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RIVISTA MILITARE 1875 TOMO II

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. RIVISTA

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MILITARE ITALIANA RACCOLTA MEN SILE DI SCIENZA,

A RTE E

STORIA MILITARI

DE U' ESERCITO I H LI AN O

Serie HL -

Ann o XX

Tomo Il.

ROMA, 1875 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO- EDITORE Piazza del Gesù, N° 47. I

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FORTIFICAZIONI DI R01VIA

Proprietà lette'ra1·ia.

Allorchè nel 18.i:'1 si trattò <li fortificare PaTigi, il pubblico francese fu largo di consigli al Governo, che ifl quel tempo studiava e discuteva con ardore impareggiabile l'arduo problema che, per 60 anni, aveva occupalo la mente di tanti uom ini insigni. Sia che la Francia prenda parte più fac il mente delle altre nazioni alle questioni mi lituri, sia che la costruzione delle opere colpisse troppo vivamente gli interessi pubblici e privali, egli è certo che ìn quella <:ircostanza ognuno disse la sua e mostrò l'importanza che annettevasi alle fortificazioni della capitale. Il pubblico, da noi, non si occupa gran fatto delle ques tioni militari, le quali restano quasi sempre nel campo dell'esercito, non risente il bisogno che sia provveduto per la difesa dello S:tato, e le frontiere e la capitale sono lasciate in balìa dell'inimico . Il l\iìnistero conosce l'inutilità di rivolgersi al paese; dubita perfino di ottenere i pochi fondi che ha chiesto per i passaggi alpini e, malgrado la sua buona volontà, ignorasi con quali mezzi potrà fare qualche cosa per la difesa di Roma. · Quali che siano però i·disegni del G·overno non sarà inutile di promuovere un po' dì discussione nel duplice


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DI ROMA

LE FOfiTIFICAZIONl

intento d'interessare il pubblico circa la difesa della noslra capitale e di chiarire: 1° Se importa veramente che Roma si11 fortifi cata· 2° In qual modo lonverrebbe for ti ficada. ' ~i~uardo al primo quesi to è ormai noto c.he gli strateg1st1 non sono concordi sulla necessità di fortificare le capitali. . Alcuni . . vorrebber~ fortificare sol quelle che oofacciono m ~os1z1on~ strategica, come: Pal'igi, Londra, Berlino; altri, considerando le capi tali sotto l'aspetto politico, s?sten~ono eh~ debbono essere fortificate anche quando si trovm.o fuon delle principali zone in cni si compiono le gran.di o~erazioni militari e non abbiauo importanza strategica, 1mperocchè formano implicitamente l'obbiettivo degli attacchi ed il centro della difesa nazionale. Checchè si voglia però, !a frontiera e la capitale dovrebbero essere assicurate, ad ogni costo, da un n facile invasione, con q uell'i stessa cura e sollecitudine con cui si custodisce la porta di casa ed il proprio scrigno. Sarà un pregiud izio il credere che uno Stato debba considerarsi perduto e l'esercito debba soLLoporsì senz'altro all'umiliazione delle forche caudine, quando l'inimico siasi impossessa to dello. capitale; o forse il principio reggeva allorchè, per deficienza di comunicazioni e di scambio commerciale, la vi talità deo·li Stat~ si ~.oncentrava nella capitale; ma non oggi che ogni nazione ha vari grandi centri di popolazion e e di comm ercio, e tanto meno reggerebbe per l'Italia con le sue cento città. Ciò nondimeno però la caduta della capitale in. potere del nemico è sempre un grande infortunio, per i danni che cagiona alrerario, alla difesa , agli affari, all'industria, al comrne1'cio, e più ancora per la malefica influenza che esercita sul morale delle truppe, delle quali affievolisce l'ardore ed accelera la tolale sconfilla.

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La perdita dei materiali e dei grandi stabilimenti militari ed industriali, cui dà luogo l'occupazione della capitale, e poi il panico, l'i ncertezza, la sfiducia che s'insinuano nell'animo degli abitanti, e come onde sonore si propagano intorno intorno: sono circostanze che cagionano una specie di paralisi generale nello Stato, e particolarmente nell'esercito, giacchè le scosse si comunicano nei corpi in ragione diretta della loro omogeneità e compattezza. Aggiungasi che l'occupazione di Roma sarebbe tanto più funesta, inquantoc.;hè si tratta d'i popolo meridionale; di una citlà in cui la questione del potere temporale può ritardare la coesione dei politici sentimenti; di una città quasi sorella, per costumi, carattere ed abitudini, di altra città, non molto lontana, più meridionale, più popolosa, più impressionabile, nella quale l'annuncio fata le della caduta cli Roma potrebbe produne più che altrove una pern iciosa influenza! Nè sono trascurabili le conseguenze cli un trasferimento repentino del Governo, nei momenti in cui la capitale è minacciata, ma evvi il compenso che altrove il Governo può .eserritare la sua autorità, tenei' alta la bandiera fino agli es trnmi momenti e ravvivare col suo imperio le ultime difese. Roma dunque come gran centro di popoÌazione e di futuro commercio, come città meridionale, ed in.ispecie per le sue condizioni politiche affatto eccezionali, dovrebb' essere fortificala. Ma più d'ogni altra è im portante la quistione strategica, come quella sulla c.1ua le si fo ndano principalmente coloro che si oppongono alle fortificazioni di Rom a. Il valore strategico della capitale d'Hal ia vuol essere specialmente considerato rispetto alle frontiere marittime, alle quali è vicina. Roma infatti trovandosi in


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LE FORTIFICA7.10NI

prossimità della costa tirrena, poco lungi da Civitavecchia e sulle principali vie di comunicazione di questa città con l'Italia centrale, diventa naturalmente l'oggettivo dei grnndi distaccamenti mari"ttinii. Vuolsi che sulla costa romana sia molto difficile, e1 ! quasi impossib_ile,di effettuare uno sbarco considerevole I di truppe, e che il porto di Civitavecchia mal si pre~ti a cosiffatte operazioni, ma uno sbarco imponente p~ò sempre aver luogo al promontorio Argentaro, poche miglia o.l di sopra. di Civitavecchia, dov,e il mare è molto profondo, vi sono adatti ancoraggi e tulle le vie di comunicazione conducono a Roma. Quindi se un corpo di spedizione, il quale con gli odierni mezzi d'imbarco può anche aver Ja forza di io a 50 mila uomini, adottando come base d'operazione la Corsica, o senz'andare cosl oltre, il porlo San Stefano o l'isola Gianutri, dove esiste un golfo molto profondo, trovasse modo di entrare in niarem ma, la nostra capitale sarebbe minacciata. E finchè tale minaccia avvenga una volla tanto, forsg non vi sarà gran male; ma se la flotta nem ica trovasse com odo di restare per qualche tempo nelle acque di San Stefano o di Gianutri, la minaccia diverrebbe perenne ed il male sorebbe di gran lunga maggiore. Im,porta dunque che Roma sia preparata a tale evé'nto. Suppongasi che un corpo di 45 mila uomini abbia operato uno sbarco, e che Roma non sia fortificata; è chiaro ch e per la sua difesa si richiederù un corpo di truppe non molto inferiore a quello nemico, anche tenendo conto della resistenza che potranno opporre la cinta clella città e le poche opere che al momento sarà possibile d'improvvisare. Non and!'emo lontani dal vero ritenendo che occor-

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rano per la difesa non meno di 25 a 30 mila uomini di truppe mobili. Ma siccome non converrebbe sottrarre tanta fo rza viva dall'esercito, fin dal bel principio d'una guerra, tanto più che alLl'e e molte tmppe bisognerà pur tenere nel mezzogiorno d'Itali a, così é da credere che stabilito a lloma un piccolo esercito mobile di 12 a •15 mila uomini, oltre del presidio per la difesa interna, si cercherà poi di rafforzarlo con un'altra divisione attiva, ne i casi di minaccia. · Codesto esped iente, che par semplice e naturale, può dar luogo però al pi1ì grave degli inconvenienti ed impone l'obbligo di meditare seriamente sul la difesa della capitale. Né potrebb'esservi in co nveni ente maggiore dell'imbarazzo in cui si troverà il Capo supremo dell'esercito operante lorchè cli tratto in tratto dovrà distrarre la sua atten2lione dal teatro d'operazione, per i tentativi di sbarco che farà la floua nem ica nei dintorni della capitale. Per quanto sia vera l'opinione di un insigne generale del nostro esercito circa l'innocuità degli allacchi da mal'e della nostra penisola, non può clisconvenirsi però che la possibilità degli sbarchi produr.e un'impressione della quale bisogna tener conto; essendo certo che colui a cui sarà afGda ta la difesa di. Roma, ad ogni menomo sentore di sbarco, nelle vicinanze della capitale, non lascerà tranquiilo il comando in capo del'esercito. Si obbietterà che non abbiamo tenuto conto del servizio che può prestare la nostra flotta e potrebbero farcene un carico; ma è noto che dessa si compo1;1e di una sessantina di navi e che solamente su di un quarto cli esse è possibile tli fare assegnamen to in circostanze di guerra; che non sarebbe in grado di prendere il mare al principio di una campagna, come


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LE· FOnTIFICAZlONI

la floll.a della Russia, dell'Inghilterra e della Germania, e che in seguito dovrà lottare con le tante difficoltà inerenti ed un littorale di 3600 miglia, con 60 porti ed ancoraggi . . . . !. Stabilita Ja quistione nel modo accennato, la tenacità degli oppositori alle fortificazioni di Roma potrebbe almeno scemare. Del resto un giudizio molto competente si ha dalla commissione permanente per la difesa generale dello Stato, la quale ammette che la capitale d'Italia non sia priva d'una certa importanza strategica e vorrebbe farne una gran piazza eta guerm, munita delle ?iìt po~

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tenti difese, sottmtta ad ogni qttalunque pencolo . di bomba1'damento e capace pe1·ciò della più ostinata e durevole resi'stenza. Nè meno esplicita è l'opinione del generale Veroggio, espressa in una sua M.ern01'ia, s ulla difesa gen~r~le d'Italia, nella quale sostiene che: Roma deve costituire

). da sofa, o far parte del ridotto finale della difesa . Ma anche rispetto alle frontiere continentali, Roma non è priva di valore strategico. Infatti se tutti i punti di un teat1'0 di guerra, la cui occupazione può tornare di utilità per oltenere lo scopo a c~i si ten~e? facendo la guerra, sono altrettanti punti stra~egici, per·chè Roma non può essere un punto stra~eg1co _? Obbiettasi che non può essere un punto strategico assoluto, perchè trovasi oltre 700 chilometri ~al~e frontiere continenLali e perchè protetta dalla tr1phce barriera delle Alpi, del Po e degli Appennini, ~Jer ~ui non possiede il ne~essario valore_intrinseco per rnfluire sull~ OJ?erazioni offensive e difens ive dell~ guer:ra; ma perche no·n potrà essere un pimto stmtegico cli manovra od

eventuale? · Chi d'altronde oserà affermare che Roma, mentre riunisce le prerogative di grande città e di capitale, non

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formerà mai lo scopo materiale di una campagna, non diventerà l'oggettivo di essa, non acquisterà l'impo,rtanza di un punto strategico territoriale, quando non pochi strategisLi sostengono che: la capitale di uno Stato è sempre un oggettivo p1'ùicipale riassumendo in

sè grandi'ssima parte dell'attività, e vitalità ed esercitando ·sempre ima grande influenza sull'opinione delle popolazioni ? Quando Roma per la sua posizione topografica non possa formare l'oggettivo della campagna, ciò non esclude però che potrà cl iventare l'oggettivo delle operazioni militari dell'aggressore, lorchè avrà superato la valle del Po ; ed allora chi non vede la misera condizione in cui si troverà la parte d'Italia compresa fra Piacenza ed il Capo Passero? ,,./ L'inimico, padrone di Bologna, procederà oltre senza incontrare una sola fortezza, lungo il suo cammino, e l'esercito difensore per contra, stremato ed abbattuto per le patite sconfitte, non troverà un solo punto d'appoggio, una piazza dove riordinarsi, rinvigorirsi ed acquistare lena per opporsi più arditamente al nemico. Ed in quella duriss ima condizione il nostro eserci to non avrebbe neanche una linea di difesa sulla quale poter contare. Nè p0trebb'esseve l'Appennino centrale, perchè non chiuderebbe ogni varco a!l' inimico e non presterebbe sicuri appoggi sulle ali; nemmeno la linea Ancona-Gaeta, perchè troppo estesa per un esercito indebolito e, lasciando esposta la capitale, la renderebbe maggiormente scopo degli attacchi. Fortificando Roma si potrebbe adoLtare r.:ome linea di difesa eventuale quella di Ancona-Roma, comecchè garentita alle due ali dall'Adriatico e dal Tirreno, costituita da una linea ferroviaria ben coperta; tale da precludere ogni passo all'aggressore e minacciare di


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LE FORTIFICAZIONI

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fianco ogni sua linea di operazione. Una li'nea di difesa, la quale all'occorrenza convergendo indietro potrebbe cambiarsi nell'altra dì Roma-Pescara. In questo modo il nostro eserc ito potrà opp,o rre una valida resistenza nell'Italia centrale, checché ne dicano coloro ·che, ritenendo la valle padana corne il tallone cl' Achille, si .sforzano a dimostrarne l'importanza, perchè ogni difesa sia concentrata in quella parte d'Italia. Malgrado ciò dobbiamo respingere perfino il dubbio che cotesto apprezzamento di alcuni possa esset'e motivato .d a regionali interessi, percbè non è concepibile che il regionalismo possa spingersi fino al punto che si voglia sagrificare impunemente ogni altra provincia, e perchè sarebbe oltremodo strano che tal so rta di principii trovasse eco nel cuore di coloro appartenenti alle provincie che fecero moggiori sforzi per venire a capo dell'unità nazionale. Partigiani della di/esa concentrata ve ne sono pur troppo, ma fan parte di una nuova scuola, di una scuola affatto moderna, che vorrebbe in massima accentrare tutte le difese in una sola regione dello Stato e tener lì sempre pronto l'esercito perché accorra dove il bisogno lo richiegga. E così la pensano anche v.alen ti ufficiali che non sono della valle del Po, e sos.Lengono che la nostra penisola dovrà considerarsi come perduta il giorno in cui l'inimico si sarà impossessalo della valle padana. . Preghiamo il cielo che disperda il funesto vaticinio; in ogni modo non ci sentiamo inclin&.ti a coteste massime, P. mentre ricord iamo ciò che fece la .!!'rancia per fortificare il suo territorio, vediamo che presso gli aHri Stati si calcano qu:asi le orme dell'antico sistema; ma temiamo pur troppo che insinuandosi tali principii nell'animo della popolazione avvenga un giorno che

il nostro esercito , dorio di essersi battuto nella valle del J>o, consegni addfri ttura le sue armi all'inimico in omaggio· a tali principii. Lim itando invece le fortezze al minor numero possibile, b isognerà procurare alJ' esercito una buona piazza da guerra neil' llalia superiore, nella centrale e nell'inferiore, onde non resti del tutto abbandonato a sè stesso. Qui potremmo por fine alla quistione strategica, s_e nonehè pensando che molti si fanno scudo dell'opinione di recenti scrittori e si prevalgono di. un'asserzione del Brialmont per osteggiare le fort ificazioni di Roma, tenteremo dimostrure che l'illustre scrittore del I\e}O'io mal si appose dicendo che: la perdita d1: Roma sar:bbe meno clannosa per l'Italia, di quella di Piacenza, 1'01·ino , Veronci (1). Si potrà amm1e1tere tutlo al più che la perdita di Piacenza possa riescire tan to funesta quanto quella di Roma, perchè Piacenza, che l'istesso -sc~·ittore ~~fi~ìs?e la capitale militare d'Italia., può con?cl erars1 11 11m_ tt~ fino al quale un esercito ben costitULto trova tutti 1 mezzi per opporsi vigorosamente all'inimico, e l'oceupazione cli questa piazza dà inevitabilrnenle origine ad un periodo cli guerra in cui tutto resta qtl'asi unicamente affidato al valore deìl'esercito difensore. Piacenza per la sua posizione centrale neìla valle del Po, a cavaliere di que~to gran fiume, riun is'ce tutti i vantaQ"o-i del1'0ffensiva e de lla difensiva; si eleva come vO . barriera fra il Po e l'Appennino, ed è la vera piazza di coneentrarnento; è il nodo delle vie di comnnica z10ne con l'Emilia, là Liguria, il Piemonte e la Lombardia; è infine un punto strategico di eminente importanza.

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(4) Étiulcs sur la fortification des capitalcs et l'itwestissemcnt des camps retranchés.


LE FOI\TIFICAZCONI

l\'Ia per Torino e Verona I.e cose sono ben diverse; dappoichè per quanto sia importante la posizione del.,. l'antica capitale del Piemonte, per quanto dolorosa riescirebbe la perdita di cotesta ciLLà, tanto generosa . e cospicua, è però indubitato che trovandosi in prossimità delle frontiere più interessanti dello Stato, la sua caduta dovrebbe ritenersi , pur troppo, come una dura conseguenza della sua ubicazione, ma che potrebbe non compromettere la sorte del rimanente territorio nazionale, la quale resterebbe affidata, come al principio della guerra, alla resistenza delle fortezze ed al valore dell'esercito. Per Verona regge ancor meno il paragone, poichè òopo la sua caduta l'Italia si trov'erebbe tutto al più come nell'epoca anteriore al "8136, e per quanto infelice sarebbe la nostra condizione, potremmo disporre a nostro talento di tutto il resto d'Italia, e regolarne la difesa facendo astrazione della parte occupata dall'inimico. In verità ci sembra assai strano il credere che la perdita di un estremo lembo del territorio possa nuocere molto più di quella di una città o provincia interna; quasichè possa concepirsi che la perdita dei dipartimenti che formano le antiche provincie della Champagne o dell'lle-de..,Fmiicf sarebbe stata meno dannosa, per la Francia, di quella. dell'Alsazia o della Lorena .... e che l'Italia avrebbe dovuto preferire la cessione dell'Umbria o delle Marche, a quella di Nizza e Savoia I Concludiamo dunque che anche sotto l'a.speuo strategico la capitale d'Italia dovrebb'essere fort ificata , e procuriamo d'indagare il valore che dovrebbe avere . la nuova piazza. Roma per la sua posizione può essere a tta.ccata da un corpo di sbarco, ovvero dàll' esercito proveniente dal nord; quindi è da questo duplice punto di vis-t a

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che va studiata la sua difesa. Siccome poi sarebbe l'unica piazza che si eleverebbe sul cammi.no dell'aggressore, fra Bologna e l'estrema punta meridionale d'Italia, così dovrà essere costituita in modo che possa servire come piazza d,LA(!,lgio per l'esercito difensor:· Riflettendo anche, come dice il generale Verogg10 nella prec itata ~iemoria sulla difesa territoriale d'Italia, non essere ammessibile che la caduta di un nucleo di difesa, stabilito in un'altra regione dello,Stato, clo·vesse poter imporre la resa al Capo della nazione, al Parlamen to ed a tutti gli altri poteri che non avessero abbandonato la capitale , pare anche a noi che Roma dovrebbe costituire o far _Q~rt,eJ.tl,,ti~ot!? finale della difesa . Siamo intanto naturalmente trasportati nel campo tecnico e vi res1~eremo. La quistione da questo lato ha il pregio di essere quasi vergine per il pubblico, se si toglie lo studio fatto <fal la _commiss_ione perrnanente per la difesa generale dello Stato, 11 qllale può trovarsi a cognizione di molti. Esamineremo in breve quei pochi concetti che fur ono concretati per la. difesa di Roma, e daremo il nostro parere cieca la loro attuabilità, per quanto lo consente la delicatezza dell'argomento , che impone una certa riserva.lezza. Facciamo notare anzi tutto che a proposito delle fortificazioni di Roma furono emesse le opinioni più discordanti, come avviene ogni qual volta il giudizio è velato dalla passione. Baste rl1 dire che rr1entre alcuni vi si oppongono radicalmente e non vorrebbero neanche rinforzare la cinta., vi è poi chi vorrebbe spendervi -l non meno di HO milioni. E fra così. opposte opinioni, ' che possono- considérarsi come i poli di una calamita, èvvi una gradazione di concetti che sarebbe impossibile di seguire minutamente.


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01 ROMA

LE FORT1F1CAZI0~l

Per mogg1or chiarezza in tanto premeHeremo un breve cenno Lopografico del tereeno, il quale per la sua irrego lare configurazione rende molto complicato il problema della difesa, specialmen te dal lato economic·o. Roma si eleva sui colli: Palatino, Quirinale, Capitolino, Celio, Avenlino, Esqutlino e Yirn ina le; e sugli al tri: Gianicolo, Va ticano e Pin eio, che furono inclusi più tardi nel suo recinto . t divisa in due parti dal. Tevere e giace a circa 30 chilometri dalla foce di questo fiume, torbido ed infido, il quale ha origine a monte Fumajuolo sull'Appennin o toscano e dopo un corso di circa 333 ch ilometri sbocca presso Fiumi cino. / La cit:à è circuita da uno cinta di circa 27 chilometri di sviluppo. Quella sulla destra del Ternre, della in gran parte la Cùita Leonina, fu costruita fra il xvr ed il xvrr secolo, secondo l'anti co sistema bastionato ilaliano; ha il comazido di 6 a 118 metri stùla campagna e dà adito sulla via di circonvallazione, e quindi all'esterno della citti\ , mediante le porto: Angelica, CavaJleo-o·ieri, S. Pancra~ io e Porlese. Ne fn. parte il fo tte Ot") o castel S. Angelo, costituito principalmente dalla Mole o Mausol eo dell'imperatore Adriano , che ne forma il ridotto, con la sua cinta quadrangolare bastionata, che si eleva per H metri. sulla campagna. Un'altra cima bastionala esterna circonda Lutto il castello, la cui costruzi one rimonta ngli anni 1562 e 1563 ; fu si~temata e compiuta per opera di Urbano VIII ne l 1625, e sì com pone cli cinque fronti, con le co rtine di circa 1 zO metri di lunghezza media. Questa cinta esteriore del forte è preceduta da una fossnta di 25 metri di. larghezza, da una strada coperta e da uno spalto; la sua linea di fuoco ha il coniando cli circa 7 metri su lla campagna. Dei cinque fronti del forte, solamente i due

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rivolti al nord potrebbero utilizzarsi per la difesa della . . piazza. L'altra pa rte della cinta di Roma, situata sulla sinistra del Tevere, conserva l'antico nome di Illura_A~ retiane ed è fian cheggiata da 230 torri, di tratto in ..J... t1~atto . Diversamen te dall'altr~, trovasi in catti~o stato '; d1 conservazione; la parte piu debole é quefla com presa fra il salieme di Santa Croce ed il Pincio ; i_l tratto da porta S. Sebn sLiano ali' Anfiteatro Castren~e e dominato dalle alture frontegginnti. Le mura Aureliane hanno l'altezza ,·ariabile da 8 a '16 metri; le torri giungono fino a 22 metri di altezza . L~ngo questo tratto di cinta esistono no ve porle, quali sono: dP.l Popolo , anticamente fi'tamini·a - Sala ra - Pi a, già Nomentana o Yimina.lis - Tiburtina - S. Lorenzo l\Iaggiore o Noevia - S. Gi ovanni o Cceli 1lfontana -:-S. Sebas tiano, anti camente Appia - S. Paolo, già Ostiensis.

La valle del Tevere è poco fertile , montuosa, solcata in mill e guise da fossi e da burroni; ha (a lun~ ghezza cli 2~0 chilometri e la lar~hezza. rnass1m~ di 120. È limitata al nord- est dalla diramazione del! Ap- pennino centrale, compresa fra i monti della Luna ed il monte Cervaro ; all'est ed al sud-est dalla catenn che staccan dosi a monte Cervaro , fa capo alla selva Laureutina, presso la foce del Tevere ; al sud . è Jimitat~ dal mare; ad ovest dalla catena secondarw che dai monti della Luna si distend e fino nl monte Amiata e volgendo a sud-est pee !e all'ure di filoniefia sco ne e di Viterbo, con un ramo si protende ai co lli che recingono Ci vitavecchia e con l'altro s'inoltra nell'Agro romano, terminan do presso Roma a monte Mnrio ed ai colli Vaticano e Gianicolo. Pra lo alture adiacenti alla città, quella di monte Mario è la più dominante e si eleva per 146 metri sul ANN O Xl, VOL. Il .

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LE FORTIFICAZION I

livello del mare, per cui è notevole come pos1z10ne mi litare ed imporla che non sia occu pala dall'inimico, come avvenne negli antichi tempi, e nel 4849 per opera delle truppe fra ncesi . Il terreno che circo.oda la città è intersecato da ·18 strade rotabili , delle quali indi chere mo le principali, e da 5 fen ovie . La via Aurelia, che ha origine a porta Cavalleggieri, conduce a Palo e Civitavecchia e prosegue lino a Livorno, per il lillora le maremmano. La via Appia, la quale comincia a porla S. Giovanni e ( conduce a Capua ed a Napoli. La via Casa li na o Labicana, che ha origine a porla Maggiore e va a Frosi none cd a Napoli. La via 8alaria, o Quinzia Reatina, che partendo da porta Salara giunge a Rieti, ove incontra la strada postale che conduce ad Aquil a, per i monti dc~gli Abruzzi. A l?asso Corese un'a!Lra strada si sw.cca dall'antecedente e conduce a Foligno e Firenze. La Flaminia che ha origine a. porla del Popolo, mette a Narni ed a Terni o si cong iungo con la via Salari a. La via Cassia, la quale si stacca dalla Flam inia al ponte ~lilvio e cond uce a Siena e Firenze. Le fe rrovie sono : Per Napoli passa odo per Velletri, S. Germano e Capua. Per Firrnze, toccando Orte, Foligno ed Arezzo. Per Ancona, staccandosi da quella per Firnnze , a Fol'igno. Per Siena e Firenze, staccandosi ad Orte, dalla ferrovia per Firenze. Quella del litorale tirreno, la quale passa per Civitavecchi a e Li vorno e conduce a Pisa. ( Al fondo della valle del Tevere trovasi l'Agro rom ano, parte dell'antico Lazio, nel mezzo del quale elevasi la 1

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città etema. Desso è formato dalle bassure del fiume , e può ritenersi che abbia poco più di 2000 ettari di superficie, parte consi stente in lerreni da coltivare, parte in pascoli e foreste, e circa 28 ettari in terreno paludoso. Nell'Agro ro mano do.r.nina la malsanla dell'aria; infortunio vieppiù grav e se Roma dovrà diventare una fortezza importante e comcnere un presidio considerevole di truppe; per cui diremo qualche cosa della quistion e igienica. Secondo i più competen ti sono varie le cause che dànno luogo alla malsanìa dell'Agro romano. Dominante fra tutte è l'esistenza degl i stagni e delle palu di, specialm ente di quelle: Pontin e, Laurentine, Ardeatine ed Os tiensi, comprese fra l'arco littoraneo che congiunge la foce tiberina col porto d'Anzio, e la strada di .Neuuno. Altro cause sono: la putrefazione delle alghe mari ne che, per la li eve profondità del mare lungo la spi agg·ia, vi si accumulano facilmen te . La frequ enza dei yen ti sciroccali e di libeccio, che trasportano i miasm i e renJono l'aria assai umida. La gran quant;ìtà di so rgive che manti ene inzuppato il so ttosuolo. L' ostruzione di molte cloaclte antiche che non danno più esito alle acque ed Dllc materie. La dilieL·enza di temperatura fra il giorno e la no lle durante la stagione estiva, e la inco stanza del clima. Siccome però, Roma dev'essere la sede del Governo; siccome per i suoi monumenti, per le memorie di cui è ri c<:a, e come metropol i ciel culto cattoli co, è un centro di ri chiamo da tutte le par'li del mondo : così vi è da credere che la presente generazione, fra le grandi imprese che ha tentalo e portato a compimento, vorrà anche annoverare qu ella della bonificazi one dell' Agro romano. Tanto più vi è da sperare inquantochè la quistione, in quest i g iorni, è oggello di cure e di discussioni da parte di notevoli pe rso-


°20 LE FORTIFICAZIONI naggi, e più che mai richiama l'attenzione del nostro Governo. D'altronde il problema è stato già altre volle studiato, e che possa essere vantaggiosamente risoluto lo dicono coloro che particolarmente se ne occuparono come: il Lanqisi, il Moricchini e tanti altri, fra i quali citeremo l'ingegnere Pareto, ispettore del genio civile e relatore della commi ssione per la bonificazione, per l'irrigazione e risanamento dell'Agro romano, il quale nella sua elaborata relazione dichiara che: prosr:iugati i ristagni di qualunque natura essi siano , deve l'aria in torno a Roma mitigarsi e se non diven ire eccellente , quanto quella di certe con trade montuose, permettere almeno che, senza gravé pericolo, si abiti nei campi in tutte le stagioni dell'anno. Forse anche il male dipende vieppiù dallo spopolamento dell'Agro romano e dalla mancanza di coltivazione, e siamo convinti come il doLtor 'l'awig che:

Lorsque ces contrées étaient habitées et que de nombreux colo~s cultivaient les terres avec soin, le pays était prospère et son atmosphère salubre; quin di b isognerà sperare che sia modificata l'attuale distribuzione delle proprietà e sia adottato un regolare sistema di coltivazione. In ogni modo facciamo voti perchè il Governo voglia concorrere onde la capitale cl' Italia sia anche messa al sicuro da un nemico interno qual è la malaria, il quale quantunque faccia la guerra agli uomini e non allo Stato, è non meno pericoloso dei nemici esterni. Ma ritorniamo alla quistione tecnica. Secondo che abbiamo accennato, la nostra capitale dovrebb'essere trasformata in una piazza di rifugio e dovrebbe costituire il ridotto centrale della difesa d'Italia . Il suo còmpito clovrebb'essere di appoggiare le operazioni del!' esercito, nella sua linea di difesa RomaAncona, provvedere per il suo approvvigionamento e

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riordinamento durante la guerra; resistere agli attacchi dei corpi di sbarco e tagliare le comunicazioni a quelli che sbarcando sulla costa occidentale peninsulare, al disopra della foce tiburtina, tentassero di procedere verso il mezzogiorno d'Italia; servire di rifugio all'esercito difensore nel caso di ritirata ed influire sulle conclusioni della pace. Roma, in altri term ini, dovrebb' essere un perno strategico (pivot sLratégique) ...,,, della difesa generale , e le sue fortificazioni dovrebbero avere il maggior valore possibile. Sotto questo punto di vista ed in base dei moderni metodi d i guerra e degli odierni m~zzi ossidionali, la capitale d'Italia può essere fortificata in tre modi, cioè: con una cinta molto estesa cli forti che renda quasi impossibile l'investimento. Mediante la costruzione di due o tre campi trincerati in prossimità della piazza. O circondando la citLà con una cin ta. continua di forLi, in guisa che fra l'una e l'altra vi resti ' una zona di terreno abbastanza larga, come a Parigi, da servire pel concentramento delle truppe di presidio interno ; costruendo quindi due o tre campi trincerati in prossimità della piazza. Diremo addirittura che le due ultime soluzioni non so!lo applicabili a Roma, a causa della difficoltà di trovare posizioni adatte e dominan ti per la costruzione di vasti campi trincerati, che possano servir di base al difensore per arrestare vigorosamente la marcia dell'in imico, sulla capitale, e stornare i suoi tentativi di ultacco . Il terreno comechè incostanle ed accidentato mal si presterebbe; mentre poi nel caso che, l'esercito retrocedendo fino a Roma, vi giunga sens ibilmente stremato, non si avrebbero truppe bastevoli per ben difendere i campi trincerali e sopperire alle a ltre esigenze della campagna. Il primo degli accennati sistemi invece si presta

Jf:,\


22 LE FORTIFICAZIONI molto più per la di fesa di Roma, perchè nella sua semplicità non richiede un esercito imponente e procura anche il mezzo di evitare l'investimern.to clel:la piazza ed il bombardamento della città, che sono gli scopi principali eh.e biso.gQa prefiggersi nel costruire le grandi piazze da guerra. Quindi si polrà ottet1ere una buona difesa a Roma, costmendo un campo 1.rincerato addossato, per un eserc;:ito di 60 a 70 mila uomini, con una o due linee di opere distaccate ed aumentando sensibilmente il valore del.la cin,ta attuale. La prima Hnea non dovrebbe distare dalla città meno d:i 4- a 5 chil@metri, e l'intervallo fra due opere consecutive iFlOn ,dovrebb'essere maggiore della ùoppia p0rtata del tiro a mitraglia. Onde p0i con la caduta di un(i) dei fo.ntii wi prima linea non riescisse facile aU'inirmico di peneflrare ,nel campo Lrincerato; occorre una seconda linea di o,pere distaccate. iÈ questo il concetto più semplice e naturale per la difesa di Roma, e corrisponde, iin massima, a quei pochi finora concretati e che hanno veramen•te un valore. Infatti i piani compilati per la difesa cli Roma si riducono a quattro, e sono stabili li sulle medesime basi, ad eccez,ione di uno, come vedC'erno in seguito.. Quello della commissione permanente -per la difesa generale~dello Stato, col quale proponevasi di trasformare la capitale d'JtaJia in una gran piazza da guerra, con campo trincerato, e nel ridotto generale di difesa dell'ltalia peninsulare, per la somma di 42 milionì,[ ohe veniva limitata a 22 milioni, in un piano ridallo. Il piano della sotto-commissione in caricata di compiere quello generale di difesa, della com missione permanente, e a·dattarlo alle nuove condizioni territoriali

-,

Dl ROMA 23 e politiche dipendenti _dall'annessione delle provinci.e romane, consistente: nella costruzione di un gran campo· trincerato, con una prima linea di 23 forti, distanti da circa 4000 a 5575 m,e.tri dalla cinta, una seconda linea di !5 batterie, occasionali, da cosLruirsi però in caso di guerra ed ove l'erario non fosse in grado di sopportare la spesa per opere permanenti, una cittadella su1la vetta di monte Mario ; ed infine proponevasi di aumentare il valore della cinta, ricostruendo il tratto compreso fra la porta San SebasLiano ed il salien te di Santa Ceoce, per la somma complessi va di 4'2 milioni. Dalla direzione del genio militare di Roma fu compilato un piano, molto elaboralo, dal quale rilevasi che il terreno è slato accuratamente studiato, malgrado le difficoltà che presenta, è che fu tenuto conto di ogni circoslanza che può aver influenza. sulla costruztone effettiva delle opere. Il piano veniva compilato sulle, norme speciali slabilite dal comitalo d' artiglieria e genio in base al concelto di garen tire la capitale da un colpo di mano che potrebbe tentarsi da un co rpo di sbarco. Soluzione ideata dal Min istero, trovandosi forse nell'impossibilità di ottenere i fondi, allo scopo di provvedere ampiamente per la difesa di Roma. La direzione del genio proponeva di fortillcare la città con una prima linea di ,u. forti distaccati, presso a poco coincidente con la seconda linea progettata dalla sollo- commissione di difesa; proponeva una seconda linea di 13 batterie, un· opera importante sulla vetta di monte Mario ed i lavori per accrescere il valore della cinta, tenendo la spesa nei limiti più possibilm ente ristrelLi di circa 1·I milioni e mezzo. Il comitato d'artiglieria e gen io, dopo di aver esaminato il piano della direzione ed aveL' fatto un'ac1


2.-i

LB F0n1'1FICAZIÒNI

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DI !\Ol\1A

curata ricognizione del terreno, nell'intento di restrio. gf\re ancora più la spesa, vi apportava alcune modificaz ioni, per le quali le opere venivano ridolle a : 11:ì forti permanenti di prima linea, 5 batterie permanenti, '10 batterie occasionali da costruirsi even tualmente. Ricorderemo infine il piano formu lato da un reputato generale del nostro esercito, il quale, diversamente dagli altri , è basato sc:.l principio di una difesa attiva per mezzo di tl'Uppe mobili, coadiuva La dall'azione di alcun i forti, da .elevarsi sulle pos izioni più importanti del terreno esterno, e dal concorso della cinta attuale e di qua lche batteria da costruirsi sui punt.i culrninanLi del terreno in terno . Si scorge dunque che i concetti di massima su l modo di fortifìcare la nostra capitale non differi scono molto fra_loro, se non che non sembruno int«.>O'ralmen te attuab ili, per i motivi che espo rremo qui ap~resso . Il campo trincerato proposto dalla sotto-commissione di dr fesa, quantunque guareruisca bene la piazza da.o·]i attacchi, pur nondi.meno componendosi di 39 opere staccate richiederà un forte presidio ed un numero sLraordinario di bocche a fuoco . Il piano comp ilato dalla direzione del genio di Roma essendo esclusivamente basato sul concetto di assicurare la capitale da un colpo cli mano non corrisponde al eòm pito cui deve sod.disfare la nllova piazza; infatti la pr·ima linea di t'o rli avendo solamente lo sviluppo di 33 ch ilomeLri, non procura all'inimico le volute difficoltà, per fare l'investim ento . Il COllCeLtO poi di fortificare SO·lamente alc uni punti del terreno esterno , combinando razione di tre o quattro opere con quella delle truppe mobili, sembra adottabile sol quando si tratti di una di fesa da improvvisarsi, ovvero quando l'erario dello Stato non sia assolutamen te in grado di sostenere le spese 1

di-

per una difesa più conforme all'importanza di Roma; ed anche in questo caso non si dovrebbe perdere di mira il futuro còmp ito di Roma, come perno strategico, e le poche opere distaccate si dovrebbero costruire come parte del gran campo trinceralo che il Governo dovrebbe riserbarsi di completare appena vi fossero i mezzi disponibili. Pare invece che per soddisfare alle esigenze difensive ed economiche, pur restando nel concetto di massima sviluppato da ooi, il campo trincerato di Roma potrebbe. costruirsi come segue: la posizione della prima linea di forti potl'ebbe essere ad un dipresso quella s tabilita dalla sollo-commissione di difesa, e non dovrebbe avere uno sviluppo minore di t5 a 50 ch ilometri; pur contentandosi di. non costruì re le opere ad ugua} _g is!.anza : dalla cinta, a causa delle accidentali Là deÌ "terreno. Infatti basterà riflettere che a nord della cillà, dove sì elevano i contrafforti . di rnonle Mario, ed alla distanza non maggiore di ,1500 mett·i, il Lerreno ha l'altezza di metri 14,6 sul li vello del mare e poco più avanLi, sulle al Lure della Farnesina, la quota è di 121 metri. Girando verso ovest, e sempre restando alla distanza di circa due chilometri dalla cinta, il terreno discende quasi gradatamente, raggiungendo la quota di metri 85 all'i ncontro della via Aure!ia con l'acquedotto Paolo, la quale va anche decrescendo secondo che si aumenta la distanza dalla cinta. Al sud e quasi in corrispondenza di porta Portese, dove si trova.no le prominenze di monte Verde, il terreno non supera l'altezza di metri 75· sul livello del mare; al sud-est discende fino alla quota di -12 metri, presso la spon da destra del Tevere. Proseguendo verso est, il terreno ascende fino alla quota di /1:8 metri, quasi in corrispondenza · di porla Maggiorn, presso la vin Prrenestin:i. 1


26

LE FO.RTIFIGAZIONI

Tale incostanza del terreno non si verifica soltanto nei dintorni dell a città, ma benanche a grand e distanza , per cui si rende difficile la postazione delle opere, specialmente per ottenere lo scopo che ri es'.:ano dominanti, che non siano gi rate dall'inimico e che si fiancheggino fra loro. Premesso che la prima linea di forti abbia lo sviluppo di 45 a 50 chilometri, e che l'interva llo fra dne opere consecutive sia in media di 2000 metri, essa si comporrà di 23 forti; dei quali q-uelli rivolti donde vi è maggior probabilità che provenga l'inimico, e quelli in prossimità delle vie di comunicaz ione che può percorrere l'esercito difensore, ritirandosi sulla capitale, dovrebbe ro essere costituiti più validamen te. Tali sarnbbero i forti : presso la via littoranea Maremmana e la ferrovia per Pisa ; presso la via Flaminia, la via Cassia, Ja Salara e la ferrovia ch e per Foligno conduce a Firenze ; quelli in prossimità della vin Labicana, della via Appia e della ferrovia che per Ceprano conduce a Napoli. Per cui la prima lin ea di opere, come anche pl'Oponevasi dalla sollo-commissione di difesa, si dovrebbe comporre di forti di primo e second'ordine, relativamente alla loro importanza; cioè 7 di prim'ordine o rn di second'ordine. Ogni forte di prim'ordine ove sia difeso da 35 pezzi d'artiglieria e da un presidio di 600 uomini, ove sia fornito di tutli i ricoveri necessari, potrà ammontare secondo i nostri calcoli ad 4 milione e mezzo, compresa J'espropl'iazione del terreno. Ogni forte di second'ordine basterà che sia difeso da 25 bocche a fuoco e da un presidio di 300 uomini, ed importerà la spesa di 1 milione, compresa l'espropriazione. Per guan to poi riflette la seconda linea di opere) del campo trincerato, a noi pare che si potrebbe raggiun-

27 gere lo scopo di una buona difesa costruendo invece tre gr;indi forti che fa('.essero l'ufficio di cittadelle; da elevarsi sulle posizioni più importanti del terreno compreso fra la pr ima linea e la cinta, e preferibilmente sulla vetta di monte Mario, sulle prominenze conosciute col nome di monte Verde e fra la via Prronestina e la Labicana, a circa 1500 metri dal saliente di Santa Croce. Esse dovrebbero concorrere rispeuivarncnte con i loro fuochi ad aumentare il valore difensivo delle tre zone : ovest-nord-est, ovest-sud-est e sud-est-nord, del campo trincerato; dovrebber·-o appoggiare le operazioni delle trnppe mobili, massime quando l'inimico avesse reso impotente qualcuno dei forti di prima linea e tentasse introdursi nel campo trincerato. Ciascun'opera di seconda linea potrebb'essore difesa da 50 pezzi d'artiglierin e da 800 uomini, e secondo i nostri calcoli costerebbe circa 2 milioni, compresa l'espropriazione. La difesa generale della piazza <lovrebbesi completare rinforzando la ci nta, terrapienando la laddove occorra più particolarmente che sia muni la dì bocche a fuoco; ricostruendo il tratto compreso fra la porta S. Sebastiano ed il saliente di S. Croce , ed ove sia Jifesa da 200 pezzi d'artiglieria opporrà una vigorosa resistenza. • Riepilogando avremo che per la difesa di Roma occol'rerebbero circa 48 milioni , compresa la spesa per i lavori della cinta, per le vie di comunicazione e per la costruzione dei m11gnzzini; circa 16 mila uomini di guarnigione ed un migliaio di bocche a fuoco. ~la non basta, giacchè bisogna tener conto delle truppe mobili che ci vorranno per la difesa alliva del campo trincerato. Nel caso che la piazza debba sola.,. mente premunirsi contro gli attacchi delle truppe di sbarco, sarò. inutile dimostrare che potrebbero bastare DI UOl!A

•


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LE F(Jlt'l'IFICAZIONI

DI Jt0MA

,1? a

12 mila uomini di truppe mobili; sicchè per la difesa generale ci vorranno da 26 a 28 mila uomini dei gua ii almeno 20 mila potrnnno far parte della mi~ lizia mobile . Nel caso poi che lloma sia minacciata dal nerbo principale de ll'esercito nemico, i I che non può accadere che quando l'Italia abbia perduto la valle del Po, ;:illora la difesa della metropoli d'Italia resterà naturalmente affidata all'esercito comballente, il quale avrà eseguito la sua ritirata sulla linea di difesa RomaAncona. Or ci resta a .parlare della quistione economica, .<lappoichè è affatto inutile di fare dei gran progetti quando non si hanno i mezzi per attuarli ; ed a noi pare che trattandosi di argomenti molto seri e che interessano la salvezza del paese, biso,.,·na sopratutto Ia~ciare i! campo accademico, e considerare la• quist10ne sotto l'aspetto puramente pratico. · Nelle cond izioni finanziar ie in cui trovasi l'Italia., al certo non molLo floride, rna nemmanco deplorabili come .alcuni pretendono, la quistion e economica generale procede di pari passo con quella della difesa dello Stato, imperocchè sono ugualmente vitali per l'Italia: . Infatti assestare le nostre finanze e lasciare il paese m balìa dell'in imico, espone11do l'esercito ad inutili sforzi, sarebbe presso a poco come aver tutta Italia validamente munita da un capo all'altro e le finanze dello Stato in grave dissesto. So no dunque due quistioni annesseeconnesse e non è possibile di fare astrazione di una a vantaggio del l'altra. Così stando le cose si sc0rge di leggieri che i provveclimen ti per la difesa generale dello Stato dovranno passare per una trafila durissima prima di essere ado!iati ; mas~ime per l'opposizione che, per qualche tempo ancoca, wcontreranno dal canto di coloro che ·non veggono al di là dal ·riso1'9irnento delle nosLre finanze .

I

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Eppure l'Italia non può restare come si trova, perchè non deve e non può correre il rischio di perderP. in poco tempo i fruì..ti. che raccolse con le fatiche e con i sacrifizi di tanLi anni .... Qual' sarà il giudizioche faranno le altre nazioni di un popolo che si abbandona interamen te alla sorte, che non provvede per la sua difesa, che non si preoccupa delle fatali conseguenze di una guerra che ·oltre agli oneri materiali potrebbe imporgli di chinar la fronte chi sa per quanti anni? Non è sufficiente l'esempio di una nazione, a • noi sore lla, che in un ba leno ha veduto sfiorare le tante glorie militari accumulate dai suoi grandi capitani, che in allri tempi insegnarono a tutti il modo di far la guerra? J,: perchè non dirlo '? Q11ando pensiamo a ciò che spendono gli altri Stati, ed in ispecie la Germania, per lavori di difesa, pur troppo siarno in-· dotti a credere che non tulli in Jtalia annettono la dovuta importanza alla nostra unità ed indipendenza! E cotesta impressione a noi ne viene dalla logica dei . fatti e da quella specie d'inerzia in cui da noi si vive, so le cause che ci hanno spinto a dire, sia pur male, qualche cosa circa le fortificazioni di Roma . ~la torniamo alla quistione economica . Secondo i nostri calcoli occorrerebbero &,8 .milioni per la difesa di Roma; second o i ca lcoli della sottocommissione ne occorrerebbero 4-2. Qualunque sia il piano che dovrà essere adottalo a noi non cale, purchè la nostra capitale sia fortificata e bene. Siccome però, a quanto pare, il Ministero conoseenclo l'impossibil ità di ottenere i me.z;r,i per formare di Roma una potente piazza da guerra, avrebbe deciso di fortificarla almeno in mani.era che possa resistere ad un colpo di mano, che venisse tentato da un corpo di truppe sbarcato sulle vicine coste, così sarebbe opportuno che la costruzione delle opere, su tali basi,


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fosse subordinata al concetto generale di trasformare la c~p(tale in u?a gran piazza da guerra, appena sarà pos~'.blle. Fa1:e rn morlo _cioè che le opere da elevarsi nell intento d1 preservare la capi.tale da un colpo di mano, potessero ri escire nnche util i, nel caso in cui debbasi provvedere per la difesa generale di Roma, come pe:rno strategz"co. Sta?ilita io tal modo la quistione pare che fin da ora s1 potrebbero costrnire i tre forti di seconda linea che, secondo il nostro concetto circa la difesa di Roma dovrebbero ufficiare da cittadelle, potendo tempora~ , n~amente assumere il còmpito di appoggiare un corpo d1 truppe mobili e di concorrere con i loro fuochi alla difesa del terreno esterno. Anzi adottando in caso di guerra come triano·olazione di base quella formata dai tre foni, or or~ indicati, si potrebbero elevare delle opere occas ionali fra i loro intervalli e chiudere in qualche modo il terreno della difesa . Elevnndo i tre forti, che in seguito dovrebbero re_stare come opere di seconda line-a, e che importerebbero , la somma di 6 milioni, ed imoieo·ando 4 o 5 1 milioni. per rinforzare la cinta , per le vi; di comuni, c~zione e per la costruzione di qualche magazzino, s1_poLrebbe per ora assicurare la capitale da un colpo di maiw, senza pregiudicare b questione della sua difesa come pe1·1io strategico. Per il momento dunque l' uni co volo· che poss iamo fare si è che il Parlamento italiano., inspirandosi alle s~) len?ide_ memorie mi litari di cui è ricca la metropoli d Itnl rn, ncordando che Roma dalla sua origine fu consacrata al Dio della guerra, e pur non dimenticando i bisogni delle 9ostre front iere cooLi nentali, vogl ia almeno concedere per ora una diecina di mil ioni onde cominciare i lavori di difesa della celebre ciuà destinala

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DI ROMA

LE FORTIFICAZ[ONI

'

come sede del nostro Governo. Ed ove in prosieguo ci sia dato di spendere un paio di milioni all'anno per la cosLruzione dei forti che dovranno costituire la prima linea del gran campo trincerato, e per gli altri lavori accessorii, la difesa di Roma, · come perno strategico, potrà essere assicurata in pochi anni, ed il popolo italiano potrò. guardare più tranquillo nel suo avvenire, perché avrà i mez.z i di opporre una vig;orosa resistenza all'inimico anche nel cuore. d'Italia, ed in ogni caso la difesa di Homa potrà conco!Tf:re a salvare l'onore delle armi, a diminuire le conseguenze della guerra e ad influire sulla conclusione dell a pace. anche meglio di come ha fatto Parigi nell'ultima campagna franco-prussiana.

w. /Il


CONl?ERENZE MILITAfU - -

(PUDBLICATE PER ORDINE DI S, E . IL MIJ';IST RO DELLA GUERRA)

LA LINEA UNICA

I r·ecenti perfezionamenti delle a1·mi a fuoco, l'attuale agri coltura, il progresso dell'uma ni tà nelle vie della civiltà e dell'i struzione, hanno por tato notevoli mutamenti nel modo di ordinare le truppe ed impiegarle nel combattim ento secon do la specia lità loro . Ai tempi di Napoleone I la baionetta risolveva il co mbattimento, però il gran capitano non lanci ava le sue eolonne all'assalto se non dopo scossa co l fuoco la difesa nemica. L'arte sua fu compresa, e a Waterloo le profo nde co lonne franr,esi venivano sbaragliate dal canno ne inglese e prussiano . Le ulti me gucn e persuasero infi ne che co!Ie arm i attuali soltanto la preponderanza del fuoco può dare la vittoria. Egli è sotto la scorta di questo sommo principio che mi proverò a dimostrare alcune conseguenze tatticl1 e, per le varie arm i, derivanti dai recenti perfezionamenti delle armi a fuoco .

33

II.

CONFERENZE MILITARI

I.

LA LIN EA UNICA

I

L'artiglieria, già celebre nelle gnelTe napoleoniche, per i snoi successivi perfezionamenti acqu islò via vi a maggior imporlanza, ed oggi, per la sua mobilità ed il concen tram ento dei suoi fuo chi, porla grave peso nella bil ancia della vittol'ia. su: campo ài bauaglia essa ha due scopi supremi: iniziare e risolvere . L'azione sua pronta ed effi cace fin dai primi momenti ani ma lo spil'ito dei comhaltenti, ne im pone al nemi "'O, permette alla fanteria di fronteggiare e avviluppare l'avversario. In seguito ri solveranno l' azione poten ti nuclei di ri ser va mediante rapidi concentramenti ne l sito opportuno. Dai diversi scopi accennali ne consegue che la migliore artigli eria è la più mob il e e che è megl io sacrificare la lunga gillata alla giustezza del tiro ed alla mobilità. Ne con segue an cora come convenga ave re sul c,;1mpo di battaglia u na sola qual ità di pezzi, sia per evitare confu,;ione nel trasporto delle munizioni, sia per evitare quella giusta preocc upa zi on e che nasce nei capi ogni qual volta si tratti adoperare con maggior vantaggio una quali tà di pezzi aozichè un'altra. Non v'ha dub bio che ìa conquista o la difesa tenace di un punto o di una serie di punti dà la villoria; ma questi punti il più delle volte non possono essere riconosciuti come decisivi se non dopo Yarie combinazioni di movimenti e combottirnen.i . Allora soltanto cominciano i diversi concentramf•nti dell e artigli erie, operazi one compli cata e dinì cile e per gli atluali terreni e per il facile bersaglio che esse presentano ai tiri dell'avversario. Tali conceritramenti contro un nemico attivo ed inA NNO xx, \'OL. Il. 3


3,i,

CONFERENZE MILITARI

telligente sono soltanto possibili con artiglierie mobilii,sirne. A Waterloo Napoleone s'accòrse che i suoi pezzi erano già divenuti troppo pesanti per battere gli alleati ammaestrati dalle sue vittorie. Ma non basta il concorso dell'artiglieria, il numero ed il perfezionamento delle macchine, è necessario pure che l'azione sua armonizzi continuamente con quella delle altre armi per il conseguimento dello scopo comune . Di qui la necessità per l'ufficiale di quest'arma di conoscere non solo le proprie attribuzioni tecniche, ma anche il modo di combattere della fanter ia e cavalleria; deve cioè saper dis tinguere e seguire tutte le diverse fasi di un combattimento ed esercitare l'occhio a giudicare il terreno ed il nemico. Se non che, mentre le altre due armi hanno un vasto campo d'azione e molto sim ile al vero nelle esercitazioni di combattimerno simulato, l' artigl ieria invece si trova in un campo pratieo molto ristretto, non potendo armonizzare colle altre armi se non nelle grandi manovre. E in vero alle esercitazioni tattiche di 3° grado concorre l'artiglieria, ma c:osì poco numerosa da non poter mai eseguire unconcentramentoche presenti una qualche difficolt.) . Essa inoltre non può usc:ire dalle strade senza recare grave danno all e proprietà ed al proprio materiale. Infine l'azione sua rimane passiva dover do combattere un ' nem ico che per il poco suo numero riesce con troppa faci lità a tenere i suoi sostegni e le sue ri serve dietro qualche riparo. Se adunque qualehe volta l'artiglieria nelle piccole manovre fa sentire il frag,)re dei suoi fu lmini, essa lo fa piuttosto nell'intendimento di animare lo speltacolo, anzichè 1n omaggio ai suoi princi pii tattici ed economici.

LA LINEA UNICA

3ts

III.

,

I perfezionamenti delle armi a fuoco e gli attuali terreni hanno resa meno pericolosa l'azione della cavalleria sul campo di baLtaglfa. Però una carica può aver·e ancora un brillante risultato ogni qual volta una fortunata combinazione di circostanze diverse lo permette come in terreno piano e solido contro fanteria presa dal panico o dal disordine o spro vvista di cartucce. In qualunque alLro caso una cavalleria caricando si sacrifica con danni che possono superare i vantaggi. A. Wqrth quattro reggimenti di corazzieri francesi caricarono i Prussiani col solo scopo di far loro pagar cara la vittoria. e ritardare l'inseguimento . Uomini e cavalli rimasero quasi tulti sul terren o. Il sacrifizio fu sublime. Ua a che pro? Mac-Mahon senza di esso avrebbe incontr-ato qualche maggior difficoltà nella sua rilirata su Chalons, ma l'esercito non perdeva quattro interi reggimenti di cavalleria. _Deve_adunque quest'arma andare ben guardinga prima d1 caricare, ed aspettare i momenti favorevoli che purtroppo tendono a diminuire di mano in mano che la fanteria si consolida e si istrÙisce. Eppure presso i principali eserciti europei. la ca valieri a aumenta in proporzione maggiore delle altre armi. In Francia dopo l'ultima guerra si organiz.zarono parecchi nuovi regg:rnenti, pe1· modo che la cavalleria francese supera per numero la prussiana. Ed anche nel paese nostro, che per la sua configurazione topografi~a poco si presta all'az ione di quest'arma, non poclu convengono che essa vuol essere aumentata e provvista di buoni cavalli.


CONFERENZE MILITARI 36 Perchè adunque un tale incremento? Sono ben lungi da l credere alla profezia del Marrnont, che gli ese rciti dell'avvenire :finiranno per essere com posti di sola cavalleria, sono però convinto che il progresso di quest'arma non abbia ancor raggiun to il suo apogeo. E in vero se essa ha perduto alquanLo di quella sua facilità che prima aveva nell'andare all'urto, ha però acquistato somma importanza nel!' esplorare e riconoscere. Per le rislrellezze finanziarie non potendosi formare nuovi reggimenti, è giocoforza sopperirn alla deficienza del oumero con una maggior istruzione. Per tale considerazione proporrei all e commissioni assegnatrici di reclutare per quest'arma soltanto coloro che sanno leggere e scrivere. E difaLti oggidl in guerra le spie non sono più così numerose come per il passato, d'ahra parte gli eserciti vanno assumendo proporzioni colossali, perciò onde sc;oprire le mosse e le intenzioni del nem ico, per velare le nostre, l'unico mez;zo è di farsi precedere a grandi distanze da grossi drappelli di cavalleria. Questi naturalmente deYono spingel'e in tulle le direzioni altri drappelli più piccoli, i quali si suddiYidono ancora. In tal modo il caval iere isolaLo e abbandonatu nlla propria iniziativa entra nei pie-coli sen ti eri che altraversano la campagna, s'inoltra nelle località sospette, si avvicina ai caseggiati, interroga gli abitanti . Affinchè, la vigilia della battaglia, egli possa com piere questa sua missione con buon successo, occorre che in tem po di pace ver1ga soventi volte addestralo ad orientarsi, a recarsi in un sito convenuto, a riconoscere le qualità del terreno, a chiedere agli abi Lunti il nome delle diverse località, e via via procedendo dal semplice al più complicato. Ora se il so ldato sa seri-

37 vere potrà notare il ·tutto e consegnare lo scritto al suo capo drappello . Soltanto in questo modo il comandante lo squadrone potrà farsi una giusta idea del progresso dell'istruzione nei suoi dipendenti . Nel caso contrario si avranno soldati, padroni forse del loro cavallo, capaci per disciplina e ard imento di andare all'urto, però inetti a discernere le differenti quali là del terreno, in certi nell'interroga re, nel tenere a mente, nel comprendere le risposte, nel riferirle. Vuolsi che con l'attuale metodo d'insegnamento, la recluta dopo due anni di servizio sappia leggere e scrivere. Supposto anche un cosi maraviglioso risullato, avremo però sempre nell'aprirsi di una ca mpagna buona parte dei soldati analfabeti. Vero è pure, che operandosi il reclutamenlo nel modo da me proposto verrebbe a scapilarne la fanteria; ma quest'arma si assoggetterà volentieri a tale sacriOzio, persuasa che l'azione sua sul campo di battaglia non potrà raggiungere lo scopo senza il concorso di una cavalleria islruita. LA LINEA UNICA

IV. La fante:-ia potente quanto l'artiglieria per effi cacia d'armi, ma più potente per numero, pel' pieghevolezza al terreno, per maggior facilità ad equipaggiarsi, ad addestrarsi, merita Ja preminenza sulle altre armi. Ai tempi di N11p0Ieone I erano le profonde colonne che collo slancio e l'eneegia conquistavano le posizioni, ma di mano in mano che Je armi si perfezionaron o, esse diminuirono di profonditù, ed oggi coll e armi attuali, qualunqu e specie di colonna d'attacco è resa impossibile.


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CONFERENZE MILITARI

Adunque il solo ordine lineare nei momentì supremi può resistere, attaccare e vincere se sa esplicare sui punti decisivi la preponderanza del suo fuoco . Per raggiungere questo scopo occorre: 1 ° Che si usino adatte forma zioni e semplici mo.virn enti; 2° Che le manovre fatle in pace siano la vera immagine di quelle che si devono fare in guerra. Quali sieno queste forme e questi movimenti, e quale per conseguenza il miglior addestramen to in tempo di pace, è ciò che per l'appunto conviene esamin are.

V. Una colonna in marcia offensiva, app ena la sua avanguardia entra nella .zona esposta ai tiri dell'artiglieria, si trasforma in tante pi ccole colonne di combattimento. Queste colonne (di battaglione o di compagnia) si trasformano in linea spiegata non appena si trovano alla volta loro esposte ai tiri dell'a rtiglieria o deHa fucileria, a meno che la qualità del terreno permett.c1 di avanzare in colonna. Effettuato così il passaggio dall'ordine di marcia a quello di comba ttimento, i battaglioni o le compagnie costituenti la prima linea staccano cacciatori e sostegni, per modo che ia prima linea viene effettivamente a risultare su tre linee, cioè: cacciatori, sostegni e grosso. Però questa non deve considerarsi come forma costante e definitiva ma bensì come forma iniziale. Ed ecco ora co me sul campo fli bnttaglia sisvolge l'azione di queste tre linee, e come in realtà si viene alla formaz ion e di una linea unica, la quale sola è capac:e nei supremi momenti di sviluppafe la massima quantità di fuoco.

39 Lo scopo gene rale sul principio del combattimento è quello cli avanzare verso i punti dai quali partono le offese. La linea dei cacciatori nè può nè deve avanzare simultaneamente; precedono a preferenza i gruppi riparati dagli · ostacoli perpendicolari al fronte .di battaglia. Questi alla lor volta arrf:standosi proteggon o col fuoèo la marcia dei gruppi che prima erano fer·rni. Se poi il terreno è coperto soltanto da ostacoli paralleli al fronte, i gruppi si regolano analogamente, col l'avvertenza di mu overe alla corsa, a sbalzi, per guadagnare un ostacolo qualunque, per quivi riunirsi e far fuoco a piè fermo . Procedono in seguito sostegni e grosso in linea ma coi più piccoli riparti volti di fianco e. per fila. Questi riparli così disposti offrono un bersaglio più profondo, ma tale inconveniente sparisce dinanzi al vantaggio di un fronte minimo, dinanzi al vantnggio di pote rsi muovere in tutti i sensi e superare con facilità i continui ostacoìi che s'incontrano negli attuali terreni. Se il nemico è stabilito in posizione, i cacciatori troveraun·o nell'avvicinar-glisi diffico!Là e pericoli sempre maggiori. È còmpito àei sostegni il rinforzarli, spingendo gli uni dopo gli altri i varii gruppi, e qualche volta, se il terreno lo permette, anche interi plotoni sui pupti più oscillanti. Esauriti i sostegni subentra il grosso. La nostra linea consolid:rndosi sempre più procura di non cedere un pollice di terre no, anzi continua il suo mo vimento offensivo, a sbalzi, a ondate, avan~ando ora un 'ala, ora l'altra, ora il centro, in guisa che i diversi riparti fermi proteggano col fuoco quelli che avanzano. In tal modo si viene a formare al cospetto nemico ·una linea unica, irregolare, tortuosa, qua rada, là più fitta, animata dal continuo movimento offensi vo , .~ 1: iLA LINEA UNI CA

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CONFErtENZE llllLil 'ARI

ma la per le poche perdite subìte in ragione dell'inlensi tà. del fuoco , capace, se occorre, di avanzare ancora o se non altro di tener fermo e di respingere col fuoco i contrassalti' nemici. Sul la nostra destra e sulla nostra sin istra altri battaglioni si regoleranno nello . stesso modo, e così uvviluppata la posizione, scossa la difesa nemica, sarà. reso faci le il còmpito delle artiglierie delle riserve immed iate, dei corpi di truppa incaricati di fare i movimen ti giranti, avviluppanti, ecc. ecc. Se poi il nemico ha lo sles30 obbiettivo nostro offensivo, il metodo non cambia. Però la linea dei cacciatori può essere improvvisamente sopr;1 ffaua da forze maggiori e rovesciata sui sostegni. Còmpito di questi è di raccogliere gli sbundati e di Lrauenere l'inimico irrompente, mentre che il grosso o buona pal'le di esso approfiuando di questo momento favorevo le avanzerà sulla linea dei sostegni. Se infine anche i sostegni devono retrocedere, la linea combattente (linea unica} verrà a formarsi sul grosso . Questo primo sintomo di debolezza esige l'intervento o per lo meno il riavvicinamen to della corrispondente tl'uppa di 2" linea (riserva immediata ). Tale è la suceessione. logica e nalurale degli avvenirnenLì nella prima fase di un combattimento. Né in seguito si può far megli o, crescendo per ogni dove lo ~compiglio e la confusione col prolungars i della battaglie . Colle armi attuali non si può e non si deve pretendere di più . Credere che battagli oni o compagnie impegnate possano eseguire i ripi e.garnenti, gli spiegamenLi, le marce in battagli a, lo sgombrar la fronte, il riti rarsi per gl'intervalli, i quadral i, ecc. ecc. è solenne 11topi.c1 . Altri movimenti non sono possibili che quelli in avanti, in ritirata, i brevi spostamen ti folti da piccoli riparti . Se pe rtanto si avesse a sostenere qualche assalto

LA. LINEA UNICA

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di cavalleria, quelle parti della nostra linea più compalle e meglio situate nulla hanno a temere colle armi attuali; quelle parti invece più assottigliate e più esposte per la qualità del terreno favorevole alla cavalleria si aprono, si spostano, si riparano dietro qualche ostaco lo, formano piccole masse di difesa, piccoli circoli di resistenza. Che se ciò nondimeno riesce a qualche drappell o nemico di rompe.re e di passare oltre, egli verrà necessariamente a cadc-~re sotto l'azione della riserva immediata a cui pon sarà difficile il distruggere una ca valleri.a poco numerosa, stanca della lunga corsa, disordinata dalla stessa sua inuLile vittoria.

VI. Ilimostrata quale sia la forma sostanziale e definitiva del combattimento e quali i movimenti che dalla forma in:ziale ad essa conducono, facile è l'investigare quale debba essere in tempo cli pace il miglior metodo per addestra.re il soldato alla battaglia. Se nel passato molto ci voleva per fare de lle buone gu ide, oggi in poco tem po si possono avere dei buoni cap i- gruppi. Se nel passalo cinque aoni non eruno sufilcien ti per bene addestrare il soldato alle complicate e geometriche evoluzioni, oggi tre soli anoi debbono essere sufficienti per bene addestrarlo al combattimento. Ma per raggiungere questo scopo bisogna: 1° Dare alle forme e alle evoluzioni regolari soltanto l'importanza che sì meritano . 2° Dare la maggior importanza alle esercitazioni Lattiche . 1

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CONFEHENZ& MCLITAIU

3° Sviluppare continuamente il buon senso del soldato e non confonderlo con un'in finità di teorie e di principii il più delle volte contraddittoriì. Il metodo Vialdersee deve ormai a verflniLo il suo tempo. L'azione individuale dei cacciatori isolati o de i gruppi isolali, con movimenLi giranti, attacchi di fianco, imboscale, insidie, ecc. ecc. mi sembra una mislificazione, noo rappresentando per nulla l'immagine del combattimento di masse contro masse. Voltare e rivo ltare il soldato entro una buca, dietro un albero o muro, emro un fosso, col solo scopo di vedere e non esser visto, mi sembra una pedanteria non inferiore a quella delle inversioni e degli allineamenti coi guidon i. La scherma del terreno non vuol certamente essere dimenticata, come non vuol essere dimenticato il combattimento speciale di pattuglie conLr·o pattuglie, ma convìen persuadersi che nei combattimenti offensivi Jc maggiori difficoltà per i cacciatoei consistono non ·già nel nascondersi, ma nel mantener la coesione del proprio gruppo e l'accordo cogli altri gruppi. Già ho accennar.o quale sia l'azione istintiva e naturale dei gruppi nel combattimento vero, quali cioè i movimenti che dalla forma iniziale conducono alla linea unica; già ho dimostrato, che co lle armi altuali, questa è la sola azione possibile; or-bene conviene in tempo di pace informarsi a questo-principio, e regolare , l'istruz ione in guisa da far succedere quel modo di schermirsi, di avanzare e relrocedere, l'avvicendevole protezione mediante il fuoco, le ondate, gli sbanda- 1 menti, insomma pressapoco lo stesso disord ine, gli stessi fenomeni che succedono in vera guerra. Così il solàato su l campo di baLtag!ia trovandosi ad un trailo di fronte alla confusione, all' ondeggiamento, conseguenze nalurali della distruzione, non crederà già per questo nato il disordine per pericoli ignoti,

43 per preponderanza nemica, o per incapacità degli uflìciali. Se nel 185\) i Piemontesi, l'indomani della vittoria di S. Martino, dissero: - abbian:io vinto per valor personale - , i Prussiani nel ,1870-7 1 dopo le loro splendide viltorie dicevano: - vincemmo per valor personale e abilità dei capi. - E difatti, questi.vedevano ripetèrsi sul campo di battaglia quelle stesse forme e quegli stessi movimenti a cui erano avvezzi in pace; e quel maggior scompiglio prodotto dalla realtà delle cose era facilmente com preso e giustifièato; quelli invece si trovarono in preda ad una confusione che non aveva nulla di comune con le evoluzioni a cu i soltanto erano esercitati in tempo di pace. Adunque quale sarà il migl ior metodo per l'addestramento del gruppo? li migìior rnetodo è l'azione coordinata di molti gruppi con tro un nemico o supposto o segnato o rappresentato, senza mira speciale, senza movimenti giranti e attacchi dì fianco, lasciando da parte le sorprese, le imboscate, le insidie, limitando dapprima l'azione alla scherma del terren0, all'avanzare, al retrocedere ecc. ·ecc. Quindi si aggiungono i sosLegni e il grosso , e così si procede al rinforzo della catena e alla formazione della linea unica ora sui cacciatori, ora sui sostegn i, ot'a sul grosso. Mi si dirà: - con questa vostra linea unica vi troverete (in tempo di pace) di fronte al vostro finto avversario senza sostegni e senza riserve. Dove prenderete gli uomini per portare i colpi decisivi, come riparare, come provvedere ai fianchi, alle ali, ai casi imprevisti? Sì, mi troverò in un dato momento senza sostegni e senza riserve, perchè lo scopo nosLro principale non è già quello di addestrare il solda lo alta guerra di brigantaggio o distaccamento, ma alla guerra di nrnsse contro masse; or dunque sul campo di battaglia un bai.taglione o una compagnia di ,1• linea, sia che si LA LINEA UNICA

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:u, CONFEHENZE MIUTAI\I trovi soLLo l'influenza di un primo successo sia che si Lrovi sotto l'influenza del cedimento (già l'ho dimos~rato)., viene a .trasformarsi dalla forma inìziale (cacc.iator1, sostegni e grosso) in una sola linea combat~ente, ma dietro avvi la corrispondente truppa di 2~ ~me~, eh~ per tempo avanzerà vuoi per rendere dec1s1vo li pnmo successo da quella ouenuto, vuoi per recarle soccorso nel caso fosse ridotta a mal partito. Il mal vezzo di voler in ogni circostanza tener sottomano una propria riserva fa si che la liriea veramente combattente non ha forza alcuna nè di resistenza nè offonsi va; fa sì che il nemico troverà il modo di batte~e .se~arat~rnen te i nostri di versi riparti, se pure ì pr1m1 nparll sconfitti non ,travolgono in fuga tutto il rimanente. Del resto la è una ben maoTa consolazione ·1 b 1 poter esclamare ali' indomani di una sconfitta: Sono stato battuto, ma non ho adoperato che una parte della mia truppa. Quanto dissi riguardo ai combattimenti simulati deve pure applicarsi al servizio di. sicurezza della truppa in campagna. , È i.rrìpossibile istru.ire. un p(ccolo posto, un posto d avviso, un posto d1. nconosc1mento, se non si stabilisce un sistema d'avamposti. E difatti qual è l'azione di questi posti in vera guerra? Osservare dapertuuo, ma specialmente sul fronte, le mosse. del. nemìc?; comunil'.ut'e all'indietro colle gran guardie; a, fianchi, cogli altri piccoli posti; riconoscere le pauuglie, ecc. ecc. Ma se non vi è nulla di tuLLo c!ueslo, l'.isLruzione deve forzatamente aggirarsi sul soli to coprunento e sui doveri in genere spiegati teoricamente dall'ufficiale. Il terreno dove vuolsi eseguire l'esercitazione non deve esser eccezionale ma naturale e variato. Infine occorre il tem po necessario e per recarsi sul sito adatto ,

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per stabilire gli avamposti per !'andamento dell'istruzione. Se uno di questi tre elementi, tempo, spazio e numero, viene a mancare, l'opera zione perde il carattere della verità, la svogliatezza subentra alla buon:l volontà di chi inseg·na, e il soldato impara poco e quel che è peggio impnra male. Così le giuste relazioni di tempo , spazio e numero devono pure regolare l'istruzione sul servizio di sicurezza delle truppe in marcia. Per compiere tale istruzione si utilizzano le passeggiate militari (Ammaest?·amento tattico, pag. 159). Qui mi limito soltanto ad osservare che nelle marce lunghe e faticose, gh ufficiali non hanno nè voglia, nè tempo , nè possibilità infine d'istruire o di correggere gli sbagli che le pattuglie e gli esploratori, abbandonati alla proprìa iniziativa, possano commettere. Anche l'istruzione dell'orientamento, se fatta convenientemente, può essere feconda di buoni risultati in guerra. Ma non si raggiunge lo scopo ogni qualvolta si trasporla ìa truppa in sito eccezionale vicino al presidio e noto a tutti . Le difficoltà com inciano nei terreni sconosciuti, svariati, coperti da diiierenti ostacoli, auraversati da strade di ogni genere. L'orientamento poi non deve considerarsi continuamente come un'istruzione a sè, ma deve anche appl.icarsi al servizio di sicurezza; ed orien tamento e servizio di sicurezza devono qualche volta applicarsi alle esercitazioni di combattimento, scopo precipuo e finale a cui devono tendere tutte le di verse istruzioni. Do. queste ultime considerazioni ri sulta : 1° Che è meglio attendere alle diverse esercitazion! più raramente, rnu colle giuste relazioni di tempo, spazio e numero, anzi che più soventi, ma soltanto per soddisfare alle es igenze dell'orario . 2° Che è un'illusione il credere che si possa ve1


46 CONFERENZE MILITABI LA LINEA UNICA ramente con profitto attendere alle diverse esercitazioni tattiche nelle stagioni in cui la coltura dei terreni non permette di uscire d1:illa strada.

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DEL TIRO AL BERSAGLIO e~)

VII. Le armi attuali non soJtanto crearono ma diedero la maggior importanza all'ordine lineare. Ma la massa così disposta è veramente preponderante allorquando i soldati che fo compongono sono in tempo di pace addestrati a famigliarizzarsi col disordine, a superarlo. a porvi ripnro, e a tutte quelle mosse infine che dall'ordine di colonna fuori del campo di battnglia, lo portano nel modo più spiccio e meno pericoloso alla linea unica, alla presenza del nemico. Occorrerebbero volumi per svolgere in tutti i sensi l'argomento che ho trattato, ma per venire a questa conclusione, queste poche pagine credo sufficienti.

ESERCIZIO In TIRO.

I.

CnAVO;,IO CESARE

Cctpitano nel 68° 1·egg. {anteria

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Alcuni eserciti dividono i tiratori secondo la destrezza relativa in tre diverse classi; e generalmente lasciano alla 1" classe i tiri più lontani e più difficili, n-ffidano alla. 1"· ed alla 2a classe l'ordinario tiro di guerra, è tentano colle pazienti ripetizioni dei primi eserciz i di portare la 3" a far fuoco utilmente contro grandi bersagli ed in condizioni favo revoli allo sparo. Al Lri eserciti i nveee, teorica men Le considerando che la massa della fanteria deve al pos·sib ile trovarsi a livello, che soppressa l'impicciante distinzione fra plotoni di cacciatori e plotoni di lin ea, ogni solclaLo nel combattimento fa fuoco nelle medesime cond izioni, e forse anco temendo che la distinzione tolga valore morale a chi è relegato nell'infima classe, fanno percorrere .a ciascùn fante tutta la scala dei tiri ascendente a difficoltà man mano maggiori.

(1) V. Rivista Militare, dispense del febbraio e marzo 1871$.


i8 DEL TUIO Maltrrado sitraLte considerazioni, che devono essersi prese;tale alla mente dei comp il atori dell e istr uzioni belga e svizzera, preferisco la distrib~zio~e in _classi usala in Austria, in Pru ssia, in Franc1a, rn Da.v1era e colle varianti relative alla distanza, da anni adotlata nell'esercito nostro. La disti nzione, matematicamente giusla, perchè p rovata dal numero dei pun ti ottenuti, ben lungi da ll'essere causa di malumore, suscita una gara fr uttuosa che dà vila e movim ento ali' istruzione. Ciascuna recluta, se non può sempre gareggi.are co i primi , può p~r le doti fisiche richieste dal!' arruolamento en trare 10 lizza coi secondi; basta la volontit, e nessuna spinta, a fermamen te volere, può essere superiore a quell a dell'amor proprio. D'altra parte i tiri difficili sono utili tan to per dare u n'idea dell a ol)"iLLala e potenza dell'arma, qua nto . per preparare al vero ti ro di g~~rr~, nel_ quale vien sempre in acconcio lo avere abili tira.lori per. calco:lare upprossimalivamcnle le distanze, per snida re 1l nemico celato da qualche ripa ro, per spazzare u u pu~to ]ontuno, per abballerc gli ufficiali. Il c~i~mar tu tlt a codesti tiri, poi quali richiedesi occh io d1 lmcc e polso di acciaio sarebbe un o-ettar il tempo e le mu11izion i che potrebbero servire ~ più utile esercizio. Ma di ciò al1rove. La classificazione che noi fa cciamo, esegu ito che sia ìl tieo ordinario, in Auslria ed in P russia si fan priori; ci oè prima di incominciare l'esercizi o an~rnale ò( tiro si uscrivono alla 3" classe le reclute cd I soldati che l'anno innanzi non banno corrisposlo alle condizion i stabili te pel passaggio alle class i superio~·i, e ~i distribuiscono gli altri secondo il 101·0 punto di merito nella 1a e nel la 2a elasse. ~oi poi non badiamo al merito assoluto acquislnto

49 nel tiro ed indicato a nume ro di pU'nli , ma sol.tanto al merito relativo rispP-lto agl i altri soldati della compagnia. In tal guisa si ouiene bensì maggiore simmetria, magg.iore semplici tà e maggiore rego larità di distribuzione, ma col trascurare la destrezza assoluta non si conserva abbastanza vi va nei giovani soldati la fiducia e la sicurezza nella propria fo rzn, ed il sentimen to dell'emulazione raseuta troppo da vicino quello dell'egoismo . .Nell'educazione dei giovaneui, come nell'educazione dei soldati , le cautele non possono giammai essere soverchie. Forse, rnalgraclo gli inevi tabili inconvenienti, val meglio stabilire che ogni soldato, quando abbia nel 1° anno cli ferma soddisfatto a certe cond izioni di tiro, passi alla 2a od alla 4" classe. La gradazione sarebbè più completa, giacchè per la massima parte dei solclali l' ese rcizio di ti ro nel 2° anno di fe r ma completerebbe quello del 1°. E quind i si avrebbero nella 3" classe i non istruiti od inetti, nella 2• e nella 1- la gra nde massa di cornballenti, dai quali si staccherebbero i tiratori scelti, sia abbraccianti l'intera 1" classe, come in Austria, sia formanti una catego ria ancora P'ilt elett.a, come in Italia ed in Prussia , l u Franein quattl'O sono le classi; si assegnano all'infima classe tutti coloro che colie 24 pallouole del tiro preparatorio a 200 metri non riescono a colpire cinque volte il bersaglio ; nlla fin e poi del periodo annuale con calcolo artifizioso si distribuiscono i soldati alla 1•, alla 2" od alla 34 classe. AL BERSAGL10

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n. A qualsivoglia esercizi o di tiro annuale precede il Liro preparatorio, il quale (come dice l'istruzione nostra) ANNO XX, V oL. 11.


50 DEL TIRO pi·edispone il soldato agli esercizi di tiro ordinario e gli fa conoscere la propria arma. Pel tiro preparatorio (Vorubung), in Germania- si sparano 20 co lpi da 80 a 160 meLri contro il bersagl io stri:-ciato e conlro il bersaglio N. 1, da posizione più o meno facile secondo le diverse classi di tiro. Ne( Belgio le reelute tirano 2o colpi "11ln distanza di 150, ·100, 200 e 300 metri; i soldati nnziani 15 colpi a -100 ed n 200 metri. In Austria al tiro di id oneità (Beclùigungs Schiessen) va annessa l' idea di vera e propria prepa razione al combauimeuto; e perciò esso abbraccia la massima pnrte dell'istruzione impiegandovisi 70 cartucce per la fonterin, 90 pe i caccintori . In Francia le tir pnfpatatoire corrisponde al nos tr·o tiro Ji idoneità già prcscrillo dal l'istruzione ·1 ;j febbraio 1f.169. Fortunatamente ora noi ci siamo liberati dalle eterne lungaggini di questo tiro che disturbava il procedere ordinato della esercitnzione e sciupava tempo, pazienza e cartùcce a scnrso herH:ficio di qualche infeliee, per natura inetto ad ogni addestramento. Il nostro tiro preparato rio al!uale, ben definiLo nel suo scopo e ben disegnato fH•lla sua esecuz ione, segna un vero progresso; ma forse il numero delle cnrtncce assegnatevi C,peeialrne nte trattandosi d'addestramento di reelute), non busta all' intento L1rgamenle svolto nel § 5, di fare cioè che il soldato trovi. da se stesso i piccoli sped ienti alli a regolare il fuoco della propria arma . Quattro lezioni invece di due, e :.edici invece di otto cartucce non dovrebbero parer soverchie, tanLo più se si riflette che le dev iazioni possono .dipe ndere da cento cause diverse e che bisogna accuratamente studiare prima d' intraprendere con sicurezza e fiducia il tiro destinalo a stabilire il merito individuale ed il valore dei colpi nel combattimento. E qui si affacciano altre questioni . La lezione deve 1

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5~ comprendere 4 ovvero 5 spari? L' individuo che tira deve mutare di posto dopo ciascuno spnro, o dopo cinscuna lezione? od alternare come si pratica da noi? In quasi tutti g li eserciti .(come nel nostro una volta), si sparano 5 co lpi per kzione, perehè questo numero pare. suflìciente, sia ad addestrare il soldato nel tiro, da una dnta posizione _e da una data distanza, sia ad occupare tutti i gradini ascendenti dell' esercizio di tiro fino alle mnggiori distanze di combnttim ento, sia a riempire una giornata destinata al tiro prolungando, come è necessario , questo eserc izio per pnreechi mesi . Da noi invece si impiegano i colpi per lezione. Questo sistema ha il vnnlaggio di compi ere due lezioni al giorno senza inconvenienti cli sorta, e di distribuire le munizi oni , assegnate con mano sempre avara, al ti1·0 in svariate <'On dizi oni da 1150 a ,1000 metri e da tulle le p0sizioni. Al qua le proposito mi sia permesso di forc le seguenti osservazioni: Ordinariamente non si dovrebbe fare che nna lozione per giorno; ed in tal caso .i colpi per uomo trascinnno forse trnppo in ìungo l'esercizio annuale di tiro . Una sola lezione si imprime bene nella memoria del soldato, lo fa pensare per qualche giomo Ad una cosa sola, ad una regola soln, la quale si class ifica nel suo cervello, non ne sorte più, nè si confonde poi con altre r?gole suceess ivE: . Dunque per norma generale una lezione; per eccezione du e lezioni al giorno. In Austria non sono permesse due lezioni che in casi straord inari ed al di là di 400 pass i ; vale a dire quando il so ldato si è g ià acquistato una notevole destrezza nel calcolare il suo spq,.ro e nel regolare il suo tiro secondo le condizioni atmosferiche. che offre la le. Più notevo le è il secondo vanta1roio ,:,o z1011e a 4- colpi; permeue cioè, senza esigere l'aumento AL BEf\SAGLIO


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DEL TIRO

delle cartucce, di tirare a tu lle le distanze da posizioni diverse , e così_ non solo cl i pereorrere tutta }a svariata scala dei tiri possibili in guerra, ma di tornar poscia indietro per ripe tedi nella secon da parte a ~00 ed a 300 metri, a di·stanze più efficaci, più utili e più usate nel combattimento . Questo rifarsi da capo è un avvertimento sal utare pel soldato, il quale deve conoscere la portata del fuci le, ma non farsi illusioni sull'efficacia pratica della medesima. È una singolarità della istruzione ital iana, la quale tutta volta aboliti i tiri alle distanze maggiòri., potrebbe passare, con vantaggio del la semplicità di distribuzione e del procedere logico dell'addestra- , mento, a diffico ltà man mano maggiori. L'esercito francese adopera 6 cartucce per lezione. Ciascun soldato l!:) spar11 alle diverse distanze da due positure diverse, e come i n Austria, in Prnssia, in Baviera, nella Svizzera e nel Belgio sempte ponendosi solo rimpetto ad un bersagl io. L'alternarsi di due, come si usa da noi , procura bensì econ omia di tempo, ma l'attenzione ne rimane stmhala. Onde talvolta meno si guarda al retto puntamento, si confondono i segnal i, l'occhio scappa a destra od a mancu, s1 va a gara di celerità e non si concentra tutto il pens iero nell'arma e nel bersagli o.

rn. Ciascun soldato, se di P o di 2" classe, spara annualmente nell'esercito ita liano ·128 cartucce; cioè 8 nel tiro preparatorio, 52 n01Ja prima parte del tiro individuale , 20 nella 2" parte, 24- nel tiro di combattimento e 2.f. ne i tiri speciali; se di 3a classe, ne spara ·12,f·, vale a

53 dire invece dei tiei speciali ripete la 2a parte del tirei AL RERSAGMO

ordinario. In Austria a ciascan fonte sono assegnate .1,1O, a ciascun cact:iatore 150 cal'tucce. Delle prime se na imp iegil:~10 70 pel tiro d'idoneità , ,1 O pel tiro d'esercitazìone (Ubungs Schie.ssen), 30 pel Liro di combattimento (Feldméiss·iges Sch.i"essen) . Nel Belgio ogni recluta brucia 123 cartncce, assiù opportunamente distribu ite come segue : 25 pel tiro prepaFatori0 , 50 pel tù·o a dis La nze cognite , 20 pel tiro a distanze ineognite, il rimanente pei tiri di connbattimento . I soldati anzian i percorron o la stessa gradazioEle di t,i r0, salvo che sparano '10 colp i meno nel tiro preparatorio. In Germania ciascun ufficiale, sotL'ufficia)e e soldato ricev~ annualmente mo cartucce: 20 pel Uiro preparalor10, 150 pel tiro principale (Haupti~b,ung) , 5 pel tiro di salve in ordine chiuso , il rimanente in fuochi individ ua,li contro bersagli ·di figura ( intera, rnezza ed m1 terzo), a diversa distanza secondo l'a])ilità di ciascun tiratore e la grandezza del 1)ersaglio. I battaglioni svizzeri , con diversa di·stribuzione ed ~ diverse dis tanze secondo i eantoni, l"lel periodo d,i tiro 1873 hanno sparato 2,193,99,1 colpi, de·i quali 548,895 nei fuochi di insieme o di corn:hattimerito e 349,572 nei fuochi accelerati . . I? ~ran~ia si sparano 90 colpi; dei qua.Jii 60 nei fuochi md1v1duah da 150 a '1200 metri, il rimaneNte nel fuoco di combattimento fino a ·1000 metri. E qui entriamo ne lla questione della distanza di tiro. Tn Is~izze_ra il bersaglio è sempre al di qua di 50 0, n~I Belgio d1 600 metri. In Germania i til'i olLre questa distanza sono eecezionali, ed in ogni caso serbati alla 1a cl~sse _ed. aJ pe~sonale insegnante. In Austria prevale 11 prrnc1p10 piccoli bersagli, , piccole distanze, e


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DEL TJHO

1a mas;ima parte delle cartucce si bruc iano al disotto di 400 passi; da ()00 a ,1 ·200 passi (4, 50 a 900 metri) non sparano che i tiratori cli I• classe (Schiitzen). In Francia tutti tirano fino a 1200 metri· e notisi ' e che che codesta disposizione porla fa aa ta del 1869, ad essa si devono i til'i di Spichercn , di vVorth , di Colombey-Neuilly, di Mars la Tom·; di Graveloue. Noi abbiamo tir i ordinari fino a 1000 metri tiri di com' battimento fino a 900. ì\fa se è utile far conoscere al soldato tulta l'effieacia dell'. arma sua, è daunoso gittare cartucce in fuod1i ad enormi distanze. La radenza della. traiettoria a 1000 metri è ben poca co sa; la vista. non arriva, il terreno copre il nemico, è difficile calcolare la distanza, per puntare bisogna abbassare di soverehio il calcio e ricorrere a spedienti che rendono faticosa ed incerta la mira. Onde a li spari a lunghissima gittata sono affatto casua li , ed all'atto pratico non servono che a stancare prematuramente il soldato, a scuoterne il morale , a sprecare la cosa più preziosa in guerra, le munizioni . Qualche rara volta possono b_ensì accumulnre perd ite eno rmi sopra un obbiettivo di attacco o sopra una grossa col onna nemica, e scuoterne l'energia collo speLtacolo de lla mOl'le che non si sa donde tempesti; ma ad assa i caro prezzo si pa-ga nel prolungars i de l cornhallimento codesto van taggio, il qunle si volge a decisivo svantaggio quando la truppa nemica giunga a persuadersi d1e s i spara per paura e che le perdite cagionate da pallollo le di provenienza ignota si riparano c:ol Jànciarsi innanzi. D'altronde negli istanti eecezionaliss irni nei qnali possa. essere talli carnente u tile il tiro casuale, ogn i so ldato trovasi in grado di sparare a ~ 000 metri ed al di là fino alla portata massima dell'arma, senza che occorra un addes tramento speciale.

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Le perdite subìte a Worth dal la ·I oa divisione prussiana nel passaggio della Saar, e quell e subìte dalla Guardia a Gravelotte ai piedi delle alture ove sorge St. Privat, sebbene debbano in parte attribuirsi al fuoco a grandi distanze, p ure non potern no avvalorare l'energia della resistenza nr.l combattimento eia presso , e furono quasi insignificanti rim pe tto all e perdite causa te dal fuoco a breve distanza dei poveri Dreyse a Mars la Tour, a Sedan, a Bapeaume, a ~fontbéli ard ed al ~'.Iont- Valérien. L'uso degenera facilmente irt abuso, e l'abitudine di pace s'impone prepotentemente alla guerrn, in ispecie in un esercit0 giovane, nervoso, pronto , entusiasta come l'es(~rcito nostro. Niente cli più faci le che incominciare il tiro, niente di più diffi ci le che in terromperlo. La disci plina del fuoco è la cosa più ardua in guerra; fa mestieri togl iere accuratamente, sc rupolosamente tulio ciò che possa in qunlche maniera sturbarla·. Si abusa sernpre della gitta la del fu cii e perchè nell a febbre del combattimento si vede il nemico troppo -vicino. Non sviluppiamo questa tendenza negli esercizi di pace, non pon iamoci sopra uno sdrueciolo che può condurci al pt'ecipizio. Nell'educazione del soldato tulto deve procedere armonicamente, e l'aurea regola di disciplina tall iea: fuoco a, breve distanza - deve servire di guida sempre, ma specialmente nel Liro al bersaglio. Onde eserciterei la grande massa nel tiro Gno a 600 metri. lim ite m&ssìrno del fuoco di g uerra, insistr.ndo con 'partir.olarissima cura nel tiro da 200 a 300 metri, e serberei alla 1• classe il fuoco ad 800 ed a '1000 metri. Per mostrare l'effic:acia d8ll'arrna e per nccrescere l'interesse nel tiro basta cbe il comune dei solda ti si trovi presente q uaodo i migliori tira tori sparano a ,1000 metri ed anche oltre, ma contro gn1nd i bersogli formali da cnrlelloni suecess ivi. Senza di ciò non si w -


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D,EL TlUO

AL Biè!\SA:GLIO

don o a sufficienza gli dfetti del tiro , nnn si ha una immagine approssimativa d'ella n1denza della traiettoria,. si ottiene nn per cento insignificantissimo di colpi utili che talvolta può far perdere la fiducia neil'arma, in fine si scarta troppo l'idea del vero fuoco di guerra. L'istruzione del tiro deve informarsi a principì tattici quanto e più che a pregi balistici, perehè ogni singola parte del!' educazio ne del soldato ha cla convergere ad un so lo e supremo scopo - il combattimento.

li>itlicoltà ed effi cacia si wni:s cono· per consigliarne. ha. applicazio ne diligente agli eserciz1i di pace. Negli istaF1it.io di c'fisi, in cui per rompere un attaceo del nemico, 0 per abballerne la resistenza, è necessario mito g.cttare nella bil&ncia e concentrare rapidamen te la tem" p<tsta mei colpi contro un punto decisivo, ogni soldato è chiamato a valersi di tutti i pregi che offre il fuc ile a 11etro carica, fra cU'i importantissimo quello dell a celerità di sparo. Allora senza dubbio il vantaggio sarà di co lui che avrà solda:ti avve.zzi a calcolare il tempo, a prestare ore.cchio alla voce del capo, a non proseguire il tiro oltre qualche minuto, a guadagnar nel meccanismo dello sparo i momenti necessari pel pun'" tamento. Nell'insegnare il Liro acceleralo due sistemi hanno gli S1,izzeri; l'uno di porre, come noi, ambo le condizioni di cartucce e di durata di Li ro, l'altra tl i assegnare solamente il tempo . li primo sis~ema, determinarJdo n numero dei colpi, rende più facile i 1- confronto e meglio abitua al calcolo del rapporto fra mun izion i e tempo impiegato, ma i,r,npedisce di tener conto della maggior lestezza dei Lira~ori , i qual.i nel momento presci-iHo avrebbero sparalo un maggior numero di eartucce. Il secondo sistema non presenta quest'in conveniente, indica in modo più esatto l'abilità relativa delle compagnie ed è più con forme alla natura delle cose. La relazione ufficiale svizzera sul tiro del 1873 si dichiara recisamente favorevole a stab ilire soltanto il tempo. La questione pHò essere posta sul tappeto: a noi forse converrebb·e, peì vantaggi sopra esposti, di tene11e quale è il nGsLrn ti,uo accelerato ordinario e di lasciare libera la qu1u1L~tà dei colpi in un tempo da.to uel tiro di combauiiment0. . Bene il:1teso che l'esercizio di liro accel,ernto non si

IV. l\fa se da un lato mi pare dannoso l'addestramento

di tutti nel tiro alle grandi distanze, dall'altro credo utilissimo esercitare la massa nel tiro accelerato. Di ciò ho già toccato parlando della scuola di punta mento. Tutla via il puntamento celere non basta; fa d'uopo avvezzare i! soldato allo stordimento prodotto dal rombare dei colpi, dagli urti alla spalla, dalla fretta di earicarc e puntal'c, addestrarlo a regolare la celerità del suo tiro secondo la distanza ed· a r:trarre il massimo profitto dai breYi momenti in cui egl i pu b rimanere scoperto ai colpi nemici. li Liro accelerato in teoria non l'abbiamo ch8 noi e gli Sv izzeri, in pratica lo hanno tuui . Ammetto che in guerra esso possa essere pericolosò, che faccia gitto di munizioni, che sul campo di battaglia grandini a cas0, che stanchi, scuota, tolga di mano la trnppa, che difficilmente si interrompa di botto. Ma esso s'impone con logica inesorabile, ed alle brevi portate, nell' ardore più intenso dell'azione, nella febbre suprema della lolla, sostituisee con trc!tnendo progresso la potenza entus iasta cl~lla santa baionetta.

5,7

.


fi

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DEL TIRO

AL BERSAGLIO

deve fare che a brevi distanze, colla linea di mira naturale e col la baionetta innastata. Cosl e non altrimenti va usato in combauimenLo a fine di sfuggire al possibile gli inconvenienti che ne derivano. La distanza . opportuna è quella di :200 metri. Gli Svizzeri, che tirano celeremente a 300 ed a 400 metri, mi sembra dimen tichino un po' troppo il tiro pratico di guerra . Vero esercizio di guerra è il tiro a distanza ignota. Avvezza il soldato a pensare all'arma, alla gittata, al terreno , ne allarga la mente, dà movimento, vita, interessa all'istruzione. Onde, molto opportunamente in Italia hanno luogo a distanze ignote tutti i tiri dì combattimento. Forse sarebbe utile prepararli con un paio di lezioni di tiro individuale a fine di lasciar campo a ciascun soldato di calco lare da sè la distanza sua, se molte diffieoltà materiali non si opponessero, a codesto genere di tiro. Nel Belgio si fa il rovescio che da noi; si sparano 20 colpi individuali a di stanza ignota e si fo.nno i tiri di combatti-mento a distanze indicate. [n Austria, in Prussia, in Fr-ancia, inrece, il tiro di distanze ignote risulta in qualche modo dalle mosse in avanti ed in ritirata nell'esercizio di tiro di combattimento in ordine sparso.

tuoso proceda all'attacco , sia che saldo resista, sia che scorato volga alla fuga . L'istruzione sarebbe anche più completa se il bersaglio avesse le dimension i di una breve colonna e fosse preceduto da piccoli bersagli r~ppresentanti cacciatori. In tal modo meglio spiccherebbe l'efficacia dell'arma, perchè molte pallottole, sbagliando gli individui isolati, andrebbero a eolpire nella trnppa riunita, ed il soldato si ab ituerebbe a scegliere il suo campo di tiro ed a calcolare i suoi spari in modo che in qualche posto tocchino il segno. . Ma se è spreco di munizione il fuoco alle grand i distanze nei tiri individuali, tanto più lo è nei tiri dì combattimento, quando il soldato non pone più la stessa attenzione all'arma sua, quando mille cause lo distraggono, qunndo gl i è igno ta la distanza , quando l'alternare dei movimenti col tirn gli toglie la calma indispen sabile, finalmente quando lo sprone potente dell'amor proprio individuale si confonde nella spinta meno acuta dell'emulazione in .massa. Se ne accorge la stessa istruzion e, la qua!e, probabilmente per non laseiare la truppa sotto l'impulso di idee esagerate, torna sopra se stessa e nella 2• e 4"- lezio ne ri.pete ben due volte la 1" nelle identiche condizioni, ma a di stauze molto minori , cioè da 300 a 600 metri inver;e cìie da 600 a 900. È bensì vero che il comba1tiniento di cacciatol'i si avvicina sempre più al su o obbiettivo; ma da una parte all'alto pnltico nessun comandante di truppa a 300 metri comincerebbe il su o fuoco contro un gruppo di poelii uomini (altezza ,tm,so, larghezza tOm), e dall'altra ogni esercizio dovrebbe sempre procedere con logica '-' . cautela da l facile al diflleile, della distanza minore alla maggiore. Nei fuoch i di <;ornbattimenlo nel Belgio e nella Svizzera si sta sempre al disotto di .rno, in Austria di ,mo

V.

Il nostro tiro di combattimento corrisponde perfettamente alta realtà della guerra. Nessun esercito, che io sappia, possiede le nostre lezioni 5a e 6•, fuoco accelerato in ordine sparso e chiuso, a breve ma ignota distanza, con sciabola-baionetla. Eppure a 100 e ~00 metri esso è frequente contro nemico, sia che impe-

1

(


·{i0

DEL TIRO

metri. L'istruzione prussia,na di.ce in pror0s1to: << Lo « scopo da raggiungere si è di ed uca,re ciascun sol<( dato a lasciarsi eflìca·cernente dirigere nel combat« tircnento di cacciatori :ille distanze di 3 o 400 passi». In Francia si usa il fuoco in cacciatori fo:rn a 1000 metri. Noi facciamo tutli i nostri fuochi di combattimento di piè fermo; altri eserciti (i! belga, l'austriaco , il fran<::ese) sparano non poche cartucce marciando. Il nostro sistema riposa sopra l'ottimo p,rin cipio tattico: Una volta ini:ziato un movimento, bisogna cDnditdo a terinine con. vigore, lcstezzci, energia. Il fuoco marciando cagiona perdita di tempo, raffredda l'ardore, stanca, spreca le munizioni. Napoleone J lo chiamava la musique pour fc;,ire avancer la t1·oupe . ~la ora i tempi sono mutati. ll peri.odo di assalto d'una vo!La era più corto, meno pericoloso, e quindi meno esposto al disord ine ed al panico. Ora un tratto di terreno tempestato da palle v,a percorso in f'r-etta, ordinariamente alla corsa; il fuoco si fa , preso che si abbia finto, di.etro un r.iparo che offi·a i l destro di sostare senza subire perdi I.e enormi. Onde, sebbene lloffmann ('1 ) e qualche scrittore tedesco consiglino il fuoco marciando con tro le masse nemiche, a me sembra pericoloso assa i, specia lmente coi soidad nostri, ardenti, impressionabili, faci li a sfuggire di mano e ad operare per conto proprio. Assai opportunamente il nostro tiro di combattimento dù maggio r sviluppo all'cserci,zio in cacciato ri (regola) che all'eser-cizio in ordine chiuso (eccezione). I pochi tfri al bersaglio in ordine chiuso si fann o a comando . Infatti , sebbene le salve in guerra debbar~o pur troppo relegarsi nel numero dei pii desiderii, pure è mestieri

(]) Die Fcuer Disciplin, Wien 1872.

AL BEUSAGUO

61

eserci,tarvi i soli:l ati per promuovere la disciplina del fuo co e dar loro un'idea dell'efficacia imponente dei -~iri simultanei. Bensì lo sparare da 4 00 a 300 metri dal nem icç) quauro colpi a <wma nd0 in 4.5 secondi essendo oltremodo diffic::ile, l'istruzione nostra lascia in ~rbitrio del capitano di sostituire il fuoco a comando col fuoco a vo lontà. Tutti gli eserci ti hanno l'esercizio del fuoco ordinario a coma!'ldo; nessuno del fuoco a coma·ndo accelerato; al quale proposito l'istruzione austriaca osserva: « Una « salva ben diretta è incomparabilmente piiJ eificace « di parecchie salve tira te come a caso, duran te le « quali non si può vedere il con legno del. nemico, e « colle quali senza vantaggio sensibi le si spreca un « gran numero di cartucce ». In Au stria il tiro di com battirnento, cui s i dà la massima importanza, si divide in due parti: tiro di caccia1

tori per classi, esercitazione riunita. Nella ·1" parte la 3a classe spara a 300 passi, la 2• a 400 e la 1• a 600 passi (225, 300 e 4[jQ metri) . :U

nemico è rappresentato da un bersaglio di sezione, preced uto, secondo l'abilità del soluato, eia bersaglt di intera, di mezza e di un terzo di figura . La distin zione mi pare di soverchio sottile. A meno di 600 passi dal nem ico , alì'atlo pratico, quando si ha libero campo di tiro e spara uno, sparano tutti. Non è più il tempo che i migliori tiratol'i in iziavano il combattimento e coprivano le mosse della truppa riunita. Ora tutti combattono in cacciatori . Onde distinzioni finehè si vuole nel tiro individuale; eguaglianza completa nel tiro di combattimen to per ve lare il meno possibile la realtà de ll11. guerra. Alla quale del resto l'istruzione austriaca fa ogni studio per avvicinarsi col prescrivere (quando si possa) i bersagli marcianti e scomparenti, col raccomandare di va-


·6'2

DEL TinO

lersi accuratamente del terreno per coprirsi e fa r fuoco, coll'intrecciare alle norme dell'istmzione uti lissimi precetti tattici, col riunire le tre cl0ssi nel combattimento Ji c.acciatori ed in ordine chiuso in sezioni corrispondenti alla vera forza di guerra. L'i struzione prussinna lascia molta libertù di adattare l'esercizio del fuoco di combattirne nLo alle circosLanze · ed al terreno; e lo può fare perchè da molto tempo in Prussia si usa codesto genere di tiro, ed il terl'eno generalm ente si presta megli o che in altri paesi . l i tiro di combattimento italiano ha sopra tutti gli allri il grandissimo meriLo di desfore la gara fra le diverse compagni~, gara che no n solam ente offre singolari altrauive e tiene vivo l'interesse durante, tutto ii eorso dell'esercitazione, ma sv iluppa eziand io lo spirito cli fratellanza., di cameratismo e l' idea della. ne~:essità del soccorso reciproco fra gli in dividui della stessa compagnia. forse il nostro ti ro di combattimento non è abbastama largo in cat'lucce. Colla limitazione del fuoco alle .grandi distanze e coll'abolizione della 2" pane del fuoco individuale sarebbe facile risparmiare alcuni colpi a profitto dell'applicazione del tiro alle evoluzioni di compagnia. Sette lcz,ioni a 5 cnrtucee cia scuna, 35 invece di 24 colpi, non sarebbero di certo soverchi per addestrare il soldato nel!e svari ate contingenze nelle quo li può trovarsi di fronte al nemico e per offr irgli un quadro il meno pcssibile infedele dcll' efficacia del suo fucile nel combattimento.

vr. I tiri speciali, cui vengono chiamati soltanto due terzi dei soldati, sono una particolarità dell'istruzi one ita-

AL RERSAG[,I0

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liana; la quale a b non diritto esclude dal gittare cartucce chi si mostra poco istrutto o poco atto al tiro. In questo le rassomiglia l'i struzion e prussiana che chiama al tiro contro bersagli scomparenti ed al tiro da feritoie soltanto individui appa rtenenti alla ,t• classe, ed al tiro contro piecoli bersagl i (Spiegel Scheiben) soltanto individui della ,t" e della 2" classe. Ho già detl.o che bramerei vedere il tiro alle grandi distanze relegalo nei 1iri speciali, e forse nei tiri lasciati alla sola ,t• classe. In Prussia, dove pe r tanti anni si ebbe la migl iore arma del mondo, il tiro a grandi distanze è una novità introdotta col fuc ile illauser e serbata, ai migliori tiratori . Le disposiz ioni del 4 aprile 4872 e del 24 dicembre 1873 regolano coclesLo tiro assegnandovi non più di '10 cartucce per uomo. E~se race;ornandano che il tiro abb ia luogo o da lla posizione in a te!·ra coll'arma sostenuta in un modo qunlunque, ovvero dalla posizione in ginocchio . Nel primo caso l'oggetto su cui poggia l'arma. deve essere alquanto più alto· di quello che richied e la distanza ordina.rin, perchè 11 Liratore, a cagione della grande elevazione del l'alzo, è costreuo a. tenere il ca.lcio più basso che sparando cvlle linee di mira naturale o con linee di mira artificiali entro il limite di 7 od 800 metri . Nel secondo caso il braccio sinistro appoggiato al ginocchio sinistro, piegato in guisa da formare angolo rétlo. sostiene l'arma; il ginocchio destro r iposa al suolo; il braccio destro è piegato in basso. Prima di incominc iare il tiro bisogna che ciascun soldato sia. ripetutamente addestrato . in codeste pos izion i. L'ese rciz io è preceduLo da ti ri cli. prova, i quali mostrano le deviaz ioni prodotte da influenze ntrno sferiche, ed è poscia eseguito da singoli plotoni della forza da 30 a /4.0 uomini e sciolri io cacciatori. Le sono minuzie, ma importantissime, perché mo-


6f. DEL 'flRO strano al soldato l'economia che deve fare del suo fuoco. La distribuzione dei nosLri Liri speciali è assai razionale. Solamente mi sembra per avventura troppo dif'.. .ficilee non molto conforme alla realtà della guerra il Liro ficcante ad 800 melri contro il bersaglio N. 4 coperto da ostacolo. Tal genere di Liro può essere utile in pace per dare un'idea della potenza del fucile, della curva della traiettoria e dell'angolo di caduta, cd in guerra qualche rara volta per inquieLare o snidare il nemico coperto da ost.acol,i, ma dovrebbe usarsi a distanze minori e contro bersagli maggiori. Il tiro ficcante per la fanteria è una nostra specialitù. In Austria si usò per esperimento al campo di Sim m,ering. A 200 passi contro un bersagl io rappresentante 20 uomini s u due rigl1c, coperti da un parapello lungo 9m,45, alto (compreso il fosso interno) 2m,50, tirotori scelti non · colpirono in complesso che il 4,75 per cento (·1). · In l'russia, per abituare i sold ati alla guerra di fortezza, si usa ezinndio il tieo da feritoie, serbandolo, naturalmente, ai migliori ti ratori ed a brevi distanze. Il tiro contro bersagli che marciano, ov\'ero conlro bersagli che ap rariscono e scompaiono, ad una certa distnnza, è difficile assai; fo rse troppo per la 2• classe di ti ro, e non può dare risultati pratici che a brevi di stanze ed in condizioni favorevolissime. A prova valga il seg1rnnto specchio conten ente i r irnltuti medi del tiro al bel'saglio cli sei battaglioni dì cacciatori austriaci a distanze conosciute:

(: ) STCEB J)ie Treflwahrscheinlichkeit dcr iistcrreichischen fofanteric Gewehre.

., 6o

AL BEnSAGI.10

...

BERSAGLIO

I

Quah ta ùoi tiratori

Per cento all_e distan1..e in passi 100

200

300

400

--- I-- -- --- - - - - -- - - Figura che corre (superficie 0" ,680)

l

Ottimi Buoni Mediocri

- - -· -1-Ottimi di figura che corre (superficie 0'",224)

'/ 3

:~8 17

80

GO

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'15

20

Duoni

1 llcdiocri I

Alla distanza segnata da punti non si à tirato per la probabilità di dover sprecare inutilmente munizione (!). ·

Né l'istruzione belga, nè il regolamento francese prescrivono i tiri contro bersagli che appariscono e scompaiono, ovvero altri tiri che ol.Tc-ono una speciale difficoltà. L'istruzione bavarese, invece, termina il s uo esercizio tli fuo chi individuali col far sparare a distanza ignota contro bersagli che marciando figurano il nemico che avanza o retrocede. Non si poLrcbbc tappresentare con maggiore vivacità ciò che succede effettivamente alla guerra . Ma a serissimi ostacoli materiaìi urla l'esecuzione pratica di gran parte dei tiri, vuoi speciali, vuoi di combauimeoto, vuoi a grflndi <listnnzc, percbé in Italia soffriamo grave difctt.o di poligoni per la fanteria. L'istruzione non può fars i colla calma, verilb, interesse e progressione logicn, nece5sarie perché dia gli oLtimi risultati cui è pur mestieri arrivare . Urge provYedere ricorrendo a qualsiasi spediente. Si adoperi !a lente dell'avaro con altre spese, si facciano lavorare i soldati, si chiamino a contribuzione i municipi. Il soldato appren<le meglio a l>allersi al bersaglio che in piazza d'armi. Un poligono di tiro è (I) ScIDU11>11s. Der Werth der l'nfante1·1e lm Gefechte, Wien 1873.

AN~O

xx,

VOL. II,

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i)


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OEL TIRO

ben più profi ttevole e decoroso ornamento di quello che una passeggia ta, una piazza, un monumento , un tea tro . Ora c;he non v'è più separazioile ma distinzione di forze, i danari già assegrwti alla gua rdia nazion ale potrebuero rivolgersi a scopo più conforme alle nuove istituzioni, e quindi pi.ù utile, più serio, più efficac e. Qualche pezzo di terreno si trova dappertutlo; i cittadini, ora che devono tutti conoscere il maneggio del fuc ile, prenderanno amore ed interessame nto al nobile esercizio co n vantaggio incalcolabile delle nostre· riserve. I poligoni, costrutti a spesa com une, serviranno in comune a preparare esercito e milizia al còmpito supremo della difesa della patria.

VII . Parecch i eserci ti sentono il bisogno di incoraggiare i soldati e di tenere viva la gara e l' am or proprio fru loro med iante premi e distinzioni di tiro . In Prussia si dànno annualrnerite ai graduati di ogni battaglione ,J 6 lire in clne premi ed ai soldati di ogni compagnia 2i lire in cinque premi. La distinzione di tiratore scelto consiste nei bottoni alla manica ornati di un'aquila invece di essere lisci ed in tre cordoocini traversali; si dà ai dodici migliori ti ratori della compagnia. Ora però dev'esse re mutata in un segno pi ù uppariscente. Nel Belgio le ricompense di tiro sono divise in tre classi: la 1a classe comprende i sott'ulliciali , la 2" i caporali ed i soldati anziani, la 3a le reclute: ottima distribuzione che serve a ri c;onoscere il buon vo lere e l'abilità relativa e ad incoraggiare i prio cipianli. I premi consistono in alcune giornale di per-

AL BERSAGLIO

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messo ed in due carabine rica mate in argen to sulla man ica sinistra. È strano tutta.via che codeste distinzioni, le quali. da noi sarebbero ambitissime, possano venire camb iate in un compenso di alcune lire. L'istruzione austriaca parla di premi a danaro soltanto pei ti ratori (Schi"1tzen) , cioè per coloro i quali hanno felicemente superato le cond izi oni poste per passa re dalla 2• alla ,J" classe di tiro, ed invece che ai tiri di id oneità attendono ai tiri di gara ed a tiri in condizioni difficili as!;ai (IJestschiessen), mai però a gran dissima distanza . Questi tiratori portano alla bottoniera dell a tuni ca o del cappotto un elegante cordoncino adorno di due nappine sferiche. In Francia pure i prem i di tiro cons istono nella sola onori ficenza: - u n corno da caccia ricamato sulla mani ca sinistra. Noi abbiamo una cosa e l'altra, e con grande larghezza e razionale distribuzione. I piccoli prem i, accessib ili a ciascun soldato, distribuiti immed ialamenle sul poslo al migliore tiratore della squadriglia od a chi tocca il barilozzo, senza riguardo ad anteceden ti, tengono vivo il buon umore, l'interesse e l'allegri a fra la truppa e sono uno stim olo continuo a tirar bene. Ma oltre i piccoli premi abbiamo i premi gross i pei tiratori i quali alla fine, dell'anno risulta no ussolulamente migliori, abbiamo i disLintivi pei tiratori scelti, Gnalmente abbiamo un premio per ciascun individuo della compagnia che ha vi nto nel tiro di comballimen to le alLre compagnie del bauaglione. La gara individuale con logico progresso si fa gara co llettiva ; il coscritto dopo aver appreso per con to proprio a pun ture e sparare bene, divenuto soldato, applica la sua destrezza a vantaggio comune nel combatti.mento. Nè basta ; nel tiro d i esame la migliore co mpagn ia del corpo riceve pure u n premio di ~O ·centesimi per soldato, di ,J lira


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DEL TIRO

AL BERSAGL10

per caporale e di ;3 lire per sott' ufficiale. In seguito poi al tiro d'esame il Ministro della guerra indica nel Giornale !IWitare le compagnie dell'esercito tutto che maggiormente si sono distinte. Negli altri eserciti i soltufficiali sono classificati e prem iati per battaglione; noi li classifichiamo per corpo. L'importanza tattica del baltaglione, che va crescendo col crescere dell'efficacia delle armi, col conseguente bisogno di scioltezza di forme, di elasticità di mos3e e di manovre , vorrebbe che quanto riflette l'addestramento della truppa restasse nelle mani del comandante l'unità tattica maggiore. A che giova nell'azione la dipendenza dei sott' ufficiali tiratori scel ti dall'ai utante mag·g·iore in '1 ° il ' '' quale non li ha addestrati al tiro ind ividuale e non li deve adoperare nel com baltimen Lo7 Non è questo un sottrarli in qualche modo ai loro supeeiori immediati, un dimenticare il mezzo per lo scopo, un sacrificare a] comodo di pace l'utile di guerra , aìla pedan te uni· formità lo spirito dell'educazione ? Non è rneltere una ruota soverchia nella g ià sì complicata macch ina militare'? Non solo per promuovere l'addestramento di pace, ma anche per applicarne i frutti in una giornata cam.pale, fa mestieri conoscere il merito cli ciascun soldato nel tiro. Perciò tutti gli eserc iti tengono , più o meno accuratamente, più o meno minutamente, specchi, stati e l ib ri di tiro, ove annotnno con paziente diligenza i risultati di ciascun colpo. Noi sinmo fra i più accnrali e minuti; e ciò è necessnrio, sia pel sistema progressivo di premi da noi adottato, sia pel bisogno di conservare og nor vi va l'emulazione , sia per aver semp re il mezzo di controllare il meri(o relativo dei singoli individui, delte singole compagnie (~ dei singoli corpi.

A ragione è stato abolito lo specchio individuale (N . 2) prescritto per ciascun soldato dall' isLruzione 1869, perchè inutilmente accresceva l'indigesto cumulo

di carte che soffoca la compagn ia. Forse sarebbe comodo di notare i risultati del tiro in ogni libretto di deconto, come si pratica nell'esercito belga. In questo tempo di progresso e di luce, opportunissima mi pare la pubblicazione svizzera (11) contenente i risultati di tiro ottenuti dai battaglioni federali. I corpi miglior-i trovano eccitamento a perseverare, gli altri sprone a progred ire, tutti confronto profittevole, che potrebbe essere avvalorato da osservazionì e suggerimenti ugg iunti ugli specchi stessi. Ne guadagnerebbero non poco l'uniformità dell'addestramento e l'emulazion e solerte cui s'informano da capo a fondo tutte le disposizioni italiane.

Vlll. I nostri soldati eseguiscono tutti i tiri, meno quello preparatorio , nell'uniforme di marr,ia, che è l'un iforme dì guerra. Altri eserciti si preoccupano punto o poco della tenuto., ovvero, dim enticando lo scopo tnttico del tiro, la prescrivono comoda e sciolta. In Austria , per esempio, in arm i e bagaglio non si sparano che i ·30 colpi del tiro dì combattim ento . I soldati belo-i e fran. . . o ces1, rnvece, tmrno sempre collo zaino . In Prussia l'esercjzio preparatorio, meno che per la 11• classe, sì fa }

(1) Bécapitulation des résultats de tir des bataillons d'infanterie de l'armée fédérale pendant l'année 1675 - Pubb:icata in duo linguo (tedesca e francese) dal JJépartement militaire fédéral.


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DEL TIRO

in tenuta libera. Tutti gli altri tiri hanno luogo in completo uniforme, coll'elmo, due tasche, il mantello; il gamellino e lo zaino, non solo pieno, ma aggravato di Hj libbre (chil. 7 1/ ~). E lo spediente mi sembra assai opportuno, sia perchè i mille bisogni di una campagna rendono più pesante lo zaino, sia perchè abituati a tirare in condizioni faticose resta più facile il vero tiro di guerra . Minutissime sono le prescrizioni austriache per la esecuzione pratica dei tiri . Una istruzione a parte (il) regola la costrnzi,rne dei poligoni di tiro. I segnali sono dati per mezzo cli tocchi di campana o di 1ili telegrafici. Le linee di Liro devono possibilmente dirigersi verso il nord. I comandanti di corpo sono in obbligo di attendere colla maggior sollecitudine a migl iorare i poligoni e ad « adorna rli con piantagioni, con fontane, « ecc. , sia perchè corrispondano alla serietà, all' im« portanza ed alla cura necessa ria per questa istru« ½ione, sia per procurare alla truppa un posto gra« devole di tratten imento ». Il soldato, appena sparato e prima che siasi preso nota del suo tiro, indica dove abbia colpito. iUediante aste a colobi di versi i segnatori mostrano non solo il valore del colpo, ma ez.iandio il posto dove ha toccato. Il bersaglio si ripara voita per volta; cosa facile e spedita, essendo esso mobile intorno a se stesso in un piano verticale, di guisa che il segnatore capovolgendolo lo fa discendere nel fosso. Una bandiera segna la direzione del vento . Il piombo ed i bossoli sparati sono raccolti con scrupolosa attenzione, perchè in ciascun reggimento o bat-

f

AL BERSAGLIO

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taglione sotto la direzione di un ufficiale ad hoc si ·rifabbricano cartucce per nuovi tiri . Altre prescrizioni riguardano le armi, per le qual~ del resto l'esercito austriaco possiede un'istruzione. speciale ('I) . . In Francia invece :,i va molto alla spiccia: « Il est « bon, pour qne le lireu l' puisse facilernent corriger « son tir, de lui indiqucr le po int précis où chaque « balle a touché la cible; si le temps qu' on peut con« sacrer ù l'étude du tir et les dispositions du polygone « le permel.tent, on peut, etc. ». L'istruzione pruss iana poco si occupa dell'esecuzione materiale cli tirn e lascia ai comandanti di truppa di costrurre i bersagli, di fare i segnati, di indi.care i colpi, di raccogliere le pallottole ed i bossoli nel modo che meglio corrisponaa ai posti ed alle circostanze. Il piombo r itrovato viene versato ai depositi di artiglieria, i quali danno in compenso un certo numero cli cartucce nuove, che servono a tiri suppletori ad arbitrio del comandante di battaglione . I bossoli sono raccolti e ripurgati con un sislema speciale. La saggia econom ia nel far ricerca e nel valersi delle munizioni già usate, che ci insegnano due fra i più potenti eserciti di Europa, non solo ci porger~bbe il destro di potere, s1rnza aggravio dello Stato e con vantaggio inestimabile, ripetere parecchie lezioni, ma avvezze rebbe i soldati a dare sempre maggiore importanza al ti rn ed a tener conto scrupoloso della cosa più preziosa che essi abbiano in guerra. In Germania gli uftìcia!i, che dirigono l'esercizio cli tiro, tratto tratto sparnno qualche colpo (l(ontrollschiiss),

·-- ------ - - (1) Di·rektiven {'ur die Anlage von Schiesspliitzen Fusstmppen.

fur

die

(I) lnstrufct-ion iiber dic Einl'ichtung, Konscrvirung, Visitirung und Behandlung der Gewehre.


