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ESERCITO E PROFESSIONISTI

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A cura di Ruggero Stanglini

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STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO


La presente opera è stata coordinata, in successione di tempi, dal Capo Ufficio Documentazione e Attività Promoziona li e dal Direttore dell'Agenzia Promozione Reclutamenti del V Reparto dello Stato Maggiore dell'Esercito.

Si ringraziano: - gli Alti Comandanti, le Grandi Unità, gli Enti e i Reparti dell'Esercito che hanno concorso, con interviste e informazioni, alla stesura dei testi e che hanno collaborato alla realizzazione dei servizi fotografici. - i Reparti e gli Uffici dello Stato Maggiore dell'Esercito che hanno contribuito, per la parte di competenza, alla revisione dei testi; - gli Ufficiali, i Sottufficiali e il Personale civile dell'Agenzia Promozione Reclutamenti del V Reparto dello SME. Realizzazione a cura di: Panorama Difesa, Gruppo ED.A.I. Sri, Firenze. Progetto editoriale: Ruggero Stanglini. Progetto grafico e copertina: Paola Rufino. Impaginazione: Amadeus S.pA (Alessandro Stilo) Testi: Ruggero Stanglini (curatore ed estensore); Pietro Gianvanni, Virgilio Ilari, Carlo Maria Santoro e Paolo Valpolini (estensori). Traduzione: Maria Antonietta Santonastaso Horak. Foto: - Paolo Valpolini; - Agenzia di Produzione Cine Foto TV e Mostre del V Reparto dello $ME; - Agusta; Alenia; Filippo Cappellano; Paolo Farina; Jean-Pierre Husson; Marco larossi; Pietro Gianvanni; Otobreda; Archivio Panorama Difesa. Stampa: Amadeus S.p.A. © Stato Maggiore dell'Esercito, 1997, Roma.

Nessuna parte di quest'opera può essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta del V Reparto dello Stato Maggiore dell'Esercito.


Indice •<

Canlenls '

Prefazione del Capa di Staia Maggiore dell'Esercita . . . .. .. . . .. . . 4

Foreword by the Chief o/ Army Staff . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Perché un Esercita

WhyanArmy

. .. . . . .. . . . . . .... . . . . . .. . .. . . .... . . .. . .... . .. ...... .. . . . .. . . ... 8 di cario Maria santoro

Una Forza Annata in lrasfannaziane An Army under transformation

. .... . .. ...... . . . .... . .. . . ....... . . .. . .... ..... . . .. . . . .... ... . 26

di Ruggero stanglini

Professionisti da sempre: Ufficiali e Sottufficiali

Pro/essionals lor ever: OHicers and NCOs

· · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · . .... . . .... ....... . .... ..... .. . 72

di Pietro Gianvanni

I volontari Volunteers

....... . . . . .. . .. . . ....... . . .. . . . .... . . . ... . . . ......... . .. . .. . 100

di Paolo Valpolini

Reparti e missioni

Units and Missions

. . ... . . .... . .. ....... . .. . .... . .. . . .... . . .... . .. . . .. . .... . . ... 134

di Paolo Valpolini e Virgilio Ilari

ARMY AND PROFESSIONALS English Abstract

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Prelazione Il volume "Esercito e Professionisti", edito dallo Stato Maggiore dell'Esercito, vuole essere un breve

m( intenso viaggio nella Forza Armata, per conoscere una realtà viva e dinamica che riveste un ruolo fo <lamentale per la pace e la sicurezza del Paese. Un appuntamento con il presente quindi, là dove la vita in uniforme è più impegnativa e coraggiosa. Un'immagine attuale che, nel dare certezze cli avvenire e risposte concrete alle domande dei giovani d'oggi, conserva con orgoglio e fierezza le proprie antiche vestigia. Anche l'Esercito Italiano, infatti, nel raccogliere tradizioni e memorie lontane, incarna parte della storia della Nazione, rappr·esentando uno dei suoi artefici principali. Alla conquista dell'unità nazionale si sono aggiunte ]e durissime prove dei due conflitti mondiali, fino all'essere J'Ese,-cito oggi un fedele custode dell'eredità più alta ed inalienabile della Nazione, della sua coscienza democratica e del suo impegno per una dimensione globale. Queste nobili tradizioni non sono qualcosa di statico ed inutilmente conservativo; esse rappresentano invece uno stimolo capace di rafforzare quella determinazione a operare, avendo come unico scopo il bene della comunità nazionale. Gli avvenimenti degli ul timi anni dimostrano quanto sia sempre più evidente il riemergere di uno spirito naziornùe, unito all'esigenza di un'identità nazionale, che serva quale fattore di aggregazione. Riscoprire e rivivere il patrimonio della tradizione, esaltarne la funzione nelle scelte di rinnovamento che i tempi nuovi esigono, favorirne la continuità, attraverso il sentimento e l'orgoglio di chi ne è depositario, costituiscono un'esigenza iITinunciabile. I conflitti etnici influenzano pesantemente l'ordine mondiale, alterando delicati equilibri regionali, critici per la prosperità cd anche per la sicurezza nazionale. I.:Esercito Italiano non può che essere pronto a difendere e tutelare gli interessi e le esigenze del Paese, anche al di là dei confini nazionali: uno strumento militare che ha ridefinito i suoi paradigmi cli riferimento, sia nella propria strL{ttura di comando e controllo sia nelle diverse aree gestionali, per offrire un ventaglio di capacità operative idonee, in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo, a soddisfare le mutate esigenze del Paese. La Forza Armata cli oggi, dunque, risponde con solerzia ai nuovi stimoli e visioni della società odierna basando il suo fattore umano su due valide componenti: volontari e giovani di leva. Le motivazioni di fondo che hanno determinato la costituzione cli una forte componente professionale sono principalmente due. La prima. I.:era della "massa" è ormai alla fine, ci troviamo nel tempo della precisione e della selettività in cui non è più la quantità che determina il successo; pochi, infatti, possono imporsi sulla moltitudine. Ad un modello centralizzato, fortemente strutturato in funzione di un unico scopo predefinito, si sta sostituendo un modello, per così dire, "atomisticoll, che opera per "task f0t-ce" costituite allo scopo di

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portare a compimento una specifica missione. È aumentata quindi enormemente l'esigenza di specializzazione e di professionalità. La seconda. Nella maggior parte dei Paesi occidentali, e tra questi l'Italia, la comunità intende delegare la funzione "sicurezza e difesa" ad una componente ancorché contenuta cli cittadini che siano in grado di garantire, grazie ad un addestramento completo, intenso e duraturo, un'adeguata risposta a

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questo irrinunciabile bisogno. La professionalizzazione dell'Esercito e la sua ristrutturazione intendono rispondere proprio a queste due esigenze. Non può essere, inoltre, sottaciuta la diversa percezione del servizio di leva che, nel più ampio contesto di un moderno servizio nazionale, contribuisce sostanzialmente sul territorio metropolitano alla funzione principale - la difesa della Patria-, concorre con le Forze di Polizia alle attività cli contrasto alla criminalità organizzata ed all'immigrazione clandestina e si adopera al soccorso delle popolazioni colpite da pubblica calamità. Questa è la cornice cli riferimento entro la quale l'Esercito si appresta a rispondere alle sfide del XXI secolo. La forza ed il contenuto di questa intelaiatura sono costituiti dalla qualità dei suoi uomini e clall.a loro intima convinzione di aderire a quei valori storici e spirituali che la Nazione unanimemente ritiene siano custoditi dall'Istituzione militare. Un viaggio interessante, quindi, che fornirà risposte sulla militarità alle soglie del 2000, che farà nascere anche dubbi ed aspettative, ma che in definitiva presenta un'organizzazione che vuole gestire l'inarrestabile evoluzione delle persone e delle esigenze con flessibilità e nuovi modelli. I..:Esercito vuole esserci, con il Paese e per il Paese, con le sue energie migliori e con la disponibilità leale ed incondizionata che ha sempre contraddistinto l'operato dei suoi uomini. Il suo secolare spazio di passato, oltre che imporsi come significato "eroico" per la moltitudine di esempi dei suoi protagonisti, si offre oggi come molteplice capacità di vincere ed operare per la difesa della Nazione e del popolo italiano, nella fedele perseveranza di un rapporto e di un impegno che continuano a renderlo primo attore sul fronte dell'abnegazione e dell'assoluta disponibilità. C'è una frase di Cavour che ben si attaglia anche al nostro tempo "Io sono figlio della libertà ed è ad

essa che debbo tutto ciò che sono". Auguriamoci cli lasciarla in eredità alle nuove generazioni, ma non senza averne fatto conoscere il sacrificio quotidiano, l'impegno e la volontà di fare bene di quella che può essere definita una delle espressioni più viva e più genuina, anche se talvolta discussa, del nostro popolo: il soldato italiano.

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IL CAPO DI. DELI:ESERCITO Generale ranc~ONI

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Fareward Thi!jook "Army and Professionals", published by the Army Staff, intends to be a short but eventful

j7uf ey through the Armed Forces, for learning a lively and dynamic reality, which plays a fundamental role f!m :.JJeace and security in our Country. Hence, an appointment with the present, there, where life in uniform is more demanding and courageous. An up to date image which, in giving certainties for the future and concrete answers to the demands of today's young people, maintains with pride and boldness its own ancient traditions. The ltalian Army, too, in fact, in collecting traditions and far away memories, incorporates a part of ltaly's history, and represents one of its principal conquests. To the conquest of national unity, the very hard experiences of two world wars were added, that lead the Anny to becoming today a faithful custodian of the highest and inalienable heritage of our Nation, of its democratic conscience and its commitmen.t far a global dimension. These noble traditions are not something static and uselessly conservative, they represenl, conversely, an incentive capable of strengthening this determination to operate, having for its only purpose the well-being of the national communily. The events of recent years prove how more evident the re-emerging of a national spirit is, together with a need for a national identity, which serves as a factor of aggregation. Re-discovering and living again the heritage of tradition., exalting its function in the choices of renewal that modem times require, favouring its continuity, through the fèeling and pride of those who are depositories thereof; constitute a need that cannot be renounced. Ethnic conflicts heavily affèct the world orde1~ upsetting delicate regional equilibria, which are crucial for natìonal prosperity and also for national security. The ltalian Army cannot avoid being ready to defend and protect the interests and the n.eeds of our Country, also beyond the national boundaries: a military instrument that has redefi.ned its reference paradigms, both in its own cornmand and contro! structure as well as in the different management areas, for offèring a range of operational skills suitable for satisfying, at any time and in any place, the changed needs of our Country. Today's Armed Forces, therefore, meet with zeal the new incentives and visions of today's society, basing Lheir human factor on two va/id components: volunteers and conscripts. The basic motivations that determined the constitution of a strong professional component are mainly two. First. The age of "mass" is reaching an end, we are now in the age ofprecision and selectivity, in which it is no longer quantity that determines success, since a fèw may impose themselves over a crowd. A centralized model, strongly structured in relation to on.e single predefined purpose, is being replaced by a model, so to say, "atomistic", which operates by ''task forces " specially constituted for the purpose of

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leading a specifìc mission. to completion. Therefore, the need for specialization. and prof,essionalism has increased enormously. Second. In the largest part of Western countries, among which ltaly is also included, the community ·wishes to delegate the function of "securìty and defènse" to a moderate componen.t of citizens who are ab/e to ensure, thanks to a complete, intense and durable training, an adequate answer to this need that cannot begiven up.

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Professionalization of the Army and its reorganization intend to satisfy these two needs. Moreove,~ the diffèrent perception of conscription cannot be ignored which, in a broader context of a modem national service, substantially contrìbutes on the metropolitan territory to a principal function - the defence ofour Homeland -, participates with the Police Forces in activities aimed at fìghting organized crime and illegal immigration. and assists in bringing aid to people struck by public calamities. This is the reference framework within which the Army is getting ready to meet the challenges of the 21 st Century. The power and contents of this framework are constituted of the qualities of its men and their intimate conviction to adhere to those historical and spiritual values of which the ltalian Nation unanimously believes that the military Institution is the custodian. An interesting joumey, therefore, that will supply the answers on militarism on the threshold of the year 2000, which will also cause doubts and expectations to be raised, but which presents in the end an organization that wants to manage, with flexibility and new models, the unrestrainable evolution of people and needs. The Army wants to be there, with the Country and for the Country, with its best energies and the loyal and unconditional willingness that has always distinguished the actions of its men. Its centurìes old space in the past, in addition to imposing itself as a "heroic" meaning due to the many examples supplied by its protagonists, offers itself today as a manifold ability to win and operate for the defènse of the Nation and of Italian people, in the faithful perseverance of a relationship and commitment that continue to cause it to be a fi.rst actor on the front of self-denial and absolute availability. There is a sentence by Cavour, which applies well also to our time: "I am the son of freedom and it is to freedom that I owe all what I am". We trust that we may leave that sentence as legacy to the new generations, however, not before we let them know of the daily sacrifice, the commitment and will of doing well of what may be defi.ned one of the liveliest and most genuine, even though sometimes questionable, expressions of our people: the Italian soldier.

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Generacan~ONI

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PERCHE UN ESERCITO L' evoluzione del concetto strategico, inteso come cardine logico della pianificazione militare, va quasi sempre di pari passo con l'intensità della mutazione internazionale. È infatti molto difficile che il concetto si sviluppi in anticipo e autonomamente, anche se i tempi di esecuzione di una riforma strutturale del modello di difesa sono molto lunghi e, almeno parzialmente, il compito del pianificatore è proprio quello di prefigurare il futuro. Si tratta piuttosto di un processo pragmatico di adattamento e di autorganizzazione del modello di difesa che, in linea di massima, corrisponde alla trasformazione del contesto in cui è destinato ad operare. Questo è un punto di sostanza, spesso trascurato, che però decide delle prospettive future, sulla base dell'interpretazione che viene data al trend di mutamento del sistema internazionale. Il pericolo che si corre in questa log ica di pianificazione è dato dal fatto che si possono commettere degli errori nella valutazione delle minacce potenziali e dei rischi probabili, con la

Sotto: uomini e mezzi del Reggimento «Cavalleggeri Guide» a Valona durante l'operazione «Alba». Nella pagina accanto: paracadutisti della Brigata «Folgore» schierati a difesa durante un'esercitazione.

Below: men a11d vehicles o{the "Cavalleggeri Guide" Regiment in V/ori! during opemtion "Al/x{. Opposite page: paratroopers o{the "Folgore"Brigade dep/oyed in defence during nwnoeuvres. 111.e deve/opment o/' lhegeo-strategie situation has led 10 a para/lei trans/ònnation o{ the tasks and sm1ct11re o{the An11ed Forces.

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Sopra: le truppe alpine saranno alimentate in futuro sia con volontari che con soldati di leva. In basso a destra: un bersagliere sorveglia l'interno di un'infrastruttura giudiziaria durante l'operazione «Partenope 2». tEsercito Italiano sta conoscendo una forte spinta verso la professionalizzazione anche nel ruolo dei militari di truppa.

Above: the Alpine troops will in future be made up of both volunteers ami conscripts. Bottom right:a Bersagliereguards the inside of a courthouse du,ing the "Partenope 2 operation. The Italian Anny is moving decisively towards professionalising the troops a/so.

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conseguenza di preparare uno stru mento milita re inadeguato o sovrabbondante (non è il nostro caso), o add irittura sbag liato rispetto alle necessità. È forse per questa ragione che in passato si usava dire - su lla scorta dell'esperienza della prima e della seconda guerra mondiale - che i generali tendevano a combattere, per lo meno all'inizio dei conflitti , con le idee, il metodo e talvolta i mezzi della guerra precedente. Questo tipo di pericolo è comunque ineludibile ed è quindi necessario che l'aggiustamento del concetto strategico al dato di realtà awenga su principi di flessibilità e modularità tali da garantire una capacità d'intervento, di reazione e di difesa sufficienti a far fronte anche alle sorprese inaspettate. In effetti, la frattura storica del 1989, le correlate trasformazioni del sistema internazionale, il crollo del polo Est e dell'URSS, la fine della minaccia storica, determinata e consistente, stanno mettendo alla prova le teorie strategiche e le strutture operative, non solo attraverso l'obbligata riduzione delle forze e della spesa militare in (quasi) tutto il mondo, ma anche rafforzando la naturale tendenza a mutare la composizione delle Forze Armate, trasformandole da eserciti di «quantità» in eserciti di «qualità». Di qui la «professionalizzazione», cioè il ritorno agli eserciti composti da volontari a lunga ferma da impiegare all'estero senza particolari remore nei confronti di una pubblica opinione ipersensibile come è sempre più il caso nei confronti dei soldati di leva. In effetti il soldato di professione, a partire dai legionari romani fino agli eserciti dinastici del secolo XVIII, trova la sua giustificazione in uno standard di sicu rezza nazionale e collettivo piuttosto elevato, nonché in livelli di redd ito e tenore di vita adeg uati all'alto costo di mantenimento di truppe mercenarie. Tale sistema di reclutamento ebbe una durata lunga nel tempo con risultati alterni. Tuttavia, a partire dalla Rivoluzione Francese, l'irruzione delle masse nella politica e l'imposizione della «levée en masse» nelle Forze Armate hanno rad icalmente modificato il peso (anche quantitativo) degli eserciti, intesi come percentuale della popo lazione attiva maschile, che sono aumentati vistosamente di numero. Ma anche il modo di fare la guerra (dalla guerra «convenziona le» alla guerra «assoluta» ), che ha visto Napoleone Bonaparte come protagonista e Clausewitz come suo filosofo e stratega, è profondamente cambiato. E ciò perché la Rivoluzione aveva ribaltato il senso della politica e gli eserciti di massa, dal 1792 in poi, avevano abbassato di molto la soglia di guardia della sicurezza

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collettiva. L' ascesa di nuove classi sociali al potere politico, l'insorgenza delle questioni nazionali, la valorizzazione dei diritti individuali e dell'uomo erano alla base dell'insufficienza delle regole del gioco basate sugli eserciti professionali dinastici e sulle convenzioni settecentesche. La sola eccezione, non a caso, venne dalle potenze marittime e insulari (come il Regno Unito e gli Stati Uniti), la cui sicurezza è garantita dall'oceano. Solo queste due Grandi Potenze hanno mantenuto in vita ininterrottamente (tranne durante le due guerre mondiali) il modello professionale.

A sinistra: soldati italiani del contingente IFOR sorvegliano un quartiere di Sarajevo. In basso: un incursore paracadutista del 9° Reggimento «Col Moschin» in addestramento su terreno innevato. La sempre più frequente necessità di operare all'estero e in contesti multinazionali è fra i fauori che richiedono un crescente grado di preparazione culturale e professionale ai militari di tutti i gradi.

Left: ltalian soldiers (rom 1he IFOR contingent keep watch aver a Sarajevo district. Below: a paratrooper raider {rom the "Col Moschùt" 9th Regiment in training on snowcovered terrain. 11,e increasing need to operate abroad and in multinalional situations are among the factors that cali for an increasingly high level ofeducation and professional skills for soldiers ofali ranks.

LEVA O VOLONTARI?

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La professionalizzazione generalizzata che ormai si diffonde a macchia d'olio in Europa, e perfino in Russia, presuppone quindi che si sia definitivamente conclusa l'età dell'insicurezza, e, tutto sommato, anche la formula della leva obbligatoria, vale a dire la partecipazione di tutti alla difesa dello stato nazionale classico, sembra irrimediabilmente obsoleta. È un'ipotesi ardita e forse pericolosa che, comunque, appare ormai irreversibile nella coscienza comune dei paesi occidentali. Ma il nuovo mod ello, che sconta in anticipo l'assenza della minaccia, modifica la natura stessa dei conflitti possibili, e forse perfino la legittimità dell'uso della forza per difendere la sicurezza nazionale. Il tipo di missioni che essa prevede, infatti, sia su sca la di alleanza che su scala nazionale, mette in evidenza un altro dato innovativo su cui ri!lettere. Si passa da un modello di massa, difensivo, schier~to contro una minaccia maggiore, definita e incombente, ~ -q un modello selezionato e ridotto, offensivo, nelle sue forme di ·prevenzione (deterrente) e di controllo-reazione (compellente), contro una panoplia di rischi medi e minori, indeterminati e potenziali. Non siamo più in una situazione di pericolo per la sicurezza nazionale perché la minaccia da Est è scomparsa. L'impiego della forza viene ristretto ad operazioni particolari, come sono le missioni di «peace support» che si svolgono all'estero e sempre out-of-area rispetto al territorio protetto dal Trattato di Washington (art. 5) che ha istituito la NATO. ESERCITO E PROFESSIONISTI

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Sopra: un bersagliere della «Garibaldi» in Bosnia; la Brigata è stata la prima Grande Unità dell'Esercito ad essere alimentata con volontmi di truppa. A destra: militmi del contingente «Albatros» a colloquio con un collega dello Zimbabwe, anch'egli appa1tenente al contingente ONU schierato in Mozambico. La conflittualità diffusa che sta caratte1izzando il dopo Gue1rn Fredda ha portato le Forze Armate italiane ad intervenire in numerosi teahi anche a grande distanza dalla n1adrepat:1ia.

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Nonostante le apparenze, dunque, il concetto di «difensività» bilaterale che caratterizzava l'impianto strategico del dopoguerra bipolare, sia nel blocco occidentale che orientale - di cui la NATO è stata l'esempio maggiore - si è dissolto, mentre è evidente che le forme àssunte oggi dalle crisi postbipolari, e le relative missioni, sono, al di là dell'intensità (o «magnitudine») dei conflitti, tutte basate sull'intervento esterno, quindi sull' «offensività». L'attenzione dell 'elaborazione strategica sulle «Operations Other Than War» (OOTW), e la conseguente pianificazione operativa e tattica, sia in sede NATO che nel quadro nazionale, a partire dagli Stati Unit i e fino all'Italia, ammantandone le specie sotto il mantello del crisis-management, nasconde volutamente il fatto che le operazioni di «international policing» o di «peace support», sono in realtà null'altro se non forme di guerra, anche se si tratta di guerra convenzionale e limitata, quasi di settecentesca memoria. La <<guerra limitata» convenzionale è infatti il prodotto di situazioni politiche internazionali in cui non esiste il rischio di rovesciamento del sistema nel suo complesso, come è invece accaduto nel secolo XX con le sue tre guerre mondiali (Prima, Seconda e Guerra Fredda), che hanno periodicamente destabi lizzato il sistema internazionale, mutandone radicalmente la struttura e le funzioni. Siamo cioè in presenza di una tipica condizione. di «Equilibrio». Con la differenza che il sistema classico dell'«Equilibrio di Potenza» (Balance of Power) settecentesco e ottocentesco si basava sull'interazione fra le Grandi Potenze europee, mentre nel sistema postbipolare prevale l'egemonia statunitense e, di conserva, la supremazia occidentale NATO (Kaplan). Questa condizione provvisoria (ma che può durare anche vent'anni), che potremmo definire di «illusoria sicurezza», permette di elaborare una teoria strategica fondata sull' ipotesi del controllo politico, economico e militare da parte deg li Stati Uniti (e dell'Occidente) sul resto del mondo, nonché di predisporre una dottrina operativa fon da ta sulla creazio ne di «pacchetti di

Above: a Bersagliere 0(1he "Garibaldi" Brigade i11 Bosnia; the Brigade was 1he Annys firsl large unii 10 have enlisted men in ils ranks. Righi: soldiers from the "Albatros"contingent 1alking 10 a colleague from Zimbabwe who al~o belongs to 1he UN contingent operating in ,Hozambique. The widespread conflicts charac1erising the pos1-Cold Wa.r ha.ve led to inte1vention by the Italian Am1ed Forces in many situations a long way from their home countr)'.

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capacità» mobili, flessibil i e di pronto impiego, che utilizzino la forza a fini di controllo politicomilitare, e d'intervento sull'estero, soprattutto nei teatri d'interesse occidentale. Questo è il principio guida su cui poggia oggi l'intera filosofia delle Forze Armate in Occidente, e quindi anche quella delle Forze Armate italiane. La formula dei «pacchetti di capacità>> illustra molto bene le premesse politico-strateg iche di questo concetto di «virtualizzazione» offensiva della guerra, e al tempo stesso sottolinea la rinnovata funzio ne delle diverse forme di «deterrenza convenzionale» (Mearsheimer) che possono essere impiegate negli scenari di crisi di oggi e del prossimo futuro. L'ambivalenza, anche concet-

A sinistra: il campo della Brigata «Legnano» a Balad. La missione «Ibis» ha impegnato in Somalia oltre 13mila uomini dal 1992 al 1995. In basso: la presenza e sorveglianza sul tenitorio nazionale rappresentano la funzione p1i01itaria dei reparti alimentati con militari di leva.

Lefì: the "Legnano" Brigade's cwnp in Ba/ad. The

"Ibis'' mission involved over 13 thousand men in Somalia between 1992 and 1995. Below: presence ami swveillance in their home country are a priority function [or divisions made up of conscrip1s.

tuale, del modello è però ben visibile nella struttura dei tre «Packs» di forze (Pack 1 di proiezione, Pack 2 _di reazione e Pack 3 di presenza e sorveglianza) che, per necessità strategiche generali, hanno obiettivi e compiti diversi fra loro, tanto nella composizione e nello status delle forze, quanto soprattutto nelle rispettive specializzazion i operative che li porteranno a differenziarsi sempre più, soprattutto in termini di missioni e di funzioni. Questo rischio di compartimentazione è d'altra parte latente in qualsiasi struttura organ izzata secondo linee dottrinali prestabilite. Nel caso della NATO, ad esempio, (si pensi alla recente versione della ATP 35-B) esistono un nucleo attivo ristretto (Forze di Reazione o RF), un «grosso» (Forze di Difesa Princip~l~ o MDF), e una «coda» residuale (Forze Aggiuntive o AF) che di per sé costituiscono tre eserciti diversi. Nel caso italiano questo problema è particolarmente evidente a causa del carattere «misto» che sta assumendo il modello di difesa (volontari/leva), e quindi della forte disparità addestrativa fra i due tipi di soldati. Il Pack 3 in particolare, basato essenzialmente sulla leva, ha dei compiti, funzioni e organizzazioESERCITO E PROFESSIONISTI

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ne che in prospettiva saranno del tutto indipendenti da quelli degli altri due (Pack 1 e Pack 2). Le sei brigate del Pack 3, con i loro compiti di presenza e sorveglianza, rischiano uno scollamento rispetto a quelli delle tre brigate del Pack 1 (proiezione) e delle quattro del Pack 2 (reazione).

«MEDITERRANEO ALLARGATO»

Sopra: un fante di marina del battaglione «San Marco» fra un paracadutista della «Folgore» e un alpino del 3° Reggimento sulle alture attorno a Sarajevo. In basso: le bandiere dei paesi rappresentati presso il Comando delle Forze Terrestri Alleate del Sud Ew-opa di Verona schierate per una cerimonia. Le moderne operazioni sono fortemente caratte1izzate in senso interforz.e e multinazionale.

Above: a marine f om the "San ,'v!arco" belween a paratrooper {rom "Folgore"a,ul an Alpine soldier from the 3rd Regiment on the hills around Sarajevo. Below:the flags o/the countries represented at the Verona Commando( the .4.//ied Land Forces of Southern Europe drawn up far a ceremony. Modem operations are distinguished by an inter-force and multinational aspects.

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Questa struttura tripartita ha tuttavia un senso perché presuppone l'implicita definizione del raggio geografico d'intervento possibile dell'Italia (da sola o in alleanza e/o coa lizione con altri attori) nel suo contesto geostrategico che è quello che la Marina Militare definisce come il «Mediterraneo allargato». Non è cosa da poco, perché si tratta della fissazione di un concetto strategico e politico di primaria importanza che viene incontro all'esigenza, oggi molto sentita, di rispondere agli interrogativi sull' «identità» e sug li «interessi» nazionali. Il concetto di Mediterraneo al largato è ormai acqu isito in ambiente militare. Esso circoscrive uno spazio geopolitico integrato, aeronavale e terrestre, che si estende fino al Mar Nero, al Mar Rosso, al Golfo Persico e al Corno d'Africa . In termini di proiezione terrestre e interforze quest'area d'intervento comprende la penisola balcanica, il Medio Oriente e l'Africa Settentrionale. A differenza di altre aree, come quella Euro-Atlanti ca ovvero quel la dell 'Europa " Orien tale, il Med it erraneo allargato si definisce soprattutto pe r il co ntradd ittorio andamento fra un trend relat ivame nte co ntrollato di «frammentazione» politica e territoriale e il parallelo sem ifa Ilimento dei processi di «globalizzazione» politica e di costruzion e di un ord in e internazionale stabile. Con l'eccezione dell'unificazione europea, che procede pe r la strada dell 'un ione

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monetaria, ma non produce frutti in materia di politica estera e di politica di difesa comuni (PESC), e con la parziale eccezione dell'allargamento ad Est dell a NATO (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria), in corso d'opera, non si sono avuti, all'interno del Mediterraneo allargato, altri fenomeni di aggregazione ordinatoria e istituzionale di qualche rilievo. Anzi, si è registrata una po lve rizzazione deg li atto ri danub iano-ba lca ni ci e dell ' Est europeo (J ugoslavia, Cecoslovacchia, URSS), che si è accompagnata a tensioni crescenti in Medio Oriente, dove il processo di pace è in crisi, alla sempre latente turbolenza nel Golfo, alla delicata situazione del

A sinistra: un paracadutista della «Folgore» distribuisce libri e cancelleria ai bambini di una scuola bosniaca. In basso: militali del contingente «Ibis» impegnati in un'operazione di assistenza umanitalia nel villaggio somalo di Uarsciek. Le missioni di peace keeping e peace enforcing richiedono al personale impegnato un ventaglio di capacità e conoscenze ben più ampio della semplice preparazione al

combattimento.

Lefì: a "Folgore" pamtrooper distrihutes books an.d writing materials to the children o{a Bosnian school. Below: soldiers o{ the "Ibis" contingent engaged in a.humanitarian assistance operation in the Somali village o/ Uarsciek. The personnei engaged in peace-keeping and peaceenforcing missions need to have a much wider range of ski/ls and knowledge than mere combat training.

Maghreb, dell'Egitto e del Sudan. Nel retroterra dell'Africa araba, inoltre, l'Africa nera sta attraversando una drammatica fase di riassetto etnico-razziale e di guerre tribali riconducibili allo scontro storico fra popoli «nilotici» ed etnie «bantu» che, per la prima volta dalla fi ne degli imperi coloniali europei, restituiscono all'Africa la condizione di continente autonomo. Sono peraltro in vista ulteriori difficoltà nell'insieme degli' stati sub-sa hariani di tradizione francofona (ex AEF e AOF), ora che la Francia sta riducendo la sua presenza politico-militare nell'area. Da questo co ntesto deriva no le linee direttrici che stanno al la base del progetto dell'Esercito lt~liano (e delle altre due Forze Armate), diretto a riorganizzare il modello operativo secondo parametri interdipendenti, ma separati.

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Sopra: un terminale utilizzato per il monitoraggio dei mezzi impegnati in Albania durante la missione «Alba» presso il Comando Operativo Interforze di Roma. A destra: il supporto dei sistemi di trasmissione a grande distanza lisulta di vitale importanza per le missioni fumi area.

Ahove:a te1m.inal, at the Joint Forces Operalions Comm.and in Rame, used (or moniloring ihe vehicles used in Albania.during the "Alba" mission. Right:the support o(long-dislance transmissions systems is of vita! imporwnce {or missions oulside the area.

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La qualità, l'addestramento e l'armamento de lle forze che ope rano per moduli d'intervento sull'estero, cioè le tre brigate del Pack-1, dovrebbe diventare, in correlazione integrata con le ana loghe unità e navi della Marina, nonché con la parziale riorganizzazione dell'AM I (che aumenterà la sua capacità di trasporto strategico con i nuovi C-130 J), lo strumento primario della politica «offensiva» dell'Occidente e dell'Italia nel suo contesto d'interesse. È orma i piuttosto chiaro che, nel brevemed io periodo, il raggio d' inte rvento potenziale dell'Ita li a si aggira sui 1.500 chilometri e comprende sostanzialmente quella che viene definita come «l'Europa mediana» (Fo ucher) e il bacino Mediterraneo nella sua versione allargata, appoggiandosi da un lato alla comunità euroatlantica mentre dall'altro fronteggia ad Est e a Sud alcuni sottosistemi di «rischio» (Maghreb, Medio Oriente, Golfo e Corno). Si tratta di aree regionali molto diverse fra loro. D'integrazione quella euroatlantica, che segue logiche e regole di unione economica e omologazione politica e istituzionale, graduali e predisposte. L'Europa mediana invece è dominata da conflitti di aggiustamento e revisione dei parametri di autorganizzazione, il Maghreb è una pentola a pressione con la valvola di sfogo inceppata, mentre il Medio Oriente, sia «mediterra neo» che «persico», è strutturalmente condizionato da: a) Israele e Palestina; b) Iran e fondamentalismo islamico; c) questione petrolifera; d) Turchia e il ruolo crescente dell'Asia Centrale; e) forbice fra diaspora e un ità del mondo arabo, f) Africa Nera, infine,

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da sempre marginalizzata, che tende ogg i a riorganizzarsi secon'do linee etniche e tribali, piuttosto che statuali e istituzionali di matrice europea.

UN FUTURO A RISCHIO In questa fase di breve-medio periodo (da tre a cinque anni) il Pack-1 di «Proiezione)}, costituito da tre brigate («Gar ibaldi », «Folgore)} e «Friuli»), potrebbe sub ire delle tension i notevo li, soprattutto nel caso in cui fosse necessario (come è recentemente accaduto: Bosnia e Albania) essere contemporaneamente presenti in due teatri. Cons iderando le possibi li integ razion i con unità tratte dal Pack 2 o di «reazione>> , ovviamente nel quadro interfor-

A sinistra: un militare del contingente «Ibis» a Mogadiscio. Questo tipo cli operazioni sarà svolto in via prioritaria dalle forze ciel «pacchetto di proiezione,, dipendenti dal Comando cli Milano, di recente impegnato proprio in questo ruolo con la mj.ssione «Alba». In basso: elicotteri clell' A"iazione dell'Esercito in manutenzione stùl'aeroporto di Tirana-Rinas.

ufì: a soldier of the "Ibis" contingent in Mogadiscio. This Lype o(opera1ion will be a priority task {c!r the {orces ofthe "Projection Package" fi'om 1he Milan Coin.mand, recently engaged ill precisely thai role with 1he "Alba" 111.ission. Below: Anny Aviation /1elicopters being se111icetl at the Ttrana-Ri11as airport.

ze, nonché le esigenze di ricambio dell e forze sul cam po, il modello di organizzazione dell'Esercito appare sostanzialmente sufficiente, anche se ridotto all'osso, a patto però che gli interventi si attuino in un contesto conflittuale a bassa intensità (e alto rischio), e in coalizione con i paesi alleati. Nel medio-lungo periodo (da Ci nque a dieci anni), invece, si riapriran no delle questioni di riorgan izzazione del sistema internazionale molto più complesse di quanto oggi non appaia no, perché le cause profonde delle crisi e dei conflitti non sono state rimosse, ma vengono anzi lasciate germogliare in latenza. Il ruolo di alcuni attori maggiori, la Russia in particolare, ma anche la Cina, in Europa la Germania, e- fu110 sfondo il fondamentalismo islamico, nonché il problema sempre più attuale delle relazion i future fra l'Europa e gli Stati Uniti, saranno le questioni cruciali al centro del sistema internazionale. . In questo ambito globale, dove i macroproblemi di area terranno il campo dell'attenzione e saranno certamente oggetto dell'intervento politico e diplomatico delle istiESERCITO E PROFESSIONISTI , , ,. .

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A destra: la funzione di deterrenza esercitata dalla presenza militare ha un ruolo detemùnante nella lisoluzione delle crisi, com'è avvenuto con la missione IFOR in Bosnia-Erzegovina. In basso: un mezzo blindato utilizzato per la sorveglianza di una struttw·a carceraria in Campania.

Righi: the detemnl {unction exercised by a. m.ilitary presence p/ays a decisive role in solving crises, as was the case with the TFOR mission in Bosnia-Herzegovina. Below: an amioured car used (or the surveillance of'a prison struciure in Campanif

tuzion i internazionali e delle maggiori potenze, sono già in via di formazione delle zone di attrito o di frizione geopolitica al confine delle diverse macroreg ioni integrate (Europa, Stati Uniti, Cina, Russia, India). Il bacino del Mediterraneo allargato e le terre di rispetto che si affacciano su quel mare, costituiscono una delle aree più a risch io, proprio per la loro eterogeneità poli tica, economica, etn ica, culturale e religiosa. Nell 'arco di dieci anni, infatti, la contraddizione fra l'evoluzione istituzionale e finanziaria della «globalizzazione» e l'incoercibi lità strutturale di quest'area che si con nette alla instabilità cronica del Medio Oriente, e alla nuova turbolenza del Ca ucaso e dell'Asia Centrale ex sovietica, verrà probabilmente alla luce fomentando nuove crisi e aumentando i rischi per la sicu rezza nazionale. Tali prospettive potrebbero comportare la necessità di un Pack di Reazione molto più robusto e numeroso dell'attuale, utilizzabile, se del caso, per interventi preventivi, di contenimento e di deterrenza/compellenza, in particolare di tipo difensivo/controffensivo, sia in Africa che in Eu ropa Orientale (Balcani), forse nel Caucaso e Medio Oriente. In quest'ottica il Pack 1 dovrebbe ampliarsi fino a comprendere altre unità, tali da corrispondere alle esigenze d'intervento e ricambio delle forze nella prospettiva di operazioni da svolgere contemporaneamente in due teatri (e mezzo). In altre parole il modello dovrebbe prevedere un aumento delle Forze di Proiezione, prelevandole da quelle del pacchetto di Reazione, tali da adeguarne il numero perlomeno al 60% delle capacità di pronto intervento della Francia. rJ.~

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A sinistra: una blindo armata Centauro del contingente SFOR in missione di sorveglianza a nord di Sarajevo. In basso: un semovente .MI09L dell'll Reggimento Artiglieria in Bosnia. La presenza di mezzi pesanti, in grado di esercitare in caso di necessità w1a forte reazione, contiibuisce sia ad assicurare una protezione diretta ai militari impegnati nell'operazione sia a dissuadere i potenziali antagonisti da iniziative rischiose e destabilizzanti. 0

Links:a Centauro annoured car ofthe SFOR contingent in surveillance mission north o[ Sarajevo. Below: a sei(propelling M!09L o[1he 11th Artillery Regiment in Bosnia. The presence of heavy equipmenl, capable o{exercising in case of need a strong reac1ion, contributes both 10 ensuring a direct protection to the soldiers engaged in 1he operation, as we/1 as 10 discourgae prospective adversa,ies {rom hazardous and des1abiling initiatives.

Nel frattempo però la distribuzione delle forze del Pack 3 (presenza e sorveglianza) dovrà attraversare un lungo percorso di adattamento e di professionalizzazione piuttosto consistente. Il cambio del modello, dalla leva integrale al professionale, riporterà - come si è detto - alla luce i tratti dei modelli mercenari dei secoli XVII e XVIII, con tutto il loro corredo di separatezza politica e sociale, di prudenza operativa, di virtualità e di limitazione d'impiego, che co rrisponde, grosso modo, al le es igenze de lle «Other Than War Operations».

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Sopra: paracadutisti di scorta a una colonna di aiuti umanitari in trasferimento all'interno della Somalia. A destra: addetti alle comunicazioni presso il comando di un'unità italiana in Bosnia. Nella pagina accanto: un bersagliere della «Garibaldi» in uno dei quartieri cli Sarajevo maggiormente devastati dalla guerra civile.

Sa rà sufficiente rileggersi i testi classici degli strateghi di quel periodo, da Lloyd a Fed erico Il di Prussia, da Guibert al Ma resciallo de Saxe, e finalmente alle severe critiche di Clausewitz e Jomini nei confronti delle cosiddette «guerres de convenance» per rendersi conto che l'uso del modello professionale, anche se imposto dalle circostanze, ca mbierà rad ica lmente il modo di pensa re l'uso della forza nel mondo contemporaneo. L' lnternational Policing, infatti, che è lo scopo princi pale di quelle operazioni d'intervento alle quali anche l'Italia è stata, e sarà ancor più nel futuro chiamata, si sta sviluppando come una forma autonoma e pa rti colare di impiego della forza, che prescind e dal f ine ultimo dei confli tti, cioè dist rugg ere la vo lontà dell'avversa rio attraverso la distru zione del le sue forze armate, ovvero occupandone il territorio. Le forze operanti in questo tipo di missione sono compa rab il i pi ù ai pezzi di un a scacchiera com pl essa, in cui la virtualità del gioco e l'accortezza delle mosse ·di preparazione e dispiega mento sono più importa nti che non lo scontro· fisico reale fra avversari sul campo.

Above: parafl:oopers escorting a column transporting humanitarian aid in Somalia. Right:communications stafi'at the headqua11ers ofan ltalian unit in Bosnia. Opposite page: a Bersagliere jÌ'om the "Garibaldi" Brigade in one of the distticts o( Sarajevo most ravaged by the civil war.

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Sotto: materiali e ordigni sequestrati alle fazioni bosniache dal contingente IFOR vengono distrutti mediante un'esplosione.

Below: equipment and ordnance seized {rom the Bosnian fàctions by the TFOR contingentare being destroyed by blowing them up.

IL MOMENTO DELLA DETERRENZA Prevarrà dunque il momento della «deterrenza» su quello della «compellenza», perché è difficile impiegare brutalmente la forza per risolverè una crisi o spegnere un conflitto, nel momento stesso in cui si afferma che lo scopo della missione è quello di mantenere o imporre la pace. Di qui la particolare competenza e addestramento dei soldati che svolgono compiti complessi sul territorio di nazion i o stati in conflitto fra di loro, o che s' interpongono fra le parti in causa, senza prendere posizione (ufficialmente) per l'uno o per l'altro dei contendenti . Per queste ragioni è più che logico affidare compiti di questo tipo a profession isti il cui training e la cu i esperienza li preparino ad affrontare situazioni delicate e minacce inattese. Ma questo tipo di impostazione è del tutto comprensibile solo nel caso in cui il trend del sistema internazionale postbipolare si consolidi e la distribuzione della potenza fra gli attori resti la stessa di oggi, assegnando agli Stati Uniti, e all'Occidente nel suo complesso, l'egemonia mondiale (la globalizzazione non è altro che una figura retorica per ribadire il concetto di egemonia) con il compito di promuovere e svolgere la gran parte delle mission i di questa natura, per fi ni che sono da un lato volti a generalizzare il modello economico liberista, mentre dall'altro lato sono diretti a omologare, su sca la mondiale, il modello sociale e politico liberal-democratico dell'Occidente. Non a caso gli Stati Uniti, in vista del mantenimento della loro posizione di preminenza, puntano proprio sulla continuazione del modello postbipolare, rafforzandolo e perfezionandolo. Si tratta però di un modello che è viziato dalla contraddizione fra propositi di «globa lizzazione» economica liberista ed omologatrice e il mantenimento di una gerarchia basata sulla supremazia americana . In effetti l'America sta tenta ndo di far prevalere il modello economico della liberalizzazione dei mercati e delle interdipendenze crescenti in materi a finanziaria e commerciale, ma al tempo stesso sottolinea il proprio primato e l'indipendenza politica e militare della propria sicurezza, senza curarsi troppo delle alleanze, accentuando anzi il carattere «unilateralista» della propria poi itica estera e di difesa. Ciò avviene tanto in term ini di anticipazione tecnolog ica, quanto in term ini di riconcettualizzazione cultura le della pol itica estera e della politica di di fesa nazionale e della NATO. Gli Americani stanno così frapponendo fra noi e loro una

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A sinistra: il comandante di EUROFOR, generale Ortwio, in visita alla Stabilization Force. Il possesso di uno strumento milita re rapida mente schierabile costituisce un requisito fondamentale per la prevenzione e il controllo delle crisi. In basso: un carro armato Ariete. I.:uso di tecnologie sempre più avanzate è uno dei fattori che, favorendo il dominio del campo di battaglia, può contribuire a ridurre i1 rischio di perdite fra i propri uomini.

Lefi: rhe commander o{EUROFOR, Generai Ortuno visiting 1he Stabilization Force. Havinga military instrnment lhat can be rapidly deployed is a basic requirement {or the prevention and contro/ o{crisis siwatio11s. Below: an Arie/e tank. The use o{ increasingly avan1-garde technologies is one o{the factors whìch, by making it easy to gel 1he upper lzand on the battle fìeld, can contribute lo reducing the risk oflosing ones men.

distanza tecnologica e intellettuale siderale, che si traduce in potere politico e perfino culturale, tale da influenzare il futuro di tutti, inclusi gli Occidentali. Sarà sufficiente esaminare la pianificazione strategica a lungo termine degli Stati Uniti, spesso protratta fino al 2030-2050, per riscontrare la direzione di marcia di questo avanguardismo tecnologico e dottrinale e per cogliere il senso di questa filosofia politica america na che è il risu ltato della vitto ria di Washin gton nel lo · scon t ro mortal e con Mosca. L'lnstitute for National Strategie Stud ies, che è l'organismo di riflessione della National Defense University di Washington, ha già parlato di «rivolu zione» negli affar i mili tar i, basandola sulla principale sfida strategica che gli Stati Uniti stan no affrontando, quella di «convertire» la Rivolu zione Tecn olog ico Militare (MTR), cioè l'impatto delle tecnologie dell ' in forma~.9n e sul la guerra, in un a Rivoluzione negli affari militari (RMA), che preveda anche la correlata trasformazione delle operazioni e dell'organizzazione. Tutto questo ha una sua logica politica di tipo «ordinista» del sistema internazionale. Se però dovesse accadere una «catastrofe» , se dovesse cioè presentarsi all'improwiso - come spesso è accaduto nella storia e anche molto recentemente (nel 1989) - una discontinuità ESERCITO E PROFESSIONISTI

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Sopra: un tiratore scelto del

1° Reggimento CC Paracadutisti «Tuscania». In basso: un alpino di leva del contingente «Albatros» in Mozambico. La definizione del futuro assetto dell'Esercito, anche in termini cli rapporto fra soldati di leva e volontari, non potrà prescindere dalla valutazione dello scena1io internazionale e del ruolo che von-à svolgere il nostro Paese.

Above: a. ma.rksman (,·om the ''Tuscania" 1st Carabinieri Parairoopers Regiment. Below: an ;\/pine Troops conscript f,-om the ''Albairos" comingent in Mowmbique. The defìnition o( lhe future organization o[the AnnJ\ including in tenns o(the raiio beiween conscripis and volunteei:s, is /ink~d 10 an evaluation o{lhe intemational siiuation and the role ltalr wants io play in it.

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inattesa che interrompesse il ciclo ovvero ne invertisse la direzione di marcia, come sarebbe il caso di una crescita improvvisa dei flussi di immigrazione verso l'Europa, dovuta a crisi politiche o economiche nei paesi del bacino mediterraneo, ovvero se esplodesse un conflitto in Asia Orientale che coinvolgesse anche la Cina, e forse la stessa Russia, allora il modello postbipolare, costruito sulle macerie del sistema bipolare senza modificarne i tratti salienti, non reggerebbe e gli stessi Stati Uniti potrebbero consi derarsi protetti solo a patto di esse re riusc it i a com pletare quella «rivoluzione militare» che, per ora, è solo in embrione. In questo quadro l'Italia, nonostante la sca rsità dei mezzi e delle risorse e la poca attenzione che la politica dedica a queste cose, sta preparandosi ad affronta re i tre momenti (breve, medio, lungo) con forze limitate (soprattutto di proiezione e di reazione) che sono largamente inferiori ai fattori di rischio di medio e lungo termine, che proprio nell'area del Mediterraneo allargato sono in aumento e che trovano spesso i nostri al leati, e gl i stessi Stati Uniti, poco disponibi li o pronti ad intervenire. Il caso recente della missione «Alba», con tutti gli on eri ch e l'Italia si è accol lata intervenendo alla testa di una coalizione non omogenea e messa insieme all 'u ltimo momento, testimonia le dimensioni di questa difficoltà che peraltro potrebbe ben presto ripetersi. Concludendo, si può dire che il modello di esercito semiprofessionale basato su i «pacchetti di capacità» risponde solo parzialmente alle necessità di breve mentre è ca rente nelle prospettive ai med io e lungo termine, qualora le crisi a breve si cron icizzassero, come sembra essere il caso del la Bosnia, op pu re

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esplodessero in aree vici ne a quelle già con f li tt ual i (Macedo ni a, Kossovo, ecc) ovvero si aprissero fr a att or i di rilievo magg iore (Grecia/Turch ia; Ma ghreb; Ira n/ Golfo). Né sa rebbe sufficiente un intervento di «protezione» senza disegno strategico, come quel lo svolto in Albania nel 1997, se questo ruolo dovesse essere periodicamente ripetuto. Detto questo però, il modello avrà anche il vantaggio di impedire erro ri di sop ravvalutazione dell e proprie forze, imporrà dei limiti di in tervento, azione e du rata, avviando una riforma perfino cuiturale del le Forze Armate che dovranno sempre più essere fatte di combattenti e di specialisti professionali. Non potrà però rispondere - come si è detto - ad eventuaIi crisi impreviste o, peggio, a crisi multiple. Di qui la necessità di avere sempre la possibilità (modulare) di costruire coa lizioni ad hoc, di operare in u·n quadro obbligatoriamente interforze e di usare le alleanze. Il vantaggio dell'Esercito professionale, oltre alla sua maggiore «spendibilità» politica - che presenta però dei rischi futuri oggi nascosti - è quello di poter operare «offensivamente» su decisione autonoma del Governo che se ne può servire, come nella tradizione degli eserciti colon iali, senza troppi vincoli d'impiego. Esso infatti può essere inviato e ritirato, o mantenuto sul posto per un periodo determinato. Non è una forza di occupazione permanente, ma solo di presenza e quindi di deterrenza . Meno facile diventa invece il caso in cu i prevalga l'opzione «difensiva», anche se tutto dipende dall'entità della minaccia. In quest'ipotfsi, infatti, che è ·certamente di lungo periodo, ma che pure va anticipata in un modello di difesa, le forze previste dai «pacchetti di capacità», non sarebbero sufficienti. Né sarebbero sufficientì le riserve addestrate che, com'è ovvio, saran no sempre meno, data la rapida contrazione del gettito potenziale forn ito dai soldati di leva. Ne deriverà un modello di difesa «.ottimista>>, più efficiente di quello dell'esercito di leva, pesante e statico, della Guerra Fredda, ma molto ridotto e troppo sottile in quanto scarta in anticipo il rischio probabile di un futuro incerto e pieno d'interrogativi, puntando invece sulla scommessa del l'ordine e della pace, evitando di tenere conto delle molte insidie che pure serpeggiano neli'area d'interesse italiana.

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Sopra: alpini del 3° Reggimento in esercitazione. Uno dei più significativi vantaggi di un Esercito professionale è dato - oltre che dalla migliore preparazione frutto di un più lungo periodo di servizio - dalla maggiore «spendibilità» politica, che si traduce in / ultima ana lisi nella capacità di reagire con maggiore prontezza all'insorge,·e di qualsiasi fonna di Iischio per la stabilità e la pace internazionale.

.4bove: soldiers (rom the 3rd Alpine Regiment on numoeuvres. One o{the most important advantages ofa profèssional Anny is, apa11 jì-om the /act thai they are better trained because they have se,ved /or a longer period, greater politica! availability which boils down lo being ab/e to acl more promptly when any kin.d ofthreal to intemational peace and stability arises.

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UNA FORZA ARMATA IN TRASFORMAZIONE

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I processo di adeguamento e trasformazione strutturale dell'Esercito Italiano, aw iato sotto la spinta dei mutamenti dello scenario internazionale e di quello interno (variazione della base demografica soggetta al reclutamento, conferma dei vincoli in materia di risorse finanziarie, introduzione del servizio volontario e apertura a quello femminile, ecc.) e basato su l progetto tracciato dal «Modello di Difesa», ha interessato ed interessa tutte le componenti della Forza Armata, dall'organizzazione di Vertice e di comando a quella territoriale, scolastico-addestrativa, logistica ed operativa, sino alla politica di selezione, acquisizione e assegnazione dei materiali. Già awiato negli anni scorsi con le prudenze, le incertezze e le pause che, pur nella consapevolezza di dover procedere, inevitabilmente accompagnano cambiamenti così profondi e radicali, questo processo ha subito nel corso del 1997 una brusca accelerazione, tanto che il traguardo del nuovo assetto organizzativo si può dire finalmente acquisito. La portata della trasformazione risulta evidente già da un'occhiata alla nuova struttura di Vertice. Anziché dover colloq uiare con i numerosi interlocutori che in passato dipendevano direttamente dal Capo di Stato Maggiore, rendendogli di fatto assai arduo il compito di approfondire e coordinare le scelte e le strategie dell'Esercito in tutti i loro dettagli, oggi lo stesso Capo di SME può contare sul supporto di quello che si potrebbe definire, utilizzando una terminologia aziendale, un «consiglio di amministrazione» composto da quattro soli generali, responsabili rispetti-

Sotto: la componente di punta delle forze corazzate sarà costituita dal nuovo carro Adete. Nella pagina accanto: un motociclista del reggimento «Piemonte Cavalleria» pianifica una missione di esplorazione per il proprio Squadrone. Be/01V: tlte main component o(the an11oured

forces wi/1 consist o(the new Ariete wnk. Opposite page: a motorcyclist o[the "Piemonte Cavalleria" regiment plans a reconnaissan.ce mission {or /ris Squadron.

