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RIVISTA MILITARE 1859 TOMO II

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RIVISTA

MILITARE GIORNALE MENSILE

Anno IV. - Volume n.

TORINO, 1859 TIPOGRAFIA EDITRICE G. CASSOKE E COMP. Via S. Francesco da Paofa , N. 9.


DELL'ORDINA~IENTO NIILITARE NEL NUOVO REGNO SUBALPINO DF.GLI STABILIMUTI ~IILl'fAfil E DELLA 1'0POGl\AFL\ Sl'RATEGICA

SOMllIARIO, - Compartimento milila,·e - Statistica rnilitare - La coscrizione militare - Ordinamento dc'reggimenti e delle brigate - Proporzioni statistiche - Avanzamenti e legislazione - Il costo del soldato - Giu,tizia ruilit:, rc - Stabilimenti militari -- Ospedali militari Regia armeria - lstilu ti militari - Toprgrafia strategica dello Stato Lavori topografici del Piemonte.

Proprietà Lelleraria.

Io virtù èle\le vinte battaglie di Montebello e di Palestro, di Magenta e di Mai-igoano, e dell'ultima più splendida e terminativa di Solferino e ·san lfartino, com bai.tu la appunto su per. cotesti colli fra il Chiese e il Mincio a dì 24 di giugno 1859 , e in virtù de' patti preliminari di Villafranca del -t 2 di luglio, e della pace sottoscrilla a Zurigo ai 1 O di novembre del mèdesimo anno, al Piemonte fu congiunta la Lombardia; siccome per unanime partito delle assemblee di dC'putali elclli dal suf-


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0RDTNA1!ENTO MILITAR'.m

NEL REGNO SUBALPINO

fragio popolare di Toscana, Parma, Modena e Romagna furono anche di diritto congiunte coteste parli dell'Italia 'centrale alla monarchia costituzionale di un ro come Vittorio Emanuele II.

gli ordini del generale, ogni due o tre governi con!posero !e divisioni militari, che non sappiamo bene intendere, vedendo poi divisjone militare i soli governi delle fortezze di Genova, di Alessandria e di Cremona, e sotto-divisione i tre governi di Novara, Pavia e Nizza.

Compartimento milita1·e.Come fu diversamente comparlita !'amministrazione civile dello Stato, così andò raccostandosi una nuova partizione militare. Civilmente tutto il nuovo Stato subalpino fu diviso in 17 governi, dieci nell'antico Piemonte e 7 nella nuova Lombardia, cioè: Torino - Genova - Alessandria - Novara - Ciamberì - Annesì - Cuneo -- Nizz:i - Cagliari ·- Sassari. l\filano - Como - .Bergamo - Brescia - Sondrio Pavia - - Cremona. E mil itarmente furono ord inate, a dl 27 di novembre, e rircoscritte nel modo seguente le divisioni, sotto-divisioni militari e circondorii: I. Divisione militare di Torino. II. Divisione militare di Milano. III. Divisione militare di Genova. IV. Divisione militàrc di Alessandria. V. Divisione militare di Savoia. VI. Divisione mililare di Sardegna. VH. Divisione militare di Brescia. VJlf. Divisione militare di Cremona. IX. Sotto divisione militare <li Novara. X. Sotto divisione militare di Pa,·ia. XI. Sollo-divisione militare di Nizza. Laonde come i governatori per la disciplina civile, cosi i generali avranrro giurisdizione militare. Se non che, riducendosi , la parte niilitare a minor lavoro, essendo assai poca in generale la gente militare che per caso e per dato tempo entra sotto·

j Govenio di Torino.

Divisione militare di Torino .

l

Divisione militare di Milano. . .

l

Divisione Ìnilitare di Savoia

t

Divisione inililare di Sardegna.

! Governo di Cagliari. l Id. Sassari.

Divisione militare cli Brescia

!

Id.

Cuneo.

\ Governo <li :Milano. Id. Como. Id. Sondrio. ) Governo di Ciamb.erL Id. Annesì.

\ Governo di Brescia. Id. Bergamo.

E poichè nell'ordinamento civile fu tolta via la dirella ed esplicita denominazione di provincia, che parve forse troppo servile e di altri tempi , sostituendo il nome di circondal'io, anco nel riordinare la cosa pubblica militare i comanJi di provincia divennero comandi di circonda!'io, e ~on·o appunto 7 ,1. 1. Torino.

2. Aosta. 3. !<;Tea. 4. Pinerolo. it Susa.

TORINO

CUNEO ..

l

6. 7. 8. \t

Cuneo. Alba. Mondovì. Saluzzo.


NEL REGNO SUBALPINO

O!([)INAmi:wro MILITARE

MILlNO

'

1 O. 11. 12. 1 3.

17. 1 8.

Milano. Lodi. Monza. Gallarate. Abbiategrasso. Como. Varese. Lecco. Sond·rio.

:BRESCIA.

19. 20. iH. 22. 23.

Genova. Albenga·. Chiavari . Levante. Savona.

BERGAMO.

..

u. COMO. SONDRIO

l

(;E\OVA. .

15. 16.

SASSARI .. . ..

24. Alessandria. 25. Acqui. 26. A;li.

ALESSANDRIA . .

SAVOJA

27. 28. 29. 30. 3L 32. 33.

t i

ANNESI' .. . .

~

t

Casale. Novi. Tortona. Ciamberl. Alta Sav.oia. Mariana. Tarantasia.

34-. Annesì. 35. Ciable3e. 36. Fossignì.

l

38. Iglesias. 39. Lanusei. io Oristauo.

)

53. llorgamo. 54. Treviglio. 55. Clusone.

)

56_. Crem.-0na. 57. Crema. 5S. Casalmaggiore.

'

CREMONA ..

NOVARA .

.

..

. ..

NIZZA

59. 60. 6-1. 62. 6 3. ·(H.

Novara. Biella. Q3sola. Pallanza. Valsesia. Vercelli.

65. 66. 67. 68.

Pavia. Ilobbio. Lomellina. Voghera.

l

PAVIA .

..

Sassari. Nuoro. Ozieri. Tempio. Alghero.

16. Broscia. 47. Chiari. ,i,8. Breno. 49. Salò. 50. Castiglione. 51. Verolanuova. ?2· Canneto (decreto del 7 ottobre).

. . ..

37. Cagliari.

SARDEGNA.

4-1. 4-'.2. 43. ·U. 45.

7

l

6\). Nizza. 70. Oneglia. 7'1. San Remo.


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ORDINAMENTO )lfLlTARt:

Il corpo degl' ingegneri militari, e più specialmente le opere di fortificazione sono regolate da un Consiglio; nè intendiamo percbè il Consiglio delle art iglierie abbia altra denorninazione alla franc ese, Comitato centrale. E anco le direzioni del genio ebbero nuovo ordinamento, a dì ~\) agosto 1 859, e fo soppressa la direzione del genio di Novara , per decreto del 7 di ottobro. Alle antiche direzioni di 1a Torino 2· Genova 3a Alessai1ùria 4-' Cuneo 5• Savoia 6' Nizza 7' Sardegna si sono aggiunte le nuove. Le antiche direzioni de.lJe artiglierie erano: TORINO. ·I a Direzione della biblioteca e museo. » :z~ della fond eria, trapano e ceselleria o, cesellatura. della chi mica. )) del laboratorio dei bombardieri. )) del la maestranza. .della fabbrica d'armi. )) delle sale d'armi. n 3a dell'allestimento de' convogli. FOSSANO. ga Direzione della polveriera. GE.\'OVA. 1 oa Direzione della polveriera e raillneria nitri. )> 1 ,f a del comando locale e materiale. » 1 :za della maestranza. ,i 13a de! laboratorio di riparazione d'armi.. >> 1 4a delle sale d'armi. · .NIZZA. -15a Direzione dell'arsenale. ))

NEL REGNO SUBALPINO

g

CAG LIAllI. ·1 6• Direzione della polveriera. ,i 47a della maestranza. Ed ora abbiamo-in Brescia la nuova direzjonc di quella fabbrica d'armi; e parlavasi di una fondeda in Pavia , siccome ai tempi del regno cl' Italia, qve • furono cbiarissimi ufficiali il Biùasio e altri molti. Certo che a Brescia potremo re1ùlere l'antico vanto de'celebri lavori delle armi, alloraquando Battistina Paratici, bresciano, menò tanto grido nel secolo xv1, e forse ne avremo monumenti nell'Armeria regia. Cotesta famiglia Lanteri da Paratico nel Bresciano vanta quel Jacopo Lantcri, autore di un'opera di fortificazione nell'anno 1 557.

Statistilia militare. La superficie di lutto il nuovo Stato subalpino è di 75,233 chilonrnlri quadrati; ed il mare lo bagna per 333 0hilometri . lungo la Liguria ed il Nizzardo, intorno all'isola di Sardegna. La frontiera che oggi lo separa militarmente dall'Austria lungo il Mincio è, secondo il trattato di pace di Zurigo, così stabilita: Partendù dal lato meridionale del Tirolo sul lago di Garda, seguirà iÌ mezzo del lago sino all'altezza di Bardoli no e di Manerba, donde raggiungerà per linea retta il punto d'intersezione della zona di difesa della piazza di Peschiera col la30 di Garda. Questa zona sarà determinata da una circonferenza, il cui raggio calcolato a partire dal centro di una piazza, è fissato a 3,500 metri; pit1 la distanza dal dello contro allo spallo Ml forte piì1 avanzato. Dal punto d'intersecazione della circonferenza così designala cul }fincio, la fr ontiera seguirà il letto del lìume sino alle Grazie, percorrerli una linea rella clallè Grazie sino a Scorzarolo, seguirà il letto del Po sino a Luzzara. Partendo da quel pun to nessuna inno1·azionc è folta a'limili attuali~ quali esistevano prima dèlla guerra.


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ORDINAMENTO lllLlTARF.

NEL REG:>O SUDALPl:-iO

La popolazione assoluta, cioè senza riferirla all'ampiezza del paese, secondo il censimento del 1848, era per gli Stati del Re di Sardegna di 4,9 •18,000, i quali possono contarsi con ogni cerl~zza cinque milioni. Sicchè, posto a confronto col territorio, ne proveniva, per ogni chilometro quadrato, la popolazione relativa media di 80. Aggiunta la popolazione della Lombardia (veggasi l'Annuario storico italiano, e il Di~t'onario corografico clelt'ltalia), avremo in tutlo il nuovo reguo la popolazione di 7,773,067. E poicbè il nuovo terrilorio è di 6,24-6 miglia quadrale, cioè 22,nGS cùilometri quadrali, la popolazione relativa lombarda sarebbe •I 22 per ogni chilometro quadrato. Le entrate della nazione ascendevano per il Piemonte a 135 milioni di lire all'incirca, da cui traevansi 33,219,942 lire per l'amministrazione della guerra, e 4,672,5·14 per quella della marina, cioè 38 milioni c più, il terzo e quattro decimi all'incirca dell'erario. Tullo il Lombardo-Veneto diede nel 1857 un'entrata <li 98,089,4-08, secondo che traemmo dal\' accuraia sposizione falla ùal dollore Antonio Allievi nella Rivista contemporanea (aprile e maggio 1859); siccb~ pCI' la sola Lombardia si avrebbero 58,853,645, se non maggiore di mollo, secondo è opinione di alcuni. Per la r1ual cosa, tulle quante le entrale nazionali del regno subalpino sommel'ebbero 193,853,645, comecchè siano ùa supporre più pingui per l'avvenire le rendite della Lombardia ; ed invero, falla astrazione della maggiore o minor ricchezza della terra, esse donC'bbP.ro essere le tre ottave parti, e pure non sono che quasi i tre decimi. E numerando tutta quanta la popolazione soprascritta, diciamo che da un milione di popolo non avendo a cavare che 10,000 soldati , nè più ne' tempi cheti, il regno subalpino non ne potrebbe armare che 78,000 in tempo di pace, e metterne in campo un 150,000. li quale aumento basterebbe eia sè a

renùer prezio~a la colleganza subalpina, ma i;,arebbe necessario altresì un ruaggior numero di milizie che non sono quelle richieste dalla legge cli pubblica economia.. Rammentiamoci che al Re itali,,no sono affidale le chiavi delle Alpi, e che il gran Fe~erico chiamava il re del Piemonte re di posi::.ione : posizione allora posizione eminentemente politica. militare ·> orrrri 00

La Coscrizione. H nuovo regno sardo- lombardo avrebbe 65,968 . soldati e 4 025 ufficiali delle so\datesclrn combattenti, per le quali app~nlo si ha la lattica ùelle tre armi. A questo numero dobbiamo ora aggiungere il corpo denominato Real Navi, dappoichè i ~uoi soldati escono anch' essi cbll'irubors11zione generale che si fa dei cittadini nella leva. E qui ne cade acconcio rivelare un nostro pensiern, che i soldati, cioè, di Real 1,ravi, essendo tolli dalla coscrizione terrestre e non dalla coscrizione marittima, a\'essero a considerar~i come fo rmanti parie dell'cscrcilo, serbando però il loro mandato di somminislrare il servizio alla fanteria ma· rillima; servizio che con I' istrnzione presente <li aver marinai cannonieri, e non marinai di manoHa sollanlo, riducesi a poca cosa di puramente speciale. Infatti, se bastasse la esperienza di un allro esercito, ben potremmo assicurare cl.le il reggimento napoletano Real bfarina non fa parte da sè, ma i suoi ufficiali girano alla lor volta con tutti gli allri dell'esercito, e ciò con grande emulazione e vanlnggio ùi quell'altro ruolo dei pochi e mal compensati u!fLciali a l'ispello dei loro numerosi compagni d'armo. Per ragion della coscrizione si avranno dunque a contare gli altri ,1,350 soldati appartenenti al corpo Real Navi, il quale guerreggiò anch'esso nella campngna del 184.-8 e con bella foma .. Un'altra quota che dobbiamo rammentare, per tener bene a numero l'esercito, è quellu, spiacente sì, ma pur creduta neces1


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OROlNAMEKTO MILITARE

Real Navi (7 o1tobre 1859) Carabinieri Heali di terraferma a piedi Id. a cavallo Carabinieri Reali di Sardegna à piedi Id. a cavallo

sol,foli

1350

1

uffiziali

42

. 24-73 l (*) 76 . 500 f 9973 '"' . 290 / 32 . 56 O( 850

Somma Moschellieri

13 cinque anni, per essere chiamati ogni anno per quarantacinque giorni, a un bel circa , d'istruzione militare; alla guerra poi · quando quella scoppiasse. Neoli o 11 anni avremmo dunque 9i,00O soldati di ,1• categoria, 0 , per meglio dire, 89,100, togliendone il decimo di morti o di inutili, e da essi si avra1ino a sottrarre i 3,89 ·1 soldati di tutta ordinanza, i quali hanno la ferma di otto anni con.. tinni , talmentechè non ne rimangono che 85,209, de'qnali miJitano sotto le bandiere soltanto i ciuque decimi. Adunque i soldati in tempo di pace non possono essere somministrali dalle chiamate sopraddeile. La chiamata della classe del 1838 fil testè fatta pe'primi giorni di gennaio; sicchè per legge potremmo avere 18,000 coscritti fra i 02,000 imborsati. A'38,000 debbonsi adunque unìre i 45,000 della riserva proven ienti dalla 2' categoria, i soldati volontarii, e quelli provenienti dai reggimenti lombardi a'servigi dell'Austrìa, un 40,000 e · più. Notiamo poi clrn in virt.1Ì cli nn clr.crelo del 31 di luglìo 1859 rimasero sotto le bandierr:1 italiane tulle le classi lombarde dal 1834 in qua per le fanterie; rimandati a casa· in congedo illimitato quelli dal 1830 al ,1 83t. Per la cavalleria, con decreto del 17 di ottobn1, queste ultime classi non furnn punto congednte; nè sappiamo ancor?. degli altri corpi. E in forza del decreto del 7 dicembre· ebbero congedo temporaneo anco le classi 1830 e 18 3·1 dell'antico esercito piemontese. · NEL REG~O SUBALPm-O

saria, del battaglione de'così detti Cacciatori Frane/ii, composto' di 300 soldali o anche m&no, non che quell'altra di 95 soldati, cui si dà la denominazione di liioschettieri, e son soldati della giustizia militare, a guardia della Reclusione militare, che pur si traggono dalla leva comune. La leva dunque deve somministrare in questo punto altri ,f ,650 soldati, i quali deggiono servire per 11 anni. Sono in tntto 65,968. Oltre a ciò abbiamo i Carabinieri, i quali vengono dalla leva, sebbene per otto anni, come i iJ/osclwttieri. Ed ecco il prospetto:

3823

108

91)

1,1

Somma totale 5241 16 I Da quanto abbiamo dello risulta che la coscrizione ci avrebbe dovuto somministrare: Soldati per undici anni 66,598 Soldati per otto anni , 3,89,1 1

Somma 69,859 La legge ha chiamato finora nove mila coscritti all'anno, denominali di ,1 • categoria, limitando a quattro mila la 2" : cioè uove mih, i quali deggiono militare cinque anni so'llo le bandiere, e sei anni come contingenti, o quote da essere chiamate in caso di guerra, e nove mila, i quali passano a casa loro i (*) Qacsto è il numero de'carabinieri nell'antico Stato; ma per ragione dell'ampliazione dovranno presso u poco giu ngere insino a 5,000, auincu•• lanùo in proporzione gli uffiziali a 120.

Ordinamento de'reggimenti e 1lelle hl'igatc. Dopo l'ordinamento del 19 di marzo ·,1852 e tlopo la guerra, venne fuori l'ordinamento del 7 di ·ottobre 1 8 M), il quale per allrò non anecò al primo sostanziàli mutamenti.


,i-!

0RDINA11E)IT0 MILITARE

I reggimenti delle fanterie di battaglia, i quali erano 20 prima della guerra, sono oggi 32 , coi nomi seguenti delle sedici brigate, cioè: I e 2 Granatieri di Sardegna. 3 e 4, Granatieri di Lombardia (colonnello-brigadiere Brignone). 1 e . 2 Brigata Savoia (maggior generale Perrier). 3 e 4 Brigata Piemonte. !l e 6 Brigala Aosta. 1-1 e 8 Brigata Cuneo (maggior generale Plochiù). 9 e 1 O Brigata Regina. 1 I e 1 2 Brigata Casale. 13 e 1 -i, Brigata Pinerolo (colonnello-brigadiere Leolardi). J 5 e 16 Brigata Savona (colonnello-brigadiere Regis). 17 e ,18 Brigala Acqui ( colonnello-brigadiere De SaintPierrc ). 19 e 20 Brigata Brescia (maggior genern\e De Rolland). 21 e 22 Brigata Cremona ( colonnello-hrigarlierc Falcione). 23 e 24 Brigata Como (colonnello- brigadiere Via\ardi). 23 e 26 Brigata Bergamo (co\onnello_:_brigadiere Dcunella). 21 e 28 Brigata Pavia. Brigata Cacciatori delle A(pi ( maggior generale Bianchis di Pomarello). Corpo de' Bersaglieri (colonnello-brigadiere ~Iorand). E poichè ogni reggimento delle fanterie, aggiungendovi le poche ampliazioni arrecate all'ordinamento del 1852 dall'ultimo decreto, conta 8 .t ufficiali e ,1,28 q. soldati, tulle le fanterie gravi sommano 41,088, oltre a 2,688 ufficiali. Portali i Bersaglieri da 11O a ,1G baltag\ioni, comecchè se ne prenunzino 20, si avranno olfre 5,4'.23 soldati e 33[> uffiziali, cui s'hanno a unire 2,568 Cacciatori delle ,4ljJÌ e 1 58 di loro ufficiali. Per le quali enumerazioni, i fanti di battaglia e leggieri del-

13 l'esercito subalpino sono 5~1263, annoverandovi tulli i 3,181 :SEL REGlSO SOB.\LPl.:iO

ufficiali. La cavalleria grave rimase nello stesso numero di i reggimenti, salvo che da Dragoni che erano, divennero Corazzieri, e sono: 1° Corazzieri d1 l\'i:;:a - 2° Corazzieri Piemonte - 3° Corazzieri Savoia - 4° Corazzieri Genova. Ma ai cinque Cavalleggieri tre altri se ne unirono, i quali hanno le denominazioni: 1° Cavalleggieri Novarn - 2° Cavalleggieri Aosta -· 3° Cavalleggieri Salu:zo - 4° Cavalleggieri 1'/on(errato - 5° Ca,·alleggieri Alessandria-6° Cavalleggieri JJJilano- '1° Cavalleggieri Lodi - 8° Cavalleggieri ftlontebello. I quali ,12 reggimenti a cavallo, con quattro squadroni intP.ri e uno di deposito compongono la somma di 6,507 soldati e 3·17 umciali , compresi i medici e i cappellani, e di 5, 73G cavalli. l\lcnammo no'campi ùi gucrro 20 batterie, due delle quali a cavallo; e con l'accrescimento ùel 2·1 giugno, del 3 settembre e del 7 di ottobre ne meneremo 32, trenta delle quali pedestri; e mercè le prove che si son fatte del cannone da 8 rigato, migliori prodigi di valore potranno fare le valorose nostre artiglierie. Le quali conteranno in battaglia 3,426 cannonieri, 1 4~ ufficiali e 1,700 cavalli, oltre gli aumenti marziali. Se non che dobbiamo anche sommarvi la sì necessaria brigata de'pontieri in cni sono 19 ufficiali e 456 soldati , e le 26 compagnie dell'altroJeggimento delle artiglierie di piazza, cui appartengono altri 2,333 artiglieri e 96 ufficiali. Dunque di artiglierie -campali e da piazza contiamo in lutto 264 ufficiali e 6215 soldati. Il reggimento dei Zappatori, ampliato a 5 battaglioni, ne dà altre due migliaia e ,145 combattenti, compresivi i •104 ufficiali. Rimangono da ultimo le sì necessarie soldatesche del Treno


lG

NEL REG:SO SUBALPINO

ORDINAMENTO MILITARE

e dell'Amministrazione, le prime 445 e le seconde 630, con 2i officiali di quelle e 32 di queste ; quantunque sia prossimo eziàndio il loro addoppiamento. Ed ecco il prospetto delle smldivisate forze vive e combattenti: Fanterie gravi e leggiere . 52,263 Cavalleria grave e leggiera 6,948 Artiglieria e Pontieri . 6,,i-79 Zappatori ~,2 H) Ilalt_aglione di Amministrazione 662 ·Treno d'armata 469 Somma

69 070

'

) uffiziali. 4_,084 / soldati 64,986

Proponioni statistiche. Dappoichè il battaglione e lo squadrone sono gli elementi ed unità de'corpi di esercito , come l'è la compagnia fra i bersaglieri, si hanno nel nuovo Staio 80 ballaglioni di fanti, 64 compagnie di fanterie leggere e 60 sqoaclroni di cavalleria. Ogni battaglione è formalo di quattro compagnie; quattro· battc1glioni compongono il reggimento. La compagnia uovera 78 soldati come pianta o quadro durante la pace; talmentechè ogni ·1Jatt.c1glione 3 12 soldati e 1 6 ufficiali. Ma in tempo di guerra il reggimento s'ingrossa e quasi a maggior forza che la legione romana. I bersaglieri hanno 80 soldati per compagnia. Lo squadrone è di 1 08 soldati e 82 cavalli con 5 ufficiali. Le artiglierie somministrano 32 batterie, ciascuna composta, in tempo di pace,. di 4 pezzi con 3 ufficiali. I! reggimento del Genio non si compone che di due battaglioni o 1 O compagnie. I reggimenti di fanteria e i battaglioni di bersaglieri, come sono ordinati, istruiti, armati, si riuniscono facilmente a brigate 1

~

l '7

a legioni, pe1· costituire immantinenti un corpo di esercito pronto ad entrare in campo. Per la cavalleria, quando si abbiano_reggimenti di caYallerìa grave e di cavalleggeri, i quali non siano tutti ugualmente monlati e armati, il passaggio cli pace a guerra, dipendendo dalle distanze delle guernigioni, sarà utile che i cavu!li leggicri abbiano stanze \'ÌCinc, come gli altri più gravi, e che i mutamenti di pi:esidio si facci.in sempre con metodo e con regola a pro anche del tesoro. La proporzione fra le forze de'tempi di guerra, con le altre di pace, cinque volte maggiore nelle fanter ie, non avvel'asi certamente nella cavalleria, la quale apparliensi a paese tutto quanto circonduto da alte spalliere di montagne; anzi la ragione de'cavalli co'fanti è qui minore eziandio che in altri eserciti. Coi falli i dodici reggimenti di cavalli, ot.to de'quali leg,gieri, senza i 620 Reali Carabinieri a cavallo del continente, e i 380 della Sardegna, ognuno noverante in pat:e 544 soldati e 540 cavalli, novr.ra in gnr.rra 11n migliaio de'primi e 860 de'seconcli. Tutta quanta la cavalleria, la quale per la natura delle cose ha bisogno di abbracciare e speculare que'lerreni; riclucesi adunque a 6,V/28 soldati e 6,480 cavalli nelle pacifiche concliiioni; e nelle guerresche a 12,000 soldati e 1 0,tz8 animali; quanto a dire il quinto de'fantaccini in pace, un ventesimo in guerra; essendochè torna sempre più malugevole ammaestrare e addestrare un cavaliere -che un semplice fante. Laonde possiamo dire che i bersaglieri piemontesi sieno un settimo delle fanterie di baftaglia, la cavalleria un sesto, l'artiglieria un nono, il Genio un trentaseesimo, i Reali Carabinieri un ottavo; in guisa che sn 1 00 soldati si potranno contare: Fanti . 6 iSoldati a cavallo 1O Bersaglieri 9 Carabinieri 8 \

ANNO lV. Voi. II. - 2 .


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O.RDINAMENTO MILITARE

:-/EL REGNO SUBALPINO

Artiglierie _. 7 Zappatori e minatori 2 E' intorno agli animali, i cavalli della tiavalleria sarebbero i dne terzi degli uomini, e quelli delle artiglierie e de' carabinieri

vorremmo istes3amente fosse educato in ugual maniera, cioè avesse que1le aspirazioni e quelle tendenze. I sonuflìciali, ·come in Francia, debbono adunque essere il nerbo dell'esercito e il semenzaio degli ufficiali. Ma è necessario per questo che _vi arrivino nella età più florida dello zelo, del valore fisic0 e morale, perocchè dtrimenti diventeranno eccellenti istruttori, maestri della vita interna militare, ma con poche di quelle vive scintille che formano il fuoco sagro della milizia. Per gittar rapidamente uno sguardo su la legislazione militare del 1848 a questa parte, rivochiamo con venerazione la memoria cli re Carlo Alberto, il quale in data di Alessandria a dì ~8 cli agosto di quell'anno ordinava: ~< Che lutti indistintamente i capi ed uffiziali dell'esercito di ii terra e di mare, non che lu tti i soldati che lo compongono, )> prestino il giuramento allo Statuto, col quale atto solenne » verrà cou più stretti legami sancita l'unità della nazione, ren>+ dcnùo inseparabile la qualità di ClTTADINO da queìla di SOL>) DATO, a questa attribuendo tutti quei drilli che la legge accorda >> indistintamente a tutti i suoi fedeli ed amatissimi popoli n. E il ministr~ della guerra Dabormida pubblicava la formola di cotale giuramento sovranamente approvata: <( Io giuro di essere fedele a S. S. R. M. ed ai suoi R~ali >) Successori, di osservare lealmente lo Statnto e le leggi dello )) Stato, e di adempiere a tutti i doveri elle sono inerenti alla » mia qualità di militare, col solo scopo del bene inseparabile >> del Re e della patria ». Imperoccbè il soldato non dee solamente venerare la disciplina interna e mil itare, ma la disciplina universale; co~ la prima i sottoposti obbediscono ai loro superiol'i e si ba la gerarchia militare, e con la seconda loLli sono sottomessi allo Stato, e si ha la gerarchia delle leggi. E generosamente per lettera a tolti i generali e capi dei corpi ùiceva il ministro Lamarmora a dì '.26 cli novembre. 184 9: ,

un qum'to. l<'inalmentc per confrontare gli ufficiaìi poniamo sott'occhio queste cifre sopra il numero totale, che è 4507. Ufficiali delle fanterie . 3,28 t » di cavalleria • 440 ,1-54 delle artiglierie )) de' reali carabinieri 108 )) del genio 104 )) di rea I navi 36 )) dell'amministrazione . 32 del treno . 24 )) de'cacciatori franchi . 18 1

))

))

AY,mzamenti e legislazione. Tutti i privilegi furon lasciati da parte: non più paggi che uscivano luogotenenti o capitani; non più guardie del corpo che piombavano nelle fanterie o nella cavalleria ; non più quarti o titoli o benemerenze private per entrare nell'accademia mi litare. Si comincia tutti o da abnni dell'accademia o da sòldati, e da tutti si può arrivare al generalato. Se non che per arrivarvi non basta soltanto raccomandarsi alla morte, ma aver falli buoni studi, averli continuati, e conoscere tullo quello che un generale ba a sapere, la cognizione e la tattica delle tre armi in sommo capo, e quel vasto cor1~edo di dottrine e cli pratiche onde solo può meritarsi il titolo di uffiziale generale, generale nel sapere, 11011 generale nel comando. Noi vori·emmo di certo l'esercito non solamente ordinalo a modo liberale e grandeggiante, a modo cioè democratico, ma

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ORDINAMENTO MILITARE

,< Che se è debito di ogni buon cittadino adoperarsi al mantenimento delle leggi e delle istituzioni patrie, questo debito è n molto più grave per coloro ai quali il Re, e la patria hanno n affidato in maggiore ò minor proporzione l'esercizio della pub• n blica autorità n, Ed invero l'esercito è faLto pel bene della patria, rrè la gloria del soldato può andare disgiunta dalla càgione che lo muove. Se /.~ bella, l'opera sua sarà .magnanima, se colpevole, sarà passione di sangue e di delitti. Già un editto del dì 3·1 ottobre ·1847 aveva abolito le gin, risdizioui speciali, e dato ai tribunali ordinari la cognizione dei processi civili contro i militari per causa indipendente dal loro servizio. Ed un decreto del 1 O di ollobre 1848 arrecava utili modificazioni al codice penale militare, direntato legge per le facolt/\ straordinarie attribuite al governo colla legge del 2 di agosto. E si abolivano i 'Con$igli di guerra misti; davasi ai tribunali ordinari la cognizione de' reati accennati negli articoli >>

8, 5'7, ~5t e 280 del codicG penale militare, si moJificuvt\

più benignamente l'articolo 19,t su la diserzione qualificàta, si aboli vanò l'avvocato fiscale militare e la pena delle verghe, cangiandola col carcern da 1 a 3 anni. Per decreto del 7 di gennaio 1848 disparve una seconda disuguaglianza, cioè i cilladini dell'isola di Sardegna furono an. cbc soggetti alla leva militare. Ed eran distrutti i privilegi di paggi nella n'gia militare Accademia per decreto del 24 di gennaio 1849, poichè era davvero spiacente cotale disuguaglianza. Abolito il titolo di vicerè dell'isola di Sardegna al 12 agosto 1 84-8, veniva disciolta la compagnia Alabal'd-ieri-guardie, come scioglievansi g\'lnvalidi di Sardegna col decreto 30 marzo 1fJ5:2, Un decreto del ·I :3 di giugno ·1849 sopprimeva i Dragoni gua1rda-caccia, poichè- a ben altre spese i Principi saggi e liberali volgono i fondi del pubblico erario.

J>;EL nRGNO 5UBALPI!l"O 21 Con molta giustizia ed equità fu vinta la legge del 27 di \ giugno 1850 intorno alle giubilazioni, nè si richiesero per tutti 30 anni di servizio, ma 25 pe' luogotenenti, sottotenenti, sollo uffiziali e soldati, e 20 pe'cappellani e gli ufficiali sanitari, ponendovi anche il massimo ed il minimo della provvisione. Una legge compagna fu emanata al dì 20 cji giugno dell'altro anno ·I 851 pe'corpi dell'annatq mcwittima. E finalmente quella del 27 di febbraio ·1852 considerava il riposo degli uffi.ciali in aspct. lativa o riformati. La legge del 7 luglio dichiarò: « _La collocazi-0ne degli uflfoiali dell'esercito d'ogni arma, sl I) del servizio attivo che del sedentario, e il personale ammiui» strativo e sanitario sarà oggetto di una legge speciale da pre)) sentarsi al Parlamento nella se~sione del 185~ ». Provvida e sapiente fu la promulgazione della legge 25 maggio 1 852 sullo Sta,to degli ufficiali, i quali non rimanevano più, come in governi assolulì cd arbitrarii rimangono, in balla di un avvenire incerto e minaccioso. E seguitò poscia l'altra disposizione legislativa intorno alla riforma, in tlala del <lì 11 di luglio dell'anno medesimo. La qual legge va certamente tra quelle che meglio comprende le rrgole dr! viver militare, e senza certa illusione o timore più liberamente potrebbe intitolarsi del la inamovibilità militare. A dì 19 di marzo ·185'2 s11arìsce il titolo di brigata Guardie, cui viene sostiluito fJUello di Granatieri di Sardtgna; perocchè in un libero e giusto reggimento costituzionale tutti i soldati, tutti i cittadini sono guardia e scudo e difesa del i:e che è il primo difensore della patria. Le sostituzioni di pena stabili te nel codice penale militare a favore degli ufficiali, aboli va la legge. del ,J ,i, luglio saggi,1mente. Fonte di abusi e di predilezioni tornava la concessione di titoli o gradi onorari, e la legge del 1 •1 di aprile 1853 Yiene a ,•ietarle, salvo in oaso di giubilazione.


22

ORDINÀMENTO MILITARE

Non bastava assicurare agli ufficiali la loro sorte, era d'uopo anche che l'altra legge fondamentale del 1 3 di novembre dettasse le norme dell'avanzamento, alquanto modificata da altre leggi del 4 di aprile 1855 e del 30 ill1!,l'ZO ,1 856. Mancavano le norme più opportune all'esercito di libero pat>se intorno al reclutamento, e la legge dal 20 maho 1854 fa il frutto di gravi e solenni discussioni. Ed i comuni vi furono tassati non già seçondo il uumero della popolazione, maschi e femmine, · vecchi e bambini, ma se'condo i soli giovani, e giovani validi alla guerra, entrati in quell'anno; nè la spada di Damocle rimane sul capo de'giovani, come u-,a Napoli ed altri 'Stali, pel' più e. più'anni, ma soltanto per quello che dalla legge è voluto. E fu bene volgere lo sguarJo al corpo sanitario militare di terra e di mare, mercè la legge del ,1 7 marzo del ·1 856. Nè il Parlamento tnisandò il concedere le spese necessarie per l'ampliazione dell'ospedale di Alessandria, secondo la legge ciel .t> maggio, e di stabilire i bersagli in Torino per altra legge del 9 di giugno. Sapiente e italiana fu la legge del 3 marzo 1857, con la quale furono assegnati ,i. milioni e 200 mila lire per innalzare nuove fortificazioni e ristorare le antiche di Alessandria, cd un altro milione per la fabbrica e l'apprestamento delle artiglierie e delle munizioni, e dopo il famoso e immortale discorso del ,1 O di gennaio dell'anno 1859, tutti benedissero e benedicono tesori e sollecitucli• i così bene spese per la guerra e i combattenti. E finalmente uscì fuori il nuovo codice militare. La legislazione militarn non era stata per mala sorte che opera smozzicata e passionata da' vari avvenimenti, sicchè trovaYasi mancante di nesso e piena di contraddizioni, di ripetizioni, di lacune, cl'incoerenzc. Usci van leggi e regolamenti, editti, moLuproprii e notificazioni, in cui tu subito scorgevi il tempo e i casi che l'avevan dellato. li codice militare, informato oramai a nuovi prineipii di nguagliunza; particolar0ggiato perchè meno

NEL REGNO SUBALPINO

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s'abbia a int,erpretare, è coordinato col codice penale. Se la nazione ha il suo codice civile, ha d'altra parte il codice penale, ha il suo codice di commercio, il suo codice d'amministrazione, anche l'esercito e l'armata hanno il Codice della giustizia militare, come si chiamò sapientemente in Francia sin dall'anno 1839. Che vi sien delitti militari s'intende, ma le pene non debbono iuformarsi c!Je al_principio generale, il quale, informando tutta la penalità nazionale, esercita di certo nn grande imperio sull'ordinamento' ciel codice stesso e su le particolari sue disposizioni. Il legi::;latore militare sottopone i delitti che son comuni · con gli altri cittadini ai tribunali ordinari, come il furto, il duello, l'adulterio, il falso, la caccia, il contrabbando, l'omicidio, perocchè prima d'esser soldato si è uomo e cittadino, sottopos'to alle leggi militari ed alla giustizia comune; e lascia la giurisdizione militare su delitti che son ùelilli militari per le leggi militari, come la diserzione, la vendita degli arredi militari, la mancanza d'officio militare, l'inosservanza o l'insubordinazione. Ma, ollrn a' clP.litti r,Jrn il ~oldat.o pnò commettere, come ogni altro cilladino, oltre a queHi che il soldato possa commettere su le persone e le cose militari, il legislatore sapiente guarda a'delilli che il soldato possa commettere su le persone e le istituzioni civili, quasi restituendo in onore le ricompense e le medaglie che vediamo ·coniale dai Romani a' prodi che difesero i citta- · · nini: ob ci'ves servatos. Nè il legislatore si contenta del solo codice della giuslizia militare, cioè del solo codice criminale, ma vuole che il codice della giustizia militare sia anehe l'applicazione delle pene e delle punizioni a ogni maniera di r.eali, cominciando dalle contravvenzioni, che nel codice militare voglionsi chiamare mancanze di dt"sciplina, comunque sembri bel vocabolo contravvenzione, cioè l'atto di contravvenire agli ordini superiori, cioè trasgredirli, prevaricarne. Vero è che anche il codice penale francese, opera del i 858 del corpo legislalivo, distingue dalle infrazioni le con-


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ORD!~A~ENTO ~JLJTARll :

Ammiuistrazione militare. Sostanziali e ben ponderate mutazio11i furono arrecate anco in 'questi tempi nuovi italiani all'amministrazione militare del nuovo regno. E basterà cit,ue i decreti del 1 5 e del 30 di ottobre; col primo de' quali venne data nna indennità o rinfranco prr alloggio e mobili a tulli gl i ufficiali, e Gol secondo fu inteso al migliore e più abbondante villo de'caporali e soldati, sommin!strato loro, così in guerra come in pace, dalle canoYe militari . E con altro posteriore decreto del 20 novembre venne aumentata la paga dc' sollouffiziali, e in ispezia lita di 20 centesimi ;.1 giorno ai" forieri mag,giori e ai forieri, e di soli 1O ai sergenti, eccetluati i capi-operai. Dal quale aumento ebbe di certo a scatùrirne un altro, qncllo della provvision<,1 di viaggio o di ospedali, che è don1ta ai sollo u!lkiali in luogo delle competenze ordinarie, salvo il decon lo. Laonde si formò qnesla tabella: soldo q11olidiano di ,.-iaggio

Forier0 maggiore 11oriero Sergente .

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soldo d'ospedale

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25 Se non elle coteste spese di viaggio non sono · quelle cbe competono ai sollo u!Iìciali de' carabinìeri, nò la diaria dell'ospedale è quella pagata dai gnard'armi, dai sollo ufficiali de'carabinieri suddetti, dalle guardie reali del palazzo e dai sotto nffiziali de' moschellieri; rimaneudo poi inalterato il piccolo . preslilo di bordo e gli altri soprassoldi stabiliti dal decreto del 25 marz.o 1852. NEL REGi:\0 SUBAI,PINO

travvenzioni, cbc chiama ~ontraventions dè, po/ice, e forse potrebbero esservi reati i quali si dovessero togliere alla giu risdi-: zione militare, pe'quali l'azione pubblica è sottoposta all'azionecivilc. Di certo gran bene toccò agli uffiziali piemontesi nel vedere assicurata la loro sorte con fa legge del 25 di maggio 1 852, in cui al titolo 1v si discorre Dei consigli di disc1jJlina. E notiamo che un uflìciale non potrà essere rimosso cbe per offesa alla persona del re, ovvero per manifestazione pubblica di opinione ostile alla monarchia costituzional e ed alle istituzioni fondamentali dello Stato, e finalmente per manifestazione pubblica alla libertà guarenti la dallo Statuto, e per altre due ragioni di privata morale.

Prospetto generale ili tutli gli sl.i11endii e le paghe del!'esercito. Ministro della guerra L. 17,000 8,400 Tenepte generale )> Maggior ·generale e colonnello de' car;,binieri 1) 7,200 Id. Id. Rappresentanza n 1,800 Colonnello di stato-maggiore . n 6,600 Id. Rappresentanza (*) >> 600 Colonnello di cavalleria e del treno, di artiglieria e drl gen io 6,4.00 l) ColonneHo di fanteria 6,000 Tenente colonnello de' carabinieri . 5,700 Tenente colonnello dì cavalleria, d'artiglieria, del genio e dello stato- maggiore » 4-,500 Maggiore de' carabinieri >) 4-,950 Maggiore di cavalleria e di stato-maggiore 1) 4,050 Maggiore di artiglieria, del genio, e capitano dei carabinieri >> 3,600 Maggiore dt fan teria . _ . >J 3,500 Capitano di ,ia classe di -stato-maggiore e di ca, vali eri a » 3,000 Capitano di 1' classe dell'arliglieria e del genio, di amministrazione, capitano di 2a classe di stato)) ~,700 maggiore e di cavalleria (') Compete a tutti i coJ11andanti di corpo,

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ORDINAMENTO MTLl'fARE

Tenente de' carabinieri . . L. Capitano di amministrazione do' bersaglieri, capitano del treno, capitano· di 1a classe di fanteria e di 2" classe d'artiglieria e del genio . » Medico di reggimento di P classe, e direllore dei conti d'artiglieria . )) Medico di reggimento ùi 2" classe )) Capitano di massa e direttore de' conti capitano di 2" classe della fanteria . )) ' Tenente di -1" classe di cavalleria e medico di 3" classe di reggimento . » Tenenti di ,1" classe d'artiglieria e genio, di 2" classe di cavalleria, u(lìziale pagatore, ufliziale d'amministrazione, tenente del treno, cappellano . ,1 Aintante maggiore in 1° cli fanteria, medico di baUaglione di 1a classe >> Tenente di 2" classe d'artiglieria e genio . " Sottotenente di cavalléria n d1,] ~reno, di artiglieria· e <lei genio, aiutante maggiore in 2° e sottotenente di cavalleria . n Medico di battaglione di 2a classe )) Sottotenente de' carabin ieri . Aiu tante maggiore contabile (bersaglieri). )) Uffiziale di amministrazione Uffiziale di massa )) Uffiziale di matricola (bersaglieri) . Tenente . Sottotenente (cavalleria)' )) Sottotenente . )) )) Sottotenente a disposizione ibersaglieri) Sottotenente porla bandiera )) Veterinario in 1 ° Veterinario in 2° ))

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NF.L REGliO SUBALPINO

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27 )) 40

For-i~re maggiore (paga giornaliera (*) ~ Foriere » 1 ,lO Foriere d'amministrazione (bersaglieri) n 1 20 Sergente . 11 1 20 Sergente d'amministrazione (bersaglieri) n Tamburino maggiore e sergente trombettiere dei 1 40 bersaglieri . )) 1 20 Capo ,musica . n n 85 Caporale maggiore )) H 85 Caporale trombettiere » )) 80 Capo armaiuolo de' bersaglieri . » » 70 Caporale d'amministrazione (bersaglieri) . » )) '1 o Caporale tamburino . n n 70 Caporale de'bersaglieri . 1> )) 6,,~ Caporale falegname . n n 65 Caporale . i> )) n ò5 Armaiuolo )) )) 60 Mnsir,ante )) n 60 Trombettiere . )) )) 50 Tamburino )) 45 Soldato scelto, bersagliere e cavaliere l) )} 45 Falegname ))· )) 40 Soldato ordinario )) )) 4.0 Vivandiere E qui abbiamo a soggiungere che la paga de' carabi_nieri reali è loro somministrata per mese e non per cinquina, e il soprassoldo d'anziano è di ;25 centesimi in cavalleria e di 15 in· fan teria. Maresciallo d'alloggio di cavalleria (a1 giorno) L. 3 35 Brigadiere di cavalleria . n 2 90 ))

(•) Non ,,i sono compres i i 11. centesimi del decont.o , uguali per ogni sotto uffizialc o soldato nella font.cria, ovvero 17 centesimi ne' hcrsnglieri e 2~ in cavalleria.


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ORDINAMENTO M!LITARE

NEL REGNO SUBALPINO

Maresciallo d'alloggio maggiore, e maresciallo d'alloggio capo L. 3 30 Maresciallo d'alloggio a piedi >l 2 70 Vice-brigadiere a cavallo . » 2 50 Appunta ti e carabinieri a cavallo )> '.2 45 Brigadiere a picd i . 2 25 Vice-brigadiere a piedi . )) 1 90 Appuntalo e carabiniere a piedi )) 1 85 Allievo a cavallo . )) 1 55 AlliJvo a piedi >> >> Notiamo frattanto che i carabinieri reali di Sardegna hanno più bassa tariffa, e per paga giornaliera, non mensile. Le quali cose varie e moltiplici avrebbero a svanire nella buona amministrazione che oggidì regola le cose ·militari, sotto la dotta e operosa vigilanza del generale Di Pettinengo. E volgendo rapida occhiata a cotesto prospetto generale, noi saremmo inclinati a credere che tornerebbe meglio determinare uguale per tutti gli uITTziali di ogni grnèlo e rli ogni arma, e variare soltanto i soprassoldi, siccome si fa neH'esercito di Napoli. E in cola! guisa sparirebbero certe anomalie troppo visibili. Anzi le medesime tariffe piemontesi ne danno esempio, comunque per eccezione; perocc.bè i soli ufficiali del corpo, sì prezioso di cel'to, de' carabi.nieri hanno soldo e soprassoldo. E iufaUi ci sorgon:0 akuni clobbii su certe anomalie di sli~ pendi, come quello dello stato-maggiore non sempre in uguale proporzione con l'altro che non è sempre il medesimo per gli ·uffiziali superiori, i capitani e i tenenti della cavalleria, della artiglieria e del genio, comune soltanto lo stipendio di sottotenente. Il comandante .un reggimento di fanti ha diversa rappresentanza di quella che si dà al comandante un reggimento a cavallo. In cavalleria abbiamo tenenti di 1' e 2° classe, urtiziali pagatori, e il porta-stendardo Ìlon è officio particolare. ))

.

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Nelle fanterie di battaglia soltanto si banno soldati scelti e ordinarii, tra carabinieri e cavalleria sono gli appuntati, e in quel le prime non si hanno sergenti d'amministrazione. I forieri maggiori di cavalleria, bersaglieri e fanteria hanno uguale paga. E uguale paga hanno sergenti forieri. di. fanteria e di bersaglieri; ma quelli a cavallo traggono .1 O. centesimi di pii1. I caporali poi della fanteria banno 55 .centesimi, 60 quelli de'bersaglieri e 70 gli altri di cavalleria; e ai tre caporali maggio_ri de'tre corpi competono 75, 80 e 85 centesimi al giorno. Senza valutare il valore, gli' arredi ti il mantenimento delle caserme, senza numerare il dispendio delle armi, ma sommando tulle quante le spese, cioè gli stipendi e le pàghe, le provvisioni di alloggio, quelle del bene àrmato e arredi (0,0070), quelle delle infermerie (0,00 ,1 2) e quelle de' cappotti (0,006 5); e dando a ogni reggimento 2,000 lire all'anno per la scuola, possiamo dire che ogni nostro reggimento a piedi costa presso a poco: All'anno L. 535,000 Al mese >) 45,000 Al giorno ,i ·1,465 Ed un soldato di fanteria costerà: All'anno . L. 430 Al mese . >l 36 )) Al giorno . 1 18 Ogni battaglione bersaglieri costa; All'anno . L. 151,972 Al mese . ii 12,664 Al giorno . » 4·16 E ogni bersagliere costa: AlPanno L. Al mese )> )) Al giorno


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ORDINAMENTO ll!LITARl1.

NEL REGNO SUBALPINO

Ogni reggimento di cavalleria costa: All'anno . L. 4..56,885 Al mese n 38,073 Al giorno n 1,265 E ogni soldato di cavalleria costa: All'anno . L. 849 Al mese . n 38 08 Al giorno >> 2 33 Il soldato delle artiglierie, valutandovi il numero degli ufficialì e de'cavalli, costa: All'anno . L. 634 Al mese • » 53 Al giomo » 1 74 Anche di più è la spesa del soldato del genio, alleso il maggior numero di ufficiali in confronto della soldatesca: ' All'anno. L. 756 Al mese. » 63 Al giorno » 2 0"7

aprile 183 ,i e delle successive disposizioni di legge dovranno emanare dal sudjetto tribunale supremo di guerra. E .tutto quello che _è competenza in materia civile, cioè dimandc di ritenzioni e sequestri sugli stipendi degli ufficiali di~pendenti dai-ministero della guerra, come le incumbenze sulla leva militare (articoli 477 e 478 del regio editto del 16 dicembre 1837) e sulle surrogazioni (regie patenti del 3 di gennaio 1843) saranno della giurisdizione dei tribunali militari. Vengono dal codice su menzionato istituiti i tribunali militari territoriali (arti.colo 275) nelle seguenti città: 1° Torino - 2° Genova- 3° Milano - 4° Alessandria50 Ciamberì - 6° Cagliari - 7° Brescia - 8° Cremona. E in forza di un decreto del 27 di novembre fu ordinato che la sotto-divisione militare di Novara dipenderà dal tl'ibunale militare di Milano, e che le sotto-divisioni militari di Nizza e Pavia avranno due tribunali militari sedenti a Nizza e a Pavia. Il pubblico ministero del tr:ìbunale supremo di guerra si com: pone dell'avvocato generale militare con lo stipendio di 12,000 lire, di 3 sostituiti, con gli stipendi di 7, 6 e 5 mila, di un segretario e 3 sostituiti, da 4,000 a 1,800, e di 4 scrivani, da 1,800 a 1,200. E il tribunale supremo avrà un presidente e otto giudici, ciascuno con 9,000 lire. Ogni tribunale militare territoriale avrà un avvocato fiscale militare e due o un solo sostituito, ~uffiziale istruttore e due o un solo sostituito, un segretario co' segretari sostituiti, e due o uno scrivano. Intanto la medesima legge ordina che l'avvocato ·fiscale militare cli Genova eserciterà anche le funzioni di uditore di marina, e il segretario del tribunale militare di quella città farà da segretario dell'ammiragliato.

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Giustizia militare. Pubblicata a dì 1° di ottobre di questo anno 1 S59 la legge sul nuovo codice penale militare, e soppresso per conseguenza l'antico officio dell'uditorato generale di s0:uerra un'altra JecTO' 00 e del 20 di novembre affida le incumbenze dell'uditore generale di guerra all'avvocato generale mi litare presso il tribunale supremo di guerra. Per la qual cosa cotesto avvocato generale di guerra e marineria provvederà alla cancellazione dei renitenti o contumaci (réfi'actaires), secondo l'articolo terzo della legge del 28 di aprile 18l',1S. , Le declaratorie intorno ai matrimoni delle persone militari, ond'è parola nell'articolo sellimo delle regie patenti del 29 di ,-

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ORDJ~.nm:no MILITAR!:

Stabiliincnti militari. Immenso frollo morale torna al decoro nazionale dai fondi assegnati all'esercito e alla marineria: si migliorano alcune industrie nel ramo militare, e così alcune fabbriche nostre, cbo non temono punto la conconenza forestiera. Ed una pruO\'a diamo splendidissima. nell'accennare sullo prime le opere che han fatto il corpo degr ingegneri e quello delle arlig\ierie intorno alla fobbrica dellc armi in Valdocco. La quale fu fondala per lo meno sul princip.io del secolo xvm; perocchè nel focabolario di tulle le robe apparlene11ti all'al'liglieria, compilato dal colonnello Embser nel marzo •I 73,J, parlasi della r(jgia Fucina di Yaldocco. E fucina semplicemente rimase per fabbricare le canne soltanto degli archibugi, ancbe dopo che il Cotty, autore del Dictiomtail'e d'al'lilletie, e del! 'opera anlccedcntc: JJ/emoire sw· la fabl'icalion cles annes portalil'cs, vi avesse rClcato verso il ·180iimolti miglioramenti; e regia Focina fu sempre denominata. Nè sarebbe lungi dal vero congetturare che quando il colonnello delle art.iglicrio Felice De-Vincenti ebbe il cal'ico cli continuare l'opera dell'arsenale cominciala nel 1 638, avesse ancl.ie inteso alla modesta fabbrica oggi sì ingrandita, è sulla via di maggiori ampliazioni. Ma dal 1850 che vi fn preposto l'egregio tenente colonnello Solari, inventore nel •18 4G tli un percotitoio di artiglierie, non è più una Fucina, ma una vern Fabbrica delle anni, la quale non manca che della sala cle'modelli, e di aver anco le officino degl'incassalori (montel/,rs), r1er dirsi compiuta; nè larderà luogo tempo che vi sarà pronto il luogo, e allora cotesti artefici saranno colà tramutali dall'Arsenale. Ed è sì. bene scompartilu la fabbrica cd il lavoro, che dall'officina ciel maglio (marteau•pilon) per tirare le lame e le lastre, si passa alle fucine per bollire e saldare le canne, quindi 1

NEL RllGXO SUOALPJXO

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ai trapani, ai torni ed ai foratoi,,poi ai limatori, all'officina della carica e al banco della pruova. Nè manca il magi~lero delle moderne macchine in quabi,asi parte; talrneolechè, coll'opera di falloriui, nella grande orfìcrna de' foratoi e de' trapani , vedesi passare la baionetta già bella e abbozzata sotto sei macchine, per fare gli spacchi al manico, tornirlo e appianare la periferia della bocca superiore e il gomito; apparecchiare e fare quel piccolo fo rellino al luminello , tagliare le spire delle viti, e altri lavorii sirnig\ianli. Vi sono un 150 artefici civili (poichè gli armaiuoli militari non sono che per intendere agli armaiuoli dc'reggimenli e alle riparazioni) e pure si possono avere per mese 500 fucili belli e pronti , servendosi, con gran risparmio, <li lavoranti montanari pe' piccoli pezzi dell'acciarino e per le bacchette. Per tal guisa il nostro fucile costa al governo 3 ·1 lini, e può vendersi por lire 36. Ed ora che la Toscana e Parma e Modena e le Legazioni, aozichè mandare in Belgio o in Francia Q in Austria a prowedersi di armi da fuoco, a maggior prezzo forse, o almenQ di qualità di certo inferiore, favoriranno i commerci e con essi le fabbriche militari d'Italia, ed in ispezialilà quelle <li Torino e di Brescia. Quando adunque il danaro dello Staio è così utilmente speso,. accrescend,o il tesoro della riputazione militare, etl anehe delle arti e delle industrie militari, non possiamo che applaudire clawero. E poichè oggidì il principale intendimento degli eserciti è quello di avere le migliori armi denomiuale di precisione e rigale, sì per uso de'bersaglieri e sì ancora per le fanterie di battaglia, nelle nostre fabbriche sono a posto le macchine per rigare, le quali sono una specie di trapani verticali. Il benemerito capitano delle artiglierie piemontesi, Francesco Bozzani, fece, l'anno 1 857, un viaggio utilissimo per istudiare e raccogliere le armi migliori, secondo l'odierno bisoguo di AffiNo IV. Voi. li. -

3.

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34 ORDINAMENTO MlLITARE coglier giusto e lungi; perocchè non basta, anzi non è·nulla an• dare a più chilometri di distanza, quando sia necessario un an.• golo grande di elevazione, da render quasi impossibile imbroccare con certezza. Ed il corpo delle artiglierie, dovendo rispondere all' invito del Ministero della guerra di dare, entro quest'anno, una carabina che possa usare l'esercito nostro; o almeno i nostri bersaglieri , affi_dò per l'appunto al suçldeUo capitano Bozzani di provare in confronto le varie carabine da lui medesimo recate ' o qui fabbricate, per istudiarvi sopra, e fu poi nominata una Giunta la quale così avrà un lavoro bello e apparecchiato, e potrà procedere più speditamente e con maggior sicurezza. E fu savio consiglio cominciar dal valutarne il pregio conelativo primamente in precisione, ponendosi a una distanza anche minore del punto in bianco, cioè a 150 metri, e tirando su cavalletti. lmperocchè si andò a distanza maggiore ·con le sole carabine che alla distanza •minore han bene sostenuto.le prove. In Venaria adunque si fecero una serie di esperienze comparative con armi portatili di diverso modello, cioè con armi già adottale da altre nazioni, e con armi in via d'esperimento. Le prove non giunsero finalmente a tale da potersi dare un retto e fondato giudizio sul valore di ciascu~'arma, eccettuate quelle che per cattivi risultati furono trovate assolutamente inaccettabili; però si riassume qui in succinto quanto si è ottenuto.• 1° Carctbina inglese, modello d'Enfield. - Adottata per tu tta la fanteria dell'esercì Lo inglese. Si fer,ero due prove, l'una a 150 metri, l'altra a 300. Si osservò che il vento di soli millim. 0,2 quale fu stabilito in Inghìlterra, è troppo piccolo, non potendosi fare più di 4O spari senza lavar la canna. La giustezza del tiro pur tuttavolta lascia molto a desiderare e già alla distanza di 300 metri, un decimo dei colpi fallisce il bersaglio, il quale è un quadrato di 2 metri di lato.

35 NEL REGNO SUB.ILI'INO 2° Carabina Dixon. Fu proposta dai' colonnello Dixo11 direttore della manifattura d'Enfield: Lurighezza della canna :Met. 0,99 Calibro millimetri 12,6 Numero delle righe 3 In culatta, millimetri 0,25 Profondità delle righe Alla bocca id. 0,13 Passo dell'elice, metri . 0,99 Carica, grammi t,50 di polvere inglese. Noi vi sostihiirnmo grammi 5 polvere da bersaglierì. Questa carabina somministra un tiro abbastanza giusto ed una traiettoria molto tesa, tenendo anche il vento di millimetri 0,4-. Nella prova però si ebbe l'inconveniente che alle pareli dell'anima rimanevano aderenti fortemenle alcuna squamelle di piombo, le quali inceppavano poi la pallottola nel caricare, e toglievano esattezza al tiro. Si sperava ovviare a questo difetto non osservalo finora nelle altre armi, e di avere così nella carabina TJixon uua buona arma da guerra. 3° Carabina Pf7itwortlt. In via d'esperimento in Inghilterra. La carabina a calibro esagonale, quale fu proposta dà Witworth, si lrovt> difettosa, perchè le faccette dell'esagono essendo troppo inclinate ( il passo dell'elice sarebbe cli soli metri 0,508), la pallottola non può seguirle nel caricar · l'arma, e si inceppa nell'anima dopo pochi spari. Però si costrusse un'allra carabina a calibro esagonale avente le focceue inclinate in elica uniforme del passo di metri 1 che venne anco provata. 4-° Carabina Prelat-Bi1niand. Proposta dagli inventori a diverse nazioni; stata sperimentala in !svizzera in presenza dell'Arciduca J}Hchele, il quale la portò ìn Russiu. La carabina non fece bnona prova nè per giustezza di tiro, nè per facilità di caricare. È da avvertirsi che noi abbiamo l'arma ed il proie.uo fatti sul primo modello proposto dagli

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36 ORDINAMENTO lll?LITARE inventori, il quale fu poi dai medesimi modificato per l'uno e per l'altra, prima d'offrirne un campione all'A1·ciduca llfù:lwle. , 5° Carabina Lorenz (dal nome di una fabbrica in Vienna). Adottata nell'esercito austriaco. Nel tiro fece calliva prova, forse per non essere il proietto costrutto esattamente quale ùovrebb'essere. Abbiamo poi altre armi già sperimentate e che non promettono molto, e tra le al t~e una carabina !IHnié di piccolo calibro (millim. 1,f,), una svizzera, una Delvigne di piccolo calibro (millimetri 1O).

