Germania nel 189-3: e ques ti lavori mostrarono che è possibile vaccinare gli animali contro dosi s icuramente mortali di bacilli del t ifo, quando si iniettino prima colture di tifo, steriliz;(ate con il calore. Nel l b1IG Pt'cifl'er e Kolle in Germania, Wright i n Inghilterra hanno di n uovo studiato l'rtrgomento: e bnnno applicato s u larga s cala la vaccinazione antiti6ca nell'uomo. I n tutti i varii metodi d i vaccinnzione si impiegano colture di bacilli del tifo, s terilizznte, che s i iniettano sotto cute. Noi metodo \\'right-Leislnnan si impiegt\no col ture in brodo peptonizzato di 2-l-18 ore, largamente aerente durnule il loro sviluppo. Queste colture sono poi sterilizzate a o:Jo per l ora, e le colture cosi uccise si conservano con l'aggiuntn..


RfVISTA D 'IGIENE W LITARE

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-del 2,6 p. 100 di !isolo. La vaccinazione si fa in due tempi: in una prima inocullazione si iniettano 600 milioni di batteri (circa "t cc.) e dopo 9-10 giorni, in u na seconda inoculazione, si iniettano 1000 milioni di batteri. Le dosi di inoculazione debbono essere rigorosamente r ispettate: perché inoculazioni più deboli sono insufficienti, inoculazioni più forti producono reazion i troppo vive e possono anche non riuscire vaccinanti. Nel metodo Pfeiffer e Kolle non si impiegano colture in brodo, ma colture su agar. Le colture di bacillo tifico di 2-1 ore su agar si emulsionano con !;Oluzione fisiologica (46 cc. per 10 tubi) e si riscalda l'Amulsione a GQo per l '/t-2 ore, si aggiunge il S p. 100 di acido fenico e si riscn lda di nuovo 111 60° pet· me1.z'ora Si fa una prima inoculazione di cc. 0,3: poi una seconda di cc. 0,8, e, se non si e avuto che una lieve reazione, si pratica una terza iniezione di l cc. Oltre questi metodi di preparaziont> del vaccino vi sono altri metodi di preparazione e d i vaccinazione per estrazione, }ler fìltrazione ecc. L' inoculazione del vaccino è accompagnata da rea.?. ion i locali e generali. Lo· calmente si ha nel luogo di innesto (per lo più regione anterio1·e del petto), dopo 3-12 ore, una tumefazione rossa, limitata, seusibile alla pressiolfe, che scompare dopo SG-48 ore. Come reazione generale si ba cefalea, stanche:r.za. quaicbe volta vomito, e dopo 2~1 ore febbre da 37° 6 a 400 6, preceduta da brividi: la febbre dura poche ore, raramente due o tre giorni. La seconda inoculazione è seguita. dalle medesime reazioni generali, ma meno accentuate. I l Leishman riferisce i ris ultati delle vaccinazioni antititìche, eseguite durante gli ultimi a nni nell'esercito inglese. Ogni riparto di truppa, inviato per il servizio nelle Colonie, era accompagnato da un ufficiale medico, il quale aveva avuto l'in· carico di p rocedere alle vaccinazioni antitifìche, di verificare la diag nosi d i tifo ~on i moderni mezzi scientifici e di raccogliere i dati statistici s ulla a:r.ionc protettiva del vaccino. Dal 1905 a l 1008, 24 reparti di truppa sono stati in viati neHe Colonie: gli ufficiali medici addetti avevano ricevuto un co•·so d'is truzione presso la scuola di sanitil militare. I l Leisbman ha ricevuto relazioni da sedici reparti dì truppe. Si possono dividere gli uomini in due gruppi, vaccinati e non. vaccinA-ti, e ogni gruppo il rappreseutato da un numero presso a poco eguale di individui. I n cinque repA.rti non si è verificato alcun caso di tifo siA. nei vA.ccinati che nei non vaccinati, quindi per questi reparti non si può avere alcun dato sul valoro profìlattico dellf' vaccinazioni. P erciò il Leihs man nella statistica ha consi-derato il gruppo dei reparti, nei quali si sono manifestati casi di tifo, e che si 1lono quindi trovati esposti all'infezione. Infìne in un terzo gruppo ba riunito i soldati che sono stati inoculati con il vecchio vaccino, vale a dire, con i bacilli trattati a 620, mentre con il nuovo vaccino i bacilli sono trattati a 03° C. I dati sono: CASI Di TI~'O PER 1000 liOm~J Va cco n ~ li l'ion varri nali 28.8 1° Nel complesso totale dei reparti S.ts 1° ~ei reparti nei quali si sono verificati cas i di tifo. 3!J.5 G.6 8° Nei reparti nei quali si sono verificati cas i di tito e nei quali è stat<> impiegato il vecrbio vaccino . 8.7 82.8 Sopra 5478 Yaccinati si sono avuti 21 casi di tifo con 2 mor ti : sopra CGlO non va<"ci nati si sono avuti 187 casi di t ifo con 2G morti. I casi di tifo che si sono


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Rl\II STA DI MEDICINA LE GA LE

manifestati negli individui vaccinati. hanno avuto un decorso più breve e piir benigno. L'azione efficace della vaccinazione appare eviden te da queste cifre. La pro61nssi r.omp let.a contro il tifo urta ogg i contro la grave difficoltà dei portato1·i di bacilli, cioè degli individui, che, convalescenti di tifo o che non hanno avuto manifestazioni apparenti della malattia, continuano ad eliminare con le feci e con le urine bacilli del tifo vivi e \•irulent.i. Noi non sappiamo quantotempo duri questa eliminazione, ed anche l'esame batteriologico ripetuto poco vale, perchè dalle ricerche f~ttt.e serubra che questa eliminazione sia intermitten t.e. Si potrebbero trattenere, come si usa in Francia, i mal nti di tifo negli ospedali militari, fiuchè l'e.sa.me batteriologico delle feci e delle urine sia negativo e sottopone a nuovi esami ogni solda to che rient ri dalla licenza di ctlnvalescenza per tifo. ~fa ciò non è possibile nelle gr·andi g uarnigioni, nelle localitù dove la ma· lattia è piuttosto dill'usa, nelle colonie, ove poi no·n si applicano eguali misure nei borghesi e nei nativi. La vacciuazione 1·imane come mezzo di difesa, specialmente nei repart i di truppa inviati nelle colonie e nel personale di assistenza negli os pedali, perchi: la vaccinazione non sembra corrio; pondere in tempo di epidemia, per la possi biliti1 della produzione di una fase ntyalica, vale a dire gli individui vaccinntj non acquistar.o subito l'immuni t;\, rua rimaugono ancora per qualche tempo se usi bilie forse in g rado maggiore, 1\11' infezione.

R. H . FmTu. - Bull"appUoat:lone del oalore &11& •tertllzza.z lone "dell'acqua.. per le tTuppe tn oampagna. - (J onrnal of the Royal Army Jledical corps, dicembre l!JOS, u. 6)

L'A. paS!<a in rivil'ta le difficoltà che s i incontrano nella sterilizzazione delle acque per le truppe in campagna. I mezzi di dE>ptrrazione chimica sono poco prn· ticabili, gli apparecchi di filtrazione sono ingombranti, tli complicato maneggio e non danno efl"ctti sicuri e duraturi; il mezzo miglio re di sterilizzazione dell'acqua è quello basato sull'impiego del calore. Il metodo elementare di sterilizzazione col r.nlore consi§ite nel far bollire acqua. ju ordinui recipienti ricoperti. Questa pmtica pE'rÒ non raggiunge lo scopo, sia perchi: richiede mezzi combustibili in gran quantità, sia perchè rende l'acqua spesso poco graditn al palato. .f: perciò che :::i da la prefea·enzn all'uso di A.pparecchi speciali i quali ins ieme ad un'economia di combustibile a!lsicurano con rapidità una a cqua lthbondante e gratn nl palato. • ono da citars i fra que~<ti apparecchi quello di \'ailla rd-Desmaroux nsato DE'll'eser cito frnncese, quello di Hartmann usato in Germania, quello di Forbes adot-· taio in A m erica. li difetto di tutti g li apparecclai di sterilizzazione dell'acqua col calore conSi!lte in ciò che il volume di 1\CIJIIR sterile ottenuto non1 ò in proporzione della grandezza e rlelln complicntezza clell'npptn·ecclaio. A. questo in<·onveniente ripnrerebbe J"apparecchio di P. G. Griffith il quale si basa sulla nozione che i germ i ordinari delle malattie idriche muoiono a 85•, e ottieno lo scopo coll'esposizione dell'acquA a questa temperatnra pe•· sole frazioni di minuto. L'apparecchio fu esperimo.>nt:uo 11el 1~06 in diversi accampruncnti, e nell'anno ~>eglilente a l campo d i A.ldershot, e poi durante le mnnone dolla prima e seconda Divisione. L'apparecchio originale }Jiccolo forniva GO galloni d'acqun all'ora, alla temperAtura media di 100 col con·


RIVISTA D'IGIE:SE GE:SEnALE E BATTERIOLOGIA

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sumo di l 't pinte di olio da ardere; l'apparecchio più grande forniva 850 galloni all'ora, alla stessa temperatu ra e col consumo di l gallone di olio per ogni 480 galloni d' acqua sterilizzata. I n queste occasioni si utilizzarono come serbatoi dell'acqua le ordiDarie tanche per una o mezza brigata di fanteria; bastarono dodici tanche riempite due volte al giorno per fornire 2400 galloni d'acqua. Nei r eggimenti di cavalleria e di artig lieria si usarono come set·bntoi delle vasche estempora neamente costr uite con tele impermeabili congiunte assieme e sostenute dR a pposite armature. L 'A. suggerisce alcune modifìcazioni all'apparecchio di sterilizzazione ::;apracitato e presenta due tipi: uno carrozzabile da usarsi al seguito delle truppe ed u n o fisso per baraccamenti e per campi permanenti, i quali presenterebbero grandi van taggi, sia per la rapidità della sterilizzazione che per la grande economia di combustibile che si realizza. Senza peccare di soverchio ottimismo l'A. crede di r iconoscere in questi apparecchi un avviamento alla soluzionE\ del problema della purificazione dell'acqua. TF:,RTI.

RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOL~GIA 13. Gos10. - Un trlennlo 41 lotta antimalartoa nelle Calabrle e lil BaalUoata. - Ti p. dell'unione coopera t. edit. Romt\ !!!OS. - Pubblicazione dello. direzione generale della Sanità puuiJlicn.

I lavori del Gosio sulla questiono della profilnssi antimalarica si leggono sempre con quel piacere che ci vien procurato dal modo con cui l'eg'regio ·pr ot'essore sviscera tutti i più impor·tanti fattori della malariR, dalla esnttena. colla 'l un le è posta la sohu:ione del problema profilattico, dalln profonda convinzione che, con fede di apo· stolo, egli ripone Mi capisaldi della lotta antimalarica. la cura. perfetta, completi\ dell'uomo rllalnrico, la bonifica dell'uomo nel se11so più largo e più scientifico della parola. È perciò che questo n uovo contributo del Gosio o.lln lotta an t imalarica, cosi denso di pensieri e di osseTVazioni, cosi ricco di dati, così per-suasivo, s i legge con infinito piacere ammirando In parola efficace delln scieo?.a e delln pmticn, seguendo l'A. nelle sue peregrina1.ioni attraverso le plng-he derelitte dal micidiale protozoo, assistendo quasi di persona agli sconforti come allo vittorie. L'esposizione di questa lotta antimalarica compiutasi in B:nsilicnto. ed io Calabr ia, rispettivamente nelle provincie di Potenza, Catanzaro, Cosen?.a, ed in quelle di R eggio, P o.lmi, Gerace, comprende una raccolta di dati st:nistici prepo.ratol'ii basata specialmente sull'imp iego di adatti schedari Ila redigers i di\ i locali medici ed ufficinli sanitari, una esposizione del piano di lotto. basato sulla propaganda ed avente di mira il concetto della cura specifica. antimalarica. il cui successo non è Ìll 1·agio11e del chinino comunque COIISIImato, ma bensl Ìll l'a!JiOilt del cllin i tto vsato bene, una succinta mo. chiara illust razione delle condizioni storiche che portarono allo stato attuale di malaria grave in quelle regioni, una rasscgua delle cause ello espongono e che predispongono nlln malaria.


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RIVISTA 0 1 XGIE~E GgNERALE E BATTERIOLOGIA

Studiato l'ambiente nosolo!JiCo, l'A. passa. ad esporre come venne praticata la boni-

fica. umana e qui torna acconcio far notare come bene a ragione egli cerchi dissipare alcuni malintesi volgari, ma purtroppo abbastanza dilf"usi anche in molte persone colte circa all'impiego del chinino quale preventivo considerandolo quale un farmac.:> specifico riguardo ad una genesi infettiva ancora da venire, alla stregua cioè di quanto si conosce circa alle reazioni immunitarie. Egli ci espone la preparazione dell'ambiente di lotta, le modalita dell'assistenza medica nei suoi obbiettivi di cura e di prolìlassi, i vari si:;temi di medicazione specifica (cbinizzazione giornaliera e chinizzaziooe periodica) dando la preferenza all'ultimo modo di cbiniz1!azione, il funzionamento degli amhulatori anti•nalaTici; prende infine in esame il ~rave problema della malaria cronica al qual proposito spezza unu.lancia a favore della~ istituzione dei S(~nat.ori antimalarici. A questa parte generale segue una pat·te speciale la quale comprende il no tiziario statistico dei vari reparti di studio, uno studio sulle condizioni igieniche, economiche e sociali della Calabria e della Basilicata, una raccolta estesa, interessantiss ima di dati sulla lotta antimalarica durante gli anni di studio, sugli ambulatori contro la malaria da importazione, sui risultati della cbinizzaziono blnnda giornnliera ed inten h·a Jleriodica. In un'ultima parte l'A.. viene a .deduzioni importanti sull'esit9 della lotta. Egli non si nasconde che e ditli~ile trarre conclusioni nette, spiccate sull'esito stesso; molte cause di incertezza esistono, sin purche non vi è il S\tssidio di da ti comparlltivi Rttendibili, sia per le dillicoltà inerenti al ~er;izio dei sanitari cbe attendono alla lotta, il qual ser'l"izio spesso viene interrotto, altre volte non ha la base scientifica dell'nccenrnnento rigoroso delle infezioni, delle cure e delle guarigioni per mezzo dell'esame del sangue, , ia per le difficolta\ inet·euti alla volontà dei pazienti cbe spesso è un'incognita. Tnoltre bisogna anelar guardinghi nella valu tazione della profilassi dei sani. A. questo proposito il Gosio dice che l'odierna misura di pro· filassi doi sani supera di molto i ,·e.ri bisogn• i che e ssa è molto nominale e ben poco reale ed in tutti i modi importa spreco eli chinino, servendo in vari casi a vantare solo fal:se vittorie; che es:;a dilaga fino n confondere in un unico schema semplicistn anche i gmppi n. cui d(Jnebbe ri,·olgersi un trattamento assai più e· uergico, Ol'!'ia rccidi,·i antichi e freschi, cronici, eon'l"alescenti, perfino cachettici, onde l'esito disnstroso segnnlnto in molti prospetti; cl1e spesso l'eA·etto utile della blanda e disordinata profilassi risolvesi nel moderare gli accessi febbrili renùendoli nmbulatoriamente sopportnbili: e che, infine, il più delle volte manca ogni criterio po~iti;o circa il de!>ti no vero, il succe:<so e l'insuccesso medico del farmaco distri· buito n mano, cosi come o~gi si usa. Quello che importa è che venga as-.icurata la. valida cooperazione dei medici condotti, ché si diano sussidi o premi speciali por l'opera nntimalnricn, che si faccia qualche ritocco sui punti deboli della legge sul chinino, cht> venp;ano presi in serie considerazioni gli r.ltr i gravi problemi che interessano il Mezzo~iorno, la viabiliti• cioè, le condizioni agrarie, le bonifiche, il rimhoschimcnto. L'A. termina In s ua bolla, interessnnte, esauriente es posizione facendo ancora. rile;are che tutti i prohlemi collatomli, loCAli e soc iali, sono deg ni di studio e promettono. in una s cadenza purtroppo lontann. di pot·tare buoni frutti, ma che quello elle og J!i si impone è il problc1ua medico, il quale promette pìit d'ogni altro uu rendimento pronto in rapporto all'impegno con cui si vorrà aggreùi1·e. TEST L.


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RIVISTA BIBLIOGRAFICA Dott. GIULIO DrALTr. - &e10oonto atatiatloo-oUDloo dell'anno 1901 . - Sezione chirurgica dell'ospedale di Grosseto diretta dal prof. Sante Solieri. E un bel saggio dell'attività clinica ed operativa del prof. Solieri durante il suo primo anno di primariato in quell'ospedale è uno studio diligente ed accnrato dei casi più importanti, al quale precede una lucida relazione dello stesso professore dove sono esposti i grandi miglioramenti apportati nell'ordinamento generale dello stabilimento, i nuovi impianti fatti nella sezione operatoria per renderla più adatta alle esigenze della tecnica modernA. (fra cui è degno di nota l'impianto ad acetilene per la sterilizzazione del materiale di medicatura, dell'acqua etc.), e sono proposte altre utili innovazioni. Questo resoconto riguarda 1280 ricoverati e 700 operazioni, co11 una mortalitÀ. del S,-12 p. ·100. Non è possibile in una modesta ret·eusione riassumere neppure i più notevoli casi illustrati, e non sono pochi, ma anche volendo !imitarci ad enumerare i vari capitoli in cui il lavoro è diviso (testa - collo- torace e tronco- pareti addo · minali - addome - organi genitali femminili - orgaui genitali maschili, ano e retto - organi minori - arto superiore - arto inferiore - ostetricia. - apparecchio visivo - malattie veneree o della pelle), in base a criteri che l'A. di· scute ampiamente, non si può tacere dell'importante contributo che i diversi ca· pitoli, e specialmente i traumatismi cran io-cerebrali, ofl"rono allo studioso. In tutto il lavoro le considerazioni diagnostiche e terapeutiche le indicazioni degli interventi operativi, la descrizione di questi quando per taluni dettagli di tecnica si rendeva necessaria, cosi con la esposizione del reperto anatomo-patologico, istologico e batteriologico, vagliati con fine critica, complctiLno Ìlt forma semplice e concisa. e in un insieme armonico l'illustrazione di ciascun caso, e forniscono anche l'occasione per sollevare e discutere alcune questioni t·he ancora agitano i chirurgi: cosi. per citarne una, quella che ri!{UMda il trattamento dell'appendicite, a proposito della quale l'A. sostiene vivamente l'intervento prima che sia possiU. RtvA. bile, anche nel periodo intermediario. S. COLASUONNO.- Per la aoaola e per la patria. - Conf. d'igiene.- Bal"i, 1!)08. In questo libro di propaganda l'A., ufficiale sanitario del comunedi Sannicandro di Bari, ha raccolto alcune conferenze svolte ai maestri delle scuole elementari e ripetute all' università popolare di Bari, allo scopo di far r.onoscere l' impo_rtanza soci.a.le dell'igiene scolastica e l'utilità di un moderno e razionale indirizzo educativo. Nella prima conferenza tratta dell'igiene della vista, che secondo l'A. comprende in sè quasi tutta l'igiene della scuola, e consiglia pratici provvedimenti intesi a migliorare l'illuminazione degli ambienti ; nella seconda si occupa dell'educazione fisica. nelle scuole nei suoi rapporti igienici e sociali, e con un'accurata analisi scientifica e storica dimostra come l'educazione fisi ca della gioventit rap· presenti uno dei più importanti fattori della g randezza di una M zione. Seguono alcUDe interessanti considerazioni su l'ufficiale sanitario e la scuola primaria, ed aJtre note di igiene pratica. Il Colasuonno porta con ques to libro un utile contributo alla difl'usioue di quelle norme più elementari di igiene scolastic.'l, che devono essere famigliari non solo ai maestri, ma a quanti si interessano con amore della sr.uola e dello S\·iluppo fisi co della gioventù.


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8E n tdo medico 41 sua rutatoue ID Frauota. Il servizio medi!'o di guarnigione ha subitò con uu recente decreto una radicale tras formazione. Diamo un sunto d i queste nuove disposizioni: In ogni guarnigione il medico più clt·\·nto in grado, o il più an ~i ano, puo far pnrte. con voto r onsu ltivo, dd t•onsiglio d'i;:iene publtlica e di salu hritù. Nei capiluoghi di dipartimento egli è meut bro di diritto del detto consiglio. ln di'terminate g ua rni gioni, stabi lite dal :.\Iinistero, uno dei medici militari presenti nclempie, sotto l'nutoriti1 e la responsabilità 1lel comondante tlello tr uppe, le funzioni di capo del servizio sanitario della piazza. Queste funzion i sono a Oidnte: nel c11poluogo ùi corpo d'armnta al di rettor e rE'gionale del s ervizio sanitario: nelle nltre guarn igion i al medico capo dell'ol:'rcdale militat·e o delle sale mil itsu·i rlello spcdnlc m isto. Questo scrY izio sprciale non dii<peuStt il ti tolMo dalle altre sue incombenze. Il l'apo del sen ·izio della piazza rireYe dal comandante del pre."idio comunica-, ;dono u i tutte le iuformazioni trnsme~sc dnllc autorità ci\·ili intomo alle epide11) ie che s i presentano nella regione. Qunmlo lo rav,·isn opportuno. )>Or mezzo del ('omanda nte del presidio e dei comandanti di •:or po. richiama l'attenzione dci med ic i dei corpi s ui pericoli di conta~io che minnt•ci nno le truppe. Ri ceve direttamente dai medi ci dci corpi ccpin dei rapporti che essi trnsmettono ai loro comn ndanti circa le malattie CJ idemiche che si sdluppnno nelle truppe. Quando in cn~o di E'pidcmill, ritiene n crcs!'nrie misure profilattidte speciali, da e.~!'er pre!'e cl'urgE'nzn, ne sottopone In propo::.tn. al con11mdante ciel presidio. I n CII!:O di bisogno, dietro ordini' del comamln nte del p resid io, procede nd ispe· zioni delle infermerie n:ggimcntnli, ed a vh·ile aecua-ntc delle caserme. In que.>tc visite è a•·compn)!uato dal medico del corpo. Eg li è il <'O n!'il!liet·e tecn ico perm anen te ùci medici della guArnig ione; fn loro conost·ere, per mezzo dei rispettivi c·omnodnnti, la nntura ed il giorno delle oper azioni che snrnnuo praticnte nll' o~pedn le. In c•l>tO d i interven ti d'urgenza, e:;li li I'On\·oc·a direttamente, e dil contemporaneamente a,·viso di questa convocazione ai ril'J;Cttivi !'OlllliDÙUDtÌ. lutìne può r iun ir e in confe renza per lo studio di questioni tecniche quelli tra i me•lici del preJ:;idio dtc n on sono tratten uti dal sen -izio reggimentale. 11 medico <· npo dcll n gnnrnigione rend e conto, quando ne è il caso, al diret.t ore d i sanitl\ delle l'ne personali os:<en ·azioni sull'igieue e sullo stato sanitario delle truppe ùclltl gunrnigione, del ri ~ u l wto delle sue v isite nlle infermerie e allo cn!ler·me e òc·lle ru i!'ut·e pt·ofilntticho di •·n i ha chiei<tO l'npplicazione. In ('nso d'ur· gcnza gli fornis:r·e que:; te mJormnziuni per tt·logranlmn. Gli comunÌI'I\ nltrcsi l'e· !euro dei medici C'ho t>{;li ha dl•signnto per il disimpcguo dei vari servizii di cui all'arLio-olo !'C~ueute. Qunndo la de~<i,:.:unzione rlei mPdici mili ta ri necE'SSnri per a s·i•·urare i \'Arii .s en·izii ucn ò slnta folti\ d n l contnnùantc del corpo d' artunta, torca al comao·


NOTIZIE

dante di presidio di provvedere, sah·o per ciò t• ho concerne il serv1z1o speciale della leva. A questo scopo il medico capo della gua rnigione gli fara le sue proposte. Nelle circostan ze in cui sia utile di stabilire un servizio di guardia permanente in uno spedalo militare o nelle sale militari di un ospedale misto, che non disponga di almeno tre medici subaltet·ni (aides-ma}01'S), i subalterni dei corpi di truppa, quelli della riserva e della milizia ttrrito1·iale che si trovassero in serYizio temporaneo, sono designati a turno per contribuire all'esecuzione del servizio di guardia dllrante la notte secondo le no1·me fissat-e dal comandante del presidio. Il turno di guardia permanente allo s pedale non può essere impo<>to allo stesso medico se non una volta ogni tre giorni al massimo. Nelle guarnigioni è istituito un turno di servizio esterno, al quale prendono parte tutti i medici in sott'ordiue addetti ai corpi, come p u1·e i 111edici ausiliari. I medici subaltet·oi e gli ausiliari dello s pedale concorrono egualmente all'esecuzione d i questi servizi i esterni quando non sono occupa Li per il servizio di guardia. Il servizio esterno può e>'!<Cr comandato secondo le ci rcostanze, o per la ~ior­ natn o per la settimana. Il suo scopo è di assicumre la t>rc.,;enza di un medico militare ai tiri, ai bagni er.c. Le designazioni per il servizio esterno sono fatte dal comandante del presidio sulla proposta del capo del servizio sanitario della guarnig~one. I comandanti di corpo non possono, di massima, accordare licenze ai loro dipendenti se non dopo averne riferito a l comandante del presidio, il quale consulta in proposito il parere del medico della guarnigione.

JllorgaDlzzaslolle del corpo .aDitaJlo militare ave4eae. -

(Detttsche miti- ·

tiil'ilrztl Zeitschri {t).

Sono in progetto le seguenti Jnod ificazioni e perfezionamenti: 1° I stituzione del posto e t·ango d i med ico di divisione; mentre attualmente le fu nzioni di medico di divisione sono tfmute dal medico di reggimento pii1 anziano. 2o diminuzione di un medico di battaglione pet· ogni reggimento. 3• Istituzione d i GO medici di battaglione di riserva, i quali A-vrebbero un obbligo d i GO giorni di servizio durante le eserci t~zioni campali, du rante le operazioni di leva c per sostituire gli ufficiali nledici effettivi durante le loro licenze. ·! • obùligo a tutti gli studenti di medicina atti alle arm i di ricevere una educazione milita re e di prende1· parte n un corpo di istruzione medico-militare. 5• Nei luoghi dove sia di s tanzi\ .un solo corpo di truppa gli ammalati in genere siano curati n ello spedale reggimentnlc; gli ammalati gravi e a bbisognevoli d i operazione uello spedale c ivile locale. u• "Nei luoghi dove sieno stanziati duo o più corpi istit uzione di nna s ezione Dlilitar\l nei locali ospedali civili 7. Istituzione di O!;pednli militari in Stocolmn, Kar lsborg, Skofde e Boden. (In queste tre ultime cittiL non esistono os pedali civili). 8'' Pa· reggiamento degli stipendi e dei g rndi con q11ell i degli ufficiali combatten ti. L medici di battaglione dovrebbero e;.ser pareggiati a capitani, parte di l " e parti! di 2• classe. La spesa mag giore per questa. nuova organizzar-iene è stimata a 82000 corone (circa llo,OOO franchi).


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INDICE BiBLWGRHICO MWILO-MILITARE The 1nilitary S1o·geon, n. 5, maggio. VALF.R\' HA VARO: L'attuale organ izzazione del servizio sanitario di guerra n ell'esercito degli Stati Uniti e sua applicazione ipot11tica a uno dei campi di battaglia della g uerra di sece:;sione. HALBEHSTADT: Nuovo modello di amiJulanza per soccorso ai utinatori. Bnows : P rofilassi ohiJiigatoria contro le malattie veneree. - Knua•ATRICK: Disinfezione degli accampamenti . .Deufsche militiirlir:~lliche Z eit.<clu·i(t, n. 10, 20 maggio. - DR&Nt\.UAUS: Rapporto t1·a l'alcool1s mo e le malattie n ervose e mentali n ell'esercito. - DRELST: Rot · tura muscolare o frattura osse.'l? NJCOt.AI: Morte improvvisa per emorragia ce•·ebra.le in seguito a suppurazioue penetrata attraverso la cnvità dello sfenoide e le cellule etmoidali. Militlirarr.t. n . Se 1.- ZliZAK: Il manicomio militare dell'esercito Austro-Ungarico.

N. 5-6.- TOTH :Pun tur·a artificiale del timpano per carpire la rifo•·ma. - Sco waz: Diagnosi precoce della ti l:lit.e dal punto di vista meJico militare. L'appendicite dal punto di Yista chirurgico.

S&L\'E:

A. Nu::oou, maggiore. medico: Giudizi medico-legA.li sui difetti funzionA-li dell'orecchio in alcune profess ioni e cat·iche pul)bliche. Arr·hivio Italia1W à i Otolo· gia, J.ii1wlogia e La.ringologia. '"ol. XX, n. 3, pag. 177-100. G. OSTINO, m1~ggiore medico: Hu alcuni fenorueni oculari finora non ùescritti, nelle labirintiti. .Jl'c/ah·io Ilalia. JW eli Otologia, Rirwlogia e Lariugofogia. \"olume XX, n. :3, pag. 2!J 2<17. P. To:si&TTI, capitano medico: Ricerche soprn il valore acumetrico della spazzola e loro applicazioni medico-legali. Art·hivio Italiano di Otologia, Ri1wlogia e La· ringologia. \ 'ol. L'l., n . S, pag. 210·29!.1. .Q. OSTINO, maggiore med ico: Biblio~mfìa istomatica otori no-laringologica . Ar· ~·hicio ltaficwo di Olologia, lli1tologm e La1·ingologia. Vol X.'\., n . !l, pag. 248·266.

CONFERENZE ~Cl ~NTH'ICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI 80WBIO DEGU !BGOIBNTI TRA'l'rATJ (DAl PHOC&SSl VEilllAI.I I'"R\'ENU1'1 AI,I.'!SPETTORATO DI SANITÀ MIJ.ITAilR OAI, 1• ~IAIIZO AL 00 AJ''IIII. R 1909). B.\.RI (m'lrzo). -

Capitano medico D1 G IACO:IIO L UIOJ: Intorno ad un caso di ernia

iu~:uinnle.

C,\GLIA RT {marzo). - Sottotencut.e medi co DF: m : HTAS AMERIGO: Presentazione di casi clinici. CHIETI (1narzo) - SottoteneiiLe medico GASPAJUXJ I OI:SO: Alcuni cnsi di malat• t.ia del Friedreicb ns~oc iata n sindrome miopaticn. Gl : ~o,· A (nuuzo). l'apitauo meJico CASSAS NICOLA: Sul valore d ei s intomi oculari nell'accertamento de lle nevros i traumatiche. NAPOLL (mnrzo). - ottotcnente medico di complemento Russo G.ENNARO: Sopra duo r as i di acces~i ùi colica epat ici\ cumti colla somulinistrazione dell'olio d'olh•o.


MISCELLANEA

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NOVARA (marzo). - Maggiore medico GnoTTI CARLO : Dislocazione dei servizi ospitalieri, soccorsi d'urgenza. e misure igenico-sanitarie nel territorio d i PaJmj, dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. PALERMO 1ma.rzo). - Sottotenente medico di complemento GIUNTA FnANC~co: Presentazione di cinque ammalati di malattie oftalmiche. PIACENZA (marzo). - Tenente colonnello medico Gtul'FREDt ALFREDO: Comunicazioni di servizio e rela.zione sull'andamento clinico ospitaliero. ROMA (aprile). - Tenente medico CONSIGLIO PLACIDO: Diplopia monoculare in nevrotico da trauma. Un ca.so di discinesie ticcose.- Sottotenente medico di complemento PARliEGOIANt UlUIERTO: Un caso di meningite cerebro-spinale con esito di guarigione

MISCELLANEA Secoedo coagreuo nazionale contro la tubercolosi. - Questo Congresso si terrà in Firenze dal S al 7 ottobre p. v. In esso si trattera.nno in modo particolare questioni di carattere igienico, profilattico e sociale, per modo che il Congresso stesso possa alla fine formulare dei voti che additino al Governo ed ai comuni i provvedimenti da adottare nella lotta sociale contro la tubercolosi. A giudicare dagli argomenti già. annunziati, e dai nomi delle persone che già mandarono la loro adesione, si può con sicurezza prevedere che il Congresso riu· scirà. numerosissimo, e degno della città che avrà l'onore di ospitnrlo. La segreteria generale del Congresso è presso il prof. Ferruccio Schupfer, via degli Alfani SB Firenze, al quale si può fìn d'ora rivolgersi per schiarimenti e informazioni. La medicina militare nel medioevo. - Anche presso i piccoli eserciti, più o meno permanenti, delle repubbliche e dei comuni medioevali italiani, bt~ certo es istito un servizio sanitario. Sarebbe interessante l'investigarne l'organizzazione. Ecco intanto una specie di conco1·So al posto di medico militare prcs3o le mi· lizie del comune di Cremona, che troviamo nel coàe.r tlipl01naticw cre11Umen..~il; (lliBU:Iriae patriae monwnenta, Serit! 2• Tomo XXI, pag. 172). n medico doveva essere ài piaghe e d'ossa solt-anto, ossia semplice chirurgo, e per due sotcli imperiali al giorno doveva impegnarsi a. medicare gratuitamente tutti i feriti cremonesi. Ecco del resto il testo della deliberazione: " MCVXL, indictione XIII, Additum est et s tatutum quod unus medicus de .. plagisetossibus tantum;debeat ire et esse cum carrotio (cal'l·occio)quando vadit in "exercitum. Qui babere debeat de comuni duos ;:;olido:> iroperinles in die et non c plures; nec solutionem seu pretium rocipia.t ab aliquo civitatis: et episcopatus Cre« monensis pro medicatura durante exerdtu, et qui teneatur medicare in eo exer« eitu omnes de civitate et episcopo. tu sine pr~:tio aliquo, et ita teneatur jurare et c attendere et observa.re -.. Un documento di poco più antico, una pergamena dell'archivio diplomatico di Siena, del 6 dicembre 1230, dimostra che anche Siena. doveva avere diversi medici militari in regolare servizio. È una. petizione che alcuni cittadini, deputati alla custodia. dei prigionieri, fanno al Potestà. di Siena affinchè Mo.estt·o Bonifa:do me· dico sia. esonerato dal servizio di medico nelle cavalcate ed esercito, doyendo cu· rare molti prigionieri infermi.


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li!SCI:: L.L.A:SEA

XVI Congresso medlot Internazionale. - Quest~ Con~resso si terrà n Budapest dal 29 agosto al 2 settembre p. v. Il comitato ordinntore Ja,·ora alacremente per IR pr eparazione del programma di questa grande riunione, che si prevede importnotissillla. Il Congre;;so è diviso in 21 sezioui,cioè: l Anatomia c Embriologia- 2 Fis iologia. - S Patologia generale o speri mentale - ·1 i\Iicrobiologie., anatomiA. patologica - 6 Terapeu ti ca (farmacologia, fisioterapia, bnlueologia) - G Medicina in tema - 7 Chir urgia - Ostetricia e gi· n ccologia - 9 Ol'tahnolo~ia - 10 Pediatria- 11 Nevropatologia - 12 Psichiatria - 1S Dl•rmatologia e malattie veneree - 14 Urologia- 16 Rinologia e laringolog•a - 16 Otologia - 17 Stmnatologia - 18 I giene ed immunità - 19 .Medicina legale - 20 Se•·vizio sa11itario 1rtilìtare e madtlimo - 21 Medicina uamle e m11lnttie tropicali. Avranno luogo sei sedute generali, nelle quali illustr i scienziati terranno discorsi sopra argotnen ti dj i nteresse universale. Basteril che ci ti:uno il nostro Baccelli, il quale parleri\ delle vene ap erte ai 1nedicinali er oici, ed il T.averan, che trattel'i1 il tema. L'l p a'hologie exctique. 11 program ma speciale per la se1.ione militare è già molto ricco e importante. Vi sono inscritte 21 rela1.ioni o rapporti sopra te1:11i di igiene militare, di chirurgi& di guerra ecc. Tra que!lti notiamo un rapporto del generale medico ::!forza sulla Tube,·colosi negli e.serdti. 11 progrRmma dei festeggiamenti, sebbene non completato ancora, è dei più attraenti. Le prima semta d i ricevimento e fisSA.t.a per sabato 28 agosto alle Sal PaJay.zo delle belle art.i (abi t o di società). à nanno luogo varie escurs ioni tra le quali i congressisti potranno scegliere: in Transil"ania, alle montagne del Tatra, al lago Balat.on, al Basso Dnn ubio, a Costantinopoli, in Bos nia-Erzegovina e Dalmazia. Quanto agli alloggi, il comitato ha preso gh\ disposizioni p er le quali ò nssi· cnrA.to che ogni congressista potrà trovare (i nscrivendosi per tempo) alloggio cor· rispondente ai suoi mezzi ed alle sue esigenze. La quota d'iscri?:ione à di 25 corone (circa 2G lire). Le signore dei congres· :;isti pagano la metà. Sebbene la circolare del Congresso sia stata tirata a pnecchie migliai& di esemplari non tutti i colle;,!hi A.\' ranno potuto ri ce,·erla. :Perciò il comitato del Congresso prega per nostro mezzo tutti i nostd lettori a considerare le presenti notizie como un invito formale a prender parte alla. gmnde r iuniono scientifica. li comitato san\ ben lieto di fornire i pi(t ampii schinr iutenti a chiunque glie ne faccia domanda. Scrive re: Au Dureau du X VI Con· !fi'<~S inlentatiorwl de mo;deci11 e, Esle'r!trizy-ul•·za, 7 .Dudape.~t. Conferenze di sanità militare a Londra. - Dal 12 maggio al 16 git:gno i nel usi"e a nanno luogo presso il Heale istituto d i sanità pu bblica, alc une conferenze se~­ timanali sul !>en·i1.io e sull'igiene militare. Bcco i t emi da tmttA.rsi e i nomi dei singoli coufe•·cnzicri: 12 maggio. L'uflic inle e i suoi doveri rispetto alla salute dei suoi soldati (!mr~oon g uneml t; . J, Il. T:: \'a tt) ; 1\1 maggio, Igiene pratica dei campi militari (ton. colonnello meclico R H. J.'irth); 2!ì 1nnggio, I principi i essenziali della di~i nfczione del campo d i hn t taglia (ten. colonnello modico C. H. Melvillc; : 2 ~iugno, ~ervi:r.io o,;pitaliet·o in glh' JTII f t Pn. colonnello medico R . J . S. :-;impson): !l giuguo, B:~tt eriolog in dt·lle malattie p iii frequenti negli eserciti in guerra (dottore R. Tanner H cwlr·tt, prot'c<:~ure al King's c-ollege•; l!~ giugno, La pratica delle ino· cnlazioni per In prot.ilassi delle ma!A.tlie piit frequenti n el soldato (ten. colon·


MOVIMENTI AVVE.N OTI NEL CORPO SANlT. E NEL P€RS. l"AR!IAOEOTIOO

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11eUo medico S. Monckton Copeman). :È un programma eminentemente pratico e che attirerà. oltre ai medici militari anche molti ufficiali delle varie armi. Scarsità del medici militari In Austria. - Già da qualche anno l'organico normale dei medici militari non è mai completo, poi molti ritiri dal servizio attivo che avvengono ogni anno. La conseguenza è che devono essere chiamati in servizio ai reggimenti molti medici militari della riserva, con nom pochi inconvenienti pel buon andamento del servizio. La ragione di questo disagio è lo scarso stipendio e l'avanzamento oltremodo lento. Una causa non indifferente è llata pure dall'antisemitismo, che fa sl che ·difficilmente gli israeliti vanno oltre il gr·a.;lo di medico di reggi mento. ~ Bisog na ricordare che in Aust ria la popolazione israelitica è di qualche milione; e il numero dei medici israeliti è grandissimo. Altra causa non p iccola sarebbe la gelo~il\ dei medici c ivili contro l'esercizio privato dei medici miUtari. Cosl una corrispondenza alla Dwt~'che m ediz;inisçh' Wocllenscltri(t.

Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmaceutico (Dispense n. t 3 a t 6 ddl Dolltlllno u{fleinle dtlle nomlnt).

Utftola'li ln •ervlslo attivo permanente . R. decreto 26 marzo 1909. do POBCELLlNIS Car·lo, sottotenente medico in aspettativa per motivi di famig lia per la durata .di sei mesi, a Napoli. (R. decreto 5 novembre 1903). - Ammesso, a datare dal 6 aprile 1909, a concorrere per occupare i due terzi degli impieghi che si fAcciano vacanti nei quadri del suo grado ed a rma, come gli ufficiali contemplati dall'articolo 11 della legge 25 maggio 1852. -de Poacer,LtNlB Ca1·to, id. in aspettativa a Napoli. - Richiamato i n servizio dal 6 aprile 1909 e destinat·> 80 fanteria.

R . decreto 1u aJn·ile 1009. D& SatO:-IB Giuseppe, sottotenente medico 7 alpini.- Rettificato il cogaom9 com9 appresso: de SIMO~EGiuseppe. Determinaz;iorl-8 ministeriale 15 aprile 1909. ~rcur&Rr cav. Carlo, maggiore medico ospedale Ancona. -

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Tnsferito o3pulale

Savigliano. MoSCDINl cav. Em·ico, id. id. Firenze. - Id. d irezione a:mitil Vl U corpo armAta. 'TROVANELI.l CAV. Edoardo, id. id. B>lOgiU. (co :n'\ud~to dir·~ione sanità. vr corp> Mmata). - Id. id. VI id. GALLI ca;. Giov. Domenico, id. id. Li vorno. - Id. id. IX id. OEI..li.ETTI cav. Arturo, id. id. Verona. - Id. id. V id. NocELLrcav. Domenico Giuseppe, id. id. Firenze. - Id. id. XI id. MAOGESt cav. Tornmaso, id. id. Genova. - Id. id. IV id. CUSANl cav. Martino, id. id. Torino. - Id. id. I id.


320 .MOVIlfENTl AVVEN OTI :SEL CORPO SANlT. E NEL PRRS. FABlU OEUTICO GuRGO cav. Achille, maggiore medico ospedale Savigliano. -Trasferito direzioll8 sanità Il corpo a rmata. Furu;o cav. Giacomo, id. id. Palermo. - Id. id. XII id. OGGIANO cav. Gi"txmni, id. id. Ancona. - Id. id. VII id. GIANN.!Nl cav. Alfonso, capitano medico 11 artiglieria campagna. - Id. 2 arti· glieria fortezza. MAnzoocm Fabio, id. 28 fanteria. - I d. ospedale Firenze. 13oNOMO .Vicolino, id. direzione sanità XI corpo armata. - Id. id. Napoli. 13ENATT Alfonso, id. id. VI id. (comandato ospedale Bologna). - Id. id. Bologna. CAMBONI Frat&ee8co, id. id. VII id. - Id. ospedale succursale Parma. DABBENE Filippo, id. id. I id. - Id. ospedale Savigliano. CASTiilLLANI R011teo, id. id. II id. - Id. 11 artiglieria campagna. FIOREI<'TINI E-ntilio, id. id. VIII id. - Id. 28 fanteria. Tlil.NTONI Raffaele, id. id. IX id. - Id. ospedale Perugia. VtOLA Pietro, id. id. XII id. - Id. id. Palermo. AUDJSIO Pietro, id. id. IV id. - Id. 76 fanteria. MoLrNARJ Mario, id. id. V id. - Id. ospedale Verona.

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R. decreto 4 ap1·ile 1909. 13U8SONE-CHJATTOI<'E cav. Antonio, colonne!lo medico ·direttore sanità VIII corpc> armata. - Rettificato il nome come appresso: 13ussoNE-0HIATTONE cav. Giovanni Antonio.

UFFICIALI 111 CO.GEDO. l1taolaU ln poastone 41 1ervlsto au.Warlo. 'UtaolaU 41 l11erva. GJANOLA cav. Antonio, maggiore medico distretto Vicenza. -Trasferito dismlW. Padova per cambio di residenza.

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Farmaot1U mWt&rl. Dettr1nin.azio:u ministeriale 1° aprile 1909. M ARDII Francesco, farmacista capo di 2" classe, ospedale militare Livorno. - Tra· sferito ospedale militare Torino. Deflmtl. LtCARl Vincenzo, capitano medico ospedale militare Messina. - Morto a Roma, 1'11 marzo 1909. REGGIANI cav. Ernesto, capitano medico di riserva, distretto Ravenna. - Id. a a Medicina (Ravenna), il 20 id. id. 130NA:S~>O cav. Paolo, tenente colonnello u1edico di riserva, distretto Lucca. - Id. a Viareggio (Lucca). il 23 id. id. MIGLIOR cav. Luigi, maggiore generale medico, non più inscritto nei ruoli. - Id. a Toriao, il 6 id id. Il Dir ct..tore

L uiGI FERRERO or 0AVALLERLEO:l."E1 ml\ggior generale medico ispettore. Il

R edatto~

rDOLFO L1v1, tenente colonnello medico. t868GJ - lluma,

GIOVANNI SCOLARI, (}trtftll.


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MEDICINA MILITARE Direzione e AmmlnlstraL: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra) CO~DIZIONI DI A.BJlON,UlM'l'O.

t o Il Giornale eli medicina m ilitare ~i pubblica l'ullimo giorno di ciascun me s e in fasdcoli di 5 fogli di stampa. 2° L'abhonamenl'> è !Sempre annuo e t.lecor·r·e da l ! 0 gennaio. 3<> Il pr e1.zo delrabbonamenlo è: '

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INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTEBl IIIVISTA NEUICA

PescarDIO C Qwadront. - loununlZZUI!JIIe :\UIYI medlaute iniezioni :WIIO&Ui ant>e di bncilll Pag. )6; •·ivl ciel tiro nella infeuone di Kberth . Ulill ri;uttall pratlct. ~0 1.11 prevenlin D'Amato - l 'McoUa7.ione del som1.1 htrinl(o-traoheald sul torace, e~ me . egn'l d1 al cun e 3f· :r.t• fez1onl medlastlnlche (ltnoorl, aneurl•mil 370 Thlls - I.'Oftalmor~lltJOO cvlla tullereolio3 lil Kemplerer. - Solla fosf~turla. Contributo aliA prolllnssl dci calcoli renali r.~ Bulle. - Le ematurie renall nel clrrollrl 371 Bln:her. - L3 tubercolosi periLone:ale cron1c:a coraL, col raggi Riintsen Ji! Mackee. - lodlcanurla . r,J Taroul - Del cnncro dell o l!elallnòso primitivo del peritoneo lil Stock. - lngrosumento ldloflatlco del cuor,; dopo un colpo di :ulmine l :l Flenlnge• et Marie. - Leuc:.Jmla acute mlelogeoa emorragica RIVISTA DI NEVIIOPATOLOGIA. Bablnskl - sm embnuu~ol•l dcll'lstPrlsmo tradillonale. Pìtlalismo Muera. - Parnllsl multipla <tci nervi cranici dn tumore della bMC . Bwrnand. - Il valore delta p~rdlta unllnterate dol rlnesso patellare n •lla diagnosi di t.nbe RIVISTA 01 CIIIRURGIA GENERALE Malata-la. - u 11untura Iombaro nella ll1agnosi o nella terapl:l del trnumi craold~ncerallei Chnrel. - l,arve di lll.()Sta nella •·esc1ca dell'uomo . • . Boari. - Il trnplanto del dotti de!t renll snll'uretra anteriore (defcn·ntu·uretroJtomla) Sertoli. - Sopra un caso di ''Oiumlno,o teratoma del conneltl\'0 peh•lco nell'oomu, a S\'i· hiJlpo provalenlemcnt~ ad:lomln:~le. Dall'Acque. - Consldera1loni sulla lus~azìone del teUicol:> RIVI STA Ili ANA'rOliiA g FISIOLOGIA NORYAI.E E 11 ATOLOGICA. Mleolle. - Sull'anemia splenica di l.elshman (1\ala -uar) Clvallerl. - L'ipoRsl rar:111giMa nell'uomo • Sanalorgl. - Ricerche sperimentali sulla diffusione della tullereolo.il nel sl~tema genitale

muschllc Caprioli. - Sulle ''Mìuioni ll>ico-clllml ~he del mnscolu durnnt.u I'MTatìcamento ntVtS rA 1)1 MALATTIE VKNEREE E DEU. A PELLE MOIIer. - Il slgniOeato eho ha per Il meJico lo. sler.>d lagno:~l della siOIlde . lleluer. -Sulla ••ur.1 dello ' ltll11te Callltton e Houwlnk. - Cura della JISOriasi RIVI STA D' IGieNE GJo:NERALR E BATTERIOLOGI.\ Negri. - Sulla morfvlo6ia e sul elclo del paras<ilA <Iella rabbi" (Neurùryctes Hydropho· blae Call.lns' Modonlll - Statllococcemin pseudolitlca llCr a n ·clenamento coo c<ll'llC flutrefatta VARIETÀ. l.a respùnsn bilita del medico degli orrori d1 d1al(R11SI MOVJ li ENTI AVV~NU rl NEL CORPO SA~ITAIIIO R NEL PERSONALE FARM.\C&Uf iCO

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Antropometria mi/ilare.- Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli saoit&ri delle cl888i 1859-1863; duo volumi in 4° con atlante Vol. I (DMi nntropologici ed etnologici) con Atlant.e della geogratla ~- 18 tropologica dell' HBlia. - Roma 1896. . . • • • . . • . - • • ; 8 Vol. Il (Dati demografici o l>iologioi). - Roma, 1905 • • • - · . B.anonto e Sroau . - Compondio di chiru.rgia di guerra compilato eulla ·~ rnedioo-clùtu.rgioa della guerra di seoeasiono d'America. - IW~· 1 ; S 60 4 volumi, prezzo ridoLto . • • • . . • • . . . • • • 'b{e8JmN~Do e BREZZJ. - Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerr&rnona premiata al co ncorso Riberi. Un volume di pag. 276 con tno1te 8~ 3 60 o tavolo gra fiche. - Romn, 1905 . • • • '


MEMORIE

ORIGINALI

NOTIZIE SO}LMARIE SULl.A

STAT ISTICA SAN lTA RIA DEL 1\EGIO ESERCITO PER L' ANNO 190 5

MoRnO!>rr.\ E llOTI'I'.\LITA tx GF.)(EJlALf:. - Sopra una fon~a med ia to· tale di 218,•109 iudi,·idui, si ebbero 171,148 rico>erati negli ospedali e nelle infermerie, e lllr\Q morti : e sopr a 7 ~, 71!1,1'30 giornate d i presenza se ne ebbero 2,7:l7,5èlfl di degen za uegli ospedali e nelle infermerie. Queste cifre assolute dà n no lo cifre proporziona}i esposte nella tabella. seguen te, nella quale si sono aggiunte a.uche le cifre dei 4 anni precedenti: PP.R 10011 ll~:I.I.A F'OIIZ.~ A~i'il

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Il ~no~ ebbe quind i la massima mortnJ it tL e mor bositù. n el quinq~enrno. B da not:.ws i però che 1\.tli'Ù<' nello. popolazione genN·ale qnes~ anno ha presentato una cifra insolita. di ammn.lati e di morti, spPctalmente . . m<:-st. d e11 'anno, e ne1. centn. ur bnnt. . · n e1. pnmt . d~~oc:n, Dt CURA novr. FCRO);O cu run GLT A:\Dt.\LATJ. n lVtdui ricoverati nei luoghi di cura., furono accolti:

1

Ro,HG negli osperlali militari·

14,4()~, . .l.t· , · neo-l' o 1 ospe d a l 1' mv1 71 -u,.. ' ,o t nelle infermerie di corpo.

Il) E:!(lu<i gli · l' . t2J ..'<clu~t mc tvulu1 en trnll In o•~ena1.ione. (3) éompre:e morti In liet>uza e •tuelfi apfl:lrlC•u•nll nl rorpo in, ahrll e vetcr:111l. il -

Glorn~l

QU~lle deglt lndlv•dul en trali 111 u<sc rvazione.

e di tr.tdfdna m illlart. Fase. V.

Dei 171,J IS


322

NOTIZIE SOllMARI.E StiLLA STATISTICA SA..~ITARU

(Gli i ndividui passati dalle infermerie a,g]i ospedali, per proseguimento tli cura, sono computati come entrati negli ospedali). La mortalità. dei curati fn: nelle infermerie 0.01 per 1000 entrati, Mgli ospedali militari 7.2 per 1000 entra-ti, negli ospedali civili 17.2 per 1000 entrati. Questa differenza. di mortalità è spiegata. dalla. differente distribuzione delle malattie gravi nelle tre categorie di stabilimenti. Nelle infermerie infatti non si accolgono ammalati gravi, se non in easi assolutamente eccezionali, e, quando si p uò, questi vengono sempre t rasferiti, in seguito, agli ospedali. Negli ospedali civili, per contro, la proporzione numerica dei gravi è aumentata. dal fatto che non vi si accolgono i venerei, i cronici, e in generale tutti quelli che possono senza disagio fnre il viaggio fino all'ospeda le militare viciniore. Monno~ tT1 E lJORTA LITÀ >'ECO:\DO LE ARM I. - Eeco le cifre proporziona.li a 100() d ella forza, tanto pel 1003 quanto per l' intero quinquennio 1~01-\:HJ5 :

- - -----Mortalità p. 1000

llorLosit:l p. 1000

~

Granatieri Fnnteri11. di linea Bersaglieri Alpini . Cavalleria. Artiglieria da campagna • da costa e fort.ezza Genio . Carabinieri L egione allie'\"Ì . Legioni territoriali • Compagnie di sani là. di sussistenza Stnbilimeuti militari di pena T otale genernle

•

1903

190 1-905

1900

1901·9<1l

787 37 !)7

732 812 8!)2

4.3 4.8

3.76

4H8 10:.!4

543

fl28

6.3 3.!) 6.5

HDS

831

6.4

3.13 4.8 5.6

Gl

6!)1

!)13 1775 271

. 02 142::>

G41

uo2 530

6B1 'ioG 'i&!

2G8 535 743

3,8.~ ·

4.12

2.78

3.70 3.i:l 3.òli

3.5S 3.31) 3.46

3.8 4.4

3. 2

0.7 3.8

L .. " 3.HU

4.8

3.6S

Pt-rò, nell'n pprezzamento di queste differenze di morbosi tè. e di mor· talitit tra anna e arma, errerebbe assai chi ~olesse attribuirle interamente alle differenze llel servizio, del rechnamen to, del clima, ecc. I nf11tt i, i corpi che hanno infermerie e quelli che sono fraziona ti in piccoli distaccamenti, <lonrle non è facile mn.ndare i malati ad un ospe·


323

DEL REGIO ESERCITO PER L'ANNO 1905

dale, devono necessariamente, a parità di condizioni sanitarie, presentare nnamorbosità minore. Cosi ne avviene che vi è una differenza grandissima tra. la. legione allievi carabinieri e le legioni territoriali della stessa arma, mentre la. mortalità è di poco differente. Anche le compagnie di sanità, che non hanno infermerie, hanno una. morbosità molto bassa, e all'incontro una mortalità. non piccola. LA X OR110SITÀ E LA ~ORTALITÀ

SECONDO

LE DIV.I SIONl

lllLITARI

nel

190o sono indicate dalle cifre seguenti, nelle colonne l " e a~. P e1·ò

siccome, specialmente per la mortalità., che si basa. su cifr·e fortuna· tamente troppe scarse, i risÙltati annu&.li possono variare sensibilmente tra loro, giova anche tener conto della media. generale del quinquennio 1901-905, che è appunto q.uello. indicata nelle colonne 2" e 4~.

.•

---- -----

Entrati In cura p. tOOO Divisioni

Torino . Novara . Alessandria Cuneo Milano. Brescia. Genova. Piacenza Verona. . Padova. Bologna Ravenna Ancona.. Chiet i . Firenze. Livorno Roma Perugia. Cagliari Napoli . Salerno. Bari. Catanzaro . Palermo Messina

100$

761 660

GG9 563 642

768 836

Morh p. IOO!l

1001-903

t OO!i

1901· 905

723

4.53 4.02 6.45 3.60 4.33 3.7G

4.0G

677 6U1 602 689 749 711 74H 736

6.41

763

661

BUS 1017

833

4.28 4.2G

911

7G2

617 796

89!3 621

5 .37

4.00

11.76

3.2(ì 3.47 2.(i6

3.I o 4.1 ~ 4.00 3.'i7 3.4-:1: 3.-!1 3.40 3.40

4.33 4-.0 3.33

734

6~4

4.14 7.28 6.35

6 7

611 8!9

4.76 4.20

779

7.63

3.21 3.fll

613

3.02

2.9!)

t) 55

6.21 5.66

4.64

3.69 3.35 4.64 4.48

3.95

906 875 630 987

732

767

723

867 603

841

910 772

762 78:1: 737

3.72

4.14 2.71 4.:-)!) 8.S7


3:H

.XOTIZIE SOMMARIE SULLA STATISTICA S ANIT.ARlA

~lonun~tTA. n..:r.LA 'rRUPPA PF.n PnE~ron. -

N e l considerare la morbosità secondo i prcsidii e da. notarsi cbe, per le ragioni accennale piit sopra a proposito della morbosità secondo le armi, i presidii più piccoli figurano sempre di &'\"ere una. morbosità. minore, come risulta. dalle cifre seguenti: Presidi i con forza media su periore a 5000: morbosità t:5fl 0 /..: ,. ,. !> da 2000 a 4\JDD : 816 » » 86,1, l> » da 1000 a 10\J!} : » d n. D!ln: ~ID • 500 a. • "' l> da 200 a 4-99: 7G7 » • " 2()0 :& di e meno: 4. ~J ,. • "' ,. Citra bi u ieri r M Ii (legio ni territoriali) : :271 ~

"'

H .H'I)R MATt , Rl\' 1>1•11111.1 E 1:-l\'IA'rl ·~ Llf'E~ZA Dl CON\"A LE~( I·:~Z.\ l~ 'E-

Non sempre le mulat.tie o imperfezioni per cui i militari Yengouo sottoposti a. ra.~s(l!flla eli ri111rmclo sono contratte d u· rante il sen· izio o per Ct\U:"<~ di esso; e, 1l"n.ltra parte, tra. gli iuùinùui so!.loposti a 1'ft1J.W'f!1la speciale, ve ne sono pur parecchi che contra~5ero le loro infermit.à. d opo l'arruolamento. Perc iò la semplice distim~i one d ei riformati, rived il>ili ed inYinti in licenza di convalescenza seconJo la s pec ie della rnssegua. a. cui furono sottoposti., non ba quasi a lcu n sig nificato f1al punto d i vista de lla. staListica sani taria. A ,·oler indagare !j ttanta azione abbiano sul numero dei riformati le ·va1·ie contingenze de lla vita mili tare, giova d unque meglio d istin· guere le riforme secondo c he avvennero per infermità auteriori Cl per in l'ermi là postPriori all"arruolamento. :Mt~ a.nc:he qui non cessano l e clitììcol t.i; poic hè certe imperfezioni posso1~0 snssistere lungo tempo allo stato latente, o vvero sen za. ùare a lcuna. molestia. a chi le porta, d i g ui~a che r•gli può n asconderle où an<.;he 110n esserne consapevole. Talune eli queste, bendu) precsiste uti all'arruolamen to, possono (come le emie. lfl \'arit:i 1 i varicoccli, ecc.) aggravarsi durante il servizio e per effetto ùel St·rvizio stes,;o. l'•·r 1tltre inft·nnitit, la predisposi:doue, od anc he il periodo iniziale, datauo da lungo t empo prima dell 'arruolamento, ma la vera. manife· stazione della malaLtia av\·icut> sotto le armi. E perciò per esse resta pur ~<' mpre illl possil>ile il deflu ire qunnta p<n'tc spetti veramente alle iuflncnzo clelh~ vit.a milit.a.re e quanta a ll a co11gonita predisposizione. P OI'l·iò, alfine di tenere uua rpgola costante, si e avuto pt>r norma di cla~si(ica re soltanlo come mala ttie o imperfezioni posteriori all'nrruo11\lll N t t o: l:t"l'n> A r:M.;s r.t;NA. -


32{)

DEL REGIO ESERCITO P ER L 1AX1-i0 190;)

a) tutte quelle che hanno dato luogo a riforma, rivedibilità. o invio in licenza. di convalescenza due mesi dopo la data dell'iocorpomzione; b) tutte quelle che, pur avendo dato luogo al provvedimento nei primi due mesi dall'arruolamento, sono però evidentem~nte originate dopo l'arruolamento, quali sarebbero in prima linea i traumn.tismi, l<' malattie infettive acute, ecc., ecc. Il totale degli indi~idui sottopo:>.ti a. rassegnn. ~esclusi quelli che nella rassegna furono riconosciuti idonei) fu di 51,887 cos!. ripartiti: l'tr tnnlnltir e l)<'r malnllif' e huuorfezu.Jni

nlltl Arruo-

In totale

lam!·uto

h111'8rfrtaoni l>uslcra o ra :tll•> ArruO· lnmenlo

22,GG6

4.811

27,477

20,7:32

3678

24,410

I'O<Ier~ori

Riformati. In viati in licenza di con valescenza o rivedibili

In totale . 43,3\) SJSU 51,887 In rapporto alla forza media, i riformati per malattie posteriori all'arruolamento furono il 22.03 per 1000, gli inviati in licenza di connlescenza il 16.nl per 1000. La. ci fra dei riformati e dei rivedibili fu in quest'anno molto piì1 rilevante che negli anni precedenti perchè si ebbero due chit\mate sotto le armi, cioè una. in gennaio e raltro in dicembre. 01 tre agli inviati in licenza di convalescenza. in c:eguito a rassc-gnl\ di rimando, vi sono quelli che la. ottenuero dai comandanti di corpo o dagli ospedali per la durata d i uno a tre mesi; e q n es ti furono in nn mero di 12:1:17, pari al 66.0 per 1000. MALATTIE DAI,TiE QUALI ~'URO~O COLPITI OLI l:OY i l\l DI TRUPPA , Nella impossibilità di entrare in dettagli per ogni singola forma morbosa, anche per le più importanti, rimandiamo alla. tabella V, dove è dnto il numero assoluto e la propvrziooe per 1000 delle malattie indicate nella nomencla.tura. proposta. dalla Commissione interna:r.iona.le di Budapest.

L-.;orvmui ENTRATI IN os,.;&t<VAZIOXE. - Entrarono in osservazione negli ospedali militari 656-t: inscritti di leva. e 11),31'>8 individui di troppa sotto le armi. Su 100 iuscritti di leva si ebbe l'esito seguer.te: Uscirono con dichiarazione di idoneità.. l S. H ,. con proposta. di rivedibilità. 22.2 ,. con proposta di riforma . La degenza media di ogni inscritto visitato fu di giomi 2.8. Sopra 100 uomini di truppa. entrati in osservazione l'esito fu il seguenti'\ :


326

~0TI7.IE SOM~f ARIE SUI.LA STATISTICA SANITARIA

Uscirono con dichiarazione j assoluta . . di idoneità condizionata. Uscirono con proposta di rivedibilità . » con proposta di licenza. di convalescenza. .

22.1

3.2 21.7

6.5

j mrassegna ~n rassegna spe?iale · d1r1man.

30.0 14.2

» con dichiarazione di simulazione e provoca· zio ne. Morirono .

0.1

»

con proposta di riforma.

La. degenza media. di ogni militare in osservazione fu di giorni 7.9.

.Yei p1·esidi della colonia Eritrea, le condizioni sanitarie generali fnrono abbastanza. lodevoli. Sopra. una. forza media di 617 individui di truppa (esclusi gli indigeni) la. morbosità fu di G31 (uell' anno pre· cedente era stata. di 458). La mortalità fu pure scarsissima., essen· dosi avuto l solo morto (1.6 per 1000); le giornate di degenza per 1000 di presenza furono 32.8. Selle RR. truppe distaccate a Ca11dia si ebbero, su una. forza. media di 3G7 uomini, 189 ammalati, e 2 morti, ciò che dà. una. morbosità di 5 15 e una mortalità. di 5.4 per 1000.

RR. trltppe nell'Estremo Oriente. - Lo stato sanitario generale di queste truppe fu abbastanza soddisfacente, essendosi avuti, sopra una. forza. media. di 214, sùli 14.3 entrati nei luoghi di cura, ossia. 6Ci8.G per 1000. e solo l morto, ossia il 2.3 per 1000.

Avvertenze circa le tavole statistiche. Tav. I. - Il totale degli esaminati (n. d'ordine l ) comprende tutti gli individui cadenti sotto la coscrizione, cioè tutti quelli che hanno compiuto i vent'anni, più gli omessi, i rh·edibili, i renitenti, ecc. di leve anteriori. Le cifre proporzionali relative alla statura sono riferite, non a 1000 individui trovati abili, ma a 1000 coscritti in genere, abili e inabili. Tav. II e seguenti. FoRZA MEDIA. - La forza media annuale è calcolata dividendo il totale delle giornate eli p1·esenza avute durante l'anno per 365. La forza media mensile si ottiene dividendo il totale delle giornate di presenza avute noi mese per 28, 30 o 31. Sono compresi nella forza media: tutti gli individui di truppa presenti sotto le armi (anche se in servizi isolati); quelli che trovansi negli ospedali e nelle infermerie o nello carceri militari, quelli in licenza, non superiore a 60 giorui .


DEL REGIO ESERCITO PER L 1AN:\O 1905

327

Sono esclusi dalla forza media: 1" Gli ufficiali e g li impiegati militari; 2• Gli invalidi e i veterani; a• Gli allievi della scuola milit.are e dell'accademia miHtare. AlUlALATI. Sono considerati come ammalati soltanto gli entrati negli stabìlìmenti di cura, escludendo però quelli entrati in Ol>Sen·nzione, e quelli entrati negli speciali stabilimenti balneari e termali. Quando nn malato passa direttamente da. nn ospedale all'altro pet· continuarvi la cura, si conta soltanto l'ingresso nel primo ospedale. Quando un malato passa direttamente dall'infenneria del corpo anno spedale si conta soltanto l'ingresso nello spedale. Quando un malato presenta piit d'una malattia è sempre contato come nn solo caso di malattia, indicando la malattia. piit importante. Sono computati tra gli ammalati militari anche gli individui di truppa che, ammalandosi durante la loro licenza, vengono ricoverati in uoo stabilimento di cura (militare o civile).

MoRTI.- Si comprendono nella mortalità generale non so·lo i morti per malattia, ma anche quelli per suicidio, omicidio e cause accidentali. Non si comprendono i morti durante la licenza. Gli individui già l'iformati, che muoiono prima di potere essere inviati alle loro case, sono computati tra i morti e non tra i riformati. AR~ti E CORPI. - Riguardo alla distinzione per armi e corpi, è da osser· vare che nella fanteria di linea sono comprese anche alcune piccole frazioni speciali, come il deposito della colonia Eritrea, il personale di governo delle scuole militari, ecc. Non sono compresi nella statistica gli invalidi o veterani. Vi sono compresi invece, ciascuno sotto l'arma e corpo cui appartengono, gl'individui delle cla.ssi richiamate temporaneamente sotto le armi per istruzione. Xelle Tav. ll1 e VI le cifre proporzionali degli entra ti in cura distinti per mesi sono calcolate (anziché per 1000 al mese.) per 100,000 della forza al giorno; e ciò per evitare le inegnaglianze prodotte dal differente numero di giorni che compongono i mesi.


328

!\O't'IZIE

0 )BIARIE Sl:LLA. STATISTI CA SA ~ITARIA

Risultato dell' esame detJlt

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Su 1000 d i essi: F urono clichia•·ali idonei al $t'l'ViZiO. F ut·ono dichiarati inabili per defkie111.a di !'lAlut·a. Furono d icl1111 rati i nel nli per imperfezioni , tnalattie e d!•fot•mitit . . . . Furono lll&ndati r ive,lihili.

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DEL REGIO ESERCITO .PER L'AX!\0 1005'

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330

NOTIZIE SOlOlARlE S ULLA STATISTlCA SANliTARIA

T4\COLA

DIVISIONI

Mooimento degli ammalali pe,. dioision.i.

II. -

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Napoli

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4:5 910 6,5 4.31 4.64 28 32 ii2 792 3.78 4.+8 --- -- -- - -218,409 71,597 99,551 171,148 906 1039 784 582 4.15 4.76 7,159

4,380

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40

--


DEL REGIO lCSERCl TO PER L'A~~O 1905

331

TAVOLA II I.- Mooimento cle[Jli ammalati per armi e mesi.

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PER 1000 IJEI. LA FUF17.A MEiliA

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332

XOTIZIE SOMMARIE SU LLA STATlSTJOA SANITARIA TAVOLA

IV. -

.\1ooimanto dai maiali nei presidN piti imtuJrlanli.

(Cnpoluo:;o •li lfh•isionc .e presi•lii superiori a 1000 uomini d i forza meolla). I11\0I'OR7.1 0l'\E

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DEL REGIO ESERCLTO PER L'A S~O JDQ;j

T .woL.\ V. -

333

Jiooimt>nlo deali ammalati per le malattie p i ti imt•orwnti. IOsJ•erlnlì mllll.arl. osrednll r h•ill e inlermcne rtì corpo).

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Con~iuntivite t~a~o~al~~~

~ Tuùercolo~i polmonare . ~;, Id. di altri o•·gan i . ~r, lltio-tiro . . • . • • • . 'l -"87 Dermo-tiro . . . •. . . . - Ulcer1 veneree e bubbHni . . :!!) Vaiuolo e vaiuoloide e varicella :Il)

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~Ialattie dell'apparato ci•·colator io .

Scabbia- Altre malattie della peli<'. 33 F•·cnopalit> :n :\Ialattie degli ·oc~hi · · · • · ' 35 Mal · • · · · • · · att•e dell appa•·ato uro·genitale 1

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334

NOTIZIE SOlt:\IARIE SU LLA STA1'ISTIOA SANITARIA

TAV.

VI. -

Entrali nei luoghi

DESIGXAZIONE UELI.E M.\l ..nTI E

secondo la ta,·ola

MAl.ATTIE Genn~ lo

nosolo:;ica Internazionale

l

1 A lcoltolismwt acuius (inclus. Deli- Alcoolismo. 1 rium tremcns). 2 Bronch itis acuta . Bronchiti • • a Cito/era asiatica Colera 4 Id . rtast r as . llinerile, c r oup 5 l Ditdttheria et croup ti Dysenteria . . . . Disse n Ler ia . . . . . . . 7 Jù·rtsipela.~ . . . . . . . . Ris ipola. . . . . . . . . . R FeiJ rt s intermiliens (nwla riG) Infezione malarica acuta e cronir.a 9 Febru; r erurrens IO Gonor rltoea . . . . Ble norragia 1 1 1-h•rn ia . . . . . . . . Ernie . . . 12 l nJiue11sa . • . . . . . . • . l uOue nza . . . . • . 1:.l /n.~rliatio (llil.:schlag, coup d e clta- Colpi di calot•e e a ssideramealli

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DEL REGIO ESERCITO PER L'AN~O 1905

835

di r•trJ clislittti per mesi. ENTRA TI IX CURA -

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33G

NOTIZIE SOlOlARIE SUI..LA STATIST ICA SA~lTARIA

SI'!JIIC T" v. V l. -

OESIG;';AZ IO~E

Ent r ali nei IliO{! Ili

IIEI.I.t; MA I.A'rTIE

secomlo In ta••ol:t

11 A l. A T T l E G~OOIIIO

oosologica interna7.ionniP

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A l coholismlll$ n ruias (inclus. De/i· Alcoolis mo . ri11m l renll'n~).

Bronchiti C• 1l•• ra

/Jroncltitis at·taa .

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F'•ltril'l r ccurrens . Gonorrhot:a l/ern ia .

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337

DEL REGlO ESERCITO PER L'ANNO 1905

di tul'll d.ittinli per mesi. ENTRATI IN CURA PER fOO,OOO DELLA FORZA AL f.IOR~O

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Agosto

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228.5

167.9

156.3

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170. 8


338

NOTIZIE SO MMARIE SULLA STATI STIOA SANITARIA

T A VOLA VI I. -

Entrati nei luogh

DESIGNAZIONE DELLE YAUTTIE secondo la tuola

MA. I. A T T IK

r

nosologlc.s lnternnlonnto

A lcoltolismua acultl8 (inclus. Deli- Alcoolismo rium tremtns). 2 Broncl!itis acuta. . Bronchili . 3 Clwlera nsiatica. . Colera . . 4 Id. nostras . . 5 Diphtlteria et croup Oifterile, croup. . tj Dysenteria . . . . . . . . Dissenteria . . . . . . . . 7 Erusipelas . . . . . . . . Risipola . . . . . . . . . 8 F-:oris inlermitlens (malaria) . Inre zione malarica acuta e c roniCcl 9 Febri.~ recurrtns IO Gonorrltoea Blenort·agia . . . . . . . 1 l Hernia . . . . Ernie . . . . . . . . . . 12 ln.f/u.,•n;u . . . . . . . Jnnuen7.0 . . . . . . . . . 13 lt&Solatio (H1t;;schlag, coup de clta- Colpi di calore e assideramenti. leur). 14 lvleningitis ce rebro-~pinalis epide- Méningite cerebr o - spinale epide mtca. mica. 15 .\Jorbilli. . . . . . . Morbillo . IG Parocitis epidemica. . . . Orecchio ni 17 Pleuritis . . . . . . . Ple ur ite . P olmoniti . . . . . . 18 Pneumonin crouposa sioe loba ris. lll Hheumattsnws articulorum. . . RPumalismo a1·ticolare . 20 Sca rlntina . Scarlattina . . . . . . . . . Scorbulo, por pora emorragica e pe21 Scorbuius . liosi r·eumatica. 1 22 Syphilis . . Sifilide . . . . . . . . 23 T rochoma . . . . . . Con~Ziuntivite lrocomatosa . 2~ Tuberculosis pulmonwn . Tuber··olosi polmonure. . 25 Id. Cll'teror um organorum T u be•·colosi di al t ri organi 2/i T!JJifws abdominalis . . . . . . Ileo -tifo . . . . . . . Id. ex,ntematiclls Oermo -Lifn . . . . . . 28 l 'lcus mtJ/le . . . • Ulce r• veneree e bubboni . . 2rl \fariolae. . . . . · . Vaiuolo, vaiuoloide e vartcella 30 .\!or /ii auris . . . . Ottli . . . . . . . . . . . . :li Jrl. cordis . . . . Malal(ie deii'Hpparalo circolatorio. 32 1 Id . cuitS. . . . . Scabbia e alt re malatLie d~lla pelle :tl Id. nw ntis. . . . . . . . F1·~>nol'alie . . . . . . . . :14 hl. oculi. . . . . . . . . . , MAIAtlle dell'li occhi . . . . . 35 /t/ . aystemat. u rin.et se:r:ual. (c:ecl. Malattie dell'a pparato uro-genitnle cen. el syph.).

27 1

T otale geo. degli eolra ti in cura

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D.E L REGIO ESERCITO PER L'A NNO 1905

339

di cura distinti per armL. ARIIA 8 CORpO A CUI At>PARrENEVANO. -

CIFRK ASSOLUTE.

Artiglieria

Carabinieri

Com11agnlo

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340

:SOTIZIE SOM MARIE SULLA STATISTICA S ANTTAlUA

S egue TAVOLA V l l. - Entrati nei

1-

OESIG~AZIO:-il DILLE li ALA TTIE

secondo la tuola

MALAT TIE

nosolo(tica lotemulon:~le

1 A lcoholisnuu1 acutus (inclus. Del i rium t remens). 2 Broncltitis acuta . . 3 Cht•lera asiatica . . 4 Id. no11tras . . 5 Diplttheria el croup. 6 Dgsenteria . . . . . . . . 7

I::r !JIIÌpelo!l

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.

• .

.

R F ebr i8 in termitlen ~ (malarta) . 9 F.-br~s recurrens . . . . . . IO Gonorrhoea . . . . . . . . 11 Hernia . . . . . . . . . . 12 / fl:fluenta . . . . . . . . . . . 13 lnsolatio ( flil;s cltlao, co11p de chaleur). ,~ 14 Menin.yiti., r.erebro-spina /is epidem •ca. 15 .\Jfor billi . . . . . . . . 16 ParotilitJ t~pidemica. . . . t 7 Pleurilis . . . . . . . . 18 Pneumonia crouposa sioe lobaris 19 Rlteu matismus articolorum. . . 20 S carlatina 2 1 Scor butus. 22 S!!flltilis 2a Trachoma . . . . . . . . . . 2~ Tuùer·culosia pulmonum . . . . . 25 Id. ca·teroru morganorum. 26 Typltus abdomrnalis 27 /cl. e.1:antematic118 :l8 Ulcus molle . 29 Va r iolae . . 30 Morùt auris . 31 Id. cord is :!2 Id. cutis . 33 Id. menlis :14 Id. oculi . . . . . . . . . . 35 /cl. syatemat. urin . et sezual. (e:rcl. nen. et sgph).

Alcoolismo Bronchiti . Colera . . Diner ite, c1·oup. . Dissenter ia . . . . . . . . Risipola • . . . . . . . . Infezione malariza acuta e cronica Blenorragia . . . . . . . . ErniA . . . . . . . . . . Influenza . . . . . . . . . Coi!Jl di calor e e asside1·amenti. Meoingile cerebro - spinale epidemica. Morbillo . Orecchioni Pleuri te. • Polmnnili . . . . . . Reumat•smo articolare . Scarlattina. , , . . . . . . . Scorbulo, porpora emorragica e pe· liosi reumalica . Sitihde . • . . . . . . Congiun tivite tra comatosa. Tubercolosi polmonare . . Tubercolosi di a llri organi. lleo-tiìo . . . . . . . . Dermo-lir~>. . . . . . . Ulcel'i veneree e bubboni . . Vaiuolo, vei uoloide e varicella Oliti . . . • . . . . . . . . MaiAUie clell'apparalo circolutorio . Scabbia e ellre malatL•e della pelle Frenopatie . . . . . . . . . Malallie dts$tli occhi . . . . . . Malallle dell"apparato uro-geniLale.

Totale gen. degli entrali io cura

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DEL REGIO ESERCITO PER L'ANNO 1905

341

/ao;}hi di cura distinti per armi. KNTRATI IN CURA PER 1000 DELLA FORZA ~IEDIA Artiglieria

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GLI INFORTUNI NELLA VITA MILITARE IN RAPPORTO ALLA LEGI SLAZIO~E CIVILE IN ITAL1A (1l

Per il d ott. G. francesco Randone, tenente generale medico

La legislazione militart>, ben prima della civile, ha provvisto a riparare, mediante una rendita vita~izia o un indennizzo, il danno corporale che consegue a ferite, lesioni, malatt.ie incontrate dal soldato ' in servizio e per causa del medesimo. Presso quasi tutti gli eserciti vige. da tempo più o meno lungo, la legge sulle pensioni per infermità. o imperfezioni per le quali il soldato è reso inabile a continuare in servizio, che si basa s ugli stessi principii cui si sono in st>guito informate le leggi per gli infortuni degli operai sul lavoro, da una parte il rischio professionale! rappresentato, oltre che dal pericolo in guerra, dagli accidenti ai quali il soldu.to è esposto in tempo di pace, nelle molteplici esplicazioni del suo servizio: esercitazioni ginnastiche, marce, tiri al bersaglio e di combattimento per la fanteria., esercitazioni a cavallo, maneggio e governo del cavallo per la ca.valleria.1 specialità per il genio, manovre di forza per l'artiglieria; dall'altra parte la graduazione della rendita o dell' indennizzo in proporzione della gravità del danno corporale, e della. conseguente riduzione del militare al la.voro e quindi al guadagno. L'ultima legge italiana sulle pensioni data dal 1895, ed in essa sono pure contemplate quelle che potrebbero, anche per il soldato, chiamarsi malattie profess-ionali, le quali nel regolamento per la sua esecuzione trovano la formola, forse, più corrispondente a.lla loro designazione, là on è esplicitamente dichiarato, doversi intendere q uale causa di servizio qualtmqtt.e fatto richiesto dal medesimo avente virtttalmenfe in sè il pericolo della lesione (infortttnio) o della malattia. Ma la legge italiana del 1895, che è una derivazione di leggi antecedenti, la primi\ delle quali risale al 1833, se pure tutela i diritti del soldato e gli assicura i mezzi di esistenza, quando è divenuto inabile a lavoro proficuo, mediante una rendita. o pensione vitalizia più larga( l ) Comunicazione fatta al 2" Con~trcsso medico internazionale drgli i••/ortrm i lllt l laroro, tenuto in R oma nel )faggio 1909.


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GLI INFORTUNI NELLA VITA MILITARE

mente clae con la iìldennita massima, anche capitalizzata, che la legge ci vile accorda all'operaio infortunato, non corrisponde più, sotto tal uni riguardi, al concetto legale odierno della. riparazione dell'infortunio qualunque sia l'entità. di esso e la. riduzione dell' attitudine al lavoro e quindi !il salario, valutata questa. alla. stregua. di tutti gli elementi che vi concorrono nei giudizi civili per gli operai. Una tale deficienr.a della legge italiana. è dovuta, essenzialmente, a. l fatto, che la concessione della pensione o di una. indennità. (gratificazione) al militare colpito da. infortunio o da. m!Ì.lattia in servizio e per causa di esso, è subordinata al riconoscimento legale della sua inabilitti. a continuare nel servizio stesso, il cni giudizio si basa esclusivamente sul valore anatomico-funzionale del soldato per il servizio mi... litare, e non sulla. reale attitudine all'esercizio del suo mestiere o della 'SUa professione, e quindi al guadagno quando il soldato, congedato, ritorna. operaio. Non occorre infatti che prendere ad esame l'elenco delle infermità. ed imperfezioni che esimono dal servizio militare, per rilevare come non vi sieno comprese, quali cause di inabilità. al servizio e quindi concedenti il diritto ad indennità o pensione, esiti di traumi checompromettouo sensibilmente l'integrità. funzionale di organi e parti del corpo, indispensabile per l'attitudine a determinati lavori. Mi limito a citare tal une parziali mutilazioni delJe dita, le contrazioni e le retra.zioni muscolari e teudinee, le cicatrici, le aderenze che ne riducono i movimenti, le rigidità. articolari ecc. Ma. sovratutto vale l'~sempio della. diminuzione della funzione >isiva., la. q ua.le secondo il relativo articolo dell'elenco, per costituire motivo di inabilità. deve essere discesa. al disotto di un terzo in entrambi gli occhi o di un dodicesimo in nn occhio solo. Ora il Tuch, dallo studio del valore pratico dell'acutezza visi va in individui in condizioni intellettuali fisiche e sociali diverse, sarebbe giunto alla conclusione che, se da nn decimo in su l'occhio possiede ancora un'acutezza visiva utile, al disotto di un decimo l'occhio può consid~rarsi come cieco. Un militare che possedeva. avanti l'arruolamento una facoltà visiva da potere attendere ai lavori minuti della. sua professione, se per causa di servizio viene a. subire una riduzione della medesima, che ne lo renda. anche solo parzialmente incapace, si pnò ben ancora. riconoscergli una. sufficiente idoneità. a.l servizio militare, ma non quella. necessaria. per ric!l.vare dall'arte sna. tutto il lucro di prima. Si comprende come, per necessità di reclutamento, si debba. concedere ai criteri di idoneità. al servizio militare la. maggiore larghezza


Il' RAPROHTO ALLA LEGISLAZIO"E OIVILE IN ITALIA

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possibile, sia arruolando, che mantenendo in servizio individui presentanti difetti o imperfezioni conciliabili colle specialità. delle diverse .armi o con qualcheduno dei servizi così detti ausiliarii; ma se durante il servizio, e per fatto del mede~imo, vengono a mod ifìcarsi le condizioni fisiche del soldato, esse dovranno pure essere tenute a. calcolo all'atto del suo congedamento, in quanto influiscono sulla. sua attitudine al lavoro e quindi al guadagno, senza che vi debba perciò precedere la. riforma. In tal modo, pnr non sottrl\endo all'esercito valori ancora. servibili, verr& riconosciuto e tutelato il diritto che, indipendentemente da. qualsiasi considerazione giuridica o politico-sociale, il soldato acquista., al pari dell'operaio, al rifacimento del danno corporale, incontrato nell'esecuzione del servizio, cbe sia. pure per obbligo egli compie. Tale è lo spirito della. nuova. legge del 190G sulle pensioni dei sottufficiali e gregari dell'esercito tedesco, nella quale è specificamente indicato, che il danno corporale derivante al militare da causa di servizio deve estendersi a tutte le alterazioni sopravvenute durante un -servizio comandato, sia che si tratti di infortunio, d i malattia o di semplice aggravamento, e che esse debbono asserA constatate, quando il militare viene licenziato dal servizio, per qualsiasi causa.. La legge per l'esercito tedesco del l 906 stabilisce inoltre, che nel giudizio di valutazione della inabilità al lavoro sia. tenuto conto dell' impiego esercitato prima dal militare, ossia dalla sua attitudine spe-ciale professionale, del salario che prima ne ritraeva. e di quello che sarà capace di guadagnare per l'avvenire. Qualora il militare non possieda altra attitudine al lavoro di quella. comune, il gi.ndizio di inabilità, secondo la. legge suddetta, dovrà seguire le nor01e generali. È evidente nella. legge tedesca la. cura di dist.inguere l'attitudine generale al lavoro da. que1la speciale all'esercizio della professione, arte o mestiere esercitati dal militare prima. dello. sue. assunzione in servizio. 'Tale distinzione è oggidi del tutto indispensabile, in quanto che, per le molte esigenze dei servizii tattici e logistici è necessaria l'incorporazione nell'esercito di specialisti, elettricisti, telegrafisti, meccanici, areostieri ecc. La prima, ossia l'a bilità generale non potri;. venire, o soltanto leggermente, modifica ta., e uon avere quindi alcuna portata. sull'attitudine al guadagno nel contadino, carrettieri', bracciante ecc. nei quali non occorre che il valore anatomo-fisiologi.:o dell' individuo, la. seconda resterà notevolmente diminuita o anche abolita. per le professioni ora accennate, colla inevitabile conseguenza della. cessazione del lucro. Sembra quindi del tutto giustificata la. conclusione, che l'idoneità. al servizio militare debba e3sere distinta e diversamente apprezzata


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GLI INFORT0:\1 NELLA VITA MILITARE

dell'abilità al lavoro e quindi al guadagno; il militare può conservare la prima e perdere la seconda quando si tratti di idoneità. speciale o del suo valore professionale. N è perciò occorre che preceda. la riforma, ossia. che il soldato venga riconosciuto e dichiarato non più abile a. continuare nel servizio militare, basta che quando egli cessa dal servizio e viene congeda.t.o, sia legalmente constatata l'imperfezione o malattia derivata dal fatto di servizio e la. risultante inabilità al lavoro e quindi al guadagno, facendo concorrere nella loro valutazione gli stessi elementi che per l'operaio. Ed il provvedimento non presenta alcuna difficoltà; infatti lo stato antecedente del soldato viene diligen· temente accertato nelle varie visite che debbono precedere il suo arruolamento e qualsiasi difetto, imperfezione, esito di trau:na o di malattia preesistenti v€1ngono, con tutta esattezza, annotati sul suo libretto per· sonale. Il riconoscimento da causa di servizio dell'infortunio o della malattia è oggetto di una minuta indagine praticata dal consiglio di amministrazione del corpo, secondo le norme legali; la constatazione del danno corporale è fatta, come per l'operaio, mediante una scrupolosa perizia medica, nella quale concorrono tutti i mezzi di esame fisico oggidi conosciuti, e le di cui con clusioni sono poi controllate, occorrendo, da alt re visite di seconda e di terza istanza. Le relazioni poi di causa ad effetto fra un trauma e le malattie manifcstatesi nel suo decorso, vengono assai meglio determinate nel soldato, sottoposto per tutta la durata della cura all'osservazione quotidiana del medico, anzichè nell'operaio, sottratto ad ogni controllo medico, nel lungo periodo di 13·14 settimane, che ordinariamente intercede. tra l'infortunio e la perizia. Ond'è che il Thiem nella prefazione alla seconda edizione della sua opera magistrale c Die Un(allerk'rankungen • ben he. potuto dire che le statistiche militari sono degne di considerazione nei giudizi tra infortunio e malattia. Resterebbe a determinarsi il valore professionale dlel soldato, per i1 quale giudizio non è necessario l'intervento di per~one estranee all'esercito, poichè gli ufficiali tecnici e specialisti sono bene in grado di giudicare del guadagno che il soldato può ancora ritrarre dall'esercizio della sua professione, dall'esperienza. che della sua abilità hanno po· tuto fare durante il serviz io prestato. D soldato dovrà. egli stesso fare domanda, prime. del congedamento, che vengano nei modi suddetti accertate le conseguenze dell' infortunio, ma il giudizio sulla sua inabilità. al lavoro non sarà definitivo, se non que.ndo essa sarà riconosciuta permanente, dopo esauriti tutti i mezzi di cura di cui gli ospedali e gli altri stabil ime·nti militari sono copiosamente forniti.


IN RAPPORTO ALLA LEGISLAZIONE OlVILlt I!i lTAL.I A

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Contro la decisione delle Autorità. militari deva essere concessa al soldato la facoltà di indire le vie giudiziarie; tale diritto è sancito nella nuova legge sulle pensioni per l'esercito tedesco del 1906 .

••• Ammesso il principio, che nella valutazione del danno corporale subito da. un militare per infortunio da. causa. di servizio e quindi della. riduzione o della. abolizione della. sua abilità, debba, come per l'operaio, tenersi conto del suo valore professionale, ne deriva che non sia possibile una. classificazione sistematica, ridotta. a pochi gruppi, di tutte le svariatissime forme di alterazioni e disturbi anatomo-funziona.li che possono conseguire agli infortuni. Il regolamento per l'esecuzione della legge sulle pensioni dell'esercito italiano stabilisce tre categorie di infermità. od imperfezioni che vi danno diritto, a ciascuna delle quali corrispondono tre gradazioni di pensione vitalizia.: ma.~sima, media e mh1ùna, indicate colla. designazione di 1•, 2• e a· categoria, le quali possono ritenersi equivalere, approssimativamente, la 111 alla. perdita. assoluta dell'attitudine a qualsiasi lavoro e quindi a ogni salario; la. 2• alla riduzione dell'abilità al lavoro e quindi al guadagno dell'SO al45 p. 100; la 3 11 dal40 a.l 20 p. 100. A queste tre categorie si può aggiungerne una quarta., rappresentata dalla concessione di un anno di paga sostituti va. al passaggio a. l corpo dei veterani, quando il soldato non vuole adattarsi a. rimanere in servizio sino al raggiungimento del 18° anno per acquistare il diritto alla. giubilazione. D servizio nel corpo dei veterani consiste nel disimpegno delle funzioni di usciere, di guardia magazzino, guardia batteria senza impiego delle armi ; e la gratificazione di un anno di paga del proprio grado a chi vi rinunzia., si può rit.enere corrispon1ere alla. indenniti~ data all'operaio, quando la riduzione della. sua attitudine al guadagno non oltrepassa il 20 p. 100. Ma. per ottenerla., è necessario che preceda la riforma del militare, nello stesso modo che questa è indispenRabile per il conseguimento della pensione vitalizia, cosi che valgono al riguardo le considerazioni già fatte sulla differenza che deve intercedere fra. l'inabilità. al servizio militare, ossia l'inabilità generale al lavoro, e quella. speciale per l'impiego cui prima attendeva il soldato. La prima delle categorie stabilite dal regolamento sulle pensioni contempla. l'inabilità assoluta a qualsiasi lavoro provocata dalla perdita a~soluta. ed incurabile della vista; dall'amputazione o dalla. perdita. dell'uso di due membri; dalla coesistenza di due malattie od im·


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OLI ll'l'ORTUSI ~ELLA VITA MU.ITARE

perfezioni, ciascuna delle quali sia equivalente alla. perdita assoluta di una mano o di un piede. Alla seconda categoria sono assegnate l'amputazione di un membro, o la perdita assoluta ed incurabile del suo uso, o le infermità equivalenti. Tanto l'una. che l'altra delle due disposizioni del regolamento delle pensioni militari si info1·ma al concetto di ragguagliare, come ad un termine di confronto, tutti gli esiti degli infortuni e delle malattie da ascriversi alla 1• od alla 23 categoria, alla perdita dell' uso di due membri o di uno solo, e quindi all'abolizione assoluta della capacità 0 alla~oro nel l caso, e ad una notevole riduzione deala meclesima nel 2~. E la q nota assegnata per la pensione di entrambe le ctt.tegorie, anche per il semplice soldato, è superiore di gran longa a. qualunque rendita o indennità concessa dalla legge civile all'operaio divenuto, anche totalmente, inabile al lavoro. Ma se il principio è giusto, altrettanto non si può dire della uniformità della sua applicazione ad una serie di casi, troppo diversi tra di loro per poterli tutti sistematicamente livellare a. due sole categorie di pensioni. Sino che si tratta di infortuni o di malattie da ascriversi alla prima categoria, la decisione della inabilità assoluta a qualsiasi lavoro non può che raramente lasciar luogo a dubbi o diversità. di interpreta?.ione. Ma non così per la seconda, poicb è, qnantunq ue sia annesso ad essa l'elenco delle infermitÀ da ritenersi eqniva.leHti a.lla perdita dell'uso di un arto, la loro valutazione, sotto tale riguardo, resta in massima parte affidata al criterio dei peri t. i, senza che vi siano delle norme tassative per l'uniformitit dei loro giudizi. Inol tre, non 6 tenuto nessun conto dell'inabilità dell'infortunato per l'impiego prima esercitato; come non si fa alcuna differenza, ad esempio, tra il mutilato dalla. mano sinistra o del piede destro e quegli che ba dovuto subire la disarticolazione della coscia o della spalla. Alla terza categoria. debbono assegnarsi le ferite, le lesioni o le infermitit non comprese nelle categorie aGtec:edenti, ma che pure rendono il militare inabile a proseguire o a riassumere più tardi il ser·dzio nel corpo cui appartiene, o in altro qualsiasi dell'esercito compreso i t·etera ni; ed anche qui è evidente la insufficienza del regolamento, poichè esso non tien conto che dell'inabilità. generale del soldato al lavoro, ossia del suo valore anatomo-fisiologico, e non di quello pro· fessionale. Ma è sopratutto nelle decisioni per il passaggio al corpo dei veterani, e quindi al conseguimento della gratificazione di un anno di


L-; RAPPORTO ALLA LEGISLAZHlNE ClVILt:: IN IT.ALIA

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assegno (paga), che l'applicazione dell'attuale regolamento delle pensioni non tutela sufficientemente i diritti del soldato infortunato e può facilmente dar luogo a delle ingiuste diversità di trattamento. J n fatti, nessun articolo del regolamento specifica q ua.li sieno le imperfezioni e i reliquati di traumi, che, rendendo il militare inabile al servizio attivo, non gli tolgono l'idoneità e. quello n el corpo dei v etera.ni; onde il giudizio, lasciato interamente al criterio dei periti, si fonda unicamente sull'apprezzamento individuale, e quindi non può essere uniforme nè sempre corrispondente al fatto reale. L 'anchilosi del piede in buona posizione, la rigidità dell'articolaziono del ginocchio, la limitazione dell'uso di una. mano, la. quasi cecità di un occhio ecc. possono essere da nn perito giudicatE: compatibili ancora col servizio di piantone di ufficio, mentre per un altro costituiscono motivo di inabilità assoluta. E le conseguenze del diverso parere non sono certo trascura.bili i basti accennare, che, nel primo caso, viene concessa. a.l soldato, per una. volta tanto, presso a poco la stessa. indennità, che, nel secondo, gli verrà corrisposta per tutta la vita. Come emerge evidente da. questa considerazione, la necessità della r.ompleta. separazione del giudizio di inabilità al servizio militare da. quello di ina.bilitti. al lavoro! Riassumendo, da. quanto si è esposto si possono logicamente dedurre le conclusioni seguenti: l " Il rifacimento del danno corporale, derivato al soldato da infortunio o da. malattia incontrati in servizio e per causa. del medesimo, per mezzo di una rendita (pensione) o di un indennizzo (gratificazione), deve essere informato agli stessi principi adottati oggidi nella. legislazione civile per gli infortuni dellavoroi 2' Il giudizio di inabilità al servizio militare deve essere del tutto separato da quello di inabilità. a. l lavoro, e quindi uno interamente indipendente dall'altro i 3, Nella valutazione dell'inabilità al lavoro e quindi al guadagno del soldato infortunato o colpito da malattia dipendente da servizio, si debbono seguire gli stessi criteri oggidi generalmente ammessi nei giudizi per gli infortunii degli opemi; tale valutazione deve essere fatta caso per caso, in base alla riduzione percentuale dell'abilità stessa.


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LA REAZIONE DEL \VASSERMANN CON HRI LIQUIDI ORGAN ICI E COL SIERO [}El YESCIC..\TO IU Pel capitano medico dott. Giuseppe Mesalneo, assistente onorario al Laboratorio di Parnssitohlgio della n. Università di Torino.- Comunicazione fatta nlln n. Accademia di :\le,Jicinn di Torino, nella fledutadel l4 maggio 1009.

Con la collaborazione del dott. Borelli, assistente nella R. Clinica medica di Torino, ho portato ormai presso che a. termine una serie sistematica di ricerche fatte allo scopo di studiare il comportamento dei vari liquidi organici fin'ora poco o punto studiati di fronte alla sierodiagnosi della lne tanto in individui non infettati, quanto in quelli colpiti da. sifilide. La tecnica della reazione fu quella classica. del Wassermann opportunamente migliorata e quale risulta consegnata nelle ultime pubblicazioni di Micheli e Borelli. Le conclusioni più importanti a cui siamo sino acl oggi giunti sono: a ) Nella saliva non fu mai possibile rilevare alcun potere anticoruplementare, sia. che fosse previamente stata portata. o no e. 52"-55° anche se proveniva dil.lle p1ù svariate ed intense manifestazioni locali della lue, come placche, tonsillite, parotite,-eoc.; ed anche se usata in dose altissima (fino ad l centimetro cubo); • b) Gli stessi ri sultati negativi si ottennero col secreto lacrima le; c) Nei l iquidi, essudati o trasudati, pleurici, addominali, scrotali, ecc., di individui che uon presentavano la reazione del \Vassermann col siero del sangue, il potere anticomplementa.re fu sempre mancante anche se si trattava di forme tubercolari o neoplasticbe svariate. Il materiale - in riguardo a sifilitici affetti da versamento - fino ad oggi esaminato non è sufficiente ancora per trarre conclusioni: sembra. però che la reazione del sangue si accompagni sempre con una reazione, più o meno intensa, del liquido del versamento; cl) Risnltnti as>:a i più interessanti però - anche per le possibil i applicazioni pratiche - abbiamo ottenuto coi liquid i dei ,~escicatori. Una discreta serie di casi ci permette già. di concludere cbe essi possono sosti tni re il siero del sangue nella pratica. della siero-diagnosi della. sifilide, la quale non perde, con d ò, nulla nè della sua specificità nè della sua sensibilità.. La tecnica c.Ia seguirsi non varia in nessuno dei suoi momenti: solo bisogna aumentare di solito alquanto la proporzione del liquido da cimentare in confronto di quella comunemente impiegata col siero


LA REAZlONE OEL WASSER~r,u;s, E CO.

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di sangue. N el 50 p. 100 dei casi circa occorre una dose doppia. per ottenere lo st&sso effetto anticomplementare; talora. però questo si osserva solo con una dose di liquido vescica.torio tripla di quella del relativo siero del sangue; altre rare volte invece il potere a.nticomplementa.re dei liq nidi è uguale, o q nasi, a. q nello dei rispetti vi sieri di sangue. Abbiamo potuto seguire e stabilire esattamente questi fatti dosando sistematicamente - col metodo del frazionamento delle dosi di antigeno o dei liquidi e dei sieri in esame - l' intensità della siero-reazione; e cosi pure abbiamo potuto quasi assodare la ragione di questo diverso comportamento dei vari liquidi vescicatori dosando compara.· tivamente, in parecchi casi, l'albumina. totale e la. globulina del siero di sangue e del liquido vescica.torio di uno stesso soggetto. Abbiamo cosi osservato un parallelismo notevole tra la quantità. di albuminoidi contenuta nei due liquidi e il potere a.nticomplementare rispettivo. Con n umerose prove di controllo ci siamo poi convinti. che anche con dosi assai più elevate di quelle necessarie per ottenere la reazione nei casi meno favorevoli - mai ~i osserva. potere anticomplementare nei liquidi vescica tori di individui in cui questo · potere manchi nel siero del sangue. Abbiamo a.ncora cimentato alcuni liquidi vescicatori colla reazione precipitante del Porges con qualche r isultato positivo: notammo però una sensibilità. assai minore d i questo. reazione di fronte a quella del \Yassermann nel caso nostro speciale, perchè un certo numero di casi cou reazione positiva secondo il metodo classico sfuggivano a quella. del Porges. Essendo poi dimostrato da. ricerche già nott>, e da. noi confermate, che nei liquidi vescicatori son contenuti gli a.mbocettori naturali del siero di sangue ed il complemento, sono applicabili anche a. questi liquidi tutte le modifìcazioni di tecnica. della. reazione del Wassermann che tentano appunto di usufruire di queste proprietà. Ci r iserviamo di ritornare sull'argomento quando saranno finite le r.ost.re ricerche in proposito ed avremo lltabilito le diverse variazioni qna.ntitative oppor tune. Per ultimo accenneremo appena che coi necessari controlli fu verificato che la. presenza. in questi liquidi di sostanze vescicatorie non ha influenza. alcuna. sull'andamento della. reazione, e che essi non pos· seggono alcun potere anticomplementa.re spontaneo anche in quantità assai più abbondanti di quelle usate per la siero-diagnosi. T<>rino. m••ggio 1909.


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CASUISTICA CLINICA SU DI UNA FOR~.'\ NON COMUNE DI DERMOPATIA SIMMETRICA ALLE MANI ED AI PIEDI IN UN ISTERICO, pel dott. Adolfo PaolfoJ, capitano medico nell'Ospedale militare di Roma. Sydenham chiamò l'isteria. « un Proteo che prende un numero infinito d i forme, un camaleonte che senza. tregua cambia i suoi colori -.. Ciò spiega percbè esst~ anche da valenti professioni.s ti è !':tata spesso confusa con svariate malattie me· diche e chirurgiche. Nella primavera del 1908 ebbi occasione di studiare un caso di tale nevrosi, in cui il maltlto, oltre al presentare una forma non comune di dermopatia a.lle mani ed a i piedi mostrò, tale un cambiamento continuo nella msggior Jlarte degli altri sintomi morbosi da far formulare successivamente dia· g nosi differenti. Perciò ho creduto opportuno illustrarlo. Materasso Michele di anni 2'2 da Loreto Aprutino, contadino, entra nell'ospedale l' 11 maggio WOO. La madre, stando a quel che egli dice, è morta di un tu· more addominale ed un fratello soffre di convulsioni. Anch'egli da bambino vi andò soggetto, ma sulla forma e n.a tura di esse non sa dare alc nna notizia. Da 4-5 anni ha avvertito diminuzione dell'acutezza visiva all'O. D. Due anni fa emigrò in Amtorica, dove lavorò dapprima la terra e quindi si occupò come garzone in una bineria, ma non sa dire in che paese è :stato. Dopo circa 8 mesi (non m mmoata in quale stagione) ammalò con febbre alta preceduta da brividi di freddo, la quale durò parecchie ore. Il giorno dopo ebbe un altro accesso febbrile, cui ne seguirono degli altri nei giorni successivi. Il medico cbiaml\to lo dichiarò an·etto da polmonite; l'infermo assicura che non aveva nè tosse, nè dolore puntorio, nè afi'anno; solo un po' di diarrea che cessò quasi subito. Le febbd invece continuarono a giorni alterni per circa 1 mesi. Per i primi SO giorni stette a letto, poi si alzò senza però poter più tornare nl lavoro, tanto si senti\·a debole. Verso il G• mese di malattia si accorse della comparsa, pur persistendo le febbri, di chiazze bian castre alle mani e poco dopo ai piedi. Non sa dire se le cbia1.ze alle mani comparvero tutto contempornneamente, ed a q uale interv~tllo ad esse seguirono quelle ni piedi. Del resto le notizie che l'infermo d iL circa la sua malattia sono confuse, vaghe; si direbbe che la sua coscien?.a a quell'epoca fosse come annebbiata. Nel marzo di quest'anno fu rimpntriato ed arrivato al reggimento, dopo pochi giorni di de· genza all'infermeria, trasferito all'ospedale. Attualmente il Materasso si lamenta di grande debolezza; accusa dolori alla regione mamaria sinistra ed agli nrti, annebbiamenti di vista ed epistassi dalla narice destra che lo tormenta da circa G mesi al mattino soltanto ; essa è però assni scarsa. È individuo di buona originaria costituzione fisica, a sviluppo scheletrico regolare; povero di pnnnicolo adiposo, con colorito della pelle bruno; quello delle mucose visibili roseo. Polso regolare. .Respiro tranquillo. Temperatura fisiolo-

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OASOISTIOA OLI~ICA

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giea. L'inferm.o pl'esentasi un po' incu.r vato della persona ed ha l'I\Spetto di persona deperita e sofferente. Quel che su lui richiama subito !'.attenzione dell'osservatore è l'atteggiamento delle dita delle mani e la presenza su queste di speciali chiazze biancastre. n pollice è tenuto in estensione e Jeggerrnente addotto; nelle altre dita si ha la fleseione di tutte e tre le falangi i essn. è leggiero. negli indici i più marcata nei medi ed anulari· accentuata nei mignoli, in maggior grado però a sinistra. Le mani sono in posiz~one normale rispetto agli avambracci. Sulla faccia palmare di esse e sulle dita notansi delle chiazze biancastre di varia forma e grandezza, simmetricamente disposte. Sono ben distinte dalla cute circostante, leggermente sollevate e con margini a picco, a contorni sinuosi, non lucide, a superficie scabra, umidicce al tatto, e di consistenza. della cute circostante. n minimo contatto in corrispondenza di esse od anche la semplice esten· sione delle dita suscita. dolore al paziente, e se si aumenta la. pressione la softerenza si fa più intensa. Spontaneamente non sono dolorose. Col grattamento si riesce a determinarne la caduta in alcuni punti e si scorge al di sotto il derma arrossato, ma normale, non sanguinante. La chiazza biancastl."a cosicchè è costituita dalla sola epidermide in stato di macera;doue, in alcuni punti ispessita, io altri invece assottigliata. All'epoca dell' ingre~so dell'infermo nel riparto se ne notavano parecchie: ttna in corrispondenza dell'eminenza temu, diretta in sera o longitudinale, lunga 4: centimetri e larga 2 1/ 1 i un'altra sulla faccia palmare del polso, diretta in senso trasversale lunga 6 centimetri e larga l'/,; w1a terza sul ltto ulnare della meno dh·etta in senso longltudinale lunga 5 '/, centimetri e larga l • ,. Queste tre chiazze a contorni sinuosi si continuavano quasi l'una coll'altra. Altre chiazze meno estese esistevano sulle dita, occupanti però solo una parte delle facce dors&li e laterali del mignolo, dell'auulare, del medio e di quella ulnare dell'indice. Il pollice destro presentava solo una piccola chiazza roton· deggiante in corrispondenza della faccia palmare della prima fn.lange. In seguito parecchie di tali chiazze scomparvero; cosicchè alla fine di giuguo non rimanevano che quelle delle eminenze teuare ed ipotenare e delle ultime quattro dita, alcune delle quali sbiadite. Ciò avveuue perchè l'infermo grattandosi determiuò duraute la sua degenza nel reparto più volt.e la caduta di quasi tutte le chiazze; ma alcune si riprodussero tal quali, altre più piccole e meno apparil'<centi, altre non ricomparvero affatto. Anche sulla faccia anteriore del collo di ambedue i piedi, sul mnrgiue esten1o di essi, alla faccia posteriore del tallone e sul dorso del dito gro;,so notavnnsi chiazze biancastre simili a quelle liescritte nelle mani, disposte simmetricatneltte; ma più piccole. Dapprincipio erano poco appariscenti; ma uegli ultimi giorui di degenza del malato all'ospedale divennero più evidenti e coutemporaueamcnte ne apparvero altre in co1Tispondenza della pianta dei piedi e s ul dorso delle altro dita. Sulla cute del resto del corpo nou scorgousi che delle macchie di vitiligiue. Nulla di anormale a carico delle appeudici cuttwee e delle mucose visibili. Apparato liufatico ghiandolare sano. As imuH: trio di sviluppo presenta invece l'apparato ..,muscolare: il trapezio di sinistra ò meno svilu]>pato del destro, cos i pure il grande e piccolo pettorale di destra: la regioue scapoli\ re di que.:;to lato invcco è più appiattita. Il deltoide cd il tricipite brachiale sono a s iuis tra meno S\'Ìluppati che & destra; il braccio sinistro misura iufatti mezzo ceutimetro in meno n"lla sua periferia: quello degli avambracci è in \'ece ug uale. Le emiueuze teuare cd ipotenare di ambedue i lati sono a ppiattite, ma più sp ec ialm~u te n !"inistm; gli spazi i intermetncarpei mostrnns i iJtt'ossati specie a s iuislrn. 1 muscoli !3- Giontale di rnedlcana ml/llnre -

f ase. v.


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CASUISTIOA CLINICA

delle su re appaiono poco sviluppati; non cosi quelli delle coscio. Nulla di auormnle a carico del sistema os.~eo ed articolare. La colonna vertebrale non preseuta deviazioni. • L'esame degli organi genitali fa rilevare che i testicoli sono della grossezza di una nocciuola, indolenti. - L'infermo dice di avere tuttora normale il senso genetico. Gli organi interni non presentano alt~razioni apprezzabili. La lingua mostrasi irnpatinata ed è piuttosto piccola ed assottigliata alla punta. Le funzioni digerenti, del circolo e del respiro si compiono bene. Normale è la secrezione urinarin. L'esame delle urine riesce negativo. Esiste notevole iperidrosi. Dalle ascelle e dalle regioni sotto-ascellari in certi giorni, anche allo st.alo di perfetto riposo, il sudore cola a gocciole. Ai piedi l'ipersocrezione si fece più accentuata nel mese di giugno contemporaneamente alla comparsa di nuove chiazze biancastre. Abbondante è la secrezione sudorale alle mani, s peeiallmente alle palme, dove ha dato luogo n formazione di erosioni s uperficiali. Esame del si:ltenta 11.1n"t'OBO. Motilità.- I moviment: dei bulbi oculari sono liberi ; ma torpidi, lenti; cosi pure quelli dei muscoli dnlla faccia. La lingua nei primi giorni di degenza non veniva protrusa dall'infermo ; poi riuscì a farlo, in fine di nuovo non la potè più tirar fuoTi; però la rivolge bene in s u e la spos ta di lato. Nulla di anormale a carico dei movimenti del palato molle ; la deglutizione è un po' difficoltata ; nel momento che i liquidi e special mente i solidi passano dalla cavità boccofaringea nell'esofago, si nota un arresto del movimento di deglutizione della durata di pochi secondi. I movimenti del collo e del tronco si compiono bene ; ma con lentezza. Cosi pure quelli del bmccio, dell'avambraccio e della mnno. n pugno può essere serrato, ma con poca energia. n pollice può essere esteso; l'opposizione di esso era sui primi giorni molto limitata, in seg uito invece stentava a toccare solo la punta del mignolo. II divaricamento ed avvicinamento delle dita è lento e stentato. L'estensione completa di esse sui primi tempi non era possibile"; in seguito si compi meglio. L'infermo, causa il dolore che ris ente ad ogni minimo contatto alle chiaz;:e delle mani, si abbottona e sbottona con lentezza. J movimenti passivi degli arti superiori s i effettuano senza. difficoltà ; solo quando s i vuoi t~ estendergli le dita delle mani, specie il mignolo, s'incontra res is tenza e l'ammalato si lamenta. Anche In. flessione forzata delle dita non è possibile, perchè dolorosa. Il dinamometro segna O. I movimenti degli arti inferiori sono anch'e...gi lenti; durante quelli passivi qualche volta s'incontra leggiera resistenza. L'andatura è incerta, lenta, causa il d olore che l'infermo pro,·a quando poggia i piedi a terra. P er lo stu~so motivo sale e scende le scale facendo un g radino alla voltaTonicita muscolare normale. Forza diminuita. 1\otansi trl!mori fiùrillari alle palpebt·e quando il malato chiude con forza gli occh i, alle mani quando sta sPduto c discorre, oppure quando le tiene distese in atto di chi giura. • e t t- uta di portaro un bicchiere pieno d'acqua alla bocco. è preso da tremori o~<: illaLOri alle 111:mi, ma riesce a bere seu;:o. versarne il cont en uto. [ r itlcssi iridei sono normali: dapprima presentava Ucggiera anisicu ria, poi non più. Il rifle.-;so congiuutivale è tor pido ; u1a ncano i c remasteric i ; gli altri rilles"i superficiali so11o Hon nnli.


CASUI&TIOA CJ,IXtOA

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l rotulei da principio sembravano non esistere, ma poi si riuscl a provocadi e furono riscontrati normali. Mancano i riflessi tendinei degli arti superiori ed il .clono del piede. L'infermo non accusa. dolori caratteristici; la palpazione dei nervi cubitale, mediano e peroniero riesce indolente e non fa rilevare aumento di volume di 8SSÌ. Iu u•g,·a la sensibilità t~tttile. Le due punte del compasso di \Veber sono avvertito ad una distanza un po' maggiore della normale, ma i risultati dei diversi esami ripetuti ad intervallo di tempo non concordano fra loro. Le sensa.zioui tatti li suceessive sono Ile n percepite dall'infermo. Normale è il senso stereoguomico o di rilievo. L'esa. me della sensibilità dolorifica ha 'dato risultati contradditori: Appena l'infermo entrò all'ospedale essa era abolita su tutto il corpo, compreso il capo; sulle chiazze biancastre delle mani e dei piedi, sul peue e sullo scroto esisteva invece iperalgesia; 16 giorni dopo era riapparsa alle mani, ai piedi, sugli organi genitali, sul perineo e sul terzo interno delle natiche. In un terzo esame, fatto a poohi giorni d'intervallo, risultò abolita in modo assoluto solo sugli avambracci e sulle g .. m be; diminuita più o meno sul resto del corpo; integra sulle mani, sui piedi, perineo e natiche. Di pii1 esperimentando successivamente su uno s tesso punto, meutre una pt·ima volta l'infermo aveva detto di non sentir niente, una seconda accusava doloreln un ultimo esame infine, ~raticato pochi giorni prima della sua uscita dall'os pedale, la sensibiliti\ dolorifica apparve integra. su tutto il corpo; anzi Ìlt qualche zona esisteva !pemlgesia. Le stesse oscillazioui salii la sensibilità termica: Quelln. per il caldo, saggiata con una provetta piena di ncqua bollente, apparve in uu .primo esame abolita su tutto il corpo, eccettochè sulle chiazze bian~tstre e sugli organi genitali. Anzi, avendo per inn.vvertenza toccato l'infermo su una spalla con un corpo incandescente egli non si mosse nemmeno. Quindici giorni dopo invece con sorpresa. la provetta. piena d'acqua bollente fu avvertita su tutto il eorpo come s ensnzione di semplice caldo con ritardo; mn. pienn. di acqua tiepida~ venne percepita come sensazione di semplice contatto; eccettocbè sugli organi genitali e sul perineo. Infine, in un ultimo esame, praticato pochi giorni primn. delln. sun. uscita dn.l reparto, In. sensibilità per il caldo apparve perfettamente in· tegra. Eguali modificazioni subl quelln. per il freddo. ln un primo esame In. provetta ripiena d'acqua fredda fu avvertita come sensazione di semplice contatt-O su tutto il corpo; in un esame posteriore come freddo su alcune regioni (orgnnl genitnli, natiche, faccia., cosce, braccia) e come contatto in altre. Un pezzo d i ghiaccio non fu n.vvertito sulle gambe e sui piedi: sulle cosce diede senso di freddo, ma. con ritardo; anzi sulln. coscin. sinistra l'infermo accusò dolore; rin.p'Piicato dopo pochi minuti provocò invece senso di caldo. Sul tronco e sul collo produsse n. sinistra. sensnzione di freddo doloroso, ma con ritardo: a destra semplice freddo sull'nddome e sul collo; sul torace non fu a\·vertito. Sul viso n. destra provocò sen.s o di freddo, ma con Titardo e poco intenso: a sinistrn. uun volta senso di caldo ed un'altrn di freddo doloroso. Sugli arti superiori si verificarono le stesse nnomalie. Ln sensazione di freddo doloroso nelle varie parti del corpo persisteva anche dopo tolto il pezzo di ghiaccio. In un ultimo esame infine la. sensibilità pel freddo fu trovnt.a norm~tlc; l'inJeruto to avverte anche se si adopera. per saggiarla ·un tappo di bottiglia. od un cuccl1inio. Il senso muscolare è normale. Il sintoma. di Romberg assente. L'esame elettrico ha fatto rilevare normale ln. sensibilità ftundico-cutanea s u tu~t1\ la superficie del corpo, eccettochè sulle mnni e sui piedi do•e si nota unn.


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CASUISTICA CLINICA

leggera ipoc>stesin : normale quella galvanica diretta. ed indiretta per quantità.. qualità e tipo di contrazione. ' Il Visus a destra è uguale ad un qu:wto; a sinistra à uguale ad uno: normale il fondo dell'occhio. Mezzi trasparenti. Il ca mpo visivo im un primo esame 1·isultò in entrambi gli occhi defor matQ ed irregolare solo a sinistra. in corrispondenza dello. sezione bassa ed esterna della retina; in un secondo esame, fa tto 12 giorni dopo, a p· pnrve r istretto concentricament.e, specie per l'occhio sin istro ed assai più pel rosso che pel bleu e pel bianco. In u n terzo esame esso tornò di nuovo ad allargarsi: ma sempre p resentandosi deformato ed irragolnre, senza che vi fossero differenze fra due campi presi a. lO minuti d'interva llo l'uno dall'altro. L 'Mutczza uditiva. a sinistra è minore che a destra. Gli odori sono percepiti meno squis itamente a s inistra. I sapori ugualmen te bene dalle due metà delJa lingua. L'esame del linguaggio fa rilevare disartria; ma solo nella pronuncia d elleparole contenenti molt-e linguali o soverchinmente lunghe. L'infermo prima diripeterle si mostra t itubante e dichiara a priori che non è capace di dirle. La memoria s pecie dei fatti che riguarda no la sua malattia àindebolita: l'intelligen za appare poco sviluppata; lo sguardo manca di ogni vivacità, il contepl<>ò indifferente, quasi apatico, non ha dato mai segni di emotività, ha passato quasi. tutto il suo tempo all'ospedalt~ conversando poco con i compagni e mantenendosi appartato, fiacca è la sua volontil, normali gli istinti. L'ammalato del quale ho esposta la storia clinica entrò all'ospedale con dia gnosi di :;cle~·ocle1·m ia. Delle due forme sotto le quali tale infermità suoi presentarsi, la difft~sa e la circoscritta, nel caso in esame può essere presa in considerazion~ solo la seconda ctnatterizzato. dalla formazione chiazze piccole o larghe, tondeggianti, ovulari od a strie, talora leggermente rilevate, sulle braccia, sul collo, s ulle regioni mammario e sulla faccia. L'ubicazione dell'eruzioue nel :Uaterasso è ben diversa. Nella sclerodermia s i ha deformità delle mani cons ist ente nella flessione e divaricazione delle dita; ma ciò è conseguenza dell'atrofia ed assottigliameuto dell& cute, che diviene du ra e lucente. Nel Materasso questi disturbi mancano; le su& dita si pres entano flesse ma non divaricate. Accenno appena alla sclerocloclilia, nella quale si hanno lesioni simmetriche alle mani (che col tempo possono locali zzarsi anche ai piedi) le cui dita souo. portate ben presto nella flessione forzata. P erò in essa a ll'inizio non mancano mai dolori ad accessi in corrispondenzf\ delle articolazioni falaugee, e la comparsa. di una ti uta livida alle estremi ti\ delle di ta, che beu pres to si estende, per modo che la cute delle mnui assume uua ti uta rosso viva o bluastra,· diventando coutemporanea· mente dura e liscia; mentre le di ta si fanno più piccolo e sottili. Nulla di tutto q ue~to ~i r iscoTitra nel :\faternsso: perciò la diagnosi di sderodactilia deve esclude1·si, auche perchè in essa mancano i disturbi del sistema uervoso che egli prcseuta. J,a presenza. di questi ultimi fecero pensare trattarsi nel caso in esame di una neuropatia piuttosto che di tma forma semplicemente cutanea. Si potè subito eliminare l'at1·o(ia musc:olare prog,·es:;iva spinale od a tipo Aran-Ducht'sne, percl1.) in questa la seusihiliu\ (\ normale e la deformità delle mani è ben diversa da quella presentata dRI ~11\lcrnsso. In essa il pollice è addotto e nou può e.c:sere op· posto (mano di scimmia), le prime falaugi delle ultime qunttro dita sono iu ipere~teusione: In seconda e terza in tlessione (mauo nd artiglio, nel Maternsso invece tut le e tre le fa lnugi sono lieS$e, l'opposizione del pollice è iucompleta. le sue mnui perciò 1oou riproducono il tipo Aruo.JJuche-.ne.


CASUl ST ICA CLINICA

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La scle?·osi laterale ami.ot·,·ofica, nella quale esistono atro6a muscolare graduale ·e fenomeni bulbari, fu esclusa, perché in essa non mancano mai contratture agli .arti superiori, fenomeni spnstici agli arti inferiori, esagerazio11e dei riflessi. Si poteva a.ffacciare l'ipotesi di una pachimeningite ipe?·trofica cerl'icale, perchò in questa si ha dissociazione della sensibilità ed una posizione caratteristica delle dita delle mani, come nel Materasso; ma vi è in più l'estensione forzata delle mau.i sugli avambracci ed all'inizio della malattia si ha uno dolori alla nuca, che si diffondono all'occipite ed alle bracci11, parestesie agli arti superiori, paresi muscolari con evidente reazione degetterativa, aumento dei riflessi. I disturbi psichlci, della parola, le vertigini, i tremori ed il restringimeuto del campo visivo potevano far pensare alla sclerosi a placche; ma in questa il tremore è intenzionale, c'è l'esagerazione dei riHessi e l'audatul'l\ caratteristica che permette di fare la d ia gnosi. La p<n·ali8i progressiva bulbare, nella quale si ltanno come uel Materasso di· s~urbi della deglutizione e del linguaggio, poca. mobilita\ della. lingua, fu esclusa percbe mancavano in lui l'atrofia delle labbra quella dei muscoli innervati dal ft~cciale inferiore, la paresi del palato molle e v'erano i disturbi della. sensibilità, che nella paralisi bulbaru è integra. La diagnosi che parve più probabile, appena l'infermo eu trò uel repnrto, fu -quella di siring(lmielia. Jnfa(ti il poco sviluppo delle masse muscolari delle maui, del triplice brachiale, del deltoide, dei muscoli scapolari e del trnpezio di siuistm nonchè dei pettomli di destra poteva interpretarsi come dipendeute da atro6n. Mancava è vero l'alterazione dell'eccitabilità galvanica. e faradica. dei muscoli colpiti: ma, trattandosi di semplice atrofia senza pnresi, ciò non doveva memvi· gliare specie all'inizio del processo, quando non tutte le fibre del muscolo sono colpite. L'att-eggiamento delle ditn. delle mani del Materasso faceva anch'esso pensare alla siringomielia, nella quale in consegueuza. dell'ntl'o6a dei muscoli delle eminenze tenari e degl'int-orossei può aversi tanto In mano ad artiglio (tipo Al'lluDuche::.n<:) che quelht da predicatore in cui c'è iperesteusione della mano snll'avambrnccio. Ma n seconda del gmdo e dell'estensione dell'atrofia possono aversi t\ocbe altri tipi: Strumpell ne descrive uno quasi simile 11 quello del nostro infermo. C'era poi il fatto che la deformazione delle dita ed il minor sviluppo delle masse muscolari delle mani erano più eccentuati a siJ.listra che a destra e si sa che nella siriugomielia la partecipazione dei 2 lati non è sempre uguale. I rotulei sono in essa per lo più esagerati; nel Materasso invece dapprincipio apparivano aboliti ; ma e ammesso che quando l'affezione invo.de largamente i cordoni posteriori allora i riflessi tendinei tncciono. C'erano infine altri due disturbi motori, i tremori e la diminuzione della forza bruta, che avvaloravn.no In diagnosi di s iringomielia; mo. sopratutto vi facevano penSI\re In dissocinzione dei disturbi della sensibilità dolori6ca e termica e la conservazione di tutte le altre sensibilità e del seBso mu· scolare. Tale tiissociazione b cosi carn.tteristicn della siringomiolia. che fu detto. anche sir:ngomielitica; si trova però pure nella lepra e nell'isteria. In molti casi, l'an e· ste~;&, come nei primi st..,;diati dallo Cb arco t e dal Roth; interessa solo segmenti degli nrti o del tronco limitati da linee circolari perpendicolari all'asse del corpo (anestesie a. guanto, a polsino, a bracciale, a cosciale, a calze ecc.), in altri le :.~one anestesicbe sono nettamente disegnate sulle parti lese da bande longitudinali pa· rnllele al loro nsse; quelli in cui le alterazioni della sensibili'tà si estendono a tutto il corpo, come si riscontrò dn.pprincipio nel Materasso, sono rari; ma il d'a tto poteva spiegarsi ammettendo che la lesione avesse interessato il bulbo ed,


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CASU1S'l'ICA CLnllCA

n imeno per ciò che riguardava la sostanza grigia posteriore, tutto il midollo spinali~. ect:ettuA.to il cono terminale. Restava però incomprensibile percbè la sensibilità dolorifica fosse conservatain corrispondenza delle cbiaz;r.e biancastre. Cosi pure, ammessa la. grande estensione della li'Sione, non si spiegava percbè i fenomeni trolici fossero cosi pochi, e mancassero In deviazione della colonna vertebrale e le alterazioni delle ossa e· delle art.icolazioni, cosl frequenti nella siringomielia. Bisognava suppor re che la sostan;r.a grigia mediann. del midollo. alla cui lesione sono dovnti i disturbi tro6ci, fosse a diftercuza di quella grigia posteriore colpita io minima parte. La diagnosi· di siringomielia trovava infine conferma n ~:i dis tu r bi bulbari dell'infermo, in quelli seosorillli (il Dejerine e lo . 'chlesinger banuo riscontrato in tale malattia restringimento del campo visivo) ed in quelli cerelJl'ali. L'Erbsteiu dice: quando ci sono disturbi t rofìci della cute e bulbari, si deve sempre pensa. re alla possibilità di una.. siringomielia, anche quando tutti gli a ltri siutomi all'infuori di essi starebbero contro l'esistenza di una malattia spinale. Quando dopo il 20 esame dell'infermo si videro i distur·bi della sensibilità subire notevoli modificazioni si ventilò anche la diagnosi di lcpra. aJlestesica, n fa.vore della quale militavauo nel Materasso parecchi fatti: Aveva coutratta l'iufe;r.ione in America dove la. lepra esiste. Aveva a vuto per i pr imi sei mesi febbre a tipo iHtermittOJite ed appunto 11ella lepra dapprincipio si possono avere accessi febbrili geueralmente fugaci , vespcrtini, che s'inizia no con violento brivido e si prolungauo per seLtima11e e mesi. Nella lepra nnestesica le manifestazioni cuuwee sono poche e possono consistere nella comparsa di placche acromiche (e come tali potevano COlJSiderar:;i le cbia7.7.e biancastre delle maui del .Materns!lo) che coincidoHo cou un leggiero ispessime11to della cute e nella quale la sensibilità per solito è dimiuuita, ma può essere conservata - le atrofie mu!l{'Oiari esistono nella le pra e possono portare a deformazione della mano del tipo Aran-Duchesne: comedel resto possono mancare, 'l11a11do la polinevi'Ìte ò preva.lentemente sensi ti va. I 1·ifiessi nella lcpra sono indeboliti o scomparsi, e i disturbi della se11sibilità sva· riatissimi; si può avere dissociazione della sensibilità; mn. tale dissociazione nou è mai cosi completa come nella siringomielia.. Le se11sazioni del cnJdo e del freddo si confondono e danuo luogo a dolore: i malati conti11uano a percepire lo stimolo qutu1d'è cessata l'eccitazione. Possono pure essere ritardate e percepite soltanto o-8 secondi dopo il contatto ; precisamente come 11el Materasso. La distrihuzione d<:lla dissociazione può essere a topogmtia segmentariA, a stri:-:re, iosull\r·c. I limiti delle zo1re aneste;:iche po:::.'<ono vnrinre da u11 giomo all'altro. Nol11t lepra manca la scoliosi i vi sono disturbi tro6ci ed anche disordini bulbocerebrali. Non· maucauo quasi mai i dolor·i lun~o i tronchi nt>rvosi all'iuizio della malattia e l'ingrossamento del medesimi. P erò Dt!jerin e Mele hauno descri tto casi di lepra ir1 cui i tronchi nervosi palpabili erano normali. Quel che rendeva però dubbia la diagnosi di lepra eri\ la. grande estensione raggiunta 11el Materas;:o dai disturbi deUa sensibilità termica e dolorifica in cos i poco témpo, o l'esser·e e~sa integra alle mani ed Ili piedi cd abolita agli avnmiJ racci cd alle gambe. Quando iu6ne la si vide tornare normale su tutto il corpo il dulJhio divenne certezza e la diagnosi d i leprtt fu a bh:\ndollata. Non r·imaneva che pensare all'istl'rismo. Ess o da!Pprima era stato escluso, pcrchò ma ncavano i riflessi rotulci, perchè essendo state interpretate come plAcche a cromiche le cbinz?.a alle mnoi ed ai piedi, 8S'>I' mal si conciliavano con una nevrosi e infine per l't~spetto ddla lingua cd i disturbi della parola e della del!iu-


CASUJSTJOA OLOHCA

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tizione. )la quando si constatò l'integrità del riflesso I'Otuleo, si videro tornare not·· mali la sensibilità termica e dolorifica, e s i notò le differenti forme ass unte dal campo visivo n ei diversi esami, la diagnosi di is terismo assunso maggior consistenza ed è l'unica che si possa formulare nel caso in esame. Esponò in breve quali dati l'avvalorano. Innanzi tutto i precedenti morbosi dell'infermo: ha un fratello che soffre di convulsioni- egli stesso ne ha sofferto da piccolo.- Di mestiere contadino, emigrato in Amel"ica per guadagnare qualcosa di più che in patria, dopo parecchi mesi di lavoro bestinle (stava chiuso 16 oro nel retrobottega di una birreria n. lavare bicchieri e bottiglie, o l11. notte dormiva in uno stanzoue con 11.ltri compagni) em riuscito a mettere d11. pn.rte circa m• migliaio di lire, m1\, caduto ma.la.to, se li vide portar via in pochi mesi dn.J medico che gli prendeva 5 lire per ogni visita ed 11.ltre 6 s e ne fa~eva d11.re per le medicine, che egli s tesso gli vendeva. S vaniti i pochi rispn.rmi, il r-itrovars i povero e mn.lato in un pMse t.'\nto lontano do•1etto non poco abbattere il suo morale, onde il sorgere della nevrosi. È noto, che l'anemia o l' esaurimento e l' emacìnzione, che tengono dietro a malA.ttie acute od accompagnano le croniche possono determin n.re lo scoppio del· l'isterismo. Dei s intomi di questo, che come si sa possono dividers i in 2 grandi categorie: i p&t'O::sistici (gli accessi) e gl' interparossistici o permanenti (stimmate) il Mat.et-ns;;o avrebbe avuti i primi dn. ragu.zzo ed orn. preseutl~ solo i secondi. .E'rn. essi occupano il 1• pos to i disturbi della sensibilità gauerale. Già fiu dall'esame il vedere l'analgesia termica e dolorificn. es te:::a a tutto il corpo doveva e fece pensare all'ist-erismo; poicbè 6 questo un sintoma caratteristico di tale malattia; ho detto per quaJ.i motivi la nevrosi fu esclusa e come il fatto fu interpr~:~htto. Mn. le modificazioni suhite in seguito dai disturbi delh\ sensibili tà. generale ed il ritorno completo allo s tato normale trovano s piegnzione solo nell'isterismo. Vengono poi i dis turbi sensoriali: l'ipoacusia e l'ipoanosmit~ a sinistra e sopn\tutto le alterazioni del campo visivo. Questo nell'isteris mo è r istretto pet· lo più da entrambi gli occhi, sebbene possa esserlo più nell'uno che nell'altro. Questo restringimento è concentrico, vale a dire il centTo del campo si conserva norm nle, i ltlti soltn.nto essendo comprome:::si. Il campo visivo dei varii colori per lo più è ridotto proporzionalmente a quello per il bianco, come si è vcri6cato appunto nel Materasso; ma quel che sopratutto ci convince dell'origine isterica in lui dell'alterazione del suo campo vis ivo sono le variazioni che in esso s i sono riscontrate n ei varii esami. Dci fenomeni motori dell'isterismo nel Materasso troviamo solo i tremori, la diminur.ione della forza bruta., e l'abolizione di qualche dtles.-;o superficiale. Il poco s viluppo duUo masse muscolari dell'eminenza tenar ed ipotenar, del deltoide, del sopra e sottospinoso di sinistra e de i pettorati di destra non possono interpretarsi,ammcssa la diagnosi di isterismo, più come atrofie, perchè è vero cbe in qnesto possono aversi atrofie ; ma e.r;se non sono mai cosi saltuarie e non simulerebbero alle mani il tipo Aran-Duchesne. li fatto è da ritenersi piuttosto come l'esponente di asimmetrie congenite e dello stato di denutrizione dell'infermo. Le stesse cons iderazioni vl\1gono per quel che rigu1nda. la. lingua.; che al primo esame può sembrare atrofica; ma de>e considerarsi invece come congenitamente assottigliata alla punta. I fono· meni trofìci osservati nel Materasso, quaJ.j l'iperidros i o le chiazzo biancastre 11.1lo mani ed ai piedi, si conciliano benissimo coll'isterismo. In questo vennero descritti certi disturbi rari delle secrezioni; come l'ahbondante eliminn.;r,ione di s udore, di saliva., di latte, que.<>t'nltimo perfino nelle vergini. Tutti sanno come dopo un accesso isterico si ha. una. flussione a.hbondante di urina limpida, acquosa.


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OASUJSTICA CLINICA

Le chiazze biancastre si pres tano ad una piil difficile interpretazione. Esse dapprimA. furono ritenute come placche acromiche, ma dopo constatato che cadevano col grattamento, dove riproducendosi e dove no, e che erano costituite da e}>idermide macerata, si pensò che potessero essere la conseguenza dell'iperidrosi. Si sa infatti che nall 'ipet·idrosi per l'azione prolungata dell'umidità sulln pelle ha luogo ntH\ tumefazione e macerazione dell'epidermide, che assume un colorito biancastro, come a ccade frequentemente alla pianta dei pjedi. Per solito la pelle si conserva liscia, lucida; ma può anche presentarsi scabra. Lo stesso fenomeno si produce quando si fa un impacco caldo ricoperto con guttaperga laoUnata alle mani od ai piedi. Il giorno dopo, rimosso l'impacco, si constata che la pelle specinhuente delle rC'gioni palmare e piantare ha assunto un <:olorito biancastro e non in modo uniforme; ma a chiazze e in corrispondenza di queste la pelle dove è ruvida, dove liscia. A confermare tale ipotesi sta il ratto che nel Materasso coll'accrescersi della secrezione di sudore divennero più appariscenti le chiazze gin esistenti ai piedi e ne comparvero delle altre alln pianta. Resta però difficile 1\ s piegarsi colla sola influenza dell'iperidrosi la per·fetta simmetria delle chiazze e la loro persistenza per tanti mesi solo su quei dr.ti punti. Bisogna perciò ammettere che esse, pur subendo l'azione del sudore, rappresentino disturbi trofìci locali, che s tudii recenti hanno accertato poters i avere sull'isterismo. Si troviUIO descritti lo scoloramento e la caduta dei capelli, quella dei denti,le eruzioni cutanee, quali il pemfigo, l'erpete, l'eczema, le ulcerazionj e perfino la gangr·ena della pelle. Fra queste ultime rammenterò la cos idetta gangrena multipla neurotica della pelle a spiegare la quale si è emessa l'ipotesi che s i tratti di una manift>stazione di origine isterica o più specialmente di quella cosidetta "'diatesi v&Somotorin,. ch"' aumentando grado a. grado va dalla semplice der·mog;rafìa a.ll'edema ne\' r<ltico; poi alla vescicola, alla bolla, alla pustola e finalmente aUa. gangrena tGilles de La Tourette). L'eruzione del nostro informo non trova riscontro nelle diverse forme descritte dngli autori, s'avvicina un po' allo vescicole e le chiazze biancastre potrebbero essere considcmtc comt: t:\li modificate dn ll'nzionc del Sll(lore; nd ogni modo dopo lo studio fnttoue, io CJ'I•do si possa essere autorizzati a dichiara rle di indole isterica. Lo proverebbe anche un'altra caratteristica di esse, la loro dolorabilità al mi· nimo contatto. Si tratta d i un fenomeno di vera e proprin iperalgesia, a spiegare IR quale non basta il pensare cho essendo l'epidermide maceratA il derma viene a trovnt·si come allo s.:operto, onde in quei punti la pt>llè è più sensibile agli sti· moli do.lorosi. L'atteggiamento delle mani del Materasso è una conseguenza di tale fatto. Egli tiene le dita semifiesse perchè lo stiramento della cute del lato palmare dove banno sede le chiazze, gli riesce doloroso. Come conciliare i fenomeni bulbari dell'infermo colla diagnosi di isterismo? La limitazione delln motilitt\ della lingua va interpretata. come espressi;,ne della mancanza di energia che predomina nell'esecuzione di tutti i movimenti da parte dell'infermo e non di atrofia o paresi ; se cosi fosse egli non avrebbe potuto per un certo periodo di tempo protuderla bene. I n c.onseguen7.& neanche il disturbo dGIIa deglutizione può ritenersi dipendente da lesione di nuclei bulbari. Oggi il concetto che si ha della deglutizione è diverSI'l da quello <:be si aveva parecchi anni fa. Allora si divideva in S tempi: il boccale. quello della faringe e l'altro dell'esofago. Oggi invece la fisiologia dà una spiegazione diversa dei fenomeni e dimosh'l\ che il cibo non scende lentamente nello stomaco; ma vi ti invece !an·


OASUISTICA CLINICA

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<:Jato violentemente- il bolo viene spinto dalla bocca nello stomaco con una forza pari a 20 m m. di mercurio- Egel ed altri dicono che la deglutizione si efl'ettua tutta nella bocca; poi vi è contrazione complementue del fa:ringe e dell'esofago. Quindi ci vuole una paralisi dei muscoli della lingua e di quelli sussidiari (miloioideo ecc.) perchè la deglutizione resti difficoltata. Questa paralisi manca nel Materasso e perciò la difficoltà che in lui riscontrasi nel deglutire deve interpre tarsi come una disfagia da spanno dell'esofago, fenomeno cosii. frequente nel l'is terismo. Con questo s'accordano anche i disturbi della pm·ola riscon trati nel Materasso; percbè sebbene in tale nevrosi s iano più f1·equenti il mutis mo o l'afonia, pure secondo Dejerine poS::IOno avers i tutti i disordini dis o.rtrici all'infuori del tartagliamento. La titubanza che il Materasso dimostra prima di pronunciare le parole che egli ritiene di !Iicili, tanto da dichiarare che non ci riuscirà, dimostra che non poca iu8uenza esercita sulla produzione del fenomeno la sua prevenzione. L'affi e· 'I"Olimento delln. memoria specie per ciò che rigunrd11. le fasi della. sua mnlllttia, il decadimento intellettuale non devono meravig liare, snpendosi quanto t a li s intomi siano facili a riscontrarsi nell'is terismo. Tale diagnosi risulta perciò completamente dimostrata ne'l l\f1~ternsso; ma per pervenirvi sono stati necessarii ripetuti esami del malato: il che prova che nelle neuropntie non tipiche, non bisogno. mai pronunciarsi se non dopo rwer tenuto l'infermo come per le psicopntie, parecchio tempo in osservazione. La prognosi, ammessa nel Mnternsso In diagnosi di is teria, è fa usta. Già qua lche disturbo (l'anestesin termica e dolorificn) è scomparso; lo stl\to inlellettunle ò migliorato; i movimenti attivi sono divenuti più energici. Se nuovi traumi ps icbici non verran no n turbarne la coscienza e se continuerà a curnrsi il Maternsso guarirà (1). Le cure adatte sono sopratutto le tonico ricostituenti, già inizia te nel reparto : ma nssai maggior giovamento egli risentirà da l ritorno nl paese na tivo e d:\1 l'inftuenzn dell'ambiente famigliare. Giugno UXH. (l ) Da noti~ie uffieiali assunte mi eonsta che nel febbraio di quest.'anno il MRternsso ò ripartiw per I'Americu. e che p:ià fin dalla fine dell'anno ,tec:·<•rso ellli cm quasi completamente guarito Se uel resto nveSl!c presenmto i s intomi morbosi soprndestJ ri L ti, d&ta la visita rigorosi\ che gli emigranti s ubiscono prima dell'imbarco, non !!llrebbe sr .. to ·lnscin to partire. Giugno 1909.


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RIVISTE GENERALI LA CuRA DECL'OTI TE MEDIA. PUltULE~TA CR ONICA. - R iv ista sintetica per G . 08Uoo, mal-{giore medico. Nel f:~scicolo del feiJbrnio 1901 di questo giornale io prospettavo i criteri d i cul't\ dell'otiw media purulenta cronica dominanti a quell'epoca tra i più r eputati otolop;i. Fin d'allora lo indicazioni dell'operazione radicale o escnterazione dell'orecch io medio avevnno subita u na seri e di limitazioni che avevano di molto allargalO il campo della cura conservativa. I n qu~sti ultimi a uni la tcndcuz!L conS<"rvatrice ba ancora guadagnato terreno com'è stato dimostrato dnlle r elazioni a discussioni avve nute al 17• congreo;so otologico ted,·sco (giugno 1 ~107) Il ) ed alla riunione del lug lio-agosto dello stesso anno alla c Britisb medicai assodntion,. (2) e dalle pubblicazioni di Ruppcrt (3), :Meklcr (4), :\lilligan (o), Blakc (G), Soycr B rinut (7), Hnrtmann (S), Dolgtor (9), ecc. I t·cperl i biops ici acquisi ti coll'.:spcri~nza dt·ll'opt·•·•tzion~ t'adi cale cd i r~pcr·ti d'autopsiH. c i banno fatto conosc,·rc c:<>attam•' nlo i p rocessi anatomici cho si svolgono nello otiti medi u purulente croniche. La flogosi della mucosa, che è anche pl' riostio, provoca nntt n~.-ofot·mnzi ont• di tessuto ossco, un'ostcosclr rosi, che a poco a poco ri••mpic h: cavità pnt•u mntiche dell'orecchio ml'dio, di modo che dopo un ct·•·to tempo non rimangono che le cnvità ccotr·ali (antro nmstoideo, aditus ad aotrum e ca.ssn) c t)ua e In dei limitati punti suppuranti, acct•ssibili alla nt)stra a zione pl't' le vic natmali. È dunquo un processo di dit',;osa. che si o•·~nnizza n ell'interno degli spazii pneumatici dell'orecchio mt·dio pet· spingere verso l'cstemo la suppurnzione. Insieme alla limitazione del focolaio malato v'è un altro fattore fnvorevole alla guarigione spontanea della suppura:done cronica: l'ampiezza della perfornzione, Sl·mpr·e maggioru che nell'otiti medie acute. Pe•· qual mgione, su la suppu rnzione è circoscritta ed i l deflusso è assicurato, si doveva dunque procedc•·c all1l distruzione dllll'apparecchio d i t rnsmissione dei suoni r.on l'inevitabile conseguenza d'un peggio11\mento dell'udito? L'udito, difatti, rcsiduanre dall'operazione raùicale è quale risulta daJ !'ieguen t o specchio, tolto da Bube ( lO) e completnto da mc colle osservazioni succl!ssive: Autori

Statu< •r uo nn to

••H) p. 100 Bricget·. 2 casi Gompc•·z Gruncr·t. . ilO p. 100 Hammerschlng. . 33 casi Lurnc·Gross1nnnu . . 3~, 1 p. 100. M an asse e \\'intc rmantcl G casi . 51,8 p. 100 Schwartz••. Sicbc·nmnno . 28.4 "' StRCkl· .. ò7,G Tmutmann-~leog.. r . !ll,S lO Huppct·t. li t'Mi Buhe. • :'Ili p. l!JtJ

•

Ml~liornm entl

4!3 p. 100 4 casi 65 p. 100 7 casi 411,8 p. 100 13 casi H:1,S p. 100 60,7

..

!l~1,1J

lO

l'e;;~io11amentl

s p. 100 2 casi 6 p. 100

S cas i 2-l,1 p. 100

l caso 14,!) p. 100 10,9

..

7,1

lO

,. 86.2 ,. 20 7 miglioramen ti l pcggioramc:nto il~ p. HIO SO p. l UO


RIVISTE GE~ERALI

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A questa tabella, cl1e sarebbe relativamente lusinghiera per il l'isultt~to funzionale, bisogna però far seguire la osservazione di Buhe che c si ba peggioramento dell'udito in quasi tutti i pazienti che prima dcll'opet·azione banno un udito per la voce afona superiore ad l m, anche se il labirinto è sano e ~le rimane dopo l'operazione radicale ... Dal che emerge che, quando non minacciano complicazioni. endocmniche o ma.stoioiee, prima di accingersi a.ll'opct·azione radicale, bis.ogna tenct· conto dell'acuità uditiva. Facendo astrazione dalle complicazioni endocraniche in atto o minnccianti, le indicnzioni pit\ freq uenti dell'operazione rndir.ale ernno ln. carie ed il colesteatoma. Ora la carie non è cosi frequente come genemlmente si ammette. Scheibt> (l) su 852 suppumzioni croniche dcll'ot·ecchio medio della sua clinica privata, osservò solo 20 volte l'osso scoperto e nec1·otico: in 10 v'ern. tub&t·colosi, in l caso sifilide, l rnso era complicato da carcinomn. ed 1 cnso dubbio, pet· cui sette soli casi di. yera necros i. L'importanza dello studio di Scheibe sta nell'eziologia della caril!, avendo egli dimostrato che la necrosi delrosso dipende da condizioni locali che si pos-sono ragl-(ruppare in tre fatti: presenza di col!letcntonta ( l (; volte su 17), putref1\zionc del pus, ritenzione purulentn sia per masse colesteatomatose, sia pe1· ~ranulazioni. Onde la nonn a profilMtica: poichè di regola solo nei cn.si di colesteatoma compare la n ccrosi, la profilassi della. necrosi si confonde con quella del colesteatoma. Se in questo roodo si riesce ad impedire o allontanl\re la putrefazione del pus, si evita la necrosi. A questo scopo bastano le hwatut·e nntisùttiche coUa cannula di HRrt· mann. Solo nei pochi casi eccezionali in cui malg1·ado la cura. pt·oluugata. non si riesce a togliere il fetore è a temere la ritenzione e quindi la necrol:li: è allora solament-e che deve entrare in campo l'operazione radicale. D'altra parte le ricerche di Brieget· e 06rke, di Schultze, di Schotz (11 ), di Siebenmann dimostrano che nella cosi detta cat·ie degli ossicini si tratta di pt·oce.;si relativamente benigni. La v era cnrie e necrosi si trova preferibiltuente nei casi recenti o nelle esacerbazioni di casi ct·onici, ma nelle suppUl·azioni croniche non riacuti:tzate i processi cariosi o sono già esauriti od in via di g uarigione. A proposito del colesteatoma il Ruppert è ancora più recis o· nel nega do qu1\le assoluta. indicnzione di operazione radicale «nei numerosi casi di colcsteatoma che sono curati con regolarità nel nostro ambulatorio, se si riesce colla cnnnula di Hartmann a rendere inodoro il pus non è più J)OSsi bile una complicazione anohe nei pocl1i casi in cui non cessa la. s uppurazione. Ciò che prova che la cura conservativa può dominare la malattia e che se il malato uon viene a noi con sintomi imponenti non è più necessaria l'operazione :.. Ruppert (8) ci fornisce esatte cifre statistiche sul materiale clinico del professar Scb ei be, nel quale furono seguite le norme tet·apeutiche conservative. Distingue le suppurazioni dell'orecchio medio con pet·forazione centrale (quindi con lesione presumibilmente limitata alh\ cassa del timpano propriamente detta) da quelle con perforazioni mMginali (epperciò con probabilo partecipazione nl processo dell'epitimpano, dell'aditus o dell'antro, della tuba). Su 895 perfora:tioni cen trali, la suppurazione cessò colla cura conservativa, in 871 cioè nel 98,9 p. 100 e cioè nel 18,5 p. 100 dopo una sola seduta, n el 29,1 p. 100 dopo 8 giorni, nel 28,6 p. 100 in un mese, n ell'8,6 p. 100 in due mesi, nel 8,5 p. 100 in tre mesi, nel 8,5 p. 100 in sei mesi, nel 2 p 100 in un anno, nell'l p. 100 dopo u n anno. Nei casi durati a lungo, la medicazione ertt. fatta dnl medico solo ogni otto o dieci giorni. Dei 2·l casi non guariti, 9 presentavano restringi menti concentrici


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lUV!STE GF:NERAL I

del condotto, ~li nitrì erano scrofolosi o tubercolotici. S'intervenne <'hirut·gicamente iu 2 soli casi, cioè in uno che non era g unl'ito dopo 6 mesi di c ura e che risiedeva fuori cittù, nell'altro s i tro.ttava di isterismo complicato da laberintite: nll'opet·azione noi duo casi non s i riscontrò nè carie nè necrosi. Nel 10 p. 100 d c·i cas i v'erano n ella CRSSI\ g ranulazioni o polipi c he furono es portati o coll'ansa fr('dda o col cuN· hiaio. Su 35!1 perforazioui mnr~i u n li, 82 ernno nelln membmnn di Shrnpnell, le nltre 272 o d ietro o da vnuti nl mnuico del mnrtello Il pericolo di queste perforazioni sta nell'iuvns ioue del:•epidermide entro la Cll>lSa e difatti s i trovò colesteatomn uel 53,8 p. HlO delle pert'ornzioni della pnrs tensn, nel 70,5 p. 100 di quelle della memb rnu n di Shrapuell. I risultnti 'otteuuti colla lnvnturn. mediante In caunuln. di Hnrtmnun fui'OltO: gu n ri~ioue dopo la prirrlll medica tu m ne11'8,9 p. 100, in otto ~iorui nel 18,4 p. 100, iu 1111 meae nel 25,6 p. 100, in due mesi uell'll,7 p. 100, iu !l mesi nel 5,6 p. 100, iu sei mes i nel 7,5 p. 100, entro un nn no nel 7,2 p. JOO, oltre un nnuo nel ·1,5 p. 100 Solo 38 (10,6 p. HJO) non g ua rirono: di ques ti fut OllO opernt i di radicale S. Korner (l) limitn le indicazioui dell'opentzioru.• rndicnle ni cns i se~ uenti: 1° qua udo vi s ia compl\rtecipa zioue flogistica dell'n.pofis i mnstoidca riconoscit,i)., n Ila sun s uperfic ie esterna ; 2" n.,lle esncerbn:d oni acute d i suppurnzioui croniche specinlmen te se accomPl\l-!111\te da fc>bbre i !Ju qunudo il pus è fetido e h\ fetidita non è rimovibile in altro modo; 4° nelle compliMzioui Ju.birintiche ed endocraniche o qunndo es is te parnlisi del fa<:ciale. L a cum couserva th·a olnssicn, quale fu consi:dintl\ dn. circa trent'a nni da Bezold e scrupolosnmeute SCf.!UÌtn da lll\ sua scuola, da Siebenmn.nn, da Wnnner, Herzog, De n ker, Scl1eibe ecc., cons ta dei seg uenti tempi: 1° IM·a tum del condotto cou soluzione borica 4 p. 100, mediante una sir illg a, n debole press iouei ,2" doccia d'aria alla Politzer, qua ndo non vi sittno controindicazio1ù; S• pul i zit~ accurata del coudotto uditivo e della cassa timpaniea con un pot·tntamponi rives tito di ovatta; 4-0 ins utllnzioue, con un lnncin-polveri, di acido borico finemente polverizza to i 5° chiusum del condotto con ovnttn. Il Dol~er t9) f1~ osservnro che la diversità dei risultati ottenuti col metodo di Bezold d1li vnrii autori dipende, a parte In m11!!giore o minore esnttezzn di esecuzione, dnlln solu bili t/\ ma)!giore o minore dell'acido borico es.'\minMo: i campioni più solubili sono i mef{lio adatti. Il metodo di Bezold può essere applicato anche nelle suppumzioni dell'opitimpano, ma con opportune vn.riazioni. Anzitutto la ln.vatura va eseg uit:K colla cann ula di H nr t mann ad S molto allungata cou becco rivolto in alto, o colla sir iul!a di Bruck che po~s iede una cannula lung a, dirittn, smussa all'estremità e perforata di lnto vel'SO l'estremo in modo da poter dirigere il g ett-o del liquido tli )a,·a t ura in tut te le direzioni. Oltre la doccia d'aria, il Mekler ricorre talora alla lavatura per tuba tn esseudc dimostrato dallo ricerche di Lewin che in questo modo si può arrivare nell'epitirupauo e nell'antro. Per far penetrare la pol\"ere d'acitto borico nell'epitimpano s i colloca il paziente in posizione orizzontale col capo pendente verso l'orecchio sano. È ovvio che tale metodo è applicabile solo nel coso d i suppurar. ioni dell'attico a ssociate a di stru~ione completa o quasi comp ll'ln della mem brnna.


RIVISTE GENERALI

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Il metodo classico di Bezold è variamente modificRto dagli autori. Cosi Politzer (l) fa seguire la doccia d'aria dalla rarefazione d'aria nel condotto e aggiunge all'acqua di lavatura dell'acqua ossigenata, Korner usa volentieri alcool a 91l0 , Pa.ssow (l) aggiunge all'acqua di lavatura 3-4 gocce di for malina su 250 grammi d'acqua, Wa.ssermann (l) per tenere aperto l'orifizio tim· panico della t romba instilla adrenalina. L'Hartmann (8) ha a vuto ottimi risultati dall' insuffiazione di perborato dt eoda, polvere bianca che a contatto del pus si scompoue in acqua ossigenata e perborato di soda. Essa non provoca dolore: sotto la sua azione In secrezione si fa piti tenue, incolora e scarsa e spesso scompa re rapidamente. Rugani ( l2) se ne sarebbe trovato molto bene. Dei nuovi metodi di cura preconizzati per l'otite media purulenta cronica, due meritano speciale menzione per la loro originali t:\ : la fototerapia e la stasi alla Bier. La fototerapia, int rodotta da Dionisio (13) fin dal 1903, avrebbe dato all'autore ristùtati brillanti in forme suppurative croniche datanti da. atmi nelle quali le solite ottre mediche (lavature e medicazioni) e talora le cltirurgiche per via at•ricolare erano riuscite inutili: degni di nota i miglioramenti acustici molto superiori che colle altre cure. Il prof. de Carli che ba usato tale meno curativo su larga soiÙa non ba ottenuto i risultati vantati da Dionisio, il quale recente· mente (14) riferisce su 100 casi di otorree croniche curate colla fototet·apia, spiegando la guarigione in caso di carie e lesioni ossee estese coli 'eliminazione sotto forma pulveruleuta nerastra delle porzioni ossee alterate. Decrequy (15) è pure entusiasta della fototerapia colla quale ha guar ito due suppurazioni t>roniche dell'orecchio medio, delle quali una tubercolare, refrattarie alle altre oure sia mediche che chirurgiche endoauricolari. La stasi alla Bier si pratica nell'orecchio in due modi: o colla benda elastira stretta al collo o coll'aspirazione del condotto. uditivo per mezzo della perA. del Politzer o di una siringa.. L'tùtimo metodo è preferibile. Tnttnvin, mentre il metodo hl\ trovato molti seguaci nelle forme acute, non cosi è A.vvenu to per le forme croniche. Weil ( 16), Spira (17), Leutert (18), von Sterson (19) sono pi uttosto scettici al riguardo i Ha· lasz n'è mediocremente soddi!!fntto, Gnudier (20) ottenne la. gunrigione in 16 casi di otite media di mediocre intensità alterunndo 111. compreS!'ÌOJle colla bendt~ el:\stica coll'llSpirazione. Muck (21) ebbe a lodnrsi dell'aSJiirnzione nelle otiti medie purulente croniche: a) con totale perfornzione senza carie n è coleste~ttomn.: b) quando la perforazione è in posto sfavorevole i c) qtmndo v'è cospicun. tumefazione della mucosa con secreto vischioso. Ultiml\men te lo stesso A. (22) comunicnva due cnsi di tubercolosi dell'orecchio medio guarite coll'aspirnzione. Stimmel (23) no ebbe buoni e.f fetti: su SO cnsi 7 gun.rigioui con notevole miglio1'l\mento acustico : iu lo scomparve la suppurazione ed il fetore.

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RIVI ST E GEXERALI

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\ ' O!!t•l. J!\0(1,


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA IDliDullizzasloDe attiva me41aDte lDledoDI aot· tooutanee 4l baoUU vlvl del Ufo Della tllfezloae 41 Eberth. tJtW rlaultaU p1'&Uol. Nota preveaUva. - (Z enlralblatt f ii.r im,ere Medizi11, numero 40, 3 ottobre 1908).

.P&scAROLO E QuA DRONE. -

Tra i molti casi di tifo addominale che gli A. A. ebbero campo di o..servare nel riparto da loro diretto all'ospedale di S. Giovt\nni Battista di Torino, ne trovarono di quelli a decorso setticemico, che dopo lunga, ripetuta e spou tnnea formazione di focolai purulenti, provocati dal bacillo di Eberth, erano giunti ~~ guarigione. Essi poterono assodare che il comparire dell'agglutinazione e la scompars a dal circolo del baoillo s pecifico s olevan coincidere colla formazione di que~ti focolai a.'cessuali. D'alt ronde rammentarono essi che il modo di comportars i dei b11cilli nei tessuti nel processo d'infezione e di immunità era assai diverso da quello degli ste-;si ger111i nel circolo propriamente detto. P"nsarono infine come il bacillo del tifo emigrato nei tessuti, nella lotta cogli elementi cellulnri dei e~-;uti ste:;si, sia e11pace di dar luogo a prodotti biologici di immunizzazione, da.i quali dipende il rapido s pegnet·si del processo infettivo. Basandosi sopra una comunicazione di R1\dmann, nella quale nflerm11va che in due casi di men iugite epidemica avevll ottenuto ottimi r i.'lul tati mediante le inie- · zioni sottocutanee (8 c. c. cad.) di liquido cerebro spinale tolto do.i malati stessi, liquido che dovea, perciò, contenere meningococchi vivi, i quali avevano indubbia mente prodotto un vero ed a ttivo processo d i immunizzaz;ioue, us11rouo pure in un co.so a cuto di mening ite diplococcica le iniezioni sottocutanee di liquido cerebro spinale, ottenendo la. guarigione del proce.~so acuto. Il ml\lato, infatti, morto dopo due mes i per compressione cereb•·ale progressiva. da id1·ocefalo cronico diffuso non presentò, 111l'autopsia., traccia. alcmu\ del proce.c:so acuto sofferto. È notorio come negli ultimi tempi si s ia fatta sempre più ;<trada. l'opinione che nelle malattie infettive sia necessario provocare col trattamento curativo un'attive. immunizzazione se si vogliono ottenere favorevol i 1·is ultati. E non si limitarono gli spcrimentatori a.ll'uso dei prodotti di nutoli,;i o d ci germi triturati, ma. passarono anche a ll'introduzione nell'orgnnismo di germi uccisi. I primi tent11tivi di questo genere nell'uomo risalgono n l 1895, in cui, sp~:cialmente Ili tropici, dumu tc l'infuriare delle più svariate infezioni, qn11li il tifo, il cholet·a, la. peste, si arrivò ntl un metodo d'inoculA.zione, che dov~:n. portare unn pii• euct·gicn, più lunga e durat ura immuuita. E s iffatti espe•·imenti, cui stan lr gn.ti i nomi di Pfeiffcr, K olll:, Wdght, Haffkine, Loeffier contano mA.gniflci ris ulttLti. Anche nelle infezioni n. lungt~ incubazione e durata. potè la batterioterapia esst•re utilmente impicg11tn. Fmcnk..J ut.ò per primo siffA.tto procedimento nel tifo e iniettò sottocutancnmcnto• 57 mnlnti


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con bn.cilli primn. ucciSt a. 63° C, cominciando con una dose di mezzo centimett·o cubico di coltum. in brodo e s11.lendo a poco a poco s ino a 1·2 centimetri cubi per iniezione. P etruschk y riferisce pure d'aver somministt-a.to a malati di tifo dosi ere· scenti di bncilli di Ebet·tb uccisi. Rumpf, Wilkcns, Presser ricorsero pure nel tifo n.lla bAtterioterapia ma ado· perarono colture di piocianei uccisi, iu esperienze comparative col bacillo di Eberth. Quantunque, però, siffatto metodo di cura s i sia mostmto completamente innocuo e abbia dato buoni risultnti pratici, pure incontrò la geneTale sfiducia, sia perchè i germi uccisi non danno una forte immunità, sia perchè, come afferma Bertarelli, nel loro protopiMma morto succedono si profondi muta menti che non si può nspettat"Si da un organismo trattato con s imile materiale, una viva reazione. D'altronde s i sa elle germi uccisi introdotti nell'economia hanno il potere di formare soltanto scarse quantità di sostanze battericide e agglutinanti, eppe:rciò i ricercatori volsero i loro tentativi a metodi più energici di quelli sin qui usati e già nel cholera. Pfeilfer e FricdmR.nn trovarono che havvi spiccato parallelismo tra la virulenzn. dci In. coltura c In. intens ità delln. reazione dei vaccinati. Dobbiamo a Strong l'impiego fatto per la prima volta di colture vive a s copo immuniz;(ante con tro la peste. Egli adoperò colture 1\ttenun.te di bacillo di veste, conseguendo buoni risultati, sia nel senso epidemiologico, sin. per il fatto dcll'in:<orgenza di sostanze battericide nel s iero dei malati trn.tt11.ti. Basandosi quindi da un lato sui risùltn.ti fina li di tutte queste cons idernzioni, rivolte a comprovare aucora una volta l'assoluta innocnit:à della batteriote t-a.pia, S\nche impiegando colture vive, e dnll'altro!>ulla prova che con tale metodo d'immun izza)(ione per l'attivn. formazione di sostanze di difesa nell'organismo umnno si possono ottenere ottimi risultn.ti, applicarono gli AA. nel tito il trn.ttamento curi\· tivo batterico con colture sicummen te attenuate allo scopo di vedere se con mezzi pili energici di quelli s inorn. ltSati e ra nnche possibile di I'Qggiungere una imruu· nizzaziouc più energica. Ponendo mente al fo.tto indiscutibile che il bacitlo del tifo · può assumere nell'uomo i CfLt-a.t tcri di batterio sctticl'mico, opera rono su malati che prc~eutn.vano uvidcnti i !legni d'una infezione generale. Scelsero nnzitutto cn.si g ravi e certi di tifo, nC'i quali dai prittti ~tiorni di malR.Ltia in poi ave vano ripctutamentc rinvenuto nel circolo il germe spt!cifico, in secondo luogo l tsarono colture s icurn.mcntc attenuate Jl:Lrlt:ndo dn t lll ll. dose iniziale 11.ssai debole. Per la preparazione del mtttcrin le da ion ~:sto s i servirono dapprima di colture di diverse provenienze (Isti· tnto batteriologico di Prnga, l s tilllto ~i<' ro·tcrapico di Miln.no), poi, p<>r ottenl'rc una maggio re affinità dci ~ermi rispetto agli a mbo•:ettori specifici e pet· conseguenza una più energicn immunizzazione, adopernrono colture che pro venivano d11i mttll\ti di tifo dt·ll l\ stt'S"II epidem ia (cstn lc-autunno 1907). Le coltu re che 1wcvnno 15-20 giomi erano tenute per Rlcune ore in termostlllo a •15°-50• C.• indi veniva dn \llla parte sa~ginlo il ~r·ado di vi rulcnza dei ~ermi, iuiNtancione unrt. dt•tet·minata dose in uun cnvia, e dall'altrn ~~~ vitali tà degli Sl<'~:< i mo·d irwtc c"lture in agnr e brodQ. Corrio.;pondcndo la coltura allço vol ute 1\..<;pettn.tivc, si preparava unn. sos pens ione omogencn. in soluzione s tcrilina ta. fis iol o~i cn, tli cloruro di sodio al 0,76 p. 100, in modo cl1c ò c. c. del liqoddo conu·nessf.'ro 11nn. o più nusc del peso di cirra 1/, milligrnmm1 t ciascuua dt·Ill' colturP in p~troln. Di qur•st n sospens ione ~ i inietta rono clh·ersc clo .. i, pnrtl· uclo da quelln iniziale di 'lt-1 c. c. si no 1t t utti\ la qunntilit. del liquido. Le iniezioni e rano prnticnte sotto la ente del dorso o delle cosci&


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e si ripetevano a intervalli di 4-7 giorni, a seconda del decorso del morbo o del risultato della prima e, rispettivamente, seconda iniezione. I cn.si con tal metodo trattati sommarono a 20. Essi furono scelti tra quelli che presentavano una s~ciale gravità (tranne due di tifemia, a. leggero decorso, con agglutinazione miiJlcante) e che si trovavano nel 1° o 2o settenario. Tosto che la diagnosi era batteriologicamente confermata, si pn.ssava. alle iniezioni col materiale plepamto secondo il metodo suesposto, osservando accuratamente ogui mutamento nel decorso della malattia I dettagli dei singoli cnsi sono stati descritti dagli AA. in altro lavoro, in questa nota. si limitarono a far presenti le particolarità di alcune curve febbrili e i r isultati principali riferentisi al decorso clinico e all'insorgenza di sostanze imnmnizzanti nel siero del sangue. Subito dopo le iniezioni, al momento poco d olorose, la temperaturn., dopo brividi, si elevava e cosi perdurava per qualche ora, poi la febbre ritomava all'altezza di prima. DuriiJlte questo breve a tta cco, che altro non è se non l'espressione della reazione di tutto l'organismo, il paziente non av_vertiva dist urbi di sorta all' infuori di quelli locali al p11nto dell'iniezione. Nessun sintomo importa.n te nè da parte del sistema nervoso <'ent rale, nè da quello dell'apparecchio circolatorio. Localmente, invece, al luogo dell'in.iezione, compariva una tumefazione dolorosa e rosRa. della cute e delle ghiando le viciniori, che scompariva, del resto, in 2-S giorni, coll'applicazione della vescica. di ghiacoìo. In qualchecaso non comparvero fenomeni speciali di reazione ne locale, ne generale. Da questo tempo interveniva, per lo più, a poco a poco un cambiamento nel quadro clinico; abbassamento della febbre, talora molto notevole, m iglioramento de llo stato generale congiunto a profusi sudori, aumento della quanti tà delle orine e diminuzione di tutti i sintomi dell'infezione. Contemporaneamente compariva o si rendeva più appariscente il potere agglutinante del siero de l sangue verso il bacillc di Eber th. Ne i due ca.si sopra cennati di tifemia, a decorso lieve, senzn. agglutinazione, comparve una evidente agglutinazione l: 200-1 : 600. Questi ca.mbiall\enti clinici spec ifici venivano in scena entro S-7 giorni dallo. primt• iniezione, la seconda era, in generale, accompagnata dn. sin tomi meno a ccentuati di reaziou& generale. Si potè, in fine, osservare c he alcuni giorni dopo la prima e seconda iniezione, le colture fatte col sangue non davano affat to svilupJlO a colonie di bacillo tifoso ; il sangue dunque ero. perfettamente sterile. Cosi, non si verificaTOltO ascessi nè vicino, nè lontano dal punto delle iniezioni. In alcuni casi il rapporto numerico del leucociti offri un interessante reperto; la. diminuzione, cioè, e la S<'ompnrsa della leocopenia preesisteute all'iniezione c ritorno n.lln. formo! a. leucocita.ria normale. Dallo studio di questi 20 cnsi gli AA. giunsero alle seguenti concl usioni: Io nel tifo la bacterioterapia. fatta con coltm·e viventi, mi\ attenua te, è in grado di esercitare una rea.Je azione curativa, rendeuùo per lo piit possibile nell'organismo malato una più a.ttivn. produ:t.ione di sostanze immunizza nti; 2o essa è quasi del tutto innocua e pro,·oca sintomi passeggeri di reazione loca le e generale ; s~ essa dev'essere impiegata sopratutto nei cnsi di tifemia, dove predominano i sintomi di infezione generale; 4° non bisogna praticare le iniezioni troppo tardi, uè prima che In dingnoc;i clinica. sin stata batteriologicamente confermatA., e ciò per dnr modo all'organismo di formare anticorpi. E. CoSTA . 3~ -

Glor11ale di medlci11a militare -

Fnsc. V.


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L'a•ooltastone 4el•omo l&rtnso- traohealeiUl toraoe, oome 1epo 4l aloune &tfeuoDl me4lutlDlche (tumori, a.neurtsml). - (li 'J'om-

L . D'AMA'ro. -

ma..~i, 1009)

In geuemle i dati che si trov&TIO 1·iferiti nei più diffusi t.1·attati di semiologia sull'ascoltazione del soffio lariugo-tracheale sono molto scarsi ed incompleti p er quanto riguarda la loro con:~tata?.ione in casi morbosi Consultando la scarsa letter:ttura sull'arg omento se ne deduce che q nesto sintomo, cercato sullo sterno e sulla colouua vertebrale, ba avuto delle applicazioui cliniche quasi solo nell'adeuopatia lracheo- broncbiale dei bambiui Negli adul t i, il Cardarelli per il primo ed il Senator poi hauuo cousiderata l'ascoltazione sul manlllbrio dello sterno come un mezzo prezioso per rilevare la cosi detta siudrome mediastinica. In consegu6nza di ciò l'A. ha voluto ripreudere que:<to studio, ri cercaudo il sintomo (<'he a ragione dovrebbe portare il nome dell'illustre mne:<tro cl1e fino dal 1889, lo ha iusegnn.to) C.'lclosivameute negli adulti, in tutte le ueoproduzioni del mediasliuo ed estendendo l'osservazione uon :'olo al manubrio dello sterno, ma a tutte le n l tre ossa capaci - in determinate coudizioni - d i raccogliere e trasmettere beue il softio lariugo-trachenle. Dopo uu numero raggun1·devole di ossc:rvnzioui l'A. si è convinto che in condizioni normali hl percezione di un vero ~ffio bronclliale sullo sterno o !lulle clavicole è nu fntto 11ou frequente; più spe;;so lo si può t·ilevare sulla colonna vertehralt'; !< pecit~l mente a re::opiro forzato, ma è poco souol'O, e di Rolito limitato alln 7• vertebra cervicnlo ed alle prime 3-4 dorsali. In condizioni patologiche, l'A. ba perctspito il soffio hningo trachel\le in tre casi di t umori solidi del mediastino, ed in cinque casi di aneul'i~rua dell'norta toracicn. Esso et·a app1·ez?.nbile, uon solamente 11ul mnnub1·io d'e llo sterno (Card~t~-o:ti ) e sulln regione cru·dincn (Bernahei), mn nuche sul corpo dello ::~tel'llo, più o men o difl'usnmente sulle clnvicole, ed infine sulla colonna vertebrale con un timbro molto ><onoro, e con una est.en,.,ioue mnggiore della uorma1e. Perohè il sintomo sia percettibile è condbdone nece!':saril\ che il tumore od aileut·isma mediastinico r~bbia rnggiunto una certa graude:.~za ed a bbia contratto mpporti di contiguita colle grnndi vie ae1·ee. Lt~ difl'usiouu del soffio alle clavicole avviene solamente sopra un tr:\tto di 6-G centimetri, ed ha estensione maggiot·e su quella che s i trova piu vicina al tumore mediastiuico. Sul dorso la maggiore intensita del soffio è st.ata av,•ertita lungo lt~ colonna verLebrale, fino alla 9&-10' vertebrn dorsale, e nou sulln linea scapolo-vertebrale, come e stato os;;ervn.to n e ll'adenopatia tracheob1·onchinle dei ba1ubini. Sullo sterno, sulle clavicole, sulla colonna Yertebrale si pos;;ono ascoltare rumori patologici provenienti dai lembi pohnonnri vicini, ma è qu asi ><empro po:'Sibile differeuziarli da quelli dipeudenti dn nfl'ezioni mcdias tiniche. Infiue, cir cn l'origiue dei fenomeni sopraiudicnti, l'A. dtieue che essa s i" du Jllice, cioè: o il tumore mediMtinico si mette tra le vie aeree o lo stento, le cln.· vicole, i corpi ve1·tobn1li " quindi funziona da corpo conduttore dei s uoni: c•d il 1 u111ore :.Jiosta il tubo u·ncheo-bronchinle, e reude più stretti i mpporti di questo co11 le os,t~ ricordate. Gt:AI..Dl. Tu1t:1. - L"oft&lmoreutone oollt. tuberooUut. - (Wienet mcdiziniscfle Wocltelt.~drri(t. n. 7, lB ft•bhmio 11>09).

L'A. ba pmtic:~to l'ol'tnllllon·nzione òi Cnlmotte in 190 <-n-.i. ln !!l, iu cui l:\ •liaguosi em statn n•·Co l·t.aln o col t·epel·Lo hacilh•re, o all'nutopsin, In reaziono tHaHcv iu G, t m cui 2 poco tcu1po pl'llna della morti', e l coli cnche-...;itl. Su 29 c011


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tuoorcolo~i probabHe. la reazione 1<i mos trò po:<it ivn in 1&. In H negativi c'er·n. ogni mgioue per· giudicare in vari eli essi In tubercolos i. Di 88 con a,;senzn di fatti clinici tubl!l'I'O]nri 1 la reazione fu positiva in 9; in uno di ques ti, nll'au· top:<ia, uon s i ri,;contrò nkuun tmccia di tubercolo;;i. L'A. attribui,::ce mino•· va· lore nlln r·eftzione negativa. Mn nuche In po:<itiva fu in un cn<>o fall ace. E. COSTA.

8ull& fosfaturla. Contributo alla protllaHt del oalooll re(Z entralblatt fiir innere Medizin, u. 40, S ottobr!' 1908, png. 1001-.!.003).

'Kt:11PL&n&R. -

a&lt. -

Kcmrlerer di :;tingu~: dut: gt·uppi priu,•ipnli rli fo:~ fnturia, In bntt~ri c;~ c l'n,ctt irn. L'infezione batte ri ca. dell'orina è C.' \u:>ntn dalla ritenz i<>nf' di c~sn ne lll: vie uriuai'Ìc, l'Ome s i ve r·i6cn n e lla prostlltite, l'ist ite, pielite e In diagnos i d'una fo · sÌ:lturia batterica. indica sempre un'rdl1:zionu orgnni1·1~ de lle vie urinnl'ie. La Hl\· t un\ botuerica d'una t'ogfnturia vuò e:;scre direi totmcnte t·icoJtOSI'iuta dall'odo•·a ammoniacale de:ll'o•·in11 di recente emc,;,;n o p(•r i CIU'Aitcril-lti<'i di:::turbi ncl'uSati dnl paziente d'una primnri11 nfl'l·ziono urog cnitnl('. In ca~ i dubbi dc•cide l'esnma mi<·mscopico dell'oritm C40'ntrifugntn, c,;eg uito imnwdintn.nw ntc 1lopo la sua cmissiouu, nella quale i cristalli del fo;.fato ammonico lnllgne..;inco in foru1a di copen·hio di bara indicnno l'origine bnttcrica. l malati di fosf'ntut·ia bnttc1·ica vanno incontrO tantO più li\Cihnunto L~ cnlc·ol i reuali, quanto più e;on soggetti a •·i.:tngni di u•·iun. p1·odotti dn 1111\lnitie locali. E..:~ i ulindnano pPr lo più picc·ole conrrezioni hinucnstl'(', friabili; i grossi cnlcoli sono rari; frequ cuti invece i dolori e le e morragie. È imlicnta una <·ut·a ene rgi1·1\ dl·ll'aft'ezione fondamentnle e, vel'ificnn dosi violenti attacchi febbrili, anche In nefrf-ctomin. LA fo!'faturin non batterica si divide in d tu: graudi gruppi: n) qucllr\ 111'11:~ qua le la precipitazione del fo~fnto di cnlcio a vvi.•ul\ p('t· l'nlterazion•• dulia t·cazionc dell'orina; b) que lla, nella quale c,..sn preci pitazione s i v crifi n \ per ecccs:<o di ,;ali Ili calcio. li pl'imo gruppo ,::i congiunge s trettament E: alla fosfaluria fisiologica e trae or·igine dnlla ritenzione abno•·ruemcnte prolungata dell'acido c lol'idrico n ello stomaco, come s uccede per iperacidih\ o ipm·sec1·r>zionc nei uevrnstt-· nici. Pc•· il trattamento bi:<ogna rkorre1·a a tutte le ri:~or;:c dt: lla modt·run id rotem pia, cura in s anatori ecc. La die ta p iù convcnic11te cons is t e in una alimt•utnzioue mi;:ro , esente da c-ibi gros...;olani, :-alnti o troppo pit·cnnti. Se è l'nl'id•) cloridrico che agisce direttameutc in i'cn;;o dnnuoso, bb<oguf\ riconE:n s agli alcnlini. As ·ai utile è l'acqua pura che ,..'impn'gnn di ncido rnrboni co, il quale pa:<,..l~ in gnm parte nelle orine diminuendone la reazione alc·alim\: l'a<'romaudabili souo le ncque miue rali. JS'elln fo,;fnturia dipendente da eccesso lli snli di calcio, IR co:<i di't t n calcim·i:t, si IJ·atta pai'Ìmeuti di dis turbi nervo,:i. Il c·omportamento dl·IJ•oriwl non è all'atto camtteri-;tico. E:<sn viene eme«sa nlc·a.liua; ::p cs:;o st audo a t·it>usu !<i <·opre cl'unr~ p~>llic·ola iride...;cent~ e la;;cia depositare un sedim('uto di <'nrbouato e t'o!<fato di ''alcio. Un aumento de l calcio nello oi'Ìne può n ve-•· luogo iu d ue modi: o per unA. incapacità dell'inte;;tiuo di eliminare la nl'llinn1·ia\ q unutiti1 di 1·alcio, o per lllltt a?.ione elettiva dei t·eni di Mtrnne a s~ dnl :<angut· ed (•limiutue una m:lggitll'•• qu:\Otitl!. di calcio: K emph!l'el' ritiene In ,::ccouda via cont t' In J>iù giusta. La ca lc•iu•·ia, quindi, può e,;sere spiegata ,;oltanto am met tellll o 1mn ,..p,·ci:dc av iditrì rlei reni pér il calcio (<'alc io tr<lpia).


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Egli pen.!'a pure che n ella fosfnturia per eccesso <li calcio s i deve agire sulla cn.Jlncità di a..-<sunzione ed eliminazione de l calcio da parte degli epiteli renali ed è J•ealmente possibile, secondo l'A., di ese1·citare un benefico inBusso s ull'avidità p er il c1\lcio da part-e dei reni per mezzo di una tenue quantità di acido ossalico. Il tentativo di diminuire l'eccesso di calcio dell'orina influen.z ando direttamente· la calciotropia dei reni, non apparli senza buone speranze per l'avvenire, come non s i deve d'altronde trascurare d'agire s ul s;istema nervoso, le cui anomalie devon riguardarsi come la causa. ultima dell'avidità per il calcio degli epiteli reuali. E. CoSTA. BAstLB. -

Le emata.rte reull nel olrroUol. - (Il Morgagni, marzo 1909).

Quantunque raramen te, pur tuttavia nei cirrotici riscont ransi ~!volta le ematurie rena.li. L'autore ebbe ad osservare tre casi di tal genere, dei quali studia. la genesi, occupandosi sopratutto delle anastomosi porto-rena.li più abbondanti e più marcate a sinistra che a destra.. Egli ritiene ch e, dato un ostacolo n.lla. progressione del sangui\ nella. circolazione portale, come nelle epatiti croniche di tipo venoso, il sangue cerchi d i gua· dagno.re il cuore destro per lo. viu. delle anastomosi porto-renali, donde stasi nel rene, che, diventando notevole, può determinare un'ematuria col meccanismo deliA. rax.is o della dispedesi. Avendo in due cMi prnticata l'autopsia, t rovò in uno grave congestione d'ambedue i reni, nell'altro congestionato uno solo, sen za verun'l\ltrn alterazione microscopica o mncroscopica di origina infia.mmn.toria. Clinicn.mente l'ematuria si presentò brusca. in ambedue i casi giuuti fino a l tavolo anatomico, mentre in tutti e tre i soggetti esaminati present.ò i canLtteri di un'ematuria reno.le pura. Gli elementi reaali vennero sempre riscontrati poco. numerosi, ed in un sol caso, verso la fine della vita, 11i rilevò la presenza di cilindri in piccol numero. G. BER~UCCI. BIRcnsa . - La tuberooloat perltoneale oroDloa ourata ool raggi Biintgen. - ( Wiener medizinische Wocll.enschl'i(t, n. 52, 26 di cembre 1908). L'A. rifel"i:;ce su 12 cas i di tubercolosi pcritoueale cronica secondo lo ultimu vedute dcll"auntomia patologica, rigtmrdo alla pntogeuesi, siutomatologia e cura dei quali c·nsi ,.;ei fmono guariti coi rnggi Rtsntgen c due es:<e11zialmente migliomti In uno non fu coustatato alcun ell"ctto della. curn, o tre furouo seguiti da morte. Specialmente indh:ati per " iff'ntto tmttamento sono, secondo l'a., quei cctSi nei q unii s i tmttn d'un a fo,·mJL ades iva o pln>;tica. di tubercolos i peritouenle, in cui wut open\ zio11e ha poCIL proba bili t/l di successo o dove, per cnusn. d'una. cAchC$-~Ì t\ di n lto gl'/\do, l'opera zione slll"ebbo dn e~cludersi, uon che i cnsi leggel"i, n. decorso K CosTA. m ite.

111Arla.;,_, - IndlO&Durl&. l !J!ki, pag. 990).

(Z entralùlatt f iir inne1·e

1\fedizi1~,

n 40, S ottobre

Ln. s piegazione dell' iudkn uurin. uon è sempre facile e dipende dnlln. cono>;cenza\ di var i e impN·tataLi fut tori. :1!:><-<n. pnò esser·e ta·n.us itot·in o duratu ra.. Nelln rem p omJJen 1·isc·outmsi leggem elevazion e t crmi en., sen"o di s tnncLezziL c irritnzione


RfVJSTA Y EDJC.A

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gn:.lro·tntericn. Nella permnne11te le alternzioni poggiano ~o;u disturbi locali e ge· nera li del ricambio o•·gnnico. Nei processi suppul'lltivi dell' inte~tiuo, nvviene l'ns· sorbimento e l'oss idazione di materiali tossici. Sino t~ lauto che i te,;suti sono capaci di superare le conseguenze dell'intossicazione, non & (;be aumentnto il lo1·o lavoro, ma se interviene una. lesione o l'e~a.urimcnto di c"si, ecco comparire i s in. tomi locali e generali de lla tos:;iemia. E come s i dnnuo iùiosincmsie verso muùicnmenti che banno un'azione energica, cosi ve n'ha nnchc verso l' indicanuria. Nei cn.si di persistente indicanul'ia, in cui non è dnto di os:;er vnr~ effetti dRn· oo~i, bisogna ammettere che sieno ns,.:orbite closi •·elntivn.meuoo piccole di veleno atu·be per mesi ed anni. Succede in tnli cnsi la s tessa cosa come n ~ll'n lcoolismo cronico: lungo periodo di tollemnza, indi, in tempo molto tardivo, esplosione d~: i siutomi dell'intossicazione. Nei casi acuti d' indicnuurin ba.vvi frequentemente per cnusn foudaroentale un errore dietetico. I sintomi predominanti consistono in disturbi dciii\ funzion e bi· li:ll'l:, anoressia, senso di s possn.tezzn fi s ica e meutnlu e vertigini. Nei casi più grnvi entrano in scena· nuche gastmlgie, vomito, cui talom. S<•gue diarrlla. Dove e'e una nutointo~sicazionll cronica. intestinale trattasi di n..~sorbimento d'una quau· tità relativamente piccola di iudolo e di altre sostanze tossiche. Il qn1\dro clinico qui à completamente diverso da quello dei cnsi acuti, giacchè l' indicanui'Ìa qui in~orge in seguito n disturbi nervosi, segnatnmente nevrnstenici o a nevritc, o atrofia muscolare progressiva, o a ce1·tc forme di psico:si. Essa. s tn, in fine, in correlazione con a.ffezioni reumntiche, anemia, cistite, irrit.'\Zione rcnnle, con curtc dt·rmatosi, s pecialmente In psorinsi e l'eczema. Non di rado persino la carie dentale con In con:<ecuti"'a supopm·nz•one del!'os,.:o mnscellarc può essere la causn prima dell' indicanuriu, e la mgione per cui questa ritardtt la guarigione di tutte queste a ffezioni, sta nel mancnt.o pot<:re di resistenzn dei te.;;suti colpiti in causn. dell' intos~icnzione. Tn.lvolta riscontrasi indicnnuria anche. nei bambini in seguito a cattiva. nutrizione. Quanto alla cm·a, essendo l' iudicanuria prodotta dall'azione di certe s pt>cio batteriche sulle sostanze proteiche, bisogna rigorosamente limitnro In dieta albuminoidcn. Il latte fermentato c il siero di latt e sembrano agii'(' sulla. malattia in s~uso vantaggioso, mentre si devono evitare gli nntisett ici intestinali, riuscendo ·essi più dannosi che utili. E. COSTA. ·G. TAROZZI- -

Del O&Doro detto selatlnoao primitivo 4el perltoneo. -

(Lo

Sperinte<'tlale, gennaio-febbraio 1909).

Nel peritoneo osservnsi tnlvoltn. una forma neoplns ticn diB'usn a carnttere gelatinoso ed infiltrante •:he può assumere delle apparenze ma.c•·oscopicbe, microscopiche e cliniche somjglinntissime a quelle del canct'O gelatinoso infiltrante, proveniente dn un focolaio primitivo della mucosa del tubo digerente, mentre, nl contrario, ·deve esser classificata nella. famiglia dei snrcomi d'origine vnscohu·e. Egli é possibile differenziare, tanto per i cnrntterj cellulari quanto per la stTutturn, queste due forme neoplastiche, anche quando il tumore primitivo del peritoneo ho. infiltra t:~. profondamente la mucosa gastro·intestinnle, simulando cosi la diffusione e In propagazione secondarie al peritoneo, di un cancro gelatinoso primitivo della. mucosa. Nel caso studiato da.ll'nutore, si potè trovare, come punto di partenza della propagazione peritonenle, un nodulo anziomatoso compreso en·tro la tonaca mu· scolare esterna dello stomaco, attorniato di\ una cnpsula di congiuntivo, nodulo


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RIVISTA MEDICA

che, senza duubio, dovevn colà risiedere da molto tempo, .ed i di cui elementi formatori, ad un dato momento e so tto l'intiuenza di cause indeterminate, bA.nno ri· vestita la formn vescicolare, cou tendenza alla degenera~ ione mucosa e con camttere mnligno, estendentesi a distanza nel tessuto sieroso e sottos ieroso. L'autore conclude dicendo di ritenere e.'!Ser probabile che tal une forme descritte dngli autori come cnnc1·i gelntino;;i primitivi del peritoneo abbiano avuta la stess:n origine ed identica nntura. G. BER:->UCCJ. S·rocK. - IOJ'l'oaumento 14lopaUoo 4el ouore dopo 11111 oolpo 41 tulmble. (Ze11tralblalt fiir iluw·e Medizin, n. 40, S ottobre 1908, pag. 1007). ln una donu a di 66 noni, che em !"tl\ta colpita dal fulmine, l'A. co11."tatò ,.u. bito dopo l'al·cidenre, tachicnrdia (120) ùencbè il cuore :-;i presentn.-<5e in condizioni normali. Dopo qualche tempo si potè rilevn•·e il quadro d'una nevrosi ca rdiaca. Fra l'altro la paziente si lagnava di palpitazione cardiaca. Di h\ n un nono s'erano già s viluppati i ~ in tomi d'un vizio di cuore non rom pensato e s i pote,·a dingno:-;t icare nn ingrandimento del viscere, acce•·tnto anche da altri medici, ma con nsi!enza completa di :;ofG. Dopo circa tre nnni e mezzo dalla fulmiuazioue l'ammalatn. mor i pre...:entando i fenomeni d' un g rave vizio cardiaco. L 'autop..:in uon potè e.~ser praticn.ta. L'A. scorge nella j>e•·sistt'ute tachicardia la causa dell'iugro>'sameuto cardiaco, giacche egli poteva P><cludere al t ri t'attori e la arteriosclerosi di modico grado che preesisteva gil\ all'accidente, e che non aveva suhito per Jn nevros i ll'l\\lmatica al cun aumento, non ba>'tava a spiegare l'ingrandimllnto tlel cuo re. E. COSTA. P. L. liARtK. - Leuoemta aouta mtelosena emorrasf,ot . Soc. tnad. des hòp ., genuaio 1009.

FJE-;SI:-<GER et

Gli autori riferiscono sopra un caso di un ~iO\'ame di 24 anni in cna SI manifesta rono ripl!tu te euaorrngie intestinali co11 n11'inte11sitil. crescente, srgnite in ultimo da emorragie gengi vali ed e111atnria tino nlln morte. quadro finale fu d i u11a profonda anemia. Non si ebbero mnnifestn;'.iooi d inir h e all'infuori di nna lie;e tumefazione dei gmtglii rorvicali e di un'iperotrofìn splenica. Le t·ulture del sangue riuscirono negative e l'esame ematologico ril evò unll uaancnta retrnzione del coagulo, una fragi lità dei globuli rossi, mtn anemia pro fonda e progr essi va ed tuta leucocitosi a prevalenza di mono.n nclcari a nudei pallidi e protoplasma basofilo. C:ousidernndo tre ordini di fatti: l'esistenza di forme di passn~gio trn i grnndi· mononnr leau·i e i Hlielo::iti g ranulOSI: la reazione isto-chimil!a di Pappeoheim, e l'elt•valo potere proteolitico dei globuli t,ianrhi, gli t\ut ori dimost rn11o che i leucodti mo11onudcnri n 0 11 g ranul osi n on siano altro che cellule embrioonli della ser ie midollare, e che lo s tato del midollo della. mi lza e dei linfntici eonfermino l'opi nione già sosten uta dagli antori frnor esi sull'ori~ine mid ollare ~Iella leucemia acuta. L'esnmc RJU\tonai c·o cd ist o l o~iro delle mucose e degl i orgnni sedt• delle etnol·ra~ie ha fatto c·on statare 1\·sistem~a di rotture vnscolnri nel mezzo dd linfomi. La. inteusità della rilolisi leucocitarin., l'elevato potere proteolitico dei glounli binnchi spiegano il proccs!'o emo•·rngico •·ome dovut o a ll'nzione di~e!ltiva dei leucocit i sopra i vasi dali n so t tom u•·osa. D. Boxo.

n


37i>

RIVIS1,A DI NEVROPA'fOLOGlA BABINSKJ. -

lmemln'ameato deU'lsterumo tra4ls1oa&le. Pltlatlamo. - ( La

Stmaine médicale, n. 1, gennaio 1909). I. Tutti ormai riconoscono che il dominio dell'isterismo trad izionole è stato sconfinatamente esteso e che si è, per lo meno, singolarmente esagerata la facoltà attribuiti\ all'isterismo di riprodurre le più disparate aflinioni, de lout (ai1·e, <'ome si dice. L'A. attribuisce tale sconfinamento a tre cause pTincipnli: l• errori diagnostici: per aver considerate come isteriche delle afl'ezioni organiche. 2<> errori da insutflcienza. di accorgimento e di SO'T1:eglianza per cui souosi 11t· tribniti all'isteria fenomeni dovuti alla simulazione. So errori di confusione per non aver distinti stati morbosi da altri. In riferimento al primo gruppo il Babinski prendeudo come esempio t'cmipleyin affem1a che, frequentemente si sono riferiti all'isteria dei cas i di emiplegia organica sebbene errori siff'atti erano, in un passato ancora prossimo, inevitabili, non avendos i a disposizione i nuovi segni obiettivi che tutti orml\i utilizzano per riconoscere la natura d'una emiplegia (fenomeno llegli alluci, movimento combinato di flessione del tronco e del bacino, il fenomeno del pellicciaio, l'ipoton icitù mu· scolare, il fenomeno della pronazione). Stabiliti sifiatti errori ò facile pensare quali illazioni ne siano derivate, l'in· fluenza che essi abbiano proiettata sulla concezione trlldizionale dell'isteria: si ert\ cosi indotti a conchiudere in seguito a mancato efFetto di pratiche psicotera· picbe applicate, per errori di diagnosi, ed affezioni organiche, che lo manifestazioni is teriche sono sovente refrattarie alla psicoter~tpia, che l'isteria poteva produrre fenomeni che si osservano nelle lesioni organiche: turbe vnsomotorie, ipotermia del lato paralizzato e conseguenti eritemi, flittene, edemi, emorragie e gangrene cutan~. Ed essendo l'isterismo capace d'ingenerare simili turbe cutanee, nulla in contmrio vi sarebbe, perché essa non ne dia nei visceri e non p1·oduca cosi emottisi, ematemesi, meleua, ematurie e flna.nco emorragie cerebrali isteriche e la febbre. Idee f'alse irradicate1 insufficienza di osservuzione e conseguente errata attribuzione di fatti, tirannia della. tradizione, ingenerano i detti errori che è sempre più difficile disvellere. II. La simulazione è un elemento CO!';tante nella storia de n'isterismo e da tutti è tenuta nel debito conto; ciò non pertanto molti medici cn<lon vittime di menzogne più o meno abili e attribuiscono all'isteria fenomeni che sono il risultato della frode. Ad un g ruppo appartiene l'imitazione di turbe che possono essere prodotte dalla suggestione e che la persuasione guarisce, delle turbe cioù che l'autore chiama pitiatiche. La questione della simulazione deve e<sser posta tutte le volte che uno si trovi in presenza di un fenomeno con i caratteri delle manifesta:z;ioni pitiatic.h e: è certo che un gran numero di soggetti considerati come isterici, s i sono semplicemente burlati del loro entourage e del loro medico: o si tratta di pretese vittime di ac· cidenti, <> d i miserabili sen.z a professione e sen:z:a asilo.


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R IV1STA DI NEVBOPATOLOGIA

Un altro gruppo comprende fenomeni pul' essi fittizi ma che, a differenza dei primi, non po. ~ono es~ere il risultato della suggestione. "Es.: la febbre e l'anuria. Il t.erzo gruppo è costituito da fenomeni non fittizi, come i precedenti, ma reali (eritemi, flittene, ecchimosi, ulcet·azioni, sfaceli, edemi) che si pretende si siano spontaneamente sviluppati mentre sono provocati o per interesse o per patologico desiderio d'i nspirare curiosità, meraviglia, commiserazione, di distinguersi insomma. Ili. L'ultima sorgente di errori si alimenta dalla con{WJione essendo state incluse nell' isterismo turbe riproduci bili dalla suggestione e altre c be non lo sono, cioè messe insieme turbe dissimili per il loro meccanismo. Sono, secondo l'A. t re gruppi di fenomeni da distinguere nettamente fra loro: a) fenomeni tributari della suggestione nel senso cbe la volontà determina ltl rbc che è capace di far dileguare (crisi convulsive, paralisi, contratture molto val"ie per localizzl\zione e intensit:\. tremori, movimt~nti coreici, turbe della fonl\zione, della res pirazione, della sensibilità, seusoriali, vescica li) Al contrario In suggestione è incapace di modificare i riflessi tendinei, di perturbare i rifless i pupillari o cutanei, di produrre turbP. vasomotorie, secretorie, trofiche, di dare emorrngie, anurie, albuminurie, febbre. Ci11scnna turba appartenente al gruppo dei fenomeni di origine suggesti'l"a il l3nbiuski fa rientrat·e sotto la denominazione neologica di "pitiatistno (..,t(q,;, persuadere c tlll.,.,; guaribile) la quale esprime l'idea che gli accidenti po!!SOno sotto l'in !lusso della persuasione sola disparire in maniera completa; b) fenomeni emoth'i che la 'l"olontil non sa sottoporre al suo giuol'o (tach i· cardia, perturbazioni vnsomotrici, eritema, secrezioni s udorali e inte...;tinali). \"ero è, aggiunge il 13. che quasi a volontil in molte persone si può provocare una accelerar. ione dei bnltiti cardiaci, reazioni vasomotrie. ma non sono l'effetto della suggestione com~ a prima vist.n potrebbe sembrare poichè le dette manifestazionj si hanno per l'interven to di una emozione data dai tentativi di .suggestione e, una 'I"Oita apparse sfuggono all'iufluenza della \•olontll che è incapace di fissarne la forma, l'iutensitlt. e la duro.ta. c) fenomeni riflessi consistenti in un'esagerazione sin dei riflessi tendinei sia di vasomotori cutnnt>i (dermografismo). Tnle gruppo si disti ngue dai due precedenti più nettamente che essi non si distinguano fra loro. Si è c-reduto trovare un legame fra i tre gruppi nel fatto che non è raro osservare fenomeni sia del 2° gruppo (emotivi) sia del 3° ri tlessi ) associati a quelli del 1° (pitiatici) specialmente all' emianestesia sensjti\·o-sensoriale. Siffatle osservazioni però non son punto dimostrative sapendosi quanto è numerosa la schiera dei sugges tiona bili, con qua le facilit1\ la suggestione viene messa in giuoco e quanto sono comuni le a ssociazioni delle turbe pitintiche con le affezioni funzionali o organiche, discrasiche, tossiche o iufettive. Di tal che, tolto dalla tradizionale isteria tutto ciò che indebitamente v'era stato incorporato, restano tre gruppi di fenomeni : pitiatici, emotit•i, ?"iflessi cbe si distinguono gli uni dngli nltri per caratteri dilTerenziali che nessun legame riunisce. Non è dunque possibile applicar loro un termine comune. Perciò conclude l'A., o rinunciare alla parola isterismo che finisce per alimentare gli eqllivoci o riset·\•arlll pei soli fenomeni pitiatici. L'isteria, cosi delineata, costituisce uno stato nevropatico ben preciso e ben distinto dalle altre nevrosi. Si può già teoriCll.mente dedurre che i fenomeni istel"ici o pitiatici devono avere per proprietà di dipendere es~enzialmcnte nella loro apparizione, durata, forma,


RIVISTA DI l\EVROPATOl.OGIA

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.nel dileguarsi, dal mezzo psichico ove vivono i soggetti snggestionabili. Altra proprietà è quella d'essere in gran parte subordinati alla volontà, alla. fantasia più o meno cosciente dei malati che diventano talvolta capaci di guarire in grazia alla loro propria energia. Per evitare erronee interpretazioni bisogna. tener presente cl1e i fen omeni pitiatici possono esistere allo stato di purezza o associarsi nd altre affezioni che essi sono capaci di mascherare o dai quali essi possono essere maschetati. Nei c.'lsi di associazione le turbc guarite dalla psicoterapia sono quelle che apparten~ono all'isteria. Dalle esposte idee il B. fa scaturire molte impattanti pratiche consegueu:~c: l• conoscendo l'azione che può esercitar e sui so~getti suggestionabili, iJ medico, nell'osservn.re i suoi malati, deve tener d'occhio se stesso ricordando che uoa questione mal posta o una riflessione inopportuna può essere cauSI!\ di suggestione. 2o cerchera tl.i creare all'individuo un ambiente psichico cbe gli sin Sl\lutn1·e ricordando l'influenza eu l soggetto impr<'ssionahile del suo c entourage ... S• dovendo le turbe pitiaticbe cedere alla psicoterapia, se questa nou r iesce, cercberi1 di mettere in evidenza ed eliminare qualche azione coutro-psicotcrapica che siasi infrapposta. 4" sapendo i limiti del piti11.tismo distinguerà le turbe estrnn~e e non cercher:\ di guarirle con la psicoterapia: eviterà cosi il discredito e non trnsrnrerà i m~zzi terapeutici che possono r~clamare le an·e;doni non pitiaticbe. 6° possedendo nozioni pii: esatte e più precise su l pitil\tismo e la simulazione sarà meglio n el caso di dare un parere fondato nei processi relativi agli i11{'orttmi del lavoro. Non commetterà l'errore d'attribuire all'isterismo stati manifcstantisi con caratteri che lll volontà. è incnpnce di far nnsc.are e che non sono pitintici. Sarà cos\ meno che pel passato soggetto a disconoscere l'importanza dei pregiudizi causati dtL accidenti e a privare quelli che ne sono stati vittime di un le~ittimo risarcimento. D'altra parte sa prà meglio opporsi ngli ahusi che la legge sugli infortuni ha ingenerati e di cui l'antica concezione dell'isteria è una delle princi pali cause. Concludendo l'A. si crede in diritto di aff'em1are che l'antica concezione dell'isteria fondllta su osservuioni le une insufticienti, le altre erronee, non resistono alla criticA, che lo smembramento dell'isterismo tradizionale è conseguenza ine,·itabile di una serie di fatti igno1·ati prima e solidamente stabiliti oggi; che da. questa disgregazione risulti\ la messa in libertJ\ di un gruppo autouomo di fenomeni occupanti in patologia un posto importante ai quali si può ('Ouservnre il nome di i~terismo, ma che pii1 espress ivamente vengono designati dall'altra parola. piliatism.o. A • .BucctAN"rE. MASERA. - ParaU.l multipla clel Dei'Vl or&ntot cla tumore della baae. (llivisla crUica di clmica medica, u. 60, 1909 e Bollett. della Soc. merl. chir. di PaL-ia, ruarzo 1909). In un giovnne di 2B nnui con dati a rmmncstici non mcrihn•oli di spc<'ialc rili••vo. I'Ccczion fatta per un'otite puruhmtn all'orl·cl'ltio >'i uil<li'O -<ofi'..:rin Il 2<~ nr111i, in.~orsl!, f!uatlro mesi avnuti h\ sun cutmtn in cliuica, cefalea forrA·, contiuun. tlif· fu ~n, nccompa~unta da ronzii e da :;cnsazioui di l<<'nlliJinnio nll'orPcchio 'inistro : qualche tempo dopo compllrvero alla rc~ionc wastoidcn di siui:;tm du•' pic1·olc lu·


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RIVISTA Dl :SEVROPATOLOGlA

Jnl•l'nzioni. P er ci1·ra tre mesi questi furouo i ;.:c,li l'intomi prt'seuti: in seguito si manifN;tarouo di,.:turhi delln deglutizione e disMtid, diplopia, dolo•·i ne-çralgici e 1mrcs•e,.:ic d;: l primo ramo del t•·igemino i n. tale nevralgia. segui l'anestesia duloI'OSil. Prol!r!'>;siVI\IIIPIIll! z;i ng~iun,.ero rapogi1·i, JlArll.li~i de~li oculo-motori, lesioni papillari, atrofia ddla lingul\. L'ofl't•:.:n ><i PstesP ,u poi n tutti i r:lmi del ti'Ìj:!l'llliuo di si ni.4rll. r roltJl tutti i tronchi nervos i di 'l'lesto lato, rc:<tnudo ri:<pll.l'nlinto solo l'olfattorio. A dl'stra. e•·nuo <'Om prome'<!'i gli oclllo -motori, In IJrauca Sl'usoriale d e l quiuto paio c l'ipo· ,:!losso. Si eblm l'esi to lf.ltnlc due 1ucsi dopo l'eutmtn flf.lll'l\llllllalato iu clinic·a. l :<iutouti autorizzanmo la dinguo:;i gt'nr•·i<'n di tumore iutJ·ne•·nnico e In di. ;.:ru!',.:iouc si era limitata nlln dct crmi1mzi oue della ~<t'tic del tumore. Emuo ll•,i i t•·on r bi ut>rvo:.:i nlln loro OI'Ìj!:ine nppar(•ntc, rioè nlln bn,.:c crnnicn. I disturbi ,;;uhbil' tiivi l'hl' l'nmuudnto provò sul prin(·ipio uon cmuo sufficitmti per anHn etto' re che il tumorc fos.-<e nnto uPi pn'''''i dcll'npparnto uditivo giù. e:<posto in pa;:snto o. ,;offer~m:{), 111a em lll•tes:.:n•·io di co u:<idcrnt•e )(l. si uto111atol ol!:in iu blo1·co pc•· iuda' ~are iutorno & quale locnlizznzioué il (·Outplc,go clt•i siutomi poteva m~gruppn•·;:i . R ifcrclldO le lc.<;ioni nd tut'1111ico. c·nnsa, :<i em. condotti ad ammettere un tu more s ituato assim111etricnmcute sulla. Jiu,•n nwdinna <:on pnwaleute iutere,:,n . •m•nto <: mag~ior1· estension e n.lb 111..tiL siui;.:t•·n: più prccisnmente, e>'clu:::n lll. ><e<le lH~IIa fosStL autc•·iorc, era te:-ti6~ato l' iu.-<t>dinll\euto del ueoplasma. nel le fos;:ette mNiie <' JlOStt.H·io•·i dalla pamli:<i dci t•·onchi in esse dccoJTcnti, ed il ri>:pam1io di alcu ni fra di l'S><i bome si iul<•udt•vn a1nmetteudo che il tumore si fos"e fn.tto strndn. nl di ,:otto di essi, strisdeudo lungo lo. JHu·cte ossei\. Rii-'ual'(lo n l puuto di JIRl'lCuzn, poco prohahilc appnrivn l' ipotr:<i che s i fosse trattato di 1111 tumore originatosi fuori 1lclln rtwità cmuicn. L n di;;~ussione ,Jell'ori~ti•u· ,:i era ristrrtt& pet·tiò nlltl fo,.;;n. media c poste•·iot·e: In ci•·costnnzn chu il ri:.:parmio tlci nervi fu maggiore in que:<t'ultima, ed il ~· ritet·io llclln propnWl· ziouc al rollo compiutn:<i attl'l\Vet·so i fori dclltl fo,:se nwdie di ><inistro. hanno fatto )JI'Opo:udc•·n o. Cl•rc·nre iu <tlll':'tl\ il ccllti'O dnl quale si erano irradiMe le proJl"~~-ti ni d1-l tumore·. Al Sl'ttor·c fu o::ons~·jplatn la diagnosi: c Tumote della base del cranio situato n.siu•metl'icana·ntc su lla li n('a mcdinna, con pre\·alcutc intcrc.c;,;amento della metà siui,:;tm. Prohnbile Ol'Ì!;ÌIIC dt·l tumore uella fo~sa cerclortde mo'dia\ dell'osso sfc· 11oidale :.. La din.guo,:;i fu pienameute coufermnta dall'autopsia : l'eso.mc mim·osC'O· pico do·l tumore ha permesso di prouuncia•·,j a tutta lH'ÌJun. per 1111 ca.rciuomn n Ct·llnlf' piatte. All'csnme u1icroscopico si •·ilo•vnrono delle tmvate di t cs,:uto c:ouucttivo fortnl\te dn. fn:<cNti nuu• l'ro,:i di fìlorillc e dr\ ell'menti a. mwloeo nlluu~nto che do·liIIIÌtavnuo tl ~·,:!li alv.:oli di forma c llinH:usioui diverse, ro.4i tuiw dn elt•meut i ct•l· luls~ri volumiuo-.:, n. ulll'leo chiaro, ,:;pc:::so riuniti in ammal'si :<tipl\ti: er:1.uo numcro:<i i fcuonwni rcg•·c-<,.:ivi o pro~•·esl'ivi ed in dive~i zaffi era evidente la esistcmm di spi ur• o ponti iutmo·ellulnri. Nelll\ zoua fra il trmpornle c lo s fcnoid l' lo st ro1na m·OJohbtico si di,poucvn. cou o1·ieutazioue parnlldat nlla superficie dell'o:<..-o o·he <;Ì ••ra 11"111':\ to iu f]llfllch e punto e ln:<rinvn tnlvoltll !<Corgere delle propnj!~iui tum ornli fra le su1· trnbl•o·olc. 11 tumore aveva couq,re:':!O cd invaso l'ipotìsi che Jll'l'Ò e ra IUICtlfll hPI?.iOIII\lllC. Pn ...,:nllllo nlln. din~m>-<i, e.;;o•lu-<o il snrcomn, s i ilnpouevn. il quesito "'c il tum ore 11011 nppnrH•JH'""'' n",!li rudotdi omi; mn per tnli ncopln:;ic mnJH·nvauo le camttcri'<ticlw più t ipicbv Il llt•cor~o, i cn•·att eri ,-u·utturnli >;pcrie del nucleo cd iu6nc


RIViSTA DI 1'/r:VROPATOL OG IA

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la e~istenza di spin e cigliate nelle cell ule tumor1lli, coucon·cvauo invece t\ defi nirlo comi! un carc i1tomn a cellule piatte. Ciò posto sorge vo. la <LUC.-<tione dcii' istogen<:si : era csdusn. l'origine dalle t't\· l'ila acce:;sol'ie de ll n. bn.-se crn.uica; le cell nle etmoidl\li erano t·i.spn.rminLe, le altre souo rive:o:tite da un t:pitelio cil indrico che non ò susct~ttibil e di lll t!~pln.:<in. in epitelio pil\tto: in hnse 11. ricordi nuatomic·i eli entbriogenesi fu l<tniJilit.' \ Il\ diR· guo;:i di carattere. Erdhei u hn. riscontrnto uidi di cellule epitemin,li piatte in i(.X>· fi>~i di adulto a,;..;odando che t'llpprese utnno un rt'siduo del dotto ipo6snrio cd iuoltre ha descritto vn.ri Lumori da re.o;iùui fcttùi del dotto ipofi,:Mio ste:•.'<o. La sede de l t umore uon ()Crmettt!\'a di ide ntificarlo coo questi, ma ne :<ttlbi· li\'1\ però un rapporto. Infatti s tudi recenti hnnuo dimostrnto c he possono persi· stere residui de l canale cranio-faringeo, chiiUnMi dn. Aruijro-Arni, Erdbc·i n, Civnllcri, ipo6,;i accessorie e 1lisliute in crnninua, crauio-fa r iugo:l\ e farin go.>.n. Ciò po-<to, il tmtlorc snrebbe stato alla porzione c·r:minna del dotto <'OillC i t umori dt:l· l' Et·dhein st amto n.lln. s u n. porziouo tct·minnlc, e come iu ttuclli de ll' Et·dhcin tu· l t umore descritto erano prl':<cnti delle ciglio-st>ine proprie dell e fornm;.:iouj pamgiRndolari del dotto cmnio-fn.ringeo, il quale carattere corwonc\'1\ ancor <!:<SO ad nttt·il.uire al tu mot·e l' istogenesi a.vam:n.ta. Do~tE:-111'0 Boso.

n YalOre dell& per41t& unllat.er&le del rlAe..O p&tellare nella dlapoal eU t&be. - (Zen.tratblatl { iir innere Jf'edizin., n 40, S otto h re 1908, pag. 1006).

B UIISAND. -

Un calzolaio di &7 mmi entrò iu clini<'a per \'Omito incoercihilc, che n.ttrihul nll'nver mangiato dei fagiuoli e che in::~ieme a lieve co:<tipazioue si tun.ntenne per qualche giorno d' unt~ vi olenza preoccupante. Egli rifcri ~· !t e geli. dn. 12 t~tuti tutdava soggetto n. simili accessi, sempt·e cousecutivi n. t' t't'Ori diictetil:i. Ot·diunt·inmente, però. egli avverti vn. alcu ui giorni prima. senso di mall'""et·c e ololol'i specialmeut~ al dorso. Obiettivamente, si rileva va soltn.uto ~~~ Ulnuen.uza comp iNn del riH~ ··o patell&~·e destro. Dimesso dalla clinica !A. pt·inu\ volta ,..,,..uza diagnos i ~e t·tn, vi ritornò egli dopo al('tmi mel'i per gli l'te,;si disturbi e nan'Ò di 1\.\'Ct' 1\.\'u to, ver l' iiUianzi, un'ulcem. Nel liquido cerebro·spiuale f tu·ono riscontrati 111vlti liu fociti e pochi leucociti polimu·len.ti. Alcune :;ettitnane dopo in;;or:;cro dolori laneinauti, mn. nou comparve più il vomito. L'A. 1\.'<~icura Lrnttnrsi di tabe dorsnlc, pet'<'hè, come riscontrò 11elln lettemturt\, nè l'aR.-cm:a dei s intouù di Argyll-R obert.'<on, nè In. mnncnnzn. soltanto unil ntc rnle del rille,;..~o patelln.re depongono contrariamente a t ale concetto diagnostico. Piò rnro è rk<coutrare, come uel cn.so attuale, che sicno consc·rvati i l'ifl~s:;i del tcndim: d'Achille, ment re il pn.tclln.t·e è abolito. Che n.ppuuto t\ l giuoc<:hio d••,.;t ro llll\uca.;sc il riflesso del tendine tiiJio-rotuleo si pott',·a. dcdtu·•·e dnl fntto che il paziente, come cnlzolnio, battova. col martello sempt·e sul ~-;i nocrhio de..;tro, dove aveva fatto persino cre,;cere una <·allosità. Da ttuel pun to per la t'Ontinua irritazione aveva forse sofferto il midollo S(Jitmle. Il 111alA.to uou pre,..entnvl\ nè tttn,..:,.in., ne lli~tllrbi di Sen!liuilità. Il rifle!<SO pnte llnre è :;enqm.l consèl'VIlto uei t•nlzohti, anche se vecchi, <tuando :;i trovino in co11dizioni nor111ali.

E. COI<TA.


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RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE R. MAt.ATI-:S'l'A. - La p1Ultura lombare nella dlagnol1 e nella terapia del traumi oranlo-enoetaUol. - (Jilti della R. Accademia dei Fisioe1·itici in Siena, Il.

9-10, del 1908).

L:t puntum lorobnrt: fino n pochi anni fn nppnrtent: vlll qunsi esclusivamente alla mt•dicitm, mn drt cchll la rncbiancstcsia è eutmta uelln prnticn, essn è divenutn comu1w nelle snle operntorie cd è SIJlta utiliz?.atn come mezzo di dingnosi e di cum nncbe iu chirurgia. Ed uun ddle npplicnzioni più importnnti l'ba twu tn nd trnumi crnnio- cuc,·fnlici, per constntare l'esistcuzn di cmornchide: È uoto COI\l l ' i vnsi sanguigni che P'-'netrnno uclln sostnuzn nervosn, binncn o grigin siuno contornati dn gunine pf·rivnscolnri che rnppresentnno proluugamenti intrnccrebroli d,•gli spa;r.i Sllbarncuoidci, cosicché se uelln mnssn l'llCPfnlicn si bo. uH'cmorrng ia (spontanea o trnumaticn), le gulline stesse funzionauo come Yil· di d eflu sso, e il focolnio cerebrale può dare nl liquido cefnlo-rncbidinno In tintn emorragicn: condizioni queste che si verificano uelln coutusionc ccrobrale e nella cmormgi n. sottopiale. Mn l'<:momcbide può nnche p1·odursi per r oLtura dei seui v~:u osi ~ per frnttun\ del cr:mio, s in dells\ voltn che delln bnse, con lacerozioni della dura e ver:;umeuto nel cavo subnracuoideo di snng ue proYeni&utc o dai u•gumenti, o d~ti vn!>i diploici, o dnll'a•·teria meninge.t\ media. Tuffier e ?llilian hanuo richinmntn l'Mtenzione sull'importauza del reperto di l iqu ido ccrebro-spinnle emonagico per ln diagnosi di fmttum del c1·nnio, pur ricouoscendo che In colornzione snnguignn per lo pii• non proviene dnlla fratturn nls\ dl\lla concomitante coutus ione cerebrale: tuttnvin. non es iste nesso assoluto fra quest1• e quella, e sMebbe enoneo il credere alla csistenztl di fratture solo per lll tinta emorragica del liquido cercbro-spinnle, potl• ndo questa tinta aversi s euza 11lcunn lesione della scatola ossen. L1. puntura Jombn.re, sr po,-it.i va, indica ·uu \ :mot·ragin ud cnvo s ubarncnoideo o n elln :;o.~ ranza cerebrale, la di cui localiz~n~ionc !'< pcitn nll'e:;ame clinico, col quale d,•,rc-;i pure :-<tabilit·c ,;e l'emorachide nou po:-;tin essere di o•·il-{inc m c n i ngo -~<pinnl c, in cnso di concomitnu;:n di lesioni cmn icbt: c dc lln colomm vcrtebrnlé. L'A. ha u..,l\lo la puntnrll lombare in 4 cn~<i di trnumn.lis mo c•·nnio-ce•·ebrnle, cd in tutti hn ottenuto il reperto di l'momchi1le, che in 1111 cn>:o g li l1n p(•rm<:,;.<;o di far din;,!nosi diffct·rn~iul e tm emorrn~ia intra cd extmdurnle, valutando cont empornncamentu tutti i s intomi clinici, e nt·~li altri ha rivelato l'esis tenza di le~ i oni e mon ngiche de i centri ue1·vo;;i, lnddovc la ,-intolllnto logi:\ deponeva pl.'l' un:~ s<:mpl ice commo~ iouc ; tanto che l'A. è trat to a crctlc1·e cltc emon·ngic mcningcc o Ct>rcbmli ,.i nbbiauo nei tmumi d ..) capo pii1 ,;pp;:so di q1muto s i ammette, e che moltt· prc tc~c co mmo~ ioui Rinno invece contus ioni cerr·brali. J>,•r unn e,nun int111·pn·ta ;r.iouo:: dd le moc!ificazioni eli colorito del liquido cerebt·os pina le c::;trnUo colla pu uturn (cromodiag nosticu·dr· l Sicnrdl), bisogna ricot·dnro che t·,..;o può prescntnro uua tinta d ivt• r"n Rccontlo In q u~tutit~ di emn~i e che tiene sos pt• ... e, l' che va da l colore iuteuN\mente umol'l'ng ico ad un g iallo torbido, od anche ~ia llo J)nllitlis;:imo : come pure s i 1lPve aver prc,.cutc che la s compnrsa dei g lobuli ro:<:<i avviene rap idamcutc (l'A. dopo 14 g iorni nou ne bn tro,·ato più traccia).


RI VISTA D l CHIRURGIA OF:NEB.ALE

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Occorre m\tu ral m ente escludere che il ~angue che colorn. il liquido non pt·ovcngn dalle parti molli esterne o da vene epidurali o piall le~;e dall'ugo nell'atto della pwuura, e potrà a. tal uopo servire la prova dei tre tubi (Tuffier e Mili:\11), cioè far cndere succe:<:<ivaroen te il liquido i.n tre t ubetti dis tinti: se l'i tratta di e1110· rachidc ln ti n ta. è uguale in tutti tre, ciò che non l'i verifica n el caso contrario; eppoi il snngtte proveniente da. vasi les i all'lltt.o della puntum conguln, c si vedono quindi nel liquido dei fiocchi fibrinosi o dei coaguli, che mancnno in caso di emorrngin intrn.racbiden. in cui i globuli ros..;;i invece vanuo, coli:\ sedimentnzione, al foudo senza dare coagulo. L'A. non è dell'opinione del Sicnrd circa. il valore da dl\1'=-i nll'ns pett.o del liquido dopo la sedimentazione o la centrifuga:~:ione, e non ammette ~in esatto 1·itcn erc che liquido chiaro e limpido significhi emonagit~ 1\ccidentale pi'Ovocatn. dalla pun· turn, e che liquido ro:<.'lO, ra!'a o giallo dimostri il vero emomr.hid e ; egli ba vi!'; to che il liquido emorragico p uò divenire limpiJo colla. ceutl'ifugnz:ionc anche in c:\::;O di emorragia subdura.le o intracerebrale, poiché i globuli rossi inaltera t i cadono · al foudo assieme a.gli elementi binnebi, c que:;to non solo nl.'lle pt·ime ot·e dell'e· mormgin., ma nuche più tardivnmente. Altre volte invece il liquido centrifugato prende una. colorazione gialla, rosen. o rosso viva. Se il colore oè roseo o ros.c:o, ciò che e raro, non essendo ordinariamente il liquido cercbro- spiunlo emoli><nnte, >=i tmttn di presenza di emoglobina liberntns i dai g lobuli rOS>'i e di~ciolta nel liqui uo (l'ritremolisi) e bisog na badare di non confondere quosto fenomeno con quel In co· lornzioue ro:<.so. che il li'1uido emorragico, lasciMo sedimentn1·c n lungo può n:>.-<u · mere nella parte sovrn.st.a.ute In. mn.ssn delle emazie per effetto de lla tempet·ntnt·a e dL·i microrga.nismi (dissoluzione dei globuli ro>!:!i); donde !R. necessità di fnre l'e:<nme del liquido s ubito dopo l'cstra:r.ione e di ri correre nllll ccntl'ifugazioue 1\11· zichè n !In sedimentazione. I l colore giallo o gitdlo- verdnstro del liqnido ccutrifu· gnto è più frequente : apparisce dopo 2-i ore dall'emorrn~ia e persiste n lun~o. nnche molt.o tempo dopo che dR.! liquido sono scompa rile le emn.zie (xnutocromiR. di Tnffier e ~ilinn). È 1111 reperto im portante per la. dingnos i di cmor1'11~in. cct·ebrnle o ;:pi· nnle o mcningea dopo un trauma o malattia con si ntomi cet·ebrali o sp iunli. L tl patogcne$i di questa xantocromin è coutt·over'<a poicbè n l'l liq11ido non »i h:\uuo le reazioni dell'e.m oglobiua, ciò che fnt·ebbe escludere l'emntol is i inteAA ne l sen«o ordinario: tahmi r itengono che la colornzione ;:in data ùn uu pip;mento speciale bi~tcn te normalmente n el sangue (;:ierocromo), che in certi iml i vidui è pii1 nbbon· dante, io nltri meno, e che natut·Rlmente snrebbe ceduto al liquido cerebro-.. pin:\1& del sangue stravasato; alt.ri sos teng<>no la teorin. E'molitic·n, mn in r<cu ~o divci'-"O dnlln eritremolisi, cioè di un proccs!':o più IPnto com:ii'tente uon nel semplicé di· !'eioglimento dell'emoglobina, ma dei s uoi det·ivnti ( pigment i bilin.ri, urobil iua), lllm· lo"amente a quanto av\•iene in nltri $pnudimen ti snn~ui~ni. L'A. pens:\ che nei diveNi individui il liquido cerebro-r-:pin nlc, i p;lobuli 1·ossi, il siero dl•l snuguc pos· sono presentare tali differenze fis ico-chimiche da. pt·ovocnre nell'uno dci fenomt•ui ebe po;,;:ono mnncare o essere poco evidenti iu un nlt•·o: uou è inverosimile che l'aument:\t:\ tenc;ione del liquido cerebt·o -:opinnle pro11ocnt:l d:\1 yer:;nmento emot·· l'll(!ico, po!t,:n portare modificnzioui nella fu111:ione l'ect·rtorin dei ple.• •i roroidci, di ~ui il lkptido cerebro-spinale è 1111 prodotto, per le quali quc:-to si compot·ti vet·-;o 11 :<.'\ul(ue, che iu e~>.~o •i è ver>': \to, in modo d ivet·;;o d:<lle r.ontlizio11i not·mali. Comtmque, il repert.o di emomcbitle è utile P~''' la dinp;uo;;i e per In prou;uo:'i, benchè da ::olo non autorizzi ad iuterveu ti cltirun.:ici: se ntnuc:uto sintomi .ti comllre,,ione bt•n locnlizznti, o di ft·nttum ocl altre iudicnzioui preci'& (ferite p~·ue·


R[V ISTA DI CHIRURGI A GENKRAt.E

trauti, ecr.). è me~lio ntteud~·r·,., come l'A. hn fatto cou ,;ucel·-<-'<0 in 8 tl!!i ::uoi en'<i, c limitnt·..;i nlln rnchiceutesi. Qunuto nl valore tempeutico delhi punturn lombnre, 11011 è certnmf'nte a ;;pc·· rare chl· e-..~n co,.t.itui-<cll il rimedio ;.icua·o iu tutti i cn,..i di •.rnumntismo cranioccrcbrnle iu cui .;in co u~i~li:~hilt· ltt C\11'1\ n-"pcttnnte, mn h n i11di~cutibile indicnziolle pH di mi11uire l'ccces,ivn ten:-.ioue del li•Jirido ccrcbr·o spinnle e In rou;:e~uc nte co mpre,.:::ioue cen·br·ale, rlovull· al ver~ameuto emor'l'n~ico ,.,ubnnacnoideo. e pea· fn· vor·ia·c l'•·limiun;-;iom• del ""ll~ue ;:tmvns nto che b n, .-econdo Queuu, i11tluen;-;n to!l· ,.:ica sui cr•11ti'Ì uea·vo::i (,..tnto :<opor·oso, ipertermin, .lelia·io). Co.sicchè nei ca..-<i in cui 11011 :<in i11dirnto u11 into·r·vo·uto piir mdi·:nle, dirl'tto, può la puntura lombna·e np· pol'lnrl.' bo·11 efìci ell'et.ti, come l'A. hr\ o.-::-:ervato nei :<uoi cn;:i, " renli;-;;-;nre con un miuimo me;-;)(O 1111 J!I'Rirde ,..,l',·t to. La puuturn vn e'eJ!Hitl\ a·ipetutnmente ogni uno o d ue ;.:ior11 i, c 110n l'llrA pnuleute di u,..tr·nnt• nnu. qunntità ecce:<-<iva di liquido, che dr·ve rlctluire dn :-è, rwn mai p..::-~ere a,:pimto. U . RtVA. R~;~i: CuE\'IIE r_. -

Larve 41 mo1oa nella ve1oloa 4ell'uo1Do. - (Ret'"e Scim-

tìfiqiiC. lo maggio 1!10~, png. G2l ·G26).

È possibile cùe larve di moeca s ieuo in grado di penetrare, vivere e sviluppars i nella vescica dell'uOlllO ~ Alcuni scienziati, tra cui il celeiJre pnra : < itologo tedesco L euckna·t, lo negnr·o1w. Ma la r e<'ente osservazione di un cnso ben~ accertato, fatti\. dall'A., perllletteJ·ebb" di concludere in senso nfler111ativo. Si trn~ta di unn donna sui 55 anni, t>rniplegicn, cardiaca, nlbuminurica, che in un lasso di te111po di & settimane espulse pér l'uretra circa 200 larve di mosca. Lo. 1·igoNSO. puli;-;in osse•·vata per il vnso e gli strumenti d'uso t>er la ml\lata toglie ogni possibilità d 'errore: ci troviamo <lavanti n un e~aso autentico di 1uil\si vcscicnle. Mrl come potè avverarsi un fatto si st.raor· di nn rio? Unica vi n naturale d'accesso agli org:lni urinari il l'ttretm. Le lrtrve dunque gi unsero in vescica con l'ncq un o gli strumenti che Sllrvirono al suo lavagg io o \'Ì penetrarono spontaoenruente? Un'indagine atten ta esclude la prima maniera, che pur si presenta cosi se111plice e seducente. Non s i può am111ett-ere, infntti, l'ncqua coa11e veicolo, percbò tr11. le larve espulse non se ne riscontrnrono mai di quelle appartenenti n s pecie t\Cquaticbe; mu. accettata pur l'iJ)Otes i, che qualcuna possa essere accidenttllaHente cndutn nell'•acqua dll. i rriga)(ione, essa a vrebhe dovuto venir &SJ'i rata dalla siringa, esser giovnne e apparten ere n una 111osca di piccola t;a~lia per non ostruirne il lume relat iva111ente sempre ri!'Lretto; non 1\Ver, in fìne, perduto, per nslìssin, la vitalità necessaria per muoversi e attaccRrsi 1\lln parete vescic:tle e non venire espul:;;\ col liquido di lumggio. T/inquinamento poi cogli strtunenti, che sembrerebbe più plnusibile, è nncor meno probnLile. Le mosche non depongono U0\'11. se non là, dove trovano sostnnze nppro· printe al nu trituento delle loro lanre. Tale co ndizio ne non renliz;-;11. una sonda. pulita: 111a, a 111111CSSO anche, che sieno t entate di depol'le sur una sonda lasciati~ s po rcn di mucositi• urot rali o vo;;cicali, il loro trasporto e riten;r.ione in vescica ò tutrom inveros imile, perchù, se depoite ,.:ulln superficie es terna van sogg ette all'essiccaziPth'1 loro :;empr1· fatnle, allo sd1inorinnrento, alla ll'l portazione in causa dello sfrc~atllelllo dello Slt'Utlleuto contn\ In p11.rete dell'uretra; f!e devnste all'intern o, c'u sempre la possibi liti\ che sieno levnte e trnsci natc fuori dall'ncqon usata. come pro vn del bnou t'u11zionamonto della sir inga o ritorneranno col liquido di l:wnggio, d :tto pure ciro con questo sieno s tnte lancint.c in •: escica. In o~ni cnso, JlOn potrauno n..;se r che in nu mero esi~u o quelle sfuggite alla <:orrente retlu n.


RIVISTA DI CHlRtiRGIA GB~ ERALE

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Ma come s piegnre l'espulsione di larve per l'uretr·ll avvenuta primn. di qunlsinsi intervento medico o ch irurgico? Scmtntn In via di penetrnzioue, cho direruo nrtificinle, non restn nrnmissihile che In naturale. LP. mosche cleprmgono di1·ettamellte /t uom iu vicirtar~a immediata del 1nea to 1trel1'ale Quando le parti genitali sieno im perfottn.rnent11 pr·otette, come nvviene in chi dorme scoperto nelle ore canicolari, esse non mnncono di f11.rv i le loro mola~te incursioni. On\, bastn. che trovino intorno nl rue;~to urinnrio una qunntitl\ minima di liquido orgnnico conveniente 1~lln nutrizione delle lnr·ve, che là depongono le uo,·a, le quali protette dnlle r ipiegnture delln vulv1~ o del prepuzio, mnntenute a una temperatu ra. ele vatn e umida•, schi udernnno, ben presto dnndo luogo n.Ue ln.rve, che si metteranno tosto in cerca del nutrimento seguendone le traccie sino alla. sorgente. Giovnui e piccolissime esse non si mettono n. d iretto contatto colln muco::a uretrnle s palmatn. di mucosità, ep perciò la loro penetmzione nelle vie urinn.rie si effettu:t senza molestia o prurito, nll'insnputa delle vittime. È il caso dell'A. Ln povera inferurn. era emiplegica, 0}\rdin,ca, n.lbuminurica. Mentre il marito e i fig li lavoravano a.i campi, ella restava sola in cucina gran parte della giornata, seduta sur una sedia, da. cui , 'erA. levato il piano eli paglia, con un Y&so per l'urina posto di sotto e la regione ano·vulvare comllletarnen te scoperta. La mancanza di nettezza intima, esagerando l'odore s peciale a questi' regione, attirava le mosche (Fannia canicularis L.) e l'urinA. albumiourica, che bagnava i peli del pube, forniva e prometteva alle larve il nutrimento che lor con· \'eoiva. Più malagevole è spiegare il fatto nell'uomo, e intanto i pochi casi autentici di mia.si veseicale raccolti nella letteratura stanno a provare che appunto in lui essa il più frequente che non nella donna 9 : S. La ragione è che l'uomo va più soggetto alle affezion i genito-urinarie; il suo meato urinario è più accessibile alle in\·estigazioni delle mosche di quello della donna, in cui è efficacemente protetto dal naturale ravvicinamento delle coscie; essa, in fine, pone maggior cura, in ge· nerale, per a vvolgersi, dormendo, in lunghe camicie. Ma come t rovan le ia rve in questa strana dimora rappresentata dalla vescica, le condizioni necessarie alla. vita? Esse han bisogno d'alimento, di gas per respirare, di umiditt\, di calore, eli oscurità. Devono inoltre s fuggire al pericolo d'asfissia }>er immersione. Il n utrimento è fornito da depositi albuminoidi o muco purnlenti, da detriti epiteliali, da ema zie, da leucociti, da cilindri ialin i ecc. Zeppo, infatti, addirittura fu trovato il loro intestino d'aliu1enti mescolati con enorme qnnntit.:'l di microorganismi. In base ad analoghe esperienze istituite sugli a nimali, {por·co, bue) bisogna poi ammettere che anche nell'uomo la vescica contenga dei g as; gas non llrovenienti dall'~tern<:>, ma formati dalle vie ur inarie !<tes,:e, giacchè son molto dive rsi dalla composizione dell'aria. L'analisi chimica li dimostrò puveri di O!l.~igeuo e ri cchi di acido carbonico, ma pur respirabili per i parassiti, :<e vi pos:<ono vivere. Sono questi gn,. che impediscono la replezione completa <Iella ve~cicn, e sul t ratto di parete \'e:<cicale la>~ciato sgombero dal liquido si port:Lno le l~tn·e e Yi s i uncinano cogli n)Jparnti l ocomotori della faccia ventrale. Quanto nll'ustì,:;,ia, e;;se non ror rono pericolo alcuuo, )'Ur cadendo nel liquido. perchu vi po,:~ono res tare immer,;e anche piu d'ttn'orn, primn che compaiano i )J rlur i ,:intorn i dell'a.-.lissia. I loro movimenti uon l;ODO punto aboliti anche dopo un'immers ione di lo-20 ore, e una espo><izione n ll'nria di qualche minuto serve a richiama re in vita, quelle stesse che parevano morte. Lt lm·r;e dun.q ue di mosca posBorw tr1l volta trol'are nella vescica dell'tlOIIIO l11ltt· le coudizioni ncces.sarie alla lo1· v ita e 111:iluppu. E. C•,S'l'A.


RIVISTA Dl OHIRORGIA GE:SERALE

Prot'. A. B oAru. - Il traplallto 4el 4otu 4eterentl Rll'uretra anteriore (4e· terento-uretroatoml&).- (Alti della Società medico·chiruryica. di.Ancono. anno· vm, luglio 1909). L'O. si è proposto di t en ta r e la ri costruzione delle vie di conduzione dello spenna dopo lo. prostnt ectomin periuenle, trapiautando i deferenti u ell' uret ra. an· teriore, e chiama questa operazione nuova deferento- uretroswmia. Presenta preparati an atomici, otte nuti sopra grossi cani, in cui i dotti tra· ]>inntati n ell'uret ra sono pervii e sondabili cou flue m inug in, e i t estico li di !!.Spetto e consist enza normnle. Interessante è la conformn?.ione del punto d i sbocco dc fer ento-uretrale ottenuto artificialmente, non snlieute n pnpilla, ma depresso a mo' d i fossetta, rotonda c liscia. Alcuni animali furono sucrificati dopo 2646 giorni, a ltri sono viventi per ulteriori ricerche. Co!Ja eiaculazione provocata s i ebbe emissione di s pe rma. L'O. ha. eseguito, r l!centemente, in base a.l risultato degli esperimenti, la defe rento-uretrostomia n ell'uomo, come atto complemenhu·e della prostntectomia perinen.le. Indicazioni operatorie. - L'O. ritiene che la defcrento-uretrostomia possa essc•·e iudiratA nei seguenti casi: I o Dopo esportazion e della prostata ipcrtrofica dal perineo. La funzion e geuitale va perduta. per la les ione dej dotti cjacu In tori, che l'attraversano obliquamcntc, per andare a sboccare in ciascun ln.to dell'otricolo. Il metodo Joung , cbe ~i propone rimedia•·e lascia udo le due porzioni di prostata corrispondenti ai dotti, secoudo l'O. e:<pone al pericolo di fare un'operazione incompleta e perdere lo l"copo principale. che è di ~unrire la riten zione urinos a. La s tcs_.;;n. cosa si dica de l metodo R uggì (pro~;tatcctomin. snbcorticnlè)i 2o nei tumot·i maligni de lla pros tnta {epitt-liomi ci rcoscri t ti); So nel la tubercolos i nd inizio vescicolnrc o pro;:tatico; 4o n ell'impoten za orgt~nica da atresia. degli sbocchi ejl\culatori (n.7.oo!!pcrmin), per solito cou::egueote nd nfli!zioni gonon oi<' he della. pro,.:tnta, nsce""i, infìltrn7.ioni e m ctnm orfo!'l i coun ettivali regrcssi vo P oichè t utti gli sforzi d r llR terapia per combattere l'n.zoospermin, da tnlc ctLusn, sono senzn. risult."'.to; snpendo;:i c he, rnn.lgmdo l'oblitl>rnziouc del coudotto, l'Mti vi tà s permatogeneticn. del testicolo p ermane l'O. nfi'ermn: è bre ve il pas!<o per giuugcre nll'idCllo di render e ouovnmente 11Cruu·abili i cattali conduttori d··l lo SJ>Prma con In. t·c,oe:dou e c col trapianto. 5° nelle h·sioui accidentali, traumatiche o cbi•·u•·gichc dei dotti, in vicinnnza. delle v•·scicolc, lb.ioni cono;;ciute e pnv~>utntc dn. tempo. Tecnica. - Iuci,;ionc sul rnfo scrotale. Co l d ito spinto v erso l' inguine f:i uuciufl. il fuu ìcolo, si i_.;;ol a. il •lefercnte, s i re«id e più in alto po~" ibìle. I due capi perif.. rici d ci dott.i s i •·iu uiscono per un ccutimctro, a ~ui:m di canne da fu cile, co n sutU I'Il co1ttìnua comprèndcnte g li s trati est<:rni, il cnpo !<npe•·io•·e d el filo ,;ì Ja,.cill J u n ~o.

Nèll'u•·ctra, )H'omiur ntc pPr m~·;r.zo di catetere, s i pmtica un'incisione trn..:vcr,.ale, 2 ccu ti motri ~0]'1'1\ i l bui bo. Entro il lt1nw dci do tti 8i iutroducouo due conduttori : uc~ li auimali !'<'ttnle di porco, n ell'uomo 111iuu~ie di uu tt-nr.o di millimetri, tnle c,;..:cndo il calibro iute•·uo dd ca u:dc. I'<'r l'occb iclio t'alto uell'ur<·tm si introducono j· cn)'i liberi del lt> miu u:.,.;c e l'ngo clt:l 61o, ch c .;i fa pn,;-<nrl', Jll'l' trn -.fi:;-;iouc <lnll' intel'llo a ll'estt>ruo,.


R I VISTA DI CHIRURGIA GESERALE

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l ceut. sopm l'incisione uretmle: facendo trnzioue sul 61o i dotti si inv~tginauo quanto basta nell'u retra, e si fissono con t>unti all'intorno Le minugie dei dotti, nell'atto dell'invaginazione di questi, escono per il mcato uretrale e si lasciano in posto per i primi otto giorni, dm·nnte i quali l'urina eS<:o tutta per il drenagg io cisto-perineale. Rifiusioni. - L'O. esamino. le conseguen?.c del trapiauto deferruzinJe 1\l lume delle pill recenti nozioni di fisiologia genit:l.le, tenendo conto della parte che spetta. nel meccanismo d ell'ejR.c ulazione alle vescichette seminati ed alla prostata, che cor1.~idem come organo di contenzione. di ejncnl nzione e genit;\le, per lo stretto rapporto che pas.::a fra prosta.ta e spermatogenesi. L'O. si propone studiare sull'uomo la funzionl\lità. del testicolo e si domanda: Come lo. natum compenserà nell'uomo la mancanza delle vescicbet t.e ~erninalì? La. fun zione testicolare è int.ermitten te o continua? Quale le alterazioni istologiche del te~ticolo in s eguito a trapianto del .-;no canale e~cretore? Qu~tli le alterazioni ùel111 prostata, se i deferenti, da e.<:sn disgiuuti, verl<iuo il prodotto tc.c;ticolare in un punto dell'uretm anteriore? Gli spcrmnto;,!oi, in presenza dcll'aciJità uretrnle, ed in mancanza. del liquido pros tatico eccitatore dei loro movimenti, morranno o rimnrmnno torpidi ed inert i? Sono i termini di altrettanti problemi che l'opemzione ideata dn.li'O. dà modo di ~volgere: è un campo tu tto nuovo di indagini promettenti, n. lavoratori delln. clinica e del ll\boratorio, larga messe di utili risultati. BuCC IA.STb: •

Sopra UA ouo 41 volumlllCNIO teratoma del! ooUDettlvo pel'floo nell'uomo, a svUuppo prevalentemente a4domiD.ale. - (Riforma medica, n. l, 1909).

.!. SBaTOw. -

L'.A. riferisce Il\ storia. clinica di un giovane di 18 ann i, che fu oper~tto con quaJ,e presenta~n. una 'l'olurn inosn. tumefazione, cre~ciuta lentllmentc, di forma rotondegginutc regolare, the occupava la po.rte inferiore dell'n,ddome dal pube all'ombcUico, Jatemhnente tino a tt·e dita trasverse dalle creste iliache, e che si estendeva. nl pe1·inco posteriore, divenuto perciò prominente ed abnormemente lunj;o. Un a ltro piccolo tumoretto esisteva nel solco fTn le due natiche, subito al di sotto delle vertebre sncrnli. La consistenza della tumefazione addominale er!L duro-elnstica, quella della tumefaziooe perineale molle elas tica, e colla po.Jpnzionecombinata s i couiltntnvn. che costitui vano tutto un'insieme, tanto che pr·emendo sull A. prima si notnvn.nn aumento di ten..ione nella seconda: dal retto si sentiva un tumore fluttuante che occupava l11 concnvit.à d el sacro, e formava il polo inferiore del tumor·e nddomino-pelvi-pc· rineale. Dnll'nnnmnesi ris ultava cbc il malato ern. nato con un piccolo tumore nel solco :~no-coccigeo, di cui era stato oper·ato e che non si er'l.\ pitt riprodotto. Lll diagno!li fa ttn. fu di dermoide S.'\crale a ~;vil u ppo mi:<t.o, pel'inen.lc, pclvico e soprntutto addominale. Estirpato il tumore, con difficile opemzioue, c sotto}•o:<to n.d es:uuo mncroscopico e micros<:opico, l'A. hn. potuto con~tatarc che risnltn.va costituito: 1° di una. voluminoso. Ci!! ti epidermoide; 2" di nnn mas;;a policistica coi camttel'i delle cisti dermoidi, in nlcum• ci,.ti, con prollu?.ioni rappt·esentanti abbo7.7.i atipici di tubo in te;:tiunlc, cd ancl•e di p:tn· crrns, in altre;

&ucc~ço dal prof. Ceci nella Clinica chirurgica di Pisa, il

i ; - Giornale di mtdiclna mol1lare. - fase. V.


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RIVISTA D I CHlRORG IA OI!:~ERALE.

S di uno stromu di connettivo adulto con zolle di adipe e l'icco di vasi san guigui, in rui esistevano zone di tessuto ndenoideo, di t essuto muscolare striato, un frnmmeuto di os:<o s pugnoso, una zona di te:>suto n ervoso e un'altm di te:<.'iUto splcuico. Nel tumore erano quindi t·npproscntnti tutti tre i foglietti blastodermici, e si trathl\'1\ per con!<cguenz:~. non di una semplicu cisti dermoide IDIL di un t(n·ntomu cotnplo.::<:<o, n1olto importRnte per la sua rnrn ubicazione e svil uppo, nonchè per il sel'so dell'individuo in cui fu os:<ervl\to. Questo caso poi si discosta dl\lla comune classiticazione dei dermoidi del bacino, secondo la quale si distiuguono quelli sdluppati al di sopra dtL quelli S\'ilup· pati 1\l di sotto dell'elevtLtot·e dell'a no, inquantochè il tumore nato nella conca\'iwl. sinistra del sacro nvC\'IL distaccato il diafr111nml\ pelvico nelln sua inserzione posteriore formando uu 'ampi!L apert tu·a. Quanto alla pnt.ogcue,;i di ques Li terntomi, sono in campo la teoria bigerminale o pa.rn'<sitnria, secondo cui essi rapprcsentereòbet·o organismi t·udimen tali atipicamonte c incompletamente sdluppati su un organismo normt\le ; In teoria. monogcrminale, che ammette un'abnorme involuzione o !!viluppo rlel canale ueuro-enterico e di!ll'intcstino postannle; In teoria lola,tomer·io'n, cito ne t·ifer·iscc la cnusa alla feeoud:l:r.ione di un corpuscolo pobt·e a sviluppo ulteriore nnorumle, od a gnrppi di cellule (blastomeri1 ori~inale da unn !<egmentazionc ipern.ttiva dell'uovo, che :<i isolercbbet·o dur~tnte lo :wiluppo, per difl-..ronzillrsi t.nrdivt\hnen te n ella vita embrionaria od extrnuto)rinn. L'A. t·itiene che non si pos><tl ammetto.:t·e una teoria uuic.'l., e n el suo caso ricono:<ce rhe s i può invocare tanto hl teorin. bigerminale c'ho la monogerminale.

U- R IVA . A. DALL'AC(liJA. - Oou14•ra'&lolll •uUa luua'&lone del teattoolo. - (Rivist.n ve11eta di scie1~e tnedielle, ru~trzo 1909; .

Simile lesione, in altri t em pi piuttosto ra ra, oggidi è diventata piu frequente sia per le nuove numerose industrie che ebbero a sorgere comt: per la legge sugli iufortunii nel ln.voro. Il meccnuiSulO col qun.Je essa ~<i produce non presentn. in genere uua gran1le vnrieLù. Ordiuariame11te tmttasi di un corpo coutundcnte come una ruotn., un timone di vettura che pn.SSI\udo sotto lo scroto sollevano il testicolo portaudolo contro llltl\ ~>uperficic che n~: Oi.'b\cola l'ulteriore progresso. Tale superficie può esser rnpprescntnta dal pube , dalla faccia interna della. coscia, dall'auello inguiualc ecc. Il testicolo, set·mto tra il cot·po contundente cd llllll delle su perficie su euuuciate, \'iene ,;pinto contro ~li involucri suoi fisiologici, e se questi si rompono il testicolo stesso, :weudo viuta ltl re,..isteu:m sov1·atutto dei fnsci dè l cremastere. t'assi fucilrncute strada uel tessu to cellulare lasso che tr0\'1\SÌ nl disopm ~ victH· n cnllocarsi o nclln re~ion e pu bic.'l. o sulla fncci11 iotel'lllt. del111 coscia o ai laii dd J>l' IIO o n!'lhl reg ione• iu~uiuale, iu 1111 puuto che nnturalmeute è :'leropre iu rnpporto cou h\ fonm e cou lt~ dir<·zioll() dPI trauwntismo (' cou la rc·giouc n<·lln. quale èbb.: a ced!!rc pt·imitivnul!'tltc· 1:~ fa~ci:1. cr••masterica. Ln curn di simili lesioni 110 11 pot rà. O!>scr che chirttt';.!icn e ut>u prcS(·utt: rA dillicolti\ Ili sorta. Ri oluri'3SSi nel r icoutlune, con maut>vre del iCI\ te, il te-~ t icolo nelln sun n or111nle lot;~ia scrotale fis'>1\lldo cou qu,;lchr· punto .l a ;.:-hinmloh\ sk·s-<.n allo scroto. G. B"R:SliCCI.


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lUVlSTA DI ANATOMIA E FISIOWGJA NORMALE E PATOlOGICA "NtCOLLE.- BaU'uemla •plelllca eU Lelabmu (Kala-Asa r). -

(Arehives de

l'Institut Pa1teur de Tunis, années 1908 e t 1009~. Di recente il prof. GalJhi di Mes."inn. ha descritto alcuni casi di anemia s plenica in bambini e giovinetti delle provincie siciliane, che pe r i cm-atteri clinici ·Cd i reperti ematologici ha potuto identificare con la. febbre di Leishman o Kala.Aznr, particolare delle coste dell'Africa occidentale e delle Indie inglesi. Anche i professori Fede e Pianesc di Nnpoli molti anni or sono ue riscontmrouo qualche caso nelle Puglie ~ nelle Calabria, deconenti come un'anem!a s plenica infettiva e con reperti affini a. quelli desct·itti in ~<eguito da Wright, Rogers, Leislunnp nel Kala-Ar.ar, ma nou controllati f:!nol'l\ da nessun altro patologo. Probabilmente i termi ni di anemia s plenica, anemia da ini-.zione, anemia. pseudo-leucflmica dei bambini di u:;o corrente nella letteratura medica italiana rappresentano forme dinlrse di infezioni, alcune delle quali certamente da p ro· ·tisti. ma non ancorn. definite nella l'Ol"i?.ione loro no!lografìca, e che perciò è neces138rio di studiare. Il Kala.-Azu degli arabi, o malattia nera, è caratterizzato dalla febbre irregolare, ·dall'anemia progres.c:iva, dimagramento estremo, distur hi digestivi, ipertrofia della milza, edemi transitori, e meno frequentemente da macchie petecchinli ed emorragie dn vl\ri apparati. La. colorazione bronzina delln. pelle è più manifestA negli indigeni di spiccnt;~ pigmentazione originaria che non negli europei emigr11.ti nei qunli può anche lJlllncare. La malattia decorre con forma Cl'onica, con progrediente marasmo fino alla. morte. L'esame del sang ue periferico non dà reperto parassitario, ma in quello ottc'lluto dalln punzione della milza si v&iono numerosissimi corpuscoli cosi detti de l Leislunan, mggruppati in tre modalità diver~;e: isoln.ti, intracellulari, o fusi in mumero variabile in una specie di ganga protopln.s:mn.ticn.. Sono elementi di forma ovalare lunghi 4-6 J.L per 2 J.L d i spessore, con due masse cromatiche o cromosomi nettnmente distinti: uno rotoudeggiante a reazione basofila; l'altro più piccolo, lineare che con il metodo di ~iemsa s i color:~ intensamente in ro!lso. In maggior numero si raccolgono nelle cellule mononu· ·clenri a protoplnsma ahbondnnte, mai nei leucociti ueutrofili, llf'i linfociti e uei gloLuli rosl"i. Ne l fegato ..;ouo meno numerosi che non ucll:l. milza •' tnf•c·olti nelle cellule ·endoteliali d11i vasi, oude ne risulta una minot·e ampiezza dei capillari che detea·mina. (tun.lcbe volta uu circolo collaterale sulle pareti dell'addome. Il metodo di colorazione che dà i mi~lior i t·isultati sill so~li stt·isci elce nelle sezioni dei parenchimi, è la soluzione del Giemsa diluita, seguita dn lavn~gio in ·ncqun. e mordenzameuto in acido tannico. Rogers medico inglese, nel 1904 rius\'Ì per il primo a colth·nre in mezzi nrli6<'iali i corpi di Lcisltman nel Kala-Az:\1'1 nm il metodo suo cou snuguc c dtmt \)


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RIVISTA DI ANATOMIA E ~'ISIOLOGJA XOBMALE E PATOLOGICA

d i !';Oda è infi,to e di conservazione breve per lo s\·iluppo. Risultati migliori ;;i otteugouo cou il trnsporto nell'a<'qua di coudeusazione dei tubi di agar addizionati con sangue di coniglio (metodo di Novy el Neal). In tale mezzo a temperatura di 2'20 si sviluppano rigogliosamente nello spazio di cinque giomi dei corpuscoli di varia grandezza con caratteri var iabili a seconda dello stadio di sviluppo in cui si osserva il protozoo. L'aspetto e le dimension i dei cal"iossomi sono per lo più costanti, ma di notevole è la presenza di un flagello che si origina. dal piccolo cariosoma, vivamente vibratile, della lunghezza di 4 ILTutte le forme sono mobili per le ondulazioni rapidissime d i questo ciglio che· gli danno un asptotto di spira. I cor pi di Leisbman appartengono ai protozoi del gruppo già descritto da Wright nel bottone d'oriente; e per la. varietà delle for me cliniche che determi· nano e per le differenze loro culturali e biologiche, è proba bile che vi esistano dei sottogruppi. Allo stato attuale delle ricerche è lecito distinguerne due var ietil.:una di Leish111ania Dono,·ani agente del Kala-Azar delle I ndie; l'altra di Lei:;hmania infantum dell'infezione splenica affine al Ka la-Aza.r della reggenza di 1\1nisi e forse a quella dell' I talia mer idionale. Per quali vie si diffonde la malattia? Da inchieste dirette a (1uesto scopo si è stabilito che il Kala-Azar viene trl\s messo all'uomo dal Cimex fltacrocephalm ospite na turale del cane. Il cane è· perciò l'ospite intermedio del pa mssita, ed è es!'o stesso proclive ad ammalarsi della fel .bre, e direttamen te inoculabile col virus umano. Nell'ambito delle abitazioni degli ammalati si !'ono trovati dei cani s pontaneamente infetti con i quali possono essere venuti in contntto i ba mbini per la.. convivenza deplorevole di molte popolazioni :n contatto intimo con IJU8ati animali· DoMRstco Boso. CtvALLiì:Rt. - L 'lpoa.t farlugtt& uell"uomo - (Monatscfm{t filr Anato•nie wul: Physiologie, Bd. 2G, 190!!).

Nello spessore delle parti molli costituenti la volta della faringe umana si riscontra con notevole frequenza una ghiandola che, per rapporti e po ·izione, si può r.onsidorare come una vera ipofìsi, perché embriologieam011te è in rapporto col trat to esocrs\llico del primitivo peduncolo ipofisario. l;i ammette infatti che, col formarsi della regione sfeno-etmoidale della ba:>e del cranio, per lo sviluppo del te..;suto connetth·o, a cui pilli tardi si sostituisce la· cartilagine, si produca nella parte iniziale del diverticolo ipofisnrio, una specie di strozzamento, il quRie t·esteril compreso io <!nell'apertura a cui si dt\ il nome di fenestrn. hypophyseos di Gaupp. Col progredire dello sviluppo le paret.i del di ,·ert!colo con tinuamente compre,.;e, si accollano l'una all'Ritra ed il diverticolo si trasforma poco a poco in un peduncolo solido, che, riducendosi sempre più di volume, llnisco per essere rnpprcsentl\to da un esile fìiRmento destinnto a scompl\rire al tempo della condrificazione della base cranica. n sacco ipofisario e l'ipotì!'i C'he da es.;o trae origine perdono cosi ogni rapporto con la volta fRringen. l!a a testimonianza del primitivo peduncolo ipofisario rimane una piccola formazione costante che si potrebhe dire ipofi,i faringea o ghiandola pituitaria acce;;,:oria :1naloga a quella cerebrale con cui ha comune l'origine (l~rdhein - Harujiro Arai)


RIVISTA DI ANATO)o(IA E FISIOLOGIA NORllALE E PATOLOGICA

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La sua presenza è costante nell'uomo: situata e;.attamente s ulla linea me· ~iana, nello spessore di quella lamina fibrosa che, a

guisa di ventaglio irradia dal tubercolo faringeo dell'ocoipitale al margine postoro- superiore delle coane; e corrisponde nello scheletro alla superficie inferiore del ba:;isfenoide in quel tratto compreso fra l'articolazione sfeno-vomeriana ed i resti della sincondroili sfenooccipitnle. Ln struttura dell' ipofisi faringea si può considerare 00111e quella di un organo epiteliale ora nettamente ltmita.to da una capsula connettiva, ora come un parenchima direttamente immerso nel tessuto connettivo ambiente. Qualunque s ia il modo di comportarsi del tessuto di ~ostegno, il parencbimo. ghiandolare ùell'ipofisi s i presenta sempre sotto forma di cordoni o g ruppi cellulari che delimitano talvolta delle co.'"itA. contenenti una sostanza omogenea, rinfrangente, s imile a quella che si riscontl·a nella ghiandola. tiroide e nel lobo ameriore dell' ipofi,;i cerebrale e che è descritta come sostanza colloide. Coll'applicazione di speciali metodi di colorazione e di fi~azione si può dirno·strare che gli elementi costitutivi di questa ghiandola non appartengono tutti ad uu unico e medesimo tipo: alcuui sono grauulos i e rappreseoterehbero elementi -di secrezione, altri assumono appena certe sostanze coloranti, altri a ncora con liquidi osmici dimostrano la presenza di granuli che si direbbero di grasso. Tuttn;ia non s i può ammettere un fenomeno ùi degenerazione per questi elementi so:ùbene t.'\li formazioni si riscontrino più abbondanti nell'età più avam:ata. Kell' interno dell' ipofisi ed attorno ad ess a compaiono s pesHO delle speciali formllzioni che s i possono ragg ruppare sotto il nome di formazioni paraglandolari costituite in gran pa1·te di epi telio simile a quello malpiglliano dell'epidermide e spnr:<i fra le cellule basali di queste formazioni dci veri elementi i pofisari carat· terizzati dal loro protoplas ma rinfrongente e qua;;i incolore. Om tutte queste proprietà rendout' l'i pofi si faringea parnp;onnhile 11pecialmcute 11 qut::lla porzione della g hiandola pituitaria che ne forma la parte principale. Ma è uoto c lte alla costituzione di quest' ultima concon·e un'altra porzione formata di 11uo strato di cellule epiteliali variamente disposte, situate in intimo rapporto cvi lobo nervoso e separate dal resto della ghia ndola da una piccola cavità o fessuro. 1inn. tale formazione è precii!l\mente 1·npprescntau~ nell' ipofisi faringea d:~. quei s peciali gruppi cellulari sparsi a lla periferia e detti formazioni pn•·a~lan­ dolari. Xon si può ancora determina re il valore fl siolo~ico dcll'ipofisi faringea, mn. '<fai caratteri anatomici se ne può dedurre una fun?.ioue analog:~ a 'JUella di una parte dell' ipofisi cerebrale, e questo fatto è gil\ di per sè "tesso molto impo1·tante per una possibile attività sus;idiaria alla ghiandola pituitnri&. cerebrale. DOME!\JCO B ONO.

