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GLI AGGRESSIVI CHIMICI

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NIINISTERO DELLA GUERRA DIREZIO~E DEL CENTRO CHTl\HCO :MILITARE

\ GLI

AGGRESSIVI CHINIICI

R O l\:{A ISTITUTO POLIGRAFICO DELLO STATO LIBRERIA 1934 - ANNO XII


PROPR I ETÀ LETTERARIA RISERVATA

(Ord. I2t'\2}S t a b . Ti p. FRA 1'ELLI 3'1' 1.-\XT I , .Sauctisciano Y:d di Pesa i Fil'Cll 7.Cì


I. Nella prima pagina dell' « l struzione sulla, difesa -contro gli aggre.ssivi chimici » ediz. 1930 si trova la seguente premessa: « Il Gcrverno Italiano, rispettoso degli impegni internazionali che ha. assunti, cercherà in caso di guerra di indurre l' ain:ersario a non impiegare gli aggressivi chfmici. Se ciò non sarà ottenuto, si riserva libertà di azione. La preparazione all(J; di/ esa contro gli aggressiv i chimici è quindi necessaria». Questa dichiarazion e fa .r iscontro al n. 5 della premestSa delle N orme generali p er l'impiego delle grandi unità, là dove dice: « g possibile.... che I: avversa.rio ricorra all'impiego di aggressivi chimici ,vietati dalle convenzioni internazionali. In questo caso I:i1!1'piego dei mezzi consimili diverrebbe legittimo da parte nostra». Gli stati infatti sono tra loro legati da varie convenzioni che vietano l'impiego in guerra degli aggressivi chimici ; e tale ·d ivieto è anche stato concordemente ribadito a Ginevra nei molteplici progetti di convenzione per il disarmo sinora inutilmente presentati. l\Ia a proposito della eventuale proibizione dell'arma chimi,c a in u na guerra futura occorre portare la


4 nostra attenzione su alcuni fatti fondamentali ed insop-. primibili, fonti di utili considerazioni. 1° l a grande crue rra ha dimostrato l'efficacia dello "~ r, impiego degli aggressfri chimici. specialmente come elementi creatori <li paral isi e di disorg:anjzzazione negli elementi Hemici; ora sarebbe un ca,so veram ente nuovo nella stori a che sia stata adoperata una volta un'arma eon buoni risultati per poi abbandonarla in seguito a considerazioni puramente umanitarie. 2° la tecnica e l1industria del dopo guerra Bi sono decisam ente orientate verso la scienza chimica, che vien e posta a base del loro lavoro e della loro produzione; le fabbriche di coloranti, di fertilizzanti, di prodotti farmaceutici, di prodotti fotografici hanno ovunque uno sviluppo notevole e sono una fonte di ricchezza molto importante. Troncare o deviare una t al fonte di prosperità nazionale sarebbe veramente una foJlìa (1). ~:fa vi è m1 tale str etto legame tra l'industria chimica di pace e ]a produzione degli ·aggressivi chimici, così facil e e rapida è -la trasformazione di alcuni impianti chimici industriali in strumenti di produzione bellica ch e non si può proibire efficacemente a priori la pre parazione alla guerra chimi ca senza arrecare grave danno alla pro"Sperità delr-i ndustria analoga. Si naviga perciò in pieno cam po -del:l'utop ia democratica e parolaia quando si parla come si fa in alcune conferenze di « contingentamento » della produzione chimica, di « nazionalizzazione » di « controllo » e via dicendo. 0 ~ varie co rrenti dd1'opinione pubblica, specialè una dell e sei enze da cui il pae5e deve lr<1rre il più potente aiuto p er la propria difesa. (CAR..~OT 1793). (1 ) La chimica


5 mente americane, sostengono che la guerra chimica, sia molto più umana di quella combattuta con le altre armi; e confortano tale afferniazione con dati statistici che dimostrano come il percento dei morti per gas sia infinitamente minore del percento dei morti dovuti alle armi comuni e che, anche nel campo della invalidità per cause di guerra, i percento r elativi ai gassati siano nettamente inferiori a quello delle altre categorie di armi. In una guerra futura tali percentuali non subiranno notevoli variazioni; perchè se è vero che, da un. lato, i mezzi di offesa chimica sono aumentati in numero, qualità e r endimento, è anche vero che, dall'altro lato, le risorse della difesa sono anch'esse aumentate ed in proporzione forse magg10re.