Inoltre abbiamo parecchie armi caricantisi per la culatta, delle quali nessuna riescì sceyra di quei difetti che per un'arma da guerra debbono ritenersi gravi, quali sono lo sfuggire dei fluidi elastici sviluppati nella combustione della polvere, e la difficoltà di cai'icare per conseguenza dell'imbratlamento nel congegno di chiusura. Le armi prussiane si trovarono partecipare ad entrambi tali difetti, mentre la carabina della marineria svedese modello Felizzen, si trovò solo soggetta al primo, non incontrandosi mai difficoltà nel caricarla. Si è poi anche osservato che le armi caricate per la . culatta non somministrano un tiro più .esatto che quelle caricantisi per la bocca, nessuna delle prime avendo mai dato un tiro cosl giusto quanto la carabina Dixon. La sle!sa carabina Tteuil de JJeaidieu, difficile a caricare, ma che non lascia alcuna sfuggita ai gassi, costrul.ta a Parigi con munizioni fabbricate pure colà, diede considerevoli deviazioni nel . tiro, alla breve distanza dì metri 150. Lo quali :armi furono proposte per esperienze del real corpo d'artiglieria. Abbiamo poi altre armi proposte da diversi inventori, pel concorso, le quali non furono messe in esperimento. E le comparaz-ioni caddero sempre oon la norma di tuHi

NEL REGNO StlBALPINO

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gli esperimenti, cioè con la carabina 11/vnùf, di cui gli Inglesi non approvano generalmente i seguenti requisiti : Peso della canna 2 chit. 0,98 Diametro dell'anima 17 ni rn 8 Diametro della palla 1 7 mm a Peso della palla U gi·an1. 20 Peso della carica ,i. id . .I(. 4, Vi si tennero da parte le seguenti armi: Carabi'.na PFi!son, la coi canna pesa un chilogramma e 842 grammi, il calibro è di 13 millimetri, il peso della palla 32 grammi, con la stessa carica Jfinié. Carabina Lancaster, di anima e!liltica poco piì1 p@saule della canna Minié, con righe ellitticbe, ma in una sola elice progressiva; Cambùia Pur·dey, con canna grave, 1 chilogramma e 785, ma il calibro di 16 millimetri, la palla AfinùJ per forma, ma pesante 31' grammi, eon la carica di 4 grammi e 43; Carabina Lovvel, la quale ha il calibro di 16 millimetri e 1 ~9, la palla pesante grammi 44,50 e la carica solita cli 4 gra111mi e 43. Carabina Brµ,nswiclt, di maggior calibro della ,tlinié, cioè 17 millimetri e 88, con palla sferica a cordoni (à bowrrelets), p·esante 36 grammi, la quale corre su due e non su quattro scanalature (myures). Ma si preferì a tutte le altre la Carabina Enfield, le cui dimensioni sono le seguenti: Peso della canna 1 chil. 871 1 metro Lunghezza della canna Diametro dell'anima H rum, 65 con tre scanalature a elice regolare, di un giro sopra 2 mili. Carica d1 polvere 3 .~r. 987 1 4 m,u. 42 Diametro della palla Lunghezza della palla . 24 )) 38 33 gr. 80 Peso dr.lla palla


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Con un piccolo calibro si possono avere granùi vantaggi; maggior doppiezza di canna con peso minore di metallo, più gagliardia, montatura con cassa piì1 l<'ggiera, maggior numero di cariche, grande penetrazione a palla ugualmente grave. Vero è, aversi certi inconvenienti, la forma più allungata della cartuccia, se pure non si separi la polvere dalla palla, e la ferita più piccola, quantunque due millimetri di penetrazione della palla facciano ferita più mortale di un colpo di spada. Finalmente, pt·eferando la carabina fabbricata in Enfield, si è fermata la preferenza dell'elice regolare alla progressiva, aggiuntavi anco la considerazione che la scanalatura sempre a un modo inclinata è pii1 facile a fabbricarsi e a ristaurarsi, che quaudo fosse progressivamente inclinata. , N_è cessarono mai le investigazioni e le disamine; e senipre il benemerito luogotenente colonnello col suo eccellente capitano Dozzani, banno continuato le proposte. Ed ora c.he tornerà di Francia l'altro ònlto ca pilano Rossi, avremo nuovi chiarimenti e nuove notizie sulle armi rigate iu generale. Conseguenza di questa· grande operosità tecnico-mi!itarc furono i grandi mutamenti arrecati in questi ultimi anni alle nrmi portatili, cioè la provvisione generale per tulle le fanterie delle cnrtuccie a pallottola cilindro-sferica alla Ncssler, cava e con 6 grammi di polvere, secondo la determinazione ministedale del 2 I di agosto 1856. E con data medesima fu anche statoilo per l'armamento proYvisorio dei bersaglieri, la carabina rigata con vitone. ordinario del calibro di millimetri 17,5, la quale fu tratta dalla riduzione ùci facili lunghi delle fanterie, scelli fra qllelli di più esatto calibro e ùi miglior servigio, con la cartuccia conforme a quella del fucile a stelo e con la pallottola cilindro-ogivale- cava secondo il modello del Belgio.

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:,;EL REGNO SUBA.LPI:SO

ORD!NAillE!HO 111LITAR!l

Pel' la quale carabina, fatte diligentissime prove, fu stabilita

la seguente tabella per la graduazione dell'alzo. Distan;;;a in metri Alzi 1·n millimetri

7 4 9 7

150 200 250 300 -100

12 4 45 9

500 600

22 9 30 9 39 5

700.

48 9

800. 60 7 E furon falle le discussioni cd esperimenti 1° Per sopprimere lo stelo ne' moschetti d'artiglieria e da pontieri; '.2° Per adottare la pallottola cilindro-sferico-cava nel pistolone di cavalleria e per la pistola di cavalleria e ùi artiglieria ; 3° Per continuare l'nntnme alle pallottole cilindro-sferiche a fine ùi agevolarne la iotrod?zione nella canna, ma modificandone il composto di parti uguali di sego e cera vergine.

Fonderia. Le storie ci tramandano memoria dell'antica fonderia di cannoni fabbricala in Torino dall'ingegnere militare Gabriello Basca milanese verso il ·I 560, dove è oggi la piazza Reale. E congiuntevi anche una fabbrica d'armi e l'officina dello polved, si fecero qui in Torino delle esperiènze, le quali diedero prove contrade a quelle ottennio dal Cardano e dal Tarlaglia. Di antiehi gelLi militari della fonderia torinese non abbiamo monumenti, e le no3tre storie rammentano getti di Chatillo11 e di Borgo in Bres3a; nè sappiamo se quei due cannoni antichi portati nel Museo dell'arsenale dal castello di Santa Vittoria


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ORDrN,tm,::uo MIL[TA RÉ

fossero opere di fonderia nostrana. Imperoccbè non cape dubbio cbe un altro cannone antico fu preso dai Genovesi ai Veneziani, e sul punto culminante leggevasi: iJfifano ,1690, col motto Wolati fulmina ùwis, e le lettere it;iziali del fonditore G. B. C. Ancbe il Bozzolino a pagina 237 dell'opeea sua inedita, Le petit Vulcan, parla di un mortaio di straordinaria grandezza elle. era in Torino. E sappiamo (prefa1.ione al Vasari di Guglielmo Della Valle piemontese) éssere stati eccellenti fonditori di artiglierie in Torino Andrea Doucheron e il figlio Simone Giuseppe, il quale, nato nel ,J 648, successe al padre nell'Arsenale dov'erano ammirabili due sue colubrine, al cui bottone di culatta eran bellissime teste di satiri. Ma il governo fraucèse li fuse, siccome· furon anche liquefatti forse i due cervi che erano alla Venaria opera del medesimo Simone. Del quale non l'imangono che a!~ cuni vasi di bronzo ne'giardini del re in Torino. Non avanti alla metà del secolo xvw pare che qui risorgessero le pratiche del getto, ,e avnt.i i primi cannoni della fonderia di Torino, si fecero reiterate esperienze sulle leghe, e il dl 20 di aprile ,t 760 fu pubblicato il regolamento sulle proporzioni e calibri delle artiglierie, cioè da 4, 8, ,J 6, 32. Ed allora ebbe grido il maggiore Donzini, direttore del laboraLorio metallurgico nel ,1 761 , continuandosi le prove cle'cannoni ìl Tigre e il Cerùero, i quali, negli spari fatti la state del ,J 785, scoppiarono. Nel 177 4 il luogotenente colounellù delle artiglierie piemontesi Francesco de Bullet, direttore delle macchine, propose un cannone obice da 4, il quale, gettato in Torino, provato in Vanchiglia nell'aprile del 1776, fu riconosciuto eccelleme a confronto del cannone ordinario della medesima portata e di un obice alla francese. E cotesto egregio ufficiale pervenne meritamente al supremo comando, dopo aver retto le artiglierie contro l'in,·asore a San Giovan ni, a Susa e a Genoya nell'anno ·I 776. Grandi miglioramenti ebbe la fonderia nell'anno '181 8 dal.

41 colonnello Cnnlerina, e da quel tempo contiene le quatLro officine de'modellatori e de'gelli, cle'lrapanatori e <le'cesellatori. E vi sono tre forni à riverbero, capaci uno di 22 mila chilogrammi, l'altro della metà, e il terzo di soli 2, oltre a due forni a manica. Nell'anno 1828 si acquistarono in Inghilterra 84 obici da 32, 50 cannoni <lei medesimo calibro, Sii- da 24, e 40 da 8, non meno che un ce11tinaio di alTosti di feno, ed anche palle ,1 200 e lame di sciabole, per 35•1,000 lire e più. Alle quali si aggiuns,ero 2,000 all'incirca per l'acquisto di polveri da gnerra, e ;28,37~ per le spese di viaggio, in tutto 791,376 lire. E qui sarebbe luogo cli profferire grandissimi elogi al laborioso e dotto colonnello Cavalli, inventore del forse miglior si slema di ponli militari, se la sua nota modestia n·oo ce lo im' pedisse, soggim1gendo qui una lettera che fu inserita nel giMnale l'Opim'one del settembre 1849: « Ilo letto con piacere nel numero 236 del vostro pregialo giornale riprodotto un articolo del Tùnes, il quale rivendica al• l'italiano Cavalli !'invenzione del cannone rigato. u Se non che il merito della priÒrilà pare a me tuttora lasciato in dobbio; poicbè, mentre dice che il piano di cosiffatto c;,nnone è stato patentato in Inghilterra e offerto al governo inglese nel 1855 dall'Engeslrom , luogotenente della marina di Svezia, ignora poi la data in cui fu gettato e conosciuto in Inghilterra il cannone del nostro concittadino, il quale lo offriva a quel governo senza. alcuna domanda. di 1·ùnunerazione. << L'articolo lascia intendere che il cannone Cavalli sia stato conosciuto in Inghilterra non più in là di tre o quattro anni -fa. << Ora è incontestabile cbe il colonnello Cavalli, mandatovi dal suo governo , faceva gettare i suoi primi cannoni in Isvezia iin dal 1846, assistendo alla fondita uffiziali inglesi, francesi, russi e danesi, inviati colà dal loro governo, e l'ufficiale inglese ne faceva descrizione al suo governo cbe ne volle alcuni. cc Vedete dunque come fo molto dopo che il Warendorff, e NEL REGNO SUBALPI NO

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42 ORDINA.IIEliTO MILITARE più tardi ancora l'Engestrom svedese riprodussero i loro cannoni, con qualche varietà nei congegni per la carica dalla calatla, e variando pure la foggia di rigatura adottata dal Cavalli<< Il colonnello Cavalli perfezionò posteriormente il suo cannone, ottenendo senza complicazioni metalliche il vantaggio di impedire sempre, malgrado il lungo uso, ogni sfuggimento di gaz, e sciogliendo il difficile problema con soddisfazione de'più pertinaci oppositori. << Vi sarò grato se vorrete inserire queste poche righe di rettificazione all'articolo sopra accennato, le quali mettono in sodo un fatto che è del pari un onore pel nostro concittadino ed una gloria per la nostra Artiglieria ». Soggiungiamo che nel bilancio del 1854 vedevansi scrille 118,000 lire spese per l'acquisto di 30 obici da centimetri 22 da assedio, cioè lire 1560 per ognuno, di 60 cannoni da 2t, ciascun dei quali è costato 1,200 lire; e simigliantemente per legge del ~ di aprile 1855 furon decretati altri acquisti di artiglierie di ferraccio per 100,000 lire. Forse allora ~i persuasero che in nessun ramo meglio che nel militare è tanto desiderabile che lo Staio non si mescoli punto nelle imprese commerciali; prova solenne il caro prezzo de'buoni archibugi e delle buone sciabole della fabbrica d'armi in Torre Annunziata nel regno di Napoli, e il prezzo carissimo colà de'getti ne'forni fusorii della Mongiana. Molte cose antiche, massime di trovali italiani, sono venule fuori in questi nostri giorni con certo aspetto di novità. E comec!Jè la Spagna volesse auco attribuirsi la invenzione· de' cannoni che si caricano per la culatta, noi dobbiamo rammentare un _ passo cli un nostro egregio purissimo scrittore di architettura militare, Bonaiuto Lorini fiorentino. Il quale, nel libro secondo della sua opera Le /orlifieazfoni, ristampala in Venezia nel 1609, dice al capitolo duodecimo, pag. 137: « Sono i pezzi dell'artiglieria, che vengono caricati 11er la

KEL REGNO SUB~LPI:>0

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culatta n)llllo usati nelle galere e vasselli armati per ap11 portar; comodità a' bombardieri'. cio~ n_e~ caric~rli, restar » coperti, e ancora per gli spessi suoi l1n; nondimeno nel 11 modo che sono usati, vengono deboli per lo sventar che ,i fa la polvere nella sua culatta, non apportando perciò quel » serviz.io che bi~ogneria, conoscendosi la cagione di tal effetto, 1i dici) potervisi fare così notabile rimedio, che, non solo ver» ranno perfetti sopra i detti vasselli armati , ma molto a ,, proposito per la difesa della fortezza; i quali difetti succei> dono solo per debolezza di essa sua culatlJl, e cattiva unione >) che fa il muscolo nella camera del pezzo, dove la polvere » viene a sventare da quella parte, uscendone il vapore can>> sato dal salnilro, che deve spingere la palla verso la bocea, >l onde a proporzione di dello spirnme si viene a sminuire » la forza del tiro; ma, rimediato a questo, esso tiro sarà >1 dell'istessa forza degli altri, che si cadcano davanti; e quando u ancora mancasse in qualche minima parte, sarà tanto il )) beneficio cb<> apporta per la sicurtà de' bombardieri nel » caricargli e tirargli presto, cbe se gli potrà comportare qualche n imp~rfezione, se però n'aves~e ,i. Pnre nel 17'6~) vediamo rinnovarsi la idea dei cannoni caricantisi per la culatta, e furono provati a Roccaforte in Francia; ma eran <li ferro lavoralo nell'anima e avviluppati <la getto. Più tardi, nel 18 19, ne fu preseotato altro disegno, e altre prove ne furon falle a Vincennes, come narra il Gassendi. Dal 1 820 al 1 828 il generale spagnuolo Giaccbino Navarro pubblicò varie memorie sul trovato di caricare per la culatta i cannoni campali, e ne fece grandi elogi il nostro Ravichio nella versione del Decker. Tornasi a discorrere nel 1825 di un cannone da caricarsi per la culalla di un Vcry; e nel 29 altre prove si tentarono. E finalmente nella fonderia del barone Wahrendarffin Aker, 11


44 ORDIX.lltlENrO MILITARE nella Svezia, furono fabbricati 20 cannoni del sistema <lel nostro colonnello Cavalli, e lrc secondo un disegno <lei medesimo proprietario della fonderia, tutti che ricevevan la carica dalla culatta.

Polveriera. Dopo lo scoppio del 26 di aprile 18S2, si andarono squadrando varii posti pe1· collocarvi la nuova officina delle polveri; e dopo molte ricognizioni furon compilali due disegni ; uno sulla riva destra della Dora Riparia presso Collegno, l'altro sulla riva sinistra del Gesso presso Cuneo. Ma sì l'uno che l'altro furon messi da parte, il primo per difollo di acque, il secondo per le sregolate divagazioni del torrente, soggetto a rapide piene. Ed il Minislct·o ailidava quindi al luogotenente generale Chiodo di studiare gli altri posti. 1° Abbadia di Pinerolo. 2° Masino, presso la Madonna r!el Pilone. 3° Fossano. ,1. Robassomero. 5° Fra la Loggia e l\foncalieri. 6° Boves (Cuneo). 7° Piasco (Saluzzo). Ma la Giunta o Comitato di Artiglieria, congiunto al Consiglio <lei Genio, formaudo la cos1 detta Congrega, deliberò costringere le disamine e i confronti fra l'Abbadia e Fossano. E la sollo-commissione nella tornata del 31 di giugno .,1855, com-posta dal colonnello Menahrea, dal luogotenente colonnello S. Roberto e dal capitano Bruzzo, oggi' maggiore, prescelse il posto di Fossano. E la medesima Congrega, con deliberazione del 7 di luglio si tenne a questo parere ordinandone il disegno compiuto. Finalmente nel 1857 fu vinta la legge al Parlamento su 0

45 la nuova Polveriera di Fossano, e da un anno si lavora sollo la vigilanza e l'indirizzo del capitano suddetto deg\' ingegneri :XEL REGNO SUBALPiì'iO

Bruzzo. La quale giace a scirocco della città fra le due s~rade, la pro\'inciale e la ferrata che menano a Cuneo, o meglio fra la prima strada e quella di Centallo, fra la chiesa della Coronala e la cappella di S. Dif~ndenle secondo il filone (ta\weg). La quale posizione è molto acconcia dal lato militare: sulla destra del Po, poco lontana dagli Appennini, mollo dalle frontiere orientali; insomma in quella parte del Piemonte che è meno esposta in guerra. L'officina delle polveri sarà capace di dare 600 chilogrammi di polvere all'anno; cioè 300 da mine, 200 da guerra e 100 da caccia. Il metodo di fabbricarla sarà quello delle botti e dello stre\loio coll'aggiunta di qualèhe macina. L'architettura prineipale e lodevolissima sta nella divisione dc' due membri principali, uno separato dall'altro. Il primo, _ soggetto ai pericoli delle accensioni, contiene le officine propriamente della fabbrica, cioè triturazione, laminatoio, rompiloio, granitoio, seccamento, lisciamento, spolveramento, agguagliamento, mistura e magazzini delle polveri finite. Il secondo è pet· gli offizii, le materie prime e le officine innocue dei fabbri e de' legnaiuoli. E speriamo che seguitando con la medesima alacrità il lavoro, si possa prestamente veder su una fabbrica sì importante, su cui potrà forse leggersJ la iscrizione: Dopo lungki studii Pel' virtiì dì legge Regnando acclamato tmico

VITTORIO EMANUELE Il Operosamente governando le cose di guerra ÀU'ONSO FERRERO DELLA MARìlfOltA


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ORDINAMENTO ilflLITARE

Nell'anno ,l1WCCCL VII Ponevasi la prima pietra A queste nuove officine delle polveri Perchè i soldati In grosse e minute armi .4.vessero sempre la potenza di fuoco Per conqwistare e mantenere La indipendenza d'Italia.

Ospedali milit.ari. <.,on legge del 4 di luglio 1857 furono pèr l'appunto assegnate L. 44,800 per ridurre a ospedal militare la fabbrica del soppresso monistero di Santa Croce, ov'erano pocllissime monachè, le quali furon meglio e più socievolmente ricoverate altrove. E fu veramente tramutata così in opera pia a pro' de' soldati infermi, potendovisene curare cinque o seicento; e sappiamo quanto e come tornasse utile in tempo di questa ultima guerra. E cori accorgimento l'eccellente capitano degl'ingegneri militari ~fortini fece maggiori le foci dell'edificio, rese aerate e belle le corsie, vi praticò sulla parete di prospetto giù alle finestre sul pian del pavimento quelle aperture a rete, le quali si possono a volontà chiudere e aprire, perchè il buon aere non sia mantenuto falsam ente da odori ed esalazioni e suffumicazioni, solite a. proca~ciarsi negli ospedali; ma dalla ven tilazione e dal ri~conlro che mette in agitazione l'aria e manda via le esalazioni di sito senza cercare un'artefalla atmosfera. Per correggere l'aria di una camera o cli una corsia ci voglion altri che odori. E sappiamo, si fecero le prove per costruire di asfalto i pavimenti ; perocchè anche questo temperamento è di . grande igiene per la facile lavatura e nettezza. Se in varii ospedali di Francia e di Inghilterra fu adoperato il f~rro, vi ba a conside-

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NEL RiGNO sunALPJNO

rare la spesa maggiore, la temperatura nell'inverno e poi la costruzione opportuna. Gran danno di certo che le sostruzioni di quella fabbrica non permetteranno alzarvi un secondo piano, che darebbe non solo aspetto nobile e maestoso all'architettura pietosa e cara di un ospedale, ma più ampio posto ai bisogni del servizio e dell'assistenza onde ba bisogno. Come Torino, cosl le altre divisioni militari del Piemonte hanno il loro ospedale, aggiuntovi quello di Pinerolo, e ultimamente furon ordinati ospedali militari in Lombardia nelle -cillà di Milano, Bergamo e Brescia.

Regia Armeria. Il re Carlo Emanuele aveva raccolto buon numero di armi auliche, massime de' suoi antenati, e di questa privata raccolta cantò anche ne' suoi versi i! cavaliere Marino. Ma l'Armeria, ·Corn'oggi vede1-i in quella parte delle regie stanie, deouminata Galleria di Beawmont, è opera ordinata nell'anno 1834.. Grandissimo pregio hanno di certo le armature personali di eminenti guerrieri quivi raccolte, la più antica delle quali appartenne ad Antonio Martinengo della Palla nel 1I 441 ; e vi sono le altre anco intere dello Zaccbei Travaglino da Spoleto, di Manfredi da Faenza, del Mattei di Roma, di Parelio S. .Martino cl'Agliè e di Emanuel Filiberto. Vedesi la mazza ferrata usala dal cavaliere Bayard nel torneo datogli in Torino nel ! U9 dalla duchessa Bianca di Monferrato, vedova di Carlo I; la spada e il bastone del comanùo di Alfonso di Ferrara nel 1 lH 5, la sella di Carlo V, l'armatura di Barbarigo Pisani, forse opera del celebre Garbagnani di Brescia verso il 1688, l'elmo di Carlo Emanuele I ed anche lo sondo, su cni leggesi: Solus Deus, solus sol, solus rniles, solu.s Sabaudfoe dwn; il quale ultimo mollo non farebbe punto crederci che fosse il broccbiero dello stesso duca. E si 1


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ORTJIN.HIENTO MILITARE

vedono l'elmo di Stefano Dori a signore di Dolceacqua, la co... razza ~el principe Tommaso, la spada e le pistole del principe Eugen10_ della battaglia ciel 7 settembre 1706, sul cui petto vcggon31 le forti impressioni di quattro palle di schioppo, una al cnore, e la immagine della Vergine, che alcuni han detto della Consolata, senza nessun emblema. Ma rammentiamo elle nei quadri della Pinacoteca, dove sono le battaglie del principe Eugenio, questi è vestito di rosso. Altra corazza è quella che Carlo Emanuele III vestiva alla battaglia di Guastalla nel •1733. E dovrebbesi trovare l'armatu ra di Carlo V, opera del celebre armaiuolo Serafino da Gordone, siccome leggesi nel tomo xr del Giornale di scienze e lettere, pubblicato in Milano nel 18ii-5. l\Ja di cotesto imperatore . non si mostra che la suddetta sella di velluto chermisino, le cui staffe sono ignobilissime. Pìù accurate indagini si dovrebbero fare. Preziosi acquisti o baratti sarebbero il giaco del conte Verde nel 1360, il quale si conserva nell'armeria dell'Ubaldo in .Milano, e l'armatura del maresciallo Onorato di Savoia, conservata nel Mnseo di Parigi al num. 22. E gran fortuna sarebbe di trovar l'armatura del capitano famoso Simone Avogadro di Colobiano morto nel 1322 e seppellito uella chiesa di S. Marco in Vercelli; poichè narra G. B. Modena Bicch ieri a pag. 220 del suo manoscritto su VercellL che nel 1 075, scoperto cotesto cadavere, se ne diedero le armi ad Emmanuel Filiberto , che le ripose nella sua armeria. E. sempre continuando a disconere delle armi personali, dobbiamo finalmente notare h1 baionetta del maresciallo di Sassonia del ,1685, la spada di Napoleone alla battaglia di Marengo, e quella del marescia11o Davoust. Fra le armi più cospicue per tradizioni di artefici italiani dobbiamo primamente annoverare la targa e la spada, attribu ite al Cellini. Su la prima è ad alto rilievo la battaglia fra Mario e Giugurta, siccome dicono le iscrizioni latine intorno a • varii medaglioni che vi si vedono. Fu dono del principe Eugenio

NEL RI::G tS'O SOBALPINO .

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u1la principessa Villoria sua sorella, la quale la donò alla Università cli Torino, come leggiamo nella Gu,ùla del Bertolotti , sebbene si ripeta es;;ere stato dono di Enrico li di Francia a Emmanuel Filiberto, marito di Margherita di Francin. Sulla lama della spada lrggesi da una parte: Polif conserver l'honneu,· -0 mes anncs chcries, e dall'uHrn: D'un espoir verlueux jc rourrai, 4 6'.25. Le quali iscrizioni, la data e anche la cifra L con una corona ducale sopra e un giglio, dimostrano uon essere lavoro del Cellini, morto nel 1 590. fai ugualmente dubitiamo essere lavori del Cel\ini la spada di Lanoy viccrè di Napoli, donala al .Museo di Parigi dal generale Eblé, e la cnrabina segnata 1157. Degne di ammirazione sono una spada dBl secolo xvi dello spadaio Menti risi o, un archibugio del medesimo secolo, del Negroli di Milano, ed un altro del 1585 appnrtenente a .Francesco 1l Deìla Rovere, duca d'Urbino; ma meglio archibugio cli armeria che di uso, poichè in avorio e con ceri.i gingilli. E finalmente sono nolcvo!i le altre spade delle fobbdche italiane di Antonio Piccinini e dèl Franzini, bresciani, di Arnaldo Serasio, cli Sandro Scacchi, una delle quali appartenne a' un cavaliere di Rodi, atteso la croce i11cisa1 i e il motto: Soli Deo gloria, civitas soli regi. Non dee guardarsi senza studio la scia• boia persiana fiammeggiante chiamata Atex Kilia che nella lama damascata porta l' iscrizione: O ltmgà sciabola non permettere vittoria senz.a te. Grande e bella è la collezione degli archibugi, degli schioppi, de'fucili; rammentandone uno di Pietro Bruni milanese, del 1660, dell'Acquafresca di Firenze, del oallina di Torino , del Chiò detto Negroni di Casale I di Giuseppe Leoni da Pistoia, di Cosimo l\fongino e di Lazzarina Corninazzo. E sappiamo quanto furono tenute in pregio in Italia e fuori le armi così dette Lazza.r-ine, e quelle, in parte aneo lavorate dal Cataneo, dal Diomede, bresciano e da Geronimo Muto, armainolo del 500, istessamenle. Pure facciamo le maravi'glie non vedendo nessun archibuso 1

ANNO

IY. Yol. li. -

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ORDTNAMEISTO ~IILlTARE

<.!elle famoso fabbriche di Martino Del Pizo armainolo milanese, che vive,a nel 1485 allorquando contrasse societ1, in arte arniorwn con Jacopo ~fognanin i modenese; di Venturino Del Chino, armaiuolo di Gardone in Vallrompia, il quale nel 1546 vendè al Farnese 4,000 archibugi al prezzo di uno scucio ù'oro per ognuno. E forse meglio studiate le armi, potrebbcsene rinvenire qualcuna della fabbrica denominata la Lupa, contrada Milanese, del Figino, del Ghinollo, thil Carini, del Piatti, del Pellizzoni, del Biancardi, <li Giornn Pietro Romeo, armaiuolo del duca di Ferrara nel 1590, del Ciro, rlel Romcro, del Rigola, del llovidl), del Saeda, 1fol Solina, di Pietro Anucio di Reggio, del Garbognani, bresciano, e del Colombo. I riuali tre ultimi lavorarono di molto nella seconda metà del secolo xVJJ, siccome fan fede parecchie armi serbale nel Museo di artiglieria in Parigi. Vedonsi una bandiera napolitana presa nel 17 46 alla battaglia del TiJonc {Suvzzo, voi. v, pag. 511 ), una francese, presa alla ballaglia di Torino del ·1706, e due austriache nella prima guerra dcli' indipendenza del 184-8, su cui è la spada elle io quei campi lombardi cinge\-a Cnrlo Alberto. E da qui a cento anni (tnnti ne meriterebbe !"altissima Yirtù t!el nostro re) benediranno i nostri nipoti la spada cbe cingeva Villorio Emanuele alla baltaglia di San l\Iartino, onde non fu più austriaca la Lombardia, e a qnell'allra battaglia onde sarà anco italiano il regno della Venezia, quando sarà compiuto il grido di g1wrra della Francia a pro del dritto d'Italia: DALL'ALPI AU,'AOIIL\TICO.

Nella prima sala della entrai~ , dipinta dal llelloso e dal Gonin, ove sventolano le ·bandiere di varie comunità, pegno di leli7.ia e di concordia negli avvenimenti della libertà in Picmòntc, e dorn sono aoco raccolti alcuni libri della biblioteca rec1lc e mol li modelli in qninta o decima parte del vero, che slarrbbero mo! lo meglio nel museo d'artiglieria cui apparlcr-.

:-El, REGNO SUBALl'INO

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rebbcro, si veggono alle cantonate clrgli usci e delle finestre molli busti di Piemontesi i\lustri in armi, i quali son.o a due a due collocati, non tulli per molla somiglianza e molta relazione. Andrea Massena, nalo in Nizza 8 maggio 11768, morto a Parigi 4- aprile ·1817. Scipione Guasco, guerreggiò contro i\ Portogallo nel l i:i80, autore di opere smarrile di fortificazione. Galvano Giordano Lancia combaltè valorosamente accanto al re Manfredi nella ballaglia di Deu.evenlo del 1 '.266. Corrado di Monferrato, signore di Tiro, eroe di Gernsnlemmc io concorrenza con Guido di Lusignano, assassinalo il 2i di aprilo ,11 0:2, forse per opera <li Ricc,mli cuor di Icone. Simone ,hogadro da Colobiano, nalo nel 1285, morto a Vercelli nel 1332, guelfo, osteggiatore <li Fra Dolcino. Francesco Busso ne da Carmagnola, capitao gcnernle della repubblica veneta, la quale gli l'ecc mozzare il capo nel ·1 4,32, Cristoforo Colombo scoprilore dell'America nel I 4-93. Andrea Doria, nato in Oncglia nel 1468,' morto ai '.25 novembre 1560, ristauratore della repubblica di GcnonJ. Michele Antonio di Saiuzzo, comandante l'avanguardia fran · cesc nella battaglia di Marigoano 1525, morì sotto Aversa nel napolelano ·1 529, ed è seppellito in 1lra Coeli di lloma. O<lonollo di Monferrato, forse Secondotlo, nalo prima nell'anno 1360, morto ucciso in dicembre 1378. Fabrizio del Carretto, prode cavaliero, ha magnifica tomba in Malta ove morì verso il 152,1. Guglielmo Embria(;o genovese e1.iandio, ma di quattro secoli avanti, ingegnere militare, fu primo a scalare le mura di Gerusalemme nella prima crociata. Carlo Francesco Manfredi conte di Luserna, morto in Torino nel ·1572, confidente e amico di Emanuele Filiberto. Andrea Provana, nato in Nizza nel 159'.2, illustre commilitone di Emanuele Filiberto.


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ORDIN.\MB!'iTO MILITARE

Cecchino Droglia, morto in Empoli nella Toscana l'anno 1400. Facino o Bonifacio Cane, ghibellino, nato in Santhià verso il 1360, marito rii Beatrice di Tenda, morto nel ·I ,i ·12. Giorgio Basta nato in Volpiano, generale di cavalleria, morto in Ungheria nel 1607. Ambrogio Spinola, nato in Genova nel •I 57-1, morto in Castel Nuovo di Scrivia nel 1630, soprannominato l'espugnatore delle fortezze. Guido conte di Biandrate, guèniero famoso del secolo x111, amico del Barbarossa, cioè nemico alla lega italiana. Amedeo di Viry, nato verso il 1350, guerreggiò in aiuto del duca di Borgogna.

Istituli militad. La educazione e l'istruzione militare sono in questo momento date nella regia militare Accademia, cui son semenzaio di alunni i due collegi di Asti e di Milano; nella scuola militare di Rncccnigi e nella scuola di musica in Asti. E noi faremo più largamente la storia della prima, poichè non eran ,,enuli ancora i tempi nuovi della uguaglianza o della, giustizia, iu cui si pensa a educare ed ammaestrare tulla la gioventù, appartenga al patriziato, alronline civile e anco a quello del popolo.

Dell'antica e 1mow militare Accademia. La fondazione delle scuole e delle accademie militari non ba potuto che venir molto lardi, cioè quando il così detto mestiere delle armi cominciò a dil'enir professione e scienza, ed eutrarono negli eserciti ufficiali e soldati di conto, intesi ai particolari e difficili magisteri dl'lla guerra, convertita in arte, non già perchè guerra ed arte meglio tiranneggiassero il mondo, ma perchè l'arte facesse alla fìne più umana e più rapida la guerra.

'.\lit REGliO 5CBALPJN0

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Nè i \avori dell'Accademia eran preludio ai lavori dell'avveni re, avveguachè la riuscita del giovinello era veramente il desiderio e alcune volle il bisogno delle fam iglie prirnte, ma non si teneva come speranza e letizia della patria in quella età verde, per tramutarsi poscia in forza e '.ila n~zionale. Eran giovani i quu\i conclolli in una profess ion e, non 1t·o· ,·avano ingombra la via per aprirsela co\ht intelligenza e il lavoro; non vi era calca avanti e intorno aJ essi, e il cammino era bello e fatto, senza aver bisogno dì quel coraggio che cresce insieme con gli ostacoli, di quella volonlà sì feconda in miracoli, e soprattutto tli quell'amore del pubblico bene e della patria che non può fallire a gloriosa impresa. r tempi sono mutati, e noi, seguendo il corso delle istituzioni, ce ne accorgeremo di lcggicri, e rndremo il nuovo apparecchio della gioventù militare. Dell'Accademia reale trovasi falla per la prima volta menzione uelie palenli ducali del dì 30 ollobre 11668, come abbiamo trailo do.Ha raccolta delle leggi; e cacltlc in errore il Giuraia autore della Guida di Torino, dicendola pensiero della reggente, quando la reggenza cominciò nel 1675. , Ed è cosa certissima ezianclio che l'archi!elto Arnctleo di Ca stellamonte nella sua Veneria Reale parla di questa opera sua architettonica come di cosa finita. La data della vera fondazione dell'Accademia è del primo di senembre 1677, due anni dopo che governava lo Stato la duchessa reggente Giovanna Battista, la quale, come diccvasi nello Statuto, ne poumit ric11 (aire qui {lii utile tl'avanlage à la rwblessc, que d'établir dans Tarin une Acc11N,11ie olÌ ron enseigne tou.t ce qui est capable dc (ormer l'esprz"l et le co17>s d'un gentil lwmma. E sollo la reggenza con patenti del 25 febbraio ·16S0, pubblicandosi il regolamento della Corll', si dava al gran scudiero, una deHe tre cariche della Corona, la supremazia cd il governo dei paggi o degli accademisti. li quale gran scudiero fu Fili-


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OROINA'uEXTO .IIIL!TARE

berlo di Piossasco, gran mastro d'artiglieria dal I G77, maresc iallo di campo, educatore del giovanetto duca. I giovani alunni già nell'anno ·1681 fecero un simulacro d'assedio, come vedesi sopra una incisione che serbasi nella biblioteca del Duca di Genova. E forse a qu0sto intento mirò il Guarino Guarini dei chirrici regolari, pubblicèlndo in Torino nel 1 67G il suo lrallalo di fortificazione, ùedicato a Ludovico Giulio cavaliere di Sa\'OiD, figlioolo al conte: di Soissons. E dopo due anni pei medesimi tipi dello Zappata di Torino, il professore di matematiche nell'Accademia di Piemont<', Donulo Il.osselli nativo di Lirorno, metteva fuori La (orlifica:;ione rt rovescio, dedicala a Madama Reale. Patto maggiore Vittorio Amedeo II, nelle patenti riel 4 di maggio 1685, concedendo al marcllese di San Germano, cavaliece dell'Annunziata, gran scudiero, la facoltà di formare una fiera tra il suo patagio in piazza Castello e i padri gesuiti, diceva: u per dimostrare la soddi$fazione e gratitudine elle gli ,i conserviamo per l'applicazione che ha S('mprc avuta in se rvizio » nostro e de' uo·stri reali antec<'ssori, come ha fatto appunto ,, nell'8rt'zione della nostra Accademia fondata in questa cii là, » la quale resta appoggiata alla sua persona )>. E in quell'anno il gran scu(liero pubblicava un manifesto ai '.28 di settembre, per annunziare la sc<'lta di vari professori e mae$lri agli esercizi militari, fra i quali il barone Patrincot1rt, staio scud iero ord inario nella gran scuderia del Re crislit1nissimo. Sempre le a1·ti cavallerescbc er:rn preferite ad ogni altro ammaestramento e ad ogni dottrina: non era ancora uscita la satira del Parini. Dicevansi bisogni del tempo, cd cran mire di Corte, tli avere una gioventù patrizia, valente in splendori, di una educazione 11uasi di un'altra nalnra da qu<'lla cui lo Sla lo poco o nulla

:-,El, REGX\J SUIUU'l'.'\0

volgeva lo sguardo, cioè la educazione universale de'_ ci_ua~!ini. E ,·enne in gran fama appo le Corti e i magnati l lsl1tuto piemontese, talmente che nell'anno 1 G88 il _rrincipe ?,genio raccomandò <11 duca il suo cugino Mass1mtl1ano, figliuolo al conte di Ebersléin. Nel qual tempo,,o poco tempo dopo ebbe a governare l'Accademia il primo scudiero AnoLbale i\fail'< i, nato alla Mirandola, il quale fu poi gran mastro delle arligliC'rie dal dì 28 di dicembre 1703 sin dopo l'assedio dì Torino. Chiusa l'Accademia per alcun tempo, atteso la guerra, nell'anno •1713 fu riaperta ùal nuoyo go,·ernatore conte San nlartino, luogolencn te colonnello dei dragoni. Richiusa pC'r le nuove e frequenti turbazioni guerresche, il dì 20 novembre ·1730 tornavasi a rimaneggiarl.n, anHnPltendo gli alunni da' 1 O a' 20 anm, divisi in Ire dassi e in tre quartieri separati, pagando 900 lire per la propria pro,-, i;;ione, 300 prr lo stipendio di on cameriere e 720 ])<'?' on istitutore particolare. F. ne fu go\'ernatore il cavaliere Amedeo Tana. L'istruzione miiitarc crasi falla più necessaria negli eserciti, e già nel 1 '126 con patenti del 20 di Llicembrc crc.1,•asi qui il corpo degl'ingegneri militari, cui crasi avanti alla meglio . provved uto. Poi nel 1736 Ignazio Bertola presentava un disegno di nuo\'a scuola militare con la pianta dell'edifizio, come si ,,ede negli archi\'ii del regno, quantunque il Bcrtoln medesimo nel •I '739 fosse chiamato da Carlo Emanuele a fondare le scuolè di artiglieria e f'orl iOcazione. Ma il go"crnalore allura dell'Accademia fu il conte Gubalcone di Salmour, elcllo con pulenti del 1 G di aprile ·173,i-. Qui nel ,17·14 erai1si pubblicali altri statuti sotto 1a disciplina di Giuseppe Manta, brigadiere di can\llcria e direttore dell'Accademia. E dopo pochi anni forouo per lo appunto inesse a stampa opere del cavalier Giovanni di Lignana: Le esercitazioni di are/ti1


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OR DI 'iA'lE~ fO )IILITA !<E

tellura militare ad uso dcyli allievi della R. Accademù1 <lai medesimi deùicati a Vittorio Amedeo duca di Savoia. Pure nella opera a penna del Velasco nella biblioteca del re, si alll'ibuiscono al Michelolti professore di matcn1atica nell'Università. Fra gli accademisti clrn sostennrro le principali tesi di arch itettura militare, sono notali Giol'gio Maurizio Perarbino di Cigliano, che ne usel, con viglielto regio del ;28 dicembre 1760T cornetta nel reggimento dragoni di Piemonte, 1'0rsini di Orbassano, il quale nel 1789 pubblicò l'elogio storico di Emanuel Filiberto, il Salozzo di Verzuolo, il Yillamarina, Bianco di SanSecondo, Alfieri di Cortcmiglia, i l\[asino di Caluso e gli Albaretto e Castellani. Dall'altro governatore colonnello Eioanuele Ignazio cavalierecli Carnpilione, il quale era stato govrrnatore in secondo nel 54col grado di maggiore nel reggimento provinciale di Pinerolo del 1719, ponevasi a stampa un 11uovo regolamento in cui si: ticn parola del governatore in secondo tenente coknnello Vincenzo Balbiano. Nel 171->/J resse l'Accatlcmia siccome governatore il brigadiere di cavalleria Francesco Maria di Villa, il quale fu il sedicesimo gran maslro dell'artiglieria dopo il Pallavicini. Nel qLJal lcmpo e propriamente dal primo di agosto 1 '758 infino al maggio 1776 fu in qucsle mura il celcbere Vittorio Alfieri il quale dice: << E benchò mi fossi intiepidito mollissimo i~ questa vocazione, pure, non aveudo io ritrattata la mia petizione, mi convenne accetlare, ed o.scii porla insegna nel reggimento provinciale di Asti ». Era già corso uu secolo di vita tlell"Accademia, e in cento anni l'umanità e la civillà nyean pur fatto grandi passi 1wll'ordine sociale e scientifico, se non politico, sicchè nell'anno 1778, ampliavansi gli statuti, ricevendovi ;incile i fo restieri , sollo i! governatore Pier Fraucesco Valperga di Rirara, cui tenne dietro i~ luogotenente colonnC'llo commenòalorc la Fléchèrc dc Chatillon. 1

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NET, REGKO SUBAT,PJNO

E nella suddetta biblioteca di S. A. Il. il duca di Genova serbasi un manoscritto del P. Agostino De Le vis agostiniano, tla CrC'sccntino o da Casale, intitolato: Sistema sull'educa::.ione militare par li payyi cd accc1demisli, <lcdicato al re Villorio Amedeo lii, in data del 11784. ì\Ia è scrillurn di picco! merito militare, quantunque vi sian consigli giustissimi, massime intorno alla lingua morta, che rimaneva poi sepolta appena usciti gli alunni, ed al bisogno clc\lo stuùio della lingua italiana, accompagnata dalla spagnuola, dalla francese e dalla tedesca e dagli esercizi di ginnastica. L'Accademia, divenuta propriamente militare nell'anno 181 G, ha educato {ìoora aHe armi 1 ,i.99 alunni, co' ~00 ali' i1H:irca che ne contiene oggidl, pe' quali sono bellamente spese dallo Stato 180 o 200 mila lire. E di cotesti alunni, lasciando i 168 che in questo momento rnno ancora in Accademia, poniamo qui i corpi cui andarono ufficiali, onero altre sorti: 518 Ufficiali nelle fanterie ';.'.51 >l in cavalleria 1175 » in artiglieria » nel genio . 77 » nello slalo-rnaggiore . 26 1 » ne'carabinieri . 3'1 Morti essendo ancora alunni Mandali ,·ia . ~-3 U~cili soldati. 13 Richiamali in famiglia . ·116 /i. Disertori . 13 Non entrati 1

Collegio militare di Asti:. Fondato nel 1857, compo5to cli 360 alunni, de'quali una parie paga la rclla di 600 lire all'anno, avendo a pc1gare per


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ùRl)JNAMENTO ~l!LlTA!Ul

NEL REG~O SUBALPINO

primo corredo la somma cli 300 lire, oltr.e a'libri scolastici; Vi sono 40 tra professori e maestri, i cui stipendi ascendono a 58,000 lire, e con le alire spese lo Slato vi consacra per lo meno 152,000 lire, senza valntare lo stabile dell'Annunziala, dato in dono dal municipio di Asti , cui furon fatti di molli ristauri e di moHe nuove opere accomodate all'uso militare e di convitto, e senza valutare nè il vitto, nè le occorrenze delle scuole, salvo i libri suddetti di Lesto pagati dalle famiglie, nè le occonenze dclii casa, cioè illnminnione, fuoco e ogni maniera di mantenimento e cli nettezza.

le quali due cillh fo rti contrastano alle offese della fortezza di Jlriançon di qua e di là ciel colle clell'Assictla.11 terzo passo della Moriana in valle d'Arco è difeso da Lessigli one su la strada maestra del Moncen isio, e l'altro più nalurale per la Tarantasia, il Piccolo San Bernardo e la valle d'Aosta, chiuso dal forte di Dard, il quale sbarra anche il quinto passo .del Gran San Dcrnardo; taln~cntccbè pii1 non sarebbe il caso, come nel 1 800, di temere di qui la calata, cui sarebbesi opposto maggiore contrasto a Confians, se quella politica austriaca fosse durata. E sin nel ,1842, per sbarrare il sesto passo importantissimo del Del finato, nell'allra nlle della Stura, si rizzava la fortezza di Vinadio. Nè stavasi senza apprensione a vedere il temuto nemico della sacra alleanza sulle tre stnide carreggiabili delle Alpi marillimc pe'colli di Tenda, N.ava e San Bernardo, dov'erano un tl' mpo le fortezze di Cuneo, Saorgio e Cova; non bastando punto le forti• ijcazioùi di Villafranca, Monaco e Ventimiglia. Ma alla fi,rn ci accorgemmo che poco si aveva a guardare alla frontiera naturale mililare, ma a quella politica, dov'à la vera seconda zo11a delle difese d'Italia tra il Monviso al Lago-Maggiore e al Ticino. Imperocchè noi non avevamo punto le clliavi di casa nostra; e scbbcnc 'si vollero trarre di mano al Russo le bocclle del Mar Nero, uon si ' era fatto niente, perchè le chiavi di casa . nostra fossero tornate a noi, e noi ci fortificammo sull'al to Po, sul Ticino, snl Tanaro e sulla Bormida. Alessandria-Casale fu la nostra base cieli(~ operazioni nella guerra del ,1859 e colà intorno si unirono i ·1 00 mila Prancesi ai 60 mila lt;iliani, si pugnò sulla S1'sia a Palestro il 3,1 di maggio, sul Ticino a Turbigo-Mngcnt.a a dì 4 di gingno; sul Lambro a l\Iarignano dopo sei giorni, e finalmente su l Mincio nella famosa giornata del ~,i. di giugno a San ~fortino e Solfrrino. E più focile e sicuro sa· rebbe poi stato il pugnar su ll'Adige insino all'Isonzo. Pure la inaspettata pace ci diede se non lutti, almeno altri passi imporl,rnli cklle Alpi.

Battaglione de'figli di rnititarz'. Fu ordinato dapprima nel 1834 col nome ùi Collegio cle'fi31i cli militari, fu riordinalo con la nuova denominnione in data del ,19 di luglio ,f 857 , alla creazione del collegio di Asti. ~e non che nella prima fondazione i giovanell.i pJgavano 360 lire all'anno, con 1rn corredo di ·1 50, cd ora sono del tu tto graluilamente educati e amm::icslrali ' avendo a rimanervi non più setle ma Ire anni soltanto.

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Topografia strn{cgica. Sicuro per le valli di ponente, cioè della Duranza e dell'lsero, il Piemonte guarcld alle valli del settentrione, del Uodano, del Heno, dell'hin, e del Danubio e a quelle orientali <Jella Drava e della Sava. Forte l'Italia nelle valli della Stura della Dora Bai tea ' e della Ripilria, della Toccia, dell'Adige, della Piave e ciel Tagliamento, con gli sbocchi delle Alpi in mano propria, allora davvero si dovrebbe pensare alle Alpi. !\fa quando si temeva Francia e non Austria nemica, ponendosi il Piemonte come van. guardia dell'Austria, si pensava a chiudere i sei passi principali delle Alpi. Difendevano le valli del Cùiusone e della Dora susirrn Fi1'.eslrelle ed Essiglic, cui è congiunta l'opera di Serre-la-garde: -


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OROINAMEN'!'O l!IL ITA RE

Nostra oramai è la valle Intelvi, presso Como, cbe scende dalla vera prealpc attaccata fra il San Bernardino all'occidente e lo Spluga all'Oriente. Intorno a questa corrono le strade militari che mettono capo ai passi per l'appunto delle suddette due Alpi. ,, Nella pendice elvetica delle Leponzie, fra il San Bernardino e lo Spluga, dilutasi repentc una spaziosa ma deserta e sell,aggia pianura, ove trovasi il villaggio Splugen, sicuro asilo e comotlo sl pei viandanti, come pegli animali. Da qncsto villaggio, costeggiando il Reno, e spesso tagliandolo, scorre una strada militare che attraversa qnasi verticalmente i Grigioni e mette a Bregenz, borgata del Tirolo posta sulla pnnta occidentale del Lago di Costanza. · Il lago di Costanza posto in direzione N. E. si trova al S. delle province renane gemilniche llaviera, Vittemberga e Baden; al N. O. del Tirolo, al N. E. dei cantoni svizzeri tedeschi Appenzell, San Gallo e Turgovia. Quindi un corpo d'armata che prenda posizione, come si pronosticava del prnssiano, intorno a questo h1go , trovasi ugualmente diretto ai confini orientali della Francia per la via delle province rrnane, e al LombardoVeneto per la via della Svizzera neutrale dello Spluga, poi.endo nondimeno penetrarvi assai più obbliquamentedal Tirolo austriaco che mette allo Stelvio. La scelta di una di queste due ultime ~ie di penderebbe adunque dal trovarsi la Germania in condizione di dare maggiore peso ai riguardi politici, o alle sue convenienze militari. La strada di Bregenz, sulla punta orientale del lago di Costanza, percorre un tratto di cammino sul territorio tirolese, costeggiando i cantoni San Gallo e Appenzell; entra nei Grigioni e ne tocca Coirn, la capitale; e dopo 28 chilometri, cioè a Tusis, riceve altre vie secondarie svizzero - tirolesi; di qui entra subito nella via mala, che è un'orribile strella forestale di circa un'ora di Sillita, superata la quale, la strada sale dolcemente sino al villaggio di Splugen.

NRL REGNO SUBALPINO 61 Tn questo punto la via si biforca, e prendendo la direzione ' occidentale, si valica il passo del San Bernardino; si attraversa la valle della :Moesa (confluente ùell'alto Ticino) 80lto le falde occidentali della nominala catena, e volgendo a ponente, si esce dal tenitorio grigiooese e si entra nel canton Ticino a Bellinzona, ove la Moesa si getta nel Ticino, poco al disopra dello sbocco del Lago jJaggior'e. Bellinzona è città fort ificata e di somrria irnportaqza strategica, mettendo capo ad essa anche la strada del San Goltardo, e che trorasi nel punto ove ltanuo le loro sorgenti il Rodano nE:lla Svizzera francese, il Reno nella Svizzera tedesca e il Ticino nella Svizzera italiana. Da Uellinzona a Luganù, e da Lugano, per le vie militari di Como e di Varese, si occupa tutta quella importante regione e la metropoli della Lombardia, senza una sola fortezza nostra. Noi intanto ritorniamo a quel romito villaggio svizzero cli Spinga e volgendosi alla parie orientale del contrafforte mesol~ cioo, si comincia la traversata del colle di Spinga che mette a Boffalora (valtellinese) presso I:.ola, cammino di 20 chilometri, reso assai più comodo e spazioso al principio ciel nostro secolo, dopo le guerre del primo impero. La salita dalla pendice elvetica si compie in meno di due ore. Da Boffalora a Chiavenna · lungo il torrente Liro, e_da questa al forte di Fuentes, nella cima, orientale del lago di Corno, l'antico Lario, si pereorrc il lato occidentale della Valtellina, in linea parallela alla via grigio- , nesc del San Bernardino. Qui sbocca l'altra magnifica strada militare che dallo Stelvio ba traversato Lolla la Valtellina. li forte di· Fuentes trovasi adunque in posizione assai importante; ma gli Austriaci nou avevano interesse a tenerlo bene mtrnilo e difeso. Tutti sanno che dal forte di Fuenlcs le due strade riunite me(tono a Colico, a Bellano, a Lecco, costeggiando sempre la riva orientale del Lario. Qui il cammino si rinterza; una


62 ORDINAllENTO MIL!TARR via mette per Caprino a Bergamo a cavaliere dell'Adda ; altra mediana conduce a l\Iouza (sul Lambro); altrn occidentale rn a Como e quindi a Varese (sull'Oloua); le quali tolte si diramano nel territorio fra il Ticino e l'Adda, mettendo sempre capo a Milano. Ritornando al pàsso dello Spluga, notiamo che Chiavenna trovasi sull.i Mera o )faira, le cui acque bagnano un territorio ualuralrnenlc ital iano, che Ila la sua origine presso il monte Matoia, l'ultimo ùelle Alpi Ll'ponzie verso le Retiche. Tuttavia la divisione politi ca non corrisponde nem meno alla geografica, e la parte superiore del cor~o dl'lla Maira, sollo il nome di Val Pregaglia, trovasi data ai Grigioni e sebbene dell 'estensione di pocbi chilometri e di molto rilievo la chfesa della regione italica. Trovasi infulli a Casaccia in capo a questa valle cisalpina a soli 330 metri di salita, il valico rezio di :\Ialoia o Malogg, il quale mette a CIJ iavenna su strada carrettiera che ha attraversato la Engaùtlina, o alta valle dell' lnn svizzera- tirolese. Per la Casaccia volgendo a sinistra si sale al monte Sei timo, ed ecco allra via cavalcalJile che conduce nel vt'rsantc del Reno alle vie dello Spluga, e si ritorna pcl passo carreggiabile cld. monte Giulio sullo stradale dcll'Engaddina. È a considerarsi che il f,ùido di tolte que!le valli è gfa così elevato che a trapassare dall'una all'altra si richiede breve sa lita; e qiiesli sono i pii! agevoli e meno pericolosi, i più antichi passi delle Alpi. Gli è per ques to che la po,;izionc di CbiaYcnna diviene vioppiù riguardernle, e vuole essere ben tosto, ma ben tosto fortificata; cd occorrerà stralciare per suprema necessità stmtegica la piccola valletta cli Dregaglia dal territorio dei Grigioni; dovessimo pure cedere a litolo d'equità la romita Val Bruna della estremità settentrionale vallinese verso oriente, dove giace il più elevato de' nostri comuni, la transalpina LiYigno (77 ti- metri). Le Alpi debbono essere più veracemente il muro divisorio <lell'Italia dalle regioni finitime. Ma il corso del Po è una forte

~EL REG:;O SUBALPrnO

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linea di difesa dell' Italia settentrionale, ma debole per l'Italia del mezzogiorno , cui è ottima base da Stradella a mancina, per Bologna al centro, a Yenczia a destra; assurdo e difficile partire dal Ticino e dall'alto Po, cd a forza e condizioni uguali l'esercito che è sulla sponda destra dcc consi.Jerarsi inferiore a quello snlla sponda opposta. Ancbe nel sistema della difesa può un esercito presentarsi e di:,Lruggere i ponti, separarsi dal nemico per un fiume inguadabile, ma il fermarsi a piccola distanza dalla sponda senza occuparla è falsa posizione, dovendosi o bagnare nelle acque del P0 o tenersene lontan i per più giorni di cammino. Fortuna, oggi principalmente_, cbc sia il Piemonte natural guardiano delle Alpi e dell'Italia transpadana e cisalpina. M solamente è custode della cosa pubblica italiana, ma parte essen• zialè e sbilanciante nelle lolle che ancora si potrebbero com battere nelle nostre terre. Le battaglie di Drgo , di Montenotle, dì Mondovì, che terminarono col trattato di Cheraseo: gli assedii di ~Ianlo,a e di Peschiera, la difr.~a del forte di Bardo, e quindi le fazioni di Varallo, la battaglia di Marengo provano solennemente il cittadino piemontese vivere vita militare e guerresca, e così sempre insino a che l'Europa non smetta i suoi quattro milioni di soldati, e non si struggano i 24, mila cannoni co'loro tre milioni di palle e bombe e granale. Noi non siamo giunti ancora all'ultima mela, coi YOrrebbero di colpo giungere gli apostoli della libertà e della pace. I quali vorrebbero, e chi non vorrebbe? anzicbè scavar fossi di fortezze e di trincee, scarar canali di navigazione; anzichè accrescere il numero delle legioni e delle artiglieri~ navali allaruare il numero delle scuole e deoli asilr · O in luogo di tanta polvere e tante bombarde e tanti moschetti e tanti razzi nelle polveriere, nelle fonderie, negli arsenali, nelle armerie serbare meglio i1e' granai, nelle fabbriche, nelle bibliotecbe, nc' giardini pubblici e grano e panni e libri e statue; e aYcr più sollecitamente a pensare alla salubrità e alla archiV

1


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ORDl::-lAMJ_l,NTO MlLl'rAllE

tellut·a clèlle carceri, degli ospedali, de' bagni, de' mercati, che alle opere de' quartieri, de' poligoni, dei campi militari.

la\'ori (opografiei (lei Piemonte. Ebbe il Piemonte nella prima metà del sec~lo xvi un nolo cosmografo, Giacomo Castaldo o cle'Custalcli di Villafranea, il quale nel 1 iH-5 pubblicò in Venezia la carta della Sicilia. Poi dal 1550 al 1560, Paolo Licinio pubblicava la caria di Sardegna. E anche in Venezia nel ·1562, si stampava la Descrittione del ducato di Savoia, la quale carta fu intagliata da Paolo Forlani veronese e dedicata a Luigi Balbo. Nell'anno 1683 apparve la carta topografica del Uorgonio, nativo di Dolceacqua, che comprende tullo lo stato in 25 fogli, ripetuta dal Dury nel 1765 in Londra, più difettosamente corretta cd accresciuta nel 1772 per incisioni di Giacomo Stagnone in Torino. Sebbene in più piccole dimensioni, si ha il lavoro corografico del Piemonte, fallo nel 1690 e 16H ·I da Francesco Pantclli ua Vignola, geografo ciel duca di Modena, pubblicata in Roma dalla calcogl'afia di Giacomo Rossi. Nel qual secolo ve~ diamo alcuni disegni iopografiei manoscritti del Pi nchetti nella biblioteca del duca di GenoYa. Nè avevasi ùella Liguria ohe la caria in ollo fogli dcli' ingegnere spagnuolo Giuseppe Cbafrion, pubblicata in Milano nel ·1685, da lui medesimo incisa. Poi ne\ 1703 fu inciso in tre fogli il corso del Po del P. ?lacido degli Agostiniani scalzi, geografo del re di Francia, e nel 1707 l'altro geografo francese, Guglielmo ùell'Isle, fece incidere dal Lebau la carta del Piemonte e del ~Jonferralo. Dopocbè in Italia apparvero le opere ciel Marino padovano, del Riccioli ferrarese e del Cassini da Perinaldo presso Nizza, morlo a Parigi nel 17·12, la topografia andò compiendosi sulle osservazioni astronomiche e sulla Lriangolazionc, nè più si Yidero le carte pillo1·escamenle disegnale.