Bloerohe spedmentaU nlla 411l'U.ton.e 4ella tuberoolott nel .Utema senttale ma•o:blle. - (Comunicazione alla Reale Accademia di me-

S.\!\GrORCl J. -

dici na d i Torino, 2 luglio 1909). La questione dell~ dift'usione della tubercolosi nel sistema uro-genitale ma,schile è stata in questi ultimi tempi oggetto di riee1·cbe sperimenali da pnrte di Bnumgarten e della sua scuola. I risultnti di queste ricerche si compendiano in unn legl!:e la quale afferma -che in condizioni normali la tubercolos i nel sistema uro-geni tale si diffonde sem -


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RIVISTA Dl ANATOMIA E PIS IOLOOIA NORllALE E l'ATOLOOI CA

pre secondo 111. corrente ordinarill del sec ret~ e mai viceversa, eccetto i cnsi di stMi del secreto stesso per stenosi dcll'uretere o del deferente in cui è poss1bile una diffusione contro corrente. , ~ebbene numerosi e concordi i contributi portati in s eguito a tale questione. d:L '\'a1·i 11.utori, tuttavia l'A.. volle rip1·endere lo studio nel sistema genitale mascllile, ma per altri obbi('tti sui quali non era caduta l'att<>nzione degli sperimentalori, cioè, se, alt-erando la ghiandole. seminale i fatti stabiliti da Baumgarten, venissero R. subire delle varianti. Quali modi6cnzioni subisce il decorso ordinario delta tubercolosi nel sistema. genitale maschile se, 1~ll'infezione dell'epididimo con tubercolosi p1-ecede un'alterAzione qualsias i del did imo? E poss ibile ottenere p er uret-ram In d ifl'usione discendente, contro·corrente de lla tuhert·olosi quando il didimo s ia già. stato alterato? A tal 6oe ha istituito due serie di esperienze nei con;gJi. Ncll~t prima serie ledeviL il didimo (sempre il sinistro) e poi a distanzn. ''aritLbilc di tempo infettn.va l'epididimo rispettivo con tubercolos i in corrispondenza sem1•re della sua coda. Il testicolo destro serviva dn controllo. Le lesioni prodotte nel didimo consistevano in irritnzioni con ti ntu nL di iodio, con tramni, con alterazioni di circolo de. ischemia prolungata, con infiammazioni micotiche do. pneumobllcillo di Fried lìinder. :l'iella seconda serie dopo ILver leso il didimo con questi stessi mezzi, iniettn\•a del materiale tubercolare ncll'uretra per varie volte lungo il corso di ogni sin· gola esperiemm. Xella prima serie, s u 18 casi i11 cui la lesione provocata nel didimo non fu tale da spegnerne la spermatogenesi, da to~liere quindi il veicolo meccanico dr tr'asporto dei bacilli tubercolnri, In. tubercolosi !;cgul la via n.scèndento ordinaria della corrente s permaticR, dall'epididimo, cioè, nl deferente, alla prostata. Invece nei casi in cui In les ione del didimo tu tale d.n, spegoerne la spermatogenesi, per atrofia da compressione, per· necrosi da pneumobacillo, mnncò la diffusione nscendeoto delln, tubercolosi dal rispéttivo epididimo alla prostatn.. Nella seconda s erie, nru casi in cui si ottenne per 1tretrat~L la tubercolosi della prostn.ta, si sottopose metodicnm.ente all'esame microscopico i due deferenti d1ll loro sbocco sull:L prostn.ta in giù. In un caso si potè mett!'re in evidenza un ti· 1•ico processo tubel'Colare della mucosn endocnnnlicolnre Il c;Hico del deferente in cui mancava la corrente spernrlttica per infinmmaziane uo:crotic:n del rispettivo didimo dtL pneumobncillo. Nelle :<e~ion.i in serie si l)Otè s eguire il detto proce!'So tubercolare pt r un tratto co•·rispoodente al suo 8° superiore (circa 8 centimètri). Negli altri c:nsi in cui In, corre.n te spermntic:n rimase attiva ad onta delln lesione del didi mo, il reperto fu negativo. Orbene, io un caso nncor·a, il deferente ri'Se • (·n to presentava in corrispondemm del punto dr l suo sbocco nella pros tntn una lesione tubert·olnre n carico dclln mucosa mn che si estendeva per un bre\·i-:simo tmtto. In bnse a questi reperti l'A. concluse: l. La di ffu sione delln tubercolosi nel sistenu~ genitale maschile hl\ luogo or· llin!Lriamente sotto l' inlluenza uwccn uic:a della corrente SJlermatica, seguendo la quale se la tubercolos i s'impianta nel testicolo, rispetti vamente nell'epidi,t imo, e;;sa si ditl'onde al ch:fercn w, alla prostata in via e.scendente secondo il deco rS<> della corre n te stessa.

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RIVI STA DI .L'IATO:\tL\ E FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOG ICA

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Una diffusione della. tubercolosi contro- cor rente non hl\ luogo se non in casi di stenosi <lei deferente (Baumgn.rten•. 2. Se la corrente spermaticl\ è abolita per lesioni gravi della. ghiandola seminale (arresto di circolo, infiammazione) !11. marcia ascendente dell'infiammazione dell'epididimo rispettivo al deferente, alla prostata, non hl\ luogo, poicbè manca il fattore necessario di trasporto dei b. tubercolari. S. Oltre i casi di stenosi del deferente, la difl'usione contro-corrente endocanalicolare della tubercolosi, dnll'uretra rispettivamente dalla. pros tata al testicolo è possibile ancora quando per lesione della ghiandola seminale che abbia avuto per esito l'abolizione della spermatogencsi, manchi l'ostacolo meccanico delln. corrente spermatica. DOllE:SlCO B o:so.

81llle varlastonl ftaloo-ohlmiohe 4el muoolo durante l"aftatloamento - t Il T011117talli, lO febbraio l!JOS).

L . CAPRIOLI . -

L'A. espone il risultato degli esperimenti eseg uiti nell'Istituto di fisiologi!\ diretto dal prof. Bottazzi. Tali conclusioni sono interessanti. Difatti, s e furono già rilevate da altri osservatori le variazioni dt!l le concentrazioni mol\'Col:ui de~li organi durante e dopo la loro attività funzionale, non erano ancora state studiate le variazioni della pressione osmotica c della conduttività elettrica del muscolo non separato dal corpo, durante un lavoro progressiva111ente crescente fino all'affaticamento. L'A. insieme a questi ha eseg uiti altri es perimen ti pat•alleli sul sang ue, cercando di mettere in evidenza le modificazioni degli scambi normali che in tali r ondizioni avvengono fra il sauguc ed il tessuto mus<"olare. Le conelu,.ioni alle quali è arrivato sono le seguenti: l~ il valore medio di cmcentra:>:ione molecola1·e del s neco dei muscoli normali è sempre maggiore di quello del s iero di sangue dc:lo stesso animale. Invece la conduttività elettrica del succo dei muscoli normali è pre.«socbè uguale a quella del siero del sangue; 2• i valori della pressione osmotica del tessuto muscolare, malgrado sensibili t"ariazioni individuali, sono in rapporto costante con la concentrazione osmotica totale del sangne; SO la conduttività. elettrica de l succo del muscolo normale si comporta come la pre.'l$ione osmotica; 4° negli animali aF.aticati : a) aumenta costantemente la pressione osmotica del sangue; ma non in proporzione della durata dell'affaticamento; b) la conduttività elett-rica del siero non difi'erisce da quella normale : c) la conduttività elettrica e la pressione osmotica nei muscoli affaticati (in sito) presentano, dopo lievissimo e transitorio a umento, costante diminuzione, purcbè l'affaticamento s ia sta.to sufficientemente protmtto. Da tali conclusioni deriva. il corollario: che il muscolo durante l'affaticamento da una par te assorbe rapidamente acqua. dalla linfa e dal sangue; e d'altra elimina sostanze osmoticamente attive, come risulti\ dalla mA.ggiore Quantità di residuo secco OSSI!rvato da Fano e da Baldi nel sangue di n.nimali aft'a ticati. GUALDI.


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RIVISTA DI MALATTIE VENEREE EDELtA PELLE MCLJ,&!l. -

Il •lgalfloato ohe ha per 11 me4too la •lero4lagno•t della •Ul-

llde. - (Wiener m.edizinische Wochenscltri(t, n. 61, 19 dicembre 1908). Lll grande importanza che d'ogni parte è attribuita alla sierodiagnosi delle all'ezioni sifilitiche ripete la sua ragione dal fatto che, in molti casi, essa è il solo mezzo che ci olf'ra la possibilità di stabilire una diagnosi esatta. E siccome la sifilide appartiene a quelle malattie, contro le quali, for tunatamente, noi possediamo un ellkace mezzo di cura, cosi In giu~ta diagnosi d 'essa ne porta con sè dirottamente, non di rado, anche la guarigione. La reazione di Wassermann non ò facile a praticarsi, ma bi!;ogua pur ammettere che le difficoltà della sua tecnici\ sono state esagerate. Dopo di twer all'ermato che la possibilità di riconoscere un siero sifilitico po~gi a sul fatto che in forza della lue in atto sorgono nel siero delle sostanze che poss iedono affinità per gli elementi, solubili in alcool, degli orgrmi, che sono principubnente di natura lipoide e dopo ave r esposto qual'è il reagente che determina l'unione tt·a il siero luetico e la sostanza lipoide, l'A. passa a trattare della t.nnto dibattuta que,..tione dei vantaggi clinici della ricerca. Dalla raccolta. delle percentuali sull'e-<ito della reazione si rileva che la metà dei casi di sililoma reagirono po!<itivamente. È solo nella prima settimana del periodo secondario che la reazione diventa decisamente positiva. I casi di sinlide giunta al 2o e 6° stadio con manifestazioni in atto, quali esantemi m:a.culo·papulosi, gomme superficiali e profonde, osleiti, psorias i della lingun, epatiti, a ll'ezioni deÌI' intestino, dei vasi, degli occhi, del sistema. nervoso, come pure i casi d,i sifilide ereditaria, reagirono positi\'ll.ntente nella proporzione dell'Si> p. 100. Circa il 5 p. 100 dei .:l'tSi di questa categoria reagirono negativamente in modo assoluto. Queste perctntuali risultarono dall'es ame di circt\ 1500 ca:-i. Dal gruppo dei ca"'i negativi l' A. distingue quello dei casi dubhi, in cui la reazione fu assai de· bole, come ~i può ri:<contmre anche con sieri non sifilitici. Nel gruppo dei cas i latenti egli dis tingue tre specie: 1° latenza in conness ione colla cura; 2<- latenza. dopo lungo tempo dalla cura; So lue latente non curata. 11 trattamento e:-ercita un gl'l\nde influs;.:o s ull'es ito della reazione. In l'eguito ad e':<o scompare una g ran parte di es iti positivi. Dopo una :>ettimann, talora. dopo mesi da una recidi va, la reazione, cb e per eft'ctto della cura si era fatta negativn, può 1·idiventa.re positiva. Da molti si è preteso che la cura debba essere continunbl sino alli\ scompnr~a dell'esito po,iti\·o. In pmtica bisogna., certo, dar gran pe;.:o n ciò, poichè il t'ntto che la reazione diventa negativa è un buoiJ indizio dello stato della mnlattia e un indice di gradtmzione dell'effetto della cura. L 'A. os,:er vò che talora dopo 20· 26 frizioni, ad onta della scomparsa dei fatti clinici, la rear.ioue cm ancora positiva, e che diYeni,·a negnth·a dopo 40. L'el'ito negativo IJon ci dic·e con certezza che il malato è sta.bilmeute guMito, ma che con 95 p1·obahilità ~~~ 100 non ci sono piil in atto in lui manife~tazioni luetiche. n risultato, in,·ece, pos ith·o ci iudica con :<icurezza che nell'oJ·ganismo ci sono fatti che per cau::n della lue in n.tto, danno uua reazione caratteristica. Per cui l'A. conclude:


RIVISTA DI :UALATTI E VENERE E li: DELLA PELLE

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to Che per nP.ssun motivo, anche se la reazione è negativa, bis ogna dipartirsi dal metodo della cura intermittente; 2o Se la reazione perdura positiva, anche dopo due, tre anni di cura, hisogna consigliare di insistere nella stessa; S• I n ness un caso deve il medico dare il consenso di ma trimouio, nuche ~o 1:~ reazione è negativa, se prima non :sia completato l'ordinario periodo di cura La rea1.ione pos itiva dopo ,.~, anni dall' infe1.ione e dopo termiuato il prescr itto tempo di cura, non costituisce motivo as:;oluto di proibizione del matrimonio.

E. CosTA. XEI:!SER. -

Sulla oura della a14114e. - (TVi euer 1nedizinische TVoclt~TlScllri(t, nu-

mero o~. 26 dicembre 1!)00). lo una seduta della società tedesca di medicina, l 'A. r iferl sullll cura. d ella s ifilide, venendo alla conclusione che non solo si deve cu•·are la malat tia sotto qualsillsi sintomo essa si manifesti, ma ese~uire anche il trattamento cosi detto cronico intermittente Il mercurio non comb&tte soltanto i sintomi, ma uccide g li stessi spirocheti. L'atoxil sarebbe un rimedio equivalente del me•·curio. Il chinino non è stato ancora sufficientemente provato. Non havvi immunità per In s ifilide, perciò non è stato pos-;ibile si nora di produrre un siero. Una reiufezione è pos~ibile, benchè sino adesso nell'uomo essa E. CoSTA. sia s tata osservata es tremamente di raro. GAlLLETON E HouwiNK. -

Oura della p.orla•l. - (.ttlmales de llléraptttfiqne drr-

m.alologique el sypltilig,·apllique, 20 febbraio 100\.1).

Sebbene la psoriasi sia considerata dnlla magg ior parte dei dermatologi como incurabile, in ques ti ultimi tempi si è prodotta una corrente f avorevole alla perfetta curabilità di questa affezione. Unna la classifica tra le eruzioni ecl'iematose, e ritiene sia di uaturn pRrassitaria; perciò vuole che l& cura sifl energica e prolungata, a base di ant iset tici. ( ura generale - Il regime alimentare e la cura interna hanno una grande importanza, sebbene non bastino a guarire completamen te l'alle?. ione. La dieta don·:'l essere prevalentemente e, nei casi gravi, esclusi va men t e, vegetariana (s u que;;to punt.o insistevano specialmente i dermatologi americllni nel recente congresso d ermatologico internazionale). Quo.nto &i medicamenti per uso interno il più sicuro è l'arsenico (controindicato però ne llo stadio acuto). Si può usare o il liquore di Fowler da 5-20 gocce o lo sciroppo di arseniato di soda ~-6 cucchiaini da caffu al g iorno, che corrispondono a 2·H mg. di arseniro. Lo sciroppo è cosi composto: arseniato di soda g. O.Oi - sciroppo s emplice g. GO - acqua distillata g. 180. Ottra loca le. - Prima di tutto detersione de lle s upe rficie affe tte con bagni alcalini e frizioni saponate ripetute fino a caduta delle squame. Si applicheranno quindi pomate all'nciclo crisofanico 1: IO o all'acido pirogallico 1:5, stando in guardia però contro le dermati ti e l' intossir:Rzione acu ta. L'acido pirogallico è controindicato nella. paoriasi acuta :~carl attiniforme L'idroterapia generale sotto forma di balneazione semplice prolungata n~isce bene come mezzo tonico: così pure giovano le docce calde S. R~;TA


RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA Sulla morfoloala e aul ololo 4el parualta 4ell& rabbla (Jieuroryotea By4rophoblae O&Udaa). - (Reale Accademia dei Lincei, feb-

NEGRI. -

braio HJO!').

È ben nota. la scoperta fatta dal dott. Negri di quei corpi che da lui pren· dono il nome e che sono oramai con.>iderati come s pecifici dell .idrofobia. Ques ti corpi esistono costantemente, in determinate condizioni, neJI' interno delle cellule nervose degli animali id rofobi e sono int-erpretati come stadi di sviluppo di un protozoo. Qualunque s ieno le dimensioni c la formA. del parassita. cndocellulare, con l'esame a fresco si rileva nel suo interno la presenza di particolari forma· zioni, come corpicciuoli piccoli, ovali, riufmngenti che iu ne.-<,un modo possono essere interpretati come prodotti di degenerazione cellulare. Questi corpicciuoli sono detti formazioni interne e sono di dimensioni diverse nello stesso proto1.oo. Di regola quelli di diametro maggioro s i dispongono nell:o. porzione più centrale.. i piu piccoli nelle porzioni periferiche del corpo del microrganismo. Gli a.s petti tipici ora descritti non sono però che l'espressione delle strutture piil gr·ossolane do! parassita. di quelle cioè che si osservano con metod i di colora· zione comune, on·ero con l'esame a fresco. Altri e pi ù oppor tuni metodi di esame rilevano nuovi e più fini particolari, dal cui insieme si d.educe la organizzazione ed il ciclo vitale di questo essere. Il miglior metodo di c:olornzione è quello del Romnnow!;k~· su preparati per strisciamento della. sosta.nza n11rvosa e fissati nell'alcool, od il noto procedimento del Giemsa o quello preconizzato dal Laveran all'eosina e bleu di metilene all'os· sido di argento (bleu dj Borrel). A colorazione di Romanowsky ben riusrita, In. massa fondamentale del microorganismo si presenta ovi forme colorata in azzurro più o meno pronunziato s ul cui fondo risulta un numero più o meno considere\·ole di g ranuli che ba.n no as· s unta la colorazione rosea o t·os,so.violncea delle cromatine dei protozoi. Ol~ro a questi granuli, nella porzione piu centrnle del cor po parassitario molte volte si vedono uno o piu cor pi di diametro notevole, costituiti dA- una sostanu. in apparenza. on10genen, colorita. in roseo, nella quale sono contenuti gran uli e blocchetti anch'essi dilrerenziati in roseo o rosso-violact:o intenso. Evidcntem~nte i gros:;i corpi rappresentano le piu g rand i formazioni interne; i più piccoli granuli invece distribuiti nella massa fondamentale e colorati in roseo corrispondono ttlla parte centrale <lelle piccole formazioni interne. I n questa. sostanza rosetl gr·anulare vi st~nno dei piccoli punti cromati n ici, che in un certo stadio di svilup)'O dol protozoo, si isolano per una specie di anello rinfrangente scolorato fatto dalla sostanza fondamentale, cosic<'bò tutto il parassita viene ~d essere costituito dall'unione di corpicciuoli fittamente stipati fra. di loro. Talvolta. si assiste al distac•·o di questi minutissimi corpicduoli che si possono rendere facilmente liberi c bene individualizzati nella celluh\ nervosa, onde ne risulta un disfacimento dal protozoo Fin qui i falli costanti nei parassiti del s istema nervoso d egli animali idrofobi. I 1•orpi Òt.!lln rabhia crescono adu nque nell' interno delle cellule nervose e d, .


VARIETÀ

in seguito ad una serit! di intime modifica?;ioni che si svolgono con leggi dcter·

mi.nnte e costanti, vanno incont1·o ad un processo di divisione per cui l'elemento primitivo si trasforma in totalità in un numero considerevole di elementi lìgli (spore) tutti di uguali dimensioni e che possono renders i liberi. Il diametro dei nuovi individui in cui il microorganismo in totalità si trasfonnn al termine della vita endocellulare, per la sua estrema piccolezza ci fa comprendere couae queste spore possano attraversare le candele di porcellana. TI protozoo della rabbia presenta le patti costitutive essonziali di ogni essere unicellulare: la massa fondamentale come protoplasma e le formazioni inte1·ne si possono interp.r etare come nuclei, nelle cromatine dei quali avvengono le modifi· cazioni alle quali 80no subordiuati i vari stadi del ciclo evolutivo. Determinare nei particolari come questo ciclo si s volge è difficile e fo1·se p•·e· maturo. D O)J EXICO Boxo .

8taaJoooocemt& pMadotUlo& per avvelenamento oon oarne putrer&tta. - ( Btùlettino delle scie11ze mediche, n. 2, 1909).

.Monoz-"Rsl. -

L'autore narra di un caso di settiremia pseudotilica nel quale egli potò batteriologicamente dimostrare trattarsi di stafilococcemia, Senza tnde identificazione il caso sarebbe rientrato nel gruppo delle febbl'i di origine sconosciuta. ln tal modo lo stafilococco può esser aggiunto alla listi\ dei diversi ageuLi patogeni (bacillo del Gartner, dello Schotttnliller, ccc.), che possono per l' intermeJiarlo delle carni putrefatte, provocare la settice1oia. Lo stafilococco sviluppasi molto bene sulle carni putrefatte. ll caso citnto dall'autore varrebbe, a ncora una volta, a dimos trare come i di· sturbi provocati dalle intossil'uioni di tal natura sieno dovuti molto pill ai germi ed alle loro tossine che alle ptomaine ed alle sostanze chimiche. Finora i germi che comunemente venivano isolati in simili cas i erano il bacillus coli, il proteus ed il proteus radians; per l'avvenire bisognerà tener conto anche dello stafìlvcocco piogeno. G. BEn:succ1. l

VARIETA La r•pouabWU. 4el me41oo 4egll errorl di cU&poat. -

(Con·tsponcl.-uz·

Blatt filr Schu;~izer Aerzte. 16 ottobre 1908, pag. 676). Il tribunale federale si è occupato del caso d'un medico che era stato clliamato in giudil:io per risarcimento di danni, perchè non avea riconosciuto, e quindi non adeguatamente curato, una. lesione. n medico fu condannato In prima istanza dal giudice cantonale al pagamento dei danni, epperciò appello al tribuna le federale. Nella sentema di questo, confermante, del resto, la precedente, venne discussa la (Juestione della diagnosi sbagliata e della conseguente re:>ponsabilitll. ln considerazione della importanza dei principi enunciati in tale questione ri· portiamo qui la relativa parte della senten1:a, che è del seguente tenore: 4 diagnosi sbagliata non bi\Sta per sè stessa a tirare in questione la res1l0n· sabiHtà dell'accusato Simili errori sono possibili anclte praticando un esame coscienziolO e serio, s pecialmente se la diagnosi è reso. difficile dalla naturl\ della


3!lti

MOVWENTl AVVENUTI N.E L COR PO SASIT. E NEL P&RS. FARMAOBUTIOO

malattia. Nel contratto di prestazione t ra . il medico e il malato questi deve pur contare sul rischio d'una falsa diagnosi, come conseguen?;a delle lacune dell'umano sapere, dell'umana esperienza in generale e dell'arte medica in particolare. Ma, d'altro canto, il medico 6 tenuto ad un esame profondo dell'ammalato, fatto secondo le regole dell'arte c le vedute ultime della scienza e in base a questo coscienzioso esamo egli deve ispirarsi allo. corrispondente cura. Tralasciando questo dovere egli mette in non c:1le ~li olJIJlighi contrattuali a lui incombenti ed 6 quindi re· sponsabile, per il principio gene1·al e dell'inosservanza delle clau1:ole contrattuali, dei dnuni che da ciò potreloheJ·o derivare. E . CosTA.

MoYimcoti aVYeouti nel Cor~o ~aoitario e nel Per&ooale Farmaceutico (Obl•ensc n. t7 " ! l tlel Bollcltino ufficiale delu ncmint).

U f ltolall tn •ervll:lo attivo permanente . R . dec reto 28 marzo 1909. I se~ueuti ufficiali 11\edici sono promossi al grado su periore con decorrenza, per l'nnzianiti1 e per gli assegni dal lo gennaio 1909: Mag-giore medico prolllosso tenente colonnello medico: G~~nc:soo cav. Gi11liano, ospedal e Roma.- Continua come contro. Capitano medico promosso ma~giore medico; GAI.VAGSO Teo11ulo, reggimento cnvnllcggeri di Lucca. - Destinato ospodnle Li· vorno (a scelta). Tenente medico promosso capitano medico: BA Yo:s Edmo11CÙJ, brigata fe rrovieri genio. -Continua come contro (a scelta).

R. decreto 1° aprile 1009. I seguenti ufficiali medici sono p1·omossi al grado s uperiore, con anzianità 61 marzo WO!t, con deco rrenza per gli assegni dal 1° aprile 1!100, e con la de· stinazioue per ciascuno indicnta: Magg iori medici prouaossi teueuti colonnelli roedicii; G&illli:t.LI cav. Ce~Jare. ospedale Alessandria. - Continua come contro. DEIJLt UBEII'l'J cav. Gennaro, id. Napoli. - Destinato ospedale Genovn. Capitani medici promossi mag~iori medici: liAnzooout Faùio, ospednle Firenze.- Continua come contro. L oscAJ.zo Vito, id. Napoli. -Id. id. Do=-r:q Giustppe, 2 artiglieria campagna.- Destinato o,..pednle Anconn. Nli':DIJU cav. A1~lo11io, ospedale Firenze. - Continua come contro (a scelta). Vl'rULLO Gi11seppe, 2 artiglieria fortezza.- Destiuat.o o~pedn le Piacenza. Tenenti meJìci promos~<i capitani medici: CASAlUSI .drt1tro, ospedale Ra\'enna (comandato ispettorato sanità militare). Continua come contro (a scel ta· art. 25 della legge d'a·,·anzamento). BuoA F1·ancesco, R. corpo d i t ruppe coloniali della Somalia (a disposizione Mini· stero e4eri). - DcsLinnto ospedale Messina.


WOVUlENTI AVVENUTI NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. FAR:\tACEUTICO

397

VERANDO Ett()Tt, R. corpo di truppe colonin.li di Eritrea. - Continua come contro (dichlarato promovibile a scelta). NA<JCIARO~ A11~ltto, id. id. della Somn.lia (n. disposizione Ministero esteri). Id. id. (id. id.). FORESTI Alberto, 7 bersaglieri.- Id. id. (a scelta). Faruusmo OHavio, 21 artiglieria campagna. - Id. id. (dichiarato promovibile & scelta). YARTOGUO cav. Ferdirumdc, R. corpo di truppe della colonia Eritrea (a disposizione Ministero esteri). -Id. id. (id. id.). R. decreto 18 aprile 1909. DoSATI Giuse~, sottotenente medico ospedale Perugia. - Promosso tenente medico con anzianità 14 aprile 1909, continunudo come sopra. B. decreto 2 1114ggio 1909. La decorrenza per l'anzianità e per gli assegni dei seguenti ufficiali medici promossi al grado superiore, con i regi decreti sottoindicati ò r etti6catn. portandoln. al 1° gennaio 1909. Capitani medici promossi maggiori medici, con B. decreto 7 gennaio 1909: GAGLIANO cav. Prance.sco -

ZtBETTI cav. Giuseppe MARISI cav. Ernesto Vincenzo - Loscut 011.v. Pietro - PIBRGIANN I cav. Vin('t11ZO - CUOI ca'l'. Liev.rgo - MoM.BKLLO Ernesto - RO:ul!:O cav. Prancesco - SA:O.'TUCCI cav. Stefano. Capitani medici promoui maggi()Ti medici, con B . decreto 10 germaio 1909: RtCRERJ cav. Carlo- CERONE cav. Franct!JC'O. Tenenti 1nedici promoiBi capitani medici, con R. deereto 10 gennaio 1909: lNFA~'TE Carlo - ZOMPETTA Gitt.Yeppe - Grnoou Enrico - Uoou:.'T Gittseppe. SPtSA

Determirwzione ministeriale 2 maggio 1909. Vittorio, maggioré medico ospedale Ravenna. - Trasferito ospedale Alessan.:lria. S.&~Gt; t~ETTt cav. Giovanni, id. id. Alessandria.- ld. id. Firen7e. Moao Tito, capitano medico 1° genio.- Id. infermeria presidinria Casale. PALUloiBO Gì!l$eppe, id. infermeria presidiaria. Casnle. Id. ospedale Chieti. PAI.llr.ERI Raffaele, id. 21 fanteria. - Id. infermeria presidiaria Monteleone. fu.NCUJ Luigi, id. 17 id. - Id. 21 fanteria. VOCATURO Geniale, id. ospedale Catanzaro. - Id . infermeria prcs idiaria Castrovillari. Cu.u:>o Francesco, id. 75 fanteria.. - Id. ospedale Genova. CAPIALBr Antonio, tenente medico infermeria. presidiaria Castrovillari. - Id. - 18 fanteria. Dt: A:>GELrs Gaetano, id. S alpini. - I d. reggimento cavalleggeri di Lucca. R. decreto H gennaio l!l09. BuoA Francesco, tenente medico ospedale Messina. - Cessa. dal 17 gcnJ)aio 1009 di essere a disposizione del Ministero degli a fiiu·i es teri. R. decreto 16 ap1·ile 190!). Bosco Pi,tro, capitano medico 1!3 ranterin. - Collocato in aspettativn. per motivi di famiglia per la durata di un anno, dal 1° maggio 1!.109. ABELLt cav.


308

MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. FAlUlACEUTICO

R. clecrew 18 febbraio 1909. PtCE~t cav. Giulio, tenente colonnello medico ospedale Milano. - Nominato diret-

tore ospedale militare principale Verona. R. clecrel<> 4 aprile 1909. JANDoLt Raffaele, sottotenente medico ospedale succursale Mantova.- Dispensato per sua domude., a al servizio permanente; inscritto con anziuità 27 giu· gno 1907 nol ruolo degli ufficiali medici di complemento a datare dal 1° mag· gio 190!J ed assegnato distre~to A velli no.

R. clec1·elo 25 aprile 1000. I seguenti sottotenenti medici di complemento sono nominati sottoteneoti medici in servbdo peroanente con l'anzianità e con la destinazione sottoin· dica te: to di1·emb1·e 1!'106. 'EVANO&Ll81'1 Filippo, distretto Ancona, deposito fanteria Ancona, in ser vizio ospedale Genova. - Destinato ospedale Genova. 29 marzo 1907.

.COLITTI Silvio, distretto Campobasso, direzione sani tà Ancona. - Destina to infermeria presidiaria Foggia. lO settembre 1!.l07. PELLEGnn:t Fran(·esco, distretto Verona, deposito fanteria Verona Ye, in servizio 1° fa nteria. - Destinato 6 alpini. 15 gennaio 1908. ·.Cuncto Saverio, distretto Roma, direzione sanità Roma. - Destinato 86 fant.eria

BO gennaio 1908. Lt Vmonr Salvatore, distretto Palermo. -Destinato ospedale Messina. MA!. ABAI!UA Pietro, distretto

8 aprile 1908. Pavia, depos ito fanteria Pavia.- Destinato 79 fan·

torio. f'&TRA CCONE Michtle. id. Barletta, id. id. Barletta. - I d. 21 artiglieria campagna. o'ALDORE Francesco, id. Ca11erte., id. id. Como. - Id. reggimento cavalleggeri di Plldova. LtsnotA .Alfonso, id. Verona, id. id. Verona Ve. - Id. ospedale Verona. L on'REDO Al{reclo, id . Cagliari, id. id. Ozieri C. - Id. 1• artiglieria costa. 7 aprile 1908. M trWSE Giuseppe, òistretto Catania. - Desti nato 4 alpini. 16 OJn'ile 1!108. StsOLtTJCO Giuseppe, distretto Cata nzaro, direzione sanitil Milano. - Destinato ospedale Sa.vi~liano. 8 maggio l tlOS. BRu~o l/t'an C'esco. distretto Foggia, direzione sanità Alessandria.- De:: t inato ospe· dnlo s uccursale MantoYn.


liOVUlENTl AVVENUTI NEL CORPO SANI T. E NEL PERS. FARilACEOTICO

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16 ago8to 1908. <JtAGNO:SJ Pietro, distretto Pistoia, in servizio fl fanteria. -Destinato 3 fanteria. MASGANA RO Carmelo, id. Siracusa, id. 71 id. - I d. 71 id. AZZAR\1 Giuseppe, id. Siracusa, id. 91 id. - Id. 91 id. FORTE Gimeppe, id. Campobru;so,· id. 42 id. - Id. -! 2 id. ARIOLA L11ca, id. Nola, id. reggimen to Piemonte reale ca,·alle ria. - I d. reggi mento Piemonte I'Oale cavalleria. VtSCONTJ Giuseppa, id. Parma, id. reggimento lnnc ieri di :Monteloollo. - I d. •·eggi· mento lancieri di Montebello CARBO!~,"E VincetiZo, id. Voghera, id. 16 fanteria. Id. 15 fanteria. DEm:DJo Arturo, id. Ctttania, id. 4 bersaglieri. - Id. 4 bersaglieri. PANAGIA Antonino, id. Siracusa. id. 37 fanteria. - Id. 67 fanteria. CAI.IA Gaetano, id. Bari, id. 9 id. - Id. 9 id. D'ACCARDO Salt•alore, id. Palermo, id. 8 bef'!';aglieri. - Id. 8 bersaglieri. CtARLO Silvio, id. Savona, id. 16 fanteria. - Id. 16 fanteria. RAMPI Piet,.o, id. Pavia, id. re~gimento cavalleggeri Guide. -Id. reggimento cavalleggeri G uide. PlTRELLI Nicola, id. Castrovillari, id. id. id. di L ucca. - Id. id. id. di Lu1·cn. SCHIFOSE Michele. id. Taranto, id. 40 fanteria. - Id. 40 fantel'ia . CAPFARELLI Benedetto, id. Sira cusa, id. 86 id. - I d. 8G id. CAllORIANO Pietro, id. Massa, id. 18 id. - I d. 18 id .

Determina1:i011,e ministeriale 1S mag!)io 1909. COLA.TA:\"NI Federico, t enente medico 1° alpini. - Trasferito os pedale Genova. RASERO Riccardo, id. 7 id. - Id. S alpini. D'A!l.~A Giuseppe, sottotenente medico SS fanteria. - Id. 86 fa.nterin. VACCARo Natale, id. 8S id. - I d. ospedale Messina. FRAU GiWJeppe, id. 6 alpini. - Id. id. Firenze. CRESPELLANl Carlo, id. 4 fn nte1·ia. - I d. id. Firenze.

R. ckcreto 28 marzo 1909. FREGNI cav. Arnaldo, tenente colonnello medico direttore ospedale P erug ia. locato io posizione ausiliaria, per ragione di età, dal S apri le 1009.

Col-

R. ckcreto 4 aprile 1009. PAOLETTI Verecondo, sottotenent.e medico ospedale Savig liano. - Collocato a disposizione del Ministero deg li affari esteri. Ha preso imbarco, a Napoli, per la S.>maJia, il 6 aprile 1909. R. decreto 16 apl'ile 1909. PtrSADORJ cav. Egidio, tenente colonnello medico direttore os pedale Brescia.. locato in posizione a usiliaria per ragione di et!\, dal 20 apr ile 1004.

Col-

UITJOIALI Jll COlfGEDO. UtlolaU lD po11ldone 41 1ervtslo auWarlo. R. dec1·eto l 0 aprile 190~ 1 seguenti ufficiali io posizione ausiliaria sono promossi al grado su periore : Capitani medici promossi maggiori n•e<lici: SAliOR\" cav. Postumio, distretto Firenze - LF:u rn:st cav. F mncesro, id Bolo.!:!na - PALER!IIO PATERA cav. Stanislao, dis tretto T1·apani.


4()()

MOVIY:EXTI AVVENUTI XEL CORPO SANIT. E :NEL PERS. JI'AlUlACEUTICO

UftlolaU 41 rberva.

R. decreto l 0 aprile 1909. Maggiori generali medici promossi tenenti generalli medici: PABIS cav. Emilio, distretto Firenze -

L.u cav. Luigi, id. Roma.

Mag giori medici promossi tenenti colonnelli medici: :Buzzt cav. Emilio, dis tretto Milano- MARTJNAZZJ cav. Loclovico, id. MantovaCANDRL'II ca v. Cesare, id Pn.via. Capitani medici promossi magg iori medici: .FRIGOLl cav. Leonardo, distretto Savona.- SctALPA Nunzio, id. Taranto- RBSCI Francuco, id. Lecce - CHICCO Alfot!SO, id. Barletta.. - 8ANGA Gimeppe, id. Milano - RtNALDJ Nicode1no, id. Benevento- SACCARELLO Angelo, id. Monza - GuA LDI Tito, id. Roma - CARADONNA Francesco,. id. Foggia - BEROO!\ZI Cesare, id. Reggio Emilia. Tenenti medici promossi capitani medici: CBIBf'FI Michtù, distretto Ascoli P iceno - RESTAGNO Giu$eppe, id. Savona OLIVA FercUnalldo, id. Nola - SAVIO Gittseppe, id. Torino- CtA:-.'1 Gittseppe, id. avellino - RENZI Alfredo, id. Roma - p ASTORE Vincenzo, id. FrosinonelAcOLI Zef!i.ro, id. Modena - CINTI Francesco, id. Frosinone - Ctvtco Biagio, id. Frosinone - PORRO cav. Carlo, id. Savona - BRACCIIETTI Antonio, id. Ascoli Piceno - DAlOANt V incenzo, id. Roma - Guos Emanmle, id. Roma - Lt,;CIANO Emanuele, id. Genova - D'ALESSANDRO Raimo•ndo, id. Girgenti - DEI.LA VALLE Bartolomeo, id. Genova- TORRA Emilio, id. Novara- BoNGtORNO Salvatore, id. Napoli -BARBARA Giacotno, id. Trapani- PASQUA LUCCI Ignazio, id. Aquiln. - Dx DoNNI.S Cesidio, id. Sulmona.

R. decreto 16 aprile 1909. CARABBA cav. Raffaele, colonnello medico dis tretto Roma - PEL081NJ cav. Francesco, tenente colonnello medico id. Lucca. - Ce><sano di appartenere alln riserva, per ragione di età, conservando il grado con la r elativa uniforme.

Farmaol•U mtlltarl.

Dec1·eto n~inisterìczle 29 marzo 1909. R oLLA Fra1tcesco, farmacista di 2• cla><se, os pedtde Novr.u·n.. classe. DefanU.

Promosso alla l "'

SACCIIIERO J,ttigi, sot totenente medico di riserva, ilistretto Vicenza. Magrè ( Vicenza), il 20 n.pri le W 09.

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Il Di r C LLOrc

L UI GI FERREilO DI c .\VALLERLEOXE, maggior generale medico ispettore. l i R ed a ttoro

RIDOLFO Ltvr, tenente colonnello medico. 18i571 -

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Tlll· 1<:. Vv(;ltcr .•.


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GIORNALE DI

1\IIEDICINA MILITARE Direzione e Ammlnlstraz.: VIa VenO Sette111bre (Paiano dellllalatft'o della guerra)

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INDI CE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI IIIVISTA WKUICA "Samele. - Sul reale valore dla:;unstleo dell~ cllo~copla eefalo-rnebldlaall nella méninl!ile Pa{l. 456 tuberrlll:tre . 456 Wtlu. - CAso di ephlldlmlte pruvoealo dal t.enl11 $156 Le Ro, - Tubrrcolo.•l a forma pseuduleucemlce GerMano - A propuslto llnlle recenti r1G41che sulle febbricole o tnlla fehbre del Medi156 terraneo Btllr.,, e Htdentrtm. - Esperien&e colln prova cutAnea della taiJereolioa secondo Plrquels Skila. - Sul disturbi della favella nei vizi org:~ujci di cuore RIVISH 01 NEVROI'ATOl.OGIA. Tolone e Luner. -Emigrazione e l'auit• Waldbaum - Della sclerolll a placche COI\Jteatlva a traumatl~mi pslchlci •D'AbuRdo . - Stati nevrop~ticl consecuUvl al terremoto del U dicembre i 008 In Sleill:t IIIVISTA 01 CHIRURGIA GltNitRAI.K. 160 Freund. - l.a fulgorauone del cnocro . . • • • . • 461 Strtell. - Sulla Oehlte dell'arto Inferiore sinistro consecutiva aii'•PIIendieect.oanla a freddo 46~ Fra01141nhtlm. - Tendlnit.e oulllcante lr(lumauea del tendine del trlclplte . 16! Ceratzzt. - Sulla ditgnosi di rounm lraumstlu sottocutanea dell'Intestino RIVISTA DI Ol'Q-1\INO-LARINGOIATRIA. 163 llovel. - La nevrastrofa nel suoi r.lf'I•Orli eliologlcl colle rlno-farfngltl eron1che . 161 Claler. - Sulla patologia Ilei disturl11 della voce RIVISTA 01 CICUI.ISTICA. Orlandl•l. - Oellt• slntomatolo!,•hl oculare nelle monfngltl; sturi lo partlcolaro delle alteraliOni del nervo otlleo Chalut~tolt,. - l.· inflnmmulone reumallca del nervo ottico . 111VISTA DI ANATOMIA g FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA.

Fabrla. - Aul"tl le di Hellor oo Jnsu rucienta delle val voi e aortlcbe • Evell. - l cristalli di Gammidge nelle pancre&Utl iorettii'O sperlmeoln.li Pagano - Ricerche cliniche intorno nll'azlonr di nlcune i<OSianr.e sul tono mu sco~lare RIVISTA 111 MALATTIK VENEREI!: E DELLA PELLE. Von Nottllatt. - Cuotrlbuto alla conj>SC<!Dlll t1e1111 effetti dell'atoxyl nella ~lftllde. :;opratottù nelle DI•IJIICllllonl esclosh Ameuto locali. Dt Sard. - L'tugrrol nella cma doll'uretrlte blenorragiCA . • • . · · · Ltwlalltl. -Compartecipazione insoli1.3mcnte es tosa del ~lmpallco nella IPDrnllsl di. 1\lumpke 111 aegulto o siOIIrlo cerebro s1•lonle Plantler - Gora dolio scottature co l lievito dl IJirr~ • ltiVISTA ll' IGIENE AII LifARI:. l e Ilo le - l.• igiene del campo d1 ballagli a Sudre. - Circa l'opportunità delle ease al convalescenza RIVISTA O'IGII!:NE GEt\ERALK E BATTSRIOI.OGIA Stathlllll - Relaz1one ~opra unn ulteriore serie di coltuce d'cl sangue In 14 casi di febbre 11roid~a e di p:•rauro • Soluo. - L'Igiene in ll:•lla ne~li ohlrnl venU anni . Kltl". - t.c mosche ~omo veicoli del bacillo del uro NOTIZIE Llltera dOc:tlnza • t:U~FI.(RE<'iZK SCIE~TIFI CU E lJEGl.l OSPEIJA I.I MII.ITARI. MOVI MENTI AVVEC'iUTI NEL CORPO SANITARIO E i'EL PERSO:'\At& FARMACEUTICO

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Pubblicazioni vendlbili presso l' Amministraz. del 11 Giornale di medicina militare " •

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Antropomeli'W mililare. - Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli .,.,Uttari delle cl1188i 1859-.1863; due volumi in 40 con atlante . Vol. l (Dati antropologici od etnologici) con Atlante della g~• ~ 18 tropologica dell'Italia. - Ron1a 1896. . . . . • • . • . • · • 1 8 Vol. Il (Dati demoiraf!ci o bioloiici). - Roma, 190:5

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MEMORIE

ORIGINALI

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IL CANCRO

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LA CHIRURGIA DELLA TESTA DEL PANCREAS

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Por il dott. Federico Zuccarl, capitano medico, assistente onorario

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La chirurgia demolitiva del pancreas, per l'importanza dell'organo per ~·economia animale, la situazione p rofonda nell'addome, ed i rap· ~rtl con organi di vitale importanza, è un capitolo della chirurgia rJm&sto fino a poco fa quasi t rascurato. Molte operazioni già. si praticavano per pancreatite acuta (ascesso 1 :~ . pancreas) e per cisti, ma fino al 1893 non si era ancora parlato 1 mterventi veramente demolitivi per tumori maligni della glandola. . Mathieu, nel Trattato di medicina, dice che il trattamento del car~:~ma .del pancreas è puramente sintomatico, e Quenu nel Traité de '':tr{lte, a proposito del cancro del pancreas dal punto di vista chirur~co, ~on parla della possibilità. di un qualsiasi intervento. e R e ~l'Ime operazioni per tumori solidi furono praticate da Terrier b'l ug~, e permisero di affermare che l'estirpazione di essi è possir \~· Btsogna però tener conto del fatto che entrambi i tumori ope· 1 ~~ano circoscritti e non aderenti ad organi vicini: epitelioma cid~co ~no, adenosarcoma l'altro. Perciò se il Nimier, nel riferire questi 6 <rn lc&sl, si mostra favorevole ad una chirurgia atti va del pancreas, la alt. e secondo lui dovrebbe dar buoni risultati, non fa meraviglia che 1 ; non si mostrino altrettanto ottimisti quando si tratti di fare Un asport · L . azlone totale o subtota.le dell'organo . r&zj &sc~ando da parte la quistione della pancreatectomia totale, operim:ne u:npossibile per ragioni fisiologiche, e sulla quale molto fu speNùn~tato e scritto specialmente da Martinotti, Ceccherelli, Franke, parz~e~ stesa~,. mi è sembrata meritevole di qualche considerazione la cancra e, e Ptu particolarmente la cefalica in riguardo sopra tutto al 0 ' che è il tumore che ne dovrebbe offrire più spesso l'indica·

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dl medlelna militar e. Fuc. VI•


402

IL CAXCUO E LA CH IRURGIA. !)ELLA TESTA DEL PA~CREAS

zione, come quello più frequente del pancreas e che nella testa si localizza. a preferenza che nel corpo e nella coda. Ogni atto operativo, specialment~ se grave, deve sempre essere giustificato da indicazioni precise e mirare in ogni caso a giovare sicuramente o almeno a migliorare le condizioni dell'infermo; e perciò il chirurgo deve rinunziare a tentativi ardimentosi con sicuro danno per il paziente nei casi in cui non è possibile formulare una diagnosi esatta, o qullondo, pur potendolo, una grave operazione non è bastevole a distruggere in teramente un focolaio morboso, ed a garantire da una riproduzione di processo più o meno rapida in sito o altrove. P erciò prima di studiare la panoreatectomia cefalica non mi pare cosa fuor di luogo nè superflua qualche ricordo sulle varietà ed evoluzione clinica, sin tomatologia. e diagnosi del cancro della testa. del pancreas.

I t umori solidi benigni del pancreas sono molto rari: Thierfelder d escrisse nn adenoma che si lasciò facilmente enucleare. Bio~di fece avanti l'operazione diagnosi di adenoma. della. testa. del pancreas, Sendler (1896) estirpò un tumore linfa.t ico tubercolare anch'es!IO della testa d ell'organo." Di maligni il più frequen te è il cancro. Lepine e Corni! osservarono un linfoma ; P aulecki all'autopsia di un individuo morto per tubercolosi polmonare riscontrò un sa.rcoma a piccole cellule del pancreas il quale in vita non aveva dato luogo a. sintomi di sorta. Altri casi f urono riferiti da Litten, Ma.yo, Lepine e Corni!, Segrè, Nevè, Trendelemburg. Briggs riferisce di un sarcoma. con idatide, Ruggi ù'un a.denosarcoma., Routier di un linfosa.rcoma, Kronlein di un angiosarcoma, di uno Lubarsch. Questi tumori non hann0 una storia. clinica. D cancro è frequente e la. esistenza fu dimostrata. la. prima. volta da. Ancèlet che ne raccolse 1!:)5 casi fra. i quali d iciotto volte i l tumore era esclusivo d~l pancreas. Segrè Remo, in 1500 autopsie, trovò 132 tumori del pancreas di cui 127 erano can cri, dne sarcomi, 2 cisti ed l sifìloma. Miralliè trovò il cancro primitivo del pancreas in 113 casi. Il cancro primitivo pare sia. la regola, e la sua manifestazione fu imputata. a cattiva. alimentazione ed all'alcool ismo. Più frequente, a quanto sembra, nel sesso maschile, esso si manifesta dai 30 ai 60 anni, per quanto si sia trovato qualche vol ta. in individui dai 10 a.i 20 anni, e Kuhn ne abbia. osservato un caso iu una bambina. di 2 anni.


403

IL CA.~CRO 1': LA CH I RURGIA DEI.LA TESTA DEL PA~CREAS

Si sviluppa quasi sempre nel!::. testa. ed invade rara.mente tutta la glandola; varia per grandezza dalle dimensioni di un uovo a. quelle di una testa di feto, ma nella. maggioranza dei casi il tumore è piccolo, duro e di colorito grigio oscuro.

Statistica deUa sede del cancr o del pancreas.

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AUTORE

Ancelot ( 1864) 128 casi .

.

Remo Scgr(• 57 casi .

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.

Lancerèaux ( 18!19) 33 casi. .Bard e Pie (18!18) 7 casi

Oaer ( 1898) 100 casi . .1\oerw ( 1898) 8 casi .

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È il solo ch o conclud e che il canc ro primiti"o n on è cefalico. \'illar . . .

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Richardi~ro e Com ot

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Sen~a dnti sLotistici, affe rma

che In tcst.l\ ò lo sede di predilozio n<' del cancro primitivo del poncroos.

AfT!'rmano cho la scdo dt'l cancro primith·o del paucreai! sia la testa uni(:orncnto.

Il rimanente dell'organo può trovarsi sano, sclerotico o atrofico, con dilatazioni cistiche consecutive ad ectasia dei dotti escretori. Il <lotto di Wirsung ·ed il coledoco sono abitualmente obliterati per compressione o invasione del tumore, donde 'f ormazioni cistiche e lesioni secondarie del p ancreas per la occlusione del primo, dilatazione della vescicola. biliare per ostruzione dell'altro. I rapporti che il pancreas ba. con organi vicini danno luogo so>ente ad aderenze infiammatorie e di qui com pressione, ad esempio, del duodeno con consecutiva d ilatazione dello stomaco. Inoltre è facile trovare propagazione del tumore per contiguità allo stomaco, piloro, duodeno, e metastasi in altri organ i di cui per frequenza relativa ,i l fegato ; è poi quasi costante l'invasione dei gangli linfatici pre e retropancreatici . . ~al punto di vista istologico Bard e Pie ne distinguono due ,.·an~ta_: la varietà glandolare e la escretoria. Il tipo glandolare è coshtutto .da cellule arrotondate, voluminose, cubiche alla periferia degli

am~asst per la reciproca pressione; hanno nucleo voluminoso senza une eolo bene appariscente. Lo stroma è fatto di tessuto connettivo


404

IL CANCRO E LA CJIIRURO IA DF.L.LA T ESTA DE L PA~CREAS

adulto poco ricco in cellule. La struttura anatomica perciò ripete quell~ delle cellule acinose. Il tipo escretorio è un epitelioma cilindrico le cui cellule sono simili a. quellA canalicolari. Per la sede lo Zoja. ne differenzia. tre tipi: cancro postero-inferiore, cancro superiore, e cancro laterale destro. Sa.uvè lo distingue in cancro superficiale, cancro profondo e cancro justava.teriano o vateriano. La sintoma.tologia. del tumore comprende : sintomi fisici, sintomi da compressione, sintomi digestivi, metabolici e provocati ad arle (provadel Sahli, prova del Camm idge). Segni fisici - tumore. - Nel cancro della. testa. del pancreas il tumore che ordinariamente si palpa è dato dalla vescicola biliare distesa. Il t umore proprio, localizzato nel corpo o neUa coda, come quello della testa, quando si rende apprezzabile, perchè rimane nascosto dietro lo stomaco che lo ricopre, dà. risonanza alla percussione, a meno che lo stomaco sia vuoto; trasmette lE> pulsazioni non espansive dei vasi sottosta.nti, subisce lievi movimenti nelle profonde inspirazioni. Esso però non sempre si rileva. D cancro della superficie forma presto un tumore apprezzabile allo. po.lpazione prima che si manifestino la. cachessia., l' ittero, i vomiti, il dolore, poichè all'inizio non comprime n è le vie pancreatiche, nè le biliari, non il duodeno, non il plesso solare. Nel cancro profondo invece il tumore si rilevo. tardivamente, mentre a principio i fenomeni predominanti che si manifestano sono dolol·e e chachessia. pancrea.tica.. Il caMro justa.vateria.no è ancor più difficile a. riconoscere. Febbre. - È rara in genere nell'infiammazione cronica del pancreas. Nel cancro della testa la temperatura. è generalmente subnormale. Dotore. - È un sintomo importante se esiste, ma non prova che il pancreas è normalt\ quando è assente. Può mancare, ma in ta.luni casi di cancro o sarcoma. d~lla. testa il dolore può essere tormentoso o perchè il tumol"e avvolge i gangli del gran simpatico, o perchè comprime o ha invaso i circostanti visceri, specialmente lo stomaco ed il duodeno. :Manca. nel cancro superficiale per la lontananza. del plesso solare~ ma nel profondo rappresenta colla cachessia pancrea.tica. un fatto di notevole importanza.; ba caratteri nevralgici che furono descritti da.


TL CANC RO E LA CHIRURGIA DF.LLA TKSTA DEL f'AXCREAS

405

Lucron e Mirallié: è la cosi detta. nevralgia celiaca che sopraggiunge per crisi e s'irradia al torace ed alla spalla des~ra. (pseudo-angina pancreatica). L'irradiazione si fa spesso al dorso, sotto la. scapola sinistra o tra. le scapole, più frequentemente che non sotto la. destra. a differenza. del dolore in·adiato della calcolosi biliare. Sintomi da con~pressione . -La presenza di ascite dovuta all'in viluppo o compressione della. vena porta si vede nell'ultimo stadio del cancro del pancreas quando al tempo stesso si ha anche compressione della vena cava inferiore ed edema dei lobi polmonari inferiori. Quando il duodeno è circondato interamente dalla testa del pancreas, ciò che è raro, o la glandola circonda. parzialment e il viscere, un tumore o l'infiammazione del pancreas, possono indurre ostruzione al passaggio del contenuto gastrico, dilatazione dello stomaco e vomito come nelle stenosi piloriche. 11 vomito manca nel cancro superficiale ad evoluzione cioo parietale, mentre nel profondo è costante. Appare rapidamente nel justavateria.no sotto t'orma. di vomito tardivo, dopo cioè i pasti, associato a dilatazione dello stomaco. È dimostrato come lo stomaco, il duodeno, il colon possano essere non solo compressi, ma spostati da cisti o tumori (cancro, sarcosma.) del pancreas. La distensione della vescico la. biliare e la compressione del coledoco sono frequenti nel cancro della test-1\ del pancreas. In qualche caso v'è distensione del dotto epatico mentr~ è libero il coledoco e perciò, mentre v'è ittero, ma.nca la distensione della. vescico1a biliare, quando cioè il tumore si sviluppa in un prolungamento della glandola. in alto verso il fegato. Emorragia. -Una. stato emorragico è riconosciuto come coesistente col cancro della. testa del pancreas. Anche qui, come in altre affezioni pancreatiche la tendenza all'emorragia è dovuta. ad un'alterata condizione del sangue chimica. ed istCilogica.. Diminuisce perciò il potere di coagulazione di esso, e ciò specialmente in rapporto alla diminuzione dei sali di calcio. In parecchi casi di cancro del pancreas, l 'emorragia fu la causa immediata della. morte.

Ittero. - Questo sintomo dipeude dalla sede del cancro nella. testa del pancreas ed è specialmente determinato dalla relazione tra coledoco, dotto di Wirsung e testa del pancreas. Se come ba dimostrato Helly nel 38 p. 100 dei casi, il dotto coledoco passa dietro la testa del pancreas, una. pancreatite, cronica come


406

IL CA;\CRO E LA CHIIHJRGIA DELLA TESTA DEL PAXCREAS

il cancro del pancreas possono non dar luogo a.d itterizia., ma. se il · dotto coledoco giace nello spessore della testa o in esso si scava un letto, la compressione la. produce inevitabilmente (62 p. 100). Biingner ha. determinato in 58 cadaveri le connessioni ed il tragitto del coledQco e del caua.le di Wirsung. Il primo attraversa la. sostanza pa.ncreatica. nel 25 p. 100 dei casi e resta solamente applicato alla. testa del pancreas nel 5 p. 100. Non è quasi mai unito (l o 2 p. 100) a.l canale diWirsung, ma. va a. sboccare nel duodeno molto vicino ad esso (90 a. !)8 p. 100 dei casi). Lo sbocco dei 2 dotti è a 2 centimetri l'ono dall'altro nell'ampolla di Va.ter. Il coledoco passa. d'ordinario avanti al canale di Wirsung. Da. ciò deriva. che: l 0 i processi infìammatorii o neopla.stioi del pancreas debbano riflettersi sul coledoco ed oblitera.rlo; 2° che i due canali possono essere obliterati separa.tamente; 3' che una ostruzio,ne dell'ampolla ài Vater e del suo orificio deve impedire contemporaneamente il deflusso dal coledoco e dal canale pancrea.tico. Nel cancro superficiale vi può dunque essere assenza. di ittero e di cachessia, meutre nel profondo la cachessia è un fenomeno essenziale~ come l'itterizia progressi va, scura, senza remissione. ~el cancro justavateriano l'inizio si rivela in forma. itterica e stenosante.

Sintomi digestù:i. - I sintomi digestivi sono proprii della insufficienza pancreatica in genere e si manifestano in forma di steatorrea. azotorrea, scialorrea, diarrea, disturbi dispeptici, nausea, vomiti . Essi tutti conseguono ad una estesa alterazione del pancreas con diminuzione o abolizione della sua funzione seoretiva esterna. Si riscontrano la. steàtorrea e l'a.zotorrea all'esame delle feci cb& è il più importante rinlatore dell'alterata funzione del pancreas. Però pitl che la. steatorrea, è frequente la ipostea.tolisi; e l' azotorrea non è un sintomo proprio del deficit pancrea.tico. Il Miiller ha trovato grasso nelle feci in assenza di affezione pancreatica, e Mayo Robson viene alle seguenti conclusioni. c La steatorrel\. si riscontra così in taluoi casi d'itterizia. e di enterite, come in af· fazione del pancreas, ma in nessuno di questi costantemente. Quando coesistono itterizia e pancreatite interstiziale si trova eccesso di grasso nelle feci. La presenza. di eccesso di grasso nelle feci, mancando l' ittero, e sintomi di affezione intestinale, può fa.r pensare ad affezione del pancreas ». Maggiore importanza si darà alla stearrea se la. reazioue pancreatica. delle urine è posi ti ,a, v'ba diabete e tumore epigastrico.


lL CA~CRO E LA CHIRURGIA DELLA TESTA DEL PANCREAS

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Nei tumori della. testa. del pa.norea.s i sintomi di insufficienza pan· oreatioa si hanno quando il tumore comprime i dotti pancrea.tici ed il coledoco; allora. l'itterizia, la. stea.rrea. ed il tumore palpabile associati, mettono sulla buona via. della diagnosi. Sintomi metabolici. - Per lo studio della alterata funzione metaholica del pancreas uelle pa.ncrea.tite e nei tumori, fu rivolta l'attenzione alle urine, e si dette prima. importanza a.lJa indaca.nuria, alla. ma.ltosuria, alla pentosuria, lipuria. e glicosuria.. Il Gerhardi nel 1886 nell' uomo, e Piseni, sperimentanùo sugli animali, trovarono che la quantità. di indacano nelle urine rappresentava. un dato rivelatore di affezione pancreatica. Le esperienze di Katz e DeRenzi ed a.ltri discordano nei loro risultati con quelli delle precedenti. • Le Nobel e von Ackeren separa.tamente trovarono maltosio in due casi di malattia del pancreas. Però in successi ve numerose osservazioni di urine di pazienti affetti di differenti forme di pancreatite il maltosio non fu trovato. La. pentosuria che per Salkowski aarebbe di grande importanza. diagnostica, ult-eriori osservazioni l'hanno trovata incostante nelle affezioni pancrea.tiche e presente invece in altre differenti malattie. La.lipuria che il Clark riscontrò in un caso di cancro del pancreas tiene a diverse altre cause. Oser perciò dice cbe le modificazioni delle urine nelle m:\lattie del pancreas non hanno alcun speciale valore.

Diabete e glic01mria. - Le prime osservazioni dei rapporti tra pan· creas e diabete si debbono a Cowley (1788) il quale riferisce di un alcoo· lista affetto da diabete che alla necroscopia mostrò avere nel pancreas numerosi calcoli. Nel 1821 Chopart r iferiva un caso di diabete con ittero e stea.rrea. La testa del pancreas presentava un tumore duro, ed il corpo era atrofico. Il dotto coledoco era ostruito. I classici esperimenti di Mering e lllinkowski che dimostrarono come la totale rimozione del pancreas nei cani indu ce diabete e la. scoperta di Opie che la degenerazione jalina. delle isole del Langerhans era presente nel pancreas d'una ragazza di 17· anni morta di diabete, seguite da altre osservazioni che il diabete si manifesta. solo quando le isole del La.ngerha.ns sono çoinvolte nel tipo interacinoso di pancreat.ite interstiziale cronica, hanno stabilito il fatto che nelle affezioni di queste isole sia l'origine del diabete pa.ncreatico, e spiegano il perchè la. glicosuria sia presente in molte affezioni pancreatiche ed in altre manchi.


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IL CANCRO K LA GHI RUBGIA DELLA TE TA DEL PANCREAS

Così è assente nelle pancreatiti croniche interstizia.li a tipo interlobulare percbè le isole del Langerhans non sono involte nel processo, è presente invece nella forma interacinosa, nelle cirrosi totali del pancreas e nelle affezioni maligne dell' intera. glandola.. Nel c~ncro della testa può d irsi quanto è detto a proposito della stearrea: il diabete non è un sintomo costante perchè parte dalla.glandola rimane intatta. Glicosuria alimentare. - Minkowski ba dimostrato che se si reseca nei cani una porzione di pancreas il diabete non si manifesta, ma. il potere dell'organo ad esercitare 1a. sua funzione sul metabolismo carboidrato diminuisce. \Ville osservò il sintomo in associazione con malattie del pancrea.s nell'uomo. • Ma.yo Robson adottò la prova di somministrare 2 o 3 once di zucchero prima di pranzo a 800 pazienti, esaminando le urine prima che lo zucchero fosse ingerito e dopo, ad intervalli di 2 ore in 2 ore. Quando l'esame risultò positivo, la glicosuria si manifestò dopo le prime due ore. Di 15 pazienti cha avevano presentata glicosuria e che venuti a morte furono sottoposti a necroscopia., dieci presentavano grave affezione pancreatica, pancreatite cronica o cancro. Benchè questo sin· tomo possa manifestarsi in altre affezioni come a.d es: nel gozzo esoftalmico e nell'alcoolismo cronico, pure la sua presenza ha nn considerevole valore come aiuto alla diagnosi delle dette affezioni pa.ncreaticbe. Sintomi provocati m·tificial?nente. Prova di Salili. - L' iodoformio chiuso in capsule di gelatina indurita. in formalina, e dato per bocca, è quasi inattaccato dal succo gastrico, ma presto disciolto dalla escrezione pancreatica. Se la digestione pancrea.tica è normale, l'iodio compare nelle urine dopo 4 o 8 ore. L'assenza. della reazione o il suo ritardo nell'apparire, ee la funzione motoria dello stomaco è normale, indica una diminuzione della digestione pa.ncreatica.

Prot·a. del Cammidge e cancro del pancreas. - La reazione del Cammidge o reazione pancreatica delle urine, il cui valore fu controllato specialmente dal Mayo Robson, è basata. sulla ricerca nelle urine della glicerina risultante du.lla decomposizione del grasso per la. lipasi diffusa nel sangue. Per ciò il Cammidge ba. utilizzato la formazione di glicerosi che ha luogo in una soluzione di glicerina quando la. si fa bollire in presenza. d i un acido forte.


11, COXORO E LA OHffiURGlA DELLA TESTA DEL PANCR EA S

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Impiega. due soluzioni che chiama .A e B. Per la reazione A. usa la. fenildrazinA. come mezzo per svelare il r .... gliceroso ed ottiene formazione e deposito di ben marcati cristalli nelle tuine pancreatiche. Dalle sue prime esperienze però risultò che sebbene le urine pan'Y(~. ;:Y.•:/':: i:rea.tiche davano tutte una reazione positiva, un risultato simile s~-~~~(-·f~ i>·\ otteneva. in un certo numero di altre malattie nelle quali non vi era ~-~\r~··.: alcuna. ragione per credere che il pancreas fosse ammalato. Perciò ideò ~tt :o::~: ~ un altro metodo che potesse far diagnosticare i casi di pa.ncreatite, <.t~~ quasi un metodo di controllo che chiamò reazione B e che è busata sul fatto che la formazione di cristalli ottenuti colla reazione A nelle infiammazioni del pancreas è ostacolata da nn trattamento preliminare delle urine c.:on percloruro di mercurio, mentre tale trattamento non influenza la comparsa dei cristalli nei casi di cancro del pancreas o in altre condizioni che danno origine ad una reazione positiva.. Dapprima, per diagnosticare le varie forme della malattia pancrea· tica, specialmente le affezioni croniche, infiammatorie e maligne, ricorse alla forma dei cristalli e notò il fatto che questi nelle affezioni maligne erano più tozzi e più gros:;i che quelli delle sem p h ci infiammazioni, e che quelli delle infiammazioni acute erano più fini di quelli delle infiammazioni croniche. Tali caratteri sono troppo delicati per apprezzarsi con sicurezza., ma nel corso di ulteriori investigazioni l'A. notò un carattere di più grsnde valore, consistente nel differente grado di solubilità dei cristalli stessi in H, SO. diluito e che non dipendeva dalla differente grandezza dei cristalli, ma stava in diretto rapporto con la intensità della infiammazione della glandola. Una soluzione H, SO\ diluita (l a 3} si fa a.rriva.re sotto il copriog· getto del preparato che trova.si sotto il ca. m po del microscopio e si vedono i cristalli da gialli diventar bruni e poi dissolversi. Il tempo in cui la. dissoluzione si produce starebbe in rapporto alle varie affezioni pancreatiche, e fu determinato approssimativamente dall'autore dopo una lunga serie di ricerche comparative. Riassumendo i risultati pratici di tali metodi, secondo il Carumidge si verrebbe alle seguenti conclusioni: 1° Se non si formano affat.to cristalli nè col metodo A nel col B il pancreas non è compromesso. 2' Se si ottengono crista.Jli colla reazione A, ma. non colla. B, si è in presenza. di una infiammazione del pancreas do\·e è anche in<licat.o un intervento chirurgico.


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11. CANORO E l.A CJIIRURGIA DBI. l.A TE!':TA OEJ, f'AXCIIEAS

a) I cristalli ottenuti col metodo .A si dissolvono nel 33 p.lOO

di

n. so~ in mezzo minuto circa nell'infiammazione acuta.

TI) Quelli in rapporto di infiammazione Cl'Onica impiegano uno o due minuti a scomparire. 3~ Se si ottengono cristalli colle preparazioni fatte con entrambi metodi .A e B, ciò rivela: a) .Affezione maligna del pancreas quando i cristalli impiegano da 3 a. 6 minuti a dissolversi e l'operazione è sconsigliabile. b) ..Alterazione del pancreas dovuta a pancreatite pregressa quando i cristalli si dissolvono tra 1 o 2 minuti. c) Qualche affezione non in rapporto al pancreas quando i cristalli si dissolvono in circa l minuto. Le sue reazioni A e B, sollevarono le obbiezioni di molti espe· rimentatori (Ham e Cleland, Schroeder, Gruner, \Velleox, Haldane). Modificò perciò il Cammidge il suo metodo primitivo di ricerche e praticò una terza reazione che chiami- reazione C. o metodo perfezionato. · Si esamina un campione di urine di U ore e si ricerc11. in esse coi metodi ordina.1·ii l'albumina e lo zucchero. Se è presente la prima, si precipita coll'ebollizione e coll'aggiunta di acido acetico, si fa raffreddare e si filtra. A 4.0 cc. del filtrato si aggiungono 2 cc. di acido cloridrico concentrato, e la miscela si fa bollire su bagno di sabbia per l(} minuti in una piccola boccia con imbuto condensatore. Dopo 10 minuti di ebollizione !11. boccia si allontana dal bagno di sabbia.. si raffredda in acqua corrente ed il contenuto si riporta a 40 cc. con acqua distìlla.ta. Si ag~iungono gr. 8 d i carbonato di Pb per neutra.· lizzo.re l'eccesso di acido e dopo pochi minuti di attesa. la boccia. viene di nuovo raffreddata. in acq ua. corrente, ed il contenuto filtrato attran rso un filtro di carta inumidita. A questo punto dell'operazione, se l'analisi qualitativa. delle urine aveva svelato la presenza di zucchero, al filtrato limpido si aggiunge un po' di lievito . . i l~~oscie. il tutto in riposo uno. notte, in stufa, e la. matt ina. successiva :~i riprende l'operazione. 11 filtrato acido viene intimamente agitato con 8 grammi di acetato basico di Pb ed il precipitato si rimuove con ri petute filtrazioni attraverso un filtro di carta bene inumidita. P er liberarlo dall'eccesso di Pb si aggiungono alla miscela 4 gr. di solfato di sod io polverato e la si riscalda. su di una rete metallica al punto di euolliztOne; si raffredda. in acqua corrente a. bassa. temperatura, ed il precipitato si rimuove con accurata filtrazione.


IL OANCRO E LA CHIRURG IA DELLA TESTA DEL PANCREAS

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10 cc. del filtrato si mettonQ in una piccola boccia, si riportano e. 17 cc. con acqua. distillata, e vi si aggiungono 0,8 gr. di idroclorato di fenildra.zina, 2 gr. di acetato di soda ed l cc. di acido acetico al 00 p. 100 La boccia si armo. con un imbuto condensatore e si riscalda su bagno di sabbia. per 10 minuti, dopo di che si filtra. il contenuto caldo attraverso un filtro di carta inumidito con acqua calda.. li filtrato si riporta a. 15 cc. con n.cq ua distillata. calda e si agita con una. bacchetta di vetro. Nei casi di infiammazione pa.ncrea.tica si deposita in poche ore un precipitato giallo fioccoso acceso, ma in taluni casi è necessario lasciare il preparato una notte perchè si formi il deposito. All'esame microscopico si rilevano i cristalli precedentemente descritti che pilt o meno si dissolvono con l'acido solforico. La natura del precipitato feuildrazinico non è nota, ma Ca.mmidgecrede che sin. una pentosi non preformata, ma ottenuta coll'idrolisi. Comunque sia. è ben~ notare quanto dice lo stesso autore sul valore del suo metodo: c Non può esser negato che la disintegrazione di altri tessuti possa. influenzarE> l' urina, e che la ii!gestione di cibi contenenti gran quantità di pentosi possa dare origine alla eliminazione di piccola quantità di essa con le urine. Perciò mentre noi ammettiamo che una reazione positiva col c metodo migliorato • sta. per un· infiammazione del pancreas, non possiamo dire che sia patognomonica. delle panore.a t,iti •· L'A. su 250 esami ebbe reazioni negative in 12o casi di affezioni non pancreaticbe, ed in 12 casi di cancro del pancreas. Wa.tson ebbe reazioni positive in casi di pancreatiti acute e croniche, appendicite acuta, peritonite, malaria., pneumonite, ulcera duodenale e pancrea.tite cronica, calcolosi del coledoco, nremia., colite, ulcera. gastrica, enteritE' tubercolare, nefrite, leucemia, catarro biliare, ecc. A me interessa far risaltare il fatto che il Ca.mmidge in 12 casi: eli carcinoma del pancreas ebbe 12 reazioni negative e così il Goodman nella. sua. statistica di 62 casi studiati di affezioni diverse, riporta. nn caso di carcinoma del pancreas con reazione negativa. Ebbeinvftce reazione positiva. in uno dei due casi di carcinoma dello stomaco con metastasi nel pancreas. Il metodo perciò pare molto indeciso mentre è troppo delicato nella tecnica., ed i risultati positivi allora solo possono aver valore se associati a sintomi clinici ben netti e quando contemporaneamentel'esame delle feci provi indiscutibilmente la insufficienza pancreatica. Nel cancro del pancreas il suo valore pare sia addirittura nullo.


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IL CANCRO E LA CIIIRUROIA DELLA TF.STA DEL Pf:NOUEA$

La quistione molto dibattuta oggi su questo argomento è una. prova. di quanto scarsi siano i mezzi posseduti per fare una sicura. diagnosi d i affezione pancreatica. Questa diagnosi è quasi sempre estremamente difficile, e non meno lo è quella di tumore della testa, il quale, data la topografia delJa glandola non sempre è facile a percepire. P er Da Costa 13 volte su 37; per Bigsby 4 su 15, per Ancelet 46 su lul si ri...uscirebbe 11. rileva.rlo. A prima vista., riportandosi alle conoscenze oggi abbastanza estese sulla fisiologia dell'organo, sembrerebbe agevole non solo diagnosticare una lesione del pancreas, ma. anche differenzi a.rne a pprossimati vamente la varietà anatomo-patologica. Ma la sintomatologia. delle sue affezioni è invece così poco netta e così ravvicinata. a. quella. di affezioni di altri organi, che la diagnosi non può farsi se non in base ad un complesso di sintomi che difficilmente si t rovano riuniti. Solo qualcuno è proprio delle affezioni pa.ncrea.tiche, mentre la. maggioranza. è relativa ad altri organi i q nali direttamenta od indirettamente sono coinvolti nel processo patologico. Considerando infatti la topografia ed i rapporti del pancreas con gli organi viciniori s'in tende facilmente la. relazione che corre tra affezioni del primo e d i qualcuno degli altri: t ra colelitiasi e pancreatite, tra catarro intestinale e catarro dei dotti pancreatici e biliari, tra tumore dello stomaco e del pancreas, tra affezioni del fegato, colon, glandole linfatiche, duodeno e pancreas. Inoltre per quel che riguarda. l'alte1·a.zione funzionale della glandola va. ricordato che talune funzioni del pancreas possono essAre vica.ria.mente supplite da. altri organi, donde possono mancare molti sintomi di alterata digestione pancrea.tica : lo stomaco può àigerire l'albumina., le glandole sali vari ed intestinali le sostanze amilacee, la bile e le secrez ioni intestinali emulsionare i grassi. È poi anche assodato che una. considerevole porzione di glandola può esser distrutta., e ciò che rimane, anche se in piccola .quantità, può soddisfare alle funzioni proprie dell'intero organo. La diagnosi d i cancro della testa dt?l pancreas si basa. principalmente sull'ittero intenso e persistente con dila tazione della. vescicola. biliare, cachessia e dimagramento rapido, dolori, sintomi di diabete magro, disturbi digestivi, stearrea; il tutto associato all'evoluzione di nn tumore epigastrieo.


IL CANORO E LA CniRURGIA DELLA 'rESTA DEL PAXOREAS

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Nel cancro della. superficie però, in quello che si svolge in basso ed indietro il tumore resta. latente, ed il paziente viene a morte senza che il chirorgo ne abbia fatto la diagnosi (Ranglaret Auvra.y ne hanno descritti), o tutto al più può comprimere la vena porta. (V\ casi su 113 di cancro del pancreas Miralliè). Il tumore peri e sopraombe· licale duro alla palpazione e sonoro alla. percussione, e l'ittero, con la loro comparsa possono far pensare al cancro della. testa del pancreas, ma anche il tumore può ingenerare confusione con una cisti pancreatica, una idronefrosi, una cisti postero·inferiore del fegato. A. differenziare il t umore canceroso delJa testa. del pancreas dalla cisti idatidea del fegato si consiglia. rli esaminare l'infermo coricato e seduto i la sonorità che si rivela alla percussione d&l tumore nella prima posizione non scompare col passaggio alla seconda se il tumore e del pancreas, scompare invece se si tratta di cisti idatidea del fegato. Bard e Pie sostengono che « il cancro primitivo del pancreas risponde ad nn tipo clinico ben definito per la sua sede abituale alla testa. dell'organo: ittero progressivo e senza remissione, disten~ione della vescicola. biliare percettibile alla pa.lpazione, assenza di aumento del volume del fegato, temperatura iponormale, dimagramento e ca- . chessia, breve durata del morbo •· Il Mathieu scrive: c Nel più gran numero dei casi l' ittero sopravviene, si accentua rapidamente, i tessuti assumono una colorazione di pii1 in più fosca. i si ba. ittero verde ed anche nero. Questo colorito non subisce modifìcazioni in aumento o diminuzione quali si osservano nella litiasi biliare i la sua costt\n za e persistenza, il su·o aumento progressivo sono caratteristici dell' ittero dovuto all'obli~razione del coledoco da. tumore canceroso della testa del pancreas •. Ma. l' ittero non è relativo alla. natura della. lesione pancreatica, ma. più propriamente alla sede di essa, cosi pere l'ostacolo opposto al corso della bile non ne è il solo fattore. In taluni casi infatti di cancro del pancreas, quando venne a~sicurato all'esterno il corso della. bile con la. colecistostomia., l' ittero non sco m parve, anzi aumentò perchè la cirrodi biliare sta.bilitasi contemporaneamente alla. ostruzione del coledoco non cessè di svolgersi quando l'ostacolo al corso della bile fu tolto (Breet, Provetlce .A:Iédicale1 9 maggio 1891). La. vescicola biliare è ordinariamente distesa nel cancro della testa. del pancreas, oiò che costituisce il sintomo di Courvoisier-Terrier, ma Zoja ha. dimostrato che tale distensione può anche mancare. L' ittero che manca. ordinariamente nel cancro della coda del pancreas si manifesta molto precocemente in quello profondo della test.a. coi caratteri suaccennati. Ma anche in tale esplicazione del tumore


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ll. CAN CRO E LA CHIRURG IA DET.l.A Tf:STA DEL PANCREAS

può non prodursi, e cioè quando il coledoco è Eemplicem~ute accollato alla. testd. del pancreas, non è com presso, non è invaso dal tumore. Si differenzia dalrittero da. calcnlost biliare perchè non è preceduto da coliche, è persistente, progressivo e non rimette mai. Nell' ittero dovuto a pancreatite da calcolosi del coledoco, a differenza. d i quello dovuto a ca.ncro della testa del pancreas, l'auamnesi parla ordinariamentl:' jn favore di precedenti litiasico-biliari. La sua prima insorgenza fu preceduta da coliche epatiche, e per q ualche tempo le crisi epatiche si ripeterono con relati\-e modificazioni nella intensità dell' ittero e scomparsa assolu~a talvolta negli intervalli tra gli accessi. A pancreatite ben deflui ta poi esso rimane persistente per la permanente ostruzione -del coledoco con la. localizzazione del massimo del dolore a 4 o 6 cm. al di sopra ed in fuori dell'ombelico: il cosi detto punto pancrea.ticocoledocheo. Il calcolo del coledoco, ad ittero variabile, cachessia molto lenta, ·per la vescicola. biliare ordinariamente atrofica., può essere facilmente scartato nella diagnosi differenziale. Non cosi il cancro primitivo del· ! 'ampolla. di Vater che dà. luogo alla sindrome pa.ncreatico-biliare per il ristagno della. bile e del succo pancrea.tico, e simula perfettamente la forma j usta vateriana. del cancro della testa. del pancreas. Solo può tener~;i presente che in quello dell'ampolla. l' ittero è più precoce e VI\· r iabile, con decorso più lento, il fegato ordinariamente è ingrandito, il dolore è un sintomo raro, la vescicola biliare anche distesa non è ap•prezzabile attraverso alle pareti addominali. L' ittero da carcinoma del piloro è cosi tardivo cLe i sintomi ini· 2iali propri del cancro pilorico fanno escludere possibili errori di diagnosi. La. cachessia nel cancro della testa del pancrea.s non è propria. della ·malig nita del tumore ma è l'effetto dei disordini funzionali che risultano dalla sua sede anatomica.. E difatt.i, mentre è poco marcata nei tumori a sede superficiale nell' organo, è precoce, grave, prog ressiva rapida.ment.e nel cancro profondo, ed è perciò un altro sintomo che detto tumore ha in comune con la. pancreatite. Le maggiori difficùltà diagnostiche s' incontrano tra. cancro della testa del pancreas e pan~rea.tite cronica. L'apprezzamento della natura del male è oltremodo difficile in tutti i casi ed assolutamente impossibile nella maggioranza di e9Si, non solo dal lato clinico, ma molte vol te anche ad un esame anatomico macroscopico dell'organo. La. pancreatite cronica, specie quella consecutiva a calcolosi dei canali biliari extrae patici, moltissime volte si locali zza e limita alla -t esta del pancreas che si sclerotizza ed indurisce. La ci rrosi di e3sa


~L CANOI<O E LA ORIRURGIA DE LLA TESTA DEl. PA:\OREAS

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dice il Dienlafoy ha quasi sempre tendenza all' ipert.rofia. e talvolta questa.ipertro:fìa è tale da dare alla testa del pancreas l'aspetto di nn tumore indurito, mal delimitato, bozzuto, nodoso, che anche all'operazione ha l'apparenza di un ·tumore maligno e si pr~sta ad errori di diagnosi. L'autore ha proposto di assegnare a queste pancreatiti la denominazione di stenosante, (che io più propriamente chiamerei scirrot ica.), ed esu bera.n te. • La prima strozza o devia il canale coledoco e tal volta quello d i Wi:rsnng, si oppone allo scolo della bile e del succo pancreatico nell'intestino, dando origine alla sindrome pancrea.tico-biliare. Lo. pancreatite esuberante è al tempo stes&o stenosante e di più forma un tumore che pnò comprimere il duodeno. Vanno segnalati i casi di Riedel, Moorhof, Kehr, quello del Mayo-Robson che l'operatore a>eva diagnosticato nn cancro della testa del pancreas e che invece era una pancreatite esuberante. U n caso tipico è quello del De Forest-Willard, in Cllli prima dell'intervento fu fatta diagnosi di cancro della testa del pancreas probabilmente involgente lo stomaco e la vescicola. biliare. Si trattava di una donna. di 56 anni, emaciata, itterica, con dolori epigastrici, vomiti persistenti, ccstipa.zione, feci con grasso. Tra l'epigastrio e l'ombellico si palpava una massa nodosa che andava dallo stomaco, verso la colonna vertebrale a destra. Trasmette· vansi at.tr~verso esso le pulsazioni aortiche. Il lobo sinistro del fegato non era ingrandito e l'organo si sentiva sotto le costole. A destra si notava aumento di volume della vescicola biliare. I vomiti contenevano sangue, nelle urine zucchero 1,63 p. 100, pigmenti biliari, ed albumina. L'esame del succo gastrico rivelava un'acidità. totale 28 con 16 di HCl libero e presenza di eritrodestrina.. Tutta la sintomatologia gastrica non era quella del cancro dello stomaco. La temperatura era subnormale, le coliche ricorrenti come nella colelitiasi. Alla laparatomia si notò fegato normale, vescicola biliare distesa, piloro libero, cancro della testa del pancrMs con metastasi nelle glandole mesentericbe, preperitoneale e prepancreatiche e del rene sinistro; compressione del duodeno e dotto coledoco con aderenze carcinomatose tra g. omento e mesentere. L'operazione fu limitata alla gastroenterostomia con colecistostomia, e l'ammalata mori nella notte. I nvece nel caso di Hessert (Hl04) che riguardava una donna di 70 anni, il solo sintomo col quale si iniziò l'affezione fu un'itterizia intensa e persistente; vi era costipazione ventrale ma non dolore, e l'esame dell'addome risultava assolutamente negativo.


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IL CANCRO r: I..A CHIRURGIA DELLO TESTA DEL PANCREAS

Dopo quattro settimane l' ittero diventò più fosco, il fegato si notò alquanto ingt·andito m'a senza tumore, la debolezza crebbe e più tardi comparve la ascite. Si fece perciò diagnosi di probabilità tra ittero catarrale, calcolosi biliare e cancro del fegato. L'inferma venne a morte dopo quattro mesi dall'inizio del male e si riscontrò all'autopsia un grande tumore della testa del pancreas per cui il. suo volume era quasi raddoppiato. Nel caso del Gallaudet si palpava un tumore nella regione sopraombelicale con dilatazione gastrica e sintomi di stenosi intestinale. Non ittero percha il cancro della testa e del corpo del pancreas comprimeva il duodeno senza o~tacolare il corso della bile perchè non interessava in nessun modo il coledoco. ·In due casi di cancro del pancreas, riferiti dal dottor Santi (Torino) c'era. ascite chilosa per compressione del dotto tora.ci<'.o. Nel caso di Wyllys Andrews il cancro della testa. e metà del corpo del pancreas dette luogo ad ascite chilosa per ostruzione meccanica del sistema Enfatico addominale. Il tumere alla laparatomia esploratiVt\ fu diagnosticato inoperabile e l'addome fu richiuso. Si estendeva tra stomaco e diaframma, dietro il primo; il liquido chiloso fu rimosso per ben 17 volte, e l'infermo morì di inanizione circa. 4 mesi dopo lo inizio delle sue sofferenze. .L'autopsia. dimostrò che lo stomaco ed il fegato erano anch'essi invasi dal tumore, la vena. cava e l'aorta aderenti, ed il receptaculum chyli occluso per compressione della massa del tumore. Questi diversi casi riassunti brevemente dimostrano come variano i fenomeni fisici prodotti in genere dal cancro del pancreas, e ciò in rapporto al volume e direzione in cui si svolge il tumore; se in basso ed indietro ordinariamente resta latente e può comprimere la vena porta; se in alto comprimere il coledoco solo o col piloro; se in fuori ed a. destr~ può comprimere il coledoco, il dotto pancreatico e talvolta il duodeno. D restringimento del duodeno nel tumore del pancreas pare raro e fu osservato nel cancro 17 volte. Quando ha sede a livello dell'ampolla di Va.ter si accompagna ad ittero ed e di diagnosi difficile; quando invece risied" al disotto dell'ampolla!' ittero manca, ma si ha il vomito. Il con· tenuto stoma.ca.le emesso contiene HCllibero (Wilms, Codivilla), bile, ma. non è mai fecaloide. Il più delle volte per sintomi di ostruzione intestinale si praticò la la.pa.ra.tomia esplorati va. liagenbach ricorda 12 casi in cui sia durante la vita come nell'autopsia si riconobbe una. stenosi intestinale da. compressione consecu-


IL CANCRO E LA OH1RURG1A DELLA TESTA DEr. PANCREA.

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tiva a lesione del pancreas. 8 volte si trattava. di can.cro, l di p. cronica, l di p. acuta., l di ascesso.

Decorso ed e.~iti. - Il decorso del cancro della. testa del pancreas è rapido e varia da 3 a. 6 mesi, ma. può anche prologarsi fino ad uno o due anni; l'esito di regola è la morte per malattia. intercorrente, cachessia o per complicazioni quali ematemesi, occl•1sione intestinale, pileflebite, perforazione della vena cava, della. vena porta, arteria. sple'nica, coronaria stoma.chica, ecc.

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** Il pancreas nascosto dietro lo stomaco non pnò vedersi se non sollevando questo dopo libera.tolo dalle sue connessioni co l grande omento e dalliga.mento gastro splenico. Coperto dalla lamina. posteriore della retro-cavità degli epiplon appare allora nella. sua. estensione dalla milza alla concavità del duodeno, trasversalmente situato sulla prima. e seconda. vertebra lombare. Il mesocolon trasverso che si estende come un setto orizzontale tra stomaco ed intestino, inserendosi sulla. parete posteriore dell'addome secondo una linea. obliqua. dal basso all 'alto e da destra a sinistra, incrocia il duodeno nella sua. porzione discendente iu un punto che varia dal terzo superiore, medio, all'angolo che forma questa porzione colla terza (in rapporto pare con l'età del soggetto). Incrocia poi la testa. del pancreas, e, seguendo il margine inferiore del corpo e della coda di esso, pa~sa sull'angolo duodeno-digiunale e termina a livello del rene sinistro. La ra.dice del mesocolon trasverso divide perciò il pancreas in ùue porzioni ; la. sopramesocolica, che com prende quasi tutta la glandola, e la sotto-m esocolica che ne comprende il terzo inferiore delJa testa. Nello spazio compreso tra lo stomaco rovesoiato iin alto e la radice del mesocolon trasverso stirato in basso, il duodeno a destra e la milza a sinistra, preparando la lamina posteriore della borsa omenta.le si mette allo scoperto la faccia. anteriore deUa. porzione sopramesooolica del pancreas ed il suo ma.rgine superiore sul quale decorre l'arteria. splenica., ramo del tronco celiaco che accoro pa.gna. detto margine fino alla milza. insieme alla vena !!plenica. che le è sottoposta. La faccia. anteriore del pancreas a.dunque contrae rapporti con la borsa. omentale ed attraverso ad essa con lo stomaco e piloro, omento gastro-epatico, colon e mesocolon trasverso. Da ciò risulta. evidente t7 -

Giort~ole di mtdi,ino 111ililore. Fase. \'J,


418

IL. CANORO B LA OHlRtTRGIA DELLA TESTA DRL PANCREAS

come i tumori della faccia anteriore del pancreas, possano estrinsecarsi nel loro sviluppo secondo tre vie: ~) in alto, al disopra dello stomaco respingendo avanti a sè l'omento gastro-epatico; ~) in basso, al disotto del colon trasverso, respingendo in basso il mesocolon trasverso; r ) seguendo in fine una via di mezzo, più diretta, possono a.ffae;ciarsi tra stomaco e colon ricoprendosi dello omento gastro-colico. I rapporti della faccia posteriore del pancreas con la colonna vertcbrale, ed organi che stanno immediatamente innanzi ad essa sono i pitt importanti dal lato chirurgico. Va ricordato anzitutto che la testa del pancreas è abbracciata dalle tre prime porzioni del duodeno col quale contrae tali rapporti intimi specie nutritizi da. non potersi separare senza comprometterne la vitalità. Perciò chirurgicamente la testa del pancreas ed il duodeno vengono considerati come un tutt'uno sotto il nome di duodeno· pancreas. Le connessione iutima tra i due organi, tal volta è tale che il contorno della testa del pancreas non solo rispondle alla concavità. del duodeno che l'abbraccia, ma, sormontando avanti ed indietro la. prima e specialmente la. seconda porzione di esso, forma un anello completo e costituisce quella. varietà che va. sotto il nome di pancreas annlare. L'aderenza tra duodeno e pancreas secondo il· \Viart comincerebbe già. a a centimetri dal piloro, sarebbe intima all'angolo formato dalla prima con la seconda porzione filel duodeno, diminuirebbe all'altezza dell'ampolla del Vater per cessare completamente prima dell'emergenza dei vasi mesenterici. Gli apprezzamenti degli anatomici sono differenti su questo det· taglio, e mentre il Sappey ammette che le tre prime porzioni del duodeno si uniscono intimamente al pancreas, il Villar le due prime, le mie ricer0be mi banno portato all'ac11ertamento che l'intimità esiste solo tra pancreas e seconda porzione; sulla prima, per un certo tratto a destra del piloro il pancreas nvn contrae affatto aderenze con l':intestino, e, proprio come vuole il \Viart, a destra dei vasi mesenter\ci superiori le aderenze sono nulle. La testa del pancreas non può quindi mobilizzarsi se non in uno col duodeno che l'abbraccia. 11 duodeno però è aderente alla faccia anteriore della colonna vertebrale, ò la porzione fissa dell'intestino gracile, meno però nella sua prima. porzioue che è relativamen te mobile perchè rivestita nelle sue due facce tlal peritoneo, il quale forma. due foglietti, uno anteriore


IL CANCI:O E l.A C HU:l"R(HA OEI.LA TI::STA DEl, P.I:\CRI~A ~

'!l\)

ed uno posteriore che sul margine superiore di esso si accollano e costituiscono l'estremo destro del piccolo omento o margine anteriore del forame di Winslow. Non è cosi nelle rimanenti porzioni del duodeno dove il peritoneo non riveste che la sola faccia anteriore e si continua con quello di rivestimento dE>lla faccia anteriore del pancreas per riflettersi in basso e formare il foglietto superiore del mesocolon trasverso che incrocia orizzontalmente la. seconda. porzione del duodeno. Il foglietto inferiore di det.to mesocolon è formato dalla riflessione del peritoneo che tappezza. la faccia anteriore del duodeno sottomesocolico e quella della rispettiva porzione della testa. del pll.ucreas. La fA.cCla posteriore del pancreas e del duodeno sono alla lor volta rieoperti dalla. lamina fibrosa del Treitz, residuo del mesoduodeno primitivo, la quale costituisce ciò che va sotto il nome. di fascia retropancreatica duodenale, e che sul margine laterale della seconda porzione del duodeno si accolla la fascia prepancreatica toJ·mando cosi una loggia che racchiude il duodeno-pancreas con la vena. porta, coledoco e gangli linfatici. Per mezzo della lamina del Treitz il pancreas è separato dagli organi che si t.rovano situati posteriormente ed a contatto con la colonna vertebrale. . La testa poi coperta dalla lamina del 1'reitz corrisponde ai corpi della 2• e a· vertebre lombare sui quali riposa, ed al pilastro destro del diaframma che li ricopre. Intercede tra di loro un tessuto areolaadiposo nel quale giacciono la veua cava inferiore, la vena renale sinistra nella sua terminazione, la aorta e varie glandole linfaticbe che formano il gruppo delle linfoglandole retropancreatiche, i vasi afferenti della cisterna di Pecq uet ed il p lesso celiaco. I rapporti della testa del pancreas con tali vasi spiegano come i tumori di essa li comprimano f~c ilmente dando luogo a quei fenomeni già descritti a proposito della sintomatologia come fatti di compressione e consistenti nella ascite semplice e chilosa, n.egli edemi agli arti inferiori e nella trasmissione delle pulsazioni aortiche, le quali uìtime possono far sospettare un aneurisma. La fascia del Treitz mentre SeJ.Jara la testa. del pa.ncre6s dalle dette formazioni vascolari, mantiene accollato ad essa il dotto coledoco che, come ho detto, è compreso nella loggia duodeno-pancreatica. Il dotto coledoco colla sua porzione pa.ncreatica ordinariamente percorre per circa 3 centimetri un solco S(!avato nella faccia poster io1·e della testa del pancreas, ma. ba] volta questa lo circonda a guisa di !l:J "ero e completo canale. Come inntmzi ho gia ricordato, dalle


420

IL CA~CnO E LA ClllRURGlA DF.I.LA TE>i~ UEL PA:\CRKAS

osservazioni di Helly risulterebbe com pletamente abbracciato dalla testa del pancreas nel 62 p. 100 dei casi, e nel 3 p. 100 giacerebbe in una scanalatura pit1 o meno profonda di esso. Per tali rapporti tra pancreas e coledoco negli ammalati· di cancro della testa. del pancreas o di pancreatite cronica, si banno sintomi di stasi biliare i quali però possono mancare quando il coledoco è semplicemente accollato alla. glandola. La testa del pancreas adattandosi alla concavità. del duodeno invia verso la. linea. mediana. nn prolungamento, il così detto piccolo pancreas o processo uncinato sulla. cui faccia anteriore corrono la. vena e l'arteria. mesenterica. superiore, vasi che dalla faccia poster iore dell'istmo passano sulla faccia anteriore di questa porzione sottomesocolic!\ della testa. che non aderisce all'intestino. Que:;te forma.l!.ioni anatomiche sono ben visibili quando si incide il mesocolou trasverso e si abbassa fortemente il colon rispettivo: la. vena è a destra, l'arteria a sinistra.. Da. questa si distacca l'arteria pa.norea.tico·dnoùenale inferiore che colla pan<:reatico-duodena.le supe· riore proveniente dalla gastro-epiploica destra vascolarizza. la testa. del pancreas ed il duodeno, stabilendo int imi rapporti tra. i due, mentre il corpo della glandola è vascola.rizzato specialmente dall'arteria. splenica anch'essa ramo del tronco celiaco. Il punto dove i tronchi mesenterici percorrono la. glandola., segna il limi te del duodeno-pa.ncre:a.s.

...

•• Per la malignità del neoplasma, per il decorso tanto rapido con esito sempre mortale, ci si domanderebbe anzitutto se valga. la. pena di ricorrere a qua.lsia..c~i intervento, anche palliativo, il quale non ba che una. e:81caoia. molto relativa ed è sempre grave, per le misere condizioni dell'operando. Queste considera~ioni hanno fatto propender·e la maggior parte dei chirurghi piit per l'astensione assoluta. da. ogni trattamento chir urgico. La cachessia. nel cancro del pancreas, Bard e Pie la. fanno dipendere esclusivamente dni vel<>ni che le cellule ca.ncerigne secernono e che s1 diffondono nell'organismo, ed il De Dominicis pensa. che possa esser legata alla soppressa. funzione di un organo tanto importante per la digestione. Gran parte però dei notevoli effetti deleteri sull'organismo, come innanzi si è detto, sono imputabili alla. crescente, persistente ritenzione di bile. Lo prova il fatto che la deviazione del suo corso ba.


IL CANCRO E LA OHIRUROlA OELLA TESTA DEL I'A~C RBA$

421

migliorato sempre le condizion i degl'infermi prolungandone anche la esistenza. La. colecistienterostomia. e la colecistigast.rostomia sono le due operazioni palliative che trovano indicazione nel carcinoma. della. testa del pancreas. Di colecistieuteroanastomosi, la meglio rispondente ai dati della fisiologia, sarebbe la colecistiduodenostomia, ma il PelTin fa notare che se eseguita. per carcinoma del pancreas, può venir meno al suo scopo troppo presto, per u.o.a. invasione dell'innesto a11astomotico da parte del neoplasma che ha. decorso progressivamente invadente. La. colecistiga.strostomia. presenterebbe per taluni reali vantaggi su tntte le altre anastomosi della cistifellea col tubo gastroenterico e perciò dovrebbe sempre essere preferita ogni qual volta la. colecistoduodenostomia, l'operazione veramente fisiologica, non potesse essere effettuata; od anche quando, pur essendo effettuabile, dovesse richiedere un tempo eccessivamente lungo, dannoso per un operando in condizioni già meschine e debilitate. La. tolleranza funzionale dello stomaco di fronte ad un anormale affiusso della bile nell'interno della sua cavità, lo provano i referti di Beer, Monprofìt, Nicholls, Lejonne e Milanoff, Terrier, Krumm, De Paoli ed altri; ed il Kehr, a proposito della anastomosi colecistoentericbe dice: « [o preferisco quel tratto d'intestino che più comodamente può essere unito alla cistifellell, e questo è la. porzione pilorica. dello stomaco •· Tali operazioni la praticarono per cancro della testa. del pancreas, oltre il Kehr, Monod, Ternier, Lejars, Quenu, Duchamp, Krumm, Zamboni, Hildebrand, De Graevue, De Paoli. Giordano, Kehr, J aboulay, contemporaneamente alla colecistogastrostomia praticarono la. gastroenterostomia; i due primi perchè il tumore del pancreas comprimeva. ed invadeva il duodeno, l'altro in vista. di una possibile futura. stenosi duodenale. La mortalità di circa il 31,1 p. 100, e la sopravvivenza massima. varia dai 2 ai 14 mesi, con morte per cachessia, rappresenterebbero dei vantaggi molto relativi per cui la chirurgia vorrebbe tentare con mezzi più efficaci di sopprimere la. fonte dei veleni cancerigni con la asportazione del tumore con parte pitt o meno estesa dell'organo. D i pe.ncreat.ectomie parziali fin'oggi eseguite sull'uomo, non sono poche qnelle che hanno dato dei risultati soddisfacenti o addirittura brillanti. Però v'è da considerare che sotto U nome d ~ pancreatectomia si è compreso anche l'intervento che limita l'atto operativo alla asporta.-


422

IL OA:\CRO E LA CB IR UI11,JA DELI. A TESTA DEL P.\KCRF..\S

zione di tumori ben circoscritti e limitati, separabili agevolmente da.lla glandola, magari con sacrificio òi porzione superficiale del suo tessuto, e che la. maggior parte, se non tutti i successi favorevoli si ebbero in casi di tal genere. La coda. è la. parte del pancreas che può agevolmente resecarsi, perchè mobile, indipendente per connessioni vascolari con organi importanti, donde la. sua ablazione non presenta gravi difficoltà, nè pericoli. Con una operazione demolitiva della. testa invece, si va. incontro a tanti inconvenienti che hanuo fatto ammettere alla. maggior parte dei chirurghi l' impossibilità di qualsiasi intervento attivo. Il Ma.tbien diceva infatti non è molto : « Il trattamento del carcinoma. pa.ncreatico è puramente sintomatico. Il tempo non è ancora venuto per la chirurgia, di tentare con po:~sibilità di successo l' ~>st ir­ pa.zione di lesioni di tale natura.. Non si sarebbe incoraggiati df' l res!o per la importanza fisiologica dell'organo e la natura. delle sue connessioni anatomiche •· Avvalorano questo giudizio la morte per anemia dell'operato di Rontier in 2• giornata, quella dell'operato di Terrier dopo 7 ore per shock, e quella. dell'operato di Kronlein in 7" giornata per cangrena. del colon. Per il Villar l' indicazione di operabilità. sta nei tumori benigni limitati che possono ess~re enucleati e che richiedono l'ablazione di piccola. porzione di testa. del pancreas, a condizione però di poter risparmiare almeno uno dei due dotti escretori. Chè, se il tumore è ta.lmen te diffuso da richiedere la nect>ssarin. ablazione totale della testa, è meglio rigettare qua lsiasi operazione radicale. La possibilità. di sacrificare piccola porzione di glandola. con uno doi dotti escretori in modo da risparmiare l' intt>grità. della funzion e escretiva. del rimanente, fu dimostrato sperimentalmente dal Biondi dopo aver operato nell89-! un adeuofibroma. della testa del pancreas che invadeva i ' ', inferiori di essa. con invilu ppo del dotto di \Virsung e com pressione parziale di quello del Santorini. Sperim~>ntò su quattro cani, in due <.fei quali distrusse la. metà ~>U­ periore della testa del pancreas col dotto di Santorini, e negli altri la metil. inferiore col Wirsuugia.no. Dei quattro animali uno mori di p~>ri­ tonite dovuta. forse a. spandimen t.o nel peritoneo del succo pancr<>atico, gli nltri tre furono in seguito sacrificati e fu trovato che un tt>ss nto di cicatrice inglobava. il duodeno ~>d il coledoco senza strozza.rne P•'rÒ il lu me. Perciò dalle suCI e3perienze, come da quelle del Minkowski, Senn ed altri si desume cho la <'stirpazione spPrimenta.lc d ella coda., metà o •.


IL CANCRO E LA CIIIRURGIA DELLA TESTA DEL PA~CREAS

423

del corpo è possibile, e che della. testa. si può distruggere una parte a condizione di lasciare uno dei due dotti escretori. Dell' istesso avviso era anche il Bottini che con gli altri faceva assegnamento sulla supplenza del dotto rimasto. Non bisognerebbe però dimenticare le ricerche di Opie fatte in proposito su 100 cadaveri. In più che la metà degli individui, il dotto minore è obliterato al suo orificio, o così contratto che non può assumere le funzioni del dotto maggiore quando questo è ostruito. Trovò il dotto di v;rirsung più grande di quello di Santorini nell'8!) p. 100 dei casi, e nel 21 p. 100 il dotto di Santorini era apparentemente obliterato vicino alla sua terminazione. In 6 casi era piìt grande del Wirsungiano e rapprr sentava. esso il dotto pri nei pale. Bernard, Zoja., Moyse, ebbero a fare analoghe osservazioni.

•*• Dalla statistica del Desjardins si rileva che due chirurghi solamente hanno praticata la pancrea.tectomia totale: Billrol.h nel 1894 e Franke nel 1901 entrambi con successo operatorio. Il primo avrebbe praticata l'ablazione di tutta la glandola. per tumore totale del pancreas, con guarigione, ma non si conoscono i dettagli dell'operazione, nè notizie lontane sull'ammalato. Il Franke riferisce di una. donna di GS anni che aveva operata n r l 1898 di pilorectomia e gastroduodenostomia col processo di Kocher per per un'ulcera del piloro con stenosi di qursto. Dopo due anni l'ammalata si ripresentò in preda a grave dimagra· mento con perdita çlell'a.ppetito: non ittero, nà dolori. All'esame si notò a diritta della linea mediana. dell'addome ed in corrispondenza. della. regione operata, un tumore della grandezza di un piccol o pomo, poco mobile trasversalmente e molto più mobile dall'alto in basso, appena sensibile. L'A. sospettò un carcinoma recidivato nella cicatril.:e della resezione stomacale, ma gli riusci impossibile di praticare l'esame della. funzionalità gastrica perchè vi si oppose energicamente l'infermo che d'altronde accettò la proposta di un intervento chirurgico. Praticata la la.paratomia. sopraombelicale si trovarono -estese e spesse aderenze tra il lobo sinistro del f<'gato, stomaco e duodeno che furono distrutte col termocauterio. La cicatrice della precedente gastroduoder ostomia era c;olido. e normale, ed il tumore invece risiedeva dietro lo stomaco.


·12-i

U. CA::\ CRO E LA CBlRCRGIA I)ELLA TEST.~ DEL l'A::\CREAS

Vt testa del pancreas era invasa da un cancro e nella coda esistevano due nodi dnri per cui il Frauke si decise a praticare la pancrea.tectomia totale. Vop(>ra.zione fu di lficile per le estese aderenz~ obe uni vano il pancr•'as ai tessuti retroperitoneali. Fu ancora difficoltosa la. legatura dei gro:-:si vasi come la v. splenica., e ùi tutti quelli che sanguinavano dietro la sezione. ~otto la testa del pancreas esisteva una piccola massa grossa come una uocciuola situata contro il duodeno che fu conservata percbè ritenuta un pancreas soprannumerario. Il peritoneo fu cl.inso e la pareto suturata. in. piani. Il seguito operatorio fu ottimo. Nei primi 4 giorni non si presentò ~ucchero nelle urine, che invece comparve al 5° g iorno e si mantenne in modiche proporzioni fino al 19', quando scomparve di nuovo, sicchè l'ammalato al 20' giorno venne dimesso guarito senza g licosur ia ed in condizion i dll. alimentarsi normalmen te per 3 mesi consecutivi, dopo i quali si ebbe recidiva. del cancro con itte1·o ed ascite che portò a morte l'ammalato al 0° mese dall'operazione. Le }Jancreatectm i e parziali (>Seguite fìn'oggi e note vanno ripar tite in operazion i che hanno consistito -x io ablazione totale della. testa, :~. in ablazione totale della t·oda, r in parziali dell'una o deìl'altra, ed in enucleazione di tnmori senza scoutinuare il dotto pancreatico ed il coledoco. Praticarono a blaziooe totale d eli~' testa. Berns (per cancro secondario). Levò la testa., ma non il duodeno e non parla 1lelle vie biliari, nè del moncone pancreatico (morr.e). Codi villa resecò in blocco la testa del pancreas, il duodeno ed una parte dello stomaco, praticò una gastroenterostomia. ~on colecistienterostom ia, ma. non dice che fece del moncone pa.ncr,e atico. L'ammalato mori in 2±• giornata. L'ablazione p~trziale della. testa. fu praticata da Rnggi, Terrier, Bionùi, Kronlein, Rendler, 'l'ricomi, Franke, Juriè, Lucke, Ryd_vgier, Langenbeok, Gnssenbauer, !:;chwyzer, Ricard, Billroth (iu tutto 16 casi con 7 guarigioni e 9 morti). Di ablazioni parziali della coda ne praticarono 'l'rendelenburg, Briggs. R outier, Molthe, .Ma.lcolm, Franke, Billror.h, Uonprofit, P o· stempski (10 casi con 7 guarigioni e 3 morti). Dn.lla seguente statistica, (pag. 426), si può rilevare la natura. e l'estensione dell'affezione, l'incertezze diagnostiche e le modalità d'intenento col relativo esito di molti dei casi clinici nei quali si praticarono operazioni pill o mt:'no radicali .


IL CANCRO E LA OHIRUnOIA DI~LLA n :STA DEL PANORF:As

425

Da. questo riassunto statistico, senza. voler tener conto dei due casi di pancrea.tectomia. totale eseguita finoggi con esito operatorio felice perchè non netta. la relazione dell'atto chirurgico ed incompleta. quella. dei postumi operatori, si nota. come di successi veri e propri se ue sono avuti nelle resezioni parziali della. coda del pancreas, ed alquanto buoni in quelle parziali della. testa (l G casi - 7 guarigioni - n morti ). La mortalita si ebbe in tutti gl'interventi per cancro della testa, e le gua1·igioni negl'interventi per tumori limitati, superficiali e facilmente enuclea bili, tutto al più con }'esazione superfici~le di tessuto pancreatico. In questi casi non fu necessario interrompere la continuità del canale iutest.ina.le, ma per limitu.ta. stenosi d i esso la. gnstroentorostomia fu in qualcuno sufficiente a portare a complemento l'operazione. La morte segui più o meno rapidamente quando la pancreatectomia cefalica richiese necessariamente l'ablazione del dnodeno. Il Desjardins per i rapporti tra pancreas e duodeno distingue in questo due zone differenti: o.) una al disopra dello sbocco del \Virsuugiano: ~) l'altra al disotto. Nella prima zona, la glandola aderisce intimamente all'intestino col quale è fu sa; nell'altra la connessione non è così intima come hanno dimostrato prima lo Schiefferdecker ed il Wiart dopo, in modo che qui la. separazione della testa è facile ad ottenersi. La porzione superiore della testa del pancreas è solcata avanti ed indietro, nelle sue due faccie dell'arteria pancreatico·duodena1e superiore. L'arteria pancreatico·duodenale superiore è l'arteria propria del duo· deno; discende fino alla porzione trasversale di questo viscere dove si anastomizza colla pancreatico-duodenale inferiore che è ramo della mesenterica superiore. Il duodeno è irrorato dalle stesse arterie che vanno alla. testa del pancreas, specialmente nella porzione superiore di queste.. L'intimità di connessione tra. pancreas e duodeno sarebbero essenzialmente costituite da aderenze vere e proprie e dalla comune irrorazione sanguigna. La duodenC\pancreatectomia perciò, e non là. sola pancreatectomia cefalica sarebbe possibile, e nel cancro della testa. del pancreas risponderebbe a vari scopi: a) permetterebbe di togliere tutto il focolaio morboso; b) renderebbe agevole di togliere tutti i gangli interessati più o meno ; c} garantirebbe dal sicuro sfacelo del duodeno, inevitabile se questo si lasciasse in posto.


426

Jl, CA:\OR() E LA CHIRURGIA DELLA TESTA DEL P ANCR EA.

P~CRE.lTECTOHlB

AUTOnE

ETÀ E SESSO

lJIAGI'i031

Esnme obbiettivo -Sintomi

prima dell' mtervent o

Tumore di tutto il j Nessuna iudil'tu;io ne. pbncr!'I\S (!).

Billroth (188 -l }

Ruggì ( 188!))

Donna di UO onni. Turnoro cho dal piccolo bacino vn all'ombelico gronde come una testA di ndulto - - Ascite.

:l Terrier ( 18!1:!),

Donnn <li 55 anni. l 'umore periornbolicnle che si estende verso s inistro, triloboto , n risoonn~a ottuso alla pC'rcussiono, indJpendente dogli organi pelvici.

Kroonlein

Donnn di 03 anni. Tumore ombolicnl o notato tre anni avanti, d ella grandez~o di un o nocciuoln. Tre anni dopo oro aumentato di volume. Spnst,abilo in tutti i !'!!nsi, nella inspirazione discendeva. A stomaco dilatato nr· ti6cialmonto si spost1n-o in alto od a destra. Feglllo ingrnndito. :\on temperuturo, n on zu<>chero nello urine. Anncl oriclria all'esame del succo gnstrico.

2

4

( 1894)

li

Hionrli (1894)

REPEI\TO C:UIR URGICO

Sarcomo retroperitonenle a sede indete rminato.

Tumoro dolio testa e del corpo 1lcl panc roa'l.

Tumoro trilobato ch e pnre del miscntere.

C'nn~ro

del piluro.

Donnl\ ùi 45 anni. Adc no6broma ti c Il a Tumoro ombelicale, ùeltesta do l p n ncrMs. la grandezza di un uovo, doloroso - Glicosuria. ' s tenrren.

Tumore dol poncreM.

'J'mnort:> cho in,·nde i 2f:l infe riori d ello toatn ed il corpo d ol pnncreo~. inviluppn il cnunle d i Wirsung e comprime quello di Snntorini .

•


IL CANCRO E LA CHIRCR(;IA DELLA TESTA DEL PANCRE AS

427

CEFALICHE.

OPER.\ZION E

NATURA DEL TUMORE

.\ bll\t.Ìono totale della glnndolo..

ESI T'O

C uarigione.

Pant·reaLoctomia cefalica,emostasi, dre· nagaio e chiUllu rn pnrz.iale della paf t:Ul Addominale.

Adenosarcoma.

Guarigione per 2• intenzione.

Laparot.ornia mediana. Il tumore si peduncolll e si se· zio na. PesaL 2;;00 gmmmi.

Epiteliomn cistico del pon· crea s.

:\[orte per stock nella gior · natf.

Lnpnrot.omin mediana. Si constata che il tumore non ap· psrtiene nè allo stomttco, nò ol pi· loro. ~i sfonda il ligamanto gnstroco· Jicn o si penetra neiiB retro covità dt'J!h e piploon. . Allora si nota che il tumore, comprC'S<l nell'anello cluodenBle, nppar· 1i.,n.. al pancroaa. P er asportarlo, l'O. legò l'a. colit>n rnedia. c ricoprl la suporfìde di sezione del pancreas col peritoneo. ~on fu visto il coledvco, nò il dotto d i \Virsung.

Angiosarco ma primitiva Morte in 3" giornata per cangrena del colon tradella testa d el pnncreas. sverso per una lunghezza di 16 centimt'tri e '/~· (Porzione nutrita dalla daUa a. colica media).

Lnparo toroia aoprnombelicale, sutura del pE:ritoneo alla pelle. Si sfonda il pic-colo epiploon, poi il perit.oneo pa· ri~·tale p osteriore e si mobilizza il ,tuodeno colla testa del p11ncreaa. Iso lnmento del tnmore dal tessuto ponc rcatico, poi dal duodeno, dlllln vcnn porta e dalla Ct\Va. ti duodeno si riuniBCe alla por· zion e rosiduale della qlandoln. Ta.•oponamento, chiusura parzil\le del ventre.

Adenofìbroma della testa Guarigione con 6stola pandol pnncr;ons. creatica t emporanea.


±28

AU TORE

6

Sendlenr (1896

7

ll

IL CANCRO E LA OH lR URO IA DELLA TESTA DEL PANCREAS

l

ETÀ E SESSO

DIAGNOSI

Esame obiJI~tth·o- Sintomi

prlrna tlell'lntervento

Donno di ò4 onni. Sulla linea mediana un po' al disopra dell'ombelico si polpa un tumore duro, bonuto che a stomoco pieuo non si rileva. 1'\on 7.\ICehero, n~ albu minD. n ello urin e - Tornpcrotura normale.

l'umore maligno del pancreas co n riserva per un carcinoma d e lla parete posterioro o grande curvtrt.ura dello sto· maco.

Codivilla ( 18!\S)

REPERTO CIIIRt:I\Gir.O

-:.:.. lllf:~r:

Tumore duro dello t e s t n d el poncreos. della gronde1.u di uno n oce.

.l.... UT!.~ J~:; :J

Tumore d e l l n testa del panc rell8 ade· rento aJ duodeno.

~ ..... . ?1\01 .l ~ ~ • ~t& •1•1 ':..- ; d•h,, i l

~~ ~kl f"t'i

• _,.~·d oJOd•.

r:r n de. c ·l··

;~ oj •lflnoith• '".t ~i \' • ... • ~·:!<)o- <l l )":-:.&t,J~!I t~.

8

Tricomi ( 1897)

Donna di 52 anni. Duo dita sopra l'ombelico si nota un tumore <Iella grando1.z.a di un arancio, duro ·olastico più sviluppato a dPat ra cho a sinistro. mal delimitato; di!ll:endo cogli atti rellpiratorì. Alla percussione riaonaD?.a timpanica. No n ?.uccht>ro, n è albumina nelle urine; nonitt~ro.

Cancro primith·o del pnncrena ( ! ).

Tum ore delle testa del pancreas ad<.'· rente a Ila pnrcte dello atoml\co.

8

Franke ( 1909)

Donna di 68 anni. Operata nel 1898 di pi· lorcctomia e gMtroenterost oroia per ulcera piloina. X el l 900 si ripresen ta con un tumore a destra della linea mediaua d oll'addo· me, grosso quanto lm pie· colo pomo; poco mob lo.

Ca rcinoma della oria· tion tlcllo resc1.ione d ello stomaco.

Cancro della testa e della coda del pan creas con aderenz~.> tra fegat o. nnodono e stomocn.

Tuffior (ine<lito )

R esistem.a nodo1111 profonda nel cavo epigastrico, dolorosa. Nessun disturl>o di stomaco.

Nooplasma del pan· creas.

lndurnml'nto d e Il a parte superiore e posteriore dello t<.'· sta del pa n r rcas. Fegato bruno, venico lo b ili are di· steso.


IL CANCRO E LA CRmURGIA DEI.T.A TESTA DEL PANCREAl'

O PERAZIONE

l'\ ATUR.~ DEL TU~IORE

42!)

ESITI)

Laparotomit1 soprnombelicale. Incis ione del piccolo opiploon. Estirpazione del tumore o d ei gang li panc.r eatico-duodonali.

Tumore linfatico tube rco· Guarig ione. loeo della tes ta del pan-

Laparotomi" sopmombelicole. Re:lezjone dello tes ta del pancreas, duod eno e parte dello stomaco. Leg11tura del coledoco e dei due monconi dol duodeno - C:astroonterotJtomia ad Y e colerietienteros tomia <-ol bvttone di Murphi. l'amponament.o.

Epitelioma della testa de l :IIorte por cochossia e generaliz7.azionedel tumore pancreas. in 24" giornata.

Laparotomia eo praombolicale. Incisione del perit.ont o gnstrico a livello clell'adP•enu. S'iso la la masaa principale dol tumore. In un punto si perfora lo stomaco c he \'iene suturato. La dissezione è difficile, ma il tumore vione separato del tutto.

Adono-epitelioma doli a te- Guarig ione per primo ma l'infermo muore -l me>:<i sto del pancroas con indopo per recidiva nel feteressamento del siate gato e nel moncone panma linfatico. c reotico.

L-apnrot.omia sopraombelicale. Diatr u· zion(' delle aderenze col cauterio, Panc reatutomia totale.

Epitelioma del pancreas.

Guarigione. Dopo 6 mcei e 1/ 1 morte per ittero od ascite do recidiva del cancro.

Laparot.ornia sopraombclicale. Asportazione del collo o della te· sta del pancreas dopo a&zionato il coledoco ed estirpazione dell'ampolla di V o.ter. S utura del duodeno aperto. Coler~ianoc.leooatomia.ll moncone pancreatico residuo viene suturato alle labbra d ella incisione addominale. Drenaggio.

('aocro del pancreas.

) [orte 48 oro d opo l'inter vonto.

creat~.


430

IL CA..."\CRO E LA ClHBURGtA DELLA TESTA DEL PA:\OREAS

AUTORE

Il

J3

EfA E SESSO

OI AliNOSI

E3amo obbiettivo- Sintomi

prima dell'Intenerito

RCPIBTO CHIRURG ICO

Duval (inedito)

Aumento di vo lume dello stomaco C:o\Slrectasia ( !).

Ulce ra pilorica.

Ulcoro della fre :eia pos t eriore de l p iloro, aderente all o1 t esto dol pancreas a livello di una perrora?.iono spo n t a neu.

lllicbaux (inedito)

Donna di 45 anni. Da sei mesi circa si ers accorta di un tumore li livello dell'ombelico che numentò progreJ>sivament.e. Dolori periombelicali irradiantiei alla colonna vertebrale. Si nota un ' umore ombelicale il cui centro è situato un po' al disopra ed a destra dell'ombelico. poco mobile. sono ro alla per· cussione. Dimagramento, de b o· lezz.a, tinta puglierina, non ittero.

Tumore maligno del pnncrens.

Tumore d e li n testa del pancreas.

P. Childe

Donna di 35 anni Da un anno soffriva do· !ori all'ipocondrio sinistro ed all'epigastrio c he si ac· compagnavano a vomiti circa un 'ora dopo i pou1ti.

Cancro dello stomaco, o del colon. o di entrambi.

Tumore ulccrant~ IR metà sinilltrll dell•• stomaco, piloro C()n aderen-ze tra mesa<'O ion e g. epiploon. r a c c i a po8l<!rior<' d ello stomaco. etl ant eriore oll'l pancrens formando il tutto unn mo.~sa u nico.

Donna di 3.) unni.

Ct1nc ro del piloro <'On intercssamt.>nto do! pancreas.

Tumore intere:~.-anto il piloro e porz.ion,• eupcrficiolE' dello t t- ela d el pnucreas.

(l!l06)

Ehrhartlt (l !lOS)

( ~)


IL CANCRO E LA CJHRURGIA OI!:LLA. TE$TA DEL l'A.NCREAS

OPERAZ IONE

~ATURA

OEL TOMORE

43 l

E31TO

l

l

1

Laparotomin. Rcso:r.ione del piloro. 1 :Uobili:t?.8Zione doiJa seconda portion.e del duodeno colla incisione di

CuarigionP.

Wiar~.

Rosozione doi i/, superiori della testa del pancreas che vien separata dal dotto coledoco e dalla venn

pc.rta. Sutura della ferito. pancreatica cho è rtcoporta col piccolo e grande epiploon. Gastroonte.rostomia ( Billroth 2• maniera). l.apsrotomia con inctstone sul bordo esterno del g. retto addominRle destro. Rese7Jone della t-esta del pn'n creas c c.lolln 2• e 3 1 porzione del duodeno. Sutura della parl'te addo· mina le. Succo'<l!ivament~. DI'Ila stessa seduta, la pnrotomia mediana. C:astrocnterostomia anteriore col bottone c.lel i\lurphy.

Sarcoma della testa del pancrona.

:\(orto ncllu sera per Qhozk.

Resetiono clello st<>maco o piccolo opi· ploon ndiaeente, del g. epiploon e mesocolon trssverso colla por:r.ione superficiale d el pancreas aderente. Chiusura della sezione del duodeno o &tornaco; gas~rnent~rostomia poateriora tra l'estremità cardiaca dello stomaco e digiuno. Rel!Ozione d~l colon trasverso 15 ~nlimotri (poniono priva di circo· luione arteriosa pt>rchè ora stata le· gsta l'a. colica media·.

Carcinoma

\.uarigiono.

Pil~roctomia con re~~ezione della por ttone, in superficie. del pancroos in· teres.'!8tn dal tumore.

Cancro.

Cua rigiono con 6stola pnncrentica ehe si chiudo srontnn earnonle. Dopo 4 mesi rccidin\ e morte.


432

tr. CAXCRO E LA CHtnUHOIA l>KLL.A TESTA DEL PANCREAS

Questa chirurgia è gra.vt" e complessa ; grave p~r la situazione e rapporti anatomici del duodeno-pancreas; com plessa perchè richiede u na serie di atti operativi per ristabilire la continuità del t ubo intestinale che s'interrompe con la resezione del duodeno, la continuità del ci rcolo biliare estraepatico col cànale alimentare, ed un t rattamento adatto del moncone pa.n creatico.

**• Due processi sono stati descritti e consigliati: uno dal Sa.uvè e l'altro dal Desjardins, i quali in sost11,nza si rassomigliano. PnooF:s.-:o uEr. SAuvF:. -

L'A. divide l'operazione i n G tempi.

1° tempo. - Lapm·atomia - E.~posizione del campo 01Je1·ativo. - Incisione mediaua sorpassando l'ombelico d i quanto sembri necessario . Meglio praticare l'incisione di Kehr leggermen~e modificata. Riconoscere il !Jiloro, la seconda porzione del duodeno e l'inserzione del mesocolon trasverso sul duodeno pancreas.

2° tèmpo. - Legattwa delle aa. pilorica e gMtJ·o-duodenale i sez'io11e del]Jiloro. ·- L ' indice della mano destra sfonda il piccolo epiploon; due clamps vengono piazzati ~ul piloro. S i lega. l'a. pilorica dal Jato stornacale, e lo stesso si fa por l'a. gastro-duodenale. Il piloro si seziona e si chiude il capo centrale con due piani di sutura.. Si può cosi spostare in alto ed a. sinistra. tutta la. porzione mobile del duodeno tirando sul cla.mps posto sul capo duodenale e si espone bene la. seconda porzione d i esso, ciò che permette l'incisione di \Viart. 3° tempo. - lncùsione lafe1·o-duodenale di Wim·t; esteriorizzazi011e della seconda porzione del dtwdeno e della te~ ta del pancreas. - Si prat ica. sul perito neo parieta.le pogteriore lungo i l bordo esterno della seconda porzione del duodeno l'incisione del Wia.rt . Si allarga col d ito fino a che questo si arresta in alto sul peduncolo del piccolo epiploon, cd in basso sulla iu s~rzi one del m E~socolon trasverso. Colla mano destra introdotta. in detta incisione si può scollare la faccia posteriore del pancreas seguendo la. lamina del Treitz. Men tre poi le dita. della mano sinistra prendono i l dnodenopa.norea.s scollato indietro e lo stirano per esteriorizzarlo, la, mano destra col suo indice scolla la. faccia. anteriore della glandola dal peritoneo sopramesocol ico, grazie al piano di clivaggio fornito dalla fascia. prepancrea.tica.


IL CANCRO F. LA CHIRURGIA DELLA TESTA DEL I' A:NOREAS

433

Si scolla. così il duodenopanorea.s andando dall'alto al basso e, respingendo il mesocolon se c'è bisogno; si arriva a scollare facilmente, senza alcuna lesione va~colare, tutta la terza porzione del duodeno fino e. che si percepiscono i vasi mesenterici superiori. 4° tempo.- Ricerca dei vasi mesenterici superiori, sezione della terza porzione del duocleno; mobilizzazione di t"tto il dtwdenopancreas. - I vasi mesenterici superiori sono un punto di repere prezioso i indicano cioè dove bisogna sezionare il duodeno. Essi segnano il punto in cui il bordo inferiore della tes~a. del pancreas non è più aderente al duodeno i il punto oltre il quale sarebbe 'pericoloso scollare il duodeno perchè si andrebbe incontro a facili lesioni vascolari che porterebbero allo sfacelo delle anse coliche. Una. volta arrivato a destm dei vasi mesenterici, il dito libera completamente la circonferenza della terza porzione del duodeno; le due branche dell'arteria. pancreatico·duodenale sinistra vengono legate e, sezionato l'intestino, dopo che se ne è chiuso con ~eta il capo inferiore, il superiore si stringe con un cl a m p. che servirà. come mezzo di trazione. Il duodenopancreas è così di venuto mobile e la sua emostasi è fatta; la legatura dell'a.. gastroduodenale in alto, quella delle pancreatico·duodenali sinistre in basso, assicurano l'emostasi della testa. La mano sinistra. prende il clamp. che chiude il capo superiore del st>gmento duodenale resecato e quello che chiude il capo inferiore in modo che il pancreas, sufficientemente scollato, viene messo bene 10 luce. 5~ tempo. Scollamento della porzione di pancreas « deUa piccolo pancrea11 • dai vasi mesenterici st~pet•io1·i e della testa dalla vena porta. - Mentre la mano sinistra. tiene i dne clamp. che tirano in fuori il segmento duorlenale resecato e la testa del pancreas, l'indice della mano destra scolla facilmente il piccolo pancreas dai vasi mesenterici superiori. Ciò fatto, la mano sinistra attira di più in pilt a.l difuori il duodenopancreas e l'indice della destra, seguendo la iaccia posteriore della glandola, la. separa dalla vena porta, ciò che non ili difficile a pra.tica-r:si.

6" tempo. - Sezione separante la te.<Jta del panc1·.eas dalla coda; legatt,ra e sezione della ga.Ytrodt,odenale e del canale colecoco. - Siccome bisogna lasciare in sito la maggior parte possibile di coda, la sezione del pancreas deve cadere il più lontano che si può dal duo· deno. t8 -

Gwrnolt dt mtdidna militare. Fase. \'l .


434

IL CA~CRO t; LA CHlRURGI A DEl.l.A TESTA DEL I' ANORE,\S

Separata così le. testa dalla coda, tut~o il duodeno-pancreas rimane attaccato ad un piccinolo fatto dal coledoco. Questo si seziona e l'operazione della duodeno-pancreatectomia è terminata. Resta a. fare le operazioni complementari che consistono nel ristabilire il corso delle materie alimentari, quello della bile, e nel trattamento del mottcone pancreatico. Per il primo scopo l'A. consiglia una gastroenterostomia ad Y. Per ristabilire il corso della bile, la coledoco·enterostomia sarebbe preferibile se possibile, quando cioè il dotto coledoco fosse sufficientemente dilatato. La colecisti·gastrostomia e la colecisti·enterostomie. sono operazioni più facili, me. banno l'inconveniente di predisporre all'angiocolite ascendente. Il moncone pancreatico infine andrebbe suturato alla pelle. li Sauvè, seguendo il parere di Tuffier; crede utile praticare la ~astroenterostomia in un primo tempo ed in seduta o parte per varie ragioni. Prima di tutto si diminuisce in tal modo lo shok operatorio, poi perchè si permette cosi al malato di alimentarsi in migliori condizioni, specie quando il cancro della tesLa del pancreas ba prodotto stenosi duodenale. Infine perchè in questo primo momento si può esplorare vantag· giosamente il campo operatorio e rendersi conto delle condizioni del pancreas e dei gangli. L'A. dice che in questo primo tempo non si deve eseguire l'anastomosi delle vie biliari coll' intestino, altrimenti si verrebbe a ma.· scberare il caro po operatorio dell~ pa.ncrea.tectomia. secondaria. >il

* • P roceliSO del Desjm·dins. L'A. fa innanzi tutto rimarcare che questa operazione può eseguirsi in due tempi come si fa del resto in altre operazioni nelle quali l'ablazione del tumore si fa precedere da un'anastomosi. Ma se si voglia completare l'intervento in un tempo solo, per le anastomosi intestinali si può impiegare il bottone del Murphy o quello del Jaboulay, e per le anastomosi biliare e pan· crea.tica il bottone usato dal Boasi per l'Ul·etere,, la cui introduzioue nel canale di \Virsung dilatato e nel coledoco, riesce agevole. A preferenza. dell'incisione laterale rettilinea o di quella del Mayo Robson, l'A. consiglia quella del Kebr sufficiente nella maggioranza dei ctt.si per permettere l'esplorazione delle vie biliari e del pancreas, e che all'occorrenza può trasformarsi in forma. di Z, aggiungendovi


IL OAl\GRO E LA CH I RURGIA DELLA TESTA DEL PANO:BEA.S

435

all'estremità inferiore, a livello dell'ombelico, una seconda incisio.ne obliqua in basso ed 11. sinistra per una estensione di qualche centimetro, ma più breve di molto della superiore. L'epiploon si respiog~ a sinistra, e riconosciuto il duodeno, si in· cide il peritoneo duodenale a 2 centimetri dalla porzione discendente ~ parallelamente a questa. Si scolla il più lontano possibile fino a che si siano oltrepassate la vena porta e la cava e si esplora la testa dal pancreas. Si legano l'a.. pilorica e la gastrod uodeuale, si seziona il p i loro tra due pinze e poi il coledoco il pii1 bas:;o possibile se dilatato, a li-ç-ello del cistico se non lo fosse. Si continua così a. scollare e mobilizzare il duodeno oltre i vasi mesentetici superiori e. fino a livello dell'angolo duodeno digiunale dove lo si seziona. tra dlue pinze. Si piazza un clamp sul corpo del pancreas obliquamente diretto in alto e a. destra., verso il piloro, per evitare la. costrizione delle arterie coliche, e la. obliquità. da. dare al clamp. sarà. maggiore o minore a seconda che si voglia asportare tma porzione minore o maggiore di glandola. Sezionato il pancreas contro il cla.mp. si asporta. la. testa con il duodeno e si procede alla. riparazione. Si possono presentare allora due casi: In uno il canale di Wirsung sarà molto dilatato ed offrirà la possibilità di anastomizzarlo coll' intestino; nell'altro, e sarà il più frequente, il Wirdungiano non è dilatato tanto da. permettere l'anastomosi. Nel primo caso si chiude lo stomaco con un doppio sopraggitto, ma prima di far ciò vi s'introduce il pezzo maschio di un bottone -di .Murphy, di cui il pezzo femmina si piazza sulla. superficie di sezione del digiuno dopo però aver piazzaio in questo, in due punti diametralmente opposti ed a qualche centimetro di distanza. dalla sua superficie di sezione, due bottoni di Boari. Sul punto d 'impianto della. branca maschio del bottone di Murphy nello stomaco si pratica. nna incisione colla quale si fa una. piccola bottoniera attraverso la quale se ne fa. sortire la po:rzioue sottile e si esegue l' anastomosi gastrodigiuuale. Si ripete uua. manovra identica sulle pareti del digiuno dove fu. rono impiantati i bottoni del Boari per mezzo dei quali si esegue l'anastomosi coledoco-digiunale da nn lato, e dall'altro quella del dotto di Wirsung. Prima di eseguire quest'ultima, bisogna curare l'emostasi del mon· eone pancreatico rimasto iu sito e già in parte assicurata colla pre· ~adente legatura dell'arteria. p:mcreatico-duodeuale sin:istra, di unu. o


436

IL CANCilO E LA CH IRURGIA DELLA TESTA DEL PANCHEAS

due branche della splenica e della gastro-epiploica destra. È sufficiente per lo scopo di fa.re una. serie di sutu.re a catena al c.a tgut perifericamente al dotto centrale del moncone stesso che così rimane beante nella sua superficie di sezione. Riconosciuto il canale si afferra. con una pinza a forcipressura, lo · si isola per 2 o 3 cm. e si piazzano due serie d i legature sul moncone del pancreas; una al disopra ed una al disotto di detto canale. Quando invece non è possibile eseguire la precedente tecnica perchè il dotto di Wirsung non è suffi.cientemeute dilatato, si pratica l'anastomosi pancreatico-digiunale infossando nell'intestino parte del moncone pancrea.tico. L'autore consiglia a tal uopo di utilizzare un'ansa che sarà Rtata esclusa dalla circolazione intestinale col seguente procedimento: Si attira il digiuno per una estensione di circa 30 cm. e si seziona tra due clamps. Si libera il più lontano possibile dal mesentere passando tra i vasi ; si può, del resto, senza. inconveniente legare una arcata arteriosa. Quando il mesentere è sezionato sufficientemente lontano, da permettere, senza torsione, una mobilità completa. dell'ansa. esclusa., si piazza. quest'a~sa orizzontalmente. Poi s'impianta come precedentemente il capo inferiore del digiuno nello stomaco col bottone del Murpby. Si assicura nell'interno del segmento di digiuno escluso, e ad ugual distanza. dai suoi d ne estremi il pezzo femina di un bottone di Murphy di piccolo calibro. Il pezzo maschio sarà già stato impiantato nel capo anale del digiuno, a qualche distanza dal suo punto d'innesto allo stomaco. Coll'estremo destro dell'ansa esclusa si pratica nel modo ordinari'> l'anastomosi colecisti-digiunale e col sinistro la pancreatico-digiunale. Per quest'ultima si comincia con lo schiacciare con una pinza il tessuto glandolare al disopra. e al disotto del dotto di Wirsung avendo cura di rispettare la regione del ~.:anale escretore. Si fa poi l'emostasi con punti a catena, si tagliano i fili conservando il filo superiore e l'inferiore che per mezzo di due aghi si fanno penetrare nel lume de11'ansa intestinale e si fl\nno riuscire nello spessore della. paret.e dopo averne attraversata la mucosa 2 o 3 cm. più lontano. Si pratica allora un sopraggitto circolare tra il labbro intestinale e la glandola per avere un infossamento a due piani di sutura. Si è cosi completamente affondato il moncone pancreatico nell'interno dell'ansa digiunale esclusa.. Non resta. che anastomizzare quesfansa colla porzione di digiuno impiantata nello stomaco. In tal maniera nell'ansa esclusa. vengono a mescolarsi la bile ed il sncco paucreatico senza che vi passino materie intestinali.


IL CANORO E LA CHIRURGIA Dr:t..LA TE::.1'A. DEL PANCREAS

437

Terminata l'operazione ai mette un drenaggio tubulare nella regione prancreatica, vi si ribatte sopra il colon trasverso e l'epiploon in una. bottoniera. del quale si può far passare il tubo da drenaggio che è bene contornare con lamina di garza se si vede venir fuori qualche po' di sangue. Si chiude infine parzialmente la parete addominale.

*•• I n queste operazioni il processo di gastroenterostomia vn. subordinato al modo col quale s' intende di ristabilire la continuità. delle vie biliari e pancreatiche col tubo enterico. Il Sauvè consiglia la gastroenterostomia ad r perchè non preoccupandosi del ristabilimento del corso del succo pancreatico, prende solo in considerazione il modo migliore con cui assicurare la funzione della nuova bocca anastomotica gastro-intestinale. Diverso è il procedimento del Desjardins precedentemente descritto, che è subordinato a due indicazioni: provvedere a. che la bile ed i l succo pa.ncreatico passino nell' intestino; provvedere all'arrivo contemporaneo in esso per evitare i cattivi effetti che il succo pancrea.tico potrebbe esercitare sulla mucosa intestinale senza il concorso della. bile. Per ripristinare la continuità. delle vie biliari con l'intestino l'A. propone di utilizzare la cistifellea, o nei limiti del po.;sibile il moncone del dotto coledoco reciso. Con questo secondo modo di fare, non mutando il processo di gastroentero:stomia. si risparmierebbe un'anastomosi: quella tra il punto di mezzo dell'ansa intestinale esclusa con l'altro processo e la. porzione di digiuno poco al disotto dell'anastomosi gil.stro-digiuna.le. Ma. qui è bene riflettere che il dotto coledoco nel processo a. carico della testa. del pancrea.sl non rimane immune da. alterazioni che sostanzialmente 1aodificano la struttura delle sue pareti, oltrechè nella porzione contenuta. nello spessore della glandola, per un certo tratto della porzione extra.-pancrea.tica. La. sezione in es!lo perciò dovrebbe cadere molto )n alto per cui si avrebbe una ml\gg iore distanza tra moncone pancreatico e coledoco, i quali essendo poco mobili non possono ra.vvicinarsi a ùue punti diametralmente opposti sulle pareti del digiuno poco al disotto dell'ana' stomosi gastro dig iunale. L'innesto verrebbe a cadere a d i ver.sa al&ezza; piit i n alto per il dotto pa.ncreatico, più in basso per il coledoco il che porterebbe ad una. i nflessione ad U dell'intestino con un I!Omito il quale deve causare inevitabilmE~nte fenomeni di rigurgito.


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lL CAXORO E LA CH IR URGIA DELLA T ESTA DEL I'A:\CREAS

Più mobile e mobilizza.bile invece è la vescica. biliare distesa., ragione per cui la. si può s postare facilmente. In quanto al trattamento del moncone pa.ncre11tico il Sauvè consiglia. d' innestarlo alle labbra dell'incisione addominal e, Desj a.rdins all'intestino; e ciò perchè il prill.'O ritenendo impossibile qualsiasi altro trattam ento di esso fa. assegnamento sulle 1mpplenze funzionali, l'altro ritiene necessario e possibile ripristinare le condizion i fisiologiche col derivare il succo panc.iea.tico nel oanule digerente. Certo è che il moncone pancreatico non può lasciarsi beante in cavità. peritonea.le percbè darebbe luogo a spandimento del suo flecret<> il quale continua dopo la resezione del pancreas. Il succo pancrea.tico secreto della rimasta porzione della glandola, sia che si spanda nel peritonao, sia che ristagni e si infiltri nel tessuto gJandolare interstizia.le, costituisce un serio e permanente inconveniente L'azione settica del succo pancrea.tico sul pel:Ìtoneo sarebbe esclusa dopo che le ricerche di Klava, Klippel, Carnot, Devoto, Cbarrin e Levaditi hanno dimostrato, contrariamente a. quanto avevano ammesso Fitz per primo e poi Zahn, Lubarsch ed altri, che il succo pancreatico non solo è sterile, ma. è anche dotato di proprietà. battericide. Esso però può essere causa indiretta di peritonite come dimostrò il Biondi ed ammisero Bottini ed altri, ed a contatto col grasso dei tessuti esercita effett i necrotizzanti. Hi ldebrand lo dimostrò sperimentalmente. Dalle sue esperienze praticate sui gatti risultò che la. sempl ice ostruzione dei vasi pancreatici e la. sfuggita di succo pancreatico nell'addome produce una tipica. necrosi grassosa nel pancreas stesso, nell'omento, nel mesentere, dovuta probabilmente al contatto della. secre· zione col grasso di questi ultimi, quando vien fuori da. una. ferita. pancreatica., o con quello del pa.ncreas quando esso si diffonde negl'in terstizi cellulo-grassosi della glandola per la ostruzione dei suoi dotti. Il fenomeno sa.rebbe dovuto all'azione del fermento grasso che sdoppia il grasso neutro in glicerina. ed acidi g rassi. Questa. uecrosi grassosa. dovuta all'azione del succo pancreatieo, cons1sterebbe adu nque nella distruzione del tessuto grasso preesistente ed è la stea.ton ecrosi dell'Hallion. L'impedita funzione esecretiva. poi fu studiata in rapporto alla compatibili tà. colla vita. oltrechè uei suoi effetti sull 'organo. All a completa ostruzione dei 'dotti pancreatici fu creduto doversi pnre attribuire la formazione d i cisti talvolta riscontrate, ma le espe-


IL CA~CRO E LA OlilBURGIA DELLA 'TEST A DEL I'.A:\CREA S

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rienze dimostrarono come ciò non avvenga se n on v' hanno altre e spe· ciali condizioni patologiche nella glandola. Invece alla ostruzione seguono alterazioni strutturali del parenchima glandolare consistenti in degenerazione e riassorbimento graduale fi no alla sua totale scomparsa. Tale atrofia della porzione di pancreas che rimane n on è dovuta a pancreatite traumatica interstiziale (Senn). ma a completa cessazione della. sua aUività funzionale, ciò che ha una controprova nel fatto che nelle sezioni dell'organo a tutto spessore, la porzione di glandola che mantiene i suoi rapporti con l'intestinCI, conserva normale l'aspetto e la struttura. Il Seno però concludeva che la graduale atrofia del pancreas per mutamenti nutritivi e degenerativi della. struttura. secernente è compatibile colla vita. Nella coda dell' organo lasciata in sito, anche se è affetta da sclero~i per l 'occlusione dei dotti di \Virsung e di Santorini, continua la secrezione interna come dimostrò il Lombroso che osservò sperimentalmente non solo la persistenza delle isole del Langerhans, ma ancora la rig~onerazione degli acini. Quando invece i dotti escretori non sono ostruiti, non solo non si hanno modificazioni nelle parti sane rimaste, ma dalle esperienze di Mnrtinotti, Carnot, Ceccherelli, risulta che nel frammento di pancreas lasciato in sito si verificano rigenera.zioni i pertrofiche compen sative. P er assicurare quindi la vitalità. del moncone pancreatico e la conservazione della sua funzione secretiva interna bisog.nerebbe in qualche modo assicurare la con tinuazione della. secrezione esterna la quale non dovendo effettuarsi nel peritoneo, non rimane che procurare il versamento del prodotto del moncone glandolare o a l di fuori della cavità addominale suturando questo alla pelle, o nell'intestino. P er l'anastomosi pancreatico intestinale Pideale sarebbe quello di innestare all' intestmo il dotto di Wirsung, cosa che tecnicamente non e possibile, perchè dalle ricerche del Bard e Pie risulta che sebbene dilatato questo canale nel cancro del pancreas, esso non raggiunge mai un diametro superiore a quello di una penna. d'oca. D'altra parte il Biondi separò dal duodeno la testa del pancreas, isolò il \ Virsungie.no e lo fissò in un solco scavato nella parete del duodeno stesso, ed i cani morirono di peritonite da. cangrena intestinale. In altri 4 cani suturò l'intero moncone pe.ncreatico ad una fenditura fatta nel duodeno ed ebbe ugualmente la morte degli animali; morte causata da pancree.tite iperacuta ed emorragia.


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IL CANCRO R LA OIURURMA DELLA T ESTA 010:1, PANCREA S

Il Desjardins ne incolpa la tecnica operatoria, però pare non si sia dato pensiero di ripetere per suo conto l'esperienza in modo da portare un contributo personale al processo si da poter controllare con dimostrazioni ragionate l'operato del Biondi. Io ho voluto ripetere tali esperienze per quanto riguarda. l'innesto del moncone pa.ncreatico all'intestino, tralasciando quello del solo dotto previa.mente liberato dalla circostante sostanza glandolare. A prescindere dalle considerazioni precedenti riguardo al calibro del dotto di Wirsung, non l'ho tentato per due ragioni: prima. perchè la ricerca del dotto nel pancreas del cane è indagioosa, ed il dotto è troppo esile per eseguire l'operazione con accurata tecnica; inoltre il pancreas del cane non è come quello dell'uomo, una glandola ad acini riuniti tra di loro in una massa piuttosto compatta: essi alla sezione dell'organo nel cane si dtssociano facilmente. D 'altra parte ho riflettuto che l'isolamento del dotto di Wirsung per un certo tratto nello sprssore del pancreas, indurrebbe nell'uomo una distruzione pitl o meno estesa. di tessuto con difficoltà di realizzare con una. sutura anche molto accurata l'occlusione dei dottolini minori pa.ncrea.tici, i quali con quelli aperti a.lla superficie di sezione della. glandola lascerebbero trapelare sulla sierosa dell' intestino, perifericamente al punto d' innesto del \Virsungiano, il succo pancreatico che irrita e produce necrosi. Per tutte queste ragioni nelle mie esperienze bo cercato di ripetere solo i diversi modi di trattamento del moncone pa.ocreatico in toto riproducendo esattamente quanto si dovrebbe praticare sull'uomo a completamento di una duodenopancreatectomia. Prima. d'ogni altro, in tre cani di grossa. taglia. ho praticata l'intera operazione in un sol tempo. Nel P, sotto anestesia. morfio-cloroformica, incisi la. parete addominale sulla linea. mediana, e mobi lizza.to il piloro praticai la pilorectomia tra. due 1·obuste pinze e misi in evidenza la. faccia. posteriore del pancreas e del duodeno colla lacerazione, molto agevole nel cane, del peritoneo che li avvolge. Due altre pinze le applicai sul duodeno poco lontano dalla. sua. terminazione e tra. q ueste resecai l' intestino_ Passa.i quindi alla ricerca. del coledoco che recisi fra. due legature e mobilizzai la testa e parte del corpo del pancreas fino all'altezza della resezione duodenale periferica. I solai e legai i vasi più grossi che corrono specialmente sulla faccia. posteriore del pancreas e ne recisi il corpo tra due suture a catena. ravvicinate. Portata via. in uno col duodeno la testa del pancreas, sulla porzione di glandola. rimasta. applicai qualche nodo emostatico isolato. Chiusi con doppio piano di


IL CANCRO E LA CHIRURGIA DELLA TeSTA DBL PANCREAS

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sutura. lo stomaco nella sezione pilorica e psssai alla gastro-digiunostomia e colecistenterostomìa. A. qualche centimetro dall'innesto gastrodigiunale, incisi nel senso nel maggiore a:~se l' intestino per una lunghezza di 5 cm. ed applicai 4 anse di seta in modo da. trasformare la fenditura in una breccia losangica. In questa affondai i l moncone pancreatico facendo pene~rare nel lume dell'ansa intestinale i due fili coi quali avevo praticata la sutura a catena del moncone stesso, li feci riuscire nello spessore della parete intestinale dopo attraversata la mucosa a 2 cm. circa più lontano. Con un sopraggitto circolare riunii la sierosa delle labbra della incisione intestinale e la superficie della glandola. L'operazione per quanto eseguita colla maggior 1·a.pidità possibile e senza grande difficoltà fu lunga, ed il cane morì nelle 24 ore per .shok traumatico, aggr'l.vato dall'effetto forse del cloroformio. Negli altri due eliminai questo anestetico, !imitandomi all'uso della sola morfina. L'esito operatorio non fu diverso e gli animali morirono nello stesso spazio di tempo. Acquistata così la convinzione che il risultato della mia esperienza non differiva. da quello ottenuto da altri che già precedentemente avevano tentata l'esecuzione dell'operazione in un tempo solo, mi uniformai al parere del Sauvè ed in un primo tempo, in una seconda serie di cani, mi limitai ad eseguire la soltl gastroenterostomia utilizzando la prima ansa digiunale. In due eseguii la duodeno-pancreatectomia con colecistigastro~tomìa ed innesto del moncone pancreatico ad una fenditura. praticata sul capo efferente del àigiuno a circa 10 cm. di distanza dell'innesto gastrico. Negli altri tre a breve distanza dell'innesto pancreatico sull'intestino praticai l'anastomosi colecisti-digiunale, nella speranza che il succo biliare, dato il piano declive dall'alto al basso e da destra a. sinistra dell'ansa del digiuno, in parte seguisse una direzione inversa alla peristaltica intestinale ed andasse' a mescolarsi al succo pancreatico derivato dal moncone del pancreas. I cani morirono tutti tra le 24 e le 48 ore e:i alla necroscopia trovai un processo degenerativo emorragico del moncone pancreatico con ne· erosi dei margini dell'intestino coi quali avevo praticato l'innesto e lieva reazione peritonea.le circoscritta. Tutte le altre suture erano del resto a perfetta tenuta. Non ebbi miglior fortuna coll'anastomosi del moncone pancreatico ad un'ansa intestinale esclusa, colla tecnica descritta. da Desjardins.


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IL CANCRO E LA CJilRORGlA DELLA TBSTA DEL. P ANCREAS

In una. terza. serie di esperienze ho voluto studiare solamente la sorte dell'innesto pancreatico digiunale senza pra.tiuare la duodenopancreatectomia. Reciso il capo del pancreas, bo suturato con cura la superficie di sezione del moncone cefalico, e, messo in evidenza la boccuccia del dotto centrale del moncone periferico sulla superficie di sezione, bo praticate delle suture a catena nel tessuto glandolare perifericamente ad esso. Assicnrata. così l'emostasi ho eseguito l'innesto all'intestino al solito modo ed ho rivestito coll'amento la linea di sutura ravvici nando alquanto la prima. porzione del digiuno con punti di sutura sierc-sierqsi alle pareti del duodeno, per impedire l'efietto delle trazioni che coi movimenti peristaltici dell'intestino si potessero effettuare sulle suture. I cani morirono dopo un tempo variabile dai 10 ai 20 giorni. Trovai costantemente la scontinuità tra moncone pancreatico e digiuno per necrosi dei margini della bocca anastomotica intestinale e necrosi emorr:tgica del moncone pancreatico per unA. estensione variabile dai 2 ai 5 cm. Tutto intorno, le aderenze sta.bilitesi tra le superfici sierose del digiuno e del duodeno tra loro ravvicinate colla sutura. e coll'omento circoscrivendo questa zona avevano impedito il versamento dei prodotti di disfacimento di quei te~snti e del contennto intestinale nella c.:a.vità. addominale. La. ragione del mancato sa.ldamento del pancreas all'intestino sta certamente nel fatto che non si mettono a contatto due superficie siarose come nella comune anastomosi intestinale, mancando il pancreas di un rivestimento sieroso.

•*• Il risultato delle mie esperienze m'induce a. ritenere impossibile il ripristino del corso del succo pancrea.tico nel canale digerente e le conseguenze dannose di qualsiasi tentativo di anastomosi pa.ncreaticointestina.le. Per tal ragione alla. necessità di derivare all'esterno il secreto del moncone della. glandola., io ritengo non si potrebbe diversamente ottemperare che col fistolizzare a.lla. pelle detto moncone, evitando spandimeuto di succo in cavità peritoneale o tra le pareti dell'addome. In quanto alla. duodenopancrea.tectomia questa. non è operazione da prestabilirsi ad addome chiuso.


IL OA~CRO E LA CHIRURGIA DELLA TESTA DEL PANCREAS

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Praticata la la paratomia, le evenienze nelle quali possiamo incontrarci sono: Cancro esteso diagnosticabile; lesione piuttosto circoscritta che può lasciare in dubbio se ci si trovi di fronte ad un'affuzione canceroso iniziale vera e propria o piuttosto innanzi ad unodei casi, del resto più frequenti, di pancreatite cronica scirrosa od esuberante che simula il cancro. Nel primo caso, a mio modo di vedere, bisognerebbe recedere da qualsiasi intervento, limitandosi a richiudere l'addome. Nel secondobisognerebbe tenere una linea di condotta atta sicuramente a giovare se si tratti di pancreatite cronica, ed a giovare ugualmente in certo qual modo, ma non a nuocere, se l'affezione è veramente cancerosa odi dubbia natura. La pancreatite cronica è mala_ttia che si può curare e guarire col trattamento chirurgico. Il Mayo Robson in 15 casi ha ottenuto 14 guarigioni e perciò è di parere che la simulazione di a!iezione maligna della tèsta del pancre&S non dovrebbe fare esitare il chirut·go a con~igliare l'operazionein tutti i oasi di ittero con vescicola. biliare distesa~ tutte le volte cheil malato è in grado di essere operato. I n 13 casi da lui operati di colecistostomia e oolecist.ienterostomia per cancro della testa del pancreas con stenosi dal coledoco ottenne 9 guarigioni di cui talune durature e perciò ritiene che in tali casi si trattasse non di tumore, ma di semplice processo infiammatorio a carico della testa del pancreas. c Ho veduto cadaveri d'itterici, scrive il Dalla Rosa, che non erano stati passati al chirurgo, dove la diagnosi clinica di cancro della testa del pancreas pareva confermata dai suoi caratteri anatomo-patologici, mentre il microscopio, non trovandovi che i fatti di una pancreatite cronica fìbroaa, veniva a smentirle. È fuori di dubbio che in tali casi una colecistienterostomia avrebbe potuto dare risultati insperati, come è probabile che certe stupefacenti sopravvivenza s:ieno precisamente dovute ad errori di questo genere •· Un tumore coi caratteri innanzi descritti, con qualcuno dei segui che più da vicino si possono riferire ad un tumore pancreatico, ogni itterizia. sia intensa e persistente, anche senza tnmore apprezzabile e con assenza di tutti quei sintomi speciali che sono propri della insufficienza pancreatica non dovrebbe fare esitare il chirurgo od eseguire una lapa.ratomia. Riscontrata un'affezione cancerosa o dubbia della testa del pancreas si dovrebbe praticare la gastroenterostomia e la colecistenterostomia. Questo intervento guarirà l'affezione se era una pa.ocreatite cro ni~ a..


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IL CANCRO F. LA CRlRURt; IA DELLA TI!STA D~:L PANCREAS

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•• La via migliore e preferibile come via. di accesso alla. testa del pan-creas, è l'anteriore. La via. superiore o tra.nspleurale seguita. dal Guinard e dal Brenta.no, potrebbe avere s~lo indicazione per aggredire gli ascessi del pancreas che si sviluppano sotto il ~iaframma simulando !"ascesso sub· frenico. La via posteriore, per essere estraperitoneale sarebbe a prima vista seducente. Senn la consigliò per gli ascessi del pancreas che si spingono nella. ragiona lombare e Korte la seguì per lo stesso scopo. La incisione lombare che 11i pratica. per la nefrotomia, potrebbe solo utilizza.rsi per le cisti della coda. del pancreas che si confondono d'ordinario con raccolte liquide renali sinistre, appunto per l'intimità. di rapporti dei due organi in questo lato. La. via addominale laterale estra.peritoneale fu t entata. dal Ruggi nel suo intervento per tumore del pancrea.:l, ma le aderenze gl'impedirono di condurre a termine lo scolla.mento del peritoneo che si aprì .durante le ma.novr'3 operatorie. La via addominale anteriore o tra.nsperitonea.le è la1!ola che per· mette di arrivare agevolmente sul pancreas e di apprezzare la es~Ltta ~ede ed estensione della. sua lesione. L 'incisione può farai obliqua., laterale verticale, e verticale mediana. Dalla combinazione di quest'ultima con altre derivano quella ad L rovesciata del Monprofit, colla. quale si ottiene un lembo che si arrovescia. in basso ed indentro, quella a. T rovesciato (8 ) costituita da. due incisioni, di cui una. verticale, dal cui mezzo ne parte un'altra orizzontale in modo da. formare due lembi, dei quali l'uno si arrovescia in alto ed indentro e l'altro anche indentro ma. in ba~so. Poco beue rispondono: la incisione obliqua del· Kocher e quella diretta lungo il margine epatico del Courvisier. Di incisioni verticali, buona è la laterale. Essa può praticarsi tra. le fibre del muscolo retto di destra o sul margine esterno di esso. Il Desja.rdins la riporta. a. due dita all' infuori d i detto margine per evitare la recisione dei nervi che vanno al muscolo. Questa comincia. a 2-3 centimetri sul bordo costale, cioè sulla 9a articolazione condro-costale destra e va fino a. 4 o 5 dita al disotto della linea ombelical~ tra.sversa ed è lunga im media. 15 o 20 centimetri.

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IL CANCRO E l.A CHlROR(iiA OELI..A TESTA DgL P .A.!\CREA S

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L'incisione mediana xifo-ombelicale conduce troppo lontano dalle vie biliari e perciò il Kehr la modifìc~ rendendola successivamente mediana, obliqua e laterale in modo da permettere un ampio divaricamento dei margini e facilitare l'esplorazione delle vi-e biliari, pancreas e duodeno. Essa parte dall'appendice ensiforme, dapprima mediana. e verticale, s'inclina. poscia a destra, obliqua in basso ed in fruori, parallela al bordo costale che segue a due dita trasverse poer,raggiungere il mezzo del muscolo retto e discendere di nuovo vrrticalmente fino all'ombelico. Il muscolo viene cosi inciso obliquamente nella sua metà interna, mentre la. metà esterna è rispettata. Aperta con questa incisione la cavità. addominale, per arrivare al pancreas si potrebbe seguire una delle seguenti vie : la ga-stroepatica che richiede l' incisione del piccolo epiploon e del foglietto peritonealeparietale posteriore; lA. trasmesocolica, la gastrocolica. Meglio ancora però, lo scollamento laterale del duodeno, proposto dal Kocher nel 1903 per operare la gastroduodenostomia, descritto dal Payr ed eseguito la prima volta dal Gosset, per una pancreatite cronica, pE'rmette di esplorare non solo la faccia anteriore, ma anche la posteriore del pancreas in tutta la sua estensione. A tal uopo va ricordato che a livello della testa del pancreas esistono· le due fasce; la prepancreatica e la retropancreatica, la cosiddetta lamina del Treitz, fatta dnll' accolla.mento del mesoduodenopancreas primitivo al peritoneo parietale primitivo, la. quale separa la faccia posteriore del pan ~reas e duodeno dai grossi vasi retrostanti : aorta e vena cava. Queste due fasce si riuniscono sul bordo esterno del duodeno e costituiscono due piani di clivaggio che rendono agevole lo isolamento del duodenopancreas. L'incisione del peritoneo parietale posteriore lnngo il bordo esterno del duodeno permette la separazione delle due lamine sulla linea di accolle.mento, di sc<Jllare le due facce del duodenopa..ncreas e mobilizzare questi organi senza pericolo per i vasi coi quali banno rapporti anatomici. Tale manovra consigliata e descritta da Kocher, da Berg, Delagénier, Lorenz ecc., il Desjardins ]a chiama la chiave della chirurgia pancreatice. e l'incisione lateroduodenale che la permette porta il nome di Wiart che nel 1899 dette una completa. descrizione del piano di clivaggio retroprancreatico con la. relativa spiegazione embriologica.


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IL CANOilO E LA CHIRURGIA DELLA TESTA DEL PA:>CRSAS

*•... Le operazioni consigliato dal Sauvè e dal Desjardins sono così gravi ·che non sembrano effettuabili, tanto meno poi per u.n tumore che come il cancro della. testa del pancreas è rapidamente invadente, ed a.ll'mizio offre una sintomatologia. così oscura ed ambigua da renderne sempre difficile, se non addirittura impossibile, la diagnosi. Un'operazione poi limitata. e radicale al tempo stesso, portata sul tessuto pancreatico non sarebbe neanche consentita dalle. nature. del tumore. Il decorso subdolo ne vieta il sospetto, l' itterizia o la stenosi pilorica che richiamano l'attenzione dell'infermo e deL chirurgo sono sintomi che difficilmente corrispondono ad un periodo iniziale del cancro del pancreas, ma, quale conseguenza di compressione e d'invasione rispettivll,meute del coledoco e del duodeno, appartengono ad un periodo avanzato della malattia. Io non credo che si possa innanzi a tali eventualità. far di più di una operazione che non vada. oltre i limiti della gastroenterostomia associata alla oolecistienterostomia. L'intervento deve essere sollecito q ua.ndo ci si trova di fronte ad un infermo affetto da ittero persistente, specialmente con vescicola biliare distesa. Oggi che la chirurgia delle vie biliari ba tanto progredito, non vi dovrebbe essere la menoma esitazione per il chirurgo ad intervenire precocemente. Si può procedere come per la. coledocotomia retroduodeno-pancreatica, e perciò si pratichi una incisione delh1. parete addominale come la. descrive il Desjardins: Essa comincia sulla linea xi fo-om belicale, q nasi a li vello della linea bicondro-decimo-costale e raggiunge l'ombelico. Dall'estremo superiore ne parte un'altra che si dirige a destra, perpendicolarmente al bordo costale che raggiunge, e dl\ll'inferiore un'altra più breve, obliqua in basso ed a sinistra.. E una incisione a Z di cui le branche estreme sono ineguali. Esposta bene la regione delle vie biliari extra.·epatiche si solleva il fegato e si fa abbassare e spostare verso sinistra il colon. Il peritoneo parietale s'incide a. livello dell'angolo sottoepatico del colon, e lungo la porzione verticale del duodeno, si da mettere in evidenza e bene esaminare la faccia posteriore di essi ed il coledoco in tutta la sua estensione soprapa.ncrea.t,ica, le due faccie della testa del pancreas ed il gruppo delle lin fogl andole viciniori.


IL OA!'JORO E LA CH IRURGIA IJF.LLA TIO:STA DEL PA~CR EA

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Poi colle ordinarie manovre si ricerca la prima ansa digiunale e si riporta sullo stomaco praticando una. gastrodigiunostomia posteriore, o anche e forse meglio precolica. con la prima ansa. del digiuno. A 20 centimetri circa. dal punto di innesto allo stomaco si seziona. l' intestino. Il suo capo anale si anastomizza colla sommità della vescicola biliare, ed il capo duodenale termino-lateralmente col precedente a circa 16 o 20 centimetri dalla vescicola. (Monprofit). Per impedire poi il refiusso delle materie fecali fino a questo, si può ridurre il calibro dell'ansa vescicolare con la invaginazione laterR>le parziale alla Maydl, o col pieghettamento alla l\{attoli. Con tale procedimento il duodeno ed il pancreas rimangono circoscritti in uno spazio angolare i cui due lati sono rappresentati dai due capi del digiuno anastomizzati tra loro ed il tumore perciò si tro-verà lontano dalle anastomosi praticate. La gastroenterostomia e la colecistienterostomia in ispecia.l modo, migliorano le condizioni dell'infermo e permettono la risoluzione del processo a carico del pancreas, se il tumore era una pa.ncreatite cronica simulante il cancro. La colecistigastrotomia. non sembra preferibile alla. coleéistienterostomia esegnita col metodo su descritto, che tra gli altri vantaggi offre quello d' impedire l'infezione ascendente delle vie biliari, come in una estesa serie di esperienze sui cani, ebbi altra. volta a sperimentare. n cancro si avvantaggia anch'esso di un tale intervento, specialmente quando è precoce; qualsiasi resezione invece, del paucrea~, per quanto portata lontana dal tumore, non garantirebbe mai da una riproduzione pit't o meno rapida. del processo nel :noncone glandola.re lasciato, come si poò facilmente aggiudicare dai risultati di talune delle operazioni, riunite nella. tabella. statistiça. annessa. al presente lavoro. Roma, giugno 1000.

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Ospedale militare p~ncipale di Roma

LA FEBBRE ESTIVA NEI MILITARI È LA FEBBRE DA PAPPATACI? Nota del dott. Giovanni Memmo, copìtono moùìco

Una commissione, composta dei dott. R. Doerr, K. Franz e S. Taussig, fu incar icata di studiare una. malattia. a caratterE\ epidemico, che si manifesta. specialmente tra i militari del sud dell'Erzegovina. e nel litorale della. Dalmazia.. La. malattia è detta anche c: febbre di tre giorni ... o c reumatismo febbrile » o « malattia del cane ». Il periodo di incubazione della malattia. è di 5·7 giorni: può mancare un periodo prodromico e la malattia può insorgere improvvisamente. La temperatura si innalza rapidamente in modo da raggiungere in qualche ora i 39'·40~ e anche i 411); il massimo si osserva già. durante le prime 24: ore: la febbre dura tre giorni. Sono colpite le mucose della congiuntiva, del velo pendolo, della gola; le congiuntive sono iniettate, i bulbi oculari dolenti; le mucose della bocca, del naso, della gola. presentano segni di infiammazione catarrale, che non si estende però ai bronchi. I disturbi degli organi digerenti han no un grande valore. L'alito è fetido; lr. lingua è ri~operta di una patina bianca o giallo brunastra ; spesso all'estremità della lingua. si osserva una parte di tinta normale, in forma di triango lo~ la. cui base è rivolta verso il margine anteriore della lingua.. Il vomito si può presentare al principio della ma lattia, ma si può ripetere a1 2 1 e al 3' giorno; tal volta. si ha diarrea e sangue nelle feci. È da notare la bradicardia, per la quale si ha una dissociazione tra la temperatura e il polso; con una temperatura di 40° la. media. delle pulsazioni è d i 92', con un minimo di 74. Sono costanti i forti dolor i muscolari, e i dolori sono spesso accentuati nella. colonna vertebrale, nelle regioni lombari e nelle omoplate: sono frequenti anche i fenomeni vasomotori. !9 - Glor11ale di medicina miltlart. Fasr. VI.


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LA ~'EBRE E STI VA NEl ~IJLITARI 1 ECO.

Accanto a casi lievi con malessere e senso di oppressione nella testa e nelle ruembra, si verificano anche oasi con sindrome gravis· sima, nei quali il sistema. nervoso è principalmente colpito. La malattia è in generale benigna.; la convalescenza è piuttosto lunga a protratta, lasciando nei malati un indebolimento e una. note· vole prostrazione delle for:r.e. Le recidive sono faci li i anche due o tre volte nella stagione epidemica. Da questo quadro nosologico a me appare evidente l'identità di questa forma morbosa con la febbre estiva dei nostri soldati, malat· tia. che ha avuto presso di noi diversi nomi: febbre gast1"0?'ettmaUca (per i disturbi gastro-intestinali associati con i dolori muscolari), i11{luenza e.~tiva (per i fenomeni catarrali delle prime vie respiratorie). La commissione austriaca nelle ricerche sulla etiologia della ma· lattia ha. avuto risultati negativi dalle colture del sangue dei malati. Il sangue degli infermi, inviato a. distanza in luoghi immuni e inoculato sotto cute a individui sani, avrebbe provocato la. malattia dopo 4·8 giorni di incubazione. E lo stesso risultato è stato ottenuto con le iniezioni di sangue diluito in soluzione fisiologica e filtrato alle can· dele Berkefeld e Reichel. Si tratterebbe quindi di un virus invisibile, di un virus filtrabile. La malattia. sarebbe trasmessa da. nn piccolo dittero, il Phlebotomu.q jJappata8ii, lungo 1,5·2 millimetri, molto pauroso e difficile a catturarsi; sono solo le femmine quelle che succhiano il sangue di notte. Sono stati raccolti pa.ppata.~i, che avevano succhiato i l sangue di malati e sono stati trasportati in località. distanti e immuni. Soldati e indi· vidui sani fatti pungere da questi pappataci, sono stati colpiti dalla malattia. dopo il periodo di incubazione normale. Sembra. che il virus debba. soggiornare lllmeno otto giorni nei pappataci. La commissione rit.iene quindi la malattia prodotta da un virus in· visibile e trasmessa per le punture dei pappataci, donde il nome di febbre da pa.ppataci. Ho creduto opportuno richiamare l'attenzione dei colleghi sugli studii della commissione austriaca, perchè ricerche rivolte in questa di· razione potranno forse dilucidar13 meglio l'etiologia della febbre estiva nei nostri militari, la. quale, se non è malattia grave, arrl3ca tuttavia disturbi nou lievi ai malati e danni rilevanti al servizio. Rou1n, muggio 1000.


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C ASUISTI CA CLI N ICA I PAPILLO-ACANTOM1 DEL PALATO, pel tenente medico Pie tro Lesser considera \"a il condiloma acuminato anatomicamente costituito da abbonda ntissima iperpln.sia del corpo papillare con notevole prolungamento o sudòivi~ione delle papille in fascetti che fanno assumere ad una stess a papilla l'aspetto tli un albero assai ramificato. Al contrat·io lo strato corneo è assai assottigliato o manca al tutto, mentre lo strato s pinoso è fortemente sviluppato. Ferdinando Reb1·a .::ollocava i condi lomi acuminati fra le cheratosi con alterazione del corpo papillare. Auspitz, attribuendo l'alterazione di queste vegetazioni ad una iper· plnsia epide1·mica, collocò i condilomi acuminati, le verruche e i papillomi nella famiglia degli acaotomi semplici, e tale t~:ot·ia fu app1·ovo.ta da Unna che di· chiarò erroneo il concetto e il termine papilloma e cons idPrò tutte le lesioni do· scritte sotto questo nome come acantomi . Kaposi collocò i condilomi acuminati fra le chet·atosi con ipertt·ofìa delle papi Ile, Duct·ey ed Oro nella classe dei papillomi. Dub1·enilh divide i papillomi io t1·e classi, vegetazioni genitaH, papillomi della bocca, papillomi della faccia e cuoio capelluto, lesioni tutte io cui predomina ht ipertrofia p!!pillore e dove sono precocissime le alterazioni dermicho e vascolnri Secondo questo autore la stnattu1·a dei condilomi acuminati è quasi uguale a quella dei papillomi, salvo piccole difl'et·enze che stanno io rapporto colla sede: nei condilomi le papille sarebbero più l"icche di cellule costituite da tessuto con· nettivo più aiJbondante e sviluppato, i vasi sanguigni e linfMici di maggior nu· mero e dimensione, l'epide1·midc più edematosa e le cellule dello strato 6lamen· toso più grandi. li Volhner non considera i conditomi ncnmiunti come prolifera· zioni epit('liali provocanti una ramificazione papillare del connettivo, ma come proliferazi<. ni della cute in totalità. Il Campana considera il condiloma acuminato come una infiammazione iper"trofica epidermica con allungamento e deformazione delle papille, come ben di· mostrò il De Amicis. Ordinariamente il Campnna ha osservnt.o che le papille sono allungate assaissimo, ma sottili, iofiltrate di cellule >limi li ai leucociti. Fra ques te papille molto lunghe si osservano delle p1·opagini epidermiche, le quali si app1·o· font!aoo variamente tra le papille senza dare però mmificaziooi seconda1·ie che si uniscano e si anastomizzino, e che penetrino nelle lacune de r miche. Le cellule che formano queste digitazioni e ricoprono le papille alterate nel modo già detto, sono quelle del reticolo del .Malpighi, e presentano le appendici cigliate molto qviluppate. Qua e là. ft·ammezzo a queste cellule epidermiche :si scorge qualche leucocito. ~oi abbiamo osservato un mro esempio di condiloma acuminato del palato duro io un giovane diciannovenne, caso che ci parve utile studinre e presentare ai cultori, non solo della specialità nostra, ma anche di quella dermosifilopatica, potendo esso portare non poca luce sulla patoge nesi e contagios ità di tali neopla.sie. 11 29 aprile 1908 si presenta alla nostt·a osset·vazione un giovane aspimnte all'anuolamento, C. Augusto, di nnni 19, gassista, di tempe1·atneoto mi.oto, a sistema scheletrico, muscolare e g landulare no1·mali. Asskum che egli oon ha mai sofferto di alcuna malattia oè infezione. Esclude anche le veneree dicendo di

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OASUISTICA CLINICA

non aver mai avuto con tatto con donne. Da piu di d ue mesi a veva notat<> come la sua lingua urtnsse contro un piccolo l'orpicciuolo molle che a veva nel palnto e che lentamAnte crescendo lo infastidiva. All'esame endoorale si nota la buona conforma?.ione dei denti e il loro ottimo stnto e 'la mancanza di ab•·asioni o ulcerazioni nella mucosa boccale o nelln ling ua. In corrispondenza del primo molare superiore de.c1t1·o, nel centro della metà destra del palato osseo, protrude dalla muco:;n. uu tumo1·etto conico, quasi sessile, della la rghezza di circa un cen· tesimo, di colorito roseo, fo•·mato di sollevn.meuti t·iuniti in massa in utn.niera da dare !"apparenza come di cavolfiore, a supedìcie duro-elastica, non sanguinante e indolen te, come esn.ngue e indolente si era manten uto 6no dal primo apparire. Visitnte accuratamente tutte le cavità craniche e trans illumiuati i seni, non ri· sultò alcuna infiammazione catarrale nè del naso, nè dell'oro-fariuge, nè dei dotti sboccanti in tali ca vità.. L'Augus to C. è moderatissimo fumatore di s igarette, Le· vitore discreto di vino, ma non di liquori, nè ricorda d i a ve•· portato stimoli mec· canici o chimici di alcun genere al palato duro, se si tolgono quelli diuturni dell'aliment-azione. Asporto colle pinze e col bisturi il pezzo anatomico e caustico la sede della localizza zione con acido fenico cristallizzato purissimo.

RicfTclle istol.(J_qiclle. - Il pezzo asportn.to viene fissato ed indurito in alcool, incluso in paraffina e colorato doppiamente con ematossilina ed eosina. Osser· vnndo i tn.gli al microscopio, c-iò che risultn subito allo sguardo è l' ipertrofia dell'epitelio e delle papille che sono ing randite nel senso della larghezza e dell'altezza, coi vasi dilatati e con ipertrolìR. delle cellule pariet.nli dei capiliMi e li1we ispessimento delle pareti verso la base di esse pnpille, dove è evidente l'infiltrazion e parvicellular6 che vn. diminuendo più s i risale. Lo s trato filamen toso dell'epitelio è aumentato di spessore sia per ipertrofia che per iper piRsia. cellulare, sia per l'ingrandirsi degli spazi iutercigliari, vedo.n s i molte cellule in is t ato di scissione diretta cou tre e più nuclei nella stessa cavitit. Nelle cellule prossimiori allo strato granuloso notasi idropisia J>erinuclenre, le cellule son ridotte ad una cavità di cui una porzione è occupata dal nucleo d e· centrato ed in istato di curiolisi. Fra le cellule della parte cen trale degli zaffi ne esiste qualcuna con due o tre nuclei, alcuni dei qua li rnggiungono un vo lume spropositato pe•·chè in preda ad imbibizione sierosa. I nuclei ora. sono pallidi, con scarso reticolo cromatico (cariolisi) ora molto colorati e con •·eticolo nlolto sviluppato. Nello spessore del corpo mucoso i fatti di scissione diretta. dei nuclei son frequenti, men tre spesso allo s trato bAsale e nel suo ;,:pcsso~re sono più frequAnti i fatt i di scissione indiretta. (astri e piastre equatol'iali}. Per questa aumentato. at· tività riprodu~tiva lo strato basale presenta due o più ordini di cellule la cui forma cilindrica è molto evidente. L o strato granuloso è in 1\lcune parti ben sviluppato, ha però cellule rigo nfie. In altre parti è ridotto, al contrario, a una. o due file di cellule, alcune delle quali con imbibizione s ierosa, altre con idropisia pe· rinu clcare. Lo strato lucido ha cellule rilassate. Lo s trato corneo presenta delle fessure, come u n reticolflto, e lo cell ule sono rigonfie per imbibizione sierosa. Negli spazi intercellulnri s i notano a lcune cellule migranti. Nel preparato vediamo a nche delle ramificazioni di cellule cromatofore che giacc iono a i confini tra lo strato basale ed il derma suporfìcinle. Ricerca delle fibre elastid1e. - Seguendo gli ottimi metodi del Serra ricercai le fibre elastiche r.oll'oroeinn. A Ila base delle papille le fibre eiMtiche si vedo n o.


OASU IS.TlOA CJ,INICA

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in parte distrutte, in parte spostate. Dove l'infiltrazione ò forte non si nota q unsi più traccia di esse fibre, dove più scarsa è l' infiltra.;doue le fibre sono vieppiù meglio conservate. Nelle rnmificnzioni più superficiali del pezzo per qunoto povere di infiltrazione, non si osserva piil traccia di fibre elastiche.

Tenninazioni nervose. - Furouo ricer cate invnno col n.etodo al cloruro d'oro di Rnn\'ier. R icerca dei batteri. - L'esame dei preparati fntti colla fu csina fu negativo anche riguardo '\Ila presenza dei batteri negli strati p1·ofoodi . Per l'etiologia del condiloma le opinioni sono molte o dissimili. Il Sen·a nelle s ue bellissime ri cerche sul condiloma acuminato, i l papilloma del capo o la verruca volgare, da cui molto apprendiamo, classifica le diverse teorie in quattro gruppi: l • Teoria nell'irritazione (meccan ica o chimica); 2• Teoria bat.terica; 3• Teoria coccidica; 4° To~oria del microbo filtrabile ed invisibile. Richnrd des Brus e i suoi contemporanei credevano essere In causa unica delle vegetazioni, l'irritazione leggera ma prolungata della parte sulla quale si osservano. Comunque sia tonnata questa irritnzione, l'essenza del male è la stessa, l'affezione è sempre locale e non è mai nulla di s pcciflco. Pure il. Tommasoli riteneva che per produrre una vegetazione cutanea due fattori immancabilmente intervengono; un trapelameoto siero~o che riempi6 le maglie del connettivo epidermico e gonfia le papille, ed una proliferazione deg li clementi cellulari dello ste:<so tessuto che produce moltiplicazione insolita di tali elementi, e quindi anche aumento di volume delle papille stesse. Per mettere in atto questi due immancabili ma variabili fattori, secondo il Tommasoli, è indispensabile una irritazione che deve ag ire unicamente e per luogo tempo senza virt(t piogene, e che deve esercitare la sua azione solame.n te sui vasi e g li elementi cellulari dello strato papillare, colla concorrenza di una certa predispos izione ancora ig nota a risentire di tali irritazioni. Seguace di tale teoria è il Ramazzotti che interpreta le forme da altrui ri te n ute per parnssitarie, quali degenerazioni cellulari sia del nucleo che d el proto· plasma e riferisce la g ene:<i del condiloma acuminato ad a?.iooi meccaniche o chi· miche producenti una legg era ma continua irritazione della Jilarre, in modo da caus.'\re iperplasia reticolare e del corpo papilln.re. Jo genere sono di tale opinione il P etters, Roberl, Finger, Mauriac, Buda, Gi.int:r., De Amn ici!', e molti al tri. Fra i so~teoitori della teoria batterica dei conditomi acuminati sono Fabris e Fiocco che trovan la causa in uno Apecinle e costante streptococco da loro osservato e Rasch, Kranz, Barques Catheart obe ne s ostengono la contagiosità. Fautori della teoria coccidica sono il Dnct·ey ed Oro che descris.~ero nei condilomi acuminati special i corpi classificati com<' parassiti e che interpretarono come coccidi simili a quelli di Dnrier descritti nt'lla psorospermo:<i follicolare vegetante. L'ultima teoria, di coloro che vogliono l'infezione dovuta a.d un microbio fil trabile invisibile è s tata di recente validamente scoa-~a dalle scrupolose esperienze del Serra. Riepilogando. il coodiloma acuminato anrhe del palato duro, risulta adunque costituito da una ipertrofia. delle papille e dello strato di Mal}Jighi, data da ipeTntti'l·ità riproduttiva dello stra to basale per mezzo della. scissione indiretta, e dello s trato spinoso per mezzo della ~cissione diretta, iperattività cellulare seguita da fatti degenerativi. Uno di questi ò la formazione di g lobuli epidermici o di perle


CASUISTI CA CLINICA

con nucleo centrale in tln corpo omogeneo con o senza res iduo nucleare, circondato da strati concentrici di cellule la.melliformi. Queste possono avere talvolta. nuclei in via di cheratinizzazione come succede nelle perle degli epiteliomi. L'altro fatto degenerntivo è dato dalla formazione di corpi omogenei colo•·ati dalle so· stanze acide, con o s enr.a membrana e res idui cromatici centrali Altro fatto nn· cora da far risaltare è la tt·aflformazione di molte cellule dello ;;trato ~pinoso che erano in 'da di scissione diretta, in una s pecie di cisti, nella cui cavità giacciono dei corpi di grandezza talvolta enorme di forma ovoidale od elissoidale, in nuwero vario (2 -5), d'aspetto vescicolnre con reticolo molto ~viluppato e pres entante in ctualche punto dei fenomeni di cariolisi, corpi come i precede·n ti omogenei, che hanno molta rassomiglianza con quelli descritti dell'epitel!oma. Attualmente non si può più sostenere che le forme trovate nei condi Iom i come fJUelle descritte nei tumori sieno o protozoarie o blastomicetiche, ma si deve ritene.-e debba trattarsi di forme degenerative oppure di produzioni anormali. Le forme omogenee incontrate nei preparati si devono interpretare come fomta di cheratinifìcazione atipica, ed infatti esse sono analoghe ai corpuscoli centrali delle perle epiteliali degli epiteliomi. In quan to agli albi corpi situati nelle cavità cistiche, es!'i sono evidentemente dei nuclei ipertrofici prodott i da s cissione diretta delle cellule, che pos.Qonsi interpt·etare come cellule tìsalofère o prodotti di moltiplicazione endogena. Ora non è facile spiegarci l'etiolog ia di un condiloma acuminato vero e pro· prio s ituato nel palato duro, specialmente pen:<ando, olu·e n quanto abbiamo ,:ue· s posto, auche che il materiale raccolto dai condilo111i, tiltrato attra,·erso le candele Berkefeld W., non ba potere infettante s ia che venga inoculato su muco:;a. o sulla cute in genere, sia che veng a inoculato sulla mucosa o cute degli organi genitali, o sul11\ cute delle mani o del cuoio capelluto (Serra). Occorre dunque ammettere o che ad onta di questi esperimenti neg ativi esiste la contagiosità dei condilomi, o che adoperAndo filtri più permeabili si può avere ristli'tato pos itivo. Anche è giusto pensare che i condilomi siano nello stesso g-rado papillomi e acantomi avendosi in esl<i ipertrolia cìe lle papi Ile e dell'epitelio. È evide nte che i conclilomi acuminati hanno una grande atlinit/1. cogli epi teliomi, affinità determinata sia dalla spiccata ipertrofia dell'epitelio, prodotta tanto nei coudilomi che negli epiteliomi per divis ione mittoticn e diretta, sia per la tras formazione di corpi speciali inteqll"etab!li come degenemzione o come coccidi, o come blastomiceti. Questo concetto è a vvul orato dal r isultato delle espel'ienT.e del Serra che r iuscì· rono positive per la verruca, la quale, triturata e fi ltra ta attraverso ht Berkefeld W., lascia passare il virus che inocnlato negli individui snni riproduce nel pun to di inoculazione la verr uca tipica. Al pari dei condilomi i numerosi tentativi sulla 61tra.biliità del carcinoma t·iuscirono fino•·a negativi, tan tocbè si può ritenere che esso non possa esser prodotto da un virus filtrabile. Viceversa gl'innesti dei tumori epiteliali dei sorc i sono quasi sempre riu,:;cit i positivi, quando invece di un filtrato si sono inoculati dei pezzettini di tumore con cellule cancerose viventi. Ulll\ condotta parallela rlel condiloma acumi nato coll'epitelioma e il cat·ci ooma è evidente da questa os:-:ervazione. Quale sarà l'agente virulento? Un macrobio o un microbio, protozoario o batterico, IJlastOJnicete o microbio invisibile? Comunque il raro caso da noi s tud iato di localizzn:tione del condiloma il) boccA, può portare nuot·a luce per chi si acc i n~a. a risoh·e1-e anche questo p1·oblemn.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA Sal reale valore cUagao.Uoo della oltoaoopla oetalo-raold41aua uella meDlDgtte tubercolare. - (RivuJta critica di clinica medica,

E. SA)t&L'&. -

n. 36, 1908).

L'A pnrtc dal principio, già da nlcuui J>restnbi lito, che, uellf' l e.~ioui inlìnmmaroric delle mcningi, qunudo nel liquido cefnlo-rnchidi:\110 si rinvien e uun linfocitosi pura e prevalente si tratti di un processo tubercolnre, mentreo quando si hn una 1><>linucleosi pura e prevalente altri siano gli ageuti provocatori dolln flogosi (me· ningicocco, pneumococco, streptococco ecc.). Tale principio, però, l'ho do. al cuni vi<:ne elevato n digui tà di E<'g gP, sarcllbc <'O utradetto da numerose osservazioni le quali avrchbero dimostr~uo che in molt i cnsi di meningiti tubercolari conclamate, invece di nven;i una linfoci t osi, si bn mm po· Jinucleosi, e viceversa, in processi morbosi, n.ssolurom cnte indipendenti dalla infezione tuoorcolnre si constata. unn linfocitosi, invec:e di una poliuudeosi. L'A. ha voluto spiegare queste contradizioui cou numerose e sistenHltirhe ri c·erche eseguite in di\·ersi periodi dell'evol uzi one del morbo. Ecl egli, co~i, ba pohlto constatare che nelle forme tubercohlri, nei primi 5-6 giorni di maJnttirl, si hn. una. più o meno abbondante polinucleosi, che può nuche e;;soro pura o q unsi. nlh~ quale, però, non tn.rdn n subentrare unn lint'ocitosi. -Talvolta, pe rò, sem1we in t ali forme di meningite, si ba llll reperto citoscopico costantemente mis to per tutto il decorso della malattia. Questo fatto da alcuni è spi,·gnto C'OU l'ammettere iu simili casi un'infezione mista, cioè dn b. di Koch e dn al tri germi produuori d i flogosi meningea. L'A., sem:a escludere ebe c iò sin po;;sibile, invoca, im•ece, per queste polinncleosi un'altra cnusa: vale n dire mut tubercolosi geuerolizznta, '·be egli avrciJbe dimostrnto in quattro eMi, couc·ornitnute nllrL tub!'rf'olosi meningen. Per quanto, poi, riguarda l'origine dei polinucleati e dei linfociti l' A. rif!·risc·e l'otJi· nionc pii1 accreditata che cioè, i poliuudea ti derivi no dai ca pillari sauguigui per dinpedesi, rappresentando In reazione generale dell 'or~nnismo che si espii.-:~. spec·iltlmeute dove agisce l'agente morboso, e dte i linfoci ti sifl no dovuti a lla rca~ioue speciale delln sierosn meningen. Per il Concetti e per il Flamiui, invece, In linfocitosi sarcL hc dovuta n Ile tossine elaborate del batterio, mentre Il\ poliuucleosi SILI'ebbe esclusivameute dovuta alla presenza dei ge1·mi patogeui, qut~lunque essi siano, uel liqttido cel'alo- rnchidinno. Comuuque sia l'A. conclude mctteudo iu eviclem:n l'ituportnuza della poliuucleosi tardiva nel liq11ido cefalo-rRchidinuo, per dingnostic·are tUHl tul~ercolosi. gcucralizzata associata alla. tubercolosi rueniugca, e ciò quando ta io reperto citologico sia suft'ragato dalla sicura assenza di form e miste. FRrsoxr.


RI VISTA MEDIOA

H. WEt>l:>.

Oa•o dl epldldlmlte provocato dal tenJa - (Deutsche med. Womarzo 1!!09).

cllen.~cln-i(t,

L'1mtore, io un uomo di trent'anni. robusto, che mai aveva sofferto di lllenor· mgia, ei.Jbe nd osservare un ingrossamento piuttosto notevole dell'e pididimo sinistro, s pecialmente della coda, doloroso, associato a·d ispessimento del cordone. Un ulte· r iore esame fece cons tatare nello stesso soggetto la presenza di un tenia in testi· nale, dopo l'es puls ione del quale scomparve completamente l'ingrossamento del· l'epididimo. In capo a due mes i s i Yerificò una rer.idiva dell'epididimite con gli stessi identici caratteri della precedente, mentre l 'esame delle 1naterie fecali fece rilevare la pre· senza di altri ane((j di tenia. Anche questa seconda volta il gonfiore scomparve con l' uso di un tenifug o. L'outore s uppone che il tenia, con la s ua presenza nel retto, irritasse la vescicola setuinale ed il canale deferente, provocando quindi l'epididimi te, oppure che il tenia s tesso, con le s ue tossine, abbia causata u n'iperemia permanen te dell'epididimo. In ogni caso rimane be n accertato che l'epididimite e l 'ingrossamento doloroso del deferente scomparvero ogni qualvolta si ebbe l'espulsione del tenia dall'in· tes ti no. G. B&ttNUCCI. LE R o Y.- Tuberoolo•l a forma p88U4oleuoemtoa. - Soc. dc med Ile Gaud. 190U.

Sorto il nome di pseudoleucemia si sono confuse due afl'e:.~ioni delle quali una è u nn vera pseudoleucemia che non s i può disting utlre dalla leucemia linfat ica che per la formula emntologica; l'altra è un11. g ranulomatosi Jlrobabilmeute di natura tubercolare. ?\ella pseudoiP.uceutia vera s i osserva ucg li organi linfo-poetici un'iper plasiR del tes:;uto Jinfoide prees isteute ed una proliferazione renttivn dello stroma. Nf'l· l'infezione cronica a t orma pseudoleucemica si hn la sostituzione di un tessuto di g ranu lazione t ipico al tessuto Jinfoide. In tale classifica l'A. conferma i contributi di Stet·nberg e riporta. molti casi clinici che gli permettono dj concludere che nella g rnnulomato:<i si tratti di unn tubercolosi attentAatn. U n diag nostico differenziale t ra le due forme è possibile: la febbre. la leucocitosi, In durata dei linfomi, l'assenza. di diRtesi emorragiche depongono per una tubercolosi propria del tessu to linfa ti co. Nei casi d ubbi una bio ps ia permette sempr<l una concl usione di diagnosi. D. BoNo.

E. GERllANO. - A propoaJto delle reoeDU rtoerobe •ulll• febbricole e •ulla febbre del •edlterr&Deo. - (Il Tonunasi, n. 23, 1008). L'A., col suo lavoro di c.amttcre polemico, s i pt·efìgge lo scopo di dimostran• che In febbricola uapoletnua. pure potendo in qualche caso essere data anche dal b. di E bertlt, e dal b. lltl'litcnsis, trova però, nella m:assima part~ dei cas i la s ua origine nul b. coli, e combatte, pertan to, vivamente i'opinione di coloro i q uali so,.tl·ngono che la febbricola !"ia dctenninata dal b. melitens is , al pari della t'ebbre di Malta. \' i ò ch i si oppone a tale teoria, per il fiatto cho nella febbricola non s i ha ,.;empre, come dovrellbe e,-sere. secondo le idee dell'A., la sierorea~ionù agglminaot!l po, it iva col b. coli. Ma. l'A. n tale obbiezione oppone il risultato d elle :;ne n umero:<e ri cerche, in base alle quali egli è ve nuto nella conclus ione


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Rivi STA DI NEV!tOPATOLOOIA

che quando si voglia ricercare tale reazione non si deve r icorrere ad un qualunque stipite di b. coli, ma bensl isolare dapprima dallo ste:;so infermo tutti i vnri stipiti di h coli in C:.:<o esiswnti, c con cinscuno dc i m edt:simi, u.mturu lo. provi\ dell'ngglutinnzione. Cosi procC'dcndo, sarà facile cOltStatnrc· chi.J nei cnsi di febbricola il l'ioro dcll'nmm:tlato agglutiml il h. coli, c niuu nltro germe. FIUtiO!H.

Eepedense colla prova out&Dea della tuberoo11Da aeoondo •lrqueta - (Wie11er nlcdizinìsche Wocllt"'l8Chri(l, n. 7, 18 feb-

BRLl'RAGE e REDERSTn(ht. -

braio ltJO!I). Nella clinica per le malattie polmonal"i, come pme uell n ::e?.ioue m<'Jicn e pedintricn del P o licliuico di Upsnh\, gli AA. hnn uo s pel"imellt-ttlO il metudo in 121 maiaLi , 55 dei q unii ernu bambini. 80 avevano tuberculo:-i mnnit"e:<ta e reagi•·ouo positivamente, a d eccezione di nlcuui molto avanzati o giunti nll'ultimo ><tudio. Dei c•ls i sos petti (80J 18 reagirono JlO:<itivnmeute. Fareudo il parngoue, :mila lm:<e delle autopsie, colli~ ren~ioue dell11 tuberrolina per iuiezioui e llOn l'ulteriore Ile· <'Or~o clinico, gli A.A. sono venuti n ell'opinioue che il metodo bn un gr·:wdiss iruo vnlor·e nei cl\lii negativi e più importamm nei b~tmbini che n~g li ndulti, pcrcbò il d s ultato negativo in quelli ba maggio r significato. E. CosTA. SK.i.LA. - Ba.l dlaturbl della favella nel vbl orgaDlol cll ouore. tmlblatt {iir innere 1lfedizin, n. 40, 8 ottobr·e 1908, pag. 1007).

(Zt lt·

L'A. comunica due casi di vizi organici di cuore, che s i coll!'gnvnno con disturbi della favella. Ne l primo (insufficieuza r\or til-a), dopo un lJI"uve insulto apoplettico con convu l::ioni clonicbe unila terali, consecutive a embolia ddi'Ml<l rio. dclh~ fo,..;a di Silvio, sinistra insorse una parali~i pn..'»!eggem con afasia motricu totale. Il rnnlnLO capiva le parole e la scrittu.-a, 1110. non poteva parlare, n ù r·ipetere le parole ed e ra comple tamente agrnfico. Nt:l secondo_ caso (:.:tuoos i mittrnlica) si trattava ~gualmente di embolia dell'arteria della scissura di l:ìilvio con afasia scnsor·iale. La pa~ieute ripeteva ciò cbu l11 veniva suggcr·it o, leggevn conen teu1euto, scriveva sotto dettatura, ma non capiva ciò che rip~tcva, le~;gova o scriveva, non compr·eodevn nè la parola parlata uè la scritta, pa rlava spontaneamente, ma non pote\·a s pontaneamente scrivere. E . CosTA.

RIVISTA DI NEVROPArfOLOGIA TOLONE e Lus&Jt. -

Emlgrastone e paszla - ( Il111anicomio UJOS).

È divenuto, questo, un argomento di notevole interesse, specialmente per l'Italia m eridionale, che dà il più gran de contributo all'emigraziòne pPnnanente; uel quinquennio 1901-05 emigrarono dali'Itnlin qua>;i 2,800,000 individui, dei qunli una buona metà per le regioni oltre l'Atlantico ; di questn massa, .-irca i due terzi è costituita. da meridionali.


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RIVISTA DI NEVROPATOLOGlA

Con tale aumento dell'emigr~tzione, sou venuti crescendo i casi di pazzia fra quelli che ritom11uo in patria, tnnto da indurre due alienis ti, all'i nsaputa l'uno dell'altro, a studiare l'argomento, valendos i dei casi cl in ici rnccolti nei rispettivi n1anicotni; ambedue i lavori sono sLati pubb:icati nel «Manicomio • dell'nono scorso. Il dott. Tolone (Emigrazione e pazzi a), nello Stabilimen to di Girifalco, b a rac. col to &t; casi, dei quali 7 nel periodo dnl 1o gennaio 18!17 al Sl dicembre 1901, 6 nel J!J02, o nel 1!.103, 9 nel HJ(J.! , JO Del lUOo, 14 n el 1006, o nel 1° quad1·imestre del 1907; in un"appl:'ndice al ln.voro ricorda al~ri 17 casi, nel solo periodo che va dn.ll'ottobre 1007 a l marzo 1!)08, quando cioè, per le crisi economiche degli Stat i Uu iti, crebbe enormemente il numero dei rimpatriati. 11 dott. Luner II-c malattie meruali e le corrt11ti migratorie tkU'Jtalia m eri<lionai~J), ne l Manicomio in te q •rovinale V. E. II in Noceta I nferiore, pe1· il t r ien· nio 1905-1!.107 ha raccolto 87 cns i di p.~icosi nei rimpatriati d'Am erica, appartenenti alle G provinci e consorziate di Avellino, Bnri, Cnm p obasso, Cosen za, Foggia e Salerno; 1\ ciascuna di es!le Rp partengono rispettivamente, 22, 9, 20, li, 8, 11 CRS Ì. . Dei OG s LUdinti dal Telone. !19 avevano dai 21 ai -!0 nnni, che è il periodo or· dinRrto de!IR. viU\ in cui s i emigra: 2-! soltllnto era11o celibi; S-! contadini, e, dei 22 a rtigiani, beu In metà calzolai. Fra le forme morbose primeggia In (1"tn()8i 11W· niaco-depressira con Il casi, poi In demenza precoce cou 9, la frmo.vi sensoriole (per al cun i Rncbe demenza precoceJ con 'i, la (1·. epileltica con 7, la d e"lllenZft pa· ralilica con G, la paranoia con S. Degli altri 17 st.ndint.i dopo. o erano nffetLi dR. demenza paralitica, l da ps icosi epilettica, 2 dn paranoia, 2 daL demcm:a precoce. Tutti e 5 i casi di pa ran oia. della t'o rma gelo:;a : prolin!-ilmente \"Ì influisct! la condizione disagevole in cui gli em iH ranti lasciano le donne in casa (mogli di nmericani è (1uasi di\·enuto ~i no­ nin~o di donnl) l ibet·e, quasi destinate alla pros t ituzione). Fra gli 87 cas i di l.uner ben 21 erano atfetti da p aralisi progressiva , 21 da del irio perl'lecutor io, o g~loso in alcool ist i, oltre a o cn!'i di vera psicosi a lcoolicA, o di delirio allucinatorio io nlcoolisLi, c lG da demenza precoce. Ambedue gli nuLori, e s pecialmeute il Luucr, s tudiano con acume le caus e di tanto aumento dello psicosi, in rapporto alla e111 igrazione; essi intanto combattono l'ipotes i avanzata da altri, e più Ili tutti dnl Fronda, clae cioè c se l' emigrazione è !'< pesso causa di pazzia, il pitl delle volte non è che cnu::ca occasionale, a.vendo trovato frequente l'cmigrnzioue nei n ostri degenem ti *• .a ccos tandosi a ll'opinione ch e ;c l'emigrazione dei pareuti può cos tituire carattere degenerativo •· Il L n ner s oprntutto me tte bene in luce tutto il c"mplesso delle cause psicosociali che spie· ga110 il d ilngtue delle ps icosi fra gli immigra ti, dando ad esse l'u n ivoco. impor· tnnz>\, men tre il 'l'olone fa notare che ben 85 dei suoi m alati non av eva <:rt:ditA p;:;icopnt ica, e che cS.'>IL e1·a :<conosciuta per altri 8 : il Fronda invece su OS folli emigrnti nveva trovl\to ben <1-t alletti da degenerazioni psicbicbe, acquisite sol· lnnto iu o. Orn. io mi per11aetto OS!'ervnre, - sen:>:n stare a discutere della impor· t:uaza, della e.stens iooe, e de l significato chu in oggi dobbinmo attribuire alln de· gcnet·azione - che sul tota le dei ! GO csHi d ci due autori :Si sono avu~i ben 82 de· menti paralitif• i, certanwnte divenuti tRii non per azio11e di c-'\use psicologiche, eronomiche e simili, !) veri pnm noici, e beu 27 dementi precoci per i quali le dette cnuse t·appresentano soltanto le ocrasioni al manifestarsi od all'aggravarsi dei fatti demenziali: in tu tti questi 68 folli è d'uopo ammettere una costituzione


RIVU:ITA DI NEVROPATOLOGIA

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psiconervosa imperfetta ed incompleta, a scarso potenziale, cioè degeneratit;a in senso lato. Non cessano ad ogni modo di agire intensivamente le cause, cosi bene illustrate massimamente dal Luner: in complesso la emigrazione può ben definirsi c un crogiuolo attraverso il quale la costituzione psico-roentale dell'individuo subisce le prCive più dure,., in quanto - cioè - «l'attività ps:ico-sociale dell'emigrato vieu posta, improvvisament-e, e perciò senza alcuna preparazione, 1\l cim~n to di stimoli più energici e varii, con nuove condizioni d i vita intellettuale, e pel rapido variAre degli orizzonti economici, non solo, ma più per cambiate condizioni ambientali e di lavoro essa piega o Ili perturba o si spezza... :.. Tutte le varie e complesse cause, d'ordine psicologico, politico, economico e soc.iale che il Luner illustra dettagliaLamente, s i possono riassumere nel contrasto· fra la condizione ordinaria in cui sono nati e vissuti, in patria, gli emigranti, in una vera fase primordiale di sociabilità, con mentalità arretrata, primitiva, sulla quale il simbolismo esercita un'azione t'ascinatrice, -da una parte-, e dall'altra, le nuove condizioni di vita, ed anche di lavoro sociale, in cui d'improvviso vengono lanciati, e per cui solo i forti ed i meglio adattabili resistono e durano. Con ragione il Luner trova in questo fatto una riprova del grande valore che può avere il fattore sociale nella genesi delle malattie menta.H, insieme alle crisi economiche e alla concorrenza del lavoro. Basça considerare, nell'emigrante, • quanto contribuisca a dissolvere la personalità l'imp1·ovviso complicarsi e lo estendersi di nuovi rapporti sociali, l'infinita sequela di stimoli che da questi de· rivano col superbo corteggio di nuovtl impressioni, di nuovi eccitamenti, i quali, operando s ulla psiche, creano nuovi contenuti di sensazioni e rappresentazioni, di sentimenti e di tendenze, onde l'equilibrio psicosocil\le dell'individuo rimane fortemente colpito e tt1rbato. ~i spezza la continuità delle abitudiuali associazioni, e nella lotta fra. tendenze varie e discordi, accumulantisi nella coscienza, l'organismo mentale va incontro a disturbi, talora gravissimi i ecco perchè attraverso il fenomeno della emigrazione a me pare pos3iamo indagare quanto valgo. l'ambiente a stabilire il disquilibrio della personalità in innividui che non riuscirono ad adattarsi alle esigenze di una nuova vita sociale. cosicchè le manifestazioni patologiche della loro mentalità. sono chiaramente in rapporto alle cause esterne operanti su di essi, l'd al cumulo di azioni e reazioni. alle quali improvvisamente fnrono sottoposti i da che si stabili la cosidetta dissociazione psichica:.. P. Cossrot.ro. G. WaLOBAUM

pllohiol . -

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D alla solero•l a plaoohe ooD.IIaoutlva a traumatl1ml (Deutscll! mediz. Wochenschri(l, dicembre 1903).

La'utore ebbe a studiare tre casi di malati di sclerosi a placche, nei quali indubbiamente l'eziologia dovevi\Si ammettere dipendere da traumi psichici. Tutti e tre avevano riportate impres1ioni gravissime, avendo assistito a disastri che avevano lasciata un'impronta grandissima nella loro mente senza che il tempo giunges e mex.omamente a cancellarli. Trattavasi, nei tre casi, di due ambulanti postali e di un meccanico, che mai eransi contagiati di sifilide, di abitudini quasi astemie, e che per la loro et1ì e per le mancate infezioni croniche, non presentavano traccia alcuna di processo nrtero-sclerotico. In tutti e tre, quale solo elemento eziologico, potevasi invocare i: gri\Ve tranma psicbico sofFerto. P<~rò tutti gli osservati erano soggetti pre;eo-


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ll l VISTA Dl CRffiURG IA GE:S~RALE

tanti carattere rnarcatamen te nevrastenico, e tnle condizione morbosa, per l'au· tore, sarebbe essenzia16 quale predisponente alla sclerosi a placche consecutiva a t rnumi psichici . In pari tempo ritiene che tale processo morb:>so si produca per via vnscolare, .preceduto da manifestazioni mielit.iche, c he sarebbe ro qnasi le precorritrici del· l'all'ezione sclerotica propr iamente detta. G. BER:suect. D'A e t::suo . - Bt&tl Jltvropatlot ooououtlvl al terremoto del 28 4toembre 1908 ln 8lo1Ua. - ( Rivista ila/irma tli neuropalologi.a, f<>hhrnio 190!:1). L'A., profe~::ore eli malutti" uwotali n li' l'nh·er:<it1• di Catauin, cbhe ad e:<allli · ua rc molti iudividui :<fu~giti alla <'ntn<. trof~ di ~I""'ina. Ciò t-ht> predom ina\'!\ nel loro s tato pulologi('O t·m l'npatia :<0111111a e In monotonia, co><titnC'uti q un;:i una ::pe1·ic d i fatali:.tict\ 1·n,..,-t'~lla?.io1w. :\l otti n n·vn uo cou,..<'1''1'nln In seu"nzionc oudu· lnt ot·in •h·! t t>rrcmoto e la vis tn d i unn !'t'111pli•·e lntupnda so~pl'Sa, o»l'illn ute. pt·o· \'Ocnvn, in (')<,i uu'itn]H'I•SSioue oudulatol'ia sim ile. Alt ri impr""~ionnhili, 11011 oriuudi dr·i pn•'si ÙC' \'rt"tnti, erano sotto l'incubo <·ontinuo, ri w·hnte cnrntt ere di \'Cm 0:-'>'C:.:siouc, dt-1 riunO\'fll'-.i do·! h:n cmoto, s<: u?.lì pru\'1\rt• ucppurc un mom~:nto il hi.;o~uo rli mt'ttcr:<i nl riparo. Nuutero;:i ful'Ono i casi di :dlucin:•ziOIH' frn i profughi . I tlcuwnti ri covemti nel manicomio diretto dn.l d'Aimudo, rlurnu*e il tt> r n·moto riutn"cro pcrf(•Unlltt•ut<· i1npns,ibili : In lot·o iudifi't·t·t•nza fu ll:'>'Olutn, ~o! tanto uno gridò n:\:<c<111d•·n!lo:.:i e•l un :.:ccomlo emise dt·gli urli. 111:\ in tnl cn.:o trnttnvnsi di uu nmm:dnto di dem~ntia 1Jrecox. Cita invece il cnso òi un llt'nn;;teuico ch e d1t luu;..:his,.imo t•·mpo cm ntft·ttQ dn t'ol,in dt·l coulni.to, I'IU:l ;:i la\·nva le mani ccntirmin •li voltt' nl giorno, ~un r ito tctuponut c1\n1cnt<· dal In sua fobia IJUnndo nrcor;;e n hlc~><i na nlln ri cerca tli un fm· t t· llo t cnernHll·ntc amnto rimllSto Si·polto sot to le tniiCi' t·ie In IJlUllln circostanza pc•· parecchi ;..:ior·ni, di null n cunl lll c, pt·c-;tò l'op<'ra :-lln pieto,.:n ucl dis,...•ppe llirc il rongiuuto, ucl mcdic·al'lo e nel ('Ul'i\rc alt ri r,·ri ti. I n altri Hc vrn~tenici In pam·f\ prO<Iu~se un' insonu in ri hcllc. G. BEIIlWCCI.

RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE FltEJ;ND. -

La folr;orasione del oanoro - tCorreE<pondenz . Blalt filr Scllwei zer

Auzle, n. 2, 16 g ennaio 1909, pag. 71).

. otto il nome d i folgorazione s' in tende il metodo d i cura del cancro, in cui sono impicgute scintillo ad al ta fr·equenza e Rd alta tension e, combinato con aspor· tazi<>ue chi r urg ica. Secoudo Keating - Hnrt si ra ~g iunge cosi una decisa azione contro i tumori mn.ligui, mor ti6candoue la massa e ><ti molando i tessuti circostanti a lln rnpida eliminazione della pnrte mortificata e, più ta rdi, alla granulazione e ci catri<~zRzione. Il metodo, secondo J..:cating- Har t, è cosi e fficace da dare buoni ri· su ltati persino nei rasi, iu cui l'applicazione dei rag~i Ro n tgen era rimasta senza r isultato. Il metodo consiste essenzia lmen te in ciò : s i fanno agire da un elettrode


RIVISTA DI CRLRURGIA GE:-IERALR

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metallico sul cancro, e per un tempo abbastanza lungo 5, 10 e pers ino 4.0 minuti, alla distanza di 2, 4 centimetri, cambiando sovente di posto, fasci di scintille quanto mai e -possibile potenti, mentre il malato trovasi in profonda narcosi. Indi si estirpa col coltello o si snuclea o si raschia con un tagliente cucchiaio lo. parte del cancro trattata e quindi si folgora di nuovo per lO-lo minuti lo. superficie della ferita }ler distrugg ere anche gli ultimi possibili rimasug li di cellule cancerose. I carcinomi situati profondamente vengono prima col c())tello messi a nudo dai chirurghi, poi folgorati pe1· 10-15 minuti, indi la massa è enucleata e la superficie della ferita nuovamente folgorata. Ques to., infine, si chiude applicando un drenaggio o tamponandola. Kçating Hart ba ottenuto con ques to metodo notevoli risultati. Freund fece una serie d'importanti esperienze sugli effetti 6sico-chi111ici delle scariche elettriche sulla pelle e sul tessuto del tumore. Eg li viene alla conclusione che le scariche raccomandate da Keating-Rart, sia per mancanze d'una pronunciata azione elettiva sulle cellule carcinomatose, sia. anche per mancanza d'una azione uniforme superficiale o di una profonda, sufficientemente efficace, non sono da consideransi come sicuro mezzo di distruzione dei germi del cancro rimas ti dopo l'opern?.ioue. anche introducendo cani miglioramenti nel metodo è sempre ass ai problematico che il trattamento colle scintille costituisca un naetodo radicale di cura delle neofonnazioni maligne. A.d onta dell'opinione contraria di Keatiog-Hart, sembra all'A. che la Runtgen-terapia, se bene eseguita, s ia tuttora s uperiore alla folgoralione e precisamente per l'azione più uniforme superficiale e ]>er quella più effi· cace profonda. E. CosTA.

Bulla 1lebth dell'arto lntertore •lnt.tro oon•eoutlva &ll"&p· peo41oeotomla a tre44o. - l Gazzetta deyli Ospedali e delle Clitlicllc, n. 12

A. SERTOLI. -

del 1909'.

La complicnzione d i una ftebite nel decor:::o postopcratorio a sctt.ico ùcll'appcndicectomia a. freddo iJ ram, ed e oggetto di discussione la sua patog e11esi. Il Serto! i riporta la s toria di tre casi clinici o:-:,;o:•·vati ne lln. Clinicll chirurgica di Pisa, noi qusdi la d etta complicanz~~osi e vcrifi l·nta, mtd~ rado il dtcor,;o appnrcutemcutc normale de lla ù,rito. operatoria, tra ill()o e ill4• p;io•·no. Si trattava di i individui g iovani, che ave vano sofferto ripetute cri~i appendicitiche, e l'basorgere fu brusco e contrn>~­ S{:gnl\lo da f ebbre con brivido c da C-"flgc rnUL frcqueuZIL del pol,;o, non proporzionati\ all11. t em peratura, co~tnntc e pt>J·mancnrc ; s intomn quest'' ultimo importan te per la diagnosi di flebite Intente. L'affezione s i locali7.7.Ò, come al solito, a sinis tra, c fu seguita in breve t empo d~~o risoluzione completa. Circa la pa.togcne:<i. non regge n.lla critiCI\ In teori:l seco11do la quale la fl ebiti' sarebbe la IDI\nifestazioue a dis tanza eli uno. infezione ~ene rnlc d <:'ll"organismo, pnrtitn. dal focolaio appendicitico per le radici trombizznte di quel di:;tretto della veua porta: è invece più nccc ttabile, e confor me nl111. St) il·~aldone che $i dà dell'in:"Or· gere della s tessa complicanza vascolare in caso di inte rventi s ull'addome di Rltro genere e per affezioni non settiche (ernia), la teoria del Witze l che fa dipendere la flebite de ll'arto inferi ore da una d i ffu !'lionc d i proce!'$0 dalle radici della. \"COl~ &pigastrica, sezionata o maltmttnte durante l OJ>Cra?.ione, c infoettatc tlat microrgn.nisrui di virulc nzn attenuata, 1\nolJc d1dlo stcs."lO cntg ut de11a. L(•gntum. Ln co,:tituzionc debole e l'as tenia cardiaca dei pazienti pos,;ono avere rappre;.:..:ntnto una. predi.-;posizione nei cll!li dall'A. descritti.


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!H VI STA DI CJ:l!RUROIA GE~ERA LB

Il J'crda ò ln th·Litc si locnlizzi di pa·efe renzn n sioi;.trn non è be n chiaro; le cnust• mt•cc!nai t· hu invocnte nou possono che av<>re importanza accessoria (ma.ggiore luughczza ed obliquit1\ dclln vena ili ncFL sinistra, stnsi fecal e nella S iliaca eco), come pure è da scnt·tare l ipowsi del DieulnfCI che vuole nttribuirla alln mnggiorc mobilid. dc lln coscia c ~amba sini:;tm ri sptltto alla immobilità n cui l'opernto, pcl dolore, coaulnnna il lato des tro, donde meno attiva cia·colltl'-ione. Può invece In mag· gior m obi l ir.v.nzioue dell'nrto in furiore sini;,;tt'O es:.<cre occasione ù i tan ti piceol i traumi ripetuti, i quali vorrebbero n pretli:<porre il si~tcmn vcn o~o all'infer.ione.

u. RIVA •

. Ten4l.Dlte o ..uloante traumatloa del tendine del nl-

G. FnASGENHF.Illolplte - (flerliner kliu. Woehensehri(t, marzo l OOU).

L'A. unrro. di c.n caso mri<simo di teudiuite ossificnnt e trauuantica occorso in uu gio \•auc di ventitre anni. Questi, in sc~uito 1\ caduta., ebbe a riportare una forte contusio uc alln fnccin dorsale dd ~om ito sinistro: sopmvvenn~>ro, ben presto d <:i dvlori, nvcuti sede sovrntutto al di sopra dè ll'nrticola~iou<: del ~omito iu corri· spond~·uzn Ùt·lln n·~ion c del tenùin ..- d .. l tricipitc dolo ri che: più che tutto si reuù..-vawo 1n:111i fcsti uell't.!s t t: llsion(• rn pida del braccio. Le priuu: md i o~rafic, pratica t,• un 1m·se dopo l'nvveuut o trauumtismo, uou fecero ril evare nulla di p:ll ticolare. Iun:c<:, quelle prnticatc sr~ we-i dopo l'ncciùente, •lianostrnrouo la prcsenr.n di uu corpo losnu ~.tico irre~o lnn·, n \'eu te st•de circa tre ceutiuwt·ri soprn l'insersionc olocrnuica del tricipite. L'atto operati'l"o, che successivnaowutc venn e prntir ato, dimostrò In presenza di un corpo nveut c i rnrnttcri rivelati dnllr~ rn dio,.;rnfia r·d twcnte s,•de n el ll·ndiue tricipitnle proprio nl di~oprn rlcl puuto ovc ripit•gnsi la capsula ~trticolarc. St.tdinto ist ol<i~icnrn t·ute, mvstrò d\•sscr com posto di tc~,.:u to oss•·o s pugnoso )'l'l' l'lltante dl·lle cnvità midollari coutc: nenti della anid olla ~rnc:sosn. lll\·ecc, ucl w~uto co,.:titueute il t c:udiue del tricipitc, anche nel JHIIILO ove ernsi formato l'ostt.>ouaa in p:uoln, uon nvvcrtiva<;i nlcuua 1tlrcrnr.ioaw iufiau)lnatorin nè prcgrcssa 11i. iu atto. G. BEllN UCCI. G. CEnsEzz t. te1tlno. -

81111& dlagno•1 dl rottura traumatica •ottooutanea dell'ID· (Il MOl'fJagni, mnr7.o 1909)

Il cnso descritto dall'autore presenta le seguenti note particolari: diiT<1sione precoce del dolore dal punto leso a tutto il rimnnente dell'addome; nssenza di shock; il so~~ctto potè camminare e salire una scala; nessun forte acceleramento <lei polso prima della comparsa della peritonite; nssenza di vomiti e d 'occlusione primn che sopravvenisse la peritonite; da ultimo questa comparve molto tardi e precisamente quarantotto ore dopo l'avvenuto traumatismo. Da ciò l'isulta che, tutte le s udesc ritte modalità si ntomatiche, rare nella rottura sottocutanea dell'in · t eHino, 1100 do\'l·aono punto, quando esistono. fnr•' i escludere la diagnos i di rottura del tenue i11 testino, nè giustifichera11no punto il trattamen to as pettativo. Per s tabilire In diaguosi snrà importantiss imo conoscere la ntttura del corpo contundente (j:.:onemlment e poco voluminoso nei ~si di -.·ottura traumatica sotto· cutn nen dell'intcstioo, come zoccolo di cavallo, bastone, timone di vettura. calcio di fncile); la violenza, che generAlmente è ~rande; la direzione, qullsi sempre per. penùkolnro alla pnt·ete anteriore dell'addome in modo elle le anse possano sfugg ir e nlln coanprcssione. G. BEnS liCCI.


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RIVISTA DI OTO-RINO-LARI NGOIATHIA L& De,raatenla Del auol rapporti etlologlol oolle rlllo-tarlngltl croniche. - (Archives interuationales de larynyolo!Jie, à'ot"lo!tìe et de 1'/iinolovie, 1909, n. 1).

R O\'ET. -

Vi è un rilevan te nuu1ero di casi di neurn.stenia. che u sotto In dipendenza di certe lesioni della faringe nasale e la maggior pa.rte dei sintomi della neuros i possono rRzioualmen te spiegarsi coll'azione di queste lesioni. A prova del euo enunciato l'autore invoca delle considerazioni di ordine anatomico e di ordine clinico. Dal lato anatomico richiama l'attenzione sulla fossetta di Roscnmiiller per i suoi importanti rappor ti di vicinanza colla tromù!t di Eustachio e cogli urgnni cont-enuti nello s pazio faringo-mascellare: carotide e giugulare inter na. ganglio superiore del simpatico, pneumogastrico, spiuale, glosso-faring<'o, ipoglosso, gangli linfatici. Nelle rino-faringiti, mentre la mucosa t utta si tumefa. quelli\ che rico· pre ht fossetta di Rosenmilller è trattenu ta da resist~nti fasci fibrosi. Veugono perciò a contatto la parete anteriore <'olia posteriore e, per la cJtduta dell'epitelio, possono in pii1 punti stabilirsi delle aderenze che persistono anche quando la mucosa si sgonfia. Cosi la fossetta. viene t rnsformnLa in una cavità irregolarmen te t rame:tzata, epperò fa vorevole al ristagno di secrezioni fisiologiche e pn· tolog iche. Ne viene che gli organi vicini subiscono costanten•ente l' influen?.a di una s uppurazione di vici.nanza. e risentono il disturbo meccanico dipendente sia dalle modiflcaziooi della muco-a far ingea, sia d:dle variazioni d.i volume dei gangli l infatici dello s pazio faringo·mascellare. A queste s peciali condir:ioni delle pareti laterali delll~ fari a ge nasale l'autore attribuisce le r icadute o le recrudescenze infìammatorie periodicl11~ in occasione del freddo 11mido, della fatica, ecc., o ciò spiegherebbe In frequente comparsa o lu accentuazione di accidenti neurastenici in seguito a lle malattie acute delle prime vie del respiro. L'autore pass& poi in rassegna i diversi sintomi che si riscontrano comune· mente n ell& neurastenia e che possono, nel tempo stesso, dipendere dalla alterat.k funzione degli organi vicini alla faringe e della faringe stessa. E ne fa S grnppi: sint.omi derivanti d alla faringe nasale stessa, sinto111i d ipenden t i dall'orecchio e sintomi dipendenti dagli organi situati a lato della faringe nasale. Nel 1° gruppo comprende la cefalea, s intoma comune alle rino-fnri ugiti ed alla neur astenia, la astenia meu!ale ed altri fenomeui meuo frequenti, come a ccessi d'asma, oppressione, idrorrea nasale, tosse net·vosa, ecc. Xel 2° gruppo comprende i I'Umo1·i sovgelli.vi (ronzii, fischi, ecc.), l'i.peracu:~ia, le t·ertigini, le fobie dello spazio, l'a11fiOScia, l'astenia mttscolm·e la seu::azione dì casco, ece., fermandosi sui più importanti ùi questi fenomeni. Come l'ipel'llcusia, fenomeno doloroso anzi che sensoriale, corrispoudt' per lo più ad un disturbo di permeabilità della trom ba, cosi l'autore crede che le vertigini quas i sempre siano Ì1l r&pporto con aderenze della tromba di Eu:stnchio colla pnrcte po.steriore della faringe. Ed ogni vertiginoso, dopo qu alche letnpo, prcsenteril degli altri siutom i di neurastenia. Le fobie dello spa;r,io non sono che una complicn· zione psichica. delle vertigini: ad entrambe va unito uno stato pornuu1ente di a ngoscia. La astenia muscolare, sintom:J. essenziale nella n eu rnstenia, t! quasi co· s tante nei vertiginosi, anche all'infuori dci periodi di vertigine, cd è l'espressione


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IUVISTA DI OTO·RlNQ-LAR I XGOIATRIA

di un disturbo del tono muscolare a regolare il quale concorre il labirinto (espe· rienzn di Ewnld : un pesce vigoroso, che -l uomini potevano n malapena tenere imJY.obile in un acquario, può essere facilmente tenuto fermo con una sola mano dopo la seziono dei nervi dell 'So paio). Nel 3° p;rupp:> finalruento l'A. si indugia speciahueute S\li s intomi dipendenti dai nervi e cioè: insom~i<~, wchica1·dia, palpitazioni, inlcrmitlenze, emotit:ìlll, yenyazione (li attesa ansioya, di.,turbi digestil'i, 11evralgie, dillturbi motori e sensitit·i (il>( fa,-i,tye. Tutti qut:sti fenomeni possono trovarsi si nella neuras tenia che nelle malattie dellR faringe nasale eù in quest'ultimo cni<o cedono ad un opportuno trattamento «Si può dunque roncluclere - nice l'A. - che le malattie del rino-faringe. so· prntutto quelle elle interessano le parti latel'ali, possono ~~sere, e sono in realtà, il Sltbstratum anntomo-pntologico di una malattia che compoa·ta tutti i principali sintomi dt•lla neurastenia ,._ Deplora che, in presenzn di tali sintomi in ueurns tenici, non si pensi più spes;o nll'esnme del rino-farin g e. Ques to egame è comunemente trascurato, fol'Se perrhè offre delle difficoltà e pr rchè ai più sfugg<' la importnnza cliuicn de lle lesioni in parola. La vertigi ne Messa . sin toma auri· colare per ecccllen~a, è spcs-;o erroneamente interpreta ta, e non si capisce qu:\.Si perchè, dutn la ver tigiue, si tra tti o non s i tratti di so~getti neurastenici, non s i ricorra immediatameute col pensiero n.ll'orcccbio cd alli! sue dipendenze. Moltissime volte, •·creando d~tl lato della tromba di Eust~tchi o si troverebbero le lesioni che sono la causa più abituale delle vertigin i. \ Per riconoscere le lesioni IA.terali de l rino-faringe è quasi sempre sufficiente l1l esplorazione digitale, che risponde anche ad una parte del trattamen to; la rottura delle aderen ze s alpingo-faringee. E gli indizii che possono farle sospettare sono: le faring iti laterali, lo stato granuloso della faringe, la contrazione asimme· trica del velo palntino, le a ngine a ripetizione, le corizze frequenti, il dolore alla pressione della reg:ooe retromascellare, le adeniti cervicali ed in genere tutti ~Si ntomi auricolari. SAN ~A. CtSJ.&R. - Bulla patologt.a del dlaturbl della voo&. nel'e ,l ieàizin, 3 ottobre UJOS, png. l OOo .

(Z entl·atblatt fiir in·

U n uomo s ui trent'anni, per un improv..-iso rali'redd~tmen to, s i buscò una fiocaggine: nella rotazione del capo a destra la raucedine spariva; nella rotazione a sinistra essa si accentuava s ino a divenire afon !a. Si trattava di un individuo scrofoloso, il quale presentava a nche una infiltrn~ione ad un apice polmonale, e, laringoscopicamente. una laringito cronica con imbibizione e ipertrotìa della mucosa del ventricolo dest ro del Morgagni. L'A. giud icò tale affezione laringea non di natura tubercola re, perchè essa scoruptu-ve in seg uito ad una cut·a fatta con nitrato d'argento e inalazioni di tannino. Che non s i trat tasse di una paralis i dei costrittori della laringe, si po· teva dedurre dal fatto che la rima glottidea nella rotazione a sinistra si faceva grandissima, nella posizione d iritta, mediana del capo di veni va più piccola, mentre nella rotazione delh\ tes ta a destra scompat·i,•a. L'A. ri tenne che l'anomalia della voce fosse dovuto. a utn fatto meccanico, alla imbi bizione, cioè, della mucosa del ventricolo destro del Mot·gagni, la quale nella ro tazione del capo n s inistra impediva il corri.c;pondente addossamento della corda vocale destra alla sinistm, mentre, nella ro tazione a destra, la corda vocale s inistra poteva adattars i alla destra. L'A. non ri!>rontrò alcun caso analogo nella let teratura. E. CosTA.


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RIVIS'rA DI OCULIS~'ICA Della •latomatolocta ooolare Delle mullDgitl; •tu4lo parti· oolare delle alterasloDl del Dervo otttoo. - (llit:ista veneta d i scieuze me·

OaLA!\DJNl. -

diche, febbraio 1909).

Si può nelle meningiti, e sovrn.tutto nelln cerebro !'Jiinale, ritrovare unn delle seguenti motlnlità: to Nessuna alterazione; 2• Semplice iperemia e· dilatazione delle vene Jell11 retina t• delh papilln del norv<> ottico ; S• Idropisin. della guaina del n Prvo ottic-o sen1.n n.lcun'nltra nppnrenzn intinm· matorin; 4° Edema della pn.pilla con e1uorragil.' nelh~ guaina del nervoi 5° Stnsi ]>api Ilare, con for111•· >'imi! i 1"1. quelle che si trovano nei u coplasmi Ct'· rebmli, con fenomeni più o meno marcati inereuti t\lla stasi; so I ufinmmnzione isoln.tn dell•' g unine del nervo, od estesa nlln :sostanza tlervosn; l'infiammazione delle guaine e del nervo si può trov:u-e in tut te le forme di meningite, com p•·esa la t ubercolare, senzn che le nlterazioui del IH•n'o nbbinuo u11 ('arattere di spccifir.itiL 7° Atrofia del nervo; S• lufi.ammazione del nervo senzn specifidt:\, ma dovuta a delle pro<luzioni specifiche nella coroide atton10 al uervo In seguitQ, dalla coroide, tic altcrn?.ioui llOSSOliO guadagnare il tessuto delh~ pn.pilla; 9° Le a ltcrn.zioni specifiche Lubercolari, po'!,.ono dtì. principio cs;;or locali?.zate allo guaine meningee del nervo otti•·o, seuza che ;;iavi alternziouc nnul og1L a quella delle meningi C"rebmli. Il foco l.~tio primitivo può risil'llcrc in nitrì o rgani, come ad esempio nel peritoneo; lO• Nelle meningi del ner vo, l"alfozionc può ~undngnare !:L P''Pilla seguc1•do i setti e le membrane più vicine, sovrMutto la corc.ide. 1n uu I':ISO, il processo grndatn.mento, dal uervo ottico si estese al chiasma l'd nllf' mclliugi cl'rebrali; 11° Jl proceSSO patologico specifii'O puÒ iuoJtre vropa~!lrsi in SCIISO invct·so, vale a dire, dalle meningi cerehrali alle guniue meuingce d ~:l nervo e di lì• nlln pa· pilln.. G. BEit.St.;f•(•t.

L. IDbmmasloDe reum&tloa del nervo oUloo. - (Zmtralblatt filr innere Mcdizin, n. 40. S ottobre 1908, pag. lOOi-lO(}lj).

CIIALIJPECKY. -

Ordinariamente si ritiene che In nevrite •·eumatico. ncuta retl:"obulban· ;;ia quasi sempre cnusat& d& un raffreddamento. Dopo uno sguardo critico nlln letteratura e sulla base d'una OS!'erva?.ione propria, riguardnnte 1111 medico, l'A. di· mostra che tale affezione si dovrebbe nscl"ivere alla serie delle malattie da infezioue, essendo l' inAammazionts del ne1·vo ottico provocata da to~sine, che •·it·colano nel sangue e nella linfa. Non OSI\ tuttavia l'A. ue~a•·e del tutto l'influsso del raffreddamento su cel·te affezioni oculari uelle persone con diatesi reumn1 icn giacche è noto che gli attacchi di ~-tlancoma, per esem pio, s i verifi<-nno assai più di frequente durante i mesi invernali che nou nella stagioue calda dell'nnno. E. CO!ITA • • 30 - Giorn.1le Ili 11 d(c ina m ililat·t. F:L•c. VI .


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RIVISTA DI ANAT~)JIA E FISWLOGIA N~IDL\LE E PATOLOGICA FABRts . -

Aortlte dl Heller ed luutaotensa delle valvole aort:lohe. - (J>a·

tlloloyica, N. 1~1, WOO).

Il quadt·o anatomico ed istopatologico della cosi detta aortite sifilitica, o me· glio aortite di Heller, perchè non tutti condividono il mcde.'>imo punto di vista eziologico, è universalmente noto, e si delinisce come una forma di aortite pro· duttiva, più propriamente mcsoaortite, che s pesso si riscontra negli individui sifili tici, senza escludere però che occasionalmente possano venire presi in consi · derazione ancht- altri momenti etiologici. Ad una conclusione assoluta su que;;to t·iguardo non si è ancora pen·euuti, per· chè una diligente in'l'est ignzione anamnestica della prcgressa lue non è sempre facile, e molte purtroppo, aggiungiamo noi, son le sifilidi ignorate . .Mentre la lesione aortica può per lungo tempo èccorrere silenziosa, la cotn· partecip11zione delle valvole rispettive determina un vero vizio organico di cuore, che può essere di grande aiuto per la diagnosi del tipo di alterazione vascolare e pc t· l'in tervento tempeutico precoce. Il prof. l:'nbris si è occupato di vedere in che rapporto stia l' in.sufficienza delle vah·ole aortiche clinicamente manifesta con l' aortitC' di Heller in otto casi d'io· fezione si tìlitica siC'urnmente sta bilita nell'anamnesi remota. !'òi tra ttava d'individ ui giovani: ed in tutti la ricerca istologicn nveva coufor· ruato In natura meso·aortiticn della lesione nel senso generalmente accettato. Con un esame mncroscopico nttento riesce e\idente che la lesione valvolare non è autonoma ma successiva alla lesioni! aortica e preci,:;amente questa si dif· fonde nlle si;;moidee in corrisponden za degli spazi somil unari c dei seni di \alsnlva. I l tipo delln lesione val volare hn il carattere produttivo fìbroso, con poca ten· denzt~- alla degenerazione grassa, a lla trasfot·mnzione r1te romatosa ed alla calcHi· cazione. Il CJttndro è in rapporto neccssn1·iament~coll' epoca tardiva io cui di solito av· viene l' exitus, ma l'inizio dalla lesione si fo per infiltrazione o per un tessuto di granulazione con neol'ormazione di vasi, che provengono dal tessuto aortieo infiammato: viene dopo una sclerosi fibroso-,jalioa delle val voi e, onde queste vengouo ad as~umere successi vamente o dopo stadi atti,·i ri cor renti un aspetto conrtato di cicatrice, che determina la. stauile insufficienza loro come diretta C<'D· seguenza della diffusione del processo di mesoaortite produttiva. Non sempre però l' insufiicienza delle valvole che si accompagna all' aortite di B oiler manifesta un simile comportamento anatomico-: in altri casi in,·ece si ha come una specie di fusione od assoruimeoto del mstrgine libero delle scmilu· nari da pnrte di grosse placche di nortite verso il punto d'impianto di lJUelle in corrispondonzn. degli s pazi triangolari. Avviene, in altre parole, che l' is pessi· mento aortico, sotto forma. di grosse placche fibroso- iali ne, s' interpone fra due semiluuari in corrisponden7.t\ degli spazi triangola r i predetti, e fa Jlerdere per uu buon tratto la linea di chiusura, ed il mar,;ine libero vah·olare ridotto ad uu semi·


RIVISTA 01 ANATOliiA E FIS IOLOC lA ~ORli.! LE E PATOLOG ICA

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cerchio circoscrive u na s pecie di foro, talora ailbastanza ristretto, per cui s i penetra in una cavità limitata a n teriormente dal corpo Yalvolnre e posteriormente dal seno di Valsah·a Altre vol te l' nbicazione di speciali placche d i mesoaortite nell'norta ascendente è cagione di disintegt·azione nel meccanismo di chiusura delle semilunari per retrazione. fissazione e spostamento dei loro margini, pur conservando le medesime una re lativa integrità del loro t e:iSU to. l o tutti i casi s tudiati dall'A. la lu3ione a veva il tipo s.:ltietto della cosi detta aortite sifi litlca ; il processo val volare non poteva esse•·e che eziologicamente iden· tico. Data la giovane etA degli ind ivid ui in cui si potevano escludere le comuni cause d i endocardite, e l'infezione celtica accertata , i rappot·ti tra sifilide ed aorti te di Heller vengono cosi confermati con un contributo a natomko, ed integrano quelle nozioni che la clinica e la patologia hanno adùitato tra l' infezione celt ica cos tituzionale e 1' insufficienza delle val vole aortiche. Il fatto, as traendo dal suo valore dottrinale, ncfJ.uista uo' importanza pratica notevolissi n1a, q uando si affermi che 1' insufficienza n.ot·tica nPgli individui relativa mente giovani, in cui difettano le comuni cause dell'endocardite, è molto pro· babilmente di origine mesoaortitico, e qui ndi verosimilmente di natura specifica. Dult t:X ICO l.! ONO.

G. Ev• •L•. - l oriJitallt 41 CaJ'Clmldge nello panoreatltl infettive aperlmentaU - (Il Tmnmasi, SO ottobre 1008). li par.creas ammala come tutti gli al tri organi, e molti errori diagnostici sar;:,bbero evitati se il medico ricordasse che nell'addome esiste anche quest'organo importantissimo. È vero però che la s intomll.tologia delle a tfe?.ioui del pancreas é ancora abbastAnza oscura., perché i segni generali di esse spesso hanno nulla di carat~eristico, ed i sintomi locali sono poco sicuri per le condizioni anatomiche del viscere. Ma ggiore importanza per la diagnosi delle lesioni pancreatiche hanno i d ati c he si possono trarre dall'esame delle urine e delle fec i ; q uali In glicosuria indicata d a Minkows ki e Mering; la pr·ova della glicosuria alimentare proposta dal Colrat; la presenza nell'urina di altri zuccheri qua li il 1111\ltosio ed il pentosio, la comparsa del gl'ftsso nelle feci; l'nzotorren, ec<·. Ma, analizzando tutti questi metodi di ricerca, risulta che nessun~> di essi di~ s icuro affidamento sui risultati; e che in conseguenza continua ad essere non facile l' indaginA. clinica della funzione dal pancreas . Tali dillicoltà spiegano il favore incontrato dal metodo della cosi detta rea· zione pancreatica propos ta del Cammidge. Essa è basata sull'ipotesi che per all'etto della necrosi grassa r he accompagna q ua si tutte le affezioni morbose del pancreas, avvenga lo sdoppiamento dei grass i neutri in glicerina. ed in acidi corrispondenti. L n gl icer ina di venuta li be m è a ssorbita, eliminata coll'orina. e messa iu evidenza dalla fenildra7.ina, dopo trasformazione in gliceroso in presenza dell'acido nitrico. Esaminando allora al microscopio il deposit-o che si forma nell'orina pancreatica lo s i trova costitui t o da cristalli, di colorito giallo d 'oro, dis ponentesi in 6g ure diverse, e dovuti a feni\-glucosazone. Per la. dimostrazione di tali c ristalli il Cammidge si è servi to di due pro,•e ..t. e lJ le quali devono concorrere a dare risultati eguali. Djfatti, se tut te e due non danno la formazione degli accennati cristalli è da. trarre la deduzione che il pancreas non è malato; se la prova A è positiva e la prova l:J negativa è seguo


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RIVISTA DI A:SATO:UIA E FISIOLOG IA XOR~I AI,E E PATOLOGICA

che si h& infiammazione attiva del pancreas; e se tutte e due le prove sono posithre può trattarsi o d'un processo morboso maligno .a car ico del pancreas op· pure di una pancrcatite pregressa. Definisce tale imJlortante questione il tempo <'he detti cristalli impiegano ad essere disciolti dall'ncido ~olforico. II valore diagnostko di questa r eazione fu subito controllato da molti osser\'ntori; ma in veritll. era difficile formarsi di essa un concetto esatto perché dagli uni fu combattuti\ e d i<'hiarnta priva di fondnmento, mentre dtL nltri fu difesa e giudicata di grantle aiuto diagnostico in casi dubbi. Con tante controversie e data l'importanza dell'argomento l'Evoli bo. v oluto istituire n uove ricerche per conrermare o meno i risultati avuti dagli altt·i espe· rimentatori. Egli si è servito di cani a pnnct·eas !'ano ed alterato con colture di streptocoeco, di sta(ìloCOl'CO, !li mkrococco melitense, di colibndllo, ed è venuto &Ile seguenti conclusioni: 1o Allo stato normale la re11.zione pancreatica è sempre negativa: e se un ~rrore o qualche nltro ftttto che sfugge all'indagine, mostra dei cristnlli, essi sono del tutto differenti da quflli che si form 11.no nell11. ver.n reaz ione di Cammidge; 2o tnli cristalli furono trovllli in tutti i cnsi in (•ni esi4ent unn. alt~rnzione morbos:t del pnn<"ren.s, tUII.ncn.ndo solnmente se il process"-> flo~;:istico non ern bene sviluppato; !)o i cristalli furono pi•'t evidenti nel per iodo infinmmatorio e diminuit·o uo colla. formazione degli asce;:,.. i; •10 le due prove A e n Imeno in rapporto n Ile pancre:\LiLi 1\Cttte infetti\•ehnnno valore di\'erso: perclt.! meutt·e 111 prova A fu sem pre positivn, quella 8 t'u costante111eute negativa. Gl.'At,DI.

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P,\G.uro. -

Bloerohe ollnlohe Intorno all'azione di aloune sostanze sul tono mrsoolare - (Da nuot·a 1·il'ista clinico-k•·ape-ulica, n. 2, 1909).

Quei<tll ricerc· he ~ono Slllle esp~uite dall'A. n...ll11. C.:liuic·11. rlel prof. De Renzi, sotto la direzione del Boeri, la l'Ili competeuzn è beu uota iu questo t'limo di studi. L'A mette primtl iu evidenza due falti f~uahn~ute importanti, che souo: 1° la frequeuza c·olln. quale itt pratica s'in con t t·& l' indica;:ione della t crnpiR ri costiLUtule, alln quttle in j.!;l'llernle si provvede coi rimedi eh<: t(·ndouo 11. rinl · zare il tono ~r~u(·t·tde e SOJII'atutto qut:llo del sistema ueuro·museolare; 2<' l' inc;ufficie uza d'o~ni rigore srit'ntifico colla quale finora è stat a s tudillta l'azioue tottic·n dt-lle sostanze cou1uue1uente usate. In cou"'c~ufnzn l'A. ha trovato Oj)J•Ortuuo di studiare sotto questo puuto di vista i ,..dicet·ofost';tli, la lccitinn, Il\ chiun. il rall'è, l'alcool, lo zucchero, il cloruro eli ,;otlio. Le vnl'in;:ioui ciel touo muscolare detet'tltÌilllte dall'uso metodico ed ab· h11.stnu;:a prolun~ato di t ali !"o:<tanze t'urouo rilevate col 111iotonometro del :\fos~o, orr.m11.i mtiVt-J'S:tlmeute noto. CoucJuqioue di questo studio si è c he, pP.t' ot-diue d'intensità, hanuo mag-~iore e piu durat.urA. azi 011e tonkn sul si:--tem:~ uervco -mu~colnrc il calle, i ~rticcro· fosl:'lt.i, l11. lec·itina, lo 7.tH'I'h..,ro, la chiua. Hnuuo in,·ece azione nod\·a l'nkool etilico, e In dietn ipoclornrnta. È c\·idcnte l' iu1portnnzn pratil'n di questi t·i ... ultati essendo le so,tnnzc t>speriutentalc di uso molto cotuu ue c·om" 1nedicnmeuti e come nlimenti, es;;endo pur


RIVIS TA 01 MALATTIE VENEREE ~: OI':LLA PELLE

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troppo generalizzato l'uso dell'alcool nelle classi lavomtrici. ed essendo il sale un ingrediente di primo ordine nella. alimentazione. Questa importanz;a risalta ancoro. di più quando si consideri lo dtr~Jtto rapporto che intercede fra tono e la· voro muscola.re. GuALDI.

RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE You NorruAt"·r. - Contrlbalo &11& oonoaoenz& 4egU etrettl dell'atoxyl nella al8llde, rc-pratatto nelle appllo&zlonl esola.lvamentelooall. - (Deutsclle med. Woch.enschri(t, febbraio 1909). L'atoxil presenta un'eguale efficacm tauto uelle malattie della pelle che ordinariamente curansi con l'nrsenico, come nella sifilide. Ma in quest'ultima, anche nd alta dose, esso ò inferiore al mercul'io, quantunque da solo possa guarire le manifestazioni sifiliticbe a tutti gli stadii. La curn e più lunga che col mercurio, e non può ess.,re praticata col solo atoxil, dati i fenomeni d'intolleranza do. esso dati La durata della gun.rigione è più corta, le recidive più frequenti e più ribelli cbe col mercurio. Non si possono prevedere i fenomeni d'intossicazione, c.he po;:sono essere gravissimi anche con dosi esigue. Tali fenomeni non hanno punto segni precursori ed osservnnsi in eire~\ ifL metà dei C!ISi. Non bisogna cercare d'impedire, con l'oppio o COli la morfina, la loro appari· :~;ione: ciò sarebbe dannoso, poiché al primo segno d'intolleranza è necessario in· terrompet·e la. cut·a. L'atoxil seguito da una cura mercuriale, impedisce, almeno im taluni casi, l'eruzione di manifestazioni secondarie. 1'on è senza p11ricolo l'impiego contemporaneo di atoxil e mercurio. Pertanto l'atoxil, data la sua debole efficacia e la sua to~icitù , non deve essere impiegat.o che nella sifilide maligna e nei ca~i di soverchia sensibilità 11.l mercurio. L'atoxil può servire alla cura locale delle manifestazioni sifilit.iche, ma non pre~enta alcun vantaggio sul mercurio, cd anche le usuali deboli dosi dermnto· logiche sono capaci di provocare un'intossicazione, mentre l'idiosincra.~ia in simili casi ho. una grande importanza. L'autore sconsiglia una prolungata cvra atoxilioa. Nell'intossicazione, come nella g uarigione, è da supporsi agisca qualche cosa di più della semplice azione dell'arsenico. Gi. B EnNUCCI.

F. Ds SAnD. - L'argyrol nella oara 4eU"uretrlte blenorraglo&. Médicale, lS febbraio 1:109).

(Presse

Vargyrol, scoperto nel 1902 da Bn.n1c>! è un sale organico (vitellinato) di argento, che non coagula l'albumina, avidissimo di acqua, diffusibilissimo, e che possiede un r.otevole potere di impregnazione. Contiene il SO p. 100 di argento (mentre il protargolo ne contiene s olo 1'8,3 p. 100. Non è per nnlla caustico, nò provoca la minima reazione in6am matorin nello mucose, anche ad alte dosi, come ha pot uto constatare il Dal'iet· nella terapia oculare.


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ni\7 ISTA 111 ~U LATTlE VE,:&REE E DELLA PELLE

Ecco i risultati oltenuti dall'A. nulla blenorragia.. l" Nel periodo illiziale. -Si fa ognj giorno un abbondante lavaggio uretrovescicale di circa 400 c. c di soluzione all'l p. 100. Talora 6n dal 2° lavaggio, DII\ ordinariamente non oltre l'SO, lo scolo çessa, ed è sostituì t> da una goccia mRtt.ioale o da uni\ leg~em umidità del cnnaJe. Nei casi più ostinati si fn un'in;:til· )azione di 10 c c. di soluzione nl10 p. 100, che vien truttenut.a da 6'-10' nell'uretra, e che riesce nssolutamente indolore. Di rado si deve ricorrere a 21avaggi al ~iorno. 2• Nel p Priodo acuto.- ' i adopera la soluzione al ',t p. 100, facendo pei primi 2 giorni lavaggi uretrali, e poi ut·eLro vcscic11li, previa cocninizznzione dcll'ur.:t•a anteriore. La qunotilà della soluzione è di c. c. 600 per la vaggio. La durnta della curn 0 da l S-40 giorni. 3° Nel pc1·iodo di dcclilwzione. - Lavaggi come sopra, associati a iniezioni di pochi c. c. di soluzione al 10 p 100. ! 0 Se vi è complicazione di prosfatite.- Si fanno i lavaggi associati a l mnssa~gio della prostatn. 5o Sell'epididimite. - L'A. pratica frizioni ;:ul testicolo con una. poruatl\ di Rrgyrol al 15 p. 100 e compressione: i dolori Spl\riscono in 2 giorni, la tumefazione in 2-B giorni, 11 vi ò anche una spiccntissima e decisa azione anl'ipirctica. G• N elle COinplirnzio,ti articolari . - Si sono avuti a nche buoni r is n!tnti. Quando deve cessarsi. la curai - Quando è scomparsa la goccetta mntlinalP,. quando non vi sono più Jìlamenti nell'urina, o quando questi sono rari, piccoli e leggeri. P er ronfermal'e la guarigione, si può fare la prova dolla birra dapprima per 2~, e poi per ·lS ore. Infine una a• pl'ova di birra associata alla. prova del coito s. R UTA. s tabiliscono la guarigione definitiva.

Comparteolpaz.lone lnsoUtamente eate•a del almpatloo nell& parallll dl Klumpke la aegutto a al1lllde oerebro •ploale. - (Zenf,·al· blatl fili' innere .lfediziu, n. -10, S ottobre 1008, pag. HXH).

I.ewrxsKr. -

Io un individuo si61itico c'era pnresi dei muscoli oculari. incgolaritu delle pupille, paralisi della parte inferiore del plesso a. destra, paralisi del simpatico cervicale di destra, ;:pastni e rillcsso di Baùinski a sinistra, analgesi:t estesa a quas i tuno il corpo. La paralisi della pRI'te inferiore del plesso e del simpatico perdurarono anche dopo un trattamento antisi6litico che ebbe una benelìcRazione. La parte~ipnzione della funzione vasomotr ice e secretoria del simpatico (dilatazione vas11le, aumento della temperatura della cute a destra, sviluppo di sudore soltanto a sinistm), ci oùbliga a ricercR re la. :sede dell'allezione non soltanto in un foco!Rio Rll'altezza dlll 7• e S• segmento cervi cale e del primo dorsale, ma di ammettere anche In lesione di uu territorio assai pil'a e.~teso. E. CoSTA. Pr,A~TJER. -

Cara delle aoott&ture col lievito dl birra. - (P1·esse Médicale.

L!l l'ettembre l!JOS).

Qunlnnque sia il grado della scottnturn, si prati~ pl'ima un'accurata disinfezione; poi si prepam un miscuglio di lievito di birra secco o fresco (o, io mancanza, di lievito di fRrina) con aCIJ Ua tiepida, in modo da otteneTP. una pasta di consistenza. semiliquidn. Con questa si impregnano delle strisce di garza sterile ripiegate a più doppii, e si epplicaoo qniudi sulla porte : trattandosi di arti, si disporrnnno


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RIVISTA D'IGIE:SE :M I LITARE

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le st1 isrc parallelamente all'asse e mai perpendicolarmente, per evitare Il\ com pressione circolare dovuta alla retrazione consecutiva al dissec~;amento. Si fissa il tutto esattamente con qualche giro di fascia. Appena finita !11. medicaturn, dopo brevissimo tempo, t-alora dopo pochi secondi, l'ammalato avverte una sensibile di· minuzione dei dolori e quindi notevole euforia. Si rinnovano le medica tu re con la stessa tecnica quotid ianl\ullmtc Oli anche ogni 2·8 giorni secondo i casi. Se vi sono flit tene, si pungono con un bistori sterilizzato, e si svuotano, prccurando poi di riattaccare minuziosamente l'epidermide. Con questo metodo l'A. assicura che non si ha s u ppurazione, n è cattivo odore, nè cicatrici defor mi consecutive: le sole parti interamente carbonizzate cadono in sfacelo. I nfine la scottatura si t rasforma in una piaga asettica, che guarisce in S. RUTA. pochi giorni.

RIVISTA D'IGIENE MILITARE Lr. Gozc. - · L ' igteDe del oampo 41 b&tt&gli&. - (A1·chius <le tm;deciw• mili/aire, an no 1908, t. L ll, pag. 24). Date le difficoltà che ofrre la cremazione dei cadaveri sul campo di battaglia. e la conseg-uente necessità di ricorrere alla. loro inumazione, e visti gli splemlidi r isultati che nel cimitero di Saint-Nazaire ha dato il sistema Coupry di drenaggio del suolo, l'autore ha pensato di B}Jplicarlo. J>l' rfczionanùolo. al servizio in guer ra, sembrandogli possa servire, se non per le armato in marcia, per quelle in fe1·tnatn. e negli a ssedi. Si scavano delle fosse lunghe 10 metri, profond~: 2 metri e larghe al fondo o metri (sono capaci di 7o a 100 cadaveri sonapposti). Attorno al fondo, si pra· ticano diverse piccole fosse circolari con condotti immettenLi in u n pozzo perduto, il che soddis ferebhe ad una delle più essenziali condizioni pe1· una rapida decomposizione, e cioè impedisce che i cadaveri vengano bagnnti dalle aCI(Ue, le qunli di,::truggono ed ostacolano la vita degli nnae1·obi e degl' in~;etti e mutano i cadaveri stessi in una pol~iglia non suscettibile di ulte1·iori ri duz ioni di volume. Nei piccoli canali anzidetti si mettono dei rami, dt•i ciottoli ecc., e in una parola dei materiali che lnscino passare l'acqua: i rami verranno pure disposti tra le ti le dei cadaveri, per favorire il passaggio dell'aria All'al tezza della penultima 61:\ si scaverà, parallelamente alla s uperficie del suolo, un piccolo tunnel, unentesi, 1\Ù angolo retto, ad una camin iera verticale, per l'uscita dei gas, che possibilmente verranno bruciati con un fuoco di legna. È proibito l'uso d ella calce viva e dei disinrettl\nti, perc hè uccidono gl'in· setti crl i ger mi, ai quali è affidata la decomposizione dei cadi\ veri, soltanto pos· sono essere sparsi sulh pareti, sul fondo della fos>'n, sui canali e nel poz~o perd uto. Sull'ultimo piano di cadaveri si disporranno dei ram i, e, se e possibile, delle ltlnterie polverulente (carbone, torba, scorie) per riassorbire j ga..c;, e quindi non è il cn.so di preoccuparsi di essi, se non al principio della decomposizione. perchò cessano di diffondersi, quando entrano in attività gl'insetti. Il tutto s i copro con un piano di gbiaia e terra, dello spessore di 2 metri circa, a mo' di monticello, !!u\ quale 0011 !li semineranno piante avide d·azoto, se non dopo compiE-Lo cedimento del monticello. L'ubicazione del pozzo perduto sarà indicata da un palo, 0 dn un segno ardente 'lualsiasi.


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RIVISTA D 'IG II!:SE MILITARE

Questo sislema di drt~oaggio il un po' lungo a atahilirsi, ma tenendo conto del tempo che anche col vecchio sistema regolamentare s'impiegherebbe per inumare 100 cadaveri, o di quello necessario per applicare le s uccess ive misure di bonifica. del terreno (come avvenne nel 1870 a Sedan), l'autore è del parere che non si ·po,..sa res tare in dubbio sulla scelta del sistema da lui consigliato. TIRlilLLI. ~ t; OHE.- Olroa l'opportunltà delle oue 4l convaluoeua. - (Bulletin de la

soc. de 111éd . milil. {ra1tç., Parigi, 1908, n. 7, seduta del 2 aprile). L'A., medico maggiore di l" classe, fa notare, anzitutto, cbo le licenze di convalescemm, le quali rappresentano una prolungata interruzione nel servizio, non raggiungono, in genere, lo scopo che ce ne ripromettiamo, il perfetto ristabili· mento, cioè, della salute del soldato. Nell' inviare a casa propria, in licenza, un militare debilitato da malattia, il med ico fa l>articolare affidamento sulle cure della famiglia, sul l'aria na t iva e s ul riposo, quali efficaci restauratori della salute, s i che il soldato venga res o Rll'ese•·· c ito perfettamente guarito e reintegrato nt>lln sua robustezza. L'esperienza giornaliera, invece, ci disillude al riguardo. In !llcunì casi, è vero, la fau1iglia è sulficil'ntemente agiata, e può prodigare Al giovane valetudinario tutte quelle speciali cure e quel regime, cl.e ancora sono necessni per avviarlo alla piena guarigione. Accanto nd essi, però, esistono purtroppo dei militari privi di famiglia e per questi. in Francia, attualmente, la convalescenza non p11ò essere condot ta a ter· mine se non prolun~andone il soggiorno all'ospedale, per un tempo indeterminato, o rinviaudoli al corpo. Nel maggior numero dei casi, infine, la famiglia non possiedo che limitati mezzi pc1· mantenere e curare il militare convalescente, tuttRvia assai sovente essa, per amor proprio o per In gioia di riavere il giovane in casa, nasconderà tali conditioni economiche al sindaco, incaricato di raccogliere informazioni e di compilare il certificato dei mezzi di sussistenza. Accade allora che il convalescente, r itornato al s uo paese, si darli. ai lavo1·i di campagna e delle officine, per aiutare i suoi, nutrendosi con un'alimentazione grossolana e insufficiente e frus trando cos i lo scopo per cui è stato inviato in licenza. Tuttora deperito egli rientrerà al corpo, per essere ri:nviato nuovamente in Ji. cenza o riformato, ossia restituito alla. società civile, in quell'ambiente familiare ove gii1 precedentemente non aveva potuto ristabilirsi in salute. Davanti a queste considerazioni e davanti al principio evidente e fondamcn· tale che impone allo Stato l'obbligo di procurare a' suoi ammalatJ tutti i mezzi per conseguire una pieua guarigionl', obbligo di cui non può scaricarsi sulle fa· mi g lie, o ve questo non l'esigano, sorge !a necessiti1 dell'istituzione di case di con· va.lescenza anche in Francia. La Germania giù. ne possiede tredici, il cui prototipo è quello di Lettenbach in Alsazia Sarebbe poi inutile ricordare ai nostri lettori i depo,.;iti di convalescenza del no~tro e~<ercito. Questi stabilimenti di convalescenza possono essere, dice il D. Sudre, istituiti a cura dell'amministrazione militare, o dell'iniziativa privata, per t>sempio dell11 Croce rossa, con il concorso dell'esercito, oppure, infine, della sola. iniziativa pri· vata, ma sotto il diretto ed efficace controllo del servizio di sanità militare. Anzi, direttore di ognuno di essi dovrebbe sempre essere un medico militare. p .,\SSERA.


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RIVISTA D'IGIENEGENERALEE BATTERIOL~GI! I . C. B. STATJI.&'II . - Relaslone aopra 1lll& ulteriore aerte 41 colture del UD· sue ID 74 oad 41 febbre tttoldea e cJt pa.raUfo. - (JounUll o{ lhe Hoyal Army )l{etlical Corpi, dic. 1908, n. G. vol. XI!. L'A. comincia con l'esporre la metodica usata seguendo il nuovo processo di Kayser e Conradi. Il polpastrello di un dito del paziento viene ster ilizzato con m1 impacco di acido fenico al 1:20, o meglio di sublimato corrosivo all'1:600, poi si punge con una lancetta, edil sangue si a s pira in una pipetto. sterile facendolo poi cadere in un tubo contenente bile bovina st~1·ile. Applicando un laccio compressivo al dito, è possibile ottenere an che l cent. cubo di sangue. La mescolanza di sangue e bile si tiene in termostato per lG ore; dopo di ciò s i fanno piastre in a~ar, le quali nn~ono poi esaminate dopo altre 16 ore di termostato. In genere si usarono per l'allestimento ·della miscela e per og ni caso. l centimetro cuuo di sangue e 4 cen· timetri cubi di bile. · l risu ltati furono assai importanti. L'A. li riassume nelle seg uenti conclusioni: [n una serie di 74 casi di febbre tifoide di media gravità, u;;ando l centimetro cubo di sangue per le colture, si ebbero risultati positivi nel 90 p. 100 dei casi entro i primi 10 giorni dall'inizio della malattia. Il metodo che impiega la bile come mezzo colturale è semplice, di facile uso, e si presta assai bene pe1· lR diagnosi precoce della febbre tifoide. In quei casi di febbre tifoide in cui falli la pl'O\'a colturale del sangue, si ottenne un risultato pos itivo colla prova sierodiagnosticn. La pos>iibile prova con· tem poranea colturale e sierodiaguostica rende beo difficile che la diagnosi di feb bre t ifotde non si possa fare entl'o 2-l ore. Nello tavole che accompag nano questo lavoro non sono indicate le di\·erse specie di ger mi coltivati dal sangue. L'A. dice pet·ò che i dh·ersi stipiti del g ruppo tifo· coli furono isolati, studiati e classificati mediante una lung a serie di me1.1.i colturali dal Dott. May batteriologo del governo del Transvaal. Le osservazioni del maggiore medico Dott. Statham forniscono un buon con· tributo alle recenti vedute batteriologiche, che trovano nell'esame del sangue uno dei mezzi più pronti e pitt efficaci per In diag no!li precoce delle infezioni tifoidi -e parati foid i. TEST t. A.. Sct.Avo. - L 'lgleue ln It&lla uesll ultlml ventl anlll. - (Discorso inaug urale letto 1'8 novembre 1008 n ella R. Università di Siena).

Riandare la storia dei provvedimenti igienici messi in pt·atica da noi dopo la .prornulgaziont\ della legge sanitaria fA.tta nel dicembre 1888 dia F. Crispi, con l'aiuto di A. Bertani e di L. Pagliani, significa dar11 la migliore dimostrazione della inftutmza grandissima che la scienzA. può esercitare a beneficio della vita di un popolo. Nel 1887 la mortalità. nel Regno era del 27,9!1 p. HlOO ab1tanti; nel 1905 (ultimo anno deUe s tatistiche pubblic~tte) è stata de\ 21,89. Vale a di1·e che in questo ultimo anno si sono avuti 203,-lG7 morti in meno di quel che s i sa rcb· .bero avuti senza tale miglioramento; e, calcolando 12 morti su 100 amma lllti {come nel periodo 1883-87), si è avuto un risparmio di l milione e mezzo circa


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RIVJS1'A D' IGIE:-IE GI!NERALE E BATTJ>IUOLOG IA

di amruala~i. A parto il valore etico della personalità umana, ed i dolori conseguenti alle disgrazie f.uniliari. si sono rispa1·miate in tal modo somme colossali dovuteesclusivamente alla igiene applicata, come dimostra il fatto del notevole miglioramento avutosi nel periodo 1SSB·97, quando cioe si attraversava una gravi:;sima crisi economici\. Tut~llvia s iamo ancor molto lontani dalle medie dell'Inghilterra ( 15,22) dell'Olanda (15,Sl), e della Norvegia (tU l) Enorme è stato il p1·ogresso sv.ecialmente nella difesa sociale contro le malattie infettive epidemiche, dalla profilassi anticolerica merce razionali provvedimenti sanitari i e legis lativi ai lavori g randios i di risanamer.to delle cittA (case, fognature, acquedotti, smaltimento dei materiali di rifiuto, igiene dei campi e delle indu· strie ecc.). Il tifo uccideva 27,273 persone nell8S7 e soltanto 10,896 nel1905. Di morbillo e scarlattina morirono nel 1887 ben !383\19 persone, nel 1905 solo (j!).{.3 (isolamento c disinfezione); nel tl'iennio ltl87-'S9 ne morirono -17,775 di vaiuolo, 21-l soli nel 1899 (vaccinazione obbligatol"ia); si e avuto, però, un rialzo in seguito, con li049 morti nellOOS. dopo l'abolizione dell'Istituto vaccinogeno di Stato. La scoperta di Roux e B~hring ha ridotto la mortalità per difterite da 18,000 a 4,000 circa (1005). Ben poco si~ ottenuto contro la tube1·colosi, anche pen·hè deficiente l'azione dello Stato hl riguardo alla Ì3tituzione di sanatori i, ed imperfetta l'educazione igienica d.,t popolo. A questa si deve se non è stata più g rande la vittoria contro la ma· l aria, la quale defedava tanta moltitu.iine di individoi, e ne uccideva 1S,600 n t>lltl01, ridotti digià, 6 anni dopo, a ·H60, specialmente col mezzo della bonifica organica a base di chinina. Adunque or.corro prevenire e non reprimerAi il denaro speso nella profilassi sociale contro le malattie e la morte non è mai troppo, ed ha un rendimento grandis· s imo, di benessere fisico e morale, e di ricchezza. Importante, sopratutto, è una se· vera e scienti fica vigilanza annonaria, come pure una razionàle igiene del lavoro, spe· cialmcnte nelle industrie, e del lavoro delle donne e dei fanciulli; fondamentale infine, è la educazione igienica del popolo, fonte di progresso e di benessere sociale, per la difestl del più gt·ande dei diritti. P . Co:-:s10 r.10. Kr.Er:-<.- Le mo1ohe come vetcoll 4 el baolllo 4el ttfo. -(Con·espondenz-l.Jiatt (iir , 'clw;eizer Aerztr, n. 2J, 15 decembre 1908). Per l'esame si usò uni\ emulsione pre1>arata col materiale di 12 mo:;che vive. aggiungendovi mezzo e. c. di soluzione salina fisiologica sterilizzata. Con essa s-i fecero degli innesti su psuecchi terreni di coltnrn, indi si praticò la ricerca del colibacillo e dei bacilli del gruppo del tifo. In Ltttte le c olture s i potè constatnre la presenza, e in grande quantità, del bacillus coli communis. P erò, in appre!:'l'O, sul ~errano nntritizio di Brigalski-Conradi ger·mogliò un numaro di colonie, cbe si poterono identificare con quelle del tifo Le mosche inviate per l'esame pro· venivano dn una regione, dove era scoppiata una piccola epidemia di tifo, limilata ntl alcune cnse della stessa via e dove s i poteva escludere la tras1nissione per la solita via (contatto diretto, difettosa can~tlizzazione, uso di latte e, specialmente, di acqua, infetti). L'esame batteriologico delle mosche spedite fa dunque np)'nrire come fondata l'ipotesi, che 'JUesti insetti agiscano quali çeicoli del E. CosTA. contAgio.