Il. Fatta questa premessa le cui deduzioni sono molto evidenti poniamo un caposaldo necessar.io a chiunque voglia giudicare spassionatamente dell'importanza della guerra chimica nel quadro della guerra futura e delle sue armi svariate. Se il numero delle perdite per causa degli aggres· sivi chimici fu nell'ultima guerra poco rilevante, oltre che alle qualità intrinseche degli aggressivi stes.si, lo si dovette aff efficacia delle difese ed alla ·rapidità con la quale esse furono allestite. Passata I<! prima so·r presa alleata, calmati i nervi, la di fe.sa .scattò, la parata fu pronta e la lotta tra offesa e difesa fu sempre favorevole a quest'ultima. Per essere convinti di ciò basta infatti dare un breve sguardo retrospettivo: La data di nascita del nuovo metodo di lotta è del 22 aprile 1915 quando i tedeschi lanciarono per la prima volta contro le linee franco-inglesi ad Y pres una nube di cloro, riuscendo a spingersi profondamente nell'organizzazione aUeata. Fu la sorp resa completa ma le difese erano ine8Ì.stenti.


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Su un fronte di 6 Km. con 100 ionnelìate di gas ( cloro) si ebbero 15.000 colpiti e 5.000 morti c10e 50 uomi11i colpiti per ogni tonndlata di aggressivo impiegato e per ogni 60 1netri di fronte. :Ma, organ izzata pron tamente la difesa, e continuamente adattata e 1nigliorata, quando n el gennaio 1917 n1 Champagne i tedeschi emisero su di un fronte di 9 K.m. 450 tonneUate di gas (fosgene, più potente del cloro), 1 francesi ebbero 1676 colpiti e 4 75 morti (<li cui 200 sul terreno e 275 in aspe· dale) cioè un uomo colpito per ogni tonnellata di aggressivo impiegato e per ogni 200 m e tri di fronte. Sul nostro fronte il 29 giugno 1916 gli austriaci eseguirono al S. :\li chele un'emissione di gas che ci costò 7 .000 uomini delle Brigate Regina e Pisa; ma tale attacco ci aveva trovati scarsamente o per nulla difesi. Il 24 ottob re 1917 l'attacco di Caporetto si iniziò col l ancio di 980 bombe a gas per mezzo di proiettori, a sud di Plezzo, con effetti doJorosamente per noi molto rilevanti, ma anche questa volta a causa delle molto scarse difese. Invece quando il 15 giugn o 1918 gli austriaci sferrarono ìa loro offensiva sul Piave ed impiegarono da1l'Astico al mare un fortissimo numero di proietti a gas ( dell'ordine di parecchie decine di migliaia), le difese individua-li e collettive erano in atto e funzionarono egregiamente, la disciplina dei gas fu ottima, e le nostre perdite furono minime. Le statistiche di tutti gli eserciti poi, ci dimostrano


-8che in ogni periodo della guerra la m agg1or pa rte dei co·l piti per gas o non aveva indossata la difesa o l'aveva indossata troppo tardi o l'aveva inefficiente per mancanza di cur e. Ed anche quando i mezzi d~impiego migliorarono e si moltiplicarono, l a diifesa non cedette mai all'offesa anzi alcune volte la prevenne. Bisogna quindi mettere bene in luce che contro gli aggressivi clùmici esiste un complesso di difese pratico ed efficace; ma tale complesso non può essere affre ttatamente o empiri camente preparato sotto ]'assiHo del bisogno; d eve per contro essere accuratamente predisposto fin dal t empo in pace e su di esso debbono essere orienta te le menti di tutti i cittadini (militari e civili) sì da costituire in tutti una forte « coscienza chimica».


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III. Vediamo ora in facci a i n emici : La locuzione « gas asfissianti» e impropria m ambedue l e parole che la costituiscono, esprimendo e&sa l a par te per il t utto. Infatti : 1° la parola «gas » non rende esattamente e com· pletamente ridea dello stato fisico degli aggressivi chimici, in quanto ch e la maggioranza di essi è normalm ente al1o stato . liquido, altri sono anche allo stato solido e solo alcuni passano rapi damente dallo .st ato liquido a quello gassoso a contatto deH'aria,. 2° « asfissianti», poi~ sono solo alcuni degli a~~res8Ì vi, in quanto ch e altri hanno consegu enze fi.siopatolo:riche d el tutto differenti dall' asfissia. E' dunque molto più propria e com prensiva 1a locuzione « aggressivi chim.ici ». Occorre premettere due paro1e per opporsi al continuo ed allarmistico vocifer are che ·u n po' dovunque si va facendo circa gli aggressivi nuovi. La scoperta nel chi uso ambiente di un l abor atorio di un composto ritenuto e fficace contro le ,p erson e n on è condizi one sufficiente p er di chiara rlo atto a divenire senz'altro ·un aggressivo chimico impiegabil e sul campo di battaglia.