72

DEL TIRO

sia per avvalorare i loro ammaeslramenli, sia per assicurarsi dei difetLi che i sol da ti attribuiscono all'arma. Ogni riparazione all'alzo od al mirino deve pure essere sottoposta a pro va contro un bersaglio bianco, alto 3 metr.i, largo -W : centimetri, diviso in mezzo da una striscia verticale nera, larga ,10 centimetri . Sopra questo bersaglio, contro il quale un tiratore nhilissimo spara ad 80 metri all'appoggio e colla maggiore comodità possibile valendosi di tutti gli incavi, sono segna ti verticalmente alcuni punt.i man mano più elevati e corrispondenti' alle diverse linee di mira. L'esperienza ha insegnato che le pallottole sortenti da un fucile in buone condizioni e puntato a dovere vanno tutte a colpire a diverse altezze la striscia verticale . In Austria l' esperimenLo del fucile riparato (Einschiessen des Gewehres) mi sembra alquanto più incerto, perchè più dipend en te dall'abilità del tiratore, il quale spara a 150 passi all'appoggio contro un bersaglio ordinario strisciato da parecchie righe verticali. ·Ad ogni modo il sistema più sicuro per provare un'arma è que.llo del ca valletto, u sato nel Belgio, la cui adozione per a vventnra potrebbe essere utile a noi pure. Il cavalletto di pun tamento e di tiro è un istrumento semplicissimo, che poggia su quattro piedi ed offre al fucile due punti di appogg io; dei quali il posteriore è fornito di due viti che servono a muovere l'arma verticalmenle ed orizzontalm ente in modo da dirio-ere o . la mira colla massima esattezza. Un cavalletto per battaglione sarebbe sufficiente a provare apparati di mira prima del periodo annuale di tiro, a controllare le riparaz ioni dei nostri armainoli, .ad indicare l'influenza del vento e delle condizioni atmosferiche ed a· verificare i lamenti che così di legg ieri i soldati muovono contro le armi loro . 1

AL BERSAGLIO

73

IX. >

••

Per ora il confronlo fra la destrezza al tiro dei di versi eserciti è difficile assai, perchè scarse ed incerte le notizie, multiformi i b ersagli, differenti lP. circostanze di tiro, dissimili le armi, varia la scelta dei tiratori, vario il modo di calcolare i colpi. M.i sia tuttavia permesso di valermi dei pochi. dati, laboriosamente raccolti, per iniziare uno studio utilissimo a conoscere il valore di guerra di un esercito stranier o. Prendiamo per termine di confronto la distanza più favo revole al tiro (200 metri) ed un be.rsaglio pei diversi eserciti di superficie presso a poco eguale . In Prussia, i 20 soldalì scelti che seguono · immediatamente i prir.ni 20 tiratori, sopra H50 uomini circa che compongono la compagnia dei fucilieridellaGuardia, tirarono all'appoggio col nuovo fucile tedesco contro un bersaglio strisciato di ,J'n, 80 di altezza sopra 0 01 ,40 di larghezza (supe.rficie om ,720) e toccarono 55 volle su ·100. fo Austria , gli allievi deila scuola di tiro al campo di Bruck, a 300 passi contro un bersaglio di figura, alto 4m,10, largo om,40 (superficie 0'",680), ebbero il 41 per OtO (11). Nolisi che a 300 passi si tira col Werndl servendosi della linea di mira naturale, come a 200 metri col ~Iause1· e col Wetterli. Il presidio di Vierma, nei tiri di preeisione a 300 passi contro la stri,sci.a centrale del bersagli o N. 1 (altezza 1m,89, larghezza o•n,44 - superficie O'n,824),

(I)

KROPATSCHRCK,

Handbuch fii,1· die .Mtillcrie. W ien 1874.


DE L TlRO

h a avuto il H. per 0/0, e nel 1'ref!er Oval (superficie om,208) i l H- per 0/0 (1). La truppa federale svi zzera nel tiro individuale di precisione a 225 metri ha co lpito il rnannequi'n (superficie om,684,) 2·1 volta su 100. I tiratori scelLi della divisione di Roma (1° e 2° reggim ento gran ati eri, 40°, 5 1°, 58°, 60° e 62.0 fanteria e 10° bersaglieri) alla dis tanza di 200 metri entro il c.ircolo del bersaglio ~- 1 di 1 metro di diametro (superficie om,785) hanno ottenuto il ,U, per 0/0; i ti rn tori di ogni classe han no avuto in med ia il 30 per 0/0; massimo il 6'.z0 fan Leria co l 40 1,er 0/0. Tenuto calcolo di tulle le circostanze egli è ch iaro che noi non sfiguriam o pun to. Potrei ridurre i bersagli strani eri alla esatta superficie del bersaglio nostro, e per tal modo rendere più evidente il po ralello me diante tavole comparati ve. Ma mi sembra peri coloso l'addentrar r11i nelle strette dei giudizi espressi col rigore matematico dell e cifre, quando essi possono venire modificati cln mille fa ttori di tempo e di luogo. Prosegu o tuttavia nei dati che indicano le qualiLà pratiche dei fucili e possono dare una spinta a profi.Ltevoli discussioni. Ven iatn o al tiro di 400 metri, dis tanza alla quale general mente si incom inciano e trascinano più o meno in lungo gli odierni comba Lti menti. In Prussia i migliori tiratori di ciascuna compagnia dei fuc ilieri della Guardia contro un bersaglio alto 11m,80, largo 2m,40 (superfic ie .&,m,32) hanno raggiunto l' 80 per cento . Io Austria i tiratori di it" classe del presidi o di Vienna

75

AL BE fl SAGLIO

r

contro il bersaglio N° it, alto ,tm,89, largo it •n,26 (superficie 2•n,38) han no avu to a 500 passi il 68 per cento. In !svizzera con tro il bersagli o qu adrato di •1 ,80 su 1,80 (superfi cie 3m ,2t~} la media fn del 59 per cento. In Italia con tro un bersaglio di queste ulLime di menzi oni i ti ratori comun i dei reggimenti della d ivisione di Roma so no arrivati al 45 pel' cento; massimo il rn° bersaglieri col 60 per cento. A ·1000 metri manca ogni term ine di confronto colla Prussia. Da n oi hanno tiralo indiv idui di tutte le classi, mentre in J>rnssia non presero parte al ti ro che il personale in segnan te ed i tiratori di 1~ classe di reggi_menti scelti; il be l'saglio però, invece di esse re cos titu ito da una semplice parete di 5'\ 40 sopra 11,80 (su perfi cie gm,'70) , era composto di 3 cartellon i successivi a 27 meLrì cli d istanza, i quali non solo r uppresen tavano una supel'flcie dilHm,'70 , ma potevo.no essere tocchi di rimbalzo due o tre volte da lla stessa palla. Ad ogni modo n el nostro cnso pe r i soldati della. divi sione di Roma si ottenne il 21 per cen to (muss1rno il 58° fanteria col 26 per cento); nel second o caso pei fucilieri scelti della Guardia prussiana si eb be dall'80 al mo per ce nLo. In Austria gli all ievi sceltissimi dell a scuola di Liro al campo di 13 m ck, contro un bersaglio di 1 m,89 di altezza sopra 3,78 cl i larghezza (su perficie 1 111 ,144) colpi rono secondo Kropatschek a ,t 000 passi il 40 per cento , a 1100 il 4.-0, a 4200 il 35 per cen to. Pel confro nto co lle trup pe fe derali svizzere valgano i seguenti paralell i, com pilali sulle medie dei ris ultali ottenuti dai reggimenti della d ivi sione di Roma e su quelle complessive di l.utl.i i cantoni della Con rederazione . .B ersaglio ug uale, '1"',80 sopra 1m ,80 (superfi cie 3m,'24). 1

( 4) Belracht-u11gen iiber das Scheibenschiessen - Strellleur's Ocster-: reichische l\lilifarischc Zeitschrift, gennaio 1875.


'16

DEL TrRO

77

AL BERSAGLIO

'l.'iro individuale. Distanza in metri

1'ruppe italiane

1.50 200

84 76

300

57 45

Truppe svizzere

del bersaglio (ripeto che non si tira mai oltre i 500 metri), le soci età volontarie di tiro (Preiioillig, Schiessvereine) spararono 2,80 1,945 colp i, collo sple ndido risultato complessivo del 9 1 per cento ; cioè 4 per cento nel barilozzo, 26 nel mannequin, 6 1 nel rimanente del bersaglio. Due parole s_u i tiri. di combattimento. I battaglioni della divisione di Roma a distanze ignote contro il bersaglio N° 4 (superficie 18 metri) nella 1a lezione, in ordine sparso, in media a 707 metri, colpirono il ~2 per cento; nella 2°' lezione, jn ordine sparso, in media -i-60 metri, il .i, 11 per cento; nel la 3a lezione, fuo co successivo di riga a comando, in media a 460 metri, il 35 per cento ; nena 4a lezione, ordine sparso, in media a 439 metri, il 49 per cento; nella 5a lezione, . fuoco di cacciatori accelerato (7,H colpi al minuto} in media a ,J89 metri, il 46 per cento; finalmente nella 6a lezione fuoco di compagnia a comando, accelerato (5,33 al minuto}, in media a 189 metri, il 42 per cento. In com plesso a 40'7 metri, il 39 per cento . Negli esperimenti di tiro col fuci le Werndl sul campo di Simmet·ing presso Vienna, a distanze cognite, con vento assai leggero, contro bersaglio rappresentante una batteria in linea di combattimento, si ebbero i seguenti risultati (2): 1

1

400 l\lediadellequattrodistanze

I

69

1

66 M

45

66

58

Tiro accelerato.

--------------.. ~ Colpi I Media Colpi .Media Truppe italiane

Distanza in metri

1ier mrnuto

Truppe svizzere

dei per risultati , mrn uto

.200 (225 in Isvizzeraì

8

- 63-1

300

6

5~I

II

8 86

)

1

1

dei r isultati

58 46

1

Si noti ehe una parte dei liri svizzeri furono eseguiti col Wetterli a ripetizione, un'altra parte col MillbankAmsler (1). E si noti. ezianclio che nessun popolo d'Europa coltiva il tiro come il popolo svizzero. Infatti mentre i battaglioni di fanteria nel 1873 spararono 2 , 193,994 colpi con un risultato generale del 72 per cento , cioè 2 nel bari lozzo (circolo di'30 centimetri di diametro), 17 nel mannequin, 53 nel r es to 1

in

(1) Secondo la Vergleichende JJar-stellunug det· Welwverhaltn.isse EtH'Opa, 'Wien 1874, la Svizzera possedeva a tu tto l'anno scorso: 56,000 Millbank- Amsler del calibro di 18 ccmt. 70,500 )) ,, » » 10,50 » ~ 5,000 Peabody H 9,500 Wetterli a ripetizione, modello 1869-70.

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(2) K ROI'ATSC HEK, Hinterladu1igs-G eweh?'-System mei11 en Calibers. Wien 187L.


78

DEL TIRO

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I s ol da Li. appartenevano al 21 ° battaglione di cacciatori. I 68 uomini impiegati nel tiro in ordine s parso, -erano tiratori scelti . Io !svizzera contro un bersaglio alto ,1m,80, la rgo 5m,40 (superficie 9'",72), alla distanza media di 250 metri, si co lpì col fuoco di salva il 43 per cento, col fuoco accelerate (9,9 spari al minuto} il 26, col fuoco di caccialori il 34; in comp lesso il 39 per cento. Lascio i paragoni e le considerazioni al lettore; perocchè è ornai tempo di raccogliere le sparse fil a di q uest'ulLima parte dello studio, la quale mi lusingo .abbia dimostralo l' opportunità di rivo.lgere l'attenzione alle seguenti riforme: 1° Accrescere il · numero delle cartucce assegnato a i tiri preparatori; 2° Serbar e i Liri alle grandi distanze a.i soldati di ~ 11 classe contro vasti e profondi bersagli; 1

79 3° Fondere la ,1• e 2a parte del tiro ordinario in modo che si abbia una progressione ascendente a dif:. ficoltà sem pre maggior i; · 4° Ridurre il numero de lle lezioni, ·portare a 5 i colpi per lezione, far tirare un soldato alla volta; 5• Dare maggiore sviluppo ai tiri cti combattimento; 6° Costrurre in ogni guarnig ione comodi poligoni di tiro; 7° Ri.compensare le compagnie del piombo raccolto con suo corrispondente numero di cartucce in più della dotazione ordin a ria; 8° Ado uare il cavalletto pei tiri d i conlrollo; 9° Dare la massima pubblicità ai risu!Lati di tiro. AL BERSA>JLlO

ÙRESTE B ARATIEI\I

Capitano di fanteria.


81 risente di barbarie e di crudeltà è inesorabilmente condannato dalla coscienza universale . È d'uopo combattere con armi _aperte e leali; l'uso del veleno, o di armi avvelenate, è delitto: chi combatte oggidì non si varrà dell'opera di sicarì; non ricorrerà al tradimento per dar morte a indLvidui appartenenti allo Stato o all'esercito nemico; non ucciderà l'avversario, che, deposte le arm i, e senza mezzi di difosa, s' arrende a discrezione; non adoprerà armi , proietti o materie atte a cagionare inutili strazi; rifuggirà dall'abuso della bandiera parlar~entare, o della bandiera, dei distintivi , delì'uniforme del nemico, per trarlo in inganno; non porràle manisul!a propr·ietà del nemico, nè la distrnggerà se non costretto da necessità assoluta. 11 ::.lisegno di convenzione presentato dalla Russia enumerava per sommi capi anche i mezzi che in guerra doveano conside rarsi come leciti : ma ciò non parve accettabile, poichò ai più non isfuggì ìa somma d ifficoltà di dare una enum erazione compiuta di così fatti mezzi. Una o pareGchie omrnissioni potrebbero dar adito a erronee interpretazioni, a reclami, a rappresaglie, e tali omissioni se non a l presente diventano ine,·itabili nell'avvenfre. Imperocchè il modo di guerreggiarn è in parte il risultato delle condizioni social i, mutabili sempre a cagione de ll e nuove forze che si svolgono, dei nuovi bisogni che sorgono. La fecondità dell' ingegno umano in materia di strumenti guerreschi è inesauribile : la legge posi Li va può bensì accertare lo stato presente di essi, ma non preoccu pare l'avvenire, g iacchè a breve andare i fatti sorgerebbero a darle le più dnre smen tite . Essa dee contentarsi in questo caso d'aver enunciato il pi·incipio generale, e, co nformementead esso, proscritto ciò che evidentemen te ripugna alla coscienza civile: non basterà forse ad appagare tulti i desideri dei filantrop i; ma anco 1 desideri troLA CONFERENZA DI -BRUXELLES ECC.

LA.

CONFERENZA DI BRUXELLES

f

E LE

LEGGI DELLA GUERRA

. II

(I l

III. Altre questioni , alcune delle quali non poco intricate e diffici li , furono, oltre que lle dei b elligeranti e della occupazione, oggetto di studio accur-ato per parte della Conferenza. Ern d'uopo definire i mezzi con eui è lecito in guerra nuocere al nemico, stabilire le norme intorno agli assedi e ai bombardamenti, intorno a l trattamento delle spie, dei prigionieri cli guerra, dei feriti e degli ammalati, intorno alle requisizioni, alle contribuzioni, intorno ai parlamentari , alle capitolazioni, agli armistizi, ai doveri dei neutri verso i belligeranti e finalmente intorno alle rappresaglie . Contentiamoci di brevissimi cenni. La vecchia e forocc massima, tutto essere lecito contro il nemico, venne ancora una volta proscriUa solennemente dal Codice della gueua . I combattenti sono bensì nemici, poichè il dovere lo impone, ma non cessano di essere uomini ; il sentimento patrio non può ul tutto soffocare il sentimento umanitario: ciò che non è imposto da ineluttabile necessità, ciò che ancor (,I) V. Ri'Oista militm·e, disponsa del marzo 48'715.

ANNo xx, YoL, 11.

6


LA CONFERENZA DI BRUXELLES

E LE LEGGI UELl,A GUERI\A

vano i loro limiti insuperabi li nella realtà delle cose . E questa real Là si traduce le mo lte volle nella indedinabile necessi Là della guerra: cerLo il rispe Lto a!la privala proprietà è un dovere per g li eserc iti: ma al di sopra di ques to sta il do vere di vincere, e a fronte di questo dovere s0rge la necessità di manomettere o dis truggere le proprietf.1 dei privati . Ora chi può definire codesta necessi~à ? Non certamente la ,legge positiva, inetta per sè stessa a prevedere tutti i casi, tu tte le simazioni che si presentan o nel corso degli avvenimenti . È la mente del condottiero d' esereito che sola può definire ciò che è necessario in g uerra: alla coscienza civile dei popoli spetterà poi pronunciare l'assoluzione o la condanna . Ben s' apposero a dunque i delegati a Bruxelles quando ammisero l'imperio della necessità, e lasciarono all'istinto, ci vile degli eserciti la scelta e l'uso dei mezzi che devono in guerra considerarsi come leciLi ('I) . Il bombardamento è, non v'ha dubbio, il più terribile di codesLi mezzi: nè bastano i ricordi di Strasburgo e di Parigi, e taBto meno le declamaz ioni della slampa per band irlo dalla pratica guerresca : esso è lecito, perchè necessario in molti casi a conseguire un dato scopo. Ma se è d'uopo inchinarsi alla necessità, è alile pur an co domandare se lulte le località possono essere sottoposte a bornbardamenlo, se esso debba essere preceduto da talune pratiche volte ad attenuarne i danni sulla popolazione inotfonsiva, se fina lmente alcune porzioni di luoghi bombardati debbano restare immuni da offesa . Stabilito che il bombardamen to in tanto è lecito in qnanlo è n ecessario, è forza ammettere che posso no essere bombardati solo quei luoghi che o per loro stessi, o per la loro speciale confo r-

mazione, o per la permanenza in essi di d ifens ori non posso no cadere in mano <lell' avversario se non per via di comb aLLi mento . Laonde le piazze f'orli possono .essere non che assediate , bombardate ; possono essere bom bardale le ciuà aperte, i villaggi , i caseg.giati semprechè siano oceupati e d ifesi . Tale è l'uso universale, ma qualche volta la cosa cambia aspetlo. Che avverrà d'una c iu~, o d'un villaggio posti in vi,cinanza di una fortezza che sorge a loro difesa? Dee considerarsi come aperta una ci ttà senza cinta nè di -difesa, né di sicurezza, ma protetta lontanamente da -una corona cli fo rti staccati? Sosteneva il delegato olandese che la città s'abbia a considerare aperta quando non ricoveri truppe, nè in a lcun modo pigli parte alla difesa. Ma g ius tamente gli si rispondeva che -città e fo_rti slac.eati costitu iscono un unico mezzo di difesa; sebbene i cillad ini rimangano i nerti spettatori delll! lotta, i difensori dovranno pul' sempre valersi della ci ttà per vettovaglir-rsi , ricoverarvi i feriti e g li .amrmila ti, comun ieore tra i vari forti . Lo stesso di,casi delìa città aperta protetta da una fortezza: se la sorte dell'una è legala indissol ubilmente alla sorte -dell'altra, vano è vietare all'attaccante l'uso del bombardamento: egli solo sarà gi udice in questo caso della neeessitù di r ico rrere a questo mezzo estremo, nè certamente vo1Ti1 sprecare munizion i ed eccitare l'indignazione delle genti civili quando il bombardamento della ci ttà aperta non debba agevolargli l'acquisto della for.tezza che la p rotegge . - Le p ratiche che d evono pre,c edere il bombardamento e l'attacco regolare co nsistono nel dare_ preavviso a tempo debito alle autorità dei luoghi assed ia ti, eccetto però il caso in cui traLLisi di att/lcco per sorpresa , Ciò mira eviden temente a dar tempo alla popolazione di sotlrarsi agli effetti del bombardamento : ma sorge una g rave questione: può l'as-

(1) Protocollo N° 1 - Tornata del 30 luglio.

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LA CONFERENZA DI ORUXELLES

sediato, dopo incomincia ti i lavori di oppugnazione per parte clell'avversorio, cacc iare dal la cillà una parte della popolazione, allontanare ~uelie clie ccimunemen.te si dimandano bocche ùiutili? Può alla sua volla l'assed iante opporsi al passaggio di codesta gen te e ricacciarla entro la cillì1? :Kon volle la Conferenza pronunciare una rispos ta ricisa, e conlentossi di cons iderare il caso come poco probabile. J?u certo il partito migli ore: con quoli cr iteri proceder-e nella soluzione di una questione .in cui due inte!'essi ugual mente sacri, la salvezza della patria e il sentimento di umonità lrovansi in ope rto contrnsto? Al sentimento cli uman ità e aali interessi della civiltà e della scienza resero omoggio i de legali a Bruxelles quando stabil irono che ali' assediante corre l'obbligo di adoperare tutti i mezr.i necessari per rispormiare possibilmente gli edifìzi co nsacrati al culto, alle arti , alle sc ienze, alla beneficenza, gli ospedali, i ricoveri di ammalali e di feri t_i a patto che essi non vengano contemporaneamente volt, a scopo militare: all'assediato poi spella il dovere d: appone sovra codesti edifizi speciali segni visibili, e informarne in tem po l'nvversario: finalmente.fu dichiarato che una cillà presa. d'assalto non può in alcun modo esser messa a sacco dalle truppe vincitrici. Tali erano le concessioni che potea fa.re l'interesse militare: ma allorchè la città cli Anversa chiedeva, in nome della uman ilà, che fosse proclamnla l'immunità dal bombardamento a favore cli taluni quorlieri delle cìttà fortifico.te per dar sicUL'O ricovero alla popolazione inoffensiva, esso dovea opporre e oppose un ri ciso diniego, affermando doversi respinget·e una proposta che menomando l'ef~ ficacia del bombordamento, vieta di conseguire colla voluta prontezr.a lo scopo de ll a g nerra (I ). ~

(1) Protocollo N° 2, 3. -

Tornate del 31 luglio a del t• agosto.

E LE LEGGI DELLA GUERI\A

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Lo spionaggio in guerra dà .luogo a due questioni principali: in che esso consista, e come . debbano essere trattale le sp ìe. Non può essere considerato come ·spia se non l'individuo che clandestina~enle_ o_ sotto falsi pretesti raccogl ie o cerca r~ccogl1ere _ rnlor_mazi oni ne i luogh i occupati dal nemico colla rntenzton~ di comunicarle all'avversario. Quanto al Lrattamento, 1L disegno di dichiarazione internazionale concordato. a Bruxelles distingue giustamente fra la spia colla rn flagranle, e la spia che, raggiunlo l'esercito dopo compito il proprio mandato , cade in poter dei nem ico: deferisce la prima ai giudici militari, considera la secon~a. com e prigioniero di guerra. Inoltre ~?n sono considerai.i come spie i militari non tra vesL1L1 che pcnetr_ano nella zo na d'operazione del nemico pe r raccogliere notizie i mili1ari e non militari incaricati di reca.r ord ini' e avvisi, gli individui spediti mediante globi aereostatici per recal' dispacci e in genernle per mante- • nere le comunicazioni fra le di verse parli d'un esercito o d'un territorio. Propo se taluno che venisse riconosciula. e sanzionala la distinzione fra l'uomo che esereila fo spionaggio n,osso da puro sen timento patrio, e la spia di mestiere guidata da sete di guadagno: princip io giusto in sè, ma dillìcilc :id applicarsi, e peri~oloso le molle volte; poichè non troverebbesi 1.:erto una spia Ja quo.le per sottrarsi alle pene minncciate, non cerchi cl i ammantarsi del velo del. patriouismo. Anche in questo caso la legge positiva è impotente : spella alla coscienza del giuJ ice decidere uei_sing?l,i casi; l'invocata distinzione e la conseguente d1spar1ta cli trallam enti non possono essere ammesse se non dopo accertali convenientemente i fatti. Ma la obbiezione più grnve alle disposizioni riguardanti lo spionaggio fu sollevata dai delegati del .Ue lgio, de' Paesi Bassi, e dell'Italia.: uno Stato, essi osservavano, il quale ammetta


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LA · CONFERENZA DI BRUXELLES

E LE LEGGI DELLA GUERRA

che una spia colta in flagrante debba essere trattata secondo le leggi vigenli nell'esel'cilo che l'ha callurala _ a?,co;·da al nemi~o u~a giuris?izione sui suddili propri'. c10 e per alcurn Slat1 contrario al loro diritto pubblico. Ma, _d'.altro lat?, rispondevasi, respingere così fotta dispos!Zlone eqmvale a mettere le spie al bando della ~eg~e: essa_ non ha altro scopo che di dare alla spia il dmtto d1 essere solloposta a giudizio e di difendersi. A.cce~tando questa clausula, soggiungevasi, uno Stato non impegna ehe sè stesso, vale a dire contrae l'obbligo di osservare codesta prescrizione in oo-n . o i oo·uérra h 1 c . e sorga 'tra. u1. e uno degli Stati seo·natari della conveno z10ne. - E gmsto però osservare che la raO'ione addotta d~i s~steni lori dell'articolo combattuto no~ rispondeva v1ttonosarnente alla obbiezione: sussiste sempre il folto, che _rnentre uno Stato si obbliga di giud icare le spie leo·O'i, riconosce un·uale nemiche secondo le proprie .. , 00 O dmtto nell'avversario. E un obbligo reciproco che i due Stati contraggono, è in certo modo uno scambio cli sovranità (•1). La gueslione più grave intorno ai prigion ieri di guerra era stata. trnuata in occasione delle discussioni sui belligeranti e sull'occupazione. Stabilito quali caleo'orie c1·'. p_ersone dovevano essere considerate quali prigioo , men,_ restava a determinare le norme giusta le quali qt1est1 dovevano essere trattati. Venne prima d'oo-ni cosa ammesso ehe i prigionieri di guerra sono ne~ici legali e disarmati: sono in poteee del Governo, non o-ià degli indi vidui o dei corpi che li hanno caltura7i: devono essere trattati con umanità, ma oo-ni allo di insubordinazione dà facoltà di procedere co~tro di essi a misure di rigore: tutto ciò che lol'o appartiene per-

sonalmente, eccettuate le armi, rimane loro proprietà {1) . Volle taluno bandire gli atti di violenza dal trall11mento dei prigionieri e in tal senso esprimevasi pure il disegno di convenzione presentato dalla Russia: ma parve concessione esorbitante al sentimento di umanità sempre invocato nel corso delle discussioni. E invero può ammettersi che la trnppa incaricata di scortare un convoglio cli prigionieri non debba adoperare le armi contro di essi anche se assalita dal nemico con iscopo evidente di liberarli: rna nessuno potrà negarle il diritto di reprimere anche colla forza gli alti d'insubordinazione collett.ivi o isolati, tendenti in questo caso ad agevolare il còmp ito dei loro c;omrnilitoni. Che fare, domandava il generale Voigts -Rehtz, se durante la battaglia i prigio nipri non vogliono recarsi al sito loro assegnato? Bisogna usare la forza: è dovere d'ogni ufficiale prevenire la insubordinazione: il prigioniero deve marciare, obbed ire e accettare il verdello della forza. - I prineipii generali enunciati nell'articolo 23° sono po i svolt.i cd applicali in una lunga serie di disposizioni intese a determinare i cliriLLi ed i doveri reciproci del Governo e dei prigionieti. I quali possono essere confinati io una città, fortezza, campo o luogo qualunque con obbligo di non allontanarsene oltre certi limiti. È. vietato adoperarli in lavori estenuanti, o conteari alla cligni Là del loro g rado o della condizione sociale, ovvero in lavori aventi dirello rapporto colle operazioni di guerra. Il Governo ha obbligo cli mantenerli, e, salvo convenzione speciale collo Stato avversario, deve assegnar loro lo stesso trattJrnento delle proprie trnppe: i prigionieri alla loro volta sono soltoposti alle leggi e regolamenti militari vigenti nel

(1) Protocollo W 3 ,,_ Tornata del 1• agosto.

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(4) Projet d'une déctaration etc. N° X Vlll art. 23.

Texte modifié ... _ Annexe


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I.A CONFE RENZA. DI BRUXELLES

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paese nem ico: i tentativi di foga generale, gli alti di ribellione contro le aulorità loro preposte, sono puniti a Lenore di esse leggi: chi si d;t alla fuga può esse re ucciso duranle l'i nseguimento, ma preso non può essere punito che in via disciplin are. Finalmente alcune disposizi on i detl:' t'ffiinano le condiz ioni co n cui si effettua il cambio dei prigionieri, l'obbligo di essi dopo effettuato lo scamb io, la condizione creata al prigioniero liberato che vien meno alla parola d'onore. Non seguiremo la discussione di <:ui furono oggetto le varie disposizi oni, né riporteremo le osservazioni fai.le su di essB dai vari delegati. Ciò che a noi pare sovratutlo importante si è la facoltà fatta allo Stato di solloporre al lavoro i prigionieri , e il modo con cui venne codesta facoltà 'regolu ta. Ammesso in principio il lavoro, occoneva determ ina re a quali lavori potevano i prigio nie ri essere obbl igati, se tutti indistintamente aveano quest'obbligo, finalmente se aveano Ji ritto a salario. In omaggio alla massima stabili ta che i prigionieri non posso no esser costretti a prender parte ad operazioni mililari contro i propri compagni d'armi, vennero esc lusi tulli quei lavori c!ie hanno qualche auinenza diretta colle operazi on i cli guerra, ed ero. troppG giusto. )la era ugualmente ammissibile la condizi one posta nel ùiseguo di convenzione presentata dalla Russia, dov~rsi aver riguardo alla posizione so~ ciale degli individui? Così non parve al generale Voigts-Rehtz, il l{Uale sorse a protestare in nome della uguaglian za civil e e mililare, e sostenne che in conseguenza dell'obbligo generale del servizio personale orn oi accettato presso Ja maggior parte degli Stn ti doveano considernrsi come ingiustificabili le disti nzioni fon date sulla diversa cond izione sociale; il nob ile e il vill ano, 'I o scienziato e l'operaio, il ricco e il povero sono eguali di fronte alla legge militare: tali devono

essere puranco se prigionieri, e devono indistintamente essere obbligati al lavoro: non può sussistere fra essi altra distinzione che quella derivante dal gro.do militare . Nè vale obbiettare che i corrispondenti e i reporters di giornali, i vivandieri, i forn itori non posson o tenersi come appartenenti alla milir.ia : queste categorie di persone costituiscono l'eccezione: la legge con cerne l'esel'cito e fra le persone estranee ad esso non deve sanzionare che le distinzioni fondate sul grado della gerarchia cui ciascu no di essi individui appartiene.- Era fo rse troppo rad icale il concetto propugnato dal delegato tedesco; im perocchè se è verissimo da un lato che il lavoro dev'essere un obbligo gene rale, è pur vero dall'altro che nel curure l'udempim ento di quest'obbligo vuolsi aver l'occhio alla capacità degli indivi dui ; ora fra gli elementi co stitutivi della capaci tà entra no n meno la posizione ge rarchica che la condizione sociale. ~ ciò ~enne riconosciuto dall a maggioranza dei delegati giacchè appunto nell'n rti colo 25° è dello che il lavoro dei prigioni eri non de bba essere umiliante pel loro grado militare se apparte11gono all'esercito, pe1' la Jorn posizione ufficiale o socia le se non ne fan no parlP,. - Quanto al salario è stabilito ch'esso debba servire a migliorare la loro cond izione; un a pu rte è lrattcnLlLO dal Go verno quale indennità del le spese di mantenimento, l'altra consegnato ai prigionieri. nell'atto della liberazione (·1). Ad allevi are le sofferenze dei fo rili nelle guerre terrestri e marittime, la convenzione di Ginevra del I 864, e gli articoli addizi onali del ·1868 sanziona vano la neutralità delle ambulanze, degl i ospedali e delle perso ne addette al servizio sanitario. Allo scoppiar della guerra del 1870 gli articoli addiziona li non eran o ancora stati (1) Protocoll i N· 5, 6 -

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Tornate del ii e 6 agosto .


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ratificati da tutte le potenze; mancava l'adesione della Germania; mercè però la iniziali va del consiglio federa le svizzero essi vennero adottati dai belligeranli come un modus vivendi, e furono date ie opportune istruzioni agli eserciti e alle flotte. L'esperienza non poleva essere più compiuta: se da un lato apparve incontestabile la utilità somma delle stipulazioni di Ginevra, vennero alla luce dall'altro i difetli che sempre accompagnano le opere dell'uomo. A. tre capi si possono ridurre le violnzioni della convenzione durante l'ultima guerra: disconoscimenLo della . qualità inerente alle persone e alle cose rese neutrali in virtù del!a convenzione; usurpazione di codesta qualità; trascuranza o violazione per parte delle per-, sone neutralizzate dei doveri posiLivi o negativi derivanti dalla loro qua lità di neutri {-1 ). Ciò doveva ascriversi in gran parte al difetlo di sanzione inerenle Agli atti in ternazionali, e alla mancanza di opportuna istruZLone nelle truppe intorno alle prescrizioni della convenzione; do nde una quantità notevole di errori materiali che fa d'uopo antivenire medìanle disposizioni regolamentari. Preoccupato degli in convenienti che poteva cagionare l'abuso del bracciale internazionale per parte dei membri delle società di soccorso, il Governo prussiano emanò apposita ordinanza con cui loro prescriveasi la legittimazione per parte di autorità designate, quale eondizione necessaria all'esercizio del loro mandato, e si davano altre norme intorno al modo con cui dovevano esser traLtati. Non bastavano però cosi- falli provvedimenli a por riparo a tulti i difetti della convenzione, ed era quindi troppo naturale e giusto che l'assemblea incaricala di studiare tulto il complesso delle leggi della guerra, sottoponesse a maturo esame (1)

RoL1N-JACQUH~tYN. -

Second Essai ecc.

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anche questo argomento imporlantJssm10. La Russia aveva a tal uopo introdolto alcuni articoli nel suo disegno di convenzione: allre propJsle erano presentate alla Conferenza dtJ.lla Germania, dal Belgio, dalla Svizzera : ma prima ancora di iniziare la discussione veniva sollevata la questione pegiudiziale. La convenzione cli Ginevra era ornai riconosciuta da quasi tutti gli Slati, alcuni dei quali non avevan creduto inviare rnppresentanti a Bru xelles: p1'oporre e adoltare nuoYe aggiunte e modificare con esse talune delle disposizioni fondamentali giì1 universalmente accettate poteva mettere in forse la esistenza della convenzione stessa. Oltre di ciò gli articoli add izionali del 11868 non erano ancora slali ratificati da tulle le potenze, e i nuovi articoli non erano che una espìicazione dei primi: chi accettava gli uni do vea accettare 'anco gli allri; poteasi spcrarA che gli Stati finora restii ad ammettere gli articoli addiziQnali del 4868 si risolvessero a farlo dopo che fossero in aleune parti modificati o esplicati? Parve miglior consiglio lasciar intalla la convenzione e contentarsi di esaminarla atlenlamente, e add itare ai Govern i rispettivi i difetti che conveniva correggere. Le osservazioni che per pnrte dei Yari delegati vennero fatte intorno alle stipulazioni di Ginevra nelle sedute del 7, '10 e ;J ·1 agosto possono ridursi a nove capi principal i : ,1• La qualificazione di neutmle applicata al personale e al materiale di sanità non risponde alle es igenze della pratica e allo scopo umanitario della convenzione . Se un ospedale qualunque , caduto in poter del nemico. rifiuta di ricoverare i feriti e g li ammalati di lui, può, farlo impunemente perchè protetto dalla neutrali!à. V'ha di più: un esercito vittorioso ha già stabilito tutte 1~ sue ambulanze sul campo di bauaglia, ed esse sono già piene di ammala li e cli feriti: succede-


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il dl seo-uente un'altra baLtaglia, e lo stesso esercito vince ancorn~ non potrà vale rsi delle ambulanze tolte al nemico per ricoverare€' curare i propri feri ti? ~o certamente, se si ammetle pee esse la neutralità: dovranno essere lasciate libere di tornarsene al prnprio esercito. Per ovviare a tali incoMenieo·ti è mestieri porre al luogo della neutralità la inviolabilità, come caratteristica delle persone e delle r.ose addelle al servizio sanitario, intendendosi con ciò ch'esse non abbiano ad esser menomamenle distolte dal loro scopo ordinario. 2° Am messa pure la qualificazione di inviolabilità, convi ene vedere se sia veramente giusto appli carla cosl al materiale come al personale di sanità. L'artico lo •1° del la convenzione di Ginevra sanziona la neutralità delle piccole ambulanze che scgnonogli esereiti in prima linea; ed è giusto, poichè in tal modo il nemic0 non resterà sprovvisto al tullo del materiale di sanità: ma il 3° degli articoli addizi onali dichia ra neutrali pure gli ospedali di campagna e gli altri stabilimenti temporanei che seg~ono le 1.rnppesul campo<l ibauagliapenicevere arnrnalaneferiti, e ciò è esorbitan te. Ricordi si l'esempio precedente; padroneJel campo di bauaglia, il vincitore a.Hà a curare un numero di tcrili molto maggiore clic non l'av versario; come potrà egli compiere questo ufficio se deve rima,ndare tutto il materiale d'ambulanza tollo al nemico? g vero la inviolabilità al materiale, d'altra. parte che ' necranùo o • si tol o-ono ttl vinto i mezzi con cui soccorrere e curare i pro~ri fer iti , e s·i r ende pressoehè illusorio l'aiuto delle società di soccorso; le quali diflìcilmente vorranno esporsi al pericolo di dover abbandonare al nemico il pl'Oprio materiale: rna a ciò si può ovviare, secondo il genern.le Voigts-Rehtz, apparecchiando per tempo una. riserva su fficiente di :i.Ltrezzi occorrenti pel servizi-o sanitario; ciò che uon si può im provvisare è il personale di sanitli, medici e farmacisti sovra tullo:

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a qnesto sola mente vuol esser concessa la inviola? ilità. 3° L'articolo 1° della convenzione accorda 11 beneficio della neu tralità non solo alle ambulanze, ma anco agli ospedali militari non mobilizzali: ciò è in contrnddizione coi precetti dell'arte della guerra , che comandano di paralizzare i mezzi guefresehi e interrompere i preparativi dell'avversario . ,i. Non è giusto negare, come fa il secondo alinea dell'articolo 1°, il beneficio della neutra_litù alle ambulanze e agli ospedali, quando sono custoditi da foeze militari: queste se rvono il più delle volle a preservare cosifatti stabi limenti dalle rapine e dalle violenze ; possono esser falle prigioniere, ma In loro presenza non dee pregiudicare per null.a il caru~tere di i.nviol,~l~ilità di cui le ambulanze e gli ospedali sono investiti. 5° Conviene stabili re alcune guarentigie rispetto ai membri delle società di soccorso che pres ta no servizio presso gl i eserciti mobilizzati: o~tre il c?~veo~t? distintivo essi devono aver seco un ccrllfìca to eh 1denltla personale accompagnato dnl rispeu ivo rilra.tto fotogra~ fico, e un allo dell'autorità competente dal quale const1 la faco ltù loro concessa. 6° Alla facoltà stabilila. clall' articolo 3° è d'uopo sostituire l'obbligo per il personale sanitario di rimonere sul sito, anche · dopo che sia. occupato dal nemico, fin chè v'ha feriti e amma lati ùa soccorrere e cura.re. Il ritorno al proprio esercito dev'essere regolato dal. . l'occupante. 7° Le concessioni falle coll'articolo 5° a chi ncovcra feriti nella pl'opria casa possono esser cagione di abusi; il soccorso ai feriti può essere considerato come un mezzo per sottrarsi alle varie prestazioni. _ . . 8° L'al'ticolo G (o.lin ea. 3°1 im pone l'obbligo dt rmvia.re in patria i lcrili guariti e ineui al servi zio: fra questi feriti può essere qualche generale, o altn uf1

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ficia li , che possono ancor rendere servigi segnalali: all'obbligo con verrebbe sostituire la f a<·oltcì. 9° Non sempre ogni casa o stabilimento reso neutrale può inalberare la dopp ia bandiera, nazi on aie e internazionale: questa sola dev'essere dichiarata necessaria, quella invece utile sempre, ma faco ltativa. Terminato codesto esame stabilirono i delegati della Conferenza di rassegnare ai rispettivi Governi le varie opinioni manifestate nel corso della discussione, quali elementi utili per un nuovo studio intorno alle modificazioni e ai miglioramenti che di comune accordo converrebbe introdurre nel la convenzione di Ginevra. Uessa da patte esplicitamente ogni discussione intorno ai principt generali, non poteva la Conferenza esam in are se le requisizioni siano in massima conformi al diritto delle genti ; nccettando come punto di partenza l'uso generale delle guerre moderne, essa ammise come presupposto che il ri spetto alla proprietà privata per parte degli eserciti non può spingersi fino al punto, ch'essi debbano in modo assoluto rinunziare a valersi dei mezzi di sussistenza che offre il paese occupato. La scienza 0oncorda su questo punto colla pratica: se uno Stato può legiuimainente aver ricorso alle armi per ottener giustizia, non gli si può negare la facoltà di procedere a requisizioni e impor tributi per rifarsi dei clann i sofferti : ques ta facollà. é una co nsegu enza del principio universalm enle accettato che in guerra Ut;ta sovranità sotten tra a ll 'altra e assume temporaneamente e soltanto di fatto l'esercizio dei diritti sovrani sul territorio militarmente occupato; non è pertanto unn trasformazione de l feroce diritto di ra· pina e di saccheggio largamente esercitato ne' tempi andati, ma una logica deduzione del diritto di guerra. Solo restava dunque a definire le norme con cui l'invasore poteva procedere alle requisizioni, determinare

chiaramente ciò ch'egli poteva esigere, in qua le misura e in qual modo ne\ paese occupato. Ora tre modi si presentano per limitare e regolare le requisizioni e le contribuzioni, e sono: prim o, le leggi vigenti nel paese invaso; secondo, le leggi vigenti presso l'esercito invasore; ultim o, le necessità della gu,crra. 1,·articolo 5·2° del disegno di convenzione presentato dalla Russia accordava al nemico il diri tto di esigere dalla popolazione del territorio occupalo tulle le imposte, prestazioni e canoni, così in natura come in contanti, ai quali hanno diritto gli eserciti del Governo legale. Ma. gravi obbiezioni sorsero contro c:osìf'atta disposizione : si osservò che non tutti gli Stati hanno definito per via di leggi o regolamenti la materia delle prestazioni militari, e che, qualora esse dovessero esser regolate dalle leggi dello S1ato invaso, i piccoli Stati, e in generale tuLti quelli 0he co nsiderano la difensiva come unico modo di guerra probabile per essi, avrebbero circoscritto entro limiti possibilmente angusti il diritto di requis izione . D'altro lato il Governo legale può dai propri sudditi pretendere quei sacrifici che solo un elevato patriottismo fa. parere leggieri; può, senza ven ir meno ai principii di equità, pretenderli ugualmente l'invasore? l\:è erano men gravi le obbiezion i mosse contro l'aprlicazione delle leggi del l'esercito di occupazione : ri conoscere nel nemico il dirillo di introdurre la propria legislazione nel terrilorio temporaneamente occupato parve cosa contrnl'ia assolutamente al principio della sovranità nazionale: nè valeva rispondere non trattarsi punlo di accordare al nemi co un diriLto ma semplit:emente di obb ligarlo a non imporre altrui pesi maggiori di quelli che adossa ai sudditi propri: la concessione, il riconoscirnento del diritto sussisLono sempre dal momento in cui i due SLaLi apposc1·0 la firma alla convenzione. Osse1·vavano poi altri che san-

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96 LA CONFERENZA DI BRUXELLES zion ando codesta massima, i grandi Stati, quelli che il più delle volte faranno guerra ofiensiva, saranno facilmente indotti ad allargare smisuratamente nelle proprie leggi il diril.lo di requisizione, certi ch'esse colpiranno per lo più gli stran ieri: quindi co rreasi pericolo di ottenere un risul tamento assai diverso da quello cui intendeva la Conferenza, accrescere cioè, invece di diminuire, le calamità <lella guerra. - Ma i li-· miti imposti così dalle leggi dell'esercito invasore come da quelle del paese invaso, non sempre riusc iranno effic aci; non se mpre sa rà possib ile rispettarli. Può forse un comandante d'esercito arrestarsi davanti ai limiti segnati dalle leggi, quondo gli interessi della patria, la sal.vezza dell e propt'i.e truppe gli i mpongono di varcarli? Evidentemente no; in questo caso convien ammellere che ciò che è assolutamente necessario è giusto, ed é giusto appunto perehè necessari o: quindi il limite ultimo delle requisizioni vuol cercarsi nell e necessità della guerra. Espressione certo assai vaga e atta a coonestare le pi ù dep lorabili spogl iazioni, ma non meno perciò rispondente le molte vo lte alln realtà delle cose. Ben lo compresero i delegati della Conferenza quando per determinare, cl1 iarirn e in qualche modo circoscrivere qu esta necessità statu irono ch'essa abb ia ad « essere universalmente riconosciuta, e le requisizioni « siano proporzionate alle riprese del territori o e non <s: inc:ludan o l'obbligo per le popolazioni cli pigliar parte « alle operazioni di guerra con tro il proprio paese». (Art. 40 . 'l'e::vte rnoclifié.) Quale altro mezzo alto ad impedire .le esagerate requisi zion i fo proposto cli consa~ crare l'obbligo pet· l'esercito che requisisce di pagare immediatamente ciò che prende, ovvero di rilasciare un buono regolare da pagnrsi al termi ne della guerra, considerando in tal modo le somminisLranze fa lle alle truppe come un irnprestito forzalo rimborsabile da una

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delle due parti al r istabili mento della pace. Se, diceva il barone Lnmbermont, l'esercito invasore sa che ogni cosa requisita dev'essere in ultimo pagata, incerto ancora dell'esito final e della guerra, egli procederà con certo riserbo nelle requisizioni. Ma rispondevasi che nella pratica ciò non si avvererà mai, giacchè le truppe non si inspireranno che alle necessil.à del presente, nèsidarann o pensiero dell'avvenire. Se poi le somminislranze fatte all'invasore si <levono considerare come un prestito fo rzato è faciìe preve<lere che il pagamento cli esso cad rà sul vin to : ciò darà l11og0 a gravi difficoltà, non ultima delle quali l'obbli~o che dovrebbe oontrarre anticipatamente un Governo di rimborsare un prestito forzoso levato dal nemico sul proprio territorio. Certo nel trattato di pace si potrà stipulare il pagnmento della ind ennità ai daoeggiali dalla guerra, ma accollerebbero poi t.t1.Lti i Governi i patti che pia cesse al vincitore dettare su questa materia? Se si ha l'occhio alla consuetudine finora seguìla, scorgesi che i Governi l,onno bensì distribuito alcuna somma ai dan neggiati dalla guerra, ma a semplice titolo di soccorso, non mai quale indennità delle prestazioni cui vennero sottoposti <ln ll'invasore. Laonde la disposizione accennata non risµonde alle esigenze della pratica: è necessario certo rilasciare ad ogni requisizione una regolare ri cevuta ; ma non si deve stabilire ri priori ch'cssa debba dar sempre diritto al rimborso; l'indennità vuol esser facoltatira; la ricevuta potrà in ogni ca~o servir di norma al Governo nella ripartizione dei soccorsi. Venne pertanto stabilito che levando contribuzioni siccome equi rnlente di imposte o di prestazioni che doHebhero esser fatte in natura, o a titolo d'ammenda, il nemico seguirà le regole cli ripartizione e di assetto vigenti nel territorio occupato: le autorità civili del Gorerno legale presleranno Ja loro ANNO

xx, Voi,

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assistenza, se rimaste in ufficio: le contribuzioni e le requisizioni non potranno essere imposte e ordinate se non dal comando supren,o, o dalla suprema autorità civi le nel territorio occupato (4) . Le disposizioni riguardanti i parlamentari , le capitolazion i, gli armisti zi non potevano fornir materia di profond i di ssens i e di troppo viva discussione : esse sono informate ài prineipii costantemente seguili dagli eserciti nelle ultime guerre: però le proposte del Go · vemo cli Pietroburgo, sebbene aecetlate in massima , fu rono in qunlche parte modificate e migliorate dalla Conferenza. La qua le, inoltre, credette opportuno riparare a nn difetto che presentavano le proposte accennate, risolvendo, in seguito a domanda dei rappl'esentanti del Belg-io, alcune questioni relative ai doveri o diritti degli Stati neutri rispetto ai bl~lligeranti ricoverati nei loro Lerritorio. L'ulti ma guerra avea dato uno specia!P. carattere di opportunità e q uasi di. necessità a così fatte disposiz;on i; imperocchè le cala·· strofi di Sedan , e di Pontarlier, ricacciando nel Belgio e nella Svizzera numerose truppe frances i, crearono pe i due Stati. doveri cli doppia natura, i quali certo conv0.niva regolare per via di atti internazionali. La Conferenza rico nobbe l'obbligo nel Governo neutrale di ritirare lungi quant'è possibile dal teatro della guerra le truppe nppattenenti ugli eserc:ili belligeranti che entrassero nel suo territol'io, e gli diè facoltà .di tenerle custodite nei campi, nelle fortezze o ne i luoghi adatti, lasciando al suo criterio il decidere se gli ufficiali possano esser lasciati liberi sull'impegno da essi contratto di non abbandonare il territo1'io neutro senza autorizzazione. Lo Stato neutro inoltl'e ha obbl igo, ove (1) Prnj"-t cle déclaration ('CC Textc modifié Protocollo N° J5, 16 . Tornate del J 9 e 20 agosto.

99 non sia altrimenti provvisto da speciale convenzione., di foi·nire ai ricoverati i viveri, ii vestiario, e gli alLri soccorsi impos ti dall'umanità, salvo a ripetere le spese dal loro Governo: p1:tò autorizzare il passaggio sul proprio territorio dei fo rili e degli arnmalaLi appartenenti agli eserci ti bel ligeranti, purchè i treni non trasportin o contemporaneamente personale o materiale da guerra, e poteà all'uopo adollare le necessarie misu1·e di sicurezza e di controllo : agli ammalati poi e ai feriti ricoverati in territorio neutro sono applicabili le disposizi.oni della convenzione di Ginevra ('1). Defin ite le leggi e le consuetudini della guerra parea convenieme studi are pur anco i modi con cui poteasi ovviare alla loro violazione. Le proposte presentate dalla Russia contenevano su tal proposito un capitolo, il cui solo titolo I delle 1·appresaglie, incontrò tale avversione che parve utile porte in sua vece quel lo meno terribile delle violaàoni delle leggi e consw~tudini della guen·a. Ma cambiato il nome, restava pur semprela cosa: le rappresaglie erano considerate come una eonseguenza di c~ssa violazione. Era mai possibile tor di mezzo il diritto di ·rappresaglia, o almeno circoscriverlo e regolarlo in rnodo confol'me al!e esigenze del sentirnenLo umanitario? Non parve alla Confel'enza potersi trnvare una soddisfacente soluzione dell'al'duo problema. )Ientre il prirno delegato tedesco sosteneva do versi applieare le pene previste dai codici militari per non cadere negl i abusi più grnvi, il conte Lanza delegato d' Halia affermava recisamente che la violazione delle leggi di guerra commessa da una delle parti non dispensa l'altra dall'osservanza; il generale Schoenfeld osservava che l'argornento delle rappresaglie appartiene strettamente al diritto delle genti, e in parte al E LE LEGGI DELLA GUElU\A

Annexc X VHI; (,1) Projet de declamtion ecc, Texte rnodifiè, art. 53 e 56.


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diritto mari ttimo, quindi non poteva essere oggetto cli discuss ione per parte della Conferenza; e il barone Lambermont soggiungeva che qualunque tempel'amcnto si adotti, il principio sussisterà sempre; principio rivestito per se sLesso di un carattere estremamente odioso, e che dava luogo a un'altra questione difficilissima, quella degli ostaggi . Domandava infine, se, vista la irnpossibilitc':t di. un comune accordo, non parea conveniente lasciar cotesta materia nel dominio del giu re non iscritto, sotto la sanzione della coscienza pubblica, finchè il progresso della scienza e della civiltà nun rechi una soluzione al tutlo soddisfacente . E la conferenza accettava la proposta, aggiungendo per bocca del suo presiden te l)arone ,Jomini che ponendo in risalto .la uni ve r·sale ripugnanza che inspira questo diriti.o estremo della guerra, intendevasi assegnare il limite miglior-e al suo esercizio e sovratutto all'uso che se ne potrà fare in avvenire (i ).

IV. L'opera della Conferenza di Bruxelles si riduce ad uno studio accurato e profondo delle svariate e grav,issime questioni riguardanti la legislazione del la guerra: dal cozzo delle opinioni è uscito un disegno di convenzione il quale non rappresenta menomamenle l'idea cli un solo Governo , ma esprime le eonclusion i che ai delegati dei vari Stati, desiderosi di riuscire ad un accordo, parvero megìio conformi alla ragione della guerra e alle odierne condizioni dell'ineivilimento. Non è ancora opera perfetta; non ha fo rse - - - - -- - -- (1} Pl'otocollo lò -

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Tornata dei 20 agosto.

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l'aspetto di un tnlto arrnonico:in cui sia dato scoprire sempre la logica corrispondenza fra i princ ipii e le applicazioni : ma le concl usioni dettate a Bruxelles de\'ono esser oggetto di nuovi studi e di nuove deli berazioni prima che acquistino valore di JeO'e-e . o~, internaz10nale. E affinchè ali' opera dei Governi non venisse meno il potente sussidio della opinione illuminata, i protocolli della Conferenza vennero resi di 1:iubblica ragione, e si invocò per tal modo su di essi il libero e solenne giudizio di tutti coloro che hanno consacrato l'ingegno alla soluzione dei difficili problem i sociali. La questione fu pertanto agitata nuovamente nelle pacate regio11i de lla dipl om azia e nel campo spesso tempestoso della stampa . Prima ancora che i Governi manifestassero il loro avviso, fautori ed avversari del disegno di codificazione delle leggi df~Jla guerra tornarono ad accapigliarsi,gli uni riconoscendo francamente i pregi . delle conelusion i adottate e incl ieando O'lì v ulteriori rn iglio rament.i di cui sembravano suscettive, gli altri combatwndonc addil'i ltura il concetto fonda mentale., siccome utopistico e dannoso per molti rispetti, e additando il lavoro della Conferenza com e assolutamente sterile negli ordini della vita operativa. Quali sono le vere cagioni di un giudizio cotanto severo'? Forse gli interessi nazionali che si temono messi a repentaglio mediante stipulazionisimilì a quelle proposte dal Governo di Pietroburgo? Forse la generosa impazienza di animi, che attraLli irresistibilmente verso l'ideale, resp ingono i lenti e quasi insensibili progressi che si compiono nel campo tormentato dell a realtà? O il timore di veder il diriuo internazionale pietrificato nelle rigide forme delln legge positiva, ed arrestato_ c?sì ogni suo mo to ulteriore, impedi to ogni. ?uovo m1ghoramento che gli verrebbe imposto di mano Jn mano dal solenne man ilestarsi della opin ione pub-


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blica e della scienza? Ad altri la risposta; noi ci contentiamo di accennare brevemente ed esaminare le obbiezioni principali. li ridicolo fu l'arma principale di cui si valseC'o gli avversari; il lavoro della Conferenza cli Bruxelles fu più d'una volta paragonato al parto della montagna. A che, essi dicevano, stillarsi il cervello i."ntorno ai modi con cui rendei' la g uerra meno dolorosa, e predicare ai quattrn venti .il vostro mandato riformatore, per proporre poi ni ente di più di ci<'> che è consacrato da lunga e costante pratica? La Conferenza non ha in alcun modo raggiunto l'intento; l'accordo che essa cercava è venuto rnéno semprechè trat.tavasi di questioni importan Li: quando dopo sforzi infiniti e dopo pericolose transazioni veniva adottata una conclusione, le riserve dei vari delegati le toglievan 0 ogni valore ; l' accordo è stato possibile solamente ne lle questioni meno rilevami, ma era inutile, poichè nessun dubbio Ji.l mai sollevato intorno ad esse, e la pratica costante delle ultime guerre non discorda menomamente dalle massime sancite a Bruxelles. E vani dovevano torna1·e gli sforzi della C(inferenza, imperocchè il diritto ioltrnazionale non può essere codificato eh'} entrn limiti assai angusli e solo nella slera delle relazioni pacifiche; là dove non provano altri argomenti che la fo !'za e la scienza. militare, indarno si tenter~1 la riformu del dir itto internazionale. - .1:: questa l'obbiez ione pit1 forte che ci venne dato cli trovare: ma spogliato di ogni veste reltorica a che r.iducesi cosi fallo ragionamento? La forza e il diritto si escludono; nello stato di gaerra domina la forza, e non c'è posto per il diritto; la Conferenza di Bruxe ll es volendo applicare nonne e principi i di diritto c11lo stato di guerra ha tentato oper,l assurda; i risultnmenti ottenuti ne fanno testimonianza! - Ma q uesta pre tesa in-

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E LE LEGGI DELLA GUEIIUA

LA CONFERENZA DI BRUXET,LES

compatibili tù fra la forza e il diritto, si può rispondere, non sussiste io alc un modo nè nell'ordine delle idPc, nè nell'ordine dei fatti; forza e diri lLo si presuppongono a vicenda; il diritto senza la forza è una mera astrazione; la forza senza il dirillo può conce pirsi nel campo della vita puramenLe matBriale, rna nella sfera della vita morale la forza diventa intelligente e consciente, e con tt·ae necessari rapporti. col diritto. Ora codesti rapporti col prngcedi re dello ùicivilimento crescono di numern e di intimità; di guisa che può dirsi ehe l'essenza del prngresso civile risiede nel perenne e vieendevol!-! avvieinamen~o della fo r·ul e del diritlo . Basta ricordare la storia, e confrontare le presenti consuetudini della guerra con quelle dei tempi andati , pee convincersi di questo folto . Fn già t<rn1po in cui ciascun cillauino de llo Stato belligeran te era di pien clitilLo, senza riguardo a età, sesso o condizione, considerato come nemico; quale Stato oserebbe ai dì noslri seguitare cosifotlo principio '? Quale Governo oser-ebbe oggi. ordinare le de vastazioni comp ite da Turenne nei paesi renani, o dare ai suoi generali la risposta che i ministri di Luigi XIV diedero al buon Catinat rnentreguerreggi:wa in Piemonte o/ ( 1). È ancor vivo il ricordo · dcile spogl iazioni. dello chiese, delle -biblioteche, dei mu sei d'Halia pBrpetrate dalle armi repubblican e cli Frnnt:ia sulla fine del secolo passato; codesti aui · furono dopo poch i anni riprovati solennemente dalla clipiomazia. Non sono que:;te vete ed importanti conquiste del clii'itlo? i\on sono vere limita1

( I) D11ranfo la campagna del 1689-90, dopo c:ompito numerose devasta1.i oni in Piemonte, Catinat domandava ai ministri di Luigi XIV: r,he f'aremo? Bisognerebbe aver curnpasginne cli qnesti popoli inf'elici.~simi: e i ministri rispondevano: bnicia1·e, poi bnioiare e

ben brnciare.


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LA CONFERENZA DI BRUXELLES

zioni della foI'za? Il disegno che per impul so della Russ ia si studiaI'ono di inca mare i rappresentanti degli Stati europei è dunque pienamente confo rme alla ragione storic:a, e rappresenta nn momento importantissimo e necessario dello svolgimento del diritto internazionale. Vinti nel campo dei principii, gli avversari hanno ricorso ai fatti, e, giud icandoli non secondo la realtà, ma secondo la propria inclinazione, li hanno quasi adulterati, e n'hanno tratte r.onseguenze che del vero non serbano che l'npparenzn. La inanità degli sforzi tendenti a impor leggi alla. forza, essi dicono, è dimostrata sple ndidamente dal fau.o che nessuna delle questioni importanti sottoposte all'esame della Conferenza ebbe un a soluzione approvala con unanimiti.1. di voti; il genio della discordia aleggiava mai sempre nella sala della Conferenza.- 1\fo se tutti fossero stati concordi, ci facciam lecito di rispondere, era innl ile convocare la Conferenza, sprecare il tempo e ìl fiato nelle discussioni ; trnttavasi appunto di ridurre a concordia le varie opinioni intorno alle leggi della guerra, e questa conco rdia non era possibile se tulle le opinioni non venivano prima enunciate e convenienlemente ventilate. Ora, da unu discussione per quanlo si vogli a arruffata, voler dedu rre la impossibi lità dell'accordo non è totalmente conforme a sana logica. Qual era lo scopo della Conferenza? Non intendevasi assolutamente di dett.are propo::.le definitive; trallavasi di compiere uno stud io delle odierne consuetudini deila guena, 8pesso diverse l'una dall' altra e diversamente intel'pretate, unificare ecl ,Jmtonizzare codeste consuetudini e tradurle in prescrizioni internazionali . I rappresentanti dei vari Governi avevano su tale proposito is truzioni precise, inspirate, com'è naturnle, agli interessi particolari dei singoli Stati; eppure che è avve-

HJ5 nuto? Non poche delle questioni più importanti ebbero una soluzione conval idai.a da qna notevole maggio- . ranza di voti; basti citaee la d ich iarazione del barone Blanc jntorno ai heltigcmuiti, alla quale aderirono non solo i rappresentanti dell a Francia, dell'Austro-Ungheria, della Russia, ma ancora quelli del Belgio, del! a Svizzera, dei Paesi Bass i; segno evidente ch'era si trovata una formola atta a conciliare g li interessi dei. grandi e dei piccol i StaLi. Noi non sappiamo se il generoso promotore della Conferenza di. Bruxelles si a~pettasse risultamcnti più rile vanti; ma ci pare che i primi f'rutti raccolti dalle discussioni non meritino di esser trattati con quell'affettato disprezzo di cui fan pompa gli avversari . L'esperienza c'insegna che allorquando trattasi di interessi gravissimi e disparati, l'accordo delle opinioni non si ottiene che geadatamente e dopo molti sforzi. Ora il primo passo è fatto, la possibi lità di un accordo sovra la maggior parte delle questioni. par dimostt·ata. Alle riserve fatte da mo lti delegati non conviene dare un significato diver:so da quel lo che hanno; esse indicano solo che la decisione ultima intorno alle conclusioni adottate a .Druxelles spetta ai rispettivi Governi; il lavoro della Conferenza noi1 può considerarsi che co me preliminare della codificazione delle leggi della guena . Non è molto grave , a nostro parere, la obbiezione di coloro i qual i temono che da codesta codificazione possano derivare mai i assai maggiori dei vantaggi sperati: essi credono che sorgeranno continue contestnioni intorno alla inte rpretazi one delie !Gggi; che ne nnsceri1 una nuova scienza, la casistica mil itare, e le ombre dei Suarez e dei i\1olìna abbandoneranno le scuole di teologia per aggirarsi colla spada al fianco t.ra le file dei combattenti. Se si volesse ovviare ai possibili abusi, quante cose E LE LEGGI DELLA GUERRA


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LA CONFEllENZA '01 JlUUXELLES

converrebbe ommetterel Che si direbbe di quel Governo, il quale, per togliere di mezzo le lili , non eserci lasse il potere legislativo? A noi pare cbe per impedire il dominio della casisl ica non siavi mezzo migliore delle leggi chinre, precise, informate a sani principii. Sappiam o che le islruzìoni di Lincoln hanno fatto buona prova nella guerra di secessione, ma non ci ri corda d'nver lelto ch'esse abbia no mai dato origine alla trista genia dei casisti camuffali da soldati. Ciò che dobbiamo pretendere dalle nuove leggi della guerra è che esse rispoudnno app ieno alle esigenze della pratica e della scienza e all'indole dei nostri tempi . Possiamo noi sperarlo? I.e prescrizioni conlcnute nel disegno di dichiarazione approvala nella seduta plenal'ia del 24 ;:i.gesto a noi paion o inspira le a pri ncipii liberali, e superiori per tal rispetto alle massime professa le da alcuni giuristi contemporanei , e a quelle cui s' info rmano le istruzioni per gli eserciti dell'unione. t\è ciò dee recar rn araviglia , im peroechè il l~overno cl i Washinglon, avendo o. fare con popoli ch'egli considerava come ribelli, doven mirare a non inceppar l'azione militare con disposizioni troppo larghe. Così, per citare un esempio, la ddove le istruz ioni nmcricane fanno facoltà all'assediante di ricacciare nella piazza la popo1~1zionc che il difensore ne facesse uscire per scemare il numero delle cosl delle bocche inutili, la Conferenza di Brux<>lies si contentò di considerare questo caso come assolutamente improbnbile e troppo discordante dai sensi cli umanità oggidì prevalenti. Chi poi si lameuta. percliè troppo larga pal'te siasi lasciai.a alle necessità della gnerra , paragoni le prescrizioni delle istrnzioni di Linco lt1 con quelle detla te a Bruxelles intorno alle requisizioni, e vedrà che su qu esto punto la veccl1 ia Eti ropa ha concesso alla civi ltà qualch e cosa di più della giovnne America. Certo le proposte della 1

E LE i,F.GGl DELLA G-UEl\RA

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Confcrr.nza non sono opero. perfolla: converrebbe forse chiarir meglio e tutelare i diriui della difesa nazionale nelle oonvi ques tio ni dei l.>c~ll igeranti e .della occupazione del terri torio, converre_bbe_~scogl_tare ~n_a formola più precisa per regolare 11 cl m llo dt reqrns1zione: m:i ciò che si è fatto porge argomento a sperare che i diffic ili pro ble mi possa no in un tempo non lontan o ricevere una soddisfacente sol uzione. Se l'opera inizi ata a Tfruxfd les vr rrh prosegL1 ita a Pietroburgo, sar·lt, non v'ha dubhio , sottoposto a nuovi studi il modo con cui conv iene llare unn sanzione alle prescrizion i adottate. ,\ noi pare accettabile sollo o~ni aspet.to qu~llo proposto <la.i rnppresenwnti dcli' llalia e che ?ons1ste nellv introdurre nei regolo.menti per le truppe rn cam· pagna le disposi zioni conc:o rdate intorno ali~ leggi della guerra : ma non possiamo dir lo ste~so rispc~to o.I l~ pro posta dei rappresentanti della l'rancia, a g1t1d1Z10 d:1 quali dovrehbcsi unificare la legislazione penale 1mlitare dc.,.li Stati europei nella parte che coocPrne la trasg1·essione del.le leggi teste accennate. Bis~gnerebbe in questo caso rifare i codici, e nella graduazione dell~ pene sa cl'ifica re al principio del!a :?i_ifl~azi_o r:e. ogm considerazione dipendente dni pnnc1p11 grnrid1c1 prevalenti presso i singoli Stnti , dell e lrudizion_i d_ei vari eserciti, dal cnratLere speciale delle popolnz1on1. A cosil'aua varietù di principii, di tl'ad izioni, d'i ndole e d'interessi vuol ascrirersi la disparità delle opinioni propugnale d,ri rappresentanLi dei dive rsi St:Hi. E in~ vero, si parve 1.roppo m.lnif'est.o l' a_nlngon1sn~o fra gl'. interessi dell a invnsione, e quelli della d1resa: gli Stati che a cngione della loro sit nazione strategie~, delle cond izioni polilich e, della enorme potcnz~ m_i: litare credevano nelle guen e avYenire dovers i pm probabilmente app igliare al parLilo dell'offens iva, si studiarono, com'è naturale, di volgere a loro profìlto


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E LE LEGGI DELf,A GUEnRA

LA CONFEllENZA DI DllUXELLES

le ?es~gn_aie prescl'i.zioni in!orno ul diri!to della guerra: qmncli si fecero campi oni di soverchi e restrizioni nei diritti de i belligeranti, di larghissime fo coltù all'autorità. militare_ nel t?1Tit.orio occupalo. Ci ò non poteva piacere a quegli Stati che per le loro condizioni territoriali e politiche , per l'esiguità delle forze sono quasi ineso rabilmente costretti alla difensiva; essi dovevano pertanto pro!estarealtam ente, e propugnare principi i affatto oppos Li. Alcune disposizioni del disegno di convenzione ~resen tat? daH~ Russia t~rano manifestamente troppo favorevoli agli rnteress i cleìla invasione: ma esse trovr,rono !I più gagl'.arclo sostenitore nel gen erale Yo ig'lsRebtz, 11 q uale g1llò sulla bilancia !utlo il peso di una dialettica stringente e di un a esperienza consumata mosso dal desideri o d i tor di mezzo e·li ostacoli eh; al rapido corso dell_e opc~razi oni rnili ~·u·i oppongon o spesso le con suetu d1111 della guerra, 0 forse anche di procacciare una postuma consacr.1 zione ad aui che non lutti gli sr;eiLLori di diritto internazion ale crecletl~ro <l_i pot~re app_rovare. Non lo segui rono su questa VLa gli alln grandi Stati, la Russia, la Francia, l'Austro- Cngheria, l'Italio, i q uali mentre non rinunciano punto all a offensiva nelle futme guerre , amm ettono però anco la cventunlità della difen siva: essi dovevano quinci i stucliai·si di conciliare gli opposti concetti patrocinati dalla Gerrn nni a e d;:ti piceoli Stati mediante pl'Oposte alle a stabilire un g insto equilibrio fra i diritti del la difesa nazionale e i diritti della invasione. l gravi dissensi scoppi ati più d'una vol!a nelle torna te della Con fe renza di Bruxelles ebbero un'eco clamorosa nelle comuni cazi oni che in questi ultimi mesi si scambin rono i Governi cli Londra e di I'i etrnburo·o. Jn u na circolare del 26 selle mhre ·1874-, il min ist;ro degli uffori esteri dell::i. Russi a , dopo aver accennato come il lavoro dello. Coufcrenzn. er-a stato rasseo·nalo o

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ai varì Governi affinchè esam inassero le soluzioni pro-poste e presentassero le loro osser-vazioni, eosl negli articoli successivi d'un accordo immediato, come su quelli che da van luogo a differe nze d'opinioni, indicav,) Pietroburgo come il sito più conveniente per la riunione di codeste osservazion i, e concludeva che il Governo imperiale avrebbe pensuLo a consegnare i punti concordati in apposito allo desli.nato acl esser oggeuo di uno scambio cl i dichiarazioni fra le polenr.e. o a sottopor loro un nuovo disegno, o finalmente a provocare una nuova ri unione dei delegati o dei rap-· presen tanti dei Governi per condurre le op inioni divergenti ad un accordo finu le che sat'ebbe espresso . in un al.lo deGnitivo (1) . - Non sappiamo ancora quali accoglienze incontrò presso i vari Govern i la proposta della Russia : solo la risposta di quello cli Londra non lascia più iuogo a dubbio; essa è recisamenie negativa e venne circondata di una forma straordinariamente solenne, poi c;hé il rifiuto fu annunz iato nel discorso della Ilegina al Pal'lamento, e lu nota che ne spiegava i moti.vi ('u dopo breve tempo resa cli pubblica ragione. Qnuli moti vi del rifiuto vengono aceennati nel discorso i princij>ii cssenziah che sono im,plicati nella qnis!ione, e le consicle1·evoli cliscrepcmze di opinioni manifestatesi nel 001·so clclla discussione , cliscrepcmze s-ittlci _cm· conàliazione era poco a sperare. Abbiamo già esaminato e ponderato queste consid erevoli d iscrepanze. Quanto ai princ ipii essenziali, nulln è stnlo dello ufficialmente; ma forse non nnclrcbbe lungi dal vero chi li ricercnssc negli interessi partieolari dell'Inghilterra. La quale eertamcntc, così per la sua posizione insulare, come per le sue poderose flotte, lia poco a 1

(]) Circnlaire de l\L dc Wcstmann, gérant au Ministère des affoires étrangé!'es - St Pétcrsbourg le 26 Septcmbrc 1874.


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LA CONFF.l\ENZA PI BRUXELLES

temere da un'invasione, e, se sarà mai trascinala in una guerra, porLerà le sue arm i nel territorio altrui: è evidente che in tal caso le converrà aver le mani libere, e che i suoi generali potranno condurre le operazioni con maggior libertù e sicurezza se non saranno raffrenati dal!e leggi internazionali Ma il motivo prineipale del riGuto vuolsi, a nostro avv iso, cercare nella naturafo e giusta preoccupazione dell'Inghilterra per la sua potenza maritLima. Essa vo ile fin da prin cipio esc luse dalle discussioni tulle le proposte relative alla guerra navale, e il suo desiderio fu assecondato. La definizione perb delle leggi della guerra terrestre le c)ppariva pur sempre come preced ente pericoloso : se la esperienza dimostrasse la u tili tà di eodeste leggi, l'opinione pubbli ca dell'Europa 1;i leverebbe concorde per domandarne l'appl icazione alla guerra marittima. Basta ricordare la storitJ della convenzione di Ginevra: le stipulazioni del '1864: non riguardavano che i feriti delle guerre terrestri: ebbene esse vennero cogli articoli addizionali del ,f8fi8 estese nnche ai feriti delle guerre navnli: codesti. articoli stessi , respinti mai sempre dalla .Prussia, iarnno al cominciar della guerra del 4870- 7'1 accellati eome un modus vivendi. Noi non ci sentiamo disposti a far pronostici sulla so rte che incontrerà il conceu.o della cod ificazione delle leggi della guerra: ma sia.mo fermamente convi nti che se la maggior parte de lle potenze riuscisse a stabi lire un accordo sulle varie ques tioni, questo sarebbe dopo qm) lehe tempo acceLLato anche dagli Stati dissidenti, e creerebbe come conseguenza la necessità di definire pm anco le leggi della guerra mariuima. La nota inglese è senza dubbio concepita con molta abilità, e so.tto una forma assai coetese contìen.e .le censure più grnvi e p iù auLo revoli che siuno state mosse conLro il lavoro della Conferenza dì Bruxelle.s.

E LE LEGGI DELLA GUERRA

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Lord D.erby esordisce ricordando le apprensioni che inspirò al Governo britannico la proposta del gabinetto di Pietroburgo, e le riserve con cui esso ne acc?mpagnò l'accettazi.one: entl'ando poi nel vivo della questiooè mette in risalto i profondi dissensi che scoppiarono intorno alle massirne concernenti l'occupazione, i belligeranti, le requisizioni, le soluzioni monche e sbiadite di questi problemi; e, dopo ricordato come la Conferenza non ,,olJe discutere gl.i anicòli relativi alle rappresaglie, insiste sul vizio inei-en te alle stipulazioni proposte, la mancanza cioè d'ogni efficace sanzione. Chiama poi di pura forma o indi rizzati. a sanzionare la pratica militare esi.stente, gli articol i riguardanti gli assedi, i bombardamenti, le capitolazioni, le spie, i parlamentari; e conclude annunziando che i l Governo inofose vista la v'rnpossihilitù di un acco rdo intorno b ' ai punti più importanti, non . poteva consentire a proseguire il primilivo concetto e a prender parte a negoziati ·O co.nforenrn acl esso relati vi: inoltre , dopo scrupoloso esame della cosa , credevasi obbligato a respingere i.n nome della trran Brettagn n e de' snoi alleali nelle guerre future q nalunq ue disegno che tenda ad alterare i principii di dirilto int~rnazionale che hanno finora regolato la condotta del proprio paese, e sovra tullo credevasi obbligato a ricusare la sua partecipazione a qualunque accornoclam ento che abbia per effetto di ngevolarc le guerre d'invasione e inceppare la resistema pntriotticu d'un popc,lo nssalito ('I ). (1) Dépèche dc Lord Derby à Lord A. Loftus cn date du ForcignOffice 20 Janvier 1875. - L'ostilità contro la proposta del gabinetto di Pietroburgo è giunta in Tnghilterra a tal segno, che alla Camera dei Comuni venne non ha molto presentata dal sig. Cochrane la segu!lnte proposta: « in seguito alla Conferenza di Bruxelles e alla proposta di continuare la Conferenza a Pietrobnrgo, s'è offerta all'lnghilterra un'occasione propizia per liberarsi dalla dichiarazione fatta


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E LE LEGGI DELLA GUERRA

LA CONFEREl'\'ZA DI RR UXELLES

La. risposto. del principe Gortschakoff è breve, semplice, e condita in qualch e pu nto di una iron ia :finissi ma (1). Tradotk1. in linguaggio comune essa appare quasi un'accusa di inconseguenr.a : come ! voi !nghillerea avete reso om aggio ai g·eneros i sentimenti che inspirarono l'i mperatore Alessandro, avete riconosciuto allarnente che è nobile e santo lo scopo che ci proponiamo cli conseguire colla Conferenza, e poi ci abbandonate a mezza via, non volete aiutarci in questa opero uman itaria! Se l'intento a cu i miriamo è pienamente conforme agli istinti civili dei nostri tempi, perchè negarci ìl voslL'O concorso valiclissimo? - l\Ia l'Inghilterra aveva esposto almeno una parte delle ra.gioni che la inducevano ad astenersi dal partecipare ad ulteriori negoziati; essa aveva in oltre lancialo una vera requisitoria contro l'operato della Conferenza di Bruxelles, e il cancelliere dell'Impero doveva necessariamente raccogliere il guanto. La ri sposta alle osservazioni del gabinello britannico è con tenuta in un allegalo alla nota del ij febbrai o, nel quale il vigore dell a logica gareggia colla elevatezza (foi concetti ('.2). Il principe Gortscukoff spiega e difende conlemporanenmcnte gli intendimenti del Governo russo e l'operato della Conferenza; sostien e che non si voll e menomamente introdurre nuovi principii cli clirillo internazionale : vennero accettate come pumo di partenza a Parigi nel 4856, per mantenere inoltre i diritti marittimi tanto essenziali alla potenza, ~Ila integrit/\ o alla indipendenza dell'lugbilterra. •> La dichiarazione del ·I 856 cui allude la proposta riguarda l'abolizione della corsa, la mercanzia nemica sotto bandiera neutra, la mercanzia neutra sotto baodi.:ra nemica, e la effettività del blocco. (I) Oépèche du Chancelier de !'Empire au conte Schouvalow, en date du '2,i janvi-Or (5 fcvricr) ] 8·75. (2) Observations sur la dépèche do lord Derby à lord Augustus Loftus cn date du Foreign-office, le 20 janvier 1875.

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1e leggi e le consuetudini vigen ti e si cercò cli definirle, compi erle e munirle di una sanzione obbliga toria; nè può dirsi che così faua sanzi one sia inefficace, dacché risulta dalle dichiarazion i reciprocamen te scambiate fra i Governi e destinate a divenir base alle istruzioni dei loro eserciti. li Governo inglese si atteggia a cum pione <lei piccoli Stati, ma dovrebbe pensare che sussistono pur an co i grandi, e che la forza risiede principalmente presso di essi : ostinarsi a non voler regolare codesta forza, a subirla piuttostochè riconoscerla, equ ivu le a lasciarla senza limiti: con qual vantaggio pei piccoli Stati è facile immaginarlo. Non è vero che il disegno di convenzione presentato dalla Russia tenda a favorire gli Stati che dispongono di grossi eserciti, e che hanno già adottato l'obb ligo generale del servizi o militare: esso acce tta il fa tto, ma · si studia di diminuire nei limiti del possibile le conseguenze dell'Luto di così grosse masse. 1': poi strana e contraddittoria l'accusa lanciata contro il disegno della Conferenza di Bruxelles, ora di favoreggiare il militarismo, ora di troncare i nervi della difesa nazionale. « Certamente, soggiunge il cancelliere dell'Im« pero, lo Sta to che svolg~ il proprio orga namen to mi« li tare crea elemen ti così per la propria difesa come « per l'altacco . La maggior parte degli Stati europei « pensano da gran tempo ai mezzi con cui apprestare « forze difens ive a lato dei loro eserciti attivi; alcuni « hanno a tal uopo già adollato provvedimenti legi« slativi atti ad elevare la difesa nazionale al più alto « gl'ado di poLenza effettiva. La Conferenza di Bruxelles « non ha dunque follo altro che rilevare e regolare « un fatto che emerge dalla forza stessa delle cose « e dalle necessità dei tempi: non che circoscrivere « la difesa nazionale essa tende in vece a rafforzarla « rendendola da una parte più efficace, dall'altra sotAN.NO

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VOL. li.

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1 ·f t.

E LE LEGGI DELLA GUEIIRA

LA CONFERENZA DI Bll UXELLES

« · traendola alle conseguenze degli abusi della forza, « e ass icurandole un trattamento regofare da parle « del nemico. Le cond izioni proposi.e a tal uopo sono « state ridotte al la pit\ sempl ice espressione. La loro « app licazione è faei le e non mollo grave; il loro scopo « cons iste principalmente nel distinguere il ciuadino « che difende il proprio paese dal pred one, d:Ù ladro, « da ll'a:;sassino, di garantire al primo i riguard i cui « ha dirillo, e risparm iargli i rigori che le legp;i e le « consuetud in i della guerra autorizzano contro il se« condo. Codeste condizioni non impl icano in alc un « modo la necessità del serviz io mi li ta re obb ligatorio. « La difesa nazionale può b<'n issirno restare facoltativa « anche se sotloposta a un certo organamen Lo nel << caso di leva a massa spontanea all 'nvvicinarsi del « nemi co. La facoltà d'insorgere a proprio rischio e « peTicolo è pur sempre riserbata a una popolazione li energica, e codesti rischi e pericoli non sono nè « maggiori n.è minori di <1ue lli ammessi dalle leggi e « dalle consuetud ini esistenti. Ciò che aggiunge il pro« getLo di Brnxelles, consiste nell'obbligo imposto « alrinvasore di traua re regolarmente ìa difesa na« zionale quando presenta un'orgnnir,zazione sufficiente « per garantire ch'eiìsa si confom1e rà al le leggi e alle « consuetudin i de lla guerra'\) . Scende quindi il cancelliere dell' impero asp iegare e difendere il modo con cui procedettero le diseussioni, melle in ri lievo i risultamenti conseguiti, ed accennando agli artieo li s ui quali fu possibile venire ad un accordo , osserva ch'essi non possono dirsi di pura forma e vc)lti unicc1rnente a stinzionare le pratiche esiste nti , poichè le op ini on i più disparate furono intorno ad ess i artico li emesse e sostenute; p rova evideuLe che se una pratica relativa ai medesimi esiste realmente, · non è nè concorde né universale. Ind icale poi le ragioni che consigliarono ia Con-

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ferenza a non discutere gli articol i riguardaoti le rappresaglie, e lasciar code~to diritto senza regola e senza lì1~iti, ritorna sulla questione riguardan te la sanzione delle leggi internazio0ali, e prosegue : « Jl di~paccio « inglese riconosce che il solo mezzo atto a costrùi« gere all'osserva,nzci di esse leggi è l'uso del le rap-:« pres.:iglie in caso di vio lazione . Così fatto nrgomento << è applicabile a tutto quanlo il diri tto delle gen ti « nelle presenti sue condizioni : è la miglior prova « de lla sua imperfez ione, ed è da osservare come da « un lato si ricusa in n0me del diritto delle gemi il « diritto di rappresaglia, e dall'altro si pone questo « pri ncipio stesso come unica sanz ione delle leggi della « guena. Il progetto di Brnxclles mi ra app.nnto a rime« diare a questç> stato di cose dando nlle leggi e a lle « consuetudini della guerra la sanzione morale risultante « dai vicendevoli impegni . Se conforme a questo pro« getto i princip ii de.I diritto delle genti di lucidati e « completati possi bi lmente fossero posti sotto la sai« vagu::.trdia di dicharnzioni pubbliche scambic1te fra « i Governi, con obbl igo ai medesimi di forli conoscere « ai propri eserciti, è lecito credere che sarebbe mi« nore il numero dei casi in cui è fot'za domanda re « alle sole rappresaglie quella sanzione che alle leggi « in ternazional i è mancata lino al presente ». Il principe Gortschakoff è stato finora fedele al sistema della d ifens iva; ma nell'ultima <lP.lle sue osservazioni passa arditamente alla co ntroffens iva e con un rapido incalzare di interrogazio ni ten ta di dare ail'avversario l'ultimo co lpo. « Poichè il Governo inglese, egli conchiude, dichiara « che s'atterr-à ai prin eipi i della legge interna,zionale, « gi usta la quale ha finora regolato i pro pri atti, e « che imporrà lo stesso obbligo ai s uoi alleali, sa« rebbe desiderabile compiesse il proprio pcns ierq


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LA CONFEllENZA DI BRUXELLES

« spi egando quali siano q11esti principii. In qual modo « interpretnno egli e i suoi nllea Li i punti controversi, « e colmano le lacune della legge internazionale spe«

cial mf'.\nte riguardo alle questioni che vennero di-

« scusse a Bl'uxelles? In qual modo intendono essi, « secondo la legge internazionale, i diritti e i doveri

reciproci de ll'invasore e del difensore, dell'occu« pante e dell'occupalo, dell'aggressione e della difesa « nazionale, e i rnpporti dell'autorità militare nemica « rispetto alJ0 persone e olle proprie tà private'? Quali « sono finalm ente, nel le guerre passate, gli atti dai « quali possa argomentursi in qual modo ]'Ingh ilterra « e i suo alleati intendono regolarsi nell'avvenire? Il · « carauere di indeterminatezza che il d;ritto delle genti « presenta intorno alle questioni capitali, e che l'In« ghilterra· ricusa di concorrere a chiarire anco per « via di semp lice deliberazior1e comune, non ha im« pedilO nè diminuirà probabilmente le guerre ag« gressive; sembra possa dubitarsi se esso protegga « più eftìcacemente che per lo passato la difesa pa« triottica dei paesi invasi conLro i rigori o gli abusi « della forza >> . Le parole con cui lord Derby chiude il dispaccio, quella fiera pro lesta contro le guerre d' invosione, quell'appello alla patriottica resistenza dei popoli assaliti, tradiscono, nostro avviso, l'intenzione del .Governo inglese di porsi a capo dei piccoli Stati per impedire l'attuazione del disegno cosi ardentemente patrocinato dall'Imperatore de lle Russie. E certo quando l'esempio dell'lnghiltf\rrn fosse seguìto dal Belgio, dai Paesi Bassi, dalla Svizzera, dalla Danimarca e dagli altri Stati minori, l'opera iniziata a Bruxelles riuscirebbe assai più difficile, e apparirebbe dAstituita in parte di quell'elevato va lore morale che deriva dalla comunanza di desiderii e d'intenti, dalla unanimità dei «

a

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E LE LEGGI DELLA G·UERHA. 41'7 èonsentimenti. Protetta da ll a sua posizio ne insulare, e dalle poderose flotte, l'Inghilterra non vedrà probabil mente gl i eserciti stranieri calpestare il suo teITitorio; essa quindi può astenersi impunemente dal pi. gliar parte ad ulteriori neg·oziati per defini re le leggi della guerra. Ma i piccoli StaLi del continente so no in condizioni assai diverse; supponiamo ch'essi seguano l'esempio del Governo britann·ico, e che le leggi della guerra siano defin ile solamente dnlle grandi potenze. Che avverrà se alcuno di essi è obb! ignto a impugnar lé armi? O è so lo, contro una g rande potenza , e al.lora al danno della inferiorità i:li forze s'aggiunge l'azione degli invasori non infrenata da norme chiare e precise ri:vestite del caratlere di palli in lernazionali: o è allento di un grande Stato, e allora dovrà affrettarsi ad accettare almeno come mo·rlus 'Vivendi quel le nonne stesse ch'egli aveva prima respinte. L'asten sione pare a noi il partilo peggiore; è la negazione di quel principio di solidarietà morale che si va affermando ogni dì pi ù negli ordin i della politica eurnpea. Gli Slati continentali non possono, come l'Inghilterra, raccogliersi in se stessi e guarclnre con olimpica serenità il succed{~rsi. e intrecciarsi degli avVènirnenti, contentand osi poi di compiangere i vinti o di inneggiare al vincitore . E poichè è staia messa in campo la grave questione deli'e leggi della guerra, noi crediamo che gli Stati de l continente non possano, senza incorrer nella taccia di ineonseguenti , respingere J'iovito del gabinetto di Pietrnburgo. 1t d'Lwpo adottare una soluzione; si stabilirà un accordo su Lutti i punti? Tanto meglio; la causa della civiltà conterò un nuovo trionfo . O solo alcuni di essi potranno essere definiti? Non v'ha ragione per resp ingerli; accettiumoli come una pro• messa che sarà compiuta dalle generazion i future. Ma, qualunque sia l'esito degli sforz i generosi tentati. -dai Governi d'Europa, guardiamoc i così dall'affettato


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CONFEllENZì\. DI BRUXELLES ECC.

disprezzo come dal fac ile entusiasrqo; terribil cosa fu. e sarà sempre la guerra; il grido guai ùi 1>inti sonerà anche agli avveni re qn-ale annunzio di sventura grandissima. La Conferénza rli Broxelles ha tentato di contrapporre al vecchio grido della barbarie il grido del! a civiltà: i·ispettate i· vinti. « I suoi lavori rimarranno « come una inchiesta solenne che attesLerà sotto quale « aspetto la guerra, le sue necessità, le sue coose« guenze sono oggidì rignardate dagli Stati inciviliti; « i protoco lli saranno, in caso di guerra, eonsiderati « co:ne testimonìnnza di un grande valore mora le. « N~ l'opera sarà certarneoLe senza frutto; svolta e « sanzionata da lla esperienza, contribuirà a stabi lire « le leggi della guerra a pro della civiltà e dell'urna« nità » ('1).

ISTRUZIONE PRATICA SUL

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SNRVJZIO DELLA CAVALLEIUA FRANCESE IN CAllPAG~A

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SEVERINO ZANELLI

Capitano aggregcito distato maggiore. (1) Obseri;ations su·r la dépéche etc.

Il Ministro della guerra di Francia ha recentemente (1 7 febbraio p. p.) approvato un' !struzior1e pratica sul servizio detla ccwa,lleria in campagna, la qua le abbraccia il servizio degli ·avamposti, quello delle nié,rce, quel lo di scoperta, gli accanlonameoti e bivacch i, i convogli e le piccole operazioni di gucrr'éì . Sapendo che la rifo rma cli qnesto serviz io è stata una delle cose sulle qunli si è riehiamato il più di ligente studio in Francia, altesochè nella guerra del 1870-7'1 la caval leria, malgrado alli del più sublime ero ismo, si appalesò quasi costantemente inferiore all o. sua missione (1), ci si.am o affrettali di esam ina re con vivo ihtel'esse questa nuova pubblicazione regolamentare, ed ora stimiamo opportuno renderne conto ai nostri lettori, dic!,iar:.mdo subito che essa è meritevole della maggiore atlenzione. 1

1

I N. B. L'autore di questo scritto ha ammesso come un fatto l'accettazione per parte del Governo ita liano all 'invito del Gabinetto di Pietrolrnrgo; dobbiamo però avvertire che finora non è a nostra conoscenza ch<l tale invito sia stato accettato. Gli apprezzamenti dell' autore vogliono perciò essere riguardati interamente come all'atto personali. LA DmEZIONE.

ll servizi.o della cavalleria francese in campagna era fin qu i regolalo dall'.fatru z-ione del 3 maggio ,18J2. nfa quel regolamento, se pur conteneva i buoni precetti (·I) Campagne 11870 - La Cavalerie française par le licutcnantcolonel T. llONIE . Paris, Amyot ,J!57·1.


~20 ISTRUZIONE PRATICA SUL SEUVIZIO dell'arte della guem t, desunti dalle gloriose guerre del prim ? Impero, li esponeva per altro in modo troppo c?~c1so, affidava troppo l'esecuzione alla sagncia inclmduale, non conteneva i p,uticolari necessari per assicura rn e l' insegnamento generale ed uniforme; oltrecchè le teorie d'allora sono di\'enute insufficienti dopo l'introd uzione delle armi. da fuoco a ·iunga gittata ed a tiro celere e giusto, e particolarmente rignardo alla cavalleria, il cui impiego prima e durante la battaglia si è di molto cambiato. A quel tempo !"ufficio della cavalleri a si riassnmeva in questo: preparure o compiere la vittoria, renderla completa, pigl iando prio'ionieri e trofei, inseguir l'inimico, soccorrere rapidam:nte in un pu nto minacciato, sfonclore la fanteria già scossa, e finalmente coprir la ritirata alla fant eria ed all'artiglieria(1I); tutto era dunque nella sua celerità, nelln mobilità, nella sua impetuosità; tutto era ri st.reUo al dì della baltaglia e nella carica. Oggi invece l'ufficio di questa arma si è ampliato di una parte fors'anco più importante, quella del servizio <l'avnnscoperla, ovverossia di precedere ad una o piLl g iornate di ma rcia i col'pi d'esercito e le armate per avvici11a re l'avversari o in fronte ed in fian co, mell ersi in contatto co lle sue avanguardie (2) e coi suoi avamposti, non pi ù pe l'derlo di vista, e spiarne ogni cosa per informarne il comandante superiore. L'oggetto principale della nuova Istru;;ione francese è particolarmente cli ripnrare n. tale facuna, sebbene si presenti col modesto programma « di dare alla cavalleria una specie di Jlamwle, il qua le tenendo conto dei progress i co mpiuti , tracci in modo preciso al cavaliere, al capora le ed al son'ufficiale, come allo stesso ufficiale, la linea di condotta eia seguire in tutte le

- - - - -- -- -- --- - - - - -- --(1) Jom~r, Préci.s, de l'art cle la guerre. (2; Esercuazioni nel servizio d'iwanscoperta (' luglio 4872)

DEI.LA CAVALLERIA FRANCESE IN CAMPAGNA

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ciroostanze che si presen tano alla gue rra »; al quale fin e ciascuno delle cinque parti dell' Istruzione è seguìta dallo svolgimento delle regole su cui deve fondCH·si l' istruzione prntica, esposta in guisa da renderne fa ci le e sicura l'appl icazione. Le esercitazioni di ciascuna specie sono di tre gradi, cioè di plotone, cli squadrone e di reggirn enlc, ; e nell e presc1·izioni generali si raccomanda cl i dare la ma..sìrna im portanza alla scuola di plotone, comecchè gli esercizi per piccoli reparti sono i più appropriati a formare l'intelligenza e la per:-p icacia de i cavali eri. Nelle esercitazioni l'inimico dev'essere sempre supposto o rapp1·escntato, precisam ente com'è prt:scritto nella nosLra Istruzione per l' ammaestram ento tauico della cavallet'ia; se non che l'Istruzi one francese ommette l'ùiimico segnato, spediente questo che pur ha i suoi vantaggi, perocchè senza di esso ì corpi ed i distaccamenti in guarn igione da sol i non potrebbero eseguire esercitazion i corrispondenti per grado alla meLà della propria forza, a meno di supporre l'avversario, ciò che in certe esercitazion i, come per esempio quelle di avamposti e di pattuglie, di avanscoperta e particolarmente quel le di combattimento, conduce allo ai-;:rnrdo. Nel resto, cioè quanto alla direzione delle esercitazioni, all e interruzio ni per correggere la manovra, agli spettatori, ai lu oghi per le esercitaz ion i, al la co nveni enza di eserci tazion i combinate con truppe delle altre · armi, alle avvertenze per prevenire disordini, danni e disgrazie, al metodo delle interrogazion i pel' indurre il soldato a servirsi della sua inteli igcnza, ad os:;ervare, a ri flelte1·e ed a ricordarsi, ed ai giud ici òi campo, le prescrizioni generali punto si disco stano dalle norm e date nella nostra Tstruz .-onc sopraci tata, anzi su talun punto ne sono la riproduzione quasi tesluale ; però , circa ai giu-


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JSTR()ZIONE PRATICA SUL SEI\YIZIO

dici di campo, l'Istruzione franc ese non ammette di massima eome la nostl'a, cbe possano essere ufficiali di qualunque grado , ma raccomanda che per quanto possibi le siano ufficiali cui il grado o l'anzian ità di grado dia autorità sui comnndnnti dei partiti opposti : e questa è una buona raccomandazione, perocchè, quan d'an che la decisione del giu dice di campo debba essere puramente sul fatto, sommaria e indiscutib ile, non dim eno è un allo d'autorità cui s' oltempera più volontieri quando sia legalizzato, come dire, dal dirillo gerarchico. Troviamo però ch e l' {stru¼ione francese è troppo laconica nello indicare le atlribuzioni dei giudici di campo. •1" PARTE Istruzione pratica sul s ervizio degli avamposti.

a) Scuola, clel plotone. - Quest'istruzione va fa.!t.a sotto la direzione del cnpo- plo tone e sollo la vigilanza del com andante di squadrone, e si divide in quattro articoli: il primo, comprende l'insegnamento prepa ratorio, escgr.;ito sopra Lerreno un ito e scopel'to (piazza d'armi , o il cortile · della caserma) per far megli o co mprendere ai soldati i parLiculuri del loro servizio e facilitarne la vigilanza e le corTezi oni pe1· pl'l rte dei capi ( 1).; H seeondo racehiude gli eserc izi d'applicazione su terreno svariato; il terzo va eseguito da due plotoni contrapposti ; il quarto si occupa del senizio nouetempo per famigliarizzare la trup pa colle particolari difficoltà che gueslo servizio presenta. 1

(·I) N• 200 della nostra Istrnzione stil sm·vizio di sicurezza in oampagna.

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DELLA CAVALLERIA FRANC ES'E IN CAl\Il'AGNA

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b) Scuola clello sq'ua.clrone. - L' istrnzionc pratica dello squadrone nel servizio d'avamposli è divisa in .tre ar~ ticoli: nel primo, s'insegna ad uno squadrone a d1spors1 in avampo::;ti (nernicu supposto) con due plotoni in piccoli posti ed il restante in g ran guardie, nel secondo, due squadroni contrapposti si dispongono in gran guardie, e vi si eseguiscono incontri . (~i pattogli~ ed operazioni d'attacco e difesa d'av1.lmpost1; li terzo articolo ha lo stesso soggetto del precedente, ma nottRtem.po. e) Scuola del rer;gùnento . - Questa scuola consiste di due soli articoli : il primo, eseguito da due squa. dro ni che rapp resentano gli avamposti cli una brigala. (uno. di ooTan oo·uardic1 ' e l' altro di riserva) col nemico supposto; l'altro è \nvece eseguito sullo stesso terna, da quattro squadron i due a due conlrapp~sli. d) S volgimento clelle regole che servono cl1, base all_ci istru-:,ione pratfra . - QLLÌ sono dettate tulle le prescrizioni e tulle le norme pel servizio d'avarnposti, delle quali accenneremo in forma affatto somrnaria, e s~l perchè spicchino le uguuglianze e le differen ze col ststema appo noi in vigore. Doppio essendo lo scopo degli avamposti, cioè assicurure le truppe retrostanti e informar'le intorno all'inimlco, gli avamposti si scompongono in par te fissa e in parte mob ile. La parte fissa consla ordinariamente di tre linee: vedeu.e, piccoli posli e grnn guardie; cui s'aO'rri uno-e in quarta linea una. ri se rva , al lorché Ot> ti la truppa da guardars i è maggiore cli una brigata. La parte mob i.le comprende le pattuglie e le ronde; le prime destinate a perlustrare il terreno oltre la linea deli'e vedeue, osservar l'inimico nelle sue posizioni, rciccoo·Ji o ere informazioni sul suo conto ed inquietare i suoi . esploratori; le seconde, incaricate di invigi lare e ve ri~ fica.re che il serviz io sia fotto be ne dalle vedelle e dai piccoli posti.


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ISTRUZIONE l'RATICi\ SUL SEI\VIZIO

Sono anch e ammessi i posLi d'avviso sotlo il nome di posti distaccati, allo scopo di occupare punti imporlanti situali sulla linea delle vedetle o innanzi di tale lin ea. Gli a vamposli sono sempre composti di reparti costituiti (plotoni, squadroni, mezzi reggimenti, reggimenti); la loro forza ·varia fra \ ed \ dell'effettivo della tt'Uppa. Le distanze normali fra le varie linee sono le seguenti: le vedeue, soomdinanzi i piccoli posti ed intervallate di 600 a soom fra di esse; i piccoli posti, 1200m dinanzi le gran guardi e; le gran guardi e, 2000m dol corpo principale o dalle riserre; le riserve a rnooin dal corpo principale. S'intende che queste distanze possono variare secondo le circostanze e la natura del terreno, e di notte possono essere diminui te. La durata del servizio agli avamposti è ordinariamente di 24 0re. 11 cambio degli avamposti è consigli ato per le prime ore del giorno. Le vedette sono genel'alrn ente a cavallo ed accoppiale: una per osservare da ferma, l'allra per percorrere le sinuosità, le pieghe del terreno, e manleuersi in comuni cazione colle vede tle vicine. Vengono abiLualmenle mutale ogni due ore; ogni ora di nolle, quando faccia freddo. Le mute sono mondate dnl piccolo posto diretlamente a ciascun punto, ed ordinariamente gli stessi uomin i, nel darsi il cambio, ritorn ano all o stesso luogo di scolta. La vedetta ferma coll'Jialte-là tutti coloro che non conosce e vengono dall'interno o dall'esterno, e fa fuoco se non si ri sponde all a sua sec,oncla inlimazi one: se taluno r.erca di diserlare, lo insegue per non più di 200m per arreslarlo; se non può forma rlo gli fo fuoco addosso . Arresta i disertori nemici a ·I oom e loro fa deporre le armi, e allaccare o discinghiare i cavalli. Arresla all'ugual dislanza i parlamentari, fa1

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DELLA CAVALLERIA FRANCESE lN CAMPAGNA

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cendo loro vo ltar la focc ia all' eslerno, finchè sia giunto il comandante del piccolo posto e quindi, avvertito da questi, il comandante dalla gl'an guaedia. Nottetempo le vedelte possono essere avvicina te al piccolo poslo. Di giorno, quando non vi può essere dubbio sull'identità dei drappelli di truppa, la vedelta li lascia passare senz~ fermarli e se nza veruna formn lità per riconoscerli: d1 notte inve ce, o quando sorge qualche sospello, la vedetta arresta il drappello e si fa il riconoscimento collo scamb io della parola d'ordin e con quella cli raccolta, ovvero con segnali e contro-segnali. Il piccolo posto dev' essere poco presso dietro il centro della linea delle sue vedette, e presso una strada per poter essere prontamente ritrovato, e consta ordinariamente di un plotone ( 1), _tre quarti del quale sono destinati a fornir in tre mule le vedette ed il restante (cornposlo dei megli o montati) a far le pattuglie. Gli omini del piccolo posto mettono piede a terra, ma tengono i loro cavalli costantemente insellati; i cavalli vengono foraggiati sul sito a metà o ad un terzo ~er volta: la truppa riceve il rancio dalla gran guardia. Di giorno una parte degli uomini può riposare, ma di notte tutti debbono star desti e all'erta. Quando le vedetle annunziano l'avvicin,Hsi del nemico, il capo del piccolo posto fa montare a cavallo i suoi soldoti e si porta personalmente sulla linea delle vedette per ri conoscere di che si tratta e mandarne informo.zione alla gran guardia. Generalmente il piccolo posto si contenta di osservare, e non altacca se non quand o l'inimico, dopo sforzala la linea delle vedette, move sulla gran 1

(~) Lo squadrone francese è composto di 4 plotoni, ciascun p!otone delln forza di 32 cavalli. li reggimento consta in guerra di 4 squadroni (i reggimenti d'Africa ne hanno 5; e compreso lo squadrone di drposito è di 830 uomini e 740 cavalli (ordinamento del .i3 marzo 1875).


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ISTRUZIONE PRATICA SUL SERV~ZTO

DELLA CAVALLERIA FRANCESE IN CAMPAGNA

.guardia: in questo caso non deve esilare anehe a sagrifknrsi per proteggere le truppe collocate iocl ie11·0. La forza dell a gran gua,rdia è ordin.ariamente uguale a quella impiegata ne i picco li posti dipendenti. Dev'essere sempre pronta a marciare e a comballere. I cava lli sono sempre tenutì insellati, e solo si allentano le cinghie · per fa rli mangiare a metà per volta. La gran guardia può acceµde re il fuoco e farsi il rancio . In caso d'auacco il suo comandante si porta personalmenle nella direzione dell'attacco; se trovasi di fronte forze superiori, rac.coglie le sue vecleltc e i suoi picco li posti e cerca cli ritardare con tulli i mezzi possibil i la ·marcia del nemico, fae en do all'uopo appiedare una ·pane dtll a sua truppa per valersi dei mezzi di difesa che può dare l'i111piego delle armi da fuoco; se invece l'inimico è inforiore in numero, se si arresta o mostra indecisione, il comandante lo attacca vigorosamente, badando però bene a non lasciarsi tagliare Ja linea di ritirata. . Quanto alle riserve d'avamposli, al comandante degli .avarnposti ed ai posti disLaccati. ed alle pattuglie, le .norme di servizio coincidono quasi perfettamente con quelle da noi seguile. Come ne ll'Istruzione nostra sùl servizio di sicurezza in campagna, la francese consiclera il caso degli avampost·i ù·regolari, quando cioè una colonna univa al bivacco od all'accantonamento troppo tardi per aver lempo a studiare il terreno e a disporre regolarmente i suoi .avamposti; ma spicca innanzi, sulle sLrade, posli più 0 meno numerosi, secondo l'imm inenza ciel pe.ricolo; e questi si stabiliscono nei siti clie loro sembrano più favorevoli, circondandosi di vedetle piullosto ravvicinnte. Quando si stimi necessario di dare dell' arliglieria agli avarnpos Li, ques ta si unisce ordinariamente alla

riseTva; può però presentarsi l'opportunilà di mellere alcun i pezzi più in avanti, ed in tal caso vanno sostenuti da una gran guardia. L'artig!ie r·ia impiegai.a agli avam posti deve comuneme nte lasci1J re presso il corpo principale i suoi cassoni e le altre vetture, onde aver eosì la massima mobi lità. !cannoni messi in avanli per difendere qualche pun to importante stanno sempre in bu.•teria, e, nottetempo, pronti a far fooco. No n bisogna usar dell'artiglieria. agli avamposti senrn necessi tà vera nè sostene re lunghi cannoneggiamenti che il nemieoprovoca perdissimula're i suo i div isamen ti: << un impiego ino pportuno e fre quente del cannone agli avamposti avrebbe inoltre l'i neonveni ente clt poter ingannare le Lruppe retro--.tanti e sopratnLto i corp i vic1ui, sull'imp.ortanza dell'azione im-

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pegnatasi ».

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Quando !a cavalleria e la fanteria debbano concorre're in forza poco presso uguale nell a composiz ione degl,i avarnposli, l'lstnv.ione francese prescrive che di giorno il serviz io dell e vedeue, dei piecoli. posti e delle gran guard ie si,1. soslen11to dalla cavalleria, e di notte dalla fanteria . Questo alternarsi del le due armi. nel servizio di osse rvazione ed in quel lo di sicurez1,a non può essere scevro di geav i inconvenienti; ed a noi pare miglior sistem a quello di .icloperare o lnLLa la cavalleria nei piccol i posti e nelle gran guardie, e la fante ri a come risei·va, oppure irnpiegar0. la prima per i posti d'avv isi, per le pattuglie cli scoperla, per la sollecita trasmissio11e degli avvis i e degli ordini, e tener il restante alla l'Ìserva , affidando conslanlemente l'altro servizio nlla fante ria. Da questo rapido esame della prima parte dell a nuova Istruzione fra ncese è facile VC'dcre come la più salil!nte differenza trn il suo ed il noslro sisti~ma d'avamposti stia nel piel:olo po:Sto. Da noi il piccolo posto


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ISTflUZlONE PRATICA SUL SERVIZIO

DELLA CAVALLERIA F I\ANCESE IN CAMPAGNA

è di pochi uomini (i o 5) e costituisce la vera scòlta; la vedetta è a pochissimi passi dai suoi compagni, peonti sempre a sussidiaela, e tutti stanno appiedati. Nel meLodo franc ese invece, che del resto era quello da noi seguìlo prima del 1871, il picco lo posto è piè1 forte (30 a 3i cavalieri) e la scòlLa è fu LW dalle vedette staccate a 200 metri innanzi. I due sistemi possono avere ciascuno i loro vantaggi ed i loro svantaggi; noi crediamo per altro che il nostro sia il più favorevo le, e particolarmente poi per la fanteria, ora che la massa dei soldati conta poco tempo di servizio sotto le armi.

b) Scuola dello squadrone . - Tre articoli. Esercizio di marcia per uno squadrone isolato (l'inimico supposto); esercizio di due squadroni contrapposti; ripetizi one noi.turna degli esercizi precedenti . c) Scuola del reggimento. - ~ Eserci tazioni di ma rcia. Uno squadrone d'avanguardia r.on un plotone in testa d'avanguardia; Ja colonna forn1ata per quattro sulla strada e per plotoni se in aperta campogna. Alcuni dista ccament i sono di tanto in tanto mandati avanti ad llppostarsi per simulélr l'inimico. d) Svolgimento delle regole che servono di base all'istruzione pratica. - L'avanguardia si suddivide in grosso, testa e punta, e pattuglie fiancheggianti; la sua forza normale è tra il 1/ 1 e il 1/ 6 totale della colon no alla cui sicurezza è preposta. La tesla è formata da un plotone che distacca in punta quattro cavalieri che camminano per coppia a 400m di distanza, e sono comandati da un soLL'uffìciale che si tiene coll'ultima coppia; il restante del plotone marcia a 40()m indietro dai primi cavalieri della punta distacc,rndo, nei Lerreni mollo sr.operti, a '1000 o 1500m sui suoi fianchi, delle piccole pattuglie di due cavalieri pel fianchegg iamento; il g rosso dell'avanguardia a 600m dal plotone. ~el caso particola re di un o squadrone isola lo, l'avonguardia cosliluita di un solo plotone si tiene 600m dinanzi lo squadrone. La distanza dal grosso dell'avanguardia al co rpo principale va.ria secondo la forza di quest'ulLimo, e normalmen te è di 600m per due squadroni, di ,1ooom per un reggim ento, di 11000"1 per una brigala. Le avangu1trdie sono sempre composte di reparti cos1 ituiti. Qu ando la col onna cleve fare una fermata di qualche durata , il comand an te del corpo principal e ne mancia avviso nl co mondanle de ll'ava ngua rdia il quale pren de le sue disposizioni per la fermata proLeW1 (hal te gardée ).

Istruzione pratica sul servizio della marcia .

a) Scuola del plotone. - Tre articoli . Il primo è eseguito da un plotone isolato, il quale ~rende l'ordine di marcia prcscritlo, tranne che le distanze vengono diminuite affinché il cop~ p!otone pos~a meglio istruire la sua truppa e valerst dt tulle le circostanze che si presentano s1H;cessivamente duran te la maf'Cia; la punta dell'avanguardia e la retroguardia ~ono for~a~e con soldati anziani; e clur·anLe questo pnmo esercmo devono raffigurarsi, per ammaestrarvi la truppa, tutli gli incidenti che in una marcia i~ fac~ia ~I n~_mico possono verificarsi : Il secondo .ar~1colo 1mpltca l mte~~ venlo di clne ploton i contrapposti, luno è mandato fuou preventivamente per rappresen tare distac~amen~i nemici sulla strada che l' altro plotone dovra seguire, o per occupare un bosco, un villaggio, una stretta, ecc_., luno-o la via. Il terzo articolo non è alLro che la riproduzi one notturna degli esercizi prescritti dai due articoli precedenti.

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ANNO

xx, VoL.

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ISTRUZIONE PRATICA SUL SERVIZIO

Le norme per l'esplorazione, per i riconoscimenti e per i casi d'incontro dell'avanguardia col nem ico, corrispondono a quelle appo noì seguite in consimili circostanze. Il corpo principale marcia nell'ordine più acconcio pel rapido passaggio a quell9 di combattimento; il più sovente move in colonna per quattro e talvolta se possibile in colonna per plotoni . I carri si tengono in coda al corpo princ ipale, in questa successione: ambulanze, carri per viveri, bagagli. Per attraversare un bosco molto esteso con una truppa considerevole, il suo co man dante la divide in più colonne, che seguono strade parallele se possibile, per dar minor presa alle imboscate e potersi proteggere mutuamente. Nelle fermate protette, se occorre, si mandano pie- ' cole pattuglie per osservare sui fianchi, occupando eminenze vicine. La retroguardia si compone normalmente: di un plotone così pel' una brigata come per un reggimento; di mezzo plotone per un mezzo reggimento; di 6 uomini comandati da un ufficiale per uno struadrone. Essa cammina a 200111 dalla coda dei carri; due cavalieri, camminando ·l oom più indielrn, formano la punta di retroguardia . Nelle fermate protette la retroguardia si gira indietro e completa la sicurezza dnlla colonna mandando vedelle sui fianchi. S'intende come qui si traLti di retroguardie ad una co lonna che marcia in avanti contro l' inim ico. Ouanclo la cavalleria deb ba marciare in combinazio~e con altre arm i, se si è in distanza dal nemico, si formano per q11anlo possibile co lonne sepanne di fanteria, di cavalleria. e d'artiglieria, per· rendere la marcia più celere e meno faticosa, ciascun'arma po-

43 ! tendo così_serbare la sua andatura naturale; se invece le circostanze esigono di tener riunite le diverse armi, 1a cavalleria e l'artiglieria devono far tutto il possibile per non incomodare la marcia della fanteria e reo·olare la loro andatura secondo il principio di sogg~llare sempre le Lruppe che camminano più veloci a quelle ·che si movono più lentamente. Posto cbe l'impiego e il servizio della cavalleria in una colonna comp·osta di varie armi. variano necessariamente secondo le proporzioni di queste e che quindi non si possono dar precetti per Lutti i casi, l'Istruzione francese ne considera però due come tipi. e) Marcia della brigcita di cavalleria di corpo d'esercz'to operante ùi prima lùwa, sussidiata d'una batteria. La brigata di caralleria precede per esplorare e coprire: un .suo reggimento in punta ad una giornata almeno dalla tesla di colonn a del corpo d'ese rcito; il secondo reggimento formando la riserva del primo . Il reggimento in punta forma possibilmente 3 colonne, ciascuna dì uno sq uadrnne, che camminino l'una sulla strada principale e le altre due sopra strade laterali poco presso parallele alla linea d'operazione, di guisa da occupare una fronte di 25 a 30 chilometri. Il quarto squadrone segue la via pl'incipale, a mezza ,giornata dagli altri squadroni di cui è pr-imo sostegno. Glì squadrnni si rilegano reciprocamente; ciascuno di e$sÌ deve pro vvedere da sè alla sicurezza della propria marcia , ed a questo seopo, si suddivide in frazion i volta a volta più piccole dal grosso sino alla punta della avanguardia, per tal modo c.he ogn i scaglione costituisce per quello che lo precede un ricambio di informazion i e un rinforzo particolare. Questa dispo· sizione corrisponde quasi punto per punLo a quella indicata nel secondo ese mp io della nostra Istruzione sul ..servizio d'avanscoperta, ed ha inver~ lo sLesso scopo. DELLA CAVALLERIA F.llANCESE IN CAMPAGNA

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isTRUZTONE PRATJ.CA SUL SERVIZIO

Il secondo reggimento cammina d'ordinario in testar del corpo d'eserc ito per servire di sostegno al reggimento in prima linea, se mai fosse rincacciato. Serve inolLre a mantener le comÙnicazioni con questo, ad as,.. sicurare il servizio dell e requisiz ioni ed a far riconoscere da pattuglie le ad:aeenze degli accantonamenti, sino a che la fanteria abbia collocalo i suoi posti. l due reggimenti si sca mbiano ogni tre o quattrogiorni ('1) nel servizio di prim a linea. La balleria d'artiglieria distacca ordinariament.e una sezione che marcia collo squadrone in riserva nel reggimento di prima linea; il restante sta col secondoreggimenlo. Nelte marcie in ritirata la brigata di cavalleria è posta alla retroguardia con artigli eria a cavallo. ComA nel!~ marcia offensiva, il suo ufficio è di tenersi continuamente a contatto coll'inimico, prevenire il corpo che essa copre dì tuui gli avvenimenti che potrebbero modificare l'ordine di marc ia, la direzione e le disposizioùi a prendersi per la difesa o per un ritorno offensivo, e cercare infìne di ritardare con tulli i mezzi possibili l'inseguimento della cav&lle ria nemica, sia con attacchi, sia con improvvisare ostaroli, abbaltute, tagliale, carri roveseiati, ecc., al quale fine è sussidiata d'artiglieria e di truppe del genio. Ll rollura delle gallerie, ponti e dighe, non dev'essere eseguita che per ordine del comandan te in capo. b) Jleggimento di cavalle1·ia fn ma1·cict con ttna divisione di fanteria . - La cava lleria forni sce sempre la punta e la testa d'avanguardia (un pl oton e) ed assicura il servizio di corri spondenza fra i vari riparli della coloonn. L'ordine di marcia normale proposto dall'Istruz ione è il seguen te: (1} N° 28 della nostra Istruzione sul servizio di avanscoperta •.

DELLA CA.VA LLERlA FRAN'CESE IN CA!tPAGNA

433

P'u·nta e testa d'avanguardia; Un plotone di cavalleria. n·uppe di soste.gno; Tre plotoni di cavalleria, Una sezione d'artiglieria, Un distaccamento del genio, Un battaglione di fanteria. -G1·osso deU' avangnar clia a 1000 a rnooin indietro; Uno squadrone di cavnlleria, Quattro pezzi d'artiglieria, Due batLaglioni dì fanteria, Un distaccamento d'ambulanza leggiera. Il corpo principale P>egue a 2000 metri circa di cli'.stanza. La profondità delle colonne (effe!livo completo di guerra) pnò essere valutalo sui dati seguenti, tenendo conto dell'allungamento di un terzo che generalmente suc,:ede nelle marcie:

Un reggim en to di cavalleria di 4 squadroni e marciante in colonna per quauro Un reggimento di fanteria di 3 battaglioni ·Una batteria d'urtiglieria montata Una batteria d'artiglieria a cavallo . La lu nghezza totale delta parte combattente d'una divisione cli fanter ia ('13 battaglioni, 4 batterie, genio, colonne di munizione ed ambu lanze dell a divi:;ione) è di . La lunghezza de[ convoglio d'una brigata di di cavalleria (ambulanza, vetture dei viveri e dei bagagli) è di ,Quella del convogli o ù'una divisione di fanteria (vetture dei bagag li e dei vari servizi, dei viveri reggimentali, degli effetti e delle sussistenze) è di. .

74-0 metri 1075

1

260 34-0

470 -

2 160 1


134, ISTHUZIONE PHATICA SUL SERVIZIO In una marcia in ritirata, le circosLanz~ possono esigere che l'intero reggimento dì cavalteria si tenga alla retroguardia per inquietare i fianchi delle colonne nemiche che troppo incalzassero e per sostenere l' artiglieria che in tale contingenza abbisogna di una grnnde mobi li tà.

3" PA RTE Istruzione pratica sul servizio di scoperta.

Il servizio di scoperta comprende: le pattuo·Jie, le ricognizioni ordinarie, le ric:ognizioni special i ~ le ricognizioni offensive. Però I' Tstruzlonc non sì occupa delle due ultime speeie di ricognizioni, comecchè entrino nelle attribuzioni degli uffkiali d',H·mì speciali o del com un do in capo; e neppur qui si oc~cupa delle pattuglie, giù avendone trattato parlando deo·!i avam. ~ posti e delle marcie. a) Scuola del plotone. - Tre artieol i. - Nel primo, il plotone impara ad eseguire le ricogn izioni ordinarie di giorno, nmmaestrandosi g radatamen te la truppa nel servizio di esplorazione e di perlustrazione dei vari accidenti del terreno che si presentano, strelle, boschi, alture, caseggiati, ferrovie, ecc., e poi in quella dei posti di corrispondenza. A quest'oggetto il enpo plotone stabi lisce una serie di posti, di 2 in 2 ch ilom ., composti di 4- uvmini e comandati da sott'ufrìciali 0 caporali, e fa loro passare dei pieghi da recapitarsi di posto in posto sino al quart iere, ritornandone per la stessa vin le ricevute . Nel secondo articolo sono contrappùsli due ploton i, l'uno si stabilisce in piccolo posto, l'altro fa la scoperta: oppure i due plotoni· sono messi in marcia l'un contro l'ultro come sco-

I I

DELLA CAVALLER[A F'llANCESE IN CAMPAGNA 135 perle di due partiti opposti ('I}: è interdetto in queste esercitazioni ogni specie di combaltirnento simulato. L'at'Licolo terzo prescrive le stesse esercitazioni notte tempo. b) Scuola dello squaclrone. - Esercilazioni di ricognizione sopra temi dali e l'inimico snpposto. c) Scuola clel reggimento. - Esercitazioni d'avanscoperta, prendendo la disposizione accennata precedentem ente trattandosi di un reggimento mandato in punta di marcia di un corpo d'esercito . d) Svol_qùnento delle re,c;ole che servono cli base all'istruzione pratica. - In questa parte dell'Istruzione francese sono riprodotte le solite norme per l'eseguimento delle ricognizioni ordin arie: la sola novilù eonsiste nel la regolarizzazione dei posti di corrispondenza per la pronta ,trasm issione delle informazioni e degli ordini tra il comandante della rieognizicne e il comandante super'iore. I ea vali eri designali pel servizio dei posti di corrispondenza camminano in coda della colonna: un ufficiale od un sott'ufficiale è incaricalo di colJocarli successivamente e dar loro la consegna e le opportune avvertenze; questi post i sono stab ili ti ordinariamente a 4- o 5 chi lomelri l'uno dall'altro, ed in punti bene determinati sulla carta, cornè in crociamenti di strade, ponti, ecc., sempre sulle strade; ogni posto di 3 o 4 caval ieri; e per questo e per tutto il resto 1·1strnzione francese è la fede lissima riproduzione del § 2° della nostra sul servizio cl'a van scoperta. L'Istruzione franc ese accen na poi anehc alle ricognizioni cli scoperta eseguite da ufficia li seguìti sol-

(·I) Questi esercizi corrispondono a quelli accennati nei n1• 203 ò 207 della nostra Istruzione su l servizio di sicurezza in campagna per la cavalleria.


136

1

ISTRUZIONE PRATICA SUL SERVIZIO

tanto da tre o quaLLro cavalieri. Mezzo utilissimo per ottenere informazioni particolari e precise sull'inì mico , quand o questo è a gran distanza : in tal modo torna più facile sfuggi re alla sua attenzione ed allo spionaggio. l Prussiani si sono valsi frequentemente e con grande va ntaggio di questa specie di ricognizione. La cavalleria é in generale incaricata delle ricognizioni in pianura; nei luogh i montani e boscosi vi provvede la fanteria, accompagnata dn. alcuni cav1dieri per le trnsmissioni urgenti. In terreno svariato si possono combinare le due armi: la cavalleria per proteggere la fanter ia nella pianura; la fanteria per assicurare la ritirata alla cavalleri a occupando strette o punti elevati. L'intervento dell,l fanteria n~llc ri cognizioni dà una forza di resistenza che in parte manca alla cnvvl leria; e così pure possono giova re alcuni pezzi d'u rtiglie ria. Affinché la celeri tà dell'operazione non ne sia pregiudicata i distaccamenti dì fante ri a possono farsi trasportare sopra vetture di requisizione.

4"' PARTE Istruzione pratica per gli accontonamenti ed i bivacchi.

Questa pa.rLe t1ell'Istruzion e contiene le norme da osservarsi dalle truppe di cavalleria nell'accan tonare , bivaccare od accampare, e veramente quanto al fondo qu este norme cli poco si scostano da quelle del regolamento del '18~2, meno che furono soppresse talune pedan terie di niun'effìearia e faticose alla truppa ed ai cavalli: epperò non ci pare il caso di ferniarvìci sopra.

DELLA C.\VALLERlA FRANCE.SE IN CAMPAGNA

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5" PARTE Istruzione pratica relativa ai convogli ed alle piccole operazioni di guerra.

Anche quest'ultim a non è in sostanza che un.a . ri~ produzione rimodernata e ampli ata delle di~pos1z1om dell'antico r egolamen to di campagna sull'ordin amento, attacco e difesa de' convogli, sulle requisizioni in campagna, su lle sorprese cd imboscate e sull~ disLr~zione delle ferrovie delle li nee telegrafiche, det ponll, canali, guadi, ~ateriale d'artiglieria e armi portatil i; ma j 0 questo raffa zzon amento si è tenuto c?nto d:lle sperienze fatte nelle ultime guerre, raccogl1cndo m poche e chiarissime pagine tutto quanto è necessario a sa~ persi dagli ufficiali inferiori e dalla truppa e c~1e ~ trallnti di piccola guerra o d'operazion i seco ndnne d1 di eci anni fo im pinguavano a di smisura ed inutilmente confondendo la mente ed ammorzando lo .~pirito. Con questo rapido, ma fede le esame. della. nu ov~ Istruziooc per la cavalleria francese, noi crediamo d1 avere con ragione a ffermato essere questa un'interessante pubblicazione la quale, sebbene c?ntc~ga !a grandissima pa1'Le di qu anto è nc'n os trt od1e1·ni rego~ lamenti , pm· tuttavia merita l'allenz ion e dei nostri ufficiali e parLicolarmente di quelli di ca valleria; ed auo-u riamo sin ceramente all'esercito francese che nnao loghe istruzioni sìeno emanate prontamente per le truppe delle altre armi.