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Libera doceasa. - Annunziamo con piacere la nomina a libero docente in Patologia medica dimostrativa del nos~ro egregio collega e collaboratore, dott. Carlo Gualdi, capitano medico. La prova pratica e la didattici\ furono brillantemente sostenute dal dott. Gualdi al la unive• s ità di Napoli da vanti a uoa commi:>sione composta dei professori: Scbr6n !presidente' , Cas t'lllino, Giulfrb, Galeotti e Carducci.

CONFEilE~lE ~CI~NTH,ICHE D~Gll OSPWAU ~IILITARI SOII!RIO DEGLI ARGOIEHTI TRATTATI (0.U

PROCESS I \'EROAU PJmVENUTI ALL' l s r li:TTORATO D I SANITÀ 3JJUTARE DAL ) O llAOCIO AL

30 AGOSTO 1009).

ANCONA (l uglio). - Teut>nte medico BuccrA!'1'1i: ALt'REOO: CuTa a lla Bier nella. mog igra6a. Dlustrazioue di un caso di mogigralla osservato in un mne~ciallo del 0° bersaglied e trattato coll'iperemia alla Bier, dopo aver es pletato inutilmente tutte le cure indicate. Guarigione nel 20' ~:;iorno. ALESSANDRIA (maggio). -- Sottotenente medico Go zzr CELESTr:so : ConfercnZI\ scientifico-dimostrativa sulla malaria, ;:ntltt r:J.bbia e sulla malat tia del sonno, con presentazione di preparati microscopici di sangue mala rico, di corpi del Neg ri e di tripanosomi. BARI (maggio). - Capitano medico Dr GrACOliO LUIGI : Presen tazione d' un mala.tO del reparto cbi1·urgico affetto da un tumore a l terzo medio della regione esterno-posteriore della coscia destra. Escluso un pt·ocesso infiammatorio, sia Muto che cronico, in considerMione sopratutto dell'accrescimento a bbas tanza rapido e del decorso progressivo dell'n.ll'ezione, fu fatta diagnos i di tumore ma.ligno e precisamente di sarcoma. Data la. grave anemia e i! pronunciato deperime nto dell'in!'enno, l'O. abbandonò il primitivo concetto di attuare una. cbirurgiaconservatrice,decidendosi senz'slltro per la demolizione totale dell'arto, mediante la disarticolazione dell'anca. L'esame microsr.opico del tumore confermò la diagnos i di sarcoma. a piccole cellule fusiformi. Ù>. (lag lio). - Capitl\no Dr GIACO:ItO LUIGI: Presentazione di un ufficiale all'etto da grave contusione dell'anca, con probabile frattura del col lo del femore, in seguito a caduta da cavallo. L'O., esaminata la sintomatologia ed il meccanismo di produzione delle fratture intra ed oxtra-capsulari del collo del femore, con riferimento ai sintomi presentati dall'infermo ed al modo con cui si effettuò il trauma, viene a formulare la diagnosi di frattura extra-capsulare con incuneamento del collo nel gran trocnntere. CAGLIARI (luglio). - Capitano medico VEnounA Lur01: Cis ti da echinococco del fegato suppurata. I ncisione trans pleurale. Guarigione: Caso osservato in un carabiniere della legione di Cagliari. La persistenza del dolore alla. regione epatica irradlantesi a11a spalla destra, la formazione di una. bozza nella convessità del fegato, la febbre, l' ittm·o, la puntura esplorativa condussero alla diaguosi di cisti da echinococco suppurata. Fu praticata un'incisione rli circa


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O~NFERENZE SCI ENTIFICHE DEOT,I OSP~:DALI MI LITARI

!l cm. lungo la conve;;sitll dol li'S• costa, fra le linee ascellare anterion~ e poste· riore, con rel'e:>.ione di 6 cm. della suddetta costa, ed attraverso alla pleuro. parietale ispcssita ed al diaframma aderente fu dato esito ad uno. grande quan· til:\ di pus, ins ieme a numerose ci~ti di varia grandezza. Tre mesi dopo l'inter· ,·ento la fe1·ita toracica era completamente cicatr izzata. CASERTA (aprile). - Sottotenente medico di comt)lemento FoRTF- Gn:s&PI'E: Sulla etiologia e patogonesi del rachitismo. Da ricerche personali compiute nel lnboratorio del prof. Fede a Napoli, riproducendo sperimentalmente il rachi· tismo nei conigli mediante l'inoculazione dell'estrailo di materie fecali di baro· bini rachitici dispeptici, l'O. è indotto a ritenere che l'assorbimento dei prodotti tossici intestinali hanno una g ran<le infiuenza nella determinazione del rachi· tismo. Il conferenziere illustro. inoltre un caso di emiplegia sinistra manife· statasi in una guardia di finanza succe~sivamente aù infezione morbillosa. Io. (maggio). - Capitano medico R uTA SEBASTJA~O: Alcu ne considerazion i sulle sifilidi ignorate in relazione con gli ultimi progressi delle scienze biolog iche. L'O., esposti i danni e i vari fattori della sifilide ignomta, insiste sulln neces· s ità di moltiplicare le indagini biologiche e siero-<lin.g no,;tiche primn di esclu· dere la diagnosi di sifilide, e sui vantagg i di una nara precocemente iniziata ed intensivamente continuata. Rileva conw siano indispensabili d~:lle innova· zioni leg islative circa il meretrìcio regolamentare e clandestino, e dimostra l'opportu nità del ri conoscimento gi uridico della J•es ponsabilitil. civile in c!I.So di contaminazione sifilitica. Conclude, dimostrando la uecessit1\ di is truire le masse circa i danni della sil.ìlide, combattendo inveterati pregiudi:ti e diffondendo s pecialmente nelle scuole e nell'esercito delle semplici e chiare cognizioni di igiene sessuale. lo. (giug no). - Ma~giore medico DE L~;cA COSTANTINO: Un caso di parasi61ide precoce a cont a·ibuto dello studio della sifilide cerebrale. Descrive nn caso raro di sifilide cerebrale sotto forma emiplegica completa a destra con paralis i fac· ciale dallo ste;;so lato ed afasia, osservato in un soldnto del 45• reggimento fanteria., che presentava roseola e poliadenopatia. L'O. conclude sulla. necessità di iniziare prontamente la cura specifica anche in questi casi g ravi, trattandosi di soggetti g iovani, per arrestare quanto piia è po~<sibile l'tlffetto !\istruttivo della si fil id e cerel>rale. l o. (luglio). - Tr nente medico di complemento CAI.t~'AX() ENRICO : U n caso di scie· a·osi dei cordoni posteriori per sifilide. Enumerate 1~ cause produttrici della tabe, fra le quali emerge in prima linea la sifilide, l'O. descrive le a lt-ernzioni aoatomo-patologiche osservate nel midollo spina le, prospetta i sintomi obbiet· ti vi e subbiettivi dell'affezione, ed acr.enna ai rari c più opportun i meni tera )Jeutici. Illustra un caso di tabe. in cui per le iniezioni mercuriali si el>be un notevole miglioramento, e più tardi si ottenne quasi la scomparsa dei fenomeni t1~bi ci precedentemente riscontrati. CA.\' A DEI TIRRENI . - Sottotenente medico SASSO LI E RNESTo: Sulle alterazioni del snugue, della milza e del fega.to nelle ioto:ssic.azioni croniche d'origine intcstiuale. L'O. ha portato un contributo sperimentale nell'etiologia dell'anemin s plenica e pseudoleucemica infantile, studiando le alterazioni del sangue, della milzl\ e del fègl\to su cn.guoli ni cronicamente intossicat i con estratti acquosi di materie fecali di bambini afl'etti da gastro-enteriti. Le modifìcazioni riscontrate non autorizzano però l'O. a dnre valore di cause determinanti di tale atl'ezione alle intossicazioni c roniche provenienti dall'intestino.


00:\F&REXZE SC IENTIFICHE DEGLI OSPEDALI AliLJTARI

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CAVA DEI TIRRENI (giugno). - Sottotenente medico CASELLA GIUSEPJ'li:: Su gli innesti ed impiombatura delle ossa. Accennati agli studi dell'Ollier del \Volf sugli innesti ossei omoplo.stici, ed eteroplastici l'O. espone come anche pezzi necrotici e addirittura corpi estranei possono stimolare il processo di neoformazione ossea. Enumera le vA.rie sostl\nze impiombanti ed i diversi me· todi, concludendo che la miscela migliore è quella del Mo'letig von Mokrolf, a base di olio di sesamo, spermaceti e iodof'ormio. CHIETI (maggio). - Tenente colonnello medico NA1"0J.J FnANCE!\CO: Presentazione di due inscdtti in osservazione affetti da strabismo manifestatosi succes:;ivamente a lesioni del fondo oculare, e di un inscritto affetto da cardioptosi. Discussione sop1·o. un caso di moningite cer~brale, guarito con iniezioni endo\·enose di sublimato. Io: (giugno). - Sottotenente medico BnuNJ NICOLA: Vadetà delle valvole di Eustachio e di Tebesio sopra 110 cuori umani. Dalla straordinaria variabilità riscontrata all'esamA delle due valvole, dalla loro possibile mancnnza (frequente per quella di Tebesio), dalla non rara disposizione a reticolo fino n pe1•òere completamente l'aspetto valvolnre, l'O. viene alla conclusione che esse non possono compiere la· funzione di un apparato valvolare sutliciente, e che quindi nell'adulto esse debbono considerarsi orga,ni in via di regresso, percha non necessari alla funzione circolatoda. GE~OVA (giugno).- Sottotenente medico di complemento FnAVEOA GIOVA:\:!11: Intorno ad un Ct\:>O di asces$o nella fossa iliaca destra. - L'O., basandos i !-.ui disturbi enterici di cui l'infermo soffriva da molto tempo, alfaccia l'ipotes i che il detto ascesso possa essere una conseguenza di un processo di periti!lite con successiva paratiHite. escludendo l'adeuo-flemmone. :U ESSI NA (luglio). -- Capitano medico !!'~FANTE CAnr.o: Sulla. radiografin. -L'O.. dopo aver accennato all'importanza. della scoperta dei raggi X ed n l loro efficace impiego in chirurgia, descrive e dimostra praticament~ il funzio· namento dell'apparecchio portlltile del generale medico Ferrero di Ca\~aller­ leone, eseguendo la radiografia ·sopra un soldato, che nel terremoto del 28 dicembre ultimo scorso aveva riportato una lesione all'articolazione omero-scapolnre sinistra. NOVARA (luglio). - Maggiore medico PnO:SV"l"l"O SuJ.PIZIO: Presentazione di un solclato affetto da appendicite lenta. subdola, con infiltrazione delle pareti del· l'appendice stessa, aderente alle parti vicinee con ricorrenti coliche appendicolari. P.!LERMO (maggio). - Tenente medico PtAZIIA BE:!IIAlii:>O: Preseutn. un soldato affetto da polipo voluminoso 1tl condotto uditivo esterno destro, mnnifestntosi in seguito ad otite secreth·o., ed espone ampiamente l'etiolo~ia, la proguosi e la cura di tale afl"ezionc, con alcune considerazioni sotto i l punLo di vista med ico-legnle. Io l~iugno). - Tenente medico di complemento 1\IA:>JSCALCO GIOVAY~o>r: Presenta Utl nmmalnto sifilitico colpito da emiplegia destra, associata o. paralisi del facciale dello stesso lato e ad afasia; mediante umt intensa cura me1·curialo e iodica si sono ottenuti favore\·oli risultaL.i L'O. interpreta l'aff'er.ione coll'insorgere di una endoar terite si6litica e col distncco di emboli, che abbiano ostruito dei rami dell'arterin silvirma. · lo. (luglio). - Capitano medico LJo:s•rt Gmor.A:uo: Presentar.ione di nmmal ati del riparto chirurgico. Un caso di frattura del collo anatomico dell'omero; un secondo caso riguarda un soldato con un corpo libero articolare al ginocchio


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MOVI Y ESTI AVVF.S UT I 1\10:1.. OV RPO SASIT. E 1\EL PERS. FARMA CEUTICO

sini~tro. e

nel t er;r.o si ossen·a la \" izio~n. consolidlazioue d'una frattura d~i capi dl·gli ultimi quattro metn tarsei di destra con grave nltt:mY.ione della fun· zionn.litil delle articolazioni metnt.arso fl\lau~ec corrispondE-nti. Di tutti i c11si presenta le radiografie prese uelle \"arie sezioni delle regioni nfl"tlt te e le melle in confront.o con altri radiogrammi nonnali, fncendo rilevare la grn ndtl im· portnnzn di tnle mez1.o d iagnostico. PERUGIA (luglio). - ::;ottotenente medico di ro mplemento TnEROTOLI Asros1o : Sopt-n un Cl\.<;O di emoglobinuria m nltuica dn chi nino. Acce nn n~o nlle di\·erse for me di emoglobi nuria malo.ricn, l'O. passa in rassegna le diverse teorie en.erse per s piegare il fenomeno e cita alcune s ue esperienze dirette a stabi· lire l'n7.ionu del chinino sui globuh rosl:li del sangue in vitro e in circolo. Con· elude dicendo che il chiuino ht\ azione elllolitica in l"itro, mn non nel corpo umano e cho nelle fonue di emoglobinuria agisce da ana hocetto r~ emolitico. .RAVEr\);A taprile). - Capi tano medico DE SAiu.o E ucE~IO : ti n cnso non CC· mune di ernia muscolna·e in se~ui to a caduta da ca-çniJo. Pubblicato nel Olor· rwle di ?ltl'dicina militare, fase. l V, pa~. 21JG, 1\IO!J VERONA (ma r zo). - Sottotent:nte me1lico TF.nF.~ZIO .ASSEI.)IU. Profilassi d~lle malat tie ,·eneree e sifililiche. Accennato all'!mportanza sociale dell'opera dt>l medico ed alla d i ll usione, nonchè alle dannose consPguenze delle mnlnttie cel· ticbe, l'O. ritiene c he la profilo.;;si piu effim~e sia quella di promuo;ere la formazione di una vem educazi one sessuale rlell ' uomo.

~Iovimenti avYenuti nel Corro Sanitario e nel Personale Farmaceutito (tla~reusP n. !! 11 2~ •le i Bulltllino uflìclll le d<lle IIOmit~t).

Ufttolall lll aervlslo aUlvo pe•rm&DeDte . R . decreto 20 1uag!}ÌO 190!>. EvA~CEI.I STI

Filippo, sot totenente medico O!->pedale Genova - COLtTTJ Silvio, id. infermeria pres id.iaria Foggia - Promos"~i tenenti medi ci. con a nzianit/l '1b aprile 1V09, continuando come sop1·a. U. decreto 18 aprile 1!:109.

PRES:SAI"CO cav. Pasquale, maggiore medico ospedale Bologna. - Promo~~o te· nen Le colonnello medico e destinato ospedale militare succur,:ale Pnrmn (di· rettore ). R. decreto 20 Maggio 11109. CA RIX<.> cav. Tumma.\"Ì IIO. tenen te colonnello medi co ospedl\le P aler mo. - Nom i· nato dirert.ore o~pednle militure Perugia. GAMOISO cav. Gaetauo, id. o,:pedale ~u ccur><ale Parma. - Id. id. id. Brescia .

Determinazio;1e mi11isle1·iale 17 giug11o 1909. PIZZOCOI.O OgnilJenP, CR pitano medico 20 artiglieria campng na. - Trn,:ferito, d'au· t o1·itù. ud R. t ot·po di truppe coloniali dell 'Eritrea. P •·eoden\ imbarco a Napoli il 9 luglio 1!109.


)IOVI:WESTl AVVf:~ UT I SEI.. COUPO SA~l'r. E SEL PER$. FARMACI::UTI CO

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UFFICIALI IN CORGEDO.

tJtllolaU di millzta terrltortale. Il. decreto 16 maguio l!I(J!). BAGXOLt Achille, tenente medico (Barletta), dh:tretto Barletta - lAJtOSSI Gerwaro, id. (Benevento), 6 artiglieria fortezza (Capua). - Cessano di appartenere al ruolo degli ufficiali di milizia tl'rritori nle, per ragione d'età, e sono in:<cri tti con l'attuale grado ed anzianità, n loro domantin, nel ruolo degl i uffici ~tli di rL~erva del corpo ><te:>so.

R . detrefo 27 maggio 1909. Ca&st•t cav. Cesare, tenente colonnello medico dì:<treno .Mila no. - Ce:>sa di np· partenere al ruolo degli ufficiA.Ii d i ri~erva per ragione di t!là, con,ervando il grado con ia r elati va uniforme.

Farmaolatl mWtart. R. d ecreto 2 maggio HJ09. ] seguenti fnrmach,ti di COmplemento el i 6" c)a,,.e -;o no no111inali fnt·m a-

ci<ti mìli tal"i di 2" cla~"e, con lo .-t ipendio ann uo d i linl 2c00 e con In desi inaz ione a fianco indicata: MAatxt dot t Carlo. - O:spedale militare R oma. MozzANA dott. Carlo. - Id. id. Roma \taxA dott. Giuvanni. - Id. id. M ilano. LoltBARDt dott. ManUo. - l d ìd. P erugiR. PARIIOZZANt Giulio. - I d. id. Chieti. SAL\'A1'oat dot t Giuseppe. - Id. id. RRvenoR. Al>TOL.txo .!llberto. - Id . id. Piact'nza. Ac<:O$SATO dott. ErmtlleJildo. - - Id. id. Palermo. tiORki!TA dot t. Carlo. - Id. id. Savigliano.

Determinazione mini:lt~n·iale 2·.1 gi ii!JIIO l UOtl. lltGI.tArtDt Domenico, far macisttt CRpo di 2• cla;....,e, ospedale mi li tar·e Mc.~,..im~ Tra~rerito os pedale militare Livo rno. CEXTA cav. Attilio, farmacis ta di 1• id., id. id. Roma. I d. id. YeronR. PtRAtxo Ste(ano, id. l" id., infermet·ia presidiaria A qu i In. - I d. id. ~ a poli. CvRx&t.r.t Cor·nelio, id. 1• id., o,-pedalc militare Mil ano. - I ù. id. Mc,.,;ina. Coax&t.to Luigi, id. 2• id., id. Piacenzl\. - Id. id. Torino. Muzztou Antortio, id. 2" id, id. Perugia. - Id. inf~:rmeria presidial"iR Aquiltt.

O:NOBIFICENZE

concesse per la ricorrenza della festa nazionale l 509. R. decreto S giug11o 1909. OrcllDe del 8•. llllaurlzto e Laszaro. In con•iderazlone di lunghi e buoni servizi. Ctfiziale. Scn.:)tDATA cav· G·tuseppe, maggtore . · • ma·1 ·ttarc. G genem 1e m e d"tco, ·t!<pettore d"1 :il\ntt.ì• OZ7.A,xo cav. France•ro, colonnello m e d"tco, d.tr e t t ot·e sa nt"tà mt"l"t v 1 nr·e l corp o dannata.


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MOVIME:STI AVVENUTI :SEL CORPO SANIT. B NEL PERS. FARMAOBUTlOO

Ordlne della Corona d ' Italia

In considerazione di lu11ghl e buoni servizi. Grand' Uflìziale. l~»RIACO cav. Pietro,

t eneute g(! nernle medico, is pettore capo di l'l imitA militare.

Commendato-re. 1IonJ~O cn. v.

Domettko, colonnello medico, direttor·c !<CUoia applicnziooe sn.ni:à

militare.

Caraliet·e S l't~A Vincenzo, maggiore nwdico o'1•cdale Genova. MOliiiELLO Er11esto, id. id. Mi llllo. 0At.VAG~o Teo1usto, id. id. Livorno. MAIIZOCCul Fabio, id. id. F ircuze. L osCALZO l"ito, id. id. Napoli. DoNJ~I Gi11.veppe, id. i.J. Ancon rt. \'JT UL I.O Giuseppe, id. id. P ian:nza.

In considerazione di tpeclall benemerenze. Caralie1·e. LtONTJ Girolamo, capitano medico ospPdale milita re Palermo. CEt.LI Virweru;o, fnrmnci,tn. di t• rlas,.e ispettomto di snuitll militare.

Ufllclall che. nella ricorrenza del 60• anniversario della campagna di gaerra del 1869 sono stati Insigniti della Orooe dl oavallere della Oocona d 'Italia per aver partecipato a tale campagna o ad una delle precedenti. ll. decnto J 7 giugno l 009. eli 111ntu prop1·io di S . M. il Re. Oresfe, maggiore nu·d ico non }>i l'l in-;critto nei ruoli. Au:sSAND itl~ t Giamballi.sta, cnpitnno lllcllico id. id. id. BEnTI~!

DefUnti.

B EitTAZl'.OLI Carlo, tenente m•·dico di r iserva, d i..; tretto Ravenna. Morto a Faenza il 31 umggio 1909. :MosA Pietro, capitano 111edico reggimento Gen0\'1\ cn.va llerin - Morto a P ado,·:t il Si maggio 190!l.

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Il

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Dort·l. t orc•

L t:IG I FEnnERO 0 1 CAVALr.JWLE0:\!>1 ma;:;g1or generale medico ispettore.

RIUOI. t'O LtVJ, ten~nte colonn'lllo m ed ico.

(S><Iò~J -

llum>. 1!109- T111. E. \'uJIII'tn.


Buorno e Srov.u. - Compendio di chirurgia di guerra compilato eulla e~ia medioc-chirurgica della guerra di aeceeaione d'America. - Roma, ISSS 4 volumi, prezzo ridotto • • L. Blllll!llt>O e Ba~zzx. - Lo sgombero degli ammalati' e feriti in guerra. M&moria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte 6guro e tavolo gre6che. - RomP., 1905 . • CuAJU!fl. Le.. fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concorso Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 6guro. - Roma, 1908 . . . ·• lo. - Le malattie e gli infortuni nella vita militars. Memoria premiata al concorso Ribt>ri 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e stati· ltiche.- Roma, 1908 . . • Coaun. - Esposizione sommaria deU'or<lioamento e funzionamento del aer· ,.jzio aanito.rio in campagna pree!'O l'esercito italiano. - RomP.. 1906 . • Dz l'l!.8AllE. - Studio sullo mediastiniti (mediastiniti euppurative, a&ce8IIO medi&atinico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. l« • • Bn't'L - Onomatolog;a anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anatomico. Traduzione libera itol>aoa dei dottori C. Parra e C. Sl'oau. • Roma, 1884. (Edizione rnra) Le ftrik cau.sate da/Le anni. da guura. Sintesi della relazione sanitaria augli -roiti tedeecbi durante la guerrl\ franco gennanica 1870·71. - Roma, 1889. Ua volume di pag. 348, prezzo ridotto. . " )\ANAYUA. Rtudii etorico-arit!cl 11ulla moningite cerobro-apinaln epidemica !n JI&IW. e particolarmente nell'eeorcito. - Roma, 1888. Un volume di p-s. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . . . . . ,. . • 8.ALINARL Le le!ioni t-raumatiche dei centri norvoai. Memoria onorata del premio Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • Sroau e 0Iou.uun.Lt. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volnrne con 7 grMdi tavolo cromolitografiche. Roma. 1885; prMzo ridotto . . • TOll&t.LlKI. - Delle malattie pii} frequentement.e s imulate o provocate dagli inscritti. - Roma, 187:S . . . • • • •

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~. 11. -

Per l'açqulsto delle opere aopraldlca~e lnrlara ooinml111onl e vaglia aii'Ammlnllfraz Ione "l Giornale di mdlolna miiHare via XX Settembre lloma.

Altl'e pltbbUca::Son~ m .e dJco-milJtar/.: 8.t.IJN.uu S.u.v..t.TOBB, capitano

medico. ·- L'anatomia e la chirurgia operatoria aeua mM-.libola e delle parti moUi che la rivestono. - Napoli, 1!106. Un vol. in 11• di pag. 130, con 68 figure intercalate nel testo. (Vendibile preaeo l'Autote, Corso Vittorio Emanuele 386. Napoli) • . • • L. 3 lo. 10. - La cliliu.r gia deUe vie biliari. Memoria onorata di un attestato di lode della Società mediJ:o-chirurgica di Bolopna.- Bologna. 1903. Un vol. in 16° di pag. 198, (Vendibile pi'OIIIO l'Autore, Corso VIttorio Emanuole 386, Napoli). • l ·8.ABTUcCI Snur.u~o, capitano medico, libero docente di oftalmologia e di oli· nica oculietica nella Reg;a Università di Torino. Studio scientifico pratioo aui traumatiami oculari. Vol. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 mi· crofotogra6.e e con prefazione del prof8880r C. RBl.'MOND. d irettore della Regia clinica oculiatica di Torino. - Roma, E~rico Voghera 1906. (Vendibile presso la tipografia Enrico Vogbora, via Po 3, Roma1 . . . . , . . • 4 Tu'l'l F'lt.uossco, maggiore medico. - Ricordi di miorobiologia pura. ed appli· cata. -Un vol in 16o di pag. 408. Firenze, 1906. (Vendibile p~o l'Au· toro, acuola d'applicazione di eanità militare, Firenze) . . . . . . . • 5 ID. ro•.- .Le m~tie infettive diffusibili più frequenti nel soldato itali.ano. N~uoru di epidemiologia militare. Un vol. in so grande di pag. 298. ~nze. 1907. (Vendibìle p resso l'Autore, scuola d'appliCI\Zione di B&D..itA V milatare, Firenze) . • . • . . . . . . . . . . . . . . . . • 7 _ lli.I>IA TolOUso, capitano medico. Il cousulcnte StlniliBrio. Gn ida pratica per conoeoare e curare le malattie in nssonza d ul medico. m Edizione. Urt ~ol. di _pag. 410; oleganteuocnte ril ..gato in ~la. Rocca San C11sciano. L. C.t. ap~lh 1899. (Vendibile prueeo I'Aut<>re, via Napoleone l U n. 70 • .Roma). • 3 ULI llmlo, tenenta medico. - Le chirurgia conaervatrice nei auo"i rapport.i 1 : : , ~- tra~tologia e l.a legge concernente gli infortuni sol lavoro. Tratte . ~- eeegee~ ,clinica in rapporto alla Propedeutica cbùurgica generale e a!Ja ~n.dìb~ne eociale italiana..- Roma. 1901, SocietA editrice Dante Alighieri. ID. ; _ ~.P~ l'utero, via XX Settembre 89 p. 1o, Roma) . . . . • 3 ti ' . L apoteet dell'evolur.Ione. Studt e ricerche. Milano, Asaociaz.ione p. pn•. 20 ediz.,l900. (Vondibile preaao l'Autore, via XX aettembro, 89 p. 1°) » 2 -

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GIORNALE DI

11EDI CIN i \ _ 1\tll L l TAR E . Direzione e Ammlnlstraz : Via Settembre (Paiano del Mlnlstfro delta guerra) ~enti

CONDIZfONI DI ABRONAllEN'l'O. t• Il Gtornale di medicina. militare s i pubblica l' ultimo giornò di ciascun mese in fascicoli di 5 fo~li di stampa. 2• L't~bbon'amenlo é tse m pr·e annuo e dec01·re dal 1° gennaio. 3• Il prezzo dell'abbonamento è: Per l'Italia e la Colonia Eritr·ea . . . Per l' Es ter·o. . . . . . . . . . . • ~· 111 Italia . Un fasc1colo st>po1·ato ro"la • l a 11 es or·o

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4• L'abboname nto non disdello prima del t• dicembre s'inlentle rinnovato per l'anno s uccessivo. 5• l signori abbonali mjlilari in effettività di ser vizio possono pagare rimporto delrabbonamPnlo per mezzo dei r•ispell1vi comandanti òi corpo (anche a t'ate mens ili). 6• Ai librai si fa lo sconto del 10 Ofo, ma soltanto per gli abbonamenti delle per~on P cho non possono f1·uir·e della lacilitazione d.i cui al n. 5. 0 / Le speso per ~li estratti e quelle pe r· le tavole litografiche, fotogra~­ che, ecc., che accom pa!{nass ero l ~ memorie, sono e carico de~li autori. 8• Gli autori delle memorie potranno averne gli estraili facen.lone richiesta all'allo dt!lrinvio delle bozze corrette.

Gli estratti !>ono di due tipi: TIPO A . -

Con copertina in bianco, ·senza rroolispizio, e colla lmpagioe· tura e numerazione del fa scicolo. · TIPo B . - Con copertina s tampata, frontispizio,. i mpa~inetura e numera· zione s peciale. Il prezzo e regolato dt~lla seguente tariffe: Prezzo di. oiaeou.n. i'og~io cii et:ai.X1P8 = m -Ptt NUMERO DELL K COPI&

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or· li. Gli estt·ull1 111inor i di un foglio s i contano come fo~lio inle r·o per 18 · oazion1 d1 100 esr ratti o me uo. H 00 P e r quelli che superano Ull rog lio, le rrauoui in più. che non sup~rll•nfe­ 1 518 meu:o foglio. si con tauo cou1e meta, purchA però l'ordinazione non rior·e a cnpie. .. d'1 persoPotranuo ave r"•i estr·alli in ca1·ta e formato diveri!i, prevu accor nals tra :xli Autv rl e In Ti pClf!I'Siìa. !)• l 1nonosr-rilti non si r estituiscono.

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MEDICI N A MJLI11 ARE Giornalo di mod;cln• millloro

18 ~1- 1884

./ ? Glorn•l• medico del Regio Eurclto • de'la Regia Mar••• : 188~ 189'll G,ornalu modico d el Roglo Eurcilo 18~6·1901 ,..,. '

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FASCICOLO VII

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SOMMARIO :•u; :woai iE

oaiGI~AI. I .

IIQriaoo. - Sulla evoluzione storica della chirurgia milita re u sulle dlmcoi UI d~l ser· •izio sanitario nelle l,'llerre moderne • . • . . • . . , . • • . . . . . . PIIIJ. "'' Ancora una p:lrola 1ulla rnchiJlovalnlzZ41ione con altro conlrlbut.> cl inle<'. 196 111 111 111 ' ' · - Ne1ros1 traumatiche u to,lemle • . • • • . • • . . . • . • ~.Oli Rivalta. - Saggio di profllaul e di s tatistica degli lnrortunl nel Ulilltarì. • • • 311

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aiY18T.t. •• C:llea!W.t.LI ITAI.a.l!U E D IE.TIERI.

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D f R EZJONE EO A Ml\ll:-i t STHAZJO~E

RO&IA • Palu:zo dd Miarntero o.l.e lla Gnerra, Vin XX Scttem.bre • ROliA

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INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI RIV ISTA MEOICA. Frutolll e Grlaonl. - Tiroide e tniJercolo~l. Il lrau amcnto ,tlroldeiJ nella tuhercolosi e Pag. 5!1 r~eudo tuberrolosl sperimentali 5H Marini. - Gonococccmla eli eoflocnrdlte maligna gonocuccicn • Malmejac. - t.'uroreazione come mezzo diat;:nostico precoce delln tubercolosi 51'! RIVI!'T:\ 01 NEV1101 1ATOI.OGI.\ . Studio sculnliOco·pratico sul cootegll1l del dellnqoeotc oeu·~crellu lliVISl'A 01 CIJIRURGIA GENSR Atl!. lltr. - Sull'~nestosia J1er vi., ,·eousa • Scltlalll. - Snlla swlll:tzazlune chirurgica dclln pelle colln tlntnrn eH iOilic> Nptrilll. - Sull'oocstesla regionale negli Innesti cu tnnel . Charnler. - Ci&tocele lngulnale strozzatu s.guitu da esteso sfacelo della. \'lljticn Dtltll'me. - Sulle ferite J10imonarl ·camlnltl. - Ricerche sperlmenlllll sulln s uaril_Zione delle lesioni rraumatlehe del muscoli e sulla rigeneraziono muscolare Oaanl'tlltlltr. - Valore t•rntlco della tfulum di iOdiO e dd eatgu t io1:~to In chlrurgl3 F<~naltll. -

RI\'ISTA DI 0T0-RINO-LAnl1'iGOIATRIA. Walb ed Horn. - Sul l nlllamento dello mnlallie delle t:••ltà aeces-orie del na~o coll'aspi· rnzion e . Klll lan. - l.e malatllo 11ello cnvtt.1 accessorie del naso nell3 St"arlntrlna

Sll Sti r.tJ :i30

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!130 :131 511

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RI\'ISTA 01. I'CULISTIC.\.

ttarmu . - Un (UO di estrema it•ermetror•l•.

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Preven%ione della cecità . Fuchs. - Malfor mnlone t1ella coroea In rasi dt sifllldo eredi ta rla.

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fii\'ISTA 01 ANATm llA K FISIOLOGIA NOR~ Al .E E PATOLOGICA. Terni. - Contribuzlono allo slnd•o 1lel ,·~jolo della pustola vacclnlcà e di altre mai~UIIl slmlla11 Mlttalll. - AzlouP del cloroformio e 11ell'e~re sull 'ussiaeno mobile del sangue . l'llantlll. - 1.1 levnlosurln nllmcnlnre uei SMI • RI VISTA Ul MEOICII'iA LEG ALE. Hublt e l'lgaohe. - l disturbi nep osi consecutl•i all'Insolazione od al oolpo di ratore Nle4du. - L'enuresi nouuroa • . • • Sehelndorlf - Ricerch" sulla ellmlnatione dello zucchero nell'orlM di uomini sani uni· lameore a•l un metodo di determinazione di quantità anello plet'ollsstme di zucchero nell'orina • Jucle. - Meotall l3 personale e mcntalilll IICIJUWra dei suldati del batta;llonl d'Airlea RIVlSTA D'IGIENE MILITARE. SmaU•ann. - 1\'oltt J1tellmloare sull'uso del W•cclno anllllftco nella cura della febbre Il· foìrte z - n. - Sooo tdonel al servltlo milltnr& i soggetti che haono subito l'opem,ione mas toldea radlçale t l'tt~Oiassl contro l'ileo-tifo nell'cser.lilo rraocese . RIVISTA O' IGI!NE GENERALE E BATTERIOI.OGJ.\ Ema1111e1. - t.e ditru~lone della tul.lercorosi: Eredità o lnfm~ione? • tri&Hl. - L'azione hatteriolltlcn delb bile e del sali hllmrl aut jlnPomocoeco In vitro ed In vlvu. • . . . • . • • • . , . , • • • · Cbanteate••• e ledrlfUII. - l \'tnnl mle~tioall oossono coslltulre Ullll ('ousa provoc:1trlcc della febbre tifoide 1 . RIVISTA III BLIOGRAFICA. Pa1nielle. - Metodo per l'analisi completa cld frumento delle farloc t d~rtvntiJ · Gaston. - Tutto clu ehn si pull rare pe.r Il cuoio capelluto 1'\0TIZIE UlsUnr.lonl onorinche :l medici militari NECROI.OGIO. t;1ovanni Ella ma~glore ;;enorale o•ecJico Comm. Ettore Rleeiardl • MOV IMENTI A\'VEI'\UTI NEL CORPO S,\NITARIO E NEL PERSON.U,E FAR:II ACEUTICO

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MEMORIE

ORIGINALI

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SULLA

E\"OLUZIONE STORICA DELLA CHIRURGIA ~[JLJTAR~~ E SULLE

DIFFICOLT,\ DEL SERV IZIO SANITARI O ~ELLE GUEHR E M ODE R~E (l ) P er il tenente generale medi<"o P. l•brlaco lib<>ro doC"ente di traumatologia e di medicina ope rfltoria.

Non devo dimostrare qui la grande importanza. che ha. acquistato i l servizio sanitario negli eserciti moderni: ne farò solo un rapido cennot perchè meglio risaltino le gravt e molteplici difficoltà, cui esso va. incontro nella. sua. pratica. attuazione. Come la medicina sorse sotto forma ieratica e nei suoi primordi fu esercitata nei tem pii dalla casta sacerdotale, così la. chirurgia. nacque sotto forma demotica. negli accampamenti delle tribù guerriere·, restando l'una e l'altra, per lungo tem po, assolutamente empiriche. Col progredire della civiltà vanno gradatamente emancipandosi dal misticismo rel igioso e dalla. superstizione popolare, e si affermano come discipline scientifiche. E così medici e chirurghi acquistano considerazione e fiducia., a misura. che la. civiltà progredisce e le scienze mediche si perfezionano. La medicina militare è andata. soggetta, nella sna evoluzione, anche alla. evoluzione degli ordinamenti militari e delle armi. Quindi, da nna parte, i progressi delle scienze mediche e le esigenze della civiltà, e, dall'altra, g l'incessanti perfezionamenti delle armi e le nuove direttive strategiche, tattiche e logistiche dei colossali eserciti belligeranti, hanno reso oggi il compito del servizio sanitario, in ragione della. sua cresciuta. i mportanza, più complesso e più arduo. Ciò spiega come, in tutti i paesi ci vili, uomini tecnici, filantropi, gover ni si sforzino, coi loro studi e colla. loro opera, di rendere le ìstituzioni sanitarie militari, il meglio possibile, adeguate alle nuove esigenze. E non è strana, n è ardita l'affermazione che, come uno dei segni della civiltà di un popolo è il ( l ) DaUa conferenza preliminare n Ilo m nnovra sulln carta. s voltosi noi 1909, per lo studio del funzionamento del sot·,•izio llnnitario in cnmpngna. 31 - f;lnrnnl• di m~ Jic• nll mllltllrt. -

F.l<r, \'Il ,


-4~2

SULLA E\"OI.UZlONE STORICA DELLA CH IR URGIA MILITARE, E CC.

credito e l'estimazione in cui è tenuta la medicina, cosi l'ordinamento sanitario è indice dell'ordinamento generale delle istituzioni milita.ri. Dall' esperienza acquistata nelle ultime guerre e segnatamente nella guerra russo-giapponese, nella quale, com'è noto, per la prima ,·olta si sono t rovati di fronte masse enormi di combattenti, t utte mu· n ite di fucili di piccolo calibro ed a tiro rapido, molti ammaestramenti sono derivati cosi intorno al grave problema del primo soccorso e dello sgombero dei feriti dal campo di battagHa, come intorno all'igiene delle truppe in campagna, alla profilassi delle malattie ed al rico>ero e cura dei malati e dei feriti; e noi nello svolgimento della manovra non mancheremo di mettere in rilievo tali ammaestramenti e di trarne par tito. Ma., senza dubbio, molte questioni sono ancora. insolute, molte lacune sono ancora persistenti. Ed io sono convinto che uno dei modi più efficaci non solo per rendere familiare agli u fficiali medici l'esplicazione pratica del servizio sanitario in guerra, ma anche per avvisare alla soluzione delle difficoltà e delle qu~stioni attinenti a.l servizio stesso, siano appunto le manovre sulla narta o quelle, ancora. piit proficue, sul terreno. P erciò, men tre ascrivo a grande onore ~r me 1' essere stato designato a dirigere questa. manovra, intesa esclusi>amente allo studio del f unzionamen to del nostro servi1.io in c~mpngna in tutti 1 suoi particolari ta ttici, logistici e tecnici, ho 6.ducia che essa non san\ infeconda di utili insegnamen ti per noi ed anche per i nostri colleghi, q nn li non han potuto prender vi parte. Lo. profilassi delle malattie e~l il soccorso ai feriti E'd ai malati, io diceva. in al tra occasione (1): ecco i due granrli postulati che si pre· sentano al servizio sanitario nelle guerre moderne, ed a cui esso deve rispondere non soltanto in nome dell 'nmanit.i e della ch·iltà, ma nell'i nteresse stesso dell'esito finale della lotta. "' Questa '\eriU~ fn compresa. anche dagli antichi condottieri di eserciti, i quali ern.no anche medici delle loro mili1.ie. R icordo che nella. coppa di Sosia. è rappresentato Achille nell'atto di medicare il braccio di Patroclo ferito nella. guerra d i .Misia : Macaone e Podalirio furono condot tieri di t ruppe e medici nella guerra di Troia, e Ciro, narra. Se· uofonte, oltrechè di cbirnrghi, era provvisto di med i c ine~ di istrumenti per prestare egli stesso i l necessario soccorso ai suoi soldati. È noto poi che le leg ioni romane avevano eh irurghi e medici al loro seguito, i { l ) 1'. h tuttlo\ CO. - Sulla nrrttt ll i::n :imt• c fu ll:ionom ~""' riol _., n·i;it, •'flll itorio di prima littw " ''fr ''"" ' • m '>•lt ru • -(llivi~tn milìtnrr i ta fim on. d i,p . X, IG •' ttObre, 19116).


SULLA BVOL'JZIO~E STORICA DB LLA CHIRURGIA MtLlTABE, ECC.

483

rulnerarii ed avevano degli stabitimenti di cura i valu,tudi11aria, ed ai tempi degli i mperatori sorsero i primi mezzi speciali di trasporto dei feriti. E se guardiamo le guerre dei tempi a noi più vicini, vediamo risaltare questa verità: la vittoria arrise quasi sempre all'e~ercito che seppe meglio preservare i suoi uomini dalle infermità e dalle epidemie, e che seppe più prontamente, più efficacemente, soccorrNe i suoi feriti. Non sarebbe ora privo d'interesse seguire la evoluzione storica della chirurgia militare in rapporto coi progressi della chirurgia comune, non ~o lo, ma special mente con quelli degli ordinamenti militari e degli armamenti. Io devo !imitarmi a pochi ricordi. La comparsa. dellle armi da fuoco sui campi di battagl ia (batta~ ; i a di Crecy del 1346), mentre è causa di profonde trasformazioni nell'arte del guerreggiare, imprime, sebbene con molta lentezza, un uuovo indirizzo alla chirurgia militare e prelude ad una. stabile orgaJ, izzazione del servizio sanitario in g uerra. Le ferite per armi da fuo co occupano la mente di molti chirurghi, tra cui rifulgono principalmente Giovanni da Vigo, che le credette an·elenate, Bartolomeo Maggi ed Ambrogio Pareo, i quali combatterono trionfalmente tale dottrina. Ma la. grande autorità del Pa.reo, salutato in Francia come il padre della chirurgia militare, non valse ad impedire che i soldati feriti morissero ancora abbandonati nei fossi e i'UIIe vie, dove erano finiti dal nemico, se non t rovavano ricovero in un convento o p resso abitanti pietosi ed ospitali. Solo nel1697, due secoli e mezzo dopo l'introduzione delle armi da. fuoco nelle battaglie, Sully crea, all'assedio di Amiens, le prime ambulanze ed i primi ospedalì da campo. Bisog.ua, però, arrivare sino alle guerre napoleoniche, perchè ospe· dali ed ambulanze si avvicinino al terreno della. lotta., pere hè il soccorso, invece di as pettare l'uomo ferito, gli vada incontro. Furono i due grandi chirurghi ili Napoleone, Larrey e Percy, eh<' compresero l 'alta importanza d i questo principio: portm·e il soccona accanto al pe1·icow, st6l terreno ste.~.~o del combattimento; l' attuazione del quale principio doveva avere, necessariamente, per 1·isultato di snl>are la vita a migliaia. di feriti , d i tenere alto il moral e dei solda.Li mo· strando loro la. prontezza del soccorso e di nobilitare vieppiit la mi~­ sione del medico coll'esporlo pilt da vicino ai pericoli del combattimento. Senonchò, il dominio assoluto che eserci tM~a, ed esercitò ancora pet· lungo tempo in Francia. ed a ltrove, l'autorità amministrativa, l'inteu·


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SULLA EVOLUZIONE STORICA DELLA 'CID RURGlA. KJ LITARI!: 1 ECC.

denza, sul personale medico, paralizzandone ogni iniziativa, ogni sapiente e geueroso sforzo, rese allora ed anche nelle guerre successive scarsi o nulli i frutti dell'opera del L arrey e del Percy, ritardando per lungo tempo l'attuazione del principio da loro stabilito. E cosi, migliaia di feriti rimangono ancora privi di soccorso sul campo di battaglia, molti vi muoiono dissanguati od assiderati, quelli che sopravvivono, sono fortunati, se riescono a trascinarsi da sè sulle grandi linee di tappa, per essere poi tra3portati su veicoli grossc.lan~ disadatti, senza. riparo dalle intemperie e senza cibo e senza ristoro, ai lontani ospedali, dove li aspettano il tifo, la dissenteria, la cancrena nosocomiale. Questa condizione di cose, nelle guerre della Repubblica e dell'Impero, trovava origine, giova notarlo, ;anche da un'altra causa: dal grande accentramento del servizio sanitario nella persona del Larrey, ed in parte nella persona del suo emulo, Percy. Nulla si faceva senza. l'intervento di La.rrey : l'attività sua prodigiosa, le sue inesauribili energie si estendevano da per tutto, e questo accentramento eccessivo, ridu· cendo ad un'azione sempre secondaria e subordinat.a l'attività. degli altri, doveva necessariamente condurre alla. confusione, al disordine, alla. imperfezione ed insufficienza dei risultati. Dopo la battaglia della Moskova il Larrey fece, in un sol giorno, 200 am puta.zioni, mentre con un ordinamento del servizio meglio inteso e più regol~re, non ne avrebbe dovuto praticare nessuna: avrebìbero dovuto eseguirle tutte i suoi dipendenti. Nella seconda. metà. del secolo decimonono comincia. l'era. più feconda. per la chirurgia. militare, in relazione sempre col progresso degli ordinamenti militari e degli armamenti, e con quello della civiltà. e delle scienze mediche. Nella. campagna. di Crimea. e d'Italia, le armi divenute più pr ecise, i proiettili oblunghi sostituiti alle palle sferiche, i cannoni rigati a quelli lisci, la velocità. e la forza. di penetra.zione dei proiett.ili di molto aumentate esercitano una. assai notevole influenza sulla frequenza e sulla gravezza. delle ferite. Ma. la. tecnica. chirurgica fa dei passi innanzi : Pirogoff introduce per la. prima. volta. nella. chirurgia. di guerra. la pratica. dell'anestesia generale, da. poco acquistata alla. chirurgia. comune per merito di Morton e di Si m psou; e migliora. i mezzi d'immobilizzazione degli arti fra t~ turati. Per opera specialmente dei chirurghi ita.liar.i, nella. guerra. del 18i>9, guadagna terreno la chirurgia. conservativa. colla pratica delle resezioni articolari. S'impiantano pure, massime nell'esercito inglese in Crimea., tende e baracche per il ricovero di malati e feriti, e si uti-


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lizzano, sebbene in modo assai imperfetto, le vie acquee per lo sgombero d i essi. Ben piu importante per la chirurgia militare fu la. guerra di secessione del 1861-65. Lo spirito intraprendente ed ardito degli americani e l'autonomia del loro corpo medico militare danno ragione dei grandi progressi delle istituzioni sanitarie in quella gue!l'ra.. Furono per la !Jrima volta sperimentati i treni-ospedali; si usarono largamente e con sorprendente successo le tende e le baracche; si sviluppò in modo esteso e pratico il principio del disseminamento dei ferì ti e dei malati, ed il sistema dei soccorsi privati. Nè meno rilevanti furono i progt·essi nel campo chirurgico: si praticarono non meno d i ~9 mila. operazioni. Nella guerra di Boemia del 1866 fece la sua pt·ima. comparsa. il fucile a.d ago Dreyse. Questo avvenimento segnò l'inizio delle più grandi e radicali ritorme negli ordinamenti militari e bellici, e quindi anche negli ordina.men ti sanitari. Da. ciò principalmente deriva l'importanza. somma della guerra franco-germanica del 1870-71, nella quale, com'è noto, si trovarono di fronte il fucile Dreyse prussia.no e lo Cba ·sepot fran~ese. La chirurgia militare tedesca seppe trarre partito da. tutte le nuove conquiste della scienza e della pratica chirurgica; e potè sperimentare, per la prima volta, i benefici effetti della Convenzione di Ginevra., ideata e propugnata, in concorso coi due illustri filantropi svizzeri Arnoult e Duna.nt, dal nostro eminente chirurgo e filantropo Ferdinando · Palascia.no. Il servizio sanitario militare germanico col suo materia.la bene adatto e bene ordinato, col valido aiuto delle associazioni di soccorso, colla. cooperazione dei più valenti professori di medicina delle Università. tedesche, riuscì ad attuare una rigorosa. igiene, a portare l'assistenza dei feriti sin sul t~:~rreno del combattimento, a stabilire un sistema di trasporti anche alle più lunghe distanze con treni-ospedali comodi e bene arredati, ed a praticare il più esteso ed ordinato sparpa.gliamento di malati e feriti. Cosi, per h\ prima volta, si potè ottenere che il numero dei morti per malattia spontanea fosse inferiore a. quello dei mort.i per il ferro ed il fuoco nemico; e, allontanate le malattie infettive chirurgiche, si poterono conseguire risultati senza esempio da.lla chirurgia conservativa. Dopo la. guerra. franco-germanica, il principio :della nazione armata. estrinsecato colla legge del servizio militare obbligatorio in quasi tutti gli Stati d'Europa, ba dato luogo alla costituzione di eserciti formidabili, composti di milioni d'uomini, e dalle semplici armi a retrocarica si è passati ai fucili di piccolo calibro a caricamento multiplo ed


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automatico, alle mitragliatrici ed ai cannoni a tiro rapido. Per tal modo, le guerre sono divenute di più corta. durata, bensì, ma. le battaglie, succedentisi a. brevi intervalli e combattute da centinaia di mi· gliaia d'uomini, si sono resa più sanguinose, poichè seminano sul terreno, in breve tempo, diecine di migliaia di feriti. Le cambillte esigenze della. strategia. e della tattica, favorite dalle condizioni logistiche più facili e più spedite, banno straordinariamente aumentata la mobilità delle masse com battenti. R'intende bene, quindi, come il problema di recare il soccorso, quanto più sia pos:iibi le, pronto e valido, a migliaia e migliaia di feriti, siasi reso sempre più arduo, e come la soluzione di esso abbia. affaticato ed affat1chi la. mente di medici, di filantropi e di legislatori. Ed a rendere più arduo tale problema concorre una circostanza che non dobbiamo dimenticare: la pioggia di proiettili che emana dalle armi atl1tali, rende impossibile ogni azione chir1wgica elficace non solo sul camRO di battaglia, durante il combattimento, ma anche a non brece di8tanza cùt es.ço. Giova citare, all'uopo, alcuni fl\tti delle guerre più recenti. A Paardeberg sn 306 morti furonvi 3 uft1ciali medici uccisi; e nella guerra russo-giapponese il corpo sanitario militare del Giappone ebbe 19 ufficiali medici uccisi sul campo di battaglia e 104: feriti; nè mancarono casi in cui medici e personale ausiliario di un riparto fortemente impegnato, rimasero quasi interamente distrutti: nella truppa di sanitiL le perdite ascesero a 450 uomini fra morti e feriti. In quanto poi ai porta feriti, chi mai potril. pretendere che girino .imperterriti sotto la pioggia dei proietti l i, quando i combattenti stessi devono cercare di tenersi, il più possibile, al coperto? E ciò senza contare che il lasciar camminare liberamente sul terreno del combattimento, delle squadre di portaferiti è assolutamente contrario ai dettami della tattica moderna. Ma il trasporto dei feriti durante il combattimento sarebbe altresì inopportuno nell'interesse degli stessi feriti, a molti dei quali potrebbe riuscire fatale per la. md.nra e gra,itit della lesioue, ad altri per il pe· ricolo di essere nuo>amente colpiti ed anche uccisi. Sono numerosi gli esempi ùi tal genere nelle ult ime guerre, come si rile>a da tutte le relazioni dei medici militari. Certo, è in grande contrasto collo spirito filantropico dei nostri tempi l'abbandonare a se stessi llD gran numero di feriti abbisogne>oli d i pronto soccorso ed i m potenti a sottrarsi da. sè al peri<,olo di ar.dare incontro a nuove lesioni. Il primo e più grande sollievo di nn ferit o, dice"\""a il P ercy, è quello di essere allontanato dal campo di battaglia; ma l' eminen te chirurgo delle guerre uapoleoniche poteva parlare co;:i

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ai suoi tempi, quando erano in uso i fucili a pietra focaia, non si potrebbe dire lo stesso oggi colle armi a tiro rapido, quando i feriti stessi non possono non essere persuasi: del grave pericolo cui li esporrebbe il trasporto sotto la fi~ta grandine di palle che emana dalle armi moderne. Per fortuna, la tattica. dell'ordine sparso, la frequenza delle interruzioni e delle pause del fuoco, la stessa maggiore mobilità delle truppe, valgono a rendere meno tardivo il soccorso. Ed in grazia. delle grandi risorse di cui oggi dispone Ja terapia chirurgica, in grazia della spedìtazza maggiore con cui i mezzi chirurgici si possono portare presso il ferito sul campo stesso di battaglia, in grazia, segnatamente, della grande semplificazione della prima medicatnra, i danni del ritardo possono essere, se non evitati, di molto ridotti. La provvida istituzione del pacchetto individuale di medicazione conco1Te anch'essa ad attenuare tali danni. Nelle ultime guerre com battute colle nuove armi, ad onta dei mezzi più larghi e più perfetti di cura e di trasporto, e del grande ed efficace ausilio prestato dalle rsocietì~ pri va.te e dalle associazioni di soccorso, fu con fermata ancora una. volta l'insufficienza dei mezzi sanitari di fronte al grande, allo smisurato bisogno derivante dall'enorme quantità di feriti da socconere a. breve intervallo di tempo. Non posso estender:::1i in mol ti dettagli. Ricorde·rò come nella guerrasud-africana, non ostante la buona organizzazione e ]n larghezza di mezzi e di personale, il servizio sanitario de11'esercito inglese di spedizione, non potette procedere sempre regolare ed ordinato, nè scevro d'inconvenienti. Spesso, per le condizioni del terreno e della viabilitit, non fu possibile adoperare il carreggio : si dovette dare largo svilup po al trasporto dei feriti in barelle ed a braccia., anche a considerevoli distanze. Non bastando le compagnie di portaferiti, ftt organizzato un corpo speciale, il c corpo dei volontari d'ambulanza:del Nata.!» di circa 2000 nomini. Questo corpo diede prova. di un allenamento e di una resistenza. sorprendenti, eseguendo trasporti a. bmccia fino per il percorso di 40 chilometri di seguito. Non poche volte gli ospedali da campo si trovarono sotto il fuoco nemico. Nella guerra russo-giapponese, il servizio sanito.rio dell'esercito del Giappone, mercè la sua eccellente organizzazione, la. piena lì b~rtù di azione dei suoi organi direttivi, la. buona. preparazione, congiunta. alla. indefessa attività ed alla grande abnegazione del personale medico ed ausiliario, alla valida cooperazione della Croce R ossa e delle altre associazioni di soccorso, seppe affron tare c.:on mirabile successo lP difficohà


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d'ogni genere, derivanti dal clima, dal suolo, dalle imperiose esigt~nze militari, ottenendo anche n el campo igienico e profìlattico che le perdite per malattie restassero molto · al disotto di quelle cagionate dalle armi; mentre, com·è noto, il rapporto int"erso era. stato la. regola tranne nell'esercito tedesco nella guerra dell870-71 - nelle altre guene e negli altri eserciti. I m·ece, nell"esercito russo le stesse difficolta furono di molto aggra· vate dalla imperfetta. organizzazione del servizio sanitario ufficiale, privo di libertà d"azione e d'iniziativa, e, come dicono gli stessi medici russi, dalla deficienza nel personale medico d' istruzione pratica per quel che rignarda direttamente il serçizio sanitario in campagna, e dalla ignoranza in cui il personale stesso era tenuto circa. la. situazione mili tare. Onùe, i soli ti inconvenienti, lamentati già nelle guerre antecedenti: feriti abbandonati a se ste::~si nel momento del maggiore bisogno: feriti gravi costretti sa trascinarsi a piedi a.i 1ou· ta.ni posti di medicazione ed agli ancor più lontani ospedali i mezzi di trasporto inadeguati, permodocbè molti feriti, quelli al v~>ntre ed al capo, o morivano durante il t"iaggio o si aggravavano irreparabilmente. P er maucanza di treni sanitari appositi si dovettero adoperare treni merci, punt.o o male att.rezzati. L o sgombero stt Karbin nell"ottobre 1904 fn &:>l"ai disastroso : a molti feriti si dovettero amputare le membra per congelazione i altri restarono per più giorni n ei carri, privi di cibo e d i bevande, prima. di poter essere ricoTera.to negli ospeda li; dopo Mukden, molti feriti dovettero aspet.tare pitl di 10 giorui per essere medicati. Quando si verifica tutto ciò, il morale delle truppe non può che rimanerue profondamente scosso, sinistramente impressionato, e quindi grandemente compromesso anche l'esito fiua.le della lotta. Si è detto che le vittorie del Giappone ~:tiauo da attribuire in gran parte alla perfetta organizzazion e del servizio sanitario, e che i Giapponesi, piuccbè coi fucili 1\Iurata e Arisnka., vinsero col microscopio dei lor o u fficiuli medici. Queste sono esagerazion i: ma è innegabi le ch e oggidi un'amministrazione militare veramente compresa dell'importanza dei suoi doveri, ed un cor po sanitario veramente penetrato del suo alto manda.to, devono procurare ad ogni costo che le perdite per malattie non sieno superiori o. quelle cagionate dalle armi, e che sia evitato il triste spet· ta.colo, si nistramente depressivo sull 'animo delle mnsse, di ferit.i ~e­ menti s ul terreno ed in,·ocanti un soccorso che non arriva., sia pure tardi vo ed imperfetto.


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Il Matignon (l) che segui l'esercito giapponese uella guerra della Manciuria., così scrive a. riguardo dell'influenza morale del servizio sanitario: « Il compito morale del servizio sanitario è capitale. Il soldato giapponese che è eli una. bravura incontestata e che sa tanto bene farsi uccidere, dal momento che è ferito 1·eclama il mtldico; ha nel medico un'assoluta. confidenza.. È per lui una. grande soddisfazione iJ sapere che il medico gli è vicino, marciandog!i al fianco, e che, se egli è ·colpito, riceverà. cure immediate » . ~ Onde i l bisogno, continua. il Matiguon, di un personale istruito ed allenato, non solo, ma mirabilmente disciplinato, poichè esso deve mostrare il vero coraggio militare, qttello di affrontare 'il fuoco nemico per uno scopo umanitario, ma oscuro, senza la soddisfazione eccitante di poter rispondere con colpi di fucile ai numerosi proiettili che fi. scbiano all'orecchio:.. Segue da queste considerazioni che lo studio per rendere le istituzioni sanitario militari adeguate, per quanto è possibile, alle esigenze delle guerre moderne, s'impone, come dicevo in altra occasione (2 ), sotto molteplici punti di vista.: per il dovere che ha lo Stato di tutelare la salute e la. vita dei cittadini, i quali sono pronti a sacrificarla per il bene e l'onore della. nazione; per le esigenze della civiltà, la. quale non consente che chi soffre sia lasciato privo di un pronto ed efficace soccorso; per le esigenze materiali ed economiche, rappresentando ogni cittadino un capitale tanto più prezioso, quanto più il cittadino è giovane e valido; per l e esigenze militari e patriottiche segnatamente, inqnantochè un servizio sanitario bene ordinato e bene eseguito è un coefficiente efficace di saldezza. della compagine dell'esercito, e. m guerra, un fattore importante di vittoria. Ora, se noi riguardiamo l'azione medica. in campagna dal triplice pun to di vista, sotto il quale dev' esser studiata. : igiene e 1Jrofìlo.~..,; contro le malattie e le epidemie, primo soccorso, tnoclalità di att1wzione del primo .~occorso e del ricovero dei malati e dei feriti, noi vediamo che molte questioni aspettano ancora dallo studio e dall'esperienza la loro soluzione. In quanto alla. profilassi, l'igiene modema. e le conoscenze già a.cq uisite intorno alla patogenesi delle malattie, det,tano norme abbastanza ( l) )l&TJoso~. -

Ens•ìgnemtttt m édicau:r dr la guerre rllllltQ jCIJI~IIfiÌ81

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Paria, Hl07 .

(2) P. btDRl.-\CO. - Sulla orgunì::a:l•>ur c fun~ionm>Hitlo d'l 8Prl:,·: io i'UIIitario di primu linru w/1~ yu~rrc modt rllf . Rit"istc• m ilitnre italiana. 1906.


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precise ed efficaci; il difficile sta nel trovar modo di conciliarle colle imperiose necessità. delle. guerra. R ispetto al primo soccorso o, per dir meglio, alla prima cura dei fe· riti, dall'esperienza. delle guerre avvenute dopo l'introduzione dell'anti· sepsi e dell'asepsi in chirurgia e dai perfezionamenti del metodo asettico ed antisettico sono derivate delle direttive assai preziose, la. cui attuazione risolverebbe in modo soddisfacente il problema. Prima, la gravezza della lesione giudicavasi dall'importanza dell'organo leso, oggi tutti sono convinti che l'infezione del focolaio traumatico costituisce il pericolo capitale: il primo posto, nel formulare il pronostico delle lesioni di guerra, dev'esser dato alle dimensio·ni della ferita cutanea, è l'ampiezza maggiore o minore della solnzione di continuità. cutanea che detta la condotta da tenersi al primo posto di soccorso. Epperò: proaeclere al lliù presto le ferite (li me(lù:atnra occlu~>ica as.~o1·bente; itl· terL·ellù·e attit;amente nei soli casi ·in cui ttn atto ope1·atico abbia ttna in· dicazione m·gente; rende1·e tra.~portabili i {e1·iti, ed e.~egreirne lo S!JOmùero dal campo eli ba.ttaglia nel moclo più sollecito e adeguato, tene11do conto delle .~peciali e.~igenze eli talune determinate le.><ioni: ecco le norme fonàaméntali cui dev'essere informato il primo soccorso, e quindi il servizio sanitario di prima linea. )la le diflicolti~ grandi, sove11te insnperabili, s'incontrano nell'attua· zione sia delle norme igieniche e profilattiche, sia di quelle relative alle prime cure ed allo sgombero dei malati e dei feriti. Uno dei compiti più ardui della medicina militare è qnello di man· tenere la salute nell'esercito. In guerra la conservazione della salute sig nifica la conserva?.ione della fot-za. combattente, e perciò è di una im· portanza capitale. Nella maggior parte delle guerre il numero dei morti per malattie sorpassò due, tre, perfino dieci volte, quello delle perdite per effetto delle armi nero iche. Colla. disciplina, con l'assidua vigilanza da part~ dei medici si pu0 porre rimedio a siffatto gravissimo danno. È evidente però come, in qnesta bisogna, l'opera del medico non possa riuscire veramente pro· fi cua senza la piena, la illimitata fiducia da parte delle truppe: nella. ellìcncia dei me:t.?.i e dei provvedimenti che egli suggerisce, e senza la. ...·alida cooperazione degli ufficiali che comandano i singoli riparti. Xell'esercito giapponese in Manciuria queste condizioni non vennero mai meno. L'ufficiale medico giapponese, col suo microscopio e cogli altri me:r.?.i necessari, trova vasi da per tutto, al fronte delPesercito, come alla retr{lguardia, e dopo di avere accuratamente studiate tutte le possibili cause di malattia, derivanti dall'acl'jua. dalle sostanze alimentari, dal suolo, rlalle abitazioni, ùal contatto con persone infette, pren·


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deva o proponeva gli adeguati provvedimenti, i quali trovavano sempre la migliore accoglienza e le più grandi facilitazioni da parte delle autorità militari, e l'obbedienza assolnta da parte della. truppa.. Fu de· dicata, naturalmente, la più grande cura alla. depurazion.e dell'acqua, e all'uopo vennero anche forn iti i corpi di truppa. di apparecchi portatili per la. bollitura e per la. sterilizzazione con sostanze chimiche. Fn severamente proi bito di far uso dell'acqua così com'era attinta dalla. fonte, ed il Koike assicura. che tale divieto non fu quasi mai trasgredito. Conseguenza delle illuminate e provvide misure adottate fn che in tntta.la campagna il numero dei malati superò solo di poco quello clei feriti, e che la proporzione dei morti per malattie rispetto ai morti per ferite fu in ragione di 0,37: l; proporzione non mai ottenuta nelle altre guerre, ed inferiore anche a quella dell'esercito tedesco nel 1870·71, la. quale1 com'è noto, fu come 0,56: l. Dal lato dell'igiene e della profilassi abbiamo molto da fare. B necessario cost!tuire dei gabinetti ambulanti di batteriologia; studiare l'impianto di stabili menti di disinfezione luugo le linee di tappa e la. costituzione di colonne volanti per le disinfezioni; cercare i mezzi e modi più acconci per la. depurazione dell'acqua. in campagna; risolvere nel miglior modo possibile la difficile questione del risana.mento del campo di battaglia. e della inumazione o incenerimento dei cadaveri. Converrà anche provvedere a c·he, sin d11.l tempo di pace sieno impartite semplici ed efficaci istruzioni alle truppe sull'igiene dei ca.111po e sulle norme per conservarsi la salute. Nell"esercito gi~pponese, oltre a. tali istruzioni, venne distribuito, all'inizio della campagna, nn piccolo libriccino uel •1uale erano esposte in forma popolare le principali norme igieniche e profila.ttiche. Circa il primo soccorso e la. prima cnra d~i feriti , molte importanti questioni non souo ancora. ben definite. Anzi tutto, non è ancora risolu ta completamente quella clell' asep.~,: e dell'anti~epsi. Pur riconoi!cendo i va.ntaggi incontestabi li dell'asepsi nella pratica. chirurgica. ordinarin , sul cam po di ba ttaglia. e nelle p1·ime formazioni sanitarie di campagna molti chirurghi militnri, forse la maggior parte, propendono ancora. per lat medicatnra antn;ett:icR., e ciò in pa.rticolar modo per il materiale che dev'essere posto nelle mani del personale ausiliario. Gli oggetti di medicatura. semplicemente sle· rilizzati sono di più delicata e difficile conservazione di quelli im· pregnati di sostanze chimiobe bacteric·ide. Se la merlicatura fatta con materiale preparato asetticamen te conteneva già g ermi infettivi allo stato vitale o questi vi penetrano in secondo tempo, i germi trovano terreno favorevole di svi luppo nel materiale stesso imbdvuto dei li-


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q uidi della ferita e riscaldato dal calore del ferito; mentre, se gli og· getti di medicatura fossero stati preparati col bicloruro di mercurio, i liquidi della ferit~t>, nonchè favorire la moltiplicazione dei germi, rideslerebbero il potere microbicida del sublimato contenuto negli oggetti stessi. Un'altra. questione è quella delle w1ilcì tipiche di medicazione, già preparate. Non è qui il caso di discutere sulla. utilità. di questi modelli di msdicazione, già. adottati nell'esercito austro-ungarico, in quello russo e di recente anche nell'esercito francese. Essi fra. i tanti vantaggi, che non occorre qui enumerare, offrono quello di permettere un computo abbastanza esatto del numero delle medicazioni, che ciascuna formazione sanitaria di prima linea. può eseguire col proprio materiale; e possono anche sodisfa.re abbastanza bene il desideraflHll dell'uniformita internazionale della prima medica tura. delle ferì te di guerra. l o che da. anni sostengo la. convenien:r.a. di questa. riforma nel nostro materiale sanitario di guerra, spero che non ne sarà. ulteriormente ritardata l'attuazione. l\[1\ q nella. che veramente è la t·e..t:ata qua,e.~tio, è la. cosi detta i11· terchangeabilité delle formazioni sanitarie di prima linea. Lasciando da. parte il posto di medicazione, sul quale l'esperienza delle guerre moderne ha dimostrato che si può fare poco assegnamento durante il combattimento, ed a combattimento finito deve seguire l'tmilù (reggimento o battaglione) cui è addetto, una. delle maggiori difficoltà. del servizio sanitario di prima. linea deriva dal bisogno di liberare al piu presto la. sezione di sanità. (l'ambulanza), affinché possa raggiungere il reparto di t ruppa al quale è assegnata.. E, secondo i regolamenti, le sezioni di sanità devono essere rilevate dagli ospedali di campagna., i quali perciò devono portarsi con tutta. sollecitudine sul oam po di battagli a.. Ma. basta considerare il tempo che richiede l'i m· piant.o e la. dislocazione di queste unità. sanitarie, il loro diverso com· pito, il loro materiale e persouale molto differenti, la mancanza di mez7.i dj trasporto negli ospedali da campo, la. circosta.n7.a che la truppa di sa.nit.a deve marciare a piedi dietro il carreggio sia delle ambnlauze, sia degli ospedali, per misurare le difficoltà di attuazione e gl'ineonven ienti di cosiffatta prescrizione. Sono state fatte varie proposte, tutte fondate sul doppio principio: che le formazioni sanit.a.rie di prima. linea debbano essere scambiabili fra loro; che, in ogn i caso, una. formazione sanitaria. entrata in fuu · 7.Ìone sul campo di battaglia, debba rimanere immobilizzata fìnch è lo stato dei suoi feriti non ne permetterà. lo sgombero.


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La questione merita tutta. la nostra attenzione, e noi dovremo vedere quale ne sia. la soluzione più accettabile. Nè meno degni d i studio sono i problemi che si ra.nnodano allo · sgombero del campo d i battaglia. Ne accenno i principali: Noi donemo vedere se coi mezzi di oui organicamente disponia.m.~ in personale ed in materiale, potremo effettuare colla. necessaria. pron· tezza la. prestazione del primo soccorso in guisa. da. rendere i feriti tra.sportabili senza. danno e senza. pericolo d'inquinamento d~lle lor~ ferite. Dobbiamo quindi studiare se, oltre la maggiore possibile sem· plifìcazione del materiale sanitario dei corpi di truppa, non sia. il caso di alleggerire le sezioni di sanità, rendendole piu mobili ed anche più frazionabili; se convenga fornirle di mezzi di ricovero, come in altri eserciti; se il loro numero, in ragione di una. per ogni divisione ed una per le truppe suppletive dal corpo d'&rma.ta, sia. sufficiente. Dobbiamo portare la nostra attenziene sul personale e sui mezzi di traspor to: portaferiti, barelle, carri per feriti; vedere sino a qual punto ci potremo giovare della trazione me<;ca.nica applicata. al servizio sanitario di guerra, e quali ne siano i vantaggi e gl'inconvenienti; se convenga assegnare una colonna carreggio anche agli ospedali da campo e segnatamente a quelli da. 50 letti, oppure sia meglio creare presso l'intendenza d'armata o presso i corpi d'armata, delle colonne carreggio speciali per i malati e feriti. Dobbiamo prendere in esame il personale ed il materiale degli ospedali da campo: t re medici agli ospedali da 60 e da. 100 letti sono insufficienti di fronte alle attuali esigenze della. medicina e della chirurgia militare; e, quan to al materiale, dobbiamo studiare tutte quelle modificazion i che valgano ad accrescerne, il piu possibile, la mobilità. Dobbiamo nello stesso tempo vedere se e fi no a. q ual termine bisognerà aumentare il numero specialmente degli ospedali da. 50 letti as· segnati ai corpi d'armata. Sarà altresì opportuno studiare la questione dell'ospitalizzazione sul posto, specie d ì taluni feriti quali i feriti cavitar'i. Una questione di capitale importa.n7.a 1 già altra volta. agitata, si riferisce al primo ricovero dei malati e dei fe ri ti e quindi all'impianto d'infermerie e di ospedali lungo le linee di tappa.. Sarà d'uopo vedere, soprattutto, se lo smistame11to dei malati e ùei feriti debba. farsi realmente, come di solito si suppone nelle nostre manovre, presso i corpi di truppa. e, rispettivamente, sul campo di battaglia, invi ando malati e feriti giudicati trasportabili a d istanza., direttamente, di primo acchito, ai più lontani ospedali di riserva., oppure convenga. ri-


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SULLA EVOLI:ZIO~E STOrUC.~ DELLA CHIRURGIA WI,!TARB, ECC.

pristina.re i cosidetti ospedali di primo ricovero; e ciò per ovviare, almeno in parte, al grave inconveniente di allontanare per più centinaia. di chilometri dai rispetti vi corpi e reparti uomini, i qua. li, in pochi giorni, potrebbero ritornarvi guariti ed in grado di riprendere il servizio. I nfine non devo tacere di altri due quesiti, opportunamente posti dal Comando del corpo <li stato maggiore. L'uno riguarda la con-çenien7.a o meno di costituire, a combattimento finito, sul campo di battaglia una specie di comando d i tappa, coll'incarico di disciplinare e di regolare le operazioni relative all'igiene ed al r isanamento del cam po di battaglia. L'altro concerne i rapporti del corpo sanitario militare uJJiciale colle sotietà di soccorso e seglllatamente colla. bene· merita Associazione della Croce .Rossa., di cui sono' lieto di vedere qui fra noi uno dei pii.1 autorevoli rappresentanti, il signor conte della ~omaglia, ed un forte nucleo di ufti <:iali, i quali, senza dubbio, por· teranno un prezioso contributo agli studi che sia.mo per intraprendere. Il lavoro che ci proponiamo uon è poco nè lieve, e potrebbe sem· ùrare inadeguato al tempo, che è a nostra disposizione. Ma. la bre...-ità. del tempo ~ compensata dall'abilità tecnica e dallo zelo degli ufficiali chiamati a prendere parte alla manovra, i quali tutti porteranno il contributo di studi già fatti, non di quelli soltanto che possono farsi durante la manona. Io perciò mi riprometto nn risultato pienamente sodclisfacente. Comunque, non sarà inutile aver tracciata. la via da percorrere; che se, acl onta dei nostri sforzi, non potremo giungere alla. meta, si compirà in seguito il restante cammino. E mi sia permessa un'ultima considerazione. L'esercito è un organismo complesso, ma armonico, il quale per poter rispondere all'alta sua finalità, ha. bisogno che tutte le sue parti si muo,·ano ed operino sotto l' impulso d i una sola forza. direttiçn, sotto un unico comando. Il servizio sanit~rio concorre non iu modo diretto al raggiuugimeuto di t.ale al.t.a .finalitit; ma contribuisce valida.me>nte alla vita ed alla. Yigoria. eh tutto l'org~tnismo, e \Ì contribuisce con due funzioni: l'una preservati,1a, che può dirsi una funz ione sanguificatrice, l'al tra di elimi nazione e ùi epurazione. E, qu~tnto al servizio sanitario in guerra, il nostro compito è es· senzialmente quello ùi ridurre al minimo e di allontanare al più presto q nelli che i nostri g loriosi antenati, gli antichi Romani, dissero impe· clù~tenta bellica, cioè i malati ed i feriti e tutto quanto a loro si rannoùa. Ciò si ottiene, non solo con una sapiente e salda ot·ganizzazione, non solo


SULLA EVOLUZIONE STORICA DELLA CHIRl'RGlA lULlTARE, ECC.

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col valore tecnico e militare degli ufficiali medici, ma anche colla piena ed esatta conoscen.za da parte loro, del complesso congegno e dei vari ingranaggi del nostro servizio, nonchè delle difficoltà. che questo incontra. nella. sua pratica attuazione e del modo di superarle. Ora, a parte gli ammaestramenti della guerra, nessun mezzo più efficace!per acquistare siffatte. conoscenza, di quello delle manovre sulla carta, come la presente e soprattutto delle manovre sul terreno, ossia della tcdtica sanitaria, che noi speriamo di poter attuare, come si pratica già. iu altri eserciti. Così potremo riescire ad eliminare gl'impedimenti bel· lici; altrimenti, colla nostra azione incerta, incomposta, inadeguata., non faremo che aggravarli e moltiplicarli. Roma, maggio 1909.


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O::>PED.-\LE :\ULITARE PRIXCIPALE DI RQ)L-\

ANCORA UNA PAROLA I ~ LLA

R AC H ISTOL\I ~ I ZZAZI O~E t:O~

.\I.TR O CONTRIBUTO CI.I NICO

Per il dott. Giuliano Gerundo, tenente colonnello meclico

Nel fascicolo del geunaio 1908 di questo stesso giornale pubblicai nn contributo clinico di 125 casi di rachistovainizzazione da me eseguite nel riparto chirurgico dell'ospedale militare di Roma. Bencbè, dopo tale pubblicazione, non siano mancate nuove discussioni sull'argomento e tali da dare, a prima vista, un gran colpo, alla pratica di questa specie di anestesia, pure tale metodo non venne da me abbandonato, avendolo seguitato a praticare tutte le volte, che l'bo creduto preferibile alla narcosi generale. Stimo perciò opportuno far seguire al primo nn secondo contributo clinico allo scopo di contribuire a far occupare alla rachistova.inizzazione il posto, che giustamente le compete fra. le varie anestesie e possibilmente invogliare i colleghi degli ospedali militari, ai quali già. l'altra volta feci appello, a praticarla. I casi clinici anche questa volta. ammontano a 126 così ripartiti: Operazioni per cura radicale di ernie inguinali (l bilaterale) Operazioni per ernia della linea alba Operazioni per vs.ricoceli . Operazioni per idroceli . Epididectomie . Svuotamento della fossa inguino·crunle per adeniti Operazioni per fistole anali . Operazioni per emorroidi . Asportazione di tumore (sarcoma) della gamba Riduzione di fratture di gamba .

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Totalo N. 125


A:-IC•IIlA U~A PAROLA SUI.Tu\ RA CIII$TII VAINTZZAZI1o:\!:: 1 E CC .

J!)7

In questa. seconda serie di casi non ho creduto necessario apportare modificazione alcuna alla tecnica adoperata precede n teme n te, (l ) non avendo essa dato luogo ad inconvenienti gravi e la soluzionC\ ai stovaina è stata sempre la stessa, cioè acidulata con acido lattico (2). La quantità iniettata ha variato a seconda della regione, sulla quale si doveva operare, per cui nou ho oltrepassato i 3 centigrammi, nelle operazioni sul retto e perineo, adoperandone per le altre region i 7 o 8 centigrammi. L'anestesia è completamente mancata uua sola volta, altre sei ,·olte fu incompleta, per cui si ricorse alla narcosi generale, e bastarono poehe goccie di cloroform io per mandare a termine l'operal'.ione. Debbo insistere ancora sn questo fatto, cioè che dei soggetti, mal prevenuti accusano dolori, che effettivamente non sentono e che scompaiono anche col solo odoro3 della maschera d11. cloroformio. Ho fatto sempre constatare il fatto a tutti i miei as,;ist(lnti. Uoufermo IJerciò quanto in proposito scrissi altra volta, ciot- che i casi di snccesso incompleto avvengono nei soggetti impressionabili, pusil lanimi, e per ottenere un successo completo bisogna inspirare fiducia nel metodo. Non bo da. segnalare, 1·elativamente ad inconvenienti verifica.tisi durante l'atto operativo, che :) casi di vomito con accenno a. li potimie che ebbero tutti la. durata di pochi minuti. Accennerò agli efletti postumi della slovaina, su a lcuno dei quali ho maggiormente portata., questa volta, la mia attenzione, perchè costituiscono dei capi d'accusa importanti in mano degli o.vvérsari del metodo. La cefalea sui 126 casi si è verificata 8 volte con una. durata Yl\· riabile dalle 4 alle 20 ore, sempre di mertia intensità. e senza fenomeni riflessi concomitanti. La pa.resi vescicale è stata osservata in 13 casi, anch~:~ essa di durata variabile, che non ha oltrepassato il a~ giorno e si è verificata. neg li operati di ernie, di emorroidi e fistole anali. (l) L'iniezione vione ordinariamen te prnticnt:l tra ln 4'' e la G'' ••cr·kbro. lombsu'Q Cii acciaio od una sirinr.;a del Liior. storilizmti colla bollitum in soluzio rw fi. siologicn. Lt\ posi:r.ione del paziente è quoll•\ c1ol decubito latom~le d estro cnn nrti inferiori e tronco in flessione forzata: q unlcho \'Oltn. si ò usata nnl.'ho In pnsi1.ione del Tuffier. Si fa fuoriuscire il liquido cefn.lo·rttchidionu in qu•tnlità ngunlol alla solu· zitlne di st.o,·e.ina da iniettare, facendo attenzione cho esso "in perf• ·ttam1•nto limpillo e noo misto a sangue.

<'0 1\ a&o

(2) Ogni fialetta dolltl soluzione proptWttln dalla Fnrmucin o·on'trnlo milittu·o con· lieue: IICqun rlistillatn gr. l, sto\'rlirut cg. 10. l\Citlo l.tlticl\ aoccio 0.0!!. 31- Giornale di medlclr10 militare. t'asc. \'Il.


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A:\('111<\ l':\\ I' ARt•J•A ~l:I.LA RAl'HI TO\TAlXlZZ.AZI O~E. ECC •

•-. i 0 potuto uot.are quasi sempre meteorismo addominale in grado più o meno tollerabile, ma che raggiunc:e n otevole intensità in 5 casi. È merite,ole di menzione un caso, nel quale dopo 10 ore dall'iniezione rachidea di 8 centigrammi di stovaina, si manifestò un accesso <·om·u lsi ,o, preceduto da intensa cefalea e caratterizzato da perdita della coscienza. contrazioni toniche ganeralizza.te ed iperestesia.. Questi fatti con periodi di remissione e di esacerbazione durarono due giorni, dopo i qual i la cosc.;ienza ritornò lentamente. Durante l'accesso la. temperatura fu sempre normale e l 'analisi delle urine nega.tiYa. T,a. guarigione fu completa senza. traccia alcuna di disturbi nella sfera motrice e sensith·a, in modo che egli potè completare il suo ser~i zio di allievo ufficiale di complemento, e tale si mantiene tuttora: dopo tanti mesi, come mi risulta da informazioni assunte. L'esame ae:cmato dell'individuo fece constatare indubbie stigmate isteriche. Non ho potuto confermare, come de. Swartz ed altri è stato asserito alcun caso di albuminuria e cilindruria da stoYaine., essendo l'esame delle uri ne 1·isultato sempre nega. ti vo. Ci1·ca la durata dell'anestesia. nulla ho da aggiungere; essa in parecchi casi si è protratta per due ore, raggiungendo sempre alla dose di 7 o R centigrammi l'apofisi ensiforme, ed in 5 casi l'altezza dei caJH:zzoli delle mammelle, mentre colla dose di 6· centigrammi. non ha olr.repassata l'altezza della cicatrice ombellicale. L'anestesia si è Yerifìcata tra i 2 e t> mi nn ti, solo in qualche caso ha ritardato, senza però oltrepassare i 10 minuti. Infine non credo pri\O d'interesse far notare che Je fialette della !l0]uzioue di stovaiua adoperate erano state preparate tutte nel. luglio 1!107; sicclt(: quelle usate negli ultimi mesi avevano una date. superiore ad un anno. Questo fatto, oltre a confermare la stabilità. di questo preparato, dimostra la •ma superiorità. non l ieve sulle sorelle maggiori (cocaina e t rc•pococaina), le cui soluzioni, perchè siano efficaci, de't'Ono essere preparate di fresco. Anche questa volta io posso con tutta coscienza fare il bile.ncio delle rachisto,ainizzazioni asserendo che gl'inconvenienti sono stati pochi e lied, i vantaggi notevoli.

•*• Tale affermazione non puè> c'e rtamente soddisfare i non fautori della rachisto,ainizzazione, per alcuno dei qual i anzi potrebbe rappresentare l'effetto di rosee suggestioni. Ma, dopo i nuovi risultati ottenuti, non po··so che confermare quanto g ià espressi nel citato lavoro, che cioè


,\~('f•RA t:XA PARt1LA Sl"L!.A RAC<II:'TO\'AINIZZAZln~F: 1 ~~CC'.

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~ la rachist.ovainizzazione è un prezioso metodo di anestesia. meritevole rli essere applicato part.icolarme11te nelle operazioni su l retto, sull'ano, sul perineo e sugli organi genito-nrinari , nei casi di pronto intervento d" urgenza, quando si ha penuria di personale di assistenza e nei casi di controindicazione della. narcosi generale. Essa presenta notevoli vantaggi sul cloroformio, specialmente per gli effeLti postumi di questo e merita di tenere il suo posto tra. l'anestesia. locale e quella gt>nerale. » Non ho inteso quindi afferma re che essa pQssa del tutto sostituire la narcosi generale. Prendo ancora le difese della rachistova.ini?.zazione, perchè essa mi ha dato delle vere soddisfazioni, ma non ho la pretesa di convincere tutto il pubblico medico, bensì quella. parte di esso, che ha l'abitudine di giudicare su fatti precisi e su proprie esperienze, da.ppoichè si è gridato all'ostracismo proprio da coloro che non hanno praticato mai una rachipuntura. L'allarme destato dalle discussioni IL\·venute in seno alla. Rocietà di Chirurgia. di Parigi nelle sedute del -1 e 11 marzo 1908 apparentemente pan·e giustificato, poicbè fnrono messi in rilievo parecchi inconvenienti graYi, a.i quali aveva dato luogo la rachistovainizza.zione in mano ad alcuni, come Hartma.nn , Le Dentu, Rocba.rd, Reynier, Guinard, Nèlatou ecc. senza per altro tener conto delle osservazioni f11tte da. Tuflier e Chaput, le quali valsero ad attenuarne la gravità . Infatti i !) casi di morte r2 segnalati da. Ha.rtmann, 2 da. Delbet e l da Beurmier) avvennel"o in indìçidui vecchi, infetti e debilitati. Due erano prostatici e tre furono operati per strozzamento intestinale. Questi malati erano dunque nelle condizioni più sfavorevoli per qualunque specie di anestesia., sintetizzavano, si può dire, le controindicazioni anche tlella l"achistovainizzazione, per cui a. rigore di ·termine queste cinque morti non de\rono es:.ere messe al suo passi\O. ::;i deve pertanto couve11ire che anche la ra.cbistovainizza.zione ha le sue controindicazioni che !"esperienza va man mano specificando ed è stl"~~.na la pretesa. dei non fautori di essa, i quali riconoscono delle controindicazioni all'anestesia generale e si rifiutano di accordarle all'anestesia lombare, preteuclendo che sia un metodo perfetto. Non è poi questo l'appunto maggiore, che si può fare alla rachisto\ainizzazione, poichè, se ben si consideri, tutt'i casi di morte, ai quali ha dato luogo, si sono verificati in malati con ta.re patologiche gravi, mentre Panestesia generale di tratto in tratto fa registrare la morte di malati in ottime condizioni generali di salute. Furono oggetto di allarme in quelle stesse sedute le minaccianti sincopi, che hanno fatto dimenticare quelle imponenti del cloroformio, per le quali i mezzi di risorsa non sempre sono sufficienti, mentre q nelle da


stovu.ina sono fngaci e scompaiono sot.to l'azione di eccitanti sia per via orale che per iniezione ipodermica. Le maggiori apprensioni furono destate in seno all'assemblea dagli accidenti postumi, come le ritenzioni di urine, l'incontinenza delle feci, le paralisi, le mieliti, le morti tardive. Chapnt in un rapporto su tale discussione ha messo in evideuz1\ le cause che possono aver prodotto t.ali accidenti post.-stovainici. I ca~i di ritenzioue di uriHa, egli dice, non sono da attribuirsi tutti alla sto>aina, giacchè già da gran tempo è stato segualato i] fatto che tutte le operazioni sottombellicali espongono alla ritenzione di urina e Legneu e Pa.uchet hanno dichiarato che le ritenzioni t! i urina seguite alle cure radicali delle ernie erano più frequenti ct~l cloroformio che con la sto...-a.ina. D'altronde queste ritenzioni sparis•·ono in un tempo relatin1· mente breve, quando vengono tra.Ltn.te con regoln1·i svnotame.nti della vescica e tutti i casi citati hanno finito per guarire. Nella mia. sta.tisticli. la ritonzioue di urina. figùra. in una. cifra molto bassa e si è avverata uella massima parte dei casi nelle operazioni sull'ano. L' intontinenza delle fet·i notata. molto più raramente si spiega in ctnalt'he t·aso per la sezione dello sfintere ltna.le in altri casi per le diarree preesistenti. Cha.put esaminò un malato, la t ui pretesa incontinenza d1\ stovaina. era dovuta ad un neoplasmn. dell'8 ilitwa actompa.gnato di\ diarrea. Le paralisi passeggere segnalate da Sl'h wartz, Reynier, Le De m n, Delbet, Gninard sono ritenute da Chapnt di natura isterica e d1e ri• ·onosc·ono 1·ause molteplit·i, autosuggèstione, ipertensione risultante chll'azioue irritante della stovaina e per quelle basse è da tener t·onto delle bnlst·he iniezioni e della punturn. della t·oda equina. Queste p:Ha· lisi gaaris1·ono rapidamente c·oll'elettrit·ità e con una bene intesa suggestione e finora. non si 1·onosc·e un malato, t·lte sia r imasto definitivamente paralizzato. Relativamente alle pretese mieli ti è da osservare che le paresi d e~li arti inferiori segnalate, si po~souo spiegare in certi casi speciali col prolungato soggiorno a letto ovvero per paralisi isteriche mal cmate, che possono persistere per un tempo iudetermiml.to. Fiuchè non sarà dimostrato che una paralisi è incurabile ed è dovuta esclusivamente alla stova.inn., si ha il ùiritto di negare la mielite stovaiuica. Se si fa bene attenzione. gli accidenti paralitici si sono sempre verificati nella prati ca. de~li slessi chirurghi, senza. dubbio se ue dovrà conclndere che vi è di sotto una quistione di tecnica..


Nei miei 230 casi non bo avuto a rilcn\re alcuno dei g ravi ac<:ideut.i segnalati alla. Società. Chirurgica. di Parigi ed alla difesa fatta da Cha.put aggiungerei una considerazione e cioè che coloro i q uali ebbero a rilevar li, pretesero dalla sto,aiua più d i q uello che poteva dare e così credettero di poter raggiungere la perfezione sia. colle dosi alte, sia colla miscela con altre so tanze. )falgrado tutti i casi di m(lrte, anche tardivi, segnalati a cariéo della stovaina, il \'alore della sua benign ità può essere dimostrato in modo posit ivo sia sperimentalmente che clinicamente. Per qnnnto.rignarda. la prova sper imentale è recente uno studio del dott. Pandolfini esposto al XXI Congresso della Società Italiana di Chirurgia. (ottobre 1908). Le prove sperimentali ebbero lo scopo di dimostrare q uali alterazion i vengono prod otte all'atto dell'iniezione ed in 'ari periodi di tempo susseguenti fino ad nn anno. Egli avrebbe trovato bensì che a carico degli elementi del midollo e dE'i gangli !:i avevano delle alterazioni, ma. dopq poche ore o pochi giorni, un mese, un anno si aveYa la completa re.«titufio tul iutegrum, avrebbe inoltre notato che le maggiori nlterazioni si r iscontrM·ano quando si usava la stovaina associaLa all'ad renalina. n Pa.ndolfini ba inoltre voluto Tedere quali erano le alterazioni <:h~ nei \'ari organi, specialmente nei reni, determina.va l'eliminazione della stovaina tanto somministrata pP.r la via endorachidea quanto per quella. sottocutanea. Non avendo riscontrato alterazioni importanti, ha trovato ingiustificato l'allarme lanciato da Schwarzt e Ba.zy, riguardo alla cilindruria senza al bumina, riscontrata da q uesti autori in tnrti i casi di rachistovainizznzione; ha potuto anche dal lato clinico <:ontrolJare tale reperto, esaminando le urine in 100 erniosi operati nella Cli nica di Roma colla puntura lombare. mguard? alle esperienze praticate, tenendo in vita gli animali per il periodo di un anno e ri petendo negli stessi iniezioni di stovaina ad intervalli, conclude che le alterazioni tardive (mieliti ecc.) reg i:.<trate da alcuni autor i non sono da attribuirsi alla stovaina, ma. dipendono o da errori di tecnica o da concomit.a.nze morbose. La prova clinica è data ùalle numerose statistiche finora pubblicate tanto all'estero che presso di noi, nelle quali, su parecchie migliaia. di c·asi, non si ebbero a deplorare gra\i inconveni enti, come pure è d'indiscutibile valore il fatto che non è \enuta meno la fede nella raohi!>to,ainizzazione in coloro che cominciarono a pra.ticarla. nei primordi dellA sua applicazione, poichè seguita no sempre ad u"arla. Chaput ba


riunito gran numero di statistiche, at,·i,·anclo alla. l·ifra. d i 1178 casi senza morti. Quale anestetico potrà fornire uguale st.atistica? Attualmente Biet, per stabilire il 'alore della. rachia.nestesia, rtt•·· ··omanda. che tutti i paesi s' intendauo per stabilire una statistica globale. Allora solamente, basandosi su un gran numero di ftltti ::i può formulare una opinione definitiva. Sarebbe veramente desiderabile! Allo stato presente, beuohe In tecni· ·a della cloronarcosi siasi p~ r­ feziomtta, pure per i suoi effetti a distanza, si ritorna a mettere in d ubbio la superiorità del doroformio sull'etere. Al Congresso di Brux elles (settembre 19118. Società IuternazioMl~ tli Chirurgia.). Yallas di Lione si è dim os~rato un sostenitore energie•) della. ua.rcosi eterea., ed ha form ulato le seguenti conclusioni: l • L 'etere è il migliore e il pi ù inoffensivo de~li anestetici generali per inalazioni e si de•e i m piegare tutte le • o l te c ho uon •i è controindicazione all'anestesia generale a meno che l' ind ivi(lno wm presenti una. lesione. importante delle vie respiratorie. 2, Il cloroformio è un eccellente anestetico, che de\-e rimpiazzllre l'etere qua.uclo questo è coutroinùicato. I dauui maggiori che fa. correre agli ammalat i impongono una sorveglian7.a 1ceticolosa ed unn prudenza. estrema nella. sua amministrazione. In quel Congresso insomma si è parlato non poco entusiasmo dt>l l'anestesia. cloroformica, solo il Reynier di Parigi sorse a difendere la. narcosi ossigeno-cloroformica.. ~enza volere pertanto riso l vere la questione c.h e pure i vale mi relatori del Congresso di Bruxelles hanno lasciata. insoluta, dimostrandosi e.nzi fautori dell'etere piit che del cloroformjo anche se associato all'ossigeno, bisogna. con-çoenire che tanto l'etere quanto il cloroformio sono subiti nella. generalità dei casi come padroni tiranni, ai quali si è pronti a. ribellarsi non appena spunta uu nno•o metodo di anestesia che possa surrogarli. Il prof. Schiassi, in un t·eceute e prezioso libro dal titolo: l 'tJr .Qo la perfezione delle ane.~t1•sie cltirurgù·he generali e regionali, dice che nell'applicare i diversi metodi di anestesia. è necessario essere guidttti dal Cl'iterio mille volte rammentato, ma. troppo spesso lasciato in disparte, che vi sono degli incliridui do anesteti.:zai·e, nou delle anest~·.~ie da p1·ooocm·e; che per ogni individuo va. posto il problema: quale dei vari metodi di anestesia sia. più opportuno applicare al caso speciale. V'è un gran numero di chirnrghi che non si sentouo di operare lLUalsiasi infermo senza ammiuistra.re sempre il cloroformio. Una p;trte di essi sono tranquilli, percltè una lunga serie di narcosi ottenute c•Jl


ANC<lllA l:SA PAilOLA SULLA R .-\ CJ US'f<IV.H~IZZAZJIIXI::, ECC.

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Duucan o collo Sckering li ha persuasi che un preparato \eramente purissimo somministrato bene non cagiona mai fenomeni gravi. V'è poi un'altra. parte di chirurghi, ai quali accade a. lunghi intervalli qualche caso di grave intossicazione o di morte da. cloroformio, la considerano come unn. fatalità, una. sventura. legata inevitabilmente alla pratica. delle anestesie e continuano a somministrare ai nuovi operandi il potente cloruro di carbonio. Da. studenti videro nella scnoh~ anestetizzare col cloroformio; da. assistenti lo propinarono essi ;;te""i per anni; da. chirurghi indipendenti non si domandarono m~i se non -;i fosse di meglio da sostituire; oggi seguita-no a somministrare il clor<)t'ormio sempre saldamente convinti di operare in fatto di narcosi nel migliore dei modi possibili. V'è infine un'altra parte di chirurghi e forse sono i più, che cogli anni sono divenuti abitudinarii, nel senso che adottata la. narcosi tloroformica si sentono cosi abituati e legati ad essa, che, (;ambiando a,_ vertirebbero un disagio, il loro animo non può A.clattarsi ad una nuont narcosi ed anche ad tm nuovo metodo di anestesia regionale, poichè sono tratti a considerare un differente, eventuale modo di anestetizzare, come un pericoloso, anzi riprovevole atto di snobismo. Ora un'altra incognita viene a pol"tare il peso sulla biltmcia delle conseguenze della <'loronarcosi, il 1·icambio delle sostanze cromaifini, di cui recentemente si sono occupati Selner e Wiesel, i quali sarebbero in condizione di poter affermare con sicurezza, come durante le profonde narcosi si può riscontrare il passaggio in circolo eli una note\•)le diluzione del secreto cromaffinico e che a tale eccesso di passaggio, sintoma. di esuberante attività, segue una fase di esaurimento J elle cellule croma.ffini. Tale fatto può avere di per sè una atti,issima influenza sul determinismo di esito dil!astroso. Dunque la cloronarcosi, che si ritiene essere quasi al sicuro Ja ogni inconveniente, solo curandone la tecnica, torna a fare capolino nel campo· razionale e sperimentale. Ciò conferma che oggigiorno in fatto di anestesie non :;i deve presumere di aver conseguitala perfezione, meta irragginngibile da quRIsiasi metodo. Non è lecito perciò condannare l'anestesia lombare alla stovaina, che ha diritto di tenere il suo posto. Del resto, volendo ancora discutere a base di statistica, si può affermare che gli avversari della ra.chistovainizzazione sono in interiorità numerica e, cosa strana, una gran parte di essi non hanno mai eseguita una puntura lombare. Malgrado tutti i rimproveri però la. rachistova.inizzazione fa sempre bnona figura, sia pel numero che per la qualità dei snoi clifen ·ori , tanto all'estero, <:he in Italia.


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ANf'llRA t::\A l'ARtJ !.A SULLA I!ACHI TOVAI:\IZZAZIII:\1,,

ECC.

...

* .. Bitorno sull"applicazione dell"anestesia lombare in chirurgia di guerra, applicazione ritenuta vantaggiosa fin dalla sua comparsa nel Cfu n po della pratica eh irurgica. Io l' ho ritenuta tale specialmente per la minore perdita. di tempo nelle operazioni e pel minor numero di assistenti occorrenti, non che per la stabilità delle soluzioni di stovaina, che mi hr.. permesso usare fial ette preparate da più di un anno; circostanza questa molto favo· ret"ole alla sua applicazione nella clùrnrgia. di guerra, potendole avere a portata di mano già. preparate, seuza dover ricon-ere, con perdita lli tempo. alla preparazione di soluzioni fresche, qualora si volesse fa.r uso di cocaina o tropococaina. Riguardo alla minore perdita di tempo nelle operazioni ed alla .oppressione di un assistente (cloroformizzatore), da qualcuno ne è :Stata messa in dubbio la renlizzazione, poichè si è detto che, potendo l'azione an;l lgesica della stovaina subire un ritardo anche di 15 minuti, la perdita di tempo sarebbe anche maggiore di una cloronarcosi, come non tu·ebbe possibile sopprimere un assistente, il quale anzi dovrebbe badare a Ile sincopi minar.cian ti. Ora dalle ossen ·azioni fatte risnlta che il ritardo dell'azione anal· ge~ica della stovnina è una rara el'cezione, come rari sono i casi, uei quali si an·erano disturbi durante l'operazione, e quando si verifkano, sono fuga ci al punto da non richiedere l'opera di un assistente ap· po~ ito.

Non i: solo la deficienza numerica. degli ufficiali mediei nelle varie unità sanitarie di guerra. che farebbe sostituire l'anestesia lombare nlln, generale in tutt' i casi, nei quali è possibile, ma anche la. diffic-oltà di trovare sempre fra essi un buon· dorofor mizzatore, dappoichè una· n ime è l'a<·cordo nel ritenere che per evitare inc:onvenienti !ieri ed al· lnrmi continm, che possono d1stnrbar6 seriamente l'andamento tii una operazione e la calma dell'opera tore, è necessario che la clorona.n:osi ='in eseguita da un'assistente pra.t.i<;o, che dia completo affidamento. Potrebbe essere discutibile .J"applicazione dell'anestesia lombare negli stabilimenti av11nzati1 bem·hè essa permetterebbe più fa<· il mente il trasporto degli operati, ma certamente essa trova la sua applic-azione ntile in quE'lli di sel:onda linea. È il caso quindi di concludere che anche in guerra lo scbizzetto del rachipuntore può in molti casi fugare la maschera del t·loroformizzatore, tanto pii1 ehe i soggetti giovani e sani rea lizzano le condizioni più opportune l '~r la racbia.nestesia..


Dunque allo stato attuale la rachistovainizzazione, betwhè discussa e continuamente maltrattata, specialmente da ch i non l'ha, mai eseguita, non pnò essere t·oncla.nna.ta ad un <·ompleto abbandono, poich,~ i fatti risultanti dalle disuussioui vengono a dimostrare c·he essa l'Ostituisc:e nn metodo benigno, se su 7000 e più t·asi non si è avuto nessun morto, se non esiste ant·ora un malato rimasto defiuitivamente paralizzato dalla stovaina e se i casi di morte sono avvenuti in individui vecchi o debilitati, che non avrebbero resistito a qualunque anestetico. RouoR, f!ÌII~tl" 1!10~.


NERYOSI TRAU1lATICH~J E TOXIEMIE l'l'r il d o1t. Arcangelo Mennella, mngt!iore m <'t lica

Nella sindrome sv~~.ria.tiss ima delle nevrosi traumatiche bisogua. scindere gli effetti del trauma. fisico da. 'l uell i prodotti dal tra n ml~ psichi co. Essi possono agire sepa.ratamente, o fondere i loro effetti. 'L'ali effetti possono essere immediati, o a scadenza breve o lunga. TllA U MA ~·•s• c<,. Il t rauma fisico, grave o lieve, può portare alterazioni ana.tomo·patologiche sull'organismo e sul sistema nervo~o centmle e periferico, e queste alterazioni possono essere tangibili, o non si ri vol;\no a qualunque Psame. ~i avrebbero perciò ora lesioni organiche, ora sempli cemente disordini funzion<~li. Il trauma fisico, oltre ad alterazioni tronch e, può dar luogo a. fenomeni nen·osi e psichici, ripercuotendosi sul sistema. nervoso centrale. Certo si è, che il trauma. fisico dit a queste altet·azioni una im· pronta clinica speciale per ogni caso, e presenta. una. diversa. siudromP di nevros1.

'l1 RAU~IA PSI CHIL'O. -

TI trauma psichico è l'effetto della COIDIDOziouej può essere associato al trauma fisico, ma può da. solo provocare mta forma. rli nevro.;i. Anzi nella. maggioranza. dei casi queste forme ne· v1·otiche sono di natura psicogena, prodotte da auto-suggestione. Infatti perchè essa si manifesti non è necessario il trauma; basta. assi· stere, dice Elckborst, ad un infortunio, e subirne lo spavento. Ma non si può ammettere con la scuola. francese, che tutta. la sindrome ner· ''OSa, che segue a.d un traumatismo, sia. sempre di origine psicogena., g iacchi> tanti fatti dimostrano quanta. parte vi abbia anche il trat1ma fisico. Un atto operativo può, per esempio, dar luogo ad una neHosi isterica, come una nevrosi epi lettica. può essere provocata. così da no trauma, che agisca. dnrante il sonno sul cra11io e specie sulla. zona roh~ndico., come da. una iniezione endopleurico.. ~Ia oltre lo spavento prodotto dall 'incidente nella coscienza del culpito, dice lo Striimpell, con grande vivacità si svolgono alterazioni tl~;lla \ila idea tiva, come la preoccupazione per l'ulteriore decor.:o


~EVRU~ I

T RAU MATIC HE E To!X JElllE

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della lesione, e specialmente in rappor to alla capacità al la\'"cro, al guadagno, al conseguimento dell'indennizzo. E~·PE:TTI suLr.'onr.A~I--~to. - •rutti gl i svn.riati traumi fisici e psichi.: i possono colpire il sistema. nervoso ed alterarlo nella. sua. comples·a funzione, producendo come risultato un1\ sindrome complessa. ed intrecciata. di alterazioni nel trofismo e nella. psiche con decorso acnto o lento. E conducono spesso a. di!!htrbi della nutrizione non solo dell'organismo, ma specialmente del sistema nervoso medesimo. S'intende che quan~o l'azione e l'effetto traumatico sono localizzati. l'alterazione trofìca. è limitata ; come, per esempio, avviene pei traumatismi agli arti, che portano atrofie muscolari lit11itate, o f enomeni di isteria locale, contratt ure, rigidità arti colari, monoplegie ecc. DISORDI NI l'!< ICHJ CI E SOMATIOJ. 1\[A. le forme llèVl'Otiche general i e le psicosi in ispecie, .finiscono per portare disordini somatici gen erali con alt erazioni del ricambio. Ed ecco come e perchè. Sul traumatizzato agisce dapprimt\ \llH\ emozione improvvisa e violenta.. È noto cba le emozioni violente traumatizzano fortemente il c~r­ vello, ed esercitano una. vivace azione inibitoria sulla funzionali ta delle cellule nervose, e portano un arresto momentaneo delle fun ;;.ion i dell'organismo. In modo fulmineo si manifestano disturbi nell' inn ~r­ va.zione cardio-vascolare con ipertensione arteriosa, e con disordini Yasomotori e funzionali in organi ed apparecchi. I reni ne risentono pe1· contraccolpo, e, per la. via del trisplancnico, vivi.lci alterazioni vn.somo- t orie si sviluppano nelle vie digerenti , che sono sempre e fort.emente colpite. Nè è da. credersi, che queste ripercussioni del sistema. nenoso sulle principali funzio1ù orgsmiche siano transitor ie e spariscano col cess are della. causa. Gli effetti persistono do"Ve più, dove meno ; e se dopo un certo tempo possono riorganizzarsi, per esempio, le funzioni Ci\rdiovascola.ri e renali, le alterazioni nelle vie d igerenti sono assai piit persistenti. Il disturbo va.somotorio di quelle v'ie provoca delle forme catarrali acutissime e suscita fermentazio ni anormali potenti. Ben presto, dopo un'emozione, si manifestano anoressia, sen so di n.mare:tza stomaticA. e di patina. sulla. lingua, ed in certuni si manifestano delle pronte e gravi forme diarroiche. La. tristezza, l' ipocondria, la preoccupazione, che spesso seguono al trauma psichico primitivo sono tante ca.nse emotive, lunghe e ripetute, che sostengono ed aggravano i tristi effetti di esso.


<:io sta a dimostrare, che per il trauma psichico e per le frequent i sut cessive alterazioni psichiche può aversi una grM·e e violenta toxiemia gastro-enterica o gastro-epatica. At:TO IXTo:--SICAZioxt. - Questa toxiemia, deve portare per effetto dei fenomeni auto-tossici. Quelle tossine circolanti andranno a. colpire tu tti gli organi, e so· pratutto 11.ndra.nno ad impressionare malamente le cellule nervose, già sc:osse dal trauma psichico, aumentandone lo stato irritativo. Quete, a loro volta, ripen·uoteranno il loro mai~ssere su tutte le funzioni organiche, e peggioreranno la. toxiemia gastro-entericA., che si prolungherà spesso per molto tempo Si stabi lisce cosi nn circolo vizioso tra sistema. nervoso centrale e \"ÌE' digerenti. Le to::sine, che circolano a lungo nel sangue, hanno una. potente nzione anemogena, distruggendo i globuli rossi ; onde il sangue, avendo perduto di vi talità, condnrrà al logoramento dell'organismo, e ad alte· rnzioni lente e graYi del bilancio organico. ~Ia al trauma psichico, come ho detto innanzi, seguono preoccupa· zi oni. ipocondria, tristezza ; e questi fatti emotivi prolnngano e ag· gra,·ano le manifestazioni nervose; giacchè m Antre questi fenomeni p;;ichici sono spesso effetto di toxiemia. dell"apparato digerente, pos· sono a loro volta esserne causa. Ed nllora si verifico. un intreccio tra. intossicazioni primi tive e se· condarie, t ra causa ed effetto, e il ricambio o·rganico viene aJterat.o in modo notEwole e persistente; rorga.nismo non sa.nguifica.to a. snffi· ceuza. s' infiacchisce, ed il sistema nervoso, intossicato, cade in astenia. Del resto è noto, che tutte le nevrosi e molte psicosi possono essere <li origine tossica, d ipendere cioè da intossica.zioni esogene e specialmeute endogene. Non si è epilettici, se non si è auto-intossicati. Questo assioma rias· snme le conclusioni del \I congresso di medinina a Roma. Qual me· ra-viglia. adunque, se in fondo al quadro di una n~vrosi traumatica si trOYÌ Una SOrgente d" intossicazione? Co:-;coMIT.AXZE yonnu,..v.. - Si comprende di leggieri, che l'impor· tanza delle auto-intossicazi oni nell'esplicazione., nella durata. e nel decorso di queste oosidette nevrosi t raumatiche assurge ad una mag· giorf' al tezztt, quando al trauma preesistono discrasie, o malattie a ti pc• infettivo. Certamente grandissima è l'influenza, che possono espii· care .in simili casi una intossicazione sifìli tica, tubercolare, o, tra le


intossicazioni esogene, l'a.lcoolismo in ispecie. È noto che la maggior parte delle psicosi sono l'effetto di alterato ricambio. Le malattie discrasiche generali, come urìcemia, ossa.luria., diabete, polisarcia, ecc.. ledono il sistema nerv<lso in parte o in tutto, e anche la corteccia cerebrale, secondo la divers~ capacità. di resistenza. Una lesione traumatica perciò può dar luogo cosi ad un accesso di malattie diatesieh~~ come ad una nevrosi, o ad uua psicosi. Dunxosi. -Non mi diffonderò a ~egna.re tutti i sintomi di queste svariate nevrosi traumatiche, perchèo essi souo segnati in tutti i l! l\ pitoli di patologia, che separatamente li trattano. Ciò premesso ed assodato, è piacevole pensare come alcnnj patologi, per la voglia di creare nuove entità. morbose, trasportati dall'entusiasmo, abbiano potuto vedere e riconoscere delle vere stigm1\te in 'luesta cosidetta nevrosi, stigmate che sono appunto caratteristiche di vere nevrosi già. conosciute; e se qualche sintomo tlll po' strano possa ri,·ela.rsi al dia.gnosticatore, anzichè attribuir!.:> acl impronta particolare della nevrosi, se ne ricerchi la. causa in peculiari condizioni dell'individuo, e assai probabilmente in auto-intossicazioni, che nelle nevrosi traumatiche sono il cemento, ehe tiene uniti tanti sintomi svariat.i e disparati. È necessaria un'accurata. ed attenta. analisi dell'individuo, dei genitori e collaterali. Occorre chiedere informa.~ioni ad autorita, speci1ll· mente a carabinieri, come si usa nell'esercito, e richiedere anche certificati di medici autorevoli con firma autenticata.. Nell'esercito sono frequenti questi casi sottoposti al nostro giuclizio; ed uno dei primi doèumenti da produrre è la dichiarazione di testimoni presenti al trauma. Le semplici affermazioni del tra.uma.tizzato non hanno serio valore medico legale. Occorre un a ttento esame soma.tico e del sistema nervoso. Assai spesso si troveranno delle stigmate isteriche preesistenti. P.e.oGNO:<t. - Varii sono i pareri dei nevropatologici sul g:iudìzio prognostico. Alcuni dicono, che in g4:'nere sia favorevole; altri consigliano di farlo sempre riservato, perchè queste nevrosi possono durare per tutta. la vita, tanto che qualche volta. come triste epilogo conducono al sui cidio o al manicomio. La prognosi può variare da un caso all'altro, e bisogna essere éa.uti nel giudizio, potendo recidiva.re, dopo essere guarite. Per il medesimo genere di nevrosi infa.tt.i i risultati sono a.s~ai diversi circa la. durata. Basti ricordare l'isterismo traumatico, che è


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il piit f requente nella statistica di queste ne\7rosi, per pensare, che mentre alcuni casi, con tnre suggesti,·e possono guarire ad un tratto, altri possono durare per tutta la vita. In certi casi, come in alcun i d i epilessia Jaksoniaua, è a spararsi una prognosi fa vorevole, quando con una craniectomia si riesca. a to· :.;li ere la com pressione sulla zona rolaudica. Ma in tutti i casi credo bene chiudersi in una prudente riserva, anch e perchè il trauma, apre· fereu za di qualunque a l tr~t causa, dit a queste psico-neuosi un'impronta di maggiore gravità. P~:>r fiue un'esat ta proguosi è necessario rivolgere la eli n i ca osser· ,·azione sulla disposizione nen-otica del tranma.tizzato, e sul graào e snlla tenacia dei sintom i nevrotici e specialmente psichici; occorre ri· <:el'l~a re, oltre l'anamnesi gentilizia, attche le malattie concomitanti e pr~:gresse dell'individuo in esame, le discrasie, le intossicazioni , eri· petere osservazioni ed esami a lungo, con calma ed acume. L tL prognosi può essere pii1 favorevole quando i sintomi psico-ne· >Tl•sic i presentano carattere eli ,·ari11.bilità ed intermittenza, e special· mente quando sono prodotti o mantenuti da toxiemie curabili, come sono q ue1le J i orig ine gastro-enterica. La prognosi in>ece è più grave, quando l'organismo è molto lo· gorato e deperito e la psiche è assai depressa. E la risen·a del medico perito deve essere ancora maggiore, quando vi sono concomi tanze di· sera. iche ed infettive. (~uando poi il perito può constatare, oltre i fenomeni psico-nevroti~:i . la p1·esenza. di lesioni anatomiche, spec ia.lmente localizzate nel si;;tema nervoso centrale, la prognosi deve essere riservata in sommo grado. Prima però di fo rmulare un giudizio medico-legale prognostico su tjuesto genere d i nevrosi. è necessario, come si usa nella pratica mili· t::tre. s perimentare tutti i mezzi terapeutici, suggesti'\Ì 1 fisici, chimici, e potendo, anche chirurg ici . I malati a queste cure oppongono assai spesso un tenace e reciso rifiuto; ma non bi8ogna cedere a. nessun costo. È necessario vedere qua li sintomi eù in qual grado siano ribelli a cure, per istabi lh·e co:: Cf•scienza ed esattezza non solo la prognosi, ma anche l'indennizzo. Le S(l(~ietà assicuratrici hanno rngione a pretendere ciò, dopo una lunga osser,azione del traumatizzato. È necessario ricerc-are, come ho detto innanzi, le auto-intossica· zit•n i, che tanta parte hauno nelle sindromi di queste psico-nerrosi, sia come causa, sia come effetto al punto da tra.sformarle in vere tossi· nt::\TO$i. E l'importanza di questa ricerca è dimostrata dai risultati


XEVRqSI TUAI,;MATlCUE E TvXmMIE

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terapeutici, che si possono avere i giacchè la cura della toxiemia., che complicala. sceu11 (quando è possibile fada.) può produrre la guarigione nel traumatizza.to, o almeno un miglioramento. Un soldato di cavalleria. ebbe per la prima volta accessi epilettici, prodotti da. gravi toxiemie gastriche in seguito a. forti dispiaceri i e gli accessi sparvero con disinfezione e regolarizzazioue de.lle funzioni digerenti. Un allievo sergente durante alcune manovre, mi disse, che da alcuni giorni dopo pranzo era preso da. accessi convulsivi. Avendo preso a studiarlo, osser,ai che era affetto da a.uto·intossicazioni gastriche per insufficiente ma.sticazione. Gli accessi sparvero con dieta lattea, e poscia. obbligando l'individuo a mangiare adagio masticando a lungo. Un allievo ufficiale, isterico in sommo grado, ha tentato lo scorso anno ammazzarsi con un col po di fucile. Il colpo è deviato, lA. ferita è stata lieve, e presto è guarito. Dopo parecchi mesi fu ripreso da una forte tentazione di ripetere il suicidio. Fu aflidato alle mie cw·e. Egli !\\eva delle gravi intossicazioni gastriche con ipercloridria. Con rimedi alcalini ed opportuna. ~ieta., ho regolarizzato la chimica gastri<:a. Le stigmate isteriche sono rimaste, ma i fenomeni di psicosi sono scom parsi i e mentre prima era triste, taciturno e melanconico, è uscito dalle mie cure lieto. fiero della. sua balda. giovinezza, cui la vita orn. concede tutti i suoi sorrisi. Mi sono attardato ad esporre i serii vantaggi, che nelle psico-nevrosi in genere si ottengono curando le toxiemie, per dimostrare che anche in quelle di origine traumatica. debbono dare eccellenti risultati. Quando t: possibile, eliminiamo questo fattore; e cosi la. prognosi sarà. più favore,-ole e più esatto il giudizio per ista.bilire rindennizzo.

CONCLUSIONI. l. Nella patogenesi di nevro-psicosi traumatiche ha.nuo influenza il trauma. fisico e quello psichico, che possono agire separatamente o associarsi. 2. Il trauma fisico dtL a queste alterazioni un' impronta speciale. Il trauma psichico colpisce in modo violento il sistema nerYoso, alterandone le funzioni, e successivamente produce alterazioni orgauiche nel trofismo e nel ricambio.


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3. Il trauma, alternmlo le funzioni del sistema nervoso, altera quelle di organi ed apparecchi e specialmente dell'apparecchio cardio-~a­ scolare e delle vie digerenti, ed i- causa di au·to-intossicazioni sucCPs;;i,-e. 4. Le emo~ioni pro,·ocano distur bi ""aso-motorii cerebrali, che in modo fnl mineo e riflesso per il trisplancuico si 1·i percuotono sulla circola7.ione addominale, dando luogo a successive toxiemie gastro-epa· ti che e gastro-an teriche. Queste tossioe va,nno ad irritare le cell ule nervee già scosse, e pos:;ono provocare alterazioni nella. psiche e nel cervello, come eccita· zione, preoccupazioni sulla salute, ipocondl'ia, peso al capo, cefalea, \"ertigini, insonnia ecc. ò. A loro volta queste alterazioni psichiche aggravano la tossiemia, che da effetto diventa cansa. Per tal modo i tlisordini psico-uevrosi si prolungano e peggio1·ano. li. Molte nevrosi e molte psicosi, s0110 elfetto d i auto-intossicnziot.i. ula. alcune \"Olte ne so11o la causa prima.. In ogni modo in una sindrome di nevro-psicosi traumatica le anto-iutossicazioni sono il CPmPnto, clte tiene uniti i sintomi più svariati e piLl strani. 7. L e discrasie, l'arterio-sclerosi, e le infezioni precedenti al trauma ne aggrswano gl i effetti per dUJ·att~ ed intensità. S. Per la diagnosi tli nevrosi traumatiche sono necessMie ricerche di anamnesi remota e prossima del traumatizzato, dei genitori e collaterali, convalidate sem pra: come usa nell'eserciito, da informazioni di antoritit, dn certificati di medici autorevoli, e da. dichiarazioni di (,estimoui JH'esenti al trauma. Occorre un esame accurato e ripetuto del :;istema nervoso, ed un esame somatico: è necessario osservare se vi siano diatesi e toxiemie, e porre molto studio nel ricercare tutti quei :lintomi, ~;he non possono essere simlllati. 9. La prognosi di nevrosi tranmn.tiche, non è facile, perchè yaria per ogni caso. .Per essa è necessario ricercare la disposizione ne\'rotica, la ori~ine, il grado e la tenacia dei sintomi nen~osi, e specialmente psiclt ici, le discrasie e le in tossicazioni concomitanti. 10. La. prognosi può essere favorevole iu alcuni casi di isterismo traumatico, sui <;nali può agire molto la. cura suggestiva, o di epilessia traumatica, clo't'e la chirurgia può agire con molto eJl1cacia. 11. In molti casi la. prognosi è riservata, gi acchè il trauma, apreferenza di qualunque altra causa, dii a queste forme di psico-nen·osi un'impronta speciale di gravitit.

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~EVRIISI

'rRAl:~ATICli E

F: TOXIEMH;

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12. Il giudizio prognostico è più grave, quando vi è forte depressione della psiche, notevole deperimento organico, e quando vi sono serie concomitanze morbose. 13. Questo giudizio è invece più favore"\"ole, quando i sintomi sono mnta.bili erl intermittenti, o mantenuti da toxiemie curabili come quelle gastro-enteriche. 14. Prima del giudizio prognostico, i• diritto e dovere sperimentare tutti i mezzi tera.peutici suggestivi, chimici, fisici, e, potendo, anche chirurgici. Ciò è necessario, per poter stabilire giustamente l'indennizzo.

33- Glo~ 11r ' e di tntdlcb1o militare. Fase. \'11.


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SAGGIO DI PKOFILA SSl DI STATISTICA DEGLI INFORTUNI NEI MILITARI (l l

l'er il dot t. Raffaele Rivalta, capitano m(l(lit·o.

Kell'eserci to italiano, in tempo di pace, si ha ogni anno per infortuni dt>l servizio, un totale di perdite che si può quasi considerare equivalente a quello di un combattim ento. Alcune tabelle statistiche, compilate sulla scorta. della annuale relazione medico-statistica del R .. eserci to ed incluse ne1la mia memoria «.Malattie professionali ed Infortuni del lavoro nella vi ta civile e mi· litare » 1 confo1tano questo asserto. S i apprende così che rapporto alla. morbosità per lesioni violente la media. del sessennio 1808-1903 sale alla cifra proporzionale di 65,8 p. 100, e che, 11ello stesso periodo di tempo, si è avuta la media annuale di 131 perdite per morte, 78 per riforma, 101 per rivedibilita o lunga licenza di convalescenza. Ora la. storia particolareggiata e sistematica degli infortuni del serdzio militare sarebbe molto utile per una profilassi efficace, ma, per quan to mi consta, non è stata. ancora tenta.ta. od iniziata, almeno nei riguardi dell'esercito i taliano. Certamente non si riuscirà mai a.d evitare completamente i traumi professionali, poichè non s' impara a. maneggiare armi, a11imali, macchine senza esporsi a pagare l' inevitabile contributo del no'"iziato: ma. è logico ritenere che, median te Tegola.menti precisi e scientifici, istrnzioni impartite con cura, stretta e continua sorveglianza, gl' infortuni si possano ridune al minimo e diminuire possibilmente le perdite dell'esercito per le conseguenze dei tra.lllmi. È ormai cognizione volgare che le ricerche sperimentali in tra prese da pochi anni sul campo del lavoro hanno constatato che la. cun·a delle lesioni t raumatiche corrispon-:!e quasi esattamente a. quella. del ( l ) Cn.uunicszione n l n Cong re:<so medi<'o internazionale pe r gli inrorluni del la· , -nro - R omfl, mn!!sio 1!100.


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S AGGIO BI PfWk'lLASSI 1 ECC.

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lavoro, aumentando in modo progressÌ\O colle ore di lavoro, per diminuire dopo un periodo di riposo e r~Lggiungere il massimo nelle ultime ore della giornata ; che le disgrazie sul lavoro segnauo u11a curva asc E~n · dente dal lunedì al sabato ; che la curva del rendiment.o del la.vot·o è in ragione inversa della curr-a. ascendente degli infortuni sul Ja'ç'Oro ; che le curve del lavoro muscolare e mentale decorrono in analoga maniera, e, come nell'ultima ora del lavoro muscolare si verifica il maggior numero di disgrazie, cosi in quella del lavoro intellettuale il maggior numero di errori. Ora con viene tenere presente queste conquiste della.. scienza sperimentale a.ncbe nei criterì direttivi dell'istruzione militare, iuquantocbè il lavoro disimpegnato nel servizio militare, come qualsiasi alt ra specie di la,·oro prati cato da q ual unque altra. categoria d'uomini, non può sottrarsi all'imperio delle lE'ggi generali psico-organiche e fisico-soci al i. Esiste quindi un'igiene degli esercizi, come esiste l' igieue delle caserme, dell'alimentazione, ecc., e non solo si deve osservare fìu dal principio una. progressione regolare per ogni parte dell'istruzione militare cd informarsi a criteri razionali tecnici per ottenere un vero allenamento, ma. è d'uopo fare l'analisi critica qnantit&.tiva. e qualitativa, per cosi dire, degli infortuni, per avere indicazioni e controindicazioni precise sulla bontà dei metodi da seguire, sul grado d' intensivit.à dell'istruzione da impartirsi, sui risultati che è dato sperare di poter ottenere senza soverchio danno dell 'individuo. Così, ad es., il r ipetersi dello stesso infortunio nello stesso esercizio fa. presupporre che vi sia probabilmente uu difetto nell 'esecuzione dell'esercizio stesso o nei mezzi di prevenzioue. Da uno specchietto della citata memoria. si apprende che il maggior numero degli infortuni si verifica nella istruzione militare generica (ginna.stil!a., corda. ecc.), che hn per iscopo di sdluppare il corpo e mantenere la salnte, e in mi nor numero in' 'ece si contano nell 'istruzione militare specifica. (maneggio delle armi, equitazione ecc.), che ha per fine di sviluppare le cognizioni e qualità fisiche professionali, di formare, in una. parola, il soldato. Sarebbe pertanto interessante conoscere quali sono i diversi esercizi di ginnastica che hanno provocato gl'infortuni, per sapere n on solo il bene che essa fa, n::a anche i danni che può occasionare, e per scegliere, con la scorta di tali dati, gli esercizi e metodi che presentano al loro passivo minori e meno gravi disgrazie a parità. di utilità. per lo sviluppo della forza. e della salute dell' individuo. Cosi, ad esempio, rapporto al salto, che è uno d egli esercizi che determinano il ma.ggior numero d'accidenti, oltrechè attribuire questi ultimi alla mala applicazione


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S.H;G i v DI J>ROJ,'ILA~ I

per pane dei soldati dei principì elem entari, al enrico delle armi e bagaglio, all'uso di scarpe che per l a. bassa. imboccatura non sostengono il piede, nlla cattiva manutenzione del suolo (sabbia ecc. ). potrebbero tromrsi altri elementi di genesi delle clisgrazif?', che ora ~fuggono all'osservazione grossolana, mentre potrebbero essere forse S\elati dallo studio analitico degli stessi infortuni provocat.i. Gli est>mpi si potrebbero moltiplicare a josa. . .-\. mio parere non è quindi chi non debba riconoscere, per rendersi con to dell'efficacia ùei mezzi preventi,-i, dell'importanza d i nna. sta· tistica clinico-analitica, che possa fissar bene le idee sulle cause1 il numero, la natura, la localizzazione, le con>'eguenze dt:>i traumi pro· fessiona. li militari del tempo di pace; sta.tiscica. che Sf\r\irebbe an che a far apprPzzare al loro giusto >alore il gmùo e le probabilità di ri· schio i nere n ti alle '\'arie armi dell'esercito, e possibilmente, per ciascuna. di queste, alle ,·arie cari che e funzioni che vi sono esercitate. Siccome il solo numero degli Ìll fortuni, per s(• stesso, non ha. alcun s iguifi ~:at.o statisti<·o se non considerato in relazione al numero t.otal~ degli ind ividui costituenti l11> collettività, è superfluo dimostrare la ne· cel'<sità della cooperazione iu questa materia; e poicbè i dati statistici, quando anche ~tecuratamente rilevati, non si pr estano all'elaborazione d i una statistica generale se i dati stessi non sono t ra loro com ptuabili. con,·errebbe che l 'inùn~ine elementare fosse fatt a con cr iteri unifo rmi. Per impiantare una statistica d~gli infortuni cbe avvengono nella vita militare, la \l naie corri sponda a ll':tccenuato fine, sarebbe d 'uopo stabilire modnli d i schede individuuli, accompagnate con I ~ necessarie istruzioni. La registrazione dt:>gli elE-menti di osservazione relativi agl i infortuni potrebbe essere falLa su schede ùi diverso colore a seconda. del· l'arma cui appartiene il mi litare leso, per rapidità e faci li ta di spo· gl io. Sulla scheda, la disposizione delle note che importa, conser\1\Tf.> e raggruppare a. scopo di indagini di >'todi potrel.be ef;sere In se· gueute : il recto potrebbe contenere essenzialmente i rlnti d i fntto. cioè i rapporti Ptiologici, cronologici e t.opografici dell' infor t un io; il verso potrebbe contenere specialmente le iudica:>.ioni relative alle con· segoenze awministrative e legal i di:' li' infortn nio stesso. L'impio.nlo della scheda deve fa.rsi alla denuncia dell ' in fortunio, ntppresentata ùalla. rehtzione del comando eli reparto militare e dal cer· ti(ic>lto medico, e 1l eve completarsi in segu ito coll'esito definitivo della lesione, colla liquidazione della gratificazione o pensione, ecc. A maggiore dilucidazione ritengo opportuno tracciare la scheda. facendola segui re da po.rticolareggiatR. de~c rizione.


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E DJ STATISTICA OEGLI INFOitTUNI XEI MI L ITARI

(Recto ) - Scbedn iudhi<htale )16 1' gli infortuni. N. (l ) Amw 190 .. . Arma .. . . . . Reggimento . . . Dit-ù:ione militm·e di . . . . . . . Presidio militare di . .. . Cognome e 11ome . Anno 190 .. . Jle.<~e . .• . . . Pate?·nità . . Persona ( EUt . . . . . I>ata dello Giorno del mese . col]>ita G?·ado .. . dallo infortunio Gio1·no della .'?ettimana . infortunio Carica o fttnzione . . . . (2) Ora .. .. Testimoni (Nome, cognome ecc. ) LocaUtà . . . . . . . . . . . . . (3) Numero distintivo delle schede 1·ela fice ad altri militari lesi (4} Oau.~e e circo11tanze d eU' infortunio . . . . . . . (6} Xatura e sede della lesi011e . . . . . . . (G) Rxi.~tenza anteriore di malattia o inlpei·fezione della località (7) Probabilitiì. della dipende11za della lesione dall'infortunio allegato (8} E.~ito definitivo anatomo-funziouale della le.<~ùme .. .. Conseguenze de{i11itite in 1oap- hwbiliflt temp01·anea per l\ro . gionli 1 Id. pe1-11Umente . porto all'attitudine al Ml'· l vizio Alo1·te at:1:enuta addì 190 Cla.s8'ificazione statistica della causa dell'iufortunio (9} Id. id. delle conseguenze dell'infortunio (10).

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( l'e1·soJ - Estratto matl'ieolare dell'infortunato. eli matricola Def·o1·renza del servizio Data di nascita S tato civile lJecor.~o della malattia (11) . . • • . Provvedimenti ammini<?trativi (12) . . . . Circostanze e1·entuali che influirono sulla causa dell' in{m·t1mio (13) . • Circo.<Jtanze eventttali che influù·ono sulle conseguenze dell' i11/'tn·tunio (14) . Xote tecnologiche (15) . .Yote amminilltratit:e ( 16) • S . ....

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SAGGIO Dl PROFli.ASS l

~OTE AL RECTO DELLA

SCHEDA.

(l) Numero d'ordi ne progre,-si\"O dell'iut'ortunio, d istintamente per ciascun anno, secondo l'ordine nrouologico dell'impin u to deJJa scheda. (2) Pe1· carica ,;'intende quella speciale di za ppatore, mulattiel'8. mu><icante. volocipodistn, tamburino, portalettere, a.ttouJeute: pe1· fun~ione il servizio temporaneo cui ationdova. .il le:<o quando è stato colpito dall'inlortuoio (ser\'i~i o di guardia, di corn:e, ecc). (3) Si devo specificare la località do\'e l'int'oi'tunio è a\'vonuto (piano della. casenoa, scale, cortile, ecc.). (4) Qualora l'infortunio abbia fatto pii1 ,·i ttims. (o) E!!posizioue succinta del fatto di cui l'infortunio fu ~~onseguen z a. indicando tutte le ci rcostanze che lo produ!':;ero. e acco mpagoarono. (G) S'indicherà la forma clinica della lesione (ustione, contusione, frattura, ecc.) e s'indicheril. con precisione la parte o le parti del corpo che furono lese, desu mendo le notizie dal primo certificato medico. (7) Si accennerà a varici, cicatrici, callo osseo, ecc. che o.I,J,iano influito :;ulla lesione, facilitandone o 1\ggravandone le conseguenze. (8) Tale giudizio sari1 dato in ùnse all'esistenza , natura, sede, ecc. del trauma. (9-10) Lo indicazioni debbono e:;sero scelte fra le caratteristiche principali di ciascun in for tunio. L'osi noi rigu:u·di della cau~<a ~ i potrebhe indicare l'armn. l'attt·etzo g innastico, ecc. che produssero l'infortunio, ed in ordine alle conse· guenzo la forma clinica della lesione sul,ita (l).

NOTE AL \"ERSO DELL.\ SCHEDA. (11) Qttnndo si tra tti di infor tuni :traYi può eSSO!'& conveniente tener nota delle complicazioni eventualmente sopraggiunte nella. cura. dell'infortunato, del luogo ov'e fatta la cura, ecc. (12) Deliberazione presa. riguardo n Ila g rati ticaziono, alla conseJ-vazioue io se1·vi~io in condizioni speciali, all'a:<pettati\·a, al collocamento a ripo:<o, ecc. dell'infot·tuuato. (l l 1\·r qut•Ah • t·llls~itit•ll'l.illn i. Clh• Jlo •t n·bhN'<I o•s.•tlre rotte dnii'I8JWI 10t11 t <• <li SoHiit;,, OI'<'Or rl' un liogungl!io s intetico c ..o m ·enJ.iun ule. t•he JlCI'nlettn un pro nto riiJ!1!1"11pp~t­ uwnt•> ùei fntti Ll\'OIIti qunl<·he cnrntteris tio·n ,..,,n une. e !'11c iRiti le ri<-erdte dei oluti sp.• rim ont.nli u~:t·urr!!n 1.i nello ~tu<lio di re~o~olrtu•enli " di~posi?.ioui p•·r In p r.:,·cnzione d rgli infort uni.


E Dl STATIST l CA DE(; LI l:Sh'ORTU::\1 NEl MILITARI

(13) Oltre al fatto che fu veramente causa diretta dell'infortunio giit definito e classificato nel recto della scheda, si rilevano :;pesso circostanze eventuali che hanno contribuito in grado accessorio, se non a determinat·e l'infortunio, a renderlo più o meno evitabile, più o meno grave (nebbia, vento, pioggia, gelo, tenebre, rumori assordanti, esalazioni noci ve, ,·etustà e cattiva o non adattn confezione degli attrezzi o di parti dell'abbigliamento, condizioni di lavoro eccezionalmente difficili o gravose, inosservanza dei .regolamenti , deficienza. di sorveglianza., efficacia o mancato effetto od uso di t·ipari o di altri mezzi di protezione, deficiente intelligenza o attitudine, o abitudini viziose dell'individuo, stato eccezionale di preoccupazione d'animo, pregressa malattia o grave disgrazia, ecc.). (14) Notare quei fatti secondari che contribuirono e. menomare od aggt·avare le conseguenze fisiologiche ed economiche dell'infortunio (prontezza o d tardo nelle prime cure, eccezionale robustezza o predisposizione morbosa dell'individuo, complicanze sopt·avvenute per infezioni, insofferenza del trattamento chirurgico, inosservanza delle prescrizioni mediche, ecc.). (15) Esporre in breve le riflellsioni !!uggerite dall'infortunio in ordine spe· cialmente alla prevenzione (catt ivo impiego di attrezzi od armi, deficienza di '!orveglianza, efficacia o mancato effetto od uso di ripari o di altri mezzi di protezione, ecc.) e annotazioni per lo studio e l'adozione di nuove prescrizioni. (lG) Ellposizione succinta delle riflessioni suggerite dall 'infortunio, in ordine specialmente all'applicazione delle leggi speciali militari, delle eventuali osservazioni circa la procedura delle inchieste e circa l'opportunità di adatti provvedimenti medico-legali.

Non può sfuggire l 'importanza. dei risultati che si possono ricavare quando si possegga. un gran numero di suhede razionalmente classificate in relazione alle cause e conseguenze dell'infortun io, e sulle quali si sia preso nota delle particolarità che ogni singolo caso ha. presentato e delle riflessioni cui esso ha. dato occasione. Il lavoro l!'icbiesto dalla. preparazione delle schede riescirà agevole quando sia. fatto giorno per giorno, nel momento stesso in cui le notizie inerenti e. ciascun infortunio vengono diacnsse o si provvede alla. t rattazione delle conseguenze che ne derivano cioè nelle sedute dei Consigli d'amm inistrazione dei Corpi. Le schede cosi compilate dovranno ten er~i distinte per anno e conservarsi indefinitamente; si verrà accumulando in tal modo a poco a poco un utile materiale, ordinato e facilmente reperibile, che permetterà. di trarre il miglior frutto dall'esperienza. per lo studio di svariate questioni attinent i alla. prevenzione ed alla. riparazione degli infortuni, alla legislazione della. materia., alla formazione di statistiche ()mogenee e confrontabili, alla determinazione di coefficienti di frequenza


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SAGG IO DI f'ROnLASSI 1 E CC.

e di rischio degli infortuni, ecc. E ta.Ilto più proficuo sarebb~ il risultato qualora tale statistica si coordinasse nel modo più uniforme possi· bile con quella di altri eserciti, ed anche di altre categorie di lavora· tori (ferrovieri, minatori, ecc.). Non ho certo la pretesa che questo schema di scheda per la statistica degli infortuni del servizio militare sia perfetto e non possa essere su· scettibile di modificazioni meglio adatte alla pratica, purchè però siano conservat~ le linee generali che s'informano al principio d'usufruire di tutte le risorse della scienza per la conservazione di un perfetto stato di attività. dell'esercito, che deve essere lo scopo cui debbono mi· rare costantemente tutti i militari in ogni grado di gerarchia ed i medici sopratutto; e se i mezzi attuali non permettono di e~cludere il pericolo nel sen·izio militare come non lo permettono nelle profes· sioni civili, si debbono però unire gli sforzi in questa. lotta che si combatte a l fine d' impedire gli infortuni che sono evitabili e di atte· nuare gli effetti dannosi di quelli inevitabili.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI ~----------------------------------------------------------------

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RIVIS'rA MEDICA Tlrolde • tubercolo•l. n trattamento tlroldiiO nella taberoolod e ~eudo tubercoloal •perlGIIeDt&U. - ( lliochin,ica e ter·apia sperimentale, anno I , fase. V, 1900).

Fat:GONI E GRIXONI. -

In q nesto lavoro gli AA. espongono i risultati ott~n uti da una serie di ri-cerche s perimentali dirette a portare un contributo al problema dci reciproci rapporti fra ghiandola tiroidP ed infezione t nue•·colare, e pi(• part icola rmente a ~eterm inat·e l'influenza che un trattamento t iroideo, oppo1·t unamen te istituito, può esercitare nelle infezioni tubercola ri e pseudotuuercola ri. A q ueste indagini sono stati indotti dalla con;:iderazione critica di una serie di dati di fatto s perimentali, clinici ed anatomo-patologici, che i principi ntti,·i dt! lla gh i andol~ ti· roide possono avere un'influenza modificatrice sopra l'e,·oluzione dell' infezione tubercolare. Questi rapporti fra ti roide e tubercolos i, utili alla difesa dcll'orga· nismo contro la speciale infezione. sono dimostrati dalla rarità. estrema di locaUzzazioni tubercolari a sede tiroidea, dalle particolari modi6cazioni istologiche e chimiche, per quanto rigua rda il con~;onuto in iod io, indotte nella tiroide dall'infezione t ubercoùu·e, e s opra tutto dal valore biolog ico della ghiandola come organo antitossico e ravvivatore del ricambio organico ed utile nella difesa contro le infezioni (aumento del potere opsonico per il bacillo d i Koch, aumento d'a· lessina in animali ipertiroidizzati e diminuzione negli sti roidati). Gli AA., infettando nell'identico modo numerose serie di conigli con tre ceppi di tubercolosi offerti dal Pa nichi, dal L ivierato e dal Perroncito e con due bn· cilli pse udo- t u bel·colari (quello opale agliaceo del Vincenzi e quello di Pf••iffer), banno potuto constatare che l' infezione decorreva meno grave negli animali che dall'inizio dell'infezione, o precedentemente, erano sottoposti a contin uo e q uotidiano tratta.mentc;l di tiroidina Welcome, in dos i tali da e:::sere ben sopportato, pur e:<ercitando energica azione stimolatl'ice sul ricambio, in confro nto di un egual nu mero di animali di controllo. Infatti, ne lle infe.zioni n dee >l'So acuLo e subacuto gli animali controll i morivano prima di quelli t rattati con tiroidina, per modo che all'alltops ia si riscontravano in questi quelle manifestazioni a focolaio, che nei primi non avevano a vuto t(· mpo di s vilupparsi. Tali differenze sono ancora piu spicc.a tc nella tubercolosi e pseudo-tubl:'rcolosi sperimentale n lento decor:;o ; gli animali sottoposti a l trattamento tiroideo offrono in genere nn periodo d i s opravvive nza maggiore dei controlli e con lesioni ora piit diffuse, ora più semplicemente evolute, e ciò è tanto più evident-e negli animali artificialmente tiroidizzati qua lche tempo prima d i e:;sere inoculati. I n qualche caso, massime nella tubercolos i, meno raro nella p;;eudo-tubercolo:-i, s i


Jll\"1 . TA MF.OIOA

è potuto ottenere an che la sopravviv.·nza definitiva all'infezione n Bgli anima li traltnli Gli AA. concludono quiuù i che un idoneo trattamen1o tiroideo, opportuni\· me nte is titui to, ù di per su capace di eserci tare un'utile azione mod iticatri ce nelle infezioni tubercoln l"i e p!<eudo-tubercolari sperimeutali. C As ARJ:o;t. l

G. :\IAHl"\1. - Gonoooooemt& e4 en4ooar41te m&Ugn& g onoooooloa. - ~ Jfor· gtl!ftli, gennnio I!J09;, F u il Le.v.lcu cile nel 1B9a pu biJli,·ò il primo cn-:o eli eudoca1·dite ulce1·o-..n .~o· noco("CÌCJI co n r• ·JH• Ito (>{ISÌtivo del ~o uocucco sullP V•·geia7.ioni endocnrdiche; du1· :w ui dopo Thn yer e B lumer ne d:wuuo la dilnostrazion•· cultural e. Il caso c linico <•,po::.to dall'A. é a:>sai inten:~santl· perc hl- din;,!no:;tiCiltO in vita. n ellr\ cli n ica del }.funi : g iu\-ane d'no ni l ti, fenoviet·.·, IJlenm·r:tgioo dn ( ~)CO più d'un nw,;e, pu t· con· linuando ne lle sue mausioui: unn "em fu l'r•·3o dn bt·i\•ido intensis-;imo per circa mru'o•·a, cnn volllito ; In fcbbrP Ct\d.. vn dopo appena un'orn , COlt copioso sudore, la... cinntlo r inf.·t·mo pro-trl\to. L l\ febbn· Sl';!llln tipo iu t Cl'lllitten te, UH:ntre s i nt8 · n ife..,t n,·nno dapprima - do}'o lA giorni - i s· ·~ni di insuffìt·ieoza dello valvole<"<'· mi luuari aot·tir l!e e olell:\ mitrale, ('Oi cmholin della rndinlt• ùe~trn, etttl!ri lc. pleu· ritP ess udati\·n dc-trn. edema polmonare c mor te io :?!J• giorn ntn. Negativo l'e><:llne de l saugue pct· la malal"ia ,. pet· la rea.,ione \Yidnl, e l'e~nme cultumle do•lle feci ('l.'r il b. "Eberth; febbre a tipo senicemi co con presenza. del g. Neis...,rr m ·l ~anguc (pro v:t cultm~lle), doude la diagnosi di gonococ<·em ia c di endocardite maligna. All a nect·osce>pia: mi17.a eu or111e, R:S•ll i m oli•· : fegn t o gt·o ...c;o, Yarie~nto, rene de,..tro gt·o;.so e con chin7.z,. emorragiche, :-e~ni di pleurite siet·ofì bt·inosa, pericn rdite, <'Ddoca rdite \"erruco·ul<-erosn s pe•·ÌI\lt uente ,.ull n valvola ;;emi lunare aot·tica posteriore, cott perfora7.ioui, focolaio Il i miocardi te puruleuta uell'on•cchictta s inistra. In •tue,to focolaio. ndlè w~etazion i 1•nùoo·nrditichc e n t•lla m ilza le riccrclw miLroSCO(>i CII\' d imos lrantno la (•n·senzn do•l gonol'occo, coltivabili• n•· l bt·odo glicerinato 6 ° oCo:-;:: l OLI O.

F . MAL.lt&JAC. beroolo•l. -

L 'uroreaslone . oome messo clla~noatloo preoooe dell& tu· Médicale, :22 settembre 1900).

(P,.e~;se

L'A. ha uotato, eh•·, prelevando asetticameute le uriue di tubercolotiri, che nou prendouo med icamcuti, e mant.eneudole io contatti) dell'aria, ma protette dal pulviscolo, es--e conservano la reazioHt· a•·ida per un pe r iodo dì tempo variabile da 12 giorni a 8 me' i c piit . Ju\·,•ce le ut·int· di individui sani, raccolto- e maute· nutt· in coudizioni rigorosameute s imili, ucm couset·vsiH•, in geu(lrale, la loro aci· d it;\ ('er pii1 di !3-10 ~iorui (in nH·dilt 7). ~egl i stess i tu hercolotici poi, que-s tn l'ersisten7.a aumenta coi p•·ogrrss i del male: cosi pel l " 'llldio 1'.::\.. ha trovatn uun media di 17 giorni, di 2lì pel :20, e di ·IO po·l u•. Aunlognmen te VI\ I'Ìt\ il t.'\SSO dell'aciditll. A\·eudo t'atto ript•Lllle prove J i coutrollo in nltr•· malattie, ha veduto, ch e si comportnno difl"erentcmeute d nll a tu bercolo.:i, <:ioè preseutnno una più breve per· s isteuza dell'uroacidi t it (iu m edia o giorui). L r mnlnttie, che più si a\'Vtcnu\ nt\ sotto que'"'to punto di vi.;tn a lla tubercolosi, sotto il dinbete e la febbre t it'oide con uno. pcrsiste ttza medin di 9 giorni. [A. tec11ica dell'.::\. è molto sem plice: s i mi surnuo 10 ceutimetri cubi di uriun, si I'Rcco!gono iu 11 11 bicchiere n foudo p ia tto, vi s i nggiung ono, pe1· ntteuuarc la


RIVISTA DI NEVROPA'l'OLOGIA

colornzione. 60 coutimetri cubi di acq ua distillatn t·igorosamente ueutrn, e iuliue 6 gocce di soluzione di fenolftaleina a ll'l p. 100. Si titola quindi esnttissimn· men te l'ncidità co11 In. soluzione decinormnl c di soda, e si espYimono i risult<lti in nc·ido solforiéo per litro. Dnlle uumerosissime esperieo?.e fatte dnll'A. al dispeusnrio R onx nuuesso nll'istituto l'nsteur di Lilla, risulterebbe insomma, che lfl. durata. e lt\ formula dell'uroncidità nei tubercolosi può ceusidernrsi •·ome uu seguo pntognomouico uel 97 p. 100 dei CliSi di questa mnlattin; orn, se esso si vl'ri6casse solo nel periodo di stAto, non sarebbe altro cbe un se~no di ccrtez;m ngg iunto ngli 1\ltri molt i, invece esso, secondo l'A., può constntnrsi prima che In clinica sin in g mdo ,n pronunciarsi positivnmen tc, e perciò d iventa tlll vero metodo (li dinguosi p1·ecoce della tubercolosi. l vnntng~i del metodo sarebbero uou disprezznbili a p:trngone dt·gli al t ri 11\1· mcrosi precouizzati negli ultimi 20 anni, e che r ichiedono una t<•cnico. molto dclicata e s pe:<so pericolosa. Esso è cel'tnmcute più l'cmplic6, più mnueggevole, ap· plicabilc senza alcun pet'icolo o senzn. richiamare- l'attenzione dell'ammalato. Dnto che ne ,-enga. universalmente' confermatn.l'esattczzn. e l'attendibilità, costituirebbe davvero \ 1011. preziosa risor:<a nella prnticn medico-militare. R UT.\.

RIVISTA DI NEVROPArrOLOGIA G. F r sAIOL I . - 8tu41o aolutldoo-pratloo aul conteguo del delinquente nell'•erolto. (Comunicazione preventiva~. - (.ltli tlella Societù di ì\fedicl11a l~gafe, a nno IT,

fnscicolo II, Roma, 1!10()).

Per consiglio del prof. Ottolengbi, l'A. ha intrapreso una prima serie d i o~­ servazioni sul conteg no che i soldati, già condannati prima dell'arruol amento, tengono nell'esercito. A taio scopo, eg li ha consultato oltre cinquemila fogli matricolari di militari del quinquennio 1001- H.l05, prentlendo in esame quelli gii~ delinquenti prima della ferma, e seguendoli poi attraverso l'ambiente militnre. Per ciò che ba attinenza alla criminalità. precedeute al servizio nell'esercito l'A. ha constatat o in confronto dei reati piu frequenti : e ho quello dei furti 6gura in ragione del 40 p. 100; quello d i lesioni personali è in rapporto del 88 p. JOO e<l i reati di oltragg io o di ribellione agli agenti dell'ordine sono 1·ispettivamente in proporzione d el 17 e del 10 p. 100. Rispetto alle mancanze disciplinari ba osservato che, sotto il punto di vista numerico, s i veri6ca.r ono in rag ione del 270 p. 100 nel primo a nno; del 840 p. 100 nel secondo e del 40'2 p. 100 nel terzo anno di ferma ; in rapporto poi alla gravità, quelle punite con la prigione di rigore furono in ragione di oo p. 100 nel primo, di G2 p. 100 nel secondo, e di 80 p. 100 nel tet·zo anno d i servizio; quelle represse con la prigione semplice figurano in p1·opo1'zioue del 45 p. 100 nel primo anno, del 87 p. 100 nel secoudo, e del 20 p. 100 nel terzo.


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IH\' ISTA Dl NEVROPATOLOGIA

Relativamente alla natu1·t~. ed alla frequenza dei reati più importnnti commessi durnnto il servizio militare, l'A. ha accertato che il reato di furto ba la p1·evnlenza e rag giunge l'alta proporzione del 67 p. 100 i segue poi quello di di:;eJ·zionc io ragione del 2-2 p. 100, quindi quello d'insubordinazione (16 p. 100) ed infine il reato di rifiuto d'obbedienza (14 p. 100). P er quanto riguarda. l'epurazione di questi delinquenti dell'esercito, il 4 p. 100 furouo riformati entro i primi mt..,.:i di servizio, il 3.60 p. 100 nel secondo c nel h·rzo nnuo: quindi il più ~-;rnude lnvoro di s~:lezi onc si v cl'ificò nl JWimo lo1·o in~··p,..,.o nell'ambienti: militare. In tuut scconùn serie di iuvestignzioni l'A. hn v•·e~ in e:<1ulle una ceuturia di · <JUC:-ti deliuqueuti ed bR con:stnlato che ·.10 emuo stnti condnurmti prima dcll'nr•·uolnmen to p(·•· furto, SS per n:ati di lcsione personale, 17 per o ltraggio e 14 per •·ib,•llioue nù ng\:nti d'ordine. Nel passaggio attrnvert<o l'ambicutll militarr il 4 p. 100 fm·ouo soll<'c-i tamente riformati p<'r ueuropntia (ir1 rluc casi epilettica); gli nltd !JG, >t conta tto della disciplina e d,•gli altri fattori della ,·ita militare s i comJ'OI'tnrono in u1oùo vnrio: un gruppo meno llllllleroso ( t7-9G) costituito dn. deliuqucuti (non JWccoci ni: rerid i•·i), dopo qunkhe re:<istcuzn. iuiziale 1\ll~: disposizimti re~olamen tari, ,;i adattò nll'n.mbiente collettivo ~pt)c ial e; 1111 gruppo piu u um<:roso (30-9G), formnto in 111ngp:ioranzn li:\ delinquenti J)J"e•·oci C rccitlivi (17) e lll Hlinornnza dn. delinquenti Jli'CCOCi (lS), J)Ul' UOII COI!l· mettendo J•cnti, mnnifPslò in tutto il periodo della vita militare uu'indolc tipifn di a:<:::olutn inndattihilità, pro;.rredL·ndo, omaunlmeutc, ue ll1t vin. delle inf1·azioni di,.riplinn.ri cd accentua ndo, tl'nuno in nuno, la g•·avità dd le mancanze; un gruppo n.uror piu uumerol'o (49-9G) fu costitni to da quelli che caddrro uel rento, il qunle fu gencrn.lmeuu• pret·('(lttto dn una se rie c'li mnucnnzc di!'cipli· nari analoghe a quelle del g ruppo prcc<:d\:Jit<:. Frn gli autori di reato J>revalgouo i colp\:voli di fu•·to, i quali, per due terzi, l'i cmuo ~ià rilevRti ll\dri primo. del· l'arruolamento: :<eguono i rei di diserzione, provenienti per due terzi da incUvidui t·oud:umnti, pdma della ft-rllln, pc•· i reilti di violrmm o di 1·euitenn. alla leva, ed iufìm• i •·ihdl i al p1·incipio d'autorità, provenienti, qua!'i csclusivnmPnte, dai già conda nnati per oltmgp;io o ribellione nd ap:en ti d'ordine o pe1· lrsioni personali. È dii notarsi che dnl primo al terzo nnno di servizio si verifica un crescendo gmdun!P di rcnt.i, e che le di,;erzio11i conispondono, qun::-i tutte, al primo anno di f('J'mn, mentre le altre forme di reato s i lllllnifestnno in cpoc~t più o meno bu·diva. L'.d., quale conSCgliCnzn. pratica di queste sue indagini, conclude dimos tmndo In ncct·!'~ità di a.dottare, come criteri o d i selezione per la sollecita epurazione degli anormali dall'ambien te militare, l'indole psicologica abnorme del delinquo.>utc e <li i:-tituire conforme alle proposte fotte dnl generale medico' F errero di Cavalier· leoue e dal teuente medico Consiglio, iu Italia, e dn.l prof. Schul t ze e dal dott. D it·tz in Genunnin, speciali reparti di t r uppa, nei quali :<i poi'sauo accogliere gli anomnli, p<·r sottoporli n un regi111e disciplinare, più con,:;ono a l loro carattere p:-ic·ologico. CASA R!NI.


RIVISTA DI CHIRURGIA GEN ERALE ~. Br E R.- lull'&Deateala per via v enoaa. - (Lle,·liner

klinischc trochen.~chl"i{f,

HI09, n. I l ). Nell'aprile del 1008 il Bier fece alla !'Ocietn tedesca ùi cllirur~ia uua. priuu\ c:omunicazioue sulla anestesia degli arti Jlet· via ,·euosa ed il nostro giot·nale ne diede un breve cenno (fa!'c. X, pag. 77G). Il 10 mano di quest'n.nuo, in una r.·lnzione alla società. medica di Berlino, egli il ritornato sull'argomento, forte doll'esperien~a di oltre 100 grandi operazioui, onde è in grado di dare per In pt•ima volta una esatta e minuta descrizione del metodo, senza trascu ra•·e alcuu dettaglio. Anzitutto ba dimostrato con esperimeuti che le pareti veuose sono molto perrneabili alle soluzioni acquose e che queste soluzioui, iniettate in unn. venn rutanea in un se~mento d'arto ischemizzato e strozzato tra due !arei ela:;tici, si diffondono abbastanza t·apidamente ed uniformemente in tutti i tes:<uti della regione, compreso il midollo osseo: o ciò -<~m:a oltr c>passare i limi ti segnati dni due lacci ela.<'<tici. Sui r isultati •l i tali esperimeuti egli ba basato il suo metodo dianestesia locale. Scacciato in precedenza dall'arto il suugue cou una fasciatut·a espuls iva alla. Esmarch e limitato con due strette le;.!;nturc elastiche il tratto SII cui vuole a ~ire, scopre u11a vena cutanea e vi immette la solu;done anesteticA. Le due legature isolano il segmento d'arto dal t·imauentellel cot·po: 1r1entre la superiore iu tpedi:;ce che l'anestetic-o pass i direttameute nella ci rcol nziouo generale, In perifel"ica 11011 permette che esso si ditfouda in ba,.so,· ciò che ne ntteuuerebhe l'azione. ~olo dovendo operue in parti molto periferiche (mano, piede) s i può omettere que:;ta seconda legatura. Nel segmento d'arto cosi isolato, per l'aziono diretta dellr~ so,tauzn Ru esteticn. sulle terminazioni ner vose e sui piccoli tronchi che inuen·auo la reg ione, si ha un'anestesia immediata o quasi (anestesia diretta). Nello stesso tempo i g1·ossi trou ch i perdono la sensibilità diretta ed un po' più tnrdi si iuterrompe .anche la loro conducibilità, quiJldi paralisi di senso (anestesia ituliretia) e di tuoto anche della porzione d'ar to situata al di sotto della legntura periferica. Da questo inomcuto qne~t'ultim a è inutile e può es.'lere tolta, e tutto l'arto, dalla legatura elastica centrale rimasta (legatura iscbemizzante propriamente detta) all!l estremità, è completamente insensibile e pronto per qualunque opemzioue. Vediamo pertanto il metodo nei suoi p~Hticolal"i. L'is trumentnrio è semplice: cousln di u11a sirin;:a g raduata da I•JO Ct!ntimetri cubici in vetro, sterilizzabile coll'ebulli:l.ione, e di una cnnuula d:~ infusione lli di \'erso diametro a seconda che si tt·atta di bambini (millimetri l,&) o di adulti (millimetri 1,75-2) (1). Siriuga e cannula comuniCIIIIO trn loro mediante un tubo di ( l) Le case Hartco e Windlor di Berlino rornis,·ono l'apparecchio SC<'Otlllo i precet~i dell'autore.


5:.!tj

Rl\'JSTA Dl CUJRt.:I'WIA 01-:.SERAI.E

1-{0mmR. a pareti spesse ed n lume tenue (ottimo uu catetere di NO:IR.ton), il quale 'I"Ìt•ne as-.icumto alla caunula per mezzo di uu incastro n baionetta che permette di le,·arlo e rimt:tterlo con fR.cilit!\ 'nel corso dell'operar-ione. La c:wn ula è munita di rubinetto e porta presso all'estremità libera due solchi circolari ··he servono per legan· su di essi In vena con un fi!o Tutto ùoni< bollirsi in soluzione fi$iol ogicn di Nn t'l, mai in soda od in altre soluzioni ah-aline. Dopo molteplici espArieuzt· con la novocaina n diverse concentrar-ioni, sola o l'Oli nggiunta di n Itri aucstetici (ndreunliua., acoiua) e dopo 1\\'er fatto auche qualche ten tativo colla tt·opacocainn, l'A . is venuto alla couclusione che l'anestet.ico da prct'erir::i è la uovocaiua a l [) p . 100 in soluzioue fisiologica di 1\acl, Sl' nza alcuna a;.q~iuo\A.

Si iuietta c.-tlùa, circa alla h·mperatura del corpo, previn st{·rilizznzioM coll11 bollitura (ltt. novocaina non ue soft're), ed 80 <'enti metri eli bici della soluzione sono >-tt llicienr i per pt·odurre, in ogni ~so, un n l,uol1'a 1\nestesia seuza. inconvenienti. (,!uestn dose può però es..;erc oltr~pnssata senza pericolo q ualo ra le dimensioni dell'arto lo richiedano, mentre snril proporzionalmente diminuita nei bambini ed allorrhè si tratti di arti esili (per un braccio bastano .W-60 centimetri cubici ). L'nne.-;tesia si produce tAnto più rapida e compiP.tR. t]Unnto più sottile è l'arto e queuto più radicale è l'ist· hemia.. Questa si ottieue avvolgendo con una fRScia d'Esmarc h (l ungn metri G,:JO circa per l'arto !uferiot·e e metri 3,5() per il superiore) l'nl'to dnll'estrcmitil 6no al limiti! ,.;uperiore del campo operati\'O: quivi cade !11 lega tura olasticn snperior(· (ischemizzRnte). per In quale, anzichò un laccio od una fa~cin robusta, sarà bene usare una fa~cia leggiem ed av\·olgcre con essa un tratto ùi parecchi ceutimetri a giri embricati. Co~l si edtet·auno in parte le molestie della pressione. L'A s i serve delle fascie che adopera per 111 stasi venosa secondo il suo metodo. Al limite inferiore t.lel campo operati,·o s i applica una fa.!'cia con· simile, colle stess1· uorme se ,.i è spazio sufficiente. Queste fascie debl•ono a\'er.> In Juu:,.:ht•r.za di metri 3,50 per 11\ coscia ,. di metri 2 per il braccio. Se per •tualche r11gioue (malattie setticl•e, t umo ri maligni) non si può applicare la fa....;ciatura espul· !'i\'a, si ischemir.za un tratto d'arto nl di sopra del campo opemtivo, valendosi poi. per l'opemziouc, dell'nnes te.-<ia indiretta. Ogni v~na cutanea è utilizzabile pure be sia di calil.ro sufficiente; di solito sono t>re:scelte IR. snfeua mngua uell'arto inferiore, la cefalica o la basilica nel braccio, e nell'avnmbraccio una qualunque delle \'Cile clte traspaiono attraverso la pe lle. Qunlorn 1\ccadesse di non pot ere rendere vi:<ibilc 11 01~ vena adatta, si cerchino le grosse vene nella loro posizione nua.tomi c.-1; si potrà sempre, per mezzo loro, pra· ticare l'ane:<tesia indiretta. Chi è nblJastnnza pratico nello ri rE>rca cet·cheri\ In V<'ua nd arto iscbeutieo, se~ uaudooe, se occorre, iu precedenza il decot·;;o sull•t pelle (tintura di iodio-violetto d i metile); ma so non si ha pratica sufficiente sarà llle;;lio cercarla ed isolarla prima di iscbemiz<mre l'a1'to. Iu tutti i casi questa piccol:t operazioue prelimiuare si e~eguirA sotto l'ane,;te:<itt locnle per iu61trnr.ione alla l::!cltleich ottenuta medil\lltll uua soluzione di uo,·ocaitHI al 0,6 p 1011, e coll 'ag~;iuuta di adrenalina se il vaso !li cerca prim11 .tell'ischemin. Non bisogna dimenticare •·h<' è importantissimo sopprimere 6uo dsl· l'iuir.io ogui dolore, per guadagnar,.i la fiducia del paziente e per prevenire o li· miLnre nl minimum l'eceitameu to ps ichit:'o che iu individui molto sensihili può }'t·t·sino fru:stmre gli effetti dell'nuestl·sia.


RIVISTA Or CH tnt!nGIA OEXEHA LE

Scoperta la vena, il più vicino pos:oilJile nllfl iì1scia elac;ticn cc:ntrale, cd isol~t­ tone un tratto di l '/,-2 centimet ri. s i incide longitudinalmentc con forl,ici sottili. mentre è tenuta sollevata da duo lili: di questi il superiore serviri• per lcgadu. centralmente (n meuo che non s i creùa utile conservarla, uel qul\1 ca:<o si sutura l'incisione della sua puete, nd operar-ione co10piuta), l'inl'el"io re per assic·urarla. in corr ispondenza dei solchi, ali:\ cnnonln che si sarà introdotta n traverso la brec· ci& io direzione periferica. L'iniezioue potrebbe fnrsi anche in d i1·er.ioneceutripetn con successo, m& ciò e:~ porrelJbe a pericoli che non esistono nell'iniezione periferico: perciò l'A. rnccomaodn di atteuersi n quest'ultima. I niettando grondi quanti tl\ di soluzione la regione tra le du e legature si gonfin se~tsil,ilmente. Le valvole \'euose oppongono solo eccezioualmonte una res is tenm r ilevante, che però può sempre vincers i aumeutando In pressione. Immediatamente dopo l'iniezione il segmento d'arto compreso tra le :? fascio diventa completam~'Hte insensibile (anestesia diretta) in tutto il suo spesso1•e <ed iu tutta la sun estensione, eccettuata una stretta striscia circolare della pelle, s ubito al di sotto della fascia superiore, che non perde la e-eHsibilit,l. Soltanto se l'arto è molto grosso l'anestesia diretta compare grad ua lmente nello spazio di u minuti: in questo caso l'ultima a perdere la sensibilità è la part-e opposta a quella in cui c;i è fatta l'iniezione, e ciò per fatto meccanico facilt.> ad intendersi. L'A. attende sempre 2-5 minuti prima di cominciare l'operazione ed impiega questo tempo nel s uturare In piccola ferita fnua per scoprire In vena, se non ha delle ragioni per lasciare in posto la cannnln per tutto il tempo dell'operazione. L'anestesia indiretta compare nkuni minuti più tardi della d iretta ed è seguita ad un minuto d'intervnllo dnlln paralisi di moto e dalla perdita 1lel senso della pos izi one dell'arto e delle sue singole parti. Per il fatto chts la paralisi se11sitiva precelie sempre la motoria1 l'A. cousiglia di attendere quest'ultima prima di accinger:<i ati opet'l\l't: sot to l'anestesia. indiretta. Eventualmente possono verificars i anticipi o ritardi nella compa rsa dell'anestesia, specialmente dell'indiretta che puo sopmggi ungere anche :!0 minuti dopo l'iniezione. Se invece s i fa nttendere più di :1 minuti l'anes t esiiL diretta, ò av,·enuto un errore di tecnica: per lo piu e incompleta l'ischemia. Compars a anche l'a11estesia. indiretta, si può togl iere la fasci a periferi ca, cosi non si ha alcun limite nel cam po operativo e, trattandosi di operazioni estese. si fruir/\ delle due anestesie. Ristabilito il circolo, ritorna per la prima (in molti ca<;i immediatamente) l:l motilitiL e poco dopo (2-7 minuti) si ristabilisce anche la sensilJilità. Questa fugacità dell'anestesia è, in pratica, il lato debole del meto\lo, poic hè obbliga ad eseguire emostasi e suturn sotto l'i:;chcmia, esponendo al pericolo di emorragie secoudnri'3 I tentativi fatti dal Bier, allo scopo di prolungare l'anestesia. aumentaudo il titolo della soluzione di no\"ocaina ocl aggi11ng1·ndo ad e.~sa degli altri anestetici (acoina, adrenalina) nou diedero risulta t.i soddisfacenti, quantunque qualr ho s uccesso parziale gli abbia fatto sperare rhe ulteriori tenta t i \'i coll'adreua.lina possano risolvere la questione. Per ora egli consiglia di usare soltanto la soluzione isotonica di novocaina al 0,5 p. 100 e, legati i gro<~si vasi nella loro J>O~iz ione anatomica e quan ti altri e possibile ritro'l-are, di comJ>Ietare rapidamente l'emostasi rendendo evidenti i vasi ancora aper ti collo s volgere lentamente la fa;:cia ìschcmizznnte. Occorren do, l'is chemia sarà prontamente r ipr istinata.


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RIVI STA DI Cll!Rl:RGIA CE~EIULE

L'A. presenta u n elenco d i Hll operazioni sugli arti eseguite con l'anestesia locale per vi!~ veuo::a: amputnzioni, resezioni, artrodesi, artrot-omie, seque;;trotomie, ostcototnie, suture ossee, tmpianti ed nltt·e operazioni sui tendini, estirpazioni di ,.a. ri ci ecc. L'anestt·sia fn buona Ilo volte, cioe gli ammalati n ulla av,·ertirono dd · l'operazione tranne un po' la pres::ioue della fascia, s euza a<·cenno a. dolo•·" i 14 ,·o!te fu :!Otlclis(acen ie, poichil i pa.deuti si lagnarono di qunndo in quando di dolori, ma l'operazione poti: escgui..,:i en/.a difficoltà. Iu ò casi essa rnancb completamente e l'operazione 1lovette esegui rsi sotto In narcosi l:lerea: in qualcuno di questi fu po ~sibile attrihuire l'insuccesso alla iscbemia incompleta. od alla ec·citahilità psi· clti<·a <lei paziouti, ma in mJo non si pot~ nè pure formulare un'ipotesi SJ•ie· gativa. Av,·crte l'A. che nella coscia, per il volnme <lella parte è difficile ottenere uoa buona anes te,:ia diretta, anche usando le dosi massime de ll'anestetico, specialmente se si tleve opt~rare sul111. faccio. esterna, posto che si dispone pet·l'iniezioue della sola vena s:lfena magna, si~nata. all'interno. Perciò, pos:;iloilmente, per le operazioni iu q uesta regioue Il preferiuile la ani!Stesia indil'l·tta. ~elle altre regioni è imlilferente servirsi de ll'una o dell'altra o di entrambl·. Nelle amputazioni dà bnoni risultati l'attestesia dir~ttn e, se le dimensioni dell '1uto lo richiedano, si è a.utori1.zati ad oltrepassare la. dose di tlO centimetri cubici della soluzione anestetica, il pericolo Ili ay\•elenameuto esoeodo, in queste operazioni, minore che in tutte le altre, per ragioni ovde. Ma e~iste un pericolo di avvelenamento? A tutta prima. pane il be d1e ull8 ~rnu qunutità dell'aue!'tetico dovesse giungere uella circolazione, cessata In. iscbemi:l, onde il pericolo. Sta i 11 fatto, invece, che In mnggior parte dt•ll'aneste tico aùha:1· dona p resto le Vt!lltl ed è tissat~ dai te,suti, spct·ie dai nervi. L'A. ha potuto iuiet· tare nelle vene di 110 caue, prc\'ia ischernin, una dose di cocaina che lo stes>O an imale non avrebbe tollerato per \'ia sotto•·utnnea, o che almeno avreiJLe deter· minato fenomeni violentissimi, o decupla del la dose che sarebbe stata sicuramente mortaio se introdotta semplict•mente por via owdovenosa: essa invece nou produsse alcuu s intoma di av\"t:lena mento. D'alLra parte, tra tutte le operazioni riportate, solo ~ volte compRrve qualche couato di vomito, mai nessun fenomeno minaccioso. Agginugns i che in uno di questi casi l'iniexione \l ra stata fatta iu dire1.ione ccn· tripcta. T uttn ,·ia q uando si impiegano delle alle dosi e nei bambini, :>e si opera nel campo dell'aneste:;ia diretta, si può sottrane una cert:llquantità dell'nnest.:tico ri· mnsto nelle ,·ene provoo•nndo un't·morragia nel campo opera.tivo collo s•·iogliere por 1111 momeuto la fascia ischtJmiz?.antc prima di eseguire l'emostasi. Cosi si an1t nuche i l vantaggio d i immettere in 2 tllmpi nella circolazione il veleno rimnsto an· coro. assorhihi le. Se si vuole essere aucorn. più s io·uri si lasci,. in posto, durante l'opem:done, ln cannula chiu~a dal suo rubinetto ed, allorchè non mancano che l'emosh1~i e la suturn, si !an\ l'inlero sistema vasale con soluzione fisiologica dj Na. Cl c11ldn. Questa pr<:cauzione elimina ogni pericolo si nell'anes t esia diretta che nell'indi· retta, poichè in un cnso e nell'alLro il liquido sgorga da tutti i tessuti della fc· rita opemtoria, e ciò sen7.o. puuto menomare la durata dell'anestesia. Naturalmente :;e s i tratta di nuestcsin indiretta, sarà Slat~~; già tolta la fascin. periferica.. 1l:a ao· elle nel caso ùi opet·a1.ioni incrueute g iova questa immissione di siero ti,;iologico, percha diluis~e il veleno c ue attenua considere\"olmeute la tossicitil. Queste preca.:tzioui usava l'A. in principio; poi ne ba fatto a meno vedendo che, anche


RIVISTA DI OHlRURGIA C: EX ERA LJ.:

senza di esse, si poteva impiegare impunemente la dose sufficiente per ottenere una buona anestes ia (80 centimetri euuid della soluzione). Di altri inconvenienti, come paralis i da ischeroia o da compress ione, non è da preo<:cuparsi, chè o non avvengono o sono di breve durata. Soltanto nelle a mputazioni per ca.ngreoa senile o diabetica si può l)eu-;are che l'ischemia non giovi alla vitaliti dei lembi, poicbè io B casi dell'a. sopravvenne cnngretlll del moucone. Si rkorrerà perciò, per tali ammalati, all'nne.~tesia midolla re. Nè l'embolia gazosa saril temlbile se qualche bolla d'aria giungeril uellc \'ene cutanee: il fatto si verifica più volte senza a r recar danno. Evhlentem~nte l'organistn.o tollera scm~n. pericolo queste tenui embolie; il che però non esime dnl f~tre tutto il poss ibilu per scacciare <:OmpletiLmente l'aria dalla siringa. e dal lume del t ubo. Conclndf'\ndo, il Biet· consiglia l'nnestesia per via veno~a per quelle operazioni sugli a rti in cui sono insuflicienti gli altr i metodi di anestesia locale, quindi in t• linea per le cosl dette « grandi operazioni ». La preferisce non solo alla. narcosi generale ma a nche nlla anestesia midolla re, poicbe si ottiene lo s tesso scopo cou un'operazione più semplice e non pertcolosa. Senza. escludere che vi siano degli individui poco ra~ionevol i oe nervosi nei quali falli:;ce qualsiasi metodo di anestesia locale, crede che la cosi s pesso iucolpato, « eccitazione psicbica ,. dei pllzienti costituisca d iìlicilmente uufl. seria controi ndicllziono al metodo, poicbè la causa. dell'eccitnzi ont~ stl\ più di raclo nel p:tziente che nel medico, il quale pr:\tiCI\ un'anest esia. in!lullic icute o cattiva. Del resto tutti i pazieut i, meno uno, che a veva..no gi:'l pt·ovata uua unrcosi precedentemente, dichill· rarono di prefer ire l'anestes ia. venosa. La quale., pur essendo ancora snscetlihi le di perfezionamenti si nella. tecuica che nel dosamento dell'a.nestetico, è gil\ oggi un metodo cbe presentn maggiori vantagg i di t utti gli nltri metodi <li anes tesia locale finora conosciuti.

ScwAsst. - Balla aterlU~zazlone o~rarglo& della pelle colla tlntara dt lodlo. - (Alli della. Società ?IV'dico-cl!il'U1'!Jicn eli !Jologna, fa~c. VI ri, png. 601, 190~).

Lo Sc hias..;;i, dopo aver accennato a i la,·ot·i del Land<•rer, eU Nelibcr, :\likuliez ed altri, si in Lrat t iene sul rilievo risconLrnto J a, Gri.i:<Sich nella di::iofezioue della cute che, qun.odo si applica lo iodio dopo lfwa tut·a cou acqua e sapoue, la r iunione delle ferite p er prì 1nan~ viene non di rado a mancare, pet· il fa t to chr· il lavacro preliminare gonfia lo cellule epidermit:he, e r iempie r,;li spazi intcrccllulari di liqui do e di particelle microscopiche di sapoue, O!:tacolnndo il libero passaggio della tintura. Qu1uado l'iodio è npplica.to a '<ecco, cioè -;enza prevrotivi lnvnt~ l"i, la. prima intenzione è a~solutamente costnnte. Lo Scbiassi ha usato il metodo da prima cou una certa circo;:pczione, in atti operativi di poca. i mportan~a, poi iu opcrazioui mng:;iori, quali e mie, ampu taz ioni di arti, ablazioni di u:.ammclla, etc.; infiue, v isto ht cos tn.nzn assolutn. del r isultato asettico d elle ferite, è stato indotto ad esteudere il metodo agi i iutervcoti addominali, fìno a raccogliere unn. "tatisti cn. di 120 operazioni, twllc qunli il decorso post-operllti'l"o delle ferit e ad ogni controllo fu accertnto perfetto. L'A. ha osato la tintura preparata secondo la. Fna·mncopcn ita liana (8,8:3 p. 100), con l'n~:;iunta di altrettan to iodio, in modo da ottenere una pcrcentualedel l 2 p. 100 e di iod uro di sodio o di potnssio per manteuere sciolto l'iodio i tesso. 3' - Giornale di medldna millta~·t. Fase. VII .


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RIVISTA DI CHIRUROTA GENERALE

L > Sr·hin!''i è couvinto che qu ~sto ml•todo mcl'iti lun~n dilfuf;ione e sia dn :tp· plicar·,i spécirdmentc in chirur~ia d'urgenza eù in tuttA. quella chi1·urgia addomi· u:do nl'lla qu al!.' possouu tom nre nocivi i prolun!{ati s t1·o 6nnmenti delln cute, come no•lle feritr· pcudmuci, m·lle 1writoniti dn pcrfomzione, nel!(' emorragie endoJttl• ritonl'nli, m·lle ernie st rozzate, ecc. 0ASARJXI. 1\n;Tnù~l. -

Bull"au..te•la regionale Degli lDDe•tll outaDel. - (7.entralblall

fii t• Chi1·urgie, 190!>, n . 6).

L'A. desc1·ive il processo che impiega da parecchi a!lllli per rendere indolora la a,:portazione dei lembi cutanei che debiJono servire per innesti alla Thier.sch. Esso consiste nell'anestetizzare il tronco del nervo femoro-cutaneo laterale per prendere poi il leml,o dalla reg ione inuervata da ques to nervo, cb e da solo dà la scn· sibilitil, nella faccia esterna della coscia, ad una zOtUl di pelle della estensione di alcuni decimetri quadrati. Inoltre, per la s ua posizione, è facile raggiungerne il tronco con una iniezione sottocu tanea. L'anest eti co impiegato è una soluzione di novocai n a all'uno p 100, coll'ag· giunta di 6 gocce di adrenalina al m illesimo per ogni dieci centimetri cubici di soluzione. Quattro o cinque centimetri cubici della. miscela vengono iniettati im· mediatamente all'interno della spinn iliaca auteriore superiore e poi al disotto di questa apofisi a diverse profonditi\, afnncbè una parte almeno ùel liquido arrivi sicuramr nte sotto la fascia lata, ma senza penetrare nei muscoli. SANI\A. Dopo 10 minuti l'anestesia della zona designata è perfetta.

Ot.tooele lDgulD&le atrossato aegulto da eate110 ataoelo della veaoloa. - (Jom·nal de M t:decine, 111arzo 1~0!>).

A. C HARNI&R. -

L'autore ebbe ad operare un caso di cistocele extr11peritoneale gangrenat.o, che venne aperto durante l'operazione. Questa consistette )Iella sutura della vescica. riduzi one dell'ernia, drenaggio e sutura, previa eliminazione dei dct1·iti in isfact>lo; dopo dodici giorni il Inalato e1·a completamente guarito. Se l'ernia della vescira è piuttosto frequeute, è raro invece lo strozzamento della stessa, e questo esi,: te a di versi gradi sia che il cistocele sia accompngnato da ernia intestinale e che questa si strozzi da sola, o cbe cistocele ed ernia in· g uinale si strozzino entrambi, o che il cis tocele, non associato ad ernia inguinale, si :<trangoli da solo. Noi casi semplici, senza sfacelo della vescica, il tra.ttA.mento curativo chin1r· gico consisterà. nella 11cmplice riduzione; se le pareti sono alterate nello. ridu· ;<lione e fissazione alla parete con drenaggio. E ssendov i gangrena, tolti i tessuti in isfacelo, il meglio che s i possa fare, saril. di lasciare che la vescica spontaneamente ripari le s ue perdite senza nulla rcsecare. G. BEnNuccr. D.,;t.oRlfE. - Sulle ferite polmoDarl. - (Socirté de Cllil'lll'!Jie, Seduta del 2-1 feb· brnio 1909). L'A ritiene che nelle fel'ite del polmone complicato rla emorragie grnvi o gre· v issime debbas i intervenire cbirurgicamentc. r itenendo esagemti gli allegati peri· coli derivanti dallo s hock operatorio e clnlll\ possibile infezione delln pleura.


RIV ISTA Dl CHIRURG I A GEXF.RALE

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Bnsnndo:;i su statistiche, dimostra come ilm!)todo nspettativo, di cui va ntnl'i l'innocuità, sia in tnli cas i q unsi tanto ~rnve COllie In toracotontin, i di cui insuc· cessi sono spesso dovu t i, più che all'atto operutivo per sè stesso, ad un'imperfetta chiusura delle ferite ed a manovre inegolRri ed incomplete L a pleurite non è che parzinlmcnte legata a dl·gli errori chirurgici e<l all'i nsufticiCnte preparazione del 111alato, uaentre spesso l'infezione dlella pleura è do· vutn a frammenti di vestiti. Del resto la frequenza di tali complicazioni è uguale tanto col metodo aspettante come con l'intervonto chirurgico. L'apertura del torace e l' emostasi diretta sono reclamate dnll'abhondunza dell'euaorragir. a dalla sua persistenzn. {Tu ferito che ba perduta una notevole quautit;\ di sang ue non deve più perderne sotto pena di morte, e di'altra parte un'eauotol·ace, con i suoi minacciosi disturbi funzionali, non può esser curato che eva· cuando il sangue e contempornneumunte ricercando e cbiudentlo le ferite sangui· uanti. Non è difficile rileviU'e le indicazioni operatorie in si111ili casi. L'autore giudica debbansi t l"l\ttnre chirurg icamente anche- le fe1·ite dei vasi dell'ilo polmonare. Cita in propos ito la legatura di una vena tlell'ilo praticntn, dal Demand re, medico 111ilitare, in un ferito da palla di revolver, nel quale tutto il torace sinistro ern pieno di sangun ed i fenomeni generali albr111anti. La salvezza del ferito, in tal caso, s i dovette all'aper tura dt·l torace ed a lla rice rca del vaso leso. G. BEitSOCt:L

G. CAl!IKtTr. - Jltoerobe sperlmentall sullr. gar.rlgtone deUe leslonl trau· mr.tlobe del muaooll e sulla rlgenerastone mu.e oolare. - (Il J'olidi11 ìr:o, sezione chirurgica, gennaio l!JO:.I). Alla re integrazione delle divè rse lesioni traumatiche dei muscoli prendono parte il tessuto connettivo ed il tessuto m u:::colnre, il primo in modo più atth·o, il secondo meno. Il lavorio di rigentlrazione del tess uto connetth·o continua attivo e costaute fino al 1·is ultato finale, mentre simile lavorio da parte del tessuto muscolare ~ pat·irur nti intenso soltanto quando trattasi di lesioni semplici, ment1-e nl'ile o,..tese esso e.stin guesi ra pida men te sen za aver raggiunto lo scopo e senza che sia vi stnta rigoncrazione delle fibre distrutte dal traumatismo. Cosi trattasi sempre d i un tentativo limitato ed insufficiente. Il processo pel quale rigenerasi il tess uto muscolare str iato ù quello d··lla di· visiOile diretta. L a riparazione finale di lesioni nette, lineari o quas i, si può co111pierc mediante nuove fibre muscola ri, uta nt lle perdite tl i so,;tan~a appeua consillercvoli, come con tusioni estese e ferite contuse, lesioni che iwplicauo uua Ct·rb\ perdita di sostanza muscolare o alterazioni profonde d i un gran numero di fibn·, il pro· cesso d i riparazione compies i Psclusivnmcnte a speso dt•l t l•ssuto connettivo. G. BEnxucct.

G. 0AXSREUTnBR. - Vr.lore pratloo della tlntur& 41 Iodio e del oatgut lodato lD ohlrargla. - (W iene1· Idi n. Wocltensc:hri(i, ge1ma io 1009). L'autore si riferisce sovrntutto alla tecnica usata per la disinfezione dell'operatore e tlell'operando, uegli interventi .t'alta chirurgia, mediante tintura di iodio. A tal uopo, prcvia lavatura con acqua e sapone delle mani e delle bracc ia dell'operatore, queste vengono immerse per la durata cii due minuti in unn soluzione


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111\'I::OTA Dl OTO·R!XO·LARIXI)OJATHIA

acquosn di tinturn ,1i iodio, non illlpiegnndo guanti, salvo i casi nei quali han-i presenza di pus. Dovendo praticare una laparotomia si prepara, come d'ot'Clinario, il cnhlfiO opemtivo, riempi~ndo soltnnto il cavo omb-~ll icale con tintura di iodio: ciò qunndo non vi sin tll"f!l-nzn, mentre trntt.nndosi di cusi nei quali occorr•• ttn rapido intervento, bast<'rà pennl'llnre abbondantemeu~e la r el!ione opcrntoria con tintum eli iodio iuizinodo l'operazione tostochil quPSta sarà nsciutta. Nella cavità pcritont·ale l'autore· non adopera per In leg~ttura di vasi, pedun· coli ecc., che del catgut iodato. Se havvi del pus,'le spugne de~tiuatc t\ toglietlo, come pure i batuffoli di garza c di cotone vengono prima imbev uti in uua soluzione acquosi\ di tintura. La soluzione iodica acquosa. impiegata è fatta con H,75 ceutimt'!ri cubici di tintura e L20 centimetri cnbici di acqua. Molteplici CSJWrieuzt' praticate in propo,.,ito dimostrauo coutc t:~le materiale sja perfetta111ente sterile. Le traccio troppo tuauifeste di tintura di iodio che restnsse1·o u<· lle mani, ,:compariranno IJen tosto lavanrlole con acqua nmmoniacrlll'. G. BER.'(Ul'CI.

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RIVISTA DI OTO-RJNO-LARINGOIATHIA •ul tra.ttamento delle malattie delle oavttl &coe..orle del nuo ooll'aaplraslone. - (Zeifscltrij'l fii?· Olll'enheill.tmde tmd (iir die lt:r·anl;hfitm cll:r I .ufl!cege, dicembre UJOB).

WALB cd HonN. -

Gli autori hnnuo trattato coll'aspiraziono un rilevAnte numero di sinusiti acute e cronichl:', mediante un apparecchio di lot·o invenzione. <-he difl'e ri!'ce dngli altri finora usati pc~rchè: a) le pnrti che vengono a contatto col naso e coi s~­ creti son(l rerfetlnmente stHilizzabili; b) agisce pet· ogni narice sepat·Mameow. c) la pera di gomma, clte d i solito si adoperava, è ,;ostituita da una po111pa aspi: rante simile 11 quella del ~r P otain "'i d) ed infìnc vi ò annesso an manometro col <tunle si pt~ò rJosnn• C!<nttamente In pressione negaLi va impiej:ata, ciò che d!i nl m<·todo una base scit.>ntitica. I risultnti ottt·nuti furono note,·oli si per la d iagnosi che Jler il trattamento. JJa diaguo;i fu sempn· faci litata da que-;to metodo, che convalidò altresì le dia· gnosi poste mediante gli altri si;;t"mi di illllagin''. lo q~talclte caso esso, da S'lo, forni elcmr•nti sicuri per la dia~oosi (dello. quale si controllò in Sl'guito l'esntte7.za), mentre diversi sintomi ed il rPperto dr·lla tran!lilluminazione deponevano per un'altra afl'i•zione !u tali casi dubbi finora lJil"O!!nR.vn l't"Oredl'rC ad nn'nJWrtura e;;plorativa dclln clwitil in qu\!stione. Com\! tmLtumeu t o l'nspira;done si mostrò l'flicac<' nei casi acuti che tutti nn<"be qu t" lli sfavorevoli, nei qunli preced1•ntemente non si .;arebbe raggiunto lo ~copo scnzu ricorrere nd un atto opcrntiV'o - furono portati a ~nat·igione in un te111p0 r~• lat.ivamentl' l1reve. Essn inoltre pt·octlt'Ò sempre uu enorme solli&\'O alle so U'e reuzc dei mnlnti: quindi In uc·cessitil. di intervPnir~ l1'u rgenzn., come ~<pesso accad,•va, a causa dei violenti fenomeni so~gettivi, restn per merito suo esclusa. Nei casi cronici i risultati furono meno l..rillnnti. Non mancarono dimiuu~ionc delle molestie soggettive e remissioni della malattia; mi\. nessuna guarigione com pletR. si ottenne : perciò resta sempre indicaln, in qttesti casi, In cura chirnrgit't\.

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RIVl$TA IJI OTO-RI:\0-LARI:\GOIATR IA

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Anche qw però si ebbero notevolissimi vantaggi nella cura post-operatoria, che dalla pratica dell'aspirazione venne d i mo lto abbreviata. Ciò vale soprntutto per l'operazione di lGllian, in cui, mentre il seno frontal~ viene d irettamente soppresso, le cellule etmoidali aperte e raschilite abbisognano di una lunga cura consecutiva, della durata di G sett imane in n1.eùia per avviso dello stesso Killian. Vicever~<a, nei tre casi riportati dagli autori si ebbe la guarigione in 1S-14giorni. È molto importante stabilire esattamente, caso per caso, la pressione negativa necessaria per esercitare un'aspirazione utile, press ione che sarà diversa n seconda dello stadio della malattia e degli ostacoli che si incontrano da parte dulia mucosa e degli ostii. Non si po><sono perciò dare delle norme generali a. questo proposito: solo può dirsi che i casi cronici richiedono delle pressioni negative più elevate che non gli acuti. In questi ultimi, per un eccesso, anche lieve, di pressione, à facile avere delle emonagie si dRlla mucosa nasale eh~ dai seni. Si può però, anche in essi, aumentare gradatamente - ove oc.corra - la pressione nel corso del trattamento, e la t~lleran21a di maggiori pressioni è già un indice della diminuzione dei fatti infinmmRto1·i acuti. È pertanto necessario un controllo permanente del trattamento stesso, che eventualmente può a.ffidarsi agli ammalati solo se questi sono abbastanza intelligenti e dopo avere stabilito il grado di pressione necessario. Anche lll frequenza e In durnta dt>lle sedute non possono fi s sarsi in precedenza, poichè sono in mpporto colla qnantitA del secreto, colla tolleranza della mucosa, cogli ostacoli da superare. Nei casi acuti basta qualche volta una seduta sola. La pressione impiegata dagli autori oscillò da 6 a 20 centimetri (colonna di mercurio), la durata delJe applicazioni da 2'1 a 60'1 : a volte esse furono biquotidiane, a volte quotidiane ed altre volte separate da maggiori intervalli. Pe1•chè l'aspirazione possa agi re utilmente hil'ogua renderle libera la via, onde nei casi acuti occorrerà. spesso ischemizzare la mucosa. nasale (cocaina 1\drenalina): nei casi cronici potranno e3sere necessarie asportazione di vegetazioni, resezioni d i conaetti ecc. Due sono le azioni terapeutiche del trattamento in parola: lo s vuotamento del secreto e l'azione della pres,.;ione n egativa per sè stessa. Gli autori ammettono maggior valore alla prima di queste azioni, la 11uale sarà tanto più utile se alla aspiraz!onc si associeranno i lavaggi. Sulla seconda non si pronunziano e rimandano ad un lavoro successivo il loro giudizio. La memoria è corredata da parecchie storie cliniche che ne giusti fica no le conclusioni. SAssA. G. KILLIAN. - Le malattie delle oavttà aooe••orle del uuo D&lla •oarlaUtua. - (Zeilschri{t {il1' Oltrt7tluilkum1e ttnd fii?" Krankheiten der Lu{tu:tge, settembre 1908).

È noto che spesso nella scllrlattina le cavità accessorie del naso parteci pano alla malattia. i invano però si cercherebbe nei trattati una descrizione dettagliata di questa complicanza. Valendosi di materiale proprio ed altrui, l'illustre rinologo di ~'riburgo ne abbozza, per quanto gli è possibile, il quadro clinico. Agenti morbosi sono i piogeni i ma dobbiamo ammettere che essi non inizino il processo, bensl si soVl·appongano all'agente, finom ignoto, detla scadattina, il


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RIVISTA DI OTO-Rl~O-LAlll~GOIATIRIA

quale produce la prima infiammazione dd seni, come sappiamo che accade nell'influenza e nella llifterite. Sul terreno cosi preparato entrano in azione, e finiscono con predominare, i piogeni - primi gli streptococchi -,che producono delle in6am· mazioni piu o meno intenso della mucosa , a seconda della loro virulenza. Probabil· mente i seni mascellari e le cellule etmoidali sono mo.tto s pesso interessati in lieve grado; il seno frontale invece è quello che dà il maggior numero di complicanze gravi (diffusione di processo, formazione di ascessi, invasione dell'orbita e della cavità cranica). Le alterazioni della mucosa ed i sintomi delle simusiti semplici da scarlattina non sono a ffatto caratteristici, poiché sono quelli che t roviamo anche nelle si nus iti da altra causa. Indubbia mente, poi, queste sinusiti sentplici tendono alla guar igione spootanèa; ma è important-e r·iconoscerle e c urarle poichè non altrimenti si iniziano le infiammazioni complicate dei seni, le quali mostrano la loro tendenza a complicarsi solo dopo essersi svolte per un certo tempo colle apparenze delle semplici. Complicnnze comuni sono gli ascessi sotto-per iostei, la carie delle os:>a, meno frequenti la meningi te e la infezione di un seno della dua·a madre con rapido. pioemia consecutiva (l'A. r iporta un caso in cui era nf· fetto il seno longitudinale superiore). Alla natura ed alla sede della complicaoz~t indirizzl\no l'edema della regione, il dolore locale, la febùre elevata, l'ostruzione e la suppurazione del naso, rare volte l'esoftalmo. Questi sintomi debbono tanto piia dare nell'o<'chio (] Uanto insorgono dopo il te nnine del vero periodo febbrile deUa scarlattina. Per la dingnosi di sede ha valore speciale la localizznzioue dell'edema : alla parte interna della palpebt·a superiore ed all'angolo orbitale interno esso depone per una mnlattia dell'etmoide, alla base dell'osso frontale e sulla fronte indica una malattia del seno frontale, ad una malattia del seno mascellare indirizzo. l' ederu3 della pnlpebm inferiore e della guancia. L'<·softalmo significa che sono fortemente nfl'ette le cellule posteriori dell'etmoide. Il dolore locale, epontaneo o suscitato colli\ pressione, confermerà l'ipotesi che un processo in6amma:torio si svolge nella profondit{l. A Itri importanti dati può fornire l'esame del naso, da e:-:eguirsi compatibilmente coi riguarc!i che sono dovuti all'ammalato per la entità della malattia generale. Ln ri uoscopia anter iore, ed eventualmente la posteriore, rivelet·à l'infiammazione della mucosa. nasale e la qualità della secrezione esistente nel mea to medio e nella fessura olfntti'Va. Anche alla trnnsillumiuazione l'A. a nnette importanza e più ancora alln ra· dioscopia da dietro in avanti. Per rìconoscer·e una menjngite e per accertare la sua natura sarà di grande aiuto, oltre ai comuni sintomi cerobrnli, la puntura lomba're. E se si bnnno brividi c fenomeni pio(•mici bisogna subito pensare che gli streptococchi hanno trovata la via del sangue. La prognosi della sinu~ite scarlnttinosa complicata è, in generale, favorevole: soltanto qdando .;ono affetti i seni frontali essa deve essere riservata. U n razio· naie inten·ento chirurgico porteril, d'ordinario, a guarigione a nche i casi in cui é 1wvenuta una estesa carie delle ossa. Il più delle volte trattandosi di processi t•he possono guarire solo se si asporta diligentemente tutto ciò che è ammalato, il piu vnntag~ioso san\ l'intervento extra nasale. SAS.SA


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RI\,-IS'I'A DI OOULIS'l'ICA .BtsnOP HARMAN, chirurgo oculista all'ospedale di West London. -

••bema. lpe1111etropla. -

Ua oa.ao eU

(The Ophthal7nic Heview, agosto Hl09).

TI caso che l'A. illustra è molto int.('ressante, tenuto conto che la bibliografia ne conta sca.rsissimi di grado cosi avanzato e ch'è già assai raro di riscontrarne di valore superiore a!Je 10 diottrie. Tmttasi òi un ragazzo di 12 anni, la c1ti storia familiare offre i seguen ti dati: genitori con occhi perfettamente sani i quattro figli maggiori di lui, e cioè una prima sorella, be.n e sviluppata, leggermente ipermetropica di un occhio e con visus normale in ambidue; una seconda, di fisico men che mediocre, con denti viziosi ed in taccati, con miopia di 4 D e visus uormnle ad ambo gli occhi (con le lenti); un fratello normale, ed una terza sorelh di cattivi\ salu te, con lnbbro leporino denti viziosi, intaccati e cariati e con occhi leggermente ivermetropici. Dopo d i lui tre abot·ti. Il ragazzo in parola, di statura inferiore ttlla media, presenti\ anch'egli labbt•o leporino e denti molto carin.ti ed accuto.:\ inoltre l o:~giera sordità a des tro.. Con la r etinoscopia si rileva un'ipennetropia di 19.6 D nel meridiano verticale di ambo gli occhi e di 20 D nell'orizzon tAle. Del res to essi si presentano n onunli nelle varie pnrti esterne; solamente s i può notare una l!urva corne11le poco pronunziatfi. Altri dati sono i scg~1enti : Diametro corneale

Raggio corneale

11 tHJJl.

G.9

Vai<Jre diotrrico

Asse ,·erllc~le

corneale

dd hulllu

del bulbo

60.76 D

16 mm.

cit·ca. l 9 mtn. compresi i tess uti

As~e ro>leriore

rispetto ai valori medi:

11.6

8.0

43

(Priestley Smith)

( Donders)

(Donders)

23.8 compres.'l. la selern (Helmboltz).

All'esame interno degli occhi s i rileva che i lli,;chi ottici souo tumidi e g rosso!Bnamente strint i come se le fibre nervose foss ero in parte opache, e che i vas i, pur essendo di calibro norml\le, si presentano estremamente tortuosi. Non si riscontra nè strabismo, uè uistngmo; l'individuo può cont.'\re le.dita n1l l m. di dis taUZl\ 1 riconoscere g li ordinarii oggetti che lo cia·coudnno e dis tinguero le lettere dn viciuo. Si ba notevole tendenza alln. convet·geuza (di 18 a.ugoli metrici). Con le lenti di 16 D il rngnzzo ha acquistato 6'u in nbnbo gli occhi. Riguat·do all'accomodazioue, 111. rctinoscopi" ha fatto not.are vnriazioui della refrazione di 2 a 3 D. La 6~sazione biuoculare ò buonn. In un occhio norm11.le la su perficie aut.erioro hn un valore diottrico di -l!l D; faeendo astrazione del cril>talliuo, rsso occhio, accomodato per l'infinito, n.vrcbb•• un fuoco di 31 mm. di lunghezza; col cristnllino (lente del valore di 22 D) il fuoco è a 2'2.4 m m. (lunghezza dell'asse dell'occhio dt\lla coruca aUa fovea) i se s asportasse la lente, l'occhio diventerebbe ipermctropico di cit·ca IS D.

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RIVI STA DI OCULISTICA

1\t·ll'occhio tit'l mga1.zo in di'-cor,o la su pedìcie auteriorc delln cornea ba un ,·:llo•·e di &0.75 D: quiudi, fncc111lo n'!tt·Azione del c•·i-;tallino, il fuoco snrebbe n 2G m m.; col cristallino nonnale, e.i~>O don·ebbc trovarsi a lG.G mm. e tale dovr~·bhr• P~'t'ciò t•s;.t•t•e la luughez:r.a dt·ll'n"'>'C dell'occhio. Ma l'asse è risultato inwce di U mm. (detraendo dni 19 uun. 5 nun. per lo spc:~~ore della congiuntiva, mw<coli, ndipe, "clona e coroidej, quiudi dovrt:bbe e;:sere richiesta uun correzione, po,.ta di froute nll'or.chio, di 8 D. Orn, con la retino!'copin :;i b trovato che ne occorrono 18; risultA perc iò che le altre 10 D devono mettersi in conto del cristal· l ino, il quale deve nvere un valore diottrico molto minortl del normale e ciot: di uon più di 12 D. Donders, discutendo delle varie ipott>si post~ iu campo per spiegare l 'ipermc· tropia, onde dimost mre quello clw frn e>"~e si possono con,.idcrare come reali, ::lflhmò rhe la miuor couvessità <l<·lla conlea <' del cristallino sono q\talit:\ carat· tc•·istidte dell'occhio ipermetropico.. [l CIISO descritto COIIfo•nua aUCOI't\ llU(l. volti\ quest'as.,e rto. CA LE!\ DOLI.

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Prevenslone 4ell& oeolt&. - (Opltlllallllic H euiell', settembre 1909). Da recente s i .sono costituiti in In~hilt(·rm due comitati per ><tudiare la qu i· stione delln prevenz ione dellu cecità ed e~si si sono occupati in modo sprtinlt· dell'oftalmia dei m•on11ti come uua dt·lle principali wuse del h perdita d~: Ila ,.i,..ta. Uno di essi era stato creato all" Confereuza internazionale sullo. ceciti1 (te· uuta n Mauchc·ster nel luglio dell'nono scorso) per t·ivolgere la sua attenzione ai ciechi degli istituti ed nlla loro educ11zione. I suoi membd p<'rb, ri couoscendo l'impl) t'tiLu:t.a e l'urgou:t.R di pt't'ltdere io seria cons idernzione l'oftalmia, chiamarono iu seuo al comitato due oculisti per avere il lot·o parere in merito a que,<tll quistione. Il comittLto nd le sue decis ioni raccomandava che le autor ità sanitarie notifi· CRS,ero proutamente ogni atto di nascita, e che, l'oftalmin dei neonati veui!>St· a~giunta nll'ciE'nco d1·lle mnlattie, In denuncia delle qua li ò obligatoria. Eqprimeva inolt•·e il desiderio che fossero impartite alle levat•·ici più chinre istruziow sulla gravità di tJU CSta malattia. oculare dei bnmbiui, ed altre pii; r igorose sul pericolo dci « tiori bianchi • nelle donne pnrtorienti. I nfine il comitato desideJ'tH'n che dalle :societi1 di mutuo ..;occorso fra gli operai venisse a ssicurata un& •·etln ngli operai adulti con vistn difettosa. L'altro comitato veniva indetto dnii'Associazione medtco brita.n nica assieme ai membri della Società Reale lli medicina (sezione ostetricia e g inecologia e malattie dei bambini), alla Società oftalmologica t.:d alle Società ri unite degli ufficiali M · nitarii. Questo comitato s pecialmente per q nant-O riguarda l'oftnlmia dei neonati, (che, secondo esso, rayJpresenta il 10 o;o di tutti i casi di cecità e la te1'7.a parte dei cnsi di cecità nelle scuole bt·itanniche per i ciechi) vorrebbe che venissero al· tuate, dn un lato, delle misure d'ordine amministrativo ed educativo e, dall'altro, misw·e d'ordine sanitnrio. Le prime sono: obbligo della denunzia della malAttia; obbligo da parte dell'autorità snnitaria locale, appena ricevutaln, d'i nfor· marsi del modo come procede il trattamento del morbo, di provvedel'e a cciocché esso sin espletato e di procede re all'esame battet·ioloe:ico del secreto vagina le o

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RIVJSTA Dl OCUI.ISTI CA

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ooogiuntivale. Inoltre em!'. na:done dn parte delln stes..:a autoriti1 sanitaria di istruzioni riguardanti il pericolo della malattia di cui si tratta, le quali dovreb. bero anche essere affisse negli uflicii postali e negli altri luoghi pubblici, distri· buendolc alle levatrici i obbligo ad ogni casa di maternità di a.vt~re un or.ulisrn e di tenere un registro per raccogliervi tutte le notizie che riguardano questa malattia. Le misure s anitarie rig uardano le le\'atr ici e dis tinguono il trattamento dei casi presumibilmente normali in ri~uardo al pericolo dell'oftalmia dei neonati (semplice pulizia delle palpebre de l bambino e de lla pl'lle circostante, w;nndo per ciascun occhio un pezzo di garza sterilizzata i abluzione llella faccia e del corpo non servendosi della stessa acqua per l'una. e per l'altro) dal l rnt tamento di quelli nei quali la madre è aJl'e tta da secreto vaginale purulento (ricorso al medi co) e di quelli nei quali viene constatata un'affe)(iOnl· agli occhi del bambino (ricorso ad uu medico iscritto nei ruoli c ch'è obblig ato a prestare tale IIOccor so). Molte città inglesi hanno gi~ a.pplicat<· queste mi,;ure raccomnnflate du.l comi· tato; in esse, fra le altre cose, è resa obblig atoria In denun)(ia di ogni caso di congiuntivite purulenta che si manifesta entro i 14 giorul dalla nascita. C ALElWOI.I.

Prof. E. F uc11s. - Kalformastone della oornea lD o&ll 4i •Ulllde eredi· tar!&. - tThe Oplhalmic Rerie10, setteutbn·, 190!1) (1). L'A. premette cht· non intcude se non pn rta•·~ un modesto contribui o all'opera i11•pel'itura di Hutcbinson sull:t s ifilide ereditnrin, cosi complet11 s peci :~ hueme in rappot·to agli effetti sull'occhio, cl1c pressocbè nulla si è avuto da agg iuu~ere in quasi mezzo Sllcolo, e per cui il nome di Hutchiuson vn legato n quello della chera tite iuterstiziale. Mentre la cornen. uormn.le è rotouda postc rionnen le, e vis i a da l dnvnuti è oriz· zontnhncntc ovale solo all'apparenza (in quanto che td lilnbu:< la conginutiva nou traspa,.ente usurpa delln cornea in nlto ed in basso pi tt che dnl la to nasale e temporale), l'A. dall'e3ame di casi di rheratitc iuter;:ti;:iale è sta to colpito d1d fatto che in qne:;t'affczione la corne1\ si presenta in 111odo e vidente sotto t'orn1a di un ovale verticnlc. In poco meno di uu anno l'A., tra curando quelli lievi, h11 potuto m ccogliere 28 cas i di m alfor tnlt)(iOIIe della cornea, nei qu:di una o ambedue le cornee erano in modo evidente verticalmente ovali. I n 14 di essi s i riscontrava cheratit(: interstizinle, in 6 irite cronica., in l cateratta congenita unilnterale, ed in 2 opacitn corneali; degli altri G casi, trathwdosi di individui vecchi con caterat ta senile. l'A. non tiene r.onto, comecchè n ell'dà avanzata riesce n:<sni difficile accertare la sifilide e reditaria. R.igunrdo ai rimanen ti 2-2 casi, s i l'iscoutn1.vano e,·identi sin· tomi di 3i61ide ereditaria in 8, iu altri 8 vi era qualche acceuno; 6 casi non presentavano sintomi di siBlidc. Dei casi con cheratite inter;;tiziale, In. 1ueti1 erano recenti; nell'altrn metit le opacità prodotte dalla cherntite erano di autica d11ta, ed in qualcuno venivano scoper te ~<olamente quando se ne faceva l'esatne, richiamati dalln forma anormale della ccmea. (l)

Letto ullo seduta dell' As~ocit11Ìtlll <' nl'>tli('o •IJrituuuit•JI

lugli(> l !IOfl.

l~t·ziullt' tortnlltlulugic-a ) .


IHVISTA 01 A,.-A1'0~1A E FlSIOLOGIA ~ORMALE E PATOLOGiCA

o3H

La mal formazioue della conrea in parola non l! di comune occorrenza nella interstiziale (iufatti l'A. dm·ante l'anno ba avuto nella sua cHniea 60 casi Ji chemtite intersti:r.ialc recente). mu utre d'altra parte si possono avere casi di cornea o vale senza alcun segno di cheratite iuterstiziale recente o antica (l'A. ne ba 110tati 14). VA. viene alla conclusione che la conlea ovale si verifica con maggior fre· queo:r.a uei casi di sifilide er.-ditaria (specialmen te iu qu elli nei quali si manife· s terà cheratil(• interstiziale); questo sintomo cioè si compor terebbe come io genere !!;li altri sintomi della sifilide cr'Elditaria, ncssuuo dei quali, eonsider·ato da solo, dà una pr·ova a ssoluta di questa malattia. La malfonuazione della cornea in discorso, di regola, si presenta in ambo gli occhi (solamente in 6 tra i 28 casi si presentava in un occhio solo). Si <·omprende come essa debba influire s ulla curvatura della comea stessa, ed infatti in qua:<i tutti i cennnti C'l!li l'A. ri:;cootrava un astigmatismo inv•·rso di cher~ttite

8 a o D.

In tutti i <'1\Si poi, tranne l, il meridiano più piatto della cornea non em perf1·ttah1 e ute ver·ticale, mf~ con la sua estremità superiore inclinata verso il lato nasale. CALENDOt.l.

Rlfl~TA DI ANATmfi AE FISIUlOGfA NORMALE E PATOLOGI~A TEn:-;r. -

Contrlbastone allo ata4lo Gel v-.1olo, della putola vaoolDioa t

41 altre malattie •tmllerl 1909).

(Ce,tfralblatt fiir BakferiolO!Jie. OriJ!. H. 1.,

Le· piit n·ccuti os..;crm)(ioni :<tdh\ C)(iologin. c pntog~u c:<i dt>l vnj olo c dPllrt pn· ,;toln \':H'ciui cs~, ,;e luu1110 confcnnnto un'affinità sem pre 1•iù p;r·nude ft•a lt: dnt- nllt · lnt.t ic 1w r le id('ntif'itP lc·s ioni cui dnuuo luogo, non hnnno nncor raggiu nto u1111 uniti\ di c·oHcetto :<ulln. un.tu m clt·l virus •·h e ne l! ht cnu!'n. Il lli:<ac·<·ordo è nnco rsl grnud<' sulln. natura di quei corpuscoli notnti clo pprinHI thl Golgi e Hnllit:r nei pr·odotti e nei tessuti delle pus tole \•n.jolose e che Gnnr· nit• r•i riuscì ad iuoculnrc sulln. t·ornen dei conigli, cn.ratteriz:r.nti da granuli brii· lnnti riuniti in g ruppi nel c:orpo delle cellule, o di ~scrninnti nella linfa iu nn l'<'· t·i c•do di S\·iluppo a\·n.n~ato dell'esn.ntcmn. Que,;te formazioni endo ed cxtmccllulnri furono c'la! Guarnicl'i considerate come veri pnrn!lsiti del mr r iuo e d\'lln. pustoln v11jolosa e denominate Ciwycte1 t·acciuae et 1:a,.ìolae. Il ciclo di s\'iluppo di yucsto pnrn!<--:ita n1ruc ultimament~ s tudiato dnll'nult:· ri cnuo Calkin,.. : 1li><~ mzintamc nlt• l fiWste o.:;servnzio ui >i0110 piuttos to un ln,·oro di con~l'tture r di n un logiP c•he fntti concreti l' dimo:<trnti,-1. Cos i non ci ~<Orprcnde .-hc altri nut ori nhhiano di t·cc·l'ntc n egata la nn.hu·n. pnrns...:;itaria dci corpuscoli fii Gunrnicri e li ritt-n~nno come forme rep;re!;:<ivc di le ucociti polimtclenti. A ril'olv..:re mr prol,lcmn <·osi di:>cuaso il prof. Tcl'lli studiò un 1nnteriRIC r ic· rlris..;iruo mccolto in •tunttro t•pidcrnie di va.jolo c completò le ricerche cou ÙlO· cu lazicllli Cllts\11 1!1' (• I'Orltl•n li uc•gli nnimnli rcc·c·tth·i.


RIVISTA DI A~ATO~UA E FISIOLOGLA :-iOR~I AJ.E E PATO LOGICA

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1 corpuscoli di Gunrnieri :;ono giil visibili negli <·lcmeuti cellulari sospo::,i nél vaccino animale, e si presentano come piccolissime 111asse dn. 0,2 a 0,6 JJ. rotoudeggianti rinfnmgenti e colombili intensamente <'Ofl l'eosinn. All' inir.io della pustulazione sono riuniti in forma. di morula nelle cellule CJ)iteliali, più abbondant i uegli elementi centrali <lPIIn. pu«tola che non nelle parti profonde o perifericha dell'e!'tcn~nziou e dove il te;;suto rea,:tisc.:- con un proce,;so di riparazione. Più tardi fuoriescono dal corpo cellulare t: con il metodo Romn.nowski-Giemsa danno una, rcnzione metacromnt icn. colornudosi in nzzurro-Ycrdognolo con tutti i caratteri della croutntiD.II. L'interpretazione di ftuesti corpuscoli fu Yarin e riferita dn. molti autori n. granulazioni eosinofile de lle cellule istio~cn è o ,;nnguigue come f;Ì iucoutrnuo iu un grande numero di tualn.tt io n. cnrattere emolitico. Pure 1mcho in tn.lo coucctto In. questione non verde d' importanza, perchè t ut te !1· formo :finora considerate come f~t;.:i e,·oluti'l"e di !<porozors i parassiti del v n.jolo, rl('\ vncciuo, della ro:-nli1t, dell'afta epi)(ooticn ccc., devono CS!'cre condotte nd elcnu·nti eo><inofili n funzÌCIH<' sq uis itamcnte nntito;.:,.;ica. Filtrando con cnndela Berkafeld la linf1~ Ynjolosn o ,·acciuicu, nel filtmto ri)C· colto c centrifugnto si possono dimostrare facihnente i corpuscoli eosinofili che atl'iuoculnzioue con1eale o cutan('.a. dnuno co,.tnntemcutc l'esito po;;itivo della pu!'tola. Con In fì !trazione attrlWPrso cnttdcle meno pcrmenhili come quelltt di ]JOrc•el· lana, !ii può esclndet·c dal filtrato sicmnntcnte la. presenza dci cor pw:;coli eo.:ino61i c l' inocnlnzione corneale o cutnnea del liquido nou dii. a lc1ma pus tulaziolll'. Si può dunque ritenere che l'azione specifi.ca della linfn. va.ccinale e vajolosn. è intimamente lega tn. alla pt'Ci'Cnzn. dei corpuscoli eosi uofili, uon l'll.ppresentnnclo essi dei prodotti regt·cssioç-i dci te~suti, m1t e lement i t·ontencnti uu viru;.: di cui Do:uENtCO Boxo. coucorrono a conserY1ue l'a ttività infettante.

D. MARTELLI. - Azione clel cloroformio e dell'etere aull'oaldgeno mobile del a&Dgue. - (l:Jolletlino dP.lle sci~ metliclle, fnsc. VII, 1~08). L'A., dopo ave•· esposto le numerose teorie enuncillte per spiegare l'nzionc dell' etere e del cloroformio come nnestesici generali, espoue i risultati di a lcu ne sue esperienze eseguite in vivo ecl in vitTo nel laboratorio di farmacologia do:lla R. Università di Bolog na. allo scopo di osservare le modificnzioni che sono prodotte dalle d ue suddette sostauze sull'ossigeno mobile del snn~·11e. Dalle espe1·ienzc dell'A. risulterebbe che sia. l'etere che il cloroformio dnpprima eccitn.no In. funzione déi globuli rossi; poi la inibiscono: infine t'Ssi v•,ngono distrutti, nHl solamente dn.l cloroformio ed in. t:itTo. FRiso~•. Dott. E. PAGA~ELLI. 1008, n. 2o).

La levuloauri& all'Glentare nel MDI. - (n Tomuwsi,

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Nell859 il SA.Cbs provò che nello. ranl\ e pl\tectomizzata, iniettando glucosio, non si bo. glicosnria per l'azione vicari nnte degli al tri organi, mentre ciò non acctlde col levulosio; il Sehrt comprovava l'esperimento dimostrando che ::;olo la poh·ere o l'estratto di fegato sono cn.paci di decomporre il levulosio o di trasformn.rlo in glicogene, laddove in tal modo agiscono - sul glucosio - tutt i gli a!t1:i organi (polv. od estr.). Il Sachs perciò intuì di poter utilizzn.re quest~ comportamento s pt'·


111\' IS'J'A 01 MEDICINA L(;OAL.E

cinle del len1losio come u na squ isita prova hiologica capnce di s velare le anottuwie funzionali del frgnto; tale propoSti\ g eniale fu accettata e riprovata con grande successo da var ì clinici ed esperimcntatori (S traus, Noordon, Lépine, ecc.). Questo n uovo sintomo veniva riscontrato positivo 6n nel i>O p. cen to dei casi, e viu an cora da taluni, ondu è stato considet·ato come un criterio di g ran lunga più 6ne c più s icuro della g licosu ria alimentare, della urouiliinurin., del tasso urico, del rapporto tra nrea ed N H' nell'urina, del saggio del bleu di metilene, dell a presenza di loucina e ti rosioa nell'urina. ecc. • Ma nel 1004 giil alcuni o:<Servatol'i potevano constatare che tale sintomo po· h· vn riscontrMs i con gran de freq uenzll nuche nei sani; ciò indusse il prof. Ferranoini ad occuparsi attivamente del grave problema, e a farlo studiare dal suo a!'sistcnte doti·. Pagn nelli, io una serie d i esperienze severamente condotte. Som· minis traudo a giovani del tutto sani, mantenuti a vitto ordinario, da GO a 150 grammi di levulosio, e trattando l'urina con s peciali renttivi proposti dal Ferran· uini per eliminare le sostanze eh!.' avrebbi!ro potuto mentire o mascherare la reti· zione del levulosio (basi pu rin ichc in genere, e specialmente l'acido glicuronico), l'A. ha riscontrato lfl,· ulosul'in, col massimo nella t>•-IJ• om dell'in gestione ed io qu:111tità variabile cl :~ gm mrui 0,70 n. gt·ammi 2,10 su 1000 di urin11., indipendente da lla rtunntità in;;eritn (da g rn tn mi 60 a 150 grammi). D'a ltra parte, negli indi· vi du i l'noi cou plù forte levulos urin· In somministrnzione di grammi 100-1&0 di glucosio non l1a prodotto il tni nimo accenno di glicosuria. I n tnt modo vien tolto qunlsinsi va lore al reattivo biologico del Snchs. Già, come primi il Kiiss e il De Renzi all'e rma rono, in molti diabetici la somministro· zione del levulosio non produce levulos uria. n {, glicosuria e ciò ltnche nei diabetici più g ravi, in cui In glicosurin si ho, uouostu• te una dieta carnea escl usiva: in t~~li comlizioni il levulosio è cnpnce d i r i:;panuiare la decomposizione delle sostanze proteiche e la autofagia in proporzion~· anche maggiore di quanto comporterebbe i l ralcolo delle cnlorie in base nlle leg gi dell' isodinamismo alimentare. Questo grande contras to biologico, per cui cioè nei sani il glucosio è il piu assimilabile fra tutti g li zuccheri comunque somministrato, ma lo è pochissimo il levulosio sopmtutto per vin gRstrica (ossia cou l'intervento del fegato), mentre nei diabetici tu tti gli zuccheri sono pochissimo assimilabili, quando il fegato non interviene, ma il levulosio lo è più di tutti, se dato per via ;~astrjcn, può trovare unadelle rngioui nei rapporti fra funzione epatica e fuuziolle del fermento glicolitico nella loro azione sugli zucc heri (Ferrannini) ; ed esperienze hanno dimostrato che nel sangue dci diabetici il detto fermento è stimolato pi i1 dal levulosioche dal glucosio. Ct ACCIO.

RIVISrrA DI MEDICINA LEGALE I dtetiU'bl nervon ooueoutlvl all' luolaztone ed al oolpo dl oalore. - Parigi, lib. Bloud e C., 1!.109.

ll t: oL.:: E PtGACHE. -

I distinti colleghi francesi banno inaugumto un a recentissima serie di mono!J I"O.{ie scientifiche sulle mtot·e quesf ioni di 1nedi cina 711 entale e 11en'Osa con IlOR interessante memor ia sulle conseguem:e morbose che dal lato del s is tema nen·oso


RIVISTA Dl l l EUICl);A LF:G.H.E

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si possono osservl\te in seguito nl colpo Ili calore, e sulle qu:tli il perito deve s pe'<;;o pronunziarsi dal lato medico-legale in mppot·to 1\lla vRlutazione loro negli infor· tuni sul lavoro. Gli AA. in questa loro esposizione conedntn dalla descrizione di casi clinici, sia occor<;i nella loro pratica di medici militari, sia desunti dalle opere che tmt· tano di tali nrgomenti, lasciano llelibet·atnotente dn parte le psicosi tropicali, i casi d'ambliopia che pme riscontrausi nei paesi tropicali, e circoscrivono il loro studio alle seguenti alfe:r.ioni nervose : confusione mentale, demenza precoce, pa· ralisi generale, accidenti is terici, Ollil<!Ssia, imbecillità. Alla descrizione di singoli casi su cin~cuna di queste entità morbose vicn fntto preetdere un capitolo sull'anatomia pntologie:t per mett ere bene in rilievo la ragione delle modalitA cliniche degli accidenti nervosi. L'attacco acuto d'insolazione ha per effet to immediato di produrre una congestiono con sull"usione sanguigna di tutti i visceri, ma specialment e del sistema ner voso, nel qllal enso tutto l'a..:ic ccr<bro-spinale può essere compromesso ed an che possono essere compressi i nervi ed i gangli n ervo,.i. Le nltcrnzioni vanno dni :~emplici di,;ordini. circolatori nll11. $uft"usione san guigna, all'atimen to de l liquido cefcdo-rachitlit\llO, alla trasfortna· zione di q uest'ultimo in un liquido puriforme che solo si distingue da quello delle meningiti d'altra nntura per e:<:<ere tUHicrobit·o; 1:~ sostnn:c1~ binnCil in ge· uernle non prende parte nl processo, la gt·igia è spe,;so riscontrata molle, edematosa, ditHue nte. co,;parsa di sufi"usioni sanguigne. So le alterazioni sono poco mnr· eate, esse regre<iiscono completamente e no1• rimane più nulln da.! punto di vista funzionale; se invece le lesioni sono grnvi, si hnnuo r cliquati pcrmnueoti consi· stenti in trasformazioni} dci punti Jesi in tessuto fibroso, e pedino in uun >~<' l erosi periferica del cervello conducente ad utll\ retrazionc e ad una atrofia delle cir· eonvoluzioni cerebrali. È noto che l'eccesso del calore può in certi casi determinare In pazzia; n on tutLo le conseguenze però di tale condizione e;r.iolol-{ica Vllnno 6no a questo puuto: ,.i sono, corr ispondentemente a i divl'rSi gradi di lesione auatomi.ca, divet·-;c tna· nifestazioni cliuiche che vanno dalle forme più semplici c di bren• durata a quello più gra.vi e permanenti. All11. congestione prolungata della sostauzn cere· brale corrisJ?on de In confusione moutnle, In più frettucnte, ed anche in que,.:tn sono da distingunrsi casi benigui caratterizzati spec-iallllcntc dnll'nuwesia o da passeggiare disar trie, e dai casi più gravi che po;;sono dura•·e lungo t empo ed ns· snmere l'aspetto clinico della d&menza precoce. 4ltre volte il colpo di calore può determina re lo scoppio della pa.rnlis i g enerale progt·c~im o nuche essere il punto di partenza di manifestazioni isteriche. La casuisticl\. da cui gli A4. hanno tmtto argomento per lo studio cl ini<"o di tali forme morbose è In seguente: Per la confusione mentale : 1° in:<olaziono; cefalea persistente (Dopter): 2n insolazion e; cefalea e vertigini persistenti (Fayret·); 8• in:<olazione: cefalea persi-<tente; vertigin i intermittenti (llnndfìeltl Joue ~) : -1° amne."iia consecutiva ad insolazione (11<'gis); o• amnesia di fissazione consecutiva ad insola:r.ione (Lo Dan tec e Pitres) : s• insola zione; vertigini e afasia motrice lliandlield .JonesJ. Per la demenza precoce: l• insolazione; demenza precoce (Uopter;.


:run:.;TA DI MEOIClSA LEGALE

l'e1· la paralisi generale: to insolazione: paralisi gem' rale consecutiva (Cramer) : 2o insolal':ione: ma nia cronica; morte (Fnyrer): ao insolnzione: paralisi generale (Fa.ner): insoln~ioue: parali$i generale (Fa~·rer).

P er gli accidenti istenc1: 1° mutismo isterico con paraplegia e nstasia-abnsia (La!Jougle) : 2° parnple~;ia con!'ecutivn ad insolazione (Scltwartz); S• insolazione (colpo di calore): afasia motrice ed emiplc·gia isterica consecuti,·a (Hublé e Pigachl')i .to insolazione; emi pl.-gia~ isterica (Hublé): f>o emicontrattura facciale destra di natura i.;terica consecutiva a colpo di c.•\lore ( Pigache): colpo di calore: emiplegia, cefalea, ,·ertigini, melancouia (Rubi~ c Pi:.;nche). Di tutte queste storie cliniche, alcune sono riassunti,,e, altre, come quelle os;;en·nte dni dottori Rubi~ e Pigache, sono riferite in esteso e coi più minuti dettugli; queste ultiute specialmente, rit'erentisi a. rnsi di isterismo netto c n casi di istet·i;;mo associati o con fenomeni nervosi di naturn organica o con fenomeni pummentc psichici quali la m,·Janconia, ht nt•urastenia, souo interessantissimi sia dal lnoo pumm.·nte scientifico, sin dBI Jato pratico. lo quanto all'epilessia, gli AA. sono •l'avl'iso che l'insolazione possa. essere lJenis!limo la causa detènuinan te di unn crisi epilettiCI\ iu indh·idui antcriormenu <'piloLtici, mB dich iarano di non conoscere r.as i certi nei <Jnnli l'insolazione abbia d(' terminato di primo acchito e defiuitivamente l'accesso in individui anterior· menre indenni da ogui mauifestn?.ione epilettica. Ln s tess a riserva la fanno per l'imbecilliti\. Nell'eziologin ocr.one tener calcolo di alcune cau~e predisponenti, e cosi deiJ'eti•, dell'alcoolis111o. della fati ca, delle le;;ioni viscemli latenti, dt·lla sifilide ; in prnticn però è l'azione del sole e del calore, vale a dire l'accident-e, che asslliDe In pat·t.! preponderante nell11 patogonasi delle conseguenze nervose. La conclusione di que.~to lavoro tanto interessante 'Jlei medici ruilitari, ni qua li IHII'~roppo non è difficile l'imbattersi negli accidenti cousecuti\·i all'azione d.t sole e del c11lore eccessi;o, s i riferiscono alle seguenti cousidernzioni medico· legali: fatta eccezione per uu piccolo numero di casi di paralisi generale progressiva e di denwnzn precoce. i disordini nervosi consecutivi al colpo di calore si ri~ol vono gem·ralmente co11 11111\ guarigione completa: •prc:'Sta guarigione però è lenta e qualche volli\ richiede anche degli ann i. 11 perito· déve ricordarsi di ciò; ma ncherebbe al suo dove1·e se non ,;i ispira ...se a que..~te considerazioni d<Jvendo concludere soprn un cnso d'infortunio sul lnvoro avvenuto !"i& nellll vita militnre sia nella vita civile. TF.STr. Dott. NrEoou As·rosw, mag~iore medico. pogrnfìa G. 'festa, 1!!0!1).

L'enur•lll notturoa - Biella, ti·

Il maggiore medico Nieddu, in una Ju,•ida comunicazione fatta nll2° congres o delln Società itnlinnn di oto·rino-Jaringologia, si intrattiene, da prima, a parl~~re d Pile rause tossi che o d ist1·ofiche della for1na essenzinle d eli' enuresi non perma· nente. In ques to quadro colloca, in prim11 lirwa, l'insullìcienza na... r~le, che dando luogo, già allo slato di çeglin, a disturbi di respirazione, di circolazione e a qu l'lli


RIVISTA Dl i\IEDICL'<A LE(lALF;

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psico-nervosi a causa di intossicazione carbonica, aecenLun, durante il sonno. tali disordini per l'atteggiamento speciale del velo pendolo o della lin~ua: da ciò facilità di enures i nella notte. Indi vi fa se~uire l'insullicenza di varie ghiandole a ecrt1zione interna, tra cui interessa specialmente quella delln. tiroid~ e delle ghiandole surrenali. La ghiandola tiroide, avente in condizioni normnli un'azione trofìca sull'organismo, dA luogo, q uando divenga insufficiente, a s intomi più o meno gravi di disordini nello sviluppo osseo, nell:~. nu t ri)(ione dei tessuti, nell'e· volu~ione psichica e di\ disturbi pure d'incontinenza delle orine. Le ghiandole snrrenali, che banno in condizioni fisiologiche un'azione eccitante sulle 6bro-cellule muscolari, prod ucono nella loro insuffic ienza fumdonale fenomeni di mias temia, la quale si riflette pure su lo sfintere della vescica. Nel quadro delle cause tossico-distrofiche, Nioddu pone pure 1'1\denoidismo; questa condizione organica, secondo alcun i, ca11serebbc un'intossicazione per l'occlusione meccanica de l naso, secondo altri, provocherebbe insutllcienza di funzione d':llle tonsille, il cui succo avrebbe effetto d.i agire normalmente sull'apparecchio enrdio-vascolare, nell'un caso o nell'1d t ro si p uò avere enuresi, come espressione di discrasia o d' i ntossicazione. L'A. accennR, quindi, alle cau!le nervo:o:c dell'enures i e citn, tr:a le altre, l'isterismo, l'epilessia: però fa gi ustamente notare, che, siccome l'integrità nervosa è subordinata alla funzionalità delle gbiando1e a secrezione interna, si può supporre ,.i sia un rapporto intimo di causa ad efl'etto tra la teoria nervosa e la teoria t~ssica dell'etiologia dell'enuresi. In segu ito fa parola dell'emu·esi sintomatica, dipendenti rla varii momenti etio logici, come stipsi, ragadi anali. emorroi di, compos izione tmomaJa, delle urine ecc .. e anche a ques to proposito osserva, che, potendosi tali momenti causali interpretnre come manifestazioni d'insufficienza g hiandolare, essi pordono oggidi molto valore di fronte alla teoria aLtualo sulla funzione delle ghiandole a secrezione interna. Riporta poi trentadue C<"Lsi di enmetici, da lui osservati nell'OSJ>edale militare di Firenze, nei quali ha notato frequentemente l'eredi tà neuropatica, anomnlie morfolo~iche (asimmetria crnnio-f'ac inle, palato ogivalc). d ifetto J i evoluzione psichica facile esauribilità nervosa, alterazione del campo visivo, nl tcra~ioni di ~ensibi li tà, e dei rifilll!c;i, ipercstesia della mucosa vescicalu e uretrale, e modilicazioni funzionali delle ghiandole a secre.z ione interna (ricambio materiale deviato, calol'ilìcazione, tens ione arteriosa, vasomozione, sudoriticazionc alterate). e giunge a queste conclusioni ris petto all'etiologia dell'enuresi: a) che negli ttdulti l'enuresi è una neuropatia o unn psit-opa tia, dovu tn a iDsufficienza ghiandolare, specie tiroidea e surrenale. b) che negli eouretici adenoidei il presente la sindrome uer vosn. e quella di insllfficienza ghiandolare, r iféribile alla ~hiandola tiro idt~ e alle ghiandole surrenali, mentre le vegetazioni adenoidi o non ha nno influenzA. caus ale s ull'enuresi o hanno azione analoga alle ghiandole a secrezione interna. c) che tale concetto etiolog ico Sllll' incontinenza di orina è couferma to d~~oi risultati terapeutici, secondo cui le sostanze nervine e l'opoterapia ha nno d:~.ti sempre miglioramenti, spesso gua r igioni. Dal punto di vista medico-legale militare, Nieddu, fedele al concetto, cho l'enuresi è una. neuro-psicopatie., ritiene che essa costituisca in t utte le s ue forltle inabilitazione al servizio, eccezione fatta, forse, per quello >l pe<'ie di en uresi, che sono s intomatir he Ili malattie locali di fat' ile g uari~:;ione. F ~; )(AI OI.I.


Rln ' TA DI ).H:D JCI:s'A J.EG ALE

B. &:no~: xoonn-.

Jlloerohe aull& eUmtuazlone 4 eUo zucchero nell'orllla 41 uomlDt u.ut 1Ulltameate a ua metodo di de·termlaastoae eU quantità anche ptooollaatme 4t r.uoohero nell'orina. - (Z entralòllltt fiir inu~'re Jledi~iu, n. ·lO, S ottobre 1!!08, png. H97).

:-idtOendorlf esaminò l'orinn di 331 soldati servendos i della prova di \ \ 'orm· :lliiller per lo zucchero. Trovò cloe m·l lH.r. p. l i)() di tutti questi casi c'era gli· cosu rla c a ttribuì la causa eli s i notevole e im portnnte risultato per la pratica medico-legai<: (assicura zione sulla vita!) alla nutrizione dci soldi\ ti ricca in idrati di cn1·bonio, pcrcb è !>u oS persone non mili t ari, soltan to il 15,1 p. l iXI p1·eseoto quantitil minime di zucch('ro. :-iiccorue, secondo W orm-Mii ller, il limite di certezza delln !<uo. prova poggia sur unn quantiti1 di ci n:a 0.0:?1} p. 100. egli riteuoe neces>mrio di adoperare un sng~io ancor pill sensibile, col quale si potessero mel· toro in evi1l<mza. anche tnl('cie di ZU1•chero. Como ris pondente a llo scopo vah• il metodo di l'atei n e Dufau per la determinazione dello zucchero nei liquidi animali, che s i fondi\ s ul principio di precipitare le -.ostanze a zotl\te col n itrato di mercur io, riducendo il t u tto con 11ggiunta di lisci via di soda a rea7.ione neu tra ed eliminando poi il r esto del mercurio L e esatte prescrizioni chimiche in proposito si po'lsono l o~j::cre nell'origi nai,•. (:h ·c/tì•-. (iir di~ g C.Y(IIItie Pllysiolo!Jie Bd. CXXf, S. oi2J. Le ricerche diedero pe•· ri su lta to che med iante qu esto proces•o si può deLor mina n• nell 'orina cou esattezza s uni ciente per og ni esigeuzl\, quantitit di zucc hero di 0,01 p !00. Si dimostrò inoltro chr ogni orina norma le. saggiata riguardo nllo zucchero nel modo indicato, ne conti ene d a 0,0105 a 0,02 <-l p. 100. l n se~u ito ad esn~emto uso di id•·ati d1 caruonio tale quantità può salire sino a 0,1 p. 1110. Sulla qu estione, poi, se sia. possibile, per mezzo d'i u n 'adnttn nu t ri?.ione, tener lontano lo zucchero dall'orina, l'A. si ri sen ·l\ di compieH· ulteriori ricerche. E. CosTA.

E..JuoE. - KeataUtà peraon&lo e mentalità aoqulatt&del aoldatt 4el bat· taglloDl d'Afrlo&. - (f.-c Catlur,:,., gennaio l HOll). I battagli oni d'Af•·ica dell 'ese rci to fmn ce!<e <'Orris pondouo prt:~so a poco alle nllsl re comprlgnie di tli!!c iJ•lina, o<;.-;endovi in~orporati tutti quei !'olrlati che suùi· rouo coudrwne !<upe•·iori ai ~oi mesi di prigione e tutti q uec;l i indi\·id ui che, prima dell'arruolamento, per deliLti comuni, ebbero 11. sco ntnro 1dentic he pene. Ultimata la loro conrlRnua, tali uomini vengono incorpori\Li e compiono il loro servizio nei bat~ag lion i iu parola. L'au tore fa osson·at·" como tnli soltl o.ti, per reuder;,;i interCSSI\nti, accusi no qu~si !';(·mpre dt·gli anteredenti ereditl\ri e-:1\gorl\ti. 1'uttavin ritrov11si spesso l'alroolismo nei genitori e uep:li ste.~si soggetti. LA ml'ntalil?t 7JP.rsonale in e!'si è sopratutto c:ll'atterizzata da mnncuto coucf\· t euamcnto delle idee, associn to a pigri zia e 1\d impotenr.n di l!forzo. con apatia cd illslahilitit, indisciplina, tend enze viziose più o meno accentul\te, as!<on 7.a o di· minuzione del senso morale, rnl\n cata comp1·en!<ione dei doveri imposti dalla \"itn socia le, e l>O pmtutto ,Jnll' imp ul si viu\ . Alla menll\li t.\ pcr!!onale !<i a~giun ge uua 'ner1talit'ì acquisita, che maschern o rinforzi\ la pri111a. 'l'mttasi d i 1111n specie di mentali/h gregm·ia, che in simili sog· getti radit'asi profondamente in seguito a i lunghi anni vissuti in a.ssocia zioui di ladri, di \·agabonùi, di (lpaCites, specialmen te m•lle grand i citta\.

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lUVJSTA DI ME:DICI~A LEGALE

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L'autore conclude en unciando principii d'indole gener ale, buoni per qualunque esercito: si eviterà d'incor porare nell'esercito individui che presentjno tare psichi che 11ccentuate; ogni soldato verrà sottoposto ad un esame menta.le alla visita di leva ed al suo arrivo a l corpo, usufruendo all'uopo delle informazioni <late dalle so· cietà di pa t ronato e dt~ i direttor i di asili ove i coscritti fos.<:ero stati eventual· mente internati. P arimenti verranno visit11ti tutti i volontari ord inarii, che spe."SSo sono degli an ormali, diffondendo n el pubblico l'idea t·he se il servizio militnre può talvolta migliorare talun e n evrastenie leggiere, non può 1·iuscir utile ap;li a normali psicb ici, che, inadattabili nlla disci plina, sl riuniscono istintiv11mente a tut ti i tarati ch e essi incon trano al reggimento, sviluppando in ques to gruppo In loro mentalitèt gregaria di già accentunta, terminando, dopo unn. serie di mancnn?.e, coll'essere inviati a lle compagnie di disciplin a od ai battaglioni d'At'rica. Bisogna quindi lottare contro l'n.lcoolismo e l'ignoranza, contro la tubercolosi, la sifilide e la miseria, che causando la deCildenza fio;;ica e men tahl dei genitori, sono origine della degenerazione dei fig li. Dn ultimo l'autore fa osservare come sia difficile agire llenefi.camente su d'in· aividui che a tare persona li g•·avissime aggiungono quelle acquistn.te vivendo, durante la loro adolescenza in ambienti disonesti, inacces:>ibili alle idee di bontà e di onore, che viemmaggiormen te si contaminano a contatto di esseri spe..:s o pii1 tarati di essi, dove gli individui momlmente e fisicamente più d eboli sono dominati da coloro che alla forza fi~iciL uniscono la prepotenza ed il vizio.

G. BEn:-;urc J. H. ZE~.JANN. - 8ono ldonel &l servizio mlllt&re l soggetti ohe h&DD O subit o l'operazione mutoldea r&4 toale ? L'A. ritiene cons~rvino l'attitudine al servizio sunmt9 gli operati di tal genere che: to conservano il grado di funzionalità auditiva richie,.:to dt\i regolamenti, ossin integritl\ dell'ncuitil uditiva ed intntto l'n.pparnto stl\lico: 2• quelli cl1e non presen hl no alcuna fistola retro·auricolnre; So quelli nei quali l'atto operati\'O portò una guarigione perfetta dclh1 snp· purnzio·ne; 4• quelli nei quali la cavita\ opemtoria è in tutti i punti circomlatn d'osso. ::-ion sarebbero invece idonei al se•· vizio: l" i soggetti la di cui funzione n.\tditiva è quasi perduta (se l' operato ode ancora In voce bisbigliata, afona, a due metri di distanza, potr~ esser de,;tinnto all'armata ausiliaria od alln. seconda. por zione del contingente) ; 2<> quelli che non sentono la voce afona n due metri di distanza od hnnno dei disturbi della funzione stlltica; s· quelli nei quali la suppurnzione,non è perfettnmente guariti\; 4° quando persist·e fistola rotro-auricolare; 5o i soggett i che presentano una funzionalità perfetta, ma nei qun.li la ca· vità operatoria non è limit ata dt~ p roduzione ossea dal lato del seno, delln. caro· tide in teroa e della cavi ti cranica; 6o quelli che presentauo estese cicatrici o persisten ti peTforazioni t illlpl\· n iche e suppurazioni samplici persi,;tenti nell'orPcchio non operato. G. BEII:-IUCCI. 35 - Giornale <ll mtdlclno mi/llart . -

Fa~c. VII .


RIVISTA D'IGIENE MILITARE A. B. S)tA r.r.~tASI'. - Kota prellmiDan sull'uo del vaoolAo &AUtuloo nella oura della febbre tltolde. - (Jow·11al of t/te royal army 1nedical corps, febmat·y UJIJ!l). Nel Cougrcsso internazionale d'igiene in Berlino, Chantemes:;e riferì-. a i 1 i· sultati ottenuti dl\lla siero-terapia nel tifo: dal HJI)l al 1~07 sopra 1000 cnsi !.i(: antta una mortalità del 4,8 p. 1110, e durante que!.'ti sei .a nni non vi è stato alcun caso di morte o di perfora?.iono intestinale n ei malati, trattati con il siero nel primo setteunrio dell'i nfezione. La mortalità per tifo in .Francia con i metodi or· dinari di cura nrin dal 12,() al 20 J>. 100: con la cura dei bagni freddi alla Brand oscilla sull't! p. 1()(!• .dppat'e quiudi evidente l'efficacia della sieroterap ia. Cbantemesse prepara il siero con l'iniezione nei cavalli di tossina ottenuta da bacilli del tifo, coltivati in speciali mezzi di nu trizione, e con l'iniezione endo· ,·enosa di batteri del tifo virulenti; e la p•·eparazione degli animali siero- pro· duttori dura parecchio tempo. La pratica della sieroterapia consiste nello iniettare poche goccio di s iero sot· tocute nel bt·accio: i risultati sono migliod 'JUanto più presto si fa l'iniezione nel corso della malattia. Raramente succede di dover· iniettare una seconda dose: e nel caso basta la metil. Dagli espet·imenti negli animali e dagli studi sulla fagocitosi nei malati, Chan· temesse ritiene che l'efticncia del siero sia dovuta a un processo di opsonizzazione, a un llttmento dell'atti'l'iÙI fngocitaria delle cellule dell'organismo. Ammessa questa spiegazione il Leisbman pensò che l'iniezione dell'ordinario vaccino antiti6co potesse pt·odurre un simile aumento della attività fagocitarin o un col'rispondente miglioramento nel corso della malattiR. Smallmann }Ja sperimentato l'iniezione del vaccino antiti6co in S6 casi di tifo diagnosticati batteriologicamente pe1· mezzo delle colture dal sangue con il metodo Conradi: in 2 o 3 casi con l'isolamento del bacillo dalle feci. La prima difficoltà era il dosaggio: d'accordo con il Leishman si cominciò con J'iniettnt·e una quantità di vaccino, che contenesse approssimativamente 100 mi· lioni di batteri. ~la l'effetto di questa quantità di vaccino sul decorso della ma· lattia fu nullo e debole nei primi casi, e fu quindi data una seconda dose dopo 9-10 giorni. In seguit<l fu aumentata la dose e furono abbreviati gli intervalli fra un'iniezione e l'altra con migliore risultato. È s tnto impiegato un vaccino non pi~ vecchio di tre mesi: le iniezioni sono state praticate sottocute n~Jiln regione estensoria dell'avambraccio. [ risultati ottenuti sono stati i Sl'guenti: JJa temperatura, dopo breve reazione, Si RbbnSSI\ progressivamente p er tre gio1·oi dopo la primn iniezione e poi comincia a risollevarsi, come nel decorso abituale della malnttin. A Ila fine del 3q giorno, se si è ottenuto un buon effetto, !;i pratica una !<econda iniezione. Dopo l'iniezione il mnlato assume un aspetto di buona appnronzn con scompar;:n del p:tllore e dello stupore del volt<~; vi è un au· mento note\'Ole nell'emissione riell' urina, come nn·iene ~<bitualmente nell'inizio della con,·alescen;m.


RIVISTA D'IGIENE MILITARE

La malaUia in genere ba avuto un decoN;o molto lieve, senza nessuna complicazione; non si è mai avuto un abbreviamento al disotto dei classici 21 giorni, sebbene sieno stati rari i casi di decorso prolungato. Si sono avnti tre morti sui SS casi, cioè una mortalità dell' S,S p. 100 e due casi gravissimi sono morti pochi giorni dopo l'ammiss!one all'ospedale. Notevoli sono stati gli effetti delle iniezioni locali di. vaccin.o sulle infezioni locali. In due casi dunnte la convalescenza si sono manifestati i sintomi di una periostite della. tibia: con l'iniezione del vaccino, nel mezzo della lesione, profondamente, si è avuta. la scomparsa rapida del processo, dopo breve reazione locale. L'iniezione del vaccino non ba dato mai inconvenienti e ba dato sempre buoni eft"etti; rimane incerta. la questione del dosaggio e se i buoni effetti sieno dovuti ad una sostan za battericida o a un aumento dell'attività fagocitaria. Smallmann crede che si possa trattare d1 un aumento di attività delle cellule lisse, le quali acquistano un maggic.r potere di distru:done dei batteri, sia percbè i bacilli del tifo possono vivere e moltiplicar~i in un individuo. senza che abbia la febbre tifoide, e la febbre si manifesta. solo quando i bacilli dagli organi interni invadono il sangue, sia pe1cbè un'infezione locale può es ·ere di!lsipata dalla iniezione locale di vaccino. La dose usata nelle ultime esperienze è stata di 800 a 600 milioni di bacilli: una dose giusta si avrebbe quando l'organismo reagisce all'iniezione con una elevazione della temperatura a 400 - 4Ù'>,6. Cbantemesse dice che nella sieroterapia bisogna iniettare una dose di siero tanto minore, quanto piu grave è la malattia, perchè sotto l'influenza del siero si produce una distruzione rapida di un gran numero di germi e si ba quindi l'immissione in circolo di grandi quantità di sostanze tossiche. Smallmann non crede che questo si verifichi nella iniezione di vaccino: anzi nei cllSi seguiti da morte pcusa che sia stata data una dose insufficiente. Inoltre la varcinazione antitifica non è applicata in tempo di epidemia per il timore della produzione di una f ase negati'l!a in un individuo già infetto: secondo lo Smallmann non è stata mai osservata una fase negativa n&i casi curati; e se si può dare senza inconvenienti nel corso della malattia una dose di vaccino superiore alla dose pr~filattica, non vi sarebbe neppure controindicazione a vaccinare in presenza di epidemia. La caduta della temperatura dopo l'iniezione di vaccino e cosi costante, che in un caso ser vi d i conferma alla diagnosi clinica. Se altre esperienze confermeranno che l'abbassamento della temperatura dopo l'iniezione del vaccino manca in febbri di altra origine ed è sempre costante nel tifo, si avrebbe nel vaccino antitifìco un mezzo diagnostico di non piccolo valore, po.ragonabile all'azione della tubercolina. Il valore terapentico del vaccino non ba sufficienza dimostrato da queste poche esperienze, dice lo Smallmann, ma è r.erto che si può ottenere con sicurezza e senza alcun inconveniente u n abbassamento della. temperatura. per almeno tre giorni, e siccome questo si può ripewre più volte, si può cosi ottenere un risparmio nella vitalità dei tessuti e una maggior somma di energia nel decorso dell'infe· zione. E il Leisbman aggiunge che sarebbe desiderabile che le esperienze si ripetessero su largo. scala e da altri sperimentatori in altre locamità, e che bisogna attendere i risultati delle ricerche sull'indice opsonico, sulle sostanze protettive nel SRngue, prima di giudicare se le basi teoriche del metodo sono beu fondate. G. M!i:Mli:O.


MS

RIVI$1'A D'lGI E:\E lll LITARE

Pro8laul oonuo l'Ueo-ttto neU'e•erolto fra.noe ... D.

( T.e ct~ùw:u, 9· anni·e.

16, 19UV).

I n Frnncia il sottosegretnrio di Stato per In guerra ba indirizzato ai coman· dnnti di corpo d'nrmnta una cia·colnre sulll\ ditrusione dell'ileo-tii'o nell'esercito, prescrivendo queste misure genernli e speciali: l o Applicn:r.ioue di tutte le norme fouilamentali ndottnte nella lottR contro le mall\ttie infetti,·e: pronta spedali?.zazioue, isolamen to più rigoro~o che si li poi'Si· bile, sorv<·t;lianza sugli individui sospetti, disinfezione degli escrementi, delle bi an. cber ie, delle latrine e delle cnmernte inr'ette. 2<> Son•eglinm>:ll nttiva e pennnoente delle a cque potabili, tanto neiJe ca~erme che negli accampamenti, aumentando la vi~ilanza specialmente pt:r questi ultimi, ove il pericolo d'infezione è mnggiore. !3° Sorvegliam:a sul latte e sui recipienti di ,;pnccio nelle ca n li ne milit;lri, coll'obbligo delln bollituru in cn'lo di epidemia. Jo Lav11ggio abbouclnnte degli erbaggi ctn consmuaa-si cruùi, ed in po:riollo di epidemiR d,ivieto tlS!;Oluto di mnn~iame. 5° A Jlo sco po di evitnre In dill'usione del tito da uomo n uomo, i mili t11ri tifosi Sllrnuno ta·;l.llUuuti nll'ospedale lino nlln !'>COmpar-tl totale dt.!i g ermi tifosi nelle foci c nelle orine: nel ca~o che un couvnlesceute fosse diaue..,<;o prima rli questo periodo egli deve essere chiammente edotto del pericolo cbe egli può rap· pres11ntare por la famiglia, pei vicini, ecc. (l• Tutti i militari che banno soO'erto d'infe;done tit'oidea frui ranno di nul\ Jil'emm di l'onvalesconzR, t\l termine della quale saranno sottoposti ad un e~atne diretto por constatare per me7.7.0 delle riCl'rche IJatteriologichol so sono nm·om port'.llori di bacilli: in caso positivo verrà loro accordRta unR nuo,·n licenza, lino a che Sl\r:\ elimi nato il per icolo della diO'usione dcll'epirlt>mia. In ogni cn.:;o, <]ue;ti militari unn volt11. ri entmti ai corpi, non dovrnuno e~sore adibiti Rl s ervi zio di rnnci ere. 7° I n tempo di epidemia si dov1·à cnrRre la auassimn vig ilanza per cousaatare le fonne atipicloe dulh iuie:.:ione tifo•n, che rappreseutnuo 1mo dei ma ge;iori J>er icol i per la difl'usioue da uomo a uomo. Perciò in pre:Sen<~a di un mi li tar!! infermo, so,.pelto di tifo. s.i doni1 fna·e un esame molto minuto, ricorrendo n tutti i me:.:zi ternici che vm;SI\no condurre all'tLccort:lmeuto di una r eale int'ezioue tln ha cillo rli Ehonh. Frattanto gl i in\li v idui co n di•tgaao3i incerta snrRnno ricover:Hi negli spcolnli allo stos.<~o titolo e colle stesse norme dei tifosi. So U01• speciale vigilnnzn lH\l'Ì\ e..~t·rcitnta sui solò1tti che si trovano ncll<l stessn cnmern ta e vicano di letto all'individuo colpito dall'infezione. U0 Untn la ci rcostanzn che dei cnsi di tifo si manifestino attorno ad un in· di\'iduo snno, :li dovrl\ sospottna·e questi come po•·tutvre eli bacilli, e si prorederà all 'o!'ame delle sue feci per Rrcer·tare se il so:-;petto ahbin. IJUnlche foudam ento. l l t'l So all'epoca del la chillnH~tn della clnsse e..c:i-;tono località colpite da epidcmin tifolSR, si delibererà, voltn 1>~r volta, ::~ulla convenien?.ll. di sospcnd~·re la chianuttll. delle rerlute appartenenti ai luoghi infetti, ed in ogni caso si racco· glierauno <tursL'indi\·idui io unico riparto, e sn rlWIIO accasermati in locali .;epnrati dr\1 r<:sto della truppa e provvi,ti di latt·ina ~peci:de. l t 0 L'espcrieur.n ha dimostrato da molti anni, durante le mtlnovre, la t'req tu!ll7.1\ dell'i nso rgere dell'i n fer.ione nelle loc1ditil ove soao accan tonate le truppe. Ad evitnre


RIVISTA D'IOIE!\E GENERALE E BATTERIOLOG IA

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questo pedcolo, si prescrit'e che d'ora. innanzi sia fatto precedentemente un esame mezzi di r ifornimento d'acqua potAbile dei luoghi ove dovranno svolgersi le manovre: e. fatti i rilievi igienici nece~snri, si prenderanno subito i pro\'Tedimenti del cno;o. diligent~ dei

RIVISTA D'IGIENE GENERALE EBATTERIOLOGI! I. G. EMANt:EL. -

La c1tfl"a•loue della taberoololll: Ere4ltà. o bltestoue? -

( The Lancet, 16 maA'gio 1909).

Per la difesa sociale è di gran V(Liore stabilire esattamente quale sia il fattore pi i• importante nella difl'usione della tubercolosi, l'ert'dità o 1' infezione. L a provi\ scientifica dell'erediti\ è quas i impo!'Sibile: si dovrebbe dimostrar~ che p1ù tigli di geni t ori tubercolosi sono morti di tubercolosi, pur ess endo stati allontana ti subito dai genitori e separati fra loro, escludendo In po~sibilità di altre sorgenti d'infezione: ora queste condizioni non si possono qnasi mai realizzue in pratica. L 'Ema nuel esamina rigorosament e In storia di sci famiglie, nelle quali si sono avuti casi di tubercolosi: l'analisi accurata non porta al cun dato in favore della teoria dell'ereditit, ma parla in favore della dottrina dell'infezione. I casi di tuhercolotoi si sono avuti per infezione da un membro della fam iglia a un altro: i tigli sono rimasti sani, se allontanati negli orfanotrofi o in altr i istituti: la tubercolosi s i rintraccia spesso non nei genitori, ma nelle nutri ci e nelle loro famiglie: spe~so infine i gen itori pr~enta no i priloi !tintomi della malattia qualche anno dopo la nascita dei bambini, e !;pf'SSO cadono vittime nello sttesso tempo genitori e figli. L 'eredità non può !:p iegare i casi di infezione con il mat-rimonio: l 'infezione è più frequente dall'uomo alla donna: su 262 casi, 119. volte la tubercolosi è stat11. trasmessa dall'uomo alla donna e t>U volte dalla donna all'uomo, Altri dati in appoggio della dottrina dell'infezione si po~<sono des umere dalla trn!'missione della tuber colosi per mezzo della abitazione, fattore impor tan te nelle classi poYere per l'afl'ollamento: sulle pareti di una stn.nza sono stati riscontrati virulenti i bacilli della tubercolosi sei set t imane dopo la morte d i un tisico: in onn casa nuova, dopo la morte di due tubercolosi, s i sono ver ificat i in 12 anni 12 casi di tubercolosi nei successivi inquilini. Con la dottrina dell'infezione si spiega lrt maggior frequenza della tubercolosi negli individui costretti a vh·ere insieme in locali rinchiusi (magazzini, uffici, laboratori), e la minore frequen?.a invece in coloro, che per il loro mestiere o per la loro profes;.ione lavorano isolati e all'aria a perta. E l'infezione che spi~ga la tubercolosi compal'l'a nelle stazioni climatiche, negli indigeni. In Cannes la tubercolosi era rnrn prima del 1860; da quando In città comin ciò ad essere invasa nell' inverno dai tubet·colos i, la malattia è divenuta più f1·equ1.'nte nella popolazione, e il m11ggior numero delle vi !lime si ha nelle laYandnie, nelle camerie•·e; e cosl a San R emo, a Mentone e in altri luoghi della riviera.


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RIVISTA D'I GIE"E GB~ERALE E BATTERIOLOGIA

Certe popolazioni indigene, in Tabiti, nella nuova Zelanda, he.nno conosciuto la tubercolosi dagli };uropei, l' riguardano con ten01·e l'uorno bia11co, che ha l~ tO.YI/t.