-10 Vi sono molte difficoltà tecniche per passare dal campo del ìahoratorio a quello industriale, e precisamente: 1° occorre poter p.rodurre l'aggressivo: - in forte quantità; - con procedimenti facili~ rapidi~ e non t roppo C08tosi; - con materie prime ottenibili in modo cor rente e continuativo all'interno delle frontiere nazional5, per evitare che in tempo <li guerra rimangano bloccate le fonti di prod uzione delle materie stesse. 2° scoper to H composto nuovo, occorre, prima di impiegarlo, aven1e trovata la difesa perchè esso non rivolti la sua lingua viperina contro l'aggressore che l o impiega. E se una difesa esiste essa sarà messa subito in opera anche dall'aggredito. 3° altro è am·m azza re 10 topi €Otto una cappa di laboratorio e altro è ammazzare <leali uomini sotto la " volta del cielo e sulla superficie del suolo; i m ilioni di metri cubi di aria che si avvicendano in p e.rpetuo movimento, ed il ter reno estendentesi sotto ai nostri piedi, sono il primo e più important e elemento attenuatore e pu:rific?tore dell'aggressione chimica. Si può quindi con molta approssimazione afferm ar e come non ci siano da attendersi nel futuro sorprese veramente decisive e taH da non poter essere par ate e neutralizzate. Sono solo quei veleni che hanno qualità fi.siche e chimiche che ne rendano possibile l'impiego in combattimento e ne consentano mia lunga conservazione; devono ad· esempio avere una den sità di vapori ·s uperiore a quella dell'a ria~ un punto di fusi on e hasso, rum tensione di vapore sufficienAGGRESSIVI CHDIICI DI GUERRA -


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temente alta, stabilit à agli ?genti atmosferici, difficoltà di spontanea decomposizione, ecc. Gli aggressivi chimici possono ·avere diverse classificazioni: 1° riguardo al tempo durante il quale esplicano la propria azione ·s i hanno i: p ersistenti - tipo iprite (d al paese di Ypres solfuro di etile biclorurato) ; ti po le,"'"Ì-site ( dal chjmico americano Le,vis - clorovinildicloroarsina); ,s emipersistenti - t.i po cloropicrina (nitroclorof ormio) ; chetoni bromati ( es. hromometiletilchetone) ; fugaci - tipo cloro; » fosgene ( ossicloruro di carbonio). 2° riguardo all'azione fisiologi.ca che gli aggressivi hanno sugli esseri umani, occorre considerare che tale azione non è nettamente definit a; alcuni aggressivi a seconda deNa concent razione, del tempo di esposizione, o delle condizioni d'impiego hanno caratteri comuni a più di una delle classi di suddivisione. Le conseguenze di nn aggressivo sono spesso complesse con ripercussioni anche gravi su più di un organo del corpo umano, ma la classificazione riguardante l'azione fisiologica si basa essenzialmente sull'azione ini.ziale di un aggressivo riapetto a quella parte dell'organismo umano che più essenzialmente ne risente. Fermo tale criterio, la claBs.ifìcazione è la ·seguente:

Tossrc1 -

che agiscono in modo rapi do sul sistema nervoso o sul sangue dei colpiti, alterandone il funzionamento. Producono paralisi, sintomi asfittici e la morte avviene dopo pochissimo tempo. .


12 Prototipi di tale classe sono: l'acido ci anidri co e derivati ( tossico del <Sistema nervoso) l'ossido di carbonio ( tossico del sangue). Vi è una fortuna; che tali veleni hanno una densità mino-re di quella delraria ed una ten$Ìone di vapori elevata; quindi una celerità di diffusione no,t evolissi ma ed un rapido abbassamento ~ della concentrazione che porta all' annullamento del potere tossico; il loro irn. piego aHo ,s tato puro sul campo di bauaglia ·n on è di conseguenza, almeno a1 momento presente~. praticamente attuabile; si potrà però avere produzione di ossido di carbonio nelle gallerie dopo il brillamento delle mine; nei ricoveri chiusi per mitragliatrici o nelle caverne per ·pezzi di artiglieria, dopo un tiro prolu~gato ; condizioni queste che permettono al gas di non diffonder.si rapidamente e quindi di es-plicare l'azione tossica. agiscono prevale,ntemente suUe vie ·respiratorie, determinando lesioni di esse, specialmente negli alveoli polmonari, con produzione e .raccolta di liquido .negli alveoli stes.si che devono invece contenere aria; .si ha quindi una vera e propria soffocazione. Prototipi di tale classe sono: - il cloro, ~ il fosgene, fa doropicrina, i chetoni bromati, il cloroformiato di metile clorurato. SOFFOCANTI

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che a loro volta · si suddividono in: Lacrimogeni che sparsi nelr atmosfera allo -stato cli gas, di vapore o di minutissime particel,le~ eoercitano IRRITANTI