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A destra: il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Francesco Cervoni, in visita ai repa1ti impegnati in Bosnia col contingente SFOR. In basso: il capocan-o sulla torretta di un prototipo del nuovo VCC Dardo.

Riglu: The Anny Chief o{ Staff, Generai Francesco Ce1voni, visiting rhe fòrces engaged 1vi1h the SFOR conli11gen1 in Bosnia. Below: 1he ht2(1d o{a tank cre1v in ;he 111rrer ofa proto1ype of 1he 11ew Dardo \/CC.

vamente degli aspetti operativo (il Comandante delle Forze Operative Terrestri), formativo di base (l'Ispettore delle Scuole) e di specializzazione (l'Ispettore delle Armi) e logistico (l'Ispettore Logistico). Attraverso un'interfaccia così semplificata e ridotta, la direzione dell'Esercito diviene per il Capo di Stato Maggiore un compito senz'altro gestibile in termini di maggiore economia ed efficacia. L'organizzazione centrale dello Stato Maggiore, che dipende dal Capo di SME attraverso il Sottocapo, si articolerà nella nuova struttura su cinque Reparti (Impiego del Personale, Impiego delle Forze, Sostegno Log istico, Affari Gen erali e Pianificazione Generale), mentre quello che in passato era il 2° Reparto (SIOS) è destinato ad essere assorbito dal Reparto Informazioni e Sicurezza di nuova costituzione in ambito Stato Maggiore della Difesa. Al di sotto della struttura di vertice, il criterio fondamentale che ha ispirato la ristrutturazione della Forza Armata è stato quello di giungere a una netta separazione fra componente operativa e territoriale. Le nuove missioni e le dimensioni contenute dello strumento richiedono una "gestione" ispirata al più accentuato accentramento delle risorse. In tale prospettiva le competenze operative sono sta.te trasferite per intero al neocostitu ito Comando Operativo delle Forze Terrestri (COMFOTER) di Verona, con lo scopo pri ncipale di assicurare unicità di indirizzo alla preparazione e all'impiego delle forze.

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Un altro obiettivo di fondo, che ha ispirato in questo caso il nuovo disegno dell'organizzazio ne terr itoria le, è sta to quello di snellire una struttura in qualche caso sovraddimensionata, eliminando sovrapposizioni e contrasti ed attuando al tempo stesso un'opportuna ed indispensabile economia di risorse umane e materiali. Alle Regioni Militari - che verranno ridotte dalle precedenti sette a tre (Nord con sede a Padova, Centro con sede a Firenze e Sud con sede a Napoli, cui si affiancheranno i due Comandi Autonomi della Sicilia e della Sardegn a e il neocostituito Comando della Capitale, retto da un generale a tre stelle e desti f')ato ad assolvere soprattutto funzioni di rappresentanza) - rimarranno compiti presidiari, di gestione delle infrastrutture e del demanio militare, di svolgimento delle attività di leva, reclutamento e mobilitazione ed alcune competenze nel settore amministrativo e sanitario (queste ultime da unificare ulteriormente in chiave interforze). Esclusa ogni responsabilità di carattere operativo, ivi compresa quella della logistica di aderenza (deroghe potranno essere decise dallo Stato Maggiore dell'Esercito o dal COMFOTER

A sinistra: un radar LPD-20 della batteria di autodifesa controaerei ciel 185° Reggimento Artiglie1ia Paracadutisti. In basso: l'organigramma della struttura di comando dell'Esercito. u{t: an LPD-20 radar o{1he a11ti-aircra{t defence bauery o( lhe 185th Parairooper Artillery Regi111en1. Be/0\v: organiw1io11 chart of1he Annv

co111111a11d sm,cwre.

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Organizzazione di comando xxxx capo di stato Maggiore ROMA

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Regione Militare Nord

Regione Militare centro

Regione Militare - Sud

PADOVA

FIRENZE

NAPOLI

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comando Autonomo della Sardegna

comando Autonomo della Sicilia

Comando Autonomo della capitale

CAGLIARI

PALERMO

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Ispettorato Ispettorato Ispettorato _ d_e_11e_sc_u_o1_e___d_e1_1e_A_r_ m_i _ _ _L_o_gi_st_ic_o__ ROMA

ROMA

ROMA

ROMA

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Sopra: le forze operative dell'Esercito si suddividono nelle tre componenti di proiezione, reazione e difesa territoriale. In basso: il confronto fra l'attuale organizzazione tenitoriale e quella nuova che 1isulterà dalla ristrnttw·azione.

solo in casi eccezionali), alle dipendenze dell e Reg ioni reste ran no invece gli Ospeda li e i Distretti Militari, questi ultimi sub ord in ati ai Coma ndi Leva, Reclut amento e Mobilitazione delle stesse Reg ion i. La rete dei Distretti è stata già oggetto in passa to di una profo nda rist rutturaz ione che, grazie anche al sempre più massiccio ricorso al l'informatica, ha consentito di ridurre questi enti dagli oltre 65 di qualche anno fa ai 24 attuali, coincidenti in li nea di massima con i capoluoghi di regione. Nei capoluog hi di provincia operano invece i NIP (Nuclei Informazione al Pubb lico), che fo rn iscono ai giovan i interessati al servizio milita re tutte le informazioni necessarie e provvedono al rilascio dei certificati. Un trasferimento di com petenze analogo a quello attuato nel settore operativo dalle Reg ioni Militari verso il COMFOTER è stato introdotto anche per quanto riguarda l'area di supporto territoriale, in questo caso a favore dell'Ispettorato Logistico che, attraverso i due nuovi Comandi d'Area da esso dipendenti, coordinerà la gestione di tutti gli stabilimenti, depositi, reparti ed enti log istici della cosiddetta «fascia di sostegno». In questo settore l'azione di ristrutturazione è resa più lenta e complessa dalla necessità di tener conto di un notevole e variegato insieme di realtà politi-

Above: the operations {orces o{1he Anny are divided into the three componenls o{ projeclion, reaction and lerrilorial de(ence. Beiow: a compaiison be1ween lhe present territorial organization ami ihe new one after reo,ganization.

Organizzazione territoriale ATTUALE

FUTURA

7 Regioni Militari

3 Regioni Militari · 2 comandi Autonomi e 1 comando della Capitale

~:19 Padova

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che, sindacali ed economiche locali e di norme legislative: una cond izione che non modifica in ogni caso l'obiettivo di fondo dello snellimento, della modernizzazione e del recupero di efficienza di una struttura che resta insostituibile per la Forza Armata.

LA COMPONENTE OPERATIVA

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Nella situazione di schieramenti contrapposti e minaccia proveniente da una direzione ben definita che ha caratterizzato gran parte del dopoguerra, fino al crollo dell'URSS e del Patto di Varsavia, il compito dell'Esercito era ch iaramente definito e, di conseguenza, anche la sua organizzazione, la tipologia delle unità e la loro distribuzione sul territorio rispondevano a criteri relativamente semplici ed evidenti. L'esigenza di difendere la «soglia di Gorizia» e le direttrici di possibile penetrazione dell'avversario verso la Valle Padana e il cuore del Paese ha portato per decenni a concentrare la parte numericamente più consistente e meglio equipaggiata delle forze terrestri italiane nello scacchiere nord-orientale della penisola. Le varie brigate, istituite nel 1975 dopo lo scioglimento dei comandi divisionali e progressivamente ridotte di numero (dalle 25 del 1989 alle 19 del 1991 alle 13 attuali) erano poste in tempo di pace sotto il comando operativo del 5° Corpo d'Armata di Vittorio Veneto (per le unità di prima sch iera), del 4° di Bolzano (per le truppe alpine) e dal 3° di Milano (per le unità della riserva di scacchiere), ai quali si sarebbe sovraordinato, in caso di crisi o di conflitto, il Comando delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa di Verona (un ente coma ndato da un generale italiano a quattro stelle ridotto, in tempo di pace, al ruolo di pianificazione e al controllo di un 'unica componente operativa, l'Art iglieria Contrae rea dell'Esercito). Il nuovo scenario del dopo Guerra Fredda ha ,, influ ito sulla qualità e sulla quantità delle forze terrestri necessarie alla difesa del ' Paese e dei su i interessi internazional i e, sommandosi agli altri fattor i che determ in ano la struttura dello strumento militare (evoluzione della dottrina d'impiego; progresso tecnologico; disponibilità di risor-

Sopra: il carro armato Leopard IAS, già in dotazione alla Brigata «Gaiibaldi». In basso: VCC-1 dotati di protezione aggiuntiva schierati in Bosnia con il contingente IFOR.

Above: the Leopard 1.45 tank, with which the "Garibaldi" Brigade is alreiuly equipped. Below: VCC-Js fìtted with additional protection, deployed in Bosnia with the TFOR contingent.

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I «PACCHETTI DI CAPACITÀ» ,·

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Sopra: elicotteri CH-47 Chinook dell'Aviazione dell'Esercito; la capacità di trasporto di queste macchine è un fattore decisivo per l'aeromobilità. A destra: una blindo leggera 6614 in Bosnia. Nella pagina accanto: un sottufficiale del «Col Moschin» a1mato col fucile d'assalto Steyr AUG.

Above: Cl-1-47 Cliinook l,elicopters o{ the Army J\via1io11; 1!,e 1rt111spor1atio11 capacily of!l1ese 111acl1i11es is a decisive faclor in air mobility. Righi:a 6614 light annoured car in Bosnia. Opposite page: a11 NCO o{the "Col .Moschin" regi111e11/ armed with a Steyr AUG assau/t rifle.

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se umane e finanziarie; introduzione della componente volontaria e riduzione della durata della ferma di leva, ecc.), ha contribuito a ridefinire la componente operativa dell'Esercito Italiano.

Da un lato il nuovo quadro geostrategico (e la tipolog ia delle missioni che ne derivano per le Forze Armate) ha messo in evidenza la necessità di disporre non più di un dispositivo strutturato ed addestrato per operare in uno specifico ambito int ernazionale per rispondere più efficacemente possibile alla "minaccia" che caratterizza lo scenario della contrapposizione bipolare, ma al contra rio articolato, mobile e f lessibile, adatto ad esprimere interventi tempestivi anche a grandi distanze ed adatta bile ad una più ampia gamma di missioni rispetto al passato. Dall'altro la considerazione delle risorse realisticamente disponibili ha portato a riconsiderare anche la quantità, la qualità e l'organizzazione delle forze. Dal compromesso fra esigenze e vincoli di natura politica e finanziaria è emersa l'opportunità di puntare su un complesso di forze comprendente tutte le componenti più moderne ed idonee a rispondere ai prevedibili requisiti di missione, organizzate secondo un criterio modulare che consenta di attingere di volta in volta alle unità più adatte per costitu ire, secondo il principio della «Task Organization», il contingente da proiettare sul teatro per lo specifico intervento. Alla base del processo di riorganizzazione della componente operativa sono state poste le principali capacità che l'Esercito deve poter esprimere in risposta alle sfide del nostro tempo, da raggruppare quindi in veri e propri «pacchetti» da

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A destra: automezzi VM 90 della «Folgore» in Bosnia; la Brigata Paracadutisti è la tipica espressione della capacità d'i.ntenrento rapido e delle doti di professionalità richieste alle forze di proiezione. In basso: un alpino del s• Reggimento, unità alimentata con soldati di leva.

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Right: VM 90 vehides o(the "Folgore" in Bosni.a. The Paratroopers Brigade is a typical extJmple of the capacity for rapid intervention and the professional skills needed by 1he projection (orces. Below: an Alpino soldier o( the 5th Regiment, a unit staffed by conscripts.

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destinare in risposta alle esigenze che effettivamente si manifestano. Oltre all'analisi del quadro di riferimento interno e internazionale, a fondamento di questo processo sono stati assu nti i capisaldi concettuali della NATO relativi alla prevenzione attiva e alla suddivisione delle forze in base al livello di prontezza (forze di reazione, di difesa principali e aggiuntive), nonché il concetto di Combined Joint Task Force (CJTF), cioè di una forza d'impiego multinazionale e interforze, integrata e rapidamente proiettabile, in grado di condurre diversi tipi di operazioni. Per rispondere nel modo più efficace alle diverse esigenze con le risorse attuali e con quelle prevedibilmente disponibili, le forze sono state suddivise in tre categorie che, in relazione alle priorità d'impiego (e di destinazione delle risorse per raggiungere gli standard di efficienza richiesti) sono nell'ordine: - forze di proiezione per le operazioni fuori area, costituite da componenti rapidamente proiettabili ed espandibili che, per quanto riguarda le forze, consistono in unità monofunzione (tipicamente a livello di reggimento) alimentate con personale volontario, addestrate ed equipaggiate a condurre principalmente operazioni di peace support; - forze di reazione, destinate ad operare nel contesto delle analoghe forze NATO, alimentate preferibilmente con personale volontario, equipaggiate ed addestrate prioritariamente secondo gli standard dell 'Alleanza; - forze per la difesa del territorio, alimentate con personale di leva, equipaggiate ed addestrate soprattutto per operazioni di presenza e sorveglianza ma in grado di concorrere, all'emergenza, anche allo svolgimento di missioni fuori area e/o di difesa comune. La definizione delle capacità operative ha portato ad individuare le seguenti funzioni: - comando e controllo, svolta da comandanti e staff; ESERCITO E PROFESSIONISTI


A sinistra: un autocarro del 2° Reggimento Genio Pontieri procede al varo cli un elemento di ponte galleggiante PGM. In basso: carri armati Leopard 1 durante un'esercita7..ione di tiro nottwno sul poligono del • Cellina-Meduna.

Lefì: a lony o( the 2nd Engineers Regiment is launching a PGM floating bridge. Below: leopard 1armoured cars during night fìring practice on the Cellina-Meduna range.

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- supporto al comando e controllo, comunicazioni e computer (C4), affidata a sistemi automatizzati in grado di acquisire, elaborare e trasmettere ord ini e dati in tempo reale e su ogn i distanza; - combattimento, affidata a forze di diverse tipologie (meccanizzate, corazzate, di fanteria leggera, aeromobil i ecc), caratterizzate da differenti livelli di proiettabilità, mobilità tattica e strategica, protezione e potenza di fuoco; - supporto al combattimento, svolta principalmente dall'artiglieria (campale e controaerei), dal genio e dall'Aviazi@ne dell'Esercito;

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A destra: addestramento col simulatore di tiro del lanciarazzi anticarro Panzerfaust 3 presso la Scuola di Fanteria di Cesano. In basso: una coppia di blindo Centauro di scmta a una colonna logistica del contingente IFOR.

Right: training with the {tring simulator ofthe Panze,faust 3 anti-tank rocket launcher at the Cesano Infan.t1y School. Below: a pair of Centauro annoured cars esconing a logistics column of the IFOR contingent.

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- supporto logistico al combattimento, affidato alle unità logistiche delle forze operative all'interno della cosiddetta «fascia di aderenza», e agli organi dell'Ispettorato Logistico di Forza Armata nella «fascia di sostegno». Altre funzioni specializzate (difesa NBC, guerra elettronica, operazioni psicologiche, intelligence, ricognizione, acqu isizione obiettivi ecc.) devono inoltre essere disponibili in relazione a forme di minaccia presenti o possibili in alcuni scenari. Le precedenti funzion i, t radotte in «moduli» (cioè in unità elementari : tipicamente il reggimento per la fanteria, la batteria di 8 pezzi per l'artiglieria, la compag nia per il genio ecc.) di volta in volta selezionabili e assiemabili in funzione della specifica missione ri~hiesta, danno vita ai cosiddetti «pacchetti di capacità», composti da strutture di comando e controllo e da unità e mezzi idonei ad assolvere le funzioni richieste . In linea con le tre categorie di forze individuate in precedenza, anche i pacchetti di capacità sono di tre tipi: pacchetto di proiezione, pacchetto di reazione e pacchetto di presenza e sorveglianza. Il pacchetto di proiezione, destinato alla difesa degli interessi esterni e al concorso alla sicurezza e alla stabilità internazionale, comprende strutture di comando proiettabili, espandibili in senso multinazionale e, a livello di comandi intermedi, anche interforze; forze di manovra dotate di adeguata mobilità, protezione, potenza di fuoco e capacità di azione ognitempo; unità per il supporto al combattimento (artiglieria, genio) e per il supporto logistico. Sul piano dell'addestramento, gli elementi del pacchetto debbono essere preparati per condurre in via prioritaria operazioni in ambienti caratterizzati da situazioni conflittuali di bassa intensità e lunga durata. Il pacchetto di capacità di reazione comprende in linea di massima le stesse componenti, caratterizzate però da un equi paggiamen to pi ù «pesante», in quanto queste unità sono prioritariamente destinate a far fronte a conflitti di alta intensità; un altro requisito è la sta ndardi zzazione degli eq uipaggia menti e del supporto logistico, necessari per assicurare il massimo gra do di interoperabilità con i partner della NATO.

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A sinistra: un Leopard lAS della B1igata «Garibaldi» movimentato da un portacarri francese nei pressi di Sarajevo; l'interoperabilità con le forze degli altri paesi è un requisito fondamentale per la partecipazione alle_ missioni multinazionali. In basso: un AB.205 di ITALHELY in volo sul deserto somalo. - >·

Le/i: A l.eopard JA5 ofthe "Garibaldi" Brigade being transported by a French tank-carrier near Sarajevo; the possibility ofinter-operating with the forces of other countries is a basic requirement far participating in multinational missions. Below:an ITALHELY AB.205 flying over th.e Somali desert.

I pacchetti di proiezione e di reazione costitu iscono, nel loro insieme, le forze predisposte per l'impiego al di fuori del territorio nazionale, ed ammontano nel complesso a due Comandi di livello divisionale e 7 brigate con i relativi supporti tattici e log istici. Di fatto, in occasione dell'impiego il complesso di forze esprimibili non sarà dato (salvo nel caso, oggettivamente improbabile, di un impegno NATO e uno fuori area concom itanti) dalla somma dei due pacchetti ma un loro «minimo comune multiplo», cioè da un certo numero di moduli operativi tratti dall 'insieme delle risorse. Lo sforzo massimo che si punta a poter esprimere contemporaneamente riguarda infatti un comando a livello divisionale e due brigate per operazioni di durata limitata nel tempo, oppure un comando divisionale e una brigata per operazioni che comportino la necessità di avvicendamenti. Il terzo pacchetto, denominato di presenza e sorveglianza, raggruppa le forze destinate ad operare essenzialmente sul territorio nazionale, anche se la loro consistenza numerica (6 brigate nel complesso) discende sempre dagli impeg ni assunt i dall 'Italia in ambito NATO. Caratterizzato da comandi solo limitatamente proiettabili ed espandibili, da un equipaggiamento «legge ro» (a nche se «in duribil e>> all 'occorrenza con l'aggiunta di oppo rt uni moduli) e da un 'alimentazione con militari di leva, questo pacchetto può esprimer~ tipicamente due brigate da impegnare in operazioni di controllo del territorio, oppu re tutta la sua potenzialità in caso di crisi generalizzata,

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Il Camand.a Operativa Uno degli eventi più significativi nel processo di ristrutturazione dell'Esercito è la creazione del G:omando Operativo delle Forze Terrestri (COMFOTER), alle cÙi dipendenze agiranno tutte le unità e i supporti' con compiti operativi distribuiti sino a ieri fra i Comandi di Corpo d'Armata e di Regione Militare. Il generale Giuseppe Ardito, responsabile del COMFOTER e del Comando delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa (FTASE) di Verona, illustra i capisaldi e gli obiettivi della nuova organizzazione.

Quale scopo si propone la creazione del Comando Operativo delle Forze Terrestri (COMFOTER), e che vantaggi comporterà per l'Esercito Italiano? Lo scopo principale della nuova organizzazione consiste nella possibilità di awalersi di un'unica catena di comando, in grado di g_ estire con visione unitaria sia l'addestramento che le attività operative delle forze terrestri italiane, che nel passato dipendevano da Comandi diversi. Ciò sarà attuato dal COMFOTER non direttamente, ma utilizzando quali organi demoltiplicatori quattro Comandi Intermedi ed un Comando dei Supporti. li vantaggio per l'Esercito Italiano deriva dalla piena applicazione del principio organizzativo dell'unicità di comando, che si traduce in omogeneità di direttive e di addestramento. Owiamente quest'ultima non va intesa nel senso che tutti faranno le stesse attività: vi saranno sempre diverse tipologie di forze con diverse funzioni, e quindi moduli addestrativi specifici, accanto ad altri comuni; tutto però inquadrato in un'armonica e complementare visione d'insieme.

Quali modifiche dovrà subire il Comando di Verona, in termini di infrastrutture e di personale, per far fronte alle nuove responsabilità ? Attualmente il Comando FTASE è distribuito in cinque infrastrutture disseminate nella città di Verona, circostanza che crea notevoli problemi di funzionamento vista la mancanza di continuità fisica tra Uffici e Sezioni, indispensabile per operare e decidere in tempi ristretti. Abbiamo di conseguenza già pianificato, awalendoci se e per quanto possibile anche di fondi NATO, di rendere completamente funzionale la caserma «Passalacqua», dove contiamo di dislocare in un futuro molto prossimo tutto il Comando, organizzato secondo la nuova struttura come Comando NATO e come COMFOTER. Palazzo Carli verrà mantenuto unicamente come sede di rappresentanza. Per quanto riguarda il personale è chiaro che saranno necessari incrementi, sia in ambito nazionale che alleato, perchè il Comando dovrebbe accrescere le proprie responsabilità anche in campo internazionale.

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Quali saranno i comandi demoltiplicatori dipendenti da COMFOTER, e quali i loro compiti? I comandi demoltiplicatori - o, per meglio dir.e, i Comandi Operativi Intermedi - nasceranno dalla ristruttorazione, già in atto,' dei Comandi del 4° Corpo d'Armata Alpino, del 5° Corpo d'Armata e del Comando del 3° Corpo d'Armata, per il quale i tempi di trasformazione si sono dovuti dilatare a causa della missione in Albania. Il quarto Comando Operativo Intermedio verrà costituito ex-novo in Napoli a partire dal mese di ottobre. Questi Comandi saranno caratterizzati dalla tipologia delle forze alle loro dipendenze: quello di Milano disporrà di Forze di Proiezione ed inquadrerà brigate alimentate da volontari; quello di Bolzano, anch 'esso in parte proiettabile, raggrupperà le Truppe Alpine; quello di Vittorio Veneto raggrupperà le brigate destinate al Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO, l'ARRC; quello di Napoli inquadrerà infine le brigate dislocate nell'Italia centro-meridionale e insulare. Gli ultimi due comandi avranno soprattutto compiti di difesa e controllo del territorio, ma all'occorrenza potranno esprimere unità per altri impieghi, sia nell'ambito dell'Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico (difesa dei Paesi membri dell'Alleanza) che per esigenze di natura nazionale. Le unità a disposizione di ciascun Comando assumeranno la fisionomia di «pacchetti di capacità» omogenei, in funzione delle capacità operative che potranno esprimere- legate anche al tipo di alimentazione (leva o volontari) - e, di conseguenza ai compiti che saranno loro assegnati. La capacità operativa che il COMFOTER sarà in grado di esprimere dipenderà in larga parte dalla preparazione dei reparti dipendenti: secondo quali linee verrà condotto l'addestramento? Innanzitutto vorrei ricordare che esiste anche un altro fondamentale elemento, rappresentato dalla motivazione. Se manca la motivazione che deriva anche dal riconoscimento, da parte della collettività, dell'utilità delle Forze Armate -, è difficile che qualsiasi tipo di addestramento

aM!i

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delle Forze Terrestri possa produrre gli effetti voluti. La motivazione del personale- ufficiali, sottufficiali e soldati, volontari e di leva - è alla base di qualsiasi risultato. Ritornando all'addestramento, ribadisco che esso non potrà essere uguale per tutti. Pur realizzando l'unicità di indirizzo - che costituisce uno degli obiettivi prioritari dell'istituzione del COMFOTER -, non si intende con questo appiattire l'addestramento su attività generalizzate comuni: sarebbe anacronistico e privo di senso. È evidente che l'addestramento del volontario è diverso da quello del militare di leva, che presta servizio solo per 1O mesi. I volontari devono essere in grado di partecipare a qualsiasi tipo di operazione (sempre tenuto conto della loro «anzianità» owero, in definitiva, della loro reale preparazione): pur osservando quindi un criterio di gradualità, ai volontari potrà essere richiesto indifferentemente di operare nelle cosiddette situazioni «Articolo 5» o in altri contesti, ad esempio di peace keeping, dove è necessaria una professionalità più articolata e completa rispetto a quella che compete al tradizionale impiego in situazioni «classiche». In altre parole, diverse sono le conoscenze e la preparazione per l'impiego in operazioni di peace keeping, rispetto a quelle richieste in operazioni di difesa· del territorio. La differenziazione dell'addestramento sarà quindi determinata dai compiti, anche se si dovrà fare in modo che tutti siano in possesso della preparazione di base per la condotta di operazioni di difesa classica e per l'impiego degli equipaggiamenti standard. Questi requisiti restano alla base della formazione di tutti: ciò che va oltre è un addestramento peculiare, possibile - per owie ragioni di tempo-, solo per i volontari che sceglieranno di rimanere più a lungo in servizio.

Quali categorie di supporti è previsto di assegnare alle forze operative, e come verranno inquadrati? Il criterio con cui stiamo lavorando alla riorganizzazione del settore è quello di raggruppare ed accentrare i supporti che si trovano oggi variamente dislocati sul territorio nazionale, e che verrebbero a trovarsi privi di un punto di riferimento a seguito dello scioglimento dei vari Comandi Operativi e Territoriali (Corpi d'Armata e Regioni Militari). Da questo processo potrebbero risultare anche delle disomogeneità nei numeri e nella distribuzione; vedremo, al termine dell'attuale processo di analisi e valutazione, ciò che effettivamente ci servirà e ciò che potremo mantenere. Sul piano ordinativo, i supporti verranno posti alle dipendenze del COMFOTER attraverso un vicecomandante (DCOMSUP) che svolge le funzioni di «Deputy» per questa specifica componente. Ai Comandi Operativi Intermedi verrà lasciato, in termini di supporti, quanto strettamente necessario al «pacchetto di capacità» che gli stessi devono esprimere, evitando inutili aggravi gestionali. Peraltro, l'accentramento dei supporti facilita la loro assegnazione in base alle esigenze operative che scaturiscono dallo specifico intervento che i Comadi Intermedi si troveranno a dover condurre. Per quanto riguarda 'le tipologie, dal Comando dei Supporti Sotto: cingolati vcc2 della Brigata «Garibaldi» in addestramento; dipenderanno l'Artiglieria Controaerei .(già oggi costituita come la Grande Unità dipende dal Comando delle Forze di Proiezione. comando a sè stante, che però non dipenderà più dal Below: VCC2 tracked vehicles ofthe "Garibaldi" Brigade in training; the brigade comes under the Comandante delle FTASE ma dal DCOMSUP), l'Aviazione commandoftheProjecti.onforce. dell'Esercito, un Comando dell'Artiglieria terrestre, uno del Genio, uno delle Trasmissioni e un Comando logistico. In merito ai numeri, qualcosa sarà probabilmente da rivedere . Attualmente vi sono ad esempio 5 reggimenti d'artiglieria non in organico alle brigate, in quanto supporti di Corpo d'Armata o delle Regioni Militari. In futuro sarà necessario valutare la convenienza di manttnere questo numero, in base ai criteri di omogeneità, costo/efficacia e razionalizzazione; mi riferisco in particolare all'opportunità di mantenere o meno calibri, eqyipaggiamenti e materiali diversi. Analoghe considerazioni valgono per le altre categorie di supporti, fermo restando il criterio dellà gestione accentrata e dell'assegnazione, al momento dell'impiego, ai Comandi che ne avranno la necessità.

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A destra: genieri della «Folgore» im pegnati nel montaggio di un ponte MGB. In basso: per effetto della recente ristrutturazione, la componente operativa dell'Esercito è stata riw1ita alle dipendenze del COMFOTER di Verone), con l'obiettivo di assicw·are unicità di comando e omogeneità di direttive e di preparazione.

Right: sappers ofthe "Folgore" brigade erecting an MGB bridge. Below: as a result o(the recent reorganiz.ation, the operative component ofthe Anny has been transferred under lhe Command of COiHFOTER in Verona {or lhe pwpose of, guaranteeing singleness ofcommand and homogeneity o{orders and training.

assumendo in questo caso la disponibilità di un preavviso sufficiente per perfezionare qualitativamente e quantitativamente organici, addestramento e dotazione di materia li.

IL COMANDO DELLE FORZE OPERATIVE TERRESTRI La riorganizzazione delle forze terrestri, attuata sia sulla base dei «pacchetti di capacità» appena descritti che delle esigenze di distribuzione e presenza sul territorio nazionale in fun-

struttura della componente operativa xxxx Capo di SME

...__ _ _,_ _R_O_M_. A

xxxx COMFOTER

. I

Reparto ~ornando

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I

I

comando delle Forze di Proiezione

VERONA

SM-E

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SM Il

VERONA

DCOMSUP

LI

II 11 1

comando delle Truppe Alpine

MILANO

1° Comando delle Forze di Difesa

BOLZANO

2° comando delle Forze di Difesa

VITIORIO V.

NAPOLI I

comando Artiglieria C/A

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comando AVES

I

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111

comando Rgpt. Artiglieria

comando Rgpt. Genio

comando supporto Logistico

Comando C3

I


zione della nuova connotazione dei rischi e delle minacce, ha portato alla creazione di un Comando Operativo de lle Forze Terrestri (COMFOTER) dal quale dipende inte ramente, sin dal tempo di pace, tutta la componente operativa dell'Esercito. Innestato sulla base del preesisten te Comando FTASE di Verona e retto da un generale italiano a quattro stelle, il COMFOTER esplica la sua funzione attraverso quattro comandi demoltiplicatori intermedi ed è responsabile della preparazione dei coma ndi e delle unità dipendenti, in sintonia con le esigenze operative connesse al «pacchetto di ca pacità» cui le stesse forze appartengono. La piena applicazione del

A sinistra: l'addestramento dei volontari destinati alle specialità della Fanteria si svolge in parte presso la Scuola di Cesano. In basso: l'organigramma del Comando delle Forze di Proiezione di Milano; il nuovo comando è già stato chiamato ad esprimere la sua funzione nel corso della missione «Alba».

Left: the training o{volunte.ers destined (or the specialities o( the Infantry is pa11/y done al the Cesano School. Below:organiz,ational chart of the Comm.a.nd o(the Projection. Force in Milan; the new command has already been ca/led on lo operate during 1/ie "Alba'' mission.

.principio organizzativo dell'unicità di comando che viene introdotta con la costituzione del COMFOTER si dovrà tradurre, unitamente all'attuazione di una pianificazione dinamica degli investimenti, in un processo in grado di portare in tempi ragionevoli una parte sempre più consistente della Forza Armata ai livelli di efficienza e di capacità richiesti dai moderni scenari e dalla necessità di condurre operazioni Il comando delle Reparto integrate in ambito multinazionale. Forze di Proiezione comando Dipendente dal Ca po di Stato lii Vice Maggiore dell 'Esercito, il Comandante comandante 10° Rgt. Genio lii delle Forze Operative Terrestri (che porta Rgt. il «doppio cap{>"èllo» nazionale e NATO, lii Lagunari 1° Rgt. in quanto mantiene accanto alla nuova Trasmissioni funzione anche il precedente incarico di lii X X Comandante delle Forze Terrestri Alleate 33° Rgt. Brigata Brigata del Sud Europa) risiede in Verona .ed Logistico «folgore» «Garibaldi» esercita la sua autorità in materia di prelii parazione, addestramento ed impiego · 3° Rgt. AVES delle forze attraverso quattro comandi operativi intermedi, più un comando dei

comando delle Forze di Proiezione <Milano)

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Brigata «Friuli»

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Sopra: il 1° Reggimento Lagunari opera alle dipendenze del COMFOP di Milano. In basso: I'0rga1ùgramma del Comando delle Tiuppe Alpine, erede del Comando del 4° Corpo d'Armata Alpino di Bolzano.

Supporti. I Comandi Inte rmed i, nati in parte dalla riconfigurazione dei preesistenti comandi di Corpo d'Armata (di Milano, Bolzano e Vittorio Veneto) in parte di nuo.va costituzione (Napoli), raggruppano alle loro dipendenze unità di livello brigata (p iù un numero limitato di supporti) scelte con criteri di omogeneità nell'ottica dei pacchetti di capacità precedentemente definiti. Così dal Comando di Mila no, denominato Comando delle Forze di Proiezione (FOP), dipendono t re br igate che a regime sa ra nno alimentate interamente da prof essionist i («Gar ibal di», «Friuli» e «Folgore») e che, nel loro insieme, dovranno esprimere le capacità richieste al «pacchetto di proiezione». Il Comando delle FOP, che ha già avuto modo di esercitare in occasione dell'operazione «Alba» una prima «proiezione» esterna in linea col tipo di impiego destinato a contrassegnarlo, inquadra anche il 1° Reggimento Lagunari (anch'esso ad alimentazione volontaria) e quattro unità di supporto (un reggimento del genio, uno logistico, uno delle trasmissioni

.4bove: the 1st Amphibious Regiment opera/es under the Milan COlvlFOP. Below: organization cha,1 ofthe Command of the Alpine Troops, successor 10 the Command ofthe 4th Alpine Army Corps of Bolzano.

comando delle Truppe Alpine <Bolzano) Il

Reparto Comando Il

I

Btg. Alp. Par. «Monte cervino» lii

2° Rgt. Genio lii 2° Rgt. Trasmissioni lii

. 24° Rgt. Logistico 111

4° Rgt. AVES

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comandante delle Truppe Alpine Vice comandante X

I I I

centro Addestramento

X

X

X

Brigata «Taurinensen

Brigata <dulia»

Brigata «Tridentina,,


e uno dell'AVES). Come si può constatare le brigate dipendenti (di stanza rispett ivame nte a Caserta, Bologna e Livorno) non sono più dislocate nelle vicinanze del comando, come accadeva in passato per i Corpi d'Armata, ma il loro ragg ruppamento risponde ad un criterio puramente funzionale. Il Comando delle Truppe Alpine (TA), erede del 4° Corpo d'Armata Alpino di Bolzano, è un comando solo parzialmente proiettabi le che raggruppa a sua volta tre brigate, scelte in questo caso sulla base della comune matrice di truppe da montagna anche se di fatto corrispondono a due diversi pacchetti di capacità, quello di proiezione (per la Brigat a «Taurinense») e

A sinistra: alpini in addestramento. Dal Comando di Bolzano dipendono le tre brigate alpine, una delle quali (la « Taurinense») alimentata con personale volontalio. In basso: l'organigramma del 1° Comando delle Forze di Difesa di Vitto1io Veneto.

u~: Alpine troops in training. The three Alpine Brigades come under the Bolzano Command; one ofthem (the "Taurinense") is staffed with volunteers. Belaw: organizational chai1 ofthe Vittorio Veneto 1st Defence Forces Command.

quello di presenza e sorveg lianza (per le altre due). Si tratta delle brigate «Taurinense» di Torino (alimentata a regime su base volontaria, e già da tempo destinata ad espri mere la componente terrestre italiana dell'Aflied Mobile Force (Land) della NATO), <<Julia» di Udine e «Tridentina» di Bressanone, cui si affiancano il Battaglione Alpini Paracadutisti «Monte Cervino» e reggimenti del genio, delle trasmissioni, logistico e dell' AVES . In questo caso la dislocazione sul territorio (sostanzialmente coincidente con la fascia alpina) è legata alla tipologia delle forze, npnché all'esigenza di mantenerle unite alroscopo di salvaguardare il loro legame con le aree di reclutamento e di impiego, il loro esclusivo patrimonio professionale e morale e di faéilitare l'implementazione di moduli addestrativi comuni . Da l Comando delle Truppe Alpine dipende anche il Centro Addestramento Alpino (ex Scuola Militare Alpina) di Aosta, sempre in virtù della peculiare funzione di questo istituto. Il 1° Comando delle Forze di Difesa (FOD), creato a Vittorio Veneto sulla

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1° comando delle Forze di Difesa (Vittorio veneto> Il Reparto comando lii

3° Rgt. cenio

I I

comandante Vice comandante

I I

lii 7° Rgt.

Trasmissioni lii 5° Rgt.

AVES

X

X

X

Brigata «Ariete»

Brigata «Centauro»

Brigata «Pozzuolo del Friuli»

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A sinistra: a differenza degli altri comandi intennedi, innestati sulle preesistenti strutture dei Comandi di Corpo d'Annata, quello di Napoli è di nuova costruzione. In basso: un lanciatore del sistema missilistico Spada in dotazione ali'Artiglieria Controaerei dell'Esercito.

2° comando delle Forze di Difesa <Napoli> Il

Reparto comando 111 4° Rgt.

Genio

Left: unlike other intermedia/e commands, inserted inio existing struciures, the Naples Command was set up recently. Beloiv:a launcher o{the Spada missile system supplied to the Anny Anti-aircraft Artille1y.

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lii Rgt.

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Trasmissioni

Nota 11 l: da costituire

base del preesistente Comando del 5° Corpo d'Armata, ragg ruppa le tre brigate («Ariete» di Pordenone, «Pozzuolo del Fri uli » di Gorizia e «Centauro» di Novara) destinate al Corpo di Reazione Rapida (ARRC) della NATO, e come tali espressione del pacchetto di capacità di reazione. Alle brigate si affiancano quattro reggimenti di supporto (genio, trasmissioni, logistico e AVES). Il 2° Comando delle Forze di Difesa, di nuova istituzione e basato a Napoli, comprende invece (oltre ai soliti reggimenti di supporto) quattro brigate («Sassari» di stanza nell'omonimo capoluogo sardo, «Granatieri di Sardegna» di Roma, «Pinerolo» di Bari e «Aosta» di Messina), tutte alimentate con personale di leva ed associate al pacchetto di capacità di presenza e sorveglianza. Il Comando dei Supporti, dipen dente dal COMFOTER al pari dei precedenti quattro Comandi Intermedi, inquadra due comandi già preesistenti - quello dell'Artiglieria Contraerea dell'Esercito e quello dell 'Aviazione dell'Esercito (con i reparti ad essi subordinati) - ed altri tre di nuova cost ituzione, destinati a raggruppare rispettivamente alcu ne unità di supporto al combattimento (regg imenti di artiglieria e del genio), delle trasmissioni (inclusa la componente guerra elettronica e intelligence) e logistiche, dipendenti in passato dalle brigate o dai Comand i di Regione Militare. Si tratta in questo caso di un accentramento che risponde soprattutto al la volontà di evitare aggravi gestionali ai Comandi Intermedi, ai quali i supporti verranno assegnati al momento

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della necessità in relazione alle effettive capacità che il «pacchetto» sarà chiamato ad esprimere.

FORMAZIONE E QUALIFICAZIONE .

Il fattore più importante dell'efficienza dello strumento militare è rappresentato dal personale. La selezione, la formazione e la preparazione sono sempre state oggetto di pa rticolare attenzione e impegno da pa rte delle Forze Armate italiane, e ciò è ancora più vero oggi alla luce della decisione di adottare un sistema misto leva/volontari e delle mutate esigenze operative. Scenari quali, ad esempio, quelli relativi agli interventi per il mantenimento della pace comportano l'impiego di personale in formazioni sempre più piccole, che operano con larga autonomia, in ampi spazi, spesso in condizioni di isolamento, e richiedono quindi ai comandanti dei minori livelli la capacità di operare e decidere con sempre maggiore iniziativa. L'azione formativa di qualificazione e specializzazione non è più quindi rivolta unicamente ai Quad ri, ufficiali e sottufficia li, ma anche ai volontari in ferma breve o in servizio permanente in quanto potenziali comandanti o gregari delle minori ll-l~~ììi unità . Queste considerazioni, unitamente ad altre di carattere economico, hanno por.tato a una radicale revisione del comparto formativo e scolastico, dalla quale è emersa un'org anizzazione basa ta su due distinte strutture: l'Ispettorato delle Scuole, preposto al settore formativo di base, e l'Ispettorato delle Armi, responsabile della qualificazione/specializzazione del personale - di tutti i gradi - appartenente alle varie Armi/Specialità dell'Esercito.

L'ISPETTORATO DELLE SCUOLE Èsull'lspetto'rato delle Scuole, la cui sede è a Roma, che ricade la responsabilità della formazione di base del persona le e da esso dipendono quindi i diversi istituti di formazione degli ufficiali, sottufficiali e volontari di truppa della Forza Armata. Ancora a monte di questi si colloca l'Ente preposto alla selezione del personale candidato a frequentare le Scuole di formazione, ovvero il Centro Nazionale di Selezione di Foligno. Tutti coloro che decidono di accedere attraverso uno dei molteplici concorsi a uno degli Istituti di formazione dell'Esercito Italiano, ovvero coloro che, già arruolati, desiderano transitare da una categoria all 'altra , devono infatti recarsi come primo passo presso la caserma della città umbra, intitolata al Generale Gonzaga del Vodice, dove dal 1997 si svolgono tutte le prove e i

Sopra: la Bandiera del!' Accademia di Modena precede gli Allievi durante w1a sfilata. Al prestigioso istituto resta affidata, in un contesto didattico profondamente rinnovato, la formazione degli Ufficiali dell'Esercito Italiano.

Above: The pag of the Modena Academy prewles Cadets during a parade. This eminent institute is charged with the training o( the Offì.cers o(the lta.iian Anny with a new educational approach.

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Sopra: addestramento al tiro con l'armamento individuale con l'uso di un simulatore FATS. In basso: allraverso gli Istituti e i Reparti subordinati, l'lspettorato delle Scu~le provvede alla formazione di base di tutto il personale dell'Esercito.

Above:fìring training with individua.I equipment, using a FATS simulator. Below: through the Institutes and subordina.te Divisions, lhe Schools Inspectorate takes care oflhe basic training o(a/1 Army personnel.

test attitudinali. Per poter accogliere l'elevato numero di candidati che spesso •affluisce in queste occasioni il Centro è attrezzato con aule sufficienti ad ospitare 4.000 persone, cui si aggiungono i gabinetti medici e gli uffici per i gruppi selettori, che consentono di svolgere con ritmi elevati le prove psico-attit udinaIi. Per le prove fi siche la Caserma dispone invece di un campo sportivo. Sotto l'androne della «Gonzaga», sulla cui facciata nei giorn i di concorso sventola il Tricolore, sono quindi desti nati a passare tutti i futuri ufficiali, marescialli e volontari dell 'Esercito Italiano. Da ll ' Ispettora t o dipe nd ono po i l'Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino. Il pri mo istituto è destinato al reclutamento e alla formazione degli ufficiali in servizio permanente del ruolo normale unico delle va rie Armi (Fa nteria, Cava lleria, Artiglieria, Geni o e Trasm issioni), dell'Arma dei Carabinieri e dei Corpi Automobilistico, di Comm issariato (ruolo sussistenza) e di Amministrazione. L' insegnamento impartito comprende materie militari e universitarie. Al termine del secondo anno i giovani, ormai sottotenenti di prima nomina, transitano a Torino presso la Scuola di Applicazione, con l'eccezione di quelli dell 'Arma dei Carabinieri e del Corpo Automobilistico per i quali è previsto un diverso iter. Qui gli ufficiali completano la propria formazione militare e proseg uono quella universitaria, prima di essere assegnati ai reparti di impiego quali ufficiali subaltern i. Il terzo ente scolastico destinato agli ufficiali e dipendente

Ispettorato delle scuole xxx Ispettore delle scuole

centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell'Esercito

Accademia Militare

scuola Lingue Estere dell'Esercito

MODENA

FOLIGNO

scuola di Guerra

PERU GIA

CIVITAVECCHIA

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Scuola Militare «Nunziatella»

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NAPOLI

Distaccamento scuola Militare «Nunziatella» M ILANO

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Scuola di Applicazione

scuola Allievi Sottufficiali VITERBO

Reggimento Addestramento Volontari


A s inistra: un obice FH-70 da 155/39 mm impegnato in un'esercitazione a fuoco; la responsabilità della formazione specialistica fa capo all'Ispettorato delle Almi. In basso: bersaglieri della «Galibaldi» a un campo d'arma.

Le~: a 155139 mm FH-70 howitzerengage.d in {tring practice; responsibility fòr specialized training lies with the Weapons Inspectorate. Below: Bersaglieri ofthe "Garibaldi" Brigade on camp.

dall'Ispettorato è la Scuola di Guerra di Civitavecchia, il cui compito pri mario è di completare e uniformare la preparazione degli ufficiali dell'Esercito in servizio permanente effettivo attraverso il corso di Stato Maggiore. Superata la selezione, i futuri marescialli transitano invece dalla Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo. Con la suddivisione dei sottufficiali in due ruoli, marescialli e sergenti, la Scuola ha considerevolmente cambiato fisionomia: dal 1998 infatti inizieranno i corsi per marescialli, destinati a div~ntare in seguito comandanti di plotone. Dalla Scuola dipendono anche i cinque Reggimenti Addestramento Volontari (RAV) preposti alla formazione dei volontari a ferma breve (VFB) e dei volontari in servizio permanente (VSP), le due nuove figure che stanno iniziando ad alimentare le unità destinate agli impieghi fuori area. Sempre a Viterbo verranno inoltre formati i futuri sergenti, provenienti dai VSP. La necessità di operare .in un ambiente sempre più multinazionale rende di importanza vitale l'opera della Scuola Lingue Estere dell'Esercito, con sede a Perugia. L'istituto organizza e svolge corsi di lingue presso la sede e presso enti e comandi periferici, coor~(,9<3 e controlla l'insegnamento linguistico presso le altre· Scuole della Forza Armata ed effettua gli accertamenti linguistici per tutto il personale dell'Esercito. Dall'Ispettorato dipende inf ine la Scuola Milhare della Nunziatella, con sede a Napoli e un distaccamento a Milano, che ha quale fine istituzionale la formazione cu lturale, morale, spirituale e fisica dei ragazzi che frequentano presso la stessa i tre ultimi anni dei licei classico e scientifico. L'Ispettorato delle Scuole, che è sovraordinato ai vari istituti, ha infine il compito di emanare le direttive per l'impostazioESERCITO E PROFESSIONISTI

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, ne dei prog rammi scolastici, di indirizzare, coordinare e controllare l'attività didattica e addestrativa, di colla bora re con lo Stato Maggiore per l'elaborazione della normativa d'impiego· e di approvare la programmazione finanziaria e l'impiego dei fondi delle diverse Scuole che da esso dipendono.

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L'ISPETTORATO DELLE ARMI

Sopra: allievi della Scuola Lingue Estere cli Perngia; le operazioni all'estero e in contesti multinazionali rendono la conoscenza delle lingue parte essenziale del patrimonio fonnativo dei Quadii. In basso: artiglieri paracadutisti del 185° Reggimento in esercitazione col mortaio da 120 mm. Nella pagina accanto: genieri del 2° Reggimento in addes ti-amento sul Po.

Above: s1udents at th.e Perugia Foreign Languages School; opera1ing abroad and in multinational contexts makes a knowl.edge oflanguages an essential pari ofihe education of the Cadres. Below: paratrooper artille1ymen ofthe 185th Regimeni at practice with a 120 mm mortar. Opposite page: sappers o(the 2nd Regiment training on the river Po.

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Raggiunta la formazione di base, di competenza dell'Ispettorato delle Scuole, il personale passa alla successiva fase di qualificazione/specializzazione, la cui responsabilità ricade sull'Ispettorato delle Armi, anch'esso con sede in Roma. Presso le Scuole d'Arma e i Centri dipendenti dall'Ispettorato transitano ogni anno 18.000 militari - ufficiali, sottufficiali e volontari - che in diversi momenti della loro carriera vengono chiamati ad ampliare le conoscenze specifiche. li livello dei corsi varia in funzione del grado e delle competenze degli allievi, e può quindi limitarsi in alcuni casi all'aggiornamento su uno specifico sistema d'arma o a un ampliamento delle conoscenze ordinative, dottri nali, tecniche e d'impiego dell'Arma o Specialità di appartenenza o del settore di impiego. In passato esistevano quattro diversi Ispettorati d'Arma, oggi sciolti, le cui funzion i sono state in parte trasferite al nuovo Ispettorato delle Armi (che ha acquisito la funzione di organo centrale di guida, coordinamento e control lo nel settore di competenza delle Scuole d'Arma) e parte alle Scuole stesse. L'Ispettore delle Armi è quindi responsabile dell'addestramento e dell'elaborazione della normativa dottrinale di carattere generale comune a tutte le Armi e

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Ispettorato delle Armi ·

A destra: l'Ispettorato delle Arnù, che ha assorbito parte delle funzioni dei preesistenti Ispettorati di Fanteria e Cavalleria, Genio, Artiglieria e Difesa NBC e Trasmissioni, è oggi l'unico responsabile dell'addestramento specialistico e della qualificazione del personale. In basso: la sede della Scuola di Fanteria di Cesano.

xxx Ispettore delle Armi

I I I --------·xxI -·········: :···-·····xx··········: :·········xx"·········: :·········xx··········: ,_.,......,......._;.......,=,.-", Vice Ispettore per le Armi di Fanteria e cavalleria e comandante della scuola di Fanteria

Right: the Weapons Inspectorate, which absorbed part of the functions of the pre-existent Infan11y and Cavaby, Engineers, Artille1y and NBC Defènce and Signa/ Inspectorates, now has the sole responsibility fòr the speci,alised training and qualifìcation ofpersonne{ Below: the headquarters of the Cesano Infant1y School.

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Ispettore : Vice l'Arma di per : Artiglieria e per : Difesa NBC : - elacomandante : della scuola : di Artiglieria

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scuola di carrismo LECCE

scuola di cavalleria MONTELIBRETTI

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Polo Fanteria e cavalleria " .. .. ,. • . , . . . • • • " • "" " " ' " " " • •

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Vice Ispettore per l'Arma del Genio e comandante della scuola del Genio

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scuola Telecomunicazioni Interforze

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Vice Ispettore per le Trasmissioni e comandante della scuola di Trasmissioni

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Informatica

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Specialità, oltre ad essere il consu lente del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito per i problemi di qualificazione e specializzazione del personale. Gli Uffici e. le Sezion i dell'Ispettorato non hanno una specificità d'Arma, che viene invece ricercata il più possibile presso i quattro poli (Fanteria e Cavalleria; Artiglieria e Difesa NBC; Genio; Trasm issioni e Informatica) che dipendono dall'Ispettorato. Ognuno di questi poli è formato da una o più Scuole e centri, alle dipendenze di quattro Vice Ispettori per le rispettive Arm i che hanno anche l' incarico di Comandanti delle Scuole stesse: quella di Fanteria di Cesano, di Artiglieria di Bracciano, del Genio di Roma e delle Trasm issioni sempre di Roma. Questi poli, oltre ad assicurare la qualificazione e la specializzazione del personale, hanno anche il compito di elaborare e diffondere la dottrina di impiego dell e minori unità e la normativa tecnica di competenza. La nuova stru ttu ra dell 'Ispettorato delle Armi e delle Scuole che da esso dipendono ha consentito una notevole riduzione di personale, dell'ordine del 30%, rispetto alla situazione precedente, con un conseguente risparmio di risorse finanziarie. Scendendo nel dettaglio, il polo di Fanteria e Cavalleria fa perno su lla Scuola di Fanteria -5~

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A sinistra: un corso per la formazione di personale tecnico presso la Scuola Trasporti e Materiali. In basso: due soldati impegnati nella posa di w1 rotolo cli concertina.