1 RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Sull'atlt•ito . - Memoria P di

PIETRO CoNTT, tenente colonnello del genio, membro del consiglio superiore dell'istruzione tecnica.- Atti della H.. Accademia dei Lincei. -Roma, coi tipi del Salviucci - 1875.

La teoria dell'att:rito, come viene insegnata nelle scuole, si riassume in breve a <1uesti tre semplici pr incipii generali: 1° L'attrito è indipendente dalla velocità del movimento, 2' Indipendente dalla estensione della superficie di contatto, 3° Proporzionale alla pressione in un rapporto costante per gli slessi corpi; vario da un corpo all'altr-o. Quando i corpi sono rimasti qualche lempo in reciproco contatto offrono maggiore difficoltà al loro distacco; per la qual cosa nel rapporto dell'attrito alla p1°essione i fisici distinguono due casi: '1° quello in cui i corpi sono rimasti qualche tempo al contatto, 2• quello in cui i corpi sono in movimento gli uni su gli altri. lVlolti scienziati, però, fra cui il Coulomb, se non dubitavano cli questa teoria almeno credevano che in certi casi andasse in difetto . Ma a confermare tali dubbi mancavano serì esperimenti . Il tenenle colonnello Co:srn del genio in una memoria pubblicata negli aLt.i della R.. .Accaclemia clei Lincei oggi fa conoscere il risultalo di lunghe ed accurate esperienze in proposito da lui istitui te, all'appoggio delle quali conclude:

l

RMSTA BIBLIOGRAFICA

1° che la resistenza d'attrito cresce collo scemare della pressione specifica (o pressione per uni tà cli superfici~ premuta): questo accrescimento assai grande nelle superficie untuose, piccolo n<~lle sgrassate, 2° cresce rapidamente col crescere della velocità, e poi passato un massimo, diminuisce, con rapidità poco differenLe, per continuare in seguito a diminuire di più in più lentamente. Tanto la climinuzionechel'accrescimentoè mollo grande nelle untuose, piccolo nelle sgrassate, 3° le due leggi si collegano fra. loro per ciò: che quanto è maggiore la pressione tanto è minore la differenza fra il massimo ed il minimo coefficienle di resistenza, quando si passa per la stessa serie di velocità diverse, tanto nelle untuose che nelle sgrassate. A rendere ragione cli queste conclusioni l' A . primicramente mostra i difetti degli apparecch i e dei procedimenti analitici per determinare il coefficiente d'a ttrito seguìto da suoi antecessor-i, quindi descrive i suoi metodi d'esperimento e calcolazione. Tali metodi si fondano sugli elementi del moto dei corpi, da esperimentarsi, scorr·enti s opra piani inclinati formati con corpi pure posti in esperimento. Dei due corpi l'uno è mobile carico cli pesi, giusta la natura dell'esperimento, e ::;corre sull'altro inclinato a seconda di un angolo determinato. Tutto è congegnato perchè lo scorrimento si faccia autonmticamenle, senza oscilla;,;ioni, deviamenti, a r esistenza d'aria costante ecc. ecc. Ingegnoso è il modo di misurare gli spazi percorsi dal mobile per ogni O, 1'' d i tempo. Lateralmente al pia no inclinalo vi sono due aste di ferro di cui una coperta con carta affumicala. Queste aste sono isolate ecomunicano col rispettivo reoforo cli un rocchetto di Ruhmko!'l'f e con un interruttore della corrente elettrica ad intervalli di 0,1". Il corpo mobile porta con sè u n deflagratore le cui punte sono vicine a lle due aste citate e per conseguenza una punla scorre vicino alla carta .Ad ogni 0,1", chiudendosi il cir·cuito fra i due reofori, il cleflagratore cava una scintilla dalle aste, la carta resta perforata e così viene indicata ad ogni O, 1" cli tempo la posizione del mobile.Noli gli spazi per tempi definìLi si avranno gli elementi per costruire le cur-vedelle velocità ed a vere le resistenze d'attrito in funzione di questi elementi. Per essere brevi non possiamo né descri vere rruei particolari dell'appareccbio tendenti, per- così dire, o.cl isolare il feno- .


IUV-ISTA

meno dell'attrito da ogni altra causa estranea e perturbatrice; nè dare un cenno sopra i metodi analitici e grafici pecrendere sensibili i risultati degli esperimenti; ma, come facilmente lo s i può immaginare, essi sono d{~gni dell'ingegno clell'A. Indicate le esperienze eseguite, presentando al lellore moltissime tavole con Lutti gli elementi delle medesime disposti in hell'orcline. e le curve esperimentali, il nos L.ro A . fa uno studio comparativo fra i diversi coefficienti r itro vali e quelli già vigenti nelle tavole del .Morin, e ne conclude che a s uperficie sgrassate non havvi grande differenza fra i coefficienti del Morin ed i suoi, ma nelle superficie untuos e la differem:a è rimarchevole. Le leggi della nuova teoria appariscono nelle tavole esperimentali or più or meno sensibili anche nel caso delle superficie untuose come, ad esempio, nell'attrito. fca ghisa fissa e ferro d'Aosta mobile, non si vedono gli sbalzi cl;e si manifestano negli altri esperimenti e le variazioni sono piccole ed uniformi. È degno d'essere notalo come si spieghi il fatto delle scosse e dei tremiti che aiutano lo scorrimento dei corpi in esperimento, poicli è battendo comunque il mobile s i consuma un lavoro per vincere l'allrito, e così la fo rza motrice libera fa scorreee più rapidamente il mobi le lunghesso il piano inclinato. L'A. espone qu indi un ingegnosissimo saggio s ulle cause della resis tenza d'a ttrito; rna la ragione per cui allo scemare della pressione specifìca aumenti il coefficiente merita d'esser e un poco più chiarita. Prima di concf1iudere viene esposto un altro peregrino saggio di una spiegazione sulla fo rza viva perduta a cagione cld l'attrito e quind i, riassumendo, l'egreg io autore espone la nuova teoria già sopra indicala e designa quali utili applicazioni potrebbe avere. Noi ameremmo che gli esperimenti proseguissero in più vasta ~cala adottandosi per lo meno un piano di scorrimento più lungo di quello di 4 metri, che servì per gli s tudi del· Fautore Allora si potrebbe precisare il rapporto fra il variare dell'attrito e cp1ello delle pressioni e delle velocità e quindi costruire tavole semplici e di uso facilis simo. In pratica l'a ttrito per lo più viene cimentato in modi variatissimi ed in mezzi pure diversi ed incostanti. Noi crediamo pec conseguenza ben difficile s tabil ire speciali -0oefficienti per casi speciali o vuoi anche per gt'Uppi di casi.

BinLIOGR,.\.FlC:A

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In genere bisognerà attenersi ad ampie medie; ond'è che più si generalizza più si sta nel caso praLico. Forse fu solLoquesto punto cli vista che il Morin costruì le sue tavole adottando ~alori medi anche fra' diversi corpi. InfaLti quivi, 1a quercia, l'olmo, il càrpino, il ferro, la ghisa, il bconzo untuosi sono com·p resi nello stesso gruppo ed hanno lo stesso coefficiente. Del resto i pratici nell'usat·e le forrnu le aventi questi coefficienti esperimentali si tengono in quelle latitudini e riserv~ che ciascun caso speciale sa consigliare. Ma allorquando s1 entra nella investigazione di leggi natural i la precauzione negli esper imenti e l'esattezza nei calcoli non è roai abbcistanza: L'autore accenna che la sua teor·ia su!l\1 lt.r1to deve venirgli in sussidio nella ricerca dei principi sulle r esistenze dei materiali. Noi ci auguriamo d i veder e ben presto questi nuovi studi e specialmente le impol'tantissime tavole dei coefficienti, e così all'onore che si deve a chi seppe afft'on Lar·e una già accettaté'l teoria, rileva ndo nuovi rapporti fra gli elementi delle resistenze, si aggiungerà la riconoscenza degli ingegne1·i e uomini d'arte che dotnanJano principi generali, metodi facili e numeri per l'uso ordinario delle costruzioni.

Sulla tieulilm::ione no turale tl:1lle ct1sern1e. - Memoria di B. DE Br:N E DICTIS , maggior·e del genio - noma -1875, Voghera Carlo tipogral'o cli S . .M .

In questa memoria che vide lo. prima volla la luce nel Giornale cl' A rii(Jlieria e Genie, (puntata 1", parte 2\ 1875), il maggiore DE BENEntCT IS constata la necessità di miglioeare le condizioni di salubr·ità dei luoghi nbiLal.i ad uso colleLtivo, come le caserme, e svolge i principi 'sui quali è fondala la ventilazione naturale, ossia : il t'innovamento dell 'aria causato dall'eccesso della tempera tm·a clell'inLerno del luogo abitato sull'ambiente esterno, senza il concorso di alcuna sorgente calorifera nell'interno dei cam in i di richiamo. Egli pone in sodo che un buon sistema cli ven Lilazione n a tumle consiste, non solo nel mandar via l 'aria viziala, ma nel fare entrare l'aria pura nel modo il più inoffensivo alle p<~rsone per mr.izzo di grande aperture, e indipendentemen te dall'aria che entra per le fendi ture delle porte e fines tre. Le bocel,e cli presa d'aria oggi s i praticano in alto della camera da ven Lilare, e le bocche dP.i camini di richiamo si dispongono a livello del pavimento. Ciò è dire che si


BIBLIOGRAFICA

RIVISTA

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fa l'inverso di quanLo per l'innanzi si praticava. L'autore ricorda a cruesto prop·osito che il .Morin consigfowa di fare entrare ì'aria da una cornice vuota· con una.lunga aper tura, che consenta l'affluenza dell'ar ia s tessa a modo di falda s ottile. . L'ampiezza clie parecchi a utori oggi assegnano alle bocche di presa d'aria è dal doppio al tr iplo di quella dei camini di r ichiamo. Supposta codesla condizione soddisfatta ed ammesso che l'aria enL!'i inter amente per le bocche di presa il rnao-o-iore dc Benedictis, tenendo anche conto delle contrazi~ni dell~;ena .fluida, stabilisce la forrnola generale della velocità dell'aria nell'intecno dei camini, e, col confronto d'esperienze e calcoli del Morin, ne deduce : 1° Che la pressione motrice è maggiore secondochè è minore l'altezza interna della camer a da ventilare, quando trattis i P?r altro di camini cli rich iamo aventi la bocca al livello del pav1men Lo e che l'altezza di essi dal medesimo s ia costante. 2° Che la contrazione della vena d'aria all'origine del camino non ha sensibile intìuen7.a sulla velocità; ma chela contrazione alla bocca d' uscita, causala dal resLrin o·imento che ordin~riamenl; vi s i s.uol praticare,:foggiando a tr~nco piramidale 1 eslre m1ta super101·e del!a condoltura, può fa r diminuire di molto la velocità dell'aria viziata. 3· Che la sezione quadrala è quella elle nei camini diminuisce di più l'influenza ritardatrice dell'attrito. 4° Che debba tenersi conto dell'infl uenza dei venti se si vogliono apprezzare a giusto segno gli effetti di un dato sis tema di ventilazione. 5• Che, in genere, Ja velocilà dell'aria viziata non è molto grande (1" cieca) <>- cli.e ò enoneo il volerla aumen tare col res tringere la bocca d'uscila. Per portare la velocità al limite di d ue a Lre metri voluto dal Morin, l',rntore consiglia invece l'impiego dei congegni fum ifughi, come p. e. l'aspiratore del Noualhicr, e l'aeeospiro ciel Fromenlel, dei quali dà. una heeve descrizione. Il rnaggior e De BcnedicLis passa quindi a s volger e il metodo per r egolare il numero dei camini secondo il grado cli ventilazione che si vuole ottenere e f'a notar e come col la sua forrnola s.i eviti di dover r isolvere per approssimazio,ii successive l'equazione di 5• geado, cui g iungono ta luni ingegneri per aver preso per incognita il lato della sez ione trasversale del camino, anziché la velocità dell'a ria viziata. - L'autore fa l'aJ)plicazione del suo me lodo al caso di una caserma adun piar~o

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ed al caso cli una caserma a due piani. - Egli r iporta infine i r isultati dell'applicazione della ventilazione naturale falta nel 1858 nel Belgio per migliorare le condizioni igie niche della caserma Guglielmo a Mons, e chiude questa sua pregevole memoria con un esame critico dei calcoli eseguiti pel pr ogetto deJla ventilazione della delta caser·ma; pel quale esame si dimostrerebbe che in via normale non vi si abbia no i calcolati 8 metri cubici d'aria per oea ad individuo; ma soltanto la metà; ammenochè l'azione del vento non vi favoris ca potentemente l'aspirazione dei camini. La memMia, della quale diamo questo sommario cenno, menke somministra un metodo semplicissi mo per calcolare la portata dei camini e per r egola1'e Jl numero a llo scopo di procacciare una ben intesa ventilazione natural0,nei luoghi abitati ad uso collettivo, accoppia anche al pregio della chiarezza e della brevil.à quello clcll.'opportunità, per essere come il complemento della preziosa nota del Mol'in sul grado di p~r:ezz~ d'aria voluta per la salubrità delle caser me e degli ospedali militari, e pèr la coincidenza della sua pubblicazione coll~ r ecenti disposizion.i del Minis tero della g ue r·ra ('!), le qual~ aumentano lo s pazio da assegnarsi a ciascun soldato ne1 dormitorì.

La g uei•ra ·:citJile di S pti9mi (IS':3-7 4 ), pel capitano

ORESTE BAHATJER1; con una ca r ta dol teatro della g uerra alla s cala di 1/ 1,000,000. - Firenze, tipografia dei s uccessori Le Monnier, t8ì5. Questa pubblicazione è una raccolta di va rii ar ticoli inseriti nella Nuova A ntolo[J ia. Portare un po' di luce in mezzo a quel · caos che ci presentano gli avvenimenti politici e m iliLari della Spagna er a impresa non cerLo facile, per cui il capitano BARAT IERl merita lode di averla tenL a La, e ancora più merita lode per esser vi f'iuscito nei limiti che ciò era possibile. I suoi ar ticoli vennero accoll.i con rnanifeslo fa vore anche dal pubblico non mililare e chi li lta le tti può almeno dire cli ave!' capito ,qualche cos; in m,1zzo a quell'arruffio di nomi) di locali Là e di

·(l) Atto n° 61 del 24 marzo l8i5.


RlVISTA

per~on~, che ci presentavano finora le notizie quotidiane provenienti dal teatro della guerra. Egli ci presenta un quadro delle due parti che si trovano a front~, ce ne mostra gli antecedenti, caratter izza i principali att~ri del dramma, descrive la natura delle popolazioni delle ~ar!e province, e ci mostra le ragioni per cui la guerra che la s1 combatte dovesse necessariamente essere luno-a minuta senz~ r isultati decisivi, e come possa ancora pro! ~ 1 ~arsi in~ 0 defi:1tam~nte e d/ven.tare una malattia cronica della Spagna, s~nza pero che v abbia luogo a credere che la parte carlista ries~a, malgrado la debolezza della parte avversaria, a staccarsi dalle s ue montagne e ad ottenere trionfi stabili nell'interno della Spagna. Il Bara t.ier-~ passa ~uindi in ra~segna l e operazioni militari del 73. e_ del 7-1·, e. non e certo da for·e un appunto a Iui se questa esposizione lascia nel lettore un'impres::;ione confusa O'iacchè ~-ies~e impo~sibil~ in un_a g uerra come questa, che ;i ,.,spezza 111 mille fatti parziali, e rn cui manca dalle due parti un filo direttore costante, abbracciare le operazioni con uno sguardo sintetico, come si farebbe delle operazioni guidate dalla mente di Napoleone. Tutta via <1uesta esposizione serve a compiere il quadro prima Lra tleggiato delle due parli, mostrandocele entrambe in azione; e di più, coll'aiillo della carta annessa, la quale in mancanza di meglio è pur gii'.1 qualche cosa, ci fa conoscere le linee principali di quel teatco_ di guerra, il quale ha pure la sua parte nel dare alle operazwm quel carattere di sminuzzameùto. Chi legge con qualche a ttenzione questo lavoro del Baratieri può lusingarsi di poter· tener dietro agl i uvveniment.i che si svo~gono anco'.a attua.Imen te nella penisola; per cui sia il pregio dell attual1Là, s ia la cluarezza e la vivezza dell'esposizionerendono questo lavoro oltremodo interessante.

BIBUOGltAFICA 145 a dimostrare l'utilità di un passo di scuola destinato a preparare il soldato alla marcia. L'autore giudica saviamente determinata la lunghezza e cadenza del passo per la nostra fanteria, e dà r agione della diversa ltmghezza e cadenza fissata pei bersaglieri dimos trando come la maggim· lnnghezza s ia una naturale e necessarja conseguenza della maggiore velocità. - Secondo lui la lunghezza del nostro passo da bersag lieri supcref'ebbe di qualche centimetro quelhì proporzionata dalla velocità prescrilta . Le argomentazioni dell'antorc3 sono appoggiale a giuste ed acconcie considerazioni ed ai dati dell'espel'ienza propi~ia ed al trui, nè mancano del pr egio cli qualc~he novità. Ciò dicendo non in lendiamo per altro di far piena adesione alle ideeesposle daJl'autore e segnatamente alla convinzione da lui espressa circa il notevole vantaggio çhe porterehbe l'intr oduzione di un passo di scuola della specie di quello austr'iaco prescritto dai regolamenLi toscani del 1852, per l.'adclcstramentodella truppa àlla marcia. I vantaggi di una tale inn-ovazione potrebbero solo essere accertali dal confron to e dall'esperienza . In complesso,questo del tenente colonnello Cecconi è un interessante la voreLLo; e troviamo degna cli molta lode la scelta del tema opportunissimo per una lettura per conferenze presidiali. Quanto alla forma ci sernbr-a per vero che la semplicità dello stile non uguagli quella <lel tema, ma ricordando come il lavoro sia s lato fatto per esserelettoin una conferenza è forse scusàbile l'autore se pee cattivarsi l'attenzione dell'uditorio ha abbondato in rettorica por avventura più che nol comporlasse la tf'attazione del soggetto .

Sul 1uisso militm•e. -

Cam.p,iyne d ' ltaUe - :9796 - CaslitJlioue, Arcole et Ri1,oli. Extraiide I'H,;stoù'e de la Réoolutionfrançaise par M. A. Thiers. Adopté comme livce de tex te pac le collège militaire de Florence, avec notes e t explicalions en italien . par M. PmRREL-OB1mL1'.: . - Florence., Librairie Bettini. 1875..

I1,1avoro del tenente colonnello CeccoNr è inteso a porre in evidenza l'importanza del passo regolamentare sia dal punto di vista dell'economia delle forze dell'uomo e del contco-n'o militare, sia da quello della celerità e·lunghezza delle m:1'ce, ed

Non è c~rto qui il caso che noi abbiamo a g iudicare il lavoro· storico del Thiers sollo il r·apporto militare. PiuLLosl.o è il caso di pronunziars i sulla convenienza di acloLLare questo come libro di Lesto per g li a llievi di un nostco collegio m ilitare per l'insegnamento della lingua francese: e poichè sotto il rapporto delle esigenze della lingua, rclaLivamente alle quali non siamo.

Lettura fatta in conf'c~renza a()'li uffìcial idel presidio di Livorno dal tenen te colonnelloCe~coNI. - Livorno 1875. - Tipografia Meucci.

ANNO

xx, VoL. u.

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146 RIVISTA gi-udici, si credette che esse fossero soddisfatte colla scelLa di questo libro, noi non abbiamo ·- sollo il rapporto delle esig.enze cte_ll'insegnamento militare - che a felicitarci, perchè s ia dato m mano agli allievi un libeo come questo, in cui sono esposti i fatti della memorabile campagna del 1796. Noi non ci lusinghiamo certamente cbe i giovani allievi riescano a formarsi un esaLto criterio delle operazioni militari ivi esposte· si richiede a ciò moUo studio e molta esperienza, ma in~ tanto la loro mente si sarà arricchita della conoscenza dei falli, e man mano che essa si arricchirà pure di altre cognizioni militari, una cosa completerà e feconderà l'allra. Il signor P rnR,~E:L-0BERLÉ, il quale ebbe già la buona idea della scelta, avrà pur la cura - ne s iam persuasi - di rendere intelligibile agli allievi ciò clt'essi leggono, fucendo in modo sopratutto che confrontino sulla carta geografica i nomi delle locali tà. Cosi essi impareranno a conoscere una buona parte d'Ilalia, ed ulLre al vantaggio di arricchire la mente di cognizioni geografiche, acquisteranno la buona abiludine di soffermarsi nella lettura per cercare di comprendere. Noi vediamo appunto ch'egli si è reso con Lo di que~ ta necessità, corredando il testo di numerose note, di cui parte sono di carattere filologico, parte hanno per oggetto di rendere più chiara e completa l'intelligenza del la sostanza stessa del libro. Noi quind i salutiamo con piacere questa pubblicazione e facciam voti che l'idea di fare armonizzare ne' nostri istituti militari i varii corsi in relnzione collo scopo naturalmente ad essi propos to, sia sempre presen Le a ([uell i che in un modo o nell'alko sono consacrali all'insegnumenlo. (,'nn11,ayne de t.810-'71. -

DlllLIOGnAFICA.

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Ln. 911e1•re ,lana l'm,est. -

par L. RoL1N, ancien officicr. - Paris, E. Plon et C.•• 1874. Dici~r'.10 subi_to che è un'opel'a pregevole sotto ogni rispetlo. Espos1z1onc chiara cd accurata de' fatti dili"'entemenLe investigati, lin~ua_ggio cal~o e scrio, senza ess:re freddo nè pesante, solmeLa ed agg1uslatezza negli apprezzamenti sono qualità che s'incontrano raramente riunite e che noi tr~viamo in ques t'opera del RouN, la quale, benchè ci racconti una serie di fatti oscuei, slegali, non riesce per questo meno inl.e.ressanle, nè meno islrulliva. Nel secondo periodo dclln guerra del 1870-7 I, mentre Parigi

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assediata formava il nodo delle operazioni, e n nord e a sud, più tardi ancora a est della capiLale si aprivano nuovi teaLri d'operazione, ove si davano grandi balla glie decisive, tutta la zona che si estende a ovest di Parigi fino al mare s ulle due rive della Senna rimase per tutto il tempo della campagna il Leatro di una lolla minuta, senza. grandi fatti, senza grandi nomi, ~enza grandi r isultati. Da una par·lc la di tesa non organizzata, non guidata con unità di comando, ma intrapresa e mantenuta dallo poche forzo che si trovavano sul sito quasi per caso e da quelle che si vennero raccogliendo per opera de' municipi, assunse piuttosto il caraLLere di una molesLia e di una provocazione, anzichè quello cli una serie di operazioni intese nello scopo di proteggere una datu zonn di paese; dalla parte de' Tedeschi il bisogno di allargare il loro raggio di vellovagliamento attorno a Parigi, di tener lontane e di far cessare le molestie quotidia,n<~ e minute d'una guerra cli partigiani, ed ancoea lu necessità. di rnantene!'e la separazione degli eserciti trancesi della Loira da cruelli del nord, diedero luogo a distaccamenti, ad invio di colonne, le quali vennero a poco a poco guadagnando terreno verso ovest, avendo per loro asse il corso della Senna, occupando man mano terreno, e specittlmenle il punto importante di Rouen, spingendosi da ultimo fino al mar·e e .minacciando il pol'to militare dell'IH\vre. Come si vede, anche qui le operazioni de'Tedeschi sono legate al concetto generale dircllivo di lulla la campagna; ma nulla di questo possiamo trova r·e dalla parte de'Franccsi in questo teatro d'operazio11i specialmente. Il Rolin, che si propose di ricercare e di esporre i fatti che ebbero luogo in tale teatro, dovette quindi ri nunziare aù ogni filo dieettore, che non rosse quello clato tlall'ol'dino cronologico de' fatti s tessi. - Perciò l'impressione generale che risulta dal suo libro è quella d'un quadro di confusione, quale fu veramente lo spettacolo che offrì la gµ er1·u soslonuta ùai Ftanc.esi in quella. regione. Con luttociò il suo racconto riesce, come dicevamo pieno d'interesse, non solo pel merito dell'esposizione e della ~i va.cità. e vel'ilà dei colori ch'egli adopera, ma altrèsl per la natura stessa de' falli, i quali presi nel loro complesso e partitamente ci fanno tocca.re con mano ad ogni momento l'i nsufficienza degli s forzi non preordinali pcl' un'azione comune di fronte ad un nemico forle per numero e per orgnni:aazione.


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RIVISTA

I} Rolin passa io r assegna gli elementi che servirono ~ nutr!r la g uen·~ in quella regi(!ne. Ciò eh~ v'era di più regolare consis teva in due r eggimenti di cavaller ia, scampati al disa~t~·o di Sedane in due battaglioni di mar cia della fanteria di linea, composti di reclute della classe del j 870, che giunsero ai depositi nella seconda q uindicina di settembre; er'a necessario almeno un po' di tempo per la loro isfruzione, e questi non furono in gr ado di ngire che verso la fine cLi olLobre. Seg ujva poi !1;1 g ua rdia nazionale mobile, in tutto 14 battaglioni, mal veslj ti, mal calzati, armati del fucile a tabaccbiera, che venivano organizzandosi e is truendosi appunto allora. Il Rolin si compiace nel ricoedare come i giovani della guardia mobile rappresentas 9ero veramente la nazione, e come sia s tato uno spe tlacolp memorabile questa applicazione, fattasi in mezzo ai disastri, del ser vizio militare obbliga torio. L'ug uaglianza davanti al perico.lo non era più così una chimera; la più stretta solida,rje tà contondeva sollo la bandiera in un solo sentirnento tutte le condizion i e lu tle le fortune. La guardia nazionale mobile era la gioventù francese in tulta la r iccheaa e varietà de' suoi elementi; essa non era s tata depauperata a profitto delle arm i speciali octei corpi scelti; i giovani che prima s'erano fatti surrogare paga vano anch'essi come gli altri il debito a lla patr ia, e buon numero di arruolali volontari venivano ad ingrossare le file e a prendere pur essi la loro parte al pericolo comune. Era un ammirabile reclutamento, che comprendeva i giovani dai venti ai ventisei anni, lutti nel vigor e dell'età, e d'assai s uperiori alle reclute della linea, non solo per la loro costituzione fisica, ma al tresì per la loro intelligenza ed istruzione: quello che mancava era un buon armamento, un buon eL1uipaggiamen lo, uno. buona organ izzaz ione. Alla g uard ia na,zionale mobile s'aggiungeva quella sedentaria, che, discioHa in quasi tutta la Feancia, si era conserva ta a Ro uen e a Elbeut, dove formava una legione ben organizza ta; negli alki dipartimenti vicini si dovette tar lutto a nuovo. Un altro elemento infine che venne forma ndosi durante la guer ra s tessa, ,furono i franchi tira lori, formatisi in compagnie autonome, creale e mantenu te per cura de' municipi. Pel fatto stesso della loro origine queste compagnie erano oeganizzale in modo differe~te l' una dall'altra, e benchè un decre to del governo della difesa nazionale le avesse messe sotto la dipendenza del Mi nis ter o della guerra, t utta via esse agirono sempre in modo indipendente) facendo la g uerra per propri.o conto.

BIDLIOGRAFICA

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Ben nut1·i ti ben pngati, bene aema ti, i franchi tiratori erano individnaln;en te un ottimo elemento; ma pel fatto del modo d'origine e per quello del lor o impiego, essi furono. pi ut~osto una calamità che un a iuto pel loro paese. Non rrnn1t1 per un'azione comune' non direUi da un centro di comando, inca. . paci perciò ad eseguire operazioni di qualche enLità, essi si limitarono a quel genere di guerra , che ricevette la dcnom1nazione di caccia a i Pr·wisiani, il cui r isultato s i era che per alcuni uomini isolati ucdsi ni Prussiani intiere borgate e ciUà venivano bombardate, taglieggiate,i~endinte: giacchèi Pr~ssiani., non poLendo cogliere questo nemico, che per la sua p1cciolezza e pel suo grado cli dispersione s fuggiva lor o di mano, si rivolgev.a no alle località del territor io in cui que' t'aLti erano .avvenuti . Furono questi gli elementi che nella zona anzidetta a ovest di Pario·i sostennero dal fi ne di settembre in poi una guerra m inuta~ spicciolata, contrastando il terreno ai Pru.ssiani, i quali dal canto loro andavano allargand? :3empre p_m 1~ lor? s rera d'azione intorno a Parig i; guerra npiena eh minult fuLt1, imboscate) sorpr ese, incendi e saccheggi di città e cl! villaggi: piccoli cornbattimenti, in cui pjù d'una volta lo~cò a_1 F rancesi la sorte di metter~ in foga i P l'ussiani, poco a tti a siffatto gener e cli guerra . . La mancanza o.ssoluta di direzione per parte de' Francesi, che vien rnessa in chiara luce nell'opera del Rol in, non<loveva lasciar dubbio l'esito della lotta davanti ad un nemico che procedeva metodicamente, e che coordinava tutte le sue operazioni ad un unico concetto. I successi che riportar ono non di l'ado i Francesi contro le colonne prussiane rimanevano senza risultalo, e non impedironçi a queste di far sempee ulteriori progressi. Ogni dipartimento raccoglieva le r is orse in nomini e mater-io.le che si trovavano s ul luogo, e facea la guerr a per conto proprio, preoccupandosi della propria protezione, come se s i t.rattasse d'uno S tato; i circondari imitavano questo esempio, e le forze francesi, invece di concentrarsi, venivano così ad essere disseminate s u lutto il territorio; ogni piccolo successo che esse ottenessero richiamava ben presto il nemico con tal preponderanza di f'orze che rendeva inutile ogni· resistenza. l generali, i colonnelli che avevano sollo di sè de' nuclei di forza , si vedevano obbligati ad as soggettarsi alle volontà delle autorità civili, <lei comitati di ,difesa, sorti per ogni dove, ed è ben facile immaginare 11ual


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babele dovesse regnare là dove ai difetti che sono inerenLi ad ogni autorità colletliva s'aggiungevano quelli provenienti dalla molliplicità e dall'incompetenza militare di siffatte autorità. Dopo aver letto quest'opera del Rolin non si può a meno di sottoscrivere a quanto egli stesso scrive come conclusione: che cioè il coraggio e il palriollismo sono inut.ili, che gli sf'orzi e i sacrifizi sono sterili quando manca l'insieme. La natura dei faLti che il Rolin ci espone ha pure una stretta attinenza colle quistioni del diritto internazionale che vennero sollevate e discusse alla conferenza di Beuxelles. Gli aUi di rigore, d'inumanità commessi dai Tedeschi furono più frequenti su questo teatro di g uerra, in cui ci porta il Rolin, perchè qui i loro eserciti non si trovarono a fronte di masse compatte, e dovettero sostenere una lotta minuta di tutti i giorni conLro un nemico non forte abbastanza per contrastarli in campo aperto, ma che colla sua dispersione s i trovava presente per ogni dove, pronto a cogliedi, quando s i trovassero in poca forza, ed a sfuggirli, quando fossero in massa. Era una · · guerra pei Tedeschi più molesta che pericolosa, e che finiva sempre, come r icordammo, per risolversi in danno delle popolazioni. L'accento di verità che traspare da tutto l'insieme del r acconto del Rolin, l'estrema cura dell'esattezza e dell'imparzialità che in lui osserviamo, ci inducono a prestar fede a quanto egli ci narra sul conto dei Tedeschi. Ma pure ammettendo che tali azioni destino un senso di riprovazione per una parte e un senso di commiserazione per l'altra, non si può a meno di notare che questo e~ un fenomeno naturalissimo,. una conseguenza dolorosa, ma inevitabile, di siffatto genere di guerra. Ogni volla che un esercito invasort\ oltre alla Jolta delle forze orga nizzate e r iunite, dovrà sostenere q uesta lolla minuta, esso sarà necessariamente indotto, pel bisogno della propria conservazione e della propria sicurezza , a prendere mis ure di repressione, le quali non potendo colpire un nem ico invisibile si rivolgeranno contro le popolazioni; allorchè si manit'esta questo bisogno, chi può segnare il giusto limite, dove cassa la necessità della propria difesa, dove incomincia l'inutile barbarie~ Quand'anco questo limite si potesse fissare, chi può prntenclece dai soldati ed anche dai capi, ch'essi lo conservino, e non si lascino trascinare da quello stato d'irritazione che deve naturalmente far nascere in essi quel genere di guerra1 E d'altra parte chi vorrà negare a lla parte con tral'la il diritto

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di armarsi in propria difesa, di ricorrere a tulti i mezzi possibili per proteggere i propri focolari, per respingere l'invasione? Questo diritto fu riconosciuto dalla conferenza di Bruxelles ma l'opera del Rolin ci mostra ad ogni tratto come l'impi~go di quesli mezzi, quando non sono preordinali i~ tempo di pace, quando non sono durante la guerra adoperati con unità di azione, torni in defìnitiva più .funesto alla parte stessa che li usa. Non è nel campo del sentirnentalismo che bisogna porsi per giudicare di questi fatti; bisogna r iconoscere le dure necessità della guerra, ed allora si verrà anche per questa via alla conseguenza più sopra accennata. R imane sacro per ogni paese il diritto di provvedet·o alla propria cli fesa, senz_~ distinzione di mezzi; ma l'espm'ienza cli tutte le guerre e d1 quest'ultima specialmente ci fa vedere, come ogni paese farà bene ad organizzare la propria dif'esa in tempo di pace nella più larga estensione possibile; venuto il momento della guerr?! esso farà bene a r inunziare all'impiego di que' mezzi che g1a non avesse preparali fin da prima; sarà solo in caso di una vittoria ottenuta sopra un campo di battaglia, che si potrà sperare dalle popolazioni annate in furia e in fretta un concorso efficace ed utile. Relation ltistorique et critique de la guer_,·e Irancoalle,na,ule e,t :18 '10-11. par FEflDINAND LECOMTE, co-

lone! fédéral suisse. - Tome l V. - Pal'is 1875. Ch. Tanera, éditeur. Col volume che qui annunziamo si chiude l'opera del Lecomte sulla guerra del 1870-71,della({Uale già rendemmo conto nella dispensa del novembre passato di questa Ri?ista. I~1 quest'ultimo volume si comprende l'esposizione degh avvemmenti che ebbero luogo negli ultimi giorni dì dicembre del 1870 e in seo-uito fino all'armistizio. - L'autore divide la sua. o . . esposizione secondo i varii scacchieri d'operaz_10ne in _cm queo·li avvenimenti si svolsero; vale a dit'e, assedio di Par1g1; ope;azioni al nord di ManLeuffel e cli Goben con tro Fai~he~be e conlro le forze sparse sulle rive della Senna; operazioni al sud-ovest del principe Federico Carlo contro Chanzy, e operazioni nl sud-est di Manleuffel contro Bourbaki; in ultimo bombardamento di Parigi, irallative e conclusione dell'armistizio. Por ciò che riguarda la parte espositiva, non abbiamo che


RlVIS'l'A

BIBLIOGRAFICA

a riportarci a quanto accennammo nell'articolo precedente confermando l'apprezzamen to in allora emesso, che cioè iÌ · le ttore può trovare nell'opera del Lecom te un racconto abbastanza esatto, ordinato o completo dei principali avvenimenti della gue!'ra. A questo titolo non esibamo a dichiarare molto pregevole l'opera del colonnello federale. ,· ~e.r c_iò eh: ri?narda la parte critica, 1101 do])biamo parimenti 11ferirc1 al g , ucl,zw che ne portammo allora, invitando i lettori a ben pesare li> conclus:ioni a cui lo scrittore vorrebbe condurci. Un ultimo capitolo racchiudente una serie di osserva.z!oni generai.i sulle .operazioni della guerra ùel 1.870-71, e specialmente su r grandi e.ampi trincerali, ci permetterà dicoo·liere p er cosi dire, in blocco le opinioni dell'autore, e cli farvi q~alch~ appunto. L'autore accenna alla manifestazione che ci presenta questa guerra d1 ~atto_geneeale e ab~astanza curioso, a parer suo, quello de~l avvolganento stra tegico, che si trasforma costantemente rn avvolgimento tattico, e ciò sempre con felice risultato. È d'uopo subito aggiungere, ciò che il Lecomte noLa alcune pagine appresso, che, secondo il suo modo cli vedere l'avvol~imento tattico è di huonu regola, mentrel'avvolgirnent~ strateg'!Co sarebbe nel suo fondo un sistema vizioso. Dopo . tWere car·atte1•izzato come curioso questo fenomeno , c11e ct presenta la g uerra del 1870-71,. il Lecomte si affretta a rico.r~are :'ome il me todo avvolgente non sia punto nuovo, che a.nz1 e antico quanto 11 mondo; ma forse ciò che per Lecomte riesce nuovo è che un tal sistema sia stato costantemente coronato dalla vittoria. ' ~ra noi . sappiamo già che pel Lecomte nel campo dell'arte militare v1 sono due scuole, due bandiere; sull'una sta scritto: lmeeesterne: sull'all,r a: linee interne; la prima scuola è eretica, la ~5econcla è ortodossa, quella, fuori cui non v'è salute. E quindi naturale la domanda : - · come mai i Prussia ni seguaci costanti del s isLcma delle linee esterne trionfar-on~ semp1·e? Ecco la rispos ta : ciò avvenne perch.è i Francesi 11011 utilizzarono conven ientemente il vantaggio delle linee interne e pe1'c hè ! Peussiani corressero s ul campo tattico gli errori commessi nel campo s trategico. In verità che, qua ndo puee si ammettesse come corretta e perfettamP-nte ~ogica questa. conclusione, ci parrebbe pur sempre che 1! r ,. d.urre se111pl1r.emente a C[Uesto o·l'inse o·na. l . . h "' men l-1 c 10 contr<"!ne la g"LWrra del ·1870-71 sia da eonsillerare

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come una grave lacuna per un'opera la quale ci si prese!lta come ispirata al doppio scopo cl~ esporre ed apprezzare. Ma anche tale. concì.usione, la quale appunto per essere la sola è già pP-r ciò s tesso meno giusta, - è indltre presentata col) quel c~ratteee di rigidezza, che giù notammo nelle opinioni del Lecomle, e che cosi poco si conviene al giudizio (lei fatli storici. La storia del passato è invocata dal Lecomte come un testimonio irrefragàbile della bontà delle sue teorie. Vera,mente non riuscirebbe difficile, per chi si collocasse in un campo op- . posto, riunire ·esempi del contrario, e f'o.rse rivolgere contro lui stesso taluni di quelli ch'egli reca. -- Ma anche a parte ciò eo·Ji non si domanda ciò che possa avere di caratteristico e di o distiutivo la guerra moderna a paragone di quella de'seco1·1 scor si; o pitlttosto egli accenna a questa differenza, ma la r iduee.a quella sola dell'armamento; per ciò che si rif'erisce alla composizione degli eserciti, a llo spirito che li anima, al perfezion.a mento introclott.osi nell'istruzione degli ufficiali, per cui Òggi è :possibile m1a concorrenza aemonica degli sforzi, delle inteUigenze di tutt.i, invece di quell'ubbidienza che una volta bastava il Lecomte non ne fa il menomo cenno; forse per manten;rsi puro da ogni lebbra di filosofia e cli psicologia, ch'egli non ha espressioni abbastanza vive per slimmalizzare o per deridere. Giudichi il lettore a che cosa si riducano gl'insegnamenti della storia militare, quan<lo il gran problema della guerra è r ido tto ad un giuoco di linee. .Ma anche rimanendo su questo t erreno, noi non sapremmo invero che cosa pretenda il Lecomte . Un esercito ha bisogno di spazio per moversi, assai più che per combattere, ed è ben naturale che di due eser citi manovranti l' uno con tro l'altro occupi maggiore spazio quello che è più numMoso, ed e pur naturale che mantenga il suo fronte in una e.e rta proporzione e,9lla sua profondità. Ci ,provi il Lecomte che . in generale i Prussiani avrebbero potuto marciare più concentrati, senza grav·i difficoltù amminiskative, senza pregiudizio della celc~·ità, che in certe date ciI'costanze può diventare l'esigenza ,Principale, ed a llora le s ue accuse contro il sistema avvolgente de' Prussiani avranno un fondamento . La eagione ciel fenomeno notato dal Lecomte, che i Prussiani usarono sempre nella guerra del 1870-71 il m etodo avvol.gente, sta puramente e semplicemenle in questo fatto, ch'essi


RIVISTA

erano .in forza assai maggioC'e. Ciò per la bo-uerra manovrata • J P er ciò c le riguarda la guerra attorno a i grandi campi tr incerat.1, 11 ~~com te è assai più nel vero; il problema si fo più defln1.to, pm tecnico, ed egli osserva assai bene d1c pel difensore il problema non consiste già nel praticare una breccia nella cin ta <lei nemico, per e vadersi ed us cire alla campa<•·na ma bensl nel manovrare sempre attorno al campo trince;ato' comparendo ora so_p ra un punto, ora sopra un altro, r eplica ~ tam~nLe, instancabilmen te, senza smarrirsi per qualche rovescio, e consumare così le forze dell'avvel'sario, finché sia 1uesLo stesso costretto a levare !'in vesti men Lo e a raccogliersi m massa. ~1a a~che in ciò temiamo assai chc il còmpito sia assai più difficile a risolvere nella pratica di quanto al Lecomte possa sembrare. Gli esempi ch'egli porta.di Metz e di Paci<ri ci mostrano ch'egli fa forse ll'oppo buon mercato delle difiì~ltà loo-istico0 tatt_iche di s boccare da un per·imetro ris tretto contro un altro per1m~tro ac~ul'a L~~1ont~ forLifica Lo,dove si è costl'elti a prestare I fianclu, e s1 e cosi sempre esposti a qucll'avvolo-imento tatlico, che il Lecomte stes so pl'oclama di buona re o·ola. Eo-li ammette queste dif,ìcoltà, mo. - ripetiamo - non n; fa for~e Lutto il conto necessario, e crede che uno sforzo vicroroso d~bba riuscire, quando si ulilizzino Lulli i vantaggi doll~ posizione c~ntra le; cJ è per lo meno strano cbe poi' venire a tal conclus1?ne, la qual~ appartiene in ultima trnalisi a l campo tattico, 11 Lecomte ricorra, anzichè ad esempi della aucrra d~l 1870-71 comba ttutasi da ambe le pal'li con fucili a r:kocar1ca e con artiglierie rigale, ai falli di Lodi e di Arcole dei qual i il s econdo dimos leel'ebbe precismnenLo il contr~rio come cioè _v'abbiano posizioni l.ali che non si possono/orzar; a prezzo dt nessun sacl'ifizio. Noi s iamo ben lontani con ciò dal volere asserire il contrario, poiché anzi ciò che noi appuntiamo nel Lecomte è la sua Lendenza a portare nell'apprezzamento de' fatti storjci quel rigido e quell'assoluto, che convengono solo alla teoria ad una teoria ris tL'etta, clte fo o.sLro.zione dai tanti altl'i faLtol'i che entrano nel campo delle operazioni di "'uerra per non tener conlo clte di uue solielementi; la forza ;umeri~a e Ja <lirezionc. Gli è sollo questo punLo cl i vista escl usivo che il Lecomte s~u-~ia la stol'ja rniliLar_c. Nessuna rnaraviglia che i suoi giu<l1w, le s uo conclus10m riescano incomplete ed anche erronee.

I BIBLIOGRAFICA

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Stmlil'n ttbe,• 7·,·uppeu Fii/, r uug. - {Studi sull'arte di condurl'e le t l'Uf)pe). Von I. V. VERDY DU VERNOIS, Oberst und Chef des Generalslabes I. Armee-Corps - II. Theil. - Berlin 1874; Ernst Siegfried Miller und Sohn .

Nelle dispense di questa Rioisla dell'oUobre 1873 e del marzo 1874 ci siamo diffusamente occupali degli s tudi del colonnello VERDY sull'arte di condurre le lruppe esponendo quanto di più saliente si contiene nelle quattro dispense in cui il dollo colonnello trattò della divisione di fanteria collegala col corpo d'esercito. In due nuove dispense il Verdy katta ora dAlla divisione di cavalleria collegala coll'esercito, seguendo sempre il suo sis tema originale i cui grandi pregi furono chiara mente esposti negli articoli precitati. P er questo m otivo e perchè lo s r,azio ne obbliga a ristringerci entro limiti angusti daremo soltanto un rapido cenno di quest'opel'u importante. Le due dispense sommano in totale a ben 285 pagine in o ttavo grande. Alla 1' dispensa vanno unite due carte topografiche, t1'e s chizzi indicanti la disposizione di divel'si repa.rLi della divisione in Lre diversi momenti delle operazioni che l'autore immagina eseguile dulia stessa il 3'1 luglio '1870, un quarto schizzo indicante la formazione di marcia di 4 1'eggi· menti <li cavalleria ed una batteria e finalmente l'orclinc di battaglia della divisione, la quale l'autore immagina constare di 6 reggimenti a lt squadroni di cui due pesanti, divisi in tre beigate, con due batterie a cavallo, d'una sezione di sanità, d'una colonna treno, di un ufilcio <li commissariato ecc. ecc. Alla 2• dis pensa sono annessi nllri due schizzi indicanti le posizioni dei già detti reparti i11 due momenti differenti del successivo 1• agosto. · L'autore intitola e divide il suo lavol'o nel seguente modo: Il 29 luglio. - Indica la generale siLuazione delle cose in rigual'do alla !oli.a che si.a pur incorn incial'e; spiega la si tuazione della divisione di cavalleria che fo1·ma oggetto del suo studio; narra gl'incarichi che dal supremo comando dell'esercito sono affidati alla dh·isione. ll 30 luglio. - Minutamente ragiona cl i tutto ciò che viene operalo dal comandante la divisione, dal capo di slato maf;giore, dai comandanli di brigala ecc. in vista della marcia in


456 RIVISTA avanti che all'indomani deve eseguire la divis ione accampatasi appunto in questo :giorno nelle vicinanze di Landau ad est e a nord della ciUù. Tien nola di Lulte le notizie che per cli vel'se vie giungono al comando divisionale rispP,tto alle posizioni ed. ai movimenti del nemico ccc. Il 31 luglio. - La divisione si meLte in marcia divisa in due colonne d'inegual forza, oll,rcpassa gli estremi avamposti dell'eset·cito ch'essa ha incarico di coprire, entra nel territorio nemico, s'impadronisce, colla colonna cli destl'a, di ,~' eissenburg· supposto occupato dall'avversario, ma nel fotto guardato da un manipolo di doganieri che si rilirano al comparir della divisione; alcuni pochi squadroni della detta colonna combattono a piedi od a cavallo prima all'est e poscia a sud di \Veissenbul'g. Le poche forze nomi.che si ritirano, la divisione valica la Laut_e r, e la colonna di destr-a spiega i suoi avamposti lungo l't.vvallamento cl'Ingolsheim, nel mentre quella di s inistra li colloca lungo la linea Oberseebach-Siegen. Il t • agosto. - La divisione riprende la sua marcia in avanti. Dopo un'ora circa cominciano delle avvisaglie tra il nemico e la colonna cli deslra, e '-tu indi s'impegna press o di Soultz un combattimento in cui pigliano parto diversi squadroni e l'artiglieria della colonna. La divisione conlinua ad avanzare, però manovrando e, Lalvc,lla,· dopo scontri più o meno serii di ploLoni o squadroni appiedali od a cavallo con intervento d'artiglieric. La divisione giunge finalmente di facci.a al margine seLtenlrionale del bosco di Hagnenau che s i constata occupalo dal nemico con buon nerbo di fanteria, reggimenti di cavalJeria, e l>a tl.erie. Le nolizie degli esploratori, l'esame dei prigionieri stabiliscono che lo divisione ha di contl'o u sè il nemico forte cli 1 brigala cli fanti, 1 baLtaglione caccia lori, 7 reggimenti ,<li cavalleria, talune ballel'ie, ed infine nn'allro colonna di fanteria in marcia da Haguenau per alla volta di \.VorLh. Dinnan:d a queste forze, parte delle (1uali muove all'offensiva per impadronirsi di alcuni villaggi o punli importanti dinnanzi al margine scLtent.rionale del bosco di Hatucnau, la divisione si rilir-a lentamente e combattendo; la colonna di sinistra serra s u quella di destra, e quindi ambedue si arros tano occupando la li nea Soultz-Hoffen-Ascbbach. Questo è, all'ingrosso, l'andamento delle operazioni ideate dal colonnello Verdy per esporre nei loro più minuti clettug·li le s ue ic.lec circu il modo secondo cui 1leve comportarsi una <livisione di cavalleria lanciala innanzi di un eser-

BIBLIOG !IAFICA.

cito coll\n.carico di coprirlo, cli scrutare ciò che fa il nemico, e di esp,lqrare il terreno. Alla descriziom\ delle operazioni di ciascuna giornata l'autore fa se.g uire una critica stringente e miù'uta degli avvenimenti; arizi divide la giornata del 1• agosto in quattro periodi ed a ciascuno di '1ssi fa succedere le sue considerazioni. Dopo il 31 luglio ed il 1' agosto espone P,ure la situ~zione del campo avversario e ne discute anche i principali avvenimenti. Nè qui si arresta, perehè, dopo la descrizione e lo esame critico dell'avvenuto nel 1• agosto, cbnsacra ancora alcune pagine alJe perdite avute, ai prigionieri presi al nemico, all' invio dei fe-· riti e malati trasportabili più indietl'o del teatro della lotta, al rifornimento delle munizioni e dei viveri, e finalmente ai rapporti di ciascun reparto. ·Noi ci as terremo dallo esarninare se tutte e quante le deduzioni svolte dall'autore sono incontrovertibili: ne lasciamo il còmpi to ai versati in questB ardue quistioni, ccl obbedendo in,,ece alla necessilà di esser brevi ci limiteremo a spigolare. qua e, là i principii più salienti caldeggiali dall'autore. Il colo,nnello Verdy dimostra come la miglior composizione pér una divisione di cavalleria indipendente sia di 24, squadroni, raggr,uppati in 6 reggimenti tra cni due pesanti, e c1uésti a lor volta r iuniti in 3 brigate delle quali una pesante," e di 1 batteria a cavallo per ciascuna brigata; insomma 3600 cavalli ~ 18 pezzi, ollre agli altri servizi di tl'asporto, di ambulanza ecc. ecc. Tutti i cavalieri sieno forniti d'armi da fuoco a lunga portata. La cavalleria deve trovare in sè sLessa la forza sufficiente per sormontare q110gli ostacoli ch'essa pu6 incontrare n·ell'adempiment9 degli svariali incarfolii che le s'ono affida~i, sapere e,potere rinunciare all'appoggio dc~lla fanteria, e procurarsi la ·maggiore libertà ncll'accantoriamento. Gii ulani i quali nella campagna del '1870-7-t scorrazzavano la Francia col lungo Chassepot alle spalle ubbidivano ad ima evidente necessità. Con ciò non s'intenda che il cavaliere debba saper manovrare anche da abile fari taccino, questo non sarebbe utile ma sommamente pernicioso; il soldato impari soltanto la car-ica, il puntamento, lo sparo dell'arma, il profittare del terreno per coprirsi; gli ufficiali'si addeslf'ino inoltre ascegliere senza tit ubanza,le: posizioni più con venie:n ti. L'aver? nella divisione alcuni ·cavalieri e qualche ufiìciale prntici Ml servizio di zappatori sarà cosa eccellente, giacché di tal modo si avranno tutti i vantaggi che si domandario quando si de-


R!VJST A

stina un distaccamento di pion ieri presso la divisione) senza per queslo averne gl'inconvenienti. Anche Napoleone _I impiega va la sua cavalleria indipendentemente dalla fa nteria. Esso non di r ado lanciava m ollo avanti della fro~~ ùell'esercilo masse di cavalieri i quali ammontavana a p1 u che 70 squudroni. Arrestate dal nemico queste mass~ ne ~a~tonevano il coni.allo fino a che sopra~giungevano 1 corpi d1 fanteria. Che se dopo Sédan alle divisioni di cavalleria tedesca m_nr~ianli_s u Parigi vennero aggiunti da u_no a due ~altagliom d1 fanl1, ciò fu fatto perché ormai si ora sicuri 0he li n_emico non_ sarebbe più riuscito a far improvvisamente e sens1b1lmenle indietreggiare Ja cavalleria . Il comandante_ d_i u_na divi!;ione di cavalleria indipendente d~v~ ~~ere cogn1z1on1 strategiche più estese di un comandante ?1 ù1v!s1one di fanteria, il quale in g enereconùuce le s ue truppe 1~ union~ ad alLre del corpo d'esercito e ric-0ve cli continuo ord10i particolari da un comando a lui superiore. ~e rr'.?novre di pace non offrono ai gener ali s uffìciente rna~ria d 17truz1one, devono supplirvi collo studio e co1t·osservaz10ne; diversamente coi più belli squadroni della terra non o~ereranno che po?o e non utilizzera nno a s ufficienza ques~ arma si bella e ~i costosa! La tranquillità nel i,ericolo che (lrpend~ dal p_ropr10 coraggio e dalla velocità del proprio cavali~, 11_ndom1ta fierezza del ca valier·e che ogg i vincilore e dom~m vinto se'.npre i_nfaticabilmento squadroneggia col nemico, e c'.ò eh~ i_n ur~ s ito non gli riesce r iten ta in un a ltro, non so~o ~0L1. suffic1cnlt per un comandante di cavalleria che debba ag1:c 1~~1pendenlementc alla Lesta di poco meno di 4000 cavalli. . L opinione 1:1olLo . sporsa_lru g li ufficiali di cavalleria, spe~1almen le s_e g1ov~~m, che srn vero e puro spirito cavaller esco 1 attaccare il nemico dove e qua:1do si presen li alla vista basa ~ul fa l~o. Non è cerlo proibito di batleesi, mo lo è di slo~ciarsi inconsidera tamente nello. Jol.la. Qui l'a utore cerca di dimosll'are che la sentenza di Federico il Grande: " È p, ·b·t ' Ll' 1· ffì . 1· . l 01 I O 8 « ,u 1_g i _u_ · 1c1a I cl~ Ct'. valleria, sotto pena di degradazione, di a lascrn1·s1 m qualsiasi caso attaccare dal nemico ma <leJ)b . .P . . , ono • invece I russia~1 esser sempre essi gli assalitoi·i » non deve inLorprelars1 m mod? assoluto. Veramente O noi pare che qucsLa sentenza non sia suscetlibile d'interpretazione diq_uel_ll'l che ne dù il suo senso letterale, e forse valeva versa rnegl10 1! ~l1c!u1:trtufa apertamente non più consona alla moderna tall1ca della cavalleI'ia, e sarebbe stato fol'se più adallu

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1 59 la citazione dell'esempio di Sohr che minacciò di rracassar le cervella ad un g iovine tenente il quale, essendosi suonato al galoppo, per impo.zienzo. di dis Linguec·si, er asi messo a lla carriera cercando <li trascinar seco il suo plotone. Il primo còmpito di un r epartn di cavalleria isolalo è quello di scoprire le posizioni) la for:c:a, i movimenti, le intenzioni del nemico. Il combatt.ore è secondario, e !o s i deve fare quando s ia vi probabili~à d i vincere o non resti altro mezzo per scoprire qualcosa del nem ico. Si abbia la massima cura dei r..avalli tanto nelle marcie quanto nelle fermate . Non si dimentichi che il pratico e valoroso generale di Schrockens tcin solcva dire: c. che preferiva il .- pessimo edil più rislretlo accantonamento al bellissimo tra e i bivacchi, • e si ricordi che l'unico vantaggio del bivacco sull'accantonamento è quello che i cavalieri più prontamente sono in sella ed ordinati, nel mentre poi i vantaggi dell'accantonamento sono nè piccoli nè pochi. Gli ordini conLengano un breve riassunto di ciò che si sa del nemico però per quel lanLo che può abbisognare al comandante il r.·eparLo a c ui si scrive, ed in r1uesla misura l'ordine contenga pure le int.cmiioni che si hanno por l'avvenire, onde il comandante ciel repa1·Lo che si trovi costretto ad una immediata decisione ])ossa p renderla coordinandola alle idee generali del comando superiore. Per ugual r agioM si diano pu1·e nell'ordine le indispensabili notizie sulle colonne viciniori. Tan lo gli oi•d ini quanto le notizie, gli avvis i ecc. s ieno chiari, portino l'indicazione del luogo da cui vengono mandali, il numero d'ordine, la data, l'ora della spedizione, e siano pure ch iaramen te leggibili il casato, gr ado, e corpo de'llo sped itore. .Si mandino per la posLadacampo i plichidi minor impor tanzn; a portar gli altri s'incarichino ufficiali od appositi cavalieri. Se si usa del telegrafo i dispa cci d'importanza s i<Jno in cifre. Chi riceve l'ordine, l'arrivo ecc., ne rilasci quietanza coll'indicazione dell'ora in cui g li venne consegnato. Non si dimentichi mai che i più piccoli detto.gl i possollo, se Lrascura ti, esser causa cli gravi danni. Le mnrce dei primi giorni non sieno pel gr·osso della cavaller ia rnaggiol'i di 22 chilometri circa; do pochè i cavalli vi si saranno abituati, e purchè non manchi un nutrimento sufficiente, i giorni di riposo sieno giudi:dosame nlc frammisli a quelli di marciA, s icno con intell igenza deter·m inato le ore~ di riunione e di partenza dei diversi repar~i della massa di caBIBLIOGl.lAFICA

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160 RIVISl'A valleria, ed aHernati convenientemente il passo, il trotto ed i più o meno lunghi riposi durante il cammino, si potranno eseguire senza inconvenienti marcie ben più lunghe, anche cioè cli 42 chilometri per cias<.:una. Il servizio di esplopazione non deve essere affidato all'avanguardia di una massa cli ca valler.ia in marcia od ai suoi avamposli quando essa bivacca od è in accantonamento. li servizio di esplorazione deve esser fatto da uno o, secondo lé circostanze, da più squadr·oni lanciali oltre l' avanguardia o gli avamposti e che distaccano un conveniente numero di pattuglie di esploratori. Questa sepa1·azione dei due servizi dovrà aver luogo anche quando la vicinanza del nemico sia tuie da non pcrmeltere agli squadroni incaricati della esplorazione di mantenersi col grosso al di là degli avamposti. Egli è perciò che nella maggior parte dei casi non sarà sufficiente peldoppio servizio, e quando tratlisi di una divisione di cavaller>ia, un solo reggimento, ma vi si richiederà un'inler·a brigata quand'anche la divisione non constasse che di sole due. L'al'liglieria de v'esser collocata il più inna1ni possibile nella colonna di marcia, non però mai assegna.La agli squadroni mandati in esplorazione. 11 s uo vero posto è in 0aenere didro il grosso dell'avanguardia propriamente detta. P er una grande massa di cavallc1·iu è di assoluta necessità di dividersi in tre schiero quando s uona l'ol'a della ba LLaglia. Questa tripartizione se non può essere mandata ad effetto con piccoli reparti di ca valle1·ia lo può pcf'ò ancora (fllando tratti si di una brigata. La disposizione preferibile di queste schiere l'una inrispello dell'altro. è quella a scaglioni. Un manipolo cli cavalieri e, secondo il caso, un inLero squadrone preceda la prima schiera, dieLro ai fianchi d'ogni schiera segua un reparto per garantirli da qualche aiLacco irn provviso. La carica in ordine serrato (en mm'Ctitle) cd a fondo non ha nulla perduto dell'antico valore. Solo si è dovuto sostituire il conlalLo di sta/Ta a staffa a quella cli ginocchio a ginocchio, il cavaliere essendo ora armato di lancia o cli carabina. Certo che anche in tal modo di coricare bisogna por mente agli ostacoli, ma non è men vero che quello squadrone il quale al momento dell'urto si troverà più unito e più veloce avrà sull'avversario grande s uperiorità. Si guarcli che la seconda e terza schiera dominino la loro impazienza e non si meltuno al galoppo contemporaneamente alla pr·ima. È un errore questo di estrema importanza ed in cui sovente cade la cavalleria.

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BIBLIOGRAFICA

L'inseguimen to deve essere eseguito a fondo ma non con tutte le forze onde averne di riunite per riparare ai casi imprevisti . Per evitare anche dopo una carica vittoriosa una cattiva impressione s ulle truppe che la eseguirono o presenziarono, sieno le prime riordinale pronlamente il più avanti possibile, o, nel peggior dei casi, almeno sul luogo dove ebbero il primo scontro col nemico, ma assolutamente non più indietro. Le posizioni dell'artiglieria sieno sempre cercate all'incirca all'altezza della 1• linea e laleralmenleondenon venga a questa impedito il manovrare. Quando poi l'artiglieria non può più bersagliare la prima schiera nemica perchè impeditane dallo avanzare degli squadroni a cui è collegata, scelga allora una posizione ancor più di fianco da cui battere la 2' e 3· schiera dell'avversario. Infine) comunque sieno per andar le cose, una massa di cavalleria che precede un esercito deve ben tener scolpito in mente che il suo primo obbiellivo deve esser quello di non più perdere il contalLo col nemico una volta che lo ha guadagnato; ed un comandante di truppe cli qualsiasi specie deve ricordarsi del pari che in guerra non è mai un errore il correre un rischio, quando, riuscendo, si otterrebbero splendidi risultati. E qui ci arresteremo dal fare aUre cit!tzioni non perchè molte altre cd importantissime non ,i sieno, ma per la già detta ragione dello spazio. • Noi non vogliamo a/Termare che tutto ciò che il colonnello Verdy ha esposto debba essere ciecamente accettato, però crediamo che il buono anzi l'eccellente superi di gran lunga il mediocre. Il maggiore di slato maggiore Kì:ihler, il quale nel M ililair Wochenb/,atl di Berlino (N; '103, 104,105 dell'onno;decorso) vi ha mosso qualche criLico, ne fa prima di tutto grandissimi elogi e paragona le descrizioni del terreno e dei combattimenti folle dal Verdy ad un quadro dipinto da pennello tanto valente che, nel mentre ogni singola e più minuta parte è con estremu accuratezza delineala e color·ita non ne scapita però in nulla la bellezza e la gruncliosità dell'insieme. P erch~ il lettore giudichi cli per se stesso della perfetta verità di quesl'osserzione noi non sappiamo ristarci dal presentargli la d0scrizione di un combattimento di alcuni squadroni immaginato dall'autor<l. " Il primo incontro dei tre squadroni dragoni con i nemici • succedeva prima di giungere alla cresta della catena di colANNO

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RlVISTA

line per l'una parle di essi, e s ul pjano della vetta per l'altra. e Quindi siformavanoduegruppi ben distinti. A sinish'a com. « battevano il 3° sctuadrone e plotoni 2 '/, del 2°; a destra il t• « squadrone ed 1 plotone p ur del 2°. In ambedue i punti le « linee si erano complelamenJe disordinale ed insieme con« fuse. Alcuni ca valli erano rovesciali, altri caduli, poiché il « tur binio della poi vere e l'occhio del cavaliere fiso unicamente « sul nemico non lasciavano scorgere le acciden talità del tor,, reno. Alle spalle della prima linea clei dragoni vedevasi un e g ran numero di cacciato(·i a cavallo (chasseurs à ch eval) an« dati sgominati, la maggior parte dei quali per vcrilà getta" vasi nel combattimento corpo a corpo, nel mentl'e che del« l'a ltra parte alcuui più non potevano dom inare lo sfrena to ( loro cavallo, ed altri correvano a briglia sciolta gil'i pel pen« dìo. Un simile spettacolo offrivano nell'altro gl'uppo idra« goni an da ti r oLU nel loro urlo coi cacciatori. • In luogo del quadro che un momento prima presentavano e le due lunghe linee, che l'uoacontro l'altra correvano abba« stanza serrate ccl allineate, vedcvansi ora due gruppi che « occupavano uno spazio lungo e profondo più centinaia di « passi . Al cen tro di ciascuno di questi gruppi scorgevasi un « manipolo di ca vali cri dal r1uale s i parli vano piccoli drappelli, « ed il combattimen to c01·po a corpo andava sempre più ge4 ner alizzandosi. Fuori del luogo dove ferveva la miscliia ca« ricavano in diverse direzioni caYalieri isolati,escorrazzavano « ca valli privi clol loro padrone, e subito dopo vede vans i sol,: dal.i feriti o caduti cli sella corr er e ver·so la gran s trncla m uec stra o versoHohwiller. Sul Càmpo della lolla si sollevavano « grandi nembi di polvere cli mezzo a i <Juali udivasi elevarsi « delle grida ed il r umore di qualche colp o d'arma dn fuoco ». Crederemmo mancare al dovee noslpo se, prima di por termine a questo cenno bibliografico, noi non consig liassimo caldamente lo studio accurato e profondo di q uesto lavor o del Vertly. Ripetiamo che non vogliamo dire con ciò che tutLo quanto in esso si contiene debba essere cier.amente accettato, e;.nemmeno che lutto q uello che vi è di b uono e cl i giuslo si debba, o meglio si possa, applicare ul nos ll'o esercito, ma siamo convinti che da llo studio di quest'opera eminentemente dida tlica, lutti, dul genera le al soLLotenente e staremo per dire al soldato, possono Lra r·1·c utili ammuesLrarnenti e nuovo i<lee. e

DIBLI OG llA FICA

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Ge•c/1.icte derBela9 e ruug von•St,•,usbtcrg in• Jal,re '1870 (S toria dell'assedio <li Str asbur go nell'anno 1870), von R E~N 1101:_~ \ YAONER , Hauptmann im Jngenieu r-Corps. - Berlm J8,o, F . Schneider . - Volume 2°.

Questo volume, il quale facendo seg uilo alla paginazione del 1"-di cui già demmo un cenno nella dispensa del dicembre 1873 (pag 458 o seguenti) - comincia colla pao'ina 135 è diviso . 3 t:) , m parli a 3', 4· e 5') le qul\li tra ttano rispeLlivarnente dell'investimen to, del blocco e clel bomba1·damcnlo.

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La 3" parie è di visa in due capitoli, il 7° e 1'8•. l~settimo capilo/o ci espone dapprima la posizione e clislocaz1one della divisione badese, che iniziò <Yià il (J'io1·no 11 .ç.gosto l'inves timento d i Strasburgo. Il 12 Tedes~ hi occuparono pure Kchl e slabilirono in tal modo la comunicazione tra la d~stra n siniska riva clel R eno. Il giorno 13 la pinzza Ju p arecchie volte allarmata con fuoco cl.i fu nleria e di arti <Ylieria. Le guarnigioni dei forti fu1·0110 gen er almente sorpreset">da tali .attacchi. Benché i F1·a ncesi dal loro osservatorio stabililo sull'altissima lon e della caUccfrale, dominassero tt;tlo il terr eno aLtorno a lla foetezza e vedesse1'0 ogni movimento dei Tedes~hi, pure per mancanza di comunicazioni telegra fiche non giungevano ad avvertire u tempo i forti interessati. Di faccia al con legno poco .enei·g ico clellu guarni g·ione, i Tedeschi, ad onta della loro ancora esigua forza, pot.crono occuparsi sen:l'altl'o delle prime rnisure tendenti ad otlenere il blocco completo ed a preparal'o l'asse<lio form ale. . L'ottavo capitato espone la situazione nell'in terno della piaz~a. Il generale Ul~rich, aYvisatoche g ross i corpi di Lruppe nemiche erano enLrat, nell'Alsazia in fetforc, a vea acquistato la certezza non trattars i ormui più solamente di jnvestirnenlo e bloc7o, m~ doY~1·s i egli preparare ad un regolare assedio. P oscs1 per·c16 seriamente mano ai lavo1·i cli armamento e fur~no eziancl!o fo rma te le duo p1·irue compagnie Ji volontari. Si prosel'o alcuni p1·ov,·eclime nti contro il bombardumenlo ma non ~u1·ono che 111is u1·e insuflicienti. Si formarono delle ;ompag~ie ':'ol~nl~ll'ic di pornpieri. La popolazione comin ciava a ~entire I pr1m, danni dello sto.Lo di asse,Jio. Furono espu ls i i r edes~hi abilanti in Slra~bu1·go o alcuni imprigionati. J1 prefef.to di Strasburgo e la polizia s'ingegnavano « à faire l'op5-

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lllVlSTA

nion publique > e per loro cura fu messa in scena il 15 agosto la solita festa di Napoleone. La 4' pa,·te è divisa nei capitoli 9°, 10°, 11 •, 12°, 13°, 14° e 15• e compendia il modo con cui fu eseguito il blocco maggiormente ris tretto della piazza. Nono capitolo. Il generale Werder giunse il 15 agosto ed assunse il comando del corpo d'assedio. TraUavasi innanzi tutto di chiudere la piazza anche da mezzogiorno e di prepar are l'assedio formale. Vaghe notizie spargevansi dell'accorrere del 7° corpo fra ncese (Felice Douay) per disimpegnare Strasburgo. Perciò furono spinti 4 battaglioni, 8 squadroni e 4 baUeriB verso sud al di là della Bre usche, con ordine di esplorare continuamente tutte le s trade fino a 40 chilometri a m ezzogiorno della piazza . Il blocco fu compito e ristretto in guisa che già il 1G agosto il cons iglio di difesa di Strasburgo dovetle dichiarare bloccata la l'ortezza. Dalla piazza si fecero in questi giorni alcune sortite di cui una sola verso sud di qualche importanza . Decimo capitolo. Dalla sera del 16 agosto fino alla mattina del 18 . I Tedeschi disposero per la sicurezza del blocco, cominciando a costrurre piccole opere in terra. Un dispaccio dal quartier generale principale tedesco annunziava l'a1·rivo di due divisioni del corpo de Failly dalla direzione di Epinal onde sbloccare Strasburgo. Perciò il generale vVerder, pur mantenendo il blocco della piazza con linee soLtili, concentrò il 17 agoslo la maggior parte del cor po d'assedio, nella forza di 14 ballaglioni, 10 squadroni cd 8 batterie, sulla Breusche a sudovest di St1•asburgo. Ma essendosi ben presto chiariLa come erronea la notizia dell'arrivo di un corpo francese, il mattino del 18 tutLo il corpo d'assedio riprese le sue posizioni nella linea di investimento. - Questi movimenti però non ebbero inliuenza s ul contegno della piazza, la qunle si mantenne quieta. Il generale Uhrich attendeva l'attacco regolal'e dalla parte di Schiltigheim e perciò ordinò una sortita da quella parte la ma ttina del 18 onde T'Usare il terreno tra la piazza e Schiltigbeim e massime il follo cimilerio di Sant'Eler.a. La sortita\bbe luogo, ma non raggiunse che in minima parte lo scopo prefisso. Undecimo capitolo. In esso si narrano i provvedimenti presi dall'assediante per rendere ancora più strello e completo il blocco della piazza. Nella notte dal 18 al 19 agosto i Tedeschi

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assal~rono ed occuparono il sobborgo di Konigshofen. Alcune batler1e campali, per distrarre l'attenzione della fortezza da q~esta operazione, bombardarono la città, gittandovi 56 proietti. Si cont_muò da parle _dei Tedeschi a lavorare alle piccole opere_ ?ne doveano assicurare la linea di blocco ma il lavoro fu poi rnterrolto, nè più ripreso. 11 giorno 19 la ~iLlà di Strasb_urgo fu bombardala dalle ba tterie d'assedio situate s ulla r1va destra del Reno, e la piazza rispose a queslo fuoco bomba_rda~do la <:ittà di Kehl, a lla qua le arrecò gravi danni. Dod,cesimo capitato. Il corpo d'assedio intanto era s Lato completato. Esso componevasi ormai della divisione badese ~ du~ divisioni di riserva, di un parco d'assedio rii 200 cannoni rigali ed 88 mortai e di numerose truppe tecniche ; in luLto: ·i7 ¼ battaglioni di fanteria,

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'/, squadroni, batter·ie campali, compagnie di fortezza, compagnie del genio,

della forza _complessiva cli circa 60,000 uomini; più di metà dell~ fant~r,a apparteneva alla la ndwehr. In questo capitolo t:ovia~o mteressanti parlicolat·i sulla formazione del parco d assec.110. Il cor~ando dol corpo d'assedio possedeva J)iani abbas tanza esalti della fortezza. Fu nominalo comandante dell'arti?lieria dell'assedio il generale Decker e comandante del ?en10 (ingénieur en cilef) il generale Mertens . Il parco del g~mo conteneva attrezzi da zappatore per circa 8000 lavo1·a nti. Dis~oneva il corp? d'assedio di oltre 10,000 uomini di truppe tec~icl~e, proporz10ne oltremodo vantaggiosa. Al parco d'assedi~ turono ancora a ggiunti 20 cannoni rigati da 15 centime~r1 e_ 10 mortai_ rigati da 22 centimelri . Per ogni pezzo d'assedio _d1~ponevas1 eh 20 cannonieri bene islrutti. In complesso P~ò dirs1 che mai i mezzi forniti ad un assediante s iano s tati piu abbo°:clanti. Era provveduto largamente alle munizioni o;:correnlr. Erano inoltre a disposizione dell'assediante un dis eacca.m~nto_fologr_afico ed uno areonaulico, ma q uest'ultimo P r clefic1enti mezzi non potè mai funzionare. Il ~api~ol.o tredicesimo ci fornisce molli interessanti particolari sui provvedimenti presi per assicurare il funzionamento ~e! servizio di intendenza e di sanità· così pure ri" uardo a_l serv1z10 dell'ar tiglieria e del genio per tutto ciò che ~i riferJsce ai parchi e depositi, e fina'lmente espone le misure adot-


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tate, per assicurare le comunicazioni retrostanti del corpo d'assedio. Capitolo quattordicesimo. Al comandante del corpo d'assedio era stato prefisso dal quartier generale principale tedesco semplicemente lo scopo di impossessarsi della for· tezza di Slrasbu1~go colla maggiore celerità possibile, lasciandolo perfettamente giudice e padrone dei mezzi più opporLuni che credesse in'.lpieg:ar e. In r1uesto capitolo sono brevemente riassunte e corredate delle motivazioni le discussion_i avvenute presso il comando del corpo d'assedio onde decidere sul modo di attacco da usarsi ed esponesi per quali ragioni si addivenisse alla risoluzion; di bombardare Slrasburgo. Sarebbe impossibile di riassumere anche sommariamente i particolari tecnici contenuti in questo capitolo; basti il dire cb,:l essi sono del più aHo interesse, esposti con chiarezza e dottrina e perciò oltremodo istruttivi. Il quindicesr:mo capii olo riassume l'operato nell'interno della piazza nei giorni dal 18 al 23 agosto ; espone i pro~vedimenti presi dal generale Uhrich per organizzare ed aumenLare la t'or:ta della guarnigione, descrive i lavori compiuti all'estemo· della cinta ed i piccoli scontri avvenuti nell'eseguirli. Seguono a lcuni particolari sui lavori eseguiti nell'interno della piazza, sulla situa:tione dei:d i abitanti e snl modo con cui fu loro ann un:tiato il prossin{o bombardamento. La parte 5·' tratta del bombardamento. Essa è divisa in 3 capi Lo li: Il sedicesimo capitolo ci narra come furono costrutte le batt.erie di bombardamento. Esse erano sulla 1•iva sin istra del Reno in numero di 13, arma Le di 26 cannoni rigati da 15 centimetri e di 28 mortai pesanli; esse furono cosLrutte nella notte dal 22 t,l 2'.l agosto. Per coprire i lavori e distrarre l'attenzione della piazza s i spinsero numerosi avamposli sotto le oper e e si inlraprese un primo bombardamento con _bre delle batterie d'assedio della riva destra, e dalla riva sinistra con 42 pezzi da campD.gna del calibro maggiore In tutto in questa prima notte furono lanèiati nella for.tez:ta circa 1300 proietti. La piazza rispose debolmente ed il suo tito non va lse à prodnrre perdite ai Tedeschi. Non usaronsi in questa notte dall'assediante granull~ incendi arie, ed il fuoco scoppiò nella città solo in pochi punti, prendendo in due soli di essi note voli proporzioni.

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li diciassettesimo capitolo a·bbraccia il giorno 24- e la nott'e dal 24 al 25. 11 mattino la piazza accortasi dei lavori che eseguivano i Tedeschi aprì un fuoco viv0 sulle nuove batterie, al quale alcune di esse poterono già rispondere. Il fuoco durò con varia intensità fino alle 3 del pomeriggio. Durante il giorno 'le batterie di bombardamento furono pr ovvedute di 100 colpi per pezzo . La sera, delle -J 8 batterie 8 erano completamente ultimate, in sole 5 rimanevano alcuni lavori da farsi . Alle 8 di sera l'artiglieria campale e le 8 batterie compite aprirono il fnoco, le aHre 5 batterie vi si aggiunsero successivamente durante la notte. Cooperò al bombardamento pure la r iva destra del Reno; in tutto eòso fu eseguito da 128 bocche a fuoco, di cui 46 da muro e le altre da campagna. Le batterie campali-in detta notte lanciarono granate incendiarie. In cornplesso furono gellali nella piazza circa 3000 proietti. L'effetto prodotto fu potenle. BruciHrono moHi stabili governativi e privati; ff'a i pdmi pur troppo la famosa biblioteca cli S tra::. sburgo con 280,000,'volurni, fra i quali molti manosc1·itti unici di incalcolabile valore; ugual sorte ebbe il museo clella città; in ambo questi slabilimenti nulla fu salvato . Fra gli abitanti della città vi furono 4 morti e non pochi feriti. Il giorno 2f> il vescovo cli Strasburgo tentò ma invano di indurre l'assedianle' a desistere dal hombardamenlo. Il cliciottesùno capitolo d0scriveil bombardamento nelle due notti susseguenti; esso raggiunse il suo massimo vig01·e nella notte dal 25 al 26 agosto; in questa notte furono pure costrutte delle comunicazioni coperte che conducevano alle ba tterie; dalle H di sera in poi il fuoco si fece intenso. Partecipavano in tutto al bombardamenlo 139 bocche a fuoco, ossia H in più della noHe precedente; l'efleiLo perciò fu ancora maggiore; furonvi 5 morti fra gli abitanti. Il fuoco prese in mol~i punti della città; esso si appiccò pure alla famosa cattedrale e ne distrusse il Letlo. Alle 4 del mattino l'assediante cessò il flloco e intimò la r esa a lla piazza. Il toLale dei proietti lanciati s i elevò a 4000 circa. La fortezza rispose al fuoco da principio moderatamente es1 lacquc completamente dopo la mezzanotte; essa riprese però il fuoco col f'arsi del g iorno, e lo proseguì animato dalle 6 alle 10 del mattino, ma con poco esito. Non essendo giunta fino al mezzogiorno una risposLa alla domanda di resa, le haLlerie tedesche ebbeco ordine di ricominciare il bombardamento. Furono nuovamente lanciati nella piazza fino alle 8 di sera circa 'L700 proietti. La fortezza rispose con


RIVISTA BIBLIOGRAFICA 168 vigore solo alle batterie di Kehl. Durante la notte seguente il bombardamento fu condotto da 120 bocche a fuoco che spara- . rono quasi 3800 colpi. La popolazione di Strasburgo ebbe S morti. Ma questo violento e prolungato bombardamento non potè indurre il generale Uhrich a trattare della resa. Il continuare ancora il bombardamento avrebbe compromesso il munizionamento dell'artiglieria di assedio. Erasi già sparato 1/ 6 circa delle granate dei cannoni rigati ed una metà delle bombe esistenti. F u perciò deciso nel campo tedesco di cessare dal bombardamento e di procedere all'at-. tacco formale. · La guarnigione di Strasburgo perdette in questi 3 giorni di bombardamento circa 800 uomini fra morti e ferili.

Questo è l'uHimo capitolo del presente volume, al quale fanno seguito N° 19 a llegati (dal N° 9 al N° 27); essi contengono numerosi specchi della forza del corpo d'assedio e ci forniscono i particolari sull'ar'mamento delle batterie di bombardamento. L'allegato N· 25 contiene la corrispondenza corsa fra i generali \Verdered Uhrich; essa è interessanLissima e dimos tra la piena s tima reciproca che esisteva fra i due valoros i ufficiali. L'allegato N° 26 è il progètto particolar eggiato per l'attacco formale. Tutto il secondo volume di questa bella opera, come il primo, è scritto con chiarezza e stile conciso. Esso fornisce tutti i particolari e dati che valgono·a chiarire ogni fase di questo periodo dell'assedio. Sono unite al v~lurne due bellil sime carte di SLrasburgo e Kehl e terreno circostante, contenenti tutti i lavori dell'assedio. Anche questa parte dell'opera del \1/agner sarà letta con molLo inter esse e profitto da tutti gli ufficiali studiosi e massime da quelli delle armi tecniche, e sarà da essi atteso con impazienza il prossimo volume che ci descriverà l'attacco formale.

TECNOLOGIA l•

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1,amitra.i lleuse suédoise, inventée par HEL GE PALMCRANTZ. - Stockolm 1875, P. A. Norstedt und Soner.

L'opuscolo che porta questo titolo, reca a conoscenza del pubblico particolareggiati ed interessanti ragguagli intornq ai lunghi studi fatti dai signori p ALMCRANTZ E \VJNBORG sulle metragliere,'ed ai favorevoli risultamenti cui sono giunti. Esso dividesi in cinque parti, le quali sono : Cenno storico, descrizione, valore pratico deWarma, istruzione per il servizio e la manutenzione ed infine documenti annessi. AJJ'opuscolo sono unite due la vole di disegni, di cui la t • contiene una sezione orizzontale ed una verticale della metragliera, e la 2• rappresenta l'insieme della me tragliera · stessa col s uo affusto, avantreno ed apparecchio alimentatore. Cenno storico. - L'autore comincia coll'esporre alcune considerazioni generali sulle metragliere. Egli osserva che le guerre dei nos tri tempi hanno dimostrato quanto sarebbe ,:antaggioso poter aumentare la potenza del fuoco a brevi distanze onde condurre l'azione alla s ua fase decisiva. Un'arma capace di tale effetto e "'c he fosse nel tempo stesso di servizio sicuro e facile, non solo rinforzerebbe con essenziale efficacia il fuoco della fanteria nel momento decisivo del combattimento, ma benanche ovvierébbe ai più lamentati difetti dell'artiglieria e della cavalleria, vale a dire per la prima al poco effe tLo dei suoi fuochi a piccole distanze, e per la seconda alla quasi assoluta mancanza di fuoco.


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TECNOLOGIA

TECNOLOGIA

E quando anche le opinioni dei militari possano essere discordi intorno all'utilità di siffatta arma nell'offensiva, tutti concordano nel riconoscere che nessuna arma forse al pari delle metragliere può servire efficacemente nella difesa delle posizioni, come pure per la marina (1), e che la loro importanza è tanto maggiore per i piccoli Stati, in quanto che esse possono, sino ad un certo punto, compensare l'inferiorità numerica. Tanta essendo l'utilità dello scopo che colle metragliere è possibile raggiungere, era naturale che lo spirito inventivo dell'epoca nostra si volgesse al loro s tudio, e che molti uomini tecnici ne facessero oggetto di petsever an Li indagini. I signori Palmcrantz e Winborg sembra sieno quelli che sono riusciti a risolvere il p~oblema nel modo più completo . Dopo molteplici tentativi essi costruirono nel 1868 una metragliera disposta con un doppio sistema cli movimento, di ro-: tazione per le canne, e di avanti-indietro pel meccanismo di chiusura e di scatto. Ma alcuni clifetti di quest'arma non permettevano di sparare più di 100 colpi al minuto. Corretta in varie partj, e trasfo r-mato il doppio movimento s uddetto in un solo moto di rotazione, l'arma medesima fu sottomessa a lluovi esperimenti nell'agosto 1871 presso Stockholm in presenza del Ministro della guerra, ed in Danimarca per cura di un'apposita commissione. L'esito fu migliore che nelle prove precedenti, ma non ancora soddisfacente. Con lodevole perseveranza i costrutLori immaginarono nuovi per rezionamen.ti; aumentarono da 8 a 10 il numero delle canne e le munirono cli un apparecchio completo di alimènta_zione, il quale consisteva in \ m magazzino contenente 400 cartucce, 1·ipartite in JO caselle, ciascuna delle quali veniva spin ta successivamenLe nella posizione di caricamento mediante l'azione di una leva. (1) Ben inteso in aiuto delJe a rmi portatili a bol'do delle navi e specialmente negli sbarchi.

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'L'arma così perfezionata, cui fu dato il nome di cannone a rotazione, non pesava più di chilogrammi 58; 5, era incavalcata sopra un affusto leggerissimo e raggiungeva la rapidità di tiro di 300 a -iOO colpi al minuto. La commissione che 110 fece l'esperimento nel luglio 1872 non esitò a dichiararla· notevolmente·superiore al cannone Gatting ed alla metragliera francese. Gl'ìnventori non furono paghi ancora di questi risultati, pOichè ritenevano che un'arma di questo genere per essere veramente uLile deve poter forn ire un fuoco anche più rapido del suddetto. Era assai difficile col sistema a rotazione il rendere possibile una maggiore accelera;:ione del tiro, s tante che in questo sistema tutte le cartucce dovendo passare successivamente una ad una, per una s tessa apertura che le fa cadere dal magazzino nella cann~ soUopost.a, la somma dei tempi di caduta rallenta inevitabilmente molto l'operazione della carica. Bisognava quindi cambiare sistema onde soddisfare alla condizione che le cartucce in numero egttale a quello delle canne, cadessero simultaneamente ciascuna per la sua apertura par·ticolare nel tubo cli caricamento, di maniera che conservando lo stesso tempo di caduta per ogni cartuccia, si potesse in un tempo solo eseguire la carica e quindi moltiplicare gli spari. Una metragli.era combinata secondo questo principio, fucostruita dal signor- Palmcrantz neH'estate del 1872. Essa è 'formata di 10 canne poste in uno stesso piano orizzontale e che si.caricano simultaneamente. ·Questa nuova arma fu esperimentata con ottimo successo nell'ottobre 1872 a Hovedon presso Chr-istiania; poi nel di- · cembre dello stesso anno in Danimarca; nell'anno seguente in Francia, Olanda, Austria e Sv.iz;:era, e nel gennaio 1874 in Italia al eampo di San Maut'izio. Varie modificazioni che vi furono introdotte nell'estate del 1873 permisero di portare la rapidità media del tiro a 600 colpi al minuto.


4 72 TECNOLOGIA Numerose e complete prove di tiro e di marcia furono eseguite nell'anno suddetto dall'artiglieria e dalla marina svede~e; edin seguito ai buoni risultati ottenuti la metragliera Palmcrantz venne adottata definitivamente dal governo svedese, il quale ordinò la costruzione di 62 di queste armi. I governi degli Sta.ti summenzionati ne acquistarono varii esemplari per esperimento (1). Descrizione. - · Non potendo, senza avere sott'occhio i disegni, dare una idea esatta delle varie parti di questa metragliera, ci limiteremo ad accennarne le principali disposizioni. T utta l'arma è fissata ad un telaio di ferro munito di due orecchioni i quali sono portati da una forcola a perno verticale gi.revole sulla piastra dell'affusto. L'arma può in tal modo prendere un doppio movimento di rotazione verticalmente ed orizzonlalmenle. Il telaio è diviso in due parti mediante una traversa. Nella_ parte anteriore sono poste le 10 canne parallele fra dii oro ed in uno s tesso piano orizzontale. Dietr_o le canne trovasi la culatta mobile contenente il meccanismo di ot.turazione e di scatto. Ciascun otturatore è munito di un percussore e di un estrattore automatico. I percussori sono spinti dalla forza elastica di - lunghe molle a spirali. Una leva mobile in un piano orizzontale sotto il meccanis mo, maneggiala da un servente posto a cavalcioni sulla. coda dell'affusto, serve a fare agire il meccanismo stesso. Nello spingerla avan ti si spingono gli olturatori contro le imboccature delle canne e si ferma quindi la piastra metallica che Ii porta, mediante due traverse mobili che entrano in fori pratica.ti nei fianchi del telaio e che sopportano l' urto dello sparo. In pari tempo si comprimono le molle spirali, le quali scattano poi successivamente pel movimento Jalerale di una piastra che porta i denti di scatto. Tirando in(!) L'Italia ne commise due, le quali giunsero a Torino or sono poche settimane. Esse sono munite di canne idenLiche a q uella del fucile Vetter!i' ed a tte a sparat·e la cartuccia di fan te ria. M• 1870.

TECNO LO GIA

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dietro la leva si tolgono le traverse laterali dai fori esistenti nei fianchi del telaio, liberando cosi la piastra degli otturàtori e si ritirano questi indietro riportando poi la piastra di scatto nella posizione normale. Quest'ultima piastra è munita di un bòttone sporgénte, movibile a mano, il quale dà modo cli fissare invariabilmente là pias tra quando si voglia fare agire il meccanismo senza mettere in tensione le molle. Gli estrattori sonoeccentrici e stringono tanto più energicamente il bossolo dellacartuccia,quanto più questo è rimasto forzato nella canna. L'alimentazione può essere intermittente o continua; nel primo caso l'apparecchio alimentare consiste in un serbatoio a 10 compariirnenti, capaci ciascuno di 25 cartucce, che si fissa verticalmente al disopra della metragliera dietro l'apertura delle canne. Al disotto di esso trovasi un trasportatore che riceve simultaneamente 10 cartucce dal serbatoio, e le trasporta dopo ogni s~lva sopra le aperture delle canne. Per l'alimentazione continua l'apparecchio si compone cli due parti, il serbatoio e l'alimentatore. Quest'ultimo analogo al precedente rimane fisso alla metragliera, mentre il serbatoio di dimensioni e forme molto più piccole e per ciò più maneggevole viene ricambiato speditamente man mano che le cartucce sono con-· sumate. Il movimento di dispersione delle pailottole durante lo sparo l;ìi ottiene mediante un eccentrico, il cui braccio di leva può essere aumentalo o diminuito a volontà a seconda della distanza del bersaglio. La disposizione dell'affusto di questa metragliera varia secondo che deve servire su terra o a bordo delle navi. L'affus to da campagna è in lamiera di ferro di costruzione leggera e semplice. Le coscie portano un sedile s u cui sta il serven Le, il quale col suo peso contribuisce a controbilanciare lo sforzo di rinculo. Nell'avantreno il cofano è portato da due molle fissate alla sala. Il cofano può contenere 20 serbatoi di cartucce e 1.500 cartucce in pacchi.

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Valore pratico. - Le ,qualità pratiche della metrag1i€-ra ;svedese non hanno potuto essere constatate sinora sui campi di battaglia, poichè ne mancò l'occasione. Ma tale prova dir etta non è assolutamente necessaria, atte.sochè tutti i rattori che possono esercitare un'influenza suJla bontà pratica çlell'arma furono oggetto di de ttagliati e \•jgorosi studi. L'autore : esamina partitamente ciascuno dei detti fattori. Capacitèt·cli tiro. - Essa dipende dalla perfezione del rnec_canisrno, dalle qualità dello munizioni, e dal peso dell'arm~, ossia della sua r esistenza al r inculo. 1J meccanismo basato sopra un principio affatto nuovo si ,distingue pel' la sua semplicitù e sojjdità. Tutti i movimenti sono r elativamente lenti I e si effettuano pel' mezzo , di leve. L'alimentazione fUJniona bene e può farsi anche a mano . Un guasto eventuale che ponga fuori servizio una canna <lurante lo s paro, non impedisce di continuare il tuoco colle .altre. La scomposizione e ricomposizione del meccanismo sono facili e s ollecite. L'arma può scomporsi in tre parti, ciascuna delle -quali non pesà più di 127 chilogrammi, e può in tal modo essel'etras.portata nell'interno di fabbricati, ed in posizioni di accesso difficile. Ques ti pregi della metragliera in questione fu,rono riconosciuti da tutte le commissioni lecn.i che dei varii Stati ehe ne fccel'o l'esperimento. Il sistema di costruz.i one permette di variare entro limiti assai estesi il calibro .delle canne, e per conseguenza la specie delle munizioni a seconda del s ervizio che si vuole avere. Ne furono costl'uite con canne Remington, Beaumont, Berden .~ vVe tterli. In oltre per i Lil'i a grandi distanze conlro le imbarcazioni ne ru costruita una munita di 4 canne da calibro di 3 centimetri. Nelle numerose esperienze eseguite si fece.fooco con varie rapidità di tiro. La rapidità massima fu di 850 colpi al 1.ninuto;

~11a non si de.ve valutare la rapidità media che a 600 colpi al minuto. In quanto all'esattezza del tiro gli esperimenti più rigorosi che ne furono fatti sono quelli esegniti dalla commissione svedese sotto la direzione del capitano d'artiglieria Agvist. Si adqperò una metragliera con canne Remington, la quale poteva prendere un'elevazione massima cli 6° 40', ed una depress ione di 6°: un angolo di deviazione orizzontale di 13°, 13' ed un angolo di dispersione di 4°, 38'. Furono spal'ati 15,000 colpi a quattro diverse distanze contl'o un bersaglio di 9 piedi X 05, pari a 2, 67 X 16 metei. Si ebbero i seguenti risultati. I colpi che toccarono il bersaglio suddetto furono:

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83 °/,, 46 °/, 32 ·;~ 20 '/.

a 2000 pi<~dr pari a 5!)4 metri a 2600 » 772 >> a 3000 }) 891 » a 3400 » 1009 })

Mobilità. - La metragliera è un arma da fuoco come il ,e annone, ma avendo rnw. gittata più limitata clovri1 cambiare p.iù sovente posizione G quindi avel'e una più grande mobilità. Il traino deve essere possibilmen te a due cavalli, perché è quello che si presta ai movimenti più facili e veloci in qual unque terreno. Il modello di metragliera adottato per l'esercito svedes~ h.a ' il seguente peso.

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Àrma .. . ...... . ..... . . . . libbre 300 pari a 127,50 chilog. Affusto ....... . . ... . .. . . . » '150 » 03,80 » Ruota e sala . ... . .. .. ... . 200 > 85,00 > » Munizioni sull'affusto (700 cartucce) . . .. . . . . ... . . . . 1> 1.ùO » 4,2,50 » A vanh'eno . .. .... .. . .. .. . » 600 » )) 255,00 Munizioni dell' a van trenv (20 ser·batoi e 3i!OO cartucce). . . ..... .' . .. ..... . )) 350 }> )) 148,80 3 serventi ... . . .... ..... . 500 » 212,50 > Totale libbre 2200 935;1 O chilog.


176 TECNOLOGIA Il peso per ogni cavallo è dunque di 467, 50 chilogrammi, quando il traino è a due cavalli, ma spesse volte nelle salite e nei terreni difficili se ne attaccano tre, mettendo il terzo cavallo in punta. Lunghe prove cli marcia per più di 500 chilometri, nei mesi di novembre, dicembre ed aprile dimostrarono la solidità e la mobilità della vettura. Istruzione per il servizio e la manutenzione. - Questa parLe dell'opuscolo che esaminiamo espone minuti particolari intorno alla manovra della metragliera, al modo di procedere alla scomposizione dell'arma, nonchè alle cure che richiede la sua manutenzione. Crediamo inutile entrar e nei dettagli di questa istruzione. Infine ruUima parte, do'Cumenti annessi, contiene un sunto dell'atto-verbale della seduta del consiglio di Stato~presieduta da S. M. il Re di Svezia, il 4 gennaio 1874, nella quale fu deliberato di acquistare 62 metragliere Palmcrantz pel servizio della marina; contiene pure alcuni estratti di rapporti delle commissioni esperimentatrici svedesi e danesi e per ultimo una risposta all'articolo della Revue d'artillerie del febbraio 1874 intorno alla metragliera in discorso. Tutti i rapporti suddetti concordano pienamente nel giudicare la metragliera svedese superiore per ogni riguardo a tutti gli altri sistemi di metragliere sinora conosciuti.

DEMARCHI CARLO,

STUDIO I NfOR~O

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AL RECLUTMIENTO ED OUDINAllEN'ro DEGLI ESERCITI

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gerente

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GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA E ITALIA

I grand i successi ottenuti dalla Gerrnania nelle campagne del '1866 e del ,t 870-71 hanno fatto sì che lo studio di. quanti si occupano di cose militari si portasse ad indagare le cause dalle quali i successi stessi debbon si ripetere. Prescindendo da quelle di ordine politico , e restringt1ndoci in tale disamina alla parte puramente militare si può affermare che i principali fattori delle vitto ri; germaniche furono i seguenti: 11 ° Organament.o militare in pace, tale da permetlere (pur tenendo nei Lernpi ordinari un limitato numero d'uomini in arme) di scendere in campo con un esercjto imponente, rifornito dalle perdite prodotte dalla guerra con riserve pronte ed i strutte, spalleggiate da altri corpi di truppe organizzate, incaricate non solo della difesa interna del paese, ma pronte all'uopo ad agire di conserva coll'esercito attivo. 2° Ordinamento tattico, informato ai principii che regolano l'art~ di far agire gli eserciti in guerra, tenuto conto dei grandi perfezionamenti portati nelle armi, non meno che dei progressi della scienza che pone a dispoANNo xx, VoL. JJ.


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STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO

ED OHDINAMENTO DEGLI· ESE RClTI ECC,

sizione dei moderni esercili i telegrnfì e le ferrovie. Coslitm:ione dei reparti di truppa di vario ordine in modo da trovarsi sul campo di baLLaglia col le varie armi in giuste proporzioni e con le unità talliche forti abbastanza da sostenere, all'occorrenza, isolate, il combattimenlo. 3° Armonia perfetta fra Ja organizznzione militare in pace e l'ordinamento in guerra, in modo da perrnetlere ull'eserc ito il proni.o passaggio dal piede di pace a quello di guem1, od in altri termini, la pronta mobili unione. Una ben in tesa legge sul reclutamento concil iava in Germania le es igenze d'ordine sociale con quelle di ordine rnilitare; l'eserc ito in pace veniva considerato come la scuola permanente de ll'esercito alla guerra. La durata de l servizio allivo sotto le armi. in pace, ridotta al minùnwn del tempo necessario per la istruzione degli uom ini chiamati a prestar ·servizìo, poteva essE:re breve assai, poichè era resa più pronta da l lodevo le grado d'istl'uzione generale dei cittadini. Largo compenso alla poca espe ri enza dei soldati presentavano i quadri, reclutati in modo che gli uHìciali e solt'ullìciali tulli fossero forniti della convenien te istruzione, perfezionata poi man mano pet· mezzo di ben intese eserci tazion i tattiche e prece cl ute da.accurato stud io teorir:o attuato, e presso i corpi e presso gli istitu ti militari, e presso i reparti d'istruzione pee ciò che concerneva i solt' ufficiali. Gli stati maggiori con ben dil'ette ed utili carnpngne logistiche ammaes tra ti ne lla importante arte di muovere le truppe furono all'é.ltezza del loro mandato, po ichè non doverono trovarsi a fron te d i uiffico! Là gravi per la loro novità e eomplicazione, e po terono risolvere con maggiore fac ilità i di ffici li p1·0b!em i che presenta la guerea. Analoga osservazione può fa rsi riguardo_ai corpi inP-aricati di servizi speciali. Ciò

veniva in singo lar mòdo fac ilitato dall'essere le un itù tattiche di vario ordine in tempo di pace tenute sì e come debbono essere in guerra, salvo a portarle a numero per ciò che concerne gli uomini di truppa all'atto dell a mobi litazione. QuesLa, resa fac ile e pronta, vuoi dal sistema di ordinamento territorio.le, vuoi da acconce e bene studiate istruzioni che facevano sì ehP, ogni cittadino sapesse qua ìe avesse ad essere il pl'oprio posto al momento della ehiama ta, e che fissavano, a priori, in qual ordine le operazioni della mobilitazione stessa si dovessero sueeederc, e quanti giorni fossero necessari al compimento cli essa. Deposi.ti e r entri amministrativi permanenti riuniv,rno i chiamali alle armi e li vestivano; con,e provvedevano del vestiario, carreggio, munizionamento i co rpi che potevano perciò essere dotali del necessa ri o grado di mobiì iLà. Ta le era l'eserc ito tedesco giù prima del 1866, e tale si mantenne dopo, bcnchò sia :rndato sempre perfezionando5i. Di gran lunga inferiol'e in bontù era il sistema tenuto in generale dalle altre po lenze. - Leggi sul ree!utamento imper:ette o viziose - mancanza cli esercito cli seconda li nea e sopra tutto degli ufficiali con cui inquadrarlo , e qu indi necessi tà di operare grandi promozio~i al momento .di entrare in ca mpagna - ma ncanza di depositi permanenti e d'istruzion i sulla mobililaz ione rendevano questa diffic ile assai . La insuffiçiente istruzione nei quadri si faceva risenti.re sul campo di ba tto.glia nel maneggio delle truppe a g rande stenlo e fatica raccolte. Da questo rapi do sguardo si scorge quali dovrebbero éssere i puc1li prineipa li dello smdio al quale mi sono acr:ìnlo. Se non che troppo arduo ròmpito sarebbe il farlo completo, e debbo li mit11rmi a tratla re: 1° il modo di rec lutamento, sia pe rehè è la base. dell'ordinamento sia 1)el'chè a noi ltaliani tale questione presenta

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s·ruoro 1N'l'OllNO AL RECl,UTAMENTO lo speciale carattere di attualità; '.z l'ordinamento tattico. Riguardo ai punti che ho dovuto passare sotto silenzio solo mi sia concesso ricordnre com e le va rie potenze abbiano cercato di riempicre le lacune lamentate testé nei loro ol'dinamenti. Quanto a noi, in Italia, molto si é fatto e molto si va facendo dal 11870 in poi. Basta accenoare, oltre alla legge dell'ordinamento del 1873, ed a quella del reclu tamento Leslè approvata dalla Camera dei deputati, alle istrnzioni su lla mobilitazione ed altre, al migliorato armamento, ed alle utili prov"idenze adottale per il reclutamento ed istruzione dei quadri, alla sepnrazione della carriera contabile, cd alla formazio ne dei reparti d'istruzione. Mi vagliano, a scusare la pochezza del mi o lavo ro, il buon volere e la pazienza che m'hanno guidato nelle ricerche e negli studi comparati vi. 180

ED ORDINAMENTO DEGLI ESERCITI ECC.

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.)

DEL RECUJT.llllE.NTO

forza; e benchè non di rado dovessero scendere in campo a combauere guerre dinastiche, nell'in~eresse dei prin cipi , pme aequistarono un carattere n~z10oale, pel'chè il principe, pel ~·atlo stesso_ che, reg?~va rn m_odo assoluto lo Stato, ne rncarnava in se gli interessi . Thle carattere nazionale venne elevato ad un graclo eminente dalla Ri,·oluzione francese; la quale nel recare mutamenti radi cali alle istituzioni dei paesi, fece sì che i principi non fossero più considerati padroni dei . popoli, ma loro rappresentanti. Gli eserciti. vennero chi amati a difesa delle leggi, a tutelare la indipendenza delle nazioni, od a costituire le nazioni stesse colle sparse loro membra, quando principi e popoli furono mossi da un solo e nobi le desiderio, quello del bene della pa tria. Servizio m ilitare person ale obbligatorio.

( I.

Siffatta ragione dell'essenza, e determinato carallerc deo-li eserciti moderni, fanno considerare come un do~ere d'ogni cittadino ser-vire il proprio paese colle armi, ed é percib ehe a tale prin_cipio vogliono essere informate le leggi che regolano 11 1_'e cluta1~_ento .. Napoteone IH, prigioniero a W11l~lmshohe, nfle~tcn<lo sulle cause dei rovesci dell'esercito francese, scrrveva nel ,187 1, queste notevoli parole: « Rome fut i1~« vincible tant que le patri otisrne s'alliant à l'esprit « militai re, on y consid éra l' obligalion de servir son « pays com me le devoir le plus sacré .... . La dér:aden c_e « de la république commença lorsque le serv1ce mi« Jitaire ne. fut plus consid éré comrne un honneur. « Celle vérité que l\Iontesqui eu a si eloquemmcnL dé· « veloppée, semble avoi r élé oubl iée par )es nations « modernes, amollies par le lux.e. 1

Nel medio evo, quando gli Stati si reggevano feudalmente, gli eserciti costituiti di poche fo rze ven.ivano chiamati piuttosto a difendere gl'i nteressi individuali dei principi, anzichè quelli del paese. Non esistevano perciò leggi precise sul loro reclutamento, e spesso venivano formnti quasi solo da truppe mercenari e. A misura che il sistema feudale andò scomparendo, e si f'ormaron o grandi Stati , gli eserciti aumentarono di

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ED 01\0lNAMENTO DEGLI ESE RCITI ECC.

STUDIO INTO HNO AL HECLUTAMENTO

« L' Alle magne seule, instruite par les revers d~ 1~0 6, « les a mis f'Il pratiqtie ». Non è quin di a meravigliare che le nazion i, ammaes trute per gli even Li guerresch i del !866 e ,1siO abb iano cerr,ato di modificare le loro leggi militari nel s~nso del servizio militare personale obhligatorio. 1

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Applicazione del principio del servizio milita.re obbliga.torio .

Tale pri ncipi o, già nppli cato presso l'esercito prussiano dal grnerale von Seharno::;I, quando, nel memo:. · rabile periodo dal 1803 nl 18 12, organò un bello e possente eserci to, eomposto esclusivamente di. nnzio -nali (1), venne esteso col la legge 9 novembr<~ 18137 ai varii Stati della confederaz ione (2) . L'Austria , dopo la campngna deJ 18G6, modificava la legge del reclutamento :i19 settemb re 1858, e riconosceva l'obbligo che im pone ad ogni cittadino servite il proprio paese nell 'ese rcito. Questa modificazione fatta per autorità dell'I mperatore (28 dicem bre 1866), era mutata in legge il O dicembre 1868 (3}. In Frnncia vénì va parimenti sancito tale principio dalla legge mili tare approvata nel 1872 (4-). 1

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In llalia l'obbligo al serv izio militare personale obbligatorio non è ancora consacralo fo rmalmente dalle leg~ i in vigore. Nel 187·1 quando fu discussa dal Parlamento la legge sull'ordinamento dell'esercito, molli oratori notorono i difetti deJla affrancazione e della surrogazione e sostennero con validi argomenti la· ne0essilà d'affermare in rnodo assoluto il pri ncipìo dell'obbligo personal e. l\Ia la legge presentata alla Carnera essendo già stnta votata dal Senato, fu da quella per ragioni di opporlunìt.'.t apprnvala se nza n,odificazioni, ed il Ministero della guerra ebbe poi a. presentare sucGes. siva.mente alla Camera nelle tornale del ·20 dicembre •1872 e del :22 novembre 18'13 e finalmente sul finire dello scorso anno un nuovo !J rogetlo di legge snl reclutamento nel quale ven iva proclamato il pi ù vo lte accenna.Lo princ ipio. Fu solo :J 16 aprile u. s. ehe la Carnera lo appl'ovò . Il '1° al't. <li esso stabtliscc che i cittadini dello Sta lo, i quali concorrono alla leva di terrn, riconosc iuti idonei alle ann i e non colpiti dalla escl usione, so no personalmente obbl iguti al servizio rnilill-)1·e dal tempo della leva della. cla sse rispettiva fino al at dicembre dell'anno nel quale comp iono il 39° anno di età. 1

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1 ( 1l Les armées allemandes par v. Lu oJ NGHAUSEN - - (2° édition), Paris 187-1, ~ 47. {2) Legge sulla leva pubblicata il 9 novembre ,1867. Art. -1° « Ogni iodiv1 duo appartenente alla confederazione del Nord · « è tenuto al servizio mil itare, ed in questo non può farsi su rrogarn ». (3) Legge sul rec luta nrnhto in Austria. - Art. ,1•. « Ogni cittadino « dello Stato idoneo a r,<•rtare le armi è obbligato a! senizio militare». (ii) Le;ge militare frc1ncese 1872. Titolo I, art. -1•. « Ciascun frau« cese deve il servizio mi li ta1·,1 personale >. Art. 7·• « Niuno è amme,so nelle truppe francesi se non è francese ».

Conseguenze c,lel pl'incipio del servizio persona.le militare obbligatorio. - T endenza presso le varie potenze di abolire i varii modi di lib erazione del servizio .

L'adozione che le varie potenze fecero del servizio militare pel'sonn le obbligntorio, come principi o, portò per naturale conseguenza l'abolizione cl ella l'ilcoltà che veniva fa ua pri ma a.i cittadini di fa 1·si sul'rngare, o di ve~ nire affrancali mediante una determ inala somma; facoltù


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STUDIO INTORNO AL I\EC LUTAìllENTO

El> O!IDlNAn!F.N'l'O DEGLI ESIWCl'!'I ECC .

per la quale, conlro ogni principio di morale e contro gli in te ressi dell'esercito, il servizio rn ili tare veniva considerato un mestiere, e però non pochi mercenal'i si cacciavano fra le sue file. Napoleone III scriveva nel 1843: « qu'il fout supprimer « ce trafic qu'on peut appeler la traite des blancs et· « qui se résume par ces mots; achete r un hornme « quand on est riche, pour se dispenser du service . « mil itaire, et cnvoye r un homrn e du peuple se faire « tuer à sa piace . » Abbiamo veduto poc'anzi. come in Germania il testo della legge sulla leva dica esplicitamen1 r\ che nessuno · può farsi surrogare; tutti coloro che !,unno l'obbligo del servizio militare {1), se non entrano volo ntnria~ente nell'esercito, sono soggetli alla leva (2); in forza d1 che, gl'individui non atti alle Drmi, ma pu re idonei e capaci d'altri servizi militari, corrispondenti alla loro civil e posizione, possono essere chiamati (3). Come in German ia così in Austria è sparita ogni traccia di affnrn cazi.one e di surrogazione (l egge 5 dicembre 1868); ivi pure, gl'ìn abili a portare le.arm i in guerra, per altro rnodo possono essere mili nell'e:-;ercito. Egual l'isultato otte nne la Frnncia colla le()'()'e m ili01::> t~re del 1872, la quale dice esplicito che la surrogaz10ne è soppressa, che le dispense in talune cond izioni specificate dalla legge no n vengono accorda te a titolo di liberazione definiti.va (Titolo I, nrt. 4°); che non avvi per le truppe francesi premio in danaro nè prezzo qualunque di arruolamento (art.. 2°); che gl' inscriui di-

{:hiarati abili se no n al servizio armato, a q.ualche servizio ausiliare, sono tenuti a tutti gli obb lighi della classe cui appartengflno (T itolo Ir, art. 18) . ·Debbono per certo essere allribuit e agli ovvenimen ti del 1870 le mutnzioni radicali della legge francese al reclutamento, mentre quantunque autorevoli voci esclamassero contro l'nffrancazione ( 1) e la surrogazione, pure i legislatori non si scJ peva no decidere a sancire l'obbl igo perslmale al servizio mi litare ; e, tituban ti , or l'uno, or l'altro genere di liberazi one ammettevano. Infatti la legge del 1832 introdusse la su rrogazione ordin aria, e to llerò che un cittadi no ne comprasse un altro da mettere al propri o posto nella milizia. Tale istituzione dié risu ltali negativi; per cui nel 1855 si promulgò un'altra legge, chiamata dc ll' csonerazione, o della cassa militare, la quale corrisponde (seb bene da noi in termini molto più ristretti) alla' nostra legge 1866 sull'affnrncazione militare. Gravissima conseguenzn cl: quella leggt-) fu il dileguare dalla pubblica coscienza l'abitn dinc ccl il pensiero dell'obb ligo al servizio militare. Si costituirono societi.t, per mezzo delle qual i venn e reso poss ibile, anche ali' operaio ed all'artigiano, di esimersene con una somma relativamente piccola sborsata prima dell'estra.zione a so rte (2). 1

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(4) Legge militare dell'I mpero tedesco 2maggio ~ 874. Titolo II,~ 'IO. (2) Legge 9 novembre 4867. Sulla leva, ~ 4. (3} Sono solo esentati clall' obblig·o dd serv izio militare i membri delle famiglie regnanti, quelli de lle famiglie principesche mcdiatizzate, e di quPlle altre case a cui per t rattato venne assicu1·ato tale diritto. (Legge 9 novembre, art. ·J).

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(4) Nel rntì7 il generale Tnocuu consigliava di: « abandonner l'exoné·« ration, la p~ime, le péculc »

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Della stessa opinion() fu il GmzOT, il quale si dichiara va nel ~ 868: " très t,}Uché de l'abolition de l'cxonération, eomrne d'une satisfa<I ction <loooée à l'honneur de la legislatiou et de la carrièrr. milita ire ». Fin dal A848, LHJORICIÈ RR dichia rava all'assemblea francese: « Je e crois qu' il faut, tòt ou tard, le plutòt possiblc. abandonner le e rcmplacement ». (2) Vedi il discorso pronunciato dal genllrale Ilr;nroLÈ- V!AI,E nella tornata ·18 giugno •I 87 1, discutendosi alla Camera la legge sull'ordinamento dell'ese.r cito. 1


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STUDIO I NTOllNO AL IIECLUTAMJt;NTO

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Ne ll'anno 18G8, da u!Limo, · venne prom11ignta una nuova legge sul reclutamento clell'esen:ito francese. Aboli1a l'affrancazione si tomò alla surrogazione. In Italia poi la legge 3 luglio 187 1 fece un nun piccolo passo nel cammino delle idee moderne intorno al.l'obbligo personale e eorollari conseguenti; vennero iufalli (arl. 2°) abrogati, tranne la surrogazione de l fratello, i vari modi di esonerazione concessi dal Capo lI(, Tilolo li, della legge organica 20 rnarw 11854, Ja quale arnmelleva: 1° L'csonerazionc per iscambio di numero; . 2° La liberazione mt~diunte ve rsamento per pnrte · dell'iscritto di una somma da pagarsi in p1·emio ad un affidato, abil itato ad assumere il servizio che l' iscr-i tlo avrebbe dov uto prestare; 3° La surrngnione di fratello; 4° La surroga%ione ordinaria; i:>0 La sure0gazione per iscambio di categoria. La legge 3 luglio 187•1 modificò altresl l'a ffrancaz ione, quale era stab ilita claliA legge ì luglio I 8GG, prescrivendo che l'affrancar,ionc stessa facesse cessare l'assoluta esonerazione dal Sl~rvizio mi litare, e portasse so ltanto il 1.rasforimeoto dalla ,p alla 2a eategoria nella stessa classe di leva . Giov8rà qui rico rdare a tale proposito che la legge 1866, abrogando lo disposizio ni della preceden te su ll a liberazione dal servizio, prescriveva che gli indiv idui aventi focoltà di farsi smrogare potessero ottenere l'affrancazione per dennro, e stab iliva il riassoldamento con premio in favore dei graduati ed altri individui . cli lruppn uti li all'esercito. La tnssa d'affrancazione, anzichè in vanlag-iio degli affidati, veniva ad essere d'utili tà all'esercito. L'articolo •I:>. deìla legge testè votala dalla Carnera sopprime la faco lth di far p:~ssaggio dalla <I" alla 2" categoria mediante il pagamen10 di

EO ORDINAMENTO DEG r;I ESEHCITI ECC.

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una somma. Tolto così nff'atto ogni diritto cli affrancazione, viene stabi lito che ognuno abbia a seguire la sorte della categoria alla quale è assegnato pe r follo di leva e presti, poi sollo le armi il servizio che gli tocca (1). Conelucle11do, ved iamo, riguaC"do alla questione che ora ci occupa, nelle vat·ie leggi che si succedettero in Italia, un costan1e progresso e non l'incerto tèntennare delle leggi francesi.

Esclusione dal servizio militare degli individui indegni di appartenere all'esercito.

Essendo ogni cittadino obbligato a servire per~onalrn~nte il proprio paese coll e anni, ne viene là naturale conseguenza che gli uomini resis i indegni dei diritti civ ili, per delitti comnH~ssi, debbano altre:;l perdere quello di essere inscritti all'eserci to. Coneordi sono le leggi sul reclutamento in Germania, Austria, .Francia e Halia (2) nel!' omaggio a tale principio, benchè varìno le disposizioni spec iali. di ciascuna legge. Cosi in Germnn i,1, quei condannali che riacq uistano i dil'iui civili, prima che ven'ga a scadenza il prefisso tempo al servizio alLivo, possono essere incorporati in una compagnia di lavorntori. In Frn ncia sono esclusi dal servizio militare non solo gli individui

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(~) V. relazione del l\linistro della guerra al Senato del Regno, 17 aprile i875. (2i Legge militare ted<isca ,t 87i. T itolo li, ~ ,f8. Legge mil itare francese 1872. Titolo I, rd art icoli 7 ed 8. Legge sul rcclutarnento in Austria 18•)8. § 20 Legge italiana 20 marzo 181H su l reclutamento art. 1!.


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STUD10 INTORNO AL RECLUTAMENTO

ED O!lDINAMEN'l'O DEGLl ESET\CITl ECC.

condannali a pena a!fliuiva od infamante , ma quell.i pure che, oltre una pena correzionale, furono sotloposti, per sentenza, a sorveglianza dell'alta polizia, ed mter~etti dai diriui civi li e famigliari. :pressochè eguali alla _11:an?e_se ~ono le disposizioni della legge italiana sugli rndmclm non reputati degni di appartenere alla m!lizia per ~·ea_Li commessi. Da noi sono pure esclusi gli esecuton cli giustizia ed i loro figli.

mitato al tempo di pace e oedinato alla permanenza delle cause che lo consigliarono . La legge mi litare tedesca (·1) ammette i rinvii od ese~zioni per gli indi vidui che si trovano nei seguenti casi : '1° (ili unici sost.egnL di famiglie povere, cli genitori, avoli, fra.tell i e sorelle incapaci al lavoro; 2° I proprietari e figli di proprietari di terre, fittaiuoli ed industriali, nonchè i pl'oprietari di fabbriche ed altri stabilimenti industriali, indispensabili per la conservazione ed il governo della proprielà, de lla locazione o dell'edificio; 3° Il fratello che sussegne nell'età un mililare morto in guerra o reso inabile al lavol'O per (er-ite; 4° Gl'individui intenti a prepar,ll'si una carriera od un mestiel'e, e che soffrirebbero danni considerevoli, qualora ne fossero distolti. Le esenzioni o i rinvii pei casi sopraindicati producono effetto per tre ed eccezionalmente per quattro anni , trascorsi i quali, chi ne gode passa alle riserve; a meno che la causn dell'esenzione cessi prima che abbia compiuto il :2ZS0 anno di età, nel qual caso potrà essere ascriuo all'eserciLo attivo . Una provvida h~ggc s!atuisce in Germania (2) che gli impiegati dell'I mpe ro, degli Stati, e dei comuni richiamati sotto le al'mì dal congedo illimitato, non possano essere danneggiati nella loro carriera civile, e che però vengano guarentiti i loro impieghi, gli emolumenti dei quali fruisco no, e la loro anzianità, per tutlo il tempo di loro milizia . Allo scopo d'impèdire il meno possibile l'istruzione scientifica e commerciale è fatta facoltà ai oo·iovani di

:j

Dell'esenzione, - Riguardi e facilitazioni ai cittadini trovantisi i n parti colari condizioni di famiglia ed a quelli che intraprendono una carriera. '

Se per una parte preme su tuui l'obbligo del servizio mj}itare, sarebbe ingiusto che non si avessero ~·ig~i.ll'cli sp~cial i a quegli in_dividui, l' opera dei guaii ,è rnd1spensab1 le al sostentamento di 101· propria famiglia. ~-a l~gge clebbe inoltre provvedere che gl'interessi .m1 lttan procedano di pari passo a' civili, facendo ao·evolezze ai ciltadin i, affinchè paghino il loro debito·:11a patria, senza che sia rotta od imped ita la lorn carriera . E ciò non solo per lor vantaggio, ma per l'ulile o·e5 . l r~~ra 1e; ~oic_ 1é, senu L.:ili provvidenze, l' sgricoltura, l mdu::,tr1a, il commercio, le arti, le scienze, il culto stesso patirebbero gravemente. Prima delle g·uerre del 11866 e del 11870 le istituzioni m ilitari di quas i tutte le nazioni, tranne la Prussia prov,'.e~ev~no a ciò, vuoi coll'esimere dal servizio gli mscr1ltl d1 leva - che fosse!'o in alcune condizioni determinate di famiglia, vuoi coll'ammettere che gli stessi se ne liberassero per surrogazione o per affran~azione. L'esenzione, come i vari modi consentiti di liberazione, prosci oglieva da ogni obbligo di servizio; ora essa non può più produrre che un effetto temporaneo, li-

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(1) Legge milital'e tedesca del •1874. Titolo II, §§ 19, 20, 2~. (2) Legge mil ita re tedesca ,1874. Titolo Y, ¾ 66.


19 1 coltà negli spcdali mi litari, e nei reggimenti d'art.iglieria e cavalleria, e presso .le fa rmacie mil itnri. I chiericì (at't. 25), assentati nell' eserc ito, vengono invia ti in pe rmesso aflinchè possano co nti nuare i loro . stuùi per essere poi, eonscguili gli ordini, ch iarnaLi ca ppellani in tempo di ·guerra . -L' articolo 26 dell a legge ammette ehe i professori autori~zati e taluni impiegati :pei qual i s ia necessa ri o il grado di dotlore in leggi), possano nel n umero dichiarato indispensab ile dal )linistero oaenere per autor ità del Sovrano di restare anche in tempo di guerra nel loro posto. In Francia (1), i cas i di. dispensa dal serv:zio attivo (2) in tempo di pace sono anal0ghi a quelli della legge austriaca; però le dispense non comprendono soltan to gli. unici sostegn i di pnd re inel.to al lavoro, o di madre vedova, ma anche il fig lio del genito re entrato nel i0° anno d'età, o di donna la q ua le sen z' essere vedova abb ia pe rò il marito assente lega lmente (art. '17) . Possono anche essere dispensuti, a titolo provvisorio, come sostegni di fam iglia e quando ne adem piano effeltivarnente i doveri (entro certo limite di numero però) , . i giovani ind icati da i consigli mun icipali dei comuni ove hanno domicilio (art. 22). Gli allievi della scuola pol itecnica e della sr.u ola fo restale sono cons id era ti so Lto le urmi per ttìtlo il tem po che att.endono ad esse scuo le. In tempo di guerra vc()gono assegnati a taluni speciali impieghi presso l'esèrci to (art. ·19) .