La dottrina dell'eredità riceve un gran colpo, se si esamina l'influenza dell'età. e del sesso. L'Emanuel ripo•·ta le grafiche di 16 anni della mortalità per tubercolosi, sotto tutte le sue forme, nei primi anni della vita. Vi è un'enorme mor· lalità da O a 6 anni, poi la mortalità. scema nel 2- e s• quinquennio e risale lino a raggiungere il massimo tra 46·55 anni. L'alta mortalità infantile è dovuta alla lno rtalitlt. nel primo anno di vita. La scuola non sembra essere una grande sorgente d'infezione, ma d'alt ra parte l'Infezione acquisita nella scuola può spiegare l'aumento di mortalità negli anni successivi: le carte mostrano l'età della morte e non l'età nella quale si contrae l'infezione. J"a. mortalitil è maggior<' negli uomini, ma tra i lO e i 25 anni il un po' piit elevata nello donne, fo•·se per l'inHuenza della pube1·ti\ e della gravidanza. Se l'e· redità avesse un grande valore, la diminuzione graduale della mortalità, ossen·11ta nei primi cinque anni, dov•·ebbe continuare per tutta la vita: invece la curva risalt', e quest'aumento non si può spiegare con l'iofiueuza ereditaria. La dotll'ioa dell'ered iti\ ammette che i figli dei tuberco losi di\•enguno piil fa· ci lmente tubercolosi, e questo perchè i bambini o nnsce1·ebbero secon do alcuni, con i hacilli già nel loro organismo, o et·edite1·ebhero una ce•·ta predispo!lizione. Si dovt·ebbe ammette•·e la possibilità della trasmissione del bacillo all'embrione dumnh1 la vita inll'l\utel'ina per spiegare anche la tubercolosi latente, che ' i ma· nifesterebbe dopo un numero vnrinbile di anni. O•·a, se ciò fosse, noi do·nemmo trovare numeros i repe•·ti di tube•·colosi congecita, percbè secondo le statistiche, si dov1·ebbero riscontrare i bacilli clelia tuhercolosi n ei bambini nella proporzione di l: 9,6. Nelle migliaia di autopsie fatte in neonati e io bamloini sotto a un me:;e, si ricordano solo 20 casi di tubercolosi congenita. Vi è iuoltre uno stridente contrasto con quello che avviene nella sifilidecon· g enitn. Dalla g•·afica della mortalità pe1· mesi nel pl'imo anno di vita, si vede <'he nella sifilide il maggior numero delle morti si verifica nel primo mese, e la mortalità diminuisce mese per mrse, finché diviene q unsi inapprezzabile all2• me~e. Nella tubercolosi si ha l'oppos to; nel primo mese la mortalità è minima e cre'>re mese per mese, finché raggiunge il mass imo al ·l", 5°, so me.~e. Questo suggeri ~ce che la morte per tubercolosi non sia dovuta ad una malattia congenita, comtl nella sifilide: il fanciullo nasce sano. e non è che dopo qualche mese che appa io11o i sintomi della tubercolosi, quando cioè si è presentata l'opportunitA per una in· feziono. In favore della laten:r.a della tubercolosi si ammettono i reperti di focolai di tu bercolosi parzialmente o totalmente g11ariti, che si riscontrano nel terzo o nel qullrto circa delle autopsie di individui, non morti per t\tbercolosi. lra questi r'o· colai possono essere l'espressione di una infezione contratta-dopo la nascita, tanto pi1i che nella tubercolosi congenita è il fegnlo l'organo principalmente attacc::no e non gill le glnndole peribronchiali o i polmoni o le glnndole tueseraiche, come avviene negli ndulti. I noltre una latenza del bacillo della tubercolosi per 20 e •mche 40-60 anni urta con quello che conost:iamo ùella biologia del bacillo. La 111aggiot· pn r te dei medici intende per eredita tubercolare non la tl'11$tni<'sione del bacillo, ma una certa predis posizione; la percentuale dei cliSi vari ... relJbe


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dal 10 all'85 p. 100 secondo i diversi autori, e queste ampie oscillazioni si devono al fatto che si è t-enuto conto ora dei genitori soltanto, ora dei parenti. Ma è propr io una. Jlredisposizione che si verifica? Ammettendo che un paziente abbia una famiglia di 12 persone, non è da meravigliarsi se più di uno muore di tubercolosi, data la. proporzione della mortalità. di 1 su 9,&. Bisognerebbe togliere l'individuo dall'ambiente d ella famiglia, dalla possibilità. dell'infezione; e infatti i figli dei tubercolosi rimangano immuni se sono allontanati daj genitori, cioè dalla. sorgente di infezione. P er esempio: nei bambini ricoverati in un asilo di Monaco il41 p. 100 dt'i geni t ori erano entrambi tubercolos i e nel 48 p. 100 era tubercoloso il padre o la madre: orbene su G20 bambini si sono avuti solo due casi di tubercolosi. Be.r nheim ha osservato che cavie, conigli, cani nati da genitori tubercolosi d i· vengono tubercolosi, solo quando rimangono insieme con i loro genitori. La. trasmiss ione più frequente dalla madre l'l figlio s i verifica perchè la madre vive in più intensa relazione con la casa e con il bambino che non il padre. Certamente alcuni individui sono più disposti alla tubercolosi che altri; ma s i tleve tare proprio una rigorosa dis tinzione fra suscettivi e non sm<cett iv i, quando si consideri che 1 su 9,6 muore di tubercolo!li e che numerosi sono i casi di fo· rolai tubercolari, r·iscontrati in persone l'iten ute sane? Ruscettibilitil o non suscettibilitli, è cet'to che persone sanissime u t•obustissime senza macchia en:di tnria, pos.<;ono rimane1·e vittime della tuber colosi, per es. gli atleti. ln conclusione l'Emanuel r itiene che la principale causa d!·lla d ift'usione della tubercolosi è il fattore injèzio11e e non il fattore erulità: o q uintli il t'attore infezione deve sopratutto dirigere la nos tra camvagnA. contro la tubercolosi. La societ1\. non dovrebbe bollare come dnuuosi quelli che hanno avuto casi di tubercolos i nelle loro famiglie: quest..o avviene nelle assicurazioni sulla vita per es., e non e del resto che la &!': pressione drlle credenze del pubblico. Uno, che abbia un caso di tubercolos i nella famig lia, o e ri fiutato, o deve pagal'C l,lll grosso premio di assicurazione, a differenza degli altri senza macchia; ma questi sono egualmente esposti all' infer.ione o in casa o nel lavoro ::;iomnliero. P crcbè il fattore ereditil, che certamente esiste, abbia. ttna. importa nza nella tubercolosi è difficile dire; può dipendere dalla grande difl'usione della malattia. Non s i parla di trasmissione ereditaria nel morbillo o nella scarlattina, menb·e queste malattie hanno una predilezione 'Per certe famiglie; sono malntLie cosi diffuse, che noi le s pieghiamo solo con la dottri na della infezione. 1,(1 ste:-;so si de-.•e ammettere per la tubercolosi. Dal punto di vista pratico, sono d'importanza per noi le diverse sorgenti d'infezione e non la pr·edisposizionc ereditaria. G. :UEM~Io. G. Gnu:o:!u, capitano medico. - L'adone b&tterloUtto& della bUe e del 1&11 bWarl aut p neumoooooo tn v ltro ed tn ytv o. - ( J.'it'i:!lct Cl'ittca eli clinica medica, anno X, n. 2-3, 1909). In questi ultimi nnui molt..o si è discusso, dai batt.eriologi, sull'azione eserci\ata dalla bile sui microrganismi, nella cis tifellea e nell'intest.ino, e s pecialmente su di alcuni germi patogeni per l'uomo, n cominciare dal pneumo<'occo di Friinkel. 11 Neufeld principalmente, con numer·ose esperienze - di poi confermate per in· tero dal ::Nicolle e dall'Adis-lley - ha as.-;odato in modo indubbio l'azione batteriolitica della bile s ul detto germe: i detti AA. anzi sostengo11o che tale azione


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RinSTA D 'IGIE~E OE""ERAl.E t: BATTERIOJ,C.G IA

s ia ~eramente specifica, e che nella batteriolisi si abbia un mezzo sovrano per diagno!'ticnre istantaneamente il pneumococco, e per liberarue quelle culture, nelle quali si tro~asse associato ad altri germi. Infine il Levy. l'nono scorso, ha ritenut-a che il metodo della batteriolisi per la diagnosi diB'e1-enziale trl\ pneumococco e streptococchi sin non solo il migliore, ma anzi l'unico capace di permettere una diagnosi certa. Ma. in seguito, .Mandelbaum credette dimostrare che la bile di vi· tello ha anche azione sugli streptococchi, però soltttnto battericida, non batterio· liti ca; il Fontana, infine, oppugnò tutti i ris ultati degli altri sperimenta tori, con· chiudendo che l'aggiunta ai terreni nutritivi, in varie pl'Oporzioni, del glicocolato e del taurocolato di Ka inibisce alquanto lo sviluppo del diplococco e pit\ ancora dello streptococco, o lo arresta del tutto per ambedue ugualmente. FrR tali contraddizioni l'A. ha intrapreso una lunga serie di accuratissime esperienze, Yalendosi di 6 ceppi di pneumococco ricavati dlll sangue e dall'escreato rugginoso di polmonitic i, e poi avuti in coltura pura dopo inoculazione in conigli, ed infinu saggiati coll'~tgar-sangue dello Schotmi.iller. Comparati\·amente la vorava su di 8 campioni di streptococchi. Su di questi ultimi la bile o le varie conrentrazioni dei sali biliari non operavano aft'atto e non ne impedi~ano -nei trapianti- l'ulterioresYiluppo ; al contatto prolungato della bile fre<;ca, asettica, o di soluzioni al 6·6 p. 100 di tnurocolato e di glicocolato di :;odio in acqua. distillata, la crescita ne è molto inceppata, mentre i sali. ag· giunti al brodo di coltura, non esercitano apprezzabile azione dannosa su di essi. ~ui pueumococchi la bile fresca di bue, e, pit'l, di coniglio, dà batteriolisi, spe· cial mente se In bile ~ a.settica; il pneumococco cl1e gii1 comincia a risentire gli efl'etti della bile, messo sui terreni di cultura si sviluppa., ma ha perduto il suo potere pntogeno. L'A. studia pure le cause delle variazioni di resistenza di varii, pneumococchi all'azione di diverse bili e di varie soluzioni di sali biliari. Di poi nella 2' parte del suo lavoro, egli passa a studiare l'azione che i d~tti sali pos· sono esercitare sull'animale infetto con lo pneumococcc, come di già il Vinceut ed altri avevano fatto per il veleno tetanico, l'Ehrhard per il b. coli ecc., in modo da dare un coutributo clinico per dirimere la. tanto discus..~ quistione dell'impor· tllnza che ha il sin t01110 ittel'izia nel polmonitico, tra quelli che sostengono debba la polmonite risentire Yantaggio dall'itterizia concomitante, mentre alt1·i aU'ermano esseme sempre dannosa la comparsa, quale sin torna grave. L'A. non ha ottenuto alcun risultato favorevole dai suoi molteplici esperimenti con iniezioni otto-cutanee, endovenose, intraaddominali ed endopleuriche. di bile o di soluzioni dei sali biliari; e conclude affermando essere l'itterizia nella pohnonite, un epifenomeno, non atto ad imprimere speciale carattere ad essa, se è permeabile il rene. Le conCI!u!lioni generali di questo bellil'simo la\·oro sooo le seguenti: a) la bile fre ca esercita in v itro una intensa e s icura azione batteriolitica sul pneumococco: i sali biliari, come la bile, sterilizzati o conservati in qualsia.si modo, per· dono del loro primith·o potere batteriolitico; il tnut-ocolato di sodio è più atti,·o del glicocolato; la sensibilità del pneumococco a questi mezzi dissolventi del suo protoplasma è tanto più s piccata, quunto meno esso è stato abituato a crescere sui terreni sr· tìfìciali di col tu l'a; gli stt·eptococcbi non sono disr.iolti dalla bìle, nè dai suoi sali. Per cui, quando gli nltri processi differenziali non ,·algono a fa•· distingue•·e qualche ceppo di questo germe dal diplococco di Friinkel, la bile od uno dei suoi sali può assolvere questo compito;


RIVISTA O'IGII::!\E GENERALE E BATTER lOtO GJA

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nel corpo dell'animale la batteriolis i del pneumococco si verifica ugualmente ogni qual volta possa e..~ereitarsi un'azione di contatto intensa e prolungata fra gli elementi òiliari ed il germe; l'inoculazionc di bile nell'animale infetto, fatta a distanza di tempo o di luogo, non riesce a sal vario dalla setticemia., anche servendosi di dosi elevate di tale so· stanza, veros inùlmente per la diluzione che l'elemento pneumococcolitico subisce nei tessuti; iniezioni preventive di bile non confel'iscono immunità nl pneumococco, come la guarigione dell'animale a mezzo di e..c;sa non lo rende piu resistente ad una nuo,·a infezione. CJAC.'CIO. l vermi lD.te.tlDall po•IIOD.O oo•tltulre una oaasa provooatrioe 4ella febbre ttfo14e ? - (Bulletin de l'Àcad. d e méd., Parigi, 1908, n. 14, seduta del 7 aprile).

CHA:>T&MESsE E RooRtG VES. -

Da assai lungo tempo gli elminti vengono incolpat i de ll'infezione ti6ca: ba· sterà ricordare il Rocderer ed il Wagler, nel secolo xxm, ed il Raspail, che, nel :eu:, la ritenne intimamente leg ata al tril'occfalo (l). R ecentemente il Guiart e la sua scuola (1907) hanno addirittura sancito l'assioma c be ' l ualunq ue t>t:rsona il cui intestino s ia libero da elminti, può i111punemente bere acque contaminate, restando immune dalla dotienente rin. A controllare que..'lto asserto cosi a!'soluto e cbe, se fondato, capovol~erebbe le attuali vedute profìlattiche, in materia di ileo·tifo, il Cbantemcsse ed il Rodrigu cs vollero, per due anni, ricercare s istematicamente i vermi e le loro uova nelle feci di 196 malati, in 13-1 dei quali i sintomi clinici, la s iero diagnosi e l'oftalmo-reazione additavnno con sicurezza una febbre tifoide, mentre nei restanti 62 t ratta· vas i di varie infer mità, ma non di tifo addom inale, che del resto nemmeno aveV:\no mai sofferto in precedenza. Ad ogni infermo vennero dedicati dodici preparazioni e d odici es ami microscopici. Orbene, fra i lS.! tifos i si rinvennero le uova di tricocet'alo i.m !H pe rsone, ossia nel 67 p. 100 dei casi. Negli altri 62 ammalati, non ileo-tifici, le uova ora dette si riscontrarono 45 volte, nella proporzione cioè del 72 p. 100. Sembra dunque provato 1:he, almeno nella popolazione ospitaliera di Po1rigi, la presenza del tricocefalo nell'intestino non s ia corto nei dotienenterici più fre· quente che negli infermi d'altra natura. Rima neva tuttavia a stabilire s e la presenza del tricocefalo .s i a ccon•pagnas:;e ad una maggiore graviti!. d ell'infezione ileo-t ifica ; ma uno s tu dio comparativo tra una serie di dotienenterici ospiti di quell'ehninto ed un'altra serie che ne risul· ta\·a s provvista, ha dimostrato che in ognuna di esse s i ri;;<·ootra una percentuale pre:<socbè identica di forme benigne, medie, gravi e gravissime. Il Chantemesse ed il Rodrigues hanno anche potuto osservar.e che allorqua ndo il numero di quei parassiti, nella cavità ;ntestinale, è MSai elevato, non per questo l'infezione ti fica assume un déco1·so c linico più grave. Dd resto la presenza del tricocefalo s i può segnalare nelle malattie piit disparatl•. Presso i dotienenterici poi, mentre tale elmi nto è abbas tanza frequente, a:;sai rat·i 8ono gli a."caridi e g li OS'<iuridi, ma tale rarità è ugualru.cnte comuuu nllc p~ rsone ammalate di forme non tifose. PA S~F:RA. (l) \"adere anche il IA\·oro del \\"t:t:-' IIF:RO, di cui è cenno s pug. 40 del Oiornalr medico dd R. E~~rcito, 1907.


••to4o per l'uaU•l oompleta 4el fnlmaato, 4elle tarlae e 4erlvatl. - Melfi, 1909.

Dott. ALPnEDO PAGNIELLO. -

Con questo manuale l'A. si è proposto di esporre un metodo di analisi per l'es ame del frumento, delle farine, del pane e delle paste alimentari, che in forma chiara e concisa riassumesse quanto di nuovo e di recente la chimica. bromatologica 6 venuta man mano acquistando in questi ultimi tempi, e nello stes>o tempo di aggiuugere ai metodi conosciuti quelle modi-fìcazioni che l'esperienza e In pratica hanno consigliato di apportarvi. E sopratu tto l'A. ba avuto di mira di poter conl!e~uire un metodo d'aunlisi il più possibilmente rapido, allo scopo di evitare che lo sos tanze, du rante il tempo de ll'esame, possano andare soggette ad alterazioni spontanee ed n modifica.zioni tali da essere causa di degenerazione 1lella loro compos izione. Premesse le più importanti generalità. il Pngniello viene in altrettanti capi· toli a studiare la compo,.izione, le al ternzioni, le fals ificazioni, la conservazione, i camttcri fisici ed organolettici ed i saggi del frumento, delle farine, del pane e delle pMto alimentari, esponendo i metodi d'analis i indicati dai migliori o più accreditati autori. I n una seconda parto del lavoro l'A. indica i criteri generali che deve seguire il perito nelle ricorl' b& bromatologiche c!rca, il prelevamento del campione, i sagg i preliminari e l'esMue microscopico ; successivamente si IIC· cupa dell'anali,.;i chimica e dei vari metodi per la delerminazione dell'umidità, dell'estratto acquoso, dello sostanze azotate, delle materie grasse, cenere, cellulosa, amido, ecc. In tutte queste ricerche l'A. ritiene piu opportuno agire prontamente snl campio~ae. cosi come è prelevato, che non sottopor lo ad un essiccamento preventi\'O. In 6uc del manuale, sono ripartite le ricerche più importanti ed es~eu:;~iali che !<Cl·vono di corollario all'analis i completa delle paste e farine, e che riguardano specilll· men te le so-;tanze miuerali,.i semi noci vi e le materie coloranti. 1CASARI:>I.

P. GAsToN. - Tutto otò ohe •l può fare per U ouo•o oapelluto - Milano, 1909. Il prof. Gaston, della facoltl\ di medicina di Parigi, ha racl'olto in ques to brt>\'e trattnto, le nozioni piu importanti sulle malatt.ic del euoio capelluto, dcscri \'en· don& l'ctiologin, i mezzi diagnos tici, l'igiene preventi va, la profilassi e la cn ra. L'l. prima parte di qul!s to mnuuale à adatta\ s pecialmente ai medici per l'e~·r· r izio giornaliero dell1\ loro profcs.;ione, ed è una guida per coloro che, èSSI'Udo all'erti da ttnl\ mal11.t tia del cuoio capelluto, già bnnnc> appreso dallo !<pecinlista q uanto basti, perchà una de~:~crizione scientifi t·ll. di C><SI\ rie,oca loro comprl!nsibile. Ln ~~·conda part!' è inv<'ce cons igliabile a tutti, pca·chè, pur e«sendo hll.Snta su d:~ t i prN tamentP scientifici, tratta in foa·mll faciJe e piann, e con indil·izzo esst•nzinl· mente' prnt ico, argomenti d'inleJ"C!'Sc ind ividuale e collet tivo, rigmudauti specinl· men te la tc mpouticn gt•Jaea·al e, lll pa·ofìJn.,si e l'igicue prcs!'rvcttiva, conservati \"!~ •· cura li va del cuoio C!lpelluto. In fine del libro trovas i un formulluio cosmr tico, iu cui è dest·rittn ogni specie di lozioni, frizioui, brillantine e tintu re. ~f e1·i ta quiudi lode l'editorr•, tlot t<lJ' R iccnrdo Quintil!ri, per nver fatto cono· ,:;•·ert> anche 11.! puhhl ico itnlinno q ur~to mnuu nletto d'iigiene popolare, eh~ tigura degna mente fa·a gli alid \"Ohnni dc ll ' inl~rcs,.:ant e colh' zione doi " Lihd delln s:1· haLl• :t. CASARI:'< l.

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NOTIZIE Dl.UUSlonl onorUlohe a mecUol mlllt&d. Al congresso intl'rnaziounle di oftalmolog ia che :<i tenne n Nn poli dal 2 al i nprile dell'anno corrente sotto la presidenza del prof. Arunldo Angelucci, era, come certo i nostri lettori sa prnnno, annessa nn a E ><posizione d i oggetti, prepnmti , s trumenti ecc. attinenti nll"oftnlmologia. Ora ci e grnto annunziare che due uol! tri colleg hi ottennero in dett a e.-<J•OSizione un'alta dis tinzione, e precisamentl' una dell!:' gr11ndi merl11glie d'argento conce~e dal Mini!ltero della pubblica istruzione. Il colounello mcdi eo cav. Bnldnnz11, direttore dello s pedale militare di Napoli, la ottenne per il ,;uo sterl!oscopio,·ben uoto ni nostri lettori; il tenente medico dott. Sautam:\l"ia la otlcnue per l'~tppareccbio da lui ideato per scuoprire la s imulaziow• nelle ambliopie e nelle amnurosi. Inoltre la presidenza del detto congresso, deeise di erogare i fondi residuali di una sottoscrixione internazionale, promol'Sn. per onorare la memoria dell 'illustre fondatore della clinica ocnlistica di Napoli. pel conferimento. sotto il titolo eli PJ•emio De Vinanliix, di 8 medaglie d'oro alle 8 più meritevoli memorie inedite di giovani cultori dell'oculistica (quRttro italiRni e quRttro esteri). L'incarico di decidere sul merito delle memorie fu conferito a uno. numero<:a commissione composta dei più illus tri nomi it.aliRni ed esteri tra i quali: R eymond (presidente). Albertotti, Angelucci, Baiarrli, Cirincione, Gallengn., Guaita, Scimemi, Dufour, Axenfeld, !Je Lapersonne, Scholtz, Suellen e molti altri. Questa commissione decise mediante un re(ueull1L11~ per l et t era. Ora abbiamo il piacere di apprendere che una delle mednglie d'oro conferire ai quattro italiani toccò al capitano medico dott.. 'nmperi. Si abbia egli insieme ngli altri due egregi colleghi nominati più sopra le nostre congratulazioni.

NECROLOGIO GIOVANNI ELIA maggior generale medico. Se è strnziante lf\ dipRrtitn dell'uomo giovane e promettenti! c quella dell':tdulto nel fiore della s un forza e della su~ p1·oduttivitil, nou è men v ero che 1ft >'COlli· parsn di quegli insigni vegliardi, d1e furono tl•,tim oni ed attori dci primi movi· menti del nostro riscatto, ci riempi e il cuore di mel-tizia e di v~u c rl\zloue . .È ('011 tali sentimenti che sarà appreso. ne l corpo !<Rnitnrio In. morte de l mnggio1· gl'Ile· l'lllc medico Giovanni Ella, avvenurn iu Torino 1' 8 ago:<to del corre·ntc auuo, aveJ,.Io '·gli dn poco compiuto il suo &)o anno d'età. Nacque Giov~tnui Elia 1\ Toriuo il 16 giuguo JS~l. Suo pad·rc . .J..'mucesco, t'tt e,..,;o pure medico militare Il fu decomto della mt·dngli:t umua·izintm per 10 lu ~u· i di servizio. GiovRnni Elia segui le orme pMcrne, ed 1\ncorl~ s tudroute, com'cm h~ sorte di tutti gli ~~spiranti n.lla cnrriem med ico- militltl'e d'allora, lo troviamo, il 25 g ennaio 1841, inscritto come allievo chiru rgo n l lo -<pedale divis ion11rio di Tor in''· Ottenne la. la.urea in chirurgi1L nell' università di Torino nellS.I·l e quella in me· dici na nel 1845. La suo. primn.uomina :1. na c\lico militare avv~:nne il27 agosto 18 1·1 ,·o l gr·o.do di chirurgo ma\ggiore di 2• classe. Con <; ue,:to ~rndo, conispondente :~ q uello di m edico da hRttnglione, o tenente medico, t'cee la campagua del 1~: poi, p ro-


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NECHOLOGIO

mos,o a chi a·ua·go mn~gioa·e di l " c l asse (c-apitano), q uelln del 18.J.9, durante la qun le, nel fatto d':nmi della Sforzescn, si meritò hL m cdnglin di bronzo al valor militare. Nel ri ordinamento del corpo f<anit1wio militnre snrdo, avvenuto col decreto del SO ottobre 1851, clac segnò il principio della ri~«memzione del corpo sanitna·io, troviamo l'Elia medico di reggimento nel 4• fanteria; collo stes:«> grado lo vediamo pn·mler parte alla campagna di Crimea come addetto al reggimento provvisorio di ca\·lllll·ria Sempre come medico di reggimento, prende ptute alln campagna Ilei 1859, siccome nddetto Id l• reggimento d'nrtiglieriu. E nel fatto d'armi della Madonna dolio. Scopert~l. del 2J giugno, $i gtuLdagnò la moonglin. d'argento nl VI\• lorc m iliture per l'opet-a indefe=-sament-e e corag~iosaruentc prestata n soll ievo dei feriti d'ogni cot·po, non .-ieutrando che estenuato di forze, n. notte t\'1"1\nzatn, al bivacco d i San R occo. Nel 18GO (1° aprile) r aggiunge fì~talmente il gmdo di medico divisionale (mng· ~it>n:), ed è de!<t iuato all'ambulanza della 2" divis ione attiva, coli ~ qunl e prende p:Htc alln caropngnn del 1860-Gl. Nel 1866 lo troviamo collo stesso grado a capo d.-ll'ambulanzt\ della 2" divisione ntti9a. Pt·eude p11rte alli\ b11ttaglin. di Cltstoza, e , . j r iceve la croce di ufficiale dei Ss. Maurizio e Lazzaro per l'operQ.\òitil 1: In ca p11cità con cui dis pose pet· la pt·ont~\ cu11\ e ricovero dei fel"iti. Soltanto 1'11 dicembre 1873, all'atto della <·om•ersione degli antichi gradÌ di n,..similnzione che aveva il corpo sanitMio in quelli di ufficitlli effett ivi, è promos.-;o tcneut6 eolonucllo medico, e direttore di snnitt\ dd l11 divisione di Verona. Nella st~<a enrica continuò anche coli t\ promozione a <'Olounello medico, avvenuta il 2S di c. 1876, fìnchè il 6 g iugno 1879 fu nominato membro del Comitato di ::mnità militnrc. Cl'~:.:ò dal servizio, in :;cguito a sun domnudn, il 26 ottobre 1882. Pnssnto nella t·i~cn·a nel 1$8(;, fu poi uell887 promosso mag~io1· g enero. le medico. Dopo In ce!'-::;azionu da l scn ·izio l'li ritit·ò a Torino, dove l'amore al luogo natio e gli all'etti d i famiglin lo •·ichiamavano. Vi esercitò per alcuni nuoj la medici nll. F l·ce an che parte del Con;;iglio dil·ctti ,·o del Manicomio provinciale. Conser vò fino all'ultimo l'energia, la vi,·acità, l'iutere~<snmento nlla scienza e lo spirito di cnrit! che lo avevano nuimnto tluraute il fiore delhl sua virilità. Colpito nlc\HtÌ mesi fa dalla impt·o,·,·iAA perditn. d<·ll'nmata cou;;orte, le forze gli v ennero da quel giorno u poco a poco mancando, 6ucbè ln S('!"a de ii'S ngo;:to ;:erennmente f<i spense. Il Giornale di medicina 1nilitar·e rir.ordn con soddisf11zione che il gencmle Elia non i!olo ne fu dil·ettoJ'C JlCr due noni, dal 1880 al l &t:l, m:a fu anche tra. i pr imi ;.uoi collabomto.-i, trovaudosi una s ua tn\'moria oliuica (sopm una ferita di pi;;toll\ in du~·llo) fiuo nel primo volutnl• dell'auno ll:lot, e che egli a ppnrtenne, con C-or· te~<c, :\[aun~· t'll, Btu·offio, Bcsozzi, Comissetti, Beaufort, Marebinndi, Areno, e tanti nltt·i, alla schit'm di quei medici militari, che, sotto l1t guida del Riberi, contribuirono COli instaucabile zelo al migliornmeuto scientifico del corpo sanitario. L'im· prll<'a fu nrdun oltre ogni dire. L'l cultura genernle del corpo s anitado di sO«· snut'anui fn, era, bi=-ogna t·i couo;;cet·lo, alquauto al disotto della media. L t• guerre, i coutinui movimttuti pt·odotti dalle necef<:;itt\ politiche, la partecipnzioue al mo· v imeuto pnt.-io ttico, erano circostnuzc il cui complesso non era favorevole 111 pt·ogresso ><cieutifico. Si ùe ve dunq ue a questi egreg i, vnloro:;i su.i campi di bat· ta g lia, come uelle iufc tte sale degli o,;pednli, zdnnti del decoro del corpo quanto iudefes~i ecci t:\tori e mae:.tri nel pro~t·csso scientifico, se nttmverso n difficoltà d'o~ ui =-o rta, il corpo ;:unitario, dnpprimn con pn<:si lenti, poi con moto Yit'piit a ccderato, ;;iuuse n preuùerc fìunlm(' ute il s uo po to d'onore. E c1·o pet·clui In scompnt·sa di Giovanni Ella des ta nel cuor·e di ogni medico mi· litare uu seu.:o di me,tizin non dis~iu nto da gratitudine.

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:\~ORO LUG IO

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Comm. ETTORE RICCIARDI .

n 12 agosto moriva in Roma in segl1ito a lunga e peno;.a. malattia che ne aveva &!franto il corpo m& non diminuita la vivacità dell'intelletto e la bouti~ del cuore, il generale medico in posizione ausiliaria, comm. Ettore Rlcclardl. Ettore Ricciardi nato il 26 novembre 183! a Pomarance nella Jll"OvinciR. di Pi-<a, entrò nel 1859 nell'esercito nazionale come medico aggiunt<>, e vi J>ercorse tutta la carriera sino nl grado di colonnello medico ispettore, col quale grado i11sciò il servizio attivo per ragioni di eta, nell'ottobre 18tl7. Fu poi promosso maggior ge· aerale medico nel giugno 1890 e tenente generale medico il ·L luglio 1909. Pres<.' parte con onore alle campagne di guerra del 1859 e del 1866. Ebbe divers i incarichi che rivelano la grande estimazione nella quale fu tenuto. Fu addetto all'ispett<>rato di saniM. militare col grado di capitano medico; fu segretario dell'ispettorat<> stesso prima col grado di tenente colonnello, c poi con quello di colonnello medico dopo essere stato dirett<>re dell'ospedale militare di Roma, rima.n endo in tnle enrica 6nchè fu nominn.to ispertore. Tenne per qualche tempo la direzione del GiorTUJlt di medicin.a tnilita1·e. Pubblicò diversi lavori scientifici, molto apprezznti anche fuori del corpo sanitario milita1·e. Fra le varie decorazioni onde fu insignito, ne ebbe due per speciali benemerenze. Ettore Ricciardi ebbe in grado elevRto le doti del medico milita•·e. Prouto. risoluto, leale, di animo nobile e generoso, e nello stesso tempo medico dott<>, premuro:<o, amorevole, intese il suo ministero di carità, di s acri fizio, d i abnegazione, nel più ampio sen><o. E, sebbeua di esile apparenza, ebbe una grande resisLenz1~ lisica, non superata che dalla mirabile fermezza di proposi t i e tenacit~ di volen•. Perciò, mentre fu, come medico, stimato, desiderato, ricercnt, al letto dell'infenn o, fu, come militare, ese111pio di attività fisica instftncabile in me7.r.o 1dlc truppe, di ordine, di disciplina, di misurata eue1·gm fra i suoi colh•ghi E' dtpendenti. Ma due sue quAlità rifulsero in grn\IO eminent e : la gmnde, l'ecce~sivR. mode:::tia, e l'inesauribile avidità del sapere. Egli appartenne a quella eletta schiera di medici militari di c ui, per fortuua, non si è ancora perduto lo stampo, che adempiono sempre esemplarmente, scrupolosamente il loro dovere, WIL in s ilenzio, sen?.a ostentn:r.ione e senza iattamm . Io non so se Ettore Ricciardi ebbe altl"i amori, ma l'amore del SR.pere, il desiderio dell'apprtlndere, fu io lui una vern frenes ia, che nou vanno mai meno uep· pure cogli anni e coi malanni. Ricordo sempre con un ,·ero senso di a.mmira:r.ione come egli intervenuto per suo conto n.! congresso m~dico iuterna7.iounle tli ~[osc:a, nell'anno ll39i, dopo essersi strapazzato e stancnto correndo tutto il giorno per la capitale rnoscovita, n.vido di vedere tutto quello che la città Sllnta. della Ru..:sin. o~riva. fu colto a Pietroburgo da una recrudescen:r.a di quel male, che d!Jve\'1\ po1 trarlo al sepolcro. Ebhene, ci volle tutta l'energia persuasivi~ degli R.rnici per lodurlo ad aifrettare il suo ritorno iu patria, giacchè non voleva. pa.rtire i'Cnz a aver prima es aurito il programmi\ segnato nel suo Baecleker l . Nell'animo del Ricciardi non Allignuono mai bnsse passioni i !;i poL1·ehbe anche dtr? ~be egli non le concepisse nemmeno. E perciò non pllrve soltauto, ma fu un ottimista, onne quejl'aria di bontl\ quasi ingenua, che spirava. Il al ;;uo volto anche nell'età avanzata. Con tali qualitl\ non ebbe e non potette l\ Vere che a1nici: chi ~o co?obbe superficialmente lo giudicò inferiore ai suoi meriti: ma i suoi amjci, 1 SUOI colleghi, tutti colot·o che ebbero con lui rapporti d'ufficio, non poterono non ~mmirarne la vasta dottrina, la rettitudine dell'animo la nobiltt\ dei sentime?tl, Egli quindi lAscia una larga eredita di stima e di afl'etti nel corpo sanitano militare, di cui fu nna v era illustrazione. ~o che ebbi con Ettore R icciardi sempre i più cortliali rapporti. ~;li mando dal pro,ondu d11l cuore l'estremo saluto. P. I~tuRtACO.


Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmaceuti~o (l)i<pense n. ~ ~ 311 •lei Dollelllno u(fìclak dtlle ttomlne).

U f ttolalt iD aervh:to attivo permanente . Determinazione minislll'l-iale l 0 ltcglio 1909. ùll:t't'RIDA J.uigi, cApi tano m edico n artiglieria costa. - Tt·asferito 2 artiglieria campagna. Bl' fJA Jo'rancesço, id. o1>pednle Messina. - Id. S id. costa. Settt<• \'t 'l'O Niccla, tenente medi co 2 artiglieria cnmp~tgua. - I d. ospedale Ancona CA~OJOOIU Em·ico, sotto teneute medico ospedale Ancona. Id. 2 artiglieria compagna B t:ltTELLI E1trico, id. ospedale succur:-ale P1uma. Id. reggimento lancieri di l\ o\' ara. Il. decreto 17 gitcy•w W09. }'tmttt:T"rl .Arri!JO, t.eneute medico 25 filnteria. - Promosso capitano medico con amdanit1'1 Sl mnrz·> HMl a dauu·e per gli as;:;egui dal 1° aprile 1009 (dichla· rato p•·oroovibile a scelta). Seguir:i nel ruolo il cnl'itano medico Foresti Alberto.

R. det· 1·eto 20 ghc[!IIO 1909. HEALR Vincll'I~O. capitano medico 87 fanteria. - Collocato in aspettativa per in· fermità tempora rie uou prO\'enienti da cause di ser vizio per la durata di un nnuo. Detum inazione mi1tisteriale 8 lugllio 1110~. CtliXI Gaelano, capitano medico o fanteria (comandato 7 artiglieria campagna!. - Tras ferito ospedale Venezia, cessnndo di essere comandato come soprn. Bo~o Gioranni, id. os pedale S av igliano (id. ospedale Torino). Cessa di esser~ comandato come sopra. BA:!ILt Andrea., id. ospednle succursale Patma (id. id. Napoli). - Id. id. id. 'rROIAI\1 PW.ro, id. ospedale Ravenna (id. id. Pndovl\). - Trnsferito ospedale An· cona, cessando di essere comandato come sopra. GruxoNI Giovanni, id. id. Pndova (id. id Firenze). - Id. id. Palermo, id. id. id. ~{t;S><EROT'l't Be:>vE:>UTt GitrStJ•pe, id. id. Piacenza 1id. id. •rorino). Id. scuola applicaz ione sanità milit<~~re, id . id. id s .utPERI Gaetauo, id. id. Bologna (id. id. Torino). - Id. 88 fanteria, id. id. id. 'l' RUPFI Ettore, capitano m edico os pedale Milano (coman dato infermeria presidiaria Pavia). - Tras ferito 1• gen io, ces<;ando di essere comandato come sopra SEnTol.t .A.I(onso, id 77 fauteria iid· 7 artiglieri!\ campagna). - I d. ospedale Li· vomo, id. id. id. Z ucc'Aitl Federico, id. 2 id. (id. ospedale Rom:1.). - Id. id. Perugi a, id. id. id. Rt\"AI.TA Jtafl'aele, id. 7o fanteria (id. id. Bologna).- Id. id. Raven:1a, continu!Uldo coma nrlato come sopra. bu••:ntALI aiulio, id. H id. (id. id. R oma). - I d. id. Chieti , i.i. id. id. PASSEitA Br·cole, id. !l ber!laglieri. - Id. id. l\ovRI'a, e comandato ospedale Torino. :\lES:itXEO Giusepp~. id. ~:? l'nulet·in. - Id. id. Brescia , id. id. id.


MOVUlENTl AVVE:SUTI NEL OORPO SA:SJT. E NEL P~;RS. FARW:ACEUTICO

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ClAURt Rosolino, tenente medico ospedale Palermo (comandato os pedale Napoli ). - Trasferito ospedale Cava dei Tirreni (Salerno), continuando coma11dato come sopra. Determinazione ministtrialt 16 luglio 190fJ. PAÌI'l'IIRELLO Lilxn-io, capitano medico 88 fanteria. - Ti·nsférito lS fanteria . CùSTA Emilio, id. 14 id. - Id. 20 artiglieria caQlpagna. FORTI:NA'I'O Ca1·lo, id. ospedale Napoli. - Comandato corpo invalidi e veterani. RoSTAGNO Ca1·lo, tenente medico reggimento a1·tiglieria montagna. - Trasferito 7 alpin i. PALA OrNO Domm.ico, tenente medico R. corpo di truppe coloniali dell'Eritrea. Id. ospedale Cava dei Tirreni (::>aterno), dal 4 settembre lOO!J. R. decreto l o luglio l 90V.

1 s eguenti ufficiali medici sono promoss i al grado superiore, con anzianità 00 giugno 1909, con decorrenza per gli a.~tlgni dal 1° luglio 1009 e con la destinazione per ciascuno indicata . .Maggiore medico promosso tenente colonnello medico: MARTIELLO cav. Gaeta110, ospedale Napoli. - Continuli. come contro. Capitani medici promossi maggio1·i medici: Sl;I..'AZZI Vittorio, ospedale succursale Mantova. - Continua come contro. Mono Tito, infermeria presidiaria Casale. - Id. id. Tenenti ruedici promos-;i capitani medici: GABRI Giuse-ppe, 26 fanteria. - Continua come contro (a scelta). 0UE!tARDI Gio. Battista, 80 id. - Dostinato 10 bersaglie.r i (dichian1.to promovibile a scelta). CAPJALBI Antonino, 18 id. - ContinuA. come contro. ARliAND·UGON Giovanni, 10 bersaglieri. - Destinato 68 fanteria (dichiarato pr omovibile a scelta). CtAURt Ro11olino, ospedale Cava Ti1·reni (Salerno) (comandato ospedale Napoli).Continua come sop ra (R. scelta). Detern~inazione ?ltinisteriale 22 luglio Hl09. UIKONI Alesaand,·o, ca pitano medico 66 fanteria. - Tra.c ;ferito 12 arti glieria campagna. Ott.ARDONI Enrico, id. 68 id. - Id. 56 fan teria. CosTA!\TlNJ Giuseppe, tenente medico ospedale Savig liano - Id. os pedale Ch ieti D&JA!\A Oreste, id. 58 fanteria. - Id 94 fanteria FtOR&XZA Igna.zio, id. 3 artiglieria costa. - Id. 2-2 artiglieria campagna. ScoTo Filfppo~~eri, id. 2-2 id. campagna. - Id. ospedale Palermo. MAt.ABARBA Pietro, sottotenente medico 79 fanteria. - l tl. os pedale succursale

Udine. RvliB\' Pao{Q, id. 5-S id.

-

Id. ospedale Caglia•·i.

~ONIFACIO Gimeppe, id. 20 id. - I d. 2 artiglieria fortezza. A1'1'1STINI Camillo, id. 81 id. - Id. 1° alpini De B&RNARors l'irginio, id. 82 id. - Id. ospcdah: Livorno, ~laAx(l Gi11seppe, id. 8! id. - Id. 6 artiglieria campagna '"~;c •o Vito, id. 34 id. - Id. lo id. id. • ScC IBETTA Gaeta~to, id. O bersa ..lieri. - I d. 7 id. id. l'l'EL [ . n LI A es.wndro, 1d. 2-2 fanteria. - Id. ·l id. id.


oGO

V OVIME:\TI AVVENUTI :\F:L CORPO SANIT. E NEL PERS . FAR){A.CEOTICO

:\fAZZE"M'I Ca,·l.Q, sottotenente medico 2S fanteria -

Trasferito ospedale A IP.ssandria. FonTE Giuseppe, id. 42 id. - Id. reggimento cavalleggeri di Padova. CIARLO Sildo, id. 16 id. - Id. 2$ n,rtiglieria campagna. Sc mt·o:m .Micheie, id. 40 id. - I d. 16 id. id. GrAGNON r Pietro, iJ. 8 id. - Id. 17 id. id. i\IANOANARO Carmelo, id. 71 id. - Id. H id. id. AZZARO Gimeppe, id. 91 id. - I d. S alpini. CARBONE VinCI!I&ZO, id. 15 id. - Id. 1° artiglieria. costa. CALIA Gaetano, id. !J id. - l <l. ospedale Savigliano. D'ALnonE Francesco, id. reg gimento cavalleg-geri di Padova. - ld. id Caserb\. CURCIO Sa.uerio, id. st. fanteri a. - Id. 1° arti g lieria fortezza.

R. decreto lo luglio 1900. COLLOCA Enrico, sottotenente medico 21 fan teria. Promos.<;o teneute m Niico. con anzianitA 28 luglio 1009 e destinato, d'autorità, nel R. corpo di truppe coloninli dell ' Eritrea. Premierà imbarco ·A. ·NA.poli il S settembre 1909.

Determinazione mirtisteriale 29 luylio l 009. Giuseppe. c~spitllno medico 88 fA.nterin. - T1·n-=fer ito SO fA.nteria. SATTA-PUI, I-:TTO Salcalore, i(l 7:1 id. - Id. 17 id . SDti)NI

UFFICIALI IN CONGEDO.

UftlotaU ln poslsione 41 nrvizlo aulllarto. Teuente colonnello medico promosso colonnello med ico: Ross1 cav. AII!JII.~to, d istretto Venezia. Mn.ggiore medico promosso tenente colonnello medi co: llozr.1 cav. F elice, distretto ::\[ilano.

Defantl. nob. Emanu,.le, ~npitano medico ris 11rvn, c\istretto Siena. - :\!o rto a M1LSSa l\IaritLirna (G rosseto) 1'8 ma;.:{~.çio 1908. B~t:rnA>Hl Vincenzo, maggiore med ic:o riserva, distretto CA...:ale. - ~rorto A. Ca <sal e , ::\fonferrato, il ·1 gennaio l OOtl. D() OP.ItO Andrea, sottotllnente medico distre tto Genova, 4 alpiui. - :\forto a Quarto nl Mttre (Genova), il l~ febbrA.io UJO!). CAm'E'I"I' I cav. Em·ico. colonnello ml'di r·o non piit inscritto nei ruoli. -Id. a ~a­ poli, il 21 giugno 190U. Posr.1o Prancesco, tenente medi co l'iserva. d is tretto ì\Ielì·<Ìnll.. - Mort-o a ::Ucssiun, il 28 di cembre 1008. ~fAr. ~'A"M'I

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L ulOl FF.RRERO ox CAv.ur,ERT.I,o:-.:e, ma;:;gior generale medico ispettor e. !l R .-.d A. L LO l"'(.,

Rwor.ro Lavr, tenente colonnello medico. ( ~9:11 1 -

ll..rol'l, 19<19 -

Till. E. \' l)!h••ra


'Pubblicazioni ·'i&ildibili presso l'Amministraz. del " Giornale di medicina militare , '

"''" XX SETTt:liURil, PAI. A1.7.1) oar. MoNHTKno II KLI.A GUKRIU

~ntr<>pOmetria mi/ilare.-

Risultati ottenuti dallo spoglio dei fogli sanitari delle claaai lg59·1g63; due volumi io 4° con atlante Vol. I (Dati antropologici ed etnologici) con. Atlante della geogra.Ba antropologica dell'Italia. - Roma tg96. • L. HlVol. 11 (Dati demografici e biohJiioi) - Roma, 1905 • . • 6 .fJ.&.Bo.rno e Sroaz.L. - Compendio di ohlrurgill di guerra compilato aulla storia medico-chirurgica della guerra di aeceS&ione d'America. - Rom a, l SSg 4 volumi, pN"ZW ridotto . . . • 5 60 ~BRNABDO e BREZZI. Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. M&moria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte 6gure e tavole grafiche. - Romn, 1905 . . • • • • 3 GO .C.LSAIUNI. - Ln fatica nella vita militare. llemoria premiata nel concorso Riberi 1904-1905. On volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 190g. . • · • 6 lo. - Le malattie e gli infortuni nello vita militare. Memoria premiata al concorso Ritx-ri UlOoli-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche o statietiche.- Roma, 1908 . . . • • . . . ·. • . . . . • , . . • g -<:178AlfL - Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del aervwo sanitario in campagna proa!!O l'osorcit.o italiano. - Rom.... 1906 . • <Da l'EIAR&. - Studio sulle mediaatiniti (mediaatiDiti auppuratlve, aeoe880 mediaatinico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. 144 • • • • 2 fiYilTL Ooomatologia anatonùca. Storia e critica del moderno linguaggio anatomico. 1'raduzione libera italiana dei dottori C. Pai!ITTI e C. SroBu. Roma, 1884. (Edizione rara) . . • . • 6 .Le ft:riu caruate dalle armi da guerra. Sintesi della relazione sanitaria sugli -rciti tedeechi durante la guena franco·germanica 1870-71. - Roma, 1889. Un volume di pag. Mg, prezzo ridotto. . . . . • 2 lt&lfAYnA. - Atudii storico-critici aulla meniogite cerobro-epiD* epidemica in Italia e particolarmente nell't~eercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Preuo ridotto . . . . • l 60 '8.u.INAJU. Le lesioni traumatiche dei centri nervosi. Memoria onorata del premio Rlberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto • • 3 110 :Sro:au e GIOt.lAREl.LT. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al ooncorao Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 18g5; prezzo ridotto. . . . . . . • . • . • • 3 '!fowELLlNl. - Delle malattie più frequentement.e simulate o provocate dagli in.scritti. - Roma, 1g75 • . . . • . • • • . • . • • 3 60 ~. H - Per l'açqulsto delle opere aop raiRdloete Inviare oomml11lonl e nglla aiJ'AftWIInlafruJone ·•• Olomale dJ medicina militare •la XX Settembre Roma. •

..J.ltl'tJ pubbUcnzitm~ 1/l.efUco-tniUtw·i.:

IDx_ FALco AlfDllE.A, tenente colonnello medico. - Patogenosi unica delle malattie vaacolari, eecretive· e nodulari degli occhi e degli organi vicini. Un vol. in go di pag. 240 con 8 tavole fuori testo. - Napoli, Società commerciale libraria, 1905 • • . • • • . • • • . . • • ~.uu LEr.u F:aA!(OJISCO, tenente medico. - Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibilo preMO 1' Autore iu Firenze, scuola d'applicazi.o ne di sanità militare). . . • . • llKBB.IACO PtETRo, generale medico. Sull'aziono degli attuali fucili da guerra e epeoialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. fStudi eper irnenta.li, con 16 tevole di fotografie e radiografie riprodotte io fotot.ipografia). - Roma, 1903. (Vendibilo preaeo la Tipografia E. Voghera). . . . • . . , t.D. ID. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1g98. (Vendibile proaao la L ib. Bernardo Seeber Firenze) . . • • . . . . . • • • . . . . . • . , ..JAIIDOLO CoS':U..'f'l'INO, colonnello medico. - Oftalmoscopia ed ottiica oculiatioa. Manual.e teorico-pratico. Un vol. in go con 82 .figure e 12 tavole. -Napoli, stabilimento tipogra.floo Furrante, 19{115. (Vendibile proseo l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) • • • • • • • . . • • • • . • • • • .!!Al!IOLUCTI Ezxo. tenente colonnello medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po (1g89, IS9g, 1905). Toato e progetto con illustrazioni, premiati con diploma d'onore all'Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile presao l'Autore, piazza Sant'Ambrogio, Milano) . • • .

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GIORNALE DI

MEDICIN .i\_ 11ILITARE Direzione e Ammlnlstru : Via Venti Settemllre (Palazzo del Mlnlst•ro della guerra)

CONDIZIONI DI ABBONAJlEN'l 'O. 1o Il Giornale di medicina m ilitare si pubblica l'ultimo giorno dì ciascull> mese in fascicoli di 5 ro~li di stampa. , 2• L'abbonamenl? è semp1·e annuo e decorre del t• ~enneio. 3° Il prezzo dell'abbonamen to· è:

Per l' Italia e la Colonia Eritrea . . . Per l' Es tero. . . . . . . . . . . . . Un fascrcolo sepa1·ato costa ~· rn •Italia l a 11 es ero

L. t~• ts,-

.Jo L'abbonamento non disdetto prima de l 1' dicembre s'intende rinnovai~ per l'anno su<'cessivo. 5° l signori abbonati mililari in effettrvilà di ser vizio possono pagare l'imporlo dell'abbonamento per mezzo dei J'ispeltivi comandanti di corpo (anch& a rale mensili). 6° Ai librai si ra lo sconto del i OOfo. ma sollanto per ~li abbonamenti dellepersone che non possono fruire della fa cilitazione di cui al n. 5. r Le spese per gli estratti e quelle pet· le tavole litografiche, fotograf.che, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a car1co degli autori. go Gli autori delle memorie potra r1no averne gli estralli facendone richiesta all'allo dell'invio delle bozze corrette. Gli eslralti ~;ono di due tipi: TIPO ..t. -

Con copertina in bianco, ·senza fronli&piz.io, e coUa impagina· tura e numerazione del fal!cicolo. TtPO B . - Con copertina stampata, frontispizio, impa$tinalure e numez;a· zione s peciale. I l prezzo è r egolato dalla seguente lariffll: Prezzo CLI olaaou:n. i'ogl.lo di. at:amp8 NUMERO OEI.LB COPtE

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309 GIORNALE DI

MEDIC·'I NA M.I LITARE Giornale di medicina militAto : 18!11 - 1884

Olomale madlco del Rtaio E....,lto o della R.gla Marina : 1886 1896 Olornale medico del Roglo Eoerclto : 1895-1907 •

..\NNO LVII -

1909 '

SOMMARIO Jll·l • o • • •; oalt;111"-'1. 1.

~IOel•. - Sull'epitelioma della pianta del piede c del r:.lc.•;::oo . . . • . • ,.lilleloll. - Slndio sckmtHico-praUeo sul coniA'flno del delinquente uell'es.ercllo . • . . 81•~lotti Bleobl. - Sull'ad~ooclstoma multlloculare del reni • • • . - Stenosl nasale, lperplaela dell'anello di Waldeyer e ~rie denterin Mi mllllari P CASU IST I CA CL IN ICA. traasl. - Ferila di punta e l:.gllo pcnetrnnte nt llo stomaco . Rive. _

l'v,>.

R l V l S T E G E N ERA L l. . Le moderne anni da guerra 1101t..ltlll e11 azin nc del loro pro•~tt• a n•I•T-' DI GIOa!l-'1.1 IT-'I,IA!WI lED lfl8TJRal. (l". l'/nollft ne//' fllltMIO del/n 'Operlinn ). -·~

. ....

DIR EZIONE ED AMMINISTRAZIONE

llOIIA. • P&luzo del HJ.nistero della Gnerra, VIa XX Settembre· .ROMA

al.1

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600 G5i 57S

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., IND I CE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALI.ANI ED ESTEJU IIIVISTA UIWICA aa..dai1L - Contributo all• l aturlfo llelle morti Impr ovviso tlmlcho lo ndolti Cllt dlnl e Fedeli. - Sulla mlastenla da lnlluenm . . . • . . Ca•dr6. - Conge,ttooe poi mo naro a rrlgoro.

,Pag. 10t iOI iO!

RI\'IS'fA DI OTO-RINO-LAR INilOIATRIA. Chlllallf. - L 'oree<:hlo e la det ooation&. St•1dio clinleto e proOiual RIVISTA DI Aru·ro.IIIA, B FISIOLOG" NORY,ALB B PATOLOGICA. Ctl'lllane e Veoole - Del llmiU della $leroagglutlnulone sul b. coli e del Yalore do auor<lar51 r11la medesima • . . •. • . • . . • • • • •

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RIVISTA 01 UALATTIB VENEREE E DELLA PELLE. . . . . • . . . Ftroenl. - Il Santyl DAlla uretrJte bleoorragieA • llt llopuu - Recenti llrOilr•.<SI uello sllltlio clonico dPII'Pvoluzlnne della atnllde • • • Ct ldtr-a. - l m~ortAnu llrll· l'ro•a tlel Wa$~erm~nn Pt r la dla~toosl delle IOl!loui siRIILiche IlA l 08$0 rtella gola e dell'o:reor.blo. ll'lnler. - Sleruterapln della slllllde .

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RIVISTA 01 MBOICINA LEGALE. . . • . llttla. - t:omtler dn~s l'h>'stlene m•ntat., <tu aoltlat •ankttn&lltr. - Zur Kll~nt.tJI" dN ror•·n~lscheo P~ycb13trie In der Armee Sl•onlt. - Los dt1fH!nc!nis e1ar1s I'Armée . • • • . . • •

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RIVISTA D'IGII'!~E Gt:~ERALE E BATTERIOLOGIA llountha l. - ~oov~ teorlo sulla. hlologta rtel ~:•rmi nnaerohi - L• ro artnttameoto alla vota aer~hlra . - Loro tta•r.. rmazlom ver l'ad:utameoo too alfa parauiluoa (ciclo bai· terlco e lrasronuldmo secondnno) .

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RIVI STA RIRI.IOGR 4FICA. llandone. - Goldn prat i~a per Il medico militare 10 e.1m1Jagna l'IlOTI ZII'! Sott>scrizione oer un monumento ILd Alessnn.Jro Rlherl . CON FimENZI'! SCIE~IFICIIE UKGI.I OSPIUoA I.I MILITARI. MO\' IYI'!NTI AVV&NUTI NEL CORPO $ \l'iiT"IIIO K NEL PKRSONAtl'! 1'.48~1\CEUTICO

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Pubblicazioni vendibill presso l'Amministraz. del " Giornale di medicina militare , Vu

XX St.:TTEwona. l),l l. AZ7.o ou. M!JiflATt:•tn htet.t.A uutculu

Antropomuna miliJare.- Risultati ottenuti dt\llo apogtio dei fogli sanittu-i delle elasai 1859-1863; duo volumi in 4° con at.Janto Vol. I (Dati nntropo1ogici ed etnologici) con Atlante della geografia an· tropologica dell' It.al.ia. - Roma 1896 . . . • . L. 18 Vol. Il (Dati domogralìol e hiolugici) - Roma, 1905 • . • • • » 6 I:Juorno o SroBZA. - Compendio di ohirurgi~~o di guerra compilato aulla etoria medico·chirurgica della guerra di sccoasione d'America. Rom.a , 1888 4. volumi. prezzo ridotto . . . . . . • . . • • • • . . • • • 6 AEBNAJlDO e BREZZI. - Lo sgombnro dogli &mroalsti o feriti in guerra. !~&­ moria promiata al concorso Riberi. Un volume di psg. 276 con molte figure e tavolo grafiche. - Roma, 1905 . . . . . • . . . . . • • • • 3 60 C.a.s.a.RINI. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concorso Riberi 190-l-1905. Un volumo di pog. 330 con 65 figuro. - Roma, 1908. • · · • 6 Io. - Le malattie o gli infortuni nella vit.n militare. Memoria premiata ~l concorso Ribl'ri 1005·1906. Un voluma di pllg. 402 con tavofe grafiche o at.att· atiche.- R om a. 1908 . . . • . . . . . . • • . . • 8

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Oos.a.Nt. - Esposizione sommaria dell 'ordinamento e fun:r.ionameoto del eer· vizio eanitorio in campagna pros:10 l'lliiOroito italiano. - Rom&. 1906 · • D~ Gss.t.RE. Studio sulle modi&stiniti (mediaetiniti auppurative, aeoeseo mediMtinico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. 14-4 • , • • • • • • • , • HYRTI. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno li.nguag8J0 anat~mico. Tradu:r.iono libera italiana dei dottori C. Pn&'M'l e C. Sroau.. Roma, 1884. (Ecfu.ione rara) • • • • . . • . . . • • • • • • • Le /trito C<lruata dalle ar11-.ì da uuvra. Sintesi della relazione unitaria eugU eserciti tedeschi durante la guerra franco germanica 1870-7 1. - Roma. 1889. Un volume di pag. 848. prezzo ridotto. • . . • • • • • . . • • • • • MAN.a.Yll.A. - Rtudii l!torico-oriticl aulla roeningito corobro·spina!P epidemica ~ Ite.li11. o particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 26... co n 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . • • . • . . • . • • •

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MEMORIE

ORIGINALI

Regio Istituto di Clinica chiru rgica della Università di Roma Oirc:IIO dal Pror. s~natoro F. 0 UftAII'I:Il

SULL' EPITELIOMA PIANTA DE L PIEDE E DEL CA LCAGNO l'er il dott. Filippo Caccia, Cupitono nwdico ed tiS.~ish•nto orH)rtU·io

Parecchie memorie, specialmente in Germania, sono state pubblicate sugli epiteliQmÌ primitivi delle estremità. in generale, ma sono rare q,uelle che riguardano i singoli membri e nessuna, che io mi sappia, riguarda gli epiteliomi della pianta del piede. Solo esiste qualche lavoro sui tumori del calcagno in generale. Siccome, nella clinica di Roma, ho avuto l'opportunità. di osservare e studiare un caso di epitelioma della pianta del piede, svilupp~tosi su un'antica ulcera perforante, così io, consigliato dall'illustre Dll~ ~aestro prof. Durante, ne ho fatta l'illustrazione no11 solo per la ranta. del caso speciale in parola (ne ho potuto riscontrare solo un al~ro ~imile nella letterat.ura), ma anche per la raritil relat iva degli ~ptte~10mi delle estremità in genere, e della pianta del piede in 1spec1e. . Basta. solo accennare al fatto che nelle clinica di Roma su 782 ~plteliomi operati su tutti gli organi dall'anno scolastico 1885·86 al· anno 1907-908, solo 14 appartengono all'estremi tà. e di queflti uno ~olamente alla pianta del piede. Una tale rari tà. viene del resto cont~rxnata. da tutte le statistiche che sono state pubblicate, in quest'ul1.~0 decennio, sui cancri primitivi dell'estremità. Cito tra esse, la ptuBrecente e 1a p1u · • 1mportante · d.' per 1·1 numero d e1· cast· racco l t1,· queila. 1 runn della clinica. di Bruns, nella quale su 3G8 casi di carcinomi 3& - Cio~

1

na t di mtdtcina mllllo re. -

l'asr. \'III· IX .


562

SULL'EPITELl OMA DI::LLA PIANTA DEL PlEDB

dell'estremitiÌ, di cui ~23 appartenenti alla. statistica di Volkmanu e 145 raccolti su fonti diverse (Michnel, Fra.nze ecc.), si hanno solo i\5 casi di cancri della pianta del piede e del calcagno, ossia una per· centuale del 0,5 p. 100. A questi io ne ho potuto aggiungere altri 10, tro di P ean, 5 raccolti sulla tesi di V. Helle sui tumori del calcagno, l di Berger ed l della clinica di Roma. Inoltre nello studio del caso in parola, ho potuto rilevare parecchie particolarità cliniche e isto· logiche n011 comuni agli epiteliomi in genere. P er tale ragione ho cercato di riunire tutti gli epiteliomi della pianta del piede e del tallone, che mi e stato possibile raccogliere HE>Ila letteratura, allo scopo di tracciarne un quadro nosografico complesso, proprio alla rP.gione. Incomincio intanto coll'illustrazione del mio caso: R. G. impiegato dello Stato, di anni 70, rico verò in clinica il !l giugno 190~ Gentilizio immune. Egli non ha mai sofferto ma· latti e di carattere, ad eccezione di una bronco-polmonite da influenza, che durò circa. tre mesi. Dieci anni fa si contagiò di blenorragia che guarì circa in due mesi. Circa la presente infermità riferisce che nove anni or· sono incomin· ciò ad avvartire modico dolore alla faccia i uferiore del calcagno sinistro, che egli attribuì all'azione di ttn chiodo sporgen te nell'in· terno della scarpa. Persisteudo il dolore ricorse ad un sanitario che gli fece un'incisione nel punto dolecte ed una cauterizzazione col nitrato d'argento. Si ebbe cicatrizzazione, con formh:.:ione di tessuto calloso ; rimosso il quale per il dolore che prosegui va, si trovò al disotto un tessuto granulante. Tale lesione di continuo poco d olente, ge· meva scarsa quantità. di secrezione purisimile ed andava soggetta ad alternative di cicatrizzazione e di recidive. Per tale ragione ricon;e la prima volta in questa clinica nel 1001. Quivi fatta. diagnosi di ulcera perforante, fu eseguito lo stiramento del tibia.le posteriore e l'escis· sione dell'ulcera. À questa tèrapia segui temporanea guarigione, poichè dopo un anuo il male si riprodusse. Nuovo interven to, consistente nello stiramento del sa.feno esterno, seguito da miglioramento senl'.a poter però ottenere la guarigione com· pleta. Dopo altri due anni si assoggettò l'infermo ad un nuovo in· tervento che non sa precisare, ottenendone un miglioramento note· vole, ma transitorio. Si limitò consecutivamente a conser vare la regione con ogni cautela antisettica. Da circa sei mesi si e accorto eire dalla scontinuità della lesione del tallone, si veniva svolgendo una. tumefazione che andava progres· sivamente aumentando eli volume, con comparsa in questi u ltimi tempi rli dolori trafittivi.

-.:

l:


. E DKL CALCAGNO

5G3

EsutE OBIETTrvo. - Alla sup.E:rficie piantare deHa regione calcaneale sinistra (vedi fig. l) si nota una tumefazione ulcerosa dell'estensione di uno scudo, che a guisa di fungo protubera circa 10·15 millimetri sul li vello della cute circostante. Tale t umefazione è costituita ·da vegetazioni irregolari, papilliformi, separati da solchi piu o meno scavat.i. E sse, de! volume di un grano d i miglio ad un pisello, sono di colorito giallo-rossastro e grigiastro. I margini di questa ulcerazione sono asciutti e si continuano immediatamente nella. cute normale. La superficie ulcerata. f~J. riscontrare alcune papille rivestite di epitelio ipertrofico, altre erose, in generale la su per·

Fig 1•.

fi cie è flsciutta., in qualche punto si notano piccoli grumi sanguigni, in qualche altro detriti epiteliali. -~lla palpazione la tumefazione l)ffre una consistenza duro-elastica 6 . si nota che fa parte intimamente del rivestimento cut.aneo. La presSIOne è alquanto dolorosa. Assenza d'ingorgo gla.ndulare nella regione inguinale e poplitea. All'esame generale si nota una costituzione robusta e ben conservata; nulla di notevole nei diversi organi ed apparecchi. t ?PERAZIO~E 16 GIUGNO 1909. - Asportazione del tumore con il bis un fino alle parti sane. Decorso postoperatorio regolare; si è lasciato guarire per 2•; dopo un mese esce dalla clinica in via di guarigione.

rr


SULL'EPITELIOMA DEl-LA PJANTA DEL PI~DE Rivjsto dopo 14 mesi non vi è accenno a riproduzione, cicatrice ben consolidata. Assenza d'ingorgo glandolare. E~.UIE ~IA CROSCOPICO DEL PEZZO ANATOli!CO. Il tumore si mostra nettamente a sede cutanea, invadendo alquanto il sottc.cutaneo seuza. oltrepassarlo iu alcun punto Alla superficie di sezione si riscontra di color bianco grigiastro con alcuni punti giallastri. Le altre uote macroscopiche sono già icdicate nell'esame obiettivo.

EsA:WE JUOROscoPICO. - Ho presi alcuni frammenti di tumore nella periferia di esso in modo da comprendere nel pezzo cute sana e neoplasia ed altri nel centro. Essi furono fissati in alcool l'd in sublimato, inclusi in paraffina. Le sezioni sono state eseguite perpendicolarmente al piano della cute per poter studiare bene il passaggio della cute sana alla neoplasica ed i rapporti istogenetici dei vari elementi. Le sezioni sono state colorate con elllatossilina ed eosina, carminio, van Gieson; colorazioni speciali per le mastzellen e plasmazellen, con tionina, bleu di L offler e l'Unna-PappP-nheim (Karbol, Pjronin, Methilgrtin Methode). All'esame si vede nettamente che dall'epiderm ide si passa al testuto proprio del neoplasma per iperplasia e sconfinamento dell' epitelio del corpo mucoso di Malpighi, sotto forma cordoniforme. S i vedono cioè coni epiteliali, più o meno voluminosi, risultanti dall' allungamento delle introflessioni interpapillnri dell'epidermide approfondirsi nel te~suto del derma e formare una rete di cordoni epiteliaH di forma e diametro differente, diretti in vario senso. Alcuni presentano nel loro percorso rigon6ament.i a clava. (fig. 2). I cordoni epiteliali fanno notare che nella. periferia sono costituiti da elementi che più o meno si avvicinano agli epiteli normali da cui provengono con uno o più nuclei ed il rispettivo nucleolo; molti elementi presentano figure mitotiche tipiche ed atipiche. Nella. parte centrale si riscontrano forme più irregolari ed adulte e con spiccata teudenza alla degenerazione grassa.. Questo faLto ritengo sia dovuto a ll'abbomlanza. dello stroma. che in certo modo compriime e quasi strozzn il tessuto neoplasico. In nessun preparato ho potuto riscontrare accenni alla evoluzione lamellare ed alla corni fi cazione. K elle sezioni periferiche del tumore (fig. 3) si nota che esiste una zona di passaggio tr a la pelle normale e la neoplasica, nella quale si riscontra ipertrofia della pella e specialmente delle papi Ile, ingrossamento delle glandole sudori pare }Jer


E DB L CALCAGNO •.\

•·


\ 56G

SOLL 1EP1TEL1 0 KA DELLA PIANTA DEL PIEDE

dilatazione del lume. Inoltre si Vtlde evident~mente che le glandole sudoripare non prendono alcuna parte alla. neoplasia; esse solo la su·

l ~

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.l

F ig 3'

biscono ed, oltre ai fatti già notati, pre~entano lieve deforma.zionf> per compressione e lim itate degenerazioni epiteliali (necrosi ?).


E DEL CALCAGNO

567

cli può seguire esattamente nei preparati la propagazione del tumore lnngo gli spazi linfatici. Srno~u. Il tessuto di sostegno è formato da uno stroma connetth·o.le molto sviluppato coi caratteri d'un tessuto connettivo a. tipo proliferativo, non molto fornito di vasi, i quali oltre a. ciò presentano neoformazioni peri ed endovasali. L'aspetto complessivo del tumore è quello dello scirro per !a prevalenza ben pronunciata della parte strumale s ulla para.nchima.lfl (vedi fig. 2). Il fatto più importante a notarsi è lo sviluppo accentuato del tessuto connettivale reattivo intorno al tumore, che presenta diversi stadi di metamorfosi progressiva e precisamente verso lo stato adulto in alcuni punti, mentre in altri predomina. l'infiltrazione cellulare. Facendo colorazioni speciali con il metodo Unna-Pappenbeim, con la. tionina, con il bleu di Loffler si dimostra evidentem·e nte che il connettivo limitante gli zaffi cancerosi apparisce ricco di plasma.zellen (Unna), le quali in alcuni punti sono riunite in groppi senza altri elementi cellulari, in altri sono miste ad elementi d'infiltrazione parvicellnlare e fibroblasti, in alcuni infine si vedono anche commiste a mastzellen, le quali però sono scarse. Oltre allo stromo. del tumore è ricco di pla.sma.zellen anche il connettivo rea.ttivo perineoplasico. Portando l'attenzione a.i diversi accumuli di plasmazellen si nota. che alcuni sono quasi addossati ai piccoli vasi, altri invece non vi hanno, almeno apparentemente, alcuna r6ldzione. Nei gruppi intorno ai vasi si può seguire la. graduale trasformazione degli elementi connettivi dell'avventizia (a.vventizialzell"'n di Marchand o cellule si m il i ai cla.smatociti di Maximow) in vere e proprie plasma.zellen (fig. 4). Infatti vicino agli e]ementi connettivi dell'avventizia (A), si vedono altri elementi che per la loro forma e per l'immediata vicinanza con la parete vasa.le si direbbero cellule avventizia.li (B), mentre però pre· sentano abbastanza accentuati i caratteri del protoplasma, propri delle plasmazellen, il quale diventa indistintamente granuloso ed ha nna. spiccata affinità. per i colori basici, nel caso nostro per la pironina nssumendo un color rosso intenso. Quindi è evidente la parentela tra. i due elementi. Tali eiementi basofili man mano che si allontanano dai vasi subiscono successive trasformazioni, fìnchè assumono tatti i caratteri delle plasmazellen tipiche (a forma rotondeggiante, con nucleo a r uota, protnplasma granuloso ancora più intensamente colorato in rosso (C). In altri punti si notano gruppi piuttosto ricchi di plasmazellen che sembra non abbiano alcuna relazione coi vasi, essendo lontani da


56b

SO I.I/Et>ITELIOliA DEL LA PIASTA DEl. P IEDE

essi, ma sono invece in mezzo a trabecole di tessuto counettivo iper· platico con fibroblasti tipici (fusnti, con nucleo vescicolare, con reti· colo cromatico scarso). Ora. stud iando &nohe qui il comportamento degli elementi che hanno spiccata affinità. per la pironina si vede abbastanza chiaramente che vinino ai fibroblasti tipici (Fig. 5 A) si vedono altri elementi che, mentre conservano la forma cellulare ed i caratteristici rappor ti colla sostanza fondamentale fibrillare e colle altre cellule, :;i modificano per quanto rigu11rda la proprietà del protoplasma, diven· tando granulosi ed assumendo la colorazione basi,ca. rosso intensa della pironinii. (B). Anche qui si può seguire la trasformazione graduale de· gli elementi fissi del connettivo fino ad assumere i caratteri tipici delle plasmazellen cbe sono riunite in gru ppi abbastanza numerosi. Non è mio in tendimento con ciò d'affrontare la molto controver· sia q nestione della derivazione della plasmazellen, trattandosi di un solo caso, ma bo solo voluto rilevare i fat ti istologici suesposti, che sono molto evidenti nei miei preparati e che del resto già sono stati riscon trati da. altri .

•** Il caso descritto. oltre all'importanza. specia.le per la. patogenesi: ba maggior valore per il confronto con un numero abbastanza rag· g uardevole di casi simili. Perciò fo io seguire, in tre tabelle, tutti i casi che ho potuto raccogliere di epiteliomi della pianta. del piede 8 del calcagno, distingueuçloli in tre gruppi, seguendo in ciò quanto già fecero dapprima Volkmann e successivamente Micbael, Franze e Bruno per gli epiteliomi primitivi dell'estremità. in generale, a se· conda. cioè che si sia.no 11viluppati su fondo flogistico cronico, su ver· rnche o nei materni ovvero su ente apparentemente normale.


.-

t ·.·-


Fig IV

E. Caltone . Roma.

c•

Spleaazlone: Trasformazione degli elementi connettivi dell'avventizia In plasmazollen. A. Elementi connettivi dell"avventizia; B cellule simili alle avventizloll In via di trasfor· mazione; C Plasmazellen tipiche.


t

..

•

Fig V

A

B

• ) s ..: . c:.. ".;. )

Trasform~ 1 dal c ono degli olamonti fissi del connett ivo ( A) I n plas m azellon. B : olomon t l f issi onnottivo che Incominciano a tras formarsi In plas m azellen.


·"' E DEL CALCAGNO

T A BELLE I, II E III.


.. oiO

SULL'EPITELIOMA UEI.LA >'!ANTA DEL PIEDE TAneLr.A I. -

lt\DICAZIONE blhiiograOca

l

l

W!'rnhor, D . Zeitschrift f. chir. 1876.

,.11'

A~AYNESI ED ESAKS 0881El11VO

•

SEDE ETÀ E SESSO

del

Carcinomi

45 a. Uomo

l 1

Calcagno

Da lunghi anni callo nel mezzo del calcagno. Da 4 anni estir· pnto , uleern al di 11otto a slrut· tu ro papillnrc.

Calcagno

Suppurazionc per lunghi o.nni dell'osso d el cnlcngno nel pas· sato. Dn un anno sulla cica. lt·iro forma1:iono di carcinoma.

2

Thiersch, Epitheliolkrebs 72 a. Uomo p. 208.

3

v . .Bergmann, • volx>r 40 a. Uomo llPiant.n del piede dio in der Dorpater Kl.nik beobacteten Kre· bso • · Dorpater mcd. 7.eitsobr.

Carcinomi che si sono RTlluppatl

Vent'anni prima cangrons delle dita da congelazione. Nella ci<·ntri<:e aulla pianta d el piede ll\'iluppo di tumore da tempo piut.tosto lungo.

l

4 Bnrtens, DIUl EpitheliOnl 34 o. Uomo Pianta del piede am Unwrscbenkel. Disser ~.. Oottiogen. 18i0

5

Hallo K linik, 1861 .

KP.IIa pritna giovine:r..zai!Cottntutll del piode, sulla cicatrice della pianta del piode quasi &&mpre piccole ulcerazioni. Da 4 anni olcora che pro· lifera e si estende sulla pianta. ora occuptl tutt.a la pianta.

64 a. Donna Calcag. e pianta

l O N icoladoni. (Lettera pri . vata n Volkmonn).

Pianta del piedo

'l

:;

,.

Dll 20 noni ulcera cronica del piode occupante la regione mal· looltu-e interna. Carcinoma del ..alcagno o dolln piiUlta l'h~ partA:lodo dal pun to det!A> si ORtendo sotto la cut.e. Assenza d'ingorgo glandularo. Sopra un tyloma della piant~ del piode, esistA:ln to da olt re 20 anni si sviluppò un carcinomi\ che occupava la parto interoa del pioùo. estA:lndontcsi a mtn· :r.a piiUlta con margini ripi&· gnti du ri .

l:

l


E D E L CALCAGNO

111

aatlebe elcatrlel, Ostole, lopus, ecc. VARIETA

COESISTEVA

del

lMione dello

Carcinomi

scheletro?

OPERAZIONK

Cnrcinomn

C a l c a gno corrO!!:>

Cauterina zio· ne con potns· su cousticn.

Xo

Amputntio cru ris.

Xo

G IlAri t o da parecoh1 anni.

l

l'nrcinoma di t. u tta l a pianta d el piede e cal cag no.

-

Carc inoma tli t u t t a la p i a n t a del piede.

Xo

Ulce r n carci· nomatoen s u per 6c.iale.

Xo

Amputatio cruris

C ro sso care-i noma.

Xo

Amputntio cr u· rie

Am_putntiocru- ,

-

riS

l l

l

tl t ll:l

ESITO

l!Uarl:;tone •IPilnill va

ultNiOrl ed orterazioui

Xo

Papilloma

l

IJUR.\TA

RECIDI V~

l

l

o

~\ m putatio cru- ~ D opo pochi mc· r is

l

Qua tt ro n n n i dopo morto per vecchiaia senzA recidi· va

si r e cidiva sul m onche rino

Ci nq ue a nn i dopo l'inizio d t' l t umore m orto p e r m11rasma.

Mo rte por RCpsi

l Pn r oc c hi l

ann i

4 anni


-.,

.... vi _.

SOLL'EI'lTELIOlolA OEI.LA PIA~TA DEl. PIEDE

I~UICA7.10JSE

tllblio•grallca

SKOK

ETA g SESSO

AXAMI'\ESI ED I!:SA!ol& OBBIETTI\'\J

deo

Carcinomi

--7 'fransnct. or thc mcd. ~oc. I..ondon, ref. \'ìrchow· Hìrsch. 1884 p. 2s:t

C'n l cagno

;i

O Wcrnher, Dcul9cho Zcì- 1 68 a. t" orno Pìnnta del piede h•chrìft fiir Chir., VJ, ()19 .

10

Brunn. Boitr.z. l(lin. l'h ir. Bd 3i. HLI o 2. S. 231

46 n. liomo

--------------------In nmbedue i casi 23 anni doro una losione d ell'osso del t:lll· i:ll~:"no, sì sviluppò sovm di esso un carcinoma. Il paziente all'etil di 14 nnni io conscguenzn di una po'tatur11 dello stivale solto i\ cl\lcagno ebbe un cl\llo che crebbe (,·n· tamento o dopo 10 anni inco· minciò a dolere. Porciù il pa· 7tcntc era costrett.o a camm•· nar!! sulla punte del piede. Il eallo rimase immutat-o. A liti Anni si rose doloroso, '' i si form ò nel meno una vescicol11 contenente sanguo e pus . ai sviluppò un'escrescenza pnpil· laro. Dopo mozzo anno io co· mincìò a proliferare l'cscresCt'n· za a guiija di Cavolfiore. C:lnn· dolo libero. :\ll'otà di 4 1 anni, nel l89i. si ferl nella pianta del piode si· nistro con una scheggia di ,·c· tro. Ln cicatrice si riaprì prc· sto o si formò un 'ul~ro a mar· gini duri. con secrezione fetida. Ripetuto e!!Cissioni dci mnrp:ini e del fondo dell' ulcera senza e!Tctto. E. O. 8 febbraio 1902 Xella superfici e plo.ntnro d<'l grosso dito ulcera della gt"ì\11 · dozza di uoo scudo, rotund.~· f,!iante, crateriìorruc, con mnr · gioi tlunidi, sp<>rgtmli sui tl''l· suti limitrofi; fondo dell'ulcera in .-omplesso liscio. s olo nlquBn· to granuloggion~o.


l-~

VARIETÀ

COESIST&VA

dei

lulone dello

Carcioornt

5i3

DEL CALCAG:SO

IIIJIIATA

RECIDIVg OPERAZIONE

scheletro•

ed

ESITO

ulteriori llper.ltiòhi

dcOnilh :t

t'nreinomn

Escreseeoza a Co,·olfiore O cenrim. lu ngo e G lnr~;a

~o

Carcinoma e. cellllle piatte

~o

E~tirpnozione

Guarigion e (qunnto lun· ~o~).

Amputazione 1° mctntorso 1\ 3 cm. dalla testa

della guarigione


SULL'EPIT ELI OK A DELLA I'JA~TA DEL. PI EDE

INOICAliO:\E hibliograncn

Brunn, Dc rtr. z. Klin. Chir.. Bd. 37, S 23 2

SEDE ETA E SESSO

del

A:'<IAYNKSI ED ESAW! OBBtmti'O

c~rdnoml

:W n. t" umo

Calcagno s inist.

A 17 anni duo distorsioni al pi.•de s inistro. Dnpo la 2' un an no di Jet to con rormazion•• di p iaga nella regione malle<•Ll· re esterna. dalla quale é fuo · ruscita una piccoIn schl!l!gia os· scn. La piaga si è r~tretta. re· siduando una fistola. rimasta per 40 anni: 4 anni la resipola nella fistola che guarì in 14 e:iomi. Due anni ra fuori~ dalla fistola un'a ltra ach~~ia ossea , intanto l'ori6cio esterno doll11 fiat.ola s i allnrga e !i Q · stende p r ogressivamente. r:. O. 26 \'Il. 04. Uomo robustr.~, non c a ch eU i co. alquanto di·

mngra to. Dalla regione roal·

12 Brunn. Beit. " Kli n. Chir . Bd. 37, S. 236

leolnre esterna fino alla m~t:. d elltl li oen mediani\ della pian· ta del piede ule<!ra. l'SIN una palm o di mano con msr· gin i callosi, tumidi. Fondo del· l' ulcera saniOSQ e racilntenta ~nnguinante. Calellano &CO\'er· tQ o scnbro. Noli ' in~uino !i· nis tro p a cchetto ;land••lare delh1 g randezza di une nON. A 24 1mni fratturo. complil'11tt1 òt>lla g amba dllStra che guarl in un anno. llloe raziono dd c·nlcngno corrispondente in se· !!Ui to alla lung o immobiliun· zione, che cicatrizzò dopo ~ anni. A 30 onni, durante una gravidonzn nuova ulcora aul· l' antico <'iCotricc rho non Ei è mni chiusa J efinitivatnente Da un anno si i• inl!J"('<!Sftta <'<l hn assu nto J'aspetto' di twuon•: com parsa di forti dolori lfiCnh.

l

E. O. 8 XI 94 D. robn•t ~. mroiocrnmontc nutritn.

s" l

tendine di Achi.lle dest ro nl· cera. della grand~::r:w di uM palma di mano. o,·ale. t'(tn margini ispe.<oSit i e spoNMIII o g uisa di fumto. 11 tne?.:r:P th•l· l' ulcom ocoupnto da 1111~ t u· ntefazione n forma di ca,·ol· fiore della g rRnder.1.a di una not-e. Secrezione icorosa e f1·n· d o. Assonza tl'ingnrco in~t•Ìn9le. l


u75

E DEL CALCAGNO -~-

l l

l

-

~~

l VARIETÀ

CO&SlSTitVA

dei

leslono dello

Carcinomi

OI"!RAZIONE

acbele tro1

Can cro ad opito lio piatto C land o locnl-

Ca lc a g no eeopc rt o e scabro.

cificat.eeonzu rne tnsta.'i i

DURATA.

RECIDIVE ed

ESITO

ulteriori oper.niool

- ------

l

Amputaz i 1111 e gambi\ E· ISI.irpll zi o no d olio gin ndole.

Nn

de li Il

guarigione dellnltil'a

-Guarigione

P ersiste lll gunrì~io · nodopo7 anni

! l

l

.

l

Cnr c inorna c a l· l c io>dextri post d ecu bitum ) lic rosco p i c nmente: cnn e ro aù epito· li o pint.t.o

l

l

l

li

l

l

l

l

ll

No

Esd~~Sione

Ilei neoplt<smn con sgorbinmento do l colcngno. in· n eato n lln Thierach.

No

C: uarigiono (dopo un nnuo riaportura della l.'icatri ~-e) .

Mortll dopo 8 nnni dnll' ope· r n:d ou o pE'r

Oll\

lattia ad dominale


&7G

SULL'B PITBf,JOWA DELLA PIANTA DEL PIEDE

SEDI

INDICAZIONE

KTÀ E SESSO

blblio~raOra

13

dei

Brunn, Boit z. Klin .Chir., Dd. 37, S. 240.

las n. Uom o l Calcns:rno d ostro A<ltnr!loun anno djc ho gunrl ad ela età Clll"io

do~tro

l

nnni Fino a 2 anni fa son... In quest'cpo<-a formazione ù1 verruchu n oi co.lcagno d cetrv. che si s dJupparono molto 61 te. Da un nuno com p arsa d• dolori E. O. 10 I n . 90. l'a· zionto precocemente vecchio. rantoli c repitanti iu nmbffiu<• gli opiC'i polmonari. Nel col cn~no des tro nttm crosc v<·r· ruche omma.ssnte, occupanti una superficie dello gnmdez7n ùj un pozzo da 2 marchi, clu.' s i 11ollevano ci rc a -l mm. sopru In cute, di c-olorito l!iallo ro.;sostro. E s istono cicatr iCi ra~­ ~;inte, 'icino allll neoformn· :Lione, la quale è modic nmenl•· dol orosa.

l

14

Voic-t. Dis.ocrt. l ~3.

Al'\A Wt\ESI ED e5A!II E ODBlmlVò

Carcinomi

fl~rlin.

iiS n.. uomo

l'innln dd pio · do <> cnlcngno de11tro.

V<·ntiquauro noni fn distorsioni! picdo d<'s tro. Il go nfiore reti!· dual o fu trattnto con r i,•ulsh·i così energici l'ho ne dcrivaronn lt·s ioni di contin uo che- n on Iii ~ono mai rimarg inate ùul'l'volmenw. Da duo anni l<' ul <·<·ro s' ingr<>ssarono co ntinuli· tncn t.e ed ossunscro r a s pc11n di tumof'<'. E. O. Tuml' fozion• ulcl.'rnta. piatto. o.;stendon t· - 1 dal calcagno fino allo. purt median a delle pian t& del p it.J, dal rnargin e int.-rn t) del p i•-.:1·· fino s ul d orso.

.. Wc1894. i!'S. Dissert. 13onn. GG n. Uo111o Cnlcogno d estro Ven ti nnoi fa anno dopo contusione nello s:aml.>a de«1r.1

,• 1

un

un.•

fc.rmo?.iono di u!cera. non ~un· ri~n moi complctl\mo.•nte. do d 11 anni ere!!('<' più rigogliosamt>nt•·· E. O. Attnolment<• ulcer a d.·ll6 gambo esteso 10:13 c rn. n•· •·ulcagno c.lolla 1:rand•' 7.7..n. di uo tnnrt·n.


577

E DEL CALCAGN O

I'ABIITÀ

COESISTEVA

del

lesìoo~ dello

Carclooml

st11eletro ?

DURATA

RECIDIVE OPERAZIONE

della

ESITO

ed

guarigione

ulteriori operazioni

deflnìtlva

Carcinoma ca lcis dextri o lupo. llticroscopicamente: LupusCarcinoma

Corio del torso

Carcinoma. u l cerato

-

l

Escissione

No

Cunrigiono

Due nnni e mcz:r.o do· p o mnln to ~ono.

Amputnt1o eraris

. -

Ignoto

·-

.Morto d o po 11 mesi per p io· mi !l.

-

.

C'arcinomn ulcerato

No

Amputo.tio femoria

Recidi\·o n ell'ing uine

37 - Giornale dl "'edlclna mllltart. - Faso. VIli-IX.


57l:ì

SlJILL'EP ITELlO~IA DELLA PIANTA DEL PIEDE

SEDE

INDICAZIONE

ETA E SESSO

bi bllograRça

l6

del

ANAYN&SI EIJ ESAM K OBBIClTI\"U

Carcinomi

Wcis. Dis$Crt. B onn 180~

!i2 n. Uomo

Pianta del 'piodo ainiatro

.\ 7 anni ferita da taglio tltl piede sinistro. Piagn d•c si us · priva periodicamc ntc;al111nni infiammazione della gamba con formazione di fiato la Da M anni la lesione di continuo tl•·l piede, è r iml\llta a p<'tUI E O. Ulcera trasversale nel m~zzo della pi~nta del pi ed~. funt:•· formo con oscrosceow nate a guisa di crea t.,, Garnbo elefantiac a.

acnm•· l

17

t'hnrito - An,utl en, Jnhrgnng. 1885

xrr.

65 1.1 . Como

Pianta d ol piodo.

Da molti anni ulcoru dello Wlnlb••· da 10 onni · oncho ulcera !ltl polpast rell o d e l g rosso dito (alluce). Cicatrizzazi on~ di !an to in tanto; dn un anno At· creecimento rupido. Ulcel'll !un giform!', 11aniosa. Ing rossamento sland olnre.

l

18

Chnrit.é - Annnlc n, XV. Johrgrmg 1888- SO

25 a. l'omo

Pi11nta del pio· de sinistro.

Un callo nella pianta dol picdt sinistro di,•onno doloroso un anno fa. E s tonsinne 3: l': rw. I ngorg o g londolare.

IO

:Uichaol, B cit. z. Klin. 47 n . Uomo Chir, Dd. 7, S. 430:--

Cn l c a g n o o pianto d el piedo sini stro.

\'ontisci snni fa inve~tito da und trobhiBtrice riportò UDR Ceni~ da stro.ppt•mento dello pAri molli d e lla part ~ interna ~~~~ calca gno. La f<>rita suturai> cicatrizzò io ~an partt', rima.-t solo un punto aperto per P"' :tialo cangrcnB doi margini dal qual<> fuoriuscirono Alcun~ piccolo s choggio ossoc. Tale ,,._ sionu di continuo (grnndoquan tO duo fBhmgi) rÌmBIIO scmp!l apo•ta o poit'hu non produ cova fn~tidio. non ora fM<·iatd 1


579

E DEL CALCAG!\0

l

l VARIETA dtl Carcinomi

COESISTEVA

lesione f1ello

DURATA

RECIDIVE Of'ERAZIO:iE

ed

scheletro t

ESITO

ulteriori operazlon i

lieOnlth·a

. Olrciooma uJ .

l

No

cerato

Amputa~io

fe-

- ..

moria

-

Dopo 9 o.nni si sn che il pllzionto e morto d11 l un g· o tempo. r. g noro.si la causa.

Morte

-

'oopo In 4• chll si estcndow\ fino allo ossa, nOli· suno. rooi· divo dopo 5 mesi.

l

l

Carcinoma ulcer11to

No

A m p uto.zione nel sito di e lezione

3 rccidi\·o

lstologicumen. te cancroid e: Clundole sa. ne

Ko

Estirpazione

4 recidh·e 'o n · relativa estirpnzione

Guarigione

N ce r osi parziale del cui<"O.·

Estirpaz i o n o con scappo!la monto del processo poateriore dol calcogno

-

-

C'arcinomu u.l ccrnto

srno

,l

della

guarigione

..


oSO

SULL' EPITELIOMA DELLA PUNTA DEL PIEDE

INDICAZIONE

bibllogranca

SEDE ETÀ. E SESSO

del

ANAMNESI ED ESUlE OBBIETTIVO

l

Cardnoml

DA un anno aceres.:imento oon iapessimento dei margini. E. O. Neoformazio ne ulcerosa qu asi rotondeggiante, del dia· m etro maggiore di 6 cm. esten· denteai con il margine inferiore fin s ulla pianta del piede sinistro. Fondo dell'ulcera , rico· l perto di piccole o grosse rilevatozze, parte dure, parte (un. gose molli. Margini irro~olar­ mente s.in uosi, sollevati dalla pelle a forma di argine, duri. Nooformaziooe ulcerosa adureo to all'o88o sottostante. 20

21

Franze, Beitr. z. Klin. Chir., Bd. 35. S. 193.

6.& a. D onna

Franro, Beitr. z. Klin. Chir., Bd. M, S 195.

75 a. Uomo

Pianta del pie· de sinistro

Pianta del piode sinistro

A 16 anni amputazione delle 3

dita interne del piede destro e tut te q uelle del sinistro per congelazione. Duo anni fa 8\'iluppo di una piccolo ulcera ne lla pianta del piode sinistro che ingro88ava lentamente, se· cernendo pus fet ido. 3 mesi Co escissione dell' ulcera: su bilo riproduzione E. O. Condizioni generali !'C~ · denti. X el margine in!A'rno dclln pianta del p iooe t>inistro ulcern. della grandoz.za di un ta llero. sudicio, con fo ndo duro. bernoccoluto o margini ispe:;sili. G landole in~uineli in${OrJrBt<! in lieve ~ttado, non dolorooro

RiCO \'Orato 2 amu prirna io Cli· nica (lnnsbruck) por c;;s('ro M!· rnto di un mal perjoranl,. D•· messo q uasi complets mcow g uorito. A ttualmente n c Il 0 1 atesilo punt.o ai ò s\·iluppolO un tumore, a rapido decorso E . O. Nelll\ superficio> di fl,.,;sione delJ' alluoo sin istro, oeo· J fo rmoziono dol ,·olumcf. di tma piccola melo a 11uporficJC ulç,~· rata, bi torzoluta.


-l

581

E DEL CALCAGNO

VARIETÀ

COESISTEVA lesione dello

del

Ca rcinomi

OPERAZIONE

scheletro1

Carcinoma ul cerato

l

RECIDIVE ed

ESITO

ulteriori operazioni

..

Xo

Amputazi o ne delle rima nentiossadel tarso fino al calcagno ed all'astragalo.

Recidiva nello glandole non locnlmon to

Guarigione

Dopo. l'oporaZIOD88 tn• grossarono n o tavo! m o n te le gl>mdolo ingu.inali, di. vennero do· loroee o più tardi la gamba sini· stra diven noedomatoaa. Paziente sompro più malandata. M'>rlperan&mia secondo il certiflcato medico(!)

Xo

Disarticola zione grosso dito

-

Guarigione

L'informazione presa Il anni dopo ha dato morte.

l

l

della guarigione rtennltiYa

l

<:nrcinoma ul cerato

DURATA


li82

SULL' EPITELIOMA DELLA PIANTA DEL PIEDE

Q

c:

~ ~

Jì\DICAZIONB

~

blbllograRc.

e = :.0: 22

23

SEDE KTÀ E SESSO

dei

ANAMNE:il ED ESAMI! OB8Jg'nJ\"(J

Carcinomi

l3ruon, Beitr. z. Klin. Chir., Bd. 37, S. 272.

47 n. Uorno

Pean, Leçons d o Cliuiquo Chirurgicuh•, T. VI, p . 1259

GO n. Uomo

,

Cntca~no

sini-

s tro

Calcagno

A 16 anni d ecubito di omb<'<lut• i culcagni Ke lla c icotriN' rlrl calcagno sinistro 15 me8i fa formazione d i un ' ulcero. Dopn In guarigiont~ di Cl!lll\ gi formò l un W!c~o .che reco r.l;'iduRn' l una piaga. Dopo uno nu0\'11 cicatr izzazione cd una nuo,·a r·iapert ura s:i a\·ifupparono llffl· nulazioni a forma di \'OrrurhP. I E O. Tume fazione superficial mente corni6 cuta. alquamo Kolfevata. con margini duri.

Frate llo morto di cQncro olio 51o· moco. 37 anni fa riportò una fe ritA lucera dolio pelle c panr molli del c alc14tnO (biella ilt una macclùnaJ. Guari)riono len· ta.. Cicatrice a ferro di ca,·aU·• intorno al tendine di :\chille. F ormazi one n ella cicatrice tli produzioni cornee indolenti. che iJ pau-ente n.~porta,·n dr tonto in tan 1.0 9 mesi fa com· parsa suJln s uperficie di tah strati cornei di una screpola· tura che dinmue a poco a JlO''" pun to di pa.rtenza di un'ufN'rd cho invnse pro~cs.•ivomentc l~ p~trti vicine, da 2 mes i sviluppo rnpido o dolori intcrmitumu. E . O. Tumefnzion o ulcerata n~ll·• faccio interna dol tl\ll oue c por ziono inforiore della gamb". mi· &urante 8 cm. di dinmNro. n lovata sulle parti sane 4-,; rm. Bordi indur-iti. s porgenti, 18· g linti a picco; fondo onfnll· tuoso, co, ·erto di ,.~Ptll1i<mi papilliformi con secrezione iC(lrollll. Assenw d'ingorgo ~IM do fare.


!)83

E DRL CA LCAGNO

I"ARIETA

COESISTEVA

dei

le.~iooe dello

Cucmoml

llURATA

RECIDIVA ed

OPERAZIONE

s•hcle lrll'

ESITO

ul teriori operazioni

li ella

guarigione definitiva

1-tologicamonte: Cnrcino-

~

.

Amputazi o n o j!nmbn

-

Cuorigion e

Ili l\

.

l

,

Dopo 9 n nn i si è sapnto che i l pazien Lo ero mort<l da lungo tempo per C BUSI\ i~oto.

~:l>itolioma pa -

,·imentoso lohulnto.

No

Amputazione gamba

-

Cnorigion e


ùS!

SULL'EPITELIOMA DELLA PIANTA DBL l'lEDE

INDICAZIONE bibliogranca

24

25

SEDE ETÀ K SESSO

dei

A NA711~ESI

ED E:HYK OBB!Em\·0

Card nomi

\ ",tllns. On:r. hcbd. 1888, p. 305 (mnlnta di Ollicr)

50n.Donnl\

VnlhtS, Gnz. hcl!cJ. 1888 p. 300

56 a. Uomo

CalcRgno

A 16 1.mni dit>LOn!iono del

pied~

deo~tro:

in seguito o mMO\'ff' praticate per la curo si S\"i· luppò un' infiammazione con esi to in ascesso che s'apri al di.<j()tiO del malloolo interno: fì. stola con.sccuti va: una sccon· da fistols a'apr i s ulla porte esterna Tali fistole and•wMo SO);flel t-e ad nJternatiYO di d · catrizzozioni o di rinpcrture. Duo anni fa colpo di pjcde sulla parto es tema del calca,gno: ocn· tizzaziono dei dolori. t'l'llirps · zione di nn soquestro. B. Obb. Tumefazione note\·ol~ con orifici fistolosi molto e· Illesi, a bordi [rastagliRt i. PR· reti del tragitto durillsiruc: odo· re nal1!1eanto. Gouglio nell'in· ,:ndno duro. ma non doloroso. CalC3gno

A Il anni 8ll<:OSSO sottopcriO!IICO acuto dol calcagno de;rtro,apcr· tosi spontaneamente alla fsccio1 ostcma del tallone; guarigione 80nza eliminazione di SC<j\leslro. Alla fistola segue una cicatri· co • en cul-de-poule a, cb" per 44 anni non fu sede di alcun fatto ftogist.ico Da J 7 mwi com• parsa di un' ulcerazi()ne E O Ulccraziouo ncttamento cancerol!l\ al di sotto del mal· leolo 011tonlo del piede dll3tro. grande como una moneta da cinque franchi; odoro csralle· l ristico del noopl6am& epitolio·l matoso. Tallone tumefntto. CoUa specillazione si pcnetr>l nel calcagno o si ha la sen.ss J zione dell'ipcrostosi. Edilnlll della fBccia dorsale. Nell'ingui ·~ ne o trian~tolo di Scarpa du~ gangli fut~iformi; noi ca ''0 del poplito liti altro do! wolume 1h una piccola noce. So!I~rer1zo. s ubbiettiv<- m•gli

ultl·l

0\1 0\CSI.

2G

Hnmilto n. Xew York mcd . Record, ~. 12, p. 281, l SG

GOo.Donnn

Calcagno

Dall' infanzia un piccolo nodul·• che pi ìl tardi viene a suppu· raziono o rag)!iungo il dianw J lro di duo pollici o mozzo.


n85

E DEL CALCAGNO

VARIETi

COESISTE VA

dei

lesione dello

Carcinomi O.>gonerazio n e ~ancorosa del tragitt~ 6stolo.so.

OPERAZIONE

scheletro! Antica o s teite d el calcagno.

DURATA

RECIDIVI ed

della

&SITO

guarigione

ulteriori operazioni A m p utnzioue nel !lit o ùi elezione

-

definitiva Guarigione

l

--

-

Epitelioma te- AnticaO.'Itcirob r a n te inte del ca lh-acnlcancacagno l lo l> .

-

-

-

-

A m p utazione eopramalleolaro

-

Guarigione lon-

-

l

Ep itelioma e carie d el cnlcagno

Cario d e l <U)Icagn.o

t a.


5HG

SULI.'EPIT ELI OMA DELLA PlA~TA OEL P IEDE

INDICA ZII)~E

1Jibllograllc.1

~7

P <>a n. Lt•çons do Clinique Chirurgicnte , I , VIli. p. ll80.

SEDE ~TÀ E SESSO

del

A NAM~KSI KO

&SUl& OBBIEm\'O

Carcinomi 54 a. Uomo

Pinnta d el pie· d o.

Tredici anni fa !cee frizione nel piecle con pomata che prodlL,"<' uczema (piede gonfio per reu· matismo articolnr<>) duriHM al quale impos.~ibilità di po~en• Ru lla pianta. del piede. l mt.ao tla 7 anni. abrasione ClllBMa da 4 lll('Si, r·he hn l'emprc fettu lllln.IZlJO

E . O. 'furne[aziono di l cm. da

dilltnctro ; porto centrai~.

28 S<!rgor. R e \' llC de ( hir.

42a. Uomq

CalcaJZno

s icluò una fu;to la nella partl' po!!t-e rioro o più Apo~ente del ta llone. Questa fistola 6 ri· mMt.ll I!Cmpre np<>rtn. scocrczionc purttlenta continua. DA c irca 30 mes i formozionc dt una !!pecic di \'orruca, oliA (Jitnle pre14t{) s i og~ZiuriS('ro eltn· e!!Cresconzo simili. E O Tumefazione o fonuH tli fncnccia s ullo punta del tnllont•. 1 la pnrt(' più spo~ente C<l:'ti· t uita ùn una specie di t'&l'Ol· fiore, ristretta alla b~. t·on peduncolo molto largo. for· tnato da e;;crcsccnzc lobulate. 8l'parato da solchi Turneia ziono so lida, dura. ::\cl cent ro d ella tumo[azione esistO\'& uns ulcernziono cratcriformc, i noh fl.' altri 2-3 o ri6ci alla J)llriferitt. P e lle int.omo nlla tumefa7jl)llt' Ìllpes..Uta. \ 'CnlO In parte inter· nn vc~:etazioni l!('i;llili, appi~t· tito, poco ole,·ote. senu JX' duncolo, d ella m(!(ICSitna con si~tenza d ciiB tumefazione prin c ipnle. Es plornnùo con lo@pteil· lo il c rnt-ere rentrnlc o gli orlli••• ac«'essor nVCI'I\ l'impn.'!!!'iono·di pcnot.rare in una l'fi'Bnde ca•·11n. Rit uatn nel t-l'nt.ro del c~ICII~n"· e sui limiti della qunle ~i lll'r copi,·n coutntto o.9i>OO. Gsn~ho ,:trosso, mollo più che duro. n•·l triangolo di st-nrpa.

6 - l 90S. p. 736.

2!l

Clinica Chirurgica di R omn, u. 1907·08.

l

,\ Mccs.~o de l tallone a Hl Wlni; r•'·

70 a. Uomo

Calcngnc>

V. Storia precedent-e. •-\ssen za d 'ingorgo ~tlnndoll\1\'.


E ~EL OALOAùNO

VARII!!TÀ

COESISTEVA

d~l

lesione dello

Carcinomi

~cbeletro t

58 7 DURATA

RECIDIVE OP&RAZIO~E

ed ulteriori operazioni

ESITO

della

guarigione definiUva

Epiteliomn pa,;mentoso tubuJato IICUU\ globi epidormici (Comi!)

No

Epitelioma ,·e-

Necrosi del calcagno

Opernzione in 2 tempi : l. Asportaziono ampia o com p Jet o. tti tutto lo parti ommnlato; tnmpo namento. 2. Dopo 2 giorni oporazione di W ladimiroff. Mikulicz

No

C uor i g i o n e. Dopo 2 ann i sta bene o ctunmina. senza baatone.

Ko

Estirpazione

)Jo

(: uarigione

l getantl' pa-

,.ime n t oso superfici a l e ordinario nat o aull'orificio di una fistola ossea suppurante. Glandola sonza metostasi

Ablazione larga

Xo

Gunrigiono

Dopo l re un n i n on presentava recidiVI\

l l

2 anni.

l

l

j

l

-

Dopo 14 me si nessun accenno d recicliva.


l:IULL 1EP1TELIOMA DELLA PIANTA DEL PIED•E

TABELLA

II. -

Cancri dell'estrenlltl n llappa

C>

c:

~

~

::, 0

SEDE INDICAZ I ONE

hlbliogranca

ETÀ E SKSSO

dei

ANAM~ESI ED ESAME OBBIErTI VO

i Cari:inoml -~~----------------~-------~---------~~--------------------Xicoladoni, (Lettera pri- 1 32 a. 1."oroo vata) o Yolkmann.

Pianta del pi&de

l

Da eotte anni ei sviluppò neiJa pianta. del piedi' un'escre8Cen7A papillomatosa, la quale due

volte fu eat1rpata. E.O.Attualmente Escrescenza a cavolfiore della p ianta del piede della grandezza di uno scudo. 2

Schneider, Diss. Ber lin 188!1.

54 a Donna

Pianta del piede

Cinque anni fa due verruche dure, groese quanto u.na cap occhia di spillo n.el meuo de!Ja p1anta del piede destro. Da due anni incomin<'iarooo a crescere. Tumore della grandezza di un marco.

-3

Franze. Beitr. z Klin. Chir. Bù. 35, S. 199.

32 a. Uomo

Pianta del piede destro

Setto anni fa il paziente osaervò u.n a verruca tra il polpaatrello del grosso e picèolo dito del piede dt!stro. Quattro anni {a fu OSCi888. Un anno fa si sviluppò nel medesimo posto una tumofa:r.ione dello grandezza di un t.a.llero. dura, esulcerata in par te, la quale fu asportata quattro mesi fa. Presto reci diva. E. O. X ella pianta del piede destro nella ·regione detta tumefazione lu nga 10 centim. larga 5. bernoccoluta, frastagliata, esulcerata, non aderentesi tessuti profondi. Giandoli.' inguinali ingorgate, indolenti.

l

l


E DRL CALOAGNO

lsl su nrnehe eo•gealte o acquisite e nè.l. DURATA

VARIItTA

OPitRAZIONit

d ell'epltelioma

llKCORSO ULTKRIORE

d~lla

guarigione

oieOnitiva

E piteli oma pianta del p i ed e.

l

Choport.

-

-

EstirpAzione.

Due ''olte recidiva.

Dopo l' ultima estirpa.zione guarigione da. 3 onni.

l

C a rd n o ma pian ta del p i ed e.

. Careino ma della pisnta df'l p i ode.

Disarticolazione Chopart.

~on

recidiva.

Dopo 4 anni mortoper consunzione senzA alcuna ree il diva.


St;LL 1EPITELIOMA DELLA PIANTA DEL PIEDK

TAoeLLA Ili. -

I NDICAZIONE blbllogr31le&

Canerl dell' estremità n ilnppatlsl sn

SEDE ETÀ E S~S30

dei

ANA ~ NESI ED ESUl E OBBIETTIVO

Cartlnomt

Kiistor. ( Let tcra pri,·,Ho) n Bruno

:!5 1\, Uomo

Pianto del piode

Da un anno • su pellu sana • s viluppo di u n cancroido d ella pianta d el piede.

2

Socio, Jahresbericht 1878

G:> a. Donna

Pianto d el piede

3

Che ri t~- AnnalùD. XX.

Si a :corso tre mesi ra dapprima d i due punti oscuri sulla pian· ta del pied e destro, i q ua.Ji si resoro dolenti ed ulcerarooo pres t.o. E . O. Attualmente un tumore ulcerato io corri~>poo­ den7.a della auprr6c ie p ian· tan> delln testa d e l ~;Ccood o metatarso destro d ella gra n· de7.zo di una n oce ed un altro in corri~pondeo1.a del t ono metotorso ùeatru g rande In moti\, Dn n n anno tumefazione dd calcngno. Si a,·i lupparo no n o · duli duri, i quali ulce rnrono. E. O. Ulcera della gran· d ozza ùi unn pal mu di m anc:> . bernoccoluta. loj:orgo gln nd o· loro nell' inguine corrispondenti'. Sei me><i ra si sviluppò uni\ tu · mefnzione verrucosa s ulla pianta del pied e destro. Xessu na escoriazione . Ingorco !(landolarc. htolo~icarncnlc: e pitt-lit, mu con ml'tll!ltasi glundolare. Da c inque mesi s viluppo di una n oorormn?.ione nella tubero· s itt\ del CAlcagno, rot o odet.:· ~tiante, con superficie frana· g liutn, esulcerata. di consi· s tenza duro. con pelle c irco· rnante n o rmal e e spostabile sullo osso. È del v olume di u na mnoeta di n ichel.

Calca gno

Jahrgaog 1893·!1-l.

4

Sl'ddon , Loocct, l SS H. R. 266.

73 a . Donna

J>innla d el piede destro

6

Fraow. Beit.z. klin Chir. Bd. 3;:;, S. l!l!l.

7 t) a. Uomo

Cnlcogno d estro


591

E DEL CALCAGNO

pelle apparentemente normale e !:leJLZa eUologla uotorla.

VARIETÀ

GUARIIiiONE

OPERA ZIO~E

DECORSO ULTERIORE

Cancroide

E stirpazione

Carcinoma melanotico

Estirpazione

Un am.oe mozzo do po estirpazione di unn recidiva locale osistento da parecchio tempo. Undici mesi dopo 2" recidivo. che in 5 mesi e mezzo era come un uovo di piccione ~ei!Sun ingorgo glandolaro. Estirpazione. Dopo 8 mesi tumoro melanotico d e Il e glandole ingu innli.

Epitelioma a ce ll ule piatte.

.

Amputatio cruris. EstirpuJone glandolo ins:;:uinali.

-

Esito ignoto.

l Epitelioma con metastasi glandolaro.

Est irpazione del tumore. asportazione glundole.

Mortt> per sepsi. Al l'autopsia erano ingorgoto anche le glandole iliache.

-

C:arcinoma calcagno

Estirpazione

L' informazione dii. la morto sonzn roe idiva, dopo un anno por apopless;a.

-

dell'tpltelloma

1

l

deRnitlva

l


6!>2

SULL'EPITELIOMA DELLA PIANTA DEL PIEDE

Q

c

~

...,.o

e

" E

SEDE

INDICAZIONE

ETA E S&SSO

bibliogranea

del

Al'\ AMNESI ED &SUIB OBBimiVO

Carcinomi

:::

z

G Kiister. 5 Jhnre irn Au· gusta hospital.

75 a. Uomo

Piantn del piode

7

65 a t;omo

Pianta d el piode

I<iister, Chirurg. onkol. Erfahrungon, G14.

l

l

Dau n anno e mezzo aulla pianta del piode nodulo della gran· dez za di un marco, superfi· e ia lo, papillare, ulcerato. Da p arocchi anni ulcern super· ficialo della pianta del piede. Da un anno sviluppo su di es 'la di una tuberoRi~ a co· voi fiore. N ella metA anteriori' doli a punta tumore ieoroso. frastagliato cho ha invl\80 un di to. Ingorgo inguinale dPIIe gia odolo.

8

Lebert, Malodies conceUo mo reus es. molto ~·occhio

Calcagno

Etio!ogia sconosciut-a. Cnr~ino· mtl dol calcagno spesso cau· terizzato, sempre di nuovo recidi vat-o. Calcagno p rofonda· m onte usurato. Ne..uno mgo rgo g landulare.

9

I..ei)ert , ~loladiee ca neoreuses.

Due vecchi

Calcagno

Care moma del calcagno. ~es· RotO o ingorgo glandulare.

11

Penn, Leçon de Clinique ch irurgicale, T. VJT, p. l 103.

47 a. Uomo

Tallone

Inizio tre anni fa. At>porta:r.ione da 14 mes.i. Recidivo estesa dal malloolo intorno alla re· gione calcnneale e al collo del p iode, del volume di meuo aranc.io, solido , ulcerato olia su pcrfìcie.

1:!

VniiM, Gaz. hobd., 1888, p. 309.

26o.Donna

Calcagno

Da o tto anni dolori al tallone d estro, durAnte la denmbula· 7.ione ; da quattro anni dolori più vivi; in quest'epoca com· parsa d'un tumore profoml o,

IO

l

l

l


593

E DEL CALOAONO ~

VARitrrA

dell'epi!A!Iloma

DURATA OPERAZIONE

UBCORSO ULTERIOilB

della guarigione derlolli~a

Careinoma midollare

-

Carcinollll\ pianta-piode

CbopMt

• Carcinoma del calcagno

Amputa~io

Morto dop o pochi mesi di tifo.

cruriR

:Morte rapida in se(:uito all'opornziont>.

Carcinoma del calcagno

Amputatio crurie

Ambedue g uarigione duraturo.

Epitelioma pavimentoso lobulato con 0 • voluziono «'pidormica pronunciata.

Am putazione ~nmbu.

C: unrigiono

Carcinoma calcagno

Amputazione soHornulleolare.

Guurigiono complet-a

38 - <ilo1'1lalt di mtdltlntJ militare. - Fa.sc. YIII·IX.

-

l' areechi anni


SUI,L'EPITJ::Lto~IA DELLA PlA~TA O l:: L l' I EOE

-

~;:; ~

INO ICAZIONE

~

b•bllogr~ flca

È

z

Slm&

ANUI.N&S I IO ESUlE OBBlm iVO

del

ETÀ E SI':SSO

Carci nomi

l

l

non mobile. a d ecorso lento: tla tr~ sott i.ruane impo&ibilità

di lnvorare E . O Tutta In faccia eatrrna t! ella regione eulcanonlc ò oc· c upnta eia un tumori' a gro si lobuli. al cuni duri , al tri flui· tunnt i. Duo 11Cni fistolosi co· m u.n icanti. )'ell o ad erente. vn· ricos n. ulccrata. Articolazione i n togra. C angli o linfntiro cru· r.1lo U8iilli ,·olumino;IO. 13

Droca , D ullolin do ltl Soc. d'anntom io, p. ; ;;, 184!1.

Ca lcagno

T

D a parecchi unni ulcera al tal· Ione . <.:nutoriua:tionP, raschia· mento inutili.

l i

l

l


l

f>V5

E Dli:L CALCA GNO

VARIETi llelrepltelioma

Epicelioma ull'orn t o con propnga1. io no nell'interno d el l' osso del calcagno (re· perto istolos;ico).

IIURATA OPI RAZIONE

OI!CORSO ULTERIORE

della guarigione dcfl nilt,•a

Ampula1.iono mali colore.

sotto·


596

!SULLtEPlTELIOMA DELLA PUNTA DEL PJEDE

Adunque i casi raccolti sono 45. Di questi 29 epiteliomi si svilup· parono su fistole, cicatrici, ulcere ed altre flogosi croniche della cute; 3 si sv ilupparono su verruohe acquisite e 13 su cute apparentemente norruale. Nel seguente quadro riassumo i singoli momenti etiologici:

ET IOLOGIA

Uomini

Donoe

Totale

Alleraz.ioni cutnnoo provocate da trauma, compre:~e le fratturo compli<-ate

8

2

IO

·l

CiC'at rici da !Wottaturo Cicatrici da congelazioni

2

4

Malattie osseo.

2

7

2

l'lcero spontanee .

l

Tyloma

.l

2

2

3

3

\ 'errucbo acquisite

2

3

Su cute apparentemente normale o di etio· logia ignota .

6

3

4

13

ToTALE

29

!)

7

45

~fai

perforante

Calli E<'zoma

Dal quale risulta. che su un numero com plessivo di i9 uomini, il pil1 gran numero appartiene al l 0 gruppo, quasi */u mentre delle 9 donne neppure la metà. Nel 2 ' gruppo gli uomini sono in rapporto alle donne come 2 : 1. Sebbene le cifre siano alquanto scarse per poterne trarre deduzioni importanti, poichè solo in 32 casi l'etiologia è ben nota, pure si possono rilevare parecchr fatti. Prima. di tutto risalta la grande prevalenza dei traumi come fattore etiologico, 10 volte =: 31,3 p. 100, poi le malattie ossee 7 volte =: 21,9 p. 100, calli 3 =: 9,4 p. 100, mal perforante 2 6,3 p. 100, ul cere spontanee 2 6,3 p. 100, cicatrici da congelazioni 2 =: G,3 p. 100, verruche acquisite 3 =: 9,4 p. 100. Vanno trascurati come momenti etiologici, le cicat,rici da scotta· ture, il tyloma. e l'eczema, un caso p~r ogni specie. Infatti è noto come siano rare le scottature e gli eczemi della. pianta. del piede. Adunque, su 32 casi di etiologiP. conosciuta, la grande maggiora.nz~

==

==


E DEL CALCAGNO

5&7

(29) appartiene al 1° gruppo e solo 3 al secondo. Del resto è gia noto per i carcinomi in genere, quale grande importanza. abbiano gli stimoli meccanici o flogistici sulla loro etiologia. Quiudi a. fortiori deve verificarsi una grande prevalenza. di tali fattori in una regione tanta. espost.a, qna.l'è la pianta del piede. Un'altra pa.rticolnità degna. di rilievo è la. grande prevalenza degli uomini sulle donne in tutti gli svariati momenti etiologici del l o gruppo e specialmente sulle alterazioni da traumi: su 8 uomini, 2 donne. I nfatti è noto quanto il sesso femminile vada. meno soggetto del maschile alle lesioni traumatiche in genere ed a quelle della pianta del piede in specie. Meritano inoltre qualche considerazione i calli e le verruche acquisite. Quale momento etiologico banno il callo i nn. l, 9 e 18 (P gruppo). Nei primi due casi la sede del callo era nel mezzo della. superficie piantare del calcagnc ; nel n. · 18 non è precisata. Leggendo la storia di questi casi viene subito in mente quello da me illustrato della clinica òi Roma. Specialmente il n. 9 di Wernher ha molta analogia con il nostro. Perciò per la. sede caratteristica. e per il decorso della malattia, viene fondatamente il sospetto che almeno nei primi due ca.si potesse trattarsi di una primitiva ulcera. perforante, sulla quale consecutiva• mente si sia sviluppato un epitelioma. Quindi la percentua.le di tale momento etiologico per il carcinoma primitivo della pianta del piede si eleverebbe da. 6,3 p. 100 a 15,6 p. 100. Ciò che non dovrebbe recare meraviglia., data la relativa frequenza del mal perforante nella pianta del piede rispetto agli altri momenti etiologioi. Basta, a tal proposito, riscontra.re i numerosi casi riferiti annualmente nelle lezioni di clinica. chirurgica. di Pean. In conclusione però, sebbene il mal perforante piantare sia relativamente frequente, esso rarissimamente dà. luogo allo sviluppo di epiteliomi. Infatti solo due sono i casi accertati finora nella. letteratura, quella ilella clinica. di Roma e l'altro des<;ritto da. Franze della clinica di Innsbruk. Ed anche volendo includere i t re casi designati come calli nella categoria dei mali perforanti, raggiunger~mmo la. cifra di 6, ben meschina rispetto al grande numero di ulcere perfora.nti osservate. Non c'è dubbio, che nei tempi passati si siano verificate confusioni di cancri della pianta del piede con il mal perforante. Esistono a. tal riguardo osservazioni di Volkmann nel Virchozo Hirsclì.'s Jahresbericht fiir 1869. Infatti Pitba e Schoemaker, in Germania, segllla.lavano l'ulcera perforante come dolorosissima, con tendenza a.lla. formaz;one di granulazioni e d i coni epiteliali. E già. il professorE~ Durante, fin dal 1874,


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SULL'EPITELlOMA Oi,:LLA PIANTA DEL PJEDE

fece rilevare che c evidentemente il processo ulcerativo descritto da questi due ul timi autori non ha alcun rapporto con il male perforante propriamente detto "'· E ciò non deve sorprendere riflettendo che i cancri abitualmente si sviluppano su ulceri, calli, screpolature cutanee, ecc. ed incominciano per lo più dapprima come una affezione del tntto benigna. e solo lentamente assumono il carattei·e epiteliomatoso. La confusione è maggior mente spiegabile se si pensa che ambedue le affezioni possono avere comuni anche le affezioni ossee. Infatti sono parecchi i casi (vedi prospetto n. l) di epiteliomi sviluppatisi su fistole ossee. Anche le verruche meritano speciale considerazione. Noi abbiamo tre verruche acquisite che hanno dato luogo allo sviluppo dei carcinomi. Esse comparvero tutte in età avanzata, due in uomini ed una in donna. Non esiste alcuna osservazione di epiteliomi della pianta del piede sviluppa.tisi su verruca. congenita. Nei 368 casi raccolti da. Volkmann di cancri dell'estremità, le ver· rnche e nèi materni costituiscono il momento etiologico dell'epitelioma 46 volte (di cpi 16 verruche congenite). Le 16 verruche congenite sono così ripartite: 9 nell'arto superiore, 7 nell'inferiore i le verruche acquisite: 20 nell'estremit& superiore, 9 nell 'inferiore, di una. non vi sono indicazioni. Adunque è evidente la prevalenza. di tale momento etiologico sull'arto superiore. È degno di nota anche il fatto che su 9 verruche acquisite che hanno dato origine a sviluppo di epiteliomi nell'estremità inferiore, 3 appartengono alla pianta del piede (facendo parbe i tre casi da. me riportati della raccolta di Volkmann), ossia una. percentuale del 33,3 p. 100. La. ripartizione dei carcinomi della. pianta del piede e calcagno sulle dinrse et& ci dà. le cifre seguenti: ET.\

Oomo

25 2{1

2 4

30·39 40·49 50·51'1 60 69 70·79

Oon'M

3

7

8

3

2

4

28

4 7 ll

6 li

5 TOTALE

ToL'Ile

9

37


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u!J9

Di 4lS, solo in 37 si hanno dati precisi sull'età, in 5 non si banno affatto e su tre v'è l'indicazione di gente molto vecchia. Ordinariamente l'età. preferita dei carcinomi è dai 50 ai 69 anni. Nel nostro caso, oltre questa., vediamo anche ben rappresentato il decennio 40-49 (7), come pure il 70-79 (6). Inoltre 9 degno di rilievo il fatto che sn un numero relativamente piccolo di 37 casi, ve ne sono 3 tra. i 26-29 anni e precisamente due di 25 anni ed uno di 26. Solo in 19 si hA. l'indicazione del lato sul quale si è sviluppato il carcinoma, e si ha 11 a destra, 8 a. sinistra.. Anche questo fatto merita di essere rilevato, poichè non si saprebbe com prendere una forte prevalenza. di un lato sull'altro, essendo eguale la funzione delle due piante e quindi soggette alle medesime influenze morbose. (Continua).


600 btilulo di Medicina J.erale della Be(ia UniYersill dJ Ro111a Ofai<TTO DAL Pa.o rasaoas S . OTTOLENGHI

STUDIO SCIENTIFICO-PRATICO SU L

CONTEGNO DEL DELINQUENTE NELL'ESERCITO Por il dott. Gaetano F• naloll, capit ano medico, MSistcnt.c onorario

P er consiglio del prof. Ottoleugbi, ho intrapreso una serie di osservazioni sul contegno, che i soldati, già. condannati prima dell'ar· rnolameuto, tengono nell'esercito, allo scopo non soltanto di dare nn contributo alla psicologia. criminale, ma. anche di trarre qualche criterio pratico per la. pronta selezione degli anomali dalla massa dei completamente idonei al servizio militare. A tal fine, previa. autorizzazione della direzione generale leve e truppe del Ministero della guerra, ho consultato più di ciuq uemila fogli ma.tricola.ri di militari del q uinquennio 1901-1905 e qu11.si cinq uemila fogli ma.tricolari'di militari del quinquennio 1896·1900; tra essi ho preso in esame duecento già. delinquenti avanti !11. leva.. seguendoli poi attraverso l'ambiente della milizia.. Perciò ho considerato, dopo le generalità e i precedenti borghesi dei singoli individui, le mancanze disciplinari da costoro via via. commesse negli anni di servizio sia dal punto di vista del numero e della gravità, sia. dal punto di vista dell'indole in relazione al reato compiuto prima della coscrizione, nonchè la. cura da essi avuta. per l'arredo, per l'is~ruzione militare e letteraria. di quartiere. Ho tenuto pure conto del giudizio dato dalle competenti autori ti~ su la. loro condotta ed intelligeuza., nè bo trascurato lo studio del decorso di alcune manifestazioni speciali di questi delinquenti, relative alla. simulazione df malattia, a.ll'a.lcoolismo ecc. Ro poi considerato il rapporto tra la. criminalità precedente il servizio militare e la. criminalità. militare colla frequenza e coll'epoca. del reato nell'esercito, rispetto ngli a.uni d i ferma.. In ultimo ho fa tto un cenuo degli individui, riformati secondo gli an ni di servizio. Esposta. cosi, colla massima. obiettività, la. parte generale dell'argomento (avendo ct1ra di esaminare le due centurie dapprima isola-


STUDIO SOIENTIFICO •PRATICO

UL CONTEUXO DEL Df:Lli\QUENTE 1 ECC.

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tamente) sono passato poi all'esposizione sempre obiettiva della. parte · speciale del tema., analizzando i due q uinquennii sempra separatamente, ed ho cominciato coll'illustrazione del contt>gno di quei delinquenti. che non commisero reati sotto le armi, continuando con quelll, che ne consumarono: anche durante il servizio militare. Ho diviso questi ultimi in varii gruppi secondo il genere e la frequenza del crimine, in ladri, in disertori, in ribelli al principio di autorità, a.ggiungen· <lovi poi gli habitués dei reati. Indi ho fatto opportuni raffronti tra i risultati delle centurie dei due quinquennii, e dopo un rapido cenno storico ::~ull'importa.nte tema non scompagnato dagli studi i di autori stranieri, specie tedeschi, ho accennato ad alcuni criterii pratici, desunti dalle osservazioni delle due centurie, criterii, che si potrebbero, secondo me, utilizzare con soddisfacente risultato ai fini di un reclutamento meno difettoso dell'attna]e. Prematto il quinquennio 1901-1905, che fu da me preso in esame per il primo. li. 1 . A. A. - GESERALITÀ.- Nato a Gaeta nel maggio 1876, contadino: all'atto dell'arruolamento sa leggere e scrivere un poco. Alto m. l,G2, robusto, colorito pallido, fronte bassa. -Venne alle armi nell'aprile 1005 ascritto al6• reg· gimento fanteria. PnECii': OEN'I'l BORGBE'H. Carattere irruento (informazioni date al reggimento dalla Pubblica Sicurezza). A. l tJ anni, imputato di maneato omicidio contro N. N. suo amico, fu condannato a. 8 anni di carcere e due mesi dal Tribunale di Gaeta. VITA MTLITARK. JO anno di Be1·vizio (1905). - MBnCIInze contro il contegno: in pubblico, n. 1, consistente nel dar scandalo in una via. frequentata. mentre era in compagnia di una prostituta. - Mancanze contro la subordinazione militare: n. S, consistenti nel rivolgere contro graduati di truppa parole seon· veoienti. -Cura dell'arred'>: searsa. - Istruzione militare·: deficiente.- Istruzione letteraria: discreta. 2" anno (1906). - Mancanze contro la s ubordioazione militare: o. l. consistenti nel rivolgere parole offensive contro graduati anche in presenza di ufficiali. - Mancanze per simnlazione di malattia : n. 2, nella. circostanza di essere comandato di guardia.. ~ Mancanze per atti di violenza contro i compagni di arme : n. 2, successi per ft:tili motivi e senza conseguenze serie. - Cura dell'arredo: scarsa. - Istruzione militare : deficiente. - Istruzione letteraria: discreta. .3° anno ( 1907). - Al principio del go anno di servizio, e cioè nel gennaio 1907, eesendo in piazza d'armi di Verona colla propria compagnia, si assentò arbi· tra.riamente, reeandosi in territorio straniero e trasportando seco oggetti d'uso militare. Espul110 dal territorio straniero e denunziato al Tribunale militare di Verona, ebbe la condanna di due anni di carcere. essendo imputato dei reati di diserzione all'estero e di alienazione di effetti di corredo militare. - Is tru· -ziooe letteraria: insufficiente. - Istruzione militare: iosaffìciente. - Arredo: -eattivo.


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STUOlO SC!E:XTill'ICO· I'RATICO SlJI, CONTEGNO DEL DELl:\QUEl\TE1 ECO.

Es tTO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilita: scarsa. -Condotta in servizio e fuori servizio: non buona. - Attitudine all'avanzamento: nessuna. (Rifiu· t.a.ta la dichiarazione di buona condotta. Nell'ottobre 1907 (mentre era nel 1° reclusorio militare), fu riformato in seguito a r&s..• egna di rimando per net:ro.Yi. di cui è indicata nel foglio matricolare la llatura epilettica.

B . 2 . P. A. -

GESERALITÀ. - Nato in giugno 1879 in Messina, cocchiere, analfabeta. all'atto dell'arruolamento. Alto m. 1,76, robus to. - Venne sotto le armi nel gennaio 18!19 ascritto al 280 fanteria. PRECEDE~TI BOROHESI. - N. cinque condanne di furto i n eta rispettive di 12, 18. 15, 16, 18 1/'1. (Certificato penale tribunale civile Messina al reggimento per parte della Pubblica Sicurezza) per cui aveva da scontare comples-;i"l'ame.n te 20 mesi di carcere. - Traslocato dietro determinazione minis tero interno all'isola del Giglio nel luglio 1896, percbè t·itenuto c ozioso e dedito ai reati contro la proprieta :.. - Durante la permanenza all'isola. detta. commise altri l]ltatiro reati contro la proprie tà.; per cui ebbe altri 5 mesi di carcere:; fu un1l volta punit<> per ubbriachezza e due volte per essersi tenut.o latitante due giorni. VJTA MILI'fARE. - 1° anno di (servizio ( 1899). Mancanze contro il contegno in camenlta n. due. - Mancanze contro l'ordine personale: n. due, consistenti nel presentarsi ai superiori in inc<>mpleta tenuta. - Mancan~:e per mi· nacoie verso compagni d'arme: n. una ed avvenu ta durante l'istruzione, percbè urtato leggermente e per caso da un compagno: il P . .A. invei dicendogli: «se lo ft\i un'llltra volta, ti ~pacco la faccia:..- Cura. dell'arredo: poca. Istruzione militare: insufficiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. 2• amw ( 1000·1901). - E da notarsi che il soldato, nel 20 anno di ser·vizio, fu tras ferito col suo battaglione in Africa. - Mancanze per piccoli furti: n. due. - Mancanze per s imulazione dj malattia: n. due, nella circos tanza di essere in procinto di montare di guard in. Mancanze per atti di violenza contro com· pagni: n. l (per futili motivi inferi va un colpo di gavetta producendo lesioni guaribili entro i cinque giorni). - Mancanze per evasioni dal campo : n. 2. rcstandone assente cinscuna. volta 8·4 ore e non sap-endone dare plausibile s piegazione. - Cura d..tl'arrt'do: nessuna.- I s truzione militare: insufficiente. - Istruzione letteraria·: ~cu.rsa. EsrTO. - Intelligenza: meno che mediocre. - Educnbilità.: de6ci1'ntc - Con· dotta in servizio e fuori sc1·vizio: cnttiva. - Attitud ine all'avanzamento: nessuna. Gli è rlata rifiutata, all'atto del congedo, la dic-hian\zione di buona condotta.

B . 3 . M. A. - GE:O.'ERALlTÀ. - Nato a Castrovillari nel marzo 1880, calzolaio, analfabeta all'atto dell'arruolamento. molto robus to. Alto m. 1,611/ 2. Fronte ba:<sa. Venuto alle armi nel novembrA 1900 ascritto al 70• frmteria. PRECEDENTI BORGHESI. - Dichhuato colpevole di fc1·ite, a 19 nnni, a danno di un cOm]laesano1 che fu reso inabile al lavoro per più di 6 e meno di SO giorni e condannato n. 7 ~iomi di carcere ed alle spe;;e dnl tribunale civile di Cas trovilln.ri (da un docutneuto inviato al 10° fante ria dAl detto tribunale per uso militare·). V ITA MILJTAIUil. - 1• anno di se~•vizìo ( 1901). - Mancanze coutro il contegno a compagnia riuuitn: 11. 2, consistenti nel fnt'e snherzi sconvenienti per pro-


STUDIO SC IENTIFICO·PRATlCO

UL CO::i'TEG:SO DEJ, DEL~QliE.NTP- 1 EOC.

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vocare le risa d ei .-ompo.gni riuniti per ;;ervizio. - Cum dell'arredo: s utfìciente. - I struzione militare: :<ufficiente. - I s truzione letteraria: discreti\. 20 awto ( 1902). - Mancanze per ntti di violenza verso compngui: n. l ( pcrcuote,·n. col pugno un compagno per· motivi insignificanti, senza causa rgli sel"it> lesioni). - Mancanze per evas ione di S ore d:d qunt·tit>re, e:-;sendo consegna to: n. l. - Cum dell'arredo: buona. - I~truzione mili tare : sufficiento - I s truzione letteraria: discre to.. 8° 07/IIQ ( 1903). - hli\JICan:z:e per Simulazioue di mal11tti11: Il. 2. - :Mnucanze per evasioni di poche ore dnl quutier c : n. S (esscntlo conseg nato). - Man· canzc per atti di violenza contro compagni: n. 2 - Cu1·a dell'arredo: JU:ss unn. - I:<tra:z:ione militare: discre ta. - I struzione letter:a•·in: discreto.. F.siTO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta in servizio e fuori servizio: in complesso poco buono.. - Attitudine all'avanzamento: nessuna, specie per le s ue qualità morali. - Rifìutatn. d ichiarnzioue di buona condotta all'atto del congedo. • · 4 . D. A. - GENERALITÀ. -Nato nel fehbr:\io 1883 n. Conversano (provincia di Bnri) conduttore di vetture, celibe, analfabeta. Alto m. 1,70. Al capo varie cicatrici. Fronte bassa. - Venuto alle armi nel di cembre 1903, assegnato al 62<> reggimento fanteria. PRBCEDE:ITI BORGUESI. - Due volte condannato per furto in età di l ·l·lG 1\nui ed uno. per oltraggio alJR. Pubblica Sicurezza. - Segnalato al reggimento, dalln. questura, come soggetto di temperamento violento. VITA MtLITARB. - 1° anno di servizio ( 190-i). - Mancanze eoutro il contegno in pubblico per ubbriachezza: n. 2. -Cura dell'arredo : discreta. - Istruzione militare : pochissima. - Jstru:r.ione letteraria: pochissima. 2° amw (190&). - Mn.ncanze pAl" s imulazione di malattia: n. S. - Mancauze per appropriazione dt pezzi di argento da unR. lira e di vari pezzi di saln.me spettanti a compagni: n. 2. - Mancanze per minacce a compAgni: n. 2. Mancanze per evasione di l)OChe ore dal quartiere, e:;sendo punito di cou.se~ua: n. l. - Cura dell'arredo: pocn. - l s t ru?.ioue rojlitare: sca rsa. - Istruzione lette.raria: pochissima. ESITO.- Riformato il mese d i agos to 1905 in , ef!uito IL rassegna di rimando per g rave nevrastenia. - Cura dell'ar1·edo: insufficieute. - Istruzione letteraria e militare : insufficiente. - I ntelligenza: molto mediocre.- Educabilità: scars issima. - Co ndotta in servizio e fuori srrvizio : me..liocre. - Attitudine al· l'avanzamento: ncF<suna. - Rifiutata d ichiarazione buonn. condotta.

• · 6 . V. A. - GE:SEitALITA. - Nato a Como nell'ottobre 1&:'3:, vetturi.no, ce libe, sa fnr·e le. 6rma. Alto m. 1,7t\, robusto, fronte hassa. - Ve nuto alle armi il novembre 1903 e ascritto nl 5° regg imento alpini. PnECll:DE~'T! BOROUES!. Due volte punito per ribellione alla forza pubblica con 4 mesi di car cere in etO. di 16 a 18 anni. - Segnalato al reggimento come molto dedito al viuo e dotn.to di carattere irritabile (dnJla questura di Como). YJTA lliLtTARE. - L0 amw di serdzio (1001). - Mnncnnze contro il conteguo in pubblico (essendo q nas i semp re ubbriaco) : n. G. Tra esse è dA notare quella del settembre 1904 (durante la libera uscita s i ubbriac:wn in modo co~l sconciG c si diportava in modo co.;l scorretto dn provocare in uua via di Como le


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STUDIO SCIE:'\TIFIOO·PRATIOO S OL CO~TBG~O DEL DELINQUENTE, ECC.

p rot-eate del pubblico e da rendere necessario l' inte•·vento dei reali carabinieri ). - Mancanze per ~o~imulazione di malattia: n. 2. - .Mancanze per assenza illecita dal quartiere alla ritirata restando fuori caserma 12 ore: n. S. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militllre: poca. - I struzione lett;(>. raria: pochissima. 2° anno (1905). - Mancanze contro il contegno in pubblico per ubbriachezza: n. 2. - Nel marzo del 1906 passa, d'ordine del comando del 8° corpo d'armata alla prima compagnia di disciplina, «per abituale cattiva condotta"'· - Null'a ltro rL~uh1\ dal foglio matricolnre, riguardo alla condotta di V. A. nelll\ oompnguia nvminata. - Il comando del regg imento, oltt"e a far constatare al comando della l• r.ompognia di disciplina la condotta catth·a del soggetto l' la Sllf\ conseguente in~tttitudine all'avanzamento, qunli6cò il V. A. « pessimo individuo,.,- I ntelligen7.a: scl\l"sa.- Educabilita: l'\carsa.- Condotta: cattiva. :li. e. F. A. - Gr>NERALTTÀ. - Nato nel 1887 a Mondovi, contadino, celibe, sa fir111are Alto m. 1.62, robusto, tatuato uegli avambracci. - \'enne sotto le :armi il novembre l~fl7 assegnato al 25° fanteria. PRECii!DE!\TJ BORGJJESJ. - Carcerato una volta per furto per il peli odo di 1 re mesi in etl\ di IG anni. - Segnalato dalla Prefettura al distretto militare di MoudoYì e poi al reggimen to, quale individuo molt<> dedito al vino. \'n'A )!ILITARE. - 1° anno di 81'1-vizio (lS!b). - Mancan7.e contro il cou tegno in pubblico 1essendo ubbriaco): n. 2. - Mancanze per minaccic ,·erso comp!l· gni : n. S. - Mancanze per appropria?. ione di petrolio e tentati atti di ,·io· len;r,a verso camerati: n. l (essendo di piantone alla fureria, si appropriava poco a poco due litri di petrolio e quindi Ì!<tigava clue compagni a vc nderlo. Essendo es,.i ri6utati l!~. A. tentò percuoter! i e vendette egli stesso il petrolio). - Cura dt-ll'arredo: Rcarsa. - Int.elligenza militare e letteraria: deficent~· !2° anno ( U:l99). - Mancanze contro funz ioni di servizio strettamente militare: 11. 2 (comandato di piantone ai b~oi. si allootanan1. senza motivo dal posto assegnatogli in un 100meuto in cui lll truppe prende,vano il bagno). - .Man· t !lnlr.e contro la !lubordina7.ione: n. 2. (Nega togli il permesso semle, che aven1 chiesto, resta,·a fuori di caserma 24 ore ritornando nbbriaco). - Cura dell'arredo: por.a. - l stru?.ione militare e lett.e•·a ria: scat'fn. a·• anno (1000 lUCil). - Reato. - Nel ft~bbrnio WOO, imputato di fu r to d i L. 30 a danno di un cotupagno, fu condannato a 7 me -i tli realusione dal tribunale militare di Ge11ovn.- Cura dell'11rredo: scnr:!l\. - lslruzione militare e letteraria: in su ffi cienté. ESITO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: uessuna. - Condotta in servizio e fuori: cattiva. - Attitudine all'avanzamento: nessuna. - Rifiuto di dicbiarn7.ione di buona condotta. lf. 7 . Bag. F. - GENEJtAl.ITÀ. - Nato a Firen:r.e nel settembre 1880, fabbro, ce· libe, sa h:ggere e scrivere bene. Alto m. 1,62, robusto. - \"enne sotto le armi il novembre 1900 assegnato al 10° r eggimento fanteri11. PnECEDR!\TJ IIOROUI::SJ. - Condannato a 16 anni e SO giorni di carcere per les ioni personali contro N. N. - Condannato a 18 anni a 16 giorni di ca rcere per lesion i personali leggere contro N. S. (Tribunale di Firenze al distretto n.ilitnre per uso di leva). - Segnalato 111 t·eggimento dalla questura come iudidduo di temperamento impetuoso. \'ITA MtJ, t'l'AK.R. - 1° am1o di 1tn:izio (1901). - Mancan7.e contro il contegno in caser111a : n. 2, orinava, da\'1\nti a vari compagni n el cortile del deposito


STUDIO SOI EN'I'IPICO·PRATICO SU l. CO:STEGXO DEL DELINQOE:-<TE1 ECC.

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reggimenta le, malgrado i ripetuti avvertimenti. -Cura dell'arredo : s uffi· ciente. - I struzione militar e: buona. - Istru.-:ione letteraria: buon&. 2<> anno (1902). - Mancanze per violenza contro compagni: n . 2. - Mancanze contro il con tegno in sen·izio, rideva sull'attent i mentr e il sergen te faceva la spiegazione dei movimenti dell'istruzione a piedi. n. l . - Mancanze con tro funzioni di servizio militare : n. 2, comandato di ronda, s i ubriacava durante la marcia. -Cura dell'arredo: poca.- Istruzione militare: discreta. Istruzione lutteraria: buona. ESITO -Intelligenza : buona.- Caraltet·e morale: deficente.- Condotta: mediocre. - Attitudine all'avanzamento: ne~su na per le s ue qualità morali. R ifiuto di dichiarazione di buona condotta.

B . 8 L . B. - G&NEIUt-ITÀ. - Nato a Ca ltanissetta nell'ottobre 1880, zolfataro, celibe, analfabeta. Alto m. 1,58, molto robu;.to. fronte lmssa. - Venne alle armi nel novembre t9fl0, assegnato al &Ju fanterin.. P RECEDESTI BORGHESI. - Imputato e condannato una volt.a di lesioni perso· nali contro N. N. per due mesi dal Tribunale civile di Cnltanil'settn in età di 16 anni. - Condannato per furto a danno di un amico suo dallo stesso Tribunale per tre me><i in età di 18 anni. VITA l!ILITARF:. - · 1° a1mo di servizio (1901). - Mancanze contro il rontegno in pubblic-o : n. l , si ubriacava sconciamente e C'anta va a vo<'e alta. - Mancanze per poca subordinazione <'ontro un graduato, n. 2, ordinntogli di tacere in piazza d'urmi e di mettersi sull'attenti, seguitava a gesticolare e a fare osservazioni indebite. - Mancanze per atti di prepotenza e violenzn con borghesi : n. l, durante il riposo in piaz?.a d'armi, prendeva. 1Ul pezzo d i cera da un venditore ambulan te, e non lo voleva pagare aggiungendo nncbe minac· cie. - Cttm dell'ar redo: s ufficiente. 2<> amw (l902J. - Reato per furto di un oggetto di lire BO n dnnno di un gr&· duato, n. 1, gennaio 1902. Per qut:Jto reato fu dal Tribunale condannato a tre mesi di cMcere, e in seguito fu trasferta alla prima compagnia di disciplina. Segnalato dal comando del regl-{ imento al comando della 12'" compagni1~ t!i di· sciplina come« legnto di a111icizia stretta r.oi più t risti soldati reggimentali •· Non si sa altro. - Istru?.ione militare e letteraria: pochis>~ima. ESITO. - I ntelligen;r.a: mediocre. - Educabilità: defid ente. - Condotta in se.rvizio e fuori: cattiva. - Attitudine all'avanzamento: nessuna .

• . e. Ba.- A. GENERAI.JTÀ. -

Nato a Cortemilia (circondar io di Alba) nel luglio 1879. contadino, celibe, sa leggere e scrivel'e. Alto m. 1,72, r obusto, fronte stret ta. - Venne alle armi nel novembre lt:i99, ascritto al 1° reggimento alpi n i. PRECEDENTI BOROussr. - Condannato a tre mesi di en.rcere per let:ioni personali contro N. N. dal Tribunale civile di Alba a 16 anni. - Condannato a lesioni personali e furto (una volta) contro S. I. per due mesi dal Tribunale civile di Alba a 16 anni. VJTA MILITARE. - 1~ anno di servizio (1!!00). - Mancan ze contro H contegno in camerata: n. 2, insudiciava a bella posta i muri con isc.rizion i sconcia. Manen.n ze per evasioni dal quartiere dopo la ritirata serale., restandone fuori 24 ore : n. 2. - Cura dell'arredo: scarsa.- I str\lzione militare: deficiente.Istruzione letterari• : s ufficiente.


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STUDIO SCIE~TIFICO·PRATICC "l"L COXTEGXO DEL DELfl\QUENTE1 ECO.

:t• a11110 (190l-l002J. - .Mancanze per evasione per poche ore dalla caserma: n. l. - Mancanze per siruula:done di malattia: n. 2. - Mancanze per insuhordinazione verso g rad uati di truppa: n. S. -Reato·, nel decembre 1901 denunziato al Tribunale militl\re di Torino, per ftirlo a danno di commilitoni e condannato a due mesi di cnrcere e indi pa!'sato alla prima com pagnia di di!<ciplina. - Cura dell'arredo: poca . - I struzione militare: poca. - lstTU· zio ne letteraria: insufficiente. E~ITO. - Jntelligenza: roE:dio~re.- Educnbilità: poca. - Condotta in servizio e luori: cattiva . - Attitudine all'avauzamento: ue::<suna per le sue qualita morali. - Rifiutata dkbiarnzione di buona <"ondotta. 11'. lO. D. A. - GRNERAI.t1'À. - Nato t\ Canigatti (distrl'tto militare di' Gir genti) nel 1SG7, solt'a taio, celibe, analfabeta. Alto m. 1,60, poco r obusto. - Venut.o alle armi il novembre 188V percbè fatto due anni rh·ed ibile per deficienza toracica, ascritto al 133° reggimento fa nteria. PIIECEO&I\1'1 llOIWII&SI. - Condannato dal Tril>unnle civile di Girgenti, in eti1 di 16 anni, a sette mesi di carcere per lesioni volontarie con pericolo di vita in persona di un suo conoscente. VI TA lliLI'I'AitE. - 1° anno di servizio. - Mancanze contro il contegno in ca· merata: n. 2, faceva atti osceni alla presenza. di compagni. - Ma ncanze contro la subordiuaz ioue m ilitare: n. 2, tirava contro un graduato di truppa, che l'avvertiva di ;:tnre bene sull'attenti, la borraccia, senza causar danno. Man•;anze per minaccia a compagni d'arme: n. l, ee non mi porti da bere, ti rompo il capo. - Cura dell'arredo: nessuna. - I struzione militare e letteraria: nessuna.- Congednto alla fine del 1° anno di servizio (decembre 1800) per motivi di fam iglia dietro autorizzazione ministeriale. EstTO. - Intelligenza: ro~diocre. - J::ducabilità.: nessuna. - Condotta: mediocre. - Rifiuto di dichiarazione di buona <"Ondotta. li. 11. A. M. -

G&xEHALtT,\. Nato a Bi<·lla il setkmbre 18ì8, bracciante, celibe, legge re e scrivere poco. Alto m. l,GG, robu~:~to. - Ascl'iLto al 64• reggimllnto fanteria. l'Rl!C~:o&N'I'I no nouEsl. Condannato dal t1·ibunale civile di \ ' ercelli, in età di 19 ann i, a 40 mesi e 25 giorni di reclusione (olh·e a 120 lire di multa) per furto qltalificato, tl'll/fa e falso. \ ' n ·A l!II.ITAn~:. l • amto di i<e'I'Vi::io (190::!). - Giun to al distretto di \ ' e•·celli, appena. uscito dalln casa di reclusk•ne di Castelfranco dell'Emilia, fu inviato in O'ls erva zione, il mn•·zo 19\12 presso l'osped1de milibne di Nova.ra, da cui riuscì ad evndere dopo 14 giorni di soggiorno. - Reato di diserzi one. - Con· dannato dal tribunale di Torino ad anni uno e me::ù due di reclusione per il reato di diser7.ione. Dnnmte il tem po trascorso nel 1° reclusorio mili tare, risulta dal foglio rnatricolttre, che ebbe una soln punb-.iione grave, perchè, per c~ im ersi dall' istruzione pri ncipale, si noscose rinchiudendosi in un sotterraneo! :.10 anno ( 1!103). - Reato di diserzione. U sci dal reclusorio il luglio l !)OS e ftt incorporato nel 0-1• r egg imento fanteria, lo stesso ·mese. - l! 10 settem· bre 1!)1):1 s e ne assenta. arbitriamente, flochè il Ili novembre dello stesso anno è nrres tnto e trndot to alle carceri militnri di Firenze. - Condnnnato dal tr ibunale di Firenze nd auni 2 e mesi l di reclus ione per il reato di di· :i:\


STUDIO :-<OlEXTU'ICO·PRATfCO SUL CONTECXO DEL DELIXQUENn;, ECC.

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serzione e di alienazione di efFetti di vestiario e di armamento militare. Nel 1° t•eclusorio, dove fu inviato per scontare la pena, fu punito due volte, una volta per oc mancanze nl contegno in camerata, e una volta per tentare di esimersi dalle istruzioni ». 3• anno (1904-1005). - Reato di diserzione. - Riammesso nel 51° reggimento fanteria il 17 dicembre 1904 essendogli stata condonata di un anno la pena per amnistia.. - Assentatosi, dopo pochi giorni, dal corpo a suo arbitrio, fu arrestato e denunciato il 28 dicembre al tribunale militare di Torino essendo stato fuori di caserma più di 6 giorni e nel fratttJrnpo tradotto nelle prigioni del corpo in attesa di giudizio. - Nella 1• decade di gennaio 1905 t·iuscl ad evadere dalle carceri reggimentali. - arrestato. fu condannato. uell'aprile successivo, dal tribunt~le !militare di Torino alla pena della reclusione per anni 8 e mesi S. - Per disposizione ministeriale del maggio 1906, fu espulso per le riportate condanne dall'esercito. - Risulta dal foglio matricolare che l'A. ~!. nei pochi giorni trascorsi al reggimento fu di condotta cattiva e curò pochissimo l'istruzione militare, letteraria e l'arredo. - Intelligonza: sco.rsn - Educnbilità: nessuna. - Condotta: pessima. lf. 12 . Au. S. - Gto:~EHALtT.i.. - Nato a Terranova (distt·etto Caltanissetta) nel 1883, bmcciante, celibe, analfabeta. Alto m. 1,66, cicatrici tre in capo. Venne alle armi nel novembre 190-'J, ttscritto al 20° fanteria.

Condannato per lesioni personali contro T. \'. per il periodo di 6 mesi di carcere a 17 anni. - Condannnto una voltn per furto a ~ mesi di carcere, a 19 anni. YtTA )IJLI'J'ARE. 1° OIIIW di ii.:rvizio. - iUancsmze contro il contegno in pub· blico per causa di ebbrezza: n. 2. - Mancanze per minaccie contro compagni: n. 2. Nel gennaio 1004, quinùi dopo due mesi di servizio militare, fu riformato per nevrosi; di cui il foglio matricolnre non specHicn IR natura. PnF.C'ElDENTI aonou&SJ. -

G~::xEnALJT.i.. Nato a 'J'ol'ino nel 1880, falegname, celibe, so. leggere e scrivere a sunicieoza. Alto m. 1.72, fronte molto bassa. - \'eone alle armi nel novembre 1000 assegnato al 4° reggimento fnnteria. PRECEDENTI nonouESI. Condannato una volta per furto a 3 mesi di carcere in età di 17 anni. - Segnalato dalla questura come carattere violento. Vt'rA mLlTARE. t• a1mo di servizio (1901). - Mancanv.e contro il contegno in pubblico: n. 2, si ubriacava e cantava in unn. vta pubblic.a di C. - Mancanze per poca subordinazione: n l, ubriaco e arrestato dalla pattuglia di sorveglianza in una c:1sa di tolleraul'.a ove si conteneva in modo indecoroso, tentava di fuggire, opponendo viva res istenza. al caporale che comn.ndava la pattuglia. - Cura dell'arredo: poca. - Istt·uzione militare: deficiente. Istruzione lettenuit\: sufliciente. 20 anno (1902). - Mancanze per cat tivo contegno in camerata anche in presenza di graduati di truppa: n. 1, invece di stare sull'atlanti, si metteva in tale posizione da provocare il riso dei compagni. - Mancanze per evasione dal quartiere: n. :l, si assentavn per 18 ore. - Maoca.nz& per atti di violenza contro compagni : n. 3. per futili moti\• i percuoteva i compagni senza causare serii danni. - Iuvin.to, nell'agosto 11:10:3, iu licenza di couvn.lescenza di un anno per deperimento orgautco consecutivo ad ileo-tifo.- Cura dell'arredo: poca. Istruzione militare: deficiente. - Istruzione letteraria sufficiente.

lf. 18. L. A. -


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S'l'ODIO l'CIF.NTIFICO·PRATJCO SUL CONTEGNO DEL DELINQUE~TE1 ECC.

ESITO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità militare: poca. -Condotta in servizio e fnori: mediocre. - Attitudine all'avanzamento: nessuna. - Rifìut<> di dichiarazione di buona condotta.

w. 14. O. i\. -

G&sf:RALITÀ. - Nato a Pavia nel 1879, contadino, aualtabeta, celibe. Alto m. 1,55 1/ 2. Fatto rivedibile un anno dal consiglio di leva. di Pavia per ùeficenza di statura. - Giunto alle armi il novembre 1900 asse· gnat.o a l 6° rl:'ggimento fanteria. PRE<'EDE!\'1'1 nonoul:lsr. - Condanna.to a. 17 anni, per oltraggio alla forza pubblica. - Segnalato dalla prefett ura al reggimento come dedit-o al vino e di carattere impulsivo. VrTA ~IILITARE. - t• anno di servizio. - :\iancanze contro il contegno del soldato in pubblico (per ebbrezza) : n. 3. - Mancanze contro funzioni di servi?.io militAre: n. 1. essendo di sentinella, lasciava, scientemente, li bera entmta in quartiere ad un cenciaiuolo, che si presentava per l'acqui.;to di roba nat:tcosta da taluni militari. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare e letteraria: nulla. 2° anno (1901). - Mancanze contro il conteg no del soldato in pubblico (per ebbrezza): n. l. - Reato ver atto d'insubordinazione e ferimento in rissa di un graduato di truppa : n. l. - Denunciato pet· qut"sto reato al tribunale militare di l.ntano, fu condannato a l anno e t3 mesi di reclusione. - Non si sa alcuna cosa sul di lui contegno nel reclusorio. -Cura dell'arredo: poca. - Is truzione militare e letteraria deficiente. ERITO. - Intelligen;~a: scarsa. - Educabilit.à: nessuna. - Condotta: c:attiça

lf. 15. Sv. A. - GENERALITÀ. - Nato a Bergamo nel lSSO. muratore, celibe. sa leggere e scrivere. Alto m. 1,60, robusto. - \'enuto alle armi il novembre 1900 assegnato al 42• fan~ria. PREC&DE);TI BORGIIESI. - Condannato a 10 anni a lO giorni di prigione per le· sioni personali lievi contro ~- N. VrrA li!JLITARE. 1° amw di servizio (lllOl). - Cura dell'arredo: molta. - Istru;~ione militare: molta. - Istrm:ione letteraria!. sufficiente. 2• amw (1002). - Mancanze contro la subordi na ;~ione: ID. 1· ordinatogli da un sergente di non giuocare in camerata, fu da lui stesso sorpreso a giuocare tre ore ò.opo, in un'altra camerata. - Cura dell'arredo: molta. - Istruzione militare: molta. - Istru;~ione letteraria: buona. ESITO. -lntelligenzn: s vegliata. - Educabilità: sufficiente.- Condotta: buona in compl('..;so ; fu protuo><s o caporale.

lf. 18. Fu. A. -

GF.SElRALt·rA. - Nato a Girgtmti nel 1880, contadino, celibe, Alto m. 1,1::5, robus to. - Venuto alle armi nel novembre 1000, as· "e~nt\to al l-t0 reggimento cavalleria. Pn~;c&n'RNTI ROUGIIESI. Condannato due vo lte per ftu·to a 6 mesi di carcere complessivo da l Tribunale civile di Girgenti a 16-17 anni. VtTA MILITARII:. - L0 amw di servizio (H)OJ ). - Manc:tnz~ contro il contegno in camerA.ta: n. 2.- Mancanze per simuhl?.iorte di malattia: n. 2. - Mancauze per poca subcrdinnzione ver~o un ca porale : n. l, ordinatogli in pinzza d'a t·mi .li riiUonta r<: t\ cavAllo, esitava a fnrlo. - Cura ddl'arredo: poca. Istruzione militare : poca. - Is truzione letteraria: pochissima. analft~betn.


TU DIO SCIE:>TIFICO• f'RA'rtCO SUI. CO:>TEGNO DEL OELIYQUE"XTF.1 ECC.

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Mancanze contro il contegno in pubblico per eùbrezza: n. 2, cantava per una pubblica via. - Mancanze per piccolo furto: n. 1, fu tro· vato da un sergente possessore di un cucch1aio non di pTescrizione e di un paio di guanti, che asseriva aver trovati per terra. - ~Jancau:t.e per poca subordinazione verso un graduato e per altro piccolo fln·to: n. l, eshava molt.o nd obbedire ad un gTaduato di truppa, che lo invitava a dare spiegazioni circa un paio di pantaloni non suoi trovati nel suo zaiuo. - Cura dell'arredo: poca. - Is truzione militare: poca.- Is truzione letteraria: .pochissima. :J" mmo (1003). - Reato per furto di un portamonete, contenen te lire 60, a danno di un commilitone, condnu nato a G mesi di recl usio1ae, sotto l'imputazione di furto, indi passaggio a lla compagnia di disciplina. - Curn. dell'ar· redo: scarsa. - Istruzione militare e letteraria: deficiente. ESITO. - Intelligenza: meuo che mediocre. - EducabilitA: poca. - Condotta: cattiva. - Nessuna attitudine all'a.van?.ameuto.

20 am1o (1002). -

lf. 17. P. A. - GflNERALITÀ.- Nnto a Ivrea, nel 1880, falegname, celi be, sa leg· gere e scrivere. Alto m. 1,61, molto robus to. - Venuto alle armi nel novembee 1000, 1\Scl'Ìtto al l o fantel"ia. PRECED&NTI BORGHESI. - Condannato a un mese di c.a rcere per ferimento volontario dal Tribunale civile di 'rorino a danno di N. N. a Ul anni. VITA MILITARE. - 1° amw di servizio (1901). - Mancanze per contegno sconcio in pubblico (causa l'ubriache;~za): n. 1. - Cura dell'arredo: mediocre. Istruzione militare: · poca. - Istruzione letteraria: poco profitto por svoglia· tezza. 20 aimo (190-3).- Mancanze per contegno scorretto in pubblico (essendo ubriaco): n. l. - Mancanze per simulazione di malattia per sottrarsi alle marcie: n . 2. - Mancanze per atti di violenza eseguiti sui compagui: n. 2, percuotevalì colla. gavetta senza motivo. - Cura dell'arredo: pochissima. Istruzione militare: pochissima. - Istruzione letteraria.: profitto scarso Jler svogliatezza. EsiTO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: mediocre. - Nessuna. attitudine all'avanzamento. • · 18. Lui- D. - GENBRALITÀ. - Nato a Firenze nel 1880, magnano, celibe, sa leggere e scrivere. Al to m. l,G!I, robus to, tatuato agli avambracci e sulla re· gione del cuore.- Venne alle armi nel nove111bre 1900, a!'Segn;~to al 6()<> fan· teria. PREI.:&DENTI BOROnEST. - Colpevole due volte del reato di ribellione contro la forza pubblica. Fu dal Tribunale civile di Firenze condan1lato, ad un anno di carcere complessivamente, a 16 e 18 aUDi. VITA llit.tTARlil. - 1° anno di servizio (1001). - Mancnuze per simulazione di malattia: n. l. -Mancanze per m inaccie Yerso compagni: n. 2. - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. l. - CUI·a dell'arredo: discreta. Istruzione militare: poca. - Istruzione lettl'raria: discreta. 20 anno (1902). - Mnncan?.e per simulazioue di malattia: n. 2. - Mancauze per roinaccie verso i compagni: n. 6. - Mancanze t>er atti di violenza cou· tro compagni: n. l. -- Maucanze per istigaziotae a far male: n l, conse~ ualo cercava di fuggire e istigava a fuggire dal quartiere un altro compagno.39 - Giornale di medldna miiUare - Pase. VIli- IX.


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STUDIO SCIENTIFJCO·PRATICO IJOL CONTEGNO DEL DELINQUENTE, ECC.

Cura dell'arredo: poca. - htruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: discreta. EsiTO. - Intelligenza buona: Educabilità: deficiente. - Condotta: mediocre. Nessuna attitudine all'avanzamento. Jr. 18. De. L. - GENERALITÀ. - Nato a Riva Chieri (circondario di Torino) nel 1880, contadino, celibe, ea leggere e serivere poco. Alto m. 1,66, robusto. - Venuto alle armi nel novembre 1900, assegnato al l • reggimento fanteria. PR1i1C8DBNTI BORGHESI. - Condannato a due meei di carcere per oltraggio con· tro lo. forza pubblica dal Tribunale civile di Torino. - Segnalato dalla Pre· fattura al regg imento come violento. ' VJTA lULlTARB. - J" anno di servizio (1901). - Mancanze per contegno scor· retto in camerata: n. S. orinava di giorno sui pavimenti, malgrado i ripetuti avvisi. - .Mancanze contro funzioni di servizio militare: n. 2, di sentinella alle prigioni faceva portare vino e sigari ai detenuti. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto per s vogliatezza. 20 anno (1902-1009). - M&ncanze per contegno scorretto in camerata: n. S. per il motivo sopra esposto. - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2, per es imersi dall'istruzione principale. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: pochissima. - Istruzione letteraria : scarsa profitto per negligenzL - Reato: nel maggio 1902 condannato dal Tribun.a le militare di Venezia a tre mesi e mezzo di carcere sotto l'imputazione di furtJJ di oggdUi del valore di lire 40 a danno di un suo compaesano, indi trasferto a una compagnia di disciplina . Si conoscono dal foglio matricolare: n. 2 mancanze per violenze contro compagni. ESITO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità : nessuna. - Condotta: cattiva. • · 20. I . V. - GEI'\ERALITÀ. - Nato ad Acireale nell885, possident.e, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,65. - Venuto alle armi nel novembre 1900 es· sendo stato fatto rivedibile ad un a nno dal Consiglio di leva per debolezza di costituzione, assegnato al 12" fanteria. PRECEDENTI uonom;:n. - A 16 anni condannato dal Tribunale civile di Catania, per furto a 80 gionti di reclusione. -A 18 anni conda.nnato dallo stesso Tri· bunale per furtO a sei mesi di rselus ione. VITA •uJ.ITARE. - J• anno di servizio ( L907). - Mancanze per disattenzione in servizio (contegno cattivo): n. 2. - )fancanze perpicooli furti: n. 2, s'impa· droniva due volte d'oggetti dei compagni vicini, mentendo di averh acqui· s tati fuori . Nel gennaio l!J07 fu inviato in O!lservazione, per distnrbi nervosi, presso l'ospe· dale militare di Livorno e colti. venne riformato, secondo dice il foglio matricolare, per '11talattia nervo1a grave. Non fu rilasciato attest&to di buona o cattiva condotta, avendo !<ervito meno di tre mesi.

• · :n. llR. A. -

G ~:x •·:nALJ'l'À . Nato o. Napoli nel febbraio 18G7, farinaio, celibe, sa leggere e scrivete. Alto m. 1,58. robusto, fronte alta. - \·enuto alle armi il novembre 1187 assegnato al 68• fant-eria. P•n:c~; oE:>-n llOitOII~:sl. - A 18 anni condannato dal t ribunale civile di Napoli a tre mesi di carcere per ferimento volontario con debilitamento permanente


STUDIO SCIBNTIEIC()-~00 SUL CONTEG~O DEL DELINQUENTE, EOO.

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a duno di L . I. e per lieve provocazione. (Foglio tribunale di 1\apoli al reg· gimento in data 6 ottobre 1887). VrrA MILITAR~. - 1° anno di servizio ( 1888). - Mancanze per simulazione di malattia: n . l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: suffi· ciente. - Istruzione letteraria: sufficiente. .20 an11o ( 1889). Mancanze per il contegno seorretto in camerata: n. l. Cura dell'arredo: sufficiente.- Istruzione militare: buona. - Istruzione letteraria: ascritto scuola eleme.n tare. EstTO. - Intelligenza; buona. - Educabilità: discreta. - Condotta in servizio fuori: buona. - Nessuna attitudine all'avanzamento per «carattere proclive alle impulsioni :.. - Rilasciata dichiarazione di condotta buona. li. 22. Bar. B. -

GBNF.rtALrrÀ. - 1\ato a Casale nel gennaio 1881, contadino, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1.69. - Venuto alle armi nel novembre 1908, perchè rivedibile di due anni per oligoemia, assegnato al 26° reg· gimen to fanteria. PnECF.DBNTt BORGHESI. - Condannato. a 17 anni, dal Tribunale civile di Asti a an mese di reclusione per furto. - A 19 anni condannato dallo stesso Tri· bnnale a due mesi di reclusione per oltraggio alla forza pubblica. (Certifi· cato Tribunale civile di As ti al distretto militare di Casale). VITA MILITARE. - 1° anno di servizio (1904). - ~ancanze per manomissione di oggetti di corredo militare: l , guastava a bella posta una giubba di tela buona per averne una migliore. - Mancanze per appropriazione indebita: n . l , non consegnava ai s uperiori un asciugamani da Jui trovato e vi appo· neva la ma$ricola propria. - Mancanze per simulazione di malattia: n. 3. - Cun dell'arredo: deficiente. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria; discreta. - In seguito alle recidive nel darsi ammalato, senza essere riconosciuto, alla vigilia quasi di partire per il campo, fa inviato in osser· -vazione presso. l'ospedale militare di Genova, ove fa riscontrata la sua completa abilità al servizio e fu ritenuto che le allegate sofferenze (dolori allo stolllaco) non erano da considerare attendibili, o per lo meno molto esa· gerate. - Nel settembre 1901 CDngedato per motivi di famiglia. E&tTO. - Intelligenza: buona. - Educabilità: poca. - Condotta: mediocre.Attitudine all'avanzamento: nessuna. - 1\on concessa dichiara:>:ione buona condotta.

li. 2 3 .. Bu. A. -

GExE:ttALITA. - Nato a Genova nel 1879, pizzicagnolo, celibe, sa leggere e 'scrivere. Alto m. 1,78, molto robusto, cicatrici al capo e al collo. - \'enne alle armi nel novembre 1809; assegnato aJ 4.0 reggimento genio (pont ieri). Pa~:ct::DESTI BORGHESI. A 18 anni condannato per oltt·aggio alla forza pubblica, dal Tribunale civile di Genova, a un mese di reclus ione. V ITA MILITARE. [ 0 a11n0 di Sel'VÌ7. ÌO (1900). - Mancanze per atti di violenza contro soldati: n. 2, li provocava e veniva alle mani. - :Mancanze per poca subordinazione verso graduati di truppa: n. 1, essendoglì s tato ordinato da un sergente di spostare il suo letto, rispondeva arrogantemente in p~enzn. di altri soldati ed esitava molto ad ubbidire. - Cura dell'arredo: poca. Istruzione militare : sufficiente. - Istruzione letteraria : sufficiente 2° anM ( 1901). - Mancanze per minaccie verso graduati di tl'uppa: n. l. ~Iancanze per contegno s corretto in pubblico (causa ubbriachezzn da non reg·


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, TUDIO :<Cif::>TIFJCO·PRATICO SliL CO~TEG~O DEL DlELI~QUESTE 1 ECC. gel'si in piedi: n. L. :Uancanze r.ontro fu nzioni militari : n. 1, durante i primr alt di t1n a marcia si ubbriacava for temente in modo da non stare in piedi,

forse per non cs1·guiro inticra la mnrcia st-essa. - )fancanze per poca subordinazione verso graduati di truppa: n. l , r improvera t.<> da un sergente pereh è aveva le scarpe sporchissime, rispondeva con grande .arrogan za e non intendeva, sul primo, pulirle. - Cura dull'u rredo: poca. - Istruzione militare: s utlicientc. - Is truzione letteraria: sufficiente. 3° amw ( Hl02). - ~ell'aprile lfl02 messo alla prigione del corpo in attesa rii giudizio, per reato di manc.a la consegna in servizio di sentinella.- ~el maggio successi\'O condannato dal Tribun ale militare di Piacenza a 4 mesi di cnr· cere imputnt·O d i « reato di mancata consegna in servizio di sentinella Cura dell'arredo: poca . - Is tru;:ione militare: insufficiente.- Istruzione letteraria: insufficcnte. Es iTO. - Intelligenza: S\'egliata. - Educabilit.A: poca. - Condotta: c:~.ttiva. - 1\essuna attitudine all'avanzamento. - Rifiuto di dichiarazione di buona condotta. • · 24. G. B. - G~:Nt;HAI.rr.\. - Xat.o a :\apoli nel 1867, carr ettiere, celibe anal· faheta. Alto rn. l ,G:J, robusto.- \'enne alle arm i uel novembre 1887 as:>egnato al 4° reggimento genio ( pontiel'i). Pu~:.:ct:ot::s ·n LIOIIGUE:il . A 18 nnni condannato a giorni 6 di carcere dal Tribunale civile di Napoli per percosse in persona di B. - A 19 anni condannato a giorni 27 di cnn·cre dalla pretura d'Ischia per t'erito volontarie a dn.nno di S. \'n'A MILITAIIE. - 1.0 a1uw di sc1-vizio ( lSSS). -Mancanze per provocazione di commilitoui: n. 2, provocav1l nlcuoi militari ad ar.zutfa rsi con lui stesso. Mancanze per poca subordinazione verso graduati di truppa: n. 2, ammonito dal sergen te di settimana a prestare maggiore attenzione al governo dei qua· drupedi, rispondeva con arroganza e parole sconvenienti.- Cura dell'arredo: poca. - Istr mdone militsue: poca. - I struzione lettera:ria: ascritto alla scuola elementare. !!0 anno (1859). - Mancanze per minaccio di commilitoni: n. l, come nel m o· tivo sopra segnato. - Mancan ze per atti di violenza con quad rupedi: n. 1, percuoteva durante il loro governo, con la frusta il proprio quadrupede per svago sciocco e cattivo. - ~ancanze per poca subordinazione verso gra· duati di truppa: n. 2, ordinatogli di e;;eguire Vl\l'i servizi, si allontana brontolando e facendo osservazioni indebite ora al sergente ora al capo'rale di giornata. - Cura dell'arredo: poca. - I struzione m ilitare: poca. - I stru· zione letteraria: a scritto alla 2• elementare. ESITO. - Intelligenza: ordinaria. - .Edurabilità: poca.- Condotta: mediocre. - Attitudine all'avanzamento: nessuna. - Rifiuto di dichiarazione di buona condotta. 5 . 26. Bar. I. - GESErtAr.IT.\. - Nato a Treviso nel 1879, contadino, celibe, sa leggere o scrivere bene. Alto m. 1,66, molto robusto. - \'enne alle armi nel novom bre 18~JV assegnato al r,r,o fan teria. P l:I'>Ct:OJ:.:STI n o JWUt::>l. - A 17 anni condannato a 20 giorni di prigione per furto a danno di un altro contadiuo dal Tribunale civile di Verona. \.ITA MII.ITAm:. - 1° WliiO di servizio (WOO) . - Curadell'a.rredo: sullicente.I struzione milita•·e: molta. - lstru.dooe letteraria: profitto assai ed è g iu-


STUDIO $CIENTIFIOO·PRATICO SUL CONTEGNO DEL DELINQUENTE, ECC.

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dicato degno dell'avanzamento a caporale. - Promosso caporale nel novem· bre LOOO. 2• atmo (Ht01). - Mancanze per evasioni dtt l quartiere, essendo consegnato e restando fuori poche ore: n. 2. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare: sufficente.- Istr11zione letteraria: è alq uanto svogliato, nè merita, per orl\1 l'avanzamento n. caporal maggiore. .;J0 anno (190-2). - Reato. Nel m ag~io 1800. imputato di !"urto a danno di un spldato, è messo a lla pr igione del reggimento in a t tesa di giudizio e denun· ciato al trib. militare di Alessandr ia, e conùannato ad un anno di carcere, alla rimozione dal grado ed al pa...sn.ggio alle compagnie di d isciplina. :\!ancauze per incontegno: n. l. - Cura dell'arredo: poca.. - Is truzione militare e letteraria: sufficiente. - Ri fiutnt a la di chiarAzione di buona con · dot ta. - Intelligenza: buona. - 1-:ducabilita: sutliciente.- Condotta: cattiva. Gr.x~; llALITÀ. Nato a Torino nel 18:;4, fonditore, celibe, ;;a. lt!ggere e scrivere. Alto m. 1,76, molto robusto. - Assegnato al regg imento a r tigliedn da montagna, e ~iu nto a lle armi nel novembre 1005 perchè dc· tenuto. P1:~:c~~ DI::N'l'l IIOitGH J::SI. A 16 anni condannato dal Tribunele d i Tor ino a 10 mesi di reclusione per furto qualifìcnto. - A 17 ann i cond annato dnllo stesso Tribunale a l1 mesi di reclusione per correita in furto qualificato. - A 18 Anni condannato dallo stesso Tribunale a 87 giorni di reclusione per lesione pt> rsone.le. - A 20 anni condannato dallo stesso Tribunale a 3 mesi di t ('· elusione per correità in delitto di lesioni personali volontarie. (Certificato del T r ibunale penale d i Torino al regg imen to). \'tTA ?ont..ITAitE. - 1° am1o di servizio (1906).- Mancanze per contA>gno in pub· blico (causa l'ubbriachez:r.a) : n. S. - Mancanze por evasione dalla caserma di notte e dopo il contrappello e per stare abusivamente fuori di quar tiere 8-10 ore: n. 2. - Reato. - X e l luglio 1906 dichiarato disertore (essendo fugg ito dal suo accnn tonamento in territorio francese, senza autori1:za1:ione) e impu· tato di alienazione di effetti militari. Un mese e mezzo dopo l'evasione, si costituì ai RR. carabinier i di Moncen is io e fu tradotto alle carceri militari preventive di uno dei reggimenti di Torino. Nell'ottobre 190r. fu condannato per reati di diserzione all'estet•o e di alienazione di oggetti di uso militare dal tribunale militare di Torino ad un anno di reclusione , indi al pllSsaggio in una compagnia di disciplina. - Cura de ll'arredo: poca.. - Istruzione mi· litare e letterar ia : poca. - Non s i conosce altro.- I ntelligenza: scarsa. Con· dotta: cattiva. - Educabili t&: poca.

Jlf. 28. Bar. Ot. -

lf. 27. Ba. S. - GENERALITÀ. - Nnto a Palmi (distretto militare R egg io-Cala· bria) nel 1884. pnstore, celibe, unalfabeta. Altu m. 1,65, molto robusto, alla fronte tre cicatrici. - Venuto n.llc armi nel dccembre 1(){).1, asscgnn.to all'8° reggimento uersag lieri. PttECI::D.t:NTl BOttUW:SI. - A 16 anni condannato dalla Pt·eturn. d i Palmi a 20 g iorni di prigione per furto. (Certificato de l Tribuna le penale di Pnhn i a l reg· gimento). VITA MILITARE. - 1° amw di .Yervi~io (1V06). - MancRnze per simulazione di malattia: u . 2. - Mancanze per cattivo contegno verso i superiori ufficiali : n. l , seduto s u una pa.ncn uott s;•lutava un sup('riore ufficiale che entrava in caserma, sebbene da questi guardato con insistenza, e sebbene alcuni soldati


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STU DIO SCJ EN'fll!lCO PRATICO SUL CONTE G:\0 Dl!.L DELJNQOENTE 1 E CC.

a lui vicini si alzassero per salutarlo. - Mancanze per piccoli fu1·ti : n. l, ,;i impossessava di SO centesi mi, consegnatigli da un sergente per la oompm di un pacchet to di sigarette, e negava di aver ricevuto il denaro, ricorrendo n menzogne replicate. - Cum dell'arredo: poca. - I stru zione militare: poca. - Istruzione letteraria: nessun profitto, sebbene ascritto alla t • elementare. 20 anno (11!06). - Mancanze per a t ti di violenza con compag ni : n. l, veniva a!Je mani con un compagno per motivi futili (cioè per avere la precedenza nell'attingere acq ua). - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Is truzione letteraria e militare : ins uffioiente.Rifom1ato nel 1907, per lesione incontrota in servizio E SITO. - I ntelligenza: scarsa. - Educabilità: poca. - Condotta: cntti\"a. Rifiuto di dichiarazione di buona condotta. JJ. 28. Bar. C. - G t::Nt::RALITÀ. - Nato a Milano nel 1881, falegna me, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,60, molto robusto. - Venuto alle armi nel gen· naio 190 t, assegnato al 68° fanteria. PnBCFJDEJSTl BOROUESJ. - A 17 anni conda nnato dal Tribuna le di Milano a 16 giorni di prigione per ribel lione alla forza pubblica. - A 19 anni condan· nato dallo s tesso Tribunale a un mese di prigione per oltraggio alle g uardie. VITA ~ULlTArtE. - 1° anno d i Bti'Viz io (1002). - Mancanze per cat tivo contegno: n. 2, recidivo per la 2• volta ad intervenire all'istruzione esterna senza car· tucce e senza oggetti di corredo. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione mm tare: poca. - Istruzione let teraria: ascritto con discreto profitto alln l• elementare. 2" anno (1003). Mancanze per cattivo contegno: n. l, ri mproverato perchè . tardava ad intervenire in rango durante una tattica, vi interveniva mal ve· stito e brontolando a voce alta. - Mancanze per contegno scorretto in un accampamento: n. l. - Mancanze contro funzioni militari: n. 2, essendo di sentinella alla cassa reggimentale, fu trovato addormentato. - Cura dell'arredo: poca. - Is truzione militare: poca. - Istruzione letteraria: dis<u-eta. SO anno (1904). - Mancanze per cattivo contegno : n. 2, nella piazza d'an:1i d i N. nel 1900 mos trò, s pecie due volte, molta s vogliatezza e d isattenzione nel· l'eseguire le esercitazioni.. - Reato: nel marzo del 1903 condannato a 4 mesi di carcere m ilitare dal Tribunale di Napoli per reato di insubordinazione verso un sergente del reggimento. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare : poca. - Is truzione letteraria: discreta. EsiTO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: cattiva. - Nessuna attitudine all'avanzamento. - Non concessa dichiarazione di buona condotta. • · 88. Ber. A. - GE~ERALTTÀ.- Nato t. Parma nel 1874, c ontadino, celibe, anal· fabeta. Alto m. 1,64, robusto. - Venuto alle armi ne l dece.m bre 1894, asse· gnato al &o fanteria. PR&CF:DENTI BORGDESI. - A 18 anni cond.a nnato dal Tribuna! e di Panna per atti di ribellione verso i C. C. R. R. a tre mes i di recl usione. - Sui 19 anni condannato per lo s tesso motivo a 6 mesi di carcere. VJTA ltn.ITArtE. - Jo anno di ltrvlzfo (1896). - Mancanze contegno scorretto in camerata: n. l. - Mancanze per menzogne ftd un ufficiale : n. l, essendoarrivato i n caser ma tre ore dopo la ritirata serale, allegò al suo capitanocome una scusa, un motivo che non risultò vero da un'inchiesta. - Mau-


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canze per cattivo contegno in marcia : n. l . - R eato : nel novembre 1895 fu messo in prigione, presso il corpo, in attesa di gi udizio, essendo imputato di iDsubordinazione verso il sergente della compagnia. - Condannato dal Tribunale militare di Firenze, per i l reato d'insubor dinazione verso un superiore sottufficia.le, a. un anno di carcere. Nulla si sa del suo contegno nella. 2• compagnia carcerati. - Cura dell'arredo: nulla. - Jstruzio:ne militare e letteraria: negletto. - Rifiuto di dichiarazione di buona condotta. 2" anno (1897). - Nel febbraio 1897 ritorna al corpo. - Mancanze per simulazione di m.a lattia: n. l. - Mancanze per minaccie ai compagni: n. l. Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare e letteraria.: poca. Nell'aprile 1897 è riformato per epilessia. - Intelligenza: meno che mediocre. - EducabiJità: poca. - Condotta cattiva. • · 30. Ber. An. - GENERALITÀ. - Nato a Massa Carrara nel 1811*, bracciante, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,61, molto robusto.- Venuto nlle ormi nel novembre 1900 (e non nel 1899) perchè detenuto, assegnato al 88" fanteria. PRECEDENTI BORGHESI. - Verso i 20 anni condannato dal Tribunale di Lucca alla pena di 6 mesi di carcere per furto qualificato. VITA HILJTARFJ. - 1° anno cli sen,-izio (1901). - Mancanze per simulazione di malattia : n . 2. - Mancanze per milU\ccie verso compagni : n . 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: punto proft'tto. 2<> anno (1902).- Mancanze per contegno scorretto in camer<~.ta.: n . L- Mancanze per atti di violenza contro compagni: n. 2, essendo venuto a parole con compagni, li assaliva producendo contusioni lievi. - Mancanze per appropriazione indebita.: n. 2, si appropriava ora una camicia, ora una. pezzuola da piedi di un compagno apponendovi la propria matricola. - Mancanze per non contegno in servizio: n. 2, interveniva all'istruzione senza cartucce adducendo, per motivo di scusa, di essersene dimenticato. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare : poca. - Istruzione letteraria; svo· gliato. EsiTO. - Intelligenza: mediocre. - Educnbilità: poca. - Condotta: mediocre. - Rifiuto di dichiarazione di buono. condotta.. • · 31 . - Ber. B. - GENERALITÀ. - Nato in Ascoli P iceno nel 1876, contadino, celibe, SII. leggere e scrivere un poco. ..Uto m. 1,62, robusto. - Venuto alle armi nel gennaio 1899, pe.r ehè detenuto, atiSegnato all'54• fanteria. PRI'lOEDI!lNTI BORGHESI.. - A 19 anni e mezzo condnnnato dal Tribunale di Aaeoli Piceno a tre anni di carcere per furt.Q qua:i6cato. - Uscito dal carcere nel 1899 e dovendo disimpegnare il servi zio militare,, sj rese renitente: arrestato, fu condannato dal Tribunale di Ascoli Piceno a sei mesi di detenzione per renitenza a1la leva. VITA MILITARE. - Jo anno di 1ervlzio (1900). - Nel gennaio 1900 giunto al corpo fu punito per il ritardo frapposto nel giungere alla. sede (deviava dall'itinerario assegnatogli dal comando del distretto di Ascoli o arrestato dai carabinieri veniva tradotto al reggimento dopo due giorni di ritardo.- Reato: nel marzo successivo evase all'estero, a.sportando seco oggetti di vestiario e viveri di riserva, condannato in contumacia a tre anni di reclusione, dal Tribunale militare di Alessandria per il reato di diserzione all'estero e di alie-


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!'TUD IO SCIE!<TIFICO·PRATIOO SUL CONTEGNO DEL D'ELI~QOENTE 1 ECC.

n azione di effet ti di uso militare. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare e letteraria: poca . 'E:>no. - Inte lligenza: mediocN-. - Ineducabite. - Pess imo soggetto.- Condotta cattiva. • . 32. Bes. B - o~::st : ttALITÀ.- Nato a Sesto Calende (circondario di Gallarate) nel 1879, contadino, celibe, analfabeta. Alto m. 1,70, molto robusto, fronte molto stretta. - Venuto alle armi nell'aprile 1900 e non nel novembre 1009 perchè detenuto, assegn11.t.o al 22o fanteria. Ptc~:c~: o~:NTt DOitGII~SL. A 20 anni condannato per ribellione alla forza pubblica a tre mesi di carcere dal Tribuuale di Milano. VITA liii.I1'AI< ~;.- 1° au11o di servizio !1001). - Mancanze per cattivo contegno in pubblico (causa l'ubriachezza) : n. l. - Cura de ll'arredo: sufficente. btruzione militare: s uflicente. - I struzione letteraria: ascritto nlle. scuola con nessun profit to. 2 ° anno (W02).- Mancanze per simulazione d i male.ttia: n. l. - Reato contro funzioni di servbdo militare: n. l. avvenuta nel modo seguente: nell'agosto 1901, essendo di sentinella in Piacenza. alla polveriera, fu trovato seduto per t erra, profondnmente addormentato. Denunziato per reato in servizio di sentinella al Tribunale militare di Genova. fu coudRnnato a due mesi di carcer e. - Cura dell'A rredo : poca. - I struzione militare: deficente. - Istruzione letteraria: nessun profitto. SJ:>Tt-:SI. - I ntelligenza: meno che mediocre. - EducabUita: pochissima. Condotta: cattiva. - Rifiuto di dichiarazione di buona condotta .

• sa. Bia. A. -

o~:rn;HALITA. Nato a Pietrasanta (circondario di Lucca ) n el 187!), scalpellino, celibe, analfabeta. Alto m. 1,6:?, robusto. -Venuto alle armi nel novembre ISVD, nssegnato al re~g imento ca vaUeria Lucca (G"). PnEc~; of:XTI BOIIGilF:SI. A 16 anni condannnto dal Tribunale éivile di Lucca a 2 mesi <li carcere per lesioni personali. VtTA mLITARE. - 1° anno di servizio (1900). - Mancanze contro il con tegno per ubriachezza: n. S. - Cura dell'arredo: s nfficcnte. - Istruzione militare : sullìcente. - Istruzione letteraria: pochiss ima. 2° am1o (1901). - Mancanze per evasione dal quartiet·e essendo cons egnato: n. 1, usc iva a diporto, essendo consegnato e rientrava in caserma dopo 20 ore di assenza.- Mancanze per cattivo contegno; n. 1, s marriva il biglietto ferroviario durante il viaggio da Lucca a Pistoia, (nllegl\llldo di essere stato preso dn capogiro in viaggio per vino). - Cura dell'arredo; sufficente. - Istru· zione militare: sufficente. - I s truzione letteraria: pochissima. SO a11no (1902).- Mancanze per evasione dal quartiere r esta.ndone assente, senza pl'rm esso, due giorni e mezzo: n. 1. - Mancanze per ubriachezza: n. 1. Mancanze per provocazione c atti di violenza contro compagni: n. 2, essendo uu po' preso dal vino, provocava un compagno, che appena conosceva e l'a· vrebbe percosso col calcio del fucile senza l'intervento del caporale di gior· nata e d i altri soldati. - Scontata, al corpo, la punizione di prigione di rigore, fu nel maggio 1902 invi.a to in osserçazione presso l'osservazione militare di Milano per constatarne lo stato di salute mentale, e quindi r iformato per disturbi pschici bilidici non s pecificati.- Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare e letteraria: poca. Est-ro. - In telligenza : assai mediocre.- Educubilitt\: poca.. - Condotta: mediocre. Rifiuto di dichiarazione di bu<>na contlotta


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li'. 34. Ca. L. - Gt:NEttALITÀ.- Nato a Messina nel 1878, barbiere e calzolaio, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,60, robusto, cicatrici in testa e in fronte. - Giunto alle armi nel dicembre 1898, a.s segnato al 27° reggimento fanteria. PRECF:DENTt BOHGHf:St. - Condannato a lo anni, a due mesi di prigione per le· sioni personali dal Tribunale di Messina. -Condannato ai 18 anni '/t per giuoco d'azzardo a un mes e di carcere dallo ste.o;so Tribunale. - A 19 anni condanna~o dallo stesso T ribunale per furto a due mesi di carcere. - (Certificato del Tribunale correzionale di Messina al Tribunale mili tare di Chieti). VtTA MILITAtH:. - Jo anno di servizio (1899). - Mancanze per in~ntegno in servizio: n. l, essendo in riga per audare all'istruzione pro;ocava si riso i compagni vicini. - Cura deii'Mredo: buona. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzioue letteraria: idem. 2" a nno (1900). - Nel febbraio !899 fu denunziato al Tribunale militare di Chieti per il seguente motivo: essendogli stato per ben tre volte ordinato dal caporale maggiore in funzione di sergente di settimana, di non discorrere e di andare a letto, egli rifiuta vasi os tinatament;., di obbedire e montato in collera, alla S'' ingiunzione, con tuono di minaccia, esclamava all'indiriz:r.o d o! superiore t. vai via, non mi rompere i cog... se no ti fo fare capitomboli, o sbirro vile .. e minacciato di rapporto, si avanzò contro il caporale mag. giore col puguo chiuso e l'indice disteso, facendo l'atto di colpirlo, ma es· sendo intervenuti sollecitamente altri soldati a difesa del superiore, egli riuscì soltanto a sfiorargli il collo dalla parte sinistra, prodlucendogli delle lesioni colle unghie. Conda nnato per reato di in.<~ubordinazione, con insulti, minaccie e vie di fatto verso un graduato di troppa in servizio, a tre anni di carcere, fu trasferta nell'aprile l SW nel reclusorio di Gaeta. R~clmorio di Gaeta, anno 1901. Mancanze: n. l per alterazione della forma f di an paio di scar pe di uu compagno dategli a. riparare. - Mancanze per appropriazione indebita di pezzi di ferro da calzolaio e d 'altro uso : n. S. (E molto proclive, s ta scritto sul fogl io matricolare, a cercare e nascondere pezzi di ferro da. calzolaio e d'altro uso). Mancanze per poca subordinazione verso il caporale di sorveglianza: n. l, ordinatogli da questi di non cantare e di attendere al lavoro con impegno, ris pondeva con arroganza e con parole scorrette. Becltt.Jorio di Gaeta anno 1!10'2. - Mancanze per simulazione di malattia per esimersi dal fare pulizia: n. 4.- Mancanze per minacce ad altri condet9· nuti: n. 2. - Mancanze per provocazione e per tentativi di venire alle mani con condeteuuti: n. S. - Cura dell'arredo : poca. - Istru·z ione militare: insufficiente. - Istruzion~ letteraria; s ufficiente. St!M'ESI. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: poca. - Cattivo soggetto. - Condotta: cattivissima.

• · 3&. Ca. L. - GENERALITÀ. - Nato a Martesana (distretto militare di Campagna) nel 1880, contadino, celibe, analfabeta. Alto m. 1.67, molto robusto. Venuto alle armi nel novembre 1900, assegnato al 34° fanteria. PRECEDENTI BOitGB~:si. - A 18 anni condannato dal Tribunale correzionale di Sala Consilina per danneggiamenti. :VITA ~LlTARE - l 0 anno di servizio (1901).- Mancanze per poca subordinazione ·'1-erso i superiori sottufficiali: n. l, rimproverato da. un sergente, perchè non era pulito faceva indebite osservazioni. -Cura dell'arredo: soffi-


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ITUDIO SOIR:STI"FIOO·PRATICO SUL OONTEGNO DEL DELINQUENTE, EOO.

ci ente. - Istruaione miliU:nr. anBiciente. - Iatmaioae Jettmaria: aecritto ali-. scuola elementare). 2• anno (1902). Cura dell'arredo: molta. - Istruzione militare: molta. Istruzione letteraria: ascritto 2• elementare. StNTESr.- Intelligenza: buona.- Educabilità: sufliciente.- Concesso. dichia· razione buona condotta. 11. ae. Ca. A. - GENEitALITÀ. - Nato a Civitavecchia (distretto militare di Roma) nel 1878, bracciante, celibt>, analfabeta. Alto m. 1,70. Molto robusto. Venuto alle armi nel novembre 1898, assegnato al reggimento cavalleria Savoia (S•). PnECEOENTI aonGBI::St. A 1S anni condannato dal Tribunale correzionale di Civitavecchia a 10 giorni di custodia, per furto qualificato inferiore a L. 25 a dttnno dell'Orfanotrofio, commesso insieme ad altri. - A 14 anni, colpevole di furto campestre commesso di giorno con minaccie e vie di fatto in pregiu· dizio di S. T. Fu internat~ in una casa di lavoro per due anni per ordine del Tribunale suddetto di Civitavecchia. - A 16 anni, condannato dal detto Tri· buna le a l mese di carcere per furto a danno di B. A. - A l!:! anni, condannato a 6 giorni di arresti per oltraggio alle guardie. - A 19 anni condannato dal detto Tribunale a due mesi di careere e pt>ne accessorie di legge pe.r il reatodi ferimento volontario in persona di A. A. - A 19 anni e mezzo, condan· nato dallo stesso Tribunale a un mese di carcere per oltraggio con parole di ingiuria verso agenti della forza pubblica nell'esercizio delle loro funzioni. (Certificato del Tribnnale di Civitavecchia al Tribunale militare di Verona). VITA MlLlTAIIE. - 1• anno di servizio (1899). - Mancanze contro fun1.ioni di servizio militare: n . l, consegnato non interveniva all'appel!o del plmiti, einterrogato, mentiva più volte a faccia franca. - Ma.ncanze per cattivo con· tegno in pubblico per ebbrezza: n. 2.- Cura dell'arredo: poca. - Is truzionemilitare: poca. - Istruzione letteraria: conosce e fa le aste. 2• amw (1900). - Mancanze contro funzioni militari: n. 2, di fazione alle ecu· derie veniva trovato profondamente addormentato. - Mancanze per cattivo contegno in rango: n. 2, faceva smorfie con la bocca per destare l'ilarità dei vicini. - Mancanze per brutali percosse al proprio cavallo perché gli co· $tava il pulir! o: n. 2. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militnre: poca. -Istruzione letteraria: deficiente a• aww (1901). - Reato: Imputato di disobbedien1.a vel'so un sergente con mi· naccie ed insulti, fu dal Tribunale militare di Verona condannato a 6 mesi di carcere. ESITO.- Intelligenza: assai mediOcre. - Ineducabile: quasi. - Cattivo sog· getto. - Condotta cattiva. • · 37. Ca. C. -

GENERALITÀ.- Nato a Chieti nel18Sl, calzolaio, celibe, sa leg· gere e scrivere. Alto m. 1,66 1/2, robusto. - Venuto a.lle armi nel marzo 19()6. e non nel novembre 1901 perchb detenuto. PnECEDENTI .aonOBEsi. A 17 anni, condannato per atti contro il buon co· stume a un anno e tre mes i di prigione dal Tribunale di Campobasso. - A 19 anni, condannato dallo stesso Tribunale a G anni e due mesi di reclusione per congiunzione carnale in danno d'una minorenne di anni 6. YITA MILITARE -Trattenuto al djstretto militare di Chieti in attesa di ottenere dal Ministero l'autorizza?.ione per l'espulsione dall'esercito per la 2• con-


STUDIO SCIENTil'I OO·PRATICO !':UL CONTEG:o;O DBL DELI5QUB:In'E1.1100.

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danna infamante, addimos trò nei 50 giorni di permanenza al distretto indol& riottosa e tendenze contro il buon costume - Espulso dall'esercito il maggio 1906 per ordine minis teriale. • · 38. Car. M. - GENERALITÀ. - Nato a Torino nl'l 1885, falegname, celibe, SI\ leggere e scrivere. Alto m. 1,64, robusto. - Venuto alle armi nel dicembre 1907 e non nel 1905 perchè detenuto. PRECEDESTI BORGHESI. - A 12 anni, condannato dalla pretura urbana di To· rino a 4 giorni di reclusione per furtò. - A 12 anni e mezzo, condannato a 10 giorni di reclusione per furto dal Tribuualè di Torino. - A 18 anni, con· danDo.to per correità in furto a mesi tre di carcere. - A 18 anni, condannato dal Tribunale anzidetto, a 18 mesi di reclus ione p er correità in asso •. ciazione a delinquere per furti. - A 20 anni, condannato a SO giorni di reclusione per oltraggio alle guardie.. (Certificato del Tribunale penale di Torino al distretto militare di Torino). VtTA MILJTARE (1908). - Giunto al 2° reggimento fanteria, in pochi giorni di permanenza, vi spiegò indole collerica. tendenza al bere. - Sotto l'azione del vino fu colpito, nel gennaio l!JOS, da un accesso convulsivo, ritenuto di natura epilettica: indi proposto a rassegna e riforu1a~.

B. 88. Car. A. - G~::NERALITÀ.- Nato a Caserta nell8Sl, contadino, celibe, anal· fabet.a. Alto m. 1,57, molto robusto. - Venuto a.lle a.rmi nel novembre 190 1 assegnato al 54° fanteria. PRECF.DENTl BORGBESr. - A 19 anni, condannato dalla pretura di Pignataro (provincia di Caserta) a 20 giorni di carcere per percosse volontarie a dann<>di N. N. VtTA KlLI'rARE.- J• anno di servizio (190-2). - Condotta ottima. - Cura dell'arredo : ottima. - Istruzione militare: molta. - Istruzione letteraria: ascritto alla t• elementare. 2• anno (1903).- Mancanze contl'o funzioni di servizio militare: n. l, di sentinella ella Casa penale fu trovato addormentato. Cura dell'arredo: molta. - IatruJione militare: molta. - l !!truzione letteraria: ascritto alla 2" elementare. SINTESI. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: sufficiente. -Condotta : ottima. • · 40. Car. P.- GEN&IlALITÀ. - Nato a Napoli nel 1879, muratore, celibe, analfabeta. Alto m. 1,68, di temperamento oligoemico. - Venuto alle armi il novembre 1899, assegnato all'8° reggimento fanteria. PMOBDENTJ BOROBESl. - A 17 anni, condannato dal Tribunale di Napoli a 15· giorni di carcere per oltraggio alle guardie. - A. 20 anni, condannato dalla pretura urbana di Napoli a trentacinque giorni di arresti per ferimento o. danno di N. S. VrTA MILITARE. - 1° anno di •ert-izio (1900). - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. 2. - Mancanze per minacoie con compagni : n. 3. 2• anno (1901). - Nei primi di gennaio 1901 fu sottoposto a rassegna per oligoemia e quindi inviato in licen;r.a di un anno. - Cura dell'arredo: nessuna- Istruzione militare : pochissima. - Istruzione letteraria ~ nessun prontto. SINTESI : Intelligenza: molto mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: mediocre.


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STUDIO SCIENTIFIC'O· PRA'riCO SUL CO~TEG~O OEL DELINQUE:\TE1 ECO.

• · 41 . C~tr. D.- GENERALITÀ.- Nato a Tre\!iso nel 1881, contadino, celibe, anal-

fabeta. Alto m. l ,GS. - Venuto allo armi nel novembre 19()-2 perchè fattori· vedibile, un anno, per debolezza di costituzione, assegnato al 60' fanteria. PH~:C J.;o~;STJ BOJtOJJESt . - A 20 anni, condannato a 10 giorni di a rresti per ol· traggio alla forza pubblica. (Certificato del T ribunale di Padova al reggi· mento). \ ' JTA mLJ'l'Aitl;;. 1• anno di servizio (1002). - Condotta: buona. - Cu ra del· l'arredo: molta. - Istruzione militare: sufficiente. - i struzione letteraria: nscri tto alla l " e!emen tare. :!0 anno (1003). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: molta. - I struzione militare: sufli cicnte. - Istru?.ione letwrnria: ascritto alla 2• elementare. 30 anno ( 1904). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: molta. - Istruzione militare: s ufficiente.- Istruzione lett~rarin: asr ritto alla s• el11mentnre. SJS'Tt:Sl. - Intelligenza: buona. - }'u promosso il 2• n.nno di servizio appun· tnto. - Condotta: buona. lf. 42. Car. L. - GJ·:Sl·:JtAL JTÀ. - Kato lL Coriano ( provinein di Bitnini) nell87S, cdibe, muratore, analfabeta. Alto m. 1,08 l / 2. molto robusto. - Venuto alle ar01i nell'aprile 18!19 e non nel novembre 180$ percbè detenuto: assegnato al wo fanteria.. Pn~:m: DE!'ITl BOJtGm:si. A 19 anni condannato dal Tribunale di Forli a S mesi di carcere e 6 giorni di arresto per reati d i perc osse volontarie e mancato ferimento per arma da fuoco. - A ro anni condannato dalla R. pretura di Coriano n 4 mesi d'arresto per percosse. \'JTA Ml L ITAitF.. 1° amw di aervizio (189\J). - Mancanze per poca subordinnzioue: n. 2, essendo consegnato, usciva a diporto -Cura dell'arredo: poca. - Istruzione milit.are: poca. - I stntzione letteraria: ascritto alla t • scuola elementare. 2• am1o (1900-1001). - Mancanze per pot·a subordinnzione: n. S, consegnato usciva a di porto. - ~{ancanze contro il contegno iu sen·izio: n. 2. si prc· nentava. in disordine a llq istruzioni. - Mancanze per atti di violenze. con compagni (li percuoteva col pugno senza motivo) : n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - l struziom• militare: poca. - Is ti"U?.ione lt'tternria: ascritto alla 1" elementare. St:sTJ~SI. Intt.:lligenza : mediocre.- P oca. educabilità. - Condotta: mediocre. .11. 43. Car. S. - G J::s~: JtALITÀ. - Nato a Palermo nel l $'i{t, carrettiere, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,70, robusto. - Venuto sotto le armi nel no· vembre lStl() asst•gnat.o all'8• reggimento cavallt'ria. l'ln:c J::Dl:S'l'l notcom:s1. - A 18 anni condannato a 30 giorni per ferimento a danno di T. Y. - A 19 anni condannato a due mesi di carcere per lesioni personali coutro L. T. (Certificato Tribunale di Palermo al reggimento). YtTA MILITAHJ::. 1° anno di servizio (1900). - Mancanze contro funzioni di servizio militare: n. l. comandato di guardia alla scuderia era trovato a ddormentato. - Cura dell'arredo: suBiciente.- Istruzione militare: sufficente. Istruzione leltet·aria: discreta. :!• amw (1001). - Mancanze per atti di violenza con compagni d'arme: n. S, inveiva s en7.a motivo giustificato, dando loro poi sulla testa ora un pugno ora una cesta. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - I s tntllione letteraria: discreta.


STtJDIO SCIB~"riF1CO·PR.!TlCO SUL CO:STEONO DEL DELINQUENTE, ECC.

621

3° anno (190-2). - Mancanze pel· percosse b•·utali al cavallo :<enza motivo apparente: n. 1. - Mancanze per atti di violenza con un militare appuntato: n. S. venuto a diverbio con un appuntato pe1·cbè gli avevt\ preso il bicchiere per bere. gli produceva, collo zoccolo clelia scarpa, una. lie,,e ferita alla testa. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: insufficiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. SINTESI. - Intelligenza: svegliata. - Educabilità: insufficiente.- Non adatto all'avanzamento per tendenze violente. - Condotta: mediocre. K. 44. Ca. R. - GEsF:ttALITÀ. - Nato a Larino (d istr~:tto d i Campobasso) nel 1878, celibe, contadino, analfabeta. alto m. 1,62, molto robusto.- Chiamato alle armi nel marzo 189B assegnato al 2G0 fanteria. PREOt-:DJilNTI BOKGnt::SI. - A 19 anni condannato pe1· reato di porto d'arme insidiosa. (pugnale) a t•·e mesi di carcere dal Tribunale di Larino. · YtTA :U:ILITAR:&.- 1• lUI/IO di suvizio (in Italia) (1898). - Mancanze per contt>gno scorretto in 1·ango: n. 2. - Cura dell'arredo: sutnciente. - I struzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: ascritto t\lla l " elementare. - Xel novembre del 1&18 parte per l'Africa. :! 0 anno (in Africa) (1899). - Mancanze per percosse a compagni: n. 2, li percuoteva per fucili motivi colla gavetta. - Mancanzo contro tunzioni di s"r· vizio militare: n. l, di sentinellA. si lasciava sorprendere addormentato col fucile appoggiato al muro. - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - I struzione letteraria: ascritto alla t• elemeotase. 3° atmo (di nuovo in Ttalia) 1900-1901). - Mancanze per cotttegno scorretto in pubblico per eccessivo bere: n. S. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Isb·uzione letteraria: pocn. SL'lnJSJ.- Intelligenza: mediocre.- Educabilità: insutlìciente.- Condotta mediocre. - Non atto all'avanzamento. li. 46. D. N. - Gt~Nt:KALITÀ. - Xato a Barletla nell878, contndino, culibe, analfabeta. Alto m. 1,55 1[2, robusto, fronte molto ristretta e cic.'\trici n. 2 alle tempie. - Giunto alle armi nel novembre 1898 assegnato :al 70° fanteria. Pl!t::CEDENTI BORGB El>l. - A 17 anni condannato per f1Lrto a due n1esi di carcere. - A 19 anni condannato per furto campestre a tre m esi di carcere. VITA MILITARE. 1° anno di se·rvizio (1899). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: suffic iente.- Istruzione militare: sufficiente.- Istruzione letteraria 1• elementare. :! 0 anno. - ( 1000·901). - ::\el gennaio 1900 imputato di furto di L. 60, a danno è i un sergente. Fn denunciato al Tribunale militare di Messi n a e nel frattempo messo nelle prigioni del corpo. -Reato.- Nell'aprile successivo condannato dal Tribunale n1ilitare di 'Messina a G mes i di carcere, indi al passaggio in una compagnia di discipliotL per il reato di furto a danno di un sergente. Nella 7• compagnia di disciplina ebbe varie punizioni per le seguenti mancanze: Mancanze contro funzioni di servizio militare: n. 2. di sorveglianza notturna. si addormentava. - :Mancanze per appropriazione indebita. di tre calze spettanti ad un compagno: n. l. - Mancanze per poca s ubordinazione verso un capo~ale: n. l, ordinatogli di affardellare bene lo zaino, rispondeva male ed esitava ad ubbidire. - Cura dell'a rredo: poca - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: pocn.


•622

STUDIO BCIESTU'ICO·PRATIOO SUL COSTEGSO DEL DELINQUENTE, ECO.

StNTESJ. -

Intelligenza: assai mediocre. -

Educabilit:à: poca. -

Condotta:

cattiva.

Jl, 48. Dal. M. - GEN.&RALlTÀ. - Nato a Yerona nel 1878, marinaio, celibe, sa leggere e scrivere. Alto M. 1,62, robusto. - Chiamato alle a rmi nel novembre 1898 e incorporato n el 23° fanteria nell'anno 1899 perchè a llora deten uto per renitenza alla leva della cla.sse 1878 PRECEDENT 1 BORGHESI. P 18 anni condannato dal Tribun.a le di Verona a due mesi di careere per furto. - A 19 anni condannato per furto a 20 giorni di pri.g ione. - A 20 anni condannato a 10 mesi di carcere per Tenitenza ingiustiticata alla leva della sua classe. \"ITA MIL ITARE. - 1° amw di 1eroù:fo ( 18911). - Dopo un mese d i serrizio si fece disertor e : denunciato al Tribunale militare di T<>rino, fu condanna to in contumacia a 6 anni di reclusione per reato di diserzione con esportazione di due razioni di galletta e con due scatolette di carne in conserva. - Nel mese di servizio manifestò inclinazione all'abuso degli alcoolici (punito una volli& per ubriachezza).

li. 47, D. R. -

GENERALITA. Nato a Yaldohbiadene (distretto militare di Treviso) nel 1879, contadino, celibe. sa leggere e scrivere. Alto m. 1,74, molto robusto. - Chiamato alle armi nel novembre 1899 assegnato al 7° reggimento alpini. PRECEDENTI BOROUESI. A 19 an ni condannato a 10 giorni d'IU'resti per ol· traggio nella pubblica via all'indir izzo di S. S. VITA MILITARE. 1° anno di 1ervizio (1900). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: molta. - Istruzione. militare: ottima. - Istruzione letteraria: sufficiente. 2° anno (1901) (promosso caporale). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: molta. - Istruzione milita•·e: sufficiente. - Istruzione letteraria: suffi.cente. 8° anno (1902). - Mancanze per avere risposto con poca deferenza ad un sergente in rango : n. l. - Condotta: buona. - Istruzione militare: buona. Istruzione letteraria: sufficiente. SINTESI. IDtelligenza: svegliata.- Educabilitll.: sufficiente.- Atto all'avanzamento.

11. 48. Fi. R.- GENERALITÀ.- Nato a Teramo nel 18i9, contadino, celibe, anal· fa.beta. Alto m. 1,66 '/t, molto robusto. - Chiamato alle armi e giunto il novembre L899, ass egnato nl G2o fllnteria. PRF:CEOEl>'TI BORGHESI. - A 19 armi condannato dal Tribunale di Teramo a 4 mesi di carcere per percosse contro C. S · (cert ificato del Tribunale di Teramo al distretto militare di Teramo). \1TA Mlt.ITAII~~. - 1° anno di servizio (1900). - Mancanze per poca subordinazione militare; n. l, esitava ad obbedire all'ordine di intervenire alla chiamlttl\ in armi e bagaglio. - Mancanze per provocazione ed att i di violenza con compagni: n. l, provocava per futili mot ivi un compagno onde venire con Lui alle mant - Cura dell'arredo: s ufficiente. - Istruzione militare: suffì cieu ~e. - I s truzione letteraria: n.scritto alla scuola elementare. 2• a rmo ( l!JOl). - Cura dell'arredo: sufficiente. - lstrnzione militare: suffi. cientc. - Istt·uzione letteraria: ascritto alla 2• elementare. 8 ° anno (W02). - Cura dell'arredo : sufficiente. - Istruzione militare: snfli· cicute. - Ist ru zione h•tterar ia : sufficiet•te.


STUDIO SClENTlFICO-PIU'l'IOO SU L CONTEGNO DEL DELINQUENTE, ECO. SINTESI. -

Intellig~: mediocre. -

623

Educabilità: discreta. - Condotta : buona

in complesso.

li'. 4 8 . - F. A. - (h:NBR&LITÀ. - Nato a Bergamo nel 1881, contadino, celibe, analfabete.. Alto m. 1,61 '/1 , molto robusto. Chiamato alle armi e giunto il decembre 1901, assegnato al 69<> fanteria. PRt:ellDENTI BORGHESI. Condannato a 2 mesi di carcere per furto in età di 17 anni. - A 18 anni condannato a 4 mesi di carcere per furto. V tTA M.JLJT ARE. Jo ann.o di servizio (1902). - Mancanze per appropriazione di 2 paia. di calze di an compagno: n. l. - Cura dell'arredo: discreta. Istruzione militare : sufficiente. - Is truzione letteraria: nessun profitto dalla scuola elementare. · 2" anno (1908). - Mancanze per appropriazione di una scatola di cera da scarpe, n. 2. - Reato : nell'ottobre 1905 messo alla prigione del corpo in attesa di giudizio per furto a danno di un militare Denunziato al Tribunale militare di Alessandria fu condanna to, per reato di f urto, a 4 mesi di reclus ione, indi al passaggio in una compagnia di disciplina. - Cura dell'arredo: discreta. - Istruzione militare e letteraria : poca. Sn<TESI. - I ntelligenza: scarsa. - Educabilitlì.: poca. - Condotta : cattiva. :X. 10. F. G. - GEN E RALITÀ. - Nato a Trani (distretto di Barletta) nel 1880, cocchiere, celibe, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,76, cicatrici n. S al capo ed l alla fronte. Venuto· alle armi il novembre 1901 e non il novembre 1900 perchè rivedi bile un anno per debolezza di costituzione, assegna to all'SO reggimento artiglieria da campo. PRECEDENTI BOUGUF.S f. A 16 anni condannato dal TribiUiale di Lucera ad 1 mese di carcere per furto a danno di S. V. "VrrA lULITA RE. 1° anno di Stroizio (1902) - Mancanze per atti di violenza a compagni; n. 1 (altercava con un compagno producendogli ferite lievi t\l capo). - Mancanze per att i di violenza a quadrupedi; n. l (maltrattava il cavallo proprio, producendogli collo. st riglio. una ferita g rossa nl dorso) Mancanze per simulazione di mo.lattia, n . 2. - Mancanze per poca subordi· nazione a sergenti e caporali: n. 8. - Mancanze per sospetto furto; n. t (in diziato fortemente di a vere trafugato un paio di pantalon i a un compagno). - Cura dell'arredo : pochissima. - Is truzione militare: poca. - Istruzione letteraria: ozioso c quindi fa poco profitto. 2° anno(1908).-Mancanze per tentativi d'incendio alle suppellettili della prigione: n. l. - Mancanze per s imulazione di malattia; n. 8 ( in occas iono d'is t ruzioni o rivis ta). - Mancanze contro funzioni di servizio militare, n. l (di guardia scuderia non s i curava di fare rapporto di due calci riportnti da un cavallo). - Mancanze per poca subordinazione a graduati di tru ppa; n. 2 (ordinatogli dal sergente di calzare i guanti in servizio, esitava e brontolava, facendo atti di viva impazienza). - Mancanze per appropriazione di pezzuole da naso e da piedi, n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poco.. Is truzione letteraria : superò gli esami della 2• scuola elementare. StXTESI Intelligenza: mediocre. - Condotta: cattiva. - Educa bili tè.: poca.

li. Il . F. F . - GENERALITÀ . - Nato a Rieti (distretto militare di Roma) uel 1881, fabbro, celibe, sn. leggere e scrivere. Alto m. 1,62, robusto, cicatrici n. 2 in fronte. - Venuto alle armi nel gennaio 1902, asseg nato al reggimento ca· valleria Monferrato (13").


62.,1,

~"TUUIO SCIE:\TIFICO·PRATICO SUL CO!\TEGNO DEL DRLINQUE:\TE1 ECC.

Plt JolCEDt~:STJ

BOHGIIESI. - A 17 noni condannato per ferimento volontario in danno di G. C. a 80 giorni di carce re. - A 18 anni condannato a 2 mesi di carcere p<•r ferimento volontario in dauuo di G. L . (certificato de l Tribunale di .Rieti al reggi mento). VITA ~IIL!TARE. - 1° amw di Sei'Viz io (190'2). - Mancanze contro funzioni di servizio militare: n. 2 (di g uardia alla scuderia o alta cassa reggimentale si lasciaYa trov1t i'C addormentato). - Cura dell'arredo: nessuna. - Istruzione militare : poca. - Istruzione letteraria: ascritto a lla l " elementare. 2° anno (1903) - Mancanze 1)er tentativi di evas ione dalla caserma e per menzogne: n. :a ùmnito cii prigione semplice tentava di u scire da l quartiere L\d· ducendo per iscusa che doveva andare fuor i per motivi di servizio urg enti). - ~{ancanze per poca subordinazione militare: n. 6. - Cura dell'arredo: ness una. - I s truzione militare: poca. -Istruzione lette1·ari:"l : ascritto alla t• e· lementnre. .3° anno (l:J04). - ~fancam:e per assenze n.bus ive dal q u:trtiere per 18 ore, n. 2. - Mancanze per tentativo di arrecare danni e fuoco alla prigione: n. 1. Mancanze per menzogna, a faccia franca al capitano di squadrone: n . l. Mancnnze per sottrazione, unitamente ad un altro soldato, di 200 gr. di carne cruda dalla cucina soldati, n. l. - Mancnnze per percosse multiple e brutali al proprio ca.vnllo; n. 2. - Mancanze per poca. subordinazione a graduati di truppa (ordinatogli di portare a fermre un cavallo, ris pondeva con arroganza al serg ente ed esitava a obbedire), n. 2. Sl:-ITESI. - Intelligenza.: meno che mediocre. - Educ!&bilitll.: poca. - Con· dotta: pessima. B . 62. F . G. - GJ·: NeiiALI'I'À. - Nllto a Cagliari nel 1881, contadino, celibe, &01\1· fabr-ta. Al~ m. 1,6u. molto robu!lto. fronte bassa. - Chiamato alle arm i e giunto n el gennaio 1902, assegnato all' 11° artiglieria da campo. Prtt:CEDJo:NTI BOHOIIBSI. - A 14 anni condannato per lesioni personali a danno di U. S. a 20 g iorni di carcere. - A lG anni condannato a 2 mesi di reclu· sione per ferimento a danno di S. F. - A 18 annj condannato a 8 mesi di carcere per correità a delinquere per ferimento. VITA MILITARI;. - 1° amto di servizio ( l!>O'J). - Mancanze per provocazione ed atti di violenza verso compagni: n. l . - Cura dell'arredo: poca.- Istruzione militare: poca. - Istruzione letternria: poco profitto n ella scuola elementare. 2° anno (1900). - Reato: n el novembre di ques t'anno, imputato d'insubordina· ziono verso un sergente, fu condannato n l anno di carcere militare dal Tri· bunale militare di Alessandria. - Nella 2" compagnia carcerati, ove scontò la pena, ebbe 6 punizioni, e quasi tutte, per minaccia e per poca subordina· zione verso gl'aduati di truppa: n. 2 (recidivo). - Oura dell'arredo : poca. Is truzione militare e letteraria: pocn. SJ:-ITESI. - lntellig euza: a ssai scarsa. - Educabilità: poca. - Individuo: r iottoso. !f. &3. F. L . - G&:s~~HALITÀ. - Nato a P omarance (proviucia di Pisa.), ill881, con· tadino, celibe, analfabeta. Alto m. l ,G7, molto robusto, fronte molto bassn. Venuto alle armi nell'ngosto 100'2 e non nel novembre 1001 percbè detenuc.o, assegnato al 2'2• fllnterin. Pllf:Cf:Dt:STJ UOIIG IIESI . - A 19 anni c mezzo condannato dal Tribunale di Volterl'a a l nn no di carcere e a 1 anno di sorveglianza. per furto con scasso.


STUDIO SClE~TIFlCO·P RATlCO SUL CONTE(; ;o;o DF.L 0F;I..f:-\QOF:~TE 1 ECO.

G:25

VITA liiiLITAitE. - l o amw di s1wvizio ( 1902). - Mancanzo per atti di violl'nza contro compagni: n. 2.- Mancanze per scorretto contegno in puhblico: n . l. llancanze per simulazione di malattia: n. 2. - Cura dell'arredo: poca.- I· struzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco pr()6tto dalla scuola. 2• anno (1903). - Mancanze per appropriazione di pezzuole da piedi: n. l. Mancanze contro funzioni di servizio militare: n. l (di guardia alle carceri, si lasciava trovare addormentato). - Cura dell'arredo: ne!'s una.- Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria : poco profitto. SINTF.SI. - Intelligenza: poc11. - Educabilità: poca. - Condotta : mediocre. li'. 64. F. ~f. - G~-:sgnALITÀ. - )iato a Caserta nel 18i!l, pizzicagnolo, celibe, .;a leggere e scrivere poco. Alto m. 1,67, molto robusto, t•·e cicatrici in fronte. - Chiamato alle armi e giunto nel g~nnaio 1000, assegnat<> a11'8° fanteria. PRECEDENTI sonom:!;r. - A 17 anni condannato per oltraggio alle guardie a 20 giorni di carcere. - A 18 •mni condannato per ri bellione alla forza pub· blica a due mesi di carcere. VITA MILITAllE. - J• mmo di servizio (l UOOì. - Mancanze per poca suborclinazione verso il capitano della compagnia: n. l. - Mancanze per assenze abusive: di poche ore dal quartiere, essendo consegnato: n. 2. - Manc1~nze per evasione dal quartiere: n. l, mancante alla chiamata serale non face,·a ritorno al quartiere che dopo tre giorni, accompagnato dl\Ì RR. CC. che lo arrestarono in Provincia di Bari. - Reato: nell'agos to l!JOO, imputato di ten· tata mutilazione volontaeia delle ditn. del!:\ mo.no dÒst•·a, fu condannato dal Tribunale Militare di Salerno a ·1 mesi di reclusione per reato di teutativo di mutilazione volontaria delle dit11. d eli:~. mano destra. - Cum. dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istrur.ione letteraria: nessun profitto. 2° amw (1901). - Nel gennaio 1!101, scontati\ la pena fa ritorno al corpo. Mancanze per assenze abusive dal reg gimento per un g iot1!o: n. S. - Man· canze per appropriazione di un pacchetto di s igarette di un sottufliciale: n. l. - .Mancnm:e contro funzioni di servizio militare: n. 2. - .Mancanze per poca subordinazione ve1·so ntnciali: n. l , ordiuatogli dnl tenente della com· pagnia di fare due passi avanti in rango, faceva atti di impazienza ed esitava ad obbedire. - Ren.to: nel luglio 1901 condannato per reato di gunsto di armi a S mes i di carc~re dal Tribunale di Salerno. - Cum dell'arredo: nessuna. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. SINTt-:SI. - Intelligenza: meno ··he mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: cattiva.

• · 55. F. G. - Gt::SEitALITÀ. - Nato a Sala Consilina nel ;t879, pescatore, ce· li be, analfabeta. - Alto m. 1,68, robusto. - Chiamato alle armi e non giunto perchè detenuto. - Nel 1002 Msegnn.to all'll 0 fanteria. PIUWEDENTI BOnOUESI. - A :W anni condannato per reati <~ont~:~mporauei di furto e ferimento a due anni di Ci\rcere dal Tribunale di Campagna. VtTA MILITAI!E. - 1° anno di servizio (1902). - Mancauze per poca subordina · zione verso graduati di truppa : n. 2. - Rea to : nell'aprilo 190-J s i n.ssenta dal ~- Denunciato al Tribunale militare di Alessandria è condannato in contumacia a due nnni di reclusione per reato dt diserzione. - Arrestato nell'ottobre 190-2, è trasportato nel l" rllclusorio militare. - Quivi fu molte volte punito per poca subordinazionc verso gradu.. ti di truppa, per simulazione di malattia e per atti di minaccia a g rndunti di truppa. Vi ri mase fin o 40 -

G!orrtole di medicina militare - Fase. VIII·IX.


6211

'TL"OlO . CII-:STIFICCH'riATICO S llL C'OXTEGXO DEL D:ELINQCEXTE, ECC.

n! 20 di<'embre 1003, essendogli stata condonata la restante pena per decreto re_.;io; indi fa rit~rno all'll 0 fAnteria. - Cura. dell'arredo: poca.- I st ruzione militare: poca. - I struzione letteraria : poca. 2" e :;~ a111w ( Ultu-1907). - Man canze per assenze abusive dal quartiere per 2 giorni: n. 2. - Mancanze per simulazione di malattia: n. S. - Mancanze per scorretto contegno iu pubblico: n. l . - Reato: nell'ottobre 1904 si assenta di nuovo dal corpo, portnudo seco oggetti d' uso militare Arrestato nel no· vembre successivo in provincia di Firenze e denunciato al Tr ibunale militare di questa d ttà, è condannato a tre auni di reclusione per reato di diserzione e di asportazione di effetti militari. Scontò la pena nel 8° r eclusorio militare, ebbe vnrie punizioni, quivi, per simulazione di malattia (n. S), per tendeozn a fare eccessivo schiamazzo: n. -o!, per tentativi di percosse a coudeteauti: n. 2, per poce. subordinazione: n. J. Nel marzo 1907, essendogli stata cou· donata la restante pena in seg-uito ad amnistia, passò alla prima compagnia di disciplina. È note,•ole il fntto che, du rante la traduzione alla compagnia di disci piinn, com metteva. nella camera di sicurezza dei RR. CC. di Calltel· !amare Adriatico, tali disordini, da richiedere l'in tervento di tre di essi per t cnerg li fronte. I disordini fnrono provocati dal fatto, che gli furono ric usati i signri ed i fiammiferi richiesti. - Cura dell"nrredo: poca. - Istruzione mi· l itare: poca. - I struzione lett~raria : poca. S t:sTr.~t . - Intelligenza: scarsa. - Ed ucabilità: nessuna. Nessun profitto in iscuola. - Condotta: cattiva. • · 68. F. S. - G~; sliJilALJTÀ. - Nnt~ a. Catania nel 1879, falegname celibe, 81\ leggere e !'lcrivere. - Alto m. 1,65, robusto. - Chiamato alle armi nel dicembre 18!19, assegnato al 9° bersaglieri. PnECEI:fE:STI BOitGUJ-:SI. - A 18 anni condannato dalla Pretura di Catania a 20 giorni di carcere per furto a danno di C. S. VtTA 311Lt"rAHE. - 1° amw di se1vizio (1909). - Mancanza per cattivo con teguo in camerata: n. l. - Cura dell'arredo: molta. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: ascritto 1• elementare. 2° anno (l901). - Cura dell'arredo: molta. -Istruzione militare: sutliciente. Istru:.~ione letteraria: ascritto 2• elementare. St:STE>!J. - Intelligenza: buona. - EduCI\bilità: sufficient~.- Condotta.: buona. - Fu nel gennaio 1901 promosso appuntato.

• · 67 . F. G. - GESERALITÀ. - Nato a Palermo nel 1879, tagliapictre, celibe, analfabeta. - Alto m. 1,66. - Fronte stretta. CiCI\trici al mento e in Cl\po. - Venuto alle armi nel novembre 1000 perchè fatto rive<!ibile, nn anno, dal Consiglio di leva per de6 ceni:c~a di stl\tura. Assegnato al 2° fanteria. PnEeEo~::sTt oonoUESt. - A 16 11.nni condannato per furto campestre a. 20 giorni di prigione. - A 18 anni condannato per correi tà in associazione a delinrlucre per furti a 4 mesi di carcere. VrrA :\IJLJ'rAH~:. - 1• anno di 6ervizio (1901). - Cura. dell'an-edo: sufficiente. - I struzioue militare: insufficiente. - I struzione letteraria: ascritto t• elementn re (poco profitto). :!0 a11110 (1902~ - Mancanze contro fnnzioni di servizio militare: n. l , di pian· tone alla caserma, s i assentava mezz'ora dal posto senza motivo). - Cura dcll'nrredo: insufficiente. - I struzione militare: insufficiente. - I struzione letteraria: t• ol9mentare ( poco profitto).


ST ODTO SCII'!:-<TIFICO·PRATI CO SUL CO~TEGN"O DEL OELfNQ.UENTE1 ECO.

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3° anno (190!3). - Reato di furto. - Nell'aprile 1901 condannt.to, per reato di furto a danno dell'Ammin:strnzione militare, dal Tribunale militare di Bari a un anno di reclusione e al passaggio allo. compagnia di disciplina. -Mancanze per poca subordinazione: n l. - Istru?.ione militare e letteraria: insufficleu te. SlNTE$1. [ntelligenzn: mediocre. - Educa1Jiliti1: poca. - Condotta: cattiva.

.li. 18. Fia S. - Glill:ERALITA. - ~1\tO n Firenze nel 1880, bracciante, celibe, sa leggere e scrivere. - Alto m. 1,61, robusto. - Chialllnto alle armi e giunto nel uovembre 1900, assegnato all'SOO fanteria. Pnr;CEDf;NTI BOHGHl!lSr. Condannato a lb anni per oltraggi a N. N. aUa forza pubblica per 10 giorni. VITA xrt.ITAlt E . - 1° anno di 1ervizio (190 l).- Mancanze per- contegno scorretto in camerata: n. l. - :cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: ascritto t • elementare. 2° anno (1902). - Mancanze per ccntegno scorretto in camerata: n. l . - Cura dell'arredo, discreta. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: ascritto 2• elementare. SINTESI.- Intelligenza: mediocre. - EducabilitA: s ufficiente. - Condotta: huona. GF.Nr~ ltALlTA . Nato ad Avellino nel 1879, panettiere, celibe, sa firma re.- Alto m. 1,57, molto robusto, fronte bassa.- Chiamato alle armi e giunto nel novembre 1899, assegnato al 6° fanteria. PREOEDBNTI BOttGBESr. A 18 anni conda.nnato a 10 giorni di carcere per danneggiamenti volontarii a danno del comune di Avellino.- A 20 anni conda.nnato a 20 giorni carcere per danno volonta.rio in pregiudizio dello stesso comune (Certificato del Tribunale di Ariano di Paglie al reggimento). VITA Mli..ITATtE. 1° anno di Bervizw (1900). - Cura dell'arredo: pochissima. - Istruzione militare: sufiiciente. - Istruzione letteraria: ascritto 1• elementare. 2" anno (1901). - Mancanze per poca subordinazione: n. l, all'istruzione tattica, non eseguiva il fuoco, come gli era comandato, per non sporcare il fucile. - Cura dell'11rredo: pochissima. - Istruzione militaTe: poca. - Is truzione letteraria: ascritto l• elementare. 3° anno (190:2). - Mancanze per incuria delle armi e dell'arredo : n. 6.- Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria : ascritto con poco profitto alla l" elementare. SINT&!Ir. Intelligenza: :~carso.- Educabilità.: poca. -Condotto. mediocre: non atto all'avanzamento.

:W. &9. F. G. -

• . eo. F. G. -

GE~'EilALITl. - Nato a Maddaloni (dis tretto militare di Caserta) nel 1879, cestaio, celibe, analfabeta. Alto m. 1,65, robusto, fronte molto bassa e s tretta. - Chiama.to alle armi è venuto nel marzo 1900 assegnato al 64o fanteria. PR&er·:DENTl BOitGHES!. A 18 anni condannato per lesioni personali ad un compagno a 60 giorni dj carcere. V!T.t. Mli.. ITARI-1. 1• anno di servizio (1900). - Mancanze per assenze u.busive di poche ore dal quartiere, essendo consegnato: n. 1. - Cura. dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - I1.1truzione letteraria: 1• el ementare (profitto).


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~"ITOI O SC ll·:~nFJCO ·l'IlA T l CO -.cr, CO ~TEO~·;Q DEL DELINQUF:~TF.1 ECC.

anno ( UIOL). - Mancanze per assenze abusive di pocl•e ore: n. 1.- Cura. del· l'arredo: sullicienle. - [snuzioue militnre: s uflicientc. - Istruzione lettera· ria.: sa Jeggu re e scrivere sullicientemeute. :·1~ TES I. -- Intelligenza: mediocre.- Educnbilitn: discreta. - CondotLa: huona.

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G..:xl-:1:.\t, rr.\ - );ato 1\ ::\Ie.;;sinn nel 188~. contadino, celibe, anni· fahet.R. Alto m. 1,62, molto robusto, cicatrici Rl collo, fronte bnssR. - Chiamato 11lle armi e giunto nel novembre 190'.? assegnato al 27° fanteria. PBECI:OI·:STI sonoll&:>l. - .\ 17 anni comlannnto per furto a due mesi di cnr· cure dn l Tribunale di ::\Ie:;sinn. VITA )!I I.ITAIIE:. - 1° etl11tO di seì·t:iz io (1003). Mancanze per pocasubordinnzione vers o graduati di truppa: u. :?. - ::\Iancnnze per Rppropriazione di un pa io di uose di un caporale maggiore: n. 1. - ~lan canze per appropriazione e vendita di un paio di uo;;o di un sergente: n. l. - Cura dell'arredo: 1Joca. _ Is tru7.ione militare : poca. - l strU7.ione let teraria: 1• elementare. ;r auno (Hl04} - Mancnnze per s imulazione eli mnlattin in occasione di is tru:doni o marcie: n. !3.- :\lancanze per as!'cm~e abusivo dal quartie 1·e : n. 2, assenza di 12 ore. - Mancnuze per menzogna al maggiore del battaglione: 11 • 1, indossava il cappotto di un :mo compngno per recarsi in piazza d'armi rimproverato s u tale mnncanza dal maggiore di battaglione, asseriva di avere il propl'io presso il !lnrto. utentre non risultò vero. - Manca.n7.e per poca su· bordinazione verso graduati di truppa. : n. ::?. - Manca.nze contro funz ioni di servizio militare: n. 1, piantone al corpo di guardia d-ella polveriera, era sor· preso dall'ufficiale di t'oltda addormentato. - Cura dell'arredo: poca..- l stru· zione militare : poca. - Istruzione letteraria : l" elementare. ;J• anno (1006). - Reato eli furto. - Xel febbraio 1905 condannato dal Tribunale militare d i Piacenza n due mesi di cnrcere per reato di furto di un orologio d'a.rgento t\ danno di un compagno, ind i al passaggio in un corpo disciplinare a pena scontata. - Curo. dell'arredo : poca. - Istruzione tnilitare e letteraria : pocn. StsT&sr. - Intelligenza : scarsa. - Educabilitit : nessuna. -Condotta : catti,·a.

lll. 81 . 1-' . A. -

5 . 83. F. A. - G t:NEIIALI'r.i.. - Xato a Volpago (d istretto militare di Trevi;;o) nel 1878, muratore, celibe, sn. leggere e scrivere. Alto m. 1,68. molto robusto - Chiamatn alle a.rmi e giunto nel novembre 1898 assegnato alllJo artiglieria. PHKCii:DJ-JSTI n oiiG flEII . - A 18 anni condannato a 10 giorni di 11rresti per furto boschivo. (Certificato del Tribunale di Treviso al reggimento). V 1'rA MILlTARE. 1° am1o di se1-vizio (18\19) - Mancanze per contegno cattivo in camerata : n. l. - Cura dell'arredo: buona - Istnuione militare: buona. - Istruzin.ne letteraria : ascritto alla l " elementare. 2o amw (1000). - Mnucnnze contro funzioni di servizio m'ilitari: n. l, dur1111l<' tln servizio di corse abbandonava la propria pariglia per qualche minuto. Cura dell'nnedo: molta. - Istruzione militare: buon puntatore.- Istruzione letternria: 2" elementare. 8° a11110 (1001). - Condotta : buona. - Cu1·a dell'arredo : molta. - Is truzione milita•·o: buona (buon puutator~:). - Istruzione letteraria: s ufficiente. S1Nn:sr. - Intelligenza : buonn. - Educa.bilità: sufficiente.

N. 83. F. L. - G ~SEitAllT,i.. - Nato a Fros inone nel1SI8, pnstore, celibe, n~utl­ fn.betA. . Alto m. l,G2, rollllstissimo. - Chiamato n.Ue armi è giunto nel no· vembre l b~ltl n'Sscgu nto nl 41)0 fnuteriu.


STUDI~ SClENTIFICO·P RATICO SUL C'ONn:m;o I>Et. DF.I.INIJ UEN'n: 1 EC'C.

62H

PltEC&DE~Tr llOitGrtF.~I

:\ ltl anni condannato n 10 giorni di carcere per furto cnmpel'tre. (CertificRto del Tribunrtle di Velletri al reggimento). YITA :\fiLITAIIf:. to anno di :~el't'izio (1899). - Mancanze per poca !;ubordina.· zione verso gr~tdua.ti di truppa: n. l. - Condotti\ : mediocre. - Cura dell'arredo: sullicit.nte. - Is truzio ne militnre : su llicieHte. - Istruzione letteraria: l• elementllre. :! 0 anno (1900). - Condottn : unona. - Cura dell'arredo: molta. - Istruziom• militar e: sullicientt•.- lstntzione let.terarin.: 1• elementare. :Jo anno (1901) - Condotta : ottjma. - Cura deii'Brrl'do: molta.- l ljtruzione militare: sufficiente. - Ist ruz ione letteraria: 2" elementare. SI="TE:<l. - In telligenza : buona.- Educnbilit1\: suliiciente. - Condotta: buona.

li. 64. G. C. - GE:-of:HAIITA. - Xato ad Avdlino nel 1879, contadine, analfnbetn, celilot~. Alto m. l,G-~, 1·ounsto. - Chinm:1.to sotto le anni e giunto nel :-:enoaio l!)()() n:<seg nato 1d 2" fnnterin. PllECEDEJSTT BOHODI·::st. A 19 anni comlauuato n !JU gio·rni di cnrcet·e per reato di lesioni personali verso X. V - A 20 condannato a due mc•si di carcere per les ioni personali verso <t T. (Ccrtificnto del Tribunale di S. Angelo T~ombnrdi al dis tretto mili1nre di Avellino). TnA ~II L ITAIH: . - L0 amto dt :<er-vizio (1900). - M~ncnnze pe r simulazione di mnlnttja: n. 1, io occ·nsiont' lli montare di guar·din. -.Mancanze per poca subordinazione verso grnduati di truppn: u. L - Cura dell'arredo: sufliciente. - Istruzione m!lieare: por·a.- I struzione lettcrnrin: l" elementare. :!0 ar~no (WOl ). - Mancanze p<'r simulazione di mnlntlia : n. 2, io occasione di istruzioni. - Mancanze per· poca subordinazione verso u01ciltli: n . 1, rimproverato dnll'ufticiale di settimana perc hi; durante l' istruzioue dn.va noia ad un soldato, rispond eva arrogantemente e mentendo. - ?>{nncaoze per appropriazione di portafogli vuoti o coltelli d i com pngoi : n. 2. - .Mancanze per perc.>sse a commilitoni: n 2. - Cura dell'arr!'do: poca. - I:strmr.ione militare: Jloca. - Istrul'-ionu :letterarin : non "uperò gli esnm i della 1• elementare. SISTiì:SI Iu telligeuzn scars a. - Educnhilih\ : ness una. - Condotta: cattÌ\'1\, lf. 86 .•G P. - G~~~J::HAUTÀ. - Nato a S.•l.lemi (di:;;trctto militare di Trapan i) nel 187'3, contadiuo, celibi', analfabeta. Alto m. l,S:?, robusto.- Chiamato nlle armi é gitwto nel deet·m bre 1&:18 a ss~gnnto al 21° re~gimento cavalleriu. Pll~;CI-:IlE:STr BOIIOUI·:!I . - A 16 anni condannato a 8 giorni di cnrcere campe- • stre - A 18 condannato per furto Il danno òi unn ditt~t n tre mesi ùi carcere. YI1'A lliLITARf:. - 1° anno lli Bt?'t'izio (18!1~). - Condotta: buona. - Cura dell'arredi): insufficiente. - Istruzione militare: insulliciente. - J;;trm:ione letteraria: l" elementare con poco profitto. :! 0 anno ( 1900). - Mancanze per poco rispetto verso superiori ufficiali: n . l. rimproverato dn.ll'uffìciale di settimana, teneva contegno scorrettis!;imo men tre questi si all ootavn.. - Mnncanz;> contro fumlioui di servizio militare: n. 9, di servizio alle scuderie o ai bagni pennli si fa ceva trovare addormentato. - Maucaoze per degradazione di oggetti militari: ·n. l, degrada va n bella posta un paio di scarpe usate e ancora servibili. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione m ilitare : poca. - I s truzione letteraria: l " elementarE> SCD7.!\ profitto, :Jo anno ( 1901). - R eato di furto. - ì\el g enua io l~tlll me.'<So alla prigione del corpo in attesa di giudizio per furto, nlll feburaio SIIC('ess i \'O cond1mnato dal


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STUDIO SCIE:-IT!FJCO·PRATJCO SUL CO~TEG.XO DEL DEI,INQUE:STE, ECC.

Tribunale militare di Napoli n. due anni di reclusione per reato· di furto di L. 166 a danno di un alt1·o soldato : indi, a pena scontata, fu trasferito nelll\.. 2" compagnia di disciplina nel febbraio 1904. - Non risulta dal foglio matricolare la condotta tenuta nella compagnia disciplinare, meno una mancanl\a per poca subordinazione. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare e letteraria : pooa. StiSTt:sr. - Intelligenza: scar~a. - Educabilità: nessuna. - Condotta: pessima. 5 . 8 8. G. G. - GF:N~:nAt.rTÀ. - Nato a Bari nel 187!3, cocchiere, celibe, analfabeta. Alto m.l,71, molto robusto, fronte bassa. - Chiamato alle armi e giuLtO nel novembre 1893 assegnato al 4° artiglieria da campagna. PnECEO&NTI BOIIGHESl. - A 20 anni condannato per furto campestre a 16 giorni di carcere. (Sentenza del pretore di Altamura al distre tto di Bari). VITA )11LI1'AH~:. - 1° a11no di servizio (1899). - Mancanze per cattivo contegno in servizio: n . l , essendo conducente, durante una passeggiata tattica emetteva urla forti, facendo schioccare la frusta. - Manca.nze per assenze abusive per ore 12-18 dal quartiere: n. 2. - Cura dell'arredo : sufficiente. - Istruzione militare : sut\ìciente. - Istruzione letteraria : ascritto alla t • elementare senza profitto. 2° anM (1900). - Reato. - Nel gennaio 1900 condannato dal 'tribunale mili· tare di Milano a 4 mesi di carcere per ins ubordinazione con ingiurie verso un caporale. - Nell'aprile 1900 fa ritorno al reggime nto essendo terminata la pena. - Nel maggio-gi ugno di quest'anno punito t re volte per maltrattamenti brutali al cavallo proprio. - Nel luglio-ugost.o punito tre volte per evasioni di due giorni dal quartiere e una volta per contegno scorretto in camerata. - R~to. - Nell'ottobre 1900 s i 1\SSentò abusivamente dal corpo per olt1·e 5 giorni. - Denunciato al Tribunale militare di Milano, fu condannato in contumacia a S anni di reclusione per diserzione e alienazione illecita di oggetti di vestiario e di armllmentario militare. - Nel gennaio 1901 arrestato fu sottopos to a nuovo proces:;o dinanzi al Tribunale militare di Milano e nel febbraio successivo condannato a un anno di reclusione militare per i motivi sopra-esposti. - Nella t• compagnia reclusi ove fu inviato ebbe 4 punizioni., S per poca subordinazione a graduati e ~che ufficiali e l per percosse a condetenuti per i mo$ivi più futili. /JO anno (1901). - Nel gennaio 1901 scontato l'anno di punizione, fa ritorno o al reggimento commettendo le seguenti mancanze. - 1tlancanz~ per percosse a compagni per cause insignificanti: n. S, urtato accidentalmente da un compagno, gli diede nn pugno forte in capo, dicendogli « un'altra volta ti faccio in pezzi •· - ManCI\nze per simulazione di malattia : n. S. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria : nulla per a.vere imparato appena a fare le aste. 8n.-rESl. - Intelligenza: scarsa.- Edncabilità: nessuna.- Condotta: pessima. X . 8 7 . G. S. - OENEIIALITA. - Nato a Castrovillari nel 1879, contadino, celibe, analfabeta. Alto m. 1,73, robusto molto. - Chiamato sotto le armi e giunto nel novembre 1899 assegnato al 5° artiglieria da campo. Pm:ct;o.,;sTr nonom~SI. - A 20 anni condannato a 20 gionù di carcere per lesioni personali contro L. V. VJTA lllUTAiu;. - 1• atmo di servizio (1900). - Mancanze per contegno scorretto in pubblico: n. 1. - Cura dell'arredo: sufficiente. Istruzione militare:sufficiente. - Istruzione letteraria : l" elementare.


STUDIO SC"IENTIFJCQ-PRATJOO SU T, CONTEGNO DEL IJELINQUENTE1 ECC.

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2• anno (1901). - Condott-a: buona. -Cura dell' arredo : s ufficiente. - Is~<ru­ zione militare : sutliciente. 7" Is truzione letteraria: 1• elementare. 3'" armo (1902). - Condotta : buona. - Cura dell'arredo: molta. - I s tru zione militare: s ufficiente. - Istruzione letteraria: ha superato l'esame della t • classe elementare. St.NTESI. - Intelligenza: buona. - Educabilitt\ : sutliciente. - Condotta: buona. • · 88. G. S. - GESRJtALITÀ. - Nnto a Campobasso nel 187!J, contadino, celibe, analfabeta. Alto m. 1,67, molto robusto. - Chiamato all i! armi e giun to nel novembre 18!)9, assegnato al 25• fant~t·ia. PRECEDENTI BOROUE!!t. - A 17 a nni condannato n 2 mesi di cnrccre per ferimento in persona di G. T . (certificllto del Tri bunale d'Isernia al distretto militare d i Campobasso). - A 19 anni condannato a 6 giot·ni di carcere per gi uoco d'a zzardo (certificato della Pretut·a di Roma al t·eggimento). VITA MILITARE. - 1° anno d i ser.:izio (1900). - Mnncan ze p er poca s ubordinRzione a graduati di truppa: n. 2. - R eMo: nell'aprile d~o:nunciato al Tribu nale militare di Genova, fu condannato a. o rol!Si di r eclu sione per il reato •li rifiuto di obbedien,...a, con minacce, verso un gmduato di truppa. - Esce dalle carceri militari di Ge nova, dove scontò tla peua il settembre 1900 l! rientra al reggimento. - Altre mancanze di 11uest'anno sono: a ) pc•· poca subordinazione ver;:oo sottufficiali: n. 2 ; b) per minacce n. compagni: n. l. Cura dell'arredo: poca. - lstt·uzione militare: poca. - l ;;truzione lèttcrada: l " elementare. 2° anno (1901). - :Mancanze per evas ioni dal qua•·tiere per· 15-22 ore: n. S.Mancan?.e per simulazione di malattia: n. l. - .Mancanxe per atti di violenza a compagni: n. l. - Cura dell'arredo: n essuna. - Istruzione militare: poca. - Istru1.ionc letteraria : bocciato all'esame d ella l" classe elementare. SINTBSI. - Intelligenza: scarsa. - Educnbilità: poca. - Condotta: cattiva. • · 89. G. L. - GENERALITÀ. - Nato a Crevalcuore (distretto militare di Bologna) nel 1879, bracciante, celibe, analfabeta. Alto m. 1,&6, robusto molt<~.­ Chiamato alle armi o giunto il novembre 1899, assPgnato al 51° fnn ter·in. PRECEDENTI BORGHESI. - A 20 anni condannato a 2 mesi di carcere per furto a danno di T. V. (certi1ìcato dei Tribnnale di Bologna al reggimento). VITA IIILITARE ( t• anno di servizio (1900).- Mnucanze contr·o il contegno in camerata: n. l . - Cura dell'arredo: sufficiente. - I stru zione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: l• elementare. 2° anno (1901). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: s ufficiente. - l s tru · zione militare: suffiuiente. - Istra~done letteraria: l" elemcntat·e. lJO anno (190'2). - Condotta: buona. - Cura dell'arredo: molta. - I s tru;done militare: sufficiente. - I struzione letteraria: 2• elementare. S1NT&SI.- Intelligenxa: mediocre.- Educabilità: sufficiente - Condotta: buona • · 70. I. A. - GENERALITÀ. - Nato a Chieti nel 1878, calzolaio, celibe, analfa~ beta. Alto m. 1,70, robus to. - Chiamato alle armi e giunto il novembre 18!18, assegnato al 490 fanteria. PRECEDENTI BllRGB&SJ. - A 20 anni condannato a 10 g iorni d i arresti per ferimento a. danno di L. L. (certificato del Tribunale di Chieti al t•eggimento). \JTA lilLJTARiil. - 1° anno di servizio (1899). - Mancanxe per contegno scorretto in servi1.io: n. l (piantone a un forte :~tava preparando il faoco entro


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STUOlO SClE~Til''ICO · PRATICO SUL CO:\TEG~O DEL DliC LINQCTENT E 1 ECC.

il cot·po tli guardia senza il cinturino e il kepi). - Cura dell'arre!do : snffiCÌ <'nte. - l:;tru:done militare : sutliciente. -:- I struzion e lett era ria : J• cle· llliJOlarc. :!0 anno (Hli)(Jì. - Condotta: buona. - Cura dell'arredo : sullicientc. I stru:dono militare: sullicieote. - I struzione letteraria : 1• elemen tare . .)0 anno ( 1901). Condotta : buoun. - Cura dell'arredo : molta. Istruzione militat·t·: suffici ente. - I slru;r,ione ll' t teral'ia: 2' ol<:mc ntn.re. Condotta: Sr NT.:sr. - Intelligenza: mediocre. - E tlucabilità: sufficiente. buona. llf. 7 1 . l C. - GE~~: rtALJT.i.. - Nato n S. Valentino (distretto militare d i Chieti) n ul 1879, con tadino, celibe, analfabeta. Alto m. 1,60, molto robusto, cicatrici alla gunucia destra e al cnpo, f ronte bassa. - Chiam:ato nlle al'lni e g itmto nel dect·mbre 18!J9· n~cgnato al 49° fnn terin. Pto,cr·:JJEXT I sou co u~;SJ . - A 15 anni condannato a l mese di ca rcl're per ol· traggio alle gu:mlic. VITA llll.I1'AilE. - 1° a111to di servizio (1!100). - Mancanze por simula;:ionc di malattitt: n. l. - Mancan ;r,c per minacce n compagni: n. l. - Mancanze per pt•rcos;;e t\ compn.goi: n. l (ven iva alle mani con un compagno per motivi fu. ti li). - Cura dell'a r redo : sufficien te· - I struzione militare: sufficien te. Istruzione lettemria: l" elementare (con q uniche profitto). 2• amw ( 1001). - Mnncnnze per evasioni abusive restando fuori caserma 10 oro: n. l. - Mn.ucA.nzu per contegno scorretto in puhblico per ubriachezza: n. 2. - R eato : nell'ottobre di quest'an no condannalO dal r ribunale militare di Bolognn. 1\ S m1·~i di carct•re pe r ren.lo tli ri6uto ùi obbedienza verso graduati tli truppa. Nel f~Lbraio 1001 a ,·endo suontatn la pena rientrò al reggimento).Cura d~il'11r reùo: pocn.- Istru;r,ione militare: voca.- Ist.nnionl' letteraria: 1• ell'ment.are (poco pro6tto). :r alli/O (l!tlr2). - i\fnncnnz<> per pocA. s ubord inazione verso graduati d i t r uppa: n. 8 (ordinn.togli di andare a prendere acqua obbediva alla seconda intima· zione). - :\lnncnm:e contro funzioni di ser vizio militare: n. 2 (di gun.nlia all11 poh·eriera s i fncevn. trovare addormentato). - l\Iaucanzc per contegno scor· rett o in publ,Jico per ubriachezza: n. 8. - Mn.ncanze per cattivo contegno militare: n. 2 ( montn.va di guardia alla pol veriera sen;r,n cn.rtucce e viveri di risern1. nrll o zaino, per quanto av,·isato di a\·ere tutto in ordine, dal sergente, poche o1·e pr ima di assumere il servizio). - Cura dell'arredo: J>oca. - I st ru· zione tnilitat•c : poca. - I s tt·uzione lctt<>raria: l ' clemcntn.re sen;r,a profitto. ~IS'I'P.SI. - Intelligenza: scarsa.- Edurnbilità: pochissimn.. - Condotta: cattiva.

li. 72 . I. S. - GEs~:nALJTA. - Nn.to a Siracusa ne11878, contadino, celibe, t\nalfn.bcta. Allo m. l,GS. - Fatto ri,·edihile un anno dal consi~lio di leva per dc· holez7.a di costituzione, nss11gnnto nel novembre 1899 al 80° fan teria. Pur·:ct-:DE~ 'I'l uorwur-:s1. - A 19 anni condannato a l mese di carcere per feri· mento \'Oiontario n. ,ltln no di ~. R. (ce rtificato del Tribunale di Modica al di· ,;tn•tto). Yt1•A mL I'rAtt~:. to anno eli .vert:izio ( i!lOO). - '1\lancan;:e per e\'nsioni dal quartiere, ess(•odo cou!'egna~o e restando fuori 6 ore: n. l. - Man canze per tl'ntnti~i lli perco:....:e a r.ompngni, n. l. Cura d~ll'arrcdo: insufficiente. J stru;:ione militare: :'ufficiente. - Istruzione lettcral'io.: 1• elumentare poco vrolitto.


STUDIO SCJ ENTIFICO· PRATI CO ~ UL CO:\TEGXO DEL UELI:\QU~:xn:, ECC.

(ìiHl

2• anM (1901). - Mancanze per poca subordiuazioue contro prescrizioni r·egolamentari: n. l (ussendo in di.;;:taccamcnto si pre~ntn.va dir•·ttJuucntl' nl coruandont<> del p residio per pre-<ento.re un reclamo info ndato). - ~lnncanze pel· percossiJ a compagni: n. l. - Cur a dell'arredo: insufncient 1·. - Istruzione mili tare . sufficienw - Istru;done letteraria : l• elementnre poco profitto. St ~~o'TESt. In telligenza: meJiocre. - .Educabilitil: 1.oca. - Condotti\: me· diocre.

N.R. - Risulta dal fo)!lio mntricol:\l'c che il I . S. nel mn~:~i o 1\XJ:2 fu ammc:<-<O n el corpo d i!lle guardie di finanza e che n el 1005 (><etteml,re') fu contlnnnn to dnl Tribunale lllilita.rc di <i eno\'a a ·l me-;i di carcer·e per reato di rifiuto dÌ obbedienza ver so un brigadiere dt' lla regia finanza: indi, per ('attiva condotta abituale, fu e,..pulso dal corpo delle guardie di fi nanzn. li. 73. F. F. - GEl<ERAt,tT.\. - Nato ali A\·crsa n el 1887, coutnolino. celihl•. ><n h·l!gere u scrivere. Alto m. l , 78, cicatrici al mento e a l cnpo. - Chiamoto alle 1umi e ~iu n to l'ottobre 1907, ns;;egnnto al 19° artig lieriR. <In campagna . .Ptn:cE Dt·:~1'1 BOttG n Es t. A 19 llnni condnnnato per oltraggio nd agenti dell1\ fot·za pubolica a me!:i 3 e giorni lo 1li reclusio1w dal Trilmnnle di S. l\l nritL Capua Vete•·e. \ -tTA MILITA I!~:. l • a1mo di seruizio ( l!JOS). - Mancanze per n<>senzo nbu· sivc da l qu&rtiore, rcstandone fuori G ore: n. 2. - M&ncanze p<·r contegno scorretto in Jmbblico per ubriachezza: n. 2. - Nel febbraio di quest'nono, col· pito da convulsioni, in ista.to di ubl'iachez1.a uella caserma, fu ril'orm&to per nevt·osi epilotticn. - Cura dt'll'arredo : poca . - I struzione militare: pocn. Is truzione letteraria : poca . Stsn:st. - Intelligenza: merlioc•·e. - Educnhilità: poca. - Condotta: cnttivn. - Carattere: riottoso.

lf. 74. In. S. -

Gt::I(IO:ItA LITA. Nato a C&ltani83etta nel1879, contadi no, cel ii>P, analfabeta. - Alto m. 1,63, molto robu~t~. - Chinmato sotto le armi e giun w il decembre 18!19, assegnato al 12° bersa~lieri. P RHCF:OENTl BOitOtt ESI. - A 10 ann i condannato a l5 giorni di arresti pet· lel-1ioni personali verso A. L. - A 20 a uni conda nnato a 20 giorni di ca.rcenl ver porto d'nrma proibita. (Certifi<:ato Tribunn.le d i Calt anissetta). VJTA Mli.11'Aitt-:. - 1. 0 anno di servizio. - Mancan ze per simulazione di malattia: n. l. - Mancanze per poca subordi nazione : n. 1, ordinatogli dal 1'1\ porale di servi.zio di portare via le immondizie, ris pondeva: <se parli di pi ù, ti prendo a palato"· - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militaro: pocn. 1st ruzione letteraria: ness un profitto in i;;cuola. 2 ° a1mo ( l!lOl). - Mancanze per percos."e ai com pag ni: n. 8. - Mancanze pe1· poca subordinnzione verso g nd uati di t•·uppa: o . 3. - Mancanze per de~ra­ dazione del cappello: n. 1. - :\[nncanze per approp1·iazione di due paia d i uose: n. l. - Mancanze per sim ulazione di malattia in occnsione di d viste, istruzioni, ecc.: n. 2. - CuJ"a. dell'a rredo: nessuna. - I struzione militare: poca . - I struzione letteraria: analfabeta. SISTF:><J. - Intell:gcnza : scarsa. - Educabi lità nessulH\. - Condotta peo;sirnn.

:Jr. 76. I . R. - O E~EttAI.fT.\. - Nato a Pozzuoli nel 1879, con tadino, celibe,'an nlfabeta. - Alto m. 1,GS 1/ 1 • - A suMeienza ro busto. - Cicatrice 1\lla frontt>. - Chiamato alle arm i e giunto il novembre 1809. Assegnato n.l l 0° a r tiglieria.


634

STUDIO SCJENTll'JCO-PBATI CO SUL 00:'\"'TEGNO DEL DEL11\QUENTE1 E CC.

P1n:ct:DJ::NTI uonCILI::SI. - A 14 anni condannato per lesioni personali contr~ T. \·. a 16 g iorni d'arresti. - A lG anni condannato' per lesioni personali a. un mese di carcere. - A 18 anni, condannato per porto d'arme proibita a due mesi di carce re. VI1'A llii.ITAI!t:. - 1° amw di Bervizio· (1900). - Mancanze per assenze abusive dnl quartiere ( per 10 ore): n. l. - Reato: nel gennaio si allontanò arbitraria· men te dal corpo per oltre 6 giorni. Costituitos i il febbraio success ivo e denunciato al Tribunale militare di Napoli, fu condannato per reato di disE>rzione a un anno di carcere. - Cura dell'a!T8Sto: poca. - Is truzioue militare: poca. - Istruzione letteraria: 1• elementare. :1° atmo (1901). - E sce dal carcere (8" compagnia reclusi) il marzo 1901 e r itorna al reggimento. - Mancanze per percosse brutali al proprio cavallo: n. l. - Mancanze per minaccie a compagni: n. 2. - Mancanze per atti di violenza a compagni: n. l. - Mancanze per assenze dal quartiere, essendo punito dl consegna e di prig ione se.m plice: n. 2. - Cura dell'arredo: nessunll. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: analfabeta. 3° amw (1900). - Nel febbraio è congedato per oligoemin s ucces"iva. a poi· monite. SiNTESI. - Intellig enza: scarsa. - Educabilità: poca. - Condotta cattiva.

K. 78. I u. Carlo. -

Gt;NF:RALtTÀ. - Nato a Como nel 1881, mut-atore, celibe, sa leg gere e scrivere. - Al to m. 1,G9, robusto. - Chiamato sotto le armi e giunto nel novembre 190t, a ssegnato al 6° reggimento alpini. PuEct; oENTI oonout; sr. - A. 16 anni, condannato a 20 giorni di arresti per ol· traggio alle guardie. - A. 17 anni, condannato a un mese di carcere per oltragg io alle g uardie. - A 20 anni, condannato a tre mes i e giorni 15 per oltraggio verso S. T. VtTA KILITAitt1. - 1" a1mo di s~rvizio (19()-2). - :Mancanze per assenze a bus ive dal quartiere per 12 ore: n. l . - Mancanze per minaccie a compagni: n. 2. Reato: nel marzo 1912, essendosi arbitrariamente asseDtato per più di 6 giorni dal reggimento, fu denunciato al Tribunale militare d i Milano e conda.n.n ato a sua volta in contumacia a 20 mesi di reclusione per i reati di diserzione e di asportazione di oggetti di corredo militare. - Cura delJ'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: sufficiente. SINTE.i t. - Intelligen za: scarsa. - Condotta: cattiva. - Educabilità: poca.

Gf:NERALITÀ. - Nato a Cn..<~erta nel1880, contadino, celibe, anni· fabetn. - Alto m. 1,60. - Fu fatto due volte rivedi bile dal Consiglio di leva di Caserta per oligoemia. - Venuto sotto le armi ne l novembre 190-2 ed 1\S· segnato al 51° fanteria. PnECI'lDENTI BOJtGBESt. - A. 13 anni condannato, per porto d'arma da fuoc~ senza permesso, a 10 giorni d'arresti. - A. 15 a nni, condannato por furto a due mesi di carcere. - A 19 anni, condannato per po·rto d'arma fuori m!surr.. a 20 giorni d'arresti. (Tribunale di S. Maria Capua Vetere). VJTA MILtTAitE. - 1° anno di servizio (1903). - Ma.ncan·s e per assenze dal quartiere per 4 ore, essendo consegnato: n. 2. - Mancanze per atti di violenza & comp'l.gni: n. 9. - Reato: nel novembre 1902 condannato dal Tribunale militare di Torino per reato di furto a danno di un compagno, a sei mesi di carcere, indi al pa.<>.<;aggio in una compagnia di discipliina. - Cura del l'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: 1• elementare.

K. 77. I o. G. -


STUOl O SCIENTlFICO·PRATICO St;L CO~TEGNO DEL DELINQUF.~TE1 ECC.

631).

2° anno (1904). - Nell'aprile 1900 finisce la pena nella t • compagnia t-eclusi ed entra nella 7• compagnia di disciplina. - Mancn.nze per poca subordina· zione verso cnporali: n . S. - Manoaoze per simulazione di malattie: n. l . Mancanze per minaccie a compagni: n. 2. - Cura dell'arredo: poca.- Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto dalla scuola tolementare. SINTESI. Intelligenza: scarsa. - Educabilità: pocn. - Condotta: cattiva.

B . 78. Sec. Salvatore. -

Gm;l::nAt.ITÀ. Nato a Mandas (distretto militare di Cagliari) nel 1879, contadino, celibe, analfabeta. - AltA> m. U "i&, robu~to,. fronte bassa e stretta: - Chiamato sotto le armi e giunto nel novembre 1901 essendo stato fatto rivedi bile, due volto, per difetto di statura; asseg nato al servizio militare nel distret to di Sassari. PRECt:DE:>TI BOilGUF:SI. A 18 anni, co11dnnnnto a tre mesi di carcere per furto. - A 19 anni condannato a sei mesi di carcere per furto. VITA lllLll'ARF.. 1° anno di servizio (1!J0-2). - Mancanze per appropriazione di cravatte da collo o di pezzuole da piedi a soldari e caporali: n. 2.- Man· canzo per minaccie a compag ni: n. l. - Reato di furto: Nel settembre di questo anno fu condannato dal Tribunale di Cagliati a cinque mesi di carcere per reato di furto a compagni d'arme e al passaggio in una compagnia di disciplina o. pena scontata. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: l " elementare senza profitto. 2° am10 (1900). - Nel f ebbra.io di quest'nono esce dal carcere milit.are di Cagliari ed entra nella 7• compagnia di disciplina. - Manc.anze per poca subordinazione verso caporali: n. l. - Mancanze per simulazione di m~lattia: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Is truzione militare : poca. - Istruzione letteraria: ne>Jsun profitto dalla scuola. 3° amw (1904). - Mancanze per s imulazione di malattia: n. 2. - Mancanze per minaccie a compagni: n. 3. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: analfabeta. SLNTE8l . Intelligenza: mediocre. - Educabilità.: poca. - Condotta: cattiva.

lf. 78. Sec. Raf. - GENERALITÀ. - Nato a Cagliari nel 1879, carrettiere, celibe. Sa leggere e scrivere. - Alto m. 1,67, robusto, fronte bassa.- Chiamato alle armi e giunto il novembre 18911, as.c;egnato al reggimento <lavalleria Nizza (1°) PRECEDJo::sTI BOttOBE:Sr. A 18 anni, condannato a 6 giorni di custodia per furto in danno di C. A. - A 17 anni, condannato a due mesi di carcere per furto a danno di A. C. (Certificato del Tribunale di Cagliari). VtTA MlLITAIIE. 1° anno di servizio (1900). - Mancanze pel" poca subordinasione verso sergenti: n . 2. - Mancanze per assenze abusi ve dal q aa.rtiere (per 9 ore): n. l. - Cura dell'arredo: insufficiente.- Istruzione militare: ins ufficiente. - Istruzione letteraria: l" elementare (profitto discreto). 2° anno (1901).- Mancanze per poca subordinazione verso graduati di truppa:n.l. Mancanze per assenze abusive dal quartiere (per 12 ore): n . l . - Mancanze per app1·opriazione di pezzuole da piedi o ceretta da scarpe: n. 2. - Mancanze per contegno scorretto: n. 1. - Cara dell'arredo: poca. - I struzionemilitare: insufficiente. - Istruzione letteraria: 2• elementare. Nel lJO am10 (1902) inviato in patria per ragioni di famiglia. S rNTESI. Intelligenza: mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: mediocre.