NEL nEGNO SUBàLPINO

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Nell'anno 171 '7 il Nolin, geografo anche egli d:I re di Francia dava fuori la carta dell'isola di Sardegna e d1 tulio lo Stato; i1 Sanson nell'anno ,J 7 t ·t. Iu Milano fu incisa ~cl 17_31 la pianta della città di Torino, opera di Giuseppe Gh1sland1, e nel 1760 si vide in pià fogli falli dal capitano Nar~t, geografo ùcl re di Francia, pubblicato il Limite fra la Francia e la _Sacoia, (,·a la Francia e Ni;:;:;a, (,·a la Fmncia e le altre parti del Regno, secondo gli ulteriori trallali. . Intanto la scirnza geografica e la gcodcl1ca avauzava~o, <)'li struroeuti anche della misurazione si perfezionavano, s1cche ~ol 1763 11 padre Giambattista Beccaria di Mondovl misurò il grado del meridiano, che passa per Torino, e misurò la base sulla via di Ri\'oli; vedendosi anche oggi come duratura me~ mori~ l'estremo punto di quella, dov'è la piccola p_iramidc _fuon porta Susina. La quale triangolazione fu p~i meglio ra_ddmzal~ nel 1809 dal barone de Zach, siccome egli stesso sc1weva net volumi dell'Accademia delle scie111.e, misurando una piccola Lase di 612 metri sul viale del Valentino. Ma sempre questa parte d'Italia ha mcritnto grande considerazione, siccbè nel 4764- il suddetto Dury pubblicò la carta ùegli Stati del re di Sardegna in •I 2 fogli tratta {rom Jlw famous map di Borgonio, e quella degli Stati della Repubblicu di Genova in otto fogli dal celebra/ed spanish map òi Chafriou. E se ne fece una seconda edizione più corretta e nitida nel 1784-. Secondo la convenzione del 1 O marzo 1766 incidevasi in Torino dal medesimo Stagnone il limite fra la Sardegna e Parma. E un altro Piemontese per nome Dc' Caroti pubblicava nel ,t 785 la caria dei contorni di Torino, la quale è pur rammentala dvl medesimo de Zacb. Quindi nel 1792 gl'incisori Amati e Tela pubblicarono la nuova carta degli Stati Sardi del re di Sardegna. In Berlino nel 179 3 un geografo Sotzman pubblicava la carta del Piemonte, della Savoia e della Sardegna, e credo per

?

A'N!l'O

IV. Yol. !I. -

5.


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ORDiNAMENro ~lILI'.l'ARE

le medesime ragioni della gncrra il topografo' Ginscpp~ Conti nel 1797 rilevava la carta della frontiera verso Aosta sotto l'ufficiale ispezione def Costa. Diviso il Piemonte in dipartimenti francesi, ru·rono incisi da Giuseppe l\fartinet gli otto fogli dei dipnrtimenli del Po, della Sesia, della Stura, della Dora, di Marengo, degli Appennini, di Monlenolle e delle Alpi marittime. Dopo la ristorazione la carta del nuovo Stato Subalpino, secondo il trattato del 1815 veniva pubblicata da Giuseppe !\,forno ingegnere topografo nell'anno I 8·19 in J. fogli. Nell'anno 18·15 il colonnello degl' ingegneri Brusco levò e fece stampare la carta di (lenova e suoi contorni, accompagnatavi una Memoria in data del 3 di aprile. Da codesl'anno cominciarono davvero le operazioni geodetiche dello stato-maggiore del Piemonte, servendosi di due teodoliti ripetitori di Reicùembac e di Gambcy, cli 23 centimetri al diametro, co_n angoli non minori di ;30 nè maggiori cli •1 20 gradi. E nn altro Pinchelli pubblicava in l\'Iilano la carta militare di Genova nell'ann~ 1820, nel quale anno medesimo il capitano degli ingC'gneri geografi di Francia Raymond dava fuori in Parigi la nuova carta ciel Piemonte in dodici fogli , alla scala del 200 mila, intitolata specialmente Carte topogra(ique militaire des Alpes, sui lavori forse falli nel tempo del dom inio francese. Nel ·I 822 gli 'egregi astronomi Plana e Carlini determinarono alcune distanze sulla ba3c del Valentino. Bel lavoro topogr~fìco fu quello fotto nel ·I 836 dal capitano del genio Danese, sotto il comando del generale Barabino , di l<'inestrelle e de'contorni. E in quel tempo comiociavasi a pubblicare la carta del regno in 96 fogli alla scala del 50 mila. Dal quale lavoro granùe, ma io litografia, fu cavato quello si commendevole della carta al 230 mila, cioè la quinta parte, incisa in sei fogli, disegnata dal Brambilla e incisa da Arghinenti, Lecoz é Biasoli. 1

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NEL REG:SO SUBALPINO

Apparve dopo breve tempo il Panorama, disegnato sopra luogo, •ilei capita_no dello stato-maggiore c~,•alicre Cosalegno, inciso -sopra 6 fogli bislunghi, ove sono tutte le altezze delle montagne alpine. E nel ·1843 il maggior generalè Alberto Ferrero della Marmora faceva incidere a Parigi dal Desbuissons la caria dcli' isola . <li Sardegna in due grandi fogli, anche alla scala del 250 mila, i cui lavori eransi incominciai.i nel ,18:2,i, e vi lavorò il capitano dello stato- maggiore De Candia. Da ultimo nel ·1852 ripubblicavasi la carta litografata, m:a uon più in 96, ridotta a 9·1, comecllè sulla scala medesima. Il quale lavoro ba di cerio un gran pregio per le triangolazioni, ma uon così ·pei riempimenti topografici, i quali dove sono .ibbondanti e sufficienti e dove scarsi ed incompiuti. Opera di un privato editore, pure la earta del Maggi , in_cisa ·<la Ronatti ed Angeli nel 18.1-9, ha il suo pregio. E seguitano intanto i bei lavori deìlo stato-maggiore. . E per la guerra sì ridusse anco al 500. mila la Lombardia, per aver cosl un'altra. carta, sebbene in litografia, la quale facesse congiunzione con quel1a incisa in sei fogli. E de' fJ2 fogli della grande carta del regno pìemontese abbiamo 6'.2 fogli pubblicali belli e finiti di t0tta ['opera del geo~ òeta, del topc1grafo e dell'agrimensore. Ma mentre si lavora e speriamo con maggiore celerità al compimento de' disegni su pie-tra, sdl'à un giorno necessario pe1 'gran decoro del\'lta\ìa, che si lavorasse su rami. '

}fARU.NO

D'AHI.A..


PARTE PRIMA.

DAL 1500 AL 1798 .

DELLE ARTIGLIERIE PIEMONTESI INTRODUZIONE

DAL 1500 AL 1840. 1

ta scienza dell'artiglieria

Questi lunghi e meditati studi su le artiglierie piemontesi, falli dal generale Di Pettinengo nelle Yarie Giunte speciali onde fu parte, a benefizio e decoro del Corpo cui apparteneva e del-

l'Italia ancora, noi com inciamo a pubblicare, vincendo la modestia e la ritrosla dell'autore, il quale, per l'alto e intralciato carico di tutta la militare amministrazione, è ·nell'impossibilità di dar altra forma più splendida, che non può esser quella derivante da pazientissime ricerche e investigazioni. li lavoro comprenderà: I. Ordinamenti del personale del materiale.

PARTE

Disposizioni su'varii rami

Capitolo l Dal 1500 al 1798. O

•

con sommo ardore coltivala e promossa, siccome in tutta Italia, così specialmente in queste nostre provincie più delle altre esposte a frequenti occasioni di lunghe guerre, e massime a guerre di quella sorta che più si vale di artiglierie, aggirandosi pit1 specialmente nella espugnazione e nella difesa d'ogni maniera di fortezze (·1). Conosciuti i terribili effetti dlllla polvere da guerra, inventale le artiglierie, esse furono fin da'primi tempi adoperate in Piemonte alla difesa delle rocche e delle castella, allorchè, scon,•olto da intestine dissensioni, era lacerato ad ogni istante dalla vana emulazione de' feudatari, che ne dividevano il dominio. li duca Amedeo Vll usava nel xiv secolo artiglierie alla difesa delle fortezze, e commelleva al maresciallo di Savoia, preposto alla direzione suprema delle cose di guerra, di rivedere particolarmente in quelle le bombarde e le artiglierie (2). B ALBO, Vita di Papacillo v· A11loiij, pag. ·18. (2} 1383. Creazione del maresciallo. 1 t30. Conferma di questa carica dal duca Amedeo Vlll (vedi Bo1\ELLJ, pag. 755, edillo in latino). li maresciallo di Savoia stabi!i~a il numero de' soldati provinciali che ogni distretto dovea sommrn1slrare, formava le bande de' fdnli e le compagnie de'cavalicri, invigilava la difesa de' forti , le bombarde e tulle le <1rliglierie.

{1}

2° Dal l '798 al 1814. 3° Dal 1814 al 1840.

P ART.E Il _?so delle artiglierie nella guerra dellE: battaglie e degli assed11 dal 1500 al 1798.

L,1.

DmEZJONE.

fu sempre fin dal suo naacimenlo


iO

O!L .A RTIGLIERIE l'lEUONTESI

Spenti i duchi d'Acaia, riunite le proviuce pedemontane alle sabaude, ordinate le milizie del duca Amedeo Vllf , il p·e t d" I mon e, i venuto campo aperto di potenti nazioni, e strazialo· da amici e nemici spinti da ugual pensiero di dominazione, udì il frno-ore delle artiglierie, e ne provò i terribili effetti nell,1 presa /ri~ presa delle sue fortezze, e specialmente nella lunga guerra mo;isa da Francesco I di Francia e comballula per ben nrnticinque anni. Nel 1536, Antonio De Leva assediava pel duca di Savoia i Fran cesi in Fo3sano, cbe gli si anende1'ano dopo ventidue 0o-iorni di batteria. Nel 15ii-2 il marchese di Langei, francese, a3sedia1•a Cberasco, e ne bat'.e~•a il cast<'llo_ con due cannoni, in quello stesso menti e che d1c1otlo cannoni francesi fulminavano i baluardi della cillà di Cuneo. . N~l t5t3 il duca Carlo III spedi1·a artiglierie per le difese d1 Nizza sotto la condotla di Simeone Cavorelto, che vi giungevano pur a tempo a presidiarne il castello, prima che i Turchi battessero · -Jron 1 ·ssero. . . _ la cillà per ventidue gio . 1-11 ,, e se Il"" 1mpaL Art1gl1ene comballevauo in campo presso Ceresole in quello stesso anno. Inosservata la pace (153'.2), fu aperta la breccia dalle artigl ie_ri_e; f'.·ancesi •~e'baluardi tli Asti, di San Damiano e Ceva (dalle pos1Z10lll del Ba1one). Vide il _Piemonte dodici mila Francesi (1553) con 6 cannoni aspettare rnvaoo battaglie a llira di Cllieri, ~ per l'infausta morte del duca farsi signori di prcssochè tu tte le sue città Fermala la pace (155G), e rolla nuoynmente (1557), sostenne Valenza •I \) giorni di balteri u, e irni s·ari·"se .. . " . L",; mu1,, d1 Cherasco furon rovinate da 20 cannoni francesi, sole Fossano e Cuneo stettero in potere del loro l<'gillimo signore. Dod'.ci mila fanti francesi, cinque mila ca,·alli e diciannorn cannorn del maggior calibro, Juc colubrine ed alcuni pezzi dì ra~1pagna sotto gli ordini d11I Bri5sac infurinrono irn·ano contrc, 0

1000

AL

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Cuneo. Poichò vani ritornarono i loro sforzi e non valsero seimila proietti lanciali in 53 giorni di batterie, scoppio di numerose mine o crndcli minacci e (•\) a tentare il valore di quei pochi Piemontesi che, cal<lo il cuore d'amor patrio, bene provarono qnanlo possa valore a fedeltà congiunto. Seicento Piemontesi con due cannoni del maggior calibro, quattro del minore ed una ventina di pezzi campali presidiavano quella cil\à sollo gli ordini del conte Carlo di Lucerna, 11.lJ)gotcneote pel duca. Per tali vicende di prolungale guerre erano ripiene di arti· glicrie le cillà forti del l1 iemonte, allorcbè il vincitore di San Ouinlino ridonarn la pace a f!U('ste contrade, ed il marchese cli Bordio-\ione non ritiravasi 'di Torino nel 1 G62 che dopo il ri-. o scallo delle munizioni e delle artiglierie che ne direndernuo 1 baluardi, operato col generoso e spontaneo concorso de' cittadini fedeli. Le artiglierie in quei tempi si compravano fuori e generalmente in Germania, ove furono stabilite le prime fonderie di cannoni da potenti principi o da ricche citla, principalmente in Norimberga, cbe ne traevano vantaggi <li commercio: e così pur usavano allri paesi (2). Il servigio di queste artiglierie affi<lavasi a cannonieri che ne professavano mestiere per palluila mercede, ma non matricolali nè tenuti a militar disciplina (p). (·1) Minacciò i\ Ilrissac di uccidere il figlio primogenito del governatore ch'egli a,·ca preso in osla~g,o se non s1 arrendeva; e rispose il conte Lucerna antqwrre il suo dovere ai palerni a!Tell1. (ST-SIMON, Guerl'e des Alpes, ~iègc de Coni). ('.2) LE UouRG,..Essai de l'orga11isatio11 de t'artillerie. . (3) Allorcbè le popolazioni erano riunil\' in compagni~ a _seconda del mestiere che ne prof,•ssa\'ano gl' individui_, gli arllghen ,forma~ 1 vano speciale corporazione, in cui ciascun aspirante pn ma ù _e~ser_v ammesso in qualità di mastro dow,·a fornir prove di sua ah1htà, m


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AR:rIGLIEftll! l'IE.110.XTE/lf

L'immortale duca Emanuele Filiberto ('I) gettò i luminos~ fondamenti della scienza militare in Piemonte ed egli rucdesiurn ne faceva continuo studio, secondo l'uso degli altri capitani italiani del suo secolo; anzi giltil\'a artiglierie di sua mano e modellava fortezze. Ordinata la cosa pubblica in Piemonte, prima di partire alla volta della Savoia (155 9), stabilì la prima fonde ria di artiglierie in Torino, commellendo di gillare bocche da fuoco, di proncderle di convenie11ti munizioni, e di riunire sotto militare disciplina i cannonieri necessari a servfrle. Egli creò per tal modo l'artiglieria piemontese, e ne ordinò la parte materiale e la personale. seguilo alle quali egli olleneva (ormal diploma(compa911on-camio11iers) e quindi dirigevasi in quel paese ol'e sperava lrar prolìllo del suo mestiere. (ScnwrnAcn, E:xamen critique des armrs à feu, pag. 11 ).

(1) NAPJONE, Uso della lingua italiana, lib. 3°, § 3°, capo 3°.

JlA L

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SEZIONE PIUMA ORDINAMENTI Dlll, CORPO RF.ALE D'ARTIGLIJlRU,

Notizie storiche su\\' origine e sulle forme dic di tempo in tem1io furono date all'artiglieria picmou{csc. li vincitore di San Quintino nel riordinare gli avili suoi Stati ('1560}, chiamò a sè i più celebri ing<'gneri d?talia (1 ), e loro affidò la costrullura dello rocce e fortezze stimate ne ~ cessarie per stabilire fortemente l'indipendenza e difesa dei medesimi. Prepose alla custodi& di quelle soldati ordinali in compagni~, a seconda degli statuti del duca Amedeo ~l~I; le for~ì ll'artigliet'ie e di munizioni, commellendone il sernz1~ ad artio"lieri scelti nella classe degli artefici, in numero di dne per ciascun pezzo._ . Destinò al comando di questa novella milizia due generali d'artio-lieria; uno di qua e l'altro di Vi dai monli, affidando loro ~n pari tempo la sopraintendenza degli attrezzi, delle munizioni, e cli quanto concerneva le arliglier'.e (2). . Ouesti artio-lieri o bombardieri come s1 denominava~o, rra~o rispetto ~il servigio sotto gli ordini di capitani dell'e(1) OnoLOGGt, PAc1orro n'U11mNo, V1rro1.z1, BuscA. . P) ANDREOLI ' l'ol!7ari::zame11to d<'gli annali militari della Casa di Snvoia.


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AllT!GLIERIE PTL':MONT1':Sì

sorcito, e dei comandanti delle piazze, preslanùo a seconda delle occorrenze i Jorn servizi e presso quelli e prrsso questi. Il duca Carlo Emanuele ('I) confermò la compagnia tle'bornbardieri ordinala dal duca suo padre sollo gli ordini del genP.rale d'artiglieria, ne aumentò il numero, con.,ervò lorn ed ampliò i privilegi concessi. e< E (2), volendo dimostrare quanto dello servizio ci sia grato, per maggiormcn te dar ani mo al li di già arruolali, ed alli altri che si arrnoleranno nella compagnia bombardieri, li riduciamo su llo la nostra speciale protezione e salvaguardia... e concediamo loro tutti li ranlaggi accordali alle milizie tanto a piedi che a cavallo, dichiarando anche che le piazze delti bombardieri dei nos_tri presidii, le quali vacheranno di mano i:i mano, sm·anno provviste alli bombardieri arrolati in detta compagn ia, avulo riguardo alli più abili e suITicionti. » Nell'anno successivo il duca ripartiva in tre classi la gente del l'artiglieria.

Cousisteva (3) la prima classe in una specie· di consigl io composto di alcuni n'ii1lari co~liluiti fra i _primi gradi e· di un economo. Questo consiglio sopraintendeva · alle due classi.' e<

« Gli uffiziali e soldati destinati a scniro 10 artiglierie

nelle fozioni di guerra formavano ln seconda classe; in cui si principiò il 2°1 gennaio 16:26 ad arruolare per la prima vol la 20 minatori, e nel seguito si arruolarono cannonieri e bombardieri e specialmente in occasione di quri torbidi che cagionarono l'assedio di Torino nel ·1620. e< La terza classe di arliglieri era composta di rnunizio(1) Hr.gio editto, maggio ·160n (archivio del regno). (2) Reg io edillo, 20 luglio ,J6'.25 (130RELLl). . (3) La parte segnata in niargine è tratta da un manoscritto ine,lito J()I D'An tonj . Si corredò il testo d'alcunc.> annotazioni che si crede ll ero ronven i enti.

DAL

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nieri-guarda magazzeni o simili custodi ùi arnesi, di cui suol fare provvista l'arsenale ( 1) ii· Secruila la pace generale in Italia, si <liede da Carlo Emanue1/11 miglior forma al Consiglio d'artiglieria, e f~ compost? ai un generale d'artiglieria, di alcuni luogotenen~1 generai_', di un intendente generalè, di un controllore o mcontrato1e e tes~riere e di un segretario (2). . t, Questo Consiglio formava annualmente i~ Li_lancw per tulle le spese relative alle artiglierie, spediva e~ or_dme_cl~! geuerale i mandati per i pagamenti e per le d1stnbuz1~n1 che , • d.i mun1z.10 · · n·i d'I guerra, d1. . struoccorre\'ano farsi darmi, . . . edt ·11oltre spediva acri i uUìziali' ai mun1z1 omen rnent,, ecc., , • o (·t) li duca Villorio Amedeo I ricr1nfermò (a) i privile?i a?corclali ai bombardieri, li a,umnntò a 200, comprt'Sivi gli irn;e1:v1ent,_ necessari al servizio del le artiglierie . Era eziandìo suo pensiero d1fondar una scuola <l'°artighma nel forte <li Monmegliano e n•~lla c,lladella di Torino (b). La duchessa Cristina, tutrice del duca Car!o Emanuele II, .con~ fermò (e) ed ampliò i privilegi or _men_zionah' dichiarando esenl1 dalle tasse dirilli e peda:zgdutli gli art1glten. . (2) Cari~ Gerolamo di Moretta, marchese del Borgo, cava!1e~e dell'OrJ in e supremo e generaIe d' ar l'1g1·1e11•·a , cano ,, del cons1"'ltO o nel ,t 673. · . In frammenti di carte leggonsi i riflessi cbe guidarono alla creazione dì questo consiglio. . . Formare con"resso d'uffiziali d'artiglieria, con obbligo di co~gr~0 l arll"'~rsi per trattare, risolvere e sta b·i· 1 ,re l uli o c, ò .che. concerne · . : lieria; determ inare i pagamenti da farsi, md111at1 dal g~ner_a:e ~ sollo5crilli dal!' intendente generale ed alln membri de_l cons1oho, tcnP re a num,•ro ed invigilare i conserva lon degli olmi ed _1 bornharJieri ' sinchè quelli delle piazze sia110 se mpre man\:'1ut1 a numero da quei di campagna' e tulli abbiano una profe5s1u11e (1667, archivio del regno). . ( ) R · d'tlo 1 10 uovcrnhrc 1fi3:>• (B 01\HT,LT e archiv.io ciel·, .re,,no). " a. Voli-a.rizza.mento cgw e , · I Il Casa dt Savuta. (b) degi't. ,1.nnali• 11·1·1•n 1 ar, < e a . . · , ) ( r) '

Rr<>io erlilto. 5 aririie 1641 (Bo1ui1,u e arch!Vlo del 1-egno.

"

,


76

1500 AL 1845 77 « Tale è stata la costituzione degli artiglieri dalla della pace generale sino al 169 O, che scoppiò di nuovo la guerra nel Piemonte,,. In occasione di questa gnerra fu assegnata ai bombardieri ordinari una razione di pane al giorno e la paga di soldi 1 O, compresa quella di (< cui già godevano (1) e fu ordinato al Gran l\Iastro d'artiglieria di formare una compagnia di maetsranza cd una di minatori, e di accrescere il numero dei cannonieri e bombardieri, affinchè senza ~provvederne i presidi i se ne avesse per servire le artiglierie in campo. « Per la campagna del 1692 è stato formato un nuovo stato generale di formazione per gli artiglieri delle tre classi (2). << L'accrescimento e forma della prima classe di artiglieri è stata tale da poter supplire alle incumbenze del Consiglio ed a dirigere le operazioni da farsi in campagna colle artiglierie. A tal fine questa classe è stata composta dal Gran Mastro marchese di Bagnasco, di cinque luogotenenti generali, dell'intenclentc generale conte Tariuu, del cu11Lrollore e trsoriere, di un maggiore, di tredici capitani, di cinque luogotenenti, di un aiutante di campo, di un segretario, di un cornm~s5o, di un cappellano e di un foriere. DAL

ARrJCI.IEIUE l'IE110NTESI

guarda-magazzeni le patenti di provvisione iu seguito al sovrano viglictto diretto all'uffizio generale del soldo, mediante le quali, il promosso veniva totalmente stabilito nel nuovo o~cio e più uon incontrava opposizione nè diilicoltà per esercitarne le funzioni. « Fra li diversi provvedimenti dati dopo la divisata pace generale, uno fu quello di stabilire in ciascun presidio un numero fisso di artiglieri della seconda classe proporzionato all'estensione od all'esigenza della piazza. I gradi militari fra questi artiglieri furono ridotti a quattro, cioè: capitano "entiluomo di artiglieria o luogotenente, caporale, cannonie;i 0 bombardieri.

_La paga di questi uffiziali era per lo più disuguale fra quell1 dello stesso grado, o dipendeva dal vigliello del Sovrano, per cui si pagava, stante i privilegi ed esenzioni ann_esse al~'~fficio di cui l'uffizìale godeva in seguito alle patenti ù1 provv1s1one del Consiglio. << La paga di quei cannonieri era di lire 7 4 annue coll'a«0 giunta di lire 8 a coloro che erano nei presiclii limitrofi. « li caporale a,·eva un terzo di più del soldato, e talli go~evan_o di ~na razione dì p:ine al giorno e del quartiere, colI obbligo d1 vestirsi a proprie spese senza di~linzione di abito uniforme, il quale era già stato stabilito nel 167 1 pei reo-o-i00 menti d'ordinanza. (<

1

« In tempo della reggenza di Maria Gioranna Battista fu

creato per la prima volta l'officio di Gran 1\Iastro di artiglieria, deputato a capo del Consiglio invece del generale. Questo nl10ro officio fu conferilo iu fine di aprile 1677 al conte Filiberto di Piossasco (1). (I) Le attribuzioni intorno all'artiglieria che dal duca Amedeo VU erano slalc commesse al murt1sciallo di SaYoia, furono in questo lempo affidall• al gran mastro. , La duche~sa Maria Giovanna amplii>

i privi le o i accordali agli artiglieri, con esenzione di tasse, fuochi , dal diril~o dell'imbottare de' vini e della svinatura, del macino, de'pedaggi, dazi, gabelle; riduciamo lulli gli uJlìziali della nostra arlio-lieria, bombardieri, armaiuoli, conservatori d'olmo, ed ogni allr~ inserviente sollo la nostra protezione• (regio edillo, 5 maggio ~ 677.

BoRELLI}.

,

Nel 1686 crealo l'impiego di munizioniere generale di guerra e slabil"ilo per esso le opportune istruzioni (archivio del regno). (I} Regio bigi ielio, 28 maggio 4691. . . (2) Stato generale dell'artiglieria, formalo d'ordine d, S; A:~li 1 o giugno 1692, e regio biglie Ilo del 1 i- giugno 16~3 ali uffizio generale del soldo, per cui si ra passare in stabitim~nto 1t dello stato gener~lc.


78

ARTIGLIERIE PU:MONTESI

« La ser.oncla classe

è stata suddivisa in due porzioni, una dì

qneste porzioni è staia destinata a servire le artiglierie nei pre~ sidii, e l'altra per servire in campagna, essendo questa porzione stata composta tli due compagnie cannonieri, d'uom in i 51,. caduna, d'una compagnia di maestnin?.a dì n~mini 57, unn di minatori di uomini 18 e di 12 bombisti col loro capo, avendo ognuna cli esse 4- compagnie ui1 capitano ed un luogotenente. La porzion'3 destinata a servì re nei .prcsidii ascen<leva à uomini 115, compresi 9 capitani e li luogotenenti, non essendo compresi in questi presidi i, i forti di Monmegliano, di Santa Maria di Susa, ed i castelli di Nizza, Villafranca e Sant'Ospizio; stante che trovavansi gih in potere dei nemici. « Li munizionieri guarda-magazzeni ccl altri custodi compo~ nenti la terza classe (1) degli artiglieri sono fissati a seconda delle esigenze e megl io come dal deltaglio che osservasi nello sfato generale. <<

<< Siccome non ostante il divisato accrescimento, il numero degli artiglieri era soventi insufficiente per eseguire le proprie incumbe!lZe, così in somigli;;mti riscontri sulle rappresentanze del comandante d'artiglieria destinavansi militari cl'alcune categorie, i quali nelle operazioni venivano poi diretti dai cnpitani e luogotenenti d'artiglieria compresi nello Stato rnélggiore. « Nella campagna offensiva del 169.2, in cui l'armala nostra s'impadronì d'Euibrnm per via d'assedio formale, furono destinati 400 dragoni in aiuto degli artiglièri per far pas~are i cannoni sul colle di Vars, e condurli avanti la piazza. li fu generale della cavalleria conte della Manta, in tal tempò luogotenente dei dragoni del re, lrovavasi fra gli uffiziali comandati con quei dragoni.

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fili artiglieri ricevellero pure un somigliante aiuto nella

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primavera dei 1 6 93, ' nel bom bardamen to di Pinerolo, e nella sussecruente battaglia di Orbassano. . . •e< Dal divisato provvedimento 1 4 giugno 1692 e l~all:altro per la campagna del ,16U3, cÌ1e ba poi continualo per il rimanente tempo cli quella guerra, si vede cbe quanlu~quc la se-:conda classe degli artigl ieri formasse un corpo d1 genie eh~ combatteva in una maniera mollo essenziale, esso non era pero ancora insignito· di quelle prerogative che carallerizzavano la truppa d'ordinanza in quei tempi. ,. . « La sperienza avendo fatto conoscere la necessità ~1 me~tere questi artiglieri sul piede stesso dell'ordinanza, e cl, stabilire fissamente il servizio in modo che corrispondesse al fine del loro instituto, ba dato luogo uel primo comparir della pace al rcrrolamento del 26 dicembre ,J 696 ('1), in cui esso corpo è sla~o formato con tutti gli altri attributi militari, ed in complesso della gente destinata pe1• l'artiglieria è stato conseguentemente ordinalo. . . .' ~< La prima classe, cioè lo staio-maggiore smmu1to e ridotto come segue: c< ,11 gran mastro, tre luogotenenti generali, l'intcnde~te ge- nerale, il controllore e tesoriere, un segretario, un maggi~re, u'.1 petanliere, due capi bombisti, un capo fuoco e ~ue assistentJ. Il Consiglio di artiglieria ha continuato ad esercitare le stess~ incombenze di prima, eccelluatane la spedizione delle p~te~l1 di provvisione, che più non è staia necessari~ p~r gH u_mz.ial,• . •·<< Nella seconda classe sono stati soppressi gli art1glien_ fiss~ nei presidi i; ma si è formalo un battaglione cornpo_sto. cli s~1 compagnie cannonieri, una di maestranza _e_d a_ll~·a ~1 m1~1ator1: « In questo regolamento il numero degli 1~d1v1du1 c~st1_tuent1 la terza classe degli artiglieri è stato propol'z1onato ali esigenza dei magazzcni che sì avevano in Torino e nelle piazze.

( ! ) Stabilimento degli artiglieri per la compagnia del ~ 693.

(i ) Regio bigliello all'uffizio generale del soldo, 26 dicembre i 696,


SO

ARTTGL!ERIE PIF.MONTESI

cc te compagnie erano composte cosl: ,r Capitano

1 Capitano in 2°

Ciascuna delle compagnie di cannonieri

<1

Totale

<<

Compagnia di minatori

Totale

1 Luogotenente 1 Sottoteneute ·I Sergente 2 Caporali l compreso un tamburino .r-;o ., SI o cati 57 1 Capitano 1 Luogotenente

1 Sergente 2 Caporali 20 Maestri .25

,, .La ~ompagnia maestranza era sullo stesso piede della compagnia minatori, colla differenza cbe aveva un caporale di meno. _ '~ Il ser~izio del battaglione era stato fissato alle operazioni ~ropne ?ella professione di artigliere, motivo per cui nella. città capitale esso batta()'lione f1"r1 d'allo.. o 1a s1· e' sempre c.ons1derato separato dalla guarnigione della città e cittadella ncevendo a tal fi ne gli ord ini o dal gran mastro O immediata~ mente dalla segreteria di gnerra. • << In principio del ,f 698 sono stati riformati-i luocrotenenti e gl, alfi.eri di ba~taglione. I capiÌani in 2° sono stati ridotti a! titolo di capitani tenenti. Ne! 1705 il cavaliere Castelalferro è stato fatto colonnello del battaglione, ed il commendatore Embser luogotenente colonnello.

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.3 _genn_a_io

1706 fu soppresso l'impiego ciel capitano tr.nente e nstabdrto quello di luogotenente. Ancorchè nella di<<

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fesa ch.•lla cittadella di Torino, sego ila in questo stesso anno 1706, la maggior parte dei nostri artiglieri si trovasse nella capitale unitamente agli artiglieri tedeschi passati in Piemonte 11el 1703 coll'armala del generale Gu ido Staremberg, con lottociò il numfl ro di essi riw ltò insufficiente al bisogno, onde dr.slinarono 300 dr:igoni piemontesi a piedi in aiuto de'minatori; altri 200 dragoni piemontesi;· unitamente a 700 cavalieri tedeschi pure a piedi, furono de;;linati per restaurare di notte le cannoniere, i parapetti e le breccie; e si assegno un competente numero di fanti ausiliari per servire le artiglierie in batteria. « Il '.20 febbrai0 1708 s,rno stati ristabiliti i" sottotenenti in ciascuna compagnia. « ln seguito al regolamento ,17 marzo 171 ,1 l'azienda delle fabbriche e fortificazioni è stata unila a quella di artiglieria e _ sommessa al Consiglio di questa, coll'avvertenza cbe, ((Ualora s'aveva a trattare di cose appartenenti all'artiglieria, doressero intèrvcnire in aggiunta del Consiglio il colonnello cd un capitano del battaglione, e che, traltaudosi di fabbriche o fortificazioni, invece dei divisa!i. nillziali, gli aggiunti fossero _uno dei ,rispettivi arcllitelli civile e militare (·I ). (1) Lo stesso regolamento (a) deter_ minava che il ronsiglio <l'artiglieria, conserva ndo gli stabiliti suoi aHribuli, si componesse del {';ran n!astro cl artiglie ria o del luogole11ente g<'1ierale d'artiglieria, del colonnello o del lungolenenle colonnello, del capitano anziano, -del primo ingegnere, delrau<lilore. · · Piacque poscìa a S. A. R. (b) lo stabilire apposi1e istruzioni per t'esecuzion e del regolamento stabilito, commetlendo in particolare -01 C,fnsigl io d'invigilare le opernzion i dell'aziPncla e le collaudazioni di tulle le materie da farsi dagli ul-liziali d'artiglieria. · Successivamente poi an?oi:a (e) il consiglio fu riordina!'), ed in(a) 17 marzo 1711 ( nrch ivio del regno). (b) 28 marzo 1711 (archivio del regno). (a) Regio biglietto, 11 april e 1713; 11 magiio 172G A NNfJ IV. Voi. Il . - G.


ARTIGC.fER!li: P;EM01'Tl,Sl

« Nella pace del ,17 13, i sollotenenti <lei battaglione cùe erano stati riformati nel 1711 ruruno rimessi in piedi, ed il ballaglione inviò nn disLnccamento in Sicilia, ove fu formato 1111 corpo di artiglieri nnzionali, per servire :e molte artio!ierie che inconlravansi in quel regno. Nel ,1720 quel dislacca:enlo passò poi in Sardegna assieme con una porzione delle truppe che abbandonarono la Sicilia. « Il_20 dicembre ·I '7'26 si è pnbblicalo u-n regolamento (t) per cu, fra le allre provvidenze il corpo degl' ingegneri è stato unito allo stato -maggiore del battaglione e subordinalo al gran mastro cd al Consiglio dell'.:irtiglieria, fabbricbe e forlifìcazioui. « Lo stato-maggiore è stato composto co;n e segue : Gran mastro di artiglieria (2). Colonnello. Luogotenente colonnello. Maggiore. Aiutante maggiore. Quar'lier mastro. Petardiere. Cappellano. Cbirurgo maggiorn. Fonditore e suo assistente. Soprastante degli armaiuoli . 1 ~ Ufficiali ingegneri, cioè : 2 Col grado ùi maggiore. fine composto sollanlo <lei gran mastro presi<lenle, ùel colonnelfo 0 del luogolcncnle colonnello, ùell'auditore gencr;1le, dell' intendente generale e del primo ingegnere in vece del colon-nello , q uan do s1· lrallassero cose d, fortificazioni. (·I) llegio biglietto del 20 dicembre 4726. ('2) li conte àfaffci clùra slalo vicerè in Sicilia. Colonnello il commendatore D'Embscr in vece del ca-valicrc Ca• ~lclalfcrro, fallo governatore d'h•rca.

1500 AL 18~0 "A3 3 Col grado di capitano. 3 Col grado di luogotcnen\e. t Col grado di sollolenente. _ << :Mediante i bombisti spa1 ·si fra i ca1mo11ieri si è formata una compagnia di bombardieri, e se n'è. annullata una di .cannonieri, onde il baHaglione ha continualo ad essere di otto -compagnie, ciascuna delle quali aveva un ciipHano, un luogotenente cd un sottotenente, e \a e-0mpag11ia conti nuava a DAL

conto llel capitano. << Le compagnie bombisti, minatori e mncstrmne aYcvano -0gnuna 2 sergenti, 3 caporali e 32 soldati. << In questo regolamento si sono pttre dc-scritti i d{)vcri principali, incominciando da quello del colonnello sino al soldato, e si sono individuale le islruiiooi sì teoriche che pratiche da farsi, per abilitare gl' individui a soddisfare k io,c.urobcnze elle souo proprie <lclla loro professione , ma 110n sono poi stati somministrati i mezzi per fare le islruzioni ad.Jitate (1 ).

Per ·ultimo si prescrive in questo regolamento di ricor,rere ai governatori generali per avere tru:Ppe in aiuto, ogno(<

{I) L'an no 1H6 è dl'gno <l'e.sscre osser,valo 1rcr i.;li ollimi ~ rari xeoolamenli intorno all'arli o \icria. Il 20 mar1.0 furono ,pre3cnlle o . f le. •islru1.ioni e doveri ucgli uffiziali destinali a rivedere le piazze orli. Il l'\\/!:olarncnlo del 20 dice,nbn! prescriveva al colonnello comandante D'Embser, comandante del 1iatlaglione, di formare esallo specchio dcli' i5lrnzione degli uffizi ali, stabiliva scuole l~orico~pratiche per lulli i gradi e riordina.va il battaglione. ~re.s: r1v,ev: '. d?veri speciali di arligli1•re per ogni grado ~ spe_cial'.la t~ uffiz1ah ~ seconda delle parlico lari incumbenze e u<' bassi ulJ1Z1al1 ~ sold,,~1, se bombardieri, cannoni eri, m1na\ori o <li maeslran1.a, stab1\cnclo _10 pari \empo le materie eia insegnar~i nelle scuole. I _seroplic~ bom- . hardieri dovevano essere ammaeslrati nella geomelrn\, nel disegno -e .nelle mnnopere (archivio del regno). · 0


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..tRTfGLIERTE PTEMùNTESl

rachè lo scarso numero degli artiglieri sarà insufficiente per soddisfare allo esigenze del real servizio. (< li '.28 giugno 1 730 il Consiglio cli arliglieria è stato soppresso in occasione che si è eretto quello di finanze, i11 cui l' intendente generale riferisca l'amministrazione del danaro· sullo stesso piede che praticava noi Consigl io <li artigl ieria. Questo articolo a parte, il gran mastro continuava tutlora nell'antica sua autosi là cd ingerenza, i mpercioccbc l'intendente generale, che a tcnorn del <liYisato nnovo provvedimento è incaricato di regolare l'azienda economica, dee, prima di dare a partito le opere da eseguirsi, indirizzarsi al gran mastro o a chi ne terrà le <li lui veci, affinchè <•gli faccia formare le istruzioni, le pi,rntC', i 11rofìli, i ct1lcoli, i modelli, i disegni, ecc. necessari per i lavori a farsi cioè dal capo ingegnere O primo architcllo, se si tratterà cli fabbriche militari civili, o dal colonnello d'artigfieria, se si tratterà d"opero riguardanti l'artiglieria. In absensa od impedimento dei sud<lelli, il gran mastro deputerà quelli che stimerà più cnpaci per adempiere quanto sopra (1 ). « I mandati diretti al munizioniC'rc, al guarda-arsen;;le cd ai custodi di magazzeni, munilioni da guerra, provvisioni ed O"ni specie di robe appartenenti all'azienda d'art iglieria , fabbriciie e fo_rlilic~zi_oni, debbono esm·~ spediti dall'intendent,~ generale sugli ord1n1 del gran ma~tro, o di chi comanda l'artiolieria 0 o ne fa le veci. « Alla dichiarazione della guerra, 1 4 oltobre 1733 l'a7:icn?a. d~lle fabbrielrn e fortiGcazioni ru separata da qucll~ dcli art1gl1eria, e fu destinato un intrndenle generale a ciascuna di esse, coll'obbligo ad ognuno di osservare il rcrrolarnento 28 giugno 1730, la qual disposizione continua tullor:; in tale occasione il corpo dcgl'ingegncri si è separato dallo stato-maggioro

(I) Vcdi regia t1zicnda, 30 giugno 1730.

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<lel battaglione artiglieria, e questo è stato accresciuto di una compagnia cannonieri, ed indi tlì altre tre in febbraio 1 '.34, (1 ), dimorlochè il battaglione è stato portalo a '\ 2 compag111l:l. (( In tutti gli a3seclii fallì da no\·cmhrc sino a fobbraio contro le piazze Jcllo Stalo dì )l1lano, i sergenti cannonieri a1·cvano 50 soldi pel' ogni 12 ore di fozione o di lavoro nella ?ostruz10.nc delle batterie; i caporali e ca11n<Jllieri soldi 2n, e li fautaccrn1 ausiliari soldi 18 ¼, essendo questi sempre stati somministrali a richiesta tli chi comandava l'artiglieria. (( ta spcricnza della cli1·isata guerra avendo fotto conoscere rnanifcstamcnle la necessità di a-.ere un maggior 11umero di cannonieri, e ùi sommi11istrare l~ro i mezzi ada ttali per islrn irs'. nella profcssioue d'.ntiglieria, djcdero luogo al rrgolarnenl~ 1_ li .iprilc 1739, es5cndo gran m,, slro d'arti 6licria il marchese cl A1~. « Coerentemente a q:1eslo regolamento si formò la compagnia franca di artiglieri destinata. per il rcgn0 della Sardegna. Si stabilirono 6 \, cannonieri nazionali fissi nei presìdii, e si radunò nella capitalo la massima parlo <lt>I ballagliono composto dì olio compagnie cannonieri, una di bombisti, una di zup: patori, la terza di minatori, e di maPstra'.1za la_ qua'.·la.' affi~che orrnuna di esse si ammaestr.1ssc nelle parlic(ilari sue rncumbuw.c. E"sìccomc si stabilirono ·pure le scuole teoriche d'artiglieria e fortifìcazion i, co~ì, per promuoYere tulle queste istruzioni e supplire nel tempo stesso aHe molteplici incumbenzc del ~a\laglione tlC'll'arscnale, fu staliilito un dircl\ore gcnenile d1 ess~ scuole nella persona dt'I eommcndalore Ilertola,colonne\lo deglt in(Terrneri, e tanto queali come il eolonnello tli artiglieria eran so;g:tli al gnrn mastro, e fra cs~i l'uno dall't1llro indipendenti(~). ('t) 11 cav De Nicola è sl;ito nomina~o c~lon_nPllo ò'ar~glieri~. i~ Juo"'O del commenllalore D'Embser ucciso 111 dicembre t 167 atl .is o . sedio di Pizzighettone. (2) La guHrra clel •I 7:13 (a) uvendo fatto conoscere manifestamente {n) Informazione sulle sruolc teoriche. D' A:uoNJ •


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ARTTGLJE!trn P !BlWN't'tS[

« Conformemente a questo regolamento il battaglione

è slafo

armato di schioppo, provvisto di bandiera, e gli è stata assegnala l'anzianità che dal 1696 gli compete- fra gli altri reg-• gimenti. 1

la necessità assoluta di avere artiglieri ed ingegneri Iwn islrulli nelle loro professioni, si fece in aprile 1739 un rego lamento per cui si stabi lirono scuole leoriche e pratiche d'artiglieria e Forlificazion i, e si prefissero gl' in3egnamenli da farvisi, e ne fu affidala la dinizione generale al commendatore Ignazio Berlola, nllora colonnello degli ingegneri. Gli inst'gnamt•nti aumenlarono di mano io mano che queste scuole, pel progresso del tempo e la lranquil lilà della pace , presero éonsistenza, e venivano ~alli da uffiziali dt'l corpo e da l"ipeLitori borgficsi, fra cui le scuole d'a rt'glieria possono annoverare con gloria l' insigtHl Lagrangia ed il Dulacq. Gli alli evi erano assen~ati 1}ella milizia ed ammessi alle scuole a piacimen lo di S. M., e di prefeTe-r1za, nell'ordine seguen te : ,1° nobili 2° {ìa!iuoli d'uffiziali ' o :t-o fì,gJ,iu-oli d'impiegali, fl 0 figliuoli di pt)rsone allinenti al regio servizio, o0 figliuoli senza allirrnnze al servizio regio. Il commendatore D' Anioni nel ·,, 7-6~- riferiva al duca di York, (fordine del re , come il co rso degli studii de'ca, lelli durasse selle anni, e gl'insegnamenli a cni si attendeva dal •1 :.> novembrn d'o,,.ni " anno al ·I O sellerubrn del successivo, n<>l qual frallempo essi erano esercitali alle fazioni mii ilari, montavano la guardia ed inlerrenivano 11e' servizi coi semplici éannonieri. Insegnava si ai cadelli le malemalichc, comprese la m~ccanica. ra dinamica ed idrodinamica. la scirn1.a fi~ica, la teoria della poll•erc applicala all'a· res isle nza delle armi, agli usi di guerra ed alfa forza cfie essa comunica ai proielli. Faceva nsi sperienze sulle resisle nz.e 1.l'el~e armi e delle materie per resistere al le a1·1i n-lierie e per sodr. !'i1bbrich1i. Spiegavans i te r:egote fondnme nlali de lle fortirìcazioni regolari cd irrrgolari e dei diversi sistemi, ùel loro·allacco e difesa. lns1•gnavansi ar,cora i doveri e gli u!Tici dell'artigliere pratico, ossia delle op-erazion i che accacJono in tempo di pace n<'gli arsenali (' nelle fortezze per la costruzione e conserva1.ione delle materie, ed in lernpo di guerra nelle fazioni camp,1li, nell'allacco delle piazze. Erano ancora i cadetti esercitali al disegno gcomclrico, e compihva~i tla ciascuno di es,i una raccolta di disl'gni <!cli<• hor C'l,9 eh~ •

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~< Il battaglione è inoltre stato sommesso all' ispettore generale di fanteria in quelle cose che lo riguardano. I capitani sono sta Li sgravati dal procacciarsi le reclute, e queste d'allora a questa parte sono sempre siate a·rruolale per conto delle regie finanze. << Nel rimanente il battaglione ba continuato a dipendere dal

fuoco ed armi porlalili, aITusli, carri, e delle macchine e slromenli accomodali alla loro fabbri ca. I cadetti erano sottoposti ad esami l'Ì"orosi in se ui lo ai quali erano ammessi quali uffiziali nell'arli" ' o glieri a, negli ingegneri u nell' in fan teria: i meno capaci e gli svogliati e rano lice nziali senza riguardo di persoua, dovendosi unicamente avere in mira lo scopo delle sruole, siccome. per volere del re, per lo appunto prescriveva formalmenle il conte Bogino. li lesto dcllt> lezioni sulle materie sovraccennate fu ridollo a trattali dal D'Anlonj , dal Tignola, dal ll(nzolino e dal Rana , che S. l\I. degnava ù'aggradirc, esternando loro la sua real soddisfazione; ed il capitano l\lagde, laine così si esprime intorno a qurslo corso e agl i studi inddessi ùegli antichi artiglieri piemon tesi: Dès •1760, époq11e à la quelle Ics connaissa11ces phisiques-mècaniques commença.ient à se repandre, exitaient 71artout le goiit dcs recherches sur la théorie et lei pratique de l' artillerie, 1€s artilleurs piémontais se destinguère11t par Ics trci·vaux le plus étendus et 111,ieux roisormés. Un gra'IHl nombre d' épreuves fnt (ait var ordre du goiwernement sous !a directio11 dcs offìciers dii corps Papadno D'.4ntonj acquit encor plus (le renommée en consacrant ses veilles a la redaction d'un cours poiu· /es écolès d'artillerie cl ile fortification de Tu.rin. Aidé dcins ses gmncls travai1x par 1'ignola., Boz:zolino, offìcùJ1·s clu oorps, Rana architeéle et pro(essew· aux mémes écoles. il mai-clia à grands pas da11s la rout~{l'ayéa cles 114-·\ par le capitaine Dulacq, qui civait c/gjà, clwrché i~ f'oncler la tJ1éorie cle l' artillerie sur les scienccs mathonrntiques, Les ouvrages de cel autew· meriterciient ancore d'étrc adoplés et suii•is de nos jours dans nos écoles d'artillerie, si des liommes illustres n'av11ienl pas ei. la.grande pensée, en instituant l' école po1.ytécnique, cle clarmer une instruction commune et p!its etendue aux élèves clesti11és aux clifferens serv-ices {Introduclion à l'étude de l'artillerie) . Intorno poi all'islruiìone pra\ica erano stabilili poligoni o scuole d'artiglieria in alcune delle piazze Forlì , o\'e meglio le località lo 0


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.\l\Tl(;Lllmrn PIIIMO:-ITE!rf

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gra11 mastro, come per lo passato, e quindi nella capitale T.m continuato a conside_rarsi sep,1rato dalla guarnigione della città e ciltadella, e destinalo ad istruirsi ed a supplire alle incumbenze cbe proprie sono ed immediate della professione d'artigliere; siccbè, non ostante l'assegnatagli anzianità fra i reggimenti, non ha poi spedito ne_lla ~api1ale la guordia padiglione in quei casi nei quali questa veniva'somministrata da un reggimento meno anziano elle vi si incontrava di presidio. « I mezzi che coerenlerncnte al divisato regolamento sono &tali somministrati per istruire il battaglione, e:;sendo propor:zionali alle esigenze, banno nella guerra del ·17 42 prodotti ef-

llriolamcnlo '26 iiugno

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feUi vantaggiosi al servizio, oltre l'aspettazione, come risulla fra gli altri riscontri d~I regio Vigliello de1li 25 marzo 17 4?. « Fra i mezzi cbe banno promosso le istruzioni con attività, uno è quello di aver assegnato trattenimento e ricompense a quelli uffiziali che colla singolar loro applicazione si distinguevano nel promuovere gli i11scgnamc11li, e si è pure riconosciuto indispensabile di assegnare una mercede ai cannonieri affine di abiliturli fisicamente ad operare qualora trattasi di travagli straordinari. « Allorchè nel ,17,iO si è costruita la battcti..i del fortino la Bu!ta, e che si è àggiusta Lo e reso proprio il silo assegnato per qnella scuola pratica, si è data una mel'crcle di soldi 5 al giorno ai cannonieri che vi lavoravano. D'allora in poi si è sempre praticato lo .stesso nella ricoslrnzione della balleria, nel risianrarla, nel raccomodare annualmente la Butta e nel ricercarvi le palle. Lo stesso si è pure praticato rispetto ai zappatori e cannouieri che sono intervenuti alla costruzione dei fuochi di guerra nel laboratorio dei bombisti. ,, In principio della guerra del 1742, il battagl ione d'arti" · glieria ohe ern di 600 uomini, è staio accresciuto di 100 can·nonieri. Nel 17 4.3, esso battaglione è stato portato a ,1000 uomini; vi si è slal.lilitò un capiiano tenente per con1pagnia, e si è dato il nome di reggimento a questo corpo, in cui 5 capitani pii1 anziani sono stati decorali col grado di maggiore. (< Nel ,J 7 4.5 il reggi:11ento è stato portalo a 1200. I cinque primi cap itani sono stalì decorati col grado di luogotenente colonnello, e col graòo di maggiore i due successivi. (( Il 25 marzo 174-7 colle 8 compagnie cannonieri se ne sono formate H~, a vista di 1)muncrarn pareccl:ti ufTiziali (1), onde il reggi;nenlo è stato composto di 16 compagnie. In t:utti gli attaccl:ti e difese dPllc piazze seguiti in questa

permellevano. Era anticamPnle la ~cuoia pratica d'artigl ieria in Yalenza; fu s_lahilita nel 1732 in A!essandrin, e nel 1741 in Torino, sl.,biliendo espressamente il poligono oltre il Po, ove cannoniPri ed u(li7.iali allendevano a r,•golare e frequente scuola .a fu oco ed alle moltiplici esperit>nze che vi si facevano. Determinava per lo appunto S. M. (a) nel rngolamenlo che prescriveva pe' consumi di munizioni ria guerra Aelle cs1•rcilazioni annuali che al corpo reale d'arligliPria cd a'suoj d1sla1'camrnli si conlinuasse a somministrare la polvere che sarPbbe rich irsla, con che dai rispettivi governi, ecceiiualone il corpo realr per gli cse rci.zi e ~cnole che compil'a alla capilalr, si rimelle~sero alla se~rnleria di guerra, le richieste debrlamcn te lìrma,te dagli uffizia li d'artiglieria. Ad oggello eziancl,o di prornov.. re l' islruzione de' cannon ieri, e per compimento degli sludi mili lari cl1•gli uffiziah S. M. (r. 6, 7, 1772) ordi nò si formasge al poligono un fortino p<'r poi a ttaccarlo e dJrntlerlo regolarmente, siccome si ese;rnì col concorso della guarnigione sollo gli ordini de) barone Vale.sa per l'altacco, e marchese Carpeneto per la difesa. S. ì\f. stabiliva, il 5 sellemhre i74 I, che il lrasporlo delle arliglierle ne'forli di l<'ineslrt'lle si opPrasse esclusivamente dai cannonieri, accordando lorQ apposita merceclt, e non pel' ria c1'8pp,dto, come erasi propo~lo, per maggiorn:enle istruirli nel maneggio d<'ll~macchine fartigl ie rià. in quelle nrdue e rislrelle località. (!')

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(1) R. biglidto d r1•tlo al cav De Nicola.

1181.

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guerra, i sergenti 1.J'arliglieria hanno sempre avuli soldi 30 per ogni ,12 ore di fazione nella coslruzione di batterio; i caporali ed i soldati come pure i fantaccini ausiliari, soldi 20, i quali, a semplice richiesta del comandante d'artiglieria, sono sempre stati somm inistrali in numero sufficiente. << Alla pace del 17 48 il reggimento è stato ridotto in novembre a uomini 800 disposti in due batlaglioni, di 8 compagnie caduno. « Le molle artiglierie che nella precedente guerra eransi rese fuori di servizio, in diverse mauierc, a\'evano eccitalo fra gli uflìziali sentimenti disparati intorno l'origine di somiglianti disordini. A vista di scoprirne la vera cagione, e quindi andan·1 al riparo, è emanato il regio biglietto 5 febbraio 1750 cliretto al gran mastro d'artiglieria, barone di Blonai, per cui si è formato un congresso di selle ufliziali del corpo per esaminare i diversi punti pt·incipali relali1'i alle questioni snscitatesi. / , « Nella state del ·1 7 i5 I il reggi mento ha sublto una diminuzione cli ·140 uomini, i capitani tenenti sono retl'occssi a paga di luogotenenlc e questi alla paga di sollolcncnti. (< In questo stesso tempo la fanteria e la carallcria ùanno pure arnlo una ùiminnzione d'uomini, e gli ultimi capitani di ciascun battaglione di funleria e n•ggimcnlo di cavalleria s~no stati ridotti alla paga di luogotcncnte <lei granatieri. e< Nel 1755 essendosi reso defunto il direttore generale delle scuole conte Burtola, sono stali creali due di rettori particolari per farne le YCCi; cioè il conte Birago di Ilorgaro per la pratica, cd il cav. D',.\ntoni per la teorica, i quali sono stati decorali col grado di lllaggiorc. « Nel 1757 gli uffiziali snballerni d'artiglieria ess<'n<losi distinti nelle scuole leorirhe c.ol fare alcune accademie militari, che furono decorate dall'intervento di S. A. n. il signor Dnca di Savoia, ta!c distinzione diede motivo a nnovi impieghi. « Il comn1enda1ore Dc Vincenti fn fotto colr,nncllo del rrg~

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oìmcnto in vece dnl cavaliere Dc Nicola giubilato, e furono stalJ bi liti otto posti di capitano teucnte con paga (1 ). « Le so,•rane determinazioni espresse nel regio Yigliello 20 oprile ,11GO diretto dal gran mastro marchese Pallavicini delle Frabosc, banno posto termine ai congressi del 5 febbraio 17 50 ed alle precedenti disparità di sentimento. t< In dello regio Viglietto si stabiliscono i punti discussi, cioè: « 1° Del vento delle sagome, e delle palle <li cannone; 1< 2° Delle leghe e del gcUo delle artiglierie; << 3° Delle misnre e delle proporzioni dei pezzi; « 4° Delle prorn di collaudazione (2). t( In novembre 1769 si è ristabilito l'impiego di direttore generale delle scuole d'artiglieria e fortificazione che è staio confrrilo al D'Antoni. Inoltre il cavaliere Blavet è stato fallo dircllore particolare <lella pratica, ed il cavaliere Bozzolino della teorica. Le manopere d'artiglieria che si compiono colle diverse macchin(', e che sono passale in esercitazioni dei buss'nffiziali e soldati, banno avuto principio da quest'epoca. « Essendosi pubblicato il 21 agosto 177 4 il noorn sistema militare per le truppe di S. M., il commendatore De Vincenti è stato compreso fra li promossi col titolo ui capo, ed il rr'"•imento l.Ja avuto il nome di corpo reale d'artiglieria. 00 « Nella primavera del ·1 '775 il D'Antoni è stato fatto aiutan te generale ctell'arrnata coll'obbligo di vacare contemporaneamente alle incumbenze di direllorc generale ùelle scuole d'artiglieria e furlifìcazione. ( I) l'.na b(•n intci:a economia ronsigl' ò stal11lire mPrccde rla rorri ~pondersi ai rannonicri per ogni proietto rinwnuto nel Poli gono,

ch'essi co11seg11asst:'ro in magazzino. Per palla da 3z, soldi '16; per palla da 16, ~olJ i 8; prr palld da 8, soldi n; per pal\a da /t., soldi 2, 6. (H(•gio biglit>llo, ~.i marzo 1i57). ('.?) RPgi o lii gli d io, 20 apnlc 1760.


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ARTIGLH:RIE l'IEllONTl!:SI

(< l..'·1 'I ·gennaio ,J 775 il corpo reale d'artiglieria ha l'Ì• cevuto una nuova forma, in cui lo stato maggiore è stato fissato a uomini 68 compreso il gran mastro conte di Briche• rasio. Li rimanenti 776 uomini conslituenti la forza del corpo reale sono stati distinti in tre ballaglioni di quattro compagnie caduno, ognuna delle quali era composta di due squadre. La compagnia franca di Sardegna è stata portata a uomini 85 ed ba continuato a çlipendere dal corpo reale (1) quanlnnque separata. ·

« Inoltre il corpo reale ha somministrato alcuni uffiziali e bass'uftìziali per formare un altro corpo denominato arti"lieria dei battaglioni (2). La foria di questo corpo è stata ~issata

(I) Il. bigliello, 1 ·1 giu:,::no -177n. (2) Determinò S. M (a) <;he al corpo reale sareb.lic affidalo l'aL~acco e la difesa, delle_ piazze ed il servizio del le brigale d'arliglierià 111 campagna de pezzi da 8 e da ,16, e che l'artiv l1eria de'ha lla"lìoni 'incaricata di ~eguilare I' infanlerìa a cui era adJetta, servirebli~ can'. ,_10ni da 4, d'. tti de'reggimenli alla sassone; in trmpo di pace però farebbe Eerv1z10 nelle piazze forti a solli,ivo drl real corpo. ,Ema?arono_·successivamente (b) i provvedimenli pn l'e~ecuzione de reali voleri , prescrivendo le scuol e a fuoco da farsi d;10-li arliglieri de' battaglioni , affid,lll!lo ai comanJanti d'articrl,er~; nelle cit_ladelle _cl'Ales~and ria e d'Ivrea l'istruzione _dPi peloHoni dP.llc hr1gate d1 gui> rn 1gione nei dipartimen ti d'Alessandria e di Cuneo. . I pelotto?i d'ogn'. brig_ata si componevano di 1 sergen te proven,en_te dal! art1glrena, ~' 2 caporali, 2 appuntati e '20 saldali, e servivano quallro pezzi in ragione di uno per ogni battagl ione. Lo stato-rnagg ore dell'arligl1eria dri ballnglioni componevasi del. gran mastro in 2°, capo e comand<1n le dèl corpo di 1 ma"'"io--e ~ • • ' Oc> I ' capitano maggiore,. 8 capi tani o capitani tenenti, 2 luogotencnli, sotloten~11le. Quesl! uffiziali era no traili dal rea l corpo. li gran mastro 1n 2° comandava tutta l'artiglieria de' battaglioni

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a 334, compresovi il gran mastro d'artiglieria in 2° marchese di Ciril'. I soldati per questo corpo sono stati scelti nelle brigate di fanteria in cui continuavano però ad esser arruolati ed a ricevere pane, presto e vestiario. Questi ~oldati funzionarnoo da fontacci11i allorcl.iè non agivano in · qualità di artiglieri; qualora funzionavano da artiglieri, usavano una camicetta turchina invece della bianea del reggimento in cui erano urruolati ("l ). (< Il ~7 marzo 1781 il conte Birago di Borgaro, colonnello comandante è stato, fatto capo del corpo reale, attesa la morte del commendatore De Vincenti, seguita il 9 settembre ·1778, ed essendosi indi reso defunto esso signor conte Birago il 2 .gennaio 1783, il commendatore D'Antoni è stato destinato il 4 dello stesso mese al posto di capo dello stesso corpo reale, e quindi le incumbenze che nel regolameulo ,16 aprile 1739 ernno state ·assegnate ai due capi sono state addossate ad un sol individuo, e si è restituita così quell'unità che 1anlo interessa il reale servizio.