;I 90 STUDIO lNTORNO AL llECI.UTAMENTO en trare volontari nell'esercito a 17 anni; q11elli che si vestono, s'urredano, equ ipaggiano e mantengono a loro spese; raggiu nto un certo grad o d' istruzion P-, sono manda ti in co ngedo a far parte della riserv<l (col grado di sollotenenli), dopo un solo anno di servizio atLìvo (1). I maesLri eJ aspiranti maes tri godono un'agevolezza, per cu i possono essere mandali anticipatamente in congedo (2) . Le disposizioni di legge relaLive all'esenzione ed al vo lonlarinlo di un unno vigm ti in Prussia, già ben prima che le leggi de l 1Prn6 e 18--;,i, s i promulgnssero, vennero adottate con lievi differenze dall'Austria, Francia , ed Ita li a. In Austria (3) più larga è la legge (a rt. 7) nell'esenzione te1nporanea per motivi di famiglia, com pren dendo, oltre ai sostegn i dei gen itori , avoli , frate lli e sorelle incDpacì al lavoro, ;mclie coloro che hanno uno o più frntell i nell'ese t'cito o ne lla riserva, o minori di anni '18 . Cessa l'esPnzione pet· clf\tle ra gioni, se l'iscritto r inuncia vo lo ntariarnenLe ai suoi dirillì, o manca agli obblighi coniratti. A prò degli st udi e rlell'agt·icollura (arl. 27), ;_)~ Ì maestri e per li prup ,·ietari di ben i da essi stcs~i amm inis trati, vien ridt>LLn a poche scll imane la pcrm nne nza sotto le armi, dopo di che ve ngo no i medesimi nwnclati in licenza, e ri d1iarrrn ti ta lvolLa per fore gli esercizi. Il volonta1·iato di un an n o è in Austria rego lato come in Germania; in ta luni casi però i vo lon tari possono e;:;sere vestiti, equipaggiati e rntintcnuti a c11rico dello Stato (art . '2 ·1). l mcdiei , veterinari e farmacisti, pos:sono foee l'anno di volonLa riaLo, professando loro fa-

ED ORDLNAM ENTO DEGLI ESE;HCI'l'l ECC ,

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( I) LPgge 9 nov,,mbrc .13 r,7 § 40 (2 ) L,,,~e militare 2 map:gio ·1Si4,. Titolo IV, § 5-1. (3) Let;·ge sul r ed utamc uto in Au~tria ,I 868.

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(1) Legge mili tare fra ncese 1872.

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(2) La p,1rola cs,•n;ione nella le7ge francese r.qn i\'ale a riforma, e si app lica solt anto ai g iovani inabili ad ogni specie di serv izio attivo od aus iliari) nell'esercito 1m· i,1f<i rrnità. l'ertad,i n"n occorre parlare che della dispensa e della d il aiione atte chiamate.


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STUDIO lN'fORNO AL RECLUTAMKNTO

ED 0R01NA1IENT0 DEGLI ESERCI'r! ' ECC .

Sono pure dispensati dal servizio, ma solo condiziona tamente, i membri dell'istruzione pubblica che si obbligano all'insegnamento per 40 ann i, ed alcuni altri professori d' isLituti importanti (•1), non clte i membri del le iM.ituzioni religiose addetti ull'insegnamento in istabi limenti r[conosciuti di utilità pubblica {art. '.20). 1n tem po di pace possono essere accordate dilazioni al la chiamata (per un anno o due) a quei giovani che ne facciano domanda onde allendere al loro noviziato, all'ng ricoltura, all'industria ed al commercio, purehè sia loro indispensabile che non rompano repentinamente i propri studi. Anche in Francia venne istituito il volontariato di un anno nl qunle è ammesso un numero determ inato di giovani da fissarsi. <1irntwlrnente . Pe1· comodo degli studiosi può essere accordala dilazione al volontariato fino al '.il-i- 0 anno di etù. In taluni casi i volontari possono esse l'e esonera li dall'obbl igo di vestirsi, equipaggiarsi e mantenersi a proprie spese. . Per l'esenzione fu in vig-ore fin qu-i in· Italia il disposto della legge ,t 8M sul reclutamento, 1u quale prosciogl ieva per sempre dal servizio militare gl'indivi.dui che trovansi in rletenninate condizioni di famiglia .. Numerosi sono i casi di esenzione per cui ven iva essa applicata. al quarto circa degl'inscritti che si presentavano alla. leva (2). Tale proporzione basta a dimostrare che se la legge era favorevo le alle fo migl ie, distogl iem troppi ind ividui dal se_rvizio dello SLato.

Senza numerare qui i vari casi di esenzione, a tutti nòti, basti ri cordare come si possono dividere in due categorie: 4° Esenzi·on-i concesse ai sostegni inclispensabili delle famiglie; 2° Esenzioni i·ntese a non cli,çtogliere nel ternpo stesso clalle famiglie t1'oppi individui ('I). Tanto quelle dell'una quanto quelie dell'altra categoria erano troppo numerose, e, ragionevolmente, il Ministero della guerra dovè preoccuparsene quando ebbe a prnporre alla Carnera il nuovo progetto sul reclutamento dell'esercito testè votato. Nel proo-etto ti stesso sì provvede ai difetti della legge attuale: togliendo all'esenzione il suo ca·rattere assoluto, col fa1' S'Ì c!ie gli esenti costituiscano il contingente di 3• categoria e facciano parte clella miliz'ia te1·1·itoriale (2). Giù fin dal 1187·1, la legge 119 luglio in modificaz ione di quella sul reclutamento costitu iva i volontari di un anno nell'esercito italiano {3). Dovevano i medesimi ass9gg·ettarsi del proprio alle spese del vitto, del vestiario, e dell' eq uipaggiarnento. Pagando unq leggera tass:i di affrancazione, vo lontari che alla fine del la fenna contratta d'un anno

{-1) Sono compresi i professori degli istituti di Sordo-Muti, e dei·

Ciechi; gli · artisti che riportarono i grandi premii dell'istituto, mandati alla scuola di Roma; gli allievi della S<'uola di lingue orientali. (21 Nella leva sui nati del ·181>2 gl i esentati (che furono 69858 individui) rapp resentano il 25, 31 per °/. degli inscritti i quali ascesero a 276000. (Relazione del tenente generale TORfl&).

1

( I) Per la classe del ·1852, gli es~ntati del 1° gruppo rappresentano il ,18, 41 per '/;, ; quelli del 2' gruppo il 6, 40 pe r °/, deg li iosc.ritti. (2} Art. 3' del prrgetto di legge approvato nella tornata del rn aprile u s. dalla Camera dei dr.putati . . (3) Dal 4" ottobre ,187-1 al ,1° aprile ·1873 furono ricevuti nell'esercito 3544 volontari di un anno distinti come segue: Numero

Data d ell'ammiss ione ,

dcivo lon ta 1·i

,I ottobre ,t 87 ,t ,1° aprile 48 72. 4° ottobre •I 872

622 1072

4• aprile ·1873

4·1 09

O

941

Totale ANNO

xx,

VoL. 11.

3944.


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STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO

provas3ero la loro sufficiente isLruzione militare, potevano all'epoca della leva della classe rispetliva passare dalla 1" alla 2a categoria. A seconda dell a ìegge sopraindicata quelli fra i volonLari di un anno che superano con buon successo gli appositi esami, possono asp irare ud essere nominati ufficiali di complemen Lo (1). Il volontariato può dal 0° anno essere protrauo al 2,~0 per coloro che seguono i corsi universitari o le scuole tecniche superiori e le commercia li. Ta le ritardo alla chiamata viene esteso dal nuovo progetto (art. 'i 0 ): ,1 ° ai giovani che stanno imparando un mestiere, un'arte o professione, od attendono a stud i dai quali non possono essere distolti senza grave pregiudizio del loro avven ire; 2° a quelli che sono indispensabilmente necessari pel' il governo dt uno stabi limento agricolo, industriale o commerciale, al quale auendano per conto proprio ti della famigliu. Il nuovo pr·ogetto di legge conrerma l'istituzione del volontariato di un unno con qualche moclìficuzione. I volontari di un anno, debbono, in virtù dell'art. 5°, esse re ascrillì alla ,p categoria e conferiscono al fratello il diritto di essere ascritto alla 3" categoria. ·J:arl. 6° stabilisce che nell'assumere l'arruolamento i volontari di un anno paghino alla cassa militare una so mmu, (che non potrà essere maggiore di L. 2000 per i volontari di cavalleria e di L. 1500 per quelli di fo.nter iaì . Toglie loro l'obbligo di sopperire del proprio alla spesa del vitto, delle vesti, dell'equipaggiamenlo . Statuisce che venga ai volontari di un anno pagati gli assegni da semplice soldato. L'articolo 8° prescrive che il volontario di un anno possa essere tenutò in arme fino a sei mesi di più 1

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( l) Legge 30 settembre ~ 873. Capo VI.

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ED ORDINAMENTO DJ;'GLl ESERCITI ECC .

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.qualora egli non dia prove di sufficiente istruzione. Il ritardo alla chiamata, in virtù dell'art. ·I 0° può essere protratta fino al 26° anno compiuto . Secondo le leggi nostre {'I), ora gli alunni in carriera ecclesiastica, gli studenti in medicina, d1irurgia e veterinaria che appartengono alla 2" ca tegoria, vengono dispensati da ogni. istruzione pureh8 si obblighino a servire in tempo di guerra, professando il loro ministero sino all'età di 35 anni. L'articolo 10° del nuovo progetLo fa eessare le esenzioni e le dispense prima accordale ai chierici. Vi ene invece fatta facoltà (art. 9°) agli studenti universitari i quali prima della estrazione dichiarino di accettare l'assegnazione alla ,Ja categoria di ritardare il loro servizio uno al 26° anno di età. Da quanto si,è deLLo, ch iaro apparisce come in ltalia la legge sul reclutamento o è già stata modifica ta nel senso dell e idee moderne, o· sta per esserlo fra breve, anche pe r quanto ~i riferisce nlle agevolezze pei ciuadin i che sono in particolari condizioni di famig lia ,ed a quelli che intraprendono una carriera. 1

Circa gli inabili al servizio militare. - Riformati. - Rimandati rivedibili alle leve su ccessive.

Le leggi sul reclutamento in Germania, Aiistria, Francia e Italici concordano nell'esimere dal servizio ,coloro che a cagione d'imperfezioni fisiche od intel.lettuali, sono per semprn ri conosciuti inabili (2). (~) Legge ,19 luglio 4873. Art. 3. (2) Legge militare tedesca 2 maggio ~874. Titolo II, § ~5. Legge austriaca ~868, § rn. Legge militare francese ,1872. Art. i 6. Legge italiana 2-i marzo 4854. Art. 78.


196 STUDIO INTORNO AL RECLUTAM!tNTO · In Germariin, Francia ed Austria gli inscritti che man-·

ED ORDINAMENTO DEGLI ESERCITI ECC .

cano della robustezza fisica e della statura mil itare, 0 che sono affetti da infermità guaribili soltanto in un lungo lasso di tempo, si debbono presentare alla leva per altri due anni e solo dopo aver concorso per tre anni, se non sono ancora dichiarati idonei, debbono essere ascritti alla riserva cli complemento adoprati nei servizi ausilillri ('I). Presso di noi finora gli inscritti non potevano rimandarsi rivedibili che alla prossima ventura leva, alla c1uale risul,Urndo tuttora inabili erano deiinitivarnenteriforrnati' (2) . Il nuovo nostro progetto di legge si accosta ai principii della germanica, intorno alla riforma e rivedi- , bilità inquantoch è stabilisce che la riforma pronunciata prima del discarico finale non sia irrevoca.bile, epossano i riformali essere sottoposti a visita e chiamati pel periodo di due anni. Si toglie così la possibilità che qualcuno, o per inganno o per altri modi, si sotungga al sacro dovere di servire la patria (3).

II . ~IU)llN.&l:t~EN'l'O DIEl,J,E J'Ol!.tZE ,\RilU.TE IN GERN!A.N.U., Alj§:I'Rl!A, Aì!UJ~CIAl, l'i'AILl,l

Dopo esposto il dovere d'ogni cittad ino di servire ,colle arm i il proprio paese, e veduto come siffatto principio viene applicato, ponendo mente non solo agli interessi dell'esercito, ma n quelli ben'anehe della società e della famig lia, osserviamo ora a grandi trnlti come siano suddivise le forze delle nazioni suaccennate, ed in q1Jal modo vengano adoperati gli uomini <li leva ed i volonUJri. Partizione delle forze armate .

In Germania (11) la forza armata consiste nel l'esercito e nella leva in massa ( Landsturm ) (§ 2°). L'esercito si divide in esercito ·Stanziale e landwehr. li landsturm cons ta cli tutti gli obbligati al servizio dai 17 ai 42 anni compiuti, i quali non appartengono nè all'esercito, nè alla marina (2).

- - · -- - -·- - -- - (l ) S§ ~7, 4J., "8, delle rispettil'e leggi. (2) Articolo 79 dell:i legge ·1 854 sul reclutamento. (3) V. Rivistamilitareitaliana,clispensa IX, settembre ·1874.- Dalla reìri't.ione del tenente genarale TORRE si desuma che nella leva sui nati nel 4852 furo110 riformati ben 74299 indi vidui su 276000 iscritti nelle liste d'estrazione, ossia il 26. 92 par "j. degli iscritti stessi: ne vennero poi rimandati alla prossima leva .18553, ossia il 6, 72 per o;.. • Siffatte cifre cotanto elevat1 addimostrano la convenienza delle p1'.oposfo del nuovo progetto rli legge.

1

(!) Le.gge militare tedesca 9 novembre •1867. ('2) Sul landsturm venne presentato il •14 gennaio pp. al Parlamento

•

=-·--~ ==

197

I

,germanico (Reichstag) e appl'ovato dipoi uo nuovo progetto di legge allìue di dal'e a quest'ultima riserva delle forze dell'impero un assetto ~d un carattere veramente mil itare, per cui si potessero con verace utilit/1 applicare alla dil'esa dello Stato, cd in caso di mobilitazione tutti avessero i diritti dei bell igeranti. Secondo i principi i discussi fra' plenipotenziarii dùl congresso di •BruxellP.s, questi diritti sarcbhCJro contestati ai corpi irregolari delle antiche lev11 in massa (Cronaca militare estera, puntata n• '.3, ~ febbraio ,1875).


~ 98

ED ORDINAllENTO DECLI ESERCITI ECC .

STUDIO lNTORNO Al. HECLUTA)f6NTO

L'esercito stanziale è continuamente pronto per la guerra. Esso è la scuola dell' inLera nazione per la guerra (§ 4). ta landwehr è destinata a sos t8gno clell'esel'cito. Si mette la fanteria della landwehr, formala in corpi particolari, qunle riserva dell'esercito stanziale. Le classi più giovani della landwehr possono però, in caso cli bisogno, essere incorporate al momento della mobilitazione nei depositi delle truppe stanziali. Gli uomini della cavalleria della landwehr in caso di guerra, ed a seconda del bisogno, sono chiamati a costituire corpi particolari. Gli uomini della landwehr delle altre armi sono in caso di guerra chiamati a seconda del bisogno nelle file dell'esercito stanziale (§ 5). ' Si entra nella lan clwehr, dopo adempiuto all'obbligo di servizio nell'esercito stanzi ale. Qu ell i che la compongono stanno abitualmente in congedo. li titolo V clella. legge militare dell'impero, 2 roaggio 1874, contiene le norme riguardanti la riserva di complemento che ha per iscopo di rifornire d'uomini l' esercito. Il landslurm si raduna solo quando un'invasione nemica minr1cci. o<l occupi qualche parte del terriiorio (,1 ). Allorchè viene mnndalo contro il nemico, riceve insegne militari . Generalmente è oggetto di fo rmazioni particolari. Nei casi di necessilA eccezionale, la Jandwehrpuò essere compiuta rneclia.nte illandsturm (;irt.5). In massima le leggi sull'esercito slanr.iale, la landwehr, il landsturm <le ll'im pero gerrnnnico , sono quali vennero s tabi lite per la Pruss ia fin dal 1859. L'organainenlo in vigore dal 1814 al 4 859 differiva in c:iò dal susseguente: che la landweht· ciel 1 ° ba ndo concorre,,a (in parli eguali) coll'eserci lo penn anente , 1

(i) Legge sul landsturm presentala il 14 gennaio p.p., art. I.

•199

alla form az ione dell'esercito cli campagna; ciò a detrimento della pronla mobilitazione dell'esercito stesso. T.a legge sul reclutarnenlo in Austria, 5 dicembre Hl68 , divide la forza armata in ese rci to permanente, landwehr cd ersatz-reserve (§ '2); quest'ultima è destinala a riparare !e perdite dell'esercito in campagna, ed a tenerne intiera la forza numeri ca (Art. 7°) . L'esercito è destinato alla. difesa della monarchia dagli altacchi esterni, ed ,\Ila conservazione dell'ordine e della sicurezza intern a (Ar:t. 8°). Ln Jandwehr è des tinala a. sostegno dell'esercito, alla difesa interna della monarchia in tempo di guerra, ed in casi speciali al manlenimen Lo dell'ordine puùhli'co nella pace. Il landsturm (§ 9) è l'ultima risorsa. de lla difesa, e deve sostenere l'esercito e la. landwehr quando respingono gli attacchi nem iei nelle inva sioni. Prim a del 1868 il principal carat1er·e della organizzazione austriaca, secondo la legge del 1858, ern un'unica formazione in pace ed in guerra. di lutti i corpi e pel' tulle le urmi comba llenli. Non e:3isteva Llll esercito di seconda linea. A ciascun reggimento di fanteria corrispondeva bensì un circondario di rec lutam ento nel qual e erano , i11 tempo di pace, dislocali i quarli ballagl ion i dei reggimen ti , cd in tempo di guerra. anche i depositi che all'atto della mobi litazione venivano formati coi. quadri mantenuti in tempo cli puce. Scoppinndo la guerra venivano chiamali alle armi gli uomini necessari a compiere lo. richiesta. forza de' singoli corpi dell'ese rcito. Tale sistema ern difelloso: 1° Perchè rendeva assai difficile la pronta mobilitazione; 2° Faceva necessario. la creazione cli nuovi quadri, di nuove unità talli che nel caso che la gue rra s'allargasse. 1

1


200

STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO

La legge militare francese del 1872 suddivide le fo rze arm ate ju esercilo attivo, riserva dell' esercito attivo , esercito territoriale e riserva clell'ese r·cito territoriale. 1n Fran cia , prima del rn·w non esisteva eserc ito territoriale. Le classi in congedo venivano inviate direttamente dai depositi ai corp i, ci ò che portava non poco disordi ne ed impediva notevolmente una pronta mob ilitazio ne. Vero è che esisteva la guardia nazionale mobile slabi li ta nel 4868 dal rÌ1aresciallo Niel; ma tale guardia non era organ izzata, non annoverava classi di soldati che avesser0 servito antecedenLemente nell'ese rci.Lo attivo. I quadri di essa non erano completi al p rincipio della . guerra·. Come in Austria ed in Francia, così anche in lt.alia non esisteva prima del 1866 alcun ese1:cito di rise rva. Solo avevasi la guardia nazionale mobile la quale, secondo la legge del 11861, era costituita cli 2.20 battagli oni destina ti in tempo di guerra a presidiare le fortezze e soaoporsi in ta le caso alle leggi mi litari . Taluni di essi furono chiamat i nel ,J 8tH e nel 1866. La mancanza dei depositi in tempo di pace rendeva ancbe più gravi i difetti del nostro Ol'dinamento , i quali per la guerra dì quell'anno emersern in piena luce. Si riconobbe essere necessario che i quadri dell'esercito attivo fossero ordinati alto s tesso modo in pace ed in guerra . Occorrere che in Lempo di pace esistano format i i nuclei dei q uadri non meno de lla riserva complementare dell'esercito attivo, che della riserva ge nerale o milizia provinciale. La legge H) luglio 1187'1 istituiva la milizia provinciale conferm ata poscia , sotto il nome di milizia mobile, da lla legge sull'ordi na mento dell'esercito 30 settemb re ,J 873. L'esereito eomprende perciò {Capo l) tutle le forze mi lirn ri dì terra del regno e si divide in esere ito perrnanente e mi lizia mobi le, composta di truppe le quali in 1

1

ED OHOINAMENTO DEGLI ESEI\CITI ECC .

t

20,f

pace non prendono le arm i se nonché temporariamente · ·per la loro istruzi one ed eventualmente per ragione di ordine e di sicurezza pubblica. In tem po diguetTa assume più .parlicolarrnente la difesa delì'interno e il pl'esìdio del.le fo rtezze; ma può an ~he essere designala a sostenere o a eo rnpiere gli eserciti allivi nella guerra campale. li capo VJ della legge 30 settem bre .f874 stabilisce la costituzione delle truppe di complemento che in tempo di guerra ernp iono i quadr·i dell' esercito permanente e della milizia mobile. L'articol o 3° del n uovo progetto di legge sul reclutamento designa l'istiluzìone ,della rnili zia territoriale, quale estrema riserva del le forze del paese ed instnura presso di noi un' istituzione analoga al lanclsturrn germanico. Tale mil izia è destinai.a a trasformare la nostra guar<l.i.a nazionale mobile, senza mt1Lnrnc lo scopo ( 1) . Riassumendo le leggi sulla panizione genera le delle forze delle quauro nazion i che andiamo considerando , si scorgi~ come tutte siano eostituite: 1°lla un esercito permanen te il quale è sempre in arm i, e viene rifatto dalle perdite soffene da apposite riserve complern8ntari . 2° Da u n ese!'cito destinato in aiuto ali' altro in guerl'a e del q uale in tempo di pace solo i quadri si tengono . 3° Da estreme riserve le quali solo vengono .chiamate nei supremi 15isogni della patria. In com plesso gli eserciti, austriac:o, francese ed italiano rispondono per la suddivisione loro generale ad ,uno stesso tipo che è quello dell'esercito germanico. 1

Di quali elementi si compongano le varie suddivisioni delle forze armate.

Ora Yedinmo come le varie naz ioni forn iscano d'uomini le div(~rse sudd ivisioni delle forze armate. · (·!) Vegg:,si lfl 1·clazionr, presentata da S. E. il Ministro della guerra .al Senato il 17 aprile u. s.

·,


~02 STUDIO INTORNO AL RECLUTAn:IENTO In generale gli eserciti terri Loriali, landwehr, o eser-

citi di seconda linea che dir si vogl iano, sono composti d'uomini che gin appartennero all'esercito attivo, il quale a buona ragione vien chiamato dalla legge tedesca la scuola della i'nte1·a nazione per la guerra. Siamo qui Lratti a parlare della durata di servizio. così nell'esercito a~tivo come in quello cli riserva.

ED ORDlNAMEN'l'O DEGLI ESERCITI ECC.

A) Tabella indicante la durata del servizio.

SUDDIVISIONI

NAZIONI

Gcrm1111i11 L'obbligo del. se1·-

"

ro ~

I

~

-- -

Esercito stanziale

( i n congedo .

o t""

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I

1

ANNOTAZIONI

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soUo learmi I

3

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12

I

f l"· classe

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compl;m(}nt.o ~a classe

7 )

Volon ta.1·i

1

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12

I

11 22

we hr.

L'obblig.o del . servizio lOCOtnlllCl<L

Dai 18 ai 4~ anni. Comprendu tuu.i quelli che no n appa,;tf)ll<TOno, 11è a JJ'eset·cito, ne all<r' ma t iu::i,, nè all~L l alìd-

Esercito sotto le al'm i. s t anzi a l~ ( i n congedo al 10 gen 11 aio dell'anno in c ui l'inScl'itto compie 20 anni.

Allariserv,t di complemen to ve,wono assegual,i g·li jndivUllii a i quali toccò un nume1·0 alto.

1 ___1 _s_o_ <ino_a_m_m_e_,s_si_n_e_u 17 a nni. _·_es_e_r_c i-to-

--:1

Landsturm

lanrl w~l11·.

[, 'e nt ra l:\ nella Jandw·e hr h,t hwo·o dopo compiu to all 'ol.J1.Jli<~o di serv izio nell '~sercno s urnziale.

5 )

I Ri~crva

D,li 17 ai -12 anni compi uti. I.' enLt·ata n81 Ja uù~uu·m ìia l uogo dopo compiuto l'obbl igo del se1·v1z io nella

Ì

1

La ndwebt•.

al 1° genna io dell'anuo in cui l'i-

scritto comvie 20

e

"'

I

La udslurm

v1z 10 1ucorr11 uc1a

anni.

e

I

delle F OR7,E AR)iAT E

Della durata del servizio.

Siffatta questione è delle più complesse, siccome quella che esigP: per essere r.isolta un concorso di cri:... terii divf~ rsi e disparati: criterii d'ordine sociale, tecnico economico e politico. È necessario che gli uomini non sieno ch iamati alle armi prima che abbiano raggiunto lo sviluppo fisico occorrente, e che non siano trattenuti nello esenito attivo troppo tempo; affinché non ne abbiano detrimento le famiglie, l'agricoltura, l'industria, il commercio. Ma ad un tempo deve il loro se rvizio durare abbastanza a lungo perchè essi pervengano alla necessaria istruzione. La durata del servizio nell'esercito attivo sia tale che combinato questo fattore coll'altro dato dalla forza del contingente annuo, e con quello delle perdile,. si abbia per prodotto un esercito àttivo sutficienLetTien Le forte per b::.stare in pace alla sicurezza del paese, ed in g uerra per servire (fallo intiero eolle riserve di complemento} cc,me eserciLo di prima linea, propo rzi onato alla nazione. È necessario infine che il danaro speso per l'esercito non superi quello che le risorse del paese possono consenLire. Ri~uardo alla ferma nello esercito territoriale occorre • che i chiamati. a comporlo non oltrepassino certi .l imiti d'età, aflìnchè rappresentino una forza armata util e e non di valore negativo.

203

Landwehr.

El'SjltZ (reSCl'VC) Volontari

12.

12

10

JO

Per c1uell i che banno. te1·m inmo il lot·o s e 1'v1z10 nell'esercì lo. Per qui-lii che fann o solo seniz io ncllii. hwdwohr. Rimango no disponibi li. floo it 30 ,toni compiuli .

l I 1

,- --1---- -- 1----· Esercì to attivo

L' ob\)ligo del. ser-

Riserva ,\ltiv<L.

v1210 H lCQffil lH.:J a

al 1° Juglio dell'an no de!I' esu·a~ione che ha luogo lll quello su cces-

.

Esercito territoriale.

51

Riserva

6

id.

( Iugaggi . sivo all' <.t.nno in cui l'isc 1·i tw com- Volontari (' . .

pie 20 a nn i.

-0 , \ 1 !.I (

,1 i

R1ogagg1

I g iovani di. leva ecccdeo ti

:,o ( • 11

'

1

'

5 da 2 a 5

'

5 »

ì1 t111meroil,satopelco ntlllgen t e dal Mi ll istero rl~lla g uerra. \1 eogono solo _tt·a 1,. teumi sotto Je a rm1 un a nn<> Due anc,i se i llettel'ati. . Da ll <>Sel'cito a Uivo SJ passa al ht r ise1'va di esso: poscia a ll'csc1·ciLO tf' 1·l'itori;1le. ccl infi ne all a l'iscrra clell'cSel'Cito te1·ritoriale .


204'

ED ORDlNAMENTO DJWLI ESJmCITl BCC .

STUDIO JNTOUNO AL JlECLUTAMENTO

SUDD1VISI0NI

di 1 1 - - - -- - -- ! -- F-O-RZA

~

AIUdATA

ANNOTA Z TON!

~

Ii

I

I ~~

i

armi. 1----;;l sj- l ~ imuscara l.J iuieri, a r maiuol~ I { , ican ti, mosc hetti eri e 12_ 1 volontari , la ferma oeJl'cese rcito atti vo ò di an ni s I . . . 3 o ,1. 4 e dices i permanente.Per I:,

F,~crc~to ( sotto le attno l . corigedo. . t 10

!

H il izia. mobile . . Jtali11

Nei tem1>i normai'' concorrono ali:, leva nell'a nno in cui compiono il 21° anno dell'età loro. Possono ess e l' vi chi a ma ti prima quando ne lo esiganoconlingonze StraOrdi n;t t'Ì C.

I II I,

Volont•" r ·1

Ingaggi . . . R1·og:1m_, •..,,,1· . .

di l nono .

I I I I 8

Riser va di com plemento .

8

ò

5

I

1

"I

»

1

l" cnt,•gor ia; la cavalleria rimaneGannisotto learmi, ' 3incooge,to.La2'"categoria può essere eh i:\ma ta per 9 a nni. Ne i -1 o;:, ul timi anni di se r \'izio è ascri t ta a li:\ m ilizi a mobile. L,\ fe1·ma j J>er gl i uomini d i l" o 2• catcgori« di cos i tempo- · rane:.i.. La truppa d i complem en to è eost.itu i ta d agli uo,u i11 i del le clnssi di 2" catego ria " · <lispo's iÌione per l' ese r· c1to pt'rmanentc; edi quelli di l" categor ia ascritti al- 1 / l'eser <: it.o µe rm a nenw che , r isul tasse ro jn ccced enzlL • alla forza de1 quadri orga nici.

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I

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Bserc ito :i.tti\·o

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i 1.

sotto le armi. in c., ngcdo.

3} 11 5)

Mili zia mobile .

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Milizi a :er ritoriale

G.I

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cateyoria .

. lllrlizia territoriale

I

secondo il nuovo , prog,nto di legge app 1·o vato _d alla C:i.me ra de1 deputati.

10

IS

lI

-11

I

Pe_r i militaridi;1lcuni gr;uli, 1mp1c" h 1 e corpi, fer m r, d1 ' n.nui 8 so tto le :nnu. l'••r 18 laca va Il e r,·a Ja fc1:~ a sotto learmiòdiann1:>. Fino al :31• anno compi u w. Cl.i uomin i di 2"' catt'go1·.i ;t I I sono ordinari am ente litsciati i u c,ongt>do_e chi ama· ti a<listr11ti on 1di 0.o3mc:-s,. I 18 Dal 21° a l sn•anno. Il coutingi;nte di l" e 2" categor i:t" I determinato a nouafmenw per IPgge· i ri manenti reJ quisil» Ti àsseguati dirett:i - , me ut~ a lla3" catej!orio.con colo ro che han no diri tto 1 :i.d esser e ad essa inscr itti por moti vi di f!tm iglia. . Olt re ai volont::tl'I amm e~s , dalle vigPntilc"~i, il nuOl'O J}l'Of:l'ell.Q fa facoltà aJ ) l ini- I s tero di accordare la 1•,,f- 1 forma ,ti 1m anno ai mi li· tal'i che hanno comp iuto ., la fe r ma pe r manen te d i a nni ot,LO Gli attenden ti di u/lic:ia li posson o es.sc1·e 11 \ tratte11 uti sotto lo arm 111<i1· I un tem po iadeter mi11a10 i

I I, I Il

I II II I I

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\'

205

Dalla tabella sopraindicata si deduce: 1° Presso l'csP-rci to fran cese il rninimurn della permanenza sotto le armi è maggiore che presso le altre nazioni, poichè tutti i giovan i di leva eccPden li il num ero Hssato pel contingente, vengono tenuLi in arme da uno a due anni. 2° In Germania gli uomini della ri serva di complemento, in Austria quelli della Ersatz-reserve, in Italia gl i uomini di 2a categoria sono ordinariamente lasciati in congedo e solo chiamati in arm i per qualche mese d'istruzion e . 3° La dllrala del se rvizio nell'esercito auivo compreso il ten1po passato in congedo , e' magg iore in Austria, ove dura -10 anni, che presso le alt.re nazioni; nella Vrancia infatti dura 9 anni , in Halia 8, nella Germania 7 anni . Ad eccezi one della Francia ove dura 5 anni, la permanenza so!lo le armi è ugual e pressO' le altre tre nazi oni, ove dura 7 anni, poichè in Ilalia, quantunque la legge fin qui in vigore 1a fissi a 4 anni , gli uomini sono per solito mandali in congedo anche prima d'aver com piuto il terzo. 4° Di versam ente da quanto si pratica altrove, in 11.alia vi ha una durata ' di servizio in imni, maggi ore per la cavalleria che non per le altre milizie. E la ragi one fu l'aver ritenuto che S anni segnasse ro i1 minimum, del tempo necessario a formare un buon cavaliere. Alcuuì avrebbero voluto che anclie gli artiglieri fossero tenuti in arme maggior tempo che non i fanti, ma è a notarsi che il servizio in qucll'arm e non esige eguale pratica per tutti i soldati, i quali possono essere adoprali per diverse guise a seconda del loro grado d'istruzione.


·206

1 (

STUDIO lNTOHNO AL RECLUTAMENTO

Contingente annuo chiamato sotto le armi.

Tenendo conto del tempo che dura il serv1z10, del numero cl'uornini ehe ogni anno giungono all'età di le-va, de i volontari, delle perdite su bìte per le varie classi, delle risorse che ha il paese, dello svi luppo che si vuo l da re all'ese rcito, viene stab ilita la f'orza del contingente da chiamorsi sollo le arm i, In generale si promulga d'anno in anno una legge ana loga. Presso talune nazioni il contingente è fìssato per uno statuito numero di ann i, La tabe lla (B) che segue indica per la Germania, Austria, Francia ed ltalia : 1° Il numero dei requisiti e la loro proporzione colla popolazione; 2° 11 contingente annuo così in proporzione alla p,opolazione, che al numero dei requisibili,

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NAZ IONI

Popolazione Requisibili

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"'"' ""'""'Ill annuo

contingento rispetto ai ~Q~ rcquisibili "O"'

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I I

41060841\

'161000

0,89

143000

0,35

89 p °lo

35901135

• 155000

0,4 3

95-174

0,2'3

62 p

Jmpe1·0 Austro-

Ungarico,

Francia,

36102921

151039

0,42

151089

0,42

Italia,

26801154

' 100000

0,37

75000

0,27

°lo

dati che ha nno serviro di base pet· la compi lazione della presente tabPlla sono tratti <!a ll'Almanacco di Gotha de l 18ì5, tranue i segnati d' Mte1•isco. desunti da uoa tabella della R i'Vista ,lfìtttare Italiana, seUembre 1874, pag. 43.2,

,N,B. I

Si scorge di leggieri c orue vadano succcssi,·amente dec rrsceodo tali perdite L'annessa tabella , nella qua le si prende a considera re, <'ome esempio, un aont in gente di I 000 uomini, c'indica poters i ca lcolare che, do.po l'anno duodecimo il contingente è riJotto a metil ( 1). Infatti se

°lo

100 p ¼ 75 p

È detto più sopra doversi por mente alle perdite s1:1bìte dalle classi nel ca lcolare la forza degli eserciti. Diffic ile sarebbe stabil ire qui esatta mente in qual misura susseguansi le perdile stesse poiehè vanno soggette a variazioni conti nue . La statisti(~a ne dà però taluni numeri meclii , che molto si avvicinano al vero; e sui q uali possono basarsi i calco li in tesi a cercare per esempio quale clebha essere la proporzione del contingente da destinarsi ad una de terminata arme per poter contare dopo uno o più anni sopra un numero determinato d'uomini (I ), (~) Per la P categoria, nell'esercito ita li ano, l'esperienza dimostra che nel primo anno le perdite sommano al I O per % avanti l'incorporazione; al l O per •; , dopo; a I 5 per •; , ognuno de i tre anni seguenti ; al 4 per •; , da l quinto al nono; al 3 per 0/ , dal decimo :il dodicesimo anno,

c.. o ;o 0 o

- -

German ia , ,

207

Perdite subite dalle classi.

1

13) Tabella indicante la fo rza clel contingente annuo,

ED OllDlNAMENTO DEGLI ESERCITI ECC .

La tabella su nnolat.a ci indica che le quattro nazio ni, · ·secondo il numero dei requisibili, possono essere classificate così : Jtalia, Germania, Francia, Austria , L'Italia dà il minore, l'Austria il maggiore numero di requis'ibi li. Seconùo la forza del contingente annuo, la classificazione delle nazioni stesse è questa: Austria, Italia, Gc1·mania, Francia , L'Austria dà il minore, la !<'rancia dà il più grave <:ontingente annuo,

1 I

I

. (1) Tengo i dati S·'praindicaLi fio dal 1839. Noo vi furono da guell' anoo ·

po1 ta li mutazioni nelle nosu·e le::gi sul reclutam.-n to da renderli al !utto ines~tli. L'affrancazione dal servizi o di 1• a quello di 2• categor ia, lnvece dell'assoluta, non può produrre notevole divario, 10


208

STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO

ED ORDINAM'ENTO DEGLI ESERCITI ECC.

209

Perdite di un contingente di i' catego1'ia di i 000 uomini. Ind icazione degli anni

Contingente al pr inc ipio d'ogni anno

Conti ngente a l fine d'ogni anno 81() 'i70 7::12

?~O 168

Gf.) lj

~0,1

Gt>9 613

231 257 282

JO

900

IO

30

no

5 5 4 ;J

zo

,10 50 60 70

go

90 10°

Jl-0

12 °

S!O

732 G96

5

I

669 643 r, 1s 591 571 55-J,

538

Perdita totale alla fine elci vari a nni

Perdite annue per ¼

pel'¼

8

f,04

r.n

30G

32()

55'1

3~6

,538

!.l

a

per¼

- -

90

61X

4 4 4

362 37'7

5:!3

10 14 IO 23

26 28 31 34 3G 38

40

41

N.B. I 900 uomini cie l primo anno ra.ppresent.ano i i conti ngente sce-· mato ciel IO per ¼ prima de_Jl'lnco1·potazione,. Tali.P,erd ite sono costitu itf! daglt esoneratl per a,ifranca z1one, dagli alunni dcgll 1st1tut1 m11ttal'l, dagh allievi ca1·abinieri, ecc.

Perdite cli un contingente cli 2° categoria cli 1000 uomini. Indicazione degli anni

Conti ngente a l principio cPogni anno

,o 20

Perd ite

'

annue

Contingente a l fine d'ogni aono

980

3

%1

9.;1

:1

:ì2B

57

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923

3

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S,l

9

40

896

3

870

110

Il

50

870

3

844

136

14

GO

844

3

S\9

161

1G

- -- - ~ -- - - - - - -

T o·r ALE

dei vari anni. Perdite p ¼ 2H

Forza degli eserciti.

3

- - - -- ---- - -

al 41 per % di perdita, dopo l'incorporazione al fine del 12° anno, si aggiunge ia perdita del ! O per '/. prima dell'iocor.norazione si ha una perdita totale ciel 1:il per °/. . Un contingento di 2" categoria, dopo il 6° anno vien<J ridotto del 18 per •/, circa. Aggiungendo al 16 per ¼ di perdita dopo l'incorporamento, alla fine del 1ì0 anno il 2 per % di perdita prima dell'incorporamento, si ha il totale di 18 per ¼ di perdita.

Mentre vuol determinare la. forza degli eserciti di una nazione, il legislatore deve tenere innanzi agli occhi é ben ponderar·e l'importanza di essa e il sistema di sua politica, il quale varia col vàriare della potenza di lei . Per alcune è della loro dignità far prevalere, sempre quando trattisi di importanti questioni , i propri intendimenti , la propria influenza; ed è mestieri ché in tal caso si possa far traboccare la bilancia gettandovi sopra la spada e l'oro. Altre meno potenti nazioni debbono contentarsi d'una politica di opportunità, destreggian <losi, e cercando di spigolare fra gli avvenimenti, le occasioni d'alcun vantaggio, col far valere opportunatarnente la propria influenza. Ma se la politica seguìta è uno dei criteri onde conviene tener conto, non è però il solo . Da un momento all'altro possono darsi complicazioni che costringano uno Stato a scendere in campo contro ogni previsione. Ora più che mai, pertanto, deve seguirsi l'adagio : si 'vis pacem para bellum. Né si créda per avventura che di civile ciò sia contrario ai principii di umanità progresso, avvegnachè allora soltanto, le nazioni possono veder fiorire l'agricoltura, l'industria, il commercio, le buone lettere, le arti liberali, quando elleno sono r ispettP-te e temute. E gli eserciti sono uno degli strurnenti più efficaci d'istruzione; massime dacché fu sminuito il tempo del servizio e si poté chia mare annu.almente a!I'armi , ep-

e

ANNo xx, VoL.

11.


2110

ED ORDINAMENTO DEGLI ESERCITI

STUDlO INTORNO AL RECLUTAMENTO

però alle scuole, un maggior numero di prima (,I). Ma, senza più dilui1garci nei teorici ragionamenti, osserviamo quale sia la forza stabilita per i propri eserciti dalle nazioni. La iegge militare tedesca (Titolo 1°, § ,1°) stabilisce ehe l'effettivo di pace dell'esercito in sottuffici-ali e solàati sia cli 401,659 uomini pel settennio dal 1° gennaio 1875 al 3·1 dicembre 1881. J volontari di un anno· vi sono compresi. In Austria (legge 5 dicembre ,1868) è fissato per anni dieci l'efleuivo dell'esercito in guerra in 800,000 uomini, ciò che lascia alquanta latitudine al potere ese1

(lì Dalla relazione del generale Tonn&, si desume quanto segue riguardo all'istruzione letteraria della classe 1848: « Gli uomini di fate class~ vennero alle bandiere nal gennaio del « 1870 in numero di 36404, di guisa che al loro licenziamento ave" vano prestato servizio attivo sotto le armi per tre anni, cd erano « ridotti a 3lo07. Al loro giungere ai. corpi dell'esercito i 31507 uo< mini andavano distinti pel grado d'istruzione letteraria nel modo « seguente:

1

I

Sapevano leggere e scrivere 13183 nella proporziono ·del .41,84 ¼ lllettcrati affatto o sapevano solo leggere . . J8314 > 58, 16 ¼ Totale • . . 3150'7

(1)

100,00

Invece al tempo del licenziamento. Sapevano leggere e scrivere 26908 nella proporzione del 85,40 °/. lllettcrati affatto o sapevano soltanto a leggere . . . 4599 14,60 ¼ Totale . . . 31507

1 00,00

li molto profitto noi grado d'istruzione conseguito dalla classe sopranotata durante la sua permanenza nell'esercito, prova ia verità del nostro assunto.

!

!

214

,cutivo e permette di informare le disposizioni, da adottarsi in pace, all'esercito che si vuole avere in guerra. La legge francese non fissa esplicitamente la forza dell'esercito, né in pace, nè in guerra. L'assemblea però ha testè approvata la legge ( 1) sui quadri dell'esercito colla scorta dei quali istituendo il necessario calcolo si trova un effettivo di 462,210 uomini, non compresi quelli adibiti a taluni servizi speciali. La legge annua del bilancio provvede all'effettivo di pace. Quella sul reclutamento (~7 luglio 1872) metle a disposizione dello Stato per la guerra taìi risorse da bastare a qualsiasi emergenza. Il bilancio del 1872 portava un effellivo di 461,283; quello del 4873 un effettivo di .H_H ,Oi:>O uomini . L'esercito italiano secondo i dati della legge del 30 settembre 1873/comporta un effettivo in pace cli 2117,510 uomini, dei quali 12,'196 ufficiali. Coi dati forniti dall'Almanacco di Gotha si possono compilare tabelle che indichino le forze delle quatlro nazioni in pace e in guerra e la proporzione fra le medesime e la popolazione. 1

1

ncc.

rn

marzo 1875.


C) Tabella di confronto fra rtli eserciti sul piede di pace nel 1870 e nel 1875. 1875

1870 o

H

NAZIONI

z ~

:;i

Forza Proporzione Popolazione sotto con Popolazione le armi 100 abitanti

CONFRONTO

Forza Proporzione Aumento Aumento della proporzione sotto con su le armi 100 abitanti numerico 100 abitanti I

~

H

"'

::>

I

-

I

H

u

'-- -I 23081

Germania. ...... . (I) 370369(1.1

398330

1,05

41060846

(2) 4214ll

1,03

Austria ...... ... ,

35553000

2A.6G95

0,G9

35904435

(3) 282088

0,79

:15393

0:10

< Francia .........

38192061

'10{?!)4

1,0~

3(il02921

{4) 44201'1

1,22

37ì20

O,lG

Italia...........

2~527915

1834'11

0,71

26801154

(5) 217510

0,81

31069

0,10

1~33260

0,89

)

1363023

0,99

l297G3

0,10

~

~

1-l

o

~o H z

per la forza armata e me· dia per la proporzione su cento abitanti .............. .

0,02

TOTALE

r-1

o1-4 A

::i H

(l) Per il calcolo della popolazione e delle forze della Germania nel 1870 si sommarono i dati dell'Almanacco di Gotha di quell'auoo relativi alla Confeclei'a,iione G(nmanica del Nord {Prussia, Oldenburg, Turingia, Allhalt, Sassonia, i1eltlembom·g, Brunswick, Assia) con quelli riferentesi alla Baviera, al Wurtemberg ed al granducato di Baden. (2) Forza portata dalla legge 1874. (3) Forza nel settembre 1873. (,1) Forz<1, data dal bilancio 18'15. (5) Forza portata dalla legge 1873. ~olla. f~rza dell'esercito francese per l'ann.o 1870. non sono co~pre.~i 143~7 rra.veter~ni, figli di mllitari, allievi ,uscuole,ècc. E dubbio se nella forza dell'csercJ to austriaco siano compres1 gli ufficiali, 1 quali ascendono nel 1875 a 13l95.

t.11•

G--1 ~

G-l

I


ED ORDTNAMEN'l'O DEGLI ESERCITI ECC.

213

Si scorge che la potenza la quale ha maggiormente aumentato il proprio efleuivo .è la Francia; vengono poscia l'Italia e l'Austria. La Germania ha di pochissimo accresciuto le proprie forze . Notisi, riguardo all'Italia, che al principio del 1870 l'esercito, per ragioni economiche, si era diminui to d'assai. · Nel 1870 le forze delle quattro nozioni ascendevano a 4,233,260 uomini corrispondentj al 0,89 p. °/o della popolazione. Nel 1875 sommavano a 1,363,023, ossia a 0,99 su 100 abitanti. Vi fu cosi l'aumento di 429,763 uomini, ossia del 0,·1 O p. °fo. Con lo stesso criterio del Gotha istituiamo ora un _paragone tra le forze degli eserciti sul piede di guerra. Qui occorre notare che per maggiore esattezza non faremo calcolo delle estreme riserve naz ionali. 1


D) Tabella

.

di~conJronto tra le forze armale sui piede di r,Uer1·a nel 1870 e nel 1875. I

1875

1 870

CONI1'RO~TO

Aumento \ Proporzione Attmento della proporzione Effettivo con Popolazione con Popolazione Etl'ettivo su numerico 100 abitanti 100 abitanti 100 abi tanti

IProporiione

I NAZIONI

-

I

I

4lOG084G

(2) 1336138

3,~

200631

0,28

2,31

35904435

(4) 10911077

8,07

2'71005

0,7G

(5) 800000

2,00

26102921

{G) 1707531

4,98

907531

9,89

(7) 573i21

2,20

26801151

(8) 840972

8,29

2G'i251

1,00

2,39

.,,

1746018

1,25

Germania (1) .. . ..

37936ù44

(2) l}26507

2,97

Austria ... ... ..

35553000

(3) 822,172

Francia .... ... .

38192061

Italia ....... , .

25527915

I

I MEDIA . .. , . ,

..,,

I

3322700

I

5068718

3,G4

Il

(1) Per il calc0Jo della popolazione e delle fol'ze della Germania nel 1870 si sommarouo i dati dell'Mmanaoco di Gotha del detto anno relatiyi alla Confederazione Germanica del Nor<l (Prussia, Oldembourg, Turingia, Anhalt, Sassonia. ).feli.lembourg, Bruuswik, Assia} con quelli· riferentisi alla BaYiera, a,J WiirLemberg- ecl al granducato d1 Baden. (2) Nel calcolo delle forie si sommarono le truppe di campagna (esercito attivo), con quelle di deposito (riserva di complemento) e cli guarDigione (landwchr). (1) 'Truppe di campaina 1 di frontiera, stabilimenti militari. (11) Truppe di campagna, stabilimenti militm\ landwehr. (5) Non si tenne .calcow clella guarrlia nazioua.le mobile. (6) Esercito altivo, riserva dell'ese~cito aWvo, esercito tel'l'itoriale. (7) F.sercito secoudo l'orgaufoo del l86D, 2a categoria. (S) Esercito permanente, l'iserva di co:nplemento del.. l'esercilo permanente, mi lizia mobile: ' La popolazione pel 18,rO fu calcoJnta sui r.ensimenti eseguiti negli anni indicati presso lo varie nazioni : Germania 1SG7, Austria 1857, Francia 1866, Halia 18G9. Pel 1875 servirono dt base i censimenti seguenti: Ge1·mania (V. Almwnacco Gotha,, 18i4}, Austria 1860, Francia 1872, Italia 1871. ·


I

ED OROlNAlIENTO DEGq ES.ERCITI ECC. 215 Fra Ìe nazioni, quella che ha maggiol'mente accresciuto le proprie forze è la Francia. ~otisi però, a questo riguardo, che l'efi'etLivo indicato per l'esercito francese , in guerra, è quello che si potrà raggiungere quando la nuova organizzazione sarà completamente in vigore; mentre per le ali.re nazioni si prese per base il numero d'uomini che fin d'ora si potrnbbe già ·mettere in arme. Ad ogni modo pe rò malgrado Lale disparità cli dati, è pur sempre esatto il risultato al quale accennammo testé, poichè la Francia ha aumentalo più delle altre nazioni l'effettivo di pace , ed è quella che leva un più grave annuo contingente. Per poco che ci facciamo ad esamina.re la risuhanze delle due tabelle ultime, di leggieri appare, come l'aume nto fatto agli effettivi di guerra di gran lunga supe1·i quello degli effeuivi di pace. É dovuto ciò, in prima, allo a vere le varie nazioni accresciuto il contiugenle annuo: la qual cosa fece possibile l'istruzione militare a un maggior numero d'uomini come più sopra notammo . L'JLalia .al pari delle altre aazi·oni ha dovuto diminuire la durata del servizio in arme o congeda.re talune classi in anticipazione per non aumentare di troppo la spesa . Sarà utile ora prendere a considerare in quale proporzione si trovino gli eserciti di campagna e le altre forze clegli eserciti, s ul piede cli guerra nel 1875 con l'efiettivo totale che ci servì di base per la compilazione dell'ultima tabella.


E) Tabella indicante la propo,·zi<,ne/Nt JJ li ese,,citi di campagna e le riserve) coll'e,fj'etlioo totale delle forze armate. ~

"

Effettivo Truppe Per¼ totale d1 dello di guerra campagna effettivo

NAZIONI l

2 I

Truppe

di deposito

3 I -~-4 - --·

v"

Truppe Per¼ Impiegati, Pnr ¾ medici, dello d1 dello del)o effettivo guarnigione effettivo veterinari, effetti vo ecc. 6 7 8 o 10

Per¼

r

Germétnia .....

133Gl38

- --

700565

52,•13

2t5G70

--- - --

18,38

1094077

772729

'70, 61

'»

7047H

Hiserva esercito atlÌl'o 39,20

- - -- --840D72

109613

5l029J ,.

Esercito permanente Italia . ......

'1>

l,OJ

Stabilimenti militari

--·14892'l

27,01

1&115

1, 118

- Esercito territoriale

28,HO

582523

32,11

J -- -

Riserva di complemento -18,71

30!1233

-- -

Esercito uttivo I70ì~S1

25075

Landwehr

- -- - - - - - - -· Francia .. ....

27,21

-- . --·- - - -

Truppe dicampagna

Austria . . ....

363098

17, 71

)

'

Esercito territoriale " 282'107

33)58

)

- --.,

' Vedasi la uota della tabella precedente riguardo all'effeLti vo delle forzo della Germania e delle alt1·e nazioni.

)


• 217

ED 0RD1NAUENT0 DEG LI ESE!lCITI ECC.

Coi ·dati della tabella ·E non si può stabilire un confronto esutto riguardo alla proporzione fra i varii riparti delle forze armate .e l'effettivo totale, meri tre non si corrispondono perfeuamente i riparti stessi per le forze in ciascuno di essi comprese. Così, per l'Austria, le riserve dell'esercito attivo so no di giù comprese nello esercito atLivo stesso. Se però noi sommiamo fra loro le colonne 3" e 5" e somm iamo insieme la 4° e 6.. noi divideremo le forze degli eserc iti in due gruppi; truppe di campagna e loro riserve ; truppe territoriali. Allora la relazione risulterò. manifesta, e si scorgerà che in Germania ed in Austria l'esercito attivo (e relative riserve) è in maggior proporzione che presso le altre nazioni. Tabella-F NAZIONI

Germania ....

Austria .

.. ...

Esercito Per 0 10 Esercito Per 0 / d i ca mpagna del!' elfe.ttivo dell' etl'etfivo e riserva to tale territoriale totale 94.6285

70,81

363928

27124

7727'19

70,61

305233

27,91

Francia . .

1215008

67, 59

582523

32,41

..

558565

66,42

282,103

83,58

Italia

Occorre notare che non si deve confondere lo effettivo delle for1.e sul piede di guerra col uumero di combattenti che è molto sensibilmente minore . - Per l'Austria su 772729 uomini delle truppe di campagna soli 602890 sono combattenti . Vi sono qu indi 169839 non combattenti che equirnlgono al 22 p. °lo dello effettivo, ossia ad un quinto circa d i esso (1 ). 1

(1) È bene qui ricordare alcune denominazioni che si sogliono usare parlando della forza: questa si distingue: l O in nomina.le che è quella


• 218

STUDIO 1.NTOIINO AL REC!.UTA)JENTO

ED ORD INAMENTO DEGl.1 ESERCITI ECC.

Arme e corpi compollenti g li eserciti.

Proporzione fra le varie arme e corpi.

Gli ese rciti si dividono in arme e co1pi. Sotto il nome di arme si comprendono gli nomini arrnati nella stessa guisa, e che prestano egua le se rvizio; v' ha cosl l'a rm edi fanteria, l'arme di cavalleria, quella cl' artiglieria e .quella del genio. Ciascun'arme poi si divid e in corpi particolo.ri compos ti cla un numero ristretto d'uomini e Lale che possa veni re conven ientemente amministrato· da un capo, al quale incombe pure l'obbligo di sorvegliare la disciplina di·qucl li che lo compongono, ed alla istruzione loro in pace, e di condurli contro il nemi co. in guerra. Prendono pure nome di corpi quei riparti speciali che senza appartenere ad alcun'arme debbono attendere a servizi loro particolari .

La proporzione in cui debbono e_ssere le varie arme di un esercito non si può fissa.re 10 modo assoluto, perché vo i·i a secondo la cosliluzione geografica e lopografica cli un paese, secondo la natur~ del terre~o e degli ostacoli che presenta, secondo le esigenze ~att1~he: Jl numero di ca va lli e di bestie da soma, d1 cu1 s1 può dispoere, l'economia,. le tra~i~ ion_i di ~na nazione e l'istoria, le esigen1.e d'ordine poltllco, rnilmsc~no pure moltissimo nel ripartire la forza di un eserci to. Per ciò che spetta alla geografia e topografia,. no~ solo a quella del nostro suolo, ma ben anche_ agli altn che possono essere teatro di guerra., conviene por mente nel ripartire le fo rze fra le va rie arme. Ad avere un esercito allo non solo all a difesa del paese, ma anche a co mbattere con successo le guerre al di fuo ri, converrà che le arme siano iu giuste proporzioni attenendosi ad una media che troppo non ceda a qnella delle altrè potenze, per tro ~a rsi all'atLo pratico in condizioni quant'è più possibile eguali o migliori dell'avversario. • . Vero è pure cl1e trattandosi cli guerre ~ue~re~~in.l~ all'estero, non prendendo parLc alle operaz1om mil1tan l'intero esercito, rc,ia solo una parte di esso, la proporzione fra le varie arme può venire convenienteme~te modificata al i' allo della mobilitazione dell' esercit? stesso. Ma ciò non va scevro d' inconvenienti gravi assai, c1ualora la O'uerra si alleggi in modi impreveduti. b ·1 Se noi conside1·iamo acrli ostacoli che presenta I ter.. reno, di leggeri scorgerem o che, quanto questo è prn 1

data dal contingente moltiplicato per la durata del servizio; 2° in forza effettiva che è la nominalo depurata dalle perdite periodiche, la quale trovasi scritta sui ruoli ; 3° in forza reale o mobilitabile, data dalla forza effettiva dedotte le perdite, al momento della mobilitazione di un esercito. l dati dell'esperienza addimostrano che per· avere la forza effettiva conviene dedurre dalla forza nominale circa il 5 per °/, all'anno dal numero degli uomi ni sotto le armi, ed il 3 per ¼ dal numero di quelli in congedo. Al risultato ottenuto occorre aggiungere dal 10 al 15 per °/. onde introdu_rre nel calcolo gli uomini non dati dalla coscrizione ordinaria, ma dagli arruolamenti volontari. li sistema di ordiname nto degli eserciti in Francia e in Italia prima delle ultime guerre, col rendere oltremodo difficile la mobilitazione, faceva che la forza reale o mobilitabile non potesse di molto superare la metà dell'effettivo.

219


2?0

STUDIO 11\TOR!'iO AL RECLUTA1IENTO

montuo so, tanLo minore <lebb11 essere la proporzione della cavalleria e dell'artiglieria rese pereiò difficili. 8e non che dobbiamo anche ter.er conto della viabili Là da qualche anno resa migliore, anche ne' luoghi montuosi, così per le strade ordinarie come per le reti dell e ferrovie nuovamente cosLrulle. Arroge che il materiale dell'artiglieria si è andnto alleggerendo, e <:he il còmpilo dell a cavalleria, muta to in gran parte, ·fa che oggidì, ben più che in addietro, queWarme possa rendere uLilissimi servizi anche su per le montvgne. rer ciò che· riguarda le esigenze tauiehe fra i dati, dei quali occol'l'e tenere maggior conto, maggiormente importanti da ca lcolare sono: L'introduzione delle armè a. lunga gittata che ha reso necessario in campo un maggior numero di bocche da fuoco , a preparare gli attacchi con le artiglierie ; il nuovo servizi o spettante alla cavalleria che deve essere adoperata non solo co me arm e, ma anche come valido modo d' esplorazione e d'i nformazione nei servizi d'n vanscoperLa. Per la cavalleria il numero d'uomini da ascriverle su pe ra assai quello dei cavalli, richiedendo si un a determ inata q uantità di militi appiedati, e per ten ere al .compleLo i montati e per talune esigenze del servizio. Ora; come per lo passalo (1), costituiscono, le fanterie, il nerbo degli eserci ti , e riguardo a quest'arme principale. vogliono le altre essere considerate quali accessorie. 1

' arme e ai corpi. Assegnazione degli uomini alle varie

Nell'assegnazione degli uomini alle varie arme e corpi è necessario tener con to di lor costituzione fisica (1) Da Gustavo Adolfo io poi.

ED Ol\Dl "AMKNTO DEGLI ESERCl'rl ECC. 2:M e profess ione prima che sieno scrilli alla m_ilizia. ~ evidente che il servizio differente delle varie armi'. qualiLà corporali divel'se ri chiedé. Nei pontieri, 1:egh artiglieri, ci vuol forza; sveltezza ?elle tr?ppe leggLe~·e, attitudine a maneggiare cavalli nM soldati d1 cavalleria: In quanto alla profess ione è certo che un uomo ~ara sempre più volentieri un senizio analogo al ~esttere dte avevn prima ; e che all'istruzione ptù fa cilmen te attuata susserruiranno risultali migli ori. Così all'a~·~a del o-enio, alle compagnie di ferrovi.er~ e telerrrafisti sarà b~ono destinare iodiviùui ai quali non riesca proprio nuovo il servizio tecnico di quell'arme e dei. corpi predetl i. Vediamo ora in quale p1·oporzione stiano pre.sso le varie potenze gli uomini clelle diverse armi n spetto all'effettivo di guerra. . Qui si noti che per quanlo studi_os~rnent_e s_1 possano ca)colare le tabelle di confronto, 1 ~1sultat1 d1 esse ~on possono considerarsi come assoluti ma solo come ap. ., . . . . prossimativi. Ciò si deve ripetere dalla d1spar1ta. dei dat.1 sm quali dobbiamo istituire il paragone; per cui ~~n s~mpr~ possibile ridume i termini alla stessa u~11a dt m1s~ra. Col:ìl ad esempio notamm o essere dub? ,o se_ per 1_A1~stria siano o no compresi nello efi'eLt1vo gli uffic1ah •.

?


222

j

STUDIO INTORNO AL RECLUTAME~TO

G) Tabella indicante la propor::ione Jì·a gli uomini cleUe uarie arme

e clei va,ri col'pi e l'edfettivo.

-

GERMANIA

· I 1•1ede di 1ouco IIPiecle tll i;ue1•ra

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ED onnmAMEN'fO DEGLI ESERCITI ECC.

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Riguardo alla Germania giov11, ossen-a re che per il piede di pace si pigliò per base de l calcolo la fol'Za cl i uomin i 42Mll portata dalla legge 2 marrgio 1874, compl'esi gli uffici ali. Pe1• il pi ede di g uerra presso la s tessa nazio1\e non si fc nno conto elle delle truppe <li campagm1. I!: quì s i nota che oltr e a tali t1·uppe , q_uelle di deposito su un t!ll'ettivo dì 2456?0 ci danno il 73,07 di fanteria, i l 3,2r. di cacc ,atori, il 9,77 di ca,·,ùleria, il 1, 15 d'artiglieria, il 2,01 di,.iooieri ed il 4,511 di tren_o. Facendo la somma dei due effettivi e la proporzione per O O delle ,·arie armi si trc,,·a elle la proporzione della cavalleria aumenta di alquanto. Riguardo all'Austria per il piede di pace si leo ne l'effettivo dell',1lmanacco clt Gotha, compresìvi gli s tal>iliment i mil itari, ed i quadri delle t r up pe d i Ja nclwhe l'. Pe r il pi ede di guel't'a s i portar ono solo in calco10 lA tru ppe di caropagua. Pe r la cavalleria se si fa la proporzione riguardo alla somma dello effettivo di campagna COJI quello dell e truP,pe di landweht· si trova che il per 0 ; 9 dimi nuisce alquanto. Per I Ilalia non essendo stabilito quale abbia ad essere l'effettivo totale dello ese1·cito sul piede di guerra, s i fece base al calcolo la forza esistente al 1° luglio 1871, compresi g.li uomini in con~edo illim itato, che sono appunto que lli i quali ,·errebbero a completare la fol'Zn. dei co1·p i Souo compres i negli effettivi gli ufficiali. Nou si potè fare po r la F ranc ia il calcolo del la proporzione frn g li uom i ni nelle v,n ie ar1ni e l'effe tLi vo di g uerra par mancan1.a d i dati.. La l egge su i quadri dell'eser cito non indica l'e ffettivo dei g1·eg:wii che pel piede di pace.

Cl\ Zappatori,

pompieri di Pa.ri9i, to11pa!)nLe di disciplina.

I I


224, STUDIO ll'iTORXO AL' RECLCTAM ENTO Dalla tabella risulta che la Germania è quella fra le nazioni che può portare in campo un maggior numero di cavalieri . L'Italia invece dispone di poca cava lleria, e la proporzione di quest'arrne colle altre dello esercito dim inuisce ancora in tempo di . guerra. Noi non abbiamo cavalleria nello esercito territoriale come hanno la Germania e l'Austria. La proporzione . degli .uomini d'artiglieria appare maggiore nel nostro che negli altri eserciti; ma si noti che è compreso n ell'artiglieria anche il corpo del treno. Se ci varremo di taluni dati della tabella precedente, ci sarà agevole trovare .la proporziono presso le varie p otenze della cavalleria cd artiglieria nel loro numern d'uomini rispetto a q uello dei fanti. In tal modo cesseremo lo inconveniente prodotto da ciò che gli effetti vi presi per base comprendono, presso talurn nazione, alcuni corpi che non risultano in quello di un'altra . H ) Proporzione fra gli uomini di cavalle1'ia e rii a rtiglie1:ict coll'ai·ma difantei·ia (piede cti: gnerra). Effotti\'O POTENZE

della fanteria

Germania . ...

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della

Pet· ¾ della

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76047

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18, 20

52709

!?O, 76

Ecco ciò che la tabella sopraindicata produce. Qui si osservi che il numero d'uomini segnato alle variearmi non rappresenta in generale, e meno ancora per l'Italin, lt1. proporzione esnua di quell'arme colln fon_Ìcria· è noto inl'alli come dn noi all'atto della mob1litazi~ne, le classi più anziane di cavalleria non s1

J

ED ORDINAMEi\TO DEGLI ESERCITI ECC, 225 versano negli squadroni, ma vengono addette ai servizii speciali, mentre il num ero dei cavalieri che si ponno portsre in campo è di soli 2~ 000, dato dal prodotto della forza dei reggimen ti (Specchio N° 31 delle istruzioni per la mobili tazione, Tomo I), pel num ero dei reggim enti stessi, e quello dei cavalli è di soli 4 5840. Per a vere la proporzione esatta fra le varie arme, converrà quindi tene r conto, anzichè della forza a ruolo, di quella presen te. Siffatta questione potrà venire opportunatamente discussa trattando la composizione delle grandi unità tattiche.

Riparto del contingente fr9: i corpi in ordine alle provincie dello Stato.

Gli uomini dati dalla coscrizione possono essere in vario modo ripartili fra i corpi che compongono l' esercito, relativamente al territorio: 1° Po~sono essere destinati a corpi reclutati esclusivamente nella zona di territorio ove questi si trovano disloca ti in permaMnza. 2° Possono essere destinati ai vari corp i dell'eserci to sul totale della popolazi one dello Stato, senza tener conr.o della provincia ne·lla quale essi nacquero , o almeno solo Lenendone conto, perchè ogni corpo si co mponga di uomini di varie provincie. 3° Possono essere destinati a corpi reclutati esclusivamente in una data zona di territorio e dislocati in qualsiasi provincia dello Stato anch e nei tempi ordinari . Il primo fra gli accennati sistemi è conosciuto in generale sotto il nome di sistema te1,1·it01·iale; ha il vantaggio di essere semplice e più economico; si presta meglio alla mobilitazione (per guanto concerne ANNO XX, VOL. lf, lo 1


226 STUDIO INTO!ll'iO AL RECLUTAMENTO il personale); è meno gravoso alle famiglie ed agli individui chiamati alle arme . .!\la desso presenta anche taluni svantaggi. È pericoloso politicamente, se il paese non è compatto; è contrario ali' economia sociale perché non tutti i curpi soffrono eguali perdite (grave difetto se la guerra è· di . lunga durata); è contrario al sentimento nazionale, se la nazione ha leggi uniformi, e non si tratti di una confederazione tra parecchi Stati. Il secondo sistema causa alcuni difetti del primo; favorisce in singolar modo il sentimento nazionale; riparte fra le popolazioni delle varie provincie le perdile prodotte dalla guerra. JI terzo è, come il primo, contrario alla economia sociale. Non si può teoricamente ed in modo assoluto decidere quale sistema sia il migliore; mentre si deve tener conto della politica costituzionale dello Stato, della sua postura geografica, dell'istoria, delle tradizioni, ·e di molti altri dati speciali e tulli proprii a ciascuna nazione. In Germania, già ben prima delle ultime guerre, era in vigore, ed anche dopo vi fu mantenuto, il si-:stema territoriale. Il titolo I § 5° della legge militare 2 maggio 1874-, stabilisce che il territorio dell'impero tedesco, sia militarmente diviso in 17 circoscrizioni di corpo d'armata, suddivise in circoscrizioni di divisione e di brigata, e queste, secondo la cifra della popolazione e l' estensione del territorio, in distrelli di battaglione e di compagnia. Il § 13 poi (Tit. II) dice che gli inscritti di leva debbono essere chiamati al servizio nel distretto a cui hanno l'obbligo di presentarsi (1 ). Vi ha eccezione 1

J

2.27 pe1· gli uomini desLinali alla guardia che vengono re-clutati in lutto il territorio dell'impero. Vige anche nell'Austria in ordine al riparto del con.tingente, benché per man ier,1 meno assoluta, il sistema territoriale. Prima del '18i:>'I il modo di reclutamento variilva per ogni provincia; nel ,1858 venne modificato il metodo di sua applicazione, restando uno nelle norme generali che lo informano, e vennero conser;vate solo alquante restrizioni pel modo di essere delle var!e provincie ('I). La legge 5 dicembre ,1858 pre,sc1:1~; che. il rip~rto ?egli ~omini c!ati dalla leva (§ 3:2) .nei l.iverst corpi del! esercito, abbia luoo·o a seconda 0 dell'idoneità singolare d'ognun d'essi e cbe coloro i .quali rimangano dispon ibili dopo falle le assegnazioni alle armi speciali ed is tituti abbiano ad essere destinati al reggimento di fanteria che si completa nel cir.colo di reclutamento (2). In Francia la legge 7 agosto '1873 mantiene il secondo sistema, già prima in vigore, rig uardo all'esercito attivo, il quale si recluta (Art. H) sul complesso .del territorio nazionale. Nel caso di mobilitazione gli eff'elLivi de i diversi corpi si completano coi militari in disponibilità od appartenenti alla riserva che hanno domicilio ~ella regione. ED ORDINAMENTO DEGLI ESlWClTI ECC.

1

1

(1) Chacun des régiments de l' armée prend ses recrues dans Ics circonscriptions déterminées qui sont tout !es a11s !es memes ... L'oflìcier

superieur de la ga1·de, membre dc la commission départementale désigoe !es hommes qui doivent entrer dans la garde. li peut cl:oisir dans toutc la liste, en ne consultant q ue les intérets de l'État. (LUDJNGHAUSEN) .

. (1~ Così vennero mantenuti i confi ni milita1·i ed il sistema speciale dt difesa pc! Tirolo e per Voralberg, istituzione quest'ultima conserv~ta a1~ch~ dalla legge ora vigente, mentre in seguito ad essa i reggimenti dt frontiera vennero soppressi. (2) Esistono nell'impero austro -ungarico 80 circoli di reclutamento1 .che corrispondono agli 80 reggimen ti di fanteria.


228 STUDIO INTORNO AL HECLU'l'AMENTO ECC. I giovani chiamati alle arm i solo per un anno, vengono assegnati al corpo della regione in cui sono iscritti (Art. 20}. Quanto allo esercito territoriale, la formazione dei diversi corpi o·nde consta ha luogo secondo la suddivis·ione delle regioni per la fanteria; sul complesso della regione per le altre arme. Analoghe alle francesi sono le disposizioni delle nostre· leggi. Le reclute dai distretti mil itari vengono ogni anno dirette ai vari corpi dell'eserciLo permanente a seconda del riparlo che prescrive il Ministero della guerra, e che è informato al concetto di avere i vari corpi composti di individui di talune prestabilite provincie. La milizia provinciale -invece è ordinata pei ·distretti militari in battaglioni e compagnie ('I). Della truppa di complemento (2) il Ministero della guerra può disporre per rinforzare e compiere· qualsiasi corpo di truppa dell'esercito permanente o della (Continua) milizia mobile. ·

DELL1 A ZIONE UNITA DE LL.l

LANCIA E DEL MOSCHETTO

CARLO BUFFA DI PERllEllO

Maggiore nel 10° regg. fanteria.

(~) Legge rn luglio 1871. Art. 23. (2) _Legge 30 settembre 1873. Art. 71.

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I

La Rivista militare ha pubblicato nellà dispensa dello -scorso marzo un lavoro dell'egregio capitano Settimo Delfrate avente per titolo: Azione 1mita della lancia e · del moschetto nei reggimenti di cavalleria, nel quale egli cerca di stabilire l'opportunità dell'associazione del lanciere e del moschettiere nell'unità tattica dello squadrone. A tale uopo propone: « Una specie sola di cavalleria montata, equipaggiata, armata, istrutta nello stesso modo e che di nome e di fatto sia cavalleria leggera. « Ogni squadrone di quattro plotoni della forza se-condo l'organico in vigore, due armati di lancia, sGiabola e pistola eia chiamarsi lancieri, due di moschetto e sciabola (e precisamente il 2° e 3° plotone) da chiamarsi moschetLieri ». · !Ui permetta la direz ione della .Rivista di manifestare la mia opin ione contraria a siffatta proposta, la quale, per quanto almeno a me sembra, non raggiungerebbe lo scopo prefissosi dall'autore, e invece di accrescere la forza della cavalleria riuscirebbe a disorganizzarla; oltrechè non sarebbe opportuna dal punto di vista teorico ed in ispecial modo dal punto di vista pratico .


230-

DELL'AZIONE UNITA

Mi proverò di dimostrarlo. Dopo la guerra del 18'10-7~, nella quale, come è noto, la cavalleria tedesca colse allori imperituri e richiamò l'attenz ione di tutto il mondo mi litare, un numero considerev(lle cli scri llol'i s'occupò delle cose di cavalleria . Il servizio cli esplorazione e qu.ello di sicurezza del!~ truppe in marcia furono invero i principali soo·cretti di ' l , 00 stucl JO; ma ne ,tratlare di queste importanti questioni non si poté far a meno di trattare le altre, parimenti importanti ed in istretto rapporto colle prime, attinenti all'organizzazione, all'armamento, all'equipaggiamento, ecc. N.on starò a riandare tutto quanto fu scritto in proposito, ma ten endo conto delle opin ioni espresse da(J'li . . " . o scr,tton p1u noti e competenti credo non andare errato ~sse~·endo ?11e. i.n generale si proclamò l'utilità cli po ter 1mp1egare, rnchflerentemente ogni reggimento in qual unque servizio senza farne conseguire 1nenomamente la necessità di avere un sol genere di cavalleria. Le campagne napoleoniche, la guerra d'America di secessione e quella franco-germanic·a del ,J 870-71 hanno dimostrato all evidenza che tutta la cavalleria deve trovarsi in grado cli essere impiegata nel servizio di avanscoperta e sul campo di battaglia ; dal c~e si dedusse il principio di un'unica eù uguale istruz1.one per qualunque reggimento di cavalleria, sia questo d1 dragoni, sia di ussari , ulani o corazzieri. Si discusse dopo l'ultima campagna la soppressione dei corazzieri , ai quali invece Napoleone I v.nnelteva la massima importanza; ma in generale l' opinione di ridune ad una sola specie; per esempio di dragoni, l'inti era cavalleria, non fn sostenuta con buoni argomenti da alcuno. Tu tti, gli scrittori riconoscono la necessità, senza parlare degli uomini, di dovere e potere impiegare tutti i .cà-

I

23il

DELLA LANCIA E DEL MOSCHETTO

valli di grande e piccola statura, e quindi di mantenere le varie specie cli cavalleria. Le misere condizioni poi in cui trovasi l'Italia rispe tto all'industria cavallina, le quali rendono tanto diffìcile l'incetta annuale delle rimonte necessarie all'esercito, si impongono più che in qualunque altro paese per renderci fac ili nell'accettazione d'ogni sorta di cuvalli. L'agro romano ci fornisce ottimi cavDlli militari, che ci possono essere invidiati da qualunque esercito , ma molti di questi sono d'alta statura; l'Ilalia centrale, il Veneto ed il Napoletano ci danno 1.:avalli di mezza wglia e piccoli; per la necessità aclunque di servirsi di tutto questo materiale-ca valli io credo assolutamen te indispensabile di avere almeno due sorla di cavalleria. Per tal modo impiegando ~gni genere di cavalli, alti, mezzani e piccoli che ci può for nire. il paese, si potranno montare i lancieri coi cavall i più alti, ed i cavalleggeri cogli allri . Cosl noi avremo 10 reggimenti di cavalleggeri che · potremo considerare come cavalleria leggera, e 1O reggim enti di cavalleria mezzana. Cavalleria pesante del resto non sono certamente i nostri lancieri; ma non penso nepp ure che sia giusto di chiamare leggera tutta la nostra cavalleria. La pi·opos ta poi <lei cap itano Delrrate di una so la specie di cavalleria, h) quale di nome e di fa tto sia cavalleria leggera, riesce diffic ile a comprendersi Òve si rifletta che essa, per l'armamento ed equipaggiamento, è $Ovracarica di peso. Non credo ammissibi le sotto alcun rapporto che si possano montare i due plotoni cli lancieri con cavalli d'.alla statura, ed i plotoni moschellieri con cavalli di mezza taglia o piccoli. Uno squadro ne cosi formato, a mio avviso, non potrebbe assolutamente manovrare, essendo impossibile di ottenere la tanto necessaria 1

1

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~32 DELL' .;\ZlONE UNITA uniformità di and11ture; quindi non comprendo questa cavalleria leggera armata di lancia e montata su alti cavalli. Una cavalleria leggera di nome e di follo sarebbe quella che possedesse cavall i piccoli, ma tarch iati e robusti, uomini piccoli non troppo pesanti, un equipaggiamento ridotto ai minimi termini, una sella leggerissima, e fosse ai·mata di sciabola e carabina. Questa risponderebbe al vero concetto di cavalleria legge11a; ma quella proposta nella Rivista del marzo scorso non possiede certamente tutti questi requisiti. ~fa andiamo av,mti. Un'altra questioneirnportante, e che molto fu discussa dopo l'ultima campagna, è quella riflettente l'armamento; da quasi tutti gli scrittori, e presso tutti ali eserciti si riconobbe la necessità cli dolai·e la cav:tlleria d'un'arrna a fuoco, affinchè i reagimenti a ca. o vallo ouengano una maggiore indipendenza ed anche · un certo valore difensivo. ll fatto che gli ulani prussiani nel secondo periodo della campagna si armarono ogni volta che ·loro se ne presentò l'occasione d'un chassepot, è in complesso l'argomento più importante ehe si adduce in appoggio del quesito. Del resto il tempo ha giù fotto ragione <li' tutte le esagerazioni che si fecero strada a questo riguardo; e ris tretta la questioue in g iusti limiti, l'imp iego della cavalleria appiedata non può trovare ragionevoli oppositori, q uando cioè si ammeua come principio che il combattimento a fuoco è sempre un'eccezione per la cavalleria. Molti, senza però dirlò apertamente, sognano ancora una fan teria montata, e non vedono nel cavallo che un mezzo di LrasporLo per trasferirsi celeremente da una Joccdità ad un'altra.

DELLA LANCIA E DEL ~IOSCHET'l'O 233 Un inesatto npprezzamento dell'operato della ca,valIeria tedesca nella campagna del ;1870, ed il ricordo di quanto fece la fante ria americana montata (che non può dirsi cavalle ria) nella guerra di se,;essione, condussero taluno a quest'erronea idea; però l'opinione odierna è affatto in opposizione colla stessa (·I) . Oggigiorno in Europa l'opinione più accettata si è che debba.si considerare e mantenere la cavalleria, come fu sempre, quale arma offensiva, e propugnasi l'adozione del mosche tto, onde possa, come eccezione, - valersene in quei pochi casi {di(esa di un ponte, di una stretta, di un villnggio, ecc.) nei quali eflettiva:mente alcuni cavalieri appiedati possono prestare un valido ed efficace aiuto . E qui mi piace riportare ciò che in proposito si .legge nel nuovo rego lamento di evoluzioni della cavalleria prussiana edito nel ,J 873, e qualche brano tolto dai pregevolissimi studi del colonnello Yerqy du Vernois (2) . Il regolamento prussiano all'articolo 28, il quale tratta appunto del combattirnento a piedi, dice letteralmente: « La cavalleria può Lrovarsi nel easo, quando ciò « sembri opporlllno, d'impiegare una parte del tutto « a piedi in un cornbaLLimehto 11 fuoco, senza perciò « derogare al suo vero ufficio , qitello di 1nuovere « incontro al nemico coll'armi bianche »; e qui se-

(1) Lo stesso americano colonnello DsNrsoN, nell'eccellente suo libro sulla Tattica odi•rna della cavalleria, parlando delle operazioni eseguite dalla cavalleria in quella campagna, non la chiama cavalleria, ma fanteria-montata. Le sue idee poi sulla vera cavalleria sono le ,stesse che preva lgon o a tale riguardo in Europa. (2) Studien iiber Truppen-Fi.i.hr-ung. - 1I Thcil. - Die CavallerieDivisioo im Armee-Verbande. - Berlin 1874, ~iittler.


231 DELL'AZIONE UNITA guono alcune norme semplicissime per l'appiedamento· dei soldati. Il colonnello Verdy consacra al combattimento a piedi della cavalleria molte pagine, e studia questa questione colla mass ima cura sotto i due aspetti del combattimento difensivo e di que llo offens ivo. Il colonnello Verdy, partigiano del resto delle armi a fuoco, a segno che vorrebbe armato di carabina ogni soldato degli ulan i e dei corazzieri, ammeue che il combattimento a fuoco presso la cavalleria dev'essere considerato come una circostanza eccezionale, e se ne ripromette dei vantaggi nel solo comhalli mento difensivo. Ma la necess itò. di dotare i reggimen ti dì cavalleria cli un'arma a fuo co è invo cata specialmente da coloro, i quali sostengono che la cavalleria non deve essere arresi.ala nel servizio di esp lorazione da poche forze di frrnter ia. Il Vercly scrive in propo sito le seguenti · parole., le quali acquistano per noi una speciale importanza : « Avviene molte vo lte, egli scrive, che grosse t'nasse « di cavalleria debbono arrestarsi inriarizi ad una stretta. « (Defilee) occupata da piccoli reparti di fanteria, ed « appunto da ciò crebbe la voga di una buon' arma « a fuoco per la cavalleria. Jfa non si mitrano illii« sioni circa il modo col qtutle ques ta devesi imzJicga1·e, « e non si batta unct falsa strada. Certamente nel caso « di sorpresa del nemico negli accantonamen ti, o quando « la sua interna fermezza è scossa, ovvero a.llorchè slt10li « di marci-udeurs s'aggirano qua e là, e dopo una gran « disfalla che centinaia di dispersi e fuggiasch i si tro« vano raccolti in una località, la caralleria può ec« cczionalmenLe intraprendere un attacco· a piedi ed « ottenere anche un fel ice risultato. « E vogliamo anche ammettere che ima brigata cli' « cavalle1·ia appiedandosi, e specialmente se appogg1·atà

!

DELLA LANCI.\ E DEL )10SCREIT0 235 « a dovere da wia batteria a cavallo, può con attacco « diretto r·espingere cla im villaggio unci compagnia, cli « fanteria. Contro ,u n abile nemico 7Jerò si subiranno « tali perdite che la forza di combattimento (Gefochts« kraft) scwà, cli poi dùninuita ùi modo assai conside« revole ». E più sotlo: « L'armamento co n una buon' orma da fuoco aum enta « di mo lto l' indipendenza della cavalleeio:; ma dessa « non può in vernn modo essere imp iegata in tutte « quelle azioni, il cui punto risolutivo spella alla fa n« teria. Sarebbe precisamente il caso , che fatta rnon- « tare a cavall o una co mpagnia di fanter ia. Ja si vo« lesse im pie<Yare in tulli i servizi dell a ca vali eri a ». 0 Secondo il colonnello Verdy adunque è d' uopo di abbandonare l.'idea di poter impiegare offensivamente la cavalleria appiedo.la; ma qui appunto sarebb e l'utililà principale che dovrebbe arrecare l'arma a fuoco alla cavalleria·, in ispecie nel senizio d'esplorazione per non essere arrestata da pochi uom ini di fanteria. Ed amm esso che con vera utilità, e con perdite adeguate al van taggio da ricavarsi, non si possa impegnare che un comba ttimenLo difensiro, si comp rende faci lmente cl1 e sohaoto in poche circostan ze la cava lleria potrà trarne vanta ggio. Del resto gli esemp i di combattimento di cavalleria appiedata che ci fornisce la campagna franco -germanica si riducono a ben pochi. Nel primo period·o di quella guerra po i, il quale è l'unico che fu com battuto fra due eserci ti rego lari avversari , non risùha. che gli ulani tedeschi abbiano sen ti to la necessità ùi raccogliere il fucile francese. In seguito la comparsa elci (rancs-tfreurs, i borghesi che accogli evano a fu cilate gl'isola.ti ·cavalieri tedesch i, e più tardi il terren o scurissimo (campagna nell'ovest della Francia), e coperto


1 236 DELh AZI0NE UNITA ·d i neve e di ghiaccio, ecco le vere cause che negli ulteriori periodi della campagna fecero nascere il bisogno della carabina . · Io però non intendo combattere ad oltranza l'idea o mai troppo diffusa ed accettata dalla necessità di dotare la cavalleria di un buon moschetto; credo anzi che benissimo operò il nostro Ministero armando collo stesso i nostri '10 reggimenti di cavalleggeri. l\'Ia proprio non veggo l'assolllla necessità d i avere tutta la cavalleria in possesso di un'arma, la quale sono persuaso non potrà arrecare nelle guerre future quei grandi vantaggi che ora molti se ne ripromettono. Del resto l'idea sostenuta nella Rivista che armando ogni squadrone di lancie, moschetti e sciabole s'aumenterebbe la forza ed attiLUdine alla guena della cavalleria, è più che giusta, quando la si consideri soltanto da un punLo di vista teorico molto elevato; ma in allora perchè non proporre, come il Verdy, di dare il moschetto ad ogni soldato cli cavalleria? Questa proposta ·almeno ha il solo inconveniente d 'aumentare di molto il peso del cavallo, ma nessuno degli inconvenienti che arrecherebbe l'organamento proposto, secondo il quale l'Italia non avrebbe più nè un buono squadrone cli lancieri, nè un buono squadrone di moschettieri. L'autore della p roposta che ho preso ad esame crede che« uno squadrone con 50 Jancie e 50 moscheui, se ben comandato, cli/ffoitmente resterà inattivo in qualunque cù·costanza di guerra, e che il simultaneo concorso di 50 lancieri e di 50 moschettieri metterà sempre nella poss ibi lità d'intraprendere operazioni che difficilmente s i sarebbero potute concepire ed arrischiaee con 400 lancie e 1100 moschetti chiamnti ad agire separatamente ». È questa un' idea per avventura troppo esagerata deÌl.e operazioni, che ora specialmente possono essere affi-

237°

DELLA LANCIA E iDEL MOSCHETTO

date ad un solo squadrone della forza di 100 cavalli . Non devesi infatti dimenticare che questo squadrone non sarà di ,t 00 cavalli che al principio della campagna, e che dopo qualche giorno dr servizio e · qualche combattimento tale effettivo sarà disceso a 80, 70, e fors'anco a . meno della metà; ed in questo caso chi può prevedere in qual rapporto rimarranno i lancieri ed i moschettieri? Che genere di squadrone sarà quello proposto quando, ridotto alla metà del la sua forza, avrà una pal'te armata di lancia, una parte di moschetto, ed una parte (sattufficiali, zappatori, trombettieri) di: sola sciabola? Estendiamo ora questa considerazione a tutta la ·nostra cavalleria, e mi si risponda: - dopo 15 giorni, o dopo un mese di campagna, durante il qual tempo avranno subìto perdite rilevanti, in quale condizioni si troveranno i nostri reggimenti? - Io credo fermamente che ogni colonnello si vedrebbe obbligato ·dalla stessa forza delle cose a riunire i moschettieri in uno squadrone, ed i lancieri in un altro, poiché è eviden te che moschettieri e lancieri non possono avére valore che riuniti in un certo numero. Coll'attuale organa- . mento invece, gli squadroni siano pure ridotti ad un terzo, od alla metà della forza , oppure dopo una battaglia, come i Tedeschi dopo Vionville, alcuni ·reggimenti siano obbligati a formare soltanto uno o due squadroni, questi sq uadroni almeno saranno sempre o lancieri o cavalleggeri, sqt1adroni insomma di cui potremo sempre servirci . Del resto, come si può sperare un gran servigio dall'unione di 50 moschettieri (e notisi che nel caso reale saranno · 35, perchè un terzo deve rimanere alla scorta dei cavalli degli -appiedati) e 50 lancieri se, per riescire vittoriosi di. una compagnia di fanteria , occorre una forza di cavalieri appiedati sette od otto volte superiore? 1

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DELL'AZIONE UNITA

DELLA LANClA E DEL MOSCHETTO

Se i 50 moschettieri con facilità possono essere trattenuti da 40 o ;f2 uomini di fanteria, quale grande vantaggio ne può ritrarre lo squadrone'? Non bisogna nutrirsi di illusioni; l'impiego della cavalleria in cam p1;1gna richiede oggigiorno forti masse di cavalli; brigate e di visioni di cavalleria sono indispensabili pel servizio di avanscoperta; grosse frazioni debbono sostenere ben da vicino gli squadroni incaricali dell'esplorazione, e grossi reparti debbono ancora seguire a poca lontananza a sostegno delle truppe che stanno innanzi. Soltanto operando in questo modo la cavalleria potrà disimpegnare il difficile ed importante mandato di riconoscere la forza e le posizioni del nemico, e mantenersi in continuo contatto collo stesso. I fre,quenti combattimenti che ne seguiranno forzatamente, impegnati da un partito per liberarsi dall'osservazione dell'avversario, e dall'al!ro per mantenersi nella posizione· presa, o per estendere maggiormente il raggio di esplorazione, le numerose pattuglie, ed il servizio dei po;;ti di corrispondenza, e la natura istessa del servizio faticosissimo, faranno sì che la cavalleria andrà sottoposta a perdite non indifferen ti. Grandi masse di cavalleria a dunque sono indispensabil i aflìnchè possano sopportare tutte queste perdite, e nello stesso tempo si conservino in condizione cli prestare servizio. Sul campo di battaglia le masse di cavalleria soltanto, come ad esuberanza lo dimostrò la battagl ia di Yionville (,16 agosto 4870), possono sperare d'ottenere qualche successo, ed ancora sotto la condizione es , senzi.ale d'essere ben comandate, e nel tempo di pace d'essere state addestrate a grosse fazioni. La carica di un mezzo reggimento o di un intiero reggimento, salvo eccezionalissime circostanze, oppure contro un nemico che già abbia perduto varie battaglie, .e che -sia fortemente scosso nel suo morale, non può c·on-

durre che a-ll'inutile sacrificio di uomini e cavalli senza .alcun vantaggio . È quindi inutile occuparsi dell'azione di un solo squa-<irone, la quale è circoscriua in una zona limitata; ma è d'uopo prendere invece in considerazione le brigate di cavalleria. Ora mantenendo il nostro organamento attuale e la formazione dell'esercito in guerra g ià stabilita, fa solo mestieri di forma1·e le brigate , addette al corpo cl'armatù, di un reggimento di lancieri e d'uno di cavalleggeri, ed in questo modo, per quanto sta in noi che possiamo disporre di forze così esigue di cavalleria, avremo riunito un numero abbastanza suffi-ciente di Iancie, sciabole e moschetti per poter intraprendere qualunque operazione sia sul campo di battaglia, sia nel servizio di avanscoperta. Certamente qualche volta avremo sollo mano uno squadrone lancieri, allorchè sarebbe più opportuno d'avere a disposizione uno squadrone di eavalleggeri, e viceversa; ma nell'organamento degli eserciti, come in tutte le cose· umane, è troppo difficile di raggiungere la perfezione. Comunque sieno le cose, io ho il più profondo convincimento che saremo sempre più forti colla ca.valleria organizzata com'è attualmente che non con quella. formata secondo la nuova proposta. Ed ora passiamo nel campo pratico. L'autore della proposta da me esaminata è d'opinione che l'organamento da lui progettato avrebbe anche come << caratteristi.ca speciale la facilità della sua pratica attuazione ». Mi si permetta di essere di un parere contl'ario; ed anzi soggiungerò che prati.camente è inattuabile per l'istruzione da impartirsi . ai vari plotonì. E I.o provo. ;Coll'attuale nostra orgamzzaz1one, e colle disposi-

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24.0 DELL'AZIONE UNITA zioni che regolano il servizi o interno, la cavalleria trovasi ogni anno nelle due ~eguen ti critiche condizioni: Dal giorno del congedamento della classe a,.nziana sino a quello dell'arrivo degli inscritti, cioè per ben quattro mesi, non si hanno uomini sufficienti per montare tuui i cavalli; secondo le località, si fa quanto è possibile per muovere giornalmente tutti i cavalli, eppure, ad onta di tutto ciò, è indispensabile ogni giorno la tanto dannosa passeggiata dei cavalli sotto mano. Dopo l'arrivo degli in scritti e dei cavalli giovani ci troviamo invece nell'opposta condizione di non avere cavalli sufficienti ai bisogni. Questo periodo dura per circa sei mesi sino all'epoca nella quale gli inscritti hanno ultimato la loro istruzione, e passano a far servizio nello squadrone insiem e agli anziani; ed abbraccia quindi tutti i mesi dal febbraio all'agosto, i mesi cioé che più specia lm ente dovrebbero essere dedicati all'istruzione dello squad rone. In questi mesi la situazione de' cavall i montati all'istruzione ed esenti è press' a poco '1a seguente:

Ca valli montati dagli inscritti ed istruttori dei medesimi giovani . . . . Id. esenti .. . . Id. all'infermeria Id. Id. montali dagli allievi eda i volontari di un anno Id. id. dai trombettieri . id. dagli anziani .. Id. Totale .

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Uls LLA !,ANCIA E DEL MOSCHETTO

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Ora io bram erni sapere, come mai andando in piazza d'arm e a tutto il mese di agosto con 35, ed anche, se si vuole, con 40 soldati (il che pe1·ò non acca de mai), si possa attuare praticamen te la proposta dei qnallro plotoni, due di lancieri e due di mòschettieri. t evidente che per mettere in esecuzione il proposto organamento sarebbe d'uopo che ogni !-quadrnne avesse semp1°e disponibili quattro plo toni della forza presèritta dall'organico in vigore; noi invece non li abbiamo mai (disponi bili). I plotoni poi nello squacll'one sono enti press'a poco figur ativ i, i quali. non hanno un'esis tenza propria·cJie nell'interno del quartiere, pelle riviste ecc. ; mn. allorchè lo squadrone monta a cavallo si formano due o tre plo toni (tre al più ) secon do la forza presente. Si capir,\ quindi facilmente che crueslo è un argomento che dimostra con troppa eviden za l'impossi- . bilità di formare il pl'ogeuato squadrone; e l'aulol'e di tal progetto riconoscerà, non ne dubito, che io non ho esagerato per nulla, ma che ho p1·cse le cose come sono effetti vamente e quali si presentano ai nqstri occhi ogni giorno. Atr.uando la sua prnposta sarebbe d'uopo cambiare l'inLiero organamento attuale, ed in prim o luogo formare degli squad1·oni a 200 cavalli e 250 uornini; ma allora Lratterebbesi di una nuova e sostanzi ale organizwzione totalmente differente da c1. uella che ho preso in disnrnina ('I ). ·

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4 35 A O()

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forza-cavalli

dellosqundr. (1).

(1) Qualsiasi cavalleria che avesse la nostra organizzazione, troverebbesi forzatamente nello nostre identiche condizioni. In Prussia, dove gli squadroni attivi, come presso noi, debbono istruire gli inscritti

ed i cavalli giovnni, si ripara a questa critica condir.ione perchò gli squadroni hanuo una forza maggioro di caval li, e porchè J"istru1.ione degli inscritti si compie nei mesi dell'inverno. li solo rimedio per noi sarebbe forse quello di chiamare sotto le armi io ottobre i coscritti di cavalleria, che così noi mese di maggio sarebbe ultimata la loro istruzione individuale e si avrebbe disponibile l'intero squadronA. (4) Napoleone 1°, io una sua lettera datai.a da Varsavia 1'8 gennaio 1807, scriveva al genera[ Dejean, ministro della gnorra a Parigi, ANNO xx, \'OL. 11. "6


243

DELL'AZIONE UNITA

DELLi\ LANC IA E DEI, MOSCHETTO

Dal punto di vista pratico si potrebbero muovere ancora molti ssime obbiez ioni a questo proge tto ; ma io mi limiterò a ciò che ho detto, perchè avendo dimostrato l'assoluta impossi bilità, per riguardo all'istruzi one, di un tale organamento, stim o inutile il dilungarmi maggiormente. Dirò invece una parola circa all'ulti ma parte, quella cioc relativa alla formazione dello squadrone. Lo squadrone sarebbe forma to di q uallro plotoni il 4° e 4.- plotone di lancieri, il 2° e 3° di moschellieri, ed i plutoni sarebbero normalm ente disposti in linea, l'uno accan to all'alt,·o, secondo il loro numero amministrativo, senza distinzione aléuna fra lancieri e moschettieri; il reggimento, lo squadrone, il plotone esegn irebbero tLlLli i movimenti dell' arma secondo le norm e in vigo1·e, e senza alcuna variazione. E sin qui tu tto sta bene. Lo squadrone poi, ollre allo spiegamento normale, pot.rebbe ancoro spiegarsi in linea disponendo le proprie lancie nella prima riga ed i moschetti nell a seconda ogn iqualvolta si presentasse il bisogno di questa· disposizione per l'attacco . Il meccanismo di questo spiegamento baserebbe sul movimento d'ogni plotone che si dispone su di una so la riga nel modo prescrillo dal cessato regolamen to del -1861. Così, per esempio, avendo lo sq uadrone in colonna

di plotoni col la destra in testo., il ,1° plotone (lancieri ) -si disporrebbe sub ito su di una sola riga ed il 4° plotone (lanci eri) porterebbesi in linea accanto al iJ approfittando della marcia in obliquo per stendersi su di una sola riga; analogamente procederebbero il 2° . e 3° plo tone (moschettieri) venendo a fo rmare la ;2a J'iga. lo non asserirò che questo sia un movimento diffici lissim o e troppo comp licnto, ma certamente si converrà che non è un rnovi rnento semplice. Lo spiegamento in linea è il movimento più irnporlante della ,cavalleria, quello che deve sempre esegui1:si in pres_enza del nemico, e molle volte sotto il fuoco del cannone, ed è perciò il movimento èhe vuol essere .eseguito co lla massima velocità, e dev'essere il più .semplicè possibile. In piazza d'arme ed al trotlo il movimento proposto forse .Jo si potrà eseguire facilmente addestrandovi accura tamente le truppe, ma sotto il fuoco nemico, al galoppo allungato ed in mezzo a' nuvoli di polvere, secondo il mio parere, è un movimento d'impossibile au.uazione. E qui pongo termine a questo scritto, non per mancanza çji argomenti , ma bensì pe r non tediare inutil mente il benevolo Jellore che mi avesse seguìlu fin quì, e perchè mi sembra di aver dimostrato a suffi,cienza la tesi che m'ero proposta .. O

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le seguenti parole: , È mia intenzione di avere prima del mese di maggio 80,000 cavalli. Non deve~i creare nuovi quadri, ma ingrossare i reggimenti portandoli a ,1000 cavalli. L'effettivo degli squadroni di cavalleria pesante fissato a 180 cavalli lo si porterebbe a 220. Gli squadroni d: cavalleria leggera sono ora ridicoli; essi non hannno presenti sotto le armi I 00 uomini Colla nuova organizzazione, si porterebbero a 300 o 350 il che non avrebbe alcun inconveniente pei movimenti.>> Vedi Correspondance de Napoléon l" , lettera 11585.

MARZIALE BIANCHI o' ADDA Tenente nel 3? cavalleria.

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IL RIORDINAMENTO DELL'ESEI\ClTO FRANCESE

<'.la Francia non è venula meno al còmpito che s1 e assunto . Meglio però che le condizioni del 1187 11, converrà ricordare quelle che prer.edettero l'ultima guerra; qui ne faremo appena un cenno sulle generali, ma le ricorderemo nei loro particolari mano mano· che si presenterà l'occasione, giacchè non ci parrebbero abbastanza fondati quei giudizi che si limìtassero a considerare la distanza che separa quell'esercito dalla meta senza tener conto del camm ino da esso percorso. La Francic:i del secondo impero, è noto a tutti, si era occupata molto del benessere materiule, delle finanze, dell'industria, del com merc io, ma aveva trascurato le armi. Inorgoglita dai facili successi ottenuti in Africa e da quelli più difficili riportati in Crimea ed in ltaiia, piena la mente d<~ll e villorie della rivoluzione e del primo impero, passate ormai allo stato di leggenda, credette d'aver incatenato pel sempre la villoria al suo carrn, e si applicò interamente alle arti della pace abbandonando l'esercito alle sue tradizioni e al suo va.lore. Ma gli eserciti deperiscono quando non sono rinsanguati coi migl iol'i elementi della società, né il valMe personale è sufficiente, come la Francia studiavasi di credere, a· mantenerne intatta la riputazione -e la fo r·za qqando il valore morale e inleilettuale non è abbastanza elevato . La guerra del ·1866 fu unari velazione per la Francia, ma non produsse per allora altra conseguenza che una profonda ferita al suo orgoglio nuzionale, quantunque più tardi sia sto.La la causa prima della guerra del 18'i0. Tentò bensì il maresciallo Niel, allora ministro della guerra, di correggere lo stuto milital'e del suo paese coll'istituzione della guardiu nazionale mobile e col)'abolizionc dello. legge sull'esonerazione, ma quella ru creata in cond izioni cli esistenza affouo impossibili, e J'eserciw continuò a. vivere, come prima, d'una viut

IL RIORDINUIENTO D~LL' ESERCITO FlUNCESE.

Da più di tre anni la Francia lavora con febbrile attività al riordinamento del suo stato mi litare. Spinta dalla dolorosa memoria delle recenti sventure sublte e delle dure umiliazioni sofferte, inspirala da un patriouismo ardente e piu ancora da un prepotente bi sogno di ri alzare il presligio delle sue armi e ri vendirare le provincie perdute, essa pone in opera una volontà ed unacostanza ammirevoli, potentemente aiutata da quei grandi mezzi che la sua industria e le sue ri.cchezr.e le fornis con o. Egli è vero che i risultati finora ottenuti non corrispondono pienamente allf~ speranze concepite, sia perchè in ogni paese l'esercito subisce semprP1' influenza déleteria delle discordie interne , sia ancora pel disaccordo esistente fra gli clementi troppa aflezionati al passato ed alle sne tradizioni, e quelli che in esso ravvisano la sola causa degli ultimi disastri. Ma quando si ri cordi lo sto.to di sl'acelo in cui si trovava l'esercito francese nel 187·1, quando si rifleua alla vastità dell'opera di rinnovamento che allora tl stata iniziata e che ormai riposa sopra le· basi di un a nuova legislazione militare e di nuovi ordin amenti, affoi·zandosi ogni giorno con nuove armi e nuove e formidabili fortificazioni, conviene riconoscere che

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1L IllORD! NA~IEi.'iTO

propria più che cli quella della nazi one , che si mostrava sempee più aliena dagli obbli 0o-hi del servizio militare . Co.sì la Fran cia nel 1810 oppose agli eserciti tedeschi u_n esercito che non era la com pleta e fed ele espressione del paese, valoroso senza dubbio, ma debole di n umero e inferiot·e ai suoi av versari quanto a forza in tellellual e e morale, con ta nd o nelle sue fi le un terzo degli uomini che dello stato militare avevano fotlo mestiere. come surrogan ti o riassoldati con prem io. Se è dovere di tutti i paesi cli vegliare con ogni cnea alla conserva1.ionc e allo svil uppo delle loro forz e militari che sono chiamate a proteo·o·erne l'onore e ad . oo assicurarne l'esistenza, ciò è tanto pi ù necessario in Francia ove i governi non rappresentano ta lvolta che la prev_a lenz_a di un partito sull'altro, e sono qu ind i coslrettt a vivere di espedi enti ed a mirare più all a propri a conservazione che ai veri interessi del paese. :'ion v'ha dubbio, l'esito infe lice della g uerra del ,18':0 è dov uto sopratutto alla trascu rnnza dell'esercito da parle del paese e dei suoi rapprese nliJnti, trascuranza ne lla quale teovavano accordo amici e nemici del governo , qu9lli per cieca tede nei loro regg itori, questi per clit~ fide nza e timore di raffùrzarne il potere. Soltanto il reclut11m ento ed il bilancio erano oggello di se rio esa me da parte del potere legislativo, ma più che all'interesse dell'esercito questo mirnva, quan to al reGlutarnento, 1io-li interessi dei cittadini, delle industrie e del com,n erc~ e quanto al bilancio, ad im po l'!'e minori aggrnvi ali; finanze dello Stato. Tutte le quistioni cli ordinamento e di preparazi one per la guerra , era no lasci ate in balìa del governo. L'Assemblea nazionale, sorta dopo la g uerl'a, comprese la necessità di associare l' opet·a sua a quella del go ve rn o nell o studi o dei rad icali mutamenti che 1

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DELL ES1.W C1T0 FIIANCESE

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si erano mostrati indispensabili pel riordinamento delle forze. militari ·c1el paese, e nomin ò per tale scopo una grande commissione parlam entare composta di 45 membri. Sono essenzialmente dovute a questa commissione le più importanti leggi mi litari che finora furono elaborate e promulgate, sopratutto quelle sul reclutamento, sull'o1·dinarnento e sui quàdri . In esse e nel punto di attuazione al quale ora si trovano si può riassumere quanto finora è stato fotto pel riordinamen to dell'esercito francese. Di esse qui ndi ci occuperemo più specialmente in questo lavoro, non omettendo tuttavia quelle altre indicazioni che valgano a dare un più esatto concetto dello stato attuale di quel!' eserc ito. Tale essendo il nostro scopo , noi . ci ·aster~ remo da qualsiasi apprezzamento che non rivesta carattere puramente militare , ev itando con ogni cura tutto ciò che potrebbe rendere meno che spassionati i nostri giudi·zi .

I. Reclutamento.

Prima di trallare dell'attuale sistema di reclutamento daremo uno sguardo i:-etrospettiv0 a quelli che lo hanno preceduto. Senza risalire ai lcrnpi anteriori alla Rivoluzione del1'89, qtianclo ancora l'esercito si reclutava per arruolamenti volontari col mezzo dei racoleui·s, noi vediamo, nell'anno VI, adottarsi la pr·ima legge sulla coscrizione. Tutti i giovani dai ;20 ai '.25 anni sono ascritti all'eser· cito, ma rimangono alle case loro e non sono eh ia-

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!L IUORDINAMENTO

DELL'ESERCITO 1:11.ANCESE

mali in attività che per leg~e. È consAcrato il principio del servizio obbligatorio, ma non dura più di un anno per dare luogo alla sui-rogazione. Nel 18'14, la Restaurazione è i'naugurata coli' abolizione della coscrizione. Nel ,18·15 esistono delle legioni dipartimentali che si recluttrno per mezzo di arruolamenti volontari. Ma questo sistema non regge; e nel 18·18, per opem del maresciallo Gouvion-Sain t-Cyr, allora ministro della guerra, è promulgata quella legge sul reclutamento che è la base di tulle le leggi successive. ll contingente annuo è fissato a .rn,ooo uomini, i quali devono senire per sci anni sotto le armi, ecosLituiscono per a1L1·i sei anni, col nome di veterani, una risena cf,e può essere chiamata in caso di guerra. A differenza della legge sulla coscrizione, questa animette la liberazione definitiva degli uomini che non Canno parte del contingente, onde la sua applicnzione .non jncontra , come quella, ostacoli gravi. La surrogazione e il cambio di numero sono autorizzati. !\el 18'.20 le legioni dipartimentali create cinque llnni prima e reclutate nei rispetlivi dipartimenti, sono convertite in 80 reggi menti di fanteria che si reclutano su tulio il territorio della Francia. Di qui ha origine quel modo di reclutamento che ancol'n. oggidl costituisce la <lifferPnza essen ziale fra il sistema francese e il sistema territoriale . .\la i YeLenini non danno quei ri sultati che la legge del l 818 se ne ri pro111cttera; perciò nel 1824-, una nuova legge li sopprime, fissando la durata del servizio ad otto anni ed elevando il con tingente annuo da ,i.O a 60,000 uomini, dei quali una parte soltanto è chiamata, mentre l'altra rimane a disposizione del governo pel caso di bisogno. Nel 11830 si abbandona il sistema <lel contingente stabi le e si ammette come principio parlamenLa1·e la legge 1

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annua del contingente che si riproduce fino al ~ 870. Nel 1832, auspice il maresciallo Soult, la legge del 1818 è modificata. La durata. del servizio è ridotta a sette anni, è conservato il principio della riserva di,~h iarandosi che l'esercito si compone degli uomini sotto le armi e di quelli lasciati o inviati alle case loro. La smrogazio ne è mantenuta. Da quell'anno, e fino al tempo della guerra di Crimea, la legge annua stabilisce il con tingente ad 80,000 uomini . l\Ia coll'aumentare del benessere della nazione gli inconvenienti della surrogazione, che va acquistando ogni giorno maggiori proporzioni, si fa nno sernprepiù gravi e il paese se ne preoccupa. Segnatamente nel 1848, la cornrnissione incaricota di elaborare un progetto di. costilllzione, propone il servizio obbligatorio e la conseguente abo lizione della surrogazione ; Adolfo Thie l'S lo cornbatLe però con tulta l'eloquenza della sua parola e il progetto è respinto·. Tuttavia conviene rimediare agli inconvenienti che lo stesso signor Thier:; ri conosce; a ciò è destina.La la legge del •1855 sulla ùotazione dell'esercito che sostituisce alla surrogazione ordinaria quella amministrativa. È un'illusione; sotto quulunque forma la surrogazione è contra1·ia ai principii d'equità e agli interessi dell'esercito; ma non è tnuo: mentre colla legge del ,1832 essa ern tollerata, con quella del 1~55 è ammessa di pien diritto, ed è pure ammesso il principio demolitore che parifica l'imposta del sangue a quella del danaro . Gli sforzi delle {amiglie non mirano che a riunire il peculio necessario per ottenere J'esoncrazione dei figli; numero:;e associazioni si formano per promellere e speculare sulle esonerazioni; Io spirito pubblico rifugge sempee più dal servizio militare; i surroganti amministratiYi non sono più nell'esercito una 1


250 IL RI0HDINA11IENT0 classe inferiore alle altre come eran o considerati i surroganti ordinari, i riassoldati con premio popolano l'esercito di ·elementi vecchi ed inabili alla guerra;· ovunque lo spirito di speculazione si fa strada e i nobili sentimenti si affievoliscono; il prestigio dell'esercito va decadendo ogni g iorno. Negli anni 1865-·1866 i surroganti amministrativi e i riassolclati con premio ragginngono la cifra eno rme di HH-,000, onde gli uomini di leva incorporati annualmente non supe rano i 23,00.0. Tnli sono le funeste conseguenze della legge del 1855 · che, modificala appena nel ,18fi3 colla sosti tuzione pei riassoldati dell'interesse del 3 °/0 al ·pagamento della prima parle del prem io fino al momento della liberazione, non è abolita che nel 11868 col far ritorno alla surrogazione ordinaria. Il rnale però ha gettato pro{onde radici e, come accade per tulle le leggi sul reclutamento, i suoi effetti si faranno per lunghi anni sentire. Durante la guerra di Crimeu si manifesta J'insnflì. cienza del contingente <li 80,000 uomini che viene perciò· elevato a ,1.w ,000, rr.w. dopo la guerra ridiscende normalmente a 100,000 per rialzarsi ancora una volta nel ,1859 a quella cifra. E qui ancora si man'ifestano le conseguenze della legge del 1855, la quale riducendoad una cifra illusoria la prima pa rte del contingente, cioè quella incorporata, impedisce di avere in caso di bisogno numerose riserve d'uomini istruiti. Glì effetti di questa legge e gli avvenimenti del 1866 danno origine alla legge del •1° febbraio 1868. Si vuole avere un esercito attivo ed una riserva più numerosi e ._ meglio costitu iti, ed un esercito per l' interno, o guardia nazionale mobile, capace di dilenclere il territorio in caso d'invasione. Jl rnaeesciallo Niel propone di mettere a disposizione del governo le imi ere classi, de- dotti gli esenti e i dispensati, lasciando solo_alla legge annuale di finanza la facoltà di stabilire il riparto loro,

DELL'ESERClTO FHANCESE

in uomini da incorporare e uomini da assegnare alla riserva. Ma il corpo legislativo considera come troppo · gravi questi obblighi, qui ndi l'~ntica legge annuale sul contingente è mantenuta. li servizio pel co ntingente dura cinque anni nell'escr,~ito attivo e q1rntlro nella riserva. È istituita la gua l'cl ia nazionale mobile e la si compone con tutti gli uomini che, in ragione ciel loro numero d'estrazione, non ful'ono cornpresi nel contingen te, coi surroganti e cogli esenti. La durata del suo servizio è di cinque anni ed ogni :.inno dev'essere chiamata ad eser~ cizi o riunioni per non pit.l di qnindici vo lte, e sernprechè non durino più di 24 ore, compresa l'andata e il ri· torno . Ques te cond izioni to lgono qualunque valore all'istituzio ne della guardia nazionale mobi le. La legge del 18tì8 non funziona regolarmente che due anni, onde le manca il tempo di mani fesla~si nelle sue conseguenze. L'esercito del 1870 si risente ancorn di quelle della legge precedente. lnfalli, al '1° gennai,, di quell'anno, la sua composizione è la seguente:

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Ufficiali . 2i.S,04'7 Volontari, secondo la legge del 183'.z 57,911 Id. id. del '185f>(con premio) ,ltJ,52t> Riassoldati, id. del 1832 9,302 Id. · id. del l 805 (con premio) 6:3, 1315 Uomini di leva . '2"3,375 Cambi. di numero 1,,l, I 1 Surroganti . . 69,>163 Musicanti e<l altri 9,53{

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464,403

r\

La proporzione fra gli uomini cl1e servono mediante premio e l'effettivo non è quindi sensibilmente nmtatn; è ancora prossima al terw. Factndo astrazione degli ufficiali, si ha I uomo sn 7 che conta oltre "2 anni. di se rvi;1,io.


DELl.'ESEIICI'l'O F RAN CESE

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lL Rlùl1DINAMENT0

Per mostrare il valore morale relativo di questi vari .elementi, citel'emo solo i seguenti dati che togliamo -dalla statistica giudiziaria per l'anno 1869. I n quell'anno, O'li. uomini provenienti dalla leva ebbero 11 condannato°su 238 uomi ni dell'effettivo, mentre i riassoldaLi con premio ne ebbero ·I su 153; i surroganti 1 su 8 1; i cambi di numero 1 su 17; i volontari con premio~ su 66; i riassoldati ed i volon tari. secondo la legge del 1832 1 su 50. E le compagnie di disciplina fmono alimentate dalle .categorie ora dette, nelle seguenti proporzioni : 1

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Uomini provenienti dalla leva Riassold ati Volontari . Surrognnti Vo lontari con premio

,1652 dell'effettivo 344: iù. 280 id. 1: 2i0 id. 1: ,1: 126 id. ~

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,, :

1

Oueslc cifre non hanno bisogno di commenti. .\lle forze anzidelle conviene aggiungere 58,775 UO· mini della riserva, 56,740 delle seconde parti dei con tino·enti delle classi '1 86i- '1868 e 559, 358 uomini di t,ru;pa con ·1356 uffieiali nella guardia nuzionale mob ile. Ma cli tutti quesLi uomi ni, la maggior parte non ha alcuna istruzi one militare, e quamo al valore della guardia nazionale inol>ile basterebbe cousiclera.re · il numero esiO'uo ùei suoi ulftciali ove non fosse noto che nel ,J 870 ~ rn stata cost.iwita appena in alcuni dipal'tirncnLi dell'Est, mc:ntrc in tulli gli _altri gli uoqi_ini fu rono riuniti prima ancora che. avve111sseeo le nonune di coloro che doYevtmo cornancladi. Con questi clementi la Francia si trovò involta in una guerra colossale contro un nemico ebbro ancom delle villorie del 1866, supel'iore d i numero, di qualità e d'o rdinamento!

La Fran cia ha espiato duramente i suoi errori. Non oseremm o affermare che essa li abbia tulli compresi, e che a. tutti con egual cu ra vada. cercando rimedio; ma qu::1n to a quelli mìlitari, la prnfonda trasformazione dcli' esercito d1e é stata iniziata colla legge del ~7 luglio 1872 non permette di dubitarne. Questa prima legge militare che è sorta , si può dire, dalle rovine della guerra, e mentre an cora il paese era occupato dal nemico, porta l'impronta di quelle dolorose circostanze nel sup remo· prin cipio del servizio obbligatorio che ha sancito, ed è perciò una base del nuovo edificio miliu1re ben altrim enti sol ida di quante l'hanno preceduta.. La proclamazione di questo principio è tan to piìJ imporLo nle per la Francia quanto maggiore era l'avversione che esso le inspirava. Estendere a tutti i ciltad ini l'imposta ciel sangue, affratellare e nobilitare nell'esercito tulle le closs i della so cietà, rialzare il prestigi o dell'esercito ed in esso 1·avvivare lo spirito mili tare per estenderlo u lnlla la nazione, accrescere il numero degli nomini atti a difendere il pnese e le sue istituzion i, t,d i sono i vanlaggich e pror:w~ttc il principio del se rvizi o obbligatorio. .\ !frettiamoci per(.) a soggiungere, per non incorrere nella taccia di sentimen toli smo, che i più grandi principi i vogl iono essere considera ti, assai più che in astratto, nella loro pratica applicazione. Ed infatti perchè corrispondano cflicacemenle al loro scopo occorre che tulle le disposizioni della legge siano ad essi coordinate, cd armonizzino in modo da renderne possibile e facile il conseguimento. Qui sta il difetto principa le della legge del 1872, che men tre eia una parte proc la ma altamente il pri ncipio del servizio personale per tutti i cittadini, dall' altra conserva a cinque anni la durata del servizio sottole armi. Non insisteremo qui sulla relazione intim n 1

r

I ~


, 254

lL I\IORDlNAMEl.\'.TO

che corre fra l'uno e l'altra, e sulle conseguenze del loro disaccordo ; le cifre che andremo esponendo le rt>nderanno evidenti. . . Un precedente lavoro, pubbli cato in questa J{w1st~ nei mesi di novembre e dic<;mhre dell'anno 18,2, c1 di$pensa dall'addentrarci nel!' esam.e di que~ta. legg~; passeremo qu indi senz'altro a considerarne t nsultau. È bene tuttavia ricordare : 1° Che la durata del servizio militare è stabil ita . a 20 anni così riparti Li: · 5 anni nell'esercito attivo; 4: id. nella r iserva dell'esercito attivo; 5 id. nelresercito territoriale; (3 id. nella riserva deli' esercito territoriale; 2°Che il contino-ente annuo è diviso da l ministro. della o guerra in due parti: la prima che d.eve p~·estare cinqu~ anni di sei·vizio, la seconda da sei mesi ad un anno, 3° Che ì soli esenti per difelli fisici non hanno alcun vincolo al servizio militare, mentre i dispenrnti sono chiamali in tempo di guerra salvo quelli per ragione di professione, quando adempiono agli obblighi loro imoosti; 1° <:he gli insr.ritti i quali per debolez~a di cosL_ituzione fisica o per difetto di statura lascmo dubb10 sulla loro attitudine al servizio militare sono rimandati una od anche due volte all'esame delle leve successive. Al terzo· esame se non sono riconosciuti abili veno-ono defin itivamente esentati . o . fj Dei risultati della nuova legge non conosciamo 1nora in modo completo che quelli relativi alla classe del 187:z, ed in parte quel li della classe 1873 . Per approssimarci quanto più sia ~ossibile al vero, ter: remo quindi presenti, quando c, occorrera.nn?, quelli forniti dalle leggi anteriori per quanto esst stano applicabili alla nuova legge.

DELL'ESERCITO l1 P.ANCESE

255

Cominceremo col presentare i risultati probabili della fogge a rotazione compiuta; ci occuperemo in seguito di quelli relativi agli anni a r1oi più prossimi. Prendendo a considerare il numero annuo d'inscritti .che il reclutarnento ha dato nel periodo 1859-4 ~73, e tenendo conto dell'aumento prodotto dall'annessione <lella Savoia e di Nizza, e della diminuzione dovuta alla perdita dell'Alsazia-Lorena,. si 01ti.ene una media alquanto superiore ai 305,000 uomini. Siccome non vi ha ragione per credere che questa cifra debba subire in avvenire notevoli mutazioni, ad essa ci atterremo e sarà la base di tutti i calcoli successivi. Non altreuanto faci le è lo stabil ire il riparto degli inscritti annui ser.ondo gl i effetti della nuova legge. .Mentre i calcoli basati sugli anni che precedettero il '1873 darebbero secondo :1 libro del generale Vinoy, l' Armée française en 1873, i seguen ti risultali:

I

Contingen~ aonuo . Esenti per inabilità al servizio . Dispensati pel tempo di pace Dispensati in ogni tempo per ragione di professione

150,000 96,000 43,01)0 '16,000;

la relazione ufficiale sul reclutamento durante l'anno 4873 ci presenta per la classe del,. 1872 le seguenti cifre: 1

Contingente Esenti per inabilità . Dispensati in tempo di pace. Dispensati in ogni tempo per ragione di ,professione Inscritti marittimi, volontari, ecc . . Uomini destinati ai servizi ausiliari Rimandati per debole costituzione.

151,039 30,1,33 48,0'H .i,049 20 ,820 28,376

2·1,022 303,8 1o 1


256 11 RIORDINAMENTO Evidentemente alcune di queste cifre sono dovute al rigore esagera to dei consigli di revisione in questaprima applicazione della legge del 11872, e saran no senza dubbio nei prossimi an ni notevolmente modificate. Così il numero degli uomini destinati ai servizi· ausiliari subirà una forte riduzione che andrà in aumento degli esenti per inabilità; così ancora verranno sensibilmente aumentati quei dispensati che per ragione di professione sono liberi da ogni servizio. Quanto al contingente e alle due parti di cui si compone, abbiamo 1 seguenti risultati per gli anni 1873 e '1874: 1873

·J • parte l Esercito t Arroat;i di mare. 2• parte ..

':;!f-')90132 .,~ \ 89030 ~ ~ 502!3 ~- 6056, o~ .55884 è~i 57295 10:10;:iu

Rimandati della classe 1872 riconosciuti abili ed assegnati alla

1871

f

i " parte 28 parte

257

DELI:ESERClTO FRANCESE

I Esercito . . · · · · 85 ,000 parte ( Armata di mare . . · 6,000 ~12• parte . . . · · · · · · 03 ,000 150,000 1 /

'5\ ~

·~1 3

a

V

Dispens.ati !ntempodi pace~ \i.tolol apparieneo ti alla1• parie 4,000 provvisono come sostegn1 mfaid. alla 2•parte 2,000 migìia (ari. 22dellalegge) . . .