'()3Q

STl:n ro :::CIENTIFICO·PR ,\TICO SC T, COl'o'TEC XO DEL OF.LINQUENTE, ECC.

11. 80. L. S. - Gr·::o·:RAlrT,\. - .Kato a Mis trettn (distretto militare di Messina) uel 1880, contadiuo. celi be, analfabetll. Alto m. 1,00, molto robus to. - Chiamato sotto le nrmi e gi un to il novembre 1900. assegnato al 30Q fanteria. Pnr·:c rm~: =-TJ BOIIG II t:SI. A 20 arUli cond annnto a :!0 ~ iorni di carcere per danneg!!;in menti \"erso Q. T . \"11'-' MII.I'I',\Ht: . 1° anuo di ser!'izio (1901).- )[nncam:e per· cattivo conteg no in cnnwratn, n. l. - Cura dell'arredo: molta. - I str·uzioue militare: sufficicute. - [s lruzione leltennia: P elemeutarc. :! (1/UIO (l!JII~:. - Condot.tn: buona. - Curo. dell'arredo: molta. - I struzione militare: suflicient.e . - I struzione letteraria: 2• elementare, ~1 1\n:sr. - Intelligemm: buon n.- Ed ucabili tà: sufficiente.- Condotta: buonn . .11. 81 . L. P . - Gr;;:\r·:llALJTA. - Nato a Fog~ ia nel 18SO, rnurator·e, sn legger-e e scr·h •er·o poco. Alto m. 1,68, robnsto. - Chiamato alle armi e g iunto n el no· vernbre 11100, assegnato ~<l r·eggimento cavalleria Alessandria (14°). Pro-:cr-:ot:=-n llOI! O ilESI. - A lG an ni condannato per ri beli ione alle g u11rdic a :10 giorni d i IUTeSti. \'rTA l!II.ITAitl,;, - 1° atmo di se1·vizio (1901). - Manca11ze per atti di violenza co11tro compngni senza moti\·i: n . 2. - Mancanze cor.tro funzioni di ser·vizio rnilitare: n . l (di gua rd ia nlla scuderia si faceva trovare addo1·mentato).- Cura d ell'arredo: poca. - I struzione militare: sufficiente. - I struzione letteraria: t • elementare. :!• a.rmo (1:!02). - Mnncanze p~!r simulnzionc di malattia in occasione di istru:doni. n. 2. - Mancanze per poc1~ su bordinazione verso graduati di truppa: n. l (profferi,·n parole ingiuriose all'indirizzo di un sergente che gli v ieUlm di u~ci re dalla porta, dopo il ritiro ser·nle).- Reato: nell'agos to di quest'anno fu condannato dal Tr·ihunale militnre di Roma n 8 me~i di cnrcere per reato di disobbedienza verso un capornle maggiore. - Nel novembr·e l!IOZ esce dal cnrcere milit.'\r·e e ritorna al reg~imento. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militnr·e : poca. - l s tr·uzione letteraria: 1• elemeut:ll'e, -1" 0.1tiiO ( l!l03).- Mancanze per assenze nbu•i\·e dal quartiere per 12-21 ora essendo consegnato: n. 3. - Mancum:c contro funzioni di servizio militare: n. 4. Mancnnze per simul~tziooe di m11latti:•: n. l. - :Mancanze per lltti di provocazione e violenza a compagni· n . S. - ~fan canze per· contegno scorretto verso i superiod: n. 2 (si permetteva di fare atti sconvenienti dietro un suo s uper·io1·e sottufticinle, mentre lo squad1·one era SLl ll'attenti. - CUt·a dell'arr·c!do: por a . - lsLruzione militare: poca.- Is t1·uzione lettornrin: poco profitto. SI='TI:st. - Intelligenza: corta. - Educn bilitò.: poca. - Condotta: cn.ttiva. .l'l. sa. L. \'. - Gf;srmAI,ITÀ. - Nato a Campobasso nel 1878, contadino. celiiJt.>. analfahetn. Alto m. 1,70, robusto molto. - Cbinmato sotto le armi e gi unto nel no\·embr·e 1893. assegnato nl reg-gimento covnller·ia Genovn (.tn), Pur·:cr·:oF:XTI non••u~:sr. - A 12 nnn i cond~tnnato ~ gio1·ni 10 di arresti per· lel'ioni personnli contro T . L . - A 14 nnni condann ato n 16 ,riorni d'arresti per lesioni personali. - A 18 anni condannnto a 2 mesi di cnrcer·e per reato di ferim ento. · \'rrA MrLITAHF.. - 1° a 11110 di serl'izio (18[19).- 1\fnncauze per atLi di Yiolenza contro compagni: n . 2.- Mnncanze per minaccie verso compngoi, n . ]. - Cum dell'llrrodo : pocn. - I str uzione militll re : sufAci<.>nte. - I str uzione lettomri11 : t • elementare.


STUDIO SCIE!'\TIF!CO·PRATICO SUL CO:STEG:-10 DEL DELINQUENTE, ECC.

GH7

2o anno (1900). - Mancao;(e contro fun zioni di servizio militare: n. 2 (di g ua1·di n alln. scuderi1~ o nlln. cassa re~;gimentnle si addormentava). - Ma ncanze pe•· conteg no scorretto in pubblico per ubriachezza : n. l . - Mancanze per a.ssen;(e a busive dal quartiere per ti -13 ort-: n. 3. - Mancanze per simulazione <li malattia m occa sione d'is t•·uzioni, ;,, 2. - Cura dell'arredo : poca. - I s truzion e milita1·e: suffi ciente. - I struzioue letteraria: l" elementare .::on poco profitto. 3'1 anno (l ll01). - Ma ncanze pe1· simulazione di malattia; n. l. - Mancanze per poca su bordinal'. ione verso ~ radu ati di truppa: u. l (ord innto~li da un capo· rale di pulire h\ latrina, c~i tò n drwe rettn. e obhedi va n.Ua Sf•coudn. w gi un· zione).- Mn.nc11.nze, per pe1·cosse, con fer ite al proprio cavallo; n. l - Rea to: condnunato nel mag gio 1001, a 6 mesi di cnrcere dal Triuunalc militare d i Milano per il reato di f'erimen~ in r issa, in persona di u·n commili tone coll'aggravante dell'ubrii\Chezzn. Il ferimento alla testa avvenne a mezzo della sciabola- baionetta che il nostro so~getto aveva nell'al t erco r apidamente t\lferrato, ed avrebbe avuto cousej.!uenze pil\ gravi, se due soldn.ti e due sergenti non ~i fossero intromessi, tra i rissanti, sollecitameute. - Cura dell'arredo: poca. - I s tru:>.ione• militare: poca.- Istruzione letteraria: poco profitt o dalla scuola elernent1uc. Sll\TJ::Sr.- Intelligenza : sufficiente. - E•lucabilitil: nessuna. - Coudotta: molto cattiva. 11. 8 3 . L. A. - G~:s~; nALITÀ . - Nato a Yercelli nel 18&2, falegnam e, celibe, analfabeta. Alto m. 1,57, robusto. - Ch irunato alle armi n el novembre HJ02· e giunto n el gennaio HIO!l, perchè renitente alla chiamata <ti leva, assegnat o al 18° fanteria. P nECEOEN'rl aonGHESI. - A 18 anni condanna to a SO giorni di carcere per oltragg io alle guardie. - A 20 anni condannato dal Trihunale civile di Vercelli per renitenza alla leva e autori:>.zato a scontare lo. pena al tel'!niue d~ l servizio militare. VITA lULJTAIIE. - Jo anno di servizio (1003). - Mancnnze per provocazione e percosse verso compagni. n. 2. - Reato: nel maggio di quest'anno condannato da l Tribunale militare di Venezia a 12 mesi di reclusione per il reato di insubordinazione verso il s ergente della compag nia. - Cura dell'arredo: insufficiente. - I struzione militnre: poca. - Istruzione letteraria : P elementare senza profitto. 2° amw (1904). - Nel maggio 190-l esce dal carcere militare e ritorna al reggimento. - Riformt\to il giugno successivo per epilessia.- Cma dell'arredo: poca. - I s truzjone militare: poca. - I struzione letteraria : poca. St.'ITESI. - Intelligenza: scarsa. - E ducabilità: poca. - Co·n dotta : cattiva. G~:NEnA L.ITÀ. Nato a Ge.n ova nel 187V, muratore, celibe, analfabeta. Alto m. 1,G9, robusto a sufficienza.- Giunto alle armi nell'aprile 1902, e non aLl'epoca della chinmata della sua clnsse, cioè nel dece mbre 1899, perché fattosi renitente. PRECJ::DENTI BORGHES I. - A 16 anni condannato per furto a S mesi di carcere. - A 17 anni condannato p er furto a 15 m esi di reclus ione. - A 18 anni e mezzo condannato per furto a o mes i di carcere (dal Tribunale c ivile di Gc· n ova.). VITA WILJTAIIE. - 1° amw di servizio (190-3). - E ssendCisi fia.tto renitente nll'epoca della chiamata della classe ed arrestato nel marzo 1902t fu tradotto

lll'. 84. S. G. -


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Tt:OIO SCIE~TI'P ICO·PRATICO SUL COSTRG~O DEL OELINQUE~"TE, ECC.

al carcero militare di G('nova e denunciato al Tri bu nale m ilitare, fu condannato a un a nno di reclusione, perchà dichiarato disertore per non avere rispos to alla chiam:\la della sua classe. R isulta che nel primo reclusorio mi· litare do,·e scontò la p.ma, ebbe 6 pun bdoui, quasi t u tte per appropriazione di ogg et ti di poco valore dei condetenu ti. - Curn dell'arredo: poca. - Istruzione militare : poca. - I struzione letteraria: analfabeta. 2 n anno ( 1903). - Nell'aprile 1909 rientra al reggimen to. Essendosi nel m ese di maggio presentato a lla visita medica, fu inviato in osservaz ione all'ospedale mili.tare di P iacenza p('r c disturbi psichici e palpitazione di cuore,., Quivi fu riformato per oligoemia e nevrastenia cost itu;donale. R1sn:sr. - Intelligenza: scarsa. - Ed ucaùilità.: poca . - Condotta: cattiva.

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_-. 85. S . G. - G t:NF.II ALtTÀ. - Nato ad Avezzano nel 1878, contadino, celibe, nnalfaheta. Alto m. 1,67, ro busto. - Chiamato sotto le armi e g iun to nel no· vembre 18'J8, assegnato &l 9• bersaglieri. Put:ct:OES1'1 BORGUESt. - A 18 anni condannato a 2 mesi di carcere per ferimento volontario in persona òi S. V. (dal Tribunale cfi Avezzano). VITA lii LITARE 1° auno di sert:iz io (1899). - Mancanze contro funzioni d i s ervizio m ilitare : 2. - Mancanze per poco conteg no in pu bblico: n. l. - Ca.rn dell'arredo: poca. - I stru zione militare: pocn. - I struzione letterarie. : 1• elementar e. 21 anno (1000).- Mancanze per atti di violenza a compagni : n . S. - Mancanze per assenze abusive di poche ore dal quartiere : n. l. - Mancanze per assen1.e dal quart iere. essendo consegnato, restandone fuori 8-5 ore: n. 2, in una di queste due circostanze r ientrava in quartiere verso la me1.zanotte, presentandosi a ll'ufliciale di picchetto direttamente e dicendo : sono stato pu· nito a torto e però sono stato fuori di più. - Mancanze per poca s ubordinazione militare: n. l. - Cura dell'Rrredo: poca . - I struzione militare : poca - Istruzione letteraria : l " elementare. :J• anuo (1901). - Mancanze per atti di violenza verso compagn i: n. 4. - Mancanze p er conte~no scorretto in pnbblico: n. 4. - Mancan ze per simulazione di mal&ttia ; n. l. - Cura dell'arredo: poca . - Istr uzione militare poca. I struzione letteraria: poco profitto. Sll>TESI. - Intelligen?.a : sca rsa.- Educabilitè. : poca. - Condotta : cattiva. •· 88. Se. G. - G&:n; nALITA. - Nato a Portici (distretto militare di Napoli) nel 1878, bot taio, celibe, analfabeta. Alto m. 1,68, robusto. - Chiamato sotto le armi e giunto n el dicembre l!ID8 assegnato al 8• artiglieria da campo. Prct:CJ·:OENTI BOHOBESI. - A 19 anni condannato per atti d i r ibellione alle guardie a due mesi di carcere. VrTA liiLITAI!r'.. - t• amw di servizio (1899). - Mancanze per poca subordiuazione verso grad ua ti d i t ruppa: n. 2. -Cura dell'arredo : sufficiente. - Istruzione militnre : s ufliciente. - I struzione letteraria : 2" elementare. 2• a1111 0 (lùOO). - Mancanze per pocn s ubordinazioue verso sottuttìciali e uffi ci~>li: n. 2. - Mancanze per ASSenze abush·e dal quartiere (4 ore): n. 1. Cura dell'arredo : ins ufficiente. - I struzione m ilitare : insulliciente. - Istru;done letteraria: 2~ elementare . .3• anno ( 100 1) . - Mancanze per poca subordinazione verso caporali : n. 1. Ueato. - Nel mR.ggio 1901 condannato dal Tribun.a le militR.re di Venezia a tre mesi 4li carcere per reato di rifiuto d'obbedienza a. un graduato di truppa.


STUDIO SCIENTIFICO-PRATICO SUL CONTEGNO DEL D~LtNQUENTE 1 ECC.

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- Cura dell'arredo: insufficiente. - Istruzione militare: insufficiente.- Iatrllzione letteraria: insufficiente. SINTESI. - Intelligenza : mediocre. - EduCI\Lilita: poca. - Condotta: cattivo..

.li. 87. Sco. G. - GENERALITÀ. - Nato a. Salerno nel 1878, contadino, ceUbe, sa leggero e scrivere. Alto m. 1,78, robusto. - Chiamato alle armi e giunto nel novembre 1898, assegnato al 7° artiglieria da campo. PR&CEDF:NTI BORGUES•. - A 18 anni condannato per por·to d'arma proibita a 60 lire di multa. VJTA MILITARE. - Jo anno di sertJizio (1899). - Condotta: buona.- Cura dell'arredo : insnfficente. - Istruzione militare: i~:~suflìcene. - Istruzione letteraria. : t • e lamentare (poco profitto). 3° amw ( 1900). - Condotta: buona. - Cu•·a dell'arredo: poco.. - Istmzione militare : sufficiente. - I struzione letteraria : l" elementare. .8" anno (1901). Mancnnza grave. - Nel gennaio 1901. eS!lendo durante la ritimtn serale preso alqua~to dal vino, commise, alla presenza di graduati di tru ppa, un.t~ mancanza contro lo. delicatezza. per cui fu punito di prigione di rigore e indi trasferito alla compagnia di disciplina. - Risulta che nella compagnia di disciplina tenne contiotta poco buona, avendo 4 punizioni, S per poca subordinazione, 1 per simulazione di malattia.- Alla fine del 1901 fu congedato per fine di ferma. - Cura de ll'arredo: poca. - Istruzione militare : insufficiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. SINTESI. - intelligenza: mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: nattiva. :B'. 88. Sci. G. - G~:st:RALJT.\. - No.to a Orvieto nel 1879, contadino, celibe analfabeta. Alto m. l ,72 molto robusto. - Chiamato sotto le armi il novembre 1899 e-non giunto perchè detenuto; nssegnato, a. suo tempo, al 61° reggimento fanteria. PRECEDENTI nonGIJESI. - A 20 anni condannato a tre mesi di carcere per furto a danno di C. A. ViTA lliLJTARE. - 1° anno di servizio (1900).- Inizia il servizio nel giugno 1900. - Mancanze per menzogna al capitano di compagnia: n. 2. - Manca.nze per simulazione di malattia in occasione d'istruzioni: n. l. - Cu•·a dell'arredo: SCI\rsa. - Is truzione militare: poCI\. - Istruzione letteraria : poca. 2° anno (1901).- Fa tre mancanze, due di poca subordinazione verso sottufticiali : ad esempio, ad un ful'iere e a un sergente, che lo invitano a fare il saluto corretto militare, egli risponde « nessuno mi ba insegnato, nè io devo fare il saluto ai sottufficiali in quartiere e fuori,., - Reato. - Nel settembre 1901 essendo imputato dal Tribunale militare di Venezia fu condannato ad un anno di carcere per tale reato, s eguito da segregazione in una compagnia. di discipli na. - Cura dell'arredo: poca.- Is truzione militare: poca.- Is truzione lettera1·in : poca . .8° anno (1902-1903). - ~el settembt·e 1002 esce dal Cl\rcere militare di Savona ed entra nella 7' compagnia. di disciplina. Qui vi fa : Maucanr.e per poca subordinar.ione verso graduati di truppa: n. S. - Mancanr.e per manomissione di effetti di proprietà militare: n. 2; messo alla prigione toglie un ferro dalla. fìnllstra per praticare fori nella portl\. - Mancanze per is tigazione a delin· quere verso condctenuti: n. 2.- Mancan:r.e pe1· s imulazione di malattia : n. S. S1NTt:S1. - Intelligenza: molto scarsa. - Educabilità: nessuna. - Condotta.: pessima.


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STtiOIO SC IE:\TITICO·PRATI CO SUL CONTEG:\0 DEL DELL..,QUENTE1 ECC.

!f. 89. Se. V. - G~;sF:H!\LITÀ. -Nato n Salerno n el 1879,marmi!>ta, celibe, annlfabetn. Allo m. 1,62, robusto. - Chia mato n Ile nr111i e g iunt o u~l novembre l S.':i!J IISS<:~Halo nl 10o reggimento genio (zap patori). Pneo:of::STI B •HGIII·:sr. - A 19 anni condannato a 25 giorni di carcere p!!r danne~ginmeuti verso L. S. (Pr·etum di Snleruo). \"t·ra l1h.11'AHF.. - 1° mu1o di St>l-vizio (WO()). - Mancanze per contegno scorretto iu camerata: o. 2. - Cum Ùt•ll'nrrcdo: sullici(mte. - lstruzionu mil itare: sullicientt·. - Istruzione lettemria: l " elementa.re. :!o a1mo (UJOl ). - Condottn : buoun . - Cura dell'nrredo: molttl. - Istruzione milit:He: ><uliich·nle. - I stmzione lett(• t·arin : 2" eiementarc. RJ:STESI. - [nt•· Ui~enza: medior•·e. - Edurnui litiL: suilicicnte. - Condotta : buon n. !f. 90. Se. G. - UJ:SJ·:UAIA'rÀ.- ~ato a Veroua nel 18i8, contadino, celibe, ,umlfabeta. Alto m. I,GG, robusto. - Chiamato sotto le arm:i e giunt{) il n ovembre 18'J3 assegJwto n) s• r l'ggilllento alpini. PHECJmi:::STI JI(Jit(òii F:st. - A 17 anui condanuato P<'l' furto r.am1>estre a 20 giorni di carcen·. \'rTA ~IIL•1"AICI·! - 1° atmo di servizio (11*!!!). - :Mnncauze per nppropriazionè di ceretta da scarp& : n. l. - Reato. - :-il•ll'nprile 18!)9 condnnnalo pPr reato di fu1·to a dnuno di un com111ilitont: a 4 mesi di cnrcer~:> dal Tribunale mili· tnre di Verona, indi 111 passaggio in unn. compagnia di disciplina. - l\ell'a· gesto di qu<:st'aouo, lìuita la penn. fa pnssaggio n<-ll:l 2" compagnia di di· scivlinn.. - Cur!t d1·1l'arredo.: poca.- I s truzioue militart~: poca. - Istruzione letteraria : l " <'ll•meutnre c->n po<'o profitto. :..10 anno (1~·90 1 ). MnncRnzc per pocn. su bordinnzione verso caporali: u. L Mancn.nzc per lippropriazione di un paio di pantaloni d'un compagno d'arme. n. l. - :\Iancauzo per minnccie n. compagni: n. l . - Cnra dell'arredo: poca.Istruzione militare: poca. -Istruzione letteraria: ba imparato a fare le aste. SJ~TF:sr. - Intelligeu7.1\: SC'arSl\. - Educltbilih\: poca.- Condotta : cattiva.

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91 . Scog. F . - Gr,;Nr·:J:ALITÀ. - Xnto a Napoli n el 1878, scalpellino, celibe, analfabeta. Alto m . 1,66, m olto robusto. - Chi~tmato sotto le armi e giuuto il dicembre 189l:i assegnato nll'8l 0 fanteria.. PHt:cf;Of:~TI no ucnr.sr. A 18 anni condannato ad nn mese di carcere per il reato di porto d'a nna v ietato. - A 19 anni condannato a un mese di car· cere per ferimento volontario in persoua di G. L . \' 1TA ltJLITAIIE. - 1° anno di s~n-vizio (18VV). - Mancanze per simulazione di malattiA in occAs ione di marci e: n. 1. -Cura dell'arredo: sufficiente.- Istru· zioue militare: sufficiente. - I s truzione letteraria: 1• elementare. :!0 a11110 (1900). - Mancanze per assenze 1\busive dal quartiere psr 24 ore: n. l. - Mallcanze per contegno scorretto in servizio di gnardin: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - I struzione militare: suiliciente. - I struzione letteraria: 2• elementare. .'1° anm> (1001). - Mancanze per percosse a compagni d'arme: n. 4. - ReRto di t'urto: nel gennRio 1901 condannato per 1·ea.to di furto .ii L. 2o,OO a danno di uo compagno a 4 mesi di carcere dal Tribunale m ilitare di Torino; mdi al passagg io in una compagnia d i disciplina. - Cura dell''a rredo: poca - Istruzione u1ilitnre: insufficiente. - I struzione letteraria: 2" elemeutare. !:hsTt~st. I ntelligenza: medioc1·e. - Educabilitt\: poca. - Condotta: catti\·a.


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:O'l'UOIO SOJEN'l'lriCO·PHATTCO ,:ur. co.x·n ;O;>; O DEl. DELI.XQl' ~:NTE 1 ECC.

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N. 92. Scon. A. - Gr·::umALITÀ. - Nato ad Asti nel 1879, <'aholnio, celibe. ::a leggere e scrivere. - Alto 111. l 6!). Robusto. - Cbiarnnto sotto le Rrrn i e giunto il novem bre 1899, assegnato al 25° fanteria. Pn~;cr·:or·:NTI BO itGJII·:~t. A 18 anni, condao na.to per ribeHione n Ile guardie a :10 giorni di carcere - St>go~t!Rto 1\1 rcggil11euto tialla Prefettura r ome b~ vitore. \"tTA MILITARE. 1° anno di SM't'it io ( 1900).- Mancanze pe r C"Ontegno scorrt>tto in pubblico per uhriach ezza: n. :2. - ~lancam:e per poca su bordinazione n •rso caporali : n. l. - R eato : Nt>l maggio 1900 si assentò abus iva meute dal reggimeuto: condannato io contumacia !lal T•·ibunale mi litare di Genova a S anni d i carcere per il reato di diserzione e <l'alienazione òi oggetti militari. - Cut'f\ dell'arredo: nessuna. - I struzioue militare: poca. - I struzione letteraria: l" elementare. '51);'1'F.:SI. - Intelligenza: mediocre. - E ducabiliti1: poca. - Condotta: cattiva.Soggetto: riotto,:;o. 5 . 93. Scop. P. - GEst-:r:ALI'TÀ. - ~ato ad Avellino nel 1870, cout nllino, r.elibt>. a nalfabeta. - Alto m. l,GS, robu.;:to. - Chiamato alle armi e non giu nto percl1è dettlnuto, nss"g nato a suo tempo al rP.gg imeoto cn \'alleria :Uilnuo (7•). Pn~:c~: or-:NTI aonorn:sr. - A lJ anni, condannato per furto ad nn a un o di cus todi a. - A lo anni condanm,to per t entato furto a 10 mesi di carcere. - A 16 an ni •'ondannnto per furto a mesi ·l òi carcere - A 20 anni circ.n rondanuato per furto a mesi 12 di reclusione. (Dal Tribunale di A vell i no) \' rr A lULITARE. 1° anno di servizio ( UltlO). - :'\el gennaio d i qucst'atmo è incorporato n el reggimen to. - :\!a ~H:anze per nppropriazione di m1 francobollo '> tn•·· cato dali n. lettera di I.., che doveva essere spedita ·. n. l. - :\lnncanze per atti di violeu:r.fl contro compagni: n. 2. - R eato di furto: nel l11glio Hl()() condannato dal Tribunale militare <li Milano per r eato di fur to a otto mesi di car··ere, indi n.l pas,;agg io in uua comp11gnin di discipli na . - Cum dell'arredo: nessuna. - Istruzione militare. pocn. - Istruzione letteraria: ascrillo l ·' E'le· mentare. :.!" aww (1901).- ~el febbraio, scontatn la penn n ella t• com pagnia reclu;;i, fa t>nssaggio nella l " com pRgnia di disciplina, quivi fa le seguenti: l\In ucnJize contro funzioni d i !<on ·izio militare n. 2: di sentinella alla cas~a appoggia\'!\ il fucile al mm·o e si addorm entavn. - i\lancan1-e per simu iR. ~io ne d i malattiA : n. 2 ( in occasione di e!!Sere comnnd :~to a q ~tnlche servizio). Manl'anze per ap· 11ropriazione d i un pa niere di fichi, com pmti dal capornl!) A.. e ln:;ciati in \llt t iretto del t avolo della fureria>:: n. l. - 1\hncanze pm· pet·cosse a commilitoni: n. l. - Cusn dell'arredo: nes:'luna. - I struzione militare: poca . - J,;tru zione \et tera.l'ia: 1• elcmen tare. :Jo anno (1002-lnO<l). - .Mancnu:r.e pt> r contegno sconetto in marcia. ; n. l dn· rante la ml\l·cia emetteva un urlo forte destando l'ilarità dici compagn i, dopo che gli era stato ordinato piu volte di teuere contegno decente). - Mnnr au ze per percosse a compagni: n. 8. - ?tfaucan 7.e per appropia?.ione d i penuolc •la p1edi di commilitoni: n. 2. - :\[ancanze per piccoli furti : n. 3 (t rovato 1>e r tre \'Oite possessore di pitt di due lire, contrari.. m<' nte n l d is posto del regolnmento mililare, senza snpere dnr conto della proveuienza dell'eccessa di dnnnrol. Mancanze per vendita d i un pnio d i stellette, in <·ambio di dcn:tt·o n. l. ~ancanze per pocn. snbo1·dina~i oue a graduati: n. u comandato. tra le alt~·e, 41 - Glo•·11ale '" lllftJìcu w ,,.1/ila••t. -

FJ~r

\'III·IX .


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S1'l1DIO SClENTU'IOO·I'RATIOO SOL CONTEGXO IJEL DELJXQ\IENTE 1 EC"C. UDil volta di guardia

regolarmente, reclamava con atti di impazien;,a e 111 cn· pnrale di settimana diceva : c qui si f.nnno gTosse ingiustizie por co-capor:d ~; ,., ~Jsn:"' · Jntelligeu;,a: scarsa. - EducabiiitA : nessuna.- Condotta pessima. 11. 14. R. B. - G&N&RAI.lTÀ. - Nato a Subiaco (distretto militare di Roma), nel 18i 8, contadino, celibe, aualfabeta. -Alto m. 1,68, robusto. cicatrici in fronte - Chiamato sotto le armi e giunto nel novembre 18~~. assegnato all'll 0 fanteria. ]J ~e~:c&tJt!NTr BOitom;sJ. -A L6 anni condannato per furto campestre a 15 giorni di cart'ere. \'rrA MII.JTAIIE. - Ln m1110 di .ver1:izio (1899). - Mancanze per poca subordina;,ione verso ('apornli: n. l. - ~lancan;,e per approprhtzione di un paio di guanti e di 2 asciugamani di un soldato di compagnia· n. 2. - Mancanze per percosse Il commilitoni: n. l du rante la scuola di lettura e scrittura veniva alle mani ('OD un ;-;oldato vicino perchè questi l'aveva accidentalmente urtato nel go. mito. - ì\ell' agosto dj quest ' auno t. trRsfer ito d'ordine del comRndo della divisione militare di Ancona nella c-• compagnia di disci plina, perchè mac· chiatosi di pederastia attiva. - Cura dell'arredo: por a.- Istruzione militAre: por a . - ls tru7.ioue letteraria: l " elementare. !:!o ft WIO ( 1900). - .Mancanze, per poca subordina;,ione verso graduati : n. 2. Man<'anze per giochi d'n;,znrdo: n. L - Mancanze pe r appropriazione di un libro che da una inchiesta risultò spettare ad nltro soldato: n. l. -Mancanze contro funl'.ioni di servir. io militare: n. 2 (di se n t i nella dormiva). - Cura del· l'arredo poca. - Ts tru;,ioue militare: poca . - Ist r uzione letteraria: l' ele· mentnrl'. .'J" a11no (l !lOL). - )lancanze per poca s ubordinazione verso graduati di t.mppa: n. !3. - )lancnnze per tninaccie 11 compagni: n. l. - )fancan ze per appro· pria;,ioue d i pezzuole do. naso: 11 . R. - Cura dell'arredo: nes,;una. - I stru· zione militare: poca. - I struzione letteraria: 1" eltnnentare. SJ:->n:;-;J. - lotell igen zn· scarsa. - F.ducabilità: ness un a. -Condotta : cattiva.

Jl. 96. Reu. F. - G 1·::->J·:IIALITÀ. - Jliato a Sora nel 187G, contadino, celibe, analt'A· betn.- Alto m· 1,6 1. robusto, cicatTici in capo e sul labbro su periore. ·Chinmato sotto le 11rmi e non giunto, assegnato a suo te mpo al 400 fanteria. Pu•·:C iw~:~>TI UOIIOJJI·:!'ll. - .\ 21 anno condannato per rcnitenza ingiustificatll :tlla lova su In clns;.(· I $7G a mesi 5 di carcere. \'J TA >IIJ.JTAHI·:. - 1° antlo <li sen;izìo (18!18). - Nel gennaio di quest'aJlllo g iunge al reggimento. - :Uancnn;,e per poca subordinazione vr-rso ufficiali: n. ::?. :.\fnncn nze per percosse a commilitoni: n. l dava colla sciabola-baionettA un fort~: colpo su l dor.;o del ;;oldato T. che, nello scherzare con altri compAgni, gli twe\·n gettato addosso un po' di sabbia. - Cura dell'arredo: poca. - l stru· zionl' militar<• pocn. - I stn•zionE' letterAria: l " elemt>ntare. :!o a11 110 (ll>H91. Maucan;,e per pora subordion;,ione verso ufficiali: n. l (ordì· nnLOgli Ili 1enero in r::ngo contegno più corretto dt~l comandan te iJ battagl ione. r!Spon•le\'IL IJIII'Ole molto insolenti). - Mancanze pet· poca subordin azione a gmdnnti di t.l'llp)ln: n.::? (ordiuntogli da un caporale di non di re parole sconcic in camerntn, r ispose· anognntemento e in tono minncci.,so verso il cn· porale SICS>'O. - 1\fRtu•nnze per percosse a commilitoni: n. 1. - R eato: ~.- 1 .


• ST UOl O ~CIENTIFICO PRATICO SUL CO~TEGS'O DKJ, DELIXQU E STE 1 F.CC.

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l'ottobre di qnest'anno condannato per i reati di insubordinazione verso s uperiore ufficiale e di deterioramento di effetti di caserma a cinque anni di reclusione dal Tribunale militare di \"enezin. - Cura dell'arredo: poca. lstruzione militare: poca. - [struzione letteraria: t• elementare. H• anno (1904). - :-.iell'ottobre HIO~ esce dal carcere nùlitare di Savona, e ritorna nl reggimento, dal qua le passa, quasi subito, nella 5• compagnia di disciplina & causa dei cattivi precedenti militari. Quivi fa molte mancanze per ca ttivo contegno in servi zio e poca subordinn:t.ione: n. l durante la rivista del corredo, passata dal capit&no di compagnia, esst~nào s tnt-o dal sergente r improverato perchè faceva chiasso, gettava per terra la boraccia e faceva l'atto al sergente di voler lo colpire col pugno.- Mnncam:e per minaccie a compagn i d'arme: n. 2. - Mancllttze per percosse a colu pllgni : n. S.- Cur a dell'arredo: nessuna. - Istruzione 111ilitare: poca. - l stru zione letteraria: t • eleml!n tare. SI!>Tf::sr. - I ntelligenza: scarsn.- Educabilitì1: nllssuna. - Condotta: pessima. o~: x~mALITÀ.- Nnto a Teramo nel 1879, contadino, c<>libe, analtabeta. Alto m. 1,7o, molt-o robusto, fronte molto bn.c;~'>a . - Chinmato sotto le armi e giu nto il decemhre l &:IV, assegnato al 28• fanterin . Plu·:nan:l\TI BOHOrn:sr. - A 19 a uni condannato per furto ca.mpestl·~ IL 15 giorni di carcere. t'l TA MILITA 111-:. - / 0 armo eli sen:izio (1900). - Ma ncanze per poca subordiuazlone verso gmduati di truppa: u. l. - Mau('anze per simulazione di m1\· lattia: n. l. - Cura dell'ar redo: poca. - Istruzione militar<> : poca. - I strn?.iOtH;> lcttl'rMia: t• elementare ( poco pro6tto). 20 (t/1110 ( 1901). - Mancanze per simulazione di malattia: n. l. - R eato: condnnnato dal Tribunale militare di Fir;mzc, nel marto 1!101, n S mesi di carcere per il ren.to di mancl\la cousl·gna. poiché egli, ess«•Juilo di sentine lla a una portn della cn~erm a L in Livorno, lasciò usci re tla e-"Sil un sergen te punito di sala, senza fare ris pt•ttarc la consegna 1·iccvuta. - Cura dell'nnedo : p<wn. - J,;truziorw mil itare: poca - Istruzione lcttcrnrin.: l " e lementare (poco profitto). ~1:-·n::s1. - Intellig<·nzn : s<"ar;;n. - J<.:duca bilità: poca . Co ndotta: mediocre.

5 . 98. R. D. -

X. 97 H. G. - GF:ln:JtALtT.'~o - :\Ialo a Cnst1·o villnri Ul'l 1879, contadiuo, celibe, analfabeta . Al to m. l,f'lf;. robusto. - Chiamato sotlo le armi e giuuto il novembro 1899, assegnato al 70" fanter ia colla femm di du u onni. P1u-:c~:o~;NTI oonou~-:s1 . - A 18 anni !'Ond!lnnRto per furto campestre n 20 giorni di carcere. \ ITA MILITAHB. 1° anno di sel'vizio (1900). - Mancanze per tn ttivo contegno m camerata: n. 2. - lfn nt Rnzc per simulRziont· di malnttia, u. S. - Curn d ell'arredo: poca. - I struzione militnre: I•OCll.. - Istruzione letteraria: l" elementare. 20 anno ( l!J{Il). - ~anctmzc per npJl ropriazionu di ull p1~io di uose di un commilitone: n. l. - Mnnr.auzo per simulazione di malattifl: n. l. - R eato : n el S«'ttembre 1900 coudaunato pl'r reato d i furto a danno di un s ergen te a 6 mesi di carcere da l Tribunale militan· di Vùrona P trasfcrto quindi nella 1• compagnia reclusi .. - Cura di'll'nrn•do : p<>cn. fstr uzione militl\re : poc:a. h truzione lett eraria: t• el1·mentare cou poc·o profilto. S ! XT I·:SI. - Inh: lli~eJufl: mediocr e. - E dtH·abilitìt: poca. Condotta: cattiva.


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STt:U IO .;CTESTH'Il'O• PR .\TI CO St: L CO l'TEG S O OE T. DF.l.l ~Qt;ESn: , ECC.

N 98. R. G. - G ~; s ~: IIALI·r;\. - :\ato a Na p<•li n··l 1878, srultm·;o, c.·libe, anal inbeta. A lto m. 1,70, robusto. - Cb iamnto sotw l<' lll'lni l! giunto nd novembr•' l i:>US. a'!~cgu n t o a l n·g~i lll euto •li <'1\\'nller ia P iemout e HeaJ,. (27•). Pu r.c~~m:NTI oo tt<: u~:sJ. A 17 ann i condauua to p•·r r ibt·llione a lle guardie a 2!1 g iorui ù i cn•·rere. VJT,\ .\II LITAIII·:. - t • a 1mo d i .~l'rl'i:: io ( IS!J!J J. - ~ aucau zl! per minact·ie a coanmi li ton i: 11 . 1. - :\[auca u;w per poca subonliua zione vca·so gradua ti di tru ppa: n. 2. - ~[an cn uzo p 1• 1· t·n nteguo scon erto in pu bbli!'O: 11. J. - Cura dell'ar· reJo : poca . - I struzione m il ita re : po•·a . - l ;;truzionc lr t re rnr ill : l " L" l~<· mentnrl'. :!• tltiiW (UIIJO). - R ento : n••l g<> uua io l l-11)() ('OO•launntn dal Tribuall\lf' mi li taro> d i Torin o a U ml·Si di car cere·, p.. r ren t<> di rilh ato d i ~tbhcd ien ;-.a e di a ppro· p..Iazione iudebi ta d i cflelli m ilit ari a dan no dell'nmm inistrazion,• llliliLare. ~d la :3" com pagn ia reclusi do w1 scou c.ò hl p••na, fu puuito -1 \'Oiri' sem pr e Jk r mnnca nze di pnca subordinazi.. ne. - Cura dell'a rr<.>do : poca. - Ist nl r.i OHt· militare: poca. - I strHzionP l ett.~ rarin : 2' clcmf·ntarc. :;o an11o {l :JOJ).- R tnto: ne l mnrr.o l!lll l ,.sco da l carcere per r itome.re a l pn>prio r.·ggi meu t o. Dnpo un soggiorno d i 15 giorn i al proprio corpo, se ne ass ... ut.l a busi \'nmco te: ol tr• ·pa;;~n to il f>o gioruo di assenza, è denuuci:tto a l Tribttn&le mi litare d i Alessundt·ia, e 1ln qu <'StCI é co11dan oato, per r•·nto di tlist: r?.ione e di nlit>oa.-.ione ct.. lla sciabola e dt•l cimuriuo, iu 1·ontllllii\Cia a ~ anni di cnrcere. - ) fan!'anze per g uasti n oggetti di prigione: 11 . L - Cura del l"nrredo: insu ffi ciente. - IsLrnzionc> m ilita re: insufficiente. - I "tru zione l..tterori;l : ~· o•lf· mentare. ~ t :\'1 t-:SI . l ut.-lligenza: ntedioc re. - Edncnhil ità: poca . - Condott a: pessim.t

N. 99. R . R. - G t::-o :t:At.t-r.\. - Xa t.• a Bre,;da n el l S." O, 6gl io d i ignoli, m lisica ute, c·elihe, sa l<'gge re e sr ri\·r rl' un pur o. Alto m . 1,58, r••busto Il l'llffi· cienza. - Ch iama to sot to le armi e g iu nto il decemiJt·e 1!100, nsso•g na to nl !11° ftlnler ia colla ferma di S :lnn i. Put:c•:nr·::\TI tiOHCm ~:s t. - Rico,·em.to nella r n!la di cu.,t odia dci mi nor i t•orrig oud i d i Bologna . \' l'l'A lt lt . I TA J: ~:. - t• a m10 di .~tlT iz io ( L!•OI ). - Ma ncan ze per nppropn a zi,lne di d11e fr:mrobt1lli dn. JF) •·enle.,imi !<pott lluti :~ nn sergente: n . l . - Man.:an..-e C••ntro fu nzioui ùi ser vizio mil ia are: n . l. - Cur:~ rl•·nt':uredo : poca. - I st rn· .-.ione mi litat·c : p O<"R. - l :<tJ·uziou<· lettem rill: 2·' elem•·ntare. :!" a nno ( 100'..!). - R ••n l1> : nel fehhrn io d i qu ..s ~'ann o condannnto per fu r to a dnu uo di un soltlt•to, n ·1 m l'Si d i cn rCl'l'•· dn l Tdh tt nA- Ie uult ra re d i Sa lt'rnO, indi nl pn -<~ng~io in liD I\ f'nlltpngl tin di discipl ina. - 2 lll rtlll'l\117.6 p•·r incO:a· le~m>. Cu m d..-ll'n tTd lo : pocn. - J,t ruzione mili t:tre : po:•r1. - l stnat.ione let t•·rari a : 2" f' lemen tnre. :t• a11110 (l!l()'i - 1!10 t). - 'X t:l l:t :?' cnmpagu in d i discipl ina eh be le seguent i pun izioni per le serrnenti : )fnnl'an:w per :lpproprin;-.ione, meutre t·m rnu cir· re, d i 8 mt.inn i di carne "Jw do,·evnno o;erv ir~· t\ :<oltlnt.i : n. 1. - Mnncnnze per a pp rt•pria.done d i u na pel · zuola tln 1111-;o d i un cupom le: n 2. - :.'\ fancan ze per poct\ subordin nzione \'••rllo 1:11\'0I'Ri i: 11 . l. - ~l nu cnuze couta·o fun t.ion i di sen ·izio mi li tR rr>: o. 2. S·:s·ra:.- . - Tn lellig ent.n: tlle•Ji,lcrt'. - E •h wahiliai': po.·n. - Cnn•lot ta: catti,·.'\


ST l"OIO SC rE~1'11''H'O·I'RA Tir·o ..,l'l. ('0~1'Et: ~o DEL li~:Lt ~QUI':XTE 1 E<"t ',

61:->

N . 100. S. \-. - Gt·:~~:HAI.ITÀ . - Nato a Chioggia nel ll'ilil, barcaiolo, celibe. a nalt:,betn. alto m. l ,'iO. n•Lnsto molto. - Chiamt.to so tto le nruli ,. l!iuuto nel novembre 1!•0 1, assegnt•to nl 4° reggi men t o genio (poutiet·i). P ttEn:nE~'fl llllt:Gilt>:St. A lH anui CC'ltdunuRIO !'&•· furto a G mesi di ca rcere. - A t V anni condanna to per percosl:& a N. S. a l mese d i carcere. \"JTA lt Lt'rA ut·: .- 1" a1t110 di se7'Vi::ii)- ( IIJU:?). l\lanc:une por conte~ no scot'tl'ltO iu pu bblico; n. l. - ?<lau cn n ~e per a~ti itupulsh·i contro compagni: 11 . L (in uu momento d i collera n nn ~iu~tificata da alcuu motivo, geLtavn cout ro un solda to \tua tnz;(a pieua di vino). - ::\!Auca nze pet· poca snbo rd iorl~ ioue verso enporali: n . 1 (con"egnnto gi ustntuent.· lini cllpot·a le di Sl' ttimaua, ri spoudeva con arrognn;(to e culle jJI\t·olc iu "cgoo di st·b ct·uo : «non m e n e importa n ulla dell a t ua in~in:-lll consegn" •.i - Cura dP II'nr r,·rln: pot·R. - l~tru~ ioue milita n!: pnca. - l !>tl'll:f.il)ll6 letteraria : l . elementnre. 2 a>tno ( 1!103). - M a n cau~c per Clllti,·o cont<•gno> iu en111r raltl dumnte 111 rh·i"tn passata dfl l capitauo di compugnia: u. l. - .Ma ncao~e pl•r poca ~uborJiua­ zione verso s<:rgcnti: n. l (llV\'et·tito di t act•r(• da un ser:.:~:ntt•, d ttrn utc l'istr u· zionc, ris pondeva in tono di ar1·oga nza: « vRda a parlare, con un cosc1·itto e non con un au ~iano come me ».j - Mancanze por :simulazio ne di malattia: u. :?. - Cura dell 'arredo: poea. - l:>tru;,ioue militare: poca. Lstru~ioue letteraria: 1• elementtu·e. .'J'I mmo ( I!JOl ). - Mancauze per poca suhordioa~ione verso grad uati di truppa: n. :1. - Mau c~tnze per poca subordinnzione ver:;o ufficiali: n . l (rimproverato al distacco della guardia dall 'ufficiale di picchet to perc bè non coneggeva In posizione dell'armt~, secondo l'ordi ne t·icevuto, r ispondeva: • non coneggo. percl1i: cosi s ta bene. e mi è stato inseg uato ,. ). - Mancanze per percosse A. compagni: u. -t - Mancanze per ~;uasti volontari ad alcune panche della souola- soldati: u . L - Cura 1lell'arrerlo : poca. - I;;truzione militare: poca. - Istruzione letteraria: IX>cn. SoXTI·!SI. - Intelligenza: medioc re. - Educabilitò.: poca. -Condotta: pessiuHI.

RIASSt;KTO S'fA'fi~'l'lCO O ENEJ~AJ,E Pa os petto N. l. Furto ( 12 ° o)· - ..Yon 1'f:l'idit ·o: G. ::l. 9. 12. 19. 22. 2&. ~i. 3(1. 3 l. 64. ;,u, 0.3. oli, li ! . li2. lifJ, I>G. r.:•. 77. t>S. !Hl. !ti. l!G. tt7, 100. R ecidivo: 2. ·! . 16. 20. 21i. 3ti, US. 4fJ. 46, 49. o'i. Go. 78. 79. !:>4. 9ll. Lesioni personali (:1:3 ~ 0 ) . - 1\'ou ,.,.citli~;e : 3. !:1. 111. l'!. 16. 17. 21. 3-'l 6-1. Sii, 8H. 40. -18. no. ()7. GS. 7o. i:?. 71. tìo. u1. 10t1. R ecicltt·e : 9. ~4. 2•:. -1:? .lfl. f> L. 52. G! . 7f>. 82.

Oltraggio b guardil' ( 17 °,.). - N01t l'et·iclivo : ·t 1-l. 19. 2'2. 2:3, 28. SS. 40. 41. 41 &t iL 79, sa. Jtecidiro: 613. ;,s. ì G. Ribellione ( lO Ofo). - SOil I'P('idit·n: :2-l. :l:?. SI. lJ2. 9tì. R eridia;a: 5, 18. 2!1. iJ t P orto d'al'ml\ proi bita. - So1t ?'tcitliro : -1 k il. io. 87. 91.

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(j±(i

:,'TUOIO SCIF.:\TIFlCO·I'RAT ICO ~n. CO:\TF:~·NO DEL O'F.LI:\Qt!ENTE 1 ECC.

lleciclivo: 77, 6 Ofo. Reni t enza a leva: ~l. -Hl, 88. !-tf>. 4 °/0 • Danni a cose. - _Von reciclivi: 35. 80. SU. Recidivi: oli. 4 Ofo. Giuorbi di azzardo : 8-t, GS. 2 °/0 . Reati contro il costume. - llec:idivo: lli. l "' •· Omicidio mancato: 1. l Of.. Reati combinati : 11. 05. '2 "l u Recidiva s pecifica . generica. s pecifica e generica

2i) Ofo J l "o lO 11/o

Becidit·a totale .

4G 0 /o

P1·ospetto N. 2a. 1

MA:->CANZE I'IIISCif'AL1 1 l\I·:J.. L 1·:SEI:ClTO ~ESC Lt;SE L~: SUlt; I.AZIOSI D I ~IAI.A'l'TL\ ) 111::11'~:1'1'0 ALL'l:SI>OI.t; 1·: IN HAJ'POH'l'O Al LOttO .\UTOII I.

per cout•·~no scorretto iu pubblico, in caserma, ecc. - l, 2, S, 4, 5, 61 7, S, 9, 10, u, 1:2, ts, 14, 16, 11. 1s, 19, 20, 21, :23, 2<1, 21, :!8, 29, 1$0, 32, sa, s~. iJij, 10, 42, -1-1, 47, -18, 51, 08, 58, U1, 62, G5, GG, fi7 1 !i9, 70, 71, 72, 78, 70, SO, 132, 85, 89, !)1, !J'], 91J, 95, 97, 98, 100 tiQ ~O· (J) per iuqJulsivitil coutro soldati. l, 2, 8, 4, G, 7, 8 , 10, 12, 18, 15, li. 18, 19, 23, 24, 21, 29, 30, ss, 34, 40, ·12, 43, 44, 48, 50. 52, 53. 55, GO. 64, ar,, ss, il, 72, 74, 76, 77, 78. 81, 8'2, 83, 85, 00, 9l:J, U-l, 95, !)8, 100 = 00 °0 • t') per poca suhordinnzione verso ufficiali o gmduati di truppa. - l, G. 8, 9, 1•1. 1s, 15, 16, 28, 24, s.t, 85, ·! 2, ·Jo, 48, oO, 51, iH, 55. oli, 59, 61, r.s, G4, ss, il, 74, 76, 77, 78, 79, 80, Sl, 86, Si, 88, 90, !12, 94. Vo, tifi, 98. !)l'J, 100 = .u 0 ,.. tll appropriazione indebita di o~ge~ti vut·i. - 4, 6, 16, 20, 2'3, So, 84, 45, .llJ, 011, 61, 58, oJ, 61, 64, 74. 78, 7ll. ~l, UO, !13, 94, 97, V'J = 21 °0 • P.) as:ieuze abusive e evasioni di c•~serma. - S, 4, 5, 9, 13, 25, 26, 27, 38, :la, 7>1, 5<1, 55, 60, 6 1, 6G, 68, 71, 72, 73, 74, 75, 76, 771 79, 8'2, 80, SG, lJl = 29 °0 • t'l cou~ro funzioui di servizio militare - G, 7, 14, 19, 23. 28, ll6, 39, 43, 44, -lb, 60, 61, 62, 53, 57, 61, 6'2, G5, 71, 81, t>2, 85, !lS, !J.!, :J9 = 26 o1,. f/1 gun<~ti volontari ad oggetti d i caserma. - :?-2, 64, GO, 88, !)d, 100 = (j ' <•· Autori di ma.nca.nze per contegno scorretto . 1')() = H! ladri pul'i . . _ 1'111 "u = 1t) violenti puri 30 • f; ribelli. . . 10 • G oltrnggiatori lll• 21) • 12 tipi misti . Autori di mancanz\' per impulsiviti1 . . . . iiO 21 vio~enti pu1·i 42 "o 2/ò .. 13 ladri puri . 6 d:~ oltra.gg. Hl • = 8 ribelli. . . • $ Lipi mi:;ti . lU • S·U)!I • Aut.ori di mancauze per po•:n >'llbordinA.zione. l-l = 16 violen ti pu ri 27.27 • 12 ladri puri . 9.10 • :::: 4 o l tr.agg. puri 6.82 • n ribulli. . - 22.72 # IO tipi misti . n)

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STUDIO SCIENTIPH':O·PRATJCO SUL CONTEGNO DEL DELINQUE~TE 1 F.CC.

Autori di mancanze per appropriazione indebita 24-

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17 ladri pul"i 70.74"(, :: · 8 violenti . 12. GO» HL66,. 4 ti pi misti .w.ss l)'o Autori di mancanze per assenze dn CMermn. 2H 13 violenti . _ _ 2761:1-. _ S ladri . . 10.31). 3 oltra.g giatori . t;.tj!) • 2 ribelli. . . .:: 10.35 ,. 3 tipi misti Autori di mancanze per funzioni militari . . 2G = 10 ladri . . &':i.JG "(, _ 7 violenti . • - 26. 9'2 ,. - 5 oltrnggiatori . - 19.23,. l ribelle 8.85,. - 8 tipi misti . 11.54 ..

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Prosvetto N. 2~. MANCA:-IZE (GR AVI E LIEVI) NF.LL 11·:SRII01TO (t:SCLUSI-: QU~~LLlì: PElli SUIULAZlO:<E 01 MALATTIA E DIVISE PEit ANNI Dl s•;RVIZIO) 1:-1 IIAPPORTO Al lliSPF.TTIVI AU'fOIU.

Gravi ~?·tpl·esse con pri!Jione di rigo1·e). l• nnno. - 1, 2, 3, .t, 6. 6, B, 10, 11, 12, 18, 14, lo, 17, 19, 20, 28, :U, 26, ~7. 29, 32, 33, 3G, 40, 48, 50, 58, 5-l, 55, 60, tH, GG, GS, 71, 78, 74, 7r., 77, il;, 7!1, 81, 82, 88, 85, 86, 88, 92, !:13, 9-!, 95, 1:16, 98, ()!), 100 ::; 55 %2• anno. - l, 2, 8, 4, 6, 6, 7, 9. 18, l<l, lli, 17, 18, 23, 24, 27, 28, 29, SO, 36. 42. 43, 46, 50, 51, 52, 58, M. 65. 67. 5!:1, 61. 64. f>6. 66, 68. 71. 72, 74. 75. 77. 78, 7!), 81, 82, 85, 86, 88, 93, !>4-. U5, 98, 100 - &8j85 - 62 ':{,. S• nono - S. 9, 19, 25. 88. 34, 43, 44. 61, a2, 55, 67. 6!1. 61. 6-1, 65, t;G, 11. 78. 81, 82. 85. BG. 87, 88, 91. 93. 94, 9&, !18, 99, 100 R2/47 68. ~ 0 0 • MefUJ g1·avi (?·epre1111e cOil pri{jiorte sem.plice).

1° auuo. - 1, 2, 5. 7. 9, 16. 18, 19, 20, 21, 28, 28. 29, 30, !H. :32. lkl, :~, Hfl. 00, 40, 42. 43. 44. <16. 49. ol. 62, 56. 08. GO, f;2. 63, f>-1, 67. 6!J, 70. 72, 75, 7!.1. 80, 8-t, 89. 00, 97 - 4& %20 anno. - l , 2, S, 4, 7. 11. 18. 16. 16, 19, 21, 24. 26. 27, 21:!. SO. SS. S9, 4l;, 49, 58, 60, Hl, 62, fl6. 74, 79, 85. 90, 91, 97, 99 _ 32 85 - 37 °~. !1• anno. - S. 15, 28, 34. 47, 48, G2. (;B - 8/47 . 17. l ~ 0 •


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S'Tl"IJJO SI"I EN'rU,'fCO·I'.RATIC'O Sl"L C'ONTP:GNO DEL DELJNQUE~TE 1 ECC.

Prospetto N. 2. l\f AS(' A S1.& fJI:lCII'LISARI SEI.!.' ES&RCJ'I' U IUSPE1''11'0 AL lSU~IJo:RO (esclusi i l'tati) !\el primo anno

Nel seroodo anno

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STUDIO !'CIE~'TIP'JCO ·I'II.\TJ l'O !<t;l. CO:\TEI:!'O DE L DEL1Ntll'ENTE 1 E CC.

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STUIHO SCI E:STI FICO PRATICO SU L ('O.STEGNO IIEL DEL I:SQUE::STE1 ECO.

Nel primo anoo Numeri ToL~Ie

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N o/Q. - Doi 1011 uomini di Lruppu. considorati. rostaro no noi sooo nd'> anno di servir.io 115. Nel Len:o anno di ~~Crvizi o rimasom d oi 100 uo mini di tr uppa 4 7. -odo 53 il numero. d ogli eliminati por congodo por fino di formA o per rifurm& o por disgrRzio avvenuto, etc.


~Tu Pro ~n:NTIFI CO ·PRATICo su1. co:->TF;t:No n~:L o~o:L I:->QO!,;!\Tr., t::cc.

Gol

Prospetto N. Ilei. REA'rt 1:\ tst•EOIE N~:r.r.'Est-: ttctTI).

Furto. - 1. G, 8, 9. 11 . Hì. 19. 26. 26. Hl. -1&, •W. -W. 56. 67, fll. lio. GG. 71i. i7. 78, ss. !JO. st. !J-2, vs. u7. va, 9\) _ 2Vt49 __ 57 ~o· Ferimento contro altri militari. - 14. S::l - 2 ·19 4 °0 • Diserzione. - l. 11, 26. m, 46, 55, 66. 75. 7H. 9'2. 1:!8 - 11/4.9 - 22 %. Tentativo di mutilazione volontaria dita mano destra. - 5-l l /4tl 2 "o· Rifiuto d'obbedieuzn.. - SG, es, 71. 72, 81. 86. !18 - · 7; -19 l -il % · Guo.sto volontario di armi. - 64 - 1/49 - 2 °0 ' Ins ubordinaziono. - 14, 28, 29. ~4. 52, (;6, 88. 96 - 8/ -19 lfì 0 0 . Deterioramento di oggetti di co.serma. - 96 _ l -19 _ 2 °~ . Reato in servizio di >:entinella. - 23. 3'3, 9fl _ 13/49 6 %· Pederastia attiva. - 94 - 1/-l!l · 2 °~.

=

Prospetto ~- l)9. R~:A TI IN Gf:N&RE, COliMf:ISISI NlilL'L1AliBL1::XTE lllLlTAIIE.

1, 6, 8, 9, 11, 14, 16, 19, 23, 26, 2C, 28, 2!>, 81, U2, 3-1, 86, 46, .JG, .l!J, 52, o-1, o&, 57, 61, 65, 66, f'.S, 71, 72, 75, 76, 77, 78. 81, 8'2, ~-l, 86, 88, 90, 91, 92, U3. 94, 9!i, 9 6, 97, 98, 99 = 49 %·

Prospetto :\. ile. EPOCA DRl. LE liANIFESTAZIONI CRiliiNOS~; lt iSI'ETTO AGLI ANNI DI SEitVIZIO :\IILITAU F..

1° anno. -

11, 26, :29, !H , 46, li-l, 56, ~. 75, 76. 77, 78, 83, 90, 9'2, 03, 04 ( l )

=

= 17 %2' anno. - 8, 9, ll, 14., 19, 32, 3!, 45, 49, 52, 54, 5o, 66, 71, 81, 88, 95, 1:!6, 117. !18, !)~ = 1 ' , 8s = 26 %. 3° anno. - 1, 6, 11 (2), 16, 23, 25, 28, 36, 57, 61, 65, 72 13), 82. SG, ..... "'~, 91, 03

= t1j " = fl5 oo·

(l} Il 94 fu da borghese un ladro e nell 'esercito si macchiò rli poderMtia nt.tiva. (2) Fra i eMi riportat i è t ipico il cas<> n . I l , in cui notasi il crimine ogni nnno· (3) !l reato fu commesso il 3° anno di servizio nel co rpo dello guardie di finanza

Prospetto X. J. RAPPORT9 TltA Cltllii:SALITÀ A NT!t.C~; Oiì::\Tt:: AJ, S~:ttV IZIO .MII.I'l' Aitl•: :&

CIC lliiSALI'l'À ) JJI ,l'I'AH€.

Criminalità attiecedente al servizio militare : - Omicidio mancato. 6. - Furto. 8. - Lesioni personali, furto. V. - Le.<iioni personali, furto. 11. - Furto, trufta, falso.

Diserzione, alienazione di oggetti m ilitari. Furto. Furto. Furto. Diserzione, alienazione di effetti militari.


1·1. - Oitmggio gmu-dic. 16. - :Furto ("2 volte). 1~. - Oltraggio guardie. :?:l. - Oltrnggio 1-{Uardie.

2:i. - :Furto. :26. - Furto (:? voltt·!, lesioni personali (2 volte). :!8. - Oltra;.:-gio, ribellione n guardie. 2H. - Uibcllione a guru·die. 3 1. - Furto. renitenzn alla levn..

!12. - R esi,:tcnzn forza pubblica. 34. - Lesioni pe•·sonali, fu•·to, giuoco d'n7.7.n rdo. :Ili. - Furto. oltrnggio, ferimento. 4j. l•;. -

Furto (2 volte). Furto, r eniten?.a nlln le va

4!1. - Furto t:! volte/. 5:!.- Le!'ioui personnli (3 ,·olte). r, l. - Ribellione, oltraggio guardie.

!):,. - Furto con lesioni personali. Furto (:'? ,·olte) . Furto. 65. - Fu•·to (2 ,·olte) . IHj. - F urto. f>l. Gl. -

L esioni personali, giuoco d'a7.· 7.ardo. 71. - Oltmggi a guardie. 7:!. - Lesioui personali. 75. - L esion i personali, porto d'arma proibita. 71;. - Oltraggi (H ,·olt.e). Gti. -

Furto, porto ò.'armu fuori nti· sut·a. 'it-1. - Furto (2 volte) tsl. - R ibellione a guardie. ::5:!. - Lesioni personnl i (3 volte). 1-:1. - Oltra~gi n g111Hdie, 1·enitenza nlln le\·n. ljli. - Uibellione n guat·die. 77. -

Jnsubordina~done e ferimento in rissa. :Furto. Furto. Mancata consegna in se1·vizio di ~CII · tinella. Furto. Diserzione e nliena7.ione di etletti mi· litari. Insubordinn7.ione. Insubordinnzione. Diserzione e llliennzione di etl'etti mi· litaJ"i. Reato in servizio di St>ntinella. Insubordinazione con iusulti, minaeeie e vie di fntto. .Rifiuto d'obbc.d ien?.a con minaccit• ,, insulti. Furto. D iserzione ed a sportazione di gallen:~ e carn e in conserva. :Furto. Insubordinazione. Tentata mutilazione v.>loutaria dita mano destrn (lo anno). Guasto volontario armi (2" anno). Diserzione e nlionaziooe ogg<·tti mili· tal· i. Furto. Furto. Furto. Insubordinazione con ingiurie (~ annoi Diserzione e alienazione di oggetti c armamentario militue t2• annol. Rifiuto d'obbe dieuza con minaccic.

R ifiuto d'obbe-dienza. Rifiuto d'obbedienza. Diserzione. Diser-.done e a'liena7.ione di oggetti mi· litari. Furto. Furto. Hi6uto di obbedien7.a. Ferimento in rissa. In su hord inazione. Rifiuto d'obbedienza.


STUDIO SOIF::o;Til!'ICO-PRATJC'O SU L CONTF:G:o;O llEL. DEI.lNQVE:\TE, ECC.

liS. - Furto.

90. Ul. -

Furto. Porto <l'11rma vietata, lesioui personali. ~rl. - Ribellione a guardie. ~)3.- Furto ( l

volte). Furto. !15.- Ren iteuzn alla leva . H.!. -

!IG -

Furto.

97. - Furto. 98. - Ribellione a guardie.

!ì(l.- R icoverat-o inca.sadi<"ustodia.uei

lij3

Associazione a dt> li 11quere per fabbri· cazione di monet1· false. l• urto. Furto. Diserzione e r\lieon~ione di oggetti mi. li rari. Furto. Pederastia atti\·a. Insnbordina:r.ione v c r·~o ntliciali e de· te•·io1·amento tli etl'etti d i cn;;crmn. Mancata consegna ~~~servizio di senti· nella. !!'urto. Rifiuto d'obbedicmm e nppropriazione indèbitn di efl',•tti militari a danno dell'ammini5trll.zione militare. diser·;done e n l iemlzioue della :<Cii\· boia e ci ntu•·i•~o. Furto.

minori corrigendi in Bolog- na.

rrospetto ;\, ;,,

C U lt .\

Il J.: L l , 1 ARRE O O.

S<"a •·sa o deficiente. l' a11no.- l, 2, &, G, 9, lO, 11, 13. l.t, lG, 17, llJ, 21, :H, 2H, 2t, :?lì, :?'i, 2-;, 2!1, :~O, Sl, 3H, IO, .~2, 60, 51, 52, i1!$, :J-1, 5ii, ii7, :>S. i>!l, fll, Gi.i, flG,, lìl'l, 7:2, 73, 7-1, 75, 76. 77. 78, 7U, SJ, 82, SS. 84, 8il, SS, 00, !l2, U:1, 91. H:i, 06, 9i, UB, ~l!l, liHl

= G2%. :?• anno. - 1, :2, 4, 5, 6, 7, 8, 9. 10. ll, J:l, 11, ln, JH, .17, H>, t!>, :?:1, 21, 2:1, 27, 28, 29, RO, 32, M, SG, -12. ·15, -lV, 00, nl, 5:!, 53, 54, o5, ii!l, 61, (l l, W>, tl!i, 66, 71, 72, 73. H. ; r,, 77, 78, 7V. Sl, 8:?, s:,, 86. 8~. ~IO. !Il, !l:l, W1, !lt). !;li, w~, 9~1. LIJO - G·I/H5 _ 72 °;,. lJo anuo. 7 1, 3. -1, G, 9, 11, 16, 19. 2R. :?5. 28. :1:1. :a, !3•i. ·13, :;5, on :) t. :,H, •il. ll5, GG. 71, 78, 81, x2, S:J. !l'i, 86. x7, S", ~Il, !J3, !1-l, !Jil, !18, !W, !Wl :\.':) lì

= 8l ",. Xon precisata per precoce riforma. -

12, :?0. :lì, :1~. Ili

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Sufficiente o buo11a.

~. 4, ì. 8, 15, 18, :?:,, 3:?, !3:3, S-b, :3:>, ~1!1, 41, 4fl. -~ 1, ·bo, n. -l$, l!l, ;,r,, 60. 62, 6!3, 64, 67, G9, 70, 71, SCI, Ht; . 87, ~;!), M 33 ".,. 20 anno. - 3, 16. 21, !19, !}51 :w. 41, ·lii, 17, ·1.'-', r)lj, ;,s, liO, !i:?, t~:J, 137, U~J, iO, t;O. 87, ~9 - 2 1/d5 - :2~ %. n, ., nnoo. - 1&, 41, 47, W, rì2, G:1, Iii. GV, 70 - ~1/ 17 --:: l !l ·•,.

lo nnno. -


(ifJ-1

..;·rl'ltHJ ~Cl E!'\TH'I CO· PR \T l t'O St; r. CO~TF:G:"O IlEI. IIF:I.I:"t~l' E:"TE 1 ECC.

Prospetto K 6. l STUUZIOXE liiLITAUE.

l nsufflcìtute. l • anno. - 1, 2, 4, 6, G, ti, li, 10, 11, 15, 14, 16. 17, 18, 19, 23, 2"', :!C, 27, 28, 29. !H, sr;, .tn. 42, -tr,, ;;o 5 1, :>2, &s, 51, oo, o7, &9, Gl, 1>4, oo, GS, 73. 74, 75, 76, 77, 7ti, t-JH, 8-l, 8:>, &l, 90, lJ:2, 93, UJ, 95, 9H, 97, 98, UfJ, 100 = 08 ~o · gn nnno. - l, 2. 4, 5, 6, 8, 9, 11. 15 1 H, lG, 17, 18. 19, 24, 27, 28, 29, 00, 32, 3-1, r..1. -1:!. ·H, .l6, 4}), oO, r,l, o2, 53, M, ;,:;, o7, 59, 61, 64, 65, liH, ~. 71, 74, 7&, 77, 78, 79, 8 1, HO, Sti, 88, 90, !llJ, 9-l, \!5, 96, 97, ~. 99, 100 - &H185 68 °0. 8• n nn o - l , -1, 6, !l, 11, llì, W, 23. 28, :18, S!, SO, 4:l, 441 61, 57, 69, 61, 65, 613, 71, 78. Sl, 8'.2, 85, 86, 87, l:iS, Hl, 93, 9·1, 95, 98, 99, 100 36 -17 70 " 0 • Xon precisata per precoce riforma, ecc, - 12, 20, ll7, 38, 46 = 6 "o·

S llffi!'enle o buona. l " nn no - !$. 7, 1;,, 21. 23, 25, SO, X2, 38, S4. 9:>, 9f1, -U, 45, .u, 47, 48, 4H, oH, 58. 1;0, fl2, 6S, 66, li7, GO, 70, 71, 72, 79, 80, 81, 8-2, SG, 87. 8!1. 91 = 87 °'o. 2• anno. - 3, 7, 16, 21 , :23. :25, SS, SO, 39, 41, 48, -li, -18, &G, 58, GO, 62, 6:'\, H7, 69, 711, 72, 811, 82, 87, 8!1, !Il 27 dil 3'2 "n• an nnno. - s. l&, 2&, -11, ·17, 18, 1;:2, GB, 1;1. un. 70, S'J = 1:?/-n so 0 0 • Prospetto N. 7. Ji<TH 1.'1.1U:\E Ll:'r'rEI:AHIA.

Jaslttfic·eult. l• anno. - 2, 4, &, G, S, 111, ll, LI. LG, 17, 1!1, 22, 21ì, :H, 20, 00. !Jl, IH, 3.'3, 8G, 40. H, .t;,, -t~l, liO, 61, f•2, 6!1, ;,J, f•5, &G, 57, r,9, 61, G.J, G5, 66, GS, 71 72, 78, 74, 'i5. 77, 78, 81, t{-.2, 83, l'li , 85. 87. 88, 911, !lS, 94, H:J, !Ili, 97, !Jtl, HJ<I _ GO o~, 2• nn110. - 2, 4, &, G. 8. Il, 1-1. 16, 17, l!l, 27, 29, 30, U:!, 9R, ~. 12. 45, W, f>J , 52, ;;:1. o-1, r,&, &7, &u. Gl, O.l. Gr,, 66, GH, 71, 72, 7.J, iiJ, 77, 7l:i, 8 1, 82, sr,, $, Si , N:l, !Jtl, !l:l. !H, !15. !Jii, !17, !•S. 100 o:? l'IO Gl 0 0 • S• nnn o. - l . .J. 5. G, 9. JJ, llì. W. 2~. ~:l !l(i, 1:1. FJ I ;;:;, n7, 59. 61, Ho, 6G, 71. 78. 8 1. 1:)2. H5. 8U. l'li . 88. !l:l, :t k !lf>. IliO 81147 Hc; "o· :\011 prl'cisnta per precoce riforma. ecc. - 12, 20. 37, :lS. 4li 5 11 0 •

ss,

=

Disct·eta o IJtuma. l• a11no. - l, S. 7. V. Hl, tr,, !S. :l l. 2~. :l L :21}, 21:3, !H. 3&. 89, -H . l!3, 47, .J.S, &::3. liù. G:?. fll), 6'?. ti'J. 70. 7n. 7!1. HO, ~:!{>. 8!1. !l t. !1'1. 91'1. !l!l Sfl "o· 2• rmno. - l, 3. 7, 9, 13. 1:,, ll:Ì. 21. 2H. 2-1, :2o, 28. 3 1, 8&, 39. 41. 48, 47, -18. 58, 1~). li2. liH. 117. H!J, 70. 7!1. SO. Sti, l'i!). !Il . !IS. !I!J ;sa 85 _ lJ$J 0 ., . !l ann o. 3. l:J, 2r1. :?H, !lL ·l l. -~7. 18. G2. ti!J. fl7, Hfl, 70. fiL m!. !IO Hi/·t7 - ;)l u n

Pros petto :\. S. Cu:-1111'1"1'A 1:00 ~;~;I(Vtl(IO 1·: ~·vo nt S IWVIY.IO

l'nttim. -

l. :?, :1. ;,, li. b", !1. Il. J.J. Hi , W . 2:1. 25. 26, 27. 28, 2'J, IH, 32, 34. Sii.

t:, .w. ;,o. :.1. :,:?. :11. ;,;,, :.7. :;:t. til. tit, ll:i. or.. •iS. 71. 78. 74. 77•. 76. 77. 7tl.

l-.1. t>:?. 8:1. S I, g;,, Hli, 87. SH, !111, t'l , 92. U:J, !lJ. 9;,, !)7. Vtl. 99. 100

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STUDI O SCI ENTJPI CO·PBAT ICO ;;ut. CONTEGNO OF:L DF:LI~QUENTE 1 ~~CO.

655

Mediocre. - 4. 7, 10. 18, 17. 18, 2'2. 24. SO, fl!l, •W. 42, 43, 4J., 53, 72. 7V, tll> ::: 18 % . B uona. - 15, 21, 59, 35. 41, 47, 48. 56, 59, 1>0. 62. 63. ()7, 6\J. 70. 80, 8!1 17 "~· Non pr ecisata per precoce riforma od altra causn. - 12. 20. 87, 88. 46 = 5 °0 •

=

P rospetto 1\. 9. J NTEI.LJGRNZA.

Meuo che mediocre. - 2, 5, 11, 14, 16, 26, 27, 29, 52, SS, ~jG, 41l, 49, 52, 58, M, 55, 5V, 61, 64, 65, 66, GS, 71, 73, 7<1, 75, 76, 77, b'2, 88, 8<1, 85, 88, 00, 98, 94, 96, 96 = 59 %. Mediocre. - l , 3, 4, 6, 7, 8. 9, 10, 1!3, 17, 19, 24, 28, SO, 31, 84, 89, 40, 42, 44, 60, 61, 67, 60, 69, 70, 72, 78, 79, 81, 81>, 87, 139, 91, U2, 97, 98, 9U, 100 = 39 %· Buon a. - 16, 18, 21, 22, 23, 26, 41, 48, 47, 48, 36, 66, 68, 62, 63, 67, 80 = 17 °0 • Non precisata per precoce allontanamento dall'esercito od altro. - 12, 20, R7, 98, 46 = n ~. ED UGA IIILITÀ.

I nsufficiente. - l , 2. B. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10. Il, 13. 14, lG, 17. 18, !9, 2'2, 23, 2-1, 26, 26, 27, 28, 29, 00, 51, !12, 8!l, S4, sn, ·IO, 42, -IS, -14, -1.0, 49, 50, 51 , 52, 53, 54, 55, 67, 69, 61, 64, 66, 66, 68. 71, 72. 78, 74, 76, 7G, 77. 78, 79, 81, !:!2, BS, fl.t 86, 86, 87, &s, 90, 91, 92, 98, &i, 96, 9tl, 97, 98, 99, 100 = 78 %. Suffic.i ente o buona. - 16, 2t, So, 89, 41; 47, .tS, Ofl, 68, 60. 62, 68, 67, t;!J, 70, tlO, 89 17 %. Non precisata per r iforma precoce od altro. - 12, 20, 37. fl8, 46

=

P ros petto N. tO. NOTE S PECIALI ltl::II'II!T'I' O ALL ALCUOLIS~O, S IM UI. AZIOI'E 01 ~IA I.AT'fiA ECC.

1

DEL Dl·:r.r NQU&STE N~r.I}EsEftl'l'fO.

Alcoolixmo· 4, 6, 6. 8, 12, 13, 1-l, 17, 2G, 82, 83, 38, 4G, 7!3, !B 16 "~, così riparLiLi: 5 tipi misti SS.!Jt o., 3 ladri genuini 20 °~ S ribelli . . . 20 °0 2 violenti . . HV3.3 °0 2 oltrnggintori l S.US 0 0 2• anno - 5. 6, 7, 14, 16, 23 6l'\6 - 7 " 0, cosi ripartit i: 2 oltrnggiatori genuini = BS.:Ifl ''n 2 ladri . HS.!l3 u" 1 ribelle . . . . . . 16.67 "., _ W.67 °., l violento . . . . . s• nnno. - 83, 4•1 2 47 - 4 ~~~. così l'i pnrtiti: 1 violento genui no . . . . . - iiO "o l accusato porto d 'armn. . . . = l'lO 0 o l• anno. -

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Siumlaz ioue di 111alatlia. l • auno. - 6, 16, 18, 21, 22, 27, HO, 50, 53, 67, HV, 71, 7-1, !JJ, !.16, !17 . cosi ripartiti: 7 ladri . . . .,. u _o o 4 violenti . . U.25 °., l oltraggiatore (;.25 °o 1 ribelle. . 18.75 °,> 3 tipi 111i11ti. .


:.!• :\llno. - l 2, -1, 9. 17, 1$, l!J. 2:l. 82. 44-, :;o, ilo, Ht, lit, llR, il, 77, 78, 8 1, 82, !l!l. !lli, !li, 1110 = :?U85-= 28 "~.cosi divisi: !i.!J :3.'} " n i3 IMhi ,. li violenti 25 a rihelli . 12.oo :.! oltr:t!!giatori 8.3!! o "• " ij tipi lli ÌSti :!0.~ o" :lo nnno. 3, :H, 7H, SI, t:!:!, So. &i, H':l 8 47 17. 02 %. ro-<1 ripartiti: !l viol!'nti genuini 87.o0 co;j o)" :2 ln,•lri . -0 o oltmt;;!iatore - 1:?.50 o1.., :? tipi mi'iti :?ii

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P1·o<;pet.to N. 11. S~;:>TJME:>'rO F.SA(;~~ ItA'I'O OEI.t.A I'ROI'ICIA PF.R~~A I,ITÀ .

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JSTITl'TO DI A:s<ATO:\IlA PATOLO(:lCA DELLA R. U:s< IVERSJTÀ 01 R0:\1.-\ DlRt:Tl'O DAL PROF. (}. llarehhdava

SULL' ADENOCISTOMA MULT!LOCULARE DEI RENI Studio istologico pe.r il d ottor 8 . B. Marlottl Bianchi, capitano medico libero do<'•'nte di ruu\tomia pt•tolng icn

A riprendere la questione della patogenesi e natura. del cosi detto rene policistico sono stato indotto dalla circostanza fortunata di aver osservato in un biennio alcuni casi di tale affezione, i quali sommati ad alcuni altri esistenti nel Museo di Anatomia Patologica. dell'Università di Roma, costituiscono un n umero non indifferente di osservazioni. Dopo il primo caso da me osservato e che fu illustrato da.l prof. Mar· chiafa.va. in una delle sue lezioni, ho raccolto in modo sistematico tutti i casi occorsi di cisti multiple dei reni, delle dimensioni più svariate, sia che si trattasse delle comuni cisti delle nefriti croniche o del rene arteriosclerotico, sia che si avesse a che fare con reni colloidi, o con i veri e propri reni policistici. Di questa. mis. sistematica. raccoha mi son servito con grande utilita. pel confronto dell'alterazione che desideravo studiare cogli altri processi morbosi del rene che mettono capo alla produzione di cisti i anzi mi sono trovato nella. fortunata combinazione di osservare dei fatti che, secondo me, gettano nuova luce sulla natura del processo del quale voglio or.cuparmi. Di tutto ciò dovrò parlare partita.mente in seguito; cosicchè inutile sarebbe intra.ttenervisi ora, e non costituirebbe che una ripetizione. D'altra parte l'argomento è così vasto e complesso, e comprende una. cosi ricca. bibliograna, che è mia intenzione !imitarmi soltanto a quei punti, che oltre ad avere ma.g giore interesse, possono trarre un chiarimento qualsiasi dalle mie osservazioni. Tralascerò quindi tutto ciò che con esse non hn speciale attinenza., e non mi occuperò che de_l lato anatomico della q nestione i e poichè sarebbe inutile citare la interminabile serie dei lavori che trattano l'argomento, mi limiterò a ricordare i principali man mano che procederò nello studio dei casi, rimandando per l'indice bibliografico a q nelle pubblicazioni che lo riportano con maggiore accu.:ratezza, e fra queste ai lavori d'insieme del I.nzzatto (l) e del Jossand (2), alla ottima memoria dell'Herxheimer (3), e a quella altrettanto pregevole del Taddei (4). l! -

filornnlt di mtdici~~a militare. fl.o<c. VIli-I X.


Sl" L I-· AOE:-OC I,,TO~IA ~II.:J.TILOOliLAII E D~:I RES1

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** I casi di grosso rene policistit·o degli adulti da. me utilizzati per que:.to lavoro sommano a cinque. Avverto che a questi devonsi unire due casi affatto i niziali, su cui tornerò in appresso. Come confronto ho studiato due casi di rene co lloide, un caso di rene policistico in un neo· nato, e numerosi casi di cisti renali multiple di varia origine. I cinque c!l.si di rene policistico degli adulti, o, per chiamarlo colla denominazione che a me sembra più esatta, di adeuocistoma del rene, a Ye\ano i consueti caratteri. In tutti l'affezione era bilaterale. I reni erano enormemente ingrossati, di peso oscillante fra i 1070 e 14&'! grammi (almeno i casi cbe osservai a fresco), trasformati iu una specie di qrappoli di cisti di varia grosssezza, da un cece a una. noce e piil, alcune a contenuto sieroso, altre siero-ematico, colloide, denso come poltiglia color cioCèolatto, ecc. Alla sezione si rilevarono sempre inn umerevoli cisti, più abbondanti nella sostanza corticale, di grandezza variabile da un grano di miglio ed anche meno fino ad una grossa noce. Qua e là presso la superfi cie df\1 rene ho sempre riscontrato la presenza di piccole zone interposte fra i gruppi di cisti, le quali banno un aspetto particolare, che non ricorda la sostanza corticale, colorito grigio-roseo, e si dimostrano come costituite da. un tessuto neoforma.to, adenoide, e cosparso di pun· ticini più o reeuo abbondanti che rappresentano cisti microscopiche. Qu e~te zone si prestano molto bene per lo studio del processo morboso poicbè ne costituiscono la fase più precoce; esse non si trovano nè nel rene colloide, nè in tntti gli altri casi di cisti molteplici dei reni, cosicchè sn questo punto sul quale gli autori in generale hanno compie· t ameute sorvolato, io richia mo la particolare attenzione deg li studiosi, parendomi nn elemento di diagnosi macroscopica di importanza non tra->curabile. Come è naturale, non dimenticai d i ricercare quale fosse nei miei casi lo stato delle vie "scretrici, e sopratutto della pelvi e delle papille. In nessuno dei ci n q ne casi trovai atresia, occlusione delle pa.pille od altre }Psioni analoghe, come pw·e in nessuno rinvenni alterazioni della pelvi che facessero fede di un antecedente processo infiammatorio. Ne mi fu dato costatare le:oioni degli ureteri o dell a vescica. In un caso, il quin to, osservai pure concomitanza di cisti nel fegato, delle qual i alcune sparse qua. e là per l'organo, a contenuto sieroso, limpido, della grandezza. da un grano d i miglio a un pisello, e molte altre ri unite in una specie di conglomerato nella parte superiore del


~CLl.' ADESO('ISTO~IA ~IUL1.'ILOC:ULARE DEI RENI

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lobo sinistro, alcune confluenti, della grandezza già ricordata, alcune a contenuto sieroso, altre scuro, quasi ematico. A questi casi che designerò con numero progressivo da l a 5 sono da aggiungeme altri due che chiamerò caso 6" e 7°, dei quali è neces:;ario dire brevemente i caratteri ma.croscopici, poichè l'esame istologico che riferirò in seguito diede tali risultati da far ritenere che si trattasse di nna. alterazione, se non identica, almeno strettamente vicina all'adenocistoma., quasi che ne rappresentasse uno sta~io iniziale. Il caso G" si riferisce ad un uomo di 51 anni, De G. Gioacchino, morto all'ospedale di S. Spirito il 21 dicembre 1906 per una cisti da echinococco suppura.t,a ·del fegato e conseguenti ascessi epatici multi pli. I reni a.ve>ano i caratteri di una nefrite cronica interstiziale; tutto l'organo era. però gremito di numerosissime cisti di grandezza \aria. da. un grano di miglio ad nn cece, sparse tanto nella. sostanza. corticale, quanto nella midollare, a contenuto per lo più sieroso, talora colloide, non confluenti fra loro. L'organo non era aumentato di volume. La. lesione era bilaterale e nello stesso grado dai due lati. Nel ca::;o 7" trattava.si di una donna, certa I. Costanza di anni 80, anch'essa morta. all'ospedale di S. Spirito il 16 febbraio 1907 per polmonite crnpale. I reni, alterati acutamente dall'infezione pneumonica, presentavano cisti numerosissime della grandezza. cla. una punta. di spilla ad un cece, che occupavano quasi tutta. la sostanza cortica.le. Il contenuto delle cisti era. sieroso; ma oltre a. ciò in ciascuna di esse si trovava. un granellino bianco-giallastro, come di sabbia, che esaminato a fresco, stempera.ndolo in soluzione fisiologica, si dimostrava. costituito da gocciole grassose, perfettamente analoghe a quelle di unn goccia di latte. La sostanza midollare non conteneva cisti . Anche qui il processo era bilaterale ed uguale dai due la.ti. I t·eni nou erano aum<'ntati di volume in modo apprezzabile. I sette casi sopra. ricordati costituiscono, come ho dletto, il ma.teriale -di questo lavoro; a spiegare il piano di esso debbo dire che ho ut.ilizzato per confronto i seguenti processi morbosi: r . Alterazioni rena.li con formazione di cisti, e precisamente nn caso di rene policistico di neonato, due ca.si di reni con numerose cisti colloidi, e molti casi di cisti renali di origine diversa, glomerulare, tubula.re, ecc. 2~. L esioni di altri organi, che potevano avere un nesso analogico cogli r.denocistomi renali, e specialmente gli adenocistomi ovarici, di cni ho studia.to qualche esemplare. 3° Un ca.so di adenoma pa.pillifero del rene. Intine per completare i confronti necessari ho studiato il rene fetale al 4' mese, traendone degli elementi di giudizio comparativi.


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SULL ADENOCISTOMA MULTlLOOULARE DEI RENI

••• Lo studio dei mei casi fu rivolto specialmente ai seguenti pun ti: l 0 I caratteri del connettivo. 2, Le modificazioni osservate a carico della parte epiteliale. a• Le formazioni cistiche, la loro genesi possibile e il loro meccanismo di produzione. 4° I rapporti fra il connettivo e le modifica.zioni della. porzione epiteliale, specialmente riguardo alla possibilità di un'influenza reciproca. 5° L'esistenza o meno di residui fetali, e specialmente di fibre muscolari liscia e di isole cartilaginee, le quali attestassero disturbi o arresti di sviluppo. Queste ed altre questioni saranno trattate e riassunte sinteticamente. I metodi che bo usati più largamente sono quelli comuni, a.ll'ema· tossilina ed eosina, all'emallume ed eosina, al cn.rtninio. Ho pure usato il Van Gieson per lo studio del connettivo ed il ·weigert per le fibre elastiche. Di queste ultime mi occuperò in un lavoro d'insieme e non mi vi intratterrò particolarmente adesso, tanto più che non por.rei tra.rne conclusioni importanti per le questioni che formano la ragion d'essere di questo lavoro. Quanto agli altri metodi non vale la pena di insistervi: dir0 S<•lo che ho usato larghissimamentf.\ le sezioni in serie, il che mi ha reso spesso possibile intendere certe particolarità che sarebbe stato difficile capire senza. tale artificio di tecnica.. Per la scelta. dei frammenti da sottoporre ad esame ho preferito sempre rivolgermi prevalentemente a. quei tratti dove il processo appariva. iniziale e perciò a quelle zone grigio rosee a. cni bo già. accennato. Lo studio dei cinque eMi da me osservati mi permette di affermare che nelle linee generali essi non diversificano l'uno dall'altro: cosiccbè mi sembra utile darne una. descrizione riassuntiva. A. cominciare dalla parte epiteliale colpisce subito il fatto dt'lla n.bbondanza di figure che ricorda.uo quelle descritte da. altri autori, come dal V. Kahlden (5), da Nauwerck e Hufschmid (6) 1 ecc. Sono frequentissimi i tubuli i quali presentano nel loro epitelio p1·olift'ri\· zioni, gemmazioni, incurvamenti, introflessioni, du plioa.ture. Le gemmazioni sono per lo più pa.rietali, e si dirigono verso l'interno del tu· bnlo, nel limite della. membrana propria, che d'ordinario non appare ispes::;ita. Esi:;tono pure cordoni cellulari solilii, pieni. Le cellule epit<>liali che costituiscono queste figure hanno il nucleo molto più in-


SCt..L' ADE!\OOISTOYA ~IULTJI,O('l"I..ARE DEI RE:!n

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tensamente colorato delle cellule dei tubuli normali, sono d'ordinario basso-cilindriche, ad eccezione delle gemme epiteliali solide le quali, per l' influenza reciproca. delle cellule giustapposte, si mostrano costituite da elementi poi igonali. Interessante è poi il fatto abbastanza frequente di tubuli o zaffi solidi neoformati i quali invoh·endosi in loro stessi danno come l'impressione di un accenno a ciò che si osserva in certi adenomi circoscritti del rene, quasi direi, di un nucleo adenomatoso elementare. Le gemmazioni epiteliali solide o cave, dopo essersi iniziate da. un lato di un tubulo preesistente, si dirigono all'esterno, perforano la membrana propria, e si estendono per lungo tratto; nel loro interno si delinea un lume che ora. si restringe, ora. si allarga; se non si ricorre ai preparati in serie, questi tubuli neoformati sembrano perfettamente isolati; ma seguendol i coi tagli in serie si arri~a. spesso a vedere la loro connessione coi tubuli preesistenti. Spesso questi tubuli neofonnati decorrono paralleli fra loro e rettilinei, e si trovano nella regione dei tubuli retti. Allora, sia per l'aspetto dell'epitelio, sia per il decorso, ricordano il rene fetale, i cui tubuli ratti, avanzandosi, Yanno a. incontlare la. porzioJDe corticale (teoria di Kupfer). Nellt\ regione dei labirinti i tubuli neoformati nvn hanno piit decorso parallelo e rettilineo, sono di solito sezionati trasversalmente ma sono egualmente abbondanti; essi hanno per lo piit un lume piìt rist.retto dei normali. Parecchi hanno il loro lume occupato da. accumuli di cellule epiteliali sfaldate, rigonfiate, degenerate. Accade pru·e talora di osservare dei tuLuli neoformati di forma ova.la.re, nel mez~o dei quali l'epitelio delle due pareti opposte, proliferando, si riunisce, in modo da dividere il tubulo in due pitt piccoli, che, procedendo nei preparati in serie, si discostano fra loro. Tntte queste particolarità sono specifiche dei reni policistici. Nei reni sani non se ne osse;va traccia.. Nei reni arteriosclerotici e nelle nefriti interstiziali croniche occon-e talora. vedere dei tubuli che per il loro a.s petto e per l'intensa colorabilità degli elementi ricordano i tubuli neoformati sopradescritti, e debbono sicuramente interpretarsi come proliferazioni epiteliali; ma questi sono fatti isolati, i quali non giungono ma.i agli involgimenti, a lle gemmtlzioni e alle duplicature epiteliali che si o--servano nei reni poliC"istici, e sono da interpreta.rsi come teJDtativi, accenni di rigenerazioni parziali, come è stato già costatato da. varì auto1;, quali Golgi, WeigAI"t, Petrona, ecc. Inoltre in questi casi l'epitelio dei tnbuli rigenerati conserva. i caratteri consueti, mentre nel rene policistico f:Ì sono talora. osservati fenomeni di


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SU LL'ADENOC ISTOMA ~lULTI LOOIJLA.RE DEI RE~l

metapla.sia. Cosi V. Kahlden in un caso ha osservato la trasformazione dell'epitelio in cilindrico alto, e fenomeni ana.loghi, sebbene poco evidenti e poco diffusi, ho notato anch'io in qualche preparato. Tutto ciò, oltre al farci escludere che le figure sopradescritte siano artifici di tecnica (tagli obliqui), viene in appoggio del concetto che si tratti d i un vero tumore, come dirò in seguito. Un altro elemento di giudizio importantissimo vien fornito dal caso quin to, nel q uale esisteva un processo analogo a carico del fegato. Anche in quest'organo rinvenni dotti biliari neoformati, cilindri epitelin.Ji solidi, talora. circonvoluti, precisamente come quelli del rene, ciò che dimostra come si tratti di un processo perfettamente identico nella. sua essenza.. Un punto che nei reni in discorso richiama soprattutto la. nost.ra a ttenzione è la forma.?. ione di cisti. In q ua.lcbe caso ho osserv~to cisti di origine certamente glomerulare, come risultava, specialmente dalla costatazione di residui di anse. Il confronto con casi di cisti glomernlari in reni più o meno al terati per processi morbosi diversi dimostra precisamente che esse si formano per versamento emorragico o infiammatorio (a.lbuminoso) nella capsula. Ma non è questa la essenza del rene policistico. L e cisti glomernlari in esso o mancano, o sono in numero affatto t ra!'cura.bile. Invece la massima parte delle cisti ripete la. sua. origine dai tu buli neoformaH. Nello studio dei miei casi bo potuto seguire tutti gli stadi di passaggio dai tubuli alle cisti . Il primo i nizi o è rappresentato da tubuli che in sezione trasversa appaiono leggermente dilatati, il cui epitelio basso-cilindrico, per lo più a un solo strato, intensamente colorato, tappezza tutto intorno la parete del tubulo. Spesso da. un lato vi è come un accumulo di elementi epiteliali, come se in quel punto l'epitelio proliferasse più attivamente, in modo da costituire una specie di gemma. Alcune di queste piccole cisti contengono un detrito granuloso, al tre una sostanza uniforme, tingibile coll'eosina., che forse è di natura. c91loide, altre ancora cel lule desquamate e più o meno a lterate. P er la questione della genesi delle cisti è interessante notare come nei tag li in serie accada sovente di vedere dei tubuli neoformati in cui in un dato punto l'epitelio proliferante riempie ed occlude com pletamente il lume ; allora. la. parte, diremo cosi, distale a ppare dilatata., in grado per lo più lieve, ma sempre bastevole per comprendere che in quest.o è l'inizio della formazione delle cisti. Le cisti più grandi spesso mostrano una o più gem· mazioni epiteliali 1n vari punti della parete, quasi sempre in forma di accumuli limitati di cell ule perfettamente conservate. Queste cisti contengono, come le pii1 piccole, ora detrito, ora. cellule epi teliali alte-


SULL1AOENOCISTOMA YOLTILOCU LARF: DJ::I RE~I

rate, ora. sostanza colloide, o talora globuli bianchi. Altre volte si notano nel loro interno corpi rotondeggianti, come sferule, per lo più striati concentricamente, come i granuli d'amido, talora anche con una striatnra. raggiata. Questi corpi, che si colora no in rosa coll'eosina e che vennero dal Terburgh (7) interpretati come parassiti (gre;;arine), debbono invece considerarsi cou tutta probabilità come sostanza colloide. Col crescere ancora le cisti cominciano a presentare modificazioni nella forma del loro epitelio che va sbassandosi sempre pitt, finchè assume un aspetto ~mdoteliale; allora gli elementi sono molto appiattiti, con nucleo schiacciato e scarso protoplasma. Contemporaneamente si notano sprot~ connettivali rivestiti di epitelio, i qua.li dalla parete si avanzano verso l'interno delle cisti. Questi sproni che a primo aspetto si potrebbero ritenere per papille, coi tagli in serie appaiono invece come residui del tessuto che divideva due cisti finitime le quali si sono fuse fra. loro. Non sono dunque che plicbe o pseudopapille, come è provato anche dal fatto che non si trovano che in cisti dì un certo volume. 1\Ian mano che le cisti si ingrossano e l'epitelio si appiattisce, si producono desquamazioni dell'epitelio medesimo e distacchi ntt.striformi, i quali in parte debbono essere anche artificiali, dovuti cio9 t\i mezzi di fissazione . . i è detto delle false papi Ile: ma. è necessario notare che vere pa.pille non mancano. Esse non sono cosi frequenti come negli adenocistomi ovarici o negli adenomi papilliferi, come per esempio in quello da me studiato, e che trovai appunto in un rene; ma non sono nemmeno cosi rare come qualcuno h11. affermato. Basta studiare accuratamente i singoli casi per trovare quasi in o~nuno di essi delle cisti con papille. Io ne ho trovate in quattro su cinque casi. Si tratta di papille più o meno lunghe, ramificate talora dendritica.mente, si che non è difficile vedere delle digitazioni papillari rimaste isolate nell'interno della cisti, perchè sezionate trasversalmente. Queste papille si osser· vano per lo più nelle cisti di media grandezza, hanno uno stroma connettivale giovane, del icato, e un rivestimento epiteliale cubico o bassoci lindrico per lo più a un solo strato. Dall'insieme delle osservazioni da. me fatte sembra probabile che quegli accumuli d1 cellu le epiteliali che si osservano talora sulla parete delle cisti più piccole, e dei quali ho fatto cenno, rappresentino appunto il primo abbozzo della formazione delle papille, abbozzo che in seguito si munirà. di ono scheletro connettivale. Dopo di aver parlato delle proliferazioni epiteliali e delle formazioni cistiche, i due ordini di fatti che secondo me rappresentano la


SULL' ADENOCJSTOllA liULTJLOCULARE DEI RENI

vera e:.senza del processo morboso, è opportuno a ccennare alla parte di rene ancora funzionante. Se noi esaminiamo macroscopicamente dei reni con questa alterazione e poi ne facciamo l'esame istologico, ri1nania.mo colpiti dal fatto che mentre macroscopicamente sembrava che nei reni non vi fosse quasi più t raccia d i pareuchima funzionante, in vece questo si ritrova abbondantissimo al microscopio. Ciò d 'altra parte spiega perohè individui con lesioni renali cosi imponenti possano vivere spesso cosi a lungo. Ora. n ella. parte di rene che non prende parte alla lesione noi troviamo assai spesso dei tubuli pochis· si mQ alterati. Un fatto frequente è la maggior dimensione dei tubuli, retti e contorti, in confronto del normale: ma ciò può tenere ad una parziale e intermittente ritenzione urinosa per le compressioni mol· teplici esercitate sul sistema canalicolare d a cisti o da. gruppi di cisti. Fatta eccezione di ciò, noi possiamo trovare i tu buli collettori e i la· birinti prE>ssochè normA.li, oppure possiamo osservare, come a me in due casi è accaduto, rigonfiamento torbido degli epitelii, o veri segni di nefrite, con cilind ri nell'interno dei tubuli. Quanto ai glomeruli, in quasi t u tti i casi ne ho visti alcuni in degenerazione ialina., fibrosa o atrofici. 1\[a in complesso i glomeruli non presentavano alterazioni molto rilevanti. l~esta ora. a parlare della. parte connettivale dell 'organo. In gen erale in tutti i miei casi il connettivo era. mol to abbondante, piuttosto lasso, con numerosi fibroblasti. Qua. e là vi erano infilt nv zioni parvicellulari d ifl'use, non molto abbondanti, ed in alcuni punti accumuli di piccole cellule rotonde, ta.!ora. assai g rossi. Questi accn· muli parvicellulari che secondo alcuni avrebbero il valore di centri germinativi fetali, sono stati trovati da. me in tutti i cinque casi, selr bene i n numero vario. Un altro fenomeno che ho costatato in tre casi è un certo grado di pana.rterite che si osservava nelle arterie di una certa grossezza. Il connettivo all'intorno dei tubuli neoformati o preesistenti costi· tuh·a una capsula propria per lo più sottile, talora. un po' più spessa; ma non mi è mai stato possibile costatare l'esistenza di cingoli che strozzassero i tubnli, sì da essere uno degli elementi prodattori delle cisti. Anche intorno a queste il counettivo assumeva una disposizione circolare, a. mo' di capsula, ma, almeno nelle cisti piccole, era. abba· stanza lasso. Debbo infine ricordare che talora h o visto fibre museo· lari liscie all'intorno dei tnbuli, ma questo fu nn t·eperto assai ra.ro. Non ho mai visto invece traccie di cnrtilagine. Come confronto coi reni cistici degli adulti ho studiato un caso os· sen·ato in un neonato, del quale dirò solo due parole, non sembraudorni


Sl:LL' ADEKOCISTO~LA l!ULTILOCULA.RE DEI RE!\I

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possibile da un solo caso trarre delle conclusioni. Il connettivo appare in questo caso pil1 abbondante che in quelli degli adulti, l'infiltrazione diffusa più ricca., mentre i nuclei di infiltrazione circoscritta. erano, se non più rari, certo più piccoli e un po' meno densi. Invece la. parte epiteliale a.ve,ra spiccate !lna.logie con quella. dei reni cistici degli" adulti. Anche qui ho visto fibre muscolari liscie. Cosi debbo concludere che in qoesto caso il rene policistico di neonato presentava. grandissime analogie con quelli degli adulti. ' Più interessanti sono i due casi che ho riferit-o pitl soprn. e che ho stabilito di chiamare caso VI e caso VII. Il caso VI non si distingue istologicameute per :nessun carattere fondamentale dai -veri reni policistici. Il connettivo è abbondante, piuttosto denso, ricco d i celi ule di in fil trazione i qua e là grossi focolai par"ricellulari i fenomeni di arterite non grave. Per ciò che riguarda la parte epiteliale sono abbondanti i tubuli neoformati, le prolifera.zioni in forma di gemme o di cordoni epiteliali solidi, con strozzamenti, dilata.zionil in•olgimenti, duplicatore. Le cisti hanno epitelio unistratifi cato, basso-cilindrico, che nelle più g rosse va spiana.ndosi fino a di"renire endoteliforme; spesso si banno gemmazioni circoscritte in punti limitati della parete epiteliale. Ta.lune cisti hanno nell'interno detrito, altre cellule sfaldate, altre una sostanza omogenea., eosinofila (colloide"!). Le cisti hanno origine e,·identemeute dai tubuli neoformati. I glome· ruli sono in buone cond izioni, meno qualcuno ia.linizzato. Anche in questo caso si può osservare in qualche punto la disposizione a fascio o a ventaglio dei tubuli neoformati, il che ba. qualche analogia con ciò che si osserva nelrene fetale. Oltre a ciò vi sono lesioni dei tubuli preesistenti, con cilindri numerosi, in r~lazione col processo nefrìtico. Il caso VII ha un aspetto istologico perfettamente identico al pre· cedente sia. per l'abbondanza del connettivo, che però è più lasso e ricco dì fibroblasti, sia. per civ che riguarda le proliferazioni epiteliali e la forma.zionP. di cisti. In alcuni punti esistono fibre muscolari liscia indipendenti dai vasi e in relazione coi tubuli. Nelle cisti di questo caso, più spesso che in tutti gli altri, si vedono oltre al detritus, alle cellule epiteliali disquamate e alla sostanza colloide, anche globali bianchi pit\ o meno numerosi. Il comportamento dei tubuli neoformati è identico a quello dei reni policistici: si hanno incurvamenti, in volgi menti, gemmazioni, dupli· cature, e conseguenti occlusioni, donde dilatazioni, che rappresentano, rinizio delle cisti. Frequenti sono i cordoni cellulari pieni. Anche le cisti hanno tutti i caratteri già descritti. Non ho visto però formazioni papillari vere e proprie.


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..;t;LL1 ADESOCISTOMA ll t:LTILOCU LABE DEI RESJ

Tutte qneste particolarità ra.ppresentano i caratteri peculiari dell"alterazione che ci occupa. Altri confronti, oltre a quelli già. ricordati, ho eseguito; cosi in due ca.si ùi rene colloide ho potuto osservare che mancavano quasi completamente fenomeni di neoproduzione epiteliale, o, se esistevano, si trattava. di tubuli diritti, regolari, con epitelio analogo a quello dei tu. buli normali, e sempre scarsissimi. Le cisti avevano un solo strato di cellule di rivestimento, e mancavano a.ssolutament.e di gemmazioni epitelial i circoscritte e di papille. Si ha dunque l'assenza. di quei fatti che bo detto essenziali e specifici pel rene policistico, e le ~carsissime neoforma.:r.ioni epiteliali debbono interpretarsi come tentativi di rigenerazione. Questi sono più manifesti e abbondanti, come ho già. detto, nei reni arteriosclerotici e nelle nefriti croniche (rene· raggrinzato!, tanto che in qualche caso si possono avere simiglianze col vero rene poi i cistico. Ma il decorso dei tubuli neoformati è più retti li neo, non involuto, e non si trovano vere gemmazioni epi teliali o dilata.zioni cistiche dei tubuli n eoforma.ti. Lo stesso dicasi delle cisti, le q llali non posseggono gemmazioni parietali circoscritte o papille. Ove a ciò si aggiunga. che i segni ùi proliferazione sono sempre assai scarsi, e che non si osservano mai fenomeni che accennino a. metaplasia. degli elementi epiteliali, si deve conchiudere che qui si tratta. soltanto di rigenerazioui parziali.

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"'* !'le noi \·oglia.mo riassumere adesso q ua.nto da me e dagli altri è stato osservato nei reni policistici degli adulti, possiamo dire che in generale i reperti istolog!ci sono assai uniformi. A carico del connettivo si hanno proliferazioni, c~tratteri che lo a.vviciunuo al connettivo embrionale, accumuli parvi cellulari costanti e per lo più pronunziati; ma non sempre si osservano veri fatti infiam· matorii, e quando furono descritti, per lo più non se ne ebbero prove convincenti . Nei miei casi spesso bo ossen·a.to soltanto un certo grado di arteri r.e, che però forse era in rapporto con fenomeni di arteriosclerosi d1 ffusa, trattandosi di persone di età sempre matura., talora. 1wanzata. Su ciò però non insisto, poicbe dei casi esistenti nel Museo non si trova segnato lo stato dAl sistema arterioso. Certo è che il connettivo nei reni in questione e maggiore del normale, ed è piut-


SULllADENOCISTO~IA )(ULTITOOOLARE DEl RENI

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tosto lasso e delicato, almeno ordinariamente. Ciò che non ho mai costatato è l'esistenza di cingoli che strozzino i tubuli neoforma.ti. Dei tubuli ho detto già quanto era. necessario. In genere l'elemento che sovra ogni altro è stato preso in considerazione è l'abbondanza. dei fenomeni di neoproduzione epiteliale, ed anch'io ritengo, come Nauwerk e Hnfschmid e come Brigidi e Se>eri (8), che questo sta il punto cardinale intorno a. cui si volge la. genesi del rene cistico. Alla neoproduzione prendono parte i tubuli retti e i contorti, e sono per· fettamente d'accordo con V. Ka.hlden nel ritenere che le prolifere.zioui dei tubuli avvengano indipendP.ntemente dalla. trasformazione in cisti. Quanto a. dire se è primitiva la. prolifera.zione del connettivo e secondaria. q nella. dell'epitelio, o viceversa, non mi pare che vi siano fatti capaci di risolvere nettamente la questione ; anzi mi sembra. che tutto induca a.d ammettere che si tratti di due fenomeni perfettamente coordinati fra. loro. Sulle cisti si può discutere sia per la. loro genesi, sia pelloro modo di accrescersi. Della loro genesi ho già parlato cercando d i provare come esse derivino dai tubuli neoformati. Ciò si può costatare direttamente e si può ammettere per esclusione, quando non si trovino cisti di origine glomerula.re o linfatica.. Di queste ultime non se ne trov~~o traccia; le cisti di origine gl o· merula.re si trovano talora, ma. assai raramente; cosioohè bisogna concludere che veramente quando esistono cisti di origine glomernlare, esse sono secondarie o indipendenti dalla. lesione principa.le. Le cisti dunque sono di origine tubula.re. Sul modo come si formano e si accrescono non si possono dare ancora. spiegazioni definitive. L'occlusione dei tubuli neoformati per opera. dell'epitelio proliferante deve avere di certo importanza producendo un ristagno, una ritenzione nella parte distale del tubulo; ma una parte ugualmente importante, se non maggiore, deve spettare secondo me a.lla. attività seoratoria degli elementi nec.formati. Certo questi sono elementi in piena. attività., ed è logico ammettere che consel"Vino almeno in parte le funzioni delle cellule dei tubuli normali. Ciò è del resto prova.t~ dal fatto che nel contenuto delle cisti furono rinvenute d!a. molti sostanze chimiche costitutive dell'urina. È dunque lecito ammettere che questa secrezione cellulare abbia a. costituire l'inizio della dilatazione dei tubuli e della. formazione di cisti, quando per la prolifera.zione epiteliale è chiuso lo sbocco a valle al secreto accumulato. Che poi all'accrescimento delle cisti possa. contribuire il raccogliersi di detritus nell' int,erno, come vogliono Na.uwerck e Hnfschmid, l'accumulo di laucociti, la formazione di sostanza. colloide e una. transudazione di liquido


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Sti!..L AOENOCISTO~A lllJLTILOCULAHB OE.l RENl

dai •asi vicini, od anche, come altri ritengono, l'occlusione degli sbocchi prodotta dal reciproco addossarsi e comprimersi delle cisti, tatto ciò e possibile, ma. nou rappresenta che un fenomeno ulteriore, che può spiegare con nn meccanismo di vera. ritenzione il successivo ingrandimento delle cisti, mentre l 'elemento più importante, secondo me, è dato dall'attività funzionale degli elementi. Escludo quindi una compartecipazione preponderante del connettivo considerato come produttore di strozzamenti dei tubnli a forma di cingolo, poiobè nei miei casi non mi è mai occorso di costatarli. D Pl resto, che alla ritenzione debba. assegnarsi una parte abba· stanza notevole nell' ingra.ndimento delle cisti è dimostrato dalla. forma dell'epitelio che va facendosi sempre più basso fino ad assumere un'a.pparenza quasi endoteliale, cosicchè negli stadi avanzati le cisti somigliano veramente a cisti da ritenzione. .Ma, torno a ripeterlo, per me la parte maggiore nella genesi ed ingrandimento delle cisti è data da un elemento atti vo, a.nzichè passivo, dalle facoltà proli forati ve e secreti•e dell'epitelio. .;.

** Dalle O'iservazioni nostre e dc..1le considerazioni sopra riferite possiamo trarre argomenti che •algano a dilucidare la natura di questo prOt'esso morboso? È noto che le teorie emAsse per spiegare la. genesi e natura del rene poli<"istico sono fondamentalmente tre. La. prima, la più antica, q nella che riceve lustro dal nome di Virchow, è essenzialmente la. teoria della ri tenzio11e. Yirchow ammise l'esistenza ùi una atresia. delle pa.pille per flogosi fetale, donde la. ritenzione nel dominio dei tubuli. Anche Leichtest<"rn (0) è della stessa opinione, ma poi\:hè la. pielonefrite fetale è finora ipotetica., ammette che lo stesso stimolo flogogeno che d' ordinario colpisce dapprima i glomeruli e provoca la. solita. forma. di nefrite iuterstiziale cronica con raggrinza.mento rena.le, in cl:'rte condizioni sconosciute può colpire pre,·alentemente o esclusivamente le a1·teriole rette, donde una nefropa.pillite primitiva che porta a. occlusione di alcuni tubuli collettori e a. formazione di cisti. Le pro•e addotte in favore di questa. teoria non sono tali da. resistere alli\ critica. Prima. di tutto, come ho detto, non è dimostrato che il connettiYO dei reni policistici è, o fu in preda. a. processi infiammatori; ed anche i focolai parvicellulari che vennero ritenuti come una prova di infia mmazione, •ennero più tardi dal Busse ritenuti come stadi rli sviluppo, come eentri germinativi fetali, esistendo norma)-


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SULL' ADENOCISTO~IA lCULTILOCUL ARPl DEI .RE :\ l

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mente nei reni embrionali. Del resto, se anche si dimostrasse che il connettivo ha. caratteri infìamma.torì, sarebbe da ricordare che nei tumori non sono infrequenti fatti flogistici, e specialmen te accumuli parvicellulari. Oltre a ciò, solo in casi molto rari è stata riscontrata l'atresia delle papille ; nei miei casi non venne mai trovata., e in quei pochi in cui è stata descritta., essa era limitata alle papille. Solo in un caso unilaterale Thorn (10) credette di poter concludere che la. infiammazione della sostanza. midolla.re, da lui trovata, era ascendente, cioè propagata dalla pelvi, e fenomeni analoghi sono stati osservati dal Tadd ei nel suo caso, il quale è certamente uno dei pochi che si prestino veramente in appoggio di una genesi infiammatoria. Sta. adunque il fatto che nella. gran maggioranza. dei casi descritti le papiUe arano pervie e sane, il che toglie ogni valore alla. ipotesi di Virchow. Che poi nei ca si in cui esisteva atresia della pelvi o delle papille si trattasse di esiti di un processo infiammatorio, si potrebbe solo ammettere q uando fos· sero stati trovati qualche volta. sta.dì recenti di esso, e quando si conoscesse una. ragione plausi bile di così strana. localizzazione di tal e processo. P er di più si riconli che la. sola. ritenzione non è capace di produrre cisti (Herxheimer), e che trattandosi di occlusione delle papille, non vi sarebbe ragione di trovar cisti di origine tubulare e non cisti di origine glomerule.re. Ed infine qual numero enorme di cisti non dovremmo trovare nel rene arteriosclerotico, nel r ene grinzo, dove infiammazione del connettivo e strozzament.o dei tubnli rappresentano un fenomeno così diffuso? Invece il Braunwa.rth (11) nelle sue ricerche ha dimostrato che le cisti dei reni grinzi ed ar teriosclerotici non sono un prodotto dell'alterazione rena.le, ma preesistevano giiL come aJ.TE'Sti di sviluppo fin dall'epoca. fetale. Tolta. dunque di mezzo la. teoria. della ritenzione, restano le altre due, quella del vizio di sviluppo, e quella. secondo la. quale si tratta di un vero tumore. La. teoria del vizio di sviluppo, della nut.lformazione congenita è stata. sostenuta. da vari Autori, e principalmente da. Hildebrand (12), Ha.nau (13), Ruckert (H), Ribbert (lo), Jossand, Busse (16), I:Ierxheimer, e indirettamente da. Bra.unwarth, allievo dell 'Herxheimer. Quanto però all'essenza di qut>sto vizio di sviluppo si sono fatte molte ipotesi, ammettendo una mancata. riunione fra tubuli retti e contorti, o unn. preponderanza di sviluppo della sostanza midollare sulla. corticale o viceversa., o una. mancata differenziazione delle varie parti del corpo di W olff, o un arresto di sviluppo dei tubuli, od altre cose pilt o meno ipotetiche.


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SULL'ADENOOISTO~IA :U:ULTILOOO LAR~ OE I RENI

\era mente non è ben chiaro r.ome tnttociò potrebbe di per sè solo dar luogo a llo sviluppo d i cisti. Comunque, i principali argomenti portati in appoggio di questa teoria. sono i seguenti: l. Disposizione familiare o ereditaria, essendosi osservata spesso la mnlattia in fratelli, o nei genitori e nei figli. 2. Combinazione del rene policistico con cisti in altri organi (fegato, pancreas, polmone, utero, tiroide. milza, timo ecc.). B. Combinazione con malformazioni varie (idrocefalo, encefalocele, polidactilia., piede equino, palatoschisi, oheiloschisi, ipospadiaeoc.). 4. Analogie col rene fetale, sia riguardo ai tubuli neoforma.ti, sia rispetto a tessuti che normalmente non si trovano nel rene ad ulto rfi IJre muscolari l iscie, iso le cartilaginee). 5. Presenza di fenomeni di arresto di sviluppo, come glomeruli uou completamente s'iluppati. G. Presenza dei focolai pa.rvicellulari, interpretati dal Busse come centri germinati'i identici a quelli esistenti nel rene fetale. 7. Alterazioni delle vie efferenti (pelvi, uretere), che si possono più facilmente interpretare come malformazioni che come infiammazioni fetali. 8. Presenza. di cisti più o meno numerose i n tutti i reni fetali, o dt neonati, cisti che secondo Braunwartb si debbono ritenere come arresti di sviluppo. Questi ed A.ltri argomenti in favore della tMria. del vitittm primae (on11atiouù: h nuno seuza dubbio un reale valore, sebbene non t utti siano immuni da. obbiezioui. Così per esempio la disposizione familiare od ereditaria si osserva. talora anche in ver.i tumori, e non può avere un valore assoluto il fatto della combinazione relativamente frequente del rene cistico con cisti in altri organi o con malformazioni svariate, quando specialmente si voglia ammettere che esista anche pei tumori una disposizione embrionale. P erchè allora non si giudicano alla stessa. stregua i sarcomi e gli epiteliomi? Più importante è l'argomento delle analogie molteplici coi reni fetali, ad eccezione dei focolari parvi-cellulari, i quali non mancano nei t umori. Del resto anche su ciò si può ripetere quanto ho detto sulla rl isposi:r.ioue embrionale che si deve ammettere anche nei tu mori veri e propri. Comunque, le prove addotte per sostenere il vitium primae (ol·matinnix non sono Rtfat.to da. disprezzare e noi le terremo presenti nel gin· dizio finale che daremo snlla questione. La teoria tnmora.le si basa. egualmente su ragioni assai solide. r cnnuteri dcll"epitelio neoformato e la sua straordinaria abbondanza,


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St"I.L ADEXOOISTOMA YUI.TlLOCULARE DEl RE:.: I

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la presenza di ze.ffi e cordoni solidi di elementi celiula.ri, ed infine i fenomeni di meta.plasia dell'epitelio, che, pure essendo rari, sono stati però sicuramente osservati, tutto ciò costituisce già un primo ordiue di fatti che hanno un'importanza grandissima per farci ritenere che si tratti di un tumore. Nè vale il dire che fenomeni simili si osservano nelle nefriti e in altre lesioni del rene, perchè ho già cercato di dimostrare che questi fatti, limitatissimi sempre e con caratteri molto diversi, hanno solo il valore di rigenerazioui parziali, di ipertrofin. com pensa.toria. Ma. vi è ancora. un altro elemento di grande valore, i caratteri delle cisti, e principalmente .le gemmazioni epiteliali circoscritte sulle loro pareti e la presenza di vere papille, constatata. da molti Autori. Questi due caratteri ravvicinano talmente il processo morboso in questione agli adenocistomi ovarici e agli adenomi papi lliferi in genere, che mal si comprende perchè allora non si neghi la natura tumora.le anche a questi ultimi. Infine l'esistenza di cisti in a ltri organi può essere portata, e lo fu difatti, anche in appoggio della teoria tumorale. N è si può dare molto valore all' obbiezione mossa da alcuni che, se si trattasse di un tumore, si dovrebbe avere un a ccrescimento indefinito, come a.vYiene per gli adenocistomi ovarici, poichè nel ca.so nostro si tratta di un organo assolutamente necessario alla vita, in cui nei casi bilaterali, straordinariamente frequenti, a un certo punto interviene la. morte per insufficienza rena.le. Cosi di tutte le obbiezioni che a tale teoria. fur on o fatte nessuna. regge alla. critica, neanche quella. della. mancanza. di mitosi tipiche o atipiche nell'epitelio cosi largamente proliferato. Ciò non ha gran valore poiohè anche nei veri tumori e nelle rigenerazioni spontanee degli organi le figure cariocinetiche possono mancare. Del 1·esto la presenza. di figure mitotirhe è stata. rilevata dal Taddei. Questa teoria, soste· nuta da molti, quali il V. Kahlden, Cltotinsky (J7), Nauwerck e Hufschmid ecc., ha un'origine italiana, poichè è nel lavoro ormai vecchio di Brigidi e Se•eri che si accenna. ampiamente e con precisione alla natura tumorale del processo morboso (*). E ssi parlano infatti di cistorna dei reni ; ma spetta. a Nauwerck e Hufschmid il merit-o di aver descritto più accuratamente le alterazioni e d i aver dato ad esse il nome di Adenocistoma multiloculare dei reni, nome che ritengo debba, malgrado t utto, rimanere. {*) \"crnlltUU~O i( primo tiÙ 1\éCCI\IlllT(' niJ a poss ibililÌ\ ÙÌ Ul\ tu.moro fu il ?oit\II\SSOZ• chi! c hiauu} il procN;so r]litelioma mucoidr ; " " ' Brigidi e So\·eri pui primi ncttum!'l\to porltU'OilO di ('iSIOillQ,


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SULL' ADF:XOCJSTO~IA MULTIU>Ct:I,ARE DF.I RI·:XI

Le due teorie adunque, la. congenita. e la. tumora.le, sono sostenute entrambe da. argomenti assai validi. Ma giova ricordare che esse possono sussistere porgendosi reciproco appoggio, analogamente al modo per cui si dice un epitelioma realmente un tumore, ma. il cui sviluppo richiedt' una disposizione fetale. In appoggio d i questo concetto stanno fatti importanti, indiscutibili. Prima di tutto opportuno ricordare che, sebbene molti 4-utori abbiano voluto fare una distinzione co:::apleta. fra il rene cistico degli adulti e quello congenito, pur tuttavia, da. Virchow in poi non mancarono i sostenitori dell'unicità d elle due alterazioni. Cosi per Vircbow il rene cistico degli adulti sarebbe un residuo arrestatosi di uno stato fetale. E dopo di lui moltissimi e fra. i più autorevoli scrittori h anno pa.rtegggiato per l'unicità. Si avrebbe dunque uno stesso ordine di fatti che si possono verificare sia. nella. vita. intra.uterina., sia dopo la nascita. fino alla più tarda. età. Ciò concorda col!e interessanti ricerche del Brannwa.rtb, secondo il quale in più della meta dei reni fetali si formano cisti pi ù o meno numerose, che egli interpreta. come arresti di sviluppo. Ma la prova secondo me iudiscutibile di ciò risiede appunto in quei due casi da noi illustrati e rinvenuti in persone di età avanzata: nei quali l'alterazione fu colta. allo xfafus naNcendi, od anche meglio ad uno stato potenziale. In essi le cisti erano piccolissime, e se non avessi raccolto sistematicamente i casi di cisti renali, fo rse mi sarebbero sfuggiti del tutto, cosi grande era la differenza. ma.croscopica. fra questi e i veri reni policistici. l\[a. · l'esame istologico dimostrò che nessuna differenza essenziale, all'infuori della grossezza delle cisti. esisteva. fra gli uni e gli altri. e che i fenomeni di neoproduzione epiteliale erano identici. Ciò dimost ra. che nella. vita. extra.uterina il tumore cistomatoso si sviluppa. su di un abbozzo fetale preesistente, rimasto silenzioso e latente per un tempo più o meno lungo, e che poi, per cause a noi altrettanto ignote-, per quanto ci è iguota la. causa immediata di sviluppo degli altri tumori, prende a.d un tratto uno sviluppo progressivo, che termina colla. morte per malattie intercorrenti o per uremia. quando la parte di rene funzi ona1:te è divenuta insufTiciente alla vita. Concludo dicendo che la degenerazione pol icistica dt~i reni deg li adult.i è un vero tumore, basato però su di un abbozzo fetale ; nei reni feta li vi :;ono spessissimo delle cisti, e tra reni con cisti, e r eni cistici non vi è distacco netto (Bra.unwarth); talora. le cist i sono iunmnerevoli e i ca.rn.tteri del rene sono identici a quelli dei reni policistici, come 11ei miei due casi VI e VII, eppure le cisti stesse si mantengono picco lissime, e quindi si ha una dis posizione, una te11denza che rimane lat.en te, in a lt re parole un rene policistico in po-

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:)ULL' ,\DE:-IOOlSTO~A li U_LTILOCC LARE l> El RE~[

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tenza. che non si differenzia istologicamente da. quelli già sviluppati. Manca allora soltanto quel qltid che non conosciamo. ma che si deve ammettere in tutti i tumori, perchè si trasformino in reni policistici, i quali hanno i caratteri di una prolifera.zione atipica, di un vero tumore. Nessun nome adunque pilt appropriato che quello dato loro da. Nauwerck e Hufschmid di adenociRtorna multilocula·r e etei 'reni. Roma, febbra.io 1909.

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1.1 - Clonral d 1· e

llltdìcina 111111/are -

F.~>r. VIli-lX.


SCUOLA 01 APPLICAZIOXE DI S.\XITA :mLITARE 4:\!Hl"I •.<.TORIO OTOBlNOLARI :SGOlATRIOO, DIRliTTQRk: M~GOIORE MEDICO l'ltOF. 0. OSTINO

STENOSI NASALE, IPERPLASIA DELL'ANELLO DI WALOEYER E CARIE DENTARIA NEI :MILITARI Per il t enen te mediço Alberto Balla, assistente

Da tempo è noto che una delle principali cause predisponenti della carie dentaria risiede nella impedita. o diminuita. respirazione na.sa.le. Tutta,·ia in Italia, che io ;;appia, non furono fatte ricerche sistematiche su larga scala, sulle relazioni tra stenosi nasale e carie dentaria, nel mppot"to di causa predisponente ad effetto, sino al 1904, epoca. in cui ~rarwioli (l ) _riferiva i risu ltati dei suoi esami su 1000 militari della Di,·isione di Roma. Egli, aual izzando le cause generali, dagli autori dette predisponenti, della carie dentaria, assegnava loro una parte secoudaria nello. produzione dell'affezione, bensì ne assegnava una primaria alla respirazione boccale c affermando che l'ostruzione nasale in genere, da qualunque causa origint\ta, in particolar modo se conge· nita, deve essere considerata come la più comune ed importante causa che predisponga alle dist.ruttrioi invasioni batteriche del tessuto den· tale,.. Inoltre :Mancioli stabiliva la legge seguente: c Dei denti anteriori al 1° molare sono pitt frequentemente colpiti i superiori, dei denti posteriori sono più frequent~mente colpiti gli :inferiori » 1 spiegando egli questa leg-ge perchè su tali denti, facili alla. carie, passa. la corrente d'aria nella. respirazione boccale forzata. Durante il corso 1005·1906 c Allievi ufficiali med ici di complemento •, tenuto presso la scuola d'applicazione di sanità militare, io studiai metodicamente, per consiglio del maggiore medico Ostino, in 11)0 militari, presi a caso e frequentatori dell "ambulatorio di odonto· iatria. della scuola stessa., le condizioni della pervietà nasale e del· l'anello di \Valdeyer, in relazione al g rado ed all'estensione della carie dentaria. I risultati di queste mie ricerche int&ndo bnn·emente con· segnare in (')ttesta mia memoria, iu cui, volendole io dare un'im pronta d i praticitit, rammenterò come i processi flogistici si propaghino dagli uni agli allri componenti !"anello linfatico e dippiù alcune delle im-


ST ENOS I NASALE, ti'ERPLAS IA OEI.T.'AS ~:l.LO DI \\'ALOE\"ER 1 EOC.

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portanti alterazioni organiche dipendenti dalla stenosi nasale e rinofaringea, alterazioni che possono, in ultima analisi, essere svelate dall'esame somatico di pazienti, i quali ben soventi non vengono dal medico che per una banale carie dentaria.

..."'* L'anello li n fatico di 'Valdeyer, di tessuto adenoideo - tessuto connettivo reticolato, i cui spazi sono riempiti da leucociti e che spesso appare come tanti follicoli rotondeggienti giungenti sino alla. superficie dell'epitelio fKayser (2l] - obliquamente diretto dall'~lto e dall'indietro al basso ed all'innanzi, va dalla tonsilla di Luschka. c all'orifizio inferiore della tromba d'Eustachio [dove forma la tonsilla tu baria di Gerla.ch], indi verso l'iugit't al margine posteriore del velopendolo, e g irando attorno al pilastro palatino posteriore, alla tonsilla palatina, dippoi passando sul dorso della lingua. jtonsilla linguale] al lato opposto, e per la stessa via • lKa.yser (2)], ma in sen!!O inverso, torna alla tonsilla faringea.. Inoltre, ~a l Lato istologico normal·e, nelle tonsille, al disotto dei follicoli, si trovano c numerose ghiandole mucipare, i cui condotti escretori si aprono di solito nel fondo delle depressioni o solchi della superficie • [Gradenigo (4) 1. Dell'anello di Waldeyer, di cui 'bo dovuto necessariamente ramm~nta.re l' ubicazione e la struttura. anatomica, non parlerò dal lato fisiologico, argomento estraneo al tema prefìssomi, peraltro rimandando il lettore al recente lavoro di Putelli (5), nè citerò la sua compartecipazione alle varie malattie infettive. Io qui considererò solamente le condizioni meccaniche, in relazione al volume delle tonsille ipe1·tro{ìche ed i rapporti che tra esse tonsille inte1·cedono, limitatamente però ai processi infiammatori locali. Quando può parlarsi di iperh·ofìa. tonsillare? L.a. risposta non è facile, come parrebbe. Per la tonsilla fasingea, Schmidt (6) e la maggior parte degli specialisti ne apprezzano il volume dal t ratto di setto nasale nascosto: il q narto, la metà, la. totalita. Tuttavia dal lato meccanico, essa ostacola. o no la respirazione nasale, pur essendo dello stesso volume, a seconda del tipo di cranio (brachicefalo, dolicocefalo) e della forma ed ampiezza della coane, forma ed ampiezza che possono essere assai differenti [Hopmann (7), Citelli (8), Escat (9), NicoJai (10), Bergeat (11), Moure e Lafarelle (12)]. Circa la valutazione dell' ipertrofia. delle tonsille palatine, Escat (13) scrive: « È difficile dire o ve incominci ed ove fin isca l'i pertro1ia delle amigdale, poichè nulla vi è di variabile come il volume normale dell'amigdala stessa. Al cuni soggetti hanno tonsille molto sviluppate


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STE~OST !'ASALE 1 IPER PLASIA DELL'ANELLO 01 WALDEYE R ECC'.

senza. mai avere provato il menomo disturbo ; altri invece, con amigdale moderatamente grosse ~censano tutti i sintomi classici dell'af· fazione..... La malattia. è piuttosto rappresentata. dai sintomi che non dal la. lesione stes'la., potendo quest' ultima soventi essere latente e non tra.dursi con alcun disturbo fisiologico •· I o ho considerato i pertrofiche quelle tonsille pa.latine. sporgenti piit che moderatamente dalle rispettive arcate, perchè se è bensì vero che amigdale anche assai grosse possano non dare disturbi a l paziente; tuttavia non possono non man· care di influire dannosamente sugli organi consimili adiacenti, come dirò in appresso. · Per la tonsilla lingua.] e il criterio pare più definitivo, Ricci (14) par· lando di 1per trofia di essa, quando siano nascosti i vasi venosi della mucosa., decorrenti al disotto dei follicoli•

* •• Frequenza dell'ipe,·tt·o{ia delle ton.~ille faringea e palatine nei militm·i. - Tal uni ancora ritengono che l' involuzione della tonsilla faringea si inizi colla pubertà. Ora oltreohè la ipertrofìa della tonsilla di Luschka. è stata riscon· trata anche nei vecchi [Fra.nk (15)J, essa si osserva ancora. frequen temente all'età di 20-2) anni, naturalmente associata. ai disturbi da e$:SI\ st.essa. provocati. Claoné (16), di 500 soldati trovò il 10 p. 100 adenoideo. Sexe (llì) , di 400 uomini dell'età. media d i 22 anni, trovò il 12 p. 100 con ingrossamento della tonsilla faringea., ma. solo nell' 8,2 p. 100 potè q nesto ingrossamento essere dimostrato come patologico, nel 2 p. 100 v'erano disturbi caratteristici. Su 100 milita.ri prevalentemente sicii ia.u i, Ostino(*) rilevò l' 11 p. 100 con adenoidi più o meno eviden ti . Barth (17, 18, l !)) dall'esame di 500 solda.t.i conclude che la tonsilla farin~ea era gros:-;a si da sor passare il margine super iore della. coane nell'8 p. 100, da. raggiungere detto marg ine nel 22,5' p. 100, che si notavano suoi re· sidni nel 37 p. 100 e che era totalmente c appassita ~ nel 36,7 p. 100. Circa l'ipertrofia delle tonsille pala.tine, Ba.rth (17) dall'esame di 275 reclute, la trovò nell' 11,3 p. 100 . ,;.

**

StenoNi ?~Male e rinofaringea in rapporto alla carie dentaria. - Ho stimato opportuno dividere i 100 militari, da me e sa.miua.ti, in quattro categorie, assegnando: alla. prima, (Jnelli con carie di un solo dente o con un solo dente mancante per progresso. carie ; alla. seconda., q neIli (•) r:omunicnziono ve rbn le.


~TE...'iOSI NASALE, II:'ERPLASIA O~:LL'AN ELLO DI WALDEYER :KCO.

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<:Cin due denti c~t riati o mancanti; alla terY-a, quelli con tre; alla quarta, quelli con quattro o più. E dei 100 soggetti esaminati, ho ri· scontrati; 21 da as:;egnarsi alla. l• categoria; ~l

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Per quanto si r iferisce alla steuosi, ho stabiliti due g radi, basati su dati anatomici obbiettivi, e cioè ho considerato un grado xempli~, q nando dovuto ad un uoico fattore (rinite ipertrofìca., deviazione del setto, ipertrofìa della tonsilla faringea) e complicato quando dovuto a due o più fattori associat.i. Ed bo cercato di stabilire se a quest'ul· t imo grado conispondessè il maggior numero dei pazienti della quarta categoria. Dippiù avverto che ho ascritto al grado complicato di ste· n osi nasale i casi in cui ho riscontrato il palato alto, ogiva.le, indice di respirazione boccale, db. Jungo tempo stabili ta. Calcolerò inoltre il numero dei casi, in cui Ja respirazione nasale era totalmente libera. E cioè: I ) Dei 21 soggetti della r catagoria: 6 con respirazione nasale semplicemente diminuita.; 5 • abolita o quasi (2~~81 p. 100 della categoria) i lU • libera: li) Dei 31 soggetti della 2• categoria: 10 con re:lpirazione ua.sale semplicemente diminuita: 1-1 • abolita. o quasi (4u,l6 p. 101) della categoria) i 7 >> libera; III) Dei 10 soggetti del}a 3• categoria: 3 con respirazi one nasale semplicemente diminuita i 4 • abolita o quasi (40 p. 100 della categoria) i 3 • libera i IV) Dei 38 soggetti della 4" catf'goria: 11 con respirazione nasale se m plicemeute diminuita i 14 • abolita o quasi (36,84 p. 100 della. categoria) 13 • libera. Dalle cifre suesposte, ritengo giustificato concludere che c: se la. stenosi na~ale o rinofariuget~.. e quindi la. respirazione boccale forzata, è un fattore predisponente alla carie dentaria, questa tuttavia deve


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ST&NO' I NASALB 1 IPERl'L.ASIA DELl.'ANEL.LO DJ W ALDEYER ECC.

riconoscere cause predisponenti, altrettanto, se anche non maggiormente, importanti (difettosa. struttura dei denti, ereditarietà, malattie costituzionali ed infettive, lesioni meccaniche, ecc...) •· E ciò dico, perchè mi è occorso parecchie volte, come sarà. occorso ad altri, eli riscontrare dentatura. sa.nissima. in individui con ostruzione nasale o rinofaringea. accentuata..

...... * La carie dentaria è causa di stati patologici dell'anello di Waldey~r. Credo senz'altro di potere mettere fuori causa. la tonsilla faringea nel senso che la carie dentaria possa. costituire una causa diretta di una. qualche sua affezione. La regione gengi>o·dentaris. non ha. comunicazioni linfatiche dirett.e colle amigdale palatine, chè i linfatici di quella immettono nelle linfoghia.ndole sottomascellari, carotidee e talvolta. in quelle del 't'iso LBa.yer (20)]. Inoltre, secondo Ma.gitot (21) le lesioni infiammatorie dei denti non producono una reazione sui gangHi delle vicinanze, tranne che siano affetti il periostio e l'osso mascellare (carie di 3, e ·1? grado). Tuttavia. le tonsille pala.tine possono essere colpite da infiammazioni acute o croniche per dipendenza. di alterazioni dentarie, specie se dei grossi molari, variando la conformar-ione della loggia amigda.lea. dall'innanzi all'indiet.ro colla distanza che separa l'ultimo molare dalla. parete faringea. E \Vagner (22) cita. quale causa dell'ipertrofi.a delle tonsille palatine la prima dentizione. A sua volta la tonsilla. lingua.le può risentire danni dalla gengivite, commitante spesso alla carie den· taria, per l'azione irrita.tiva di contiguità. da essa gengivite esercitat a sui tessuti limitrofi alla tonsilla liugua.le e su questa. stessa. E d i che non e causa la disuscita dei denti della saggezza?

.

......

Gli stati patoW(Jici delle tonsille palatine .sono ttna ctw.<~a della cal'ie dentaria. -Le tonsille pe.latine ammalate nuociono ai denti in tre m•J· di: l") col depauperare lo. nutrizione generale; 2°) col contribui re, per mezzo della loro secrezione, all'invasione nei denti dei numerosi batteri che albergano nelle cripte tonsillari; 3' ) col disturbare mediante la pressione de. esse esercitata, l'allineamento dei denti ed il normale sviluppo delle ossa mascellari; causa quest'ultima., secondo Rudson.Makuen (23), non ancora menzionata nella. letteratura e che egli considera. di non piccola importanza.. Fin qui ho rapidamente considerato a) la carie dentaria facilitaLa. dall' ipertrofia dello. tonsilla faringea e da alterazioni nasali che hanno


STENOSI NASALE 1 IPERPLASIA DELL'ANELLO DI WALDEYER ECC.

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per esito di ostacolare la respirazione a tipo fisiologico i b) gli stati patologici delle tonsille palatine e linguale antecedenti o successivi alla. carie dentaria. D'altro lato lo stesso anello di Waldeyer può incontraro affezioni per la steno~i nasale, dippii1 le tonsille palatine risentono degli stati patolog_ici della tonsilla faringea: un vero anello chiuso per ogni parte. E cioè: I . Influenza della stenosi na.sale sulla tonsilla faringea. - Oltrechè la rinofaringe è il crocevia delle fosse nasa.li, faringe, bocca, laringe e quindi esposto a cause irrita.nti di ogni genere, e~sa., e con essa. la tonsilla fa.riogea, è alla dipendenza diretta delle cavità. nasali: 1•) per azioni meccaniche i 2' ) per infezioni banali i 3~) per infezioni specifiche (sifilide, tubercolosi) fChavasse e Toubert (24)]. I o considero solamente le azioni meccaniche: le stenosi nasali. Queste provocano uno stato perma.nente o quasi di stasi sanguigna, · per cui la mucosa, se primitivamente sana, è predisposta all'infiammazione e se primitivamente lesa, è sottoposta ad un aumento di irritazione, unitamente alla tonsilla faringea. Ma poichè nella rinofaringe il catarro tende a staguare per la confl)rmazione ana-tomica di es ·a e per la presenza dei solchi e rilevatezze della tonsilla di Luschka e dei suoi residui, viene mantenuto uno stato d'infiammazione locale che ha tendenza a sua volta a portarsi. verso il naso per provocare da u ltimo l'ipertrofia delle code dei turbinati.

II. Tutto l'anello di IValtleyer ri.~ente delle alterazioni (steno.si, ecc.) delle cavità na~ali. - Il sistema linfatico del naso e delle fosse nasali non costituisce un tutto indipendente. Esso c è solidale da un lato colle reti linfaticbe vicine, la frontale, quella delle gua.ncie, delle palpebre, dall'altt"o colla rete peritubaria, con qu.)lla del velopendolo, della fa ringe, degli spazi pt"emeningei, sicchè i gangli regionat"i appartengono parimenti ai territori linfatici viciniori » [Bayer (20)1.

ID. Lo stato d'infiammazione ?Wn ipe1·tro{ìca e l' ipert1·ojia dt.lla tonsilla faringea sono cau.~a di .9tati patolo{Jici delle ton,; il te palati ne e linguale. - Al pari della. faringe boccale, quasi sempre alterata nell'infiammazione cronica della tonsilla di Luschka, le tonsille palatine e linguale si alterano pure esse, chè il secreto scendendo dalla rinofari nge provoca per ripetute infezioni, l'irritazione cronica delle amig- · dale. Ed infatti come per i ganglu ed i tessuti periganglionari delle reti linfatiche la ripetizione dei processi infiammatori produce adeniti croniche col ristagno delle correnti hnfatiche, cosi pure nelle tonsille il tessuto adenoideo rigurgita di prodotti linfatici e per poco che questa specie di congestione passiva persista, il tessuto citogeno si iper-


trvfi zza. Bisogna per dippiu aggiungere la stretta correlazione tra le tonsi lle lingualP, palatiue e tubaria per i lin fatici che le uniscono P'antn rri (~:-, 1]. Circa l"i p~> rtrofìa della tonsilla liuguale aprirò una parentesi, diCPHrlo ebe essa ipertrofia si osser~a più spesso negli adulti (dopo i 1:-, ann i), il che, secondo Gradenigo (26), autorizzerebbe a. ritenere non del tutto equivalente la ipert rofia delle diverse tonsille. La ton si Ila. faringea j pertrofìca, come la stenos i nasale, agisce indirettamente sull e tonsille palntine e li uguale irri tandole a causa d ella forzata respirazione bo,·cale, l'aria non essendo stata. depurata. dai microbi, patogen i o no, ncnt riscaldata e non inumitlita. Hammersch midt (~7) a ffenn ~ che nessun'altra pnr te del corpo sia cosi soggetta alle irritazioni di ogui specie, termiche, meccaniche e chimiche, al par dC> lll' ton,ille. La di pPuclenza i n mnlti ca,;i della i pertrofìa delle ton si Ile palati ne da quella del la fari ngea è inoltre dimostrata, come già face~a ri leYare Gouguen heim (2H), dalla felice in fluenza che l' ablazione della tonsilla d i LuscbJ, a e.;ercita sull'ipertrofia delle tonsille palatine medesime.

I\. L'anello di W aldeyer pm·tecipa alle ollM·azioni delle tomtille ]Ja· Ialine! - In una comunica7.iQne di tale titolo, Martuscelli \2~} riferi\"a aii"VUI Congresso della Società italiana. di laringologia i risultati delle ricen:he del suo allievo R icciardelli, il quale consegnandole pur~ in altra memoria. (HO), fra l'altro concludeva che le c tonsille palatine sono legate all'anello di Wa lùeyer nè più nè meno che ai gangli vici ni •. Peral t.ro Vohsen P l ) ritiene che nella. grande mag· gioranza delle in fiammaz ioni acute delle lonsille palatine, sono pure interessate Ili furiugea e la lingnale, come pure la mucosa del palato e della faringe. P er tanto, egli dice: In un gran numero di casi le tonsille palatine rappresPuta.no la causa prima delle malattie dell' anello li nf11tico e delll\ rit:ofaringe •· Non è mia intenzione, nè è qui il luogo, à i tral'l"e coc.clusioni medico-legali, nè per ciò che si riferisce alla carie dentaria (art. GG dell'Elenco delle infermita),. il cui g rado 6 facile a ~aiu ta rs i, nè per i disturbi inerenti alla stenosi nasale (art. 52) ed all'ipertrofìa dPlle tonsille (art. 62) essendo già. state dette considerazioni esaurientemente enunciate dal maggiore medico Ostino (32). Tut.t n:via non posso fare a meno di rammentare che mol teplici sono le al terazioni organiche ed i distmb i funzionali, legati alla. stenosi nnCouside1·azioni cliniche. -


STENOSI NASALE 1 IPERPLAS!A DELI.'AXELLO 0 1 W.H.D.EVER ECC.

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!>al e ed all' iperplasia dell'anello di \Va.ldeyer, specie della tonsilla di L uscbka, sia che l'iper~rofia. di quest'ultima e gli a,ccennati disturbi ed alterazioni dipendano da un'unica causa eziologica. [adenoidismo: per diminuita funzionalità. della ghiandola tiroide, ser.ondo le vedute dell'Her togue, rammentate dal De Simoni (33)], sia che l' ipertrofia della tonsi lla faringea. e la. stenosi nasale siano esse le cause meccaniclte delle alterazioni organiche e dei disordini funzionali, che qui non è il luogo di rammentare per intero, per non uscire dai limit.i pretissimi. Degli studi sull'argomento, di cui si sono occupati vari medici del nostro esercito [Ostino (34), Ostino e Gilardon i (35), De Rosa (36), Ruga.ni (37, 38 e 39), Modestini (40), Casali (41 e 421], deve il perito sanitario militare ritenere che i soggetti colpit i da stenosi nas11>le ed iper})lasia dell'anello di \Va.ldeyer sono per lo piit anemici, linfatici, di mediocre costituzione, con perimetro toracico e peso inferiore alla. media, che tutti hanno una. spiccata pred isposizione alle affez ioni delle prime >ie aeree, infine souo c mediocri soldati • (Ostino) . Ma. più specialmente quali r.onseguenze, talvolta dolorose, degli strapazzi fisici negli ste· uotici nasali sono le alterazioni degli organi della. circolazio~e !torpore nella circolazione superficiale, dilatazione del cuore destro (Ostino e Gilardoni), coettr forcé (Claoué)J e della respirazione (enfisema polmonare). « Alloro arrivo al corpo.,. scrive il maggiore medico Ostiuo (34). c le giovani reclute sono sottoposte ai primi esercizi di squadra. a.l passo; gli stenotioi nasali si compor~ano come tutti gli t\ltiri, salvo che ten~ gono quasi costantemente la. bocca aperta. malgrado g li avvertimenti dell'istruttore. Ma appena vengono avviati alla corsa. i meno volenterosi si fermano dopo pochi secondi accusando dolori alla base del torace, quelli che, o per timidità. naturale, o per intenso amor proprio continuano la corsa., dopo un tempo pitt o meno lungo cadono a. terra colla faccia leggermente cianotica, il corpo madido di sudore, la. bocca spalancata, forte palpitazione cardiaca, angoscia preoordiale, dispnea •· E più oltre: c Qui è forse da ricerca.rsi una delle cause di certe morti improvvise avvenute dopo una. marcia. faticosa.. od una corsa. prolungata, quando al tavolo anatomico ad una sezione fatta. col metodo, comune, cioè, senza. esaminare la cavità naso-faringea, il reperto e stato completamente negativo ed insufficie11te a spiegare la causa. della. morte... I oasi letali sono per fortuna rari, sia. perchè rare sono nei corpi di truppa. le stenosi di grado molto avanzato, sia perchè l'intervento del medico prev.iene al suo inizio l'affezione acuta ca.rdio· polmonare •·


6. 2

1

Sl'E~OSI ~ .\~.\J.E 1 II'ERPLA!"IA DELL AXELLO DI WA.LDE YER RCO.

•"'• Con questa memoria non bo creduto di portare grandi nuove conoscenze alla patologia dell'argomento; ma bo ritenuto utile dimostrare che la. carie dentaria può essere per il medico, e per il perito mili tare in ispecie, l'indice di a.ffezioni di organi viciniori, a.lle quali affezioni, ed in particolare modo alla ipertrofia della. tonsilla. faring('a ed alla stenosi nasale si annoda t ntta una. serie di alterazioni organiche e disord ini funzionali, che, se sempre menomano la resistenza. del soldato a.ll'accom pimento delle incombenze della. sua professione, talora possono anche aggravarsi sino all'esito letale!

BIBLIOGRAFIA. L

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Carir

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ll~!/t'fUJru•'il

uma>ti mlult i. (.·lrchivin itnlirmo di l nr i ll !l' •IO!fÌa , 1!)03. ~) . f:t'Oiut ioll et trcansfor mation& anatomÌ'fueB dc la cavie; ncaao· J)/.(Ir!Jil9i• rt >F. -

Q. 1-::<CAT. -

'rhi11o du Paria, 11!114. Ili, :'\r OOLAI. -

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IIIJI'/tir>cryia . (Oi , m. i-lt . •Vu:o/ui, 18!l7, :1, p . 3 e Arch . ittrl . d i utnl . IS!l7, \' ol. \ ' ,

p . ·17). Il , lh :u cn :AT. I>i·· A Atfllllllflr i • n tlrr k n orhrrn• >l Chomtrtl. (. l rchiu. f. L rrr!JII 'I '> I'>gi,., 18116. lld. p. 409). 12. ) ! c;o u & f:T L A•'A ltF: I.LE. Snr 'fll"l'/llelt part irulariti>l! m or]Jholoyir[uU <111 1VI..Of>l•ctr!fn.r et nt/i/rlf ,, , po i nt d e l 'llr cl i ni qnr•, (ll•t•. J,htf. lnr y ii!!Ol . l !l0 1.511 p . tl'\9, .-. . p. i :! l.

n ·.


STENOSJ ::\ASALE1 lPERPLA!'IA DELL' ANELLO DI WALDEYER ECC.

ti83

13. ESOAT. - 7'raité médico.cliirurgical de8 maladic" d,. pharynx. Pnris 1()01, p . 228. 14. RICCI. - Arc/tiu. ital. di oto/ogia, 18!)7. V, p. 34!; citato in CRA.DENIOO, l. C. (4),

p. 35G. B!J1>ertropliiacllc Rachenmar.drl bei Grei1ct1. (A.rchiu. f. Lar!JII!Iolog ie, Bd. xvnr 2). 1O. CL&Out., SExE. - Citati in BARTa ( 17). 17. B4ATJI. - D ù Beacllatfcttlttit des UeltòroryaTIIf unà d rr oberen Luftw••gc bei tknl Jal~recrsat::. eÌIII!.I Bataillon..!! (275 Rrkruton). (Delli;Jrh6 m i litàriirzt. Z cit11chrift, 1902 pp. 457 e 472). 18. BA.R 'l'R. - Die Hypcrtrophi~ der Rachcnton&illr bei S t>/datm rmd ihrc B e: ielu111g zur Rhinitis hypertrophica u>.d Pllaryngitis chronica. (Arclliv. /. Laryngoloyie, 1903, XIV Bel. B~/t. l. p. 82). 19. BA.RTn . - Raclummatldcl be~ So/dalm. 76 Versammlttn:r Dt-ula<·her NaturforHch•r tmd A crtze. Breslau. 190~ . ( Milicdrl.irzt .• 19ù.'i, :l, p. 35). 20. BAYER. - Du rulc dea ganylionB àCJl t 'O Ì88&0!1X lympl<ati qPICB dc& COli dall8l(l patho· g.:nie de11 atJ••ctionll oto-rhino-lary~&!Jif'lltlcll, <'le. (Rt•vuc l<t bd. dc laryll ~f'IIO'Jit• ; t 90n, 38 p 306). 21. Citato da BAYER (20). 22. Citato da Bwcrr. - Die. KrallkhritPn der Gaum•mnwldcln, in H eymaun'i! Ha~td­ buch cler Lar!Jtltfoloyid wtd Rltinoloyir, J l ~d. Det• Rachon. W ion. IR9!l. p. 5i6. 2:!. HuosoN-)laKUE:s'. - 7'he {a11r.ial unuils a11d che Uttl&. - Ree . in 1\ll'tliw/ R~('ord, Vol. 76, Ko. l, Jtùy. :l. 190\J, p. :lO. 2 4. CRAVASSE ET 'l'OU RERT. L. C. (U), p. 41\S . 26. TANTUR.RL Snr tlllBièye de yranulomc tubcrculc t•X non ttu:ou d<crit, BIL}tottl au point de vtu d6 l'hiBtogénic . (Arcl. ivcs inter~wtio11alu de lnryn gfllogie , 1!1119, l p. H). 26. G RADENl OO. L. c. ( 4), p. 364. 27. RAKMEnSCHlUDT. Ucber d e11 Zu<Jammcnhaug tltr •llatldelcnt;iindtmy 1111d andi'rr.r Kratlkhc iten. (Deut.sohr milit<iràr.:. ZeiJ~<chrift. 1!)113, 5, p. 2.)i). 28. Gouou"E::.o'BEIM. - De<~ ué(Jrtatiolld adr11oides : in: Trcwa ru: de rhiiiO -Ia!'!fii(JOln!Jir. Pnrill, p. 120. 29, )l&RTU~Ot::Lt.l. Atti del Vlll Co11y. d••lla S oc. ital. di latingologia ( 1!)!14), p. 15(!. 30. RICCIA.RDELLI. - L'iperlrofin della IOtUiil/a palatiua è l'cdpotv nt,: di Wllinfati~mo gcncra/6 oppttrt è l'eOctta di una a ltcra:ior•e eircoRcrilla a(l'cmello di. IVulcl,.y rr? EsisiJ! f•m::wrwlmetiV! 1m intimo rapporto tra ·i follicoli chiU<~i e/te formarlO que"ta anello! (Boll. malaUie d ell'vl'cccltio, 1!)11.;, !l, p. 19:l). 3L VoRSEN. Art.: T o11.8illac 11alntinae. lo: BlaiL'R Encyklopiidie dt r Ohrn1h,;l. kunde. - Leipzig. l900, p. 392. . 32. 0STI.NO. - La m edicina lc!Jo.le militare dell'oreeeliio, del na<to e della (lo/a. - Firenze, 1!10-t, pp. 175 e 202. 33. DE Sntom . - Contn'bttto allo i!tlldio clinico dd/•• vcyeta:ioni adenoidi Btcottdo /e recenti vedute dell'HcrlO!ftle. (Boll. nwlattie dell'orecchio, 11!9!), 3. p . ·19. 34. OsTINo. - Le 11eno3i tlOdClli Ìll rapporto al 8r.rui:io militare (Giom. ull•d. R. esrrcita, Sott. 1901).' 3.'\. OSTINO E GU.A.BDONI. - La oorictà utor/oloyica adt>twÌilra . (Giorn . mr.d. R • .:«ere ilo 11102, p. 113).

15. FRANCK. -


6t$4:

STE:-iO<;I NAì'ALE 1 IJ> EII I'LASI A DET,L1ANELLO DI W AL DEY ER ECO.

De RosA. - {., vc•Jet.l;io,.; adenoidi drl rinofarinar in rela:ionc al ~rcroizio milimrl!. (Uior n. '"'d. R. e~r~rci/o, HJOO. p . 135). !17 . .RucA~r. - L'illtr~talit·a -::ionr IIC~1li stcnotici na~<ali. (Ga:z. Otlpedali. 1904, l , p.I O). 38. R t'CA:S I. - Contributo <!ptrilll(ntaft (J(/a fl,oit.po.tofo[lia d('((a r upirazione na8ale. ( .ltli 1' / Cutlf7 Sue. itaf. di forin:1oloui4 ( 1!102) p. 136 o Archivio italiano d i otologia, xur. 3. p. 2.n. 4 p. 403). 3!J. R \:C A-'01 . - Collt, i/;1110 "Prrimrnllrf, all'anatnmia patolor1ir-a delle 11t"w"i nalJali. (Alli T' Il Couy. S~. iml. di lori••yolor,ia ( 11103), p. 201 c ArrMvio italiano di oto/oyia, x v, 2. p. J.l ll). 4 0. :11oo&STL"I. - L'indirt numrriro drl l'irmrt m·tili ad.noid.ei. (Giorn. mr d. R . ~nr­ cito, l!lOi. IIJ. p. i-12 . 4 l . CASALI. - La celai• a ri{le~sn da iptrtro/la liri tllrl.dnati Cl roanr 7)tr11ir, r:;.,,,., m.:d. R . t:d•rcito. l !107. 2. p. 111!1). 42. C.\S.\ U . - Ropidi1t11Ìmo mrttl<I'J di cha~•wai rfr/lr rina~<fcf>o~i. t0iorn. di medicina militorr, l t-Il • 15. p. :13 1). 3f;. -


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CASUISTICA CLINICA FERITA DI PUNTA E TAGLIO, PENETRA:-lTE NELLO STOMd.CO, per il maggiore medico A ntonio P erassl, libero docente. Verso le o•·e 21 de l gio•·no 10 gennaio, anno in cot·so, giuns i all'infem1eria presidiaria di Capua, allo scopo di visitare il tenente di t"nnteria Sig. G. V., di anni 26, quivi trasportato per gravi fe1·ite infertegli da un fMiinoroso borghese del luogo e g ià. pregiudicato. Il ferim ento era avvenuto alle o•·e lG dello stesso giorno in una Cl\Serma, dis tante circa. 800 n1et•·i, ed ad ibita a pt·ovvisorio ricovero di utu~o raccolta di profughi, scampati dt~oll'immane disltStro del terremoto. Dalle indagini diligentemente eseguite, ri!!ultava che la m.a no feritric-e, era a•·mata di uno s tile lungo 14 cm., e largo 12 mm., terminato da uni\ pnnta. sottile e bi tagliente. Con tale mezzo erano state prodotte due ferite, dirette, n.lla supcrl1cie cutanea, trn.sversn.lmente, aventi entrambe le dimens ioni di un centimetro e mezzo, cogli angoli terminali acuti. La sede della prima. les ione e rli. 111. parte med ianA. della regione lombare destro., a tre dita traverse sopr11. In. cresta iliaca ; !11. secondn. et·a ubicata alla faccia anteriore e basilare dell'emitorare destro, ?o spazio intercostnle, iu prossimitl\ della cartilagine, che continua 1'8" cosu~o. È pure dn. not.us; che allorquando il mentovato ufficiale cadde vittima, della scellerata c proditoria ngg1·essione cgli trovn.vasi in stato di rcplezione gastrica. Durante l'immeùiata uss isteuza sanitariA. apprestfltaKli, non essendosi riscoutrati sinto111i positivi che indic.'lssero essere l'arma vulnera nte penetrata in cavità, senza indugio, fu ordinato ea esegu1to, n regola d'&rte, ~l tra.<;porlo del ferito sopra una barello, nella sala operatoria del precitato viciniore luogo di cura. Fu confermato qui vi il giudizio diagnostico di non coustr~ta!Ji li Jesioui di visr.cd intraperitoucali ed extraperitoneali, mancando quadsin,si reperto fisio-patologico, rcln.tivo o.d insorte n.lterazionl sia ne lln. fuuzionc gltStrica, sia iu quelln. reua.le, poicbè nelle orine eulesse non si osser vò alcun n. trnccia di san~ue. Si procedette per ciò a.llà riunione delle due feri te con t lll punto di suturn. cutal1ea. Er1mo tn\Scorse due ore da questa prima medica tura, quando si manifestò, sem:a sintomi prcmonitori, un nuovo fenomeno, vnle vole a localizzare, con precisione, la profond iti\ o la sede della ferita riportata a\ln. base dell'emitorace destro, noi limiti tra la regione ipocondriaca e quel l& opi gas trica. All'improvviso s i mnnift~stò vomito, con cui fu emessa uua abbondante quantità di cibo, non modificato drd chimismo digestivo, e con esso notevole copia di snngue liquido, ru tilanto. Si comprese allora che questo crasi raccolto, a poco a poco, nella cavità. ga· strica, fino a determinare violenta reazione anti pcl"istaltiel\. Avvenuta questa m pida modificazione nel quadro clinico, evidentemente s'imponeva l'obbligo di ventilare la questione riflettente l'opportunità di un intervento la.pa.ra.tomico immedia~, diretto essenzialmente a scopo emostn.tico. Nel In. visita medica prn.ticata cinque ore dopo l'1\vvenuto fedmento s i constatarono sintomi inquietanti di adinamia cardiaca, con polsi quasi impercettibili e


frequentissimi, e con temperatura sub-normale. Il considereYole pallore nel viso del pAziente, che conservava integra la coscienza, più che effetto della commozione addominale, si ritenne sintomatico di grave anemia acuta. Per altro coll'e· same metodico, non s i riuscì a rihn·are alcun indizio di raccolte ematiche nelle parti più declivi del cavo peritonalu; cosl pure non si constatò la presenza dl gas liberi nella stessa cavità, in quantità sufficiente, per dar luogo a risonanza timpanicll, in corrispondenza dell'area di ottusità epatic.a . Il tipo di res pù·azione era prevalentemente addominale; ma s ulla parete si notlwa il l'itmico sollevamento della. sola sezione sotto-ombelicale, mentre quella sovra-ombelicale e1·n in s tnto di pronunzjata tensi011e muscolare, merce cui provvidamente. e tino a.d llll certo g rado, s i determinava immobilità nei visceri cavi· tarii corris pondenti. l compens i naturali curativi erano pertanto rappresentati dalla rallentata funziona.! it:\ cnrdiaca e dnlla riliessa contrazione muscolare, nella met à :oupet·iore della parete addominale. che presentavasi tesa, ma non distesa per sopraggiunto gonfiamento del ventre. Nel consulto che segu i n questo primo raphlo esame clinico, si a.m mise che lo stato geuerale del ferito. controindicasse. a.hueno temporaneamente, qualsiasi in· ten·ento laparatomico. Si decise che fo:<se da praticarsi e d:l ripetersi l'lpodermoclis i. con piccole quantità di liquido fisiclogico, non tanto per stimolare la depressa azione cardiaca, quanto per mantenere attiva la funzione renale e per moderare la sete ardente, che molestava l'infermo, a cui furono esclusivamente concessi colluttori ghiacciati. l n pari tempo si pensò di favorire l'immobiliz;,.azione del tubo-gastro-enterico e l'cmostas i11, con iniezioni ipodermiche alternate di morfina, di ergotina e dl gelatina. Sull'add ome fu applicata a permamenza una coppia di borse, ripiene di g hiaccio. Durante le prime ore del mattino successivo si verificò una profusa emissione di sang ue nerastro dall'orifizio anale, e nelle condizioni della funzionalità cardiaca fu not ato un decadi mento, aggravantesi ad intervalli varii di tempo, e in modo cos i imponente da far temet·e prossimo l'es ito letale. \erso le ore 14 del giorno 11 g ennaio, cioà 22 ore dopo il ferimento, benehè il paziente avesse emesso dall'alvo altri 000 c. e. di sangue, avente l'aspetto di una densa soluzione di ciocco lata si manifes tò tuttavia un lie,·e miglioramento nell'attivita funzionale del cuore, di guisa che potevansi percepire e noverare le pulsa7.ioni allo radiali. Però la temperatura del corpo si man teneva ancora al di· sotto d d normale. \erilica.tos i un risveglio nell'energia, per quanto poco pronunziata, della sistole cardiaca, era ovvio pensare di trarre profitto, nelle poche ore ancora. utili, per riesam inare la questione, non defi nitivamente chiusa dell' intervento laparatomico. Ed in vero questo era da. considerarsi non troppo tardivo, non essendo insorti s in tomi d' infezione peritont'ale n e di intossicazione dell'organismo. Ma cons ide· ramio lo s tato attun le del ferito, bisognava ammettere una conseguita emostasia. al meno pt·ovvisoria. E s iccome l'emorragia era avvenuta prevaleutoruente nella cav ità gas trica. cosl s i poteva pe>.nsare che già avessero aderito i margini della si••rosa v iscet·a le incisi, per mezzo d i essudati occludenti la piccola discontinuit;\ prodot ta dnll:\ sottile punta dell'arma feriLri ce. Quindi il contenuto gastrico g ià incontrava una IJarriera, per quan to poco res is tente, al passaggio nella grande cnvi u\ per iton P.nle. Dati quest i convincimenti. ebbi a dichiarare che il ferito fosse in tra«por tabile ed inoporabile, e da affidars i esclusivamente alle risorse terR peu-


OASliiSTIOA CI..I~lCA

tiche della chirur~ia aspettante. Dopo sette giorui di decors o afebbrile, nell'ir:fermo si manifestò un rialzo serotino della tentperutura, di ·poco superiore ad un mezzo grado. Questa lieve reazione si accerto essere sintomatica di un processo suppurativo, localiz?.ato al tramite della ferita costo-addominale, nella sua porzione extraperitonale. Secondo ogni probrlbilitA, comuni piogeni erano stati introdotti nei tes..,uti extracavitari dall'arma feritrice, ove trovando condizioni favorevoli alla loro attività produttiva, aYe,·ano determinato lo sviluppo di un circoscdtto focolaio purulen to. Volendo da questo caso tmrre qualche ammae.~trameuto, si può ritenere che esso sen·a per appoggiare colot·o che cons iderAno la laparatomia uu'urma da adoperarsi. nelle variniJilissìme situa1.ioni cliniche, con giusta moderuione. Bisogna cioé es.<;ere scevri dai preconcetti. che si compendiano nelle opposto formule: a.sten!.ione aprioristica o lapamtomia empirica, a qualunque costo. Infalti è opinione di qualche laparotomis ta si~<tematico che nelle ferite peuetrnnti addominali l'osservazione dei sintomi clinici non s ia sufficiente, pe r· sè stessn, a risolvere la qoistione curativa e che perciò lo. parola d'ordine, pel quid a!JtTI<lwn. sia l'intervento immediato. Ma pct· la chirurgia addominale esiste pure la semiotica fisica e funzionale, che in mano di quanti possiedono l'<:satta interpretazione dei fatti. il più delle volte giova ad indicat·e l& sede e la na tura delle lesioni, avveuute entro l'addome. E riferendomi al caso studiato, benchè mllncbi il reperto anatomico-pntologico in vita, o dopo morte. in base ai dati raccolti, si può intuire che l'arma terminata da punta sottile e bitngliente, pcnetmndo nella cavità addominale, verso l'arco costale, a livello della es tremità anteriore dell'ottava costa abbia strisciato sul margine anteriore del fegat-o, un buon dito trasveJ"llO all'indentro della ci;;:tifelea. S'intuisce pure che la ferita gastrica sill avvenuta sulla faccia anteriore dell'organo più in prossimità della piccola curvatura e vet·so la sua porzione pilorica, o che siano stati recisi vasi artcro-venosi della parete, scguendone un'emorragia a stillicidio, rac•·oltasi a preYalenza nella cavità dello stomaco, con eRetto prima di ematemesi e poi di rnelcna. Questa t, la diagnosi sintetica, dedotta dalla sintomatologia obbit!ttiva e subbiettiva, e che fu idonea a determinare la convinzione che lll ferita cavitaria fosse nel miglior modo curabile coi semplici soccorsi aspettanti. Un s imile giudi1.io ott<•nne la conferma favorevole dopo l'esito definitivo, che fu la guarigione completa e stabile, v11rificatllsi in meno di un mese. In seguito, il \. lasciata la città dì Fier&mosca e di Palascillno, partivi\ in perfetta buona salute, per la colonia del. Benadir. Caserta, 11oventbre 1!109.


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RIVISTE GENER ALI L E :\lODERXE ARMI DA G'CERRA PORTATILI ED AZIO~E DEI LORO PROIETTILI, pel capitnuo medico U. IUva. Il prof. Rieùinger, generale medico bavarese, ha teDuto su questo argomento davanti alla Societ1\ medico-fisica di \Vilrzburg una interessante conferenza, in occasione del fil)o anniversario della fondazione di quella SocietA.: e della elegnnto pubblicazione che egli ne ha fatta ( 1), corredata di splendide radiografie e di alcune tavole raffig uranLi le diverse forme di proiettili antichi e moderni, di cui due esemplari sono riprodotti nella presente rivis ta\, ri nssumo qui le parti più importanti, coll'aggiunta di qualche altra notizia nttinta da pubblicn?.ioni appar.;;c quasi contemporaneamente sullo s tesso soggetto. (2) Quanto all'evoluzione storica delle armi da fuoco portatili, è noto come i progressi della civiltà. abbiano segnato, per uno s trnno anacronismo, mano mano nuovi perfezionamenti delle armi da guerra, e che fu solo alla metà del secolo scorso c he si introdusse la ri gatura de lla canna dci fncili; prima la canna era liscia, sebbene le armi ri;.tnte fossero conosciute fin dal principio del secolo xvu, ma poi erano t·:Ldut<· in oblio, anzi per un certo tempo furono proibite. La rigatura, dap· 11rima ptua lll"la all'asse della canna, venne poscia. fatta a spirale, per migliomre In direzione del proiett ile. Ln palla 1;fcrica di piombo si cnmbio in forma nlhmgata, cd anche acumi unta: il calibro em ci:·Cì~ di 18 m m. La rigaturn., per l'ff'e tto della rotazione impre!lsa al proiettile, diede ve mmeute una tnigliore guidn. nella c nluHI. ed una traiettoria un po' più tendente nlla rettilinea (rndenza). ma in causa doJlln sproporzione fra larghezza della cauna e calibro del proiettile, fatto inevitabile in fu cili ad avancarica, il proiettile oscilla,·n nppemL lasciata l'arma, J>erlìno uella canna stessa (!'battimet~ti). Gli es pedienti impiegnti a rimuovere quesU> inconveniente ( pe7.ze di lana ingrassate - cnvità di espansione con o senza !'pccclti di s pinta (trcibspicgel) nlla base del proiettile - stelo d'acciaio nel foudo della cam1a - proiettili a fo r?.amen to cou profomle fcnditur·e alla ùa..;e, da s chi:Lct·illre colla lltlcchclllt etc.), n on ebbero successo sod· •lLc;facentc. V1•m• t> pen·iò ado ttato, per pr ima dalla Prus,;ia col s is tema Dreyse, la ret rocarica, la quale ave,·a avu to dei predeccs.~ori irt Chaumette (1 751) e Pauli (181~). In pt·iucipio pero l'at· rua era nltcorn imperfetta: la guida de l proiettile nelln canna non era a bbastanza int ima, e si doveva usare un U:tcco di cartone, perchè In lar~hc7.zn della cnnua ern di 16,4S mm. ed il pro iettile di piombo a veva solo un c.' \lib ro di 1!3,G rnm. La celeri tà di tiro t uttavia era, !'l pC1cialmt>ntc per l' uuitt\ ( l ) "'· Rn~D ISOI, rt. -

U·•IJa rli'l Il" irk ung 11J t)t;/fl'n('r J>mjt ~·t(lr. -

( ~ ) Cnp. E:ucssto .\I A'IS .\. -

C<lln \'. 1!1110). f ,, Ctlr/or:,.. -

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Jlotlrr.~ aron i 1/a 9 11trm ~ Riri 1tt di cu•·<~UUi!l, Ftkri·

T,IJ """v' 1/r balle t/c l'.·lmu;,.• "11i4.,r. -

:1 lnll;li u J0 09, n. 13.


RIVISTE GEXERALI

689

cartuccià, tale che tutti gli Stati introdussero subito l!~ retl·oca•·ica e la tnigliorarono. L'Italia (1867) adottò il Carenno ad ago, la Francia lo Snidt'r a blocco cane, l'Austria il Venzel a blocco, l'lugbilte na l'Enfìeld-Snider a blocco. la Svizzera il Milbauk -Amfier, la Spagna il Bcrdan, il Belgio l'Albini-Brandy, I'Oinuda lo Snider, la Turchia l'Henry-Martini, la Danimarca il Remington. Già nel '70-'71 si notò che il Cbassepot francese e1·a. molto più potente del t'ncile prussiano ad ago: nel primo il calibro ern djsceso fino ad 11 mm., ciò che poi si fece anche in Pn1ssia ed altrove. Ma i proiettili avevano un cnlibro maggiore della canna, e venivano perciò compressi nella canna stes.-<1\ al momento dello s paro: alcuni possedevano alla base un cosidetto anello o ooroua di guida. Il progresso incessante della tecuica port'() presto al fucile a l'ipetizione, i l' Ili primi studi si fecero in F•-n.nc·ia nel lSr.s. La Svizzera ne l 1869 adottò il primo fucile a ripetizione con serbatoio luogo il fusto, sistema Wetterly; l'Austria nel 1871 Mmò la gendarmeria cisleitana cou 1111 furilc a ripetizione ~istema Ft·iiÌJwirtb; la Prussia nel 1884 adottò il sisteltla Speneer; l'Italia nel 1&:17 il Wett erly-Vitali; la Francio. nel 1886 il fucile Lebel con polve•·~ ;:enza fUJno, etc. Cont-emporaneamente si studio..vA.uo modificazioni A.l proiettile: In forte resistenza che esso incontrava nella cn.nua, la rapida impiombatma di quest'ultima, la gravità. delle ferite per efflltto della deformazione e delle particelle di piombo distaccate, 1\vevn.no, giìl :--ubito dopo In guerra todt•sca ('70-'71 ), indotto il ten (·nl ~ colonnello Bode e l'attuale geuerale medico Reger a propon-e d'i dare ai proiettili di piombo dn mantello (incamicil\lura), l'uno dal punto di vista, bnli-;tico, l'altro dal punto di vista. chit·urgiro-umanituio. Le diffiçoltà per raggiungere questA trasformazione ed unho saldamente il nucleo di piombo al mantello furono s upr•rate dal tecnico L oreoz, il quale costml il suo proiettile incamic iato (proiettile Compound) zincando l'interno del mantello e riempiendooe lo. cavità. cou piombo fu so; ma poi si ò vist.o che anche per via fredda, cioè comp1·imeudo il nucleo dj jJiombo entro il rivestimento in modo tla formare un tutt'Uilo, si ottiene egualmentP. lo S<'.opo. n mantello non ò e~uale in tutti gli Eserciti, ma l'acciaio, :>econdo il Ri<jdinger, ò certameute il più •·esi<>tentfl. La deformA.zione, s et'ondo L orenz, col proiettile incA.miciato avviene solo nel 16,6 %, mentre con quello di piombo si verificava uel 100 Ofo dei casi. Attualmente si ò anr.he riusciti ad ottenere proiettili di un !"olo metallo, t ntti d'un pezzo (Francin-S,• izzerl~). Poi venne la riduzione del calibro ; nel' 70-71 col Chassepot fmnCI!Se s i era. scesi a 11 1nm., e il prof. H ebler cd il maggiore Rubi o (Svizzern ) nel 1881-82 Rl'· rivarono poco & poco e metod k amente fino a 7,5 mm., il primo con un proie ttile a mantello d'acciaio e nucleo di piombo molle, il s econdo con un p•·oiettilo a mantello di rame e nucleo di piombo duro: l'Italia fin dal1891, ed altre nazioni di poi. sono scese al calibro 6,6 mm., l'America fino a quello di 6,9 mna., il Messil'o a 5 m m. Infine anche la forma del proiettile fu cambiata, e dal proiettile cilindro-ogivale si è recentemente passati al proiettile a punta, prima in Francia, poi in Ger~ mania, in Inghilterra e in o.ltt·i Stati. Lo scopo fu di ottenere uua traiet toria più radente, e ciò era soltanto pos!libile col fare piu lunga ed acuminata la punta del proiettile, per wmiuuire la re.'list enza dell'aria; in tal modo pero si venne a spo· s tare il centro di gravità indietro dello. metà., donde facili deviazioni del proiettile dopo lasciata la canna, e per ovviat·e a ciò si aumentò la velocità iniziollC e l'intimità della guida nella rigatura e s i diminuj il peso, pe•·cbè la tens ione dei gaz nell'interno della canoà non deve sorpassare certi li111iti U - Ciornalt di mtdicina miiUart - Fuc. Vltt·IX.


RIVI STE G ENERALl

1>1 fronte n. queste innovazioni si ergeva per·ò la ditl:icoltà dell'esplosivo: l'ant ir.a poh·er·e nern, in uso da più di 500 anni, non era piu sufficiente. Un piccolo progre,;;o si ottenne vei'SO il 1880 colla polvere compressa, poi venne la polvere a base di nitrati e picrati che forni un potente mezzo di pt·opulsione, e ora i va.rii Stati fabbricano In polvere ciascuno con uu procedimen to speciale segreto pe,·fe zionnlo. La Germnnin, pe l p1·oieltile M. '88, adopern. la polvere del Vieille (1881i ), a scnglie, compos ta di nitro -cellulosa con trattamento all'acetone: è senza fwno, m n uon senza 1·umore. La piccolrL nuvoletta che si vede nello s paro è dovuta all'o;vaporn.zioue dell'acqua che s i forma, ma s ubito si dilegua: la tensione dei gaz, la proprietà più importante balis ti c:unente, è di SSOO attmo;~fcre, il loro s v ilnpJ>O è leuto, per cui d.anno al proiettile una spinta progressiva, una più alta velocità iniziale ed \ma tra iettoda più te,n. · Tutti quesli rnrubiamenti nelle armi da g uerra portatili si compirono in bre vissimo tempo in tulti gli E!lerciti, ed oggi si tende a~ adottare fucili automatici: l'Italia ne ha appunto uno allo studio, e la Franoia ha intenzione di adottarne un altr·o di caljbt'O 6,7 nun. In Germania è g ià in uso la pistola automatica. L'odierno nr·mamento dei divers i St.ati è il seguente:

Fanteria.

Ger·mania. - Sish·ma Mau:<er 1898. Calibro 7,9 mm. Velocitll. iniziale G20 m. (l). Gi ttnta massima 4000 m. P oh·er e Klirster. Munizionamento individuale in guerra carlucce 120, k~. 5,770. A1tstria. - Sistema Mnnlicher 1895. Calibro 8 mm. Velocità iniziale 650 m. Gittata mass ima 5760 m. Polvere Rchwab. Munizionamento individuale in guetl'a cart uct'e 180, kg. 4,420. St·iz?.Pl'a. - Si,;tema Rubin-Scbmidt 1889-96. Calib1·o 7,o rum. Velocità iniziale OSO m. Gittnta massimo. 8000 m. Polvere Schenker. Munizionamento individua le in g uerra cartuc~e 160, kg. 4,500. ÙJIQglla. - Sistema Mauser 18~ft Calibro 7 mm. Velocità iniziale 670 m. Gittata massimo. 4000 m. Polvere R ottweil. Munizionamento individuale in g uerra cartucce lf>O, kg. 4,000. lngllilterm. - Sist emn Lee-Metford 1889-94. Calihro 7,7 mm. Velocità iniziale 67(! m. Gittnt.a. massima 3f:ioll m. Polvere cordite Abel. :\[u n izionamento individuale in guerrn car tucce 100, kg. S,OOO. Ru:;sia. ::iistema Mos.~ine 189l. Calibro 7,62 mm. Velocità iniziale 620 m. Gi ttata massima 8065 m. Poh·ere Okbta. Munizionamento individuale in guerrR cartt1cce 150, kg. 4,200. Yorvtoia. - Sistema Krng. Jorgen>~en 1!39-l. Calibro 6,o mm. Velocità inizinle 700 m. Gittata mas.'!imn 4000 m. P oh·e1·e senza fum o. .Mu nizionamento individua le in guerra cartucce 150, k~. 8,6110. Uumenia. - Si:-tema 1111\nlic h~r 1893. Cnlibro 6,5 rum. \'elocità iniziale 700 m. G itLata mas!lima 5200 m . Polvere seuza fumo. Muuiziounmeuto individuale in guerra cartucce 100, kg. 3,!85. Olnndn. - Sistema Manlichel' Ui!l5. Calihro 11,5 m111. :velocità iniziale 7-15 m . (l) Co~i il )ln~~n. lr.x:o ritato; uu1 il Rictlinl!cr, come si ùirù in nppre&>o, fa ril~­

''"''C' c-h<> c-ol nun\'1'1 proil"ttilc S lo \'f"locita iuizin'•' nuunont.o 11 S.i5 111. 11 muuiziun ... tul.'nto imlhicluule u 1.)1) c più c:utuccc. Pc! Csùucoo la 'velocità iniziale è eli

7J '"·


RIVISTE Gi!:XERALI

691

G ittata massima !3:?00 111. Polvere seuza fumo di fulmi-cotone. l\Juni1.ionamento indi'l"iduale in guerra cartucce 100, kg. 4,100. Belgio. - Sistema Mau.ser 188!J. Cnlibro 7,65 mm. Gittata mnssima SOOO m. Velocità iniziale 600 m. Polvere L• \Vetteren.Munizionamento individuale in guerra cartucre 12•), kg. S,GSO. S~;ezia. Sistema Mauser 18116. Calibro 6,6. Velocità iniziale 780 m. Gittata massima 4000 m. Pol vere senza fumo. i\[unizionamento individuale in guerra cartucce L:iO, kg ts.6-~2. Danimarca. - Siswma Krag-Jorgensen 1889. Calibro 8 mm. Velocità iniziale 6:20 m. Gittata mass ima 3000 m. Pol\'ere di l• categoria. Munizionamento individuale eli guerra carturce l.j(), kg. 4,800. Fra11.Cia . - Sistema Lebel 1&:!6-fiS. Calibro 8. Velocità iniziale 6:'32 m. Gittata massima 8200 m. P olvere D. F. Munizionnmento individuale in guerra cartucce 120 kg. 8600. ltalia. - Mod. 189 1. Calibro G,5 mm. Velocità in•ziale 700 m. Gittn,tn mas· sima 3:20() m. Polvere di .aell'nite. Munizionamcnto iudividuale in guerra cartucce 162, kg. 4,154. 1'"rchia. - Sistema llauser 18!10. Calibro 7,65 mm. Yelocità iniziale ll85 m. Gittata ml\ssima -I Q((J m. Polvere Traisdorf. Munizionamento individuale in guerra cartucce 150, kg . .,!,SUO. Portogallo. - S istemn Mauser· Vergueiro 1907. l\on è che il fucile germanico modificato dal portoghese \'ergneiro nell'otturatore. Munir.ionamento individuale in guerra cartucce 80, kg. 8,000. Giappone. - Sist ema Arusaka 1897·906. Calibro 6,6 mm. Velocità inizia le 706 m. Gittata massima MlOO m. Polvere senza fumo. Munizionamento individuale in guerra cartucce 21~ Stati Uniti d' Ame1·ica. - Sistemn Spriog6eld 1000. Calibro 7,62 mm. \ ' elocità iniziale 701,5 m. Gittata ma>-Sima 400 m. Per la tiotta han no un calibro di 5,9 mm. Messico. - Sistema l\bndragon automatico. Calibro 6 mm. Gl'ecia. - Calibro 6,6 mm. Brasile, C!ti!J, Cina, Serbia. - Calibro 7,0 mm. Rep. JJrgentiua, Bolivia, Perii, Pa1·agtw.y. - Calibr o 7,65 mm. Cavalleria.

Austria. -

Car11.binn Manlicher 1895. Calibro 8 mm. CarRbina Lee-Metford 1889. Calibro 7,7 mm. Jtussia. - Carabina Mossine 1891. Calibro 7.619 mm. F1·ancia. - Carabina Bertbier-1\fanlicher 1690. Calibro 8 mm. Italia. - Moschetto 18Hl. Cnlibro 6,5 m.m. Germania. - Carabinn .Mauser ISSO, Calibro 7,9 mm. Rumenia. - Carabint~ ì\Ianlicher lSV!l. Calibro 6,5 mm. Po>-togallo. - Carabina Ma nlicber 18H6. Calibro G,o mm. • 'vezi a. - Carabina .Mauser 189-1. Calibro G,5 mm. Svizzera. - Moschetto Rubin-Scbmidt 1894. Calibro 7,5 m m. Jnghilterra. -

P istole. Svizze1·a. -Sistema Schmidt 1882. Calibro 7,5 mm. - Sistema Borchnrdt-Luger. Cnlibro 7,65 mrn. 6 colpi. St·ezia. - Mod. 1SS5. Calibro 7.5 rum. G colpi.


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RIVISTE GBNERAJ,J

Jlussia. - Sistema Nagant 1895. Calibro 7.619 mm. i colpi. Italia. - Sistema Mauser 1895. Calibro 7,U3 mm. per la Marina. 10 colpi Per l'Esercito, mod. 1874 sistema Chamelot·Delvigoe. Calibro 10.85 mm. 6 colpi. Ma. questa s arà pres to sostituita dal s istema Glisenti, auto matico, mod. 1906. CaliiJro 7,66 mm. 8 colpi. Turchia. - Sistema Mauser 1897, automatico. Calibro i.GS mm. 10 colpi. Belgio. - Sistema Browing automatico 191)'2. Calibro 7,65 mm. 7 colpi. - Sis tema Nl\gant 1878. Calibro 9. 6 col pi. Bulgaria. - Sis tema Parabellum 1908. Calibro 7,G5 mm. 6 colpi. lhancia. - Sistema Chamelot·Delvigne 1878. Calibro L1 mm. 6 ..:olpi. - 1[odello 1892 Calibro 8 mm. 8 colpi. Austria. - Sistem& ~mith- Vesson. Calibro 11 mm. 6 colpi. - Sistema Gasser 18!l8. Calibro 8 mm. 6 col]>i. Dani7narea. - Sistema Lefaucheu 188G. Calibro 9 mm. 6 colpi. Olanda. - Sistema Chamelot-Delvigne 1892. Calibro 9 ,4 mm. 6 colpi. Stati Uniti d'America. -Sistema Colt 189o. Calibro 9,6 mm. 8 colpi. Inghilterra. - Sis tema Webley 1888. Calibt·o 11,2. 6 colpi.

*** T,a carattcri<;tica dei modemi proiettili è di percorre n: lo s pazio con una traicttorin. più radente, cosi d11. avere una zom\ battutA. (per icolosa) più estesa de i proiettili meno t·ccenti, ancoro. in uso presso alcune na zioni. Il proiettile ft·&ncese a pu.nto. {balle D ) non è a m&ntello. ma è turm una ma"a solide., composto. di rame con lega di zi nco, ha la puntn. simile a quella di una torpedine (a forme. di s igaro), è più lungo del tede3co, hn un cnlibro di 8 mm. E s-o ·pesa gr. 12,2, è quindi più pesante del tedesco cd bn una migliore dis tribuzione d ella massa, ma è dotato di una velocità iniziale minore (7:30 m.ì e perciò d i una minore mdenza: i n compenso è pi ù st~tbile nel volo e p iù t!fficnce a mrtggior distanza. L~t forza del proiettile all'uscita della canna è di 53<! chilogm.mmetl"i. Il proiettile tedesco M. 88 S , detto anche sempliceme nte proiettile .r;, ha so·tituito do. poco il M. 88, ed è un perfezionamento di questo. Il M. SS era di calibro 7.9, formn cilindro·ogivale, composto di un nucleo di piombo duro int rodotto e pt·essato a freddo nel mantello completo <l't\CCiaio, d vestito d i rame e nichel: ave\·a una lung hezza d i 3 1,26 mm., un peso di gr. 14,7, una cawica di polvere di gr. 2,75, una velocità iniziale di 6!0 m., un a rotazione alln bocca de l fucile di m. 2r.G\.I al secondo, s i potevano sparare 26 colpi mirati in un minuto e cit·ca 60 non mirati, a 1000 m. trapassava parecchi membri posti l'uno dietro l'altro. I l proiettile S ha lo s tess o calibro, mantello e nu cleo del precedente, solo il man tello è rinforzato alla punto.: sono ca mbiati in asso la forma. lunghezza c pesc:.., c ioè la forma é div enuta a cumina ta, con punta a cono. la luughezl\a di mnl. 27,8, il peso di gr. Io . la cari ca, costituita di polvere speciale, è di gr. 8,2. La sun !velocità iniziale è d i 865 m, la. sua forza all' uscita della Cl\lilll\ è di 890 chilogmmmetri. i: impor tante notare che questo UU0\'0 proiettile sviluppa In. s ua maggiore azione nella primn. parte della sua traiet toria (ft·a 800 e 1000 m.), quin di uella zone. dell'at ta cco e delln decis ione del conlbnttimento di fan teria, e ad una distanza ch e può e"•ere misurata dall'occhio dei tiratori : di più ha permesc;o d1 d otare il soldato d i 1111


693

RIVISTE GENERALI

maggior numtro di cartucce seuza aumentarne il carico. La s ua radenza e precisione di tiro 6 straordinaria: a G60 m. l'altezz!\ di un uomo di m. 1,70 sta a nco1·a sulla linea della traiettoria.

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o. Svizzera

! Nell'e~crcito svizzero il proiettile attuale è composto di un nucleo di piombo -con ri vestimento incompleto, cioè con la sola ogiva corazzata d'acciaio e calepin di cartone: il ca libro è di 7,5 mm. Ma dopo luughi studi, fatti c<>n un esplosivo più potente al campo di tiro di Yallenstndt. la Fabbrica federale ba scelto un nuovo p roiettile, che si av çicinn al modello francese e riunisce in sè i pregi di questo e del tedesco, senza averne gli inconvtnienti. Il nuovo proiettHe svizzero è tutto d i nichel e pesa g r. 12,8 , ha una forma che aS."Om iglia ad un sigaro n.vana, ed in esso il centro di g ravita è pol'tato in avanti: la forza da cui è animato all'uscita da lla cannn è di 892 chilogrammetri, la traiettoria è pi ù raden te degli altri due, come r isulta da l SPgucnte specchio: .\ n;.t:ntu d 1 lirv.

.\ nvolo •li c1dur:t .

Proiettile D

17,7 p. 1000 tSOO m. ) 11,9 p. 1000 ,. ~ (800 m.) 10.57 18,91 • )t 19,00 " svizzero (1()(10 m.) 11.6 Supposto un tiro a 700 m. contro pareti di un metTo d'altexza scaglionate sulla linea di tiro, si banno : n GOO m. 87 colpiti col proiettile svizze•·o, 21 col proiettile u ed S : a 660 m . 89 contro 2-1: a 700 m. 44 c<intro :23: a 'iliO m. SS contro 20 : j a S00 m. 21 contro 1•t: 1\ 900 m. 6 contro 4. Col nuovo munizionnmento svizzero si t irerà senza alzo fino a 700 mett·i .

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••• Il Riedinger f'a un confronto fra gli pffetti vu lneranti del proiettile M. 88 e q uelli del proiettile S, desumendo i dati, pel primo, da. risultati sperimentali e d alle numerose osservazioni pratiche delle ultime guerre, pel secondo da prove sper i mentali personali e di Fessler, Kram;felder e Oertel. Col M. S8 i fori d'Pn trata e d'uscita nella pelle e partt molli sono, salvo che nei colpi obliqtù o nelle lesioni del le ossa, molto piccoli, della grandezzl\ appeni\ uguale al calibro del pt·oiettile, talvolta più piccoli, dando cosi alle ferite il carattere sottocutaneo: la fonna ne è s pesso rotonda o festonata, altre volte a mo' di fessura, di stella. La distinzione in 1 zone dell'nzione dei proiettili di piccolo calibro a seconda della diversa distanza della loro traiettoria, ammessa in princi pio (zona d'e..'<plos ione - zona delle perdite nette d i distanza- :;-;ona delle lacet·M:ioui e sch eggia menti


69:1:

RIVISTE GENERALI

-zona della for<~a esaurita., delle contusioni) si è riconosciuta troppo schem.atiea ed artificiale, perché la caratteri<Jtica delle lesioni non dipende solo dalla energia. colla quale il proiettile colpisce i tessuti, ma anche dalla forma fisica di queoti. Quanto piil essi contengono liquido e quanto pit'l questo è in tensione, ta.uto mag· giore è l'effetto distruttivo (cavo m idoliare delle 03.' i& lunghe, vescica, inte:;tino, stomaco, cuore, cranio, grosse ghiandole dell'addome). Sulle ossa le lesioni sono minime solo nelle piatte e nelle spugnolle Ccompre3e le epifisi delle ossa lunghe), ma nelle compP.tte e tubul&ri, appena s ia aperta. In ca· vità midollare, si ba l'effetto esplosivo con enormi distruzioni, che già nel '70-'il costituirono la meraviglia dell' nzione del Cl1assepot, t.nto da. far crotdera che i Francesi usassero proiettili esplosivi. Le ossa spugnose possono essere attraver,ate nettamente ed il canale corrispondere al calibro del proiettile: talora, specie nei colpi da. vicino, si trovano fe.c;su re raggiate e scbeggiamenti. Il foro d'uscita i: di solito piu grande di quello d'entrata. Nella porzione metafisn ria delle ossa luughe le le~ioni diventa.no già piu gravi, per raggiungere il massimo nella diafisaria: gli scheggiameuti possono estenderili per 10 cn1 e più in sens o longitud iMle. i frammenti essere lanciati in tutte le di rczioni, specie ne l h~ direzione della co1·..a del proiettile. n canale della ferita è spesso tappE'zzato di piccole particelle os~ee, e nelle scheggia, per quanto sembrino irre~olari, si può riconoscere una cena regolarità, giacchò se si rie.<>ce n ricomporle s i vede che nel ltoS.\JCO, come lo cbinula l!ergmA.nn, riproducouo la forma d'una fart'nlla od anche di uua b W>ta. da lett~m. E col crescere della di!<tauza, per cui le ~cheggie si fanno più g randi e meno nu· merose, detta fo•·mn. diventa. se111pre più evidente. specialmente se le ossA. sono colpite nel loro più grande diametro. Quanto maggiore~ la ..-elocità. del proieuile tanto pit~ JlUmer->se >(ono le fes~ure rnggiate, tanto più piccole le scheg gie. Il pro· iettilo agisce come un cuneo, esso non penetra mai col suo pieno diametro nelle ossa, ma sempre secondo 1l principio del piano obliquo. ~e il proiettile striscia sulla d ialisi senza aprire il cavo midollare, può format·a un sole.> con o s enza. fessure rag~iate. I colpi che perforano nettamente una jiiaflsi sono uno. rarità: come pure è mro che il manltllo del proiettile sia lacerato e rimangt~ fra i tessuti. Circa la caust~ dei fenomeni esplosivi dei proiettili di piccolo calibro fu t-ouo fatte parecchie ipotesi. Da scartare è la teoria della deformazione, come pure quella del risco.ldamento del proiettile, perchè la prima è rara, il secondo non am· monta d'ordinario che a tlo0 • E eguahnente ina.ccettabilo: la teoria dell11. rotazioue del proiettile. Il :\lelsen ha sostenuto la teoria della pt·essione dell'aria: il pt·oiettilc spingerebbe avanti a sè una colonna d'a.ria fortemente compressa cl1e, nel corpo, sarebbe causa d'esplosione. La t·eale es;stenza di questa colonnA. d 'aria. spinta rl.1l proiettile è stata dimostrata con fotografie rl al ì\lach di Vienm\: es--a circond a. il proiettile in forma di campana ed ha l'aspetto come della scia di una na,·e in moto, e se viene i n tercetta~a nel colpire, per e.;empio, llllll tavola, si riforma subito al di là della tavola sLessa. Il punto piu avanzato di quest.o cappuccio d'aria è t:mt.o più vicino alla pullta del proiettile quanto mnggiore è la velocità.: la. sm~ pressione è di

fo di a ttuo· Q

sfera. Subito dietro al proiettile ;;i ,·ede nelle fotografie <li Mo.ch un cilind ro oscuro, composto di anelli circolari d'aria, riscaldata per l'attrito. La fotografia di un proietti le che attraversa una 6A.tama fa vedere che questa non si lacera o deforma, ma viene attraversali\ nettamente !!Otue un cOI'I>O duro: solo dopo u n certo tempo che il proiettile è pas~ato, la 6nmma si agita e si s pegne per ell'etto dei


RlVISTF. GENERALI

695

gaz della polvere che seguono il proiettile o dell'aria che sta davanti ad essi. Secondo Mach, ciò è una prova che una certa quantità d'a1·ia può spingersi nella. ferita dietro il proiettile, cosa del resto d imostrata anche da lla rarefazione che si vede nei canali delle ferite di cui il Riedinger riporta le radiografie, ma. certll· mente non può dare luogo ad esplosioni, come vorrebbe anche l' Hildebrandt. Perfino nella pleura., dove la cosa sarebbe più naturale, solo di rado si osserva il pneumotorace per a ria entrata da.l di fuori, dietro il proiettile: nelle articolazioni ciò neppure accade. La teoria della pressione idraulica ha validi sostenitori {Reger, Busch, Bircher, Kilrster , Kocher): è basata, come è noto, sulla incompressibilità dei liquidi. Le esperienze della Divisione medica del1ninistero della guerra prussiano hanno mostrato che si tratta piuttosto di un effetto id1·odinamico che cioèil proiettile cede una gran parte della energia di moto, eh è proporzionata dil·ettamente alla ,·elo~ità del proiettile ed allll compattezza del bersaglio, alle particelle d'acqua colpite ovvero a masse si mi li ad esse, le q uRli iu causa della loro iucompressibilità o della facile spostabilità sono messe in movimento dalla forza. viva e strappate. L a velocità non deve essere minore di 250 m. al secondo, e quanto più e:=:sa è grande tanto maggiore è l'energia che agisce sulle partice lle: come J)llre la velocità che que;:te possono assumere è in ragione inversa della loro coes ioue. Il Riedingtor attribuisce il fondamento più decis ivo per l'Rzione idrodinamica ad alcuni fatti che sono invece contrari nlla teoria della pressione idmulicn, quali fl.d es. che l'effetto esplosivo avviene anche in vasi completamente aperti riempiti d'acqua, e che il proiett!le perfora la. parete opposta prima che la pressione vi Rrrivi. Sono interessan ti le fotografie cinematogmfiche di Kranz e Koch: s parando su un tubo di lattn pieno d'acqua, chiuso da una pute con carta di pergamena e dall'altra con una membrana di gomma, si vide che questa, posta verso il lato dell"uscita del proiettile, prima si distese, poi s i estrotlesse a mo' di tubo, e soltanto qu:1.udo il proiettile era gii\ Rrrivato a 15 cm al di là dell'orlo posteriore del tubo, la membrana si spaccò assieme al tubo stesso, e l'acqua venne lanciata iutorno con gu\nde forza. UniL s plendido. dimostrazione con fotogmfie istantanee di proiettili in corsa e del loro effetto. l'banno data recentemente il medico militare l\.rauzfelder e l'ing. Swinning. Del resto già il Bircber llveva mostrato che l'effetto esplosivo in colpi su vasi riempiti d'acqua si a'l""eva soltanto quando il proiettile era gi~ uscito, contra.•·iamente al disegno schematico del Reger, in cui la parete opposta. è già s paccata prima che il proiettili vi arrivi. Notevole ò una esperienza della Divisione medica del 1linistero della gnerrn p•·u:-<siano; un vaso di piombo pieno d 'acqua, del di1101etro di cm. lO,~ fu me:<so c.; cm. .sotto u na tavola di abete, e poi ad una distanza. di 26 m. fu colpito con un proiettile di 8 mm. L'acqua. schizzò fuori dal vaso con unn. tale forza dn. spezzare la tavola e si vide il vaso acquistare un'ampiezza di 800 volte maggiore del volume del proiettile, mentre questo come stantuffo di una pompa idraulica non poteva allargare il vaso d.i più del suo volume. Inoltre la velocità delle masse d'acqua proiettate è molto pH1 grande che qut'lla calcolata coi criteri della pressione idraulica, e di più, la pressione è essenzialmente più forte nella dire?.ione del proiettile che in tutte le altre direzioni, agisce come un torrente rapido. L'energia del proiettile si fa più intensa s pecialmente \"erso il foro d'uscita, che per ciò è più grande, e il canale della ferita forma un couo il cui apice sta verso il foro d'entrata. R. Koehler sostiene un'opinione contraria. all'effetto idrotlinamico, e spiega i


GVG

RIVIST~ (;~;!'\ERAL I

fatti ::.ud•lutti ammettendo che le particelle d'acqua per azione della velocità del proiettile perdono la loro !abilità. e che esse di fronte alla energia del proiettile si coU1portano come una massa incompressibile a causa della loro straordinaria omogeneit:'l, nttra,•erso la quale massa, buona conduttt·ice, l'onda d'urto si dif.londe come in un corpo duro. Per questo il liquido, anche se vi è un'apertura, non è spinto fuori, e si spiega, nelle ferite attraversanti il cervello, l'azione a cunerin forma di fessu1-e raggiate. Il Riedinger la dice una. teoria ingegnosa, e riconosce che la questione dei fenouteni di scoppio non è an1cora risolta. Receotissimarnente Ugo e Carlo Marx hanno emesso una nuova teoria pei colpi snl cranio, cioè quella degli effetti di tensione (spannugswirkungen) pro· dotti dall'urto del proiettile. E<~si :unmettono: l. tens ioni di pressione e di tlessione, le quali vanno parallelamente alla. s u· pl·rficie del cn10io (t ensioni rnggiate e circola ri); 2. tensioni di :<ci volam~.:uto e di urto. che ,·anno perpendicolarmente alla volt.a del cranio; 3. tensione in superficie per l' internarsi del proiettile. Una eccezione a questa legge sembrano fare i cosidetti CQlpi del c,·allio eli Ji,.;;u(Piu, CRratterizznti dal fatto che il cen·ello vien~. io generale con poche al· terazioni, lanciato in toto fuori della scatola cranica largamente aperta. Si tratta semp1·e d i colpi alla uRSe del (' ranio e che ne attra,·ersano la cavità sa.gittRimente o trns,·ersaltucn~e (:micidi). li Franz di Berlino no pubblica 6 nuovi casi osservnti neii'Afl'ica sud-ovest, dei qttali 9 avvennero nd una ,flistanzll perfino di 20.80 passi, per cui si può escludere sia necessaria l'atdone dei gas della polvere. Cer· tluneote in questi ca!:i si può accettare l'azione idrodinamica, e Kocher ha imitato sperimentalmente questa specie di lesione. Egli, in un vnso di lattl\. aperto di !'lopra, ha we."SO un sacco con una poltiglia di patate, che toccava dappertu tto la parete tmnne il pavimento, e che rnppresentava l'insieme di li· quido cerebro-spinale che sta alla base del cervello (le cosi dette c is terne); se il proiettile passa va attraverso questo strato liquido, il sacco colla poltiglia di pa· tale Yeni\·a lanriato tu tto io alto. A proposito clèi fenomeni esplosivi il Riedinger si iolr~tttieoe sui proiettili Dum-Dum, che appartengono alla categoria dei proiettili cosidetti inumani, pei loro etletti terribili. Essi sono fabbricati n!'lla fabbrica del governo inglese di Dum-Dum a CRlcutta, e sono provvis ti d'un mantello d'acciaio a cui manca la punta. Furono usati dagli inglesi nelle campagne contro popoli selvaggi. giacche a ccade,·a che coi proiettili di piccolo calibro ot-dinario alcuni dei colpiti non erano messi fuol'i di combattimento, tanto che i soldati ·ingles i, per rendere più gravi gli efl'etti dei proiettili incamiciati dal Lee-Metford, ricorrevano all'astuzia d i strofinarne sui sassi la punta per scoprire il nucleo di piombo e li chiamavano !:loìt·nosed (naso moli(:). Pare che anche gli Abissini ed i Boeri abbiano fatto lo stes!'<o. Il proiettile Durn-Dum nel colpire si deforma a fungo, ovvero schizza. in t utte le di re;'.ioni o produce delle lesioni spaventose. Questi p1-oiettili furono poi proibiti nella conferenza dcll'Aitl, malgrado l'opposizione degli Inglesi, come pure tutti gli altri n punh\ cavn e con intaccature nel mantello, ribadendo cosl i concetti delht confe•·enzn di Pietroburgo del 1&>8, che cioè sia da proibire ogui crude l ti• in n t ile e che basti rendere incapace di combattere il maggior numero possi lJile di nv,·er:sllri, ciò r he si ottiene certamente col proiettile calibr-o 7,5 e ant"he cou quello di 6,() mm.


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Il nuo~·o p1·oicttile ll. ~ S a SOIJ metri agis ce ancora con un eccesso di forza ,·im, e attrln-eJ·:;t\ nettame n~e i diametri sagit~li del corpo umano, e nei colpi Jongitudinnli all'asse del corpo raggiunge una grande profondità: ne furo11o osservati alcuni 1 ..ofondi lfiO e 600 mm. Perfino con colpi eli traverso (con proiettile disposto tras,·ersalmente) si raggiunsero 130 mm. di p&netrazione. Al concontrario il proiettile, per il piccolo peso della sua :;ezione trasversale, ha ad una maggiore distanza unn minore energia ed efficacia del M. 88. Per la. sua speciale forma, il centro di graviti' ò s;po, tato in dietro della metà del proiettile e se in principio della tra~ettoria, per la straordinaria alta \felocitit, si mantiene in buona posizione, in seguito tende 11 spostare in avanti il ']>iano di base, cioò la pR.rte posteriore: ciò accade non di rado nel canale della ferita od anche nel momento di colpit·e il bersaglio per la più J•Ìccola influenzn. Talvolta può invertire la sua po;;izione e proseguire il cammino colla base in avanti (capovolto), ciò che e rite· nuto possibile ma raro da Fess ler. il quale tuttavia a m mette che nella J<econda met!\ del canale della ferita, dopo l'incontro di ossa, s i possono ave re colpi tmsversali. In una ferita del cuore, la ped·orazione del setto potrebbe già far rivoltare il J>roiettile, dimodochè il foro d' u>:cita corrisponderebbe al s uo diametro longitudinale. I n una esperienza del Riedinger cosi fu: il proiettile, s pumto a 25 m., attraversò colla punta h\ parete destra del vontdcolo (dopo perforata In parete anteriore del petto, strisciando s ul margine sinistro dullo sterno e fratturando la oa costa) e fece un foro con l'orlo a zig zag, leggermente introflesso, e un din· metro di o mm., ma il foro di uscita sull'oreccbietta sinistra era cos;ì g rande da far ammettere un colpo di traverso. Il cuore era vuoto. Il proiettile usci dal tort\Ce in vicinnnza della colonna vertebrale e della !)• costola, che furono lese, e mentre il foro d'entrata sulla parete anteriore del petto corrispondeva all' incirca alla sezione del proiettile, quello d'uscita era molto più largo, tanto da potervi comodamente introdurre il polllce. [l ribaltarsi del proiettile può naturahm:nte essere pill facile nelle parti molli che non oppongono speciale resis tenza alla tendem:a a questo movimen to, e dove ciò accade, i tessuti sono t>iù fortemen te lesi: ne viene un allargamento a sacco del canale della fer iti\, che ba la massima somiglianza con un aneurisma, ciò che è stato confermato da esperienze di tiro su argilla fatte nella fabbrica tedesca di armi e munizioni di Carlsruhe. L'a7.ione laterale del proiettile è dimi.nuib\ per effetto della punta acuta, ma però la s pinta all'indietro, verso il tiratore, della mMsa che attraversa è molto notevole. I caratteri del crmale della ferita nelle diverse specie di tessuti, cioè una ampie;-.7.11 difr~rente, non variano da quelli del pr·oiettile O!!h·ale. Secondo i dati di Kranzfclder cd Oertcl, il girarsi del proiettile si ini;-.ia per lo più nel momento in cui colpisce le os.,a ~:, subito dopo, il r ibaltarsi si completa, ciò <'he aumenta la superficie di nzione e quindi anche la res istenza; il proiettile cosi perde il vantngglo che gli dà. la pun ta acumina.ta ed esaurisce la forza viYa, per cui si arresta più faci lmente f ra i tessuti. · Se il proiettile::; colpisce le ossa lunghe con t utta la. s ua euergia, provoca les ioni più grav i e distru ttive del M. 88, e in queste si riconosce la solita forma a farfalla o a busta dR. lettera. non solo io colpi a dis tanza ma anche in colpi d a vici no; e ciò si vede nelle radiografie annesse alla pubblicazione del Riedinger. Nei colpi


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RIVISTE GE~RRAL.I

in vic inanza non di rado si trovano innumerevoli piccoli frammenti irregolari spo· s tati ven:o il foro d' uscita, e che nou si riconoscono be.ne a lla radiografia: le le>~sure sulle dia6si hanno direzione raggiata, obbliqua o l.ongitudinale (azione di cuneo). Coll1l\Umcntarc d ella distanza diminuiscono gli scheggiamenti e questi sono piil gros;oi, ma non è poss ibile fare una divisione in zone, giacchi! anche a 2000 m. possono essere schegg iati la tibia e il femore: nel punto in cui il proiettile perfora l'osso si ba una perdita di sostanza che in generale cords ponde al .calibro del proiettile, salvo il caso di grandi scheggiamenti. Nei colpi striscianti, senza aprire il cavo midollare, può scavarsi un solco senza fessure. Il Riedinger non ha osservato alcun colpo di trasverso sulle ossa tubulari, ma non ba tirato che colpi a breve distanza. Le ossa spugnose sono per lo più attraversate nettamente, con qualche fessura, piu breve nei colpi a grande di>;tanzn, più vistosa e lunga. da vicino: sulle epifis i, quanto piil vicino 11lle ù iafi:;i à il canale della ferita tanto più è facile lo scheg· giamento. Sulla pelle il foro d'entrata è piu piccolo del dinmetro trMver,:o del proiettile, talom è co'l piccolo che bisogna cercarlo (della grandczzR di una lenticchia o di un pi-.ello). Negli orli si n otano fessure raggiate, più spiccnte che col proiettile ogivale. Generalmente la forma è rotonda, altte volte è "teUata o sfrnn giatn a ;o.tiConda dell'angolo di incidenzn. del proiettile e delle proprie~!\ della pelle. ~a· . turalmente nei colpi ohliqui o di traver.;o il foro à più g rande. e diviene pure più ampio coll'aumentare della distanza. Nel roro d'eutrata è s tato notato che l'orlo presenta un bordo grigio t«i tmt· tava di colpi tirati a breve distanza) dovuto alla polvere che vi è deposta. dal pro· iettile nell'l\ttraversare la pelle. Il foro d ' uscita per lo più à molto piccolo, alcune volte rotondo, più s pes-o a fessura : vicino ad esso e nel foro stesso stanno per lo -più ,.:cheggie grandi o piccole. In CMO di colpi di tras,·er;:;o, tendi n i o fascia muscolari possono penzolare fuori dell'apertura, allom. graode.

••• 1-ie coi nuovissimi proiettili Il\ uostra. attività sul campo d i battaglia debba subire delle mod ificazioni es..:enziali, è una questione, secondo il Rieùinger, che non deve es-;ore considernta con ottimismo. Il punto princ ipale s ta nel riba)tar>i (rotmo:ione intorno all'asse trasversale) flel proiettile, e q,ui ndi nei colpi di tra· sver-.o, che a priori ,tebbono attendersi. He il proiettile rimllne in pos izione normale, lo les ioni d elle parti molli e delle ossa spugnose saranno ancor più semplici che finora: se il proiettile si ri'l"oha nelle parti molli s i av1·i1 una piil largrl distruzione ed un canale a sacco, ma ciò avrà non molta importanzr1 per la terapia. Ln zona delle fratture comminute nella dia6si delle ossa hmg he non sarà pi ù estesa in lunghezza: mn per la grande velocità inizialt~, mH.lgrado il dimi n uito efletto laterale, le fmtture comminute 11 d i--tanze brevi saranno più frequenti, anche per la maggiore frequenza dei col pi di ti1Lverso. Per ques ta stessa ragione saranno più numeros i i casi di ferita ampia della pelle e con lembi di vestito introdotti nel C1m ale: con ciò cresce il pericolo d' infezione e diminuisce un po' la possibilità della cara conservativa. rnoltre se il proiettile colpi ~>ce con g •·an forzn su una robusta resistenza, come ad:esemJ•ÌO In cri'ltn. femori~, la s pina ti biae ecc. può s uccedere unn lacc•·azione 1lnl mantello

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.• con f rammentazione del nucleo di piombo, analogamente a quel che il Riedinger

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RIVISTE GE~ERALJ

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ha visto con tiri sull'acqua. Si avrà. anche da contare su una maggior frequenza delle emorragie, perché la punta acuminata dei nuovi proiettili è più adatta della ogivale a ledere i vasi sanguigni: s..rnnno per la stessa ragione piu facilmente perforati i grossi tronchi nervosi. Anche l'intestino riporterl\ più frequenLi lesioni: Fessler su 12 colpi tirati sull'addome, una sola volta ha trovato l'inte.'<tino intatto. Nei colpi sul cranio, secondo Hildebrandt e Schaefer, la prognosi sart\ un po' più grave per il forte scheggiamento. Nelle ferite del petto non si avranno difl'erenze. ma la prognosi nei colpi di traverso sarà peggiore di quelle col proiettile ogivale, giacché questo, appunto perbenignità delle lesioni che provoca, si meritò il nome di proiettile umanitario. In molti casi adunque c'è da Mpettarsi di osservare ferite più gravi: in compenso però si avrà. anche un gran numero di ferite più leggere. l principii dell'attività. chirurgica sul campo non ,;ubirn.nno cambiamenti es· senziali: si faranno più s pesso amputazioni primarie, legature di groR-;i vasi e Jap&ratomie. Si medicherà col criterio unico di fare la prima. medicatura nel modo piit semplice ma anche piu sicuro che s ia possiiJile, cos icchè avbia da essere cambiata soltanto in caso di necessità, e di riservare la vera attività. operatoria ai luoghi di cura posti in addietro, nei quali essa può venire esercitata con mezzi adatti, particolarmente per gli interventi sulle tre g randi cavitit. del corpo. Al posto di medicazione deve e può soltanto essere fatta la chirurgia più urgente, cioè l'emosta><i, la tracheotomia. le amputazioni : all'infuori di ciò, l'obbiettivo principale deve essere la medicazione. seguendo il principio gii\ preconiz7.ato dal Larrey all'inizio del secolo passR.to, usR.to dal Neud~il'fer nella guerra d'Italia alla metà del secolo XIX e ndottR.to ùal Bergmanu nella guerra russo• turca (1877), quello cioè della immediata occlusione delle ferite. Se si esaminano le proporzioni delle perdite per ferite, nelle guerre napoleouiche es.se furono in genere molto grandi, ed oscillarono fra il20 ed il 00 p.100, talora anche più. Nella. battaglia .dei S giorni di Lipsia (1813) gli alleati perdett.ero i119 p. 100, i francesi il 27 p. 100 della forza combattente: a Wnterloo (1815) il 33 p. 100, ad Aspern 1180!)) perfino il 50 p. 100. Nella guerra franco-tedesca le perdite furono pitt ba,;se (lttì,:321 frA. i tedeschi), ma in alcune battaglie snlirono a cifre elevate: a. Vionville furono del 22 p. 100, ed alcuni reggimenti caddero decimati : presso :\Iars In. Tour il 6• reggimento Brandenburgo ed il 2° della Slesia ebbero ill35 p. 100, il 3° reggimento ft\oteria delln. Westfalia 1'85 p. 100 di caduti. Nella recente guerra russo-giapponese si osservarono le stesse grandi cifre parziali di perdite: questa guerra è stata certamente la pilt importn.nte e la. più ricca di perdite dei tempi moderni, spe~ialmente dell'epoca del piccolo calibro, ed ha scosso l'opinione che le guerre moderne pel cambiamento della tattica, malgrado il perfezionamento delle 1.m ni, abbiano ad essere meno sanguinose che in passato. Si è visto però che col calibro 6,5 mm. (A.sur.a ka) le ferite furono in gran parte favorevoli, tanto che quasi la metlt degli individui poterono rimettersi in grado di r iprendere servizio, mentre col calibro d.i 8 mm. (Murata) le lesioni furono più gravi i per cui secondo il Riedinger, non è da parl!\l'e pel momento di un ulteriore riduzione del calibro. A :llukden dell'Ho reggimento giap· ponese cadde il 68 p. 100, e in un assalto ad nna posizione fortificata sovra un campo aperto, di 5,000 giapponesi ne caddero 4200, cioè 1'8! p. 100. Pure a ) Iukden,


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RIVISTE GENERALI

secondo Scbaefer, il 1° reggimento cacciatori ntssi, a Sandepu il So cacciatori dell& SihC'rin ovest, soffrirono il 67 p. 100 di perdite (negli ufficiali il 96 p. 100). Ed a nche le perdite complessive per ciascuna battaglia furono elevate: a Jllukden, nella battl\glia che dut·ò l O giorni, il 1° e 8° corpo d'armata Siberiaoo ed il }o corpo d'armata Europeo perdett.ero il 21 p. 100 della forza combattente, con prevalenza di vitti111e negli ufficiali: in quella di Liaojan, durata pure 10 giorni, il 1o e !1° corpo d'armata ~iberinno soft'rirono una perdita del 16 p. 100: in quella di Sandepu, di 18 giorni il 1° perdette il 2'J p. 100 (ufficiali 47 p. 100). In totale i russ i ebbero 142,-!00 morti e feriti = 24 p. 100, i giapponesi una perdita di 171,000 uomini 81.7 p. 100 : e se a queste cifre si aggiungono quel h.• sofl'erte nell'assedio, le perdite salgono pei primi a 170,600 2!> p. 100, pei secondi a 220,800 _ 40,9 p. 1011. Insomma, secondo un calcolo di Schaefer, nei russi circa un terzo degli uomini che arrivarono sul campo di bntt-eglia furon feriti. Però nei tempi odierni fot·tunatamente le condizioni in cui viene a trovarsi il chirurgo militare sono ben diverse dn quelle tristi cbe ci descrivono il Larrey ed il Percy. L'attuale organizzazione sanitat·in in guerra fornisce mezzi adeguati per e!'ercitare l'opera umani~tria in pr·o dei feriti, mentre il razionale trattamento delle lesioni e gli pffetti rneno gravi dei proit:ttili moderni permettono di ridurre in limiti sempre più ristretti le perdite assolut-e dei combattenti. Oggi giorno iufntti appena il 10% dei feriti c!to rice,·ono tm adatto tl'attamento d' ospedale muoiono: gli altri non solo salvano la vita ma torn~tno spesso di nuovo fra le file dei combattenti. La chirurgitL modema hn. relegato ormai nel campo della storin le terribili complicazioni (risipola - tetano- cangt·ena nosocomiale- piemia ecc,) che nei tempi passati incrudelivano sui poveri feriti, mietendovi numerose vittimP. E ad ottenere questi felici risultati concorre naturalmente. oltre la cura, nuche il trasporto, eseguito con mezzi e rapidità convenienti. Anche le epidemie, che spesso hanno fatto più vittime dei fu r ili, sono oggi prevenute e dominate: prova ne sia che i giapponesi nell'ultima guerra banno potuto l'idnrre la proporzione fra i morti per ferite e morti, per malattie ad 1:03.

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l SVIWPI'O STORICO DEUI. f'URME DEl PROIETTILI PEK AR!II AD A\'ANCAIIICA nlfi\Tf 1611Q-18f.l1.

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SVILUPPO STORICO DELLE FORME DEl P.OIE!llll PER ARMI A REfROCARICA RIGATE DAL 1847 AL 1907. (Quadro rnmp1loto dal n. Pf'11(. flitdù,grrr, rfj Wa,.:bt~r,q " PrflleiUU di J)l<.~rl\110 f'" r ~h-..,.. nrr.

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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVIS1'A MEDICA o. BENEDE TTI. lll a4ulU. -

Ooutrlbuto allo ata4lo delle morii lmprovviM Umlohe (Il Policlinico, sezione medica, fase. 11, 1900).

li timo, per cause ignote, può per3iste1·e negli adttlti e deto·r minare per i s uoi disturbi funzionali, stati patologici s peciali talora morte improvvisa. Di quosia possibilità fin'ora aveva fatto cenno soltanto il Nordmann, il q ualc riferl di un soldato di 21 anni, che mori improvvisamente dopo uscito da un bagno a 11° C., e che all'autopsia l presentò unicamente un timo gro3so come un pugno: al cui subitaneo rigonfiarsì di quest'organo per accumulo di secrezione nei follicoli e per iperemie pareocbimali fu riferita la morte istantanea. L'A. riporta un secondo caso di morte improvvisa osservato in una donna di servizio senza precedenti ereditari e personali degni di nota, e dovuta 1\.d un Rcutissimo attacco di asma. L'autopsia dimostrò soltanto la presenze. e l'iperplasio. del tim<>, persistente in un periodo di vita. in cui doveva aver subita la fisiolo· gica risoluzione, associata ad \l n lieve grado di stato linfoanemico (ipoplnsia modica dell'aort.a, iperplasia lieve dei gangli linfatici, specie del collo, midollo delle ossa lunghe rosso). L'A. illustra l'importanza funzioue.le del iiruo quale organo a secrezione intem a, sia come glandola antitossica, sia in rapporto alla funzione emopoietica, e distingue nella perturbata funzionalità di ossa due serie di djsturbi, quelli tos· sici e quelli linfatici: i primi potrebbero essere messi in rapporto con alterazioni funzionali della sostanza midollare della glandola, i secondi con le aJterazioni della sostanza corticale, che è la. parte della glandola veramente linfoide. Nel caso attuale la morte improvvisa per coma acutissimo· fu una morte toS· sica ti mica: lo stato linfatico riscontrato potè essere conseguenza della. lesa fun· zionalità. emopoietica del timo medesimo, rappresentante solo uno stato di speciale debolezza organica, io modo da rendere piit faciJi e più gravi le conseguenze dell'alterata funziono antitossica del timo. CAS.~1m11.

Balla mlutellla 4a lDBa.eusa. - (Annali del· !.' I stituto Maragliano, vol. III, fase. IV, 1009).

G. Gl>i&DINI ed A. FFlOEJLI. -

In una serie di individui colpiti da influenza durante l'ultima epidemia. invernale, a. localizzazioni viscerali diverse, gli A.A. banno tentato di mettere in evidenza l'intima patogenesi dell' ipostemia muscolare, che ra.ppresenta uno dei più costanti e caratteristici fenomeni dell'infezione grippale. Valendosi dei noti apparecchi del Mosso sugli A.A. hanno raccolto ciascun soggetto gli ergogra.mmi volontari, i miogrammi e i valori miotonici. Da q\teste


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Rl\"lSTA UEDIOA

z-icerche e risultato anzitutto che nell'influenza, in genere, la grafica del lavoro volontario muscolare, sia per numet·o che per a ltezza di contrazioni, e inferiore di quella che offre un soggetto normale. La reazione m instenica e quRSi Fempro costante; di rado raggiunge il massimo grado sino ad aversi l'assenza totale o par· ziale dell'ecci tabilità uervo-mttscolare; più di frequent4ll raggiunge gradi medi. Il miotonometro rivela infine una considerevole diminuzione di tonicità muscolare. Con un'altra serie di e;;p('l·ienze gli A.A. si sono proposti di accertare se tale miastenia è determinata dalle tossioe o endotossina del bacillo specifico, o se de-. rh·a da disordini funzionali del sistema nervoso centrale o per iferico o da alterazioni del tessuto muscolare. . ottopooendo direttamente all'azione dei tossici grippali (iniezione endomuscolare) i gas trornemi del coniglio e raccoglieodone i miogt-ammi, si è constatata una perdita totale o parziale dell'eccitabilità 1\llo stimolo elettri co, la qunle per~iste fino ad 1-2 ore dopo l'iniezione. Tale fenomeno si accentua intossicando i conigli pe•· via endoperitoneale, ed è meno sensibile ricorrendo alla via endovenos.'l.: colle iniezioni endocefaliche non si osservano modificazioni apprezzabili di eccitabilitit. Gli ergogrammi registrati in queste condizioni di esperimento dimostrano un assl\i rapido esaurimento del lavoro muscolare. Gli A.A. concludono che il carntteristico fenomeno della miastenia da influenza si debba attribuire direttamente 1\lle tossine ed endotossina g rippali, per attivita da es e pl"incipalmente esercitata sul sistema nervoso. CASAttlNI. C~:::mu~:. -

OoDs•ntoae polmoDare a Msore. - (Pro,qrès mùlical, n . 2J, 1909 .

L'A. ba avuto occasione di os!<e•·,·are nei soldati, freque11temente, una forma (li con~estione polmonare che s i manifesta durante l'inverno, specialmente nei soggetti obbliga~i 11ei servizi di guardia ad esporsi ai rigori del freddo. Gli indiçidui colpiti accusano malessere, stanchezza, cefalea eon bl"i,,idi di freddo e lieve elevamento termico; vi si associa la tosse con espettorato mucoso. Qualche volta la sindrome fenomenica si arresta a questi semplici dati; altre voiH· la res pirazione diventa più frequente e più superficiale, la to~se aumenta e si mauifesta un dolore puntorio. All'c. lune obbiettivo la percussione immediati\ fa not:ltre alla base dell'emitorace destro o nella fossa spinosa corrispondente un cer to grado di ipofonesi: alla pnlpnzione si osserva una diminuzione del fremito vocale tattile; all'ascoltazione si pl·rcepiscono, di frequente, ronchi sibilanti. La progno i di tale maln.ttia ò in genernlo favorevole; rimane però, per qualche tempo, una certa ditlìcoln\ del respiro. Durante questo periodo non sono rare le r icadute, e si complicano talora a bronco-polmoniti ed a pleuriti. J..a curti si limita atl un 'n.~epsi rigorosa della cavità rino-fariugea, all'applica· ?.ione di rentl.:ivi al torace (cataplasmi senapizzati, ventose secche) e succt'ssiva· mente n pennellnture di tintura di iodio. Per via interna, mentre incerti risul· t.'lti si ottengono colla somministrnzione del Kermes e del tartaro stibiato, molto ellitac~ torna l'uso de l iodut•o potn;:sico per il suo potere risolvente e '"''so-<lilntntore. CAsA tU Xl.


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RIVISTA DI OTO-RINO-LARINGOJATRIA CnAliTANO.- L'oreoohio e

la 4etonastone. 8tn41o oltnloo e proftlt.tli. -

(A1·ch.ices de m.lidecine navale, 1009, u. 5). l medici giapponesi dì marìua avevano ossct-vato dopo la battaglia. di Tsu· sbima. una uote \'ole frequenza di lesioni auricolari da denotazione, ciò che contrastava colla mrità di queste atl'ezioni nei militari d'artiglieria in tempo di pace. Il dott. Chastaog, med ico principale della marina francose, porta io questa. im· portante monograSa un notevole contributo di fatti clinici, facendo os~ervare cbé se accidenti di tale n atura sono abbastanza rari a bordo delle navi moderne sono al contrario molto comuni sulle uavi·s mola di artiglieria, ove certi ufficiali e graduati , ono stati esposti in due anni a oltre 42000 colpì. Eglì, che fu per due anni medico su una di queste navi, distingue i seguenti distu rbi o lesioni consecutivi al tiro: t. lesioni della memurana timpan ica; 2• lesioni della cassa; s· commozione labirintica: 4~ disturbi diversi del sistema nervoso; o• sorditl\ a evoluzione lenta e cronica. Lesioni della membrana timpanica. La lacerazione dellA. membrana è più ft·e· quante che non si creda, ma passa quasi sempre inavvertita perché l'otorragia è rarissima (l'A, l'osservò solo una vulta su 21 rottu1·e), per cui di r ado si ricorre all'otoscopia per riconoscerla. L'accidente può p rodursi anche in soggetti che hanno gli orecchi tappati con cotone (fatto osservato già. ueHa g uerra r usso-giapponese) e, quantunque pit't frequente io soggetti predisposti, si verifica. anche io individui senza. antecedenti patologici· Le lacerazioni che non si infettano guariscono nello spa1:io di S-4 settimaue o anche di pochi giorni ed in modo cosi completo che quando sono lineari o pun· tiformi dopo qualche tempo all'otoscopia non se ne tr.:>va più traccia. L'esito più frequente da l lato funzi onale è il ritorno alla norma (2/S dei casi nella statistica giapponese del 18!15, 5/9 in quella dell'A.) Quanto alla st~de della laceraY.ione, su l S casi S erano in avanti, 7 in addietro e 8 luogo il manico o a livello dt·.lla sua spatt.la. Sommando questi casi ai l S ci· tati da Saneyosbi e Suzuki nelle relazione della guerra cino-giapponese del 189-!-!15, si ha un totale di S8 lacerazioni del timpano, delle quali 7 (13,'12 •to) riiiedevano in avanti, del martello, 1!l (00 ° ol dietro il m1mico, 10 (26,31 •f,.) lungo il manico od alla sua estremità libera . Una violenta detonazione può provocare nuch e lo scollanaento del h~ membraua disinserendo!& dal cercine in cui è inquadrata: un caso di questo genere fu osservato da Chnstang. Lesitmi della ca~;sa. Si possono osservare: emorragie endomiriuge e (Vassiliew), ematotimpano, otite media acuta caratterizzata da rossore difl'uso u limitato do· !ore, paracusie e sensibile diminuzione dell'acuiti\ ud itiva. Emorragia o infiammazione dipeudono spesso da les ioni della catetHl. degli ossiciui; disLorsione, disgiunzione, artrite, la cui diagnosi ditl'erenziale è delicata e difficile. Una delona~done può ris\'(•:;liat·c uu'autica otite l'imastn latente.


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RIVISTA DI OTO·RlNQ-LAJU!\OOIATRIA

Commozione laberintica. - È il più frequente ùisturbo da detonazione; 1. 1&nomeni soggettivi furono est.ttamente descritti da Luzzo.ti su sè stesso. Vi sono casi Jeggieri e medii che guariscono o migliorano dopo giorni o mesi, casi gravi che finiscono colla sordità. W assiliew su 2000 artiglieri ha trovato che 1249 per· capivano meglio i suoni acuti e 60o i suoni gravi. Chastang trovò più frequent~ la. diminuzione <1i perce.:ione dei suoni acuti. La differenza di reperto è solo appar~nte: la sordità da detonazione ba questo di <'aratteristico che mentre non s ono percepiti i suoni a cuti di debole intensità, sono ancora percepiti i suoni acuti intensi, tant'è vero che, come io ho notato per il primo, dia tali sordi è ben per· ccpita la voce di conversazione mentre non e percepita la. voce afona. Cu riost~ è un'osser vazione climca riportata dall'A. riflettente un collega eh<! aopo una lezione di tiro ebbe un iperacusia sinistra e per qualche tempo si potè ser vire dell'orecchio sinistro come di uno stetoscopio amplificatore per la r icerra dei rumori deboli del cuore. Un'altro ufficiale ebbe dopo il tiro leggiera dimi· nuzione d'udito, ma restò incapace di distinguere nello stesso tempo ciò che di· cevano accanto a lui due o piu persone. Disturbi del sistema ttervo.~o.- Sono molto varii : commozione cerebra le, con· t razione dei muscoli della faccia, vertigine, udizione colorata, t14chicardia, ango· scia, tendenza alla sincope, paralis i ocula ri, nausee, vomiti, disturbi digestivi diversi. Come disturbi simpatici si possono notare pallore della faccia, scialorrea, su· dori riflessi iu territori più o meno lontani dalla regione irritata, eruzioni di ero· mid rosi (C!outeaull). La neurosi traumatica è e.bb1~stanza frequente. Sordità a àeeo~so cronico (sor<lità pro(essiooole). Contrariamente a quanto ri· su.lta dalle mie statistiche, Chastang crede questa forma morbosa molto rare. e per lo più legata a otite adenoidea sulla quale le denotazioni Rucccssive agiscono s fn· vorevolmente. Eziologia.- Causa determinante è il colpo di canuone che agisce sfavorevol· mente sull'orecchio per mezzo di tre fattori: 1• l'esplosione; 2" la detonazione; S• le vibrazioni tr&Smes-:~e dal pezzo alle pareti. L'esplosioue o la rapida produzione di ga.s provoca un'onda di condensazione seguitn da un'onda di rarefazioue. Contrariamente all'opinione di Liibliner, Cha· stang sostiene che la rottura timpanica è dovuta alla u .refazione dell'aria nel condotto basandos i sui seguenti fatti: 1° mentre le rotture da condensazione d'a· ria nel condotto (ad es. da sc!Jiaflo) hanno la loro sede in avanti, quelle da detonazione si trovano in addietro del manico del martello; 2° i server•ti collocati die· tro la culatta del pezzo si sentono asportare dai condotti i pe:-.zi di cotone coi quali si chiudono gli orecchi. La detonazione o rumore agisce s ull'orecchio per vÌI\ ae•·ea e per via osteotim· panica, e provoca minori danni che l'esplos ione, determinando per lo più solo com· mozione di grado variabile Le vibrazioni degli affusti, muri, pa1·eti, compi icano ed intensificano i rumori c iò che Sl)iegn. il perchè siano più frequenti le lesioni d"orecchio coi cannoni che riposano su un palclwtto metallico. Come cause predisponenti son da. citarsi: il condotto uditivo largo e retto, la membrana che s'avvicina alla verticale, le ma.stoidi pneumatiche, le perforazioni e le retrn:doui ti mpanichù. il colpo improvviso che uou di~ tempo all'orecchio di mettersi in posi;;ione di dit"e'in 0STIXO.


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RIVI~TA DI ANATOlllAE FI~IOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA VECClA.- Del Umttt della llleroacsludaastone aul b. ooll e del valore da aooordarat alla me4ealma. - (Il Tornmasi, 1008, n. 27).

Prof. 0ERl1AYO e dott.

In questo lavoro interessantissimo, dopo una lunga ed esauriente sede di esperienze, i due A. vengono alle seguenti conclusioni, scientificamente e praticamente assai importanti: 1• Per la esistenza di innumert~voli variet1\ di b. coli (similtifo), determinate da specifici caratteri culturali, è assolutamente inutile, ~e non dannosa, la creazione di tipi specializzati (paratifi e pa.racoli. tipo A. B., ecc). Per determinare, quindi, la. specificità di una infezione da coli, sopmtutto col metodo della agglutinazione, non è razionale tentare prove su culture di laboratorio cosi come si farebbe per il b. di Eberth, ma, caso per caso, bisognerà farne isolatan1ente studi cultumli, sieroagglutinazione ecc; e, se il responso in questo senso sarà positivo, inutile riuscirà la designazione del tipo cb e è confuso nelll\ descrizione dei caratteri culturR.Ii. ì\{ai allo stato normale si ba agglutinazione a '/~~e sul b. coli e sue varietà: se questa si verifica, entriamo nel campo patologico. 20 La sieroagglutinazione slmiltifica. è assolutamente specifica per la specie infettante. 8- Nella pratica della sierodiagnosi è da ritenere che il rapporto 1 /~ sin. il termine minimo di diluizione b~tevole a. stl\bilire una colibacillosi, purchè non vi siano ragioni contrarie (esistenza di un forte potere aggl utinante sul b. di Eberth, sul microcoC'co di Bruce), che ~i obblighino a pensare ad altra infezione s pecifica. 4° Il siero che ha potere agglutinante s pecifico può acquistare proprietl\ coagglutinaute, solo quando il primo diventi altissimo e stabile, ma sempre in modo assai scarso, ed in un rapporto mni superiore a l decimo del primo. 6o Le proprietà coa.gglutinanti non hanno carattere di specifìcitrL, esse si esten· dono più facilmente da tifo a coli, che viceversa. 6° Data la variabilità del rapporto nelle proprietl\ coagglu.ti na nti, dipendenti dalle quote del potere agglutinante specifico del siero, nella pratica della ~iero ­ diagnosi non bisogna mai arrestarsi alle prime prove, se si vuole con certezza ricercare il vero agente specifico della infezione. 7o Allo stato attuale delle nos tre cognizioni, l' inda.giue, diretta a determinare l'etiologi& delle febbri criptogenetiche, deve aver di mira: a) lo studio del sangue con preparati a fresco e colorati; b) lo studio culturale dello stesso sangue, raccogliendolo in tubi di brodo e dj aga.r: c) l'azione agglutinante del siero di questo sangue prnticata su recenti cult ure d i Eberth e di micrococco melitense, nonchè su quelle del mn.ggior numero po ·sibile di varietà di coli (similtifo) isolate dalle feci dell'individuo stesso, nella stessa giorna.ta in cui si fa la puntura. Se dalle culture tentate col sangue si ot.t...•ngn sviluppo di germi, si saggi su di essi il potet·e agglutinante del siero dello s tesso 45- r.iornale di me.f'cina m ilila•·c. Fnsc. VIli-IX.


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RI''ISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE

iudidduo: e, se lo studio dei carnttcri delle culture dimostrerà esse appartenere al tipo Eberth o al meliteuse, se ne controllerà In naturA. sperimentnndoue la agglutiunbilità con siero di sangue di animali in precedenm specificamente imm uniz:mti: pur troppo, com'è noto, non può usarsi questo metodo di controllo per il b. coli. CIACCIO.

RIVI~TA DI MALATTIEVENEREEEnELLA PELLE G. FORCONI. -

n 8&ntyl Dell& uretrtt. bleDorragloa. -

( Atti della B. Acca-

demia dei fisiocritici in Siena, serie V, vol. l , 1909). Sono noti i benefici effetti che i balsamici, somministrati per via gastrica arrecano nella cura dell'uretrite blenorragica. Però il potere irritante degli olii eterei, i disturbi gastrici, i r isentimenti renali, che si r ivelano colle lievi albuminurie, destano nel medico una giusta preoccupazione nel prescrivere tale me· dica mento. Poiché il principio attivo dell'olio etereo di sandalo è il 8antalolo, di natura molto simile a quella dei fenoli, si è pensato di legare all'essenza l'acido t;alicilico pe1· ottenere un farmaco non irritante. Il Santyl, usato dall' à., è appunto l'etere srllicilico dell'olio di sandalo, e si presenta sotto forma di un liquido oleoso, giallo, limpido, di reazione neutre. e di sapore ed odore appena percettibile. L'A., assistente alla clinica dermosifilopatica della R. U niversità di Siena, ha prescritto tale medicamento in 63 casi: 47 si riferiscono ad uretriti blenorragiche maschili totali, con o senza. complicazione ; 2 ad uretriti maschili blenorragiche anteriore; 4 ad uretriti blenorragiche femminili. Egli ha potute accertare I'MSO· Iuta tolleranza renate del farmaco, somministrato anche a dosi elevate (10-12 capsule pro die). La tolleranza gastrica è stata completa in 49 casi: degli altri 4 infermi, che accusarono disturbi però non gravi, uno era affetto da tubercolosi polmona.re, gli altri tre da grave nevrR.Stenia. L 'A. ba inoltre constatato l't>fficacia terapeutica del medicamento, che ri duce prontamente il bruciore dell'uretra, il senso di peso al perineo e le erezioni notturne, e conclude col ritenere che il Santyl sia il farmaco in cui maggiormente si integrano oggi le proprietà terapeutiche dei preparati in uso per via gastrica ; e nello stesso tempo quello che più facilmente è tollerato senza disturbi notevoli, anche dagli individui deboli ed ammalati. e che quindi si debba preferire agli altri congeneri. · CASARINI. H.&.tLOJ•EA u. -

ltfi.Ude. -

Beoentl progre11l Dello 1taclto oUJaloo 4eU'evolusloDe della (Presse mùlicalc, 25 settembre 1009).

L'A., d 1e è sta to relntore dcll'a•·gomcnto al Congresso i nternnzionale di Buda. pe,.t, ritiene, che l'intensità dolln reazione, che caratterizza la lesione iniziale e l'alta ,·irulenzn dei p•·odotti morbos i, che dirett:11ueute ne derivano, indicano una ipernt ti,·ità del Lrepouema. I treponemi emanali direttamen te dnlln lesione iniziale


RIVISTA. DI llAI.ATTIE VF.:\BREE E DELLA PELLE

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po:>sono seguire differenti vie: i li nfnlici, che li trasmettono, con o senza linfan· gite, ai ga ngli vicini: i capillat·i: gli interstizi chi tes11uti vicini. Quelli, che seguono quest'ultima via, prPSentano un grndo di virulenza piu alto di quelli emanati secondariamente dai g angli satelliti, dotati di un g ran potet·e di attenua· zione Tra queste nuUlifestazioni ultraYirulente sono da annoverare la maggior par~ dei sifilomi secondarii della vulva, prepuzio, dintorni dell'ano. Qunndo i linfatici e gR ng li satelliti sono ~terilizznti, l'infezione si verifiM esclusivamente per mez7.0 delln circola?.ione sanguignn, e lR roseola mnnca: si può dire, che questo. è fun:~:ione dell'adcnopatia primitiva. L'infezione parassitaria generalizzata St ba solo al principio del periodo se· cottdar io; piu tardi le alterazioni si pt·opRgtmo esclnsivamente per intra od extrainoculazioni; nei sifilodermi a gruppi l'elemento iniziale presl'nta spesso i segni di unn virulenza superiore n quella degli elementi consecutivi. D'altra parte s i vedono larghi sifilodermi cicatriziali continuare ad es tender;;i ~otto forma di volum inose sporgenze: cosicchè la resistenza dei tessuti ~ircostanti può essere aumeutata o diminuita. A misura che la malattia progredisce, si producono modifìcazioni nella viru· lenzA. e nel modo di comportarsi dE-l treponemn, e qui ndi nell'intima costituzione delle tossi ne da esso prodotte: avviene dunque un'evoluzione intraorganica del parassita. L'azione pntogenetica del treponema ha per fattori esclusivi le sostanze solubili da esso prodotte. Il treponema ba, nei di'l'ersi soggetti,' affinità per determi· nati tessuti. Sot.to l' influenza del sifiloma, si producono delle affezioni secondarie, che evolvono in seguito spontaneamenlt!: sono in altri termini delle deute1·opatie R uTA. l i/ilitic/11! .

C. CALDERA. - Importaua 4eUr. provr. 4el Wt.ael'Jilama per 1r. 4tr.cno.l 4eUe leldonl aHIUtlohe del nuo, dellr. lri)lr. e 4ell'oreoohto. - (.A.rch. ital. dì ot., rin. e lm·ing., YOI. XX, fase. 6). L'A. rifel'isce sul metodo di tl ingnosi rappresentllto dalla re:lzioue del Wasser· manu nelle localizzazioni della sifilide del naso, dellll gola e dell'orecchio nel pe· riodo terziario su,:;li "'rodosifilitjci. Dal complesso dei casi studiati appare evidente l'influenza della terapia s ulla sierodiagnosi. L'A. non può f11re una percentuale dl\to il piccolo numero dei ca!li s tudiati (H:!); però si può ritenere che lo studio attuale confermi l'asserzion e di quegli autori che danno una percentuale piuttosto bnssa di prove po~ itive dopo la. cura. La prova non riuscì mai po;;itiva in quei casi nei qunli clinicamen~e si potè escludere l'esistenza di uni\ pregressn lue. Jn conclusione i progressi in questa prima applicazione a ll'otorinolnringologia per l'A. sono tali da incoraggiare alla sua più vasta appl icazione pratica, offrendo una sicurezza diagnostica superiore ni mezzi fi!lora conosciuti e, nei casi dubbi rappresenta un metodo rapido di dia· gnosi perchè essa non richiede, qu11nùo si ten;..,"ll pronto l'antigen e e l'nmhocettore, che alr.une ore. Rt;OANI.

R~:o~u.:n. - Sleroteraplr. dell~ aUlllde. - (l'resse tnédi!'ale, 26 settembre l !JO!J). In questa questione si de,·ono t t•net· prC!senti due ordini di idee: l " la profilassi cioè l'immwtizzazion~ altit:a per mezzo <ii un \'acciuo; . 2o la sict·ote rnpia propriamente d1•tta: cioò l'immwliz:mzio,te pa:ssh·a con un " 1t l·o nppt·opt·il\to.


lUVl 'TA DI YEOICDIA LEGALE

L'A. ha studiato sper ialtnente ltuest'ultimo )>Unto eli Yista in una sua comuni csLzione al recente Congresso internnzionale. Egli adopera un siero preparato dal sangue di scimmie immunizzate, e rac· colto con le solite garcmzie di asepsi. Il "Ìero è RSSolutame nte inoffenc:ivo, ed ha un'azione tern.peutica piu lenta a manifestarsi eli quella della cura classica, ma più profonda e persis~nte. I.a cura., •·elativamente breve nei eMi recenti e bt:oign i, deve protrarsi nelle forme gm.vi e ribelli della sifilide per 5.1; me;.i o anche piu. .Ad ogni modo l'am· uudnto dev'essere sorvegliato, dopo terminata la cura; per 3-l mesi, avendo l'e"per ienza clin ica dimonmto, che la sierotcrapia, interrotta troppo presto , non dà. atlì.· damento di una completa guarigione. Invece, quando -i adopern. con la necessaria sorveglianza dopo la cura, si ottengono risultati positivi e duraturi. s. RuTA.

RIVISTA DI MEDICINA LEGALE Prof. R~:CliS. - L'Oftloier dana l"hyglèAe mentale du aoldat. tl'AnthropolOfJie Cri minelle de Laea.,sagne, lo giugno 1.009).

(Arch it·u

In una conferenza, fatta uella scuola militare di fante1·ia di Saint-Maixent ve rso la metà dell'anno 1008, il p•·of. Règis dimo;otra la u('cessitl\ pe•· gli ufficinli tutti di preoccupnrsi dell'igiene mentale <lei •·eclutandi. Dimostra, come il contingente di leva, pre!IO in blocc-o, pres11ma una disposi· zione generllle di spirito, di sentimenti e di tendenze, c,be gli da 11ua lìsonomiR n. pa•·te, variabile secondo le epoche e secondo ~li ambienti, e concludo dicendo che l'ufficio dell'ufficiale nell'igiene mentale del soldilto è capitale e comprende: n) 1'1•sa•ne psicologico di ciascuno dl!gli uomini pofot i sotto la sua direzione (psico-fisiologia): b) distinzione rllzionalc dèi ~ani e dei tnrati (p"ico·pn.tologia) : c) eliminazione rapidissima dei pii1 tnrati tra que -;.t i \llti mi c correzioni! degli altri (psico-terapia). FU:-<AIOLI. DoLt. MOsKE~to LI..ER. -

Zur Eaautatik der forensl101leu Payohlatrle lu 4tr Armee. - ( Vi~n·teljahr.~rlu·i{t fiir gericlttlkhP .lfedizi11 ltltd offentliches RaniUllslce.wm, Berliu, Juli 100!1).

L'Autore, cbe fu gih. medico militnre in Pru!:sia, riporta vnrie ;.torie cliniche di solnati condannnli chi trihunale militn.re per reati diversi, mettendo iu e,·j. dcnza il fatto, che le radici dPIIa rur\lattin. o dell'nnomalia etica, che produ.;;se il reato anche sotto le 11rmi, emno già. evidenti all'epoca <lell'ndolesceuza o rlelln pl'ima giovinezza ed insi:<tendo pure sul fntto, che il lo•·o pet·iodo di vita mi litare, pn·cedcnte Il rcnto e segunto da mancanze disciplinari frequenti e sempr•• più e;ravi. dà spiegi\Zione della costituzione mattoide di essi, esseudo in contrtti'tO ev irleut-i,simo colli\ coudotta di tutti gli altri comptlgni d'llrme. Da •:iò egli trae il motivo di fnre tmn cernita più acc umtn. del person:de l'e· elutnwlo, ue ll'inten•s.;;e del prestigio dell'esercito, dcii:~ mornliti\ degli one.,ti .-d


RIVI STA O' lOIE~E GE~I!:RALID E BATn:RIOL.OG IA

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a snlvagtmrdia dclln rcsponsal.lilitit go,·erunt iva: mccomnudn. poi di valutare, n l lo•·o giusto v•~lore, le prime iufrazioni di:;ci plinari, conside•·aHdoltJ iu rappo•·to al FUNAitJJ,I. t ipo individuale.

Dort. Smo:.:tl\. - Lea 4égénéréa 4ua l'Armée. - (.!mtales cl' H y!Jièue publiqut, J:\nY ier 1!'109). L'Autor e fa ct· uno del ~nlhdtl numero d i d,·generati ncll'cst-rcito frMcese, spl.'cic in CIH'tdlerin, e ùice chl· i degeuemti provcugouo s pecinlmeute dai voloutnrl ordinari, che souo n·duta t i dalla basl'ln l>orgho'Si:\ delle gmndi città e dai cia·coli dt.i lttvomto•·i. E~<si, um\ volta sotto 1,. anni, popolano gli o:-ped:tli e le prigioni, o si dànno al suicidio pea· le c:\\l:>e più lil·vi e s proporziouatu : essi souo por lo pi(a dci disquili hrnti p:-icltici (epilettici lan·ati, i,;terici. ps icastenici. alcoolizzati). Per eliruinnrli sollecitamente, occorre uu'os,..on·nzione completn ti1tta d:\ nwdici Fu~AIOLt. 1nili tnri "''~rti di co~<e p:<acltintrichc e crimiuolo~ichc.

RIVISTA D'IGIENE GEN~RALE E BATTERIOLOGIA G. R osE:-.TII AL. - lluowe teorie aulla blologta 4et germi &Daerobt.- Loro adattamento all& vtta aerobtoa. - Loro truformastont per l'adattamento alla vtta ~ara..ttarla (otolo battertoo e traaformlamo aeoon4&· rto) - (!lente, l!ciwlifique, 7 no,·emhre). Nelle sue importanti e >'perienze, l'A. si sen·e di un tubo da snggio contenente u n mezzo nutritivo liotuido (latte o brodo), r icoperto da uuo strato di '/f centimetro di lanolina: con ciò ottiene un mezzo, che pet·met te la dta Rnaerobica e che si può maneggiaa·e co mc un mezzo !ll•robio·o qualunque. D.e. c1ue.-to può facilmente fare trapiar,ti profondi' in tubi luughi :?:'? centimetri e conteneuti una colonna di liquido nutrith·o nlta centimetri lo a Hl: è questo un terreno nu tritivo mi::.to e cioè aerollico, perc hO:, a contatto dell'aria e nnaerollico, perchè le parti profonde sono protette contro unn brusca peuetrnzione di ossigeno 11 questflnppunto rap presentano il luogo di sviluppo e di ricerca dei germi nnaerolli. L'altezza della co lonna nutritiva Yaria secondo i ~ermi: dn ciò la necflSSità di procedere in primo tem po ali n <t: misurazione delln nnnerol1iosi,. e cioò alla determinazione dell'nlte?.za del mezzo nutritivo, che può permettere la vita anaerobica. Ciò naturalmente à in rapporto colla pressione atmosferica, In di cui unità di misura è quella che permette lo sviluppo dell'anaerollio, se coltivato iu un tubo snidato nl11\ lttmpnda. Fis$ata l'anaerobiosi, procede rdl'aerobi.,znzione de!le culture, o con passaggi in tubi cou colonne n ut•·iti ve pro greo<sivnmente decrescen ti ; o a,·ceutuando progressi vnm~n te la pre!<!'ione atmosferica; oppure colti\'llndo gli a naerobi dapprima in tubi conte nenti alte colonne di gAlatina e quindi mettendoli in termostato, ove In ~e­ latina si scioglie, costituendo cos i un teneno nutr itivo ae robico. Con questi procedimen ti snt·ebbe arrimto n coltivare gli annet·obi nell' ngar :a lleceo di !lauto. Le trasfo t·mazioni <·Ile l'anaerobio subisce nel periodo di adllttnmento ~tlla Yittt a~r·obica, ,·eugooo ~dremnt izzate in qu.\ttro tappe e t·ioil:


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RIVISTA BIBLIOG RAFICA

l 0 Tappa della atrobizzazione. - Il germe è aerobizzato: ma però conserva tutte le sue proprietà e funzioni patogene e chimiche. 2<> Tappa della bi(orcazio11t . - 11 germe può con passaggi in mezzi a naerobici riavere tutte le sue proprietà, ma con succcs3ivi pas::;aggi in mezzi aerobici le perde completamente, e cioè prima la patogena, e quindi le fermentative e le chimiche. so Tappa tlella perdila deflniii~;a delle funzio ni. - L'anaerobio, già v irulento, non è più pato~eno: il vibrione settico ed il bacillo del tetano :;ono divenuti dei saprofiti inoffcnsivi 4° Tappa della tras(orm.az ion.e. - I germi perdono la loro t'orma., ed il vibrione settico, divenutO un inolrensivo vibriogeno, diventR. in ques to periodo un diplococco banale, l'euterococco: ed il bacillo del tetano un inoffeusi,·o bacillogeno. Mentre si occupava di queste ricerche, l'A. aveva col dott. Tb iroloiu iniziato degli studi sul r!'uanati$mO ar~icolare, isolando nel sangue dei poliartritici il bacillo auaerobico di Acludme, che potà ben differenziare dal bacillus perfriogens7 col quale era statO confu:~o. applicando a questi germi il proresso di ae1·obiz<:a· zione, ottenne la trasformazione del suo ba1·illo del reumatismo in un diplococco banale, che ritiene sia l'enterococco di Thiercelin. a questi interessanti fenomeni dt\ la seguente interpretar. ione. Se il bacillo del tetano diventa un germe senza valore, se il bacillo perfringeus si muta in uu bastoncino senza proprietà, se il m. della gangrena polmonare (tolto virulento dal polmoue) ritorna un òiplorocco vol~are, vuol dire che il bacillo del tetano, il per· fnngeus ed il m. della gangrena poltnonare non rappreseutano che l'adattamento secondario alla vita paras:;itaria di ~ermi primitivamente iooll'ensivi.· Basando:.i s u ciò sostiene il prinl'ipio llell' c allobismo • e cioè la \' tlCcimazione di animali con aerobi, per pre<>ervarli dall'nzione di determinati aua4:robi, e s arebbe cosi arrivato a vaccinare la cavia contro il vibrione settico, ed ora 1\0nuncia la vaccinazione della !'&via e del cavo.llo contro l'ar.ioue del suo batterio anaerobico del reumatismo TIREI.LI.

RIVIS'r A BIBLIOGRAFICA. Oulda praUoa ~r U me41oo mllltare ID oampaarna, compilata per cura del dott. G10. FnA:"òCESCO R A:-<DOXE, teneute gene1·ale medico in p.n. -Torino, Unione tipografica editrice, WOO. U n vol. di pag. 658. L egato in t~la L. tO. Questo il volume tesrè eiito dalla Unione tipografica editrice torinese, che al suo grande valore tecnico u n isce anche il pregio di presentarsi elegante, con nitidezztl. di carattere inappuntabile ricco di 16l figure e due tavole colorate, intercali\Le nel testo chiarissime e dimostrative che lo rendono anche più prezi0$0, e confermano una. volta di più la diligenza ed il merito non comune della vecchia casn. editr ice. Jl tenente generale medico Randone fu vemmente felice nell'ideare quest'opera, la quale soddi::~fa ad un vero bisogno, che era universalme:l!lte sent1to da tempo da i medici miliiRri. altri forse vi a\·evnno di g ià rivolto il1>ensiero, ma egli •olle e fermamente volle, e cosi colla sua tenacia. senza pari e colla sua atti\·ità labo·


RlVISTA Bl'BLIOGBAFICA

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riosa mai smentita in tutta la sun. lunga e brillante carriera., la seppe attuare, e farla completa in ogni sua parte, scegliendo a collaboratori e.simi colleghi ed ufficiali, che, sotto la sua direzione e colla sua guida, integrarono il suo proposito. n volume riunisce infatti in ss tutto il pregio di un trattato scientifico, malgrado la modestia dell'autore voglia. negargli questo carattere, e di un manuale pratico, percbè compendia tutte le coguizioni tecniche, scientifiche e pratiche, nonchè di ordine tattico e regolamentare, le quali debbono sempre essere presenti alla mente del medico militare in tutte le circostanze del servizio cbe egli de>e prestare in guerra, comprendendo esso non soltanto gli a rgomenti che piu dirertamente riguardano l'opera del medico militare in campagna, quali quelli del funzionamento del servizio sanitario, delle lesioni per arma da fuoco e loro cura, delle norme di igiene pratica applicabili in campagna, ma anche quegli altri che concorrono a completare la istruzione e la educazione del medico, mettendolo in grado di attendere con maggiore competenza al suo ser vizio ; cognizioni tutte che fanno d('Ua medicina militare una vera specialità, specialità che assurge ali& piu alta finalità e non si impara. nelle aule delle uuiversità, nè si improvvisa, ma richiede invece lungo studio e laborioso tirocinio. Le varie contingenze della. guerra cambiano la 6sonoruia per cos i dire delle ma.lattie e delle ferite e i111pougono soventi modalità ben diverse di cura; soltanto chi ha in precedenza la conoscenza di tutte quelle contiugenze, e che saprà adattarvi l'opera sua e l'ordinamento ed il funzionamento del servi1:io ::~anitario, potrà intervenire in modo da evitare gravi disillusioni ed assicu rare il successo. 11 generale Randone, molto opportunamente, ha pertanto fatto precedere a.lla parto veramente tecnico. di questo manuale una breve espo::~izione delle nozioni di tattica e di loyistica, compilata dal capitano Francesco Foschini, perchè possa trarne il medico militare no1·ma nell'impiego del materiale e del personale sani· tario e valersi al caso degli altri servizi di intendenza per il funzionamento di quello sanitario; e quindi l'istruzione per la tett"ra à.:lte ca1·te .topogr"fiche redatta dal distinto tenente di artiglieria Vincenzo Randoue, che egli volle con delicato pensiero e con giusto orgog lio di padre, non meno che con vantaggio dei lettori, chiamare pure a collaboratore dell'ope1-a sua. E la materia in queste due prime parti ò stata trattata succintamente, dirò meglio, in modo conciso, ma non però meno completo per quanto può tornare utile al medico militare, con grafici e 6gure opportune che va.lgono a meglio fissare nella mente le cognizioni neces.<>arie. Vi fanno seguito: L'orga.namento e funzionnmento del servizio ~nitar io militare in campagna, per il maggiore medico p1·of. Giovanni Ostino (parte 111) i le lesioni per armi da fuoco e loro cura per il generale medico Randone, colla <'Ollaborazione nella parte operativa del capitano medieo Giuseppe Valerio (pa.rte I V); e le nozioni d'igiene pratica applicabili in campagna per il maggiore medico pt·ofessore Fr&Dcesco 'resti (parte V). Queste costituiscono la parte essenziale, fondamentale del volume. Esse sono vere monogra6e complete sui ris pettivi argomenti, dettate con quella competenza speciale e cou quel ricco corredo di scienza che rende pregevoli tutti i lavori degli autori. La p&rte svolta dal generale Randone si può anzi chiamare un vero trattato di chirurgia di guena, nel quale à consegnato il frutto di lUDgo studio e grande &more e quanto di più moderno ha prodotto la letteratura chirurgica nazionale ed estera, conservando pur sempre quella forma. breve e concisa che fa il pregio principale di un manuale che \'Uole e:;sere sopratutto pratico.


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NOTJZIF.

E quest-a preg io i: comunealla parteoperativa,s,·olta dal c:~.pitano Valerio, il quale, nnzichò lasciarsi sedurre dal desiderio di fare sfoggio delle erudi:tione che possiede, s i è giustamente limitato a indicare e suggerire per ogni operazione metodi e modalità cbe pill gli sembrano consigliabili. Il medico trova pertanto in queste pagine indicazioni precise e sictlre, e la ricchezza. e la esattezza e la lucid ezza dd le A~ure concorrono \'alidamente ancora ad illustrarne la esposizione. Chiude intiue il ,·olume la parte VI, riguardante le disposizioni organiche e re~olnmcntari circa il persont\le degli ufficiali medici e della truppa di sanità per il ma;;giore medico Cusaui, il quale nulla ha d iment icato di quanto può tornare utile a conoscersi su l reclutamento ordinamento, servizio in pace e in guerra dei m.,rlici e del personale di trupp11. cognizioni anche queste cbe hanno la loro ìm· porlnnza per cotnpl~tare l'istruzione degli ufficiali medici. Questi brevi:.f'imi cenni s ul volume del generale Randone, cui ci limitiaulo forzatnmentc, non es-<enùo possil1ile f'nrne riassunto, bastano pertanto a dirne tutto i l valore. Esso \'iene nd arricchire con molto onore la serie dei manuali militari con· simili dell'ufficiale di stnto tlll\).:gi;,re, d i artiglieria, del genio ecc , e siamo certi che esso di ,•eutel'l\ non l:iOltanto l'insepn rabile di ogni uffi ciale mtld ico in sen·i z io attivo, rua sarà anche apprezzato grandemente dn qu~lli in congedo, che per es!'o s i tro\'ernnno al corrente di ot;ni co:;a che riguarda il ser vizio :;anit.&rio. E noi cre1liamo fare opel'l\ buona col segualarlo e raccomandarlo non meno a t utta i medici e chirurghi civili, poiché ortuai tutti o quasi, si può dire, saranno chin· rnati in caso di guerra a prestnre l'opera loro o nelle file dell'esercito s tesso per il !'ervizio obblig11torio che loro s petta. o nelle istitur.ion mvolontarie crente dalla pubb lica beneticeuza. E il g<:IICJ·ale Ha!Jdone nvr!t cosi, nella di ffus ione g randissi1nfl del suo mautulle, il rni~lior premio de l s uo ingen te lavoro, e potrà. sentire profonda nel suo animo la .::oddisfazione di a\·cre ancom una volta concorso coll'opera sua alla istruzione di qut~l Corpo, che egli aulò sempre con tanto amore, e che lo 'ricorda. con stima pari nll'alh:too, al miglionuuento del serv izio sa.nitnrio c he fu Sllmpre lo scopo ddla sua ntt h·itil, nl sollit: \'O dell" sotl'er.,nze coi dedicò tuttn la sua vita opero:.a. L. F~;unti:I:O DJ CA\.A t.t.EitLEO~m.

N O'rlZIE Sotto la JWesidenzn di S. E. Giolitti, mppresent.ante politico del collegio. si è cost ituito a StJ'O]>po (Cuneo), paese nntnle di Alessandro Ri beri, un comitato per onornJ·ue In memor ia colla erezione di nn busto, da inaugurarsi nell'anno 1!111 CÌII<JUI\ntesiruo della morte del grande mnestro, fonda tore del nostro giornale, ed ini7. in tot·e del risorgimento ruonde e scienti6co del corpo sanitario. L'innugul'!lzione del IJusto coi nciderà coll'apertura di uno spedalc, eretto in quel comm1e coi lasciti dell'i llus tr·e fìlantropo, e dedicato al suo nome. L'egn·gio sindaco di quel pnesc, signor Laugero, con una nobilissima lettera, hn pr·\·!tato l'I spetto J·nto di sanità a voler prender part-e 1\lle onoranze che si fnl'llnno in tale occn!'ione, ed a fa,·ori re altJ·esi il concorso dei medici militari ntlr.