Left: a training cowse /or technical personnel at the Transport and Materials School. Below: two soldiers laying a roll o(concertina wire.

di Cesano, a nord di Roma, e comprende anche la Scuola di Cavalleria di Montelibretti, a sud della Capitale, e la Scuola di Carrismo di Lecce. Non fanno invece capo al polo di Fanteria e Cavalleria il Centro di Addestramento Alpi no (già noto come Scuola Militare Alpina) di Aosta e il Centro Addestramento Paracad utisti (già Scuola Militare di Paracadutismo) di Pisa: nonostante entrambe le specialità appartengano alla famiglia della Fanteria, questi enti, che hanno cambiato la loro denominazione il 1° ottobre scorso, rimangono infa tt i all e dirette dipendenze rispettivamen t e del Comandante dèlle truppe Alpine e della Brigata Paracadutisti «Folgore>>, date le particolari connotazioni specialistiche che li caratterizzano. Il polo di Artiglieria e·per la Difesa NBC comprende la Scuola di Arti glieria di Bracciano, il Centro di Addestramento e Sperimentazione Artiglieria Controaerei di Sabaudia e la Scuola Interforze per la Difesa NBC di Rieti, quest'ultima responsabile della formazione nello specifico settore della difesa dalla minaccia nucleare, ch imica e biologica a favore del persona le di t utte le Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato. Il polo del Genio ha la sua sede presso la Città Militare della Cecchignola in Roma, sede della Scuola :I' del Genio; infinéil polo delle Trasmissioni ed Informatica comprende l'omonima Scuola della Cecchignola, e la Scuola delle Telecomunicazioni di Chiavari. La frequenza dei corsi di specializzazione e qualificazione presso gli Enti dipendenti dall'lspettor.ato delle Armi non si identifica con un momento preciso della carriera dell'ufficiale, del sottufficiale o del volontario. Tutto il personale transita di fatto presso una o più Scuole all 'inizio della carriera militare, e gran parte vi torna in periodi successivi per frequentare ESERCITO E PROFESSIONISTI

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In basso: l'intenrento di un'autogru per il soccorso a w1 mezzo incidentato in Bosnia. La logistica rappresenta una componente essenziale per il successo di ogni missione, in particolare di quelle fuori area.

Below: a breakdown lony comes to the aid o{a vehicle which has mel wilh an accident in Bosnia. Logiszics is an essemial component fòr the success o{every mission, parlicula.rly in those i' out-01-area.

nuovi corsi di qualificazione e specializzazione, seminari e «stages» destinati a perfezionare ed aggiornare la propria preparazione professionale. Oltre a garantire la preparazione dei Quadri ufficiali e sottufficiali e dei volontari, le Scuole d'Arm.a hanno anche il compito di formare gli allievi ufficiali di complemento che, anche se in misura minore rispetto al passato, costituiscono ancora un patrimonio umano importante specie per i reparti alimentati con personale di leva. La nuova organizzazione dell'Ispettorato è stata calibrata per consentire al personale di aggiornare e perfezionare la propria prepa razione tecnico-professionale rendendola pienamente aderente al ruolo da svolgere presso i reparti d'impiego, il cui standard addestrativo deve oggi essere più che mai elevato per poter frontegg iare con capacità e competenza una gamma di esigenze operative sempre più vasta.

LA LOGISTICA Accanto alla necessità di forze rapidamente proiettabili e preparate ad operare in un contesto multinazionale, il quadro strategico del dopo Guerra Fredda ha messo in evidenza la crescente importanza della logistica, chiamata a giocare un ruolo primario nella prepa razione e nel supporto delle missioni che sempre più spesso si svolgono fuori e lontano dal territorio nazionale. In scenari conflittuali a bassa intensità/basso risch io, dove l'intervento assume carattere prevalente di soccorso umanitario e dove manca talvolta un preciso antagonista, il ruolo della log istica all'interno di una missione può diventare add irittura quello prevalente, con la componente operativa «ridotta» a fornire una cornice di sicurezza ad operazioni che hanno nella gestione del fl usso di personale, mezzi e materiali (inclusi gli aiuti alle popolazioni) il loro contenuto principale. Oltre all'organizzazione e alla gestione dei movimenti e trasporti, spetta alla logistica il compito fondamentale di supporto alle forze operative, che viene assolto sia mantenendone in efficienza i mezzi e i sistemi d'arma che provvedendo ai rifornimenti (ca rburanti, viveri, munizioni) su l teatro d'operazion i. Un'azione che, sulla scorta dell'evoluzione della dottrin a log istica in amb ito NATO, ha ormai superato il vecchio concetto dei quattro anelli (dal battaglione alla zona territoriale) per svilupparsi attraverso le nuove form ule dell a «fascia di aderenza» (teatro dell'attività log istica dei reparti inquadrati nelle unità operative, da battaglione a brigata) e della «fascia di

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sostegno» (coincidente in linea di principio col territorio nazionale), dove opera no organ i cui fa nno capo tutte le attività di manutenzione, riforn imento e trasporto che eccedo no le capacità dei reparti log istici inquadrati nelle unità operative. Al fine di accelerare I' attuazione della nuova dottrina e di favori re il cambio di mentalità che rappresenta l'indispensabile premessa Rer il suo consolidamento, lo SME ha awiato anche in questo settore un'incisiva riforma (sia di vertice che a livello territoriale), che ha preso il via lo scorso aprile con la creazione del nuovo Ispettorato Logistico. Ta le decisione ha fatto del nuovo Ente l'organo responsabile dalla gestione e del manten imento delle risorse (mezzi e materiali) del la Fo rza Armata, lasciando al IV Reparto dello Stato Maggiore (dove erano in passato accentrate tutte le competenze) le funzioni di policy e studio e programmazione. Accanto ai èompiti di gestione, l'Ispettorato svolge anche un ruolo di consulente nel processo di ammodernamento dello strumento militare, operando in un rapporto di stretta integrazione con gli altri centri di capaèità della Forza Armata che lo vede responsabile, ad esempio, dell'inserimento dei requisiti logistici nelle specifiche militari per i nuovi materiali e sistemi d'arma. Su l piano organizza tivo, l' Ispettorato Logistico si articola a livello centrale su quattro Dip artime nti suddivisi per ma te ria (Trasporti e Materia li ; Comun icazion i, Comando e Confrollo (C3); Amministrazione e Commissariato; San ità e Veterinaria); mentre a livello territoriale esso esercita le proprie competenze attraverso due Comand i d'Area, basati a Padova e a Napoli e d~stinat i ad asso rbi re prog ress ivamen te da i Coma ndi di Regione Militare tutte le competenze nei settori dei trasporti e materiali, commissariato e C3.

A sinistra: uonùni e materiali in attesa cli rientrare in Italia sull'aeroporto cli .Mogadiscio; flspettorato Logistico assicura la pianificazione e la gestione dei trasporti attraverso il Diprutimento Trasporti e Materiali. Sotto: manutenzione specializzata sul campo del gruppo motopropulsore di un carro Leopard 1. Le(t: men and ma.teri.a.ls waiting al Mogadiscio

Airpo11 on their way back to llaly; the Logistics Inspectorate plans a.nd manages transportation through the Transport and k!ate1ials Department. Beiow: specialized on-the-spot maintenance of the power pack ofa Leopard I tank.

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Sopra: uno shelter manutentivo campale del 121 ° Reggimento Artiglieria Controaerei; le unità operative prowedono in genere agli interventi di minore complessità per il rip1istino dei materiali, eseguendo operazioni di test e sostituzione di moduli e complessivi. In basso: l'organigramma dell'Ispettorato Logistico.

Nel Dipartimento Trasporti e Materiali convivono tre componenti: il Reparto Materiali per il Combattimento, il Repa rto Mobilità e l'Ufficio Materiali AVES. Il primo si occupa dei sistemi d'arma e degli equipagg iamenti associati (radar, materiali per-la protezione NBC ecc.), per i quali stabilisce le politiche di manten imento ed emana le norme e le direttive che costitu iscono la base di azione degli organi territorial i dipendenti dai Comandi d'Area, anche per quanto riguarda la ripartizione deg li interventi fra stabilimenti militari ed industria, da effettuare sulla base di stringenti valutazioni di costo/efficacia. Il Reparto Mobilità e Contromobilità e l'Ufficio Materiali AVES si occupano delle stesse funzion i con riguardo ai mezzi della motorizzazione, del genio e dell'Aviazione dell'Esercito. Chiave di volta della politica di mantenimento è il coefficiente di disponibilità dei materiali, che deve essere ottimizzato a favore delle unità operative alle quali è indispensabile assicurare, specie nel nuovo quadro di rid uzioni numeriche, il livello massimo di efficienza dei materiali. Un altro approccio innovativo e di rilevante importanza ai fini dell'economia di gestione è quello che prevede la «concentrazione» degli interventi in pol i specialistici e una sempre più stretta integrazione interforze (e, laddove possibile, anche su scala internazionale). Ampliando la base logistica comune per tutti quei materiali che non sono peculiari di Forza Armata (basti pensare all'armamento individuale in calibro 5,56 mm, alle munizioni, ai ca rburanti, a sistemi come il missile Aspide, in dotazione sia all 'Esercito che al la Marina e all 'Aeronautica, oppure all'Hawk o all'FH-70, in servizio in diversi paesi) si possono infatti rea lizzare dei consistenti risparmi, tanto più significativi se si tiene conto del peso crescente della logistica nelle missioni operative, specie quelle fuori area. Quello della comunalità e dell'integ razione è peraltro un criterio che trova ampia e generale applicazione nell'intero campo d'azione dell'Ispettorato Logistico, che ha individuato numerosi settori in cui l'unificazione delle competenze, affiancato dal pieno sfruttamento delle potenzialità dell'informatica, lascia intravvedere consistenti spazi per il recupero di efficienza, tempi e risorse.

Ispettorato Logistico

Above: a fìeld maintenance shelter ofthe 121st Anti-aircrafi A11illery Regiment; operational units usually take care ofthe less complex work {or the repair of mate,ials, testing and replacing modules and assemblies. Below: organizational chart ofthe Logistics Inspectorate.

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Dipartimento Trasporti e Materiali

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Dipartimento Amministrazione e commissariato

Dipartimento Sanità e Veterinaria


Nell'ambito dell'Ispettorato Logistico ope ra inoltre l'Agenzia Nazionale dei Trasporti Militari Terrestri che, oltre a gestire una riserva strategica di materiali (container e relativi sistemi di movimentazione) necessari per garantire laddove necessario una piena autonomia nella condotta delle operazioni fuori area, ha il compito di gestire tutte le capacità di trasporto terrestre, sia militari che civili (alle quali normalmente si attinge per le operazioni in ambito nazionale e, sin dove possibile, per quelle fuori area), nonché di mantenere e sviluppare il know-how strategico nel campo dei trasporti in generale. Nel Dipartimento Amministrazione e Commissariato sono confluite le competenze funzionali di quelli che erano in passato due Corpi Logistici differenziati dell'Esercito (che a breve scadenza saranno unificati anche sul piano ordinativo). Tale processo di graduale integrazione porterà alla va lorizzazione, in un contesto unitario, delle capacità professionali di due componenti logistiche della Forza Armata che operano in aree contermini con vaste zone di sovrapposizione. In questo modo, pur in presenza di sensibili cont razion i organiche nei ruoli degli ufficiali e dei sottufficiali, le attività logistiche relative ai viveri, al vestiario, alla gestione dei materiali ed alle funzioni amministrative in genere potranno beneficiare del1' apporto sin ergico derivante dalla fusione delle due strutture, ora nettamente sepa rate, del Commissariato e Sussistenza e dell'Amministrazione. Gli obiettivi prefissati non saranno raggiunti con un semplice colpo di spugna, ma presto potranno essere awertiti i primi risultati concreti. Nel setto re amminist rat ivo contabile sono state avviate anche altre iniziative di riordino e sem plificazione funzionale, e in particolare di razionalizzazione delle attività contabili e di controllo sulle spese (ad esempio è stata accentrata a Roma tutta la

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Sopra: un carro Leopard della Brigata «Ariete» in manutenzione presso l'officina di reparto; quando il tempo richiesto della riparazione supera le 24 ore, il materiale viene versato dalle unità operative all'Ispettorato Logistico, che provvede all'immediato ripristino delle dotazioni attingendo alle proprie scorte. In basso a sinistra: un notevole contributo all'economia di gestione viene dalla standardizzazione dei materiali, come accade per l'armamento individuale in calibro 5,56 mm.

Above: a Lenpard 1a11k of the "Ariete" Brigade w1dergoi11g maintenance al the units workshop; 111,en the time neuled (or repairs is more tha11 24 hours the {teld units pass the materiai 10 the Logistics l11spectorate ivhich anw1ges (or tlie immediate replacement o( the equipment {rom its stocks. Beloll' le{t: a co11siderab/e contribwion to economy o( managemem is obtained by standardising the 111aterials, as is the case {or the 5.56 mm calibre individuai equipment.

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La logistica in Th tipologia delle missioni che caratterizzano lo scenario del dopo Guerra Fredda ha riportato alla ribal:taJ.'.jmportanza della logistica, fattore decisivo per il succes~o di operazioni condotte in teatri talvoltaJoru:ani migliaia di chilometri dalle basi nazionali. Ma non è questo l'unico lato vincente di una disciplina, talvolta sottovalutata o {<dimenticata», che costituisce una componente vitale per l'efficienza di una moderna Forza Armata. Il generale Guido Bellini, Ispettore Logistico dell'Esercito, illustra i capisaldi della nuova dottrina e i pri ncipali compiti che attendono l'Ispettorato.

Molte delle missioni affidate negli ultimi anni alle Forze Armate italiane le hanno viste intervenire in teatri lontani, dal Kurdistan alla Somalia. Che ruolo ha giocato in queste operazioni la logistica e quali indirizzi ne sono venuti, in particolare per la futura organizzazione dei trasporti? Il moderno quadro strategico ha stabilito una nuova misura nel rapporto fra componente operativa e componente logistica. Svolgere con successo una missione significa saper applicare in maniera corretta gli sforzi per vincere la forza a contrasto: sforzi che oggi sono in molti casi essenzialmente di tipo logistico, specie quando la missione si svolge fuori area e quando il suo contenuto è di carattere prevalentemente umanitario, caratterizzato dalla mancanza di un vero antagonista. Il problema principale diventa in questo caso l'organizzazione del supporto e dei trasporti; un'iniziativa che va awiata per prima e per tempo, e che rappresenta una condizione preliminare per la fattibilità stessa dell'operazione. Le missioni condotte fuori area dalle Forze Armate negli anni più recenti hanno consentito di rodare progressivamente il meccanismo dei trasporti e di maturare una notevole esperienza, che oggi ci serve di guida nell'impostare la nuova organizzazione. Nell'ambito del Dipartimento Trasporti e Materiali dell'Ispettorato Logistico si è infatti deciso di dar vita all'Agenzia Nazionale dei Trasporti, che si occuperà di gestire sul territorio un parco di mezzi (portacontainer) per la rapida movimentazione dei carichi e di integrare le proprie risorse con quelle degli altri paesi NATO, in modo da realizzare una capacità di trasporto multimodale (tale cioè da consentire un rapido cambio di vettore - autocarro, nave o aereo - a seconda delle esigenze), in grado di rispondere in tempi rapidi e tale da adeguarsi al più ampio spettro di esigenze in termini di distanza e di volumi di carico da movimentare. Èchiaro che le risorse controllate direttamente dall'Agenzia non sono sufficienti a far fronte a tutte le necessità: esse rìspondono al requisito di mantenere una riserva strategica, indispensabile per assicurare una reale autonomia sia per le operazioni fuori area (dove non sempre è possibile contare sul contributo di servizi di trasporto «acquistatiì> sul mercato civile, ad esempio per il fattore di rischio presente in determinate zone o associato a certe operazioni), sia per eventuali emergenze sul territorio nazionale. Il «di più» deve venire o dal contributo degli altri contingenti coinvolti in operazioni multinazionali o, come dicevo, dal mercato. Un altro compito dell'Agenzia sarà perciò quello di interfacciarsi con gli operatori civili del settore in modo da potersì awalere in ogni momento dei loro servizi, specie quando questi si rivelino competitivi in termini di costi . L'Agenzia sarà infine la depositaria del know-how «strategico» nel campo dei trasporti: si-tratterà in sostanza di seguire l'evoluzione dei materiali e delle loro modalità e dottrine di • impiego, in modo da poter predisporre la' risposta più razionale e conveniente alle future esigenze. Su quali mezzi potrà contare in concreto l'Agenzia per svolgere le proprie funzioni? Pensiamo di equipaggiare tre o quattro reggimenti con autoarticolati di derivazione civile adatti al trasporto di container standard ISO 1C. A tali mezzi saranno poi affiancati i cosiddetti APS(autocarri a pianale scarrabile, con elevata capacità fuori strada), ciascuno dei quali costituito da una motrice con una dotazione di tre pianali. La ridondanza di pianali serve a fare in modo che la motrice impegnata, ad esempio, nel trasporto di un container verso la fascia di aderenza possa «depositare» il pianale con il suo carico a ridosso dell'unità operativa da rifornire, prelevare nello stesso luogo un altro pianale (lasciato in precedenza e già scaricato) e rientrare con questo al deposito, in modo da velocizzare il flusso dei rifornimenti. Si tratta di investire in nuovi mezzi di trasporto di avanzata tecnologia qualche centinaio di miliardi nell'arco dei prossimi 5+ 1O anni. A questo sforzo se ne accompagna uno altrettanto importante nel settore dell'informatica, finalizzato ad assicurare una gestione del rifornimento tempestiva e puntuale, tale da alleggerire al massimo il flusso dei materiali. L'obiettivo è di giungere a movimentare solo ciò che serve, solo quando serve, solo dove serve; in questo modo sarà possibile risparmiare non solo nell'organizzazione dei trasporti ma anche sui materiali, riducendo i deterioramenti e gli sprechi. L'informatica è una carta su cui l'Ispettorato punta molto per ottimizzare l'impiego delle risorse. L'informatizzazione va estesa a tutte le funzioni della logistica e ritengo che costituisca la chiave migliore per ottenere un salto di qualità non solo nell'economia ma anche nella qualità delle prestazioni.

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prima piana Sino a qualche anno fa, l'organizzazione logistica dell'Esercito era basata su quattro livelli, di capacità crescente da quello delle unità operative sino a quello dell'area tecnico-industriale della Difesa. Quali cambiamenti ha portato in questo settore l'evoluzione della dottrina? La <<rivoluzione» della logistica è una delle più radicali operate nell'ambito della Forza Armata, in quanto ha interessato sia l'organizzazione di vertice e territoriale che la dottrina. In quest'ultimo settore l'Esercito si è mosso e si muove in stretto coordinamento con la NATO, né potrebbe essere diversamente visto il contesto sempre più spiccatamente multinazionale in cui oggi è richiesto di operare. La vecchia formula del dispositivo logistico su quattro livelli è stata superata con l'introduzione dei nuovi concetti della fascia di aderenza (che abbraccia tutte le attività logistiche svolte nell'ambito delle unità operative, dipendenti dal COMFOTER attraverso i Comandi intermedi) e della fascia di sostegno (dipendente dall'Ispettorato Logistico attraverso i due Comandi d'Area Nord e Sud in cui è stata suddivisa la penisola). La fascia di sostegno comprende a sua volta un insieme di organi logistici di elevata specializzazione, dedicati alle attività di mantenimento, rifornimento e trasporto e distribuiti su tutto il territorio nazionale. Spetta naturalmente all'Ispettore Logistico il coordinamento di tutto il sistema logistico (di aderenza e di sostegno). Per il mantenimento, gli organi logistici della prima fascia (officine leggere ecc.) prowedono alle riparazioni di minore complessità, effettuabili con controlli e conseguenti sostituzioni rapide di schede elettroniche, moduli o sotto complessivi: in sostanza, a quelle riparazioni che consentono il ripristino «immediato» dei mezzi sul campo, entro un periodo estremamente limitato. La logistica di aderenza è oggi in pratica quella del reggimento (di arma base o di specialità), che in linea di principio deve essere in grado di mantenersi. Quando ciò non accade il materiale viene trasferito all'area di sostegno, dove opera direttamente l'Ispettorato (con le proprie strutture o awalendosi dell'industria). In attesa di riparare il materiale che le viene versato, l'area di sostegno prowede a reintegrarlo con altro materiale efficiente prelevato dalle proprie scorte: questo al fine di mantenere sempre al 100% le disponibilità delle unità operative, un requisito essenziale nell'attuale situazione di riduzioni quantitative sempre più spinte. Fascia di aderenza e fascia di sostegno possono essere sovrapposte territorialmente, come accade di norma in tempo di pace, oppure separate e lontane, come awiene quando si proietta un complesso di forze in teatro d'operazioni: in questo caso la fascia di aderenza segue la componente operativa sul teatro, e al fine di raccordarla con quella di sostegno si crea una fascia logistica di transito, su cui esercita normalmente la propria competenza l'Ispettorato Logistico attraverso l'Ufficio Movimenti e Trasporti ed i Comandi Logistici d'Area. In materia occorre comunque grande flessibilità, per fronteggiare al meglio le.situazioni più disparate. Un altro concetto innovativo, anche questo in linea con la dottrina NATO, è che i rifornimenti vanno fatti a domicilio: oggi non è più l'unità di prima linea a dover recarsi con i propri mezzi presso i depositi per rifornirsi di ciò di cui ha bisogno, ma sono i materiali ad affluire sin nelle vicinanze dei reparti operativi. Di qui l'enfasi sui trasporti intermodali e sui container, che sono gli strumenti adatti per far fronte a questa esigenza . Ma le novità importanti non finiscono qui ed interessano molti altri settori tra cui la Sanità e la Veterinaria, che hanno visto fo rtem ente accresc iut i i propri impegn i, l'Amministrazione ed il Commissariato, chiamati ad un processo di profonda razionalizzazione ed insieme di ammodernamento, le Comunicazioni il Comando e il Controllo (C3) divenute la chiave dì'f ~lta per il successo di qualsivoglia attività, operativa o logistica, sul territorio nazionale e soprattutto fuori area. Merita infine una particolare sottolineatura la «formula» logistica messa a punto.dalla NAMSA, per venire incontro alle più svariate esigenze di supporto dei paesi NATO, specie per le missioni fuori area, a cui l'Esercito guarda. con interesse: si tratta del «Random brokerage», che consente di acquisire se_ rvizi e materiali sul mercato internazioSopra: l'uso dei container facilita il ti:asporto intermodale. nale tramite appunto la NAMSA, grazie ad uno specifico accordo da stipulare Above: the use of containe:rs facilita/es inierrnodal transpo,1. fra la predetta Agenzia e l'Amministrazione Difesa. ESERCITO E PROFESSIONISTI

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gestione delle pension i del persona le militare in ausiliaria, unificando grazie all'informatica le competenze ogg i suddivise fra sette Regioni Militari). Ad un analogo criterio di «concentrazione» delle funzioni e di maggiore integrazione delle attività sviluppate da Medici, Veterinari e Ch imici/Farmacisti risponde la creazione del Dipa rt imento Sa nità e Veterinaria, cui spettano fra l'a ltro la supervisione delle operazion i sistematiche per il controllo della qualità dei viveri, della sa lubrità degli ambienti (in part ico lare mense e cuc ine) e la gestione dell'organizzazione sanitaria e veterinaria dell'Esercito nel suo insieme. Il Dipartimento Comun icaz ioni, Comando e Controllo (C3) ha ereditato le competenze, nel campo del supporto all e te lecomun icaz ioni, del disciolto Ispettorato delle Trasmission i, che verranno ora gestite in un quadro unitario ed autonomo soprattutto a supporto delle reti di comunicazione e trasm issione dati, di vitale importanza anche per lo svolgimento delle mission i. A live ll o ce nt rale vanno ancora menzionati alcuni Uff ici dipenden ti da l Reparto Coordinamento e Supporti General i, con competenze «trasversali» rispetto a quelle dei singoli Dipartimenti: si tratta dell'Ufficio Coordinamento, Programmazione e Bilancio, che gestisce il

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Sopra: l'uso cli container standard favorisce l'intermodalità dei trasporti, requisito di grande impo1tanza per il suppmto delle missioni fuori area. In basso : un sottufficiale procede alla piombatura di un container in partenza.

Above: 1he use of siandard conlainers fàcililales inlermodal transpori, a most imporiant requirement (or supporting ou1-ofarea missions. Below: an NCO is sealing a departing container.

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budget ann uale dell'Ispettorato Logistico e si occupa degli aspetti a fattor comune fra i vari Dipartimenti, a cominc iare da lla dottrina; dell'Ufficio per la Gestione Automatizzata, che si occupa di estendere l'informatizzazione a tutte le funzioni della log istica a partire dall'organizzazione dei rifornimenti, da rivedere nel segno della «Total Assets Visibility» (visibilità totale delle risorse) con l'obiettivo di minimizzare gli sprech i attraverso il controllo centralizzato dei magazzini; dell 'Ufficio Movimenti e Trasporti, che cura i trasporti a favore di tutte le componenti della Forza Armata ed, in particolare, è responsab ile dell a gestione del Reggimento Genio Ferrovieri; ed infine l'Ufficio Infrastrutture, Antinfortunistica e Medicina del Lavoro, che gestisce i fondi destinati al settore e pilota l'adeguamento delle infrastrutture a tutte le normat ive nazionali e comu nitarie di recente introduzione in questo campo (impianti elettrici, di depurazione ecc.). Oltre ad occuparsi della formulazione degli indirizzi e della gestione dei settori sin qui enumerati, l'Ispettorato Log istico svolge anche attività formativa a favore del proprio personale, sia operando attraverso gli istituti che dipendono dai singoli Dipartimenti (Scuola dei Trasporti e Materiali della Cecchignola, Scuola di Commissariato e Amministrazione di Maddalon i e

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Sopra: la sempre maggiore diffusione dell'informatica porta con sé sostanziali vantaggi nella pianificazione e nella gestione dei trasporti, come di molte altre attività logistiche. In basso: un posto distribuzione munizioni del Battaglione Logistico «Folgore».

Above: the ever-increasing diffusion of informa1ion technology brings with it essen1ial advantages in planning and in the management oftransport and a/so in many other logis1ics activities. Below: an ammunitions distribution post o(the "Folgore" Logistics Battalion.

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' A destra: un convoglio del Genio Ferrovieri: il Reggimento opera alle dipendenze dell'Ispettoralo Logistico. In basso: w1 tecnico delle Trasmissioni verifica la funzionalilà di un apparato presso il laboratorio elettronico del CENTESPERIMANT di Treviso.

Right: a Railways Engineers convoy: the Regiment operates under the Logistics Inspectorate. Below: an elec1ronics technician checks on the working o{an apparatus in the CENTESPERIMANT electronics laborato1y in 11-eviso.

Scuola di San ità e Veterinaria), sia mantenendo i necessari rapporti con le alt re Scuole dell'Esercito (a partire da quella delle Trasmissioni) per gli aspetti che non sono già coperti dallo stesso Ispettorato. I due Comandi d'Area di Padova e Napoli - i cui «confini» geografici sono stati individuati sulla base di considerazioni relative al peso della presenza militare nei rispettivi bacini di competenza e all a mobilità - sono destinati ad assumere, sottraendolo alle Regioni Militari, il controllo degli organi logistici presenti sul territorio: si tratta di alcune decine di ped ine di va ria na t ura - Ce nt ri Rifornime nto e Ma nte ni men t o (C ER IMANT), Centr i di Riforn imen to di Commissariato ((ERICO), Depositi di mu nizion i e carbo lubrif ican t i, Reggimenti delle Trasmissioni e Reparti Log istici (RELORE) già dipendenti dalle Region i Militari, cu i spetta di mettere in atto sul piano degli interventi concreti le direttive formulate a livello centra le. L'azione di questi enti si sviluppa nell'ambito della cosiddetta «fascia di sostegno», alla quale verranno trasferiti in futuro anche alcune formazioni logistiche che attualmente operano nell 'area tecnico-amm inist rativa alle dipendenze di SEGREDIFESA. Anche in questo campo, come già si è accennato, l'intenzione è di raggruppare le competenze specifiche in un numero limitato

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di <<poli» nazionali, in grado di intervenire su tutti i mezzi e materiali di un a determinata categoria (mezzi da combattimento, missili, elettronica e così via). I tre settori in cui i Comandi d'Area sviluppano le proprie attività sono quelli dei trasporti e materiali, del commissariato e del C3, mentre le componenti sa ni tà e veterinaria resteran no (assumendo però una crescente caratterizzazione interforz e) nell'amb ito dell e Regioni Militari. Si tratta di un'organ izzazione che andrà rodata su lla base dell'esperienza (è ad esempio ragionevole ritenere che l'Area Logistica maggiormente coinvolta nel supporto delle mission i esterne resterà quella meridionale, da tempo particolarmente impegnata in questo tipo di attività). Da essa in ogni caso l'Esercito conta di ricavare migliori capacità di supporto per le missioni da svolgere e per i materiali in dotazione e più concreti riferi menti per la pianificazione a medio e lungo termine. Quest'ultima, in particolare, potrà trarre notevol i benefici dalla possibilità di impostare la programmazione in termini di «pacchetti di capacità» sia operativi che logistici, dimensionando gli investimenti per i nuovi materiali anche in relazione al necessario supporto.

Sopra: container, meni e mate1i ali sulla banchina del porto di Mogadiscio. Fra il dicembre del 1992 e il marzo del 1994, i RELOCO po1tuali hanno smistato oltre 3.000 automezzi e 40mila tonnellate di materiale diretti in Somalia.

Above: containers, vehicles and materiai on the quays a.t the Pori o( Mogadiscio. Beiween December 1992 ami March 1994 ihe pori RELOCOs seni over 3,000 vehicles ami 40,000 tons o( materiai io Soma.lia.

I MATERIALI Qualità uguale a credibilità: quell'o che vale per gli uomini vale anche per i materiali, e allo sforzo di razionalizzazione e adeguamento professionale che l'Esercito è impegnato a compiere sul piano delle risorse umane non può non accompagnarsi un uguale impegno sul fronte dei mezzi e degli equipaggiamenti. Disporre di materiali moderni, affidabili, capaci e costo/efficaci è estremamente importante per una lunga serie di ragioni, di sostanza molto prima che di immagine. Per quanto professionalmente preparato e sostenuto da un'organizzazione efficiente, un soldato non è infatti in grado di esprimere il meglio delle sue capacità se non può far conto anche su equipaggiamenti all'altezza dei tempi in fatto di prestazioni, tecnologie, supportabilità e interoperabilità con gli analogh,~ezzi e sistemi delle forze amiche e alleate. Dotare il soldato di equipaggiamenti moderni significa anche tutelare la sua sicu rezza sul campo di battaglia. Scoprire per primo la minaccia; mettersi in condizioni di agire di propria iniziativa piuttosto che subendo quella dell'avversario, poter contare sulla protezione attiva e passiva garantita da equ ipaggiamenti .individuali, sensori e mezzi tecnologicamente adeguati sono fattori importantissimi per salvaguardare la vita del combattente: un capitale prezioso per la Forza Armata che ha investito nella sua formazione, ma anche e soprattutto agli occhi dell'opinione pubblica che, specie in Occidente, è oggi sempre meno disposta ad accettare la perdita di vite umane in battaglia.

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Sopra: Un Ali ete impegnato nelle prove di tiro sul poligono di Nettuno; il nuovo caITo dell'Esercito è dotato di un cannone da 120 mm e di sofisticati strumenti di visione e puntamento.

Above: an Ariete engaged in fìring trials on the Nel/uno range; the Army'.s new tank has a 120 mm gun cmd sophisticated vision and aiming systems.

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Poter contare su materiali modern i significa altresì avere la capacità di operare «alla pari)} con le forze armate degli altri paesi: un requisito che ha non solo un immediato ed owio risvolto materiale - che è quello di disporre di armi in grado di utilizzare le stesse munizioni, di veicoli rifornibili con lo stesso carburante e di sistem i di comando, controllo, comunicazione e informazione in grado di interloquire con quelli delle forze amiche - ma anche un più sottile significato morale: che è quello di non vedersi costretti a giocare il ruolo del «parente povero» accanto agli eserciti alleati. Un'etichetta, quest'ultima, che può finire con lo sval utare irreparabilmente la credibilità e la stessa utilità di ogni intervento. Quello dell'interoperabilità è in teoria un requisito che esiste da sempre, considerata la lunga appartenenza dell'Italia alla NATO. Esso si è fatto tuttavia ancora più concreto e pressante nel moderno scenario internaziona le, che ha visto e vede i milita ri italian i operare sempre più spesso, anche in teatri lontan i, a fianco di quelli dei maggiori paesi europei e degli Stati Uniti: un contesto in cui la capacità di intervenire e di ag ire in maniera tempestiva ed efficace ha un'importanza fondamenta le, ma dove anche la «visibilità» esige un suo prezzo. Me'zzi e materiali moderni concorrono infatti a creare l'immagine del soldato e a sostanziare la percezione che di lui hanno sia gli alleati che gli avversari. Una «percezione» che ha un peso determinante al fine di creare e consolidare un rapporto di fiducia con le forze amiche, come pure di instillare rispetto per le proprie capacità in quelle antagoniste. In questo senso, l'immagine non rappresenta perciò un va lore effimero, in omaggio all'odierno bisogno di

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ap parire prima anco ra di essere, bensì una precondizi one di vita le importanza per svolgere con effica-

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cia la propria missione. Per lungo tempo la Difesa italiana non è stata in grado di devolvere al rinnovamento e all'adeguamento

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dei materiali tutta l'attenzione e le risorse che il settore avrebbe rich iesto: ne è derivata nel corso degli anni una prog ressiva sottocapitalizzazione, che ha inciso negativamente - e in alcuni casi in man iera davvero preoccupante - sugli standard di qualità e di efficienza dei reparti. Anche oggi, nonostante il forte ri dimensionamen t o quantitat ivo subìto dallo strumento mil itare, le

A sinistra: nel recente passato, l'equipaggiamento individuale del soldato italiano è stato profondamente rinnovato e migliorato in tutte le sue componenti. In basso: il .Milan è il sistema controcarri standard per l'impiego sulle medie distanze.

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Lefi: in the recent past eve1y cornponenl the individuai equipment of the ltalian soldier was thoroughly renewed ami irnproved. Below: the Milan is the standard anti-tank system far middle-distance use.

risorse disponibili non consentono di far fronte contemporaneamente e in tempi brevi a tutte le esigenze. Nel quadro del processo di ristrutturazione e riorganizzazione della Forza Armata si è reso quindi indispensabile stabilire delle priorità, strettamente correlate alle tre categorie in cu i sono state suddivise le forze operative: di proiezione, di reazione e di difesa del territorio. Una volta decisa la «graduatoria» degli interventi, è la ti pologia delle forze a determinare il tipo dei materiali necessari all'interno di cinque grandi classi poste à fattor wmune fra tutte e tre le categorie: sistem i di comando e controllo, componente di manovra, arm i ed equipaggiamento individuale e di squadra,· sistem i per le unità di supporto al combattimento e sistemi logistici. Nel segu ito tracciamo un quad ro degli orientamenti e delle iniziative in atto nel settore, che senza pretendere di coprire in dettaglio (per ragion i di spazio) og ni sin golo aspetto serve comu nque a dare un'immagine complessiva delle future dotazioni della Forza _,,.,,. Armata. La priorità più elevata è attribuita all'equipaggiamento delle forze di proiezione (formate da quattro br igate: «Gariba ldi», «Folgore», «Friuli» e «Taurinense»), destinate alla difesa degli interessi esterni dell'Italia e al concorso alla sicurezza e alla stabilità internazionale. Si tratta di unità di diversa tipologia, idonee ad operare prevalentemenESERCITO E PROFESSIONISTI

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Sopra: autocarri del Battaglione Logistico «Folgore»; le missioni all'estero hanno determinato un forte logoramento dei mezzi ruotati. In basso a destra: dell'equipaggiamento delle forze speciali fanno parte anche sistemi acquisiti solo inpochi esemplari, come il fucile «pesante» Banett in calibro 12,7 mm.

Ahove: truckço( 1he "Folgore" Logis1ics Ballalion; there has been considerahle wet1r and iear o{ vehicles due io missions ahroad. Below righi: 1he equipment o( ihe special {orces, like the "heavy" 12. 7mm calibre Barreil ri/le, is ofìen. purchased in small numbers.

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te in situazion i conflittual i di bassa intensità e lunga durata (operazion i di «peace support») e dalle quali è possibile attingere i «moduli» appropriati in funzione della specifica missione assegnata. Nel settore del comando e controllo, la risposta ai requ isiti delle forze di proiezione (spendibili tà, mobili tà strategica, espandibi lità in senso multinazionale e interforze, capacità seppur marginale di controllo dello spazio aereo) viene dal1' introduz ione del SIACCON (S istema Automatizzato di Comando e CONtrollo) e dalla completa attuazione del sistema di trasmission i campal i CATRIN, co n i suo i t re sottos istem i SOTRIN (Sottosistema di TRasmissione INtegrato), SORAO (sot tosist ema di SORveg li anza e Acqu isizione Obiettivi) e SOATCC (Sottosistema di Avvistamento Tattico, Coma ndo e Controllo) Il SIACCON, dotato di un'architettura analoga a quel la dei sistemi in dotazione agli eserciti occidentali più evoluti e con questi interfacciabile, consente la creazione di Posti Comando automatizzati in cui gli ufficiali, ripartiti in cellule funzionali, provvedono a valutare e a filtrare i dati in afflusso, mettendo a disposizione del Comandante, in tempo reale, tutti gli elementi di sintesi necessari per la condotta ottimale delle operazioni. Il SORAO, che ha lo scopo di migliorare e raziona lizzare la capacità di raccolta e distribuzione delle informazioni, si basa a sua volta su un insieme di sensori aerei (radar eliportati e ve livo li non pilotati a controllo remoto) e terrestri (radar di sorveglianza del campo di battaglia) asserviti ad una rete informatica per l'elaborazione dei dati grezzi provenienti dai suddetti sensori, la definizione del quadro di minaccia e la sua diffusione a tutti i livelli di comando interessati. Il SOATCC è infine costituito da una rete di radar bi-tridimensionali che, invian do le loro informazioni a una rete di ca lcolo, permettono di tenere sotto controllo e di gestire lo spazio aereo locale in condizioni di massima sicurezza sia per le operazion i dei veli voli am ici, sia per l'impiego dei mezzi della difesa aerea a contrasto

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di eventua li penetrazioni awersarie. Le forze di manovra richiedono mezzi dotati di elevata mobilità tattica, buona protezion e, adeguata potenza di fuoco e capacità di operare in condizioni ognitempo. I sistemi variano in funzione della tipologia delle forze: così per la Brigata «Garibaldi» sono previsti il carro da battaglia Leopard 1A5 e la blindo Centauro (già in distribuzione), il veicolo corazzato da combattimento (VCC) Dardo TOW e il veicolo blindato leggero VBL 4x4 (in sostituzione rispettivamente degli attuali VCC 1 e delle blindo 6614); la Brigata Paracadutisti «Folgore» - che attualmente dispone del VCC 1 nelle compagnie meccanizzate dei reggimenti d'arma base - riceverà il VBL nella versione 6x6 da affiancare al VM 90TK (versione protetta del veicolo multiruolo VM 90); la «Friuli», destinata a trasformarsi in brigata aeromobile, utilizzerà accanto alla blindo armata Centauro il VBL 4x4 e il VM 90TK, e sarà dotata di una componente elicotteristica da traspor-

A sinistra: l'art.iglieria a traino meccanico è oggi standardizzata sull'obice da 155 mm FH-70. hl basso: un A. 129 Mangusta in volo cli fronte ad alcune componenti del sistema SOATCC, fra cui il radar bidimensionale RAT-30C.

u{t: mechanically-towed artille1y is now standardized on the 155 mm FH-70 howitzer. Below: An A.129 Mangusta flying ahead ofsome compo11ents o{the SOATCC system, including the RAT-JOC two-di111ensional radar.

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A destra: un bersagliere amiato col lanciarazzi controcarri Panzedaust. In basso: w 1 apparato di bonifica di grande capacità durante un'esercitazione di difesa NBC.

Righi: a Bersagliere armed with a Panz.erfaust anti-tank rocket-launcher. Below: a high-capacity decontaminalion apparatus during cm NBC defènce exercise.

to basata su CH-47, NH-90, elicotteri da supporto al combattimento ed A.129; infine la Brigata Alpina «Taurinense», unità di fanteria leggera specializzata per il combatti mento in montagna, verrà eq uipaggiata con il VB L 6x6 e con il VM 90TK. Nel settore dell'armamento individuale e di sq uad ra i capisaldi sono la pistola Beretta 92FS, il fucile d'assalto Beretta 70/90 e la mitragliatrice Minimi (entrambi in ca libro 5,56 mm), mentre per i tiratori scelti è previsto un fucile di precisione in calibro .338 Lapua Magnum. La linea arm i con-

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t roca rr i verrà ammo dernata co n il lanc iarazzi a cortissi ma gittata Panzerfaust 3, con il sistema TOW 2 montato sui VCC Dardo (in grado di lanciare i nuovi missili TOW 2A e 2B con doppia ca rica cava in tandem) e con il Milan F2A. Su l piano generale, indipendentemente dalle unità di appartenenza, il comfort, la protezione e le capacità operative del combattente saranno migliorati con il progressivo ri nnovamento (in aggiunta a quanto già attuato) delle uniform i da combattimento e servizio, degli stivaletti, degli zaini e zainetti tattici e dei materiali di protezione NBC (maschere e tute); saranno inoltre distribuiti capi di corredo in membrana microporosa, nuove tende da pernottamento a due e quattro posti, elmetti in kevlar, giubbetti antiproiettile e apparati per la visione notturna di tipo IL (a livello squadra) e IR termico (a livello plotone/compagn ia). Nel settore delle comunicazioni gli apparati radio in HFNHF portati li e veicolari della rete tattica (C NR, Combat Net Radio) sa ranno dotati di maggiori capacità di operare in ambienti caratterizzati dall' impiego di sistem i di guerra elettronica e disturbi, mentre la componente HF si estenderà sino a livello di compagnia. Per gli apparati di tutti i livelli è prevista la possibilità di interfacciamento radio/filo, permettendo in tal modo l'accesso alla rete PR (Ponti Radio) anche alle unità minori. A completamen to degli appara t i CNR sa rà in trodotto il sistema SCRA (S in gle Channel Radio Access), costituito da una serie di terminal i mobili collegati a una radiocent rale a sua volta agganciata al SOTRIN (Sottosistema di TRasm issioni INteg rate). Questo consentirà ag li utenti mobili che ne saranno provvist i di inserirsi, anche e soprattutto nelle fasi dinam iche connesse agli spostamenti sul campo di battag lia, avvalendosi delle notevoli capacità di un moderno sistema di tr~smissioni digitale, modulare, espandibile, protetto e di facile accesso (tipo telefonia mobile).

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Sopra: le missioni fuori area hanno dato un fo1te impulso all'evoluzione dei materiali delle trasmissi01ù. In basso a si1ùstra: prove di tiro del cannone da 20 mm destinato alla versione Scout dell'A. 129 .Mangusta.

Above: out-of area missions have greatly stimulated 1he evolution o( communication materials. Below lefì: frring tesis o/the 20 mm gun des1ine.d /or the Seoul version of th.e A. 129 .Mangusta.

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Sopra: l'adozione degli autocarri a pianale scarrabile (APS) contribuirà a rendere più flessibile il sistema dei trasporti. In basso a destra: anche i materiali del supporto logistico campale sono oggetto di programmi di · rinnovamento.

.4bove: the adoption o(lonies with drive-on platforms (.4PS) will help to make the transpon system more flexible. Below right: fìeld logistics suppor! equipment will a/so be renewed.

Per quanto riguarda i sistemi destinati alle unità di supporto al combattimento, nel settore delle artigIierie la Brigata «Garibaldi» continuerà, per il momento,. ad essere equipaggiata con il semovente M109L mentre la «Folgore», attualmente dotata dell 'obice da 105/14 mm, lo sostitui rà a breve termine con un mortaio da 120 mm a canna rigata che equipaggerà anche il reggimento di artiglieria della costituenda brigata aeromobile. I reggimenti delle brigate alpine continueranno invece ad impiegare il 105/14 fino a che non potranno disporre di obici ultraleggeri da 155/39. Le unità delle trasmission i disporranno di mezzi in ponti radio e di terminali satellitari in grado di realizzare reti di collegamento locali a tecnologia digitale, integrate con le strutture di livello superiore. Particolare importanza, specie : -,··: ··.. · per le unità destinate ad operare fuori e lontano dal territorio nazionale, riveste l'impiego di ponti radio in diffusione troposcatter (con portate fino a 250-400 km) e di collegamenti satellitari. La capacità delle forze di proiezione sarà esaltata dall'impiego dell'elicottero A.129 Mangusta nelle versioni controcarri (dotata del sistema TOW 2) e da combattimento (armata di missili aria-aria Stinger e cannone da 20 mm). Le unità di supporto logistico saranno dotate di sistemi di trasporto multimodali (ovvero in grado di operare indifferentemente su strada, ferrovia, per via nava le ed aerea). Al fine di assicurare un alto grado di interoperabilità e di omogeneità con gli equipaggiamenti delle forze alleate è prevista anzitutto la progressiva introduzione in servizio dell'autocarro a pianale scar-

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rabile APS 95, in grado di velocizzare il flusso dei materiali grazie alla capacità di movimentare, tramite un solo operatore, sino a 15 tonnellate di carichi condizionati o containerizzati. Anche la linea degli autocarri «convenzionali» sarà rinnovata con l'introduzione di una nuova famiglia di veicoli 4x4, 6x6 e 8x8 con portate utili comprese fra le 4 e le 18 tonnellate, caratterizzati da un' elevata comunalità di gruppi e componenti, dalla possibilità di montare un kit di protezione della cabina contro il fuoco delle armi portatili e dall'adattabilità dello chassis a diverse funzioni (piattaforma per sistemi d'arma, trasporto munizioni, autocisterna ecc.). Nel settore dei mezzi mobili campali di supporto, le esigenze delle forze di proiezione saranno soddisfatte con l'acquisizione di complessi shelterizzati di nuova generazione adibiti a panificio, frigorifero, servizi igienici, docce e lavanderia, tutti forniti di impianto oleodinamico per facilitarne la movimentazione e delle apparecchiature necessarie al loro funzionamento sia autonomo che media nte allacciamento alle normali reti (elettrica, idrica ecc.). Infine le vecchie tende per uso generale saranno sostituite da nuove tende in poliestere e da altre multifunzione a struttu ra pneumatica, dotate di sistema di risca ldamento ed utilizzabili per varie esigenze (sussistenza, ricovero mezzi, officina ecc.). Sul secondo gradino di priorità si collocano le forze di reazione, destinate alla gestione delle crisi nelle aree di contingenza NATO. La rispondenza dei mate riali agli standard dell'Alleanza e la loro idoneità a fronteggiare conflitti ad alta intensità di tipo simmetrico, in cui anche l'avversario dispone di sistem i a tecnologia avanzata, sono i requisiti principali per gli equipaggiamenti di questa categoria di forze, che comprende la Brigata Corazzata «Ariete», la Brigata Meccan izzata «Centa uro» e la Brigata di Cava lleri a «Pozzuolo del Fri uli». Analizzandone le esigenze in funzione dei cinque elementi fondamentali già individuati in precedenza, si può osservare che per i sistemi di comando e controllo restano valide le stesse soluzioni già individuate per le forze di proiezione. Per.la componente di manovra i mezzi di prevista asseg nazione sono il nuovo carro da battaglia Ariete (armato con una bocca da fuoco da 120 mm e dotato di un m~derno sistema di controllo del fuoco di elevate prestazioni, che consente il tiro sia di notte che in movimento) e il VC C Dard o per la Brigata «Ariete»; blindo Centau ro e blindo leggere VBL 4x4 per la «Pozzuolo del Fr iul i» e la «Centauro».

Sopra: un Aliete presso la Scuola di carrismo di Lecce. In basso: la torretta Hitfìst con lanciat01i per missili controcani row, prescelta per equipaggiare una parte dei veicoli da combattimento Dardo.

Above:a,1 Ariete at the Lecce Tank School. Below: lhe Hitfìst turret with launch.ers (or TOW antitank missi/es, selected [or equippi11g pari o( the Dardo combat vehicles.

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Sopra: fra i sistemi dell'artiglieria semovente campale figw-a anche il lanciarazzi MLRS. In basso a destra: una rampa del sistema missilistico antiaereo Hawk.

Above: the MLRS rocket-launchers are among the selfpropelled fìeld al1illery systems. Beiow 1ight: a ramp o{ the Hawk anti-aircra{t missile system.

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Armamento ed equipagg iamento individuale, materia li delle trasmissioni e per le unità di supporto logistico restano gli stessi previsti per le forze di proiezione, anche se verranno distribuiti con una priorità successiva. Nel settore dei sistemi per le unità di supporto al combattimento sono rich ieste un'elevata letalità per il supporto di fuoco (anche controaerei), e aderenza e tempestività per quanto riguarda la mobilità e la contromobilità. Il reggimento di artiglieria della «Pozzuolo» riceverà un nuovo obice da 155 mm ultraleggero a traino meccanico uguale a quello delle brigate alpine, mentre quelli dell' «Ariete» e della «Centauro» manterranno il semovente M109L, in attesa di ricevere in futuro il semovente PzH 2000 da 155/52 mm, che equ ipagge rà anche la Brigat a «Gariba ldi» . Due reggimenti di artiglieria di supporto generale, oggi dotati di obici a traino meccanico da 155/39 mm FH-70, riceveranno il sistema Polyphem - arma ch iru rgica -, affiancandosi al regg imento già equipaggiato con il lanciarazzi MLRS. Nel settore della mobilità e contromobilità le unità del genio riceveranno nuovi materiali da ponte (ponti mobili galleggianti, PFM) per il superamento di corsi d'acqua non guadabili con i normali ponti su appoggi galleggianti e moderni sistemi contro-mine, idonei alla scoperta, localizzazione e neutralizzazione degli ordigni, in modo da poter aprire varchi e itinerari percorribili nei campi minati messi in opera dall'avversario. A questo scopo è previsto l'impiego di sistemi di rilevamento (cercamine), di «vipere» giganti (cordoni di materiale esplosivo che vèngono lanciati e «stesi» attraverso il campo minato, e poi fatti saltare in modo da distruggere ' tutte le mine lungo il percorso), di vomeri (in grado di «arare» il terreno e portare alla luce le mine sepolte) e di attuatori (sistemi in grado di far esplodere le mine ad infl uenza magnetica simulando la segnatura, ad esempio, di un carro armato) .

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La difesa antiaerea sarà assicurata alle basse e bassissime quote da missili spal leggiabili Stinger e semoventi da 25 mm SIDAM (a livello Brigata) e da sistemi missilistici Skyguard/Aspide e Hawk migliorato (a livello divisione e superiore); in futuro, l'Hawk sarà sostituito per la difesa d'area dal nuovo sistema franco-italiano SAMP/T. In relazione ai compiti previsti (in primo luogo la difesa del territorio nazionale) e alla tipologia del personale impiegato (di leva), le esigenze delle altre sei brigate («Aosta», «Pinerolo>>, «Granatieri di Sardegna», «Sassari», <dulia» e «Tridentina») che completano l'organico delle forze operative possono essere in buona parte soddisfatte con mezzi e materiali «leggeri» e meno sofisticati, integrabili all'occorrenza mediante l'aggiunta di moduli sia sotto il profilo della protezione individuale e collettiva (giubbetti antiproiettile, corazzature aggiuntive per i veicoli, ecc.) che della soprawivenza in condizioni climatiche ed ambientali particolari. Le strutture di comando e controllo, seppure configurate come quelle delle forze di proiezione e di reazione, presentano in questo caso limitati requisiti di proiettabilità e di espandibilità interforze. Ai mezzi delle forze di manovra è richiesto un ottimo grado di mobilità su strada e uno sufficiente fuori strada, mentre I' armamento è caratterizzato da una forte accentuazione della capacità controcarri. Come veicoli da combattimento sono previsti carri Leopard 1AS per la Brigata «Pinerolo», bl indo Centauro per I' «Aosta» e la «Granatieri» e VBC 8x8 per la «Sassari »; a fattor comune vi è inoltre il VM 90 nelle versioni base e protetta. Le brigate alpine disporranno anche di un'aliquota di cingolati BV-206, in futuro anche in versione protetta. Le dotazioni per i reparti di supporto logistico non si differenziano sensibilmente da quelle previste per le precedenti categorie di forze, mentre per le unità del genio sono previsti, oltre ai materiali di supporto al combattimento, anche mezzi ed attrezzature (macchine movimento terra, generatori elettrici, unità di potabilizzazione ecc.) idonei ad interventi di soccorso in caso di pubbliche calamità.

Sopra: un elicottero da collegamento AB. 206 dell'Aviazione delJ'Esercito. In basso a sinistra: una blindo 8x8 Centauro sul poligono di Monteromano; l'armamento principale è costituito da un cannone da 105 mm.

Above: an ,4B.206 utility helicopter ofthe Army Aviation. Below left: arz 8x8 Centauro a1moured car on the Monteromano range; the principal weapon consists o[a 105 mm gun.