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((t) Dct~rmiua_zioni di S. M., 6 maggio 1775 e 29 agosto 1775. (1,) Rr.g,o b1g-lielto, 4 scllemhrc 1775 e 2~ dicembre 17i5.

e del real corpo in campagna. Quando non interveniva il gran maslro in 1°, ed ove CQilcorrcvano i due corpi, l'ullìziale più anziano fra essi aveva il superiore comando , (1) Cade qui in acconcio di far cenno come in Sardegna, oltre alla compagnia dei cannonieri, vi fossero ordinali artiglieri per il servizio de lle torri che erano per difesa cieli' isola· contro le discese de' Barbareschi. Piaceva al re Carlo Emanuele di riordinare le amministrazioni delle torri, e ne emnnava apposito regolamento il "6 di gennaio 1766, in cui contemplavansi i doveri degli amministratori, dP] capitano generale, il quale aveva ispezione diretta sul per- . sonale e materiale dcile torri e delle armi, dell'alcaide o capo della torre, dell'artigliere .e degli altri so Ida li. Per la piena <'Secu~ione del medesimo, il 1·ic<'rè, il 28 maggio seguente, più minutamente prescriveva i doveri rlell'alcaide e dell'artigliere, essendo essi garanti e risponsahi li del servizio contro gli sbarchi di gente infetta da morbo pestilenziale, di contrabbandieri, e per vegliare i legni de'Barbareschi.


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AR'rlGJ,IERJI, l'TEMONTE.SI.

« Nel regio viglietto 29 aprile 1783 diretto al comandante D'Antonj, si è stabilito un sistema fisso ed inalterabile per la fabbrioazione delle poheri, per la raffinazione del salnitro e per collaudare questo e quelle, e coerentemente si sono pure date lo opportuno islrnzioni.

In principio <lei 178,i. (1) S. M. ba cli,to uno stabili mento fisso al corpo rea/e, con cui provvede alle esigenze tutte <lei servizio delle a_rtigliorie, per qualnnque caso di guerra coi dovut.i riguardi alle sue finanze. ç;

« A-tal fine l'artiglieria de'batlaglioni è stuta riunita al corpo reale, è questo è stato composto di tre battaglioni di quattro compagnie caùuno (2). Le compagnie di minatori e della maestranza sono state separale dai detti baltaglioni sul piede stabilito già nel ,1774 per quelle dei granatieri nei reggimenti della fanteria d'ordinanza, o si è formalo inoltre uno stato-maggiore per tutto iI corpo reale, ed un altro per ciascuno di essi tre baLtaglioni. << Ad ognuna delle 14 -compaguie si è destinato un capitano, un capitano-tenente, un luogotenente r.d un sottotenente, dovendo in tempo di guerra ognuna di esse compagnie essere composta cli .i, squadre da 22 uomini ciascuna: ma, per conciliare l'esigenza del servizio colle finanze, si è fatto uno stabi-• !imenio interinale per il tempo di pace, in cui le compagnie dei tre battaglioni sono fissate a Ire squadre caduna, e si sono stabiliti presentemente 264 cannonieri provinciali da ammaestrarsi annualmeute per 20 giorn.i, per formare poi cou essi la quarta squadra insorgendo la guerra. Le Gompagnie d('i minatori e della maestranza si sono lasciate sul piede precedente di cinquantadue uom ini caduna, compresi i bass'ulfiziali, coffobbligo di portarle 1

('I) Regio biglidlo, 4 3 rlicembre ,t 783. (2) GI' i,nconven ienti nel servizio, la molliplicilà deo-Ji uffiziali superiori e delli slalt-maggiori, la difiìcollà d' islruziono°consi,.,.liarono, dopo nove anni d'esperienza, di riordinare l'artiglieria in" un sol corpo.

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pure a quallro squadre insorgendo la guerra. Per ultimo sono stati fissati '.288 fantaccini per i pelolloni ausiliari al corpo reale da ammaestrarsi annualmente per alcuni giorni nel maneggio secondario dei pezzi di campagna e di batteria nelle piazze d'Alessandria, Cuneo e Torino ('1 ). « A termini di esso regio viglielto doveva il corpo reale provvedere regolarmente in tempo di pace una squadrc.1 per ciascheduna compagnia dei cannonieri per il servizio delle piazze; ma la necessità di conciliare le quotid iane esigenze dell'arsenale colla moltiplicità delle islrnzioni da farsi nella capitale, il numero dei cannonieri da spedirsi nei presidii è stato ridotlo il 2'.2 marzo 178.t ~ome segue: STATO dei bassi u,(fi%iali e cannoriier·i che il Corpo 1·eale J~ro~ve: derà in tempo di pace_per supplfre af serv~·zio delle arllglwn_e delle piazze e nei presùlii d'A/essm_ulria e ~i Cuneo_, per eserc11 tarsi ùwltre al maneggiamento dei cannoni le,qgen, ed amm?e• stra.re i soldati ausiliari dà pelotwni di fanteria tanto nel servmo di qneste artiglierie quanto in quello dei cannoni di batteria. ""'1 i=::

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(1) Regio biglicllo e rrgolanwnto pc1 cannon1en prov1nc1alt.


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ARTJGL!ERIE l'IEMONTES!

Il regio biglietto del 13 dicembre 178~, diretto al D'Antonj; oltre al determinare il nuovo ordinarnl'nto, contemplarn eziandio la formnione del corpo per gli eventi di guerra, e molte norme per il buon andamento delle cose in tempo di pae;e, ordiuando al comandante generale di vcrilìcarc le dotazioni delle piazze forti, e di recarsi ad ispellarlP. (< E per rendere proficua una lal visita cd accertarne ancbe cin progress;o di tempo l"utilill'l, la quale non può se non riuscirne essenziale, qualora contribuisca a formare e a mantenere un fondo ù'uffiziali bene istrulli da potersi destinare al comando delle artiglierie-delle piazze che. potessero col tempo ,·enire minacciale d'assedio, rauncrete di tempo in tempù avanti di voi, nel corso della stagione invenrnlc, gli ufficiali di grado superiore a quello ùei subalterni, e farete presenti ai medesimi tutte le particolarità cd ecci lamenti che possono rilleLlerc la difesa delle piazze, e nel ris<'rvarci nel progresso cli l<'mpo cli spiegarvi le ulteriori nostre dclt'rminazioni in turno simili raclunanze, gradiremo che formiate intanto un progetto di regolanwnto, con cui veng:rno specificati i doveri del cannoniere, del bass'ufliziale e chill'uffiziale di qualunque grado per le posizioni in cui rgli possa trovarsi. <t Per facili lare i mezzi per ricmpicrc le uostre mire, e special mente di formare un corpo di ufficiali che aggiungano alle cognizioni teoriche tulle le cognizioni pratiche per C$Sere atti a disimpegnarsi lodcvolmcnlo d'ogni incombenza, 11011 saranno più cror io avvenire fìs~amenle e con commissioni npplicati gli uffìzia li allo compagnie bombisti, zappatori, maestranza e minatori, ma sarà facoltativo a noi di destinarveli a vicenda (1) », Fu gran danno per l'a rtiglieria piemonlese che il D'Antonj non sopravvivesse lungamente a questo ord inamento che preventivamente egli aveva avuto il sommo onore di discutere col re,

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e non compilasse il regolamento che aspeUavasi dalla !Ua

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(·I) Qui cessa il Memoriale allribuilo al D'Aolonj, il quale fu correda lo di Note, a maggior ampliazione clelle cose esposte. •

sa"gezza (1 ). . • r e oli piè di servizio o riparli1.ione ùd\e istr~zt0_n1 ~e~~~~ t es:, ~ d'o"ni "t·ado eh e"lt stab.lirn aldpt, 111_ O ciali per ., suo,. sub·,tlt e,.. ni o -o

cipio di ogni anno, le osservaz.ioui e const'guenze che ne csu •.

. 1 Corpo [leo-blro carle

1) l\iilcssioni per 1'on1111i1mc1llo t1.i1 iea . o . (_ ' I 11 letto re"i~lro trovasi il rrnrnmcn\o sPguenle_. O anl!ehc, num. "'· l • . • · i prcs\ars1 <lai 'Articoli rs\rall1 cbl Rrµ;olamcnlo per i1 _,en1z10 ~~83 Corpo reale d'arliflicr,a al\'cpora del_13 d1rc_mh.:e . . T o "o - Vc111la!]!]Ì pci /((vori straorilrnan. ' p ':olL .:>_ che durano ore 7 il soldato ed il caporale conse' c1 avon ' . .... guiranno soldi 5 al giorno, il sergente so~,lt I. la pao-a fissala il ~O

• l lavoratori di mae~tranz:i. conseguHanno . " . . 1 lo 1 dicembre i 726 e soldi O al gio_rno' :tio~~~g:;;~ f~~~~tra lavorera nno fuori dei \auoralorn' come ) , . ooni 10 ore che dell'arsenale. Nell'allacco e difesa dt>llt> _piazze, pe_,_ o oldi 20 i . b~tter1·a i soldati e caporah consE'gu11 anno s ' staranno 10 " sero-l'nli soldi 30. . ai laYoralori impiegali a 0 , Ugual retribuz.iunc sarà corrisposta

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ras,s;n::~~~~~e~· ~::~ :~ ore dt lavoro all~rno alle mit~e, tiO . l' 7:> Nell'a\lacco delle piazze \a mercede elci zapr 1· 1 sergen 1 . • • S . l<r ~O per O"lll 12 ore e, uenlerà a seconda dei prrico\1. ant so , o ~:,:oro ddlla seconda pan1ll~la a.I ciglio dello spallo. , Soldi 2.0 sino al piede dt'IIO spa\\o. 4,0 pci \avori falli sullo sp.1\lo. , 60 per le zappe nella strada copnla. • 400 pei \avori falli sulla breccia . . . . .. , • T 60 - Volenllo nverc i convemenl1 rigua_r1\1 p< t ~udlc , ITOLO , • l • il cui ese"uimcnlo esige npg\1 uffiinetimbcnze del Coi po :ca e,' ·1 o ne si stabilirono ,·anlaggi . 1· , r ·azione oSsHlu,1 o,lre i comu , .. zrn 1 1rn app ic . .· d Ile scuoll• a qUt•lli 1ncum1 I comandante a, maes 11 e ' ' al genera e .' . . .· u . ioni 11ecuniarie nell .1\laccu di lavori slraord1nar1 ' e I eln uz à econd·1 benzali ' .b f oco c-he sparer a s , ' e difesa delle piazze, p~r ~gni occ~ a u le fra gli uflìzia\i <lei delle distanze, da ri par\1r,1 propomonalamen varii gradi • . Ax~o lV. Yol. li. - 7


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ARTIGLIERIE P!Ell!OXTESI

meva per gli anni successivi provano quanto quell'artigliere accoppiasse alla scienza del suo mestiere quelle del comando1 la teoriea e la pratica ( 1). Leggonsi ricorrelli in quei tempi i doveri e le istruzioni del maggiore ispettore delle sale d'armi e de'regi magazzini, degli ufficiali destinali a rivedere le piazze forti, o prescelti al comando d'artiglieria nelle medesime, o di convogli, o spedili forieri di convogli, o destinali a collaudazioni di proietti, di melalli, di nitro, ecc. Intorno alla destinazione degli uf6ziali, di cui fa cenno il regio biglietto. è da osservarsi che antecedentemente essi erano destinali allo vacanze, per votazione e proposta d'un congresso presieduto dal comaudanle del corpo e composto degli ufficiali clell 'allo stato-maggiore, compresivi i direllori delle scuole teoriche e pratiche; e come si tenessero in conto a rp1cslo effe Ilo le cognizioni speciali degli uffizi ali, e come rigorosamente si osservassno cotali norme, ben lo comprova il rapporto presentato a S. E. il conte Bogino nel 116~-, per la nomina <lei clircllore del labol'illorio chimico e museo mineralogico '.2). Qui cade ancora in acconcio di dire come l'avanzamento degli uflìziali nc'gradi della milizia corresse del pari con quelli delle altre armi, conserva11do però lo speciale nell'artiglieria: cd osservando i di!Tcrenli specchi di formazione del corpo, vi si osservano i colonnelli comandanti con grat.li di tenenti generali, i lenenti colonnelli con grado di brigadiere, i capitani-bombiEli o di maestranza col grado di colonnello e di mnggiore (3). Nel ·I 78G il corpo reale contò 1,827 uomini, cioè quattro battaglioni c!PI corpo reale di cinque compagnie ciascu no, comprese quelle de'bombisti, de"zappatori, deglj operai e cle'mina1

(1) HiO,•ssioni per l'ord inamPnlo del Corpo. Registro carte an-

tiche

num. -i c 5. V1:di orù111c 3·1 marzo ·1784-. (2) Vt>di rP.f!ÌSlro num. 2 ca rie a' nLi che. (3) Vedi formazione del 1775 e del i 783.

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. . . ., .· la comparrnia d1 Sa1lorì, o\lre 30l provinciali,_ 3~0 aus11,a1, e o f le di 81 cannon1en. . . d degna or .. . cessi in Francia cons1g1,an o Gli sc01wolgimcnli pohtw ~uc . f ·ono loro pur aggiunte . delle di!Terent1 armi , u1 , riunire lruppc ·. . l" da cavalli presi in affilio, . . . l .. nale provv1sonameo "' Il arl1ghenc 1a1 . . • ·i t ·eno per il servi1.io dc e -sincbè piacque a 8. M. d1 orùina,e i I . artia\ieric da campo. . fo1·malo un treno, e spedilo io ~'ordiBC del re (·1) fu qnill di .Savoia così composto: N• Sollotenenle di fanteria comandante . 3 ))

Brigadieri 3 )) Sottobrigaùieri 4,17 )) Palafrenieri . 2 Sellai 2 D Maniscakhi , 00 (2) )) Cavalli . . . ere lrescelti fra i soldati di caI palafren1en dovevano ess l " no assentali nè aslrclli \'allcria in congedo assoluto, ma non e1 a . ))

a _militare disciplina. \ ··ore dicast<'rO su questo pro. , . ·oni inoltrale a supeu . Le ossei vai, . S 1 , ( 3) consi,•liarono rea11 \ • ello conto d1 a uzzo ::, posito daI co o1tn .. , o doversi as:;cntare i po. • · (i\ che stab1\irono: 1 . . clelerm111az10111 ·;, t· 1 8 esi dover essi vesl!ro . . I er la durala ei , m • stig\io111 dc treno p . r .. boia corta e larga al\a a militiu·mentc otl essere armati e i_ s~1,i_ t a militar chsc1p\ina. taglia1• corde, e tenu 1 . . "iemonte posta la truppa . . I .1·a fra Francia. ec1 t 1 L. , Cb1anta a guei . . r •e a\ ser. u· .·a (5)' l'artirr\terta <loveUe supp u sul piede I gnc1 i . t) l~) ti) (3) (~) (~)

\> maggio ~ 79~-. . 'bbo di fieno, ~ coppi di biada. l\a1.ionc giornaliera. 1 ru i aiu"l\O 1792. ll;gioo big\ie.llo 43 giugno 47Qi. Ottobre 4"/9!.


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ARTIGLTl!RIE PIEMONTESt

vizio (1) di numerose bocche da fuoco. Non slìmandosi però opportuno far variazione all'ordinamento del real corpo, fu determinato (2) di aumentarne il numero de'cannonieri, e di cosi ripartirli: Corpo rC'ale Cannonieri provinciali lc.l. ausiliari Compagnia di Sardegna

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Totale

N• 3!59

Per successivo volere del re questo congresso limitò le sue (1) Sul piede di guerra tutti gli uffiziali d'artiglieria godevano di razione di foraggio, che si valuta soldi f O. Regio bigliello, M dicembre 1793. (2) Hc·g10 biglietto, 7 lu!llio 1792. (3) Rt>gio bigliet to, 28 oltobre ,1792. (~) Regio biglie Ilo, 20 maggio 1793. (5) Regio bigliello, f8 dicembre H9j.

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5 Luogotenenti. 60 Bass'uffiziali. 1 O Sellai. 1 o lifaniscalclli. 1 o Garzoni sellai. 1 o Garzoni manisca\cbi. 500 Palafrenieri.

300 107

e per tenere a numero le compagnie d'artiglieria, S. M. ammise (3) i miliziani a farne parie, purcbè essi avessero stalura di once 38 112 cbe successivamente (4.) ridusse a once 38. In quei giorni di guerra , per la pronla C'secuzione de'suoi ordini, e p('I' quelle disrosizioni cbe potesse ritùiedere la difesa dc·.~uoi Stati, S. M. formò (5) un congresso presieduto dal conte Salmor, gran maslro d'artiglieria, e governatore della cilla di Torino, e Ji cui erano membri il conte Saluzzo, colonnello r.omanda11le l'arliglic>ria, e gl'intendcnti generali di gncrra e di artiglieria a seconda delle materie rla discutersi, e quegli uffiziali che il congresso aq·ebbc con,•ocati, per delrrmirrnre ed ordinare qunnto riOetlr.sse al provvigionamento delle piazze forli e d(•gli l'3erciti, sia munizioni da guerra che da bocca, compra di ca,·alli, mnli, ccc.

A(.

-i Capitano di fanteria comandante. 5 Capitani tenenti.

No 2604 )) 4i8 ))

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. . lo e servizio· delleoncndolo art,gltene. operazioni all'approvigionamen di:Fu pertanlo stabilito l'ordinamento del treno, comp

611 . l''ncetta. di -i 200 caOrdinò il congres~o in _pan_ t_emp\e:sirn il treno contava: valli in lsvizzera; e nella pnma, e1 a sue .1508 Cavalli da tiro.

124- Cavalli da sella. 1632 .. . .·" di 1 U cavalli caduna, a mente <le'voleri riparlllr rn br1oate t· t di 4-50 cavalli (2) . ) F c·a 1 il treno aurnen a o . sovrani (·1 • •u pos . • · . . • <la 22 in 24 rubb1, . 1·1 (3) ben robusti, all1 a po, ta1 e e d1 mu • e di mule pel tras-. Pel trasporto d.I car111 oni dr mon 1agna, • 1 6 in 1 8 rubb,. . . . · munizioni ciel peso di . . porto degli att1ezz1 e . . ·.. di arti al rena, . nanto concerneva il sei v1z10 o . 11 treno, per q . . .d . corpo e regolava 11 . d dcrrl1 uffiz1a1I e1 rea1 ' era in drpen enza o d d , .acnti reO'olaruenti' sollo suo servizio interno a sccon a e v,o o la disciplina de'~uoi uffiziali ( 4).

q

Regio biglietto, 5 marzo 1'793.

.

~2) Reaii bin-lielli, 18 giugno e 12 lugho 1793. o_ Illg _o 1·re li o, "'7 (3) Regio .,, maauio "'? 1793. (i) Regio biglietto, 2 m~ggio l'1\H..


102

flAL

AllT!GLI.E:l\Jl! PJEMONT.ESI

11 congresso e particolar .. · bb ,. , . men le i·1 .comandante dell'arti- . gl 1ei 1a e e ordrne (i) d" ., . . . . i soud1sfare immediatamente senza alt ra sanzione sovrana , ,· ' a tulte Ie richieste che il barone De ' \rns, comandante l'eserc·t . , .·, . l'e . 'L . i o au~11 ldCO, nomrnato ispettore delser c1 o• piemontese (2)' inolt iere ., . bb e, e dr. unrfurmarsi . .• a tulle 1e sue p1 opo~te rntorno al '.·. I, . ·.. ' . . .. ·1· .· d Il mate11.i e esei c1z10 dell art1rrl1eria Gll cli 1e11 e e truppe d'e . ' . . b • I . I· N. .qurpagg10 della regia manna ritiraesr e a izza e da Villafranca furono in uel . all'arsenale di Torino (3). ' q tempo aggregali Nel 1793 il. . corpo . Ie, non pole11do soddisfare alle esi. . rea genze <t i serv1z10, fu aumentai d' 89 .. l'infanteri·1 a . . . . o I 6 ausiliari tratti dal,, , ragione di ~Hl per ·d d . ... . e S l\f . ca uno e1 ò'.2 reo-ormenli . . permise ancor I . oo , uieri compao-nie d. c ~e s1 ammeltessero fra i canno"1· f"('. 1· o i m1 iz1an1 (4-), conservandone il comande> a I • eb u ma . I sless·1 qua Iora ne presenlassero inliere 0 ompagn1e (5). Coniava in allora l'artio-lieria . mezze Crnnonieri del corpo reale . e .No Provinciali 260t 44-8 Au~i liari )) 896 l\:Iiliziani )) 512 Sardegna )) 107

-t.

))

Totale N° Hi67 L'esperienza c1· 1•· . r nllerra avendo comprovata l'inulitità , . mconven1enza e l'imbarazzo del fucile d' . .. ' a?z~ cannonieri fu ordiD·tlo (6) ,.. r '. cm eran armati I .' '· cue ne 1ossero liberi. Alle pnme mosse di guerra s1· senti, la deficienza di uillziali . (J

.

(1) Reg'. o b'.gliclto. 24 dicembre 1792.

b,gliello, 8 marzo 1793. (~) Reg~o bi,g-lielto, 8 gennaio ·I 793 . . (.~J Reg~o b1gl1ello, 14 giugno ,1793 _ ~ a) _Reg~o blgl iètlo' 17 luglio 1793. \~) Regio b1gl1ello, 7 m~rio 1793. (2) RPg_,o

1500

AL

103

1840

d'artiglieria, ed. in conseguenza de' savi riflessi del conte Sa\uzzo (•1), convC'nne ricon·ere (2) a non ordinari mezzi d'ammessione, p~r cui, al\'appros,irnarsi della stagione invernale, i giovani ullìzia\i e cadetti nove\\amente ammessi ed i maestri furono per volere sovrano (3) ricbiamatì alla capitale per_ continuare, in quel fratlempo in cui non combattevasi gagliardamente, a se·guitare il corso degli studi eù imparare specialmente le cose pratiche. Al\' avvicinarsi della primavera del 17H4, (4) si formarono tre comandi generali d'artiglieria o dipartimenti, per assicurare il servizio di quelle artiglierie che vi combattessero a seconda delle province che essi comprendevano, dicendosi d'Alessandria, cli Cuneo e di Susa. Il personale dP,I corpo, non bastando ormai più al servizio delle numerose artiglierie che si avevano in campo, fu aumentalo cli bel nuovo in quell'anno (5) di cannonieri miliziani e di una compagnia di riserva assai numerosa. 260t Cannonieri del corpo reale . 93 l) comp,ignia di riserva , ,1098 >l miliziani . U8 l) provinciali &96 » ausiliari • 107 » di Sardegna Totale

524-6

Alcune largizioni sovrane (6) fissarono un soprassoldo giornaliero di L. ,1 50 ai bass'uffiziali d'arliglieria cbe disimpe(1)

Riflessi, 27 maggio 1793.

('2) Regio higl ,ello, ,t O giu~no ·I 793. (3) Lellera al colonnello, 25 ollobre 1793. (~) Regio bigliello, 2 f,:bbra10 179 i. (5) Hegio biglietto, li maggio 179,. (6) Regio bigliello, a mm.o 479t.


] 04

.AR1'1GLlllHll!: l'lE!IONTU!

gnavano le fuuzioni di guardia-batterie o di... Cùmmessi def-, l'azienda. Conseguentemente alla pace falla da S. M. e !a repubblica francese, furono sospesi tuLLi i lavori dell'arsenale; si ridusse il treno dapprima ad un terzo di sua forza (1) e poscia fu sciolto (2); si ammisero gli uffizi ali d'artiglieria snl pieùe provinciale (3), ed il corpo fu ridotto alla forza di 1,895 cannonieri, componenti due battaglioni di olto compagnie cadono, compresi i minatori e gli operai, oltre a 4-20 provinciali conservati, a seconda del loro statuto, alle case loro. Passate le truppe piemontesi, per volere del re, agli ordini ùi Francia ('1 '198), l'artiglieria fu composta di due battaglioni di ollo compagnie cadono, due compagnie d'operai, una di p.ontonieri ed nna di minatori addetti al genio. I provinciali non fecero parte de! corpo, perchè non richiamati; Jiuon numero di artiglieri e di artiglierie furono diretti alla volta di Parma e di Cremona ( 4) e di Modena, col traino da ponti diretto a Mantova. Succedettero però in quel fral.trmpo gli esct"ci li austro-russi alle t.rnppe francesi néll'occupazione del Piemonte, ed il corpo reale fu richiamato alle stesse forme che a\'eva ricevute dianzi da S. M., e mi litò cou es~i. Conqu_istata Genova dagli Anglo-Austriaci, al primo sentire della calata de'Francesi in Italia, il deposito centrale dell'artiglieria piemo: tese fu diretto verso Alrssandria, ove conveniva cogli Austriaci la sede del governo, poscia verso Parma e da ultimo alla volta di Genova. Soggiornarono pocl.ii giorni gli arti3lieri piemontesi in quella , chè, pe1; l'evento deJla bat{I) Regio biglietto, 6 giup;no 1796. (2) Regio b•glielto, ,tg agosto •1796. (3) Rrgio biglielto, '.29 novembre 1796. (4) Sollo gli ordini dei maggiore Pozzo, 4-a compagnia, e Nui[z id. LeU,-re · 30 frimaire, 4 11ivose, f 5 pliwio'se an 1. l 3 gcrmiual. 9 ve11t6se.

10::i l500· AL 1840 taglia d1. Marengo, pa, droni i Francesi ' l'artiglieria, . . siccome . tallo . . . fu disciolta: pochi uffiziah pote1ono se\'esen:1to piemontese, . I •i militarono ·in "Ui re il loro legittimo sovrano rn Sardegna, a l1 . . . . m·. :sercili di nazioni forestiere, ed altri si volsero a d1!fe1 enl1 o iz1. DAL

SUNTO DI EDITTI E REGOLAMENTI coi,;cm.iNE NTI I L SER VIZIO

DEL CORPO R "' ,~,..'I , ..,E D'ARTIGLIERIA NELLE PIAZZE(')

È cosa nota per via dei r~plicati rrgo_la~1enti e e,ditti emana~ <h11a crPazione del corpo reaIe d '·artic"rl1ena a que~ta palle, les. ' stato formatn e sistemato . ;;ere arn · mc bè renda. in . pace ecf rn , ' . .. che sono propri ed immed1at1 della pro esguerra que sei vizi . . · si è andato sione dell'artigliere. E siccome ù1 questa p1 ofess1one . . •b .sempre pm . ' sco1•crendo l'importanza e l'estensione a .misura c "lie o . . ,, ' ,·sta di ammaestrarvi con sicurezza o se or. fallo ?SO, cosi, a , i . tem o nell'arse. 1· .dui del corpo reale e prepaiarc ad un p mc ivi " l . oncerne la guerra nate e provvedere le _piazze di tutto c10 c ie c '

. ù' , tenere in Cbe il corpo suddetto si debba rn tempo t pace . . ,. arnn parle nella capitale 'la quale non sarà di guern1gl10ne ~e 0 · t a ea ••servire et eserc1-in ' cillà nè in cittadella, ma sar·à <Ieslln~ , , ".. tare la professione d'artigliere sotto la dipendenza dd oi_'rn·d~:i ·,1,·o d'arti"lieria cui s'apparteneva dare snpenormente g ,_ofi 'b'I: 0 ~le -•·1sposizioni lo ' . .· • • · · l ll i ecc. ri .len.1.1 islruz1olll, i d1segn1' l moce ' u, . .· lhu< -won1 alla fo rm'azione delle artigli erie, visite, spernnze e co ' . . '-. l :lei pezzi di nuovo getto, dr.i loro carri,:ggi ~ dcli~ mun1z10:1a~~ .· g ierra alla costruzione delle arm i d ogni specie, _delle, t ' . . .. , chine, dogli inslrument1, ord1gn1, m~omma. d'tull1querrene11 I o di versi di cui fa provvista l'arsenale. fu prescri.llo:

(') Vedi Corle antiche.


}06

DAL

ARTIGLIERIE PIEMONTESI

1500

AL

1840

107

2• Se il corpo reale dovrà far qualche funzione prescritta dalle ordinanze militari, come a dire per l'esecuzione di un suo disertore, rendere gli onori funebri acl un suo ufftciule, ecc., per di\'P11irvi dovra opl'rare un silo dipendente dal gov<•rno, do\'rà pr('ventivamente procurarsene l'assenso in nome di chi comanda

Qualora poi occorre che oltre al supplire il corpo reale alle divisate incombenze eù alle esercitazioni della scuola pratica, si debbano sparare i cannoni esistenti su\li ripari della cillà o cilladella, o maneggiarli allrimenti, il corpo suddello somministrar dee il numero degli uomini a ciò necessari, i quali per tali operazioni ed in tempo delle medesime sono sotto gli ordini tli qncl governatore, nelle cui giurisdizioni opereranno; ed ove il corpo suddelto non si trovi i11 caso di supplire dappertutto, dee indirizzarsi al governatore, perchè a mente degli accennati rcgolamPnti faccia concorrere un numero sufficiente di fonti in aiuto degli artiglieri. Oltre il servizio che il corpo reale presta nella capitale sollo gli ordini del gran mastro per le provviste dell'ar;1enale e delle piazze, e negli ammaestramenti che eseguisce nella scuola di teorica e di pratica, il comandante di esso corpo rice\'e dal gran mastro o dalla segreteria di guerra gl i ordini immediati, e li fa esegui re addirittura in tutto ciò che s'apparliPne alle di~posizioni e disciplina inlerna cd Pslerna del r.orpo, come sono : spedire distaccamenti noi presidi i, accordare licPnze d'assenza agli uffiziali, prescri\'ere a questi la norma da praticarsi in occasione di lullo in Corte, cce. I senH'Slri dei bass'uffìziali e solrlali debbono essere segnali dal gran mastro o dal comandante del corpo col visto all'officio generale del soldo, con dichiarazione che, venendo un cannoni ere arrestalo con viglielto di forma Giversa, s'avrà per disertore e subirà la pena come tale.

il corpo. 3° Qunlora poi si trullerà di cose arbitrarie e desiderale dal corpo, come sono \a parata di Santa Barbara, l'in\erveni_re _all'esecuzione della pena del disertore di altro reggimento, J11V1are cannonieri armali alla processione di San Marliniano, ecc., in simili casi chi comanda il corpo ne deve preventivamente un precario al governo. . . . . )I commendatore D'Antonj, capo del corpo reale d·art1gliena e fungente le veci del gran mastro, avendo la mattina delli 1 O gennaio 1786 informalo S. E. il marchese ~i San Marzano'. cavaliere dell'ordine supremo della SS. Annunziala, generale di cavalleria e aovPrna\ore della ci\\à e provincia di Torino, dei sur.·~eriti re;>lamcnli ed editti emanali intorno l'arli 6l ieria, si è l i i:, • dichiarato pienamente inteso delle sovrane reali cli~posi~ioni'. e pago delle convenienze descrille al piè_ drl Co~1pend10, s1 è spiegato inoltre che, qualora si \ratta d1 precario per qnalc~e cosa che per non essere compresa nelle accennate sovrane disposizioni, e unicamente ricercal,1 dal corpo, desidera della S. E. che il precario le venga fallo in iscritto. . . In seguilo al che il prPfoto commendatore D AntonJ ba fati~ rcoistrare quanto sovra, perchè coll'andar Ml tempo non s1 sc~rcli "iammai, ed ha onJinalo a lulli gli urfìziali del corpo reale cl~praticare esattamente le sovradelle convenienze militari.

Conrnnienze militari d'obbligo. Da quanto sovra si scorge: 1° Che qualora gli artiglieri operano nella ca pilale per ordine del gran mastro, ed in siti della dipendenza di questo, non occorre che se ne partecipi a verun allro; ma se l'operazione dovrà farsi in sito della giurisdizione del governo, se ne dovrà prevcnlivamcnle cercare l'assenso per parte di esso gran mastro.

Regislrato li 12 ~ennaio 1'186.

Sollo.~crillo: Cav.

(Co11tinun)

l

0PERTJ ,

Magg. di Brigata.


L'ARTIGLIERIA F RANCE~E ALL'ASS!::D!O DI SEBADTOPOLI

L'.ARrrIGLIERIA FRANCESE ALL'ASSEDIO DI SEBASTOPOLI

} Due opere_ di grande importanza uscirono in Pari1ri into. alla gue_rra d1 Oriente, e più parlicolarmeute sull'asse~io di ~~~ bastopol1, una dettata dal o-enerale N'1'C'l . . . F .. •. . ::i , ogg, maresciallo di, _,,inc'.a, ~opo la battagl ia di Solferino del 2-1,. di "iuo-no ·f 859 ' eh cu, g,a fu fa tto ragionamento in quest'l R1·v"1·s1 t>(1r . ' ct·. . ' · a t>enna10, . ispensa settima), e l'altra teslè pubblicata nel rned ,· , rn.40. ; . , . ., . e~1mo sesto . 'm,'. <11_1co_ in plu spl endida maniera da una Giunta di uffizi.ali '.lelle art1gl1er1e, fra cui primeggia il nome del "enerale Auo-e. il qua le ne mandava le ultime boz~e da'campi ~aliani dop; suo strenuo valore dimostrato nelle giornate di Turbigo 1· I\'foo-enta del 3 . ,1 c1 · o-· el1 . t>. e ri, . , oIUgno ,f 859' e poco avanti all'ultima sc111 tdlante prova del suo coraaaio e del! . , ot> e sue pratiche nel col1ocamento delle batterie e nella natura degli sparì i1 I ... dett o-· , :z& , . . • 11 a ne sop1a ~ o 101 ~o i .una palla del cannone nemico troncava il braccio e po, la vita a dì 30 cli giugno al clotlo uffìziale, fra compilatori

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109

più pregiali e abbondanti dello Spectateu--r -militaire, al comandante delle artiglierie del 2° corpo di esercito francese dell'intrepido !ifac-Mahon. li fronlispizio porta la ricisa ma significante epigrafe: Arlt" et perseverantia, come per accennare in qual modo venne espugnata quella selva di opere forti, ove rimase torreggiante ~IalacolJ', il cui titolo sarà forse perpetuato nella famiglia Pélissier. Il diario delle opere falle dagl'i ngegncri francesi e dalle soldatesche de'zappatori e minatori fu disteso in un yolume solo di 59~ pagine, con un atlante in foglio di •I 5 rami. ,.. Il diario delle opere degli a!·tiglieri di Francia si compone pii', largamente, com'era naturale per la maggiore ampiezza dei servigi, <li due volumi, il primo di 719 facce ed il secondo di 68 •1, con nn atlante di ·1 4, 7 rami. Il rimpian lo generale, allora colonnello capo dello stato-maggiore delle artiglierie appartenenti al!'r.serci to d'Oriente, ne fu l'autore principale , aiutato di certo da'suoì capitani Yoilliard, De Franchessin e Pellé. Nè certamente dobbiamo obl iare che una parte di gloria tocca giustamente al gmierale Lé-Docuf, cui successe in Crimea il colonnello Auger, e al luogotenente generale Thiry, il quale vi comandava supremamente tulle quante le macchine da guerra. Libri di questa maniera, ov'è trallata ex-professo una materia speciale da uomini d'ingegno peregrino e di pratiche illuminate, non possono che tornare utili all'esercito; e noi ci aspet.tiamo lavori simili Ja'nostri egregi uflìziali intorno alla guerra del 1 859; perocchè la scienza e l'arte militare han fatto tali avanzamenti e ,,engonn aiulaie da sl moderni e giganteschi troYati, che ogni relazione de'falli dettala da per3one ,dolle e nella elocuzione periti diventa perfettamente un trullato didascalico e di immenso vantaggio. L'artiglieria francese intanto era in una condizione piuttosto difficile ; poicl.Jè da pochissimo tempo era tutta in ricomposizione.


110

1

L ARTIGLIER IA FRANCESE:

. ~all'ordinamento del 1829 er;an passati 25 anni di prove e di nprove; lalmenlecbè, nella probabilità, anzi nella certezza della guena, il ·14- febbrnio eransi sceverate ùa un medesimo reggimento le artiglierie a cavallo da quelle montate e dalle altre a piedi; riunendo ciascuna di esse in separati reggimenti, e riuuendo all'artiglieria a piedi il traino de'parcbi, cui incumbeva avanti fornire i veicoli per trasportare gli arredi di assedio e le provvisioni di risrrva. Anche le antiche bocche da fuoco furon poste da parte; e sebbene le nuove fossero ~tate sperimentate nelle scuole, tornavano nuove nel campo; per guisa che gli arliglieri ebbero a fare quasi il loro tirocinio negli accampamenti di . Gallipoli. Vediamo invero nella prima parte del giornale storico del servizio delle artiglierie francesi dal ,f 854 al 1856, che già eransi posti da parte i cannoni nell'ordinamento dell'esercito· poichè vi si annoverarono 06 obici, in ispC'zialità 66 da 12 co~ mune, e 30 da 12 lrggiero. La ragione delle bocche da fuoco al numero ile'combattE:nli fu cli 2 e quattro decimi per migliaio: Quella delle artiglierie equestri alle montate semplicemente di 1 a 2: Ogni bocca da fuoco aveva 600 cariche delle quali 1 / _ con le batterie e 2(:,, ai parchi: ' '" I soldati delle fanterie cran muniti di 60 cartucce a palla sferica e 4,2 a proietto slungato nella giberna, e 300 cartuccie di riserva per ognuno, metà ne'cassoni trainanti e l'altra metà ne'magazzini galleggianti o altrove, in barili o casse bianche, le quali ave,•an tali dimensioni da contenere quanto un mezzo cassello (derni-coffre). 11 parco campale componevasi di ,196 carri; cioè: 166 Cassoni da munizione. 1 3 Casse o affusti di rispetto (reclwnge). ~ ~ Carri da parco (chariot1 d, pare).

ALL' ASSEDiù DI SEBASTOPOLI

lll

3 Carri da batteria (chariots de batterie). 3 Fucine (forges).

E vi eran congiunte: Una compagnià di operai. Una squadra di armaiuoli. Una batteria a piede. Una compagnia di pompieri o trombatori. Quattro batterie da parco. Tutto l'esercito era cli ,iO mila soldati. L'artiglieria ne contava 5,266. I cavalli sommavano a 4,836. li peso totale di tutte le materie dell'artiglieria era di 5600

tonnellate. Pure oornini e cose dell'importantissimo corpo degli assedi e della guc>rra, cominciato l'imbarco a dì 26 di marzo 1854., furono tutti a Gallipoli sul Mar Nero su la fin~ di maggio. Fu poi composto e spedito il parco di assedio composto di 58 boccbr. da fuoco, ognuna munita di I 000 spari; 12 Cannoni da '.24 libbre. 12 Cannoni da '16 » 12 Obici da 22 centimetri. 8 Mortai da 2'1 » 8 Mortai da 22 » 6 Mortai da 1 5 1) E andaronvi anco congiunte 3 batterie a piedi e ii- batterie da parco. L'equipaggio da ponti fu messo in pronto in Gallipoli, e l'ar· tig\ieria francese si dichiarava riconoscentissima alla sollecitudine e all'intelligenza del gran mastro delle artiglierie turche Fet.bi-Hamed-Pascià, il quale somministrò eziandio molti veicoli cli trasporlo chiamali arabas, calli vi carri forniti di sale di legno, trainati da bufali. Alloraqua1Jdo fu determinata l'impresa della Crimea ; iH


112

,

.!LL' .iSSEDIO Dl SEBAST0l.'•L1

L ARTIGLIERIA F RANCUSE

artiglieri preparnrono, l· · . . aiutati da tr,!ceuto fantacci ,•ii , n~go ,<,v ga· I',. J10111 e un ~e11trn~10 cli salsiccioni, lunghi ciascuno 6 nictri, ai quali esped1ent1 ù1 difesa si. a0ergi• unsero ,10 , 000 s~c , 11. t1I.. terra . • " e1 1 . Alle o8 bocche da fu.oco d1 assedio trasportate da Francia s1 poteron r~ccozzare altre iJ.,·l turche, cioè 16 cannoni, 8 obici e _''? mort_a,, fo'.·nendo i primi di 700 spari ognuno, i secondi d1 ::i00 e I terzi di 300. .· L': mba'.·co fu _cominciato il dì 1,1 di ;gosto e compiuto il ,1 4, 11uncndu 111 ogni nave un dato numero di bocche ùa fuoco con le. loro c·'.1.sse. o a!T1LS 1·i, pa1uo · 1·i ( p ltlles4(ormes), poll'erc, muni. ~1_on1, p1'01ell1'. armamenti, assortimenti, arnesi (outils), strumenti \ mstrumens), lllsomma tulio quanto era ilctessario al servizio e alla costroz1one delle batterie.

Le artiglierie avevano a sostenere (appuyer) le soldatesche nello ~~arco; talmented1è per rendere facile lo sbarco eransi costr_utt1 a Costantinopoli nav icelli piatti della lunglÌezza di ·13 metri _e larghi 4, i quali polevan portare 2 pezzi, con ,, 2 a ,1 5 cavalli e 30 Q . solùati , il lutto n<>rave eia ·'1 "' a '13 m·1I a el1 1·1ogra mrn 1.. Tullo_ il nerbo della sped izione cornponevasi sulle prirne: Esercito franccss ( t divisioni) _ 27,000. Esercito inglese - 28,000, de'quali ·1 ,200 a cavallo. Esercito turno 7,000. La cavalleria francese non constava clic cli uno squadrone cl. spah is e ~li _al~uanl.i cacciatori di AITriea per servizio di guide'. Le. a~·t1gl1crie francesi erano di due batterie di obici ùa ,12 per ~gn1 divisione, salvo la prima clic le aveva composte di .t pezzi soltanto. ·

La riser~a ùi artiglieria contava 2 batterie a cavallo d1 obici da. 12 Q clell'ar·t· cr]· .· a . legg1ero, di altrelturite di obici da 1 "10 1e11a p1ecl1, dell a batteria di montagna_ e della sezione di razzieri la qual_e_ mena~a. 6 affosti- treppiè (affiUs- trépiedsj a tubi e 300 razzi 1ncend1ari rincbiusi in casse. . Il parco. com ponevasi di una batteria a piedi, di 2 compagnia

113

òi pontieri, una compagni-a di maestranza e 200 artiglièl'i turchi per la guardia delle materie di assedio fornitç da Costanlinopo\L Una cinquantina di bocche da fuoco campali e 40 eia muro formavano l'artigli.eria i11glese. La Lurca noverava ,12 pezzi, Per le prime operazioni , atteso il nuracro de' trasporti , le batterie si composero :

6 Bocche da fuoco. 6 Cassoni di artiglieria. 2 Cassoni di fanteri'e. 1 Fucina. 1 Affusto d'i rispetto. Le macchi1)e eran.o attaccate a 6 cavalli, con una riserva di 12 cavalli e ,1 O conduttori per batteria. ·G\i ufficiali non ebbero che un solo cavallo, i sott'uflìciali andarono smontati, eccello l'aiutante ; sicchè ogni batteria montala contava ,1 52 uomini e

11 o cavalli, e ·quella a cc.1va\lo 160 uomini e ,1 Q,t. cavalli. Le artiglierie francesi erano imbarcate su 38 navi, 13 a vapore e 25 a vele. Tulto il naviglio riunito numera\'a t0O vele. S,opra ognj nave a vapore , rimorchiandone due a ·vela, era imba1·cata una balleria, e qualche volta una parte del parco. Appena sull'àncora, barcacce e palischermi (chaloupes et caMls) piombarono in mare; si accostarono le chiatte (chalands),

e .cominciò lo

sbarco. Dalle 7 e 40 minuti del mattino insino alle '7 della sera del dì 4 i di sellembre er~1no sbarcale le tre prime divìsioni delle fanterie, 59 pezzi b!;!lli e ;iuaccati, ,e 52 cas"oni da mullizioni dì moschctteri<1, e di artiglieric1 lo squadrone (fogli spabis, i cacciatori di AIIrica e tot.ti i pavalli degli slati · maggiori. Il dì •I 9 alle 7 del matlioo le quattro di,1isioni co111inciarono a muoversi in figura di par;l\\elog1·am.mo coll'angolo avanti. e ..ANJ!O

IV. Vol. II. - 8.


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L' ARtIGLIER!A FRAW:E~E:

furono accompagnate da'movimenti di 9 vascelli e altrettante fregale e avvisi a vapore lungo la spiaggia. Alle 7 del mallino del giorno 20 tutto quanto l'esercito . francese era in ordinanza di battaglia, selle chilometri dietro il fiume Alma. E le artiglierie delle quaUro divisioni eiiano fra gli intervalli delle brigate in prima schiera o linea, essendovi una seconda schiera distante 300 metrt. E nella relazione del maresciallo dice\'asi: Durante la battaglia (< le artiglierie hanno figurato come principal parie, e » non po;so rendere omaggio quanto basl;;t al vigore e all'in» telligenza con cui cotesto eorpo scelto ba combattuto )>. Le perdile francesi sommarono 1,500 soldati, de'quali 300 uccisi. Le artiglierie vi ebbero 1 O artiglieri morti, 46 feriti, fra cui un capitano e un tenente, 52 cavalli morti e 35 feriti. li numero degli spari fu di ,t I 85. Dal 27 di settembre i generali comandllnli le artiglierie e gl'iogcgncri andavan facendo ricognizioni di Sebastopoli, dalla Cernaia insino alla baia della Qnarantena, sempre imberciati dall'assediato, il quale spingeva fuori numerose partite per istucliare le intenzioni dell'assediante. I cannoni di Sebastopoli erano delle più forti portale: 24, 32, 36, 48, 6 8 e 128, tirando ugualmente proietti pieni e vuoti; e v'erano obici da 15, 19, 25 e 28 centimetri. E si potè valutare tutta l'artiglieria a 400 cannoni su' fronti di mare , 1 50 sul fronte contro i Francesi e 1 00 contro gl'luglesi, in tutto 61:>0 bocche da fuoco. Gli assedianti stabilirono due os~ervatorii , uno dalla parte dcgl'Inglesi, l'altro da quclta de'Francesi, i quali comunicavano col quartier generale del generalP, Bosquet co'lelegrafi aerei, cui gl'Inglesi sostituiron poi i telegrafi elettrici. Si fecero prodigi nell'armamento delle ballerie assediatrici ; ma alla fin fine non si ebbero dapprima che 99 bocche da 1

1

l

ALL' ASSF.DÌO

nr

SJmASTOPOLI

l 15

fuoco contro le centinaia de' Russi, e delle 49 appartenenti all'artiglieria francese erano : 1 Cannone da libbre so 30 1 3 Cannoni da n ·1 2 Cannoni da n 24 16 2 Cannoni da n 80 9 Caonorii-obici <la centimetri. 4, Òbici da » 22 i Mortai da 27 t Mortai da » 22 Ognuno de'quali pezzi aveva 80 spari per 24- ore. Viene •un esercito di soccorso alla fortezza, e il 25 di ottobre Ì3 combattuta la b.attaglia di Balaclava; il generale russo Liprandi con 2o mila soldati e 40 bocche da fuoco, e d<1ll'altra parte il generale inglese Scarlett con poca cavalleria e co'pocbi fanti degli Mghlandet·s. E il 5 di .novembre seguì l'altra più gran battaglia d'lnkermann, 75 mila Russi di MencicoIT contro il generale inglese Cathcart con 8 mila soldati e alcune batterie campali, e contro Bosquet. E i Russi vi perdettero 15 mila soldati tra morti e fcrili ;. g\' Inglesi 2400, e fra essi tre generali morti, il suddetto Cathc.1rt, Strangways e Golcli, e cinque altri fe,:iti, Brown, Bentinck, Adams, Buller e Torrens; e i Francesi 1,300, contando ferito il Canrobert. Le artiglierie fraucesi perdettero 9 artiglieri uccisi, 56 feriti, noverandovi 6 ufficiali; quantunque fossero stati colpiti due cassoni, ne' quali non scoppiarono le granate, tanto erano ben poste le spolette. Frattanto aveva luogo una sortita, la quale costò mille difensori e 4,50 assedianti francesi, Furono ordinate due compagnie di tiratorì scelti ((ratics-tireurs), la cui missione era di tenere sgombre le cannoniern nemiche e uccideré gli artiglieri, e di spialori (éclaireiws) volontarii.


Jlél

L'ARTIGLIERIA l"ftANGESE

E alla fine ùel i 85-1, i Francesi avevano in balleria 14~ bocche da fuoco, cioè: 57 Cannoni da libbre .

16 Cannoni da )) 12 Cannoni da )) 13 Obici-cannoni da cenlimetri . 1 3 Obici da · )) 11 Mortai da )) 1 O 'Mortai da D 1 3 Mortai eia ))

30 24 16 22 22

33 ½

27 -22

I\la la <li resa au_mentava eziandio le sue artiglierie, e fu deter~ minalo decrescere di 1 00 bocche da fuoco il corredo di assedio francese. Da 4 divisioni l'esercito era giunto a 9 divisioni, e ogni divisione aveva due ballerie campali, oltre alle quattro balterie a cavallo, ognuna composta di 6 cannoni obici da 12 di due maniere, da 12 leggiero e da 12 grave. Vi eran poi 4 batterie a p iedi al parco di campugna, 4· alle Latterie ùel parco e 16 bat~ terie anco pedestri all'assedio, cioque delle quali al parco. E in queslo temJlO del riordinamento generale, nel gènnaio 1855 al parco di campagna si conta11.ano ~irca 65 mila spari di artiglieria , 15 milioni cartucce a palla sferica, 4 milioni a proietto oblungo, e un milione e più alla Nessler. Al parco di assedio si avevano 1O mila granate a mano, da - 8 a 9 cento tubi o scatole da metraglia, ~5·1 mila chilogrammi di polvere, 200 razzi da segnali, alcuni a stella per annunziare attacchi a destra, a marroni pel centro, a serpcutelli a mancina; 58 razzi scoppianti da guerra, •1 83 mila stoppini fulminanti, e 500 cariche per pezzo. Sperimentati i muli come animali più forti e più acconci alle intemperie della Crimea, ne furono mandati 700.. Furono dimaudati .anco 40-00 piastre di corazze per aPmaroe

ALL'A SSEDIO DI SEBAl\TOPOU 117 i soldati alla testa degli assalti, prevedendosi già il contrasto di

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Malacoff. Si usarono frequentemente le granate percuotenti, alla Bill~tte, le qual i riùscirooo meglio contro le navi che éontro i parapetti; e le bombe anco scoppianti, del capitano Pernet, poco riuscite. E si trassero tanto dagli assedianti che dagli assediali rnetrnglia chiara e ruetraglia nera, cioè metraglia di proielli vuoti, mercè mortai o altri apparati, e metrnglia di proietti pieni e di grappoli (grappes de misin) alla marinaresca. E un fatto de' più notevoli ci vien raocontato nella 2• parte dell'opera: ritirato dalle trincee nel parco il cannone da 24, Leneiss, il 17 di aprile due cannonieri seduti sulla culalla fuma- vano, e un d'essi ~cosse la cenere del su o sigaro sul focone. Dopo un istante una palla fu l.inciata nella direzione della polveriera , e ì due artiglieri non rimasero che stupefatti soltanto. Furono allora reiterati ordini pcrchè i pezzi fossero visitali rientrando, e non si fumasse nel parco. I.Russi avevano imboscate ( embuscade~) ne' loro coulrapproèci, ove traevano a tiri ll11Jlto cmvi .co' lorn moschetti di precisione; e anco i Francesi vi rispondevano arditamente dngli appn,cci. Noi qui non ripetcren,10 la descrizione della battaglia della Cernaia, che ognuno può leggere ·nel nostro piccolo volume I Piemontesi in Crimea, pubblicato in Firenze, siccome parte della Biblioteca ·civile dell'Italiano, iniziatrice del movimento nuovo d' ftali a. Soggiungeremo soltanto che in quella giornata le artiglierie francesi trassero 4 mila e 74, colpi,_di cui 1 i67 a palla, 1930 a granate, 438 a granale cariche di pallollole, e 23!) scalole da metraglia, avendo morti e feriti 8 uffiziali, 1 ·16 artiglieri e 152 cavalli. li corpo del genio andava aumentando gli argomenti di offesa, e si videro le nuove mine di proit>zione, lanciando sulle opere russr, mcrcè rogale coteste minr, cioè barili. a doghe di 1 O cen•


1 LS

'!melr'. cli spes~ezza, rafforzati con cerchi di ferro larghi 6 cent1metrr e grossi ,1 O millimetri, contenenti 100 chilogrammi di polvere, e pesanti da 50c) a 600 chilogrammi. E poicbè le foga te non da van tiro sufficiente, si provarono grossi mortai, col.locando alla bocca coteste mine simiglianlemente agli apparati da granate. Molto si è parlalo del cannone Lancas!re, ma con dubbi giudizi. La palla è di forma conica, cui vien dato il moto di rotazione dalla forma particolare dell'anima,- coofigm·ata a superficie storta o sghemba generata da un'ellisse, la quàle fa un quarto di i·otazione nella lunghezza della bocca da fuoco. Posto il cannone in batteria, l'asse maggiore dell'ellisse è ?rizzontale in ~ondo all'anima e verticale alla bocca , e il proietto, durante il transito nell'anima fa un quarto di rotazione. Il quale proietto ha le seguenti dimensioni:

,

Lunghezza dalla punta al fondello (cu,lot) millimetri Diametro maggiore della parte cilindrica . . . Diametro minore Altezza della parte cilindrica Freccia convessa del fondello Spessezza allH pareti . Peso, chilogrammi . Vuoto interno, litri . Carica, interna, libbre in.oo-lesi Carica del pezzo . .

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.lLL' A$SED10 Dl SF.BASTOPOLI

L'.t.RTlGLt.llRIA FRANC1'SE

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213 19 4

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50 14 27

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Il dì 8 fu espugn~ta la torre di Malacoff con sforzi inauditi, e le perdite furono 7500 Francesi, ~500 Inglesi e un centinaio d'Italiani.

Vi perirono i generali francesi Saint-Pol, De I\farolles De Ponté1'es , Rivet e Dreton; rimasero feriti Dosquet, lVfolli;iet Bourbaki e Trochu. Fra gli uffiziali del genio ne caddero 7 morti e feriti, e lo stato-maggiore ebbe a deplorare !a morte

tr;

del primo aiut~nte di campo del generale supremo, il tenente colonnello Cassaigne, uffizia\e chiarissimo e di molto avvenire. Degli artiglieri francesi caddero 224, e de'loro uffiziali 3·1, tra morti e feriti. De'generali inglesi riportarono ferite Van Straubenzée, Wanen, e Shilley. " I Russi contarono 12000 tra morti e feriti, tra i quali 7 generali, cioè 3 uccisi e t feriti. Nelle 2t ore dell'attacco le batterie francesi spararono 447G9 colpi, cioè 19,.194 palle, 1 ~698 granate e 1 2277 bÒmbe. 1 Russi noveravano ,1200 bocche da fuoco su le batterie e 2500 in pronto, avendo tirato 3 milioni di cannonate e con sumato 7 milioni di chilogrammi di polvére. I collegati ebbero 869 artig1ierie in 160 batterie, onde parlirono 1 milione e 600 colpi. I lavori di trincea formarono una lungllezza di 80 chilometri e v'e1:ano 50 mila gabbioni, 20 mila fascine e 300 mila sacchi terra. Così terminò cotestQ m'"emorabilc assedio, dopo 11 mesi di trincea aperta, monumento immortale di arte e di perseveranza, in cui gli argomenti della ùifesa e dell'assedio presero proporzioni colossali.

a

M,HUANO

D'A YALA.


GUIDA AL SERVIZIO DEI !'OSTI AVA,.ZATI

. .......

GUIDA

AL. ·SERVIZIO DEI POSTI AVANZATI PER UN UFFIZIALE SUPERIORE DE' BERSAGLIERI AXtlCO ALUllVO Dtl GEN&RAll:

ALESSAKDilO LAMARMORA

Cui11,111111;ionc e (,n,.

II comandante d'un piccolo posto deve aver per massima di piazzare il minor n-umero possibile di sentinelle; giacchè le sentinille non sono propriamente destinate a difendere il terreno, mà ad osservarlo, ed è sempre un male quello di aver le sue forze troppo disseminate. Nel collocare le sentinelle, il comandante del piccolo poslo ha. cura di mettere nei posti di maggior importanza e pericolo gli uomini più intelligenti e coraggiosi. Ei si 1·ccbcrà pure a visitarle frequentemente per dar loro coraggio ed istruii-le sul modo in cui devonc contenersi, e se una ùi esse desse arme falsa, verrà rimproverala , ma non dovrà perciò essern trattata con asprezza, per timore che in un'altrn circostanza essa pecchi poi cli troppa fidanza e si lasci sorpr<'ndere dal nemico; impe-

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l'occhè val meglio essere disturbati òa ce:ito ~alsi all'armi , cho cadar vittima di una negligenza. . . Non si può pretendere da tutte le sentinelle suffic1e~t~ d'.~ scernimento per giudicare giustamente del nemico d_agh m~ 1z1 che si possono avere del medesimo, ed è pel' ciò che s1 prescrive ai capi dei posti di sostegno di recarsi o di m~ndare qualc~no presso delle medesime, quand'essc avvertono di_~ualche_ no_v1t~. Le norme seguenti potranno essere loro utili per gmd1ca1c dalle apparenzti. . 1° U11 polverio lontano indica movimento presso del nemico; se il polverio è rado e s'alza molto, la troppa in moviment~ :::arà cavalleria, se la polvere è bassa, densa e tratto tratto mterrotla, di noterà la marcia di artiglierie e carriaggi; se pur esscodo bassa è un po' men densa, indica fanteria. . ·11 2° Per accertarsi poi della direzione in cui progred1sce polvel'io si fisseranno sul terreno alcuni punti sulla diro7:ione ~i esso, e si verificherà pochi minuti dopo da qual parte tenda 11 movimento. 3° So si scorge un continuo luccicare di fucHi in mezzo al polverio, questo è segno cbc il nemico s'avanza_; se il luccicare è meno frequ ente ed è limitato alla parte supenore della nuvols1 dl polvere, si può congetturare che il nemico s'allontana. 4,c Una fermala sopra un punto qualunque deve essere av\'ertita onde porsi in guardia contro del nemico, che sta per intraprendere qmilche cosa. . 5° Un denso fumo indica che il nemico cuoce l'ordinario, oppure abbrncia le baracche per metter:i i~ marci~.. . , . 6° Di notte l'accrcscl'rsi o lo spegnersi dei fuochi indica l intenzione di lc\"ar il campo. t·apparire e scomparire successivo dei fuochi in una ùata linea, svela che una colonna difila davanti ai medesimi. 1° Un movimento straordinario <li -tumi poò aoche far creder{) che il nen:ico prende le armi.


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cum!