00:\FlUU!:NZ~; SCIE:\T!FlCHI,

718

DEOI,I OSP EDALI MILITAR{

erezioue del monumento, certo c ho la "tta proposta avrebbe troYato un'eco di vivo consenso nel corpo l<anitario. Ne egli si è male apposto. Gli nfticinli medici tutti, anche quelli, e sono ormai la maggior parte, cho nacquero dopo la morte di Ale;;:;andro Riberi, non solo hanno infatti vivo il r icordo di lui, per il nome onde s'intitola. il benefico premio, sprone e guiderdone dei loro cimenti scieutifìci, non solo pet· l a effigie di lui, che ve<lono impressa su questo giomale, da lui fondato. mn anche per In intima con· ,·iozione che lo stato attuale di grande con>;iderazione e d i cultura pari alla sua alla missione, di cui ora gode il cot·po sanitlnio militare itnliano, ha la sua prima origine nelle riforrue da lui propugnate. La direzione del Gio1·nale di ?IU!d;cina 111ililare, per.-:uasa elle ogni medico milito.re 'l"orrà, col suo contributo, grande o piccolo che sin, concorrere a dimostrare come, malg rado i 60 anni che ci sepllrano daJia morte di Alc:ssandro Riberi, il r icordo di lui vive e vivrà perenne fra noi. apre fin da ora. uno. libera sottoscrizione. I sigg. oblatori JlOtranno mamlnre d irettamente le loro ofierte a mezzo di cartolina-vaglia a.ll'amministra;doue del Giornale, oppure per mezzo dei sigg. Direttori di ospedale. In ogni caso i nomi, o le sigle, degli ablator i snnmuo pubblicati nel giornale, e tale pubblicazione terrà luogo di ricevuta. SOTTOSCRI ZIOl\E PER "'Cl\ ::\! O~miE:"\TO AD ALESSANDRO IUBERI Giot·nal~ di medi citta 111il i fare.

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.

,

Altobel!i ~~a,·. Alberto, capitano uau1lico Ca)lOraso cnv. Luigi cololl!lello medico Ca,:ariui dott. Arturo, capilnuo medico Ferrero di Cavallerleone com m. Luigi, magg. gener. medic-o Grieco cav. Giuseppe, tenente colonnello medtco . . . L ivi CII V. Ridolfo tenente colonnello medico. . . , . . Rnndoue comm. Oiov. Frnncesco, ten. gener. medico (p. n.j 3ciumb~ta comm. Giuseppe, mngg. generale mediro Sfonfl c<muu. Claudio ntagg. generale tnedieo . • . . .

L. flitO,» 2.~ 5.,. 10," 20,,. 8,-.,. 5,»

::n.-

,. 10," 15,-

CONFERENlE ~CIENTi rlCAE DEGU OSP~:DAU MiliTARI SOWRIO DEGU ABGOIENTI TR!TrATl (D.U PRO CESSI V"ERB.l.Ll PER\"lllS" CT! ALL' l SPETTOUATO DI 5.l.lS"IT.l lllUTARE DAL lO Sf:TTF.)IDRE AL 31 OTI'OBRE

1909).

CASERTA (agostoì. - Capitano medico R UTA St-:BASTIA~O: Sul valore del dermogrAfis mo come esponente di autointossicazione nei degenerA.ti. L'O. illustra. un caso di dermografismo molto ac<·entuato osservato in un giovane contadino, du rante le sedute del Consi~lio di le,·a di Piemonte d'Alife. Oltre alla labe ereditaria ed n Ile note nemo-psicopntiche del sog~etto il conferenzierr ha po· tuto mettere in eddenza varie condizioni tossiche (artritismo, rachitismo, intossicazione alcoolica, infezione titica), che lo hnmto indotto nd ammettere per


714:

CCNFERENZE OIENTIFlCRB DEGLI OSPEDALI ;>.lJLITARI

il dermografismo un'origine mista, vale a dit·e un'a.zione riftessa del sistema. vasomotore associata ad intossicazione. L'O. conclude ritenendo che il dermografismo non rappresenti un valore assoluto per la diagr.osi della nevros i, poichè come si possono avere delle nevrosi, in cui la stimolazione cutanea provoc& soltanto un leggerissimo rossore, cosi si può OS!>ervare uno s piccato dermogrrv fismo in individui immuni da qualsia.si malattia. del sistema nervoso, il che conferma maggiormente l'influenza del fattore tossico nella. sua. produzione. CASERTA (agosto).- :\Iagg. m ed. P&ttAS.'!I A~To:-<10: Epa.to·pneu.m ostomia interpleurorenica nella. cura di ecbinococ~o del fegato, con polificazione policistica polmonare. L'O. illustra un caso dn lui operato di cisti idatidea. sviluppatasi n elle. connessità del fegato con proliferazione prolicistica nel polmone destro. Fu pratica.ta l'epatostomia interpleurodiaframmatica nel 7° spazio intercostale des tro tra le due lin~.:e a scellari con t·esezione di una porzione della 7" cosLola. Questo caso di echinococco, localizzato in due visceri pos ti in cavità diverse è dall'O. ritenuto unico negli annali della chirurgià militare. L'infermo fu dimesso in ottime condizioni generali e con assai scarso secreto dalla residuale l'i,;tola toracica. L'avvenuta dis..;eminazione policistica nel parencbima polmonare si ritiene secondaria a punturt~ esplorativa da un medico condotto pratir;.'\ta molti anni or sono. GENOVA (ottobre).- Capitano tnedico C:Dnxo FnANC&sco: Espone un caso di r'er ita aJla ;..,ram ba. destra da scoppio di un mortaio, complicato a setticemia, che r ese nece..;saria la disarticolazione del ginocchio. L'O. so~tit~ne che sempre quando un traumatismo, per la sua entità, 11\Scia poco sperare per la con servn.zioue e reintegrazione della funzione della regione colpita e si complica ad alterazioni gravi iniziali di setticoemia o di piemia, si debba essere ener· gici e risoluti a demolire e ricord& in proposito un altro ca.so di frattura alla. gamba destra in seguito ad un colpo •li fuctle da caccia, a ssociata a t'tobbre settica, che rese indispensabile l'amputazione dell'arto. ~1ESS1NA (agos to). Sottotenente medico VACCAitO NATAI.&: Illustm un caso d i istel'isu1o maschile: tratta.si di un soldato che riportò da giovanetto un forte trn.umn. fi sico e psicbico, e che è sorpreso ad un trn.tto da accessi, i quali si inizia.no con costrizione epiga.strica e talora senso di soffocamento, cui succedono movimenti clonici più o meno disordinati con abolizione della. coscienza e del riAes:<o pupillare. L'O. fa una mpida sintesi di tutta la vASta sindrome dell'asterismo, fttcendo rilevare la g rande importam1a di stabilire una eSI\tta di:~gnosi allo scopo di potere adottare una ra.zionale tera1>ia., la quale, per altro, si può compendiare nell11. idroterapia e sopra tutto nella suggestione. I o. (settembre). -Tenente colonnello medico M•~•c• Eua~:::-ao : Jllustr11.zione e commento alle vnrianti dell'elenco delle imperfezioni ed infermità (R.egio decreto n. 273 del u ma~,;qio 190!)) e considerazioni medico·legali con speciale ri guardo alla debolezza di costituzione ed alle nev1·osi cardiache. lo. (ottobre). - Teueute colonnello medico M1~1~1 EuoF:~m: Cons idemzioni eli· uiche sopra un CASO di meningite cerebro-spina.le primario sporadica. L'O. ba· sandosi sopra il mpido insorgere della malattia, il deco,rso febbrile molto ir· regolare con varie intermittenze mattutine, l'erpete labrale e la sindrome spiccatamente ~nen ingitioa, viene ad esclude1·e la diagnosi di infez.i.oue tifoidea con complicanr.e tneniugitiche da altri avn i11.ata: osservata però che !R. mancata indagine chimica e biologica delle uri cc, del sangue, e de l liquido cefalo-rachidiano ha eliminl\to la prova diretta e s icurA. sulla natura dell a. malattia.

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00:-I.FERE:SZE SOIENTIFIOHE DEGI..l OSPEDAI..J lllLITAR J

7lò

NAPOLI (agosto). - Maggiore modico LoscALZO \ ' ITO: Re~oconto clinico-statistico delle cure balneo-termali d'Ischia. L'O. dimostra la grandissima effica cia di queste cure, specialmente nella stagione invernale e ritiene che i risultati ottenuti nei quattri anni, nei quali resse la direzione di quello stabilimento, sarebbero stati molto pitl brillanti, se anche in inverno le cure termali fos· sero coadiuvate dal mn<>saggio e dl\ll'elettricità . Conclude facendo voti per l'istituzione di un gabinetto di analisi chimiche, che sarebbe indispeusn.bile per le diagnosi delle malattie reuali e del ricambio matei"iAle controindicanti la cura. PALERMO (agosto). - Tenente medico MANISCA r.co GroVANNI: Presenta. un soldato dell'SGo reggimento fanteri& aO'etto da ileo- tifo e da cancrena agli &rti inferiori manifest&tasi al 13° giorno dell'infezione. L'O. illustra la patogenes i e l'etiologi& delle varie s pecie di cancrena e ritiene che nel caso in esame le tossine circolanti nel sangue abbiano determinato un'endorLrterite acuta trombizzante le arterie poplitee e tibiali e la con~eguente cancrena. per mancanza di nutl'imento degli arti . Qunutunque la proguosi sia ~favorevol e, poichl) la cancrenn. è sostenuta da una causa infettiva e s i è manifestat-a nel periodo di stato dell'iloo-tit'o, tuttavia l'O. consiglia, come metodo diretto di cura, l'elevazione degli arti e il riscaldamento e, come metodo indiret.to, il lavaggio del sangue con ipodennoclisi di siero fisiologico. Io. (settembre). - Colonnello medico B EtUIAitDO L UIGI ; n conferenziere pt·escuta alcuui ca.c~i clinici, nei quali mette in evidenza l' importam~a del fenomeno del Litten in rapporto alle rottlattie del torace e dei visceri addominali e dimostra come esso sia diminuito in estensione in tutti i cnc;i in cui é aumeutntn. la pressione endotomcica ed addominale (aderenze pleuriche, ingrossamento della milza, del fegato etc.). Ritiene che il fenomeno sia dovuto ad abbassamento del diaframma ed all'is inuarsi del margine polmonare nel se.no costodiaframmatico durante la t'orzata inspirazione; per cui, limitandosi l'abbassamento del diaframma, sia per aderenze pleuriche o per aumento di volume dei visceri sottodiaframmatici, il fenomeno rleve necessariamente o mancare od essere limitato nella sua estensione, che fisiologicamente raggiunge otto cm. circa. ID. (ottobre). - Capitano medico L IOSTI Gmo!.AMO. Presentazione d'un brigadiere dei carabinieri ricoverato ail'ospedale sin dal 3 gennaio u. s. per lesioni agli arti inferiori riportate noi terremoto del 28· dicembre 1903; alla necrosi della maggior parte dei tessuti molle si associò rigidità del le articolazioni dei piedi, i quali ass unsero atteggiamento equino. Dopo la chmusura delle piaghe si mn.nifestò tumefazione con fe bbre alta: si praticarono opportune incisioni a t tra verso alle quali fuorusci abbondante pus feti rl issimo, :ass ieme a porzione di oss a necrosate specialmente al piede sinistro. ove s i potè accertare lr1. distruzione di grsn parte del tarso e del metatarso. SA VIGLIANO (ottobre). -Farmacista di 2• cli\SSe Gonru:T'I'A CAIILO : Sull'acqua. potabile. Fatto un parallelo fra le diverse acque e le varie sostanze cbe in esse si trovano disciolte, l'O, es pone i criteri principali per la scelta di un'acqua potabile in bas e specialmente di dati chimici e bntter iologici ed alla natura del terreno. VERONA (ottobre). - M&ggiore medico BEton;c.;cr GtOvA:o;m: Raro caso di pt\t'· ziale lacerazione della trachea avvenuta suonando uno stt·umento a fiato. L'O. espone un rarissimo caso di rottura della trachea occorso in un bersagliere,


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~JOVUJJ.:~TI A'I"VE~ UTI ~EL COR PO SA~ lT. E ~EL PERS. FARMACEUTICO

mentre suon1wa In tromba: Si manifestò anzitut to enfisema della met i< de<~tra del collo, quindi fluttuazione: con incisione lungo il margine anteriore dello sterno-cleido-mastoideo d i de.~tra si diL-de esit-o a notevole quantit8. di pus o arl un blocco di te5Sllto cellulare lasso rivestente il :fascio nerveo-vascolnre. Il processo di ripara;o;ione procedette lentamente ma regolarmente, e l'infermo la«ria,·a l'ospt:dale dopo 52 giorni di degen7.a, completamente guarito. L'O., ri lem1 a l' impo.;siLdità di que'lte lesioni senza la pree ist-en7.a anato· mica di un loc111t minori.v rl'xilftenlia~, che potrebbe essere rnppresentato o da precedent i lesioni t ubercolari delle glauòole cervicali, o dn pregre;;se afrezioni 1h.'lle vie ruspi rntorie, o dRIIa presenzR di una fistola bronchiale congenita (ipo· t;:si avanzata dall'Hotrmnnn nei due soli casi da lui osservati). conclude col ritenere qu est'ultima cnu.-a lo. p iù ammissibile, data la. robusta costituzione del soggetto e la maucan,a di qualsiasi precedente morboso.

M orimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmaceutico (IJ,,pense n. 31 ~ ~3 rtel Oollttllno u flicilllt dtlle nnml11t).

Utttolall lll aervlsio atUvo permalleDte . Jl. dtcrPtO 27 gi11!)1t0 llJQ9.

FunTE Giw<eppe, sottotew·nte medico 4::! fanteda.- Dis1>eusato, per sua domanda dal servi1io petmnnent•·· in.,critto con anzianità 21 giugno U1118 nel ruolo degli utfici&.li medici di complemento, ed assegnato al distretto Cam pohns-o, da l l 0 a_gost.o 1!KJ:J. l'l ti meri\ la sua ferma di leva nel contJ-ouotato 1-eggi mento. ll. (kcrefo l o lltglio 190!!.

Lumo1A Alf•mso, sottoteuente medico ospedale V1' rona. - Dispensato, pe r sua do· mltn•la, dRI so·rvil:io permRnente, inscritto, con an1.ianitA 27 giugno 1907 nel ruolo degli utliciali medici di complemento ed assegnato distretto Yerona, de· ) •ù~>ito fauteria Veronrt Ve, dal 1° agosto l l:IO!.l. Dtlerwtnazione 1ninis/.eriale 26 agosto 190!1.

Eliseo, maggiore medico R. corpo truppe coloniali dell'Eritrea (a db.posizione Ministero nfrrtri estet·i). - Cessa di appartenere al R. r.orpo di truppe coloniali dal 20 maggio 1!)(111, contiuuando a rimanere a disposizione ù.,) Mini>'tero coutronolltto.

Mnr.z~;T'J't ca\•.

li. decreto 29 lt1g/io 1009. B•oLCUI:>I ,J?,·ance~co, lenente medico in aspettRti va per motivi di famigliiL per anni due. (R egi dncrci.i J!l luglio 1:;1117, 17 lusrlio 190tS e 21 gennnio 1909). H i::ponsttto, 1\ sua domnnda, dnl servi,do permanente, inscritto, con anzinnitit Al Rgosto J!I()G, nel ruolo degli utlicinli medici di complt•monto ed l\SScgnat.o 1listrcuo Roma, dal 1!1 luglio l !t11V.


AIOVUlENTI AVVE:o!UTI ~EL CORPO SASIT. bl :'</EL PER$. FARMACEUTICO

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R. decreto 20 ayosto 1909.

l seguenti sottoteuenti medici, sono promossi tenenti medici con anzianità sottoindicata e con decot·reuza per gli as~egni dal 1° settembre 1909, continuando nell'attuale loro dostinazione. Anzia11ità ~O ago11to W09.

IhawnTAS .Amerigo, ospedale Cagliari - CIARLA Eme11to, R. polverificio sul Liri - BSRTELLI Enrico, reggimento lancieri di Novara- DE PORCEI,Lr:SI:$ Carlo, 80 fanteria - FABRIZI Nicola, reggimento lancieri di Milauo - FRAU Gil'seppe, ospedale Firenze - Gozzt Cele:~tino, V artiglieria campagna - Roll· BOLA Antonio, ospedale Catanzaro - SoRDI Giuseppe, 2: alpini - MALANGA Donato, ospedale Perugia - D'àN:SA Giuseppe, 85 fa11taria - BtLA:SOIA CoBtantino, ospedale Caserta - GATTI Dionigi, -l alpini - MMslì:RANO Giulio, reggimento cavalleggeri di Roma - GASPARI:-11 lgi1~io, ospedale Chieti. A11zlallillt 2fl agosto l!lOO.

T&llENZIO A11.selmo, reggimento cavalleggeri di Piacanza. Determinazione mini$leriale 2 settembre 1009.

0BELBSCJII cav. Ca111illo, capitano medico os pedrde Livorno. - Trasferito reggimento cavallegeri Guide. StNULI'l'ICO Giuseppe, sottotenent~ medico id. Savigliano. - Id. ospedale Padova I seguenti ufficiali medici sono trasferiti al reggimento per ciascuno indicato a datare dal 1° ottobr'l p. v. al quale si presenteranno il :15 con entc.

DB S•rli:PRANtS Giuseppe, capitano medico reggimento lancieri di Aosta. -

Reggimento ca-·alleggeri Torino . .Rtom Alb&rto, id. id. cavalleggeri Guide. - Id. lancieri di Mantova. GBtDOLt Em·ico, id. id. lancieri Vittorio Emanuele Il. -Id . id. d i Ve.r celli. PtllOLt oav. Anwdeo, tenente medico infermeria presidiaria Terni. -Id. Cl\\' n.lleggeri di Udine. FRtOIERI (;iovanni, id. reggimento cavalleggeri di Saluzzo. - Jd. id. di Aqu ila. Determinazione mi11i.~teriale 9 settembre 1009. PACE cav. Luigi, capitano medico 4ii fanteria. - Trasferito 11 bersaglieri. CntSPO Ubaldo, id. 67 id. - 1<1. -15 fanteria. VESPASIANO Domenico, id . .J2 id. - Id. 16 id. Bll:nNARDI Lui,qi, id. 15 id. - Id. ·!2 id. PttOCACCI Arturo, id. 8 id. - Id. 8.'3 id. MARENGO Lorenzo, id. 11 bersagliuri. - Id. 8 alpini. D'à.LotA. Giovanni, id. cavalleggeri d i Padova. - Id. os pedale Cavn. dei Tirreni (Salerno) (comandato depos ito convalescenza .llassalubrense). PtGNAT&LLI Filippo, id. 4 fanteria. - Id. S.l fauteria. BARBARO Nicolo, id. s.t id. - I d . -l id. Auotsto Pietro, id. 76 id. - Id. ospedl\le Genova. GuzzARDt Ltligi, id. ospedale Messina. - Id . 75 fanteria. VERA:>o~DO Ettore, id. R. corpo di truppe coloniali dell'Eritren.- l ù. reggimento cavalleggeri di Padova dal 15 settembre 19U:J.


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K OVUIENTI AVVENuTI ~EL CORPO SANlT. B NEL PERS. FARMAOE OTIOO

CALIE:>OO En·ico, tenente medico infermeria presidi~ria Gaeta. - Trasferito lG fanterin. ZARA Sildo. id. 20 artiglieria campagna. - ld. reggimento lancieri di Aosta. DJ LALLO Carmine, id. infermeria presidiaria Foggia (comandato Creta). - Id. id. id. di Mantova, cessando di essere comandato come sopra. R. decreto 29 luglio 1909. :Batvlo F •·ancuco, capitano medico 6G fant-eria. liRrin, a sua domanda., dt\1 16 agosto 1909.

Collocato in posizione ausi·

Il dPcreto 28 ago~St.o lSOO.

ABATE Ale<~sandl'O, sottotenente medico in aspettativa per motivi di famiglia, per mesi quattro, (R. decreto l G maggio 1909). - Ammesso, a datare dal 16 set• tcmbre 1909, a concorrere per occupare i due terzi degli impieghi che si fac· ciano va('anti nei quadri del suo grado ed arma, come gli ufficiali contemplati dall'articolo 11 della legge 25 maggio 1~2. AllA 'l E Ales.vandro, id. id. id. - Ricbiamat.o in servbdo nell'infermeria presidiaria di Gaeta dal 16 settemvre 1909.

f)ete,-,ninazione mini.steriale 16 settembre 1009. )fArtTtEr.r.o cav. Gaetano, tenente colonnello medico ospedale Napoli. - Tro.sfe· rito ospedale Palermo. Htzzo cav. Micl1elange[Q, id. ospedale succursale Mantova. - Id. id. Messina. FERRETTI A..rrigo, capitano medico 25 fanteria. - Id. 66 far.teri&. MoncAnA Cesare, (tenente medico ospedale Alessandria. - Id. 2 artiglieria for· tozza. DE PoacELLI!Ws Carlo, id. SO fanteria. - Id. reggimento cavalleggeri di Udine. BASSO Ennllnegildo, id. S bers.'\glieri. - Id. ospedale Alessandria.. FALOUJ Luigino, id. reggimento lancieri di Aosta.. -Id. reggimento C{lovalleggeri di Treviso.

ll. dec1'eto 6 settembre 1909. PELLEGRINI Francesco, sottotenente medico G alpini. - Promosso tenente medico con n.nzianità 10 settembre 1909 e con decorrenza per gli assegni d&l 1° ot· tobre 190!l, continuando ~orue sopra.

Determinazione ministeriale 7 ottobre 1909. LA!>ZA cav. Tomma.vo, capitano medico ospedale Novara. - Trasferito ospedale Torino.! Cv:;:~L: Albt1·lo, id. id. Cagliari. - Id. 7 alpini. R osTAGSO Cm·lo, tenente medico ; alpini - Id. 8 id. BILA;o(I'IA Costanti110, id. ospedale Ca.serta. - Id. infe.r meria presidia.ria Poggia. COLIT'rl Silvio, infermeria presidiarin. Foggi11. - Id. ospedale Caserta. LtliJo:llA'fl dott. Luca. id. brigata artiglierin. montagna del veneto. - Destinato 2 urtiglieria montagna dal Jo ottobre 1900.

R . d f!cl·elo 18 O!fOSlo 1009. Ru::;'I'At:so GiiiNt'ppe, capitano medico S alpini. -Collocat o in posizione ausili11ria n sua domanda, con decort'è llZII dn.l 1° settembre 1909.


MOVIM&'lTl A VVE~UTI ~.EL CORPO SA:\IT. E ~RL PERS. l" ARMA.OEOTICO

719

Deter11t inazione 1n iniste-ria.le 14 ottobre WO~. M.ESSEROT'fl BESVE:SUTJ GitLSeppe, capitano medico scuola applicazione sanità ml ·

litare - F~RRARI·Lir!I.LI 1'rancesco, id. id. id. - Nominati inseg nanti rum. tari titolari. Zoazow Gi01:anni, id. os pedale Verona. - Trasferito o::pe1lale Alessandria. BEDE! Ma1n·izio, tenente medico id. Bolog na. - Id. 57 fanteria. Doli!!\E Miche/i:, sottotenente medico id. \·erona. I d. G4 id. PA!"AGJA Antoni no, id . !l7 fanteria. - Id. os pedale \erona.

Farmaolstl mWtarl. R . decreto 4 luglio 1909. farmacbta di P classe, ospedale milita1·e Nap oli. - Collocato a riposo, a sua domanda, per infermità comprovata, con decort·enza 1• marzo

BvLliRL.'i:l Fedele,

1909. Dt ternt inazione minislel·iale 19 ayoslo W OO. AccessATO dott. E rmenegildo, farmaci sta di 2" classe, os pedale militare Palermo

- Trasferito os pedale militare Messina. EL&TTO Alfouso, id. 2• id, R. corpo di tn1ppe colonia li dell'Eritrea. - CesSI\ di appartenere al R. corpo di truppe coloniali e tras fer ito os pedale militare Genova dal 18 agos to 1009. R . decreto l " otfob1·e LW9. Gt;EKRlEtU R a ffaele, farmacis ta di 2• classe ospedale militare Ancona. -

Collocato in aspettativa per motivi di famiglia, a s ua domanda, per la durata di UD anno dal L0 ottobre l!J09. Detel"lninaz ione mi1tister iate a ottobre WOO.

GA~PARt

Pio, farmaci sta di l• classe, ospedale militare Torino. - Trasferito os pedale militare Ancona. !Jelt rminazione 11ti!liste,·iale 21 ottobre WOO.

BOLlO cav. Gio,.gio, farmac is ta capo di L• classe. ospedale militare Savigliano. Trasferito os pedale militare Catanzaro. CsnvELLil' Anlollio, id. 2• id., id. id. Ca.tanzaro. - Id. Ì(L Savigliano. R. dec1·eto 1!3 agosto 19()U.

\- ER:>A dott. Giovanni, farmacista ù i 2" classe ospedale militare Milano. - Ac· cettate le dimiss ioni dall' impiego o nominato contemporaneamente farmacista militare di complemento di 2• classe.

UFFICIALI Uf OO.GEDO. Utaol&U lD poslslone dl servtslo ausiliario. R. cleereto 2() lttylio 1 90~. PAUI:, cav. R o!Je.-to, colonnello medico distretto Bologna - CA.nADO:>NA cav. Antonino, id. id. Padova . - Colloca ti a ri poso con decorren 7.a. 113 g iugno H/09, per anz ian ità d i servizio, insc ritt i uella r iserva e nominati ufficiali nell'Ordine delln Corona d'Ital ia.


720

MOVIMENTI AVVENUTI :SEI. CORPO SANIT. E :SEL PERS. FAUMACEUTICO

H. decreto 21:1 lt1glio 1909.

MoRPURGO cav. Giacomo, colonnello medico di11tretto Miilano- CAIULL'<I cav. Riccardo, id. id. id. Venezia - NEVIANI cav. Pio, tenente ~lonnello id. id. Bo· logna - StGrLLO cav. Lettuio, maggiore id. id. Messina. - Collocati & ri· poso con decorrenza 16 giug no 1009, per anzianità di servizio, inscritti neU& riserva e nominati cavalieri nell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro. R. decreto Hl luglio 1909.

DE Fu,IPPIS Aditltore, capitano medico distretto Firenze. - Collocato a riposo ~n decorrenza 16 agosto 1909, per anziani tà di servizio, inscritto nella riserva e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia. B. decreto 29 lt1glio 1909.

hzo Giovanni, capitano •medico, distretto Napoli. - Collocato a riposo con de· correnza 16 giugno IOO!J, per anzianità di servizio, inscritto nella riserva e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia. U ftlol&U 41 rl1erva. ll. decreto t1 agosto 1909.

tenente medico dis tretto Taranto. - Ces sa di appartenere al ruolo degli ufficiali di riserva per ragione di età, ~nser vando il grado con la relati•ll uniforme

CATUCCI Paolo,

RF.!ICI Frat~ccsco, maggiore medico riserva. distretto Lecce. - Morto, ad Andrano (Lecce), il 13 agosto 1909. FRAOUGI,IA Paoto, capitano medi~ di riserva, distretto Milano. - Id. a Milano, 1'8 dicembre 1908. BAlUJELLI Gio. llatli.vta, capitano medico non piir lnscritto nei ruoli. - I d. a .Ma· rio (Monza), il 12 settembre 1909. PASCA cav. Ca1nillo, maggiore generale medico, non più iscritto nei ruoli - Id. ad Asolo (Treviso), il 12 ottobre id. ELIA ca v. Giovarmi, maggiore generale medico, non pil'l iscritto nei ruoli. - Id. a Torino, 1'8 agosto id. Rr COLARDI cav. Ettore, tenente genern.le medico nellA. riserva, distretto Roma.. Id. a Roma, il 12 agos to id.

ERRATA-CORRIGE. Fast:icolo VII, pag. 526, riga 11", Errata: 6 p. 100, Corrige: 0,6 p. JOO. I l Pt r'CLLurc L o tGI FE RR ERO o t C.\VALt.~RLEO~E, maggior generale medico ispettore. Il

R cd a ttorl"~

RIDOt,FO L 1v1, tenente colonu'lllo medico. 191011 -

ll.un.t, 19ti9- Ttit. E. Vo~ h••rA .


Le lesian.i traumatiche dei centri n.ervoei. Memoria onorata del pNmio Rìberi. - Roma, 1900. Un volume dl pag. 820. Prezzo ridotto . L. 3 60 Swoau e Grou..t.RJCLLT. - La malaria in !tali&. Opera .onorata del 1° premio al ooncorao Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitograflobe. Roma, 18815; prezzo ridotto. . • . . • • 3 Tou:LLtlfl. - Delle malattie pii) frequentemente simulate o provocate dagli iDicri.ttl. - Roma, 1875 • • . • • • • • • . . • . • . • • 3 60

tJ,.I.Ltlf.UU. -

11. a . - Per l'acqui Ila delle opi,. eoprel8dlute Inviare oommlnlonl • vaglia all'lmmlnlalraz l alli Citi lllomale di Mdlclna militare tla XX 8ttltmllrt llo81&.

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A.Ure pubbllcrulon• tnecUco-ndlttarl: Cu.u.r PtETao, tenente medico. - La chlrurgi3 conservatri.ce nei suoi rapporti oon la traumatologia e la legge concernente gli infortuni sul lavoro. Trattato di eeegesi clinica in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla legillla7ione sociale italiana.- Roma, 1901. Società editrice Dante Alighieri. (Vendibile presso l'utore, via XX Settembre g9 p. 1°, Roma) • . . . L. ID. m. - L'ipotesi dell'evoluzione. Studi e ricerche. - Milano, Asaociazione tip. pri•. 2• ediz., 1900. (Vendibile presso l'Autore, via XX settembre, 89 p. 1°) • DII F.u.oo Am>B&A, tenente colonneUo medico. - Patogeneai unica delle malattie vascolari, secretive e nodulari degli occhi e degli organi vicini. Un vol. in go di pag. 240 con g tavole fuori testo. - Napoli, Società commerciale libraria, 1905 . . . • . . . . . . . . • FD'IlA.Bl LELLX FBA~oa:soo, tenente me<lico. -Manuale di bromatologia pei modici militari. - Firenze. 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendìbile p~o l'Autore in Firenze, aeuola d'applicazione di sanità militare) . • • lliBBUoo Ptr:rno, generale medico. - Sull'azione degli attuali fucili da guerra e epecialmente del fucile italiano di pi.ccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. IStudi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie ripro· dotte in fototipograf!a).- Roma, 1908. (Vendibile presso la Tip Voghera). • II>. m. - Le operazioni piìl frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1g9g. (Vendibile presao la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . • . . . . . . . . • . . . . . . ' J.t.m>OLO CosTANTINO, colonnello medico. - Oftalmoecopia ed otticn oculietica. llanuale teorico-pratico. Un vol. in go con g2 figure e 12 tavole.- Napoli, stabilimento tipografico Ftorrante, 1905. (Vendibile presao l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) . . . . . . . . • HANOUNTI E:zto, tenenti) oolonoello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1S98, 1905). Testo e progetto con illustra~ioni, premiati con diploma d'onore all'Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile presso l'Autore, piaz.z a Sant'Am))rogio, Milano) . . . . . • In. m. - Esercito e tubercolosi. (Notizìe. - Profìlas.'!i attuale. - "Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abbassamento della statura). Relazione al coogreeso nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . . . • B.t.BELIJ:OO UBB.&NO, tenente medico. - Fasciature ed apparecchi. frattur·e <t lu•uioni. - Firon~e. tip. Barbèra . . . . . . . . . . . . . . • 8UJNAni SALV.&TOBE, capitano medico. ·- L'an.a tomia e la chirurgia operatoria doha man:libola e delle parti mulli ohe la rivestono. - Napoli. 1906. Un vol. in ~· di pag. 130, con 68 figure intercalate nel testo. (Vendibile preaeo l'Antoce, Corao Vittorio Emanuele 386, Napoli) . . . . . . . . . • lo. Il>. - La chirurgia delle vie biliari. Memoria onorata di un attestato di lode della Società medico·chiru.rgica di Boloyna.- Bologna, 1903. Un vol. in 16° di pag. 198, (Vendibile presao l'Autore, Corso Vittorio Emonuolo 386, Napoli). • 8 AN~ccx STlU".t.NO, capitano medico, libero docente di oftalmologia e di cUn1~ oculistica nella Regia Università di Torino. Studio scientifico pratico &uJ traumatismi ocul..-t. Vol. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 mi~fo~a6e e con prefazione del profeseor C. REYliiOND. direttore della Regta clinica. ocalist.ica di Torino. Roma, Enrico Voghera 190&. (Vendiùile TI: P"-<> la t1pogra6a Enrico Voghera, via Po 3, Roma ) . . , . . • !JTI~aA.Nosaoo, maggiore medico. - Ricordi di microbiologia pura ed appli: - Un vol. in 16o dì pag. (Og. Firenze, 1906. (Vendibilo :preeao l'AuIn "Il>~. scuola d'applicazione di aanità militare, Firenze) . • . • . . . • ·di· ~alattie infettive diffusibili piò. frequenti nel soldato italiano. Nozioni (V 8 P1 .m1ologia militare. Un vol. in go.grande di pag. 29g.- Firenze, 1907. VraoX:n~e preeeo l'Autore, acuola d'applicazione dì sanità militare, Firenze). • por oaou.ao, capitano medico. - Il consulente Sanitario, Guida pratica vol ~~noaoere e curare le male,ttic in aason~a del medico. lll Edizione. Un Ca· pag. UO; eleganternente rilegato in tela. R occa San Caaeiano. L. ppe 1899. (Vendibile presso l' Autore, via Napoleone Ili o. 70, Roma). •

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GIORNALE DI

MEDICINA MILITARE Direzione e A11mlaletru : Via VnU Settembre (Palazzo detlllnlettro 4ella gu.,..)

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. t o Il Giornale di medicina militare si pubblica l'ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. 2° L'a bbonament'> é sempre a nnuo e decorre dal t• gennaio. 30 Il prezzo dell'abbonamen\o é :

Per l' Italia e la Colonia Eritrea . . . Per l' Estero. . . . . . . . . . . . l t ) in Italia . , U n .asc•co1o sepa•·a o cos a t all'estero

L. ~~­

,. tS, , ,~

" t,50 4° L'abbonamento non di$detto prima del 1• dicembre s'intende r innovato per l'anno s uccessivo. 5° l signori abbonali militari in effettività dl servizio possono pagare l'im· porto dell'abbÒnamenlo per mezzo dei rispettivi comandanti di cor po (anche a rate mensili). 6° Ai librai si Ca lo sconto dellO 0/ 0 • ma soltanto 'J)er gli abbonamenti delle pereone che non possono fruire della facilitazione di cui al n. 5. 0 / Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche , fotografoche, ecc. , che accompagnassero lt! memorie, sono a carico degli autari. So Gli autori delle memorie potranno averne gli estratti facendone richiesta oll'atto dell'invio delle bozz~correlle. Gli estratti sono di due tipi :

TIPO .A. -

Con copertina in bianco, 'senza frontispizio, e colla impagino· tura e numerazione del fascicolo. TIPO B . - Con copertina s tampata, frootispizio, impaginatura e numera· zione speciale. Il prezzo é r egolato dalla seguente taritl'a: Prex2:o c1.1 ot.a•oa:n. :fov;J.J.o di. • i:a:llQ.P eL TI PI DI ESTRATTI

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Gli estratti minor i di un foglio si contano come Foglio intero per le ordinazioni d1 100 estratti o meno. .1 0 P er quelli che superano un foglio, le frazioni in ·più, che non aup?r 8. ~ ~ mezzo foglio, si contano come meta, purchl'l però l'ordinazione oon SI& lll e riore a f)0 copie . Potranno aversi estratti in carla e formato diversi, previi accordi pere~ nati tra gli Autori e la TipogTatla. 9' i manoscritti non si restituiscono.


•

Gl.O RNALE· DJ

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MEDICINA MILIT·ARE Glorno.l• di ••odlclna mlllt.tre • ljll>l - 1884· Giornale medico del Rtt:lo Esercllo • della RegiG Marina · 188!! 1895 Qlorpat• modico del Realo e..rcilo t81lG-tll07 '

ANNO LVII -

190!~

....

;n 0 ·l"r.- 30Nov.

F.Asc. X-XI

" .SOMMARIO .

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••:aaoaaE oalt.:~ •· •·

Caocla. - SuJI'epitetioroa de.lla plllllta del piedè e del l.1c:um~ - t.:onltn. , {Ili t ) . FuuJoli. - Studio seleoUUco-prat1eo sul contttcno del delinquente) 'tserdto.- (Coni.) . .ffl - Contributo sperimentllle a llo studlo della nefropessin. - (Con l t3.voltr" fiiori

Cllar=l~· -·~o~lder~zio~ su;l~ p~lll;ssi d~lle ;nftla;tte '~~;,:~rl.! e.dell~ sin: Ilde lo speeie ne! mi Otari . • ...... ,.. ... E8"TE81.

-

. at'I'I.'I'A DI .......-AI.I ITAI.IAI'II ED

( \', l ' f nd lct flfll ' i llltMIO d t/la COperllna).

- - ....... .-.... - . Ol.E\EZION E ED AMMIN!STRAZt ONE

BOllA • Paluco del Klnlstero dellt. Ga.erra, Via XX Settemb!'e - ROMA -~-==-

- -:

··=-~-

Per le iDaerzioni a pagamento rivolgeni eacluaivameate alla_S~I~A RQMANA DI PUBBUCITÀ - &011&, Corso Umbt1rto I . 1fJO.


INDICE DE.LLA RIVISTA DI GIORNALI ITALUNI ED ESTERI Rt VISTA WEOICA.

euoi. - Intorno ad una ouo•a reazione per dllforeozl.tra gli esaudaU dai tra.osud.atl

PtJg. 8&5

RIVISTA 01 CHIRURGrA GEI'I!tRALB. lltraallanolf. - Un nuovo m•lotlo oporatiYO df>ll'emla rrurale. Deuuv - Un ouo•o metodo di ra.Jiograna: radlogralle Istantanee lo. meno di 11100 di minuto secondo .

866 867

RIVtSrA DI MALATTIE VENEREE E DELLA Pl!:LLE.

Hauo,nu. - Un nuovo metodo dJ cura, rortemeote attPooante e roue anche abortivo della sifilide. • • 'Carlt. - Le l'"ellool di sali solubili oella cora lntensl•a precoce della alnlide.

888 869

RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA Dotrr 8 111111. - Ulttrlorl riCPrche •olia rehbre o.IR pa~opatari .• lt. .n~ Vllle)tllll. - Contributo allo • tur1io rluol"' llella rdbbre gialla .. Zlrolla. - Con tr.buto alla otlagno~t hatterloluswa 11&1 colera•. AlbH1oal o F. llnal. - Sul ttalore allmtntar• •t•l vino. .

861

Ga,.attla. - Sul gonne provocatore _della scarlattina

87!

CONPKRENZE SCI&..'~TIFICIIE DEGLI OSPEUAt.l MILITARI.

s·• '·

870

871 871

NOTIZIE R. •~tituto di studi supfrfort di FlrPnte. SoUoscrlziuno per un monumento &Il Aleaaanolro Rìberi

1171

MOVIM!Uifl AVVENU TI NEL CORPO S\NITAIUO E NEL PERSONALE FAIIloUCEUTICO

1117

87'

Pubblicazioni Yendiblll presso l' Amminlstraz. dal " Giornale dlmadlclna miiHarl " \' t• XX SIITnuaoRs.' l'•uzzo o•~ &hNUTF.RO ouu r.uaRR•

AM'opomUria mili4ore. - Risultati ottenuti dallo 1poglio dei fogli •anitari dell• olaai 1859-1863; duo volumi in 4° con atlanta VoL I (Dati antropologici ed etnologici) eoo Atlanta dolla geografia an· tropologica dell' Italia.. - Roma 1896 . • . • • . • • . . . . . L 18 Vol. ll (Dati demografici e biolugioi) - Roma, 190S • • • . . • 8 B.a.aorno o Broaz.t.. - Compendio di chirurgia di guerra compilato mlla .tori& rpedioo-chirurgioa della guetta di · eeceaeione d'Amerioe. - Roma. 1888 4 volumi. prozzo ridotto . . . . . . . • • • • • . , . . • •. " 610 BDIIIUDO e BanZL Lo egonobaro degli ammalati e feriti in guerra. &moria premiata al concorao Riberi. Un volume di pag. 276 oon molta 8gw-e e tavolo gra8che. - Roma, 1905 • . • • • • . . • . . . . • • 350 O.UiRtMt. - La fatica nella vita militare. Cl!onooria promiata nel oonooreo Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 66 Bgure. - Roma. 1908. . • . • 6 Io. - Le malattie e gli infortuni nella vitR militare. Me111oria premiata al concorao Ribori 1905· 1906. Un volume di pag. 4.02 con tavole gra8obe o atati· etiche.- Roma, 1908 . . . . . . • . . . . • • . • , . . " 8 Ouum. - Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del 1111'· vizio sanitario in oampagna pre&.'j() l'011ercito italiano. - Roma. 1906 • • Da Clluas.. - Studio sulle mediaatiniti (mediaatiniti euppurativ., . - o m. diaati.nico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. l " . • • . • • . • . • 2 IIYBTL. - Onomatologia atla.tomica. Storia o critica del modemo lluguaaio anetornico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PRJn't'l e C. Sroau. Roma, 1884. (Edizione rl\l'a) . . . . • . . . . . • • • • • . • Ls ferile cau.4te dalle <Vml da guerra. Sintaei della relazione eaoitaria II1J8li -rciti tedeeohi d urante la guerra fmnoo.germanioe 1870-71. -Roma, 1889. Un volume di pag. 3~8. pre1.~o ·rido.t.to. • . . • . • • • • • . • • • 2 ld.AJJ.a.'inA. - Rtudii •torico-orltioì aulla moningita oerobro ..pinakot epldemio.i io r. Italia o particolarmente noll't!Sercito. - Roma, 1883. Un volume di ~· 262 con 2 tavolo gra6ohe. Prezzo ridotto . • . . .• . . . • .• • • . • 150


MEMORI E

ORI G INALI

Regio Istituto di Clinica chirurgica della Università di Roma Olrctto dal Prol. St•nator~ f . OCRA~TII

SULL' EPITELI O~iA D E LLA

PIANTA DEL PIEDE E DEL CALCAGNO rcr il dott. Filippo Caccia, CnpitAI\0 mctlieo ed na.~iqtcnlo 01\0rorio

IConlltllhl::lone e (i111, Vc,H Fase. \'III ·IX. pag. :;r,p,

ÀN AT OMIA t'ATOLUGIOA. Ma.croscopica.mente si halllnO nella. pianta del piede due specio di epiteliomi, uno a. carattere eminentemente ulcera.tivo, distruttivo e l'altro con tendenza neoformativa..Però non esiste nn limite assoluto tra i due, poichè i due processi quasi sempre contemporaneamente si riscontrano negli epiteliomi della. pianta. del piede. Alla. prima. specie appart~ngono ~5 casi e precisamente 16 dal l o gruppo, i B del 2~ e 6 ciel a~. In questa specie si riscontra che l'aspetto della. neoplasia. assume caratteri diversi. In genere è poco sollevata dai tessuti circostanti con base larga, a. superficie appiattita, ordinariamente molto più estesa. in larghezZ'B. che in altezza., e si presenta. sempre ulcera.ta più o meno estesamente. Altre volte (seconda specie} l~ neopla.sia. assume l'asp~tto di bernoccoli, noduli, pr·olifera.:Moni pa.p~~la.ri o fungiformi ; anche questa varietà è a superficie in genere ptu o meno ulcerata.. Il l o tipo qualche volta. assume l'aspetto dell'nlcus rodens, altre volt~ della. tipica. ulcera epiteliomatosa. con i margini induriti, spor· gen~l, tagliati a. picco, irregolari, a fondo frastagliato, bernoccoluto, pap~llare, a consistenza. du~ duro-cartilaginea, ecc. Ne dimostra. la. lllahgnit.a l'l conttnuo . . a.ccresctmento. Una. particolarità ch'è stata. spesso osservata. nelle ulcere cancerose d ella. pia.nta. d el p1e · d e sebbene s1· r ·tscontn· a.nc h e m · a lt re reg1oDI, · · e· .1 • . cara.tt r d 11 ' • . . . e e e a. secrez10ne. St ha. frequentemente una. secreztone sa.nt~s~, Icorosa e fetida, formata di pus, di detriti epiteliali, spesso comn:ust1 a sangue. Ciò è naturalmente frequente più specialmente nelle perso~e poco pulite. 46

- l Gtonaalt di medichla milllar e. - " "c. X- Xl.


722

SULL'EPITELIOMA DELLA PIANTA DEL PIEDE

KxorLAsu: :MULTIPLE. - Solo in due casi si è verificato tale fatto e preci~a.mente nel n. 15 e 17 del 1° gruppo. I n ambedue i casi si trattava. di carcinomi ulcera.ti contemporanei alla gamba ed alla. pianta del piede del medesimo lato, consecut1vi ad ulcere pregresse di natura. flogistica., persistenti da. lungo tempo. Fatti simili del resto, per gli epiteliomi dell'estremità, sono stati descritti da. Volkma.nn e Brnnn. Non si è verificato alcun caso di ca.rcinoma.tosi diffusa.. CARATTERI ISTOLOGIOI OEHLI EPITELIOlii DELLA I'IA:\TA DEl, PIEDE E CALCAG:->o. - Gli epiteliomi della pianta. del piede. sono ordinariamente a cellule piatte (cancro plano-cellulare -- cancro a. cellule pavimentose - epiteliomi di a lcuni autori) quasi sempre provengono da.l corpo mucoso di :M:alpighi, assumono in genere l'aspetto tubolare o lobula.to. In molti casi vi è la tendenza pronunciata all'evoluzione epidermica con formazione dei caratteristici globi epiteliali (i così detti cancri a cellule piatte corneifìca.nti), in altri (e sono parecchii i casi descritti, tra i quali, il mio), questa evoluzione non è punto accennata, e gli elementi si pt·esentano più o meno giovani ed in atti va prolifera.zioce cariociuetica. Questo però si riscontra. ordinariamente solo alla periferia dei cordoni epiteliali, mentre nel centro dei medesimi si notano evidenti t>d estesi fatti di degenerazione grassa. d&gli elementi. In questa seconda forma dovrebbe supporsi un decorso maligno, poichè la giovinezza. degli elementi e l' ulcerazione sarebbero due tatti molto favorevoli alle metastasi. Invece queste sono molto rare ed anche quando si ha ingorgo linfatico gla.ndula.re delle regioni ingoino-crurali, spesso si è dimostrato con l'esame istologico, ch('l esso non dipendeva. da meta.stasi. Come si spiegano tali fatti ? Per .ben comprenderli, è necessario descrivere alquanto detta.gliatamente i processi reattivi che d i solito sogliono riscontrarsi nei cancri dell'estremità. in genere e particolarmente in quelli della pianta del piede. Il tessuto neopla.sico, dopo aver oltrepassato il limite epiteliale fisiologico e la membrana basale, manda. i suoi gettoni. nel tessuto connettivale e mentre da. una. parte respinge questo e lo sostituisce, dall'altra. pro,oca negli strati connettivali viciniori processi reattivi di varia int eusit;\ ed importanza. La forma piit nota. di reazione è quella dell' infiltrazione pan·ice llulare che cil·conda i gettoni epiteliali con uno strato cellulare più o ml'uo largo. Talvolta. l'infiltrazione parvicellulare reattiva. è cosi pronunciata da formare un vero e proprio tessuto di granulazione con \ a:;colarizzazione molto forte (carcinoma. granulosum del Wn.ldeyer) .


E DEL CALCAGNO

723

!J:l tessuto connettivale in tal guisa divenuto molle, faèilita. la. penetrazione del carcinoma nella. profondità. In tal caso datala rigogliosa. ""t'&Scolarizzazione del tessuto reattivo e la facile ulcera.zione del carcinoma, non è difficile la complicazione di fatti snppura.tivi per la grande facilitA. di penetrazioue dei germi piogeni in una regione tanto esposta. Questa è la spiegazione delle facili snppnrazioni, .a lle volte molto abbondanti. Fortunatamente però negli epiteliomi della pianta del piede questa forma di reazione è molto rara, ed in genere si osserva una forma reattiva a ca.l'8.ttere eminentemente proliferativo. In tal modo si forma nella periferia del tumore uno st.rato del t essuto connettival e sclerotico, ed alle volte addirittura calloso, che stride sotto il coltello. Questi calli perionca.li non posseggono piit vie linfatiche aperte, sono poveri di vasi, e questi in genere piuttosto piccoli. In tal guisa non solo la barriera callosa ostacola od impedisce addirittura il progresso del morbo in loco, ma ne rende difficile anche la mt-tastasi e la generalizzazione per trasporto embolico (pei vasi) o per via linfatica. In questi casi quindi il reperto istologico ha molto valore. Infatti quando si osserva ch€1 le masse epiteliomatose sono attorniate da uno stroma abbondante ed inoltre che nella periferia del tumore il tessuto connettivale reattivo è molto sviluppato ed ha carattere neoforma.tivo con scarsi vasi, possiamo formulare una prognosi rola.tivamente favorevole. L'origine di questo tessuto reattivo di natura flogistica non è difficile ad intendersi, riflettendo alla superficialità dei tumori ed alla funzione propria della pianta del piede, dove quindi gli insulti traumatici continui e le facili inoculazioni di germi neces~ariamente mantengono il tessuto in condizione di reazione cronica infiammator ia. Inoltre costituiscono ancora un motivo di ostacolo alla propagazione dei tumori dPila. pianta del piede le condizioni speciali an~ttomich e della regione. Si sa che nella pianta d~l piede esiste u&o strato di te~suto adiposo, sottile in corrispondenza della. \'Olta., molto spesso invece in cor-rispondenza a.i punti di appoggio e specialmente in oorrispondenza. al calcagno (Testut), punto dove hanno sede più frequentemente gli epiteliomi. I lobuli adiposi di questo strato sono imprigionati tra setti fibros i che vanno dal derma all'aponevrosi piantare. I vasi arteriosi, venosi ~ l infe.tici di questo strato sono tutti di piccolo caHbro. Al disotto dPllo strato adiposo esiste una. robusta aponevrosi.


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SU LL'EPITELIOllA DELLA PIANTA DEL PU:OII:

È evidente che questi strati di tessuto connettivo, per se medesimi molto spessi e compatti, debbono opporre una barriera. abbastanza valida alla propagazione degli epiteliomi in profondità, barriera moltofavorevolmente rinforzata. dalle reazioni flogistiche, provocate dagli stimoli irritativi meccanici propri alla regione. A. tal proposito cito l'osservazione n. 6 del 1° gruppo che è molto caratteristica. Donna di 64 anni con ulcera cronica al piede in corri· spondenza della regione malleolare interna, da 20 anni. Da duo anni aveva osservato che il carattere dell'ulcera della grandezza di un ta.llero, si alterave. sempre pii1. l margini venivano lentamente scollati ed alla pressione fuoriusciva da essi una discreta quantità. di massa bianca, simile a sebum. Contemporaneamente il fondo dell'ulcera assumeva un colore opalino e ven i va ricoperte. da papille abbastanza grosso, molto atldensate, come compresse e quasi a forma di tegole sovrapposte. Con il tempo lo scollamento sottocuteneo si estese al calcagno ed alla pianta del piede. La cutt\ si perfo1·ò in diversi punti e dalle aperture fuoriuscivano alla pressione le medesime masse molli poltigliose (cellule epi· dermiche e detriti), che emettevano un odore fetido. Per tali f~~otti l'inferma ricorse ad un empirico, il quale praticava ogni 3-4 settimane una polizia della parte, abbastanza doloro!!&, espelleva ogni volta. cirelli 25 gr. di poltiglia epidermica. Quando finalmente il rivestimento epidermico, pertngiato in più parti, divenne rosso ed edematoso, provocando vivi dolori, la pazi ente ricorse alla clinica di Halle per l'amputazione. La paziente mori di setticemia acuta (nel 187ll la chirurgia era ancora lontana dall'antisepsi). Nel piede amputato si riscontrava che la propagazione ce.rcinoma:tosa aveva invaso tutto il tessuto sottocutaneo, con formazione super· ficialmente di una. serie di tasche irregolari e comunicanti, mentre profondamente i forti calli e la muscolatura. in degenerazione fibrosa. avevano impedito l'ulteriore propagarsi del cancro-. Glandole inguinali. completamente libere.

Voglio parlare partitamente di questlll per le particolarità che si presentano a tal riguardo in tale varietà rli epiteliomi dell'e.;tremità e principalmente per la grande importanza tera.peutica. Metastasi glandolari si sono riscontrate in 4 casi su 40 := 0,3 p. 100. In un caso di Brunn che nell'intervento aveva notato assenza di glandole inguinali, l'ammalato mori dopo cinque anni dall'atto operativo per malattia addominale. Brunn non esclude che possa essersi M ETASTASI GLAX DOLARE. -


E DEL CA.LC AG!-10

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trattato di recidi va. nell' inguin<>. A me pare che in tal caso la. scrupolosità di Brunn sia. eccessiva.. In 3 casi sono state asportate le glandole per il dubbio della. metastasi, ma. il reperto istologico ne ha. accertato l'assenza.. In un'altra operazione, in cui esisteva ingorgo gla.ndolare, sebbene non si sia fatL& l'asportazione, si può assicurare che non vi era. metastasi, perchè dopo 4: anni dell'operazione non vi era. alcun accenno di sorta di riproduzione del t umore. In 6 casi vi era. ingorgo gla.ndolo.re, ma. non si sa di che ua.tura, poichè non è indicato n è il reperto istologico, nè l'esito lontano. I n 6 casi è affermato specificatamente l'assenza di ogni ingorgo glandola.re. In tutti gli altri casi non vi è alcuna. indicazione, ma. tutto fa. supporre, almeno nella. grande maggioranza, che le glandole fos· sero sane. E ciò in parecchi è accertato dalla. guarigione duratura verificata, senz-a che fosse stata. fatta. asportazione gla.ndolare. Fra.nze nei suoi 21 casi di cancro dell'estremità ha. avuti 12 ingorghi glan· dolari ossia. il 57 p. 100. Essi erano cosi divisi: 6 appartenevano agli 11 casi del 1° gruppo, 4: ai 5 del 2' e 2 ai 5 del 3'. Nei 45 casi di cancri della. pianta del piede e del calcagno, da. me raccolti, si hanno in complesso 14 tumefazioni gla.ndola.ri, ossia i l 31,1 p. 100, di cui 8 appartengono a 29 casi del 1° gruppo, l ai 3 del 2° e 5 ai 13 del 3°. Le quattro metastasi cancerose nell'inguine sono cosi divise: 2 al I , 2 al III gruppo, nessuna al II. Adunque si può ritenere che di regola. l' ingorgo gla.ndola.re nei can· ·cri della pianta. del piede è relativamente raro e comparisce in genere ta.rdivamente, quando cioè già il tumore s'è ulcerato e complicato a. sepsi -<:ome ben si rileva dalle storie cliniche. Quindi le tumefazioni linfatiche gla.ndola.ri, quando esistono, sono per lo più di natura. flogistica, fatto reso evidente dalle facili e spesso abbondanti suppurazioni. Così ad es. nel nostro caso, dove non esisteva. suppurazione di sorta, ingorgo gla.ndola.re non se ne percepiva, fatto che persiste dopo H: mesi. Altro argomento in favore della natura flogistica della. maggior parte delle tumefazioni glandola.ri è la scomparsa delle medesime o per lo meno la semplice riduzione, dopo l'asportazione del tu.more; fenomeno già messo in rilievo d~ parecchi autori (Michael, Franze, Bruno, ecc.). Però, come abbiamo visto, esempi di metastasi bene ~ccertate non mancano e quindi, nel dubbio, in ogni caso di ingorgo glandola.re, è bene attenersi al principio generale del trattamento degli epiteliomi; di ~sportare ciot\ le glandole perrepibili.


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SULL'&PITEJ..IOYA DELLA Pl.U;TA DEL PIEDE

Infatti in due dei quattro casi sunnotati, si è verificato esito letaler. non per la. riproduzione loca.le, ma. per la. meta.sta.si: In un caso si trattava. di carcinoma epiteliale melanotico della pianta del piede (III gruppo), operato di estirpazione del tumore. Dopo 8 mesi si ebbe morte per tumore melanotico dell'inguine. Nell'altro si trattava di un carcinoma ulcerato a. secrezione icorosa. e fetida., operato duevolte, dapprima. con escissione, poi con intervento demolitivo economico; esisteva ingorgo glandolare in lieve grado, non doloroso, e perciòfu lasciato intatto. Dopo l'operazione si ingrossarono notevolmente le glandole inguinali, divennero dolorose, l'arto corrispondente divenne edematoso; segni deperimento, cachessia e morte. · Negli altri due casi di metastasi glandolare la sepsi (si era. nell'epoca preantisettica), ha provocato esito letal~ in brevoe t-empo in uno e nell'altro dopo 11 mesi. SEDE DELLE KETASTA I GLA:-<OOLARJ. - Anche questo è un quesito te· ra.peutico importante. Tutti gli autori che hanno riportati epiteliomi della pianta del piede e del calcagno, parlano solo di ingorghi gla.ndolari o metastasi della. regione crurale od inguinR.le, solo uno, il V a.llas, accenna alla regione poplitea. Ora. dall'anatomia. si sa. che nella pianta tiel piede esistono vasi linfatioi superficiali e profondi; i superficiali formano un'abbondante rete che occupa. tutta l'estensione della r egione, si portano alla faccia dorsale del piede e poi raggiungono le linfo-ghian· dole su binguina.li su perficia.li. Solo pochi seguono il decorso della piccola safena, e vanno alle linfo ·ghiandole poplitee. I linfa.tici profondi invece, poco numerosi. rimontano snlla parte posteriore del collo del piede e della. gamba, e mettono capo alle linfo-gbia.ndole poplitee ('l'estut). Dall'esame dei casi riferiti si rileva. che nel n. lG del I gruppo t>sisteva., per un carcinoma ulcera.to della. pianta, tumefazione accentuata. della. gamba corrispondente tanto che fu eseguita l'amputazione della. coscia (?). Con tutta probabilità tale tumefazione va interpretata. come una conseguenza. della. tume fazione delle linfo-ghiandole della. regione poplitea, comprimente i vasi corrispondenti. Quind!i, in casi del generet oltre che alla regione inguino-crurale, bisogna portare la. nostra atten· zione anche alla. poplitea., e se e>sistono linfo·ghiando!e dubbie, bisogna agire in conseguenza.. Solo cosi si può essere sicuri di aver espletato un intervento veramente razionale per non correre _il rischio di far troppo, come nel caso


727

E DEL CALCAGNO

riferito, o troppo poco, qualora non vi portasse l'attenzionA per la mancanza di fatti oonclamati.

••* Riguardo a.l trattamento furono eseguite 19 amputazioni di gamba., 2 di femore, 7 interventi economici (amputazioni e disarticolazioni parziali delle ossa del piede), 13 piccoli interventi (asportazione delle sole parti malate, cauterizzazioni, ecc.). Di 4 non esistono indicazioni. Nel seguente quadro sono indicati gli esiti operativi.

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Ho voluto dividere gli atti operativi in tre categorie: 1° amputazioni (gamba o coscia); 2° Interventi demolitivi economici (amputazioni e disarticolazioni dita e metatarsi, Chopart, VJa.dimiroff-Mikulicz, ecc.); 3° piccoli interventi (asportazione delle parti malate, cauterizzazioni o causticazioni), per studiarne singolarmente gli esiti e poterue dedurre le opportune conseguenze pratiche. Complessivamente furono eseguite 21 amputazioni; 7 interventi demolitivi economici e 13 piccoli interventi; di 4 casi non si hanno dati. Nelle 21 amputazioni si ebbero 2 morti immediate dopo l'operazione per sepsi, nell'epoca preantisettica. ; in un caso, per giunta, si trattava di un carcinoma spesso reoidivato e cauterizzato in uu uomo molto vecchio. In 8 si verificò recidi va locale, non osta.nte un intervento cosi radicale; però in un caso operato di amputazione del femor-e per epitelioma


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1

SULL EPtTELIO~lA DELLA PlA~TA DEL Pl!EDE

ulcerato del calcagno e della. gamba, la recidiva si verificò nelle gla.nIl p~ziente mori di piemia. 11 mesi dopo l'operazione. Nel 2' si ebbe recidiva. nel moncherino i il paziente aveva. aspettato 4 n.uni prima. di ricorrere al chirurgo e mori dopo un anno dall'operazione per marasma.. Nel 31), dopo tre recidive, si ve~ificò la. morte. In 10 si ottenne guarigione; di G dei quali non si conosce la durata, degli altri 4 si può affermare di avere ottenuto una. vera. guari· gione, poichè in un caso (uomo di 72 anni), di verificò la morte per vecchiaia, dopo 4 anni senza alcuna. recidiva; in un altro la. guarigione persisteva. ancora. dopo 7 anni e negli altri 2 è stata verificata la guarigione duratura di parecchio anni •· Di 6 casi di amputazione, l di coscia e 5 di gamba, non si hanno affatto indicazioni dell'esito. Uiepilogando per l'amputazione si avrebbe la seguente percentuale: · morte immediata: 9, 7 p. 100; recidi ve: 14,3 p. 100; guarigione dopo il primo intervento: 47,1 p. 100, di cui solo 10,0 p. 100 di guarigioni durature verificate; guarigioni dopo la recidiva: O. va notato che esiste il 28,6 p. 100 di esiti ignoti. Nei 7 interventi demolitivi economici non si verificò nessun caso di morte immediata. Si ebbe una sola recidiva, non locale, ma uelle g landole liiJfa.Lit·he inguina.li. L'informazione dà. morte per anemia (?}, seconcio il certificato necrologico. In tre si ottenne guarigione dopo il j)rimo intervento e precisamente in uno è stato accC'rta.to che dopo due anni non esisteva recidiva, in un altro si è verificata la morte dopo 4 anni per tifo, senza che fosse sopravvenuta recidiva e nel 3° la durata della guarigione è ignota, l'informazione presa dopo 6 anni dà. JJ.lOrle; si trattava di un uomo di 75 anni nel momento dell'intervento. In tre l'esito non è indicato. Le percentuali relative sono le seguenti: morte immedilltl\: 3 p. 100; recidive (non locali) : 14,3 p. 100 i guarigioni dcpo il primo intervento: 42,8 p. 100, di cui però ~S,ll p. 100 di guarigioni durature verificate; guarigioni dopo le recidive; O. Di esito ignoto si ha il 42,8 p. 101). Nei 13 piccoli interventi si ha. unn. morte rapida per sepsi, in una donna di 73 anni, affetta. da epitelioma della pianta con metastasi inguinale ed operata in ambedue le localizzazioni. A ll'autopsia si constatò la metastasi anche delle glandole iliache. Quindi tre fa ttori contribuirono alla morte; malattia inoltrata, intervento lungo ed indaginoso in età avanzata. (73 anni) e sepsi. Si verificarono 4 recidive con r einten 'ento in 3 casi; in un caso si verificò morte senza nuovo intervento dopo 8 mesi per recidiva nelle glandole inguinali (tumore mela.notico). Nei tre casi d! nuO\O intervento, si ebbero tre guarigioni ; in uno però la durata. è ignota (operati di 2 recidive senza. ingorgo glando dol ~ linfatiche inguinali.


E DEL CALCAGXO

72!)

l are) i in uno si praticarono quattro operazioni di recidiva. con semplice estirpazione; dopo il quarto intervento non si è riscontrata riproduzione dopo cinque mesi, in uno si verificò due volte recidiva, dopo l'ul tima estirpazione si è ottenuta. la guarigione duratura da 3 anni. I n 7 casi si è ottenuta .la. guarigione dopo il primo intervento ; però in un caso la. durata è ignota, in due si è verificata la durata. della guarigione da. l-2 anni e precisamente in uno dopo 14 mesi non si è avuto recidiva. ed in un altro, morto per apoplessia dopo nn anno, non si è verificata la ripetizione del morbo, in 3 casi la durata. è stata ver ificata. da 2·4 anni e propriamente in uno dopo 3 anni nessun accenno di recidiva, in l si è constatata sanità. completa due 11.nni e mezzo dopo, ia l «parecchi anni dopo •; infine iu un caso l'i è constatata mort~ dopo 5 anni per malattia addominale. In questa osservazione, volendo essere scrupolosi, non essendo specificato il genere della sofferenza, non si può essere sicuri che n on vi sia. stata recidiva nelle glandole linfatiche inguinali ed iliache. Inoltre si ha un esito ignoto. I..e percentuali relative sono le seguenti: mort.e immediata: 7,5 p. 100; recidive: 30,7 p. 100; guarigioni dopo il primo intervento n~,S p. 100, ed anche volendo toglier e il caso dubbio di morte per sofferenze addominali, oltre a quello di durata della guarigione ignota, si ha 38,5 p. 100 di guarigioni verificate indiscutibilmente. Però la. durata. della guarigione da uno a. due anni non dà alcun affidamento, e quindi togliendo anche questi casi, rimane: 23,1 p. 100 di guarigioni du•·ature, ossia. una percentuale superiore a. quella. (19,0 p. 100) ottenuta con interventi demolitivi completi (amputazioni gamba. o coscia). Guarigioni dopo la. recidiva: 75,0 p. 100, p erò togliendo il caso della durata ignota e l'altra. della. gua.rigio11e verifica.tasi da soli 5 mesi si ha. il 25 p. 100 di guarigioni duratur~. (Naturalmente quest'ultima. percentuale è fatta. in relazione alle operazioni delle 4 recidive e non al numero totale degli operati con piccoli inter~enti). Riepilogo general.:l degli esiti, tenendo calcolo di tutti i casi delle 3 speeie d'interventi. Morti immediate 3-7,3 p. 100; guarigioni 20- 48,8 p. 100, di cui 8 esiLi ignoti, quindi ne rimangono 12-20, 3 p. 100; recidive 8-20, 6 p. 100; esiti ignoti 10- 24:, 4 p. lQO. Dall'esame di queste diverse modalità di intervento, bisogna trarne delle consegttenze utili per la pratica. Prima di tu t.to però è necessario porre la questione importantissima: se, nell'avvenire, con i progressi attuali della chir ttrgia, pos:>iamo ridurre a zero o quasi la mortalità. per interventi rosi privi di pericolo, come sono le amputazioni, disarticolazioni o semplici asportazioni. Alla risoluzione di t a.le quesito -concorrono due fattori: il processo più o meno inoltrato e la. tecnica -chirurgica. Su questo secondo fattore oggi non è più permesso discll-


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SULL'.EPJTELIOMA DELLA PIANTA DEL l'lEO.B:

tere; sul primo si può bene sperare che con la civiltà e l'igiene che che si va facendo sempre più strada. anche nei centri più infimi, in avvenire gli ammalati non ricorrano al chirurgo solo quando già. il processo ha. prodotto vaste distruzioni con il conseguente deperimento e cachessia. Si sa bene che in casi siffatti l'operazione è più grave: l 0 perchè in genere bisogna. ricorrere ad interventi mutilant.i (amputazioni o disarticolazioni) i 2, perchè può essere necessaria. l' asportazione completa delle glandole linfatiche delle regione inguino·crurale: atto operativo questo, come si sa., alquanto lungo e laborioso. Quindi dovendo fare un intervento più grave in ammalato mal ridotto non è da meravigliarsi che si possa avere un esito infausto anche immediato. Se si elimina una. tale tra.scura.nza da. parte dell'ammalato, certamente di regola la mortalità immediata non dovrebbe più avverarsi· con i mezzi tecnici di cui oggi si dispone. Ed è permesso sperar& anche che interventi mutilanti, di disastrosa conseguenza, data. la speciale regione, non sia più necessarir. farne. Ed in oiò bisogna che concorrano da parte loro anche i medici pratici, consigliando ed insistendo sull'efficacia delPoperazione precoce. L'altro quesito importante è di constatare se veramente l'intervento demolitivo dà. maggiore a ffidamento degli altri. Invero le cifre già. riportate ci indicano che, con gli interventi demolitivi, non si ottengono risultati sensibilmente migliori che con la. semplice asportazione. Queste cifre possono essere ancora modificate, facendo un calcolo più razionale ossia. emettendo i morti subito dopo l'operazione, o non osservati dopo e ritenendo guariti solo i non re· cidivati dopo due anni. Si hanno cosi 18 operati, di cui 10 guariti uelsenso detto o5,5 p. 100 i recidive 8 == 44,5 p. 100. Su 10 tra amputazioni e disarticolazioni si hanno guarigioni 6 == GO p. 100, recidive 4 == 40 p. 100. Su 8 a.spot·tazioni semplici guarigioni 4 ==50 p. 100, recidive 4 ==50 p. 100. Quindi da queste cifre i risultati appaiono sensibilmente migliori per gli interventi mutilanti. Però, ciò cambia. se teniamo il dovuto calcolo degli operati efficacemente di recidive. Negli operati mutilati nessuno gnari dopo la recidiva, nei non mutilati 3 su 4, però di uno solo si è constatata la guarigione duratura. dopo 2 anni, quindi si ha. in complesso la percentuale di 62,6 p. 100 di guarigioni durature dapo piccoli interventi. D 'altra. parte bisogna. comprendere che gli operati d'interventi demolitivi, si trovavano in uno stadio molto piit a.vanzt~to di malattia. degli altri.

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E DEL CALCAGNO

731

Adunque sebbene a. prima vista sembri che l'intervento demolitivo sia. la cura. più opportuna. e sicura., dalle cifre precedenti e dalle considerazioni cliniche ed istologiche dette dobbiamo concludere che si ha il dovere, negli epiteliomi della. pianta del piede e del calcagno, di tentare prima di tutto, nei casi non troppo avanzati, o con lesioni ossee gravi il trattamento conservativo anche a rischio di. dover ricorrere più tardi ad un' opernzione di recidiva. Si potrà. tentare ciò tanto più facilmente se si fa speciale attenzione alle glanda.le linfatiche della regione, le quali debbono essere sempre rimosse quando si ha il mmtmo sospetto. Si comprende bene che il trattamento demolitivo viene solo discusso quando, per l'estirpazione delle parti ammalate, non venga compromessa. la fnnzionalità. dell'arto. Ed anche in tal caso è dovt>roso ricorrere all'intervento, piu economico possibile. Ed a. tal proposito bisogna tenere in molta. considerazione l'operazione di \Vladimiroff-Mikulicz, cosi utile in certi casi di carcinomi estesi del calcagno. Operazione del resto già. applicata con successo dal Berger. E credo sia. consigliabile seguire il sistema adottato da questo autore, cioè asportare in P tempo tutte le parti malate, oltrepassandole, quindi tamponare. Passati 2·3 giorni, dopo il controJlo microscopico di essere cioè arrivato col coltello fino alle parti sane si completa. l'operazione, secondo il metodo detto di Wladimiroff-Mikulicz. Appunto perciò ho io fatto una. suddivisione speciale degli interventi demolitivi er.onomici e diilla. percentuale di questi, pa.ra.gona.ta. a quella. delle amputal'.ioni, si rileva. che tanto gli esiti immediati che i lontani sono alquanto piu favorevoli per i primi. È vero che i oasi (7) degli interventi demolitivi economici sono troppo scarsi per poterne dedurre delle conseguenze sicure, ma bisogna tenerne molto calcolo, poichè ogni barlume di speranza, per la conservazione: è neces· >ario che sia efficacemente colth·a.to in una regione così importanteper l'economia individuale, qua.l'è quella della. pianta del piede.

•

** PaoGNOSI. - In genere si può ritenere che sia abbastanza favorevole per gli epiteliomi della pianta. del piede e che lo possa. essere ancora. più in seguito, se si ricorre precocemente a.l presidio chirurgico. In ogni modo è certamente più propizia che negli epiteliomi delle estre· mità in genere, poichè se Volkma.nn dava per questi 60-56 p. 100 di guarigioni definitive, Brunn, piu recentemente con un materiale ma.ggiore, ha trovato solo il 35 p. 100. Fra.nze, sui 21 casi della clinica


73~

SULL'El'ITE LIOMA DELLA PI.L'iTA DEL PIE DE

di Innsbruck dà la mortalità. del 40 p. 100 e la guarigione duratura del 60 p. l 00. Mentre noi possiamo calcolare, per gli epiteliomi della pianta del piede, il Ul ,l p. 100 di guarigioni durature. Cifra questa. ben favo· revole, data la natura della malattia. La ragione della proguosi favorevole è data non solo dalla difficile metastasi gla.ndolare, ma anche dalla possihilit.à di un'operazione radicale, come in genere del resto per tutti gli epiteliomi dell'estremità.

••• Prima di terminare il mio lavoro, credo utile fare qualche considerazione sull 'etiologia e sulla. patogenesi degli epiteliomi in base alle osservazioni raccolte. Poi che se è vero, cho gli epiteliomi delle estremità in generale si prestano in modo speciale a tali riflessioni, non si pre· stano certamente meno quelli della pianta del piede. Non è mia intenzione discutere le diverse ipotesi, t.anto genialmente escogitate in proposito e strenuamente difese in questi ultimi tempi perchè varcbe· rei i limiti del mio modesto lavoro, solo mi limito o. ribadire: in base ai casi descritti, alcuni fatti già noti e non da. tutti ammessi. Uno di questi, e da lungo conosciuto, è che il carcinoma.. si sviluppa con predilezione nei punti esposti a continue irritazioni meccaniche o chimiche. BR.Sta. a dare uno sguardo sui casi riferiti per convincersi di que· sta Yerità. Cicatrici di origine diverse, antiche ulcere, fistole a lungo persistenti, c~lli, hanno costituito nella massima parte dei casi il terreno propizio per lo sviluppo degli epiteliomi. Quindi nou si può disconosct3re il nesso tra. questi momenti etiologici e gli e1Jiteliomi che ne seguono. P erò è pure vero che i traumi, le ulceri perforanti, le cause irritative croniche, specialmente i calli ecc. sono infìnita.mt~nte. frequenti sulla pianta. del piede e pure sono relativamente rari:>simi gli epiteliomi che ne conseguono. Quindi altri fattori importanti debbono inter venire, che molti con espressioni vaghe chiamano disposizione dei tessuti o disposizione individual e. Il fatto vero è che sfugge alle nostre indagini il perchè le medesime alterazioni, gl'identici stimoli una. volta portano allo sviluppo di un epitelioma ed infinite altre volte non producono alcun effetto. In conclusione però non possiamo negare, come dice autorevolmente il prof. Durante, che nn tessuto predisposto ereditariamente, sia per anomalia nella sua struttura, sia per anomalia di nutrizione, stimolato dia origine al neoplasma. molto più facilmente di un tessuto normale.


E DEl. CAI.JCAGNO

**~ Un'altra questione che potrebbe essere importante per la genesi dei carcinomi è quella. di vedere « se il tempo che decorre dall'inizio della primitiva. lesione cutanea, stimolo meccanico, flogi:!til'}o ecc. fino allo sviluppo del carcinoma, è costante in una. certa misura •· Se i carcinomi dell'estremità in genere offrono condizioni particolarmente favorevoli alla. risoluzione del q uesito, certamente quelli della pianta clel piede hanno il primato, date le cause primitive, speciali alla. regione, che favoriscono la genesi degli epiteliomi e la. particolare e sempre costante funzione della pianta del piede. Riepilogo i dati dei nostri casi in un quadro. Tem po trascorso tra la prima leslono cut<~nea e lo sviluppo rlel ca rcinoma ETIOLOG IA

llno n ' anni t-40 unanno

tOtO

an ni

Alterazioni cutaneo provocate da tran· ma, compresa le rratture complicato

l l l l !G-30

anni

30-$0

a nni

' 0-!10

anni

sopra ' luogo

l 50

tempo

_

_

l

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Cicatr ici da scottaturo . . . . · J Cicatrici da congela:doni . . • lllalattie ossee.

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3

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Ulcaro spontaneo Tyloma . . . )fai perro ranto Calli .

2

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Verrucho acquisite . TOTALE

3

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3

-8-,-3--6--. -~-6-1 ----;--3- ---;1

Tali dati li troviamo solo in 32 casi, ed in 3 di questi non sono precisati bene, essendovi il detto vago di c lungo tempo •; quindi ne possiamo utilizzare solo 29. Se osserviamo con uno sguardo generale tutti i casi senza le singole modalità che produssero l'epitelioma, vediamo che in' genere decorre molto tempo, ossia piit di 20 anni ; in 15 oasi su 29 62,1 p. 100. Cifra che potrebbe essere aumentata, &e volessimo includere gli altri tre designati con la. denominazione di c lungo tempo •·

==


734

SULI.'EPlTELlOWA DELLA PIANTA DEL Pli!:DE

Nelle singole rubriche poi meritano speciale considerazione il mal perforante e le verruche acquisite. Nei due casi di mal perforante si è avuto breve periodo di tempo dal principio dell'ulcera perforante allo sviluppo del carcinoma, nel nostro caso dopo 8 anni, nell'altro di Brunn dopo piu di 2 anni. Si trattava. però in ambedue di uomini di età avanzata., relativamente 70- 75 anni. Nei tre casi di verruche acquisite, si ebbe lo sviluppo del carcinoma entro i primi 10 anni, fatto del resto noto per l'estremità. in genere. Mentre le verruche congenite danno luogo allo sviluppo degli epiteliomi generalmente dopo i 40 anni. Così anche dopo lungo tempo ed in genere, dopo i 40 anni, si ri· scontra. lo sviluppo del carcinoma. in seguito a. malattie ossee della gio· ,,inezza (osteo-periostite ed osteo-mielite del calcagno). Questi differenti rapporti d i tutte le diverse cause che sogliono portare allo sviluppo del carcinoma indicano chiaramente che, oltre allo stimolo, è necessario che intervenga qualche a:ltro fattore. 1nvero dal quadro precedente emerge che le medesime cause portano allo sviluppo del carcinoma dopo un periodo di tempo molto diverso. A spiegare quindi questa diversità sorge naturalmente il proposito di tener calcolo di un altro fattore interessante, dell'età.. in cui si produsse la primitiva alterazione cutanea e del tempo che decorse tra le singole età e lo sviluppo degli epiteliomi. ..:

~===================

Prriodo di tempo trascortO tra la pr!miUva alteruiooe cutanea e lo a•iluppo del c..1rclnoma •

Epoca della prlmlll•a alterazione cul3nea

l'loo ""1 1·10 l nnull anni

l

lo-tO nnnt

l l l l

110-30 :30-40 40·110 noni eno l anni

sopra l 110

Totale

------------------~l l)

1

--

10 -lll

l 2

20· 29

2

2 2

3

2

l

3 l)

5

30-39

2

40 -49

/j

60-.)ll

60-69

70-i ll

·_

2

1-1

TOTAT.Y. - - -8-~ -3---4.-- - 4 - :--6-

2 26


1'.: DI::L CALCAGNO

735

In un uomo di 45 anni ed in uno di 72, uou sono precisati gli anni della. primitiva alterazione, essendovi l'indicazione di molti anni. In tre non è conosciuta l'età., sebbene si sappia che la lesione primitiva. rirr.onta in uno a. 20 anni ed agli altri a 23. I casi utilizzati sono 26, do>e, senza riguardo all'etiologia, si tien calcolo solo dell'epoca nella. quale si produsse la primitiva lesioue cutanea. Dall 'esame del quadro noi vediamo evidentemente che più giovane il l'età, nella quale si produsse la. primitiva lesione cutanea e maggiore è il periodo di tempo che decorre per lo sviluppo del carcinoma. Quindi cosi si spiega come i traumi, producendosi nell'età più svariate, non posl'!ano avere alcuna regolarità per il tempo che decorre trn. il momento del trauma e lo sviluppo del carcinoma. Da ciò si deve dedurre che l'età è uu fattore molto più importante dello stimolo primitivo. CONCLUSIONI. l. L 'epitelioma. della pianta del piede è relativamente abbastanza raro. Gli uomini vi vanno soggetti molto più frequentemente delle donne; q nanto alla frequenza sul lato destro o sinistro non vi è molta differenza.. L'età. preferita. è l'adulta e la. molto avanzata, sebbene si riscontri qualche caso anche nella giovane. 2. G-li epiteliomi della pianta del piede, come quelli dell'estremità in genere, si sviluppano, nel maggior numero dei casi, su terreno infiammatorio cronico; solo d i rado sono in diretta relazione coi traumi, poichè anche questi abbastanza spesso provocano tatti flogistici cronici. 3. Il tempo che decorre dall'inizio della. primitivg, lesione cutanea. allo sviluppo degli epiteliomi in genere è molto lungo, ossia più di 20 anni in • ·, dei casi. 4. L'età è nn fattore molto più importante della primitiva lesione cutanea, poichè più giovane è l'età nella quale si verificò la medesima e maggiore è il periodo di tempo che passa per lo sviluppo dell'epitelioma. Fatto specialmente reso evidente nei traumi dove, in seguito a lesioni presso a poco eguali, decorse un periodo di tempo molto irregolare. 5. La prognosi dei èancri della pianta. del piede è relativamente buona, rispetto agli epiteliomi in generE', ed alquanto· più favorevole relativamente alle altre regioni dell'estremità. 6. Le ragioni della relativa benignità degli epiteliomi della pianta del piede sono complesse: la speciale conformazione anatomica della regione,


73G

SULL' J::PlTELIOYA DELJ..A PIANTA DEL PIEDE

la particolare struttura dell'epitelioma, la pronunciata proliferazione flogistica reattiva contribuiscono tutte efficacemente ad isolare in loco il morbo. ordinariamente cosi invadente e disastroso, per le metastasi g landolari linfa ti che. 7. La metastn.si negli epiteliomi della pianta del piede è rarissima. Anzi in molti casi non esiste affatto ing0rgo glandolare on·ero, se esiste, è per lo più di natura flogistica, fatto confermato istologicamente. 8. La sede metastatica glandolare degli epiteliomi della. pianta del piede, oltre alla regiooe inguino-crurale, può essere anche la poplitea. 9. Ii trattamento di scelta dev'essere costituito dall' asport~tzione semplice. Quando però l'epitelioma. fosse molto esteso, specie se in corrispondenza del calcagno, è necessario ricorrere, solo però eccezional· mente, agli interventi demonitivi. Ed anche in questi casi è doveroso praticare i più economici possibili. Se esistono ingorghi g landolari per· cepibili, è buona regola eseguire sempre l 'enucl~azione sistematica.

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T rai l•' dt• P atlwlt>f!ir r.fl r MIC.


.... 737

E DEL CALCAGNO

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47

-

Gforrta lt di medicina militare.- F:t<c. X·X I.


738 htituto di Medleloa l.t>gllle della Regia Uoll"tr.~ità di floma DIIII!TTO DAl. rMOt' I!>SORR S. 01'TOLEl\GUI

STUDIO SCIENTIFICO-PRATICO SOL

CONTEG~O

DEL DELINQUENTE NELL'ESERCI'l'O

PN il dott. Gaetano Funaioli, capit.auo medico, assistente onorario

(C.mlinuozton.e, Vetli Pasr. VIli-IX. pAg. 0001.

Deduzioni 1·ispetto alla criminalitù. antecedente al servizio militare. I cento· uomini, presi in considerazione. furono nella vita borghese, precedente alla ferma, criminali differenti, sia nel genere, sia n eli 'intensità del reato. Nel prospetto n. l predomina il delitt.o coutro la proprietà, figurandovi in ragione del 42 p. 100. Seguono poi i reati, in cui l'impulsività è elemento fondamentale e assume varie maniere di manifestazione: tra essi viene, primo, in ordine di frequenza, il crimine di lesioni personal i, figurante nel prospetto statistico sopra-ricordato in ragione del H2 %; in 2• lineo. compare il reato per oltraggio alle guardie n~l rapporto del 16 o o ed in a· linea quello di ribellione agli agenti della forza. pubblica in relazione al 10 p. 100. A distanza piuttosto rilevante da queste forme più frequenti e, quind i, più interessanti di delitti, vengono i crimini per altri titoli, come quello per porto di arma. proibita. (6 ° ·.), quello per renitenza alla. l e~a (o 0 10 ), il reato per danneggiamenti a. cose diverse (4 °, o), il reato per giuochi d'azzardo (2 °/ 0 ), · il reato contro il buon costutull (l '/,), e quello per ma.nca.Lo omicidio (l 0 0 ) : in ul timo souo rappresentati, nel prospetto, due reati combinati; di che offrono esempi il n. 11 (reato contemporaneo di furto, troffa. . e falso) e il u. u5 (reato contemporaneo di furto e lesioni personali). Vi è poi segnalato al n. 99 il caso tl i un crimine, non specificato nei fogli matricolari, crimine commesso da un soggetto ricoverato in una casa. di custodia iu Bologun.


STUDIO !'CIENTii'lCO·PRATICO SUL COXTKG~O DEl, OF.LIXQCIENTE1 IO:CC,

7tJ!.)

Rispetto, poi, all'intensità. di nimina.lita presentata dalla. centuria., eccezione fatta. dei delitti dei nn. 11 e 55 e del reato del n. !>O, deducesi da.l prospetto n. l, che 51 dei delinquenti, esaminati, incorsero 1n un reato unico: di essi infatti 18 incorsero una sola. volta. nel furto 14 id. id. id. in lesioni personali 8 id. id. id. in oltraggio a. guardie 6 id. id. id. in ribelli one a. forza. pubblica 3 id. id. id. in dauno a cose 2 id. id. id. in porto d'arma ptoibita. l id. id. id. in renitenza a leva. \enticinque poi si possono classificare tra recidi\1 i specifici e, di -questi, 11 recidi varo no nel furto, 8 id. in lesioni personali, !3 id. in ribellione a forza pubblica, l id. reato contro il costume, l id. in danni a cose, l iù. in oltraggi a guardie, undici si possono mettere nel quadro dei rel·idivi generici e, di questi 2 rei di furto, incorsero, poi, nel reato di lesione personale, 2 rei di porto d'arma proibita, incorsero nel reato di lesione personale, l già reo di oltraggio, incor:;e nel furto, l reo di furto, incorse poi nel reato dì renite11za alla leva, l reo di furto, recidivò Ruccessivamente nel reato di lE-sione personale e gioco d'azzardo, l reo di lesione personale, recidivò in quello di oltrnggio, l reo di oltraggio, incorse nel reato di ribellione, l reo di lesione personale, incorse in quello di gioco d'azzardo, l reo di oltraggio, recidivò in quello di renitenza alla leva. Dieci infine si possono inquadmre tra. i recidivi generici e specifici : d i essi 4 recidivi specifici nel furto si macchiarono anche, rispettimmente, del reato di oltraggi a guardie, di lesione personale e di reuitenza alla leva, 3 recidi vi specifici in lesioni personali, incorse·ro pure, 1 ispettivamente, nel reato di fnrto e di porto d'nrma proibita, l recidivo specifico nel crimine di ribellione, si macchiò anche del reato di oltraggio alle guardie,


740

STliPIO St' IE:-\TJl.'I CO· Pil \TI CO SUL COI\Tt,;GXO OJ-; L DELI:\Q'GE:\TE 1 ECC.

l recidivo specifico nel reato di porto d'arma proibita commise pure un furto, l recidivo nel reato di furto 'e in quello di oltraggio, incorse anche nel reato di lesione personale. Si deve infine fare rilevare, come in alcuni dei nostri delinquenti, già prima d'intraprendere il servizio militare, erasi rivelata la. dispo· sizione verso gli alcoolici, come negli individui segnati coi nn. o, G, !4, 02, ed arasi anche sviluppata la tendenza all'impulsività come nei soggetti segnalati coi nn. l, 4, 5, 7, 13, 14. l!)t. Deduzioni rispetto alle mancanze comme.•se nell' e.~ercito. L e mancanze, commesse nell'ambiente militare dalla nostra cen -turia, sono state analizzate da un triplice aspetto, cioè so~to l'aspetto numerico, sotto l'aspetto del genere della mancanza. e sotto q nello della gravità in rapporto a.gli anui di ferma. Premetto, anzitutto, che le mancanze trascritte nei fogli matrico· lari e, quindi, da me considerate: appartengono a quelle punite d i prigione sia semplice sia di rigore e non a quelle, punite di consegna, le q ua.li non sono segnate nei registri matricolari. F atta tale premessa, debbo anzitutto prendere in esame le maul·auze dal punto di vista. numerico: esse possono, a. tt1le riguardo, calcolarsi in base alla. loro progressiv1tà rispetto agli anni di ferma e in ba!!e a un coefficiente numerico medio, presentato per anuo di ser· vizio da. un insieme di soggetti di mediocre condotta. Migliore sistema. di calcolo, per t'argi un'idea dell'attitudine di adattamento all'ambiente, è il primo j siacchè, eome più sotto d irò, non si può f11.re assegnamento a.ssolnto su una percentuale media di mancanze, per anni di ferma, da parte di elementi poco correggibili. Se, quindi, si dà un'occhiata al prospetto n. 2•, notasi come le mancanze com plessi ve, da 272 °~ i l l o anno, ascendono, nel i 0 1 a. 340 °0 fino a raggiungere l'acme, nel 3" anno, una percentuale di 406: dal che deducesi un fatto molto interessante, cioè che i falli complessivi della centuria criminale, presa in esame, assunsero nei vari period i del servizio militare, un carattere gradualmente progressivo. Di un altro elemento poi deve tenersi conto nella. mancanza, ed è la sua recidi va specifica: ora la mancanza. recidivata, secondo il prospetto statistico n. 2• presenta pure un carattere progressi vo rispetto agli anni di ferma: difatti da 85 % di mancanze recidive nel P anno si va, noi 2•, fino a 131 ".,, cioè all'aumento d i quasi ~, e si ascende


STl:DIO ~ClBNTIFICO·PRATICO Sl: l, CO~'l'EC~O DEL DELINQUE:\'t'E1 ECC.

741

-ànche, nel3° anno. sino a. 162 no, cioè a.l doppio delle recidive di fronte

~ rispetto al 2, anno di vita. militare. o Passerò ora a. calcolare le mancanze della. nostra. centuria, in base al criterio del coefficente numerico medio, presentato per anni di servizjo da un insieme di uomini di condotta mediocre. Ora tale criterio, come già ho ricordato, non può essere ritenuto esatto, poichè è difficilissimo a formarsi, essendo la valutazione delle mancanze subordinata. a. fattori troppo disparati, che vanno dalla diversa. interpretazione e applicazione del regolamento fino alla differenza. di ambiente di residenza. della. truppa, alla diversità. di mansioni riservate ai varii corpi di esercito. Ma volendo, per ragioni di confronto, prendere un indice numerico medio che sia meno inesatto circa. la frequenza media di mancanze, fatte nel 1° anno di servizio, da un militare di mediocre condotta, si può, per quanto risulta. da mie personali indagini, ritenere, che questi fa., nel 1.0 anno, in media. due ~anca.nze passibili di prigione. Attenendomi quindi a., questo criterio e prendendo nota delle 272 mancanze commesse dai nostri delinquenti, si può, con. un calcolo comparativo, dedurre che essi in 12 mesi, si caricarono nell' ix:sieme di un numero di falli, superiore di 70 alle mancanze medie complessive, che 100 uomini di condotta. mediocre avrebbero potuto fare nello stesso periodo di tempo. Nel 2.~ periodo di ferma, pur facendo le stesse riserve sul valore dell' indice numerico medio, che bo accennato più sopra., si può ritenere che un militare di condotta. mediocre ha. tendenza. ad ele\"are il N. 0 delle sue mancanze gravi fino a. 3: quindi, se noi istituiamo un paragone tra le 340 mancanze, che 100 dei nostri delinquenti avrebbero commesse nel 2.0 anno e quelle che, su la base in· dicata., una centuria di militari di condotta. mediocre sarebbero capaci di fare e che salirebbero perciò a 300, deducesi che i delinquenti iu esame sono incorsi in nn numero di falli superiore d i 40. Considerazioni analoghe si potrebbero fare relati va.mente alle mancanze commesse nel 3.0 anno di ferma. dai 47 militari, obbligati al servizio triennale, partendo dal dato che nel 3.0 anno di servizio, il militare di condotta mediocre tende, più che a. mantenersi su la. cifra media di tre mancanze gravi, ad avvicinarsi al N. 0 ~. Il secondo punto di vista., relativo alle mancanze nell'esercito, riguarda. la loro natura colla. percentuale dei loro autori. Recando il prospetto N. 0 2• esse si possono rnbricare in 7 gruppi principali, .disposti S(>condo la. loro entità e in altri seconda.rii. al 1° anno e all'aumento di


742

"Tt;DIO SCIENTJPICO·P RATICO SUL CONTEGNO DE L I!I·:LrNQUEXTE1 ECO.

Il gruppo primario è costituito dagli autori di mancan~e per con- • tegno scorretto in caserma e fuori caserma, ed ha il contributo del 60 o o della centuria, cioè 18 ladri e 18 violenti p uri, G ribelli e 8 oltraggiatori genuini, 12 tipi misti; il che, tradotto in cifre percentuali, di1 l adri 30 °01 violenti 30 ° ., ribelli 10 o ., oltraggia.tori 10 "fo, tipi misti 20 o o• Viene in 2.• linea il gruppo, molto importante dei falli per atti im pu lsivi con tro i commilitoni e costituito dal concorso del 50 , / 0 dei criminali in parola, cosi ripartiti: 21 violenti genuini, 13 ladri genuini, 5 oltraggiatori e 3 ribelli ad autorità.; 8 ti p i misti: tali cifre, riportate a. cen to, danno violenti puri 42 %, ladri 2U •: ., oltraggia.tori 10 ~ 01 ribelli 6 1101 t ipi misti 16 %· Il terzo poslQ è occupato, nella rubrica, daglj autori delle mancanze per poca s ubordinazione verso uilkia.li o graduati d i truppa al t ui g ruppo dà corpo il 44: 0 ~ dei delinquenti, cosi divi3i: lo YÌO· lenti genuini, 12 ladri, 4 oltragg iatori, H ribelli, 10 tipi misti: il cb& COI'risponde 8. \' tOlenti puri, 341 90 °01 ladri 27,27 '',. 1 o)traggiatori 0,10 <l.,, ribelli 61 91 ".,, tipi misti 22 1 02 ~ 0 • Il quarto posto è occupato dagli autori delle mancanze per as· senze abusi ve ed evasioni dalla caserma, che ascendono a ::W % dei criminali così distribuiti: 13 violenti genumi, 8 ladri, 3 ol t raggiatori, ~ ribelli, 3 tipi misti, ossia r iportate tali cifre a cento, si ha: violenti puri 45,53 °~,, ladri ~7 , 58 n..,, ol traggia.tori 10, Ho ~ 01 ri belli li, SD ".,, tipi misti 10, l35 "u· n quinto gruppo indica g li autori di manctlnze contro funzioni di ser>izio militare (servizio di sentinella, guaJ'dia scuderie, ecc.) e riceve il contributo del 26 (l~ dei delinquenti, così diYisi : 10 lad ri genuini, 7 violenti, 5 oltraggiatori, l accusato di porto d';\rma proibita, 3 tipi misti; ossia in cifre percentuali si ba: ladri puri 3B, 46 o , violenti ~6, 32 Cl 0, oltra.ggia.tori 19, 23 ~~ ~ imputati di porto d'arma. proibita 3, 8f> ";,, tipi misti 11, 64 ".,. Il sesto gruppo rappresenta. g li autori di mancanze per a ppropria· zi one i ndebita di oggetti varii ed ha il contribu to del ~4 °0 della centuria, così ripartiti: ladri pnri 17, violenti 3, tipi misti 4, ciò che d~l, t ra•lotto 1n cifre percenl.na.li , ladri genuini 70, 74 °.,1 violenti puri 1:2, liO o o• tipi misti lo, 6G 0 / 0 • Il settimo gruppo e relativo ai guasti volontarii di ogg~>tti d i ca~erma ed è costituito dal 6 i'o dei criminali, così ripartiti: tipi misti 3, ladri pmi 2, ribelli a.d autori t i\ 1 1 ossia., tipi misti 50"/ ,. ladr i 33 o o l ribelli 17 o·• •


STt:DIO SCl ENTIFICO• PRATICO SU L CONTEGNO DEL DELINQt:EXTE1 ECC.

7,13

Al complesso numerico degli autori di cotali mancanze se ne aggiungono altri d'entità. numericamente scarsi, come 2 °,1, individui mancanti per poca cura d' armi e corredo, l % individui mancanti per giuochi d' azzardo ecc. Dall'analisi di questefcifre e, considerando da. prima i due tipi principali di crimiun.li, i ladri e i violenti, risulta evidente a) che essi si pareggiano nelle mancanze per poco contegno nella caserma e fuori caserma, b) che i ladri genuini fanno, nella. milizia, mancanze prevalenti d' appropia.zione indebita, e in via secondaria di trascuratezza in funzioni di servizio militare e d'impulsività contro compagni d'armi, nonchè d'assenze abusive dal quartiere, c) che i violenti genuini mancano, prev~~olentemente, per assenze abusive o per evasioni dal quartiere, nonchè per atti d'impulsività. contro i commilitoni e, in via secondaria, per poca subordinazione verso ufficiali o graduati di truppa, per trascuratezza in funzioni di servizio militare e per appropiazione indebita.. Rispetto, poi, agli altri due tipi meno numerosi di criminali, gli oltra.ggiatori e i ribelli verso le autoritt\., si deduce: a) che gli oltraggiatori fanno mancanze prevalenti contro funzioni di servizio militare, contro il buon COLitegno in caserma e mancano pure in modo spiccato per atti d'impulsività, b) che i ribelli alle autoritiL mancano, sopratutto per il contegno scorretto in caserma o fuori, per assenze abusi ve dal quartiere e per atti d'impulsività. Il 3.? punto di vista., relativo alle mancanze nell' esercito, si riferisce alla loro gravità; le mancanze gravi, punite colla prigione di rigore. sono state da. me rubricate in relazione ai loro autori e quelle meno gravi, punite colla prigione semplice, sono state pure rubricate in rappor to ai loro autori. Considerate nei tre anni di ferma del criminale, le mancanze gravi, come risulta dal prospetto N... 2 b, sono costituite da un gruppo del 55 ° o nel 1.0 anno; del G2 e/o nel 2.0 anno e del 80 °/0 nel 3.0 anno di ferma; mentre si rileva che le mancanze meno gravi figurano in ragione del 45 °/0 nel 1.0 anno, in ragione del 37 °/ 0 nel 2.• anno e in ragione del 2ò 0 , '0 nel 3.0 anno. Dal che si deduce un fatto interessante, che va d' accordo colla. progressività delle mancanze e colla recidività in mancanza in proporzione dei periodi della ferma ; cioè la. gravità delle mancanze ass~me, nel complesso dei delinquenti in esame, un canttere progresstvo cogli anni di servizio; mentre il carattere di minor gravità m mancanza tende proporzionalmente a ridursi.


'i44 . Tt:JDIO l'CIENTIFICO·I'IIATIOO :<UL CONTEGNO DEL DBLINQUE~TE1 EOO. Deduzioni 1·ùspetto alla fr eguenza e alla nattwa dei /"eati commessi n ell' exe1·cifo e all' eppca della loro manifestazione di front~ al periodo di ferma.

La centuria criminale dii. un cou tributo non indifferente anche alla statistica criminale militare, perchè figura, nel prospetto dei reati N. 0 3 b, in proporzione complessiva del 49 ~~ La natura prevalente del crimine è il furto, che compare, nella statistica, nel rapporto di 29,49=-57 "u : seguono, in ordine di frequenza., alcuni reati d'indole, dirò, militare; tra essi figura in 1." linea il reato di diserzione nella proporzione di 11,4!)- 22 ~~ ; viene poi il reato di insubordinazione e quello di rifiuto d'obbedienza. verso superiori, rap· presentati rispettivamente nelle proporzioni di 16 °{, e di 14 °~ e il reato in servizio di sentinella, rappresentato da. G ~0 • Altri crimini di molta minor frequenza (2 °.,) sooo costituiti da ferimento in rissa., da tentata mutilazione volontaria. dita. mano destra, da deterioramento di oggetti d i caserma., da pederastia etc. Se poi, conforme si è fatto per la criminalità. precedente al ser>izio milite.re, si vogliono considerare i reati commessi nell'esercito, anche dal punto di vista della intensità, e quindi dal punto di vista. della recidiva, deducesi dallo specchietto N. 0 3.3 , che gli autori di reati unici sono, tra. i 49 criminali dell' esercito, 35: di assi 18 incorsero per una. volta. nel reato di furto semplice, G incorsero per una volto. nel reato di disobbedienza, 5 incorsero per una volta. nel reato d'insubordinazione, 3 incorsero per una. volta nel reato in servizio di sentinella, 2 incorsero per una. volta. nel reato di diserzione semplice, l incorse per una vol ta nel reato di pederastia. atti va. Gli autori, poi, di reati combinati sommano a. nove, cosi ripa.r ti ti : il N. 0 l è accusato di diserzione e furto ; il N." 14 è accusato d'insubordinazione e ferimento a graduati di t.rnppa il N. 0 2G è accusato di diserzione e furto il N.' Hl è accusato di diserzione e furto il N. 0 .J:(ì è accusato d i diserzione e furto il N .• G6 è accusato di diserzione e furto il X .0 76 è accusato di diserzione e furto il N.0 !)2 è accusato di diserzione e furto il N. 0 95 è accusato d" insubordinazione e deterioramento oggetti di caserma.


~TUDl<J SClE.'\TIFlCO·PRATICO :>UL CO.STEONO DI!:L DE!.J.NQU.E.NTE ECO. 1

745

Gli autori da considerarsi recidivi generici, sono due: il N. 0 M, che ha commesso, il 1.0 anno, il reato di mutilazione alle dilia della mano, commise nel 2.0 anno il1ea.to di guasto volontario ad armi, il X." 66, che, nel 1.e ~>emestre del 2.0 anno, fece il reato d'insubo.rdinazione, nel 2. u semestre dello stesso anno commise quello di diserzione. Gli autori, infine, da. considerarsi come reciclivi specifici e, m parte anche, come rei di crimini combinati, sono due: il 1::\.0 11, due volte recidivo specifico in diserzione, commise nel 2.= anno, il reato combinato di diserzione e furto, il N. 0 55, una volta. recidivo specifico in diserzione, unì, nel 2." anno, alla. diserzione il furto, il N.0 98 poi, recidivo specifico in furto, a.ccom pagnò il 2." anno, al furto, la. diserzione, e il l." anno al furto il reato di rifiuto d'obbedienza.: quindi il N.0 98 deve calcolarsi come il rappresentante di una criminalità t~.nche piu complesse., essendo egli un autore di reato combinato nei due anni di ferma., essendo un recidivo specifico in furto e un recidivo generico rispetto ai reati di rifiuto d'obbedienza. e di diserzione. Wguardo all'epoca delle manifestazioni criminose in rapporto al periodo di ferma., rileva.si dal suaccennato specchio N." a• che il17 °., della nostra centuria si manifestò, nel quadro criminologico, .Sf~bito nel ' L" anno di servizio, il 26 oo nel 2." anno, e il 35 °11 nel 3.0 anno. Vi è quindi un crescendo graduale di crimini per anni di ser\'izio, che si aceorda colla curva progressi va delle mancanze e che al pari di questa., ha un alto significato dal punto di vista della. capacità educativa della nostra centuria e della. sua capacità di adattamento all' ambiente di disciplina. e di ordine, qua.le 6 essenzialmente quello militare. Dedttzwni rispetto al 1·a,pporto t-ra la criminalitcì antecedente al servizio militare e ltt criminalitii. militare.

Dalla. statistica N. 0 4., relativa al rapporto tra la c riminalità. precedente a.l servizio militare e la criminalità militare, si deduce che, ti'& i cento criminali in esame, 49 ria.ffermarono nell' esercito le loro tendenze criminali, sia. ripetendo la. natura. del reato, aia. trasformandola. Un rapporto rigoroso tra. le due criminalità non è possibile, essendo troppo differenti gli elementi che costituiscono l' ambiente ci~ile e il militare.


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STODrO SOJENTfFJCO·PRATICO SUL CONTEGNO DEL UELI~QUENTE 1 ECC.

Vi e, però, un punto, in cui le due sta.tisticlte sono d' accorllo,_ cioè nella situazione dei reati contro la proprietà., i quali vi figurano per quanto in propor~ioni diverse, in 1.• linea. Il 2. 0 posto poi, che nella statistica criminale civile è occupato dai reati di lesione perso· naie, è invece tenuto nella statistica militare da. quelli di diserzione: il 3.0 e il 4. 0 posto, occupato nella statistica civile dai reati di oltra.ggio e ribellione ad autorità, è occupato invece, in quella. militare dai crimini d'insubordinazione e disobbedienza. Se poi si istitui!lce un rapporto fra gli autori di reato prima della ferma e quelli di reato durante la ferma, si ritraggono dal prospetto ~. , •! i segLlenti corollarii. a ) tra i 29, manifestatisi ladri nell'esercito, 13 riconfermarono la stessa tendenza criminosa, gii~ spiegata nella. vita. borghese precedente alla leva, 16 avevano già. ìl precedente del furto, commisto ad altri reati per una metit e per l'altra metà avevano il precedente di reati a base, sopratutto, d" impulsività, b) tra gli 11 disertori nell'esercito si trovano soggetti che, nella dta premilitare, avevano per nn. quarto manifestata anche la tendenza . al furto, ma gli altri tre quarti erano inclinati ai crimini di ribellione. di oltraggio, di lesione personale, di renitenza alla leva etc. c) gli autori dei reati d'insubordinazione e di disobbedienza nell' esercito hanno il loro riscontro, in grande maggioranza, tra gli individui maccbiatisi, nella vita pre·militare, dei delitti per lesione personale, per oltraggio e ribellione ad autorità, per renitenza alla. leva ecc. a, in minoranza., per furto. d) che i pochissimi autori d i reato d i ferimento uell' ambiente militare appartengono a individui, condannati prima dell'arruolamento per reato di oltraggio o di lesione per<~onale.

Decluz·ioni 1·ispetto alla rnra clell' m·retlo, all' ixtruzione wilitare e all' iMruzione letfe~·(lria. La cura dell'arredo fu presa in esame nei tr a anni successivi di !lervizio e distinta in cura deficente o suffi.cente secondo la classifica. dei fogli matricolari. Premetto che di cinque individui segnati coi numeri 12, 20, 37, 3 ', 4G non fn dato alcun giudizio su la cura dell'arredo, percbè precocemente eliminati dall'esercito per riforma o per espulsione etc. Riguardo n~li altri, deducesi dal prospetto N. 5 che il 62 °.., nel 1 anno, il 72 o~ nel :2 anno, e l' , l 0 ., nel 3 anno addimostrarono scarsa


~UDIO SCIEXTIFIOO·PRATICO SUL OONTEO:s'O DEL DELL'\QUEN1'E 1 ECC.

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tendenza per la cura. del loro arredo e che, all'opposto, il 33 u~ nel l anno, il 28 ~o nel 2 anno, e il 19 °0 nel 3 anno mostrarono amore bastante alla tenuta. dell'arredo. Da questa esposizione di cifre risulta, che rispetto all'arredo, la cui cura. ha. un alto significato pedagogico, la no-· stra. centuria. si comportò nell'identico modo che rispetto alle mancH.nze e a.i reati; cioè man mano che si inoltrò nel periodo della. fermi\, ten· dette ad accentuare, progressivamente, la sua refrattarietà. alla. buona tenuta. dell' arredo militare. L'istruzione militare (fatta sempre eccezione per i cinque indi· vidui sopra-ricordati) fu considerata. negli altri per anni di ferma., e, come rilevasi dal prospetto N. 6, fu insufficente il l anno, nel 68 °(\, il 2 anno nel 68 °,, e il 3 anno .nel 70 ~~· Quindi anche l'andamento dell' istruzione militare segue una. linea parallela a quella, tracciata dal comportamento complessivo della cura verso l'arredo, nei tre periodi della vita militare. L' istruziont' letteraria (sempre eccezione fatta per i cinque soggetti sopra-accennati), si rivelò (vedi prospetto N. 7) insufficente, il l anno nel 60 o;,, il ~ anno nel Gl ~ 0 , il 3 anno nel GG 0~; laddove fu buona nel i35 "., il l anno, nel 39 °., nel 2 anno e nel 34 <:6 il 3 anno. Dal che nasce cbe detta istruzione, p~r ciò che ba tratto colla sua. qualifica. di insufficenza. segue, con qualche variazione, una linea di ascesa, costantemente g raduale, in rapporto agli anni di servizio e, per ciò che ba tratto colla sua. qualifica di buona, non segue una linea direttamente discendente dal l al 3 anno di ferma, ma segue invece una linea., che nel 2 anuo di servizio tende ad ele'\"arsi alquanto, per poi discendere di nuovo nel periodo terzo della vita militare. In couclusione adunque, i risultati complessivi della cura. dell' arredo, dell' istruzione militare e di quella letteraria., elementi di grandevalore per il giudizio di capacita psico-educativa della centuria in esame, sono d'accordo nel mettere in rilievo il carattere progressivamente refr!l.tta-r:io dell' insieme dei criminali ad ada~ta.rsi ad insegnamenti e a regole pedagogiche dell'ambiente militare. E perciò tali risultati armonizzano colla. curva. progressiva delle mancanzE' e col crescendo graduale di crimini per anni di ferma., più sopra-ricordato.

Dedu.zio-ni J<iSp(1to alt' intelligenza, all' educabilità ell alla condotta. Debbo premettere anche qui, che nei ci nq ne casi sopra- riferiti non. fttrono precisate l'intelligenza., l'educabilità e la. condotta per i mot.i,, ir su accennati. L'intelligenza, esaminata. sinteticamente negli anni di servizio, risultò mediocre nel_39 %, meno che mediocre nel 3U ~ o e buono nel 17 / •.


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STUDIO ~CI ENTIFICO· PRATICO SUL CONTEGXO DEL.DELINQUENTE1 ECC.

L'educabilitil si rivelò insufficiente nel 78% e buona nel17 °1 .... L a condotta., cattiva nel 60 ~~. fu mediocre nel 18 ~o e buona. nel 17 ~ 0 • Farò qui rile>s.re che il gruppo dei 17 educabili coincide perfettamente con quello dei classificati tra i buoni di condotta; mentre il gruppo dei 17 a intelligenza buona si compone di 11 individui a educabilità. e condotta irreprensibile e di li individui a condotta mediocre in 4 e cattiva in~. Dednzio11i t·ispetto all' alcoolismo, alla $imulazione di malattia, al sentimento esagel·ato della pe1·sonalitlÌ e aoli atti impulsivi contro gli animali. Dt\1 prospetto N. 10, deducesi che, nel P anno di servizio, il 15 "o dei criminali fu dedito all'alcoolismo, nel ~o anno il 7 °o, nel 3° anno il 4 °0 , quindi la tendenza all'alcool seguì, nella centuria, un corso inverso a quello presentato dal decorso complessivo delle mancanze disciplinari, dei reati e delle disposizioni educative in rapporto all'a.mbiente speciale di vita militare. Volendo poi ricercare, qual .cla.sse di delinq uenti manifestò a preferenza abitudini alcooliche, si osserva che nel l~ periodo di ferma, spiegarono maggiore disposizione all'alcoolismo i tipi misti di delinquenza in ragione del 33,34 ~o ; nel 2 ~ periodo gli oitraggiatori pure gareggiarono coi ladri genuini in questa cattiva tendenza nella proporzione rispettiva del 33,3!) 0 ~, ma, nell' ultimo periodo, prevalsero i violenti genuini in ragione del 50 ~ 0 • Da questi pochi dati si dovrebbe desumere che i soggetti a temperamento spiccatamente impulsivo abbiamo una prevalente tendenza alle abitudini alcooliche rispetto ai ladri. La simulazione di malattia (vedi prospetto sopra indicato) si manifestò nel l 0 anno di servizio in rapporto del lG ~ 0 , raggiunse il suo acme nel 2• anno, in cui si ebbe la. proporzione del 27 ~o e nell'n]. timo anno diminuì, contenendosi negli stessi rapporti numerici dell'anno primo di serdzio. Se, quindi, si instituisce un confronto tra il coefficiente delle simulazioni nel l " e quello del 2° periodo della ferma, risulta evidente la progressività, nella tendenza alla simulazione dal l 0 al 2° anno: perciò una tale tendenza nel biennio si accorda per il suo carattere progressivo colla curva delle mancanze disciplinari e dei reati. Non si può peraltro trarre identica conclusione da un rapporto tra il 2° e il 3° periodo di ferma; ma il fatto, che il quoziente numerico, esprimente la tendenza alla simulazione nel a• anno, se è diminuito di fronte al 2" anno, non lo e, anzi si mantiene negli stessi lim1ti di quoziente


STUDIO SOI E~Tl f'ICO-PRATICO SliL COXTEGXO OEL DELIXQl!E~TE 1 ECO.

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del l 0 , sta. a. dimostrare la. stazionarietà di questa cattiva tendenza e la sua poca. suscettibilità a modificarsi a contatto delle regole e della disciplina militare. Qualora, poi, si voglia indagare qual classe di de· Jinquenti diede maggior contributo alla statistica della finzione di malattia, si noterà. che, nel l 0 anno, i ladri furono simula.tori in ragione del 43,75 °~ 1 i violenti in ragione del 25 °0 1 gli oltraggiatori e i ribelli nelle proporzioni rispettive del 6,25 °0 ; che, nel 2° anno, i ladri simula· rono nel rapporto del33,33 °0 , i violenti nel rapporto del 25 ~o , i ribelli in proporzione dell2,50 °~ , gli oltraggiatori in proporzione dell'8,33 11, , ma, nel 3° periodo, il primo posto nel quadro della simulazione è oc· cnpato dai violenti che vi sono rappresentati in ragione del 37,o0 °11 ' il 2' posto è tenuto dai ladri in ragione del 25 °u, il 3° posto dagli oltraggiatori nella proporzione del 12,50 °0 • Perciò illa.dro primeggia, in complesso, nelle simulazioni rispetto agli altri gruppi di criminali, ciò che sta in relazione co11 'indole pigra e coll'astuzia caratteristica:di questa classe di delinquenti. · n sentimento esagerato della personalità (vedi prospetto 11°) si esplicò nel 6 °., dei delinquenti il l 0 anno, nel 5 °0 il 2" e nell'3 °;, il 3° anno: quindi la curva generale, tracciata da questa tendenza psico· logica di fronte ai varii grnppi di criminali, è a carat.tere progressivo. L'impulsivitli contro gli animali fu in ragione di l 0 0 nel r anno, di o o :) nel 2' e di 6 "~ nel 3° anno; perciò essa si comporta conforme alla. curva di reati e delle mancanze. La grande maggioranza. degli impulsivi fu costituita dai violenti avanti la leva. ; la. minoranza dai tipi misti di delinqnenza o dai ladri g enuini. Accenno, qui, appena alla. tendenza al tentativo d'incendio a suppellettili di caserma, manifestata dai N. oO e 51 nel 2° anno di servi· zio, numeri che rappresentano un ladro e nn violento. Se ora si vogliono sintetizzare i risultati delle va.rie disposizioni psicologiche sopraccennate, di che si fa rilievo nei fogli ma.tricola.ri, si dovrà. dire a mo' di conclusione: a) che la tendenza. all'alcoolismo è, nella centuria, in antitesi con il decorso generale delle mancanze, dei reati e delle disposizioni pedagogiche rispetto all'arredo, all'istruzione militare e letteraria ; b) che la tendenza alla finzione di malattia. armonizza, nel 1° e2> anno, con quella a carattere progressivo dei reati e d elle mancanze, montre è stazionaria nell'ultimo anno di ferma rispett o al l n; c) che, infine, le altre due tendenze psicologiche, riassunte nel sentimento esagerato della personalità e nell'impulsività contro gli animali, banno un'esplicazione a carattere progressivo per anni di servizio, armonizzando in ciò coll'andamento complessivo delle mancanze e dei fatti criminosi.


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STUDIO SCU::~TIFICO·PRATICO St; l~ OONT~;GXO DEl. OEJ.I~QUE:\TE 1 EOO.

Deduzioni rispetto ai soggetti 1·it·onosciuti infermi di malattie nervose e .'lospetti di alienazione mentale.

I soggett.i, riconosciuti infermi di malattia nervosa, furono quattro il l o anno di ferma, cioè i N. 12, 25, 38, 73. (Prospetto N. 12). Il N. l~ fu riconosciuto affetto da nevrosi, non specificata nel foglio matricola.re e quindi riforma.tv. Il N. 20 fu pure riformato per nevrosi, non specificata.. I soggetti di N. 38, 73 vennero eliminati dall'esercito per nevrosiepilettica. Gli ammalati di nen:ropa.tia, il 2u anno di servizio, furono tre, i N. 29, 8;l, 8!, Il N. 29 e il N. 8H furono riformati per epilessia. Il N. 84 fu riformato per neurastenia costituzionale e oligoemia grave. Kel 3° anno di ferma., poi, furono riconosciuti affetti da malattia nervosa. due so~getti N. l e J.. · Il N. l venne eliminato per epilessia. Il N. J. fu eliminato per nevra.stenia grave. Nel quadro dei sospetti di alienazione mentale,. figurò, nella centuria in esame, soltanto il N. 33. Q.uest.i, che già. prima dell'arruolamento si era. reso, all'età di 16 anni, colpevole di lesione personale e che nei primi due anni di servizio militare si era contraddistinto per tendenze ripetute all'ubriachezza, per assenze abusive dal quartiere e per atti impulsivi contro i suoi compagni d'armi, trovavasi nella sala di prigione, allorcbè da certi atti e da certi discorsi sconnessi nacque il so!ipetto, che egli fosse alterato JJelle t'acoltit mentali. Per constatarne appunto l'esistenza fu inviato in ossen·azione, presso l'ospedale militare d1 Milano, dove poi, a suo tempo. fu riformato per disturbi psichici, non specifkati nel foglio matricolare.

PARTE SPECIALE. UrnJIJlO dei non criminali nell'eser cito. Il gmppo dei nou criminali nell'esercito è costituito da Gl individui: ad esso apparlon~ono quattro individui indicati €'OÌ N.l2, 20, 37, 38, che mer~tano nn cenno a parte per i l loro rapidissimo passaggio tra· -ç~rso J'nmbient.e della milizia.


STt:UlO SCIENTlFIOO -PRATICO SUL CO~TEONO DEL OELlNQUENTE1 ECO.

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n x. 12, che nella. vita borghese precedente alla f.erma er&si rivelato due volte impulsivo e una volta ladro, rimase circa due mesi sotto le armi, dando segni del suo carattere violento: fu riformato consollecitudine encomiabile, per neurosi, che la. matricola non specifica. Il N. 20, già. recidivo in furto al momento d'ingresso nella v ita militare, fece nel nuovo ambiente un soggiorno breve di 60 giorni: pure, anche in questo breve tratto di tempo, ebbe modo di manifestare il suo temperamento proclive all'appropriazione indebita, del che fanno fede le due punizioni registrate sui fogli ma.tricolari. Fu riformato per nerropatia, la cui natura non è specificata nella. matricola. D N. 37, recidivo nel reato contro il buon costumt!, per le condanne precedenti al servizio militare e intaccanti profondamente l'onore, fu espulso immediatamente dall'esercito d'ordine ministeriale. Il N. 38, specialista nel reato di furto, in cui, prima della ferma, era incorso quattro volte e propenso, pure, al crimine per oltraggio contro le autorità, stette soli 40 giorni al reggimento, spie~andov i indole riottosa. e tendenza al bere. In seguito ad abusi alcoolici ebbe accessi .convulsivi epilettici, che ne determinarono una pronta e provvida. riforma. l\Iessi quindi da parte i quattro soggetti accennati, resta a. parlare <l egli altri 4 71 spettanti al gruppo dei non criminali nelJ'esercito: l'esam e del modo del loro comportarsi nella vita. militare permette di distinguerli in due sotto-gruppi, secondo le attitudini psicologiche da essi rivelati di fronte agli agenti modificatori del nuovo e particolare .ambiente. Uno di questi sotto-gruppi è formato dalla. ma:;sa degli educabili allo. milizia e l'altro è formato dal complesso dei refrattari alla disciplina. I primi non sono molto numerosi, sommando a. 17: costituiscono perciò quasi il quinto della centuria esaminata. Essi provengono da. individui, che, nella vita premilitare, avevano • <:ommesso, in eta relativamente non troppo precoce (non inferiore ai 18 anni), un reato unico, represso dall'autorità. competente, con pochi giorni o con qualche mese di carcere. 'fradici di questi soggetti erano dediti al crimine d'impulsiviti~ o sotto forma di lesione personale o sotto forma. di oltraggio ad agenti dell'ordine, ecc.; quattro invece avevano spiegato propensione al furto: appartengono insomma., dal punto di vista. dell'a.ntropologia. criminale, ai delinquenti d 'occasione. Di costoro, otto erano designati per la ferma bie n naie e nove per quella. triennale. Fra i designati ai due anni d'i servizio, quattro avevano intelligenza buona. e quattro mediocre. Essi, o non figurano affatto sui registri dei


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STl'lliO SC'IJ;;XTU'l i'O•PRATICO !':UL COX'n:GXO DEL DELINQt;ENT~:, ECC.

puniti per mancanze gravissime, o se qualcuno compare sul quadro dei puniti, vi figura. una. sol volte. e per mancanze classifièate trl\ quelle di indole non gravissima, (come quelle per contegno poco corretto in camerata, o per poca subordinazione verso graduati di t roppa) ; di regola incorsero nell'in frazione disciplinare il primo an no, quando, da. poco, erano entrati nel nuovo ambiente: e subendo, poco alla volta., l' influenza. dc•lle istruzioni nuove, e del nuovo sistema. educativo, meuarouo buona. condotta, si assoggettarono agli ordini superiori, vissero in armonia cogli altri compagni d'arme, attesero alla cura regolare dell'arredo e curarono sia. l'istruzione militare, sia. Cl nella letteraria, svol· ta.si, via v ia, nella ca.s~rma. :Fra i nove designati a. t re anni di ferma, sei erano d'intelligenza. buona e tra d'intelligenza mediocre: anch'essi, che rimasE'rO più a l ungo sotto l'influenza militare, si comportarono nell'identico tnodo dei primi ricordati, sia rispetto alle norme d isci plinari, sia rispetto alle istruzioni e alle cure educative della vita. militare. Fece, però, qualche eccezione il soggetto indicato col N. 48; questi, che, da borghese, era un impulsivo, commise, il l 0 anno di ser vizio, non una. sola mancanza disciplinare, come g li altri del suo gruppo, ma quattro, consistenti in atti di violenza contro un alt ro militare. Però queste mancanze, assai grn.vi non si ripeterono negli anni successivi, nè altre vi si aggiunsero, mentre egli approfittò delle varie istruzioni di quartiere, curò la. di villa. e si conteno~ in modo da meritare, nel momento della. dimissione dall'esercito, la qua.lihca. di aver tenuto buona. condotta.. Quindi, anche, questo soggetto potè effettivamente correggersi nell'ambiente militare e adaLtarvisi completamente. li 2" sotto-gruppo è costituito dai non criminali, refrattari a lli\ di· sciplina: l·ssi sommano a tren ta e rappresentano, q nasi, la terza. parte della. centuria. Di costoro diciassette avevano cominciato la carriera criminale in epoca molto precoce (t ra il 13,, 17• anno) ed erano recidivi o generici (N. 22, 40, 74, 100) o specifici in lesioni personali (N. 7, 24, 42, 43, 51, 64) o specifici in furto (2, 79, ~)o specifici in ribellione ad autorità. (5, lR) o specifici in danneggiamenti a oggetti (59) o generici specifici (N. 4). 'l'reùici, invece, ~:n·evano commesso un unico reato, in età sempre abbastanza. precoce oscillante tra il 16• e 1l 17° anno: il reato fu di furto in cinque (~. H3, 27, ;JO, 60, 5H) di lesione personale in cinque (3, 10, 17, 133, R5}, d'abuso di porto d'armi in due (4.4, R7), d'oltraggio ad autorità in uno (N. 'la). Dei trenta indh·idni, 1!) erano vincolati alla ferma biennale, otto alla triennale e tre rimasero sotto le armi un solo anno 0 per moti>i d i


~TUOlO SCIENTil"lCO·l'RATICO SUL CONTEGNO DEL DJ::LINQ.u~;~TE 1 ECC.

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famiglia o di salute. Se si prende ora in esame il loro contegno nell'ambiente militare, vi si nota qualcosa di speciale non solo nella successione delle infrazioni disciplinari, ma anche nell'indole di esse. Essi commisero il 1° anno di ferma., un numero di mancanze variabili dalle 2 alle 3 in media, il 2° an.no ne hanno fatte una media di tre con tendenza a quattro in un buon terzo, il 3' anno ne hanno commesse quattro in media con tendenza verso la quinta in qualcuno di essi. Quindi tale sotto-gruppo, per l'andamento progressivo delle mancanze, si differenzia essenzialmente dal sotto-gruppo precedente, il quale rispetto alle infrazioni disciplinari, presenta, come. si è visto, un L'a rattere regressivo di anno in anno. Vi sono però a questa regola alcnne eccezioni: Il soggetto indicato col N. 6 è incorso nel P anno di ferma in undici mancanze e in due il 2' anno; può essere però che l' inscrizione di alcune mancanze sul foglio matricolare sia sfuggita, poichè il giudizio finale, che si da su la. sua condotta, lo classifica tra. i soggetti di condotta ca.t ti va. Il N. 27 ebbe il 1° anno di ferma, quattro punizioni per infrazione disciplinare e, il 2", due soltanto: ciò si spiega. col ~atto che egli, verso la. metà. del 2° periodo di ferma, ricoverò all'ospedale militare per una lesione traumatica. Rispetto, poi, alla recidiva in mancanza, rilevasi cbe la media delle mancanze recidivate oscilla in questo sotto-gruppo tra l e 2 il l n anno, e tra 2-3 il3' anno di servizio: quindi anche la r~cidiva in mancanza presentò, in questo complesso di soggetti, un carattere progressivo per anni di ferma; però, anche da questo punto di vista, questo secondo sotto-gruppo si differenzia dal primo g ruppo ricordato, che, all'infuori del N. 48, non aveva., come si è detto, alcuna mancanza. recidiva.ta dal 1° anno ed era immune da mancanza negli altri peri-odi di ferma.. Vi è però, anche riguardo alla rEicidiva in mancanza di qùesto secondo sotto-grn ppo q ualohe eccezione: Il soggetto N. o, mentre ha il r anno 8 recidive in mancanza, ha il 2• anno, una sola recidiva.: il N. 64 non ha mancanze, di recidiva, il l o anno ma ne ha tre il 2°; il N. 74 ha cinque mancanze di recidive il2° anno; il N. 100 ba, il 3° anno, quattro mancanze recidi ve. Si deve, ora, considerare questo 2° sotto-gruppo dei non criminali nell'esercito dal punto di vista dell'indole delle mancanze in relazione ai singoli individui. Riguardo ai quattro recidivi generici, si deduce che il ~. 22, ladro e impulsivo nell'ambiente borghe3e 1 rin.ffermò sotto le armi lo. tendenza 48 -

Glomole al mtdlcinn mlliiOI't. -

F~sc. X·Xl.


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l-o•ITIIIO :<CIF.~TIFlCO-I'RATICO SOL CO!<ITEGl\0 DEL m:LINQt:ENTB1 f:CO.

all'a pp,·opriazione indebita, me n tremi se in e\idenza. tendenz eviolentecou guasti apportati a oggetti di caserma e la tendenza a simulare malattia i che il N. 40, oltreggie.tore e violento, si contraddistinse per atti impulsivi contro i commilitoni. che il N. 74, tipo violento e imputato di porto d'arma proibita, incorse in ripetute mancanze per atti impulsivi contro i compagni -d 'arme e in qualche evasione dal qnartiere; che il n. 100, ladro ed impulsivo, fece prevalenti infrazioni per atti di violenze. contro i soldati: inoltre ebbe tendenze alle. finzione di malattia. Per quel che concerne i sei recidivi in lesione persone.le, risulta. che essi, oltre e. qualche mancanza contro il buon contegno in caserma (co· mune del resto agli altri tipi di criminali,) commisero in prevalenza, infrazioni disciplinari per s.tti impulsivi contro i compagni d'arme: fauno eccezione a. questa. regola il N. 61, il N. 64: il primo sebbene recidivo in atti di ferimento, svelò nel s~ anno di ferma. tendenze all'appropriazione di co!>e altrui; il secondo impulsivo contro le per· sone in antecedenza al servizio militare, manifestò il 2? anno di ferma, tendenza. all'appropriazione indebita. e a simulare malattia. Rispetto ai tre ~ecidivi in furto, deducesi, che due commisero sotto le armi, frequenti mancanza. per appropiazione indebita. di oggetti di poco valore, oltre a qualche mancanza per contegno poco corretto in quartiere o fuori quartiere: fa eccezi9ne il soggetto indicato col N. 2, che pur essendo specializzato nell'arte di rubare, reato in cui era. in· corso per ben nove volte nelle. vita. borghese tanto da guadagnarsi il domicilio coatto, non risulta abbia. riconferma.to tale tendenza. nelle. vita. militare, ma risulta, invece, che egli, Iii r e il 2~ anno di servizio, riYelò tendenze ripetute ad atti violenti contro i compagni, frequenti t endenze ad atti di poca. aubordina.zione, oltre a. qualche tendenza al contegno poco corretto in quartiere. Tra i due recidivi in ribellione ad autorità, il N. 6 mancò nell'eRercito, soprattutto, per poco co_n tegno e per assenze abusive dalla. ca· serma; mentre il N. 18 mancò;· sopratutto, per atti di violenza., ripe· tuti, contro soldati: ambedue poi, furono simula.tori di malattia.. ll soggetto, segnato col N. 59, recidivo in danni a. cose, incorse 11ella milizia in infrazioni frequenti per poca cure. delle armi e per poca subordina.zione. Il N. 4, ladro recidivo e oltra.ggia.tore, riconfermò nell'esercito la tendenza al furto e si comportò, poi, come nn impulsivo, commet· t.euclo mancanze per atti violenti contro ca.mpa.gni d'arme e per as~E'n ze a busive dal quartiere.


e;Tt;OIO SCH:NTIFICO·l'I"I.\TlCO SU l. CO:s"n:GXO J)F.f. DI':L1XQGEXTF: 1 ECC.

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In sostanza, quindi, nella grande maggioranza dei diciassette reci-divi in reato, l'ambiente militare non fece che riconfermare le cattive tendenze psicologiche, già manifestate, nella vita precedente al servizio e in epoca. assai precoce; in alcuni però mise in luce nuove tendenze, cosi negli individui N. 51 e 6!, la tendenza. verso l'appropriazione indebita. e nel soggetto N. 2, quella verso l' impnlsiv1tà. Prenderò, ora, in esame i tredici non recidivi dello stesso sotto-gruppo sempre dal punto di vista. delle mancanze nell'esercito in relazione ai singoli tipi criminali. In relazione ai ti p i ladri notasi che : il N. 13, si comportò nell'esercito come un im puhivo, a causa. delle prevalenti mancanze per evasioni dalla caserma e per atti di vio~enza contro militari ; i N. 27, 30, 53 riconferma.no tendenze all'appropriazione indebita e S\"elarono tendenze impulsive contro persone; il N. 50 ribadì le sue tendenze a.ll'a.ppropiazione indebita e si rilevò vidento contro militari, ~d anche contro le bPstie; ebbe anche tendenze a simulare malat.tia. e a incendiare suppellettili di caserma. Relativamente ai tipi violenti si osserva che : i N. 3, 10 riaffermarono, nell'esercito, tendenze impulsive, facendo infrazioni prevalenti per atti di minaccia contro i commilitoni e di poca subordinazione: inoltre il N. 3 fu anche nn simulA.tore di ma· lattia.. D N. 17 si contenne pure, come un impulsivo ; di più si rivelò anche un simulatore di malattia, il N. 33 commise mancanze frequen ti di violenza contro compagni d'arme e svelò tendenza all'alcoolismo nell0 e nel 3 11 anno di farma , il N. 85 ribadì le sue tendenze d'impulsività. contro i militari, aggiungendovi frequenti mancanze d'assenze abusive ùnl quartiere. Circa i soggetti, accusati di porto d'arma proibita, è da notarsi, che il N. 44 si comportò, nell'esercito, come un violento e il N. 87 commise frequenti mancanze per poca subordinazione ed una grave, contro la ·delicatezza, per la quale fece passaggio alla compagnia di discipliM. Il soggetto, ribelle ad an tori tìL, indicato col N. 73, incorse in pre,·:~.­ lenti mancanze di assenze abnsive dalla caserma e spiegò forte tendenza. all'alcoolismo: fu soggetto epilett.ico, rivelato tale dall'alcooli smo e per epilessia riformato. In concl usione di fronte a questi tredici individui assai precoci ma non recidivi in reato, l'ambiente militare ha agito da buon segualatore, rispetto ai ladri, svelò tendenza violenta con tro le persone, mentre ne confermò la tendenza all'appropriazione indebita1


756 S1't;t)J0 SCTEXTH'I("O-I'RATICO St: L CONTEGNO DEL IJELIXQIJF.NTE, F:C"C.

rispetto agli impulsivi, svelò tendenza a simular malattia e m~l N. 33 la disposizione all' alcoolismo, mentre riconfermò le tendenze· ,,iolenti: rispetto al ribelle agli agenti dell'ordine, ne mise in luce mi· gliore le tendenze riottose e ne segnalò il carattere morboso, in modo da. farlo presto eliminare dalle file della milizia. Aggiungerò anche che i trenta del secondo sotto-gruppo in questione figurano tutti nel numero di quelli puniti il più spesso dall'antoritil. militare di prigione di rigore a causa di mancanze gravi. ripe· tute con una certa. frequenza.. Resta ora a. considerare i trenta in parola. dal punto di vista della <:ura por l'arredo e jJar le istru:o:ioni varie di caserma, noncbè ri spetto all'intelligenza addimostra.ta e alla loro condotta.. Riguardo alla our11 per l'arredo, rilevasi che ventisei di questo sottogruppo ebbero cura insufficiente per il loro arredo nei varii periodi ferma., mentre alcuni (4, 7, l , 4ll) mostrarono oura. suAiciente il 1° anno e insufficiente il 2 ~. In rapporto all' istruzione militare, ventisette dei trenta. in esame approfittarono poco di essa; tre invece (33, 44, 8 7) ne fecero profitto discreto il l o anno, ma non se ne avvantaggiarono sufficientemente il 2° e il 3" anno di ferma. Rispetto ali' istruzione letteraria, ventisei dei trenta ne trassero scarso profitto, ma gli individui indicati dai numeri 7, 13, 24., 4!3, mostrarono di curare abbastanza. tale istruzione. Dei trenta, ventuno rivelarono intelligenza mediocre, sei intelligenza inferiore alla.· mediocre e tre intelligenza. buona: per cjò r.he concerne la. condotta., furono per una metà cla.ssiiìca.ti tra gli incJi-çidui a condotta mediocre e per metà tra quelli a. condotta cattiva.. Fra. questi ultimi t·iterò il soggetto N. 6, precoce ribelle agli agenti dell' ordine, recidi,·o in reato di ribellione, poco intelligente, il quale nel primo anno di servizio incorse in undici mancanze represse colla prigione e rivelò pure eccessiva tendenza e.ll'a.bc.so dell'alcool, si da tenere non infrequentemente, durante il passeggio sn le vie pubbliche. contegno sconveniente; perciò a sno riguardo, fu preso, alla fine del 1° anno di ferma, il provvedimento del passaggio in una compa· gnia di disciplina. In riassunto il secondo sotto-gruppo dei trenta. non crim inali nel· 1' esercito, com posto di trenta elementi, tutti assai precoci nella me.llifesta.zione criminosa, recidivi in gran parte in reato, d'intelligenza. in magg iora.nz11. mediocre addimostrarono col numero progressi \O e colla gravezza frequente delle m11.ncanze, coll' inouria. del corredo e coll11. noncuran~a. delle diverse istruzioni militari, un' indole psicologica


:O:l'l"DIO SCIE!\TU'I CO· t•RATICO SUL COSTEGXO DEL DEI.l!\QUI·:XTE1 Jo; CO.

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anormale refrattaria. alla. disciplina. o, per lo meno, poco suscettibile ad adattarsi alle norme educa.tive della milizia: se si considera poi la natura. delle mancanze in rapporto al reato commesso prima. del ser'l"izio militare, si rileva che i ladri avanti l'arruolamento mancarono pt·evalentemente, nell'esercito, per tendenze all' appropia.zione indebita, ad eccezione dei numeri 2, 13, che, sebbene ladri, avanti la leva, si compot'ta.rono nell'esercito come gli impulsivi, che i violenti avanti la coscrizione commisero prevalenti infrazioni per atti impulsivi contro commilitoni e per assenze abusive dal quartiere, ad eccezione del N. 64, il quale, quantunque violento da. borghese, si contenne nell'esercito come un individuo tendente al furto, che i ribelli al prin1:ipio di autorità. avanti la leva mancarono nell'esercito o per atti impulsivi o per assenze abusive dalla. caserma. In sett.e individui inoltre (5, 18, 22, 44:, 50, 64, 100) si manifestò :,;otto le armi, la. tendenza &. simulare malattia, allo scopo di sottrarsi ai servizi più gravosi, mentre in due (50, 51), si ebbe il tentativo ài appiccare il fuoco a oggetti di Cl:l.sermA.; in due (5, 73) si svelò forte tendenza. verso gli alcoolici, in tre (50, 34, 43) si ebbe la tendenza. a pt!rcuotere anima.li. Qui viene spontanea la domanda; perchè tali elementi, già predisposti al delitto, e dotali di un tempera.mento psicologico, che è in sosl anza l'espressione di un attitudine criminale e che differenzia. tanto i trenta del 2° sotto-gruppo dai 17 del 1° sotto-gruppo surriferito, non incorsero in reati durante il periodo sufficientemente lungo della. fermo.'? ln altre parole la mancata manifestazione in loro del reato si deve ad influenze dell'ambiente militare, che pur non riuscendo a. educarli esercitò una certa coazione sul loro temperamento e sui loro ati moli delittuosi'? oppur mancò ad essi l'occasione propizia all'attuazione del crimine. È difficile dare a tali domande adeguata. risposta, mancando troppi elementi di giudizio, sicchè mi dovrei perdere in congetture e mi farei trasportare dalla. fantasia., mentre mi sono proposto di seguire un metodo di esposizione assolutamente obiettivo: perciò, senza addentrarmi nel tentativo di risolvere tale questione, passo oltre, e vengo a far parola del gruppo importante dei criminali nt'll'esercito. GRUPPO LIEl CRUIIXALI !\ELL1 F.SERCITO.

Il gruppo dei lad,ri. Questo è il gruppo più numeroso tra. i criminali nell'ambiente militare, essendo i reati di furto in N. di 29: però, poichè 10 ladri furono in parte disertori e in parte ribelli al principio di autorità, risulta che


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~TUD I O SOIE:STIFIOO·PRATICO SUL OO:ST EGXO DEL lJELI:SQUE:STI': 1 ECC.

gli autori genuini di furto, di cui qui si fa parola., furono nell'esercit<» diciannove. E ssi figurano nel quadro della. statistica criminale civile nel seguente modo: N. sei (6, 25, 61, 88, 90, 97), non sono recidivi in furto: N. sette (16, 45, 49, 67, G5, 78, 93), sono recidivi specifici m furto; N. due (8, 91), sono recidivi generici (lesioni perso11ali e furto) ; N. uno (9) recidivo specifico in lesioni perso mali; N. uno (19), non r ecidivo in oltraggio; N. uno (77), recidivo specifico (porto d'arma) e generico rispett<> al furto ; N. uno (9!l), autore di crimine non specificato : Quindi, tra i diciannove, sei avevano già sufficientemente rivelato· la loro natura proclive ai reati contro la. proprietà, sette erano già. specializzati in questo genere di reato, e gli altri si erano fatti conoscerecome individui a tipo impulsivo, ad eccezione del soggetto indicato col N. 77, che al nrimine di porto d'arma. proibit a a veva., in seguito, aggiunto il fur to, e ad eccezione pure del N. 99 a crimalità non specificata. Designati per metà. alla ferma biennale e per metà. alla triennale, essi commisero nell'esercito, mancanze in gran parte eguali fino dal primo anno, e progredienti in ragione della ferm a : fanno però eccezione a. questa. regola gli i11dividt::i distinti coi N. 2ò, 40, W, G:S. che, il primo anno di servizio, non incorsero in mancanze punite con prigione,. ma. vi incorsero, più volte, il 2' anno. Se poi si analizzano le loro infrazioni disciplinari rispetto alla criminalità antecedente al servizio, notasi che t ra i sei non recidivi in furto : il N. (j commise prevalenti mancanze per appropriazione indebita. e alcune per poca subordinazione militare; il N. 25 fece mancanze di violenza contro altri militari i il N. 61 fece ma.ncanz~ per appropriazione indebita, oltre a mancanze per atti impulsivi contro compagni di arme; Il N. 88 incorse in mancanze per poca. subordina.zione militare; .il N. 90 commise, oltre a. q ualche mancanza per poca subordina:t.ione, man canze prevalenti per appropriazione indebita: il N. 07 commise, oltre a infrazioni per contegno scorretto, mancanze frequenti per tendenze all'appropriazione indebita; Tra i recidivi specifici in furto: il N. 1IJ fece mancanze d'appropriazione indebita oltre a mancanze per poco contegno;


STUOlO >;CI EI\TH'ICO·PRATI('O SU L CONTF:C~O DF.L l>Jo:LINQIGF.~T~:, F:CC.

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il N. 45 fece una mancanza per appropriazione indebita e mancanze ripetute contro funzioni di servizio militare; il N. 49 fece mancanze prevalenti per appropriazione indebita; il N. 57 fece mancanze per poca subordinazione e contro funzioni di servizio militare; il N. 65 commise man canze contro funzioni di servizio militare; il N. 78 commise mancanze preva.lanti per appropriazione indebita, oltre a. una mancanza di minaccia a compagni d'arme; il N. 93 fece mancanze ripetute d 'appropriazione indebita. e qualche mancanza per simulazione di malattia.. Tra. i recidivi generici: il N. 8_ (violento e ladro) incorse in mancanze prevalenti di poca subordina.zione e in qualche mancanza per atti d' impulsi vita. contro i commilitoni ; il N. 91 (violento e ladro) fece mancanze ripetute di violenza e qualche mancanza per assenze abusive dal quartiere. Fra i recidi vi specifici in lesione personale: . 1l N. 9, pur incorrendo, come gli altri del g ru ppo, in reato di furto, fece mancanze prevalenti pbr evasione dnlla caserma e per poca subordina.zione verso graduati di truppa. Fra i non recidi vi i n reato di oltraggio: il N. 19 fece mancanze prevalenti per scorretto contegno in quat·tiere, fu qualche volta violento e simulatore di malattia. Fra i recidivi specifici e generici: il N. 77 imputato due volte di reato di porto d'arma proibita e una volta di furto, commise mancanze preçalenti di violenza e qualche volta per finzione di malattia. Il soggetto indicato al N. 99, il cui crimine precedente al ::1ervizio militare, è ignoto, si contraddistinse sotto le armi ller tendenze all'appropriazione indebita, e mancò pure, qualche volta, contro funzioni di servizio militare. Adunque degli individui, rivelatisi ladri nell'esercito, e appartenenti in maggioranza ad elementi che furono ladri anche prima di arruolarsi, dieci rivelarono molto spesso nelle infrazioni disciplinari la. propria. tendenza. psicologica salieute: sei individui, rivelatisì ladri nell'esercì to e prima. di arruolarsi, incorsero invece in mancanze disciplinari pro· prie degli impulsivi; tre individui, manifestatisi ladri nell'esercito1 ma violenti nell'ambiente civile, si contennero parimente, come impulsivi, nelle loro infrazioni disciplinari. D'intelligenza mediocre o meno che mediocre, i diciannove del gruppo furono classificati tra i soggetti, che non ebbero cura. sufficiente dell'ar-


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STUUIO ~CI F:NTIFICO· I'llAT I CO SUL CONTI':t: xo o~:r, m:LINQUENTE1 ECO.

redo nei va.rìi periodi di ferma, ad eccezione dei N. 25, 45, 49, 91, che E'bbero cura bastante del proprio arredo solo il l 0 anno di servizio. Rispetto all' istruzioue militare essi furono iseritti nel numero degli individui che vi attesero in modo insufficiente se si fa. eccezione dei soggetti segnalati coi N. 25 e 91, che ne trassero bastante profitto e del N. 49 chl', se amò discretamente l' istruzione il l 0 anno, non la tenne nel dovuto calcolo il 2° anno di ferma. Anche il profitto nella istruzione letterar ia fu insufficiente nella maggioranza. di essi, mentre fu discreto n<'i soggetti di N. 9, 25, 91, 99. T utti poi furono iscritti nel novero degli ind ividui a condotta catti;a e di attitudini educative inRufficienti. Rispetto all' epoca delle manife. tazioni criminose, si osserva che q uat tro tm i diciannove (77, 78, DO, $!3} incorsero il primo anno nel reato di furto, otto (8, O, 10, 45, ±9, 88, 07, ùO) vi incorsero il 2• anno e sette (!i, l G, 25, 57, 61, GG, 01) vi caddero il 3" anno di servizio. Riassumendo ora i tratti clinici di questo gruppo criminale nell'esercito, quali emergono dall'esame delle sue manifestazioni psicologiche nell'ambiente militare, deducesi che i soggetti spettanti a questo tipo criminale, per lo più delinquenti precoci nell~~o vita. bor· ghese e recid ivi in reato, presentarono nella milizia , una intolleranza progressi>& verso la. disciplina, intolleranza che si manifestò colla progressività numerica delle mancanze, d' indole di regola in armonia coJ tipo criminale, e si esplicò pure colla. trascuratezza frequente \erso gli insegnamenti e il sistema ed ucativo speciale a l nuovo ambiente, per cui questi elementi rivelarono un' indole psicologica anormale, q uale fu riscontrata pure nel 2° sotto-gruppo dei non criminali nel l'esercito : di più, in essi l'anormalità del cara.ttare, date condizioni forse di natura biologica, forse anche d'ambiente, trascese i limiti ordinari, fino a generare il reato in epoca di servizio per la maggior parte inoltrata. Senza entrare, ora, nell'analisi minuta di ogni singolo criminale del grnppo in parola, ciò che sarebbe inutile, perchè mi condurrebbe a ripeti zioni , ne citerò d ue, che sono i più caratteristi,ci, tra gli appartenenti al gruppo. Il soggetto, segnato col N. 90, non recidivo in furto ma precoce abbastanza nella. manifestazione criminosa, avendo commesso il crimine a 17 anni, poco intelligente, iniziò le sue mancanze nell'esercito col l'appropriaziune indebita di oggetti anche i più insignificanti e, in seguito a queste tenrlenze, il q ua.rt.o mese di vita militare incorse nel reato di furto a. danno di un commilitone. Fu condannato e a pena sconlotn, fece passaggio in una. compagnia d i disciplina.:. qnivi, oltre a man-


STt:OIO :::c n:NTIFICO• PRATICO :tt· L CO!\TF.c;xo n~:L OF.Ll!\Qt;F.XTE1 ECC.

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.canze varie per poco contegno, per poca subordinazione ecc., rinnovò -ancora le sue tendenze a.ll'appropiazione indebita.. Il soggetto indicato col ·N. 93, ladro fino dal 14" anno e specializzato in tale reato, da lui ripetuto tre volte prima. dell'arruolamento, mediocremente intelligente, rivelò dopo 30 giorni di permanenza. a.l reggimento la. sua tendenza psicologica. appropriandosi dei francobolli, che distaccò da una lettera che doveva impostare, e verso la. metà del primo anno di ferma. fece il reato di furto. Scontata. la. pena. di otto mesi di carcere, fu segregato in una compagnia di disciplina., in cui, tra. le altre mancanze sia per contegno scorretto sia. per poca subordinazione, riaffermò il secondo e il terzo anno di ferma. tendenze all'appropriazione indebita. di oggetti di poco valore, spettanti ad altri militari in modo da. rileva.rsi un individuo assolutamente deficiente di senso morale. GRUPPO 11EI DI~ERTOR I XP.Ll.'ESERCITO.

Sebbene i reati di diserzione figurino nella statistica della criminalità militare in numero di undici, pure quattro autori d'i diserzione, preferisco iscriverli nel quadro degli ha,bitués dei reati per la loro re. cidiva. in reato durante il servizio militare: quindi il gruppo di disertori nell'esercito rimane costituito da. sette elementi, i pi\4 dei qnali però commisero contemporaneamente dei furti (cinque sui sette). Tali disertori compaiono nel seguente modo nella statistica criminale borghese precedente al ser'\"izio N. uno (N. l) non recidivo in ferimento ; N. uno (N. 92) non recidivo in oltraggio; N. uno (N. 7G) recidivo specifico in oltraggio ti. guard.ie; N. tre (Nn .' 26, 46, 75) recidivi specifici (furto o lesioni personali) ·e generici (renitenzs. leva o porto d'arma. proibita); N. uno (N. 31) recidivo generico (furto, renitenz11. leva). Adunque anche i più di tal gruppo (cinque su sette) nevano riveJato sufficientemente, nella vita. borghese, la. loro indole propensa. al reato, poicbè recidivi. L'età. d'inizio delle manifestazioni criminoso varia. entro limiti alquanto estesi (14-17 anni) : il pii1 precoce è il N. 75, il meno precoce è il N. 31. . Nell'ambiente militare essi. o almeno quelli di essi che ci rimasero più a lungo, non si differenziarono per il caratt.ere progr essivo delle mancanze e per l'indole frequentemente grave di esse dal gruppo dei ladri.


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STrillO !5011-::STU'JCO-I'l?ATICO SUL CO:STEO~O o~:L D ~:LI~QUF.~TF. 1 F.CC.

Riguardo alla natura delle infrazioni disciplinari notasi che: il N. l incorse in mancanze prevalenti per atti di violenza coutro~;ompagni d'arme e contro la su bordi nazione militare: fu pure un simulatore di malattia; che il N. 92 incorse in mancanze prevalenti per poca subordinazione e per contegno scorretto in pubblico a causa dell'ubriachezza; che il N. 76 commise mancanze frequenti per atti impulsivi contro i compagni d'arme e per assenze abusi ve dal quartiere. Tra i recidivi specifici e generici: il N. 26 commise mancanze prevalenti per co,nteguo scorretto fuori caserma a causa dell' ubriJ\chezza e per assenze ~abusive dal quartiere; il n. 4G incorse in mancanze per incontegno in caserma per causa di ubriachezza; il n. 75 commise mancanze per assenze abusive dalla caserma e per atti di violenza contro altri soldati e anche contro quadrupedi. Tra i recidivi generici : il N. 31 è immune da mt\ncanze, punibili colla prigione, nei due mesi che restò al reggimento. Quindi i disertori nell 'esercito, provenienti in grande maggioranza da soggetti precoci e recidivi e da individui impulsivi, da renitenti ge· nuini alla leva, e per una. piccola minoranza da individui renitenti allw leva e ladri, incorsero in prevalenti infrazioni disciplinari per atti di violenza contro commilitoni e anche contro quadrupedi CN. 75), per assenze illecite o per poca subordinazione mi litta re: d ne di essi confermarono (2G-4G) la tendenza all '!l.buso degli alcoolici, già. manifestata nella vita borghese: il soggetto indicato col N. l si fece pure cono· :>cere come simula.tore di malattia. Essi furon tutti trascmati nella. tenuta dell'arredo, nè ebbero cura alcuna per l'istruzione militare, tre di essi poi (21, 3l, 75) mostrarono poco amore all'istruzione letteraria, due (76, !12) ne approfittarono suf· fìcentemente ill0 auno per trascura.rla nel 2"; e uno {N. l ) vi prestò interesse il 1° e il 2 ' anno di ferma ma se ne d:isinteressò il an anno. D'intelligenza mediocre furono iscritti tra i militari a. condotta ca.tti•a.: tutti poi si macchiarono di reato, in genere combinato (diser· zioue e furto) in epoca un poco diversa rispetto al periodo del servizio. Il p i tt precoce fra i disertori fu il soggetto di N. -16: questi già punito per renitenza. ingiustificata alla. leva., dO[pO il soggiorno di nn mese al reggimento, in cui si segnalò più specialmente per eccessive tendenze all 'abusv dl'l vino, disertò il i '' mese d i vita militare, asportando seco razi on i di galletta e scatole di carne in conserva, senza farsi più rinvenire.


STUDIO SCfl:NTIFICO-PRATICO sUL CONTEGNO DEl, OELINQUF.STF.1 ~:CO.

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Vi sono poi altri cinque, che compirono la. diserzione entro il secondo semestre di ferma.: Il meno precoce fu l'individuo N. l il quale reo di mancato omicidio, designato per i tre anni di ferma., ne aveva. già compiuti due, distinguendosi per frequenti mancanze, a. causa di poca su bordinazione e di atti impulsivi contro i compagni d'arme, manifestatisi per cause le più futili. Al principio del 3° anno disertò, asportando oggetti d'uso militare; arrestato, venne condannato e relegato in un reclusorio. Dopa . varii mesi di soggiorno nel carcere fu colpito da convulsioni, riconosciute epilettiche e, in conseg:tenza, riformato. 1

GRUPPO DEI RIBELLI AL PRINOlPIO D! AUTORITÀ NELL E SF:RCITO.

I ribelli al principio di autorità sono dodici, sei accusati d'insubordinazione e sei di rifiuto d'obbedienza: però i reati complessivi per insubordinazione e per rifiuto d'obbedienza sono in realtà quindici: ma d ue autori di tali crimini (66-98), essendo recidivi ·in reato durante il servizio militare, li collocherò nel quadro degli ltdb·itués dei reati e uno (14)', avendo aggiunto all'insubordinazione il ferimento, preferisco olassi1ìca.rlo tra gli i m pulsi vi. I sei imputati d'insubordinazione figurano nella. statistica criminale civile nel modo seguente: N. uno (96) non recidivo per renitenza. a leva, N. uno (20) recidivo specifico in ribellione, N. uno (52) recidivo specifico in lesioni personali, N. tre (28, 34, 83) recidivi generici per (oltraggio ribellione), per (lesioni personali e furto), per (oltraggia guardie renitenza alla leva.). L'età d'inizio del crimine oscilla tra i 14-20 anni: il più precoce è il N. 62, il meno precoce è il N. 95. I sei accusati di rifiuto d'obbedienza figurano nella statistica criminale borghP.se: N. quattro 171 1 72, 81, 86) non recidivi in ribellione a guardie, N. uno (68) recidivo generico (lesioni personali e giuoco di arzardo), N. uno (86) recidivo specifico e generico (furto, oltraggio e lesioni personali). L'epoca di inizio del delitto varia tra il 13° e il 19° anno: il più precoce è il N. 36, il meno preco~e è il N. 86. Designati i piu di essi alla ferma. di tre anni, incorsero nell'ambiente militare in un numero di mancanze, a.ument&nti per anno <.li.. ferma e punite spesso C(Jn prigione di rigore.


"iG4

:o;TUt>IO SCU:N1'IF1CO·PIUTICO SUL CONTEGSO DI::L llf:I.I~QUE~TE 1 ECC',

Per ciò che riguarda l'indole delle infrazioni disciplinari, si osser va. tra i condannati per insubordin.a zione: che il N. !)5 fece ma.ncanze prevalenti per poca subordinazione e per atti di violenza, che il N. 29 fece mancanze promiscue per contegno scorretto in caserma, per atti impulsivi e simull\zione di malattia., che il N. 52 incorse in mancanze frequenti per impulsività contro commilitoni e per poca subordina.zione, che il N. 28 commise frequt>nti mancanze per contegno scorretto, che il N. 34 commise, oltre a mancanze per appropriazione indebita, infrazioni frequenti per atti di violenza. contro commilitoni, che il N. 83 ca.tide in prevalente mancanze per impulsività. Riguardo poi, ai sei accusati di rifiuto d'obbedienza notasi: che il N. 71 incorse in ripetute mancanze per atti di violenza, -contro i compagni d'anna e fu pure un simulatore di malattia e un alcoolista., che il N. 72 mancò, il piit spesso, per atti di violenza, e, qualche "t"Olta, pure per evasiotù dal quartiere e per poca subordinazione, che il N. 81 commise' frequenti ma.ucauze per impulsività contro n Itri soldtLti ; fu pure nn simulatore di malattia, che il N. 86 incorse in mancanze frequenti per poca subordinazione, che il N. 36 commise mancanze ripetute contro ft1nzioni militari ed, anche, qualche mancanza per percosse a qnadrupedi, che il N. G8 incorse in mancanze frequenti per atti di violenza contro i compagni d'arme e per poca subordinazione. Adnnque i ribelli al principio di autorità nejl'esercito: individui già s~:>gna.latisi nella vita borghese, in grande maggioranza. per reati di oltraggio e ribellione alle guardie, di reniteuza alla. leva e d i lesioni persona.h e, in parte esigua per reati di furto e lesione personale, caddero sotto le armi in mancanze prevalenti per atti violenti contro commilitoni, eccetto il N. 36: che percosse quadrupedi, e per poca. subordiuazione: rarissime appaiono le infrazioni disciplinari per appropriazione indebita, che si ria.ffermarono soltanto nel soggetto N. 34, tipo impulsivo e ladro; inoltre i N. 28, 81, furono simulatori di malattia e il N. 71, oltre spiegare tendenze di simulazione di malattia, manifestò pure disposizioni all'abuso dell'l\lcool. Rispetto alla tenuta dell'arredo, anche gli spettanti a. questo gruppo ne ebbero poca cura ; tra. gli imputati di. reato d' inSiubordinazione, però il N. 34 risulta avesse cura discreta per l'arredo il r anno di servizio, mcutre la trascurò il 2, e tra gli accusati di rifiuto d'obbedienza, 0


STlJ'l)IO i'CIE~TIFICO·PJlATICO SUL CONTF.G~O OI·: L I1F.l.IN Qt.;E~TF: 1 ECC'.

76;)

i N. 71, 86, seppure ne ebbero cura bastante il P anno, se ne disin· teressarono poi il 2". Uguale trascuratezza. mostrarono i più di essi per l'istruzione militare, ad eccezione del N. 72, che ne ritrasse reale vantaggio nel periodo di servizio e ad eccezione dei N. 34, 81, 86, che, se ne ebbero cura il l o anno, non spiegarono uguale propensione il 2.0 Anche riguardo all'istruzione letteraria risulta che la maggior parfie ne approfittarono poco, eccetto i N. 28, 34, 86, che vi attesero con sufficente diligenza sia il 1° che il 2, anno di servizio. Mediocri per intelligenza, i ribelli al principio di autorità. tennero condotta cattiva. ; fa eccezione il soggetto di N. 72, che, classificato tra i mediocri in condotta nella. milizia. si contenne poi in modo pessimo nel corpo delle guardie di finanza, nel quale era stato, dietro sua domanda., ammesso al termine del servizio militare. Quindi i ribelli al principio di autorità, delinquenti sufficientemente precoci, in grande maggioranza, per reati di oltraggio, ribellione ad agenti dell'ordine e di lesione personale, e recidivi i più nel reato, ebbero a comune col 2> sottogruppo dei non criminali e cogl.i altri gruppi di criminali nell'esercito il carattere progressivo delle mancanze· e la. n on rara. gravezza. di <·sse: incorsero poi, comportandosi. do. questo punto di vista analogamente ai disertori, in mancanze prevalenti per poca. subordinazioue e per a.tti di violenza contro i commilitoni e mostrarono in massima refratta.r ietà alle norme speciali d'educazione militare. Di essi tre (29, 71, 81) furono pure simulatori di malattia. e uno (71) ebbe tendenze ripetute per l'abuso degli alcoolici. Riguardo all'epoca del reato, commesso nell'ambiente militare, osservasi che tra gli accusati d'insubordinazione due (20, SB) lo commisero il l o anno, tre (34, 52, 9i>) il 2" anno e uno (28) il 3, anno di servizio, e che, tra. gli accusati d i disobbedienza, uno (68) commise il reato il 1° anno, due (71, 81) il 2° anno e tre (36, 72, SG) il 3" anno di ferma: perciò in questo gruppo di criminali il massimo numero di reati non coincide col periodo primitivo della ferma, come si è constatato nel gruppo dei disertori, ma col periodo tardivo del servizio, come si è rilevato nel g ruppo dei ladri. Citerò ora i ribelli più tipici_: Fra gli accusati d'insubordinazione è da segnalarsi il soggetto N. 9:>: questi imputato, a 20 anni, di renitenza inginstifìca.ta a.lla. leva, mediocremente intelligente, cominciò la. serie delle sue mancanze con atti di poca. deferenza. e di poca subordinazione verso graduati di truppa ed anche verso ufficiali, e le alternò poi con minaccie o pert-osse a compagni d'arme per i motivi i più insignificanti.


7(;6

Tl"OTO 'ClE~"TIFH'O-PRATICO SU L CONTF:GNO tii·:L DI·:L.I)o:QG'-"Nn:, r:CC.

In seguito ad una sequela significativa di cotali infrazioni dis~i ­ plina.ri, si manifestò, nel 2~ semestre, del secondo anno di ferma il Teato d'insubordinazione verso superiori ufficiali e di deterioramento di oggetti di caserma. Condannato e trasferto, a pena scontata. in una compagnia. di disciplina, rinnovò, qui pure e più volte, le infrazioni disciplinari dell'indole di quelle surriferite in modo da rivelarsi !$Oggetto assolutamente violento contro il principio di autorità. Fra gli imputati di rifiuto d'obbedienza, è da. nominare il soggetto N. 81, il quale, accusato a. 16 anni di reato di ribellione a guardie, mediocremente intelligt-nte, iniziò le mancanze, punite con prigione, con atti di violenza. contro altri militari, e con at.ti di poca. subordinazione militare, alternandole con infrazioni per simulazione di malattia. ~ contro funzioni di servizio militare. Nell'agosto del 2" anno di ferma incorse nel reato di rifiuto d'obbedienza verso un graduato di truppa. Condannato e scontata. la. pena , ri tornò al reggimento, ove commise fino al congedo varie altre mancanze dell'indole di quelle sopra ricordate. Anche questo individuo, che già nella vita. borghese a.•eva parzialmente rivelato la. propria. indole, spiegò meglio nell'ambiente militare le sue tendenze psicologiche, e perciò è da. classificarsi tra. gli amorali, .ribelli al principio di autorità. Chiuderò le mie osservazioni su questo gru ppo di delinquenti nell'esercito, coll'accennare al fatto che due di essi (29, S'3) ebbero, n el 2' anno di servizio, evidenti manifestazioni epilettiche, per cui ful'ODI) riformat i: r iguardo al soggetto indicato col N. 72, dirò che questi, segnala.tosi già a. l f) anni comE~ tipo ribelle, ria.ffermò nei due anni di ferma, le sue tendenze di violenza, dimodochè all'atto delle dimissioni .dall'esercito fu classificato tra g li individ ui a. condotta. mediocre. Ammesso, due anni dopo t ali d imissioni, a. far parte del corpo delle g.tardie <.li finanza, rinnovò la serie delle mancanze di n11.tura identica a quelle commesse, d i regola, dagli impulsi vi, e il a• anno di servizio nel suddetto corpo incorse nel reato di rifiuto J' obbedienza ; quindi questo individuo, che fece conoscere l'intlole propria. violent.a. in una. epoca precedente al servizio militare, ma. non molto precoce, e e che la riaffermò anche durante il servizio presso la milizia, si qualificò intieramente per soggetto violento contro le autorità iu un momento relativament e tardivo. G 1.1 AUTO!Ll DJ HEATO SPECH'WA~Uo:N'rg 'MJI..IT A RE. Essi sono poch i figurando nella. statistica militare criminale m numero di tre, nei soggetti N. 23, 3~, Dli. Sono indiddui che pri ma dell'arruolamento furono dei criminali non


STUIHO SCIENT IF!CO·PRATI CO SUL CO~T.EGJ\0 DEL D~:Lil\QOENn:, ECC.

767

:prscoci, variando la loro manifestazione criminosa dai 18-20 anni, nè di oltraggio alla forza pubblica; il N. 32 di ribellione alle autorità ed il N. 96 di furto campestre. SCitto le armi incorsero in mancanze, numericamente poco numerose, nè a carattere decisamente progressivo, almeno due individui (N. 32, 96) : il N. 23, invece, commise infrazioni disciplinari rilevanti per il carrattere e progredienti per ann.o di ferma. Rispetto all'indole di esse il N. 23 tipo violento contro il principio di autorità, commiAA mancanze prevalentemente per atti impulsivi contro altri militari e per poca subordinazione militare; il N. 32, tipo pure violento contro le autorità, incorse frequentemente in mancanze per cattÌ\O contegno iu pubblico. 11 N . !)G fece frequenti mancanze per poca subord inazione. Inoltre i N. 23, 32 svelarono disposizioni e'ccessive per gli alcoolici. mentre lo stesso N. 32 e il 9ti manifestarono tendenze alla simulaz ione di malattia. Tutti poi fnrono trascurati nella cura dell'arredo e approfittarono poco delle varie istruzioni di caserma.: mediocri d'intelligenza ad ec-cezione del N. 23 che ebbe intelligenza svegliata., tennero nella. milizia. cattiva condotta . .Rispetto al reato, che commisero, qnalifica.to per reato di abbandono di posto in servizio di sentinella, la manifestazione non ne fu pre<:oce nell'esercito, coincidendo questa col periodo tardlivo della ferma. Quindi tali individui, rivelatisi già parzialmente nella. vita borghese, come tipi in mbggiora.nza violenti, commisero sotto le armi mancanze per lo piu multiple e di una. certa gravità. e per indole identiche a quelle fatte da. impulsi vi; e al seguito di esse incorsero nel reato, che, in quest.i rivesti carattart\ specificamente roilit11.re; essi svelarono in modo completo le loro tendenze alla. delinquenza durante il periodo ultimo della. ferma e quindi, per l'epoca del crimi ne mili tare, rassomigliarono al gruppo dei ribelli al principio di autorità ed a. queJlo dei l adri . I CR B.lll'ALI lYPOL.<;IVI NELL'E~F.RClTO . ~bbero recidiva nel delitto. Il soggetto N. 23 era accusato

Sono due, il N. 14 ed il N. 82, ambedue precoci nel reato. Il N. 14, reo d'oltraggio alla forza pubblica a 17 anni, non ebbe re· ci d i Ye; ma prima dell'arruolamento si era anche qualificato per indi'viduo dedito al vino. Il N. 82, reo di lesione personale ~ 12 anni, fu poi 2 volte recid ivo specifico in questo crimine prima del servjzio militare. Solto le armi essi mancarono assai volte, più il secondo del primo anno, per atti di violenza contro altri militari ; il N. S2 poi si distinse


768

~Tt:I1JO l;CH :XTIJ.'I('O·PifATlCO . UL CONTEI·XO I1F: t. D E LIXQUEXn;, ECC.

pure per 1·ipetute violenze contro quadrupedi, per tendenze alla. simulazione di malattia ad all'abuso delle sostanze alcooUcbe, il ~. 14,. già. alcoolista. prima della vita. militare, ria.ffer mò nell'esercito le disposizioni alcooliche. Mediocri intellettualmente, furono trascurati nella cura. dell 'arredo e nel seguire le varie istruzioni militari, e tennero condotta. cattiva. Ambedue commisero il reato di ferimento verso graduati di t ruppa nel periodo inoltrato della ferma.; risulta. inoltr-e, che il N. H2 incorse nel crimine in un m•)mento di sovra.eccitazione mentale, origi· nata. dall'abuso dell'alcool, servendosi della. sciabola-baionetta.. Quindi anche i due individui rei di ferimento nell'esercito, pro\e· nienti da elementi a. temperamento impulsivo, si con traddistinsero sotto le armi, per mancanze a. carattere progressivo e dell'indole di quelle commesse da soggetti violenti e caddero poi nel reato in un periodo piuttosto tardivo della. ferma., precisamente come va.rii altri gruppi di criminali già ricordati. Qui può sorgere la. domanda: come mai di fronte a. numercsi soggetti a. carattere pitl o meno violento e aventi a. loro disposizione mezzi non indifferent i di offesa., risulta. cosi poco numeroso il gruppo dei criminali impulsivi nell'esercito? Io credo che ciò si debba essenzialmen Le all'oculata. e continua. sorveglianza, che si esercita. quùtidiana.mente nell'ambiente della caserma. e che fa. si, che anco le, eventualmente gravi, eccitazioni individuali a reagire di fatto contro le persone non hanno modo di esplicani per le resistenze vive e subitanee, che incontrano nella provvida organizzazione del ser vizio di vigilanza; o, se possono aver corso, lo sarà solo parzialmente, come appunto si verificò nel caso de[ ~oggetto N. 8~, il quale,· per quanto fosse provetto nel crimine di les-ione personale e iu condizioni psichiche abnormi per l'abuso dell'alcool e per quanto avesse malvagia intenzionalità. contro l'altro militare, co me si può concepire dal mezzo di offesa, cui egli diede mano, non ebbe modo poi che di eseguire molto parzialmente il proposito criminoso, grazie appunto al servizio di sorveglianza.

l RF.I DI REATI .SE:O:SU.ALI XELL1ESEROITO.

Un solo c il reo d i reato sessuale nell'esercito ed è rappresent-atod al soggetto N. ! J,l. Nella vita pre-militare egli aveva commesso a. 15 anni un furto boschivo; quindi, all' infuori di una precocità al deliitto, non aveva dato di sè segnai azioni complete.


STUDIO ~CtENTIFlOO·PRATICO SUl, CONTf:G~O DEL DELtNQU~:XT~:, ·ECO.

76!)

Sotto le armi tenne condotta assai cattiva, incorrerudo in mancanze progressive, e p'romiscue, ora. per poca. subordinazione, ora per a.tti di violenza contro compagni, ora. anche per appropriazione indebita. di oggetti va.rii e di pochissimo valore; ebbe, poi, poca cura dell'arredo e delle istruzioni di caserma. Nel 2n semestre dell 0 anno di servizio si macchiò di reato sessuale (pederastia attiva); ciò che ne provocò il trasferimento in una compagnia di disciplina. Perciò questo individuo, che poco aveva dato a conoscere dell'indole propria. in precedenza allo a.rruolamento, svelò le su& tendenze alla delinquenza. durante l'epoca della vita. militare non solo a causa. del reato sessuale ma anche per l'indole psicologica refrattaria al sistema disciplinare ed educativo dell'esercito. GRUPPO DEGLI HAnlTUÉS DEI REATI XF.LL1 ESERC"J1'0.

Que5to gruppo si compone di cinque indi\'idui, indicati coi numeri 11, 54, 6G, 66, 98. Il soggetto n. 11, fisicamente robusto ma. mediocre per intelligenza, si era rivelato, prima dell'arruolamento e precisamente all'età. di l!) anni, come prooli ve al furto, alla truffa e al falso. Presentatosi alla visita medica. presso il distretto militare di Vercelli, fu sospettato di poco equilibrio ment.ale e perciò inviato in os· servazione presso l'ospedale Militare di Novara., ma durante il periodo d'osserva7.ione riuscì ad evadere; arresta.to in segwto, fn conda.nnato per il rea.to di diserzione se mplice a. un anno di carcere. Scontata la. pena e arruolato in un reggimento di fanteria., vi rimase appena. cinqua.nta giorni, poichè se ne assentò a.rbitra.riamente, asportando seco anche oggetti di corredo militare. Arrestato dopo qualche mese, ~ubi nuova condanna per il reato di diserzione, associato questa volta a. quello di aliena.zione di effetti d'uso militare. Riammesso poscia in servizio dietro il condono di un anno di pena per amnistia, fu incorporato in un reggimento di fanteria, ma dopo qualche giorno se ne assentò nuovamente a suo capriccio ; arrestato dopo qualche mese, ebbe nuova. condanna per il reato di diserzione: indi, a pena scontata, fu espulso dall'esercito. Risolta poi dal foglio matricola.re, che questo soggetto, nei pochissimi giorni di dimora al reggimento, si disinteressò completamente sia. dell'arredo, sia. delle varie istruzioni di caserma. Quindi, in sintesi. l'individuo N. 11, il quale, sebbene non precoce in reato, aveva di sè dato bastanti segnalazioni, prima dell'alTuola'o - Gior11ale dì medi,ino mllilart - F3sr, X·:\1.

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STl"l•lO ,..CIF:NT I~'lCil·I'R:\TICO ~UI. C'O.XTJ.:lò:\0 Dt:L Ot:I.I S(JUENTE1 F:C(.'.

mento, coi crimini di fur to, truffa. e falso, si confermò durante l'epoca del sen ·i zio militare assolutamente de.fìcente di senso morale.

"'*... Il soggetto N. G4, fisicamente molto robusto ma mediocre d'intelligenza, piuttosto precoce nel reato che egli commise a 17 ann i coll'oltra-ggio alle guardie e che ripeti·, a 18 anni, ·ribellandosi ad agenti dell'ordine, iniziò nell'esercito le mancanze con atti di poca subordinazione verso il suo capitano di compagnia e le continuò con infrazione, prima per assenza abusive dalla. caserma per qualche ora. e poi per una. llssenza, d urata. tre giorni ma. interrotta perchè fu ricondotto al reggimento per mano dei carabinieri: dopo una. serie di tali mancanze, si rivelò il reato di tentata mutilazione volontaria delle dita della mano destra, allo scopo evidente di perdere l'atti tu dine fisica al servizio, per c~i aveva manifesta av~·ersione. Condannato e scon tata. Ja. pena, fece poi ritorno al reggimento: qui vi continuò le medesime mancanze sia per poca subordinazione, sia per a.sseuze abusive, sia per contegno scorretto in quartiere, indi incorse in nuovo reato, reato cioè di guasto volontario alle armi, per cui fu condannato di nuovv. Sia. il l '', che il 2, anno di servizio, egli ebbe poca cura. del suo arredo e delle varie istruzioni di caserma, e per quanto all'atto del· l'arruolamento non fosse del tutto analfabeta, pure, sotto le armi, approfittò poco dell'istruzione letteraria. AduHqne, in riassunto, il N. o·l, soggetto già. ri \'elatosi ribelle al principio di autorità. prima dell'arruolamento, riconfermò, nell'esercito. sia nell'indole delle numerose mancanze, :sia nei reati, il sno temperamento impulsivo; e se si tiene conto della precocità del 1" crim ine commesso nella vita civile, della. sua. recidiva. e delle di lui manifestazioni psicologiche nell'ambiente della milizia, quali emergono da. l re la ti "o foglio matricolare, egli appare un tipo com p leta· mente amorale.

•••

L'indi viduo N. ~,[), robusto fisi~amente e mediocre per intelligenza., reo a 20 a.nui di furto e ferimento, si fece conoscere, nell'ambiente militare, pE't' preva lenti mancanze di poca. snbordinazione verso graduati ùi truppa. Dopo tre mesi di servizio, approfittando anch'egli del soggiorno in un corpo J'a.rmata. di f1·ontiera, disertò. Arrestato qual~· he mese dopo, fu condannato per réato di diserzione e trasferto in un reclusorio, OYe incorse in varie altre mancanze, specralmente per J ·~·c·a subordinazione e per atti impulsi\·i contro gli altri militari.


:'\TU m O ~CI E:'<Tik'ICO·l'R ATICO :-.U L CO XTRGI\0 o~;L. m: J.ISQUE~TE1 RCC.

771

A pena scontata, ritornò al reggimento; commise allora altre mani:anze, caratterizzate da assenze abusiv~ dal quartie re di poche ore, e da simulazione di malattia, finchè nel 2° semestre del 2 ' nnno di ferma cadde in nuovo reato di diserzione, combinato questa volta al crimine di furto di oggetti militari. Arrestato qualche mese dopo l'e'ç'asione, scontò la pena in nn reclusorio militare, in cui ebbe varie punizioni per mancanze del genere d i quelle sopra-ri ferite. Adunque questo soggetto, che gia arasi rivelato proclive al fnrto e al ferimento nella vita. precedente all'arruol!i.mento, riaffermò le sue tendenze all'impulsività e al crimine contro la proprietà anche nel nno ~o ambiente, distinguendosi ancora. per la recidiva. in reato. Il N. GG, individuo · fisicamente sanissimo ma. mediocre per intelli genza, aveva a 20 anni commes:JO un furto campestre; e però aveva dato della sua indole poca segnalazione. Sotto le armi commise, ill 0 anno di servizio, assai numerose mancanze, o per cattivo contegno o per assenze abusive da.lla caserma. Xel gennaio del 2" anno di servizio incorse nel suo pr imo reato, che fu un reato d 1 insuborclinazione verso un graduato di truppA.; a pena scontata e ritornato al reggimento, ricominciò la. ser ie delle mancanze con br utali maltrattamenti a.l cavallo, con evasioni dal quar tiere di poche ore e con contegno scorretto in camerata.. Nell'ottobre del2• anno di servizio, cadde in nuovo reato, reato d i diserzione e di furto di oggetti militari. Arrestato dopo qualche mese e Lrasferto in nn reclusorio, fece nuove infrazioni disciplinari, più particolarmente per poca subordinazione e per atti impulsivi contro altri condetenuti. Quindi il soggetto in parola, il quale nell'ambien te borghese era.si dimostrato proclive al crimine contro la. proprietà., si comporto sotto le armi come un ribelle al principio eli autorità, tlll d isertore e come un ladro, e si rivelò perciò some soggetto completamente inadattabile a l s istema disciplinare dell'esercito.

*** Il soggetto N. !:>8, iudividuo fis icamente robusto e mediocre per intelligenza, aveva a 17 auni riportato una condanna per ribellione alle gul\rdie. Sotto le armi commise, nel l • anno di ft!nua., varie mancanzt>, q ualifi cate da lla poca subord inazione e da. minaccia a compag ni d'arme. K el gennaio del 2' anno di servizio incorse nel primo reato, caratterizzato da rifi n to d'obbedienza e da appropriazior.e indebita di effetti milita ri. F u condannato, e a pena scontata, ri tornò al reggimento. Dopo un soggiorno di quindici giorni, se ne allontanò a suo arbitrio, e oltre·


772

STtii)JO SC IE~TTFICO·PRATICO SUL CO~TEGNO DEL OEI.INQt"R~TE 1 ECC.

passato il quinto giorno di assenza, fu dichiarato disertore e a sua volta in contumacia per il reato di diserzione con alienazione della sciabola·baionetta. Adunque questo individuo, che già nella vita borghese erasi rivelato come tipo violento contro il principio di autorità, riconfermò, nella milizia, sia nelle mancanze, sia nei reati la tendenza. più saliente del suo carattere, che era la tendenza di rivolta all'ordine costitttito, mentre· svelò pure una certa tendenza anche al furto. ~ondannato

Co~ eLUSIONI.

I cento uom1m del quinquennio 1901-190o erano stati, prima della leva, delinquenti per furto in ragione del 42 u~; per lesione personale in ragione del 32 °o ; per oltraggio a. guardie in ragione del 17 °u; per ribellione ad autorità. in ragione del 10 %; seguono altre forme di delinquenza. in proporzioni esigue (renitenza. alla. leva, porto d'arma proi· bita) ecc., Rispetto all'intensità di criminalità risulta, a. parte il N. 99 di criminalità. ignota, che 53 di essi non avevano presentato recidive in reato prima. dell'arruolamento, mentre 46 erano già stati recidivi, cioè 25 recidivi specifici, 11 recidivi generici, 10 generico-specifici. Nell'ambiente militare i cento, considerati dapprima. complessivamente, si distinsero per una. progressività nel numero e nella gravità delle infrazioni disciplinari secondo gli anni di ferma: nel re anno di servizio il numero totale di mancanze fu 272 %, nel 2° anno R40 °01 nel W auoo 406 °~ e le mancanze, represse con prigione di rigore, e quindi rivestentisi di carattere il più grave dal punto di vista discipliMre, sommarono a 55 °{, nel l o anno, a. 62 o~ nel 2° anno, a G8, 4:'111 nel 3° anno di servizio: di più i cento si segnalarono per un'indole di mancanze,. che è in colleganza. stretta col tipo di criminalità antecedente alla leva : così si nota. che i delinquenti per furto avanti l'arruolamento,. emersero . sotto le armi specialmente nella. categoria di infrazioni per appropriazione indebita, in ragione cioè del 70 °0; che i delinquenti per reati di violenza avanti l'arruolamento, emersero nella categoria di infrazioni per assenze abusive dal quartiere o per atti di impulsività, nelle proporzioni rispettive del 45 ~~~ e del 42 %; che i delinquenti per oltraggio ad autorità avanti l'arruolamento figurarono nella categoria. di infrazioni contro funzioni di servizio militare o per atti di impulsività o di poca subordinazione nelle proporzioni rispettive del 17 "o ~ del 10 o:, e del !) ~~~ ; che, infine, i delinquenti per reato di ribellione ad autorità prima della. leva figurarono particolarmente nella categoria. di mancanze, per contegno scorretto, o per poca. sttbordinazione o per


:'\TGDIO SCIEXTlFICO·PR ATI CO SOL CONTEG~O DEL DELINQUEXTE 1 ECC.

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impulsività nel rapporto rispettivo del 10 % e del 6 "o· Col progressivo aumento delle mancanze disciplinari armonizzano i risultati della <'llra dello arredo, dell'istruzione militare e letteraria: nel 1° anno di servizio il 62 % dei delinquenti in esame trascurarono l'arredo, nel 2" anno il 72 ~~. il 3° anno 1'81 °~ ; di più nel r sonno di servizio, il 58 °0 di essi, nel 2' anno 68 % e nel 3° anno 70 °~ non ebbero propensione pe l'istruzione militare e, infine, nell0 anno il 60 °0 1 nel 2, anno il 61 ~o e nel 3° anno il 6G 0 0 si disinteressarono dell'istruzione militare. Riguardo al rapporto tra la criminalità precedent e il servizio mi· litar e e la criminalità. militare risulta, che i delinquenti, affermatisi ladri nell'esercito, erano stati prima della leva colpevoli, per due terzi, di furto sia semplice sia associato a lesione personale e, per un altro terzo, colpevoli di reato contro l'integrità. personale; che i delinquenti, affermatisi ribelli al principio di autorità nell'esercito, erano stati, prima della leva, condannati a grande maggioranza per i reati di oltraggio, ribellione ad autorità, per i reati di lesione personale e di renitenza alla. leva. e in minoranza esigua per reati con.tro la. proprietà; che i delinquenti, affermatisi clisèrtori nell'esercito, avevano prima dell'arruolamento riportato condanne, nel rapporto di •; " per crimini d'impulsività o di ribellione o di renitenza alla. leva., e, per ' 'u a causa. di furto; obe i criminali impulsivi nell'e~ercito appartenevano a rei di lesione personale e a. rei di oltraggio verso le autorità prima. della leva. Rispetto alla natura, all'intensità e all'epoca, dei re.a.ti in milizia, si deduce che il reato di furto ebbe luogo nella proporzione del 57 °~ , che il reato di diserzione si verificò in ragione del 22 % ; ohe quello d'insubordinazione si esplicò nel rapport.o dellG oh e, che, infine, quello di r ifiuto di obbedienza, avvenne in ragione del 14 (l~; seguono, a grande distanza, altre forme di reati, come il ferimento contro altri militari rappresentato dal 4 %; il tentativo di mutilazione volontaria delle dita della mano destra in ragione del 2 ~o ecc. Circa l'intensità dei reati compiuti in milizia., emerge, che tra i 4!) delinquenti, autori di nuovo r eato sotto le armi, 35 non presentarono recidiva, mentre cinque vi furono recidivi (tre specifici e due generici): nove poi commisero rea.ti combinati (abitualmente diserzione e fur to, meno sovente insubordinazione e deterioramento di oggetti di ca!lerma). Per quanto si riferiCJce a.ll'epoca della manifestazione criminosa. sotto le armi, si nota che il 17 % dei delinquenti incorse in reato il primo anno; il 26 °~ nel secondo anno; il 35 ~~ nel terzo anno di servizio.


77.J: :STUniO SClJ::!\Tl~'lCti-PRATlCO St:L C:l!\TEG ~O IlEI. DEI.IXQUE!\TE1 ECC.

In relazione a.ll'a.lcoolismo e alla simulazione di malattia. risulta che, rispetto al primo, il 15 ·~o dei delinquenti il primo anno, il 7 "o il secondo anno, il 4 °0 nel terzo anno furono dediti all'abuso di vino, e sembrerebbe che i soggetti a temperamento impulsivo (violenti, ribelli, oltraggiatori) fossero pitt specialmente dediti a tali abitudini in temperanti; rispetto alla simulazione di malattia si osserva che essa si ri velò: nel primo anno, in ragione del 16 "n: e nel periodo tardi•o del servizio, in mgione del 27 ".,e si osserva altresì che i ladri fìgumrono, rispetto alle altre classi di delinquenti, in modo spicc~tto nel quarlrl.) delle simulazioni , cioè in rag ione del 4..! ".. il primo anno, del 2S <•,, il secondo anno e nel 25 11., al terzo anno di ferma. Per quanto si riferisce ai risultat i dell'intelligeuza e della. condotta risulta. che l'intelligenza fu qualificata meciione nel !19 "o dei casi, meno che mediocre, pure, nel 30 "o dei casi e buona nel 17 °,,, e che la condotta fu considerata cattiva nel (iO 1111 ; mediCicre nel l ".. e buono nel l 7 ".,; di cinque individui non fu emesso giudizio, perchè disertori precoci o riformati sollecitamente. Rigua•do alle riform11, nv venute per causa di malattie uer'\O:Sementali, risulta che, nel primo anno di servizio, quattro furono i congedati, due (H• • 7i3) per neurosi epilettica e due f12, 20) per n eurosi non specificata su i fogli matricole.ri; che nel secondo anno tre furono gli elimina.ti, due i2lJ, 83) per epilessia.; uno (84:} per neurastenia costituzionali ed oliogoemia grave, che, nel terzo ann o, due furono i congedati uno (N. l ) per epilessia. e l'altro (N. .J) per neurastenia. costituzionale. Se ora si prol'e<le all'analisi dei singoli delinquenti nell'ambiente militare, emerge che essi si possono differenziare in due grandi gruppi, in un primo grnppo costituito da quelli, che non commisero reati sotto le armi e in un secondo gruppo, costitmto da quelli, che ripeterono il reato anche sotto le armi. Il primo gruppo, eccettuati quattro (N. 12, 20, :37, 38), che fecero un rapido passaggio att.raYerso l'ambiente militare,, si può scindere in due sotto-gruppi, in quello cioè degli adattabili ed in quello degli inadattabili al servizio. Il sotto-gruppo degli adattabili è costituito da 17 individui: essi erano stati, prima. della. leva, delinquenti non precoci nè recidivi ed avevano avuto condanne per reati, il più spesso, d'impulsività meno sovente per furto: ltttinùi appartenevano alla classe dei delinquenti di occasione. Sotto le armi, dieci rivelarono intelligenza buona, sette intelligenza. mediocre, e si contrassegnarono o per assenza di mancanze non pas-


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sibili di prigione o per presenza di mancanze gravi ma verifìca.tesi soltanto entro i primi mesi di ferma., mentre figurarono all'atto delle dimissioni dal servizio nel novero degli individui a. condotta. buona, ed anche ottima: quindi questi 17 riuscirono a uniformarsi alle norme ed accomodarsi alle molteplici esigenze della. vita militare. Il sot.to-gruppo degli inadattabili è formato da :30 individui: essi erano stati, prima. della leva, tutti precoci in reato, avendolo commesso prima dei 18 anni e diciassette erano stati anche recidi vi: dei trenta, poi, venti avevano riportate condanne per impulsività. e ribellione od oltraggio e dieci per delitti di furto. Sotto le armi, ventuno rivelarono intelligenza. mediocre, sei inferiore alla. mediocre, tre intelligenza svegliata.: furono questi trenta. che si segnalarono specie per un disordine di condotta, rappresentato da una. successione progressi va. di mancanze secondo gli anni di ferma, nonohè da un graduale aggravamento di esse; furono questi che most.ra.rono la più grande refrattarietà. a imbeversi delle nozioni di educazione e di disciplina del nuovo ambiente ; furono questi che trascurarono anche la. divisa e divennero, quasi, gl i abituali frequentatori delle prigioni reggimentali. Se poi si considera l'indole delle loro mancanze rispetto ai crimini commessi prima dell'a.rruola.meuto, vi si discopre un nesso, più o meno spiccato, dimoùochè i ladri mancarono per tendenze prevalenti all'appropriazione indebita., eccetto i ~. 2, Hl, i quali, sebbene ladri prima della. leva, si comportarono nelle mancanze disciplinari, come impulsivi; i violenti commisero infrazioni prevalenti per ·atti impul sivi e per assenze da.l quartiere, eccetto il N. 64, che, sebbene violento da. borghese, si atteggiò, in mancanze, come un individuo proclive all'appropriazione indebita; i ribelli e gli oltraggia.tori innanzi alla leva mancarono, sotto le armi, specialmente o per at.ti impulsivi o di poca subordina.zione o per assenze dalla ca· serma . Inoltre in sette individui N. o, 18 (ribelli genuini prima della leva), N. 22 (oltra.ggiatore o ladro, N. 44 (violento), ~. 50 (ladro gen uino), N. tì4 (violento), N. 100 (ladro e successivamente violento) si manifestò, in milizia, la tendenza a simulare malattia per sottrarsi ai servizi di maggiore peso; in tre (N. 24, 43 violenti e ~. 50 ladro) si rivelò la tendenza. abattere con violenza i quadru ped i per le cause più insignificanti; in due (o, 7:3 ribelli) si esplicò la. tendenza accen· tnata. verso l'abuso del vino ; per parte di due, poi, N. uO (ladro) e 51 (violento) si ebbe anche l'impulso ad appiccare il fuoco ad oggetti di caserma. Adunque questo sotto-gruppo, nell'orbita dell'ambiente militare, rappresentò, in paragone dell'altro sotto-gruppo, una. vera. stona tura.


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a causa della sua condotta bizzarra, incongrua, strana e rivoltosa, non scevra. anche di sintomi a.ddirittura pazzeschi (percosse a cavalli, tentativi di piromania., ecc.) e vi rivelò cosi un'indole psicologica, cozzante cogli interessi e colle finalità dell'ambiente, ove visse. Il gruppo di delinquenti, che si distinse per a.vere ripetuto il reato anche in milizia, conta 49 individui: di costoro 19 furono ladri genuini, 12 furono ribelli genuini a.l principio di autorità, sette furono disertori (d ue disertori semplici e cinque disertori ladri) ; cinque furono recidivi in reato ; tre furono a.utori di reato specificamente militare, due furono autori di ferimento contro commilitoni; uno fu autore di 1·eato seasuale. I lad ri provenivano da delinquenti precoci, '8vanti la. leva, nella. proporzione di 16,'1!), da recidivi nella. proporzione di lli19 ed erano stati, prima dell'a.rruolamento, per tre quarti rei di furto e per un quarto rei di impulsivit.à (lesione personale e oltraggio). Sotto le armi si distinsero per intelligenza mediocre e si rimarcarono come il gruppo degl'inadattabili po(;o fa ricordato, dapprima per un tenore di condotta. incoerente coi principii educativi e disciplinari militari, ciò che si rileva dalle mancanze trascritte nei rispettivi fogli mat ricolari, mancanze contrasseg nate in prevalenza dal termine c appropriazione indebita d i denaro o di oggetti varii » : fanno però eccezione alcuni (N. 25, da) lnd ri non recidivi avanti la leva. e i N. 46, 57 (ladri recidivi), i quali sostituirono alle mancanze per appropriazione, quelle di violenza contro i compagni o di poca subordinazione verso g raduati di truppa. Alcuni poi N. !13 (ladro), 19 (oltraggiatore), N. 77 (ladro e violento) spiegarono la tendenza a simulare malattia in occasione di marcia o di servizio di guardia; altri N. G (ladro), N. 8 (violento e ladro), N. 16 (ladro) ~bbero tendenze all'abuso di vino. Tutti gli iscritti al gruppo in parola incorsero in una manifestazione concreta di criminalità, coincidente per lo più col periodo intermediario o tardivo del servizio. I ribelli al principio di autorità nell'esercito erano stati, prima della. Je,·a, delinquenti precoci nella proporzione di 7/12, recidivi nel r apporto di 7 '12, ed erano stati, in precedenza condannati per tre quarti a crimini eli oltraggio, ribellione, lesione personale o renitenza alla leva, e per un quarto a delitti di furto semplice o complicato con lesione personale. Sotto le armi si segnalarono per mediocre intel· ligenza e per progressività numerica di mancanze, che ·furono all'op· posto di quelle della. classe precedente, contrassegnate da atti di poca su bordinazi~ne militare o di impulsività contro commilitoni e anche contro cavalli, come ci dà l'esempio il N. !>6. Rarissime furono le in· frl\z ioni disciplinari per simulazione di malat~ia, che si manifestarono


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in tre (N. 29, 71, 81) ed eccezionali quelle per appropriazione indebita., che si rivelarono nel N. 34, il quale, peraltro, era entrato nell'esercito col marchio di ladro e di violento. Alcuni (N. 71) ribelli prima della :leva, ebbero tendenze ripetute per l'abuso del vino. I dodici del gruppo manifestarono nel periodo tardivo di servizio nna. forma. concreta di reato. I disertori nell'esercito erano stati, prima. della leva., precoci nella. proporzione di 4/ 7, recidivi nel rapporto di 5. 7 ed erano stati rei, in maggioranza., di lesione personale e di ribellione o renitenza. alla. leva e, in minoranza, di furto se::nplice o con lesione personale. Sotto le armi si distinsero per mediocrità intellettiva. e per mancanze caratterizzate da atti di violenza contro commilitoni, e anche contro cavalli (come si varificò nel N. i5) e da. atti di poca. subordinazione militare. Tre di essi (26, -!6, 92) rivelarono la. tendenza. all'ubriachezza; nno soltanto (N. l) svelò la disposizione a simulare malattia: nessuno, poi, fu punito per mancanzl\ per appropriazione indebita. Di fronte, però, a. questo positivo dato, concernente le mancanze, sussiste in questo gruppo il fatto non meno sicuro, che dei sette disertori cinque si rivelarono contemporaneamente ladri, abitualmente, di oggetti di corredo militare; laddove due furono disertori semplici. La diserzione, poi, fu compiuta, da. sei, entro il primo anno, da uno (N. l) nel terzo anno di ferma. Il gruppo dei recidivi in reato è rappresentato da cinque individui. Il K. 11, non precoce nel reato di furto, truffa e falso, da lui commesso a 19 anni nè recidivo, fisicamente robusto, ma mediocre nella intelligenza., si contrassegnò, sotto le armi, per tre diserzioni, due semplici ed una accompagnata ad alienazione di effetti di uso militare, quindi egli, il quale, prima della leva, era emerso per una. massima. disposizione ai reati contro la. proprietà, assunse invece, in milizia e ~otto la. coazione dell'ambiente militare, la. figura decisa. dell'impulsivo, impersonata dal disertore, pnr dando sfogo, una volta, a.ll~ sue tendenze verso l'appropriazione indebita.. In tal modo egli diede un saggio, del come un delinquente possa. anche trasformare, secondo la natura degli ambienti sociali, le proprie attitudini anormali. Il N. 54, precoce nel reato di oltraggio ad autoriti\1 da lui compiuto a. 17 anni è recidivo in reato di ribellione P.d agenti d'ordine, molto robusto fìBica.mente ma d' intelligenza. mediocre, si distinse, sotto le a.rmi, per una. serie di mancanze a causa di poca. subordinazione verso graduati di truppa. ed anche verso ufficiali, ed a causa. di assenze abusi ve dal quartiere; inoltre si segnalò, nel primo a. nn o d i servizio, per nn


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reato di tentata mutilazione volontaria delle dita della mano destra e,.. nel secondo anno, per un crimine di guasto volontario alle armi. Quindi egli, che era entrato nell'esercito colle stigmate del :ribelle abituale alle n.u tori~à. non fece altro; nel suo pa-ssaggio attraverso la mili:;ia, che operare e reagire secondo le proprie tendenze organiche, non influenzate dalle norme educative del 1movo a.mbiente, reagire cioè ciecamente anche a scapito della propria. integrità personale. Il N. Go, non precoce nel rt~ato di ferimento con furto commesso a 20 anni, non recidivo, robusto fisicamente, mediocre d'intelligenza, si delineò in milizia., aia nell'indole delle mancanze, sia in quella dei d ue reati commessi, rispettivamente nel primo e nel secondo anno di ferma. (cliserzio11e semplice e diserzione con furto di oggetti militari), come soggetto impulsivo ed, in modo più tenue, come un ladro. Perciò nelle gesta di delinquente abituale sotto le armi si stam[pÒ l'im pronta. delle tenden ze già. svelate nella vita. borghese. Il N. Gli, ladro non precoce, avendo commesso an fu rto a 20 anni ni1 recidivo, si era. segnalato, il primo anno, per mancanze d' impulsi-çi tà. sia contro commilitoni, sia contro quadrupedi i in seguito, poi, esplicò il suo temperamento impulsivo col commettere due reati schiettamente militari, l' uno d'insubordinazione verso un graduato di truppa, l'altro di d iserzione, complicata. da furto di oggetti dell'amministrazione militare. Adunque il 11. G6, sotto l'azione dell'ambiente militare pur dando nuovi saggi della tendenza anormale già svelata prima. del~!\ leva., assunse la nuova figura del delinquente impulsivo, cosicchè rassomigliò in gran parte al N. 11. Il N. fiR, precoce insubordinato agoardie, ma non recidivo, molto robusto fisicamente, mediocre nel potere intellettiv.o. erasi distinto sia nelle mancanze disciplinari a base di a.tt.i di poca subordioazione, sia nei reati militari del 2, e del s~ anno di servizio (in subord inazione, con appropriazione di oggetti militari, diserzione con alienazione della sciabola-baionetta) come uno spiccai o tipo ù' impulsivo, e più tenuamente come un ladro: qujudi il N. US, pur rivelando nuove tendenze nell'ambiente militare, le tendenze ciot: all'appropriazione indebita, mant enne in modo spiccato in milizia., il tipo psico-antropologico, assunto nell'ambiente borghese avan ti la leva., rassomigliando in ciò ai numeri 54 e o:J. I tre autori cJj reato specificamente militare erano stati, avanti la leva, delinquenf i non precoci nè recidivi ed avevano avuto,due(N. 23 e H2), condanne per insubordinazione a.U'autorita, e uno (~. o6), una contlanna per furto c:tmpestre: sotto le armi, svelarono mediocre intelligenza, eccetto il N. 2:} ùi buona :intelligenza e si contrassegnarono non


STUOlO SCIE~TIFICO · I' HATICO Sl."L CO~TEG:\0 OEf, IJJ;UNQUENTB1 ECC.

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tanto per mancanze a. base d i atti di poca. subordinazione e di impulsività contro altri militari, quanto anche per mancanze dovute a.ll'ubbriachezza. e consistenti in contegno scorretto in caserma e fuori caserma. Nel periodo ultimo di servizio incorsero nel reato di abbandono di posto in funzione di sentinella. Adunque i numeri 2:l-32 perseverarono, sotto le armi, nelle attitudini psicolog iche già manifestate prima dell'arruolamento, mentre il N. 3G, a. contatto diretto dell'ambiente militare, modificò le originarie tendenze al furto in tendenze di disobbedienza agli ordini ricevuti nel momento di assumere il servizio speciale • di guardia.. I due criminali impulsivi nell'esercito erano stati, prima della leva, delinquenti precoci in reati d'impulsi viti\ e uno (N. 87) anche r ecidiYO specifico. Sotto le armi palesarono mediocrità intellettiva ed incorsero in mancanze di violenza sia contro al tri militari, sia contro quadrupedi E.- d in mancanze per contegno scorretto, causate dall'abuso di vino: nel periodo tardivo della ferma commisero nn reato di ferimento verso commilitoni: è degno di nota. che il N. 82, consumò il reato in condizioni psichiche, influenzate dall'alcool, servendosi della propria sciabola-baionetta. Adunque i due soggetti, già. abilitati alla can·iera criminale prima dell'arruolamento, man tennero in milizia la loro fìsonomin. psicoantropologica già delineata. avanti la leva., malgrado tutte le norme pedagogiche ed ad onta di tutte le correzioni e le punizion i subite negli anni di ferDla., e si qualificarono squilibrati con prevalenza, sopratutto, di senti menti egoistici. L'unico colpevole di reato sessuale nell'esercito era stato, avanti la leva, precocissimo nel crimine contro la proprietit, ma nou recidivo: sotto le armi, dopo una. :;arie di mancanze promiscue in prevalenza, però, a. base di atti d ' impulsività contro commilitoni, commise un reato di omosessualità.: perciò in milizia ebbe modo di svelare un'altra faccia. della sua. psiche-anomala, confermandosi un sog. getto affetto da labe-neuropatico-degenerativa. Qnlnqnen nfo 1896-l flOO • · 1. Aud. D . - GtJ~ERALI'rÀ. - Nato a Picinglico (distret to mi litare di Caserta), u~:l 1875, contadino: all'atto dell'~~.rmoll\meHto non sa. 11è leggere uò scrivere. dlto m. 1,72, robus to. - Venne alle ar111i nel gennaio H llJU, ascritto al 1!3" artiglieria. PnBCJ:JDENTI BORGHESI. - A 18 anni condanna to pet· il reato di furto q un lilicato a danno di N. N. a. due mesi di carcere dal Tribuuale correzionale Lli Cassino. VITA ~HLI'rAR&. L• atmo di servizio. - :Mancanze per Rppro priazioue di 3 lire di un compagno: n. l. - .1lancanze per si mulazione d i malattia: n. l, in


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STl'DlO ::;cn : :\TIFICO·PRATICO SUL CO:\TEGNO DEL. DEL~.N<.!UE.'\TE, EOC.

occasione di montare di guardia. - Cura dell'arredo: poca.- Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. 2° anno. - Mancanze per appropriazione di rancio e denaro altrui: n. 1 Mancanze per simulazjone di malattia: n. 2. - Cura dell'arredo: poca I strur.ione militare: poca. - I struzione letteraria: poco profitto. .a• anno. - Maucanze per cattivo contegno iu cameraW.: n. 2.- Mancanze per appropriazione di 4 lire di nn compagno: n. l. - Mancanze per simulazione di malattia in occnsione di marcie: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - l stru· :t.ioue militare: poca. - Istruzione letteraria: poca. "ESITO. - lntelligenr.a : mediocre. - Educabilità: sca:rsa. - Condotta: cattiva. .5 . :;a. Ara. S. - GEÌ;&RALITÀ. - Nato a. Napoli nel 1875, cantiniere, analfabeta. Alto m. 1,68, robusto. - \'enne alle armi uel decembre 1896, il.ssegnato al 39° reggimento fanteria. ]'RECII:D&NTJ UORGUESI. - A 19 anni condannato per ribellione contro la for.tn. pubblica a due mesi di caTcere dnl Tribunale di Napoli. VJTA l!ILJTAIIE. - 1° anno di se1·vizio. - MancnllZe per poca subordinazione verso caporali: n. 2.- Mancanze per assense abusive d&.l quartiere : n. 24 ore. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - }J!tntzione lett-eraria: poco profitto. 2° attuo. - Mancauze per poca s ubordinazioue verso caporali: n. 2.- Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - lstru.zione letteraria: poca. 3° anno. - Mancanze per poca subordinazione a ca-porali: n. 2. - Mancanze per conteguo scorretto in camerata: n. l. -Cura dell'arredo: poca. - Istru· :t.ione militare: poca. - I struzione letteraria: poco profitto. EstTO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilitil.: scarsa.- Condotta: mediocre. :l'f. 3. Aud. Vito. - GEKERALJTÀ. - Nato a Treggiano (Salerno) nel 1876, anal· fnbeta, coutadiuo. Alto m. J ,68, robusto. - Venne alle armi uel decembre 1896, assegnato al 42• fan teria. PRECEDEJSTJ BORGUESI. - A 18 anni condannato per por to d'arma insidiosa (pu· gunle) a 00 giorni di carcere dal Tribunale di Sala Consilina. '\ITA MU.ITAitE. - 1° a1mo di servizio. - Mancanze ·per venire alle ml\ni con un compagno: n. t. - :\Ianc anze per poca subordinazione verso un caporale: n. 1. Cura dell'arredo: suffìcente . - Istru zione mili tare: sufficiente. - Istru:t.ione letteraria: profitta della scuola elementue. :!• anno. - Cura dell'arredo: !:ufficente. - I;;truzione militare : sufficiente. l s truziouc letternria: profitta. ao auno. - - Cura dell'arredo: buona. - Istruzione militare: buona. - Jstru· ziooc letleraria: sa leggere e scrivere. Est-ro. - Intelligenza: mediocre. - EducabilitiL: s ufficente. - Condotta: buOIU\,

lf. 4 . Aud. G. - G~; :n;uALJTÀ. - Nato a Torino nel 1876, muratore, sa leggere e scrivere. Al to m. l,GS, robus to. - \'enne alle armi nel decembre 189C, as· segnnto al 12<> bersaglieri. P nt·:c •·:o&s·rt DOJ(GIIESJ. - A 19 nnni condann.a to per furto campestre a 20 giorni d i carcere dal Tribunale di Torino. Y••rA MJJ.JT,\ItE. 1° an11o d i servizio. - Mancanze per contegno poco corretto iu caml)rata : n. l. - Cura dell'arredo · buona. - I struzione militare: buona.l:;tn~zione lr·ttemrin: profitto.


STUDIO SCIE~TIFICO-PRATICO SUI, CO~TEGNO DEL llll:LINQUENTE1 ECC.

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20 an11o. - Cura dell'arredo: buona. - Is truzione militare: baoua. - Istruzioue letteraria: profitto. iJO anno. - Cura dell'arredo: mQ.Ita. - Istruzione milita1·e: buona. - Ist•·uzione letteraria: buona. ESITO. - IntelHgenza: sveglia. Educabilità: sutnciente.- Condotta: buottA. B . &. Auel. P. - GENliiRALITÀ. - Nato a Frosinone nel 1877. contadino, sa leggere e scrivere un poco. Alto m. 1,61, robusto. - Venne alle A.rmi del de· dembre 1897, assegnato al 9{)0 fa.nterin . PRECED&NTI BORGHESI. A lV anni condannato per furto .a 20 giorni di carcere dal Tribunale correzionale di Frosinone. VtTA MILITARIII. 1° amw ài servizio. - Mancanze per trascuratezzA. di arredo: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: profitto sufficiente. 2" anno.- Cura dell'arredo: buona. - Istruzione militare: buona.- Istruzione letteraria : profitto. IJO anno. - Curn. dell'arredo: buona.- Istruzione militA.re: s ufficiente. - Istruzione letteraria: suilicente. EsiTO. - Intelligenza: buona. - Educabilità: sufficente. - Condotta: buona.

• . e. Au. An t. -

GEl!."BRALITA. - Xato a Corato, nel 1875, industriale, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,81, robusto. - Venne alle atmi nel clecembre 18V5, nssegnato al 1° artiglieria. PRE(:JGD&NTI BORGHESI. A 16 anni condannato per •·ibellioue alle guardie n. due mesi di carcere. - A 18 anni condannato per lo stesso reato. V ITA lfiLITARB. 1° an110 di ser1;izin (18VG). - Mancanze per poca subordinazione a caporali: n . 2.- Cura dell'arredo: poca. - Is trazione militare: poca.Istruzione letteraria: sufficiente. 2o auno (1897). - Mancanze per poca subordinazione a cnporali: n. 2. - Ma n· canzo per simulazione di malattia per farsi esentare dall'istruzione di ma· nrggio : n . l. - Rento: condannato per rifiuto d'obbedienza a un caporale dAl Tribnnale militare di Napoli a 6 me.'~i di carcere. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca - 'Istruzione letteraria: suiHcente. 3° anno. - Mancanze per poca subordinazione a un sergente, essendogli da questi stato ordinato di togliersi un pantalone fuori prescrizione, esitava ad obbe· dire: n. l. - Mancanze per s imulazione di mal!lttia : 11 . l. - Mancanze per menzogna al comandante il reggimento: n. 1 (commessa la. mancanza per cui fu punito, asseri cosa non vera al comandante il reggimento). - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - I struzione lt>ttera•·ia: snfiicente. ESITO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilitè.: scarsa. Condotta: cattiva.

B . 7. Au. Fr. - GENEBALITÀ. - Nato n. Cremona nel 1875, sarto, sa leggere e scrivere. Altò m. 1,G4, robusto. - \'enne alle armi nel do-cembra 1895, ao;se· gnato al 1° bersaglieri. PR'ECEDE:>Tl BORGUJ>SI . A 17 anni condannato per furto a un mese di carcere. - A 18 anni condanun.to per furto a 40 giorni di carcere dal Tribunale · correzionale di Cremona. VJTA )IILlTAR&:. 1° anno di sel't:izio (l &!G). - Mancanze per poca subordina· zione verso caporali: n 2 (intimntogli dn. un caporale di fare silenzio rispou-


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;..TIJUHJ S<'TE~TIFICO-I'RATICO SUl. C"O:\'I'E(:NO DEL DF.LIXQUESTE1 ECC.

de m: «piuttosto di fare silenzio vado in galera ..). -Cura dell'arredo: poca. Istnt7.ione militare: poca. - I struzione letteraria: poco profitto. :!> anno (H~17). Mtmcauze per poca subordinazione: n. l. -Mancanze per poco contegno in cn.meratA: n. L - Cura dell'arredo: poca. - I struzione mi! i t.are: poca. - I struzione letteraria: disattenzione in istruzione. a· anno (l!JOS). - Mancanze ve•· poca Sllbordiuazione A. caporali : n. 2 - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. 3.- Ca1·a dell'arredo: poca.Istruzione militare: scnrsn. - I struzione letteraria: scarsa. E;,;t'I'O.- Intelligenza: mediocre.~ Educabilitll.: scarsa.- Condottn: mediocre.

lf. 8 . A. S. - GEstmALt'I'À. - l\nto n Palermo nel ltii4, studente, sa leggere e scrivere. Alto m. l,GS, robu,.,to. - \euuto alle armi nel djcembra 18!J4, ossrsnato al 18° reggimento ca.vnlleria. Pnt;(.'EDENTl uonGHESI. - A 17 anui coudnnn nto per correità in furto dì una macchina fotografica a un mese di carcere dal Tribunnle correzionale di Palet·mo. Yt'l'A mr.tTAH&. - t• anno di $ervizio (1895). - Mancanze per appropriazione indcbira di pézzuole da. piedi: n. l. - Mancanze per i n contegno in cameratA: u. l. Curn dell'arredo: pocn. - I s truzione mililnre: poca. - Istruzione lettet·nt·ia: disattento e poco prolitto. :!0 m~no (tSHR). - Mancanze per appropriazione di un oggetto di sella del ca,·allo: n. l. - Mancanze per poco coutegoo: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. -Istruzione militare: poca. - I struzione letternria: poco profitto. 3° anno. - R eato di furto: condnunato per furto dì -10 lire n G mOI'i di carc•·re. iudi nl pa~snggio in tuta C<lmpaguia t! i di!"ciplimt. - Cura dcll'arr·l'dO : ne,,suun.- Istmziouc milit.tu·<' : .c;carsn.- lstruzion~> lettcr·aria: scarstL. Es•·ro. - Intellig<•nza: m•·•lincre. - Eòucabilitic smrsa. - Condotta: catti\·a. lf. 9 . Au Sah·a.tore.- GRNr·:HAJ,JT.\ . - )iato a Palct·mo nel 1873, conta.diuo, analfabeta. Alto 111. 1,112, •·obusto. - Yeunc ali<' armi nel dicembre 1898. n.c:sc J!nato al 1° reg-gimento fnnt.('ria. Ptm<'RDRSTI nonGIIRSr. - A 17 anui condannato per furto a due mesi di cnrct·re •lnl Tt·ibuuale tli Palermo. - A 19 anni condannato pe1· lo stesso mo ti \'O a un lfleSe d i CltJ'C(•re. \'r'l'.\ ~li LITAim. - t• alinO eli se,.l'izio ( LS!l3). - Manrnuze pPr cattivo conte· guo: n 2. - :Mnw anze J•CI' lltcnzogna a. g-a·adua.ti di truppa: n. l. - Cura de ll'arredo: poca. - I!<tt·uziooe militare: poca.- Istruzione letteraria: scarso profitto. :! 0 anno di Rrt·vizio ( !SOl). - Mnncan11e pt·r approprinzione di p••zzuolc da piedi: n. 2. i\lnncanze per incon te~no: u. 2. - Vura dell'arredo poca. - I struzione militnre: pocn. - lstruzion~ lettemria: poco profitto. .'1° anno.- R eato: condannato per furto t\ ùaono dcll'a.mmioistrazione militare a G mesi di Cltrcerc, l'ol 1•assaggio alle 1•ompagnic di dlsci plion.. - 1\!ltncaoze per iucoutegno: u. H.- Cura d··ll'arredo: pocn. -Istruzione militare: scarsa - I ~ttuzi• •no lcltct·Rria: o:;carsn. E~rTo:- lnl• •lli~en?.n : mediorre.- Edllcal•ilitil: !'1·arsa.. - Condotta: cattiva. N . 10. Ano ,., - vENEHAI.I'I',\. - NtLto a Sanremo oel 1Si7, carrO?.Zière. SIL h·g~et·e c ~~eri ,•erc. Alto m. l,i){l ' / 1, t'flhusto - \'enne nlle armi nel dicembt·e l ti ttl, a;"eguato n l 11° regginw nto fanto·ria.


STt:UJO SCIEXTIF!CO-PRAT!CO SL'I, CON1'.EC.òXO Ul-:1. OBLJXQUI':N-ri-!1 EC"t'.

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Pl:"e ~: uli:N'I'I

aon•JUE~L A 17 anni condannato per les ioni personali contr<• N. N. a un mese di carcere. \'IrA MILITA H~:. - / 0 1111110 di .~e1·ui;do ( 1899). - Mancanze per percosse n compagni: n. 2. - Heato di disen ione: alla fine dnl 1° auno di servh:io: coudnnnnto in contumacia. a due anni di reclusione per diserz:ioot: semplic•· dnl Tribunale militare di Genova. - Cura dell'n1·redo: poca. - Istruzione militnn·: scarsa. - btruzione letteraria: scarsa. E:.no. - Intelligenza: m('diocrc. - Educabilità: scar.sa. - Condotta: cattin~

li. 11. Bar. Fel. - GENEI!ALtT.\. - Nato a 'forino nol18H, m acchinista, sa leg· gere e !lcl'ivere. Alto m. l,Gn, r obusto. - Venne alle n1·mi oel dccembre 18!12 assegnato n l l 0 b" rs ngl ieri PRECEDENTI BORGHESI. - A 18 anni condannato per reato di olt1·aggio & guardie a 6 mesi di cat·cet·e. - A Hl anni condannato per reato di oltraggio contro N. N. a un mese di carcere. Yt1'A m LITAitl.:. l 0 anno di servizio (18!>3(. - .Mnnclutze per p:>ca s ubordina· zionc ver;:o caporali n. 2.- Maneanze contro il s•·rvizio militare: n. l (consegnato usch·a n dipot·to).- Curu ddl'ar redo: sutiicieute. -Istruzione wihtar·e: sulliciente. - I struzione lettemria: sufllcieute. :!0 n/l'IlO (18~4). - Per poca subordinazione verso i ~raduati di truppa : n. 2 (ri· ~:;pondeva con nnognnza ad un caporale che gli comandava di pulìrr· la c:~ssetta).- ì\Inncnm:e per cattivo contegno iu camerata: n. l ( fa•·e\·a ecce.<~· si \'O schiamnzzo p~> r diiturbare i compagni). - Cnra dell'arredo: !'uffieiento. - l:<truzioue mi li tare: s uffi cit· nte. - l stru;done letteral'ia; sufficiente. :JO an110 ( l895). - ~lancauze per A.tti ù'impul!lività. contro borghesi : n. 2 1111'11· tre em un poco 111'1':!0 dal vino in un caffè, s~uai11ò scn7.a motivo la sciabola cootro un ùorgheso con cui parlava, ma per il solll'cito intervento di un brigadiere di questura, Il\ ripose nel fodero. - lteato d'in. 11bor·dinazioue vo•rso t111 sergente condannato a -~ nwsi di carre•·e dal Triùunnlt· milita•·e Ili Alessandria nell'aprile 1895. - Cura dell'arredo: scarsa. - lstruzione :militnru: deficiente. - btruzioue leltemrin : dcficieu tr. :Esi'I'O. Intelligenza : mediocre. - Edu~: abilità: scarsa.- Condotta : rntliva.

Jl'. 12. Bn..t. D.- (h:x~:HALI'r..\ .- ;\nto nd A\'t·ll iuo nel 1873, meccanico, annll:tbt, ta. Alto m. l,G3, molto robuilto. - Venne a lt ... armi 11el d•·cembre WO.t Jw rcl•è renitente alla llwa, assegnato al 25° fnnl.,rin. PR~:cr·: o~:NTI IIOHGrn:SI. A l() nuni condannnto per furto a llanno di 1[. C. e di cit·colnziono di r l\rto di mone1e false dnl Triuuntde con·ezionnle in S. An· g elo L ombardi n r. mesi di c:~rc•·re.- A ~O noni coudotnnato llf'r porto d'arme proibitn a un mese di carcC>re. YrrA mr.ITA ltl~. - / 0 llltno di selTizio ( 18Uo). - Man.·anza di appropriazione ùi :? lire di un <'Oiomilitonc : n. l. - Mn.ncanr.e per pcrco;-;se n cotnpagni: o. l. - Cura dell'nrrl'do: sutiicir·nt•·. - l s tntzion•· militare ,:ufficic ntt'. - l s tntzione letternria: su lficieute profitto. 2 • a11110 ( 1806). - Mancan ze per t•vasioni illecite di 21 ùre ùal CJUMtiere : n. ::l - ~Iancnnze per pocn. subot·dinltzione a un capornle: n. l. - CUJ·a dt•ll'arredo: sufficiente. - Istruzione mili1nrc: S{'arsa. - I struzione l<!tlernrin. suf6cien te p rofitto. 0o anno ( 18DìJ. - Rcat.o di furto - iutputato di furto di 00 lire nd uu compagno c messo nllt· prigioni del r eggimento in attesa di giudizio, riuscl dop<)


78-1

STllJJ!O SOH::\TII!'!CO-PRATWO ::;UL CllNTEli:\0 Ul::l. DEI.INQUF:N'rE1 ECC.

Condannato per i reati di furto e diserzione a B anni di reclusione in contumacia dal Tribunale militure di Torino. -Cura dell'arredo: poca. - Istruzione mili t are· deficiente. - Istruzione letteraria: scarsa. ESITO. - Intelligenza: comune. - Educabilità pocs.- Condotta cattiva. ti giorni nd evadet·e. -

W. 18. Bar. G. - Gt·:ln; JtALtTÀ.- Nato a Firenze nel 1858, fornaciaio analfabeta Alto m. l,Gi, robusto. - \"enne alle armi nel gennaio 18 79, assegnato al 14• fanteria. Pm-;ct·:o~;NTI nonom:sr. A llì amti condaunato per furto a un mese di carcere dal Tribunale correzionale di Firenze. VITA )III, ITAnE.- J• <111110 di se1-vizio (1880). - Mancanze per ~;ravc sospèlto di furto di lire dieci a danno del caponde C. e per non .o.vere snputo giustificare l a provenienza della somma s pesa in dieci giorni : n . J. - Manca nze per simulazione di malattia in occf~>.c;ione di una marcia: n . 1. - Cura llell'ar· redo: insuffi.cente. - Is truzione militare: poca. - Istruzione letterarin. : po<•o profitto. 2• anno (1881). - Mancanze per appropt"iazione di un coltello di un altro commi litone n. l - Mancanze per contegno scorretto in et~me•·ata : u. 2. ~Cu ra. dell'arredo: poca. - I st ruzione militare: poca. - I stt·uz ione letterarin: poco profitto. :!• anno (1882). Mancanze per contegn o scorret to in camer11.ta : n . '1. Mancanze per appropiazione indebita di pezzuole da pied: u. l. -Cura dell'ar redo: scarsa. - Istruzione militare: scarsa - Istr uzione letteraria : s carsa. EsiTO. - Intelligenza: comune.- Educabilità: poca..- Condotta: cnttivn.

N 14. Barb. P . - o~:lU1RAWTÀ. - Nato a Leprignauo (cil·condario di Roma) uel 1B72, contadi.no, annlfabetn. Alto m. l,GG, molto robusto. - Venne a lle armi nel decembre 189'2. assegnato al 1° re;.;gi mento artiglieria. PnF.c~;o~:~Tt llOHGJn:sJ. A 19 anni condannato per pe•·coss(· volonta•·ie a 1lauuo di S. V. a 10 giorni di carcere dalla Pretura di Roma. VITA .lliLITAin:. - 1° anno di servizio. - Mancanze per poca subordi na;done a uu caporale: n 2.- Cura dell'arredo: buona. - T:>t ruzione mil itnre: buona. - I struzione letteraria : buona . 2• anno. ·- Cura dell'arredo: molta. - Istruzione mili ta•·e: moltu. - I !Otru· zione letteraria: profitto assai. 8 ° tumo. - Curn dell'arredo : molta. - I!'truzion•· militare: molta. - l :<tru· zione letterari a : lmona. E SITO. - Intelligenza : buona. - Educabilità: s uflicitsnte. - Condotta: ottima. G~: ~~:u,\I ,ITÀ. Xato a Fi1-enze nel 187"3, legnaiolo, sn leg· p;ere e scrh·cre. Alto m. l ,GG, molto robuflto. -Venne alle armi nel dec•·mbre 1'39!l, nsseguato al 23• f11nteria. P n &CIWF;~TI nonouF.:SI. - A lG anni condanna to per furto a 15 giorni <li car•:ere dal l ' ribunnle conezionnle di Firenze V ITA .\ll t. ITA tll·:. 1• anno d i :<eJ'I:izitJ. Mancnuze per s imumazioue di malnt t ia: n. 2. - Cu rn dell'arredo : buona. - I s truzione militare: ~<ufiicicnte.- I s truzione letteraria: s utlicient c. :!• au11o. - Cura d<:ll'arr•·do : buona. - Is truzione militare : s ufficiente.- I st ruzione lctterl\rin.: sulliciente.

Jr. 1 &. Bari. Ad. -


STUIHO ~cn;:-<TIF!CO·PRATWO SUT, CONTEGNO OEL OELJXQt;~;:\T~:, ECC".

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3° anno -Cura dell'ar redo: buona. - Istruzione militare: snniciente. - Istrnziono lettera ria : sufficiente. E~ITO. Intelligenza: mediocre. - Educabilitù.: sutticiente. - Conclottll: ottima. 11. 18. Bar. Luigi. - GE.s~-:nA I.tTÀ -Nato a Lucca nel 1871, contadino, sa leg · gere e scrivere. Alto m. 1,67, molto robust-o.- Venne alle armi nel decembre 1891. assegnato al reggimento cavallel"ia Caserta ( 17). P nECEDENTI BOnGut:SI. - A 16 anni condannato per lesioni personali a danno di C. V. a tre mesi di cnrcere. VITA mLITAHt; - 1° anno di se1-vizio. - Mencanze per percosse a compagni: n. 1. - Reato : Dopo due mesi di servizio evade : è condannato per reato di diserzione dal Tribunale militare di Venezia, in contumacia, a due ann i di pena.- Cura dell'arredo: deficcn te. - Istruzione m!litare: deliceute.- l stna· zione letteraria : deficen te. B. 1 7 . Bari. Au. di N. - GENEllALIT.À.- Nato a Catanzaro nel 1874, meccanico, analfabeta. Alto m. 1,76, robusto molto. - Venue alle armi nel decembre 1894, asst>gnato al 12° artiglieria. PnECEOf:NTI nonGHJ::SI. - A 19 anni condannato per il reato di ribellione a guardie ad un mese di carcere dal Tribunale di :l!ontelone Calabro. VITA ADL!TAttF:. - 1° anno di servizio. -Cura dell'arredo: sufficiente.- Istru· zione militare: poco profitto. - Ist rmdone letteraria: poco profitto. 2° amw. - Mancanze per minaccio a compagni : n. 2.- Cura dell'at·redo: poca. - Istruzioue militare : scarso profitto. - Jstru;-.ione letteraria : scstrso profitto. :Jo anno. - Mancanze per evasioni abusive dal quartieri.': n l. :l!ancanze per percosse a compagni: n 2.- Mancanze per pocn sulJOrdinnzione a caporali: u. l. -Cura dell'arredo : poca. - Is truzioue militare: insu fii dente. - Istrn· zione letteraria: iusutnccnte. Esi TO. -Intelligenza: mediocre.- Educabilità: scarsa. - Condotta: mediocre. B. 18. Bo.rb. C. - GF:NI::RALITA. - Nato a Piacem:n. uel 1878, contadino, analfn.beta.. Alto M . 1,66, robusto. -Venne alle armi nel decembrc 18!13, assegnato al reggimento cavalleri11. Foggia (11). PRECEDENTI BORGUESJ. A 11 anni condannato per furto dal Tribunale di Pia· cenza. a un mese di carcere. VITA MILITARE. - 1° amw di servizio (1894). - Mnncanze pt>r appropriazione indebita di un pane e di una lira di un compagno: n. l. -Mancanze per trascu ratezza in servizio di scuderia: n. l. - Cura 1leU'arrl'dO : sutficie.n te. Istruzione militare: sufficienti'.- Istruzione letteraria : poco profitto per di· sattenzionc. ;]o anno ( 1895).- Mancanze per tentato rubamento del portn-monetP rli ttn compagno: n. 1. - Mancanze per incontegno in caserma: n. 2. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letternria: poco profitto per disattenzione 3o altnO (1006). - Manca.nze per inconteguo in caserma: n. 8 - )lttncan;-.e pergiuocare il denat·o di proprietà altrui: n. 2.- Cua·a dell'arredo: pocn.- Istruzione militare; poca.. - Istruzione letteraria: poco profitto. EsiTO. - I ntelligenza mediocre. - Educabili ti\: poca. - C<"ndotta: cattivn. M_ Ciornnle d i medleiua militare- Fa•r. X·XI.


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STt:lllO SCH; STIFlCO·PRA.TICO SUL CO:'\n:GS"O OEL 111-:LINQUENTI·:, ~~CC.

• · 18. Cal. G. - G~o:st-:RALtTÀ. - Nato a Cuneo nel1870, contadino, analfabeti\. Alto m. 1,60, molto robusto. - Chiamato sotto le anni colli\ sua classe, ma non giunto senza giustificata causL Pn•:cr.o~o:NTI sonGIIESI. A 17 anni condannato per lesioni personali contro W. W. 1\ due mesi di carcet·e. \'t'fA )LJLtTARE. - 1° (UlllO di servizio (1800). Beato: Giunto in ritardo senza causa giustificata e messo nel febbraio 1890 alla prigione del 20° reggimento fant-eria in attesa di giudizio, evase, dopo 6 giorni di carcere: è condannato in contumacin dnl Tribunale militare di Alessandria n due anni di reclusione per reato di diserzione. • · 20. Ca!. S.- Gr·::o:gnALt't',\.- Nttto t~ Milano nel 1871, lattivendolo, sa leggere

e scrivere. Alto 111. 1,00, robusto. - \'enne alle armi nel marzo 1892 e nou nel decembre ll)31 perchè detenuto, assegnato al 11° fanteria. PR~o:cEDEXTI BORGHESI. - A 20 anni condannato per furto a 4 mesi dl cat·cere dal Tribunale correzionale di Milano. \'tTA Mll.lTAREl. - Jo amw di servizio (1802) -Cura dell'arredo: sufficiente. Istntzione militare: suffici<'ntc. - Istruzione letteraria: sufficiente profitto. 2• a11no (1~13). - Mancanze per tentativo di rubare' ad un compagno 8 lire: 11 . l. Ynnca nze per poco contegno in camerata: n. 2. - Cura de ll'arredo; poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria; poco profitto per disattenzione. 8• a uno (18!l-l). - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2.- Mancanze per RppropriRzione di pezzuole do. piedi: n. l - Mancanze per percosse a un bor· gbese in un postribolo: n. 2.- Cura dell'arredo : po.ca.- Istruzione militat-e: de6cente. - Ist ruzione letterar ia: deficente. Ei:lTO. - lntelligenzn: mediocre. - Educnbilità: scarsa. - Vondotta: cattiva. • · 21. Cal. A. - GP.St·:nAI.ITÀ. - Nato a Belluno nel l SiO, maniscalco, sa leg· gere e scri\·ere un poco. Alto m. 1,70, molto robusto. - Venne alle armi nel 1800, assegnato al 3° reggimento cavalleria. PH~:o~:oE~'rl BORGIII'.)<t. A 17 anni condannato per oltraggio a guardie a un mese di carcere. Vl'I'A ~nLI1'Atn: (1008). - 1° anno (1891). Mancanze per poca subordim~zione aJ capitano di ~<quadrone: n. 1. - Mancanze per poca subordinazione al capo· rale: n. l. - Cura dell'arredo: poca. -Istrmdone militare: poca. - Tstntzione letterat·ia: s utficiente profitto. :!• anno ( 1::)02). - Mancanze per poco contegno in camerata: n. 2.- Mancanze per percosse senza alcun motivo, date Rd un soldato: u. 2. - Mancanze per poca s ubordina;done verso caporali : n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istru· zione milita•·e: scarsa. - Is truzione letteraria: defìicente. 3° anno (18!!3). - Mancanze per simula~ione di malattia: n. 2. - Mancanze per assenze d i 18 ore dal quartiere: n. S. - Cura dell'anodo: nessuna. - Is tru zione militare : deficente. - l sh·uzioM letteraria: de6cente. ESITO. - Intelligenza : mediocre.- Educabilità: S(,aJ·sn. - Condotta: cattiv:l11. 22. Cnl. An t. -

Gt·:SF.ItALI'rÀ. - Nato a Seregno (mnndamento di Desio) nel 1870, mura tore·, analfabeta. Alto m. 1,68, molto robus to. - Vonne alle armi nel decembre l o\JO, assegnato al l " reggimento artig lieri!\. P•o·:n:u ~:sTt souonr,SJ. - A 18 n.n ni condannato per oltraggio n guardie a un mt·sc di carcere.


STUDIO :-:cn:NTH'IOO •PRATI CO SUL COI'>TEGNO m :1. DF.LJNQUE=--TE1 ECC.

787

\JTA MILITAIIE. - L• anno di servizio (1891). - Mancanze per assenza illecita dal quartiere Jl(lr 20 ore: n. l. - MRneanze per poca subordinazione verso un caporale: n. 1. - Cura dell'arredo: sufficiente. - I s truzLone militare: sufficien te. - I struzione letteraria : profitto della scuola elementare. 2• am10 (1892). - Cura dell'arredo: s ufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - I struzione letteraria : profitto a suffici~n7.a. 11• anno (1898). Cura dell'arredo: sufficiente.- I stru)(ione militare: suflicicnh•. - I strur.ione letteraria: sufficiente. E:;no. - Intelligenza: buona. - Educahilità: sufficiente. - Condotta: buonn.

.•

lr. aa. Cnl. B.- G•:N P.II AI,JT,\. - Nato a Parma nel 1872. contadino, sa h:ggere e scrivere. Alto m. 1,62, robusto. - Venne sotto lt> armi nel decembrt• 18V2, assegnato al 18• fanteria. PIIP.C_t:DENTI sononESI. - A 20 anni condannato dalla Pretura di Parma n. dicci giorni d'arresti per ferimento. VITA MILITA IlE. - J• al/no di sen·izio (1&..13). - Mancanze per percosse lievi a. compagni: n. l. -Cura dell'arredo: s ufficien te. - I struzione militare: sufTi· ciente.- I struzione letteraria.: scuola elementnre con profitto. 2" anno (189,l l. - Cura dell'arredo: sullicente. - Is truzione militare: sufficente. - Istruzione letteraria: profitto. SO anno (1895). - Cura dell'arredo: ottima. - Istruzione militare: sufficenle. -Istruzione letteraria: I'UHice nte. EstTO. - Intelligenza: mediocre - Educabilità: sufficente. - Condotta: buona.

lf. 24. Cal. G. -

OF:!H-:HALITÀ. - Nato a Milano nel 1878, pollivendolo. sa lcg· gere e scrivere. Alto m. 1,'i 0, robusto. - Venne sotto le armi uel decembt-o 18!13, a.ssegnato al reggimento cavalleria Novara (o0 ) . PH~:CJ·:DES'I'l nonoot;sJ. - A 19 anni condnnnato per furto c borseggio dal Tribu nale di Milano a tre mesi di carcere. VITA MILITAltE. - [0 a~tno di Rervizio (l B!H). - Ma.ncanr.e per cattivo contegno in camerata: n. 2. - Mancan ~e per poca subordina~ione nl caporale che lo correggeYa in un'istrur.ione: n. l. - Cara dell'arredo: carÌ.i va. - I struzione militare: cattiva. - I struziouc letterari!\: s ullicente profitto. 2° anuo (1895). - .Ynncanze per contegno cattivo in camel"'\tt.: n . l. - ManCA nze per assenze illecite dal qunrtiere di 24 ore : n. 2. - Cm'& de ll'arredo: cattiva. - lstt·uzionc mili tare: cnttiva. - I strur.ione letterl\ria: cattiva. 3• anno (l S!IS). - .Mancanze Jter simulazione di malattia in. occasione di marcio: n . S.- )[anCAnze per as'!em;e illecite dal quartiere: n. 2.- Cura dell'arredo: deficente. - I struzione militare: - defìconte. - Is t•·uzione letteraria: deficente. EsiTO.- Intelligenza: mediocre.- Edu rabiliti': scarsa - Condotta: catti,·n.

'J/1. 2&. Cal. G. - G ~:::n:nAJ.tTÀ. - Nato a Modena nel 1859, contadino, sa l•·gg<'l'll e scri,·ere. Alto m. l,GG, robusto. - Venne sotlo le at·mi nel decembre li:S70, nssegnn to al 2()<> reggim en to fanteria Pm~CEDJ-: STt nonolll·:st. A 19 anni condannnto per feri nw nto a 90 giomi di carcere. YtTA MILlTAICE. - 1° anno d i servizio (1880). - Mn ncn nze per t entativi d i percosse a commilitoni: n. 2.- Cura dell'arredo: s~arsn.- I slruzioue militare: scarsa. - Istt·u7.ione lettnaria: scarsa.


STt.:lll(l SC11-:XTIFI CI)·I'nATICO SUJ, CO~<TEGXO 111-:1. DELI:\Qt.:E~TF. 1 ECO.

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2" amw (18$1). -

Cara. dell'arredo: sutticiente.- Istruzione militare: sufficcnt~­ Jstruzionc lettoraria: sufficente . •'J" anuo (1882). Cura dell'arredo : ottima. - lstt'U7.ioue militare: sufficente. I struzione letteraria: sulticente. Esno: lntelligen7.a: buona. - jEducabilità: suflicente. - Condotta: buona. -

lf. 28. Cal. An t . - Gt~NEttALtTÀ.- Nato in Alessandria nell877, muratore, anal· fabeta. Alto ru. 1,7·! , robusto.- Venne sotto le armi nel febbraio l s:JS e nonnel decembt·c 1897 perchè detenuto, assegnato al reggimento cavalleggeri Foggia (11 ). PHJ·:CEOENTl BOltGUt:sr. - A 17 anni condannato per furto a due mesi di car· cere dal Tribunale civile di Alessandria. - A Ul anni condannato per furto• a tre mesi di pena. \'tTA lULITAIIE. - 1 ° anno ài servizio (1898). - Mancanze per trascuratezza in servizio: n. 2. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militar~:: sufficiente.- I struzione letteraria: poco profitto dalia scuola elementare. 2° anno (1899). - Mancanze per gravi indizi di furto del portamonete tli un soldato: n. 2. - Mancanze per s imulazione di malattia: n. l . - :\lanca nY.e per appropriaY.ione indebita di pe:auole da piedi: n. l. - Cura dell'arredo: cat~iva. - I stnnione militare: nulla. - I struzione letteraria: nulla. Esrro. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: scarsa. - Condotta: cattint.

Jll'. 27. Cac. ~- - GJ-:StWA Ll'l',\. - Nato a Siracusa nel 1876, contadino, analfa· beta. Alto m. 1,69, robusto. - Venne alle armi nel decembre 18!'16, assegnato al 63° reggimento fanteria. PHECF.D r·:N·rr uououa·:s1. - A 16 anni condannato per fm·to n due m esi di cnr· cere dnl Tribunale correzionale di Palermo. VrTA lllLITAR~:. - 1° anno di Se'l'Vizio ( 1897). - Manca!llze per contegno scorretto: n. 2. - Cum d•·ll'arr('do: sufficiente. - Istruzione militare: sutli t· ientc. - Istruzione letteraria: sufliciente profitto. 2° anno (l S!lS). - .Mancanze per incuria al corredo : n. 2. - Mancanze per CHt.tivo contegno in CHserma: n. 2. - Cura dell'arredo: scarsa. - Istruzione militrue: sufficiente. - Istruzione letteraria: sutliciente. /1° a111w ( 19UU).- Reato di furto: condannato a sei 1nesi di cnrc••re dal Tribu· naie militn.a·e th Pnlermo Jl~r furto di 40 lire a dnnuo di 1111 commilitOJW: indi al pa:;sotggio in una compagnia di disciplina. - Mancanze per· ::>ianulnzioue di mal!\ttia: n. 4. - Curn dell'arredo: scarsa. - l s tt·u?.ionc militare: ..;carsa. - I~t ruzion e lctter·aria, de6dente. ESITO - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: st•a•·sa. - Condotta cattiva Or·:N~:ttALITÀ.- Nato a Trcvi!'o nt•l 1871. Fabbro, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,66, robusto. - Venne alle armi mel 11:!!.17, assegnato al 20" J'e~~i111ento aniglil•ria. J'H&CI::UENTI norwnEsr. - A. 18 anni condannato per le>'ioni personali contr(). :\. 'X. a tre mesi di cnrrere. - A Hl anui condannato p11r l•·sioni personali contro S. T. n R nwsi di cnrcerl.'. Yr TA llll.l'l'Ar:t:. - / 0 anno di SOI'1'izio (l&n:ì). - Man•:anze pea· pN·n su bordina· 1.iouo militare: n. l (csitavn ad obbedir e n un ordine ricevuto da un sergente e nar.ru•orn\·aj. - ~lnucn m:c per p<·a·cosse n co111p:1gni d'anue: 11. l. - Cura .tcll'arreù(,: ues-<mm. - I s truzione auilit.ar•·: n essuna. -Istru zione lèttl'rnna: d isntknzioaw.

:N. 28. Cac. f'. -


STt:DIO SCIENTIFICO-PR ATICO SOL OO~TEG~O DEL DELINQUENTE, F.CC.

78!)

20 a11110 (1899). - .Mancanze per poca subordinazione verso ufficiali: n. l (ordina togli da un tenente di pulire il ferro di una branda, esitavo. ad ottemperare all'ordine). - Maucanze per percosse a cavalli senza motivo: n. 2. Reato: condannato per insubordinazione con minaccia verso un furiere dal Tribunale militare di Venezia a uu nnno dj carcere. - Cura dell'arredo: poca. - Isu·uzione nlilitare: poca. - l;;truzionc letterat·ia: poco profitto. 3° amw (1900-1901). - Mancanze per percosse a compagni d'arme: n. 8 (senza motivo provocava un compagno e lo batteva con un cavalletto del letto. Mancanze per poca subordinazione verso sergenti e ufficiali: n. 4. - Man. canze per contegno scorretto in camerata: n. 2. -Cura dell'arredo: nessuua. - Istruzione militare: poca. - Is t.-uzione lettcmrin.: poco profitto. EsiTO. - Jntelligeuza: mt!diocre. - Educabili ti!.: SCR1·sn. - Condotta: cattiva . .li. 29. Cac. C. Gr:: :s~;nAT.ITÀ. - Nato a Cnmpobnsso nel 1871, murato\·é, sa leggere e scrivere. Alw m. l,Gl, robusto. - Venuto alle a1·mi nel 1891, nssl'guato al 6SO reggimento fanteria. PRECBDEN'rl BOROUESI. A 20 anni condannato per lesioni personali contro X. N. a due mesi di cal'cere. VtTA MILITAI!f:. l o anno di servizio (189-2). - ~ancauze per percos!<e n commilitow: n. l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - Is truzione letteraria: poco profitto. 2o anno (18!!8). - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione 111iliU1re: sulticieute. - Istruzione letteraria: sufficiente. ao a1t1tO (1894). - Cum dell'arredo: molta. - istruzione militare: sufficiente. Is truzione letteraria: sufficiente. ESITO.- Intelligenza mediocre.- Educabilità: s utliciente. - Condotta buona. -• · IO. Cac. P. - GENERALITÀ. - Nato a Forli nel 1872, contadino, analfabeta. Alto m. 1,62, robusto. - Yenue alle anni nel 189-2, assegnato al 2-lo fan-

teria. A 18 anru condaunnto per lesioni p~·rsouali c·ontro N. N. a un mese di carcere. \ ' ITA MILITA !tE - 1° anno di servizio (1898). - Mancanze per cnttivo contegno in camerota: n. l (orinava dal letto contro la parete della cat:lerata).- Mnneanze per approprinzione di camcie di altri compagni: n. l . - Cum. dell'arredo: sufficiente. - I:;truzione milit~tre: sutliciente. - Istruzione letteraria: sufficiente. 2<> amw (189-l). - Mancanze per pe rcosse a compagni di arme: n. 2. - Ma.n · canze per vendita di un paio di pantaloni del reggimento a un compagno: 11. 2. Reato: condannato per furto dal Tribunale militare di Roma a 8 mesi di ca•·cere indi al passaggio in una compagnia di disciplina. -Cura dell'arredo: insufficiente. - Istruzione militat·o: insufticiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. • 3" an11o (1896). - Mancanze per poc(l subordinaziono verso caporali: n. 2. Mancanze pet· appropriazione di oggetti altrui, n. 8. - Cum dell'arredo : poca. - Istruzione militare: insufficiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. ESITO. - Intelligenza: mediocre. - Edncabilità: scn•·sa. -Condotta: cattiva. PRECElDE!\TC BOitOBI::SI. -


790

STUDIO SCIENTlt'JCO·PRATlCO sUI, CO!'iTEG!'iO UEr, llELlNQCEXTE1 F.CC.

5 . 81 . G. B. -GENERALITÀ. - Nat~ a Viterbo nel 1870, vetturino sa leggeree scrivere. Alto m. 1,6!, robusto. - \' enne alle &l'liti nel 18W, asseg nato al reggimento cavalleggeri Piacenza. Ptt&CF:Dl-~NTI BORGHESI . A 19 anni condannato per furto a 3 mesi di carcere del Tribunale di \"iwrbo. VJTA MILlTAitE. - 1° anno di serv~io (18!>lì. - Manc&.n.ze per assenze abush·e dal quartiere per 12 ore: n. l (riusciva dal quartiere per via indiretta il gennaio 1891 e vi rientrava dopo 12 ore). - Mancanze per minaccia n. com· pRg ni d'arme: n. 1. - Cura dell'anodo: suttioiente. - Istruzione militare : suttioiente. - Istruzione letteraria: sutliciente. ;_>o nullo (189Z). - Mancanze per minaecie a compagni d'arme: u . l. - Cura dell'arredo: s ufficiente. - Istruzione militare: s ufficienrte. - Istruzione lette· raria: sufficiente. ,:Jo armo. ( 1893). - Cura dell'arredo: molta - I struzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: sufficiente protitto. EsiTO. - J ntelligenza: buona. - Educabilità: sufficiente. Condotta: buona . 5 . 82. G. G. - GENEHALITÀ. - ~ato a. Naso (Mes:o~ina) nel 1870, scriva no, sa leggere e scrivere. Aho m. 1,70, robusto. - Venne sotto le armi nel 18!10, assegnato al 10° reg gimento artiglieria. Pn~::CJs:DENTJ BORGUESL A t7 anni conJilnnato per fe rimento voloutario a S mesi di ca1·cere dal Tribunale di Pntti. VITA MILITAR&. - 1° a nrw di servizio (1891). - Mancnnze contro funzioni di servizio militare: n. 1 (c<>nduceva male la prop1·ia pariglia per svògli:~tezzn). Mancanze per pocn s ubordinazione: n. l (ordiuatogli d i pulire il morso e un filetto, rispondeva n un caporale, preferisco la prigione).- Cura dall'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - I s truzione lett<!rarin: sa leggere e seri· vere correntemente. j o anM ( 1892). Mancanze contro funzioni di servizio m ilitare: u. 2. - llancanze per poca r.ubordinazione militare: n. a. - Mancnnze per eccessiva in· curia di col'redo: n. 2. - Cura dell'a rredo : nessuna. - Istruzione militnrc: nessuna. - Ist ruzione letteraria: sa leggere e scrivere correntemente. a• anuo ( 1893). - Mancanze con tro fon:doni di servizio militare: u. :2, e,seudo di sentinella alla porta, si lasciava addormentare. - ::IJancanze per poca su . borrlinazioue verso ufiiciali: n. l. ordinatogli da un ufficiale di variare in piazza d'armi l'attacco di un pezzo, tardava ad eseguire. l'ordine. - )l&.ncllu~o per percosse a compagni d'arme: n. S. - Cura dell'arr-edo: nessunn. - Is tru· l'-ioue militare: pocn. - Istruzione letteraria: sa leggere e scrive1·e. ESITO. - Intelligenza: mediocre. - Educnbilità: nessuna. - Condotta cattiva.

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• . aa. Germnn A., d'ignoti. -

G~;N BIIAI.ITÀ. - Nnto a Cosenza nel 1877, contadino, analfabeta. Alto m. 1,70, molto robusto. - Venne alle armi nel 1897, assegnato nl reggirnellto lancicri Aosta (16). PnECJ·: D~<:NTJ BOltGDESJ. - A 14 anni condannato dalla Regia Procurn di Cosenza per furto di 1111 agnello a danno di C. a due mesi di <'arcere. VITA MILITA HF:. - lO at11W di servizio (1898). - Mancanze per )J&rcosse a com· pngui: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: s ufficiente Istruzione lettemria: poco profitto. 2• amw (1899). - Cura dell'arredo: sufficieute. - I struzione militare: sufficieutt. - l stru?.ioue lettemria: profitto.

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STUDIO SOIE~TLFICO·PllATICO St::L CO~"Tli:G:-10 DEL DELI:SQt:E:\TE1 ECC'.

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JJO amw ( 1300). - Cura dell'arredo: molta. -

Is truzione militare: s uflìcienk Istruzione letteraria: s ufficiente. EsiTO. Intelligenza: buona. - Educabilità: sufficiente. - Condotta buona. -

• · 84. Ger. G. - GENEitALlTÀ. - Nato a Caserta nel 1872, sarto, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,62, robusto. - Venne alle armi n~l 1892, assegnato al 20 fanteria. PnECJo~o•:NTI BORGHJ::SJ. A 19 anni condannato per reato di vo.gabondnggio a otto mesi di carcere dal Tribunale correziouale di L11cera. VITA )UdTARE. - 1° anno di servizio (1893). - Mancanze per assenze illecite dal quartiere per 4t:l ore: n. l. - Mancanze • contro funzioni di servizio militare: n. l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare : sufficiente. - Istruzione letteraria: s ufficiente istruito. 2° anno (1894) - Mancanze per fatti indecorosi contro il buon costume: n. l (passaggio alla compagnia di discitllina). - Mancanze per poca subordinazione a caporali: u. S. - Cura dell'arredo: po<:a. - Istruzione milita.re: poca. - Istruzione letteraria: istruito a sufficienza. 3<' anno (1896). - Mancanze per minaccia a soldati: n. S. - :Uancanze ver poca subordinazione verso caporali; n. S. - Cura dell'arredo: poca.- Is tru· zione militare: poca. - Istruzione letteraria: sufliciente. EsiTo. - Intelligenza: buona. - Educabilità: deficiente. - Condotta cattiva. • · 81. Ger. Ou. -

G&s&JlALITÀ. - Nato a Montegiorgio nel 18 i0, cappellaio, analfabeta. Alto m. 1,60, robusto. - Venne alle armi nel 18!)0, assegnnto al . 71 fanteria. Pn&CED.IilN'l'I BOitGUESl. - A 17 anni condannato per ingiurie a g uardie a un mese di arresto dal Tribunale di Fermo. VITA :UtLITARE. - 1° anno di Bervizio (1891). - Mancanze per s imulazione di malattia: n. 1. - Mancanze per poco conteg no in se1·vizio: n. l . -Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militnre: poca. - Is~zione letteraria: poco profitto. 20 anno (1892). - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2. - Mancanze per poco contegno in rango: n. 2. - Mancanze per poca subordinazione Vllt·so caporali: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione latteria: poco profitto. JJO anno (1893)). - Mancanze per poca subordinazione verso sergenti: n. 8 (or· dina.togli di trasportare un fucile altrove esitava ad obbedhe e mormorava). - "llancanze per incuria .dell'arredo: n. S. - Cura dell'arredo: insufficiente. Istntzione militat·e: poca. - Istruzione letteraria : poco profitto. Est'l"O. Intellige11za: medicre. - Educabilità: scarsa. - Condotta: cattiva\.

• . ae. Ger. N. -

GENBRALJ1"À. - Nato o. Reggio Calabria nel 187-1, muratore. sa leggere e scrivere.- Alto m. l ,G6 molto robusto.- Venne alle armi nel 189·1 1\SSegnato al 10 reggimento genio. PRECEDESTI sonout~sr. - A 18 anni condannato per lesioni personali contro N. N. a un mese di arresti. VITA Mit..tTAUE. - 1° anno di Be!'Vizio (1896). -Mancanze per iucontegno iJt calUcrata: n, l (orinava fuori latrina).- Cura dell'arredo: poca.- Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: sa leggere e scrivere correntemente. 20 amw (1~96). - Mancanze per poca subordinazione a caporali: n. 1.- M:1n-


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:<TIJIJIO SClE~TIFICO•PRATI CO Sli f~ CO~TIWXO o~;L D•Er.Il\QUEl\Tlt, ECC.

canze per percosse a. compagai: n. L - Reato : condannato per furto dal Tribunale militare di Piacenza a 4 mes i di carcere, indi passaggio alla compagnia. eli d isciplina. - Cura dell'arredo: poca. - Is·truzione militare: poca. - Istru;done letteraria : sa leggere e seri vere correntemente. S0 anno(l897). - .Mancanze contro funzioni di servizio militl\re: n. l (di guardia a un f01·te non portf\,·a. con se le proprie cartucce). - Mancanze per simulazione di malattie: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: sa leggere e scrivere correntemente. E:wro.- I ntelligenza: bnonn. - Educabilità: scarsa. - Condotta cattiva. li. 87. Ger. L -GENEBALIT.Ì.. - Nato a Taranto nel lS'lO, contadino sa leggere e scri,·ere. - Alto m. 1,GO, robusto. - Venne sotto le armi nel 1900, asse· gnato al 86° fanteria. PnECEDEN1't BOitGHESI. - A 18 anni condannato per reato di porto d'arma insi· diosa a due mesi eli carcere dal Tribtmale di Bari. \"rTA AliLITAut:. - 1° amw di servizio (1801). - Mancat1ze per percosse a com· pagni di ar me: n. l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufnciente. - Istruzione letteraria: leggere e scrivere bene. :!0 amw (1892). - Mancan1.a. per minaccie a. commilitoni ; n. 2. - Cura del· l'arredo: Sllfficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - Istrnzione lettera· ria: legge e scri;e correntemente. .'1° anno (1893). - Mancanze per assenze illecite dalla caserma per 24-18 ore: u. 2. - Cura dell'arredo: poc.'l.. - Istru;done militare: poca. - Istruzione letterari.n: leA"ge e scrive bene. F.SJTO. - Intelligenza: buona. - Edncabilitr\: sce.l"Sj\. - Condotti\: cnttiva.

X . 38. Ger. M. - GEN~~rtAI.lTÀ. - K~tto a Brescia ne118:72, muratore, sa leggere e scrivere. Alto m. l ,Gl, robusto. - Yenne alle armi nel 1892, assegnato al 48• fnuterin. Prn·:c~:DtlNTf BOitGnESI. - A 19 nnni condannato per furto a SO gior ni di car· cere dal Tribunale correzionale di Brescia. \ ·nA M•LITAHE. - Jo anno di servizio (L893). - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. l . - Cura dell'nrredo: snfficiente.- Istruzione militare: suftlcientc.- Istruzione letteraria: profitta assai. :!0 anno (1894). Curn dell'arredo: molta. - Istruzione militare: molta. Istruzione letteraria: molto profitto. ;;o anno (18V6).- Cura dell'arredo: molta. -Istruzione militare: molto profitto - Istrur.ioue letterari!~: molto profitto. r:srro. -Intelligenza: buona. - Educ~tbilità: moltn. - Condotta: buonA. G~;xERALrrA. - Nnto n Como nel 1876, coutll.djno, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,70, robusto. - Venne alle anni nel 18!)6, assegnato al S• artiglieria. Pnlo:C~:om>Tf aonGtn:sr. A 18 anni condannato per furto a 25 giorni di ar· resti dal Tribunale di Como. VrTA MlLITAitE. - 1• anno di servizio (1897). - .Manc.nnze per cattivo contegno in cnmeratll.: n. l. - Cura. deii'Mredo: sufficiente. - Is truzione rnili· tare: surliciente. - Istru;:ione letteraria: profitto. :!~ anno (1898). - Cura dell'arredo : sufficiente. - !Istruzione militare: sufficiènte. - Is trur.iono letteraria : sufticicnte.

lf. 38. Ger. S. -


STt:DlO SOlE!\'rinOO-PRATICO SU L CO:\TEGNO DEl, DELINQl-ENTE, ECC.

793

3* anno (1899).- Cura dell'arredo: sufficiente.- Istruzione militarts : sufficiente

- Istruzione letteraria : sufficiente. Est•ro.- Intelligenz11.: buona. - Educa.bilitil: sufficiente.- Condotta: buona

li. 40. Ger. L.- GENt~RAI.ITÀ. - Nato a Lecce nel 1870, panettiere, analfabeta.. Alto m. 1,70, robusto. - Venne alle armi nel 1898, assegnato al reggimento cavalleria Novara (o). Pt:ECJ-:OESTI BORGHESI. - A 16 tmui condammto per furto a un mese di arresti - A 18 anni cond1tnnato per lesioni persouali a due mesi di carcere. VtTA m•.ITARE - 1° anno di servizio (1891). - Mancau"-c per simulazione di malattia (per esimersi dall'istruzione si davo. ammabto, confessandolo dopoche non fu riconosciuto tale dal medico): n. l. - Cura dall'arredo: sufficente. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione lett-eraria : sufficiente profitto. :.~ anno (1892). Mancanze per tentativo di appropriazione indebita di uu portamonete e percosse a un borghese: u. l (essendo in un postribolo, pt·eso un po' dal vino, tentavn. appropriarsi un portamonete di un borghese; questi accortosene lo rimproverò, al rimprovero il soldato ris pose con un pugno sull:\ fa ccia). - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. 3° anno (1893}. - Reato di furto: condannato a 4 mesi di carcere per furto dal Tribunale militare di Milano, indi al passnggio di una. compagnia di disciplina. - Mancanze per cattivo contegno: n. 2. - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2. - Cura. dell'arredo: poca. - Istruzione militare: ins ufficiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. EstTO. - Intelligenza: mediocre. - Educa.bilità: nessuna.-· Condotta cattiva. :li. 41. G. L . - GE~ERALJ TÀ. - Nato a. Napoli nel 1876, calzolaio, analfabeta. -Alto m. l,GO, robusto - Venne alle armi nel 1895, assegnato al 39° fanteria. Pnt::Cl!l0~1l{TI BORGHESI. -A. 17 anni condannato per furto qun.lificato a nn a nno di carcere dal Tribunale correzionale di Napoli.- A 19 anni condannato per furto a 6 mesi di carcere. \ ·n A MILITAtu;:.- 1° anno di servizio (1896). - ManciWze per simulazione di malattia : n. l . - Mancanze per appropriazione di due lire spettanti a un soldato: n . l. - Cura dell'arredo: sufficiente.- Istruzione militare: s ufficiente. - Istruzione letteraria: poco profitto. .;to anno (1897). - Mancanze, per minaccie a commilitoni : n. L - Mancanze per poca. subordinazione a graduati di truppa: n. l (ordinatogli da. un sergente di stare attento in servizio, mormora\'& e faceva atti di impazie.n za). - Mancanze per appropiazione di una lira di un compagno: n. l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: poco profitto . • ') 0 anno (189B-1899). .Reato di rifiuto di obbedienza: Dal Tribunale militare , di Bari condannato ad un anno di carcere per reato di rifiuto di obbedienza v erso un caporale con resistenaa a mano armata a forz1t armata. - Mancan:r.c per assenze illecite dal quartiere per 2! ore: n. 1. - Mancanze per simulazioni~ di malattia: n. l. Mancancanze per poca subordinazione verso graduati di truppa : n. 2. - Cura dell'arredo: pochissima - Istruzione militare: poco profitto. - Istruzione letteraria: poco profitto. E.;tTo. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità: nessuna. -Condotta: cattivt~.


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STUIHO SCIE!\TIFICO·PRA'fiCO SUL 00:-ITEGXO DEL DELINQUESTE, ECC.