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PROFESSIONISTI DA SEMPRE: Ulliciali e Sattulliciali

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i approssima il momento, nell'anno 2000, in cui i reparti dell'Esercito accoglieranno il pri mo gruppo di marescialli selezionati secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 196/1995, relativo al riordino dei ruoli e alle modifiche al reclutamento, stato e avanzamento del personale non direttivo delle Forze Armate; marescialli non arrivati a quel grado attraverso il passaggio da sergente, ma scelti direttamente (almeno per la maggior parte) dall'esterno e formati con l'obiettivo primario di disporre di validi comandanti di plotone. Un fatto che avrà una valenza notevole, forse non comparabile come portata alle decisioni prese dal legislatore nel 1997 sulla riforma dei Vertici della Difesa, ma che conferma come il processo di evoluzione/rivoluzione dell'Esercito abbia ragg iunto un punto centrale. Allora apparirà più definito il quadro di tendenza dell'Esercito oggi impegnato a modificare la composizione della truppa da una componente prevalente di leva a un misto leva-volontari,

Sotto: l'atlivazione di un tenninale portatile per comunicazioni satellitmi. Nella pagina accanto: ufficiali e sottufficiali dovranno operare con crescente responsabilità ed autonomia nell'ambito delle nuove missioni.

Be/mv: putting a portable tenninal fòr satellile communications into action. The use of modem technologies calls for increasingly specific knowledge. Opposite page:oflìcers and NCOs musi take increasing responsibi/ity and ac1 independently within the framework ofthe new missions.

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A destra: l'imbarco di mezzi pesanti diretti in Bosnia nel quadro della missione IFOR. In basso: militari italiani e di altri paesi europei impegnati in un'esercitazione della «Partnership for Peace». Conoscenza delle lingue e del diritto internazionale e preparazione alla gestione dei rapporti con le popolazioni civili rappresentano altrettanti requisiti chiave nella preparazione dei Quadri.

Righi: heavy vehicles being put on board /or Bosnia lo take part in the !POR mission. Below: Jtalian soldiers and soldiers (rom other,, European coun.tries en.gaged in. "Partnership for peace" manoeuvres..4 kn.owledge oflanguages and international l.aw and training in handlin.g relations with civilians are also key requirements in the preparation ofthe cadres.

con una consistente presenza di reparti interi formati da professionisti con una vasta esperienza operativa alle spalle, e a trasformare il ruolo dei sottufficiali con l'immissione di personale nella quasi totalità in possesso del titolo di studio di Scuola Media Superiore, di una formazione di base eccellente e di una valida preparazione professionale. In una situazione di questo genere, quali caratteristiche e quale preparazione dovranno avere gli ufficiali impegnati nei prossimi anni a gestire la presenza dell'Esercito in un quadro geopolitico/strategico assai mutevole, e comunque ben diverso da quello impostato sulla contrapposizione rigida OvestEst? Uno scenario, quest'ultimo, che ha caratterizzato i passati cinquant'anni ed ha contribuito a definire i parametri di professionalizzazione degli ufficiali stessi.

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Un vecch io detto ricorda che gettando via l'acq ua dopo il lavaggio è opportuno fare attenzione a non buttare via anche il bambino, e questo saggio proverbio diventa ancor più vero in una fase storica fluida come quella che stiamo vivendo, a poch i anni dal cambiamento epocale che ha visto il crollo dell'Unione Sovietica. In particolare nel rivolgere l'attenzione al ruolo Ufficiali è opportuno soffermarsi su l periodo che va dal 1991 ad oggi. In questi anni l'Esercito è stato proiettato in una serie di mission i internazionali e nazionali che non hanno equivalenti negli anni precedenti, se si esclude la breve (anche se significativa) esperienza della crisi libanese del 1982/84; operazioni umanitarie e di peace-keeping a cui si sono aggiunte richieste, anch'esse con un notevole contenuto di novità, per un concorso al mantenimento dell'ordine pubblico sul territorio naziona le (a partire dall'operazione «Forza Paris» in Sardegna). Posti di fronte a situazion i «non convenzionali», gli ufficiali delle varie Armi e Corpi hanno operato in un modo che ha riscosso il plauso della comunità internazionale e interna e ne è uscito indirettamente confermato anche il metodo di formazione corrente, che attraverso l'ormai sperimentato susseguirsi di formazione di base, attività di reparto, corsi di specializzazione e scuole di Stato Maggiore di Forza Armata e Interforze hanno preparato uomini di ampia cultura, capacità, flessibilità e professionalità. Anche coloro che sono contrari all a stessa esistenza delle Fo rze Armate hanno dovuto riconoscere a denti stretti che un'operazione come «Alba» ha rappresentato, nella sua linearità, nell'ottemperanza stretta alle direttive di impiego e nel supporto, morale e non solo morale, forn ito dai militari italiani alla popolazione albanese, un vero successo. Eppure erano stati innumerevoli le profezie delle Cassandre di turno e pochi avrebbero scommesso che si sarebbe riusciti a completare in modo soddisfacente le due tornate elettorali che hanno impegnato la popolazione del ·- paese balcanico, anche se in un'atmosfera tesa. In Alban ia erano presenti tutte le premesse per un disastro: dal supporto non così entusiastico di alcune nazioni di primo piano al difficile clima politico loca le, dalle press ion i operate su lla Forza Mu ltinazionale di Protezione affinché estendesse il suo intervento ad azion i di polizia alla presenza di unità di numerosi paesi alcuni dei quali, pu r appartenendo alla NATO, non sono in buoni rapporti fra di loro. Se numerosi sono stati gli impegni «fuori casa>>, altrettanto ril evante è stata la decisione del Governo di impie-

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Sopra: l'ospedale da campo eretto a Sarajevo nel corso della missione IFOR. In basso: militari del genio fe1Tovieri al lavoro nell'ex-Jugoslavia. Il molo del personale specialistico della Sanità e del Genio è di fondamentale importanza nel quadro delle operazioni di peace keeping.

Above: a field hospital set up in Sarajevo during an IFOR mission. Below: soldiers from the Railways Corps at work in ex-Yugoslavia. The raie ofspecialised staff{rom the Health and / Engineering Co1ps is of fundamental importance in peace-keeping operations.

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A destra: milita1i di leva si alternano nella sorveglianza del Palazzo di Giustizia di Napoli. In basso: un elicottero A.129 Mangusta. Nello svolgimento dei compiti più semplici e tradizionali come nella gestione dell'alta tecnologia, la professionalità di ufficiali e sottufficiali è chiamata continuamente in causa.

Righi: conscripts alternate al guarding the Naples Cow"i House. Be/mv: An A.129 Mangusta helicopter. Whether pe1[onning simple, traditional tasks or operating high technology equipment, the profèssional skills o{oflìcers and NCOs are/ continually required.

gare l'Esercito sul territorio nazionale, in supporto alle forze di Polizia per allontanare la minaccia portata all'ordine pubblico dall'attività di gruppi malavitosi. Forse a qualcuno potrà apparire semplice e scontato organizzare e mantenere la presenza di migliaia di soldati in Sicilia, in Calabria e nel napoletano, quasi che fosse ovvia la capacità dei militari in grigioverde di svolgere attività di presidio in ambiente urbano, senza per questo provocare reazioni fra la popolazione o suscitare mugugni su presunti tentativi di militarizzazione. Il fatto è che risultati simili a quelli co nseg ui ti in Alba ni a, in Sici lia, in Soma li a o in Mozambico non sono frutto di improvvisazione, ma confermano le valide basi di formazione, in particolare di ufficiali e sottufficiali.

RINNOVARE LA FORMAZIONE Ma l'Esercito non poteva tuttavia riposare sugli allori, ed ecco quindi il ripensamento sulla fisionom ia dei Quadri del futuro. Gli elementi di riferimento nel valutare le modifiche di contenuto e di forma da apportare al ciclo di formazione erano essenzialmente tre: il mutato quadro strateg ico in cui l'Italia è chiamata ad operare; il passagg io dalla trad izionale forma di reclutamento basato sulla coscrizione obbligatoria al reclutamento di volontari e il contesto socio-culturale nel quale i comandanti a tutti i livelli si trovano ad asso lvere ogg i il proprio compito. Quest i t re pun t i andava no com parati e coniugati con le funzioni principali affidate allo strumento militare, e cioè la presenza e sorveglianza sul territorio nazionale, la difesa degli interessi esterni dell'Italia, il contributo alla sicurezza internazionale e la difesa integrata degli spazi nazion~li e dell'Alleanza . Il risultato doveva essere una classe di uomini preparati per condurre un Esercito ridimensionato nei numeri, caratterizzato da una forte com ponente di vo lonta ri, con una strutt ura agile ed efficace in grado di sopportare le richieste di presenza laddove necessario sul territorio nazionale e quelle che la comunità internazionale avrebbe senz'a ltro presentato all 'Ita lia. Il

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A sinistra: un corso educativo svolto a favore della popolazione somala dai nù litari di «Ibis». In basso: un sottufficiale della Stabilization Force in Bosnia. Le missioni all'estero richiedono la capacità di intrattenere contatti con culture, religioni e costumi profondamente diversi dai nostri.

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Le{t: cm educational course {or Somalis being run by soldiers /rom "Ibis". Below: an NCO from the S1abilizaiion Force in Bosnia. Missions abroad call {or an abili1y to gel along wilh cultures, religions and customs ve1y diffèrent fi'om our own.

tutto in un clima di tecnologia in continua evoluzione e con rapporti sempre più diretti e aperti con il mondo civile circostante in Italia e all'estero. Quali le situazioni su cui parametrare lo strumento militare? L'esperienza di questi ultimi tempi ed una proiezione estesa almeno al decennio iniziale del prossimo secolo confermano che le operazioni più probabili saranno quelle di tipo umanitario a supporto delle popolazioni in zone con situazioni di dissesto sociale ed economico e quelle di peace-keeping per il superamento di situazioni di conflitto non più nella loro fase violenta, ma che non appaiono comunque sanabili sema un intervento esterno. Geograficamente, e sempre riferendosi a un periodo di una quindicina d'anni, le aree più a rischio appaiono quella balcanica, del nord Africa e del Medio Oriente, ma l'esperienza indica che non si possono escludere richieste di una presenza italiana da parte delle organizzazioni internazionali anche in altre regioni. Il proliferare di situazioni che rientrano nella gamma degli interventi di pacificazione non deve far pensare peraltro che l'appartenenza alla NATO impegna l'Esercito a prepararsi a fronteggiare anche emergenze quali quelle previste dall'Art. 5 del trattato istitutivo del 4 aprile del 1949, e cioè l'intervento sul territorio dell'Alleanza a fianco di un paese membro minacciato. Questo richiede la capacità di far fronte a conflitti intensi anche se brevi, caratterizzati dall'impiego di tattiche, armi e sistemi sofisticati . ..-.-r Di fronte a questa realtà indubbiamente complessa l'Esercito ha avviato la revisione dell'iter e delle metodologie di formazione degli ufficiali mettendo in moto un meccanismo teso a fornire uomini di cultura e alta professionalità, la prima da impartire nella fase iniziale della formazione e la seconda attraverso attività successive che in pratica interesseranno tutta la vita attiva dell'individuo. Come ha affermato il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, «la formazione del personale deve necessariamente uscire dalla logica di una approfondita preparazione iniziale, seguita da rari aggiornamenti, e deve ESERCITO E PROFESSIONISTI

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trasformarsi in una formazione permanente, lungo un percorso fatto di momenti formativi che, in successione temporale, precedono le tappe fondamentali d'impiego».

UFFICIALE E LAUREATO Un'affermazione a maggior ragione val ida se si osserva come in questi anni sia cambiato anche il contesto socio-culturale del Paese. Il diploma di scuola media superiore è divenuto di fatto lo strumento minimo per accedere alle varie posizioni nel mondo del lavoro per l'industria privata, mentre la laurea nelle varie discipline è diventata la norma per accedere alle posizioni direttive, in particolare nei concorsi dell'amministrazione dello stato. Da parte loro gli ufficiali, pur spendendo quattro anni fra Accadem ia e Corsi di Specializzazione, non riuscivano se non con difficoltà ad arrivare ali' acquisizione del titolo di laurea. Il mancato ottenimento del «documento» potrebbe sembrare una differenza formale vista la scelta di carriera militare fatta dall'allievo dell'Accademia, ma come abbiamo visto nella realtà italiana si tratta di qualcosa di più, una sorta di «penalizzazione» che era opportuno superare. Una seconda questione sull'opportunità di favorire l'arrivo alla laurea è derivata dal nuovo assetto dato al ruolo Marescialli che prevede per essi l'arruolamento solo in presenza di diploma di scuola di secondo grado e un tipo di professionalizzazione successivo che lo allinea di fatto a quello di un ufficiale subordinato. Sopra: un ufficiale al lenninale di un sistema di comando e controllo. A destra: il laboratorio di analisi dell'ospedale da campo della Btigata «Centauro» a Giohar. Nella pagina accanto: un capitano dei carristi. Il nuovo iter fo,mativo degli ufficiali prevede per lutti il conseguimento della laurea.

Above: an ofiìcer at a con11nand and co111rol system ten11i11al. Righi: the labomto1y ofthe [teld /,ospitai o{tlie "Ce11tauro" Brigade i11 Gio/1a,: Opposite page: a Ta11k Co,ps captai11. Tl,e new training system {or of/ìcers plans for eve,youe IO ob1aù1 a degree.

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Formare i saldali a preparazione degli uomini a qualsiasi livello, dall'ufficiale superiore al soldato semplice - ha da semr:ire ~appresentato uno degli impegni prioritari dell'Esercito, e questo vale ancora di più oggi in previsione di u~ futuro dagli scenari mutevoli. Il generale Roberto Altina, Ispettore delle Scuole, illustra i principi che la Forza Armata intende seguire per la formazione di base del personale, in un quadro di profondi cambiamenti al reclutamento, ai ruoli e agli impieghi futuri. I risultati ottenuti dall'Esercito nelfe varie missioni internazionali e interne appaiono positivi, a riprova di un iter formativo valido; eppure non c'è settore della formazione che non venga toccato. Come, e con quali obiettivi? La formazione è un settore sempre in movimento; non è possibile cullarsi sugli allori, in particolare in questo momento in cui la partecipazione dell'Esercito a varie missioni internazionali di peace keeping ha permesso di accumulare una massa di dati e di elementi sui requisiti del personale da impiegare in questo genere di operazioni e che la legge (n. 196 del 1995) ha aperto la strada ad una rivoluzione nei ruoli dei sottufficiali e dei volontari in servizio permanente (VSP). Partiamo dagli ufficiali inferiori: per questi l'Istituzione ha definito due aree di primario interesse, quella operativa e quella di comando. Per l'area di comando l'obiettivo è di dare agli allievi la laurea in scienze politiche, opportunamente calibrata alle esigenze della Forza Armata, che per i suoi contenuti apre la mente e fornisce una cultura in funzione sia del rapporto che gli ufficiali dovranno avere con i dipendenti sia della probabile proiezione fuori dal territorio nazionale, che richiede a sua volta una vera propensione al sociale. Altre aree di formazione sono quella tecnica e amministrativa; per la prima la via più corretta è stata confermata nel conseguimento della laurea in ingegneria negli indirizzi che più servono alla Forza Armata, mentre per l'area amministrativa - che riguarda il Corpo di Amministrazione e di Commissariato - la laurea più confacente è quella in scienze economiche e giuridiche. Quindi tre aree con tre indirizzi diversi. Poi c'è una quarta area (che riguarda l'Ispettorato delle Scuole soltanto per i due anni della formazione iniziale) rélativa all'Arma dei Carabinieri; per questi ufficiali, il Comando Generale ha scelto la laurea in giurisprudenza. A differenza del passato, quando arrivare alla laurea era un fatto puramente personale affidato (almeno per gli ufficiali dell'area operativa e di comando) all'iniziativa individuale, ora l'intenzione è di facilitare al massimo il conseguimento del titolo di studio per tutti. Non si tratta solo di un elemento formale; cerchiamo di andare incontro anche a motivi di natura psicologica. Non è più accettabile, come accadeva in passato, che dopo quattro anni di Accademia, un quinto anno tra pratica e tecnica applicativa e tre anni di Scuola di Guerra, al giovane ufficiale rimanga sui documenti il titolo di studio di scuola media superiore, con problemi immediati (e ancor più nel proseguo della carriera) a confrontarsi ad esempio con quello che è il livello normale della dirigenza civile. È opportuno sottolineare anche un riscontro di tipo promozionale, che consiste nel poter dire ai giovani, fra le altre cose: venite nell 'Esercito e i vostri sforzi intellettuali avranno un riscontro ufficiale. L'innalzamento del livello di cultura generale si accompagna ad una solida formazione tecnico-militare (armi e tiro, topografia ecc.) e allo studio intensivo della lingua inglese: si tratta di diverse centinaia di ore nella sola Accademia. Uno degli scopi è quello di far arrivare alla laurea ufficiali di fatto bilingui, in grado di inserìrsi agevolmente in un contesto professionale che, sia sul piano dei rapporti con gli Eserciti alleati che su quello delle missioni operative, è sempre più spiccatamente internazionale. Per questo non ci si limita al piano di studi fissato dall'università, ma si utilizza a fondo anche la Scuola di Lingue Estere dell'Esercito (SLEE) di Perugia.

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Come progredisce la formazione del giovane ufficiale nel proseguo della carriera? Una volta acquisito un livello di cultura a livello di laurea, la formazione professionale successiva segue la logica anglosassone dei passi necessari per arrivar.e agli obiettivi prefissati : ecco così la frequenza obbligatoria della Scuola di Guerra, quella dell'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze che la segue e infine il CASD, finalizzati a obiettivi di professionalità, di impiego e quindi di carriera. Queste sono le tappe fondamentali, ma non rappresentano il tutto: fra l'una e l'altra l'ufficiale ha a disposizione corsi intermedi professionali specifici per le esigenze dell 'Istituzione, formulati in un contesto ormai acquisito di formazione permanente. Riassumendo, i passaggi fondamentali sono: formazione base, formazione dell'ufficiale di staff, formazione del dirigente interforze, preparazione per l'alto dirigente.

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del 2000 Quali sono le esigenze di adeguamento degli iter di formazione per i nuovi ruoli di maresciallo e sergente? I motivi che hanno spinto l'Esercito a studiare percorsi diversi per arrivare ad una migliore formazione culturale e a un'alta professionalità degli ufficiali non sono solo psicologici o di forma, ma sono esplicitamente legati alla necessità, che si presenterà nel prossimo futuro, di gestire una Forza Armata nella quale la composizione della truppa sarà passata da una componente prevalente di leva a una mista leva-volontari, con un ruolo sottufficiali anch'esso profondamente rnodificato. A partire dal 2000 vi saranno infatti due tipi di sottufficiali: il maresciallo e il sergente in servizio permanente. I giovani in possesso di diploma di scuola media superiore potranno presentare regolare domanda di partecipazione al concorso per marescialli e vincendolo, entreranno a Viterbo per seguire un anno presso la Scuola Sottufficiali dell'Esercito, cui seguirà un secondo anno presso le Scuole d'Arma delle varie specialità. Questa è la via prevista per i futuri comandanti di plotone, che si troveranno davanti una carriera che potrà non esaurirsi nello specifico ruolo ma avere uno sbocco in quello degli ufficiali, owiamente del Ruolo Speciale. L'altro ruolo è quello dei sergenti, anch'essi selezionati per concorso e che possono permanere in tale grado o diventare marescialli, usufruendo di un meccanismo di incentivazione e purché abbiano il titolo di studio di scuola media superiore, requisito minimo indispensabile. All'inizio della carriera marescialli e sergenti saranno assegnati ai reparti operativi, poi col passare degli anni (e con il diminuire della forma fisica) una volta a regime troveranno collocazione in incarichi di tipo tecnico, amministrativo, logistico e educativo, cui potranno accedere con una preparazione specifica. La formazione di base sarà legata ai compiti primari che si intendono affidare a questi uomini: per il maresciallo il comando di plotone e per il sergente il comando di squadra. L'indirizzo sarà essenzialmente pratico, con una forte componente etica; il sottufficiale deve essere uno che sa tutto sull'attività a livello pratico. Quando sarà disponibile un congruo numero di sottufficiali addestrati, anche con esperienza di missioni all'estero, inizierà il loro impiego come istruttori; vedremo così dei marescialli comandare i plotoni alla Scuola Sottufficiali. li proposito dell'Esercito è di dare ai sottufficiali un peso e uno spazio sempre crescenti nella struttura. Fino ad oggi il numero dei volontari a ferma breve è stato relativamente limitato, consentendo di mantenere una certa semplicità nelle strutture di addestramento. Se tuttavia, come previsto, si arriverà a dover gestire un flusso annuale di 5.000 reclute e a dover seguire la preparazione pluriennale dei Volont~ri in Servizio Permanente, quali accorgimenti si renderanno necessari? Si tratta come è chiaro di una sfida, che l'Esercito ha raccolto e per la quale si sta mobilitando. Una volta effettuata la selezione a Foligno, i volontari in ferma breve (VFB) vengono inviati presso i cinque Reggimenti Addestramento Volontari (RAV) dislocati nella penisola, dove svolgo.' no il corso basico. Successivamente raggiungono le Scuole d'Arma per acquisire la specializzazione ed, infine, i reparti d'impiego presso i quali conseguono i successivi livelli di operatività. La durata triennale della ferma dei VFB permette di posizionare al meglio i relativi moduli di qualificazione progressiva. Per i Volontari in Servizio Permanente (VSP) i primi 15 anni di servizio saranno caratterizzati da una serie di corsi di qualificazione, per introdurli progressivamente ad incarichi di maggiore responsabilità e farli crescere professionalmente. La preparazione e l'aggiornamento proseguiranno anche successivamente, ma a quel punto l'attenzione sarà rivolta alla loro integrazione nelle attività tecniche e logistico/amministrative più che in quelle operative; va tenuta inoltre presente la possibilità di transito, prevista dalla legge, verso i ruoli di sergente e maresciallo .

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A destra: all'inizio della camera, coiflcidente con la migliore forma fisica, i sottufficiali (marescialli e sergenti) saranno assegnati ad incarichi soprattutto di carattere operativo.

Righi: al the beginning of their caree1; that coincides wilh their besi physical fonn, the NCOs (1varrant officers and sergea111s) will be assigned to tasks which have above ali an operational nature.

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A destra: un allievo ufficiale dell'Accademia di Modena. In basso: un ufficiale del contingente IFOR in Bosnia. La responsabilità della fo1mazione di base di tutto il personale è affidata all'Ispettorato delle Scuole dell'Esercito.

Right: a cadet (rom the Modena Offìcers' Academy. Below: an offìcer ofthe IFOR contingenl in Bosnia. The responsibility (or the basic training o[ali the stafflies with the An11ys Schools Department.

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La risposta a questa esigenza di cu ltura non è stata così semplice come potrebbe appa rire a pri ma vista. È noto che i corsi di lau rea sono diversificati sia come contenuti che come durata, con la maggior parte attestata sui cinque anni; in particolare quelli cosiddetti scientifici sono ta lmente assorbenti da non lasciare praticamente margini di tempo alla formazione dell'ufficiale quale combattente/uomo di comando, e non è pensabi le tenere l'a llievo lon t ano ann i e ann i dai reparti per il solo scopo, nobile e importante quanto si voglia, dell'acculturazione. Inol t re l'esperienza accumulata nel tempo conferma che è impensabil e «cost rui re» un uff iciale punta ndo escl usivamente sulla preparazione di base, con una forte matrice accademica da integra re nel tempo con corsi di specializzazione ed esperienze pratiche. Va privilegiato al contrario un cammino di formazione/professionalizzazione basato su momenti specifici destinati a forn ire gli elementi di cultura e conoscenza, che lascino però spazio alla capacità del singolo di completare la propria prepa razione. L'attenzione deve essere quindi diretta non solo al periodo di formazione di base, ma a fornire l'ambiente della Forza Armata degli stimoli perché l'autoformazione possa essere considerata dal giovane (e non più giovane) ufficiale come un elemento interessante e utile da perseguire su l piano personale. Una sfida che richiede una rivol uzione silenziosa nell'Esercito, al di là delle spinte fornite dalle modifiche ufficiali. Anche su questo punto il Capo di Stato Maggiore si è espresso in modo preciso, argomentando che «al di fuori della parte didattica vera e propria, comunque importante, l'addestramento dei reparti e degli organi di staff deve essere improntato al massimo realismo attraverso iniziative che portino all'intensa pa rtecipazione ad attività multinazionali, lo sviluppo dei sistemi di simulazione dedicati sia all'individuo, sia ai team, sia agli orga ni di staff, conducendo attività «itineranti» lungo la penisola che rendano stimolante ed efficace l'addestramento, por-

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tando le Unità a diretto contatto con ambient i e situazioni di impiego molto vicini a quelli reali, med iante lo sviluppo di attività in forma prolungata, continuativa e lontano da lle sedi stanziali». Come si ve de un programma vasto e variegato, che non è affrontabile senza una buona apertu ra cultura le ed una formazione li be ra da schemi troppo specifici di specializza-

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zione. Ecco quindi il giovane, selezionato per concorso e passato attraverso il vag li o del Ce ntro Naz ionale di Selezione e Recl utamento di Foligno, approdare come è orma i trad izione all'Accademia di Modena per iniziare il periodo di formazione. Nei primi due anni presso il Palazzo Ducale l'allievo riceve gli elementi di una corretta forma militare unita ad una costante preparazione fisica, viene introdotto all'arte del combattente, alla conoscenza delle armi e sistemi e progressivamente arriva a coprire le prime mansion i di comando. Sotto il profilo della preparazione accademica l'Allievo segue gli studi del biennio universitario nel corso previsto dall'area di assegnazione (Scienze Politiche ad indirizzo internazionale per l'area Comando, Ingegneria per quelle del Genio e dei Corpi Tecnici, Econom ia e Commercio o Giurisprudenza per quelle di Amm inistraz ione e Commissaria to e rvledicinaNeterinaria pe r quell e di Sanità e Veterinaria).

Sopra: giovani convocati per un concorso presso il Centro Nazionale di Selezione di Foligno. In basso a sinistra: paracadutisti si preparano ad eseguire un intervento a fuoco con un mortaio da 120 mm.

Above: young men convened to sit for an examination at the Foligno National Selection Centre. Below left: paratroopers get ready to fire a 120 mm mortai:

Seguono due anni presso la Scuo la di

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A destra: schieramento di allie\i nel cmiile dell'Accademia di Modena; il biem1io iniziale della formazione è comune agli ufficiali di tutte le A.tmi. In basso: un ufficiale istruttore impegnato in w1 corso presso la Scuola Trasporti e Materiali dell'Esercito. Nella pagina accanto: reparti e bandiere di Italia, Francia, Spagna e Portogallo durante la cerimonia per la costituzione di EUROFOR a Firenze.

Righi: a fornwtion ofcadets in the square ofthe Modena Academy; the initial two yeilrs of training is ihe same /or the o/fìcers o/ ali the Forces. Below: a training offìcer teaching a co11rse ai the Annys 1ì·ansportation and Materials School. Opposite page:contingents and flags of lial)\ France, Spain and Portugal during the ceremony (or the setting up ofEUROFOR in Florence.

Applicazione di Torino nel corso dei quali il neopromosso sottotenente riceve element i suffi-· cienti a coprire la posizione di responsabile di compagnia/batteria, effettua un tirocinio pratico e, in un terzo anno, prosegue gli studi arrivando ove possib ile al consegu imen to della laurea. Le materie universitarie vanno di pari passo con quelle militari che hanno per tutti una base com un e (ved i il diritto internazionale bellico) ma già presentano una qualche forma di caratterizzazione in relazione alle aree di destinazione. La questione del tempo necessario a raggiungere la laurea non è semplice e lo dimostra il modo pragmatico con cui lo Stato Maggiore ha cercato di risolverla ritenendola giustamente uno dei fattori di differenziazione degli ufficiali rispetto agli altri ruoli; un'opzione sentita e avvincente, ma non sempli ce da formalizzare. Un' attenta ana lisi ha permesso allo Stato Maggiore di dare il giusto peso a questo problema. Di fronte al fatto che la cultura (intesa come elemento di fondo capace di assicurare una maggiore adattabilità dell'allievo alla varietà di esigenze tipiche della carriera mil itare) è indispensabile, viene di fatto posto come irrinunciabile al fine del proseg uimento dell'iter formativo di base, il superamento delle materie professionali e universitarie del biennio. Il conseguimento della laurea rimane un interesse per la Forza Armata che cerca di appoggiare a questo scopo il giovane ufficiale lasciandogli ad esempio il tempo sufficiente, durante il terzo anno della Scuola di Applicazione, per chiudere con la tesi o almeno (per chi segue i corsi delle materie scientifiche) per arrivare a pochi esami dal traguardo finale: una scelta che soddisfa da una parte l'esigenza dell'Esercito di disporre appena possibile dei giovani ufficiali, dall'altra le aspettative di questi di non essere penalizzati rispetto ai loro coetanei civili. Non è secondario rilevare come, nonostante il peso delle materie militari e complementari e delle attività addestrative, i giovani uffi" cial i pervengono mediamente ad ottener la laurea in minor tempo rispetto alla maggiore parte dei loro coetanei civili, che hanno spesso difficoltà ad affronta re con metodo i propri studi. È opportuno ricordare che anche l'iter della formazione di base, apparentemente simile a quello in vigore nel recente passato, in realtà ha oggi conten uti notevolmente diversi. Ci riferiamo in particolare al le lingue estere e a tutta la gamma di conoscenze che rafforzano la visuale internazionale degli al lievi (diritti ecc); e non potrebbe essere altrimenti visto che certi incarichi, eccezionali fino alla fine degli anni '80, vanno assumendo oggi sempre maggiore

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frequenza e ri levanza .

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A destra: ufficiali presso Lm posto comando della Brigata «Garibaldi» in Bosnia. In basso: il comandante del contingente SFOR saluta alcuni ufficiali italiani ed egiziani durante una visita alla Brigata Multinazionale Nord a Sarajevo. Nell'intento di facilitare l'identificazione del grado, il colonnello egiziano (primo a sinistra) ha applicato un distintivo italiano sul taschino della propria mimetica.

Righi: offìcers al a command post ofthe "Garibaldi"Brigade in Bosnia. Below: the comn1(mder ofthe SFOR conlingerµ salutes some llalian and Egypiian offìcers during a visit 10 the Sarajevo Nonh Multinational B1igade. In an effort lo make il easy lo identify his rank 1he Egyptian colone/ (fìrsl on the left) has applied an ltalian badge 10 1he pocket ofhis camouflage.

Nel prossimo futuro saranno necessari centinaia di ufficiali in grado di trattare alla pari con i loro co llegh i di altri paesi nel1' amb ito di strutture e comandi integrati dell a NATO (SHAPE, AFSOUTH) e della UEO, oppure inseriti in comandi di pianificazione e opera ti vi in grado di rischierarsi sul teatro di impiego (ARRC, IFOR/SFOR, EU ROFOR, la prev ista Grande Un it à alpina italo-tedesca), o ancora responsabili per gli aspetti militari della rete sempre più vasta di rapporti che il Governo italiano intesse con un crescente numero di paesi, o, infine, osservatori nelle missioni ONU.

NUOVE DISCIPLINE

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Una vasta serie di impegni diversi per contenuti e rapporti che conferma come l'indirizzo della laurea in Scienze Politiche a indirizzo internazionale, con la presenza di materie ch iave come la sociolog ia, la storia e la statistica, sia una scelta fondamentalmente corretta. Tanto che una corrente di pensiero tenderebbe ad allargare la presenza a questo corso di tutti i futuri addetti all'area Comando lascia ndo all'area Tecnica (Corpo Tecnico, Sanità) l'acquisizione di lauree in Ingegneria o in Medicina e a quella Amministrativa la strada dei corsi di laurea in Economia e Commercio/Giurisprudenza. Un accordo recentemente raggiunto con l'Università di Torino ha permesso di inserire nel piano di studi di Scienze Politiche alcune materie chiave per la formazione degli ufficiali come matematica, fisica e informatica, liberando altrettante ore per l'approfondimento delle lingue e per le materie specificamente milita ri. Il cammino successivo nei gradi di sottotenente, tenente e capitano è contrassegnato dall'attività operativa e da un costante impegno di qualificazione. Un mix che al «saper cosa fare» unisce il «fare», con corsi brevi, di conten uto aderente al lo sviluppo di carriera o di specifico interesse per l'Arma o il Corpo di appartenenza. Il primo di questi in ordine temporale è il Corso Tecnico Applicativo, svolto a cura delle Scuole d'Arma e Specialità e Logistiche, della durata di nove -dieci settimane, che ESERCITO E PROFESSIONISTI


viene frequentato da tutti gli ufficiali al termine del quadriennio formativo: ha lo scopo di qualificare il personale a svolgere gli incarichi di coma ndant i di plotone/sez ion e e vice-comanda nti di compagnia, e rappresenta di fatto il passaggio dalla teoria appresa alle Scuole alla prat ica da applicare presso il reparto di impiego. La perma nenza al reparto con il grado di tenente nell'ambito della compagnia/batteria/squadrone consente loro di acquisire l'esperienza necessaria in vista della promozione a capitano e all' assunzione del comando della stessa; prima della promozione i tenenti anziani frequenteran no un corso, della durata di due settimane (una presso la Scuola di Guerra di Civitavecch ia, l'altra presso la Scuola d'Arma o Specialità o dei Corpi Logistici), al fine di completare le nozioni utili per il nuovo incarico e di aggiornare le conoscenze degli ufficiali usciti ormai da diversi anni dalle Scuole di formazione. A questo faranno seguito corsi e stage di breve durata che consentiranno all'ufficiale di acquis ire conoscenze più approfondite in determinati settori di impiego: fra i vari argomenti troviamo la difesa NBC, la branca trasporti e materiali, la sicurezza laser, il vettovagl iamento, l'acquisizione delle informazioni, oltre ai corsi di lingua straniera, di tecnica di comunicazione e didattica, e ai corsi presso scuole NATO e estere, ad esempio presso la NATO School di Oberammergau. In futuro il periodo di comando di compagnia o unità equipollente verrà fissato a t re anni e quindi, prima di accede re al Corso di Stato Maggiore previsto dopo cinq ue an ni dalla promozione a Capitano, gli ufficiali verranno impiegati in posizione subalterna presso i coma11di di reggimento nel le diverse branche di attività - Personale, Informaz ioni, Operaz ioni, . Log istica, Affari Generali e Comunicazioni - , indicate normalmente in ambito militare con le sigle G1, G2, G3, G4, G5 e G6. Per svolgere queste funzioni seguiranno quindi corsi di pochi giorni presso i comandi della Grande Unità di appartenenza, e le attività a livello comando di regg imento diventano propedeuti-

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Sopra: un sottufficiale dell'AVES pianifica una missione con il comandante del reparto esercitato. A sinistra: lo scarico di un container dal pianale cli tm autocarro. Spetta alle varie Scuole di Arma e Specialità impartire la qualificazione per i diversi incarichi.

Above: an Army Aviation NCO is planning a mission with the commander o( the contingent on manoeuvres. Lefi: a container is being unloaded (rom a lorry. The different Force a.nd Specialization Schools a.re responsible /or training men {or the various types oftask.

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Sopra: una sala del Comando Operativo della Forza d'Intervento in Albania, attivato a Roma per l'operazione «Alba»; l'integrazione in comandi e dispositivi interforze è un'altra caratte1istica delle moderne operazioni. In basso: ufficiali impegnati in un corso presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia; la frequenza è aperta anche agli ufficiali di Paesi amici.

Above: Operating Command room o{the Action Force in Albania, set up in Rome fòr the "Alba" operation; integration into joint commands and systems is another characteristic o{ modem operations. Below: oflìcers taking a course al the War College in Civitavecchia; courses are a/so open to offìcers {rom fiiendly countries.

che alla nuova fase di formazione che attende il Capitano anziano: il Corso di Stato Maggiore. Con il nuovo iter questo corso, obbligatorio per t utti gli ufficiali provenienti dall'Accademia, si svolgerà sempre presso la Scuola di Guerra ma avrà durata inferiore ai sei mesi mentre oggi dura un intero anno scolastico. E' l'inizio della fase di specializzazione degli ufficiali, e ha lo scopo di metterli in condizione di operare in modo efficace nell'ambito dei comandi di livello brigata e operativi intermedi con la qualifica di capi sezione delle varie branche. Al termine della frequenza, gli ufficiali vengono assegnati ai comandi di vario livello. Il Corso di Stato Maggiore rappresenta anche un momento di selezione: al termin e dello stesso infatti una ridotta aliquota di ufficiali potrà accedere per concorso all 'Istituto Superiore di Studi Militari Interforze (IS SMI), mentre la maggior parte degli ufficiali proseguirà nella carriera nelle diverse branche con lo svolgimento di ulteriori corsi di specializzazione, di durata da una a sei settimane, e di stage di aggiornamento di carattere sia specialistico che generale. Di professionalizzazione si parla in modo ancor più accentuato per gli ufficiali che sono destinati ad operare negli Stati Maggiori e a stretto contatto con i loro colleghi di altri paesi della NATO e non, ad esempio nel contesto dei comandi internazionali. In questa fase il Ministero della Difesa ha posto le premesse per una maggiore integrazione fra le tre Forze Armate passando dai Corsi Superiori di Stato Maggiore gestiti separatamente ad un Corso Superiore di Stato Maggiore interforze organ izzato dall'ISSMI, al quale si viene ammessi per domanda e concorso per titoli ed esami. Il corso rientra nel proces-

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so di integrazione più stretta fra Esercito, Marina e Aeronautica che è stato avviato con la revisione del ruolo del Capo di Stato Maggiore della Difesa, e la presenza fianco a fianco di ufficiali superiori delle tre Forze Armate per un periodo abbastanza lungo di aggiornamento e professionalizzazione rappresenta un'opportunità per un travaso di esperienze e l'approfondimento, della conoscenza della Difesa che si va organizzando verso le esigenze del 2000, oltre che un'occasione per stabilire dei legami interpersonali che diventano preziosi per lo svolgimento di incarichi di crescente responsabilità. La varietà e variabilità degli incarichi a cui ufficiali superiori e generali possono essere assegnati è tale che sono poi previste «Sessioni informative» per agg iornamenti specifici in previsione di speciali assegnazioni (come nel caso di nomine a Comandanti di Corpo, Comandi di Brigata/Scuola ecc.). Sempre nel senso di un aggiornamento prima della presa d'incarico sono i corsi per addetto militare mentre le sessioni di studio dell'Istituto Alti Studi della Difesa rimangono come momenti in cui agli ufficiali con ormai una vasta esperienza alle spalle viene rich iesta un'attività di studio e teorizzazione in un ambiente adatto allo scopo e con i migliori strumenti di ricerca a disposizione.

In basso: la figura dell'ufficiale di complemento, pur non conservando l'importanza del passato, resta ancora presente nell'inquadramento delle unità di leva.

Below: the ro/e of Reserve Oflìcer, alihough not as • important as in 1he pasl, stili exists in the organiza.tion o( conscription units.

GLI UFFICIALI DI COMPLEMENTO L'introduzione progressiva nei rangh i dell'Esercito dei maresciall i, nella nuova figura delineata dal Decreto Legislativo 196/1995 che non li vede più solo come collaboratori degli ufficiali ma in funzione di comandanti di plotone, e la riduzione del numero dei reparti alimentati con personale di leva, non potranno non incidere in senso riduttivo su ll 'importa nza dell' ufficiale di complemento. Ciò non toglie che gli ufficiali di complemento potranno trovare ancora impiego, anche se in ~umero inferiore rispetto ad oggi, nelle Unità costituite da coscritti. L'accesso ai corsi per Allievi Ufficiali di Complemento avviene su concorso, e per coloro che vengono ammessi si schiudono le porte delle Scuole d'Arma e Specialità. Nominati sottotenenti di 1' nomina al termine del corso, coloro che assumeranno incarichi impegnativi in ambito tecnico-operativo potran no essere chiamati a segu ire un ulteriore corso di qualificazione. Nell'ambito dei reparti di leva la figura del sottotenente di complemento è destinata ad essere assimilata ancora per qualche anno a quella del coma ndante di plotone in attesa della formazione di un sufficiente numero di marescialli con incarico di coma~dante di plotone . L'ufficiale di complemento impiegato nei reparti operativi formati da personale di leva può comunque trovarsi a dover fronteggiare situazioni-complesse, come nel caso delle missioni di controllo del territorio in determinate region i ital iane affidate a rota~ione proprio ai reparti di leva. L'ufficiale di complemento conti nuerà ad essere presente anche in incarichi legati alla professionalità specifica dei singoli, in particolare per i laureati (Corpi Tecnico, Commissariato, Sanità e Veterinario). ESERCITO E PROFESSIONISTI

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Oualilicaziane e li generale Mauro Riva, responsabi le degli Istituti preposti alla qualificazione e specializzazione del P.erl onale di tutti i gradi delle varie Armi e Specialità dell'Eser~ito, risponde ad alcune domande sui compiti, sull'organizzazione e sugli obiettivi dell'Ispettorato delle Armi. Che cosa differenzia e caratterizza la formazione specialistica del personale dell'Esercito, di cui è responsabile l'Ispettorato delle Armi, rispetto a quella di base? Quali sono i momenti e gli strumenti fondamentalj di tale formazione? La preparazione del personale militare dell'Esercito interessa tutte le categorie (ufficiali, sottufficiali, volontari e personale di leva) e si differenzia in due fasi. La prima, relativa alla formazione di base, è diretta dall'Ispettore delle Scuole e tende a conferire al personale le nozioni che ogni militare deve conoscere ai vari livelli per poter svolgere nel corso della vita professionale i previsti compiti di comando e poter accedere alla successiva fase di qualificazione /specializzazione. La seconda fase, scolastico-addestrativa, è diretta dall'Ispettore delle Armi ed è dedicata alla qualificazione/specializzazione del personale di tutti i gradi dell'Esercito. Essa realizza i propri scopi svolgendo corsi differenziati per tipo e livello di personale, connessi agli obiettivi generali fissati dallo SMEe alle esigenze definite dal Comandante delle Forze Operative Terrestri; promuovendo dibattiti e seminari su particolari esperienze operative e addestrative; conducendo attività di sperimentazione e dimostrazione sui nuovi materiali e sistemi d'arma. La fase scolastico-addestrativa di competenza dell'Ispettorato delle Armi tende in particolare a fornire, mediante la frequenza ai corsi organizzati presso le Scuole, una preparazione specialistica che per gli ufficiali e i sottufficiali è volta alla qualificazione negli incarichi da ricoprire nell'immediato futuro, all'impiego di particolari materiali, all'adozione di nuove procedure, all'acquisizione di nuovi procedimenti di impiego operativo e al conferimento della capacità necessaria per operare efficacemente presso comandi di unità nazionali ed internazionali. Per i volontari é il personale di leva, la preparazione è invece diretta ad abilitare all'impiego al comando e nel l'ambito di unità elementari (squadra, equipaggio); a consentire di operare in incarichi di elevato conten uto operativo perseguendo, nella massima misura possibile, la cosiddetta «polifunzionalità», owero la capacità di assolvere i compiti e le funzioni di tutti i membri di una squadra o equipaggio; e infine ad abilitare all'impiego in operazioni di caratteristiche particolari o atipiche. Gli strumenti fondamentali per realizzare la fase di qualificazione/specializzazione dell'addestramento sono gli istruttori, le attrezzature didattiche e i programmi addestrativi, che sono continuamente aggiornati per tener conto sia di quanto offre la moderna tecnologia sia delle esperienze maturate in ambito nazionale e presso altri eserciti della NATO. Èprevisto in particolare un largo impiego di moderni simulatori, integrati da applicazioni pratiche sul terreno. I risultati via via raggiunti vengono verificati mediante test specifici o esercitazioni a fuoco. Particolare cura è rivolta alla preparazione degli istruttori, per i quali è previsto uno stretto contatto con le unità di impiego al fine di tenerne costantemente aggiornata la preparazione. Èfrequente l'impiego, quali istruttori, di Quadri che hanno avuto significative e preziose esperienze all'estero.

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Come sono destinati a cambiare, con la creazione dell'Ispettorato delle Armi, compiti e competenze dei Vice Ispettori/Comandanti delle Scuole di Fanteria, Artiglieria, Genjo e Trasmissioni? Il riordinamento del comparto scolastico formativo della Forza Armata è stato finalizzato non solo a ridurre il numero delle strutture di vertice (un solo Ispettorato delle Armi al posto dei preesistenti 4 Ispettorati), ma anche ad esaltare la funzione e l'importanza delle Scuole d'Arma. Nel nuovo assetto l'Ispettorato ha essenzialmente un compito di guida, coordinamento, controllo ed elaborazione della dottrina d'impiego di carattere generale, mentre la vera cultura professionale della singola Arma si forma e si elabora nell'ambito delle Scuole d'Arma. Inoltre si sono aggiunte gran parte di quelle attribuzioni, prevalentemente di livello tecnico, che già figuravano tra i compiti dei precedenti Ispettorati. In definitiva le competenze dei Vice Ispettori/Comandanti delle Scuole d'Arma sono state notevolmente ampliate, in quanto gli stessi non sono più soltanto organi direttivi e di controllo ma anche Comandanti di Enti divenuti i depositari della cultura e delle tradizioni delle singole Armi e Specialità e punti di riferimento, di raccolta, di elaborazione e diramazione di tutte le nozioni derivanti da specifiche esperienze che i reparti di impiego riversano al termine dei Imo impegni operativi. A questo proposito sono addirittura previsti presso le Scuole cicli di conferen-

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specializzazione ze, seminari e colloqui finalizzati alla raccolta, valutazione, diffusione ed implementazione delle esperienze maturate in attività atipiche rispetto al passato. Nozioni nuove che vengono codificate aggiornando la normativa addestrativa e d'impiego ed il programma di corsi da svolgere. Uno degli obiettivi primari della creazione dell'Ispettorato è di contribuire alla razionalizzazione della struttura formativa dell'Esercito. Quali sono i risultati attesi, in termini di maggiore efficienza e di econorr:ia di risorse (sia umane che materiali)? La disponibilità di ufficiali , sottufficiali e militari di truppa ben preparatì è un'esigenza di sempre. Oggi, peraltro, occorre considerare questa esigenza anche al la luce dei nuovi compiti affidati all'Esercito (concorso alle Forze di Polizia, mantenimento della pace, interventi umanitari, ecc.), che si aggiungono a quelli tradizionali. In sostanza, la preparazione del personale richiesta in passato per far fronte alle esigenze connesse ai conflitti tradizionali non è più sufficiente, ma richiede ulteriori apporti di carattere culturale, professionale e psicologico. Le capacità che il personale dovrà possedere in futuro sono decisamente più complesse, tali da richiedere un impegno nell'apprendimento più profondo e più esteso, ma anche un continuo aggiornamento dell'addestramento attraverso gli ammaestramenti via via tratti in campo operativo . Da questa esigenza, sempre più pressante, è nata la necessità di riadeguare il sistema scolastico-addestrativo, razionalizzando le strutture e conferendo uniformità e unitarietà di gestione nell'ambito delle varie Armi e Specialità. L'Ispettorato delle Armi deve rispondere appunto a questa necessità: dare unicità di indirizzi dottrinali e didattici ai poli addestrativi diretti dai quattro Vice Ispettori, al fine di ottenere i migliori risultati nella concezione, nella organizzazione e condotta dei corsi dedicati alla specializzazione del personale. Con questo non si.vuol sostenere che l'organizzazione preesistente su 4 Ispettorati fosse errata; essa era sicuramente valida in relazione alle dimensioni dello strumento militare, molto superiori a quelle attuali, e alle esigenze di formazione specialistica nettamente differenziate per le varie Armi dell'Esercito. Oggi invece, in relazione all'evoluzione dei nuovi procedimenti di impiego delle forze, all 'ampia e più differenziata gamma di compiti da svolgere e all'immissione nelle unità di nuove figure professionali, quali i marescialli ed i volontari in servizio permanente con incarichi di comando ai minori livelli, la preparazione richiesta al personale delle singole Armi ha notevoli margini di sovrapposizione, che postulano più che in passato una gestione unitaria sia pure in un contesto che, a livello più basso, assicura il manten imento delle ca ratterizzazioni specifiche delle Armi e dell e Specialità d'Arma (Vice Ispettori, Scuole d'Arma, Centri di Addestramento). La nuova organizzazione prevede anche che le Scuole trattino tutte le problematiche della propria Arma, eliminando in tal modo la duplicità e le sovrapposizioni che si verificavano in precedenza (Ispettorato d'Arma e Scuola) con sensibili risparmi di lavoro, personale e risorse finanziarie. Le economie di lavoro sono al momento difficilmente quantificabili, mentre quelle relative al personale sono pari al 30% con un conseguente recupero finanziario di circa 40 miliardi all'anno. In definitiva, il prowedimento attuato si inserisce in modo significativo tra quelli volti non solo a razionalizzare e migliorare le strutture addestrative dell'Esercito ma anche a realizzare economie a favore di altri settori prieffitari.

A destra: un momento addestrativo presso la Scuola di Fanteria.

Righi: training ai 1he ln{ant1)' School.

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In basso: artificieri si accingono a distruggere gli ordigni esplosivi sequestrati nel corso di un'operazione in Bosnia. I.:esperienza e la conoscenza dei mate1iali sono di vitale impo11anza nello svolgimento di questa delicata e 1ischiosa mansione.

Below: a bomb-disposal team getting ready LO destroy ordnance seized during an operation in Bosnia. faperience and lcnow/e{~ge aboui the materials are o[vita/ i1nporiance in the conduci o[this delicate and dangerous task.

Questa nuova configurazione delle esigenze porterà a rivedere la durata dei corsi formativi che oggi, proprio in virtù della necessità di far acquisire una minima forma militare ed esperienza di comando, arriva al le 21 settimane, ridotte a 1O settimane per i laureati arruolati come tali. Rimane la questione degli allievi assegnati .poi a mansioni tecniche di contenuto particolare, per questi potranno essere previsti ulteriori momenti di inserimento già durante la presenza ai reparti . Per gli ufficiali di complemento rimane la possibilità di proseguire la carriera nell'Esercito una volta superato l' apposito concorso previsto per l'ingresso nel Ruolo Speciale Unico. Passato questo ostacolo l' ufficiale viene ammesso a frequentare uno specifico Corso di Aggiornamento della durata di 16 settimane.

MARESCIALLI E SERGENTI La revisione della struttura dell'Esercito, in particolare nel senso di un consistente aumento del personale volontario, ha imposto la suddivisione in due ruoli della figura del sottufficiale, che da sempre ha avuto un'importanza fondamentale per il funzionamento della Forza Armata, dando quindi vita al ruolo di Marescialli e al ruolo di Sergenti. Non è improprio definire queste figure come la cerniera fra la

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struttu ra di comando e la truppa, e in tal se nso era necessario inquadrare meglio la loro posizione in termini di responsab ilità nella gest ione deg li uom ini, dei ma teriali e dei mezzi . Rispetto all 'iter precedente, che vedeva l'ingresso per concorso dei giovani ai corsi sottufficiali, il conseg uimento del grado di sergente e il passagg io nel tempo a marescial lo, sono state modificate la proced ura di reclutamento e la progressione di carriera ed ora le figure professional i del maresciallo e del sergente appaiono distinte e definite. La rivo luzione vera e propria è avvenuta per il pri mo ruolo, per il quale sono definiti i gradi di maresciallo, maresciallo ordinario, maresciallo capo e aiutante. L'avanzamento prevede la permanenza per due anni nel grado di maresciallo prima di passare per anzianità a quello di maresciallo ordinario; dopo sette anni ancora un passaggio, questa volta a scelta, al grado di maresciallo capo e infi ne di aiutante. Quest'ultima fase è più restrittiva : infatti il ruolo aiutanti prevede il numero chiuso, pari a circa il 30% del volume organico del ruolo, e quindi la posizione è raggiungibile solo attraverso concorso per i marescialli capi con·meno c\i otto anni di servizio o a scelta per quelli più anzian i di otto anni. Ri mane come oggi la possibilità, per i marescialli, di entrare per concorso nel Ruolo Speciale Unico deg li Ufficiali. Per i maresci alli sarà previsto inizialmente un periodo di impiego qu ali comandanti di sq uadra, al termine del quale gli stessi verranno riqualificati per operare in specializzazioni tecn ico/operative ad elevato contenuto professionale. Attorno ai 48 anni è previsto un ulteriore momento di riqualificazione: questa viene considerata infatti la sog lia limite per la maggior parte del personale per quanto riguarda la vita operativa, ed è quindi previsto un transito verso gli incarichi di tipo amministrativo. Nel grado di aiutante i compiti risultano allargati a quelli di diretto collaboratore dei superiori gerarchici che possono essere # sostituiti in casò"'di impedimento o di assenza in Enti e Unità. La nuova articolazione di carriera appare più invitante e precisata di quella precedente e lascia spazio ad una volontà individuale di prog resso e miglioramento della quale non potrà non beneficiare anche la Forza Armata e di cui si sentiva il bisogno. Le modifiche apportare alla precedente normativa sui sottufficiali appaiono opportune in particolare in vista della rivoiuzione causata dalla futura maggiore presenza di volontari, soggetti di esperienza e di preparazione scolastica spesso a livello di scuola media secondaria che debbono essere guidati da uomini con un

A sinistra: un sergente guida una squadra di alpini del Battaglione «Susa». Dagli incmichi operativi prevalenti negli anni iniziali della carriera, i sottufficiali passeranno gradualmente ad incmichi di tipo tecnico (nella foto in basso, w 10 specialista delle trasmissioni), amministrativo o logistico.