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sull'apparato oculare un'azione irritante t a1e da pro· Yocare lacrim azione p iù o m eno intensa. P rototipi di tale cl al'se èono : i·l cloroacetof e-none ; - il bromuro e cloruro ,li benzile o di xilile; - · l'acroleina i papite dal chimico Le Pape) . Sternu.tawri composti liquidi o solidi ch e spani n elratmosfera (specialm en t e a mezzo dello scoppio di proietti d'artiglieri a) hanno una azione irritante .sulle mucose in genere, specialmente su quelle nasali; sì da proYocare incessanti ed infrenabili starnuti, vomito e dolori retrosternali. Prototipi di t ale classe sono: la dif eni.Jcloroarsìna, - la di fe nilci anoarsina. - 1a adamsirte ( dal chimico Adams - cl oniro <li f enar.sazina). che hanno per a...:ione carattenstlca di produrre sulla cute e sull e mucose infiammazioni e cau· .sticazioni più o meno estese ; sono esclusivamente composti liquidi a temp erati.ira ord ;naria; allo stato di Vd· pore o :finemente suddivisi non risparmian o nè i polmoni, nè gli occhi, producendo infiammazioni a carico delle vie respiratorie, e irritazioni alle . cougintive che sono p articolarmente .sensibili alla loro azione. In tem· org:am pi successivi possono aversi anche a zioni sugli ..... interni, specialmente reni e fegato. Prototipi di tale classe sono: - l'ip rite, - la le·wisite. VESCJCANTI


IV.

Visti in faccia i nemici, vediamo 1 metodi d'azione. Alcuni metodi d~lla passata guerra non saranno piĂš impiegati in una guerra ventura, o lo saranno solo in particolari circostanze ed in misura molto limitata; ad esempio 1e bombole per l'emissione od i proiettori per il l an cio di bon1be a gas. Altri i.nveee continueranno ad avere occasioni d'impiego quali i proietti di artiglieria e le bombe a mano, da fucile o da lanciabombe. Infine si aggiungeranno cer!amente metodi nuovi, quali l'aeroplano e gli apparecchi. di irrrorazione terrestre. Esaminiamo -r apidamente ta.Ji mezzi d'impiego: Sono recipienti contenenti l'aggressivo compresso allo stato liquido; installate a mig.Uaia nelle p rimissime linee ed aperti a momento opportuno, lasciano fuoriuscire l'aggressivo che a contatto dell'aria produce una nub e gassosa che viene convogliata da] vento nella direzione di esso. Questo mezzo d'impiego richiede: Bo~tBOLE -


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lunga e complicata installazione; en orme qu ant ità di materiale e quindi difficoltà di trasporto (40-60 tonn. p er Km.) ; - numerosa manovalanza; - condizioni meteorologiche favorevolissime. Ove queste varino, od in conseguenza di una r eazione nomica, può divenire w1 mezzo molto pericoloso p er chi lo impiega. così detti dal nome dell'inglese tenente del genio Livens che li inventò. Sono delle rudimentalissime ar tiglierie, costituite da un tubo di ferro che viene infilato nel terreno a 45° e dent ro al quale viene introdotta una bomba a pareti sottili ripiena di aggressivo fugace; una piccola caric =1 accesa elettricamente lancia tale bomba ad tma distan za di l.000.1.500 metri. I tedesehi impiegarono tubi rigati, raggiungendo i 3.000 m etri. Centinaia di queste bombe, sparate contemporaneamente, formano -con lo ,scoppio simultaneo ( o quasi) sull'obhiettiYo una nube tossica di forte concentrazione. T al e m ezzo non è com e le bombole, strettamente legato alle condizioni topografiche e meteorologiche nè presenta, come quelle, gravi pericoli per chi lo impiega; ri chiede però molto materiale, molto personale, e ftmghi lavori di postazione. PROIETTORI LIVENS, V

Sono un potente mezzo d'impiego degli aggressivi chimici, però devono essere impiegati in numero rilevante e su zone molto ampie; quelli ad aggressi vo fugace, debbono anche essere concentrati nel t empo. Da ciò si int:ujsce come il consumo di munizioni a PROIETTI DI ARTIGLIERIA -


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liquidi speciali debba forzatamente essere molto rilevante e come questa necessità limiti assai rimpiego dei tiri a gas, specie in guerra di movimento.