• · 42. Ger. P. - G J-::SERALJT-1.. - )iato a Bergamo nel 1868, carbonaio, analfabetaAlto m. 1,66, robusto. - Venne alle Knni · nel 1888, assegnato al 41° fllnteria. Pttt::CJ-:DI·::S'I'I BOIWUJ·:SI. - A 20 anni condannato per lesioni personali contr~ N. N. a SO giorni di carce1·e dal Tribunale di Bergamo. VnA MILlTAttl·:. - 1° amw di servizio (ISSS). - Mancanz.s per percosse a commi· liton i: n. l . - Cura dell'arredo: sufficiente.- Istruzione militare: sufficiente - I s tru?.ione letteraria: profitto. :!0 mtuo (1800). - Cura dell'arredo: sufficiente. - I s truzione militare: !<uffi. ciente. - Istruzione letteraria: profitto. 3° anno - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istru~~:ione militnre : sufficiente. . Is truzione letteraria: sufficiente. EsiTO. - Intelligenza: mediocre. - Educabilità : s ufficiente. - Condotta: buon n. • · 43. Ses. S. - G~an:uA.LITÀ. - ~ato a Cagliari nel 1~72, materassaio analfa· heta. - Alto m. I,GO, robusto. - Venne alle armi nel 189'2, assegnato al 20• fanteria. Pu NCI·lOJ·::sT! BOitGIIFa;r. - A 19 anni condannato per lesioni personali 1\ 16 g iorni di carcere dal Tribunale di Cagliari. \ ' JTA MII.J'l'AIIl!:. - 1° anno di Stl'tlizio ( 1893). - Mnncanze per percosse a com· pagni: n . l. - Cura dell'arredo: s ufficiente. - I st ruzione militare: su ili· dente. - I~truzionc lettera.ria: profitto •liscreto. 2° anno (1894). - Cura dell'arredo: sufficiente.- I s truzione militare: ;;urti· cicute. - Is truzione letteraria: sttffio'iente. ESI'I'O. - Intelligenza: medioc1-e. - Educabilità: sufticientc. - Condotta: buonn. B . 44. Se!.. L. - GJ·::s~:HALJT.\. - Nato a V<·lletri nel 1870, contadino :Lnalt'a· beta. Alto m . l.GO, robu sto. - \'ernie alle armi nel 18UO, assegnato al QSo t'an· teria. PHI~N:o..::s·I'l IIOitOHJ·::>J. A 20 anni condaunrLto per furto cr1mpest.re a lo giorni d1 carcere J alla Pretura. \'JTA MILITAI:~:. - 1• armo di .yervizio (1891). - Mnncanze per incuria dell'nr· redo: n . l. - Cura dell'anodo: poca. - I struzione mi litnre: poca. - l stru· zioue let teraria: profitto. :.JO anno (189'2). - Cura dell'arredo: sufficiente. - lstruzion1· militare: sn 1li· ciente. - Is truzione letteraria: s ufticientc . 0 .') anno (18!13). C'un~ dell'anodo: molta. - Istruzion e militare: sufficiente. - Ist ruzione letteraria: suf6ci eu te. E s 1·ro. - Jnte!ligcnza: buoua. - Educabili ti\: :mfficiente. - Condotta: buona. 11. 46. Scs. S. - G r·::sJ·:J:ALIT.À. - Nato a Napoli nel lSu!l, sensale, sa leggere c ~crivere un poco. Alto m. 1,70, robusto. \'enne alle armi nel l SVO. R"•c· gn••t.o aii'S rcggimeuto artiglieria. Prtt:CJ·:D.-Sl'l »OIIlòiiJ·::n . - A 19 anni condannato a 6 mesi ùi carcere pe•· r ibellione wrso gli agenti d ~ lla forza pubblica dal Tr·ibunale eli ~apoli . \ ' Il'" ~lii.ITMtB. - l " a tliiO di lltrL'izio (1890). - Mancanze per poca subordiuazione vcJ'SO capornl i: n. l (rispondeva in modo sconven iente o. un caporale pr .:>\'O· cando l'ilarit iL tla i comprLgni). - Mn.ncanze per sim ulazione di malattia: D. L


STl1010 S/'lE:\TU'ICO-PRATICO s t:r. COXTEOXO 01'.:1, IJEr,r:-<t~li:E:\TE 1 ECC.

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-Cura dell'arredo· - sulliciente. -Istruzione militJu·e: sufficiente.- I struzione letteraria: poco profitço. :! 0 amw (1891). - Mancanze per poca subordinazione verso sergenti: n. 2 (esita a.d obbedire, e fa segni d'impazienza). - Mancanze poa· assenze illecite dal quartiere per 18 ore: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Ist.ruzione militare: }>OCR. I struzione letteraria: poco profitto. •')0 anno (189'2-1893). Reato d'insubordinazione: CondanllJ\to dal Tl'ibunale militare di Venezia a 6 mesi di carcere, per reato d'insubordinazione ver!IO graduati di truppa. - )[ancanze pet· contegno scorretto in camerata: S.Mancanze per simulazione di mnlattia, n. 2. - Mancanze pel' incuria di corredo: n. 2. - Cura dell'arredo: nessuna.- Istruzione militare: poca.- Istruzione letteraria: poco pt·otitto. EstTo.- Intelligenza: mediocre.- Educabili tè.: deficiente. - Condotta cattiva.

u.

• · 48. G. V. - Gt::sEnALITÀ. - Nato a Napoli nel 1873, contadino, analfabeta. Alto m. 1,61, robusto. - \'enne alle nrmi nel 18U!, assegnato al Ro fanteria. Pt:ECEDE:STl BQRGllt;!)J. - A 20 anni condannato per renitenza~ ingiustiticata alln. leva a S mesi di carcere dal Tribunale correzionalf' di Napoli. \"JTA :MILITARE. 1° anno di servizio ( 1894). - Mancan;r.e per poca s ubordina;r.ione verso un capo:-ale: n. l, ordinatog li di vuotare un vaso, non obbediva che all'intimazione della prigione). - Mancanze per appa·opriazione di uu pezzo di formaggio di ga·ammi 50: n l. - Cul'a dell'arredo: poca. - Istru· zion-e militare: sufficiente. - Istruzione lettemria: poco proli tto. :! 0 anno (1801>). Mnncanzl' per poca sobordinazione verso un caporale: n. 1- :Mancanze per cont~>gno scorretto in camerata: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzio11e let teraria: poco profitto. SO amw. - Reato di diSE'I'zione semplice: dal Tribunale militare di Nnpoli condannato in contumacia a un anno di carcere. - Cura dell'arredo: poca. Istruzione militare: poca. - Istruzione lett-eraria: poco pl'ofitto. Es1To. - lutelligenza: mediocre. - Educnbilità.: scarsn. - Condotta: cattiva. !f. 47. }_:s. L. - GF:sEJtALITA.- Xato a Pistoia, nellSiiO. barrocciaio, analfabeta. Alto m. 1170. molto robusto. - Venne alle armi nel 1&:!0, assegnato all-1° art iglieria. PIIECElDESTI BOitGUJ::Sr. - A 20 auni condannato per oltraggio al pndore a 20 · giorni di carcere dal Tribunale di Pistola. VITA liiLITAIIE - ( 0 anno di servizio (1881). - Mancanze per miuaccie a commiHtoni.- Cura dell'arredo: mediocre. - Istruzione militare: sufficie.n te.Istruzione letteraria: profitto. :JO anno (1882). - Mancanze per poca subordinazioue a un <CAporale: u. l. Cura dell'arredo: sutlìciente. - I struzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: profitto. 3° a"'w (1888). - Cura dell'an·edo: molta. - Is truzioue militaa·e: s ufficiente. - I struzione lo,ten\ria: sufficiente. ESJ'fO. Intelligenza: buona. - Educabilità: s uffic iente.- Condotta buona. lf. 48 I. Au. - GJ::!\El:AUT~\.- Nato a Campobasso nel 1877, cantoniere, analfabeta. Alto m. 1,66 •:... t·obusto. - Venne alle armi noi, 1897. as;:egnAto Al flo bersaglieri.


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STUDIO l:iCif:~TU'ICO·PRATICO SUL CONTEG ~O DEL DELINQUENTE, ECC'.

PRE<:•:oEsTr BOilGHgSJ. - A 17 anni condannato per oltraggio alle guardie a ·i mesi di carcer·e. - A 19 anni condannato per lo .stesso reato a & mesi di carcere. VrTA ~Ot.ITARE. - 1° anno di servizio (1898). - Mancanze per poca subot-dinazione a graduati di truppa: n. l (essendogli stato ordinato di pulire il fucile rispondeva con arroganza). - Mancanze per menzogna in presenza di un ufficiale: n, l (asseriva cosa non vera, per quanto fosse richiamato dall'ufficiale). - Cura dell'arredo: poca. - I s truzione militare: insufficie.n te. I s tr·uzione letteraria: insufficiente. · 20 anno (1899). - R eato: condannato per reato di insuborclina.zione verso un graduato di tru\)pa dal Tribunale:militare di Alessandria a S mesi di cat·cere uel febbraio 1899. - Mancanze per incutia di arredo: n. 2. - Cura. dell'arr·cdo: poca. -Istruzione militare: poca.- Istruzione letteraria: poco profitto. a<'amw (1000). - Al principio del 8° anno di servizio fu incolto dopo una lunga marcia da fenomeni di allucinazione e riformato per frenosi sensoria acuta. ESITO. - Intelligenza: med iocri'.- Ed ucabilità: scarsa. - Condotta: cattiva. li. 49. - I. G. - GEl\"liiRALtTA. - Nato in Avellino nel 1872, calzolaio, sa leggert> e scrivere. Alto m. 1,67, molto robusto. - V-enne alle armi nel 1892, asse!,'llato al 12° artig lieria. Pn~;c~mEN1't BORGIH:SI. -A Hl anni condannato per les ioni personali a un mese di carcere dal Trihunale di fAvellino. VrTA MILITARE. - t• anno di servizio (1898). - Mancanze per assenze illecite dal quartiere per 20 ore: n. l. - Cura dell'arr·edo: s ufficiente. - Istruzione mili t are: sufficiente. - I struzione lf'tte1-aria: sa leggere e scrivere. 2° anno (1894). - Cura dell'arredo : sufficiente. - Istruzione militare: suffi· ciente. - Istruzione letteraria: sa leggere e scrivere correntemente. EsiTo. - I ntelligenza: buona. -Educaùilitl\: sufficiente. -Condotta: buona.

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.li. ao. Ian. - GENERALITÀ. - Nato a Giovanni Teduccio (Napoli) nel ltflO, facchino. analfabeta. Alto m. 1,62. molto robusto. -Venne alle armi nel1890, assegnato al 1° fanteria. PnECEDENTr BORGHESI. - A 16 anni condannato per lesioni personali a. 2 mesi di carcere dnl Tribunale di Napoli. VITA MILITA nE.- 1• anno di I$1Wvizio (1891). - Maucanze per contegno scorretto in servizio: u. l (all'istruzione faceva gesti indecen·t i e promoveva il riso a tutta la classe). - Cura dell'anedo: poca. - Istrullione miUtare: poca. J,;truzione letteraria: poca. 2n am1o (1892). - Mancanze per poca subordinazione verso sergenti: n. l (Mentre la compagnia era in raugo per istruzione, essendogli stato intimat o il s ilenzio molte volte dal sergente non obbediva subito e si poneva poi a ridere). Manranze per percosse a. commilitoni: n. l. - Minaccie ad una prostituta in un po:;tribolo per futile motivo: n. l. - Cura dell'art·edo: poca. - Istru· zione militare: pocn. - Istruzione letter·aria: poco profitto. 3° anno (l8V3). - Mancanze per contegno scorretto in servizio, n. 3. - JJ~~,n­ cauze per minacce al vivandiere: n. l (recatosi in cantina per· comperare lattug a e offt•sosi di una parola un po' sconcia direttagli dal vivandiere, rivolge,·a a que!'ti ed aJia moglie parole molto ingiariose).- Cura dell'arredo: poca - I s truzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. E~I'TO. Tntelligenza: med iocre. - Educabiliti1: scarsa. - Condotta: cntti\"a..


STUDIO !':CIENTU'1CO-PRATICO SUL C0:\1'EG);0 DEL DELINQUF.:\TE1 ECC.

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B . &1 . I . A. - GENiilllAI.I1'À. - Nato ad Avellino nel 1873, contadino, 1\nalt'abcta. Alto m. 1,68, robust.o. - Venne alle armi nel 1803, assegnato al 9° reg· gimento cavalleria . PnECEDJ::NTr noavrn:sr.- A 20 anni condannato per lesioni personali contro N. N. a 15 giorni di carcere dal Tribunale correzionale di A velli no. VITA MII.lTAnE. - t• anno di servizio (1893). - Mancam:e per percosse a una reclutu: n. 1. - M11ncanze pe1· simulrt?.iona di malattia per esimersi dnll'istrn· zione: n. l . - Cura dell'arredo: sufficiente -Istruzione militare: sufficiente. - btruzione letteraria: profitto. 2° amro ( 1894). - Mancanze per siumlazione di malattia: n. l. - Cura dell'11r· redo: sufficiente.- Istruzione militare: sufficientu. - Is truzione letteraria: sufficiente. 3° anno (180&). - Cura dell'arredo : sufficiente. - Istru)(ioue militare: suffi· ciente. - Istruzione letteraria : sufficiente. EsiTO.- Intelligenza : mediocre.- Educabilità: sufficiente.- Condotta buona. B . 62. Iau. N. - Gt:Nf:JtALfTÀ. - Nato 1\d Aquila nel 1874, carrettiere, aualfa· beta. Alto m. 1,67, molto robusto. - Venne alle armi nel 1895, assegnato al 200 reggimento fanteria. PnEC&DF.NTr BOiìOUESJ. - A 18 anni condannato per il reato di lesioni pers onali contro N. N. a due mesi di carcere dal Tribunale di Avellino. - A l!l anni condannato per lo s tesso reato n tre me!'i di carcere. VITA r.ut.r•rAR~:. - 1° anno di servizio (1896). - Mancanze per percosse a reclute: n. 1. - Cura dell'arredo: buona. - Istruzione militare: sufficiente.Istruzione letteraria : profitto. 2° amto (1897). C'ora dell'arredo: molta. - Istru)(ione militare: molta. Istruzione letterari n.: !'IUfficiente. fJO anno (18fl8). - Cum dell'arredo: molta. - Istruzione mmtare: sufficiente. - lstruzione letteraria: sufficiente. ESITO. - Intelligenza : buona. - Educabili ti\: sufficiente.- Condotta: buona.

B . aa. I . -

GEN~:rtALJT.\. -Nato a Foggia nel 1872, contadino. analfabeta. Alto m. 1,70, molto robusto. -Venne alle armi nel 1892, assegnato al !l8° ftmteria. PR~:CEDENTI DORGUESJ. - A 20 a nni condannato per ferimento contro N. N. iu un momento d'ira in seguito n gmve provocn.zione a 4 mesi da l Tribunn.Je co•·· rezionale di Lucera. VtTA ~tlLITAJtE. - 10 amw di Bt>rvizio ( L~3). - Cura dell'ar redo: sutliciente. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: protitta. :zn anno (t8!)4).- Cura dell'arredo: molta. -Istruzione militare: sufficiente.Istruzione letteraria : suffiriente. 8° anno (1895). -Cura dell'arredo: molta.- Istruzione militare: suAiciente. Istruzione letteraria: sufficiente. E SITO. - [ntelligenza : buona. - Edm·ahiliti•: sufficiente.- Condotta : huona.

B . &4. Iau. L.- o~:st;HALI1'À.- Nato a Palermo nel 1872, contadino, analfabeta. Alto m. l ,li7, robusto. - Venne alle a r mi nel 18\12, assegnato nl 59° fanteria. Pnt:Ct:DEN1'J BOHGIIESI. - A l!) anni condnnnnto per furto n due mesi di carcere dal Tribuuale di Palemto. VITA Mll.LTAH~:. - 1° anno_ (li .yen;izio (18U3).- MnncauY.e per appropriazione 1li due lire di una reclutn : 11. l. - Manc:toze per ccnLegno !'corret to in came·


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STUDIO SClENTIFICO·PRA'I'ICO 'VL CO~TF.G~O DEJ. DBLl~QUENTE 1 B CO.

rata: n. l. - tura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. :! 0 anno ( 1894). - Reato di furto: dal Tribunale militare di Chieti condannato per furto a tre mesi di carcere; indi a! passaggio in una compagnia di disciplina. - Mancanze per vontegno scorretto: n. 8. - Cura dell't.rredo: poca. Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria : poco profitto. 8" an110 (18!15). - Mancanze per appropriazione di pezzuole d& piedi: u. 1. Mancnnze per simulazione di m&lattia : n. 3. - Cura. dell'&rredo: poca. Ish·uziono milita•·e : poca. - Istruzione letteraria. : poco profitto. E·n·o. - Inte!Hgenza : mediocre. - EducabilitA: poca.- Condotta cattiva. lf. &&. Iau. G.- Gt::o·:HALITÀ.- Nnto a Potenza nel 18G9, suonatore ambul&n te, analfabeta. Alto m. 1,60, •·obusto. - Yenne alle armi nel 1889, assegnato al

tll • fanteria. Pnt:c t:ot::sn BOIIOIIE><I. - A 20 a nni condnnnato pe·r renitenza ingiu!<tifica.ta alla. le,·a a tre mesi di carcere. Yn·A MILITA Hl·:. - Ju anno d i se1'Vizio ( 1890) . - Mancanze per poca subordina· zione n. utliciali: n. 1, ammonito da un tenente feceva. atti d'impazienza. Mancanze per incuria a. l corredo: n. l. - Reato di diserzione: nel maggio 18:10 dnl Tl'ibunale militnrt di Bari condannato per diserzione a G mesi di carcere. - Cura dl•ll'arredo: poca. - Isii'Uzione militare: }'OCa. - Istruzione letteraria: poco profitto. 2° anno (1891). - Mancanze (IC'r voca snbordiuazione verso gra.duati d i truppn: n. 2. - Mancanze per u1inaccie 1\ commilitoni: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare. : poca. - Istruzione lettemrin: poco profitto• .'l" anno ( 1892). - Mnncanze per incuria al corredo: D . 4. -Mancanze per pocR subordinazione: n. l. comandato dal sergente di corveè, faceva osserva:doni indebite.- Cum dl'll'arredo: poca. - Istruzione militat·e: pocn.- Istnnione letterari!\ : poco profitto. E:<tnl.- J ntelligPnzl\: medioc•·e. - Educauilità.: poca. - Condotta : cn ttivn. 56. I. C:. - GEN&UALIT,\ . - Nato !\ Boiano (Campobasso) nel 1870, contadino. nnalfauetn. Alto m. 1,63, 1110lto robusto. - Venne alle armi nel 1890, ns~e­ :,.:onto al .tn reggimento bersaglieri. Pu•·:c~:DF.STI uonGUF.SI . - A 17 anni condr1nnato per furto a tl'e mesi di carcere dal Tribunnle di Campob~sso. - A 1!1 anni condannato per furto a cinque 1110Si d i carcere. VITA MILITAn~:. - 1" anno di &l'rvizio (1891). - Mancanze pe1· simulazione di malattia : n. l. - Mancanze per appropriazione indebita d i un pane di un compagno: n. l. - Reato di furto: nel novembre 18!11 condanuato dal Tribunale militare di Palermo a sci me,i di carcere p-er il furto dj lire 10 spet· tnnti a un commilitone. - Cura dell'arredo: sufficiente . - Istruzione mili· tare: poca. - Istruzioue lettern rin : profitto. 2" a n11o (l8!J2). - ~Iancnnze p•••· cont•·gno scon·<•tto: n. 3. - Cura dell'arredo : voca. - Istruzione militare: pocn. - Tstruzione letterario.: profitto. 3" a111w. - Mn ucl\n7.c per contegno scor rett.o: n. 2. - Mancanze pel' simulazionE> eli mnlattin: n. l . - Mancanze per appropriazione di un traversino dt1l letto di un compagno : o. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: pocl\. - htruzionc lotu~ raria: profitto discreto. E.;l'l'u. - lntelligcuzn: meJivcre. - }:;,luo'ahilitil: poca. - Condotta: cattivo.

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STt:DIO SCIE~TH'ICO·PRATICO St;L CO:\TEG~O DEl. DE I.ISQOENTE1 ROC.

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Jl. &7. Iau. G. - GR~>•: HALITÀ.- Kato a Gaeta nel 187G, contadino, analfa beta. Al to m. 1,67, robusto. - Venne alle anni n el 1896, assegnato al 76° fanteria. Put;CEDENTI sonom·:>;I. - A Hl anni condannato per oltrag{,'ÌO alle guardie a .tue mes i di arrt•sto dal Tribunale di Napoli. - A 19 anni condannato per oltr:~cggio Il guardie a 4 mesi di carcere. YtTA Mli.ITAH~:. - 1° amw di servizio (1897). - Mancauze per poct\ subordiun· zione verso un sergente: n. 1, risponde,·a al sergente che lo avvertivo. di non nscire dal quartiere, parole ingiuriose.- Mancanze ver appropriazione di una forbice appartenente a un soldato del valore di 20 centesimi: n. l. - Cura àell'arredo: poca. - Istruzioue militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. 2• anno (1898). Mancanze per poca subordinazione vet'SO caporali: n. l. ris pondeva con parole iugi uriose vet'SO un caporal maggiore cho gli intimava di stare in silenzio in rango. - Mancam:e per minaccia a commiliton i armato di coltello: n. 1.- Reato d'insubordinazione: dal Tribunale militt.re di Milano condannato n cinque mesi di carcere per reato :l'insubordina zione verso un caporal maggiore nel luglio 1898. - Cura doll'anedo: poca. - Istruzione militare : poca. - Istruzione letteraria : poco profitto. .'IO amw ( 1~-l!IOOj. - M1mcanze per contegno scorretto in camt'rata: n. 2.Mancanze per pet·cos,;e a militari: n. l . - Mancanze per poca subordinar.ione ,·erso un capora le maggiore : n. l, mentre il capor ale maggiore faceva la chiall1atn del 3'' plotone, il soldato gli si presentava con fare d.a buffone, in modo da pt'Ovocare le risa di tutti i presenti. - Reato di distruzione di effetti militari: dal Tribunale militare di Milano condannato per reato di distruzione di effetti militari n 110 anno di carcere nell'aprile 18fJ9. - Cura dell'arredo: poca. - I struzione militare: insufficient('. - Is truzione letterario.: insufficiente. E:'<JTO. - l ntelli;.tenza: medioct•e. - Educabilitit : scarsi !'S~ma. - Condotta: pessima.

li'. 68. I. C.- Gt·:x~:ttAI,J'I'À.- 'Nato ad Ascoli Piceno nel 1~77. contaùino, ano.lfabeta. Alto m. 1,7u, robw;to. - Venne alle sumi nel 1t:l97, n.ssegna to al 1fl0 artiglieria. Pu~:c~:DENTr no ltGUI·:>~I.- A 18 anni condannato per ferimento volontario contro )[. S. a un mese di carcere dal Tribunale correr.ionale di Ascoli Piceno. \'iTA MILITA m:. - 1° amw di BeT1Jizi.o (1898). - Mancanze per pocn. subordinazione verso un s ergen te: n. l, rispondeva con certa arroganza a un sergente cbe l'ammoniva di tener contegno più corretto all'istruzione. :-:: Cura dell'ar· redo: sufficieute. - Istru?.ione tniJitar e: sulliciente. - Istruzione letteraria.: profitto. 2 ° anno (lSW). - Cura dell'arredo: molta. - Istrur.ione militare: s ufficiente. - htl'uzione letteraria: profitto, 8" mmo. - Cura dell'arredo: sufficente. - I struzione milita.re: sufficiente. l s tmzioner lettemria: s ufficiente. E s l'rO. - lntelligr nzn: bnonn.. - Educabili ti\: bas tante. - Condotta: buonn.. lr. &9. l Mt. .M. - Gt:x~; I!AUTÀ. - Nnto a Chieti nt'l LS7!l, fnbb1·o,nnalfabct:~. A ho m. 1/>4, robusto - Venne alle armi nel 1893, as 'cgnato al $0 reggimento berl>nglier i. . Ptu·:N:o r::N1'1 IIORllllt·:SI. - A 17 anni condannato ad nn nono di cnt·cet·e dnl 'J'ri-


STliOIO SC IE~Tib'ICO PRATICO SUL CO~TEG:SO I>BL DELI~QI:E:\TE: ECC.

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bunale corrcz di Lanciano, perché colpevole di percosse in persona del proprio genitore. VITA :uu.JT."lll~. Jo alliiO di servizio (1801). - :\lancnnzc per simulazione d i malattia: n. l (dnvnsi ammalato l' non era riconosciuto). - Mancanze per poca subordina?. ione verso caporali: 11. 1 (comandatogli dal caporale di scopare una stanza, rispondeva con molta nnognnza e clicevtt: mi getto a terra piuttosto che farlo).- Mancanze pe r impulsività l'Ontro commilitoni: n. 1 (p1·ovocava un commilitone senza causa e veniva con lui alle mani).- Cura deJl'arredo~ poca. - I strmdone militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. 2° anno (1805). - Reato d'insuhordinaziouo: dal Tribunale militare di Ancoua condannato n. 6 me.si di carcere, per reato d'ins ubordinazione verso un capond maggiore nel marzo 1895. - ?tbncanze per poca subordinazione verso caJ'O· rali: n. 2. - :Maucanze per mi naccio a compagni : n. 2.- Cura. dell'arredo: poc·tl. lstruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. 8° amto ( 1800-Ul!J7). - Mancanze contro la subordinazione militare: n . 2, (si presentava diret tamente al maggiore di battaglione per fare: un rt~clamo infondato a carico di un caporale senza passare per la via g••rarcllica). - .Mancanze per simulazione di malattia: n. 2. - ~fancanze per assenze illecite dal quartiere per 2-1- ore: 11. l . - Mancanze per JlCrcosse a cou1pagni in istnto dr ubbriac hel'.za: n. l (essendo uLbriaco dava un pugno in capo n un soldato di altra compaguia senza motivo di sorta). - Reato d'in!'ubordinazione verso uf· fìciali: dnl Tribunale militar~: di An<·ona ('ondannnto nel un anno d i cnr<'erl.' per reato d'insubordinazione verso un s uperiore ufficiale nel luglio 18~. Cura del:'arredo: nessuna. - l struzioul· m ilitare insutliciente. - TstrHziom•lt•l· t<:rn.rin: insutliciente. Est-ro. - lntelligenza: mediocre. - }: ducabilità: ne.ssm1a.- Condotta: catti~a. lll'. 80. I . R. - Gt·::-n·:HAI.ITÀ.- Nr~to a Reggio ('alabria nel l877 contadino, anal· ti\beta. - Alto m. 1,63, robusto. - Venne alle armi nel 18H7 IIS!'l·gMto al filo fanteri11. Ptn:CJ·:o~:N1'f llOJCGIIJ·:sl. A 18 anni condannato a otto mesi di reclusione per lesioni personali :\ danno di G. L. dal Tribunale penale di Reggio Calabria. VITA lttl.ITAH K 1° anno tli servizio (l lS\18).- Mancanzf' per minaccio a commilitoni, n. l - TI terw mese di servi1.io fu riformato per convulsioni isturo·epilet tirhe. lll'. 81 . I. A. - G~: NJ-:IIA:..ITÀ. - Nato a Palermo nel Hfil, carrettiere :malfabcta. Alto m. 1,74, robusto molto. - CJdamato alle armi e non g iunto per<'hè dc:Lenuto nelle can·eri civili di Palermo. PH~:CJ·: n~:!<~n IIOHGt.m:;r. - A l8 anui condannato dalla Corte di Assisi di Palermo per r<:ato di omicidi o a. 17 nnni di carc~: re. VITA ~III.I TAHE. E spulso dall'esercito con d1·creto Ministeriale per ilrearo commesso da borghc1;e.

N . 82 H. - GJ:Nr·:IIU.tT.\. - Nnto a. Campobasso uel lSGS, coutatlino, Rnal fl\heta. Alto m. l.G7, robusto molto. venne a lle nrmi n e l l SSS assegnn•o nl 1° f'nntl·ria . Pt:F.cr·:DJ·::<TJ B01:G ur:sL. - A 18 anui con dannato per ol traggio alle guardie. a JU(·~i òi Cai'CCI'9 <In l 'l'riùumdt• di C'ampoba:<so. - A 19 ann i condannato pr r oltrng~io a gu:11·dic ti 5 mesi tli carcer e.

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!';TUDIO SCIE~TlFICO•t>R.\TlCO SUL CO~TF.0:-.10 DEL DELl~ Q.:E:'\"T E 1 "CC.

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YITA ~ULITAttt::.

- Jo a1mo ài se1-vlzio (1&!9). - Manl'anze per simulazione di malattia, n. l. (ann unciatosi ammali\LO, non fu riconosciuto tale). - :\lanca.nze per assen r.e dal quartiere per 12 ore : n. l. - Mancanze per poca s ubordinazione verso caporali, n. l (ordina.k>gli da un eapora.le di fare il governo al cavallo con minore svogliater.za, rispondeva: non è la prima volta che faccio il governo, perehè lei me lo insegni.- Cura dell'arredo: insufficiente. - Istruzione militare: insufficiente. - Istruzione letteraria.: poco profitto. 2• anno (18!10). - Mancanze per assenl'~ dal quartiere per 10 o 24 ore, n. 2. Mancanze per poco subordinaY.ione verso capora.U: n. 2 (rimproverato perchè mancava tli rispetto verso i s uoi superiori, rispondeva che lo faceva apposta, essendo stufo di fare servh:io e volendo andare in prigione). - Cura. dell'arredo : poca. - Istruzione militare : pocn. - Istruzione hlt t t·ra.ria: poco profitto. a• anno (1891). - Reato d i rifiuto di obbl'dienza: dal Tribunale militare di Bari condannato per rifiuto d'obbedienr.a verso un caporale a 6 mesi di carce1·e.Mancanze per poca snbordinnzione ver><o caporali: n. 2 (essendo di piantone all'infermeria. cavalli e avvertito dal caporale di guarilia di non allontanarsi , abbandona va il posto semm motivo). - Mancanze per simulazione d i malatt in: n. 2. - Cura dell'nrredo: poen. - Istruzione militnre: insufficiente. - Istruzione letteraria: insufficiente. E::sr-ro. - Intelligenza: tuediocre. - Edue~~.bilità: de6cente. - Condotta: cattim. B. 83. I . P. - G&Nt·:RALIT.\ . - Nato n. Bari ocl 1875, 1\luratore, au nlfabeta. A I lo m. 1,62, robusto. - Venne n.lle armi ne l 1895, assegnn.to all'li• fanteriA. PltECI::DE:>TI BOR(mt; sx.- A l t> anni condannato per lesioni personali 1:0ntTo :\.N. a S mes i di carcere dal TribuMie civile di Bari. VrrA M!I.IT..uu:. - 1° amw di servizio (ll:IDG). - Manennzc per p1•rcosse ad un soldato : n. 1. - Mancanze per conteg no scorretto in enmerata : n. l. - Cura de ll'nrredo : poca - Tstruzione militare : poca. - Istruzione lcltc>raria: poco profitto. 2<> amlO (1997). - Maoc11.nzt• per pe rcos><e n compagni: n. 2 - Reato di ferimento di \111 compagno : dal Tri bunale militare di F irenze cotldauuato a 6 me5i di carcere per ferimento di un soldato colta scopa. Cura dei l'llrretlo: poca.Istruzione militare : poca. - I struzione letteraria: poco profitto. ;r anno (1898-1899). - Mancanze per atti di prepotenza verso i suoi compagni: n. 2. - Mancan ze per simulazionu di malattia: n. 2. - M.ancnnzc per poca subordioazione verso caporali: n. 2 (esi t11.va ad ohbeùire a llllt ordine datogli da un caporale, a cui risponde va con ischerno). Cura dell'arredo : nessuna. Istruzione militare: insufficiente. - Is truzione lettt:ra ria: in,;ufficiènte. ESITO. - Intelligenza: mediocre. - E.iul'abi l ita: nes.,uoa. - Comlotta: cattiva. B . 84. Iau. - G. GJ':S&IIALlTÀ.-Nato a Benevento nel 1868, contadino, analfabeta . .dito m.l,OG robu~to. - Venne alle armi ne l 1888, assegnato al 64• fanteri t\. Pnt:uEDENTI uonGm :sr. - n 17 anni coud1\Unato per furto n 2 mc::i di carcere dn.l 'rribunale correzionale di Benevento. VITA lliL11'ARI!I. - Jo anno d i servizio (1889). - )ft~nt·atlze per <:im ulazione d i malattia : o. l. - ?lfanennze per contegno !'COrretto in camerata : n. l. Cara dell'arredo : poca, - Istr u:t.ioou militare : poca. - Istruzione lt'ttemria: poco profitto. 51 -

Giornale di medicina mi/ilare -

Fase. X-X l.


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1-iTliii!O SCIE:\TIFI('O PRATICO l;IJ L ('0:\TECOl\0 DEL, UEL I ~QUE::O.'TE 1 E CC.

:!" am10 ( l800ì.- Manca n?.<· per simula zione di malattin: n. l. -

Mancauze per contegno scorretto: n. l . - Curn. dell'arredo: poca. - Ista·u:done militan:: pocn. - I struzione lcttea·IU'ia: poco profitto. 3° cwno (1891). - Reato di furto: dal T l'ibun&le militat·<' di Bolognn cond.annnto a sei mesi di carcere per reato di fnrto. Mancanze per simulnzione di malattia: n. 1. - Mancanze per appropriazione ind&bita di oggetti di commi· litoni: n. l . - Cura dell'arredo: pocn. - Istruzion u militare : insufliciente.Istru:don<' lette aaria: iusutli c ient~. E s iTO, - In telligenza: mediocre. - Educabi lità: cattiva. - Condottn.: scar:;a. R . 86. Iau. G. - Qgs~:RALITA. - Nato a S. Ma r ia Capua Vctca·e nel 1871 (Ca· serta) cnrrettiere, sa leggeru e scrivere. Alto m. 1,66, molto robusto. -Venne alle llrmi nel lS'Jl, as:>~.•guato all'Il reggimento Cl\Valleria (Foggia). Ptn·:c~;oa·:STI nouonESI. A 19 auni condannato per fua·to a danno di S. P. a :20 giorni di <'areare dalla Pretura di H. Maria Capua. Vetere. VtTA ~IILI'rAJif:. - 1° anno di servizio (l S'J'.?). - Ma.n.cnuze per simulazione di malattia: n. l. - Cura dell'arredo: f<ufticient.e. - I struzione militare: suffici<'nte. - lst1·uz ione lett<·raria: profitto sufficiente. 2° attno (18!13). - Cut·a dell'arredo: ,;uniciente - Tsta·nzione mi1itnrc : sufficiente. - Istruzione h•tteraria: sulliciente. 3" anno (l8'J.J). -Cura. dell'arredo: sufficiente. Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione lettemria.: suffic ien te. E:>aTu- Intelligenza. : buona. - Educn.Lilità : sufficiente. - Coudottn: buona.

B . 88. lau. F. -

GEsr·:nAt.ITÀ. - Nato n. Lanciano nel 1869, calzolaio, ana.1fa· beta. Alto m. 1,G2, rohusto.- Venne alle armi nel 1889, assegnato nl 8° bersaglieri. Pnt;ct:ut; N"rr BOROIIF:Sl. - A 20 anni condannato 1>er furto a sci rni'Si di car· cet·e dal Tribunale di Lanciano. Yt1'A :UrLITAR&. - 1° amw di .yerviz io (1890). - Mancanze per poea subordi· naY.ioue n~rso cn poral(: n. l (i ntimatogli una consegna usciva a diporto) Maucnnze per appropriazioni di una lira di un commilitoni!: n. l . - Cura dell'anctlo: poca- I struzione militan·: poca- Jstruziouc lcttcrn.rin.: 1• scuola. clementn.re. !?0 (tlllto ( l::!lH). - :Mancanze per contegno scorretto in cnser wa: n. 2. - Cura d,•IJ'arredo: pocn.- I stru?.ione militare : poca.. - Iatntzione letteral'ia: poco profitto. 3° attltO ( lti\12). - Mancanze per appa·opriazione di una camicia di un compagno: n. 1. - ~[ancnnze per trascuratezza del corredo: m. 2. - Cua·n dl'll'arredo: poca. - I struzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poca. E~IT(J. Intelli!!enza: mediocre. - Edu(•nbiliti~: dd1crnte. - Condotta: cattiva.

]f. 67. F. N. -

Ga:st·!HALIT,\. - Nato a Bari nel 1872, contndino, analfabetA. Alto m. l,IOH, robusto. - \·•·rme :Ilio nrmi nt·l 18:!:!, nss··gna.to all'5° aa·tiglica·in. PnF.~.;r::an: s-rt uonou~::sr. - A. l G anni condannato pe•· furto a 4 me!'i di carcer'' d nl Ta·il!llunle t•h·ilc di D:1ri. - A. Hl atuni condannato pl·r furto 6 mesi di c:trcerc. \ ' t'l'A )fii,ITAitE. - L0 a1wo di se1·vizio (lSU:)j. - Mancnnzt· per ,;inwlllzione eli

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STUDIO SCIE~TIFICO·l'RATICO StJL CONTEGXO DEL DELINQ.U.ENn:, ECO .

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malattia: n. 9. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. Istruzione letteraria: poco profitto. ..20 annQ (1894). -Reato di furto:,Dal Tribuna.Je milita1·e di Yenezia condannato a -1 anesi di carcere per furto, indi al passaggio in una compagnia. di disciplina. -Mancanze per simulazione di malattia.: n. 2. -Cura. dell'arredo: poca. -Istruzione milita.re: poca. - Istruzione letteraria: poco protitto. ;;• anno (189o). - .Mancanze per appropriazione di pezzuole dn piedi: n. 2. Mancanze per contegno scorretto: n. 2. - Cura. dell'arredo: poca.. - Istru· ziono milita.re: poca. - Istruzione letteraria: poca. EstTO. - Intelligenr.a: mediocre. - Educa.bilità scarsn,. - Condotta.: cattiva .

.Jr. 88. K. A. - GE~"ERALITÀ. - Na.to n Genova. nel 1876, pollivendolo, -sa lc~­ gere e scrivere. Alto m. 1, 'iO,robusto.- Venne alle armi nel 1898, assegnato al so fanteria . Pltt·:c~::m·:l\'1'1 sono u ~.:s1. A 17 noni conda.nna.to a nn anno di carcere per furto qualificato dal Tribunale di Genova. \'ITA mLITARE. - 1° anno di strVizio (1604). - Mancanze per simulazione di malattia; n. l. - Mnncanr.e per contegno scorretto in camerata: n. l . - Cura dell'anedo: poca. - Istruzione militare : poca. - Istruzione letteraria: profitto sufticiente. ..2o anno (189o). - Reato di fut·to: dal Tribunale milltnre dii Palermo condan· nato ad un anno di carcere per furto ; indi al passagg io in una compagnia di disciplina. - Mancanze per contl'gno scorretto: n. 2. - Cura dell'arredo: poca. - Istrur.ione milita.re : poca. - Istruzione letteraria. sufficiente . .$0 amw (1896·181:17). - Mancanr.e per appropriazione di 60 ce ntesimi di un commilitonb: n. L - Ma.ncanzc per simulazione di malattia: n . 9. - Cura dell'arredo: poca. - l strur.ione militare : ins ufficiente. - Is t•·uzione letteraria: s u fti d e n te. E StTo. - Intelligenr.a: buona. - Educabilità: poca. - Condotta: cattiva. :li. 89. J\:. G. - G&XEilALITÀ. - Nato ad Acqui nel 18\.S, carrettiere, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,64, molto robusto. \'enne alle armi nei1Sb9, assegnato al 1!3° fnnteria . PRECEDENTi BOilQIIESI. -A 18 anni condannato per ferimento volonta.rio a S mes i di carcere dal Tribunale civile di Acqui. - A 19 anni condannato per lesioni personali a 4 mesi di carcere. 'V n ·A lllLtTAHE. - / 0 amw di servizio (1800). - Mancanze per percosse a commilitoni: n. l ( venuto a contesa s enza mot ivo col soldato P. gli dava un pugno in faccia). - Cura dell'arredo : poct.. - Is trur.ionc milita re: poca. - Is truzione letteraria: legge e scrive bene. 2° a nno ( 18\H). - Mancanze per minaccil: a <'Ommilitoui: 11. l. - Reato di ferimento: dal Tribunale militare di Napoli condannato a Il mesi di carcere per ferimento di un compagno collr\ sciabola. - Mancanze per cattivo contegno in caserma: 11. L - Cura dell'arredo: poca. - Istrur. ione militare: poca. Is t1·uzione letteraria: legge e s crive spedita meutt•. Es 1-ro. - Intemgenzt\ : buona. - Edncabili tà : poca. -Condotta : ca ttiva.

'li. 7 0 . Ig. G. - GENEilALITA. - );ato a Cnmpagw\ nel 1SG5, pnnnttiet·e, ana.Jf,,. be ta. Alto m. 1,72, molto robus to. - Venne alle arm i. nel lòdo, assegnato nella 12• compagnin di s ussis tt>nr.a.


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STUDIO ~:;n::\Tl'FTCQ-l'llATI CO SUL CO~TEG:\0 DEL DEI..lXQ UEXTE 1 E CC.

A 17 &nni condannato per les ioni personali contro N. N. a 6 mesi di e&rcere dal Tribunale di Salerno. - .\.19 anni condannato per arma insidiosa a due mesi di e&rcel"e dal TribUinale di Salerno. VnA )lll.tTAnt; . - 1° amw di servizio (1886). - Mancanze per per cosse a commi· li toni per motivi futili: n. l. - .Mane&nze per percosse gravi t. ripet ute a un mulo fino n fnrlo s tramazzare a terra per motivi insignificanti: n. l - :\fan· cnnze per pocu. subordinazione verso capornli: n. l (rispondeva con St"gni d'impazienza e con poco rispetto al cnporale di settimana, che lo invitava ad al7.arsi dopo la sveglia). - Cura dell'arredo: sufficiente. - Ist.nn ione mi· litare: sulliciente. - Istruzioue let teraria insufficiente per s voglinwzza. :J 0 anno (1887). - Nel gennaio di quest'anno parte per l'Afl'ica. - ~ancanze per assenze abusive dalla case•·ma per 12·15 ore: n. 2. - Mancanze per mi. naccie a commilitoni per motivi i più futili: n. 2. - Mancanze per poca su· bordinazione a caporali: n. l (diceva al caporale "'non ho paura di te e della tua prigione »). - Cura dell'arredo : poca. - I struzione militare : poca.Istruzione letteraria: sa un po' leggere e scrivere. .'1° anno (1888). - Mancanze per poe& subordinazione a caporali : n. 2 (rispon· devn con arroganza a nn caporale che lo rimproverò più volte di essere di· sattento in servizio). - Mancanze per incuria d i corredo: n. 8. È degno di nota che nel 1888, prima di venir via dall'Africa, si meritò la medaglia di argento al valor di marina, per aver salvato coragg iosamente, nel maggio 1888, un fanciullo pericolaute in mare. - Cum dell'nrredo: poca. - Istruzione mi· litare : poca. - Istruzione letteraria.: sa leggere a s~rivere alquanto. ESITO. - I ntell igenza: mcdioc•·e. - .Edncabilita: mediocre. Condotta: me· diocre. PRECEDESTI uonOB&SJ. -

lf. 71 . I g. M. -

G &NEUAJ.•rT.\. Nato a Cn.stellamare nel 1871, barbiere. anal· fabcta. Alto m. 1,6!3, molto robusto. - \"enne alle armi nel 1891, ns~cgnato al L0 bersaglieri. PuJ·:CJ>O~;N'J"J 11\IUGIIJ·:sJ. A 17 anni condannato dvi Tribunalç civile di Na· poli a due mesi di carc~re per lesioni personali contro N. S. YrrA MII..ITARF;. - 1 ° anno d i servizio (189'2). - Mancan.-.e per conte~no -cor· a·etto in camerata: n. l, facevo. schiamazzi in camerata. - Mancan ze per mi· naccie a compag ni d'arme: n. l. - Cura dell'ar redo: su_Hìciente. - l str u7.ione militare: sulliciente. - l struzioue letteraria: profitto discreto. 2• anno (l~S). - Reato di lesioni personali contro soldati: dal Tribu nale mi· litnre di ~ ·orino condannato a 8 mesi di carcere per ferit e e percosse tra mi· litari. - Mancanze per minaccie a compagni: n. l. - Mancanze per poca ;:ubordinnzione varso graduati di truppa: n. 2.- Cura dell'arredo: poca. - ] str u· zione militare: poca. - Istruzione letteraria: s a leggere e scrivere un poco. •10 a u11o (1894-18!>&). - Mancanze,con tro funzioni di s ervizio militare : 11. l (es· sendo quo.rligl iere, si a.llontan .. va dalla caserma per due ore senza motivo). - l\lnncnnze per percosse a compagni d'arme: n. l (in istato di semi·ubria· chcz7.n, venne a contesa col soldato M., dnndogli uu pugno in capo). - l!an· cnnze per cattivo coutegno in cnmerata: n. 2. - Cura dell'arredo: poe&. I st ruzione militare: poca. - Istrmdone letteraria: s a leggere e scriv<>re un poco. Es;-ro. - l ntt·lligcn<~n! mediocre. - EJncabilità: scnrsa. - Condotta: cntti,·a.

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STlDJO !'CIENTIFIC'b·PRA TIOO SUL 00:'\TEOXO DEL DELIXQUE:\TE, ECO.

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.Jr. 72. I. P . GE:NErtALlTÀ. -

Nato a Benevento nel 18GB, contadino, sa leggere e scrivere. Alto m. 1,60, molto robus to. - Yennealle anni nel1888, assegnn,to al 65° fanteria. · PHECt:DENTt BoiiGHI-:SI. " - A 18 an ni condannato dal Tribunale civile di Bent:vento a 3 mesi di carcere per fer imento contro N. N. \"tTA mLITAR~:. 1 anno di serdzio (188!>). - Mancanze per assenze a busive dal quartiere per 8 ore: n . l. - Mancanze contro funzioni di servizio militare: n. l (essendo di guardia, faceva il servizio con poca accortezza).- Cut·a dell'arredo: s ufficiente.- Istruzione militare: sufliciente.- Istn1zione letterarin: s a legg t-re e scrivere su flicieutemcnte. :!• a1mo (1890). - CurA. dell'arredo: sufficie.n te. - .Istrozion•• militare: molta.Istruzione letteraria: sutliciente. ESITO. - Intelligenza: buona. - Educabilità: sufficiente. - Condotta: buona .

.li. 7 3 . l g. R. - GElU:H.-\LlTA. - Nato a Napoli nel1870, contadino, sa lcg~er..: e scrivere poco. Alto m. 1,67, molto 1·obus to. \'enne alle armi nel lSVO, asseg ua to al l " reggimento genio. PRECEDENTI sono UEsr. - A 19 condannato per ferimento a un mes e di carcere dal Tribunale di Napoli. VtTA mt.tTARfl.- 1° anno eli servizio (1891). - Mancanze per poca subordinazione a un caporale: n. l. - Mancanze per minaccia a un soldato: n. l. - Cura dell'an·eilo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istru:.done letteraria: profitta. 20 anno ( l lro-2). - Mancanze per poca. suùordinazione verso sergenti: n. l, avendo a.vuto l'ordine di eseguire una. corie, esitava. a. effettuarlo. - 1{ancanze per percosse tt un soldato: n. l. - Mancan:r.e per ubriachez:r.a: n. l . Cura dell'arredo: poca. - Ist ruzione militare: poca. Istro:r.ione letteraria: pt·o6 tto sufficiente. lJO anno ( 1893). - Mancanze per percosse a compagni: n. l. - Mancanze per conteguo cattivo in camerata: n. l. - Ma.ncanze per assen:r.e dal 1uartiere per 24 ore: n. 1. - Cura dell'arredo: poca. - Istro?.ione militare: poca. - Istruzione letteraria: profitto sufficiente. :Esrro - Intelligenza : mediocre. - Edncabilità : scarsa. - ~ondotta : cattiva. :llr. 74. K . An. - G~;~nutAli1'À. - Nato a Udine nel 1871, contadino, &1. leggere e scr ivere. Alto m. l ,G7, robusto. - Venne alle armi nel I S!H , assegnato al 45° fanteria. PllECEDESTI BOHGilE$'. - A 20 a nni condannato a due ml·Si di carcere civile per fnrto dal Tribunale con-czionale di Udi ne. VJTA mLtTARiil. 1° anno di servizio (18!!2). - Ma..n cnnze contro funzioni dì servizio militare : n. l , di sentinella alle carceri fu sorpre.~o a dormire, col fucUe appoggia.to al muro. - Mancanze per appropr iazione di lire 1 di un caporale: n. l. - Cura dell'arredo : poca. - Istruzione militare : poca.- Istruzione lettcll'aria : legge e scrive correntemente. 20 anno (1893).- Mancanze contro funzioni di servizio militare : n. 1. - Mnncan7.e pe r vendita di un paio di p6Zzuole da piedi di proprietà a.ltrui: n. l. -Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare : pocn.- Istru1.iome letteraria: legge e scrive correntemente. .00 anno. - Reato di furto: dal Tribunale militare di Milano, oonda.nnato a. 4 mesi di carcere per fnt·to, indi al passaggio in una compagnia d i disciplina.


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STCDIO SCIENTlFICC\· PRATICO !':UL COXTEG:\0 DEL UELI :\I.lUEXTE1 ECC.

- Mancan:t.e per cont-egno scorretto in camerata : n. 2. - Mancanze per poca. subordin azione verso grad\l ati di tru ppa: n. l. - Mancanze cont1·o funzioni òi servizio militare: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteml'ia: legge e scrive bene. listTO. -Intelligenza: buona.- Educabilità: scarsa. - Condotta: cattiva. • · 7 6 . Kus. O. - GF:NERALITA. - Nato a Vicaria (Napoli) nel 18i0, comrni.'5SO di professione, sa leggere e scrivere. Alto m . 1,66, molto robusto. - Venne alle armi nel 1890, a~egnato all'So t·eggimento fanterin. Pm·:ct:ot::.NTI BOHOHEs t. - A 20 anni condannato per ferimento a due mesi di carct~re dal Tribunale correzionale di Napoli. VtTA Mti.ITAltE. - to anno di servizio (1891). - Mancanze per per<,osse n com· pagni per futili motivi: n. l. - Mancanze per asscmr.e abusive dal quartiere per l& ore: n . 1. - Cura dell'arredo: })()C&. - I stt·uzione militare : poca. - Istruzione letteraria: dichiarato idoneo. 2• anno (1892).- Mancanze per percosse a compagni: n. 2, prnnto a provocare, pttssa subito a vie di fatto senza moti\'i, - Assen:t.e abu <;ive dal quartiere per 24-48 ore: n. S. - Mancanze per cattivo contegno in camerata: n . 2. Cura dell'arredo: poca.- Is truzione militare: poca. - Istruzione letter~tria: dichiarato idoneo. 8• anno (lS'JS-180~).- Mancanze per minttecie a capornli: n. 2, minacciava un caporale che lo rimproverava di non par lare dalle fines tre ciel quartiere con donne di cattiva fama. - Reato di ferite a un soldato: dnl Trilmuale militare di Venezia condannato a sette mesi di carcere per ferite fatte coli:\ scio.bola a un commilitone.- Uscito dal carcere commette le seguenti mnncanr.e. - Mancanze per assen:~.e illecite dal quartiere per 7-10-24 ore : n. 8.- ~l'Rn· canze per incuria. dell'arredo: D - 2. - Mancanze per poca subordinnzioue verso cnporali: n . l, duottcggiava alcuni caporali intenti all'istruzione. - Cura. dell'arredo : poca. - I struzione militare : poca. - lstruzione lettcral'ia: idoueo scuola elementare. E sn·o. - Intelligenza : buona. - Educabilitll : poca. - Condotta; catti\'a. • · 78. Lag. V. - G•·::omttALtTA. - Nato a Bari nel 1869, contadino, aualr'abeta. Alto m. 1,60, '"robusto.- Venne alle armi nel 188!), assegnato al Un fanteria. Pu~:CJ':DENTI nonon~:SI. - A 20 anni condannato per furto 1\ 15 giorni di car· cere dal Tribunale correzionale di Bari. VJTA 1\IILJTAHE. - 1° anno di 11eroizio (1000). - Mancanze per contegno scor· retto: n. l. - Cura dell'arredo : buona.- I struzione nt ilitare: buona. - I struzione letteraria: profitta. !.."' a tino (1891). - Cura dell'arredo: buona. - Istruzione milita l'e: sutlìcil'nte. - I struzioue letteraria: sufficiente. E SITO. - Intelligenza: buona. - Educ~tbilità: :mfliciente. - Cou<lotta: buona.. JJ. 77. La S. - G•·::>:J·:nAwTA. - :'{ato a );icosia nel lb70, rnura.tore, ana lfabeta. Alto m- 1,70, molto 1·obusto. - Venne alle armi uel 1890, n35eg11ato all'H• artiglieria. Ptt t:O~:uKJS'fl BOHOtu,;:;t. - A 19 anni condannato per furto qualificato n fì5 giorni di carcere dnl Trilnwale cllrrezionale di Nicosia. Vrl'A ~tll . l'l'Am:. - 1" anno di servizio (18!>1). - Mancanze per appropriazione di una giubba di teiR di un suo com pag no: n. l, sj appropria\'& una giubba.


STUDIO SCTE~TlFICO·PRATICO SU L CO~TF.G:\0 DET, DELI:\QUE~TE 1 ECC.

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di tela, cancellando il nome del derubato e apponendovi il proprio. - Mancanze per contegno scorretto in servizio: n. l, rideva in servizio. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - Istruzione letteraria : poco profitto. 2° anno (189'2). - .Mancanze per appropriazione di un pacchetto di sigari di un caporale: n. l. - }fancanze per contegno scorretto in caserma e fuori: n. 2. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istru:r.ione militare: snfliciente. Istruzione lette1·•uia: insufficiente. lJo anno (1893). - Reato di furt~ : dal Tribunale militare di Geuova condannato nel febbraio 1893 per furto a 4 mesi di carcere, indi al passaggio in una compagnia di disciplina. - Mancanze pez· contegno sconetto in caserma : n. 2. - Mancanze per poca subordinazione a graduati di truppa : n. 2, rispondeva con arroganza a un sergente, che gli intimava di pulire l'arredo. Cura dell'arredo: poca. - I struzione militare: poca.- Istruzione letterariA.: poco profitto. ESITO.- Intelligenza: mediocre.- Educabilitt\: scarsa. - Condotta: cattiva. B. 78. Lag. S. - G~-:~ t:nALITA . - Natò a. Chin.vari nel 1871, contadino, sa leg· gere e scrivere. Alto m. 1,67, robusto. - Venne alle armi nel 1891, assegnato al 35° fanterie.. PRECJ.;Dt:::STl BOltODESI. - A 17 anni condannato per oltraggio nlle guardie a quattro mesi di cn.rcere dal Tribunale di Genova. VITA liiLITARF:. - 1° anno di servizio ( lo92).- Mancanze per pez•cossc a compagni d'arme: n. 2. - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. 1. Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto. 2° anno (1898) . - .Mancanze per poca subordinazione a ca.porali : n. 2, rispon· deva con molta arroganza a un Cltporale obe gli ingiungeva di vestir:;i presto per andare all'istruzione. - Mance.nze contro fnnzioni di servizio militare: n. l , in sentinella si lasciava addormentare. - Cura dell'nrredo: poca. Istruzione militare poca. - Istruzione letteraria: poca. 3• anno (1894). - Reato di rifiuto d'obbedienza: dal Tribunale militare di Ancona conda1mato a due mesi carcere per rea t~ di rifiuto d'obbedienza agli ordini di un caporale. - Mancanze per poca snbordinazione verso graduati di truppa: n. l. - Mancn.nze per minn.ccie a compagni: n. 2. - Oura dell'arredo ; poca. - lslruzioue militare: poca. - I struzione letteraria: poco profitto. ESITO. - Intelligenza : mediocre. - Educabili tà: scarsn. - Condotta: cattiv•t.

B. 78. Lag. S. - G~:NEilALITÀ. - Nato a. Caltagirone (Siracusa) nel 18('.>8, muratore, analfabeta. Al to m. 1,65, robusto molto. - Venne alle armi nel lSSti, assegnato al 4° artiglieria. PHECJwr::-~•J•t BOitGna::st. A 17 anni condannato per lesioni personali contro X. N. a ùue mesi di arresti dal Tribunale di Siracusa. VITA M.l LlTARE. - 1° anno di s~rvizio (1889). - Mancanl'-e per conte~:,rno scorretto all'istruzione: n. l. - Mancanze per simulazione cii malattia: n. l. Cura dell'arredo: sufficiente. - Istruzione militare: sufficiente. - I «rruzionc letteraria: poco profitto. 20 anrw (1890).- Mancanze per percosse a commilitoni: n. l, per futili motivi veniva alle mani. - Mancanze per ferimento a compagni : n. 2. - Mancanze


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STUDIO SClEYTIFICO-PilATICO SUL CONTEGNO DEl. DELl!-;QUEN'I'F; 1 ECC.

per poca subordina ~done verso un sergente: n. l, avvertito di essere stato comnndato a un servizio di sentinella. rispondeva con arroganza e sconvenientemente. - Cara dell'arredo: poca. - I struzione militare: insufficiente. lstru;~,ione letterariA.: insulticiente. ,'J" anno (1891- 1892). - Mancanze per simulazione di malattia: n. 2. - R eato d'insubordinazione con insulti verso un caporale : dal Tribunale militare dj Venezia condannato per reato d'insubordina;~,ione, con insulti, verso un capomie a un anno di carcere. - Uscito dal reclusorio e ritornato al reggimento commette altre mancanl':e. - Mancanze per contegno scorretto in camerata: n. l. - Mancan.z e contro funzioni di servi?.io militare: n. l, massima disattenzione alla scuola di l>atteria in pia;~,:r.a d'armi - Manca.nze per minaccia a pet·sone borghesi : n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione militare: poca. - l stru zioue letteraria: poco profitto dalla scuola. E SI'I'O. - Intelligenza: mediocre. - Educa.bilità: scarsa. - Condott11.: cattiva. G t:::-:~; IIALIT.\. Nato n Foggia n el 186!), contadino, Stt. leggere e scrivere. Alto m. l ,G4, robusto. - Venne alle nrmj nel 1889, assegnato al 67" fnnterin. Pt<EOEOE!\'TI BùiiCUESI. - A 16 anni condannato per furto a 6 mesi di carcere. Vt1'A ~tn.JTAIIK - 1° anno d i servizio (1890). - Mancanze per assenze abusive d n l quartjere per 2-t ore : n. l. - Cura dell'a.rredo: sufficiente. - Istruzione milit&l'c : sufficiente. - J struzio11e lettet·arin: dichia.rato idoneo alla. scuola ele· mentat·e. !!0 anno (l SVl ). - Mancanze per IIS3enze illecite dal qua1'tier per iS ore: u. L - Manca.nze per poca subordinazione verso un <'&porale: n. l. (intimat.ogli da un ca.porale di prendere un bidone di ucqua, n on obbedl che a.lla a• intimazione). - Mancanze per percosse lievi a u.na meritrice colla. seia.bola-baionetta n. l. - C ma dell'arredo: poca. - l struzioue milita.re: sufficiente. - Istru· zione lelteraria : idoneo. tr· amw ( 1892·18!!3)). - Rea.to di insubordinazione : da.l Tri bunale militare di Verona condaunnto per int~ubordinazia.ne verso un caporale a 6 mesi di car· cere. - Manca.nze per minana.ccie a. commilitoni: n. 2. - Ma.ncan?.e per r on· tegno scorretto iu camerata: n . 2. Cut·a dell'arredo: poca. - Istruzione milib• re: poca. - I struzione lettemria: idoneo Etono. - l utell ig enza.: mediocre. - Educabilità: poca. - Condotta: cattiva.

K . 80. L. L .. -

li. 81 . L agr. )l. - o~::o: ~;HALJTÀ. - Nato a. Vico Garganico (Foggia) nel 1870 contadino, analfabeta. Alto m. 1,70, molto robusto. - Veune alle a.rmi nel l ti90, assegnato ~l 18° fanteria Ptn:c~; o~~NTr nouo ae:s r. A 19 anni condannato pet· lesioni pcrsona.)j contro N. S a. un mese di carcere. YtTA MTLI1'AIII·:. - 1° anuo di servizio (1891). - Mancanze per percosse ad un commilitone: n. l. - Mancanze per poca subordina.zione verso un caporale: n. l (es itava. a obbedire all'ordine del caporale C. che gli intimava per la 2Yolta In rivista al za.ino). - Riformato per convulsioni :epilettiche il 4° mese di s ervizio. K . 82 . La A. - G t:St·:HAJ..ITÀ. - Nato J\a.poli nel 1871, couta.dino, sa leggere e scl'ivere coneutemente. Alto m. 1,6!. robusto. - Venne alle armi nel 1&11 :~sseg11ato al 1()0 fauleria.


STt:DIO l"CJENTIFI CO·PnATICO SU!. CONTF.n:'\0 DF..L DEJ,JXQUF.NTE1 ECC.

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Pn~:c~:ot:.XTI UOit(a:n:sJ. -

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A 20 noni condannato per lesioni. personali Jontro S. L. a due mesi di carcere dal Tribunale corr~7.ionale di N apol.i. VrrA MILI1'AIIt:. L0 amw di .~ervizio (18!.11). - Mancanze per ll.'!Senze di 12 ore: n. l. - Mancan7.tl pe1· percosse in pubblica via. a Ulll soldato: u. 1. Mancnnze per poca s ubordina1.ioue verso il capitano di compagnia: n. l (rispondeva con poco rispetto al capitano che gli intimava di stare sull'attenti in servizio). - Manc:mze par poco contegno militare: o. l (tentava di con durre nel corpo di guardia una ragazza chv passava pe1· andare tlal vivandiere del reggimento). - Reato di diserzione: (alla fine del l anno di servi7.io, dis•·rta, ., condannato in contumacia dal Tribunale ,militare di Torino • o n1mi di reclusione).- Cura dell'arredo: poca. - I struzione militare : poca. - Istruzione lettenu·i•~: idoneo. E.-sn •o. - In telligemm: mediocre. - Eli ucnbilitil: pochissimn.- Conùottn: pessinl:l. ~. 8 3 . Ln. R.

-

G~;lHli!AL11'À. -

Nato a Cagliari uel 1869, contadino analfabetn.. Venne alle :wmi ncl1890, assegnato al13° fanteria. Pltt:Ct;ot:NTI BOIIGBt:SJ. - A 16 noni condannato per ftU·to n 8 nwsi di arresti dal Tribunolc civile di Cagliari. - A 18 nuui condannato per furto a 5 mesi di carcere. \iTA. &OLITAitl·:. L0 amw di sert'izio (1890). - Manca nze per simulazione d i malattia in mar·cin ! n. l . - R cllto di furto: dal Tri buna le militare di Veron11. condannato a tre mesi di carcer·e per fu rto nel marzo l SHO, indi al passagg io di unn compagnia di dis<:ipliwt). - Ma ucanzl· pe1· coute~no scon·etto: n. l . Cura dell'arredo: pocn. - I stntzione militar·e: poca. - Istruzione letteraria: poco profitto :!0 amw (1891).- Mancanze pe1· simulazione di tualattin: Il· 2. - Mancanze, per poca subor.lioazioue verso sergenti: n. l, (ord inatog li di mettersi in at·m i e ba· gagli per andare all'istruzione intl'rna, esitava ad obbedire alla pritua iutimaziom.: dil'eva: « assetto In cart·o~za per fnrmi 1llllttcre in prigion~t • ) Cura dell'arredo: pocn. - I struzione militare: poc:1. - lstn1zione letteraria: poco profitto E.~tTO. In telligeD7.a: mediocre. - EJucabilitit: scarsa. - Condotta p~:ssimu. . AJto m. 1,70, robusto. -

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.li. 8 4. Lnim. Ac. - Gt·lN~:IIALITÀ. - Nato a Si~·ua nel l Si O, calzolaio sn leggere e scrivere corroentemente. Alto m. l ,Gf>. rob usto molto, - Venne alle armi nel l$91, assegnato al 20° fnntet·ia. Plti·:Ct:: DENTI BOitGH&S I. A 16 11nni condannato n 1111 mese ùi t arcere per le· sioni personali dal Tribunale di Sieua. 'çiTA ltiLlTAHt: JO anno di servitio (1891).- Mnncnnze pe•· poca subordinazione verso sergenti: n. 2. - Mancanze per contel,"'IO scorroetto in camerata, a causa di abuso di vino: n. l - Cut·n dell'n rredo: su rliciente. - l s truz· zione militare : s ufficiente. - Istruzione letterarie~: idoneo. :!0 anno (1892). - Maocrtoze per poca sul>ordina7.ioue: n. l, (ordinatog li dal ca· porale V. di togliere il fucile dal suolo, faceYI~ osservazioni indebite; impos to· g;li di fare silenzio, sog11;iuugevn: c ma che silenzio IlO c non obbediva che dietro l'intervento del sergente). - Mnncan7.e per conteguo scorretto in set·vizio n. S. - Cura dell'arredo: poca. - I struzione militat·e: poca.- I struzione let· teraria : i3oneo. Esrro.- Intelligenza : buona.- Educabiliti\ : deficiente. - Condotta: mediocre.


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~TUOJO SCIRNTIFI CO-PRATIOO ' UL COl\'TEONO DEL tlELDIQUENTE1 ECr:.

lf. aa. Lnm. N.- Ot;SERALlTÀ. - Nato a Potenza nel 1868, mugnaio, nnalfnbeta Alto m. l ,GO, molto robus to. - Venne nlle armi nel 1889, assegnato al 50<>· fanteria. PHF:ct:oF:sTr BOnG R~:sr. - A l G anru condannato pe1· ferimento in persona di A. B. a 20 giorni d i arresti dal Tribunale correzionale di Potenza. - A. 20 anni condannato per ferimento in pe•·sona d! L . T. a due mesi di CIUCeJ·e dal T r ibunale correzionale di Pot-enza. VrTA MtLITAit~:. - 1° di servizio (1989). - Mancanze per percog,;e a commilitoni: n. 1. - Mancanze per contegno scorretto: n. 1. - Cum dell'arredo: suffi~ cieute. - l stru?. ione militare: sufficiente. - Istrm:ione let tera•·ia: profitto di~creto.

:Jn anno (1900). -

Mancanze per pe•·cosse a commilitoni: n. 2, (rientra.va in quartiere alquanto preso d.a l vino, e sguuinava la sciabola-baionetta per percuotere il soldato C, in Reguito a contesa precedente di nessuna snliità: per l'intervento del caporale di g io1·nata fu evitato il fatto che poteva avere consegue nze serie). - :Mancanze pe1· conteguo sco'rretto fuo1·i di caser ma: u. l. Cum dell'arredo: insufficiente. - Istruzione militare: insufficiente. - l stru· zione letteml'ia: profitto discreto. ::o aruw ( 1891-18H2). - Mancauze percosse a commiliton i: n. 2. (davn. a trallimento du& bastonate nl soldato L. che trovavasi a letto. e ciò in seg uito a 9u•·stioni pt·ece•lenti per futili motivi). - Reato di fe1-imento: dal Tribunale militare di !IIilano coudannato per ferimento contro il soldato L a cinque mesi di cnrcerc. - Uscito dal cnrcere commette di nuovo:- Mancanze per minaccie a compagui: n. 2. - Mancanze per poca subordinazione milit.na·e : n. l (oa·dinatogli da ,un c~tporale di pulirsi bene il conedo, rispondeva: • non voglio pndroni •). - Curn dell'arredo: poca. - I strnzioue militare: poca. Istruzione letteraria: discretto profitto. E siTO. I ntelligenza: mediocre. - Educabilit.it: deficiente. - Condotta: llessima.

• · 88. La. G. - GF:~nmAt.l'rÀ . - Nato a Termini (Salerno) nel 1870, contadino, sa leg gere scrivere un poco. - Alto 10. 1,70, molto robusto. - Venne allo; arm i nel 1890, a~egnato all'8° bersaglieri. Pnf:ct:DJ·:s'l't UOHOII F:SI. - A Hl nnui, cot•dnnnnto n 18 JU6Si di carcere per fm·to in pr~:giudizio di I . e S. M. dal Ta·ibunale conezionnle di 'l'ermi ui lmenl~e.

1° anno di servizio (1891). - Ma ncanze ptìr appropriazioue di unn lira s pettante a un cl\porale: n. l. - Cura dell'ar redo: sufficiente.lstruzioue militare : sufficiente. - Istruzione letterar ia: s ufficiente profitto :!0 anno (1892). - Maucnn;:e pea· 11.ppropriazione di una camicia di un rommilitoue: n. l. - Cura dell'arredo : mcdtocre. - I struz ione militare : sufficiente - I s tr uzione letteraria: 2'' classe elementare. 3° anno ( lti9B). - Mancanze per appropr iazione d i due pezzuole dn piedi di un compag no: n. l. Cura dell'ltrredo: poca. - l ::<tr m:ione militare: poca.- Istruzione letteraria: !'<a l t!~gere e scrivl!rc s ufficien temente. Esrro. - Jutelligenza : mediocre. - Edncabilità: poca. - Condotta: mediocre. 'VITA ·'IILI1'AJtt;. -

lf. 87. 1fn G. - GI :S~ I tALITÀ. - Nato t\ Cuneo nel ! 872, contadino, sa legge1·e escrivere. - Alto m. 1,70, molto a·obus to. - Venne alle armi nel l SV'J, as.."llgnnto al 1° b•rsnglieri.


l-'TUDIO SCIE:STU' IOO·rRATICO SOL COXTEO:SO DEL OELIXQU~XTE 1 ECC.

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PR•::Ct:DE!'Tl BOn<Hn:sJ. - A lG auni, condannato o. tre m esi di nrresti per lesioni personaU contro S. V. dal Tribu nale di Cuneo. - A 17 anni, condannato e quattro mesi di carcere per lesioni personali contro T. V. dal Tribu· nnle di Cuneo. VITA !oULITAttt:. - 1° amw di seruizio (18!)3). - Mancanze per percosse a com· militoni: n. 2, (per futili motivi attaccava lite con compagni e li percuote~·a. - Cura dell'arredo: sufficieute. - I struzione militare: sufficiente. - lstru zioHe letteraria: idoneo Rll~t s cuola elemen tare. 2" anno (1894).- Reato de fer imento a. compagni: dal Tt·ibuonle m ili taro di An· cona con dannato n J mesi di co.r·ccre per reato di ferimento contro uu commilitone il febbrn io 189-!. - Ma ncanze per· minaccia a un borghese: n. l. Manco.nze per assenze 1llecite dal quart iere per 24-4l:ì o•·e: n. 2. - Cura deldell'aiTedo: sufficiente. - I struzione milita•·e: suffi ciente. - I struzione letteraria : idoneo. ;JO anno. (l895-189G). - Reato d' ins ubordinazione con vie di fatlo verso un caporale: dal Tribunale militlue di Ancona. comlnunato a un anno di carcere • per il reato anzidetto. - Uscito di ca.rccre fa le seguenti m ancanze : - Mancanze per poca !;ubordinn;r.ioHe militare: u . 2, (ordinatogli da un sergente di t'are pulizia in una camerata e.<:itava ad obbedire). - Mancam:eper· poco con· tegno in servizio. n. 2. - Cura dell'n•·redo: insufficiente.- I struzione mi li · tare: sufficiente. - I struzione letteraria: idoneo. E~ITO. Intelligenza: mediocre. - Educabilità: scarsa - Condotta : cattivissima. B . 88. :Ma. R. - G J·::n:HALnA. - Nl\to 1~ Mistretta nel 18"76. co utndino,:l\nnlfabeta. - Alto m. l ,G.! , robusto. -Venne al le armi nel l89G, assegnato al Joo reggi· mento fanteria. PRECEDENTI BOROJn::-:J. - A 15 anni condannato per oltraggio a g uardie a 2 mesi di arresti. Vn·A HJLITAIII~. ! 0 anno di servizio(1897).- Mancanze per poca suhordinazionemilitare : n. 2. - Mancanze per percosse a soldati: n. l !percuoteva un soldato comandato di piantone, il q uale aveva per conseg na di impedire 1\ chiunque il pll.SSaggio per una portll. di caserma). - Cura dell'arredo: poca. - Is~ru · zione militare: poca. - Istruz ione letteraria: poco profitto. !_JO anuo (1898). Riformato per convul~i oni istero- epilittiche. Esn·o- Intelligenza: mediocr e. - Educabilità: scarsa. - Condotta: mediocre.

Jl'. 89. M~ I. G•~ NERALITÀ. - Nato a Palermo nel 18G9. tra.mviere, analfabeta. Alto m. l ,G7 robusto molto. - Venne alle armi nell887, assegnato all'S• bersaglieri. Pa~:CEDESTI BOROn &sr. - A.l6 auni, c·ondannato al carcere p er giorni 10 percbè colpevole di porto di un coltello dal Tri buunle correz. di Palermo. VITA lllL JTARE. - t• anno di servizio ( 1888). - Mancanze per lite e percosse a compagni: n. l (solito a veuire per cau,e minime a contesa con compagn i, percuoteva il soldato L .). - Cura dell'arredo: sutliciente. - Istruzione m ilitare·: sufficiente.- I struzione letteraria: poco profitto. 2<> anno (1889). - Mancanze per minaccia 1\i compagni : n. ·2. - Mancanze per poca subordinazione verso caporali: n. l. (comandatogli di s tare in s ilenzio in rango, obbediva alla S• intimazione). - Cura dell'arre1lo: s uffi ciente. - I:~ t ru· zione militare: sulllciente. - I struzione lettera r ia: poco profi tto.


Sl2

STt::OI O SOIEl\TIF I CO·I'RATICO SUI, CONTEGNO DEL DELINQUENTE, ECC.

;;o annc ( l800·1891). - Reato d'insubordina~ione con vie di fatto verso un capon\le : dal T ribunale militare di Venezia condannato a un anno di carcere per il reato anzidetto. - Mancanze per contegno scot·retto :. n. 2. - Mnn· cauze pe minaccie a compagni: n. l. - Cara dell'arredo: poca.- I struzione militare: pocn. - Istruzioue letteraria: poco profitto. E SITO - :intelligem:n: mediocre. - Educabili ti\ : scarsa. - Condotti\: r attivn .

.lf. 90. ~Iac. S. - G~::sF;UAl.ITÀ. - Nato 11 Palermo nel 1874, falegname, sa leg· ge•·e e scr ivere. Alto m. l ~. utolto robusto· - Venne alt., a rmi 1894, asse· g-unto, al l 0 genio. P IIEI' FW&:STI oonon~;st. - A 17 anni, condannato a tre mesi di carcere per ol · traggio ad agenti di ordine dal T ribunale corre~. di Pa.lel'IllO. - A 1!l anni condannato a t t·e mesi di cnrcere per oltraggio ad agenti d'ordine. \ ' tTA l!ll.tTAKB. - t • anuo d i servizio (1895). - Mancanze per poca subordinazione 111ilitare : n . 1 (rispondeva arroga ntemente a un sergente). - Mancanze per assenze abusive per 12 ore : n. l. - Cura dell'arredo : sufficiente. - I s tru zione militare : sutlicien te. -Istruzione letteraria: idoneo. :!0 a11nc (1896). - Reato d'ins ubordinazione verso un caporale: dal Trihunale mil itat·e di Piacenza condannato a 8 mesi di r.arcere per il reato suddetto.Mancan ze per per con tegn o scorretto: n. 2. - Mancanze pet· poca subordina· zioue militare : n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istruzione m ilitare: poca. - I s truzione letteraria: idoneo. Alla fluo del 20 anno fu r ifo,·ml\to per nev,·ststetùa gmv<-, un mese dopo uscito dnl rn rcere. · ESITO - Jutelligen.-.a : buoni\.- Educnbilità : deficiente. - Condotta : ca ttiva.

Jf 91 . Mac. G. - Gt::•mttALITÀ. - ;'\nto a Torino nel 1874, contadino, analfabeta. Alto m. l,GB, robusto - Chiaml\to allo armi ~ non giunto perchè deten uto. Ptti::CEIIE~TI u ouGtn:SL A 19 anni e mezzo condannnto dal TribuDille penale di Torino a '14 anni d i ca rcere per omicidio pretedntenziona\e e pet· furto. Pct· deter minazione ministeriale espulso dall'esercito per la con· danna avuta .

\'iTA &IILlTAUE. -

.li. 92. Mac. G. - G~:st;HALITA. - Nato a Simcu~~a nel 1868, contadino, a nal fabeta. Alto m. l,GS, robusto. - Venne alle armi nel 1888 assegnato al 100 fantet·i a. Pu "CE OI~~TI uono u~:.S1. A 18 an ni condannato per t'urto a 16 mesi di carcere da l •rribuna le correz. di Simcusa. VJTA Mll.ITAin:. - t • amw di servizio t1889). - .Mancanze per incuria di cor· redo : n. l. Cu m dell'arredo : poca. -l:itruzione militare: sufficiente.- Is tru· zione letteraria: voco profitto. 2• anno (1890). - Mancanze per appropriazione di cinque cravatte di alcuni sol· dati di compagnia : n. l. - Mancanze per contegno scorre~to in camerata: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Jstt·uzioue ltlilitare: insufficiente. Istruzione lette· raria: poco profitto. JO anno (1891). - Reato di furto n danno di un compagno: dal Tribunale mi· taro di Napoli condannato a tre mesi di carcere per il reato suddetto. - Man· cnn?.n per contc·guo scorretto : n . 2. - Mancanze per incuria a l correlo: n. 2. - Cum dell'am.:do: poca. - I struzione militare : poca. - Istruzione lette· raria: poco profitto. E~t'l'(l, - Intelligenza : mcdioct·e. - E ducabilità : scarKa. - Condotta : cattiva.


S'l'UDIO SCIE:\TIB'ICO-PRATICO SUL CONTEGXO DEL m;LI:'\QU~:XTF. 1 ECC.

:

_,

813'

• · 83. .M. C. - GE.'IEII&I-1"1'.\. --: ~ato a Pn~~i (Messina) nel 186\J, pas trtio, sa leg· gere e scrivere. Alto m.1,62, robusto. - Venne alle armi u cl 1880 nssegMto al H7° fan teria. PnECt:DI·:NTI BOIIGIIJ-:::11. - A 19 ann i condannato per k s ioni personali contro N. S. a SO giorni di carcere dal Tribunale di Messina. - A 20 anni ccndannato per lesioni personali a due mesi <li carcere. VITA MU.ITARB. 1° anno di se1·vizio ( l800). - Mancanze per sjmulazione di malattia in occasione di marcia: n. l . - Maucanze per poca subordinazione militAre: n. 1 (ordinatogli ai aiulare Ull soldato a portnre 1 100 zaino, esitava a. obbedire). -Cura dell'arredo; s uffi ciente.- Istru;>;ione militare: ~ufficiente. l s t1·uzione letteraria: idoneo. 2" anno ( l891). - Mancanze po>r percosse a compagni: n. 2. Reato d' insubordinazione verso un caporale : dal Trib. mi li t. di Chieti condannn.to a sei tnl',.i di carcere per detto reato. - Cul'll dell'arredo : sufficiente. - Istruzione mi· litare : sufficiente. - I struzione letterariA.: idoneo . •'J• anno (1892). - Mancanze per percosse a una prostituta -per motivi l'u~ili: n. l. - Mancanze contro funzionari di Sèrvizi o militare : 11. 2 (essendo qunr· tiglierc, si allontanava dalla. camerata). - :Muucanze per poco su bordi nazione: n. l (comandatogli dal sergente di mette re il petrolio ù1 un lume, esitava "' obbedit·e e diceva arrogantementr: obbcdirò. mn io non ho paurn di conse~na nà di pl'igione). - Cura dell'arredo: poca. - I struzioni' militare: pocn. I struzione letterar ia: idoueò. F.srTO. - Intelligem:n: mediocre. - Educabili h\ : scarsa. - Condotta : pessima . • . 84. M. D. - Gii:l"EIIALITÀ, beta. Alto m. 1,116, robusto.

Nato a Cuneo nel 1870, contndino, analfaVr nne alle nrmi nel' 1S9!l, nssegnato al 19°

f~~ontcri a.

A 14 anni condan01~to ad nn lnt•Se di arri'Sti po•l' le· sioui personn.Ji contro L. T dal Tribunale di Cuneo. - A 18 anni con<lnnuato a tre mesi di carcere per l ~sioni persona.li contro V. dallo stesso Tribunnle. VtTA ~UI.ITAHii:. fu amLo di servizio (189!). Mancnnze per ubriach i'?.Za : n. 2. - Manc&nze per R ~St'ltze nhusive di 18-&l ore : n. 2. Curi\ dell'arredo : insufficiente. - Istruzione militare: insufficiente. - I struzione letterario.: poco profitto. :JO anno (189-2). - Rea to di diserzioue nel ge.nnaio del 2'' anno: dal Tribunale militare di Alessandria condannato in contumaci11. ver il reato sucldetto. Esno. -Intelligenza: mediocre. - Educnl,ilitil: scarsa.- Condotta: cattivi\. PRECEDENTI BOHGII!i:SI. -

• · 86. ?!{. R. Gl:lNf:IIALITA. - Nato 11 Girifalco (Catam:aro) m' l187&, carrettiere. a nalfabetn. Alto m. 1,63, molto robus to. - Vennn alle armi n el 18!)5, assegnato al reggimento cavalleria Vicenza (24). PRECt:oENTr nonc: UEs r. - A 16 auni condannato ùul Tribunale penaJ..: di Catanzaro a 8 mesi di carcere per rapina in preginrlizio dj E. M. e a un anno di sorveglianza della pubblica sicurezzn. - A 18 anni condannato per lesioni personali contro S. T . .a tre mesi di carcere dallo s tesso Tri bunnlc. È notevole che il soldato, al momen to della visita r!'gginll'ntale, annunciò l'epi· le..:;sia; mandato in osser\·a:r.iout: presso l'ospedale miliu~re di Milnuo, non ebiJe durante i SO giorni oli •legen:r.u alcu no nccessomn. fn cons tlltat<:> l'nsimmetria cranio-facciale, oltre n. 11ualche ~:icatrice al capo; e fu con"'t atnto di più che aveYa al Manicomio il pndre per frcno:>i ~tlcoolicn Al termine dell'osscn·n:r.iou~:


814

ST GDlO SCIE.N TU'ICO·PR ATICO SUL CONTJ.::GNO Of;L DEL~QUEXTE 1 ECC.

fu mandato al reggimento colla indicazione d~ t.enerlo d'ooohio, potendo essere un epilet tico latente. VITA .Mil.ITA RE. - 1° auno di IP1'Vizio (1896). - Mancanze per percosse a com· paga i per enuse m in.ime: n. 2. -l!ancanze per poca subordinazione militare: n. l; (rim proverato giustamente da un caporale per poca attenzione al servizio, rispondeva con molta arrogan za c faceva atti di viva impazienza). - Cura dell'arredo : insufficiente. - I str uzione. militare: insufficiente. - Istruzione militare: profitto pochissimo. ;to a uno (1896). - Reato di furto a danno di un caporale: dal T ribuna le militare di Milano condannato a 4 mesi di carcere percbòsottraeva fraudolenteme.n te dal portafoglio di un caporale lnsciato :sul letto L. 161 indi condannato alla com pagnia di disciplina. - Mancanze per percosse a condetenuti: n. 2. :1\{ancnnze per poca s ubordinnzione militare : n . l (eeseudogli s tato proibito di tenere anche un coltello piccolo, mormorava all'indirb:zo del t enen te). -Cura. liell'arredo: insufficiente. - Is truzione militare : insufficiente. - I struzione letteraria: profitto q unsi nullo. :;o anno (18V7·18!'1S). Mancanze per poca subordinazione verso graduati di truppa, specie sergenti : 11. :?. - Mancauze p~r minacoie verso graduati di tt·uppa: n. l . - Ma ncanze per incuria al corredo: n. S. - Manennze per percosse a un conunilitone : n. l. -Cura dell'arredo: pochissima. - Istruzione militare: poca. - Istrm:ione let teraria: poco p rofl't lo. - Riformato alla fine del fio anno per convuls ioni . di natura deci>;nmente epilettica. ESITO. - lo telligenr.a: mediocre. - J!:ducabilità: p ochissima. - Condotta pessimn.

li. 88. 8 . L . - OF:XERALIT,\ . - Nato :t Milano nel 1869, fornaio, sa leggere e s crivere co•·•·entemente. Alto m . 1,60, molto •·obusto. - Venne alle armi nel 1889, assegnato al r eggimento cavtllleria. Xova ra (5). Pn&<.'EDENTI BORGURSI.- A 16 noni condannato a tre mesi di arresto per furto dal Tribunale correr.iona.le di .Milano VtTA MILITARE. - t• anno eli servizio ( 1890). - llfuncnn7.C per conteguo ca ttivo in cas erma: n. l . - Rea to d i furto: dal Tribunalu militare di Fireuze condannato a o mesi di car cere pl·r fu rto, indj al pn-ssaggio in una comp&g~Ùa d i disciplina. - Cura dc ll'arr~do: ~:~uffic iente. - Is truzi one militare: sufficiente. - Is~rur.ionc lettet·aria: idoneo. .:! 0 amw (1891). - Mancanze pet· contegno scorretto in cnmernta: n . l. - Mancanze per iucuria del corredo: n. S. - Cura dell'arredo : insufficien t-e. - Istruzione militare: poca.- Istruziom· letterariiL : idoneo. :Jo anno (18~2). - l\fnncnnze per incuria del corredo : n. S. - MIUlcnnze per appropriazione di un paio di pezzuolo da piedi : n . 1.- Cura. dell'arredo: poca. - Is truzione militare : po••a. - I s truzione h:ttemrin: idQneo. E SITO. - Jutellio;l'n7.a: •ned iocre. - Edn cnbilitA: S<'R t'sfl.- Condotta: cattiva. li. 97 . S. G. - GEXEitALITÀ. - Nato t\ Palermo nel 181;8, indus triale, sa leggere c scr i,·cre correnteml.'ute. Alt.o m. 1,6:1, robusto molto. - Venne alle armi n el 1&:;8, nssegnn.to al 9° fanterin. Pttl·:t:t·:OI·:STI no ttOn F.sl. - A H; anui con,Jauuato per Tibellione a guardie a -l tnesi d i ar resLi dn l Tribunale di Palet·mo. - A 18 anni condannato per ribellione n g wu·die a G mesi di cnrl•ère. VITA ~IILITA II~;. - L0 a11no d i .~e r-riz io ( l &")tt). - ~Ian canzc per percosse a com·


STUDI O SCIEN'r iFICO·PRATICO SUL CONTEGNO DEL OELIXQUKNTE1 ECC.

815

pagni: n. 2. - Mflucan;~e per incuda del corred<>: n. l. - Cura dell'arredo: poca. - Istrur.ione militare: poca. - I struzione letteraria: idoneo. .:!' antw (181>0). - Mancanze per poca suborùinazione verso caporali: n. 2. Reato di rifiuto d'obbedienza. verso un sergente: dal Tribunale militare di Bal'i condannato a 10 mesi di carcere per il reato detto. - Curi\ dell'arredo: (IQCI\. Istruzione militare: poca. - Istrur.ioue letterar ia: idoneo. 8• amto ( 1891). - :Mancanze per asseuze abusive dal quartiere per 2·l-tb or<·: u. 2. - Mancauze per poca subordinazione militare: u. 2. dirigeva parolu »convenienti a un caporale che l'nmmoniva di essere più pul ito. - Cura dcll'nrredo: pocn. - Jstrur.ione militare: poca. - Is truzione letteraria: idoneo. E"tTO. - I ntelligenza.: mediocre. - Educabilità. : scarsa. - Condotta cattiva. Jf. 98. Sci. L. - Gt::omRALITA.- Nato a Sassari nel 1870, contadino, sa leggere e scrivere. Alto m. l,S4, robusto &olt.o. - Venne alle armi nel 1890, assegnato t\l 42• bersaglieri. Pa~:CI-lUE:STI BORGHESI. A Hl anni condaunato per lesioni personali a un mese di carcere dal Tribunale di Se..«sari. 'VITA muTARE.- t• anno di suvizio (1891). - Mancanze per menzogna nl tenente: n. l. - Mancnnze per contegno scorretto in cnmernta : n. l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - I strm:ioue militare: suftìciente. - I struzione letlc:tternria: idoneo alla scuola. .20 a11110 (1~). - Mancanze per poca subordinazione milit-are: n. 2, comandatogli dal sergente C. di mettl't'e in ordine lo zaino, faceva segni evidenti di impazienza. - Reato di abbandouo di pos to, l'Ome guardia alle carce ri: dal Tribunale rniliu~re di Firenze condannato a 6 mesi di carcere per il reato .. uddetto. - Cura dell'arrédo: insufficiente. - Istruzioue militare: iusufticicnt". - Jst rur.ione letteral'ia: idoneo. fiO anno (18!!8). - Mancanze per i11curia dd corredo : n. 2. Mancanr.e per menzogna a un caporale: n. l, a~:scrivn, di avere portai o il c ibo a au soldato ammalato, mentre non risultò vero. - Mancanr.e per contegno Sl'orretto in camerata: n. l. - Cura dnll'arredo: poca. - I struzioue militare: por..a. Jstru r.i onc: letteraria : idoneo. ESITO. IntèlliKenza: mediocre. - Educabilità: ::c1trsn. -Condotta cattiYa. li. 99. Ser. A. - Ch:NERAI.ITÀ. - Nato n L ugo (Ravenna) nc:l 1870. colono, analfabeta. Alto m. l,U9, robusto. - Venne alle armi nel 1890, assegnato al 7° artiglieria. PRECEDENTI BORGHESI. -A 17 anni condannl\to n due mesi di carcere per furto dal Tribunale conezionale di Rnve;tna. - A l!J Rtllli condannato per furto a 4 naesi di cnrcet·e. \rrA liiLITAH E. to a1mo di s~rvizio (18Ul ). - l\Iancnuze per contl'~uo sc·orretto in camerata : n. l. - Cura dell'arredo: sufficiente. - Istrur.inne m ili· t:ll'e: sufficiente. - Jstrur.ione lettl'rnria: po1·o profitto. :!0 a uno (1892). - M11.n cnnze per contegnli poco conetto: n. l. - Mattcanzc per !'irnulazione di malattia: n. l. - Reato di furto: dal 'l't·ibunale militare di Firenze condannato per furto a duo mesi di cn•·cere indi alla compagnia d i disciplina.- Cma dell'arredo: suniciente. - htruzioue militare: sufficiente. - Istruzione letteraria: poco prolitlo. $'> anno ( lSfiS). - Mau r.auze per simulazione di malattia: n. 2. Mancanze per contegno scorretto in ca111eratn, n. 2. - Manc~tur.e po:t· iuc ut·ia dd corn·dn,


81ti

S1'l," lliO SCJE:\TH'!CO·I'R.\TICO S l:L COXTEG::\0 DKL UI::LL'IQUE~TE 1 EOC'.

n. l. - Cura ddl'arredo: in,.ultic.:ieuk. - Istru :~.ionc militare: iusutticieute: I stru:r.ione letterarin : poco profitto. ESITO. Intelligenza: mediocre. - Edut~abilitit.: ,.;car sa. - Condotta: cattiva. • · 100. Sci. O. - GE:mnAI.IT.\. - ~ato a Teramo nel 1871, contadino, aualfn.beta. Alto m. L,GO, robusto. - Vcu~~~; nlle armi nel1801, assegnato al 15• fante1·ia. Pnt:c•; DI·::-:n BOIIOIIE:it. A 171 auui condaunato per furto a tre mesi di arl'est: d.a l Tribunal~o< eli Tcrl\mo. - A 17 anni cnudnmwato per fnl'tO a () mesi di carcere. VITA MII.ITAIIE. L'' amw di I!Cl"t:izio (lS\12). - Mancala:t.e per ;;imulnzione di malattia: n. l . - Cum dell'anedo: sulticieut~. - I struzione militare: su tHcientc. - I s truzione letteraria: poco profitto. . 2• anno (18!)8). - Mancanze per appropriazione di l ire 1.00 tl i llll caporale: u. l. - Mllncanr.e per contell:no cnttivo in scrvi:~.io, u. l , controt:weva cou di· Jeg~io il modo di comandare di un capora le maggiore in J>resenzn della <:-ompllf..'ltin, che rient1-ava aalle csercita:r.ioni, eccita1adone il r iso. - C11ra dell'ar· redo: insutlicieute. - Istru:~.ione militare: insulliciente. - lstru:~.iontl letteraria: poco profitto. 3• amw (189·1). - Mancanze per men:~.ogna a un ser~;ente: n. l, si pa·eseutò alln chiamata dei consegnati in calzoni di panno, asserendo di avere quelli di tela bagnati, mentre non risultò vero. - Mancan:z:e per contegno scorretto, n. 2. - Reato d.i furto: dal Tribunale tnilitare di ::\aJ'Oli 1\0udannato a -! mesi tli carcere per furto. - Cura dell'arredo: poca. - lstru:z:ioue militare: poca. Istruzione lett-eraria: poco profitto. E:;no - I ntelligenza: mediocre. - .Educallilitil: scarsa. - Condotta: cntti,·a.

RIASSUNTO STATISTICO G J:: NER.-\L~: Prospetto N. l. C nL'liNALITÀ Pn~o.:c~:u~o::o~TE Al . s&ttvJZIO ~lll.J1"Aim.

Furto (.U Yon recidir:o: l. 4. 5. 8. 12. W. 16, 18. 20. 24. 27. 31, :JS. SS. 39, 40, -14, M. U! , li51 6U, HS, 74, 76, 7i, 80, 86, !H, 92, 95, :JG. Rt•cidivo: 7. 9. 2G. 29. 41, 61ì. 67. SS, 09. 100. Lesioni personali (:l8 o o)· - NOil ?'t•cirlive: 10. H, 16. 19. 23. 25, !lO, 32, 3ù. 40. 4.:!, 49, 49. :.o. 51, 1)9. 08. 59. f'.O. G3. 71. 72, 73, 75, 70, 81, 82. 8 !, 95, !18. Recirlive: 28, 6:2, 69, 70. 85, 87. ll!l 9-!. Oltraggio a guaa·die (lO 0 /,). - No1t ret·idil'O: 21, 22, 35, 7t:l, S.-l. Uccilli•·o: 11. 48. 57, G2. !lO. Ribellione a guardie: (!l %)-- 2. 17. 16. G, !17. Porto d'arma, proibiti\: (4 Ufo l. - :1. 12, 37, SH. Vag-n bonda gj.!iO: ( l '' 1.,). - S.t. Renitenza a leva: (2 %). - .J.f'l. 55. Contro il buon ro~tt1u1e: ( l Ofo).- n. Omicidio volontario: (2°/u)· -Hl. !li. l?e<'idit:a speci li ca . . 2:i% ,. g enerica . 4oo 0,' ). 0

Ree i eli r·a totale

• :J9 Ofo

..


817

STUDIO ~CIENTIFJCO·PRATICO . t'T. CONTEG~O DEL DELJ~Qt;ENTE 1 KCC.

Prospetto N. 2. MANCANZE DISCIPLINARJ NELL' &SblUCJ'l'O JtlSPETTO AL NUM t; RQ

(esclusi i reati).

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Nel terzo anno

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Nel secondo anno

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ST\:DIO SCI E:\TIFICO·PRATICO SUL CO:\TE GNO DEL DELINQUENTE, ECO. Nel primo :mno Totnlc

l

Nrl secondo 30no

l

Nel terxo anno

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819

STUOlO SOlE.'fT.tFICO· PRATIOO SUL CONTEGNO OEL OELINQ\iE!\TE1 ECO.

Nel primo anoo Numeri Tota le

71 72

2

73

2

74 75 76

2

2

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di cui recidive

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2ll:1, 13

!18,7!1

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Nola . - Doi 100 uomini di truppa. considerati, rOlltorono noi socond'l nn no di servizio !lO, Kel terzo anno di serv izio rimasero doi 100 uomini di truppa ~a. GSRondo i 7 ìl numoro, ~egli eliminMi por congedo per fino di forma o per riforma o por disgtaz.io avvenuto occ.


820

:':TCOIO SCIENTlFICO·l'rtATICO ~U L CO:\TEG:\0 DEl. OELI :\Ql'E:\T": ECC.

Pt·ospetto N. 2b. .MA:-1CA:);ZE I'IUKCII'ALI ~1-:LL'~:SEttCITO, (~:SCI.USE LE Slltt;J.AZIO:);l DlliALATTJ.\) ltl!li'E'l"l'O ALI.'INOOLE '& IN ltAI'POilTO .\1 LOIIO AUTOICI.

Per contegno scorretto in c:tmerata e iu pubblico. - l, 2, 4, 5, 7, S, 9, 11, l S, 18, 20, 21, 24, 26, 27, 28, SO, 32, 85, 36, 98, 39, 40, •H, .J.r;, -!6, ·lS, nO, 54, M, H;J, 64, 66, ll7, 68, G9, 70, 71, 74-, 75, 76, 77, 78, 79, SO, SS, Sl, 85, 92. 96, 97, ~•S, 99 =53%. Per poca snloo•·dinnzione militare. - 2, 3, 6, 7, 11, H, 14, li, 21, 22, :?4, ::?8, :30, 32, 84, !l5, :16, 41, 45, 46, 47, 4$, oo, 55, 57, 58, 59, u2, 63, 66, 70, 73, 'i5, l'i, 78, 79, SO, 81, 82, 83, 84, 85, 87, 88, SV, 90, !JS, Oo. 97, ~J8, 100 51 °~. Per iuq>Uisività contro soldt~tl.- 3, 10, 11, 12, lG, 17, :?U, 21, 23, 25, 28, 2!:1, 30, . 31, 82, 33, M, 87, 41, 42, 43, 47, 60, 51, 52, 55, 57. 5!1, GO, GS. 60, 70, 71, 13, 75, ;s. 7H, so, 81, s2, 85, 87, SK, 8!l, 93, uo. 97 47 %. Appt·opt·inzione iudebita. - l, 8, 9, 12, L3, 18, 20, 26, 00, IO, 41, ·16, M. o•ì. 57, u.t, GG, G7, 1>8, 7 4, 77, SG, 92, 96, 100 = 26 %· .~s:;euze abusive dnl qnartiere. 2, 17, 21, 2'2, 24, 31, 3!, Hì, l5, 4!l, 59, 62, 'i:l, 20 %· 7A, 75, SO, 82, 87, 00, 94 Contro funzioni ùi s~:t·vizio militare. - ll, 32, 34, SG, 71, 72, 74, 79 8 00 , Autori tl i mnncnuze per coutc·gno scorretto . 53 = 29 lndrii puri . . 04-.72 ~~ = 11 '•iolenti puri 20.7o • - r. ribelli. . . . - ll.~S • o oltrnggintori 9.BS .. = 2 tipi misti . -· S.37 Autori Ji mnncaltze per po•:n subordiuazione. 61 '2H violenti put·i -!6.10 °10 - 11 oltraggintori 21.67 -. - 7 lAdri . . . -- JS.ìS = 5 t•ibl.'lli. . !1.80,. _ 5 tipi misti 980,.

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Autori di mtutcnnzt· per itllJIUISi\'ili\ . . . . ·17

= B2 violeuti

= l.i$.88 ~~~

=

G oltraggiatori o Jndri . 2 ri bolli . . fl tipi mi,;ti Autori di mnnc•anze pernpproprinzion(! iudebitct 2o ·= 20 ladri 2 violenti . Stipi mi:::ti Autori di mnucanzc per nssenze dnl quartiere 20 = 9 ,·iolenti . 4 oltraggin tori fl ribc'lli. . - !l laclri . . l tipo misto Autori di m:\nc·:tnzc Jler t'uuzioni milit11ri. S = 5 Yiolenti . l oltrnggintore . l lnd1·o. ._ l tip i mi<>ti . .

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12 00 • H.:ill •

12.50 •


STCDIO 'CIEXTIFlCO·I'RATICO SU L COX TEGXO DEL DELL\'QUENTE1 ECO .

821

Pr·ospetto N. 2c. MA!\CA~ZE (O HAVI ~: LIEVI ) ~~:J,L1 ESJ::ItCITO (~:SCLt;SE QUELLE DI SI:UU LAZIONE

01 MALATTIA CO l LORO AUTO IU RISPJ,JTT!V I.

<J.ra·d (1·epresse con prigiolte di rigOTe). l• (lUDO.

l, 2, 9, 18, 18, 22, 28, 00, !31, 82, 34, SG, 40, 41, 67, 69, 62, 70, 73, 74 75, 77, 78, 80. l:!l, 82, ~ 86, SG, 87, 88, 89, 90, 9'2, 93, 94, 96, 97 = S8 %. 2'> (lnDO. l , 2, 6, 7, ~. 9, 11. 12, 18, 18, 20, 21, 24, 26, 27, 28, so, Sl, 82, S.i. 86, 40. 4&, -!G, 66, 57. 6!l, 62, 66, 68, 69, 70, 71, 73, 74, 7ti, 77, 78, 79, 80, 85, s-1, 85, 86, 87, su, ~o. 92, 93, 96, 96, 97, 98, 99, 100.- uotoo = 10 %· .S•anno . 1, :?, 6, 7, 11, 13, 18, 20, 21, 24, 28, SO, 82, 44, 85, 36, 37, 40, ·11, ·16. 4S. 60, M , 65, 66. 67, 69, 62, 68, 64, 66, 67, 68, 70, 71, 73, 7J, 75, 77, 78. 79, SO, 85, 86, 87, 89, 9-2, 98, 45 9G, 97, 98 99, 100 66/SB 87 %.

=

=

Meno gmd (represse con prigione sentplice). 1• anno. S. -J., 5, 6, 7. 8, 9, 10, 11, H, 16, 18, 21, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 2!:1, UI, S2, SS, !34, 35, 87. SS, 39, 42, 43, <!<!, ·15, 46, 47, 48, 49, 60, 61, 52, 5-l, 55, 56, 68, 69, 60, 64, 66, GS, 70, 71, 72, 77, 78, 79, SS, 8·~. 85, 96, 97, llS, 9!.1, 100.

= G2%. '20 anno. - 8, 9, 11, 12. 13. 17, 21, 24, 28, 35, SG, 37, 'U, 46, -17, 48, 50. M, 55, 132. G!l, G4, 78, 00, ~~ - 25 00 - SO%· .S• anno. - 91 UJ, 17. :?ti, 82, 15, 56, 671 77, 891 96 = 11/83 =-- 18 %.

Prospetto K. Sò. 1

R•·:ATL IN J:SP ECI&: l:\ELL t::S&UCITO.

Furto. - 8, 9, 12. '.27, SO, UG . .tO, 64, 66, 64, 67, 68, 74, 77, SS, 92, ~5, !lu, !Jtt, 100. 20/50 == 40 %. Diserzione. - 10, 12. W, 19. 46, 65, 82, 04 = Sj50 16 %. Rifiuto d'obbedieuzn. - G. 41, G2, 78, 97 6160 _ 10 %· I nsubordinazione. - 11, 28. 46, 48, 67, 6H, 79, 80, 87, 89, 90, 93 12/60 24 %· Ferimento. - 63, 69. 71, 76. 85, 87 6/50 12 %.. Mattomissioni di effetti militari. - 67 = l/50 = 2 %· Abbandono di posto iu se1·vizio di guardia a carceri.- 9S _ 1/60 = 2 Ofo.

=

= = =

=

=

=

P rospetto N. Sa. REATI IN OENERE, COMMESSI NELL'ESEIICITO.

~- 8, U, 10, 11, 12, 16, 29, 27, 28, !30, 36, 40, 41, 46, 46, 48, 54, 65, M, 67, 69, 62,

:~· '><!, 97, GS, 69, 71, 74. 75. 77, 78, 79, 80, 8'2, 83, 85, 87, SU, 00. 92, !>S. 94, 95, ' 97, 98 99, 100 = 50 %.


b'22

STUDIO ~CIENTIFICO·VIlATlCO UL CONTEGNO DEI. DELINQUENTE: ECC'.

Prospetto ~. Be. EPOCA DEt.LE MANIFESTAZIONI CRUJINOSE lll8PET'ro AGLI ANNI DI SERVIZIO lllLlTARE.

1° anno. - 10, 16. 19, 65, 56, 8'2, 83, 96, = 8 %· 2' anno. - G, 28, 90, 36, 48, M, o7, 69, 63, 67, GS, 69, 71, 87, 90, 9'3, V4, !);,, U7. 98, 99 21 90= 28 %. 3° anno. - 8, 9, 11, 12, 27, 40, 41, 45, 46, 57, 50, 6:?, 6!, 74, 75, n , 7S, 7f.r, SO: 85, 80, 92, 100 = 23/83 = 27 %.

=

P rospetto X. 4. RAJ>l'ORTO TltA CIUlliNALlTÀ A NTt:OI·!OE:o;T~; AL SF:R\'IZIO MU.ITAR~: B CRIMINALITÀ MILITAIIB.

Criminalità antecedente al seroizio militare : G.- Ribellione (2 volte)

8.- Furto. 9.- Furto (2 volte). 10. -Lesioni personali. 11. - Oltraggi (2 volte). 12. - Furto, porto d'arma proibita. 16. - Lesioni personali. 19. - Lesioni personali. 27.- Furto. :18. - Lesioni personali (2 volte). 00. - Lesioni personali. !16. - Lesioni personali. 40.- Furto, lesioni personali. 41.- Furto (2 volte) . -!5.- Ribellione. 46.- Renitenza a leva. 48. - Oltraggi (2 volte!. !H.-Furto. 56.- Renitenza a leva. 66.- Furto (2 volte). 57.- Oltraggio (2 volte). li!}. - Lcqioni personali. 62.- Oltraggio (2 \'Olte). ti!3.- Les ioni pcrsonnli. l~t - Parto. 67. - Furto (2 volte). ~S. - F urto.

CrimitUJlitù militare: Rifiuto d'obbedienza. Furto. Furto. Diserzione. Ins ubordinaz.ione. Furto e disei'Zione. Dieerzione. Diserzione. Furto. I nsubordinazione con mmaccie. Furto. F urto. Furto. Rifiuto d'obbedienza. Insubordinazione. .Diserzione. lnRubordinazioue. Furto. Diserzione. f(urto. Insubordina;done, distruzione etl'11tti militari. Insubol-dinazione (2 volte~. Rifiuto di obbedienza. Ferimento. Furto. .!!'urto. Furto .


STU DIO SOIF.NTIJl'ICQ-PRATIC"O ~t: L CONTEGNO DEL DF.JJINQUENTE, ECC. G~. - Lesioni personali (2 volte). 71. - Lesioni personali. 74. - Furto. 75. - Lesioni personali. 77.- Furto. 78. - Oltraggio. 79. - Lesioni personali. 80.- Furto. 82.- Lesioni personali. 83. - Furto {2 volte). 85. - Lesioni personali. 87. - Lesioni personali.

89.- Porto di coltello proibito. 90.- Oltraggio (2 volte). ~2.- Furto. 93. - Lesioni personali. 94. - Lesioni personali. 95. - Furto, lesioni personali. 96.- Furto. 54.- Ribellione (2 volte). !.18. - Lesioni personali. 99. - Furto. 100. - Furto.

Ferimento. Ferimento. Furto. F erimento. Furto. Rifiuto d'obbedienza. Insubordinazione con in.snlti. Insubordi nazione. Diserzione. Furto. F erimento. Ferimento, insubordinazione con vie di fatto. Insubordinazione con vie di fattto. Insubordinazione. F urto. Insubordinazione. Diserzione. Furto. Furto. Ri fiu~ d'obbedienza. .Abbandono di posto in servi zio di guardia a carceri. Furto. Furto.

Prospett~ ~.

CunA

S;2: ~

ò.

D Jol LL' A RRE oo.

Sca·raa o deficiente. 1' anno. - l, 2, o, 6, 7, 8, 9, 10, 18. 16, 21, 24, 25, 28, 32, 88, 85, 86, 44, •l7, -h-i 50, M, 55, 57, t\9, 62, 63, o!, 66, 67, GS, 69, 7!3, 74, 75, 78, s-2, ss, ss, s-2, ll·l, 95, 97 = 44 %· 2- anno. - l, 2, 6, 7, 8, 9, lS, 17, 18, 20, 21, 2·1, 26, 27, 28, SO, 82, 34, 85, 86, ..w,

~~-~~~~~~~~~-~~~~~~~~

76, 79, 80, 85, M, 1:!6. 86, 90, !l-2, 95, 96, V7, 98, 100 = 5Gf90 = 62 %. l, 2, 6, 7, 8, 9, 11, 12, 13, 17, 18, 20, 21, 24, 27, 28, SO, 82, 84, So. 813, 87, 40, 41, -!5. ~. 50, 64, 55, 56, 57, 59, 62, 68, GJ, 66, 67, 68, 70, 71, 78, 7-1, 75, 77, 78, 7!.1, 80, 85, 86, 87, 89, 92, 93, 95, 96, 97, 98, 99, 100 -:= 69/8'1 = 77 %.

So anno. -

=

Sufficiente o buona. l• anno. - S, 4, 11, 12, 14, 15, 17, 18, 20, 22, 28, 26, 27, 29, SO, 31, S.J, 87, SS, 89, 40, 41, 42, 48, 45, 46, •19, 51, 52, 58, 56, 58, 65, 70, 71, 72, 76, 77, 79, 80, 8<!, 85, 86, 87, t!9, 90, 98, 96, 98, 99, 100 = 51 o~.


824

:"TU DIO SCIEXTl.FICO-PUATICO SUL CONTEGXO m:L DF:LIXQt::ENTE, ECO.

1\on precisata in cinque sogggtti. 3, 4, 6, 11, 12, 14, lo. 22, 23, :lo, 2fl. 81. 88, 37, 88, 39, 41, 42, 48, 4-l, 47, -l:t, 51, 62, 6:.3, 65, G7, 72, 76, 77, 87, 89 V<l 99 = 84/!>0 _ 88%. 8• anno. - 8, 4, 5, 14, lo, 2'2, ::?S, 25, 29, Sl, 83, 38, 39, 42, 44, H, 51, &2, o8. 6l>, 65 21/83 ::!3 ~~. 2" nnno. -

=

=

Prospetto N. G. l$TUUZIOKE ~IILITAHE.

lusutficie•tte. l • anno. - l, 2, 5, G, 7, s, 9, 10, Hl, IG. 21, 24, 26, $, ~. :32, S5, il6, 44, 48, 60, 54, &:>, o7, 59, G::!, G3, Gi, tW, Ci7, 68, 69, 73, 74, 76, 78, 82, ss, 88, 94, 96, 97

=

=42 %. 2• anno. - l, 2. 6, 7, 8, 9, 12. 13, 17, 18, 20, 211 2-!, ::!6, '28, 80, 32, l:l!, So, 86, ·lO, ·l5, 4u, 'lS, oO, 54, 55, 6v, 67, 59, 6:2, GB, 64, GG, 67, Gt3, G\:1, 70, 71, 7S, 7·1, 75, 77, 78, 79. so, 8:3, 84, s;;, s7, 90, :12, 9G, 97. oo, 100 ~ &G/90 _ 62 %. -8• anno. - l, 2, G, 7, S, 9, 11,12, 18, 17, 18, 20, 21, 24, 27, 2-8, 30, S:?, :U, 85, SG, !17, 40, 41 ·15, 46, fiO, 5-t, 55, 5G, 57, 69, (H, 63, G4, Gfi, 67, ù8, 70, 7!, 74, 78, 75, 77, 78, 79. !>O, S:J, 86, 87, 89, 92, 93, (15, 96, 97, 98, 99, 100 69 8:3

=

- 77 %. StiOìriente o btcona.

1° nnno. - 3. 4, LI, 12, H, lo, 17. 18, 20, 22, 231 27 29, 80, 31, SS, 3-.l, Si, SS, S9, 40, 41, 42, 48, 45, ·16, 47, 4!), 51, 1>2, 59 56, 68, 65, 70, 71, 72, 76, 77, 79, 80, S l, 85, SG, 87, S!l, 00, 92, 93 ,90, 00, lJV, 100 = 53%. Non pt·ecisata in cinque soggetti. go nnno. - 3, 4. 6, 11, 14, 15. 12. 28, :25, 27, 2'J, 31, S3, 3'7, BS, 89. 41, 42, 48, 44, !38 %· 47, 49, &1, &2, 53, 58, G5, 72, 76, 8G, 8!1, !13, 95, 99 -= :14 90 .s• anno. - S, 4, 5, 14, Lo, 2:&, :?3, 25, 20, 81, 83, HS, 89, 42, 44, 47, 51, 52, 59, 68, t1il

21/83 -= 23 %·

Pros petto N. 7. h;TU UY.IO!'\E LI::TTEIIAHIA.

I rurutficie ule.

l • anno. - l, 2, 5, G, 7, 8, 9, 10, 18, 16, 17, 18, 25, 26, 28, 85, 41. 45, 46, 48, 60, M, &5, 57, 5!.l, 62, 63, tH, 67, 77. 78, 79, 82, 83, 88, S"J, !12, 94, 95, U!J,lOO 41 %· 2* anno. - l, 2, 6, 7. 8, 9, 18. 17, 18, 20, 21, 24, 2G, 27, 28, SO. 85, 40, 41 , 40, 46, ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ = - 42 '90 -= 46 %· s· anno. - l , 2. 6. 7, 8. 9, 11. 12. 13, 17, 18, 20, 21. 24, 28. 30, 35, 4.0. 41, 45, 4Q, oU, 6!, 65, 67, 59, G2, G!J, 61, G6. 67, 70, 71, 77, 78. 7!1, SV, :r1. !15. 9~, 100 =

=

·~U/SS

55 %.


STUDIO :SOl EXTll'lCO·PRATlCO St: L t:O~TE<>~O DEL DF.LI~QIJENT€ 1 ECC.

825

Sufficiente o buona.

1• anno. - 8, -!. 11, L2, U. 15, 20, 2L. 2:.!, 23, 24. 27. ~9, SU. Sl, 82, 38, !}.!, 3G, 87, SS. SV, 40, -!2, 43, 44, 47, 49, 51, 52, 58. 66. 08, 65, 66, 68. GV. 70, 71, 72, 73, ':"4, 75, 76, 80. S..l, so. SG, 87, 90, ns. 96, 97, 98, = M % In cinque soggetti non fu precisata. 2• nono, - S, 4. 5. 11, 12, 14, 1&. 2-2. 2!3, 25, :w, 31, 82, SS, 84, 86, 37, 38, 8!>, 42, 4-!l, 44, 47, 49, 61. 52, 63. 56, 08, 65. ~. 69, 70, 72, 73, 74, 75, 76, 80, 84, 85, 54 %87. 00, VS, !W, 97,98. -= ·18,00 S· anno. - S. ! , 5, l4, 15, 22. 23, 25, 27, 29, 31, 82, 33, 84. 66, 37, 38, SV, 42, 44, 47. 51, 52, 6H, oG, 5S, 66, 6&. 78, 74, 76, ~. 86, 86, 87, !J3. 96, 97, 98 -= 89/8.'1 - 45 %

=

Prospetto N. 8 . J:>TELLTCE:>ZA.

Mediocre. - l. 2, 3. 6. 7, 8, 9, 10. il. 12, 18, 16, 17, ll:l. 20, 21. 23, 24, 9:7. 28, 29, !lO, 32, 35. ·10, -11. 42. 43, 45, 46, -IS, 50, 51, 5-l. 55, 56, &7. 6V, 62, GJ, 66, 67, 70. 71. 73. 77. 78, 7tl, 80, 82. 83. 85. 8G. 87. 88, SV, 9 l, 9-:?, 93, 94. !>5, 96, !'17, 98. 99, 100 = 6G %Baonn. - 4. 5, 14. 22. 25, 26, 31, 33, 8-!. 86, 37, 38, 3!'1, M, 47, 49, 52, 58. 68, 63, 65. GS, 69, 72. 74. 75, 76, 8-1, 90 = 29 %In ciuq ue non fu precisata. EDUCABTLITÀ.

I nsufficiente. - l , 2. 6, 7. 8, 9, 10. 11, 12. 13, 16, 17, 18, :10, 21, 24, 26, 27, 28, 30, !3:?, 84, 85, sn, 87, 40, 45, 46, 48, 60, M, 55, 56, 57, r>v, ~2. t).<J, M, 66, 67, 68 G9, 70, 71, 78, 7-l, 75, 77, 78, 79, 80, 82, 83, 84, 86, 86, 87, &3, 89, 90, 91, 9-2, 93, 94, 95, 9t:i, 97, 98, 99, 100 = 70 %Sufficiente. - 3, 4, 5, 14, 15, 22, 2:-3. 25, 29, 81, llfl, 38. lllJ, -l2, .W. 44, ·!7, JV, 51, 26 %62, 53, 5S, 66, 72, 76 In t'inque non fu precisata.

=

Prospetto N. 9. CoNDOTTA ts SERVlY.tO E I!IJ(JU J f<ERvrzro.

Cattin\. - l , G. 8, l), 10, 11, 12, 18, l8, 20, 2l, 24, 26, 27, 28, 30, 32, M, 85, 86, 37, 40, 41, 46, 46, 48, 60, 64, 65, 66, 67, 69, 62, 68, 64, 66, 67, 68, 6!1, 71, 76, 7-1, 76, 77, 78, 79, 00, 81, 8'2, 83, 85, 87, 89, 90, 92, 93, V-l, 95, 96, 97, 98, 99, 100 = 63 %. . Mediocre . - 2, 7. 17, 70, 8-i, 86, SS 7 %B uona. - S, 4, 6, 14, 16, 22, 23, 25, 29, 31. !38, 38, S!J, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 62, 53, 68, 65, 72, 76 26 %Ju cinque non fu precisata.

=

=


82G

F;TlJOIO ~CIF.:>:TTFIC'O·PI?ATI C'O . lJ I, CO:'\TEI::'\0 DF:L DEI. INQ~"EYTE 1 ECC.

P rospetto N. t•> ~O'rlil I:IPE Cl ALI 1118 1'&-rl'O ALI.'ALOOOl.l$~101 SUIUI.AZIO~E DI ~ULATTIA &çC. J)f:f, O~>:LJNQUBX1'E N&r.I)ESEH('ITO . .ilcooli.~nto

1° anno. 2v anno. -

8° anno. -

94 : l % . 78, 40, 84 _ 1/90 _ 2 %· 2 violenti genuini l tipo misto. . . . ù. 59, i l S/88 3.61 %. 2 violenti . . l oltraggiatore . .

=

=

. = 75 °~

. = 25 ~ti . • -

70 °~ 26 °o

Si llllLlaziolle di ma!atfia. 1o anno. - l. 14. Si>. 40. 4.1. ·15. 61, 66, 69, G2. 64. 65, Gi, 68, 79, SH, 9;!, 100 = 18 %, cosi r ipartiti : 10 lad ri . . . . . = òo o~ 4 violenti . . . • = 2'2 o~ 2 oltrag giatori . H % l ri belli . . . . = G% l tipi 1nisti . . . ~ o;, 2<> anno. - l, (;, 26, So, ·IO, f>l, Gi, 67, 8!3, 09 = 10 90 = 1.1 "~ , cosi ripartiti: 6 lad ri . . . . . GO o~ l violenti . . . . =- 10 % 1 oltragg iatori . . - · 10 °~ l ribelle . _ 10 % l tipi misti . . . = 10 0 S• auno. - 1. 6, 20, 21, 2-1, 27. HG, 40, 41, l::i, oi, 56, ii9, 62, l;.'l, GJ, 68, 79, tr.l = 19 8S = 2S 0 ~, così ri p:utiti : 10 lad r i . . . . . = 63 o~ . _ 22 °~ 4 violenti . . . 2 oltraggintori . - 10 °~ 2 ribell i ::- 10 °i, O o;, l tipi llli!iti .

= =

°

Pros petto N. 11. SES'rDIE:->'1'0 ESAO EII.-\1'0 OBI.LA I'ROPHIA PRRSOXALIT.À.

Jo nuno. - S2, ..J.~;, o~, iJ\l, vo, !)5 S violen ti ~c n uini. 2 ol trag~ia tori. l ti po m i... ti.

6 o~ , cosi distribuit.i:


STl'DIO SClENTIFICO·PBATI\0 S UL CONTF.GNO DEL UELINQUE:'\TE1 ECC.

11, 62, 79 = 8 9!) - 3.30 %, cosi distribuiti: 2 oltraggiatori. l violenti. SO anno - 77, 98 2 88 2.40% cosl distribuiti: l ladro. l violenti. 2" anno. -

=

=

PERCOSSE.\ C.\VALLI.

1° anno. 2- anno. -

70 - l %28 1J90 - l. IO%-

=

Pros petto N. 12. l~FERm 01 :MALATTI•l ~ERVOSE E MENTALI.

1° anno. - 60, 81. Il 60 riformato per epilessia. L' 81 riformato per istero-epilessia. 2" anno. - 88, 00. L' 88 riformato per convulsioni istero-epilcttiche. Il 90 riformato per nevrastenia grave. &>anno. - 48, 96. Il 1.18 riformato per franosi sensoria-acuta. n 95 riformato per epilessia. (Continua).

827


,CONTRIBUTO SPERIMENTALE ALLOSTUDIO DELLA NEFROPESSIA Per il dott. Giuseppe Mafft, eottotenento medico di complemento

Fino all'ultimo ventennio del secolo scorso la. ptosi renale era. stata. consid erata. dai chirurgi come una malattia. incurabile e non si trattava quindi altrimenti che con la cura. ortopedica e col riposo. Nel 1879 Fr. Reppler assistente del Martin propose come cura. chirurgica. l'estirpazione del viscere ectopico; e la. nefrectomia. malgrado la. sua. gravità (le statistiche dell'epoca. riporta.no il 30 p. 100 di mortalità) divenne !"operazione di riserva. che si applicava nei casi disperati, quando i ~dolori o i disturbi funziona.Ji determinati dal rene mobile avevano una intensità incompatibile con l'esistenza. Non fu che nel 1881 che Hahn (di Berlino) ebbe l'idea di riportare e fissare nella sua loggia. il rene divenuto ectopico; e a ciò fu indotto dalla convinzione che s'era andata formando, che tutti i disturbi funzionali osservati dipendessero dal solo fatto dello spostamento dell'organo. I suoi primi ed assai timidi tentativi furono fatti nell'aprile 1881, ma con risultati non molto soddisfacenti; poichè~avendo egli passato i fili sospensori nella sola capsula adiposa (che neppure aveva osato di aprire), [i suoi due casi recidiva.rono. Nel settembre del medesimo anno egli operò di nuovo uno dei suoi due malati,, e prese un punto d i appoggio più solido facendo passare i fili sotto la. capsula fìbros~~o. Grazie a questa modificazione importante egli ottenne parecchi successi in una serie di cinque operazioni: la nefropessia era creata. Dal 1882 in poi la nefropessia divenne l'operazione di scelta nella cura del rene mobile, ed i processi operatori si moltipljca.rono con una rapidità. dP.vvero straordinaria. Ora. se l'appl icazione cosi diffusa della nefropessia. è prova cer ta della convinzi one ormai generale dell'essere questa una operazione assolutamente priva di pericoli e di successo quasi sicuro, la straordinaria molteplicità e varietà. dei metodi prova altresì all'evidenza la quasi completa n:ancanza. di ogni accordo sui punti essenziali per la cur& cbirnrgica del rene mobile. Ed infatti, m ~ lgrado una lunga serie di studi clinici e sperimentali che si seguirono senza tregua dall'~2 fino ad oggi: tale accordo rimane


CO:s'TRmUTO S PEBIME:s'TALE ALLO STGDIO DELLA .NEf"ROPESSU

82D

tuttora un mito: e si può senza esagerazione affermare che ogni chi rurgo ha. un metodo di sua scelta per la fissazione del rene. Che anzi tal uno, trascurando deliberatamente tutto i l frutto di un così lungo lavoro, usa ancora. e difende metodi operatori cha assai si avvicinano a. quello primitivo usato dall'Hahn e poi da lui stesso abbandonato. E tale carattere si ritrova altresì negli studi sperimentali sull'argomento. Infatti sono di gran lunga piu numerosi quegli studi in cui gli sperimentatori si occuparono esclusivamente di un metodo (del metodo di loro invenzione), che non quelli in cui <:on n cerche di controllo si cerchi di stabilire quali siano i principi fondamentali a. cui si debba informare la nefropessia. Se ora. diamo un rapido sguardo alla storia dellP ricer che sulla nefropessia., dopo quello dell 'Hahu troviamo anzitutto dne nomi italiani. Spetta infatti al Bassini il 'vanto di avere per primo nel 1882 (dopo accorati studi sperimentali) consigliato d'in teressare con punti di sutura non solo la. capsula fibrosa ma. anche la porzione superficiale del parenchima renale; e al Ceccherelli (1884) va attribuito il concetto di avvalersi, oltrechè dei muscoli lombari, anche delle costcle come punto di sostegno del rene ectopico; mediante la CJUale modificazione si ovvia. ad una delle cause di recidiva, qual' è quella. che mise in evidenza Riidinger e che consiste nell'atrofia dei muscoli. attraverso i quali si sono passati i fili di sutura del rene, per la quale essi finiscono per essere da questi tagliati. Il Tu:ffier, avendo fatto oggettto di studi sperimentali le proprietà. della capsula fibrosa del rene, venne alla conclusione che tale capsula non è capace di proliferare e di aderire alle parti cui è portata. in contatto, ma che agisce come una membrana isolante. Propose quindi di togliere dj mezzo questa membrana decorticando parzialmente iJ rene. Bassini, Penzo e Zatti ripresero quellte esperit>nze e provarono che irritando chimicamente la capsula renale, questa prolifera ed aderisca intimamente alle parti vicine, senza che Ja sostanza corticale del rene ne soffra. In base a questi reperti si dichiararono contrari a.lloscapsulamento del rene ritenendolo inutile e dannoso. Per quanto riguarda la sutura del rene come mezzo atto a rendem e più stabile la fissazione, gli autori non sono d'accordo. Il Kocher lo. dichiara. affatto inutile perchè «i punti tagliano il pa.renchima. e non tengono • (a questo proposito bisogna però notare come il Gujon sia. mediante il suo metodo di sutura riuscito ad eliminare completamente questo pericolo). Altri vorrebbero limita.rne l'uso tlnanto più è possi bile, temendo che i fili di sutur-a danneggino la sostanza propria del t·e ne e determinino delle zone di necrosi e di sclerosi·.


830

(.;O!'TRIBtiTO ~PERDIENTALE ALLO STUUIO DELLA NE'I!'ROP&S::;IA

Il Tuffi.er presentò alla società auat(lmica di Parigi dei pezzi speri mentali i quali dimostrano che il parenchima renale sottoposto ad una energica costrizione e a prolungata. irritazione per parte dei fili di sutura si sclerotizza. e diventa. a.trofico; ciò che ha confermato successivamente anche l'Albarran il quale percib consiglia nella nefropessi di astenersi da suture nel parenchima. renale. Il Burci e il Ta.ddei però, con ricerche sperimenta.li, sono venuti alla conclusione che i fatti degenerativi a carico del rene rimangono limitati a.ttorno al tramite del filo che ha attraversato il tessuto renale ; per cui non sono contrari a.lla sutura. pa.rencbimatosa. del rene. Riconoscono tuttavia che le lesioni sono tanto più gravi quanto più il filo è fatto passare lontano dal bordo convesso del rene. Nè l'alterazione del pa.renchima. rena.le sarebbe il solo danno prodotto dalla sutura., percbè, secondo il Penzo, intorno ai fili che a.ttra\ersano un calice od il bacinetto renale i sali dell'urina precipitano producendo una calcolosi. Secondo altri (Jonnesco) i fili non sarebbPro tollerati dal rene, ed agendo coms da drenaggio per l'urina., ne corroderebbero il parenchima e verrebbero lentamente eliminati. In quanto al materiale di sutura. quasi tutti (Gujon, Tuffie'f, Tricomi, Giordnno) preferiscono i fili assorbibili (specialmente il catgnt) alla seta, domandando alla sutura. il solo compiito di mantenere fisso il rene per le prime settimane, ed affidandone Ja stabilita definitiva alle aderenze di neoformazione. Il tiott. C01-dero aiuto del prof. Ceccherelli, è invece, dopo accurati studi sperimentali e clinici , venuto alla. conclusione « che la sutura in seta è non solo innocua., ma da preferirai a quella fatta con fili assorbibili perchè garantisce meglio dalla recidiva:.. Il Burci e Ta.ddei invece ritengono che la seta sia un materiale di sutura, nel caso speciale, di valore inferiore al catgut: - per la sua rigidità infatti la seta determinerebbe più estesi fatti necrotici ed emorragici; mentre d'altra. parte la. persistenza del catgut, che è stato dagli autori, constatata. anche dopo 75 giorni dall'atto operativo, per quanto invaso da elementi di immigrazione, dimostra. come gli effetti sintetici ottenuti col cntgut non siano dimiuuiti o resi nçUi òa.lla sua a-Ssorbibilità. L'uso dei fi li metallici fu consigliato pel primo dal Jonnesco di Bucarest e poi da .Kiister ed altri, allo scopo di ovviare ai possibili in("OUYenieu ti dC'Ila permanenza. dei fili. Essi ha.m1o quindi usato i fili d'argento, ch e rim.angono in sito soltanto il tempo necessario alla. produzione di sol ide aderenze.


CONTRIBUTO SPERIMENTALE ALLO STUDIO m:Lr.A ~El<'ROPESStA

831

I ~ndini di canguro sono stati adoperati invece del Gardner, il quale li raccomanda molto fra i precetti della sua tecnica. I crini di Firenze vengono invece poco consigliati, perchè mentre sono di facile disinfezione d'altro canto sono poco resistenti ed anche taglienti: fra. i diver:si autori di processi di nefropessia vi è solo il Co.nac -i\brquis che li raccomanda in special modo.

••• Ora, prima d'intraprendere lo studio sistematico dei vari proces!li di . nefropessia., mi sembra sia utile stabilire bene quali sono i casi in cui questa terapia chirurgica è indicata. Molto variabili sono i limiti che si sogliano stabilire per la scelta di una. cura del rene mobile, ed esistouo indicazioni e contro indicazioni spt>ciali per determinare se si debba consigliare un intervento chirurgico, o contentarsi di semplici ~~opparecchi ortopedici, o di una cura. di mas.,.aggio. Infatti ben si conosce come siano variabili i sintomi d'un rene mobile, i quali possono essere di una. importanza tanto minima in alcuni individui, da diagnosticarsi la mobilità. del rene solo per caso (come per una esplorazione dell'addome eseguita acoidentalmen~); mentre possono invece acquistare una tale gravità e complicarsi a tali accidenti per cui diventa indiscutibile un pronto intervento chirurgico. Ci sono poi casi numerosi in cui scompare ogni confine nell'indicazione di una cura puramt>nte medica o chirurg ica, e che procurano serie incertezze sulla condotta da seguire. Volendo restringere in confini netti l' indicazione di una cw·a. clli1'lwgica per la. ptosi renale, l'intervento è indicato: 1° in quei oasi che provocano crisi dolorose frequen ti e intense, e nei quali le cinture e gli apparecchi non sono tollerati od agiscono inefficacemente; casi questi in cui gli infermi come triste epilogo delle loro sofferenze finiscono per avere forme nevrasleniche o marantiche. :?0 quando si determinano facili inginocchiamenti o torsioni dell'uretere e quindi idronefrosi Ì11termittt'nle. ao nei reni mobili che esercitano compressioni gravi sugli organi vicini, specialmente stomaco, intestino, e vie biliari. 4c quando il rene mobile è complicato ed albumin:aria, cilindrnria. ed ematuria e quindi a vere t'orme di nefriti. In tutti questi casi la scelta. del tratta.mento chirurg:i co varia fra nefropessia, nefrotomia. e nefl·ectomia.. et) Quando il rene è sano e lo spostamento non è incorreggibile l'operazione di scelta. diviene la ne{rO]JesiJia., fissandosi il rene nella. log-


8i32

('(JNTRl lii.:TO SI"ERDII:::STAI,F. ALLO STL' DJO OELLA X F.FROPESSJ..\

gia primitiva (se può ottenersi una riduzione completa del viscere ectopico), o in un vunto pitl favorevole, quando tale :riùuzione non è possibile. Lt1. bilateralità della. lesione non è una contro indicazione per la. uefropessia. Esistono infatti casi molteplici in cui si ebbe una. doppia guarigione completa. operatoria; ma questi casi di duplice ptosi renale sono ben rari, se si escludono quelli che coincidono con l'enteroptosi generale, pei quali si consiglia sempre l'astensione dell'operazione. Data la manifesta. benignità della nefropessia diventa oggi molto · ·più larga l'indicazione operatoria, e quindi giustamente si operano gli infermi con sintomi obbiettivi non gravi e con sofferenze R.Ssai lievi. In simili casi la. larga indicazione diven ta vieppitt razionale se si riflette che, con un intervento precoce si liberano gli infermi dalle noie perenui degli apparecchi, forse anche inutili e nocivi, e spesso si evitano delle complicanze gravi nell'interno dell'addome, che ci costringerebbero poi ad una terapia chirurgica certamente più pericolosa nell'esecuziolJe ed incerta nei risultati. D'altro canto però bisogna tener' presenti delle ragioni d'ordine inverso, per le quali conviene secondo, alcuni autori, moderare la facile tendenza operatoria: cioè che in molti indh-idui i risultati post-operatori sono assai incerti; e che frequen temente si hanno delle recid ive dopo la nefropessia. b) Alla ne(1·otomia si ricorrerà in q u~i casi d'idronefrosi per spostamento del rene, nei quali, anche dopo la correzione della ptosi, la ritenzione non scompare. Altra indicazione speciale per 111. nefrotomia. vien data. dalla pionefrosi, m en ~re nelle nefriti e pielouefriti la semplice fi ssazione del rene può condurre ad una stabile guarigione, senza ri<:orrere al tagllo del rene. (Albarràn). c) Molt.e volte si e costretti a ricon-ere ad una ne(t·ectowh' iu primo tempo. come per lo stato sclerot:co e considerevolmente atrofico del rene nei 'ecchi idronefrotici; per infezioni diffuse nella saeca. e nella pelvi renale, allo scopo di evitare una fistola da nefrotomia; ma sempre ùopo di essersi persuasi, mediante i numerosi mezzi che possiedo la semeiotica r euale, dello stato sano del rene del lato opposto. La nefrectomia s'impone anche nei casi di reni mobili divenuti litiasici, tubcrcolotici o sede di tumori maligni. Yi sono autori moderni però che giustifìC<\110 l'ablazione dell'organo Anche nei cn~i di rene mobile recidin1.nte dopo la nefropessia. In ogni modo oggi l'esnttezza della diagnosi, basata sull'anamnesi accnrnta o sull'csame dell'infermo, ci dara l'indicazione precisa dell 'operazione da Sl'guire. Ell è cosi chE' la nefropessia diventa un'operazione eccellente lJllando essa è indi ~ata in moùo assoluto o quando esistono


CONTRIDUTO SPERTMENT.A.LJ-; ALLO STUDIO DELLA ~EFROPE.~IA

833

tutte le condizioni propizie per la. perfetta sua. esecuzione. Si riconerà. invece solo eccezionalmente alla. nefrotomia. e alla nefrectomia.; contrariamente &Ila pratica del Keppler, il quale, secondo le risorse dell'epoca sua, proponeva. l'asportazione del rene in ogni caso di ptosi renale unilaterale. La. nefropessia. sarà inoltre indicata. nei ca.si di rene mobile complicato ad alterazioni più o meno gravi della funzione rena.le; in tali casi essa raggiunge lo scopo di far scomparire l'albumina e i cilindri dalle urine ed anche l'ematurie e le forme dolorose. Infatti più che di vt"ri e -propri fatti nefritici tra.ttasi il più delle volte di fenomeni da. stasi dipendenti dalla anormale posizione o mobilità dell'organo; me:sso questo, mediante la. nefropessia, in migliori condizioni di statica., la funzione ritorna ben presto del tutto al normale. E a. tale proposito il Ceccherelli osserva che mentre nel passato il chirurgo nella. fissazione del rene ebbe di mira. soltanto di dare alle aderenze che dovevano fissare il viscere la maggiore estensione e solidità. possibile, oggi invece deve avere un orizzonte più vasto innanzi a. sè; oltre cioè la fissazione del rene deve cercare di modificare le condizioni di esso dipenden ti dalla. sua anormale mobilità. Essendo poi oggi interamente assodato da numerose osservazioni cliniche, come la capsula fibrosa propria prenda una parte molto importante nei fenomeni dolorosi e congestivi delle malattie del rene {lsac I. Bassan), si comprende facilmente come in tali casi siano preferibili quei processi di nefropessia in cui la fissazione del rene si affida a. lembi capsulari preveutivamente scollati .

••• Se ora. vogliamo, facendo un lavoro di sintesi, raggruppare sotto varie categorie tutti i diverdi processi di nef1·opessia. escogitati finora, dovremo anzitutto dividerli in due grandi gruppi a. seconda della via chirurgica. seguita per raggiungere l'organo ectopico : in proces.~i cioè t·ramperit011eali e in p1·ocesHi e.,;traperitoneali o lomba·r i. Rosemberger fu il primo a prescegliere deliberatamente la via. tra.nsperitonea.le, mentre un anno prima il Tischendorf vi ricorse casualmente per un errore di diagnosi. Si comprende benissimo come la via di elezione debba essere la Yia. lombare, sebbene vi siano alcuni c:hirurgi che prescelgono invece ancora. sistematicamente la. via. tra.nsperitoneale. Ciò non toglie però che vi sono casi speciali in cui il criterio aprioristico della scelta. deve venir meno. Cosi quando s'intervenga. per una doppia indicazione (rene mobile ed un'altra. .affezione elle richiede assolutamente la la53 -

Giornale di f!ltdicl~aa militare. -

fa~r. X- Xl.


S!J.J:

COXTHIBl:TO Sl'ERUIE~'TALE ALLO :STUDIO DELLA XE FROI>ESSIA

paratomia) è ov•io che si approfitti della stessa incisione laparatomica per eseguire la nefropessia. Cosi pure :sa.r8. necessario talora il presc~gliere la via. addominale in easi di rene ectopico che abbia contratto salde aderenze con le parti circonvicine; o si trovi molto ingrossato di volume per la facile complicanza. dell'idronefrosi. Fermando ora la nostra attenzione sui processi extra.peritonea.li , che sono di gran lunga più numerosi ed importanti, possiamo dividerli in vari gruppi, a seconda. dei tessuti che i diversi autori ritennero necessario interes· sa re con le suture, onde assicurare la fi!!sità. dell'organo ectopico riportato nella sua sede normale. E cosi a.nemo: In Wl priMo g1-uppo quei processi che intere$sano con le suture la sCIIa. capsula adiposa: e tra questi annoveriamo quello primitivo usato da Hahn (1881) nei suoi primi tentativi; il processo di Andrews (1900) che forma due lembi della. capsula adiposa. e li fìssa coi punti di sut ura ai muscoli vicini; e quello di Jaboulay (18!)5) che dopo nn atto operatorio pressochè analogo al precedente, esegue uno zaffamento della ferita, e lascia guarire per seconda (fondandosi sul potere proliferante della capsula propria, che invece da. altri viene negato). In ttn secondo grttppo tutti quei processi che interessano con la sutura. ambedue lf\ capsule rena.li, l'adiposa e l.a fibrosa propria; e fra questi gli uni cercano di avere la guarigione per prima [Rouffart ( LS!l'i), AntoueHi (1903)1, gli altri invece preferiscono la. seconda intenzione [Neumann (1892), Kocher (18$)7) l· In tutti tranne in quello del Neumann, la sutura si fa previa formazione di lembi della capsula fibrosa propria.. In 1tn terzo grnppo quei processi che affidano il compito di mantenere fisso l'organo alla sola capsula fibrosa. propria. incisa. e sollevata. a lembi [Riedel (189:J}, .l\1azzoni (189-J ), Sei mi (1898), Wagner e Rotter (1899), Morris (1901), B.uggi (190:3), Albarra.n (1!)08), Edebohls ecc.). In nn qum·to gruppo che è il più numeroso, tutti quei processi che si avvalgono principalmente del tessuto renale nella. sutura., quelli cioè che -çeramente me1itano il nome di m(ron·afia. E questi vanno poi sud divisi in due grandi categorie: a) Processi di n~frorrafia. con parzia:e deca.psulazione del rene ue l1 1~ zona com presa. fra i punti [Tullier (l · !)), Triconi (189G), Ga.llet. (ls!'l(ì). J ounesco (1897), Giordano (1S9R}, Schiassi (1!'!01)]. h) P roces:<i di nefrorra.fia senza decapsulazioM !Ba.ssini (1882), Ceccherelli ( L '.b), Duret e Lane (1888), Gujon (1891) , Gal"dner (l'"'fl2), J onhston (l !15', Za.tti (1898} Forgue-Albarrau (1899). Kuster e W iulder (l~liiO)j .


CONTRWUTO Sl'ERiliENTALE ÀLLO STUDIO DELLA NEFROPE

In alcuni di questi processi si usano speciali avvedimeuti di tec· nica quali ad es. la formazione di lembi di r.apsula adiposa (Duret, Lani. Zatti), l'irritazione della. capsula. propria mediante sostanze chimiche (Giordano, Forgue Albarran), la sutura. con fili metallici amovibili in :-~ecodo tempo (Jonnesco, Kii.ster e Winkler). 11~ W l quinto gruppo i processi di quegli autori che bandiscono assolutamente dalla. loro tecnica ogni sutnra: e così il Biondi (1001) decapsula completamente il rene, lo ripone nella. sua. sede normale, e ve lo mantiene ridotto per mezzo di una lunga. e larga striscia di garza. che riempie tutto lo spazio a.l disotto di esso; il Carwardin (1902) sostituisce alle suture l'irritazione della capsula fibrosa mediante l'acido fenico concentrato ; il Beyea (1902), passa. un drenaggio di ce.outchouc nella capsula. parenchimale, circondando il rene, in modo da farlo uscire di nuovo dalla. ferita. cutanea.; ta.le drena.ggio viene tolto dopo venti giorni, quando le aderenze sono già. avvenute. Infine in un sesto grttppo tutti quei processi che non possono rientrare· in nessuna delle categorie precedenti, e nei qua.li con mezzi differenti piil o meno ingegnosi, gli autori si sono proposti lo scopo unico di fissare in un modo definitivo e in sito pressochè norn1ale il rene ectopico. E qui la fantasia dei chirurgi si è sbizzarrita di molto; tutti i tessuti e gli elementi che circondano il rene s-ono stati messi a profitto per ottenere lo scopo prefisso: Così il Yulliet. (18!l5) di Ginevra si servì di una porzione del tendine del lunghissimo del dorso passata per trasfissione attraverso la. fac<Ma posteriore del viscere (11e{ropessia tendinosa). Il Sottocasa. (1898) distacca un piccolo lembetto dal muscolo quadrato dei lombi, lo inserisce e lo fissa. in una incisione praticata. nel rene. Il Oatterina (1899) rinunziando alla. sutura chiude il rene in una gabbia di filo metallico che sospende a lla. dodicesima costola senl'-o. ledere la capsula. propria. nè il pa.reuchima. Il Kukula (1902) fa passare il rene attraverso una incisione prati<:ata. nel mnscolo che poi restringe di nuovo, in modo che l'ilo del rene resti a. cavalcione d«:>lla ferita. muscol~~ore (nei suoi casi però l'autore ha. registrato un decesso). Il Bardeuheuer (Hl0:1) divide in due meta il quadrato dei lombi; la. metà anteriore, staccl\ta dal bordo superiore della cresta. iliaca e portata. in alto, •ien suturata nel suo margine inferiore alla faccia. posteriore della parets addominale anteriore priva del suo periloneo. In questo modo il polo inferiore del rene poggio. sulla flltccia anteriore del l embo muscolare inserito in alto.


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CO~TRIUUTO S I'ERU(I!~TALE ALLO STUDIO DELLA NEl<'ROPESSIA

Il Morisani (1903) passa sotto la capsula fibrosa previamente incisa due lembi aponevrotici presi dalle pareti lombari. Il Gianna.ttasio (1904) inserisce sotto la capsula fibrosa incisa e sollevata a lembo Wl fascetto muscolare isolato dal margine esterno del muscolo quadrato nei lombi e lasciato tanto in alto che in basso in diretta connessione col resto del corpo muscolare, e ricuce !':Ovra esso il lembo di capsula. Il Mariani (1904) ha proposto sperimentalmente e poi applicato nell'uomo la nefropessia per trasfissione attraverso la sostanza r enale del periostio della dodicesima costa., previamente resecata. Il .Mastrosimone (1905) forma due larghi lembi di capsula fibrosa uno anteriore, l'altro posteriore; le due lamine di capsula accartocciate come un cordone, si fanno poi sulla guida di un istrumento passare attraverso l'undicesimo spazio intercostale e si annodano fra loro sulla ft'>.ccia esterna della dodicesima costola, fissando p oi meglio i detti nodi con un punto di catgut. In seguito si passa qualche punto attraverso la porzione inferiore del viscere scapsulato per fissarlo meglio ai muscoli della regione e unire quindi la fissazione a.lla precedente sospensione. Il Monzardo (1!>06) fissa il rene attraversandolo con una porzi ..:me ossea d ella dodicesima costa.. Il Longyear (1905) propone di sostenere il rene utilizzando il ligamento da. lui chiamato nefrocolico, che unisce il rene al cieco, e fissandolo all 'angolo superiore delia ferita lombare, s enza interromperne la continuità. Un processo analogo usa il Reed (1\.107), il quale si vale dello stesso legamento, cbe però incide trasversalmente.

*•• Io mi sono proposto colle mie esperienze, di studiare con intendimenti critici, i diversi processi usati dai chirurgi, per assicurare la fi ssazione del rene spostato, in rapporto specialmente agli effetti sul parenchima. renale indotti dall'atto operativo. , 'e diamo uno sguardo alla precedente classiijca.zione noi vediamo come tre siano, in ultima. analisi, i metodi operatori più usati: fissazione della sola capsula propria; fi ssazione con punti di sutura profondi passanti n el pa.rencùima renale; e infine una modificazione di qnest'nl-~ timo processo, che consiste n ell'aggiunta di una decapsula.zione del parencùima !imitaLa a quella zona che è destinata a. venire in intimo conht t.to con la parte cruentn.ta dello strato muscolare della regione-


COXTRl DUTO SPERIMENTALE ALLO STUDIO OELI.A XEFROPE:O:SIA

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A studiare sperimentalmente questi tre processi fondamentali (i quali poi sono anche quelli che hanno il confor to di una ormai lunga esper ienza clinica) furono quindi dirette le mie ricerehe.

Esperienze. CA~E A. 4 marzo. - Ne(rope.~sia col metodo Gttjon del ret~e sinistro. - Materiale di sutura la. seta. Narcosi morfio-cloroformica. - Incisione sul margine esterno della massa. sacrolombare. Incisione della capsula grassosa ; si scopre e mobilizza il rene portandolc completamente fuori della ferita lombare, e scollando il peritoneo che lo ricopre nella sua. faccia. anteriore. Si passano nel parenchima dell'organo ad un centimetro di profondità due anse doppie di filo di seta. numero quattro in corrispondenza dell'unione del terzo superiore col terzo medio, e di questo col terzo inferiore del margine convesso del rene. In corrispondenza dei punti di entmta e di uscita delle anse si fa un doppio nodo chirurgico con i capi di esse. I fili dell'ansa superiore vengono annodati intorno alla dodicesima. costola; non si riesce però (a causa della posizione molto bassa del rene sinistro del cane) a far risalire il rene in modo d'addossare la parte del viscere corrispondente alla costa suddetta. I fili dell'ansa infer iore vengono passati ed annodati nei muscoli lombari. Sutura. a strati dei muscoli, della. aponeurosi e del sottocutaneo con ·catgut. Sutura della pelle con seta. Medica tura occlusi va al collodion. Guarigione per primam. 21 marzo. - Ne(ro1Je.~sia met. Gujon del rene destro. - Materiale di ·sutmra il catgut. Si passano in corrispondenza del margine convesso del rene tre anse di filo doppio di catgnt n. 4. I fili dell'ansa superiore vengono passati ed annodati intorno all'ultima costola., quelli delle due anse mferiori sono passati ed annodati nei muscoli. - Sutura a strati. Guarigione per prima. 4 maggio. - Autopsia. - Si sacrifica l'animale con la puntura del bulbo. Tolti i visceri addominali si vedono i reni nella situazione e posizione normale. At 1·ene di sinist?·a (operato da. 60 giorni) però è possibile imprim ere sensibili movimenti di traslazione tanto nel senso dell'asse longitudina.le del corpo che trasversalmente. Tolto il grasso perirenale si vedono quattro cordoni fibrosi che sospendono il rene: i superiori alla dodicesima. costola, i due inferiori alla. parete lombare ; la. loro lunghezza. è di poco più di un centimetro, e quindi permettono una. certa.


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CO!\TRIBUTO SPERIME:\TAt.E ALLO STTIDIO DEJ.L.A NF.~'ROl'ES"IA

mobilità al rene. Sezionatili si distacca. il rene dalla parete lombare;e cosi si vede sul suo margine convesso in corrispondenza dei punti d' impianto dei detti cordoni (nella. cui superficie di sezione si scor~e benissimo il filo di seta) delle nicatrici lineari lunghe circa. u n centi· metro, che dimostrano avere i fili, sezionato parzialmente il parenchima. renale tlOtto la. trazione esercitata. dal peso dell'organo. La. zona. compresa. fra. i punti d'entrata. e di uscita. dei fili è d iscretamente retratta e di aspetto cicatriziale . . 'paccando il rene col solito taglio anatomico, la. sostanza rennld tanto corticale che midollare presenta.si di aspetto e di consistenza nor· male; non vi sono infarti, non deposizioni di umti; i calici e iJ baci· netto sono perfettamente normali. La capsula è ispessita nelle zone cotTispondenti e.i punti di sutura, e i vi non distacoabile dal sottostaute pnrenchima in modo completo. Attorno ai fili e strettamente addossato ad essi si osserva un piccolo cerchietto biancastro. Jt t·ene di de...'tra (operato da 4.4 giorni} è molto meno mobile di quello di sinistra.; lacinie connettivali abbastanza resistenti lo l egano in alto all'ultima. costola in basso allo. parete lomìbn.re. Tagliate queste aderenze notiamo sul margine convesso del rene, in corrispondenza dei pu'nti dove furono passati i fili di sutura tre solchi trasversali dati da rientramenti cicatriziali piuttosto accentuati del detto margine. ~on pare che in questo rene siasi avuta. lacerazione del parenchima.. Spaccato il rene si ha lo stesso reperto cbe in quello dell'altro lato.

Esame lstologico. Re1Je .<ini.~tro. -Esaminando a piccolo ingrandimento una seziona dell'organo praticata in senso orizzontale si nota, in corrispondenza di quella zona, compresa fra. i punti d'entrah\ e d'uscita dei fili, ~be ma· croscopicamente mostra.~asi notevolmente retratt.a. e di aspetto cicatriziale, un 110tevole avvallamento della sostanza. rena.le, che da un lato e dall'altro di e so mostrasi normale e rivestita di capsula. lievemente ispessita.. Tale vuoto è colmato da un tessuto connettivo fibroso che si continua all'infuori con la capsula fibrosa renale ed all'interno si ap· profonùa. in forma di cuneo molto allungato nel parenchima. per circa due centimetri. Yerso il mezzo di quesw gettone connettivale e in di· retta continuazione con nn lato di esso si vede una. zona a disco di circa un millimetro e mezzo di diametro, nettamente limitata dal cir· costanLe parencbima renale da una densa capsula fibrosa, e costituita intieramente di un te ·:mto connetti,ale di neoforrnazione.


CONTRIRUTO SPERJME:\TA!.-:t ALLO STCDIO OELLA 7\F:FROPESSIA

~: j ,l

Questa. zona. presumibilmente corrisponde a.l punto in cui fu passato il filo di sutura; il quale avendo poi parzialmente sezionato il parenchima ed essendo quindi risalito più in alto, lasciò vuoto il tramite primitivo e questo venne occupato da sangue stravasatv, e il coagulo in seguito fu sostituito da. tessuto connettivo. Nella parte compresa fra il tramite del punto e la. capsula, la sostanza renale è completamente sostituita dal connettivo cicatriziale in cui si scorge appena qualche glomerulo assai atrofico. I lati del triangolo costituito dal counettivo d i cicatrice sono assai nettamente limitati; perchè la. neoformazione connettivale si arresta rapidamente dopo d'avere invaso qualche glomerulo e alcuni tubuli. L'apice del triangolo si perde nella regioue dei tubuli retti i quali sono fra. loro dissociati da scarso connettivo neoformato. Rene dest1·o. - Nella sostanza corticale l'avvallamento è quasi trascurabile. Anche flUÌ tutta. la zona compresa fra il tramite del punto (riconoscibile dalla ricca neoforma.zione connettivale) e la. periferia. è occupata. dal tessuto connettivo; ma questo è llssai meno stipato che non nel caso precedente, e frammezzo ad esso permangono glomeruli mor mali o un po' :impiccoliti, e tubuli renali: anzi in mezzo a questi si vede qualche cordone cellulare che prelude alla. rigenerazion., dei tubuli stessi. Più ricca è pure la neoformazioue vasa.le. In com plesso la parte di tessuto renale sostituita (e non del tutto, ma parzialmente) da. tessuto connettivo ha una larghezza che è circa la metà di quella. della zona corrispondent~ del preparato prececlentemente studiato. CA~B

B. -

6 marzo. -

Ne(ropessia col m etodo r:ujon (catgut\ d~:l

rene sinist1·o. Narcosi morfiocloroformica. Si scopre e mobilizza. il rene. Si pa.s~alhl a circa. un centimetro e mezzo di profondità tre anse doppie di ca.tgut n. a in corrispondenza. del polo superiore, d~ll' inferiore e della pa.rt" mediana. del margine convesso del rene. I fili dell'ansa snperiore '1engono annodati intorno all 'ultima costola; qu~l li df' He altre due anse vengono passati ed annodati ur i muscoli lombari. Butura a strati . Guarigione per primam. l o maggio. - XefropeRsia cot metodo Cordero- Ceccherelti <t cifra 8 del rene destro. - Materiale di sutura: il tendine di renna.. Narcosi morfìocloroformica. Si scopre e mobilizza. il rene. Si passnuo, nei punti corrispondenti a. quelli dell'operazione compiuta sull"altro r ene, tre anse semplici di tendine di renna. n. 3. I capi di ciascuna !\liSti. vengono annodati sulla. capsula propria. con un nodo chirurg ico che


• J.ll

COSTRlBUTO SPERI MEXTALE ALLO ~'TUOIO D ELJ,A NE~'ROPESSIA

\Ìen stretto moderatamente. Man mano che le ause sono annodate si allidano i capi del filo ad un ldemmer, per poi non ·confonderli. 'l'erminata questa sutura il rene è riposto in cavità. I due capi di ciascuna nusa si fanno passare nel labbro muscolare corrispondente della ferita e si annodano fra loro: quelli dell'ansa supe1·iore sono annodati intorno alht dodicr:>::;ima. costola. Annodati tutti i punti, ris ulta chiusa completamente la breccia operatoria tranne che in alto ed in basso ove si fa. u n t\ sutura. a. sopraggitto con ca.tgut. Sutura a. strati. Guarigione per primam. l C> maggio. - At,toptia. - Si uccide l'animale con la puntura del bulbo. I reni sono nella situazione e posizione normale, accollati alla parr te lombare e ad essa aderenti per mezzo di l a cinie ~ollettivali il siuistro, per i punti di sutura (che ancora sono uettamente riconoscibili) il ùestro. 11 sinistra (dove l'operazione rimonta. a. 70 giorni prima) si vedono molto bene delle lacinie (•onnettivali abbastanza resistenti che sospendono il rene all'ultima costola e lo fissano all~t parete muscolare. Sezionate queste aderenze si nota sulla capsula fibrosa del rene i n corris pondenza dei punti di sutura delle cicatrici lineari non molto estese e con retra.zione non molto accentuata. Spaccando il rene si nota che t ut ta la sostanza. corticale e la miclollare sono di a!:pc>tto normale. Nella sostanza corticale in corrispondenza dei pnnt i di sutura si notano piccole cicatrici stellate, e tragitti cicatriziali laneari che da. queste vanno alla perifer.ia. ll rene è di consistPnza. norma)(!, la <·apsnla. nou è ispessita e si distacca. con facilità. Nulla di anorm ale nei calici e nel baciuetto. il rene di de.~tra (operato da quindici giorni) è pure esso di aspetto e consistenza normale. S ulla. superficie di taglio si vede nettamente la S<'zione dei punti di tendiue di renna. ; si notano strie emorragiche che partendo dal tramite dei punti si portano nella sostanza midollare.

Esame istologico. Rene sini.~t1·o. - A piccolo ingr~~>ndim ento si n·o ta ohe la parte di ~<~stanza cort icale in cui è passato il filo di ca.tgut

ha forma ovoidale; ed è costituita di denso connettivo fibroso. Nell'interno di esso verso Jil. periferia si riconosce assai bene il tramite del fil o. All'intorno la sostanza renale à del tutto normale. La zona di sostanza. renale compresa. fra questo nucleo connetti vale e la periferia presenta uno stipamento evidente degli elementi del paren chima. renale con leggero aumento del <·onnPttivo intf' rtubulare. Solo qualche glomerulo si vede completamente


00:\TRIBCTO SI'ERWH:NTALE ALLO STUDIO DELLA NEF.ROPESS IA

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·degenerato mentre gli altri glomeruli ed i tubuli compresi nella. detta. zona hanno un aspetto normale o quasi. La capsula fibrosa. in corrispondenza di questa. zona. è molto ispessita e aderent e ai tessnti perirenali. Rene destro. - A piccolo ingrandimento si nota. che la parte di sostanza. renale in cui è passato il punto di sutura. ha. forma irregolarmente rotonda ed è costituita. all'estemo da uno strato di tessuto connetti >o giovane di neoformazione non molto spesso, e all'interno da frammenti di materiale di sutura., che appaiono come disgregati; e tra i quali si vedono elementi d'immigrazione non molto abbondanti. A ridosso della superficie esterna. di detto strato connetti vale si vede qualche canalicolo renale con l'epitelio degenerato; e fra i singoli canalicoli una ricca infiltrazione parvicellulare. Più all'esterno il paren· -chima è completamente normale. Studiando il modo di comportarsi della capsula renale nei punti iu cui il filo si sovrappone ad essa, risulta che la. capsula irritata. dal filo ha proliferato in modo da avvolgerlo completamente, tanto che questo appare contenuto in nno sdoppia.mento di essa.. La capsula in corrispondenza di questa zona è notevolmente ispessita. lr'ra il tramite profondo del pmzto e la periferia la sostm1za 1·enale non (>. ptmto aUe1·ata. CA~E C.- 7 marzo. - Nefropessia col metoclo Gttjon (seta) del1·ene destro. Anestesia rachistovainica. (5 ctgr.). Scoperto e mobilizzato il rene si passano in corrispondenza del suo ma.rgi11e convesso tre a.nse di filo doppio di seta n. 2, e si a.nnoda.no alla maniera. del Gujon. I fili vengono passati e annodati a due a dne nei muscoli nella. regione compresi nell' incisione lombare. Sutura a. strati. Guarigione per primam. 7 maggio. - A.tttopsia. - Si sacrifica l'a.nima.le con la. puntura del bulbo. Tolto il pacchetto intestinale i reni si vedono n ella. loro situazione normale; al rene di destra. però (che è quello operato) è possibile imprimere sensibili movimenti nel senso tra.sversa](': fatto che, come pel cane A, si trova essere in rapporto con l'avere i fili di seta. per un bre•e tratto sezionato il pa.renchina renale. Quasi identico reperto si ba ·quindi all'esame esterno dell'organo e all'ispezione della. superficie d i taglio. Null'a.ltro di anormale all'esame del rene e degli altri organi co·stituenti l'apparato urinario.


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CON'l'Rill\:TO S PERDfE=''l',\l,f: ALI.O STUDIO DF.LI.,\. :\F:FilOI'E.$'IA

Esame istologlco. Il tramite primitivo del punto si presenta anche in questo- come giù n ei preparati del rene operato colla seta nel cane A - come una zona irregolarmente rotondeggiante (ma di superficie minore che non nel caso precitato; e ciò in rapporto col minor spessore del filo ) occupata da tessuto connettivo neoformato e ricco di vasi. Fra questo tramite e la periferia vi è una zona foggiata a triangolC\ isoscele con base alla. capsula ren:\le, in cui la neoformazione connettivale è assai spiccata, e in cui dominano i f11.tti di atrofia c scomparsa. del tessuto renale già altra volta notati. La bnse del triangolo è lunga all' in~·in·a cinque volte il diametro del tramite del filo. Inoltre ai lati di qnesta zona si approfondano dalla capsula .fibrosa nel parenchima renale zam di tessuto connettivale abbastanza notevoli. La capsula fibrosa. in tutta la zona. corrispondente alla base del triangolo suddescritto d assai fortemente ispessita e in diretta continuazione coi tessu ti perirenali.

C.nrr·: D. - 10 marzo. - Nefrope.~l!ia metodo J{azzoni (l'e?le sini.~tro). Anestesia mediante rachistovainizzazione (4 ctgr.). Portato il r~n e fuori ùella ferita Iom bare si praticano sulla Slla faccia posteriore due incisioni orizzoutali lunghe circa due centimetri, alla distanza l'una dall'altra di circa due cm. e mezzo e riunite nei loro punti di mezzo da. una terza vertical e, in tere:;sando la sola capsula fibrosa. dell'organo. I due lembi capsulari così delimitati vengono scollati lasciando quindi allo scoperto il parenchima ren~l.l~, e suturati con tre punti per lato di catgut 00 nel limite dello scollanliento alla. faccia. profonda dei muscoli lombari . Il tes:;uto cellulo-adiposo che cerca di fare ernia viene man mano 1·espinto compiendo la sut ura. Sul pa.renchima. cor ticale del rene lasciatò allo scoperto vengono q uindi adattati i due lembi muscolari e riuniti con sutura a sopra.ggitto. Sutura della aponemosi superficiale e del sottocutaneo con catgut, della pelle con seta. Guarigione per primam . 31 marzo. - Il cane muore e ne vien fatta l'autopsia. La. causa ù ella. morte si ri t rova in una broncopolmonite purulenta diffnsa ai ùue lobi superiori del polmone di destra. Glii altri organi sono normali. Il rene di !<Ì nistra (operato da 21 giorno) è n ella sua situazione normale e fortewente adcso a lla parete lombare, tfl.nto che per distac-


CONTRIIIU'rO SP.ERI)(E~TALl: ALLO STUDIO DELLA ~ EFROPl!:SSIA

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carlo bisogna. insieme asporta.re una. parte dello strato muscolare di essa parete. Spaccando il rene non si nota. alcuna alterazione ma.croscopica della. sostanza. renale. La. capsula fibrosa si distacca su tutta. la superficie dell'organo, tranne che nei dintorni della zona decorticata..

Esame istologico. A un debole ingrandimento si nota. che la cStpsula. propria esiste su tutta. la periferia del rene; ma. nella regione corrispondente alla zona decorticata, la capsula è ispessita almeno due volte e in diretta connessione coi tessuti perirennli; la sua. aderenza al reue è in talezona sssa.i più intima che nelle circonvicine. Esaminata. ad un piì1 forte ingrandimento si vede che la sua intima struttura. è del tutto simile a quella della capsnla. corrispondente alle zone non decorticate; la sola. differenza è che Je fibrille sono meno stipate e dissemiuate di nuclei piit abbondanti. In tutta. la. zona. corrispondente alla superficie decorticata esistonodelle ben nette alterazioni , messe molto bene in evidenza. dalla. colorazione del V an Gieson. Dal tessuto connettivo periferico discendono tra.va.te connettivali nella. sostanza corticale, da. cui diramano piccole ra.mitir.azioni che s'insinuano irregolarmente fra. i tubuli contorti . . In certi punti esistono grandi zone di sostanza. renale pii1 o meno alterata, riunite da. queste tra.vate connettivali alla capsula.. Ad un più forte ingrandimento in queste zone si nota.no: distruzione e strozzamento dei tubnli, glomeruli scat'l)issimi e invasi da.! la neoforma.zione connettivale. La propagazione delle lesioni ba una disposizione generale in forma di triangolo: ma. ci sono delle ramificazioni divergenti in gran nn· mero; per cui insomma è impossibile attribuire una. forma. determinata. alle alterazioni renali. È a notarsi che l'alterazione si estenrle altresì ad un gran numero di tubuli retti. In nessuna altra parte del rene (avendo io esaminato anche dei preparati di sezioni interessanti le porzioni non decorticate dell'or· gano) ho trovato a.ltet·azioni simi li a quelle descritte: solo notai (e ciò in evidente rapporto con l'infezione acuta. di oui mori l'animale} segni di una incipiente glomerulonefrite. l1 marzo. - Nefropeiisia m etodo Jlazzoni (rene .~i'llistrt>) . Narcosi morfìoclora.formica. Port ato il 1·ene fuori della ferita. 1om· bare si scolpiscono e sollevano i due lembi capsulari come nell'operaCA:sE E. -


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CONTRIBUTO ~t·ERBIENTA.LE Al.LO STUDIO D~LLA :NEI!'BOPBSSJA.

zione fatta. nel cane D; e come in questa., si sutma.no a sopra.ggitto (con catgut 00) ai muscoli. Sutura. a strati. Guarigione per primam. 10 giugno. - Autopsia. - L'animale viene ucciso mediante cloroformio. Ambedue i reni sono nella loro situazione normale. D rene di sinistra (operato da. 90 giorni) si trova connesso per lesse aderenze connt>ttivali, su di una estP.nsione della sua faccia posteriore, corrispondente alla zona decorticata, colla aponeurosi che riveste la faccia profonda dei muscoli lombari. Spaccando il rene non si nota alcuna alterazione della sostanza renale, tranne un'aspetto discretamente anemico della porzione midollare. Nessun deposito di urati nei calici nè nel bacinetto. La. capsula fibrosa si lascia distaccare facilmente su tutta la superficie del rene tranne che sulla zona dPcortica.ta, ove la capsula. neoformata. è ispessita e fortemente aderente al pa.renchima. sottostante.

Esame istologlco. Unico reperto istologico è il seguente. La. capsula. fibrosa si è completamente riformata nella zona decapsulata, ed ivi appare notevolmente ispessita; ma le sue connessioni coi tessuti circonvicini sono assai la.sse. Dalla sua faccia inte-:-na si approfonda. nel parenchima cor ticale una limitatissima zona di connettivo neoformato. Quindi il reperto anatomico ed istologico concordano nel farci ritenere trattarsi nel caso presente di un parziale insuccesso operatorio. Questo forse è dovuto al non avere, durante l'operazione, cruentaLa la superficie dei muscoli destinata a venire in contatto col rene, privandola della sua a.ponerosi; questa ha quindi agito da membrana isolante. C.\~E F. - 15 marzo Ne(1·opessia metodo Guion ( catgut) del 1·ene sinistro. Narcosi morfiocloroformica. Scoperto e mobilizzato il rene si passano in corrispondenza del suo margine convesso a. un centimetro di profondità tre anse doppie di c11.tgnt N. 2; i fili vengono passati e annodati nei muscoli. Sutura a strati. Guarigione per primam. Hl aprile. - Autopsia. - Si sacrifica. l'animale per dissanguamento rene di siuistra (operato da 47 giorni) si trova in posizione normale; esso è tennto aderente alli\ parete 1om bare da lacinie connettivali piutt osto resistenti. Sul margine convesso del rene sono abba.stan7.& e~identi

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CONTRIRUTO sPERIMENTALE ALLO STUDIO DELLA XEFROPESSIA

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tre rientramenti cicatriziali in corrispondenza. dei pu11ti dove furono passati i fili sospensori. Spaccando il rene nulla. si nota di anormale nelle sue porzioni corticale e midollare, tranne un piccolo disco grigiastro che segna il tragitto del filo sospensore. La. capsula si distacca bene su tutta la. periferia del rene, tranne che in corrispondenza dei punti attraversati dai fili, di sutura, dove è notevolmente ispessita. Nulla di patologico negli altri organi urinari.

Esame istologico. Si ha all'esame dei preparati un reperto del tutto identico a quello dei prepa.xati fatti col rene operato al catgut nel cane B. Ci riportiamo quindi a. quanto dicemmo in quel caso. Soltanto il connettivo che segna. il tramite del punto è meno compatto e più ricco di nuclei; e ciò in rapporto col minore periodo di tempo trascorso fra l'atto operativo e l'uccisione dell'animale. G. - 21 maggio. - Nefropessia col metodo Tricomi del rene sini.stro. - Rachistovainizzazione (6 ctgr.). Si pratica. il taglio cutaneo lombare di Simon. Nell'approfondire successivamente l'incisione si isola tutto il margine esterno del quadrato dei lombi; e in questo muscolo si pratica quindi una. bottoniera.. Scoperto il rene si pratica sul suo bordo convesso una incisione interessante la. capsula. fibrosa, in modo da isolare e scollare due lembi laterali. In questo modo resta. denudata una porzione di parenchima renale compresa fra i due lembi cap~nlari. Quindi si passano profondamente nel pa.rencbima renale quattro punti di catgut N. 31 due in corrispondenza. del polo superiore e due di quello inferiore, a distanza di circa 2 centimetri l'uno dall'altro. I capi liberi di questi fili vengono passati nei ma.rgin.i corrispondenti della bottoniera praticata nel quadrato dei lombi. Si annoda quindi da un lato e dall'altro il capo libero del primo col secondo, in modo che i bordi cruenta.ti del muscolo vengono ad addossarsi sul rene proprio nella. zona decapsulata. Lo stesso sistema si tiene anche nell'annodamento dei punti dati. in corrispondenza. del polo inferiore. Quindi con una seconda. serie di punti superfrciali di ca.tgut mollo sottile si rende più completo il mutuo contatto fra i due bordi muscolari cruenta.ti, ricopt·endo cosi completamente il margine convesso C,\,NE


fi.!(l

COXTBIBUTO SPERlllENTAL;E ALLO ST OOIO DELLA :SE~ROPBSSU.

del rene. Alcuni di questi punti interessano su perfìcia.lmente una. porzione del pa.reuohima r~nale sottostanta. Sutura. a. strati - Guarigione per primam. N.B. - Il cane viene ucciso il 10 giugno d'ordine del Direttore del Policlinico, p~ rchè sospetto di idrofobia. Non fu quindi possibile pratioarne l'autopsia, e conservarne i reni per gli ulteriori studi istologici.

.

......

CA!\E H. 20 maggio. Nefropessia col metodo Forgue-ALba1·1·an deL re11e sinistro. Si opera. come nel processo del Gujon: - passando tre anse doppie di ca.tgut n. 4 in corrispondenza. del margine convesso del rene ad un cm. di profondità, e annodando poi la. superiore intorno all'ultima costa, le altre due nei muscoli lombari. - Prima. però di affrontare con punti di sutura le due superficie cruente muscolari, si avviva. la capsula. fibrosa. del rene nella porzione compresa. fra i punti di sutura. con forte soluzione alcoolica di acido feuico. Sutura. a strati. Guar igione per primam. CANE l l giugno. - Nefrope.ssia metoào Fo~"gue-Albarran (rene de..,tr()). Si usa. lo stesso processo operatot·io tenuto nel cane H; soltanto invece di avvivare la capsula propria. con acido fenico, si usa a ciò una soluzione di cloruro di zinco al 10 p. 100. :->uttU'a a strati. Guarigione per primam.

Autopiiùt.

Il giorno 30 giugno, a distan?.a cioè di 40 giorni dell'operazione pel cane A e di 30 pel cane I, ambedue i cani vengono sacrificati. Jl reparto anatomico è i n a.m bed tte pressochè identico : - i nmi operati sono nella loro situazione normale, fissa.ti all'ultima costa. e alla parete muscoln.re per mezzo di ln.cinie connettivali abbastanza resistenti ; r(>cise q neste però non si riesce che con difficoltà. a. distaccare i reni dei muscoli lombari a cui sono ancora adesi in tutta. la zona. compresa fra i punti, in quella zona cioè in cui la capsula. fibrosa fu chimicamente irrita ta.


OONTIIIIIUTO SPERIME~TALE AT,LO STUI•I•l OF;LI.A NEF'llOPESSIA

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Esame istologico. Per ciò che si riferisce alle alterazioni del parencbima renale in -corrispondenza del tramite dei fili, nul :a di sostanzialmente diverso si osserva da ciò che già ripetutamente abbiamo notato nell'esame dei preparati istologici fatti colle sezioni degli altri reni operati alla -Gujon col catgut. In corrispondenza della. superficie esterna della capsula. fibrosa si nota una notevole proliferazione connettivale a spese degli strati esternj di essa; e tra.vate connettivali di neoformazione congiungono q uesta capsula ispessita con il connettivo interfascicolare dei muscoli finitimi. Sulla superficie intema. della capsula nulla si nota di a.normale. La proliferazioue connettivale di cui sopra dicevamo è assai più intensa nel rene la cui capsula fn irritata con cloruro di zinco.

•"'• Conclusioni. Se ora si esaminano i risultati forniti dalle precedenti esperienze, si Yede che è possibile trarne un certo nmn~ro di c.onolusioni utili per la nefropessia.. Innanzi tutto quanto alla. questione del materiale di sutura, la seta (operando col processo Gujon) determina aderenze più salde fta il rene e i tessuti muscolari vicini, che non il catgut; ma molto piit impor· tanti sono i fatti di reazione e di atrofia che si ossenrano nel pare n· <:h ima renale attraversato dal filo. La neoformazione connettivale infatt i non rimane limitata alli\ zona. circostante a.l tramite del filo, ma. si estende a. tutta la. parte d i tessuto compresa fra questo e la periferia, in forma. di cuneo allungato co.n la base alla capsula. 6 brosa: - ed è a. notarsi che alla b~.se si estende per uno spazio p11reucbie volte piu grande che non sia quello occupato dal tra.m1te 'del filo di sutura. L a proliferazione poi si approfonda. (sebbene in proporzioni minori) anche al disott') di questo nella sostanza. midolla.re. Considerando quindi che, qualunque sia la profonditi~ alla quale si ti passato il filo, tra. questo e la periferia del rene-, cioè in tutta la. porzione dell'organo. comprec:f\ nell'ansa. del filo, il tessuto si t~.l tera profondamente e Ya incontro ad e\7icl ente atrofia; - il c~hirurgo,


8!8

CON1'111BUTO SPERUd.I':~TALE AU.O :STUDIO OELI.A :SEI-'ROPESSU.

qualora. voglia usare la seta., farà bl"ne a limitare il numero dei p~tnli,. e a non appro(ondarli troppo nel pare11cltimu renale. Infatti se, dal punto di vi11ta operatorio, anche la maniera inversa di procedere non avrebbe inconvenienti immediati, in seguito però potrebbe accen~ue.rsi un processo di sclerosi renale con conseguenze certo non del tutto trascurabili. Tali inconvenienti non si possono invece rimprovexare al catgut. Infatti nei preparati di reni operati con esso alla Gnjon ho sempre trovato essere i fatti di sclerosi limitati al solo tramite del punto o R.lle zone immediatamente ad esso vicine, e per una estensione assai piccola. In tutta la porzione di rene compresa nell'ansa del filo. più che cìi una vera. sclerosi, può appena parlarsi di leggero aumento del connettivo interstiziale; e sia in seguito a questo, sia per la compressione in senso radiale esercitata dall'ansa sotto la. trazione del peso dell'organo, gli elementi del parenchima sono lievemente compressi e stipati l'uno col!tro l'altro. Ed anche in quelle zone in cui la proliferazion& connettivale è più abbondante, non si ha completa scomparsa del tessuto renale : che anzi sembra Ìll alcuni punti di nota re figure accennanti ad uua rigenerazione delle parti di esso atrofizzate. D'altra parte se si considera che per ben due volte notai avere la. seta (nelle identiche condizioni operatorie) sezionato parzialmente il parenchima renale: e che questo mai mi è successo col catgut: e se di piit si nota, come lo provano alcune osservazioni cliniche (Delagenière), che gli ammalati opera. ti alla set.l. sembrano soffrire di p i Ìl e hanno :sovente delle ematurie; si perviene logicamente alla conclusione cha )'uJto del catg1tt è preferibile nella nefrope.~sia. B vero bensì che il catgut non sembra dare aderenze cosi forticome la seta; ma del resto sappiamo, che per ten~re il rene al suo posto sono sufficienti anche aderenze lievi. Tutte queste mie conclusioni concordano perfettamente con q nelle già. citate dal Bnsci e Ta.ddei. In riguardo al tendine di 1·enna come materiale di sutura, poco posso concludere, non avendolo esperimentato che una volta. Solo posso dire di aver notato come dopo circa 15 giorni esso sia ancora. quasi inalterato, e come pochissime alterazioni produca. nelle zone che sono circonvicine •~l tramite. Ora. appunto questa lentezza nel suo riassorbiroento potrebbe essere una buona garanzia della formazione di più salde aderenze fra. il rene e la parete lombare ; e quindi più difficili ::a.rebbero le possi bili recidive. P er 1·appo1·to ai m etodi op eratori esperimentati debbo conchdere essere il m etodo Grtjon ottimo sotto t utti i punti di vista.. Abbastanza.


CO~TRIOUTO SPERJliBXTALF. ALLO STUOlO DELTu\ NEFiROPE,.:sJA

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facile nelle. tecnica, esso dà sempre buoni risultati operatori. Le aderenze che si formano, nei punti corrispondenti e.i fili eli sutura, sono sempre state da me trovate sufficienti non solo a sostenere il peso dell'organo, ma anche a resistere alle trazioni che su di esso all'autopsia esercitavo: e quindi presumibilmente dovrebbero in vita bastare ad impedire il riprodursi delle. ptosi del viscere. A questo proposito però debbo notare come le mie esperienze concordino in un pnnto completamente con quelle del Tuffier: ho cioè sempre trovato le aderenze connettivali nei soli punti delle. periferia renale crnenta.ti dal passaggio dei fili; in tutta la rimanente snperiìcie la capsula non aveva affatto proliferato; ed anzi aveva., come egli ben dice c agito da. membrana. isolante ,.. Un processo che pure molto mi sembra essere degno di considerazione, ed anzi sotto alcuni punti di vista preferibile a quello del Gujon, è quello proposto dal Cordero e usato da lui nella clinica di Parma diretta dal prof. Ceccherelli. Esso alla grande semplicità. e brevità unisce il pregio di escludere assolutamente ogni pericolo di strozz~t.mento delle. sostanza. renale: infatti lo stringi mento delle anse viene regolato direttamente dalle. vista dall'operatore. Per di più esso interponendo fra. la. capsula rena.le e i muscoli cruenta.ti un corpo estraneo qual'è il filo di sutura, eccita su di una. lunga zona la .capsula connettivale alla. proliferazione; e quindi si vengono ad ottenere più salde ed estese aderenze, senza ricorrere a dec:a.psulazione o ad irritazione della capsula con agenti chimici. E questo infatti io riscontrai all'esame istologico del caso da me operato con tale processo, insieme alla nessuna alterazione da. compressione del parenchima rena.le. Riguardo al processo Gujon modificato con l'aggiunta dell'irritaz io-ne della capsula fibrosa mediante sostanze chimiclte, sembra.mi di poter concludere dai miei risultati sperimentali ch'esso, pur mantenendo inalterati i pregi del processo suddetto, garantisce assai meglio dalle possibili recidive della. ptosi renale: poichè ment re nel processo Gujon genuino la capsula fibrosa agisce da. vera. membrana. isolante, in questo invece essa prolifera intensamente in tutta la zona irritata. e viene quindi ad estendere la. superficie di attacco del viscere alla parete lombare ; pnr non alterando affatto l'integrità del parenchima renale. Riguardo a.i JJ rocessi di {ìNsazione mediante la sola capsula fibrosa p>·ojJria non posso pronuncia.rmi per ora in modo assoluto. Solo posso dire - essendo ciò comprovato dalle esperienze di altri (tra cui il Dela.geuière)- di aver notato come in questi casi le alterazioni sclerotiche M -

Giornata di mtdlclua mllilat'<'- Fa>c. X-Xl.


0 0 :\TRrBt,;TO SPElU ME!\TA.L'E ALLO STUDIO DELLA NEPBOI'E SSlA

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siano assai diffuse: esse occupano infatti tutto il segmento del rene corrispondente alla superficie decapsulata, e si approfondano notevo lmente nel parenchima. Le aderenze che in tal modo si ottengono sono certo sa.ldissime; ma ciò non è punto necessario per sostenere al suo posto il rene, sul quale allo stato fisiologico non si esercitano dopo tutto che pressioni leggiere ; mentre invece mi sembra che ciò possa ta-lora riuscire dannoso: poichè il rene immobilizzato del tutto, può in alcune contingenze andare soggetto a pressioni violente per parte di visceri addominali, alle quali invece in condizioni fisiologiche si sottrae mediante la sua., sia pure assai limitata, mobilità. Per quale ragione poi si R.bbia una formazione cosi considerevole di connettivo intrarena.le, non saprei spiegarmelo se non con una ipotesi: forse le. soppressione della capsula propria. che nel processo or· dinario agisce da corpo isolante, permette al tessuto di cicatrice di estendersi liberamente, e con tanta maggiore energia in qna.nto l'afflusso sanguigno è assai più considerevole, come l'indica. La presenza di un gran numero di vasi sanguigni. Riguardo poi ai p1·ocesHi misti nulla assolutamente posso dire, date le specialissime condizioni in cui, come già prima. dissi mi sono trovato. Mi propongo quindi d i tornare su di essi con ulteriori esperienze.

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Fili. l . -

Pttporalo UWlogi«> di~ f(ualo alla OtiJIMI

(10//IJ #tiiJ (@po diU mai).

A B C D, ni'Oiorma%1one connetlh'ale d~ <lo Ila t1lf"lllll ftbroea el approfo nda nella 1<16tanu l't'naie diPoo()('iand on~ t diltruAAendone tzll elementi.

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CONSIDERAZIOKI SULLA PBOFILASSl D'ELLE

MALATTIE VENEREE IN GENERE E DELLA SIFILIDE IN SPECIE NEI MILITARI (l) Per il dott. E•rlco Gilardonl, capitano medico

La scope1·ta dell'agente specifico clella sifilide, per tanto tempo per-seguita invano da gran numero di investigatori, e fatta quattro anni or sono soltanto dal protistologo Schaudinn, nonchè la riprocltezione della lne, ottenuta poco dopo l'anzidetta scoperta da Metchnikoff e Roux, colla. loro classica esperienza. sulle scimmie più affine all'uomo, furono il punto di partenza e la base di una. tale congerie di nuove indagini e conquiste nel ca.mpo della sifìlografìa., che, non solo la. diagnostica e la terapia., ma. altresì la profilassi di così gra.ve morbo fu, come ognuno sa, notevolmente avvantaggiata.. Mi è sembrato perciò di un certo interesse il ricercal'e se e fino a qual grado questi nuo~i criterii di profilassi a.ntiluehca potessero tro· vare qualche facilt~ e pratica applicazione anche tra i milite.ri. In .verità ognuno comprende facilmente di quale e quanta importanza. sia questo particolare argomento d'igiene privata. pei militari di terra e di mare delle civili nazioni. Non vi ha forse infatti altra classe di persone che trovisi in condizioni maggiormente predisponenti a. contrarre contagi di natura venerea, di quella formata. da. quanti, o per libera elezione, o per adempimento di un sacro dovere verso la Patria. si trovano a far parte di corpi armati, e quindi a vivere della vita delle armi , così speciale per contingenze di tradizioni e d'ambiente, di lavoro e di riposo, di età e di costumanze. Anche i dati statistici confermano pienamente questo fatto: (l) Pur ricordando che la di1'01.ion.o del giornoJn lascia completa agli autori degli arli· coli la roaponsabilit.t\ e In potemità dello loro propof!lo, pubblichiamo con piacere questo scritto del capitano medico Cilardoni, il qual..- ba il merito di sollevare una questiono importantiallima per l'igiene fisica e morale del soldato, e di so~levarla con proposto pratiche. Nel momento presente. in cui il problema sessuale si impone nei suoi avariat.i aapetti allo studio dei medici o dei sociologi, e si va propagando un movimento di riforma oei criteri educativi, del quale è a capo uno dei luminat'Ì della scienza medioa italiana, il senatore Foà, il medico militare non può rimanere indi!Jerenlo a qualunque studio cb& aia diretto a togliere al nostro esercito il tristo primato che ha sugli altri eserciti per la lrequexza deUe affezioni \'Onereo. L A DtnEZIO:SE.


,., . .

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CONSIDERAZIONI SULLA PROFILAS J 1 ECC.

Su 84064 ammalati entrati nei varii stabilimenti militari di curar nel 1904 per esempio, 16550 erano venerei: nel 1900 furono 17843, dei quali 2690 sifìlitici, e cioè il 13,60 °·0 0 di forza; nel 1901 i venerei furono 16577, e cioè 1'87 °.,0 della. forza presente, di cui il 14 °~.> dtlto dai sifilitici: (vedasi tabella V ter. della relazione medico-statistica delle condizioni sanitarie del R esercito per l'anno 1904). Nel ventennio tra il 1885 e il 1905 i militari venerei ricoverati nei luog hi di cura annualmente variarono tra un minimo di 16567 nel1888, e un me.ssimo di 23123 nel 1890; e, la. media dei celtici ricoverati su 1000 di forza presente variò tra. 79 e 104 (veda.si tabella. 65 wco citato). E mentre il o:,0 dei sifilitici prima. del 1889 si manteneva. con cifre relativl\mente modeste (6,7-6,6), subito dopo si raddoppiò, portandosi e mantenendosi a ppunto ai succitati 13 e anche 14 %J• Ora, di fronte a queste cifre eloquenti, e ad altre molte che ometto per brevità, non si può· a meno di riflettere con infini ta tristezza alla sor te di tanti giovani. i· quali. non appena. maturata. la. loro balda adolescenza. nella serena. pace dei campi, e nella pat riarcale vita degli alpestri villaggi, sbalzatid'un tratto in temporaneo soggiorno per effet to del servizio di leva. nei grandi centri di guarnigione, pieni di seduzioni e di insidie, vi cadon ovittime imprudenti ed inconsapevoli; per poi far ritorno in seno ali& proprie famiglie, rovinati di corpo e corrotti di s pirito, disseminatori o. a lor volta di nuove miserie e rovine in altre famiglie compaesane. Tutto questo non fa. che convincerci sempre più della. reale importanza dello studio di tutti i mezzi più idonei per proteggere il soldato, e !a di lui fe.miglia paterna e futura., da. pericoli tanto gravi ed insidiosi. E qualunque contributo di studio, ovvero di pratica applicazione, per quanto modesto, potrà sempre in si mile materia riuscire utile e profi cuo di bene. Nè ci trattenga. da.ll'occupa.rcene la estrema delicatezza dell'argomento. Si tratta, è vera, di profilassi strettamente individuale o pri· vata.; di una profilassi anzi che interessa quanto vi ha di più delicato ed intimo nella personalità umana. Ma., come sentiamo nella. nostra. coscienza che il disinteressarcene sarebbe una. colpa, così dobbiamo convincerci che l'occnpa.rcene è un nostro preciso dovere. Del resto sono ormai definitivamente lontani, i tempi nei quali, per malintesa suscettibilitit·o per risibili pregiudizi, non solo i profani, ma i medici credevano di sminuire la. propria. dignitil. professionale nel fare propaganda in tema. di profilassi venerea collettiva, e peggio ancora individuale; q nasi che la lue e la. blenorrea non fossero malattie di natura. infetth·a-contagiosa, dannosissime e da temersi perciò a.l pari e pii• eli tnnte altre. Come pure sono ormai trascorsi i tempi, in cui quel me-


CON~IOERAZIO~I

SULLA l'ROI~ILASSI 1 ECC.

dico obe avesse osato segnalare o raccomandare qualche mezzo da. esso ritenuto preservativo del contagio, veniva. pubblicamente accusato el i indegnità professionale, calunniato come immorale e corruttore, rovinato per sempre: siccome appunto toccò a Ouilbert de P rèval, professore di materia medica a. Parigi, il quale, per avere nel 1772 raccomandato l'uso di certa sua. aqua fagedenica adnirabilis, quale utile pre· servativo antivenereo, venne tosto radiato a.ll'Lunanimità dal novero dei soci dell'Accademia medica parigina: ed esecrato cogli appellativi più infamanti. Oggidì,:ancbe sotto questo riguardo, molti pregiudizi si vanno a poco a p oco vincendo; molti preconcetti vanno sfatandosi. Oggidì ognuno deve persuadersi che qualsiasi applicazione della scienza. alla. profilassi individuale delle malattie veneree è sempre, non solo per nulla immorale, ma. doverosa. per parte del medico-igienista; nè chi fa seriamente e scienWicamente propaganda igienica. in questo campo può essere tacciato di eccitamento al libertinaggio. La scienza. non offende di certo la religione, quando ad esempio, ricerca. di quali morbi possa essere disseminatrice l'acqua benedetta. degli a.cquasantieri delle chiese, o quali varietà. di microbi patogeni più frequentemente si troYino sugli oggetti sacri esposti al bacio dei fed eli; e quando ne indica i mezzi più idonei per evitare la possibilità. di un contagio. Cosi la scienza non offende la morale, nè eccita al mal costlllme quando, serenamente, in omaggio al più puro senso di verità, e al migliore intento di civiltà e di progresso, segnala. i pericoli e i danni del contagio venereo, e corre a.i ripari collo studia.rne e suggerirne le più pratiche applicazioni di preservazione. Per noi medici mjlita.ri, che dobbiamo vigilare sulla salute e sulla Yi· goria de11a. miglior gioventù del Paese, e ritornargliela. pitt vigorosa e più destra: per noi, dico, l'importanza della profilassi venerea indiYÌ· duale è veramente grandissima.; tanto pitt per il fatto che, di tutti"i possibili contagi a. cui può andar incontro il soldato, il venereo è il più facile (e quindi il piit frequente), in quanto, anzicbè il timore che per natura allontana. dal contatto con infetti, vi ha a.m:i l'attrattiva. del naturalo istinto : il quale a vent'anni: nella ·vita. varia ed av· venturosa del soldato, piena di seduzione e di facili occasioni, si trova vieppiù eccitato e provocato. E benE\ hanno avvertita tal e importanza quanti tra i nostri colleghi vollero in questo speciale ··ampo di a.tti-çità segnalarsi, compiendo pregevolissimi studi, e lavori di propaganda igienica. Mi piace ricordare tra. gli altri e. questo proposito, il Franohini, col suo manualetto di igiene privata, scritto con semplicità di stile, pari alla sincerità d'intenti; il Rossi F ederico, il Ferrante, ed


COXSIDERAZI0!-.'1 SULLA PROFILASSI, K('O.

iufine il Mangianti, colle sue brillanti e geniali conferenze agli ufficiali sulle malattie veneree. Di quale particolare valore sieuo a questo riguardo le seduzioni delle grandi guarnigioni, dei centri pi ù popolosi, dove le. vita civile pulsa febbrile tra lo sfarzo che abbaglia, e il frRstuono l)he stordisce ci si può facilmente convincere, <J Uando si paragonino ad esempio tra loro i dati sul quoziente di mortalità per sifilide t ra. questi grandi <.:entri, ed i comuni minori. Esso risulta cinque volte maggiore. Infatti il rapporLo nellOOG era di 1,6 a 0,3 ° 0 1 e di 1,8 a. 0,3 nel 1005 ; sic· c0me risulta dalla statistica delle. mortalità nel Regno pubblicata. per cura. del Ministero di agricoltura industria e commercio. Così, se noi esaminiamo le cifre dei venerei entrati nei luoghi di cura militari per l'anno Hl04 per es., t roviamo su 1000 di forza -13 per Cuneo, 66 p er Brescia, M per Alessandria, GO per Ancona, contro 176 p er Napoli, 130 per Palermo, 10:1 per R oma etc. Ce lo provano pure i dati comparati vi tra il 0 /,., di celtici negli Alpini i quali vivono buona parte dell'anno tra le semplici popolazioni montanare delle A lpi, o il 0/ 011 di celtici delle Compagnie di sussistenza residenti quasi sempre nei pre· sidi più grossi di rifornimento. Pei primi il totale dei celtici su 1000 di forza ftt di 30 nel HJOO, 27 nel 1901, 30 nel 1902, e 31 nel 1903, contro rispett ivamente a 110, 100 e 104 pei secondi. Del resto io stesso ho avuto occasione di avvalore.re il mio con . ;incimento a l riguardo, per quanto ho visto, or non è molto, verifi· ctnsi nel mio r~ggimento. Di guarnigione, da circa 7 anni, nella piccula e remota. Belluno, al G8° fan teria, i venerei si erano sempre contati, come. si suol dire, sulle dita; i pochi casi verifica.tisi erano quasi tutti di origine, dirò cosi, esoge na: trattavasi cioè quasi sempre di soldati reduci da licenza fruita in centri popolosi o di nuovi giunti al corpo. Trasferitosi nello scorso settembre (1908) il reggimento, per effetto del cambio di guarnigione, da Belluno a. Milano, ecco in breve cominciare a. verificarsi parecchi casi di infezione blenorragica, veneretl, e luetica.. Ora, io non cr6do possibile che si possa r ifenre la causa di tale fatto ad una fortuita contingenza, poichè fu troppo evidente ed immediato il contrasto. E se tutto ciò ha potuto verificarsi malgrado la son ,egliauza, le visite e le raccomandazioni, vnol dire che i ~ nostri mezzi attuali di difesa non sono sufficienti per lo scopo voluto. Vediamo anzitut to le prescrizioni regolamentari della nost ra istruzione per l' igiene dei militari del R. eser cito. La. J> rima e q nella. di divulgare le principali nozioni sui pericoli prossim i e remoti dei contagi venerei, e sui mezzi per difendersene, mediante con ferenze agli ufficiali e sottufficia.li, a.ffinchè questi alla. !or


CONSIDERAZIO:SI SULLA PROFILASSI1 ECC.

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-volta. li segnalino ai dipendenti. In aecondo luogo vengono giustamente prescritte le frequenti visite sanitarie ai militari di truppa, ai quali si raccomanda molto di ricorrere all'ufficiale medico colla maggior confidenza. ed anche al primo sospetto. I n tet·zo luogo si prescrive di tener su apposito registro l'elenco nominativo dei venerei del corpo, per poterne meglio invigila.re Io stato di salute. Come ognun vede, queste por ottime disposizioni regolamentari per sè sole, non possono essere sufficienti al conseguimento della vera prevenzione, poichè la. segnalazione del pericolo deve essere diretta., ripetuta, illustrata con pertinace insistenza, specie per quanto riflette i mezzi per evita.rlo: la segnalazione poi dei mezzi per evitarlo non è sufficiente, se questi mezzi non vengono messi alla facile portata di chi ne è abbisognevo!e; le visite sanitarie infine non hanno quasi più carattere di prevenzione e di vera profilassi individuale. La lacuna principale di queste disposizioni regolamentari sta. ~tppunto,' a mio parere, nella deficienza circa. le norme di profilassi strettamente individuale, e circa i mezzi per una. applicazione pratica. e facile delle norme stesse. Ed è precisamente nella. maggior divulgazione di queste norme profìlatticbe, e dei migliori mezzi per applicarle praticamente, che io credo si potrà assai meglio di tutti i regolamenti sul meretricio, e sui sifilicomi, assai meglio di tutte le visite pubbliche e delle fiscali interdizioni, riparare ai pericoli del contagio venereo. Le più recenti conquiste nel campo della sifilografia banno appunto fornito due nuovi ed efficaci presidii di profilassi individuale contro la sifilide: la. pomata di Jfetclmikolf e le iniezioni p1·eventive di ato:vil. È della prima obe intendo intrattenermi, come più pratica e sicura. Itesa nota al congresso di dermatologia di Berna nel 1906, questa pomata è di una composizione chimica molto semplice: consta infatti di 25 a 30 parti di calomelano a vapore su 67 parti di la.nolina, con aggiunta d i altre 10 parti di vaselina (o di liquido sinoviale di vitello) per aumentarne l'untuositè.. Provata e riprova.ta su gran numero di antropoidi, questa. pomata. diede risultati tanto brillanti, che il dottor Maisonneuve non esitò punto a provarla. su sè stesso, un'ora dopo essersi inoculato sperimentalm ente una. dose massima di virus sifilitico. Yi furono bensi alcuni sperimentatori, sifìlografi in particolare, che tentarono ài infirmare il valore, sia. sperimentale che clinico di questa. pomata, (come ad esempio il Neisser, il Ga.ucber, il Levy-Bing); e si menò da. taluni un gran scalpore per quel caso di certo signore peruvia.no, il quale, di passaggio per Parigi, troppo fiducioso in una. pomata. di Metchnikoff, comperata. in una. farmacia., aveva creduto di poterai dare impunemente alla pazza gioia nella ospitale capitale di


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CONSIDEBAZIONI SULLA PROl"il.ASSI, EC.C.

Francia; e, malgrado la. sna pomata, si contagiò. Ma. Metchnikoif ~ Roux: fecero in riguardo una rigorosa inchiesta, per la quale poteronoluminosamente provare che le varie pomate usate da. quegli sperimentatori, i quali non ne avevano riconosciuta l'efficacia: come pure quell& che molte farmacie di Parigi fornivano ai clienti, peruviani o no,. contenevano tutte dosi affatto insufficienti di calomelano: tal une persino non ne contt>nevano affatto, ed avevano una composizioneidel tutto estranea a quella prescritta.. Questa. composizione è semplice, m~~o è anche essenziale. Nè deve meravigliare la semplicità di detta composizione, per cui una sostanza medicamentosa pressochè innocua, come il calomelano, usata. esternamente, può riuscire di tanta efficacia contro una infezione cosi, temibile. li virus luetico, ossia il treponem.a pallido, depositato neL punto idoneo pel suo attecchimento, per un tempo relativamente lungo della sua lunga incubazione, non riesce ad adattarsi all' organismo. ospite. Tnvero Metchnikoff e Roux esaminando la sierosità (proveniente dalle anfratuosita di un punto d'inoculazione del virns fatta in un chimpanzè, ed in due macachi) durante il periodo di incubazione (per mezzo dell'ultra-condensatore di Raichert), non riuscirono a svelare la. presenza degli spirocheti di Schaudinn s~ non dopo i primi quindici giorni che seguirono alla inoculaz ione stessa: il che stava a provare. che i tieponema pallidi impiegano un tempo relativamente molto lungo prima di riprodursi in quantità. apprezzabile: ed è :appunto per questa fortunata lentezza di adattamento del virus all'organismo ospite, che ci è possibile riuscire con la semplice pomata. al calomelano in 11111 principio (o con le iniezioni di atoxil nn poco più tardi), ad aver ragione dell' infezione: in altre parole a poter effettuare la vera, razionale, diretta profilassi della. sifilide. Per quanto però riguarda la pomata al calomelano, che più specialmente ci occupa, come più pratica e più sicura, la sua efficacia si realizza soltanto sotto ben determinate condizioni, le quali sono del tutto es.Yenziali: e cioè: I. - Confezione esattamente identica per qualità e proporzione dei componenti medicamentosi alla formola ni Metchnikoff; II. - Applicazione della pomata o poco prima, o al più tarJi, un'ot·a. dopo il contatto sospetto. Queste C(Jndizioni essenziali, nella pratica comune non sono facilmente raggiungi bili; prima di tutto la preparazione della pomata fatta qua e col& dai varii rivenditori non dà. alcuna garanzia di esattezza ed accuratezza d i confezionamento; e l'inchiesta di Metchnikoff e Rou ~ l' ha provato all'e,idenza; in secondo luogo la necessità che !~uso­ dell' unguento. per essete eflicace. sia fatto in uno spazio di tempo rela-


CONSIDERAZIONI SO LLA PROFILASSI, ECC.

tivamente ristretto, e non certo il più comodo, è un altro grave ostacolo; tanto più perchè (come nota Metchnikofi) l'individuo contagiato, nella grande maggioranza dei oasi, non crede punto di esserlo; e non apprende la. vera natura del male, se non quando dallo stesso vien costretto a consultare il medico; in ogni caso, sempre troppo tardi per l'uso del profìlattico rimedio. Il pubblico poi, in terzo luogo, il più delle volte è affatto ignaro sia dei pericoli come dei rimedi i: poichè in simile materia vi ha per parte di tutti (salvo che pei. cattivi compagni, maestri gratuiti di vizio, e ferventi apostoli di corruzione) la. più assurda. :congiura ~del silenzio. Cosi si spiega come la pomata di Metchnikoff non abbia trovato sin qui, e forse non troverà.. per qualche tempo a.nçora, quella larga. applicazione pratica., che in realtà mi sembra. che meriti. In questo ordine di idee, alquanto impressionato per quello che avevo visto verificarsi in proposito al mio Reggimento, io sono stato indotto a ricercare quale più semplice e pratica modalità di applicazione profilattica convenisse ideare, perchè la. pomata di Metchuikoff possa entrare facilmente in uso tra i militari di te1·ra e di mare. E sarei venn'to nella. conclusione che questa modalità consista nel prepararne l'unguento in piccoli tubetti di stagnola, a tappetto a ~;vitabile, della. foggia di quelli che si usano in commercio per mastici, unguenti, sostanze coloranti od umettanti, e simili. Ogni tubetto dovrebbe avere la. capacità. di pochissimi grammi di pomata, quanti appunto sono necessarii per una sola applicazione (circa tre grammi, contenenti 80-UO centigrammi di calomelano): inoltre dovrebbe essere avvolto in nn foglio di carta, su l'una facciata del quale fossero in modo assiomatico e riassuntivo bene enumerate tutte le migliori e più semplici regole igieniche consigliabili per evitare i contagi venerei in genere; sull'altra. facciata, il modo e il tempo utile per l'impiego della. pomata preservatrice. Simili tubetti dovrebbero, a garanzia del loro contenuto, essere preparati da un istituto di produzione, che dia sicuro affidamento per la purezza del materiale usato, e l'esattezza delle dosi: per esempio, pei militari di terra e di mare, dalla Farmacia centrale militare; la quale dovrebbe fornirne le Infermerie dei Corpi, che ne facessero richiesta.. I direttori di dette Infermerie dovrebbero a. lor volta esser~ autorizzati a tenere una certa provvista di tubetti; onde curarne una. individuale distribuzione in occasione di visite sanitarie, Q di consultazioni, o iu altre favorevoli circostanze, con quella. oculata riservatezza, e con quel prudente accorgimento, che più crederanno in ogni singolo caso.


SGO

CO~S IDERAZIO~"' SVLLA. PROFILASSI,

ECO.

Quali obiezioni si potrebbero muovere a questa modesta applicazione pratica di profilassi antivenerea ? Si potrebbe anzitutto avanzare l'idea del pericolo nell'affidare una. sostanza medicinale al soldato; ma questa obie?.ione non credo possa avere un grande valore, quando si pensi che per ogni tubetto sono più che sufficienti tre grammi di pomata; per cui il quantitativo di calomelano per tubetto si riduce a 80-90 centigrammi: inoltre si deve considerare il fatto, molto importante, che detto quantitativo di calomelano si trova ben mescolato in un veicolo di lanolina e vaselina : \eicolo ben poco adatto alla ingestione e tanto meno all'assorb1mento del medicamento per parte della. mucosa. gastrica.; l.a quale sarebbe anzi stimolata immediatamente alla espulsione della. pomata mediante il Yomito liberatore. I\ è si può p ensare che il militare possa indursi a cercare di fare ·Commercio dei tubetti proprii e dei camerati, poichè, una volta stabilito il principio che il tubetto è strettamente personale; che esso viene fornito, come un alt ro medicinale qualsiasi, soltanto dietro diretta rich iesta, e non può essere rinnovato se non personalmente presso l'Infermeria del Corpo, sotto la sorveglianza dell'Ufficiale Medico (in ~ccasione di singole consultazioni, o della vista sa·nitaria settimanale, che vien passata ai singoli uomini di truppa appunto per effetto delle prescrizioni regolamentari riguardanti la profilassi venerea), o mediante acq ttisto presso la farmacia produttrice; anche questa obiezione perde la sua importanza. Anche il costo del tubetto non può costituire obiezioni alla praticittà. e opportunità. del suo uso. Alla Farmacia centrale·militare ogni tubetto non potrebbe costare infatti che pochissimi centesimi; e la spesa sarebbe ben minore del risparmio sulle giorn.ate di degenza ospeclaliera. e di mancato servizio. L'uso del tubetto sarebbe poi di una pratica. semplicità. facilmente comprensibile da. chiunque. E sso è tascabile: il tepore della. tasca serve auzi a rendere e mantenere sempre molle e quindi più untuoso il cont enuto poichè le pareti di stagnola trasmettono con facilità il calore esterno al contenuto stesso. Essendo tascabile, e quindi non ingombrante, nè soggetto a rompersi, n è a. versarsi (come i vasetti, le hoccettine), o a.d alterarsi, il tubetto si può portare ovunque, e in qualsiasi circostanza di tempo e di luogo. E sso si pnò maneggiare con facilità, all'oscuro, senza essere osservati, rapidamente colla maggior n aturalezza. Il contenuto non si versa, non si r ivela ad alcuno, perohè affatto inodoro, n è lascia macchie vistose sulla biancheria personale: n on è punto irritante: l'applicazione utile della. pomata può essere


OONSIDERAZIONI SULLA PHOFILAS$11 E CO•

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fatta non soltanto=qualche tempo prima, ma anche poco dopo: sino ad un'ora dopo. Tuttavia sarà sempre bene insistere sulla maggior efficacia d.:~lla applicazione, se fatta quasi immediatamente prima del contatto sospetto, poichè la pomata., umettando e ingrassando i tegumenti superficiali molto delicati e lacerabili delle parti dei genitali più soggette a maggior attrito nell'atto sessuale, oltre che agire chimica· mente sull'agente specifico della lue, agisce altresì meccanicamente, nel senso di renderé molto meno frequenti, e più protetti, quelle anco impercettibili scalfittura, le quali sono la condizione più necessaria. perchè possa innestarsi ed attecchire il virus dell'ulcera dura non solo, ma anche quello dell'ulcera molle: donde appunto il maggior vantaggio della applicazione dirò cosi, preventiva. Per tutti questi vantaggi pratici, credo che il sistema profìlattico del tubetto tascabile con pomata di Metchnikoff sia da preferirai a. tutti gli altri mezzi di preservazione di incomoda applicazione, o di dubbia efficacia sino ad ora conosciuti, e che, appunto perchè poco pratici, o riconosciuti difettosi o manchevoli, richiedendo manuaJità incomode, complesse, o repugnanti, o peggio ancora percbè causa di irritazioni ed anche di lesioni locali così temibili, non vengono di solito tollerati, n è abitualmente usati. Comunque sia, quand'anche non si volesse attribuire un grande valore profila.ttico alla pomata di Metchnikoff, la stessa, conservata e venduta o distribuita in recipienti di uso tanto comodo e pratico, quali sono i tubetti di ste.gnola a. tappetto avvita.bile, avrebbe pur sempre il grande vantaggio di poter servire da mezzo di 1n·opagcmda per richiamare l'attenzione di ogni giovane milite sulla frequenza dei pericoli derivanti dalla fisiologica attività sessuale; da. indurlo ad occuparsi con serietà e saviezza di cosi importanti argomenti, riflettenti la salute individuale e collettiva; da. eccitarlo ad ascoltare con interesse la parola dell' nomo di scienza, anzichè quella del compagno di vizio. L'ufficiale medico di ogni Corpo, uniformandosi del resto in parte a prescrizioni regolamentari già in vigore, nel tenere opportune conferenze ài p1·opaganda igienica sui varii argomenti più interessanti la salute del soldato, potrebbe far tema di speciale trattazione quello della profilassi individuale antive11erea, consigliando tutte quelle regole igieniche precauzionali, ed i più idonei mezzi di preservazione dal contagio venereo, tra i quali questo, spiegandone l'uso ed iJ modo di impiego. Per rendere poi queste conferenze più interessanti ed assimilabili a.Ue menti dei giovani soldati, riterrei veramente utile accompagnarle, (come già consigliò e praticò 1l Generale Medico Ferrero di Cavallerleone con adatte ser~e di proiezioni l1~mino1;e illustranti i varii danni che


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CONSIDERAZIO~'I SULLA

PR0l-'1LASSI 1 ECO.

che sull'organismo i n di vi d n al e, come su quello sociale, e sulla razza.. segnano una particolare, profonda ed indelebile orma di miseria e di dolore. La casa Molteni di Parigi (l). ha posto in commercio delle serie interessantissime di lastre fotografiche per proiezioni, fatte a scopo di propaganda igienica, di istruzione popolare, e di ricreazione. Con poca spesa si potrebbero acquistare parecchie di q neste serie, e per cura delle singole Direzioni di Sanità metterle a disposizione, per turno, degli ufficiali medici di ciascun reggimento del Corpo d'Armata, onde fame og· getto di conferenze di propaganda igienica allereclu.te. Naturalmente oc-correrebbe anche l'apparecchio da proiezione i ma oggigiorno, che si tengono conferenze con proiezioni per ogni dove, e numerosissime, riuscirà. sempre facile trovarne uno a nolo, quand'anche non si credesse più conveniente fornirne uno ad ogni Comando di Corpo d'Armata, onde possa servire per le moltissime conferenze che in ogni Presidio militare si tengono quasi ogni giorno dai varii ufficiali. Que1.te conferenze di propaganda igienica infine avrebbero il grande vantaggio di creare una corrente di confidenza sempre maggiore tra l' ufficiale medico e<i i militari del Corpo sopra nn argomento di così delicata natura: sicchè questi ultimi più facilmente si persuaderebbero a presentarsi alla visita medica fin dal primo sospetto. - Per meglio riuscire però in questo intento io riterrei opportuno, confortato in ciò anche dal favorevole parere del generale medico Ferrero di Cavallerleone, che si modificasse la prescrizione r egolamentare, per effetto della. q oale la vi11ita sanitaria deve essere fatta collettivamente, e nel luogo di radtmata della rompagnia: (V. Regolamento sul servizio &lt.nitario territoriale). Io per mio conto, lo. confesso, ho sempre ottemperato a questa prescrizione, facendo un vero sforzo su me stesso: anzi non ho difficoltà. a. dichiarare che ho più volte tenta.to (con varia fortuna, è vero) di ottenere l'a.utorizzazione di praticare la visita sanitaria settimanale individrtalmente, p,-esso l}infe1'1neria, ed in luogo riparato (e riscaldato nella stagione rigida). - Io sono invt>rO persuaso ,che, qualora queste Yisite sanitarie venissero fatte individuo per individuo, senza inutili t estimoni, in locali appartati, senza che il soldato veda segnalata con palesi rticiture la natura della. propria malattia segreta sui registri di .Compagnia., di I nfermeria. e di Ospedale, i quali ]passano per le mani dei suoi superiori e camerati, - sono pet·suaso, dico, che senza la. rilutt anza. che attualment-e dobbiamo deplorare, i singoli pazi&nti accorrerebbero ad accertarsi sul loro reale stato di salute fin dal primo dubbio, e ~r sentire il consiglio del medico militare. (l ) l o ho fnt.lo Mqu istare pe.rccl'l tio s erio trn le piò interessan ti dalla ditta D uroo o ) luror ùi ) Ginno.


CON:o;lDERAZlO="J SULLA PIIO.b'ILA SSr1 ECC.

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Certo ; io riconosco perfettamente che di tutte le obiezioni, che si l'ossono muovere a.l sistema. profila.ttico da me propugnato, nei termini ·e nei modi che ho indicato sommariamente, quella che ha. maggior fondamento, o per meglio dire, maggior parvenza. d1 fondatezza, è :sempre l'obiezione di indole morale: ma. a. questo riguardo torno ariconf,rma.re la mia persuasione che, il fare della profilassi individuale a.ntivenerea, con conferenze, con opuscoli, con qualsiasi onesto mezzo di propaganda, onde illustrare, far conoscere agli ignari ed agli imprudenti tutti i pericoli, tutte ie insidie di nn contagio tentatore, ed 1 mezzi più efficaci per evitarlo; come pure, il mettere questi mezzi più idonei alla portata. di quanti ne possano essere a.bbisognevoli, e nel miglior momento perchè vengano usati, -non significa, come vorl·ebbe qualcuno tuttodi, eccitare al libertinaggio ed al mal costume.Poichè, se il ti m o re del contagio venereo, potrà valere a tener lontano il giovane dalla fisiologica. esplicazione delle sue funzioni sessuali, non potrà certo in lui soffocare quella. voce potente ed incompressibile di natura. che è l'istinto venereo; sicchè esso timore tutt'al più non farà che spingerlo a. dannose e repugnanti conseguenze, quali quelle derivanti dalle polluzioni e dall'onanismo. Non è perciò nè giusto, nè vero <.:he quanto concorre a scemare i danni o a. diminuire i pericoli che dalla naturale esplicazione dello istinto venereo d eri vano alla gioventù, possa. meritare la taccia. di corruzione dei costumi, e gli anatemi dei ~osidetti moralisti. Ricordiamo a. questo proposito che i Giapponesi nell'ultima loro grande guerra, che li ha. coperti di gloria e d'onori, per la. quale guerra si disse che il microscopio vi fu altrettanto utile del cannone, ricordiamo, ripeto, che i Giapponesi dovettero organizzare ufficialmente dei postriboli da campo. Qualunque applicazione pratica pertanto di profilassi individuale, '<!ome questa che ho osato di propuguare presso i miei colleghi, allo scopo di suscitarne una discussione, che riesca. a vagliarne tutti i vantaggi '6d i difetti, come qualunque altra idonea, purchè fatt.a con scienza e coscienza, uon pbtrà a. meno di servire quale eccellente occasione per far conoscere e far tenere sempre presenti alle menti ignare e sventate dei giovani, i pericoli ed i danni fisici e mor111.li del contagio venereo; a. renderueli vigili e consci delle conseguenze prossime e remote, ripa.rabili o no del contagio stesso ; per richiamarne l'attenzione sui gravi problemi di igiene e d i morale che a questi fatti si ricollegano. di igiene e di morale a un tempo; poichè la. moralità e la igiene non si scompagnano mai, nè si possono scompagnare, in quanto entrambe si fondano, entrambe derivano dal vero, che è sempre buono e onesto. Esse anzi si integrano a vicenda; e nessuna migliore occasione di fare della buona e sana morale, - di quella morale cioè sfrourla.ta. dai vieti pregi n-


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Cll~SIDERAZI O~I

SULLA t•ROFILASSI 1 ECC.

dizi, e dagli assurdi preconcetti, - come allorquando si fa della propaganda igienica in genere, e sopratutto della profìtassi antivenerea. in specie. Certo, per tutto questo, com& per tutte l~ analoghe battaglie di igiene sociale o collettiva (alcoolismo, tubercolosi, malaria... ), ci •noleun poco di coraggio e un po' di fede: coraggio per superare preconcetti e pregiudizi che in que3to delicatissimo ed intimo argomento tengono tuttora il campo presso il gro~so del pubblico; fede cooperante, perchè le conquiste della igiene sociale. non si ottengono se non con nn lavoro paziente, sottile di propaganda fervida e tenace.

1r

Contenuto dell11 racclaL~ rlel rogUo che lntolge il tobello di SlaRDO)Il con la J)OIIlBta

Contenuto della 11• ra~clata del rogllo che ln,·o l~c Il t nbello di s tagnola eoo la pom~ta

Consigli di Igiene tesauale al militare. l. Trovandoti lontano dalla tua famiglia. e dal t uo paese, devi cercare con maggior cura di conservarti in ottima salute. n mantenersi casto preserva da militi mali fisici e momli. 2. Ricordati che l'abbraccio con donna pubblica è sempre molto sospetto; perciò devi e vitarlo il più che ti sio. possibile. S. L'abbraccio s essuale sospetto deve essere fatto 8~1npre come un imper ioso bisogno dell'organismo; e mai come un pincere cbe si vuoi soddi!lfare. Perciò deve essere eseguito con celerità, evitando tuttavia di riportare a i genitnli delle lacerazioni od abrasioni ; le quali sono assai per icolose, percbè costitltiscono la porta per cui penetra ìl male infettante. 4. Mant ieni, perciò al pari delle alne parti del tuo corpo, sempre molto puliti g li organi genitali. 6 . Non urina re 111ai pl'ima, ma bensl .mbito ®po il contatto sospetto con donna pubhlica. 6. Non potendo usAre la pomata, oc· corre fare lavacri abbondanti ai geni· tali al più presto possibile, dopo un COli tatto S9Sp!'tto. 7. R icordati però sempre, o soldato, che alla t m~ età, la castità anche pro· lungata non è mai CIHt,;a di male: ma è il m iglior preservativo dell'auiUla e del corpo, che devi mantenere saldi ed immacolati pet· la tun futura famiglia e pel tuo Paese.

Modo di l•plego della pomata. 1. Il tubetto di stagnola si può te· nere in tasca quanto tempo si vuole. 2. Per farne uscire la pomata al mo· monto del bisogno. bas ta lolvare il tap)» a vite; e premef\e tra le dita l'estremità opposta del tubetto. ~. La. pomatA si deve distende re sulla metà a nteriore del pene, in modo che ne venga u mettato sia il glande · che il prepuzio. 4. È preferibile usarla. p l'im.a del contatto sospetto ; però si può usa re con vantaggio flr~o aà un'ora ®po. 6. La vomata non ha odore, non da\ macch ie vistose sulla biancheria, non è causa di a lcuna irritazione locale, nil di alcun disturbo generale ; per l' usoesterno a cui è destinata non è punto velenosa: bensl benefica. Perciò fanno: uso con fiducia in tutti quei casi pei quali essa è indicata: tuttavia non ere· dere che sia il toccn e sana p reservativo assoluto di tutti i pericoli df'll'abhraccio sospetto : ricordalo sempre.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVlS~rA

MEDICA

SALVATORE GANGI, tenente medico. -

Intorno ad an& nuova reastoae per 411ferenslare sU euuc1.a t14&l traan4&U.- (Rifor11lamedica, anno XXV, n.3V).

n processo di Rivalta per lA. dingnosi clinica difl"ereuziale dei Yer·samenti infi a mmatori dalle idropisie meccaniche si basi\, como è noto, sull'impiego dell'acido acetico, il quale deter minerebbe, negli essudati s iorosi, la formazione di precipitato cara tteristico, solubile in un leggero eccesso di acido, mentre questo precipitato non si produrrebbe nei versamenti non infiammatori. Il dottor Gangi, avendo fatto ripetute esperienze su questa renzione, ba potuto. constatare che nella maggior parte dei t ransudati, si forma, sotto l'azione dell'acido al',etico, un leggero in torbida mento, ciò che fa si che la differenza fra essudnto e transudato si riduce, sotto questo riguardo, a lla sola densità dol precipitato. Certamente, quando si esaminano simultaneamente i due prodotti patologici, questa. dilfereuza. di densità può perfettamente bastare a s tabilire quale dei due liquidi s ia un transuda.to o quale un essuda.to. Ma qunndo manca la poss ibilità di confrontarli di · rettamente, la diagnos i è pur sempre molto imbarazzante. Perciò l'autore preferisce di ricorrere a un altro proce.'ISo, che. secondo la sua esperienza, darebbe risulta ti molto più s icuri. Tale metodo sarehbe il seguente: Si vel'$8. in una. provetta 2 a 3 c. c. d'ncido cloridrico; poi si lasciano colare lungo la parete della provetta, che si procura di tenere immobile più che possibile 8 a 4 cc. del liquido da esaminare. .Allora, se s i tratta di un essudato, s i vede formarsi, 1\l pia no d i soprapposizione dei due liquidi, un anello bianco caseoso s imilé al disco a lbuminoso che si produce nella reazione di Heller pe1· la ricerca. dell'a lbumina nelle orine. Dalla s uperficie supedore di questo anello, si distaccano e montano in alto delle piccole nubecole, che rassomigliano a quello nubecole di fumo clte escono dallo. estremitit accesa di nna sigaretta quando s i soffia leggermente sull'estremità oppos ta. Ques to nubecole, che si formano di preferenza ver ·o la periferia, dopo d i avere raggiu nto la superficie del liquido, ridiscendono poi a poco a poco, fermandosi a qualche centimetro di distanza dalla superficie superiore dell'anello bianco, mentre la zona compresa frl\ questi due limiti resti\ lim· pida. Al di sopra del disco si vede una zona chiara, che ha preas'a poco lo s te.;so s pessore di questo disco, e la parte superiore del liquido si presenta. più o meno intorbidata. Il disco bianco cl\seoso aumenta gradualmente di spes-;ezza. ed inHné si tmsforma in uno. massa de nsa, lucente, tAlora bianca, talora verdastra, che aderisce alla parete della provetta. Di più, alla fnccia inferiore di ques ta massa. compatte., si trovano seurpre aderenti alcuno bolle gazose. Se invece si abuia un transmlato, al livello di contl\tt.o dei due liquido, si forma semplicemente un disco sottilissitno, che con~erva costantemente lo stesso s pessore, mentre la parte soprl\pposta de l liquido rimane perfettamente limptda in tu t ta la sua massa. Talvolta 1\nzi non si f~rma atrlttto l'anello, il liquido resta

un

~:; -

Giornale dì medicina ml lll !•rf. -

Fnsr X· Xl.


RIVISTA D I CRffiURt:IA Oll:NERALE

per un po' di tempo uniformemente intorbida t o, e poi finisce col mescolarsi a ll'acido cloridrico, senza alcuna tendenza a formare una massa denaa. 1\on è possibile. secondo l'autore, di cadere in errore seguendo questo metodo nè di rimanere in dubbio circa la nat ura del liquido che s i esamina, poichè gli essudati presentano due fasi tipiche e ben caratteristiche, le quali non trovano alcun riscontro nelle fasi della reazione dei transudati, qualunque sia la origine di questi ultimi.

RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE AIIHA SIIA:>OFt· . - tJnnaovo metoclo operativo 4eU'ei'DJia orarale. -

(Ztntral-

blo.ft fiir Clli1·twyie, 1009, n. 2!1) ,

Se noi vo~linmo nell'ernia crurale operare mdical mente dobbiamo, come nell'el'llia inguinah:, seguire i concetti messi in evidenza dal Bassini e dal Kocher pe•· impudire le recidive, format·e cioè un saldo strato muscolare, rinforzare e dil'tendere il peritoneo rilascia to. Xell'ern ia crurale abbiamo u n imbuto ben conformato il quale non deve es!>ere chiuso alla su perticie, bensì alla profondità del peritoneo, il quale da parte sua de,·e al posto della precedente evaginazione venire per quanto è possibile .t'ortemente disteso. E da questo punto di vista l'erniotomia cr urale alla Bassini o K ocher non resist-e alla critica. Perciò l'A. p1·opone il suo metodo, di cui ecco la descrizione: t • Taglio della pelle parallelo al legamento di F a lloppio. Dopo isolato, aperto e svuotato il sacco erniario, si trafigge con un ago munito di lungo filo di seta il colletto. più in alto che sia possibile, poi si lega da ambo le parti. 20 Ciascun estremo libero del fi lo viene infilato su di un robusto ago curvo col q~1ale si t rafigge la parete addominale dall'interno all'esterno 2 centimetri sopm l'arcata di Poupn1·t, alla dis tan;1a, un filo dall'altro, rH l 1/2-8 centimetri secondo la g randezza dell'imbuto femorale. !Jo Si de'\'"ouo quindi passare gli estremi del filo attraverso il legamento di Coopt· r, u•mpo il più importante dell'operazione. A t ale scopo si uncina indietro ed iu sopra l'arcata di P ouparl per scoprire il margi ne interno della branca ori:r.zonts\le del pniJe e s i passa ciascun ago nello spessore dc-l lt~gamento di Cooper dall'indietro in a vanti, tenendos i per quan to 6 possibile lontano dal suo margine nnterioro. -1• Si annodano i due capi del filo; e in tal modo il peduncolo de.l sacco et· ninrio, (' nello stesso tempo nnche il peritoneo, vengono d istesi. Inoltre viene ti· rnta la p:~rete addominale anteriore sull'osso del pube, la quale parete abbassan· dosi si RJ'plicn s u di ~sso l'Cr mez:r.o del Je~a n1eoto di Pot1part. In questo modo ;:i rhiude lutto l' imbuto fomomle senr.a danlteggitu·e i vasi. O'' Sutura della pelle. I ,·antnggi che l'A. attribuigce al suo metodo sono: t ecnica facile e rapidR, chiu·'lll'a p1•rfetta dèll' imbuto femorale dalla profonditA alla s uperficie, dispiegaluento del peritoneo, mobile e indebolito, per efl'etto della trazione sul moncono


RIVISTA DI CHmURGIA QBNERALJ!;

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~el sacco e rniario.

Non crede lo stiramento esercitato sulla. parete addominale possa indurre un allargamento dell'anello inguinale e favorire lo sviluppo d' uno. ern ia, pet·cltè l'A. quest 'allargamento non l'ha mai osservato, e d'altra parte n. notare che l'aponeurosi dell'obbliquo esterno non ha importan;,a essenziale n ella fur muione di un'ernia inguinale. L'A. ho operato col Stlo metodo 8 volte, ed è rimasto convinto della sua bontà ·dai favorevoli risultati ottenuti. U. RtVA.

Un nuovo aetofo 4lracllograb : r a4iopdebt&utanee ln meno 41 1. 100 41 mblo.to ••ooD4o. - (Medicai Record, 11'2 mag-

FHtEDJuoa DESSAUER . -

gio 1909). I tentativi di Rosentbal ,Rieder e altri di abbreviare il tempo di posa per le in l 26 di secondo un radiogramma in un ndulto, nel quale l'ombra del cuore appare in distinti contorni. Nel &o Con. gresso interna;,ionale di Roentgenologia, il Dessauer ha esposto le sue ricerche e i suoi esperimenti per abbreviare nncora di più il tempo di posa. Cou la parola c radiografia istantanea ,. si deve intendere una rndiografia, nelb quale il tempo di posa sia più breve di una contrazione cnrdiaca o ùi qualsiasi altt·o lieve movimento, che il paziente possa fat•e: e questo può ottenersi con l 50 di secondo. n Dess auer dice di essere riuscito a risolvere il problema. di ahbre,·in.re il tempo di posa di 100·200 volte. di ottenere cioil delle radiografie con unn posa di solo 1100 o t 200 di secondo. Riguardo alla tecnici~ non dà per il momento che brevi t\ccenni. Il problema. -è di generare per un tempo brevissimo una corrente potentissima di raggi catodici nell'interno del tubo: e secondo il Dessauer questa corrente si può immettere anc h1:1 nei tubi ordinari, senza speciali modifìcazioni nell' anticntode. Pet· ottenere !11. forte con·ente vi sono più possibilità, i fattori essendo sempre gli stessi: si J>UÒ variare la capacità dell'apparecchio e il trasformatore o il tmsformatore solo, o s i può generare direttamente una corrente ad alta tensione. Di molte. importanza e stabilire il tempo di posa, clte non. il dato dal tempo durante il quale In. corrente primaria scorre lungo il circuito, ma d.a l tempo di illumina?:iooe del tubo. P er determinarlo il Dessa.uer fa. ruotare, mediante un motore un film, chiuso in carta impenetrn.bile alla luce, avanti a uno schermo di piombo, che presenta uon stretta fenditura, pet· la qu:\le i raggi R oetgen vanno n impt·essioont·e il film stesso. Il tempo di illuminazione si calcola allora dal trntto di film impressionn.to, dal numero dei giri del motore oe dal diametro del disco, sul quale il film ruota. Con questi t empi minimi di posn s i potranno ottenere notevoli vantaggi prn · tici e scientifici nel campo della. radiografia. P raticamente UOIIl occotTerà più fissare con tnolt.'\ accurate7.z& il paziente, perchè qualsinsi movimento è impossibile in cosi ht·e\·e tempo, e unn rl\diografia non richiederà maggior d isturiJo di uon. fotografin istantanea. Dal lato scientilìco si potranno ottenel·e successivamcuttl radiogrnfie a brevissimi intervalli, ~:d avere cosi per es. la cinematografia del cuore. G. MEmto. radio~;ratie souo noti: Rosenthal ha ottenuto


RIVISTA DI MALATTIE V~NRREE EDELU PELLE Un nuovo metodo 4l oura, foriement. attenuute • fora• anohe abortivo, 4ella li1lll4e. 1Gazette d~s Htipitau:x:, 8 agosto 1!109

H. HALLOEAU -

n . Si). La maggior parte dc-i sifilogr·afi non r rtrene possibile arrestare unn. sifìli d ~:, dopo la comparsa deli'nccidente primitivo: l' Halloveau è convinto che con un t r·nttamento locale e gcnet·ale intensivo si possa riuscire a far abortii-e l'inf··;done o pt· r lo meno a ridurre al minimo di intensità e di dumt.a le man ifestazion i se· condnl'ie. Nel metodo di cura deii'HtLllopeau bisogna intervenit·e, nppena sia con:>tatata l'esisl!·nza di un ulcer·o duro, possibilmente nccer·tato ron l'esame ultmlllic-t·oscopico. Localmente si npplica a permanenza umt pomata al SO p. cento di ntoxil c-t·i:;;tallizzato, e contemporan eamente si pratiClloo ogni ziomo olelle in iezioni oli pir.cole dosi di ntoxil (10 centi~ran11ni1 o di un suo deriVolto1 l'ectina, nelle vici· nRnzc dull'ulcero e sul tragitto df'lle vie linfatiche. LA. curn g enerale con siste iu iniezioni quotidiane intnunu~colari nelle r egioni gl ut~e di due centigrammi di benzoato di nlet·curio e nella somministrazione pct• bocca d i 1-2 gt·amuli di iodur·o di potassio al giorno. Il trattamento locnle misto agirebbe direttamente sui trf'pon Pmi inclus i nell'ulcero, su quelli che emigmno nei tessuti vicini o si infiltrano nelle pareti d1~i linfatici c su quelli che sono trasportati per· queste vie nei. gangli inguinali. Infatti se l'intervento ~ pronto, l'ulcero cicr~trizza in pochi gorni e non si ,·e· rificano manifcst:,zioni secondarie, nè adenopMie, né ros<:ola La curn generale mira ad opporsi A. una pos;;ibilc gc ner·nlizzRzionP del treponenrR. che può penetrare fi no dai primi giornj dell'infezione, e anche pi'Ìmn della compnr·sa dell'ulccro, n ella circolazione generale. Le iniezioni di un snle soln!.ih: d i mercurio sono più l-apide nella loro nzione cbt~ le frizioni: e lo iodur-o di po· tassio coadiu>a l'azione dd mercur io, contmriarnente all'opinione corrente cb~ ne~a allo ioduro qualsiasi azione sul parassita. Le inic~ioni locali di ntoxil si devono praticnre per tutto il periodo clfi~Sico de ll'incubazione secondaria dell n si(ilide, cioè per 42 giorni . I lO cuntigrammi di atoxil o di ectina si dis:ciolgono in '2 centimet. cubi di acqua bollita. L e iniezioni gt>nerali si pJSSOIIO fare in due sede rli lo giorni, sepnrate da un r iposo di f) Uindici giorni. Le inh·zioni di benzoato di mi'rcurio (2 centigrammi) sono piuttosto dolorose : si eviln tale inconven ienti', diluendo i] pr·epa rato in J. grnmmi di acqua bollita e nggiuugendo il 10 p. ~ento di glucosio o di saccarosio. J.a cura at.oxilicn può determinare d.·gli accidenti iu I[Uulcbe individuo molto sensibile : si deve quind i SOS)•ender·e appena si rnanifes tnno disturbi n ella \' iSione; l'cctinR sarebbe mol to rnr·glio t.ollemtn. Nei casi trattat.i daii'H"IIo)wnu, dopo 7-W mesi dell'accidente iniziale, non si ;;ouo manifesta ti accidenti seconrlari: la ri cel'c-a del t1·epouema e la reazione del \\'ac:semlann sono riusc:ite compl(•tameute negati\·e. Se in qualche raro caso si souo Rvuh' mRuifestazioni se~:on.lnrie, qnl!,;te sono Stllt.e fu1gaci e notevolmente ben igne.


RIVISTA D1lGIEN E GENERALE E BATTERIOLOGIA

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Il tmttamen to è tanto più efficace, quan to piit presto si inizia: e l'Hallopeau -conclude che, quando questo nuovo metodo di cut·a s1m\ dilruso e htrgamente applica to, è permesso sperare in una considerevole diminuzione nell'intensità e nell:1. frequenza dell'infezione sifìliticn. generalizzata, e con essi\ della tabe. della paralisi g enernle, delle encefalopAtie, degli aueul'ismi e della mortalità infantile. G. MElWo. CA RLE}.- Le luteslolll eU saU solubW nella oul'& luteulva preoooe 4ella •li.U4e. - (P·resse m édieale, 25 settembre 1909).

Iu du~: modi si può <·oncepire la sifilowrapia: o come cura p1·eventit:a, cioè in:stituita fin dalle primissi111c 11\Ruifestazioni, o come cura opport11nista, cioè ternpia !Oistemrttic:t d r lla malattia n cominciare dalla su a apparizioue certa, e conti· mta.ta fino al limite della tolll•rauzn dell'nmmalnto in modo intermitteute mn int<ou,i;o c continuo. Lo scheuta del la cura precouizzato di\II'A. è il S<'guentl' : Cominciare subito con le iuiczioni intramuscolari di sali m.:rcuriali solui.Jili (benzoato o bijodm•o di H~) alla do$e di 4 Cl·ntigrnmmi ogui 2 giorui, e arrivl\t·e fino a 15-20 iniezioni, sorvegliando attcntame1.1 t e la bo<'c:L e le urine. R ipetere delle ,t·ric di 12·16 iniezioni separntc da r iposi di 20-80 giorni durante il primo ann~o. I n. seguito s i può adoperare l'olio grigio o le frizioni in quantitil variabili l't'condo lo >' tato del malato. Dal tet·;-.o nnno in poi, fare un11. curn !'!!mpt-e più attenuata, combinata o uo coll'joduro secondo i c:1.:si. Con quc.-to tnetodo 1li cura p•·ecoce inten>'ivn si so11o avuti i l:òegueuti risultati, tspo.-<ti dall'A. a l Congr<::<so iuternnzionnlc di Budnpcst, -::ou una statisti~t d i 428 <'lls i cm·ati in l'i anui: a ) nel periodo secondm'io, scompar:;a ai.Jitualc delle manifesta:doni cutaneo neVI'nlgiche, cefaliche e genitali, a tteuunzione delle 1>laccbe mucose orali, che cos tituiscono spcs;;o il solo s intoma di questo periodo; b) SCO?n.parsa completa deUe 1nani(estazio1li terziarie. Sui 428 cn.si dC'll'A. (di cui 98 avevano g ià pii.Ssato il tct-zo anno) solo 6 hanno presentato le>'ioni gommose o distruttive. Qllesti cinque OO<>i d'11.ltronde r ientrano tutti nella clns:<e dell~ sifilidi ml\lignc precoci, con manifestazioni ulcerose nel corso del primo anno, e contro cui il mercurio è impotente. Questi eccellenti ris ult:tti ottenuti, e specinluumte ~~~ "comparsa delle les ioui tet·zinrie, permettono di sperare nelln. diminuzione delle mnnifes t:uioni tardi\'e, S. R u'l'A. 11uestionc che l'avvenire potrà risolvere.

RIVISTA D'IGIENE GEN~RALE E BATTRRIOWGIA R. DoEttrt e V. K Russ. - Ulteriori rloerohe n.Ua febbre 4& tJ&ppt.taol. ( A··ehiv fiir Sch itfs· und Troptn-Hggien.e, novembre 1009). Gli au tori comunicano i risultati di ulteriori ri cerche sulla. febbre da pappataci, malatt ia infettiva <lell'Erzegovi na e delle coste della Dalmnzia, causata dR un '·irus filtrab ile e trasmessa con le pllnture dei pappntaci.


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RIVISTA D'IGIENE OESltRALE E BATTERIOLOGIA

Le difticoltà negli esperimenti sono grandi, sia perchè la malattia ha un decorso rapidissimo, seguito da immunità, sia percl!è è difficile proteggere gli indi-vidui dalla infezione naturale. Le conclusioni degli autori si possono cosi riassumere: 1° Tutti gli individui sono predisposti alla f~bbre da pappataci. 2" 11 virus viene eliminato molto rapidamente dnll'orgauismo: nel sangue clei malati il vi1·us si trova solo nel primo giorno di malattin., e gia\ alla fine del secondo giorno il sangue non è più virulento. go L a bile e il trypanroth non hanno azione sul virus i11 t:itro: l'atoxyl attenua il virus, ma solo in forte concentrazione. 4• li siero di animali, che sono immuni contro il virus, non ha su di esso alcuna influenza in vitro. Il siero di uomini, che sono divenuti immuni dopo sofferta l'infezione, è capace di distruggere il virus itl vit1·o. 6" I filtri Reichel e Berkefeld lasciano passare il virus: i filtri Purkall lo· trattengono. l.l• Lo svcronmento del g erme della malattia non avviene nè negli insetti a lati, i quali al principio dell'inverno muoiono, nè n ell'uomo, perchè non si osservano recidive in inverno o in primnvera. Si può ammettere che avvenga una trasmissione dnlle femmine infette alla vrogen ie. I pappataci infetti nreditariamente danno con le lore punture una malattia più leg ~era di quelli che banno assunto il virus dai malati (attenuazione· del vi r us per il passaggio nel medesimo ospite). 7• :\ou sono ancora ben noti i luoghi di vita dei pappataci. I ntanto è da raccomandarsi la dis truzione delle imaqini, e, secondo le ricerelte di Grrtssi, la disinfezione delle latrine. G. ME~t:UO.

E. Btw A:-:o A. VtLLE.IEAU. - Contributo allo atudlo oUDioo 4ella tebbre ataUa. - (Revu~: de mc•decitUl et d'hygiè1Ul tropicalcd, 1908, n. J). Nello scorso !'ettcmbre s i manifestò a Snint-Nnzaire, uno degli scali capolinea dei vapot·i per le Antille, un'epidemia di febbre gialla, la prima che si sia avut-a. in Fran<'ia dopo il 18HL ~a venne propagata dal pos tale /..<' Franct, dove la malattia aveva iufi,.rito iu modo gravissin1o, ~:ssendos i osservati n ella travc1·satn 140 casi di febbre gialla <'On 45 morti. Gli autori fanno la descrizione del viaggio e degli sc.t.li toccati dalla France dimos tran do come le ~tegomia ealopus abbiano vissuto a bordo sui caschi di banani t rnsportati dal piro!;rafo. Quando tali frutti vennero sbarcati, gli insetti pun,ero gli uomini rimasti a bordo di guardia e l'epidemia scoppiò in tal momento. ~'eh· boro in tutto 11 casi di febbre gialla, dei quali nove in individui dell'equipnggio e due in cittadini di Sniut-Naznire che avevano avut o rapporti con essi. Fanno osscn·are come, a diJl'erenza eli quanto comunemente CI'Cdesi, nella piccola epidemia da. loro studiata, s iano stati colpiti individui dai 14 ai 18 anni, mentre quasi tutti gli autori asseriscono esser maggiormente colpiti i soggetti dai li) ai 85 anni. Dal pu nto di vi;;ta clinico la richialgia {coup de bm·1·e) venne constatata in tutti i ca;;i s alvo uno ; lo stesso dicasi della c.afalalgia. Tutti gli in· fermi pres\•ntnoo n ei primi giorni la f aciu caratteristica. I vomiti neri ;;'ebbero in tutti i cnsi n ei quali la malattia el.lbe esito mortale; io tutti indistinta mente gli infermi si riscontrò dis ociazione del polso e della temp<·rntura.


RIVISTA D 1 IGIE~E GE~ERALE E BATTERlOLOGlA

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Quanto all' ittero esso può mancare nelle forme molto tossiche, poichè la morto &vviene prima che le lesioni del fegato e dei reni sieno molto avanzate. Gli autori da ultimo concludono che, data la possibilità, a.nche al di d'oggi, di piccole epidemie di febbre gialla nei porti europei, dcbbansi modificare i regolamenti sanitari per quanto si riferisce alle navi che fecero sca lo in porti infetti di febbre gialla. G. B&n:succr. ZtROLIA. - Oonutbuto alla 4lapod batterlolopoa del oolera. moderna, anno lo, 1908, u. 11-12).

( L' lgiet~

La. scoperta del Gotscbach dei sei vil>l"ioni cosi detti di El Tol', isolati da individui affetti da dissenteria ed aventi tutti i caratteri del commabacillo, portò un certo allarme nel giudizio s ulla importanza cbe hanno la. prova. dell'agglutinazione ed il fenomeno di Pfeiffer come mezzi di diagnosi s pec ifica del vibrione del colera. Lo Zirolia, che come direttore del laboratorio batteriologico di Porto Sa id ebbe campo di fare ripetute ricerche sull'argomento, sottopose ad un nuovo controllo queste prove aggiungendovi anche la prova dell'emolisi e quella della fissazione del complemento. I vibrioni studiati furono 11: alcuni eran veri vibrioni del colera, altri erano colerasimili già noti, due vennero isolati dalle acque del N ilo. Le conclusioni di questo lavoro sono: 1° che a scopo diagnostico non può essere ut!lizzata la proprietà emolitica perchè accanto ai vi brioni del colera vi sono anche dei coleras imi!i che mancano del potere emolitico; 20 che restano sempre come reazioni specifiche la prova dell'agglutinazione e il fenomeno di Pfeiffe1 ni quali si può aggiungere anche la prova di Bordet. TEs·rt.

P. ALBBRTONJ e F. Ross1. - Sal valore alimentare del vtno. Rendiconto della R. Accademia delle scienze dell'istituto di Bologna, maggio 19t)!J. Gli AA. hanno fatto le lo::o ricerche sopra una famiglia di contadini dell'Abruzzo, la quale si nutriva abitualmente di vegetali e solo in via eccezional~ faceva uso di vino, carne, uova, latte. In questa famiglia. furo·no scelte, quali soggetti d'esperienza, sei persone adulte e s ane: t1·e uomini e tre donne. In un primo gruppo d'indagini fu raccolto, per cinque giorni, uu bilancio alimentare completo, lasciando che gli individui a ttendessero a.i loro quotidiani lavori campestri e si nutrissero dei loro cibi usuali, e cioè polenta: minestra dì verdura, legumi, con poco d'olio e s ale, ecc. In una seconda serie di ricerche fu somministrato il vino, nella dose di &77 grammi nlle donne, 684 grammi ag li uomini. Fiualmente, in un terzo periodo successivo, fu leggermente aumentata la quantitt\ del vino fì.no a grammi SG! per le donne e 9GO per gli uomini. I risultati più importanti di queste esperitmze furono che l'aggiunta del vino alla. razione alimenta1·e dei contadini fece di.minuire l'introduzione del cibo cd in particolar modo dell'albumina e del grasso. Olt.r e a ciò si ottenne un notevole miglioramento nei processi digestivi ed assimilativi: la quantità de lle feci e dei vari principi alimentari in esse contenuti si ridussero per l'azoto al 71 p. cent.o in confronto del periodo normale, nel quale si erano riportate le perditn a 100; per i grassi al 63 p. 100, p~or le ceneri al 68 p. 100, pe1· gli idrati 1li carbonio al 69 p. 100, e per la somma totale del cibo espressa in calorie al 52 p. 100, ossia quasi alla metà.


CCNFERENZE SCI ENTIPIOHE DEGLI OSPEDAU MILITARI

"Si: fu nccertata soltanto una diminuzione delle perdite nelle feci, ma si con· Slnt o nltresi che l'albumina assorbita, pur restando uguale la quantità introdotta, Yeniva meglio trattenuta e fis.«ata nell'organismo, nè compariva. nelle urine, e corris pondentemente al guadagno di azoto fu notato un aumento dell'emoglobina ed un sensibile accrescimento del peso dt~l corpo e della forza muscolare. Gli AA. concludono che il vino provoca nell'alimentazione un'azione di rispannio, 1::. quale s i ese1·cita sia col pr<•teggere l'albumina, come fanno gli idrati di carbonio. sia mediante altri meccanismi cellulari o nervosi non bene det.>rmina t i. Il vino avrebbe qui ndi nell'alimentazione un duplice vantaggio: rispar mierehbe l'alimento, specialmeutc l'albumina, favorendo i pro<:essi digestivi e assimilati vi nell'intestino ; risparwierebbe l'orgnniSIUo, diminuendo le perdite d'azoto ed aumeutando il peso del cOJ·po. ÙASARINt. G.ut.U..EIA. - Sul cerme provocatore 4ell& •o&rl&tttua. B/all fili· Scltweizel' Ae1·zte. n. 3, 1° febbraio 1909, pag. 10!).

(Corruporuhnz·

Gr.mal~ia comunica da Odessa d'essere riuscito a scoprire nella pelle, nelle fnuci c ne~tli ot·gani interni il germe che p•·oùuce la :;carlo.ttina e di averne seguito lo sviluppo. Si tntta cl'un germe as!'ai caratteristico, che appartiene ad una m•o,·a classe ili parassiti animn.li, che sviluppano colonie ed è dall'A. denominato Synantbozoon sca1·lati nae. Alcune delle forroe del parassita, che nei casi di scarlattina sin qui esaminati fu l'iscontrato anche nel sangue, mella milza e nei reni, corrispondono alle configurazioni a rosettA. trovate dA. Mallory e a quelle a fior di •• r i~nntemo descritte da Prownzek. E. CoSl'A.

CON~ERENlE ~CI~NTifiCHE DEGU O~PEDALI MILITARI SOIIlRIO DEGU !RGOD.NTI TJIATrHl (D.u l'ROCESSt VER8&LI PERVENUTI ALL' lSl'&"l'rORATO D t 8AN1TÀ lliLITA.R!: DAL }O NO\'lamRIC AL 31 I)JC't;~mRB

1909).

A)iCOKA. (no'l'embre).- Capitano medico FA Il leONI ENIHCO: Sopra un caso letale di emon-agin da rottnra di varici esofagee per cirrosi epatica. Premesse nlcune considernzioni sull'apparente rapidità. del decorso della mnlnttia e sulle difficoltil diagnostiche incontrate per lo stato grave dell'infermo, decetlnto dopo dne giorni di degenza all'ospedale, l'O. viene ad enumemre le ml'ic nft'ezioni che possono dar luogo ad ematemesi, esponendo di ciascuna il quarh-o sintomalogico, ed accenni!. all'impossibilità di una diagnosi differenziale fra emonagie per va1·ici gast riche e per varici esofagee. Per QllliDto ril!uarda la patogenesi della malattia epatica espone le ragioni per cui fu indotto a ritener<~ l'esistenza di una localizzazione terziaria si6litica, !lenza esch1dcre pero lo. ci nos i epatica di origine alcoc>lica. Conclude ricor· dando che nelle copiose ematemesi, non accompagnate da sintomi di malattie deA"li or~Rn i torncici ed Rddominali, non debba mai ·essere trascurata l'eventuale esistenza di 'I'IHici esofngee o gastriche.


00:\FJtnENZE SCIEN TI FICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI

fl73

(;ASERTA. (ottobre). - Maggiore medico Pt:1uss1 ANTONIO: Esiti di pleurite interlobare propagati per mezzo dei linfatici intercostali. Riferisce sopra un caso di pleurite essudativa destra, curata con la tora.centesi , e successiva manifestazione di un vasto ascesso fra la linea cmiscapohlre destra e l'ascellare media. Mediante un'incisione nella direzione dell'asse mag~;iore si diede esito ad una notevole raccolta di pus e si ottenne una rapi da rianiono della vnsta breccia operatoria. P erò nella parte medianll della cicatrice si notò la formazione eU una piccola crosta, al di sotto della quale si raccoglievano poche goccie di liquido sieroso-citrin o: specillando cautamente il seno fistoloso, si riuscì a penetrare per una profondità di 15 cm nella cavità toracica nella incisura interlobare ioferiore del polmone destro, ove si ritenne persistere un residuale e latente focolaio di pleurite. Questa tardiva constatazione sulla realé provenienza del focolaio puruleuto esocostale, propagatasi per mezzo delle anastomosi dei vasi linfatici, permise di ricostituire, in tutte le sue parti, il quadro morboso, giungendo cosi ad una diagnosi di sede, b11sata sopra i d11ti positivi dell'anatomia clinica. Il conferenziere riferisce inoltr e sui fattori curativi meceanici e biologici nelle fratture della rotula, esponendo una statistica di 7 casi curati nell'o· spedale mifitare di Caserta. Ritieue che in primo tempo la cura migliore consist~ nella sutura (accerchiamento e capsulorralia a cielo scoperto) e, nel caso questa sia ineffettuabile, si debba ricot·rere al massaggio precoce. Colla presentazione di un operato di accerchiamento della rotula pr11ticata nel periodo secondario, dopo 5g giorni dal l"iportato traumatismo, dimostra infine come i r isultati utili in tali casi siano piuttosto limitati, perchè l'intervento tardh·o trova condizioni sfavorevoli nella iniziatnsi nevrite degenern.tiva e con seguente ipotrofia delle masse muscoln.ri, disgiunte dalla sede d'inserzione alla rotul~ ed ai legamenti alari. In (no\'"ombre).- Maggiore medico Pl·:ltASSl A:-.TONJO: Presenta un soldato operato di nerrostomia lombare con esito di gunigione completa. La malattia erasi iniziata come un'affezione foruncolare ban!l.le: successivamente comparvero sintomi di colica nefritica unilaterale a sin istra, associati a febbre iutermittente e piuria: colla palpazìoue bimanuale fu possibile rilevare una raccolta liquid~ fluttuante. L'inte1·vento operativo confermò la diagnosi e mise in evi· denza la patogenesi del processo morboso, che esordi come pionefrite con successiva formazione di ascessi renali e pararl!nali. La. proveDienza. di pus dal :rene fu confer mata, oltre che dalla piuda, anche dall'esplorazione digitale e dall'avvenuta emissione per più p;iorni di urina in discreta quantità dalla breccia operativa. GENOVA (novembre). - Maggiot·e medico SPIXA VH\CENZO: Riferisce sopra un un caso di ferita all'addome penetrante in cavitit con perfo1-azioni multiple dell'intestino, occorsogli in ambiente affatto sprovvisto di presidii chirurgici, e da lui pront:\men te operato di laparatomin, con sutura delle varie ferite intestinali : l'infermo lasciava il letto dopo lS giorni dall'operazione, completamente guarito. L'O. si intrattiene circa l'opportunità dell'intervento nelle f11rite penetranti addominali, tanto più giustificato nel cn!:-0 attuale, essendo l'intestino prolassato ed a portata di mano del chirurgo, c quindi e1-a rn(·no a temer:ti la peritonite settica.


874

N OTIZ I E B. lstlta&o 41 • ta41

•a~Mrlorl 41 Fl~•-

lstituw d i clini ca medira ge1~ale. - Durante il Corso complementare di igiene pratica, il prof. Grocco, unitnmentc agli allievi Liberi-Docenti delln sua scuola, terrà un corso accelerato di Clinica medica con speciale rigW\rdo agli acquisti più recenti di Diagnostica e Terapia. Il Corso consterà di non meno di t1·cnta (SO) lezioni e l'orario si coordinerà con quello del corso di Igiene. Le lezioni snrnnno eminentemente dimostrative. L e inscril'-ioni si J'icevoranno nella Segreteria della. Fncoltà medica medilmte presentazione della domanda e ddla ricevuta compt'Ovante il pagamento fatto all'Economo della tassa di L. 16. Gli iuscritti sono invitnti a. trovarsi il gioruo 1° marzo alle ore 10 nel locale dell t\ Clinica medica per preudcr notizie del progl"&mma dettngliato del corso e dell'orario delle lezioni. NB. Il numero degli inscrl tti, perchè il corso ttia tenuLO, dovr1\ essere non minore di 20. Istituto d' Tgim~>.. - Ju ordine a l R. decreto 29 maggio 1898, n. 219, avrà luogo a nche quest'anno nd mesi di marzo e aprile il Corso complemen tare d'igiene pratica, a cui potranno essere a.mm~:~si Medici, Veterinari, laureati in chi· mica e farmacia e Farmacist i. Le inscri:doni si rÌcevono nella Segrete1·in della }'ncoltll. medica (Via Alfnni. S:l), med iante presentazione della ùoma nda in caJ·ta bollata, corredata del certi6r.a to lli laurea e della ricevuta comprovante il pagamento fatto all'Economo dell'istituto della tassa di lire Cento. Gli inscritti sono invitati a trovar;;i il giorno 1° mat·zo alle ore 9 nel locale doll'Istituto d'Igiene (\'il\ Alfani, 33), per prender notizia dell'orario delle lezioni e delle esercitRzioni pratiche di Brttteriologia, Microscopi& e Chimica applicllta all'igiene e delle a ltre modalità del <'orso. A chi avrà frequentato detto corso vern\, previa prova d'esame, rilasciato dal Soprintendente dell'Istituto un cet·tifìcato degli s tudi t'atti, il quale, anche secondo un recente parere del Consiglio di Stato (8 ottobre 1&00), pei medici 4: costituisl'.e sempre un titolo di preferenz& per la nomina ad uAiciale sanitario, anche· in confronto del medico che sprovvisìo di tale c~>rtificato abbia conseguito nomine e anteriori conl'er nll· in quello stesso uHicio::..

SOTTOSCRI ZIONE P},;R UN MONUMENTO AD ALESSANDRO RIBERJ. (St;coNoo Eu::sco). Somme pervemtle all'Ammin istrazione tkl GiO?·nale a tut:to il 2J feb!YI·aio 1910. Somma precede11.te L. 390,.\ùate dott. Ales:<andl'o, sottotenente medico. ,. 1, Accardi dott. Ma rio, tRnente medico. . . . • -,&0 Al ùnnesi dott. fli c,.iotti, sottoteueute medico ,. -,50


875-

:SOTIZIE

Allegrini dott. Gi ulio. tenente medico. Amati dott. Giuseppe, oopitano medico Arzano dott. Fra.n cesco, capitano medico . Bannò dott. Alessandro, sottotenente medico Barletta. cav. Nicolò colonnello medico Ba.sili dott. Andrea, capitano medi.-:o . . B ernucci cav. Giovanni, maggiore medico Bernucci dott. Rodolfo, capitano medico . Briguglio dott. Sante, tenente medico . Bucciante dott. Alfredo, tenente medico . Cafaro dott. Nicola, capitano medico Calcagno comm. Beniamino, magg. gen. medico (Regia mari na) Cambiai dott. Ettore, sottotenente medico. . . Camboni dott. F rancesco, capitano medico . . . Campanile cav. \ incenzo, maggiore medico (Regia marina) . Campisi dott. Carmelo, sottotenente medico . . . Cantafora dott. Nicola, capitano medico . . . . Capobianco cav. Domenicantonio, maggiore modico . Carbone dott. F1'Bncesco, sottotenente medico Ceino cav. Achille, maggiore medico Chini dott. Gaetano. capitano medico . Ciarla dott. Ernesto, tenente medico . Cita.nna cav. Nicola, maggiore medico . Citelli dott. Alessr10dro, sottotenente medico Columbo dott. Cesare, capitavo medico. . . Corvacchioli dott. Giovanni. sottotenente medico . Curcio dott. Saverio, tenente medico. . D'Aloia dott. Giovanni, capitano medico . . . D'Amico dott. Biagio, capitano medico. . . D'Angelan tonio cav. Ettore, tenente colonnello medico Darra cav. Vittorio. maggiore medico • . . Dt~ Bernardinis dott. Luigi, tenente medico . Dejana dott. Oreste, tenente medico. . . De Porcellinis dott. Carlo, tenente medico De Rosa cav. Michele, maggiore medico . Di Nola dott. Angelo, tenente medico . . Domine dott. :\licbele, tenente medico. . Donnini cav. Giuseppe, maggiore medico. Duccescbi dott. Modesto, capitano medico Farroni dott. Enrico, capitano medico. Ferretti dott. Arrigo, capitano medico. Foce dott. Edgardo, capitano medico . Gaeta cav. Antonio, maggiore medico . Galli cav. Domenico, maggiore medico. Gazza dott. Alessandro, tenente medico Gelmetti cav. Arturo, mag~io1·e medico Gherardi dott. Giov. Battista, capitano medico Giani cav. Pietro, maggiore medico. . Gilardoni dott. Enrico, capitano medico . . .

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NOTIZIE

Giuffrida dott. Luigi, capitano medico. . . . . Giusti cav. Giuseppe, tenente colono. medico (R~gia marina) Gozzano comm. Frances(·o ma;;gior genet·ale medico Graziola dott. Get·ardo sottotenente medico . Grifi dott. Yincenzo, sottotenente ruedico Griggi Montù cav. Amedeo, colonnello medico. Grotti cav. Cl\rlo, maggiore medico . . . ll\cono dott. Francesco, capitano medico . lnfelise cav. Giuseppe, maggiore medico . ~racchia dott. Ernesto, capitano medico . M11ggetta cav. Edmondo, ulag~?;iore medico :llagnaghi dott. Guido, tenente medico .Mnt·chese ca,·. G. Battista, maggiore medico Marini dott. Emilio, capit~~ono medico . . MartineiH dott. Giuseppe, capitano medico . Massa cav. Giuseppe, colonuello medico .' . Minici cav. Eugenio, tenente colonnello medico Molisani dott. Alfredo, tenente medico. :'\egro dott. Ernesto. capitano medico . ì\ocelli cav. Domenico, maggiore medico . Oddi dott. Odddoue, capitllno medico . Oggiano cav. Giovanni, maggiore medico Pftl:dino dott. Domenico, tenente medico . Panagia dott. Antonino, suttotenente medico Pn.squale cav. Alcssand•·o, colonnello medico ( Regia marina) . Passamonti dott. 01\etano, tenente medico Pavia dott. Caliman, capitano medico . . Pellegdni dott. Frnucesco, tenente medico l'enuacchio dott. Giuseppe, sottotenen te mc·dico Piceui CM'. Giulio, tenente r.olonncllo medko Pimpinelli cav. Piett•o, m1\ggiore medico . . . P omini dott. Guido. teuente medico. l're!'sacco ca'·· Pasquale, tenente colonnello medico. Procacci dott. Arturo, capitllno •nedico P.-onotto cav. Benedetto, maggiore medico (,lul\glio dott. Celso, tenente medico. R ecchione dott. .Ettore, capitano medico . Rinald i dott. Giuseppe, sottotenente medico Riva dott. Antonio, capitnno medico Rotnbolà dott. AAtonio, tenente medico . Rosanigo ca1·. Alberto, colonnello medico Rosati cav. Teodorico, tenente colon n. medico (Regia ma•·ina) . Ru fo dott. Vincenzo, tenente medico ~antoli dott. Emilio, r apitano medico . . Sassoli dott. Ernesto, sottotenonte medico Sr Rmno CR\". I.u:gi. capitllno medico ~c hizzi cav. P ietro, maggiore medico ~erio dott. Yito, tenente medico . :-: r~li ni dott. Luig i, tenente medico .

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MOVIMENTI AVVENUTI l'l'EL CORPO SANIT. E ~EL PERS. 1-'ARMACEUTICO

Sferrazzo dott. Filadelfo, tenente medico. Sordi dott. Giuseppe, tenente medico . Sotis cav. Andrea, maggiore medico 'stefanoni cav. Ettore, maggiore medico . Tempesta dott. Costanzo, capitano medico, Tomaselli dott. Vito, sottotenente medico. Tomba cav. Giuseppe, maggiore medico . Troiani dott. Pietro, capitano medico . . Trovanelli cav. Edoardo, maggiore medico Ugolini dott. Giuseppe, capitano medico . Valle dott. Angelo, capitano medico. . . Vallicelli cav. Alltonio, tenente colonnello medico Vendemia dott. Francesco, aottotenente medico . Verri cav· Luigi tenente colollllello medico . . . Vicedomini cav. Matteo, tenente colonnello medico. Vinci dott. Francesco, capitano medico . . Virgili dott. Luigi, capitano medico . . . . Visconti dott. Giuseppe, sottotenente medico Zaffiro dott. Antonio, tenente medico . Ziccardi dott. Giuseppe, capitano me11ico. .

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1,50 B,1.-

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Totale L. 703.00

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Movimenti avvenuti nel Cor~o ~anitario e nel Personal~o Farmaceutico (Uispense n. ~4 n 47 olel Bollelllno uflìclale delle nomine).

Uttlol&li la aervlslo atUvo perm&Deate . R. decreto B otlc,bre 1909.

I seguenti ufficiali medici sono promossi al g rado ,;upel'iore, con an zianità BO settembre 1900, con decorrenza per gli assegni dal l " ottobre Hl09 e con la destinazione per ciascuno indicata: Maggiore medico promosso tenente colonnello medico: Tl-; sTt cav. F1'anecsco, scuola applicazione

sanità militare. rettore scuola applicazione sanità. militare.

Nominato vice di-

Capitano medico promosso maggiore medico : VASILICO' Giuseppe, ospedale Bologna. -

Contino& come cont1·o (a scelta).