Dispensati pel tempo di pace per ragioni dt famiglia (art. 17) . . . . J)ispensat.i in ogni tempo per ragione eh pro fess ione (art. 20) . . . . . . . Volontari d'un anno, in seri lli marill1m1 ed al lrl • Iat1. a I servìZl · ·0 . . . : , giu>- vrnco .·, . Esenti in ogni tempo per mab1hta al se~\·.1z10 Uomini inabili nl servizio attivo, ma abtlt ad un servizio ausiliario . . Rimandati per ragione di statura o per deb?le costituzione ad una o due leve successive 1

4-5,000 10,000 20,000 !~5,000

rn,ooo 20,000

305,000

15238t 3875 3063

---~ 69;38

Si avverta però che tanto nella 4a, quanto nella ;z"'parte del contingente sono compresi gli uorriini che, sotto il titolo di dispensati come sostegni di famiglia (da non confondere colle altre due categorie di dispensati accennate più sopr,a ), rimangono effettivamente alle case loro; il loro numero· non può eccedere il 4 °/0 d'ell'intiero contingente. Tenuto conto dei dati esposti e delle avverten ze fatte ci pare abbastanza giustificato e prossimo al vero il seguente riparto degli inscritti d'ogni classe secondo i loro vincoli. ol servizio militare:

Mediante ques te cifre si può con faci liu~ dedurre il numero totale d'uomini vincolati all'eserci to che _saranno fornlti dal reclutamento a rotazione comprnt~ della legge del ,J 872. Presenteremo in cifre rotnnde 1 risultati del calcolo fatto nel seguente quadro, avvertend o: . 1 ° C~e 1~er .le perdite ~r?inarie c( sia?1?. ~tte~~~1 ai coefficientl stessi adottati m Franci a, c, oe. 1~ 4 ,o pel primo anno di servizio,_il 3 %pel secondo, 11 2 % per tutti gli anni succe~siv,i; . , ,, :z° Che pei volont.:-ir1 d un anno abbiamo fissato una media annua di '10,000 uomini, come quel!a che è assai prossima ai rìsultati medi delle tre chrnmate che finora sono state fatte; 3° Che una metà dei rimandati alla prossima leva è considernta nbile al servizio; ANNO

xx,

YoL. H.


9 58

IL RIOI\UlNAMENTO .

q.° Che non si é Lenuto conto degli uomini già vincolati al servizi o, siccome in generale appart.enenti alla parte pennanente della quale rliremo in seguito. come anche di quelli che non hanno alcun vincolo coll'esercito, cioè degli assegnati all'f,lrmata cli mare, degli inscritti marittimi, degli esenti per inabiliLà al servizio e di quella meLù dei rimandali cb e consideriamo pure inabili, le quali deduzioni riducono fa cifra totale dell a classe che en tra in servizio a 2SH 000 ' uomini. Ecco ora i risultati che abbiamo ouenuti: ~·§~

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Esercito attivo(5 clas.J 427000 268000 Riserva dell'esercito attivo (4 classi\ .. W)OOO l9-i000 Esercitoterritoriale (lS classi) . . . . . . . 3'lW00 221000 Riserva dell'esercito territoriale(6 classi) . 37HOOO 238000

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- -i- - 47000 240000 70000 1052000 34-000\1,3000 51000 762000

390()01198000 f>8000 870000 42000 2·] aooo G2000 !):¼000

DELL'ESERCITO FRAN CESE

259

)la lasciamo da parte l'esercito territoriale che è appena in via di costituzi one, e che può solo offrire qualch e interesse in tempo di guerra, nel qual caso i 600 , 000 uomini che sono ascritti alle sue prime 5 clossi, fra prime e seconde pnrli dei contingen1i e volontari d'un anno, sono più ~he sufficienti a fornire i 4-00,000 chP. potranno essere inquu.<l rati. Di ciam0 piuttosto deWesercilo attivo e della sun risena, che costitui scono il vero esercito di campagna. 11 loro totale raggiunge pur sempre In cifra considerevole di ·1,800 ,000 uomini che non cessa di esser tale deducendon e i 4.00,000 dispen sati come privi d'istruzione militare e i 4'20,000 ausiliari che, quando pur fossero utilizzati, non lo sarebbero mai come combattenti . Riuuardo ai dispensati si uffacci11 qui un'osserva zioni. Ln lE'gge del 4872 stabilisce che essi siano chiamati in tempo di gue rra come gli. altri uomin i delle loro classi. La legge del 24.- luglio 1873 itwece, senza abrorrare quesla disposizione, lascia facoltà al mini stro delft guerra di chiomare tutti o parte degli uomini delle diverse clossi del la disponibilitù (.1) e della ri serva. Si direbbe che al momento in cui fn elabOJ·ata la legge del 18'73, i legislatori , meglio eùoLLi dei risultati di quella del 1872 e costretti a tenersi in un campo pi(t pratico, abbiano voluto correggere il senso troppo ~ssolulo di quello prima disposizione ed evitare 1:i. rmnione d'uomini, e specialmente dei dispensati, che sarebbero un icamente d'ingombro nei momenti critici della mobilitazione. Ammessa quindi l' orport.unità. della dispos izione del 4873 riman e pure implicitamente am1

Totale .. . 1470000 921000 '16200;1821:000 24'1000 3618000

I F'errniamoci per un istante a considerare queste cifre. Anzitutto il lettore mii itare non ha bi.sogno di essere premunito contro il loro valore apparente. Egli riflet terà che i dispensati e gli uomini destin ali ai servi zi ausiliari sono privi di ogni istruz.ione militare, e che quelli dell'esercito territorialo e della sua riserva distano da 5 a , 5 anni dal tempo in cui hanno prestato servizio, contano da 29 a 4-0 anni d'età e sono per la massima parte padri di famig lia.

( ~ j La disponibilità compr~nde tutti gli uomini che senza essere effettivomento in servizio appartengono alle 5 classi dell'esercito attivo: seconde parti dei contingenti, classi congedate per anticipazione, volontari d'un anno che hanno ultimato il loro servizio, ecc.

I


260

IL IllOllDINAMENTO

messo il difetto di quella del 1872. Ma questo difetto riveste inoltre il carattere di ingiustizia quando si riflett.a che la maggior parte dei dispensali , segnatamente quelli a titolo provvisorio come sostegni di famiglia., noo possono avere maggiori diritti all'esenzione di quelli che avranno molli uomini dell'esercito territoriale che sono maggiori d'eLii, probabilmente capi di fa miglia. e che hann o già prestato il loro servizio. Ed ecco una prima conseguenza del disaccordo esistente fra il principio del servizio obbligatorio e lél ferma di 5 anni per l'esercito atLivo; che se qu estafosse stata ridotta, ad esempi o, a 3 anni avrebbe permesso di impartire ai dispensati quel primo grado di istruzion e che non è consentito dalla legge attuar e. Nè ci si dica che l'art. 25 di questa legge li obb liga a certi esercizi che saranno determinati dal Mini stro della guerra; lo sappiamo, ma sappiamo · allresì che finora non furono chiamati, ed è molto dubbio che ciò si possa fare in avvenire trullandosi di un num ero tanto considerevole. Passando ora a considerare il nnmero d'uomini realmente utilizzabili, troviamo nello specchio ultimo le seguenti cifre per l'esercito attivo e la sua riserva : 1

1a parte del contingente 2" parte id. Volontari d'un anno. 1

737,000 462,000 s ,1 ,000 1,~80,000

A questi bisogna aggiungere la parte permanente ( 1), cioè Lulti quegli uomini che non provengono dalla leva 1

U) La parte permanante si può considerare composta nel seguente , modo, secondo cifre in parte esatte cd in parte approssimate o pro-· babili :

DllLL' ESE.RCJTO FRANCESE

26 1 1

·e che si possono valutare secondo lé maggiori probabilità a non meno cli '130,000 uomini; si ha. coshm totale di ·J ,f.,10,000 uomini. Volendo fare una larga parte ai quadri dei depositi, alla gendarmeria, a quei corpi che in caso di guerra rimangono ali' interno o 111 Algeria, e a tutti quei non-valori che per un motivo qualsiasi non possono far parte dell'esercito cli cnrnpagna, dedurremo 1 10,000 uomin i; per tal modo rimangono effettivamente disponibi li per quesl'cser-cito ,1 ,300,000 uomini. Ora, secondo la legµ;e sui quadri che è stata reeenternente promulgata, la forza massima di un corpo d'esercito in tempo di guerra potrà raggiungere, od approssimarsi aHa cifra di 40,000 uom in i, e poiché questi corp i sono in numero di 49, compreso quello d'Algeria, potranno complessivamente inq uadrare una forza di 760,000 uomini, ai qua li aggiungendo le ,riserve generali in cavalleria, artiglieria e genio, i grandi parchi degli es erei Li , i loro quartieri generaii, ecc., si giunge a un dipresso alla cifra di 800,000 per l'effeui.vo dell'esercito di campagna. · Da ques ta semp li ce esposizione risulta chidramente che i risultati della nuova legge si prestano ad una 1

Ufficiali. . . . . . . . Gendarmeria dipartimentale . Guardia repubblicana . Volontari . . . . . . . Riassoldati. . . . . . . Tiragliatori algerini e Spahis Legione straniera . . . . Uvmini t rattenuti sotto la armi per effetto di condanna •. Stati maggiori ct·artiglieria e genio, personale amministrativo, musicanti, ecc.. . . . . . . . . . . .

26,000 23,000 4,000 25.000 25,000 ~ 0,000 ~,500 ~ 0,000 4,500 130,000


2lt2 lL 1\IORDlNBIE!'iTO vantaggiosa combinazione per quesL'esercilo, quella cioè di costituirlo unicamente con uomini delle prime parti dei contingenti che hanno in media 3 anni cli. serrizio. ·lasciando le seconde pani ai depositi come . Lruppe di eomplemento; ma rimangono ancora disponibili o00,000 uomini, e per inquadrarli tutti sarebbe necessal'io, o raddoppiare il ·numero delle compagnie di deposito, od assegnare 1,000 uomini 11 ciascuna cli esse. ~on diremo che ciò non sia possibile, dopo la mobil iLazione dell'esercito allivo, ma quale necessità potrebbe indurre a teuere ai depositi uei primordi della guerra una forza to.nto spropo rziono.ta all' esercito combattente e mentre già si troveranno riunili i 400,000 uo mini clell'eserciLo territoriale come truppe di seconda lin ea? La Francia avrebbe così in tutto 1,800,000 uomini sotto le armi mentre la Germania nell'ag·osto del 'i870 non ne aveva che 1,183,389, e nel febbrai o 187•1 (cifra mass ima ) ,J ,850,787 (V. Lùdinghausen, edizione del -1874,) (·I). A.dunque in caso di mobilitazione non bastel'à lasciare àlle case loro i dispensati di tulle le 9 classi che appartengono all'esercito auivo o alla suo. riservi); converrà ancora aslenersi dal richiamare 250 o 300,000 uomini dei loro contingenti, vale a dire, o gli interi contingenti delle classi 8~ e 9", o almeno una metà delle seconde pnrti. Non sarebbe egli stato più prat ico il fissare a 7 anni come io Prussin la durata tot ale del serviiio fra esercì to attivo e riserva? Si può e si deve ammeuere che una legge sul reclutamento offra la siemezza di poter far fronte a tulle le eveni enze possibili, ma qu i evidentemente questo

I )

1

(,f) È vero però che dopo d'allora la Germa nia ha creato il suo ~ 5°

corpo e si è posta in grado di aumentare anche maggiormente le sue forz e.

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t

I

263

DELL' .ESEl\ClTO FRANCESE

còmp ito è oltrepassato poichè si impartisce l'istruzione mil itare, con inutile aggravio della pubblica finanza, ad un numero d'uomini superiore a quello utilizzabile. Ed ecco un'altra conseguenza della incompatibi lità dell'obbligo generale al serv izio colla ferma di 5 anni pe r l'esercito atlivo . In tempo cl( pace siffatta incompatibilità si appalesa in modo anche più evidente, poichè è chiaro che in nessun paese le finanze sono tanto ricche da perm ettere di mantenere in armi 5 intere classi, che per la Francia darebbero, insieme colla. parte permanen le, una forza bilanc iata di circa 730,000 uomini. La recente legge sui quadri slabilisce pel te~~o d_i pace_ una forza min ima di circa 4-t°>o,000 uomini, a1 q ual1 aggi ungendone, secondo il hilanr,io ciel •I 875, circa 27,000 per la gendarmeria, si ottiene una forza bil an· ciata di 48'2,000 uomini. Ora, se non si vorri:1 oltrepassare questa cifra sarà giuocoforza non solo mantenere a 6 mesi la durata di servizio della 2a parte del contingente come si è fatto finora, ma inoltre ridurre effellivarnente a tre anni o poco più la durata di servizio pe r· la 11• parte. Infaa i secondo i dati che abbiamo esposti ed i coefficienti adollati per le perd ite ord inarie, le prime parti deicontingentidelle prime tre classi ascendono a263,000 uornini,le seconde pa rti a '164,000 che rispetto alla forza bilanciata si riclueono a 82,000 (per.c hè non prestano che 6 mesi di servizio), e la parte permanente a 130,000, in tutto 475,000, cifra (:ome si vede assai prossima a quella stabil ita dalla legge sui quadri . Tali saranno fra breve gl i inevitab ili risulta li della legge del 1872. Fin qui abbian10 ct,nsiderati gli effetti del recliHamento francese a rotazi one compiuta della nuova legge , ma quel tempo è ancora lon tano, quindi C'i pare opportuno di presentare i risultati delle nostre ricerche 1


264,

IL IUORDlKAlIENTO

intorno alle forze di cu i la Francia può disporre attualmeole per effetto della legge anzidella e di qu~lla del 1868. Anche qui lascieremo in dispo.rte l'esercito te1Titoriale che non e an0ora costituito. Diremo solo a suo riguardo che nello scorso anno si è dovuto anzitullo procedere al censimento delle <.;lassi chiamate a farne parte ( clnssi dal Ht60 al 1866 per l'esercito territoriale e dal ,1855 al 11850 per la sua riserva), e r:he in seguito tutti questi uomini furono solloposLi alln visita dei 0onsigli cli l'f!visione com.e si opera per . le nuove leve. Dai giornali francesi si è pat'lalo in quella <.: ircostanza di cifre che oltrepa-,sarnno i tlue milioni d'uomini, le quali per noi non hanno Altra importanza fuor di quella che potranno rappresen tare i 400,000 inquadrabjli qunndo quell'esercito sarà costitui to. E quantunque la sua 0oslituzione abbia incomin ciato ora ad avere un priucipio d'attua.ziou e colla nomiua dei capitani relatori pei reggimenli di fanteria e pcl servizio regionale, si ha ragione di credere che gli esam i ai quali furono testé solloposli i candidati ai gradi d'ufnciale non abbiano dalo che nna metà degli idonei abbisognevoli, onde passerù ancora qualche tempo prima che tale costituzione sia ultimata. Le classi che allualmente 00111po11gono l'esercito attivo e la sua riserva (ne facciamo un solo tullo poichè tutte devono concol'rere alla formazione dell'esercito dì prima linea) sono quelle dal ·1867 al ,j 873, quindi appena 7 in luogo delle 9 sLabili te dalla legge del 1872. Questo fallo dev'essere attribuito agli effetti della legge del 1S3~ che durarono fin o al la classe del 18fi6, ed è spiegato dalle disposizioni transìt9rie della nuova legge, le quali stabilirono che le clnssi anteriori a quella del 1867 fossero ascrille dopo i loro 7 anni di set·vizio sollo le armi all'esercito territoriale senza passare per la riserva dell'esercito attivo. 1

:265

DEJ,L' ESEI\C l'l'O FRA~;CES.R

Delle sette r.lassi che appartengono all'eser1.:i to di campagna, le prime quattro furono chiamate sollo l'impero della legge del 1868; quelle del ·1 8ti7 e ,1868 fornirono un contiugen te di 100,000 uomini, quella del 1869 di 90,000, quella del 118,0, che era slata chiamata per intero durante la guerra, venne poi ridotta a 120,000 uomini .Questi quattro co ntingen ti avrebbero dovuto essere divisi in due porzioni, la prima delle quali doveva essere chiamata sotto le armi e la second a rimanere a disposi zione del ~linisLro della guerra, e così avvenne difani per quelli del 1867 e 11~68'. rua sopraggiunta la guerra anche le seconJe porz10111 furo no chiamate, nè si pensò a congedarle se no n contcmporoneamenLe alle p1·i me. Ora queste yuattro classi sono dalla legge del 4872 assi mi late, quanto alla durata totale e riparto del sel'vizio militare, alle classi successive, quindi tre di esse {1867, 68, 69 contingenti e seconde parli o guardie nazionali mobili), appartengono alla riserva; di quella del 1870 11 conti no·ente ò ancora so tto le armi menlre la 2• parte è o ascritta alla riserva. La. classe del ·I 874 fu chiama ta bensì in virtù della legge del 1868, rn a lasciatn tulla a dispos izione del Ministro della guerra , onde l' inticro contingente l1l)o,OOO uomini) venne chiamato sollo le arm i e la 2• parte assegnata. all a ri se rva. Le classi der 187::l e 1873 sono vinco late al servizio dalla nuova legge. Premesse queste a vvertenzc, esporremo i dati e ì criteri che ci hanno guida ti nel calcolo della forza attual e. 1 contingenti chiamati in virtù della legge del 11868, pl'ima di essere in corporati subirono c1 un d_ipresso queste riduzioni: Dispensali rn °/0 , armata d1 mare 7000 ad 8000 uomini. Applicnndo questi c0Pfficien1i si ouengono i risultati seguenti: 1

1

1


266 lL RIOHDlNAilfENTO Classe del 18G7 - Contiog. •100000 - IncorporatiTiOOO » ·18 G8 » '100000 id. 7i000 » 1869 » 90000 id. 67000 » 4870 » ·120000 id . 92000 » '187 1 » •I 05000 id. 80000 Quanto alle seconde parli e guardie nazi onali mobi li , dai resoconti ufficiali sul reclutamento dell'esercito si rileva che al I? gennaio ,f 8i0 quella della classe ciel ·1867 era di 127,870 uorn ini e quella del 1868 139,26 1 e ch e durante lo stesso anno quella del 1869 era cli circa l'.28,000 uo mini. Non abbiamo dati riguardo alle seco nde parli delle classi del rn70 e ·18711; rnn lenendo conto di questi risultati, come nnche della forza dei contingenti che supe rnrono quPJli<l cgl i ann i precedenli, ed infine riflcLLendo che per la classe del I 8i0 le surrog,izioni, quantunque permesse anche in tempo di .guerra, devono essere state meuo num erose diminuendo così la forza della guardia nazionale mobile, ci pare di poie1• assegnare alla 2• parte <lclia classe 18,0 una cifra di 100,000 ed una di 120,000 n quella del 1871. Vuolsi po i anc he riJlettere che la perdila dell'AlsaziaLorena ha cagionalo una diminuzione annua di circa 110,000 inscritLi ; dedur.endo quindi 5000 uomini dal tolnle di ognuna di queste cinque classi ci approssimeremo maggiormenle alla loro forza effettiva. Riguardo alle classi del 187:2 e 1873 i dati <:erti che abbiam o sono i seguen ti: 1

1

1

1

1

1

1

1

Classe del JS'''>

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l /

1" parte del contingente 90 132 a.

2

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0::,81· J·

i i 1460L6

deducendo \ 5317 d ispensati ( l'06nO a titolo provvis.\ 't ;; rimango110 J

Volontari d'un anno (1" chiamata) . . · . . . . 75H) {1) Dispensati e ausiliari (compresi i dispensati a titolo provvisorio. . . · . . . . . . . . . . 817(ìi

267

DELL , ~SERCl'fO FRANCESE

Classe ( 1• parte del contingente ì compresi i rimandati riconosciuti! 929Q5 del ) :!' ,, j abili della classe del 1872 } 60~0~ 187:3 { Volontari d'un anno ('.2" chiamata) . . . . . . 8:193

Nell e cifrè relntiv e al contingenlc del ,J 873 sono cornpre~i i dispensali a lilolo provvisorio dei quali non conosciamo il numero; ne dedurremo 4000 alla ,1• parte e 9000 dalla 2", com e abbiamo fatto nei calcoli precedenti .. Parim enti non sappiamo ancora il numero <lei dispensati e degli ausiliari di questa_classe, perciò adotteremo per essi la media che abb1am? loro _a~segnat~ nello specchio relativo al r iparto degl i uo1r11n1 d1 ?gm class e secondo lu legise del i 872, cioè complessivamente (H.l,000 uomini. Abb iam o così stnb iliti i dati di parlenza ai quali possiamo ora applicare i coefficienti noti pe•: le ~e~·di te onli narie, tenendo conto del la dut'al.a di serv1Z1 0 lrnscorso che ad ogni clusse si riferisce. Ma ciò non basla: le prime quattro cla ssi hanno fauo la campagna ùe l 4870-7 ·1, e c:onvi ene tenerne conto. . Secondo un'interessante pubblicazione fatta in Francia su tale argom ento (·1). il numero totale dei morti per ferita o malauia e dei dispersi durante l'ultima guerra, per la Francia ascenderebbe a ·138,8,L Vi fu.1:0110 inoltre H,3,000 fe ri ti. Ammettendo che una quarta parte òi questi feriti sia eimasla inabile al servizio militare, si avrà una eit'ra di circa 175,000 uomini che rapp resentcm\ le perdite totali degli eserciti francesi durante l'ul tima guerra . A noi pare di poterne imputare almeno la metà alle quattro classi anzidetle che, nllora specialm ente, rappresentavano un effettiv o molto considerevole. Ma poichè gli effetti 1

( t) Ape,·çu histC'rique, statistiqiie et cliniq·ue sur le sen1ice dcs ambulanccs et dcs hopitaux pendant la guerre de 1870- 7·1 par le dooteur I. C. Cn&Nu, medocin principal d'armée en retraite, inspecteur général, di recteur des ambulunces auxiliaircs. 1

(4) Non abbiamo bisogno di avvertire che riuniamo qui una chiamata di volontari d'un anno ad ogni classe perchè corno questa si rinnovano annualmente, non già perchè realmente appartengano a tale classe.


269

DELL'ESERCITO FRANCESE

268

IL RIOllDlNAMENTO

Sotto le a1·mi Parte permanente . . . . . . . . '130,000 Volontari d'un anno della 3" chiamata ,10,000 Contingente della classe 1870 65 000 Contingente della classe 137,J 7 ,1'.ooo 499,ooo 1a parte del contìng. della classe ·1 8':2 81,000 Intero contingente della classe 1873 H'.2,000,

della guerra nelle ferite e nelle malattie non cessano i mmediatamente di farsi sentite col cessare delle ostilità, così adotteremo per ognuna di quelle classi una perdila media di 25,000 uomini, ossia 100,000 nel loro insieme. Risultato di tutti i dati e criteri che abbiamo esposti è il seguente specchio intorno alla forza attuale del!' esercito francese: Classe del ·1 867 Ir.l. Id.

I

fn di"sponibilità

2a parte del conting. della classe '1872 50,000l' Dispensati e ausiliari id. ,1 39,000 Volontari d'un anno delle due prime 20.i.,000' chiamate . . . . . . . . . . . . . 15,000 Nella ri'se1·va dell' ese1·cito attù>o Intere classi del 186'7-68-60 H0,000) ,p parte della classe '1870 73,000 (620,000 2a parte della classe 187,t . 107,000 ) -'-'- - -

148,000 ·1 60,000 1 132,000

1

1868 1869

1

Comingente

6i:> OOOì . . 73: 000) rn~,ijContingente . . . . . 7;1,000Ì 1 ,2'" parte (non istruita) 107,000) ,ta parte del contingente ,1872 "e volontari cl'~n anno ~8,000 '2 parte delcontmgente b0,000 _Dispensati e ausiliari 76,000 ,t a parte del contingente i·· e volontari d'~n anno 94,,000 11873 2,a parte del continaente 56 000 u ' . / Dispensati e ausiliari . 63,000 18701 ' i2a parte . .

Id.

.J:d.

l

Id.

1

Id.

138,000 '178,000

2'14,000

,J ,323,000

Il numero degli uomini sotLo le armi oltrepassa quindi attualmente la forza bilanciata ·pel 1875 che· è· di circa 467,000 (comprendendovi la seconda parte della classe ,1873, ridona però a metù in ragione della du-rata del suo servizio che sarà probabilmente di 6 mesi come per quella precedente), ma quest'aumento sarà senza dubbio notevolmente attenuato dal numero degli uomini in licenza. D'altra parte ammettendo, com'è· probabile, che il ccingedamento della 2• parte della classe 4873 avvenga verso la metà dell'anno, e dovendo" il contingente della classe 1870 essere congedato non più tardi . del ,J Oagosto prossimo, giorno in cui compie il quinto anno di servizio ('1) si vede che l'aumento.

'.i.l-13,000

1,183,000

Aggiungendl) la parie permanente('! 30,000) e la terza chiamata dei volontari d'un anno (circa 10,000) . 1 t0,000 1

- --

Si ha un totale di . . . . . . . . . . . . . 1,323,000

Non ci siamo occupati della forza attualmente sotto . le armi, non avendo essa pel nostro s<;opo un'importa1na speciale; ad ogni modo, poichè è nota la posizione delle varie classi e delle loro parti, dal riparto precedente si può dedurre il ' seguente:

(·1) Per questa classe la durata del servizio decorre eccenzionalmente dal rn agosto ·1870, essendo stata chiamata nell'ottobre di quell'anno;

II


270 lL nJORDINAMENTO d'oggidì sarà largamente compensato nella seconda metà dell'anno (1) . Ma se in occasione delle prossime manovre autunnali, o comunque entro l'anno corrente, si vorrà riunire una parte degli uomini della riserva secondo quanto è prescritLo daJJa legge del 1872, sarà probabilmente necessario ricorrere a crediti suppletivi aumentando così ancora il bilancio dell a guerra. che nella sola parte ordinaria raggiunge per ,1875 la -cifra di li re 493,260,772. · lfn effettivo sotto le arm i di mezzo milione d' uomini che dura già da l principio di quest'anno potrà a taluno sembrar taìe da trovar·e un riscontro nei sintomi allarmanti che negli ultimi tempi si sono prodolli e meritare seria considerazione. - Se ciò possa essere dal lato politico a noi non spetta di indagare, ma. quanto .al lato mili tare crediamo che questo stato di cose sia quasi imposto dalla necessità. Infatti il solo mezzo di diminuire quell'effottivo , dappoichè le licenze semestrali sono state abolite, sarebbe il congedamento anticipato della classe del ,1870; ma conviene riflettere che delle tre classi rimanenti la più antica, quella del ,187 1, non ha che due annt di servizio, essendo stata chiamata nel marzo del 1874-. È quindi presumibi le che i sott'ufliciali e caporal i appartengano in gra,nd issimo numero alla classe del 1870; onde, se fossero ora congedati, l' esercito si priverebbe dell'opera loro in questi momenti di trasformazione e si creerebbe una nuova ditlìcoltà oltre quelle che già deve superare per attuare la. legge sui quadri. Del resto non occorre essere molto addentrati nellt~ attuali condizioni militari della Francia per comprendere quanta importanza essa debba annettere per qualche anno ancora al!a ~onservazione della pace. 1

27 1

DELL ' ESERClTO FRANCESE

1

Ora che abbiamo veduto qu,ali siano le sue forze attuali non sarà diffic ile fare il còmputo di quelle che comporranno il suo esercito di campagna al ,1° luglio d'ogni anno fino alla comp leta rotazione della legge del ·1872 ('I). Basterà che per ogni anno, a cominciare dal '18 i5, aggiungiamo una nuova classe e deduciamo la classe più vecchia per effeuo del suo passaggio a Il' ese réito territoriale. Tutta vin, ricordando che l' eser·cìto di. campagna si compone attualmente di 7 classi sòltan to in vece <li 9, agli aumenti delle classi del 1874: e ·I 875 non dovrà coreispondere alcuna diminuzione di vecchie classi. È questo un fatto che importa considerare e che le cifre renderanno più evidente. Per poter in seguito ripnrtire gli uo mini secondo il rnaggio l'e o minor grado d'isiruzione conserveremo in massima per le nuove classi quella divisione in tre parti ehe abbiamo adouato nello specchio relativo alla fol'za. attuale. Ecco ora la forza totale dell'eserc ito attivo e della sua. riserva al 1° luglio d'ogni anno, da.I 1875 al 188 1, anno in cui la legge del 1872 compie per quel l' esercito il sùo periodo di rotazione (2}. 1

1

1

(,1) Qu.i ammettiamo che la classe del 4874 110n sia chiamata al ser-

vjzio che alla fine dell'anno com'è avvenuto per quelle precedenti.

(-1) Scegliamo di preferenza la data del -1 • luglio essendo quella da cui incomincia a decorrere la durata del servizio tanto per l'esercito attivo e per quello territoriale, come per le loro riserve. (2) Pei dati che abbiamo precedentemente esposti possiamo ri tenere che al momento in cui entrano in servizio lo nuove classi siano composte come segue :

l

).• parte del contingente . . . . . . . . . . . . 81i,OOO Rima ndati riconosciuti abili ed as- I dell'ultimo anno 4,000 segnati alla J• parte del conting. ( del penult. anno 2,000 101 ' 000 Volontari di un anno . . . . . . . . . . . . . 10,000 , 2" parte del contingente . . . . . . . . . . . . i:>3,000 Rimandati riconosciuti abiti ed as- ( dell'ultimo anno 3,000 57,000 segnati alla 2• parte del conting. ( del peoult. anno 1,000

!.

Dispensati c ausiliari . . . . . . . . . .

.

Totale

66,000

. 224,000


I

AN N I

.- -

CLASSI

-

1875

_ _ _ _ __ _ _ _ _ _ _ _ _ _

e_ _ __

_

_

-

Classe del 1867 . »

, ~

,

'

za. parte . . . . . . . . . . . . . . · .

1~

parte del cont\ ngente e volontari d'un anno

e ausjliari. . . . . . . . . . . tDispensati fl parte del contingente e volontnri d'un anno

>

1873 2a parte del contingente. . . . . . . . . .

e ausiliari. . . . . . . . . . . t Dlo.ispensati pime dc.1l contingente o volontari d'un anno

!

1874 2:i. parte del conting<'nte . . . . . . . . . .

Dispensati e ausiliari . . . . . . . . . . .

>

" )

,,

' )

l_

~- 11~ parte del contjngente e volontari d'un anno

.1

»

l D1spensatt e ausrlrnr1 . . . . . . . . . . . 111 parte del contJng~nte e volontari d'un anno . 1876 z:,1; parte del cootrngente . . . . . . . . . .

~ »

, e ausiliari. . . . . . . . . . . t 1Dispensati a pal'le dè 1 contingente e volontari d'un anno

» » >

1877 2~ parte qel con~i~ge.nte . . . . . . . . . .

f l(\. parte del contingente e volontari d'un annc, 1879 1 2.1 parte del contingente . . . . . . . . . . t

1880

Dispensati e ausiliari . . . . . . . . . . .

1:2 parte del cont!ngente e volontari d un anno parte dal contrngente . . . . . . . . . .

!

1

Dispensati ,e ausiliari . . . . . . . . . . .

·rotale

.

.I .,

/

1sn

-

500001 76000 94000 56000 63000 101000 57000 GGOOO »

1810 1 2·. parte qel cont_11)ge!1te. . . . . . . . . .

D1spensat1 e aus1lian . . . . . . . . . . . P. parte del contingente e volontari d'un anno . 1878 2~ parte ~e1 cont_i1Jgepte . . . . . . . . . . D1spensat1 e aus111ar1 . . . . . . . . . . .

-

ssono

1872 2 parte de.l conlrngente. . . . . . . . . .

- --

1s16

14SOOO 160000 132000 138000 71000 lOìOOO

18~8. . ,, l8G9 . , 1870 . . • . . l8"l f Contingente . . . . . . . . . . . . . . .

-

-

145000 157000 1~9000 185000 70000 105000 86000 49000 ,5000 91000 51.000 61000 9i000 55000 63000 101000 57000 66000

_ __

1818

-

.,, 151000 lZiOOO 133000 68000 103000 85000 18000 73000 89000I 53000 60000 94000 53000 61000 117000 55000 68000 » 101000 » 57000 ) 66000 1

•,e_

-

_·-

" " ., > 124000 » 130000 127000 67000 66000 101000 99000 8aooo siooo 17000 16000 72000 70000 83000 86000 52000 5)000 59000 58000 9~000 90000 n~OOO 51000 60000 59000 91000 ~'2000 53000 5~000 61000 60000 97000 94000 55000 53000 63000 61000 ~ 101000 97000 » 57000 55000 " GGOOO 63000 » » 101000 » .,, 57000 )) > 66000 1

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.,, »

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>

64000 97000

>

45000 69000 84000 50000 56000 8DOOO 50000 58000 90000 s1000 59000 92000 52-000 60000 94000 5~000 61000 97000 55000 63000 101000 5i000 6GOOù

'1-lOOO 67000 82( 00 49000 55000 8iOOO 4~000 57000 89000

)

soooo 7Sooo

sooon

58000 00000 5!000 5DOOO 92000 52000 60000 94000 53000 62000 97000 5:,000 G3000 " 101000 » 57000 '11 66000

-- -- - - -- ----

140,000 1596000 1640000 1674000 17"3;,000 1793000 181',000

- - - ---·


273 A questa cifra converrà aggiungere '130,000 uomini di parLe permanente per avere la forza totale disponibile. Di qui si vede che l'aumento dalla forza attuale a quella del ·1° luglio 1876 è di circa 400,000 uomini, mentre dal 1876 al '188 ·1 non è che dì 200,000. Dalla tabella che prec8de possiamo desumerne un'altra che indichi più chiaramente la composizione de ll'esercito secondo ìl reale valore dei suoi elementi. Faremo perciò tre distinte categorie: la primu cornpostn di tutti gli uomini che hanno prestato o dovranno prestare più di un anno cli serv izio (vi saranno comprese le intere classi del ·1867-68-69-70, che avendo fatto l'ultima campagna si possono con::;iderare come sutncientemen te . istruì te); la seconda delle seconde parti dei contingenti da quello del 18i2 in poi, che ricevono appena un'istruzione di 6 mesi; la terza dei dispensati e degli ausiliari, che non ricevono alcuna istruzione. Non dimentiche- · remo che la seconda parte della classe ,187,t non è mai stata chiamata sollo le armi, e che per ogni anno l'ultima classe dev'essere considerata come priva d'ogni istruzione mi lita re. Siccome la chiamata della nuova classe avviene genernlmente verso la fine dell'anno anzichè al '1° di luglio, giorno dà! quale incomincia a decorrere la durata del suo servizio, così le cifre relative a ciascun anno le riferiremo al ,1° gennaio del!' anno susseguente. Ecco ora il risultato di questo raggruppamen to: DELL'ESERCITO FRANCESE

ANNO

xx,

VoL. 11.


274

I L RIO!IDINAMENTO R iparto degli uom ini s ecoudo il servi iio eia ess i pl'estato sotto le a rmi

--

da uno a p iù an ui

1•

geunaio l) ))

)) ))

)) ))

1876 1877 1878 1879 1880 1881 1882

... . .. .. . .. . ... . .. . ...

...

831000 910000 81:7000 775000 733000 690000 709000

- ~ 6

mesi

106000 158000 209000 259000 808000 356000 40:3000

-

J

I Totale

Nessuno

470000 1407000 528000 1596000 58'1,000 iGfi,0000 610000 J67lf000 694000 1735000 747000 '1793000 705000 18'17000

Si dovrebbe ora aggiungere alla prima colònna di questo specchio la parte permanente (130,000 uomini) la quale è composta d'uomini aventi per la massima parte più d'un anno di servizio; ma poiché resterebbero a dedursi tutti quelli che non potrebbero far parLe dell'esercito combattente (quadri <.lei depositi, gendarmeria, un a parte delle truppe d'Algeria , corpi speciali, ecc.}, che non possiamo per ora valutare con sufficiente approssimazione, ma che altrove abbiarno già faui ascendere ad un max imum,di ,1,10,ooouomini, riterremo in massima che le cifre segnate in questo specchio indichino per ognuna delle categorie in esso specificate il numero d'uom ini realmente disponibile per l'esercito combattente, compresi tuttavia i non valori eventuali come gli uomini agli ospedali, sollo giudizio , in licenza, ecc. Esaminando queste cifre si vede che il numero degli uomini aventi più di un anno d'istruzione niggiunge un max imum di 910,000 al ,1° gennaio 4871 per poi abbassarsi continuamente, salvo un lieve rialzo nel ,J 882. Il forte aumento degli anni 1876 e ,18'i7 è dovuto 0orne già abbiamo detto alla chiamata di due nuove classi senza che avvenga il corrispondente passaggio di due .altre classi all'esereito territoriale. La diminuzione re-

,]

2i5 lati va ai quattro anni successivi si deve ascrivere al pus.saggio dell'esercito ora detto delle classi 1867-68-69·70, le quali sono più numerose di quelle prime parli di ·contingenti che entrano man mano a sostituirle. Infine il lieve aumento del '1872 è dovuto alla differenza esistente fra il contingente del 487'1 che passa all'esel'cito territoriale e la ,1.. parte della classe 11879 che compie il primo anno d i servi.zio sotto le al'mi. Gli uomini che prestano 6 mesi di servizio aLUnentano in modo progressivo e continuo, poichè questa nuova ferma cli sen'1z10 è stata crea ta soltanto colla legge deJ 1872. Per ultimo il numero di quelli clfe non hanno alcuna istruzione militare aumenta esso pure continuamente perché .le prime classi, che sono consid,~rate come istruite, vengono man mano sostituite al loro passaggio nell'esercito territoriale da altre classi che comprendono i dispensati e gli uomini assegnati ai servizi .ausiliari. La diminuzione dell'anno 11882 è conseguenza del min or numero che presentano i dispensat i e gli ausiliari della classe del ,1880 ch e entrano nell'eserciLo di campagna in confronto all a 2" parte della classe 487·1 che ne esce. Le cifre relative al ,J 882 si possono considerare come sufficientemente' approssimative per lutti gli anni sue-· cessivi, onde se la legge del 1872 non verrà rnodifieata, aHà per risullato di dare all'esercito atlivo ed alla sua riserva 4,800,000 uomini, dei quali 700,000 saranno suffie ìentemente istruiti, 400,000 avranno un primo grado d'istruzione e 700,000 ne saranno privi affatto . Abbiamo provalo più innanzi come questo risu ltato non eorrisponda pienamente a quanto dall'app licazione del servizio obbligatorio la Francia potrebbe riprometDELI/ESEfiCITO Fl\ANCESE

1

1


276

li. RIOIIOlNAlIENTO

tersi; ma qu i dobb iam o altresì riconoscere che la legge del 1872 costituisce un grande progresso su quella del 1808 che per essa fu abolita. Infatti con questa legge il r:ontingente annuo che era generalmente fissalo a 100 000 uomini dava all 'esercito in ren ltà 55,000 uomini ' 1• parte che vr,niva incorporata, e 22,000 come come ~· parte .::be era subito assegnata alla riserva e non riceveva quindi in mnss ima aie.una istruzi one militare. Ora, poichè la durala di servizio era co mplessivnm ente di O anni com e ogg idì , 9 classi così composte avrebbero dato, quan<lo la legge avesse potuto compi ere un periodo di rotazione, non più di 400 ,000 uomini istrutti (facendo nstrazi one da lla parte permanente) e 250 .000 non i strutti. Si parngonino queste cifre ai 700,000 istrulli ed ai 400,000 poco is1rutti , che abbiamo trovalo più sopra, e si ,l\'rà la misura dei vantaggi ottenuti colla nuova legge. Se si dà uno sguardo complessivo allo specch io che precede è faci le scorge re come la miglio1· costituzione dell'esercito di campi1gna sia data dall e eifre che si riferiscono al l'anno ·1817. In quell'anno infatti esso awà cornpletalo il numero delle sue dass i, co nserverà ancora le quattro classi che hanno sopportato le dure prove dell'ultima guel'ru e polrù complelnrsi agevolmente con uomini aventi un anno almeno di servizio, lascian do ai depositi quelli che avranno un primo oTo.clo d'istruzio ne . - Per mnnero e per qt1alità l'eo . sercilo del rn11 sarà quindi cerlamente supenore a quello di parecchi unni success ivi. Non vogli amo inda"'are quale influenza potrà questa circostanzaesere . . citare sulle risoluzioni della Pr;in,:ia, ma 1101 pensiamo che dal solo la to milita re molli altri ele111en1.i dovranno essere cons iderali, come le forti fi razioui, che soltanto l'an no sco rso sono state iniziate, l'arn1amento che esigerà ancora mollo lavoro e grandi mez.1.i, il grado di

277 solidiUl che il nuovo edificio militnre avrà acquistalo, il livell o morule ed intellettuale dell'esel'c ito, ecc. Una opera completa di riordinamento militare per un paese come la Francia non si eo mpie in così breve tempo, e d'altra parte essa non vorrà dimenticare le dolorose esperienze de l p;issato per cirnentn rsi, quando non v1 fosse costrelta, a nuovi e maggiori pericoli senza esservi conven ientemente prcparota. Do po aver considerato la legge del ·1Si'z nei suoi effetti materinli, per rnpporto cioe al numero d'_uomini che può fo rnire, con verreb be disco rrere degli effetti d'ordine rnomle che non sono meno importanti di q uelli. Ma poichè. la lo ro manifestazione riesce nssai più lenta, un'esperienza di due an ni ~o.re~be afl:atto insufficiente per poter emettere un g1ud1z10 seno e ponderato sul livello intell ettuale e morale che acquisterà l'eserci to e sulla influenza maggiore o minore che ne risentirù il paese . Se come non dubitiamo, si addiverrà alla riduzione della' durata di se rvi zio per l'eserci to aLLivo, e se il principio del servizi0 obbligaLorio verrà costantemente applicato, non già con eccessivo rigo re, ma in quella giusta misma ch e conci lia tutti gli interessi de~ paese'. ponendo questi al disopra d'ogni interesse pr1va~o, 1 suoi effetti saranno tanto più henellci qu<Jnto p1ì1 la Francia erasi neO'li ultimi tempi alienata dalle .armi per dedicarsi nll 'agiatezza e al lucro . 11 paese ntempreràgli an imi nell'esercito, e questo allingerù da qut_llo micrliori elementi . Scompariranno, è vtro, dall'eserci to. o per la breve durata del servizio, quei vecchi elementt che, dello spi rito militare lorn attribuito da coloro che rimp iangon o il vecchio sistem a, non conservavano spesse volte che l'appn.renza, ma il vero senti.meno del dovere, il nobile disinteresse, lo spirito d'abne.gazion e e di sacrifici o, le qualità insomma che, ceOELÙ!SERCITO Fl\.\NCESE

)

~


278

IL IUORDINAMF.NTO

mentate da alcur1i anni di servizio, costituiscono !'es:. senza dello sp iri to militare saranno il patrimonio del nuovo esercito francese. · Ma per ciò occorre una coscienziosa e continua applicazione del principio del servizio obbligatorio che nell 'ordine mo rale tiene luogo cli quella costante preparazion e di mezzi che è richies ta nell'ordine materiale. La Francia non può transigere con. esso senza minare dalle fondamenta il suo nuovo edifieio militare. Innanzi cli porre termine a questa pri.ma parte del nostro lavoro crediamo dover aggiungere qualche parola intorno alla ques tione dei soU'uftlciali che è intimamente collegala a quella del reclutamento, ed al ___ volontariato d'un anno che è conseguenza dell'adozion e del servizio personale. Quando era in vigore la legge del 11855 sulla dotazione dell'esercito, in Francia non si aveva alcuna preoccupazione circa la composizione dei quadri cli bassa forza stante il gran numero di sotL'uffìciali che contraevano riassolclamen!o, attirati dal premio che vi era annesso. Anzi uno dei più gra vi inconven ienti cl~ quella legge fu appunto que llo cli aumenta re in modo eccessivo il numero dei sott'uffic iali riassoldati (ren gagés), che rimanendo sollo le armi flno al conseguimento della loro giubilaz.ione, cioè pel' 25 ann i, ingombravano i quadri incagiianclo l'avanzamento degli elementi giovani e capaci, e perdevano inoltre quelle qualitc'.t fis iche e morali che occorrono per poter sop· portare le fat iche e le privazioni dell a gnerra ed inculcare co ll'esempio ai giovani so ldati le virtù militari. Si giunse ad un punto ta le da avere su un numero totale di 32,000 sott'ufficiali '23,000 riassoldati. Fu questa una delle ragioni che determinarono l' abolizione di quella legge per richi11mare in vrgore, me-

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DELL'ESERCITO FRANCESE

diante la legge del 1868, l'antico sistema dei riassoldamenti con semplice alta paga. Però è evidente che, quando questa legge avesse potuto durare tanto tempo da produrre tuui i suoi effetti, l'antica esuberanza di vecchi eleme nti sarebbesi convertita in insufficienza, ove non si fosse in tempo provveduto. . La legge del ,1872 si propose cli evitare gli in convenienti delle due leggi precedenti , epperò stabilì da una parte di non acco rdare ri assoldarnenti ai sott"ufficiali oltre l'età di 35 anni e dall'altra di riservare degli impieghi civili o militari. per quelli che a vess~r-o prestalo 12 anni di servizio e contassero 4 anni di grado. Questi impieghi, in un colle condizioni per essi richieste, fllrono oggetto di una legge speciale che venne promulgata 'il 24 luglio "874. Fu concessa inoltre pel primo riassoldamento un'alla paga di 11O o 15 centesimi secondo le armi, con aumento cli 5 centesimi per ognuno dei :riassoldamenti successivi. l\Ia queste disposizioni non diedero, nè · potevano dare alcun uLile risultamento. Ed è facile scorgerne le ragioni. A parte il distacco inevitabile fra la pro.m ulgaz.ione della legge del 187,i e la sua applicazione, che non poteva esser fatta se prima non venisse pubblicato il regolamento da essa prescl'it.to circa il modo di constata.re l'idoneità dei candidati agli impieghi civili ('1 ), si vede anzitulto cor~e l'alta. pnga fosse troppo scarsa in confronto ai vantap;gi immediati accordati negli altri paesi; in secondo luogo il lim ite massimo d'età stabili lo a 35 anni aboliva cli fatto pei sott'ufficia li ogni cli1;itto alla. giubilazione per la quale secondo la legge 1 1 aprile ·183,J occorrevano 25 anni di 1

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(,t) Questo regolamento non è stato pubblicato cbe in data del 25 marzo •875.


~80 IL RIORDINAMENTO servizio; infine la concess ione degli impieghi presso le varie amministrazioni essendo subordinata al numero dei posti vacanti, poteva accadere che il sott'u!'Llciale liberato dal servizio si trovasse per un tempo più o meno lungo privo di mezzi di sussisienza . Era dunque necessario rimediare a questi inconvenienti. A ciò provvide la legge del 10 luglio ·1874. Furono ~umen~ate le paghe; fu stabili ta un'alta paga giornaliera di 30 cene pel primo riassoldamento e di altri 20 per ognuno dei rìassoldamenLi successivi; fu am messa la concessione pel sou'ufficiale che raggiunge l'età di 35 anni. d'una pensione di aiubilazione nuro ' u guagliata per ogni anno di servizio e per ogni campagna cli guerra ad G. del mùiùnum di quella sta-- bilita dal la legge del ,J 83 11; e per ullimo si provvide al sostemamento dei sott'ufficiali dal giorno del congedarnento a quello del conseguimento dell'impiego con un asseg,:io giornaliero di lire 11,50. Questa legge è troppo reeente perché si possa fin d'ora giudicare dei suoi effetti. Sembra tuttavia che il congedamento rlella classe del ,J869 avvenuto dopo la sua promulgazione non abbia dato i risu ltati che se ne speravano, e ne sarebbe prova la recentissima legge del 119 marzo ·1875 colla quale veone modificata que lla del 10 lugli o 18ì/2. nello scopo di togliere qualunque lim ite al cumulo della pensione di·giubi lazione co lla retribuzione degli i,mpieghi civili, che da quella legge era stabilito a ·I ,200 lire. 11 prossimo congedamento della classe del 1870 ci dirà in qual misura i successivi vantaggi che furono accorda ti ai sott'ufflciali avra nno raggiunto Io scopo di trattenerli. Se anche questa volta andranno fall iti si dovrà ricercarne le cause da una parte nelle condizioni forse troppo severe ad essi imposte per la corwessione degli impieghi, dall'altra in questioni molto più generali, vale a 1

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DELL'ESEnCJTO FRANCESE

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dire nelle attrnili condizioni economiche e sociali della Francia. Del resto la questione dei sott'ufficiali non solo non è insolubile, speciç1lmente per un paese ricco come la Francia, ma non può assumere neppure un'importanza eccezionale. Infatti per non ricadere negli inconvenienti lamentati sotto l'azione delle leggi precedenti converrà limitare il numero dei riassoldati ad un 1naxirnum che permetta il passaggio nell a riserva di quelli che saranno necessari in caso di mobilitazione pel' completare i quadri di guerra. Ora, poichè i quadri attuali di pace comportano circa 33, 000 sott'ufficiali, le· quattro classi della riserva dovranno comprendere i 116,000 ìn più che occorrono pe_i q~adri d~ guerra, dal che si vede essere necessa.r1~ rn og~1 anno il passaggio di 4 a o, 000 sotL'uffic1ah ~lla riserva, onde Je cinque classi dell'esercito attivo dovranno avere complessivamente da 20 a 23,000 sott'ufflciali non riassoldati. Una cifru di circa 110,000 riassoldati sc1rù qu indi la più conveniente, epperciò il numero dei riassoldarnenti da concedersi ogni anno dovrà essere nei limiti di ·1 ,000 a 1,200. Queste cifre non sono tali da imporre obbl ighi troppo onerosi alle finanze frances i quand'anche i vantaggi finora concessi non fossero su nìcicnti; lo scopo sarà quindi certamente raggiunto . Quanto all'istituzione déi volontari d'un an no non ne faremmo parola, avendo essa già fatto oggetto d'·uno studio speciale pubblicato da questa Rivista ne.I mese di aprile ,J8i4, ove la stampa francese politica e militare non se ne fosse preoccupala negli ul timi tempi segnalando al o i inconvenienti e gli (_ abusi della sua . appli cazione. Forse vi ebbe esagerazione in questi giudizi, fors'anche non vi fu estraneo quel sentimento di ripugnanza che in


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IL nTORDJNA MENTO

DELT.'ESERClTO FRANCESE

alcuO"i può inspirare In sua origine pru ss iana, mn è un fallo che più d'una volta il Ministro della guerra fu obbligato di richiumare all'osser\'anzu ciel regolamento del 25 011.ob re iJ8i8, specialmente riguard o alla tenuta dei volontari, alla proibizione di tenPre alloggi fuori di quat·tiere, all'obbligo di convivere all'ordinario, alla concession e di licenze ed all'i steuziun e. Ed è pu re constntato che molti giovani furono ammessi al volontariatoquanlllnque non possedessero quelle cngnir.ioni elementari c;he da essi son o richi este . Se poi si guarda ai ri sultati Dnora ottenuti, il num ero dei volonta(·i d' un anno è anda to bensì crescendo (7,51 9 nella prima ch iamala, 8,493 nella seco nd a, 1I ,HO nella terza), ma in rmiggiori · proporzioni è diminu ito il numero di quelli che hanno acconsentito a rimanere un secondo anno sotto le armi per ottenere il grado di so Ltotcnr,nte ausiliari o (nella fanteria furono 1 10 nel 11878 e soltanto 45 nel 1874), e sono appena 600 qw~lli che finora rimasero al servizio col grado di sott'ufficiale obbligandosi alla ferma di 5 an ni. L'esperienza fotta è ancol'a breve, ma se in avvenire questi ri sul tati non venissero modiucati, la nuova istilUr.ione si ridurrebbe ad un semplice vantaggio concesso agli interessi privati, mentre gl' interessi generali del pF1 ese e del l'esercito 110n ne trarrebbero profitto. Potrebbe anzi acquistare il carallere di esonerazion c parz iale, com e già fin d'ora se ne possono sco rgere i sinlom i neg li accordi e contratti che tall'olta si fanno per costitu ire le ·1,oOO lire che il volontario deve pagare al lo St,Ho. Quanto siffatta conseguenza sarebbe contrélria al prin cipio del serv izio pers0nale, e qua le influenza perniciosa eserci terebbe sugli animi in un pa ese che appena da pochi ann i si è li berato dalla legge sull 'eson erazione cd ancora si risente dei sn.oi malefici effeui, non è mestieri qui accennare. La Francia ha bisogno sopratulto di rial-

zare il prestigio del suo eserci to e m1'lita1·1·zzarsi con esso; un'erronea applicazione ùel principio del servizio personale e del vohrntariato d'un anno che ne è un indispensabile co mplemento, la allontanerebbe sempre più da questa n1eta. ,~: quindi pro babi le che l'istituzione dei volon tari veogn presto modifi ca ta com'è opini one generale ne l· l'esercito. Quesla necessità si manifesta sopratutto riguardo ul modo di constata re l'id oneità dei giovani all'amm iss ione. Una recente clisposi7.ione mi nisteriale ci fa conoscere che d'or innnnr.i le commissioni esaminatrici saranno più severe che per il passato, ma vi ha ragione di dub it are che ciò possa rea lm en te avvenire finc;h è non sia rnod ifìcata la cowposiz ione di quelle commissioni in modo da introdurvi e rendMvi preva lente l'e lemento militare. Con questo mezzo e con una più seve rn app li ca zione delle prescrizioni rrgolamentari si ollem\ altrcsì il vantaggio cli limitare il numero ùei vo lonta ri e po rre cosl un fren o allo tendema di sottra rsi ,d l'obbligo militare. In ogni modo si può affermare che l'istituzione dei volonLari, che pareva nata sollo i migli ori ausp ici, non ha duto finora quei risul 1ati che se ne speravano , e tende a divN1tare u11 privilegio esiziale agli interessi gene rali rlcll'esercito e del paese.

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( Continua) F tlANCESCO LODI

Capitano agg.regato lli stato maggiore


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SPESE STRAORDINARIE PER L A

DIFESA D}::I_JI.. O STATO

SPESls STUA01lDlNAT\IE PER LA DIPESA DELLO STATO

Dopo diligenti studi ed approfondite discussioni, non soltanto riguardo all'oggetto dei vad progetti, ma anche relaLivamente a' mezzi finanzillri per fa re fronte alle spese, la Commiss ion!3, an imata da un pensiero di savia concordia, e mettendo, innanzi a tulte le gare di partilo poli tico, il dovere di assicurare la difesa del paese, decideva unan ime che le proposte ministeriali dovessero essere integralmente accettate: e tcili deliberazioni furono accolte quasi all'u namitò. dalla Carnera nella. tornata del 12 maggio u. s . La relazione dell'on. Bertolè-Yiale co mincia con un esame generale delln complessa quislione da trattarsi, dimostrando la stretta connessione delle varie proposte ministeriali, l'i mporltJnza e la necessitò. di approvarle indistintamente e contemporaneamente. 11 provvedere alla difesa dei valichi alpini, mediante opere di fortificazione, il costrurre magazzini ove custodire in buono stato e disposto sempre alla pronta diSL!'ibuzione il materia le da mobilitazione ' l'eseo·uire lavori o . atti ad accrescere e ad nccelcrare il movimento fer-· rovia!'io pel Lrnsporto delle I.ruppe, dei cavalli e ciel materiale: tutto ciò mira in vero a dar tempo ed a rendere fac ili e pron te la mobi litaz ione e l'adunata delle nostre forze attive sul teatro cli operazion i; ma pur mir..i. allo stesso fìne il compleLare gli approvvigion::unenti di armi portatili, di artigl ierie e di ciuant'allro materiale occorre per al lestire in guerra l'esercito; e tutti codes ti pl'ovveclimènti sono di attuazione egualmente essenziale ed urgente. I forti. di sbarramento sono inclispensab lii a chiudere i valichi della front iera terrestre, di Lai guisa che con poche trnppe si possa trauenervi l'invasore, finchè il gr·osso dell'esercito nazionale abbia compiuto la sua concentrazione e siasi messo in misura di agire con tutto quel vigore e con tutta quella calma strategica 1

.Poi ehè fin da principio rago-u.. o w o lia mmo i lettori della-· R1v1·sta, dr.i lavori parlamentari c,;he si sono man mano succeduti_intorno r1ll'irnp,ortanLiss ima quistione de'prov----v~d1me nL1 per la difesa dello Stato (,1 ), stimiamo opportuno d1 dare un breve resoconto rlell'elaborata relazione presentala alla Camera dei deputati nella tornata del 1° corci rca i proo·etti di leo·,O'e rente dal generale b bo . . Bertolè-Yiale . per Ie spese rn, 11ta r·1 straord inarie dorrwnclate dal Ministro della _guerra, di cui accennava ques ta Rivista nella sua dispensa dello scorso febbra io.

Code~te _spese era no contemplate in quattro cl iver:5i progeu1 d1 legge (Lavori cli difesa dello Stato - Arti·glie·rla_~a campagna. di grosso calibro - Armi da fuoco portat~h ~ Approvvi_qionamenti di mobilìtcizione), e sicco me rnttma_men ~e collegati ad un unico fine, all a preparaz ione ci1fens1va dello Stato, la Camera con savio cri terio deliberava, che i progetti medesimi fossero t~lli quan ti demandati all_o esnme di u n'unica Commiss10ne, la quale eleggeva :i suo presidènte !'on. Lanza. ed a suo relatore !'on. generale Bertolè- Viale. (,I) Rù:,ista giugno e luglio ~873, ma rzo e "iugno 1874 febbraio.

~875.

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286 SPESE STUAO HD lNAIH E da cui deriva1~0 i primi successi, che il più soventi decidono le sorti di una ca mpagna ed anche di una guerra. Evidentemente (così si esprime lu Relazione di cui discorria mo), in qualunque ipotesi di grossa guerra, l'Alta Halia, . cioè la parte dello Stato compresa fra le Alpi e l'Appennino settentrionale, è il sito per la formazione e per la radunata della massa delle nostr-e fo rze ed ò i l nostro principale teatro d'operazioni difensive e con L1·ofl'e nsi ve, comechè quivi sia tutta la nos tra fron tiera terresL1'e. Le Alpi, da Tenda a l Collaurat sopra Cividale, costituiscono come una g rande muraglia, sernieli li.i ca, che abbraccia l'ampù1 e ferti le pianura, solcata longitudinalmente ùal Po e ' che fu sempre r .i putata una delle migliol'i linee perma nen li di __ difesa dalla parte italiana. Ci sono, è vero, numerosi valichi, ma pochi,pralicabili a l cacrcggio gucnesco e t utl.i di non d iffici le sbarcamenlo. Oltre a ciò le linee d'invasionù convergono dall'esterno all'interno, speciulrnentenella parte oceiclentale: ciò ·che dà un grand issimo vantaggio a l dit'cnsore, consenlendogli, prima che l'invasore possa sboccare a l p iano e colleg·arsi, ntli di vigorosa controffensiva con Lro le colonne separale ed impegnate in terr eno dif'fìciliss imo. Ma per assicurarei questo vantaggio geografico, è necessario cho quella pr·ima linea di difesa non possa esser e superata dall' invasore prima che l'eser cito nosLm cl'oper azioni abbia compiuto la sua concenlrazion<~ e sia in misura di agire: indi la necessi lù suprema cli fortinc·are i valich i alpini. Senza di c.iò al primo scoppiare della g uerra siwemroo costre LLi di mancla!'e subilo alla frontiera 1 quante sono le nostre valli tanto grossi cJ isLaccamenl.i imperfettamen te mobilitati, per conLenere i p rim i sforzi dell'avversario, il quale naturalmente . cercherebbe prima d'ogni cosa ed anche per so!'presa, d'impadronil'si dei passi; e cost f.in dal principio delle osl.ilità ci troveremmo le nostre for ze sparpagliale, scompaginata la iòr-

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l'Jrn LA DIFES A DELLO S'fATO

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mazione in guerra, e nel pericolo cli vedere l'inimico fare massa prima di noi e prontamente s opraffarci con effetti mater:iali e morali disasLrosissimi. Se invece avremo rnuniti con acconci fortilizi i valichi alpini, quelli almeno di maggiore importanza, le compagnie al:pin~ rinct1lzate con pocho altre truppe, basteranno a guarda1ji e a<l irnpeclirli all'inimico, a lmeno finchè il gi•osso delTesercito noslr1l siasi rnes~o in punto di oper are e di Jare tesla all'invasoee con opportune combinazio ni sLrategiclte; e siffa tti forLilizi non ci serviranno soltanto nella difensiva, ma anche, al caso, nell'offensiva come punti d'appoggio e cli approvvig ionamen to lungo le nostre linee cli operazioni. Sicupamcnte, soggiunge poco dopo il relatore, colla costruzione dei forti cli slmrramento alla frontiera noi non a vremo fatto che il primo passo nella via della sistemazione difensiva del territorio dello SLalo: ma questo è i l più urgente, e di tanta urgenza clte ogni ulteriore indugio potreb be indurre una grave cesponsahililà sul Goveruo e su l PMla men Lo, che n issuna ragione d'ordine Iinanzia!'io basterebbe a menomare .

.E sfidiamo invero chi unque, per poco abbia idea delle cose di guerra e del le nostre cond izi oni geogra~ fiche, a contestare la necessità e r urgenza deJla costruzione dei forti dì sbarra mento e a non riconosce re tutta l'i rrefrugab ili tà delle affermazioni dell'onorevole Be rtolè-Viale. UgualrnenLe in dispensabil e e di premma è la provvista di ,i.()() bocche da fuoco da campagna, d'accia io, rigate, a retrocarica e del cal ibro di cent. 8, 7: attesochè, se ottim i so no per la loro es trema mobilità, . essendo a due sole parig-li e, i cann oni a retrocarica da cent. 7, 5 di cu i giù abb iamo 60 bauerie ad 8 pezzi ciascuna, pur non bas.ta questo caiibro per certe esigenze del cnmpo di battagl ia. Ci vuole una bo cca da foo,co ad e/letti più potenti, per poter controbattere più


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SPESE STRAORDINARIE

da lontano ed efficacemente le artigli erie nemiche, per potere fare breccia più sped it ame nte ne'serragli d'ogni . specie che l'avversario improvvisasse, co me un Lempo · s'avevano cannoni di 8 libbre per le occorrenze ardi~ narie del ca mpo di battaglia, e cannon i da '12 e da ,J 6 libbre, da posizione o di rise rva, per usarne nei casi ove giovasse svolgere maggiore polenza negli elfoui dell'artiglieria. Co i /dlO cannoni da 8, 7 doman dati dal Ministro della guerra, si po tranno armare 50 ba uerie ad 8 pezzi, cioè le 1O brigate d'artiglieria per le truppe suppletive d'ogni corpo d'armata, che probabilmente si faranno ciascuna di &. batterie (32 pezzi): più la neces~ saria sco rta di riforn imento. Di non minore necessità è il provvederci di fucili a cali bro rido tto per l'armamento dell11 mi lizia mobile, poi chè fortunala.men te si com inci a ad intendere che al dì d'oggi la milizia mobile ha da considerarsi come truppa d'operazioui campali e non come trupp,\ presidiale, ufficio che spetl.ar deve a111.l. le t·eitoriale. Oggidì le potenze /.l. noi vi cine più non calcolano i lo ro eserciti combattenti a centina ia di migliaia, ma a milioni d'uomini : ed in ragione della nostra potenziali.Là di po polazione, dobbiam noi pure · pensare a mobili ta re, non so ltan to 300 mila uomi ni, ma almeno 500 mila, cioè esercito permanente e milizia mobile. Onde sono necessarie uguali cure per l'armamento e per l'arredamento dell'uno e dell'altra . E ci vogliono pure acconci mngazzini ove conservare e custod ire codes te armi e codesto materiale da mobilitar.ione di guisa che non abbia a deperire, con danno dello Stato per · l' ingente ca pitnle che rr1ppresenta, e con danno per l'esercito pe rchè non gli venga a far difelto e possa essere prontamente distribuito al momento del bisogno. Le foreovie che fin'ora possediamo (come benissimo

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PER LA DIFESA DELLO STATO

dice l'onorevole Bertolè-Yiale) sono ben lungi dal so ddi sfare alle esigenze mili tari come· sarebbe desiderabile nell'interesse della difesa del paese; e particolarmente quelle della parte peninsulare del regno . Nella parte se Ltentrionale la rete si va ogni giorno co mpletando, e quando avremo la linea Parm a-Spezia, la rete stessa sarà abbastanza fitta, ma mancherà tuttavia di tutta quelJa potenza logistica che sarebbe necessaria in caso di guerra, insino a che vi esi stono molti difetti, i quali, se non sono d' impaccio all'attuale movimento commerciale, impediscono pel' altro che le linee possano dare quella produttività massima che è esigibile in relazione alle loro con dizioni gen erl.l.li. Nella parte pen insulare basta gcllare gli occhi sullo carta geografica per vedere come il numero delle lin ee fe rroviarie sia troppo scarso longifudinalrnente e trasversalmente, oltrechè nelle esistenti vi sono dei tratti troppo di ffic ili ed inadalli ai grossi movimenti ed altri mal sicuri, perché troppo esposti alle offese nemiche dalla parte • del mare . Ora, se per le noslre mesch ine condizioni fin anziarie (e ci si permetta cl i dire che questa meschinità si ama di esagerare, come allri Stati non fanno) non c'è possibile per ora che affidare al tempo ed all' impulso del progresso commerciale (1) il completam en to di una rete che corrisponda pienamen te alle esigenze della difesa dello Stato, ci è però dovere di rimediare, per quanto fallibile, agli inconven ienti che esistono per renderne meno sensibili gli effetti , e di prepararci i mezzi per potere in caso di guerra vincere le difficoltà che le nostre linee ferroviarie presentano, e per metterle in grado di darci tutta la produttività di cui sono capaci nelle loro at tuali condi zion i di traccialo, di giac itura e di materiale rotabile. 1

(~) Relazione ministeriale. AN,'< 0

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VoL. rr.

Rivi~ta, febbraio rn75.

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SPESE STlìAOI\DINAI\II!:

PJ::R LA DIFESA DEl,LO STATO

così consto.tnto come non si possa prescindere dallo approvare le spese proposte dal Minislro _de~la g~e.rra_'. il relatore accenna alla possib ilità finanrnma d1 for~'l fronte, in parte con mezzi ordinal'i di bilancio, e_d m pari.e con rnezzi su·aordinari cioè con una operazione eventuale d1 teso ro proposta dal ~li nistro delle fin~nz~ ed accettata dalla Commissione; egli passa qumd1 all' esa me particolare dei singoli progetti di legge, ove Io seguiremo cornpen.dios issimamente. Progetto di legge di spesa straordinaria p er lavori di difesa dello Stato.

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Prem esso un rapido cenno storico di questa questione, present;ita alla Camera fin dal 187·1 e che, pe_r una serie di vicissitudini più o meno parlamentan, an cora non ha potLlto essere risoluta, il generale Bertolè-Viale viene al fatto concreto della somma proposta dal ~lini~trn della guerra, cioè: lire 20 ,000,000 per fortificazi oni, . . . » 1O, 000 ,000 per magazzini ed altre costrnziom militari; » 3,500,000 per l'armamento delle fortificazioni . lire 33,500,UOO in toto. le. Eo·li analizza ogni oggetto di spesa allenendosi alle di cl~iarazioni della R.el.11,ion e ministeriale 11O febbraio ;J 875 (1 ), e ad altre cui il Ministro della gnerra fu espressamente invitato dalla Commissione della Camera. Da queste ul1ime dichiarnz ioni risu lterebb~ che ·le opere a difesa de' valichi alpini sarebbero m mas(4) Rivista, febbraio 4873.

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sima q uelle medesime primitivamenlc divisate sopra gli studi della Commissione pet'manen te per la difesa dello SLato, e della spesa complessiva di c:ircn.'I 6,000,000 di lire, traune alcune rnodificnzioni cl i gi aci tura e di spese, cleri vanti da studi fot ti cl i poi e da variazioni recentemente avvenute nella rete stradale; che dei 4 restanti milioni egli pensava. erogarne una parte nel riordinamento di alcune potenti batterie da armarsi con connoni da ~4 e da 3i cent. nelle fortezze marittime di (}enova, Gaeta, Ancona, Venezia e possibilmente anche Messina, cd il restante nell'approrvigionare Roma di materiale del gen io e d'artiglieria, allo scopo di avere all' occorrenza apparecchiati i mezzi onde rnetteela in condizioni di difesa con for tifi cazioni improvvisale, fi ochè non ci sia modo di pron1edere con fortificazioni permanenti; ed avrebbe anche veduto òi far qualche cosa per munirne il Capo Argentare. Il ~1inistro del!« guerra avvertiva pure come sia. sua intenzione di stabilire in Verona, ~Ia ntova, Piacenza e Bologna, i grandi d1~positi di materiale di mobilitazione, comecchè questi quattro pu nti costituiscano la nostra base di approvvigionamenLo in qualunque ipotesi di guerra dalla parlo continentale; e: che i depositi secondari si form erebbero in vari punti dello Stato per agevolare la mobi litazi one e la formazi one in genere dell'esercito e dei suoi ·.di staccamen ti, e più particolarmente sull e presumibili linee di operazioni e di tappa dell' esercito combattente. Quanto alle spese intorno alle ferrovie, per le quali -sono divisa.ti 5 milìoni di li re, esse avrebbero essenzialmente per oggetto di accrescere- i mezzi di caricamento eoll'applicare e riordinare parecchie stazioni, di costrnrre nuove stazioni d'incrociam ento cd allungare i binari in molte di quelle esistenti, raddoppiare i binari in alcuni trntti e particolarmente nei tronchi


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SPESE STRAORDINAR~E

•comum a più linee, e collocarne dei nuovi d'mcrociarnento ed altri di corsa, diminuire Ja pendenza del!e rampe che .mettono a vari ponti, ed altri. consimili lavori tulli intesi a far sì che le nostre lrnee ferroviari/possano forn i~ci quella massima produttività di cui devono essere suscettibili, compatibilmenlr alle loro condizioni di tracciato ed al loro prodotto commerciale. Riguardo all'armamento dei forti di sh~rr_amento, il Ministro dell a guerra dichiarava alfa Comm1ss10ne essere sua intenzione ,di spendere le richieste lire 3,500,000 esclusivamente nella costruzione di nuovi cannoni da cenl. rn e da cenl. 15 a retrocarica 'in bronzo ed in ghisa, per armare quei forti, perocchè dovendo esse~·~---in generale di poca ampiezza e non potendo perc10 comportare un armarnent.o di molte artigherie, è necessario che il piccolo numero di queste trovi compenso nella loro qualità e potenza; e sarebbe grave errore, che potrebbe avere fatali conseguenze, ]'.armare i nuovi forti con vecchi cannoni presi dalle fortezze dell'interno; oltrecchè, l'armamento di queste fortezze consistendo in gran parle di cannoni lisci di vari modelli ed essendovi tuttavia in numero lirn ilato le artiglierie rigate ad avancarjca , il toglierne di queste bocche da fuoco per darle ai fo rti alpini sarebbe un compromettere la difesa delle grand i fortezze per, provvedere malamente all'armamento dei forti stessi, e l'errore tornerebbe pertanto doppiamente grave e pericoloso. E veramente sarebbe il , pessimo dei partiti, quello di armare con antiquate artiglierie 1 nuovi fortilizi alpini.

PER LA DIFESA DELLO STATO

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Prògetto di le gge per provvista di materiale d ' art:iglìeria da campagna.

In questa parte della sua Re'lazione il generale Ber1olè-Viale tocca alla discussione s·oflev·atasi recentemente <l'alla stampa cìrctt alla convenienza di provveder questi cannoni dall'estero e d'ac·ci'aio, piuttosto che fabbricarli nell'interno e di bronzo. Egl'i dichiarn che la ·Commissione non ha esitato di rimettersi, circa. aL calibro edal metallo, al parere del .ìlinistro della g uer1~a, il quale, oltrechè personalmente molto compétente in questa materia, érasi senza dubbio avvalorato ciel' parere dei migl iori giudici nella mate ria medesima . Ed in vero una appos ita Commiss ione ebbe, per oedine del Ministro, a fare accurati studi e diligenti esperimenti per l'adozione di un cannone in bronzo del calibro di cent. 8, 5; ma volendosi dal generaleJ Ricotti una bocca da fuoco che negli effetti balistici e nella giustezza di tiro potesse stare a fronte alle corrispondenti artiglier ie adottate od in via d'adottu.mento presso le altre potenze, qualunque fosse il metallo giudicato più conveniente, gli uomini compeLenti ebbern a pronunziare che riscontro alle notizie recentemente avute sui nuovi cannoni in acciaio del calibro di cent. 8, 8 ed 8, 7 forn iti dall e orficine di Essen , ogn i ulteriore tenta tivo per raggiungere in un tempo determ inato lo scopo prefisso, coll' impiego sia del bronzo ordinario, sia del bronzo fosforoso, o con cannoni tubati o di .ghisa cerchiati, sarebbe vano ognora che vogliasi man tenere il nuovo cannone nei prestabi liti limiti di peso, condizione di tutta imporlanza pel· l'oggetto essenziale 1i questa bocca da fuoco; e che quindi dovevasi adottare i l cannone d'acciaio del calibro di cent. 8, 7, anche nella necessi!à di dover ricorrere alle fabbriche estere.


SPESE STnAORDIN ARIE

l'ER LA DIFESA DELLO STATO

Pet questa nuova bocca da fuoco, la cui costruzione sarà, a quanto pare, affidata al sig. Krupp, verrà uti-· lizzato il carreggio che serviva per le preesistenti batterie di cannoni da cent. 9 e da cent. 12 ad avancarica . La Commissione, non che ferma1;si al lasso di tempo div isalO dal Ministro della guerra, per la provvista di questi nuovi 4-00 cannoni, deliberava che la provvista medesima fosse acce lerata cli un anno, che cioè venga, · compiuta entro il 18,6: deliberazione certamente lodevolissima. Dobbiamo notare che la Relazione è corredata di interessantissimi e recentissimi rnggùa.gli intorno al la specie ed alla quantità delle artiglierie da campo del]a;---. Francia, della Germania, dell'Austria-Ungheria e della, Svizzera.

Anche questa parle della Relazione è illusi.rata di una particolareo'O'iata notizia intorno alie armi portatili 00 . di cui dispongono la Francia, la Germania., l' Austr1aUngheria e la Svizzera.

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Progetto di legge per approvvigionamento di materiale da mobilitazione.

CoO']i 8 milioni di lire approvati col la legge del 26 apl'il~ 1871 si provvide all'arredamento di · mob ilitazione per 2.0 divisioni attive, cioè allo stretto primo bisogno per l'esercito di prima linea; ora resta a provvedersi una certa quale r·iserva di codesto materiale, sia per i rifornimenti successivi dell'esercito medes imo, sia per agevolare e rendere più spedita la. mobililazione coll'avere di tale materiale in ogni parle dello Stato, sia infine per poter allestire in guerra una parte almeno della milizia mobile. A quesl'ogge ito il Ministro della guerra richiede un nuovo assegnar.nento straordinario cli 6 milioni di li re, per poler estendere le dotazioni all'occorrente per 26 divisioni attive, ordinate in 13 corpi cl' armata e J arma te, più per ·I 6 reggi me.nti di fanteria onde equipaggiare quella parte della mili zia mobile che non verrebbe costituita in divisioni, ma in mir:iori corpi tattici per formare presidì di sicurezza e per essere imp iegata nei servizi di tappa ed altri di seconda e terza linea. Tra il nuovo materiale che il Ministro della guerra intende provvedere con la somma qui dimandata, sarebbero comprese f55 locomotive strada li, la cui spesa sarebbe calcolata in Jire ,1,200,000; e sarebbero destinate a sostituire, nei traini di seconda linea dell'esercito cli opernzioni, il treno borghese, ch'è uno dei peggiori i1npedi?nent1: di campagna. L'idea è ottima ed augnriamo non incontri difficoltà di attuazione.

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Progetto di legge per provvista d'armi da fuoco portatili..

Il Ministro del la guerra dimandò la somma ;1ecessaria per poter continuare la fabbricazione del fucile modello 18'70 sino a raggiungere il numero di 600,000, onde averne a su('ficjenza per l'esercito permanente non solo (che già tutto ne è provveduto) ma per la. milizia mobile e per averne una modes ta scorta di rifornimento; e la comm issione della Camera non solo aderì alla domanda , ma espresse l'unanime avviso che la fabbricazione non dovesse fermarsi ai 600 , 000 fucili, ma raggiungere il niilione. Secondo i clivisamenli ministeriali approvati dall a Commissione avremo 600,000 fucili modello ·1870 a tut.tol'anno :}879, spendendovi annualmente 5 milioni di lire· (pr'.:!zzo di circa M,000 fucili}.

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296

SPESE STRAORDlNAl\lE

Una di codeste locomotive, della forza di 6 cavalli ed a ruote rigide, fu comperata sul finire del 18'12. Nel 1873 si provò, d'apprima nei dintorni di Verona e poi al cumpo d'istruzione presso a Lonato. Mandata a Torino e sperimentata a più riprese, in variati terTeni e per differenti specie di traini. Dietro i favorevol i risultati oltenuti in quelle prime esperienze, ne ven i vano aoquistate altre •1O per ripi~tere le prove su più vasta scala, in varie region i e in ter~·eni ?iversi e par!ieolarmente pei traini ai campi di 1struz1one e nelle grandi manovre, e per arrivare cosi a conclusioni bene assicurate edelìnitive sull'uso mi litare di esse e sul mig lior tipo da adottars i. Queste 40 locomotive stradali furono prese di due sist!:)mi di vel'~di ruote e di forw, cioè ,i. da 6 cavaUi e 6 da 4 cavalli, e rne(à di ciaswna specie a ruote rio·ide e l'altra metà a l'\l~le elastiche: essen?? però giu~te cla ,poco tempo, gli e solo eia poche selllmane che si è potuto intraprende:·e con esse un corso regolare di esperimenti (1 ). fatte sia da noi , . Ad 1ogn1 modo però le esperienze o·iù o sia a trove, possono fin d'ora dare guarentiO'ia della loro applicabi lilà mi litare, e non resla propria;en(e da decidersi che il tipo da preferirsi. In ultimo la Re lazione del generale Bertolè-Yiale si occupa di un progetto di legge presentalo dal Min istro della guerra per . modificare il ripartim ento cleo·li as. 5 segnament1 annm prestab.iliti per i lavori di difesa del golfo della Spezia. Questa propos ta , giuslifl.cata dal - - - - ------- (·l) Furono date ai reggimenti del genio e distribuite in varie località ove sono brigat<l di quest'a rma, pel'chè la fruppa della medesima possa impratichirsi nel loro maneggio ed impiego, o perchè ~iano all'opportu nità adoperate, in sostituzione di quadrupedi, nei gravi t rasporti sulle vie ordinarie fuori di città.

PEI\ LA DIItESA DELLO STATO

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fatto che per ragioni di forza maggiore quei lavori non hanno firi g ui potuto procedere, con la celerilà che si era presunta e che quindi i fondi annui inscritti in bilancio eccedono la spesa reale, mira essenzial:.. mente a contenere le spese militari straordinarie nel limite prefissato di 20 milioni all'anno; e r.on ha quindi. veruna importanza, se non dal lato finanziario. A compimento di quesla pregevo lissima Relazione, sta una conclusione ricca cli consigli inspirati col più verace patriottismo, alla più sagace previdenza, e che non sapremmo far meglio che l'iportarla testualmente: DalJe premesse considerazioni generali e da quelle particolari sopra ciascuno dei cinque progetti di legge alììdatì allo studio d.elJa Comm issione, pare a questa suffieienternenle dimostrato eome l'approvazione delle somme in essi proposte sia impcrfosarnenle r·ichiesta dalle più stringenti ed assolute esigenze per la sicurezza del paese. I provvedimenti in tali prugeLLi divisali, comechè in tirnarnente collegati l'uno all'altro e cospiranti ad un unico scopo sono tuUi quanti ugualmente impol'lanti ed indispensabili: i fucili e le artiglierie, per dare al nostro esercito un armamento conveniente o nel quale abbia piena fid ucia; gli approvvigionamenti di mobilitazione , per possibilitare il pronto e completo mettersi in armi ed in campo delle nostre forze militai·i; i magazzini per· eonservare le nostre dotazioni di guerra; i lavori alle ferrovie, per renclerle alle a i rapidi e grossi movimenti militari; le fortificazioni progettate, per dar tempo alla radunata dcll'esercilo di operazioni; il nuovo r ipartimentoJelle . . somme votate pei lavori alla Spezia, per tenere l,J spes(1 s traOl'dinarie nei limiti prefissati e sopportabili ùelle nostre condizioni finanziarie. Nessuna delle spese proposte potrebbe essere ommessa o r itardata senza compromettere troppo l'avvenire: r1uesta è la pr-of'onda convinzione della Commissione.

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SPESE STHAORDlNAt\IE

L'opinione che per contenere le spese str aordinarie nell'assoluto limite ann uo cli '15 milioni, potrebbesi tralasciare o quanto meno indugiare ultei.:iormente la costruzione delle for titlca zioni alla frontiera terrestre, no:n è parsa ammessibile alla Commissione, s ia dal lato militare perché colali fortificazioni sono indispensabili per· assicurar e la mobilitazione e la • formazione in guerra, sia dal lato finanz iario attesochè per poter levare dagli esercizi del J 876, 1 l877 o 1878, e cinque milioni cli lire, non basterebbe r inunciare a lle fortificazioni, ma bisognerebbe r itar dare altri provvedimenti urgentfasimi di difesa, come è facile veder e dal.prospetto in calce alla presente r elazione. Signori ! La stor ia cli tutti i tempi, anche abbastanza pross imi, c'insegna che i ritardi o· gli impedirnenti frapposti alla effotLuazionc de.i necessari appar ecch i di guerra durante il per iodo della pace sono state spesse volte la causa dei rovesci toccati al principio di u na campagna, rovesci che quasi ma i si r iescon_o a super are neppure collespl~nclide vittorie del seguito della guena, ma che talvolta producono l'accumularsi di disastro su disastro.

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· Soltanto a guerra fin ila, e dopo che furono esaurili inu tilm ente gli sforzi del p.iù nobile patriottismo, dopo i cruenti sacrifizi di migliaia di vittime e lo sperpero di tesol.'i accumulati con lento o lungo lavoro: quando è s tato fof'za cli piegare alle dure condizioni che il nemico vittof'ioso impone, si elevano da ogni parte le g1'icla di imprevidenza, e palleggiandosi gli uni agli altri la r esponsa bilità, si va in cerca cli motivi o di uomini sui quali far pesare quella responsabilità che più giustamente clOVf'ebbe ricadere Sll Coloro, i quali hanno r itarda to Od impedito i necessari apparecchi durante la pace. Pur troppo, dopo alcuni anni di pace, le sanguinose lezioni del passato sono da ta luni poste nell'obblio; e prevalendo parziali inter essi o traendo la vita nella ciecaficlucia di lunghi periodi di calma , si ama di menticare, nnchè nuove catastrofi non vengono a colpire ed a punire trascur~1nza cosiffa tta .

PER LA Dl~ESA DE LLO STATO

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È appunto per m eLlere in gua:·dia il paese nostro da così

tris ti eventualità, ehe a noi pacve dovere sacrosanto l'espr imere intero il pensiero nostro su questo argomento. Le verità possono, anzi devono essere dette e ripetute, quando mirano ad un in lef'esse supremo, qual è quella dell'esistenza della patria. E noi lo r ipetiemo qui sem plicemente perchè è bene die esse sian() delle e pubblicale da quest' Assemblea. Le numerose provo di sollccittì cura che la Camera ha dimostrato sein pre agl' interessi dell'esercì to>i I pensiero di quella saggia e prudente pr eviclenzu che, nei limiti del possibile, è dote del carattere della gran maggioranza degli llal iani; il sen-timento clella clignitù nazionale cheè patrjmon io di tutti coloro che comprendono ed apprezzano il )Jer10supremo che il nos tro paese ha acquis talo colla sua unità; e finalmente il proposito · cl1e noi r iteniamo condiviso dalla intera nazione, di volere occorrendo, difendere la nostr-a dipendenza, la nostra in tegrità: ci danno fiducia che voi appr overele 11uanto la vostra Commissione è convinta di proporvi nell'interesse dell'esercito e del paese.

La discussione di questo progetto di legge, apertasiil '10 maggio u. s. alla Camera dei deputati, veniva in due giorni esaurita colla approvazione, quasi ad unanimi1à, corne dice mmn più sopra, delle proposte del Ministero e dell a Comm issione. Siamo ce rti che esso inco ntrerà uguale accoglienza· favorevole presso il Senato del Regno.


RIVISTA. ' nrnqOGRAFJCA

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2° VOLUME. LIBRO IV: La Politica della Guert'a. - 1,° La poli-

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

L,,

,u N!CCOLA MARSE:LL L Milano ·1875, FraLelli Treves, editori.

guerr,, e , ,, stca .'lto1•it1,

Volume peirno. -

Come apparisce dal titolo stesso, t{Ui r ipoetato, questo non è che il primo volume dell'opera, la quale consterà di tre volumi· la pubblicazione degli allr j due è annunzia ta come imminente'. Sarebbe quindi peematul'o ilpronunzial'e nn d'ora un giudizio sopra una parte soltan to di un'opel'a, i;iella quale non possiamo dubitare un istante che la mente pensatTice dell'auLore abbia mirato all'unità. Noi ci r iserviamo·, quindi, a lavoro compiuto e quando tuUo intieeo il concetto dell'autore ci starà davanti in t utto il suo svolgimento, a intraprendere un esame accurato dell'opera stessa. l?el momento intanto ci limitiamo a dar conto ai nostri le ltori di ques ta importante pubblicazione, la quale è sen;::a dub bio destina ta a prendere un posto insig ne nella nostra le tteratura m ilitare . L'autore s tesso del t'eslo ci ris parmia in ciò la fatica, poichè testa del primo vol ume noi leggiamo il programma dell'oper a int.,era, e non abbiamo per ciò che ariport.af'lo tal quale. 1° VOLUME . LIBRO I: La Scienza stor ica delld Gue1·ra. 1° Le forme della s t.or-ia m ilitm·e. - 2° È la g uena un'arte o una scjenza ? - 3° Classificazione delle scienze militari. - 1~· Posizione della scienza storica della guerra rispetto alla scienza generale ed alle scienze particolari della g uerra. - 5' Del me todo . - 6° Della cr-itica. LrnRo IL La Cioiliàe la Gaerl'a.- -J• LaciviHà e la g uerra. - 2" La socie t.à civile e la socielà militare. LrnRo Il I: I.:Esercito. - 1• Composizione degli eserciti. 2° Ordinamen to laLLico degli esercit.i.

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ti~a della guerra-in genernle . - 2° Applicazione alla difesa · deJl'Halia. Lnm.o ·v: Teo1'ia generale della grande guerra. - 1° La S trategia. - 2° La Geogt'afia militar e e la Statistica, con applicazione alla guerra difensiva-offensiva verso la frontieea ovest dell' Italia . - 3° La Logistica. - 4° La Grande Tattica . 3° .VOLUME. LIB RO VI: T ipisl1'aiegiciclaFede1'icoaMoltke, - 1° Tipi slrategicj delle ·campagne di Federico li. 2° Idem delle campagne della Hivoluzionè francese . 3' Idem delle campagne napoleoniche. - 4° Idem delle campagne del 1866 e del 1870-71. LIBRO Vll: Leggeclieoolazione cleU'Ariemilita1·e. - 1° Legge di evoluzione dell'Arte militare antica. - 2' Ricorso e progresso dell'Arte militace rnodeena. Questa è la tela dell'opera . In una prefa zio.ne poi l'autore espone la ragione dell'opel'a stessa, quali moventi lo abbiano spinto, quali criterii lo abbiano gllidato nello scrjverla. Al dì d'oggi è questa una vera nec:essità, che l'autore di un libro, e massime di un libro come questo, che tende ad abbracciar-e in un s olo conce.tlo tutta una serie cli idee, dia egli s tesso ai lettori una primordiale e complessiva nozione di tutto il contenuto. Non si può oggi, che tutto maccia col vapore e col telegrafo) e in cui si ha bisogno a nche cli studiare peesto,. non si p uò pretender e elle il lettore s i sottoponga egl i stesso alla fatica di cogliere, di indovinare, di sintetizzare il pensiero dell'autore s volto in parecch ie centinaia di pagine ; è necessario che Lea l'autore e il lettore s i stabilisca fin dal principio un affiatamenlo; è necessario cJ ,e quello inizii questo alle s ue idee, e gli !'(mela facile l'intell igenza del tutlo; è poi ancòra necessar·io, che nello svolg imen to del suo pensiero l'autore non cos tringa il lettor e a soverchia fatica, non salti troppe idee intermedie. Sara un bene., sarà un male, ma è cosJ; un autore che non volesse piegaesi a queste esigenze mostrerebbe di non intendere i s uoi. tempi, e non potrebbe Jusjngarsi di ùvere nurner-osi leLlori. Di queste esigenze s i r ende conto il MARSELLT, ed (~ visibi. lissima la Cllra ch'egli pone a soclclisfal'le. Egli che ha modo largo d i concepire le cose, egli che s'inspira -sempre ad un concetto filosofico, e sa che non è troppo comune questa tendenza, rie.or-re a t.utLe le vie per inizia rvi i suoi lettori, per jno-


30;2 lUVISTA culare in loro,_ diremmo quasi, l'abitudine della sintesi, per rendere loro piano non solo, ma benanco attraente quello che · ordinaeiamente è riLenuto come astruso e pesante. E in ciò.la penna lo serve rnieabilmente. Coloro che conoscono gli scr·itti del Marsell1sannocome in lui l'altezza dei concetti s ia· sempre accompagnata da una l'orma splendida da una Jinn·ua correttissima, elegante, molle volLe ardita, da uno stile "scorl'evole non solo, ma anche spigliato, talol'a anche fomigliar·e, e come egli bene spesso, palesandosi arLista immaginoso non meno che pensatore, ricorl'a ad iruagini nuove, efllcacissirne. l\fo su q uesti pregi, che sono comuni a tuLti n'Ji scritti del Marselli, noi non intendiamo estendel'ci, poid1è ~ià la sua rip_utazione è sLa!Jilita, e non diremmo cose, che ~ ià tutti non risapessero. Ritornando piuttosto al libro, che annunziarno, ricorderemo che l'idea dell'ope1;a data giù da r1ualche tempo, e che l'autore stesso ne da va avviso al pubblico in questa Rivista s tessa fìn dal 1870 (-1), pubblicandovi l'introduzione la quale ora ricomparisce appunto, in gran parte testualm;nte riprodoltn, in talune~pa1•ti ampliata o modilìcata nel volume or ora uscito alla luce. •J E <1uell'iclea nacque e prese corpo pel fa tto delle circostanze 1~arlicolari in cui si trovò l'autore, il quale incaricato cli prof~s~are aHn scuola di guerra un corso di S toria generale della e1v1ltà, s1 teovòpoi a dover e parallelamente professare per un certo tempo un corso di Storia militare. Ne venne così in lui il pensiero d i armonizzare i due corsi in una sola sin tesi, e cl.i considcraee il cammino dell'arte militare in arrnonia col cammino della civiltà . · Egli trovò la solu7.ionediquesto problerna nel f'ar e due opere separate, di cui l'una avesse per oggetto la s toria generale, l'altra la s toria. mili tar e, l' una seguisse lo svolgimento della ~ivillù in tutte le sue manifeslazioni, in Lutti i rami dell'attivi l-ù umana, l'altraconsiderassequello svolgimento peculiarmente -~elle sue manifestazioni g uereesche. Di qui la ragione per cui 1autore, dopo aver dato fuori un primo volume d'intr od uzione alla Scienza della sto,,ia (:2), ora ci presenta in questo altro volume un'introduzione alla scienza della storia militare. Eo·li ci promette che, se il tc~mpo e le forze nsiche non gli faron~o · (! ) V. l e dispe nse del giugno e luglio 1870. (~) Veggasi i l cenno intorn o a questo vol ume nella dispensa della Ilivista del marzo l8i3, pag. 571 e seg.

lllllLlOGltAF l CA

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difelto, farà procedere di pari passo i due lavori; cosicchè giunto per esempio al volume dell' A-ntichità colla Scienza della storia, lo farebbe seguire da uno s tudio particolal'eggiato StiÌ grandi capitani, come Alessandro, Annibale, Cesare, e cosi cli seguito (1). R iservandoci, come sopra dicemmo, cli esaminare il valore intrinseco di quest'opera, quando sarà pubblicata per intero, diamo intanLo un t iassunto delle materie contenute in questo primo volume, clislr-ibuile secondo la part.izione più indietro . riportata. Nel pcimo Cùpitolo : Le f orme della Storia militare, riportato pressochèdipesoda ciò che venne g ià pubblicato in questa Rivista, egli applica alla s l01·ia m ilitar-e .quelle stesse categorie che giù aveva applicate alla storia generale, distinte fra di loro dal maggiore o minor gl'ado cli rifiessione o cli elaborazione che lo spirito uma1io porla nell'esposizione e nell'apprezzamento elci fatti storiei, e reca vari esempi cli questi cliversi generi di storia, venendo per ultimo ad accennare alla forma scientifica, che il l\farselli stesso vuole tentare. Nel secondo capitolo: }; la guerra un' ar le o ana scienza, egli rispo1ide a questa domanda, dichiarando che la guerra è scienza come teoeia, ed è arte come far.e, è tacciando di viziosa quella denominazione che comunemente e per lunga abitud ine si dà di arte militare alla raccol ta di que' principii e cli quelle regole, c.he riguardano il modo di organizzare e di condune g li esercì i.i. - Riteni a mo a <1 uesto proposito anche noi col Marselli che (1uesta distin7.ione non s ia punto inutile, e che la questione proposta non debbasi punto relegare fra q uelle, a <;ui applichiamo il titolo di bizantine; l'esattezza e il rigore de' te,·mini è fru tto della chiarezza delle idee, rna può anche essere un a iuto per procacciare questa chiarezza (2). Ciò premesso , il Maeselli viene nel terzo capitolo alla classificazione delle scienze rnititari, distinguendo una scienza (l ) 11 che, s ia detto di passaggio, in firma un po' .la promessa ch'egli ci fa di una imm inente pubblicazione d ~gli altri due volumi d i quest'opera. (2) E poichè se ne porg~ qui l'occasione, e ved iamo ,1 Marselli ribellarsi a r di tamente contro vecchie denomi nazioni, che tutlodì si usano, benchè mol,i l e riconoscano tlisadatte, noi ci aspettiamo nel seguito dell'opei-a eh'~gli ci dica qualche cosa i-ispeuo a i termini di Politica della ouerra, di G-rande guerra, di Grand·i opera.aion, " di Operaztont secondarie, .espressioui che recano forse pi ù coufusioue che luce, e che pure si usano da tu ui.


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Rll'ISTA

generale della g uerra, la quale in senso largo comprenderebbe l'apparecchio e l'azione, e in senso slretLo comprenderebbe l'a~ione ~oltanto, e parecchie scie nze particolari, le quaJi debbons1 cons1dera1•e come altrettante branche della scienza generale. Pel' rispetto alla scienza generale cd alle sc,:enze pa1'ticolari quale sarebbe la posizione della scienza sto1'ica della guet'ra? È quello a cui si r isponde nel capitolo r1uarto; la storia può altrettanto proporsi per oggeUo l'esame di tutte le attività ·contemplate nella scienza generalo, quanto l'esame cli un'aUività s p_eciale ~:he forma oggetto di una scienza particolare. Jn tutto· c1~ che r '.guarda J_eazioni umane l'arte precede la scienza;dap~mroa è 1J0lu1to, 11 genio, ed anche l'esperienza e la riflessione md1~1cluale che suggerisce corno si ùebbt\ operare; segue l'esperienza e la l.'Jfless10ne altrui su ciò che s'è faLto, si raccolgono le osservazioni, si con fronluno, si pono'ono a riscontro coi r is itltati, si ricorre al raziocinio per aver1~e .l a spiegazione, e per_dedurne r egole per l'avvenire; così si form a a poco a poco la sc1e~za conte_n uta nei traHati, de' cui dettami poi alla sua volta s i vale cl.u è nel caso cli dovere operare, e si ha allora un'arte r iflessa. Ma la s toria in tanto ci s i pr esenta come il ponte necessario cli passaggio fra l'arte primitiva e spontanea e la scienza. Ci6 che s i può dire di ogni manifestazione dell'attività umana, si deve clil'e della guerra . La storia militare - dice il Marselli - è s tata la vera sintesi primitiva e rudim entale cli tutti i rami della scienza della guer ra, e oltre a ciò la creatrice diretla e l'applicazione viva di quella parte della detta scie1_1za, che riguarda il dirigere le trnppe nelle grandi operaz10111 della guerra. La si.ori.a rnilitare - eo·li. ao-o·iunO'e' l . o no o è ~ne l1 : s.sa come a scienza Lm coordinamento sintetico, poiché n~1 fati.i eh~ narra ed esamina afflui.scono tut.te le componenti eh un eserc1lo e del suo guerreggiare : ma men tre la scienza è un coordinamento logie@, la stol'ia è un coordinamento cronologico; di pi~t mentre la scienza estrae il genemle dal particolare) la storia vede sempre il geaerale concretato in situazioni particolar i, per cui mentre la scienza tende a dettami assoluti, _la storia adagia ques ti dettami nel l'elativo che sempre s1 osserva nei fatti r eali. A dir v~ro) tut~o quanto si espone dal Marselli a que;to r iguardo, s1 può dire con pari dritto - come .9:ià ossel'vammo - di qualunque siasi scienza, e di qualunqu~ siasi storia le c1uali abbiano per loro ogge~to il complesso delle moltepl ici

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JJIÌlLÌOGR_AFICA

.manifestazioni dell'at.Livi tà umana, od una qualsiasi di tali manifa::;tazioni. - Ci parrebbe quind i che lutta questa serie di considerazioni avrebbe meglio trova to il s uo posto nell'altra opera della Scie nza s torica gene rale,- per modo che qui tal trattazione non appal'isse più altl'imenti, che come un ricordo ed un'applicazione. Quesla avvertenza noi la troviamo osser v,1ta nel capitolo, quin lo che tratta del meiodo. Dopo avere int'a tti ricordato ciò ch'egli disse nel s uo libro della Scienza della storia sulla questione del metodo nella investigazione de' fa. LI.i, egli viene ad esporre le s ue idee sul metodo cli trattazione della s tor ia· miliLare. Egli solleva in proposito due qucsLioni; la prima sulla quanlità ed estensione della materia che si LratLa di studiare, se cioè convenga rnc-:glio sludiare pochissime campagne in tutti i dettagli, o ablrniecial'le tutte, o infine tenere una via di mezzo ; la seconda riflette più particolarmente il melo,lo di esposizione e cli coorclinarnenlo dei fa tti colle idee, vale a dire s e meglio sia da i ratti venit' e alle deduzioni, oppure, dati i principii, dame .l a dimostrazkme nei fa lli. Quanto alla pl'ima q uesUone, il Marselli dimos tra come non sia sufficiente lo s tudio d1 po:-:he ca mpagne, ma sembra essere pure d'idea che non si possa giungere ad apprezzar bene in pochi tratti e nell~} sue linee generali una campagna, se non si è passati per la trafila d'un'analisi minuta e oaziente. Tratteggiando egli stesso il profilo d'una storia militt~re quale egl i la concepis cr:\ dice che una s imile opera trova la sua principal diffico ltà più nel sapere ciò che debba tace1'e, che ciò che de ve dire, e ch'essa scarta forse più .fior i appassiti, che non ne colga dei freschi. Ciò che dice il l.VCarselli è verissimo; ma è pur vero - e<l è anzi una conseguenza di quanto egli affeema -- che una sim ile opera non servirebbe se non a coloro, i quali, essendo già passali essi s tessi per quella trafila dell'analisi, sono per ciò stesso in grado di assu1·gere da lla rninutagliadcithtti a quelle poche idee semplici., complessive, le quali , senza quell'appoggio della conoscenza dei particolari, rimarrebbero allo s tato cli vuote astrattezze e generalit.?l. Una tale storia dovrebbe insomma r isultare nella mente dell'individuo, come il prodotto de'suoi s tud ii, non potrebbe essere insegnata, come un'inlroduzione a tal i s tudi; essa è l'opera della maturità, non può esse!'e quella della prima gioventù. Ma qui quella prima questione si complica colla s econda; e .AN:-o

xx, Vor,. 11.

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RIVI~TA

il Marselli stesso nota a lal propogi,to che il metodo, il quale consis te nel parLi re dai folti particolari per r icavarne iclee~ener ali, è pref,3ribile negli s tuc;li elemèntari a quello che pro cede in modo inverso. · Ci siamo soffer mati su questo, perché ci sembra che nel falto si Lenda a fare piutlosto il con trario, e ciò non solo nell'insegnamento della stoeia militare, ma altresì nello s tudio della stOl'ia generale, e di a ltee discipline. Assai meglio, secondo noi, sarebbe forn ire agli studiosi un buon metodo p,erchè valga loro nelle l'icecche ulter iori, e per•chè essi stessi deducano le leggi ed i pr incipii generali, anziché porre loro :innanzi tulla la materia in tutta la sua estensione, senza che s ia possibi le dare a veruna parte un discreto svolgirnento . Il Marselli dedica il suo libro alla gioventù italiana; ora ci permetta che noi gli diciamo che esso sarebbe forse meglio r i vol Lo agli uomin i ma turi, a colo!'o che giù sono irnlriti di forti studi . Egl i stesso, benchèdotù.lo di u n'intelligenza non comune, non potè certo sollevarsi a quella sfera, in cui oggi spazia così sicur amente, se non a palto di aver lungamen Le e minutamen te studiato e pensato. Là men le de' giovani è g ià troppo per nalur a proclive ad abbandonarsi in hraccio alle genef'alilà, ad innamorar si cli abbagl ianti teorie, che poi essi applicano ai fa tti particol,ir i con una rigidea:a, con un assolutismo, a cui quesl.i non s i possono piegar,; ; noi q uindi preferiremmo per essi un diverso Cù.mmino, e vorrem mo invece s i avezzassero a sviscerare i fa tti in tutte le loro parlicolar-ità, ciò colla scorta bensì de' principii generali, se vuolsi, ma appun to per vedere come q ue' principii s i reggono nell'alLrjlo e nella varietà molliforme dei fat li parlicolaci. Del resto il Marselli s tesso ben nota come la storia, pri ma cli assumere la fo rma e l'abito d'una vera scienza, sia passata _pe r varie for me, nelle qual i s uccessivamente il pensiet'o ,umano è venu to facendosi più largo posto; quello che è avvenuto na turalmente ncll'ordinù de' tempi per rispetto a ll'umanità, noi chiederemmo s i oss2-r vi anche per l'irìdivid uo, a cui si turba lo svolgimento naturale dell'intelletto, se in s ull'ent rare degli studi gli si presenta un sis tema d'idee, il quale non dovrebbe essere se non il ris ultato ullimo di quegli studi i;lessi. Non crediamo che il Ma1·selli opini diversamen te, se lo dobbiamo raccoglieee dall'insieme .di ciò ch'egl i dice sulla complessa questione del metodo; anche q ui è un po' questione di

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misura; e sarebbe invero moHo difficile, e forse anche pèricoloso, 11 voler Lroppo precisare. . Nel _c~pitolo sesto L!ella Critica egli enun?.ia alcun i criterii, J qua li son o appun to m tes1 a r1mu,)vere il pericolo che nell'in_tcr~r_e tazwne ~ei fatti stor_ici si adoperi una stregua unica per tutt, 1 casi, rigida, mfless1btlc~, come un calibratoio, Noi non P?Lremmo raccomand.ar mai.abbastanza tali criteriia chiunque s acc_mga ad uno slucho stor ico q ualunque; ma s iamo pur oersuas.1 cl1e soltanto l'etù, l'esperi_enza, un lungo e spassio;ialo studio possono condurre a ciò. Qu~sti ,d u_~ capitoli del Metodo e della Cr itica sono quello che v è ~!1 pm nuovo e, secondo noi, di più bello nel libro del Marsellr. Nel secondo libro la Civiltà e la Guerra sono r ipetute moHe <le_ll? cose__g1à dette nell'Introduzione, pubblicatasi in questa RwcsLa. Egli mostra come lu lotta sia un ratto universale come la lotta fra le nazioni entri quale elemento irnportan tis~ ~u_no, nel ~amrnmo della civiltà , e cornei var-ii periodi di guerra e 1 t~atlat.1 di p~ce che li susseguirono segnino come allrettant1progres~1111 quel _camrnino. Deto?rrnina quindi i rapporti che esistono fra la società mili tare e la società civile esamina:do"'sp:cialmen~e qu~sli rapporti. nel decorso de' t~mpi che _slt-S~ 0 u_11 ono alle 1r1v.as,on1ger marnche, venendo fino ai nostl'i temp~ . S0ITer mandos1 alle condizioni elci presente, egli ei m'os ·trat' I mfluenza che dalla società 0"'enerale si esercita s ul [a so _ CIO a ,mi--1Jtar~, e non divide i lirnori cli coloro i quali vedono in tale lll f!~enza un pericolo pecla sana coslitu?.ione de"'!{ eserc1t1; ,egli ha fede - e noi l'abbiamo èon lui - che q u~ndo l'esercito "'llasta IJer sè, stessa , non t ., esca . da una_,,soeie Là non 0o'ià "' po ra !11a1 ~ meno ùi essere b uono, . Gli eserciti - egli dice _ « tl , cui sangile non sia cor·r·oL Lo , usciranno ·~, ·t· · · ' , • • ,. ' • , e • • • l """r'Lll 1, lll Cl• v1 liL1. rr tern pra Li da cosiff1:1Lto la vorio di trasformazjone· im« peroccltè tutLo ciò che eleva l'uomo, non può sfibrare il mi·« ltlare, a pa tto che si sLuclino sempr e i particolari car atteri « della socie tà mi li tare, e che, allargando i Jìmi Udella liber tà « non si r esttingano quelli clèlla razionale autorità ». ' Il libro 3°, _ir'. tilolato l'Esercito, eclte tralla in due capitoli della sua comp,os1z1one e de! s uo ordinamento tattico, è un breve tru llato d_or·gan1ca mi htare, svolto col la scorta de' lumi sbmmm rstrat, dt1lla scienza storica a rmonizzata colla scienz'a della g uerra. Per q uesto capi tolo specia lmen te noi ci tr overemmo'riell'im.-


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RIVISTA

IlIDI.TOG HAFICA

barazzo, se dovessimo dire a qunlclassecli lettori s ia destinato questo libro; accanto ad osservazioni profonde, cberichiedono, per ben apprezzarle, un corredo di cognizioni non solo militari esclusivamente, ma alLrcsì di una vasta c0Hura oo·eneralc, noi . . troviamo msegnale a lcune nozion i elemenlarissime, che non sono ignorate da nessun a llievo dc' nostr i collegi militari . Forse l'autore credette d i dovere così proccd,,we per amore di metodo, affinchè, dovendo la sua opera r iuscire un tutto completo, non lo si potesse tacciare <li aver lasdato lacune. E appunto per questo, ricordandoci della r iserva che ci siamo imposta, diamo fìnc senz'alteo al presente riassunto del primo volume, augurandoci di veder presto i 1·irnanenti due, e raccomandando fin d'ora agli studiosi un'opera, la quale si presenta certamente, presa nel suo insieme, co' caratteri cleJl; novil-à, ispirata da lunghi studii e da una delle più elette intelli 0o-enze di Cl.li si abbellì il nostro esercito. '

nisce la competenza dell'uno e dell'altro f Come svestire intierarnente il distretto dell'autof'ità d isciplinare se è r iser vato al medesimo il dir-itlo di far promozioni e conceder· licenzer ln materia amministrativa l'autore vorrebbe concessa al capitano maggiore indipendenza : sopra di esso pesa ben a ltra responsabilità perché non gli si possa affidare la gesliori.e di alcune piccole spese. L'azione del distretto secondo l'autoce dovrebbe restringersi ad un con trollo indispensabile. Anche il comandante del battaglione alpino ha doppia dipendenza, dal distretto e dal comando della divisione territoriale .. L'autol'e esamina i diversi inconvenienti che da ciò pot!'ebbero derivare e propone che i maggiori alpini siano posti sotto una sola dipendenza: o quella della divisione, o q uella del distr·etto. Senza en tt·are nel merito di queste:; proposte, nè considerare se esse siano le sole capaci di r imediare agli inconvenienti cu i, secondo l'autore, potrebbe condurre la doppia dipendenza, diremo che Lu Lto il lavoro è seri LLo con profonda cognizione del la ma leria, e con s tile semplice e chiaro, perfettamente udaLtato all'indole dell'argomento preso a trallare.

Le Com1mg11ie Alpine. -Roma 'l8ì5, tipografia Voghera ..

L'autore ·di quest'opuscolo entra in materia coll'accennare al plauso univers ale con cui venne accolta la creazione ddle compagnie alpine, la quale, come è noto, fu implicitamente consigliata dalla commissione permanente per la difosa generale dello Sta lo quando s Labiliva di lasciare al la difesa atLiva quei passi della nostra fro ntiera accessibile alla sola fonLeria . Jn seguito ad un accurato esamo delle truppe di fron tiera clell' Austria e deA~cacciatori nazionali del Tirolo e del Voralberg ]·autore fissa e definisce lo scopo delle nostre comp;1gnie a lpine e stabilisce il seg1.1ente confron to fra le due instituzioni: « le compagnie alpine sono soitanto l'avanguardia ~lell'esercito « nella difesa. generale del paese, mentre i cacciatol'i nazioc nali costituiscono la vera difesa territoriale dei loro monti « e delle loro valP ». Passa quindi l'autore ad una minuta esposizione dell'ordinarnen_t1 delle compagnie alpine padundo del reclutamen to, della dipendenza e della s tanza delle medesime. Constalato il modo soddisfacente con cui p rocedettero finora, l'autore, esam ina se non sia il caso di por·tare una q ualche modificazione all'organamento delle dette compagnie. Esse hanno, osserva egli, doppia dipendenza, amministrali va col disketto, discipiinare col comando di battaglione. Dove incomincia e dove ti-

.11,unuri,•e tl'n1•t, d e s c ience.<1 et de le(•lutoloqi,! ,uilitai ,•,Ni . par

P . HENRARD major d'arlillerie. - Deuxième ann6c (1874). - Bruxelles '1875 - Librai.rie mililaire C. Mucquardt.

Ecco una nuova int~ressan lissirna pubblicazione che viene ad aggiungersi ai molti lavori pei quali la ben diretta oper osità intelle ttuale degli ufficiali dell'esercito belga ha saputo acquistarsi tanto cliriUo alla gratitudine degli s tudiosi di cose militari. Ques ta pubblicazione periodica, diretta dal maggiore d'artiglieria HENR...,.RD, è nel suo secondo a nno di vita. - Suo scopo è quello, lo diremo tcaclucendo un brano del proemio stesso dell'opera, di dar·e anno per anno un .riassunto dei progressi operatisi nelk~ arti e nelle scienze militari, come pure delle modificazioni introdotles1 nelle istituzioni m ilitari dei vari Stati, per metlere in g rado tutti coloro che s'inLeressano ugli studi r elativi all'organamento degli eserciti, alla clif'2sa degli Stati, ed a lle questioni tecniche speciali di competenza dell'artigliere e dell'ingegnere militare, di tenersi senza troppa fatica, al cof'-


310 RlVISTA renle del movimento delle idee. - Vi troviamo perciò r accolli lavori d'ogni specie cominciando da relazioni sommarie dell'ordinamento miliLare di ques ta o qucllf\ po lenza, fino a s tudi originali pr egevolissimi relativi a problemi scientifici di mec• canica e di fi s ica d'interesse deJJ'ingegneria militare, ed. a qucstioui <l'igiene e ùi chirurgia militare. Così nel 1• volume uscilo nello scorso anno, fu trottato ddl'ordinamcnto mjlilare della German ia, clell'lngbiltcrra, del1'1 tulia; e videro la luce pArecchi la vol'i relativi alla tattica delle armi diverse e segnatamente dcll'a1·tigl icria, un esame sull'artiglieria da campagna in uso presso le varie potenze e pa, recchi s tudi scientifici d'orLig lieria, un pregevolissimo sLudio del colonnello Brialmon l sull'i nvestimento dei carnpi trincerali , ed uno del maggiore He nt'arù s ug li s trumenti destinati a misurare le distanze in campagna, e finalmente un lavor o sul servizio so.nilario in campagna e d'uno còl quale si pr·opugna un nuovo sistema di upparocchi in zinco pel' tener a posto le membra fratturale, lussule,ecc., in soslitu;:ione delle stecche, ferule inamidale cd alLri ingegni usali fin qui a tale scopo. Nel volume pubblicatosi in questo anno e di cui <Jui faccio.mo menzione si contengono le seguenti ma Lol'ie: . Organica. - Una relaziono sulla fol'mazione del no~tro esercito in guerra, preccdul.a da alcune cons iderazioni nelle quali si fa l'elogio dell'Isiru.:;ione presso di uoi pubblicata su tale proposito; un lavoro critico sullo forze rnililari della Russia dopo il loro r-iordinamento; una r elazione sulla scuol<\, di tiro di Spandau. A rtiglieria. - Una 1•clazione sull'ordinamento dei parchi d'asssedio in Germania ed in Italia; una sui nuovi fucili e le nuove bocche a fu oco di campagna; ed una sulle nuove cspe• rienze foll-e in Russia circa l'impic~o dei proiettili lenticolari. - Un la voro s ul modo di r egolar ; il tiro· nella guer ra d'assedio; uno pregevolissimo del maggiore Henrard s ulle arti.:. glier ic di grande poten;:a considel'Ote ne' loro rapporti cc,lla corazzatura delle navi; e finalmente uno sulla balistico inier'na, o s Lud io del rnovirnen lo del proie ttile nell'o.nima del cannone, il quale s tudio si diffonde specialmente sulla teoria meccanica del calore nelle sue applica:doni a lla balistica, ed è Lanto più interessante quanto è più nuova la scienza cui si 1 riferisce. Ingegneria e topografia. - Tiene il primo posto in quP,Sla

BIDLIOGL\AFICA

par te una rivista dello nuove teorie sulle mine i .~Ila ~1uale fa O' ·to un altro lavoro scientifico sulle mltle m1hlar1 del cose0u1 . . · b' e lonnello dol gen io Cochelcux . - V1 s1 legge ~ 0 1 un~ .rev. rela1.ione sull'impiego dei pali a vite per le r1par~z1om. ?et ponli in 0·uorra e specialme nte di quelli delle_ ferrov ie; qu1ndt un inter~ssanle lavoro sui mezzi cli co~r1s~o1~denz~ ::.l!e piaz:te assediato (lelegrafiu ottico, areostall e pwcion , via,,,.,i~lori) ed uno sulla luce elettrica, il quale consiste in _una r 1cer ~; teorica della miglio1•e dis posizione do. adottarsi per la costituzione di una pila idro-elettrica; e fina lmente una_ breve relazione <lel telernolt'O I ,e Boulen gé e <lei r csultatt delle esperienze falle inlo1·no al medesim~. . , . Solto la r ub rica !),·dio clclle genti s1 legge una relazione dei risultati della conferenza di Bruxelles, nelltt quale _relazione sono trasc1·itli gl i atli più importanti (l i qucll:umarn lo r-1_0 congresso; e chiude il volume sotto la ru~rica Chl~'U-_l'{Jla mi~ lital'e un lavoro sui più rcccntt perfez1onamenl1 1ntrodoll1 nel materiale delle ambulanze mililo1·i. . Dopo il cenno che abbiamo fatto delle materie .:onten ute nei due volumi è soverchio l'oggiu11 ger e come la piu larga parte in questo Annuario sia falla alla Lecnologia; il <1ual f11Lto trova fino ad un certo p-unlo la s uo. .spiegazi?ne nello .~cop~ sle~s? dell'ope1·a, quale è stato defimto da clu la pu~blt_~a, g1a_cche il progresso delle scienze inec~anichE: e fisiche e p1 u cont1!1_uuLo e s;nsibile che quello delle alti·c branche dello sc1b1le mthla l'e e segnatamente di quelle che si rifel'iscono allu ~on~lolt~ '. lel_tc truppe in ,:,uerra o sul campo dt ballaghu e qu1nch è _pm f11_cile seguit;e.lo sviluppo ed olfl'e più copiosa m~te1•1a a rrvisl.e annuali della specie di quella che è data 111 luce dal · maggioee Hcnrarcl. l!eltlz ttf/ tS70·7 ·l. - Der AnlhHil der un tordern kommundo

s. K. H.des Grossher·zogs von '.'rlECl<LENBURG-ScuwERl:-1 vereini ~t gewcsenen Truppen am Kt·iege '.1870-71 . - Nacll officiellen Quelkn bearbeiLel. - (Campayn.a 1870-~1. - Parte pt'esa cttlet guel'r a del 18 ì0-71 dalle tni11pe che s, ~rooarono riunite sotto il cornarulodi S. A. R. il (Jl'an<luca dt 1'~eclembu1·uo-Schwerin. - Compila:;;ione fatta s u d,ocamen.i ujficial,). - Berlin '1875, Mitller und Soltn. Mentre la Relazione prussiana sulla guerra del '1 870-7'1 procede lentamente, e non c':i ancor giunta al presente che alla

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RIVISTA

vigilia della battaglia di Sedan, si vanno mo!Uplicando i lavori speciali di carattere uff1ciale, che rendono conto dell'operato de lle varie armate tedesche. Cosicché colla scorta di questi lavori è già possibile a vere una rio tizia sufiicien tèmen te esalta e comple ta dell'insieme delle opernzioni r io·uardate specialmente dal pun to di vis ta del concetto dir·e ltiv;, sia del comando supremo, s ia de' varii comandi superiori, cl1e si'tr-ovarono ad agire, o jnsieme con altre pu1°ti dell'eser·cito, o isòJatamPnte. Ornai sono conosciutissimi i la vori del Bl<nne (il comando supremo da Sedan fino a lla fin e), del Schell (l" armata sollo Steinmel.z, poi sotto Gobcn), del Gollz (2• arma ta!, dell'Halrnke (3.. arma ta !, del \Vartensleben ( f• armata sotto Manteuffol, armata del sud sotto ManteuffelJ, ed a ltri ancora, tulLi compresi sollo la denominazione di collana verde, colore della copertina. _A q~esti l~vo1_'i viene o~p;i ad aggiungersi quello di cui qui r ~por t1arno 11 t1 tolo, e di cui facciamo segu ire un rapido riassunto. 1' ~A PITOto. -·- Dal principio della guerra jìno alla formazione della sezione d'armata del grançluca cli ivfeclemburgo. - S ul principjo della g uert'a f'u affidato a l c,randt1ca di Meclernburgo il comando delle tr uppe destinate alla difesa delle coste. Queste tru pppe furono: la 17" divisione, la divisione landwelir della g uardia; la t• e2• divisione d i la nd,vher. - .li granduca fissò il suo qua1'l.ier genera le in Am burgo. La minaccia di un'operazione d i sbar co francese, ch e poteva realizzarsi solta n lo nel primo per'ÌOdo della guerra, fu ben pnisLo resa vana dalle prime vittorie tedesche, e nella seconda metà di agosf.o ,il g1•anduca ebbe ordine cli portare la 17' divis ione e la 2' d ivisione di landwebr"a Melz, per rinforzarvi le tr uppe d'investimento. Qt1este due divisioni, riunite così in un cor po d'a r mala, g iunsero a Metz sul principio di sette.rn bre. Poco di poi ('10 settembre) il corpo ricevette la m issione di assicurare il tratto d i paese fca Me tz e la pacle dell'eserci to tedesco che s'avanzava su Parigi; al quale scopo una divis ione (la 1.7") fu por lata a Tout, per decidete la capi lolazione di quella piazze,, !'al tra ( 2• di land wehr ) a Rheims e a Cb&lons. - Il grand uca di persona pùr tò il suo qua rti,w generai~ a Rheims,e fu nom ina to go vernaLor·egenerale di tutto il territorio fran cese occupato, trannP, l'Alsazia e la Lorena. - Le tru ppe poste a i s uoi ordini ricevettero la designazione di 13° corpo d'anna ta .