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Servono ,essenzial mente, cariche cli persistenti o semi-persistenti, vescicatori o irritanti, p er intossicare ricoveri, caverne, trincee, postazioni di mitragliatrici, osservatori, in modo da ohbligar:e il nemico ad abb andonarli, o, quanto · meno a diminuire 1a propria potenza di fuoco. BOMBE A '.\tA~O

DA FUCIL E -

agiscono: 1° col lancio cH bombe di vano calibro cariche di aggres.sivi fugaci o persistenti~• . V~ 2° per m ezzo di apparecchi di ir rorazione che a guisa di ·fine pioggiareUa innaffiano i liquidi aggressivi ( generalmente p ersistenti) sul terreno. Tale mezzo d'impiego però richiede che il velivolo r id uca notevolm ente la sua velocità e scenda ,a quot e inferiori a1 100 metri, altrimenti il li quido non arriva a terra. :MEZZI AEREI - -

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Si possono eseguire con gpruzzatori a .spalla o su carrettino o con autoirmaffiatrici di vari o gen ere. Sono considerate dovun que c::ime uno dei m ezzi chinuci più potenti del futuro, potendo creare nel disposhivo n emico gravi paralisi e seri impacci. lRRORAZIO~I

TERRESTRI

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V. Le condizioni meteorolo gi che e topografiche hanno capitale influenza sull'impiego e sugli effetti degli ag· gressivi chimici. ·C iò apparirà an ch e più evidente .dopo la lettur a del seguente specchio: Elemen ti

me ter eo lnp-i e i

e c.o pogralid

V en t o a ) D irezion e

Ag-gi·ess i Yi fugaei

A ggn~ssi vi

per sis tenti e semiper s istenti

a-j allo st a to d i vaLi convoglia. aa. un lato piut to t o ch e d a pori : v ed i contro. u n aJtr o d el campo d i bat.t aglia . b) Intensità h) allo s tato lic1uido: Li d isp::ir de o meno , · d eter min a n do le possi- forte inten sità de termina p iù rapida ev~pob ilità. c11 impiego e gl i effetti in i n t em:ità e razio ne . r aggio di a zion e . S e cal da favo r isce Tem per a t u r a CT) crea e s post a le l' eva porazionf'; e qu in , correnti a eree . in flu en a.mbiente d o sulle concentrazi oni. d i d i m in u isce l a p er manen za ; rna aumen t a, 1 d uran te r i n ten sa eYaporazion e, l a con centrazion e d ei ....-apori e qui nòi l'aggre ssiYit à . Se fr edda . g1i aggr esb) s e molt o fr edda sivi congela ti r id u cono mantiene gli a ggressi d al lo st ato liquido e qui n- la. l oro efficien za. d i i nnocui .


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E lementi

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P i oggia

Li dilnisce r enden-' doli p iù o meno inefficaci a seconda del la concentrazioni:' .

Xeve

V ecl i p ioggia e tem peratura: punto b).

V eget a,zione

·Ritarda più o meno il carnrn rn o della 1rnbe e la sua d ilu i zione a seconda della qualità e q u antità. (ce~pugli: bo:::chi , ecc. ) .

Cas.è.gc:inti o maceri'"!. T erreno pia.no Terreno montuoso o collinoso

Xat urao consistenza df'l ter reno

Aggressivi persist.ent.i e semipersist enti ! - - --

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rne1 ereo lo!.!ic i o tolwgrafici

Id em come sopra.

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Se fo rte dilava i l terreno asportando j] tos$ÌCO per azione meccanica. Se insistente per Yarì giorn i idrolizza, i l tossico . Se poca e breYe aumen t a le persisten za 1-ul terreno . Amrnlla gli effetti mantenendo i to;;:~ici congelati . Trattiene gran parte del r aggressiv o crean do zon e p articolar mente perJcolo se a trnversnr e. Terreni $gombri fac ili:ano i l transito anche :;:e n,;;sai in to:::sic at-i . Pericolosi al massimo .

Favorisce il c ammino deìla nube . I tossico tende a scendere Yer so le valli, g li av,• all amenti, Je dolin e ed a stagnare nel!~ anfrattuosità . D etermina. maggiori , o rninori assor b imen ,i ,. qui ndi minore o maggiore len t ezza di evaporazione, o miHore pE'rsis t enzn,.. Terreno com pat.éo: facil it à d i tran,::ito con m i nime prntezioni .

Tutti gli elementi ,suddetti sono da tenersi strettamente presenti in guerra chimica~ perchè da essi può desumersi la maggiore o minore possibilità d~impiego di aggre&sivi chimici da parte delravversariò~ e la loro maggiore o minore aggressività.

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VI.

LA DIFESA All'offesa chimica s1 oppongono: 1° lma str etta e continua « disciplina dei gas » pro· veniente da; 2° una intensa « cosci.enza chimica» sviluppata in tutti, comandanti e gregari. Tale coscienza chimica comprende: a) la conoscenza esatta degli aggre56ivi chimici più in uso; b) 1a conoscenza esatta del loro potere; e) '1a cono·s cenza esatta delle difese, possibili ed applicabili; a) la, ferma convinzione che se esse sono b ene applicate sono sufficienti allo scopo; e) la calma di spirito e di nervi p er applicarle e per farle applicare a tutti Benza perdere l a testa; f) 1a eeatta percezione che la mancanza di una padronanza su se stessi aggrava l a situazione; g) rabitudine a considerare l'aggressione chimica come un fattore normale della guerra futura. V


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3° idonei m ezzi p rotettiu. Questi sono: a) mezzi di p r otezione individuale ; b) mezzi di pro tezio.ne colletti va; e) -sistemi di protezione tattica. Esnminiamo'1i br evemente ad uno ad uno.