8° Ponendo l'orecchio a terra si può sentire assai di lontano il rumore cJ.ei carri e particolarmente dell'artiglieria, quest'ultimo si farà sentire in modo continuo ed alquanto son~ro, quello prodotto dalla cavalleria si distingiie per essere più sordo ed interrotto come il passo del cavallo. A questo modo si sente anche il movimento dei 'remi nelle acque ed il lavorar cbe si faccia sotto tr.rra quando si fosse vicini ad una fortificazione. Nel rilevare le sentinelle si dovrà procedere da una all'altra . estremità ed and~re colle sentinelle dipendenti ad unà certa distanza oltre la catena di sentinelle, facendo per tal modo il servizio d'una pattuglia. Al grido di citi va kì delle sentinelle, il piccÒlo posto si metle · sotto le armi, ed il comandante mand.a, oppure va di persona a verificare ciò che avviene. Se vi fosse il nemico, esso ne mauda avviso alla gran guardia, e disteso in bei•saglieri si ritira lentamente, per non lasciar indietro nessuna sentinella; poi facendo fuoco se cli giorno, tenendo una direzione laterale alla fronte della gran guardia, e talr. che, non togliendo a questa la possibilità di valersi del suo fuoco, egli minaccia il fianco del nemico. li ritirarsi per la via diretta sopra delta gran guardia sarebbe errore massiccio. Le sentinelle dovranno essere informate della condotta da tenersi da ciascheduna in simili circostanze. Ogni volta che una sentinella ferma qualche persona, il co mandante del piccolo posto va sullà linea delle sentinelle a riconoscerla, o ma11cla un caporale con due uomini a tal fine, e fa quindi, se n'è il caso, tradune le persone arrestate al comandante della gran guardiJ, siano disertori, prigionieri o persone sospelte, ma chiunque e.ssi sieno sarà sempre vietalo ai soldati di entrare in colloquio con essi o di dar loro la menoma informazione, tacendo persino il nome del loro reggimento e di quello del proprio comandante; dove il numero delle persone fermate ( disertori o altri) fosse tale cbe non fosse prudente il farle

AL S ERYJZlO DEI P OSTI AVANZATI

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scortare colla poca forza di cui può disporre un piccolo posto, il comandante del medesimo ne riferirà al comandante della gran guardia per avernf\ gli ordini od un rinforzo per scortarle anche ripartitamente, intanto non permetterà a quelle persone · di moversi. · Al presentarsi dei parlamentarii il comandante ciel posto si · reca sulla linea delle sentinelle e risponde al suo segnale con trombi.I O tamburo (se non ba tromba o tamburo fa il segnale col fazzoletto), e il capoposto s'avanza per ricevere la lettera, e lo invita a dirgli il suo nome e gi·ado ·ed il reggimento cui appartiene. · . lt comandante del piccolo posto, ricevuta la parola ed 11 segno e contrassegno, spiegherà con chiarezza l'uso di quest'ultimo ai s~oi soldati, dovendo i medesimi farne .uso al passare d'ogni pattuglia, ronda e sentinelle volanti; e raccomanderà loro molta e-alma ed attenzione nel dar l'uno e ricever l'altro. Lo farà quindi scortare fino a qualche distanza dalla linea ùegli avamposti , affinchè non venga molestato dalle nostre pattuglie che pcrluslrnno il terreno. , . Se il parlamentario chiedesse di venir condotto al quartier generale, esso e la scorta saranno inviati cogli occhi bendati e sollo buona scorta al comandante del posto di sostegno. Se si credesse che il parlamC'ntario abbia potuto acquistare alcuna nozione, che ·rossa servire al nemico a nostro danno, se ne dovrà rendere avvertito il comandante del posto di sostegno, allìnchè ne faccia rapporto al quartier generale, onde si giuclichi· se sia il caso ùi trattenere il parlamentario fino a che non gli sia più di nessun utile quanto ha impar,ato. J piccoli posti possono venir ritirali più indentro nella .n_otte insieme colle gran guardie, ed allora si portano nella poS1Zione di nolte, quando le gran guardie sono già a sito: La catena delle sentinelle verrà ritirata ad un segnale dato nello stesso modo come si opera una ritirata da bersaglieri, esse_verranno di qu,mdo


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GUIDA

AL SEH VIZIO DEI roSTI AVANZATI

in quando soffermate per osservare se il nemico non tien loro dietro. Prima del far del dì•i piccoli posti ritornano nelle loro posizioni , essendo preceduti da paltuglie manc)at~ dalle gran guardie. Un piccolo posto viene allresì cambiato di sito al far àella notte allorcbè si trova t1·oppo esposto, come al di là di uno slretto, o su qualcbe terreno elf.:vato fuori della catena dei posti. ~d ogni cambiar di posizione i comandanti dei piccoli posti s1 faranno a rivedere le loro sentin~lle. , Il numero dei piccoli posti potrà infine essere aumentato rante la notte per chiudere qualche passo cbe di giorno era custodi to a ,,ista dai posti ,·icini. In caso di diserzione di una sentinella o di parola smarrìfa il comandante del piccolo posto si regolerà come si è detto per quelle delle gran guardie. I rapporti del comandante un piccolo posto a quello delle gran guardie dovranno essere fatti ip ogni istante affine di non _las~i,~r.gli ignorare nulla di quello che segue. Oltre di 'questi avv1S1_ 1I _comandante rlr.l piccolo posto farà a quello delle gran guardie I tre rapporti di cui si è gia detto sopra. Se malgrado di tulle le precauzio.ni un piccolo posto venisse sorpreso o raggiunto dal nemico, esso deve senza esitare slanciarsi sopra del nemico per aprirsi una strada. Se il nemico fosse de_bole: e si lasciasse intimorire da questo attacco inaspet-talo e s1 desse alla fuga, non verrà inseguilo. Se il nemico è in forza e si rnos!rn risoluto, il piccolo poslo procurerà di recarsi in un sito d'oncle possa col suo fuoco ritardarne la marcia. Nel caso poi che il piccolo posto si trovasse tàlmcnte accerchiato da n~n poter far resi~lenza utile, il comandante il medesimo, dopo d aver folto eseguire alcuni spari per dar l'allarme, ordinerà ai soldati ~lì disperdersi e di portarsi sopra di un punto, designato preventivamente, dove si possa far qualche rcsistcm.a.

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ConsegM per le sentinelle. Dal modo in cui si è detto di collocare le sentin!c)lle si può dedurre lo scopo delle medesime, quello cioè di osservare il terreno davanti e d'intorno a sè, onde non s'avanzi il nemico e s'iutroduoa furtivamente e sorprenda il posto da cui dipendono, mentre i soldati sono al riposo. Le sentinelle, parlicolarrncnte quelle cbe formano la catena esterna che circonda i piccoli posti , non debbono passeggiare ma tenersi ferme nel _punto in cui vennero poste, affine di poter prestare maggior a~tenzione cd anche cli non farsi vedere dal nemico: esse dPbbono persino studiarsi cli tener l'arma in modo clrn il luccicar della medesima non avverta.il nemico della loro presenza. Le sentinelle nascoste dietro un qualche ostacolo o dentro d'una fossa dovranno tenervisi immobili per quanto è possibile. È vietato allresì il sedersi.e il fumare-. In caso di caltivo tempo o di notte ('.sse raddoppiano· l'allenzionr., e debbono hr.n guardarsi dal volgere le spalle dalla parie d'onde spira il vento od avvilupparsi il capo, ma staranno sempre colla fronte rivolta verso del nemico. Esse clovran"nO -porre la loro allenzione a pre· servare i .)oro f9cili dall'um ido; tnllavia, senza rnettervi un tappo alla bocca od ,wvilupparne l'acciarino, la posizione di coprit'arm basta a tal uopo. La sentinella che trascurasse queste precauzioni sarà pu1~ita severamente. La sentinella dovrà conoscere l'importanza di qaeste precauzioni, e sapere che in caso ch'essa d-0vesse fare uno sparo d'allarmi ed il suo fucile mancasse il fuoco, essa verrebbe punita come colpevole di colpa grave. Le senline-llè rendera~no avvertilo il comandante del piccolo posto di quanto lorn venga osservalo , sia con se.gni, sia colla voce, sia per me,z,zo delle senLinelle intermedie; Avend0 davanti a sè un campo od un paese occupato dal nemico, la sentim~lta deve nolal'e tatti i movimeuti c-he hanno


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GUJDA

luogo nel medesimo, come il sollevarsi di polvere ed in quale direzione, se si facciano fuochi, se apparisca un fumo insolito . ' nei quali ca~i ( V. p. 7, § 55 del Regolamento di'. campagna) farà chiamar il comandante del piccolo posto perchè venga di persona ad osservare. Di notte volgerà particolare attenzione ai fuochi ed ai rumori, e percbè nulla gli sfugga, terrà spesso l'orecchio a terra, polenclo con questo mezzo accorgersi delle mosse del nemico, anche a notevole distanza, particolarmente se esso conduce seco cavalli, carri od.artiglierie. Se il campo nem_ico fosse vicinissimo, la sentinella osserver11 il collocamen'lo delle sentine!le nemiche, quello cle'suoi posti, l'ora in cui loro si dà il cambio , l'ora in cui si spediscono le pattuglie e la strada che tengono, ecc., delle quali cose poldi giudicare dalle chiamale delle sentinelle nemiche; di tutte queste cose renderà conto a chi la venga a rilevare. La sentinella che si trova in riva ad un fiume, la cui sponda -Opposta sia occupata dal nemico, noterà se dalla medesima sianvi barche e se n~lla notte siano state cambiate di sit,o". Le sentinelle si osserveranno reciprocamente l'una l'altra, e quando una di esse scorgesse che la sua vicina manca al suo dovere, oppure non è più al suo luogo, essa dovrà darne immedialamen te avviso al comandante ciel piccolo posto. Le sentinelle non permetteranno a chicchessia venienle dalla ·parte del campo di ollt:epassare la loro linea senZ'l. che ne abbia il permesso o sia riconosciuto per un superiore dal comandante · del piccolo posto. Se qualcheduno Le11lasse di passare essa gl'intimerà di arrestarsi, e, dove non obbedisca-, gli farà fuoco sopra. Non lascierà passare alcuno che si presentasse per entrare nella linea dei posti a\;anzati, anzi lo arresterà, sia persona militare o privata, amici o nemici, un solo o molti, e li fermerà tutti a 200 passi, chiamando il capo-posto a riconoscerli. La sentinella, vedendo appre~sarsi molte persotie o dei carri coperti, ne dà tosto avviso al capo-posto ; se continuano ad avan-

AL SERVIZIO DEl POSTI .A. YANZA TI

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iarsl essa li arresta alla distanza ora detta col grido di alt-là, e viene intanto alla posizione di pronti. Se fossero disertori, essa loro intima di deporre le armi (dì scendere dal cavallo se sono di cavalleria), e di scostarsi quindi dalle medesime, movendosi parallelamente alla, linea delle sentinelle. Ove qt.rnlle persone non. si fermassero o ricusassero di deporre le armi, la sentinella farà loro fuoco sopra, e si ritirerà quindi, cont.ir.uando il suo fuoco se ne è il caso, sul piccolo posto, avvertendo di non precipitare la ritirata, e di non eseguire questa per vie dirette sùl posto, ma piegando a dritta ed a sinistra per lasciare al medesimo l'uso del fuoco, e per non condurre il nemico che l'inseguisse sopra del posto, prima che il capo abbia fatte tulle le disposizioni di difesa. Le sentinelle laterali,,se ne · fosse il "Caso, cioè se le persone così avanzate minacciassero il piccolo posÌo, prenderanno esse pure a far loro fuoco sopra, ritirandosi sul p"iccolo posto. Da questo si vede di quanta impoi·tanza sia che le sentinelle studino con attenzione il terreno sn di coi sono r.ollocalf\ rd inollre che le medesime si os~ervino reciprocamente con grande attenzione. Venuto il capo-posto o chi per esso, la sentinella griderà clii 11a là alle persone che aspelt.avano, ed il capo-posto agirà poi a seconda della risposta e degli ordini ricevuti. Riguardo ai disertori è da notare che una sentinella non deve mai acco.o-liere un disertore sotto il pretesto ch'esso è inseguito, . o potendo questa essere un'astuzia del nemico per sorprendere le sentinelle; in qualunque caso adunque i disertori dovranno, essere d.isarmati ed arrestali sino a che giunga il capo-posto. Se la sentinella avesse fermato un parlamentario, cioè un uffiziale accompagnalo da un tamburino o da un trombettiere, incaricato di portai-dispacci o cli fare qualche comunicazione da parte dei comandante gene raie nemico (se non avesse con sè un tamburit)O o trombetta, verrà riconosciuto da un segno che farà col fazzoÌetto o allro ), essa lo tratterrà, stando sempre a..

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AL SERYIZIO DEI POSTI AYAl'iZATI

GUl,Dt,

prouti, esso o la sua scorlt1, fin chè giunga il capo-posto, il quale si regolerà come è dello nelle sue consegne. Se la vedetta avesse lasciato avanzarsi il parlamc1)tario abbastanza percbè potesse vedere alcun che della disposizione dei posti, essa gli prescriverà di volgere le sp,1lle ai medesimi e non si permetterà di entrare con esso lui in ùiscorso. Vedendo il nemico avl'icinarsi, una sentinella deve darne avviso al capo- posto mentre è ancora lontano, affincbè quealo possa recarsi a verificare la cosa e dare gli ordini opportuni; se il nemico s'approssima a qualche 100 passi, allora la sentinella fa fuoco per dare l'allarmi a tutti i posti. E quando il nemico sia a portala di fucile, essa in unione colle sentinelle vicine comincia il fuoco e si regola come si è dello poco sopra. Lo sparo d'allarmi sarà dato senza aspettare cl.io il nemico s'aHicini, qualora si avanzi in forza ed apparisca ben distinto ed io modo da non poter sbagliare. Se il nemico riuscisse a penetrare inosservato fino alla linea delle sentinel le e si mostrasse tulio d'un !rallo sul fianco d'una di esse, questa dorrà immediatameole sparare per dar il segno d'allarmi, e procurerà quindi di raggiungere il piccolo posto. Qualunque truppa armata, fosse pur vestita della nostra divisa, sarà arrestata dalle sentinelle, le quali le , ieteranno l'ingresso, fincbè il capo del piccolo posto o chi per esso l'abbia riconosciuta nei modi prescritti dal regolamento (U3 e 446), precauzione tanto più necessaria allorchè nell'esercito nemico sono soldati che parlano la lingua parlata ne-L nosLro. Occorrendo distaccare una sentinella a grande distanza dal posto in un punto importante, le si unirà un altro soldato e fa": ranno insieme ciò che si dice una senliuclla doppia, quando però si abbiano soldati ~bbastanza, ovvero si slia moito vicjui al nemico, nei terreni scop<wti ed esposti alla cavalleria, di notte e sui ponti e sulle strade maestre quando il tempo sia cattivo. Le sentinelle doppie non debbono permettersi di discorrere fra

<lì loro, ma rivolgere tulle le loro attenzioni verso ùd nemico. Occorrendo di avvertire il poslo di qualche cosa, una di esse vi si recbcrà a ta\ fine e turnerà tosto a raggiungere \"altra. Quando si difetti di soldati per doppiare le sentinelle, \'i si potrà supplire incaricando ul)a sentinella volante di assi3terc parecd1ie sentinelle, recandosi successivamente dall'una all'altra. Queste sonlinelle volanti vengono cambiale alle stesse ore che le altre, e possono anche servire a tener dcsle le altre sentinelle uel caso che i soldati fossero molto faticali. Si è detto che venivano collocate delle sentinelle intermedie per trasmettere gli avvisi e mantenere le comunicazioni; queste vedette non devono credere di non aver niente da ossenare e di poter fidare pijnamente ,nella sllrveglianza delle ~lt'.·e_, ma staranno attente esse pure per iscoprire se nessuno s1as1 rnol~ irato fr.i. 1 posti , e ciò scgoatamcoto di notle ed in tempo u1 nebbia, di pioggia o neve. Di notte lo sentinelle donanno raddoppiare d'attenzione, giacchè quasi <lei solo mlilo possono esse valersi nell'invigilare. -l'pperò si guarderanno dal movere, e saranno anzi allontanate da Doli orrrretti che producano rumore corno caduta d'acqua,. ecc.; ~sse porgeranno soveutc l'orecchio a terra ed avvertiranno il capo-posto di ogni rumore e di qualunque altra cosa , come dell'apparire o scomparire di lumi in una data direzione, dello spegner dei fuocbi o del crescere che facciano di numero o di grossezza, dell'abbaiar insolito dei cani, ccc., ccc. Qualora per una nolle oscura una sentinella si trovasse a guardia d'un passo d'una strada, disporrà a traverso alla medesima e distante 4:0 o 50 passi da sè, dei rami <l"alhcro, affinchè, ~vvicinandosi qualcheduno, v'incontri dentro coi piedi e sveli la sua presenza. All'apparire del giorno, vede11do qualcheduno appressarsi, questi rami sono tolti \'ia. Tutte le sentiuelle che formano la catena esterna dovranno, di notte tempo, regolarsi come è prescritto innanzi all'appres~

.A:11~0

IV. Yol. li -

!l.


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131 gìlanw; e mentre una di esse accosta la persona che s'avanza nella sua .direzione, l'altra deve tentare, valendosi degli ostacoli che presenta il suolo, di minacciarla da fianco. Se, malgrado ogni ~ua vigilanza, uua sentinella venis~e .s-01·presa e girata dal nemico, essa dovrà, senza esitare', far fuoco o dar avviso al postu colle sue grida della presenza del nemico, e ciò senza riguardo al pericolo della propria vita, dovendo un soldato essere ~empre pronto a sacrificarsi per la salute del rimaneule della truppa e per compiere al suo dovere. Dopo 'riconqsciuta una pattuglia, la sentinella dovrà dar,le tutte Je nozioni cbe ba del uemico e soddibfare alle interrogazioni che potesse farle relativamente al medesimo. Tot.te le sentinelle ricevendo il contrassegno giusto da qualche persona che non fosse la ronda o conlroronda, non gli permetteranno di avanzar~i in altra direzione fuori di quella che mette direttamente al posto, e così faranno le sentinelle intermedie; se le sentinelle fossero doppie, un soldato potrà st>guire la pr-rsona in discorw fin presso alla prima sentinella. Giunta la . persona presso alla sentinella che si trova alle armi, la medesima· gli griderà alt, chi va là, e sulla sua risposta gli chiederà la parola di campagna; se si tratta di un individuo solo e disarmato la sentinella permetterà che progredisca, purchè dia la parola di campagna giusta; se si. trattasse di più individui o di arn1ali, il caporale sarà chiamato a riconnsceHi. Nel caso che non venisse data la parola di campagna o fosse data falsa, la sentinella ripeterà l'alt, al qual grido, se non viene ubbidita, oppure se la sentinella riconosce un nemico, essa farà fuoco, e qui pure dovrà, polPndolo, risparmiare un faJso allarme, /e lo potrà tanto meglio cbè al suo chi va là l'intero posto sarà in rango. Le intimazioni di alt, chi va là saranno fatte dalle sentinelle con tuono di voce risoluto, ma non lroppo forte, perc\iè il neAL SERVJZ!O DEI P OSTI AVANZATI

GUl(JA

·sars! di qualunque persona da qualunque parte essa giunga; le senl~nelle daranno, invece del chi va là, il segno (p. e., un colpo sul calcio, ed intanto vengono a ,pronti); la. persona cbe giunge si ferma e risponde col contrassegno; se il contrassegnò è giusto, la se,nlinella dirà passi, e continuerà star a pronti, accompagnando c.oll'oc1\bio la persona cbe passa; se invece non viene risposto, oppure vien dato il contrassegno falso, la sentinella intima, col grido di alt, di arrestarsi, e passa alla posizione di pimt, ed intanto fa chiamare il capo-posto per mezzo delle altre sentinelle., ove non riuscisse a farsi sentire; se si tral\asse di una patlugtia o di altra gente armata esiger~ 'Che stÌano coll'arma al piede. Se chi s'avanza non s'arresta, e la sentinella vede altre persone avanzarsi, o scorge qualche insidi~, essa gli fa fuoco sopra; però ove si trattasse di una persona sola e disarmata, o che la sentinella sia doppia, essa g·li andrà incontro colla, baionetta , la costringerà di coricarsi a tena fi11lanlo che v~nga un ?aporal~ con gente a riconoscerla, e ciò per risparmiare falsi allarmi: oppure aspetterà la prima pattuglia che pass'i, ben inteso se può fare così senza pericolo; si regolerà nello stesso modo allorchè le si presentano molte persone inoffensive in apparenza. Sempre che ciò si possa, le ~entinelle faranno avvertilo il piccolo posto col mezzo di segnali O se/)'ni. muti, invece di chiamare colla voce, e ciò sempre per ;on svela~e al nemico la posizione de'posli. Dopo sparato il suo colpo, la sentinella si ritira per via indiretta sul suo posto. Le si:mtiuelle vicine faranno solo fuoco quando ciò fosse necessario per far conoscere l'imminenza del pericolo1 altrimenti si ritireranno sul loro posto, tutta volta che si possa temere di esserne tagliate fuori, esse però non dovranno procedere con troppo timore, e precipitare la ritirata, per non porgere al nemico occasione di avanzarsi e facilità di riconoscere il terreno ed il collocamento delle truppe, esse dovranno (particolarmente quando sono doppie) continuare nella loro

vi·

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GUIDA.

mico, in distanza, non scopra quale sia la posizione dei posti, bastando che queste intimazion i sieno sentite da chi .s't1vaDza. Da quanto si è detto si vedo quale prudenza si richieda nel dare le consegne alle sentinelle, dovendo essere diverse, secondo il carattere pii1 o men pronto, più o men vigile de'diversi soldati. Tutte le sentinelle intermedie si limiteranno a chieder segno e contrassegno muto, non ricevendolo, si comporteranno come ~i è detto per le al tre scrllinelle.

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AL SERVIZIO DEl POSTI AVAXZATI

Vcssenziale si è che le sentinelle sappiano bene le loro _consco-ne e sicno ùisposle ad eseguirle fedelmente; a tal nopo dov~ll ~ ieo-arle loro con chiarezza e con poche parole, e fissar _oro a :.p b di terreno che debbon particolarmente invigilare; s1. ccr~ zona . loro I,amot, p1.op1.·IO e l'interesse ali onot cherà di eccitare rn . e dell'esercito e di persuaderle dell'importanza delle l_oro att~·,,bu_•. . . . J. /n ultimo si farà loro presente con quali sevcn~a il z10111 , ec d' • · doven • e codice punisce una sentinella cbe trasgre isce i suoi , , perchè non si persuadano esser il codice una lettera morta, n~n si dovrà mai usar la menoma indulgenza_ per le !Ilancanze. i~ fallo di servizio. Giacchè il superiore che s1 permettesse una tale tolleranza si renderebbe l01. stesso colpevole della mancanza della sentinella.

s\

La sentinella alle armi delle gran guardie si regolerà come quello del piccolo posto. Il comandante .della gran guardia esigerà da chi_ giunge, secondo i casi, la parola d'ordine ed il contrassegno. Il segno cd il contrassegno muto saranno anche dimandati dalle sentinelle a qualu11quc persona circoli fra le medt:sime, e ciò affine d'impedire le diserzioni e l'inoltrarsi delle spie, ecc. Le sentinelle esterne particolarmente, non ricevendo il contrassegno da una persona che fosso per oltrepassare la loro linea, e che malgrado il grido di alt tentasse di fuggire, gli faran110 fuoco sopra, se non possono arreslal'la conendovi contro colla baionetta calala. Qualora un individuo riusci.;se a fuggire senza cbe la sentinella potesse fargli fuoco sopra per essersi il medesimo coperto da qualche accidente di terreno, la sentinella dovrà col mezzo delle altre vicine darne avviso al capo-posto. Affinchè le vedette non si stanchino e non siauo poi in grado di prestare sufficiente altenzione, esse verranno rilevate ogni ora; nei tempi di gran freddo, di caldo eccessivo, di pioggia lo saranno anche ogni mezz'ora. Nel rilevarle si procederà d'ordinario dall'una all'altra estremi tà della catena servendo così la muta di pattuglia. Si avvertirà nel dare il cambio alle sentinelle di far sotto voce tutti i comandi necessari, e di far a meno di tutte le formalità in quei siti dove la prudenza lo consigli, accadendo spesso che una sentinella debba recarsi carponi al luogo che dt>,·e occupare, por non essere veduta intanto che vi si reca.

Delle precauzioni cla usarsi nel rilevare gli avamposti. · · d. aI 11 cambio degli avamposti deve avere luogo a commciare

sostegno, o ÙaIla gran oo-uarclia quando non vi sia sostegnq, prno-ressivamente alle vedette. .. . . . .o li comandante del posto di sostegno segu,ra nel lasc1a1s1 n levare quanto è prescritto ai §§ 12!), t 3o. . b Le gran auardie ed i piccoli posti non si lasciano nlevar_c c le o per ordino del comandante il. posto d', so~l<'"OO o , e la, senlmel e soltanto dal caporale cli mula, esigendo d1 notte anche da esso il contrassegno muto. • j I . deo-li avamposti ha generalmente luogo pnma e Il b cam 10 o I ·' t' ·1 fi nir del dì; onde aver i posti ,·addoppiali' esse_nc o ~1~ ac1 e che il nemico tenti qualche sorpresa in quell'ora lll cut il sol~nto si fa sentire marro-iormonte a1. so Id at1. stancb', per aver veo-:, ia. o 00 · 11a o posto si lascrno la notle, ed è facile cbe qualche sentrne sorprendere. , .i compaLa truppa che si reca a rile,•arne un altra vena ac gnala da un'ordinanza, come si è detto al § 1 '.28.

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135 A\'Ule queste informazioni e non essendovi minaccia d'allacco er parte del nemico, si procederà al cambio delle sentinelle cd luogo il cambio dei posti, e quelli che discendono va~no a riunir3i al posto di sostegno, dal cui comandante sono poi con·· Al, SER\'IZIO DEI i'OSTi AYA~Z,ITT

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GUIDA

Durante la via, l'uOiziale comandante osserverà, per quauto l'ora lo permcl\.a, ·,e situazioni per le quali pa~sa, onde riconoscervisi in caso di ritirata, e farà anche attenzione alle strade, , ai ponti cbe s'incontrano, ecc., e farà osservare queste stesse cose ai graduali che si trovi no sollo i suoi ordini. Giunta la truppa presso del posto di sostegno, e debitamente riconosciuta, il capo di essa manda innanzi la forza necessaria · per dare il cambio alle grao guardie ed ai piccoli posti. E quando ciascheduna frazione sarà presso del posto cbe essa deve rilevare, si spedirà da ogni posto delle pattuglie composte dei soldati della truppa montante, e guidale anche da solt'uffiziali o soldati della truppa discendente. Le pattuglie del posto di sc,slegno saranno anche guidate da ullìziali, se occorre, o verranno spinte alquanto al di là della posizione da occuparsi del giorno. Intanto la truppa che monta e quella che Jiscendo stanno entrambe sollo lo armi, e non si procederà al cambio delle sentinelle. Fattosi giorno e ritornate le patt,uglic, il camandante della truppa che deve rilevare si reca di sua persona a visitare la posizione, riconoscendo anche il silo da occuparsi dalle gran guardie e piccoli posti durante la notte. I comandanti delle gran guardie e piccoli pos\i ne fanno altrettanto per quello che lorn spella; visitando inoltre il sito dove debbono piazzarsi le sentinelle. Intanto ciascheduno di questi capi si farà dare da ,quello che di5cende ogai consegna relativa al suo posto ed a quelli cbo ne dipendono; s'informerà come siano collocati, e dove, i posti del nemico, quali vie tengano le pattuglie di esso, e di quale arma composte, con chi si trovi il suo posto in conrnnicazione, dove conducano tutte le vie che dovrà sorvrgliare, come si chiamino i villaggi, i monti, le acque, ecc., ecc. che ba nelle vicinanze; di qual forza ed a qm1I distanza debba spedire le pattuglie, e quali norme debba tenere in caso d'allacco , elle direzione in caso di ritirala.

:a

dotti al campo. Se invece si avesse luogo di temere del nemico, allora la truppa che discende aspella nuo\'i or<lini per rientrare nel campo. Appena stabilito nella sua posizione, il comandant~ del posto di sostegno e quelli degli altri posti si regoleranno c1aschet..luno secondo quanto si è detto nelle rispettive consegne. Onori dovuti dai vosti avan:ati.

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Ai posti avanzali non si rendono onori di sorta qu_an~'anch~ vi si presentasse il re ; tultavia ciò non toglie che s1 . diano a1 superiori i sertni di rispello che sono sempre dovuti al loro grado: eppoi{ al presentarsi del colonnello o d'un ufficiale generale i soldati pa3sano in silenzio in rango, con o senza le anni~ zaino, secondo cb'essi si tro\'ano più o meno vicini -~I nemico, e si ha maggiore o min0re probabilità di essere assalit1. I capi-posto si dirigono verso dP.l superiore ~be s'avanza, cd incontratolo a 1 00 passi circa dalla truppa, gli faranno rilpporto delle novità occorse, e lo accomp_agncranno ~uindi nella visita delle sentinelle o po$ti dipcndonll, e lo sodd1sfcranno ad ortni sua interrogazione. 0 Le sentinelle neppure non rendono onori; esse devono all'avvicinarsi d'un superiore continuare la loro allonzione verso quei pnnti che è loro commessq d'invigilare, solo _doY_ran~o pi~z7'.ar.si in una posizione corretta , se lo consente 11 silo m cm sono collocale.

Caso di attm·co.

li comandante d'un po.sto di sostegno e lulli i capi di posti da lui dipendenti debbono, ciascheduno nella propria sfera, prc-


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GUIDA

ved:re e dare le disposizioni necessarie per quello che sia cfo farsi nel caso di assalimento per parte del nemico, sia di "iorno che di notte. Procuratasi perfetta conoscenza dei punti d:boli ~ di quelli più _for~i del terreno da esso occupato, ognuno presuppone la d1rcz1oue che sia per tenere il nemico nell'attacco e prefiggesi quella da seguirsi se costretto alla ritirata. Calc~la quale sia l'appoggio ch'egli può presfare ai posti vitini, e come pos~a sperare di veuir sostenuto dai medesimi. Dietro questi dati e le supposizioni cbe può farsi intorno alle intenzioui d~l nemico, ciascheduno stabilisce il suo piano di difesa e le norme generali della condotta da tenersi dai posti, o pattuglie, 0 senti nelle dipendenti. No~ è da dirsi _che latte le disposizioni cbe siano per prendere 1 comandanti, le gran guardie ed i piccoli posti debbono co_ncorrere nel piano del comandan Le il posto· di sostegno, il quale darà loro a conoscere quella parte che crederà utile dei suoi progetti, e si atterrà alle istruzioni avute dal proprio colonnello e dali'uffiziale di slalo-maggiore specialmente incaricato de'posti avanzati. Quando il uemico si presenta ed at!acca gli avamposli eo-1 i . per scopo : ' o ba el 'O;ù"rnario

1° Di riconoscere la posizione degli avamposti cd il terreno <la loro occupato, oppure 2° Di ~olestare le truppe per impedir loro il riposo, e distoglierle rntanto da altre imprese; 3° Di stabilirsi sul terreno occupalo dai posti a\lanzati • 4° Di marciar all'attacco del corpo principale. ' ~nalunque sia !o scopo cbe il nemico si proponga, gl i avam posti crebbono avere per regolà generale, di non darsi subito alla ritirata, per non facilitare a qualunq.ue piccolo distaccamento nem'.co di ~'iconoscere la linea de'_posti. La resistenza però nòn dona,_ ~pec,almente p_er i _pic_coli posti, spingersi sino a comprom<>l!('t e le loro comun1caz1oni colle trnppe che stanno all'indietro.

AL SlsRVIZI O TlllT POSTI AVAN7.ATI

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primo sparo di fucile, od altro segno qualunque d'all'armi, i_l comandante del piccolo posto, nelle cui vicinanze avesse luogo, manderà tosto una pattuglia a verificare che cosa vi abbia dato luogo. Se questa palluglia s'imbatte nel nemico, essa si distende in bersaglieri, per opporvisi, ttnitamenle alle sentinelle, ed il capo di essa manda un uomo ad annu~ziare al piccolo posto quanto ha potuto sapere <lei nemico. 1\ comandante del piccolo posto trasmette il rapporto alla gran guardia, e senza nulla precipitare, do"vendo egli essere certo di quello che asserisce, per non dar falsi alltirri1i. Esso avverte anche i posti Yicini dell'attacco del nemico, ed a misura che gli Yien fatto rli scoprire qualche cosa sulla marcia e sulla forza del medesimo, lo notifica alla gran gua,;dia per iscritto, se può. Se il nemico avanzà, egli si dispone alla difesa, e, secondo la natura del suolo, agisce co'suoi soldati in ordine disperso o riunito, marcia in sosregno della catena delle sentinelle, oppure dispone sopra un terreno favore'<ole una seconda catena destinata a raccoglierle. Egli tiene però sempre presso di sè una piccola riserva per soccorrere i ponti-della catena che sono più minacciaii , a meno che quest'incarico non sia stato affidato al posto vicino nel piano di difesa. Insomma egli prbcurerà di trattenere quanto più possa il nemico, utilizzando tutti gli acéidenti d'un terre1io 'che gli è conosciuto, va\rndosi dell'appoggio dei posti vicini, usando di tutti gli slrat;igemmi che l'immnginazione gli suggerisce, operando sempre col massimo sangue freddo, per non lasciar tagl iare la sna rilitata sopra delle g1"è111cli guardie, e per distinguere i veri dai fa lsi attacchi, onde n01{ impegnare contro del nemico che cercasse solo di tr,ncrlo a bada, (fucila forza cbc, adope;·at~ in , soccorso d'un posto vicino, pnò forse ba, stare per arrestarlo. Per la stessa ragione egli ,rndrà ben guardingo i1ell'inseguire il nemico cbe si ritira, onde non cadere in un agguato, od essere separalo dai posti vicini, coi quali esso dovrà sempre mantenersi unito.


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GUIDA

- li più delle volte esso si limHerà a far osservare da pattuglie il ne,mico respinto, per, sapere dove ei si diriga, e non si arresti vicino alle catene. Venendo costretto alla ritirata, vi si dovrà procedere con ordine e, lentezza, scegliendo buone posizioni, ed ivi aspettando il nemico a buona portala di fucile. Per ritardare la marcia del nemico egli riprenderà di tratto in tratto l'olfensiva, e fingendo quindi una ritirata precipitosa, lascierà drappelli imboscati, i quali si avventeranno compatti sopra del nemico cbe si presentò disteso in bersélglieri, ne romperanno la caten'a e lo costringeranno a fermarsi, per ristabilire l'ordine nelle medesime. Per tal modo i riuforzi bnnno tempo di giungere, o si avrà l'ordine di ritirarsi defini tivamente. , Se l'attacco del nemico fosse diretto sopra d'un posto laterale, il capo del posto vicino, sapendo come gli attacchi possòno essere finti., starà pronto a riceyerne l'impeto, non tralasciando di prestare il dovuto soccorso al posto vicino; qualora il nemico continuasse la sua marcia contro del medesimo. Un piccolo posto elle stia a guardia d'uno stretto o d'una strada, farà quanto più può ostinata la difesa; l'ordine ,più efficace per riuscire sarà quello a scagl ione, come quello che non compromette lotte le forzr., e rende il nemico più timido, lasciandogli qualcosa a temere ancbè dopo riuscito un assalto. Occupando un punto ch'egl i abbia ordine di non abbandonare a niun palio, il comandante del piccolo posto, senza calcolar sopra il soccorso che potrebbe giungergli dalla gra11 guardia, vi si difende1,à sinò _agli estremi. Quanto si è detto p~r i pir.coli posti, vale anche per le gran guardie, le qual i sono chiamate a presentar al nemico una resistenza proporzionata ai loro mez;i;i, epperò molto più efficace. Nou saprei meglio. definire il modo d'agire cbe 'paragonarlo ad una compagnia avente due squadre distese in be.rsaglieri ed un pcloltone riunito per sostegno. Qnrsto sostegno verrà ado-

AL SERVI ZlO DEI POSTI .H ANZATI

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perato a sostenere la catena in tutti i punti _in_~ui viene ma~~ giormenle, minacciata, ed a servir di punto d1 nl1rata per tutti 1 posti medesimi. Il comandante della gran guardia dovrà fare ogni suo possibile per mandare al sostegno informazioni esa~te sul nemico, avvertirlo dei movimenti ch'egli ba fatto esegmre ai piccoli posti, e chiederne ordini o soccorsi secondo i casi. Il ritornar all'attaceo mentre si è in ritirata, il tendere imboscate, fare marce successive, manovre a scaglioni', mantenersi in unione coi posti vicini mediante pattuglie, son cose tutte che potranno farsi m•òglio dalla gran guardia, la quale, oltre al poter disporre cli maggiori forze, ha ancora per sè il vantaggio cli conoscere meglio le intenzioni del nemico, il cui movimento_ è già meglio pronunziato quando giunge sino alla gran guardia, epperò essa dovrà resistergli con grande energia, ed anche andargli incontro senza aspettare l'attacco, ove le circostanze lo consiglino. Il posto di sostegno, situato nel punto più importante della posizione, manda i soccorsi alla gran guardia senza iuJebolirsi cli troppo, dovendo sempre rssere in grado di presentar una resistenza abbastanza forte al nemico, per dar tempo ai posti di ritirarsi, ed obbligare il nemico a' sforzi tali che svelino appieno le sue intenzioni, onde dcJr tempo e modo al corpo principale di far disposizioni appropriate al caso.' Il comandante del posto di sostegno avrà prescritto alla gran guardia una linea di ritirata, che, lungi dall'impedirgli l'uso dei suoi mezzi di difesa, venga la medesima a Iiuscir su punti .tali, cl'onde accresca forza alla posizione. I rapporÙ delle gran guardie e quanto egli stesso potrà ,•edere, collocandosi sopra d'uu punto elevato, mettono il c-omanclante del µosto a sostegno in grado di dare al comandante il corpo principale informazioni esaile intorno alla forza, allo scopo ed al modo. in cnl il nemico conduce il suo uttac.co. Se il nemico è respinto o desisl<:J dall'attacco, si ristabilira•rno


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GUIDA

!L SER\'IZIO DEI POSTI AH:--ZATI

gli avamposti con quelle modificazioni che si crederà ùel caso p~rcbè non possa valere al nemico la conoscenza cb 'egli si ò p1.?cura1_a ?el c~llocamento dei medesimi col suo attacco. Però ~1 ima .d1 -~1ssem1nare i ?i versi posti da esso cffpendcnti, onde far 101 ~ J ioccupare le rispettive posizioni' il comandante del p_o~~o d1 sostegn~ manda numerose pattuglie a verificare se la ~1111 ala del nemico non sia una finzione intesa a farlo cadere m qualchç, agguato. ·

mento che formava gli avampo~ti raggiungerà la colonna principale con celerità. Talvolta gli avamposti lasciano la loro posizione la notte stessa contemporaneamente al corpo principale; allora essi debbono aggiungere alle altre precauzioni quella di lasciare qualche pattuglia incaricata di mantenere i fuochi accesi, anche quando le truppe si sono già allontans1té dalla posizion<', affine di nascondere al nemico la partenza. Nell'uno come nell'altro caso sarà cura del comandante il ' posto di sostegno di stabilire il segnale a cui debba cominciare la riiirala, la progressione, l'ordine in cui la medesima sia da operarsi, onde ottenere silenzio e prontezza ed evitare la confusione. Il comandante del posto di sostegno avrà anche preveduto il caso in cui il nemico, accortosi del movirnen)o, venisse a molestare la ritirata. La condotta da tenersi in simili circostanze dipenderà dagli ordini avuti, dalla natura del terreno, dalla truppa colla quale il nemico insegue, insomma da tante circostanze per le quali è impossibile il prescrivere altre norme se non quelle che verranno date per la retroguardia di un corpo che si ritira di nollc davanti al nemico. ·

Di n~lle convenà generalmente tenersi compatti ed agire colla baionetta anzicbè col fuoco. Le comunicazioni fra posto o posto sono mantenute mediante. ~umerose pattuglie, alle quali è assolutamente proibito Ùfar fuoco, se nN1 per dare avviso cbe nella direzione in cu·1 s· t · ·1 · , i IOvano J nemico s avanza con forze ragguardevoli.

U/lbio deg1i avamposl'i quando si leva il campo. . 1

Allorcbè on corpo ,di troppe vuole le . . .1 . vai e I campo senza cbe

.'. nem1_c~ che ~li ~ta a fronte ne abbia sentore' la qual operazione s1 la ordrnariamente di notte' il capo di esso darà ordine a! com~n~ante_ degli a\'amposli di non muovere sino al far del ~li. In si_mde c_1rc_o~tanza il comandante degli avamposti dovrà iacldop!J1ar~ d1 v1grla~za, e tenere la sua trnppa sollo le armi, mande1 à più frequenti le pattuglie e prenderà quèl!e altre misure atte a guarentirsi dalle sorprese, avendo però riouardo a 0 .non· .sv<'hrc ' al ,1em ·rco Ia partenza delle truppe con un'attività ,_nsolit~. ?ucsta_ partenza dovrà essere allresl celata alle truppe. cbe foi m,rno gli avamposti.

Condotta di un posto avanzato dimenticato. li comandante di un piccolo posto, fatto avvertito dalle sue

pattuglie o dagli abitanti che i posti vicini si sono riti rati, e che le truppe che gli stavano dietro sono partite, esso spedirà tosto un soldato a cavallo od uno a piedi, che sia svello ed intelligente, verso del luogo ove crede si siano dirette le trnppe da cui dipende, con uo rapporto per iscritto al comandante delle medesime, per informarlo della sua posizione e chiedergli norme di condotta. Se a quest'ordinanza non venisse fallo di trovare 11 superiore a cui è dirntto il rapporto, esso lo rimetterà al colon-

Vcnu_to il m_o~~nto di lasciare la posizione' questo movimento g •.1ra ordit1e . R1't·,'ru. te Ie · 11s1 CsC' , 111 silenzio e C()l maooior oo 1 sent111e n e p1u lontane' i posti si ripiegheranno lentamente e grad~lamente su quello di sostegno, ed ivi preso l'ordine di marcia, e di~posta una rei 1.oguarc1·ia proporzionata, il distar.ca·

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GlJrnA

nello del reggimento od al generale di brigata, vedrà infine cb~ l'avviso giunga sino al generale cli divisione od al capo di stato maggiore. Nello stesso tempo il comandante deLpiccolo posto manda una patt.uglia nell'abitato più vicino, r.on ordine di cercare d'un uomo pratico del paese e di condurglielo. .Mentre sia aspettando la risposta del suo comandante, esso raddoppia di vigilanw, tiene le sue truppe sotto le ar111i e mette ai fianchi ed alle spalle delle sentinelle doppie. Se trova una posi?.ione più vantaggiosa a poca distanza da quella che occupa, egli vi si reca colla sua trnppa. Però lascia un piccolo posto od anche un solo soldato nella posizione abbandonata , affincbè serva di goicl~ agli uomini spediti, od a ricevere chi giungesse latore di un ordine. Se non giunge ri3posta, e la posizione della truppa si fa ognora più pericolosa per la maggior lontananza degli altri posti, oppure il nemico le si fa incontro con forze superiori; cionondimeno il comandante, prima di decide1!si alla ritirata, deve ponderare se egli possa effettuarla, senza compromettere il suo onore e la salvezza dell'esercito. Se p. e. egli è a guardia di_uno stretto o di un ponÌe, ecc., ecc., i quali siai10 _il solo passo , per cui il nemico abbia mezzo di farsi ad inseguire la truppa che.si ritira, egli deve allora opporre la resistenza la· più ostinata. , . Se invece il posto' che occupa non fosse di nessuna importanza relativamente all'avarizarsi del nemico, egli può ritirarsi, senza fare un sacrifizio inutile di vite,_che 'no!l gioverebbe per nulla al corpo principale. Ma egli deve ponderar bene prima di prendere una simile risoiuzione, pcrchè, dove il sagrifizio della sua vita e di quella de'suoi subordinali avesse potuto salvare l'esercito dall'essere inseguito dal nemico ed egli le avesse risparmiate con una ritirata precipitosa, incorrerli nei più severi cailighi e sarà disonorato agli ocelli dei suoi compagni d'armi.

.AL SERVIZIO DEI POSTI AVANZATI

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Norme per l'uffiziale di fanteria e cavalleria. J posti avanzati possono essere somministrati esclusi~;a~1enl~. dalla cavalleria, ma questo accadrà 1i rado neì terreni 111 cm noi ~iamo éhiamati a guerreggiare. Però se la cavalleria non può giornalmente far so.la questo servizio, essa è eem~re d:u~ gran, aiuto alla fanteria, ed egli è indispensabile che gli _uffizialt di quest'arma sappiano come valersi cli quella quando vien loro aggiunta. . La cavalleria è mandata agli avamposti colla fantena per: 1° Far il servizio d'ordinanza e trasmettere con maggior celeri là gli avvisi; , · '.2° Somministrare vedeLte ai punti discosti dalla catena delle sentinelle, e <love non si potrebbe piazzare una sentinella senza correr pericolo' di vederla rapita dal nemico; . . 3° Per concorrere nel servizio di pattuglia e scoprire 1I terreno in lontauanza ; 4• Spingere pattuglie a dist~nza troppo arrischiata per la fan- , teria o mandare le pattuglie ferme; · l".>''- Per custodire e difendere i tratti di terreno piano compresi nella zona degli avamposti. · . , ._ . Nei primi quattro casi la proporz10ne fra glt uomrn1 a somministrarsi ·e~I i servizi da eseguirsi sarà la stessa che nella fanteria, 3 o 4, soldati cioè per ogni vedetta, e per ogni pattuglia il numero d'uomini necessari. . Non così pel quinto caso , nel quale, a calcolare la forza 'di cavalleria, si avrà riguardo alle seguenti considerazioni : A Le vedelle devono essere doppie per quanto si può; B La distanza fra una vedetta e l'altra può essere.-,· a Di giorn·o a metri in terreni piani: b >> » '-intersecati; e Di notte nell'uno e nell'altro caso.


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GUJDA

C Per ogni vedetta si richiedono 3 o 4 soldati • D ~n piccolo posto deve essere cambiato ogoi 'quattr·ore, affine di poter togliere la briglia ai cavalli, abbeverarli e dar loro a mangiare.

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Per fare li servizi specificati nei pri'mi quattro casi, la cavalleria può venir aggiunta tanto ai posti di sostegno , come alle gran guardie ed ai piccoli posti. Per il quinto caso essa· sarà d'ordinario addetta alle gran guardie e distaccherà piccoli posti in avanU. In tutti que~ti casi, e spec.:ialmente nell'ult1mo, possono tornare utili all'utrfaiale Ji fanteria le seguenti arverteuz.e : Nelle gran guardie, se non bavvj a temere di essere assalite dal nemico, si pennelle ai s<1ldati di mettere piede a terra e di levare la briglia ai cavalli; Davanti al posto sarannovi sentinelle a piedi ; sul braccio . I. soldati s.lanno vicino ai loro cavalli colla brio-lia o sm1s_tro, e tengono in mano la coreggia della cavezza. Se il posto ba ancora meno eia temere degli attacchi del nemico, allora i soldati possono deporre le redini a terra dietro i rispettivi cavalli e legarli per la cavezza ad un paletto, ad un albero, ecc. In ogni caso i cavalli saranno sempre ordinali, come debbono esserlo quando si è sotto le armi, solo si avrà cura di prendere una maggiore co., distanza fra i ranghi e le file, onde aver mao-o-ior· b~ d mo 1ta per ~mbrigliare i cavalli e mettersi in sell'a in una premura; I cavalli sono abbeverati il mallino e la sera, a tali ore conviene adunque di dare il cambio ai posti distaccati ; Se il luogo ove si abbevera~o i' e-avalli è lontano, questi vi sono mandati un quarto per. volta ; se è vicino, se ne manda anche la metà. Non sarà necessario di lor loro la briglia; essi saranno anzi imbrigliati. Nei giorni d'intenso calore i cavalli vengono anche abbeve- · rati al mezzodì, purchè non vi abbia pericolo. lo ogni caso vale sempre meglio di far portar l'acqua dagli abitanti se si può.

AL SERVIZIO DEI POSTI AVANZATI

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Dopo che sono date le disposizioni, una metà dei cavalli della gran guardia sta imbrigliata, mentre si fa .mangiare l'alira metà. Presso d'una gran guardia vi deve sempre essere un numero di cavalli sufficiente per dare il cambio ai piccoli posti ogni 4 ore. Ai piccoli posti i cavalli sono sempre imbrigliali, e per pocu che il nemico mi1rncci, gli nomini stanno a cavallo. La distanza dei piccoli posti .dalle gran guardie deve essere , t;le, che queste vengano avverlit'e in tempo dell'cwparire ciel nemico, pe;, poter imbrigliare i cavalli e1l essere in sella prima che quello giunga presso Ji loro. . I piccoli posti stanno adunque dai 400 ai 500 metri dalle gran guardie, e distaccano le loro vedei te ad allreltanta distanza cioè che dalle vedette alte gran guardie , i siano nn 1000 metri, a percorrere i quc1li vi vogliono due o tre minuli, che è appunto il tempo richiesto per imbrigliare i caval:i; aggiungasi a questa distanza quella di 200 o 300 metri a cui u,ia vedellapuò scoprire il nemico, e la gran guardia sarà sempre in grado diandargli incontro. Si avrà cora cli piazzare la cavalleri~ in posizioni clw presentino un terreno piano e scoperlu di fronte ed ai fianebi, e dalle quali sia facile- la ritirala. Qual,,ra una,posizione avessa tutti i requisiti necessari, ma presentas$c qualche. ostacolo o mancasse di mezzi fat:ili di comunicazione, l'uffiziale farà spianare quello e praticare queste. Se è difeso alla fanteria degli avamposti il ricoverarsi nelle case, quanto più non lo sarà egli alla cavalleri_a? Le vedette non devono essere piazzate vieino ad ostacoli che favoriscano al nemico ~'avanzarsi senza esS<'I' vedu lo, Esse non dovranno neancbeessere collocale rimpetto al nemico, snl\a riYa d'un fiume . che non abbia cespugli, ineguaglianze cli terreno, o altri oslacoli cap.1ci a coprirle. . Le stesse norme date per le fanterìe debbono valere p.er il servizio delle vedette e dei posti ùi cavalleria. ÀNNO IV. Voi. n. - 10.


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GUI DA .AL SERVIZI6 "DEI POSTI .AVANZATI

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Lé due armi si aiuteranno a vicenda; la cavalleria per proteggere la fanteria nei terreni piani, qnesta a difesa di quella nei terreni intersecati. L'~zione della ca vali eria sarà particolarmenle utile del giorno, quella della fanteria, !l ella nolte. Nelle pattnglie la cavalleria si avanzerà sulle strade o nei terreni ad essa appropriati, mentre è fiancheggiata dalla f1rnteria che visita le case, le siepi, ecc. che stanno lateralmente a poca distanza. Le pattuglie cli fante.ria si fermano tratto tratto, in tanto che le vedette si portano avanti ad esplorare, e non riprendono la marcia se non quando sono avvertite da queste che non si veJe il nemico. ~ Nei movimentì in ritirata la fanteria è la prima ad allontanarsi; le vedette la seguono a grande distanza, e vengono di galoppo annnnziare la presenza del nemico. Se la fanteria deve camminare sopra una strada essa ne lascerà la metà libera pei movimenti della cavalleria.

INGEGNERI DULITAftl 'TAL!ANI

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CONTJJl'IJAZJORE

DA Non: FnANCEsco. Architetto camerale del!a repubblica genovese, ebbe parte con Sebastiano Poricello e con Bartolomeo Bianco alle' fortificazioni _che si fecero al molo nel novembre del 1629, secondo bo- io meùcsimo veduto negli are bivi del municipio genovese, così bellamente e <irdinatamcnte serbati. E vi si conserva anche una pianta fotta dal medesimo ingegnere nel ~ 6 H di un suo disegno intorno al molo da costruirsi in Polcevera. DANTI Vrnc1rnzo. Nato nel 1530 in Perugia, nipote del celebl'e Pier Vincenzo, comentatore della Sfera di Sacrobosco nel 15 H-, fratello di Ignazio, della famiglia di Rainaldi, fu eccellente nell'arte del munire le città, e dopo aver gettato in bronzo la statua di Giulio lll in piazza, fu chiamato dal gran'duca Cosimo. Morì nel 1576. Rammentiamo quel Giovanni ?e' Danti, aretino, il qual: , circa al 1370, tradusse in latino \a geometria di Magrobùono, arabo.


] 48 1:-IGEGNERI MILITARI D:in ANroN MARIA. Nato in Cremona, ammaestrato nell'arcbi~

ITAT.IANI

tetlura, e pitt specialmente nella milital·e, dall' ingrgnere Jacopo Erba o Malerba, ancbe cre111onese, fu tenuto universalmente da MODEN,~(vedi ANTONIO DA MODENA, vedi Srn1rnzzr), conosciuto pel sno codice serbato nella 01.igliabechiana e copialo nella Ducale, Trattato di fortificazione italiana. Da .ciò che espone caviamo con certezza esser posteriore a Barlednc , a l<'reytag ed a Stevyn. Co.n(isce ognuno l'egregio Carlo Roberto Dati nato in Firenze nel 1619, aulo1'e del l_e Yile de'pittori antic!ti. DATTARO F1ti1Ncr.sco o GrnsEPPE. Fu nativo di Cremona e soJ)ranomi nato Picciafuoco, il quale lavorò anco in opere forti verso l'anno ,J 569, rislaurando e migliorando il palazzo pubblico della sua patria, ove eran diiari pittori conleinporaaei Bernardino e Giulio Campi. , 1

E fu cbiarnàto da Ferrante II principe di Guastalla a rinchiudere nel ricinto di questa città la rocca, sebbene nel 1584 ne fosse allogala la conliuuazione a Giambattista l:larici, spedi lo dal duca di Terranuova governatore di Milano. DA V1rmrno FnANCEsco. Al lorquando cominciavasi a temere in Italia la calata delle armi imperiali governale dal Borbone, Firenze, le Romaglie, Parma e PièlCl"nza fu rono guardate con sollecitudine tla papa -Clemente VI[ e da altri principi, sicchè nel 1527 Francesco fece il di.,<.'gno del le forlifìcaz ioni delle due ultime cillh, cui nel 1528 diedero anco opera gl'ingegneri piacentini Pandola e Vitali, e finalmente nel 1547 il -celeberrimo Marcù i rizzò _in Piacenza la cittadella e· fortezza. E nel 1530, sotto la m0 desima proiezione papalina, diede egli il primo disegno della fortezza da basso di Fireuzr, affidatane poi la co~lruzione ad Antonio da San Gallo nel 1531.. D'Ausso GJOVAl\"NI. Già nel. 15,15 Co lesto legnaiuolo sopranominalo NANNI UNGIIERO, lavorava alla fabbrica di S. Maria del , Fiore, come leggesi nell'Archivio dell'opera del duomo fiorentino, ·

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e sappiamo di certo dalle Lettere pittoriche (1 59, 1 6 O e 1 G1) che il San Gallo mandò i disegni e gli ordini a Nanni per continuare la edificazione della ' fortezza da basso. E dopo bteve tempo fu chiamato a fortificare Pistoia, doye nel 1545 andò invece ii San Mari.no. D'AFi'LlTTO GENNARO MAnu. Nativo cli Napoli, fu egregio cul tore delle matematiche, sicchè meritò di esserne professore nel real palazzo del re di Spagna, pubblicando in Madrid l'opera Du munilione et fortificalùme, libri duo, e nel 1661 l'.illra in Cesaraugusta De 1gne et igniuo1ms. E professò ezianclio l'architellura militare in Firenze, dove il capitano Giovanni BaLlisla Sergiulianì cominciò nel 1G6n il Breve trattalo delle nwdeme fortificazioni:, cavato dagli origwali del P. F. Gennaro iJfaria D'Afflitio; ,e quindi I?ilippo Domenico Mazzinghi nel 1667 pubblicava l'lntrodnzione alla moderna fortificazione, cavata dal/i' originali del P. F. Geniiaro 1 1/aria D'A fflitto, intitolandola al granduca. E nella dedica per l'appunto' cotesto editore chiama l'autore soggetto così espe~ rimentalo in luli studi, che degnamente vien qui trattenÙLo dalla munificenza e favore dell'A. V. a pro della studiosa gioventù cli Firenze. E l'anno dopo fu l'Aillillo chiamato daÌla repubblica di Genova per fortificare il luogo di Vado presso Savona, insieme col celebre Gaspare Berelta. Pare che al D'Afflitto fossero note le opere del Maro\ois, Freytag, Spekel, Dogen, Barleduc, de Ville, fra gli stranieri, il Sardi, il Tensini, delle quali fa cenno. E se non si sapesse di certo esser morto nel 1675, potremmo anche argomentarlo da cotesti accenni. DE ANDnl!1s. Si ha di suo lavoro topogràfico una carta della foresta di Stupinigi, incisa dal Sangone. · DE FALCONETI. Era tenente colonnello degli ingegneri nel 1754, quando nella città d'Alessandria, allo studio di quelle fortificazioni, scrisse un'opera, la quale serbasi manoscritta nella biblioteca d~ll'università (F. 34 ).


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JNGEGNE!tI l!JLIT.l.Rf

!TALUNI

'"' -S~ella ~i varii sistemi di fortificazione, antichi e moderni. Sono

Praga, alle cui fortificazioni lavorò il giovane Pieroni insieme con Vincenzo Boccacci. Il quale tornò in Italia nel tempo eh~ si guerreggiava ne' campi piemo~tesi, e fu fatto prigioniero dai

i 4 s1stem1, ognuno de' quali ha la sua descrizione e il suo disegno, e uno ve n'ha dell'autore. Vi ho anche notalo due sistemi del Paure Bordino e del capitano Franco, i quali autori non s0no 8Crit ti nell'indice.

. Dtu'AnimA G1rnn1u DonrnN1co. Ingegnere milanese, andato

rn Geuova nel secolo xv11 a compiere l'ultimo ricinto della cillà~orte, sollo la direzione, credo, del Maculano, principale tra glirngc,gneri che vi lavorarono, come Poncello, Bianco, Vicardi , Petrucci ed altri.

DE M.rncm. Nel ·1 G2 ·I vien rammentat_o dal Duboin cotesto capitano ingegnere, membro del consiglio deHe fabbriche. DE N1cou GIACJiHO ANDREA. Era luogotent:ntc colorrnello allora quando nel ·I 721 andò a riparare e migliorare le fortificazioni di Susa. E morì generale verso il 1736. Dg V1NCENTJ FELICE. Nell'anno 1738, essendo colonnello delle artiglierie, fece il nuovo disegno dell'arsenale. in Torino, }a cui prima fondazione risaliva al 1638. Ed egli diede nel ,17 40 il disegno dell'opera a corno, tagliata quasi futla nella rocca , al castello di Cagliari, e f• pure l' ingegnere del porto Li:upia presso Nizza. , , E c_rebbe la sua fama nel I 746 quando, già brigadiere nelI esercito, faceva le (')rove de' vari i spari secondo i calibri di\'er3 i le diverse cariche e la grandezza del vento. Dotte islr• zioni audò. P:-rciò dettando, la prima composta di 17 articoli, la seconda d1 4 e la terza dì G intorno alle visite, prove forzate e collaudazioni, in data del- 17 di luglio ,1764-. Luogotenente generale e comm~n_datore, fu riposato nel ,J 775, quando si fece un corpo solo degli rngcgneri e Jelle artiglierie. Morì il 9 settembre 1778. DEL Il1i1Nco BAccio. Nato ìn Firenze a dì 4 <Ìi ottobre ,f 6O4seguì il chiarissimo ingegnere di guerra Giovanni Pi~roni . egr~gio matematico, uell 'anuarc a'senigi dell' imperatore i~ 1

soldati. Liberalo, recossi in Milano, e seguitò a essere adoperato, già uomo di 4,0 anni. Ma dopo qualche tempo, com'egli medesimo narra, volle tornare al pentolino, al babbo e mamma. . E in Firenze aperse scuola di prpspettiva e di arch1t~ttu_r~ civHe e mili tare, suoi discepoli dicendosi il Viviani e D1omg 1 Guerrini, maestro di campo. Fn chiamalo in Livorno, e il Cantagallina ne fece gran conto. Visitò e munì Prato e Pistoia nella guerra papalina, quindi r.,'odio\iana e Firenzuola, ove lasciò il capitano Laudi. l ll O , [ . Dal 1 G51 al ,1657 stette nelle Spagne , e mon appun o m Madrid, lasciando un figl iuolo di 1 4 anni. , DEL Ponno ALESSANDHO. .Prndc nella milizia· e dotto nel! arte dell' ingegnere, dirno~trò gran valore negli assedi di _Stet_lino e di Ratisbona, a11a difesa di Praga e alla espugnazione c\J Zw1ckau, nel secolo xvu. E successe allo Scala, al Pieroni e al Baccio nell'opera delle fortificazioni di Vienna. , . DELLA CouNIA AscANIO., Nato in ·Perugia nell'anno 4 54 6, 111 pote a papa Giulio da\ Monte a San Savino, fratello del _cardi~ nale di Perugia e signore di Castiglione del lago, fil egregio negli studi militari. . .· . Giovinetto andò all'assedio della Mirandola, e passò qumdi all'altro di Genova nel 1536, dove cad<le trafitto nel .piantare primo la bandiera sulle mura. Divenne generale nella Valdicbiana di Siena, occupando Monte a Fol\oni~a a 14 febbraio 1553, e riportando una grave sassata sul capo sotto Monticello nel\' aprile, nn' arcilibusata sollo Chiusi l'anno dopo, e cadde prigioniero nel lH.