Left:a serge.ani leads a team o( Alpine troops o[ the '~Susa" Battalion. From the operational tasks prevalent in the early years o{ their career, NCOs gradually progress to technical, administrative or logistic types ofassignment (in the photo below, a signal specialist).

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Sopra: al termine ·di un'esercitazione, si verifica lo scaricamento delle armi. In basso: un corso di riconoscimento mezzi. Per i sottufficiali anziani dotati di maggiore espelienza è previsto l'impiego anche quali istruttmi. Nella pagina accanto: un allievo sottufficiale in visita d'istruzione presso il 2° Reggimento Genio Pontieri.

Above: at lhe end o{ manoeuvres 1he weapons are discharged. Below:a vehicle recognition course. The senior NCOs wilh more experience are a/so used as inslructors. Opposite page: a cadei NCO on a sludy visiI lo the 2nd Engineers Regimenl.

livello cu lturale e una professionalizzazione adeguata. Così per affrontare il concorso per marescialli è previsto come requisito, sia per i candidati «esterni» provenienti dal mondi civile che per quelli «interni provenienti dai VSP, il diploma di scuola media superiore. La formazione del futuro marescial lo inizia con un corso basico di 12 mesi presso la Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo e prosegue con una fase di specializzazione presso le varie Scuole d'Arma/Specialità o dei Corpi Logistici; seguono infine dei periodi di tirocinio complementare. Il fatto di avere a disposizione allievi già con il titolo di studio di secondo grado permette di investire un tempo inferiore nella formaz ione cu lt urale di base, dedica ndo invece i due anni complessivi di formazione e specializzazione e i tirocini complementari alla formazione del combattente, del leader e dell'uomo con incarichi di comando. La conferma viene esaminando i tempi dedicati alle attività pratiche e addestrative che sgrossano l'a llievo e gli forniscono una prima importante esperienza operativa e che coprono il 50% del periodo della scuola mentre il resto viene dedicato alle altre forme di insegnamento tese alla formazione etico-morale e tecn ico-professionale. In particolare la campagna tattica ha una durata di quasi quattro mesi e ricalca in parte quella degli Allievi ufficiali; essa comprende il corso di paracadutismo presso il Centro Addestramento paracadutisti, sostituito dal corso di perfezionamento al tiro e a attività propedeutiche alle operazioni di supporto alla pace per i

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A destra: un sottufficiale della «Folgore» affiancato da un collega portoghese nella Brigata Multinazionale Nord in Bosnia. In basso: i nuovi distintivi di grado dei sottufficiali.

Righi:a NCO o{the "Folgore" side by side with a Po1tuguese colleague in the North lv!ultinational Brigade in Bosnia. Below: the new rtmk badges o{ theNCOs.

non idonei, un campo d'arma in ambiente montano della durata di un mese, e un periodo presso la Scuola Allievi Sottufficiali dedicato all 'attività di pattugliamento. Al termine di questo periodo a fattor comune, che ha l'obiettivo di formare il comandante combattente, gli all ievi ma resc ialli vengono inviati presso le Scuole d'Arma e Specialità per la fase di specializzazione della durata di nove mesi, segu ita da due mesi di t irocini complementari e da un mese di preparazione all'esame finale. Come per gli ufficiali subalterni, anche per i marescialli l'impostazione del periodo di formazione è tesa a farne un membro attivo di un Esercito non stanziale ma mobile e con apertura internazionale. Un buon numero di ore è dedicato allo studio dell'inglese, e durante i quattro mesi di attività fuori Scuola, dedicati al l'addestramento sul campo, l'a llievo riceve i rudimenti delle operazioni di peace-keeping. Un buon 10% delle ore di insegnamento

AIUTANTE

MARESCIALLO CAPO

MARESCIALLO ORDINARIO

MARESCIALLO

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SERGENTE MAGGIORE CAPO ,.

SERGENTE MAGGIORE

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è ded icato ad introdurre l'allievo nell'informatica che è ormai entrata di prepotenza in tutti i livelli della Forza Armata e che ormai viene considerata uno strumento efficace per favorirne lo snellimento e il più efficace funzionamento. Indipendentemente dall'Arma e dalla Specialità, il giovane Marescia llo riceve una formazione orientata a farne un comandante di uomini in grado di assumere la responsabilità di un'unità di livello plotone. Durante il periodo di comando affina poi le proprie capacità operative e maturerà interessi specifici nel proprio settore, che potranno venire in seguito sfruttati al momento della riconversione in un ruolo tecnico-operativo. A ciò si aggiungano i corsi e gli stage che durante la carriera verranno frequentati dai marescialli per aggi orna re e in crementare le proprie

A sinistra: sotlufficiali al lavoro all'interno di uno shelter delle trasmissioni. In basso: addestramento all'impiego del sistema controcani Milan presso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Le{,: NCOs at wo,-k in ti signals shelter. Below: training in the use ofthe ,vlilan anti-tanks syste111 at the Jnfunt1y School in Cesano.

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Sopra: specialisti addetti alla manutenzione intervengono su un lanciarazzi campale M.LRS. La varietà delle moderne lecnologie presenti nella Forza Armata dà vita ad un ampio ventaglio di incariclù e specializzazioni.

Above: maintenance specialists work on an MLRS fìeld racket launche1: The variely of modem technologies existing in the Anny gives rise 10 a wide range oftasks and specializations.

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conoscenze . Al momento della riconversione le possibilità sono estremamente numerose, e il sottufficiale potrà quindi trovare una nuova collocazione nell'ambito della sua stessa unità o in un nuovo ruolo. In fase di arruolamento la maggiore aliquota dei posti disponibili è riservata a giovan i provenienti dal mondo civile, ma una consistente percentuale dei posti rimane a disposizione del personale già in servizio con ruolo sergenti o proveniente dai volontari di truppa in servizio permanente; per questi è previsto un concorso interno e il corso di formazione di base viene ridotto ad otto mesi visto che possono essere tralasciati o al massimo rinfrescati gli elementi acquisiti nell'attività antecedente; rimane invece di quattro mesi il periodo di attività formativa all'esterno della Scuola da condurre insieme ag li allievi marescialli proven ienti direttamente dal civile. Il 30% di posti complessivamente riservati a queste categorie risponde al criterio di assicurare una buona mobilità all'interno del sistema. Il secondo ruolo è quello dei Sergenti, cioè dei soggetti addetti a mansioni esecutive di maggiore responsabi lità di quelle assegnate ai volontari, inclusa quella di comandanti di squadra. L'accesso al ruolo sergenti è riservato esclusivamente ai volontari in servizio permanente, con un concorso interno a domanda per titoli ed esami. Anche per i sergenti è stata costituita una progressione di ca'rriera che vede il passaggio per gradi da sergente a sergente maggiore e sergente maggiore capo. L'avanzamento avviene a scelta ogni sette anni, con obbligo di acquisire determinatr periodi minimi di comando o attribuzioni specifiche per l'avanzamento. Superato il concorso, l'allievo frequenta un corso di riqualificazione di sei mesi presso la Scuola Allievi Sottufficiali e prosegue con ulteriori quattro mesi presso le scuole d'arma o di specialità e dei corpi logistici dove gli vengono richiamati gli elementi di etica, di morale del sottufficia le e riceve un approfondimento delle nozion i tecnico-militari. Anche per l'allievo sergente, come per gli altri ruoli, nel programma di studi hanno fatto ingresso in forma tutt'altro che secondaria l'inglese e l'informatica. Due sono le principali aree di impiego dei sergenti: quelle di operatore di sistema e di riparatore di sistema, la prima con maggiore valenza operativa, la seconda con maggiore valenza tecnica. Anche se la tendenza è quella di favorire uno sfruttamento delle nozion i acqu isite nel periodo trascorso quale VSP presso i repa rti, non sono certo le scelte che mancano. Accanto ad attività prettamente operative quali quelle di comandante di squadra o di guastatore paracadutista, numerose sono le specializzazioni operative a spiccata caratteristica tecnica, specie nell'ambito dell'artiglieria controaerei, quali operatori elettronici nei complessi di comando e controllo o di rilevamento, dell 'artiglieria terrestre, anche qui a prevalente carattere elettronico, e in quello degli aerei teleguidati . Non mancano per gli incarichi di ufficio, quell i a carattere manutentivo quali armaiolo, meccanico di mezzi corazzati o cingolati, e quelli prettamente logistici quali frigorista e specialista per molitura e pan'ificazione, oltre a molti altri. Per quanto riguarda i sergenti non è previsto un limite alla loro vita operativa anche se dopo i 48 anni, a giudizio dei comandanti, è possibile orientarli a nuovi incarichi nel settore amm inistrativo.

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Anche se dopo lunghe attese gli organi istituzionali e legislativi si stanno muovendo per dare una forma alle esigenze di cambiamento delle Forze Armate, gli articoli di leggi e regolamenti non possono esprimere a fondo la sfida che i nuovi tempi stanno ponendo. La disponibilità che sembra oggi pervadere la pubblica opinione verso le problematiche degli «uomini in armi» appare superficiale mentre continua la richiesta di sfruttare i cosiddetti «dividendi della pace». In una situazione complessa l'Esercito è alla ricerca di dare un corpo alle nuove norme e prepararsi nel modo più convincente a rispondere alle minacce del futuro, indefinite sia nelle dimensioni che nella proven ienza che nei contenuti. Per superare questo periodo di mutamento sono senz'altro necessarie idee ch iare sui mezzi, su i sistemi e su lle tattiche, ma centrale rimane l'uomo e quest'uomo è sempre più colto ma sempre più insofferente; la sfida più importante è convincerlo dell'importanza della difesa, integrarlo e renderlo attore positivo. L' Esercito l'ha colta.

In basso: doti etiche .e capacità di leadership fanno parte, non meno della preparazione tecnica e culturale, della fonnazione di base e della crescita professionale di un moderno ufficiale e sottufficiale. Si tratta di w 1 bagaglio di conoscenze acquisito presso gli Istituti di formazione e di specializzazione, e continuamente ve1ificato ed affÙlato attraverso l'esperienza individuale diretta.

Below: ethical qualities and leadership abilities are just cis much pari o(the basic training and professional growth o(a modem offìcer and NCO as are technical ancl cultura/ training. The background o[knowledge is acquired at the Lraining ancl specia/izati011 Institutes and conlinuously checke.d an.d pe,fected through direct individuai expe1ience.

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I VOLONTARI

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in dalla metà degli anni '80 si è manifestata l'esigenza di disporre di personale di truppa che rimanesse in servizio più a lungo rispetto al militare di leva, il cui servizio durava allora 12 mesi; l'elevata complessità dei sistemi d'arma e l'enfasi posta nei moderni eserciti sulla qualità piuttosto che sulla quantità faceva già intuire, in tempi ancora caratterizzati dalla Guerra Fredda, la necessità di incrementa re il personale con elevate capacità professionali, frutto di una maggiore permanenza nella forza armata. Impiegati prevalentemente nell 'area log istico-amm inistrativa questi Vo lontari a Ferma Prolungata (VFP) rimanevano in servizio per un periodo di tre anni, prolungabile a cinque, e un 30% poteva raggiungere il grado di sergente. Solo questi ultimi potevano partecipare al concorso per il passaggio in servizio permanente, in ragione di non più del 10% dei Sergenti VFP di ciascun contingente, il che significa che solo un 3% dei VFP poteva proseguire la carriera militare. li sempre maggiore coinvolgimento nelle operazioni umanitarie e di gestione delle crisi ha evidenziato la necessità di disporre di reparti interamente formati da personale volontario, e seguendo le indicazioni del Modello di Difesa sono stati predisposti gli strum enti legislativi che consentissero di

In apertw·a: la formazione dei volontari prevede la standardizzazione del livello acldestrativo presso le Scuole. In basso: la prima grande unità interamente alimentata con personale volontario è stata la Brigata Bersaglieri «Gmibaldi».

At the beginni11g: the training of volun1eers involves standardization of the 1raining leve/ at the Schools. Below: the fìrst large unii entirely staffed by vo/11n1eers was the "Garibaldi" Bersaglieri Brigade.

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In basso: un Leopard IAS della Scuola di Canismo di Lecce. I volontari imparano a ricop1ire tutti gli incariclù nell'ambito dell'equipaggio, e in seguito potranno anche diventare capicarro.

Below: A Leopard IA5 ofthe Lecce Tank Corps School. The volunteers leam lo perfonn ali the duties perfonned by the crew and later can a/so become head of a tank crew.

incorporare un sufficiente numero di volontari, in particolare nell'Esercito. Questi dovevano essere destinati in preva lenza ai reparti operativi, cosa che è avven uta a partire dal 1992. Al la fine del 1993 lo Stato Maggiore Esercito decideva di concentrare il personale volontario nella Brigata Bersaglieri «Garibaldi», i cui repar.ti sono dislocati in Campania. Mentre si completava l'alimentazione di questa Grande Unità veniva fi nalmente approvato, in attuazione della Legge n. 216/92, il Decreto Legislativo n. 196/95, di capitale importa nza per consentire ai volontari uno sbocco professionale tanto nelle Forze Armate quanto nei Corpi Armati dello Stato. Tale Decreto, entrato in vigore il 1° settembre 1995, ha istituito le f igure del Volontario in Ferma Breve (VFB), con durata della ferma esclusiva mente di tre anni, e il Volontario in Servizio Permanente (VSP), inquadrato in un apposito ruolo e con possibilità di carriera sino al 60° anno di età. Tale provvedimento prevede un volume organico di 16.722 unità per il ruolo VSP e di 23.000 unità per i VFB, consentendo così alla Forza Armata di disporre complessivamente di circa 40.000 volontari . In base alla normativa in vigore, il reclutamento dei VFB viene effettuato attraverso due canali: - dai militari già in servizio di leva in possesso di specifici requisiti, che presentino domanda entro il 15°, il 120° o il 240° giorno dalla data di incorporazione; - dai giovani che non abbiano ancora assolto gli obblighi di leva, e che abbiano un'età compresa fra i 17 e i 22 anni. In quanto al profilo di carriera, un VFB può diventare: - caporale, dopo il compimento del terzo mese dall'incorporazione; - caporale maggiore, dopo il compimento del 18° mese dall'incorporazione. Ai VFB, dopo due anni di ferma, viene data la possibi lità di proseg uire la carriera militare nel servizio permanente attraverso il superamento di un apposito concorso per VSP, ovvero di beneficiare dell'aliquota di posti riservati nell'ambito delle Amministrazioni Pubbliche e Statali, stabilita per legge. L'alimentazione del ruolo dei volontari in servizio permanente può avvenire unicamente dai volontari in ferma breve triennale. In particolare, nel corso del 1996 sono stati immessi in ruolo i primi 1.700 VSP e per il 1997 sono previste due ulteriori immissioni di 2.600 volontari ciascuna. In tale ruolo potranno essere conseguiti ad anzian ità (ogn i cinque anni di servizio) , previo il solo giudizio di idoneità, i gradi di 1° caporal maggiore, caporal maggiore scelto, caporal maggiore capo e caporal maggiore capo scelto. I migliori VSP, tramite concorso, avranno la possibilità di proseguire la carriera militare quali sottufficiali, transitando nel ruolo sergenti o in quello dei marescialli. Per l'accesso al primo (la cui base di alimentazione è costitu i t a esc lusiva -

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mente dai VSP) è richiesto il diploma di scuola media inferiore; da qui, sempre tramite concorso, esiste successivamente la possibilità di diventare marescialli anche con il solo diploma della scuola media dell'obbligo. Per l'accesso diretto al ruolo dei marescialli i VSP devono invece essere in possesso del diploma di scuola media di 2° grado. Dal ruolo marescialli è possibile, ancora una volta mediante concorso, diventare uffi-

Sotto: un paracadutista del 187° reggimento a Tirana per la missione «Alba»; dopo la «Garibaldi», la «Folgore» è stata la seconda brigata ad essere alimentata con i volontari.

ciali. In definitiva, la possibilità di essere ammessi in servizio permanente nell'Esercito è già oggi decisamente aumentata per effetto del Decreto Legislativo 196/95, ovverosia con la creazione dei ruoli dei VSP e dei sergenti in servizio permanente. Ta le possibilità va peraltro considerata di carattere transitorio, in attesa dell'emanazione del primo bando di concorso discendente dal regolamento applicativo concernente il transito diretto dei volontari, al termine della ferma, nelle Forze di

Below: a paratrooper ofthe 187th regiment in Tirana for the "Alba" mission; after the "Garibaldi'; the "Folgore" was the second brigade to be stalfed with volunteers.

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Sopra: ai militaii di leva sono devolute in via prioritaria le missioni di controllo del tenitorio. In basso: addestramento alla torre d'ardimento della Scuola di Fanteria per i p1imi volontari a ferma breve destinati ai reparti d'amia base.

Above: conscripts ,ire 111ai11/y used {or territoria/ co11trol missions. Below: 1rai11ing a1 1he ln{antry School's training 1ower {or the fìrsl short-se111ice volunteers destined {or lhe infàntry units.

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Polizia e nei Corpi Armati dello Stato. Infatti tale regolamento costituisce la vera chiave di volta dell'intero sistema, in quanto fissa nuove disposizioni per disciplinare ed ·incentivare il reclutamento e prevede in particolare il transito diretto, al termine della ferma, di una forte aliquota dei volontari in altre Amministrazioni. Con l'emanazione di tale prowedimento si potranno di fatto garantire ad un elevato numero di VFBNSP delle reali prospettive di occupazione sia nelle Forze Armate che in quelle di Polizia. La nuova normativa prevede l'emanazione di bandi di concorso per reclutare sia giovani in servizio di leva sia non ancora ch iamati alle armi, senza peraltro alcuna priorità. Il personale dovrà essere di età compresa fra i 17 e i 22 anni e dovrà contrarre una ferma iniziale di tre an ni. Gli aspirant i dovran no indicare nella domanda di recl utamento la Forza Armata (Esercito, Marina o Aeronautica) nella quale intendono svolgere la ferma triennale, nonché la Forza Armata o di Polizia (o altre Ammin istrazioni) in cui desiderano essere ammessi al termine del periodo di servizio. Sulla base di quest'ultima indicazione, i candidati verranno inviati presso il Centro di • Selezione della Forza Armata o il Corpo di Polizia nel quale intendono essere immessi al termine della ferma: Foligno per l'Esercito, Ancona per la Marina, Vigna di Valle per l'Aeronautica, Roma per i Carabinieri, Porta Furba (Roma) per la Guardia di Finanza e ancora Roma per la Polizia di Stato, la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale dello Stato e i Vigili del Fuoco. La selezione comprenderà un test culturale preliminare a livello terza media, una serie di accertamenti fisici volti a verificare il possesso dei requisiti necessari e delle prove di efficienza fisica e psicoattitudinali. I vincitori del concorso svolgeranno presso la Forza Armata prescelta la ferma triennale, al termine della quale apposite Commissioni tecniche interministeriali - comprendenti rappresenta nti delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e delle Amministrazioni interessate elaboreranno le graduatorie finali, per ciascuna Forza Armata/Amm inistrazione, su lla base dei dati selettivi iniziali e del rendimento espresso nei tre anni di ferma. A seguito di tali graduatorie, i migliori fra i VFB saranno immessi nel ruolo dei VSP della Forza Armata prescelta, owero nei ruoli iniziali delle Fo rze di Poli zi a o dell e alt re Amministrazioni. Offrendo la garanzia di una riserva reale di posti, il nuovo sistema rappresenta la chiave di volta per poter incidere in termini incrementali sul numero degli aspiranti e

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A sinistra: w1 momento del giuramento solenne dei volontali del RAV di Sora, alla presenza del Capo dello Stato. In basso: per tutti i VFB la vita militare inizia presso un Reggimento Addestramento Volontari con la formazione di base.

ùfi: sweaiing-in ceremony of\!olun.teers 1raining Regirneni (RAV) volun.teers in Sara in the presence ofthe Head of Sta/e. Below: milita1y /ife far every Volunleer on ShoriTenn of Se1vice sta11s with basic /mining in a \!olunteers 1ì'ain.ing Regùnent (RAV).

consentirà un'adeguata selezione, con riflessi positivi anche sugli aspetti qualitativi del reclutamento. La prospettiva di intraprendere una carriera militare (o nelle Forze di Polizia) nel servizio permanente, cioè per l'intera durata della vita attiva, concorrerà inoltre ad accrescere la spinta motivazionale degli aspiranti volontari e la loro determinazione a diventare dei veri e propri professionisti.

VOLONTARI IN FERMA BREVE: SI PARTE DAL RAV Per coloro che hanno ch iesto di prestare servizio nell'Esercito, una volta superata la selezione è il momento di presentarsi presso uno dei cinqu e Reggimenti Addestramento Volontari (RAV) dislocati lungo la penisola: il 17° Rgt. «Acqui» di Sora (FR), 1'80° Rgt. «Roma» di Cassino (FR), il 235° Rgt. «Piceno>> di Ascoli Piceno, 1'85° Rgt. «Verona» di Montorio Veronese (VR) e il 47° Rgt. «Salento» di Barletta (BA). È qui che viene formato il VFB prima di essere inviato al cors<? di specializzazione e poi al reparto, solitamente uno di quelli destinati ad operare «fuori area». Presso il RAV ,,. il volontario proveniente dalla vita civile svolge il corso basico, della durata di 12 settimane; lo stesso vale per coloro che hanno avanzato domanda entro il 15° o il 120° giorno di servizio militare, mentre per i militari che hanno fatto domanda entro il 240° giorno il corso viene svolto in forma ridotta. Le prime tre settimane sono destinçite alle operazioni prel iminari e all'addestramento di base. Le procedure sono sim ili a quelle che si applicano per i militari di leva. Si inizia dall'infermeria, dove vengono completate le visite e gli accertamenti medici, e dal magazzino vestizione dove il volontario riceve l'equipaggiamento in dotazione. Le sedute di educazione fisica si alternano con ESERCITO E PROFESSIONISTI

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quelle di addestramento formale; oltre a far parte del bagaglio di ogni soldato, l'istruzione forma le permette di creare un certo spirito di corpo ed è inoltre propedeutica alla cerimonia del giuramento: In aula il volontario riceve le prime informazioni su i regolamenti che riguardano la vita militare (da quello di disciplina alle consegne della guardia) e elementi di istruzione sanitaria. L'allievo inizia inoltre a conoscere l'arma individuale in dotazione, ovvero il fucile d'assalto Beretta 70/90, e dopo averlo smontato e rimontato per capirne il funzionamento ed aver effettuato alcune lezioni di tiro in bianco, per acquisire la tecn ica di puntamento e le regole di comportamento sulla linea di ti ro, si reca in poligono per la sua prima lezione «dal vero». Dopo la cerimonia del giuramento inizia il corso di specializzazione all'impiego operativo: durante queste quattro settimane, durante le quali l'accento viene posto sulla formazione del combattente individuale. Accanto all'educazione fisica, la parte preponderante è dedicata all'addestramento individµale al combattimento, al maneggio delle armi e al tiro, per mettere il volontario nelle condizioni di operare al meglio sul campo di battaglia. Le nozioni legate più strettamente al combattimento sono integrate con esercitazioni teoriche e pratiche di topografia e orientamento, trasmisSopra: quasi tutti i volontari transitano dalle Scuole prima di essere assegnati al reparto di impiego. A destra: un parà in Bosnia durante la missione IFOR. Nella pagina accanto: addestramento al controllo degli abitati presso la Scuola di Fanteria.

Above: almost ali the volunteers go through ihe Schools before being assigned 10 their unii. Right:a paratrooper in Bosnia during the IFOR mission. Opposite page: training in checks of built-up areas at the Infànt1y School.

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sioni, difesa NBC, lavori sul campo di battagl ia e con l'istruzione sanitaria. Al termine del corso il personale viene sottoposto a un test di valutazione che, unitamente ai giudizi espressi dagli istruttori durante il corso e alle prove di efficienza fisica, permette di stabilire l'idoneità del soggetto a proseguire l'iter formativo. Durante l'ultimo periodo trascorso presso il RAV - cinque settimane -, circa metà dei periodi addestrativi sono dedicati al Corso Caporali, che ha lo scopo di fornire al volontario le nozioni necessarie per diventare un graduato. Dei rimanenti periodi alcuni sono destinati a incrementare le conoscenze nel settore dell'educazione stradale, mentre gli altri sono impiegati per affinare ulteriormente le capacità di operare in situazioni particolari e in attività specifiche, in particolare per quanto riguarda le operazioni di supporto della pace, tipico impiego dei reparti su base volontaria. Se finora l'enfasi era posta sul l'addestramento individuale, nell'ultima fase la

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La componente di Leva

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onostante l'enfasi posta sull'arruolamento dei volontari, la leva ri mane una componente fondamentale per l'Esercito Italiano. L'obiettivo è che, in futuro, tutti i reparti e le unità destinati ad operare fuorì a!ea e nell 'ambito delle forze di reazione rapida della NATO siano composte da VFB e VSP; essendo però iniziato da poco l'arruolamento del persona le in questi ruoli, il personale di leva costituisce ancor oggi il grosso della forza dei reparti destinati ad operare nell'ambito dell'ARRC, il Corpo d'Armata di Reazione Ra pida del l'Alleanza Atlantica, mentre militari di leva sono intervenuti nell'ambito dei contingenti italiani schierati in Bosnia-Erzegovina e in Albania. In futu ro questi ruoli diverranno un'esclusiva dei reparti volontari, mentre le brigate alimentate con il personale di leva avran no la responsabilità della difesa del territorio nazionale, incluso l'intervento in caso di calamità natu rali. Con la riduzione a dieci mesi del periodo di leva, anche l'addestramento ha dovuto adeguarsi. Il periodo di addestramento di base, svolto presso i Reggi menti Addestramento Reclute, è ogg i ridotto a due-tre settimane ed è propedeutico all'addestramento individua le al combatti mento/ che viene svolto presso il reparto di asseg nazi one, per un a durata di quattro settima ne. L'addestramento di specializzazione - quattro o cinque settimane - si svolge anch'esso presso il reparto ed è a carattere individuale o di team a seconda deg li incarichi. Due settimane di addestramento al controllo del territorio, per acqu isire le nozioni utili all'esecuzione di missioni quali «Vespri Siciliani» e «Partenope», portano il militare al 1° grado di preparazione. Il 2° grado viene raggi unto seguendo un ulterfore modulo addestrativo di quattro settimane, mirato alle operazioni di mantenimento della pace e agli interventi di assistenza uman itaria. Nei restanti sei mesi che mancano al congedo il persona le segue i rimanenti «pacchetti » addestrativi in funzione del tempo lasciato dagli eventuali impegni operativi del reparto. Fra questi «pacchetti» figurano quello per l'addestramento specifico d'Arma o Specialità (6-:-8 settimane), quello per l'addestramento in ambienti particolari - centri abitati, boschi ecc. - (3 settimane), l'attività continuativa in campagna - in pratica, il campo d'arma - (3-a-4 settimane) e il modulo di perfezionamento dell'addestramento delle minori unità (6-a-7 settimane). In base alle nuove normative ema nate dal Ministero della Difesa, prima del congedo il personale di leva ha la possibilità di frequentare un modulo di qualificazione professionale individuale, della durata di tre settimane, che ha lo scopo di favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Gli argomenti di interesse possono essere trattati sia in caserma, sia con il concorso di Enti civili.

Sopra: alpini di leva ascoltano il deb1i efing del comandante di compagnia al termine di un addestramento.

Above: 11/pine recruits listen to a debriefìng by the company com111ander ,u the end o(a fòmzalion period.

formazione è indirizzata soprattutto alle azioni nell'ambito del team operativo. L'accertamento scritto cui viene sottoposto il personale al termine del Corso Caporali segna di fatto il termine dell'attività presso il RAV; si tratta di un secondo livello di selezione, che precede l'attribuzione dell'incarico, effettuata dai responsabil i dell'addestramento sia sulla base delle capacità dimostrate dai volontari durante la permanenza al RAV che delle necessità dei reparti di destinazione. L' ultima settimana è dedicata alle operazioni di fine corso e al trasferimento presso le Scuole dove il Volontario in Ferma Breve affinerà la preparazione prima di essere trasferito al reparto.

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LA SPECIALIZZAZIONE ,.

Termi nato l'addestramento di base i volontari, parte dei quali promossi al grado di caporale, si trasferiscono presso le Scuole d'Arma e Specialità per la fase di specializzazione. L'obiettivo è in questo caso di formare un militare abilitato a svolgere tutti i compiti connessi con l'incarico di base ed in grado di operare nell'ambito della sq uadra o dell'equipaggio di un mezzo, mettendolo in condizione di assolvere tutte le funzioni sul mezzo e di impiegare tutti i

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sistemi d'arma usat i nella squadra. Per alcuni, lo sposta mento può di fatto essere virtuale: una ridotta aliquota di volontari rimane infatti presso il RAV, dove in sei settimane ricevono la qualifica di istruttore. La mag-- . gior parte dei VFB viene però destinata alle diverse Scuole, dove acquisi·-· sce le specifiche capacità relative al proprio incarico. È previsto anche di impiegare i VFB con funzion i di comandante di squadra o capo equipaggio, ma questo incarico verrà di fatto assegnato presso il reparto di impiego a giudizio dei comandanti, riservando questo ruolo agli elementi migliori. I VFB destinati ai reparti di fanteria, fanteria meccanizzata e bersaglieri vengono inviati presso la Scuola di Fanteria di Cesano (Roma) per un corso della durata di otto settimane. Qui il fuciliere affina la propria preparazione al combattimento nei diversi ambienti e alle missioni fuori area, mentre il mortaista inizia a prendere contatto con il mortaio da 120 mm e con i sistemi di calcolo del tiro, dalla tavoletta al calcolatore. Il personale con incarico missilista familiarizza con i lanciamissili filoguidati Milan e TOW, dei quali impara i segreti sui simulatori, mentre i piloti di mezzi cingolati fanno conoscenza con l'M113 e i suoi derivati. Coloro che sono destinati alle unità di fanteria alpina con gli incarichi di fuciliere e alpiere (specializzato nel movimento in montagna) vengono invece inviati ad Aosta, dove frequentano il corso di otto settimane presso il Centro di Addestramento Alpino che comprende, per i secondi, l'attività in palestra di roccia. Per i paracadutisti l'iter prevede un primo passaggio presso la Scuola di Fanteria e, in segu ito, il transito al Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa, dove si acquisisce la qualifica di paracadutista militare. Anche i Lagunari, lasciata Cesano, seguono il corso di qualificazione anfibia direttamente presso il reparto. I VFB destinati ai reggimenti carri, con incarico base carrista di equipaggio, si trasferiscono per dieci settimane a L~cce presso la Scuola di Carrismo, dove vengono addestrati a svolgere le ~

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Sopra: l'Esercito si è impegnato a patt i.re dall'estate del 1997 in una intensa campagna di promozione, denominata «Ri\P Camp», al fine di reclutare un sufficiente numero di volontari. In basso: volontmi in addestramento presso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Above: since Summer 1997 1/ie Army has been enga.ged in a.n intense promotion campaign, ca/led "RAP Ca.mp" wii/1 a view lo recruiting a suffecient number o(vo/unte.ers. Below: volunteers in training at ihe Cesano lnfant1y School.

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Sopra: preparazione al lancio presso il Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa. In basso: il personale destinato al Plotone Esploratori dei Lagunari riceve la fonnazione direttamente presso il reparto.

Above: preparin.g lo jwnp,ai the Paratroopers' 1ì·ain.ing Cenlre in Pisa. Below: personnel destined for the Amphibious Scouts Plawon are trained directly in the unii.

funzioni di cannoniere, pilota e radiofonista sul carro Ariete oppure Leopard 1A5 in dotazione al reparto di assegnazione. I cavalieri con incarico esploratore di blindo leggera o esploratore di blindo pesante frequentano un cmso di pari durata presso la Scuola di Cava ll eria di Montelibretti, vicino a Roma. I primi acquisiscono le qualifiche di pilota e secondo pilota mitragliere radiofonista sulla blindo 6614 (in attesa della consegna delle Puma) e di esploratore appiedato, mentre i VFB destinati ad opera re sulle blindo Centauro vengono formati per assolvere le funzioni di pilota, cannoniere e radiofonista. Tutti i VFB assegnati alla Brigata Paracadutisti «Folgore» devono seguire il corso per pa raca dutista mil itare presso il Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa dopo aver frequentato la rispettiva Scuola d'Arma, ma alcuni incarichi vengono inviati a Pisa direttamente dal RAV: si tratta degli aviorifornitori, dei ripiegatori di paracadute, degli aiuto istruttori di paracadutismo e segnalatori e degli addetti all'acquisizione obiettivi, che rimangono presso la Caserma «Gamerra» per dieci settimane, quattro per il corso di paracadutismo e sei per quello di specializzazione. Per tutti questi incarichi è prevista anche la qualifica di fuciliere, pur se con compiti limitati all'autodifesa e alla sicurezza. Anche alcuni VFB assegnati al Reggimento Lagunari di Venezia vengono inviati direttamente nel capoluogo veneto: si tratta dei volontari con incarico di pilota mezzi anfibi, pilota natanti ed esploratore anfibio, per i quali le otto settimane di specializzazione si svolgono direttamente sull'isola di Sant'Andrea, di fronte al Lido, dove imparano a condurre i cingolati anfibi LVTP-7, i gommon i, i motoscafi e le barche di vario tipo in dotazione al Reggimento, o vengono formati quali esploratori anfibi nell'ambito dell'omonimo plotone

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A sinistra: artiglie1i dell' 11° reggimento della «Garibaldi» impegnati in Bosnia. Sotto: scuola tiro per gli obici dell'8° reggimento di artiglieria della «Pozzuolo del Friuli» nel poligono di Capo Teulada.

ufi: gunners o{the 11th regiment of the "Garibaldi" Brigade on duty in Bosnia. Below: gunne,y school with the howitzers ofthe 8th artillery regimenl of "Pozzuolo del Friuli" in the Capo Teulada range.

I corsi dei VFB assegnati all'artiglieria terrestre e controaerei durano otto settimane. Per i primi le destinazioni sono due: la Scuola di Artiglieria di Bracciano e il 3° Reggimento Artiglieria Pesante (MLRS) «Volturno» . Il personale assegnato al «Volturno» con l'incarico di addetto ai lanciarazzi o addetto al tiro viene istruito sul lanciarazzi multiplo MLRS, in dotazione unicamente a questo reparto, e per loro si tratta del trasferimento definitivo. Gran parte dei VFB inviati a Bracciano hanno l'incarico di puntatore e servente, e imparano ad operare sui mezzi di lancio usati presso il reparto di destinazione: dall'obice scomponibile da 105/14 per gli artiglieri da montagna e paracadutisti e a9li obici a traino meccanico FH-70 per gli artiglieri campali, sino ai semoventi M109L per chi è . destinato ai reggimenti d'artiglieria delle brigate corazzate e meccanizzate. Parte del persona le destin ato a Bracciano dovrà invece ricoprire un incarico di tipo tecn ico-operativo, e viene così preparato a svolgere funzioni di fonotelemetrista, operatore radar terrestre, aiutante topografo, aerologista o addetto al tiro. p{r i contraerei la destinazione è Sabaudia, dove ha sede il Centro di Addestramento e Sperimentazione Artiglieria Controaerei. Oltre alle differenze fra chi opererà sui sistemi. di lancio oppure su quelli di avvistamento, siano essi radar o optronici, una significativa distinzione esiste anche in funzione dell'assegnazione di diversi ESERCITO E PROFESSIONISTI

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sistemi d'arma: dal missile Hawk, con i suoi diversi radar e posti coma ndo, al semovente quadrinato da 25 mm SIDAM, al missile spalleggiabile Stinger, al sistema di artiglieria 1/70. In gran parte di questi sistemi, è l'elettronica a dominare la scena.

LA SCUOLA DELLA CECCHIGNOLA

Sopra: il personale destinato alle trasmissioni transita dalla Scuola di specialità della Cecchignola. In basso: volontari in addestramento presso la Scuola Trasporti e Materiali di Roma. Nella pagina accanto: il personale del Reggimento Genio Ferrovieri segue un iter fom1ativo pa1ticolare, diverso da quello degli alt1i volontari.

Above: men des1i11ed [or signal units go through ihe Cecchignola Specialiw1io11 Schoo/. Below:volunteers being lrained. at the 1ì·ansporia1ion and Materials School in Rome. Opposiie page: 111en of ihe Railways Corps Regiment undergo a special iraining course, diflèrent finm ihe 01her volun/eers.

Una destinazione com une a molti volontari è Roma, e in particolare la Città Militare della Cecchignola dove hanno sede numerose Scuole dell'Esercito. Presso la Scuola del Genio i VFB assegnati alla specialità frequenta no corsi di varia durata. Otto settimane durano quelli per il personale destinato a diventare guastatore o pioniere, incarico preminentemente operativo, e quelli per gli operatori delle attrezzature speciali (motopompe, gruppi elettrogeni e ponti). Per i VFB con incarico operatori mezzi speciali del genio, destinati a impiegare le macchine di cantiere o i carri gittaponte in servizio con i reparti corazzati e meccanizzati, il corso è di 1O settimane; sei settimane dura invece il corso per sorvegliante di cantiere. Sempre alla Cecchignola sorge la Scuola delle Trasm ission i, cui sono destinati per otto settimane di formazione i VFB che diventeranno operatori telefonici, rad iotelescriventisti, operatori per le telecomunicazioni, operatori di laboratorio e operatori informatici. Siamo qui nel regno dell'elettronica, e gran parte degli equipaggiamenti sui quali vengono addestrati i VFB . sono già quelli del nuovo sistema di trasmissioni SOTRIN.

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La Scuola Trasporti e Materiali provvede a formare sia i conduttori e i piloti dei vari automezzi ruotati e cingolati che i. meccanici che ne cureranno la manutenzione. I VFB destinati a diventare piloti di mezzi cingolati da combattimento e di artiglieria, e non formati presso altre Scuole, o conduttori di automezzi a due e quattro ruote, giungono quindi alla Cecchignola, i primi per 8 e i secondi per 1O settimane, mentre il corso per i meccanici addetti ad entrambi i tipi di mezzi dura 1O settimane. L'attività della Scuola si estende anche alla formazione dei meccanici delle artiglierie, degli armaioli e dei tecnici elettronici per missili controcarri, con corsi di 1O settimane, dei fabbri lamieristi e degli elettricisti magnetisti per i quali l'addestramènto è di otto settimane. Per il personale con la qualifica aiuto artificiere, destinato a operare nella bonifica Sopra: i giovani che ricevono un incarico nella Sanità frequentano la Scuola Interforze di Firenze. In basso: gli incarichi logistici rivestono un'enorme importanza nella vita dei reparti.

Above: young's assigned to the Meilical Corps attend the Joinl School in Florence. Below: logistic tdsignments are ofgrea.t impor/ance in the /ife ofthe unils.

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degli ordigni esplosivi, sono previste 1Osettimane di corso. Se a Roma si concentra un grande numero di VFB con svariati incarichi, altri sono invece destinati a piccoli gruppi presso diversi Enti che curano l'addestramento per altre specializzazioni. Fra questi il Centro Aviazione dell'Esercito (CAE) di Viterbo, dove si recano per otto settimane i futuri addetti al servizio antincendio; la Scuola NBC di Rieti, frequentata dagli specializzati NBC che in dieci settimane acquisiscono le qualifiche di rilevatore e bonificatore oltre a quelle di radiofonista e conduttore, e la Scuola di Sanità Militare di Firenze, dove si formano in sei settimane gli aiutanti di sanità e i portaferiti-disinfettori. Fra gli incarichi spesso dimenticati nel corso delle missioni all'estero (per non parla re della normale vita di caserma in Italia) vi sono quelli legati alla conservazione dei prodotti alimentari e alla loro preparazione: macellai e cucinieri, addetti alla panificazione e frigoristi frequenta no i rispettivi corsi della durata di otto settimane presso la Scuola Militare di Commissariato e Amministrazione di Maddaloni, in provincia di Caserta. Nonostante l' incarico prettamente logistico tutti mantengono - come avviene anche per la maggior parte degli incarichi elencati in precedenza - la qualifica di fuciliere, che consente ' loro di concorrere all'autodifesa del reparto quando necessario.

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Per coloro che al termine della ferma intendono accedere alla Polizia Penitenziaria un incarico sicuramente ambito è quello di caporale vigilatore e custode per stabiliment i militari di pena, qualifica che viene consegu ita con un corso di sei settimane che si svolge direttamente presso le varie carceri militari. Una nota più allegra è sicuramente costituita dal Reparto Speciale Atleti: l'accesso avviene in questo caso sulla base dell'attività agonistica svolta nella vita civile prima dell'arruolamento, e l'incarico viene attribuito direttamente dagli organ i competenti dello Stato Maggiore Esercito. L'incarico di «atleta» è previsto anche presso il Cent ro di Addestramento ·Alpino, quel lo di Paracadutismo e quella di Cavalleria per le discipline sportive di competenza. Non si è finora parlato del Genio Ferrovieri. Questa specialità accoglie da molti anni un'elevata aliquota di personale volontario che accede al reparto tramite concorso e per il quale è previsto, alla fine della ferma di tre o quattro ann i, il passaggio diretto alle Ferrovie dello Stato. I corsi di specializzazione seg uono in questo caso un iter formativo stabilito da lle Ferrovie piuttosto che dallo Stato Maggiore Esercito, e quindi la loro durata non è paragonabi le a quella dell'addestramento delle altre specialità. Gli incarich i previsti per i volontari vincitori di concorso ammessi al servizio presso il Regg imento Genio Ferrovieri sono quelli di capo stazione, manovratore, deviatore, macchinista, capo treno, frenatore e pontiere per unità ferrovieri .

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Sopra: personale del Genio Ferrovieri impegnato in Bosnia nel 1iplistino di una linea. In basso: la simulazione sta acquisendo un'imp01tanza sempre maggiore nell'addestramento del personale.

Above: men of the Railways Co,ps repairing a fine in Bosnia. Below: simulation is becoming increasingly importanl in ihe training ofsoldiers.

L'ASSEGNAZIONE AL REPARTO Terminato il corso di specializzazione per l'incarico di base (che per la fanteria e la cavalleria è segnato dalla prima esercitazione a fuoco di squadra o dalla prima gara fra equipaggi di blindo o di carro armato), il persona le viene inviato al reparto di assegnazione. Il trasferi mento coincide con il raggiungimento da parte del volontario del 1° Livello di Operatività. Nel corso dell'attività svolta presso il Reggimento Addestramento Volontari e presso la Scuola o il Reparto cu i è stato inviato successivamente, eg li ha infatti acqu isito le nozioni necessarie per sopravvivere sul campo di battaglia, svolgendo quei compiti di sicurezza e di autodifesa che ~ ppresenta no il minimo livel lo per un impiego operati; o nell'ambito di un reparto organico; nell'ambito dell'incarico di base che gli è stato assegnato, il volontario è inoltre in grado di svolgere tutte le funzioni a livello sq uadra o equipaggio. A questo livello addestrativo il personale si presta ad essere impegnato solo in determinate attività operative, quali gli interventi di soccorso in caso di pubbliche calamita, il controllo del territorio nazionale in concorso alle Forze di Polizia, i servizi di vigilanza e scorta, la difesa del territorio nazionale e, ESERCITO E PROFESSIONISTI f 1 '1, l j


A destra: fra i temi addestrativi dei reparti del Genio 1ientra il montaggio cli ponti di vmio tipo. Sotto: due operatori del sistema missilistico Stinger; l'mtiglie1ia controaerei è una delle specialità la cui formazione è caratterizzala eia più elevati contenuti tecnici.

Right:training exercises (or the Engineers' uniis include the construction. o{various types of bridge. Below: two operators of the Siinger missile system; anti-aircrafi artille,y is one o{the specialisa1ions /or which training has a. highly technica.l con.teni.

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fuori dai confini, in operazion i di suppo rto dell a pace di media intensità e in interventi umanitari. Sebbene addestrat o, il volontario manca infatti ancora della necessaria esperi enza per poter intervenire in situazion i più complesse. Giu nt i al reparto, 1 volontari assegnati all'artiglieria controaerei, alle trasm issioni e ai Corpi e ai Servizi logistici hanno ormai com pletato la loro formazione, ed inizia pertanto la fase di mantenimento dell'operatività e del suo affinamento, svolta in gran parte per imitazione al fianco dei colleghi più anziani. Per i legisti la stessa attività quotidiana del reparto, incaricato di supporta re una brigata o un'unità di livel lo ancora più elevato, costituisce già di per sé un addestramento; questa si alterna con attività al campo, sempre in supporto di altre unità, e con eventuali esercitazion i complesse in Patria o al l'estero; il tutto cadenzato da lezioni di tiro e di manten imento del livello addestrativo di combattimento individuale, dato che indipendentemente dall'incarico anche i logisti sono prima di tutto dei militari. Per i trasmettitori e gli artiglieri controaerei l'attività quotidiana è incentrata prima di tutto sul mantenimento in efficienza del materiale con i controll i di routine, quindi sull'addestramento simulato. Le esercitazioni di vario livello, in cu i i sistemi in dotazione vengono schierati su l terreno, in zone addestrative più o meno prossime alla sede stanziale del reggimento, consentono di verificare la mobilità e l'efficienza del repa rto, mentre per i controaerei i momenti focali dell'attività sono le scuole tiro, che si svolgono normalmente nei poligoni di Foce Reno, nei pressi del delta del Po, per la controaerea leggera e i semoventi SIDAM, o in quell o di Salto di Quirra, in Sardegna, per i missili Hawk e Stinger. I serventi di Stinger e SIDAM si recano inoltre a intervalli regolari presso i poligoni di simu lazione installati a Sabaudia e Bologna, presso i quali è possibile condurre un addestramento realistico verificando i risu ltati e variando di continuo gli scenari. Per i VFB assegnati ai reparti di fanteria, cavalleria, artiglieria terrestre e genio la formazione non è invece ancora terminata: giunti al reparto inizia infatti per questi volontari la fase di completamento dell'operatività, della durata massima di otto settimane. L'obiettivo è di portare il personale al 2° Livello di Operatività, facendogli acquisire una maggiore esperienza sul terreno e insegnandoli ad operare nell'ambito della <<minore unità», termine militare che sta ad indicare il plotone pe r l'Arma di Fan teria e Cava ll eria e la batte ria per

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Il Futuro: Donne in Origioverde? edere Le donne in uniforme è ormai solo questione di tempo. Il problema riguarda l'intero complesso delle Forze Armate italiane, e ci ha portato a ricercare un quadro di riferi mento comune. E' ormai chiara la volontà di immettere personale di sesso femminile nell 'ambito militare, anche se in modo graduale, senza limiti di incarichi. Ciò renderà necessario un adeguamento della normativa . L'obiettivo è quello di ottenere un determinato «prodotto finale» nelle categorie degli Ufficiali, dei Marescialli, dei Sergenti e dei Volontari di Truppa, le cui ca ratteristiche professionali devono essere indipendenti dal fatto che si tratti di personale maschile o femminile. Il problema iniziale è legato all 'inquadramento del personale fem minile ed all a sua istruzione. Si prevede una «militarizzazione » di un primo nucleo di donne destinate a incarichi di istruttore, con stage presso eserciti alleati nei quali è già in servizio personale femminile, al fine di approfondire la problematica e di ottenere un gruppo in grado di formare le prime recl utan de, prevalentemente nei ruoli degli Ufficiali e dei Marescialli. Ciò consentirebbe poi-di iniziare il recluta mento anche dei Volontari di sesso fem minile, disponendo di adeguat o persona le di inquadramento . Viene infatti ritenuta un'esigenza primaria disporre di un 'aliquota di persona le di inquadramento femminile nei reparti nei quali verranno immesse le donne-soldato . Quanto agli incarichi per i quali è previsto il reclutamento a nomina diretta dal personale civile laureato, quali Sanità, Com missariato e Corpo Tecnico, l'arruolamento femminile non presenta nessun problema.

l'Artiglieria. ln questo periodo il personale passa buona parte del tempo sul terreno per esercitazioni in bianco (ovvero senza munizion i o con munizion i a salve), che per la fanteria e la cavalleria riguardano soprattutto attività di attacco e di difesa class iche, che riprendono i lineamenti di quelle che verranno poi condotte a f uoco. Vengono curati inoltre _l' impiego in ambienti particolari (ad esempio in ambiente abitato o in terreno bosch ivo) ed attività specifiche di determinate missioni, quali la pattuglia da combattimento. Per quanto riguarda l'attività a fu oco, se presso le Scuole si era giunti fino all'esercitazione a fuoco diurna di squad ra, in qu esta fase aumentano le complessità e il livello ordinativo: l'attività di squadra viene ora svolta di notte, e ad essa si

Sopra: nel fi.1turo dell'Esercito figura anche il servizio volontaiio femminile. In basso: l'addestramento al combattimento prosegue per tutta la dw·ata della ferma.

Above: female volunteer service a/so {igures in the fìaure o(1he Anny. Below:coinbat lraining co11linues throughout the periodo(se1vice.

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accompagnano quella diurna di plotone, che ha carattere valutativo, e quella di plotone notturna, coinvolgendo gruppi di circa 30 uomini per la fanteria e di quattro blindo o quattro carri armati per cavalieri e carristi. Quanto agli artiglieri, dopo essersi addestrati allo schieramento della batteria in bianco essi effettuano una scuola tiro nella quale l'intera unità viene impegnata a fuoco. Il personale del Genio completa a sua volta l'addestramento tecnico e quello al combattimento. Per tutti vengono infine approfondite le tematiche dell 'impiego «fuori area» nel quadro di operazioni di supporto della pace. Al termine della 28' settimana dall'arruolamento il personale raggiunge così il 2° Livello di Operatività, che contraddistingue, nel linguaggio delle circolari addestrative, un «combattente completo, addestrato e con sodd i-

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sfacente esperienza». Il volontario è ora in grado di operare in combattimento nell'ambito della minore unità, e fuori area in operazioni di supporto alla pace ad alta densità.

MANTENERE L'OPERATIVITÀ Un militare di leva avrebbe raggiunto a questo punto quasi il culmine del livello addestrativo, dato che solo tre mesi lo separerebbero dal congedo. Trattandosi invece di volontari, mancano ancora due anni e mezzo al completamento della ferma, e ciò offre la possibilità di incrementare ulteriormente il livello di preparazione, specie per alcuni incarichi. D'altra parte si pone anche il problema di mantenere elevata la motivazione creando nuovi motivi di interesse e variando Nella pagina precedente: un volontario in addestramento supera un ostacolo naturale su un ponte a due corde. Sopra: paracadutisti del 183° reggimento si preparano per un lancio. In basso: la prossima brigata alimentata con personale volontario sarà la «Friuli», destinata a trasformarsi in unità aeromobile.

Previous page: a volunleer in training crosses a / natural obstacl.e on a lwo-rope bridge. Above: paratroopers o(the I83rd regimenl gel ready lo jump. Below: the next brigade lo be staffèd with volunleers will be the "Friuli" which is going to be lransf<Jrmed into an air mobile unii.

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In basso: il volontario è desti nato a diventare un soldato polivalente, in grado di rispondere alle diverse esigenze operative dell'Esercito.

Below: the volunteer is destined io hecome an allround soldier capahle o{ meeting the Annys difjèrent operaiional requiremen.ts.