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BlBLl OG;RAFICA

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A Tout giungeva insieme colla 17• divisione l'artiglieria

d'assedio, e tos to J'u da to mano ai lavori . - Il 23 settembre fu apeclo il fuoco, e nello stPsso g iorno la piazza capi tolò. Con ,ciò si era raggiun to l'irnportanLe risultato di apri re una comunicazione f'err-oviaria fra la Germania e le truppe che investivano Parigi. La 17" divisione fu dopo ciò poetata a Chàlons, mentre la 2' di landweh r r imase distribuita fra Rheims e ~:pm·nay. Per a pri L'Si il resto della re te fcrToviaria francese, si<..lovette allora pensare ad impadrnn irsi di Méziòres e di Soissons : a tale scopo furono destinati due cl istaccunwnti della 2" di visione di landwchr- per investi re quelle due piazze. Soissons, do po tee g iorni di fuoco,cap itolò il 16 ollobre, col che si aperse una nuova linea fer roviaria fra Clui.lons e le truppe d'investimen to di Parigi . Dopo 11:l resa di Soissons s i attivarono con maggiore intens ità le misure per prendere Mézières . Jntanlo il 'l9 ottobre si occupava S . Quintino dopo pochi colpi di cannone. ll 9 ottobre la 17·' divisione fu posta sotto g li ordini del comando della 3· arma tu, e portata dinanzi a Parigi, a clat'vi il cambio a ll'11° corpo fra Sen na e Mar na, dove già si trovava la divisione vV uctLemberghese, la quale fu messa sotto gli Ot'dini del comando del 13° corpo. - 11 grand uca di persona si por·lò pure dinanzi a Parigi, e pose il s uo qua r-Lier generale al -castello P iple. ~· CAPITOLO. - .Dalla formazio ne della sezione d'arma ta

del granduca fino agli scontri coll'ar mata francese delta Loira dina,ui acl Or léans. - Quando si manif'esLa t'ono i pr odromi d'un'oJfonsiva francese, il granduca µi Meclernburgo r icevette il cornandd di un g r·osso di tr uppe, colla m issione di far f'r·on te a i tentativi che il nemico facesse nella zona a ovest di Parigi per liberare la capita le. F u così for·matn una sezione d'arrncda sotlo i s uoi ordi ni, composta del t• corpo bavare,sc, acea nton a to ad Orléans, della 22' divisione che e ra a Charlres e della 17·' divis ione, come pur·e delle divisioni d i cavalleria 4• e 6· che s tavano a Chartres. · Il granduca do veva assumere il comando di ques te tr uppe; il 12 novembre a Cha rtrcs; ma in tanto avveniva il fatto di Coulmiérs, e il geanduca ebbe ordine di ci unire le sue truppe .sulla strada Parig i-Orléans . I 11 t2 y:ues te si trova rono ciunite intorno a Toucy, a m ezza


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Nelle due giornate del- ae del 4 dicembre la sezioned'ar rno.ta del granduca non ebbe di fron te elle le truppe del t5• corpo francese, mentre cpielle di Chanzy, s ta te respi n Le il 2 su Bea ug ency, cer·cavano ora cli r iguadagnare Ol'lfans . Il f> dieembee la 17' divisione e una brigala del 1° corpo bavarese enlrnvano in Orléans . O:::cupata Or·léans, la sezione d'armata <lel granduca riceveLLe dal principe Federico Cado il mandèl to di guadagnare spazio a valle di q uella cittù, s ulla destr·a della Loira, per modo da occupare slabi lmenteBeaugency e osservare la strada Orléans-ClrnV:aud un Il 5 e il 6 diccrnb1•e fu clalo r iposo ulle truppe, le qua li ne aveva no estremo bisogno dopo le marce e i eorn bn lLirnen ti dei giorni antecedenti: quesli clue gio1:.ni <li riposo serv irono inoltre per r iforni rsi di varii oggeLti, specia lme nte cl i calzatura. Inoltre varii distaccamenti, che erano slali lasciali addietro, raggiunsero a ppunto in questi giorni. Intanto le ricognizioni della ca val Ieria ~pinte in direzione di Beaugency annunziavano che il nemico si trovava in forza a Meung s ull<?- Loira . Ciò non ostante l'u inLrapr·esa il 7 <l ieembr e la ma rcia colla fiducia di non lt'ovare unèl psan resiste nza : la 22° divisione a destra, la '17" a sinistra, i BavarHsi al centro s'avanzarono in ltit'ga fronlr~sul la linea Ouzouer- Meung. Esse incon trarono verso sera il nemico s u luLl.o il fronle; l'oseurilà ben presto sopr avvenuta non per mise cl1e jl combaLli1nt) nLo avesse un r is ultalo decisivo, nècl1esi potesse g iungei:e ad una chiara idea della si tuazione; percui il granduca ord inò un magg ior concentramento <lelle sut~ fo rze. Le nolizìe r icevule JJella noLle facevano credere che si a vessern di fronte i cMpi 16°, 17· e 21° ed alLr·c lruppe ancor u; i n LuLlo circa un '120 mila uomini sono Clianzy, a cui il granduca poteva conLra ppocne a mala pena :JO rnila. A ciò s 'aggiungeva clte il nemico si era rafforzato con trinceramenti nelJa s ua pos izione. Il g iorno s uccessivo (8 dic<~mbru) la sezione d'arma ta del granduca cloveva,senandos i ver·so la sua s inistra, appoggia ta alla Loira, e proieggHndo la s ua destra nella pianura colla cavalleria, proceder e offensivamen te in direzione di Tours. In pari a ltezza dovea marciare s ulla sinis ~rc1 della Loira la 2:i• divisione, che opera va i n armo nia col la sezione d'armala; e in sostegno di questa doveva ora per 01·tline del principe Federico Carlo, avanzarsi altresì la 18• divisione. I combattimenti della sera dell'8 erano il prodromo di una

via fra Orléans ~ Ètampes. Qui esse ebbero ordine di tenersi pel momenlo in aUi tudine difensiva . L'ordine el'a dato da l co·~iando della 3"armata, s otLo la cui d ipendem:a era stato posto 11 granduc~; e di più il comando supremo faceva saper e che esso non m te ndeva pel momento si procedesse offensivamente~. In conformità cli ciò, e s iccome da una parte si attendeva il sopravveni re del principe Federico Cado da Metz sulla Loira, e d~ll'all.ra il nem ico non accennava a proseg uire la s ua offons1va, 11 granduca portò le s ue forze a Charlres. A ciò s'aggiunse un ordine del comando supremo che affidava a lla · sezione d'armala del g ;·ancluca unicamen te l'assicurazione clell'invesLirnento cli P arigi dalla parte dell'ovest. Dopo una punta .rat_ta in direzionr, di Dreux, dove si dispersero aleun1 gruppi d1 guardie mobili e di soldati di m arina s'inlraprese la marcia in direzione di Le Mans. - Quesl; marcia fu proseguita, in mezzo a piccoli eombaLLimen ti, dal 18 fino ~( 2:3 novembre, nèl q ua l g iorno, mentr e le truppe non erano prn che n una marcia da Le Mans, giunse ordine di portn re 1l grosso su Bea ugenc~, s ulla Loira, per i vi passare sotto g li ord ini del principe F ederico Carlo . 3" CAPITOLO. - Dagli scontri ·coll'ar mata f rancese della

Loira Jino al principio delle opera.-.ioni contro Le Mans. _ Per ordine del princi pe FeLlerico Cal'lo la sezioue d'armala del granduca fu portala direttamen te sulla s trada OrléansParigi. - li 1.0 dicembre il i • corpo ba va rese ebbe a sostenere n ei dintorni di Villepiou (sulla s t1·ada Orléans-Cbartres) un vivo combattimento contro i.l i6• corpo francese, che s'avanzavù offensivamente . Ciò indusse il granduca a procedere offensivamente perpar te s ua ; ed ottenutane l'approvazione dal principe Federico Carlo, concentrò le sue truppe fra Lumea u e Loi o·nv. Ne av ve nne cosi il ·2 dicembre uno scontro fra le truppe del granduca e quelle del 16• corpo francese sostenuto anche dal ' 15° e dal 17° sulla linea Loigny·Poupry. Il risultato fu favorevole alla parte tedesca, la quale arrestò per tal modo l'avvialo r~ovimenlo su Parigi . Questo successo, unitamente con quelli riportati pi ù ad est dal principe Federico Carlo, permise ora un movimento concentrico su Orléans. La SP.zione d'armata ciel g-randuca ebbe ordine <li avanza re il 3 dicembre, tenendosi a ovest dellaskada Artenay-Orléans, mentre la 2' armala s'avanzerebbe a est di <letta strada.

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R IVISTA

317 una conlromareia delle sue truppe su Orléans, lasciando il aranduca ad operare nella direzione finora avuta, e mettendo ; sua disposizione il 10° corpo e la P divisione di cavalleria; oltre a ciò veniva ora ad aggiungersi a lle forze del granduca la 5• divisione <li cavalleria, spedita dal comando s upremo s tesso in dil'ezione di Chàleaudun. Ma le f"orze che aveva il granduca in fanteria, scarse di n~mero e diminuite dai combaLtimen ti e dalle fatiche straordinarie delle marce, non potevano ora concedergli di spingersi rno~to innanzi; per la cavalleria il terl'eno e la s tagione si presen Lavano poco favorevoli. . Perciò egli si dovette limitare a prendP-r possesso della lmea riel Loil', senza spingere più ollrc l'inseguimento col grosso delle fol'ze. Inoltre coll'a llonLanarsi della 2' armata, la sua base venne a trovarsi spostata, e questa venne 1ìssata u Chartres, in direzione di Parigi. Ciò fu il '1.7 dicembt'C. . Il comando supremo, da cui or-a venne a dipendere la s.ezione d'armata del gra nduca, concepì nello stesso modo la miss ione di queste tr uppe, e dichiarò non aversi da con tinuare l'offensiva, se non ,nel caso che lo stato delle truppe lo pe~mcltesse senza tt•oppo grandi sforzi, e che se ne potesse ripromettere un sicuro risulta to. . . li 21,, dicembre, dopo il riposo preso sul Lo11', la sezt0ne d'armata del oTanduca s i portò a Chartees accanlonandos1 rn que' dintorni . Qui essa r imase fino al fine ~i dict~rnbre, rimeL:_ tendosi dalle fatiche de' giorni antecedenti, e r 1forn~ndos1 dr oggetti di vestiario e di calzutura, mentre l'armata d1 Chanzy s i ritir a va s u Le Mans. B1BLT.OGTIAFJCA

b.allùglia di più giomi, la quale si presenta nella storia della campagna del 1870-71 come rivestita cli grande importanza, pel faLto della grande sproporzione delle forze che vi pr esero pat'te. Se riusciva all'armata di Chanzy di riportare la vittoria , questa avrebbe in segui~o potuto ma1·ciare su Parigi, piena d'entus iasmo e ridestando l'entusiasmo in tutta le:!. Francia . Ma i Tedeschi, oltre alla loro superiorità morale, ebbero in ques te giornale un prezioso alleato nel t"reddo, che le giovani truppe francesi erano già per natura meno a tte a sopportare, e che riusciva poi anco1'a per esse pi.ù geave pel faltodel dovere ùCcampare, mentre i Tedeschi trovarono sempre modo di accantonarsi e di riscaldarsi. Segue qui il racconto di questa serie di combaUimenti. Il giorno 8 i Francesi pr ocedono offensivamente, ma non r iescono a r iporlnre nessun vantaggio; ritentano la prova il 9, ma sono r ibuttali; il giorno '10 nuovo comballilrn,nto; i Francesi dimostrano una perseveranza, quale non sare!)besi attesa da quei co,·pi messi insieme in fur·ia e in rretta; ma il loro morale ora già comincia a vacillare, sopraggiunge ai Tedeschi il r inforzo del '10° corpo, e la bilancia comint ia a piegare dalla loro pa r te; il giorno 11 i Francesi; spossali lìsicam'e nte e moralmente, inkapeendono la r itirala ver·so il Loir, in direzione di Le Mans. Il granduca ebbe m issione dal pl'incipe Federico Carlo di tener dietro ii l movimento retrogrado dell'armala d i Chanzy. Il 1• corpo ba va rese, che avea sofferto molte perdite, fu ritira to a Orléans, e la sezione d'armala del granduca disponibi le per l'inseguimento r imase composta delle divisioni di cavalleria ! • e 4\ delle divisioni di ft1 nteria t 7·· e 22' e di una brigata bavarese. In tanto il principe Feder ico Carlo a ttendeva a r·uccogliere le sue forze per marciare dir-ettamente su Tours e scacciar-ne il Governo della difesa nuzionale. Le tru ppe del granduca iniziarono la loro marcia d'inseguimento il ·12, e dove t~ero sulla lorn s trada consta tare i segni n11mero;;i della r itirala del nernico - . C!Janzy s'era per ò fermato s ul Loir fra Vendçirne e Chateauùun con due dei s uoi corpi, men tr·e gli altri tre si ripiegavano in direzione di Tours. Quando i l g1·anduca raggiunse la li nea del Loir, si trovò il nemico di fron te, ma dovette attendere che le fo rze della 2A armala g iun- . gessero in par-i altezza, per- altaecare. Intanto però i Francesi sgombrarono i l Loir, e il principe F1~derico Carlo, avvisato di movimenli offensivi che il nemico dirigeva su Gien, ordinò

Q UARTO CAPITOLO. - Dal pl'incipio delle operazioni conlr~ Le JJ1ans fino all'armistizio. - Essendosi pr ovveduto con al tri

mezzi a fronteggiare l'armata. Bourbaki, che finora sene s ta va inattiva s ull'alta Loil'a, la 2·' armala fu nuovamente destinala ad operare contro le forze di Chanzy, che si rif"ormavonoaLe Mans donde era da aspeUarsi fra breYe un nuovo movimento offen~ivo verso Parigi In queste operaziÒni la sezione d'armata del O'randuca non fio-urapiùchecorne uncorpo d'armata, t:> o d" .. il 13°, composto delle due di visioni i i • e 22• e della li:" 1v1s1one cavalleria . · Il movimento offensivo della 2• armata contro Le Mans fu intrapreso il 3 gennaio coi corpi 10•, 3° e 9" (meno la 25a div.isione l'irnasta a Orléans), e il 13', e colle divisioni di cavalleria 2a, li:.. e 5'. L'occupazione di Le Mans ebbe luogo il 12 gennaio,

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DIIlLrOGnAFICA

RIVISTA

stinate a comp iere l'operazione di cui si tratta, il ripar to di ,es::;e nelle varie zone, i rnovimen l_i eseguiti e le posizioni prese dai s ingoli corr)i. La for za dell'esercito cl'inveslimento, ìa qual.e andò sog~etla a qualche variazione dipendentementè .dalla n ecessità di far fronte a lle mosse degli eserciti lhrn cesi estern i, è da ta nella cifra media di 189,000 uomini d i · fanteria, '.l 7,500 di cavalle1·ia e ·ns pezzi da campagna. Specialmente inleressante e feconda di ammaestra menti ò la part icolareggia ta descrizione, la quale occupa quas i l'intero secondo volume, delle operazioni e dei iavori esegui li pe1· si..stema1'e l'occupazione dell e s ingole sezioni della cerchia cJ'i nves ti rnenl.o e per r afforzarla con opere di fo r li,l ict'lzione. Gioverà ricordare per sommi capi le norme dir ettive emanate dal comando dell'ar mata della Mosa, come quelle che varranno a dar-e un'içlea g enerale dei crilerii che pres iedettero a ll'esecuzione di q uesta parte essenziale dell'assedio. Tali norme prescrivevano che i va ri corpi si trincerassero nelle r is pellive posizioni; quesle s ervissero cli campo di ba ttaglia in caso di comba tti mento; gli avamposti fossero perciò s pinti innanzi a conveniente distanza e s ervissc~ro di pro tezione ai lavor i; i trinceramenti si costruissero in guisa da favo r ire bensl la d ifensiva, ma senza escludere l'offensiva; si sciegliessero come ca pi sald i i boschi ed i villagg i or·dina ndoli opportunamenle a difesa, ed ove questi facessero difetto si costruisser o apposi Li trince1·arnen ti, ciascuuo capace di una compagnia,, con par•a pelli di 2"',20 d'altezza e 3'",77 di spes sore; per l'artiglieria si costruissero palter ie spediti ve s emiinterrate con rossetti da cannonieri; negli spazi in lermed i ai punti principali si scavassero n umeros~ buche ,du b ; rsaglieri; s i traes se oppor tunamente pa1·Lito dei corsi d'acqua per· pr·oclurre inondazioni s ulla fronte; s i preparassero, ove necessar io, vie di colon na, specialmente allo scopo di focilitùf'e il concentramento delle for ;:e sulla linea di combattimento; s i s lab ilis:Sel'o, infine , posti d'osservazione elevati e si clelerm inassero s eg nal i d'a llarme per lu notte. Nel 3' ca pi Lolo sono narra te le operazioni offen!'live tentate a varie rip t' ese e con scopi p iù o me no determ inati dall'eser cito assed ia i.o dall'epoca in cui ·fu compiuto l'investim ento fino alJ' ultirna grande sor tita del '19 genna io ·1871.. A quelle fra tali operazioni che furono intra prese fino a l utto ottobre e specialmente a lla sor·tita eseguita il 30 settembre dal 13• corpo sotto it generale Vinoy, g li a utori assegnano,

e le tenne dietro ne' giorni s uccessivi l'inseguimento su Aleriçon e su Lavai. . . La r elazione, cH cui qui diamo il riassunto, prosegue a dare 11_dettag]1 0 delJe s :ngole O!)erazioni cornpiute da] ·1;3• cor·po; ma s1r.co1ne quest3s1 svolsero 1nilef'ame ntcnell orbita del comando della 2• am1ata, così esse non pr esentano più grande interesse dal punto cli v1;;La del conce llo direUi vo Il Jib 1:o s i ch_i ude cull'ot·dine del giorno del gt'.:mduca al 13• co~·1 10 , m :u1 s1 : 11urnerano le gesta com piute dalle truppe che furono poste d ut1rn te la campagna sollo i suoi comandi. ··

G,•s,•I, i,•J, lt! tlP.t• lflelru•ertttu'} uon g••a•• ·~ f.ni · .,a,,re ,, " ., • • ,... .l!S~o-_n (Storia del.l'assedio di Parig i nel 1870- 71), dei

ca p1tan 1 del genio EDOALU)O HeYDE ecl ADOLFO FROESE II· e_ I I I" pnrle. ~ Opera reda ttt:1 su documcinli ufficiali pe/ ordine dell'1spez10ne generale del genio e delle fortezze.. B er·lmo ·1875, F . Sc!m eide r- e C· (Goldschrnidt e W ilhelm). Nel breve est~me della pr·irna parte d i questa importante oper~, (1 ) si è g,a aecenn t:1lo co11ì'essa sia divisa in cinque cap1_lol1 corr1s ponJe 11ti alle singole categorie di fotti nelle quali, g 1'.1:'<ta d mel_odo d1 Lr·a ttaztone ado tta lo dagli. autoi·ì. il g rande ep1sod10 m1il ta1'e preso a descr·iv0re si può consi<..leràre disLrnlo. Il lavo ro è cwa compiuto colla pu·bblicazionc di questi due. v~lurni (Il" e I Il' parte), il p1·imo dei rp.iali è in teramente dùd1~a ,o a quel complesso di oper·azioni che costituiscono l'inv~st11ne nto d i Par·i.'.,:i, cd il _secondo com prende i tre capitoli cne lr~ltano d egli s 1orz1 ratL.t da lla dift'ISa per a llargare o rompe1·e _I mvesl1rne11 t9 stesso, del bombar·darnen to e della capi, tolaz101Je . Pre ntl: ndo le mosse dal ·15 setlernbr e, quando la 3• armata _e l a_emuta cldla Mosa, alle quali era sta to affidalo il ·spett· ·ov·' ,·ano cò1n p1Lo . d1 accerch iare, Par·i o"·i, ss1 ~ · t1 . "·· · . 1, 1 · 1vamen t·e sulle !in.e.e Meaux-rarrnouliers-Rozoy e Villers Cotteròls\ a F ei·te Mil on-i\fontl 1iers, le d ue divisioni di cavalleria della ~ armala spm le rn nanzi s u Tournan e P rovins, quelle del;~rrna la de lla Mo:'<a s~ Nanleuil lt~S Haudouin e Senlis, il - capitolo con tiene anz1LuLto l'e nurnerazione delle forze de.

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R ivista Militare Italiana, dispensa del novembre 187~, p. 288

e seg.

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RI YJSTA

piu_tlos tochoscopi tattici imrnedia ti e deter . 0 1 1·n,a t·1, que1·1o a·ll'I IJI·· , tuar e 1.e lr uppe al fuoco ~d in genera le d ;, cons ta tare la quantità de'.!e. f?1:ze ~erni~be : d1 tenerne occ, .1pa to il mag g ior numero p o.-,s1bde pet fo c1l1tar e la cosl1tu·..::ione ed ·1 · m 1·t0 d r eserciti es terni . .1 co P eg 1 R,~~.uar~o ai tr~ g:'a~idi te~ tr~dvi fa tti dopo la r iorganizzazione <lell "sercilo di~i,nsoi.e . av vem1 La in principio di novembre la q uale r ese _ùisporn bi'.,e una forza di circa 100,000 uomini per le operazioni ofl'. ensi ve dirette a fo rzar e !'in ves[imen to e dar la ma no ad 1·Àno degli eserciti di soccorso, solamente la grande sor tita eseguita alla fin e di nove mbre ed ai pr imi di dicembre s·ùl fronte s ud-est e s econda la da mos se offensivo s ugl i 8 ':tr·i t'rnn li può dirsi che fos se in qualche relazione colle ope'>azioni cli uno degli eserciti esterni, quello della Loira, : na in rela zione così lonta na che, anche nel la migl iore ipotesi, l'intfmto n on s i sarebbe potuto, a pa rere deg li autori, pienamenle raggiungere. Tale sortita non ebbe del resto aHr o · effe tto che di pone trare in <1ua lche punto della linea d'in ves lime nto per esserne nuova mente r espinta (1uando g li dssedia nti, che g·ià prima ave vano avuto sentor o dei prepa r·a tivi dell'opera zione, ebbe t'O raduna tè forze sufficien ti sul punto minaccia to . In quanto alle ultime d. ue imprese offonsive eseg uite il 21 dicernbt'e ver so norcl-esl ed il 1.9 gennaio vers o sud-est, g li autori ne ravvisa no il movente pi uttosto nella pressione dell'opinione pub blica che nella possibilità di raggiungere uno scopo de ter mi nalo (~ pos itivo. 11 4• capitolo è dedicato alfosposizio1rn particolareggia ta del complesso di operazioni rela tive a ll'esecuzione del bomba rda men to della piazza . L'even tualità di poter proce;Jere ad un attacco p ro priamen te de tto nwclian le bombardamen to o per assedio l'egolare parve ai Tedeschi dapprincipio assai improba bile sla nte le molteplici e gl'avi diftico!Là che siffatta impresa presen tava. Non poteva no infatti accingersi ad a ttaccare le vaste e poten ti fortificazioni di Parigi senza dispor1·e di un enorme maler-iule e di un competen te cor po d'assedio, condizione assai difiìci le a r eal izzarsi; le loro fo rze era no ormai _tulte impe~na te per l' investimento e per far f'ronle è\gli es erciti francesi che a n<lava nsi fo r mando s u vari p unti; il p a t'CO d'assed io adopeea vasi a Straslmr go; la ferrovia era r esa per· un b uon tratto inser vibile per la r o ttura del tunnel di Nanteuil; i mezzi cli traspor-to dell'esercito er a no necessari pel · servizio delle ar male in campo; e fi -

lllBLIOGl'lAFJCA

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nalrnenle era opinione generale ch'e Parigi non fosse approvv igionata per poter r esistere oltre 60 g iorni. Pur r ico~oscendo tutte queste difficolt.l1, s i tenne però conto fin da p1~mcipio anche dell'eventualit.à di addivenire ad un a ttacco e s'lmziarono e si condussero poi a termine i necessari apparecchi. Delle misure d'o gni specie per raccogliere l'enorme materiale d'assedio occorrente o per organizzarne il trasporlo dall'interno della Germania fin sollo Parigi, dell'ord inamen to del corpo d'assedio e elci parcbi d'ar t.igliel'ia e del. gonio, ·de! criteri che presiedettero alla determinazione degh obb1etlJVJ d'attacco della scolla delle posizion i per lo batte,•ie, della costruzion~ e dell'armamento di queste, della quan tità dei mezzi posti .in azione da una e dall'altra parte, delle vicende cli quel formidabile duello d'artiglieria che pose fina lmen te capo alla capitolazione della piazza, di tutto ciò non si potrebbe far qui parola neanch e nel modo più sommario senza oltrepassare di troppo i limiti di un semplice cenno b1bI10grafico. R1corderemo solo per sommi capi le seguenti deduzioni che gli dalle vicende e dall'csilo dell'attacco rela tia•itori trao-0-0110 "\. t:',~ vamenle alla disposizione dei for ti staccati di una for tezza: a) Per assicurare la piazza contro le pr ime batterie di bombardamento occorre che i for ti staccali dislino dalla cinta a lmeno ::i o 6 mila passi e siano muniLi di potente armamen to criacchè a tale distanza non potranno fa re assegna men Lo s ul ~alido appoggio della cinta; b) Scopo principalecle_i for ti _slac~ cati dev'essere quello di tenere f'orl.emente alcum punti .fissi in modo da impedire :un a ttacco di viva forza e da obbligare il nemico ad operazioni regolari; non occorre perciò che abbiano tr-oppo grande am piezza com'era il caso di qu.elli di Pa r i cri· e) Il combal!.imento d'artiglieria contr olebatter ie dell'atta~~anle è principalmente còmpito delle batterie intermed ie ai forti; d) Questi ultimi devono presentaI'C la maggior sicurezza possibile oontro ogn i assalto cli viva forza, ed esser mumttd~ ricoveri e di magazzin i. capaci di conlener e i propri p1•es1d1 e materiali e quelli delle batterie intermedie. Il 5° ed ultimo ca pitolo, dopo aver parla lo delle trattative che precedettero la resa, delle misure prese dai Tedeschi pcl caso che si dovessero r iprendere le ostiiilà e della resa definitiva, e dopo aver giusltficato l'ingresso di una parte dell'esercito tedesco in Paeigi colla duplice consider·azione di dare alle truppe una meritata soddisfazione e di affrettare le Ai'iNO xx, Voi,. 11. 21


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RIVISTA

deliberazioni clell' Assemblea di Versailles per la definiti va stipulazione della pace, gli autori enunciano le seguenli conclusioni circa la questione se e finO'a qual punto l1il fortificazion i cli Parigi abbiano corrisposto agli scopi, pei cruali fu t•ono eretLe: · 1° Lo scopo di sottrarre la capitale e le sue risorse al nemico invasore fu pienamente raggiunto; 2° Quello di sottrarre 400,000 u omini all'esercito d'operazione nemico non è stato interamente conseguito, calcolandosi solo ad una media di circa 200,000 uomini la forza impegnata sotto Pari "i· 3• Il limite di resis.tenza in ragione dei mezzi di approvvi~ionarnento oltrepassò di molto il presunto, poichè in luoO'o di 60 giorni circa la resistenza durò '.1.32 giomi. Ciò non ~otè peraltro servire, malgrado i p iù grandi sforzi, a mettere la ~rancia in gra~lo nè cli migliorare m ilitarmente la propria s1t_uaz10ne nè 1h procurarsi un intervento diplomatico in proprio favore. Ne conchiudono gli autori non potersi dire che le fortificaz ioni cli Parigi non abbiano soddisfatto al loro scopo, e doversi perciò accagionare il r isultato finale della campagna all'inferiorità generale dell'esercito francese rispetto al tedesco. L'opera è corredata di una · serie cli allegati contenenti ordini, rapporti, istruzioni speciali, convenzioni, ecc., e di 21 fogli di disegno comprendenti un piano generale dellà piazza di Parigi, a lcuni piani parziali dei vari gruppi di forti e trinceramenti, ed una serie di tracciati e profili delle batterie ed altre opere costr11Ltc dagli assedianti. Chiuderemo questa rapida rassegna del lavoro dei capitani · HEYDE e FROESE con un breve cenno intorno al metodo di trattazione seguìto dagl i autori. Il descrivere separatamente le singole grandi ca tegoeie di operazioni secondo la loro specia lilà anzichè far procedere promiscuamente in ordine ceonologico l'esposizione clei f'aU.i nel loco compless o) mal"rado . Cl che possa presentare qualche inconveniente, ci sembra tuttavia un sistema molto appropriato all'indole ed allo scopo dell'opera. Jl doversi successivamente r ifare da capo, dopo aver letto la descrizione della p.iazza e cli tutte le misure riflettenti Ja posizione di essa in istato di difesa e l'organizzazione dell'esercito difensore, per seguir•e prima tutte le operazioni d'investimento, poscia la serie dai tentativi offensivi <leali assediali, e finalmente le operazioni d'attacco propriam~trte dette, potrà infatti esser talvolta cagione cli qualche ripeti-

BIBLIOGRAFICA

zione oppure cli obbligare il lettore a faro r iscontri; ma la narrazione n e riesce nell'insieme più ordinata e èhiara, è facilitata l'intell igenza dello svolgimento delle singole opera·zioni parziali, d'indole talvolta diversa, cli cui consta il fatto complesso preso a narrare, e ne s ono agevolati lo s tudio e l'analisi per trarne opportune deduzioni ed uLili ammaestramenti, ciò che dev'essere lo scopo essenziale del libro. li quale, per !'allo interesse dell'argomento, per l'importanza dei problemi d'arte militare che vi sono trattati, per la grandissima copia di dati che contiene, pel carattere quasi ufficiale che r iveste e pel modo col quale è redaUo, va certamente collocato fra i più istrntti vi cli quanti uscirono alla luce intomo alla grande guerra del 1870-7'1. D ie Cat,allerie-iJl,mover l>ei Totis (Le manovre di cavalleria a T otis) von Jo1-1ANN FREIHERRN von Vi' ALDSTATTEN. K. K. Oherst und Generals tabsofùzier. - Teschen 1875, Karl Prochaska.

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Sin dal '1.857 in Austr·ia non avevano più avuto luogo 13't'andi manovre cli cavalleria, qu.,m~lo nell'anno_ ~corso s1 cl~!c1se d1 riunire una divisione al doppio scopo <. eh Jorn1re oc~as10ne ai o·enerali cl'esei>cilarsi nella condotta dei grossi corpi di cavalfèria e cli trovare i veri principii da applicarsi ad una divisione di cavalleria nelle opera:tioni e nei.c_o mbatlimei:t_Li ~on ~r:o c~valleria nemica" · Cinque reggimenti furono perflO r rnmU ne. dmtomi cli Tolis in Ungheria per un per'!Oclo d cserc1taz10111 dr 8 giorni, e cioè : . Brigata maggior generale. conte Degenfeld, 0° regg. ussari, 1• reo·o·. ulani, ::l' regg. ulam . . Brfo'7t\ta mao·O'ior ~·enerale v. Dunst, 10° regg. ussari, 18° reo·o·."'ussari batterie sul piede di pace (1G pozzi). La superiore direzione venne affidaLa al generalo cli cavalleria barone v. Edels he.un-Gmla1. E qui giova r icord~r-e. che le p;·escrizioni relative alla condotta dei grossi corp! di cavaHeria, con~enute nel !luovo .regolamento di evoluzio111 ch'eras1 messo m esecuzione sm dal 1870 non avevano ancora ricevuto la sanzione della pratica. Ma ~rueste prescrizioni non coi:itengono che poche norme generali direLliv~, le quali lasc1an.o al. gen~ra.l_e comandante p ie na facoltà eh pr1:1nctcre qu~llr. d1spos1z10m e lormaz10111 che credo più appropr1a~e alla srluazwne . Ora,dopo le ;~aneli ma: novr·e eseo·u1tes1 in Prussia nel '1.87:3, e nelle quali 1 generali pcµss iani ~vevapo riCOf!OSciuto la neces~ilà d'in ~rodur~enuove forme e cli richiamare I vecclu prmcipH dettati dal Gran Federico: questa opini~ne d'avere delle norme fisse, o clell~ for.mazioni-t.ipo prescritte dal regolo.mento, aveva acquistato

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324 RIVISTA molti partigiani anche in Austria. Era quindi naturale che si annettesse alle manovre da compiersi pr esso Totis una cer ta qual _1mpot·tanza, come rJuelJe che dovevano chiarire se le dispos1z10n1 regolamen tari fossero s ufficienti, o se vi fosse bisogno d i ult.criori modifica?.ioni ed aggiunte. ll pregevole opuSC(?.l O di cui ci O<?cupiamo, p ubblica Lo dapprun u m tre successtve puntate dr quest'anno cle"II Oesterr0 Ungar : Mili(àrische-Bléitter, contiene appunto una dettagliala narr azwnc d1 tu ~le quest.e n1~111ovr c, accompagnate da prulicfte edotte osscrvaz101~1, le cruah m certo modo possono ser vire cli n sposta al quesito da 1101 sopra accennato. Non essendoci per ò permesso di seguire il colonnello WALDST.~ TTEN in tutti i suoi inte~·e.ssanti apprezzament_i e lanto rneno d'occupar ci d~lladescr121onedelle manovre, c1 accontenteremo d'un semphce cenno che dimostri ai lettori della .Rivista l'importanza di questo lavoro. Ed in pr i_m_o _luogonoliamo che ogni matLina forma vasi una completa .ct1v1s1one c\1 ca val ler1a., secondo l'organico in vigor e, d1 4 _reg~nnent1 a. o squadroi11 con '12 pezzi d'artiglieria, e che 1_[ quinto regg1ment.o servrv~ semp1·e a 1·appresen tare il nermco della forza, seco1Jclo le circostanze, di 5 4 o 3 re r.ro-in;i.enti. con 2 batterie. Per Ja rappresentazione di' queste rg/~e s.1mp1egavano le i:iorme p1·esc_riltc dal regol,tmento·per l'eserc,z~o c\egl1 a Ltaccl11, e c10e ogrn squadr-one era figu ralo da 4-cav?liei"i.ed un comandante, al qu~l~ era dal.a unt1; grande banchera d, Gpiedi, 11 cui colore era d1tlcrcmLe peroO'm reO"o·imen to Su questo modo di rappr es@tare il nemico J.'autof.8 fa ,c:riu~ s lamente osservar,c che così si accorda a ll'avversar io unf lil1er-tù di manovra, ed una velocità e sit1ur·e7.za nei movimenti ~eopp~ differenti da quelle che i ~ real\~ po_sseggono le trupp~ 1.n ordine ch~uso: eppeI"ò suggerisc~ cl 11np1egar-c una maggior forza e di far· rappresent.ar·e ogni squadrone da un inLieeo plotone. Per g_li attacc!li fo stabilito che in tu lLi i casi nei quali le tru ppe fossero di egual forza, dovesser-o ritirarsi quelle ra ppresen Lantr 1! nemico, che il partilo vi ncitore sco·uissevelocementeper 300 passi, indi eseguisse la raccolta e l'i~sco-uiruen l.o. Nel caso che il nemico segnato fosse più rorlc, la c~rica non doveva essere comandat~ da ul~una partf\ e la divisione di truppe doveva eseg.1.1 1re ti clie!,l'~ironte, e por tarsi indie tro almeno per 1200 passi. I g1ud1c1 dt carnpo fur·ono incombenzati d1 re_golare il dettaglio, eqLLì si foce palese la nccess.ilù di averne 11:01L1, essendo importante che s1av1 sempre sul posto chi decida pronlamen le, e con molta precisi on è . Relati vam~n ti~ o.Ha formazione del Jicmco offensivo prescritto dalla teoria, il colonnello \-ValdstalLen dà le seguent.i regole: t • 11 fia nco offensivo deve essere formato,, in colo1111a di plotoni, perche questa formazione procura lu massima Jil)crtà eh_manovra; tuttavia quando già si fos_se, per esempio, in ti.nea d i colonne, non converrebbe mettersi mcolonna per non perder tempo. 2° Se la truppa principale è in colonna, durante lo spiega-

lllBLlOGRAFI<:A

mento il .fianco offensivo è dato dallo. tesi.a della colonnai se la truppa è g ià spiegata, 1al . r eparto <:he s i trova all'ala o diete? la stessa . La tru ppa prmc1palc continua al troLLo, il fianco of_fensivo si mette al ga loppo; cos·1il tempo di cui. abbisogna 11 cor po peincipale per schierarsi m lmea riesce <li vant~ggto al fianco . Il fianco ojJènsivo deve agire per sorpresa, qumcli non 1o St deve formare preventtvumeJ.LLe. 3" Il fia nco offensivo non si dirige contt'O il fron te principale del nemico ma a vanza direttamente poetandosi all'infuori con una mezza conversione a destra (O sinistra). .f.• 11 fianco offe nsivo non attacca l'ala dal fronte nemico, al qual còmpito bastano poche forze, ma si getLa su quei teparti che seguono il fronte nernico: . , . . Nelle manovr e cli To1.rs poi venne di Jrequente impiegata, come for mazione di manovra, lu colon na doppia per reggi: mento e per brigata, ma il colonnello Walds l.bttenncccnna aJ serii in con venienti che le sono inerenti, e ne pr·oscri ve l'uso . In ogn i caso sarà più opportuno avanzat·c coi reggimenti della b r igata in colonna di plolomi,colla leslacrog'.1 i colonnaall'islcssa altezza, ed a mezza od mt1er·a dis tanza di sp1egamenlo; tuLl3: via, allorcl1<~ s.i fosse j n colonna doppia, e si rendesse necessarw lo spiec,-arnenlo della colonna, sar-ebbe uLile cl1e la testa s i arrestasse du rante il movimento, venendo così questo a compiersi almm10 2 minuti prima-. Una forina7.ione cli~ è raccomandala è quella dei rc~girnen Li della b1:igata in colonna cli sc1uadrone, ed all'is Lessa a1le zza; e per la brigata miglior- formaz ione ancora quella tli linea <li colonne con colonne di divjsione (a 3 squadroni). . ·. . . Oltremodo interessanti sono le pagme nelle qual! s1 par-la di alcune difficollà cheaccornpagnano il comando di una divisione di cavalleria pel ta trasmissione degli ordini; còmpito codesto reso difficile dalla parLicolare specialità dell'arma e dai suoi rapidi movimenti . Jn esse giustamente s i fa notare cl,e il_ divisio~ario, 1;1er impar tire i s uoi orci.in!, disrone soltanto dt uf"fic1ah d'ordmanza e cli stato maggiore, 1 q ual! non posSOf!.O v9lare, ma semplicemeiiiecao,alcare. Allorchò la cavallcr·ta è 1:1 movimento, cd al I.rotto, l'ufficia le spedito m traccia d'un br1gadie1·e, q uand'anclrn monti un ecce)lente ca vallo, e si serva delle ancla Lure più veloci, avrù sempre bis0ino cli qualche tempo prima di aver-lo raggiunto: il brigadiere invece comincia a trovarsi in una condizione migl iore del generole eomandante la divisione, e nei casi più difficili potrù sempre r ichiarnar·c l'atten:iione, far cambiare andatura, ed oedinare l'alt per mez7.o dei segnali di Lrornbe. Tenendo quindi coni.o di tutte queste diffico!Lù il gt~nerale comandante dev'essere persuaso cho una volla messa la divisione in pieno movimento non potrà più manovrare, ond'è che dovrà por re la massima a ttenzione nella deeisione dHl suo piano. l brigadieri poi debbono essere posti al corrente delle sue idee, poichè ad essi spetta la ma2:gior parte dell'esecuzione, e quindi debbono conoscere com~c il divis ionario intende la propria situaz ione e qi,ella del nemico, e che cosa ha deciso di fare.


326

327

1l1V1STA

BIBLIOGRAFICA

In generale poi si lamenta nelle manovre l'insufficìenza delle notizie, ed il lardo arrivo delle si.esse, mentre in ogni manovra numerose paLLuglio ed i mig liori ufficiali sono spediti per mettersi in contallo col nemico. La causa peincipale sta in ciò che le manoYre del tempo cl i pace si sviluppano mollo più velocemen l,e cli quello che a vvieno in guerra, cd e:.:iandio perchè 'l• gli avvisi sono spedili troppo lardi, 2° le ordinanze portano i dispacci ad andatura non abbaslan,m veloce, 3° nou è sempre fa cile trovare subilo la persona alla quale il rappo1·lo- è indiriz?.ato. A questo cause però si ùeve poter portare riparo, come oru vedremo. · In generale gli avvisi arrivano troppo t.urdi perchè ch i li spedisce vuole mvim·e clettaaliate notizi~ sulltì fo1':.:a, s ulla posizione, e sugli inlenilimenti del nemico. E quindi necessiario di da1·e allo raLtuglic un còrnpiLo più facile e fal'le pcnell'a te della massi111u importanza che hu in sè il semplice avviso di aver scoperto il nemico, il quale serve di attenti al comandante. Il secondo svantaggio si potrebbe diminuire facendo uso di segnali, di colpi di cannone tirali dalle avunguurdie o dai distaccamenti cli Jfauco, di un da Lo uurnern di colpi delle anni a fuoco, ecc. finalmente al terzo inconveniente si porl'ebbe L"i)aro stabilendo unn grunde bandiera nella loca liLù ove si (.;01oca lo s tato magg iore della divisione, ed infine impiegando rnollo più ulilme1Jle gli ufficiali di stato maggiore, inviandoli do1,e clol)reb/Je t1'ovarsi presente it [Jenerale ili clivisione, ma no~ è presente, perchè non può trovarsi presente su tutti i punti. E naturale che il colonnello Waldsti.itLen accordi nel s uo lavoeo lu mag1*ior atten:.:ione alle forma:.:ioni cli-combaltimenlo. Secondo noi, 1e manovre di Totis climostrM·ono chiaeamente l'ins ufficienza delle p!"cscrizioni 1·egolo.mcntari; e dalltì narrazione che abbiamo sott'occhio rileviamo che i generali comandanti le divisioni si t.rovarouo sempre nella difficile posizione cli dovei' preude1·e tutte le disposizioni per l'avanzala, e cli impal"lire gli or<lini sulla for111uzionc tf\Llica pel combattimento sin dal principio della manovra. Facilmente si comprende, che non potendo basarsi su <lati precisi relaLivi ai n1ovimenti del n emico, ma soltanto su s upposi:.:ioni che più o meno s'avvicinavano a l vero, ogni volta si presentassero nel seguilo della manovru serie dif!icoltA . La f'o1·mazione istessa cJella di visione, compo:;Liì come lu prussiana di 21.squodroni, ma di soli 4 reggimenti riuniti in 2 b1·igate, aumenta uncora quei:,Lc difficoltà. La di visione prussiana formata di 3 br-i galc re~nla le proprie formazioni sulla composizione ternaria della divisione, e normal men te s i dispone su 3 schiere; lu di visione a uslr-iaca invece non può basarsi ne' suoi movimenti sul numero cle!lebrigalc ma bensì su quello (4)deireggimcnti, i qnalicoslituiscono insieme l'unità lnlLica dellu divisione. Questa divisione può invero for·marsi su duo o tre schiere secondo la volooLi'i cJel cornandAn te, ma le bl'igatc resluno sciolt.e, cd o ani reggimento in ~encrale agisco per propl'io conto. Si pu8anche formare la 'l" schiera rl'un'in tera 15ri...,·ala e disporre l'a ltra brigata indietro e sulle ali della 1\ mail-r'tutd i modi uno dei brigadieri è d'uopo che r-esLi senza comando.

li colonnello Waldstatlen non dice apertamenle ciò che noi abbiamo detto qui soprf1, ma nel ta LLo cred ia mo che ci1:1este siano le sue ideo. Egli poi raccomanda. la scguenle formaz10ne:

I

1a brigata

le brio·ato cioc': disposte per ala ccl in og:1i brigata il reggimenlÒ d'a(tì tcn'uto incliell-o in una for-moz,one profonda a scaglioni, (nelle.brigate si p_ossono _il"!'lpiega1·e lo divisio~1 (3 squadroni) come 1 1·eggnnenl1 nelloclrv1s 10111). e Questa for~oz10ne! scrive il \Valdsliill<'n, è moll? approp1·111ta contro gli altac~l11 frontali e di f-innco, da essa s1 può passare ~- ~uulunq':'e. forma:.:ione <li comballimenlo con maggior fac1hla e veloci la che non da qualu11que a lira >. . . . . È poi rnccomanclata la formazione a scagh~m, « la quale non è una $Cmplice formazione Rrlisliro della p1_o_z za d'arrne, rna bensì una formaz ionedicombntlimcnto, lacu1 1mpot'tanz? v uol essere conosciuta. La formazione a scaglioni permette cl mtrairenclcre a giusl? rnornerito U)1 cambiame11Lo cli f,·~~_le, e r1cl'avanzal'e uno s1 può dir1gers1 OYC vuo_lc e sp_iegar-s1_, n~l~ ~!limo rnon1enLo obliquamente) qnendo il nom1co puo d1ffic1Imente contrapporre una sm11lc manovra ». . . È ricordato che la linea di colonne deve es:5e1·e 1mp1egata sollunto in prossirn ilù del nPmico, e clie lo s piegamento _deve etfclluarsi nell'ultimo mom_cn!o; ~d~ queslor1gua_rd~merit~n? d'ess ere 1·if'erilc le segucnli ~ 1ust,ssimc osseeva:.:!Om1 clie c19e s'avrebbe a slabilire per priucipio "che debhons1 spiegare. m linea so1lanto queali squadroni, i quali vedono veramc_nle rnnanziu sè il nem ico~ [lJ)l'igadiet'C, il comandunt~de! r egg1ment~ ordinano lo spiegamenlo,_ma n_Of! possono g1_ud!care se lulll gli sr\uadroni debbono S.[Hego1'.s1; L comandanti cli sciun~lrone, 1 qua i si trovano ~ella linea clt colo_nnu, vedono ben1~.snno se essi colpiscono la .I inca ncm1r,a. Og".L squadrone, che_ s , sp.tega, e non ho inconlro alcun ncm1co, e s1 spmge alla Ct\rr1c1·a, ~a un urlo nell'aria, la sua azione va l?erdutA, ed ò perduta pe1 comnndanti superiori. Gli squad1·om che non si spiegano debbono impieaaesi come fianchi offensivi >. . .. E cfui ci fe1·mel'emo pel'chò a volei' l'lpo1·Lare_ t½llo che d'importante trovasi nel lavoro che siamo venuti sm qw esaminando, ci dilungheremmo ùi troppo.

f

cw


328 lUVISTA BJBLJOGllAFJCA Il lavoro delcolonnello Walds tt"Hton, dettato allo scopo d'esaminare i più importanti quesiti relativi a lla comlott:~dei geossi corpi di cavalleria nei combattimen li e nelle opert1zioni con teo cavalleria, e s tabilire alcuni pr'Ìncipii che per avventura fosse neeessar-io di aggiungere alle prescrizioni r egolame ntari, ha raggiunto certurnen te lo scopo prctìssosi. Nou solo ven·à le lta con interesse la narrazione dellf-l rnt1novre, condotta con molta chiarezza, e s ussidiata da una b uona carta topogntfica dei dintorni di Totis, e da uno schizzo dei movimen ti d'ogni manovrai ma oltremodo inl.eressan t.i_ed is1:ruUive rieseiranno le pra tic 1e o ver amente dolLe cons1clcraz1orn, che seguono al resoconlo cl'o~rni manovra . Queslo op uscolo va quindi an noverato fra le rrìì ~liori puhblicazion i, che tra ttino i l difficile terna della condotta r.telle masse cli cavalleria; acquista una speciale im por ta nza per noi !Laliah iche ab biamo lo s lcsso r egolamento (per la cuvullcriaJ _degli Austr iaci, e sarà leLLo e consullaLo con molto vantaggw.

0 gMA RCBJ C ARLO,

gerente

IL RIORDINAllENTO mJLL' ESERCITO FRANCESE

(l)

II. Ordinamento.

Nessuna delle guerre che la Francia ebbe a sostenere dalla cadula dP-1 primo Impero fino al 1870 pose mai iri pericolo la sua esistenza. Un corpo od un esercito di spedizione, raggranellato tra i forti effettivi èl i pace che la floridezza delle sue finanz e le consentiva di tenere in armi, portava generalmente la guerra in paesi lontani , e colle sue vittorie estendeva l'influenza e il dominio della Francia. Questo sistema, che era di facile attuazione trattandosi di spedizioni di poca importanza, aveva però manifestati i più gravi i neon venienti nelle guerm cli maggior momento che erano state cornballute in Crimea ed in Italia. In quella di Crimea l'effettivo massimo raggiungeva la cifra di :z00,000 uomini , ma con molte diffi coltà, ·e ricorrendo perfino al mezzo di togliere ai regg imenti rimasti in Francia i vecchi soldati che, prima il. generale Canrobert, poi il genernle Pélissier, chiedevano istantem ente. Nella campagna d'Italia, malgra do l'ampliamento dato all'esercito durante quella di Crimea, m1.1Jgrado un effettivo di 380,000 uomini sotto le armi, appena :200,000 varcarono le Alpi, e le truppe rimaste in Francia non bastarono a cosli tuirc un secondo ese rcito per far testa ad una possibile invasione sul Reno; la pace di Villa franca ne fu la conseguenza. 1

(4) V. dispensa precedente. ANNO

xx,

VoL . 11.


330 IL RIORDINAMENTO Q11esli inr.onvenienti fu!·o no avvertiti, ma non diedero alcun frutto, e l'insuffici'enza dello stato militare fran cese ('he appariva in modo tanto evid ente pel caso d'una guerra d'esistrnza, ri mase oggetto di studio e di med 1ta1.ione per pochi intel letli elevati e riflessivi. I fosti di Malilkoff e di So lferino, magnificati d,Ji Francesi. ammirati da tutti , spargendo luce vivissima su quelle istituzioni che volgeva no al tramonto, impediyano di giudicarne ret.tamente il valore. Così la generale no ncuranza e l'avversione agli obblighi militari cerc,wano in quei brilla nti fatti quasi una giustificazione, esa-gerando i meriti dell'esercito alle cni glorie avrebbero voluto partecipare senza aveme condiviso le privazioni e i per icoli. Una del le peggiori conseguenze del le guerre sovrindi<·ale si produsse in quell'indirizzo dell'opin ione dell'esercito e de l paese, in parte certame nte fondata, che attribuiva i successi ottenuti al vafore individuale più che a q 11 ello degli ordinamenti e ad ogni altra qualità mili 1are. Per coloro che esaltavano in tal modo l'indi viduo e il coraggiò personale ogni altra curil diveniva inutile, ogni pl'ogresso super1l110. A che avrebbe giovato un sistema più vas10, un11 maggiore istruzione, ui1a disciplina più sul ,la ed un ord ine più perfello, se l'es ito della guetTa dipt ndeva unicamente da q iwl valote personale che era la qnalità caraLLeristica del soldato fran cese ? A che tenere 1'1·sercito cost·internente preparato alla guerra qunndo pel suo r:an,uere era il più pronto a muovere <1lle nffose , a d1P. ri,pa rtir·e minutamente il ròrnpilo di ognuno e per ogni circo~tanza, quando bastava dire al sol lato franeese débrrw,illez-vou.s ( 1} perchè non fosse

1

DELL ESERCITO t,\ANCESE

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·mai imbarazzato e tulto riuscisse per lo meglio ? A. ,,che in6ne avrebbe g iovato lo stud io degli altrui ordinl,lm en ti , mentre nessun esercito pote va resistere allo ~lancio del soldato fran cese? Non allrimenti si possono spiegare quelle fun e~te illusioni che nel 1870 furono seguìle dai più amari disin~ann i, nè in altro modo si riesce a comprendere l'ignoranza in che erano generalmente i Francesi alla vigilia della guerra intorno alla potenza militare germanica . Uomini di senno pratico deploravano invero e tentavano d i opporre un arg~ne a queste aberrazioni, ma invano; l'Imperatore ste~so riuscì impotente a dare un indirizzo più savio alla pubblica opin ione e ad ollenere quni miglioramenti che erano indispepsabili per la sicurezza e l'avvenire della Francia ('I}. Anzi egli dovette piegare alle idee d'economia manifestate dal corpo legislativo e decretare nel ,, 865, alla vigilia della gueera d i Boemia, importanti riduzion i nell'esercito. La guerra del •1866 non ebbe tanta influenza da far -cessare tota lmente quelle illusioni che trovavano un terreno favorevole negli stessi uomini preposti alla direz ione de ll 'esercito . Nel ,J 867 infaui il maresciallo Randon, nel rimeUere il portafogli della guerra al maresc iallo .N ie l, consegnava all'Imperatore una nota destinata a dimostral'e la totale e costante preparazione del l'esercito in uomini, a rmi e provvigioni. Eccone un brano ehe togliamo dal libro del conte 1

0

(4) Plusieurs pr~j,~ts de réforme furnnt diseutés pendant !es anoées ·qui su ivirent la pa ix dc Villarranca daps Ics conseils de l' Empereur, ma is le Souverain se pPrsuada promptement q ue ni Ics dilfo rents minist rcs ni !es C!Jambn•s ne le sccondrrai,mt pour faire admcttre !es ·seuls principPs sur Jesq uc ls rPpose solid,imr nt le système des forces natiuna les d'un grand pBys. , Le for ces mili.taires de la Fra.nce eri 1870, par le C." D& LA CHAPRLL&) .

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(•) Formule essentiellem•nt f rançaise (T11ocuu. - L' A rmée fi·anfàtse eri 1867;.

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IL lllORDINAMENTO

De la Chapelle Lestè citato: « B come! Una nazion e qual" è la Francia, che in poche sellimane può riunire sollo le bandiere 600,000 soldati, che ha negli arsenali 8000 cannoni da ca mpagna, 1,800,000 fucili e tanta polvere per far dieci anni la guerra non sarebbe sempre pronta a sostenere colle armi il suo ono re compromesso o il suo diritto conculcalo? « Non sarebbe pronto l'esercito ad en trare in campagna quando conta fra le sue file i veteran i d'Africa, . di Sebastopoli e di Solferino; quand'è comanùato da gen era.li ricchi d'esperienza e da una quan tilà di giovani ufficiali chf! nelle spedizioni d'Algeria e nella guerra del Messico si son o preparati ad esercitare comandi superiori '? Quale altro esercito vi ha in Europa che contenga cosiffatti elementi <l'esperienza e d'energia?» Il maresciallo Ranclon morl sul principio del 1871, e non ebbe tempo cli ass istere a tutte le sventure della sua pa tria; ma ne vide quan{o era sufficiente per comprendere qual differenza corra fra le . guerre com battute contro nemici deboli e lontani, e quelle sostenute contro un nemico vicino, potente, agguerrito e da lungo tempt1 preparato alla rapidità della mobilitazion e e del con centram en to. La guerra del ,1870 inflisse inoltre la più; crudele smen tita all e sue previsioni, mostrando co me gli uomini, le armi e le provvigioni, che pure sono gli elemen ti indi spensabili per la guerra, 11011 basLino a conseg uire utili risultarne nti se prima non siano disposLi e coordinati in modo da renderne l'impiego facile e pronlo. Orama i si può afferm are che le prime villorie, quelle che hanno m<1ggior influenza morale, decisiva Lo.lvolta sull'esito della guerra, appartengono, meglio che ai grossi battaglioni secondo l'antico detto, a quell'esercito che, ordinato e forte, riesce a muovere pel primo alle offese. Ciò comprese e pose in atto la Prussia; ciò 1

DELL'ESERClTO FRANCESE 333 ,parve altresì comprendere la Francia. ~o_lto l'impres~ sione de.o-li avvenimenti del rn66, ma gh rnsegnamenlt 0 di quella guerra furono da éSSa ben presto dimenti cati, e l'an tico sisterna di immobilità, fonda(o sul valore individuale e sulla supposta superiorità. dei Francesi, riprese quell'impero che le necessarie _rifo_rme avevano tentalo inutilmenLe di scuotere. La cost,tuzlone delle briO'ate, divisioni e corpi d'esercito, la creazione -dei loro ~lati maggiori, le disposiz ioni per la ch iamata delle riserve e per l'adunata delle Lrnppe, il. necessario completamento e rifornimento in uom ini'. ~avalli , armi OO'O'eui da campo e mnnizioni, il serv1z10 fer' ;:,o · · h roviario infine, erano altrettante questioni e e, aspe t tando la loro soluzione al momento della dichiarazione di guerra, dovevano inevitabilmente produrre_ ril~rdi e confusioni, accresciuti dalla generale conc1taz10ne <logli animi, e offrire il destro ad un nemi?o ab_i le e pron to cli colpire l'esercito in flagrante delitto dt formazione. Quanto al servizio ferrovi ario in veriLà non si pub dire che nulla assolutamente si fosse fallo. Un prim o rerro larnen to emanato nel ·185•1, un secondo nel 1855, co~1tenevano minute norme circa il traspo rlo delle truppe d' orrn i arma. e del materiale, ma ciò che in allo ra sembra:a opportuno ed enìcace, col crescere dei mezzi _fer: .roviari e della loro importanza rispeuo alle operaz10m mi li tari, divenne mano mano sempre più insunìciente. Il maresciallo Niel volle colmare questa lacuna, e nel 1869 nominò una Commissione composta cli ufficiali generali e di rappresentanti delle vari e ~ocie tà, la q~~le stabilì su nuove basi l'ordinamento d1 quel serv1z10, ma nel caos della guerra quell'importante lavoro rimase dimenticato· o negletto. Anche la questione del concentro.mento, come quella che fa parte del piano generale d'una campagna, era 1


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DELI/ESERCITO FRANCESE

TL RIORD INAMENTO

stata s'tud iata e concretata da parte dell' I rnperatore; vedremo però tra breve che neppur essa fu attuata: nel modq prestabilito. Più innanzi abbiamo detto che la Fro.ncia si è avventurat_a, nell'ultima guerra con elementi inferiori per q_ual!ta e per numero agli elementi tedeschi; qui possiarn o a?gmngere che essa era molto al disotLo della ~ermarn~. nell'ordinamento generale e nella preparazione militare. ~on sarà inutile, a questo propos ito, ricordare alcuni fat_t1 che, _quantunq_ue. a tutti noti, pongono meglio in e~1denza I vantaggi d, una preparazione saggia e prev~clepte, e le conseguenze inevitabili della trascuranza d1 questo principio. In Germania l'ordine dell a mobilitazione fu dato nella not!e dal ifo al 16 luglio per gli Stati della Confederaz10n~ cl.e! ?ord e il gr~n ducato di Baden, iì ,rn per la B~v1era'. 11 _17 pel \1/urtemherg. Erano appena trasco~·s1 ~ ~IOrm,_ e già le prime truppe erano pronte, costcche il 2~ l1:1glio incominciarono i grandi trasporti v~rs_o la fronuera. Nel termine di 15 giorni, cioè dal 24 lu?l 1_0 al 7 ag?sto, furono trasportali circa 500,000 u°'mm1 col relanvo materiale. G'.~ però fin d~I 2 a_go~to il numero dei trasportali raggiungeva la cifra dt circa 340,000, cosir:chè i ·co~an?anli dei tre eserciti che erano stati forrna ti si d1ch1ararono pronti ad in iziare le operazioni il o-iorno sue . Tl . o . ·c~s~ivo. pnmo grande combauimento avvenne 1~fat~L 11 ~ agosto a Weissenburg, ]O giorni. dopo la d1chiaraz1one di gnerra. , T~_llo questo enorme movimento procecletle con quel]_ordtne che da un lungo e minutissimo studio di tulle le l~nee e mezzi ferroviari e del modo di trarne iJ mas~ simo vantaggio, potevasi ripromettere. Ben altrimenti le cose seguirono in Francia. Si co, 1

minciò anzitullo coll'abbandonare la composizione dell'esercito, che era stata prP-sLabilita fin dal 1868, cioè la formazione di 4 ·1 corpi divis i in tre eserciti distint~ con ~re corpi di risel'va, e si dec ise di formè\re ~ soli c0rpi sotto un unico comando. SiffaL~_a det~r~ 1nnz1one'. che si volle o·iustificare adducendo I msufoc1enza degli ufficiali di sfato rnao-o:iore e la necessità di dimi!rnire 0 le impedimenta, era fanto più g rave inqua~tochè richiedeva nei più critici e preziosi momenti tutto un nuovo lavoro di ripartizione, annulìando compiutamente. . quello che era sw.to fatto , Poi essendo condiztone indispensabile per la nuscita 'del piano di campagna una preparazione }'li~ celere di quella degli eserciti tedeschi, fu deciso d1 riunire le due operazioni della. mob ilitazione e <lei concèntramento, onde i corpi incominciarono il lo,ro movimento verso la. frontiera fin dul 16 luglio, prima d'esser completati d'uomini e di materiale. Questo_ ~~L~o, che esigeva un lavoro molto più comp l_icalo e tlilfle1le di quello rich iesto dal sistema germarnco, e che sarebbe forse stato possib ile solo dapo un lungo e ID:aturo studio d'oo'ni suo partico lare, doveva necessariao . . mente produrre, nello stato di abbandono in ~m trovavasi l'ordinamento francese, le più dep lorevoli conseguenze. Non era un esercito ord ioaL~ e compauo_ ~he si diri(J'eva alla frontiera secondo un piano prestabtl1to; erano suoi elementi sconnessi, frazionati all'infinito, che aO'Crlomerati su poche linee ferroviarie, abbanoo . ' . .' donati a se stessi, si agitavano rn una contuslOne p1u fac ile ad immaginare che a descrivere, girando molte volte alla veutura, rifacendo il cammino già percorso, incagliando il servizio delle ferrovie, ingombrando le stazioni, portando ovunque il disordine, e talvolta anche l' indiscipl ina. E nulla si era fatto per regolare il servizio ferrov iario che era lasciato in balla al per-

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lL 1UOIID1NA11IENTO

sùnale tecnico, al qua le tulti ricorrevano e tutli comandavano, nulla per ripartire !e attribuzioni e ottenere una forza adeguata a tanto lavoro. Nè il Ministero, che solo teneva le fi la di cosi arruffata matassa in causa dell'eccessivo accentramento .. ' era ormai rn grado di svolgerla; nè la svegliatezza d~I so ldato francese bastava a superare quelle enormi d1Hìcol~à che il felice esito delle guel're precedenti aveva insegnato a trascurare, non però a valutare giustamente. È molto. istruttivo a questo proposito il libro del Jacqmin: Les cheniins de (e1· penclant la guerre de 1870-71. Ne togliamo qualche pal'li<'.olare; Gravi disordini, esso dice, si manifestarono fin dalle _prin!e partenze. 1 reggimenti, che giungevano ·a lle st.az10m molto tempo prima del bisoo-no si sbandavano i so ldati erano ubriacati nelle tav:ro~ e talvolta de~ rubati delle cartuccie; gli sforzi degli ufficiali erano impotenti a reprimerli. La composizione dei treni, che dalla Commissione nominata dal maresciallo Niel era stata fissala in base as:li e~etlivi df gnerra, non poteva ricevere alcuna ap-p_l1c~z10ne, poiché qu esti effettivi erano molto snper10:1 a :ruel11 re.a~rnente esist~nti. Nei reggimenti di fan tena siffatta clrfterenza non era mai inferiore a '1500 uomini ed oltrepassava lalvolta i '1900, senza tener coni.o dei carri e dei cavalli. Da questo fatt_o ebbero origine gli sbandati e i drappell i senza coesione che ingombravano le stazioni e andavano vagando in tracc ia dei lol'O reggimenti. Alla fine d'agosto, dice il Jacqmin, la stazione di Re ims ebbe a difendere i suoi vagoni contro tentativi di sacc(-ieggio_ per par_te d'una banda di quattro a cinquem ila qu%ll sbandali, flagello degli eserciti e del loro paese, l quali dopo a vere cercalo in buona lede i loro reg-

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DELL'ESEfiCITO FRANCESE

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abituati all'i dea di non ri.g 1·ment·I, s'erano faci l..,,1ente " trovarli. È facile immaginare il caos che clovevano presentare le stazioni d'arrivo, quella di l\fetz sopraLuLto, ove affiuiva la maggior quantità d'uom ini e di materiale. nla g li inconvenienti ferroviari non furono i soli che si manifestarono in quella infelice preparazione; ad ,essi d'altronde rimediarono in parte l'altiviU1 e il patriottismo delle società e dei loro agenti . Ben altri se ne produssero , e a questi non fu possibile portar rimedio . Mentre i corpi alla frontiera aspeLtavano gli .uomini della riserva per completarsi, questi percorrevano la Francia in tutti i sensi per raggiungere i loro depositi ed armarsi . In mo lti casi questi uomini, partendo da una località prossima alla front iera tedesca, dovevano attraversaee tullo il terTilorio per poi rifare il cammino, con grave perdita cli tempo e ingombro di ferrovie. Si videro pe rfino uomini del nord dell a Francia appartenenti ai reggimenti di zuavi re..caesi io Africa, per ritornare poi d'oncle erano partiti. Avevano pereorso inutilmente 2000 ch il ometri in ferrovia e attraversato dne volte il ~led il.erra neo . Un drappello appartenente al 1° reggimento zunvi sbarcò a l\Iarsigl ia il 15 agosto, un al tro del 3° zuavi giunse a Mézières il 3 1 agosto, la vigi lia della ballagli a di Sedan. Intorno al richiamo delle riserve u u all egato alla relazione del generalr Chareton, relati va alla legge del 24 hio-lio i1873, ci offre le seguenti cifre. Nello spazio di 0 ,u, giorni, dal H, al 28 luglio, i cnpoluogh i dei dipartimenti avviarono ai deposi ti 163,020 riservisti, e poichè questi al 1° di lugli o erano in numero di 173,507, dopo H giorni ne restavano ancor-;i alle case loro ,1 0,¼87 . Solo verso la fine di luglio i corpi incom inciaro no a ricevere gli uomini della risena; a!A 0 d',igosto i l?r_o effett ivi, che prima erano in med ia di 1500 uomrn1, 1

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338 IL RT0llD1NAMENT0 arrivavano appena a 1800. In alcuni corpi gli arrm continuarono fino al 18 agosto, 35 giorni dopo l'ordine della mobilitazione; si può quindi affermare che la mobi litazione dell'esercito francese non fu mai comp iuta. Altrcllanto può dirsi del materiale, che al principio della guerra trova vasi ancora riunito in pochi punti {1), e degli oggelli da campo che ancora dilellavano dopo fatto il conC'entramen to. La fiducia espressa, prima dal marescinllo Niel nel ·1869, poi dal suo successore maresciallo Le Boeuf nel 1810, di poter mobilitare l'esercito nello spazio massimo di 45 giorni, non poteva soITrire un più crudele disinganno. ' All orquando l'Imperatore giunse a Mclz il ,28 luglio per assumere il comando dell'esercito, egli che aveva contato su una cifra cli 300,000 combattenti ripartiti fra Metz, Strasburgo e il c~mpo di Chàlons, ebbe a constatare che l'esercito di :Ue1z era appena di 100,000 uomini in luogo di loO,OOO, che quello di Strasburgo ne con tava appena40,000 invece di '100,000, e él1e in fine quello di Chàlons aveva ancora una di\'isione a Parigi e un'altra a Soissons, e non era Lotalmente provveduto di cava lleria e d'artiglieria. Il suo piano offensivo, nella cui effettuazione so!Lanlo stavano le poche probabilità di suc('csso, era ormai reso impossibile. Perduta la speranza di prevenire il nemico con pronte mosse e costringere la Germania meridionale aJJa pace, la supe1

(4) li y a trois ans (nel 1868) commc on s'enquit sur l'ordre do· l'Emp,,rcur du temps qu'i l faudrait pour mettre sur roues les voitures engerbées à Vernon, on arqait la prcuve quo cette simple opération nécessiterait six mois de travail. On répartit alors ces Yoitures entre Paris, Chàlons et Satory. Néaornoins la conccntratioo cn était cncorc trop grande, et elle a amer.é de fàcheuses éonséquenccs. (Des causes qui ont ame11é la capitulation de Sedan, par un officier attaché à l'état-major général).

DELL'ESERCITO fn,.\NC.ESR

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riorità di numero dC'gli avversari diventava prPponderante; alla Francia condanna ta alla difensiv_a non r~stav~ che il combattere per l'onure delle ar~, e ~ub,re _di sconfilla in sconfilla le con seguenze dei suoi error1. Fu colpa deO'li uomini o difetto del sistema? La questione ci parr:bbe oziosa se non fosse stata luo~àme~L~ agilala in Francia e in vario sc~nso ri solta. Gli uo~101 non si possono separare dalle loro istituzioni_ .pmchè )e une sono crt:>azione degli altri; se queste diiettano, in quelli è la colpa. L'esito dell a guerra _d~l ,t s70 rese evidente la necessitil di correggere e uomm1 e sistema, alla co rrezi one dei primi fu destinata la legge 21 del JuO'lio ,1sn sul reelulamento, a lla correzion e del seco~do quella del 2:\, luglio 187~ sull'ordi?amrnto de~l'esercito. Di quest'ultima dobbiamo ora mtrattenerc1. 1

Dopo che la legge del ·I 872 aveva provveduto al numero d'uomini occo rrenti alla ditesa del paese, era necessario raccogliere questi elementi e trarn e il rna~giore utile possibile mediante un organismo ehe, evitando i gra\'Ì difelli di quello recentem~nte condannat~ dagli avvenimenti, rispond ess~ a~lo s,'. iluppo che eras1 stabil ìw di dore al nuovo ed 1fì c10 m1lt lare. La legge del 24· luglio •18i3 merita più ~he o_gni allra il nome di legge cli preparazione; tnle_ rnfatll doveva essere il precipuo suo scopo. Però s,ccorn~ ~1uesta preparazione costante non ~arebbe !-lata poss1?1le o:e non si fos sero po ste le ba s1 del nuo\'O orgamsrno in modo da fissarne lo sv iluppo e il sist.Brna, così a~c_hc a questo intento lo _legge do,~eva provvedere T:li ,~falli sono i caratlCl'l generali della legge del 18 ,3. Ne esamineremo prima rapidamente le prin cipali dJsposizioni iu base ai tre scopi oradclti, cioè: Cos1i1u1.ione e sviluppo dell'eserci1 0; Sistema di reclutamento; Preparazione e mobilitozione;


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lL RIORDINAMENTO

poi indicheremo in qual modo e fino a qual . punto sia stata attuata. Costitt~zione e svi·tuppo dell'esercito. - Prima del 1870 la n:agg1.0re delle unità costituite era in massima il reggimento: Esistevano bensì dei grandi comandi, che .ave:an? ~zwne su un numero variabile di divisioni territoriali e comprendevano altresl delle divisioni attive ma in realtà queste ultime non erano costituite se no~ a Parig~ _ed a Lio~~' per ragioni d'ordine interno più che per 1scopo militare, oppure venivano mornentanea.menle formate in occasione di grandi riunioni come q:1elle d~l _campo di Chàlon3. I continui cambi;menti d1 guar?1g1one cui erano assoggetta.te le truppe non conse~1t1~,ano alcuna stabilità di formazione alle unità ~uper1o·n· ~l. reggimento , le quali d'altronde erano ·rese 1mposs1b1)1 n1:merosi e piccoli presidì fra i quali t1:ovavans1 d1ssemmate le truppe. Aggiungasi a ciò l'uso di concedere per ragione d'economia moltissime licenze s~mestral.i e si comprenderà facilmente quanto siffatto s1stem,~ fos~e contrario agli interessi della disciplina. e dell 1struz1one dell'esercito. . I disastri dell'ultima. guerra, fecondi in inseO'namenti resero evidente la necessitò. di avere brio·at/ divisioni e corpi d'esercico permancntemenle costi~uiti: La Ieo·o-e d~l 1873 .~cabilì quindi la creazione di ,J8 corpi d'eie~'-ello per l nHerno e 1 per l'AIO'eria, riservando la cornpos izion? _d~ q'.rns_l'ultimo e :qgegnando ai primi: i d1v1s10ut d1 fanleria· ' 1 brigata di cavall et'ia; 1 Id. d'artiglieria; 1 baLLaglione del gen io; ·1 squadrone del treno de.o·li equi1rnO'O'j militar,· e . fi . , . O 00 , m rne gli staLI maggiori e servizi vari . . Due questioni sono state risolte con questo articolo d1 legge, la compos izione, cioè, e il numero dei corpi

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DEI.I, ESERCI'f0 T!'RANCESE

d'esercito. Quanto alla prima le divergenze d'opinioni vertono essenzialmente inlorno al numero delle divisioni d'ogni corpo. Senza enlrare in una discussione teorica a questo riguardo, pare tulta via che sia stata adottata una convenien te soluzione. Infatti se si ammette per la li'rancia la necessità di una formazione permanente e ·identiea per ogni corpo d' esercilo (e non potrebbe essere conleslata quando si tenga conto delle passate non solo, ma anche delle presenti condizioni militari) ('I), quella a due ~ divisioni si presenta come la migliore, sopratutto rignardo alla forza e maneggevolezza del eorpo d'esercito. Altrove abbiamo già detto che il corpo d'esercito francese in tempo di guerra avrà probabilmente un effettivo di circa 40,000 uomini; se fosse costituito a tre divisioni supererebbe i 50,000 ed assum erebbe l'importanza e i caratteri di un vero esercito. Avrebbe la Francia i ,12 generali d'esercito (chè tanti ne occorrerebbero) capaci ùi assumere e sopportare il peso di un comando così grave'/ Ma vi. ha un'altra ragione non meno importante che chiameremmo di opportunità. Durante l'ultima guerra qua.si sempre le forze fran cesi furono aggirate dalle forze germaniehe, le quali non solo pet' la prevalenza del numero, ma anche per la :minor profondità dei loro ordini occupavano un fronte m·aggiore. Era dunque conveniente adoltare quegli ordinamenti che avevano fatto buona prova, e ciò tanto più inquantochè oggidì la Francia si. trova, rispetto alla Gerrnani.:i, in cond izioni affaLto difensive. (,1) Le ragioni che ci inducono ad ammettere questa necessità per la Francia, cioè la forza totale dell'esercito, la conlìgurazione geografica c topografica del suolo e le condizioni che lo sono state fatte dall'ultima guerra rispetto alla Germania, non si potrebbero evidentemente applicare a tutti i paesi, pci quali altre condizioni possono suggerire altre. formazioni.


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DELl.'ESERCLTO FRANCESE

IL RIORDINAMENTO

3i3

che sono la pietra di paragone per misurare. i~ ~rimo elemento della potenza militare d'un paese, c1oe 1! nu: mero, non degli uomini, non dei soldati, ma dei ven combattenti. Non intendiamo attribuire a questo fatto un' im_e.ortanza esagerata poichè il valore d:gli ese rciti è la risultanza di molti elementi, ma non e men vero che colla 10gge del ·1 8ì3 la Francia ~i è ~osta in grad? di mettere in linea, quando il suo nord1namenlo militare sarà compiuto, forze pressochè egu~ li per nu~ mero a quelle della Germania. Che se s1 guarda ai 200;000 combattenti che si potevano a stento raggranellare in base agli antichi ordiname?Li, qu~~d'anche si riduca di un quarto la cifra degli uom101 allua!mcnte inquadrabili per toglierne i non combattenti, rimangono pur sempre 600 ,000 uomini, il ~he significa che, quando l'eserci to di ,t" linea sartt mler~mente di sponibile per le opera~ioni .di guerra, la. Francia avrà tripli cato il numero .dei suoi co~baue~l1. . Sistema di reclutamento. - Gli avvenimenti del •1870 produssero in Fran cia in fatto di ordinamento ~ue c~rrenti di id ee affatto oppostfl. Da una parte si sc!11 ~rarono coloro i quali, giudicando del valore delle 1st1tuzioni alla sola stregL1a dei disastri subìli, avrebbero voluto distruggere e fin anco cancell~1·~ le tr~cc~ dell'~ntico edificio militare; <lall'allra, uom1r.1 dotati di maggior senno, ma troppo affezionoti al passato ~d al ~rin.cipio della stabilità di quelle istituzioni, studiavans1 d1 -cor~ reggere i cl ifetti della loro app.licazi?ne, mostrandosi però ostinati oppositori .d' og~1 radical~ mutamento. Queste opinioni estreme ~1 ,n amfestarono rnt.orn? ~ tl~Lte le principali dispos izioni de!Je nuove leggi m1hlar1, e quindi anche rigu11rdo al sistema di reclu~amen~o pel quale si trovaron o di fronte i propugnat~n del sistema regionale o prussiano e i difensori d1 quell~ nazionale o francese. Com'è noto, il siste ma regionale

Utile del pari ci sembra l'assegnazione al corpo d'esercito della brigata d'arllglieriae dt> I battaglione del genio. Pri ma del 18,0, al momento della mobilitazion e, erano assegnati ai corpi d'esercito batterie provenienti c).a vari reggimenti e da parecchi pnnti. Ne risultava perdita di tempo, complir.azione di movimenti, ed inoltre un inRieme d'uomini e di cose improvvi sato, avente un'azione armonica meno che efficaee e perfelta. Lo stesso può dirsi del genio e del treno di>gli equipaggi militari . La composizione del .corpo d'esercito pare quindi sollo ogni rapporto conveniente. Rimane la questione del numero. Ln soluzione adottata non risponde piena mente agli eITetti della legge sul reclu1.uo ento poichè, come nbb iamo più innanzi fallo ossenare, l'esen :ito di •I O linea non potrà avere un effeuivo superiore ad 800,000 uomini, mentre il num ero d'uomini for ni to da qu., Jla legge per quest'esercito è ~ccessivamen_te ~aggiorc._ Rispond e anche men9 alle esigenze finanzian e, dappo1chè, rendendo necessario un aun1ento di quadri, richiede un aumento corrispondeme neg!i effettivi cli pace e quindi anche nel bilan cio della guPrra, mentre per altra parte il paese è stato gravato dall'ultima guerra di un peso che si valuta a circa dieci miliard i. Ma rispo11de al numero dei corpi d'eser1·ito che ha la Germania, e tale considerazione prevale attualmente in Froncia sopl'a tulle le allre. La questione essendo stata riso lta in base a questa condizione, r.he non ha ca rattere esclusivamente militare, ci dispensa da ogni altra co11siderazione. Limitiamoci a constatare il fat.Lo dt>lla creazion e di ,19 corpi d'esercito e di un effellivo di guerra di 800,000 uomini per l'esercito di 1a lin<'a. Questo è uno dei più grandi risultati della legge del 18,3. Scompaiono, è vero, le cifre enormi e poetiche fornite dalla leO'Cre 00 sul reclulam ento, ma rimangono quelle più positive

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3U, IL RIORDJN'AMENTO consiste nell'assegnare ad uno stesso corpo uom1m provenienti sollanlo da una data circoscrizione militare; quello nazionale invece, nel ripart ire gli uomini fra tutti i corpi dell'esercito, da qualsiasi parte del territorio essi provengano. Conviene esaminarli brevemente per poter giudicare con maggior fondamento del sistema che fu adoltalo. In Francia la rivol uzione dell'89, conseguen te ai suoi principii di accenlramento politico e amministrativo, abolì il sistem a provinciale che prima esisteva, e nel n92 vi sostituì quello nazionale. Il ristabilimento della ~Ionarchia apportò il rilorno dell'antico sistema, ma non durò che pochi anni, e dal ,1820 in poi rimase costantemente in vigore il sistema nazionale. Suo precipuo vantaggio è quello di cementare l'unità nazionale coll'esercito e di èvitare i pericoli che in un paese recentemente formalo o scosso dalle rivoluzioni potrebbero creare i corpi reclutati col sistema opposto. l\fa esso ha pure il grave in conven iente di rendere molto più complicata e lenta la mobilitazione. Non si può dimenticare che nel 181:>0 le riserve france si raggiunsero in gran parte l'esercito dopo la ballaglia di Solferin o, e che nel ,1870, quantunque si fosse ottenuta una maggiore celerità, le riserve impicgarnno pur nondimeno 35 giorni a raggiungere i loro corpi. Di fronte a questi faui, ogni vantaggio del sisten1a nazionale scompare; in oggi alla celerità della mobilitazione ogni altra condizione dev'essere subordinata, poichè se quella non riesce, l'esito della guerrn ne rimane gravemente compromesso. Non è a dire con ciò che il sistem a regionale debba essere in modo assoluto preferì lo. Le guerre del 1866 e del ,1870 gli hanno senza dubb io attribuito sul sistema opposto un incontestabile vantaggio di semplicità e celerità nella mobilitazione; è vero altresì che

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DELL ESEI\ClTO FRANCESE

3,i.5

il soldato, non allontanandosi dal suo reggimento, ne è sorvegliato anche quando si troya in congedo; che

richiamato sotto le armi egli vi ritrova non sollanto gli antich i ufficiali e commilitoni, ma i compagni del suo villaggio che gli ricordano gli affetti della famiglia, e quella. bandiera che rappresenta non solo il reggi: mento , ma anche la sua provincia; che infine ogrn affetto, ogni ricordo lo stimola ali' adempimento del del proprio dovere, promettendogli quel premio che l'uomo di cuore maggiormente ambisce: la stima e la con siderazione dei suoi concittudini al suo ritorno in patria. Tutti questi vantaggi sono evidenti, ma non bastano a determinarne la preferenza. Anzitutto ciò che abbiamo segnalato come il maggiore vantaggio del sistema nazionale costituisce il suo più grave inconveniente; ma oltre di ciò ogni paes~ deve tener conto della sua storia, delle sue tradizioni, ed anche del s uo sistema politico e amministrativo. Il sistema regionale che offre così grandi vantaggi in Germania, ove le province hanno conservato una maggiore o minore autonomia, non sarebbe scevro di inconvenienti in Francia ove regna il maggiore accentramen to , ed ove sopratutto le frequenti rivoluzioni acquistano tale carattere da porre talvolla in questione, com'è recentemente accaduto, 'il principio del!' unità nazionale. Non è chi non veda i gravi pericoli che in simili circostanze la costituzione. di corpi regionali potrebbe creare. Per ultimo si può aggiungere che il sistema regio nale è utile quando lo spirito militare è qualità genera)e dell'esercito e del paese (e ciò non è certamente per la Francia) poichè allora supplisce a quel sentimento di patria che meglio può inspirare il sistema nazionale. Per tutte queste ragioni, e sopratutto per talune tenANNO

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Vo L. 11.

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3.i6

IL RIORDINAMENTO

DELL'ESERCITO FRANCESE

<lenze separati.ste chP, si .manifestarono in seguito all'ul ti ma guerra, la Francia non poteva adouare it sistema regiona le nel suo più esteso significato. Costretta a riO'ellare del pari quell o nnzionale, essa doveva ap.piglrirsi ad uh sistema misto che di q.u~lli riu?iss.e possibilmente, i vantaggi ed evi tasse gli rnconvernenti. La grave questionefo risolta dalla legge del 1873 nel seguente modo: . Dopo avere stabilito in massima il riparlo del t.erntorio in dieciotto regioni corrispondenti ai corpi d'esercito dell'interno, e in suddivisioni di regioni, la legge prescrive quan to segue: L'ese rcito attivo si recinta sull'insieme del territorio della Francia. In caso di mobilitazione. gli effettivi dei corpi di truppa e dei vari servizi che fanno pa.rte di . c_iascun corpo d'esercito sono cornpletat! .cog~1 uon1101 ? ella disponibilitù e della riserva dom1C1l'. at1 n~lla. re.g1one, ed in caso d'insufficienza con quelli domicil1at1 nelle regioni vicine. . . . . A questo scopo gli uomini delle prime parli de, co.n: tingenti, quando passano nella riserva, sono ascritti ad uno dei corpi della regione nella quale eleggono domi_cilio. Lo stesso avviene per quelli delle seconde pnrli e pei volontari d'un anno allorchè enLran? ne l!~ .disponibilità dopo aver pr~stato il tempo dt se rvmo per essi richiesto; lo stesso ancora per· quegli uomini che sono rinviati alle case loro prima di compiere il quinto anno di se rvizio. Tutta l' importnnza della leg-ge del 1873 è concentrata in queste brevi disposizioni che stabi li scono il nuovo sistema di reclutamento e di mobil itazione. J'ìoi non a rri schieremo fin d'ora un giurli zio che non sarebbe abbastanza fondato; finora non conosciamo che 1

34, 7

i princ1p11, mentre per giudicare della bontà delle istituzioni occorrono due altre condizioni: la loro applic11zione e la sanzione dei fatti. Questa non si è ancora prodotla; di quella diremo fra breve quanto sarà possibile. Frauanto se si esami nano le disposizioni surriferite si può desumere: 4° Che il sistema nazionale, essendo conservato soltanto per gli uomini delle prime parti dei contingenti che appartengono all'esercito allivo e si tro vano sotto le armi (-1 ), il nuovo sistema si accosta mollo più a quello regionale, partecipundo così maggiormente dei . suoi vantaggi, ed essenzialmente di quell i della mobilitazione; 2° Che il più grave inconveniente di questo sistema consiste nel richiamare gli uomini della riserva e dPlla disponib ilità in corpi che non sono quelli nei .qua li hanno prima prestato servizio. Tale inconveniente rimane bensì attenualo se si considera che la durata attuale del servizio sotto le armi è molto breve, e che d'altra parte la legge 21 luglio 1872 prescrive esercizi o manovre per gli uomini del la disponibili tà e della riset·,·a (due chi amate della durnta massima di quattro settimane ciascuna per questi ultimi), ma in pratica succederà pur sempre all'allo della mobilitazione che una metà almeno degli uomini, chè tanti saranno i richiamati, non conosceranno i loro ufficiali e non ne saranno abbastanza co nosciuti. Nei reggimenti costituiti in tal modo difficilmente nasceranno sentimenti ostili all'unità nazionale, ma lo spirito di corpo ne sarà grandemente affievolito. Nelle poche disposizioni che abbiamo più innanzi sommariamente riprod otte sono indicate appena le 1

(~) Gli uomini delle seconde parti dtli contingenti vengono subito assegnali ai corpi che trovansi nella. loro regione.


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IL Il:I0RD1NAMENT0

D1H. L'ESERC1T0 FRANCESE

lin~e generali del sistema.adottato; in quelle che ora. andremo espone,ndo· ed esaminando brevemente vi ha il mezzo di rendere quel sistema attuabile. Preparazione e mobilitazione. - L'a,ntico servizio di recluta-mento attribuito ai depositi dipartimentali, aveva per còmpito, non solo le operazioni che sono indicale dalla sua stessa denominazione, .ma anche, come naturale coriseguenza del sistema allora seguìto, la riunione degli uomini della riserva in caso di mobilitazione edil loro invio ai corpi. Quantunque .il numero di tali uomini fosse molto scarso in confronto a quello attuale, pur tuttavia l'insufficienza di quel servizio fu tale nel 1870 che occorsero H giorni per riunire ed av,viare ai depositi dei corpi. 165,000 richiamati. Questo fatto, che acquisterebbe oggidì proporzioni m~lto_m~ggiori in ragione del grandissimo numero dei nch1amabili, avrebbe bastato a consigliare utili riforme nel servizio cli reclutamento, ove ci ò non fosse stato ad un tempo richiesto dal nuovo sistema che ha per base, non più il dipartimento, ma la_regione .e la sua sud~' divisione. Fu. perciò stabilito di creare, m luog_o degl~ a.ntichi depositi dipartimentali, m:o o ~a:e_ce.hf ~ffic1 (bureaux de 1·ec-r,utement) per ogni sudclIVJs10ne di re-gione. . . Le altribnzioni loro, oltre alla formazione e al nparto delle nuove classi e loro invio ai corpi, consistono essenzialmente nell'assegnare ai corpi della regione gli uomini che vengono ascritti alla disponibilità o alla riserva nel Lenere costantemente a giorno i ruoli di questa' calegoria e quelli dell_'e~e~cit? Lerritoriale, . n~l preparare gli ord ini individuali d1 r1cl:1amo ~ _nel _farli nmeLtere agli inleressati in caso cli _mo,b1_l1t~z1o_ne. I~ loro còmpito non va più oltre, dappo1che 1 nch1a?1at1 non fanno più capo ed essi, come prima a vve~1va ,. ma raggiungono direttamente il corpo o deposito al

q;uale _appartengono. Da ciò si scorge che col nuovo sistema la somma delle attribuzioni di questi uffici è a1umentata in temp0 di pace, ma rimane sensibilmente diminuita al momento della mobilitazione (·I). Intimamente collegata a queste disposizioni che mirano ad accelerare la chiamata ed incorporazione d'el'le riserve è quella che assegna ad ogni suddivisione uno o parecchi magazzini i quali sono alimentati da altri magazzini generali stabiliti in ogni regione, e contengono le armi, le munizioni e tuui gli oggetti di vestiario, d' arinamento, di bardatura, d'equipaggiamento e d'accampamento che possono occorrere alle truppe stanziate nella suddivisione. E- qui imporla considerare che nello spirito della legge questi magazzini appartengono al territorio anziché ai corpi che vi hanno stanza, onde quelli rimangono immobili, mentre questi possono, benchè con minore frequenza di. prima, cambiare di .guarnigione. Lo stesso ordine di idee si deve intendere presie. <lere nella assegnazione degli uomini della disponibilità e della riserva ai corpi della loro regione. Quando un corpo cambia di stanza rimette a quello che gli subentra i ruoli di quegli uomini, i quali perciò rag:giungono in ogni caso il si to che è stato loro pTeventivamente assegnato. Questo sistema non offre, in vero, la semplicità di q1iello prettamente regionale nel quale anche i corpi sono· fissi alle loro sedi al pari dei magazzini e delle riserve, ma ad ogni modo quel ravvicinamento costante di questi tre elementi, che è condizione indispensabile per una pronta mobilitazione, è ottenuto. Poco fa ancora si poteva muovere un dubbio .:tb-

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3,i:9

(~) ·Sono inoltre -incaricati del censimento annuo e riparto dei.quadrupeùi e veicoli dei quali diremo in• seguito.


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3/S I . ~d ess_e aggiungiamo quelle provenienti dal disaccordo fra la nuova circoscrizione militare e quella ammini·strativa, disaecordo che non· esiste nd sistema prussiano, se si avverte inoltre che gli uffici di reclutamento, mentre sono creati in base alla circoscrizione m_ilitare, cioè in ogni suddivisione di regionP., conservano le attribuzioni relative al se1·vizio di ·leva che ha per base la circoscrizione amministrativa, ossia il dipartimento, tutto ciò costituisce una serie di complicazioni che in pra tica potrebbero avere qualche inffuenza sulla celerità della mobilitazione. Questi in conven ienti non possono essere ignorati in .Francia, ed è probabile che ,allo scopo di evitnrli si facciano qua e colà prove parziali di mobilitazione. Le prossime manovre autunnali daranno forse occasione al richiamo d'una parte della riserva {secondo quanto è prescrillo · dalla legge , del 187'.2) e permetteranno cosi di meglio valutare i vantaggi e gli inconvenienti del sistema adottato. Quantunque dalle disposizioni che abbiamo poco fa accennate appaia chiaramente il principio della più estesa ripanizione ' del materiale in ogni parte del territorio, pme la legge volle consacrarvi una disposizione speciale, prescrivendo che il materiale d'ogni .spec ie trovisi costantemente in vicinanza delle truppe che dovranno esserne provvedute in tempo cli guerra. Anzi la legge và più oli.re, e stab ilisce perfì.no che il materiale rotabile sia tenuto montato sulle ruote. Parrà questa una disposizione poco meritevole di ricevere la sanzione della legge, ma in Francia non è ancora cancellata la memoria dei gravi inconveni enti creati nel ,1870 dallo soverchia accumulazione del materiale . In ogni modo essa è importante non solo per i vantaggi di celerità che offre in caso di mobilitazione, ma ancora perchò le truppe impareranno in tempo di pace a conoscere quel materiale che loro dovrà servire in guerra. DELf;ESEilCITO FRANCESE

IL RIORDINAMENTO

bastanza fondato intorno alla eflìracia di queste disposizior,i, riflettendo agli inevitabili riwrdi che sarebbero stati conseguenza della notificazione del richiamo per mezzò degli ordini individuali testè acer.nnati, ma una nuova legge del ·19 marzo u. s. ha prevenuto l' inconvenicnté, lasciando faco ltà al governo di ordinare, in caso di bisogno, la mobilitazione col mezzo di pubblici manifesti. Se a questa importante determinazione si aggiunga quella, già sancita dalla legge del 1873, che prescrive la trasmissione dell'ordine di mobilitazione dal Ministro della guerra ai comandanti di corpo d'esercito, e da questi direttamente ai comandanti degli ulfici di reclutamento, si può ammettere che, teoricamente, nella chiama ta e incorporazione delle riserve il nuovo sistema francese non e:;iga, maggior tempo di quello regionale. l\la dir..iamo teoricamente, poichè in prati~a non è chi non veda, durante i primi anni almeno dell'applicazione della nuova legge, le di llìcoltà che sorgerarino per effetto delle numerose relazioni che òovranno essere· mantenute fra i corpi e gli uffici di reclutamento, affinchè la posizione d'ogni individuo sia costantemente definita. Inconvenienti di tal natur(l si_ sono ~ià manifestati, come risulta da una circolare ministeriale del 25 novembre 1874:, nella quale si fa cenno d'uomini delle classi 1867 e 1868 che, malgrado avessero già da tempo fallo passaggio alla riserV'd, ·non errno apcora stati assegnati · ad alcun r;orpo della loro re-· gione per mancanza dei docurnenli che i corpi nei· quali quegli uomini avevan o prestalo servizio avrebbero dovuto trasmettere agli uffici di mobilitazione allora esistenti. È vero che siffatte diflico1tà potranno essere facilmente . eliminate con una più stretta applicazione delle norme ·stabilite dalla legge e dai regolamenli, ma se 1

f


Fra i difetti d ordinamento posti in luce dalla mobilitazione del 1$70 la legge non poteva dimentica-re quelli relativi alla mancanza di una preventiva costituzione degli stati maggio~i delle grandi unità. Era quindi necessario evitare il ritorno di quegli inconvenienti, e d'altra parte ciò diveniva indispensabile per effetto della costituzione permanente dei corpi d'esercito. A ciò provvide la legge, non solo col disporre che in ogni tempo questi corpi siano provvisti del comando, degli sta-ti maggiori e di tutti i servizi amministrativi e ausiliari loro necessari in tempo di guerra, ma ancora col prescrivere che gli stati maggiori, compresi quelli dell'artiglieria e del genio, ed i servizi amministrativi, di sanità, siano divi·s i in due sezioni, l'una delle quali, detta attiva, e destinata a muovere colle truppe in caso di mobilitazione, l'altra, detta tei·ritoi·iale, ed assegnata in modo permanente al servizio del reclutamento, agli stabili menti, ecc. Non sappia mo fino a qual punto questa disposizi·one sarà in pratica costantemente alluata, poichè finora il regolamento ministeriale per essa prescritto non è ancora stato pubblicato, e noil lo sarà probabilmente prima che la nuova legge sull'amministrazione militare sia promulgala . Siccome tultavia è p1iesum ibile che già fin d'ora un piano generale di mobilitazione e di concentramento esista, si può supporre altresì che in ogni corpo d'esercito il riparto degli stati maggiori fra le due sezioni s ia in massima deciso e possa essere immediatamente effettuato quando occorra ('1).

DELL'ESERClTO. FRANCESE 353 Alle ferrovie, che hanno tanta parte nella mobiliiazione, nel concentramento e nel rifornimento degli eserciti, al telegrafo che nella sua celerità risponde ~i bisogni di una sollecita preparazione ed elimina ogni distanza· nelle comunicazioni del pensiero, doveva la legge necessariamente ricorrere per ottenerne il .massimo concorso, epperciò stabilì che tanto le società ferroviarie, quanto l'amministrazione dei telegrafi pongano a disposizione del 1'lioistro della guerra, in caso di mobilitazione o di guerra, tutti i mezzi di cui possono disporre . Segnalare queste disposizioni è suffi-ciente. per comprenderne l'importanza e l'opportunità. Per ora intorno ad esse nulla abbiamo ad aggiungere; la legge sui quadri ci dirà in seguito in qual modo siano state attuate. Lo sviluppo enorme degli esercì.ti odierni e la ne- · cessé).ria rapidità della mobilitazione richiedono og.gidì in tutti i paesi delle disposizioni legislative che, mediante una conveniente preparazione in tempo di pace, :p.e rmettano in caso di bisogno. di completare celeremente il numero dei quadrupedi e dei veicoli abbiso.,. gnevoli all'esercito in guerra. Il sistema finora seguito in Francia di tenere un certo numero di cavaili presso gli agricoltori, oltre ad essere un mezzo troppo co-stoso per lo Stato, non potrebbe oggidì essere consi<lerato che come un palliativo sufficiente soltanto per ,c.o mpletaù qualche corpo (eome in occasione di grandi manovre) senza depauperare gli altri. Nelle attuali condizioni dell'esercito francese non occorrono meno di Hi0,000 cavalli per passare dal piede

(~) Qur,sto lavoro era già compilato quan~o ci pervenne l' Annuaire de l'armée française pour l' année ~ 875 dal quale rilevasi che già g,li stati ma'ggiori .di corpo d'eserC'ito sono stati divisi nelle due sezioni sopradette. Non sono compresi nella partizione i capi e sottocapi di stato maggiore i quali evidentemente appartengono alle se-

zioni attive; quanto agli altri ufficiali vi ba generalmente uno. o due maggiori e da uno a tre capitani per ogni sezione. Alle sezioni territoriali il maggior contingente è stato fornito dagli stati maggiori delle antiche divisioni militari.

352

.IL RIORDINAMENTO 1

{


11 RIORDINAMENTO

di pace al piede di gu erra. Vedasi da ciò quale im. portanza assuma siffalla quistione, e quali gravissime conseguenze potrebbe produrre ove non fosse preventiva mente risolla. Una legge del 29 aprile ,1.792 stabilisce bensì Je norme da seguirsi nelle requisizioni dei cavalli e veicoli, ma nulla prescrive per la necessaria preparazione. La legge del 1873 men Lre provvede a questo secondo scopo, collo incaricare gli uftlci di recluLamento di eseguire ogni anno un censimento generale dei quadrupeùi e veicoli onde sia possibile farne il riparto fra i diversi corpi e servizi, rimanda ad una nuova legge la determinazione delle norme relative alla requisizione ed alle corrispondenti indennità. Di questa legge diremo fra breve, ma intanto possiamo affermare che quind'innanzi la mobilitazione del!' esercito francese sarà preparata in tutli i suoi particolari, non solo per ciò che riflette gli uomini e il materiale, ma . ancora per i cavalli e ve icoli che si dovranno requisire. Fra i principii posti dalla legge del ,1873 ve n'ha uno che merita specialmente di essere notato, quello cioè che sottopone in ogni tempo l'amministrazione al comando. La sua importanza è tan to magg iore quanto più gravi furono, durante l'ultima guerra, gli inconvenienti che risultarono dalla sua inosservanza. Quantunque prima del ·1870 l' indipendenza dell'ammin istrazione non fosse di pien diritto consacrata, pure l'assenza qel principio opposto da nna pari.e, e il soverchio accentramento nelle mani del Ministro dall'altra, l'avevano crea ta di fatto, limitando il campo d'azior.e dei generali al so lo comando, e togliendo loro i mezzi di abituarsi in tempo di pace a quelle cure amministrative che acquistano per essi tanla importanza in guerra. Non è a stupire se in tali condizioni si videro nella

DELi,'ESERCITO FRANCESE

35;$

rer.r.nte guerra generali incapaci di dare un ~1til~ !m~u.lso direttivo all'amministrazione, e intendentL m1l1tan msoffe1·enti della necessaria dipendenza dal comando (1). !foncando l'accordo, questi due enti dovevano dibat~ tersi inULìlmente contro le difficoltà, rese più gravi dai disordini già segnalati, ed aggiungere una nuova causa a quelle che determinarono l' esito infeli ce della g~erra. . ta necessità del princip io suesposto è così evidente che vi ha ra()'ione di stup ire come non sia stato prima o . d'ora formalmente proclamato. Tuttavia la sua p iena attuazione non ::indrà forse ese1He da qualche difficoltà. L'intendenza militare francese è o!Lremodo potente; costretta a cedere per un momen to so llo il peso delle accuse, in parte esagerate, che le furono mosse intorno ai disastri della guerra, essa potrebbe prima o poi riprendere ancora il suo impero, quando le fosse strappato dalla nuova legge sull'amministrazione che non è ancora stata discussa. Se ciò accadesse, diffici lmente l' cser, cito francese potrebbe liberarsi da quella routine che è inseparabile dal suo attuale sistema amministrativo. (.1) On remarqua Je défaut de co.ncert entr.e l'admi?istration et le c~mmandement; on vit deux organisatioos fonct1onncr d·uoe fac;on parallele, sans ré,,.ler ni mcttre d'accord leurs mouvements: le généra l plus préoc.. cupé d; 1a' direction dc ses tr,1upes que des moyens de pourl'oir à' leurs besoins matériels qu'il considérait comme du .domai ne de l'intendance; l'intendant Jivré à lui-mème, à ses inspirations, opérant s3uvent li l'av(mture, cumulant. sur sa tète un fardeau écrasarLt d(). fonr.tions et de dévoirs, s'épuisant en eO'orts inutil()s et n'ab1utissant qu'à faire un se~l'ice insurfisant et à mécontenter tout le monde. Cctte sépara~ t ion de l'administration et du commandement, cette cocxisteuce de deux volontés indépendantes l'une de l'autre, qui se paralysent et s'an· ' . nulent, le dualisme , pour employer l'expression consacrée, fut con damne. On décida q•J'il devait ètre proscrit de l'organisation militaire. (Rapport à M. , le Ministre de la guerre fait a'.' nom, de l~ ~omm_issio~~ mixte chargée de préparer un projet de loi sur l adm1mstration de l'armée, par M.' LÉON BOUCHARD).


356

IL RIORDINAMENTO

L'esame della legge del 1873 sar-ebbe lroppo incomp_let~ ove omettessimo di far cenno di quelle disp0siz1om che consacrano l'istituzione dell'esercito terr-itorÌàle e ne dete.11minano l'ordinamento. Quand'anche si facesse astrazione dalle condizioni dell~- g~erre o_dierne che impongono ad ogni paese la cosntuz10ne cli un esercito di 2a linea per sostituire aU'intern_o quello di 1 a linea e rafforzarlo all'occorrenza, la Francia, per le sue particolari condizioni interne, p~l grande e pericoloso accentramento in pochi punti dt una traboccante vitalità e d'una agitazione latente infine per il bisogno di tenere costantemente una forz; considerevol~ n~lla sua colonia d'Algeria, sempre pronta. alle sol!evaz1om, non potrebbe esimersi da tale necessità. Se nel 1870 la guardia nazionale mobile fosse stata su più larga scala ed in migliore modo costi.,. tuit~, la _sua influenza sar~bbesi fatta sentire sugli. av~emme?t~ _della_ g~e1:ra e_torse avrebbe più tardi reso 1mposs1b1lr quei lr1st1 fatti che sotto certi aspetti ebbero. conseguen·ze più deplorevoli della guerra istessa. L~ leg~e del '1_873, senza specificare la composizio.ne dell eserc1 to territoriale che è riserbata ad altra lego-e n~ co_nsacra ~uttavia il principio della permanente ~o~ st1tuz1one dei quadri, e stabilisce che la formazione dei suoi corpi abbia luogo: per sudd ivisione di reo-ione per _l a fa~teria, sull'insieme della regione per Ie°altre armi. 1l sistema di ree] utamento è a dunque prettamente regionale. I corpi di quest'esercito in caso di mobilitazione potra~no, secondo la legge, tener guarnigione nelle piazze forti, essere assegnati ai posti di tappa, alla difesa delle coste, ai punti strategici, ed essere altresì formati in bC'igate, divisioni e corpi d'esercito destinali .a.d entrare in campagna od a far parte dell'esercito attivo.

OELJ,'ESERCITO 'FRANCESE 357 È .,questo il - còmpito d'ogni esercito di 2"' linea,

e noi non esitiamo a credere, malgrado i dubbi che altri potrebbe esprimer.e, ch'esso non possa essere, rispetto al valore intrinseco del!' esercito territoriale, fìno· ad un certo punto soddisfatto. È b~n vero che gli elementi di quest'esercito avranno perduto buona parte delle qualità militari avendo lasciato il servizio da.molli anni, e la legge non prescrivendo per essi alcuna chiamata (a differenza di ciò che succede per la landwehr tedesca, la quale è soggelta a due riunioni da 8 a Hi giorni per ciascuna) quantunque ne lasci facoltà al Governo; ma in ogui modo essi costituiranno pur sempre un certo valore sul quale si potdl fare assegnamento, quanto meno, pei bisogni dell'interno. Ma non basta che un esercito di 2a linea rappresenti un valore adeguato al suo scopo; conviene altresì che esso risponda al bisogno imperioso di sostituire all'interno e rendere disponibile per la guerra con celeri Là sufficiente l'esercito di 1a linea. Vediamo come l'esercito territoriale potrà soddisfare a questa importantissima condizione. Anzitutlo la sua rnobilitazione dovrà necessariamente avvenire dopo quella dell'esercito attivo; non si po-· trebbe far affluire contemporaneam<?nte ai capoluoghi di suddivisione oltre un milione d'uomini('!), armare, vestire ed incorporare quelli destinati all'esercito attivo o ai depositi, costituire interamente l'esercilo territo-

__ __ - --- -- -- -- -(4) Abbiamo già detto nella prima parte di questo lavoro che in tempo di guerra l'esercito attivo ascenderù probabilmente a circa 800,000 uomini e l'esercito territoriale a 400,000. ! depositi c i corpi speciali non ne conterranno meno di 300>000, quindi l'effettivo totale non sarà inferiore ad 4,500,000 uomini. Deducendo i 450,000 ehc rappr.esentano l'effettivo di pace, si yede che la cifra minima degli uomini da richiamare in caso di mobilitazione è di 1,050,000.


3~8 IL Ill0t1DINAalENT0 riale, senza esporsi a confusioni tali da compromettere l'esiLo della mobilitazfone. ln secondo luogo vuolsi considera re che quest'ese rcito esset'ldo reclutato secondo il sistema prettamente regiooàle, sarà conve·niente per misura politica inviare i suoi corpi a sostituire truppe attive poste in altre regioni. i;; poiché parecchi punti importanti, come Parigi, Lione e l'A lgeria non potranno ·essere in alcun modo sguerniti se prima tale sostituzione non avrà luogo (non esse ndo possibile fare sufficiente assegnamento sui depositi che, quantunque rigurgitanti d'uom ini, difelleranno di quadri), è facile -comprendere a quali ritardi andrà soggeua una parte abbastanza notevole dell'esercito attivo prima di ess·ere pienamente disponibile pel concentramento. Adunque, se l'utilità dell'eserciLo territoriale è incontestabile, la -sua importanza è bensì considerevole, ma non tale da perrnellere di operare senza interruzione il concen tramento di tutto l'esercito di ·1" lin ea sulla base d'operazione o sulla frontiera minacc iata. Ma sarebbe ingiusto attribuire qlilest'inconveniente alla legge; esso non può essere addebitato ch'e alle condizioni particolari della Francia che da questa legge non potevano essere modificate. Termineremo l'esame che ci siamo proposto co,I rilevare uno dei caraueri più sp iccati della legge, vogliamo dire il principio del decentramento o piuttosto della diyisione del lavoro. Mo lti ssime disposizioni, come quelle che riJlèLtono il reclutarnento, la divisione e il comando del territorio, l'istituzione dei maga zzini di regione e di suddivisione, la ripartizione ciel materiale, la proclamazione del principio che sottopone l'amministrazione al comando, e in generale tutte le operàzioni di preparazione e di mobilitazione sono state ,inspirate a questo salutare princiµio, e togliendo al. Ministro della guerra quelle attribuziòni troppo minute

DELL'ESERCITO FRANCESE

359

che ..ne' .inceppavano l'azione direttiva (1) hanno 1ato ai comondanti di corpo d'esercito 'Con una grande autorità e considerazione i mezzi di addentrarsi in ogni ramo di servizio e di esercitare in pace un coniando effettivo proporzionato all'importanza e responsabilità . di quello che devono assumere in guerra. · Anche sotto questo aspetto la legge del ·1873 cosl1ttiisce per l'esercito francese un grande e, reale progresso. Essa è sopratutto u_na c_ondanna f~rrrHJ.le pe~ quella i·outine che, elevatasi a s1stem~, soff_ocava ogm intellio-enza entro un cir1.;olo ristretto, irto di formalità 0 ci'eate dagli ingegni meno fecondi in loro esclusivo vantaggio. · . . Conchìudendo, dietro quanto abbiamo esposto c1 pare di poLer affermare che questa legge risponde nei limiti del possibile ai risultamenti ~li quell_a ~e~. 18?2 e ~Il~ condizioni attuali della Francia. I pr111c1p11 sui quali e basata sono inspirati a giusti e vasti concetti; alcuni . inconvenienti sussistono tuttora e li abbiamo segnalati; ma per rimediare a tuÙi nessuna le_gge sarebbe st:ta possibile. Anche in questa legge, come rn quella del 18 ,2, conviene distinguere il va lore reale da,qnello apparente, ma qui il divario è molto meno sensibile. J due valori apparenti sono n1ppresentati dai ~il_i~ni d'uomini_ ~ornili dal reclutamento e dalla rap1d1ta della, rnob1hlazione prussiana che si vorrebbe raggiungere coll'ordi~ namento; i due valoei reali consistono nella cifra degli uomini sui quali ad ogni istante si può fare assegnamento e nella durata della mobilitazione e concentra. I (4) Pour la plus petite chose il fallait un ,irdre ministériel. lmpossible, par exemplc. de donner ce qui était indisp~nsable aux offìciers, soit mème les néccssaires d'armes aux sold~ts, sans un ordre venu de Paris. (Des couses qui ont amené la capitulatiu-n de Scdan, par un oflìcler attaché· à l'òtat-major géuéral).


360

361

IL RIORDINAMENTO

DELL'ESERCITO ~'RANCESB

mento che per ora non possiamo valutare, ma che sarà certamente maggiore di quella teorica per una parte almeno dell'esercito. Le disposizioni sancite dalla legge del 4873 si possono cosi riassumere: 4° Costituzione permanente di 18 corpi d'esercito· per l'interno composti di 2 divisioni di fanteria, 1 brigata di cavalleria, ,1 brigata d'artiglieria, 1 battaglione del genio, 4 squadrone del treno degli equipaggi militari, stati maggiori e servizi vari. Creazione di uo corpo speciale per l'Algeria, la cui composizi one è stata rimandata alla legge sui quad ri; 2° Di visione del territorio in regioni corrispondenti ai corpi d'esercito, e suddivisioni di regioni; 3° Sistema di reclutamento: nazionale per l'esercito attivo {classi sotto le armi), regionale per le disponibilità, per la riserva dell'esercito allivo e per l'esercito territoriale; ,s_• Creazione in ogni suddivisione di uno o più uffici di reclutam0nto incaricati della formazione e riparto delle nuove classi, di assegnare ai corpi della regione gli uomini della disponib ilità e della riserva dell'esercito attivo, di tenere i ruoli di questi uomini e quelli dell'esercito territoriale, di preparare e far rimettere in caso di mohili.Lazione, gli ordini individuali di richiamo, di fare annualmente il censimento e riparto dei quadrupedi e veicoli; 5° Creazione di magazzini generali per ogni regione e di magazzini special i per ogni suddivisione, provvisti di tuuo ciò che può occorrere in armi, munizioni, oggeui di vestiario, d'accampam ento, ecc.; 6° Partizione in tempo di pace di tutti gli stati màggiori e dei servizi amministra Livi e sanitari in due sezioo i, la prima delle quali destinata a muovere colle truppe in caso di mobilitazione, la seconda assegnata

in modo perrnaneote alla regione ed incaricata di tulti i servizi territoriali; 7° Prepanizione costante dei servizi e mezzi ferroviari e telegrafici; 8° Costituzione permanente dei quadri dell'esercito territoriale . Ci ri mane ora a vedere in qual modo e fino a qual punto queste disposizioni sono state attuate.

Erano appella trascorsi due mesi da lla promulgazione della legge, e g ià il Governo em anava i decreti relativi alla formazione dei 19 corpi d'eserci to (compreso quello dell'Algeria) e la conseguente soppressione dell'antico esercito di Versailles che era stato riunito dopo la gue rra per abba ttere la Comune. E poichè il num ero dei r~ggimenti di fanteria e d'artigli eria non era su fficiente a costi mire tutti i corpi d'esercito secondo le basi generali stabilite dalla legge, forono in pari tempo creati 18 reggimenti di fan ter:a e 8 d'artiglieria, ai qual i ne furono aggiunti H di cavalleria. Si ottennero così in totale H-4 reggimenti di fanleria (1 ), 70 di cavallet·ia (1), e 38 d'artiglieria . In rcalll1 però non vi fu pe r· allora aumento di forza, poichè il Ministro, non volendo pregiudicare la ventura legge sni quadri, si limitò a. comporre i nuovi reggimenti mediante compagnie, squadroni o batterie appartenenti a quelli già esist~nti. (n ogni modo i 18 co rpi dell'iolerno furono costituiti in 8 reggimenti di fanteria, 2 di cava lleria e 2 d'artiglieria. Sopravanzavnno 2 reggimenti d'artigli eri a e 34 di cavalleria; i primi furono assegnati al '19° corpo d'esercito quantunque trallenuti (4) Oltre quPJli ù'A lgcria.

I

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ANNO

xx,

VOL. 11.


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lL RIORDINA~ENTO

in Francia; cogli ultimi si costituirono dapprima '17 brigate indipendenti, poi con 12 di queste si formarono 6 division i. Tale rimase l'ordinamento delle tre armi fino alla promulgazione della legge sui quadri. La nuova circoscrizione regionale, dopo maturo esame per parte del Consiglio di Stato, venne stabilita soltanto il· 6 agosto 1874-. Era infatti una grave questione, inquan1.ochè la sua soluzione doveva presentare nel maggior grado possibile i vantaggi d'una rapida mobi litazione e d'un facil e concentramento, ed in pari tempo soddisfare alle necessi tà d'ordine interno, e tener conto dell e risorse del reclutamento e della circoscrizione amrnini strativa esistente. Fino a qual punto sionsi conciliate queste opposte esigenze si può desumere dalla seguente tabella che ind ica la composizione d'ogni regione (4): (1 ) Tralasciamo per brevità la composizione dello suddivi~ioni (le quali sono in numero di 8 per ogni regione) poichè es~a è basata soltanto sul riparto dei mezzi di reclutamento. Avvertiremo t ut(a via che lo suddivisioni sono generai mento composte di parti di due o tre di partimenti, il che conferma quella complicazione di relazioni amministrative cui abbiamo dianzi accennato.


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Bourges. Tours.

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ot-01S<'I, l", 7°. 8°, 901 15", 166, 17° o !So, circondal'i di Prtrigi (Sci•io}.

na ~ biJ:il~~tl(~o~1~ei~~~o~ri~, Villejuif e Sccaux (Sclne). , ; 41 1 e".. 1 condari di P;irig Sei ne) Orléans. Loiret, LoiMt-Chcr, Seinc-et-~'larne, Yonne. Etampcs e r,ol'bcil ·Sein~- Cho1·cnton e Vincenocs t,,:l ot-Oisc}, 2°, 3°, Il O" 120, (Seino). fil circondari di Parigi (Seine) ~ Chà!ons-sur-Marne Ardcnnes, Aube, Marne, )lcurthe·Ot-~Ioselle,Meuso, , n

VII

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Pontoise 1Seine·et·Oise), 10°1 Saint•Denis oPantin(Seino) 11 e 20°, circondari di Parigi (Seine). • Mt1n !esct Versailles (Seine- CourbcvoieeNeuilly(SeineJ.

Aisne, O.se, Somme.

Amiens.

Vossos.

Ain, Doubs, Jura, fiaute-Marne 1 Jlaut-Rhin,Haute- I 4° o 5° circondari <.li Lione Neuvillc (Rhòne). • aòn~.

(Rhònc)

Chcr, C~te-d'Or, Nièvrc. SaOne-et-Loirc. Yillefranche (RhOne). .\I ninc-ct· Loiro, lndrc-et-Loire, Imire, Deux-Sèvres, Vicn11c. Rennes. Còlcs-du-~orò, ~t;inrhe, llle-et-Vilainc. !\,Hlll'S. F111 srèrt> , J.oil'c.-I11fér1cure. ~lorb1hnn, Ycn<lée. Limog~s. Cha1·ento. Corròzc, r.reuse, Oorilog11c,lln11te·Vicnnc Clerniont-Fmand. Alliel', Loire, Puy-de-Dòmc, liauLe-Loiro, Cantai.

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Arbreslo, <:ondricu, Limo- 1 nesl, Mornant, Sa111t- , I SvmphoriPn, Saint• Laurènt, Vc1ugneray (Bh011e) Hautes-Alpes, Dr6me, Jsère, Savoie, Ilaute-Savoìe. 1°, 2°: 3° e s0, clrcondal'i Givo1·s, Saint..Gc11 1s..Lavul, 1 di Lione (RhOnoj. Villeurbannc {Rbòne}. !1 Basses-Alpcs. Alpes-Maritimes, Ardèrhe, nouchesdu-Rhòne. Corse, Gar<l, V:.ir, Vauclusc 1 Audi\ Aveyrou, Héraul t, J.ozèrc, Tarn, Py1·énécsOne111ales. Ariògr., llaute-Garonne 1 Gers, Lot, T,ot-et-Garonne, Tarn-et-Garo11ne. j Chm·cntc-Jnférieurc, Gironda, Landes, Dassos-P}'· rénées, Ilautes-?yrénées. ' I

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36.i

IL RTORDINAMENTO

0E1,t.' ESERC1TO FRANCESE

11 fatto più saliente cli c risulfa da questa tabf\lla è la ripartizione dei dipartimenti della Seine e Seine-et-O ise fra le quattro regioni 23, 36, .¼/ e 5", e quella del dipartimento del Rodano fra le regioni 7", Sa, ·13" e 14.a. il che significa che gli uomini di tali dipartimenti andranno ripartiti fra quauro corpi tl'esercito differenti . Con questa disposizione si è bensì raggiunto lo scopo di evitare i pel'i coli che sarebbero creati da una più stretta applicazione del sistema regionale, e di poter tenere nei due maggiori cen tri della Francia una quantit~J considerevole di truppe senza ricorrere a distaccamenti tolti da regioni lont-ane, ma la semplicità del sistema e la circoscrizione amministrativa hanno dovuto essere in parte sacrificate. Ciò riflcue più specialmente i dipartimenti della Seine e Seine-et-Oise. Le parti di questi dipartimenti assegnate a ciascun corpo d'esercito non formano già delle suddivisioni distinte, ma so no considerale come territorio comune a tutte le suddivisioni, fatta eccezionP. di quella della 5° regione che è ripartita fra 11uattro anzichè fra tutte le otto suddivisioni . Così si è ottenuto il massimo frazionamento degli uomini, ma è evidènte che oltre alle complicazioni derivanti dalla riparLizionc di quelli d'uno slcsso comune fra tutti i corpi e servizi d'un corpo <l'esercito, all'atto della mobilitazione, i tre elementi, corpi, riservisti e magazzini che abbiamo detto dover essere indispensabilmente viciui per ottenere il mnggior gri.ldo di celerità, saranno sepnrati, ove gli ultimi non siano moltiplicati, nelle regioni nttorno a Parigi dn. disu:inze molto maggiori che ne lle altre, onde in esse la mobilitazione riuscirà necessariamente meno pronta. È vero però che questo inconveniente rimane auenuato dal grande sviluppo di comun icozioni fe rroviarie e stradali , e che d'altra pnrte la massima celerità non è necessaria se in ogni moùo i corpi aLLivi devono allen-

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dere di essere sostituiti ùa corpi dell'esercito territoriale appart<>nenti od altre regioni prima di muovere pel sito del concentramento. . . Più semplice è la ripartizione del d1part1mento _de~ Rodano. Le parti di esso atlribu ite alle quattro reg10m che fa nno capo a Lione non sono considerate come territorio comune a tnllo un corpo d'esercito, ma costituiscono intere suddivisioni, o sono riparlite soltanto fra alcune di esse. Ciò si capisce facilmente riflellendo al la differenza numerica di popolazione che esiste _fra questo dipartimemo e quelli della Seine e ~ein e-et-01se. Ri O'uardo all'equità del riparto si può dire che questa condizion e è stata quanto era possibile so~disfatt~. E~ invero se si fa il còmputo della popolaz1on_e d og~1 ren'ione · si ouieoe una cifra poco discosta dai due m1lio~i d'abitanti, cbe rappresenta. appunto la media della popolazione totale della Franci~ divi sa ~el num e.ro delle regioni . Del resto, se qualche ineguaglianza es1st~ non può produrre disparità di tru lla.mento fr~ le var1e region i che rispeuo a quelle ~o rti 1.e. ~~ali sono reclutate col sistema regionale (d1~porubil1ta e nserv.a dell'esercito auivo ed esercito territoriale) mentr_e ciò no~ accade per l'esercito attivo poich é il suo s1st~11ia d1 reclutamento è quello che abbiam o dello nazionale: Per l'esercito teni toriale questo inconveniente non SL può corr<'n'n'f'l'e poi('hè ogu i regione deve dare semp re un eg ual ~~ntingente, qualunque sia il nunier~ e l'a~titudine dei suoi abitanti (1), ma quanto alla d1spon1bili tà e alla riserva dell'esercito atti vo un rimedio abbastanza cf'ficacc potrebbe consistere nello assegnare (n La recente legge sui quadri (43 m3rzo 487~) h3 por_ò as~?gnato alla ~5· regionP. un r,•ggimcnto de lla faut,•ria t ,.rritorial e 111 ~1u .dcli~ altre. Essa è infatti qudla che conta un maggior numero d ab1taot 1 (circa due milioni e mcz1.o),

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1L RIORDINAMENTO

DEl,!. .ESERClTO FRANCESE

alle regioni più popolose q11ei corpi che non fanno parte integrante di alcun corpo d'esercito, come i numerosi reggime11ti di cavalleria che formano hrill'ale é di:'(sioni indipendenti, i reggimenti di pontieri, ~cc. Dubtt1amo tuttavia che questa norma possa essere semp re scrupolosamente osservata, dappoichè le esigenze politiche hanno in Francia magaiore influenza sulla dislocazione delle truppe che non le sentimentali ragioni d'~quità. Ciò è tanto vero che la legge non ha creduto d1 consacrare il principio della pP-rmanenza dei corpi d'esercito nelle loro regioni. · Dopo aver soddisfouo, nei limiti ora accennati, alle condizioni d'orclme interno e al principio d'un equo riparto, conveniva che la nuova circoscrizione risµondesse nel miglior modo possibile alle esigenze militari, tenendo conto dei caratteri topografici ciel suolo, dei mezzi di comunicazione e delle necessità dflla difesa. Se il lettore vorrà, colla scorta della tabella che precede, s~gnare su una carta qualsiasi cli Francia i lim iti delle varie regioni, potrà convincersi facilmente che ' . quantunque la questione fosse in qualche modo pregiudicata dalle condizioni ora dette, ebbe tuuavia una conveniente soluzione. Non solo tutte le regioni sono Jargnrnente provviste di vie di comunicazione, il che potrebbesi attribuire alla ricchezza ferroviaria e stradale della Francia, ma la loro forma è tale da potersene trarre il maggior utile possibile. In ogni regione infatti vi ha generalmente una grande ferrovia che si sviluppa nel senso della maggior lunghezza passando pel capoluogo della regione e diramandosi verso i centri minori . È questa una concl izio_ne favorevolissima P.el' la rapidità della mobilitazione. Aci essa in specia l modo vuolsi ascrivere quc~lla differenza notevole di confio·urazione che vi ha fra una regione e l'altra. Quant; ai caraueri topografici e difensivi, in qual con Lo siano .