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JTALJANI

INGEGNERI MILITARI

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DELLA RoccA ANTON-MAmA. Nativo anche Ji Casale, e buon pittore, lasciò un Dialogo del moclo cli. ben gii~rclare le fo_rlezze_ t di provvedere agli abusi dell'entrare, alloggiare et pad1re dei forestieri, con <1lcuni avvertimenti necessari ad ogni buon go~ verno, cbe portà la data di Torino 1O maggio 157O; e serbasi negli archivi di Cor!P, Z, XI, 28. Ma vi leggiamo anche ~na lettera scri tta al duca il 23 di àprìle 1 595, con la quale d1manda di esser pagato ' di ilknni suoi stipendi. DELLA RovERE Fn~NCEsco M,\HIA, DUCA DI UnmNo. Nato in Sinigag\ia nel ,J 490 dc\ Giovanni, diedesi all'arte militare: :nrnlo ili Prosperi) Colouna, generale della Lega italiana contro 11 Borbone, non impedì la presa di Roma. . Nel 1528 , generale de' Veneziani in Lombardia, fortificò Martinengo , Bergamo, Lodi e Crema, e nel 1 53,1 Orcinovi. . Il Sàmmid1eli lo consultò su le fortificazioni di Corfù nel ·1537. .Dellò coll'opera del Leonardi una Relazione militare su la laauna di Veneia: esaminò le fortezze, consigliò nn riparo tlalo ... l'Isonzo a Venezia contro i Turchi, e diede imporlant1ss1rn1 av.:.. verti menti per rendere vieppiù forte la città, sì favorita dalla natn ra. E nella libreria del Cicogna è un codice dell'anno 1'537, intitolato·: Consigli dell'ecce/lenl'issimo sig. cluca d'Urbino, e sono 25 piccoie narrazioni scritte, pare, in nome soltanto de\ duca sopra i suoi pensamenti di guerra e su dottrine di artiglieria. :Morì di veleno in Pesaro a dì 20 di ottobre 1 538. Nell'Ambrosiana e nella biblioteca.Farsetti di Venezia si conservano·suoi scritti e lettere. DELLA VALLE GiovANNJ BATTISTA. Nella graziosa città di Venafro nel Sannio nacque Giambattista Della Valle poco dopo il ,1 4,70 ; · altro non sapendo se .non ùi es,ser egli stato agli sii pendi di Giovanni Della Rovere, prefello di Roma, •morto. nell'anno ·1 50 ,1 e a principio della sua opera : ma io, il .quale quello che le<mesi bo , da'miei teneri e giovanili anni in gli ese,rcizi·i dell' arme rm sono esercitato, non lw scritto altro in questo rnio libretto, eccetto quel

Fu generale de'cavalleggieri in Roma; ma, mentre intèndevai . a~le fortifica.zioni di Vellefri, fu minaccialo, non si sa percbè, eh essere arrestalo: ma gli riuscì fuggire e stllvarsi nella forte~za ~i ~eltuno, da cui partì sopra una barca, dirigendosi prima 1~ · ~eia e· poi in Napoli, di dove scrisse una risposta a un Monitono venutogli da Roma, che si può leggere nella ducale di Torino. Andò quindi soccorso di 1\'Ialta verso il 156t~, e vi ritoi·nò nel 65 insieme col celebre ingegnere Fratino per discutere col Serhelloni e oon altri ingegneri le nuove fortificazioni del Laparelli da Cortona. Ebbe molta parte n~'consigli di guerra della Jeaa della.re0 pubblica di Venezia col papa e col re cattolico nel 1 !S7·1 ; e finalmente fu adoper[lto nelle forti.fìcazioni delle Fiandre da Filip~o II, riducrndo inespugnabile la fortezza di Gravellino. ~h,amato al ~overn~ c~ell'Avig1wnese ranno 1593, morì poi rn noma a d1 3 d1 dicembre. Il Fabbrrlli dice nel 157,1. D_E~LA ScALA BASILIO. lngrgnere vicentino, il quale stelle ai serv1g1 della repubblica di Venezia dal 15.00., e nel 1520 anùò a fortificar Rodi.

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DELLA PoRTi GIACOMO ANTONIO. Nato in , Casale, non in Milano '. come disse il Baglioni e ripetè De Boni; soprintese alla fabbrica della gran cupola vaticana; e dopo molti anni, nel 1 580, fu chiamalo a fortificar Casale, dopo le ampliazioni · della cittadella falle dal Savorgnano. E verso i} 1586 Ferr~nt~ II, principe di Guastalla, lo chiamò a terminare l'opera di_ quella. ro_cca incominciala da Giuseppe Daltaro, soprannom,n~t~ P.iccwfuoco, cremonese, e continuata da Giambattista ~lanci , ?r~inate; passando di là a Roma per l'obelisco del l1 onlana ms1eme coll'Ammannato. . Il C_aresana in una lettera del ·I 6 agosto 1576, essendo morto 11 governalore della cittadella di Mondovl in quel giorno, · ~ropone al duca il suo nipote, capitano Girolamo della Porta, il quale. era testè tornato dalla guerra di Portogallo.

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154 INGEGNERI IJILJTARI che per lunga esperienza ho esperto o provato con continue fatù:he sudori e pericoli. ' E fu_nel reame di Napoli capitano o colonnello per Ferdi-

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nando Cattolico, secondo dice il Ciarlante, il quale soggiunge essergli stato maestro insieme con Francesco Salomone, Ritornò . quindi a'servigi di Della Rovere; e Francrsco Maria I nel -I 516 rniselo governatore della ci ttà forte di San Leo contro le armi di Leone X, nè ei cedette che dopo tre me3i d'assedio. De' servigi profferii al duca, che nel suo libro secorido chiama illustre guida e lanterna de'militi, ei meùesimo discorre dicend~si innalzato piu volte a capitano di 'fanteria. ' Altro non troviamo se non ohe morisse in Bracciano nel : 550, gius~a l'asserzione del Tappi nella Biblioteca napvlitana, 11 quale aggiunge aver anco mililato con gli Orsini, duchi di q_uella. terra; e·il medesimo Ciarlante nella sua opera del ·sannio ripete le cose .dette dal Toppi. Ed io che molte volte mi indirizzai al l'arciprete venafrano , Gabriele Cotugno, non altr; ho potu to tra"rrr elle vi siano ancora in q• elle camp;ignA alcuni Della Valle, i quali traggon vita misera di agricollori o contadini. Lo stile dell 'autore è alquanto gonfio; le parole alcune volte sc:lte e~l allr~ ''.olte rozze: in certi paragrafi torna as~ai piano ecb1uro, 1n altn s1 astruso, a rendersi impossibile all'intelli"enza. E dedicò l'opera allo strenuo cavaliere Enrico Pandone, con~e della stess~ cillà çli. Ve1_1afro, col titolo Vallo, libro contenente appai'te.:. nenzie ad capitani, retenere et (ortzficare u.na cittrì con bastioni c'on navi artificzi" de fuoco aggfonti come nella tabola appare eb de dàJerse soi·te po{i;ore et de expugnare ii-na cillù con ponti ; scale, organi, trombe, trenciere , artigliarie, cave, dare avisament-i senza messo a'.lo amico, /à1·e ordinanze, battaglioni e p111nti di disfida co11 lo pmgere, opera mollo utile con la experienzia de l'arte militare. In quattro li bri divisa; oltre alle materie indicate nel lunao frontisp izio, vi s'ins'cgna a fare bastioni, discorrendo delle mu~a di travature e terra.; a minare il fonù o del fosso, cd a far varie

ITALIANI

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guise di ru'ochi artificiali e polvere per ogni calibro d'artiglieria. E pare impossibile che il dotto Guarnieri nella s• a Biblioteca dell'arcltitettum militare abbia potuto dire esser questa un1opera anteriore all'uso del cannone, non ch·e della moderna militare architettura . Ma il Cantù, nella sua Storia universale, tnmo x111, parte 13, dice: u Sigismondo Malatesta di Rimini nel 11460 formò la » bomba di bronzo in dµe emisferi connessi, con zona di fer,ro >l e con un'esca al bocch ino e lanciata da'morlai coll'anima in» campanata. Nel ·f iH 4 Giambattista Della Valle di Vcnafro » insegnò a finir queste palle, cioè granate, onde a sorte alcuni. >) le dicono adoperate la prima volta all'assalto di \Vachtcbdork n nel 1 588 n. Questo rngcgnere italiano si annunzia inventore de'tel('grafì , dettando un capitolo: Scriuere da lungi senza messaggi. Eppure nell'an1~0 ·179 ,i. pubblicavasi a Parigi là descrizione e figura del telegrafo nuovamente inventato. Egli volle, anzichè parer <lotto , ,tornare utile all'universale de'sol<lati, narrando nel capitolo primo: <( E talchè più chiara" mente da lutti potesse essere in leso ( pcrchè son certo che » questo libro pervef'l'à in mano <le'dotli e indotti) non bo » vol.uto squisitamente so\n per gli uomi ni er_uditi ed iDtelli» genti scrivere, ma con basso, inculto e trivial parlare, e a n tutt'uomo cognito, mi è parso esponeic quel cbe agli strenui 11 e valorosi diguissimi militi conviene ,1. , Per la qua\ cosa potrebbe p;irere troppo severo il giudizio che intorno all'autore portò l'egregio Carlo Promis, clliamandolo nullo, pratico, ro::;::;o copialore, cd ;igginngcndo che la sua ;;tessa rozzezza, rendendolo accessibile ai pii1 ignoranti soldati, fece sì clic di nessun libro mil itare di que' tempi comparissero tante edizioni quanto di questo. L'edizione principe, che per fortuna primo fra'biografì indicai, è quella dell'anno 1 52'1, e dalla seconda del 1524 in


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INGEGNER! MJI.ITAR!

!o

· poi trovansi se~pr~ principio: Capitoli tre ~le arHfiz-it de fuoco nuovamente_aggwnti, 1 quali sono senza numerazione di pa"ina o , pere be' posti• eIopo.

E noi rammenteremo -le. 12 edizioni fatte in soli 34.. anni di un'opera, la quale sarà sempre decoro all'Italia, poichè la faceva maestra e prima nell'archilellnra militare. Le dieci edizioni italiane sono tu!le di Venezia degli anni -152,1, ~H, 26, 28, 31, 35, 39, 43, 50 e 58. E ve ne furono ?ue versioni, una in grec,o di Lionardo Fortio, romano, e \'altra 1n francese di Jacque.; Moderne .di Pinguenlo, stampala 1 Lione nel 1529. · È a notare che l'edi,zione del ·I 528 suol far seguito all'opera del celebre Paride elci Pozzo sul Duello. D1 ~GNOLO ~ACC1,o. N~to in Firenze nel 14-60, cliedesi prima alla, ~11tura p01 ali arch1tellura; e sebbene non fosse particolar menzione di sue operidortilìcatorie, il Machiavelli rammenta un · Baccio Bigio, che potrebbe - essere queiiti, imperocchè morì veccbio <li mollo nel 1 54,3.' ' ,DE~ RE_Er.1A. Nativo di Bari, pubblicò in Napoli, nel Hi93, un tiritmel!ca e geometria prat-ica, la qnale nt'l libro vn contiene la Geometria militare , e nel!' vm un cenno Del porre ùi ordìnanza le battaglie quadre d'uomini, di terrmio, di cavalleria e di altre preparazio11-i. 1

D1 CrnrrnNE BanTOLOMeo. Ingegnere militare, il quale nel 1 U9 soprainlcnr:lcva alle fortificazioni di Nizza, secondo trasse il Cibrario dal conto di F. Cerrato. Nel secolo' •x111 e nel seguente furono celebri artisti i Campioni, de'quali molli lavori s: hanno in .Modena. . · · Nel secolo xv11 vidèsi anche negli Stati piemontesi un ingegnere Alessandro Campioni, cremonese, il quale fu alla difesa di Casale del-. •I 640, sollo l'ingegnere mago-iore Francesco 0 Prestiuo, col Berella ed il Teragona, e all'assedio. di Cremona del 1054, siccome dice il Lando nella relazione di cotesto assedio.

ITAWAITT 157 ' D1 CLEMENTE POLITO. Peritissiino nel\' architettura civile e militare, da'priori della sua patrii. ·Ree-anati fu chiamato all'ope.ra· delle nuove fcibbriche e delle nuove forti!ìcazio_ni nel •I 381'>. Pur - lullavolla dobbiam di re che la gonfia patente a cotesto ingegnere, riportata da\ Daldinucci, tomo iv, pag. 525, copiata dal Calcagni, è apocrifa, come provò il conte Monaldo Leopardi, padre dd celebre poeta e fìlosufu e cittadino, in una lettera al . marci.lese Uicçi di Macerata, in data del 7 di giugno 1828. · Di Duccro FuANCEsco DEL çuASTA. Ingegnere e capitano di Pistoia nel 135,1, quando messer Giovauni d'Oleggio Lissediava. Cotesto Francesco, per la ùata, potrebbe benissimo essere figliuolo del celebre Duccio sanese_, in.ventore·, come afferma il Vasari, della pillnra nel marmo di chiaro e scuro. · D1 J,i,co~rn F1L1Pro. fogrgnere pon\rernolese, il quale fu cbia.matq a dare l'opera sua i11 Firenze, quando si temeva dell'assedio. · Dm1Tu1 GmoLAMO. Nelle mimicce di guerra contro la repQblJliéa lìoren\ina furon cbiamati il Scrlio di Ferrara; Filippo suddello, e il Dimilri. D1 G10VANNI AaosnNo. V. AGOSTINO. Di GrovAN!iI G1onG10. lngrgnere tosi.:ano, il quale negli anni · 1 a52 e 155~ a11clò a forlililare :Montalci no uella guerra di Siena, ove soslenne egregia c1;resa Giordano Orsino contro gli assalli di Don Garzia. .D1-: GnEaon1 GrnvANNI. Capitano e ingegnere perngino, più noto col soprannome dello Zitolo, mniù Padova nella seconda metà del· secolo xv, e vi fece prec;same·nte il bastione della Galla fur1ri porla Coalnnga, dove per l'appunto ebbe rotta una gamba dall'artiglierie imperiali dell'a:;sedio, come dice il Maggi. Il quale a pag. •I 07 lo chiama anco Giorgio Zaccagnini, come · 10 chiamano il Pellini e il Crispolli. Metlesimamenle il Piatti nella V-ila clel G-iacomùìi rammenta lo Zitolo da Perugia, capo di un colonnello all'assedio di Pisa del 1508 sollo Vitelli.


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INGEGNERI IJ!LITARI

ITALIANI

Ei morl nel ,J 51 O all'assedio di Verona.

ingegnere ai lavori di fo rtificazione in Germania, e tradusse appunto in tede~co l'opera di Castriotlo, della fortificazioue della città, la quale versione fu pubblicata in Griessen. Ennm,1.co GUGLIELMO. Uno de' primi ingegneri militari, nativo di Genova il quale diresse l'assedio di Gerusalemme alla prima Crocia'ia, iosieme con Guascone da Ilari, nel 1090. E nel ,J 1 Oì viveva ancora. EnH G1AC0Mo. Ingegnere militare, cui lo Zani dà l'epiteto di celeberrimo, nativo ò-i Cremona, morto nel ,16 32. V. MALEnl!A. EscH1NAno1 FnANCr::sco. Cotesto gesuita volle anche pubblicare un'opera di arcbitellura militare sollo il pseudonimo di Costanzo An{ichevoli. Esn:;,IANI. Ingegnere del secolo XVI, andato a fortificare qualche ci ltà della Spagna.

L'Alessi lasciò_ elogio di un Giorgio De Gregari, saprannominato !o Zitolo. D1 MurEo Do~rnNrco. Intese alle fortificazioni delle due repubbliche di Venezia e di Firenze, e nel 1 409 soprastette alle opere di assedio nell'esercito del marc~ese Niccolò d'Este contro Ottobuono Terzi per impadronirsi di Reggio e della sua cittadella. Ma il Ilriano nella sua storia manoscritla, e il Frizzi nel voi. m, pag. 394- lo fanno mòrire ucciso cosll da una bombarda quando sappiamo dal Gaye, nel voi. 1, pagg. ~ 27 e 5 4,1, esse; morto in Pisa nel 1 466; salvocbè il Domenico da Firenze del Briani e del Frizzi non sia tnU'allro cbe Domenico di Matteo fiorentino. ·

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D1 PrnRo N1cco1ò. Sebbene fosse propriamente scultore, nativo di Arezzo, studiò in Firenze l'arcbitellura. Rovinando per un terremoto le mura di borgo San Sepolcro, fece con buon.giudizio, dice il Vasari, il disegno di qllella muraglia, che riuscl molto meglio e più forte. Condotlosi a Roma d'ordine di Boni~ facio IX, fortificò e diede miglior forma a Castel Sant'Angelo. Mori di a1ini 67 nel 1-117. Dmcc1010 FnANCEsco. Nato in Cremona, fu fortifìcalore dalla sua patria nel ,1654, dopo essere staio forse all'assedio della C~rnea all'_attacco di C_aodia nel ,164.8, dove fu fa tto prigiomero 1altro rngcgnere D1 Vuert, cui i Turc!Ji tagliaTon la testa. Dul'LE3s1s AnuNzro. Comecchè nativo_francese, noto io credo per essere stato alla (!ifesa di Candia del ,164-8, fu 'irattenut; agli stipendi C:el duca di Mantova, e chiamalo a ridurre alla foggia _mo,derna . le fortificazioni di Guastalla, cominciate appunto 11 d1 13 d1 marzo 1685, e terminate con settè baluardi e mezzelun_e. La quale opera fu demolita dagli Spagnuoli nel ;J 689, ma nondimeno nel 1693 vi si pose mano da capo.

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Enou GrnvAN' F1LirPo. Nel 1620 troviamo adoperarsi cotesto

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FALCO (de) Grn110 CESAIIE. V. DE FALCO. Ma sappiamo anche che un Cristoforo Falco fu prigioniero nell'assedio di l\fodùebu r·go nel 1 552. FAsu10. Colonnello ingegnere napolttàno, il quale nel 17 t;2, sulla relazione fattane dall'ingegnere Pietro Barde!, ristaurò il fortino di Viglien;, innalzalo nel ,1 707, e quelli -di Revigliano e Castellamare poco dopo. FEnr::ucoNI BAnTOLOltIEo. Ingegnere carpigiano del 1518. Vi furon bravi architetti carpigiani col nome di Federzoni. FEuRAMOLLINO. Ingegnere militare italiano di gran riputazione in Ispagna, il quale verso il 1530 fortificò Messina col Maurolico, e nel 1535 disegnò il castello della Goletta di Tunisi, lavorando contemporaneamente Benedetto da Ravenna in Bona, ed il Libranno in Bugia, se pure il Ferramollioo non si chiamasse Benedetto e non fosse egli medesimo di Ravenna; perocchè nell'opera spagnuola pubblicata in Madrid nel 184-6 su gl'ingegneri, dicesi che il Ferramollino, insieme cogl'ingegneri Bernardino di Mendoza e Alvaro Gomez e\ Zagal, lav.orò a mi1

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160 I:;GEGNERI MILITARI gEorar le fortificazioni di Bona verso il 1531::i. Certo è che Benedetto fu ch.iamato da Milano in Siviglia, e morì cieco in Perpignano nel 1 551. FERRAR! DJON1G10. Nativo di Vigevano, fu ingegnere della repubblica cli Venezia e poi di Filippo II, secondo ho -raccolto dal Casalìs. FERRETTO GrnsEPPE. Uffiziale inge·gnere della repubblica di Genova, si fece bene conoscere nell'anno 1760 per le fortificazioni di Sélnla 1Hargherita insieme'coll'altro ingegnere Ronco. E negli archivi del gorerno è una sua Relazione intorno alla difesa maritti111c1 di Genova da lui scri tta nel •1 779; e pare che fosse staia cotesta una tesi generale, poichè leggiamo le altre Relazioni de'capitani Girolamo Gustavo e Antonio Ronco. FERRARA GASPAI\E. Nc1livo di Capua, capitan(; e architetto militare di grillo, cbe lo Zani chiama malamente Ferrata fiorente nel 1 ,i.96. ' FERREr'n FnANCEsco. Nativo di Ancona, discepolo del celebre matemalico Comandi uo urbinate, capitano e arcbitello militare, divenne eccel lente nellà talli ca e ingegneria mìlilare s~tlo Carlo V nel 1547, la~ciando parecchie opere; in una delle quali, stampala nel 1568, Dell'osserva,nza militare, fa molli elogi di un suo compagno d'arm i, Amico ~forinozzi di Ancona, espertissimo capitano; e nell'altra: De'çlij1orli noUur:ni, ci la un Barlol'Dlneo Buònamoni, eccellente matematico e coslrullore di carte geografìcbe. FmmELLt G1ov..1.NN1 FRANCtsco. Nativo . di Firenze,. diedesi alla scienza dell' ingegnere , sicc.:i1è n<:'gli anni •1604, 1600 e 1612 pubulieò tre opere ·di forlifìcazione e di milizia, mentre ' era divenuto fratello delle scuole pie in Roma. Perocchè e0 li narrtl essere staio a Mal ia nell'anno 1565 all'assedio contro il Turco, poi ingegnere per molti mmi del duca Alessandro Farnese, presso il quale fu .all'assedio di Maestricco uel 1579 insieme coll'ardito giovane Vincenzo Macchiavelli, dal ·cui valore

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J'fALIANI

dipese la presa per assalto della fortezza. E pare che· n.el 1 ~9~ ei fosse di ritorno, avendo esaminato il porto e le forl1ficaz10111 di Geirova, dicendo queste, ora pili che mai, memorabili parole nel suo Principe difeso, pag. 106, pubblicato in Roma nel 160.i; Se Genova fosse alla Spezia starebbe mollo meglio, percliè avrebb~ il porto ma,qgiore naturale e meglio guardalo, e benchè i Genovesi sienò ricchissimi, nondimeno sarebbono mo/Jo più. E auche in Roma pose a st..101pa, ranno dopo1 la Riga

matematica. Ancl~e Pier Maria Fiammelli, fratello di Giovan Francesco, fu egregio matematico.

Celebre arcbiietto fiorentino del secolo xv, il crualé fu l'autore del grande ospedale di Milan.o, ere~to tlal duca Francesco Sforza nell'anno 1 t57. li Vnsan ne thscorre nel vol. rn (edizione Lemonnier), attribnq_ndogli il l~voro della porla di bronzo ùt S. Pietro, con Simone fratello d1 Donatello nel 14•3·1 . e la chiesa maggiore di Bergamo. Abbian;o di lui un'opera a penua dettala nell' unno ·1l6t e F ILARETE ANTONIO.

dedicala a Pi'er De'Medici. . . E morì in Roma di anni 5i. H suo•cognomc fu AverlrnD o AvenJlino; e il soprannome, o meglio il titolo di Filarete è dal greco, amatore delle virtù. . ri L1rP1N1 Prnrno r\NTONto e G10VANNI. Architetti veneti sul principio del secolo passato, i quali lasciarono anco scritture di fo rtificazione , serbate nelìa Marciana. FiLorns10 C0LA. Nato in Amatrice ne! regno di Napoli, sullo scorcio del secolo xv; fu eccellente archi letto civi\e e pittore, come provano il palazzo del governo e il duomo di•Ascoli .eretto nel 1520, il duomo di Atri , il ternµio di San Hernar<lmo_ 11 L Aquila; ·e come architetto mi litare fece il disegno delle fortilìeazioni di Accumoli nel ·I 550 per ordine de' signori del luogo, Vitelli ed Orsini . i

F 10RA.VANl'1 }).RIS'rOTlLE.

ANNO IV . Voi Il._:_ 1L

li suo vei.·o

11on'C '

era A . ristolile AI-


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INGEGNERI MILITARI

berli, ma fu pbiamato Ridolfo l<'ioravanti, dello anche Aristotilc. Da un decreto del comune di Bologna ricaviamo che cotesto ingegnere, già noto pel trasporto marnviglioso della torre della Magio:,e, nel!'anno 1455, andò ai servigi del re d'Un.o-beria rifece i porti sul Danubio, .e tante altre cose operò che ~u di~ chiarato cavaliere con privilegio di batter moneta col proprio nome. Il Ruscelli, a pag. 57, riporta un capitolo intitolato: Jlfedicamenti che ha usalo l'eccellente doltol'e dell'arti e mediciiw Jlf. Leonardi Fioravanti, Ùl diversi eserciti ~-) da terra come d~ mare e specialmente ùi Africa. · ' E d!ce ancora che lw mandato in luce cinque libri, nei .quaH ha scri!to t1_wlte nuove ùwenzioni cosl in medicina e cltirw·gia, come gnclle in diverse altre professioni e massime cose appartenenti alla milizia. FrnnENTINO. Ingegnere anonimo, ma nativo di Firenze, il quale nel 1625 era ai servigi' del duca di Mirandola, siccome narra lo Spacciai nrlla sua cronaca. F1onENTINO FnANGEsco. Ingegnere del duca di Modena, insit;o a che non gli fu sostituito nel 1 (H 9 Antonio Vacca. FtnicNzE (D,1.) Do~rnN1co. Sappiamo dal Gage, vol. 1, i 27 e , 54-1, che cotesto ingegnere fiorentino, nell'esercito del marchese Nicolò d'Este, morì all'assedio della cilladella di Reg.o-io 0 per colpo di bombarda. ' FumND CuuDro. Sebbene roiestiere e molto giovine fu nel 1500 ingegnere del duca di Savoia, com'egli medesimo narra nella sua opera La guide des fortifìcat1·ons, ripubblicata nell'ànno 161,1 ; pag. 116. E leggesi appunto com'egli avesse diseonato il .fol'te_ di S. ?aterina per impedire il passo delle Alpt agli Sv1zzcn. Fall0s1 un nome, fu chiamato a ingegnere dal duca di Vitlemberga, al quale dedicò la suddetta opera e le altre due sulle matematiche e sull'agrimensura. FLORIANJ PoMPEO ,: PIETRO. Il padre nacque verso la metà del

l T -~LIA Nl

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~eco\o xvI, -e si rese illustre per le molle cognizioni matematiche e· per la scienza militare , pubblicando in Macerata, sua r~alria, nel 1576, un Discorso della golella e {ol'W di Tunisi, ed un altro intorno all'isola di Jfalta., e lasciando ur. codice nella Vaticana intorno al modo d'impedire al Turco di venire in Italia. Inventò anco una barca scomponibile in Ire parti, ciascuna dt~lle quali tHl'le,•a far come carro in guerra, e si troYÒ a 2'.2 im~rese militari in Francia, iD Germania e iu Africa, combattendo per ul timo alle Curzo\ari nel 1571. Morì di 55 anni, nel 1600. 11 figliuolo Pietro Paolo, discepolo di Alessandro Pallavicino, rimasto orfano a 15 anni, andò nel 1618 a rivedere la forlC7.Zil di Tenez in Africa; poi sostenne gli assedii di Posen e Vienna, alle cui fortificazioni ed a quelle di Salisburgo a·veva lavorato nel 16'.20, e mosse all'assallo di Pisck in Boemia. GHerreggiò in Va.Jtellina e andò a rirortificare Vercelli, siccome egli medesimo narra nella sua opera a pag. 2 ·1 5, dopo che fu espugnata. E condu~se sì bene cota\ lavoro, che il duca di Savoia non lo foce smuovere per molti anni. Acquistò da ultimo grandissima f.ama per le fort ificazioni di Malta, che forono app.unto chiamate le Floriane, mandato,·i dal papa Urbano VIII, i.I quale ù spedì poi il Maculano. Tornato in patria nel -1626, fu l'anno dopo posto al comando di Castel Sant'Angelo. Nel 1630 P~~blicò l'opera Difesa ed offesa delle piazze. E nel ·I 638 morr lll Ferrara di 51 anno. Nel palazzo del municipio cl.i Maceralé,\ vedesi il ritratto del Floriani con un foglio spiegato in-oanzi, ove sta la fortezza di S. Germano in Piemonte. E ne,Jla biblioteca della università di Toriuo si lla un codicetto di lui: Discorso per {urt,ficare fortezze. Fowm (De) GwsErPE. V. LoMBARDI. FoLLJEno GmoLAMO. Discepolo in roa.tematiclle del padre Sta· .sefra, ingegnere napoletano, lavor,Ò aHe fortificazioni della città marittima di Castellamare verso il 16 aO. l!'oNDA Ginouì\10. Professore di arcliitcttura civile e militare


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lNGEGNE-RI MILI TAR!

Ml collegio

Nazareno di Ilo ma, ne pubbi icò gli Elementi nel 1764-, in due volumi. Era egli nativo di Pirano. FoNrANA EnAs;,10. Arc;bitello mili lare, Lisciò una Raccolta di molle cose di guerra, codice cartaceo elci secolo xvi, serbato negli archivi dei Cicagna in Venezia, con la dedica a Carlo duca cli Nemors e di Gienovis, in data di Piacenza ~O di novembre 1589. FoNTANA DonrnN1co. Architetto notissimo pel palazzo reale di Napoli; fu pure chiamalo in Gcmova ud esser consultalo in ispezialità su le opere di fortrncaz ione dell'ultima cinta,. in quel secolo xv1.1; così venendo assicurato dalle diligenti ricerche cli Giambattista Ccvasco nel suo pregcvol libro della statistica di Genova. · FORTINI DAVIDE. Nell'anno 1535, durando. sempre la diffidenza contro il popolo, era mandato cotesto ingegnere a compiere il bastione di S. Giusto in Prato, ed a ristaurare gli altri sei: S. 1'rinita, S. IIcwg!wrila, S. Chiara, e quelli delle Forche, del Gùideo, e del Bacchile. · FnANCEscm FnANCEsco. Ingegnere militare anconitano, coetaneo e collegato cli Pietro Paolo Floriani, vien rammentatodallo Zani nel tomo 2°, pa1·Le 1", png. 135, cliceJJdo che dava l'opera sua verso il ,1635. -

165 Fucc10. Nel 1220 , - insieme con Nicolò Pisano, andò anche quest'altro urcbitetto toscano, nativo cli Firenze, a compiere il castel Cnpuano, cominciato nel ,f , 5l dnll'architetto Buono. Ed. era ancora vivente nel 1229, secondo leg'giamo nello Zani. FUSTI ll.'COPO. V. CASTlìlOTTO, ITALlAITT

GABlllllLB ÙNOl!'RIO. Verso la metà elci secolo xvn cotesto ingegnere messinese forLilìcò in pntria il bastione S. Giacomo, dello Porla -Reale, il primo espugnato ne' moti messinesi del ,1 8 ii-8. GAnIH. Lavorò alle mura merlate di Firenze ne! secolo xiv. GALE:mo ViscoNTI. Lo Znni !o riporta come architetlore, padre di Giovanni Galeazzo. GALEOTA GmoLAMO. Nel 1 480 vien rammentato cotesto noslrfl

FnAricm Encorn Do11rnN1co. Nativo· di Bologna nel secolo xvm coltivò le arti arcbilcttoniche o fortificatorie; sicchè rimase un~ scrillo a penna serbato nella Estense, intitolato: Primizie de!l'arckitettiwa militare.

ingegnere italiano. . . . E nella libreria pubblica di Napoli· si ha un Trattalo eh fortificazione cli Mario Galeata, dettato verso il '1570. GAL1Lm GALtLJ.W. Nato in Pisa il 15 di febbraio I 57 4·, scrisse ancbe un lratiato <li fortificazione, che l'imase inedito insino al 1 s,18, quando lo pubblicò il Venturi in Modena. E contiene più specialmente la porte della difesa, di cui si ha un codice compendiato nell'Ambrosiana. G,1.1.LACC1N1 TEOFILO. Nato in Sienn fra il 1 565 e il ,157,1, e • morto fra il ,1641 e il ,16 V : 1. Nella Sanese sono due codici (S: 1v. 1. - L. 1v. '12) intorno a fortifica7,ione e prospettiva militare. GALLET'l'I !GNAZLO. Nell'anno 179 3 notiamo in Torino questo

FnANGIPANr. Nel ,f 586 ebbe nome cotesto architetto militare. .MOD&NA. V. SEGHJZZI. FRATINO, FHATTJNOo FnATTINI GIORGIO. V. PALCAR!. FnEZZA.- Ingegnere il quale forlificò alcune città nel 1760. Lo Zani parla de'due napolitani Orazio Frezza e Isidoro Frezza sul cominciare del secolo.. XVII. Fu anco scrittore militare Fabio Frezza, duca di Castro, nipote di Marino.

architetto. GALLI GiusEPPB e ANTONIO. F1;alelli, na tivi di Parma, ingegneri; nato il primo nel 1 696 e iÌ secondo nel 1706. Vi fu un architetto Galli piemontese. GALLINO. Ingegnere che opcrèJ nel ,1676 . GALVANI GALVANO. Nativo di Orciano, pubblicò nel 1580 in Urbino l'cpera inlit0lala: Il Castellano.

F11ATE DA

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ITALIA:;'[

ll\"GEGNF.lll MILITARI

GAnrN1 (D1,;') G.rnJNo. Soprastante alle fortificazioni di ]\fon..; <lovì nel 1573. · GAnoNE. Nel regolainento o nuova costituzione del consio-ti~ delle artiglierie, fabbriche e fortilìcazioni del 17,f 1 eran; ;1 Berlola come primo ingegnere, ed il capitano Garone. ' GENES1N1 GIOVAN MAnco. Famiglia di artisti di Leuclinara nel l\foden_ese, fu poscia dPnominata DE'CANoz11, e da Lorenzo nac·qu e nel secolo xv cotesto Gian Marco, del quale parla con lode i1Jfìnita Loca Pacioli net!'opera De divina pmportùme, dicendolo anche autore della fortezza della Mirandola, con1inciala a dì ·22 settembre 1499, opern sommamente ammirata, distrutta da un folmine nel 17·14, descritta da Pellegrino Papotti nel 18·52. Gr.NGA GrnoL.rno. Naia in Urbino nel ,J t76, maestro e suocero del San Marino; a 15 anni fu a scuola del Signorelli. Seguilò il duca d'Urbino negli esili i, e tornati insieme verso il 15·1 5, lavorò ad alcune torri ciel palozzo Vecchio nel monte tmperi_al~ sopra Pesaro, atle cui fortificazioni fu anch'egli chiamato u~s1eme oon Francesco da Viterbo. Restaurò qu indi la rocca d1 Gradara e cli Castel Durante. · Morì a dì H lugli() 1551, ed ba sepoltura nel vescovado innanzi alla cappella cli S. Martino. ' Gll~GA. B.1nroL.onrno·, BALDASSARRE e S11110NE. Figliuoli i primi due d1 Girolamo, e nato da Bartolommeo l'altro furon tutti bra~i _u_ell'i'.1g1)gneria militare. li maggiore nacqu~ i'n Cesena _ nell esilio I anno 15 ·1 8, e non ostante cbe fosse inv itato da Stefar~o Colonna a rimanere col cognato in Firenze, Yolle seguitare 1_1 suo duca, il quale, fatto generale della repubblica di Venezia, lo menò seco a rivede!'e tutte le fortezze yenete lavorando in gioiti luoghi, massime alla porla di San Feli;e di Verona. e a. borgo San Sepolcro. Creato papa Giulio JII, e H duca d1 Urbino capilan generale di Santa CIJ.iesa, fece a Roma alcuni disegni per fortificare Borgo. E a dì 20 gennaio ·1 558 parti coll\dtro fratello per fortificare Malta; dove morì nella state. 1

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Simone poi fu in Russia nel 1 58 I a munire varii luoghi su la Ovina. EUGENIO e M.rnlNO. Quegli fu capitano e ingegnere della repubblica di Venezia, e questi pubblicò nel 1626 oltre Il perfello bombardiera, un Breve discorso in dialogo ,opra le fortezze, dove appunto il Marino parla con molta lode di Fe-òerigo Montecuccoli , il quale sa benissimo disegnare le fortezze di sua propria mano, situarle, difenderle, e nei bisogni espu- · gnarlé, gove.ruat.ore in Bergamo, Asola, Orcinovi. Gmm:rm BONiCConso. Dal celebre Lorenzo nacque Vitlorio, e da Vittorio Bonaccorso Ghiberli in Firenze yerso il 1 t65. E sebbene non si sapessero sue opere di fortificazione, pure il suo codice nella Maglia,becbiana contiene insegnamenti circa l'archilettura militare, e varii disegni di macchine militari antiche, e delle artiglierie, cioè bombarde, mortai, passavolanti, colubrine e arcbibusi. li Promis cila (pag. 37 de'Prolegorneniall'arcltiletl-ura, di Francesco !\fortini di Giorgio) un manoscrillo: Storia dell'architettura militare. Gmstrn1u FEDERICO. Ingegnere lombardo, forse brescian,o, e da alcuni tenuto di Alessandria , nato ne\L1 prima melà del secolo xvi. Fece le guerre di Valacbia, di Grecia e di Baviera, e diresse gli approcci all'assedio di Canissa. Fu maeslru di campo nell'esercito spagnuolo in P iemonte; e nel ,16 ,18, già avanti con ·gli anni, scrisse i suoi Discorsi militari dedicali a Carlo Emanuele, dal quale era gia stato assunio al posto di colonnell~ e consiuliere di t,rruerra. Ricaviamo dalla sua opera cbe in Terni o ' . e()'li a;esse fallo fabbricare canne di arcllibugio lunghe 3·1 oncia b7-esciana, da venti a ventun' oncia cli peso, c'ln le qL1ali da p:unto in bianco si lira k00 passi. In Torino si hanno ciel Ghislicri un Parere su.lla espitgna:.ione della Roccella ef un Trattato sulle batterie del difensore ohe non può controbattere quelle dell'espugnato.re, riposti ueUa biblioteca dell'Uni ve-rsità insieme GENTILINI


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lè\GF.Gi\'B lU

MILl1.'ARI

con un Discorso sulla fortificazione; o un discorso se {a cittù debba fortificarsi e vel'so qual verito allargarsi, e se la /orti/icazione debba insino al Po arrivare, in data di Torino 22 gcn1~aio 1619, negli archivi del regno ( G, v1: 27 ). In 'Pavfo ' ora nn collegio Gbislieri.Ei si dice amico del Teti che conobbe in Monaco di Baviera. GJAt\11JF.LL1 F1m1m1ao. Ingegnere mantovano del secolo xvi; andò d'Italia in Ispagna pPr oITrire i suoi servigi a Filippo II; ma, ricevuto malamente da quei cortigiani, parll ~•ia sdegnoso, e invece fu mandato da Elisabe!la al soccorso di Anversa nel 1585, a%ediata da AJl)ssandro Farnese. Per la quale difesa ei eostrnì quelle macch ine di guerra conosciute di poi col nome tli barche da fìwco o macchine i'nfernali, le quali distrussero la famosa diga che chiudeva sulla Sc!Jelda l'enlrata de'viveri edelle munizion i. E cotesta macchina fu descrilla ampiamente dallo Slrada nel libro n, pag. 368, e meglio anche nella Enciclopedia, oltre ad una ' Relazione· sincrona lasciata dal capitano Tucci. Gr,rn.ll.1rnn G1ULIANO e ANTONIO. Figliuoli di Francesco Giamberti, poscia soprannominati San Gallo, il- maggiore nacque nd i ,i 43. Fortificò la Castellina, ove si aecampò il duca di Cahlbria, e forse rizzò il Marzocco di livùrno nel 14-58. Poi nel 1480 il castellano d'Ostìa, Giuliano della Rovere, il qllale fn c~l tempo papa Giulio II, lo chiamò colà dove stelle due anni per acconciare e me!ler in buon ordine quella fortezza, che poi ne'l 1537 fu rifalla da Stefano Comaco Amerino a spese di Paolo III. , . ~ il medesimo Giulio affidò il disegno delle opere forti d~ ~1v1tavecchia a Michelangelo e l'esecuzione a Giuliano, comccli& 11 Manzi le dica del Bramante. · Antonio fu adoperalo a fondare o rifondare, con le difese a uso di castello, la mole d'Adriano, oggi de Ha Castel Sant'Angelo; facendo i torrioni da basso, i foss i e le altre foi:tifi.-

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éazioni. Dalla quale opC'l'a trasse tanta riputazione, che il ~la~a e il dtica Va\c11lin o suo figliuolo gli commisero la rocca eh Ctvitacastellana di figura pentagonale. . Ma_ volle poi tornare in patria, quanùo intese prigion iero dc, Pigani il fratello Giuliano, cbe vi stt•Ue sei mesi, e.nel suo passaggio disegnò al suddetto duca la rocca di Montefiascone, oggi demolita. Giunio in Firenze rovinata la fortezza vecchia di Arezzo, fece ' nell'ottobre del ·1 502, che compl, un aI tro il modello della nuova maestro, Anionio da Grieve. Allora Antonio divenne architetto clel comune di Firenze sopra ogni fortificazione. . E tulti e due i fratelli l'uron mandati al campo fìorentrno avanti Pisa, caduta la quale, Giuliano, con celerità stra,ird iuaria, aiulato anche dai consigli del Machiavelli , f,1bbricò la fortezza fi:a il ,1 509 e il 1512, i usi eme con la porla al pon le della Spina. E nel •15,11, dice il Vasari, seguitò il papa alla Mi randolà, e, quella presa, avendo molti disagi o ~ut.i_cbe ~opporta~e: se ne tornò oon la corte a Roma. Ma gli Annolalon fi or0.nl1n1 (v 11 , 22) dimostrnno elle Giuliano non poteva _a1~r)Unto esser presente a\l'ass~dio e all'espugnazione di quell_a c1t:à. . ,:" E dopo e8ser stato 1n Roma per la fa~bnca d1 San P1elro, , . ,111 1u1 V '] ano, Napol'1 , To,cana aùoperr1to per forti·r·1caz1on1 .. , , e_. nonrn. , siccome ripcle 11 D'Agincourt alYol. 5, p<1g. 259,. mon lll patria di 7 4 anni nel ,1547. . _ Seguilò a vivere e a lavorare Antonio; nel 1515 fece il di~ seO'no delle fortificazioni di Civitavecchia, npprovate da Leone~ nell'ollobrc; disegnò ed innalzò le fortezze di Livorno e eh PeruO'ia costruì le fortifìenz ioni di Poggio imperiale presso o ' O'a'b , · di Bor,.,o San Sc1)olcro, di Parma e p·. 1acenza neI P0 00 1 011S1, b • , . · j' 1 526 per Clemcnle VII; fece u1ùliscgno delle for_ldicazioni e'. Modena, offcl'lo con altri disegni al granduca Frnncesc~ di Toscana da Antonio Picconi da San Gallo; e sì adopel'Ò ciltadineseamentc alla difesa di Firenze del ,1530, dov'ebbe com-


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INGEGNERI MILHARI

pagno il nipote Francesco. Morì nel 1534, e secondo alcuni allri nel 1540. Ne parlarono con molta lode Francesco Mari;::, della Rovere ne' suoi Discorsi; il Marchi al libro r, capo 3~; il Vasari (edizione <li Lemonnier, tomo x, pag. 6) e il Della Valle, tomo w, pag. 177, e anco il Marini ne' Commenti-al Jlarchi. GmmERTJ GIOVANNI FRANcesco. Figliuolo di Giuliano, nel 1 5'28 fu chiamato a rassettare le fortezze di Verazzano e Livorno, e, succedendo all'altro ingegnere Baccio Bigio, - fece la rocca di Cortona. GJANOLA. Ingegnere aiuto del Beretta nel 1 (i9 ·1. GIORGIO (01) FnANCESCO. V. MARTIN!. GIOrro DA BoND@Ni.. 'Disegnò l'Augusta di Lucca per comando di Castruccio Castracane, come dicotrn il Vasari e il Baldiuucci. GIOVACClilNO DA CONI.I.NO. V. DA CONIANO. GIOVANNI DA VIGONO. Ingegnere militare vivente nel 1406, di cui parla il Gaye a pag. 85. GioVANNI (Di) G1onc10. V. Dr GIOVANNI. GIOVANNI PISANO. V. PISANO. GmoL.rno D.l T1rnv1G1. V. PENNACCHI. GIULIANO DA MMANO. Sebbene questo artefice fiorent ino del secolo xv fosse più scultore che architetto, pure noi dobbiamo ra'mmentarlo per aver .lavorato cli molto nel castello Nuovo di Napoli, e più particolarmente alla porta, oggi interna, che è un arco trionfale ;nnalzato allora a re Alfonso d'Aragona (Vedi la . mia Napoli mi'.lùare, pag. 2'.25). l<'ecc anco la porta Capuana, una delle entrate in città,sulle antiche mu,ra, ricca di trofei militari. Onorato sempre da quella Corte, nwrì in Napoli di 70 anni, lasciando anco famoso il nipote Benedetto da l\faiano, concorrente iu giovinezza Gol Modannio da Modena. G1s0Ln ON0Fn10 ANTONIO. ,Vivra nel 1650, e di lui si banno molti disegni delle fortezze di Napoli serbati nell'Ambrosiana. GIUNTI o GIUNTALODI o D1 G1uNTA Do~rni\'rco. Nato verso il 1

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4 5,12 in Prnto, chiamato dal Vasari il Giuntalocchio nella vita del Soggi, di cu i fu di3cepolo in pittura, venne adoperato da Ferrante Gonzaga, vicerè di Sicilia, in materia di fortificazione, verso il ·I 541 , e for:;e fu l'arclri tctlo del forte Gonzaga, vìcerè in M?ssina. Passò quindi col medesi mo principe in Lombardia nel 154-6, e nel ,15,i.9 fortificò e ampliò Guastalla. Morto il Ferrante, la moglie Isabella di Capua, madre ciel nuovo principe di ~Iolfe_lta e duca di Ariano, lo condusse in Napoli nel 1557, · e dopo avergli folto innalzare un palazzo a Cbiaia, lo mandò a fortificare le sue ten e nel 4 tS59. Finalmente rimpatriato nel 1560 per compiere il ricinto di Guastalla, morì ai 28 d'ottobre di quell'anno, e fu seppellito in S. Francesco di Mantova. Grnim.rnLLA FnANCEsco. Sol cominciare della seconda metà ùel secolo xvi va a ricingere Cnslrin, cui già aveva dato mano Rocco Gucrrini di Man:adi. GrnsTJNIANO ANTONIO. Nell'opera su le fortificazioni di Gennaro d'Afilitto troviamo a pag. 268 rammentalo cotesto ingegnc1;e militare-del 1605. (:oNZAGA VllSPASIANO. Figliuolo di Luigi, signore di Castelgoffred o e zio del lodato' Ferranìe, prfocipe di Molretta, parente del duca di Culabria, fu uno degl'ingegneri italiani che più sì distinsero a Spagna uel secolo xv1. Ncl!'archi\'ÌO generale di Venezia si ba un Ricordo di Lu igi Gonzaga, del gMDaio ,151-5, su le fortificazioni di Vicenza, Peschiera, Asola. GoNzAGA CAmL1.o. Grncrale di artiglieria a'scrvigi della repubblica l'eneta; nell'anno 1645 innalzò la fortezza di San Dimitri, all' intorno cli Candia, smantellandone il borgo. La qllale fortezza, secondo dice il Valiero nella Storia della guerra di Candia, pag. H): (< non cede cerio a <1ua!sisia più munita di Fiandra ». Andò via nel '1647 per gelosie,-ma fu poscia pregato .aritornare, e mori combattendo per la patria sua dopo il 1679.


] '72 INGEGN&R! MILITART GnrnPINI G1ur.10 CESARE. Nato in Torino nel 1 MO, se1:v\ con onore tra i bombardieri all'assedio di Pinerolo. Ma cli poi dìeclqsi all'arch itettura civile e militare e fu adoperato in qualche lavoro. · Mori ai 25 di gennaio ·I 732, cd è sepolto nella chiesa di San Dalmazzo. Gnn1FONI G1AN MATTEO. Nelle int!efesse nostre ricerche, trovammo citato quest\1ltro ingegnere mili tare. GROTTA P. GIOVANNI. Capitano ingegnere, ei · fece nell'anno 1660 11 disegno della rocca e castello cli Canneto. · . Gn.oMo GrovANNI ANDREA. Nell'archivio generale di Venézia r inveuimmo nna sua lettera a Giacomo Contarini, in data del 156:2 col titolo poi: e< Orclrne universale della mi lizia fl'i.lncese » . Il Grnmo intanto è rammentato come un i11geguere militare di cni sieno ignoti i lavori e andarnno smarrite le opere di architettura mil itare. · Gu,uuN1 Gu,1_n1No C,rn,r:r.o. Nato nel 162.4 in Modena, entrò fr,i i Teatin i ; e do.po esser slato in Mcssintt a dettar filosofia o belle lettere, si appl icò all'architettura e alle malemat.iche. Vennto di corto in Torino da P,\r igi, il duca lo creò sno ingegnere nel 1668 e aucbc professore di matematiche. Coslrul la cappella del Sudario nella metropolitana, la cu i cupola è sì svella e ard ila; quindi la bella porta di Po, e la più sontuo~a di Vercelli, di cui paifo il Mi lizia, la chiesa di San Lorenzo, il collegio . ~!elle province, un tempo de'nobi li, e il palazzo Carignnno. Pubblicò nel 1167 l l'Euclide, e nel 11676 ded icò la sua opera di fnrliGcazione a Lodovico Giulio, caval iere cli Savoia, Dgliuolo del principe di So issons. 1l Wcids nella 'Biografia wniversale lo fo anche autore del disegno della citl:'ldella di Modena. Morl in ì\Iilano ad\ 6 cli marzo 1683, e lasciò inedita l'o pera sull'arcbitellura civile pubblicata nell'anno 1'137. GuAnNrnnr PAOLO Eù!ILIO. È per noi autore singolare e raro dellu Biblioyi:a(ta dell'architettura militare pubblicata in Milano

173 nell'anno 180 1. E nella biblioteca di S. A. R. il dllca di Genova ne abbiamo l'autografo con molte postille, cbc servì forse alla secondd ed izione, già pubblicata la prima nel •1 7fJ7. La qnale biblioteca del Guarnieri, siccome già pubblicai nel volume 3° di questa Rivistci militare, a pag. 90, è r,:a le opere più pregevoli. XT Ar.!AN!

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GuAsco CESARE. Nativo di Alessand ria, fo ch iamato nel 1556 a fortificare Ancona. Negli archivi nazionali di Torino si serba una lettera di un Antonio Gnasco del 153·1. E anco si conosce la vita dello alessandrino Annibale Guasca, morto colà il dì 4 febbraio I 6 19 vecchio cli molto. GuASCONF. DÀ D.rn1. Arcbilelto mililare dc'Crociati assedianti Ge~usalemme nel ·1 080, quando vi fu ancbe chiarissimo l'Embriaco da Genova. GGEnn1N1 (I). Dalle opere del Denina (Rivolu,z1:oni della Germania, tom. Iv, lib. XII,• cap. 12) tragghiamo q11a11lo il Gncrrini avesie lavorato fuori d'Italia, essenclo sue le fortezze di Spanrhrn e Custrino nel Drandeborgo, Vurzuborgo, in Franconia, Augustemborgo, in Sassonia, ed altre ancora. E il i\Jalte-Brun dice pit1 cclébre la città di Spandau per la sua fortezza quadrangolare, presa dai Francesi nel •1 406 che . per le sue manifatture di armi, i filatoi e le filande. E forse in Germania comp\ i suoi giorni. Il Vasari , toscano, non parla ponto del Guerrini, e noi abbiamo do,,uto durar fatica a raccogliere che Rocco Guerrini , dei conti di Linari, nacque in Marl'Udi nella prima metà del secolo xvr. Fatti i primi studi in Firenze, audato a mili tare in Ferrara sotto Alfonso e poi sollo l'impero di Cado, fece parie della spedizione di Tunisi e Algeri. Seguìla nel :25 di otlolm~ ·1 (>fj6 la rinunzia degli Stati a Pi- · lippo II, pare che il Guerrini IJassasse ai servirri o di li'rancia ) siccome dimostra un diploma di Cosimo I del 15 di maggio I 564. 1

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INGEGN'ERI MILITARI

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Dionisio diedesi pure all'arte militare, e in ispezialità allo studio del disegno e delle fortificazioni; talm~ntechè il Baldinurci nella Vita di Stefano Della Bella, lo dice soldato di gran valore e pratichissimo ù1 disegno, architettura militare e civile, tornato pure allora di Spagna, dove aveva lasciato gran nome e desùler-io di se stesso per le varie ragguardevoli cariche, }Jarlico[cu,men te d'aiuto del quartiermastro generale, ch'egli vi aveva con gran lode sostenv..te, ed in compagnia di Stefano trattenevasi per suo divertimento in disegnare belle invenzioni, pure ano/t'esso ù, sul gu,sto di.lui, fìnchè dal serenissimo granduca fit eletto suo quartiermastro generale, e poi maestro di campo del quarto di Prato. E ciò poco avanti il 1650. GumERTO (I quallrÒ). È famigl ia di Nizza quella de'Guiberto, e quasi tutti furon soldati o ingegneri militari. Apollonio Guibcrto fece il disegno e i suoi figliuoli Giovanni-Maurizio, o meglio Lodovico Maurizio, Giovanni Andrea, o meglio Tommaso, ed Onoralo lavorarono alle fortificazioni di Nizza dal ·I 677 al ,1699. E sappiamo che il maggiore de'tre fratelli rnorl il dì 6 gennaio

Ludovico Maurilio de Guibertis nobili niceno - Strenuo centurioni ingeniosissimoq: matliematico - Et bellicoru.m opcrum instru,ctori - Qui cum in insulis Cnta et ltlelita primum __:, Tum in Gallia Belgioque peritiae suae - In Clwistianissùni llegis obsequium - Documenta phirima J)raebuisset - A,c tandem penes principem suwm Sabaudiae ducem - Supremam arcl1Ùecto11i<"es praefeclttram - Pro meritis impelrassel - Praepopero fato raptus obiit sex/a januarii lJfDCLXXX VIII vixit a. XL YI, m. IV, d. XVI - T!wmas et Honoratus de Guibertis - Fratri optùno at. amantissimo maestissi'.me posu.ere. GurLLAMAT LUIGI. Ingegnere militare napolitano, il quale nel 174'2 lavorò al fronte di mare della fortezza di Gaeta, dove nel 1716 vi aveva lavorato il colonnello Montani ingegnere maggiore. Gu,scERANDI. Ingegnere il quale lavorò alle fortificazion i di Vercelli nel 161 ,i, insieme col Castellamonte, dopo cbe vi erano stati- gl'ingegneri Vittozzi e Cat'lo Vanello nel 161 O.

del 1688, dopo due anni ch'era entrato al servigio d'ingegnere

Is1srr1 G.JAr.oMo. Ingegnere ferrarese, il quale nel 1435 fu chiamato a sopraintendere a' rista uri della rocca di Saut'Ambrogio sul Panaro. lzzo GIOVANNI BATTISTA. Padre gesuila, dettò in latino l'opera di architettura militare, cbe aveva a servire pe'cavalieri del collegio reale Teresiano, la quale fu tradotta in francese da un altro gesui ta nel 1772.

militare, ed è sepolto nella chiesa ùi San Francesco di Paola in Torino, dove leggesi la iscrizione che rammenta il suo valore io Francia, nel Belgio, io Crela ed iu .Malta. Il secondo Giovanni Andrea fu ch iarnato_col neretta alle ampliazioni di Cuneo e di Nizza nel I 690, ed anche di Torino ucgli anni 1639 e 91, fatto primo ingegnere nel ,1693. E nell'anno 1700 mori in Torino il minore Je'fratelli , sepolto in Santa Maria degli Angeli. Pure un altro Guiberto, forse An tonio, vedia!}JO nel 1702 intendere alle fort ificazioni · del ricinto torinese, del quale lcggesi una Relazione su le fortificaz ioni <li Cremona del 1736 serbata negli archivi del regno in Torino. Il Casalis finalmente parla di un Aridrea Guiberto, il quale nel 162t pubblicò un'opera intitolata: Ftambeau mystique, e di 1.111 Giovanni Andrea, il quale si occupò del bl.asone universale.

JAcom MARIANO, Famoso ingegnere, cui si vuole da alcuni attribuire la invenzione delle mine, fu soprannominato il Taccola, e conosciuto anche come l'Archimede di Siena.

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LABBACO ANTONIO. Discepolo del San Gallo, lavorò col maestro e col Leno alle fortificazioni di Parma e Piacenza nel 1 526. Non è punto noverato dal Vasari, se non come ·incisore , in una nota.