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l'addestramento. Per il personale con incarichi di combattimento i primi sei mesi che seguono il raggiungimento del 2° Livello di Operatività sono di fatto ancora caratterizzati da un'intensa attività didattica, mentre per gli altri vengono approfondite le tematiche relative alla specialità e viene consolidato il livello addestrativo. Per parte del personale l'addestramento è di fatto bèn lungi dall'essere terminato: i volontari desti nati alle aviotruppe transitano infatti per il Centro Addestramento Paracadutisti per acquisire la qualifica di paracadutista militare con i cinque lanci previsti, mentre coloro che sono stati assegnati al Reggimento Lagunari seguono il corso di qualificazione anfi bia presso il reparto. Quell i per cu i il ragg iungimento dell'obiettivo è ancora più lontano sono però i VFB assegnati alla 111' Compagn ia del 9° Reggimento d'assalto Paracadutisti «Col tvloschin», che per raggiungere la qualifica di guastatore paracadutista dovranno impegnarsi per altri 4 mesi dal momento dell'assegnazione al reparto, compensati tuttavia dalla certezza di entrare a far parte, alla fine del corso, dell'élite dell'Esercito Ita liano. I reparti di fanteria e di cavalleria affinano la loro preparazione con esercitazioni in bianco che simulano situazioni operative sia di tipo particolare, legate ad esempio agli impieghi fuori area, sia di tipo classico, in difesa e in attacco nel quadro della difesa del territorio nazionale. Il grosso salto di qualità avviene però nell 'attività a fuoco, dove fanti, carristi e cavalieri non operano più da soli ma insieme ad artiglieri e genieri nel quadro di quello che viene definito «complesso minore», ovvero una compagnia di fanteria, una compagnia carri o uno sq uadrone di cavalleria, rinforzati con aliquote del genio e appoggiati dal fuoco delle artiglierie. I missilisti e i mortaisti completano inoltre il loro iter formativo con le rispettive scuole di tiro dedicate ai sistemi controcarri e ai morta i. I reparti di artiglieria non si limitano più all'attività a livello batteria; ma passano a loro volta all'addestramento a livello di gruppo, inizialmente in bianco, quindi a fuoco durante una scuola tiro e infine nelle azioni di cooperazione con l'Arma base, ovvero con fanti e cava lieri. Genio, trasm issioni e battagl ioni logistici proseguono anch'essi l'addestramento, che consente ai VFB appena affluiti di acquisire la necessaria esperienza nei propri settori di attività. Term inata questa f ase il personale è orma i pronto ad affrontare gran parte degli impegni previsti e con il 13° mese di servizio scatta anche un nuovo miglioramento nel trattamento economico dei caporali, che raggiungono il livello previsto per i caporal maggiori incrementato di un ulteriore 20%.

ATTIVITÀ ADDESTRATIVE E ALTRE OPPORTUNITÀ Con un an no e più di addestramento e di esperienza ormai al le spalle, buona parte del quale vissuto presso il reparto di assegnaz ione, il volonta ri o a ferma breve è orma i un soldato a pieno t itolo. Tuttavia ' non si finisce mai di imparare e sia per ma ntenere viva la motivazione che per migliora2. - i ESERCITO E PROFESSIONISTI


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re ulteriormente il profilo professionale, nei poco meno due ann i che restano prima della fine della ferma triennale il ritmo dell'attività addestrativa e form ativa non è destinato a calare. Oltre a seguire il normale addestramento a livello co mpagni a o batteria pa rte del persona le vien e chi amata a frequentare corsi dì qualificazion e per ricoprire particolari mansioni. Per i volontari a ferma breve che fanno capo all'Arma base (fanteria e caval leria) vi è la possibilità di partec ipare al corso di fu cili ere scelto (una sorta di corso di perfezionamento delle tecniche di fanteria), al corso di t iratore sce lto

Sopra: volontari in servizio permanente del Plotone Esplo ratori dei Lagunari si addestrano al lancio dall'elico ttero. In basso: le esercitazioni di complesso consentono di affinare l'addestramento della fanteria meccanizzata. Above: vol1111ieers 011 pe111ume111 seivice ,vilh 1he A111phibious Scows Platoon jumps {,-om a

helicopLer. Be/mv: group exercises per{eci the trainingof1he 111echanized in(ant,y.

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che consente di entrare a far parte dei team dotati di armi di precisione inseriti nell'ambito delle compagnie e degli squadron i) e al corso di alpi nismo, dove vengono approfondite le tematiche del movimento in territorio montano. I reparti di tutte le Armi combattenti possono essere chiamati a svolgere attività addestrative rivolte ad azioni particolari, ad esempio il movimento con elicotteri o lo sbarco anfibio. A fattor comune per tutti i reparti formati da volontari vi è poi l'affinamento e l'aggiornamento delle tematiche legate alle operazioni di supporto al la pace, il cui sillabus addestrativo viene man mano riveduto e aggiornato in base alle lezioni apprese nel corso delle missioni. Parte dei volontari possono essere chiamati a ricoprire un secondo incarico, oltre a quello base. Alcuni ruoli richiedono infatti un precedente di mestiere o uno specifico titolo di studio, come nel caso dei maniscalchi, sellai, bagnini, barbieri, calzolai, camerieri, palafrenieri, cuochi, disegnatori, elettricisti, falegnami-carpentieri, infermieri per quadrupedi, conducenti cinofili, muratori, sarti, addetti ai comandi, tappezzieri, trombettieri, musicanti, tipografi, cinefotoperatori, odontotecnici. Tutte le attività si n qui citate si alternano con esercitazioni complesse fino al livello di gruppo tattico (owero di battaglione d'Arma base rinforzato con i necessari supporti del Genio, dell'Artig lieria, ecc.), sviluppando a livello superio-

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A fianco: al personale volontario sarà richiesto di operare con sempre maggiore frequenza in un ambiente multinazionale, come già accade ad esempio in Bosnia dove la brigata italiana è inserita in una divisione multinazionale a comando francese .

.4/ongside: volunteers 1vill more Ji-equent/)' be required lo operate in multinational sitiiations, as is already the case in Bosnia, for e,,;ample, where the ltalian brigade is included in a muliinational division under French cominand.

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A sinistra: per i volontari, le esercitazioni in tenit01io nazionale si alternano con quelle in ambito NATO. In basso: un soldato di una compagnia genio si addestra alla bonifica di w1 campo minato. Le(t: forvolunteers, manoeuvres on nationai territory alternate with NATO ones. Beiow:a soldier ofan engineers company training in the clearance afa minefìeld.

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Sopra: la Brigata Alpina «Tawinense» è stata la quarta Grande Unità ad essere alimentata con i volontari. In basso: specialisti al lavoro per assicurare la manutenzione di un MLRS. Nella pagina accanto: mortaisti in addestramento durante una scuola tiro.

Above: the "Ii.1urinense" Alpine Brigade ivas the fourth one io be sialfèd with volunteers. Below: specialists at work on the mai11tenance of an MLRS. Opposi/e page: gu.nners /raini11g during a {!ring sc/100/.

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re le attività condotte durante i primi sei mesi di man ten imento dell' ope rat ività. A queste si aggiungono le esercitazioni in ambito NATO. In tempi recenti l'Alleanza Atlantica ha dato vita al Partenariato per la Pace, che accoglie accanto alle 16 nazioni NATO anche molti altri paesi europei e che organizza frequenti esercitazioni multinaziona li orientate in massima parte alle tematiche delle operazioni di supporto alla pace. Formazioni composte da reparti di va rie nazioni stanno nascen do anche sotto l'egida dell' Unione Europea Occidenta le (UEO), e i repa rti volontari si trovano spesso a ope rare anche in questo contesto. A ciò si agg iunge la possibilità, tutt'altro che remota nei tempi attuali, di vedere il proprio reparto chiamato ad interven ire in una delle missioni cui sono chiamate a partecipare le Forze Armate italiane sotto l'egida delle Nazion i Unite o di altre organizzazioni sovrannazionali. Nel frattempo, poco prima dello scadere del 18° mese dall'incorporazione, viene scelto dai comandanti il personale da avviare al corso per caporal maggiore: si tratta della quarta e ultima selezione per quanto riguarda i volontari a ferma breve. I promossi vengono impiegati con compiti di comandante di squadra, capo ca rro, capo equ ipa ggio o capo pezzo, a seconda della specialità . Al 24° mese una parte dei VFB raggiunge il cosiddetto 3° Livello di Operatività, così def inito : «combattente completo, ben addestrato ed esperto, con capacità di agire e di con tro llare altro perso nale in situazioni particolari». Per rientrare in questa categoria è necessario che il volontario abbia frequentato con successo uno o più corsi specifici e sia risultato idoneo al l'avanzamento al grado di caporal maggiore, oppure che abbia partecipato a operazioni all'estero in ambito multinazionale per il tempo necessario a fregiarsi del relativo distintivo. 11 motivo dell'offerta di questa alternativa è assa i ev ide nte, se si pensa che alcuni reparti schierati in Bosnia poco dopo il loro rientro

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In basso: i volontari assegnati ai battaglio1ù logistici sono fra quelli che hanno maggiori possibilità cli acquisire nozioni utili non solo per il periodo di ferma, ma anche in vista di un successivo impiego una volta lasciata l'uniforme.

Below: the volunteers assigned to the logistic battalions are among those who have the best opportunity of acquiring knowledge useful not only while on service but a.lso with a view IO future employmen.t after lea.ving the se111ice.

sono stati rischierati in Albania, con la conseguenza che i loro uomini non hanno certo avuto il tempo di frequentare molti corsi. La normale alternanza fra esercitazioni in sede, campi d'arma, esercitazioni multinazionali e corsi di vario tipo può d'altro canto essere sconvolta di punto in bianco da un'esigenza operativa improvvisa e non programmata, che si tratti di una missione all'estero o di un intervento sul territorio nazionale a seguito di una calam ità naturale. Anche le licenze sono sempre legate alle esigenze operative, e uno dei prim i test condotto nell'ambito della Brigata «Garibaldi» all'inizio dell'alimentazione con personale volontario ha riguardato proprio un richiamo d'urgenza dei militari in licenza per verificarne la reazione; la prova ha dato ottimi risu ltati . Nell 'estate del 1996 il personale del 187° Reggimento Paracadutisti che stava addestrandosi per l'invio in Bosnia venne improvvisamente attivato a causa dell'alluvione in Versilia, e due ore dopo l'allarme la prima compagnia era già pronta a muovere dalla sede del reparto.

VERSO IL CONCEDO Girata la boa del 24° mese di ferma, per il VFB è tempo di iniziare a pensare al dopo-congedo. Mancano ormai pochi mesi alla scadenza, e per il volontario si avvicina il momento di lasciare il proprio reparto. Qui entra in gioco nuovamente la scelta espressa dal candidato al momento della richiesta di arruolamento, nella quale era stata indicata la Forza Armata o di

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Polizia nella quale desiderava essere immesso al momento del conged<?. La fase di passaggio sarà gestita, come si è già ricordato in precedenza, da apposite Commissioni , composte dal Presidente e da due altri membri, uno appartenente alla Direzione Generale della Forza Armata in cui il volontario ha prestato servizio, l'altro allo Stato Maggiore di Forza Armata o del Corpo di Polizia o altro Ente dello Stato al quale il volontario ha chiesto di essere assegnato. li loro compito sarà di verificare i requisiti psico-fisici al termine della ferma triennale e di formare, sulla base del rendimento espresso durante il servizio, le graduatorie per l'accesso ai posti dispon ibili. I tre anni trascorsi presso gli Enti addestrativi e i reparti influiranno infatti sulla graduatoria: l'attività svolta, il parere dei comandanti, i titoli conseguiti in questo periodo sotto forma di corsi o di missioni sono tutti fattori che verranno presi in considerazione dalla Commissione e contribuiranno a posizionare il singolo volontario nella graduatoria finale. È quindi evidente che chi più avrà dato durante i tre anni di ferma avrà anche maggiori possibilità di accedere alla Forza Armata o al Corpo prescelto in sede di arruolamento. Quanti dei circa 7.500 volontari attesi ogni anno nelle Forze Armate troverà posto nelle stesse e nei Corpi dello Stato al termine della ferma? Dai calcoli fatti, si prevede che una simile opportunità si potrà concretizzare per circa il 30% dei volontari. La legge stabilisce infatti che il 60% dei posti disponibili per l'arruolamento nell'Arma dei Ca rabinieri debba essere a disposizione del personale proveniente dai VFB; visto che ogni anno l'Arma incorpora circa 1.300 nuovi Carabinieri, questo significa quasi 800 posti riservati ai VFB. La stèssa percentuale vale per la Guardia di Finanza, anche se qui l'immissione annuale complessiva è più bassa, circa 750 persone, per un equivalente di poco più di 400 posti. Per Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato la percentuale dei posti riservati è del 35%, mentre sale al 50% per la Polizia Penitenziaria. Il 100% di posti riservati viene raggiunto solo per la Croce Rossa Italiana, la quale necessita però di poche decine di uomini l'anno. Una volta stabilite le graduatorie ed emessi i bandi di concorso da parte dei vari Comandi, coloro che rientrano nell'aliquota protetta verranno assorbiti dal Corpo di loro scelta per passaggio diretto, senza la necessità di ulteriori selezioni: d'altro canto il Corpo ha già fatto la sua prima selezione all'arruolamento, e all'atto del congedo deve quindi operare solo una sempli-

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Sopra: al termine della ferma i volontali hanno l'opportunità di rimanere nell'Esercito, entrare a far parte di un'altra Amministrazione dello Stato o ritornare alla vita civile. In basso: la foggia dei gradi dei volontari in servizio pe1manente.

Above: at the end o(their enlistment period volunteers have the option of remaining in the Amry, being employed with another Govemment Service or going back to civilian li/è. Below: the kind o{badges worn by volun/eers on pennanent se1vice.

CAPORALMAGGIORE CAPO SCELTO

CAPORAL MAGGIORE CAPO

CAPORALMAGGIORE SCELTO

1° CAPORAL MAGGIORE

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A destra: un VFB della «Garibaldi» in Bosnia; i reparti volontari possono essere chiamati ad operare in scenari molto diversi anche sotto il profilo climatico. In basso: addestramento teorico per l'equipaggio di un carro armato.

Righi: a short-tenn vo/wlteer of the "Garibaldi" in Bosnia; the volunteers uniis may be ca/led on lo operale in ve1y diffèrent scenarios. Below: th.eorelical training far a tank crew.

ce verifica dello stato del sogget to . Seg uendo la via del volontariato nelle Fo rze Armate, la possibi lità di entrare nel Corpo di prop ria sce lta ammonta quasi al 50%, molto di più rispetto a chi tenta l'accesso dalla vita civile, condizionato da concorsi cui affluiscono

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decine di migliaia di persone per poche centinaia di posti. In alcuni casi, al volontario pross imo al co ng edo potrà essere proposta una rafferma di alcuni mesi per garant irg li il passagg io senza soluzione di continuità al Corpo prescelto: la cadenza di arruolamento nelle Forze Armate è infatti diversa rispetto a quella delle forze di Polizia, e quindi in alcuni casi i vo lontari si t roverebbero ad essere congedati alcuni mesi prima rispetto alla data del successivo arruolamento nel Corpo di destinazione. Oltre ai posti riservati nelle forze di Polizia e negli altri Corpi armati dello Stato, ai volontari in via di congedamento sarà riservata un'aliquota dei posti a concorso per l'ingresso nella Pubblica Amministrazione; si tratta in questo caso di una quantità che varia considerevolmente di anno in anno, ed è quindi difficile quantificare esattamente il numero dei posti disponibili. Ultima, ma solo in ordine di elencazione, rimane infine la possibilità di rimanere nella Forza Armata nella quale si è prestato servizio per i tre anni di ferma breve, transitando nel ruolo permanente.

I VOLONTARI IN SERVIZIO PERMANENTE Dei regolamenti presenti e della nuova normativa in corso di approvazione per l'accesso a questo ruolo abbiamo già parlato all 'inizio del capi tolo. Destinati alle unità orientate all'impiego fuori area, i volonta ri in servizio permanente (VS P) sono raggruppati in tre categorie: operativa, tecnico-profes-

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sionale e logistico-amministrativa. Per questo ruolo la permanenza nella Forza Armata è prevista fino al 60° an no di età; considerando un'età al momento

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del passaggio in servizio permanente compresa fra i 20 e i 25 ann i, ciò significa che un VSP presta servizio per 31-36 anni. Su un periodo di tempo così lungo è inevitabile un decadimento delle prestazioni f isiche, e per questo nel corso della carriera del VSP sono previsti momenti di riqualificazione verso incarichi meno gravosi, nei quali però è possibile mettere a frutto l'esperienza acquisita. I VSP, che all'atto dell' arruolamento vengono promossi al grado di 1° Caporal Maggiore, sono destinati a svolgere compiti esecutivi di tipo polifunzionale, devono cioè essere in grado di agire in modo flessibile in diverse funzioni a seconda delle esigenze di reparto. Tenendo conto che il personale è già stato in servizio per tre anni, il corso di base è assai breve e ha una durata di due o tre mesi, a seconda degli incarichi. Attualmente i VSP che vengono immessi nella Forza Armata hanno provenienze diverse, dato che vengono reclutati anche fra i VFP di un tempo, la cui preparazione e il cui impiego non erano caratterizzati dall 'omogeneità prevista per i VFB . Per dare a tutti una base comune, i candidati VSP vengono dunque awiati ai Reggimenti Addestram,ento Volontari dove seguono un corso centrato sul maneggio delle armi, l'addestramento al combattimento individuale, la preparazione fisica e le conoscenze militari di carattere generale. In futuro i VSP non verranno più inviati presso i RA\!, bensì alle Scuole d'Arma e Specialità (per la frequenza di un corso) o direttamente al reparto di assegnazione. Non tutti i VFB che transitano fra i VSP mantengono l'incarico ricoperto durante la ferma triennale: a seconda delle esigenze della Forza Armata, è infatti possibile che il VSP venga riqualificato per un nuovo incarico, e quindi assegnato a un reparto diverso da quello di origine; anche per coloro che mantengono lo stesso incarico è possibile l'invio presso un nuovo reparto. Nel corso del periodo di addestramento i volontari in servizio permanente sono chiamati a perfezionare le loro capacità tecnico professionJli e ad ampliare le loro conoscenze militari e culturali.

A sinistra: fra le categorie tecnicoprofessionali 1ientrano gli specialisti dell'artiglie1ia controaerei. In basso: i VSP sostituiranno i sottufficiali in molte mansioni.

Le~: the iechnical-profèssion.a.l categories include anli-aircrafi artille1y speci.alists. Below: the Volunteers on Permanent Sen1ice wi/1 replace NCOs in many duties.

AMPLIARE LA PREPARAZIONE Per la maggior parte dei VSP, fino ai 35 anni l'incarico sarà prevalentemente di tipo operativo: la pianificazione prevede infatti di avere in questo tipo di incarico il 60% circa della forza di volontari in servizio permanente, contro un 30% nella categoria tecn ico-professionale e un 10% in quella logistico-ammiESERCITO E PROFESSIONISTI p

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Sopra e in basso: artiglieri paracadutisti e genieri in azione in Bosnia. Fino ai 35 anni, la maggior parte dei VSP avrà incarichi operativi.

Above and below: paratroop gunners and sappers in aciion in Bosnia. Up to 35 yea.rs of age most Volunteers on Permanent Service will pe,form operational tasks.

nistrativa. Nella prima categoria rientrano tutti gli inca. ri chi con ruoli di «prima linea» nell'ambito della fanteri a, delle forze speciali e anfibie, dei corazzati e dei blindati, dell'artiglieria, del genio e delle trasmissioni. Alla seconda appartiene il persona le di supporto, ovvero nel campo dell'artigIieria gli spec iali zzati addetti ai radar e al tiro, gli ope rat or i elettronici dei sistemi di so rveg li anza e avvistamento dell'artiglieria controaerei e i tecnici elettronici; nel campo dei t rasporti e materiali gli artificieri, i conduttori, i meccanici, gli armaioli, ecc.; nel genio gli specialisti del Regg imento Ferrovieri e gli operatori per mezzi speciali; nelle trasmissioni i radiotelescriventisti e gli operatori di laboratorio, e infine nelle forze specia li gli aviorifornitori e i ripiegatori di paracadute. La categoria log istico-amm inistrat iva comprende invece tutti gli incarich i relativi al Commissariato, alla Sanità e Veterinaria, ai servizi amministrativi, ai servizi infrastrutturali (elet-

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A sinistra: esploratori dei Lagunari in azione a Capo Teulada, il plotone è composto quasi unicamente da VSP. In basso: fra i vali incalichl w10 dei più delicati è quello di specializzato nella difesa NBC.

Le{t: Amphibious Scouts in action in Capo Teulada, the platoon is almost entirely made up o( VSPs Below: among the various tasks one ofthe most delicate is thai ofspecialist in NBC defènce.

tricisti, falegnami, tappezzieri e operatori telefonici), ai servizi del Genio (sorveglianti di cantiere, idraulici e operatori di attrezzature speciali) e a quelli operativi (addetti al servizio antincendio, meteorologi, istruttori, fotog rafi di artiglieria, fino ai caporali vigilatori di stabilimenti militari di pena). Nei primi 15 anni di servizio l'obiettivo è di aggiornare ed ampliare la preparazione del personale attraverso corsi di qualificazione che portino il VSP ad occupare progressivamente incarichi di maggiore responsabilità e ad acquisire una preparazjone professiona le più completa. In particolare, nei primi cinque anni di servizio permanente il personale giudicato idoneo viene avviato ai corsi di qualificazione per comandante di squadra o di equipaggio. Durante il servizio in ferma breve parte del personale ha già frequentato corsi di qualificazione di vario ti po, e in questa fase della carriera i volontari hanno modo di completare le proprie conoscenze qualificandosi in altri settori attinenti alla propria Arma o Specialità. Fra i corsi previsti, accanto a quelli di fuciliere scelto e tiratore scelto, figurano quelli per istruttore di tiro, paracadutismo, bonifica ordigni esplosivi e altri ancora, mentre fra i corsi di qualificazione vi sono quelli di sci e di roccia . La frequenza è ovviamente subord inata all'attività addestrativa e operativa dei reparti senza -~imenticare che l'esperienza acquisita nel corso di esercitazioni in Patria e all'estero o in occasione di missioni multinazionali ha valore pari se non superiore ai possibili corsi mancati a causa di questi impegn i. Allo scadere del quinto anno dal transito in servizio permanente il volontario viene promosso a Capora l Maggiore .Scelto. La promozione avviene per anzianità, ~revio giudizio di idoneità da parte del Comandante di Corpo, al pari delle promozioni successive. Il successivo decennio trascorso da gran parte dei VSP in incarichi operativi e tecnici prevede un ulteriore incremento del bagag lio professionale e cuiESERCITO E PROFESSIONISTI

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L'impiego dei VSP nell'ambito dei reparti logistici di contingenza incaricati cli movimentare i materiali destinati ai contingenti all'estero contribtùrà a far crescere la professionalità di queste importanti pedine logistiche.

The use ofVSPs in the iogistics units responsible for moving the materiai destined far the contingents abroad wili contribute to in.creasin.g the pro(essionai skills ofthese importan.t logistic eiemen.ts.

turale del volontario attraverso la freq uenza di corsi di lingue (particolarmente utili visto l'orientamento «fuori area» dei reparti cui sono assegnati i VSP), corsi di istruttore di scuola guida, di sistemi d'arma o di addestramento individuale al combattimento ed eventualmente di corsi all'estero per l'acquisizione di qualifiche particolari, ad esempio presso la nota NATO Long Range Reconnaissance Patrol School un tempo di 5tanza a Weingarten e di recente trasferita a Pfullendorf, sempre in Germania. L'evoluzione dei mezzi e delle armi in dotazione crea inoltre la necessità di un continuo aggiornamento del personale, mantenuto grazie a periodi di istruzione che cadenzano la vita del volontario durante la sua permanenza negli incarichi operativi presso il reparto di appartenenza. Il decimo anno dal passaggio in servizio permanente ha visto la promozione a Caporal Maggiore Capo: con l'avvicinarsi della scadenza del quindicesimo anno si approssima invece,

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oltre alla promozione a Caporal Maggiore Capo Scelto, anche un momento di riqualificazione per buona parte del personale. Il raggiungimento dei 35 ann i viene considerato in qualche modo una soglia per gli incarichi operativi che richiedono particolari sforzi fisici, e per il personale che supera questo limite di età le percentuali di ripartizione fra incarichi operativi, tecn ici e logistico-amministrativi cambiano in modo significativo. L'u ltima fascia citata diventa maggioritaria, con circa il 50%, mentre i titolari di incarichi tecnici crescono al 40% e quelli operativi si riducono al 10%. Ciò richiede una riqualificazione del persona le nei nuovi incarichi, che si effettua presso i reparti stessi o ritornando per un opportuno periodo presso le Scuole. In particolare il personale cui vengono riconosciute specifiche capacità didattiche viene qualificato come istruttore, potendo così mettere la propria esperienza operativa al servizio dei giovani che intendono seguire la sua stessa carriera. Altri entreranno a far parte dei comandi, mentre altri ancora acquisiranno delle qualifiche tecniche, in particolare nel settore manutentivo.·

In basso: giovani volontari ascoltano le istruzioni impartite da w1 maresciallo prima di un'esercitazione; alcuni di loro potranno rivestire nel proseguo della carriera il medesimo grado, passando attraverso i concorsi previsti.

Below: young volun.teers listen 10 the instructions o{ a Wanan.t Offìcer before manoeuvres; some of them may attain the same rank later in their career by passing the necessa,y examina1ions.

PROSPETTIVE DI CARRIERA Non tutti i VSP sono destinati a terminare la propria carriera con il grado più elevato raggiungibile dai volontari, quello di Caporal Maggiore Capo Scelto: dal ruolo dei VSP è infatti possibi le transitare in quelli dei Sergenti e dei Marescialli. A partire dal settimo anno di servizio (nel totale vengono considerati anche quelli svolti da VFB), il VSP in possesso di diploma di scuola media superiore può chiedere di essere ammesso al ruolo Marescialli: il 20% dei posti a concorso, equivalente a circa 120 posti, è infatti riservato al persona le proveniente dai VSP. Per i volontari nel grado di Caporal Maggiore Scelto e Caporal Maggiore Capo, owero per i VSP con un periodo di servizio permanente compreso fra i 5 e i 15 anni, sono invece a disposizione il 30% dei posti a concorso per il ruolo Sergenti, per i quali è sufficiente il diploma di scuola media inferiore. Stimando a 600 il numero di posti a concorso ogni anno per questa categoria, l'immissione dai VSP «giovani» potrà raggiungere le 180 unità l'anno; il rimanente 70% dei posti è riservato ai VSP nel grado di Caporal Maggiore Capo Scelto, ovvero ai volontari con più di 15 anni di servizio permanente. Dal ruolo Sergenti è infine possibi le accedere al ruolo Marescialli su concorso, anche senza diploma superiore; per questa opzione sono riservati il 10% dei posti. In tem pi successivi, il personale arruolato quale volontario e transitato nel ruolo Marescialli può, su concorso, accedere anche al ruolo Ufficiali: entrare nelle file dei volontari in servizio permanente apre dunque la porta a molteplici generi di attività e a numerose possibilità di impiego, in risposta alle inclinazioni, agli interessi e alle ambizioni dei singoli. ESERCITO E PROFESSIONISTI

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REPARTI E MISSIONI I n vista dell'immissione di percentuali sempre più elevate di volontari, lo Stato Maggiore dell'Esercito decise inizialmente di al imentare a scopo sperimentale un'unità di livello battag lione/reggimento per ogni Arma o specialità. Fu così che il 9° Rgt. Fanteria «Bari» venne alimentato nel 1992 con i primi volontari, unitamente al 151° Rgt. Fanteria «Sassari», al Rgt. «Caval legger i Guide» (19°) di Salerno, al 24° Reggimento Artiglieria da Campag na «Peloritani» di Messina, ali' 11° Rgt. Trasmission i «Leonessa» di Civitavecchia e ad altri reparti il cui organico non venne però completato. La successiva decisione di non impiegare più il personale di leva nelle missioni fuori area e il conseguente incremento nell'arruolamento dei volontari ha poi determinato un diverso orientamento circa le grandi unità da alimentare con i VFP. Prima Grande Unità Elementare su base volontaria, la Brigata Bersaglieri «Garibaldi» di Caserta è stata in un certo senso l'unità sperimentale per la messa a punto del «sistema

In apertura: cavalieri della «Pozzuolo» in addestramento a Capo Teulada. In basso: un bersagliere della «Garibaldi» in addestramento prima dell'impiego in Bosnia.

M the beginning: cavabymen ofthe "Pozzuolo" in training at Capo Teulada. Below:a Bersagliere o{ the "Garibaldi" in training before service in Bosnia.

volontari».

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Sopra: un VCC della «Garibaldi» in addestramento nel comprensorio di Persano; in basso la Brigata Paracadutisti «Folgore» ha dato il cambio in Bosnia alla «Ga1ibaldi» nel luglio del 1996.

Above: a VCC ofthe "Garibaldi" in training in the Persano area; below: the "Folgore" Paratroopers Brigade relieved the "Garibaldi" in Bosnia in July 1996.

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La prima pedina della brigata transitata su base interamente volontaria è stata una delle due d'Arma base, ovvero 1'8° Reggimento Bersaglieri di Caserta, subito impegnato nell'operazione «Riace» e alimentato, almeno inizialmente, con personale proveniente dai reparti di fanteria già su base vçlontaria (come il 9° «Bari»). Ad esso hanno fatto segu ito il Reparto Comando e Supporti Tattici e il Battaglione Logistico, indispensabili in caso di rischieramento del Comando brigata, e quindi gli altri repart i, ovvero il 18° Rgt. Bersaglieri di Cosenza, il 131 ° Rgt. Carri e I' 11 ° Rgt. Artiglieria Campale Semovente «Teramo» di Persano. Tipiche unità di fanteria meccanizzata, i due reggimenti bersaglieri si articolano su compagnie equipaggiate con i cingolati trasporto truppe ve C1. l'8° e il 18° saranno i primi reparti a ricevere nel prossimo futuro il Dardo, il nuovo cingolato da combattimento per la fanteria dotato di torretta armata con can none da 25 mm e due lanciamissili controcarri TOW, in grado di esprimere una potenza di fuoco ben superiore a quella consentita dalla mitragliatrice Browning in calibro 12,7 mm dei VCC. I carristi della «Garibaldi» sono stati i primi a ricevere la versione A5 del carro armato Leopard 1, che rispetto alla precedente A2 acquisita dall'Esercito negli anni '70 offre un sistema di condotta del tiro ben più efficace, che consente di operare anche di notte. L' 11° Rgt. «Teramo» è stato a sua volta fra i primi a ricevere il semovente cingolato M 109L dotato della nuova bocca da fuoco lunga 39 calibri, e per l'autodifesa controaerei ha in organico una batteria di semoventi SIDAM con torretta quadrinata da 25 mm. Anche nel settore delle trasmissioni e della logistica la «Garibaldi» ha ricevuto in via prioritaria il materiale più moderno in dot azione all'Esercito, e lo stesso vale per l'armamento e l'equipaggiamento individuale. A meno di un anno dal com pletamento dei ra nghi la «Garibaldi» è stata impegnata in BosniaErzegovina, dopo un intenso addestramento di amalgama con i repart i destinati al contingente che non faceva no parte della grande unità (gli incursori del 9° Rgt. «Col Moschin » e i

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Carabinie ri Paracadu t isti del 1° Rgt. «Tuscania»), e dal dicembre 1995 al giugno 1996 ha operato a Sarajevo e dintorni. Accanto al Comando brigata sono rimasti co n continuità in zona di operaz ione il Reparto Comando e Support i Tattici e il Battaglione Logistico, mentre l'aliquota operativa era inizialmente fornita dall'8° Rgt. Bersaglieri di Caserta, avvicendato dal 18° Rgt. Bersaglieri. A questo punto è opportuno un inciso sulla Cavalleria: .in Bosnia è stato infatti schierato uno Squadron e del Reggimento «Cavalleggeri Guide» di Salerno, reparto che pur non essendo organico alla Briga ta «Garibaldi» ne segue però quasi sempre gli schieramenti nei vari teatri di operazione. Alimentate con personale VFP f in dai primi anni '90, le «Guide» sono intervenute già in Somalia con i volontari, e nel corso della missione in Bosnia uno sq uadrone ha operato dal dicembre 1995 all'ottobre 1996 prima sotto il coma ndo del l'8° e quindi del 18° Rgt. Bersaglieri. Questa missione ha fra l'altro messo in luce la pol ivalenza del personale volontario: ad esempio i carristi, addestrati ad operare su i Leopard, hanno agito sovente a bordo di veicoli ruotati VM90 con compiti di scorta e di pattugliamento, nel ruolo di fanteria leggera. Equipaggiate con le blindo pesanti Centauro, armate con cannone da 105 mm, e con le blindo leggere 6614, le <<Guide» saranno certamente il primo reggimento di Cavalleria a ricevere in futuro le blindo, leggere Puma nella versione 6x6, che miglioreranno ulteriormente le

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Sopra: il reggimento «Cavallegge1i Guide» ha partecipato alle missioni in Somalia, Bosnia e Albania. In basso: un tiratore scelto del 18° Reggimento Bersaglieri; il reparto ha fatto parte dei contingenti italiani in Bosnia e in Albania.

ilbove: the "Cavalleggeri Guide'' regiment pariicipated in. the missions in Somalia., Bosnia ami Albania. Below:a marksman of the 18th Bersaglieri Regiment; the unit was pa.rt o( the Ttalian contingenls in Bosnia and Albania.

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Un paracadutista in postazione difensiva, Iipreso durante un'esercitazione della sede «Partnership for Peace» cui partecipano nonnalmente anche unità di molti paesi est-europei.

A paratrooper in a defensive position, taken during manoeuvres in the "Partnership [or Peace" series in which units {rom many east-european coun.tries usually also participate.

capacità operative del reparto. Quanto alla simbiosi fra i cavalleggeri di Salerno e i bersagl ieri della «Garibaldi» questa si è ripetuta in occasione della missione «Alba» in terra albanese, dove uno squadrone ha operato alle dipendenze del 18° Bersaglieri nella zona più difficile del paese, ovvero nella città di Valona. Anche 1'8° Bersaglie_ri è intervenuto in Albania nel periodo elettora le andandosi ad attestare nelle zone interne nel meridione del paese. Anche il reggimento «Savoia Cavalleria» sta transitando su base volontaria. Dopo aver operato fuori area in molteplici occasioni con personale di leva, già selezionato peraltro dal fatto di essersi offerto volontario per il servizio nelle aviotruppe, e dopo un esperì-

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Somalia: operazione «Ibis» ata per volere degli Stati Uniti a fronte della drammatica situazione umanitaria nel Corno d'Africa, la missione «Restore Hope» - in cui si inquadra la componente nazionale italiana «Ibis» - ha visto la partecipazione complessiva di oltre 12.000 uomini dell'Esercito che si sono alternati in terra somala dal dicembre 1992 al marzo 1994; ad essi va aggiunto il personale della Marina e dell'Aeronautica impegnato sia direttamente sul terreno in operazioni di supporto. Posta inizialmente sotto il comando americano, la missione aveva come obiettivo di disarmare le fazioni somale in lotta e di consentire la distribuzione degli aiuti umanitari in tutto il paese, aiuti che fino a quel momento erano stati preda delle bande armate. Al contingente italiano veniva assegnata la responsabilità della parte nord di Mogadiscio e della zona settentrionale del paese a cavallo della Strada Imperiale. L'attività umanitaria veniva condotta di pari passo con quella militare, e i sequestri di armi leggere e pesanti si alternavano con la distri buzione di viveri condotta sia nella capitale che nei più remoti villaggi. Contemporaneamente l'ospedale da campo di Giohar, l'ambu latorio di Mogadiscio e i medici che operavano con le colonne umanitarie che, attraversando il deserto, fornivano assistenza alla popolazione. àl termine della missione le visite mediche sarebbero state oltre 200.000, con 558 interventi chirurgici e 8.859 giornate di ricovero. Il 4 maggio del 1993 la responsabilità della missione passava all'ONU. Nei mesi di giugno e luglio la tensione a Mogadiscio aumentava notevolmente con scontri fra le truppe dell'ONU e bande locali, il 2 luglio il contingente italiano veniva attaccato durante un rastrellamento nella zona del check-point «Pasta», lasciando sul terreno tre morti e oltre 20 feriti. Nel settembre successivo il controllo dei posti di controllo di Mogadiscio nord passava ad altri contingenti e gli italiani operavano solo a nord della capitale, pur rimanendo di fatto presenti anche a Mogadiscio. Oltre a scortare colonne di aiuti delle organizzazioni non governative, il contingente ha distri buito in proprio circa 2,5 tonnellate di generi alimentari, ristrut urato 22 orfanotrofi, assistito un centinaio di scuole fornendo libri, materiali e viveri e ripristinato 1Opozzi di acqua potabile. I veterinari hanno effettuato 32.000 interventi sugli animali e 190.000 disinfestazioni. Il contingente ha sostenuto 232 azioni di fuoco, effettuando 318 rastrellamenti e 785 posti di controllo, sequestrando 27 tonnellate di armi e munizioni e scortando complessivamente 568 convogli umanitari.

mento condotto con i VFP presso il 183° Rgt. Paracadutisti «Nembo» di Pistoia, al l'inizio del 1996 anche.la Brigata Paracadutisti «Folgore» ha iniziato la trasformazione in unità basata su personale volontario in ferma prolungata. L'obiettivo immediato era di schierare la «Folgore» in Bosnia per dare il cambio alla «Garibaldi»; i primi reparti cui è stato fatto affluire il personale volontario, in molti casi già in servizio presso altri Enti e reparti, sono stati di conseg uenza il Reparto Comando e Supporti Tattici e il Battaglione Logistico. La pedina operativa, il 187° Rgt. Pa racadutisti «Folgore» di Livorno, ha acq~j.sito i volontari già in servizio presso il 183° e altri di varia provenienza, e si è preparata per la missione in Bosnia dove è stata integrata da una batteria del 185° Rgt. Artiglieria Paracadutisti e da una compagnia del 151° Rgt. Fanteria <<Sassari». Nel corso del 1997 è stata la volta di una setonda ped ina d'Arma base, il 186° Rgt. Paracadutisti di Siena, ad essere alimentata con personale volontario. Anche il 185° di Livorno sta gradualmente ricevendo i VFB, e con il 183° Rgt. Paracadutisti verrà completata l'alimentazione dell'intera Brigata. La «Folgore» è sempre stata fra le prime brigate a ricevere nuovi equipaggiamenti ed armamenti, anche se la sua caratteristica di fanteria leggera fa sì che l'enfasi sia sempre stata posta sull'armamento individuale e di squadra e sull'equipaggiamento individuale; nelle sue file troviamo così ancor oggi i cingolati VCC 1, destinati in futuro a

In alto a sinistra: una colonna italiana distribuisce viveri presso il villaggio di Uarsciek durante la missione «Ibis 2».

Above /eft:an lta/ian column distributing provisions in the village o{ Uarsciek during the "!bis r mission.

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Sopra: un elicottero dell'AVES in volo sulla Bosnia. I..:Aviazione dell'Esercito è presente in quasi tulle le missioni italiane all'estero.

,4bove: an AVES helicopter in flighl over Bosnia. 11w Armys Aviation pa11icipaies in netll'ly ali the lialian missions abroad.

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lasciare il posto ai ruotati Puma nella versione 4x4, aviotrasportabile e più adatta al tipo di missioni affidate alle aviotruppe. Gli altri reparti della «Folgore» sono formati in massima parte da professionisti. Fino all'immissione dei VFP (e poi dei VFB) nei regg iment i citati in precede nza, l'unico reparto dell'Esercito Italiano interamente formato da personale volontario, e nel caso in questione professionista, era il 9° Battag lione d'assalto Paracadutisti «Col Moschin», owero il reparto di forze speciali, di stanza a Livorno. I suoi uomini, che hanno partecipato a tutte le principali missioni all'estero dal Libano in poi, erano infatti tutti ufficiali e sottufficiali, quindi personale in servizio permanente effettivo, che per ottenere la qualifica di incursore seguivano un lungo e duro addestramento comprendente fra l'altro lanci ad apertura comandata, immersioni con autorespiratori, corsi di roccia e sci, oltre che l'acquisizione di un'approfondita conoscenza di armi, esplosivi e tattiche di vario tipo. Al poco personale di leva presente presso il 9° erano devoluti gli incarichi logistici di caserma. Nel giugno del 1995 il battaglione ven iva innalzato a regg imento, e nel suo organico nasceva la 111' Compagnia Guastatori Pa racadutisti alimentata con volo,ntari a ferma prolung'ata, oggi questa compagn ia viene alimentata con VFB e al termine dei tre an ni di ferma coloro che transitano in servizio permanente possono accedere alle due compagnie incursori

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A sinistra: fra gli elementi \:itali durante le missioni fuori area vi sono le lrasmissioni, i cui uomini si lrovano spesso ad affrontare problemi tecnici e logistici di difficile soluzione.

Le/i: signal units are among ihe vita/ elem.enis in missions abroad and the men responsible often have to detd with diflìcult technical and logistic problems.

dopo aver completato l'iter formativo presso la 101" Compagnia, l'ente addestrativo del «Col Moschin», divenendo incursori a pieno titolo. Altro reparto della «Folgore» quasi interamente formato da personale in servizio permanente è il 1° Rgt. Carabinieri Paracadutisti «Tuscania» di Livorno che, inquadrando personale proveniente· dalle fila dell'Arma dei Carabinieri, esula dalla presente trattazione; l'accesso al reparto è comunque possibile seguendo la trafila dei VFB con successivo ingresso nell'Arma; l'accesso è ulteriormente facilitato per quei VFB che

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hanno prestato servizio nelle aviotruppe. Un'anomalia della Brigata Paracadutisti «Folgore», ovvero il fatto che essa è (ad oggi) l'unica Grande Unità Elementare che inquadra un Gruppo Squadroni dell'Aviazione Esercito, il 26° di stanza a Pisa, ci consente di spendere qualche parola su una delle specialità che più affasciESERCITO E PROFESSIONISTI " '4" '

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Sopra: il ponte galleggiante PGM in dotazione al 2° Reggimento Genio Pontieri consente al reparto di proporsi quale pedina essenziale nelle operazioni fuori area. In basso: l'importanza degli specialisti dei nuclei Bonifica Ordigni Esplosivi è stata ampiamente dimostrata nelle più recenti missioni.

Above: the PG.M ~oating bridge with which the 2nd Engineers Regiment is equipped makes the unii an essential element in operations abroad. Below: the importance o{the specialists ofthe Explosives Cle.amnce units has be.en amply demonstrated in the most recent missions.

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nano i giovani. Anche l'AVES - questo il suo acronimo annovera una grandissima maggioranza di personale in servizio permanente: piloti e specialisti costituiscono infatti l'ossatura portante dei repa~ti elicotteri, mentre al personale di leva sono riservate mansioni. logistico-amministrative e di difesa vicina. I reparti dell'AVES, da quelli da trasporto (dotati di elicotteri CH-47 e AB.412), a quelli d'attacco (dotati di A.129 Mangusta) e di supporto (che allineano AB.205 e AB.206), sono dislocati lungo tutta la penisola e vengono impiegati di frequente all'estero: ad esempio, gli elicotteri italiani sono presenti in Libano con l'UNIFIL da quasi vent'anni. Altra special ità che inquadra in massima parte personale in servizio permanente è quella delle Trasmissioni. Oltre che agli ufficiali, l'attività tecnica è devoluta in massima parte alla categoria definita in passato dei sottufficiali, identificabile oggi con il ruolo marescialli. Nelle Trasmissioni la leva è presente in misura maggiore, dato che anche in campo tecnico i compiti meno complessi sono affidati ai militari, che sono anche impiegati con funzioni logistico-amministrative. La necessità di disporre di un reparto trasmissioni specializzato nelle comunicazioni a grande distanza, in prevalenza via satellite, da schierare in occasione di interventi fuori area a supporto delle unità coinvolte ha portato a concentrare i volontari nell' 11° Rgt. Trasmission i di Civitavecchia; è tuttavia prevista l'immissione di volontari anche in altri reggi menti della specialità, destinati anch'essi a supportare i contingenti ita liani schierati fuori area, in particolare con la messa in opera degli apparati necessari a dar vita alla rete trasmissioni SOTRIN. Quest'ultima, basata su centrali a commutazione, costituisce in prat ica una «Telecom campale}}, in cui ogni utente è identificato da un numero, e ha dimostrato in più occasioni, sia addestrative che operative, di potersi interfacciare efficacemente con le reti similari in dotazione agli eserciti stranieri. Nella spec ialità del Genio, oltre che nelle com-

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A sinistra: le unità del genio sono spesso uno degli assetti chiave nel'ambito della cooperazione civile-militare. In basso: grazie anche ali' espe1ienza sul campo, le capacità logistiche dell'Esercito hanno dimostrato continui miglioramenti di missione in missione.

Le/i: the engineers' units are often one o{the key fàctors in lhe fìeld o{ civilian-mililary cooperation. Below: than.ks a/so 10 fìeld experien.ce, the Armys logistics skills have been. constantly improving /i'Oln on.e mission IO anothe1:

pagnie genio guastatori delle brigate i volontari sono stati concentrati presso il 6° Rgt. Genio Pionieri di base a Roma, presso la Città Militare della Cecchignola. È da questo reparto, oltre che dalla Scuola del Genio, che è stato tratto in preva lenza il personale impiegato in Bosnia sia per interventi di tipo infrastrutturale (quale il riassetto delle strutture abitative del contingente), che per missioni di carattere operativo, in particolare la creazione dei campi trincerati lungo la linea inter-entità, la bonifica ordigni esplosivi e il brillamento di consistenti quantità di munizioni ed esplosivi sequestrate. Nelle missioni all'estero il Genio rappresenta anche un importante elemento nel campo della cooperazione civile- militare, consentendo la riparazione di strade, edifici e altre infrastrutture richieste dai responsabili locali, mentre in Patria il suo intervento risulta indispensabile in caso di calamità naturali grazie soprattutto".,.a macchinari special i di cui dispone e alla capacità di ripristinare il traffico con l'installazione di ponti metallici o galleggianti. A questo riguardo è prevedibile l'assegnazione di un'ali quota di volontari anche al Reggimento Genio Ponti eri di Piacenza, di

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In Italia

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a necessità di affermare la presenza dello Stato in alcune zone del Paese teatro di fatti criminosi ha indotto nel 1992 il Governo a decidere l'impiego di militari dell 'Esercito in Sardegna, per contrastare una recrudescenza dei sequestri di persona: iniziava così «Forza Paris», e ancor oggi reparti di varie unità si recano nell'isola per effettuare i loro campi d'arma in zone impervie, favorendo così indirettamente il controllo del territorio. Lo stesso anno, a segu ito dell 'uccisione dei gi udici Falcone e Borsellino, veniva deciso di inviare l'Esercito anche in Sicilia, con l'obiettivo di affrancare le Forze dell'Ordine dai compiti di piantonamento f isso (così da consentire il recupero di personale per le attività investigative) e di affiancarle nel controllo del territorio: nascevano i «Vespri Siciliani», operazione tuttora in corso, che ha visto e vede alternarsi in Sicilia con cadenza regolare reparti dell'Esercito provenienti da tutta la penisola. Negli anni successivi è toccato alla Campania (operazione «Partenope» ), alla Calabria (operazione «Riace») e alla Puglia (operazione <<Salento») essere teatro dell'intervento dell 'Esercito a seguito della recrudescenza malavitosa, e dell'immigrazione clandestina; a metà del 1997 l'Esercito è tornato a Napoli con la «Partenope 2». Posti di blocco, presidio di obiettivi sensibili, attività di pattugliamento, rastrellamenti in concorso con le Forze di Polizia, sono le principali attività condotte nel corso delle diverse missioni cui partecipano in prevalenza le unità formate da personale di leva, essendo quelle composte da volontari impegnate nelle molteplici missioni all'estero.

Le missioni di controllo del tenitorio, quali i «Vesp1i Siciliani» (nella foto in alto a destra), e quelle di concorso in caso di calamità naturali (sopra) sono solitamen te affidate alle unità di leva. In basso a destra: sia in pace che in gue1Ta, il Genio Ferrovieri è in grado di assicurare il tras porto su rotaia di uomini e materiali.

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The ten-itorial contro! missions, like "Vespri Siciliani" (in the pholo above 1ight) and lhose (or assisiance in the case o(natural disasters (above) are usually entrusted lo conscripted units. Boitom righi: both in peace and in wa.r the Railways Engineers ca.n tra.nsport men and materials by rail.

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recente dotato del nuovo Ponte Galleggiante Mobile (PGM), sistema ad alta mobilità, che consente il superamento di ostacoli d'acqua in breve tempo. Quanto al Reggimento Genio Ferrovieri di Bologna-Castelmaggiore, nel quale il personale dei due battaglioni che lo compongono (uno dei quali di stanza a Tori no) è da sempre incentrato in elevata percentuale su volontari, la sua capacità di riparazione e ricostruzione di elementi di strada ferrata si è rivelata determ inan te sia in It alia, co n numerosi interventi a favore delle Ferrovie dello Stato, sia fuori area, come in Bosnia Erzegovina dove il reggimento è intervenuto in due riprese per ripristi nare la rete ferroviaria, pri ma nel settore di Zvornik e quindi in quello di Brcko .

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Due altri settori sono interessati dall'afflusso di volontari: la Sanità e la Logistica. L'Esercito Italiano dispone di sei ospedali da campo dotati di nucleo chirurgico eli-aviotrasportabile e di tende per il ricovero, assegnati ad altrettante brigate e gestiti in tempo di pace dai Reparti Sanità di brigata, che ne assicurano il supporto logistico. Una limitata aliquota di specialisti assicura la manutenzione di shelter, tende e attrezzature medicali mentre la componente logistica, composta da personale in servizio permanente e di leva, provvede al trasporto dei materiali, al loro schieramento sul terreno e al funzionamento degli apparati quali generatori, condizionatori, ecc., mentre il personale medico e para medico vien e forn ito dagli Ospedal i Militari. In quasi tutte le missioni, e anche duran-

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In basso a sinistra: la Brigata Alpini «Taurinense», i cui repruti hanno partecipato nel 1993-94 ali' operazione «Albatros» in Mozambico, ha dato il cambio lo scorso autunno alla «Garibaldi» impegnata a Sarajevo.

Bouom lefi: the "Ta11ri11e11se'' Alpine B,igade 1Vhose units participated in the "Alba1ros"

operation in Mozambique in 1993-94, relieved 1he "Garibaldi" engaged in Sarajevo fast awumn.

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A destra: gli ospedali da campo italiani diventano sovente un punto di 1iferimento per le popolazioni locali, sia in esercitazione che durante le missioni fuori area. In basso: fra le unità che stanno transitando su base volontaria vi è il Reggimento Lagunari di Venezia.

Righi: the Italian field hospitals often become a landmark {or the locai people, both during manoeuvres and during missions abroad. Below: among the units that are being transformed into volunteer unils is the Venicebased Amphibious Regiment.

te le esercitazioni in zone remote o scarsamente dotate di presidi sanitari, l'ospedale da campo italiano diviene di fatto presto un centro di assistenza oltre che per il conti ngente, anche per la popolazione locale. L'importanza della logistica, spesso dimenticata durante gli anni della Guerra Fredda, è balzata in primo piano fin dalla missione in Libano, ma è stata soprattutto l'operazione «lbi?» in Somalia, caratterizzata da tempi di afflusso dei rifornimenti di due settimane e dalla necessità di supportare una consistente forza, a 6.000 km dalle basi nazionali, che ha portato a una considerevole svolta. In quell'occasione è nato il Re.Lo.Co. (Reparto Logistico di Contingenza), con un terminale in Italia e uno in Somalia; questo tipo di organ izzazione è stato poi mantenuto per la Bosnia e quindi per l'Albania. Per le attività operative si è fatto affidamento soprattutto sLM volontari, il cu i addestramento (grazie al periodo di ferma di tre anni) può essere portato a livelli supe riori rispetto a quel lo raggiungibile dal personale di leva; lo stesso vale per le attività logistiche, che devono essere affidate a professionisti, in grado di impiegare al meglio le risorse per la gestione delle merci (trasportate in preva lenza in container), dei carbura nti, delle derrate alimenta ri e di tutto ciò di cu i il contingente ha bisogno. A ciò si aggiu nge la gestione dei terminali port uali e aeroportual i sia in Patria che nel teatro di operazione, attraverso i quali transitano i materiali e il personale.