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stati tenuti si scorge osservando ad esempio la 6• regione che comprende tutto il sistema delle Ardenne, la 7a che si estende lungo il Giurn, la 44• che racchiude tutt.e le valli adducenti dall'Italia a Grenoble e Lione, e così via. Non sappiamo se il nuovo sistema difensivo della Francia verrà suddiviso in vari sistemi parziali come quando esistevano appunto quelli dei Vosgi, del Giura, del Morvan , ecc., ma in qualunque sistema generale i raggruppamenti parziali sono necessari, specialmente quando il terreno li definisce chiaramente. Amrnettendo questa necessità si capisce faci lmente quali vantaggi possa offrire una circoscrizione che assegna ad ogni comandante di corpo d'esercito un sistema ben definito onde ne faccia oggetto di studio speciale in te mpo di pace per essere poi preparalo a meglio difenderlo in guerra. Senza estenderci m:iggiorme11te nell'esame di questa circoscrizione per non addentrarci in uno studio speciale, crediamo si possa conch iudere dal poco ch e ne abbiamo detto che essa conci lii in modo conveniente le indeclinabili esigenze della politica in terna al principio d'equità ed alle condizioni dellt: mol,ilitazione e della difesa . Una questione importante a risolvere dopo la promulgazione della lf>gge era quella relativa ad un primo riparto degli uomini della riserva e della disponibilit à, che, come lavoro di base, doveva essere fotto dal ~linistro, il quale solo ne possedeva i necessari elementi e poteva fissare norme comuni a tulli i corpi d'esercito. Essa avrebbe dovuto essere subordinata alla nuova circoscrizione, ma il Jiinistero, procedendo colla soli ta auività, non esitò ad emanare fin dal marzo del '1874 quel lavoro che era destinato a togliere uno stato precario il quale sarebbe stato oltremodo grave per l'esel'-


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IL RIORDINAMENTO

cito in caso di improvvisa mobi litazione. Crederemmo inutile far cenno di ques to riparto ove dall'esame di esso non risultasse: 1° Che le ollo suddivisioni fra cui è 1:ipartita ciascuna regione corrispond ono agli otto reggimenti di fanteria del corpo d'esercito; ~· Che in ogni regione ai reggimenti di fanteria furono assegnati unicamente uomini domici liati nelle corrispondenti suddiv isi oni, mentre gli altri corpi e servizi furono completati con uom ini di tutte le suddivisioni, il che fa supporre che lo stesso sistema si seguirà per lo inn,:inzi nell'assegna zione di quelli che entreranno man mano nella disponib ilità e nella riserva; 3° Che infine 15 reO'gi menti di cava lleria, dei quali b . 3 erano in Algeria e gli altri 12 costituivan o e _coslttuiscono tuttora le tre divisioni 1", 3• e 6" avei:1 ll sede rispetti va mente a Ve rsailles, PiJ rigi e Lion e, a differenza di tutti gli altri corp i, non ebbero assegnato al_cun con tingente. Dal quale fatto si può dedurre che, ~?tchè i ren-<Timenti stanziati in Alge!'ia sono sempre p1u nui:,o • I d . merosi degl i altri in uomini e cavalli 1 come r1su ,ta UL successivi bilanci, per analogia anchr. quelli delle tr~ divisioni oradeue devono avere costanLemen tc degh efi'e LLivi molto prossim i od eguali a quelli di guerra. Sartbbe infaui incomprensibile che quesle divisioni, Je qual i in caso di guerra avranno u~ còmpito considerevole, dovessero mobili tarsi sen za n cevere un complemen to d'uomini e cavalli ove i loro effettivi fossero . . quelli norma li. Non voo·liarn o esao-erare l'importanza d1 questa d1b o " sposizione rispetto alle eventualità di gu~l'.l'a, tanto pm che la recente len-o-e sui quadri ha con:mJerevolmen te. bt, . aumentato ali uom ini e i cavalli in lulti i ref!g1rnent1 . t, . di cavalleria (aumen to che prrò non potrà avere _immediato e pieno effetto per Ja deficienza di cavalli da 1

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DELL' ESERCITO F IIANCESE

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sella), ma essa merita pur sempre di essere segnalata, poiché al primo cenno della mobilitazione queste tre divisioni potranno essere immediatamente ed in pieno assetto di guerra inviate alla fronliera minacciata per e coprire l'ultima preparazione e il concenProteo·o-ere oo .. . . tramento delreserc ito, od anche per lare escurs1om e ricognizioni sul territorio nemico. La creazione defin itiva degli uffici di reclutamen to risale appPna al :H marzo u. s. , ed è dovuta alla conferma fattane colla recen te legge sui quadri. La causa: di tale ritard o emerge da alcune disposizioni ministeriali nel le quali è affermata la necessiLà. di separare il servizio del reclutamento, che ha per base la circoscrizione amministrativa, da quello della mob ilit azione e delle requisizioni ehe dev'essere in armonia colle regioni e loro suddivisioni. In base a questo print.:ipio allorquando fu decretata la nuova circoscrizione militare furono creati, in via provvisoria e con qnalche segretezza , 152 bu:eaux ~e moMhsation et de ·1·érruisilion lasciando tuttavia sussistere gti antichi dépo1,s de 1·ecrutement dipartiment.:di. Quegli uffi ci furono così ripartiti, uno per. ~g~nma d,el(e 1H suddivisioni, un secondo alla suddms1one d A1x (,15a regione) in ragi_one .della s~a maggior ;st~n_sion:: 2 al dipartimento d1 Se10e-et-01se e ,i. a I ar1g1. Pm tardi , quando la leµ-ge sui quadri sanzionò una seconda. volta l'esisteriza di un unico servizio pel reelutamento, la mobili tazion e e le requisizioni , i depositi si suddivisero e si fusero cogli uffici. Allualrnente vi ha dunque in mas:a:ima un solo ufficio di reclutamento, o meglio un solo centro di mobilitazione, per ogni suddivisione, il che corrisponde al limite minimo concesso dalla legge del rnn. Ciò in veritii è troppo poco per ollenere la prontezza della mobilitaz ione pru:;siana che è lo scopo essenziale di


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lL RIORDINAME NTO

questa legge. È generalmente riconosciuto che per ot~ tenere ordine e celerità conviene che ogni centro non debba mobilitare più di 2 o 3000 uomini; si divida il milione d'uomini (che, secondo quanto abbiamo detto in una nota preceden le, occorre per la mobilitazione totale) pel numero degli uffici di reclutamento (1 iH, poichè uno di quelli del dipartimento di Seine-et-Oise è stato soppresso}, e si vedrà che la quota spe ttante ad ogni ufficio varia dai 7 agli 800•) uom ini. Del resto, poichè abbiamo accen nato alla mob ilitazione prussiana, dobbiamo avvertire che, se nel •1870 essa fu compiuta nel termine di 10 giorni, il numero dei richiamati fu però per tutta la Germania assai inferiore. ad uri milione (1 ), ohe di che per ogni reggimento di fanteria esistevano, come esistono tut.tora, non uno, m11 due distretti di· battaglioni di landwehr, che corrispondono appunto ai centri suddivisionali fJancesi. Alle cause, già accennate nell'esame della legge, che attestano, quanto a facil ità e rapidità di mobilitazione, l'inierio·rità dell'ordinamento francese rimpetto a que llo german ico, dobbiamo quindi aggiungere ,rnche quest'~l1.ra . l\'la non basta: vi sono ancora delle cause di ritardo nello stato attuale dei magazzini, e nella dislocazione delle truppe. L'una e l'altra dipendono essenziulmenle dalla ineguale ripartizione sul territorio di locali ad uso militure, il che è a sua volta conseguenza dell'amico sistema di agglom erare o c!iradare le troppe in base alle esigenze po litiche più che a quelle militari. Si capisce da ciò come tul11ni grandi centri (Parigi, tione, ecc.) e i dipartimenti pross imi alla frontiera dell'est abbiano grande abbondanza di locali, mlllgrado le sensibili perdite fotte colla cessione de ll 'Alsazia(~) !nfatti dalla rAlazione del grande stato mag"gio're prussi~no appare che le forze di tutta la Germania spesate nel mese di agosto ascendevano in media a 4,483,389 uomini.

DEI,L'·ESERCITO FRANCESE

Lorena, e come quelli del mezzodì e dell'ovest in ge- · ner;:i le ne difettino. I molti campi e baraccamenti stabiliti in permanenza dopo l'ultima guerra sono in molta parte una conseguenza di questo fauo . Essi però non potrebbero durare troppo a lungo quantunque siano propugnati da coloro che attribuiscono uo'importanza troppo esch.1siva al campo di Boulogne nei successi clf·lla gmnde a1·mée, senza affievolire le qualità morali dell'esercito che deve appartenere alla società e vivere con essa. Le numerose espropriazioni fatte nel decorso anno per ragione di pubblica utili1.ù e allo scopo di erigere i necessari locali o preparare piazze <l'armi, tiri a segno, pol-igoni, eec., provano che si sta Javor11ndo con attività per giungere ad avere il riparto normale dell e truppe sul territorio. Mediun1e i mezzi ehe la legge del i, ag()sto ,J 874. ha posto a disposizione del Governo è probabile che i nuovi lavori possano ·essere ultimati fra du e o 1.re anni, sebbene la spesa per essi richiesta sia stata valutata nella considerevole somma di •1 •14 milioni. l\Ia vediamo più davvicino quale sia lo stato alluale. Nel gennaio ·del '187.t furono creati 12 magazzini generali e ripartiti nel seguente modo: 1° corpo d'esercito magazzino di Lilla. 2°, 3°,4°e5° id. id. Parigi. 6° id. id. Chàlons. 7° id. id. Besançon . 8° id. id . Bourges. ~ì 0 e H O id. ìd. Nantes. 10° id. id. Rennes. 42° e '18° id. id. Bordeaux. 13° e \4,° id. id. Lione. 15° id. id. Marsiglia. 16° id. id. Montpel lier. ~ 7° id. id. Toulouse.


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IL RIORDINAMENTO

DELL'ESERCITO FRANCESE

Più tardi un 43° magazzino generale fu stabilito a Tolone (ma regione); non sappiamo se esso debba essere considerato come una succursale di quello di Marsiglia , o se piuttosto sia destinato a provvedere le truppe del 19° corpo, specialmente quando per causa di guerra venissero richiamate dall'Algeria. Se non computiamo i mngazzini di Purigi e di Tolone che hanno un carallere speciale, si vede che a completare il numero minimo stabilito dalla legge mancano .ancora 7 mngazzini regio nali. I mngazzini di suddivisione, a quanto pare, non sono ancora stati creati. Esistono però sempre quelli dei corpi i quali io caso di mobilitazione potrebbero perfettamente supplire al bisogno, non presentando essi a fronte dei primi altro inconveniente che quello della · loro mobilità. Il materiale d'artiglieria ·non è ancora totalmente ripartito fra le varie sedi delle briglll.e, poichè molte regioni difettano tuttora delle necessa rie tettoie che però sono già ovunque in costruzione. Lo stesso dicasi del materiale del treno degli equipaggi. Quanto alla dislocazione, basta dare uno sguardo alla lléparti:tion et emplacement des tro11pes recentemen te pubblicata dal Ministero della guerra per 1·ilevarne le numerose infrazioni che sono imposte al riparto normale delle truppe ùalle alluali condizioni di acquartieramento. Ne indiehiamo le più importanti. Nei dipartimenti de lla Seine e Se ine-et-Oise, oltre alla maggior parte delle trupre ehe appartengono ai quauro corpi facenti capo a Parig i, si trovano distaccate le seguenti: 6 reggimenti di fanteria del 9° corpo. 6 id. e 2 di cavalleria del 10°. ,i. id. ~ id . dell'l 1°. 2 id. 4 id . del 12°.

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NeJla 15" regione trovansi 4 reggimenti di fanteria . del 42° corpo e 2 del 16°. A Lione, ove naturalmente hanno sede molte truppe dei corpi d'esercito 7°, 8°, rn° e H,°, vi hanno inoltre 6 reggimenti di fanteria del 17° corpo (1). Forse una dislocazione così anormale e contraria al sistema adottato non è stata consigliata unicam ente da ragioni d'acquartieramento, ma di ciò non intendiamo preoccuparei. I suoi inconvenienti pel caso della mobilitazione si fanno evidenti ove si rifletta che vi hanno due soli mezzi per completare i reggimenti distaccati fuori delle loro region i; o richiamarli anzitutto alla loro sede normale, o rifornirli sul sito ove si trovano d'uomini e di materiale inviati da quelle regioni. Nell'uno o nell'altro ca.so gli incagli e i ritardi sarebbero inevitabili. .Adunque nelle attuali condizioni di riparto delle truppe e dei materiale vi ha una nuova causa di compli ca~ ione e di lentezza nella mobilitazio ne. Quanto al materiale questa causa è affatto momentanea e fra due o tre anni sarà compiutamente elim inata; quanto alle truppe invece nulla si può affermare poichè la loro dislo cazione non è subordinata soltanto ai mezzi di acquartieramento, ma ancora alle condizioni interne della Francia che possono ad ogoi istante essere modifica te. Per ultimare questa seconda parte faremo un cenoo dei provvedimenti adoLlati riguardo ai quadrupedi (2), i quali hanno una strella correlazione collo scopo essenziale della legge del 1873. (~) In generale però i reggimenti di fanteria d istaccati fuori delle loro regioni non constano che dei tre primi battaglioni (portion 11rincipale), mentre i dPpos iti coi quarti battaglioni sono stabiìiti nella suddivisioni loro assegnate. (2) .~ ulla ancora è stato fatto pei veicoli.

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lf, RI011DINA.MENTO.

375 3° Ristabilimento della mandria di' Pomp.1dour (60 giumente) destinata a fornire stalloni di puro sangue arabo e anglo-arabo per migliorare le razze del centro e del mezzodì della Francia; 4- 0 Aumento progressivo dei crediti votati ogni ·anno per corse, premi d'incoraggiam·ento, ecc. fino a ragg.iungere la somma dì 1,500,000 lire . Da tutto ciò si vede che questa legge, l'im ed iando all'errore ultima mente invabo di lnscinre libero e incontrastato il campo all'industria privata, concede oggi al Governo nella produzione del cavallo un int8rvento molto più efficace che viene esercitato direttamente col mezzo dei depositi stalloni considere-volmente ingranditi, e indirettamente con quello dei premi. l\1entre questa legge prnvvede al necessario sviluppo e perfezionamento del le razze cava lline, scopo che però non sarà pienamente raggiunto che fra un lungo periodo di anni., quella del 1° agosto 487.i- avvisa ai modi di ottenere una rapida mobilitazione dei cavalli disponibili, e per raggiungere questo intento prescrive che ogni anno sia fatto dai sindaci un censimento generale deHa popolazione equina e che in segnito ne sia fatta da Commissioni riunite la classificazione in varie categorie, secondo le qualità e attitudini di ogni cava llo. 11 Ministro della guerra stabilisce poi il cont ingente che og·ni regione dovrà fornire in caso di mobilitazione, e questo è ripartito fra le varie suddivis ioni od anche fra i comuni a seconda della quantità e qualità dei loro mezzi. Non è però notificato che al momento del bisogno. Le requisizioni avvengon o nel seguente modo: Commissioni nominate dall'autoritù militare si recano nei luoghi stabi liti per la riunione dei quadrupedi, procedono all'estrazione a sorte per fissare in ogni categoria l'ordine col quale gli nn imnli snranno requisiti e pronunciano la requisizione di quelli net:essari fino DELL'ES.EROlTO FRANCESE

Mlìnchè il principio de lla costan te preparazione rispond a efficacemente al suo scopo deve soddisfare a due con:d izioni: sviluppo e perfezionamento dei mezzi d,i guerra, modo cli renderli prontamente utilizzabili. Tale è lo spirito che informa le leggi del 4872 e 1873 riguardo ag,li uomini; tale è altresi quello delle leggi 29 maggio e 1° agosto ,1874 che riflettono i cavalli. .Ma se in ogni paese l'uomo è sempre un mezzo atto .in maggi.o r o minor grado alla guerra, non altrettanto può dir:si de l cavallo, il quale nello stesso pnese possiede qualità variabi lissime e tali che po~sono rendenJo sommamente atto od assolutamente inabile alla guerra·. Questa diversa auiwdine acquista oggidl tanto mnggior peso quanto più gli attuali mezzi di locomozione e le esigenze del commercio tendono a dare il massimo sviluppo al cavallo di grosso traino e a diminuire quin di la produzione del cavallo di guerra. Sono queste appunto le eondizioni atluali della Francia, aLLalchè malgrado la sua ricchezza equina che supera i tJ1e milioni di quadrupedi, inconlrerebbe essa gravi difficoltà a provvedersi dei cavalli da sella che le occorrono se in oggi si trovasse impegnata in una guerra. Non ha quindi nulla d'infondato, sebbene sia stata smentita, la no tizia recente men te pubblicata da i.giornali tedeschi, secondo la quale la l?rancia avrebbe voluto acquistare 110,000 ca valli in Germania. La legge del 29 maggio ha per iseopo di rimed iare alla insufficienza ed imperfezione della produzione, epperciò fra le alLre disposizioni slabilisce quanto segue: 1° Aumento di 200 stalloni governativi per ogni anno a comincinre dal 11870, fino a raggiungere la cifra di 2'500. (Ne l 1874 erano in numero di circa HOO); '2° Ristabilimento della seuola dei depositi stalloni al Pin nello scopo di formare uffici.ali che alla pratica un iscano il sapere; 1

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IL RIOIUHNAMENTO DELL'ESEI\ClTO FRANCESE

a raggiungere il numero stabilito. I proprietari ricevono subito i mandati di pagamento rappresentanti il prezzo degli animali fornit i, il quale prezzo non è già. stabil ito ad estimo nel momento in cui la celerità deve prevalere sopra ogni altra considerazione, ma è ragguagliato in precedenza a quello stabilito dal bilancio per le rimonte ord inarie, aumentato tullavia di un quarto pei cav:illi da sella e per quelli d'artiglieria destinati al traino dei pezzi. Questo metodo è molto spicCJativo, ma non è esente da inconvenienti. Prima di tutto la legge è ingiusta poichè, seguendo anche nel reclutam ento dei cavalli il sistema regionale, quantunque stabilisca che l'insufficienza d'una regione sia compensata da una reo·ione • . t) vicina, accadrà pur sempre (poichè i bisogni sono . pressoché egunli, e i mezzi offriranno certamente notev0Ji5sime difi'erenze), che taluna regione dovrit spogliarsi di tulle le sue risorse, mentre per qualche altra il sacrificio sarà assaj meno grave. In secondo luogo i prezzi dei cavalli sono troppo esigui per invoo·Jiare gli allevatori a secondare il Governo nella produ:ione del ca vallo da guerra. Solto questo aspetlo i risultamenti della legge del 1° agosto potrebbero quindi essere opposti a quelli cui mira la legge del 29 maggio. Questi inconvenienti però non sono tali da infirmare l'efficacia complessiva della legge, la quale promette per la mobi litazione dei caval li, ove la Francia abbia sufficienti risorse, una celerità corrispondente a quella degli uomini e del materiale. (Continua) FnANCEsco Loor Capitano aggregato di stato maggiore

ALCUNI RISCONTRI PROPOSITO DI STUDI 'TATTICI

A

TRAT'l'ATI COL HB'l'ODO APl*LIOATIVO

Kritische tttlfl unlc-ritische Wanderu.ngen ttebe·>·die Ge(ech/.s(elder cter Prcussischen A·>·meen in JJ/ihmcn 186G, per li.iiu:-iE, maggiore à, la suite deJlo stato mag-

giore prussiaoo e direttore de lla scuola militare di Schloss-Engers. - Berlino 1870-i5, Mittler e fìglio.

t

stato pubbl icato or non è molto l'ultimo fascicolo di questo interessante lavoro (qaarto e quinto fascicolo · uniti in unsolu) che fu aceolto con tanto favore dal pubblico militare, specialmente in Germania ed in Austria, ed anche in Italia fu creduto mer itevole di studiosa atternione sino da quando ne apparve il fascicolo 1°, (combattimento di Nachod) che fu tradotto nella nostra lingua e pubblicato, come modello di critica tattica, per curn del generale Avogadro di Casanova, tanto benemerito de lla. mili!are istruzione tra noi. L'autore, che sino ad ora s'era tenuto nnonimo, finillmente disvelato, dappoichè quel velo di cui si cuopriva era divenuto oramai troppo tra sparente. Egli ·è un coltissimo uITiciale dello stato maggiore prussiano, tenuto in grande stima nel suo paese come versatis-· simo nelle t~ttiche discipline e siogolarmente adatto all'inscgnnmento, ch'ei professava già da tenente l.ra il 186 1 e il ,J866 nella scuola mi litare di Erforth. Ha 1

AN NO XX, YOL. Il .

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ALCUNI RISCONTRI A PROrOSlTO DI STUD! TATTICI

TRATTATI COL METODO APPLICATIVO

preso parte, come ufficiale di stato maggiore, alle due guerrede11866odel rn70-71. Yalea dil'e chealla scienza s'unisce in lui la pratica, e ciò conferisce ad accrescere autorità Hl suo libro. Nel la prefazione ch'egli lia premes~o all'ultimo fascicolo rammenta, o piutlosto d ichiara più esplicitamente che non avesse fallo prima, qual era stato l'intendim ento suo nello scrivere e pubbli<:are quel lavoro. Rieorda di aver detto sin dal principio che quelle sue Pererr·inazioni doveano essere in sostanza uno stullio tattico. « Una narrazione» egli dice« basata su quanto « fu sinora pubblicato o mi fu dato sapere particolar« mente, approfond ita e imparziale quanto più fosse « possibile, doYea offri re a me il l'undnmento su cui « potessi far poggiare le mie considerazioni, e al lellore « salrli app igli per giudi carA da se medesimo dei fotti, « Dai fo tti stessi trar massime per la condoua delle « truppe; a quelli confrontare le rego le e i principii « generali della tallica; accennare gli eventuali erruri « e le trascuranze avvenute; fat' ri"a.ltare, dove ne fosse « il caso, i pericoli di ce rte consuetudini infìllraLesi « e la scorrettezza di cene vedute divenute comuni, « e finalmente ri chinma re l'aL1enzione sui cambiamenti « resi ne,:essari nella tallica delle varie arm i per con« seguenza del nuovo armamento: tali furono i mezzi « coi quali io mi studiai tli giungere allo scopo che « mi proponeva :,,. E in fa tti che a ciò appunto mirasse l'autore seguendo quella via fu mi:inif'esto sin dalla prima occhi,Jta che demmo alle pri111e pagme del suo scritto. Ed è giusto dire ora ch'egli è arrivato felicernenLe a quello scopo che s'era prefi:-so. Ma intan to ch'ei pubbli cava quell' eccelleate snggio del metoclo dottrinale a.ppticcitivo, su fondamento storico, prendendo a base recenLissi,ni fatti, e segu endo,

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come dice egli stesso, la via accennata dal riordina-· tore dell'iusegnarnento nelle scuo le rnililari di Prussia, generale v. Peucker, il quale avea appunto indi ca to quel metodo eome necessario complemento del metodo deduttivo, ritenuto fondame ntale, appariva da un' alLra parte, sotto forme iorse più seducenti, un allro saggio del metodo stesso, su basi ipotetiche, vale a dire il notissimo libro del colonnello v. Verdy « Studienuber di·e Truppen/uhrung ». Cosl veni-vano ad essere messi a confronto due modi in sostanza molto diversi di adoprare il metodo applicativo. Ed ora il mnggior KihrNE nel presentare al pubblico quest'ultima parte del suo lavoro, ha creduto non poter fore a meno di accennare a quella combinazione e a quella div~rsitb, esprimendo la sua ammirazione pcl raro talento del Verdy e per l'opera di lui, ma nel tempo stesso facèndo osservare come sia scabrosa e perigliosa la via da lui seguita per chi non abbia ingegno, scienza ed esperienza non solo, ma anche fantasia vivissima eppur docile e gran maestt·ia di scrittore, genio insoinma, cui non bastano a pareggiare il buon volel'e, lo st.uùio, la pazienza ed altre qualità men rare e sublimi. A tale giudizio ci sottoscriviamo anche noi. Del resto molto si può dire e scrivere (e crediamo sarà detto e scritto dagl i amotori delle discussioni interminabili) circa al merito assoluto e relativo di quei due diversi modi d'intendere ed usare il rne1odo ap· plicativo. No i, che non saprem mo vedere uti litù pratica in cosiffaua scherma cli parole, diciamo frnnr·amente che li crediamo vantaggiosi, e molto, ambedue, a patto che sin no trallati con quella maes1.ria clic rende tanto prege voli gli scritti del Vcrdy e del Kiihne, mentre restiamo persuasi che nè l'un o nè l'altro, nè un terzo modo qualunque, se fosse possibile, può supplire nlla mancanza d'un sufficiente (non dico già profonclissimo)

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ALCUNI RISCONTRI A PROPOSITO DI STUDI TA'fTICI

studio iniziale degli elementi della scienza militare .. Prender campo più o meno vasto, e trovar copia maggiore o minore di appigli a considerazioni svariate, che s'alzino sino al sommo cielo della direttiva e si sprofondino sin negli ult.imi strali e nei più minuti particolari dell'esecutiva, dipenderà dalla capacità, dalla tempra e dagli intendimenti di chi prenda a seguire l'una o l'allra cli quelle strade, piuLLostochè da quella grande diversità dei due modi che deriva dallo appoggiarsi l'uno su falli reali e I' altro su fai.li ipotetici . Perocchè, se da un lato quegli che inventa può scegliere, modellare e coordinare a piacer suo quei pro~ dolli della sua fantasia, dall'altro quegli -che s' a!Iìda alla storia può trovar Dio sa guanti appigli diversi, e grandi e piccoli, nello scandagliare e sviscerare i fatti reali , e può anche al bisogno a iutarsi anch'esso collç ipotesi, e toglier motivo da ciò che veramente accaddea disconere di ciò che a vreb.be potuto o potrebbe accadere in casi consimili od altri ; e mentre questo secondo ha da rispettare i vincoli della verità storica, che pm gli offrono una guida, quel primo converrà che abbia non minor rispetto alla verosirnigltanza ed ai .legami della dottrina fondamentale, che potranno talvolta esser di inciampo anzichè d'ai uto alla fanLasia creaLrice. Bens1 i.I processo storico (dirò cosi per brevità) espone spessissimo chi lo segua al pericolo di sconfinar dal vero senza volerlo, senza pure accorgersene, e tanto più spesso e facilmente quanlo più s'addentra nei particolari dei fatti, perchè mille cagioni derivanti da interesse o passione_ o negligenza, insomma dalla · imperfezione del!' umana natura, dai capricci e dalla malignità della fortuna, dalla cecìtà del caso, concorrono a intorbidare la sacro onda del vero, che tanto • rare volte ci è concesso veder purn e cristallina

TRATTA'Il COL METOD O APPLICATIVO

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come vonemmo. Rapporti ufficiali, narrazioni particolari, racconti di questo e quello, di prima o seconda voce, molte volte fanno a gara coi giornalisti, i cronisti e i critici precipitosi a svisare i fatti e sempre più allontanare il referto della verità. Yi s'aggiungono ,anche talvolta certe induzioni che al povero scrittore, attento e coscienzioso, pàiono ben fondate, e pur di fatto zoppicano pcrchè da qualche parte poggia.no in falso. ,Quante bugie ha santificato e va santificando tuttodl la storia! - E tutto questo vada pure come detto a proposito anche delle guerre più receuti e dei lavori storici e critici ad esse relativi. Ma se ciò è uno sconcio .e un danno per quanto puramente concerne la veri là storica circa al tale ò tale altro fatto particolare o ad una od altra cagione di fatti anche maggiori, e involve pericolo d'ingiustizia e fals ità per la.. critica storica, non esitiamo a dire che in opere d'indole didattica, come quella di cui qui di.scorriamo, non ha davvero la minima importanza. Lo scrittore ritiene e presenta i fatti come a lui si mostrat·ono e adatta la sua criL~ca a quella parvenza eh' ei tenne e dà per renltà, Purché le considerazioni ch'ei fa calzino bene alle condizioni e circostanze in cui po ne il fa tto che a volta a vol ta prende ad esaminare, l'esemp io riesce utile, l'insegnamento efficace, l'interesse didalliconon è leso minimamente, benchè qualche demonio sogglrigni là sotto. E questo è quello che più jmporta. Se poi lo seri ttore oltre allo scopo didn.ttieo siasi proposto veramente uno scopo storico, come dice il maggior Ki.i.hne , gli augureremo di conseguirli del pari ambedue, rna insieme ci dichiareremo prqnti ad applaudirlo anche nel caso ch'ei consegua il primo soltanto. La storia particolareggiata della guerra vuole .essere studiata con tale riguardo; che possa cioè ser-


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TRATTATI COL METO DO APPLICATIVO

ALCUNI RlSCONTRI A PROPOSITO DI STUDI TATTICI

vire d'insegnamento, quand'anche ai çosc ienziosi sforzi di chi la tratta non riesca di metterla tutta sul sodo i~ modo che si possa gìurame ogni parola, per cosl dire. Può darsi benissimo il caso che debbasi giudicar c_osì di varie opere storkhe relati ve ad uno stesso penodo. « Questa è più esulta, ma val meno di que· t st'allra storicamen(e, e mil itarmente meno ·dì questa « ch 'è assai meno veritiera. » Se non che il metodo applicativo a base storica va di sua natura soggetto, specialmente in tempi come· questi, a certa infermità che può in sostanza render caduche le opere sue più di quelle che hanno fonda· mento ipotetico; e il libro del rnaggior Kuhne pare fosse propriamente desti nato a darcene una prova palpabile. Infatti, se guardiamo al titolo di quel libro, d_9bbi~mo credere che l'autore avesse divisato, quando s1 accrnse a tale lavoro, di estendere il suo studio storico, analitico e critico a tutti i fotti d'arme della guerra di Boemia, e chiuderlo probabilmente con un rinssunto nel quale la potenza didattica cle]/;1 sintesi avrebbe coronato e completalo C(ln quella efficacia chele è propria il laborioso processo esplicativo e dimostrativo dell'analisi. Ma cosi(faue opere richiedono necessariamente molto studio, molte indagini, mo lta fatica, e a conto fotto molto tempo . Se alla guerra da cui tolgonsi i fatti che si prendono ad esame, e su cui ]'attenzione pubbl.ica si è fermata e si trattiene, perchè recenti, anzi 1.1,ltimi, succceda un periodo di pace abbastanza lungo da concedere tempo a quel lavorìo, l' opera si svolgerà completa secondo le intenzioni dello scrittore e farà senzn disturbo il sLJo trio.nfale cammino p_e r le scuole e tra le mani degli studiosi, dando quei copiosi frutti d'insegnamento che l'autore era in diritto di promettersene. Ma se invece a breve distanza di tempo sopravvenga un'altra guerra di mole.

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uguale o maggiore, l'attenzione del pubblico si. distogliern da quella prima e si volgerà a quest'ultima, gli · avven imenti della quale verran no impBriosamwte sul dinanzi della scena e cacceranno gli altri nel fondo, e tanto più quanto più grandi e gloriosi saranno quelli a paragone di questi. Così doveva avvenire a chi s( appoggiava sui fott i del 66, dappoichè solo quattro anm dopo sopravvenivano altri maggiori fotti . Dunque la guerra del 4870-74, mentre non ha scemato il merito intr inseco dello scrillo del maggior Ki.ihne, come opera storic.:a e didattica, lo ha però svesLito di que l carattere di flagrante opportunità ch'ebbe in principio, che senza di quella avrebbe conservato tuttavia pienissimo, e del quale fossi gran coni.o in questi tempi fretto losi che vanno, come si suol dire, col vapore e col telegrafo. E l'autore, che non potea non esserne persunso egli stesso forse prima. d'ogni altro, pare abbia. risoluto di ristringersi in un campo più angusto di quello cui accennava il titolo del sno libro, contentandosi di esaminare i fatti d'arrne particolari della 11" armata prus siana, cui egli stesso nppartenne . Se ciò è vero, erediurno ne saranno dispiacentissìmi Lutti coloro che hanno seguìto finora l'egregio maggiore prussiano sui campi di Naehod, Skalitz, Trautenau e Soor. Intanto egli ha procurato di rimediare u quella infermità onde fu colpita l'opera sua, e· lo ha fotto in modo mo lto abile e conveniente, aggiungendo cioè a quest' ultimo fascicolo un'appendice nella quale, ritorna ndo sui fatti già esaminati, ne prende argomento a considerazioni e condusioni. ehe abbracciano insieme ai frulli dell'esperienza del ·1866, anche quelli della guerra seguente, e quindi restituiscono freschezza ed opportunità stringente al suo lavoro, presentandoci la tattica odierna al punto in cui ella ora si trova e non più quale appari va cinque anni fa : spaz.i.o brevissimo nell11. vito.


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ALCUNI RISCONTlll A PROPOSITO DI STUD1 TATTICI

d~ll'umanità, che però, sotto un certo aspetto (sotto quello cioè delle parvenze e non già dei principii cardinali) ,,aJe un secolo nella storia dell'arte militare. A dir vero nemmeno il p1·ocesso i''poteti"co va immune da quella infermità cui abbiamo accennalo, quando i tempi corrono così presto e i grandi avvenimenti 0o·uerreschi si succedono così rapidi come in questi anni ultimi. Ma le opere che ne derivano, purehè siano condotte con vigore concorde di scienza., esperienza e fantasia , come . il Kuhne stesso dice del Verdy, hanno minor bisogno di studio preventivo di quelle che s'attengono al processo storico, trovano assai minori incagli, superano più faci lmente quel li che incontrano, quindi sgorgano più fluenti e continue. Oltre di che a quel modo tanto elastico è facilmente consentito svincolarsi dal passato e dal presente e sla~ciarsi pei campi dell'avvenire , e precorrere ai fatti colla scorta della fantasia guidata dalla ragione. Di più, lo si può rendere più vivo e più efficace e insieme condensarlo in uno spazio di tempo relativamente brevissimo, adoperandolo come mezzo d'inseo-narnento . . o teorwo-prat1co a tavol ino e in campagna, cioè trasferendolo dalla sfera della dottrina scritta a quella della parlata e alluata, come da vari anni si fa nella nostra Scuola di guerra, e come fu pur già praticato in aualche divisi.one, e segnatamente a 'l'orin o, per cura dei generali Casanova e Cadorna, e a Perugia, per cura del generale Carini. Infatti le campagne logistfrlie, le ese1·ci'tazioni logistico-tatt-iche, le manovre cl'-inquacframento, o coIT.1unque chiamar si vogliano, preparate a tavol ino , eseguite sul terreno, esaminate poi in conferenza, altro non sono che derivazioni per drillissima li nea del metodo applicativo ·a base ipotetica. I lellori della llivista militm·e conoseono il processo analitico adoperato dal maggior Kùhnc per la esposi-

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zione e la critica de i fotti d'arrne ch'egli ha preso ad . esaminare. Egli comincia col precisare .il momento strategico in cui avvenne quel tal fatto, e ccsi viene ad accennare le cagio ni e ragioni strategiche del fatto stesso, per ciascuna delle due parti avverse, bilanciandole con mano equa e ferma; e ne trae quelle deduzion i che gli sembrano più acconcie a connettere le condizioni strategiche colle con dizioni tattiche gi quel ~aso e guidare la mente del' lettore ad un attento e profondo stud io tattico. Qualche cenno logistico s'infiltra là necessariamente. Procede quindi all'esame degli -0rdini di battagli'a (ordres de batat'lle) di quelle truppe che furono d'ambo le parti impegnate, e ne fa una minuta critica, per quanto concerne la partizione delle forze la costituzione dei mutabili elementi tattici, la loro ' .successione e connessione, la disposizione delle truppe delle varie armi nelle colonne, i traini, ecc. Questi ordini di battaglia non sono già quelli che veramente furono ·adoperati a combattere, se pure non si tratti di truppe in posizioni preparate a difesa, ma bensì gli ordini iniziali che le truppe prendono per recarsi lù ove dovranno combaltere, e da cui per conseguenza dovranno scaturire, per trasformazione più o meno rapida, gli ordini da combattimento. Noi preferiremmo t:hiamarli ordini da marcia o da manovra. Segue l'esposizion e e la critica delle disposizioni preventive date dai comandi delle due parli, e della situazione in cui per con:::eguenza di quelle vengono a trovarsi le parti stesse l'una .rispeuo all'altra al cominciar del combattimento. Viene quindi l'avviamento della fazione, trattato nello sle~so modo, e, dove ne sia il caso, spezzato a momenti e ritagli per meglio esumi narlo , e tramezzuto da considerazioni' particolnri, oltre quelle più farg~e che chiudon0 il capitolo. Poi nel la stessa rnu niera lo svolgimento e il i·i.rnlvimento della pugna eon le opportune divisioni


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381 che IÒ studio approfond ito dei fotti d'arme del. 1870-71

ALCUNI RISCONTlU A PROPOSITO DI STUDI TAT1'IC[

e suddivisioni di atti successivi, di fazioni parzia li, ecc.; quindi similménLe la ritirata e l'inseguimento; poscia l'esame delle perdite de lle due parti, e per ultimo consùlerazioni fi,nali, d'interesse assai più tatliro che storico, come, del resto, lo è tutto il lavoro del maggiore Ki.ihne da capo a fondo. Le disposizioni dat0. dai comandanti nel corso del combattimento sono riferite a momenlo opportuno e discusse con serena imparzialità, quanLunque forse ta.lvolla con una ce1·1a rigidezza, come di chi non abb ia sempre pre<;entc, quantunque lo sappia benissimo, che per tn luni errori e per talune negl igenze conviene aver rio·uardo o . all'influenza della fortuna e del caso e alla umana imperfezione, che se anche non giustificnno, pur valgono almenoa spiegare. Rigidezza, diciamo, involonlaria, derivante probabilmente da.Ile abitudini clollrinn li, ccìmbattuta, manifestarne:nte dal l'esperienza, e alla per.fine tutt'altro che eccessiva. Del resto, se pur ciò potesse esser difetto dal lato storico, non Io è niente affo.tLo dal bto didat tico; e ciò a noi può bastare. Fina lmente il terrenoè descritto, per gli effelli tattici, con chiarezza e sobrietà nel tempo stesso. :.\fa le parti più interessanti dell 'opera. sono certamente: 1° le considc1·azion.i' finah del 8° fascicolo, che fan~o seguito allo studio del com balli mento di Trautenau e contengono. un'esposizione generale cl'ei principali caratleri del combattimento d_elle varie armi, quali apparivano all'autore non solo pri ma del 18,0, ma sin · nel '18i2 ('In edizione cli quel fasc icolo) ed anche, a quanto pare, nel 1874 (2a ed izione del fasc icolo stesso}; 2° l'appendi·ce all'ultimo fç1scico!o, di eui già parlammo, nella quale l'autore fa una nuovn esposizione generale della taltica .odierna, più ampia e nlquanto diversa da quella fatta prima. Ardila.mente dice eglì stesso, appena si fa a· parlare del combattimento della fanteria, 1

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e dei molti recenti scritti Lattici che a quei fatti s'a.ppoggiano,hanno modificato le opi nioni sue in ~ari p~nti: Dopo tale affermazione, ch i non avesse letto 1 fasc1coh p.recedenti potrebbe figurarsi d'aver dinanzi un ostinato sostenitore della vecchia tattica massiccia ed automatica, colle sue rigide legature di forma e di regola, che convertito dall'evidenza venga a far pubblica ammenda, passando anch'egli sotto la bandiei;a di quelli che pochi anni sono si chiamavano ancora novato1·i e sconvolgitori ed oggi son rimasti padroni del campo. E s'ingannerebbe. Il maggior Kiihne, che a.vea fatl~ la campagna cli Boemia, dopo aver tenui.o cattedra. di tattica, e poi que lla di Francin, prima di pubblicare· il 3° fascicolo delle sue Pere,qrinazioni, non potea fare a meno di trovarsi sull a buona ;via quando scriveva quelle considerazioni finali . E vera.mente non ha avuto . bisogno nè di scostarsi molto dalla dritta linea su cui si era messo allora, nè di correre mollo innanzi per giungere al punto ove ha piantato la sua tenda con quest'ultima appendice . Jn sostanza nel ·1812 egli diceva, e ripeteva nel 1874: 1) L'esito del combaLti mento dipende meno dalle fl)rrne che si adopernno a combattere, d1e dal modo (dallo spirito) nel quale le si adoperano; . 2) Le nost.re fo1·me regolanientMi bastano per ogm caso; e quanto più il modo cli, adoperarle è semplice e inteso a tenere assieme la truppa, Lanto più assicurano il buon es ito; 3) La tanto cresciuta potenza del (1-wco, e segnatamente della mosclwtteria ba diminuito quella della baionetta; purnondimeno le minacce d'nssalto potranno esserei utili anche per lo avvenire; 4) e 5) L'online melo primeggia oggimai nel combattimento, e bas1e1·à spesso a risolvere da se solo la 1


-:388· ALCUNI RISCONT!ll A P-1l0POS1T0 DI STUDI TA1'TICI ·pugna, restan~o l'ordine fitto semplice forma da riserbo, anche in paese piano e s(J'ombro· .. 6)_L'aumentata potenza del?artiglie~ia e le con~izion~ top~g1·affo~e. de~li. odierni campi cli battaglia, cope:t1 e frastagliat1, ci rndurrà le più volte ad usal'e le pi_ccote colonne là dove sia -permesso e necessario l'ordtne fitto; 7) La colonna di battaglione sul cent1,0 dovrebb~, per regola,_ ~sser bandita dal campo del fuoco ef_fica,ce, e sost1tmta, secondo i casi, dalle cotom1e di _me~zo-battaglione, e più spesso da quelle di compagnia, m una o due linee, od anche, come ultimo schermo, contro il, can_none nemico, dalla linea spiegata; 8) L uso cieli ordme rado e delle piccole colonne re~de. molto difficile la condotta del combattimento; qumch la_ neces~it~ di ?d?perarsi a rimediare per q_uanto sw. possrb1le agli 111convenienti che ne derivano , e perciò: 9} Non separare i plotoni dei tfrat01·i dall~ loro_ ?ompagnie; 1 O) Colla ùtmzione (in pace), c?gI1 ordini per la marcia, Je· disposizioni pel combattnnento e la_ condotta di questq (in guerra) infrenare qu~lla srnama centrifuga e rlissolvente che porta nei f~th d'arme odierni a sminuzzare e frammischiare alla rmfusa ,i. corp_i di truppe grand i e picco li; ,1·I) 12) ,13) Nell ·1~tr"uzwue procurare per ogni modo di suscitare e s~ilu_ppare in lUUi, e specialmente nei capi delle compagnie, 11senso della coesione e del!' accordo l'istinto per_ così dire,. della rac,c olta e del riordiname;to, I' abi: tudme a non_ ISgornentarsi per inevitabili scompigli e a crear 1' 01_·dzne nel disordine, mediante il frequente esed~·c1z10 d1 lunghe_ mosse di reggimenti e brigate in or me da cornbatt1 mento su terreni scuri e rotti e ,c on isva,~iati mutamenti di direzione. Non isfuggano i so~topost1 ~Ila n:iano ?ei _superiori; e qu~sti dal canto loro non IL _lascmo sfuggire; ,f4) Non adoperar segnali nel combatt.1rnento, se non forse l'avanti e il comin-

cot METODO APPLICATIVO 389' ciare ·o cessa1·e il (iwco come comando del capo suTRATTATI

periore che richieda esecuzion e generale, a scanso d'equivoci; ,15) Utilissime le mv1sE PART1coun1 molto appariscenti per distinguere facilmente un reggimento clall'allro; 16) Gli o·rdini di rna1·cia debbono esser tali da permettere in caso di repentino scontro di rafforzare le truppe prima impegnate colle altre più vicine senza scomporre i corpi, per quanto possibile; 17) Seguir la stessa regola neila disposizione e condotta del combattimento, cioè evitare per quanto si può di. frammischiar truppe di brigate, reggimenti ecc. diversi; ,f 8) Non isciogUere i corpi, e segnatamente i battaglioni in colonne di compagnia, se non quando lo scopo e lo stato del combauimento lo esiga, e scioglierli soltanto a stretta misura del bisogno, perchè oltremodo diflicìle, su terreno sfavorevole e sollo le molteplici influenze della pugna, far cambiar direzione a truppe già impegnate, e adoperarle ad altro. Ne segue che debbasi proprio sfruttare t.utla la potenza tattica delle truppe impegnate, e perr,iò divenute più o meno mal maneggevoli (senza però sacrificarle affatto) e non impegnare quelle di seconda linea (o seconda schiera) sino a che non sia veramente necessaria L'opera loro per lo scopo r,ui mira il combattimento. Questa regola è espressa. un po' rigidamente, ma se ne capisce il giustissimo significato; 19) Nel rin/01·zare, sostenere, accogliere e cambiare le truppe della fronte, evitare, per regola, gli attraversamenti che producono i frammischiarnenti, ed a tale uopo usare, ·sempre che sia possibile, i soccorsi laterali o prolungmnenti della, fronte, in modo preferibilmente offensivo o cont·ro(fensivo sui fianchi del nem ico; regola, dice l'autore medesimo, ammaestrato dall'esperienza , che molte volte è impossibile osservar~, ed a cui converrà supplire allora col ripiego dell'eventuale aggruppamento come 1


'390 ALCUNI RISCONTl\l A PROPOSITO or ST UDI TATTICl -acc~nnò prima. Quasi affalto inesiguibile, e quindi eccez!Onale, Io sposlamenlo lalerale delle LrnppP- di fronte, ·.appostate e combattenti, per dar posto ai soccorsL 20) Le vi rtù militari dei capi inferiori - dei comandanLi del le compagnie singolarmente - non bastano a conseguire la vittoria se non siano guidate ·convenientemente, e al bisogno anche raffrenate e tenute ~ segno da_lla energica e risoluta attività del capo supenore: massima tanto vecchia e nota che par quasi super·flua. ~Ua?co di fanteria contro fanteria: 2,1) Tranne cerli casi d1 sorpresu, di lerreno frastaglialo e coperto 0 <:he_ non p~rrneua aggiramenti, o di stringente opportumt_à, _o di [combinazione di vari assalti contemporanei d1 truppe d'un grosso corpo contro una data posizione'. _d~v~si . evitare l'attacco /1·ontale, che può esser ~1C1d1al1ss1mo ali' assa litore; 2z) Quindi la regola _di procurare di _soverchiar con forze p1·eponderanti un ala de l nemico e avvolge1·lo . 23) L'attacco de!IA truppe serrut.e di fanteria deve esser sempre preparato con un gran fuoco convergente d'artiglie 1·ia e moschette1'ia (spicciolnto, acéelerato, a scariche) es- . sendo questo il solo modo di compensare il vantaggio d~'.·ivant.e alla d1:jesa dulia cresciuta potenza delle armi da fuoco: 24) L' auacco deve essere eseguito con tal nerbo di for:i e da poter fare assegnamento sul buon esito, perchè le perdite sono molto maggiori nel retrocedere dnpo un al.lacco fallito di quello che nell'avanzare; e nelle combinazioni d'a1;volgimcnto d'ala ecl attacco f1·ontale, quest'ultimo conviene che si~ contemporan~o (su tulla: la fronle) e non già successivo (a scagl,oni). 25) Grossi stormi di tirato1·i n_o~ r info rza~i a po('.o a poco, ma forti sin dal prin ~ c_1p10, esegu1seorio l'attac·co, uppressaodosi alla posi. z1ooe nemica da riparo a riparo od a sbalzi successivi,

Tl\ATTATI COL Mlrrooo AP PLICATlYO

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secondo il terreno, cominciando il fuoco a distanza non troppo grande, forse a ,~-500 passi, rafforzandolo al ma!,~imo g rado un momento prima di slanciarsi all'nssalto. 2n) f rzjJarti serrati che seguono i l'imtori, da vicino q 11anto più possono, sono costretti a premier forme che li salvino dallo sterminio del fuoco, senza rendi->re troppo rl ifficde la condotta e l'accordo: linea rada; linea di colonne di compagn ia con fronte di sezione; compug nia in linea di colonne di plotone (in file o in sezioni) con intervalli da spiegament,o; singoli p lotoni in file o a gruppi con grandi iliterval li ecc.; purchè non si cad a ne ll'eccessivo e nel compli cato. 27) Quundo. come spesso avviene , fa d'uopo sciogliere ìn fronte tu,tle le compa,gnie dell' avanschiera, o fare en trare in linen i loro sostegni, la schier·a principale, SP, fu tenu ta alquanto !on.a na dnlla fronte a mo1ivo del fuo co e del terreno , si avvicinerà all'avunsi:hiera riparandosi come ptiò meglio: po i quella e riuesla si lanceranno insien,e comro la fronte e ·il fìunco del n<~mic:o, mentre I t1ra 1o ri continueran no il fuoeo 28) I battaglioni della schiera prù:w,pale saranno div isi in pic<·ole eoloune ed aodie maggior,11cnte spezzali e diradati per iselrnrmo coulro il fuo co nemico, ma i capi dell8 cornµagn 1e dovranno tene rli in pngno e i tam buri buttenti indi(·heranno che quelle sono masse. 29) La seconda, schiera seguirù la sehieru pri11cipale, anch'f'ssn in colonne di slreua fron te, a breve d istanza, per poter ripetere su bito l'utlaeco fa llito, r ibattere i contrattacchi <li fianco del nemico, approfiunre dei vantaggi già oue11uli dalle truppe c-he la precP,dono, o, ne ll a peggiori:\ ipote.si, accogliere l'ultra sehiera respinta. ao) L'assalto ( minaccia d'urto) dette tru7jpe se1·rate (a mezzi bauaglioni, a compagnie) sia convcrfj<'nte verso il pun Lo decisivo . 31) Riuscito l'allocco, la prima schiera si arresti sulla posizione conquistala


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ALCUNI RISCONTRI A PROPOSITO DI STUJII TATTICI .

in modo da poter vedere il nem ico che si ritira, e insegua questo da fermo 'éon fuoco accelerato e spicciolato; poi, se lo stato generale del combattimento lo richiede, quella medesima sch iera, riordinata, o la seconda,, tenga dietro all'avversario. 32) Se l'attacco è fermato o r·espinto, la seconda schiera lo rinnovi prestissimo, per non dar tempo al nemico di riaversi, evitando, se possibile, di attraversar la prima, specialmente se questa retrocede scompigliata. Il meglio sarà che la seconda schiera segua la prima a scaglione in fuori e prenda altro obbiellivo ed altra via d'auacco, avvantaggiandosi in senso avvolgente; ma ciò molte volte non è possibile, anzi non è raro il caso che bisogni contentarsi cli for prendere alla seconda schiera una posizione d'accolta, su cui la prima si ripieghi per andare a riordinarsi più indietro. Allo ra, come pure nel caso che la seconda schiera debba auro.versare la prima avanzando, gioverà tenere compalli i battaglioni di quella, sino a tanto che siano oltrepassati i maggiori stnoli dell'Dltra, perchè da. questa non siano trasc inati, poscia stendere prestissimo a stormo fitto le due compagnie cen!rali (supporn e i battaglioni in colonne di compagnia), e sollo la protezione del loro fuoco a massa lan ciare innanzi le altre, oppure guernire la posizione prefissata. Difesa. - 33 ) e 3:1.) Scegliere posizione con vasto campo di tiro e di vista sulla, f1·onte e sui fianchi, e se quest.i non siano topograficamente assicurati, suppl irvi con una disposizione in ordine pro(onclo, che pur gioverà a sostentar fo difesa e far riparo ai casi im previsti. 35) La linea di {1toco ( tiratori delle truppe di prima lin ea) sia fino dal principio fort e quanto è necessario per la buona difesa, secondo lo scopo del combattim ento e le condizioni locali, perchè ì rinfoni successivi cagionano perdite e sconnellono e frammi-·

TRATTA TI COT. 1fETODO APPLICA1'1 VO

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schi,ino le truppe. Costrurre, ove necessario , leggeri ripari. Non occupal'C i sili avanzali se llOll con semplici guardie che debbano ritirarsi se minacciate dal nemico, per non far spreco di forze e di fuoco. Siano vicinissimi alla fronte i sostegni, e vicine pure le compagnie della schiera principal e, affinchè possano concorrere prontamente erl energicamente alla difesa della posizione. 36) La se.conda schiem, e tanto più la terza, qualora vi sia, dovrà cssPre messa DI riparo dal fuoco nemico, e forse a distanza alquanto grande, non però in posizione l'erma o prestabilita d' accòlta, d'onde non sia possibile soccorrere presto alla prim~ sch iera. Bnona. disposizione, quando le circos1an1.e lo permettano, sarà chP. la seconda schiera sia scaglionata alquanto in fuori rispelto alla prima, <la un'ala o da ambedue . 37) Alle vari e sch iere dellli rlifesn si convengono le /orme s1esse che a quelle dell'attacco; le 1·iserve, tanto ne!l'un caso che nell'altro, saranno spesso costrette dalle granale nemiche a spiegarsi in linea. 38} Far cominciare il fuoco contro le colonne nemiche a ,1000 passi da scelti tiratm·i o da piccoli drappelli con fuochi a scarica (salve); contro i forti sLormi <lell'a.ssalitore far fuoco tranquillo a 4 o l:SOO passi; tener pPr limite del fuoco efficacissùno dei tiratori quello dei 300 passi; adoprare forse il fuoco a scarica e accelerato di riparli serrali a distanza anche minore. L'autore ha fede nel fuoco a scarica (salve), che, secondo lui, fn utilmcnle adoperato e nel H<66 e nel 1870-7 1, e vorrebbe vi fosse ro bene, addestrate le trnppe, non solnniente nel modo presrrillo dal regolamento, ma anche a giacere, in ginocchio e in linea rada. - Se nell'ultimo momento deJl'attar,co l'assalitore si ferrni, potrà essere oppol'tuno balza1·gli incontro, n guisa cli contrattacco, purch è sia fuori di pericolo il ritorno alla posizione. Ad ogni modo, costretlo il nemico a voltar le spalle, inseguirlo col fuoco 1

ANNO

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VOI. . IL

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39.i.-

ALCUNI UISCONTRf A PROPOSLTO DI STUOf TATTICI

da fermo, finchè sia possibile, poi rimettersi: ùi pos,:zione. 39) L'azione della seconda schiera e de ll e eventuali rise1·ve retrostanti pot rà essere molto diversa secondo i casi. I còmpiti principa li saranno: ass icurare la prima schiera dagli a vvolgirnenii ed ;1 ttacch i di fianr.o; soccorrerla direttamente o dalle ali. Se la prima sch iera muova al contrattacco, la SPconda, per rngnla, le si avvicini di eorsa fl fine di poter pron1amente cooperare con essa o subentrarle nel <·ombattimento, sia avanzando sia in posizione, non ind,1g inndo a contrassa'Lare quando sia necessario, a preferenza sui fianchi de lla prima schiera e contro quelli del nP.mir.o. Il pu.ssaygi·o o cambiamento cli lmea descritto nel regolamento d'eserc:izi é manovra da pi,Hza d'arme, 110n esPguibile in guerra . 40) Qu,in Lo all,1 terza schiern, o 1·iserva, va le pur sempre la vccchi;:i rna:-sirna che quPgli il quale mette in bilancia le ultime truppe fre:-<·he tra(~ a sè la viitoria. Truppe di pri111a schiera ri 1irate dal curnba t1imenl.o non debbono essere considera Le come riserva, bensì come elementi di sccond,i schiera. Cosl dunque vedeva gl i atti di c0mb,J1Limento rle lla fanteria nel 1872 e sino al '187.l- il ma_ggic,re Kùhne. Ora, nel 11875, egli scrive (non traduco, ri,1ss11mo quanto più breve pos,-o, come ho fauo qui prima): 1) e 2) La tanto cresciuta potenza dl'lla nws,hetll'ria e dell' artigtien"a produce come necessa ri a co11segue 11 za l'uso <legli ordini spicciola ti e d,radat,: su vn.:-.tiss1ma ,scala ; ma la fanteria, per virtù appunto d€·lla gran potenza delle sue arm i, trova negli ordini spic<:io laLi, coll',iiuto de l terr.~no , e purchè vi sia bene ilddestrnta e ne fac<:ia buon uso, mez1.i amµiamente sunit'.i1·nti per combauere e vincei e L'ord/1113 fitto rimane fo rma da riserva fuori della portata effica<:e del fuoc:o nem ico, e non può adoprarsi dentro q11ell a SP, non che su terreno gibboso, rotto, coperto, o in qualche gran murne11to

395 <decisivo, sotto la protezione d'una gran fronte di fuoco .r isult:rnte da un addensamento dell'ordine rado, quando il nem ico sia già conquassato, per un vigoroso atto finale. Attacco. - 3) 11 punto cap1t!lle della tattica odierna di ballaglia della fanteria è que~to : Condurre lunghe .e dense linee di tiratori ben connesse, in buon ordine, e colle minori perd ile possibi li. reg11landone e guidando ne il fuoco, e vantnggiandosi deJJ;li accidenti .locali nel miglior modo secondo i casi, per amp io tratto di terreno, sono una grandine fitta di proie1ti, in guisa che giungendo vicino all'aHersario elleno abbiano forze bastanti per l'alto risol11tivo; spalleggiDte, più òa vicino che sia possibile, da piccoli d1·appelli quanto sì può serrati. 4\ Usare i soverchiamcnli d'ala e di fianco sempre che le condizioni di luogo e di momento nol rendano impossibi le. 5} Conservare qnanto p ù sia possib ile i vincoli tattici (organici) negli ordini radi (.qrancli stormi) per mantenerli /lessibìh e manenevoli. 6) Non procedere all'atto deeisivo se l'avversario non sia già stato sconquassato dall'artiglieria e dnlh moscheuerih della fronLe, per ev ita re troppo gravi perJ it<1. 7) Gli assalti ta baiondta) di yrossi stuoli serrati e le sca-ri'c!w simultanee (safoe) non so,10 più da adopera rsi come mezzi d'altacco, se non che in certi casi - di noi.le, di sorp resa del nemico, ecc. Difesa. - 8) Le nnove a rmi ha nno flccreseiuto vigore e tenacità alla difensiva . 1 contrcissalti di grossi stul/li serrati e le scariche simultanee possono trovare aneora utile impiego nella difesa, c,ome cornplerrn>nti dell'azione (prinr. ipfl!e) degli stormi e dei piccoli dn1ppelli (co lonne di compagn ia). 9) Per a~sic urare i suoi fianchi il difensore deve prendere ordine profondo. 1O) Per poter usare 1.uua In potenz.n dP.lle sue ar111i a retrocarica, I.leve assettarsi e cuoprir~i come può meglio, ,quindi TRATTATI COL METODO APPLIC.ATIVO

1


396

ALCUNI RIS CONTRI A PRbPOSITO DI STUDI TATTICI

1nuove1· terra più spesso di prima. '11 ) I confrattacchi parzi·ati vanno eseguiti preferibilmente da truppe di seconda linea sui fianchi dell'assalitore, di sorpresa, se possibile. Al contrattacco generale, dopo logorato l'assalitore colla resistenza, concorreranno anche le truppe della fronte. ·1 2) Contro la cavalle·ria' non v'è più bisogno di formar g1·uppi o quadrati: anzi è pericoloso eorrere ad aggrupparsi mentre la cavalleria. s'av vicina . ,J 3) L' ar·tiglieria deve tenersi lontano assai più di prima da lla fanteria nemica, ed ha bisogno d'essere coperta da drappelli della propria fanteria a huona ·distànza; ma d11l can to suo ella costringe da lontano la fanteria a passare dagli ordini da marcia o da riserva agli ordini da combaHimento. Da tali condizioni il maggiore Kuhne deduce le conclusioni segl.)enti per quanto s'appart.iene all'addestramento, alla condolta cd alla forma tattica-della fanteria: 4) Convien dare singolare importanza a tutto ciò che può agevolare la condotta dei grandi storrni e il governo del loro fuoco. 2), 3) e .f.) Perciò , innanzi tutto, fare accurati ese1·cizi di" reggimento e cli brigata con largo uso dell'ordine spicciolato (stormi e sostegni) in modo non da evitare, ma da produrre i (ram·1niscMamenU, per addestrare ed assuefare soldati e graduati agli agg1·upparrienti eventucdi. Tali esercizi debbonsi fare anche ,s u tei-reno coperto e rntto, con ispostamenti laterali e conversioni. Bisogna però che le compagnie e i battaglioni. vi siano ben preparati. Oggi richiedesi nei tfratori non solo abilità a vantaggiarsi del terreno e usar !'arme, pronto orientarsi, accortezza e risolutezza, agilità e fiducia in sè, qualità che poteano bastare per lo passato, ma ancora costante attenzione .ai cenni e comandi, calma, disciplinatezza, governabilità nel fuoco. 5) Per agevolare la condotta dei grandi

TRATTATl COL METODO APPLICATIVO

397

-s tormi gioverebbe poq·e i sottufficiali" e i· caporali alle ali dei plotoni e clei" gruppi, i quali sino a tanto che non siano ben precisali l'obbiettivo dell'attacco e la vi,a da seguirsi, e negli spostamenti laterali e nelle convers ioni alquanto considerevoli, ed anche nell'ultimo momento dell'assalto, gui derebbero il movimento precedendo la linea di alcuni pélssi. Tuttavia non si può fare a meno di ritenere alcuni graduati dietro la fronte per mantenere l'ord ine da tergo. 6i Sia sempre affidata la clirezione del movimento ad un riparto designato (battagli.9nc, compagnia, plotone, gruppo). Il copri·mento dei singoli soldati è cosa secondaria; chi vuol giungere al nemico non può evitar perdite. Un certo allineamento ci vuole. Nonoslante che i /rammi'schi'amenti non debbano sgomentare, quando inevitabili, pure si usi ogni più acconcio modo ad evitarli . 7) A ciò badino i capi di ogni ordine nelle disposizioni di marcia e di combattimento, e nel corso di questo, procurando cli non scomporre senza necessità i eo rpi tattici, grandi e piccoli, e di ricomporli tostochè sia possibile. 8) Poichè le truppe -impegnate nel combattimento vengono ad esse re poco sensibili alla mano del capo superiore, e l'azione di questo si riduce principalmente a mandar le tr uppe · al fuor:o, alimentar la pugna e adoprar le r iserve, è tan to più necessario fa!' precedere all'attacco un'accurata r·icogni zione, e su questa basare disposizioni ben pensate, e chiare e precise istruzioni verbali ai capi d'ordine inferiore prima di a vvial'!i. 9) Lo schieramento per ala. è in generale preferibile a quello per linea, sino alta brigata, ch'è il massimo tra i corpi soggetti a norm e tattiche regolamentari, perocchè quel primo aiuta ad evi tare i frammischiamenti, che principalmente derivano dal successivo rafforzare della prima linea imposto da necessità; 40) Semprechè non vi sia


398

ALCUNI RISCONTRI A PROPOSJTO DI STUDI TATTICI

rischi o di perdere un tempo prezioso (sorpresa, preoc,. cupazione di posizione, acquistar terreno per uno· spiegamento) gioverà non ùnpegnare le truppe 1,el combattimento prima d'i averle compiutamente e regolarmente schierate. Anche ciò conferisce ad evi tar fram ~ischiam enti e soverchio allargamento della fronte. E chiaro che ciò si riferisce sin00-0Iarm ente alla brio-ata· o , - 1'I) Riguardo allo sparpoglio del bauaglione e della. compagn ia , l'autore pone come rPgola « Rom pere e « sciogliere i riparti quando non si possa conseguire « per altro modo lo scopo del combattimento; riunirli < e rassettarli qua·ndo il fuoco nemico e lo stato del « combattimento lo permellono »; •12) « UNITÀ TATTfCA è, come p1·ùna, 1·z battaglione, « non la compagnia». Avremo non quattro compagnie riuni"te fo battaglione, ma un battaglione partito ·i"n quattro compagnìe. Le compagnie sono unitcì di combattimento soltanto pel capo-battaglione. E ciò anche per la più facile condotta dei co rpi di Lruppe . - Questi aforismi ci sembruno assai debo li e affauo ìnuti.J.i. 43) L'avanzare a ripr·cse o a slanci non è adoperabile in ogni caso e in ogn i luogo, affatica s traordinariamente, rall en ta . l'avanzata e le toglie quella eflica cia che risulta dalla sorpresa. Lo si adopel'i sol quando non si possa avanzare in altro modo, e serbisi fed~ al vecchio fuoco avanzanclo (lleranschiessen). QuesL1 due qundri disegnati a così breve distanza di tem po un dopo l'altro , non ci presentono dissonanze rileva11Li; e non poteva esser altrimenti, perchè un tattico di gran merito, co me l'autore delle Peregrinazioni, non poleva esser sul falso nel 1872, nè potea mutar op.in ione rudicalm e_nte tra il ,187l e il 75. Neppure cio/lrono qualcosa d1 nuovo; ed anche questo non dee far meraviglia, dopo quanto è stato scritto intorno alla tallica odierna della fanteria. Pure ci sembrano inte1

TllATTA.Tl COL llETOOO APPL1CA1'1VO

:399

ressantt rn quanto ehe va lgono a mostrare lo svolgimento progressivo dei concelli cardinali dell' odier~a orte di comballere in una mente affinata da uno studw profondo ed assiduo delle tullicbe discipline, assuefalla a osservare e giudicare liberam en te, svinco lata dalle pnstoie ddla pPdanteria scolastica mercè la pratica delle armi e l'esperienza della guerra . Vedi amo infotti ronfe r'marsi cd estendersi l'id ea della prevalenza degli ordini radi. e spicciolati s11gli o_rdini fil_li e massicci pel comballimento, ammettere 1 framm1schiamenti come una conseguenza inevitabile dell'uso di quei primi onlini, ma nel tempo stesso studiare i modi di evitarli, per quanto possibile, e scemarne i dannosi effelli, rivolger le massi me cure al la coesione e all'accordo ond e ollenere quegli effetti d'azione a massa, sul punlo e nel momento risolutivo, che ornai più non si osa spe rare dalle grandi scariche simul~ taoee e dagli as5alti serrali, raccomandar l'uso deglr atti d'ala e di fianco ma insieme porre argine alla soverchia estensione de lla fronte negli schieramenti, insistere sulla buona economia del fuoco e pure condurre col fuo co medesimo, sempre più rafforzato, l'attacco sino all' ultimo momento, col poderoso concorso dell'artigli eria. Esplicazione insomm a delle idee prime, non conlrad<lizione; per cui ci sembra proprio che il maggior Ki.iirne avrebbe potuto fare a meno di far quella dichiarazione clte sopra abbiamo dello, nella quale alcuno dei suoi lettori ha creuulo di scorgere una confessione cl' essersi potuto ingu.nnarc, e quasi un atto di contrizione. Da quanto poi è contenuto in quelle pngine del maggior Kuhne circa il combattimento dell a fanteria, ne piace far risaltare alcuni punti che ci paiono particolarmente meritevoli d'attcnzioue per noi, benchè non nuovi; e sono: 1) la ulìlità di segni ben visibili sulle uniformi 1


400

ALGUNL 1RISCO~Tl\l A l'UOPOS!1'0 DI STUD1 TAT'1'1C1

per_ distingu:r~ un reggimento dall'altro; 2) che i terr~m ~ras1agl1_at1 _e coperti permettono ordini meno spicc10Ial1 e _radi d1 quelli uniti e sgombri; 3} la converne~za d1 assuefare le truppe agli aggruppamenti eventuali, come rimedio ai frammischiamenti jnevitabili· 4) i] riol'dinarsi prontissimo, da non confondersi coli; raccòlta, intesa nel senso di ritorno dall'ordine esteso all'ordine ristretto. Al capitolo sul combattimento della fanteria nelJ'ulti_mo fascir.olo delle Peregrinazioni, fa seguit~ un ragionamen to sulla convenienza di rifondere il reo-olamento d'esercizio per la fanteria prussiana. L'a~tore dice che quel regolamento, colle modificazioni arrecatevi dall'ordine reale di gabinetto del '19 marzo ,J873, cor,itieue_ tutto ciò che può abbisognare per l'esegui1?ent.o d~ qualunque allo tatlico secondo lo spirilo delI arte odierna, ma poi nel farne un rapido esame viene a trovarlo di fa tto . ma~chevole in qual<:he parte e so ·vrahbond~nte in altre, e dà al lettore un cenno più cfie sufficiente della diversità e confusione d'idee e di pratiche derivatane nelle rnent.i dei capi e nell'addesl.ramento delle truppe . Diremo francamente che ciò non ci sorprende, che ce l'aspettavamo, e ci arrischieremo a tradur~·e il des i?erio dello scrillore in questa ~ruda forma rnterrogal!va, di cui però il co.ncetto è mterarnente nostro. « Pcrch è non imitare gli Austriaci « che in fatto di tattica regolamentare corrono più « degli altri?» · · L'autore. chiude quel ragioname~to nel seo-uenle modo: « Ci troviamo perfettamente d'accordo <·.olla im,< mensa maggiorilà degli odierni scrittori che tratta« rono dell'addestramento e della tatlica della fanteria « allo rché dicono che noi non dobbiamo cedere un « iota delle nostre esigenze in fotto di pr·ecisione ~ « rigidezza negli esercizi, per reugire salutarrnente

TRATTATI COL METODO APPUCA1,IVO

401

contro la dissolvente influenza della nuova tattica. « La formaz ione in due. righe (che l'autore vorrebbe ·« esclusivamente ammessa) non fa ostacolo a ciò . Se « renderà più diilicilc questo o quel movimen~o ~,i « p!lrata ci obb\io-herà pure a farne oggetto di p1u ' esercizio. o « accurato Che tali movimenti tutti. non deb « bano per ciò scapitare di · sicurez_z~, ~recision~ ~d « eleganza, ne fanno sicurtà le trad1z1om e lo sp1rll_o « del nostro esercito », - E questo è vera111enl.e spirito prussiano. Peccato che t1·e anni s~li di servizio passino così presto, e pur d~bbano entr~rv1 tante cose I ... Su questo argomento crechamo non sia stata detta an·eora l'ultima parola. . , . . . Il capitolo che lraLta del combattunento dell artigli~ria'. nell'ultimo fascicolo, è un sunto delle regole oggima1 universalmente accettate per l'uso di quell'arme sul campo di baUaglia. L'autore si clichia~a ~·icisam?nte avverso all'idea delle scorte pennanenti d1 fanLena o cavalleria tanlo per le artiglierie divisionali q~an~o. per quelle dei corpi d'armata, ravvisand_ol~ ~ mui1lJ, le più volte, o insufficiemi. - Quella krtiglieria clel _corpo 1 T(o17>s-artillcrìe) non trova ancora nella nostra lrngua ~n nome bene appropriat,o ehe la compensi di quell o che le fu tolto e non le si. vuole rendere « Riserva (l' a1·ti9 t1·eria ». . . . se,yue un capitolo del combattmiento della cavalleria consimi le al precedente . L'autore rinuncia a quell'append ice cli fanteria, pion ieri, t.elegrafisti ~ ferrovieri che O'iù avea proposto d'aggm ngere a ciascuna ' ti . 1o) come divisione staccata di cavalleria (nel 2° .fasc1co compleinento per ogni suo bisogno di gue!Ta, <l~ppoich~ ]a caval leria s'è munita d.i buone ar rm da fuoco, s1 eserc ita a combattere a piedi e sa guustar da sè stessa j telegrafi e le ferroY ie Una buon_ a regola . L:~viamo là dove diee che il comandante d1 una dms10ne o -q.


402

ALCUNI RISCONTRI A PROPOSITO DI STUDI ECC.

brigata o altro ·minor corpo autonomo di cavalleria: deve su! campo di battaglia collocarsi in gu isa da poter vedere l'andamento della pugna, sia pur lontano da.i: suoi squadron i, ed aver presso di sè un ceno numero dì scelti u!Iìciali bene montati che lo aiutino a riconoscere il terreno e a tenersi informato delle vicende della battaglia, e mantenga la comunicazione tra lui e le sue truppe. Ma il merito maggiore di quei due capito li consiste nei risguardi che l'autore dà agli atti- dell'artiglieria e della cavalleria nei fafti d'arme <lei •1866 da lui. prima esaminati. Succede un breve capitolo sull'impiego dei pionieri. Insomma quell'append ice, che, prima di venire a parlare del combattimento delle Vétl'Ìe armi, traua puranco delle marc ie in vicinanza del nemico, delle esplorazioni, degli schiarimenti e della condotta del combattimento in generale, è come un ristretto trattato della odierna tattica piano e lucido, cioè scevro d'ogni nebulosità, la cui lettura non atla tica mentre è in sommo grado adatta a rammentare e coord inare una quantità ·di utili cognizioni attinte nelle scuole o da altri libri. Desideriamo e speriamo che il maggior Kuhne voglia continuare le sue belle Peregrinazioni. C. Consr Colonnello di stato maggiore;

STUDIO lNTOJlNO

AL RECLUTMlENTO ED ORDlNAUENTO DEGLI ESERCITI DI

GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA E ITALIA

II. ORDJNilltJENTO DELLE FORZE A.R!tl,l'l'E IN GERl1IANl,l, AUSTllu., FRA.NCU., IT.U .U

(1)·.

Arme combattenti.

· az m,o d0 di combattimento. Loro divisione in ordme I soldati di un esercito non possono essere clas~i-· ficati soltanto secondo le divers~ arme lo-:- proprie. , . ndio in ordine al modo d1 valersene a s_cop0v ma ez1a . 1 nte iden diverso, ancorehè desse sieno sostanzia me tiche Arme di fanteria.

fJranatieri .

Dall'uso delle granate manesche si denominarono· granatieri taluni corpi di fanti. (4) Contin,

v. dispensa precedente.


;401

STUOLO INTORNO AL flECLUTAAlENTO

Messe in disuso le granate fu pur tuttavia mantenut? il n~me di ?ranatieri a quei fanti più scelti a c~g1??e d1 loro p1 ù alta sta tura, di maggior forza e d1 prn bella prestanza mil itare. Sonovi ancora oo·n·idl quasi in tutti gli eserciti i detti corpi adopera1f in guerra per lo più come riserva. Se non che co l modo t~nuto ora nel combattere, dovendo gli tromini della riserva percorrere spesso grandi distanze, e raramente v~?endosi ~]l'urto corpo a corpo, a tale scopo sono ora ptu acconci u_om!ni. svelti, alti a lunghe marce per qu~ntun~1ue di piccina statura, che non gli alti, a c~l se ~10va la materiale gagliardia p.er combattimenti smgolan, non dà poi alcun vantaggio la mancante ·sveltezza. e resistenza a lunghi cammini .

J:'anterùi di linea e (anten·a legger·a. Fin dalle età più remote, i combattimenti lutti presen'tano l'azione precipua, che in essi esercitano le o-randi masse di fanteria, e l'azione, per così dire seco~claria d.ell~ fanteria stessa adoprata in ordin i sparsi, a fraz10m concatenate l'une. all'altre e designate a proteggere e preparare la pnma, coll'esplorare i movimenti nemici, e col fiancheggiare le ali della. massa principale, ~roLegge~dola da improvvisi assalti e col preparare gli atlaccht della masséJ medesima coi fuoch i in.dividual i, frequenti, repentini, ben nutriti e direlti ad ofienclere in particolare maniera i capi avversari. Speciale sveltezza di movenze, rapidità di corsa, e destrezza . ne.I bersJglio, richieggonsi per gli uomini delle fra.z ron1 accennate; pertanto questi furono nominati. volteggiatori, .cacciatori, be1"Saglieri, e compresi sotto il nome genenco di fanteria leggera per distin-

ED ORDIN1AJ1ENTO DEGLI ESERCITl ECC.

400

o-uerli da quel li costituenti il nerbo principale dell'arme della di linea. dal suo antico modo di combattere. Dapprima in ciascun reggimento di fanteria eranvi una. o più compagnie leggere; poscia quasi tutte le nazioni ne crearono corpi speciali, istrulti colla mago-ior cma non solo neg!i ordinari esercizi ed in quelli del peculiare loro incarico, ma nei vari giuochi ginnici da crescere loro sveltezza ed esplicar~e le forze. Generalmente furono arniati di fuci li più perfetti, perchè il modo loro di combattere spicciolato e talora singolare, si prestava a cogliere tutto il vantaggio possibile da un'arme buon.:i tratta con mano maestra. L'introduzione dell'arme a canna rigata, poi di quelle a retrocarica, operò grandi cambiamenti nella tattica della fanteria. e rese necessario adottare per tutte ' . . le truppe l'ordine misto ; rompere 1\ lungo fronte del battao-lioni spiegati in linee di colonne di compagn ia, affincl1è le truppe sieno rese meno vulnerabrli e più mobi li in ragione dello spazio più vasto che debbono percorrere esposte ai fuochi nemici. · Venne riconosciuto necessario che qualsiasi reparto di truppe basti a proleggersi sul fronte ~ sui fian~hi senza che debbano guardarlo altre specialm ente rnc::i.ricatene. Ques Le infatti difficilmente potrebbero venir mosse e di sposte tanto nelle operazioni di poco, quanto in quelle cli nrnggior momento, nelle prime a c~usa del soverchio sminuzzare di forze, in queste per 11 fronte esLeso e per 1e grandi distanze. . Si riconobbe conveniente 11rmare tu(te le fanterre con fucili dello stesso calibro e tipo per rendere più facile il munizionamento e l'istruzione sull'arme.


11-06

I) Tabella indicante t'arme adottate per la fanteria. Ragp'io

Fucile

velocità

adottato

iniziale

massimo del circolo di giustezza

Germania (l)

Mauser

435m

1600

Austria

Werndl

4361D

900

NAZIONI

Francia (.2) . Ita lia .

Gras VeUerli

~

430m

407

ED ORDINAMENTO DEGLI ESERCITI ECC.

STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO

1

1100

(l) Per la Bavie ra venne adottato il fucile werder, velocitf.\ iniziale 446"'. (\l) Il fucile Gras, testè adottat~. ha una portata di 2,r,oom, ed a 1,soom

l~ pallottola ha ancora tanta. velocità da schiacciarsi contro una. piastra

.d1 ferro. -

Nel meotro si è posto mano alla <:ostruzione dei nuovi fucili si stanno trasforma ndo i Chassepot onde adatlarli al l'uso delle cartucce metalliche (V. Ornnaca 11'Iilitare Estera, 1° febbraio 1875).

un determinato momento dell'azione, servire a modo .di ri.,;erva, a tentare un colpo df!cisivo. Ora quali truppe potrebbero esservi più acconcie dei fanti leggeri? E~li è inoltre ad osservare (·I ) ritenersi vantaggiose le tr11rpe sre lte, perchè rnclntencndo vivo un giusto ,e nobile sentirnenLO di emulazione ingugliardiscono e tengono /'lito lo spirito militare. Quindi sì è che la Germania e l'A 11stria banno conservalo i loro cacciatori; la Frnnr:ia i cacciatori , gli zuavi, i Liragliatori algerini, l'Ita lia ì suoi bersaglieri (2). · L) Tabella indicante la propoT'zione' fra la forza della

fanleria leggera e quella di linea, T'ispelto al totale della fanteria (Piede di pac·e).

Si riconobbe doversi in generale prescrivere alle fanterie un unico regolamento di esercizi. Cosi stando le cose dovrebbe dedursene una necessaria conseguenza: l'inutilità della distinzione fra la la linea ed i fonti leggeri, cessate le cause che ebbero a consigliarla. Arroge che siffatta distinzione non va scevra d' inconvenienti, poichè depaupera le masse di fanteria della maggiore sveltezza ed agi lità singolare, per iotrodurla nei corpi leggeri. Se non che vuolsi osservare che ~ en tre le nuove anne rese ro inutili, sollo taluni aspelt1, le speciali fanterie leggere , dappoichè tutte le fanterie ne dovettern adottare il modo di combattere posero in luce la loro utilità in ordine ad alti-e <,;onsi~ derazioni. Pare non solo utile ma necessario lo avere, nel mezzo alle grandi unità Lattiche, taluni corpi di truppe scelte alla mano del comandante generale per potersene, in

Per Oi 0 ,·ispetto Coccia tori rispetto al al

Fante1•ia Per • / •

Totale NAZIONI

di

fanteria

linea

Germania

28054(

265i87

94,56

15257

5,H

Austria

169771

148820

87,'H

21461

12,76

Francia.

95!06!

23630.i

93,00

17760

7,00

86,ll

177'10

13,89

Jtalia .

1~7740

110000

totale

totale

NB. $')no co•np,·~~i gli umc·ali: per l'Au~tria è incerto se.sian~ compresi; i dati so110 ,1~11'.{l m.an1JCCO del G,,tha l'e/ 18;5.. P~r . la, F ra_nc1a, SI tenne , solo c:tl,.;o'o d<1ila f:.nt ,da d1 linea e. de1 cacc,aton . l e r l Ital,a _n ~l. to-

ta!" fa uteria ;o.. o svio compl'~si

!;1

lanieria

<11 l i nea

e

1

l>ersaglrnt'J.

Nella tabell a L si scorge la proporzione dei fanti di linea coi fonti lt>~geri rispPtto al totale della fanteria pre:-.so le s11indicate nazioni. (1) v,.•di re l~zi•Jnc a S, M del trn•nto g"nPrale R1corn, Ministro ·d,· ll:1 gu,•rr:1, circa il riord n:1rn.,11t.o <lei b•·rsag'li<•ri. (:!J Ln prim:i. cou,p ,g11i:1 dei b~rsagl i•·ri fu creata nel 4836 dal com.pian t,1 g~n~rale ALBSS.\NllRO LA MARMOn&.


408

STUDIO lNTOI\NO AL RECLUTAMENTO

ED ORD!l\'All!F.NTO DEGLL ESERCITI ECC.

L'It;;1lia ha la maggior quan tità relativa di fanteria leggera. Riguardo alla Fran cia si aumenta di molto la quantità relatiYa di fanteria leggera se si tiene conto delle truppe d'Africa. Ma se si consideri che nei fanti leggeri francesi si contano, la legione straniera cd i tiragliatori algerini (in complesso 12000 uomini) destinati in particolar modo a prestar servizio in Africa, risulta che l'Italia relativamente alle tre o.llre potenze ba, come s'è detto, la maggiore quantità di fanteria leggera. La proporzione, riguardo all'Austria, diminuisce pure se si tolgono i cacciatori del Tirolo. Quanto alla Germania la proporzione della fanteria leggera rispetto alla fanteria cli linea è minore che altrove. Ma quella nazione può disporre a modo di riserva dell'intero corpo d'armata della guardia, tulle truppe scelte. In G·ermania i battagl ioni di cacciatori sono in generale truppe suppletive dei corpi di armata, analogamente a qunnto pratichiamo noi (fst1·uzione intorno alla mobilitazione, 'l'omo l) co' bersaglieri. I.a denominazione di fucilieri data in Germnnia ad alcuni corpi di fanteria, venne mantenuta più per tradizione che per altro. Tanto il battaglione di fucilieri che è in oo-n i reggimento di linea, crunnto gli intieri o . 1 reggimenti di fuci lieri fanno servizio di f~nte~1a eggera: ma orrnai la loro istrnzione poco chlfer1sce da quella delle altre Lruppe.

sistema, colla differenza che quelle popolazioni furono obbligate a dare il loro contingente all'esercito. La legge del 1870 conservò al Tirolo ed al Vor:irlberg il diritto di non varcare colla loro landwehr {1) le proprie frontiere allorché non sono direttam ente minacciate dal nemico, che in seguito a voto formale delle proprie diete nazionali; mantenne pure un consiglio speciale di difesa per <1uei territori . Lo studio di questa special difesa nelle ora dette parti dell'impero austro-ungarico, la considerazione che allorquando il nemico invasore si gettasse sul nostro suolo, la prima di!esa d'Italia .debba essere fatta sulle Alpi, il riflesso che ben lungo tempo avrebbe a correre prima di portan-i una parte dell'esercito nel momento della sua mobil itazione, consigliarono di form are in Italia alcune compagnie alpine, raccolte nella regione montana, e destinate a peculiar guardia di alcune valli della nostra fronliera occidentale e settentrionale (2). Siffatte compagnie sommano ora a 24, e formano 7 baunglioni. Ad imitazione di quanlo facemmo noi, anche in Francia venne proposta ma non approvala (con la legge sui quadri dell'esercito) la creazione dei cacciatori di montagna. È però a nolare come il carattere delle valli alpine francesi lunghe, divergenti e facilmente praticabili, a differenza delle nostre brevi, ;ispre e attraversate da poclie comunicazioni, rendesse meno opportuna per la. Francia l'istituzione di siffatta milizia. L'organamento dell'esercito germanico, informato al

Cacciatori di montagna. Al secolo xvr risa le. l'origine di un sistema mili tare territoriale pel Tirolo e pel Vorarlberg, la difosa dei quali territori veniva falla da quallro bandi e dal Iandslurm. Dopo il 1815 venne rimesso in vigore tale

409

(1) La laudwchr del Tirolo e del Vorarlberg ò oggi costituita da 40 battaglioni e 2 compagnie a cavnllo. (2) Vcggansi, la relazione di S. E. il Ministro della guerra a S..U. del 15 ottobre 4872; la leggo 30 sct.tombre ~873 sull'ordinamento dell'esercito; il R. D. 43 dicembre 4814. ANNO xx, VoL. 11. 27


41 0

E D ORDINAMENTO DEGL! ESE HCITI ECC.

STUDIO INTO RNO AL RECLUTAMENTO

parte appiedata possa valersi efficacemen te del fuoco a proteggere l'opera . che tentasi. La cavall eria ge rmanica si compone di corazzieri, cavalleria p esante destinata ad agi re specialm en te coll'ur to; clra,qoni, cavalleria di linea inter media fra la g reve e la legge ra, la qunle consta di corp i di cavalleggeri, ussa ri e lancieri (ulani). I d ragoni, gli ussa ri ed i cavalleggeri hanno il moschetto e la sciabola. Datl'es~r_cito a~s tro-nngarico, dopo l'ultima guerra, soppress i 1 reggimen ti dei corazzieri , sparve alfallo la ~avalleria gre ve; i corpi a cavallo si distinguono ora rn ~ragoni, ussari ed u lani, armati i due primi di carabina e i due ultim i di la ncia. In Francia si fer.e ro cambiam enti · p iù rad icali alla cavalleria, coll'abo lire la la ncia . Rima ne tuuavia la dis tinz ione di cavalleria di riserva (pesan te), ra·, conbo . . cavnll eria . di li nea e cavalier-in Jeo-1Ye t~n dosi in Frnn cia corpi di corazzieri, dragoni, cacciatori ed ussari (I ). L'avvenire mostrerà se l'abol izione assoluta della lancia fu utile o no . Ci sia consentito espri mee1~ un no,tro modesto avviso, ed osservare che col t6rre Ja lancia si è privata la cava ller ia. di un'ar mè form idabile all'aspetto, e mici diale per lo fe rite. . L'~so d i qt~est'arma ogg idi è per veri tà molto più diflk1le che lo passalo, ma non è impossibile. ~ino a che, i~ talun i cas i, la cavalle ria po trà eseguire le sue car iche, davvero si conoscerà quanto la lancia è oppor tuna.

sistema territoriale, fa ch e si possa in quello impero provvedere alla difesa dei varchi montani senza ché perciò occorr aQO co rpi speciali. Cavalleria.

La cavalleria si <Estingue in caval!·e ria pesante, in cc1.valleria di linea e cavall eria leggera ; precipuo scopo delle due prime nei tern pi passati era caricare le li nee di fanteria, mentre l'ultima doveva aLlendere all'esplorazio ne ed al fia nch eggiamento. L'una mon tata su poderosi cavalli, con lancia e spadone. L'altra su cavall i più leggeri, armata di lancia e sciabola, o di sciabola e moschetto. Ora dopo l' uso delle armi a l unga gittata è quasi impossi bile la carica in linea e può solo fars i in ispeciali casi o pe r sorpresa o con tro fan ter ie rotte e scompaginate già dal cannone. Perciò scornpare oggi mai I.a distinzione delle varie cavallerie, o al meno ne è mutato l'uso tattico. L' impo rtanza di quell'arrne poi anzicli è diminu ire crebbe oltremodo; poicbè oltre ad esserle tullav ia in taluni casi serbato il còm pito di raccogliere i fr utti della vittoria, quello pr inc ipalissimo le spetta di essere l' occhio del generale su premo {ne s i consen ta la meta fora), volendosi dai grand i eserci ti odiern i che l'esplo razione od avanscoperta, che dir si voglia, sia spinta per un raggio assai piLl lungo e su ben più vasta scala, che · -non si faceva prima. È anche proprio della cavalleria il distruggere, nei paes i guerreggiati, con ardili co lpi di mano, le ferrovie, i pon li e le linee telegrafiche. Pe r si[aue speciali ope razioni fu necessario mu nire qualche caval iere di attrezzi adatti; non che gu ern ire taluni corpi di moschetti a lungo tratto, affinché una

il 1

r

(~ ) La legge sui quadri dell'esercito /13 mano rn75) ha in Francia alqu'.\nt, squadroni di esploratori \'O)onta ri (écfaireurs rolontaires) i qua l_i ver ranno bensì permanentemente costitu iti, ma non sara11no chiamati che al mornento del la mubilitazionc cd alle grandi manovre.


412

STUDIO INTO RNO Al, RECLU'.l'Aì'IIENTO

Noi abbiamo, cOme prima del 1870, cavalleggen:·e lancieri, e fra i reggimenti di questi ultimi, alcuni destinati ·in particolar modo alla riserva, coperti di elmo di metallo e montati su cavalli più grossi. I cavalleggeri verranno armati di carabina a retrocarica; i lancieri di 1·ivoltina (pistola a retrocarica o revolwer) . In Italia, come negli altri Stati, ogni squadrone di cavalieri ba qualche uomo addetto al servizio di guastatore e perciò fornito dei necessari attrezzi. Artiglieria.

Anche l'arm e d'artiglieria si suddivide in diversi corpi secondo lo scopo pel quale sono organizzati e il materiale che essi adoprano . L'artigl ieria a piedi maneggia i cannoni d'assedio, o quelli a difesa d'una piazza, non che le batterie da costa. L'artiglieria di campagna eoi suoi cannoni che agevolmente si muovono è una parte importante degli eserciti. Essa è r,hiarnat.a in ispecial modo ·a fare il maggior danno che può nelle masse nemiche e nelle linee di fanter ia, per dirn inuirne l' èfficacia dei fuochi; senza che _sarebbe assoi difficile e forse impossibile avanzarsi ad assaltarle. Il c·ontrobattere i cannoni ·avversari pare non abbia ad essere più che un oggetto secondario dell'artiglieria; solo le converrà volgere con tr'essi i suoi colpi quando per loro venga impedita di adempiere al principale suo còrnpito. · Ma qualunque sia l'obbiettivo delle artiglierie sul carripo di battaglia, quest'anne non può combattere,

ED ORDlNAMEN'VO DEGLI ESERCITI ECC.

i-13

se non va di conserva colla fanteria o la cavalleria o con entrambe insi ome. Ora siccome · è richiesta maggiore mobilità per seguire i cavalieri, che i fon ti, rie viene che l'artiglieria da campo è di due specie; nell'una i cannonieri cavai- , cano seguendo i pezzi; nell'altra o yengono pedestri, o seggono a' cofani degli avantreni. Quindi arligl ieria a cavallo (1), ed artiglieria ordinariamente di battagl ia. Vi ha poi l'artiglieria da montagna. Cannoni e cofani vanno sul dorso di bestie da soma e sono adatti al terreno su cui debbono agire. Germania e Francia hanno molta ·copia di ortiglieria · a cavallo; ne ha meno l'Austria. L'halia dovè abolirla perchè non ne possedeva che due ballerie, quanti tà proprio insufficiente che non poteva accrescersi per ragioni econom iche (2). ~on è qui inutile dir qualche cosa intorno al materiale delle artiglierie da compo. Nel 4859 comparvero la prima volt.a nelle ballagl ie i cannoni rigati; ma dopo diligenti studi ed esperienze non tardò ad apparire il grande vantaggio di quelli a retrocarica. La Prussia entrò in campagna nel 18'70 con cannoni siffalli (del calibro di centi metri' 8 e 9), mentre la

(1) Scopo dell'artiglieria a cavallo non è solo di agire combinata colla, cavall<\ria Essa è pure necessaria alla mano dei comandanti ienerali dei corpi d'esercito, non meno per la preparazione e per la continuazione della lotta, che per adoperarla come risen·a. A questo proposito, sembra però che la campagna del ·1870 abbia mostrato l'inutilità della riserva d'artiglieria e che la sola riserva di essa, necessaria negli eserciti, abbia ad essere quella delle colonoc di munizioni le quali si avanzi no sin quasi nel raggio del fuoco. (2) Vedi la relazione di S. E. il Ministro della guerra a S. .M. in .data HS ottobre ~ 87·1. ·


s·rumo I NTORNO AL RECLUTAMENTO Francia solo dopo Sedan potè portarne in campo it~O pezzt. « La guerra decise fra i c.l ue sistemi; . quello a retro« carica., quantunque soggetto a qua lche inconven iente « per cui alcune volle riusci malagevole il servirsene, « preva lse. Fu man ifes ta la sua superiorità, elle per « lo avanti gli .era sta ta tanto con te~ latn, superiorità « per regolarità e precisione cli tiro, lunga gi ttata, ra« denza di trai euoria, rapid ità di fuoco » (1). Una fra le conseguenze della campagn a del •1870, fu pertanto l'adozione dalle poLeuze di cannoni simili ai prussiani. In Austria ve nne esperim entato un nuovo cannone Krupp da cen Lirnetri 8,7, di acr:iaio, ri g,Jto ed a retrocarica, e sembrnva che i suoi ouirni ris ultati po rtassero ad adollarlo, quando l'allcnzione di qu el governo fn portala sul cannone di brnozu-accia io del generale von Uchatiu::;. Si!fall.o pezzo, parago nabile per qual ità balistiche al cannone Krupp, presen tnebbe il non piccolo vant.uggio di costare assai meno di que llo . La Francia ha adottato il · cannone Rc!lye da i5 e da 7, in bronzo. Noi prendemmo il cannone Kru pp di b ronzo a retrocarica ciel cal ibro di rnillimelri 7,5 (2) . 4,14

(•t) V. Rivista m ilitare ge nnaio '18i' 4 - Pn1·allelo dell' artiglieria da campagna ·italiana con q1.1,clla delle principali poten z e, per G. Gozzr, r,apitano d'a rtiglie ria. (2) Siffatto cannone venne costrutto sec0ndo il modello del comitato, combinato sui sistemi Krupp e Cr~nccse. li nostro nuovo cannone, e per il carreggio e per la borea da fu oco non la crde in mob ilità ed in efGcacia di tiro a qu elli delle altre JJOtcnze. E qui il nostro esercito deve ricord:irc con orgoglio come i progressi d,·lle artiglierie italiane siano in gran parte d,,vute ~d Ita liani, fra i qua li, per tacere di moHi distintissimi uffidali dell'arma d'Htiglicria, ne piace novera re il gener ale CAVAL1,1, al gcoio inventivo de l quale si deve l'idea prima

ED OHDINAMENTO DEGLI ESERC ITI ECC.

415

Anche la Germania, sebbene munita del materiale migl iore , pensò di perfezionarlo. Volle un ~uo~o calibro cosl ne' cannoni leggeri (cent. 7,85), dr cm debbono essere fo rnile le ballerie a cavallo, come pel cannone greve (cen t. 8,8) dell'artigli eria di battaglia. Ambedue questi cannoni sono d'accia io fuso, cerchiati e mun iti del sistema di ch iusura ·Krupp. Lanciano le grnnale a 400 0 metri. Nel tiro a shrapnels le pallottole hanno g rand e forza di penelrazione. L'efficacia del tiro di quesLi nuo vi pezzi è notevolmente maggiore di questi che s'usavano prim a, avendo~i una velocità in iziale veementissima ed una trai.ettor1a mo lto rade nle. Non è possibil~ stabi lire qui un confronto fra .le artiglierie or ora adottate . Sè no i ci facciamo a cons iderare quelle in uso fin qui, ed ancora esistenLi, si potrà slabi lire I~ seg~_ent.e tabella, i dati della quale togl iamo dallo scritto giacitato del cap itan o Gozzi. La prova poco favorevole folta nella camp:Jgna del 1810 da ll e mitragli ere fu euusa che la Francia abo li--se quel rirnteriale, a cui le. Prussia fin da l •I870 avev_a dato un vo to contrario, il lor-o uso non essendo le nsultato vanl/igg1oso che per la difesa a fe rmo di posizioni prepara te (11).

dei cannoni cli grande . potenza a retrocarica e i primi esrerimcnti su di essi. Ed ant:!11\ le alt re potenze, fra le qua li non ultima la GP.rmania, ebbero a ri conosrere i meriti singolari di lui. Per la nu, ,·a stru ttura del carreggio, reso oramai molto mobile, con risparmio di cavalli, molto si deve agli studi del gcn. Mnn:1, e del ten. col Rosse. (4) Wehr-Zeittmg di Vienna 1872, N. 99.


Il) Tabella di confronto fra le artiglierie tuttora es~stenti

e che serviranno flno a che le potenze non siano fornite del materiale adottato ultimamente. -

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SCALA

SCALA

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SCALA della probabilità di colpire

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-

1

Franc~s.e (da 4) mili. BG,5 ad avancarica . . .

1

'

2000m

lOOOm

(Il

asoom Prussiano

Italiano Prussiano Prussiano Prussiano (pili mobile) (ne tl'asporta di pitt)

6

Austriaco ,

I

1213011

3400m

Austriaco

Francese

Austriaco Austrjaco

12'

34oom

Francese

Prussiano

12'

3200m

Italiano

Prussiano

Francese

Italiano Austriaco

Haliano

Austriaco Italiano Italiano (meno mobile) (ne trasporta di meno)

Francese Francese

'

Italiano da cent. 9 ad avancarica .

della

granata

()

.

Austriaco (da 4) ,mill. 81 e 2 ad avancatica . .

SCALA

del numero di scheg·gie

.

Francese . (pl'Oduce

mmol'C numel'o cli schegge).


ED 01\DINAMENTO DEGLI ESE!lCl'l'I ECC.

iii 7

Arme del genio.

Per completa-re e per rendere possibile l'azione delle fanterie, dell'artiglieria e della cavalleria in guerra è necessaria l'àrme del genio, della quale è còmpito il costrnrre i lavori di fortificazione passeggera, onde occorre spesso munire le posizioni; rendere possibili e praticabi li le comunicazion i ; attendere al servizio delle ferrovie e delle linee te lrgrafiche; gettare i ponti col materiale galleggiante che in appositi parchi t.ien dietro agli eserciti, e formarne istantaneamente col materiale più acconcio, che le viene fra le mani. Al genio spettano in una parola quasi tutte le attribuzioni che si riferiscono all'ingegneria militare (1). Da noi, prima d' ora, il corpo dei pontieri faceva parte dell'art.iglieri:; e venne poscia riunito all'arme de'! genio, al ser,,izio della quale ha maggiore attinenza (Le.r;ge 30 dicembre 1873). In Francia, il servizio degli equipaggi da ponte fu lasciato all'art.iglicria, quantunque il progetto della: Cornìnissiooe pa rlamentare per la legge sui quadri proponesse di affidarlo al genio, come praticano pure fa Germania e l'Austria. (,1) Non è nostro còmpito di parlare qui delle fortificazioni permanen~i, la costruzione e manutenzione d••lle quali costituiscono una fra le più importanti mansioni c\Pgli uf(iciali dd genio. GiC1va pur tuttavia notare come gli studi _ad esse relativi, come ·gli altri molteplici che imcombono all'arma del genio, siano io Italia coltivati c~n cura solerte; valgano ad esempio le opere eostruitc alla Spezia per eura specialmecte del generale CH1000, gli studi che si fecero, le dotte memorie pubblicate sulla soluzione del difficile problema della difesa d'Italia.


,i.18

STUDIO lNTOnNO AL RECLUTAMENTO

ED 01\0 INAMENTO DEGLl ESERCITI ECC.

. La legge sul riord inamento dell'esercito itnl iano sopra citata, !Ja costiLu iLo presso il corpo zappal'ori del genio due compagnie di ferrovieri, le quali devono essere essenzialmenLe adoperale per l'esercizio e per l'esecuzione dì l,wori sulle linee e nelle stazion i, in quei t ratti di ferrov ia che posson:o essere util i nella zona di operazioni dei corpi d'aemata (§ 16 dell'Istriizione per la mobilitazione, Tomo 1). In simile modo le sezioni telegrafiche del genio militare sono essenzialmente destinate a stabil ire ed esercitare le linee telegrafiche nella zona d'operazioni (§ 17 dèll'Isfruzione succitata). In Germania fin dal 1866 venivano destinate alcune· fraz ioni escf usìvamenle al servizio ferroviario; ne l ·187 1 poi fu creato il battaglione ferroviar io prussian o (·I) . Non molto dissimili dalle italiane sono le disposizioni austriache riguardo al servizio ferroviario. In Francia la recente legge sulla costiluzione dei quadri dell'esercito affida l'esecuzione del servizio· ferrnv iar·io al di là della base di operazione a 4 compagnie dì operai ferrovieri. e a talune sezioni dt operai, organizzate in ogn i tempo colle risorse delle· società delle slrade ferrate," il personale delle quali è recluLato fra gli ingegneri cd imp iegati delle società stesse, siano essi volontari o soggelli al servizio milita re. La legge francese sopracitata · disti ngue il serv izio telcgralico militare, in tempo d i guerra, in seniz.io di marcia o di 1" li nea, in servizio di tappe o di 2° linea,.

Ìn servi zio territoriale o di 3a linea. I due primi sono affidati a un personnle reclutato in modo analogo a quello delle sezioni ferrovieri; quello di 3• linea viene compiuto colle risorse ordinarie dell'amm inistrazione dei telegrafi. ·

1

1

4.,t 9

Corpi accessorii e servizi diversi.

Corpo del treno. Il treno in guerra deve trascinare le irnpedirnenta degli eserciti, ed è costi tuito in modo autonomo in Germania, Austria e li'rancia, come già era an('he da noi. ll regio decrelo 13 nove mbre 18i0 nel riordinare le armi dell'artiglieria e del gl:'nio lo sudd ivideva fra loro. Da noi 'il servizio dei trasporti mi li tari oggidì vien fallo, pei reggimenti di fanteria e cavalleria, dai corpi stessi rnuniti di appositi curri; dal treno d'artiglieria, pei quarlieri genera li, per i parchi d'artiglieria, per le sezioni di sanità, dc .lle sussistenze, delle colonne tra ino. pane e per il commissarialo. l reggimenti del genio provvedono colle rispellive compagnie di treno al earreggio, ai parchi di compngnia, a quelli del gen·ié di- armata e di corpo d'armata, alli equipaggi da ponte ed alle sezioni telegra!khe. Il servizio dei trasporti dietro la linea dei quartieri generali viene eseguito col le ferrov ie, ovvero con carri comuni çli commercio appositamente appaltati o requisiti. 0

1

Polizia dei cctmpi (·I). ('I) Per rendere possibi!a al battaglione. in tempo di pace, una fPndata istruzione, il Ministero della guerra assegnò al medesimo la costruzione autonoma d1•lla fprrovia milita re che da Berlino per Zossen giunge al nuovo pol igono de lla commissione d'csam!l d'artig lieria nel bosco. di Kummendorf. (V. Cronaca Mil·itare estera. Volume V, pag. 59.)

ll serviz~o di polizia nei ca mpi è affidato ai corpi di gencL)rmerrn e presso di noi ai rea li ca rabinieri . (I_}

Per ~iò _che concerne la polizia dri campi, i srrvizi varii e g li

stati magg1or1, non sono sceso alle minute particolarità non comport;rndc>lo la poca mole del mio scritto. .


1,20

STUDIO INTORNO AL l\ ECLUTAHE~TO

Servizi va1·i. 1

A,l serv1z10 di sanità,· di commissariato, di zooatria, di cassa, al servizio postale, a quello delle tappe , attendorio uffi ciali , funzionari militari, ed impi egali civili messi a disposizione degl i eserciti. In Franci'a venne ·dalla legge mi quadri istituito un personale di interpreti militari. In virtù della legge 24. luglio 11872 e delle disposizioni del Presidente dell a repubblica (2 aprile 11875) i corpi forestale e doganale fanno parte delle forze mi.Jitari della Francia. Il corpo forestale è costituito in compagnie di. cacciatori destinate a secondare le operazioni dell'esercito auivo o a concorrere al servizio dell'esercito territoria.le. I doganieri vengono ordinati in battaglioni. Stati maggiori.

I vari corpi e servizi fanno capo agli sta ti maggiori, 'C omposti di ufficiali e funzionari militari e civili; uffi cio loro è di coad iuvare i ge nerali co mandanti, sì pe'i· ciò ch e riflette la parte mil itare propriamente detta, che per quanto riguarda l'amministrazione. Sul campo di battagli.a gli ufficiali del corpo ~i stato maggiore trasmettono alle lruppe gli ordini dei comandanti -e ne curano la buona esecu zione . Spartimento interno delle tre armi combattenti.

Unità, tattiche ed armninistrati"'oe.

Esigenze d'ordine tattico e d'ordine amministrativo rendono necessaria la suddivisione dei corpi in ur1ità

421 più piccole, che prendono il nome cli ·unità tattiche ed amministra ti ve. Bene spesso le unità di una specie con quelle del- . l'altra si confondono. ED ORDINA)fENTO DEGLI ES'ERCITI ECC.

Fanteria.

Per la fanteria le unilà ammin islrative sono la compagnia ed il .reggimento, non che qualsiasi staccata frazione di esso. Nella composizione delle compagnie non si ·può oltrepassare un dàto numero di uom ini senza che il capitano non sia più nel caso di amministrarla senza passar sopra ai particolari dei quali è pur necessario che si occupi. Nell'unili\ amrninistrat iva. di ordine superiore, cioè nel reggimento, si potrà senza inconvenienti riunire un numero molto forte di compagnie, perché ivi l'amministrazione si esercita più indi rellamente, col tene1·vi conto del lavoro dell'unità d'ordine inferiore, e piuttostochè dylle questioni minute occupnndosi il capo del corpo -di quelle di mnssima. fnli per loro istèssa natura amministrativi sono,. presso di noi, i distretli militari creati col regio Jecreto 13 novembre •1870, e incarica.Li del servizio di deposito di leva del contingente di I" categoria, del ri unire i militari in congeq.o illimitato e rifornirli di corredo, dell'approvvigionare di vesliari o, di altrezzi da campo e di carreggio i corpi di fanteria e cavalleria stanzia li nel distretto, e di essere, durante la guerra, i centri di governo, d'amministrazione e di provvigione ai de-. positi di essi corpi. Unità amministrative sono pure i depositi che in tempo di guerra si costituiscono presso cli noi co lla compagnia deposito che esiste in modo permanenle presso ciascun reggimento di fanteria.


422

STUDIO lNTORNO AL RECLUTAMENTO

Attrib uzioni sirnili a quelle dei nostri distret.li militari sono in German ia disimpegnale dai distcetti d ballagliona, nei qual i si dividono le circoscrizioni dei distretti di corpo d'armata; in Austria dai circoli di reclutamento; in Francia dagli uffici di reclutamento istituiti in ogni suddivisione di region.e, dai magazzini che sono presso ciascuno di essi e dagli uf6ci di mobilitazione. Molto è importonte e merita particolare studio la qui stione di siff11tte unità amrninisLraLive, e sotto il punto di vista economico, e sotto quello del buono andamento di loro meccanismo, af'fi1whè sia semplice, provveda a tutti i bisogni e si presti allu pronta mobilitazione. Ma è di importanza anche maggiore lo studio delle condizioni cui debbono soddisfare 1~ unità nelle quali si suddividono i corpi, sotto il punto di vista della tattica, perché med iante di lei soltanto si possono avere buoni risultali sul campo di battagl ia. Sotto siiTatto aspetto la fo rza della compagnia deve essere tale du poterla comandare facilmente un uomo a piedi (1). Il general Fant1 giudicava che non si potessero oltrepassare i ·150 sol<lati per eompagni,1; tenuto conto delle perdite alle quali può andare soggetta si ritiene che debba .esserne maggiore la forza, tanto più poi che, dopo la .adozione del l'alluale modo di combattere i.n ordine misto, conseguenza del l'arme a lunga gittata, la compao·n ia ha ora acquistalo tutti i caratteri di una ve ra unità tattica; le campagne del 1866 e •1870 ci offrono molti esempi di compngnie le quali sostennero di per sè sole ed isolate il combattim en to. 1

(.1) Per ragioni di vario ordine si è finora da noi, come da quasi :tutte le potenzP., l'itenutu meno conveniente di mettere a ca vallo i capitani di fanteria di linea.

423 Prima del 1870, la Confederazione germanica del Nord aveva le compagnie di fanteria in guerra {e cosi le ha serbate) di 21.SO uomini; di '220 l'Austria; di ·176 (ordinamento Petilli) l'Italia; di 115 la Francia. D~po il ,1 870 si manifestò in generale la tendenza ad aumentare la forza delle compagnie. Presso di noi il quadro organico che va annesso al regio decreto 5 marzo 1187'1 sul riordinamento della fanteria la fissava a 24.7 uom ini; tale numero veniva però dimi nuito in seguito, ed è ora stabilito a 200 uomini (Vedi Istruzione sulla mobilitazione, Tomo I). In Francia il progetto di legge della Com missione parlamentare sui quadri dell'esercito proponeva la fo rza cli 250 uomini . La legge votata dall'Assemblea non fissa l'etfettirn dei g regari che sul piede di pace. PiLl compagnie riunite formano un battagli one che è tullavia il più delle volt.e la vera e fondamentale uni tà tattica della fa nteria. l l limite massimo della forza di un battaglione è dato dal numero dei soldaLi che è possib ile maneggiare e comanda re colla voce ad un ufficiale a ea vallo; e pare abbia ad essere di 4000 uomini. Importante questione lunga pezza dibattuta si è quella che riguarda il numero di compagnie da assegnare ad un battaglione. La Germania, com e già la Prnssia pri ma del 1870, ha i bauaglioni di 4- compognie, l'Austria invece li aveva di 6, ed ora li ha di t. La Francia che aveva 8 compagnie dopo il 1870, le ridusse a 6 ('I ) ed ora la legge su i quadri non ne ammette più che 4 sole per battaglione, eccezi<•ne fa tta per . i bauaglioni di fanteria. leggera d'Africa, il numero di compagnie dei quali è determinato dal Minister.o a seconda dei bisogni del servizio. ED ORDINAMENTO DEGf,I ESERCll'l ECC .

1

('I') In ogni reggimento sonovi 2 compagnie di deposito.


STUDIO INTORNO AI, RECLUTAM ENTO

Per noi l'ordinamento del 186 1 portava 6 compagnie per ogni bauaglione (1). Asseriva 11 generalo Fanti non potersi coi battaglioni di 4 compagnie fare i distaccamenti senza scomporre· e sformare la stessa unità tattica; il bauaglione riescir debole con sole 4 compagnie mantenendo la forza di esso a H>O uomini, per siffatta debo lezza venirne effetti morali assai danno:;i. L'oi·dinamento del 4862 riduceva di nuovo i battaglioni di fanteria a 4 compagn ie, ed il generale PetitLi che lo aveva peoposto dichiarò esservi slalo indollo dalla convenienza e dall'i ncrem enlo dell'eserci to. Co ll'aum ento della forza dell a compagnia portata dall'Istruzione sulla mobilitazione si accrebbe la forza e pur rimanendo di 4 sole il numero del balta(J'lione, 0 delle sue compagnie si riesce a far scomparire i difetti che voleva schivare il generalo FanLi. 1

, ) Tabella indicante l'ordinamento clellafanteria sul piede cli pace net 1875 (non compresi yti i~f!lciali) . Fo rz a. delle

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O) Tabella ùulicante l'orclinamenlo deUafanteria sul 11icde di {1ue1·1·a (non compresi {/li ujJlciali).

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1870 I

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NB Non è compresa nell:i. fo1•za dei i·eggi ment.i <J\lel ht degli stati. mag-

iot·i e <lelle compagnie cteposit~. 1 dau ct, q uesta o ddla seguf!11l,e tabella ~ori sono in >arte etio appl'oss1mativt. Pet· la Oo rman,a ll!I valsi del1',!.lma.nacco ~L Gotha. Pe r l'Ausida di uno scr itto del maggiore l~1000R (JUvwa Mlllta,·e 1874, dispeusa VJIJ. Per la l' rancia dalla legge l!l m a rzo 1875. . . (ll se si desumo dai dati <lei Gotha. la forza _delle. at~uah co~rai:n11 e in Francia, r is u lterebbe ro esso d i soh 07 uocnuu e d t 10- 1 llaUn.,llom.

1

(4) v. relazione del !linistro FANTI a S. M. in data '.24 gennaio 4864 sul riordinamento dell'esercito.

1875

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Orclinamento llI<:ortr

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compagn. batLagl. Germania

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F.ll O!UJJN AMENTO OEGL[ ESERCl'l' I ECC .

42i-

1871 • . . • . .. . .

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JVE .. Non .souo ccim1?resi nell.i !'orz,~ dei l'eggimcuL! (e c"e.tto por l'Aust1•i a) g l, statl magg w.n . Nnn si è tenuto como d1:: ,h1 lo r ma1.1011ti s pec i"le di tal uni CO<'p1 e st presero per base i re,rgime11t i di fa11te1·ia d i lin~a. L·t t«bdla è calcolata pe1• la Ge rmania coi dati dc1t·,11manacco <lt Gollia è del Ludt'lghauson. Pel· l"Austria c;oi claLi tolti <la uno scr nt0 del rua=ior F1000R (Rivista .lfilila,·e !871, dispensa Vll lJ. p.,,. la Fran cia la r.. ,,:.Itsegnata per i I 1875 è quell a ù.tta da I 1>1·0geuo rl~lla Com r111ss ione Pa rl aine 11 tare, e che si s11ppo11e possa e Sstl t'<' q ue lla 11doLLata pe 1· i l piede di g u,çrrn, quaot.unq tté la legge l\l marzo,.. cotne già s i è notato. non lo sta1ì1 .tij<:a, per Ctò elle conce rne 1 greg.iru. • (I) L'organi co di uo rpggimento di fanteria sul piede m olnlo completo e lo ste.sso che sul p1edtt $ta11zrnle, solt:into l'elf~tli vo di ùassa forza può essere 111g 1·ossato da classi cll,amate so tto le anni (V. Oio,·nate Militare 1800, pag. 30à/.

Parecchi battaglioni cosLiluiscono un reggi mento; benché tale unità voglia essere considerai.a pi11tlosto come amministrativa, che co:ne tulli ca, pur tulla via non è senza importanza la questione del uumero dei battaglioni onde conviene comporre reggimea ti, ocANNO

xx,

VoL. 11.

28


426

STUDIO lNTORNO AL RECLUTAME NTO

ED OHD1NAMEN1'_0 DEGLI ESERCITI ECC .

correndo che il comandante del corpo possa esercitare la sua nzione su _Lutto quanto si rife risce alla disciplina ed all'istru zione. In massima così nella Germania come in llalia, i reggimenti di fanteria constano di 3 battaglioni, in Francia di 4-. Sono· però da eccettuursi talun i corpi. Sembrerebbe a primo aspetto che l'Austria si scostasse affatto nella composizione dei suoi reggimenti dal modo praticato dalle altre nazioni. poichè ha in tempo di pace i reggimenti di 5 battaglioni ed i quadri di 1 battaglione complementare. Pel'ò si noti che la differenza non è già sostanziale, ma so lo appllrente. Gi/)va infalli 0sservare che dei 5 battagl ioni di ogni reggimento, ali' atto della mobilitazione , 3 soli vengono considerati come attivi, gl i altri '2 ed il bau.nglt one comp lementare, rimangono nel distrett.o di reelutamento, per servire, que ll i a modo di riserva, questo come deposito. In caso di necessità colle prime 4 compagnie del bauaglione di complemento si forma un sesto battaglione attivo. Semprequando 5 o 6 battaglioni d'un reggimento si trovinQ riuniti, al lora si costilll iscon-o in brigala. I nostri battaglioni furono portati da 4.. a 3 col regio decreto 5 marzo 187 1, il quale creava pure 1 compi1gnia di deposito presso ogni reggimento. Quanto ai fant i leggeri non sono essi costituiti presso ogni. Scato in reggirnenti. Così in German ia, Francia ed Austria (·1) i battaglioni de' cacc iatori hanno la loro autonomia . In Italia oggidì invece i reggimenti bersaglieri sono composti di ,1. battagl ioni, mentre prima del 1870 ne com-

prendevano 9; ma tale ordinam en to non permetteva ai comandanti cli corpo (ed era grave inconveniente) l'esercitare la loro azione sui singoli battaglioni, i quali rare vo,lte si trova vano insieme e solo facevano capo al reggimento come al l0ro centro amm in-istrativo (1). · · S'è detto più sopra che l'istiluzione dei distretti militari favorisce in singolar modo la moni litazione; poichè oltre all'ufficio che essi hauno, di riunire 1e classi e somministrar loro il vestiario rifornisc0no il materiale occorrente ai corpi i quali non hamro più che un piccolo magazzino contenenle solo quel tanto che è necessario per provvedere sul momento ai bisogni della truppa. Ma anche questo magazzino impedirebbe che il reggimento potesse muoversi facilmente, allorquando in caso di mobilitazione gli dovesse tener dietro, se presso ciascun reggimento non esistesse un deposito incaricato dell'amministrazione. A questo riguardo conviene ben ponderare se convenga o no avere in modo permanente i depositi . Quantunque ragion i di economia consigliassero tenerli so-Io in tempo di guerra, come fecero soven te la Francia e l'Italia, pure l'esperienza ha addimostrato co me tal sistema abbia gravi difetti i quali più che mai al mo·mento delìa mobilitazione risultano man ifesti .. Quindi è che secondo l'uso già adottato dalla Germania e dall'Austria, le q uali ad ogni reggimento di fanteria e battaglione di cacciatori fanno corrispondere in tempo di pace i quadri di un battaglione o compagnia di Jandwehr (complementare per l'Austria} che serve per deposito in tempo di guerra, cosi. anche

1

1

(4) Esclu~ione fatta per l'Austria del regg. cacciatori del Tirolo.

.

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(1) V. Relazione di S. E. il Ministro della guerra a S. M. in data ·13 settembre i 870.


428

S1'Ul)I0 INT OllNO AL RECLUTAMENTO

l'Italia e la Francia, dopo il 1870, hanno istituito presso ogni corpo una o più compagn ie di deposito (•I). Rimarrebbe qui a discorrere della composizione dei nostri distretti militari, e delli stabilimenti che loro equivalgono presso le altre n.azioni. Ma siccome dessi, solo sollo il punto di vista della convenienza amministrativa debbono essere considerati, così prescinderemo da tale disamina, osservando soltanto come varie classi sogliono esservene, e diverse, a seconda delta loro ·importanza maggiore, o minore. Rigw1 rdo agli esercì ti territoriali i criteri a seguirsj per la formazione delle loro unità tattich e non denno dilTerire da' sovra esposti . In generate la forza da ascriversi all e medesime è eguale a quelle delle cnrrispondenti unità negli eserciti perrrianenti. (Così pt·esso di noi venne stabilito colla nota ministeriale 1° gennaio corrente anno). 'La formazione delle unità stesse con que lle di ordine minore suole variare a seconda che il momento mostra opportuno. Così la landwehr prussiana ncll' ultima guerra venne costituita in parte con reggi menti di 3 ed in parte con reggimenti di 2 battaglion i. In Italia le compagnie della milizia mob ile di fanteria e bersaglieri furono ripartite in batlaglioni, vari nel numero delle compagnie dalle 2 sino alle 6. Tbattaglioni. alpini di milizia mobile devono avere invece 3 o ,i, compagnie. Nell'impero austro-ungarico i battaglioni della Jandwehr cisleitana contano 4 compagnie da guerra, 1 di riserva, ed 1 cli complemento. I bauaglion i dell'arm11ta degl i Honveds hanno 4 compagnie ed 1 cli complemento. 1

{4) Ogni regg. di fanteria di linea francese ha 2 compagnie di deposito.

E D 0RD1 NAMENTO . DEGLl ESERCITI ECC .

429

Cavalle·1·ia.

Unità amministrative nei reggimen ti di cavalleria sono lo squadrone ed il' reggimen to; unità tallica lo squadrone, e talvolta, ne' casi eccezionali, la riunione di ,più squadroni , od anche l'intero reggimento. Se nei nostri terreni, con la tattica attuale, sarà malagevole scagliare contro al nemico grosse torme o reggiinenti intieri di cavalli alla carica, potranno essi nullameno essere vere unità taniche quando occorra in date occasioni e circostanze esegui re talune operazioni con grande celerità, come più sopra fu accenna to parlando dì quei movimen li che hanno per iscopo la distruzione delle llnee telegrafiche .e delle fe rrovie nemiche ( 1}. Non dissimili dai criteri che si debbono aver presenti, determinando la forza delle uni tà ta.Ltiche ed .ammi nistrative per la fanteria, sono quelli per la cavalleria. La forza degli squadrnni in pace varia poco -da quella sul piede di gue rra; in Germania viene aumenta to di 1/ 7 circa l'effettivo di pace; in Francia di 1/r.; in Austria 1

( 4) La nostra cavalleria compresa dell'importanza del nuovo còmpito che le è assegnato .in guerra, oltre a quello glorioso che ba ereditato dall'antica cavalleria, si è posta francamente sulla nuova via che le è t racciata in particolar modo da lle nuove esigf nze tattiche tanto bene concretate dal Regula mento sull'am maestramento tattico. l\lolti ufficiali di cavalleria si dedicano agli studi severi rir.hiesti dallo avvenire di quest'arma. Cosi il nostro esercito può nutrire fid ucia fi n da quest'ora., che essa s;oprit riuni re la non nuova e faci le arte di scoprire le posizioni e le forze nemiche a quella antica delle brillanti cariche per cui andranno famosi i no mi dei colonnelli MonB LLI ed AYOGADRO ed altri che tuttora si trovano nell'esercito.


430

e in Italia gli squadroni in pace ed in guerra sono-, quasi uguali. Da noi all'atlo della mobilitazione ciascun reggimento destina 2 suoi drappelli (plotoni) a pr0stare servizio di guide presso i quartieri generali. Come risulta dalla tabella P (pag. 43,t) non è lieve la differenza nella forza degli squadroni presso le qualtro potenze. Gli squadroni italiani sono i meno forti, ma hanno, come gli austriaci, il vantaggio di prestarsi ad una pronta mobi litazione non aumentando5i il loro effettivo. Varia anche più la forza dei reggimenti, che in Gerrnania constano di 4 squadroni, in Francia di 5 (4), di 4 in Austria ed in Italia di 6. Il sistema adottato dall'Austria e dall' Halia è più econom ico. Ma qui si osservi per noi, che all'atto della mobilitazione 2 delli 6 squadroni di ogni reggimento, vengono addetti ad una divisione, 4 alle truppe supplettive di un corpo d'esercito (2), e che in simil modo l'Austria ha pure fissato da 2 a 4. squadroni la quantità di cavalleria che deve ess.ere assegnata ad una divisione. Da ciò potremo trarre la conseguenza che quand'anche si consideri il reggimento come unità tattica, la forza di esso non varia notevolmente presso le quattro poten ze che in ragione della forza aumentata degli squadroni. In modo analogo a quello della fanteria esistono presso i reggimenti di cavallerin uno o più squadroni di deposito. - - - - --·- - - - -- -- - - - - - - - -- (,t) l reggimenti di cacciatori d'Africa o di Spahis contano 6 squadroni. {2) V. Istruzione sulla mobilitazione, Tomo l.

431

ED ORDINAMENTO DEGLI E8ERC1Tl ECC.