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Il'ALIASl

11\"GEGNERT l!ILITARC

F1uNCEsco. Fioriva di certo nel 1 G3 ·I cotéstd ingegnere militare, nativo di Napoli, principe di Carpignano, cavaliere di Calatrava, del Consiglio regio, capitano de'cavalli della nuova milizia, e capitano a guerra delle p1·ovince di Principato, Citra e Basilicata. LANc1s1 ANTOi\: MATTEO. Nato in San Sepolcro in Toscana, studiò in Roma sotto il celebre matematico Vitale Giordano da Bitonto, e fu ingegnere nella fortezza di Ferrara, e capitano dei granatieri sotto Clemente Xl. Chiamato da Cosimo Ilf, fu capitano di cavalleria, e lasciò un saggio di fortifìcazionc militare, cioè !:>9 piante di fortezze, graziosamente colorate, che il figliuolo Annibale dedicò al granduca Pietro Leopoldo. L.rncr o LlNH D .\LDAss.urn. Natil•o di Urbino, andò col Paciotto a fortificar Malta, e r1uind i fu c:biamato da Cosimo nel 1560 per ridurre a miglior forma, doè pit1 acconcia a tenere in freno la cillà, -la fortezza di Siena, con quallro bastioni e due quar·licri; e nnclie por fortificare molte terre delle Maremme, e particolarmente Grosseto e la costa di Castiglione e di Livorno, un quattro miglia lungo il mare; cedendolo poi per alquanto tempo per recarsi in Malta, e con Laparnl\i e il Genga fortificarla. 11 Vasari accen11a a pag. 240, del \'Olume 15°, di Pompilio Lancia, figl iuolo di Baldassare, anche bru\'o architetto. LANTEnt JACOPO. Iu Paratico llP,l .Bresciano nacque il Lanteri, il quale fu operoso e dotto ingrgncre del secolo xn, ed rgli medesimo nell'opèra sua cle'Dialoglii sn le piante delle fortezze, pubblicata nel ·1i557, ov'è interlocutore Francesco Trevigi, iugegncre veronese, ci fa sapere essere stato alla difesa cli Civitella del Tronto, alle cui fortificazioni lavorò poi il lluontalenti, per ripn1·are forse i danni dell'a,sedio. Allora ei forse usò la l'orliCTcazione a orecchioni, i. quali f'urnn poi copiali dagl 'in~ grgncri forrstieri; e nel 15G3 inventò per l'appunto la lunella. E fìnalmenle nel 50 pubblicò i suoi l!uovi modi per fare lo fortificazioni di terra. LANARIO

E morl in Napoli , secondo dice il Ruscelli, e sul sepolcro ~ranvi le parole: numquam siste11da. Nell'archivio generale di Venezia abbiamo del Lanieri alcuni Ricordi per le milizie. L,w1 A:sro~w. Minacciata la repubblica di Siena di chiudere il sepolcro alla libertà d'Italia, cotesto ingegnere sienesc fu mnndato i11 Orbetello per continuare l'opera di Pi<•r Calanco, e .iggiungcn•i il cavaliere nella rocca. Nella Sanese (S. 11. ,i) trovasi il codice del Lari eletto il Tozzo da Siena: Lettore circa le fortificazioni, a Gio,·amii delle Dcsime. Ettore Homagnuoli, nella Diografia df'gli artisti san< si , inedita ne discorre ltmrramenle t"I • L1t>ARELL1 Fn.\NCF.Sco. Ingegnere cortoncse, nato il 5 aprilo f 52 1 eia Nicolò e da una Ridollìni anco di Cortona; cominciò dal continuare le fortificazioni della sua patria, cui aveva posto mano il celebre Gabrio Serbelloni nel 155t, poichè it duca Cosimo ne volle fare fortezza di frontiera contro la repubblica <li Siena. E Serbelloni, conosciutone il merito, lo fe'chiamare in Roma nel ·I 560 come capitano cli una banda di 200 uomini di guardia a Civitavecchia. Della quale fortificò anche le mura nel ,1;.i6 I , passando poi a dar anche l'opera sua alle fortificazioni del borgo e di castel Sant'Angclo, come consigliò lo stesso l\lic!Jelangelo. E nel 1565 Paolo lV lo mandb a Malta insieme con Bartolomeo Genga e llaldassare Lancia, urbinati, quando furono da Solilllano minacciati i ca,·nlicri gerosolimitani di essere mandati via dal!" isola. Colà l'eccellente Laparelli spinse avanti con immensa alacrità ed ing<'gno quei lavori , sollo il commissario delle opere frà Cesare Ro\'ero astigiano, cavaliere molto pratico cd espt'rimenlato. E dopo la risoluzione del 14 marzo ·I Ju6, ci fu c:hiamato a uiri3er la pianta della nuovn città, l,1 cci prima pietrn fu po~la il dì 28, e il cui nome fu quello di Yalfcllrt, dal nome dd gran maslro t1cn·o1·diuc, frà Giovanni ne la \'è.ri<'II<'. Ed allor,1 si chiamò Porta S. Gior910 la porta di meuo, alla c:ui f1 onte il Laparc!li disegnò i baluardi 1 -

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INGEG~ERI lllLITAlll

<li S. Pietro e Paolo, S. Giacomo, S. Giovanni e S. JJ/ichele, meritandone gli applausi dal Serbelloni, che v'era ritornato, e di Ch iappino Vitelli , non ostante le opposte sentenze di Ascanio Della Corni a e del Fratino, ingegncrc famosissimo. Falla la tregua, ne parlì nell'aprile del 1568; ma ,•olle anche andare a combaltere il Turco mosso contro i Veneziani a Cipro. E morì di peste in quelle acque, ai 26 ottobre 1570. LAV.rsS.\NJ. Fu professore di archilet.tura militare in Venezia nella seconda metà del secolo xv111, e credesi aver la.sciato qualcùe opera. Ma a me pare siasi forse ingannato il Cant/1, chiamandolo- Lavesaoi invece di Avesaoi, di cui toccammo a suo luogo. LEL'iO Grnu.1:-;o. Ingegnere romano, il quale fu c\Jiamato in l\lodcna eia Roma, dove intendeva alla fabb rica di S. Pietro, e giLrnse colà a dì 13 aprile •I 526 da Lombardia. Poi si unì con Guido Hangone per fo rtificare Modena appartenente a papa Clemente VII. Fu a considPrare il giro esteriore per avvisare il moclo di fortificarla, e accompagnalo ùa Giovan l<'ilippo Cavul-lerino commissario, sopra la forli fìcazionc, salì la torre maggiore per meglio studiare i luoghi. E pare che al tempo medesimo andasse a sollecitare le fortificazioni di Parma e Piacenza, altre. città della Chiesa, insieme con Pier Francesco da Viterbo, con Antonio La bacco, co' due piacentini Panclola -e Vitale, ed anche col celebre Michele Sammiclleli, come leggesi nelle Lettere pit• toriclie, pag. 378. E lavorò al ricinto di Rubiera pel duca di Ferrara, al quale ranno dopo, cioè nel 1 527, tornuva la signoria di Modena. li Leno fu da cupo in lloma, ma a dì 1 O cli giugno ·I 520 mosse nnovanwnle con Antonio <la San Gallo per visitare insil'rne le fortificuzioni di Parma e Piacenza. LEo,H1tDr GuN Guco:uo. Fu conosciuto col nome di conte di Monlelabate. nacque in Pesaro, cd ebbe grido per le sue opere Ji fortifìcazione, le quali citale dal Barbaro e dallo Zeno, furono

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in p~rle smarrite; ma molle sono di certo in patria, e un codice del 1551 per buona fortuna se ne conserva nell'accademia militaré di Torino. LEONCINI Fn.\NCF.sco. Ingegnere pistoiese, il cjuale per la guerra di Roma fece nuovi lavori di forlilìcazione a Pistoia. LEO:-iCINl G1csEPPE. Ingegnere fiorenti.no, vien rnmmentato nel secolo xvr; e nel 1854- il Ha violi pubblicò nppnnto un opuscolo sopra un manoscrill-0 del Leoncini, intitolato: 1'rallato delle fortificazioni. · LEorAnn1 Arxss.umno. lìu anche conosciuto o dal nome della sua ptltria Alessandro da Terni, o come Alessandro dal Cnvallo. Diede la sua opera alle fortificazioni di PadoYa nel •151 O, di Treviso nel 15 l 1 , e più tardi di Piaceuza nel ·I 548 insieme con Girolamo Genga. L'anno dopo, morto in Modena il Casanova, vi fu egli cbiam_ato con 20 -~cudi al mese e la spesa di 6 bocche ordinando la costruzione del baluardo di porta Bag' giovara. Passò quindi nel 1552 alla difesa di Siena con animo vera, mente italiano. E poichè era anco eccellente nell'arte della scoltura e del fondère, fu chiamato da Padova in Venezia a collocare e \('rminare il monumento del Colleoni, il cui cavallo, o·pera del Yarocchio, volc\'asi far credere del Leop,mli. 11 Campori so~petta che fosse Alessandro Tomasoni e non Leopardi, maestro di campo di Paolo lii e colonnello più volle di Ercole duca di Ferrara, su l'autorità del Sansovino. Lrnn \NNO. Uno dPgli ingegneri italiani ai scnigi della Spagnn, il qunle fortifìcò Bugia in Africa, e morl nel 155,i,. Lii'iG.INO CAr1u;-;o. Lo Lroviamu ricordato, st•nza ncs3una nota pari icolare. L1MTTE Luoov1co. Pubblicò in Roma nel •I 800 alcune ~lemoric fisiche milit;1ri su le artiglierie e sulla fuilificaùone rrgolan•.

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" 180 lNG I\G:-IERI MILI 'l' Afll LIGNANA. Nella noiversilà di Torino si serba un gran volume in- folio col titolo: Disegni relativi alle esercitazioni di arcl1itellura militare degl-i allievi della reale m:cademia, del cavaliere L(qnrma. E sebbenc \' Ì fossero indicale le pagine del lesto, forse anelò questo smarri lo.

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E _nella medesillla biblioteca trovasi {82, ccx cm) un .Trattato della gur,rra, di Giovann i di Ligni.lna, del qua le si ba nua lettr.ra autografa negli arch ivi ~cl regno, in <lata del -1552. Ed allra lellera si ha pure scrilla nel medesimo anno da Pietro Lignana. Lrn~s1tuNO LonE~zo. Ingegnere, il quale nel 1 53 -1 le\;Ò la pianta del castello di Casale, e fece molte ricognizi o:ii militari, siccome !eggesi nel cartrggio dt1gli artisti del Gayc. Lm FE01m1co. Ingegnere nativo di Urbino, il quale lavorò alle fortificazioni di Lucca ,·erso il ,f 626. E morì nel ,1630 , lasciando inedita un'opera intitolata Discorsi militari, nella biblioteca del conte Gi useppe Mamiani delli.l Rovere in Pesaro. L1v1ANO BrnroLommo. Na tivo di Alviano, castello di Toscana, da cui prese anco il nome' come StJCf'l'iero famoso, difese gliardamr.nte Bracciano dall'esercito di Alrssandro VI , essendo egli cognalo del celebre capitano Virginio 0rsini. E si rese ,,ieppiù cliiaro nella impresa di Napoli sollo Consalvo cli Cordova, quando per lui fecesi sicuro il passaggio del Garigliano e la conquista , sicchè n't>bbe iu dono la città di San Marco. Combalt è contro i Fioren tini in Campiglia, e co' Veneziani ruppe il Tedesco presso a Cadoro, lalmcn techè u't•bbe in premio Pordenone nel Friuli.

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Pngnò contro i FranQesi a Gbiaradadda, ove ferito, cadde prigioniero, e a lor favore in Ma rignano nel ,1512. Ma mentre ant.lava all a e,:pugnazione ùi Brescia, ammalalosi in Gbeda morì di nnni 60 nel 15 ·1p. '

. ln !reni~ fu pubblicato nr l ·1 858 l'Orrline e modo per fa (orti(ica:;wne dt Roveredo , per l'illustrissimo JJ(lr fo/ommeo d'Alviano, gubernator generale nell'anno 1 506, ove si di:noslra, non sola-

ITALUN!

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mente perito nella dottrina del fortificare, ma anche nelle praticbe del clisrgno; e vi 1,sserviamo già usato il vocabolo bastione, una delle invenzioni militari più controverse. La parola portello e portella è spesso ripetuta per pusl'ierla, piccola entrala della terra; ma il ricinto è munito di toni e non 'di bastioni, siccbè allora non rappresentava questa voce quello che oggi rappresenta. Ed una frase bellissima e nuova ci è sembrata: le scarpe perdano di sei wno, cioè 1/6 come oggi dicono gli autori di fortificazione. Poi scavando il fosso bulla egli la terra da una parte per formare il terrapieno, e dall'altra per ?lzare lo spalto sulla terra (àma, cui oggi diamo il nome cli piano della campagna. E quei vocaboli egli pun!o non usa ancora, venuti perciò pili tardi nel tesoro clell.l lingu-u: Nel ,1858 il Leoni ne pubblicò la vita. Lmrn,rnn1 ALESSANDRO. Pili nolo dalla sua patria, ei fu sempre chiamalo Alessandro da Terni, i\ quale, come ne assicura il Rusce\Ji (pag. 4-0), fu capitano e ingegnere della fortezza di Piac;enza insieme col Genga; anzi vi si trovò dentro, quando vi fu ucciso e buttalo giù dalla finestra il duca Pier luigi Farnese, a dì 1O di settembre ·151(.7. E morto il Casanova in Mo'clcna, le fortificaziÒni di quella citlà già cominciate, furono allogate a lui ne1' ,1549. Alcuni lo dicono nativo cli Parma , ma io credo lutti concordare che sia altro il Lombardi il quale e (leo-<,ion t,b comi11ciò a militare in Germania, da cui tornò in llalia siccome alfiere nel reggimento del conte Gaudenzio Madnmi all'assed io di Vercelli del 1619. E fu poi fra gli assedianti di lhislcben nel Maddeburgo l'i.lnno 1630 , e all'assalto di lLi litibona del •1634. Morì colonne ll o verso il 1 M6, quando fo appunto pubbl icata la sua opera di fo rtilicazione e messa a stampa da Giuseppe di f'oliali. sergente maggiore . Lo1mH BONA.turo. Nato in Firenze, va principalmente noYeralo fra gli saittori piL1 purgali di militare arcliilcllura; e fu r1in sue opere pregeyo]i i merli di Zara e il castello di llre:scia. E 1


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nel 15'72 aveva già speso quarant'anni in Francia e in Fiandra es~endosi poscia ridollo in Venezia dove del continuo /io /atto fa/ bricar fortezze, com'egli narra nella sua opera, pregevolissima a.neo per la buona lingua: Delle fortificazioni, la cui' prima cdizione apparve nel ,i- 5W2, e dopo cinque anni la seconda. E ci piace qui riportare il giudizio del Colombo: « Non ado» perarono gli accademici della Crnsca nè pur vcrun trattato » di fortificazione !!Cl compi·l~re il !oro vocabolario ; questo per '' avventura non sarebbe stato ùisacconcio all'uopo loro )) . LUCIOLI GIOVAN IlATTISrA. Na tivo di Staffalo, ingegnere clel secolo xvn, visse quasi sempre in Macerata, dove pubblicò nel ,f 646 on libro di osservazioni mili tari, lasciando anche nella sua seconda patria una bene ideata pianta topografi.ca. Lul\r MARCO. Indarno ci siamo affaticati nelle ricerche su cotesto ingegnere militare. · LuIGr 01 CAPUA. Le cronache napoletane alll'ibuiscono a cotesto ingegnere la invenzione <lelle mine all'assedio di Castelnuovo nel ,t 50 3, cbe alcnni vogliono anteriore, a Sarzancllo · nel 1487, e anche a Castel dell'Ovo. · . Lur1crnr ANTONIO. Nativo di Firenze, figliuolo al celebre bombardiere e castellano Lupo -che di fese egregia mente San Minialo di 11irenze nel 1530; fu ingegnere egregio ed egrrgio scrittore. lmperoccbè egli 1ur• desimo ci narra ne'suoi Discorsi che nel1' , ,anno '1_552 si trovò sotto Ascanio della Cornia. al campo di San Savino! elle fu in Castel Sa11t'Angel~ per curiosità di spari; e sembra s1 lrnvasse con Alessandro e Secondo Vitelli nelle file degli a~sedianti la libera città di Siena nel 57, E nel ,, 576 cominciò a stampare i suoi /Jùcor;,:, cui fece poi seguire l'Arèlzit~Uura militare nel 1578; sicchè nou solo meritò gli el_o~i del Davanzali e di Raffaello Ilorgllini, ma ne'tempi nosln il Lombardelli e il Colombo lo han proposto a modello di lingua miìitare italiana. Il Targioui nella sua opera che fu pubblicata in Firenze nel

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tTA U ANI

lNGE(iNERI MILITARI

,1852: Notizie sul/a. storia delle sciCllze fisiche in Toscana, cita un \ibro ,del Lupicini stampato nel 1578: Breve discorso sopra la reduzione dell'anno et èmendazione del calendario, ristampalo nel 1 580. l\fACHIAYELLI N1cc0Lò. Celeberrimo (ìorentino, n)orto di 58 anni nel •I 527, scrittore sull'arte della guerra, quantunque n~n fosse soldato, e di fortificazione, quantuuque straniero alla m1-

lilare arcl.liteUura. Nel •I 50 6 vi fu commissario in Pistoia Filippo di Alessandro Machiavelli. Il Maffei non pone il Machiavelli fra gli scrittori di fortificazione, ma ve lo novera il Marini e poi il Promis, il qua~e \od~ il suo pensiero ciel fosso interno, e prova come al Maduave\11, andato ai lavori di fortificazione in Pisa condottiv_i d<\l_Sangallo, furon noti i moderni _baluardi chiamali allora puntoni. . E pili tardi scrisse la Relazione d'una visita ('atta per fortificare Firenze.

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Uomo di gran valore e di gra1~de ingegno mili~ai·c; scalò arditamente le mura di Maestrieco, nel 1579 e vi morì con tanti altri italiani, renJenùo agevole_ I assalto. ad Alessandro Farnese, mentre il Fiammel\i, anche rnge.gnere fiorentino, aiutava l'opera degli assediati; siccome Antoiu~ Pittore aiutò alla sorpresa di Mons e il Giambelh alla presa di l\L\ClllAVELLI VINCENZO.

Anversa. Lo Strada ne fa grandissimi elogi, . MACULANO V INCENZO. Nato in Firenznola a dì ,11 <l1 setlembrn 1578 vestì l'abito domenicano, ed era in Geuovil. nel ·1627, <1uaud o g\i fu dula occasione di rivelare il suo ingegno nelle fortifìcazioni cominciate avanti in terra per coronare tutte _le al_lure.' E i Genovesi vi spesero 1 O milioni di lire, come .dict' 11 1 Dertolotti nel suo Viaggio, vol. ::. lettera 4-8, e come 1 Bo.la . Io aI l.· o-\'1 ,altri ino-r.<>11cr1 Carlo rammenta , agg1ungenc 1,{··,1cuIano tJ n 1

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11"GEGN!IRI MILITARI

!T ALlANl

P~lrucei , Pietro Paolo Bisso, Bastiano Poncello, Bartolomeo Bianco, Giovanni Aicardi, D'ornenico Gherri dell'Arena e il Fontana di Napoli. Nel 1629 ristaurò e fortificò il castello Urbano nel Bolognese; poscia fu spedito per fortificar Malta dopo il Floriani. U Soprani nella Vi ta del Poncel!o e l'au!Òre anonimo del Dizio1ia1·io genovese, serbato nella biblioteca ci\·ica di Berio, lo di mandano Fi renzola e Firenzolfa. · Morì cardinale il ·I 5 di febbrnio 1665. l\faGNELLI GIOVANNI BATTISTA. Ingegnere fiorentino di. cui si possiede un rnanosrri-tto nella ducale di Turino, del,_;ecolo xvrr; poicbè vi si discorre dell'opera del Rossetti. MAGGIERI S1Lv10. Ingegnere urbinate, pubblicò in Roma nel 1637 una Difesa, ovvel'o risposta ad alcune obbiezioni fatte alla fortificazione italiana. _ MAGGI GmoLAMO. Nato in Angl.Jiari, presso Borgo S, Sepolcro, in Toscaua, fu gn-rnde letterato e ingegnere militare. Frequentò le università di Perugia, Pisa e Dulugua, in cui ebbe a maeslrn il gran llobertello; e in giovine età fu ambasciatore ai Fiorenti ni. Nell'anno ,J 550 andò in Venezia, passando per Pesaro afline di esamina rne le fortificaz ioni, per dare alle stampe la sua Guerra , di Fiandra in cinque canti, dedicata a Chiappin Vitelli. E ua Jacopo Vitelli fu in viulo nel 1558 giud ice in Amatrice neo-li Abruzzi. Scris,ç nel ,J 55-1 Degl'ingegni e secreti milùari, serbasi in patria e anche nella biblioteca Nani di Venezia. E quando l'e,;ercito frances e si avvicinava a Val di Chiana, gl i fn d~la la cura delle forLifìcazioni della difesa d'Angbiari, come ei dice a pag. 11.

efic

Chiamato ai servigi della repubblica di Venezia, pubbli~·ò nel ·I i l'opera De!la fortificazione della città, ded icandola a Fil ippo <l 1 Spagna-, e s1 deve a lui la prima idea di piegare in dentro le facce rettil inee. Poi fu adoperato nella guerra contro i Turch i e fece di grand i cose nel la ciifèsa di Cipro, specialmente in Fa-'

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magMta, ovr condusse tolte le contromine., se.bb:'ne non inco'.1trasscro le nemiche cbe qoelle del torno ne d1 Santa Nappa, dell'Andrnzzi e di Ca mposanto, pcrchè vuo le. . Fallo prigioniero, mP.nalo a Costantinopoli, tentò la luga, ma fu strangolalo la notte ciel '2'1 di marzo 1 572. _ Di lui parlarono con grandissima lode Nestore l\iarlin~'.1go nella sna Relazione sincrona, il Sereno ne'suoi Comrnenlarn ed il Gallo nella soa Descl'izione; nè sappiamo come questi lo chi~ma da Brescia (pag. 50), e lo faccia venire da Brescia con ~lln tr~ oratori della cillà per impetrare dal Senato l'esenzione de balzelli (pag. 96). , . . MAGLIAni MAIANI ANTONIO. Nativo di Ascoli, fil rngegnere 011litare, e morì in Candia al comando del le soldatesche della repubblica cli Venezia, dopo di avere strenuamente combatt~I~ e data l'opera sna nelle trincee di Farnagosla, do\:e cadde prigioniero de'Turcl.Ji, cla'quali potè almeno essere rtscaHato. t-1, M,uoRANI. Vediamo scritto cotesto ingegnere nell'anno 1 I 33. rtLwmnA ,JACOPO. Nelle prammatiche na·polctane del ,1 !St '1 leg.gesi elle i monimenti di Lipari furon opera di cotesto ingegnere cremonese, che alcuni chiamano Erba._ Poi cruerre'"'ÌÒ nel 1628 sotto Gonza\vo di Cordovn, e nel 30 sotto A:brog~o" Spinola. Fu maestro di altri ingegneri militari, come Alessandro Capra e Dati. · MANCINI SALV,\TORE EMIDIO. Nacque in Ascoli verso il ,1_7 ta, e andato a servigi dell'Aoslria,, forlifìcò, siccome capitano ~ng.errnere la cilta di Josephslad.t ed allr[ punti: e costruì quart1 en e ;onti.' Trovossi nll'assedio di Ilelgrado, co?tro :ui pi~nlò al.et'.~~ batterie sulla punta della Sava , ed entro primo nella fo1 tczza presa di à~sallo; facendone poi la pianta e il prospetto. , , Morì generale il 12 di nov~rnbre 18 ·18, comandante I ese1cito a Teriesenstad nella Boemia. MANEJTl ANTONIO. Nel 1 t60 fu col B1 :unellesco a'lavori della fortezza di Pisa denominala Stampace. Il Targioni nell'opera


18G 11\'.GEGNERI M!I.ITARI avanti menzionata ch iama il Maoetti filos~fo e matematico e dice aver composlo un Dialogo del silo, forma <.: misura dell'Ìnferno di Dante. MANZONE G1ovANN1. È ramm0ntato nell'anno 1575. M,rncaEsE Guconro. Nativo cli Crema , si trovò come ingegnere a' lavori cli assedio di Valenza nel 1656. MAncm FnANCEsco. Celeberrimo ingegnere militare bolognese e anche egregio capitano, nato ai ,19 di novembre 1500- di Bartolomeo, secondo il Vasari, ma nel 1495 secondo il Lancetti. Nel ,153,1 rizzò molte fortificazioni in San .Minialo, ~ anco in Firenze ed a Pistoia, come narra il medesimo Lancetti. E tantv amore gl i ·pùse il duca Al.essandrn, cbe lo menò seco in N_apoli nel 1535, quando vi si recò a sposare Margherita figli uola naturale di Carlo V, la quale mor-ì in Aquila nei' 1!)97. Lavorò alle fort ificazioni rii Lucca neL 1537, e di Piacenza. E pubblicò nel ,15 HS la rarissima s~rie cli tavole incise cli sua mano; e nel ·1 566, trovandosi a Greenvich, presentò a Fjl1ppo Il una copia della opcr}1. sua, già maggiore che prima non fosse. E lasciò a penna quell'opera che il suo am ico Gaspare Del' l'Oglio pubblicò nel 1599, e l'archilellu Luigi ì\fa.rini ristampò l'anno ·1 s,1O, in edizione splendida. Fu all'assalto di Turehiera ,dove morl i_l principe di Macedonia. ' MAR?uccr NièoLÒ. Ingegnere ascolano del secolo H11, il quale, recalosr a Parigi per mostrarvi l'ingegno e il frutto de'suoi studi militari, meritò la protezione ·del Maznrino. MAnELLL Nella bi"blioteca dell'arsenale cli Torino tr~vammo un manoscritto di fortificazione di cotesto ingegnere piemontese del secolo passato. , lVLuuNELLI FmPPO, Capitano degl' ingegneri nel 1722, nel 17:Z~ rislaurò molte opere forti di Napoli co-rne ingegnere maggwre, e rizzò cli pianta i bastioni di Santa Lucia e del Cbiabmone, che oggi più non sono. 1

!TAL!ANI

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M,\l\lNO Amco. Nativo di Pinerolo, ingegnere mil itare di LI~dovico. principe cli Acaja, nell'anno 1 (1.03, _sicc_ome ne fa s~p~re ~I Gaye nella sua opera pubblicata 110I 1830 1n Firenze, su g:' a, t1st1: MARINI GrnoLA.MO e C,1.muo. Nativi di Bologna; luron eh quelli ingegneri i quali nel ,1534, seguitarono la Mel~ici i1_1 'Francia dopo invito lor fatto. E il minore ue1 r!u.e fra_tellt mo, ~ all'assedio di Metz nel ,1 5ti2, i1 maggiore segm il Bmsac nelle ouerre del Piemonte, r,, secondo narra il prode e sa piente ma~esciallo Monluc ne' suoi Commentm·ii, lradolti e pubblicati in Fiorenza nel ,1 630, era, pa assediar piazzn, tenuto il maggior u.omo d'Italia; e mi venne voglia di anelare al campo (sotto Perpignano, nel 1 [j38) per apprender qualche cosa ~l~ hii. . . M,u1 rnozzi Amco. Ingegnere militare ai serv1g1 del pn nc1pe di Acaja, Ludovico, nel 1 il,03, nativo cli Piner_olo. ~la _sappiamo anco dal Ricci esservi stato un Amico Mannow cl, Ancona, espertissimo capitano ed ingegnere mil itare nel 154-7_, collega del Ferretti, il quale lo loda nella sua Osservanza rmhlare_.. ~{Ansiau (Conte). Nativo di Bologna, ingegnere anco m11!tare 1 · bel rrriclo !)erclelle ogni grado nella difesa cli Brissac, meno (Il o > . · '\ l'onore; presentatosi sellZa spada alla corte <li Frai:c1a, 1 re ·discinse li:! sua, cingendone l'iul'elice italiano, cui assicurò della 1

sua protezione. . J.\L\ItTINELLI Doni"EN1co. Ingegnere lucchese, il qna\e disegnò sul princip(o ciel secolo xvrn il Gastello cli Fosdinovo, talchè ti Mazwrosa nelle sue lscri:àoni: disse: _ . _ .. <( Domenico Martinelli nelle cose mililari non che cmli _ architetto di durevol fama - tra la coruttela del seicento _ piLl che altra parte - Lamagua ....:... testimone del suo valore in opere grandiose >1. . Mi1Itsiu RiN .1Loo. Quantunque avessi fatto delle n cercbe nell'archivio comunitalivo cli Pinerolo, non bo potuto rinvernre nessun documento sui lavori di fortificazione da lui fatti nel 151H insieme con Guido Hangone.


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INGEG:'.'/ERI IJl'(.JT.!.Rf

• l\f..1.RTINENGO TADINI GABRIELLO. Celebre gucrrier·o e ingeg11cre bergamasco~ 11ativo di Martinengo, da cui prese il nome, cbc aggiunse al casato Tadino. Fu all'assedio cli Rodi del 1522 , e appunto in qu~I campo inventò le parall(' le. ,Poi nel 1532 di > ventò generale delle artiglierie di Carlo V. Stimatissimo dal Tartaglia, lo pose questi come i11terlocutore principale ne· suoi quesiti. Nella libreria di S. Spirito in Bergamo forse potrebbesi rinvenire qualche codice e qualcbe memoria del Tadino: Verso i~ 1 ooO Girolamo Martine ngo fu confinato a Zara per aver vendicato la morte del padre, e dopo fu luogotenente del duca d'Urbino, governatore di Candia insino al 1 t-:i53 , quando tornò in patria, come dice il Muzio nella dcidica delle sue operette morali. E rie.ll'ar:chivio generale di Venezia è un codice intitolalo: Ordine dello t'llustre sig. Uierolimo Jl!fartinengo come es1:rcita1· li soldati. · Ntt!la guerra di Fiandra fra il 1570 e il i 593 vediamo splendere '. due giovani capitani Attilio e Mario l\fartinengo. •E nel 1594 11 conte Marcantonio Martinengo deliò tre sc:ritlure intorno alla fortezza di Palma , serbate nel sop radctto archivio. E nell'assedio di Farnagosla del ,1 57,1 splendettero cb iari Nestore, Ercole e Luigi Martinengo, il maggiore de' qua li fu due volle 'ferito ai 21 di giugno ed ai 9 di luglio, il secondo cadde prigioniero, e l'u lt.imo vi perì. MAnnNr FRANCESCO DI GronG10 . Tardi f~1 conosciuto cotesto insigne ingegnere sanese, col nome di ~fortini, tolti chiaman-: , dolo Di Giorgio , dal nome ciel padre , ovvero Toscano, dalla patria. Certo è, potersi egli dire l' inven tore delle mine alla moderna, prima in Sarzanello poi a Castel dell'Ovo. li Giovio p,Ìr!a di un Narcisso, ingegnere meravigl ioso, andato alla difosa di Castel dell'Ovo in Napoli, e anco dì un altro. V. NARClSSO.

E il famoso capitano Francesco Maria D('l]a Rovere duca

JTALIANI

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diUrbino dice ne' suoi Discorsi, i quali furono stampati pit1 tardi, aver crrnosciuto ai suoi tempi questo grande maestro nell'art.e di forti!ieare le città. MAnTINl Luc,1._. Fece un bastione in Pisa , a concorrenza del San !\forino, come dice nella sua fortificazione il Maggi a pag. 107. MAnTORANO. Diresse le fortificaz ioni di Taranto verso i! 1564-. MATEM.\T!CO. Lavorò alle opere forti di Pavia nel 164'8, sotto Carlo Archinto. M,Hm1z10 F1uNct sco. Nativo di Arpino, fra gli ingegneri dell'esercito spagnuolo, lo vediamo onorevolmente rammentato· nell'assedio cli Valenza dcl' ·1 656. Mi1UROLICO FRANCEs_ co. Matematico celebre messinese, nato nel 1 HH., il quale for tificò la sua patl'ia fra il 1530 e il 1536, insieme col!' ingegnere ioiperialc Ferramolino, massima~1enle al posto denominalo Boccadoro. Nel qual tempo per l'appunto sorsero, per comando di Ferrante Gonzaga, i 1bastioni ~i San Giorgio, di S. Giovanni, cli S. Giacomo e di S. Francesco, il castello di Matag1'ifone , e 1wl ·1 540 la _fortezza chiamata Gonzaga (Dfmirolico, libro vr). E mori nel lnglio del 1575, seppellito nella Basilica di San Giovanni' Ballista, nella cappella Maurolica. · MAZZOLENI ANTONIO. lngPgnere militare, notalo n,e' lavori fatti nel ·1568 fo rse nel Parrnegiano. MEtL0~1 ANTONIO. Celebre ingegnere cremÒnese, i! quale già nolo per la sua invenzione de' ba1'ili fulminanti, nella guerra di Ungheria dl'l ·1 537, sollo Giovan Battista Castaldo, e per la difesa di Candia, di Cipro e di Corft1, edifìcò la fortezza di Mont•plaisir, r, col principe di Melfi Giovanni· Caracciolo, verso il ~ 54-2, ;;' impossessò di Ivoix, Damvilliers e Montmedy. Egli , e non il Bellucci o' San Marino, c~me potrebbe far credere la parte della costui opera, da pagina 34 a 1 08, malamente intcrpostavi, fu l' ingegnere ciel forte avanti Bologna (Fort d'Outrou) o anche il difensore.


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tNGEGNERT MILITARI

A,veva fatto òi fascìnate, in Vienna nel 1538, il baluardo di Santa· Maria, e in Francia disegnò il campo lri;cerato de' Francesi sol Reno per U mila soldati. Ed ucciso, morì cotesto nostro ingegnere nel ,f 549. MEDONI N1coLÒ. Capitano ingegnere del la repubblica genovese, acquistò bel nome nella difesa della forlezza di Savona, governata dal brigadiere ·Agostino Adorno. Ed egli vi deUò a dl 1O di dicembre urJa JJfemoria sopra quanto si deve operare per la maggior buona d1jèsa della fortezza I assediata dal tenente generale piemontese Della Rocca, il quale era stato anche alla espugnazione della città e castello di Tortona nel 'luglio 1 '145. E s' io dovessi avam.are una congeuura, direi elle furono cotesti i primi uffiziali ingegneri della repubblica; poichè del tempo medesimo vediamo il maresciallo di campo Sicre capo <le\ corpo, del quale leggonsi molle relazioni negli archivi del governo di Genova, ove trovansi anche molte scrillure e disi~gni de l Medoni. Ai nostri giorni è slato famoso il Capo-comico Medoni genovese, il cui nome fu dato per soprannome a un vecchio generale toscano. Ed un Francesco Medoni pubblicò in Novara nel 18 44 le Memorie storiche di Arona e del suo castello. MRNGA (D1) EVANGELISTA. Ingegnere de' cavalieri di Malta nel 1565, il quale si segnalò in quell'assedio posto da Solirn;ino Il. l\foncADILLO (DE) FnELrNO. Nativo di Cbieri, fu p'er certo costrnt!ore di bombarde nel secolo xv, ed anche ingegnere e bombardiere, come afferma il Cibrario (pag. U nell'opera Origini e progresso delle istituzioni della monarchia di Savoia). E dopo aver servilo Amedeo VIII andò in Lombardia a' servigi dei Visconti. lHrcRAUD (conte). Dì cospicua famigl ia nizzarda, era maggiore _ degli ingegneri, è fu chiamato ai lavori idraulici del porto di Nizza dal ,1780 al 1792. MwnELOT'fl. Nel , 7ti6 insieme coll'archilello Bona fu prc1

191 ITALIANI posto ai lavori d'Alessandria, e in ispecialità della cittadella, verso il ponte. Abbiamo di lui poche paginine di uno scritto: Esercitazioni di architetlurn militare. M1canozz1 M1cHELozzo. Discepolo del Donatello, scultore e architetto, seguì Cosi mo de' Medici nell'esilio, e con lui tornò nel 1434, facendogli poi il disegno del palazzo di Cafaggi uolo in Mngello, a guisa cli fortezza, co' fossi intorno. l\Ìorì in Firenze sua patria, d'anni 68 e fu seppellito in San Marco. 1\10NrncuccoL1 FEDER1co. lngegnere militare e governatore in Bergamo, Asola, Orcinovi, -dPl quale parla con molta lode il Gentilini nel suo Discorso intorno le forfozze. E dice così: Sa benissimo disegnare le fortezze di sua propria memo, situarle , difenderle, e nei bisogni esp1ignarle. ~loi\TEMELLINO FnANCEsco. Nato in Perugia ,·erso il 1500; nel ,f lH,2 era in Roma quando ebbe a disputare con Alessandro Vitelli, il Coslriotto_, il Mele0\.iino, l'Algl.iisi, Antonio Sangall o, ed altri, sul modo di difendere le cortiue. Lavorò molto iu Roma, ove fu capitano della guard ia di Castel Sant'Angelo.· Propose di circondar Roma di mura nel piano e non sui colli; ma vinse l'opposta sentenza, più giusta, del Castriolto. lii tese a' lavori cli Fano nel ,1iHiO, e ignoriamo la sua morte. Moru D0MEN1co. Nato in Bologna, presentava, a dì n giugno 1569, ad Ottavio Farnese : Il So-ldato, nel quale si tmtfa cli tiitlo quello che acl wi vero soldato e nobile cavaliere si conviene. Ma già aveva egli pubblicalo nel 11567 i suoi Tre quesiti, in dial9g0, sopra il fare batterie, fortificare una città eordinare battaglie. MonEuo C,rnLo. Di Carlo Morello non altro mi è riescito raccapezzare che di esser egli nato in Pavia, da cui fu chiamalo ai servigi dello Stato piemontese, siccome ingegnere. Fortificò dapprima, nell'anno 1635, la cillà di Ceva, e poi Brcrnida, per coprire e difendere Casale.


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!!(GEGNERI ~ ILITARI ITALIANI

Quindi fu spedito ad assicurare gli sbocchi della valle di Aosta, appoggiando a Bardo alcun'e fortificazioni, le quali passavano pel villaggio di Careme e allungavansi per la Dora. Raffor·zato il castello di Bardo e quello di Veresio, ampliò .l'altra rocca di Sant'p;lmo presso Villafranca, e le forlificazioni <li Santbià. E dal medesimo Saluzzo caviamo come nel 1640 fosse il Morello deputalo a dirigere i lavori d'assedio contro il ca~tello di Vigevano, i cui fossi poterono rendersi asciutli mercè un acquedotto sottenaneo cb 'egli già conO:'ìccva àvanti. Nella quinta ampliazione del riciuto fortiOcato di Torino, seguìla nel l'anno 1655, par ch'egli succedesse al Castellamonte; avvegiiacbè discorre dei bastioni Santa Giustina, Santa JJfargarita, San Giovanni e San Secondo nell'opera sua lasciata a penna negli ùrchivi nazionaE del Piemonte: Avverhmento sopm le fortezze di S. .4. R., in data clell'an·no ·1656, in cui per l'appunto ei diée.,i nell'età cadente, e rammenta all'ultima pagina csscl'si pure trovato a sessant'nn luogo, dove per espugnare e

dove per difendere , tra i quali Salerno, Vietri e l'isola di Procida nel regno di Napoli. Della quale opera si ba ancbe copia 1)ella biblioteca regin. Nè finora mi è tornato di trovarne il sepolcro , non ostante che fosse venuto in mio aiuto l'egregio teologo Bosio, il quale è andato con indefessa sollecitudine raccogliendo le iscrizioni sepolcrali di Torino e di molte' cillà d~I Piemonte, ampliando così l'opera a penna cbc su le lap idi medesime è riposta negli archivi citali. 11{ u.a s1. puo' tenere per certo che la sua morte ebbe a seguire clQpo l'anno 1702, in cui ci disegnò e fece costru ire l'altare maggiore nella chiesa della Trioilà, cbiamandovisi il capìta1w · Moiello.

(Continua).

M]SCELLANEA CRONOLOGIA MILITARE ITALIANA .

J. LEGGI E PROVVISIONI MILITARI DEL PIEMON'TE SINO AI GIORNI NOSTRI.

Le provvisioni ruilitar:, cuì nell'Italia meridionale sì dà il nome a lla francese di orclinanze, compongono parte importantissima ,dell'apparecchio mil1tare, il qu ale forma 1a prirna delle due divisioni dell'arte m ilitare. Le quali provvisioni e leggi tolsero nelle varie p~rti _d'Italia sì diverse e tante denominazioni, che · sarebbe pur d1filc1le cosa definire; cioè regolamenti, decreti, rescritti, regie patenti, notifì<:azioni, decisioni, orclinanze, istruzioni, editti, provvedimenti, 01·dini del gi01·no ; dimostrando, ove :µon ancora s!a e~trata la leo-ae de' Parlamenti, invariabile e grave, quanto sia. ancor fanci~lla e incerta cotesta parte della legislazione militare, su cui in altri paesi governati assolutamente regnano vecchi e prepotenti arbitrii. ANNO

IV. VoL

Il -

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194 •

AIISCELL.H,'EA

La prima ordinazione militare del . regola fu que:lla che sul . . . Piemonte con sofonnità di ~ prmci pio del reano : d Eman~iel Filiberto venne dettata dal 1 _o i_igua a?nato -da Antonio Levo sero-ente . ce eb1e capitano piacentino 1560 -11/r . o magg'.ore generale dell'esercito. . . I lZla paesana dai 18 ai 46 . . . dati, tra' quali 7 mila ca 11· r d .. anni, cioè 36 m1ln, sol. · va 1 ,eu atarJJ sop . d1 l milione e dugcnto niila. ' ra una popo1aziono

E ne fu primo comandante il col Il . . niforte conte di Camera no· onne o Federico Asmari Bo' , sergente mago-iore il dd a· Antonio Levo di p· h o su etto 10vanni iacenza, c e va noverato f 1. . . ordinamenti mili'ta · ' ra pruni autori di ' rl.

l565. - Guardi'e deg1·1 arc1en · · e G d' - parla l'Isacchi nelle sue Invenzi~1 ~me_l w del corpo. ~e dedicata a monsianor di Ca . . n. mi i a_ri, una delle quali è 1585. - Uili ? d' rr d 'our, ~apilano di quella soldatesca. ci l re ore o VetclMe nel!' . . . nerale, e dell'ispettore aenera.le n ell' . am m1n1straz1one get> esercito. ompao-ma a· I b a· · larger, la cii ;api~o~a:i::e1e~1 s:·JZZeri sotto il colonnello Vili I u rrnnovata a' dl 27 luo-]' 1607 co co on nello Lussi, cd al lo lu !io 1609 ' o io Nè fu disciolta che con Vi.,liet! del 17 d~oll altro Walter Amria. O 1590 earlo Emanuele icembre 1831 · I Il· . · . tuisce lo SqHadrone d . S, _n e ~i mossa degh Ugonotti costi• ,. i avo-tu il quale fu ta I h. l impresa di Asti nell'anno. l n o c 1aro nel615 '

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1594 -

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. rn1 eg1 d1 nuovo concessi a'cavall . . ferrato. E furono stampati in T . egger1 d1 Mon1598 - O·. . . . ~rmo. rd in1. e pt1v1leo-1 · riformati I ]' f . . stampe in Casale, e ristamp;ti nel 1607 qua' uron dati per lo 1610. - PrivileO'i co · Il · • 1617. - Capitoli 0 ;r~:~~~ ai :e~~;pa_g_~ ia deHe ~uardie. dello Stato di Monferrato p bgbl' .. mC1hz1a a p1ed1 e a cavallo . . ' , u icat1 rn asale. . 1618. - Privilegi concessi alla com a ni . di Monferrato anco· p ibl J' . . P g a del11 cavalleggeri ' · t ) 1cat1 m Cas•1 Je d t ,.· · 1627. - Dal dl 27 di aenn . . '. , e cu ramu1 stampati. ali' ffi . d I o . . mo ccm111ciarono ad essere dcs . tt. u c10 e soldo cannomen e boml.iard-i . . cri i per formare le m ine. eri, compresi 20 uomini

1~30. - Gua1·clie Svi:::zere. Il mon .· . Cast1gl10ne di Milano nepa I li S aco cass1nese Valenano a Torino in cotest'anno 163~ a ;e .af . taffet~a 1·egn~nte pubblicata · v i u rono 1 5 reggimenti Kalber-

MISCELLAE~

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~naUen, Roy, Fatio, Spl'echen e Meye1'. Conla ronsi poi anca quatll'O a lemanni De Lenlhe, Wanghencim, illonfort, e un altro misto. 1633. - . Eran l'Ì capitani generali, poichè nell'opera di Malatesta Massario v i è la dedica a l conte Guido San Giorgio di B iaudrate Dapitan generale e governatore di Asti. 1636. - Eran create in data. del 13 dicf,mbre due compagnie di Dragoni. una a piedi e l'altra a cavallo, rid')tte ad una col titolo-di D?·agoni g1,iarda caccia, soppressi il 23 giugno 1849. 1637. - Col nome di reggimento Catalano (conte Catalano Alfleri) m ostrasi q nella soldatesca, cui verso il 1670 diede~i il nome di Battaglione, ed oggi B1·igata Piemonte. E abbiamo un'opera militare di Filiberto Gattinara, publ.ilicata qui in Torino dal Siuibaldi, mentr'era ai utante maggiorn di quel battaglione. 1638. - Si ordinano i colonnella1i di ,lla1•oles e Roch1w, e gli altri due di Dfj Chaltes e di Challant già. Senanles, i quali souo riformati negli anni 1659, 1660 e 1664. E nel medesimo anno sono ordinati gli archibugieri a cavallo sotto il comando del colonnello Piossasco. 1639. - Sorge l'altro colonnellato di Livo?·no. E ordini di Madama Reale stabiliscono in tutte le guarnigìoni i quartieri dei :;oldati, e r iducono ad un terzo i picchieri, aumentando a due terzi gli archibugieri. 1645. - Seguitano gli altri duo reggimenti di illagliano, già Catalano, e di SC/,'11, Damiano. l6:j4, - G1·anatie,·i di Sm·clegna provenienti dal colonne!lato di Pietro Mìllet di Challes, togliendo nel 1664 il n ome di reg· gimeoto Savoia, ingrandito con la compagnia di Cancliolti. E forse nel tempo medesjmo fu creato il reggimento a cava.Ilo illonthiron, cui nel 1701 fu dato il nome di reBgimonto Savoia ~avo.lleria. 1655. - Sorge lo Stato maggiore delle fanterie e della caYa.1teria. Nè prima dell'anno 1814 fu costituito il Corpo clello stato maggiore generale, cui un decreto del 18 di maggio 1850 da.ya la denominazione di Corpo reale dello stato maggiore. 1659. - Carlo Emanuele II sciolse i reggimenti frnncosi Alarolles e Rochers, poi Challant, e formò la guardia. 1664. - Si compongono i due reggimenti lllonfe1·mto, che nel 1821 cangiano il nome in q uello di Casale; poichè avevano


196 MISCELLANEA parteggiato per la libertà della patria. Notiamo l'ufficio dt segretario di guerra, e con editto del 19 ottobre vennero stabiliti sei reggimenti cioè le G'liardie, Savoia, Aosta,Jfonferrato, Piemonte e

Nizza.

1669. - Con editto del 5 di agosto ordinavasi la leva del così. detto Battaglione di Piemonte, composto de' seguenti 12 reggime-nti: Voghera, Pallavicina, Entrague, Castiglione, Gattinara,

La T1·inità, Villanova, Saluzzo, S. Ge1·vaix, Monterosso, Orsino, La ltlanta, i quali reggimenti, ciascuno di 500 soldati, furono riformati a' di 28 di ottobre 1672.

"

1671. - Comandi pratici per l'infanteria italiana, pubblicati in Torino. 1672. - La brigata Pinerolo sorse allora, ma con nomi assai diversi, cioè reggimento Lullino,_ poi Bagnasco, i_n di Masino, e nel 1689 Saluzzo; che per politiche mancanze divenne con decreto del 19 dicembre 18.21 Anerolo. · Si crearono anche i reggimenti Chablais e .Monr:lovì; per capitolazione dell'8 di ottobre ebbesi un reggimento bavarese, con precedenza su le altre soldatesche, sa]vo le guardie; poi _un altro d'lrlandesi sotto il colonnello marchese Lei Pierre, e col titolo

del Genevese.

1677. - Come in altri eserciti appare l'officio di Gran ,ffa.stro d' Artiglie1·ia. 1680. Genti d'Armi, dragoni di S. A. R., dragoni Genevese e dmgoni Piemonte. Quest'ultimo squadrone l'anno dopo tolse il nome di 1·eggimento Piemonte 1·eale cavalleria. I dragoni di S. A. R. chiamati anche d1·agoni bleu, poi nel 1714 drngoni di S. JJI., e nel 1814 Dragoni del Ile, che per ira politica furono detti nel 21 drayoni del Genevese, e nel 32 Genova cavalleria. Viene ordinato il battaglione d'a1·tiglieria, al quale furono assegnate 96,500 lire. 1681. - Il re Carlo Emanuele I ordina il ,;onsiglio cctvalleresco e mil·itat·e. 1683, 22 maggio. - Regolamento per la marina e gli alloggi. 1684, .29 ltiglio, 3 agosto. - Regolamento medesimo ampliato. 1685. -

Istituzione, sì santa nella vecchiezza del soldato, degli ·

Invalidi in Vercelli.

1680. Per capitolazione del 7 di ottobre col marchese di Chau•

197 MISCELLANEA . . d ni del Genevese, d-ragons mont fu levato il regg'.mento ral~oggeri del Re ;ciolto nel 21. h · f denommato cava ie ' . ,verts, c e poi u d 11, ssedio di JVIonmeliano vien.e 1690. - Nell'ann.o appunto e a r1·mane s·1no ai nostri di · d' JJfoestmnza e formata la compagrua i . . . rispondono in francese les codesta belli~s_im~ deno,m:naz1~~efe~;raio fu composto il reggiouv1·ie1·s m'll1.taM·es. A eh 20 . A t All ra fu anche le~ .. • h 11710 divenne osa. 0 mento l•ucilie1•i, c e ne . . zz · b el 1814 assunse il nome · · · t dragoni gia i c e n . vato il reggnn~n o_ . . e n:l 1834 di Nizza cavalleria. di cavallegger1, d·i Fiemon_ te, . d' t i Ripetesi il 29 ottobre . 1692, 20 maggio. - Editto sui JSer or . 18 di lu lio 1697 con 1694, 1'11 luglio e il 22 ottol:re 1695, e il g gli stemmi de' 14 reggimenti. l. Guardie. 2, Savoia. 3. Avosta (sic). 4. Monferrato. 5. Piemonte. 6. Croce bianca. 7. Saluzzo.

8, Chablais. 9. Fucilieri. 10. Mondovì. 11. Genti d'arme. di S. A. R.• 12. Drao-oni D 13. Dragoni di Genevo1s. 14. Dragoni di Piemonte.

1694, 29 ottobre. ·_ Istruzione concernente il Commissario di. guerra. . . t . . fa diserzio~e de' cannonieri 169r:: 11 luglio _ Patenti con rn o, ,' . . . d li compao-nie della maestranza. del battaglione ~ alrti~her1~:i r:g:imentoo Schoulemboiirg' poi 1698. - Capito az10ne . .o ) d' . Ghit d del reo-"1mento l\,e ing, p01 . l i' Zieten, e ne anno ?P_o . oo . M, «ei della T1·inità (,:onte 1700. - Veggons1 I regg1ment1 . ali' • Costa), Della Po1·ta (marchese)_ e ~e Jle1;e1 ol. II per gli alloggi ._ 3 agosto. - Editto di V1ttono Amedeo . nelle comunità. _ Editto delle tappe. . . • t Nizza delle fan1701· 26 ap1·ile. - Creaz10ne del regg1men o . L Ma. h' l 1715 prese titolo e officio d1 reggimento a ter1e, c e ne _ 1,ina ed ora Cuneo. b _: Comparisce anco il reggimento Sta1·e~1 erg. costituzione 1709, 21 gi·ugno. - R ego1a.Dlento O sia nucva dell'officio_generale del soldo d1 S. A. R


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MrnGELLANEA.

MlSCELL..I.NEA

1?1~, 28 ma1•zo. - Regolamento o sia nu-Jva costituzione def cons1glw dell'artiglieria, fabbrie;he e fortificazioni di S. A. R. - Si ordina il reggimento di Vit:emberghesi dal nome del colonnello Rchbinder. _111:3. - Con editto dato da Messina il dì~20 di scttèm brc V~t~or1~ Amedeo II cr:av~ i _pr!mi dieci reggimenti provinciali, oxdmat.1 dal generale d artiglieria barone Otto Rehbinder Tara _ tasi_a e 0ablese, Nizza, Aosta, poi Ivrea, Torino, Mond~vì, V t)~cell1, Asti, P1~erolo, Casate del Piemonte. Ai quali nel 1792 fu. rono agg1unt1 No~_a ra e Tortona,. e nel 1586 Susa ed Acqui. 1714. - Con \ 1ghetto del 9 d1 marzo era ordinata la len i_n Sicilia de' due n1ggimenti Gioeni e Valguarnera, il p rimo r;. lvrmato nel 1719 e l'altro a ivenuto r eo-o-imento di Sicilia nel 1722'. e nuovaro~nte poi ricomposto il di maggio 1757. E in qu~ll anno medesuno fu composto il battaglione delle Galere, le cm quattro compagnie s'incorporarono nel 1777 nel reo-o-imento 00 la Marina. 1 R i!ccolta degli ordini , regolamenti e provvisioni lasm~te da S. S. R. M. per la levata e stabilimen to dei dieci reggimenti nazionali. · 1721_. _:_Ritornata la Sicilia alla Spagna pel trattato di Londra d;_I ~ d'. agosto 1'718, ed avutane la Sardegna Vittorio Amedeo IT, v istit~uv~ 11 l O d1 apnle_ la _compa~nia di alabardieri gua1·dia del vice!'e,_ la quale fn r1ordrnata a1 24 di marzo 1846, e fina1mente d1sc'.olta dopo l'abolizione del YÌcerò a' dì 12 di ao-ostci 1848. 17.22. - Corpo degl'Jnvalidi di Sardegna, soppres~o con de' creto 30 marzo 1852. · . 1726. - Dragoni di Sa1·degna, e nel 1776 di-agoni leggieri rZ.i Sardegna; dal _1853 corpo ca1·abinieri 1·eali di Sardegna. 1728. - Creazione del corpo degl'ingegneri. 1731, 1° giugno. ~ Notizie ed istn:izioni per quei che yorranno essere ricevuti nell'Accademia Reale di Torino (erane governatore Amedeo Tana). - S~ compongono le tre compagnie vallesane Kalbermalten, Barbevvn e De Qi1,artie1-, onde nel 1734 formossi il reo-rrimento

25

'.716, -

Rietrncin.

00

1733. -:-- Il nuovo reggi~ento forestiero Gube1·t con trasse la sua _capitolazione in data del 6 novembre, caogiandosi poi ii1 Ot:11QM'1 e da ultin:o in Fu.Lia.

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11134. - Reggimento valdese df)lla Reina, che nel 1746 s'intitolò soltanto della Regi.na. 1'736. - Creazione del reggimento d1·agoni della Regina, inc01·poratavi la compagnia iissm·i composta nel 1734. . . 1737, 4 ma1·zo. - Editto di S . M. per le levate e nmpiazzamenti necessari per li reggimenti provinciali. . - 1O marzo. - Regolamento per la direzione economica delle guardie d(;ll corpo .e de' reggimenti di cavalleri~ e d:a~on_i. 1739. - Carlo Emanuele fonda le scuole d1 art1sheria e fortificazione, chiamandovi a governarle il generale e prin10 ingegnere I gnazio Bertela. . E n ell'anno medesimo f8T, nominazione del 10 d1 marzo f11 composto il reggimento forestiero Aiidibert. 1742. - A' dì. 12 di gennaio il Governo, per via del marchese Fontana ministro di Stato, forma col tenente colonnello Reifle la capitolazione di u n regg"itnento di Grigio~i e altri S".iizeri. 1743. - Il battaglione dell'artiglieria diventa reggimento. In quèst'anno vien su il reggimento di Grigiooi Reidi, ilJeyet·, e l'altro anche svizzero Kelle?'. - 20 giv.gno. - Réglement et ordres de S. M. concernaos la discipline de ses t roupes. · . 1746, 6 aprile. - Sorse il nuovo reggimento strani~ro Mon(o?'t 1749. - Per nominazione a nche del 15 genna10 venne a1 servigi del re il reggimento forestiero Oulige?'. . 1752. - Ingegneri militari prendon posto nell'esc,rc1l0. - Legione d'accampamento, che appunto è la soldatesca deglt ingegneri. . 1754, 20 gennaio. - A vis ou instructions pour ceux qui voudront étre reaus dans l' Acaclémie royal de Turin. 1755, 25 febbraio. - Vien ordinato il reggimento straniero

Fatio.

- 26 rncirzo. - Réglement pour l'exercice de l'infanterie. 1756 . - Regolamento per la ·direzione economica delle com• pagoie de' dragoni di Sardegna, stampata a Cagliari. 1758, 29 agosto. - Contratto dell'impresa generale delle caserme, deliberata a Bàrtolomeo Trucchi. . .. 1763. - Istruzione ai cappellani de' reggimenti e de' pres1clll . 1767, 6 settembre. - Editto cli S. i\lI. per la destinazione della pena a1 disertori.


:wo

1769, l novembre. - Regolamento dell'accademia reale di Torino colle istruzioni per quei che vorranno esservi ammessi. (È anche scritto in francese). 1760. - Vengon licenziati cinque reggimenti stranieri; Bade11 ,

Keller, Co1·sica, Lombctrdia e Sicilia.

1763. - Ordinamento del reggimento bernese De 1'scha1·n1w capitolato per 12 anni, e poi nel 1764 per altrettanti. ' . 1769.- Per nominazione del 16 di novembre si ordinò il reggimento straniero Siwy. 1773. - Vittorio Aruedeo III ord-inava la fanteria in tre scompartimenti, ognuno di 4 reggimenti: 1° Guardie e Piemonte

rd

Reale Alemcinno e Sviz:::;ern be1·nese: 2° Savoia, Saluzzo, ftlar·ina, La Regina: 3° lllonferrato, A.osta, Chiablese, Sat·clcgna.

17·74. -- Per patento del 5 ottobre fu affidata al cavaliere Gabriole Patet nominato colonnello l'ordinamento della Legione delle truppe leggiere, in cui fu incorporata nel settembre 1814 la Legione italiana venuta a Genova dall'Inghiltorra, com~ndata dal colonnello conte Spiridione Bonino di Robbassonero. I~ questo ~edes!mo anno si rifece il reggimento G1•igioniCarig-~ano, g1_à Sch~~itz_. Riuniti i due:reggimenti forestieri Siw11 e Fatw, e dai Pucilier·i fu composto il reggimento Chiables/J cui nel 1794. fu sostituito i-I nome Nazioru1le cl'orclinanza, e po/ nel 1796_ _:1lessandria: cancellato nel 1821, oggi A.equi. 17 w. - Il reggimento Aosta cavalleria entrò nell'ordinamento col nome di Battaglione delle f1·egate in Villafranca. 1770, 4 mcwzo. - Réglement pour !es uniformes dos officiers des froupes de S. M. et du petit état major de ses places. 1771, 1° luglio. - Réglement pour les devoirs de !'in fanterie depuis le soldat jusqu'au colone! inclusivement. (Vi si parla de; generali d'ala). 1774, 2'. agosto. - Stabilimento da S . M. formato della paga e vantaggi per h -generali destinati all'armata e altri uffiziali incaricati d'incumbenza qualsiasi presso della medesima come anche per ogni piazza di uffiziali, bass'uffiziali, soldati ed altri individui tanto della fanteria nazionale d'ordinanza, quanto della ca.alleri.a e dragoni. lì74-76, 29 ma1·zd, 11 aprile. - Stato de' carri che si faranno prorrederc ai reggini,iuti in occasione delle loro marcie o fl i pnrt0

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201

:11.lSCELL.I. NEA

.ll!SGBLL.i:'\l>A O

d'essi pel trasporto de' rispettivi equipaggi oltre quelli degli ammalati e convalescenti. . ,. . 1777, 10 lv.glia, - Réglement ponr Jes devo11·s del mfantei·!e. 1178, 1o aprile. - Rl'glement d~ l'Acade_mie royal de_ T~rm. 1786. _ Reggimento Lombardia, ayant1 soppresso ms10mc coll'altro Sicilia, durò sino al 1798. ~ In quest'anno formavasi il reggiment? ~vizzero Schniidt. 1788, 20 maggio. _ Iostruction prov1s~~re arré~ée par le ro1 contenant l'exercice et les manmuvres de 1 mfantcrie. . 1792, 25 maggio . - Réglement provisionel pour le serY1ce de campagne. . . _ 1o dicemb?'e. - Regolamento per le milizie dei re_g1 Stati collo stabilimento della paga e de' vantaggi per le medesime. _ Son posti su gli a ltri tre svizz<ari Zime1•ma,nn, Bacrnan,

Mcje1·-in-lfoff.

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1193. - i;\el marzo fu ordinato il battaghone d1 guarmg~onc, soldati veterani e quasi invalidi, e il 4 di settembre 1817 s1 ag: n-iunse il secondo battaglione di guarnigione, iosino al _~1\_ 8 di 0 ,·1 1834. A' dì 12 di a1)rile fu l'ordina.mento della m1hz1a voap11 e . . . T ·

lontaria composta di 20 compagnie, ciascuna d1 100 m1 1t1 compresi i sergenti, i caporali, un capitauo, UD. luogotenente e due alfi.eri. _ 25 apdle. _ Bando per le roilizi~ de'. r~gi_ Stati; li _ 21 maggio. - R1>golamento per 11 d1stmt1vo d onore per bass'uffiziali e soldati. 1794, 28 febbrnio . - Istruzione per gli uffiziali del soldo. - 19 aprile. - Indulto ai di8ertori. _ 11 maggio. - Istruzione agli uffiziali per formare· la massa dell'armame nto generale. _ 25 maggio. _ Regio editto con cui S. M. ordina una leva d'uomini. - 26 maggio. ~ Determinazioni per la riuni1Jne de' contin · genti. . . . _ 1° cl·icembre. - Regio editto sulla d1ser,11onc semplice. 1790, 1° gennaio - Regio editt.o sui disertori. - 29 gennaio. Réglement et ordres de S. M. concernans les tronpes tant d'infanterie qne de caYalerie et dragons dans les ruarches, dnns !es camps et danR les cantonnements.


20,2 MISCELLANEA - 17 marzo. Réglement pour !es distributiuns à l'armée. - 1° dicernb1·e. - Regio editto per la 'diserzione. - Circolare su la diserzione. 1796, 5 aprile. · coll'armata.

Bando per le milizie destinate a servire

- Ordres pour le régiment des dragons de Piémont. 1796. - Battaglione truppe leggiere e reggimenti svizzeri Rochernondet o reggimento bernese Christ e de Courten. - Con determinazione_ del 29 cli ottobre il reggimento Chia• blese, passata la Savoia alla Francia, t0lse il nome di Ales-

sandria.

1798.- Reggimenti stranieri B1·em,pt Strenck. 1799. - All'arrivo in Sardegna del re Carlo Emanuele IV, fu ordinato il battaglione cacciator·i di Savoia. 1800, 8 gù.tgno. - O!'dinamento del- corpo reale de' volontari, - Ecole du cavalier ou instruction concernant ]es manoouvres des troupes à cheval (An. VIII républicain). 1814, 1° agosto. - Regola provisionale per il maneggio delle armi. - 8 novemb1·e. - Regolamento per gli uniformi, - 12 novembre. - Formàzionc, statuti e doveri del Corpo dello stato maggiore generale e della topografia reale. - 20 novembre. .,- Elementi d 'istruzione per la fanteria. 1815, 18 maggio. :_ Uniforme di cui dovranno far uso i chirurghi militari. -- Formazion e del corp0 reale d'artiglieria colle incumbenze, dritti e doveri degli individui che lo compongono, seguita. ·aa · alcune notizie storiche relati ve all'origine e progressione di detto corpo. 1814. - Col nome di reggimento Sarzcina, r,ui nel 1815 fu dato il n ome di b?·igata Genova, perduto per ragioni politiche nel 1821, nacq ue la brigata Savona. Al qual reggimento di presidio in Alessandria apparteneva il capitano Giacomo Garelli di Sassello, impiccato il 21 di luglio• 1821.

In questo medesimo anno, riordinati i carabinieri reali, fu creato il reggimento cacciatori ita liani per opera del conte Emilio Ru berti, con l'autorità. del Nugent; soppresso nel 1821, passando · soldati alla nuorn brigata Casale.