Tenenti medici promossi capitani medici:

Dil ANGELIS Gaetano, reggimento cavalleggeri di Lucca. - Coutinua corne contro. CoNSIGLio Placido, ospedale Messina e comandato ospedale Roma. - Continua come contro (dichiarato promovibile a scelta). ROS'l'AG ~O Carlo, 8 alpini. - Continua. come contro.


878

KOVtMENTI AVVJ:.'NUTl NEL OOJU>O SAN1T. E NEL PERS. ~ARMACEOTIOO

PBJ:t~~m>& Gim:Gntai, S artiglieri& fcm-a. - .DSin&to 87 faat.eria (a scelta). CALIE!\OO Errico, 16 fanteria. - Continua. come contro. PtROLI cav. Amedeo, reggimen to cavalleggeri di Udine. - I d. id.

R. decreto 8 ottobre 1909. Do:.u~o<""E

Michele, sottotenente medico S.J fanteria.. - P romosso tenente medico, con anzianità 14 ottobre 1900, con decorrenza per gli assegni dal 1° novembre 1909, continuando comll sopra..

Delerminazicme ministeriale 4 novembre 1900. -():;TI :SO CM' . Giovanni, maggiore medico scuola applicazione, sanità militare. - Trasferito ospedale militare Firenze. VmGILl Luigi, capitano medico :U fanteria. - Id. id. No·v ara.. FIOHINI Fiorenzo, id. ospedale Novara.- Id. id. BresciL FuNAIOLI Gaetano, id. id. Ancona (comandato os pedale Roma), assistente onorario alla clinica ps ichiatrica dell'università di RomL - Destinato per l'anno scolastico 1909-1110 quale a.c;sistente onorario presso l'istituto di medicina legale della R. Università di Roma, continuando comandato come sopra D&MORTAS A mel'igo, tenente medico id. Cagliari.- Tmsferito S bersaglieri. MATUCCI Giuseppe, id. & artiglieria campagna - BKRTELLI E~Jrico, id. reggimento lancieri di Novara. - Comandati. quali a-1sistenti straordinari, alla scuolt~di applicazione di sanità militare, cui s i presentern.nno nel mattino dell6 noveuabre 19Q<J. R. decreto 12 settembre 1909. P ~OLISI cav.

-

Michelangelo, tenente colonnello medico direttore ospedale Livorno. Collocato in posizione aus iliaria., per ragione di età., dal 2S settembre. 19{)9. B. decreto 8 ottobre 1909.

D'AIF:r.LO cav. Haffaele, tenente colonnello medico direttore ospedale Caserta. Collocato in posizione ausiliaria, per ra.gione di età, dal 16 ottobre 1909. li dec1·eto 17 ottob1·e 1900.

{)oRIIAOt cav. A.ngeto, capitano medico reggimento Savoia cavalleria.- Promosso maggiore medico, con anzianità e con decorrenza per g:H assegni dall0 gennaio 1909 e destinato ospedale Alessandria. Seguirà nel ruolo il maggiore medico Spina cav. Vi ncenzo. L'anzianità dei ma.g giori medici promossi coi regi decreti 7 e 10 gennaio e 28 marzo, 190!J. modificati da.l Regio decreto 2 maggio 1909, e con i regi decreti 1° aprile, 1° luglio e 9 ottobre 1009, è rettificata come segue: Anzia11iià 1o !Jennaio 1909.

GAOJ.tA:SO ca\'. p,.a,&cc.•co - ZluET'rt ca.v. Gh13eppe - MAlliNI cav. Ernesto St•INA cav. l 'illctllzo, (a. scelta) - COHUADI cav. Angelo - Lose1n cav.l'iet1·o - r n :JtOIA N:SI C.'\ V. Vincenzo - ~l OMo•:LLO cav. Ernesto, (11. scelta) - CUOI cav. / .icur!JO - SANTUCOJ cav. 1ite(ono, (a. scelta - art. 26) - Ro:Mi:O ca\'. F roncelicO - Rtc tlt.:JII cav. Ca1·lo - GA LVAONO cav. Teonesto, (a scelta).

Anzian ità 31 marzo l!IOll. Ct-:RO:->E ca\'. FrancP,;ro - MAJ(ZOCCJII cav. Fabio- LOSCALZO cav. l'ilo Cl\\'. t!1tionio, (n scelta) - Do :sJ:SJ cnv. Giusc>ppe.

NtE DDU


MOVJKENTJ AVVEX UTJ XEL CORt'O SANIT. E NEL PERS. FARJlACEUTI CO

o79

Am:ianità SO rtiugno 1909. ·V •n;t.J.O cav. Giuseppe -

SauAzzr cav. Vittorio .

.ttnzianitèl SO sette1nb1·e 1908. VAStuco' Giuseppe, (a scelta).

Anzianiat 18 ottobre 1909. Mono Tito.

Determ ina.zioue mini~teriate 18 11oueml)1'e 1909. VOLI'& Mazzini, c:\pitano medico -W fanteri&.. CA~;AGRANDI

Trasferito ospedale Napoli. Id. 76

GlatiC? , tenente medico infermeria presidiaria Siracusn. -

fanteria.

R. <lecreto 10 ottobre 1009. NEGUONl cav. Antonio, capitano ospedale Bologna. -

Collocato in aspettativa per infermità temporarie non provenienti dal servizio per la durata di nn anno, con decorrenza per gli &.sse~ui. dal 1° novembre 1909.

Determinazione m i11isteriale 25 nouemòre 1909. cav. Salvatore, ma!-;giore medico os p11dale Palermo. - Trasferito infermeria presidiaria Catania. SPINA cav. Vincenzo. id. id. Genova. - Id. ospedRle Perugin.. Mn.tTELLO Jiìlllili•J, capitano medico infermeria presidiaria Catania. Id. id. Caserta. Sm&cr Gsmeppe, id. ospedale Pndovn. - Id. 08 fanteria . .CAt>r::oou Albertc, id. 68 fanteria . - Id. 46 id. Pou.'STRA Giuseppe, id. GS id. - Id. reggimento Savoia cavalleria. M OLINARI Ma·rio, id. ospedale Verona. Id. ospedale Bologntt. FALCET'J'I Luigi, id. 5 genio (brigata s pecialisti). -Id. brigatR: specialisti. 'Vl!iCO~Tl Giuseppe, sottotenente medico reggimento lancieri di Montebello.- Id. ospedale succursale Parma. · {)AMOIUANO Pietro, id. 18 fanteria. - Id. !.l a rtiglieria costa. 'BARLETTA

UFnOIALI DI OOliGEDO. UftlolaU lD poatslon.e 41 aervbto auWarto. B. d~t'l'elo 20 agosto 1009. {)•;JtvA>"~lO cav. Salvatore, colonnello medico distretto Napoli.- Collocato a riposo

pet· anzianità di servizio, con cecorren?.a 16 settembre 1~19, inscritto nella. l'iset\'& e nominato eommendntore nell'Ordine della Corona d'Italia. FtlRNAXDEZ cav. 1'imoteo, mag~io1·e medico distretto Roma. -Collocato a riposo, per anzianità di servizio, con decorrenza 16 settembre 1909, inscritto nella riserva e nominato cavaliere nell'Ordine dei Ss. Mnurbdo e Lazzaro.

a. decreto 10 ottobre 1909. Ds ANGELIS ·cav. l.azza1·o, tenent.e colonnello medico distretto Romn. - Collocato a riposo, 1\ sua domanda, per anziauitè. diservizio, con decorrenza 1° novembre 1909, inscritto nella risen·a e nominato cavaliere nell'Ordine dei Ss. MRurizio e Lauero.


880

~IOVUlESTI AV"VF.: S UTI :SEI, CORPO S A:SlT. E :SEL l'ERS. FARMACEUTICO

R. detTtto 1-J ottob1·e 1909. I s~guenti ufficiali in posizione ausiliaria sono promossi a l grado S\lperiore.

Corpo IJ41tita i ' Ù) militare. Capitano medico promosso maggior e medico : CECCUE'l'TANl cav . Domenico, distretto Aquila.

FanD&obU mWt&rt. li. dec,·eto 10 ottobre 1909.

)fAIITi:SOTTJ cav. Cado, farmacista di l " elnsse, n disposizione Ministero Finanze - Cessa da tale pos izione dal l& novembre 1909, e . trasferito ospedale Torino APPlOTTI dott. Ferdinando, id . 2• id., ospedale militare Torino. - Collocato a di sposizione del Ministero delle Finanze dal 16 novembre 1909.

O:RO.IFICEKZE concesse neJia ricorrenza del genetliaco di S. M. Il Re. Ordllle della Corona 4 ' Italla B. decreto 8 11ovembre 1909.

In considerazione di lunghi e buoni n rvlzt. T'ffìziale. BouBIO cav. Eugenio, colonnello medico direttore sanHà. II rorpo armata. St·scA cav. Vito, id. id. id . XII id.

Cat:aliel'e . S6UAZZI Vittorio, mag~iore 1nedico ospedale ro ilitnre :Uantovn. ~Io HO Tito, id. infermeria presicliari n Casn.le. VASILICo' GiltsepJJe, maggiore medi co ospedale Bologna. FA:SCIIIOTTl .Eugenio, capitano medico oS fanteria. MA utcAR R a ffaele, capitano medico ospedale Torino. R osst Gaetano, capitano medico reggimento cavalleggeri di Vicenr.R.

Defunti. L o tA co:-.o Pasquale, farmacis ta. di 1• classe, ospedale militare Messina. - Morto a Messina. il 28 dicembre 1908. STILO cn.v. Pietro, colonnello medico in JlOSizione ausil·iaria, dist retto Messina. Id. a Messina il 2S dicembre 1908. :SK:SISA'l'l Carlo, tenente naedico tisen·a distretto Rovigo. - Id . a F errara il 10 id. ~-

Il

D•rclloro

L ciG I F r:nnE RO 01 0Av.u.r,tmr.EoxE, ma;;gior generale medico ispettore. Il R cdat.Lort<.

RIOOLFO LtvJ, tenente colonnello medico. 1!1!11) -

u.. mo , l !lfl9- Titt. F.. \' ollhcra.


8.u.nr.&:aL - Le lesioni traumatiche dei centri nervoei. · Memoria onor&W. c:t.a. premio Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. L. 3 110 8li'OBU e Grot.U.RELLT. La malaria in Italia. Opera onorata del 1o premio al ooncol'80 Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; pre:tzo ridotto. . . . . • . . . . • . . . • lt ~OIDII.LDrl. Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli insoritti. - Rom&, 1875 . • • . • • • • • • • • • • • . • • a a 110

:w. a . - Par l"acquisto dalle opere aopral•dloetelnvlare oommlaeloftl e waglla aWAmmlnlafrazt,.. llal Glorfttle di llltdlclna militare wla XX Settembre Roma.

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.AU1•e pubbllcn~lo1U medlco-m,lltarl: <l&.~ PI:E'mo, tenente modico. - La chirurgia conaerv&tr1ce nei .suoi rapporti con la traumatologia e la legge concernente gli infortuni eul lavoro. Trattato d1 esegeei olinica in rapporto &lla Propedeutiea chitnrgica generale e &Ila legisla7ione soci&le italiana.- Roma, 1901, Società editrice Dante Alighieri. . • L. 3 (Vendibile pr.ao l'utore, via XX Settembre S9 p. t o, Roma) IJ>, m. - L' ipoteei dell'evoluzione. Studt e ricerche. - Milano, Assooùu:ione tip. pri•. 2• odiz., 1900. (Vendibile preeso l'Autore, via XX settembre, 89 p. 10) • l Dz FALCO Atm&IU., tenente colonnello medico. - Patogen.eai uni.ca delle ma.lattie vascolari, seoroti~ e nodulari degli occhi e degli organ.i vicini. Un vol. in so di pe.g. 240 con 8 tavole fuori tèsto. - Napoli, Società commeTciale libraria, 1905 . • • • • • . . . . • . . . • . . . • • • 8 ·fl'u.B.uu LJtT.u F':lu..'f~J:Sco, tenente medico. - Manuale di brom&tologia pei m&dici ò:ùlitari. - Firenze, 1906. Un vol in 16° di pag. 48,. (Vendibile presao l'Autore in· Firenze, scuole. d 'applicazione di e.anltl\ militare). • • . . " 5 WBBU.OO Pn:TllO, generalo medico. Sull'azione degli at~uali fucili da guorra o specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello dl medio eelibro.•IStudl sperimentali, con 15 tav. dl fotogratìe e radiografie ripro· dotte in fototipografta).- Roma, 1903. (Vendibile preeao la Tip Voghera). • • {D. m. Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo: - Firenzo 1898. (Vendibile preseo la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . . . . . . . . . . . . . ·. . . . . ~ 8 .J.umow CoS'UNTINO, colonnello medico. - Oftalmoaoopia ed ottica oculiatioa. H.o.nnNe teorico-pratico. Un vol. in S0 oon 82 fi,gure e 12 tavole. -Napoli. atabilitnento tipografico Ft~ttante, 1905. (Vendibile pteBBO l'Autore, Roma, , m Principe Amedeo '7) · . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 8 14.urou:N'l'I Ezro, tenente colonnello modico - Lo sgOfllbero acqueo dei feriti nella valle del Po (1889, 1A~8. 1905). Testo e progetto con illuetrazioni, premiat: con diploma d'onoro all' EapQBizione internazionale di Milano 1906. (Vendlbile preeso l'Autore, piazza Sant'Ambrogio, Milano) . • • ID. m. - Esercito e tubercolosi. (Notizie. - ProfilaBBi attuale. - EtA della cbie.me.ta. - Ferma bionnale. - Abbaasamonto della etatul'a). Relaziono al oongresào nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) • • • 2 8ABBLI.ICO Uuuo, tenente medico. - Fasciature ed appareecb.i, fratture ., lueauioni. - Firenze, tip. Barbt\ra . ' . . • 'SALINAJU SALVATOBE, capitano medico. ·- L'anatomia e la chirurgia operatoria della m&n::tibola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, 1906. Un vol. in s• dl pag. 130, con 6S figure intercalate nel testo. (Vepdibile ptOMO l'Aatcxe, Col'80 Vittorio Emanuele 3S6. Napoli) . . . . • 3 fo. m. - La chirurgia delle vie biliari. Memoria onorata di un at~tato di lode della SooietA medico-cnirurgica di Boloyuo..- Bologna, 1903. Un vol. in 16° di pag, 19S, (Vendibile preMO l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 3S8, Napoli). • l -1!.L~n~Ucar S'l'D'A-ltO, capitano medico, libero docente di oftalmologia e di olihloa oeulietioa nella Regia Univdrsitl\ di Torino. Studio scientifico pratico eui traumatìsmi oculari. Vol. di 2•2 pagine con 16 tavole contenenti 63 mi· .• erofotogra.fie e -con prefazione del pl'ofeesor C. R&YM:Om>, direttore della R&gia 'Clinica ocullatica di Torino. - Roma, Enrico Voghera 190-6. (Vendibile presso la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma , . . . , . . • • ·'rBft'! P'uNoE&CO; maggiore medico. - Ricordi di microbiologia pnra ed appli• oata. - Un vol. in 16° di pag. •os. Firenze, 1906. (Vendibile PI'Oa9 I'Au· tore, scuola d'applicazione di aanit& militare, Firenze) . • . . . . • • li ID. m. -Le malattie infettive di.lfueibili più frequenti noi soldato italiano. Noùoni di epidemiologia militar&. Un vol. in S0 grande di psg. 298. - Firenze, 1'907. (Vendibile presso l'Autore, scuola d'applicazione di eanitA militare, Firenze). • 7 V~a TOIOIASO, capitano rnedicl). - ll consul()llto Sanitario, Guida pratica per conoscere e curare le malattie- in asienza del modico. 1U Edizione. Un vol. di pag. 'IO; elegnntemente rìlegato in tei!L R occa San 'Casciano. L. Cappelli 1899. ( Vendibile presso l' Autore, via Ne.poleone n'l o. 70, Roma). • .:J ---...::-.·~~---


GIORNALE DI

MEDICINA 1\tfiLl T ARE Dlrezl011e e A••lalatrn: Via Venti Settembre (Palazzo dellllnietrro Ilei la guerra)

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1• Il Giornale di medicina militare si pubblica l' ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 ro~di di stampa. 2• L'11bbonamf'n to é sempre annuo e decor·re dal t• gennaio. :le 11 prezzo dell'abbonamento é : Per l' Italia e la Colonia Eritrea . . . Per l' Estero. . . . • . . . . . . l la ~ IO Italia . ' ( . l U n asc1co o separa o r.os l all'estero

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" JS,• 11,25 1,50

..- L'abbonamento non disdetto prima del 1' dicembre s'intende rinnovato per l'anno succassivo. 5• l signori abbonali militari in etfeltivi&il di servizio possono pagare l'imporlo dell'abbonamento per mezzo dei riepellivi comandanti di corpo {anche a rate mensili). 6• .Ai librai si ra lo sconto del i O0/ 0 • ma soltanto per gli abbonamenti delle pel't'One che non possono fruir•e della facilitazione di cui aJ n. 5. ~· Le spese per gli. estratti e quelle per le tavole ,litografiche, fotograf.che, ecc., che accompagnassero l~ memorie, sono a carico degli autori. 8• Gli autori delle memorie potranno averne gli astrat.ti facendone richiesta all'allo dell'invio delle bozze corrette. Gli estrali i sono di due tipi : Con copertina in bianco, ·senza fronliepizio, e colle impagina· tura e numerazione del fascicolo. TIPO B. - Con copertina stampata, frontiepizio, impaginatura e numera· zione speciale. Il prezzo é regolato dalla seguente tariffa :

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Gli eell'aUi minori di un Coglio si contano come t'oglio intero per le ordinazioni di 100 estratti o meno. . . 1 P er queUi che superano un foglio, le frazioni in più, che non sup~ra_n~•­ 111 mezzo foglio, si contano come metà, purcbt\ però l'ordinazione non s 1e riore a rl() copie. Potranno aversi eetraUì in carte e formato diversi, previi accordi pereoll8li tra gli Autori e la Tipografia. ge l manoscritti non si reslituiscono.


309 GIORNALE

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Pubbllc~•one menslhJ

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DI

MEDICINA MILITARE Glornalo 41 medicina militare : 18111·1884 Cllornaio medico dol Ro1lo EMrello • della Roala Marina • 18811·1806 Glornalo medico dol Realo Eeorcito • 18011-1007

ANNO LVII -

1909

FASCICOLO XII

31 DICEMBRE

SOMMARIO MJEMeai ii'J eatCU!WAI.I ,

Nutìlie aommarle sulla atalistlca sanll8rla del R. Esercito per l'anno 1906

Ct..,tllo. - PIICOII, oeYrosi e crlmrnallta . • • • . . . . . . . . CAS UIS TI CA CLINIC A. lllul, - 1>1 un e~so di neurosi lsterlcu. - (Con 4 llgurt ) . . 913 Rl VI S T E GENERALI. avalla. - Sulle derlll3tosl vacclnl che. • . • • . . . . . . • · · . • · •u•. - Snl n lore aclenUReo e prnlico dell'ant.isepsl della pelle per meno de.lla turn di jodo . . . • . . . . . . . . . . • . . . • . • . . ~~ :.r ,, , ~~ .~ UYI.'I'& gJ Qlea!WAI.I ITAI.IA!WI E• IE8'1' • ;\_,~~~h. : !:'1~ ,·· f/

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(V. l 'Indice n tW f nlerno dtlla (Optrlllla). 'l

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, c.,• ', DIR E ZIONE ED AMMINISTRAZIO ' -~ ROIIIA. • Paluzo del M.lnlatero della Oaura, VIa XX &~mb ••

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~ -~ Per le inaen.ioni & pagamento rivolgerei eacluaivamente

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alla SOCIETÀ ROMANA 01 PUBBLICITÀ '

•

.. ' -~· . 1.

80114, Corso Umberto I , 160. •

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IND I CE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI II IVISTA .U!UICA. Morler Mathlhon. - lnfezluue siNploroecica nella di!ter!le. Osserr.nionl relati ve a so:casl

consocutll'l •

Pag. 911

81\'ISTA DI NEVROPATOLOGIA. Rout~t. -

l'stco~t lnRuenzall

RI VISTA 01 liCULISTICA. Maher. - Sul lr3ltamenlo e $UII.t pro~tnosl dell!laucomn prlmnrlo. Raoklllft. - Un nuo•o pericolo per l'oso di strumenti placcati nelle opcmzioni onalmlehe. 8eauvol•. - Il tracoma e l'cmlgrnztond}.

943

9"

9~5

RIVISTA IJI TECNICA E SERVI7.10 MEOICO ~ILITARE. Oommar11n. - IJell'ulilizt.ozione degli automoboli per Il sen•boo snnllario In guerra Moty. - Il nuo•·o r~::olnmento del ~ef\ ltio snnltario in ~tuerra dell'esercito rnnee>ce . Anulon•. - APPMIIO micro-teteronico dn c:~mpo Hou•ton. - Alltomoboll dlelro la tioe3 di fuoco . INI>ICE GE:-\ERALK f)ELL& l! ATERIE PER L'ANNO 1009 .

Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz , del 11 Giornale di medicina mllltara .. \' lA

XX SgTTI!II OM&, PALA%7.0 n 11. MoNI<Tt:ftO nRI. I. A r.ri!K114

.4nh'Opomdria mìlilara. - Risultat·i ott.onuti dallo spoglio dei fogli aan.itarl delle clRIIBi 1859-1863; due volumi io 4° con atlante . Vol. I (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante d.ella geografia an~ropologlca dell'Italia. - Roma 1896. • L. 18 Vol. II (Dati domografìci o hiolog.iei). - Roma, 1905 • Il BABOlf!'lO o SI'ORM. Compendio di chirurgia di guerra compilato 111lla storia medico-chirurgica della guerra di eecessiono d'America. - Roma. 1888 • volumi, prezzo ridotto • 5 50 B&RNA-1100 e Bar:zzt. Lo sgombnro dogli ammalati e feriti in guerra. Memoria premiata nl concorso Riberi. Un volume di pag. 276 oon molte figure • . • • • S 150 e tavole grafiche. - Roma, 1905 . CA8AlttNJ. - La fntica nella vita militare. )U\morio. premiata. nel conoorso Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figuro. - Rom:a, 1908. . • • 6 ID. - Le malattie e gli infortuni nella vita militare. 'Memoria premiata al concorso Riberi 1905-HlOG. Un volume di pag. 402 con tavote grafiche o statistiche.- Roma. 1908 , . • 8 CueA.m. - Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del ~M· viUo aanitario in campagna prosso l'oseroito italiano. - Roma. 1906 • • Da C!:s.t.ru:. - Studiò sulle medlastiniti (mediastiniti omppurative, aaooaao m&diastin.ico). - Roma, 1900. Un vol. di pag. l.U • • • . • 2 H YUTt.. Onomatologia anatomica. Storia e critica del modorno linguaggio anatonùco. Tradtl7.ione libera ital1o.na dei dottori C. PRE'M'I! e O. SI'OB U. Roma, 1884. (Ediziono rnra) . . . . . . . . • 6 Le /triù caruatc dalle armi da guerra. Sintesi della rolazione. aanitaria illgli eserciti tedeschi durante la guerra frnoco-germanica 1870-71. - Roma, 1889. Un volume di png. 3-l8, prezzo ridotto. • • Z MANAYDA. Studii storico-critici aulla moningite carobro-epinale epidemica in Italia o particolarmente noll'esoroito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole g rafiche. Prezzo ridotto . • l ISO 8.u.Il"A81. Lo losioni t raumatieho doi oontri norvoei. Memoria onorata del premio Ribori. · - Roma.. 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. 1 S 50 8 f'onu o GIGLIA.BEf.Ll. - La malarie. in Italia. Opera onorata del 1° premio a.l concorso Riberi. U n vo!umo con 7 grandi tavolo cromolitografiche. Roma, 188p: prozzo ridotto. . . . • . . . . • 1 3 TOIIII!!LLIS'T. Dolio malattio più frequentomoote simulate o provooa.te dagU • • • 1 S 50 inBnritti. - Homt\, 1876 • . .

:w. o . - Per l'aequh1o delle opere sopralnd!cate Inviare commlnton l ' • 11111 all'h nlnllfr ai:loll del Gio rnale di m1d lcln1 mtlltar o wla XX Set11mbte Roma.


MEMORIE

ORIGINALI

,.,r-:. ~.~.· '<

------- - - ------ -- - -------=---- L ::_ .'' NOTIZIE SOM~IARIE SULLA

PER L' ANNO 1908

MoRBOSITÀ E MORTALITÀ IN GE~ERALE. - Sopra una forza media totale di 211,245 individui, si ebbero 153,777 ricoverati negli ospedali e nelle infermerie, e 666 morti: e sopra. 77,104,5313 giornate di presenza se ne ebbero 2,437, 776 di degenza negli ospedali e nelle infermerie. Queste cifre assolute dà.nno le cifre proporzional i esposte nella. tabella. seguente, nella quale si sono aggiunte anche le cifre dei 4 anni precedenti:

l ANNI

1

I'RR 1000 llEI.I.A FORZA

Krtlralr nei I UO!(hl Ili CUrti llr

100~

77:}

1003

718

190~

711 785 i:!ll

1905 1!)06

l

Mo rti l t )

:3.4 3.3 3.4 ~.7

3.2

GlornBlA oli rl~llerua p 11100 di '"~""·nza 131

:~3

:)1 ~l

36 :)3

Il 1906 presentò quindi sul 1905 una. notevole diminuzione nella morbosità, mentre per la mortalità presentò la. cifra minima fin qnì verifìcatasi nell'esercito. LUOGID DI OURA DOVF: FURONO OURATl OLI AMMALATI. - J:?ei 163,777 individui ricoverati nei luoghi di cura., furono accolti: 76,956 negli ospedali militari; 11,604 negli ospedali civili; 66,217 nelle infermerie di corpo. (t) Esclusi gli lnlllvldul enlratì in o~~erva~ione. IJ) E!!Ciusl l morii In licenza e quelli appartenenti al corpo invallrh e velernnl.

(3) Comprese quelle degli lndi•lduJ eolraLl in OSSllr•nlooe.

l56 - Giornale di medicina mllila•·t. - Fase. Xli.


882

NOTIZIE ::iOJ.UI.ARIE SULLA STATISTICA SANITAlllA

(Gli individui passati dalle infermerie agli ospedali, per proseguimento di cura., sono computati come entra.ti negli ospedali). La mortalità dei curati fn : nelle infermerie 0.15 per 1000 entra.ti, negli ospedali militari 5.5 per 1000 entrati, negli ospedali civili 11.0 per 1000 entrati. Questa differenza di mortalità è spiegata dalla differente distribuzione delle malattie gravi nelle tre categorie di stabilimenti. Nelle infermerie infatti non si accolgono ammalati gravi, se non in casi assolutamente eccezionali, e, quando si può, questi vengo.no sempre trasferiti, in seguito, agli ospedali. Negli ospedali civili, per contro, la proporzione numerica dei gravi è aumentata dal fatto che non vi si accolgono i venerei, i cronici, e in generale tutti quelli che possono senza disagio fare il viaggio fino all'ospedale militare viciniore. M oRDO!;l'rÀ E ~fORTALITÀ SECO~Do LE A.Rlli. - E cco le cifre proporzionali a 1000 depa forza, tanto pel 1906 quanto per l'intero quinquennio

HI02-906: Morboslla p. tOOO

-·~ 1!100 100t·906

Granatieri Fanteria di linen Bersaglieri Alpini. Cavalleria. Artiglieria da campagna • da cost.a e fort.ezza C+enio . Carabinieri Legione allievi . Legioni territoriali • Compagnie di sanità. di sussistenza • Stabil imenti militari di pena l'OTAI.P; GE.-.EfiAJ.E.

741

742

806 804:

809

602 905 888 554

849

1496 2:38 627 661 1057 728

879 532 936 8G2 650 822 1476 260 570 638

-Morlallta l' · 1000 l!IOG

190t· OOfi .

2.8 3.1 4.7 2.7 3.9 3.0 2.4 2.8 1.8

3.5 3.7 4.2 2.7 4.0 3.7

3.2 3.6 1.·.:1:

689

743

~.0

3.5 3.2 3.5

3.6 2.0 2.8

3.2

3.6

Però, nell'apprezzamento di qneste differenze di morbosità e di mortali tà tra arma e anna, errerebbe assai chi volesse attribuirle interamente all e differenze tl el servizio, del reclutamento, del clima,, ecc. Infathi, i corpi che hanno infermerie e quelli che sono frazionati in pi<~co li ùistacca meuti, donde non è facile mandat·e i malati ad un ospe-


DEL REO lO I!SERClTO PER L' ANNO 1906

883

dale, devono necessariamente, a parità. di condizioni sanitarie, presentare una morbosìtà minore. Così ne avviene che vi è una. differenza. gran· dissima. tra. la. legione allievi carabinieri e le legioni territoriali della. stessa. arma, mentre la. mortalità è di poco differente. Anche le compagnie di sanità, che non hanno infermerie, hanno una. morbosità. molto bassa, e all'incontro una. mortalità non piccola..

LA K ORJlOSI TÀ E LA MORTALITÀ SECONDO LE DlVlSlONI MILITARI nel 1006 sono indicate dalle cifre seguenti, nelle colonne l a e 3a. Però

siccome, specialmente per la. mortalità, che si basa su cifre fortuna.· ta.mente troppo scarse, i risultati a.nnuhli possono variar e sensibilmente tra loro, giova anche tener conto della media generale del quinquennio 1902-~)0G, che è appunto quella indicata. nelle colonne 2" e 4a.

---- -----

Entrntl In cura 11. l ()()()

lltvì>lonl

Torino . Novara . Alessandria Cuneo Milano . Brescia. Genova. Piacenza. Verona. Padova. Bologna Ravenna. Ancona. Chieti Firenze. Livorno Roma Perugia.. Cagliari Napoli . Salerno . Bari. Catanzaro . Palermo Messina.

1\106

72H 649

631 616 668

702 747 777

n :l 648

Mortt Jl· 1000

t 90t-906

1906

712

3.41

3.89

673 681 693 681 73G 720 767 751

2.77 3.00 2.7\:)

3.20

832

664 842

H4G

9ò

2.94 6.30

3.48

:l.ll 3.15 2.69 1.62

3.42

520

r~< '9

3.77

721 70\:l

2.62

6()1~

1.9!)

827

2.51

779 619 !.16-1

4.3:l

758

223 6.00 4.60 l.U3

828

830

~.84

698

714:

2.10

830 84:3

798

4.74

71)8

2.80

946 766

3.64 2.66 3.11 3.89

1.73 3 10

650 701 6l8 719 779 592

1001 ·eo«i

3.61) 3.4.8 3.19

2.83 4.02 3.99 3.98 4.72 3.10 3.92 3.46 4.71 4.26 4.04 2.83 4.40 3.84


884

:-10 TIZ1E SOlOl.ARIE SULLA STATISTICA SANITARIA

Monno;;tTA oEr,LA TRUPPA Prm PRF.Sion. - Nel considerare la morbosità. secondo i presidii è da. notarsi che, per le ragioni accennate più sopra a proposito della morbosità. secondo le armi, i presidii più piccoli figurano sempre di avere una. morbosità. mmore, come risulta dalle cifre seguenti: Presidii con forza medin. superiore a 5000: morbosità. 845 °/:-: • » da 2000 a 4099 : • 908 • » » da l 000 a. 1999 : • 949 » ,. » da 500 a. 099 : .. 835 ,. .,. • da 200 a 499 : » 621 » • • di 200 e meno : » 339 • Cambinieri reali (legioni territoriali): RtJl'OR!oUTI 1 RTVEOUHLI E L'l'\>-uTI IS LICE~ZA DI OONVALE.<;CF.l\ZA I:-1 SE GUITO A nAssEGNA. - Non sempre le malattie o imperfezioni per cui i

militari vengono sottoposti a. ra.<;Negna di ri?nando sono contratte durante il servizio o p~r causa. di esso; e, d'altra. parte, tra gli individui sottoposti a ras.!legna speciale, ve ne sono pur parecchi che contrassero le loro infermità dopo l'arruolamento. Perciò la semplice distinzione dei riformati, rivedibili ed inviati in licenza di convalescenza. secondo la specie della. rassegna a cui furono sottoposti, non ha quasi alcun significato dal punto di vista della statistica. sanitaria.. A. voler indagare tluanta azione abbiano sul numero dei riformati le varie contingenze della vita militare, giova. dunque meglio distinguere le riforme secondo che avvennero per infermità anteriori 0 per infermità posteriori all'arruolamento. Ma anche qui non cessano le difficoltà; poichè certe imperfezioni possoco sussistere lungo tempo a llo stato latente, ovvero senza. dare alcuna molestia a chi le porta, di g uisa che egli può nasconderle od anche non esserne consapevole. Talune di queste, banche preesistenti all'arruolamento, possono (come le er nie, le varici, i varicoceli, ecc.) aggravarsi durante il servizio e per effetto del st>rvizi o stesso. P er altre infermità, la predisposizione, od a.nche il periodo iniziale, datano da lungo tempo prima dell'arruolamento, ma la. vera manifestazione della malattia avviene sotto le armi. E ]perciò per esse resta. pur sempre impossibile il definire quanta. parte spetti veramente alle influenze della vita mili tare e quanta alla conge.nita predisposizioue. P erciò, affine di tenere unll. regola. costante, s'i è avuto per norma rli classificare soltanto come malattie o imperfezioni posteriori all'arruolamento:


88o

DEL RBGIO ESERCITO PER l..' ANNO 1906

a) tutte quelle che hanno dato luogo a riforma, rivedibilità. o invio m licenza di convalescenza due mesi dopo la data dell' incorporazione ; b) tutte quelle che, pur avendo dato luogo al provvedimento nei

primi due mesi dall'arruolamento, sono però evidentemente originate dopo l'arruolamento, quali sarebbero in prima. linea i tra.umatismi, le malattie infettive acute, ecc., ecc. Il totale degli individui sottoposti a rassegna. (esclusi quelli che nella xassegna. furono riconosciuti idonei) fu di 3fl,112 cos! ripartiti: Pt>r malalti~ e l'~r mnla tlit> e lml•er(~ 7. oOn l

an t e riore all o 3rrUfo· l~m e ulo

lmr>erll'llu Di I•IJ-lo r lo rl

In IO!llle

3110 llrruolamento

Riformati. Inviati in licenza di convalescenza o rivedibili .

13,023

4,276

17,299

12,733

3,0ts0

16,813

In totale .

25,756

7,366

33,112

In rapporto alla forza media, i riformati per malattie posteriori all'arruolamento furono il 20.24 per 1000, gli inviati in licenza di convalescenza il 14.68 per l 000. Oltre agli inviati in licenza di convalescenza. in «eguito a. rassagna di rimando, vi sono quelli che la ottennero dai comandanti di corpo o dagli ospedali per la. durata di uno a tre mesi; e questi furono in numero di 10,636 pari al 42.8 per 1000. MALATTIE DALLE QUALI FURONO COLPITI GL I UOVINl 01 'TRUPPA. Nella impossibilità di en trare in dettagli per ogni singola forma morbosa, anche per le più importanti, rimandiamo alla. tabella V, dove è da.to il numero assoluto e la propvrzione per 1000 delle malattie indicate nella nomenclatura proposta dalla. Commis:;ione internazionale di Budapest. lNDlVlDUl ENTRATI IN OSSEkVAZIONE. Entrarono in OSServazione negli ospedali militari 6286 inscritti di leva e 12,463 individui di troppa sotto le armi. Su 100 inscritti di leva si ebbe l'esito seguer.te:

Uscirono con dichiarazione di idoneità.. con proposta. di rivedibilità . • • con proposta di rifo:ma .

18.6 ~1.5

69.6

La degenza media di ogni inscritto visitato fu di giorni 2.8. Sopra 100 uomini di truppa entrati in osservazione l'esito fu il seguent.P.: Uscirono con dichiarazione 1assoluta . . 21.3 di idonettà l condizionata 4.7


886

~OTIZIE SO K:\lAHIE SULLA STATISTICA S ANITARIA

Uscirono con proposta di rivedibilità • con proposta di licenza. di. convalescenza •

con proposta di riforma. ~ ~n rassegna.dspe?ia.le · l m ra.ssegna. 1 nman. con dichiarazione di simulazione e provoca-

• zione. Morirono .

23.3

7.6 26.6 16.4 0.1

La. degenza media di ogni milita.re in osservazione fu di giorni 9.3.

Xei pruidi della cvlo1lia Eritrea, le condizioni sanitarie generali furono abbastanza lodevoli. Sopra una. forza media di 638 individui di truppa italiani (esclusi quindi gli indigeni) la. morbosità fu di 525 per 1000, mentre nell'anno precedente era stata di ll30. I mort.i furono 2 (3,1 per 1000) ; le giornate di degenza. per 1000 di pr.,senza furono 31.3 . ..~.Velle RR. trttppe distaccate a Candia si ebbero, su una. forza media di 539 uomini, 24:6 ammalati, ciò che dà una. morbositàdi 455. Hi ebbere 3 decessi.

Avvertenze circa le tavole statistiche. Tav. L - 11 totale degli esaminati (n. d'ordine l ) comprende tutti gli individui cadenti sotto la coscrizione, cioè tutti quelli che hanno compiuto i vent'anni, più gli omessi, i rivedibili, i renitenti, ecc. di leve anteriori. Le cifre proporzionali relative alla statura sono riferite, non a 1000 individui trovati abili, ma a 1000 coscritti in genere, abilil e inabili. Tav. II e seguenti. F ORZA :MEDIA. - La forza media annuale è calcolata dividendo il totale delle giornate eli prue~tza avute durante l'anno per 365. La forza media mensile si ottiene dividendo il totale delle giornate di presenza avnte nel mese per 28, 30 o 31. Sono compresi nella forza media: tutti gli indiVidui di truppa. presenti sotto le armi (anche se in servizi isolati); quelli che trovansi negli ospedali e nelle infermerie e nelle . carceri militari, quelli in licenza, non superiore a GO !!iorni Sono esclusi dalla forza. media: l" Gli ufficiali e gli impiegati militari ; 2'' Gli invalidi e i veterani; 3" Gli allievi della !!cuoia militare e dell'accademia. militare. AliMALATI. Sono considerati come ammalati soltanto gli enr.rat1 negli stabilimenti di cura, escludendo però quelli entrati io osservazione, e quelli entr·ati negli s peciali !ltabilimenti balneari e termali.


DEL REGIO ~:SERCITO PER L 'A N~O 1906

887

Qua.ndo un malato pa.ssa. direttamente da un ospedale all'altro per continua.rvi la cura, si conta soltanto l'ingresso nel primo ospedale. Qua.ndo nn malato passa direttamente dall'infermeria del corpo a uno spedale si conta soltanto l'ingresso nello spedale. Quando u.n malato presenta più d'una malattia è sempre contato come un solo caso di malattia, indicando la malattia più importante. Sono computati tra gli ammalati militari anche gli individui di truppa che, ammalandosi durante la loro licenza, vengono ricoverati in uno stabilimento di cura (militare o civile). MoRTI.- Si comprendono nella mortalità generale non solo i morti per malattia, ma anche quelli per suicidio, omicidio e cause accidentali. Non si comprendono i morti durante la licenza. Gli individui già. riformati, che muoiono prima di potere essere inviati alle lo1·o case, sono ~mputati tra i morti e non tra i riformati. ARMI E CO RPI. - Riguardo alla distinzione per armi e col'pi, è da osservare che nella fanteria di linea sono comprese anche alcune piccole frazioni speciali, come il deposito della colonia Eritrea, il personale di governo delle scuole militari, ecc. Non sono compresi nella statistica gli invalidi e veterani. Vi sono compresi invece, ciascuno sotto l'arma e cor·po cui appartengono, gl'individui delle classi richiamate temporaneamente sotto le armi per istruzione. Nelle Tav. III e VI le cifre proporzionali degli entrati i n cura distinti per mesi sono calcolate (anziché per 1000 al mese) per 100,000 della forza al giorno; e ciò per evitare le ineguaglianze prodotte dal differente numero di giorni che compongono i mesi.


~

1\0TIZlE SOM ~I A RI E SUJ,LA STA T ISTICA SANI'l'ARIA

TA VOLA 1.-

Risultato dell'esame dtgl• '

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I N DICAZION I

.o

Plomonte , Liguria

"" • ;i

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Lombudò

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Tox.&ll1

l

l

Nume r o total e deJ!Ii in 1 scl'ilti di leva esa m inati .

43,0 ~9

9,898 1

51,729

35,889

2!i.QI;

2fl,73~

'

t

Su 1000 di essi: 2

3

4 5

l

l

F ur ono dichia rali idon ei a l ser vizio. Fur·nno d i<'h ia ra ti inabil i per defirienza di s latu r·a. Furo no d ich rAra li inabili per irn per•fpz ioni, ma tatlie e oeformila . . . . F u r o nc) manda ti r h ·e.Jibili .

394

40~ l

325

fl3 ~

390

35

;l5 ,

37

16

39

282

287 274

3 ~0

298

2n7 193

297 274

6 19i :.?81 2i0 137

70 195 298 266 126

23

145 166

2~\1

388 1

;l 289

Su JOOOinscr ttli rli leoa si el·bero le se(l!lenci stattt re: 6 7 8 9

tO ti 12

Dr 1.55 t' 1llPn11 Da l ,i)li - 1.60 . • 1,61- 1,65 . 1,61i -1,70 . - 1,75 . • 1,71 • l,i 6 -1,1l0 . • l , t p più

55 1»7

338

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61

C•u" d ; ••ifo•m• (o- ~ sdutoi i deficienti di fil Atura ) per 1000 inscriW t

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16 17 18

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20

21

l

0 Pbolezza di costituzione. .1 Miopia r eale . . . . . l Vizi o r·ganici del cuo r e . Gozzi . . . . . .. 1 Val'ici . E morl'oidi : : : : : · ~ Ernie . . . . . . . . Deviazione o mA ls confo r · , m aziou e dei pied i (piedi e'lu ini) . • . . . . Tu bPrr.olo~>i polmo n a t•e .

l

1

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2.3

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DEL REGIO ESERCITO PER L'ANNO 1906

88.

inseritti di leoa della classe 1886.

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l

297 314 175 1 f\2

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2.1o 97 27 6

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8.9

62.2 1 66.8 11.4 O.i 0.3 Il. 8 . O.!! 0.6 0.7 1.5 1.2 l 4.6 l 0.3 4.3 1.5 1 1. 3 t. i o.o 0.1 12.0 6.7 9.2

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1.1

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57.1 0.4 0.4 2.0 1.9 2.2

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1;90

NOTI ZIE SO)O(ARJE SULI,A STATISTICA SANITARIA

TAVOLA I l. -

Moolmento deyli ammalali 11er tlioi$ioni 11el 1904. MALATI &NTR,\TI

PEli tOOO DELLA POR7.A

MORTI

..

Ili V l S l ON l

~

a

3.~1

Torino

15,2/)!") 5,27:)

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52 7231 378 2.82

Novara

7,21~

2,26!}

·i-680

2U 6W 315 2. 35 2. 77

2,~11

Alf!SSdnd ria

li ,930 3,679 3,85!)

7,fl38

36 631

Cuneo

9.313 2,751 2,983

5,7:37

26 616 320 2 .58 2.79

M ti ano

10,53.> :?,!l:!6 4,100

7,036

:31 668 :19(} 2. !l~ 2. 94

6,987

1,908 2,999

4,907

37

70~

4:11 4. i 2 5.30

2,f>59 3,0H

5,603

13

7~i

406 1 .:tl l . 7:J

Piacenza.

!1,030 3, fJ2 :1,212

7,014

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777 • 35612.55 3. 10

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2,4:~5

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26 648 295 2.70 3.15

1 12,271 3,t i7 7.069 10,2 16 4,!136 2,:.1 18 1,858 4,176

:l3 8:32 f>7tì 2. 12 2.69

Brescia

1

Genova

Padova Bolognu. Ravenna.

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2.913

323 2 .67 3.00

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Chieti .

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l 6.7 16

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151 19 828 50U 2 .2·~ 2.~·~

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1,483

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415 2.65 :}. 15


Db:L REGIO ESERCITO PER L'AN~O 1906 TAVOLA Il i. -

891

Mooimento degli ammalati per armi e mesi. PER tOOO IIELLA FORZA MEDIA

CIFRE ASSOLUTE

:\torìrono ARMI E CORPI •.5i ~

8

l

Granatier i . Fanteria di linea Bersaglieri. Alpini Cavalleria . Artiglieria da campag na ld. da cosla e fortezza Genio. Carabinieri Legione allievi . Id. Legioni lerr ilot·iali Co mpa~nie di sanità . Id. di s uss istenza . Stabilimenti m ili lari di pena Totale

12,819 10,70·l

2,0!l51 81 Il 75,819' 252 2 7 10,305 5.') 60 5,3";"21 2~ 29

19,089 20,740

1";",2i2 18, iO!)

58

9,612

5,322

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6,917 1,703

20

25,1:l2 3,3~2

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5~

23 aM 23 8i91 2 l,·i96 81 2381

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3.6 L4

1,057 l

211,245 153,777 561 1 666 7281

2.6

3. 1

-- - -PilA tOOO .... lliOftNO

- -·

223,17~

15,768 13,5681

22t ,816 222,321 221,368

47 ;)\ 52

12,6 t0 1 t3,1U3

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170.~21

12,7991 17,5381 15,.i91 8,031

3i 46 i>9 49

50 f>9 i1 61

154,08 1 215,625 219,799

7,232 11 ,5il 1t,833

41 ;,9 33

·i8 1.50.0086 0.0100 H l .8 0 . 0061 0.0073 35 1.7 0.00~8 0 .0051

211,245 153,7Ti 561

666 2.0 0 .0073 0.0086

219,07i 222,576 219,895

H,.~3tl

-Totale

iU 80(;

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-----'-1

225,376

Genuaio . Febbraio Marzo Aprile Maggio. Giugno Luglio Agosto Settembre. Ottobre. Novembre. DicAmbrc

5:l

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1.9 0.()():,2 0 .0076 2.5 0 .0067 0 .0086 2.:! O.OOR7 0.010' 1. 6 0.009:. o .0119

,-----


892

~OTIZIK SOMMAJUE SULLA STATISTICA SANITARIA

TAVOL A

IV. -

M orimPnto dei malati nei p r es<dii pit"t importan ti•

.(Capoluogo di dorosio1w e preslrlll s uperi ori a 1000 u omini di rona m e<lla).

PROI'OR7.10NE P H l~ S l D l l

t• CorpCJ tl'a1·mal8 . .

2•

:l•

Id.

lfl.

!

Id.

Nov11ra. Ver rell 1 Ivrea •

869 932 616 412 '>t8

~ Milano . . Bl'fl~Ci ll . Bergamo.

16.${3

.

.

!

Parma . . Cremona . . . Re~gio Emilia .

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l ti.

Fu·euze L ivorn o · ( Spezia . P11-t1. .

l .t.

12•

Id

8i 6 957 R83 872

757

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1286 i4.q

Modena . Venezoo . Ravenna • An cona

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Manlova Vicenza . Padova. . Treviso . Coneg l iano

Id.

Id.

867

\ Ales s~tndl'ia . Pavia . . ( A sti . . Cal'<ale . Cuneo .

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t:H:I RO!I

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588

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~ Rutu o . . Pe1·u,:ria . MacJJelena

7M 1251

( Napoli . CoH•ei'la ' /GReta . , Salr r uo Bari. Pnl .. rmo · M I'S!'ina

1097 1611

.

j

:180 111!1

1766

IAA2 1:159 13117


DEL REGIO KSERCITO PI!:R L ' ANN O l!J06

TAVOL.\

V. -

893

Mooimt>nlo defili ammalali per le malattie più importanti. (0SIIrda.ll militari, ospedali civili e inrermeri~ di corpo).

l! ALATT I E

Alcoolisrr.o . 2 Br'onchiti acute 3e 4 Colera. ~ OiCterJle, croup ti Disl>en leria . , Risipole . . . 8 e 9 l nrezione malarica. acula e cronicu . 10 Bl e nnrJ•>~gio (cAsi di 1• mauireslazione) - blenoJ•ragia (1·ecidiva) or·chit.e e arll•ite bleuor·-

-

ra ~nca.

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Ernie. 12 Influenza. • . . . • . 13 61lpi di calore e assiderAmenti. H Meuin gil~ cerebro·-spinale epidemica 15 Morbillo . 16 Orecchioni 17 Pleurite . 18 Polmoniti. t !) Reumatismo articolare 20 Scur iAtlina . 21 Sc~wbulo, porpora emor ragica e peliosi reurnahca . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Sifilide. 23 Con~iuntivite tracomatosa 24 Tub~rcolosi polmo na re 25 Id. di altri or·gani . 26 Ileo-tiro . 27 Dermo- tiro . 28 Ulceri veneree e bubboni 29 Vaiuulo e vaiuoloide e varicella 30 Ot'ti 31 Malallie dell'appa r ato ciroolator10 32 Scabbia- Allre malattie della pelle. 33 Fr·enopati~ . 34 Malattie degli occhi 35 Malattie d_e ll'apparato uro-genilale

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894

l\OTIZIE SOliMARIE SU LLA STA'l'lSTIOA SANITARIA

T A v. V l. -

E n tra li nei lu()llh'

--· OESIGI'\AZIONE OELI.E MALATTIE

secondo la tavola

M A l. A 'f T l E GeonlJO

nosologica lnlemazionaiA

t

lAleolwlismus aculus (inclus. Deli· Alcoolismo . rium tremen s).

2 Bron rltiti8 aettla . 3 Clio/era asiatica ·i id. noscras . 5 Diphllteria et eroup n Dysenteria • . . . 7 /:.'riJ.~ipelas . . . . .

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llineriLe, croup Dissenleria. ~ . . . . . . . Risipola . . . . . . . . . . Infezione malarica acula e cronir.a Blenorragia Ernie. . . lufloenza . . . . . . . . Colpi di calore e assideramea1Li Meningite cerebro-spinale epidemica

Morbillo. . 112 Or t>cchioni . 3!lll 134 Pleurite . . Pneumonia er oupo!la siot> /obar is Pulmoniti . . . . . 1\11 :l,:, Hlleumatismus arliculorum Reumatasmo articolare Scarlat ina . Scarlattina . • . . . . . . . Il ;t S eoròutus . S"orbuto, porpora emorragica e pe· liosi reumatica :}2t Syphili11. . Sifl licie . . . . . . . . :, Trae/torna . . . . . . ConJZiuntivilP. tracomatosa . •N Tu&erculosis pulmonum . . Tubercolosi polrnona re . . Id . ca•lerornm orç,anorwn. Tubercolosi di altri or{!ani . ~~ Typhus a&domin nlis . Ileo-tifo • . . . . . . . 41 Id. e:r.antemat1cu.~ Df'rmn-tiro . . . . . . . . Variolae u Vt~iunlo, vaiuoloide e varicella 6~, l 'lf•us m o/li! . Uh:eri vent!ree e bubboni . . Morbi auris . Olili . . . . . . . . . . . 31tì hl. Ct;rdi~ . MAiaUie dell'a pparalo circolalorio . 3:·:> /d. CllfiS. • St·abbia e altre malattie della pelle. '· ,;~l Id. men11s. Fr,.,opatie. . . . . . 4 ~:!l I d oeu/i . . . . . . . . . Malall•e dt>llli occhi. . . . . . .. l Id systemat. ttrill et se.1:ual.(e:ccl. Malattie dell'apparato m·o-genitele 21'1 oen. el S!JI'h . l

1 5.~6S

Totale gen . degli entr ati in cora

l

l


DEL R~OIO ESERCITO PER L 'ANNO HJ05

8Vi>

di cura distinti per mes i. ENTRATI l~ CURA - CIFRE ASSOLUTE l

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896

1\0TIZIE SOlOfARIB SULLA STATISTlOA SANITARIA

Segue T" v. V l. -

Entrali nei luoglu

l

DESIGNAZIONE OULK MALATTIE secondo la ta vola

M A l. A T T l E GolOoaio

nosologica lnternulonalt

Alcoholismus acutus (inelus. Deli· Alcoolismo . 0.1 rium tremens). 26.3 2 Bronehitis acuta . Bronchiti 3 Cllolera astatica Colera 4 /r/. nostras O. l Oint>rite, r roup 5 Diphlher·ia et eroup . . . . . f) Dysenteria . . . . . . . . Oi!'l,.:enteria. . . . . . . . . 1 t. O -; E"r ysipelos . . . . . . . . Ri~• pro la. . . . . . . . . . 8 Feuriff intermittens (malaria) . 3.9 lufezione malari~acuta e cronica . 1 !l F.-lJris reeurrens . IO Gonorrhoea . Blenorragia . ' 11. 9 l t Hernia. Et'IIÌ~. • . .l o.. 2.2 12 /njluen:aa . . . . . l nfluen1.a 1:.1 Jnsolatio (1-/it:aschlag, coup de rha- Colfii di calore e assider-amenti . . • leur). t~ Menin{Jitis eereiJro-spinalis epide- Meningite cerebro-spinale epidemica 0.0 mica. 1.6 t5 Morbilli . . . . . Morbillo . 5.1! 16 Parolitis ~pidemiea. Orecchioni . 2.0 17 Pkuritis . . . . . . . P leurite. 2.0 18 Pneumonia crouposa sioe loiJM·is P ulmnniti . . . . . 5.1 19 Rheumatismus articulorum. Reumali!'mo articolare 20 Searlatma Scarlallina . . . . . . . . • . O..·) 21 Scorbutus . Scnrbulo, porpora emorragica e peo.o liol-4i reumatica. 4.6 22 Syphilis . . . . . . . . . . . Sifilide . o. t ~:l Trachoma . . . . . . . . . . Congiuntivite lracomatosa . o.\ 2i Tuberct,losis pulmonum . . . . . Tub.. rcolosi pummonare . . 0.3 25 Id. eauerorum organorum. 1TubE'rcolosi di :altri orllani . 0.6 26 Typhus abdominolis . . . . . . Ileo-tifo . . . . . . . . 2i Id. exantemat,cus . ' ner•mo-tifo . . . . . . . 0.2 28 Variolae Vaiuolo, vaiuoloide e varicella 9.0 29 Uleus molle Ulceri molli e bubboni 4.5 JO Morbi auris . Olit• . . . . . . . . . . . . 5.t 31 Id. eordis MalAllie dell'apparato circolatorio . 26.7 32 Id. cuti.~ . Scabbia e allre malattie della pelle. O. l 33 Id. mentis Frenopatie. • . . : . . . . u 3~ Id. or.uli . Malartie dE' ~Ii occhi . . . . . .u Id. silttemat. urin et sexual. (e:ccl. Malattie dell'apparato uro-genitale 35 oen. et syph).

l

Totale gen. degli entrali in cura

- .. 225.6


DEL REGIO ESERCITO PER L'ANNO 1906

897

kii cura distinti per mesi. -ENTRATI IN CURA PER 100.000 DELI. A FORZA AL GIORNO

l Febbraio

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808

NOTJZIE SOMMARIE SULLA STATISTIOA SANITARIA

TAVOLA

VII.- Ent rati nei l~Mf/1

DESIGNAZIONE DELLE IIIALATTIK ~ecoodo la tavola

MALATTIE

oosologica lotemuìunalo

1 Alcollolismm acutm (inclus. Deli·

rium t rem~~>n~<). 2 Bronclti.ti.lt acuta. 3 Cholera I'Si.atica. 4 Id nostras 5 DipM/u:ria et croup () D.IJS"ntt-r ìa. . . . . . . . 7 Erysìpc•las . . . . . . . . 8 p,..~.;,.,, intermittens (malaria) . 9 Febri!l recurrtns l O Gonorrhoea 11 Hernia l:! In.fluf:'n:~a . . . . . . . 13 In.solotio (Hif:~schlag, coup de cltaleur). 14 .\1eningitìs cerebro- spino.lis epidemtra. 15 J1orbilli . 1f'i Porucitis epidemica. 17 l'leuritt8 . . . . 18 Pnttumonin crouposa sine lobaris. 19 lfhe,mat•smus articulor1.1 m. 20 Scarlntina . 21 Scorbutus 1 22 Syplìilis . . 23 T rnchomn . . . . .

. 2~ Tub~rculosis pulmon1•m. . . . . 25 1 lrl . Cll'ter, r um organor um 2A Typlws abdominali8 . . . . . . 27 Id. ea:nntemuticus 28 Ufc,s m··lle 2fl Va rit1lae. . :. :lU .'\!vrln auris :31 Id. cordis

:l2

:l:l :14 35

Alcoolismo 127

Br·onchili Colera Dinerite, croup. Dis~<euteria . . Hisipola . . . . . . . Infezione melarica acuta e cronica

12 49

BlPnorragia Ernie Influenza Colpi di calore e assideramenti.

.

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..

l

Meningite c erebro-spinale epidemica Morbillo Orerchioni Ple urite Potm.. n iti . . . . . . Reumatil'mo articolare . Sr.aTiallrna . . . . . . . . . Scorbuto, porpora emorragica e peliosi raumalica. Sililrde Conl!iuntivile lrAcomatosa. Tuberrolosr polr110n11re. . Tuloer·colosi da allri organi l teo-t•ro .

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Dt~rmo-tiro

Ulct>r • venPrPe e bubboni. . Vaiuolo, vaiuoloide e varrcella Ollti . . . MAlattie deU'~tpparAto circolatorio . Id. cul•S. . 1 Scabhra e altre malattie d~lla pelle Id. nv•ntis. Fa'POOf'&lie Id. oc,fi. . . . . . . . . . MAIHtlie dellli occhi ! cl. systemat. u rin. et sea:uaL (ea:t'/. 1 M~lattie dell'apparato uro-geoitnlt~ oen. et syph.). Totale

42 ! 33

•>1\ l ''" l

156 . :l8 l

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~en. deFtli entrati in cura l2,09il ~


899

D&L REGIO ES&BOITO P&R L'ANNO 1906

Idi eura distinti per arm&. -

-

ARMA B CORPO A CUI AI'PART&NEVANO.- CIFRE ASSOLUTE. Artiglieria

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912


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NOTIZIE SOMMAJUF> SULLA S1'ATISTICA S ANITABIA

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PSICOSl, NEVROSI E CRIMINALITÀ Nota preliminare per il dott. Placido Censfgllo, capitano medico ( l ) nell'o~ale militare di Roma

:r. Alla. fine di un mio lavoro statistico pubblicato in questo stesso Gio'Nlale nel marzo dell'anno scorso (2) accennavo di già. ad un saggio di d1stribuzione geografica delle riforme per psicosi e per nevrosi, argomento di notevole importanza sociologica ed etnografica, oltre che per la medicina legale militare. Per ciò appunto mi ripromettevo di sviscerare tale studio, servendomi sia delle stntistiche sanitarie e di quelle della leva., in modo da considerare, da. una parte le quote dei profìlassati (cioè degli iscritti che •engono selezionati nelle visite di arrolamento), dall'altra degli eliminati (cioè dei militari che subiscono la. riforma quando le loro manchevolezza psico-nervose si rivelano, o si fanno meglio manifeste, all'urto dei varii coefficienti della vita militare). Non è facile tale studio statistico, per una. serie di motivi che qui appena. posso accennare, ma. che involgono quistioni i m porLa.uti di metodologis, che mi è occorso affrontare, e risolvere, onde poter lumeggiare questi fenomeni statistici e demografici nella loro interezza. Un saggio pubblicato dal MorseUi (3) nel 1881, e poco dopo un'altro del Sormani, (4) presentavano molte mende, principale quella. di calcolare solo le riforme degli iscritti, la qual cosa., mentre non dà una. visione esatta. e completa. della. seriazione regionale, impedisce di considerar e tutta quanta. una generazione ventenne, e proporzionar]& al totale degli abitanti di ciascuna. regione. Mentre, studiando le vicende di ciascuna generazione, dalle prime visite d'arrolamento ai primi periodi del servizio militare, abbiamo l'unico modo veramente esatto, e generale, per poter conoscere virtù e difetti di essa, e l'anima stessa. (l) Il lavoro completo, con molte tavole statistiche. Rarà pubblicato fra qualc he m ese nella Rivista Italialll\ di Sociologia . (2) SùJl~lica delle malattie w>rvo8e e mttùali nell 'uercito pag. 49-54. V. pure le ultime pagine d el mio lavoro: Gt.ogm/lo medica d'Italia. in Rivis ta d"ltalia settem. 1909. (3) Atti dol Congresso Freniatico del 1880: Annali di Statistica del 1882. (4) Annali di Statistiro 188 1.


904

rSIOO!:;J 1 NEVROSI E OR llilNALITÀ

del popolo, per ciascuna regione, attraverso le sue qualità fisiche e mentali e le sue deficienze organiche o della personalità sociale (Venturi). II. Una prima grande difficoltà. deriva da questo fatto, che cioè le statistiche delle leve ci dànno le riforme per ciascuna sessione di let'0 1 distinguendo, per alcune malattie, le riforme presso i consigli di leva da. quelle in rassegna speciale, ma senza dare dì queate ultime la dìbtinzione regionale; ed invece le statistiche sanitarie ci dà.nno le riforme distinte a. secondo che le relative malattie ai presumano preesistent.i o posteriori all'arrolamento, valendosi - per tale distinzione - del p~riodo di due mesi dalla venuta allo armi. Inoltre queste ultime statistiche non distinguono le riforme secondo le varie classi di leva, onde il confronto con le prime, - nello studio delle vicende di ciascuna classe di leva- si può fare soltanto fi no a un certo punto, considerando gli anni di servizio (meglio il l 0 semestre) dei militari, o la loro età. E poi, i riformati in rassegne speciali, delle statistiche di leva, sono compresi nei r iformati delle statistiche sanitarie, ma non corrispondono ai riformati per malattie preesistenti all'arrolamento. e ciò con oscillazioni diverse nei varii anni, a seconda dell'epoca nella quale la classe è chiamata alle armi. Oltre di che la parte di classe che è rinviata ad altra chiamata, e quelli che - comunque - vengono in ritardo ai distretti, rappresentano reclute rispetto al criterio della preesistenza, o non, di una. malattia., e al ci mento della. inizia.ntesi vita militare; mentre, in riguardo della. sessione di leva, rappre· sentano per lo più dei militari. Ancora: nelle statistiche di leva, le riforme in rassegne speciali non sono distinte a. secondo della provenienza. dai distretti o dai corpi, mentre le sanitarie non considerano i distretti; donde l'esistenza, nelle due, di nn fattore comune - riformati dei distretti - variabile, e che solo in parte può essere controllato con l'esame degli invii in osservazione presso gli ospedali, per i quali la distinzione è fatta nelle statistiche sanitarie. Altra grave difficoltà, anzi altro gruppo di di:fficoltà, consiste nei modi diversi offerti dalle due statistiche per raffr<>ntare le riforme ad un totale, per avere cioè Ull& quota proporzionale, ma percentuale, capace anche di comparazione fra le due statistiche, onde aversi infine una quota. unica, base di una completa seria.zione regionale per la. intensità varia delle psicosi o delle nevrosi. Invero abbiamo che da una. pa1te, la. distinzione dei riformati è fatta a. seconda delle d-ivisioni militctri di 1W$cita (statistiche sanitar ie), dall'altra., a seconda. delle regioni politiche, province e circonda.rii (statistiche di leva): ridurre quell ~ a queste, tenendo conto dei va.rii circondarii che sono com-


PSIOOSI 1 NEVROSI E ORIMlNALI'l'À

905

presi nei singoli distretti, e per questi ultimi, nelle circoscrizioni divisionali, è stata. fati ca i m pro ba. E poi, mentre in q nelle il raffronto dei riformati può farsi bene soltanto con i militari presenti alle armi, nati in ciascune. divisione e quindi con la. forza media di essi nati in un certo numero di anni, sarebbe stato pitt interessante farlo con le. media dei co1~tingenti di leva, cioè con gli idonei forniti da. cia.scnna. divisione, o meglio ancot'a. con gli imcritti di ciascuna. regione militare, data la. variabilità nelle quote di arrolati, di idonei; e di r iformati nel totale e per le :singole malattie. Anche per le riforme delle statistiche d i leva. non 6 indifferente calcolare le quote proporzionali riferendosi al totale degli iscritti sulle liste d'estrazione, o al totale degli iscritti visitati (influenza. diversa. dell'emigrazione), o degli ido·nei (differenze di ~tatura ecc.) ; e d'altronde importa. conoscere - per il lato sociale del problema. - quale è la proporzione regionale al totale degli abitanti (differenze nei sessi, nella Bopra'l/vivenza umana per le diversità igieniche ecc.) Ed infine, per la sommazione delle quote offerte dalle due statistiche, occorreva. avere ugnali termini di confronto, onde il totale rappresenti davvero il coefficiente nevrotico o psic.os-ico di una. data popolazione. Tutti questi calcoli, ed i ripieghi necessarii per g iungere a. tali risultati, hanno necessitato mesi di studi e di numerazioni, che però hl).nno condotto a. ritrovare, da. una parte in raffronto a. 1000 iscritti, dall'altra a 100 mila abitanti, due seriazioni di coelfì.cienti proporzionali, cioè di indici od e.~ponenti relative alle varie regioni d'Italia, per la. intensità della. 'ne&ro~;i (quasi tutta epilessia) o della. pazzia (forme giovanili), ed anche delle (renaR~nie (cretinismo, idiotismo ed imbecillità'. III. P er brevita non mi indugio a. rifèrire qui tutte queste seriazioni, e le cause delle differenze a. seconda. se i calcoli si basano sul numero degli iscritti o su quello degli abitanti, e le induzioni che sorgono dal raffronto regionale per le riforme pronunziate sin dalle prime visite d'arrolamento, o per quelle che si riferiscono ad individui disvelati dal cimento del nuovo genere di vita e di lavoro. Mi basta ricordare qui la seri azione finale, comples~iva., da.Ua quale poco si discosta quella, meno completa, accennata. negli altri miei studii c)tati, e quella pure, gia antica, del Morselli o del Sormani. Abbiamo, cioè, quanto segue, (per 100 mila abitanti): a) per le Psicosi: J Liguria 2.64; II Umbria 2.16; III Emilia 1.97; IV Lazio 1.95 ; V Toscana. 1.64; VI Marche 1.58; VII Campania. 1.46; VIII Piemonte 1.26 ; IX Lombardia 1.25; X Ca.la.br.ia. 1.18 ; XI Ve-


906

PSICOS I 1 NEVROSI E ORIWINALITÀ

neto 1.16 ; XII Sicilia 1.06 i XIII Abruzzi e Molise 0.80 i XIV Sardegna 0.73; XV Pnglie 0.71; XVI Basilicata 0.60. b) per le Nevrol!i: I Calabria 4.48; ll Sicilia 4.27 :. III Liguria 3.10; IV Campania 2.85; V Lazio 2.61 ; VI Toscana 2.49 i VII Umbria 3.42; VIII Puglia 2.28; IX Ba.silicata 2.02 i X Marche 1.83 i XI Emilia 1.75; XIT Lombardia 1.72; XIII Sardegna 1.58; XIV Veneto 1.51; XV Abruzzi e Molise 1.50; XVI Piemonte 1.44. c) per il compl~sso delle anomalie della personalità: I Liguria 5.&li II Calabria 5.08; III Lazio 4.25 i IV Campania 4 (12 i V Sicilia 3.99; VI Umbria 2.50i VII Toscana 3.34; VIII Emilia 3.ll; IX Marche 3.08; X Veneto 2.62; XI Basilicata 2.52; XII Lombardia 2.35; :XIH Puglie 2.23; XIV Piemonte 2.08; XV Abruzzi e Molise 2.01 ; XVI Sa.rdegna 1.57 (Media del Regno 3 23). Ciascuno, scorrendo tali seriazioni, può agevolmente trame delle importanti considerazioni demografiche, che però possono riassumerai in tre proposizioni sintetiche: l o nella pazzia primeggia la Liguria e, in genere, la Media Italia.; segue l'A lta e poi la Bassa Italia : stanno sotto alla metti Calabria e Sicilia. 2' nell'epilessia primeggiano invece Calabria e Sicilia, ma aJtra grave zona epilettogena si ba in Liguria, e poi nella Media Italia, mentre ul time vengono le regioni nordiche. a~ Nel complesso delle anomalie psiconervose Liguria e Calabria primeggiano, e poi, col Lazio e la Campania, la Sicilia, seguendo promiscuamente le altre regioni. Delle altre considerazioni che dal raffronto delle cifre si traggono, interessa ricordare che : . a) riguardo agli iscritti solo Emilia e Lazio hanno più pazzi che epilettici, le Marche ne banno un numero uguale, nelle altre predominano gli epilettici, ed in genere tanto più per quanto si discende verso il sud, col massimo per la Calabria, che ne ha 10 volte di più. b) riguardo ai militari l'Alta Italia e parte della Media hanno poco più pazzi che epilettici o quasi ugualmente, mentre gli epilettici anche per questa categoria predominano nelle altre province, quasi regolarmente verso il sud, col massimo in Sicilia. che ha quote 4 volte mag· giori che non di pazzi. c) Nel complesso, quindi, mentre solo l'Emilia ha più pazzi che epilettici, e il nord ha cifre quasi uguali, o poco più d i epilettici, questi ultimi crescono iu genere nella Media Italia, e molto di più nella meridionale, per cui dalla Sardegna che ne ha tre volte di più che non pazzi, ~i va alla Calabria e Basilicata. ohe ne ho.nuo per 4 volte di più, ed alla Sicilia che ne ha 4 volte e mezza! IV. L a. d istri bnzione geografica dei riformati per frenastenie (varie forme di ottusità menLa.le, art. 18 El.), non dà grandi risultati, perchè


PSICOSI1 NEVROSI E OBUllNALITA

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il detto Elenco distingui:\ soltanto le ottusità semplici e le imbecillità dalle forme più gravi (idiotismo e m-etini8mo) fra i quali ultimi non è fatta alcuna differenza statistica, per difficoltà pratiche. Ora. ai sa bene quale diversità. vi sia, dalle cause alla. forma. clinica. tra queste due specie di frenastenie: mentre l'una è endemica in alcune regi0ni ed è d'origine ambienta.le, l'altra deriva da mala.ttie cerebrali infantili od anche endouterine, e più in rapporto con le comuni tossiemie parentali: auguriamoci che possa farsi tale distinzione, come faceva voti il recente Congresso sul cretinismo (Milano, ottobre 1909). Intanto, nell'insieme, esse predominano in Campania e nell'Alta Italia: togliendo le el~vate cifre dei cretini, è evidente l'alta proporzione di idiozie nella Campania, e con questa, in Abbruzzi e Basilicata. Per le ottusità predomina la Liguria, e poi ancora la Campania, mentre hanno quote minime il sud e le isole; evidente contrasto con la distribuzione delle nevrosi. V. Ripetendo i medesimi calcoli per le pro'\"incie che hanno una grande città, troviamo: nell'epilessia al l " posto Messina e Reggio (colonie di Mamertini), poi le altre province siciliane, le calabresi, Napoli, in ult.imo Torino; per le psicoai a.l 1° posto Roma fil Firenze, in ultimo le province siciliane e poi le calabresi, Le grandi città, naturalmente, influiscono molto sulle quote provinciali: per 1'epile88ia specialmente Palermo e Messina, e poi Torino e tienova, con quote che sono il doppio di quelle provinciali; Genova città, ha la. quota più alta fra. tutte le città del continente; per la pazzia predominano, sulle provinca, le città di Torino, Genova, Roma. e specialmente Firenze che ha la quota. più alta.

••• Ponderosi problemi bio-sociologici sorgono da. qu.esti risultati statistici, nè è possibile affrontarli tutti in una Nota. preliminare, per la grande complessità dello studio delle cause possibili di questa. grave diversità regionale di forme morbose. Nelle linee generali gli stessi risultati furono trovati dal Morselli e dal Sormaui; da allora. il numero dei riformati è andato crescendo ad ogni anno, per una più ampia. e pronta ttelezione, preventiva e di risanamento morale del nostro ambiente: se ciò nonostante, le dette seriazioni si mantengono, ciò significa che esistono cam1e intime e profonde, in ciascuna regione, ca.paci di rendere immanenti certi effett~ mantenendosi cosi il tasso di saturazione psicosica o nevrotica. di ciascuna regione. I. Un problema. che più facilmente può risolversi con a.pprossimazione è questo: date le quote di riformati che le statistiche ci dà.nno


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a conoscere per ciascuna generazione ventenne, quale è il namero di pazzi e di epilettici esistenti in Italia? Ripetendo i calcoli del Morselli , mentre questi giungeva a. circa 142 mila fra pazzi, nevrotici, idioti, al coolisti, atassici, ecc., io invece, considerando soltanto le prime tre catl'lgorie, trovo circa 520 mila anomali, cioè l ogni 60 abitanti. E tale cifra di molto crescerebbe con le altre categorie di anormali, molti dei quali svelat1 o provocati, adulti, dall'alcool e dalla lue, specialmente se consideriamo quanti altri anomali rimangono nell'esercito, o ptWsano alle compagnie di disciplina od ai reclusori, o vengono eliminati per altre malattie: ed allora, fra anormali e degenerati, giungeranno presso che ad l milione di detriti umani, nel presente periodo storico d' Italia! Di essi più di 100 mila sono epilettici veri, che passano i 160 mila, comprendendovi le quote di epilettici fra i criminali, i pazzi morali, ecc., anche senza considerare il cosi detto e11iletloidi· smo, che è primitività biologica degenerativa! II. Ricercando le varie cause delle dette variazioni regionali, con particolare riguardo alle zone epilettcget~e- troviamo: a) Alcooli~mw: tanto il consumo degli alcoolici, come le psicosi alcooliche predominano nell'Alta Italia, nelle Marche e nel Lazio, mentre ~>Ono minime le quote del sud e delle isole (l); le contra.vvenzioni per nhbriachezza sono massime in Lignria, poi nel Lazio e Veneto (statistiche penali) ; le morti per alcoolismo cronico o per infortuni causati da ubbriachezza sono pure massime in Liguria, e poi nel Veneto e nelle Marche (statistiche delle cause di morte) : molte psicosi epilettiche in quelle regioni e nel Lazio sono di origine alcool ica., mentre sono più frequenti nel sud le pure psicosi epilettiche, cosi come i pazzi criminali (statistiche ma.nicomiali ). Dunq ne l 'alcool ba. molto maggiore importanza. psirosigena che epilettogena. - b) Sifilide: essa, in genere, ha una. distribuzione cout.ra.ria; per morti hanno quote assai alte la CalabricL, e poi il Lazio, la. Campania. e la. Sicilia. (maggiore intensità, per minore selezione negli a. bi tanti?); anche rispetto a.i soldati che, importativi, si lllfettauo, predominano le divisioni di Palermo, :Messina, Catanzaro e Salerno. Questi dati statistici, e lo studio etiologico dell'epilessia, in rapporto alle molteplici condizioni nevropatiche metasifilitiche ed alle tossiemie parentali, ci fanno intendere la. grande importanza che la lue ha, ed ha avuto anche di più pel passatO, nel pro-rocare la disposizione epilcttogeua. - c) Non vi è rapporto inverso fra la eclampsia infantile e l'epilessia, ed anzi in molte regioni (centro ( l ) R cl111.ioai A111nldi, St>p pill i e Mont08ono al Xlii Congresso fl"'nintrico di Ve IW1.in, ot lobre l 01)7.


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e bassa Italia) quella predomina. più che nel nord, facendo così pensare ad altre cause degenerative chè in esse hanno maggiore estensione od intensità, dando anche quote più alte di cerebropatie e meningiti infantili, di idiozie, ecc. Ad ogni modo però, per la. interferenza delle varie cause bio-etnico-sociali, i confronti statistici mi dimo:3trano irregolari i rapporti tra queste forme e le meningo·encefaliti, le paralisi ·infan tili, le emorragie cerebrali, ecc. - d) Una qualche importanza possono averla la prolificità. maggiore, precoce, e la. gravidanza. continuata dei paesi meridionali, con l'esaurimento organico che ne consegue; con esse~ la mestruazione precoce, facile a. disordinarsi per le fatiche, per la scarsa alimentazione e per gli abusi sessuali precocemeute provocati dal clima, dal temperamento, dal metodo di vita, ecc. Che alcuni di questi fatti possano avere maggiore azione epilettogena. lo fanno pensare gli studi recenti sulle epiles.~ie men.W,ruali, e l'insorgere della maggior parte delle epilessie essenziali nell'epoca della pubertà (tossine-ovn.t·igene ~)- e) Anche al clima è da dare importanza, sia. come causa diretta (debolezza irritabile, eccitabilità, ecc.), sia. perchè provoca la precocitli dello sviluppo pubera, gli abusi sessuali, le dismenorree, aggrava gli effetti dell'alcool, ecc. Recentemente poi il Gaedeken ha creduto dimostrare che i raggi chimioi e la radioattività solare nel sud agiscono come potente stimolo nervoso, mediante dila· tazione paralitica riflessa dei vasi cerebrali, facili eù esagerate nei predisposti, con produzione secondaria di impulsività, di irritabilità, di attitudini emozionali, er.c. (l)- f ) Se una. certa. importanza ha l'elemento tossico nell'epilettico, specie p~ eccitare la convulsione, una ben maggiore l'avrà sulla. discendenza, perturbando lo sviluppo dell'uovo e dell'embrione; (esperienze del Féré, del Ceni ecc.) cosi agirà. l'alcoolismo, o la sifilide dei genitori; ma, le diatesi~ Lo studio delle statistiche mi induce a dare una. certa importanza specialmente alla gotta, che dà. quote elevate di mortalità. in Calabria, e poi alla Media Italia, nella Sicilia e Liguria, mentre sono scarse nell'alta Italia.- Specialmente la diatesi neuro·a?·tritica di Boucbard, sembrami sia nna causa. fattiva, nel senso epilettogeno.- g) Per quanto riguarda le infezioni infantili, se la distribuzione della scarlattina - alla quale alcuni autori dà.nno importanza - ba molta analogia. con quella dell'epilessia, invece l'ileotifo segue per gran parte la distribuzione delle psicosi, ed io credo che esso abbia. realmente una. maggiore importanza psicosigena, specie per la dementia precoce (?) -i) Ha pure importanza il fattore etnico'! Si è parlato di predatori Liguri, di ribelli e violenti Mamertini, sangoinari Saraceni ed Albanesi, ecc.; ma difficilmente possiamo m(l) Archive8 d'anthriY{IOiogie crimine/le, del LACASSAONE, febbraio 1909.


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tendere la razza nel senso antropologtco, con queste speciali stigmate psico-sociali, immanenti, ciò che l'esame spassionato dei fatti storici mette assai in dubbio, anche senza arrivare all'esclusione recisa. voluta. dal Colajanni. Possiamo pensare invece che ciascuna grande regione, per motivi cosmo-tellurici, ma specialmente ciascun clima storico abbia un suo tipo et11ico, foggiato specialmente d.a lle condizioni di civiltà di un popolo, e dalle sue condizioni politico-economico-sociali. Tipo di carattere e di temperamento. che nel sud d'Italia, per la cooperazione del clima, nel periodo feudale e di successive rapine storiche, e degli altri fattori morbosi cui si è Mcennato, si è facilmente deformato ed esagerato, sino alla costituzione epilettoide nel senso morboso, in molti ta.rati, mentre ciò a.ltrov~ si ottiene per la. estesa dege· nerazione alcoolica. IV. L'argomento qui si fa assai complesso, tanto più per i rapporti che pazzia ed epilessia hanno con l'omicidio, il suicidio, i 1·eati di frode ecc. Vi è pure un coefficiente di saturazione criminosa, di frode o di t--iolenza, come vi è per il suicidio, nelle varie regioni e nelle diverse civiltà. I reati di sangue predominano in Calabria e in Sicilia, poi nel Lazio e nella Campania; vale a dire si ha, in genere, analogia distrihutiva con l'epilessia, e noi ricordiamo le teorie del Lombroso sulla parentela intima delle due forme morbose della psiche. Ma anche la Liguria - ove non solo è diffuso e grave l'alcoolismo, ma sono numerose le frenastenie - tanto negli omicidi, che nei furti, e nel totale dei delitti ba cifre assai elevate, più di tante altre regioni italiane; e non poco vi contriJ>uisce l'essere regione marinara, di speculatori, di commercianti ecc., come insegna l'esempio di Livorno, che in quei mali supera le altre cittit. della Toscana. :Ma anche ne! suicidio la Liguria, che ba quote cosi elevate nella pazzia, sta alla testa delle altre regioni, insieme al Piemonte, e subito dopo al Lazio, mentre sono basse, per l'uno e per l'altra: analogicamente, le quote delle regioni meridionali. 'Ed è indubbio che le tendenze anormali della psiche stanno a base della maggior parte dei suicidi, mentre rappresentano il terreno nel quale germoglia facilmente la pazzia sotto l'azione delle cause morbigene complesse, che possono sintetizzarsi nei due termini : tossici e civiltà. In Sicilia. e Calabria. specialmente, come per una certa parte a. Roma e a Napoli, complessi fattori storico-sociali hanno prodotto una selezione regreNsiva: lo sgoverno ba provocato mafia, camorra e brigantaggio; le scorrerie di avventurieri hanno importato sifilide grave, tendenze violente, e molti di essi dovevano essere degenerati od anche epilettici ; il gran numero di delinquenti, che i sentimenti di ones.tà. e la


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concezione primitiva della. vendetta personale hanno ringrandito, ha contribuito alla. selezione regressiva, onde troviamo commisti nell'ereditarietà., epilessia e delitto; la vita sociale inferiore ha generalizzato il temperamento nevrotico, impulsivo, eccitabile, individualista e passionsle, organizzandosi e plasmandosi- con l'ereditarietà. dei caratteri acquisiti - tali influenze morbigene nel tipo etnico. L'epilessia è essenzialment.e disarmonia., anatomica. e funzionale (Bianchi), d'onde lo squilibrio nella. inibizione e nella dina.mogenesi del nevrasse, e le tumultua.rie, contingenti, effervescenze funzionali di ta.luni centri, e tendenze automatiche, specie degli inferiori (motorii) e l'esagerazione delle attività riflesse. Ciò riproduce la condizione mentale dei bambini, facili alle convulsioni, come dei selvaggi; cosi come la delinquenza violenta. costituisce, nella filogenesi e nella ontogenesi, un atavismo patologico. L'epilettico come il sanguinario, sono tipi degenerativi, atavici, primitivi; amberlue sono una morbosa. e deformata. esagerazione di tendenze diffuse in una popolazione. La. pazzia è, invece - benchè su fondo di disposizioni anormali -malattia di una personalità in via. di sviluppo, o di già. sviluppata; anzi, a parte le f renastenie, rappresenta la débticle di un cervello che non evolse normalmente nella. pubertà, o che, di già evoluto, soccombe dinanzi agli stimoli complessi della vita civile. In essa. vi è meno primitività., vi è in genere, deviazione intellettiva. o sentimentale, che rappresentano disturbi di ordine più elevato che non le efflorescenze automatiche o i disordini motori dell'epilettico, o le stigmate dell'isterico. La sconfitta. di tali personalità., a potenziale psico-emotivo più scarso, meno temprato, conduce alla. pazzia o a.l suicidio, o ad adattamenti a. generi di vita e di attività socialmente inferiori, come l'oziosità, il vagabonda.ggio, o la frode, per quanto talora. più o meno orpellati e brillanti. Che se, adunque, la deviazione morbosa di una personalità si tra.- ' duce, biopaticamente, in psicosi od in epilessia a secondo che interviene in cervello più o meno sviluppato, o diversamente orientato nella sua morfologia o disposizione funzionale da acquisizione o da. ereditarietà; e se essa, dal lato biosociale, conduce all'una o all'altra forma. di attività. criminose., o alla specifica equivalenza di .questa che è il suicidio (Sighele to Ferri): nella somma. troviamo che, i:n genere, di poco differiscono le varie regioni, poichè dolore e malattia. danno un bilancio sociale che immane in un dato periodo storico, e in un determinato clima sociale (Qnetelet), ppichè essi hanno intime e profonde scaturigini nei vizii evolutivi di una popolazione, per la presente vita. sociale artificiosa. in molti lati, e tale da. produrre esaurimento fa.cile e diffuso nei


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Pl';JCOSt1 ~E\"ROSJ E CRDI.L~ALITÀ

sistemi psico-nervosi, facili e diffuse intossicazioni che inaridiscono le sorgenti stesse della vita. o del pensiero. Abbiamo, quindi, cause molteplici che producono fenomeni così dolorosi, mn d iversi, nella vita soc1ale; esse si assommano e sì interferiscono complessamente, nei varii climi .,torici o nelle varie regioni, in rapport<> e con la cooperazione positiva o negativa delle cont:lizioni di vita civile, dal determinismo economico al tipo etnico od alla. telluricità di ciascun paese. E ciò avviene in I talia. come nelle altre nazioni. Ma tali constatazioni obbiettive dello studioso, per le notevoli differenze regionali dell'una o dell'altra. forma morbosa. dello spirito, non debbono essere ragioni per accusare e denigrare, per vantare una. pretesa superiorità od incolpare di una. inferiorità. queste. o quella razza. Ciascuna regione ha i suoi mali, e ad essi deve ovviare, cercando di modi1icare due delle serie dei fattori morbigeni: l'etnico-antropologico e il politico-sociale. La soluzione, per tut.ti egualmente, si compendia. nella lotta contro l'anomalo e il degenerato, dall'alcoolista. al tubercoloso al degenerato. al psiconevrotico i lotta radicale e razionale, complessa. ed immane, assai disagevole ma doverosa., per avere una viricultura che faccia. pii1 rapido e henefico il progresso civile, onde accrescere, elevare e generalizzare benessere e godimento, e scemare e molcire i dolori umani. La. grande opera profilattica., di difesa. sociale, dall'anomalo, migliora la specie, centuplica il progresso, moltiplica le ragioni di felicità. umana. perchè rende l'uomo forte, sano, temprat'O nelle sue attività molteplici, nel lavoro lieto e fecondo delle sue braccia o della. sua mente, nel godimento sempre più elevato e completo delle gioie della Natura e dei benefici della Civiltà!


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CASUISTICA CLINICA DI UN CASO DI NE UROSI ISTERICA, per il maggiore medico dott. Pie tro G ian l . L'isterismo, che, d.a un.& forma nebulosa ed indefinita venne. per merito dello Charcot e sua scuola elevato ad entità patologica con s intomi cbe per lungo tempo furono considerati corue caratterist ici, in questi ultìmi anni s i tende dagli stessi suoi scolari a demolirlo, per ridur lo in ambiente più angusto e circoscritto, con lo acinderlo in forme speciali, meglio distinte. A questa opera di demolizione contribui in special modo il Babinsk i, che lo volle limitato ad una semplice neurosi di suggestione, donde il nome di pitia.lismo, cioè di disturbi curabili con la persuasione. Queste sue vedute basate su osservazioni cliniche, banno guadagna to in Francia molto terreno, sebbene anche non tutti si mostrino partigiani di si tratta teoria, senza contare che A.ltrove e specie in Germania non incontrò favore; p~r cui regnano ancora numerose controver~ie sulla interpretazione di fatti che banno bisogno di esser meglio vagliati e di· scussi, Essendomi occorso nell'ospedale militare di Parma un caso che può presen tare un certo interesse nell& odierna quis tione per i suoi sintomi e decorso, ho creduto bene di descriverlo. B ..... Gioncchiuo di 1\nni 21, contadino dèl circondario di Pistoia, è soldato nel 4S• reggimento fanteria. ~on ba nel gentilizio e nei j)recedenti morbosi, fatti in relazione all'aft"ezione attuale. In modo assai oscuro ed incerto ne fa sapere che il padre suo mori pauecchi anni or sono, di malattia della vesr.ica (probabilmentt>, calcolosi), e c be egli all'et.it di 16 anni, ebbe per alcuni giorni difficoltà nell'emettere le orine con dolor i e tenesmo, per cui fu obbligato a tene1·e il letto ; ma ne guarl in poco tempo senza consultare a lcun snnitario. Non fu mai enuretico, nll ebbe accessi convulsivi: non è un adenoideo. Tanto prima che duran te il suo a r ruolamento, non si contagiò di malattie ve· neree; sotto le &.rmi, le sue condizioni di salute si mantennero sempre buone; attese con impegno al suo servizio, cosi da essere ben voluto dai superiori ed amato dai compagni. Di carattere piuttosto chiuso, melanconico, si appllrtava volentieri, preferendo starsene solo. Il 2 febbraio dell'anno decorso, d'improvviso e senza causa sviega· bile, si presenta. all'ufficiale medico, accusando difficoltà nella urinazione, difficoltà che crebbe di tanto da rendere ripetutament.e necessario il cateterismo. Entra in ospedale la sera del S. All'esame obiettivo si nota che egli è di buona costituzione fisica, ben nutrito e senza alterazioni apprezzabili negli organi toracici ed addominali. Il catetere metalllico. di comune dimensione, penetra con facilità in vescica senza incontr11re ostacoli, nè con esso s i percepisce urto di concrezioni; si muove liberamente e le urine escono limpide e senzn. traccia di sangue. Non presenta stimmate s omaticbe degenerative spiccate. Lo sguardo è improntato a melanconia e come di persona 118. - Gitmrak di mrdleiM militare. -

F:uc. Xli.


OASUISTIOA OLINIOA

sofi'e rente; è per lo piu taciturno e quando parla, la parola esce stentata, lenta; di tratto in tratto alza gli occhi e sospira, dicendo che è destinato alla fine del padre s.uo. La memoria è ben conservata sia pei fatti antichi che recenti; la percezion~ pronta, l'affettività normale. Non è in preda ad alcun tremore; tono muscolare integro ; normali le iunzioni dei sensi specifici. Le pupille reagiscono in modo sincrono ed eguale agli stimoli luminosi. Visus normale; non v i ba. alterazione del fondo oculare. L'esame del campo visivo, pra· ticato presso la clinica oculistica della R. Università, ba mostrato i dati che si pos><ono osservare nelle figure l e 2:; cosl pure dicasi della percezione dei colori.

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Fig. l.

Fig. 2.

I riflessi tA!ndinei sono nonnali; esagerati invece l'addominale ed il cremiate· rico; preseute il faringeo, assente il congiuntivale. La sensibilità tattile, termica e dolorifica, mentre s i mostra inalterata sulla massima parte della superficie del corpo; in corrispondenza dello sc:robicolo e per una estensione di circa 9 centimetri, in unn zona circolare, a.ppnre inavvertita per il dolore, per la temperatura, per la corrente elettrica; si nota invece reazione a leggiero vellicamento. Di zone sift"atte se ne osserva alt1·a, all'incirca di dimensione eguale, alla parte posteriore destra del torace. situata tra il margine esterno della scapola e la linea paravertebrale; un'ultima a forma di losanga, alla parte interna e inferiore della gam ba !<inistra, estendentesi Jongitudiuahnente dal terzo inferiore dell'arto steSSo alla pianta del piede, ed io senso trasversale dal margine interno del tendine di A.eh ille alln. cresta ti bi a le. 1\[a dove i disturbi della sensibililà si mostrano completi è nll'arto inferiore di destm, ci rcoscritti In alto da una linea netta, circolare dalla piega dell'inguine n quclln glulea.


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C.&SUISTIOA OLINIOA

Qui vi sono affatto scomparse la sensibilità, sia. tattile che dolorifica. e termica., tantochè si può passare l'arto da parte a parte con uno spillo e caustica.rlo, senza aversi reazione alcuna.. (Vedi figure 3 e 4).

Fig. 3.

Fig. 4.

Gli esami istituiti colla corrente fa radica. a mezzo di piceoli elettrodi su vari seg· menti hanno dato risultati molto vari e spesso contradditori: oltre non osservarsi costanza di reazione anche a brevi giorni di intervallo, si avevano variazioni di intensità in zone relativamente vicine, e non erano in rapporto a determinate irradiazioni nervose. Spiccato compariva nel paziente il dermografismo. Le urine, più volte esaminate, non otrrirono mai alterazioni nella loro compo· sizione, solo presentarono in genere diminuzjone del loro peso specifico. mostrando talora la inversione caratteristica dei fosfati. Il B..... a poco a poco, coll'applicazione metodica del cateterismo, andò migliorando, cosi da aversi gradatamente la emissione s pontanen.ea delle orine, lasciò il letto, nè più mostrò preoccuparsi del suo stato, trattenendosi volentieri a parlare cogli altri ricoverati. Il giorno 17, d'improvviso, è colto da ematuria, senza essere accompagnata da alcun sintomo speciale; cos i e•gli ritorna inquieto, rifiuta il cibo e passa le notti insonne. Le orine. però sono eme~!'e s enza fatica a peri od i regolari, in quantità n or· male: solo egli aceusa pesantezza all'epigastrio, congiunta, di tanto in tanto a senso di bruciore ed a vampa di calore, che s'irradiano a tutta la persona. Esaminate le orine, oltre la tinta caratter istica, l11sciavano al fondo della storta di vetro


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OJ.SOISTIOA CLINICA

alcuni grumi sanguigni, ed al microscopio non facevano rilevare particolarità spe· ciali, se non corpuscoli rossi in grado di disfacimento più o meno avanzato, scarsi leucociti e qualche cellula di epitelio vescicale. È bene ricordare che da molto tempo non era praticato il cateterismo, nè venivano somministrati rimedi. Obbligato il malato a letto e sottoposto ad accurata sorveglianza, in modo da poter escludere una simulazione, l'ematuria scomparsa insieme alle hl tre sofferenze residuan<lone un certo sforzo nella urinazione, del che era assai impensierito. Rassicurato che anche tale disturbo sarebbe cessato. tornò in lui la fiducia della guarigione, che a.vrebbe trovata completa. nella tranquillità ed in seno alla. sua famiglia, dove si sperava di poterlo m1mdare con una lunga licenza di con· valescenza, e per la. quale egli sapeva. di essere stato da tempo proposto. Ma ecco il mattino dt>l 28, iniziarsi vo1nito vstinato, che resiste ad ogni cura, con la. caratteristica che compariva non appena i cibi o le bevande passavano nell'esofago con lit~vi movimenti antiperistalitici dapprima, tumultuosi poi. enza essere preceduto da cefalea o nausea, si riduceva a.l cibo poco prima introdotto commisto a grande quantità di secrezione muco·salivare. 'È da osservare che t&· lora si è riusciti a far trattenere cibi solidi e qualche medicinale. Benchè il vomito persistesse per oltre otto giorni, tanto da essere necessari& un'alimentazione per via rettale, e si fosse tentato ogni mezzo, anche suggestivo, senza approdare a risultato, pur tuttavia la nutrizione non ne soffrì gran fatto, mantenendosi pure sempre normali le condizioni del circolo della temperatura. L'es ame del contenuto stomacale, ad eccezione di un leggiero grado di ipocloridria. con eccesso di muco, dimostrò assenza di acido lattico ed altri elementi specifici di malaUie; il che venne anche confermato dall'esame fisico dello stomaco stesso, che era di ampiezza normale e senza alcuna constatabile. alterazione. In tale stato persistè per ci.rCI\ otto giorni, essendo sempre apirettico, con poi o buono. Era però sempre pensieroso e mali nconico e senza allucinazioni; ritornando di tanto ÌJJ tanto a lagnarsi dei disturbi vescicali. Le Ul·ine, esaminate a periodi, esclusero sempre affezioni speciali dell'apparato uro-genitale; epperciò si affermò la convinzione trattarsi di neurosi isterica, e di· fatti tutto scomparve, tanto da poter ec;sere dimesso Il giorno 16 marzo per re· carsi in patria in licenza di convalescllnza di mes i tre. Prima. però che fosse licenziato, veune ripetuto l'esame delle stimmate riecon· trate, che non approdò a modificazioni sensibili. Ul~imato il periodo di convt\lesceuza, fu chiamato all'ospedale per controllare se variazioni fossero avvenute nei sintomi presentati. Il B. appariva. discretamente migliorato nelle condizioni sue generali; la pelle era più intensamente colorata, perchè nei tre me~i aveva cooperato a sollevare la madre dalle fatiche dei lavori Cl\mpesLri, non però come avrebbe voluto e deside· rato, per il suo stato di salute sempre precario; anzi. aggiunge, che per due volte fu colto da malore, che si accompagnò a confusione della mente, cosi da essere obbligato a letto per alcuni giorni. Non si ripetè però più il vomito, nè altri di· sturbi nella urinazione. La sens ibilità nelle aree situate in corrispondenza della scapola destra e della parte inferiore della gamba sinistra era tornata normale in tutte le sue manif~ · slazioni; rimaneva invariata quella de ll'epigas trio e dell'n.-to inferiore destro, dove per altro erano percepite te punture profonde, le forti variazioni termiche


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e le correnti elettriche intense. Invariato si mostrò il camJPO visivo e quello per i colori. Dovendo il paziente esser congedato, gli fu concessa ancora una licenza di convalescenzn, e cosi venne in modo definitivo allontanato dal servizio.

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La storia del caso sovraesposto dà motivo a discussione s ui fenomeni osser· vati, i quali, mentre prima venivano giudicati propri dell'isterismo, ora invece dal Babinski e sua scuola sono diversamente interpretati o uegati. dovendo essere r.oncepiti o come errore di diagnos i ovvero dovuti a s imuhtzione; poichè egli ridu(·e il concetto di isterismo ad uno s tato psicbico che si manifesterebbe principalmente con disturbi che si possono chiamare primitivi ed accessol'iamente con disturbi secondari. l primi banno la caratteristica di poter essere riprodotti con Il\ suggestione, e scompa1·ire con la pet'Suasione. Ciò che dis tingue i secondal'i è che essi sono strettarnente subordinnti ai primi. Ora, partendo da tAle coucetto, e dovendo togliere ogni valore alle stimmate, si dovrebbe ammettere nel B una sel'ie di atti simulati allo scopo di ottenere un congedo temporaneo od assoluto per sottrnrsi agli obblighi del servizio militare. Però un'analisi accurata dei fatti non resiste alla critica, sia perchè egli era prossimo a compire la ferma, sia ancora perchè soddisfece sempl'e al suo servizio senza mai lagnarsene od aver dato motivo a richiami ed a punizioni. Ben diverso si presenta il modo di simulare del soldato, senza aggiungere che non si riescirebbe a comprendere l'orientazione del B. verso una serie di sintomi cosi diversi e difficili a concepirsi anche in soggetti evoluti; mentre qui si sarebbero svolti in una mentalitil inferiore. Si aggiunga anche che, oltre In sorveglianza accurata, gli esami furono sempre praticati con metodismo tale da mettersi al sicuro, per quanto era possibile, da ogni causa di inganno, evitando di richiamare l'attenzione sopra feuomeni suggestivi e non s eguendo in essi un ordine prestabilito. Cos i le prove sulla sensi· bilità si eseguirono in epoche divers e, d'improvviso, variando nei mezzi impiegati, sem:a la presenza od il controllo di altre persone, e con cambiamento di osservatore. Nè nltrimenti si usò nell'esame del campo visivo e dei colori, il cui restringimento ed alterazioni non solo furono constatate durante la degenza nell'os pedttle, ma ancora riesaminate, dopo il suo ritorno di licenza, nella clinica ocu· lis t ica della R. Università. Certo non si può pensare qui ad errore di tecnica, o mettere in campo la stan· chezza, come crede Rochon Davigneaud; prima di tutto per la competenza e pra· tica di chi esegui le prove ; in secondo luogo t>er le rare volte in cui l'esame stesso venne fatto e che certo non stancarono sovercbiamente l'ammalato, a meno che per la stanchezza non si \'oglia intendere la facile esauribilità nervosa della. t·etina; il cbe allora darebbe adeguata .~piegazione del restringimento stesso, venendo a confermare il valore delle stimmate. Esami ripe tu ti in altri casi di isterismo, allo scopo di constatare se le alterazioni nel campo ,·is i,·o e nella percezione dei colori seguissero una regola fissa, dimostrarono che In. regola, beuchè valga per la maggior parte, pur tuttavia non è costante. Ciò, per altro, non ne in firmerebbe il valore in questa psico-neurosi per· chè uon sempre si presenta corredata da sintomatologia unica e fissa, data la muta· bilità dtsl dinamis mo nervoso, che si orienta e cambia a seconda della r.oscienza


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volubile dell'individuo. Non daremo perciò neppure gran peso alle a lterazioni dei rifle.c:si, alla mancanza del rifiesso faringeo, spesso assente anche in persone sen za alcuna tara neuropatica. Un'altra manifestazione che contraddirebbe la natura isterica dei sintomi pre· sentati dal B., sempre secondo le nuove vedute, sarebbe quella che i disturbi sup· posti, originati si per autosuggestione, non fu possibile farli scomparire colla persuasione. Mentre il Babinski, con altri, considerano come illusorie e simulate tutte le altre manifestazioni. il Ra.ymond, il Pitres, il Dejérine vorrebbero invece comprendere sotto il nome di isteri ci, alcuni disturbi circolatori e trofici, edemi. er uzioni cu· tanee ecc.; nei quali non :sempre à provato, anzi viene escluso il t r ucco, la ma· lafede. Ma, C\ome diversi sono i parer i per l'interpretazione dei sintomi isterici, non meno è diviso il campo nello ammettere se altre form~ nervose presentino stati pitiatici, cioè dovuti a suggestione e colla persnasione guaribili. Su questo argomento molto fu discusso ultimamente alla società di nevrologia in Parig i, in sedute destinate alla interpretazione dell'isterismo; ma non si venne ad alcuna definitiva conclusione. 11 Dcjérine, con Pitres e Croq, osservano che molt.e affezioni, quali la. neurastenia, le ossessioni, le fobie, danno frequenti ese1npi di imdividui che resi ammalati per suggestione e con essa guariti, non sono tuttavia isterici; si banno co i i falsi !lastropatici, enteropatici, cardiaci, che non sono isterici, ma neura.c;ten ici ; e per distinguerli, tali autori si fondano sulle stimmate e sul lot'O stato mentale. Difatti l'isterico, qualunque sia l'intensità dei suoi disturbi, si inquieta assai poco, e poco si preoccupa del suo stato mentale, mentre il neurasten ico a tutto fa. osservazione, ad ogni cosa fantastica e reagisce con fenomeni psichici tumultuosi ed esagerati. Osserva il Babinski -ebe il valore delle stimmate è molto ristretto, epperciò non può essere considerato come carattere distintivo, e d'altra p&l'te aggiunge il Duprr}, tra i falsi gastropat ici del Dejérine, se si trovano d egli isterici e dei nen· rastenici, vi hanno dei soggetti con disturbi della cenestesi, degli ipocondrinci, degli ossessivnati, dei nosofobi, che soffrono ad un tempo di disturbi nervosi e d i lesioni gastriche. Ad ammalati siffatti la suggestione non può apportare alcun giovamento apprezzabile. Clinicamente l'assimilazione tra. isterismo ed altre forme non è possibile. Esistono certamente casi dubbi, ma tra questi convien sceglier~ i ben specificati, con caratteri distinti, per rispondere alla questione sopradetta. Un'altra questione, non meno importante e complessa, à quella di inter pretare la parola suggestitrr~.e. L'essenza del concetto di essa rappresenta uno dei problemi più importanti nel campo della psicologia. Fino a. poco tempo fa., detto vocabolo non aveva un signi· ficato scientifico, e solo lo acquistò quando studi più completi e profondi accrebbero le nostre conoscenze sui processi dei cosi detti rapporti psicbici; però se ne abusò sempre e se ne servi più o meno a proposito, inducendo non poca confusione nel campo dei fenomeni psicologici che con esso hanno rapporti. Di qui le innn· merevoli e svariate definizioni che di essa sono date. Un elemento essenziale nel concetto di suggestione sta nel fatto che essa si compie senza partecipazione della coscienza, dell'io pensante, e sen.z a elaborazione Ji esso nel suggestionato. Cosi succede anco in quelli stati che vanno sotto il nome di autosuggestio11e. La r.uggestione quindi, contrariamente alla persutUione,


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entra nella. sfera della psiche indipendentemente dalla cosciem:a personnli! e s i immedesima. nella coscienza generale, senza partecipazione dell'attenzione e della riflessione logica. La. suggestione rappresenta, nella trasmissione di atti psichicì, un fattore che dur·a almeno finchò l'apparecchio logico non è giunto a quel grado di sviluppo da discernere il contenuto delle idee che si vuole innestare nel cervello. Si potrà. quindi trovare nella men talità. dei bambini la base di tutte le manifestazioni isteriche e pn.rlare cos1 di una isteria infantile fisiologica, dove l' inoculazione psichica che è attuata da parte dell'educatore c dell'ambiente in generale ba una intiuenza notevole. Nell'adulto l'isterismo è strettamenlie legato a certe condizioni psicbìche che ra}lpresentano una r cgressione della menta.litt\ verso il tipo infa ntile, caratteriz1.ato da un difetto di giudizio lo~ico. È malattia dei giovani, come è la malattia dell'infanzia d ell'umanitlì. Certa clnsse d i persone mostra ugualmente una mentalità. che costituisco per l'isteria un terreno favorevole di coltura ed a questo riguardo ma le non si oppoue,·ano gli antichi, che giudicarono l'isterismo attributo speciale della donna, perchè :~p· punto in essa è facile lo svolgersi di due personalità differenti od alterazione della stessa, quando la corrente nervosa, per condizioni ed influenze specìnli, è deviata verso l'organo cbe più specialmente no attrae l'attenzione, di guisa c be, non essendo pit\ controllate le :<ensazioni che giungono al suo ic, rimane a quello subordinato. La donna quiudi, per la sua costituzioue speciale psichicn., ofire una maggiore e fncile disposizione, benchè il se'Iso maschile non ne possa andnro esente in seguito a :;cosse traumatiche. Caratteristica di questa neurosi, secondo il Freund, s arebbu l'arrcndevolez1.a dell'organis mo a fonlire la via perchè processi psicbioi vengano convertiti e deviati in manifestazioni somaticbe. L'individuo quindi ammala cercando di difendersi da un'idea insopportabile; mentre invece molte volte non ricorda, o soltanto in parte, lo sforzo che egli ba dovuw fare per liberarsi da. questa idea. Due sono quindi i principali capisaldi della dottrina eziologica. secondo Freund, il valore della sessuali t!\ e dell'infan~ilismo psicbico; perciò ogni forma di psicosi av rebbe origine da disturbi della vita sessuale ed in condizioni normali dì questa non sarebbe possibile l'insorgere di essa. I dati per ammettere un'isteria essendo spesso contradditori, insufficienti e dovendosi basare sullo stato psicbico, il decid~re quanta parte vi abbia la simu· !azione o diS!Iimula?.ione mette in imbarazzo, tanto più che la persuasione potrà più o meno riuscire a seconda delle mire di chi ha interesse. La menzogna, obc è una. delle caratteristiche dell'isterismo, non è che l'esponente di uno dei vizi comuni propri: dell'infanzia, colla quale l'isterismo, come ab· biamo detto, ba molte altre affinità, per l'associarsi della simula zione talora incosciente. n Claperède, considerando l' isterismo come una tendenza. alla. esagea·n.ziono dell'a.ttività di difesa, ne spiega con ciò l'azione benefica della psicoterapia, la confidenz.& e la persuasione che rilasciano i mezzi di difesa stessi dell'ammalato. Or bene, se cosi t'osso, sarebbe da domandarsi so le manifestazioni isteriche, che s i considerano come reazioni esagerate, non rappresentino invece cb., una reazione di difesa rudimentaria per parte del soggetto ammalato. Se si riliette pertnoto chA la simulazione non è che nn mezzo di difesa, una reazione dell'individuo con un campo di coscienza limitato e ristretto, contro una forza superiore, non riescirà difficile scorgere quale affinità corra tra le due


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CA SOIS'l'JOA CLINICA

t'orme i tanto più che l'imitazione, la. qual~ non è che un modo di suggestione, tiene un ufficio importantissimo nella. produzione di fenomeni isterici. L'isterismo, per svilupparsi, ba bisogno di una tara neuropatica ereditaria od acquisita. su terreno di intossicazione od infezione. Il tt·auma psichico emotivo ne costituirebbe il momento attivo psicogeno. Quanto più grave è la radice generativa tanto più sicuramente potranno aspettarsi forme miste. Il servizio militare per incontrarsi colla. pubertà, è uno squisito t·eagente nelle forme latenti, e quindi da. considerarsi come un momento favorevole per lo svil uppo di manifesta:>:ioni isteriche. Dall'ambiente perciò si originano infezioni psichicbe. Per tal modo è spiegabile lo svolgersi e lo intensificarsi di neurosi multiformi di'i soldati, che nascono o per idee sorte dall'incosciente o suggestionate dall'esterno ed in relazione a tare eredita.rie sconosciute ed alle modalità della nuova vita. Esse son11 tanto più difficili a giudicare percbè spesso m.a ncano dati anamnestici ed altre notizie per pronunciare UD sospetto di simulazione. 11 volersi basare sulla suggestione, sulla persuasione, nel tempo che queste agiscono non potrà porta.re certo gran lùce sulla natura della malattia; e sempre nasceri1 il dubbio del trucco e della frode, specialmente perchè non sempre sappiatoo perchè e fin dove si simuli. Il modo di concepirsi dell'isterismo dal Babinski si pres ta tanto più ad essere confu,.o colla simulazione, perchè il secondo gruppo dei fenomeni isterici, rapprel'entato dagli edemi, dalle emorragie, dalla febbre ecc., nulla avrebbe di comune con qut'lle del primo gruppo, ta.nto che il R eymond non ne avrebbe potuto presenta.t·e un sol capo. · Pet·ò, in questo dibattito, Klippel opina che forse sarebbe ancora prematuro affermare o negare che es ista relazione di causabilità tra disturbi vasomotori o trofici e disturbi pitil\tici i t ra queste due opinioni estreme ve ne sarebbe forse una terza, che è iJ dubbio provvisorio. Benche s ia necessario and.ar molto circospetti nello ammetterli, pur tutta.via, da autorità scientifiche degne della maggior fede, vengono ogni giorno pubblicate storie cliniche che confermerebbero le al terazioni sopracceonnate, e tra le molte ci· teremo quellé di H. P. Twole, dj Moritz, Benedikt, del Got·don, del Gabbi, del Ohathelin, che s i avvicina molto al nostro caso, per tacere di molto altre, che pure appog gierebbero o confermerebbero quelle riscontrate nel ')laziente. Del resto, se in certi individui suscettibili, s i può o per interne emozioni o per impressioni dall'esterno, facilmente notare paresi vaso·motorie, caratterizzate da · rossore intenso del volto o pallore, secrezioni aumentate ecc. i non ripugna del tutto che in quelli con s is tema nervoso anormale, e quindi eoggetto o. facile mutnbilità dinamogenica, s i possano avere sulla pelle e sulle mucose disturbi più cospicui e gravi, commisurati a quelli indotti da infezioni od intossicazione, e tutto c iò per l'avvenuto al terato ricambio nel metabolis mo cellulari\ per lo stato di eccitazione o di paralisi cui VAnno soggetti i centri trofici o vasomotori. An~he qu i è questione di intensità. e di durata. L a dissociazione pure della sensibilità frequente nell'ist-erismo, e trovata nel nostro caso, che ha la sua ragione nella costituzione speciale del sistema nervoso, Ya rompngua al fenomeno speciale che ò la dissociazione t:ra il tono emozionale ed il contenuto ideativo: e lllentre questo rimane subcosciente, il primo viene alla superficie.


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Appalesandosi come un vago terrore, una paura, nna. specie di ansia che spesso s i attacca ad ogni oggetto indifferente, s i originano le fobie, che alcuni vogliono distinte a se. Una tale dissociazione è assai comune neg li staLi di sonno, per cui il processo rappresentativo, essendo sottratto all'in8uenza della pet·sonalita pschica, s i tro,·a in balia di impressioni accidentali. Succedendo in maniera uguale dell'azione Yolontaria, si s piega. la forza coattiva che in s imili ci l'costan?.e lo spirito della Imi tazione esercita sull'llltrui volere. Non potendosi invocare nel caso osservato la simulazione, la quale sarebbe anche esclusa per altri consimili casi, riferiti e pubblicati nella letteratura medica da osservatori accurati e degni della migliot· fede, non è qui applicabile il moderno concetto del Babinski sull'isterismo, negn.ndo alle stimmate og!lli valore. Hisogna quindi o ritontare al quadro datoci dallo Charcot, od ammettere un errore di diagnosi. lo quest'ultimo caso non s i saprebbe davvero come classificarlo, tanto più che anche lo stato ipocondrico del B ..... si spiegherebbe colla s tessa legge di instabilità di conduzione nervosa che regola l'isterismo, il quale come abbiamo più sopra ricordato, si manifesta in special modo per i nervi sensibili, ove vicino agli effetti diretti, se ne producono altri di irradiazione e riflessi, suscettibili di mo· difìcarsi, se an-estati nei centri nervosi. Se da uu lato indagini più accurate tendono oggidi a scev·erare ed a distinguere meglio fra loro forme di neuros i, che prima venivano conglobate Rotto il nome comodo di isteris mo, è a ltresì vero d'altra parte cha r iesce difficile il poterle classificare, trattandosi di sintomi che facilmente dilagano gli uni negli altri confondendosi, incerti spesso, varianti sempre, di eziologia comune e senza alte· raz ioni anatomiche apprezzabili. Di qui una quantitiL di forme che passano sotto il nome di meurosi d'angosci11.. dell'aspettativa ecc, con fobie ed ossessioni, le quali alcunj vogliouo dipendenti da un'unica. causa cioè dall'is terismo, come era inteso dallo Cbarcot; mentre altri ne vogliono fare entità nosografiohe s peciali. I n attesa quindi che nuovi studi ne delimitino confini più netti e precisi, converrebbe meglio aggru ppare s iftatte neurosi sotto fortna di sindt·omi; il quale con. cetto semplificherebbe di molto le esigeme della pratica. Parma, maggio ll)()IJ.

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brruo l 00!1).


CASUl S'l'lCA OLINIOA

Prof. )[OitiTZ Hf:."P.Dl i>T. - Una ~pecialr ti•ldromt di 4hock" di adinamia incrociata <"on eriJropt~ia ( IVim. ml'dic. TVoclltm. Aprilo 1909). B1 .\~CB I L . - Pllichiotria. CnASSF:T. - L CJt Ccntre8 n crveu.e J!\05. l"nEtl l>. - J oumal dt. Ncurolog. Aprilo 1908. C t--\I"C!KP.OE. - llrch. de P 8yclt. et Congr~8 dr Lou6at111t 1!105. S <:ITOFTELD. N ,.uraiJttnio ~d llltPri~tmo {Briti,..h M e1l. J o11mal, n. 2490). A. CotmUAJ•.:. - Trottblr4 uMo-mot. et troph it dc l'Bydtéric. U. ÙADI\1. - Oiom. Ita fia•w tlrllc !tlalat. Vm~'r. e tlt /la p ,.ue. H. P . Towr.P.. - TIU! J o11mol o/ cutall. cliseo ~u. CHAVIO~:.:.- Soci&Jt) d i Jfrtl . .'lilit. Fra~lctae Jo nprilo 1009. CAT!IELIN Un COltO ,.,rio11o u rinario che n rcra11iU1 tLn intr ruenta operativo. {..J.nnalc4 dc la pf)licl. cn•tm/r d• nr,xrliM ) l !!08.


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RIVISTE GENERALI SULLE DER::UATOSI VACCI NICHE, pel Dott. U allaelc Rh,nlla , cllpitaoo medico. Senza pregiudicare Il\ dibattuta questione tra i fautori della vaccinazione e quelli dell'autivaccinismo, poiché in Italia non è stata abolita come in Inghilterra l'obbligMorietà rlella vacdnazione, la quale anzi riceve nell'esercito la più stretta e scrupolo.;a os~ervanza per le tnssative norme dettl\te n PII'Tstruziont.' per l' igiene dei militari, r itengo non priva d'importanza pratica una succinta r ivista generale degli inconvenienti che dal punto di vis ta dellll Jlntologia cutanea può presentare l'esecuzione di tale operazione di piccola chirurgia. Vaccino IIO?·uuzle.- Anzitutto però per farsi un concetto più esatto delle anomalie del processo vaccinico, è opportuno conoscere e attamente l'evoluzione e la morfologia del vaccino normale. lo una vaccinazione normale nei due primi giorni che seguono l' inocnlazione nulla si vede, ma dal 8° al 4° giorno si producono piccole papule rosse che si tral'formano dal 5° al 7° giorno in -vescicole, e acquistano dal 7° aii'S~ la dimensione lenticolare fino a un centesimo; sono molto tese, ombelicate, trasparenti, cirtondate da alone rosso di medie dimensioni. A partire dal 9<> giorno il liquido s'in torbida e la pustola si secca io forma di crosta che cade a capo di 10-lo giorni lasciando una cicatrice ben manifesta. Tali sono i casi piti frequenti, che hanno cioè azione immunizzante nell'individuo. Vaccino abot·tir·o. - Talora accade che la piccola papula comparsa in corrispondenza del p11nto d. inoculazione non subisce la suddetta evoluzione, ma rimA-ne allo stato di bottone conico, acuminato, pruriginoso, con vi,·a reazione infiammatoria, e scompare dopo 4-6 giorni: costi~uiscono tali fatti il vaccino aborti\'o o atrofico, e diconsi casi negativi. Vaccino (ul$0 - Può avvenire inoltre che la papula si trasformi in vescicola a scarso contenuto che si essica prontamente formando piccola crosta giallo-brooo, o si trasformi anche in piccola pustola con leggera. reazione infiammatoria del derma e si copra poi al centro d'una crosta nera etra che cadendo lascia piccola cicatrice: sart>bbero questi 1 cosi detti casi dubt:.i o di vaccino falso, ritenuti da alcuni flrozione non d'origine vaccinica, da altri invece vera mnnifestazione vaccinica. Ora il Casteret, studiando detti casi dubbi coll'inoculare il secreto delle pustole in giovenche e avendo ottenuto attecchimento con produzioni di regolari effiorescenzo vacciniche, trae la conclusione che dette pustole d ubbie siano di natura vaccinica e che il vaccino non abbia potuto completamente svilupparsi essendo il soggetto piuttosto refrattario; ritiene però che ridiano all'individuo il suo grado completo d'immunità, basandosi sul fatto che la rivaccinazione dopo tre mesi ebbe esito negativo. Insomma il vaccino così detto falso, che veramente non meriterebbe tale appellativo, dipenderobbe più dall'individualità dell' innestato che dalla qualità della linfa o dal modo d'innesto. Patologia della vaccinazione. -Colla descrizione del vaccino abortivo e di quello falso siamo passati insensibilmente alle anomalie del processo va.ccinico che banno


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JUVISTE 61-:NEBAI,l

analogia con quelle del processo vajoloso, avendosi qui pure anomalie locali con· sis tenti in anomalo sviluppo delle efflorescenze spontanee. Mt~ le variazioni patologiche nello sviluppo delle pustole vacciniche non sono limitate alle sur ri cordate, che anzi sono molteplici e coll'Acland si possono pro· spettare nel seguente quadro: 1o \'ariazioni nel numero: pustole sopranumerarie; pustole conHuenti attorno al punto d' inoculazione; vaccino generalizzato o febbre eruttiva vaccinicn. 2<> Variazioni nella grandezza: coales...enza di pit'a vescicole; es tensione di vescicole originarie. So Variazioni nel contenuto: acquoso: purulento; emorragico. 4" Variazion i nell'evoluzione: anticipazione, rit.ardo: aborto; persistenza, recrudOlicenza. l)o \"ariazioni nell'evoluzione: infiammazione; suppurazione i ulcerazione; gangrena. Go Variazioni nella guar igione e nella formazione di cicatrici: ritaa-do nella guarigione ; indurimeuto i cheloide. È riassunta in detto quadro la patologia generale della vaccinazione, che climicamente si mauifes tn colla par venu di eruzioni cutanee assai svariate, le dermatosi vacciniche. Classificazion e lMle dennatosi t:accùticlte - Numerose sono le classificazioni date delle complicazioni vaccinicbe; chi le distingue in dirette e indirette (Bar· duzzi), chi m eruzioni da linfa para e da linfa impura (Franck), chi in eruzioni loca li e generali (Stelwagon), ma a mio parere la classificazione più completa è la seguente, t ratta da una consimile di Malcolm· Morris e Croker: J. Eruzioni peculiari alla vaccinazione: 1• Jnoculazione di linfa vaccinica pura : a) vaccino generalizzato per infezione, b) vacciuo gcuernlizzato per autoinoculazioue; 20 Inquinamento della linfa o particolari condizioni organiche dell' individuo vaccinato: a) vaccino gang renoso, b) vacci uo emorragico; l!. Eruzioni non peculiari alla vaccinazione: 1° Per nssorbiruento di tossine o per irritazione chmmica: a ) fo>rme eritemnt.ose (er itf'mt\ roseolico, morbilliforme, scarlattiniformo) ÒJ eritema essudativo polimorfo,


RIVJSTE GE.NERALI

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c) forme papulose, vescicolari, pustolose, bollose (orticaria, lichen ecc.); 2" Per infezioni secondarie: a) eresipela, ò) impetigine contagiosa, c) ulcerazione vaecinica., d) foruncolo vaccinico, e) affezioni glandolari; a• Per tendenze dermopatiche dell'individuo: a) eczema, b) pemfigo, e) porpora, d) gangrena, e) psoriasi; III. Malattie inoculate collo. vaccinazione: a ) sifilide, b) lupus, c) tubercolosi, d) lepra ecc. Le eruzioni vacciniche non si manifestano tutte nello stesso stadio evolutivo delle pustole d'innesto; anzi la conoscenza dell'epoca dello sviluppo ha grande importanza non solo per la determinazione etiologica. della forma cutanea ma anche per l'ammissione o l'esclusione d'una eventuale responsabilità che fosse attribuita al medico il quale ha praticato la vaccinazione.

Epoca di sviluppo delle eruzioni t·acciniclu>. Durante i primi tre giorni della vaccinazione: Eritemi, Orticaria, Eruzioni vescicolari e bollose, Eresipela da vaccinazione. Dopo il terzo giorno e fino a maturazione delle pustole : Vaccino generalizzato per infezione, Orticaria, Eritema multiforme, Eresipela accidentale. Verso la fine della prima settimana e generalmente dopo la maturazione delle pustole: Vaccino generalizzato per autoinoculazione, Eresi pela accidentale, Impetigine, Ulcerazione vaccinica, Gangrena, Ascessi glandolari, Infezioni settiche. Dopo l' involuzione delle pustole: Malattie inoculate e sopratutto lo si61ide. Malcom-Morris ritiene che le eruzioni che si producono nei primi tre giorni siano probabilmente dovute ad azione riflessa che ha per punto di partenza il l uogo d' inoculazione, basandosi sul fatto che eruzioni analoghe si producono ta-


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"IVISTF.: GENERA LI

!ora in seguito nd irritazioni ordinarie dei nervi e considerando che queste eruzioui eompniono in un periodo troppo vicino alla vaccina:r.ione perchè l'assorbi· mento del virus abbia potutodeterminMedisturbi generali. Nella letteratura della vaccinazione si trovano poche e brevi notizie sugli accidenti che ne possono derivnre oppure nella pratica i casi l'<eguiti non sono cosi rtLri. ma fortunatamente, per quanto anche alcuni con sintomi minacciosi, hanno d'ordinario esito favorevole: anzi le complicazioni più freque.n ti sono appunto le meno gravi, e possono essere evitate. Ciò premesso passiamo ad anali?.zare le singole forme eruttive nello stesso ordine tenuto nella suesposta classificazione. Vaccino generalizzato. - Talora sopravvengono eruzioni vacciniche accessorie (\·accinolae o vaccinella), cioi: eftlorescenze affatto identiche per forma alle pustole della vaccinazione, più o meno numerose. isolate, discrete o riunite in g ruppi, nate contemporaneamente o un po' più tardi delle pustole vacciniche su punti non innestati della superficie cutanea, più spesso alle braccia., spalle, torace, e ave.n ti lo slel-SO decorso. È evenien:r.a poeo frequente ed a mmette prognosi favorevole per quanto occasioni sempre una dermite pi1' grave con febbre, ed eccezionalmente può mettere in pericolo la vita. Se talA eruzione presentasi terminato il corso della vaccinazione rappresenta quasi una ricaduta. Tali casi si possono anche spiegare ammettendo che in un individuo vaccinato siasi manifestata una varicella. (Hebra). Alcuni negano l' esistenza d'un vaccino geoemlizzato vero, collocando l'eruzione pustolosa sopravenien te dopo la vaccinazione nella stessa serie degli esantemi medicamentosi, ma la maggioranza dei dermatologi la riconosce spiegandone l'origine con due ipotesi : dell'infezione e dell' autoiuoculazione. Rinny afrermando che nessuna osservazione di vaccino generalizzato è convincente mpporto all'ipotesi dell'infezione, sostiene che ]a prova irrefutabile sarebbe fornita solo se un individuo '"accinato, essendo stata la regione inoculata immediatamente coperta con medica;r,ione assolutamente ermetica ed eliminando ogni <:nt.tlla d' inoculnzione esterna, si producessero tuttavia sui tegumenti al di fuori dellt\ medicatura oc<"lu:<iva elementi coi caratteri tipici della pustola vaccinica vera. Il Paul pretende inoltre che il carattet·e vaccin ieo di tale eruzione fosse confermato sperimentalmente in maniera certa per l' inoculazione del contenuto all'uomo o nd o,nitnale sensibile alla. vaccinazione. Ma pet· quanto scientificamente non ancorn al coperto n'obbiezioni, l'esistenza d;·l vaccith> gf'ueralizzato pe1· infezione generale è ritenuta indiscutihiJe e spie~:\ta coll'nssorbinl('nto del virus eccezionalmente attivo o colla maggiore ricottivi 1i1 dt·ll'in•li v id uo (Hnslund, LncoUI·, Mn leo l m-Monis, Jadnssohn). A d<· tLn di ]l[alcolan-:\[ol'l'iS sembra che il ·val'cino generalizzato s pontaneo sia stato più t•·eqnente nl principio della prntica dt~lla Vl\ccinazione, e non si osserva più fn·quentemenle. tncutre nel vaj uolo inoc1llato si ha11n0 spesso ('ruzioni generali, forse J1et·chè tllln generalizzazioue del yaccino occorre una modifìcazion<' della p~· lle ti:\ t•au:;n intcmn od estcmn cliC l'nbhia reS:\ piil fnvorevolc allo sviluppo dr·! virus vn <:ci n ico. J l vnrd no generalizzato da info•zione, detto da Dauchc;: vaccinide spontaneo, ò coutempornut:o :\l vaccino innestato, mrnmente confluente c si locnli:r.7.11 di pi'O· fereuzn sulla pn1·te il'l'itata d11 qualche de•·mn t.ol"i in cor!'o te<':r.t' mll ecc.) che rnppn·qt•ntn tm lor11!l minoris resi>:tentine o sulle s uperfi ci esposte agli Mtt·iti. Se-


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condo Bondersen e Chnuveau tale forma è rarissima, colla proporzione di l : 50,000 = lOO,OUO casi. Maggio r favore incontra l'ipotesi dell'autoi noculazione, cioè dell'infezione secondn.t·in. provocata meccanicamente per t rasporto della liufn. vaccinicn. su altri punti della pelle mediante le dita, le vesti, l'acqua del bagno, ecc. (Jeanselme, Pau!, Ya.dashon). Tale spiegazione si basa sull'integrità dello parti protette da medicn.tura., e di quelle inaccessibili al grattamento, sull'esistenza di panerecci vaccinici superlìoin.li periungueali, sull'età diversa degli elementi eruttivi che in principio si manifestano prevalentemente in prossimità del punto d'innesto e solo più tardi nel resto del corpo, sulla possibilità quasi certa di impedire la comparsa di questa complicazione con misure appropriate e sopratutto perchè si osserva quasi esclusi\ramente in individui affetti da. eruzioni cutanee pruriginose (eczema, scabbia, prurigine, impetigine, ecc.). Sarebbe quindi un va ccino (vncciuide tardivo del Dauchez) che si sviluppa per contagio accidentale esterno sovrappouendosi più spesso ad altre dermatosi sotto forma diffusa o cliscreta, o compa1•eudo in corrispondenza delle regioni umide, favorevoli All'impianto del virus (regioni anale, vulvare, ecc.) sotto forma. di pustole esulcerate e irritate, simulanti talora delle manifestazioni sifilitich~. L'eruzione si presenta. di 1·egola nella 2"·8" settimana dalla vaccinazione e più n tarda e meno sviluppate sono le pustole: non può pt·odursi che durante UII periodo di tempo limitato precede.n te la produzione dell'immunitiL, ma la du!'ata di questo periodo non è ancora esattamente determinata (Malcolm-Morris). Haslund infine ammette che in certi casi la patogenia del vaccino generaliz· zato sia duplice, in parte per infezione spontanea, in parte per auto-inoculazione secondaria. Vaccino enwrrarjico. - L 'eruzione vaccinica può divenire talora più o meno accentuatamente emorragic&r senza che il quadro generale della forma si modi· fichi in modo essenziale, e sembra osservarsi sopratutto nei bevitori. Trova il Suo riscontro nella. forma maligna del vajuolo emorragico da cui va ben distinto, come pure dalla porpora vaccinica della quale sarà trattato più avanti . .Eruzioni e1·ifematose. - Son dette rashs vaccinici e sombran dovute all'inflnenr.a nocivndel virus vaccinico sui nervi \'asomotori (Malcolm-M:orris) o all'azione neurotossica. Compaiono un po' prima (l0-2° giorno) o un po' dopo (6°-8° giomo) l'eruzione dei bottoni di vaccino di cui non modificano per nulla l'evolu:.~ione. Sono benigni essendo al più accompagnati da leggero malessere all'inizio e si distinguono in: eritema roseolico o roseola vaccinicn. f>ritema tnorbilliforme, eritema scarlattiniforme, c he vanno differenziati dal sifilodenna r oseolico, dnl morbillo, dalla scarlattina, dagli t-ri t cmi mcdicamcnt~si e tossici. L 'el'itcma vnccinico o t-oseola vaccinica e un vero ras h an n logo a quello del vaj uolo, cara t tcrillzato da mncchie rosse, isolate, che mostransi per lo più alle braccia, di variA. g rnndez)(a fino .alla palmare, che compaiono por poussées della dumtn di alcune ore, 1·at·amenLc d'un giorno, cho svaniscono senzn desquamazione o pi~1uentazione, che di rado s i dilatano in forma di eritema generale. Apirettica o accompagnata da lil'vi e bl·evi acce."l>i febbrili, è In complicnzione piil freqm·nte delle pus tole preserv1Hrici, ancora poco conosciuta nella svn pntogenia. Guido. la considera, al pari di altre eruzioni postvacci·


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RIVISTE GF:NBRALl

niche quale conseguenza di dis turbi digestivi provocati talora dalla febbre dovuta all'evoluzione del vaccino e dagli errori dietetici sopratatto nei bambini che per esse•·e calmati vengono allattati dalle nutrici senza rego,Jarità. La roseola vaceinica si distingue dalla roseola specifica, perché quest'ultima compare in modo più lento, mette maggior tempo a s comparire, è successiva a sifiloma con ingorgo glandolare ed è seguita tosto da altri accidenti secondari che tolgono ogni dubbio d'infezione sifilitica inoculata colla vaccinazione. L'eritema morbilliforme si differenzia dall'eruzione morbillosa essendo formata da elementi più grandi, meno regolari e meno rilevati, non inia.ziandosi con sin· tomi febbrili e ('.atarro oculo-oasale e non terminando con desquamazione forforacea Eritema tfiBtldativo poli1no1·{o. - Furono constatati casi di eruzioni consis tenti in piccole nodos itli. e placche rosse sepa.r ate solo da isolotti di pelle sana e decor· renti a parossis rni successivi. Il Freeman cita un caso di eritema generalizzato a tipo papuloso, nodoso e circinnato secondo le sedi, otto giorni dopo la vaccina· zione, e un altro al lQo giorno d'eritema maculoso rosso-vivo che dalle mani si estende alle braccia e gambe con dolori e bruciore. Il To wle cita un caso in cui, contempornneamente a gonfiore e rossore del braccio e della mano, si ha eruzione di placche rosse prurigiuose ai ginor.chi ed all'anca, ed un altro in cui vide al G0 g iorno la comparsa sulle na tiche, poi sui ginocchi e spalle di chiazze rosse, rilevate, dolenti, larghe come s cudi, scomparse in pochi giorni mentre il vaccino decorreva normale. Il Walker cita cinque casi di eruzione di tipo dell'erpete iris situata nella superficie estensoria degli arti ; il vaccino era decorso normn.lmente e le pustole si erano disseccate, ma alla comparsa dell'eritema i bottoni di vaccino ripresero un o.!lpetto flogis tico e p• esentarono un po' di secrezione. n Seq ueira dodici giorni dopo l'innesto positivo in individuo giiL colpito ripetut&mente dn. eritema iris vide un'eruzione analoga ma più violenta. Eruzio1ti pa]Jltlose, vescicolari, pustolo.ye, bollose. - Fra. gli eritemi vaccinici e le dermatiti di più alto grado prodotte dalle infezioni secondarie, stanno di mezzo, per importanza, le forme cutanee di papule, pomfi, vesciche, bolle descritte come licben, orticari&, eczema e pemfìgo dei vaccinati, ma erroneamente, dovendosi anche io dermatologia distinguere le entità morbose cliniche dai s in· tomi di malattia; quindi sarebbe più proprio chiamarle vaccino lichenoide, orti· cnto, eczematiforme, pem6goide, nella cui etiologia ha parte il vaccino come di· mostrano le successioni dei fatti e le condizioni in cui si sono prodotti. L'orticaria vaccinica o rns h orticato può mostrarsi ad un'epoca qualunq ue dell'evoluzione vaccinica: talora dopo le. vaccinazione si è avuto eruzione di orticaria pigmeotata. le cui rilevatez.,e sono scomparse dopo qualche anno mentre le cl1i:tzze pigmentate hanno durato indefinitamente. Il Bodin ha segnalato quattro casi d'eruzione a piccole papule delle. regione cervicale e dorsale delle mani e polsi soprn.vvenuta dal 12° al l&o giorno dopo la vaccinazione decorsa con evoluzioue normale. Il Towle cita neii'S• giorno dalln vaccinazione no rmale, un caso d'eruzione di papulo-vescicole rosse e pruriginose alla nuca, dorso, petto, vent re, fronte, braccio, as.<;ie me a dermografismo. Talora al terzo giorno dopo l'innesto s i s viluppano nei punti vaccinati delle vescicole ravvicinate, molto pruriginose, fragili, continuamente umettate: un vac· cino ec<wlltatoso fa vorito nello sviluppo dal g rattamento >C dall'attrito delle vesti,


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con base più o meno in61trata ed alone realmente più o meno esteso, ordinaria· men te con tumefazione delle glandole ascellari, che s'osserva nei deboli, anemici e scrofolosi (Hebra). Altre volte in tutti od in alcuni dAi punti d'inoculazione svolgonsi su base arrossa t.'\ belle n cont<:nuto ch iaro cb e si essica in crosta. sott.ile la quale cadendo non lascia cicatrici o sotto cui si forma un'ulcer~zione che si dilata e guar isce con vistosa cicatrice: è il vaccino pem6goide (Hebra) forma per lo più sporadica, ma che può decorrere talora qut\Si epidemicamente (Zurher}. Il vaccino ectimatoso è raro e Guidt\ ritiene cho si possa scambiare come tale un'eruzione Ynccinica second:Lria. Eruzioni da infezioni se<"OIIdal"ie. - Son dovute talorA. nd agenti infettivi esterni che accidentalmente p11uetrano nella cute durante l'atto della vaccinazione (eresipela da vaccinazione) e più spesso quando In. pus tola vnccinicn è all'acme dello sviluppo, qun.le conseguenza di medicazione difettos<\. Più frequenti un tempo possono assumere forma d'epidemia che per.nette di ri ~alire alla sorgente d'infezione, durano di solito pochi giorui, ma talora gun.riscouo solo dopo due o più settimane. Fra detto erllldoni bisogna collocare unti dermatite eritematosa che si sviluppa attorno alle pustole vacciniche, limitata da un orlo tagliato n picco. che è stata spesso conful'n colla ri,;ipola, mn che ne difl'erisce per 1·estare puramente locale e non estendersi sulle altre parti della superlicie cutanea. Jeuner e Cerly hanno attribuita tale flogosi ecces.<~iva all'aziono del vaccino puro, altri all'uso troppo attivo del braccio malato o ad idiosincrasia od nuche a linfa impura, mn siccome oggidì si o~serva meno spesso d'una volta, è probabile che sia il risultato d'infezione secondaria (Mt\lcolm·Morris). A tal proposito ò opportuno rammentare como tanto dalla linfa vaccini ca., quanto dal pus della pustola successiva siano state isoln.te varie specie di microrganismi non ancora però esaurientemente studiati nei loro caratteri morfologici, culturali e patologici. J<Jre.~ipela. -·'.ralora dal 1° al S• giorno, tal'nltrn dal 7° allO• giorno dopo l'in· nesto. prima cioè della comparsa delle elflo,·esconze vnccinicl1e o allorcbè normalmente avviene In pu!<tulazione del vaccino, si o;:serva attorno alle scarifica;.:ioni od alle pustole un lnrgo anello rosso che ingmndisce prontamente con gonfiore, tensione e dolore deiiR pelle, difl'uso talvolta. fino all'antibraccio e alle dita da una parto, fin sopra. l'ascella o al petto dall'altra. In proporzione 1\lla gra.· vita d ella malattia cutanea si present.'lno i sintomi concomitanti generali. È pe- . ricolo::;n !?e si esteutle su grande superficie ; può terruinare con flemone e, se si aggiunge eruzione di vescicole accessorie confluenti può a.versi notevole perdita di sostanza per ga ngrena. È più frequente negli adulti nella ·rivaccinazione. La causa risiede nella linfa alterato. o inquintHa. o negli istrumenti dn vacci· na?.ione infetti (ercsipela da vaccinazione), o nell'introduzione nei vasi liufalici e nelle vene del pus lungamente I'ÌmkSto nella cute, o da poca pulizia., o da iufe· zioue per grattameuto ecc. (ere;;ipcla accidentale). SviluppntoJ>i un cnso può aversi forma epidemica io circostanza d'ng~lomcrn· uaento degli individui: è pi1'1 frequeute nei mesi di aprile, maggio, ottobre e novembre, s i che fu ammessa dn alcuni (H ebm) unu certa intluem::a epidemica delle st,agioni. Jmpf>ligine co11tagio:w. - 1\e è s tato segnalato un cert.o numero di cru:;i Sttc· ces-;ivi alla vaccinazione cbo pos<ono presentarsi i<~olati o sotto t'orma d'epidemia. ~!l -

GifJI'IIfllt tU mediciua m•hlor~. -

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Xli.


lllVI::>' I' K OE~EIULl

ln Germania. ptu ese111pi sono stati considemti provocati da spore di t r icophyt.on tonsurans mescolate colla linfa. Polu·quier cita osservazioni d'accidenti cutanei Rn aloghi ch'egli ritiene in\·ece provenienti da pustole vncciniche di giovenche in· fette da ~ros;~o micrococco portato dall'acqua che serve a lavare gli an imali i giudica quindi necessario per Jll'O\'enirli, osservare in tut.le le manualita di vaccina· zione de:;li animali lo pitt ri ~orose pratiche antisettiche. Ulce1·a::io1te vacdllica o t'accino 11lceroso. - Dopo che lino nii'S0-10° giorno il d.•corso delle etllorescenze vaccioiche ha seguito le fasi normali, invece di forru:usi la crosta per esosiccameoìo si t'orma un'ulcera allargantesi in profondità o superfi cie con doloro, prurito e sintomi generali (Hebm). Importante ne è In diagnosi difi'crenziale dal sifilorua vncciuico di cui sari• tletto piu n \'O.lH i. Foruncolo vaccinico. - Tt\lora 11ei punti d'innesto si o:-serv& lo sviluppo di grandi pnpnlo rosso che p:L-;snno a snppurazione coll'a;~petto ordinario di foruncolo follicol:lre. Il pus si es.;icca in crosta sottile che cndendo nou lasci n cio:ntrice. Si os;oervn in conse~ueuza d'innesti mnle praticnti. qmwdo si opprot'ondn troppo In puntura dentro il corion (IToltrn). A/lezioni glamtolari. - Adeniti. perindeniti ed nncho ascessi si possono mani·· fest11re nello glandole linf~ttiche delle re:;::ioni ~t;:cellari, ed anche nelle glandole salivari (Hebra) durante l'evoluzione del vaccino. Altre CI'Uzioni cutanee da in(eziolle secondaria. - Goldscbmidt cita un'epidemia di piodl•rmite vacciniCA cnrntterizzata dallo sviluppo sul bracdo vl\ccinR~o, al 20:J• gioruo dopo l'innesto. di Uitl.::nc floscia s imili 11. qut•lle di vel'CÌ<'ante o scott&tum di secondo gm.tio, la cui rolturl\ scopriva un'ulcera difteroide con modica adenite ascellare e febbre mode1·atn. Howe cita 10 casi di cui G mortali di eruzione bollo'll\ g•·neralizznt.'\ in adulti di recente ,·accinati senza che sian residuate cicatr ici tipiche : l'eruzione è apparsa 4- 6 settimane dopo la vaccinazione senza precedenza. di segni d'infezione neii1L piaga vncci nica, cominciando dalla bocca e nccompagnnndo:-:i n fenomeni di sett icomia. Il vaccino em d'origine animale pr·oveuiente da sorgenti &utorizzntc c nulla faceYa supporre fosse di catti\'a qualità. E1·w::io11i p r.r l.endetw:e de1'mopalicfle dell'indir·itluo. - Il \'accino può S\'eglinre e rist"eglinrc in individui predisposti divet·se aft'e:~ioni cut:lnee raggruppate sotto il nome di dermntosi vncciniche indirette. Carattere essenziale delle eruzioni su· scitate o •·ichiamnle dalln VILCcinnzione è di mostrat·si in piena evoluzione vacciniCA dal 2" al 18° g iorno dopo l'inoculaziooe ( Rogcr). Sopra \'vengono quasi sempre rn istato di salute perfetti\ o souzn eleYazioue apprezzaLi le della tempera.turn i sono nella mnggior pRrto benigne e terminano col disse('cat·.~i delle pustole vacciniche, ma nlcune di\·engono molto ostinnte ed altre possono dh·entttr molto grsl\·i cd anche mortali. Si manifestano in indiddui che hnnno una cer ta irritabilit:\ della pelle. una predisposizione diatesica. familiare (scrofola, m chiti!>mo) ed anche iudidduale c propri!\ ad un dato memhro di una famiglia 1\d esclusione di tutti gli altri • ( \\'eissmaou). Bchreud ne spiega la patogonia. coli:( costituzione Rnor· male del sangue per h\ presenza in esso della liul'a vnccinica o del pus vnccinico: \Veismann riconosce in nleune l'origine nervosa: altri ammettono una tossina S\'iluppantesi per la vaccinazione. lu questo capitolo troverebbero posto l'crilema e;;suù nt• \'O polimorfo, l'orticaria pigmontosn e l'e•·peto iris (descritti a ntecedent cmroLe por comoditA. di classifica) c:.sendo anche il loro !wiluppo, in seguito alla \'accinnzione, dtl attribuirsi alla


RI\1 1S'n: GENERALI

predisposiziooe dermopatica dell'individuo, il quale, come d.ice Besnier, « fa. ln dermatosi •. Eczema. - La vaccinazione non pub produrre per sè stessa. l'eczema, ma pub agire come causa determinante in soggetti predisposti a tale for1na r.uta.nea. ad estrinsecare per la presenza del vaccino nei tessuti solo accidentalmente la tendenza costituzionale latente dell'individuo. Certi eczemi cosi originati divengono molto tenaci. Per11fi.'JO. - !\folto più raro turba eccezionalmente il decorso del vacci no nei :<oggetti cachettici o debilit;.ti. Ora le pustole vacciniche divengono pemfigoidi uello s tesso tempo in cui il pemfìgo compare sugli arti e sul tronco; ora le eruzioni bollose si succedono le une alle altre eternandosi per mesi ed assumendo reale g ravita. Hcidingsfeld riporta un cas o in cui 20 giorni dopo la vaccina;-.ioM appare un'eruzione vescicolare, poi bollos a che s'estende gmdatamcnte a tutto il corpo e persiste tre mesi non residunndo cicatrici e l'avvicina al pemfigo acuto. Sequeira dopo 1.) setLimane dall'innesto osserva. bolle di varia grandezza alle braccia e coscia; u n vero pemfigo. "B duopo mnntene1·e una. certa riservn relativamente alle succes· sioni di pem6go tipico in seguito all'inucsto del vaccino. Non si vuole negare la possibilit:'1 di questa successione qunndo l:~ vaccinazione si pratica su individuo già disposto a questa dermntosi, ma per accettare la diagnosi f!!.tta in s imili eve· nienze da taltiJli osservatori, sarebbe necessario potersi assicurare del deco1·so tipico della dermatosi e sopratutto se attaccò non solo la pelle, ma anl!11e le mucose esterne, specie la orale. Fino a dimostrazione più ampia e sicura non si pub per ora che ammettere che in molti di questi casi si trattasse, come ho accennato pii• so1Jm di dermatiti pem6goidi o Aittenoidi dovute molto probabilmente a. sostanze tossiche. IJenltalite e1·peti(o1'1ne. - Bowen citn G C.'\Si di dermatite bollosa, 2·3 settimane dopo la vaccinazione prolnngantesi durante mesi, estesa agli arti rispettando il trouco e che avvicina alla derm1ttosi di Dubring per la lesione vescicolo-bollosa, )Jer l'c\'oluzione in focolai alla bocca., naso, piedi, por le eruzioni successive. Sequeira una settimana dopo la guarigione delle pustole vncciuiche nola in \ JU caso emzione vescicolare e bollosa alla guancia e al resto del corpo, tendente a formar gi'UJlpi con prurito violento e alterazione dello stato generale. Beurmann e Gougerot citano in quattro bambini vacciuati di una. famigliR. ove era indubbia la trasmissione di distrofia tegumentale l'insorgenza della dermatite erpetiforme. Porpor·a. - Per predisposizione ereditaria (emofilia) od acquisita, in certi ind.i· vidui il decorso del vaccino è turbato tlall:t •:omparsa d'erur.ioni n.cute d.i porpora. che compaiono da principio vici no alle punture per estendersi in ~egui to a tutta la. ~upcrlicie del corpo. Anche qui it' vaccino è esclusivamente rivelatore e non generatore dell'eruzione. Gangrena. - Un'escara necroticR. segna s pesso il punto d'i:uoculnzione, e distaccandosi a poco a poco lascia una superficie ulcerata che guarisce lentamente (Schaefer). Questa gangrena delle pustole d'i noculazione va. distinta da quella dis· scmimlla, assa i rnra, in cui gli clementi gang•·cnosi si presen tano sugli arti vac~inati, non subendo le pustole del ,·nccino alcuna modificazione (liutchinson, <'r·uker), o più spesso si IO<'nlizznuo alle gambe e co~cie. Paoriasi. - In seguito alla vaccinazione può avvenirll cl•e numerose effioresceuze di psoriasi si manifestino nei punti della pelle innestati o in altre parti


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RIVISTE GE"KRALI

del corpo, e tale evenienza può verificarsi sia in individui che hanno già avutoo che hanno in atto eruzioni psoriasicho, sia in individui che fino allo!'& non avevano mai manifestato affezioni cutanee di tal genere. n rapporto di causa ad effetto tra vaccinazione e psoriasi è quindi indubbio, ma qnal'è in tali casi il modo d'azione del vaccino, il meccanismo d'eruzione dell.a psoriasi? Parecchie a tal proposito sono le ipotesi avauzate. Si è incol pata l'impressiono forale (ChambllTd) causata su certi individui dall'operazione per quanto breve e lll"dolente della vaccinazione: s i riattacch crebbe in tal caso alla psoriasi da. causa. morale la cui esistenza è incontestabile, ma la localizzazione esatta delle prime papulo n.-i punti d 'inoculazione dimostra che presiede alla suo. comparso. un'influenza più diretta e più locale. Si è supposto che un'intossicazione ematica (Bcbrend) possa. essere per 111. psoriasi una condizione patogenica, ma non si hanno sufficienti prove po· sitive che confortino questa tes i. Si e pensato alla determinazione per il traumatismo di un Iocus minoris resisteutine con localizzazione del processo infiammatorio in individuo predisp.;lsto. )ici psoriasici difatti, sopratutto nel periodo florido ogni irritaziune )or ale delln pelle può essere punto di partenza di nuova. evoluzione psoriasica, eomt~ fanno nelle el!J)erienze di K6bne1· le punture d'ago e nei casi di "Xcumnnn i trau mi accidentali: il vaccino quindi non rappresenterebbe che In. parte di ngentc provoclltor e che ri chiama una nuova effiorac;cenza di psorinsi, e non s i trt\t.terebbe che della reazione pl'oriasica dE:lla pelle da tra urna vaccinico come da qunlsiasi altro trauma. l\In. la vaccinazione può precedere immediatamente u na primn. comparsa di psoriasi in individuo rimastone fino allora immune: tali cnsi sono rari, ma la loro esistenza non può essere messa in dubbio. Si tratta iu tnl cn.so di semplice coio· cideuza accidentale, casuale o di vern. conseguenza dell'innesto praticat-o, delle stesse condizioni particolarmente patologiche !'< urricordate? K obner dice che la pelle del psorias ico Intente « possiede nella s ua costituzione un modo particolare di reazione alle diverse cause d'irritazione >. Il trauma de11a vnccioazione metter ebbe in at tività la predisposizione nuta nea, come può farlo qualsiasi altra ct~usa capace di tlisturbare in certi punti la nutrizione de i tegu menti, n.vrebbe azione evocatrice su uno ;.tato di imminenza morbosa, su una psoriasi in potenza. Ordì· nariamenLe in corris pondenza de11e pustole vacciniche attoruo ai punti tro.umatizzn.ti a ppaiono allora le prime chiazze di psot·iasi che in seguito s i estende e si generalizza. · È statn emessa anche la teoria parassitaria per inocul azione col vaccino d'un virus interno od es terno e tale teoria s" avesse basi solide, potrebhe forse meglio spiegare tali fatti oscuri, ma la natura p11r11ssitaria della psorias i è ancora unn i jlot esi non cotnprovn tn da l In constata zione del contngio e dulia scoperta del parns· sita specifico. Alcuni considerano la psol'iasi vacc ioica come ottimo argomento per ammettere l'origine parassitologicn e la naturn contagiosa della psoriasi, ma sia l'nutoinoculazione per semp lice gmttamauto, sia l'inoculazioue per scarificazione non lumno mai dRlo r isulta ti positi vi. Haurmnnn chinma i casi di p~orinsi s viluppatn.si per la prima voltn dopo la vn.ccinnziOJte, ))l'Oriasi \'accinicn pl'imitivn, c quelli apparsi in malati già psorinsici, p<;orinsi vaccinica secondnri a; al primo or.liue di cnsi solta nto \" ignal e Rio l ilanch vorrebbero riservnrc il uom o di psorias i vnccinicn. Gerson in individ uo che nvev:~ già nntlo l '"ori:-~'l i nl cuoio cnpelluto. sei settimane dopo la vaccina· zione uota graud i plncch<· di p,;orinsi vicino immediatam ente ai pu nti innestllt i e con,ecutivnmenle uu'cr uzioue gcncrnli!.


RIVISTE GE:SERAL I

:Srunbs in bambina già colpita da psoriasi notn. in corrispondenza delle pustole "V.flCCinicbe, sviluppo di efltorescen7.e psoriasicbe, e in unn delle inocul~zioni nou essendosi avuto che pustola rudimentale. l'eruzione psorinsica pure è in essa poco sviluppata. Towle in individuo psoriasico da più anni al cuoio capeUuto, due settimaue ·dopo la. vaccinazione osserva la psoriasi invadere tutto il corpo. Beurmann cita un caso in cui si ha comJijlrsa dell'elemen to psoriasico solo sulle iuocula7.ioni vacc iniche. IJore in un caso osserva all'8° gioruo dall'innesto eruzione di psoriasi alle gambe e alla caduta delle croste placche sulle cicatrici vacciniche; in un altro caso dopo due mesi la comparsa nella sede delle pustole vacciniche di piccole chiazr.e psoriasiche seguite dn eruzione generale; in un ter7.-o cn.so all0° giorno psoriasi a. l gomito sinistro e alla cndutn delle croste sulle cicntlici VI\Cciuiche : io nessuno dei tre casi si avevauo antecedenti personali o ereditari di psorinsi. Nicolas e Ribollet citano un caso, il ventesimo pubblicato fin oggi, di chiar.za psoriasica comparsa in corris pondenza di due inocular.ioni vo.cciniche su tre, segu it.a da altre chinzze agli arti e poi da eruzione estesa. Malattie inoculate colla vaccinazio11c. - Sifilide. Coll'abolizione della vnccinazion~ umanizzntn, in cui il vacciuifero s ifìlitico era causn Crequente di sifìloma vnccinico qunndo si prendeva per pustola \"1\ccinica un ectima sjfilitico, o quando si mescolava n Ila linfa il sangue, l'infezione sitilitica è grandemente diminuita. Però nuche nella vaccinazione animale, oggidi esclusivamente pmticatn, possono verifìcnrsi simili casi deplorevoli, sin per l'uso di linfa stemperata con liquido inquinato di virus sililitico (saliva ecc.j, sin per l'uso di strumen to pure infetto; e nelle vaccinazioni multiple, l'iufe7.ione può essere t•·asmessa da uo soggetto all'altro s ervendo di veicolo allo spiJ·ocbete il sangue che imbratta il vaccinostile. A titolo di storia accennerò qui diverse endemie di si6Jid·e vaccinica manifestatesi nei tempi decorsi in I talia; degna di ricordo fra le altre quel h~ in Pie· monte dcscrittn dal Pacchiot~i. In unn vaccinazioue praticata con liufa o lancetta contnginta del germe specifico possono vt:rificarsi tre casi: I. Il vaccino non attecchisce o abortisce c si sviluppa isolatamente il sifìloma s ulla cute rimasta sano. nei limiti no rmali del suo per1odo d'inoculnzione. Il bottone crostoso del sifiloma viene creduto dai malati per un bottone di vaccino in ritardo, ma l'adenite satellite all'ascella, che si sviluppa precocemente, serve a d iffere nziarlo. II. In una o più punture dell'inoculazione si producono solo le pustole vaccinicbe ed in altre punture solo il sifiloma. AJlora le due malattie sono indipendenti fra di loro come sede oltre che cronologicamente in rapporto alla diversa e voluzione. 111. Ynocino e si61oma si manifestano sulla stessa puntll!ra, avendosi un'inoculazioue mis tn. In tal caso, poichè il periodo d'incubazione del vaccino è di tre giorni e quello del s ifilomn è di tre settimane in media, questo si manifesta dopo d i q nello, c poichè l'intera evoluzione del vnccino è compresa. dnlla dnta d'inocula:r.ione in tre settimane circa, la comparsa del sifiloma coincide presso a poco colla cnduta delle croste del vaccino, e precisamente può avvenire in primo luogo che intercorra. qualche giorno fr11. la scomparsa delle ultime manifes tazioni del ~·~tccino, e !11. comparsa dei primi accidenti della sifilide ; seco ndariAmente che In.


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RIVISTE G~:~ERA LI

"ifilidc cow inr i la s un evolui\ione prima che s in. compiuto. quella d~l vaccino, in motlo che le due malattie c"e~ istono coi sintomi propri a ciascuna e per un ••er~o tempo s i soprnppongono. F:e intercorre qurdcbe giorn o tra la fine del vaccino o l'inizio del sifiloma, h cicatrice residuata dnlln pus tola diviene sede d'un nuovo lavorio morboso Oogi,.:tico e s i tras forma in bottone papuloso che non tarda ad esco•·inre, a di\·unire umido e ricoprirs i d'una CI'OSta come fR l'ulcera cutanea qua· lunq ue s:in la s ua S!'de ed origine, il sifiloma cioù entra in scena nllo scoperto· l'io in w•ce le croste vacci niche non · cadono si vede atton1o ad esse un alone flog istko ed infiltrnto. e staccate mostr:\ no uua superficie dermica escoriata od ulco· rata e il silìlomn s'è costituito sotto la cro, ta stessa del vaccino: ca so questo il pitt complesso r imanendo il s i!ilollla lan·ato e diss imulato dalla orosta vacdnica c· la du\gnos i può e::.sere s viata ed nucbo imposs ibile allorché i due proces:.i palol o~ici souo ancora sovraJ>11osti (Fournicr A.). La sifilide che s uccede è grM·e. s pecie nei bambini, perchè n. causa della s ua origine resta ordinariamente ignorata almeno per un certo tempo. Olt re l'R-.;petto di papula piatta erolliva r icoper ta di\ cr.>sta, il s ifilomn Yncci · nico può assumere la form~t di vem ulcenlzione con ùnse du ra più larga dell'ul· cera stessa , con e,·oluzione più lenta e du rata superiore al s ifiloma us uale, persino H-·! mesi, con tendcm:a fngeùeui cn. A cl\usn. del suo as petto in un tem po crostoso ed ulccl'OSO l'ulcerA. sililitica da vaccino è .spesso confusa coll'ectima. ma ne' debbono f~tr scartare l'idea l'indu rì mento s pesso esteso della base, la persistenza senza autoiuoculRzione di ,•icinn.nza e l'ndenopatin considerevole concomitante. Più im· portante è la dia;;nosi diffr r cnzi nle tra si tiloma vaccinico ed ulcemzione vaccinka detta anche pseudo- sifilidc da vaccino. appun to per la sua forte somiglianza colla V ('ra ulcera hunteri nna. L a difl'erenziazione è bnsa ta s u segni anatomici e c·limici, rilevnti e descritti IMgistralmentc dn A. Fournier, cl1e s i ritiene opporlu ne riunire in uno specchietto per ln.J'iù rapida comprensione sintetica. Segui per la dia~no!'i difl'crenziale t ra Ul cerazùme t:n ccinica

1• J uvas ione dal 12° a l lo• giorno dopo la vaccinazione, succedendo senza interr uzione alla pustola vacciuicn. 2• L es ione g i1\ completamente co:nituita da l 20> giorno dopo la vacci· na zione. :3• Colpisce generalmente l u tto le pu!'tole d'una ,·nccinazione.

·l 0 L esione Vl1rameniA·ulcerosn (esca· v azione profonda, suppurazione ahbonllante, bordi uettameu te tagliati, fondo nnfraLtuoso) e vivamente infìammntorin ( bn~e dura, edemntosa, con nlone molto a ccentuato ed oresipolatoso). o" As<::enza di risentimento adonilico o a l contra r io cnratlcre inllnmlllator io dcll'adenopatia.

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.SifUoma 1/aCCIItiCO 1° Invas io·ne in generale dopo t re settimane dalla vaccinazione, mai pri· m:~ del 15" g iorno. 2° Al 20• giorno dopo la Yaccina· zione dove ancora nasccrA o \· rud i· mentale. 8° Si s vilt.ppa solo su alcune o su una delle pus tole vaccinicbe o s i pro· tl nce senza essere preceduto da pustola Ynccinica. 4° LeRione crostosa (abitualmente nou infiammatoria, perdita di sostanza più superfici:• lo, secrezione quasi nulla. bordi arrotond11ti che si continuano col fondo lis<'io, base di du rezza cnrt.ilagi· nen spccifi('n). 5° Ghinndolc du re,mobil i, indolenti alla palpazione.


RIVISTE CE~EBA L(

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G• Frequenza di C'Omplicazioni (anG0 Rarità. delle complicazioni. giolenciti, tlemone, er<>sipela, accidenti febbrili). 7°S~ ha luogo eruzione questA com· 7° Le eruzioni secondarie non com]>are tra il 9° e 15° gioruo dall'eseguita paiono mai prima dei 10-70 giorni. vaccinazione. ! no! tre è da ricordare che un bambino prima sano può mostrarsi sifilitico dopo la vaccinazione, senzl\ che si debba incolparne l'inoculazione mista, poicbò in esso In. sifilide latente ereditaria può manifestarsi in seguito alla vaccinazione per la ben nota influenza dei traumi sulle manifestazioni sifilitiche. Quindi dal punto di vista dello res ponsabilitil è essenziale distin~tlere purE~ se una s ifilide infanti le è d'origine vaccinale o ercditnrin. Quest'ultima, nou precedu·t a da ulcera entra in scena con accidenti generali che nella sifilide Taccinale non si estrinsecano mai prima della 9" o 10• settimana dopo la vaccinazione; s'accompagna a. segni propri dell'eredo·sifì lide (deformazioni cra.niane o facciali, corizza, pemfigo, pseudo-paralisi degli arti ecc.) e ad antecede nti morbosi familiari rivelati dall'anamnes i (ltborti multipli, poliletalitt\ nei bambini nella famiglia ecc.). Da ultimo hisogna distinguere le eruzioni generalizzate secondarie al vaccino 1lalle manifestazioni secondarie della sifil ide, hasandosi sulla loro invasione rapida, non preceduta dallo s ,·iluppo di un'ulcera, dalla febbre e disturbi generali concomitanti, dalla. loro fugncitti. c rapid n. risoluzione. Lupw;. - La vaccinazione ba preceduto frequentemente la comparsn. del lupus volgare. In diversi casi il lupus s i è mostrato nel punto stesso delle vaccina;r.ioni (Little); in alt1·i si è sviluppato l ungi dalla sede d'innesto e allora o si tratta di semplice coincidenza. o la perturbazione genenle dell'org11nismo sottomesso all'infezione vacciuica è s tata l'occasione d ella tubercolizzazione cutanea come possono ess erlo tutte le altre infezioni . .Besnier cìtn. un'osservazione in giovane d i 18 snni che aveva sul braccio sini stro in corrispondenza. d'unn. cicatrice vaccinÌI'a tma le:;ione che esisteva dalla vaccina;done praticata 17 anni prima e che era. manifes tamente u n lupus volgare. Non essendo ne lla famiglia del ~;oggetto alcun caso di tubercolos i sotto g1.1alsiasi forma, lo ritiene d'origine vaccinica perché esisle dall'in nesto e perché occupa la cicatrice del vtteci no, e lo suppone prodotto dull'inoculazione tubercolare al momento stesso della vaccinazioue o dall'int•·oduzione du rante il periodo d'evoluzione del vaccino. Little citn quattro cas i: 1° In una bambina duo delle quattro in oculazioni banno persistito allo stato di ulcerazione suppurante per diversi a nni; più tardi si è trovata sul braccio· una c hiazza di lupus nodulare tipico, diagnos i confermata dall'esame mi('l·oscopico e dall'inoculazione nelle CI\ Vic, un fratello però della bambina è morto di tubercolos i; 2° Una bambino. ùopo la guarigione del vaccino present:a nna cbiazz& di lupus su una. d elle cicatrici; 8° In una bambina cùa non g uarisce una delle inocnlnzioni persiste come plncca di lupus; 4° In un bambino si ha comparsa di placche di lupus su bottoni di vaccino mai cicntrizzati: però i tre ultimi soggetti presentarono più tardi gomme t u ber· colnri o a scessi freddi in altre parti. Colcott però ritiene che i casi d'inoculazione vaccinica di lut>US nodulare non siano probativi.


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RIVISTE GENEI<ALl

Tubercolosi ettlallea. -·La tmsmissione della tubercolosi colla vaccinazione il es tremamente dubbia, per quanto •.ro·Jssaint s ia ·r iuscito a. produrla servendosi di linfa presa da vaccino t ubercolare. f~pra. - In qualche paese s i ammette che la lepra si trasmetta. per la vacci· nazione: sembrano esistere du e casi a utentici di Daubler {~al colm-Morris), ma Colcott afferma che l'inoculazione tlella lcpra fiuorn. non è che una pura ipotesi. AltrP, contplicazioni 1·a re della vaccinaziorte.- Truffi cita il caso d' un ra gazzo vaccina to che quattro mesi dopo presentò ne l posto dcll'iuoculnzione e in altre l'arti d e~li elementi che diagnosticò oczo:ma scborroico psorins iforme vnccinico, non a\~ondo a\·uto prima d<·lla vacdnazione alcuna manifestazione cutanea. Juan A.-.ua cita in bambino vaccinato all'eti• di tre ann i l'eruzione di vaccino generalizzato, e alla cadutt\ delle croste cicatrici ipertrolicbe che invadono le parti vicine SlLne e che riconosce quali cbeloid i da ,·acci uo. Colcott nota. frn le anomalie noll'evoluzioue del vacci no l'ulcera moriforme, comune in America. Il punto iuoculato di ,~eutfl. come di solito rosso e gonfio, poi in luogo d 'una t>nstola s i sviluppn uu bottone s porgl'ute rosso-scuro, papillomatoso che persiste 1·2 mosi e sparisce scn.-.n lasciare cicatrice e senza produrre i mmu nità. B eurmarm e Gougerot segnalano iu due bl\rubiui la morte da causa ignota in moz.-.o a eruzione v:Lccinic:L uormnlc, iu un nltro un nsces,;o seguito da meningite, in un qua rto rnale agli occhi; i qu:\ttro bamùiui appartenevano a fnmiglia ov'ern indubbia In tra~miss ioue di dis Lrofia t egumen tnria. Profilas:<i cl(•/le clcntl atosi tXICt:illit lle. - Corro SJ'ODt..'\nea. e natu rale alla mente l 'idea che la prolìlassi più sicura d~:lle eruzioni vacciuiche sareùbe l'abol izione della vaccin r~zione coni ro il vaiolo ma di e~sa c fu ormai dimostra ta indiscutibilmente per l'esercito la benefici\ inlluom:a ncll'impcdrre e mitigare lo sviluppo e la diffu· sione delle epio.lemiu del ,·a iolo • (l ) non conoscendos i difatti nello condizioni at· lutdi dclln. scien.-.a Ulll\ prat ica più elìicace che valga ad immu nizzare 1\rtificial· mente gli uomini contr·o una mnlnttia eminentemente contng iosa e assai grave nei suoi etretti. P oichè frn dn~ mali incombenti conviene sempre cercnro anzitutto di sfuggire al maggiore, cosi devesi 1·icorrcro ad altri mez.-.i profilattici i quali non mancano. Del res to lo complicazioni vacciniche non sono molto frequenti ed è poi rnris· simo che la vaccinazione s ia seguita da a cciden ti gravi e da morti subitanee. Potendo però sop ra,~ venire tali e\·onienze in individui, s pecie bambini, in islato di salute eccellente nei pochi g iorni succos;;;ivi alla vaccinazione, è naturale che im· pressionino e po:<snuo elevarsi 11d a tto di accui'> a contro il medico, malgrado l'o· acuriti\ del rapporto fr·n essi e il vaccino e che s ia forse più ~iu sto a ttribuirle a coitlciden.-.a fortuita per quanto inosplicnbilc, o meglio alla distro6a tegume.n taria dogli individui che predispouo al risveglio di p rocessi pilì o meno oscuri di varie malattie cutanee. È bene a,·or present.i t.' \li fntt i per richitt marvi l'at.tenzione di tutti e precisare l 'oventun.le r o.<<ponsabiliti• o DlCIIO del medico. Le dermatosi vacciniche necessitnno vnl'io profilassi secondo la loro natura e causa. Anzitutto dato lo !<copo ciao ci s i prefì~~e colla vaccinazione, sat·ebbe da ridurre al minimo po$-.'libilo il numero dei casi negativi, c ioè il vaccino abortito, ma ben poco per ques to si può fare, dipendendo tali cas i più dall'individualit-à dell'innes tato (i rom unita naturale, acquisita per malattia o innesti precedenti ecc.) che dalle manualità dell'operatore o dalla qunliLà del ma teriale us:tto. .A. tal proposito il P olin, ave ndo riscontrato su bambirù alfelti da manifesta· ( l ) [,.truzionc per l'i!Jit'nc dei militnri del R. u crdto, § 1J 3.

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RIV1STE GENERAU

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zioni sifilitiche un numet·o di esiti negativi strnordiDar•amenoo grande in confronto di quelli notati nei bambini esenti da tro.ccie di sifilide, si domanda se in un gran numero dl casi nei quali una seconda vaccinazione resta sterile nell'adulto l'insuccesso dell'inoculazione possa essere messo a carico della sifilide contratta dopo la prima vaccinazione. Per impedire lo sviluppo Ilei vaccino generali.zzato, siccome è noto che, Sii~ do· vuto ad in fez ione sia ad autoinoculazione, si localizza essenzialmente in corrispon· den zn di cL iazze di det·mntosi in atto, ò regola non vaccin:1.re gli individui affetti da malattie cutanee se non dopo la guarigione completa dell& stesse. È vero che sonvi casi Mi quali il vaccino può far sparire dermatosi croniche, e \Vood cita un caso di psoriasi im·ctcrata scomparsn. dopo il decorso irregolare dello innesto ,.a<·cinico c non più ritornata ed un caso di eczema cronico pure scomparso durante il decorso vaccinico, ma l'eventun.le iufluenzt\ favorevole che il vaccino può esercitare sulle dennntosi croniche non può, per il carattere spesso pericoloso del vaccino g<'ueralizzato, giustificare la vaccinazione, specie se l'aJl'ezioue cutanen. occupa grande superlìcie di pelle. Nell'ipotesi più favore,·ole possono farsi cicatrici cattive dal punto di Yista della cosmesi; ed inoltre le lesioni cutanee predispongono n.lla comparsa di linfnngiti in seguito all'innesto (Mouli net). Però in c:lSi eccezionali, cio8 in tempo d'epidemia vaiolosa cui poss ano e~scrc el'posti g li individui in parola, dette afl'ezioni non possono controindicare in modo a..«.<;oluto i benefici efl'etti della Yaccinazione e rivnccinRzione. ed è preferibile iuuesture anche i soggetti colpiti da dermatosi, curn.ndo però d'allontana~i il più possibile dallo pnrti malate e di praticare una sola puntura, che bisogna coprire con vet1·o d'orologio e con medicazione occlusi va (Dauchez). f•: quasi impossibile impedire la comparsa d'eruzioni prodotte rl11ll'irritazione c bimil·a o doll'as ·oruimento di tossi no fomlatesi ver la vn.ccina:doue. Guida censi· glia di uon vn.ccinn.re i soggetti, specie bambini, d is}X'ptici, di mi\ n tenere la. dieta durnnte l'evoluzione del vaccino e di usare bagni durante la fRso pustolosn, per mantenere l'attivit:\ d ella superticio cutanea e l'eliminazione d ci prodotti tossici. Le infezioni secondnrit.: possono essere prevenute anzitutto eoll'impicgo esclusivo di liufu. pura, JJOi coll'nntisepsi rigorosa, cho si deve continuare fincbè le pu· stole siano intemmento guarite. Ver le dermatos i consecutive alla vaccinazione per tendenza dermopatica dell'indi\'iduo, ò impossibile indicare mezzi profilattici per ragioni ovvie ch'è superfluo ripetere. Al più si possono prevedere quando dall'anamnesi risultino antecedenti di malattie cutanee, ed ò bene in tal caso preavvisn.rne l'interessato o la famiglia n scanso di ingiuste recriminazioni. Quanto alle malattie costituzionali si può prevenil'le qunsi con certezza ricorrendo, qun.si esclusivamente, alla linfa vaccinica raccolta su animali esenti dal me· nomo sospetto d'esistenza di tali malattie; meglio ancora se ci si può assicurare coll'autopsia dell'animale del suo perfetto stato di salute. Bisogna poi impedire la contnmiuazione del virus vaccinico da.i germi di dette infezioni e praticare r igo· rosa. antisepsi del vaccinostilo preferibilmente individuale. Con tali nvvertenze e misure le dermatosi vacciuicbe possono essere per la mas· sima t)ntte evitate ai vaccinati, il medico vaccinatore s i mette al sicuro da qualsiasi sgradita sorpresa e può sempre rispondere a chicchessia della propria opera oculata e coscienziosa. Mi è grato tributare vive grozic all'illustre prof. Domenico Majocchi che mi è s tato provvido di utili suggerimenti.


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lll\TISTE Ca:.';ERALl

RUL VALORE RCTENTIFICO E PRATICO DELL'ANTISEPSI DELLA PELLE P ER MEZZO DELLA TINTURA DI JODO, per il dott. Scb nMtlnnn Rnta . capitano medico. C~1~~~ ST OltiCI . - J.'u<;o della tiotum di jodo come antisettico nou il ceno unn no>itil.. seùbeue da noi non accenni ancor~ a difl'ondersi cosl rapidamente come n.ll'estero, l'<pecialmentc in Fmncia e Germania, dove emil1enti chirurgi se or- servono giiL uella pratica abituale sin. per la preparazione del campo opemtorio c medicat ura con·wcuti>a, s ia come mez7.o di ::;teriliz:r.azione c consen·n.zil)ll t' del u an.te· ri a le di su tu m. Ed n. l metodo non è mau1cato neppure il bnttesimo del fuoco, e,osenùo s tato speri111 entn.to anche nella cura dei feriti della guerra r usso-ginppouese. E s,.;o però, fin o a 3 a uni or sono, non era stato mai usato in modo e,;rl usi vo, mn sollnuto come sus..<;idiario dei soliti met.odi di disi~olcziooe più in voga. Il primo, che ha proposto ed attuato con successo l'uso delle soluzioni jodiche come solo ~d m;clusit:o mezzo di autisepsi nella toilette preparatoria del sog~etto e delle mani del c hirurgo, pare sia s tnto H eusner nel 1905 : egl i però nsa>a non la tintura alcoulica ma !A. benzinl\ jodatl\ all'l p. m ille. Questa pratica non ha avuta fortuna, cd é stA.ta ben presto dimenticata. L'anno scorso il Grossiclt è r itoroa to sull'argome nto, ndopernndo in,·ece In comune t.in tura, la quale, se d a un lnto è inferiore alla benzina pel potere solvénte dei gral'si, ha, dall'alLI'O, il vl\utnggio di e~-<ea· molto meno irritante por ln cu re : sicchè e~! i l'hn adottata in una con::;iderevole serie di operazioni di alta chir urgia (cu re raclicali di ernie, laparotom ie, amputnzioni). seguito ben pres to da Pont-r in Jnghilterra. da Grekolr in Rus;;in, di\ Mikulicz in Germ nnia. da Qui·m1, R•"·clus, Tullier, Girard in Francia, da Biondi. Carie e pochi altri io I talia. \",~L t;TAZIOl\r: SPEn•~m:-.TA J,E. - 'Valther, in s eguito a l'ipetuti esperimenti ha potuto stabili re, che con la tintu1·a di jodo si può ottenere un a asepsi assoluto. e prolungata della cute. Su 9 innesti di frammenti di pelle, ba avuto delle culture solo nei primi due, fatti con frammenti prelt·vati poco tempo (rispettivame nte 3 e 5 minuti primi) dopo la pennellazione jodica, mentre gli altri 7 innel'ti, fntti da 10 minuti ad un'ora e ·l5' dopo, sono rimasti costn.nteruente sterili. È certo, che ·un'accurata toilette col sapon e o l'alcool l tasta d'ordinario a disin· fettare la su perfi.:ie cutan ea: dis_grnziatamente ~rò l'nsepsi non è duratura, poichil dopo poco tempo le glandole suclorifere e sebncee ,·i "er.sn.uo il loro contenuto p ia't o meno infe tto. Invece, pel suo con::iùerevole potere di penetrazione. l 'jodo sciolto nell'alcool s'infiltra con la massima facilita\ negli spazi inte•·collulnri o nelle fenditure linfa . ticho della pelle. e penetra n~:i dotti escretori dt·lle g landole, giung11ndo cosi n. distnagger e i g ermi, cbo son contenuti fin nello spessore del derma. A tnl rigua rdo, è bene tener pl'OSento l'inutilitil, an zi l'inopportuo it.à, di iDSII· ponaro In pelle prima. doll'appliC!l7.ionc clcllll tintnra di jodo: infatti il la"nggio con l'acqua e sapone, facendo gonfiare le cell ule epiteliali, ostruisco tutti gli spazi intercellulnri e linfatici, non ch\l i cnnali escretori delle glundole e il colletto dei follicoli pilifori, o.stncolanclo così In. corupletn penolrazione dell'j odo. l\è, n ripn.mre a ques to inconveniente, basta la successiva disid rn.tnzione con alcool o etere, il rhe ii stato pure dimostrato speri mentalmento da \Vnlthor sulle ca\·ie, in cui, tlopo ras a n. secco l!\ cute del dor!'o, da un ln to pennella,•a sen z'altro la tintura di jodo, dall'altro vi faceva precedere la saponn.ta e successiva di idrata:r.iooc


RIVISTE I;E:-;F;RALI

all'a!-::ool-etere. Ebbene, tanto le prove batteriologiche che qtmelle istologicba confer marono gli svantaggi della toilette preventiva dal pnnto di vista della disinl"e· zione e penetrazione dell' jodo. Cosicché, volendo assolutamente riunire i vantaggi dei due metodi, snt·ebbe piuttosto consigliabile, come dice il Guibé, di invertire l'ordine abituale. e cominciare dalla pcunellazione joclicn, pmticando quindi la toilotte della cute come al solito. 11 Gley ha stvuto ott imi risultnLi dal m~todo uelle operazioni sugli 11n imali. (cani, gatti, conigli, caYie) ottenendo costan temente delle prime intenzioni e belle cicatri ci lineari; e tutti q~t clli, che prnticnuo nei lttbot:lltorii, sRnno purtroppo le difficoltà, spesso insormoutabili. ehe presenta l't\ntisepsi dcllll pelle. nonchè h~ medi· cn.tura consecutiva negli nnimnli ll~~o esperiment o. Specialmente per quel che riguarda i cani, è tale l'irritazione ctttnnea prodotta dal rasoio e spny,zolnmento, chE' spc!>so s i deve rinunziare n tale pmtica, n rischio, quasi \~erto, di una insutHcicnte di;;in· razione. ln'l"ece, col metodo della tintma di jodo, bRs tn semplicemente tagliare i peli a fior di cute con le forbici. lNDICAZtON r DEl. llETODo.- Tenendo presenti lt' sue pritwipnli caratteri:;tiche, cioè da uni\ parte Il\ facilità e mpidità di 1\pplicazione, e dall'altt·a il potet·e di penetrRzione del disin(cttante, ne con:>egue che il metodo ù indicato : l• nella cftirw·rJia di •·str•·ma nrgl'll?.:a, dove non c'è tempo di pt·oced<•re ad una nccltl"ata nettezza della regione (ferite delle grosse arterie, del cuore ecc.). 2o n••i ca.~i in cui la JJI"••prtrazioue d1•l campo opr mtit·o coi processi o1·din.ao-ii presenti incotn;l•lliPnti o l'" '·icoli. quando è troppo dolorosa (ascessi-peritoniti), o quando può esporre 1\lla rotturn di un:~ raccolta nell'addome, ~~1 t·innovarsi di un n. emorragia. .ecc. ( L). 3° quando, durante un'operazione si debiJa dilatare l"incisiono o r"are una contrapertura su di 11n.a 1"••f!i01ll· non pr••JH11·ata. 4° quando non vi sin il tempo o il modo di preparare delle soluzioni s terilizzate, cosl p:\l"ticolnrmonte nella cfli,·ur.qia eli g~terra, nei via!J[JÌ. nelle ·'P•·diziolti col.oniali. &• un'altra coodiY.ionc, che rende il metodo prezioso per la chirurgia trnu· ruatica in generale e per quella di guerra in particolare, è l'1wisteuza. di wu1 ji•1·ita, la quale rende dolorosa, dini•·ile e pericolosa la disinfezione della cute circostante coi metodi ordinarii. 6° nelle scottatm·l', 1>er le medesime considerazioni come por le ferite (Descomps). 7• in certi casi speciali: p. es. 1·egioui a t"ltlP. molto spt>s:;a o munita di t:olt.t.m in.ottl' !Jlanlwlr, e quindi difficilmente disinfettabile (dorso, nscello, cuoio cnpelluto) ovvero quando In. cute sressn è profondA mento inf"ettn. (es. intorno ngli ori/izi fist l)· loii, a 110 cont1·o natura ecc.). CoN·rnoJ:mtCAZIONr: 1° in certi soggett i diatcsici con t eg urnenti fragili o predisposti ad eruz ioni (diabetici, albwnhmrici, t•cz~>ulnlosi ecc.). 2° nelle rl•{lioni a cutt• sotlilt• e sulle 11/.1/COS!' come alle palpebre, congiuntiva, condotto uditivo esterne- (per In membrana del timpano) ecc. TEcNICA. - Se vi e il tempo, si preparerà. la regione i1 giorno antecP.dente all'operazione col bagno e tricotomia.

(l) D primo caso, in cui Routior ricorse o\ metodo dolio. tintura di jodo, Cu appunto uno laparotomia por rottura di p:rovidanm extrauterino, in cni egli giustnmento credette trovar riunite tutto lo condizio•ti sopraosposte.


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RIVISTE GE1'\ERAL1

Se si deve intervenire d'urgenze., si radono i peli a secco, quindi si pennella largamente la regione con un batuffolo di cotone imbevuto di tintura. di jodo assoluta o allungata con poco alcool. Solo, trattandosi di cute molto sudicia e infetta, si farà una. breve e somnwria toilette con alcool-etere. Al mom11nto di incominciare l'atto operativo, è bene ripassare un nuovo strato di tintura sulla linea d'incisione. Terminata l'operazione, si di un'ultima pennellata sulla. linea delle suture, facendo cosi penetrare l' jodo nel tragitto dei fili. Prima di applicare la medica tura, :>i passa su tutta la. regione una compressa imbevuta di alcool, per togliere l'eccesso di j odo e prevenire cosi le scottature. Nei giorni seguenti s i trova le pelle colorata in bruno rnmeico e un po' edematosa, ma non si devono mai verifica re, se la tecnica è seguita lòcrupolosamente, delle vere causticazioni. CoNCLUSIONI. -La tintura di jodo, adoperata per pennellazioni sulla cute, realizzando con economia di lt mpo, di pe1·sonale e di materiale un'asepsi completa, dtm·voll' e fnciJe ad ottenere, sembra destinata a conquistare un posto importante se non nell'alta chirurgia d&gli os pedali e delle clin iche, almeno nella r hi nugia d'urgenza e specialmente ài guerra. Però, prima di darle il diritto di cittadinanza, occorre attendere ancora la prova del tempo e di una p1·atica più lnrga, per poter dare su di essa un giudizio ragionato e non precipitato.

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2. Gnossxcu. -


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA Dott. Monr.t:,· hlA-rm~:so:-..- lllfestone atreptoooootoa nella difterite. 018ervaslonl relative a 80 oaal ooueoa.ttvt.:- ( 1'/w lAncet . 20 novembre 1909). La frequeute insorgen7.a di alcuni s intomi isolati nel dodicesimo o tt·cdicesimo giot·no dell'infezione diftct·icn. richiamò per la prima volta l'attemlione del Seve· stre e del i\11Lrtin; i qunii sintomi - come son descritti da. questi d ue autori consisterebb1' l'O in una o in pitt delle seguenti mauifes tn.-.ioni : 1.0 Eru?.ione cutanea, più sov!'ntu scarlat l iniformo che eritematosa. 20. Do lori associati nll'eruzioue. so. Albuminuria. ·!·. Dis turbi gcnemli d'intens ità variabile. Il Scvcstre o il M:trtin, o più tardi il R oux, espre.;sero l'opin ione che la fre· q uenza con cui coùesti feuomcni appniono vet-so il tredice!'imo giorno potèSse in· dicare la sinù•·ome di \tnl\ mal:\ ttia secondaria con tltl pet·iodo d' incuiJnzione di tredici giomi, e perciò ini?.iantes i insieme con l'invasione dolla difterite, aggiun· g cndo ancora che, con ogni probabili là, l 'agente infettivo sar~:bbe lo stt·eptococco. La. quale ipotesi troverebbe un appoggio innanzi tutto nella f req uente dimostra.· zioue ba tteriologica d'un'infc?.ione mista nelle pseudoroembrane, e, in secondo luogo. nell'accertamento non raro dei suddetti s iutomi nelle infezioni streptococciche pure delle tonsille, L'autitossina - essi pensano - avrebbe l'efl'e t to di diminuì re l~t resistenza dell'organismo contro gli attacchi di quest'infezione secondaria, a un dipresso come la. suppurazione è più faci le in quelle parti che sono meno irrigate di sangue. L & O!'Servnzioni dell'autore si riferiscono a 80 casi consecutivi di difterite, curnti nell'ospedale per le mal:lttie infettive di Leitb (Scozia). L 'esame battet·iologico delle pseudo-membro,ne fu fatto non soltant o il giortto d'entrai..~ degl'infermi, ma altrcsl a ,·ari iutervnlli dumn te la loro degen;(a nell'ospedale. Orbene, in 9 degli 80 ca s i s'accer tò la presenza dello strept~cocco durante il decorso della ma lnttia principale; e in 6 di questi si mnnifestarono, vet·:;o il tredicesimo giorno, i sin· tomi descri t t i d:ll Sevestre e dal Mar tin. Dei rimanenti 71 ca!'i, in cui nou s i trovò lo stroplococco nelle pseudomembrane, 2 soltanto preseutarono i sintomi ora accennati. lu altre parole: nel 5o p. l UO dei casi s tréptococcici s i ebbe l'in· sorgenza tlei cosi dolti « Ni ntomi del tredices imo giorno ,., i qunl i s i manifes tarono so ltanto nel :?,1:1 p. 100 dei cnsi non stepto(;Occici. Questi 1·isttltati, benchè s i r iferiscano a. nn numero limitato di cnsi, parrebbero indic:ue un:l certa relazione fm l'infezione stroptococ::ica e i sin tomi acceu nati d iamd. P or quauto l'ignatda rn ziouP dell'antitos~iun sull'orga nismo ne' s uoi rap-


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111\'ISTA 0 1 NEVHQ!'ATOI..OC J A

porti coll'iufezione streptococcica. l'autore ammette che probabilmente la dimi· tessuti all'invasione dello stroptococc:o sia da attribuirsi nl lmcillo deliA. dil"terile c :\Ile sue tossine, rhe ~tgiscono in modo locale e generale.

nuib~o rcsistem~a dei

TROMBETTA .

RIVISTA DI NEVROPArrOLOGIA Dott. Rouc:~. - P•ic:o•llnflaensall - (Annal. méd-psycll. n. 2-S, 1909).

Lo studio di que;;te pi'icosi è stato inizittto, e quru;i del tutto limitato alla panùcmia grippale del l SSU-!.10; è stato molto discus-;o se meritino questo nome e quindi se sia lecito chin.m1u·o intlueuzali le trnchco-bt·onch iti volgari ((ebbri catarrali) che talvolta h:tnno rnppre~entato l'occasione per lo scoppio d'una psicoptll ia. L'A. crede, col Grasse t. che si tratti di formo sporadiche di !;,'l'ippe, e che tali p'licosi siano veramente di n ntu ra influenzale. Si possouo osservare vn ri i casi : I ) Deli1·ii inizi,tfi. 1'''0d1·omi ci, in genero di br e-:c durata, e beuigni, mentre quelli dl."lla febbre tifoide (ini-.dali), con cui hanno molta somiglianza uella sinchome, sono di progn\)si molto gt·nve (70 p. 100 di mortalità): - ID Delirii del periodo di 11talo, puri delirii febbt·ili, ùi raro a forma 'l."osauiea; essi hanno, come i primi, por carattere: obnubilamento intellettivo, di· s;ordine e confusione delle idee, ùisorientnmento completo, spesso delirio attivo, con alluciunzione pe r lo piit ,·isive, talvolta terrificbe, R!';Sai simili agli alcoolici, ed ai delirii tossici iu gclllere (confusione mentale asi!ociata a delirio onirico allucinatorio): - Jll) J)eli•·ii del collas;;o eli Kraepelin (tlemeuza o delirio con stupore allucinatorio, demenzll Mteniche), sono quasi sempre nel periodo febbrile 1lovute nll'iutensità dell'iufezioue, u11i1a a forti taro ereditarie o disponenti, trat;.. tando<:i sempre lii confusione mentale con agitazione eù allucinazioni (all' autopsia si trova congestione atti va cerebrale); - lV) .J)elirii (le/la cont;alescenza, 6 volle più frequeuti dei precedenti, e nei quali noo sempt·e si trovano antecetlenti neuro o psi<:opntici, personnli od erctlilnrii (Rnamnesi negative in 20 casi s;u 5c~, cioè nel 87 p. lOIJ); trnttnsi quasi sempre di lipemania, o di agitazione maniacn. (m.:no fn·q11eute con lieve conftts ione): mclauconia per lo piit semplice, con idee di ro-:iun, 11i profotllln mh:eria, di condnnun, tli (li>'onore , con sitofobia. ec<'. e frequento te111lenza al gujcidio: eccitamento maniacale semplice, o confuso; tAl· volla nuche deliri i sislcmnt izzat.i pro~ressivi, od o\nche pseudoparalisi generaJe rcgrcssivA. ti picA.;- queste forme hanno unn fisonomia pa·opria e •lei caratteri che li di::.•duguono dalle altro psicosi infettive (nella febbre t.ifoide- periodo ùi con· Yalescenza - si ltauno, il più spesso, delirii unici c fì,.si, per lo più ambiziosi, op}'ure eonfus iouc men tale uu:trcata, o mnnia acuta, rara In lipemania, senza suiciai: nel puriotlo felJ\,rilc incece non rari i teutati suiciJi, incoscienti in seguito nd a llucinazioni lerrilìche):- \') Infiue nuche le cosi det te psicosi rataTI'ali sono da aùtlebitarsi alla grippo. hnnuo i caratteri di quelle influenzali, sono per lo più n t'orma lipemanincn scmplica cou lie,·e confusione e tendouo spesso al suicidio r l• t p. liJO). P. Co:ssiOLto.


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RIVIS'rA DI OCULISTICA l). )l.lllr:H. chirurgo oculista a Sidnc,\·· -

clel glaucoma primario. -

Sul trattamento e aalla progno1l

('l'Ile Opllfllalmic Review, luglio 1009) ( 1).

L'A., dopo M'Or pru;o:~to in t·i,·ista la storia delle ope..azioui per In. cura do! glauco111a pt·imn.rio cd nvct• messo in rilievo i punti essenziali dolla patologia di que ·ta malattia, ricorda clte scopo dell'iridectomio. in questo cnso ~di fomire una permntwntc~ via di n~cit11. al l iquido intraoculnre, sin col ritutovnt·e In. tiltmzione attr:werso l'angolo iridco, sin col creMo qtmlcùe nuovo cnnalc per il dronaggio. Qunn•lo quest'operazione viene eseguita iu C11.si recenti, primi\ che si sieno potute formare delle ad(!rcnze., si può sperare neJ rinnovamento permanente della liltraziouc attt·avct·so l'nn~-:olo; ma, nl contrario, nei casi di glaucoma cronico di vecchia data ciò ò prnticamente impossibile ad ottenersi e non si può c he stabilire qunlche tuez?.o vicario pct· dure libero corso 1\ll'umore acqueo. (lne~to .:copo si può ra~~iuugere cercando di ottenere una cicatrice filtran te. lJo \\'eck(•r fu il primo a sostenere che in quest'operazione la cicatrice risuiLaute dnlln se1.ione della sclerotica dovrol.tùe pormetter·e Rll'umor acqueo di ntt~a­ vcr:<ariR. Pllt' lui In cicatrice Oltmntc, cm una condizione es-senziale nel tratta· mento del glnucoma cronico ed egli perciò introdusse e sostenne la sclerotomia al luogo dcll'iri•lcctomin. Oggi si preferisce l' iridectomia con In. sezione scleralc, che, men tre ha tutti i vantaggi della ;;clerotomin, on·re ncllo stesso tempo In. pos~ibilitri. di s t abilire uno. comunicazione tra la caruera a nteriore o il canale di Schlemm. Però in questa stessa operazione, t ante volto non ~oltlmente fallisce la riaper· tura dcll'augolo. 111a lr\ risultante cicatrice scleralc è cosi solida che non permette la filt r:l7. ionc :ntravor!<O nd essa. Bnden. Lngmn~re, Holtb, il maggiore Ilorbert, Beny ed a ltri sono stati soste· n itori del priucil>io su cui insiste l'A. e cioò di ottenere una. cicatrice filtrante nel ::;lnucomn. cronico di nntica data. E-<!.i si sono sfon~ati di mclterlo in at tua· zione con opcrnzioui proprie; ma so\·cuti riesce difficile di ottenere soddisfacen· tementi' lo >"copo. L 'A. rlll tn•dici anni opera nel modo seguente: P rnticata l' u,;uale .sezione sciera te t·ou un largo chel'lltotomo, all'et·ra l'iride con uno o meglio cou dno u ncini da iricle - \1110 in cia-,cunn mnno - e la stacca in questo modo dalla sua l!a:-o nel t ratto corrispond.. nto nlln scziouc sci ernie. La bandella d' iride co~ l formnta f;i la:-cia Jlrola,.,ata pet· una settimana e quindi v iene llrgliat.t. con una fOJ·IJice da irido•,.toruin, n. livello della sclerotica, a ciascun angolo dell' itwi.-:ione. Qunlche volta IIIOd iliCI\ questo procr!':'O tagliando l'iride, al momento dell'operazione, in uu angolo dell' inci,ione, allèrmndola quindi con un uncino da it·ide e tirandola fuori in modo da t·o•npet·e gli atlncchi nel tratto corrispondente alla sezione, nella .. peranza, ~e po;;sihile, di ri.;tabilit·e la comunicllzione t ra la camera a nteriore ed H r an::lle ùi Schlemm. Allom la,cia prola;;sl\ta por una settimana la sporgenza dell'iride che s i è ve· n a ta a fot·tunt·e all'altro angolo della ferit.'l. ed al termtne di que;;to periodo la tnglia a Ih·ello dcUn sclerotica. <.:ou que-.to metodo l'A.. ha generalmente ottenuto piccole cica.hici fillranti piatte. ( l) Conior<Jnro lcttn nlln Sezione ortnlmica della l!e<luta annuole del reparto della ::\uo,·a Cnlles del Sud dell'll8sociazione medica britannica.

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RIVISTA DI OCULISTI OA

Talora anche, ma con minor probabilità di sicuro esito, ha ottenuto lo scopo eseguendo un' iridectomia n el modo usuale, ma tagliando l'iride in m aniera da ]asciarle. leggermente incuneate. in uno o in ambo gli angoli della sezione. Lasciando l'iride prolassata per una settimana., si ha generalmen te una lieve irritazione ; ma di poco conto, per modo che d'ordinario dopo dieci giorni l'occhio si può Jnsciare s fasciato. I ris ultati in generale sono stati molto soddis facenti, pur non essendo l'operazione a1l'atto scevra di pericoli. (L'A. s tesso riferisce un suo caso seguito da irite plastica con cecità complete.; si è verificata anche l'oftalmia sim patica, benchè con e~trema rnrit:ì). Genera lmente gli operati conservano buona v isione ancora diver~i a nni dopo l'operazione. Secondo l'A. i van taggi che si hanno nel glaucoma cronico, creando uua cicatrice filtrante sono cosi grandi che non ai possono all'atto anteporre ai cennati possibili svantag gi. Riassumendo dunque l'A. pensa che, SA.h·o i casi, per altr·o rari nella pratica, nei quali l'operazione per il glaucoma. crouico può essere eseguita per tempo (iridectomin), ~egli altr i l'oculista deve avere di mira la formazionts di una cica· trice filtrnnte, ritenendol'i che quando la malattia è di vecchia data, esis tono aJ er enze tr·a la base dell'i rido e la cornea. adiacente e quindi è lontana la probn.bili b\ di stabilire In 61trnzione dell'angolo, per cui i ris ultati che s i ottengono con l'iridectomia s pesso non sono soddis facenti, come lo dimos trano le statistiche dei migliori ocu listi, fra i quali von Graefe, Nett.les hip, Hirschberg, Schleich, il quale ultimo è coutr:wio all'operazione nel glaucoma cr ouico, che vorrebbe trattato col CALEXDOLt, r egolare e per;;i:;ten te uso dei miotiei. RACKLit·n:. chirurgo oculista del R

0 .-; pedale di Hull. - Un nuovo pertoolo per l'uao 41 •trumentl pl&oo&tl n elle operaslonl oftalmlohe. - (T/te oplllalmie R t r;iew, lugl io HlO!>).

L'A. riferi:;ce como in un occhio di un uomo di perfetta salute, due giorn i dopo di averlo operato per cateratta senile, pur seguendo le più scrupolose regole dell'asep,;i, si manifestava panoftalmite acuta, per cui dopo altri due giorni era cos tretto n procedere all'enucleazione. Praticando intanto delle irrign7.ioni nell'occhio in parola il mattino del giorno s tesso in cui dov11t.te ricorrere all'enu cleazione, ven iva rile\rato un corpo estraneo rilucente venir fuori dall'occhio stesso. Era un frammento di placcatnra, della grandezza ùi cir<·a 1,5Xl millim, che proveniva. dalla forbice di Wecker usata durante la prima operazione, come poteva nccertMSi da un' Ìi'pezioue dello str umeuto stesso. Come intanto il frl\lnmento, caduto nella fer ita o nella camera anteriore, aveva potuto produrre la pnnoftalmite se, come si e d<'tto, si era proceduto con ogni cautela asettica o t&nto ph\ che, com'è noto, un corpo estrn.neo di rame ne lla cnmera auleriore n on produce mai suppurazione del vitreo? B ishOJl Hamman del lt Ospedale oftalmico di Londra faeevagli notare come dRila plnccattn·a eli rame-nichel, alla presenza di una soluzione salina, si era po· tuto !>vilu ppare una corrente elottr·icn, ciò che potem s piegare il di, tacco del )lOzzo c la ,..li'ISPguente in fi:un mazione prodottasi ncll'occlrio. l'n vn lt·u te li,.;ko di Cnmbr idge, al quale anello ,·cniva sottoposto. 1n q uis tione esprimeva il parere che pezzi di doppio metallo, como quello in parola, r endo no as:mi piit energica l'azione eleltroliticn. vcnen•lo a cadere in rne7.ZO ai liquirH snlini ,lcll'occhio, !'pccinlmcn te pel fatto che i 1lue moto lli s i trovano in permanente contatto. ('io spiega come s i sin. potuta clcstnre nell'oc!'h io un' inuammazione molto più fo •·te d i quella dala da un a h ro metallo semplice.

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RIVISTA DI Tll:C~ lOA F. SERVIZIO ll EDICO YILITARE

Bishop Hamman si è procurato dive1·se di queste scnglie della placcatura di strumen t i e le ha sottoposte al dott. Crocker dell'Istituto Politecn ico del South\Vestern di Chelse•~ (Londra), il quale con ndatti esper imenti, mettendo la coppia rame-nichel in tmlfsoluzioue salina normale e nùsurando in volt la. corrente che si sviluppava, ha comprovato la fondatezza delle sop1·acennate ipotesi. L'A. aggiunge che il distacco della placcatura sugli strumenti di a cciaio d'uso oculis tico tton è cos i poco frequeute come sembrerebbe. Alcuui suoi colleghi (Johnsou Tay lor di Norwidt e Roe) ai quali egli riferi!;ce il caso occorsogli, ed egli stesso, is pe:r.ionati i loro strumenti, ebbero ad accert arsi di q uesto fatto. L'A i u conclusione dubita dellt\ convenien:r.a di continuare a d us are cosifatti strnmlluti. CAI.E:SDOI.(. A.

B~o;Auvors. Il traooma e 1' emigrazione. Maggio 1009).

(Recueil t:r oplllalmolovie -

Questa comunicazione, che dove\'a essere discussa al Congresso inte rnazionale d'oftnlmolog ia dell'anno scorso n N11poli, è StilLa pubblicata, per ragioni imprevis te, solo recentemente. Le principa li condu.-ioni cui è pervenuto l'A. nelle s ue indngi ni sono che In corrente d'emigmzione, originatasi da l swl-c:.,·est d'Europa (Palestina, ~ia·ia, Asia :Minore, Romania, Ru!!s ia mcridionnlo, Italia, ecc.) e diretti~ vt>rso l'America del Nord, lascia a Parigi un n umero non indifferente di t racomatosi. Quest i em igi'Rnt i non pos• sono imbarcare per l'America per la severità etei regolamenti di polizirl sanitaria, e sono cc.stretti a soggiornare alla capitali!, occupaudo i qunr·tieri piìt popolari e più antichi d el lil e I V circondario. Nonostante le misere condizioni igienic he in cui sono obbligati a vivere, pare che essi non propaghino attorno l'infezione, che per altro è molto contagiosa. Ques ti fatti, messi a confronto con nltr·i risultati cons imili riscontrati dal dottore P ago a Québec, inducono a ritenere che nell'etiologia del Lracoma si deve tener conto altresi di un' immunità relativa., doçuta. allrl razza. L'A. conclude che per il momento non s ia il caso di prendere speciali m isu re profilattiche di rigore contr·o questi tracomatosi, ma che s i d ebbo soltanto vigilarli ed obblign.rli a curar·.iii, nelle cliniche speciali, ove potranno, se non guari re completamente, migliorare in modo da poters i dedicare a qualche proficuo lavoro. P rendiamo occas ione da questa breve notn per ricordare con compiacimento come la benemeri ta Associazione della C. R. di Francia, a bbia mao;so a disposizionè della presidenza deii'As!lociazione italiana la cos picua !!Omma di L. 250000, ri rua.<>tele dal fondo per le vittime del terremoto calabro-s iculo, le quali saranno destinate per fondare a Messina u n ambulatorio per la cura dci t:racomatos i. CASARINI.

RIVISTA DI TECNICAESERVIliO ~1EDICO MILITARE D OMMART t N. -

Dell'uttltszutone 4egll automobW per U 1ervblo ~anttario

ID guerra. -

(Caducée, 1908, n 18, 1<.1·, 16, 18, 19, 21, 22, 28).

Gli automobili suscettibili d i essere utilizzati per il ser vizio di sanitil. possono essere divisi in cinque categorie: l o vetture de l turismo: landau, coupé ecc.; 20 vetture industriali, camions ecc.

eo - Giornllle d( mttUdrlll mllllllrc. -

F:uc. Xli.


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RIVI 'l'A l ! l T J·:C:\ l CA .1-: s~: I<V 17.lo ME OlCu llllLlTA ll E

a~ vetturll pe•· trasporto in comune dei viaggiRiori, au tobus: 4• vetture tl'a mbulan?.e autvmobili impiegate dnlle .<~ociet il di soccor so o da corte societ à i odustrial i private; 5" L ocomotrici, tren i Rennrd. LI Dotumnr Li n studia i vantaggi che In traziono: nut.omobile anebbe, nell'esercito francese, 11er il ser vizio delle ambulanze, degli os pedali da campo, e degli ospedali di sgombero (d'l- Ync uation). .11) AmlntiMtza. - L a suzione treno attut.le dell'ambulanza frnncese porta 2l v etture, 4G cnvlllli, 25 uomini ; essn. potrehl1e es~ere sostituita da 6 camions per il materiale, 2 camion per t raspo rto dei fedt.i co vetture per tras port i in co· mune), 2 vetture da turi~mo da .J-6 posti per il perlSonale, e 10 ch11uffeurs. IJ) Ospedale da cmnpo. - Completando l'attuale ospe-dale da cam po di t utto quanto oggi 0 iudispeusn bile secondo le esigen;r,e della moderna ternpeutica (autoclave, installa;(ione rndiogmfìca, barelle, vi,·eri di riser vA. ecc.), es<>o potrebbe essere trainato da H camions r~utot nobili, ni quali donehbrro aggiungersi u na vetturo da tourist.e l'd un autobus. O) O.Yp edale di S!JOIIlb el·u. - Colla tra?.ione automobile basterebbero daGa 7 ca· mions di 1000 a 2000 k!;. di carico utile per tras portare jn eccellenti condizioni d i carico, di velocità e di mancggiabilità le l H ton nellate di questa fo1·ma.zione sanitaria con economia d i 16-H:l vetture e di 44-00 cavalli. Secoudo il conce1to dell'A. il servizio fun?.ionerehbe nel modo seg uen te: D ietro la linea del fuoco fun ziona il scrvi;r,io re,ggimentario attuale; dai posti di medi ca;r,ione i feriti son portati al luogo di ri unione dei carri (relai d'ambulance) d'llle ,·otturo n d ue ruote e dagli animali tt bnsto. Al relai d'ambulanza ei t rovano le vetture automobili , che trasporteran no i feriti o nll'ambnlan;(a s e le medicazioni hanno bisogno di essere rifat t e, nll'ospedale da campo so è necessaria un'opera?.ione d'urgenza, ad un centro d'ospedal i?.zazioue pil'li distante s e non occor re medica?.ione od opurn?.ione che dopo qual clte giomo. I vantaggi che si potrebbero trarre dalla tm1.ione mecca ni ca applicata al ser\'Ì?.io sanitario sa rebbero: l • Aumento d ei mez;(i d 'a?. ioue dei different i or!-(ani di trasporto, di o!'pe· dali?.zazione, di !lgombero. 2o Semplificazione del t raspor to dci feriti. Trasportando direttamen t-e i feriti s u formnzioui sanita rie piu o meno lontane dalla linoo del fuoco, secondo il loro stato o la. noressit à d'un intervento chirurgico, i nuo vi veicoli eviterebbero uno o più trnshordi. Il tras porto diretto dei feriti sop primerebbe in molti casi il sog· giorno più o meno prolungato nei diversi scaglioni della line a di sgombero ; inoltre, ~razie ai miglioramenti nppo1·t.ali al l'ospedalizzione. si potrebbe ricorrere in mag· g ior misura all'ospedali?.zazione, sul posto. !J• Mnggior rendimento degli sgomberi. Indipendentemente d1d vantaggi da r ilmrsi rl:\llll crei\zione di con ,•ogli automobili, l'introduzione nelle formazioni sanitarie di camion per il trasporto del mnte1·ialP. per metterebbe di utiliz za rli, dopo !'caricnti, pel tmspo rto dei feriti , con un atLre.tza mento improv visat o. -1• •rrnsporto più facile del materiale. L'utiliz;r,a;(ionc dei gra ndi camion automobili renderebbe pos<>ihilc il tra<porto di parecchie tonnellate di cas.-;e, panieri, im·olti. (io E~Lensioue del ra~gio 1l'azione de i differenti orgnni esecutid del servizio. Le formazioni s .. nitarie non :-;arel1bero più, o obblignt.e a restare fisse :Ilio unità <In cui dipendono, o nell11 m•ccssitil di stnbilit·si in prossimità delle strade se-


RIVISTA Dl TECNICA ~ SEil'VJ~IO MEDI CO MILITARE

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• g uit.e llalle truppe; esse potrebbero passare per le vie lasciate libere ed installarsi abbastan<~a rapidamente io luoghi meglio scelti e più lontani dalle colonne. Da questa elasticità di movimenti ne verrebbe l'utili:~.:~.a:done completa di un personale ]lrezioso e troppo Spei>Sr> disoccupato. G• Indipendcn:~.a più intera del scr vì:do di sanità. Provvis to di vetture sue proprie, il Sl·rvizio di sauit& potrebbe proporzionare la. sua a:~.ione alle necessità del momento, sent.o. essere obbligato a parare a tutte le difficoltà con un materiale Ili traspor to invariltbile e quasi .sempre insufficiente. Non a vrebbe più a ricorrere, quasi ogni momento. allt· •etture da trasporto dei servizi generali ed alle risorse sempre problematichc dd la requisi:~.i oue. 7• Riduzione delle forma;doni sanitade, rinforzo delle n:nitl\ e di conseguenza centrali z:~.azioue ùel ltworo e miglioramento delle eondi:~.ioui di esecuzione. Lo studio del dott. Domanartin traccia appena il problema dell'impiego degli automobili al servi t.io sanitario. ;:;nrebbe i~teressante un esperimento pratico durante le manovre per risoh·cre molti problemi che si connettono al n uovo mer.zo ~ i traspo1·to. Secondo il D. bisognerebbe studiare: l • il funziounmanto delle formn:~.ioni sanitarie automobili: n ) in quali eond i :~.i oni si eseguirebbe il servizio sanitario? IJ) come si collegherebbero le formazion i sanitarie alle colonne e tm loro? c) in quali condizioni di tempo e di rapidità s i fareiJbero gli sgomberi? cl) in quali condizioni le formazioni sanitarie potrelbbero circola re s ulle :;trade e raggiungere il loro posto sen:~.a essere d i d isturbo nlle truppe e senza e.<;sere di turbate loro stesse? e) qunli sarebboro le condi zioni di benessere dei feriti seduti o in posizione ori,..zontnle:> 2<> l'esame del cadeo e SC11rico del materiale sui veicoli: a) a dattanwnti più razionali a queste vetture dei differen ti apparecchi del servizio di sanit:\; IJ) facilità di carico e scarico del materiale; c) ins tallazione dei parchi e bi\·acchi; d) resis tenza dei veicoli dal punto di vis ta della lunghe;t,za del tragitto e del volume del ca rico. O STINO. :\fo·rv. -

Il nuovo resolamento del aerristo aanltarlo In perra dell'eaer·

otto tranoeae. - (Semaine médica/(·, 11 agosto 1909). I l se1·vbdo san itario in cam pngna è organizzato per arruata. n direttore di :<anità d'nr111a ta « chef supérieur du service de santo de l'armée ,. ha sotto i suoi ordini diretti dal punto d i vista tecnico i direttori di s anitiL di corpo d'armata, cd essouùo plue capo del servizio sanitario d i tappa ha alla sua dipendenza due medici, uno med ico .principale di l " classe .,d uno principale di 2• o maggiore di P clas se : quest'ultinao compie le funzio ni di medico capo del campo di battaglia. Un medico consulente por armata ed un chirurgo cous ulento per cor po d'armata sono nùùt•tti alla direziolle di snnitiL d'armata. Le più importanti modificazioui al vecchio regoiamento riguardano l'ambulanza. L 'antica alllbulanza n. J che colle s ue 21 vetture .erli. molto pesante ed ingonl· brante ò stata sostituita da l ambu lan:~.e del tipo A di 7 carri ciascuna : rumodochè il corpo d'nrmata dispone ora di 12tlmbulanze molto mobili, più ..1 altre ambulanze


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RIVISTA DI TEONICA E SERVIZIO MEDICO ~U:LlTARE

n lla ri ~erva d' nrmat.' \ per r ifornimenti. Ogni am bulanza del nuovo tipo ha 2000 • medicnziooi, per cui il totale delle medicazioni per corpo d'armata sale a 32000 con aumento di un tm·zo s ulla ùotazionA ddle vecchie forma:>.ioni. Il materiale medico chirurgico dell'amhulnn7.n è ccn tcnuto in un a seri&di 17 panieri, che cont engono il materiale dell'antica amuulnnzn nm dispo'lto in morto che con un solo paniere si abbia sotto mano tutto quello che occorre (comp resa la tabcll ina diagnost.ica) per le diverse ca tc~orie ùi fet·iti. Nella nllO\a organizznzione In comp ap:nin r ortn feriti "'~roupes de brnncnrtliers,. è nfl'atto itlllipendente dnll'nmhulnnza e centralizza tutti i mezzi di trasporto di prima linea. Queste compagnie porta-feriti (2 gruppi divisionali ed l di corpo di 1\rmntn) sou di vi.:;ibili in due sezioni: nlln prima sezione della compnguin di corpo d'nrmnta il nd llett,a In s<·zioue d 'igiene e di profilass i, il cui compito si defin isce da SU Ste!'SO. Gli antichi ospedal i da campo d i 1• linea sono sostituiti dRlle sezioni di o<:pednlizzazione, in numero di W per cor po d'nnnata e provvisti del necc,~ario poi fu mdonntnento ùi un o«podalc pt·ovvi<orio. Ecco come s i svolgo il scn· izio di pt·ima linea. Dumn te l'azione, g l'infermieri eù i portn-foriti rcg!{imentali formano i rifugi dci feri t i o po;;ti d i compRgnin pronUnudo delle cope rture llrl terreno o dello tritH'CC, ma i medici cùe accompagnano le truppe nl fuoco non hun no che il materinlo dei z:lin i e d elle tasche : soccorso più morn le che reale. Il m od ko capo di ref{~im cnto, che J·estn in rapporto col colonnello durnllte il comll:t tlimeuto, impianta il po~to di soccor."o col mnteri:lle dei carri di sani tà di b:1tlnglionc, ti OJ'O ch<' ò finita la lottn. Ha come mezzi di tmspor to i portn-foriti reggitneutali ed i mu!'icnnLi, la ve ttu ra por feriti (una dello vetture della vecdt it~ nmbnlanr.a) e le v,•tture medich e e come personale i medici dei bnltnglioni e g l' infermieri reg~;imentali; quand'è po!<s ibilc, si nn·icin erauuo i posti di meclicnzionc di flue r rggimenti vicini per semplificare il compito dello nmbulnnze. L'amhulauzn s' impiau ta il più presto possibile sul luogo stesso del posto di medicazione di cui r infor?.n l'azione durante le prime ore: ciascun corpo d'armata possedendo l t> ambu lanze del tipo . \ (da fanteria) relativamente leggiere, è facile concentrare parercllie di qu este fo rmazioni sui punti ove l'esige il numero dei fer iti e cinscuua di es~e pos;:ed•·ndo G medici, un farmacista, e 2000 medicazioni, è evic!cnto che e!'se potr!Lnno 1\f:~oln•re il loro com pito. Il compito dell'ambulanza è dunque quello di ri n forr.are il servizio sanitario delle truppe al fine di permettergli di libcmr i presto,ond& ricongiungere l' un ità alla qunle appar tiene prima che la colonna s i metta in marcin. Il personale delle truppe e qu ello delle nlllbulnnzc> collaborano parallelamente ed i feriti raccolti dalle due formazioni passano direttamelllte nei treni di sgombero q uando qncsti possono arrivare in pa·ossimità del cam po di battaglia: solo in caso di lesioni gravi o in mancanza di mezzi di trasporto i feriti dal posto di medit-a?.ione l-On diretti a ll'nmbulan?.a. Qui comincia la seconda fase d'azione dell'ambulanza : essa si immobilizza per ospedalizzare i suoi feriti sotto le tende tortoise (due per ambulanza) o in fnbbricati; ma allora riecve a sua volta un rinforzo importante, la sezione d'ospitalizzazione, e passa nella zona de lle tappe. Le ambulanze immobilizzale sono sos tituite dn quelle che s ono s tate liberate o che son restate libere. Questa facolti1 d'immobilizzazione dell'nmbulanza sopprime d'un tratto il disordine della sostituzione d'un ospedale da campo a ll'ambulanza ed evita perciò a.i


RIVISTA DI TEONICA E SERVIZIO ~IEDlCO MILITARE

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feriti gravi, l'inconveniente di passare sncccssivauaente per diverse mani; il decorso rapido delln. maggior parte delle ferite verso la guarigione ridurrà dopo pochi giorni il numero delle ambulanze immobilizzate. · Il ~ groupe des brancardiers,. consta: quello:divisionale di 213 uomini di t r uppa 70 cavalli o muli, LS carri e 90 barelle; quello di corpo d'arn1ata 314 uomini di truppa. 98 cavalli o muli, 28 carri, 14& barelle; a quest'ultimo sono addetti tre carri suscettibili d'essere distaccati e destinati al materiale di disinfezione ed ai laboratori portatili di batteriologia e di chimica. I gruppi son divisibili in due sezioni e sono agli ordini di un medico e di un medico aggi·unto: un botteriologo è addetto al gruppo dei portaferiti di corpo d'arm"ta.. I cacolets saranno rimpiazzati da carrette leggere a 2 ruote per .J, o 5 feriti. L'ambulauza tipo 8 per cavalleria è stata poco modificata, pare che usufruiranno dell'utilizzazione degli automobili nel servizio di guerra. L'am bulanza tipo C per montagna o per lo colonie resta modificabile secondo le cit·costanze. Nella zonn. delle tapve, res ta l'ospedale di sgombero che, col nuovo regolamento, è costituito da tre sezioni invec& di due. Riceve i convogli dei malati e feriti, ospitalizza quelli che non possono continuare In loro strada e dirige sugli ospedali tlell' interno i trnsportabili. È all'ospedale di sgombero che fanno capo quando esistono, i treni di sgombero e tutti i mezzi di sgombero di seconda linea e specialmente il materiale cd il personale necessnrio a q uattt·o treni im provvisati di sgombero. Le ambul:\nze immobilir.zate ent rano per cosi dire nella zon:a. delle tappe. P nò darsi che le fpnovie siano tagliate e sia impossibile dirigere i feriti sull'ospedale di sgombero: si creeranno in questi casi dei centTi di sgombero, specie di serbaLOi ovc verranno nd attingere i treni di evacuazione appena.ristabilitn la ci.l'cohzionc. Questi centri che potranno comprendere un certo numero di localitt\, permetternnno di liberat·e un certo numero di nmbulanze D loro materiale letterPccio s i otterr:'l per requi!'li:done. Al direttore del servizio ..ti sauilll delle tappe, ohe è il direttore di sanità di Rr1nat.'\, sono addetti un medico-maggiore, un ufficiale e due infermieri, oltre due medici principali, di cui uno è destinato nd csercit:tre le funzioni di medico capo del campo di ba ttaglia ed in questa qualità di vigilare sulla esecuzione delle mi;:11re igieniche ordinn.l'ie e stra.ordiuarie pa·escritte dal direttore di sanità di armata. Nel set·vizio di sani t:\ territo:-iale si sono conservate le stazioni di ripartizione o smistamento che presiedono alla disseminazione dci feriti nella zona territoriale o nel settore che loro è stato affid:\to. I di.l'ettori di sanità territoriali informano giornalmente In stazione di ripartizione del nu mero dei letti disponibili nel terri· tol'io del loro corpo d'armata sia negli ospedali militari che negli ausiliari. Si prevede l'impianto di ospedali per !300,000 letti da costituirsi in gnn parte dalle società di soccorso ai feriti. Li! società di soccorso creano ospedali ausiliari ed ospedali da campo ausilial'i che nou sono impiegati che nella zona territoritlle. Tutte queste formazioni devono nvere almeno 20 letti e sono sotto l'alta sorveglianza del dLrettore di sanità terl'itorinle o del direttore di snnità delle tappe, che corrispondono per questo riguardo col mppresentante della croce rossa. Le dame infermiere diplomate pos· sono essere ammeSSE.' in tutti gli stabilimeuti snnitari territoriali. OSTINO.


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RIVISTA DI TECN ICA E SERVI ZIO ~IEDI CO MiLITARE

G. Asz~LOXI!:.- Apparato mloro-teletonloo da oampo. Allo scopo di rend!lre più facili le comunicazioni n ~··ande distanza, il capitano Anzalone del 1° genio ha applicato felicemente il micr ofono agli appara~i telefonici da campo, ideando un ?nic:1·o{o1to a ~"llflia, che permette di corrispondere sino a 1200 km., senza che la voce abbia a perllerf• la propria natnralc?.za od a.;;sumere n.lcun timbro metn.llico. Fm i molti vantaggi che presenta l'apparecchio, ci limiteremo a rico1·dnre chi" esso si mccomanda soprttt u tto dal punto di '"ista igi.. nico, poichè elimina il non Jie,•o inconveniente del depositarsi sulle pareti dd ricevitore> del \"apore acqueo delll\ r espirazione, che può essere alle \·olte caus:a d" infezione. Il microtclefono da campo, oltre che per il servizio delle bn&tcrie cam pali, de li~: piazze forti e dei reparti di cavnllerin iu ~tvauscoperta. può tornn.re di grande utilità }lei servizi sanitari in campagna, t:\nto per la con·i.:;poud•'nza. fra i re· p11rti della sezione di sanit;"L dR montagna e fra le sezioni di saniti\ e ~li o!lpedali da campo che fra lo direzioni di sanitt\ e i cn.pi ufficio di sanitìt di divisione. L'esperimento dell'~tppnra.to micro-tclcfoniro Anzalone, fntto in oc<'nsione nelle manovre combinate dell'esercito e della marina, ha dimostrato l'utilitlt c la praticiti• di questo mezzo mpidissimo di infot·mazioni per lo varie uniti\ sanitar ie. La sezione di snniti1 da montagn11 addetta al partito ros::;o e dislocata a Carbutn {in montngna) potè st~thili re un'ottilllll comunicazione telefonica dello sviluppo di 6 km. con Calice (iu pinnura) ed allacciarsi nlln rete telegra6.:a e telefon ica mi· litnre, mettendosi <'OSi io diretta corrispondenza con gli altri stabilimenti san itari impiantati a E'innlborgo e FinA.lmnrina. È d~t notarsi che tale comunicazione venne allestita in poco più di un'ora da una seu1plice squadra di 8 sol· dati, tratti d4tllll sezione di sanità: In Jioc11. fmtzionò rogolnrroente per rmrecchi giorni e di c«sa profittò anche il comanclo del pMtito. CM!ArtiNl. H~:usTON.- AntomoblU dletro l& Une& eU fnooo. -

(/.e Cnduc~e, 1909, n. I LI.

Il tenente colonnello rnediC'o Heuston dell'esercito inglese propone di dotar.; l'nmbulllnzn di tre automobili l e~gieri di 10-20 HP. e di tre vetture più pesanti da lo a 35 HP. Le automobili legg!ere farebbero, durante le marcie, il servizio degli attuali carri }ler feriti e nel combattimento arriverebb·3ro fin sulla linea del fuoco per raccogliervi i feriti: epperciò basterebbe tener pronta. fin d11.l tempo di pace la carrol'.zeria, sfruttando in guerra i motori degli automobili pri,•ati. Le automobili pesn nti avrebbero per missione di trasportare :all' indietro i malati du· rante le marcie e dalla tappa agli ospedali e ferrovie, di rifornire le ambulanze:; nel combattimento di venire in aiuw alle automobili leggiere tra i p'ls:ti di medicazione e l'ambuhmza e tra quel'ta e l'ospedale da campo. OSTI.NO.

l l o, rcLLOrC" L oxox FEnHERO or CAVALLl~RLEO:\E 1 tenente generale medico ispettore. Il Rc-daLLOrC-.

Rroot.FO Ltvr, tenente colonnello medico. (93741- lluma, 1010 - Tiri. E. \'o~hcra.

GtO\'ANIII ScOLARI. Gwmlt.


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INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1909 ME~10 RIE

ORIGI!'\ALI.

TIALLA ALBERTO, tonemo nwdico,- S t<>oosi naeale, ipo•·plasiu dell'onello di \Valùeyer l' corio dontalrio noi militari P(tg, 67-1 BJ.~VACQUA A U'REDO, tencnto medico. - Il lembo congiunti vn lo nelln est ro· ~ione d ella <'lllnrattn l!('nile " 9-1 CACCIA Frurro, capitAno moùico. - L ' urew rocoll', con ~.<pct>inlo riguardo alla s u11. patogeo e.-i. 81 - Sull'opiteliom11 dello pit~nlil d.-l piede o del Clllcogno. Pay. 561· 721 CAliERA..oqo ALESS,\Sni<O, tenente me.lico di complemento o PEIUIIEJt Sl'E· FANO, aott otenente u\odil'o. - Contributo al wtloro tc rnpentko doll'atoxil nclltl sifilide Pag. 252 CONS to1.ro l' t..\ 0100, cnpitnno mtJdico . - La stntislicn doli<' mnlot tio nervos<' " men tali noll'cs\'rcito l 61 - Psicosi. oe,·ro.O e c riminulità . 003 F UNAIOLI GAETANo, cupilnoo m ed ico. - Studio RCi<'oti6cu-pratico sul contob'Tlo del dl'liuqurnto nell'esercito . Pug. 600-738 GAS Cll S,H.VATOR F., lt' nt'lotl' mcdit>o. - Contributo allo Altu lio d,ei disturbi ner,·osi noi si!llitil'i Pag. 23 GERVl'IDO GruT.IANO, tenente colonnell•• modico. - Ancora non parola s ulla 490 rtichil'tov11hùzznziono f·on altro contributo clinico . OtLARDONt ENlltco, co.pitano medico. - Considerazioni sulln profilassi delle malattie vonort>e in genero o della sifilide in specie nei militari SG:l 0JORO.\NO <:rus t:I'P&, tenente medico. - I nfluenza cloll' ott\ sul potl'ro di nn accomodazione . I~umuco Pn:TRO, tononte ge nerale medico. Sulla evoluzione storica della chirurgia militare c sullo d ifficoltil. del servizio sR nitnrio nelle guerre moderno . 481 llfAFFt QrusEI'I'E, sollotcoonto ruod ico d i complemt•nlo. - Contributo spo828 rimentnlo allo s t11dio della nefropessin. l\IARIO'ITI BtANCnr G . R., cnpitano medico. - Sull' ndenot>isloma multilo cularo d ei reni . . 767 l\!Ew.ro GtOV.LVNI1 capitano medico. - La febbre t'Stiva nei militari ò la 449 fobbro da pnppnt aci ? • 506 ME.'IN"BLLA AnC.\XOELO, mnggiu.r e medico. - Kevrosi tmumatiche e toxiemie ME99INEO Gros&rrJ:, capitano medico. - La reazione del \ Vassennano con vari liquidi organici o col siero dei voscicatori • 350 Notizio sommario s ulla statistica sanitaria del regio esorcito por gli a nni 1905 e 1906. P ag. 321-881 OsTwo OtOVA~"T, maggiore medico. - I ri6essi oculari noUo malattie dell'orecchio interno e nel nervo acustico o loro importno7.a medico-legale Pau. 24 1

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T~ Din: GENERALE DELLE MATERIE P ER L'ANNO 1909

PASSERA Eaoor.~>, t·apitano medico. - Contributo a llo etutlio delle m orti irnprov,·ise senza causa anatomica nota nei militari . • RA..vDONE O. Fn,\~('F:SC0 1 tenonte gonerale medico. - Oli infortuni nella vita militare . . • • . RIVALTA RAITAEl.E, capitano medico. - Saggio di profilassi o statistica degli infortuni noi militari. ZuccAJU Feo&ntco, cnpìtano modico. - Il cancro e In chirurgia della testa uel pant'rcns . . • . .

Pag.

3

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403

Pag.

108 45 1

CASUISTICA CLIKICA. B ocC t.L'>'l'E AJ.E'nt:uo, tenente medico. - Sulla forma essenziale della sta· . • . • . • • . fìlococcemJa . . c.\ SALI PrE'l'llO, tenente m odico. - I pnptllo·acantomi del palato. D E SAtU.O E uo&:sto, capitano modico. - Un caso non comUII'le dì ernia mu.scolaro in S9guito a caduta da ca vallo . OtANI PrETRO, mng!:!io ro m odico. - D i un OMO di n1wrosi isterica PAOLt:>'l Aoou·o, capitano modico. - Su di una forma non comune di der mopatia simmetricll lllle mani ed ai piedi tli un isterico • • • PEnASSI A..v-ro:sto, maggioro modico. - Ferita di punta o taglio, pene· trento nello storÌlnco. SANTORO Crus&l'I'E, maggioro modico. - Un raro cnso di ostooma traumatico. . • • • • • SO!'RA.'<O Eo O,\Rn(t. tenente modico. - Duo casi di tumori sifllitici dell'occhio.

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266

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532 685

33 2 11

RI VISTE GENERALI. CASAlli:NI All·rono, tenente modico. - L'esame dei riOossi vo.scolari nella pratica modico legale. . • • • . • • • • Pag, OSTINO Gtov.,~~~. maggioro modico. - La cura dell'otite media purulenta cr.~nica. . • • • • • RIVA UMoEnTO, capitano modico. - Le moderno armi da guerra portatili o l'azione dei loro p roiettili • • • . . • RtVALTA RAEF.~cEr,&, capitano modico. - Sullo dermatosi vaccinicbo , • • RUTA SEBASTIA<'IO, capitano moùico. - Sul valore eciontifico o pratico d ••ll'nntisopsi dcllt\ p <!lle por mcz:z:o d ella tintura d i iodio .

118 302

688

923 938

RIVISTA DEI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI. R I VISTA .MEDICA. Albumosuria sperimentale (sul valore clinico doli') - Dusilo .\nomio gravi (il ricambio mùtorialo nello) - Padoa . •\ppontlicite (cura modica doli') - Cruikshank • Artoriosderosi (punti pnlBiltili nella diagnosi di) - Minervini.

Poq. 220 • 277 •

282

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INDICE GE!\ERALE DELL~; ~l.t\TERLE PER L' A!\N'O 1009

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-\.:~colt.azione (l') del soffio IMingo-trncheale

euJ torace, come segno di alcune nfiezioni mediastiniche (tumori, aneurismi) - D'Amato. Jlile (l'azione batteriolitica della) e dei sali biliari sul pneumococco in vitro ed in vivo - Grbconi. Coucro detto gelatinoso primitivo del peritoneo (del) - Tarozzi • • Citoscopia cefalo-rachidiana (sull'61lle valor~ diagnostico della) nella me· ningit~ tubercolo.re Samolo. . . . • . t!ongcstione polmonare a frigore - Ceodrè. • • Diflorite (info:done strcptococcica nello); o8S<'rva1.ioni relativo o 80 cnsi consecutivi - Morloy Mathieson • . Cuore !ingrossamento idiopAtico del) dopo un colpo di fulmino- St-ock. Disturbi della favella (sui) nei vizi organici di cuore - Skola Ematurie renali (le) nei cirrotici - Basile . Epididicr\it-e (oaao di) provocato dal tenia - Wei&l. • Febbri settenarie (un'epidemia di bordo di) osser\'ata nelle acque indiane - Schnitter • • • . Febbricole (a proposito delle recenti ricerche sulle) e sulla febbre del Meditcrro.neo - Germano. • Febbricole da bacillo di Ebertb - Germano e l\[nrotta . • FosfBturin (sulla) Contributo nlla profllassi dd cBicoli rennli - Kemplerer Gangli tubercolnri (cura non operatoria d ei) - Krause . . • C:onococccmia ed oudocardite runliE,'tla gonococcicn - ll!arini . Jmmwcizzozione atti,·a medinnte iniezioni sottocut.aneo di bacilli vivi del tifo nella infezione ili Ebertb. Utili r isultati pratici. ~ota preventivn - P~carolo o Qunrlrooe. • . . Indicanurin - Mackco Infezioni paratifose (le) - Siciliano • Leucemia acuta mielogena emorragica - Ficssingor o Marie. )[alaria acuta (sindrome cerebellare da) con anartrin (sindrome di Pnnsini) od atassia centrale acuta di I..oyden - Bovacqua ){ercurio o tubercolosi - Bernart . )tiaslenia da inBuonza (sulla) - Gbedini o Fedeli ::\liiasi intestinale (note sulla) - Deadorick • • BeMorti improvvise timicho (contributo allo studio dolio) in w.lulti nedetti . , . • . , • ~nova reazione (intorno ad una) por differenziare gli oasudati dai transudati - Gangi • Oftalmorenzcione colla tubercolina (l') - Thiis Potere agglutinante nei soggetti tubercolosi (il); siorodiagnosi e siero· prognosi - Courmoot • • • • • Sangue nelle urine (un met-odo semplice per la ricerca del) - Albarran e H eitz Boyer • • • • • • . . • • . • • Siero a.n titubercolnre di Marmorek (esperienze col) - Horner Stomaco (indicuiooi dello lavature dello) - Hnyem . . • • Tifo addominale (il fenomeno di Cbaotemesso (Oftalmorearione) nel) Malisch . • . • . • • • • . . • • • • . • • • Tiroide e tubercolosi. D trattamento tiroideo nello tubercolosi e pseudotubercolosi sperimentnli - Frugoni e Grixooi. • T088idermia da chinina (contributo allo studio di varie forme di)- Stancanelli. • • . • • • • • • • , • •

Pog.

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45G 133 371 45 522

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ISDICI': <lt:SER,\LE DELLE llATERlE PER L'A~NO 1909

Tuberco losi a forma pseudoleucomica - Le Roy . Tuhorcol osi (l'otodo nella cura <Iella) - Cianni . Tuh<'rcolina (csporionze colla pr0\"1\ ,.utanea della) eeconùo Pirquets Bo•lfrugc o Hedoriltr;;m . Tubl'r("nlnsi acutn (crit.ori din~osticl della) - R osent hnl • 'l'uu.' rcolosi poritoneo.le cronica (In) curata coi raggi·R{intgon - Bircher. t" roroazione (l') coone mezzo d in gnostico precoce della tubercolosi - .Malmejac \"niuolo (conlribu7.ione olio studio dol) dl1116 pus tola vaccinie& o di altre malo.ttio similari - Temi .

Po!j.

456

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4 51 ~

2 l 37 2 G~2

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RIVISTA DI XEVROPATOLOGIA. Alco•>li..,no e molottio mPntoli - Amt\lùi t> &.'ppilli. Delinquonto (billllìo S<'ientitìro·prntico l'ul contegno del) nell' lli'ON'ito Funuioli. Ernit.rrnziono e po?.zin - Telone e Lun er Jporitlro:ti <li origino nervo~"" (contributo olio studio di'Ile)- 1\In:sini e Do Al· l•ertis l l'ltori.Qmo trodi?.ionale (sull'm brnmento d eli"). Pitiotismo - Bsbimki )fimicn (l'ontributo nllo st udio dt•llo) <' de llo suo nltorazioni nl'gli nfosic.oi nlt\torii - F~tlcetl i. l'nrnli~i multipli\ d··i n ervi r ronici d n tumore dt·IIR bn.o;o :\lnsera. l'ozzit\ (In) nlllhl evoluzione d<'lla civiltoì. - Tamburini . Psicosi influonznli·Hnng(• . RifiO!<So ptlloll•wo (il ' 'nloro dùllo porditn unil nterulc d <>l) ncllu diagnosi di tal10 - Burnaud !';dorO!li a plnC'oht' (dello) conseculh ·o. !\ truumntisrni psiohici - Wal\lbaum T erremo to (st.nti novropotiei cOti!WCnth·i al) d el 211 tlicembro I IJ(lS in Sicili11 D' Abundn .

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RIVJST.\ DI CElffiUROJA GENERALE. .-\nelltesin lomhnro totnle (dcii") - Gilmer . .\n<'stosia rc~ion a le neg li inn•'-"'ti cuttmoi (;mll") - X~·~tri.i111. Anost.c,;ia por vio venosa (sull') - Bier. Anosh'l;in spinnlo «·ocniniCt\ o sto,·ninicn (l') col metodo Ji Tuffior - Snbndini. Appendicite ncntll pnrogMtrico. pcrforotn con peritonite pnrulonta diffusn (un eliSo di), inhwvcnto e gnuriAione. Contributo •matomo · patologico pnt.ogt•ni<·o e clinico allo dislor azioni oppcndicoluri - F rascclla. Ascessi profon(U de llo lingwl (modo di raggiungere ed oporRre gli).- Urunk <.:nncro (IR folgorRzio uo del) - Froond . Cistocole inguinnlo st ro7.7.nto s«'gnito do es toso sfacelo di'liti ,·oscicR - Chumier Cis tocl'li erniari (dei) - C rugot Crnai snngui~a nell' c:omostM i pr~>vontivn d egli arti (ricerche sperimontnli s ullo m odificazioni drlln) con il metodo d '.E smarch -Sih-cstri - Casoni l>ott i d eferenti (il trnpianto doi) sull' urolrn anteriore (defercnt<>-uro·l·ro· stomin) - 13oori .

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I~DICE GENERALE DI-:I..LE 3!..\'rF:RIF. I'ER L'A~:\0 190!:1

EmRtornn. subdurnle trnumut ieo (un CtlSO di) trnpnnnt o tro mesi d opo rnccitlonte - Hume. Enterectomia per cancrl'na {un'estosn) - Bnrker . Erni1~ Crllfl\lo {un nuovo nrotodo op<>rntivo d ell') Abrn.qllllnoiT . F erite d 'nrma dn fuoco (contributo clin.ico allo etudio d elll') d ol!' or-otra o d c·lla vescica - J?ollewini • F erite dol tubo digerente (cousitlernzinni sullu prognos i dollc) - 1\Jnjocchi F rrito polmonnri (s ulll') - D11lorme . Flebite d ell'urto infe riore sinistro {su lla) con><ecu tivn nll'oppendice<'toanin a freddo - Sortoli. Frnlturo nnt iche dcllt~ rotuln (contributo n l trattamento opornlivo d oiiP) - Hnnasiowicz . Frnthu·o del brnccio (di 1m nuovo nppurocchio pl'r tu c ura d (111o). - ::llortini Fmthu•o mnll<'olnri (osili lonlnni di ) - Mn.roglinno . C:unrigione d elle les ioni Lrmun ntic·IIC' d ei muscoli (ric<'rc·hc Rporimcntnli sul h\) o s ulla rigone rnziouo rnuscolnro - Cnmi.oiti • • . • TulìAmu>o?.ioni acute purulcnto (lruttnmonto d ello) colt'nrin cnldn.- J sclin T.nrve di mfl!<cn nullA VI'Scicn d e ll'uomo - Chovrl'l. L ineo di R osPr-Xélnton (dolio ): cnuSl' e sisuilìcnto di'li ' olovnz.ione del grnn trocnntero - T'roi'lOr . Lussnzione del testi colo (c<>n>'idcrnzioni sulln) - Dnll '.-\<·qu~ ::\feccanismo di chin~ura del cnnn l" nppendicolnro {sul). - Rohirt.~on. ì\liosito o:>Sific·nnto troumnticn (dolln) - T ognetti Narcosi per vial rett nlo. - S•·lai11.qgi . N c rriti pnrerrchimntosc c:ronic·ho (contribnto alta C'Ura l'hirtJrg io·n d11lle ) Di Gincomo . Operazioni sull'ono o sul rotto (per In tecnica dello) - Silbermark Pello (In disinfezione dolio) por m ezzo della tintura d i iodio - Walt.her. Pennellaziooi di iodio per In predu~ione di cicntrici sottili - SC!Itanz • Pressione del sang ue (il comportnmonto d ella) por interventi s ul cranio - Signorotli . Pros tatoctomin sovrapuhico (della); indicazioni tecniche o curo pos topera· torio - Mnrìon . Puntura lombsre (la) netta diagnosi e nella torapill dc i traumi crnnio-encofalici - ì\fnlatost.a Radiog rnfia (un nuovo m !'todo di); Mdiografic istantanee in meno d i l/100 di minuto sécondo- Dosaauor. Raggi Roontgon (la cura coi) dello osteo·o.rtriti tubercolari - F reund Rosoziono dol g omito (nuo,·o procosso} - Jsnio.. Rottura traumatica sottocutancn dell'intestino (sulla diagnosi d~) Cer-

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Soni fistolosi {un nuovo metodo di diagnosi e cura dei) - Beck. Steriliuazione chirurgica delln petto {suttn) colla tintura di iodio - Schiassi Sutura della \'tl6Cica con scottamonto e introflossiono detta mucosa Del bet. T ondi.nita ossi6cante traumatica del tendine d el tricipi te - F rnngonheirn Teratoma del connettivo pelvico nell'uomo {sopra un CW!O di voluminoso) o 8\'Ìiuppo pr('lvalentemente addominale - Sertoli . TiOo-nppondicite post-traumatica (Hopra 110 cMO di} - Coutoaud

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JXDICE uE.'\EIIALE DELLE MATERIE PER J}A,X:SO 1909

Tintura di iodio (valore pr11tico della) e del catgut iodato in • chirurgia - Dan neroutber . Torsione intraddominale dell'epiploon (un caso di) - Kotbe • Tubercolosi del rene (diagnosi od indicazioni operative nello) - Dovis Varici (nuovo metodo di cura dello) - Schiossi • V Miei (contributo clinico alla cura delle} con metodo proprio - Cecoa

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RIVISTA DI OTO-RL.~O-LARINOOIATRIA. Detonazione (l'orecchio e la). Studio clinico e pro61assi - Chastang )falattio delle cavità a ccessorio del naso (~<ul trattomonto delle) coll'aspireziono - Wolb od Horn. . • • • • . Malattie delle cevitò. accessorio del naso (le) nella scarlattina - Killion . :'\evroBt.(lnio (la) nei suoi rapporti etiologici colle rino-faring iti oronioheRoyet . • . . • &:. • • • • . • . • PatoiPgia dei disturbi ddun voce (sulla) Cislor . Sinusiti combinato (considerazioni cliniche sullo) - Ferrori.

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RIVlSTA DI OCULISTICA. <'ecità (prevenzione della) Choratilo interstiziale (il trauma nolla) - RonMUlC (,'ornea (malformazione della) in casi di ailìlide ereditaria - Fuchs Claucoma primario (sul traltemcnto e ~<ulla prognosi del)- l\fnher. I permotropin (un caso di estromn) - Horman. Xervo ottico (l'infìnmmaziono reumntica del) - Chnlupocky • Ostruzione lagrimato (Percival Pott ed il trattumento della) - Freedland Ft.>rgus. Pnralisi del retto esterno dell'occhio dopo l'anestesia lombare - Wolf. Paralisi traumntica del muscolo obliquo superiore - Kos . Sioroterapia (la) in ofta'mologia - AlCenfold. ~intomatologia oculare nelle meningiti (clelln); studio pt•rticolore dello altorazioni d el nervo ottico - Orlandini. . ·• Strumenti plnc·cMi nello operozioni oftalmiche (un nuovo pericolo pl•r l'us o di) - RncklifTe Trocoma (contributo t\ll'eziologia do!) - Borture iU o CocchoU.o • Tracoma (il) e l'cmigrn7.iono .

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RIVISTA D I A~ATOMIA E FISIOLOGIA NOR~lALE E PATOLOGICA. . \nernia splenica di Leishman (Kt•la-Azar) (sull') - Xicolle .\n ticorpi dei fermenti digosti\'i {ricert'he intorno agli) con speciale riguardo alln loro presenza noi sieri normali - Tirelli • .\ ortite di H cllor ed insufficienza d ello , ·olvole aortic·he - Fobris • . \ritmio del cuore (,;ulle alterazioni dell'orecchietta do.~t ra nell') - Schonberg .\ritmia (ulteriori ricerche s ul cuore ne ll') cronica - Schonherg. • • • Bilo (aziono locale clelia) o del glicocolato di sodo sui ve.si BSlnguigni Berli .

P ag.

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IXOICE GEXETUJ,E DELLF: ~IATERLE PEN J}A!\'NO 1909

Cloroformio (azione del) e dell'etere sull'ossigeno mobile del sangue Martelli . . • . . . Cristalli di Cammidge (i) nelle pancreatiti infet.tive sperimentali - Evoli DcRtrismo (sulla causa del) e del mancini~mo - Livi Ipofìsi (contributo atl'anntomia ed alla fìaiologia dell') - Sandri. Ipofisi faringea n ell'uomo (l') - Civnlleri . Lovulosuria alimentare (la) n ei sani - Pagaoc lli • . .Microbismo latente (sul) - Liidko • • • Processi rigenerntivi e degenerativi conseguenti a ferite asettiche del s istema n ervoso centrale. :\lidollo spinale e nervo ottico - Rossi . Sieroagglutinaziooe (dei limiti d e lla) sul b. coli e del valore da aoecordarsi alln medesima - Germnno e Veccia . . • . T ono muscolore (ricerche cliniche intorno all'azione di alcune sostanze sul) Pagano. . · · • • · · •· • Tossine ed nntitossine dEii blastomiceti pntogeru in rapporto alla etiologia ed alla cura <.lei tumori maligni - Saufelice . Tubercolosi (ricerche sperimentali sulla difTusione delln) noi sistoma genitale maschile - Sangiorgi • • . Varia?.ioni flsico·chimicho d ol muscolo (s ullo) duranto l'afftlticornento Caprioli . .

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RIVISTA DELLE MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE.

P q.g. 146 Alopecia aroatn (l') di origine dentaria - Rousseau-Decelle 469 Argyrol (l') n ella cura dell'uretrite blonorrngicl\ - Do Sard Auto-inoculnziono e reiofozione sifilitica - Hutchinson. • 298 Compartoci pazione insolitame nte es t-esa del simpatico nello. pn.ralisi di Klumpke io segu ito a swlide cerebro-spinale - Lowinski . 470 145 D emodex (il) como agonto dissemino.tore della lebbra e dol cnncro - Borrel Eczemn (cura dell' ) col conltar- Nicolas e JI)Jl)bon . . . 301 ErB>òipeloide (doli') - Reich . . • • . • • • 69 302 Favo benigno (sulla cura d e l) in ispecie del viso - D'Ajutolo lncontinonzn d'orina (l') come primA ma.uiresta7.ione delle. mielito sifilitica 148 - Ventron . . 69 I onizwzione (l') in dormt1tologia - Sourdeau . 146 L ebbrn (suH'emntologia nelln) - Bourrot • • Lebbre. pnpulo·tnberosa anestetica (eu di un caso di); forma iniziale 67 Marotta . • • • . lllaasnggio fnradico (il) e ad alta frequenza nelle proslatiti e nolle ipertro6e prestaticho - Oro • • • • • • • • 147 Prova del Wassermano (importanza d ella) per la diagnosi delle lesioni sifilitic.h o del naso, della gola e dell'orecchio - Caldera • • 707 302 Parvonze cliniche della gunrigiollt' cutanea (sulle) - Vignolo Lut.ati Psoriasi (cura della) - Gailleton e Houwink . . • • • 393 706 Santyl (il) nella uretrite blenorragica - Forconi • • 47() Scottature (cura delle) col lievito d i birra - Plantior 231 Scottature (per la cura delle) - Renne.r . • • • • Siero dei si61itici (la precipitazione nel) con acqua distillata-Kiausuer. • 145

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lNOlCE OE::\ERALK DELLE MATERIE PER L'ANNO 1909

-:;i6lide (siorodiugnosi della) per mezzo di una reazione colorante - Sohiirma.nn . . Pag. :-;ifìlide (contributo alla oonoRcenza degli eiTetti dell'atoxyl nella) sopr&· tutto nelle applicazioni esclusivamente locali - Nottbaft ;o;illlido (un nuovo metodo di cura, fortemente attonueute o :forse anche Abortivo, della) - Hallopenu . :iiillide (eieroterapin delln) - R6gnier • Sifilide (sulln cura della) - Xeil\Ser . i:lifiliùe (un metodo eernplificato por la s iero·diagnosi delln) - Fleming .-iifilide (lo iniezioni di 81\li solubili nolla cura intensiva precoce della) Carlo . . • • . • . • • . . . . . . . . . . . . • . . . » Sifilide (roCl•nti progrOSili nello stud io c linico dell'evoluzione della) - Hallopeau . • . • • ~ifilide (il significato cho ha. por il medico In sierodiagnosi della)- Mìlller Hifllide (ancora sulla siorotlingnosi della) - Mcintosh . . Sifilide (l'onosol (snlicilarsinatu di mercurio) n..,tla cura della) - Dodin. Sifilide umnnn 1immunità o siorodiagnosi nc•lla) - Lnndsteiner: \'accino gonococcico (il) nelle artriti hlenorragiche - lllainini •

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SGS 707 393 299 860

706 302 30-1. 303 70 1-!S

RIVISTA DI TERAPEUTICA. ì\lodicnzinni colloidali (lo) -

Oillet •

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30J

P.ag.

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RIVISTA DI MEDICINA LEGALE. llenin~<ile

tubercolare o traumntismo -

Ailcnrelli

~lentnlita poreenalo o mentalità acquisita doi soldati dei battaglioni d'Africa

- Judo . . . •• Xovrusi traulllntir·ho - Evoli Rkercho sulla eli1ninazione dello zucchero nell'orina di uomini eani unitamonte n un metodo di determinazione di quantità oocho piccolissimo di zucchero netl'orinn - Schoondorff , • • • • Sono idonei al servizio militare i soggetti che banno ~ubito l'opera·t.ione 1nnstoidoa radical e? - Zemann. :::ordiLà simulata rla prova d ella spazzola ne llo) . • Traumatis1110 o tubercolosi - Cosentini . . Ullic inle Mll'igicno mcntolc d el soldnto (l') - Roigis Cosuistic·a di psichintrin forense n"lll'P-SOr<'iLo - ì\l i.in kemi.i llor Dc·;::cnorati n oll'csortito (i) - Si•uonin Disturhi ner"osi (i) consccuti\'i nll' insol,.zione cd nl colpo di C<tlore - Hubl6 c Pignchc • Enuresi notturni\ (l') - Xiodd u.

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Hf\'lSTA DI TECNICA E St::RVJZIO )lEDICO MILITARE .

.-\pparalo mic·ro-t oldlluico dn campo - Anznlone . .\ ulomobili contro la linon di fuoco - Houston . .\utomo hili (ùcll'utilizzoziouo d egli) por il scl'\·izio snni tario in guerraDommartin .

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INOICB OE:\ERALE DELLE JlATER I J..: PER L'ANNO 1909

l\tcdicaturo preparato (coll.!!idomz.ioni ullo) recentcruontcs introdotte nello eser<'ito fmncese- Champeaux . Rocchetto da medica&u ra (il) - P 6chcux . Servizio sanit ario francese (il nuovo rogolantf'nto sul). Servi-zi<> sanitorio in guerra (il n uovo regolnmento d el) d eii"{'Ser<Cito fron'-'1'81' -

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RlVJSTA D'IOIEKE :\ULITARE. Acerc.-.cilllento somnti<·o o servizio snnitnrio militare mari ttimo- Sestini Pay. l ;):l Alimentnziono del soldato {l') - Bnrth~ l6my. 238 Campo di battoglia (l"igie no d el) - Le Goi c . ·Hl Case di convalescenza (circa l'opportunità. delle}- Sudre 47 2 Dis infezione tlella cnmcrnta d" una casormn (dei proce8.~i o ùoi mezzi atti 234 alla ) - Conserg ucs. Edu!:nzione fisica (la testit~tonionzn dei fatti in mat~ria d'). Tissie . 151 Oucrrn russo-giappo nese (l"igiene nella) - I<oike l :i6 l leo tifo (profilassi contro l") ne li"esercito francese. 5 lS Scatole di eon:!ot·vo (sull'inquinamentfl dd conte nuto delle) dopo la s teriliz· 7 08 za1Jone - PfuhJ .

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Vaccinazione anti tifìt· a (Stlltistiea sui recenti risultati dolln) - Lcishman Vaccin<) nntilifìco (nota proliminoro sull'uso d ol) nella curn doli& fabbro ti· foide - Smnllmann

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RIVlSTA D'IGIE~'E GENERALE E BATTERIOLOGIA. Azmno boutcrioliticu (l') delln bilo o d ci soli biliari sul pneumO<·occo in vit.ro ed in vivo - Orixoni . lliologiR dei germi ana oro ùi (nuovo teorie sulla,) - Loro ud&ttnmento ullo\ vita noroùica. - Loro trasforwazioni per l' adnt.tnmento alla " ita pa· rna.~itorin (c·il"lo batterico o trasformismo seconda rio)- Rosentbal. Colora (con tributo nlln diagnosi botlt>riolog icn d el) - Zirolln . Colture tlol snng uo (roln?.iono soprn unn ulteriore serio di) in 7'4 •·asi di fe bbre tifoidon e di pnratifo - Stathom. F"ehbre gialla (<'ontri butt> allo studio clinico della) - Bn1nnd o \' illej~&u . !~ebbro ria pnppntnci (ulteriori riocrcho s ulla) D oorr o Rus.• . Jgicno in l tnlia (1' 1 negli ulti111i ve nti anni- Sclll\·o . l.otta nntitnnlnricn (un trionnio di} nelle Colnhrie o in Basilicata. -(:osio )[oscho (lo} COlliO veicoli del ui\CiliO del tifo - 1\.lein. Peso dell'europeo o del pas.~cro nei paesi tropienli (sul ) - Gloguer Rabuia (sulla morfologia e sul c iclo d e l parnssita dellu) - Negri. :Scarlattina (su l germe pro vocatore delln). - Camaleitt • :-.itnfìlococcemin psoudo tifica per nvvolcnnuoento con curno putr·efatta Modoncsi Trn..~porto nel b ue di materiale tuhe rcolore proveniente dall'otonto (sul) E ber . "fuoorl'olosi (In tliiJus ione d(llla). Ereditt\ o infeziotw? - E manne l .

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I NDICE OEXEfiALE DI!:LLE ~IATERlE PER L'AN~ O 1909

Vermi intcstinuli (i) possono costituire una causa pro,•ocatrice d ello. febbre t i{oide!- Cho.ntemeSfJO e R odrigu02 . • . • • Pap. Vino (sul valore alirnento.re del) - Albertoni e Rossi . • . • . . . . •

663

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RIVISTA BIBLIOGRAFICA. Resoconto statistico-clinico dell'nono 1909 - Dialti • . . • . • . . Pag. 313 ::netodo per l'analisi completo. del- frumento, delle farine o derivati P agnollo . . . • • • . . . . • . . . . . • . 55 ~ Tutto ciò cho si può fo.re per il cuoio capelluto - Gaston • • 55-i Guida pratica per il medico militare in campt\gna - Randono • 710 NECROLOGIO. Elia Gio,·nnni, maggior generalo medico . Hicciardi Ettore, tenente generale medico .

Pag. •

555

• . • . Pag.

395

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VARIETÀ. La responsnbilit.ù del medico nogli orrori di diagnosi. .

• . .

NOTIZIE. .

'·' Servizio mod ico di guarnigione in Francia

Pag, 314o • 479

Libera docenza. . . . . . . . • . Distinzioni onorifiche a medici militari . Monumento ad Alossandro Riberi. R. Istituto di studi superiori di Fireuze MIS CELLA>.~EA .

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Th"DICE BIBLI OGRAFICO 1\IEDICO-:\ITLITARE .

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Pag.

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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Pag. 157, 316, 475 713, 872 MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SANITARIO E NEL PERSO· NALE FARMACEUTICO Pdg. 77, 158, 240, 319. 396, 478, 658, 7 16, 87'l


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.AU1•e JTltbbUc((ZIOtli 'l'llefUco-mill.tc'r" "

C.iciiALI Pn:TRO, tenente medico. - La chirurgia conservatrice nei suoi rai.port.i oon la traumatologia e lo. legge concernente gli infortuni suJ lavoro. Trattato di eeegeei clinico. in z:apporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla legisla7ione sociale italiana.- Roma, 1901, Società editrice Dante Alighieri. (Vendlbile preeao l'utore, via XX Settembre gg p. l 0 , Roma) . • . . L S IJ:>, ID. - L' ipoteei dell'evoluzione. Studi e ricerche. - Milano, Associazione t.i p. priv. 2~ ediz., 1900. {Vendibile preeao l'Autore, via XX settembre, 89 p. }O) a 2 Dz F.u.co ANDREA, tenente colonnello medico. - Patogen.esi unica delle ma-lattie vascolari, seoret.ive e nodulari degli occhi e degli organi vicini. Un vol. in go di pag. 240 con g tavole fuori teeto. - Napoli, Società commerciale libraria, 1905 • . • • . • • . . . • • • . . . • • • • • g FDB.uu LELLI Flu.~OEBOO, tenont~ medico. -Manuale di bromatologia pel medici militari. - Firenze, 1906. Un voL in 16° di pag. 484. (Vondiblle preeeo l'Autore in Firenze, scuola d'applicat:ione di sanità militare). . • . . • 6 bi.BJU400 PmTBo, generale medico. Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con. quello di medio calibro. IStudi sperimentali, oon 16 tev. di fotografie e radiogrefìe ripro· dotte in fototipogrnfla). - Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip Voghera). » 4 ID. ID. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate noi teeto. - Firenze 1g9g, {Vendiblle presso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . • . . . . . . . . • • • . ' 8 J.ANllOLO CoST~NTINO, colonnello medico. - Oftalmosoopia ed ottica oouliatica. ManuAle teorico-pratico. Un voL in go con g2 figuro e 12 tavole.- Napoli, atabllimento tipogrefìco Ferrante, 1905. (Vondìbilo proseo l' Autore , Rorna, via Principe Amedeo 47 ) _. • . . . . • • • . • • • • 8 M.uioUNTI Ezto, tenenti! oolonnello medico - Lo sgombero acqueo '!lei feriti nella valle del Po (1889, 1898, 190&). Testo e progetto con ilhl8ti'Mioni, premiati con.,diploma d'onore all'Esposizione internazionale di Milano 1906. {Vendibilo pre88o l'Autore, piazza Sant'Ambrogio, Milano) • 4 lo. m. - Esercito o tubercolosi. (Notizie. - Profilassi attualo. - Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abbas.samento della statura). Relazione al congr0660 nazionale d'igiene 1006 Milano. (Id. id. id.) . . • 2 84.B ELLICO UnB.L"'O, tenente medico. - Fasciature ed apparoccbi, fmtturo 11 IU881Uioni. - Firenze, tip. Darbéra . . • B.u.nunt SALVATORE, capitano medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria della man'iibola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli. 1906. Un vol. in 8• di pag. 130, con 68 figure intercalate nel testo. (Vendibilo p..-o l'Autoce, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli) • 3 lo. ID. - La chirurgia delle vio biliari. Memoria onorate d i un attestato di lode della Società medico-chirurgica di Dolof11a. - Bologrui., 1903. Un vol. in 16° di pag. 19g, (Vondibile preeso l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • l 8.urtuc01 Snu.No, capitano medico, libero docente di oftalmologia e di clinica oculistica nella Regia Università di Torin.o. Studio scientifico pratioo eui traurnatisroi oculari. VoL di 242 pagine con 16 tevo.le contenenti 63 rnicrototografio e con prefazione del professar C. Rr:ntONll, direttore della R&gia clinica oculiatica di Torino. - Roma. Enrico Voghera 1906. (Vondibile presso la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma) . . , • 4 T:!:S'l'l FB.4NOESCO, maggiore medico. - Ricordi di microbiologia pura ed appli· cata. - Un vol. in 16° di pag. 40g. Firenze, 1906. (Vendìbilo presso l'Autore, scuola d'applicazione di sanità militare, Firenze) . . . . . . . • 6 lo. I D . - Le malattie infettivo diflusibili più frequenti nel soldato italiano-. Nozioni di epidemiologia militare. Un vol. i.n 8° grande di pag. 29g, -Firenze, 1907. (Vendibile presso l'Autore, souola d'applicazione di sanità militare, Firenze). • 7 Vmou. Tor.nu.so, capitano medico. - Il consulente Sanit.ar io, Guida pratica por oonOBCere e curare le malattie in Msonza del modico. III Edizione. Un vol. di pag. 410; elegantemente rilugato in tele. Rocca SIUI Casciano. L. Cappelli 1899. ( V.~dibUo ...,, _... presso l'Autore, via Napoleone ILI n. 70, Roma). • 3 -

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Gr6RNALÉ: DI

·MEDICINA MILITARE Direzione e Anunlalatru.: VIa Veatl Settembre (Paiano del Ministero della guerra)

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J?re.a;zo éi.J. ola.•ou..XJ. 1067;11o c'U. 8t:a:l:ll1pa.

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TIPI DI ESTRATTI

Tipo .A . Tipo B .

4,6,60

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NUM ERO DSLLB COPIE

51

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o.-

6,60 9,-

10,-

90,26,-

7,60

1~-

Per

1 o gal oeaiUialo oltre 600

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S,60 4,60

Gli estralli minori dj un foglio si contano come foglio intero. per le 01·Jinazioni di 100 estralti o meno. P er quelli che superano un foglio, le rrezioni in più, ohe non s uperano il mezzo foglio, s i contano come meta, purchA però l'ordinazione non sia infe..r iore a ;,o copie. P otranno aversi estratti 111 carta e formato dive~rsi, pr evii accordi personali tra gli Autori e le Tipografia. .9" l manoscritti non si r estituiscono. l

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