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VII. LA PROTEZIO:KE I ~V I VIDUALE E' la vera prot ezione fondamentale contro gli ag· gressivi chimici. Un individuo che si trovi in un'atmosfera intosèicata può respirare senza risentirne danno in due modi: - filtrando l'aria che deve entrare nei su·o i polmoni in modo da .sbarazzarla dall'aggr essivo che contiene. Si h a allora il m ezzo di protezione detto res piratore antigas o maschera; - isola.ndosi dall'aria che lo circonda e traendo quella n ecessaria alla r espirazione d a un idoneo com· plesso. Si_ ha allora il 1nezzo .di protezione detlo autoprotettore. In alcuni. casi occorre poi anche riparare l'epidermide cla11'azione degli aggressivi chimici vescicatori con adatte copert ure. Si h anno così i i;esti.a.ri protettià,.

LA

:VIA SCH E RA

.robusti, te, non possono sono di

Le m aschere sono mezzi semplici,

po.co · ingombranti, di durata molto conveniendanno eccessiva n oi a an che dopo lungo uso e perfino consentire il sonno a chi le indoS6a; costo limitato.


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Proteggono contro tutti gli aggressivi Binora conosciuti, ad eccezione dell'ossido di carbonio; ma anche la protezione contro di esso è àllo studio e buoni risultati sono stati ottenuti con o&.ìdanti Yari. La purificazione dell' aria infetta è ottenuta pe r assorbimento fisico dell'aggressh-o a mezzo cli sp eciali carboni opportunamente attivati e di cellulosa compressa, e per azione chinu èa otten uta a m ezzo ili adatte sostanze gr anulari. Prescinde dalla intrinseca natura degli aggressivi, dalle loro ·maggiori o minori concentrazioni., dalla loro m a2:!rio ...,..., re o minore tossicità. I.aola l'individuo dall'aria e sterna e gli fornisce lo ossigeno n ecessario a manten ersi in vita ed attivo. Si dovrebbe concludere quindi che è preferibile a1 respiratori. . P erò occorre notare che è di funzionamento complicat o, facile a deteriorarsi, di durata limitata ( circa un'ora) e di alto costo : quindi ha avuto ed avrà un impiego molto limitato in gu erra (in ricoveri chiusi per artiglieri e o mitr agliatrici, (vedi pag. 12) od in mezzo a concentra zion i di aggressivo t aLnente forti da non poter essere sopportate dai respiratori). E' invece usat o dalle squadre di salvataggio nelle miniere, dai p ompie ri n egli in cendi, n e1le fugh e di gaB ed in tutti quei casi in cui vi sia mancanza di ossigeno nell'aria. L'ossigeno n ecessario alla respi razione è fornito in due modi : L'AUTOPROTETTORE -

o a m ezzo di bombolette che lo contengono a forte compressione ( auto protettore a ri serva di ossigeno) ; -


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o -chimicamente, a mezzo di ·Bpecia1i sostanze che a ,contatto delraria di espirazione si decompongono producendo ossigeno. ed assorbendo l'anidride carbonica (autoprotettore a produzione di ossigeno). Gli attuali sono molto fati• cosi a -p ortarsi, non permettono un lavoro notevole nè per intensità~ nè per durata (20 minuti d'e.state - 1 ora d'inverno) ; sono costosi~ facili a deteriorarsi; di qui lo stu dio per migliorarli, rendendoli più leggeri e m eglio indossabili. VESTIARI PROTETTIVI -

alcune circo1stanze di guerra potrenuno trovarci in tutto od in parte sprovYisti di mezzi di protezione individuale quando invece l'aggressione chimica in atto richiederebbe ta·l e protev v zione. Occorre allora non faré prendere dal panico o darsi per vinti, ma invece mantenersi calmi e riaolutamente aggrapparsi ad ogni mezzo di salvezza che può aver.si sotto niano, per vivere e per combattere ancora e con successo nonostante l'aggressione che t enta di annientarci. Un r espi ratore col facciale rotto può ancora proteggerci, st ringendo tra i denti il tuho corrugato od il bocchello del filtro e chiudendo il naso con le dita; un filtro rotto può essere utiHzzato avvo1gendolo con una mollettiera bagnata; t amponi per la bocca e le nanc1 possono venire i-mprovvisati col fazzoletto ripieno del carbone sfu ggito dal filtro, di paglia o fieno bagnati, ecc. Anche le protezioni del corpo possono in mancanza di vestiario protettivo, venire facilmente improvvisate con mantelline, cappottj, mollettiere, paglia, fieno, ecc. PROTEZIO~I