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Con la riorganizzazione della struttura logistica dell'Esercito sono nati i Re.Lo.Re. (Reparti Logistici di Regione Militare), recentemente dotati di moderni mezzi per la movimentazione e il trasporto dei container, e il 10° Re.Lo.Re. di Napoli è il primo reparto di questo tipo basato ormai quasi interamente su personale volontario. Le rimanenti brigate che fanno parte delle forze di proiezione, e i cui reparti sono destinati quindi ad essere formati quasi interamente da volontari, sono la «Taurinense» e la «Friuli». La Brigata Alpina «Taurinense» di Torino è specializzata nel combattimento in climi freddi ed allinea personale addestrato ad operare in zone impervie sia in estate che in inverno ed esperti di valanghe; viene ritenuta quindi una pedina di notevole importanza anche in ambito NATO. Nelle sue fila troviamo il 3° Rgt. Alpini che inquadra il Battaglione Alpini «Susa», ben conosciuto nell'Alleanza Atlantica per la sua attività nell'ambito della componente terrestre forza mobi le alleata della NATO nota come AMF[L]. Primo fra i reparti alpini, e spesso dell'intero Esercito, a ricevere i nuovi materiali, proprio in ragione della sua assegnazione alla AMF, il «Susa» dispone oggi in prevalenza di mezzi ruotati leggeri VM90 in grado di trasportare le squadre di fanteria. Per il movimento su neve il reparto si avvale anche di cingolati, seppure ben diversi da quelli in dotazione ai reparti meccanizzati: si tratta infatti dei cingolati da neve BV-206 di origine svedese, costituiti da due sezioni unite da un giunto cardanico, e disponibili nelle versioni trasporto e controcarri armata con lanciamissili TOW. Dopo essere stato schierato nel 1993 in Mozambico unitamente al comando e al Reparto Sanità della Brigata «Taurinense», il «Susa», nel frattempo diventato 3° Alpini, è stato alimentato con personale volontario e nel gennaio del 1997 ha dato il cambio in Bosnia al 187° Paracadutisti, mentre il Reparto Sanità ha operato in Albania. Nel frattempo è proseg uita l'alimentazione con VFBNSP della brigata, il cui comando (con i relativi supporti) ha dato il cambio alla «Garibaldi» in Bosnia nell'autunno scorso. L'artiglieria della Brigata, basata sull'obice scomponibile Mod. 56 da 105/14 mm (in dotazione anche all' artiglieri~ paracadutisti), ha il vantaggio di poter essere elitrasportata al gancio baricentrico degli elicotteri AB.205, consentendo al 1° Rgt. Artiglieria da Montagna rapidi

La presenza dei carri annali (nella foto in basso, un Leopard 1 della Brigata «Ariete») è spesso utile quale deterrente anche nelle missioni di supporto alla pace, come quelle svolte in Somalia e in Bosnia.

11,e presence ofta11ks (in the plroto below, a leopard I ofthe ''Ariete" Brigade) is ofren a use(ul detem nt even in peace-support missions suc/1 as those C(lmed oUJ in Somalia and Bosnia.

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A destra: munizioni da 105 mm attendono di essere caricate sulle blindo Centauro della Brigata di Cavalleria «Pozzuolo del Friuli» p1ima di un'esercitazione a fuoco.

Righi: 105 mm ammunition waiting IO be loaded the Centauro annoured car of1he "Pozzuolo del Friuli" Cavalty Brigade before a /ìring practice.

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cambi di schieramento anche in zone di difficile transitabilità. In futuro i reggimenti alpini della brigata (i l 2° di stanza a Cuneo, il 3° a Pinerolo e il 9° a L'Aquila) sono destinati a ricevere dei veicoli blindati Puma 4x4 in quantità sufficiente ad assicurare ad almeno una compagnia di ciascun reggimento una sufficiente protezione, specie per le operazioni di peace-keeping. La Brigata «Friuli» di Bologna, attualmente meccanizzata, è destinata a trasformarsi in unità aeromobile: la sua organizzazione cambierà di conseguenza e i suoi due reggimenti d'Arma base, il 66° fanteria di Forlì e il 6° bersaglieri di Bologna (quest'ultimo ha operato in Somalia con alle dipendenze aliquote del 66°) si specializzeranno nelle azioni eliportate, perdendo i loro cingolati e acq uisendo probabilmente mezzi blindati ruotati quali i Puma; per «alleggerire>>la struttura della «Friuli», il suo reggimento carri è già passato alle dipendenze della Brigata Corazzata «Ariete>>. Quanto alla Brigata Meccanizzata «Sassari», l'afflusso di personale volontario è limi-tato al 151° Reggimento Fanteria, i cu i uomini hanno operato sia in Bosnia che in Albania. Anche il Reggimento Lagunari di Venezia ha iniziato a ricevere il personale volontario che permetterà di elevare il livello addestrativo del reparto consentendone l'impiego al fianco delle forze anfibie della Marina Militare. Dotato di mezzi anfibi quali i cingolati LVTP7, di gommoni, di natanti di vario genere, oltre che dei consueti cingolati da combattimento e veicoli leggeri, il reggimento inquadra anche un plotone esploratori anfibi, pedina particolare comprendente personale subacqueo. Nel prossimo futuro le forze anfibie di Marina e Esercito daranno vita a una Brigata Anfibia Interforze. Oltre alle unità citate, che fanno parte delle Forze di Proiezione, altre tre brigate riceveranno con il tempo un assetto su base volontaria per poter rispondere al meglio agli impegni in ambito della NATO; si tratta dell'«Ariete», della «Centauro» e della «Pozzuolo del Friuli». La Brigata Corazzata «Ariete» di Pordenone è l'unica pedina corazzata rimasta nell'Ordine di Battaglia dell'Esercito, e nel prossimo futuro inizierà a ricevere l'omonimo carro di produzione nazionale il cui cannone da 120 mm, il cui sistema di condotta del tiro e il cui apparato motopropulsore consentiranno ai carristi italiani di operare all'altezza degli omologhi reparti stranieri. Al 32° Rgt. carri di Tauriano e al 132° Rgt. carri di Cordenons si è affiancato di recente il 33° Rgt. carri di Ozzano Emilia, già della «Friuli». Nel 1993-94 i carri del 32° e del 132°,

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allora gli M60A 1, hanno operato in Somalia nel corso della missione «Ibis». In futuro I' 11° Rgt. Bersaglieri di Orcenigo, ped ina di fanteria dell' «Ariete», riceverà i Dardo al pari dei reparti della «Garibaldi», mentre il 132° Rgt. Artiglieria Campale Semovente di Maniago già schiera gli IV1109L e i S1DAIV1. Nell'ambito del Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO (ARRC) la brigata «Ariete» è inserita nella 3a Divisione del British Army, con i cu i Quadri e reparti sono in atto frequenti scambi addestrativi. La Brigata di Cava lleria «Pozzuolo del Friuli» di Gorizia è la brigata da ricog nizione dell' ARRC, e come tale è anch'essa destinata a transitare in gran parte su base volontaria. Essa allinea tre reggimenti di cavalleria - il «Genova Cavalleria» di Palmanova, il «Lanci~ri di Novara» di Codroipo e il «Piemonte Cavalleria» di Villa Opicina - , tutti equ ipagg iati con blindo armate Centauro e destinati in futuro a ricevere le Puma 6x6. Della brigata fa parte anche 1'8° Rgt. di artiglieria di Udine che ha in linea gli obici a traino meccanico FH-70 da 155/39 mm. La Brigata Meccanizzata «Centauro» di Novara schiera nei suoi due reggimenti bersaglieri, il 2° di Legnano e il 3° di Milano, i cingolati VCC 1 e VCC2 destinati ad essere ri mpiazzati dal Dardo, mentre a breve il suo reggimento carri, il 4° di Bellinzago Nova rese, dovrebbe ricevere la versione A5 del Leopard 1, su lla falsariga di ciò che è avvenuto per il regg imento carri della «Garibaldi». Pedina di notevole importanza della brigata è il Reparto di Sanità «Centauro» , che ha operato in Somalia e in Bosnia al pari dei reggimenti bersaglieri, sch ierati in Somalia alle dipendenze dell 'allora Brigata Meccanizzata «Legnano». Se in ambito NATO le brigate sono destinate ad operare quali pedine omogenee, nelle operazioni di supporto alla pace si è visto nel recente passato come reparti di più brigate possano essere riuniti per formare un'unità ad hoc adatta al compito. Entrare a far parte di queste formazioni, composte da professionisti, significa avere l'opportunità di misurarsi con gli eserciti alleati in occasione di esercitazioni comuni, e in qualche caso di partecipare a missioni fuori area, sempre in ambito multinazionale. Quanto alla difesa del territorio nazionale, questa è affidata al le restanti sette brigate, con connotazione meccanizzata, addestrate però anche a compiti di controllo del territorio, che nel recente passato hanno costituito il loro impegno prioritario.

In basso: il can-o a1·mato Ariete è entrato da poco in servizio nei reggimenti carri dell'omonima Brigata, che è rimasta l'unica grande unità elementare corazzata nell'ordinamento dell'Esercito.

Below: the Ariete main baule tank recenlly carne into sen,ice in the ta.nks regiments oflhe Brigade o[ the same name, which is the 011/y annoured brigade left in the Anny's organization.

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Sopra: un alpino italiano a colloquio con un giovane mozambicano durante la missione «Albatros» svoltasi nel paese africano fra il 1993 e il '94.

Above: an l1t1lian Alpine soldier talking lo a young MoZP.mbican during the ''.4/batros" mission carried out in thai African countty between 1993 and 1994. ·~

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CENTO MISSIONI IN QUARANTA PAESI Dal 1950 ad oggi le Forze Armate italiane hanno condotto o partecipano assieme ad altri paesi, nel quadro ONU, UNTSO, ONUSAL, CEE, UEO, NATO o sulla base di accordi multinazionali o bilaterali specifici, owero per autonoma iniziativa nazionale, a un centinaio di missioni all'estero in oltre 40 paesi. Quelle di maggior rilievo pol itico-m ilitare (spiegamento e ritiro di forze di sicurezza, tutela della libertà di navigazione, sminamento in acque internazionali, blocco navale, interdizione aerea, operazioni aeree offensive, disarmo delle fazioni), classificabili come operazioni nazionali o internazionali di peace-enforcing o peace-making, hanno riguardato o riguardano la Somalia (1950-56), il Congo (1962-64), il Mar Rosso (1984), il Golfo Persico (1987-88), la Turchia e l'Iraq (1990-91 ), il conflitto nell'ex-Jugoslavia (1992-95), di nuovo la Somalia (199294 e 1995), la Bosnia (dal 1995) e l'Albania (1997). ' Le altre missioni sono così classificabili: - concorso a 1O missioni multinazionali di peace-keeping (UNEF I nel Sinai, UNEF

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11/UNFCYP a Cipro, UNIFIL nel Libano Meridionale, MNF-1 e Il a Beirut, MFO nel Sinai, UNTAG in Namibia, UNTA( in Cambogia, UNOMOZ in Mozambico); concorso a 12 missioni UNTSO di osservazione militare; concorso a 3 missioni ONUSAL-CIVPOL o UEdi polizia civile; 8 missioni nazionali di evacuazione connazionali o raccolta profughi; 15 missioni nazionali di addestramento di personale straniero e cooperazione militare; 30 missioni nazionali di rifornimento e soccorso a popolazioni civili; concorso a 4 spedizioni geografiche e scientifiche nazionali.

In basso: bersaglieri della «Garibaldi» di fronte ai grattacieli distrutti lungo il «viale dei cecchini» a Sarajevo.

Below: bersaglieri o[the "Garibaldi" in front o[ the destroyed skyscrapers on "snipers' alley" in Sarajevo.

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Bosnia Erzegovina: le missioni IFOR e SFOR I compito dei militari italiani nel primo periodo dell'operazione <doint Endeavour» era assai delicato: nell'area di responsabilità della Brigata Multinazionale Sa rajevo Nord la linea di cessate il fuoco e quella interentit (IEBL) stabilita a Dayton divergevano in diversi punti, ed erano quindi numerose le zone il cui controllo doveva transitare da una fazione a un'altra. L' inverno pa rticolarmente rigido e nevoso incrementava le difficoltà, ponendo problem i di mera sopravvivenza e ostacolando non poco i movimenti sul terreno. Il contingente italiano assuf11eva la responsabilità del proprio settore in anticipo rispetto ai tempi stabiliti, controllando la linea del cessate il fuoco nella capitale della Bosnia Erzegovina e iniziando a scortare i convogli bosn iaci diretti a Gorazde. li marcamento della IEBL e la verifica del ritiro delle forze delle fazioni al di là della zona di separazione a cavallo della linea del cessate il fuoco impegnavano i militari italiani fino a marzo, momento previsto per il transito del controllo delle zone da una fazione all'altra . Era questo il momento di maggiore tensione e, nonostante gli sforzi, buona parte delle abitazion i del quartiere di Grbavica in mano ai serbi ven iva distrutto dalle fiamme appiccate dagli abitanti prima di abbandonarlo nelle mani dei bosn iaci. Le scorte su Gorazde, il controllo dei siti nei quali venivano concentrati gli armamenti pesanti delle fazioni, il supporto all'attività umanitaria e quindi, nel settembre 1996, il supporto all'attività elettorale controllata dall 'OSCE, sono stat i gli impegni più gravosi. Con la scadenza del mandato dell'IFOR alla fine del 1996 e il passaggio alla SFOR il contingente italiano, inizialmente di oltre 2.300 uomini, veniva ridotto a 1.700 militari, con compiti di monitoraggio della situazione e controllo, Le elezioni municipali di Sarajevo, previste per il luglio 1997, venivano ulteriormente rinviate all'autunno, mentre la cattura dei criminali di guerra portava a una recrudescenza della tensione in certe zone, fra cui quella di Pale, roccaforte di Karazdic, che fa parte dell'area di responsa bilità italiana. Il mandato della SFOR scadrà nel giugno 1998.

In alto a destra: una blindo 6614 delle «Guide» in pattuglia sulle alture di Sarajevo . Sopra: in servizio di guardia durante il rigido inverno bosniaco. In basso a destra: bersaglieri impegnati nei soccorsi durante l'alluvione del Piemonte del 1994. Nella pagina accanto: un alpino del 3° Reggimento di guardia al bivio di Pale, nel corso della missione SFOR.

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Above right: a 6614 annoured caro( the "Scouts" on patrol in the hills o( Sarajevo. Above: on seniI)' duty during the lwrsh Bosnian winier. Bollom righi:bersaglieri engaged in relie{ operations during the /loods in Piedmont in /994. Opposi/e page:an Alpine soldier o(the 3rd Regiment stands guard at the Pale crossroads during a SFOR mission.

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Nell e miss ioni del dopoguerra le Fo rze Armate hanno avuto comp lessivame nte 55 cadut i, di cu i 24 del l'Aerona ut ica, 3 dell a Marina e 28 del l' Esercito; 4 ca rab inieri (2 a Chisimaio il 1° agosto 1952, uno a Mostar il 27 dicemb re 1995, uno a Ti ro il 7 agosto 1997), un fa nte (Ba lad, 6 febbra io 1994), 2 bersaglieri (Bosn ia, 24 gennaio 1996 e 4 marzo 1997), un alpino (Valona, 9 lugli o 1997), 7 paraca dutisti (Somalia, 2 luglio-31 ottob re 1993), 2 cavalieri (Mogadiscio, 2 luglio e 30 dicembre 1993) e 9 dell'Aviazione Leggera (4 in Croazia il 7 gennaio 1992, 2 in Mozambico il 25 novem bre 1993, 3 a Tiro il 7 agosto 1997), più un ufficiale osservatore dell'UNTSO (Canale di Suez, 6 ottobre 1973) e un sottufficiale del SISMI (Balad, 12 novembre 1993).

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Sopra: un AB.205 del contingente ITALHELY che dal 1979 opera ininterrottamente a Naqoura, in Libano, nell'ambito del contingente UNIFIL.

Above: an AB.205 ofthe ITALHELY conti.ngent thai has been operating without interrupti.on since 1979 in Lebanon cis part of the UNIFIL contingeni.

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Fino a tutti gli anni Ottanta l'onere maggiore di queste missioni è gravato soprattutto sull'Aeronautica e sulla Marina. Eppure anche l'Esercito vanta un'antica tradizione di intervento all'estero nel quadro di operazioni internazionali. Oltre alla guerra di Crimea (1854-56), l'Esercito partecipò alle missioni di pace e sicurezza internaziona le in Serbia-Bulgaria (1885), a Creta (1896-1906), in Tessaglia (1897-98), Cina (1900-01 ), Albania (1913-14), Pa lestina (1918-21) e a Rodi (1919-21), nonché alle missioni svoltesi, su mandato della Conferenza di Versail les e della Lega delle Nazioni, a Klagenfurt (1918-21 ), Teschen (1920), Allenstein e Marienwerder (1920), Vilnius (1920-22) e Sopron (1921-22), in Alta Slesia (1921 -22), a Fiume (1922-23), in Tracia (1925) e nella Saar (1934). La prima missione del dopoguerra, a tutt'ogg i ancora la più cospicua, fu l'invio di un Corpo di Sicurezza in Somalia nel quadro dell'Amministrazione Fid uciaria (AFIS) concessa al l'Italia dalle Nazioni Unite. L'aliquota dell'Esercito, forte inizialmente di 4.806 soldati di leva e carabinieri con 4 obici e 48 autoblindo, ma presto ridotta a 2.000 uomini, rimane nell'excolonia dal 2 febbraio 1950 al 1° gennaio 1956. Tuttavia fino a tutti gli anni Settanta la partecipazione dell'Italia al le operazioni di pace si limitò essenzialmente al trasporto aereo e al l'osservazione del rispetto di accordi di tregua o di pace. L'Esercito contribuì con poche decine di ufficiali e sottufficiali a quest'u ltimo tipo di mis-

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A sinistra: un militare italiano impegnato nell'operazione «Pellicano», la missione umanitaria svoltasi in Albania dal 199 I al 1993.

Lefì: an ltalian soldier engaged in the "Pellicano" operation, the humanitarian mission camed out in Albania {rom 1991 to 1993.

sioni, svoltesi tutte nell'ambito dell'apposita Organizzazione delle Nazioni Unite (UNTSO) nel 1958 (Palestina e Libano), 1959 (Kashrnir e Laos), 1962 (Congo), Yemen (1 964), 1965 (IndiaPakistan). La svolta awenne alla fine degli anni Settanta, con la crescente accentuazione del ruolo internazionale dell'Italia. A trent'anni dal Corpo di Sicurezza in Somalia, l'intervento in Libano (1982-84) vide per la prima volta un consistente impiego dell'Esercito in compiti operativi, ESERCITO E PROFESSIONISTI

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In basso a destra: il generale Angioni, Comandante del contingente italiano in Libano dal settembre 1982 al marzo 1984, saluta alcw1i militari che rientrano in Pauia.

Bottom right: Generai Angioni, Commander of the ftalian conlingent in Lebanon (rom September /982 IO March 1984, salutes some soldiers wlw are going home.

benché di interposizione e con armamento leggero. Peraltro ancora per tutti gli anni Ottanta la presenza militare dell'Italia fu affidata essenzialmente alla Marina, mentre la partecipazione alle operazioni di polizia internazionale per la liberazione del Kuwait (1990-91 ) fu incentrata essenzialmente su modeste aliquote di combattimento dell'Aeronautica spiegate in Arabia Saudita (a Darhan) e Turchia. Al contrario, gli anni Novanta hanno visto una netta prevalenza delle forze terrestri, presenti non più soltanto con unità logistiche e di aviazione leggera ma anche con unità di fanteria dotate di mezzi blindati e corazzati. Ciò è ovviamente il riflesso del mutato contesto geostrategico in cui si sono svolte e si svolgeranno le missioni internazionali di pace e sicurezza, caratterizzato da una crescente tendenza all'impiego effettivo della forza per il disarmo delle fazioni e il controllo del territorio in situazioni conflittuali. Questa tendenza, come sostiene il generale Carlo Jean in alcuni recenti saggi (L'uso della forza e Guerra, strategia e sicurezza), non è stata ancora adeguatamente percepita dalla classe politica e dall'opinione pubblica ita liana. Certamente l'importanza politica delle Forze Armate e della capacità nazionale di intervento militare è stata rivalutata: tuttavia il prevalente approccio pacifista e internazionalista alla questione degli interventi all'estero, nonché la marginalizzazione delle esigenze tecnico-militari determinata dalla congiuntura econom ico-finanziaria, rischiano di determinare una scollatura tra gli impegni assunti a livello internazionale e l'effettiva possibilità di onorarli.

LIBANO E NAMIBIA La prima aliquota dell'Esercito ad essere impiegata all'estero fu l'Aviazione Leggera, che tuttora fornisce il Contingente ITALAIR schierato dal 3 luglio 1979 a Naqoura nel quadro della Forza dell'ONU nel Libano meridionale (UNIFIL), con alcune decine di ufficiali e sottufficiali e 476 elicotteri (AB.204/5). Analoga missione fu svolta in Namibia nel quadro dell'UNTAG dal Contingente HELITALY, con 90 uomini e 5 AB.205 dislocati a Rundu e Ondanga (31 marzo 1989-aprile 1990). Le missioni più cospicue del periodo furono però le due condotte a Beirut nel quadro delle speciali Forze Multinazionali (MNF-1 e 2) costitu ite con Francia

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e Stati Uniti e poi anche con la Gran Bretagna. La pr ima aveva comp iti di interposizione e di evacuazione dei guerriglieri palestinesi. La seconda, promossa dall' Italia a segu ito dell 'uccisi one di Gemayel e della rappresag lia condotta contro i campi profughi di Shabra e Chatila, si proponeva il ripristi no di condizion i di sicu rezza per i civili e della sovranità libanese. ITALCON 1 (1 9 agosto-17 settembre 1982) contava 519 uomini con una trentina di cingolati UCC-2 ed M-1 13 e un centinaio di automezzi, al comando del tenente colonnello Tosetti. Comandante di ITALC ON 2 (2 3 settembre 1982-31 marzo 1984), schierato a Beirut Ovest, fu il colonnello, poi generale Franco Angion i. Nel settembre 1983 il Raggruppamento contava 450 militari professionisti e 1.594 di leva, supportati da un centinaio fra blindo leggere e cingolati e da 480 automezzi. Nella missione si awicendarono 8.345 uomini (495 ufficiali, 100 medici, 130 infermiere, 1.150 sottufficiali e 6.470 militari di truppa). L'unico caduto apparteneva alla Marina, ma l'Esercito ebbe in Libano 75 feriti.

A sinistra: un carabiniere paracadutista monta la guardia a Bein1L con la propria mitragliatlice l\•1G, in una postazione protetta da saccheui di sabbia. In basso: durante l'operazione «Airone», condotta nel 1991 nel Ktmlistan iracheno, l'ospedale da campo italiano ha assicurato le cure anche alla popolazione locale.

Le{I:a Carabiniere parac/1111ist stands guard in Beirut with his MG 11111chinegun, in a positio11 protected by sandbags: Below: during 1/ie "Airone" operation co11d11cted in Imqui Kurdistan in 1991, 1he lta/ian fìeld hospiial a/so treated locai people.

DAL KURDISTAN ALLA SOMALIA Nel 1991, dopo la' guerra del Golfo, l'Esercito diede il proprio contributo all'operazione «Provide Comfort» per la creazione di una zona di sicurezza nell'Iraq settentrionale e l'assistenza ai profughi curdi, con le operazioni Airone 1 (17 maggio-15 luglio) e 2 (16 luglio-7 ottobre). Dislocata a lncirlik, Zakho, Diyarbekir e Silopi, ITALFOR Airone-1 contava 1.164 uomini con armamen to leggero, 400 automezzi ruotati e 8 elicotteri CH-47 e AB.205 La consistenza del contingente fu poi ridotta a 200 paracadutisti incursori e carabinieri. In base ad un accordo fra Roma e Tirana, dal 17 settembre 1991 f urono avviate in territorio albanese le operazioni «Pel!kano» (per lo smistamento e il trasporto terrestre di aiuti umanitari ai centri distribuzione albanesi) e «Ippogrifo» (per l'aerotrasporto di aiuti e personale), concluse il 3 dicembre 1993. ITALFOR Pellicano che raggiunse una consistenza massima di uomini (disarmati) con 400 automezzi e 3 elicotteri, consentì di distribuire 750m ila tonnellate di viveri e aiuti d'emergenza attraverso due centri logistici (Durazzo e Valona) e un centro smistamento (Bari). L' impegno si tradusse in 1O milioni di km percorsi ESERCITO E PROFESSIONISTI

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A destra: sacchi di farina vengono scaricati da un CH-47 dell'Esercito dw·ante l'operazione «Pellicano». In basso: l'Italia aveva dato la propria disponibilità a intervenire fin dallo scoppio delle ostilità nella ex-Jugoslavia.

Right: sacks o[ flour being unloaded /rom an Army CH-47 during the "Pellicano" opemtion.

Below: Ttaly expressed its willingness to inlelilene {,nm the moment hostilities broke out in ex-Yugoslavia.

dagli automezzi, 1. 700 ore di vo lo deg li elicotteri e 6.100 degli aerei e in 200mila interventi sanitari effettuati nei poliambulatori impiantati a Valona e Durazzo. Dal 5 gennaio 1993 al 30 aprile 1994 l'Esercito concorse alla Forza di pace per il Mozambico (UNOMOZ), diretta dal l'ambasciatore Ajello quale rappresentante del segretario generale dell'ONU, con la missione «Albatros», sch ierata nel corridoio di Beira per la sorveglianza dell'oleodotto e della linea ferroviaria di collegamento tra il mare e lo Zimbabwe. Il contingente, forte di circa 1.000 uomini, comprendeva una ventina di blindo leggere, 8 elicotteri e tre aerei leggeri e un centinaio di automezzi. Di ITALFOR Albatros facevano parte il battaglione alpini «Susa» su 3 compagnie, due compagnie autonome (la Compagnia alpini paracadutisti «Monte Cervino» e un'unità del Genio), una sezione dell'Aviazione leggera dell'Esercito, un battaglione logistico e un reparto sanità avioportato. Con un bilancio di 11 caduti, 107 feriti, 232 azioni a fuoco, 318 rastrellamenti, 568 scorte armate ad aiuti umanitari e 785 posti di blocco, l'intervento in Somalia nel quadro dell'Operazione «Restore Hope» (UNITAF-UNOSOM 2) è stato finora il maggior impegno operativo dell'Esercito. Svoltasi nel settore di Mogadiscio Nord e dell'Uebi Scebeli, l'operazione «Ibis» (13 dicembre 1992-23 marzo 1994) fu guidata dai generali Rossi, Loi e Fiore ed ha impiegato complessivamente 11.624 militari dell'Esercito (886 ufficiali, 1.714 sottufficiali e 9.024 di trup-

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A sinistra: la bandiera italiana sul pennone dell'ex-ambasciata di .Mogadiscio. Il contingente «Ibis» ha operato in Somalia dal dicembre 1992 al marzo 1994, mentre nel 1995 una forza più limitata è nuovamente intervenuta, nel corso dell'operazione «United Shield», a copertura del definitivo ritiro degli altri contingenti dell'ONU.

Left: the ltalian flag on the Flagstaff ofthe exembassy in Mogadiscio. The "Ibis" contingent operated in Somalia {rom December 1992 to March 1994, while in i 995 a smaller force inte,vened again, during the "United Shield" operation to cover the fìnal withdrawal ofthe other UN contin.gents.

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pa) con una forza media di 2.400 uomini. In Somalia si awicendarono le Brigate «Folgore» e «Legnano», con aliquote delle Brigate «Friuli», <tGra natieri di Sardegna», «Centa uro» e «Ariete» e supporti tattici e logistici. Il 17 settembre 1991 l'Italia si dichiarò disponibile per la forza di interposizione in Croazia proposta al vertice UEO de L'Aia, e non approvata per l'opposizione britannica e spagnola. Nell'ottobre dello stesso anno l'Ital ia partecipò al Corpo osservatori CEE per il rispetto della treg ua serbo-croata con 8 osservatori e il relativo supporto logistico (69 uomini, 4 elicotteri e 45 automezzi). ESERCITO E PROFESSIONISTI

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Sopra e in basso: una colonna di VCC-1 e un Leopard IAS della «Garibaldi» attendono nel gennaio del 1996 il proprio turno di imbarco nel porto di Salerno, in vista di partire per la Bosnia. Nella pagina accanto: un militare italiano di guardia alla base dei velivoli dell'AVES in Mozambico.

Above ami below:a colwnn ofVCC-Js amla. Leopard JAS ofthe "Garib{lldi" are waiting for their turn to embark in the port of Salerno w depa.11 fòr Bosnia, in Januwy 1996. Opposite page: an ltaliw1 soldier on guard at the AVES aircraft base in Mozmnbique.

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Un nuovo progetto del 18 novembre prevedeva un contingente UEO di 1Omila uomini come contributo ad una forza di interposizione complessiva di 40.000 uomini, integrata da contingenti di altri Stati europei ed extra-europei. lJtalia avrebbe dovuto fornire una delle 3 brigate (3.500 uomini): poi il Gruppo di studio interarma dell'UEO, riunito a Metz, raddoppiò il contributo a 6.000 uomini, designando le Brigate «Friuli» e <dulia» più 2 battaglioni autonomi (uno di alpini e uno di bersaglieri). La Serbia pose però il veto alla partecipazione dei paesi CEE, ritenuti troppo favorevoli alla controparte, e la Croazia a quella italiana, nel timore di eventuali fermenti irredentistici in Istria e Dalmazia. Su questa base l'ONU esc luse l'I talia anch e dalla fo rza di protezione (UNPROFOR) di 20mila uomini costitu ita con le risoluzion i 734 e 749 del 21 febbra io e 7 aprile 1992. Come in tutta Europa, anche in Italia i movimenti pacifisti condannarono l'indifferenza e il cinismo occidentale di fronte agli stupri e alla pulizia etnica, invocando un intervento militare. Contro l'intervento in Bosnia si pronunciarono i ministri De Michelis (17 giugno 1992) e Andò (3 luglio). Il 7 luglio fu respinta la proposta francese di un intervento franco-italiano per la scorta terrestre degli aiuti umanitari. Alla vigilia del vertice, UEO del 28 agosto il Governo decise tuttavia che l'Italia avrebbe partecipato ad un'eventuale azione multinazionale con 1.200 specialisti (un battaglione di formazione, elicotteri, sanità, trasmission i e genio), ma anche questa iniziativa non ebbe seguito per la netta opposizione del leader serbo Karadzic. Il 15 gennaio 1993 Andò ribadì che l'Italia non avrebbe partecipato a eventuali operazioni terrestri in Bosnia, ma all 'inizio di giugno, dopo l'uccisione di 3 volontari bresciani, il nuovo ministro degli Esteri Andreatta si disse favorevole a scorte militari italiane ai convogli umanitari . Il collega della Difesa Fabbri concordò tuttavia con le perplessità già espresse dal Capo di

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In basso: un militare italiano e uno portoghese ripresi di fronte a w1 mezzo delle trasmissio1ù dell'Esercito; un battaglione portoghese fa parte della Brigata Multinazionale Nord, a comando italiano, che opera nell'area di Sarajevo.

Below: an Italian and a Portuguese soldier photographed in f,-ont ofArmy communication equipment; a Portuguese battalion is pari o(the Northern Multincuional Brigade, under ltalian Command, operating in the Sarajevo area.

Stato Maggiore dell'Esercito, generale Canino, escludendo una pa rtecipazione italiana ad eventuali azioni di forza . Il 4 marzo 1994 Francia e Gran Bretagna perorarono l'invio in Bosnia di un contingente italiano di rinforzo all'UNPROFOR, e Andreatta ribaci~ la disponibilità di massima. Tuttavia il segretario generale dell 'ONU respinse il suggerimento; confermando la prassi di evitare il ricorso a contingenti di paesi confinanti . Nel dicembre 1994 tornò a profilarsi la partecipazione dell 'Italia alla operazioni della NATO per proteggere il ritiro dell'UNPROFOR, previsto per la primavera 1995, ma, per protesta contro la nostra esclusione dal Gruppo di contatto, il Governo Dini si limitò a garantire l'invio di osservatori, un ospedale e 50 blindati senza equipaggio. Peraltro nel febbraio 1995 l'Italia fornì un contingente di 20 carabinieri per la speciale forza di polizia civile di Mostar, organizzata dall'UEO.

DA IFOR ALL'OPERAZIONE «ALBA» La situazione mutò radicalmente nel maggio-giugno 1995 con i ra id aerei della NATO, il sequestro dei Caschi Blu, lo sbarco di forze anglo-franco-olandesi e la controffensiva croato-

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Albania: missione «Alba» [QJI er la prima volta è toccato all 'Italia prendere l'iniziativa

ir-r. e comandare un contingente militare multinazionale. Il mandato della missione «Alba>) limitava l'attìvità del contingente a fornire sicurezza alle organìzzazioni umanitarie, sia con scorte dirette che assicurando il pattugliamerito dei principali itinerari. La presenza dei militari ha consentito di raffreddare la situazione albanese, degenerata all'inizio del 1997 principalmente a causa del fa llimento di socìetà di investimen to che avevano di fatto bruciato i ,. risparm i " di molti cittadini . Schierata in preva1en za nell a ~ fascia costiera del paese, la Forza Multinazionale di Protezione (FMP) si è spinta all'interno ai primi di giugno per incrementare il controllo nelle aree popolate, in modo da favorire le elezioni in programma alla fine dello stesso mese e nell'ambito delle quali la FM P era chiamata a fornire p~otezione ai team di osservatori dell'OSCE. Com plessivamente la FMP ha effettuato 1.397 missioni di scorta, 69 missioni di sicurezza itinerari, 27 missioni di sicurezza agl i aiuti umanitari (di durata dai due ai 1O giorni) e 151 missioni di ricognizione. Durante i tre -turn i elettorali sono state condotte 674 missioni di sicurezza e 378 di scorta, per oltre 12.000 km percorsi . ,

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bosniaca. Tuttavia l'Italia esitò a lungo ad accedere alle pressioni alleate per l'invio di un contingente terrestre in aggiunta al sostegno aereo e tecnico-logistico. Ancora al Consiglio dei ministri del 18 luglio Susanna Agnelli e il generale Corcione, titolari degli Esteri e della Difesa, espressero ampie riserve, fondate anche su i pareri tecnici della diplomazia e degli Stati Maggiori; peraltro l'Esercito tenne a rivendicare la piena capacità di contribuire alla missione di pace con una forza di circa 3.000 uomini, e nel la sessione del 31 luglio 1995 il Consiglio supremo di Difesa esaminò anche gli aspetti tecnici di un eventuale intervento italiano. In ogni modo le riserve di carattere tecnico e politico, non solo italiane, caddero nei due mesi seguenti, quando i serbi occuparono l'enclave bosniaca di Srebren·itza mentre i bombardamenti NATO offensive croata e bosn iaca contro la Craina e Banja Luka rovesciarono i rapporti di forza sul terreno, favorendo la soluzione negoziata promossa dagli Stati Uniti e fi nalmente raggiunta a Dayton il 21 novembre. In tal modo già il Consiglio atlantico del 30 settembre poté ridimensionare il compito della prevista Forza di intervento, limitandolo alla

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A sinistrn: il mjtragliere di w1a blindo «Centauro» delle «Guide» in az.ione a Valona durante la missione «Alba». Sopra: paracadutisti del 187° Reggimento schierati a difesa dell'aeroporto di Tirana-Rinas.

Le{t: ihe machine-gunner o( a "Centauro" a.nnoured car of the "Guide" in action in. V/ore /during the "Alba." mission. Above: pa.rcuroopers o{ 1he 187th Regimeni deployed in defènce ofthe 7ìrana-Rinas a.irporl.

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semplice <<applicazione» (implimentation) di tali accordi. Malgrado il contrasto diplomatico per l'esclusione dell 'Italia dal Gruppo di Contatto, i negoziati roman i dell'ambasciatore Holbrooke ebbero successo e il 22 settembre il ministro Ag nelli ma nifestò in Parlamento la dispon ibilità italiana a partecipare alla lmplimentation Force (IFOR); la missione fu infine approvata dal Parlamento il 30 novembre. ESERCITO E PROFESSIONISTI

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A destra: la minaccia delle mine è stata una costante della missione in Bosnia. In basso: una pattuglia di fanti del 151° Reggimento «Sassa1i» nelle vie di Sarajevo.

Right: the threat of mines was always present dwing the mission. in Bosnia. Below: a palrol of infant,ymen ofthe "Sassari" 151st Regiment in the streets of Sarajevo.

L'operazione «Joint Endeavour», diretta da AFSOUTH per conto della NATO ebbe inizio il 1° dicembre. Dopo alcune incertezze e ritardi di carattere diplomatico, il contingente terrestre italiano fu destinato al Settore francese, nell'area compresa fra i sobborghi serbi ad Ovest di Sarajevo e il confine jugoslavo, dove si schierò fra il 19 dicembre e il 20 gennaio 1996, formando la Brigata Multinazionale Sarajevo Nord (BMSN) assieme ad un battaglione portoghese di stanza tra Praca, Vithovici (Goradze) e Ustipraca. . La BMSN era in grado di esprimere una forza operativa di 1.600 uomini. Il contingente italiano (2.356 uomini con 8 obici semoventi M 109L, 21 carri armati Leopard 1AS, 16 bli ndo Centauro e 1O blindo leggere 6614), stanziato a Vogosca, Grbavica e Kakanj, includeva la Brigata «Gariba ldi» con aliquote dell a «Folgore» (1 ° «Tuscania» e 9° «Col Moschin») e della Centauro (Repasan). Nell'estate 1996 la «Garibaldi>> fu awicendata dalla «Folgore» ma la riduzione dei compiti e del contingente consen tì di risparm iare l'aliquota di leva dei paracadutisti e di sostituire i bersaglieri con altre unità di professionisti. Il 20 dicembre 1996 la NATO rinnovò per un anno il mandato dell'IFOR, trasformata in Forza di Stabilizzazione (SFOR) e il cu i mandato scadrà nel giugno del 1998 La più recente missione di pace che ha visto co invo lto l'Esercito è sta ta la breve miss ione «Alba», la prima forma di intervento multinazionale (con Francia, Turch ia, Grecia, Spagna, Roman ia, Austria e Da nimarca) promossa e guida-

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ta dall'Italia. Sollecitata dall'OSCE e dal'ONU e approvata il 9 aprile 1997 dal Parlamento malgrado il voto contrario di una parte della maggioranza di Governo, si è svolta dal 13 aprile al 12 agosto, ufficialmente per consentire la distribuzione di aiuti umanitari ma in realtà per impedire la guerra civile e consentire di avviare a soluzione la crisi politica albanese. Composta da 7.000 uomini di 11 Paesi, fra i quali circa 3.000 italiani, la Forza Multinazionale di Protezion e (FMP) comandata dal generale Luciano Forlani ha effettuato in quattro mesi di attività circa 1.700 azion i operative, in massima parte per la scorta a convog li che hanno consenti to all e Organizza zioni uma nit arie di distribuire oitre 5. 700 t di viveri, medicinali, sementi e vestiario. Per i turni elettorali del 29 giugno e del 6 luglio sono state inoltre effettuate 674 mission i di sicurezza a favore degli osservatori OSCE, con un impiego di 2.500 uomin i. L' Esercito Italiano ha contribu ito con 2.800 uomini, dei quali circa 1.800 di t ru ppa (in massima pa rte VFB, affiancati da 400 giovani in servizio di leva che hanno espresso la propria disponibilità a partecipa re alla missione e ai qual i sono stati affidati in prevalenza compiti tecnico-logistici), schierati a Tirana, Durazzo, Valona e Fieri . Fra i reparti coinvolti, in pri ma linea quelli su base vo lon taria come il 18° Rgt. bersaglieri della Briga t a «Ga rib aldi», il 187° Paracadutisti della «Folgore» e il 151 ° Rgt. fanteria meccanizzata della «Sassari», affiancati dai profess ionisti del «Tusca nia» e del «Col Moschin» e dagli specialisti dell'AVES, Genio, Sanità e Trasmissioni.

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Sopra: bersaglieri dell'8° Reggimento nelle vie di Valona durante l'operazione ,,Alba». In basso a sinistra: un A.129 della Forz.a Multinazionale cli Protezione 1ipreso sul'aeroporto cli Tirana-Rinas al te1mine di una missione.

Above: bersaglieri ofthe 8th Regiment in the streets of Valona during operation "Alba". Link>: a A.129 of the Multinational Force of' Protection photographed in 1ìrana-Rinas airport.

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. English " .Abstract


WHYANARMY ~

storica/ gap in 1989, the related transformatio_ns of the international system, the down of the eastern po/e and the USSR, the end of an historical decided and consistent threat, are badly straining the strategica/ theories and the operating structures, not only through the compulsory reduction in the number of military forces and amount of expenditure (almost) throughout the world, but are a/so strengthening the natural tendency to change the composition of the Armed Forces, transforming them from armies of "quantity" to armies of "quality". Hence the "professionalization", i.e. the return to armies made up of volunteers with a long term of service, to be employed abroad without particular qualms towards a public opinion that is hypersensitive towards conscripts. The generalized professionalization that is spreading like wildfire in Europe, and even in Russia, has for its precondition the fact that the age of insecurity is definitely over, and a/so the formula of compulsory conscription, that is to say the participation of everybody to the defense of the classic national State, seems irreparably obsolete. The focusing of attention of strategie elaboration on "Operations Other Than War" (OOTW) and the consequent operational and tactical planning, both at NATO leve/ as we/1 as in the domestic framework, covering the species thereof under the coat of management crisis, willfully hides the fact that the operations of international policing or peace supportare in reality nothing more than forms of war, even if this is a conventional limited war. Conventional "limited war" is in fact the product of international politica/ situations in which the risk of overthrowing the system as a whole does not exist, as it happened conversely in the 20th Century with its three world wars (first, second and Cold War). In other words we are in the presence pf a condition of "ba/ance" in which the U.S. hegemony prevails and, consequently, NATO western supremacy (Kaplan). This temporary condition (which, however, could last a/so twenty years) allows to work out a strategica/ theory grounded on the hypothesis of politica!, economie and mifitary contro/ on the part of the United States (and of the West) on the rest of the world, as we/1 as to prepare an operating doctrine based on the creation of mobile, flexible "abilities packs" ready for use, which utilize power for the purpose of political-military contro/, and intervention abroad, above ali in the theatres of western interest. This is the leading principle on which the whole philosophy of the Armed Forces in the West is based, and, therefore, a/so that of the ltalian Armed Forces. The "abilities packs" (Pack 1 of projection, Pack 2 of reaction, Pack 3 of presence and surveillance) have different targets and duties among them, both in the composition and in the status of the forces, as well as and above ali in the respective operating specializations, which wi/1 bring them to differentiate from one another more and more, above al! in terms of missions and functions. In the ltalian case, this problem is particularly obvious because of the mixed "character" that the defense model is taking (volunteers/conscription), and therefore, of the strong training difference between the two types of soldiers. This thripartite structure has, however, a meaning since it implies the implicit definition of the geographical range of possible intervention of ltaly (either alor:ie or in alliance andlor coalition with other actors) in its geostrategical context, that is the one referred to as "Enlarged Mediterranean", with a potential range of 2,500 km. lt circumscribes an integrated, aeronaval

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and surface geopolitica! space, that extends unti/ the 8/ack Sea, the Red Sea, the Persian Guff and the Horn of Africa including the Balkan peninsula, the Middle East and North Africa. The feading principfes, which are at the basis of the project of the ltalian Army, aimed at reorganizing the operating model according to interdependent, however, separate parameters, stem from this context. The quality, training and armament of the forces that operate by modufes of intervention abroad, i.e. the three brigades of Pack 1 should become in relation to similar units and ships of the Navy, as we/1 as with the partial reorganization of ltalian Air Force (which wi/1 increase its capacity of strategica! transportation with its new C-130 J), the primary instrument of the ftalian policy in its context of interest. In a stage of short-medium term (from three to five years) Pack 1 of "Projeetion", constituted of three brigades, could incur considerable tensions, above afl in the case in which it would be necessary (as it happened recently: Bosnia and Albania) to be simultaneously present in tvvo theatres. Considering the possible integrations with units extracted from Pack 2 or of "reaction", obviously in a joint force framework, as welf as the need of turnover of the forces on the field, the model of organization of the Army appears substantialfy sufficient, even if reduced to the bone, provided that the interventions are implemented in a low intensity conflict context, and in coafition with the aflied countries. In the medium-long term (from five to ten years), conversely, certain issues of reorganization of the international system wi/1 re-open and wi/1 be far more complicated than they appear today, since the deep causes of the crisis and of the conflicts were not removed, but conversely are left to sprout in dormancy. These perspectives could entail the need for a Pack of Reaction far stronger and more numerous that the present one (four brigades), to be used, should this be the case, for preventive interventions, of containment and deterrence/coercion, both in Africa and Eastem Europe (Balkans), and may be in the Caucasus and Middle East. From this stand-point Pack 1 shoufd become larger and include other units, so as to meet the requirements of the intervention and turnover of the forces in the perspective of operations to be performed simultaneousfy in tvvo theatres (and a half). In the meantime the distribution of the forces of Pack 3 (presence and surveilfance) sha/1 cross a long way of adjustment and rather consistent professionalization. The change in the model, from integrai to professional conscription, wi/1 radicafly change the way of thinking the use of power in contemporary worfd. The lnternational Policing, in faet, that is the main purpose of these operations of intervention to which ltaly was, and wilf be ca/led even more in the future, is developing as an autonomous and particular form of employment of power, which sets aside the ultimate aim of confliets, i.e. destroy the wifl of the enemy through the destruction of its armed forces, or by occupying its territory The armed forces operating in this type of mission are comparable more to the pieces of a complex chessboard, in which the virtuality of the game and the carefulness of the moves of preparation and deployment are more important than a real physi<!!JI clash among enemies on the field. Therefore, the time of "deterrence" shafl prevail aver the time of "coercion", since it is difficult to employ power ruthlessly for solving a crisis <:r put down a conffiet, at the same time when it is asserted that the purpose of a mission is that of maintaining or imposing peace. Hence the particular competence and training of soldiers, that perform complex duties on the territory of nations or states in conflict with one another, or which intervene between parties in conflict, without taking any position (officially) in favor of either one of the parties. For the above reasons, it is more than logica/ to entrust such duties to professionals, whose training and experience prepare them to face delicate situations and unexpeeted threats. Al/ this has its own politica/ rationale of an "ordinist" type of the international system. ESERCITO E PROFESSIONISTI


However, ifa "catastrophe" occurs, in other words if an unexpected discontinuity shoufd suddenfy occur, which would interrupt the cycfe or invert the course thereof, as it woufd happen in the case of a sudden increase in the flows of immigration towards Europe, due to politica/ or economie crisis in the Countries of the Mediterranean basin, or if a conffict would break in East Asia (Korea, Taiwan), which woulq involve a/so China, and may be a/so Russia, then the post-bipolar model would not fast. In this framework ltaly, notwithstanding the lack of means and resources at its disposal and the little attention that politics devotes to these things, is getting ready to face the three moments (short, medium, long) with forces far smaller than the medium- and /ongterm risk factors, which are increasing exactfy in the area of the enlarged Mediterranean and which often find our aflies, and the United States themselves, little wifling to intervene. The case of the "Alba" (Dawn) mission witnesses the size of this difficulty, which however, coufd occur again very soon. In conclusion, it can be said that the model of semi-professional army based on "abifities Packs" meets onfy in part the short-term needs, whife it is deficient in medium- and longterm perspectives, if short-term crises should become chronic, as it seems the case in Bosnia, or conflicts would break in neighbouring areas (Macedonia Kossovo)- or among actors of greater importance (Greece/Turkey,· Maghreb,· /ran/Gulf). Having pointed out the above, however, the model wi/1 a/so have the benefit of preventing over-estimation mistakes of its own forces and wi/1 be usefu/ to impose limits of intervention, action and duration, thus consofidating the reform process of the Armed Forces, which wi/1 have to be made up ever more of fighters and professional specialists.

AN ARMY UNDER TRANSFORMATION 97 marked a basic stage in the process of structural transformation of the ltalian Army an& <i! adjustment to new nationaf and international scenarios. The structure of the ltalian m1Utany command sees the Chief of Staff in a direct relationship with a "board of directors" composed by just four generals, each responsible respectively for the operational aspects (the Commander of Operating Land Forces), basic formation (lnspector of Schoofs), speciafization (lnspector of Arms) and fogistic (Logistic lnspector). Under the structure of the above-mentioned military command, the target was to arrive to a c/ear separa tion between operating and territorial components, subtracting from the Military Regions any and al/ tasks of the first type. These were in fact decentralized and transferred as a whole to the newly constituted Operating Land Forces Headquarters (Comando Forze Terrestri - COMFOTER) in Verona, with the main purpose of ensuring· a unique direction to the preparation and employment of the Army. Duties of garrison, management of the infrastructures and of the military property, execution of conscription activities, recruitment and mobilization and certain tasks relating to the administrative and health sector (these to be further unified according to joint forces key) wilf remain to the three Mifitary Regions (North with seat in Milan, Centre with seat in Florence and South with seat in Naples, which wi/1 be joined by the two Autonomous Headquarters of Sicify and Sardinia and the newfy created Headquarters of the Capitai). Furthermorè, " '7" ' ESERCITO E PROFESSIONISTI


Hospitals and th e 24 Military Districts, the latter subordinated to the Conscription, Recruitment and Mobilization Headquarters of the same Regions, wi/1 stili report to the Regions. The NIP (Nuclei Informazione al Pubblico - Teams for lnformation to the Public), which supply young people interested in the military service with al/ necessary information and provide to the delivery of certificates, wi/1 operate in the chief towns of Provinces.

THE OPERATINO COMPONENT From a compromise between needs and restrictions of a politica/ and financial nature the opportunity appeared of focusing on a complex of forces comprising al/ the most modem and suitable components for meeting the predictable requirements of mission, organized according to a modular criterion which allows to draw from time to time, according to the principle of "Task Organization", from the most suitable units for building a contingent to be projected onto the theatre (inside or outside) fora specific intervention. These are real "packs" intended for meeting the requirements that actually appear. The forces were divided into three categories which, in relation to the priority of employment (and destination of resources for achieving the required standards of efficiency) are in the following order: - forces of projection, for operations outside the area; - forces of reaction, intended for operating in the context of similar NATO forces, composed preferably of volunteers; - forces for the defense of the territory, composed of conscripts. The functions (basic al/y of command and contro!, support to command and contro/, communications and computer (C4}, fighting, support to fighting, logistic support to fighting and specialized in NBC (nuclear, biologica/, chemica/) defense, electronic war, psychologic operations, intelligence, reconnaissance, acquisition of targets etc.) translated into "modules" (i.e. elementary units), to be se/ected and assembled from time to time according to the specific required mission, give origin to the so ca/led "packs of abilities" which, in line with the three categories of forces identified above, are of three types: projection pack, reaction pack and presence and surveillance pack. The reorganization of land forces, implemented both on the basis of "packs of abilities" as we/1 as with regard to the needs of distribution and presence throughout the domestic territory in relation to the new connotation of hazards and threats, lead to the creation of the said Operating Land Forces Headquarters (COMFOTER) from which al/ the operating components of the Army depend. Organized on the basis of the pre-existing Headquarters of the Allied Land Forces Southern Europe (LAND SOUTH) and lead by a generai, COMFOTER carries out its function through four intermediate demultiplier headquarters and is responsible for preparing headquarters and co!fnected units. Reporting to the Chief of Staff of the Army, the Commanding Officer of Operating Land Forces (who performs a double function, i.e. nationaj and NATO, since he maintains, next to his function, a/so the previous appointment as LAND SOUTH Commander) is stationed in Verona and exercises his authority in the matter of preparation, formation and employment of forces through four intermediate operating headquarters, plus the headquarters of Supports. The lntermediate Headquarters gather under them units of brigade leve/ (plus a limited number of supports). Three brigades report to Milan Headquarters, referred to as Projection Forces Headquarters (COMFOP); on a regular basis these brigades wi/1 be fully composed of proESERCITO E PROFESSIONISTI " '7" '


tessionals ("Garibaldi", "Friuli" and "Folgore") and, as a whole, wi/1 express the abilities required trom the "projection pack". The COMFOP include a/so the 1st Regiment "Lagunari" (a regiment a/so constituted ot volunteers) and tour support units (a regiment ot engineer corps, one ot signal, a logistic one and one ot helicopters). The Headquarters ot Alpine Troops (COTA), heir ot the 4th Alpine Army Corps ot Bozen, are headquarters that may be projected only in part arid which group in their turn three brigades, chosen in this instance on the basis ot a common pattern ot mountain troops. These are "Brigata Taurinense" (Turin Brigade) in Turin (regularly composed ot -volunteers, and that has been employed already far some time as ltalian land components ot the NATO Allied Mobile Force (Land)), "Julia" in Udine and "Tridentina " in Bressanone, which are joined by Alpine Paratroops (Battaglione Alpini Paracadutisti) "Monte Cervino" and a regiment of engineer corps, one of signal, a logistic one and one ot helicopters. The Alpine Formation Centre in Aosta a/so reports to the Alpine Troops Headquarters. The 1st Headquarters ot Forces of Defense (FOD), created in Vittorio Veneto, gathers the three brigades ("Ariete" in Pordenone, "Pozzuolo del Fiuti" in Gorizia and "Centauro" in Novara) intended far the Army Rapid Reaction Corps (ARRC) of NATO. The above brigades are joined by four support regiments (engineers, signal, logistic and he/icopters) ..The 2nd Headquarters ot Forces ot Defense, based in Naples, comprises (in addition to the usual support regiments) four brigades ("Sassari" stationed in Sassari, Sardinia, "Granatieri di Sardegna" in Rome, "Pinerolo" in Bari and "Aosta" stationed in Messina), al/ made up of conscripts and associated to the ability pack of presence and surveillance. The Headquarters ot Supports, reporting to COMFOTER like the tour preceding lntermediate headquarters, comprise two already existing headquarters - that ot anti-aircraft artillery ot the Army and that ot Aviation of the Army (together with the Units reporting to them) - and other three newly constituted ones, intended far grouping respectively some units far support to fighting (artillery regiments and engineer corps), signal (including Electronic War and lntelligence components) and logistic, reporting in the past to the brigades and Headquarters ot the Military Region.