STUDIO INTORNO AL llECLUTAMEN'fO

P) Tabella iticliccmte l'ordinamento clei reggimenti e degli squctdroni di .cavalleria in pace ecl in guerra ( non compresi gli itfficiali). JJ J\umero ll

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(Non compreso lo stato ma ggiore)

Se si confronta la forza dei reggim enti secondo le attuali con quella delle ordinanze che si osservavano prim a del ft. 870, risulta che la Germania non l'ha modificata; l'Austri a ha aumentato di circa 1/ 3 l'effettivo dei reggi menti in pa<:e, ma l'ha diminuito in guerra; l'Italia ha aumentalo di 1/ ~ in guerra la forza dei propri reggimenti. In Germania i reggimenti di cavalleric1 dell'esercito territoriale si costituiscono di 4 squadroni; in Francia


432

STUOIO lNT011NO AL HECt,U'l'AllllsNl'O

ElJ 01101NAMENTO DEGLI ESERCITI · ECC.

la nuova legge non parla del raggrnppamento in reggimenti degli squadroni dell'esercilo terriloriale; in Auslria esislono semplicemente gli squadroni della landwehr. L'Italia non· ha cavalleria di mil izia mobile ad eccezione dì 3 drappelli (plotoni) nell'isola di Sardegna.

liavvi però un determinato limite che non si può varcare senza nuocere alla necessaria sorveglianza che deve esercitare il colonnello sul materiale, sui cavalli, sugli uomini. Unità lattiche sono la hall.eria, e la riunione di due o più batterie alla quale noi diamo il nome di brigala, e di sezione l'esercito germanico. « La tattica dell'artiglieria consiste ora nella con« r.entrazione delle masse di quell'arme sui punti de« cisivi, sui punti più resistenti dell'avversario, onde « togliere loro la forza col fuoco dei pezzi; e rendere « possibile alle fanterie di ottenere la decisione. L'im« piego della artiglieria tedesca nella campagna del << 1870-7·1 ha soddisfallo sp lendidamente alle esigenze « tattiche, essendosi ~ssa manifestata (perchè formata « in massa) superiore alle batlerie f'rancesi sparpa« gliute sull'intera linea » (·1}. In Germania le sezioni sono di 2, 3, 4 batterie; in Austria di 3 batterie; in Francia di 2, 3 o 4 batterie; in Italia di 3 o 4 batterie e prendono il nome di brigat~.

Q ) Tabella indicante l'orcUnameMo dellct caualle1'ia italiana

(piede di g uerra) dal 1861 in pol. ~

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Nella presente tabella non sono compresi gli s tati maggiori. (1) Per l'ordinamento l3ER1·0LÉ- V IALE si veda l'a nnot.aiione {I) posta. in calce alla tabella O a pagi na 425.

NB.

A1·tiglie1·ia. Unità amministrative in quest'arme sono la batteria per l'arliglieria da campi"lgna e la co mpagnia per quella da forlezzfl, ed il reggimeolo . IJ numero delle balterie nei reggimenli d'artiglieria può variare senza sconci.

(,I) V. Cronaca .Militare estera, 1° luglio ~ 873, pag. 'ì5.

,i.83


R) Tabella indicante il nnme1·0 .e la /orza delle batterie montate e a cavallo nei 1'egoimenti d~a1'liglierict elci campo.

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' ..... NB. La tabella è calcolata per la Germ ania coi dati dell'almanaco di Gotha a del Luo1NO HA t.:SRN. Per l'Ausl t·i a. coi dati tolti da uno scritto del Maggior F1onoR (Riv1st~ Jlilitar e 1874, dj spensa ,1mJ. Per la l1'rancia con quelli della legge 13 ma1!zo 1875.

-·

(Il li J\' reggimento di ogni brigata comprende inoltre :1 l.rn..Lteric a piedi e 2 baLterie montate di deposito; il ~o reggi mento 2_batterie

montato di deposito.

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43/5· Il numero delle bocche da fuoco di una baLt.eria è ED ORDINAMENTO DEGLI ESERCITl ECC.

determinato dalla mobilità che, si vuol·e che abbia, e dalla efficacia (lei fuoco che deve esserle assicurata. Nel fissare tale numero egli è necessario tenere conto delle distanze che debbono separare .uno dall'altro i pezzi in batteria: poicltè se l'u nità tattica venisse ad avere un fronte troppo esteso, e se in colonna presentasse u na profondità Lroppo grande, malagevole sarebbe al capitano maneggiarla. Le batterie si suddividevano presso di noi, prima del 1870, in batterie di manovra e colonne di munizioni, per mezzo delle quali si provvedeva il rnunizionaniento all'arLiglieria ed alla fanteria . Dopo il regio decreto 113 novembre 4870 il traino e servizio di dette colonne venne affidalo alle compagnie del treno. Si diede così il mezzo ai comandanti delle bat· terie, scevri dalla preoccupazione sul munizionamento delle altee truppe, di concentrare tutta la loro eura nel servizio della batteria propriamente detta, e nell'impiego dei loro cannoni. La formazione dei reggimenti di artiglieria può essere fatta io vario modo; ciascuno di essi può comprendere una sola o diversa specie di artiglieria; possono esservi reggimenti per 'i nti ero composti d'nrtiglierie· cla campo leggere o gravi, oppure promiscuamente di artiglieria da campo e da fortezza. In Italia prima del 1870 si contavano reggimenti da piazza e da campagna; il regio decreto 13 novembre 1870 fuse ins ieme tali corpi e Ii ricostituì su nuove basi, sul riflesso che fosse conveniente per gli artiglieri venir amrnnestrati non solo in una specialità clell'arme sibbeoe nei vari servizi di essa. Eccezione falta pel 1° reggimento pon tieri, 1O delli 1 ·1 reggimenti di artiglieria vennero costituiti di uno stato maggiore, di 15 compagnie da piazza, di 8,bauerie, di 3 1

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437

STUD10 lNTOilN O Al, RECLUTAMENTO

ED OROlNAMENTO DEGLl ESEI\CI'l'l ECC,

,compagoie del treno, e di 1 batteria di deposito. Contraria tendenza. si manifestava in Germania, ove non solo era manlenuta la distinzione aotica fra i reggimenti da campo e quelli da fortezza, ma la sepa·razione (1) veniva ad essere anche più disticla: 1° collo svincolare l'artiglieria da piazza dalla sua dipendenza gerarchica delle quattro ispezioni d'artiglieria esistenti, le quali presero nome d'ispezioni di Drtiglieria da campo, mentre due nuove ispezioni furono create per quella .da piazza; 2° Colla divisione in due categorie separate degli ufficiali artiglieri. Due reggimenti di artiglieria da campo, in Germania , riuoit.i assieme formano una brigar a; l'un o è coniposto di 2 sezioni di 4. balterie, ed è destinato a fornire l'arriglicria div isionale ; l'altro consta di 2 sezioni (d i ,3 bauerie) ed •1 sezione a cavDllo (di 3 ba tterie) e forma l'a,.-tiglieria di corpo d'esercito Vi è però qualche eccezione per taluni corpi d'esercito (2) . I reggimenLi di artiglieria da piazza o a piedi, sono composti di 2 battc;tgl ioni di ,·i- compagn ie. ln Austria i reggimenti di artiglieria da campagna, conta no ,:'~ batterie da 4 a piedi, 3 batterie da 4 a cavDllo, 6 batterie da 8 a piedi; iu tullo 43 batterie. Hanno inoltre i qnadei per formDre ali' atto della mobilitazione un'-altra batteria di riserva, 1 di complemento, e 5 o 6 colonne di munizioni. L' artigl ieria da fortezza non è cosLituita in l'eggimenti, ma in battaglioni autonomi da 6 compagnie delle

quali una ha, in tempo di pace, solo i quadri. A tahrni di siffatti ballaglioni sono addette le batterie da montagna. , In Italia colla lrgge 30 settembre 1873 venne fatta rivivere la disLinzione fra reggimenti dell'artigl ieria da campo, composti di •I O batrerie auive, 3 compagnie d i Lreno e deposito, e reggimenti artiglieria da piazza costituiti di 15 compagnie attive e di 1 compagnia di deposito. Qui gioverà nolare quanto grande sia da noi l'importanza dei reggimenli di arriglieria, considerati come unitù amministrativD. Debbono essi infatti avere in tempo di pace nei proprt magazzini l'occorrente da anedare per iotiero i loro soldati di 1" e 2a caLegoria in congedo illim itate,, non che il materiale e gli arnesi di equipaggiamento clrn occorrono a portare le proprie batterie e compagn ie dal piede di pace a quello di guerra. Ciascun reggimento deve eziandio essere fornito del neeessario perJa formazione di 4 batterie e 5 compa-· gnie di milizia mobile . Ogni reggimento cl\1rtiglieria da campagna somm inistra inoltre i servizi d'artiglieria e di treno de' quali abbisogna un corpo d'arrpatà (Vedi Istruzione sulla mo!Jititazione, tomo 3°, capo 7°). In fran cia le batterie a piedi (o di posizione), fanno parte dei reggim enti d'ar1.iglieria da campagna. Secondo la legge sui quadri ad ogni corpo d'esercitodovrà essere addett.a ·l brigata di 2 reggimenti d'artiglieria, il primo dei quali consterà di 3 bauerie a piedi, 8 batterie montDte, 3 montDte cli deposito, e di sezioni di munizion i; il ser,ondo reggimento di ogni brigata avrà 3 batterie a cavallo, 8 bDLterie montate di deposito, e di sezioni di munizion i. La legge anziacccnnata stabilisce i noi tre:

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(,I) Ordini di gabinetto 48 luglio e .t settembre •1872, e 7 m3ggio ~814. .(i) A ciascuno dei corpi d'esercito è addotta una brigata.

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STUD(O IN' rORNO AL RECl,UTA)!ENTO

JW OflDE'{AMENTO DEGLI ESE I\ CI1fl ECC.

~ reggimenti pontieri di artiglieria di H, compagnie ciascuno; 1O compagnie operai d'artiglieria; 3 compagn ie artificieri; °f>7 compagnie di treno cl-i artiglieria in ragione di 3 per brigata. G·li eserciti territoriali dell e varie poLewle hanno truppe di artiglieria che sono d'ordinario costituite in batterie e compagnie; ma non in unità maggiori in tempo di pace, ed i q1rndri delle qu:ali sono gli stessi cfo.e per gli eserciti auivi. In Francia ciascuna regione deve fornire al11eser€ito territoriale un reggimento d'artiglieria ecl_un certo numero di compagnie di treno di artiglieria.

·per 8 compagnie di riseNa , ed 1 battagli.one cli complemento a 5 compagnie. li reggimento de' pionieri ha 5 battaglioni, ciascuno di 4 compagnie e coi quadri di 1 co mpagnia di 1·iserva e di 1 distaccamento tecnico di riserva . In guerra ogni battaglione forma inoltre una 5a compagn ià complementare, ed il reggimento somministra uomini àl servizio telegrafico. Ogni bauagl ione di guerra ha con sè 8 equipaggi da pontr.. In FranC'i'a il genio si compone di ii reggimenti di zappa Lori rnrin atori addetti alle quattro scuo le' dell'arma. Ciascun reggimento com prend e 5 battaglioni di 4 compagnie, 1 compagnia deposito, 1 compagnia di operai pionieri, 1 compagnia di zappatori conducenti. A ciascuno dei '19 corpi d'esercito corrispondono 1 brigata d'artiglieria ed 1 battaglione dì zappatori-minatori. La Commissione parlamentare avrebbe voluto che i battaglioni zappator( fossero costituiti autonomi, ma in omaggio alle tradizioni e per motivi di disciplina, d'uniformitù e d'istruzione, si ritenne più conven iente di conservare i reggimenti. ln Italia (1) le truppe del genio costituite dapprima in reggimenti, sciolti dappoi, vennero dalla legge 30 ,settembre 1873 riordinate. in 2 reggimenti, ciascuno dei quali risultò formato di 1 brigata pontieri di 4 compagnie, di H compagnie di zappatori raggruppate in 5 brigate di zappatori, ~ brigata di ferrovieri

1

Genio Formano questo corpo in Germania i baLtaglioni di pionieri autonomi composti di 4. cornpagn ie ciascuno. La P compagnia di ogni ba ttaglione é di pontieri, la 2" e la 3" di zappatori, la ,i.a di minatori. V'ha, come vedemmo sopra, un ballaglione cli ferrovieri esclusivamen te addetti al servizio cieli e f~rrov ie. In- A'ustrù:t il genio (truppe tecniche) è costimito di ~ reggimenti del genio e di 1 rAggimento di pionieri. Queste t11uppe, benchè il loro servizio di campagna abbia molti pu·nti eh contatto, pme costituiscono due arme distinte. H servizio speciale clei pion ieri è quello dei lavori intorno àlle vie di comun ica-zione; alle tmppe del genio spettano invece e peculiarmenle i lavori di zappa e di mina nell'investimento, assedio, e difesa delle piazze, la costruzione dei fo rni di carnpagna ecc. Tanto i pionieri quanto i reggimenti del genio forniscono uomini alle sezioni ferrovieri. I reggimenti del genio hanno 5 battaglioni di 4 compagnie, i quadri

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(-1) Secondo I' or.dina mento del ·1864 le truppe del genio formavano due reggimenti di zappatori i quali vennero poi sciolti (R. D, 2o agosto ·18tì7) e riuniti in un solo composto di uno stato maggiore e · 28 compagnie. Crebbero queste fino alle 30 pel R. D. ·1 3 novembre 1870, oltre aù ~ compagnia del treno ed ~ compagnia di deposito. /


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. STUDIO INTORNO AL 11.ECLUTAi\rnNTO·

di 2 compagnie ed 1 brigata di treno di 3 com. ' pagme. Come i reggimenti <lell'arti1-;lieria, cosi quelli del genio sono unitit amministrative di grande importanza, dovendo avere in pace, nei propri magazzini, tutto . l'occorrente da arredare i loro soldati in congedo illim itcHo, ed equipaggiare sul piede di guerra le proprie compagnie. Ogni reggimento deve essere pure corredato di quanto occorre alla . formazione di 5 compagnie della milizia mobile, ed ha. inoltre in caricamento il quanLitativo di materiale occorrente a' diversi trasporti dei quali esso è incaricato. (Istruzione rnlfamobilitazione, tomo 3°, capo 8°) . In pace da noi le compagnie del genio dello esercito territoriale non sono raggruppate in unità d'ordine superiore. ln Francia ogni regione deve fornire un battaglione del genio all'esercito terriLoriale.


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(1) yn rtggim~nto è di 2 soli ·bat~aglio~i; v~ è compreso il battaglione_ d'istruzion~. (2) _Comp1·~sa la balleria d istr~1zione. (~) De1 quah ~~ ~on_o b~Ut;1gl101n ~ac:c1a.ton 1 e 1 apparte11fì"ouo al r~g~1m_imto cacc1aw1·1 clel_'l'11·olo .. (4) ,È; comp1·eso ~I reg 7 1 g1me_11to p1on_w1·1. (f>) _~'o compagu1e app~l'Lengo_no al reg~1mento p1.0111or1. (GJ 1~<1 regg1me uti fanteri~ eh llne~, S_regg1m<>nt1 · zuav\, 3 rcg~1mr1!l1 L1ragl1aton algenn1, l legione sLl'é111 1~ra. 'l'11 tt1 a ,1 battagl1qri1. Nel 11 ~,m~1-~ ~lè1 b,~ttaghqn1, le 5 cqm~ pagnie d1 fl_1sciplrnn Ye1ine~o cornpt~t.aLe com~un battagJ1one. (7) Sono c~mpres1? batlag\10~1 d1 fanteria !egg1e!·a <l:,~f!·1r~. !8) e, mpre:-1 ID SCJ1.Htdro111 esp!or~Lo1·1 volo1,taru . !!') Con~P.l'f'SO ,t compat-rnie ope\·a1 ferrov1e1:1. (iO)_ as_roggu)1e11t1 ar:1gl1e1·1a da carup9, ~ l'e~g1rne, t1 po11t1en (Il , 28 compagn ie ponwm, lo compagnie operal , 8 compagmo artafic1er1. (l~) 57 coinpag·111e treno_ art1gl_ te 1'_ia 1 .G u·eno d1·l ~enio, GO treno ~qui paggi militari._ (13)_ Compresi 7 ~attaglioni alpini. (14) Comprese 2 com_1 p~g111e a1·ufic_1t>r1, 2 compagnie maestra1)za, l compagnia a1·m~1u1>h . 1 compagnia da costa ed._ l compagnJ~ \'t!lel'a\11. fio) Delle quali 30 appartengono al trc r10 dei 10 reg-/:'(1mcmi d'art10-Jie1·1a da campo e o al treno do1 2 re~·g1rne nt1 drl_gem,). ;Il (lii/ ~01~ sono compresi i battaglioni ulµini pc1·ch e a tJue ll'epoc:t non erano ancoi·a creati. (17) Compreso l regg-11nent0 j, JlOnt1er1. (18) Gomp1·c:ie 5 compagnie operai. (19) Comprese 7 compagnie del co.rpo d'amministrazione. 1

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1.VB. I .n~1meri in cara~t.cr~ com.uno rappre.senta1~0 J_a ~orza nel l'an~o 1875; quel_li in cvrsivo la ror~a al_ ~8iO; qu~lli più ~erj la; d;fterenu. La Frnncrn nove ra anche 28 Je~10m d1 gendarmemt e,l 1 reggimento zappator1 d1 P;ir1g1. L'Jtaha l'l Jeg10m 1 d1 carabinieri compresa la legione allievi 3 battaglioni d'istr uzione. 2 batterie d'istruz:one. 1 squadrone d'islruzione.

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- - - - - -- - - - - - -- - - -- - ' (l) I reg~imcnti di fanterja hanno 2 compagnie '11 di deposito. 1reggim t>u li zuavi ed i reggimenti tiragliawri algerin i ne hanno 1. .,, ,2) Non ho dati suOìc.iemj per indicare come fos1 sero costituiti i deposi ti in ~~rancia nel 1870. »

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(1) Si potrcbbllro considnare come truppe di deposito le J7(i comp,ig-nie <l i clisu·etti mi lirnri. (2) J depos iti di Ders;iglier i, fautPria e cavalltiria j n°11 e,ano pcnuaucll(i ma s1 costìrnivano alrauo della mol>ilibaz1ooc, o di piant~ , o con 1 o. 2 :S'1uadro11i o compagnie s~concJochè il reg- i g1mento muove va tul.to o no. )


(Segue tabella S) Eserciti territoriali.

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1H battilglioni rii landwchr D1lSt1·i;1ca. (1) 238 [ 12l id. id u11 gherese. Sono compr2si i cacciatori. Non csistcrn in Austria prima ùclla promulgazione clella legge militare l nsqu,Jdroni .1ustriaci._ 5 dicembre 1868 esLl·Cito di secondil linea. ' (2)· 56 lt 40 1d. ungheresi.

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IL RECLUTAMENTO DELL'ESERCITO

IL RECLUTAMENTO DELL' ESERCtTO

.. ' La questione del reclutamento delle forze del paese, che da parecchi anni preoccupava la mente del Governo, del Parlamento e l'opinione pubblica, ha in questa sessione legis lativa, mercè la legge testè promulgata (1), ricevuta la sua so luzione se non piena ed intera, come erasi altra volta progettato (2), tale pur tuttavia da soddisfare alle nuove esigenze ed alle generali aspirazioni. Affrettiamoci però qui ad osservare che un simile risultato non si sarebbe forse potuto ancora ottenere se il Ministro · della guerra nel progetto ripresentato alla Camera dei deputati nel novembre del! 'anno passato non si fosse attenuto al savio consiglio di limitare le sue proposte a parziali modificazioni alle leggi esistenti sulla materia, le quali risolvessero però le quistioni più importanti ed introducessero le riforme più vivamente reclamate, rimandando a tempi più riposati e più tranquilli la r iforma completa del sistema sul quale si fonda il nostro reclutamento militare. Partendo da questo concetto il disegno che diede vita alla legge delli 7 g iugno 1875, messo a parte tutto quel (~) Tn data 7 giugno 1875. (2) V. nella Rivista del settembre ·1874, l'articolo: Il p1'ogelto di

legge sul reclutamento dell'esercito.

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complesso di disposizioni che piuttosto si attengono alla procedura del la leva, e che restano quindi quali erano regolate dalle leggi anteriori, essenzialmente si propone di. mtro~urre nella nostra militare legislazione e di applicare m tutta la sua estensione il principio dell'obbligo generale e personale al ~ervizio nell'esercito. Già per le leggi delli 13 l uglio 1857, 27 maggio ·1 869, e specialmente con qu<~lla del 19 luglio 1871, erasi fatto un gran passo verso quest'obbl igo generale; ma quelle leg~i, vuoi perchè il salto fosse troppo rapido, vuoi perchè la pubblica opinione non vi fosse ancora bastantemente preparata, avevano pur sempre lasciato sussistere tal uni privilegi e certe facoltà che urtavano col principio stesso. Così mentre la legge ora citata delli 19 luo-lio 1871 toglieva l'a:ffrancazio~e assoluta e faceva per°tal mod~ sp~rir~ 1~ sconcio che altri per via . di danaro potesse sc10gl1er·s1 da ogni obbligo di servizio, conservava però un'affrancazione nei suoi effetti, limitata al passaggio dalla 1" alla 2" categoria. Parimenti, intanto che la stessa legge del 1871 sottoponeva pur essi i · chierici e gli a~piranti al ministero del culto in altre comunioni rel igiose al dovere di servire personal mente nell'esercito in tempo di guerra, ammet· teva però -che, in tempo di pace, assoggettandosi a certe e determinate obbl igazioni più di forma che di sostanza potessero andare esenti da ogn i prestazione di servizio'. Volendo adunque realmente rende re universale e pers?n~le l'~bbligo a~ servizio medesimo, le prime disposizioni .da 1~tt:odurs1 .dovevano tendere a far scomparire quegli ult1m1 avanzi cli favore, e così fu fatto. Coll'artico lo 1° della nuova legge si è stabilito che tutti i cittadini dello Stato, i quali concorrono alla l eva r !conosciuti idonei a l le armi, e non colpiti dall'esclus10ne, sono personalmente obbligati al servizio militare. Coll'articolo 10 si è abrogato il disposto dell'articolo 4


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IL RECLUTAMENTO

DELL' ESERCITO

della legge 19 luglio 1871, e quindi vengono sottoposti alla legge comune anche gli alu nni cattolici in carriera ecclesiastica e gli aspiranti al ministero del culto in altre comunioni religiose tollerate dallo Stato. Infine coll'articolo 11 viene disposto che a datare dal 1° luglio 1876 sia tolta la facoltà di fare passaggio dalla 1a alla za categoria mediante il pagamento di una data somma. Nè basta: chè a guarentirsi da qualsiasi sottr,1zione indebita all'oJ.bligo del servizio, coll'articolo 12 si è inoltre stabilito che le riforme al momHnto della l eva non siano più irrevocabili, ma che i r iforniati possano essere nuovamente visitati nei due anni successivi. Il risultato di queste disposizioni è radicale poichè d'ora in poi tutti gl'inscritti di leva atti alle armi seguiranno la sorte l oro designata daU'estrazione del numero e presteranno il servizio nella categoria in cui siano classificati, salvo i temperamenti ammessi dalla legge pel tempo di pace a salvaguardia degli interessi sociali e delle famiglie. Ma non è a credere che tale risultato si sia potuto raggiungere senza difficoltà. Gli è bensì vero che era gi,ì riconosciuta la necessità del serv iz;o obb ligatorio, e per conseguenza anche quella di togliere ogni privilegio ed ogni eccezione non giusti ficata, onde nessuna voce nè entro nè fuori del Parlamento sorse ad oppugnare l'abolizione del passaggio per danaro dall'una all'altra categoria. Tuttavia sovra un punto erano ancora divise le opinioni e non maturi i giudizi, sulla sorte cioè che dovenno correre gli alunni in carriera ecclesiastica. Qui il problema dell'applicazione del servizio obbligatorio si trovava di fronte ad ostacoli di un ordine morale elevato, poichè si riferiva agli interessi ed ai sentimenti religiosi della grande maggioranza della popolazione; e nessuno infatti di coloro, che avevano posto mano n ei

precedenti progetti di legge sul reclutamento, nè il Ministro proponente, nè i relatori delle diverse commissioni parlan1entari, aveva creduto di risolvere la questione con una proposta radicale, la quale per la sua gravità si com prende come difficilmente potesse sorgere da una iniziativa inrlividuale. Spettava al potere legisl ativo nella pienezza del suo esercizio il risolvere quella del icata questione, come i principii del di,·itto pubblico moderno richiedevano; ed infa.tti la Camera dei deputati a grande maggioranza deliberava la cessazione di qualsiasi favore accordato ai chierici, e il medesimo concetto dopo l unga e profonda discussione veniva pure approvato dal Senato, il quale nell'alta sua saviezza solo raccomandava che i ministri dei culti, quando chiamati sotto le armi, vengano preferibil mente destinati ai servizi più conformi al loro carattere, come sorlo quelli di cappe llani, assistenti negli ospedali, infermieri, ecc. (1 ). Ma se l'un ramo e l'altro del Parlamento decisero una quìstione cosi delicata in un senso strettamente conforme ai principi i della legge, non ebbe la parte minore in una sim ile r isol uzio ne il riflesso che, pur sottoponendo gli alunni ecclesiastici alla legge comune, ne sarebbe non che inaridita, come taluno mostrava temère, appena appena insensibilmente scemata la fonte eia cui si alimenta i.l sacerdozio. E valga il vero: se si considerino gli effetti di questa l egge in confronto colle disposizioni (•I) A tale r iguardo venne da l Senato de l Regno, nella tornata dclii 26 maggio u. approvato il seguente ordine dPI gi, rno accettato dal llfinistro della guerra c proposto dagli onorevoli Torelli, Verga e Boucornpagni: « Il Senato, udite le dichiarazioni del Ministro della guerra, e ri<< tenuto che i sacerdoti cattolici e i ministri degl i altri culti chia« mati sotto In armi in tempo di g uerra sar:rnno preferibilmente « impiegati nei servizi de i non combattenti, passa alla votazione del!~ << legge >).


U,8 IL HEGLUTAMENTO anteriori per gli alunni in carriera ecclesiastica si vedi·à come essa aggravi la condizione dei pochi che saranno compresi nel contingente di l • categori:i, il quale, essendo fissato a 65 mila uomini, .è nella proporzione di poco più di 1/. sul totale degli inscritti <li leva, che sono circa 275 mila. Rimane adunque negli altri tre quarti un la•·go c,1mpo nel quale chi vi fosse compreso può dedicarsi alla carriera ecclesiatica, sia che resti escluso dal servizio per riforma, _sia che per motivi di famiglia abbia diritto all'assegnazione alla 3• categoria, sia infine che si valg·a della facoltà concessa della surrogazione di fratello. Se si volesse tradurre in numeri l'accennata classificazione dei. diversi contingenti sui dati di fatto avuti per lo passato, si vedrebbe che nella peggiore ipotesi il servizio obbl igatorio graverà appena su quei 200 chierici che annualmente, in virtù della legge 19 luglio 1871, chiedevano il passaggio dalla l" alla 2" categoria e che ora rimarranno ben's ì nella 1a, ma potranno pur sempre usufruire i vantaggi del volontariato d'un anno. Così abolito il passaggio dalla 1" alla 2" categoria e il p1:ivilegio di cui godevano i chierici, si è fatto certamente il più g-ran passo verso il servizio obbl igatorio; ma neppur esso ci conduceva ancora all'applicazione completa di questo principio, rimanendo sempre gli esentati per ragione di fam ig·lia a norma della legge 20 marzo 1854, i quali, sebbene r iconosciuti meritevoli di ogni riguardo, non parve però giusto che avessero a sottrarsi interamente al dovere che incombe ad ogni cittadino di difendere la patria colle armi quando il supremo bisogno lo richieda. Onde la nuova legge lascia bensì sussistere per essi l'esenzione n ei cas i contemplati dalle leggi esistenti, ma li t iene a dispos izione dell'esercito pel tempo di guerra, e in virtù dell'art. :3° li assegna ad una 3n categoria destinata a concorrere alla. formazione di una

oEcr:Esrmcno

449 ultima riserva delle forze nazionali, ossia la milizia territori al e. Di questa. milizia e della legge,· che deve regolarne l'ordi·n amento e le attribuzioni ci occuperemo altra volta: qui ci occorre intanto notare che a voler che essa corrisponda allo scopo della sua istituzione si è creduto indispensabile che entrino a comporla non gli elementi soltanto dati dalle esenzioni, la cui istruzione in tempo di pace potendo essere appena abbozzata, non sono adatti perciò a dare solidità ad una istituzione di questa. fatta, ma che insieme con essi ne facciano pure parte altri elementi, che, avendo servito nell'esercito permanente e nella milizia mobile, portano seco qualità mili tari per la coesione della forza, per l'istruzione e per l e abitud ini all'ordine e alla disciplina. È per questo motivo che coll'articolo 1° si è esteso l'obbligo del servizio fino al 39° anno di età., e coll'articolo 2° si è prescritto che i cittadini i quali, entro quel limite di età non appartengono all'esercito permanente od alla milizia mobile, debbano essere ascritti alla milizia territoriale. La nuova legge non si è adunque limitata all'applicazione completa dell'obbligo generale e personale alla milizia, ma vi ha dato anche una maggiore estensione pur rispettando gl i interessi delle famiglie. Rendendosi per tal modo più gravi gli oneri dei cittadini soggetti alla leva, oltre que lli delle famiglie altri interessi sociali richiedevano maggiori riguardi e vi si è provveduto cogli articoli 7 e 9 della legge. Per l'art. 9 agli studenti universitar'ì e degli istituti assimilati, che prima della estr,1zione a sorte dichiarino di accettare l'assegnazione alla 1"' categoria, è fatta facoltà di ottenere che in tempo di pace sia ritardata fino al 26° anno di età la loro chiamata sotto le armi, e questa facoltà viene dall'art. 7 pure estesa ai volontari di un anno che seguono i corsi uni versi tari, delle scuole


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I L RECLUTAMENTO

tecniche e commerciali superiori, e per la prima volta anche ai giovani che, assumendo l'arruolamento volontario, stiano imparando un mestiere, un'arte, una profes sione, od attendano a studi dai quali non possano essere distolti senza grave pregiudizio per il loro avvenire, oppure siano ind ispensab ilmente necessari per il governo di uno stabilimento agricolo, industriale o commerciale, al quale attendano per conto proprio o della famiglia. Mentre co>1Ì si provvedeva alla tutela degli interessi sociali in tempo di pace, d'altra parte non si trascuravano quelli dell'ese rcito pel tem po di guerra e sopratutto quello di avere, al momento del bisogno, nelle file combattenti in prima l inea i migliori elementi dati dalla gioventù più istruita e più educata. Gli è perciò che anche ai volontari di un anno s'impose coll'articolo 5 l'obbligo di essere ascritti alla la categoria, e per guarentire sempre più che questi g iovani abbiano poi le qualità richieste per servire degnamente in l" linea, coll'art. 8 si tengono obbligati a servire per altri 6 mesi dopo l'anno di volontariato, se al termine di questo non danno prova di aver raggiunto il grado necessario di istruzione militare. Queste severe ma giuste disposizioni della legge trovano per altro nella medesima un largo compenso nel diritto fatto ai volontari di un anno coll'art. 5 di conferire al fratello l'assegnazione alla 3• categoria. Se si vogliono considerare gli effetti della estensione data colla presente legge al servizio obbligatorio è necessario tener conto di un altro termine di fatto, cioè dal contingente di 1"' categoria che annualmente si chiama sotto le armi. Questo contingente, com'è noto, fu aumentato fino a 65,000 uom ini per dare alle nostre forze combattenti uno svil uppo che si trovi in conveniente rapporto con quell o degli eserciti delle altre nazioni, e poichè da un'altra part<~ le condizioni finanziarie del

451 paese non permettevano di oltrepassare certi l imiti nelle spese, ne veniva la n ecessità di abbreviare la durata della ferma ordinaria, la quale stabilita a 4 anni dalla legge delli 19 luglio 1871, viene ora dall'articolo 4 della nuova legge ridotta a 3 anni cosi appunto come in Germania ed in Austria-Ungheria. Questo limite fu ammesso tanto più a ragione, in quanto c}?.e l'esperienza ha dimost rato che 3 anni sono sufficienti per l'educazione del soldato, favorita dal miglioramento che di giorno in giorno vanno acquistnndo le qualità dei quadri. Una eccezione a questo riguardo è però ammessa per gli ascritti alla cavalleria pei quali la durata della ferma è fis sata a 5 anni stante la p iù difficile istruzione ed educazione militare, che è speciale a quell'arma. Ma mentre la nuova legge ha in tal modo modificato la durata della ferma, essa non ha punto variato il tempo di servizio a cui sono rispHttivamente obbligati gli uocategoria n ell'esercito permanente e mini di l" e di nellà milizia mobile, onde questi due grandi riparti nè per la quantità della forza nè per la loro composizione subiscono mutazioni di sorta, e rimangono quali risultavano dalla legge 19 luglio 1871. L'esercito permanente continuerà così ad aver una forza nominale di 500,000 uomini, dei quali 300,000 combattenti e costantemente presenti, 100,000 rappresentanti gl i indisporiibili e 100,0ùO che formano le truppe di complemento; e la mi lizia mobile avrà una forza nominale di 250,000 uomini, dei quali 150,000 disponibili e mobilizzabili, rappresentando i rimanenti, gli in~lisponibi li e 'non combattenti e la riserva di complemento. La sol,t forza che viene realmente ad aumentarsi per la nuova legge è quella data dalla milizia territoriale, la quale, a rotazione completa delle classi, avrà a ruolo· pit1 di un milione d'iscritti. Si comprende che anche nei casi estremi non occorrerà mai di mettere in armi tanta. DEJ,T.'ESERCITO

za


452 IL RECLUTAMENTO oeu.' ESE RCITO massa d'uomin i, ma basterà chiamarne al massimo300,000 per presidiare l'interno ed anche per guardare qualche tratto delle coste. Giunti a questo punto non ci resta che da accennare ad un'ulti ma disposi zione della legge la quale ha un particolare interesse. Abolita, come si è detto più innanzi, la facoltà di far passaggio dalla 1° alla 211 categoria mediante pagamento di una data somma, veni va a mancar la sorgente da cui la cassa militare traeva principalmente i mezzi per corrispondere i premi di rafferma ed il caposoldo ai sottufficiali stabiliti dalla legge 14 giugno 1874. Era quindi necessario trovare un altro cespite di entrata, e questo in virtù dell'art: 6 sarà dato dalle somme da pagarsi dai volontari di un anno, le quali vengono elevate al limite massimo di lire 2000 per quelli che servono nella cavalleria e di lire 1500 per gli altri. Queste adunque sono in succinto le disposizioni della nuova legge sul reclutamento, ed esse come si è dimostrato, mirano a quest'unico scopo di applicare nel miglior modo possibile l'obbligo generale e personale alla milizia, accompagnandolo con tutti i temperamenti richiesti dall'interesse dell'esercito da una parte, e da quelli della soeictà e delle fam iglie dall'altea. Che cosa rimarrebbe ora a fare per avere un sistema di reclutamento completo ed omogeneo~ Null'altro che raccogliere e coordinare in un unico testo le accennate disposizioni insieme con quelle ancor vigenti delle leggi 20 marzo 1854 e 19 luglio 1871, ed una facoltà simile è appunto concessa al governo del Re dal 18° ed ultimo articolo della legge. X.

INTORNO

AL

SERVIZIO

DI

AVANSCOPERTA

Dl!LLA

CAVALLER[A DI UN'ARMATA Pubblicazione dello stato maggioro generale del ~l:nistro della guerra franceso.

Come ai lettori della Rivista già è noto, nello scorso mese di febbra io usciva in Francia, compilata dal 3° ufficio dello stato maggiore generale del Ministro della guerra e dal Ministro stesso approvata, una « /stntzione JJratica 71el servi:do della cavalle1·ia in carn.J>a,gna >> ('I) . QuesLa btruzione, destinala n surrogare l'Ordinanza del 3 ma_qgio 1832, c:he fin qui era il solo 1·egolamento nel quale fossero contenuti i principii di quel servizio, è in gran parte modellala sulla nostra « Istruzione pe1· l' amrnaest1·arnento tattico della cavalteri·a ». Oivisa in ci1H1ue parti, che rispettivamente trattano: del servi;:;io degli avamposti - del servizio delle marce - di quello di scoperta (o di ricognizione, e che quin di non ha punto che fa re coll'ordinario servizio di lo ntana esplorazione, al quale da no i si è dato il nome comprensivo di avanscoperta ) - degli accantonamenti e bivacchi - e finalm ente dei convogli (scorta c<l atlacco) e delle piccole operazioni· eletta gue1·1·_a, la 1

(~) V. dispensa dell'aprile ,1875, pag. ,1,19 e seg.


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STUDIO INTORNO AL SERVIZIO DI AVANSCOPF.RTA

IlUOVa Ùl1"U.Zione pratica francese presentava una gran lacuna, inquantochè non vi era trattato di quell'importantissimo servizio che alla cavalleria spella in campagna, e cioè del servizio di avanscoperla. E diciamo · <:he tale istriizione non ne trattava perché non possiamo credere basti a dare un'idea per guanto sommaria di simile servizio quel pochissimo che vi è detto al capito lo 5° della n• parte, là dove parla del modo di marciare della cavalleriB in unione colle altre armi, dicendo dei casi particolari cli una brigata cli cavalleria che fa parte d'un corpo d'armata e di un reggimento che marcia con una divisione di fa nteria. Lo stato maggiore francese ha ora colmato una sirni ìe lacuna {1) facendo stampare e distribuire ai reggimenti di cavalleria una specie di apposita istruzione complementare, alla quale fu dato il modesto Litolo di « Étiule mr le se·rvice de la ca1;alerie éclairant une année ». L'importanza del soggetto ci induce a darne ai nosLri lettori una traduzione letterale·, ma ciò fac:endo non sappiarno resistere alla tentazione di aggiungere qualche nota ehe riassuma, in parte, le considerazioni suggeriteci da questa, per molti riguardi del resto, pregevole pubblicazione. Ecco intanto la versione testuale·

455 di quesLo recentissimo lavoro del 3° ufficio delìo stato magg-iorc generale del !H1nistro della guerra francese; lavoro che servirà almeno a darci un'idea del modo in cui i Ftancesi impiegheranno, nelfe guene avvenire, la loro cava. ll er,ia in qut>ll'imporLantissimo ufficio di scoperta, e di cuoprimento delle proprie armate, la cui assoluta inosservanza nell' ull1rna guerra fu una delle cagioni non ultime dei colossali rovesci da essi soffer'Li. DELLA CAVi\LLEIUA DI UN'AMIATA

CONS IDERAZ IONI E PRESCRIZ IONI GENERALI.

1

(1) Questa che chiamiamo lacuna, e che tale veramente ci p~rve sino al momento in cui ci capitò tra le mani la ouova pubblicazione che qui ristampiamo t radotta, potrebbe #lsserc un'omissione fatta a bello studio, per poi trattare a parte di quP.sto specialr, servizio dell'avanscoperta. Del che per altro non snpremmo vedere plausibile motivo, a meno di supporre che lo stato maggiore francese non intenda dare, neppure in apparenza, il carattere di prcscrir.ione regolamcrntare a quaoto rifletto un sim il servizio; ipotesi invero legittimata dal fatto che a quest'ultima pllbblicazionc fu dato il titolo di " Studio» anzichè quello di « Istrm:ione » sebbene di un'Istruzione più che altro abbia tutto il carattere.

È oggetto di questo studio indicare le regole teoriche pel servizio di esplorazioue della cavalleria destinata in avanscoperta davanti alla fronte delle armate operanti. Queste regole non pos,;ono essere di natura assoluta; nell'applicarle converrà prender norma dalle forme del terreno e dalle svariate eircostanze che si presentano in guerra ( 1). Un'armata composta di tre corpi d'armata è gf!neralmente coperta da una divisione di cavalleria dipendente direttamente dal generale comandante l'armata. Possibilmente la div isione deve comprendere tre brigate: due di cavalleria leggera o di dragoni, destinate ad essere spiegate, una di corazzieri o di dragoni come riserva. Essa ha seco artiglieria a cavallo in ragione di una batteria per brigata. Il fronte di un'armata, composta di tre corpi d'armata, essendo di circa 20 chilometri, la divisione di cavallc~ria deve stendersi sopra una fronte di 30 a 35 chilometri, in modo da sopravanzarne le ali di 5 a 6 chilometri circa (2).


456 STUDIO INTORN O AL SEf\VIZIO DI AVANSCOl't:l\TA Come regola generale, la cavlllleria che copre il fronte di un'armata deve essere formata su tre linee. La pr·ùna linea ha per còmpito di vedere in qual modo è possibile aggirare in fianco o sfondare il nemico, e di scoprire i tentativi che nel medesimo intento questi potrebbe fare. Inoltre essa deve cercare di procurarsi notizie della forza e dì segni dell'avversario : a tale ·scopo essa viene, quanto più presto può, in contatto col nemico e si sforza di mantenervisi. La seconda linea è destinata ad appoggiare un attacco contro la linea degli esploratori avversari, od a far fallire i tentativi del nemico servendo di sostegno alla pri~a linea. Quando sia necessario, la seconda linea fornisce altresì i mezzi di aumentare le pattuglie di esplora:r.ione. La terza linea ha per iscopo di servire come riserva alle altre due; essa può anche, in certe circostanze, rafforzare la seconda linea, allorchè questa, avE.ndo oltrepassata la linea degli esplorato ri avversari, penetra fino alle teste di colonna della fanteria per costringerle a spiegarsi ed a porre in mostra le loro forze. Da quanto precede risulta, che l'insieme del sistema di esplorazione presenta la forma di un settore più o meno regolare: sull'arco del settore stanno gli esploratori (éclaireurs); al centro la riserva; fra questa e quelli i sostegni (3). Le due brio-ate di drao-oni, o di Mvalleria leggiera, o o . essendo collocate sopra. una stessa l inea, distaccano un reggimento ciascuna per formaee gli esploratori o prima linea·, il secondo rego-imento di ogni brigafa o . cost1tu1sce il sostegno o seconda linea. Queste due brigate rimangono sotto gli ordini del loro capo diretto, il' quale sta ordinariamente col sostegno. Infine la brigata di riserva forma la terza linea; il generale di divisione marcia abitualmente con questa brigata.

.i,57

DEI.I.A CA VALLEllIA DI UN',\.RMATA

Còmpito dell'artiglieria è quello di appoggiare e di ei"ficacemente proteggere i movimenti della cavalleria; e:-:sa marcia riunita, o per distaccamenti, a seconda degli ordini del generale comandante la divisione, il quale tiene ordinariamente presso di sè almeno una batteria: i cassoni delle sezioni o batterie distaccate rimangono colla brigata di riserva . Le brigate destinate ad essere spiegate, dovendo essere essenzialmente mobili, lasciano colla brigata di riserva gli uomini appiedati, i cavalli non montati ed i bagagli dogli ufficiali, che seguono la brigata formati in convoglio. L'ambulanza divisionale sta essa pure colla brigata di riserva (4). I reggimenti approfittano dei soggiorni per fare, fra gli uomini ed i cavalli, i cambiamenti riconosciuti necessari, e per far venire dal convoglio gli effetti di. cui gli ufficiali possono abbisognare. Nei casi d'urgenza tali cambiamenti si fanno immediatamente. La divisione di cavalleria deve vivere sul paese; in via normale essa non è seguita dalle vetture di approv-vigionamento. Però allorquando, pei ragguagli avuti intorno ai mezz1 del paese, il genera1e in capo crede necessario fare un'eccezione a questa regola, egli dà alla divisione di cavalleria un certo numero dì vetture contenenti un approvvigionar.iento di razioni di riserva per gli uomini e per i cavalli; queste vet ture formano allora un secondo convoglio, che marcia. a 4 o 5 chi lometri dietro il primo; il sotto-intendente cui ne è affidata la direzione spedisce ai reggimenti, secondo gli ordini del generale di divisione, i viveri di cui hanno bisogno. Le distanze fra l e diverse linee, come quelle che dipendono dalla natura e dall'estensione del terreno da ANi\°O

xx,

VoL. 11.

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4,08

STUD'IO JNTOHNO AL SE!lVIZlO DI AVANSCOPEllTA

esplorare, non posson~ essere fissate in modo invariabi le; in via nor male gli squadl'oni esploratori vanno spinti fino a 10 chilometri innanzi al sostegno; questa distanza è necessaria se vuolsi che il gen erale comandante de ll a divisione possa essere avvisato in tempo dei , movimenti de l nemico. Ciascuno dei ri:>ggimenti di s0stegno, formanti la seconda li nea, marcia, gener:-1lmente, ,Jìt>tro il centro del re:Igimento dfdla sua brigata spi,,gato in prima linea. L:=t ri-,erva segue a circa 4 o 5 ch ilometri dai sostegni tenendosi al centro o verso la parte più minacciata, e sta ad una giornata di marcia a lmPD'l din anzi all'arrnata(5). Gli intervulli fra i r iparti del la prima linea sono subordinati ;illa coufìguraz ione del t~rreno ed al numero rlelle 1: ie di comun icazione che il nern icu può percorrere. Non devono essere troppo es tesi se \'uolsi che gli squadroni esploratori possano fac1lm,,nte collegarsi, soccorrer~ i in ca;,o di hi~ogno ed · impeJire al nemico di penelr11re . L' interval lo ·di 6 chi lometri sembra essere un 1naxinium, da non oltrepassarsi. Una d,.. lle parti più es<:enzial i del serv1z10 di esplorar.inne, è quella de l la. rapida e sicura trasm iss ioni• delle no tizie n1ccol te da l le pattugl ie e dagli esploratori . È parin,enti nece;,sario che questi ricevìlno p rontamt.-> nte e si(;u1'amente gli Ol'd ini ed avv isi che il gener;-ile comandante <ld la d;visione plll> loro inviare. A tale scopo i diVf-'rsi t-> l,...rnenti cld servizio di' esplorazione sono collegati per mezzo di posti di corrispondenz·,, distanti da 4 o 5 chi lometri l'uno dall'altro, e composti ciascuno di tre o qu;:itt.ro cava liHi; se esi:;te u na l inea teleg_rafica sarà pr" l'eribi le servirsene. S ccome il se rvizio di prima linea è molto f:ii ico~o, il generale di brigat,t fa rilevare i l reggimento spie-

459 ·-gato in esploratori da quello di seconda l inea ogni qualvoi ta lo crede necessario. Il cambio deve far.si preferibilmente durante i soggiorni; alla vigi lia della p~rtenza, -nella sera, g li ~quadroni del reggimento di seconda linea si recano sulla linea degli sq'uadroni dell a prima, e l'indomani, mentre si prosegue la marcia, il reggimento di .prima linea si raduna e diventa a sua volta sostegno. DELLA CAVALLERIA D( UN ' ARMATA

PRESCR IZIONI PARTICOLARI,

Il generale corrnmdante la divisione di cavalleria di un'armata r iceve dal genera.le in capo le istruzioni necessarie all'adempimento della sua missione. Queste istruzio iti riflettono specialmente l'insieme delle notizie raccolte circa la posizione ed i dist>gni del nemico; la direz ione generale da seguirsi nella marc ia innanzi; le li nee di ri Lirata, le ferrovie, linee telegrafiche o vie ordinarie di cui farà d'uopo ass-icurarsi il possesso, o che in determinate -circostanze converrà distruggere. Il generale in capo determina il numero dei rapporti che gl i debbono essere inviati, ed ogni giorno fa sapere al comandante della cavalleria dove prende stanza il .s uo quartier generale. R icevute le istruzioni del gran quartier generale, il generale di divisione comunica ai suoi generali di brigata .quauto stima utile ch'essi :,;appiano circa le operazioni d ivisate. Consegna loro i danari necessari pe r pagare le guide, i corriel'i, le spie, ecc., e fi nalmente manda l oro ogni giorno una tabella di marcia pel di seguente. In questa tabella sono indicate: ·

La posizione presunta del nemz'co;


·4,60

STUDIO JNTORNO AL SIWVIZIO DI AVANSCOPERTA

Il riparto delle trwppe della divi~ione nelle trelinee (esploratori, sostegni, riserva); . . . Le di'slocazioni dei corpi vicini e le loro direzioni; La zona di terreno da esplorare e le strade che più particola1·1nente dom•anno essere segitite; Le ore di partenza; I punti estrenii della lineci d'esplorazione e gli accantonamenti' o bivacchi da occuparsi; J punti di adunrr,ta in caso di rztfrata ed il posto dove trovasi il . suo quartier generale; Le patlMglie di uf!iàali ed altre da mandare a gran distanza, sia diirante la ma1·cia, sia diwante la f'e,;·mata; Le linee di posti di' corrz'spondenza da stabilire fra gli esploratori, i sostegni e la 1·iserva; Infine, il posto del convoglz'o. I generali di brigata danno istruzioni analoghe ai co-, lonnelli e determinano, in base agli ordini da essi ricevuti, la quantità di truppe da porre in prima linea: allorchè la divisione deve C()prire un fronte non maggiore di 30 chilometri, basta meltere in prima linea sei squadroni, ·tre per reggirne11to. In questo caso uno squadrone d'ogni reggimento rimane agli ordini del colonnello, ed a metà distanza fra la prima e la seconda linea; ordinariamente questo squadrone marcia sulla stessa strada che percorre il reggimento di sostegno. Se la divisione deve coprire una fronte pit'.1 estesa, la prima linea si compone di otto squadroni, quattro pet' reggimento. Allora il colonnello sta generalmente collo squadrone che segne la strada suindicata. IL colonnello di ciascuno dei reggimenti· oper~nti in prima linea indica fa. strada principale che ogn i squadrone dovrà seguire, e quelle che ciascuno di essi dovdi

4{H -esplorare; esso fissa i posti dove il grosso di ciascuno squadrone dovrà accantonare. Questi ragguagli sono comun icati a tutti i capitani comandanti (6). Gli squadroni delle ali ricevono inoltre avviso, se ne è mestieri, delle posizioni degli esploratori vicini appartenenti ad un'altra armata, onde possano con quelli .collegarsi. Durante la marcia, ogni squadrone manda innanzi a -circa 600111 un plotone che forma l'avanguardia, questo plotone si fa precedere a 400°1 da una punta (Vedi l' Istruzionè p1·atz·ca sul servizio della cavallerz·a in campagna). Ad un chilometro dietro lo .squadrone marcia una retro- • guardia di 6 caval ieri, comandata da un sottufficiale; essa è seguita a 500m di distanza da una punta di due cavalieri. Gli' squadroni prendono le disposizioni necessarie alla protez ione dei loro fianchi ed al reciproco ,collegamento; a tal uopo essi distaccano alcuni gruppi di cavalieri (due in paese amico, sei od o~to in paese nemico), incaricati di percorrere le vie intermedie, sì. da ,esplorare in tutte le direzioni che conducono verso il nemico. Il grosso dello squadrone marcia col fronte più largo possibile, · senza intercettare la strada; il capitano comandante regola le andature in modo che · si faccia~o al ternati va mente due chilometri di passo e due di trotto. Ogn i due ore esso fa un~ fermata di un quarto d'ora .-circa; la. prima si fa una mezz'ora dopo la partenza. Possibilmente le fermate debbono fars i là dove si possa, senza esser _v isti, abbracciare collo sguardo una grande distesa di terreno. Le teste di colonne percorrendo, secondo questa indicazione, otto chilometri circa all'ora, si manterranno alla stessa altezza, e ciò renderà facile il collegamento fra gli squadroni (7) . DELLA. CAVALLETl!A Dl UN'ARMATA

Quando lo squadrone g iunge sul sito designato per accantonare o bivaccare, il plotone d'avanguardia si tra-


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STUDIO

lN'rOn~o

AL SEHVIZJO Dl AVANSCOPERTA

sforma in gran guardia; essa si pone al bivacco.per quanto, è possibile presso qualche importante crocicchio di strade. I gruppi di cavalieri mandllti duran1e la marcia a battere le vie laterali, si riuniscono allo squadronP; il capitano comandante continua a far esplorare durante la fermata , come lo ha fatto durante la marcia, la iona di cui è incaricato. All'accantonamento l'allo.ggio del capitano ed il posto di polizia sono indic11ti giorno e notte in modo apparisçente. Un posto, detto d'allarme, viene scP.llo come punto , • di adunata dello squadrone. Non si usano segMli di trom ba se non in caso d'allarme. Prima del cadere del g iorno i cavalieri debbono pre-· parare le bardature ed il corredo, per poter rapidam ente insellare e montare a cavallo anche nell'oscurità (8). Immediatamente dopo che si sarà accantonato, il ca~ pitano comandante ne informa il colonnello, al quale manda contérnporaneamente tutte le notizie raccolte intorno al nemico. Egli comunica gli stessi avvisi agli squadroni laterali. Il còropito affidato alla prima linea essr.ndo quel lo di vedere, e d'imped ire che l 'avversario veda, le truppe che la compongono debbono attaccare <1gni qualvolta trovano occasio.n~ favorevole per penetrare attraverso le l inee del nemico, o quando questi fa un simile tentativo. Qu indi , allorquando il comandante del plotone d'avanguardia si trova in presenza d'un solo plotone nemi_co, egl i non deve esitare ad attaccarlo per fare dei prigion ieri; egli ne dà pronto avviso al suo capitano comandante, il qua le si porta celeremente innanzi per compiere Ja rotta del . nemico. Se l'avversario è super iore di forze, il comandnnte dell'avanguardia cerca con tutti i mezzi possib ili di _ri-tardarne la marcia, per dare allo squadrone, che egli

.. DELLA CAVALLERIA Dl lJN'ARì\'lATA

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av:rà fatto avvisare, il tempo di giungere e di prendere l'offensiva. . Ogni qualvolta uno squadrone si trova alle prese col nemico, il capitano C()rnandante ne informa il colonnello e gli squadroni vicini. Quest i devono continuare il loro movimento in avanti, con t;, nta maggi(ire celerità, inqu_antochè essi potrnnno allora raccogliere notiz ie portan,losi sui fianchi ed a tergo del nemico impegnato nel combattimento. Il co lonnello si dirige verso l o squadrone che è alle prese per sostenerlo; il generale di brigata appoggia rapidamente questo movimento, tenendosi pronto, secondo le circostanze, a compiere il buon successo della prima linea od a respingere H nem ico (9). Se il nemico si r itira, il capitano comandante lo fa seguire da uno o due plotoni per non perdere il contatto. Quando, al contrario, lo sq uadrone è c:ostretto a ritir<lrsi, esso cerca d i raggiungere nella sua rmll't:ia retrograda una posizione che gli permetta tli resi·stere finchè lo squadrone di sostegno possa arri vare al soccorso. Io talune circostanze il comandante potrà f,t r appiedare pHrte della sua truppa, pt:r trarre vant;1ggio dagli accidE:nti del terreno facendo uso dd fuoco; eg li profitterà di tutte le occasioni che gl i semlireranno favorevo li per riprendere l'o[ens iva, ed in ogni caso cercher!t :r.udo di mantenere il contat to con una de ll e ali dell'a,vversario. Infine, se egli non può più resistere dovrà ripieg:i.rsi sulla seconda linea, avendo cura. di smascherarla per non incagliarne i movimenti.

In ciascuna brigata, il reggimento di seconda linea è destinato a sostegno di que llo che opera in prima liuea, ed a d~rgli il e.amb io ogni tre o quattro giorni. Il reggimento 10 seconda linea ·marcia genera lmente in colouna su di una sol strada. Il distaccamento d'artiglieria che,


.\.6J STUDIO lNTOIINO .\L SERYIZlO DI AVANSCOl.'ERTA in via normale, il generale destina al sostegno, marcia dietro il primo squadrone. L'avanguardia, forte di uno squadrone, si conforma ai principii enunciati nell'istruzione pratica, facendo guardare i fianchi della colonna da pattuglie spinte a. grandi distanze. Il generale di brigata deve essere esattamente informato di tutto quanto avviene nel reggimento che gli sta innanzi spiegato, per guisa ch'egli possa celeremente recarsi verso un punto qualsiasi della prima linea quando questa si trova impegnata col nemico. Egli trasmette al generale di divisione tutte le notizie che gli pervengono. Allorquando gli squadroni della prima linea sono riusciti a sfondare la linea degli esploratori nemici , il generale di brigata si spinge innanzi per compiere la disfatta della cavalleria avversaria. Parimenti quando il nemico, coll'intendimento di preparare un attacco e sfondare il velo della prima linea, concentra forti co ~ lonne, il generale di brigata deve portarsi rapidamente innanzi colle truppe di cui dispone per sostenere vigorosamente gli squadroni attaccati; se egli non ha forze sufficienti ne dà avviso al generale di divisione e si ripiega, combattendo, in buon ordine e lentamente, in modo da ritardare quanto pitt può' la marcia del nemico.

La brigata di riserva si t ienA normalmente a 4 o 5 chilometri dietro i reggimenti della seconda linea, per potersi portare celeremente là dove il suo intervento diventasse necessado. Essa marcia riunita sotto gli ordini del generale di divisione. L'artiglieria sta alla testa della brigata. Un'avanguardia di due squadroni marcia. a 1500"' innanzi al grosso. Uno .::iquadro11e forma la retroguardia, a 500 o 600"' dietro il secondo regg i mento; un plotone serve da estrema retroguardia. Questo squadrone non ha soltanto il servizio di polizia; a lui spetta sopratutto di vegliare costante-

DELLA CAVA LLERIA DI UN'ARMATA 46/> mente acciocchè nulla d'improvviso accada a tergo della ·colonna; se il nemico si presentasse, la retroguardia dovrebbe gettarglisi risolutamente addosso senza contarne le forze. ' Allorchè uno dei reggimenti di second a linea, respingendo la cavalleria avversaria, sarà giunto in vicinanza degli avamposti nemici, la brigata di riserva dovrà intervenire e cacciarsi · arditamimte contro le teste di CO· lonna della fanteria per cannoneggiarle e costringerle così a spiegarsi. Intanto il generale di divisione cel'ca qualche punto elevato da dove possa scoprire il terreno e .farsi un'idea della posizione, della forza e della composizione delle truppe nem iche. Agli ufficiali che la accompagnano egli fa segnare sulla carta le posizioni ocèupate dall'avversario.

Quando il generale, dopo esaminato ciò che gli importava di vedere, giudica opportuno di ritirarsi, egli deve mantenere il contatto col nemico facendolo osservare da pattuglie. Se la seconda linea è costretta a ripiegarsi di fronte a forze superiori, il generale di divisione si porta innanzi quanto più celeremente può colla brigata di riserva; l'artiglieda prende posizione per arrestare l'avvers_ario e proteggere lo spiegamento dei due reggimenti. Nel frattempo le truppe che momentaneamente sono state obbligate a ritirarsi si riordinano, sia indietro, sia sui fianchi, in g uisa da poter prontamente e vigorosamente riprendere l'offensiva. Parigi, 34 marzo 4875.


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STUDJO INTOIINO AL SERVIZJO DI AVANSCOPERTA

DELLA CA.YALLERlA Dl UN'ARMATA

NOTE

('l) Ed è per sè chiaro, m a appunto la giustezza d i questa osservazione, colla quale si esordisce, non fo che porre in

maggior luce quel non se che di troppo geometrico, di troppo regolare e compassato, che in questo studio s i osserva. A pàrer nostro il servi;:io della cavalleria in avanscoperta mal s i presta al vincolo d i norme o prescrizioni regolari, e saremmo pel' dire che volendo fare cosa praticamente utile non è possibile cleUar regole per quanto astl'aLLe o teoriche che valgano ad insegnar.lo a chi non ne ha l'intu ito . Pochi pl'incipii generali, poche norme sommat·ie bastano; il r esto s i impara più utilmente per via di esempi. E tra questo «sturlio • cl ie cerca le regole teoriche per tal servizio, e ,li studì pratici ed applicativi che procurano insegnar-lo per via cli esemp i (come quello del colonnello VERDY ou VERNOJS, come quello dei capitani aus triac:i FoRSTER e 1-'rnOLL. « Un Tegr;imento di cavalleria in avanscoperta, ecc.~ come il metodo seguìto dal nost.ro A mrnae§tramento tattico, nel quale a poche norme affaUo generali e mollo elastiche fanno ~eguito <lue esempi pratici studia li nell'ipotesi di una data s ituazione di g uerra sopra un determinato terreno) a noi pare di gran lunga più utile e p1·ef'cr-ibile il metodo di questi ultimi. Fin che si traUa. del c6mpito degli squadroni, e, se vuoJsi, anche dei reggimenti clie facciano parte di unità maggiori, s i capisce che qualche regola può e deve essere data circa i inodi che dovranno lenere, e tali regole e nor me debbono fa r parte dell'ordinario addestramento di quelle unitù pel servizio di campagna, ma quando si considerano le operazioni delle lwigate, e più ancor-a di intere divis ioni di ca valleeia, s i entra in un campo così vasto e cosi sva-

<t

riato di combinazioni e di situa;:ioni di guerra e di terreno da rendere impossibile deLLar regole di qualche valore pratico. Allora si passa add ir ittura alle elevate regioni delle grandi· operazioni militari che non vogliono nè debbono sen tit' freno di prescrizioni nè general i nè pat'Licohu·i, allora l'intelligenza di chi guida le operazion i, intelligenza, non {rn inLendiamoci,. che vuol essere colti vala dallo sLud io della s Loria e dell'arte m ilitare in genc~t'c, è quella cbe fa e che sola può rare. (2) A nostt'o avviso una s imile estensione di fronte assegnata alla divisione di cavalleria non può rappresentare il suo mas-simo raggio di esplorazione. Con un tet'zo della sua fot'za in fronte -- una .brigata di otto squadroni, secondo il presente · studio - essa può battere una dislesadi te!'renoben maggior e d'i 30 a 35 chi lometl'i, sen;:a timo1•e di assottigliars i troppo, chè ad ogni modo la for;:a di resistenza conLro le gt'osse punte di cavalleria avversaria, e q uello di urlo per sfondare la linea della cavalleria nemica, deve esse!' cluta dalle disposizioni nel senso della prorondi tà. Non ccecliamo esagerare dicendo che una divisione di 3 brigate - 24 squadroni - può coprire anche una fronte di 60 chilometri; cerLa cosa è che nella generalità: cfoi casi dovrà coprirne una maggiore di quell.:t indicata nel presente s tudio, perchè alla piena sicurezza dell'armala t'etrostante non basta chn la linea degli esploratol'i oltt·epassi l'am• piezza del suo fronte soltanto d i f> a G cbilomeLri per ogni, ala, e pet'chè molte volte la fi·on te di un'armata operante che conti lre corpi d'armala supererà e di non poco quella di 20 cli ilometr i qu i indicata, quas i comH fron le normale, in modo un po'troppo assoluto.

(:!) Questa disposizione del sistema di esplora7.ione in tre · sole linee, dalla quale risulta clte la 'la linea, o degli esplorai.ori, vien costi Luila da inleri squadroni, non ò, a nostro avviso, la migliore. Come in seguito è detto, è bens ì vero che ciascuno ·degli squadroni esploranti s i fo precedcr·e a ci1·ca GOum da un


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STUDlO l NTOHNO AL SEI\VlZIO DI AVANSC OPEil'rA

plotone di avanguardia, il quale a s ua volla spinge una punta di alcuni uomini (quattro cavalieri guidati da un sotl'ufficiale) 4QOm più inna nzi, ma ciò non toglie che si possa considerare essere il grosso dello squadrone in immediato cor1lalto, o quasi, col nemico. Il nostro s is tema (vedi Istr uzione per l'ammaesiramento tattico della cavalleria a pag. 162 e 163) il quale dà come notma che gli squadroni in fronte si facciano prece- .. dere anche à 6 o 7 chilometri dalle palluglic di scoperta (sicchè propriamente si hanno <ruattro linee: pattuglie di scoperta - colonne esploranti-sostegni - grosso) ci sembra più razionale, come quello che consente di a bbracciare un fronte più esteso con maggiore P,COnomia<l'uomini. Vero è che noi distingu iamo il caso di immediata vicinanza col nemico, cla <ruello in cu i il contatto non è ancora trovalo., ma questa distinzione non è supet'flua, e, ad ogni modo, a nche quando si è in conlatt.o coll'avversario, sar à sempre necessario che gli squadroni esploranti s iano preceduti o 2 o 3 chilometri almeno da grnssi .nuclei od anche interi plotoni di scopert.a, se vuolsi che la loro azione non sia troppo vincolala dalle più piccole mosse e dimostrazioni del nemico. Lo squadrone éostituisce già per sè una unità di lale forza cd irnpor-tamm, che prima di impegnal'lo in una determinata direzione o verso un punLo dato del tratto di fronte a lui a fndato, è indispensabile che il suo comandante sappia cosa accade sugli alLri punli <li questo medesimo traLJo di fronte; ciò che non può ottenersi se lo squadr one non abbia irradiato dinami a sè una linea di gt'osse pattuglie esploranti, con incarico di veder e e cli tas teggiare. Le condizioni del ter reno e del momento possono far variare qu.esle disposizion i, si comprendo, mu appunto pct' q uesto non ci pare dubbio che il nostro s is tema ol tre ai vantç1ggi già sopra accennati, offra anche maggiore elasticità e pieghevolezza. Non ci estendiamo maggiormente in queste consideraiioni, e sì che par ecchie tmco1'a se ne potrebbero aggiungere, per non dare proporzioni esagerate ad. alcune semplici note, scritte nel solo inten to di ricbiamal'e l'attenzione dei noslri !et-

J)ELLA CAVAI.LERIA DI UN'ARMAT·A

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tori sopra queslioni di cui ognuno vede cl1iaramente l'importanza. (4) Non sarebbe conveniente che piccoli distaccamenti dell'ambulanza divisionale seguissero i sostegni o reggimenti di 2• linea? S ulla f1~on le avvengono spesso dei piccoli scontri che possono <lare un numero abbastanza raggua rdevole di feriti, senza però che per la loro entita si faccia necessario lo accorrere innanzi della r iserva. Perracr.ogl iere q uei feri ~i bisognerà allorn aspettare che i mezzi necessari giungano fin dalla riserva, mentre senza gravi inconvirnien li si potrebbero tenere a miglior portala della prima linea . (5) Anche queste distanze tra le diverse linee ci sembrano lroppo limitale, come troppo limitata ci parve la estensione media della fronte di esplorazione; e veramente l' una cosa dipeudc dall'allra. A questo proposito crediamo non poter far meglio che ripr odurre in questa nota parte di un ~breve articolo che sotto il titolo « Osservazioni atto spiegamento strategico della clioisionc di cavalleria, del colonnello Verd[! du Vernois » troviamo in un 1·cccn tissimo num0ro del Bulletin de la Réunion ,lcs ojjicicrs (del 15 maggio 1875). « Gli autori moderni, ausl1·iaci, pi:·ussiani, italiani, francesi, ci hanno dimostrato clie la divisione cli cavalleria deve non solo sp.iegarsi in lunghezza s u Lu tto il f'l'onle dello scacch iere da esplorare, ma altl'esì in profondità: dalle pattuglie di scoperta al grosso di un reggimento di cavalleria, il cegolamento ilal iano fissa p(ù di 20 chilometri; il generale Lewal prescr·ive 9 chilometri fra le paLluglie cd il grosso dello squadrone. t infatti conven iente, in uno spiegamento slrategico cli cavalleria, di a vere le r iserve indietro a dislanza tale che possano acco1°rer e ìn tempo a rincalzo delle ali l'icacciate, senza lascia1'si sopravvanzare esse stesse sui fianchi. oc Applicando q uesti principii razionali allo spiegamen to di una divisione di cavalleeia composta cli tre brigale, avremo.


t.70 ST UDIO INTORNO AL SEll YIZIO 01 AVANSCOPERTA come normale la seguenle disp~sizione: La briga ta pesanto in r iserva; a 12 chilometri innanzi, una brigata leggera a destra, un'altra a sinislra; ciascuna brigala leggera stacca un reggimento ad 8 chilometri innanzi; questo reggimento spinge <lue squadroni u :,· chilometri innanzi, uno a destra e l'altro a sinistra; ciascuno di questi squadroni manda due plotoni 3 chilometri avanti, uno a destra, l'altro a sinistra; ogni plotone si fa precedere a 2 chilometri da tre patluglie di due a tre cavalieri; ogni pattuglia esplora 2 chilometl'i <li l'ronle (·). Avremo quindi una profondità totale di 30 chilometri per urn1 fronte di esploraz ione <li 48 chilomelt'i. Noi crediamo, sempre basandoci sui numeri dati dai diversi autori, che con una profondità di 30 chilometri la fconte può, senza pericolo, variare fra i Kl ed i 70 chilometri; e parimen ti che per una fronle di ft8 chilometri, la pcofondità può essere dai 20 ai :JO chilometl'i. Evidentemente questi numel'i nulla ha nno <li assoluto~ ma non bisogna dì:menlicare c!Je le dis tanze e gli i.ntervalli (profondità e frnntei d'uno spiegamento strategico di cavalleria sono propor-zionali (..). « Lo spiegamen to del colonnello Verdy du Vernofo non è -conforme a questi principii; esso manca di profondità .. . ... " Prima di ch iudere questa nota, ci sia concessa _un'osserva(') Noi non accetti amo neanche questo sis te ma, il. quale oltre ~ssere a nch'esso t r oppo geometrico e compasS,lto evUentemen te pecca nel se uso <li u n ecce,·s ivo frazionamento; rna fra i due ,•i può essere una g iusta. vi,t di mezzo. un si~tema. doè, che senza co udur1·~ ad un soverch io s pa rpagli amento delle fo rze, eh~ pres to si t radu~e in debolezza su t utta la froute , ron~enta tuttav ia b;\sta11te elastici tà. tla pote rsi raci!rnente piegare ~ti;, rn ,,ggio r pa rte dei si ngoli cas i pracic.i che possono pr·es,•nta rs i. ('') Quesu> princ ipio, v<?. r o in astratto, non è sem p1·~ 11ppl11:.i.bile. Spesse volte la uaturn <le i t,• 1· reno, secondo c he cousen ce m.iggiore o rni no i·e faci li tà e rapi<l ità di movi n1enti, o nel senso <lella frn,,te o in quello ddla pl'ofon, li1.à, p uò obbligare ad nltcrarc a nc he sensibili$sirn arnen t~ una tale proporzionali tà tra le di~ tauze e gli i " tervall i . O.,;t:1.:0:i del terrPnO c he di.,no maggior e o mitlOl'C sicu r·ezza a<t un 'a la piuct,,sto eh,, a ll'altra, cvn• s ide ra zioni panicolar i c.ir,'a 111 forz11 e la Jil'ezio11e p , iucipale di marcia .dell'avve rsario ecc., i utluis cooo p ure g raudernento.

DELLA CAVAL L"E:RIA OI UN'A llltIATA

·zione. N ell'" I nstr uction pratique SUI' le sel'vice de la cavate r ie en campagne» a l ca.po V della 2' pa r:te, tcatLa.ndo della marcia della brigata di cavalleria di corpo d'armata, è detto: « La brigata di cavalleria d' un corpo d'armata in prima linea precede esplot'ando. Ord inariamente ha seco una batteria d'artigl ieria a cavallo. « Uno dei due reggimenti opera in punta, acl una giornata di mcircia almeno dalle teste di colonne.del corpo d'armata cui deve coifrire. Il secondo reggimento costitiiisce la riserva del reggimento di prima li nea. Il reggi1mmto di punta forma,_per quanto è possibile, tre colonne di uno sql.ladrone ciascuna, le quali marciano: una sulla strada principale, le aHre sopra strade presso a poco parallele alla linea d'opecazione, ed in modo eia oecupare w i Jronte di 25 a 30 chilometri circa. Il 4° squadrone segue la s trada principale. o la più cenLrale, a mezza giornaia di marcia <lugli altri squadroni, ai quali serve di soslegno . Gli squadroni si ·collegano reciprocamente; ciascuno esplora per s è il Ll'atto d i fron te che g li s La innanzi, e, a lalé seopo, si .snddioide in' drappelli sempre più piccoli, dal gr osso dello squadrone sino alla punta degli esplol'aloci...... « Il secondo reggimento della bri gata marcia ordinariamente alla te.sia del corpo d'armata ». Vale a dire ad una giornata cli marcia almeno dalla linea degli squadroni flsplo ralol'i. « S uo còmpito p1·incipale è r1uello d i secvire come sostegno al ceggimento <li prima linea, se questo è costretto a ri piegare. A lui spetta inoltre, ecc., ecc ... .. ,,. Evidentemente tutto questo, che è detto nell' ln.struction pratiq ue. ecc., contiene parecchie conll'addizioni con quanto e~ sct'itto nel presente « Étude .SW' le service de la cavalerie, ccc. », contraddiz ioni che paiono assumere maggior valore considerando che le · due pubbl icazioni sono lavoro dello stesso u!'flcio dello sta t.o maggiore generale del Ministr o. E invero, mentre in una si assegna come fronte normale di esplorazione ad u11a intera cli visione di ca valleria una dis tesa cli fronte di 30 a 85 chilometri, nell'alLl'a si indica una fronte cli 25 a 30 chilometri per


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ST UD IO INTORNO AL SERVIZIO DI AVANSCO PERTA.

una sola brigata; mentre per uno. divisione si dù corne profondità meùia quella di 16 chilometri, per una brigata si vuole che questa profondilà sia almeno <li u~a giornata di marcia (vale a dire non meno cli 20 chilometri). E così, mentre gli squadroni che costituiscono la pl'in;a linea nel sistema di esplorazione di una intera divisione debbono, tutt'al più, fursi precedere da una punta cli avanguardia allu distanza <li un chilometro, nel caso della brigala che esplora la marcia d'un corpo d'armata si prescrive ch e li squadroni di Lesta vuduno via via frazionandosi all'innanzi in drappelli sempeo più piccoli, che saranno (almeno si può intendere che siano) mezzi squadroni-, plotoni e pattug lie. Una obbiezione ci si potrebbe muovere, e cioù, che altra cosa vuole essere il servizio d'una brigala che ma1·cia con un cot•po d'esercito, alLl'a quella d'una intera divisione che copre la fronte ùi uno. armata; mo. noi r ispondiamo, che lo scopo dt1 1·aggiung01•0 essernlo lo s tesso i mcxli per conseguirlo ùebhono rassomigliarsi. Ora <lelle due cose l'una: o quanto ò detto nella « Instruction pratique, ecc. ,,, deve valere pel caso di un corpo d'aemo.la isolato, e i. principii che guidano l'impiego della ~ua brigalL1 di cavalleria hanno ad essere li s tessi che quelli a cui s'inspira la condoLla cl'una. intera divisione coprcnlo la feonle <li un'armata; oppure il corpo d'ai•matu fa parte di un'armata, ed a llora la sua fronte ò giù coperta ùalla d ivis ione di cavalleria a <[uella addetta e non ha più bisogno di mandare alla scoperta la sua brigai.a cli caYalleria. Se male non ci apponiamo, le contraddizioni chealibiumo rilevate fini1·unno, pcl' lo meno, o.cl ingenerare una ceda confusione nella mente degli ufficiali di ca vo.lleriu, ni quali le due pubblicazioni sono più specialmente di r ette. (6) Crediamo superfluo ricordare ai nostri JoLLori che tlLwsta denominazione ò resu ne"cessario. du[ fatto cl1e nella ca vulleeia francese hanno, oltre il capitano, che comanda lo squad1·one, un capilano in 2°.

DELLA CAVALLERTA DI Ul'f ARlltATA

(7) Queste avvertenze circa le a nda ture e 11:i fet•mate, e la conseguente celerità cli mar cia, ci sembrano molto opportune nello intento appunto che gli squadroni abbiano a tenersi sempre, presso a poco, alla stessa altezza e possano quindi più f'acilmC111te collegarsi. Ma giova osservare che, opportunissime per quel periodo che precede l'incontro del nemico, non lo sono più altrettanto dopo cho il contatto è trovato. Allora, non è più g uadagnando sempre eguali spazi cli terreno in tem pi ug uali - cosa pressoché impossibile dal momento che debbonsi fare i conti anc.he coll'avversario - che i vari squadroni potr anno mantenersi alla stessa a ltezza, e quindi facilmente collegati fra loro; sibbene bisogna alloro che un buon s isterna cli collegamento regoli lo. velocità di marcia dei singoli squadroni se si vuole che si conservino sempre · sopra una stessa fronte. (8) A noi non sembra misura JOolto opportuna, nella generalità dei casi, quella che durante la nolle dcbbansi ùissellar e i cavalli dagli squadroni di prima linea. Per quanto gli uomini abbiano luLto allestito a dovere peima di sera, per quanto siano abituali ed abili ad insellare anche a ll'oscuro, crediamo che in caso di sorpresa si cor1·e grave rischio di non averli a cavallo abbastanza in tempo; o quanto meno s i va incon tro al g rave inconveniente che pel cattivo modo in cui saranno stati sellali, i cavalli soffriranno più che se rimanessero tutta la notte colle selle. A questo proposito non è possibile dare prescri~ zioni esatle e rigorose; convien meglio lascia rne la c1tra ai comandanti <li squadrone, che soli pos~no volla a volta g iu-. dicare, a seconda delle condizioni del momento _e del terreno~ se giovi far togliere le selle o meno. Ma quando una norma generale, qualsiasi lo ~i volesse pur dare, dovrebbe essere in: senso piultoslo ris LrelLi vo, e gio verebbe stabilire che« sempre. quando la lon tananza del nemico o le sue poche forze, o qual-. che ostacolo di terreno da cui si abbia vantaggiosa copertura non assicurino da una sorpresa, d urante la notte ai cavalli ANNO

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VOL. 11.

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474, STUDIO INT0-1\-'N'O AL SE'RVIZl'O 'Dl AV~'\NSCOPERTA degli squadroni in p·rima linea saramw semplicemente allèn·twte le ·cinghiie della sella ·e tolte 1e briglie, perchè_possaM pascersi ed ab·b·éveraPsi >. Una simile norma la ravvisiamo tanta più opportuna per chi adotti un ~istema come quello imdfoato nel presente « 1Étude ·s ur te ser·vice de ·la cavalèrie, ~cc. »1 di avete. cioè, Ii sfruadroni <in prima ·linea in -immedia,to 'Mntat~o col nemico. ·{O) Questo principio, che per oetenere lo scopo di vedere attra-verso a·lle linee dell'avversario e di :impedire a questo che 1a suti. rvolta penebri nelle nosLre, le·trl1ppe della prima linea debbat10, sempre quando lo possa'no, attaccarerisolubamente, è ·buono in 1massima, .ma non sarà·sempre ii\più opportuno J<le quello fe:condo ·di 1 rnaggiori risultati, l:rànto .più quando venga spinto alle sue estreme conseguenze come qui vien fatto. Esso risponde alla vera natura lattica della cavalleria, che è appunto l'Offensiva, esso serve ad imprimere vigorìà e risolutezza--in tl!ltti i s in'goli riparti in cui la divisione va frazionata, e •per que-ste ragiohi, ed aHre molto dvvie che per brevità omettiamo, nessuno potrebbe impugnarne la giustezza, e noi dicialm0 che è buono, ma soHantb in massima. Che se lo si 'VU'01 vrescrivere in torma troppo as soluta, come qu.i ·pare si fa<mia, molto allorl:t vi è ,a r idire. E invero, se si preten<lè d1e •alla inie:iativa •di questo o ttuèl coin1:1fidante di plotone debba ·essere "<iiM0l-a'la l'azione non soltanto dello squaélrone che lo 'Segue, ma •a ncora dell'intero i•eggi1nento di ·sostegno che vien tlopo, è chiaro c11e spessissime volte la direzione in cui sisa1'à cond·dtiti ad urtare la fronte ·nemica potrà non essere la più conveniente. Perché, dato anche che s i riesca a sfondare, lo si farà 1precisaìinente lungo la linea più propizia 11 La massa della ca-vallei'ia avversaria sarà proprio sulla strada che noi ,seg,uiremo, o ci resterà invece sui fianchi'? E sarà più vantaggios0 trovarcela di fronte per venire ad un'azione risolutiva, cercare cli batterla'e costringerla a sgombrarci deflniti'vamenle il passo versà le teste <li colonna delle truppe rètrostanti, o

DELLA CAVALl,ERIA DI UN'ARMATA 475 gioverà meglio schivare l'urto e senza curarsi del pericolo di un serio attacco in .fianco accontentarsi dr penetrare tanto da poter vedere Huello che ei preme vedere11 Ma in· questo secondo ca&o non è egli vero che a sua volta il grosso della cà,valleria avversaria potrà arrivare fino sulle teste di colonna di quelle truppe che noi dovevamo coprire? E quando _poi le due cavallerie che si saranno così scambiate di posto vorranno ritirarsi per riprendere la loro posizione normale, non sarà inevitabile qualche grosso scontro, forse anche quella azione decisiva cui non :3i era venuti prima, e invero in condizioni ben più critiche per quella delle due parli che non abbia vantaggio di forze e cli terreno~ Tali vanLaggi poi, e specialmente quelli del te~·rano, non mancheranno più presto a quella che male ia,:rà scelta la .primitiva direzione,per puntare a fondo, .cl,irezione, lo ripetiamo, ,che il _più delle volte sarà mal scelta se lasciata in balìa della iniziativ.a di questo o quel comandante ,cli plotone1 . Come il lettore vede, per rispondere a tutte queste domande non basterebbero molte e molte pagine; e se volessimo farlo usciremmo dai limiti di una serqplice nota. Abbiamo semplicemente voluto accennare ad una serie complessa di questioni c~e riassumono, per così dire., la buona condotta d~I servjzio di avanscoperta, e lasciamo a cui potesse talentare ìl r isponc\ere. Dal canto nostro, anche a meglio giustificarel'appunto'fatto, di troppo geometrismo e compassatezza, al sistema esposto in questa recente ed importante pubblicazione francese, ci terremo paghi cli aggiungere ancora in poche righe quale 'è il nostro modo cli intendere il s_ervizio di avanscoperta. Anzitutto distinzione di due periodi: quello che ·precerle l'i;1contro col nem ico; quello di conlatto col nemico. Nel primo, semplice periodo di tasLeggiamento, lar'g a 'fronte, grandi distanze nel senso della profondità, <1ensità pressochè uguale di forze.sul fronte (regolata tuttavia secondo la natura del terreno, che qui la esigerà maggiore, là minore), frazionamento massimo fino ai plotoni (spinti anche a parecchi chilo-

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4 76 STUDIO lNTORNO AL SEl\VlZlO DI AVANSCOPEIITA ECC. melri dal grosso degli squadroni), e qui e là fino alle pattug lie · di 6 o 7 uomini (destinate a fare delle punle momenlanee in quelle direzioni.che le circostanze del momento e~ le notizie raccolte sul posto possono il:idicare a i capi plotoni ed ai comandanti cli squadrone), e finalmente scelta opportuna delle s tr ade su cui far marciare i sostegni ed il grosso di riser va. È il peri.odo di maggiore attivilà per le kuppe in fronte, quello di maggior libertà d'azione per i comandanti di squadrone e di plotone, quello in cui il generale cli d ivis ione ha le sue truppe meno alla mano. , Nel secondo periodo, c1ui e là s ulla fronte diminuisce il frazionamento e si formano n uclei più compatt i (aumenteranno· anche gli intervalli, ma quel che più importa d i guardar bene quali sono le strade), scemano le distanze nel senso della pr ofondità, diminuisce se è possibile la fronte (e lo sarà nella maggior parte dei casi), si afforza con truppe tolte dai sostegni questo o quel tratt0 di fronte, se ne indeboliscono allri, e finalmente il generale ammassa il grosso delle sue forze verso quei la direzione nella quale crede convenien te u rtare per sfondare la linea avversaria . È il periodo in cui il generale ripr ende per così dire la sua intera divisione in mano, in cui la sua attività maggiormente si esplica, in cui ègiuocol'orz,1 che la sfera della liberta d'azione e della iniziativa dei comandanti solt' ordine si vada via via restringendo, quanto più si scende la scala della gerarchia, per sentir meglio l'azione diretti va del generale di divisione. Allora non più ri parto simmetrico di forze, non più intervalli e distanze dapper tutto uguali, quasi regolamentarmente stabilite a prior i; a llora il terreno, la si tuazione, la mente del generale modificano tutto. Ecco perchè il servizio di avanscoperta non si può regolamentarizzare. Lo dicono servizio strategico, e non a torto. P rovatevi, se vi r iesce, a dettare uno studio, come quello che abbiamo più innanzi pubbl icato, per la condoltadelle arma te in g uerra; farete opera quanto meno assai poca pralica . E, P.

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RIVISTA BIBLIOGRAFICA Grtmdziige .zu eine,n Exerzir-Beglement ffrr die .luf ,wterie. (Elementi per un Regolamento d'esercizi per la

fante ria, corrispondente alle esigenze dei nuovi tempi), per TELLENBACH, tenente colonnello a l Minis tero della g uerra. Berlino, 1875, Decker.

Avviene nella repubblica delle letter e quello che accade nel mondo commerciale ed industriale, e presso a poco in tutti i campi in cui l'umana a ttività, o in una forma o nell'altra, si viene esplicando. 11 credito che~ vi siele acquistato, il buon nome cli cui godete, la t'ama in che s iete saliti, baslano spesso . ad assicurare fa cile smercio, con ficlenza piena, accoglienze liete a Lutto quanto voi producete, anche quando, per avventura, il valore intrinseco, la bontà ed il meri Lo reale dell'opera voslra non s ieno pari al)a generale aspettazione. A chi molto e s pesso s crive, tanto più se cli argornenti che molti e ripetutamente vanno trattando, non infrequentemente accade, malgrado la b uona r inomanza in che son venuti, di dare a lle stampe dei libri che son vere rifriggi ture cli robe trite e ritrite, vuoti cli ogni contenuto serio ed utile, privi d'ogni idea nuova o per lo meno più maLuramente pensa ta e più chiaramente esposta ,che altri prima non abbia fatto . Eppure basta che tali libri portino in fconte un nome conosciuto e g ià Lenulo in pregio, .percl ,è il pubblico s'affre tti senzl) più a far loro buon viso, ed i librai se li vedan scompa rire da&'li scaffali come per incanto, e g li scribacch ia i.ori cli rivisle o nol lettini bibl iogpafici giù a farne elogi senza fine anche quando ne han letto poco più delrinclice. Dì siffa tto stampo crediamo poter affermare che il nuovo opuscolo del tenente colonnello TELLENBACH non è, e sebbene li Tellenbach vada annover ato fra i moderni scrittori militari che più hanno scri tto, specialmente di cose tattiche, noi pens )arno cbe ma-i, .e tanto meno con. qu_est'ul_limo s uo lav<?r o, egli s1as1 mostrato inferiore al pre0"10 m cui lo tengono 1 cultori delle tattiche discipline, che a Euon diritto lo vogliono collocato fra i migliori di quella nume.rosa schiera di ufficiali che delle cose mili tari pensano e scrivono. Seriamente pensato e ben scri.Lto è questo nuovo libro ciel Tollenbacl1; e se voi, ma lgrado il de ttalo del titolo che vi fa


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BI»UO.GJ\AF I CA

pens~re ?d un argomento arido e s tucchevole avete il cor~gg10 d1 af!ron_tarne la le ttura, non lo smetter ete cer to prima d1 essere gmnt1 a lla fine) e smettendolo sarete persuasi di. aver ayu~o tr-a le mani un buon libro che qui là rilei,<Yerete volont1er1. ' ~0 . De\l~ due par~i (~h.e contar!? non più di 60 pagine ciascuna), m cui _11 lavoro e d1v1so, la pr ima tra Ha delle cose che si esigono m U? regolamento d'esercizi. per la fanteria., o aHrimenti delle b~s1 ~ecessl'.lr1e. ad un Sifil:Jle reg0lamen to; la seconda invee~ ~ una s pecie di abbozzo di r e..,.olamento e tra tta deaJi 0 esercizi della compagnia, del battaglione e della brigata. Nel ~uo recente opus~olo suHo s tesso arO'omenlo Die Infantev~e au/ dem Emercterpla_tz~ « Gli e_sercifi di piazza d'armi. della fao.te!'1a », del quale la Rivista del febbraio scorso bà folto un cenno, 11 tenente colonnello vo.n Scherff assevera essere vi~ vamente sentita nell'ese1·cito tedes co la necessità di r.iformar e le pratiche della piazza d'armi, e, sebbene ea:li dichiari che non qomanda un nuovo r~golamento, sostiene per ò con calor e che l attuale do_vrebbe s1ffattamentc~ essere modificato da sanzion.?i:e, m~gl10 che non f'a~cia , il principio che: il centro di gravita, dell.attuale modo dt combattere della fa nteria è pa8saio· dall ordine ,serrato a massa all'or dine sparso. Il tene~ìte colonnello Tellen bach s i mostra meno san o-ui o-no . meoo esigente ciel suo collega, e scrive in- poche rio·hl dipre: messa: « Il r egolam~n to d'esercizi è legge per l'acldè1tramenLo della tr~ppa. JÌ ~eguire q ~~sta l~_g ge è.non soltanto necessario per assicurare 1~nifo~m1ta nell 1struz1one, ma ba un allo significato, morple. Dma11ZJ !=)lla voion tà del capo supremo dell'eserci to, che d? la s ua s~nz101~e a questa legge, ogni volon Là indiviquale_s1 piega:. 1!ell esercito rc~gna ana voJ.ontà sola e r eo·na l ubbidienza militare, che dà la forza e la vittoria. - Ma il rispetto pel regolamento non esclude che si tenti di mi o-!iorai·lo conforrneme_nLe ai bisogni dei nuovi tempi, anzi lo esige. Se vi sono rag10m lequal1 non consentono ora cambiamenti radicali ~l r egolamen t<?, ebbene, n.on bisogna lavorare soltan to per 1 oggi. E prescindendo da CJò che fors e qualche parte di questi • _Elementi • potrà agli esperti sembrare fin d'ac!esso acloprabile, nessun lavoro onesto rimane senza frutto » .

o-liere la libertà d'a,zione deMa: truppa, J,a, quale, se e@l<i vu0le, deve essere nelle sue mani strumento cieco,. mentre s.e egli v,uole. dev_e poter m.et~er~ ~n: m@,ho ~a libe!a azione dek su0i dipendenti sino a quet fa,nut1 0~1 rtgl1 r:av1v1sa oppòflU".J. Ma, semprequando l'inizi.ativa dei sottOJil@.s ti può, venire in grnoc0, conviene avere dei mezzi clte ass1cur·1-flo 11 mut110 aceor-do nell'azione. Quali sono le r isolu,zioni aHe quali H capo dev~ appigli.arsi-, il regolamento non può e non deve dire,. dappO'lche le c1rco.slainze del momen to sono le sole che dec1<lono; ma quando !l capo ha preso una r isoluzione, il regolamen.to pone~ sua disposizione forme di comando che cluaramenbe esprimono la sua volontà e che le truppe sono esercitate a bem, eseguire. Che se il regolamento va. più in là e determina. quando-convenga una od allra t'ormazrone, u.110 od altro movimento, allora esso,dà una lezione di tattica, la quale deve esser e breve ed ave1•e piuttosto il carattere di un cons ig lio autorevole anzichè d)una stretta prescrizione. . . Quanto più il regolamento procura che l'1struz1one della truppa possa baf tare a tutte le es.igenze. che la r eallà della guerra impone, lanlo meg\10 raggiunge 11 suo ~coro. _Per~ nessun regolamen to ()Uò trattare cli Lutte le for maz10111, d1 lutti ~l i atti, di tutli i pos!:'1bili movimen ti cli una tr uppa. Esso deve aeltare le norme secondo le cruali tutto ciò vuole essere ordinato ed eseguilo, perché servano al.cap_o.per trova~e, secondo lo spirito del regolamento, rnLelhg1bd1 forme d1 comando proprie. . . . . . . Tra la grande quantità d1 cornbmazwm cl~e 11 regolamen to deve contener e, giova eh~ es~o ponga m ev1ùenza quelle· c~e più spesso trovano appl!cazrone nel combatt1mento, ed JJ1 queste debbono le tr uppe essete s iffatlamente addestrate da saperle eseguire in rno<lo pre~is o, rigoro~o, elegante, sicchè e. capi e soldati ne siano perfettamente 1mmec\esrn1at1. Per tutte le a ltre bastano sveltezza e opportuno impiego. Così il Tellenbach esordisce; e pone in chiaro quale, a .suo avviso, vuol~ essere lo spit'ito che informar deve un buon regolamento d'esercizi. Ri~ssumeodo estesamente qu~sto. prim~ capitolo del libro, noJabbiamo votuto por·re sotL'occh1oa1 nostri lettori i concetti fondamentali che all'autore hanno servito di guida nel suo lavoro, come il modo. migliore, se f!l~ le non e~ apponiarno, di far loro brevemen te m_tfmdere quali idee, quali concetti predomin ano, uel co1,test0 del libro. Impresa veramente a rdua si per la naturçt dell'argomento, ~l quale si converrebbe una lunga e minula disanima, e l'importanza del lavoro ben la meriterebbe, e sì.per il breve spazio a n0i concesso. Nel secondo capilolo accenna lo scri ttore alle esigenze del combattiniento,e r::rotevoli veramen te ci paiono q-ui le seguenti linee: « V'ha chi ha fatto dipendere la vittoria dalle marce, dal fuoco. V'ha chi ha preleso che le lcuppe abbiano a schi<~rarsi in ordine rado. V'ha chi reclama che esse 0.ebbano impa rare ad attaccare ed a difendersi ota in una, ora in altra guisa.

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N~J primo capitolo della prima parte la quale in quindici brevi ca.Pitoli si sudcliviM, il tenente ~olonnello Tellenbach tratteggia maeslrevolmente lo scopo ed j j significalo del r eo-o1amenlo d'~sercizi. li reg-olame_n l<;>, ('gli dice, deve fornire;' ai comandan ~i delle truppe 1 mezzi d1 poter brevemente e chiara~ner~te ordmare quelle formazioni che nel combattimento si impiegano, e dar'.~ alle tr up pe una guida per-chè le sapµi}rno pron tamente e sJCuramente assumere. Esso deve s tabilire tutto _quanto non può essere inventato e regolato nel momento del l~Jsogno. Ess<? deve porre ben m sodo q uand'è che i soltop~sti d~b.bono '.1g1re secondo g li ordini, str0,ttamenle secondo gli or9m1 ~vuti, quando inveceh anno il dovere di operare per propria m1ziah va. A s ua posLa Jl capo deve poter legare e scio-


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T~Lto ciò ave".a .~e sue buone ragioni, ma il combattimento esige ancora d1 p1u. e Esso vuole che 1~ truppa possa, a momento oppor tuno passaye cl.alla stat9 di riposo a quello di movim3nto, da unà pos1z10ne coperta in te1:reno battuto dal fuoco dall'offosa alle d!fese. Esso esige che s i cambi luoo-o direzioné fronte formazione,. spesso _,}onte:n porai:ieameì'ft;, sem µre' senza' perder te,~po, .a comand?,. la d_ove 1, comandi _possono esser e dati ed uditi, di propri.;i 1111z1ativa la dove il b1so"'no lo reclama od il c~po lo ~on~ente. _Sì, il combattim.eJ?,to, che"s.c9mpone gli ordini, elle d~~ima 1 capii impone che s i unprovvismo n uovi ordirci eh<=: _si f~cc1trno agire concordi g-li stormi d isordinati. E ciò si: ~111fica m altre P.arole, che la truppa deve discre tamente saper Jar tutto, e che li _regolamento, secondo il quale viene addestrata, deve darg-lrnne l'attitudine · « E còmpito d~l ~·egolamento d'esercizi deve esser quello di cr·ea~·e un nesso !ntmw tra !:ordine sparso e l'ordine chiuso di stabit_ireper ~ssi una legge comune, edi assicuraread rntra;b;, questi ordini il massimo sviluppo di f orze e la maggiore pieglteoolez$a ». . S~ questo ~oncetto delle relazioni e dell'accordo da stabi lirsi tra I dne orcl11?1 (che per conto nostro, lontani corne s iamo dalle esag_e razwni e dalle1dec troppo assolute ed esclusive che alcuni scri tton vorrebbero far. prevalere ch i in un senso e chi nell;allro, :vediamo volon tie1·i gius ta men'Le accoppiati insieme dal! egregw scrittore tedesco). concetto che può dirsi la pietra angolare di questo suo nuovo lavoro il tenente colonnello Teflenbach r·itorna più tardi nei capitoli quinto sesto settimo ed ottavo. ' ' E qu i a lun go vi s i sofferma, discor rendo in speciale capitolo, nel qurnto, dell'ordine spaT'SO e dell'ordine chiuso nel sep:uen\e ~lella condotiadelfe _t.rurJpe in 01yiùie rado, e néglia ltri due, mfrne, della necesstta d1, dare forme anche all'ordine spa1:s? e del_modo c!,i distendersi e rar;grupparsi. A noi duole che i ris tt'etli confì111 che ci sono se()'na ti non ci consentano d i addentrar ci in un particolareg,9:iato esame di questa par·t.e del lavoro, ?Ome c1d~ole non polP-rlo fare pei due capitol i precedenti, dove I au t.ore discorre della direzione ed iniziativa e del linguçt,rmio dei comandi, argomenti intorno a i quali egli espone dei concet_t1 che meritano d'essere meditati Ma piuttosto cli dare una 1'.1complet_a e forse non esatta idea di quanto il Tellenbach ".Jen via via dicendo, in un s unto che non potrebbe no~ 1·1 uscire r~onco e poco chiaro, pr eferiamo accennar di volo agli argomenti ch'egli svolge. . Noi i:iono capi tolo è disr:orso dei cambiamenti d i fo1'maz1,Qne r, ùfron~e e di direzione, nel seguente delle formazioni . fondamentalr, pel combattimento, quindi dell'organizzazioM del combalttmento, delle inversioni e dei vincoli del comando e loro proscioglimento. Interessa ntissimo è il quattordicesimo capitolo che tratta della raccolta, o, come l'autore la definisce, dd modo più celere per assumere una formazione quals iasi. E non meno in-

481 lllBLIOGllAFlCA teressante è il capitolo ultimo di questa prima partt>, nel quale, discorrendo dei segnali e della loro importanza, il ten,~nte colonnello Tellen bach, preoccupato della necessità di far sen tire sempre nelle diverse sfere di comando l'influenza dei capi anche quando la voce più non basta, e di evitare, per quanto è pos-sibile, il disordineela confusione, J>ropone un apposito sistema di segnali, del quale non si può dire invero che non sia bene ideato. L'autore stesso però prevede la facile obbiezione che a ltri gli potrebbe muovere, essere questo suo sistema soverchiamente complicato e di difficile applicazione, ma s i affretta a soggiungere che prima cli pro1Jtu1ziarsi. in cotali cose è bene sottoporle a numerose e precise esperienze, e s1 mostra convinto che francherebbe quanto meno la spesa di provarlo il suo s is tema, p~rfezionandolo se occorre, dappoichè se ne fosse constatata l'applicabilità esso darebbe g randi vantag gi in confronto del sis tema di segnali attualmente usato. Nella seconda parte, come già dicemmo, l'ùulore tratta in tr0 ti Loli disti oli delle manovre della cornpagn ia, del battaglione e della bri?"ata, e presen ta un abbozzo d i r egolamento d'esercizi al quale egli applica i principii che nella prima parte è andato svolgendo. Di questa parte del libro a ncor più che della prima ci riuscirebbe difficile dare in breve una chiara idea. Ci accontenteremo pertanto di accennare qui e là alle cose che ci parvero più notevoli. Per la compagnia vien man tenuta la divisione, data dall'attuale regolarnento, in tre plotoni, e s tabili i.a come formazione cli base la colonna anzlchè la linea spiegata . Ogni plo. tone si divide in mezzi plotoni, questi in sezioni, e ponno formar si colonne per mezzi plotoni, e per sezioni. Li spiegamenti ed i rlpiegamentì e così tutti i cambiamen ti di formazione e di fro nte da eseguirsi sempre a lla corsa. Tanto in linea quanto in colonna la compagnia può disporsi a file chiuse ed a fi le aperte; a nche con quest~ultima disposizione la compagn ia ma novra come a file serrate. Le norme per le evoluzioni in 01·cline chiuso sono contenute in poche pagine, ma assai più a lungo è tratlato del man,wrare in ordine sparso, delle rela7.ion i fra catena e sostegni, dei movimenti d i raccolta e degli a ttacchi _Come formazione normale cli combattimen~o per la cornpagrlla ò data la seguente: 11 primo ploto11e steso m catena: a 250 i:, assi dietro,il secondo e terzo plotone in colonna di plotone a distanza del quarto clell.;i fronte . A questa formazio11e s i può passare da un'a ltra q ualsiasi a l semplice comando . . del capitano " Haccolta pel combaWmento , : Pel battaglione è man tenuta come forrnazwne di base la colonna sul centro, serrata. Li spiegamenti ~d i r ipiega_m_ent_i di tutte le colonne (p~r plotom, per compagnie, per d1vis10m colonna sul ,centro - ) si l'anno sempre per compagnia. Abolito il quadrato <li battaglione, q ua ndo il battaglione è spiegato in linea possono formàre il quadralo soltanto le compagnie cl'al8, o tutte le compagnie, secondo il comando del maggiore. Dalla colonna alla for111azione in linea si passa solo per mezzo


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di sriegame.nti, .ed i)1 questi men c'è semp·r e bisogno che tuLte .le compagnie s1 sp1eghmo; queJ.leche rurnrngono in colonna P!'endono.egu-a·hnenLe il loro post0 nella linea. Il comandante d1 .liJattaglione .ge!rnralment~ non dà. che l'avvertimento; spella a1 comandanti d1 compagnia dare 11 comando necessario. Second0l'autorenellernanovre d i battaglione devesi quasi sem . pre· avere per base un concetto tattico, e tener conto del terreno e· del nemico supposto . Dopo brevi pagine destinate alle evoluzioni propriamente dette, il Tellenbach passa a trattare delle manovre cl~! battaglione- in ordine misto o delle vere manovi·e da c.omb~tt1mento, alle quali dedica due capitoli che assai vol~nt1er1 s1 fanno leggere e rileg~ere Per verità pare a prima vista~ che f'.autore cada qui net difetto. di dir trQppe 'cose che megl!o eh~ in un regola".1ent~ d.'eserc1.z1 troverefib.ero opportuna sede m un trattato d1 tattica appl!cata ma non conviene d)menticare ch'egli non ha inteso di scr·ivè1•e un vero schema d1 regolamento, bensì soltanto di farne un semplice abbozzo ponendo in luce i principii ai quali un buon regolamento do~ vrebbe essere informato. Uguale ditètto, se difetto è, lo si r iscontra nel terzo titolo della seconda parte, dove in quattro capitoli distin ti pada delle lr!anovre ciel!~ brigata; alle qua li sono dedicale ben venLi pagme che meritano d'essere atten tamente lette. Qual'è il valore comrlessivo di questo libro, quale la pratica utilità di questi ;'Jtudi d~ tenente colonnello Tellenbach~ Questa dornanda .1101 c1 siamo fatt~ quando, dopo accurata e attenta lettura, c1 trovammo, quasi senza accorgerci, alla fine dell'ultima pagina . E ci rispondemmo: fra i tanti e tanti scritti di cose tattiche dati a lle sLampe in questi ultimi anni, specialmente in ~ermarna, questo nuovo lavoro del Tellenbach può, senza tema d1 errare, esser detto dei migliori; idee chiare, giusLe e ben ponderate, e buona esposiz ione, quale proprio si conviene alla natura del soggetto, sono pregi che non in tutti i libri faci lmei:i t.e si tr?vano e che quest~ possiede'}. Quanto alla pratica uhhta che v1 sarebbe nell'acloz10ne di tutte le idee dell'autore, noi facciamo le nos.tre r i.s erv!\ e la ragione si è, che un r egolamento nel senso 111 cui egli lo vor1·ebbe, se da un lato offrirebbe .il vanLag~io di addestrare le Lruppe ad un manovrare semplice.e ~ped1to, quale precisamenLe 1'attual modo di combattere r1cl11ede, avr~bbe. d_aWal~ro il dite Lto di esigere, e dalle truppe ed anche dagl! uffic1ah d1 grado meno elevalo, un contr1J5uto cli applicazione mentale ed una lucidi tà così costante di men Le quali nel momento dell'azione vera difficilmente s i trovano. Quella brevità di comandi che; quanto il Tellenbach vorrebbe, va via via aumentando, più si sale verso i gradi elevati; quella eccessiva condensazione di idee in due o t1·e parole, che vi prescrivono un movimento od una trasformazione per giungere a lle quali la truppa deve passare altra verso pareccf1 i movimenti e trasformazioni intermedie e successive, di cui tutta la cura n'è lasciala ai comandanti sott'ordine, a 11oslro avviso nuocciono, megl io che non giovino, a lla semplicità, alla speditezza, al buon ord ine. Ciò non pertanto le cose pratiche ed utili di questo libro sono molte.

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BIBLlOGRÀFICA

Noi crediamo che il' nostro atLuale l'egola~ento d:~serci~i per I~ fanter-ia, meni? d i. quelli di pareccl11 a ltri eserc1L1, a()bra bisogno di moditicaziom per esser detto veramente buono, perfetto neppur esso lo è, e qualcuna fr~ le 19ee de~ Tellenbacli potrebbero pur esservi appl'icale. Pero, pmn.a d1 deporre la pen~a, esprimi~nn? i~desiderio che ~ome,guasr tutte le ~recedenti pubf>hcaziom d1 questo. egre_g10. scu ltore ha,nno trovato chi ne fece una buona versione 11:1 1tali'.3-no, cosi anch~ l?er questa possa esservi qualche ufficiale d1 buona volonta che lo r iduca nel nostr o idioma . Crediamo ne valg~ la })ena, e s iam convinti che a nche da noi sarà letto con p1acer·e e non senza qualche, profitto .

ma

L'Angl,tt>t•1•e

et'"•

Petilll iltat11 à l,a Cou('éPf'!•ce.,~e, llr,,xelles, par le genera! T .. ... - Bruxelles, L1brame

militaire, C. Muquarè1t, 1870. È un'altra voce che s i l'e va a difesa del disegno proposto .e "a"'liardamente propugnato dalla Russia mtorno aHa codrttc.fzione delle leggi della .guerra: voc~ autor evole d1 soldat.o che lasciato da banda ogni s terile sen~,m.enlahsmo, cere~ urucamente nei fatti e nelle presenti conci-lf10~1 9ella societa europea il fondamen to delle proprie ~onv1pz1on~. , . . Oggetto di assalti Jier1ss1m1 e dt tenaci difese, la propo:'Jt~ del aoverno di Pietroburgo ha acqu1s LaL.o 1.mpor t~nza ogni eh ma <;."o-iorc: invnno s i r\pete fino alla sazi eta cl\e 111 g uer!'a 1~ forfa"" regnerà pur sempre sovra!"a, calpestera, ove le, torm utile il cli ritto e spezzerà le pastore delle leggi e delle pie?crizioni inte1·nazionali: di fronte al rapido accrescersi. delle. !orze roiIi tal'i di tutti gl f Stati, all'in_ce:3san~e pe_rf~zion.ar~1de~~1 stru~ menti guerreschi, e al (noltJpl1~ars1 dei segn.1 pr ecu! ~~r1 cl1 prossime lotte la coscienza c1vile cle1 popolJ .non rista da! chiedere altamente ai govern i che venga no. imposte. kggr alla forza mediante una concorde determmaz1one de1 dmtt1 .e doveri r ecipr·oci de~gli S tati 0 degli.eserc1t1.bel11geran li. ~e!'che, sola fra le grandi potenze, !'In~l11lterra ricusa il proprio c?ncorso a quest'opera umanitaria, e tenta d1 ~rar:re dalla sua parte i piccoli Stati del continente? Quali. rag10m. ad?uce per o-iustificare la propna condotta alla Conferenza d1 .Bi uxellesf L'lnghilterra è coe1'1::n L~ a sè slessa1 Nel 1868 res.~mgeva una prvposta della J:>ru.ss1a mtesa .a dare S1fl,'n1fìcalo pm arnpw alla dichiaeazione d1 P1etrobur-go intorno a1 p1cc.o h protetl1 esplosivi sogcriungendo non voler c1rcosc1'lVere 11 campo delle rnven~ioui° sulle quali ceedeva dover fare assegnamento per compensare l'inferiorità nuwerica del suo esercito: n.el fl375 respino-e il diseo-no di dichiarazione dettato a Br·uxelles mtomo alle le~ai e a ni consuetudini della guer!'a perché per1coloso al so11w1o, e atto ad agevolare le guer:re.d'm~as10ne e. ad Jil-: ceppare la difesa nazionale. Così le obb1ez1on1, 1 dubbi, 1 timori 0


484

llfVISTA

espi·es,si dai piccoli Slati nelle tornale Lh~lla Confer enza acquisfa~i1,o} .aperto ed autorevole suffragio delltl liberale J nO'hillerra: a 1. a, ?~1:1e di qua d~lla Manica., pubblicisti e '7omini di ~tato ravv1s~no nelle d1segnute stipulazioni un ostacolo al libero uso d1 quell'arma .P<?Ssenle che é la leva a massa. Combatte~e C(?de~ta opinione, mos trando come essa derivi d~ . fui:ies te \llus10n.,, ~a poca conoscenza delle odieme cond1z!,?m ,ro1it1c_o-r1;11l!_tar.1 d Europa, e da mal celç1ta avversione a ,,,r.~, 1 sacr1fic1, ricJ11'='.st1 dalla difesa nazionale è lo scopo c 1e ~1 1~i·opone I egr~gw _auto!'e, Ne gli manca no le ragioni. La ~1fesa tumultua!'ta, d1sord111 nta, senza regola, senza preparaz'.~ne ,,quale l~ mten.dono gli ~i· rabbiati fautori della leva a .mas~a, ~' ~lopo I esperienza ~ell ultima g uerra, un a nacro~1s1;101 una 1_llus10ne fecori,da rl_i tramendi disinganni . Vano è il P~ edi?are~1quaLLr? yent, che I grandi Stati militari voc:,fiono ~~r mezzo rl1 pr.escr,zioni mternazionali vietare ai deholf l'uso 1,que l :odo d1 d.1fesa .che S(?lo p~ò tornare efficace conlro le lo!} vo,,,!Je conqu.1statrtci: chi h.a fior di. senno comprenùe che 01 "a!1are la d ifesa per mezzo cli accor~~ia preparazione di tutte le lo! ze è r endere la difdsa stessa pm efficace: la d ifes&scap1ghala, la_ .leva a massa improvvisata e senza reo·ola è arma che tor~apm dannosaal d,f'ensore che a ll'invasore. Jmperocchè a lla ~ua mefficacia, splencl,darnente dimoslrala dalla sloria conv1en~ aggrnngere I mali gravissimi cll'essa arreca al carat~ teee 11a_z1onale, torcef.!dolo ad.eccessivo individualismo, spc>.z~an~o 11 legame f'.a 1} c, Ltadmo e lo S Lalo, e ponendo la fe1 ocm, al pos to del valoie. Ma codesta fiducia della leva a massa non e s mcera; essa nasconde, a o'iud iz io del nos tro a utor e un:av,'.er s1one profonda e inclomaE, all'obbligo generale deÌ se! v1z1<? militare. Clu esamini per poco le condizioni militari dei vari ll~es1d'Europa, e ricordi come i più tenaci avversari della cochficaz,one delle leggi de ll_a guerra fu rono gli Sta li che hanno _m!nor,1 forze da metter e m campo, vedrà non senza merl?,VIg lrn Cile le s acre parole d i difesa naziona le, di liber a man1fesLaz1ono del patr10t1.1smo sonarono a ltamente e in modo ~pecrnle s ul labbro ~lei rappresentanti cli quei paesi che si sono. ~obba rcat1 a mmor1 g r·avezze per provvedere alle necessita della d ifesa nazionale. Il gi}ner~le. T ..... soUopone ad accoralo (3same le r iserve e le o\Jbiez10111 S<?lle vate nella Conferenza <li Bruxelles dai delegati_ dei piccoli Stati e ripetute dal conte Derbv nPl suo clispacc10 20 g~nnaio '187.5 a lord Loftus: con logica s·t,·ingente '; con rag iom .d esunte 111 buona parte dai pro tocolli dellà conf,"!ren.za ~gl!. s1 studi~ d1 difendere e chiarir e le massime princ1p~l1. cm s rnfot'ma 1! di?e.gn? ~i convenzione presentato dalla l~us.s ,.a , ponendo come pr111c1p10 fondamentale chè in materia cli d1r1llo cli g.ue~ra_è dan.n o~o ri~anersi escl us ivamente nel campo de, prmcipr,i, ma e d uopo mvece e prima d'oo·ni cosa 0 tener conto del le neces.<1iLà. L'ampio estratto che de1Je discuss10n1 seguite. a Bi:uxelles venne dato in un lavoro r ecenterrr.nte pubbl icato 1!1 questa Rivisia ci dispensa <lai se<.,.uire 1 egceg10 genera le m queslo esame: ci con ten liarno per?unto

1

llIBUOGRAFICA

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di r iferirne le conclus ioni . « Se i piccoli S~ati avessero org~" nato la propria difesa jn un modo 1dent1co a quello seguito « da.Ile grandi potf'nze, e in altri.termini se avessero. ~mme~so « il servizio militarr. obbl1 ga tor10, e a lato dell'esercito attivo « avess,:;ro creato un esct·èito territoriale comprendente tutte « le classi d'uomini validi non iscritti al prim?, a~rebber~ ac: « cettato senza _o sserv1:1zioni e senza secon?1 fim. ~h a_rt1col1 « ciel pro~elt~ rtsguar?ant1 , combattenti e l a utor1ta m1liLare "' s ul terr,tot'io dello S tato nem ico. . . . . « Non potendo impeo-nare s~ C(Ue'?to terreno 1 r 1spe~tr\'.1 « croverni nè avendo fucolta cli d1ch1arare esser e questi d1« sposti a' regolarizzare nel seguito la difesa nazionale, i de« leo-ah dei piccoli Stali ha nno esalta lo le lPve a massa e so: « st~nuto i diritti illimitati del patrio.tismo esager~nclo gh « effelti delle une. e dissimulando I pericoli deglt altri. « Non potendo ques ta tesi r esistere a un severo es~me, « dovranno i (lolec:ra li dei piccoli S tati, quando saranno r1con: « vocati, d isporsi°a sent_irsi dire_a.ve~ ess i a torto .parlato .clt « leva a massa e di patr10t1smo 1l11m1tato a nome d.1 goverm ~ « di nazioni che r ifugcrono dal fare durante la pace I necessari « provvedim~nti per'o'rganizzar ~ la_leva a ma,:;sa e p~r mettere « l'uWe mamfostaz10ne del patr10L1Sm(?, - C:onverra dunque, « o ch'essi annuncino da parte degl! Stal! che rappresen<1 tano, la r isoluzio11e di irr~itare le gr;rndi potenze, presso l~ « quali il patriotismo è usc1_ to dal dommH? della teoria e_ degh " sterili voti (nel qual caso 'l loro scr_upolt non hanno p_1ù ra" gione di sussistere); ovver~ a cce ttin9 .senza alcuna r iserva « il proaelto della Confederazione mod1hcato, se occorre, ne~ senso"'di una limitazione più compi ta e più prc(_lisa delle leggi « e delle consuetuclini della guerra » . . . . L'autore consiglia i piccoli S ta t_i a~ adottare gh ordmamenti militari delle grandi po.Lenze, a d1sd1r~ le. rise~ve fatte a ~ruxelles e sottoscrivere 11 progetto dt d1cluaraz1one converuentemente modificato. Codesl? progetto vuol ~sser e, a suo avviso, migliorato colla aggi.unta d1 un ~aptt(!lO rela l!VO .alle rappresaglie e agli ostaggi, e corretto JJ1 gu.tsa da ban,d1.rne certe espress.ioni 'incolori le q uali non garant1sc.ono suff1c1entemenle una giuslaintel'preta~i<?nt1 d~lle n~:icess1 ta della guen:a. Tutto incluèe a credere che 1p,cco!J Stalt fimram~o <;ol segmre il consiglio dell'egr egi0 generale: ma non può_ ~,rsdo s tesso per rispetto all'Inghil~erra, . la quaje ha man,_f~sl~to . troppo altamente la propria risoluz10ne, _ne può r1Lra1·1 e 11 p~ede dal cammino per cui si è messa. A spiegare la condotta cli qw'!.sl?, aranci.e nazione cotanto benemerita della causa della c1v1lta ~on bastano le rtl"'ioni adùotte da ll'autore: più che da_ un falso concetto deHà"' difesa nazionale, o da inna~a a vvers10ne al servizio mil itare obbligatorio, è indo.tta a respmgere le proposte del governo <li Pietroburgo dal tnnore che al}e presc~1zioni intorno alla guerra terreslf'~ debba 1nev1tab1lrnente Jar seguito la codinca.zione. d~l)e le~gt relative alla g.uerra marittima. Non vogliamo q uL md a gare. se da qu~sto i~~to ~ossa derivare grave pregiudizio all'lnglult.erra: c1 basti pero os-


486

IIIVISTA

servare che allorquando una causa ha il suffragio della scienza e di gran parte dell'opinione pubblica, il suo trion'fo è assicurato: ai paesi e ai govemi che paventano le conseguenze di questo trionfo non resta c11e studiare e attuare i provvedimenti necessari ,per ,far fronte alla nuova situazione.

INDICE DEL f'OMO ,1t -

ANNO XX

Articoli, Mcmor'ie originali ecc. ,B èglenaetat sur le• mtitaoruvres de 1•1,,. fanterie beige a1moté d'après les ouvrages les plus recents par A. LAN· GL01s, lieulenant d' inf'anterie dans l'armée beige. - Bruxelles 187f>, Spineu:x.

LE FORTIFIOAZJONI m ROMA - W. . . . . . ·. Pag. -CONFERENZE MILITARI: La linea uni.ca - Capitano C . Crn1101;10 .

Segnaliamo ai nostri lettori ed in particolare a quelli di èssi che appartengono alla fanteria questa nuova pubblicazione t!i aspetto modesto, ma di scopo utilissimo per lo svolgimento dell'ammaestramento Lallico della truppa. Il tenentlj LANGL01s prendendo per- testo d'analisi il r egolamento sulle manovre della fanteria belga del quale questa Rtoista ha dato notizia nella sua dispensa dell'ottobre '1874, (pa~r _159, e seg.J,. ne comffi:enta Ciascun p?ragrafo _in base a sc·r1U1 pm recenti ed accred1tat1 su·lla mater-1a medesrma, (BarLhél,imy, Boguslawski, Ducrot, Goetha lsl Hoefler, Parisl Pontus, Riistow, Scherff, Tellenbach, Veray du Vernois, ea ,anche le nostre Istruzioni sull'ammaestramento tattico) che e·~ Ji cita. religiosamente. e cui egli aggiunge . considera~ioni riassuntive per la massima parte assennal1ss1m1, e clre dimostrano in lui uno studio dil'ìgente e profondo dell'argomento. Per ora non è pubblicata che la prima pal'te dell'opèra annunciala, quella cioèche si riferisce agli esempi dei tiragliatori: ma è annunciala come imminente la seconda riferente.si agli eserciii di coinbaUimento. Augu iamo a CJUesto 'tavm·o il buon accoglimento che si merita in ragione dello scopò suo e dell'utilità che può derivarne.

DEMIARcm

CARLO, geren:ie

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32

DEL .;IRO AL BERSAGLIO :. III (Cont. e fl ne). Capitano

o.' Harntleri . . . • 47 LA CONFE~NZA DI BRUX,ELùES E LE LEGGI DELLA GUERRA - 11 - (Coni. e flne) - Capitano S. J:anelli . . > 80 -JSTRUZIONE PRATICA ·SUL SERVIZIO DELLA CAVALLERIA . , •FRANCESE IN CAMPAGNA - ...... · · · • · • · > 119 -STUDIO INTORNO AL RECLUTAMENTO ED ORDINA!>1ENTO-DEGLI ESERCITI 1Dl GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA E l!fALIA I e II _ maggi0re c. ·nuira di -i•errero » l.17 e 403 -DELL'AZIONE UNITA DELLA LANCIA E DEL MOSCHETTO Tenente 'ti. 'ùianehl à'Ìldda . . , . . · · » 2-H JL RIORDINAMENTO DELL'ESERCITO FRANCESE - I e 11 -: . • Cap1tano , •F. · Lodi. · · · · · · · · · » 244 e .329 SPESE STRAORDINARIE J?ER LA DIFESA DELLO STATO - .-,-.. » 284 ALCUNI RISCONTRI A PROPOSITO Di°STUDI TATTICI TRATTATI , . coi., ~1E'To110 'APPLIC'ATi:vo - ' Colotmello 1t'. ~uor81 '» ·377 :fL RECLU'TA~!E'NTO DELL" ESERCiTO - ~· > 444 STUDIO INTORNO AL SERVIZIO DI AVANSCOPERTA DELLA CA- _ VALLERIA D( UN'Aroi,!i\T'.A -"-(E. Jr. · · • • · · » 4o3 Riviste bibliografiche.

Libri italiani.

ERRA.'l'A ·Pag, ·I96, .,. '206 , > ~IO, » !:':.!6,

r iga " • ,.

7. di r.omplemeuto adoprali 13. requ isiti 9. ,·i so110 compresi !·7. poli tica costituzionale

'CORRIGE Di complemento o adopràli , r<'qui.;ibili. non vi sono compresi.

politica cost,tuziono.

Sull'attrito - P. CoNTI . . Pag. Sulla ventilazione naLurale delle caserme - B. DE BE. » NEDICTIS La guerra civile di Spag na (1873-74) - O. BARATIER! > » Sul passo militare - CECCONI . ~ La guerra e la sua sloria - N . MARSELLI . » Le compagnie alpine .

138 141 143 144 300 308


I

I

Libri francesi. Campagne d'Italie ('1796) - PrnnREL- 0DERLÉ . . .Pag. 145 Rélation historjque et critique de la gue_rre franco-allemande en 1870-71 - F. L ECOMTE . . . . . . " 151 Annuaire d'art, des sciences et de technologie militaires - P . HENRARD. . . . . . . ,, 309 L' Angleterre et !es petits E tats àla Conférence deBtuxelles - Général T. . . . . . . . . . . > 483

Réglement sur les manoouvres de l' fafanterie belge A".

LANGLOIS .

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486

Libri tedeschi. Studien iiber Truppen Fiihrung. - VERDY Du VERNOIS ,, 155 Geschichte der Belagerung von Strassburg im Jahr e 1870. - R. WAGNER . . . . . . . . . • . . . > 163 Feldzug (1870-71) Der Antheil der unter dem kommando S. K. H. des Grosserzogs von Mecklenburg-Schwerin vereinigt gewesenen Tr uppen am Kriege 1870-71 » 311 Geschichte der Be!agerung von Paris irn J ahre 1870- 71. E. HEYDE und A. F'ROESE . . . . . . » 318 Die Cavallef'ie.:.l\fanove1' bei Totis (l874) - I. v. WALDSTATTEN .

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» 323

Grundzugezueinem Exerzir-Reglement fur die Infanterie nach den Anforclerung der Neuzeit - TELLENBACH » 427 Tecnologia.

La mitragliera · svedese

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• 169

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RIVISTA MILITARE 1875 TOMO II by Biblioteca Militare - Issuu