IMPROVVISATE

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VIII. PROTEZIONE COLLETTIVA Non interessa il singolo .individuo, ma g n1pp1 più o meno numerosi di individui. Consta di provvedimenti meno semplici di quelli individuali, ma uguahnente importanti 1 e mai trascurabili. Si compone dei ·seguen ti provvedimenti: a) scoperta degli aggressivi chin1ici, e conseguente loro identificazione; · h) segnalazione di -essi alle truppe retrostanti affi.nchè esse p ossano t empestivamente proteggersi; . c) allestimento di ricoveri antiga.s; d) operazioni di bonifica. del terreno, <lei locali e dei materiali rima-s ti colpiti dall'airn:ression e chimica. "'" Per la scoperta e segnalazione degli aggressivi chimici non occorre personale ,s trettamente specializzato o nettamente determinato; _ma solo pers-onale che abbia ricevuta. una non difficile ne- complicata istruzione. AHe b-:mifiche debbono pensare -le stesse truppe interessate, guidate dagli ufficiali per la difesa chimica di battaglione e di reggimento appositamente istruiti. Solo 111 determinate circostanze e di fronte ad intossicazioni di particofare gravità interviene la « sezione di bonifica


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chimica» elemento eminentemente specializzato e munito di mezzi e ·di personale idoneo per le grandi bonifiche. I ricoveri antigas debbono permettere a gruppi di per-sone in speciali contingenze della vita di guerra, di attendere alle proprie incombenze, oppure di soddisfare ai bisogni fisiologici del nutrimento e del riposo pur essendo circondati da aria into5sicata e senza essere c ostretti ad indossare la protezione individuale. Così ad esempio: - locali di riposo per .interi reparti; - posti di comando; - posti di collegamento; - posti . di medicazione. Debbono . quindi consistere in locali: - suffiéientemente protetti da chiusure di vario tipo, contro la penetrazione degli aggressivi -chimici; - contenenti l'aria necessaria alla loro abitabilità; .sia che eEsa vi sia in quantità sufficiente in relazione al numero di uomini che devono permanervi ed al tempo di permanenza ( e si ha,m10 in tal caso i ricoveri ermetici.) sia che ·e sistano in esso apparecchi che permettono i-1 rinnovamento dell'a,ria interna con aria proveniente dall'esterno convenientemente purificata (e si hanno in tal caso i rico'Veri filtranti ); sia che esistano in essi apparecchi di rigenerazione -dell'aria ambiente dopo che sia stata depauperata in ossigeno e arricchita di C0 2 oltre determinati limiti . Si tratterà alcune volte di impianti predi&posti più o meno complicati; altre volte di impianti del .tutto improvvisati che le minori unità ste.sse debbono e ·POS· sono facil'mente e r apidamente sapere approntare utilizzando le risorse locali. Ciò specialmente sarà t anto più necessario in gu·:rra cli movimento ove tempo e materiali non saranno di.,;poi1ihili in misur a rilevante, come in guerra stabilizzata.


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IX.

PROTEZIONE TATTICA Consiste nello schivare l' aggre5sione chimica avv =-r1Sana: - con opportuni movimenti o spostamenti; - con la scelta delle più convenienti località per combattere o stazionare; - con opportuni adattamenti nella preparazione e nell'esecuzione delle azioni di guerra. Suo obiettivo principale è quello cli es;:>orre il numero minore di uomini all'azione degli aggressivi c!timici ed in 0211i caso di mantenere intatte le riserve . .._, Si athia, cercando <li dedurre le possibilità maggior.i. o minori di aggressione chimica e le sue maggiori o minori conseguenze se essa è gjà avvenuta, dalle condizioni meteorologiche del momento o prevedibili; da1 le forme varie del terreno, che favoriscon o od ostacolano l'aggressione stessa; dall' osservazione dell' attività del nemico; in modo da evitare o attenuare gli effetti che l'avversario si propone di conseguire con l'impiego de. gli aggressivi ·chimici. È compito precipuo dei comandanti cli unità~ parti-