FORMATION AND OUALIFICATION From a radical revision ot the farmation and educational unit, an organization appeared based on two separate structures: lnspectorate of Schools, responsible far the basic farmation sector, the lnspectorate of Service Branches, responsible far the qualiticationlspecialization ot personnel - ot al/ ranks - belonging to the various Forces!Specialties ot the Army The lnspectorate of Schools, whose seat is in Rame, is responsible for the basic farmation ot army personnel and therefore al/ difterent formation institutions for officers, NCOs and troop volunteers ot the Armed Forces report to this lnspectorate. On top of the above structures there is an Entity responsible far the selection of al/ candidates far attending the Formation Schools, i.e. the National Centre ot Selection in Foligno . The Military Academy in Modena and the School of Application in Turin report to the /nspectorate. The tormer lnstitute is intended tor the recruitment and farmation of officers on permanent service of the single regular rank of the various farces (lnfantry, Cavalry, Artillery, Engineer and Signa/), of Carabinieri, Transport Corps, Quarter Master (subsistence roll) and Administration. At the end of the second year young people, now junior grade lieutenants, go to Turin to attend the School of Application, except those of Carabinieri and Transport Corps, for whom a different procedure is envisaged. The third school entity intended far officers and reporting to the lnspectorate is the War College in Civitavecchia,

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7.

ESERCITO E PROFESSIONISTI


the primary task of which is to complete and unify the preparation of Army officers on effective permanent duty through the Staff course. As to the NCOs, once they have successfully passed the selection, the future warrant officers attend the School for NCO Cadets in Viterbo to which a/so the five Regiments of Formation of Volunteers (RAV) responsible for the formation of short-term conscription vo/unteers (VFB) and volunteers on permanent service (VSP) report. The future sergeants, coming from VSP, wi/1 a/so be trained in Viterbo. The need to operate in an ever more multinational environment causes the work of the Foreign Language Schoo! of the Army, located in Perugia, to be of vita/ importance. Finally the Military School of Nunziatella a/so reports to the lnspectorate. Once the basic formation, under the responsibility of the lnspectorate of Schools, is completed, the personnel goes on to the subsequent stage of qualificationlspecialization, the responsibility of which falls on the lnspectorate of Service Branches, which is a/so located in Rome. The special Service Branch Schools (Scuole d'Arma) and the centres reporting to the lnspectorate are attended every year by 18,000 military men - officer, NCOs and volunteers. The Offices and Divisions of the lnspectorate have no specificity of Force, which is conversely looked for as much as possible in the four po/es (lnfantry, Cavalry, Artillery and defense NBC; Engineer Corps and Signa/,· lnformatics) which report to the lnspectorate. Each of the above-mentioned po/es is formed by one or more Schools and Centres, reporting to four Deputy lnspectors for the respective Services, who a/so have the duties of Commanding Officers of the schools: that of lnfantry in Cesano, Artilfery in Bracciano, Engineers in Rome and Signa! a/so in Rome. The Army Schools have a/so the task of formation of reserve cadets.

LOGISTICS The Logistic lnspectorate is the body responsible for the management and maintenance of resources (means and materials) of the Army, whilst the 4th Oivision of Army Staff (where in the past al/ tasks were gathered) is in charge of the functions of policy, study and planning. From an organizational stand-point, the Logistic lnspectorate at a centrai leve/ is divided into four Departments according to the relevant subject (Transportation and Materials; Communications, Command and Contro/ (C3); Administration and Quartermaster; Health and Veterinary Science). At a territoria/ leve/, conversely, the lnspectorate performs its tasks through two Area Headquarters, based in Padua and Naples and destined to gradua/ly absorb from the headquarters of Military Region al/ the competences in the sectors of transportation and materials, Quartermaster and C3. In the Department Transportation and Materials live together three components: The Department of Fighting Materials, Mobility Department and Army Aviation (AVES) Office of Materials. The first one is concerned with the arm systems and connected equipment (radars, materials for NBC protection, etc.). The Department Mobility and Countermobility and AVES Office of Materials are concerned, converse/y, with means of motorization, engineer means and Aviation's materia/s. The key to maintenance policy is the coefficient of availability of materials, that must be enhanced in favor of operating units, to which it is necessary to ensure the maximum leve/ of efficiency Another innovative approach and of considerab!e importance for the purpose of economy management is that which foresees the "concentration" of the interventions in specialist po/es and an ever stricter joint forces integration (and, where possible, a/so at the international leve!). ESERCITO E PROFESSIONISTI " '7" '


Furthermore, the National Agency of Military Land Transportation operates in the framework of the Logistic lnspectorate; this Agency, in addition to managing a strategie reserve of materials (containers and relevant moving systems), is responsible for the task of managing al/ the capacities of land transportation, both military and civilian, as we/1 as of maintaining and developing the strategica/ know-how in the field of transportation in generai. The functional tasks of those who were in the past differentiated Logistic Corps of the Army converged on the Administration and Quartermaster Department. The logistic activities relating to food, c/othing, management of materials and administrative tasks in generai may benefit from the synergic contribution deriving from the merger of the two structures, of the Quartermaster and Subsistence and Administration Commands. Other initiatives of reorganization and operating simplification were started a/so in the accounting administrative sector; for example al/ the management of the pensions for military reserve personnel was concentrated in Rame. The Creation of the Health and Veterinary Science Department answers a similar criterion of "concentration" of tasks and greater integration of the activities developed by Physicians, Veterinaries and Chemists/Pharmacists. The Communication, Command and Con tro! Department (C3) inherited the tasks, in the field of support to telecommunications, of the dissolved lnspectorate of Signals. · At a centrai leve!, some Offices reporting to the Department of Coordination and Generai Supports are to be mentioned, performing "transversal" tasks with respect to those of individuai Departments: this is the Office of Coordination, Planning and Budget, which manages the annua/ budget of the Logistic lnspectorate and is concerned with those aspects that have a common nature among the various Departments: the Office for Automatized Management,· the Office Movements and Transports (a/so responsible for the management of the Railway Engineer Corps Regiment),· and finally the lnfrastructure, Accident Prevention and Work Medicine Office. The Logistic lnspectorate a/so performs formation activity in favor of its own personnel, both operating through institutions reporting to the individuai Departments (Schoo! of Transports and Materials at Cecchignola,· School of Quartermaster and Administration at Maddaloni and School of Health and Veterinary Science), as we/1 as by maintaining the necessary relationships with the other Schools of the Army The two Area Headquarters in Padua and Naples wi/1 gradua!ly undertake the contro/ of !ogistic bodies present on the territory by subtracting it from Military Regions. The three sectors in which the Area Headquarters wi/1 deve/op their own activities are those of Transports and materials, of Quartermaster and C3, whilst the health and veterinary science components wi/1 remain (taking however a growing joint forces characterization) within the scope of Military Regions.

THE EOUIPMENT

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The insufficiency of available resources that has been lasting for many years now, made it necessary to establish priorities in the renewal and turnover of equipment. The highest priority is ascribed to equipment of projection forces. In the sector of command and contro/, the answer to the requirements of the projection forces (availability for spending, strategie mobility, expansibility in a multinational and joint forces meaning, ability even though marginai of contro/ of the air space) comes from the introduction of SIACCON (Automated System of Command and ControO, SORAO (Surveillance and Target Acquisition Subsystem) and SOATCC (Tactic Sighting Command and Contro/ Subsystem). The manoeuvre forces require means endowed of high tactic mobility, good protection, adequate fire flt-71 / j ESERCITO E PROFESSIONISTI


power and ability to operate under al/ weather conditions. The systems vary in relation to the type of the forces; therefore, for the brigade "Garibaldi" the combat tank Leopard 1A5 and the bullet-proof car Centauro (already being distributed), the armoured combat motorvehicle Dardo TOW and the light bullet-proof motor-vehicle VBL 4x4 are foreseen; the Paratroops Brigade "Folgore" wi/1 receive the VBL in the 6x6 version, together with VM 90TK (a protected version of the multirole motor-vehicle VM 90); the brigade "Friuli" destined to be transformed into airmobile brigade, wi/1 use next to the bullet-proof armoured motor-vehicle Centauro, the VBL 4x4 and VM 90TK, and wi/1 be endowed of a helicopter transport component based on CH-47, NH-90, combat support helicopters model A. 129; finally the Alpine Brigade "Taurinense" will be equipped with VBL 6x6 and VM 90TK. In the sector of individuai and squad armament, the main items are the gun Beretta 92FS, the assault rifle Beretta 70190 and the machine-gun Minimi (both the !atter two items in 5.56 mm gauge), while for sharpshooters a .338 gaug~ precision shotgun Lapua Magnum is foreseen. The anti-tank fine of weapons wi/1 be modernized with the very short range racket launcher Panzerfaust 3, with the system TOW 2 mounted on VCC Dardo (ab/e to /aunch the new TOW 2A and 28 missi/es with double shaped charge in tandem) and with Milan F2A. Particular care is devoted a/so to the renewal of persona/ equipment, starting from combat uniforms up to the equipment for night vision of IL type (at squad leve{) and thermal IR (at the platoon/company leve!). In the sector of communications, portable and motor-vehicle radio equipment in HFIVHF of the tactic network wi/1 be improved (CNR, Combat Net Radio), whilst the HF component wi/1 be extended to company leve/. As a completion of CNR equipment, the SCRA (Single Channel Radio Access) system wi/1 be introduced, constituted of a series of movable terminals connection to centrai radio stations in their turn connected to SOTRIN (lntegrated Transmissions.Subsystem). In the sector of artilleries, the Brigade "Garibaldi" will continue, for the time being, to be equipped with the self-propelled gun M 109L, whilst "Folgore" will introduce a rifled 120 mm bore mortar, which will equip a/so the artillery regiment of the airmobile briga de being created. The regiments of alpine brigades wi/1 continue, conversely, to use the 105/14 as long as they are not ab/e to use extra-light 155/39 howitzers. The signal units wi/1 have the availability of radio links and satellite terminals ab/e to realize digitai technology loca/ connection networks, integrated with higher leve/ structures. The ability of projection forces will be enhanced by the employment of the helicopter A. 129 Mangusta in the anti-tank (provided with a TOW 2 system) and combat versions (equipped of air-air Stinger rockets and 20 mm gun). The logistic support units wi/1 be provided with mu!timode transportation systems. The use of a truck with a loading platform suitable tor cars APS 95 is being introduced; a/so the line of "conventional" truck will be renovated by the introduction of a new family of vehicles 4x4, 6x6 and ix8 with useful capacities included between 4 and 18 tons. In the sector of movable field support means, the sheltered complexes of new generation are foreseen and finally the old tents for genera! use wi/1 be replaced by new polyester tents and other multifunction ones with pneumatic structure. Reaction forces, intended for the management of crises in areas of NATO contingents, are placed on the second leve! of priority Command and contro/ systems wi/1 employ the same solutions a!ready identified for projection forces. For the manoeuvre component, the means, of which the assignment is foreseen, are the new combat tank Ariete and the VCC Dardo for the Brigade "Ariete", bullet-proof Centauro and light bui/et proof VBL 4x4 for the brigade "Pozzuolo del Friuli" and "Centauro". ESERCITO E PROFESSIONISTI f l '7, l j

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Armament and individuai equipment, materials of transmissions and for logistic support units remain the same as those provided for the projection forces. The fire support wi/1 be ensured by the artillery regiment of "Pozzuolo" with the new extra-light 155 mm mechanical haulage howitzer, whereas "Ariete" and "Centauro" wi/1 keep the self-propelled gun M109L, awaiting to receive in the future the self-propelled gun .PzH 2000 of 155/52 mm, which will equip a/so the Brigade "Garibaldi". In the first decade of next century the acquisition of the rocket Polyphem is foreseen, which wi/1 join the rocket launchers MLRS already in use. In the sector of mobility and countermobility, the units of the engineer corps wi/1 receive new link materials and modem countermine systems, suitable for discovering, !ocating and neutralizing mines, so as to be ab/e to open ways and suitable itineraries through mine fields set out by the enemy Anti-aircraft defense will be ensured at low and very low flying heights by Stinger rockets to be carried on one's shoulders and self-propelled 25 mm gauge SIDAM guns (at Brigade leve!) or by rocket systems Skyguard/Aspide and improved Hawk (at both divisional and higher levels); in the future, the Hawk wi/1 be replaced for air defense by the new French-ltalian system SAMPIT. In relation to the duties foreseen (in the first piace the defense of the national territory) and the type of personnel employed (conscripts), the needs of the other six brigades ("Aosta", "Pinerolo", "Granatieri di Sardegna", "Sassari", "Julia" and "Tridentina") which complete the organization chart of the operating forces may be in good part satisfied by "light" and less sophisticated means and equipment, which may be integrated, if necessary, by the addition of individuai and collective protection modules.

PROFESSIONALS FOR EVER: Ollicers an NCOs

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the characteristics and preparation that the officers engaged in the next few yea(l5f p1çnanage the presence of the Army in a changing geopoliticallstrategical world, and in any ellent, in a world quite different from that set out on a rigid West-East opposition, are expected to have? Since 1991 the Army has been projected into a series of international and national missions which have no equivalent in the preceding years, if one exc/udes the short (even though significant) experience of the Lebanese crisis in 1982/1984: humanitarian and peace-keeping operations and operations of participation in maintaining public order on the domestic territory Placed before "non conventional" situations, the officers of the various Arms and Corps have operated in such a manner, that they have received the approvai of both the international and domestic community and indirectly also the current method of formation came out confirmed.

RENEW FORMATION However, the Army could not rest on its laurels, and here is an afterthought on the appearance of the Cadres of the future. The elements of reference, in eva!uating the modifications in contents and form to be brought to the cycle of formation, were essentially " '7" ' ESERCITO E PROFESSIONISTI


three: the changed strategica/ scene in which ltaly is required to opera te; the passage from a traditional form of recruitmen t based on compulsory conscription to the recruitment of volunteers and the socio-cultura/ con text in which the commanding officers at al/ levels have to perform their task today The above three issues had to be compared and joined to the principal functions entrusted to the military instrument, i.e. presence and surveillance on the domestic territory, the defense of external interests of ltaly, contribution to international safety and integrated defense of national spaces and of the Alliance. The Army has, therefore, started to review the procedure and methods of formation of officers, setting a mechanism in motion aimed at providing men with culture and high ptofessional skills, the former to be transmitted in the initial stage of formation and the latter through subsequent activities, which as a matter of fact concern the whole active /ife of an individuai.

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OFFICER AND GRADUATE According to the new course a young man selected through a competition and having passed the selection of the National Centre of Selection and Recruitment in Foligno, arrives, as tradition wants now, to the Academy in Modena for starting a period of formation . In the first two years at the Military Academy in Modena (Palazzo Ducale) a cadet receives the elements of a correct military form and through a regular physical preparation he is introduced to the art of fighting, the knowledge of weapons and systems and gradually arrives to cover the preliminary command duties. Under a profile of academic preparation, a Cadet follows the two-year university studies during the course provided by the area of assignment (Politica/ Sciences with international address for the area of Comrriand, Engineering for those of Engineer Corps and Technical Corps, Economics and Trade or Law for those of Administration and Quartermaster and Medicine/Veterinary Sciences for those of Health and Veterinary Science). Then two years follow at the Application Schoo/ in Turin, during which the newly promoted junior grade lieutenants receive sufficient elements for filling the position of responsible for companylbattery and receives a practica/ formation, and during a third year, he continues his studies arriving if possible at obtaining a university degree. The following course in the ranks of junior grade lieutenant, lieutenant and captain is marked by an operating activity and a regular qualification engagements. A mix that joins "doing" to "knowing what to do", with short-term courses, having contents in compliance with the career development or specific interests for the Force or Corps of appurtenance. The first one of these, in terms of time, is the Technica! Application Course, performed at the care of the Schools of the various Forces and Specialties and Logistic Schools, having a duration of nine-ten weeks, ~ich is attended by al/ the officers at the end of the four-year formation; this course has the purpose of qualifying the personnel to perform the duties of commanding officers of platoon/unit and vice-commanding of[icers of company The stay in the units with a rank of lieutenant within a companylbattery/squadron allows them to acquire the necessary experience in view of their promotion to captain and the taking of the command of the same; prior to their promotion to senior lieutenants, they wi/1 attenda course, having a two-week duration (one week at the War College in Civitavecchia, the other at the Service Branch School or Specialty or Logistic Corps). These two weeks wi/1 be followed by shortterm courses and stages, which wi/1 allow the officer to acquire deeper knowledge in certain sectors of employment. In the future the period of company command or command of ESERCITO E PROFESSIONISTI

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an equivalent unit wi/1 be set forth in three years and, therefore, before acceding to the Staff Course foreseen five years after the promotion to Captain, the officers wi/1 be employed in subordinate position at the regiment headquarters in the various branches of activities. In order to perform the above functions, they wi/1 then attend a course lasting a few days at the headquarters of the Large Unit of apeurtenance, and the activities at the leve/ of command of regiments wi/1 be propaedeutic to the new stage of formation which a senior Captain has to follow: the Staff Course at the War College. Upon the completion of the attendance, the officers are assigned to headquarters of various levels. The Staff Course represents a/so a time of selection: at the end of the same, in fact, a reduced number of officers may accede by means of a competition to the Superior lnstitute of Military TriService Studies (ISSM/), whereas the highest number of officers wi/1 continue in their career in the different branches attending additional specialization courses, having a duration from one to six weeks, and refresher courses having both a specialist and generai nature. The officers intended to operate in the Staff and in close contact with their colleagues of other NATO countries and not, for example, in the context of international headquarters, may attend the Superior Joint Force Staff Course organized by the Superior lnstitute of Military Tri-Service Studies (ISSMI), to which officers are admitted by filing an application -or through a competition on the basis of qualifications and tests. The variety and variability of the tasks to which higher rank officers and generals may be assigned is such that then "lnformation Sessions" are envisaged for specific updating in view of special assignments (such as in the event of appointments to Corps Commanding Officers, Brigade/School Headquarters, etc.).

RESERVE OFFICERS

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The graduai introduction in the ranks of the Army of warrant officers, in the new figure provided by Legislative Decree 196/1995, which does no longer consider them only like collaborators of the officers but in the capacity as platoon commanding officers, and the reduction in the number of units made up of conscription personnel, cannot but negatively affect the importance of reserve officers. This does not prevent that reserve officers wi/1 stil/ be ab/e to find an employment, even if in a reduced number with respect to today, in the Units made up of conscripts. The access to the courses for Reserve Officers Cadets occurs on the basis of a competition, and those who wi/1 be admitted, wi/1 be ab/e to attend Service Branch Schools and Specialty Schools. Appointed Junior Grade Lieutenants on 1st appointment at the conclusion of the course, those who wi/1 assume engaging tasks of a technical-operational nature, might be required to attend an additional qualification course. The duration of formation courses that arrives today to 21 weeks wi/1 be reduced to 1O weeks for university graduates enroled as such. The cadets assigned then to technical duties of a particular content may have additional moments of fitting in already during their presence in the units. The possibility remains for reserve officers to continue their career in the Army, once they have passed the appropriate competition foreseen for admission to the Special Single Rank.

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WARRANT OFFICERS AND SEROEANTS The revision of the structure of the Army, in particular as far as a considerable increase in volunteer personnel is concerned, made it mandatory to separate the figure of the junior grade officer, who always was of paramount importance for the operation of the Armed , , ,7.

ESERCITO E PROFESSIONISTI


Forces, in two ranks giving then rise to the rank of Warrant Officers and the rank of Sergeants. A real revolution occurred for the first rank, for which the ranks of warrants officer, ordinary warrant officer, chief warrant officer and assistant warrant officer are defined. The progress foresees the stay for two years in the rank of warrant officer before being promoted, on the basis of seniority, to that of ordinary warrant officer; after seven years there is again a passage, this time at the choice of the individuai, to the rank of chief warrant officer and finally of assistant for which a limited number is foreseen. As of today's date the possibility remains, for warrant officers, to be admitted after a competition to the Special Single Rank of Officers. The amendments made to the previous regulation on junior grade officers appear appropriate, in particular in view of the revolution caused by the future greater presence of volunteers, subjects of experience and education often at a high school level, who must be lead by men with an adequate cultura/ and professional skills leve/. Therefore, the basic requirement, both for external candida tes coming from the civilian world as we/1 as for the internal ones coming from VSP (Volunteers on Permanent Service), for participating in the competition for warrant officers is a high school certificate. The formation of a future warrant officer starts with a basic two-year course at the School for Junior Grade Officers Cadets in Viterbo and continues with a specialization stage at the various Service Branch/Specialty Schools or Logistic Corps; then periods of supplemental praetical training wi/1 follow. Fifty per cent of the school period is devoted to practical and training activities, the remaining fifty per cent to the other forms of teaching aimed at ethic-moral and technicalprofessional formation. In particular, the tactic campaign has a duration of approximately four months and follows in part the campaign of Officer cadets; it includes a parachuting course at the Training Centre for Paratroopers, replaced by a firing specializa tion and propaedeutic aetivities to peace-keeping operations for those who do not qualify, a force field in mountain environment of one month duration and a period at the School for Junior Grade Officers Cadets devoted to patrolling activity At the end of this common period, that has for its purpose the formation of a fighting commanding officer, warrant officers cadets are sent to Service Branch Shools and Specialty Schools for the stage of specialization having a nine-month duration, followed by two months of supplemental practical training and a month for the preparation to the final exam. During recruitment, the highest number of available positions is reserved to young people coming from the civilian world, however, a considerable number of positions remains available to the personnel already on duty with the rank of sergeants or coming from troop volunteers on permanent duty,· for these an internal competition is foreseen and the basic formation course is reduced to eight months, considering that the elements acquired during the preceding activity may be omitted or simply brushed up; conversely the period for external formation activity of the school, to be conducted together with warrant officer cadets direetly etJming from civilian environment, remains of four months. Thirty per cent of the aggregate number of positions reserved to these ca tegories meets the criterion of ensuring a good mobility inside the system. The second rank is that of Sergeants, i.e. oi subjects in charge of executive duties requiring higher responsibility than those assigned to volunteers, including that of unit commanding officers. The access to· the rank of sergeants is exc/usively reserved to volunteers on permanent duty, by means of an internal competition upon application on the basis of credits and exams. Also for sergeants a career progression was established, which witnesses the graduai passage from sergeant to staff sergeant and chief staff sergeant. The promotion occurs at choice every seven years, with the obligation to acquire certain ESERCITO E PROFESSIONISTI " '7" '


minimum periods of command or specific qua!ifications for the promotion. After a successful competition, a cadet attends a requa!ification course of six months at the School for Junior Grade Officer Cadets and continues for additional four months at the Service Branch Schools or Specialty Schools and Logistic corps, where elements of ethics and mora/ of the junior grade officer are reminded and th~ cadet receives a more exhaustive teaching of technica/ military notions. The main areas of employment of sergeants are two: those of system operator and system repairer, the former having a greater operational valence, the latter having a greater technical va!ence. As far as sergeants are concerned, no limit is foreseen to their operating /ife, even if after they are 48 years old, according to the commanding officers, it is possible to direct them towards new duties in the administrative sector.

VOLUNTEERS

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the first hall o/ the eighties the need appeared of having troop personnel who remamed longer in service than conscripts. Used mainly in the logistic-administrative area, Volunteers on Extended Term of Service (VFP) remained in service for three years, a term that could be extended to five years, and thirty per cent cou/d reach the rank of sergeant. These could then be admitted to permanent service, in a number not exceeding 10% of VFP Sergeants of the contingent, then only 3% of VFP could continue the military career. The ever greater involvement in humanitarian operations and operations of management of crises showed the need of having the availabi!ity of units made up of vo/unteer personnel and following the guide-lines of the Defense Model, the legislative instruments were prepared which al!owed to incorporate a sufficient number of volunteers, in particular in the Army, mainly intended for operating units, a thing that happened in 1992. At the end of 1993 the Army Staff decided to concentrate volunteer personnel in the Brigade of Bersaglieri "Garibaldi". On 1st September 1995, in implementation of Law No. 216192, Legislative Decree No. 196/95 was approved, that is of paramount importance for allowing to the volunteers a professional out/et in Armed Forces and in Armed Corps of the State,· Legislative Decree No. 196/95 created the figure of the Vo!unteer in Short Term of Service (VFB), with just three years of service, and the Volunteer on Permanent Service (VSP). This Law provides for 16,722 units for the rote of VSP and 23,000 units for VFB, al!owing the Armed Forces to have the avai!ability of an aggregate number of about 40,000 volunteers. On the basis of the applicable rules and regulations, the recruitment of VFB is made through two channels: - among conscripts in possession of specific requirements, who apply within the 15th, 120th and 240th day from the date of incorporation; - among young people who have not yet fu/fil/ed their conscription ob!igations, aged between 17 and 22 years. As far the career proti/e is concerned, a VFB may become: - orderly corpora/, after the completion of the third month from incorporation; - corpora/, after the completion of the 18th month from incorporation. VFBs are granted the possibility to continue their military career in the permanent

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service by succeeding in the appropriate competition for VSP, or benefiting from the number of positions reserved to them within Public and State Administrations, provided by the law. The enrolment in the ranks of VSP may occur exclusively among volunteers in short term three-year service. The best VSP, through the competition, wi/1 have the possibility of continuing the military career as NCO, passing then to the rank of sergeants or in that of warran t officers, and from the latter a/so to the rank of officers. In conclusion, the possibility of being admitted to a permanent rank in the Army has already decidedly increased today as a result of Decree 196/95, i.e. by the creation of VSP ranks and of sergeants on permanent service. This possibility must be considered, in any event, of a temporary nature, awaiting the issue of the first cali for a competition deriving from the enforcement rules concerning the direct passage of volunteers, at the conclusion of the term of service, in the Po/ice Forces and in the Armed Corps of the State. By the issue of this measure real employment perspectives wi/1 be ensured to VFB both in the Armed Forces as well as in the Po/ice Forces. The new regulation provides for the issue of calls for competition for recruiting both young conscripts as we/1 as those not yet ca/led up, without, however, any priority. Personnel aged between 17 and 22 years, sha/1 accept an initial term of service of three years. Candidates shall mention in their application the Service Branch (Army, Navy or Air Force) in which they wish to perform their three-year service as well as the Service Branch or Po/ice Force to which they wish to be admitted upon conc!usion of their term of service. On the basis of the fast indication, the candidates wi/1 be sent to the Centre of Selection of the Service Branch or Po/ice Forces to which they wish to be admitted at the conc!usion of their term of service. After participating in the competition, the successful candidates wi/1 perform within the chosen Service Branch their three-year service, upon the conc!usion of which appropriate interministerial technica! Commissions wi/1 draw the final list on the basis of preliminary data of selection and the performance of the candidates in the three years of service. The best candidates wi/1 then be admitted to the ranks of VSP or to the initial ranks of the Po/ice Forces or of the other Administrations chosen.

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VOLUNTEERS ON SHORT-TERM SERVICE: STARTINO FROM VOLUNTEER TRAININO REOIMENT (RAV) The volunteers for the Army, once they have passed the selection, go to one of the five Regiments for the .Training of Volunteers (RAV) distributed throughout ltaly, where they will attend a basic 12-week course (shorter for those soldiers who applied within the 240th day). The first three weeks are intended for preliminary operations and basic training. Physical edl!cation, regulations and elements of hea!th education, knowledge of the individuai branch of service and the first shooting lessons characterize this stage. After the initial oath, a course of specia!ization to the ope!ating employment starts, that fast four weeks and is intended to form the individuai fighter. The course is conc!uded by an eva!uation test that a!!ows to establish whether the individuai is qualified for continuing the formation procedure. During the fast five weeks approximately half of the training periods are devoted to the Course for Corporals, whereas a large part of the others are employed for enhancing the ability of operating under particular conditions and in specific activities, in particular peacekeeping operations. The written assessment that marks the end of the course for corporals, ESERCITO E PROFESSIONISTI ·

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marks the end of the activity at the Volunteer Training Regiment and precedes the assignment of the task on the basis of the skills showed during the course. In the meantime the third month of service has started and theretore the economie treatment changes.

THE SPECIALIZATION After completing the basic training, the volunteers are transferred to the Service Branch Schools and Specialty Schools tor the specialization stage of their training. The target is that of torming a qualified soldier tor performing al/ the duties connected to the basic tasks, ab/e to operate within the scope of the team or crew, performing al/ the functions and knowing how to employ al/ the weapon systems used by the team. The Volunteers on Short Term of Service (VFB) destined to the lnfantry units, mechanically equipped infantry and bersaglieri are sent to the lnfantry School in Cesano di Roma to attend a course having eight-week duration. Riflemen, mortarmen, rocketm en, tracked vehicfe pilots acquire the specific abilities. An exception thereto is represented by VFB intended tor alpine infantry units, who attend an eight-week course at the Alpine Military School. The VFB intended for tank regiments move tor ten weeks to Lecce, at the Tank Corps Schoo/ [Scuola di Carrismo], where they are trained on tanks "Ariete" and "Leopard 1A5", whilst the cavaliers attenda course of equa/ duration at the Cavalry School in Montelibretti, near Rome, on bullet-proof cars 6614 and "Centauro". Among VFB assigned to the Paratroopers Brigade "Folgore", some volunteers are sent to Pisa directly by RAV; these are air supp!iers, those packing the parachute, assistant instructors of parachutism and signallers, and parachutists in charge of the acquisition of targets, who remain at the Military School of Parachuting tor ten weeks, tour to attend a course of parachutism and six tor a specialization course. A/so the VFB assigned to Reggimen to Lagunari [Lagoon Regiment] in Venice with the task of pilots of amphibious means and pilots of vessels are sent directly to destination tor the eight weeks of the course. For VFB assigned to land artillery and anti-aircraft artillery, the courses last eight weeks. For the tormer the destinations are two, the Artillery School in Bracciano and the Third Heavy Artillery Regiment (MLRS) "Volturno", the latter only tor personnel in charge of rocket launching or in charge of the shooting of multiple rocket launcher MLRS. A large number of VFB sent to Bracciano have the duties of layer and gunner and learn to operate on systems used at the units of destination: from the 104/14 modular howitzer to the FH-70 with mechanical haulage, to se/f-propelled guns M 109L, whilst others have duties of a technicaloperating type. For anti-aircraft artillery the destination is Sabaudia, south of Latina, seat of the Anti-Aircraft Artillery School, where personnel learns to operate on the missile system Hawk, on the se/f-propelled 25 mm gauge gun SIDAM, on the missile to be carried on one's shoulders Stinger, and on the artillery system 40/70. A common destination for many is Rome, where severa! Army Schools have their seat. At the School of Engineers Corps, the VFB assigned to the specialty attend courses of different duration, from six to ten weeks according to the tasks. The VFB who wi/1 become telephone operators, radio-teletyper operators, telecommunications operators, laboratory operators and EDP operators are destined to the School tor Transmissions tor eight weeks. The Materials and Transports Schoo/ is in charge of organizing courses !asting from eight to ten weeks tor drivers and pilots of the various motor-vehicles and tanks, the mechanics who care tor their maintenance and repair, the mechanics of artilleries and gunsmiths, electronic technicians tor antitank rockets, sheet-metal workers and magnetist electricians, and personnel with the qualification of assistant artificers or bomb disposal experts.

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Other volunteers attend courses of different types at the Army Aviation Centre in Viterbo, the NBC School in Rieti, the Military Health School in Florence, and the Military School of Quartermaster and Administration in Maddaloni (Caserta). Among the other tasks open to VFB there is that of corpora/ supervisor and custodian in military prisons. Volunteers who practice high leve/ sports competition already from their civilian !ife are entitled to accede to the Special Unit for Athletes,· the task "athlete" is a/so foreseen at the Alpine Military School, that of Parachutism and that of Cavalry for the relevant sports. Finally the Railway Engineers Corps has been welcoming fora long time a high number of volunteer personnel who, at the end of the term of service of three or four years, may be transferred directly to the State Railways, and therefore, a particular formation procedure is fo/lowed.

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ASSIONMENT TO THE UNIT After completing the course of specialisation, the personnel is sent to the unit to which they are assigned. The transfer coincides with the achievement by the volunteer of the 1st Operational Leve/; this personnel may be engaged only in activities such as rescue • and relief during public calamities, contro/ of the national territory together with Po/ice Forces, services of supervision and escort, defense of the national territory, and outside the border in peace-keeping operations of average intensity and humanitarian interventions. Once they have reached the unit to which they are assigned, the Volunteers (VFB) assigned to anti-aircraft artillery units, signal and to logistic services start the stage of maintenance of operativeness and its refinement, conducted for most part by imitation next to the older colleagues. For volunteers in charge of logistics the activity of the unit, both at headquarters and on the field, is already by itself a training. For VBF assigned to infantry, cavalry, land artillery and engineers corps the formation conversely is not yet completed,· in fact the completion stage of operativeness starts, the maximum duration of which is eight weeks, in order tò bring the volunteers to the 2nd leve! of operativeness causing them to acquire a greater experience on the field and teaching them to operate within a platoon or battery. Fire and theme activities linked to peace-keeping operations fil! the largest part of the training periods. At the end of the 28th week from enlistment the personnel reaches the Second leve/ of operativeness, referred to as "full fighter, trained and with sufficient experience", ab/e to operate in combat within a sma/1er unit and outside the area in high intensity peace-keeping operations.

MAINTAIN OPERATIVENESS In the remaiaing time, approximately two and a half years, the leve/ of preparation is further increased. For personnel with fighting duties, the first six months that follow the achievement of the Second Leve/ of Operativeness are, as a matter of fact, characterized by an intense teaching activity, for others, conversely,· the themes are probed into relating to the specialty and the training leve/ is consolidated, going on to more complex drills with the participation of the whole unit. Once this stage is completed, the volunteer personnel are now ready to dea! with a large part of the engagements foreseen and with the 13th . 1onth of service also a further improvement in the economie treatment of corporals starts. With one year and more of service behind, a good part of which at the unit of assignment, the VBF is a soldier with full rights. In arder to keep motivation alive and for furESERCITO E PROFESSIONISTI ·

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ther improving its professional profile in the two years that are left at the end of the service, the rhythm of the training and formation activity is not destined to decrease. In addition to the regular training, a part of personnel wi/1 be required to attend courses of qualification for covering particular duties or a second appointment. The drills become more complex, developing at a higher leve! the acti~ities performed during the first six months; to these the dri!ls within NATO scope and at a multinational leve! are added, and the possible participations in missions in which often the ltalian Armed Forces are required to participate. Just before the expiration of the 18th month from incorporation, the commanding officers choose the personnel to be sent to the course for first lance-corporals; it is the fourth and last selection as far as VFB are concerned. Those who are successful in the course are promoted andare then employed with duties of squad commanding officer, tank commander, crew commander or gun commander, depending on the specialty At the 24th month a part of VFB reaches the so ca/led third leve! of Operativeness: in arder to be included in this category it is necessary to have attended successfully one or more specific courses and have qua!ified for the promotion to the rank of First Lance-Corpora/, or to have participated in operations abroad at a multinational leve!. Approaching the time when to leave the unit, the choice expressed at the time of the application for recruitment is taken again into consideration. Appropriate commissions ascertain the psychological physical requirements at the end of the term of service and draw up a !ist for access to the available positions, taking into account the activity performed, the opinion of the commanding officers and the titles earned in this period in the form of courses or missions. With the new ru!es approximately 30% of VFB wi/1 find a position in Po/ice Forces, but others are destined to remain in the Army

VOLUNTEERS ON PERMANENT SERVICE

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The access to this category is reserved to VFB; in normai conditions the system will absorb approximately 1,500 so!diers per year, i.e. approximately 20 per cent of VFB. Volunteers on permanent service (VSP) are grouped in 3 categories: operative, technica!professional and logistic-administrative, andare intended to remain in the Armed Forces up to the 60th year of age. At the time of recruitment, they are promoted to the rank of First Lance-Corpora!, and are destined to perform executive duties of a polyfunctional type. lt is not a!ways possible to employ the personnel with the task or in the unit in which they were serving, and therefore, a part of them may be required to follow a period of requalification. Up to 35 years of age most part of VSP wi/1 have a task of the operative type: approximately 60% wi/1 operate in fact in "the front line ", while 30% wi/1 form part of the technical-professional category, with duties of operating support, and only 10% wi/1 perform !ogistic-administrative duties. In the first 15 years of service the target is that of updating and broadening the preparation of personnel leading the VSP to occupy tasks of greater responsibility, with courses of qualification for squad commander or crew commander and qualifying in other sectors. Upon expiration of the fifth year from the passage to permanent service a VSP is promoted to Selected Lance-Corpora/, subject to the prior judgement of qua!ification by the Corps Commander. The following decade foresees an additional increase in the professional baggage with courses in ltaly and abroad; the tenth year in the rank coincides with the promotion to Chief Corpora!, while with the expiration of the fifteenth year of service, a/so a moment of requalification approaches, together with the promotion to First Rate Chief Corpora!. ESERCITO E PROFESSIONISTI


In fact 35 years of age are considered a threshold for operating tasks which require particular physical efforts, and therefore, the percentage rates between operative, technicalprofessional and logistic administrative tasks change in a considerable manner. The last branch becomes a majority one, with approximately 50 per cent, while technical duties increase at a rate of 40 per cent and the operative ones are reduced to 1O per cent. This leads to a requalification of personnel that is carried out within the same units or in the Schools. In particular, the personnel to which specific didactic abilities are recognized are qualified as instructors, whilst others become part of headquarters and others stil/ acquire technical qualifications.

CAREER PERSPECTIVES From the rote of VSP it is possible to be transferred to that of Sergeants and to that of Warrant Officers. Starting from the seventh year of service, considering a/so the years as VFB, a VSP in possession of a high school certificate may ask to be admitted to the rank of Warrant Officers. Conversely, for Volunteers with the rank of Selected Lance Corpora/ and Chief Corpora!, with a period of permanent service inc!uded between five and fifteen years, 30 per cent of positions to which access is granted on the basis of a competition, are available for the rank of Sergeants, for which there is no need for a high school certificate, whilst the remaining 70 per cent of the positions is reserved to the VSP with the rank of First Rate Chief Corpora/, with more than 15 years of permanent service. From the rank of sergeants it is possible to accede to the rank of Warrant Officers on the basis of a competition, a/so without a high school certificate. lt must be noted that, in later times, the personnel recruited as volunteer and passed to the rank of Warrant Officers may, on the basis of a competition, accede to the rank of Officers. Conscription stil/ remains a fundamental component of the Army In the future branches and units destined to operate outside the area and in the framework of NATO rapid reaction forces wi/1 be made up of VFB and VSP, however, for now personnel of compulsory conscription stil/ represents the largest part of the forces of those units intended to operate within NATO army corps of rapid reaction, and conscripts were required to operate within lta!ian contingents deployed outside the area. As far as brigades made up of conscripts are concerned, these have the responsibifity of the defense of territory, of cooperation with po/ice forces and intervention in case of natural calamities. lt is now just a matter of time before there will a/so be women wearing army uniforms. The target is that of obtaining a certain "final product" in the categories of Officers, Warrant Officers, Sergeants and Troop Volunteers, the characteristics of which must be irrespective of the fact that these are men or women personnel.

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UNITS AND MISSIDNS rview of the introduction of ever growing numbers of volunteers, the Staff Army decidjd,l_for experimental purposes, to staff with volunteers a unit of battalionlregiment leve/ for ea.clù Arm of specialty The ensuing decision of no longer employing conscripts in missions outside NATO area led to make choices about large units being staffed with VFP (Volunteers on Permanent Service) and VFB (Volunteers on short-term service). The first Large Elementary Unit on volunteer basis, the Brigade Bersaglieri "Garibaldi" from Caserta was an experimental unit for the setting up of the "system of volunteers". The first pawn of the brigade passed to a fully volunteer basis was the 8th Regiment Bersaglieri from Caserta, engaged immediately in the "Riace" operation and fed, at least at the beginning, with personnel coming from infantry units already on a volunteer basis; the Command and Tactic Supports Units and the Logistic Battalion followed, which are necessary in the event of redeployment of the brigade command, and then the other units of the "Garibaldi" Brigade, the 18th Rgt. Bersaglieri in Cosenza, the 131 st Regiment Tank and the 11 th Regiment of self-propelled field artillery "Teramo" from Persano (Salerno). After less than a year from the completion of the ranks, the "Garibaldi" was engaged in Bosnia-Herzegovina, and its two regiments of "bersaglieri" were a/so engaged in the Mission in Albania in Spring-Summer 1997. In Bosnia a Squadron of the 19th Regiment "Cavalleggeri Guide" {Cavalry Scouts} of Salerno was a/so deployed, a unit which, even though it is not part of the Brigade "Garibaldi", often follows its actions in the various theatres of operation . Made up of Volunteers on Permanent Service since the nineties, the "Guide" [Scouts} already operated in Somalia, Bosnia and finally in Albania. After operating outside NATO area on many occasions with conscripts, selected on the basis of the fact that they had offered to be volunteers for serving in airborne troops and after an experiment with Volunteers on Permanent Service within the 183rd regiment of paratroopers "Nembo" in Pistoia, the paratroopers Brigade "Folgore" in Livorno started, too, its transformation into units based on volunteers at the beginning of 1996. The objective was that of being ab/e to deploy "Folgore" in Bosnia, in order to replace the "Garibaldi" Brigade, and then the first units to which volunteers had been assigned, in many cases already in service with other Agencies and units, were the Command and Tactic Supports Unit and the Logistic Battalion. The 187th regiment paratroopers "Folgore" of Livorno, has then acquired the volunteers already in service at the 183rd regiment and others coming from different units, preparing for the mission in Bosnia, where it was integrated by a battery of the 185th regiment Artillery paratroopers and a company of the 151 st regiment of lnfantry "Sassari". In the course of 1997 a/so the 186th rgt. Paratroopers of Siena was integrated with volunteers, whereas a/so the 185th of Livorno is gradually receiving new VFB [Volunteers on short-term service]. Some units of "Folgore" were already formed in largest part by professional soldiers: in the past the only units of the ltalian Army fully formed by professional personnel was the 9th Assault Paratroopers Battalion "Col Moschin", the special forces unit of the Army, stationed in Livorno. lts men, who participated in al/ the principal missions abroad from Lebanon onwards, were in fact al/ Officers and NCOs on permanent service. In l une 1995 the 9th was promoted to regiment, and in its organization the 11 th Company "Sappers Paratroopers", made up of volunteers on extended term of service, was created; today this company is staffed with volunteers and at the end of three years of service, those who are transferred to permanent service may accede to two companies of

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raiders after completing the forma tion procedure. Another unit of "Folgore" almost fully made up of personnel on permanent service, the 1st regiment Carabinieri Paratroopers "Tuscania" from Livorno includes personnel coming from the Arm of Carabinieri and, therefore, wi/1 not be dealt with in this paper; the access to the unit is, however, possible, following the procedure of volunteers with subsequent entry in the Service Branch. A/so Military Aviation (AVES) is increasingly recruiting a large number of personnel on permanent service: pilots and specialists constitute, in fact, the bearing structure of helicopter units, while logistic-administrative duties and nearby defense are reserved to conscripts. AVES units, from those of tra nsport supplied with helicopters CH-47 and AB412, to those of attack supplied with A 129 Mangusta, and the support ones which deploy AB 205 and AB206, distributed throughout the Country, are often employed abroad, and ltalian helicopters have been present in Lebanon for almost twenty years now Another specialization that includes in most part personnel on permanent service is that of signal whose technical part was most/y assigned to NCOs, now being replaced by volunteers after careful preparation in such a specialist branch. In the Engineers Corps branch, in addition to the pioneer engineer companies of the already mentioned brigades, volunteers were concentrated in the 6th Pioneer Engineers Regiment in Rome, as well as in the Engineer School and in the Railway Engineer Regiment. Two other sectors are concerned by the flow of volunteers: Health and Logistics. The ltalian Army has today the availability of six field hospitals provided with a surgical team, transportable by helicopter or aircraft, and tents for hospitalization, assigned to as many brigades and managed in time of peace by the Brigade Health Units (Repasan) which ensure its logistic support. A limited number of specialists ensures the maintenance of shelters, tents and medicai equipment, the logistic component, composed of personnel on permanent service and conscripts, provides to the transporta tion of materials, their arrangement on the ground and the operation of systems and equipment such as generators, air conditioners etc., whilst medicai and paramedica! personnel are supplied by Military Hospitals. The import13nce of logistics, often ignored during the years of the Cold War, acquired again great importance with the new missions. The logistic activities must now be entrusted to professionals, ab/e to use in the best manner the resources for providing to the management of goods, transported now mainly by containers, of fue!, food and al/ that the contingent needs. The management of port and airport terminals, in the thea tres of operations, both in ltaly and abroad and which handle a/I materials and personne!, must be added to the above activities. By the reorganization of the logistic chain of the Army the "Re. Lo.Re." were born, i.e. Logistic Units of Military Region, recently provided with modem equipment for the movement and transport of containers, and the 10th Re.Lo.Re. in Naples is the first detachment of this type based now almost fully on volunteer personnel. The remaini9g brigades, which form part of projection forces, whose units are therefore intended to be almost fully form ed of volunteers, are the "Taurinense" and "Friuli". The Alpine Brigade "Taurinense" in Turin is specialized in the fight in cold climates and deploys personnel trained to operate in inaccessible areas both in Summer and in Winter, and ava/anche experts, and is, therefore, considered a pawn of considerable importance a/so within NATO. In its ranks we find the 3rd Regiment Alpini (Alpine Troops), which includes "Susa" Alpini Battafion, we/1 known in the Atlantic Alliance for its activity within the NATO land mobile force, known as AMF[L}. The "Friuli" Brigade in Bologna is destined to be transformed into airborne unit consequently, its organization wi/1 change and its two regiments of basic Arm will specialize in actions tha t use helicopters. As to the Mechanized Brigade "Sassari", the flow of volunteer personnel is limited by now to the ESERCITO E PROFESSIONISTI

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151 st lnfantry Regiment, whose men have operated both in Bosnia and Albania. A/so the Regiment Lagunari from Venice started to receive volunteer personnel, which wi/1 allow to enhance the training leve/ of the detachment, allowing its .employment next to the amphibious forces of the Navy. In addition to the above-mentioned units, that focm part of Projection Forces, other three Brigades wifl receive, in due time, an organization based on voiunteers, in arder to better meet the engagements taken within NATO. The Armoured Brigade "Ariete" from Pordenone, which in the framework of NATO Rapid Reaction Corps (ARRC) is included in the 3rd Division of the British Army, the Cavalry Brigade "Pozzuolo del Friuli" from Gorizia, which is the reconnaissance brigade of ARRC and the Mechanized Brigade "Centauro" from Novara. The defense of the national territory is conversely entrusted to the remaining seven brigades, with mechanized connotation, trained, however, for performing a/so tasks relating to the contro/ of the territory, a task that in the recent past represented their priority empfoyment.

THE MISSIONS

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From 1950 to today's date ltalian Armed Forces have conducted approximately one hundred missions abroad in aver 40 countries, under the aegis of the United Nations, EEC, WEU and NATO, and on the basis of specific multinational or bilatera/ agreements, or pursuant to an autonomous national initiative. Those with greater politicaf-mifitary importance, which saw in the front lines the units of the Army, were in Lebanon (1982-84), Kurdistan (199091 ), Albania (1991-93), Somalia (1992-94), Mozambique (1993-94), Bosnia-Herzegovina (started in 1995) and again Albania (199 7). In Lebanon ltaly participated with its own contingent in a muftinational farce constituted together with France and the United States, performing tasks of interposition and evacuation of Palestinian guerriflas first (August-September 1982) and security and restoration of Lebanese sovereignty later, unti/ March 1984. Units of various specialties of the Army, bersaglieri, paratroopers, infantrymen, and others composed of conscripts, afternated one another in Beirut. ltalian helicopter pilots had already been operating in Lebanon since 1979, included in UN/FIL, UN farce in Southern Lebanon, a contingent which is stifl present in that country. In 1991, after the Gulf war, and foflowing /raqi attacks against Kurdish popufation in Northern Iraq, ltaly sent a contingent of over 1, 100 men, mostly paratroopers, which participated in the "Provide Comfort" operation ("Aurine" for ltaly) for the creation of a security area and for providing aid to Kurdish refugees. In the same year, on the basis of a bilatera/ agreement between ltaly and Albania, an ltalian contingent made of approximatefy one thousand unarmed men was redeployed in the framework of "Pellicano" operation, whose mission was the sorting and land transportation of humanitarian aids to Albanian distribution centres. When in December 1992 the United States decided to start the "Restare Hope" operation, an armed mission intended for favouring the distribution of humanitarian aids in Soma/ia, ltaly answered by sending a joint farce contingent of over 2,300 men, mostfy belonging to the Army. Passing under the aegis of the United Nations at the beginning of May 1993, the mission - which for ltafy was referred to as "Ibis 1" and "Ibis 2" - lived through difficult times in particular in Summer 1993, when bloody riots opposed the troops of the United Nations to Somali factions, causing severa/ fosses a/so on the ltalian side. In ESERCITO E PROFESSIONISTI


Somalia the brigades "Folgore" and "Legnano" alternated one another, with units mainly farmed of conscripts. "Ibis" mission was concluded in March 1994, with the repatriation of the contingent. In 1995 the so ca/led "Ibis 3" mission took piace, whose purpose was that of ensuring security to the withdrawal of UN contingents stil/ deployed in the Horn of Africa. The worsening of the situation in the farmer Yugoslavia in Spring 1995, the kidnapping of the Blue Berets of UNPROFOR and their use as human shields led to a military and diplomatic intervention, which then led to the Dayton agreements in November 1995. In arder to enforce these agreements NATO created an lmplementation Force (IFOR), in which ltaly has been participating since December 1995 with a contingent of approximately 3,000 men, composed initially mainly of the "Garibaldi" Brigade to which "Folgore" Brigade succeeded in the fallowing Summer. The mission provided far the monitoring of the inter-entity line estab!ished in Dayton, the monitoring of the passage of some areas from one faction to the other and the contro/ of the military forces of the factions. In September 1996 IFOR supported the OSCE engaged in the contro/ of the elections. With the expiration of IFOR mandate at the end of 1996 and the passage to the stabilization farce (SFOR), the ltalian contingent, formed now of 2,300 men, was further reduced to 1,700 soldiers, with duties of monitoring the situation and contro/. SFOR's mandate wi/1 expire in June 1998. The Albanian situation, degenerated at the beginning of 1997, led to the constitution of a multinational farce headed by ltaly, which started to deploy on the Albanian territory by the middle of Aprii. lts principal task was that of providing security to humanitarian organizations, both by direct escorts as we/1 as by ensuring patrolling of the principal itineraries. Deployed mainly along the coast strip of the Country, the Multinational Protection Force (MPF) ensured a/so, in the period June-Ju/y, on the occasion of politica/ elections, the support of OSCE in charge of monitoring the correct performance of polis. The number of soldiers of the ltalian contingent varied between 2,700 and 3,200 men, and the last soldiers came back to ltaly in the middle of August 1997. In the recent past the Army was not employed exclusively abroad: the need to assert the presence of the State in certain areas of the country, theatre of criminal facts, led the Government in 1992 to decide the employment of soldiers of the Army in Sardinia, far opposing a revival of kidnappings; therefare "Forza Paris" started. The same year, fallowing the murder of the judges Falcone and Borsellino, it was decided to send the Army a/so to Sicily, far relieving the po/ice forces from the tasks of fixed guarding, thus a!lowing them to recover personnel far investigation activities and joining them in the contro! of the territory; thus "Vespri Siciliani" was born, an operation that is stil! under way and which witnesses the alternate presence in Sicily, on a regular basis, of Army units coming from al/ over lta/y In the following years it was the turn of Campania ("Partenope" operation), Calabria ("Riace" operation) and Puglia ("Salento" operation) of being theatres of the intervention of the Army fallowing a revival of organized crime or i/lega/ immigration; in the middle of 1997 the Army went back to Naples with "Partenope 2" operation.

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Finito di stampare nel Dicembre 1997 da AMADEUS s.p.A., Ariccia (Roma).


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