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colarmente dal battaglione in su; ma ciò non toglie che anche ad .ufficiali di grado minore ,se non addirittura ai graduati ed ai soldati più int elligenti si possano nel corso di un'azione presentare piccoli problemi di prote z.ione tattica, dalla risoluzione dei quali dipenderà la sa.Iute dei dipen denti e propria ed in definitiva la buona riuscita dell'azione stessa. Scegliere una p ista per attraversare un t erreno che si sup pone intossicato od un punto ove fermarsi ; -- intuire la differenza di intossicazione di un dato terreno desumendolo dall'a sua natura e consistenzél, dalla sua esposizione al Bole o dalla rna \'entilazione; - determinare se un dato luogo favorisce oppurr~ no una eventuale offesa chim ica; ed altri di mole ma ggiore e più particolarmente di competenza di comandi 6uperio ri. Ha un'impo rtanza veramente notevole ed occorre eh! i comandanti di ogni grado si abituino ad essa come ad uno dei compiti che debbono essere .sempre presenti al loro spirito. ESEMPI. -


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X. ALLE~ A11E:\TO L'indossamento <lei mezzi protettivi individuali e ·Specia1mente della m aschera affatica gli individui in modo più o meno sensibile a seconda del tempo durante i1 quale si portano e dello ,s forzo fisico che si compie. Inoltre ogni individuo in genere e qudlo meno colto in specie risente quando indossa per '1e prime volte 1 mezzi pr otett:,·i un dirngio morale che può al cm1e volti~ anch e superare il disagio fisico. Di qui la necessità di un heninteèo e razi onale allenamento, esattamente come si pratica, con risultati sorpren denti, nei faticosi esercizi sportivi. Truppa allenata materialmente e moralmente, giuhta per così dire all'automatismo del pensie ro e dell'azione individuale, per quanto rig·u arda l'applicazione dei mezzi protettivi, può indossarli tranquillamente per un tempo assai lu ngo, pur continuando a compie.re le ordinarie operazioni. Truppa ben allenata, ben istruita~ ben comandata d a ufficiali p erfettamente edotti sulla difesa stessa, potrà essere menomata nella sua attivit à e nella sua efficienza


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dall'indossam ento dei m ezzi prote ttivi, ma conserverà sempre sufficiente capacità combattiva per poter portare :i termine il suo compito. P articolarmente per le operazioni di m ::mtagna on ~ lo sforzo fi.8ico aumenta al m aissimo, l;aHenamento ct~"L' eS€,ere praticato con particolare attenzion e; ma ee esso sa rà curato darà risultati ottimi 111 ogm conti ngenza (mar ci a in salita, sky, ecc.).


. XI. CURE D'URGENZA PER I COLPITI DA AGGRESSIVI CHI1IICI. Il trattamento curativo propriamente detto sarà praticato nelle unità sanitarie; occorre notare però che, per la maggior parte, gli incidenti per aggressivi chimici insorgono improvvisamente ed hanno un immediato sviluppo: occorre quindi da parte di tutti abituarsi alla rapidità della diagnosi ed alla conoscenza di quei mezzi · t erapeutici riconosciuti di pratica uthlità e disponibilità sui luoghi di battaglia. AGGRESSIVI AD. AZIONE PREVALENTEMENTE SOFFOCANTE.

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Il soccorso d'urgenza consiste in : V

riposo assoluto, calore ( coperte e caffè caldo), sbmm.inistrazione d'ossigeno non sotto press10ne, salasso, evitare la respirazione artificiale. AGGRESSIVI AD AZIONE PREVALENTEMENTE VESCICATORYA.

- n soccorso d'urgenza consiste in: asportazione del tossico rimasto sulla cate senza strofinarla.


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lavaggi abbondanti con acqua e sapone o con soluzioni di p ermanganato di po tassa o bicarbonato di sodio o con b enzina; spolverizzazione delle parti toccate con speci ale miscela bonificante. AGGRESSIVI IRRITA.~ J. TI. -

Il soccorso d'urgenza

COllSl¡

st e in: l avaggi degli occhi e delle cavit Ă nasali con soluzioni di a cqua borica, di bicarbonato di 1s-0d.io o p ermanganato od anche semplicemente con acqua e sale. AGGRESSIVI TOS S I CI. -

Il trattamen to d'urgenza con -

sist e m: respirazione a rtificiale (Schaeffe.r ), somministrazione di ossigeno miscelato con anidride carbonica, iniezione di cardiocine tici.


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XII. CONCLUSIONI. A) L'aggressivo chimico può far molto male · se non è conosciuto; conosciuto e preveduto presenta un pericolo minore di quel:lo d elle altre armi da guerra. B) Contro di esso esistono adatte difese che riducon o gran-demente il ·pericolo e alcune volte lo annuHano. C) Una preparazione adeguata fin dal tempo di pace ed una forte cosdenza chimica~ fonte di discip1i.na chim ica, metteranno il comhatte;n te in condizione di non essere paralizzato o ferma to nei suoi atti di guerra dalla presenza degli aggressrn chimici.


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GLI AGGRESSIVI CHIMICI by Biblioteca Militare - Issuu