208• \l!ReELLANEA . to venne su il battaglione cacciatori In data ctel 18 d1 aoos. c1· t del ,t 5 di ottobre 1831, . o nel r1or lllamen o di Nizzci, soppress . b . t di Cuneo e cli Savona. 1 scompartendo i solda!I fra e ngda ~ . f coltà al marchese Out1 10 di novembre a~asi a d d E in ata e . r . cacciatori della Regina tica <li Cassine cli levare il battag ione •

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soppresso nel 1831.. ·n seo-uito delle regie pate?ti deI Anche nel medes1mo an no, I . tJ . l' . alidi del d-ucato 30 dicembre 1814' furon riconoscrnt1 g I inv .3 . . . . a' ,17 novembre -18 l. . di Genova, 1 qua.li cessa~o~;4 l' macr()'io sor<fono la compagma 1815. - Con decre'.o . e . e i , · dt Scivoi: e i caccialO?'i di dei cacciatori franchi, I ~ac~ialo{ \ 831. E venne anche formata Aosla,, i quali forano sc10lt1 n~ . . •i· t n l 1839 r1orJ1nata, . A.ccaclem1a mi I are e . • le sui dove1·i degli . Reo-olamen to interma · . . . __ ,1° gennaio. o . Ila disc: lina e serv1z10 m. r b s'uffiziali e soldati e su . ·P . ffi. u zia i, as . " e di cavalleria d1 S. M. temo del quartiere per le ~r~pp - . d' manermio delle armi -- Istruzione per l'eserc1z10 a pie I e o'O

r

ad uso della truppa a cavallo. ·1 manego-io delle armi - 5 febbraio. - Regolamento per i o della fanteria.

.

- 7 febb?·aio. - Foglietto a

del' . al reo-olamento di eseriz10na1e o

eizio per !'in fan teria. d l distintivo d'onore de' sott'uf- lo ap?·il~. _ Regolamento e fiziali e soldati delle regie ~ruppe. . . 'r la nuova divisa - 8 aprile. - Sovrani provved11nen:t.1 pi:: • , · r · d l treno. della tumca all art1g ier1a e_ a morie di manovre - 2 gittg'Yl,O. - Guid~ di ca~pameqto, me elementari e ragionate eh fanteria . . p~r la creazione dell'ordine - 14 agosto. - Regie patenti militare di Savoia . . l ' stiario eò. arredi militari. ,1o oltobre. - Resola mento s~ , e._ d , corpi cli fanteria ,.,.,,b1·e . - Nuova oro-amzzaz1one e - 1 o nove,.o tJ · nazion ale di linea. . . , r i de' cacciatori . - Nuova 01•0-arnzzaz10ne de co p é! . a militare. 0 • t t' della rea le A.cca'-'em 1 · - 2 novemb?·e. - Reg·e pa en i cl 11', ettazione degli allievi - 30 novembre. - Progr~mma e ace d,;IJa reo-ia militare Accademia. · di ritiro e 0 v 1 to p er le I}@siom - 30 nov1J-mbre. - Rego.ameo 'stipendi di riforma ti di asrettativa.


204

~,HSCELLANEA

- Istruzione generale per il servizio di tutte le bocche da fuoco in uso nell'artiglieria piemontese. - R.egolarnento d'esercizio per l'infanteria. 'l'orino, senza data. Vi è sottoscritto Provana di Bussolino, ispettore della fanteria. Sono 3 volumi, de' quali il 2o e 3o portano la data del 18Hi. - 15 dicembre. - Determinazioni relative all~ stato generale attivo delle piazze. · 1816, 16 gennaio. - Regie patenti con cui S. M. ordina che si eseguisca il regolamento per l'amministrazione militare ed economica della marina reale. - 9 mM~o. - Regolamento di S. M. per la marina mercantile. · - 31 mM·zo. -- Regola della regia accademia militare di educazione, parte la-e 2a. - 15 ap1·ile. - Nuova organizzazione d'art.iglieria. - 1° maggio. - Nuova organizzazione del genio. - 1° giugno. - Determinazioni per i passaporti marittimi. - 26 giugno. - Determinazioni di S. M. per la nuova formazione, 'regolamento e doveri dello stato maggiore generale. - 22 luglio. - Istruzioni per la formazione delle liste alfabetiche per la leva.

. - 9 novembre. - Determinazioni di S. M. per l'organizzazwne e regolamento militare de' carabinieri reali. . - . Regolamento d'esercizio partiçolare pei battaglioni caèciaton .

-

1 ° settembre. - Istruzione generale per le leve provinciali.

- 29 ottobre. viociales.

-

Instructions générales sur les levées pro-

9 novernbi·e. '- Regolamento per la regi.a scuola di marina.

1817, 7 febbraio. -

Foglietto addizionale al regolamento di esercizio per l'iofanteria . · - Esercizi ed evoluzioni p·er la cavalleria. Vi è sottoscritto il conte Giffienga, ispettore di cavalleria . - 30 giugno. - Ispezione delle leve. - 15 ottob1·e. - Regolamento addizionale per gli uniformi degli officiali. - 1° clicemb1·e. - Regolamento per le guardie d'~nore, saluti colle artiglierie, aiutanti di campo ed ordinanze. · - 15 dicP,mbre. - Regolamento per l'amministrazione della ~guerra.

205 MISCELLANEA 20 dicembi·e. - Regolamento d'esercizio per la fanteria. Appendice al regolamento d'eserc1z10 per la fantena. . 1818, ,19 maggio. -- Regie patenti di modifì.cazio11e alle tariffe d'ancoraggio. 1819, 7 ottob1°e. -- Regie . determinazioni sulla forza delle brigate. - Formazione della Legione reale leggiera. 1821, 24 gùugno. - Patenti regie con cui si approva il regolamento economico per l'amminis.trazione dell'artiglieria. 1822, 23 agosto. - Regolamento per l'amministrazione e contabilità de' corpi. - Vien ordinata per le prigioni militari la ca:tena militare, la quale cangiasi poi in 1·ealusione mil-it~~e. - 16 ottobre. - Regio editto penale militare. - Regolamento generale del corpo de' carabinieri reali. - 1823, 2,1 g,i ugno. Regolamento pel servizio militare nelle divisioni e nelle piazze. - 23 agosto. - Istruzione per la formazione del 7o contin. gente nelle brigate di linea. . , . . . . .. - Manopere di forza ad uso del corpo reale· d artighena d1 S. M. il re di Sardegna. 1824, 19 giugno. - Regolamento per la uniformità del vestire delle regie truppe. . - Guida de' cadetti del regio esercito negli studi sopra i quali devono essere esaminati; in 2 volumi. 1825, 14 settemb1'e. - Creazione del battaglione cacciatoTi Aosla, soppresso il 25 di ottobre 1831 nel riordinare le brigate ' di fanteria. 1828, 15 marzo. - Istruzioni per la conservazione delle armi nelle brigate di linea ~ nei corpi dei cacciatori. f · _ Vengon sù i dragoni di Piemonte, che nel 1832 uron denominati Novam cavalleria ':l nel 50 cavalleggeri Novarn. .. 1829, 28 febbraio. - Composizione di una batteria da 16 di posizione. - 9 aprile. - Composizione di una batteria legg1era all'in, glese. - Composizione di una batteria da 8 di linea. -


206

MISCELLANEA

- Composizione di una batteria di montagna. 1830. -- Regolamento della marina militare. 1831, 9 giugno. - Regolamento per le pensioni di ritiro a1 militari. - 6 ottobre. .....;.. Regolamento del real corpo dello stato maggiore generale clella regia armata. - Vuolsi una cavalleria spedita, e si cn:a il reggimento cavalleggieri Aosta. · - 25 ottob1·e. - Organizzazione dei corpi di fanteria in 10 brigate di due reggimenti. - 17 dicemb·re. Variazioni alle paghe degli uffiziali. - 22 dicembre - - Variazioni alle pagbe e vantaggi de' bass'uffiziali e soldati delle brigate di linea. - 24 d·icembn - Ospedali militari divisionari. Si ricompon .. -gono con posteriore decreto del 22 qicembre 1832. · 1834, 21 gennaio. - - Sovrana determinazione sopra l'ordinamento del reggimento grauatieri della brigata guardie, - 6 febbraio. - Regolamento particolare-di disciplina pe' cacciatori franchi. · - 8 aprile. - Ordinamento del corpo de' veterani ed invalidi. - 29 aprile. - Regie patenti su' matrimonii di persone militari. - 27 mnggio. Sovrane determinazioni sopra l'ordinamento del reggimento cacciatori della brigata guardie. - 31 maggio. - Abolizione dei pantaloni di panno bigio marengo. - 2 giugno. - Istruzioni ed avvertenze per servire di norma ne1la compilazione de' fogli cli competenza per la spedizione delle · livranze paghe trimestrali a favore de' reggimenti sl. d'infanteria che di cavalleria, de' corpi reali d'artiglieria, del genio, del treno di provianda, del corpo de' veterani e in validi e del corpo franco. 12 agosto. - Sovrano rescritto col quale S. M. instituisce una Giunta di revisione nel real magazzino delle ·merci. - 23 settembt·e. - Regie determinazioni con cui S. :rl'l. sosti• tuisce agli invalidi d'artiglieria i cannonieri veterani. · - Regolamento del collegio pei figli dei militari. 1832, 7 mnrzo. -:-- Regolamento dei letti. ·

hlISCELL.ANEA. 207 - 14 agosto.-Regie determinazioni concernenti all'ammini-

strazione e contabilità dei corpi di regia truppa. - Manuale dell'artificiere del corpo reale di artiglieria di S. M. il re di Sardegna. 1833, 19 gennaio. - Regolamento di servi7,io per le truppe in campagna. - 12 febbraio. - Esercizii ed evoluzioni della cavalleria. - 4 giugn:o. - Riordinamento del servizio sanitario militare per l'armata di terra. - 2-5 gitigno. - Regie determina:òoni e regolamento per la montura, corredo e divise de' corpi militari. - 8 ottobn. - Istruzioni per far seguito alle sovrane determinazioni del dì 9 giugno 1832 relative all'ordinamento della fanteria. - Riordinamento del personale militare sanitario. - 21 luglio. - Istruzione pel campo di pace. - 4 ottobrn. - Modificazione sugli spallini de' zappatori . e minatori. - 18 ottob1·e. - Regolamento per la manifattura e la sala d'armi. - 21 ottobre. - Regie determinazioni sul treno di provianda. - 23 oltobre. - Sovrano rescritto con cui S . M. sostituisce gli zappatori veterani agli invalidi del genio. 9 dicembn - Regolamento d'esercizio per la fanteria. - Manuale pratico del zappatore per i lavori di assedio ad uso delle tmppe del corpo reale del genio. 1835, 3 febbraio. - Sovrano rescritto per alcune variazioni alle divise del reggimento Piemonte cavalleria: - 14 e 21 ma1·zo. - Sovrane determinazioni sopra le distribuzioni è consumazioni delle munizioni da guerra occorrenti ai corpi diversi dell'armata. - 31 marzo ..:.... Decreto sugli allievi militari di medici'na e chirurgia. - 19 maggio. - Determinazioni di S. M. relative alla distribuzione de' fucili alle regie truppe. - 30 1naggio. - Determinazioni di S. M. relatiye alle riparazioni ed altre opere a farsi attorno agli edifizi addetti al ser-vizio militare.


208 MISCELLANEA - 23 novernln'e. - Regio rescritto per una nuova forma di letti. ~ Regolamento delle istruzioni pratiche dell'artiglieria, voi. 3.

1836, 9 gennaio. - Sovrano retcritto con cui S. M. riordina ;_battaglione de' cacciatori franchi, ed istruzione sopra le assegnazioni e traduzicrni d'uomini òai corpi dell'a rmata al battaglione anzidetto. - Abolizione de' sergenti r revosti. - 15 marzo. - Regio brevetto pel dPposito ne' reggimenti di cavalleria, e pei soldati provincia.li. - S'incomincia l'ordina.mento de' bersaglieri, oggi, da modesto nascimento di 2 compagnie, portati a 16 battaglioni. - 3 maggio. - Istruziqne per le surrogazioni. . - 28 rnagg·io. - Rescritto sovrano concernente la disciplina del corpo de' cacciatori franchi. - 8 otlobi·e. - Determinazioni relative agli spazzini e salnitrai. - Regolamento delle istruzioni pratiche d'artiglieria. 1837, 7 febbraio. - Pregane per il reggimento cavalleggieri d i Sardégna. - 11 luglio. - Regie patenti colle quali S. M. approva e manda osservarsi l'annesso regolamento per il servizio che concerne alle opere di fortificazione ed alle fabbrìche militari. - 16 dicemb1·e. - Edit royal et réglement général pour la levée militaire. 1838, 16 gennciio. :-. Regolamento per l'esercizio e le evoluzioni della fanteria, vol. 3. - 19 novembre. - Istrnzione sopra il governo e l'amministrazione del vitto ordin ario dei bassi u ffiziaTi e soldati. - Collegio pei figli de' militari in Racconigi. 1839, 29 gennaio. - Regolamento del servizio sanitario per la regia marina. .. - 4 magg-io. - Sovrani provvedimenti relativi all'ordina· mento della fanteria ed istruzioni pe!-' l'esercizio loro. - Provvedimenti sovrani relativi alla regia Accademia milita.re. - 7 maggio. - Regolamento per l'amministrazione e la con· tabilità della regia mili.tare Accademia.. - 19 ottobt·e. - Regio biglietto per le annua.li rassegne dei

209

'M! SCELL!NE.l.

"-soldati \emporari provveduti di congedo illimitato non che di quelli ascritti alle classi di riserva. . .. 1840, 28 giugno. - Itinerario degh Stati m terraferma ad uso e norma dell'amministrazione militare e civile. _ 18 agoslo. - Regolamento di disciplina militare per le truppe di fanteria. . _ Regoh.1.mento di disciplina militare per le truppe d1 cavai· ileria ed artiglieria. - Sovrani provvedimenti relativi al corpo del treno di prov ianda. · - Codice penale militare'. , _ . 1841, 23 febb·mio. - Regolamento della scuola d1 marma. _ 8 giv-gno. - Sovrani provvedimenti relat1v1 al corpo reale .d i artiglieri2..

.

.

__ 21 settembre. - Regio v iglietto prescnven.te una nuova foggia di fornelli per fare il ra ncio delle t ruppe_. . . . . - 18 novembre. - Sovrani provvedimenti relat1v1 a1 reggimenti di cavalleria.

_ 23 dfoemb-re. - Soppressione de'tcoenti colonnelli ne' corpi attivi. __ Nonne per l'istruzione degli allievi del collegio de'figli dei n:ilitari nei p rincipii della scuola del soldato. . . . 1842, 29 ma1·zo. - Regolamento per l'arom1mstraz10ne e la contabilità dei corpi m ilitari della regia marina.. , , _ 8 ottob1·e. - Programma delle m aterie di studio e di esame per coloro che saranno .ammessi agli esami per sottoteneo te nella fanteria o cavalleria. ]843, 3 gennaio. - R egie paten ti sul!.e surrogazioni ~ilitari. _ 3 api·ile. - Regio vigliett? sull'armamento, v~stuneoto e corredo drl corpo di artiglieria e del corpo del tre~o d1 pro_vianda. 1844 2G novembi·e. - Sovrani provvedi menti relat1v1 al col• leaio i;stituito a Racconigi pei figli de'militari. . 0 1845,20 settembre. - Sovrani r rovYediroen ti relativi alla regia scu ola di equitazione. 1847, 7 dicembre. - Sovrani provvedimenti intorno all'avanzamento degli uffìziali di ogni grado nell'esercito.. _ 1848, 17 febbraio. - Istruzione per la scuola d1 scl1erma con la baionetta. AliNo lV. Voi. Il -

14


210 -

-12 settembre. -

cavallo. - 27 riovemb1'e. la fanteria di linea.

Istruzione pronisoria da bersa,,liere per 0

tabilità generale dello Stato. - 21 ap1·ile. - Soppressione del reggimento cavalleggeri. di Sardegna.

tare per l'armata di terra iu campagna.. - Rei::olamento. per gl'in,ento.ri' del materiale d'artiglieria. 1849, 23 gennaio. - Istruzione per gli esercizi ,,.innastici. - Dai dragoni e cavalleggeri lombardi provenn; il reggimento cavalleggeri Sa/uzzo.

. 1850.' 15 maggio. - Co'tre squadroni delle guide si composfl 11 reggimento cavalleggPri 1llonferrato, e fu ordinato l'altro cavallegguri Atessand1'ia, dopo il riordinamento di tutta la cav alleria aì 3 di geo uaio.

~ll

1853, 26 febbraio. - Modificazioni al corpo delle artiglierie. - 23 marzo. - Legge sull'amministrazione centrale e la con-

- 28 novembre. - Regolamento del servizio sanitario mili-

-

MISCELLANRA

ll!SC8t.L A:-illA

Modificazione alle t uniche. Furono ordinati 3 squadroni di guide a

25 e 30 agosto. -

·

27 giugno. - Legge pron-ida intorno alle giubilazioni delle

persone militari dell'esercito. 1$51, 20 giugno. - Legge :-;u la giubilazione delle persone militari chJl'arrnata.

- 1° ottobre. - Riordinamento delle artiglierie. - 3 nO'vembre. - ?\uorn ordinamento della regia scuola di manna. - 26 rt0vemb1·e. - R icomposizione d1 comandi militari. 1832, 19 ma-r:::o. - Riurdinamento generale delle fanterie e della cavalleria, ed abolizione della brigata Guardie. - 30 ma1·zo. - Sono sciolti gl' invalidi di Sardegna. - 25 maggio. - LPgge sullo sta to degli ufHziali. - 28 maggio. - Legge !-Ulla ritenuta e sovratassa sugli stipendi e niaggiOrÌ assegnamenti. - ,1 z,,.tglio. - L egge ch e abroga la sostituzione di pene a favore degli uffizia li. l l lu9lio. - Legge sulla riforma delle persone militari. - 26 agosto. - ilodificazioni al regolamento della. R. scuola di marina. - 17 oltob?·e. - R egolamento per l'esercizio e le evoluzioni della fanteria di linea. - Il dicemb1·e. - Riordinamento del personale e del ser• yi,.io militare sanitario.

· - 11 settembre. - Riordinamento della reclusione militare. - 26 settembre. - Ordinamento de'commissarii di guer1·a.

- 13 -novembre. - Legge sull'avanzamento dell'esercito, modificata dalle altre leggi del 4 di aprile 1855 e del 30 di rnar;;o 1856. 1854, 2.0 marzo. - Legge fondaru en tale e regolamento sul reclutamento doall'esercito. 1855, 28 ap'l"ile. - L egge su i renitenti e contumaci (1·éfrnclaircs).

1856, 14 dicembrn. -Si compone, dopo la guerra della Crimea, il battaglione dell'amministrazione militare. 18577 13 marzo. - L egge del Parlamento sulla polveriera di Fossano.

- 5 ap?'ile. Legge sulla fonderia e decreti del 31 maggio e 27 giugno. . - b giugno e 4 luglfo. - Leggi su le caserme de' Gram in Casale e della Gamberina iri Alessandria, -

Collegio militare di Asti. Sono istituiti gli aiutanti del genio in luogo degli assistenti_ Caserma P errone in Novara. _ .. 4 luglio. - Legge con la qnale si assegnnno 44 mila e 800 lire per \'ad_a ttamento del fabbricato di Santa Croce ad m o di ospedale militare. . . - 13 luglio. - M aggiore estensione data alla chiamata de1 coscritti di seconda categoria. Legge davvero 8apioote e utilis• sima alla indipendenza nazionale. - 19 luglio. - Viene coordinata l'istruzione militar~ secon~ da ria con la primaria in modo da agernlare il passaggio dP?!i a lunni del colJeaio m ilitare d1 Asti alla militare accadt:mia, o d' assicurando permanen tP-mcnte a questa un maggior numero 1 alunni. - 17 riovernbn - R egolamento pel servizio e la contabilità delle biblioteche militari.


2]2 ll!SCELLANEA 1858, 25 febbraio. - Decreto di scioglimento e ricostituzione della regia militare accademia, ed obbligo di arrnolamento. - 14 apr-ile. - Viene ordinato un nuovo carro da batterie. - 17 l1,1,gtio. - Legge per l'acquisto delle artiglierie di getto e fusione d<::lle statue di Pietro Micca e di Balilla. - 2 8 novembre. - Aumento di pag,i ai sott'uffiziali e soldati de' cara binieri 1859, 16 ap1·ile. - Il fondo della liberazi0ne è fissato a 3,500 lire, ol tre a 1100 lire per fondo di p)assa e corredo. - 7 giugno. - Il battaglione 1·eal navi viene ricostituito a reggimento composto, di 18 compagnie intere e 2 di deposito con 42 ufficiali e 1350 soldati. - 21 giu gno, 3 setlemb1·e, 7 ottobre e ~2 novembre. Riordinamento e ampliazione delle artiglierie dll- 20 a 32 bat. terie. - 5 luglio. - Ordinamento delle divisioni militari di Lom' bardia. - 29 agosto. - R iordinamento delle direzioui del genio. - 9, sellembre. - Gli 11 battaglioni dei beraaglieri sono por. tati a 16, - Il corpo franco è ridotto a ~2 compagnie' con 14 uffiziali e 62 indiviJui fissi . - 17 settembre. - Modificazione al decreto del 5 di luglio innalzando a d i visione militare la sotto divisione di Brescia. - 27 settembre. - Formazione del 5o squadrone di deposito ne' 12 rnggimenti di cava lleria.. - lo ottobre. - Pubblicazione del cod ice penale militare. '7 ottob1·e. - Si, crea il comando militare del circondario di Canneto sotto Brescia. - Aumentata la marineria da guerra di 26 ufficiali. - 19 ottobre. - I quattro reggimenti di cav a lleiia grave tolgono il nome di corazzieri, ma rimangono armati_di lancia. - Flottiglia sul lago di Garda. - 20 novembre. - Aumento di paga a tutti i sott'ufficiali dell'esercito. - Creazione dell'avvocato generale militare. - 2'7 novemb;•e. - Circoscrizione delle divisioni militari, pro• vinoie e oircondarii.

MISCELLANEA

2 13

_ te sotto divisioni militari di Novara, Nizza e P avia hanno il loro tribunale militare. _ È ordinato il disarmo ed abbando no del forte di S. Antioco in Sardegna. . . - Aumento dei quadri del personale contabile del G_emo.. _ Cessazione del tempo di guerra per la gmstiz1a 1111htare. _ 3 dicembre. - È promulgata una nuova edizione del Co• dice penale militare. . . . . _ 3 e 7 cl·iccmbre. - E chiamata sotto le armi la nuova leva del 1838, e sono licenzia.te le due classi del 1830-3 1 dei v>J.rii corpi. . . . . . . ,. . b J _ 8 dicembre. - Istruziom sui viven a1 com011ssarn a ore o delle regie navi ; - approvvig ionamento e conserv_azione dei lviveri-per le sussisten7.e degli equipaggi e passeggen. . . _ 10 dicembre. - I militari lombardi, già al serviz10 nella cavalleria austriaca, sono ripartiti fra i varii reggimenti di cavalleria sarda. · b1'e. _ Regio decreto che aumenta il soldo ai sot· _ 18 dtccm tnffiziali delle regie navi. . . . . _ R eg io decreto che sopprime il quartiere mantn mo di Diano marino, e ricostituisce quello di Sestri•Levante. . . . _ Regio decreto portante l'istituzione _di due battagl1001 di deposito di fanteria in Cagliari ed in Sassan . . . . . . .· . _ R egio decreto sul personale degh stati maggiori div 1s10nar1 e vantaggi relativi. .. . _ Regio decreto che sopprime il comando militare d1 _s. Ant ioco (Sardegna) e crea quello di Rocca cl'Anfo (Lorn barclia). _ Re.°'ÌO decreto porta nte il quadro gradua.le del personale dello sta~o maggiore delle piazze, coll'assP,gnamento delle paghe e vantaggi per ogni. grado. . . .. . . _,_ 20 dicembre. - Istituzioni di ospedah n11htan sul piede di pace in ì\'lilano, Brescia e Bergamo. . . . _ '21 d-icembre. _ R egio decreto . relativo alla cessaz1on_e dei vantaggi di c'ampagna ed al sopprassoldo in sostituzione dei me· desimi. _ 22 dicembre. - SostiLuzione allo zaino di corame nero .per la fanteria uno a pelo, come è in uso nelle arma_te fra ncesi: . _ Nuovi model_li di gualdrappe per ufficiali superiori cli fan tena.


214

MISCELLANEA

- 2 3 clicemb1'e. - I militari p , · ·d 1 -. delle classi 1830 1831 183'> l8;rement1 a serv1z10 austriaw r· •. . ' ' . ,..., non possono essere diretti ai egg1mcmt1, a rneno che siano disposti ad ultimare sotto le •. . armi 1a loro ferma provinciale. - -- Regio decreto che stabilisce un soprassoldo "nn 1· flì · I d· · · · ' " no per g 1 u lCla i art1gltena destinati a speciali incumbenze d' 1 . el servizio del rn·atena · 1e. J e 1rez1one P - Soppressione del!' u ffi CIO . d'Intendenza m1. lt - 24 d. dicembre. 1, are 1 Nuoro (Sardegna). 30 dicembre Reo-io dee et I b·1· . . J. . · o r o c 1e sta 1 1sce 11 quadro o-ra0 d u,t e numerico del persona le deli'amm1mstrazione · · centrale dell" guerra. "'

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PRINCIPALI BATTAGLIE COMBATTUTE IN ITALIA.

· 1176, 29 magg·io - LEGNANO. - Tedeschi e Lombardi F ederico Barbarossa e Eriberto. 1268, 26 febbraio -"'.' BENEVENTO. - SYevi e Francesi - Manfredi e Carlo d'Angiò. 1%8, '23 agoslo - T,1GL1Acozzo. - Svevi e Francesi - Corradino · e Carlo d'Angiò. ' 1282, 31 marzo - VES PRO S1• 1LuNo. - Francesi e Siciliani . • 1495, 6 luglio -FoRNQVO. - Francesi ed Italiani - Carlo VlII e Francesco Gonzaga con Galeazzo di S. Sev. 1502, 9 aprile - RAVENNA . - Frao.cesi e Italo-Ispani - Gastone d1 Foix (morto) e Pietro Navarro. 1503, 28 aprile - CERIG'<OLA. - Francesi e Spagnuoli Luigi di Arrnagnac dnca di Neroours e Consa.lvo di Co,do,·a. · 1509, 14 maggio - GrARADADDA o Ao,;,ui,:LLO. - F rancssi e Veneziani - Ciamonte e Ba rtolomeo d'Alvìano, 1513, 6 g'i11,gno - No,ARA. Francesi e Svizzeri - La Tremouille, Trivu lzio e Iacob Mottino. 1515, 13 e 1'1 sMtembre - l.VlARJGNANO. - Franco-Veneti e Svizzeri - Tr ivulzi e ·il cardinale di Lione. 1525, 24 febbraio - PAvu. --- Frnncesi e imperi.,ili ·- Fran· cesco I e Carlo V.


216 .MISCELLANEA. 1530, 2 agosto - GAVJNANA. - Imperiali e Fiorentini - Fili, berto d'Orange e Francesco Ferruccio. 1544, 14 aprilt - C.ERESOLE. - Francesi e Imperiali - Duca d'Enghien e Marchese del Vasto. • 1690, 18 agosto ~ STAFFARDA. - Francesi e Piemontesi Cattiuat e Vittorio Amedeo II. 1693, 4 ottobre - MARSAGLIA e ORBASSANO - Francesi e Piemontesi - Cattinat e Albergot e Vittorio Amedeo II. . 17~2; 15· agosto - L11zz,-RRA. - Gallo-Ispani-Savoiui e Tedesch1. · 1706, 7 settemln·e - TORINO. - Francesi e Piemontesi Duca di Vendòme e Eugenio di Sa-raia. 17?4, 25 maggio - BITONTO. - Spagnuoli e Tedeschi Marsm (m01·to) e Vittorio Amedeo IL ~734, 29 giugno - PAJtorA. - Gallo-Ispaoi-Savoini e Tedesclu - Montemar e Giulio Visconti. 1734, 19 settembre· - GuASTALLA. - Franco-Piemontesi e Tedeschi - Carlo Ema:nuele III e Koniasch o ., 1734, 8 febbraio - CAMPOSANTO. - Austro--Piemontesi e GalloIspani - Carlo Emanuele III e Gages. 1743, 11 agosto - VELLETRr. - Napoletani ed Austriaci Castropignano e Dnun. 1744, 30 settembre - lWAoONNA DELr,'Or.Mo. - Piemontesi eGallo-Isp~ni - Carlo Emanuel~· III e Conty. 1746, 8 dicemb1·e - GENOVA. - Genovesi, e Austriaci. 1747, 12 luglio - AssmTTA. -;- Plememtes-i: e F rancesi - Ca-· cherano ,ìi Bricherasio - Bellisle (morto) . . 1796, 12 aprile - MONTENOTTE. - Austriaci: e Franeesi Argenteau e Bonaparte. - 13 ap1·ile. - lVI1LLKstMo. - Pif.lmontesi e Francesi· Colli e Angereau. - 14 aprile - Dr,:c;o. - Austro-Piemontesi e Francesi. - 21 aprile - Moi,novi. - Piemontesi e Francesi - Colli-· e Bona parte. - 10 maggio - Loor. - Francesi e Austriaci - Bonaparte· e Beaulieu. - - 14 novembre - ARCOLE. - Austriaci. i Francesi - A.1~dnzi e Bonaparte.

~1'1 irrnc;ELLANEA. -Al1797, 14 gennaio - R1vou. - Austriaci e Francesi vinzi e Bonaparte. 1798, 14 dicembre - Cu.RTA CASTELLANA. - Francesi e Napoletani - Championnet e Mach. 1799, 15 agosto - Nov1. - Austro-Russi e Frap.cesi - Suwaroff e Ioubert (mo1·to). · 1800, 14 giugno - M.urnNGO. -Austriaci e Francesi - Melase Bona parte. Francesi e Austriaci - 25 dicembre - Pozzow. Brune e Bellegarde. 1806, marzo - CA11POTANESE. Francesi e Napoletani Regnier e Damas. . . . - 18 l1~gl'iO - MAIDA. -::- Francesi e Anglo-S1cuh - Regoier e S te"'.arel. . 1808, gennaio - SEMINARA e M1LETO. - Francesi e Napoletam - R8gnier e Fi lipstall. 1815, 23 maggio - MACERATA. - Austriaci e Napoletani Bianchi e Murat. 1821, 7 m a?'ZO -- RrnTr. - Austriaci e Napoletani - Frimont e Guglielmo Pepe. . 1848, 30 maggio - Go1TO. - Austriaci e Piemontesi ~ Radetzky e Bava. - 26 luglio - Cusroz_A. - Austriaci e Piemontesi - Radetzky e Carlo Alberto. , . - 4 agosto - MILANO. - Austriaci e Piemontesi - Radetzky e Carlo Alberto. _ . . . 1849, 2a marzo - NoVARA. - Austriaci e Piemontesi - Radetzky e Chrzanowshy. . . _ 1859, 20 maggio - MoNTEBELLO. - Franco-Itaham e Austriaci - Forev, Sonnaz e Stadion. · - 31 maggi; - PALESTRO. - Italo-Franchi e A'ustriaci Vittorio Emanuele II. - 4 giugno - Mua,NTA. - Franco-Italiani e Austriaci Mac-]Vlahon e Giulay. - 10 giugno - MARIGNANO. - Francesi e Austriaci - Bara• guey d'H illiers e Benedeck. - 24 giugno - SAN MAI.TINO E SoLFERINO. - llalo-Francesi e Austriaci - Napoleone III, Vittorio Emanuele JI e Fraoc@sco Giuseppe.

..


219 Rammentiamo di non esser puramente nostro il modo m;ato in Italia di distinguere là grande e la piccola tattica, la grande e la piccola guerra, il g rande e il ·piccolo stato maggiore. Lo stato maggiore si comporrà: l" Del generale suprEmo, chiamato a modo francese gene·rafo h!!SCJ;LL ANE A

in capo;

ISTITUZIONI MILITARI.

DELLO STATO MAGGIORE' DI UN ESERCITO.

Per defrni1e il vocabolario dello :,tato maggiore in .quanto si riferisce all'arte della guerra, gnardiamo un po' come si compone cotesto pregievol issimo corpo in campo, e a quali incumbenze ne vengono chiamati gli uffiziali. Noi dun_que intenderemo parlare di quella sezione dello stato maggiore, che chiameremo ta.ttica, potendosi l'altra domandare geodetica e topografica. La tattica moderna st è ingrandita come una teorica nuova col nome cli strategìa, e con for male semplicissime risolve gli intrigati problemi degli eserciti, venendo in suo aiuto la per• fezionata topografia militare; cosicchè strJ.tegia, tattica e topo· grafia sono le parti su blirm dell'arto militare. E per cotesti vo~ caboli sare bbero u tili gli esempi; poichè, essendo moderne clot~rine, non ancor ve,nne foori in Italia libro milita re au torevole rn fatto di scienza e dì lingua a un tempo medesimo. Il Racchia e il Giustiniani scrissero piuttosto in francese in Piem onte, nè sempre lo Sponzilli di Napoli ha im br,occato 11el segno.

2° D el capo dello stato maggiore, cui afoune volte come nel~ l'~sercito francese in Italia nel 1859, si d1t il nome di maggior g,,merale,. che fu il maresciallo Vaillant. . . . 30 Del comandante le artiglierie, al quale sono affidati 1 pardu delle munizioni e tu tte le matèrie di guerra; 4; Del comandante degl'ing~gneri, e da lui dipendono i parchi de' zappatori e minatori; 5° Del direttore dei lavori topografici; 6° Del gran prevosto o preposto, o comandante dei carabi~ nieri reali che ba l'officio cli vegliare alla esatta esecuzione ·de1 bandi militari e che un tempo ~vea ,sotto cli sè il capitano d.i campagna, cioè il capo de' prevosti, e i' prevosti dei terzi e delle compagnie, come ne discorrono il Cinuzzi e il Melzo; . . 7° Del coinandante del traino o dei bagagli e trasporti m1• ]itari, pari ai biarch i dei Greci, i questori o Jogisti de' Romani·; 8° Dell'anditore di guerra o auditore del .campo, o auditore genera.le che è il capo della giustizia militare. In Napoli si chiama' com messario del Re, ed io Toscana fu introdotto il modo più logico di commessario della legge, cbe rimase , poicbè si ebbe puclorE: di struggt>re quello che non è figlio del parteg• giare e delle passioni, ma dèlla giustizia e della ragione; 9° Del commessario generale di guerra detto alla francese Commissario ordinatore in capo, o anche intenclente generale di armata a modo nostro, quegli il quale negli ordina menti del secolo xvr e xv11 clicevasi collaterale o contatore e aocl;1e meglio provveditore generalo, apparteoerlte a quel corpo che fu chiamato alla spagnuola az·ienda di gue7'1'a dal verbo hacer (fare) degli Spagnuoli ; · I O. Del medico-capo sul servizio della sanità militare; 11. Del direttore generale delle sussistenze o delle annone ~ Hl. Del tesoriere o pagatore o cassier generale; 13. Del direttore degli equipaggi del tesorJ ;


2.2°0

MISCELLANEA

14. l)el direttore delle poste; 15. Del capo della segreteria e della stamperia o litografia se ,,e ne fosse; 16. Del guardiano del parco dei -viveri. Le incumbenze dello stato maggiore, sia deputato al genera• lissimo o a un corpo d1 esercito o a una legione , sono le se• guen ti principali. I. R iconoscere il campo della guerra e prepararsi, o come di• con'o i Francesi, fai1•e les preparn)tifs. H. Mosse e fermate, cioè condurre il cammino, o francescamente clù·igere le marcie. IIL Dar le guide alle ordinanze, cioè alle colonne, le scorte ai convogli e alle casse. IV. Campi, parchi, riserve, ospedali, magazzini, canove, che in Francia chiamano dép6t o magasin des vivres. Insomma è debito dello stato maggiore distribuire o com partire i quartic~ri che i France'\i dicono clistribuer les qv,artier, assigner les cantonnements, tener d'occhio il vettovagliamento, cui i regolamenti di Francia dan nome di app1·oimisionnement e di 1·avitaillement, l'accampare, l'attendare, lo sloggiare o diloggiarc, ovvero d1salloggiare, cioè più nobilmente levàre il campo, che alla francese direbbesi malamente decampare. V. Ordine annonario e sanitario, i modi di rompere le:: vettovaglie (inlercepter les vivres) e lèro scambio. VI. Stazioni postali. VII. Prigionieri, disertori, esploratori e spie, salvaguardie e sai vacondott1. VIII. Passaporti, licenze e gite, attestati e ordini giornalieri. IX. Comunicazioni e corrispondenze. X. Trattati @ ac<.:ordi, tregue e sospensioni o armistizi. disdette, cioè ~Ila francese denunzie delle ostilità. XL E finalmente tutti i lavori topografici della guerra.

- - - ·c>~-ea-•--

ARCIIITETTURA MILITARE.

DEL CORPO DEGL'INGEGNERI MILlT A.RI JN PIEMONTE.

.. d e1 2"'u d1· aprile 1727 Vi ttoriçi Amedeo "'O II creò Con d1~p~cc10 l il corpo degl'ingegoeri ' i quali non furono allora c~e o '. a . . componevas1. d·1 "opravveste colore turchrno chiaro cui. d1v1sa ~ . .d 1 . . . , Ila e bottoni d'ar"ento, calzoni stretti e con mostregg1atnra g13 o , medesimo colore, ìunghe uose di panno nero, cap~ello a t re pun~.' come tutti gli altri ufficiali, ed uno spadino con impugnatura 1 0 aro-ento. · fu mutata nell'anno 1775' e ·m quelia ord'manza La quaIe a·1v1sa si legge: • . . · t ~ Le corps roynl des ingénienrs aura 18s paremens, re,- ers e • · d u bi ure eh amo1·s' boutons et boutoncollet de velours cramo1s1, . t a ·o-ent le bord d u cha peau n 1· èrcs alternat1verner:t en or e en Io , ' et argent, mais toujours st.nvant · Je mo dèl c11\ galon mèlé· d'or

militairc.• . . b G' seppe Ne fu capo col titolo di primo ingegnere il ce1e r_e iu . Ignazio Bertola tortonese, i.1 qua le dopo aver costrmta . la l c1ttadella di Alessandria, a dì 11 ùi marzo 1735 ; fu rnna zato a1


222 MISCilLLAN!lA grado di brigadiere. Vi si contavano il luogotenente colonnello Vittorio Amedeo J;.,amarchia e due maggiori Giuseppe Antonio Marot e Ginlio Cesare Bessone, i tredici capitani , Antonio Maurizio Marta, Carlo Antonio Falconet, Antonio Gmbert Giuseppe Gioro-0 io Fallet, Bernardo Pinto. F rancesco Franchino' ' ' Paolo ' Andrea Ardussi, Giuseppe Lodovico Rocchetta, Augusto La Vallea, Paolo Albaro Alfass 10, Antonio Qnadro, Giambattista Chiesa, Gaetano Marchiotti e quattordici luogotenenti. Il Bertola g;à aveva nel 1721 scritta la sua opera, ancora a penna negli archi vi del regno, intitolata: Repertorio di fortificazioni, ed era già stato ch:amato a innalzare le fortificazioni di Essiglie, talmentechè meritò il titolo di conte di Essiglie. Ma propriamente nel 1752, il dì 10 di lno-Jio o-J'ino-eo-neri O ' b o O militari presero posto nell'esercito e si compose la soldatesca nominata Legione d'accampamento, che fu capitanata dal conte F ilippo N1colis di Rubilant1 fratello maggiore di Spii'ito. lVIorto bel 1i65 il Bertola, gli successe Giuseppe Ferdinando Pinto conte di Barri; qnindi Ignazio A ndrea Bozzoli110 diventò (.'apo del corpo, anche col grad0 di brigadiere. Dal 1788 al 1801 fu luogotenente generale e primo ingrgnere mili tare il suddetto cavaliere Spirito Benedetto Nicolis di Robilant. Ne1la rista.orazione prese il comando degli ingegneri militari, cm fu dato il nome francese di Genio, il generale Bara bino; e con d•;creto del 25 di maggio 1815 fu ordinato il corpo di zappato1i e minatori, molto esseodosi da allora lavorato e nelle fortificazioni di Genova e in quelle di Bardo e poi nelle al tre di Viuadio, sospettandu del fittizio nemico di ponente, sino ai giorni nostri, in cui meglio guardando in viso al nemico nat urale di levante, si accrebbero i propugna.coli di Alessandria e di Casale ed ora ci afforziaruo sul Mincio.

DELLE FORTIFICAZIONI DI CIVITA VECCHIA. Dopo la guerra di Otranto, Sisto IV [n , il primo ehe pensò a fortifi..:are maggiol'men te Civitavecchia. Il qual pensiero fu mandato a compimento per opera del nipote che diventò papa

l!ISCELUNEA

. 223

col nome di Giulio Il, ch iamando Bramante a costruir la forti"zza, bellissimo modello di ri:1iliLare architettura nel trapasso dell'arte dai metodi e dai magisten antid1i a' più recenti, la quale pel grnve e severo suo stile e robustezza , chiama l' occ!.iio degli esperti ingegneri. Il celebre Michelangelo finì il rrH1sch;o 01.t.angolare ben diverso dagli altri bastioni rotondi, ma più fiero ed ardi10, e per la ricca cornice, e pel gran rilievo de' festoni e di gigli ornatissimo. L<::one X approvò il disegno di Sangallo per fortificar tutta la città di muraglie baslionate alla moderna; quind i in Civitavecchia ed a Sangallo nd 1515, non in Verona e al Sanmicheli nel 1527 si potrr,bbe per avvenLnra attribuire il primato dei moderni bastioni. · Ma anca questo rimane un problema insoluto nella storia della arèhitetturlt militare, dappoichè alcuni credono inventati i bastioni per la difesa di Otran~o, altri invece tengono primi bastioni quelli .eretti in Torino nel secolo xv. Sopra il disegno medesimo furon continuate le fortificazioni con tutte q1.1elle ragioni di faccie, e fianchi, e gole, e rondelli, e panipetti , e piallaJorrne , e casematte, <:, fos!'ìi , e rivellini, e cammini coperti , eù ogni altro argomento d'ingegneria. , come s1 conveniva alla gran mente del primo architettare e degli altri sonu~i che pari al Serbelloni, ali' Agamonte del Bosco e al Mar;ulano per diversi tempi lo seguirono. F ra le molte opern esterivri di aJJorzameuto, si fece nella prima metà .del secolo :i:nr un tanaglioue d'enorme grandezza, o come lo chiama no opera a. corno, per coprir la porta roma na e tenerne loutani gli approcci, di che faremo cenno appresso. Nel secolo xvi , suonando tutto intorno all'Italia l'armi dei Turchi, e postisi i papi a capo della comune difesa ·tra i principi cristiani, divenne Civitavecchia centro della militare marineria pontificia. Qua· fregate, galere, vascelli , marinari, fanterie, cavalli, arsenali, canove. li conte dell' Anguillara, Carlo Sforza· F la minio Orsini, Paolo Vettori, Marcantonio Colonna, il Pucci, il Magalotti, il Bichi, il Rospigliosi e tanti altri, presero posto per atterrare la m<Jzzalnna degli Ottomani. · Allora la citti:t e il porto di Civita.vecchia divennero convegno di armamento navale.


°224

MISCELLANU

E lasciando le storie antiche, oggi i viaggiatori pm;sono considerare in Civitavecchia la grande gittata nell'antimurale, le sue batterie fioregg1anti, la torre del fanale, il fo!'tino del Bic- c hiere di antica opera reticolata, la fortezza del Bramante, il mastio del Nlichelangelo, i primi bastioni alla moderoa disegnati a fianchi doppi, cioè coi fianchi ritirati, da l Sangallo, l"arsenale del Bernini, la fontana sul porto del Vanvitelli, le costruzioni della rocca vecchia, il palazzo' del governo, le stanze di Giulio II di Pio IV, la darsena e i magazzini della marineria, e quivi sul lido il bizzarro e squisito lavoro dei mascheroni di bronzo, <loode pendono le grosse andla dello stesso metallo per dar volta alle gomèlle dei bastimenti, il lazzaretto, i granai dell'annona, l'antichissima p'.lrta denominata dell'Arçhetto, que' rampari del medio evo che chiamano il Torricne, il fortino San P ietro alla bocca di ponente, il Gregorianp a botta di bomba, col pozzo concentrico, il teatro di Traiano, la gran caserma del Ma.rchionni, l'edificio dei forni pei biscotti della marineria, le terme Taurine e il magnifico acq LJedotto d'opera romana che in più tempi ristaurato e degno di ruigtior mantenimento, porta ancora da venti m ig lia. le purissime e fresch issime acque alla città. Sopratutto gli architetti e gli ingegneri militari quivi h_a nno a considerare le fortificazioni che dai tempi romani a quelli di mezzo e insioo ai moderni vi si conservano, essendo opere di ogoi maniera, e tutte primitive e bellissime, talchè in quella città si presenta tutta quasi la storia dell'arte di fortificare 'le c ittà. Memorabile fu l'assedio di Civitavecchia del novantanove. Innocenzo XII cercò accrescere la prosperità commerciale in Civitavl?.cchia quando cominciavano a chetare le guerre e a ded inare la potenza ottomana. Allora furon r innovate ed estese le franchigie del porto, la città venne ampliata, sorse il borgo , si andò ristaurando gli acquedoui: e sarebLesi, con tanta grandezza di Stato e di porto, incarnato il disegno di fare un grande emporio in Civitavecchia e ti raevi il traffico e liberarsi dalle ·~ervitù, se non l'avessero con anifiziosi maneggi e segreti tranelli impedito le·gelosi~. Ciò non pertanto , a vantaggio di questa parte d'Italia, poichè i s ult;ani d'Oriente avevano smesso il vezzo delle invasioni, stet•

e

MISCELLANEA

225

tero i Civitavecchiesi con una mano a combattere la pirateria minuta d~gli Africani, e coll'altra a crescere il traffico e a favorire l'apprododei bastimenti al loN porto. I legni d'ogni paese venivano ai suoi scali ov'era-no i consoli di tutte le nazio·ni, e siccome nessun straniero ardiva al!ora condurre b nave alla temuta foce del Tllvere, niuno rimontava iÌ fiume malsano sino a Roma. Solo i Civitavecchiesi con cinquanta e p iù tartane di legname del paese, e nel paese stesso costruite e dai marinai del paese equipaggiate, tenevano aperto il commercio della capitale e . i magazziqi dell'annona, talmentechè il popolo romano non affamasse, ed avevano capitani speri1~entati, e case di ragioni ricche e onorate in tutte le piazze d'Europa.

ANNu I V. Vol. Il

15


226

Francia. .A. vele. -

STATISTICA MILITARE.

I. Marinerie d:1 guerra d'Europa. Il. Bilanci della guerra nei varii Stati.

4-0

Vascelli (da 120 a 80) Fregate (<la 60 a 40) . Corvette (da 30 a 24) Brigantini {da 20) Avvisi (da 16) . . Golette . Cannoniere e bom b:mlieri

50 20 30

24 50 15 20

Corvette di sopraccoll.o Trasporti .• • . • .

30

I. Tota.le

MARINERIE DA GUERRA D'EUROPA.

. 289

37 50 18 79

A ,vapo?·e.-Vascelli a elioe Fregate . . Corvette e golette

InghiltmTa,. A vele. -

49 65

Vascelli Fregate Corvette Brigantini . Golette. Trasporti .

23 51 46 29

Avvisi

5

Datterie e;alleggianti

20

Cannoniere . Barche 'cannoniere

'8

T rasporti . . . .

20 Totale

Totale ,

. 263 Totale generalo

A elice. - Vascelli Fregate Corvette A 1·uote. - Fregate e corvette Golette Trasporti .

46

. 237 .

526

Sp11gna.

122 40

Totale

_Totale generale Vi sono 7000 marinai e 1431 cannoni.

:

293

556

l\'a'DÌ ad elice~ - Fregate 7 con 155 cannoni. · Golette ca!moniere 12 con 24 cannoni. . 1'\1avi a i·uote. - Fregate 3 con 42 cannoni. Corvette 7 con 42 cannoni. Avvisi 1I 8 con 48 cannoni. Totale delle navi a vapore 41.


228

MISCELLANEA

Fregate 4 con 156 cannoni. Golette ~Corvette 4 con 100 cannoni. Brigantini 9 con 140 cannoni. Trasporti 1 O con 24 cannoni. Navi guardacoste 67.

Austria. A vela. -

Nelle Filippine ha la Spagna 35 navi pel servizio dell'Arcipelago.

8yezia. 85 navi armate di 1500· cannoni, 326 barche cannoniere (chaloupes). 120 bombarde. 8 barcaccie cannoniere (ba1·casses). 20 schifi a_caronate (canots). 20 scorridoie {scoone1·s).

,1 3 6

Vascello. F regate Corvette Brigantini -: Brigantini scorridoi (schooners) Golette. . . . . . . Barche cannoniere (schaloupes) Trasporti . . . Batterie galleggianti .

3 3 5

'7 7 5

Totale

40

Totale

16

A elice. -

Fregate . , Corvette A 1·uote. - Conette Corrieri {av-isos)

Soldati marittimi 26,000. Piloti 1,600.

\

229

l!ISGELI,.I.NEA

Navi a vele. __ Vascelli 2 con 16 cannoni.

Totale generale

Olanda. A vela. -

Vascelli (da 84 a '74) F regaté (da M a 28) Corvette (da 19 a 12) Brigantini (da '18 a 12) Cannoniere A vapo1·e. -Fregate e corvette

Russia.

5

16 16 8

58 37 Totale

.' . 140

A vela. -

20 17 2

Vascelli . Fregate Corvette Trasporti

A vapore.-Fregate

3

5

.. 'l'otale

Si contano 5845 marinai e 1760 cannoni. .Su questa squadra assottigliata navigano 1896 cannoni.

46


MISCELLANEA

~'30

ll!SCELLANIU

Prussia. A vela. -

5

Fregafe Corvette Canoooi-ereA vaporn.-Fregate .A elice. ·_ Corvette

4

32

o 8

Totale

55

Vi- sono 3500 marinai e 265 caonorri.

D'animarca. Vascelli <li fila 4. De'quali 3 da 84, SlcJold, Fede1·ico VI e Vladimfro, ed uno più recente cla 72, il Di11nebrog. F regate 6. E ve ne sono una da 60, Dmuning-llfaria, e le altre da 48 o- 467 cioè Teti, Bellona, Harfnan, Rota e l'oderas

Kjold. Fregate ad elice. Corvette a vela Corvette ad elice Brigantini e scorridoie (schoonM's) Navi a ruote·. Trasporti . Cannoniere

' ..

3 4 2

7 7

27

Capitani . Comandanti . Luogotenenti Chirurghi Aiutanti chirurghi Aspiranti (Midshipmen) Ingegneri Uf.G.ciali contabili . Nostromi (Cont?·e-maU1·es) Primi cannonieri (lllaitres-cannoniers) Primi falegnami Primi velai .

231 101

426 373 105 80 219 124 100

38 41

47 42

Corpo de' soldati di marina. l 1 1 1

Colonnello Aiutante pagatore. ' Aiutante quartier mastro Luogotenentè colonnello Maggiori. Capitani . Primi tenenti Secondi tenenti

4

13 19

20

57 Total e

Totale generale

107

. 1459

Stati Unit.i. Vascelli Frtgate

,JO 10

Corvette Brigantini .

20 -3

Vapori a. elice Trasporti a elice Va pori a ruote . Trasporti a ruote Gabarre· Navi di stazione

19 2 7

l 3 10

Totale

SG

Napoli. Squa,clm a, vele.

Vascelli 2. F1·egate 5.

Vesu·vio . Monarca. Partenòpe Reg'ina

Amalia: Isabella Urania

da da da da ·da da da

80 84 40 28 48 48 ,16


.232

MISCELLANEA

MISCELLANEA

Brigantini 5. ....:... Valoroso Zeffiro . .

da .20 da 25 da .20 da 20 da 20 da 22 da 14 da 14 da 14

Intrepido . Generoso . Principe Carlo Corvette 2. '- Cristina Etna . . Golette 3. Sibilla . Sparviero Sfinge total~ della squadra a vele . 16-

da 14

Squadriglia. Bombardi-ere (con 1 mortaio) . . . Lancie cannoniere (con 2 éannoni di bronzo) Bovi ò Paranzelli (con obice alla Paitans da 30). Barche corridoié (con 1 ci.umane di bronzo)

10

Navi 14. -

Stromboli (209 cavalli) Peloso (200 ca valli) . Palermo (200 cavalli). Nettuno (120 cavalli) • . Venefrede o Messaggio (50 cavalli) Saetta (50 cavalli) Maria Teresa. Avvisi Libeo. Flavio Gioia (50 cavalli) . Delfino (50 cavalli). . . Antilope o la Furia (40 cavalli). RoncÌ.ine (40 cavalli) Argonauta . Totale della squadra a vapore 2,9. Totale della :flotta 45. Totale delle bocche da fuoco 746

10 10 20

233 da da da da da da

da da da da da

6 8 4

3 4 4

4 · 4 4 4,

4

Piemonte.

Squadra a uapat•e·. Squadra a vele. Fregate Il. -

Corvette 4. -

Tancredi (300' cavalli)· . . Ruggiero . . . . Sanità (saltò in aria nel 57) Guiscardo . Archimede. Ercole. . . Roberto . . Ettore Fieramosca Torquato Tasso . Victisio Fulminante Veloce . Stromboli Miseno . Palinuro Ferdinando II ,

da 10 da 10 da 10 da 10 da 10 da 10 da 10 da 10

da ·IO da 10 ,

da da da da da

20 8 8 8 8

Fregate 4. -

S. Michele Des Geneis. Beroldo . Euridice . . Co?'vetle 8. S. Giovanni Aquila . . Barche o lance cannoniere B1·iganlini4. - Cristoforo Colombo Eridano Daino Azzardoso , Scorridoio Totale della squadra a vele 13

da da da da da da

62 44 44 32

32 18 9

1


23i,

MISCELLANEA .

ll!SCELLANEA

Squadm ? vapore. · fregate 6 - -

. Governolo (a ruote) Costituzione id. Carlo Alberto (a elicet . Vittorio Emanuele id. Maria Adelaide id. -. Duca di Genova id. Corvelte 3. Monzambano Tripoli . lVIalfatano Brigantini 3.- Authion . Ichnusa . Gulnara . 1'1·aspo1·li 5. - Varo Tanaro (a e!ice) Dora Palestro Confienza Totale della squadra a vapore 15 Totale della fl.ott:i 28 T otale delle bocche . da fuoco 456

da 10 da 10 da 45

..

da 45 da 45 da 4 da 4 da 4 da• 4 da 4 da 4

Irighìlterra Spagna Baviera Svezia e Norvegia Paesi Bassi Belgio Portogallo Sassonia Annover . Sassonie Coburgo Meiuingen e Altemburgo Grecia Svizzera Franco forte (guerra e illjì!'Ìna) Sassonia Veimar Assia elettorale Guerra S tati Uniti .!.\farina

I

. L. »

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doU. ))

23f> 92,025,000 90,393,551 77,599,045 40,370,000 24,678,355 52,081,880 11,968,619 10,619,491 6,812,265 336,000 4,595,130 1,833,015 1,180,780 523,110 4,452,000 45,485,384 13,976,000

SOLDI DELLA MARINERIA RUSSA. II. BILANCI DELLA GUERRA NEI

VA.RII STATI.

F rancia L . 354,042,020 Russia 283,580,000 Austria . . . . . 279,725,652 Turchia (con le soldatesche d'Asia) . 256,000,000 .• Prussia . . . . . . . 112,514,902 I talia . . 137,753,552 Napoli L. 53,318,552 Regno Subalpino . • 60,000,000 Roma » 8,435,000 • Toscana . . )) 8,000,000 Modena, Parma e Lcga;,ioni 8,000,000

Ilrtbli

12,000 Grande ammiraglio 5,000 Ammiraglio . 4,000 , Vice-Ammiraglio 3,000 Contrammiraglio 2,300 Capitano di la classe 1,800 Capitano di 2a classe l ,50l) Capitan tenente 1,400 Tenente 1,250 Guardia marina. 1,800 Capitano di fanteria di marina di la classe l,o00 Capitano di 2a classe 1,200 Cnpitan tenente

Li re

13,750 5,875 4,700 3,425 2,625 2,050 1,700 l,G00 1,425 2,050 1,700 1,250


236

237

l!ISCELLANEA.

SOLDI DELL'ESEUCITO AUSTRIACO. Paga giornaliera del soldat-0 . Id. dell'appuntato Id. del caporale . Id. del sergente . Sottotenente di la e 2a classe Tenente di 2a classe Maggiore Tenente colonnello Colonnello . . . Maggior generale Tenente generale Maresciallo (Feldzeumest1·e)

5 K1·èutze1·s, cioè 0,20 1/2 id. id. 0,30 1o id. id. 0,40 17 id. id. 0,68 fio1·ini 450 e 500

7

'700 e 900

STORIA MILITARE

1,200 1,400 1,800

4,000

DOCUMENTI

6,000 8,000

l'J.-:R LA STORU DELLA. GUERRA DELL' INDil'ENOENZA .JTAUANA.

dell'anno 1859

E bisogna rammentare che il fiorrno è pari a lire 2,46. CONTINtJAZIOlfE

COMBATTIMENTI ED OPERAZIONI MILITAIH Dell'ese1·cito sardo.

Proclama dcll'lmpcratol'C Napoleone III. Italiani , La fortuna della guerra mi condusse oggi nella capitale della Lombardia. Or vengo a dirvi perchè ci sono. Quando l'Austria aggredì ingiustamente il Piemonte, mi sono deciso di sostenere il mio Alleato il Re di Sardegna. L'onore o gli interessi della Francia me lo imponevano. I vostri nemici che sono i miei, hanno tentato di sminuire la· simpatia che era universale in


2,38 MISCELLANEA. Europa per la vostra causa facendo credere che io non facessi la guèrra ch e per ambizione personale o per ingrandire il territorio della. Francia. Se mai vi hanno uomini che· n on com• p rendono il loro tempo io non sono certo nel novero di costoro. L'opinione pubblica è oggi illuminata per modo che si diventa più gr<1nde per l'inGuenza morale esercita la che per isterile con• quista, e questa influenza morale io la cerco con orgoglio coutrì,buendo a far libera -u na delle più belle parti cl'.Europa. La vostra accoglienza mi ba provato che m'avete compreso. Io non vengo fra Voi con un sistema preconcepitu di ispossessare Sovrani o per imporre la mia volontà : il mio esercito non si occuperà che di due cose: com battere i vostri nemici e mantenere l'ord ine interno. Esso non porrà ostacolo alc~rno alla libera manifestazione de' vostri legittimi voti. · La Provvidenza favorisce talvolta i popoli e;ome gl'i~dividui dando loro occasione di farsi grandi d'un tratto, ma a questa condizione soltanto, che sappiano approfittarne. Il vostro desiderio d'indipendenza così lungamente espresso, così sovente cercato, si realizzerà se saprete mostrarvene degni. Unitevi dunque in un solo intento, n ella liberazione del vostro' paese, organizzatevi militarme.n le. Volale sotto le baµ diere di VITTORIO EMANUELE che vi ha così nobilmente preparata la v ia dell'onore. Ricordatevi che senza disciplina non vi ha esercito, e ardenti del saIJto fuoco della patria non siat8 oggi che soldati, per flssere domani liberi ciltadini di un grande paese.

Milano, dal quartier generale, 8 giugno 1859. NAPOLEONE.

!JISCELLANEA 239 La forma temporanea che oggi do al Governo è richiesta dalle

necessità della guerra. Assicurata l'indipendenza, le mE:uti acquisteranno la compostezza, gli animi la virtù, e sarà quindi fondato un libero e dureyole reggimento. Popoli di Lombardia, I Subalp'ini banno fatto e fanno grandi sacrifizi per la patria comune: il nostro esere;Ìto , che accaglie nelle sue file molti a nimosi volontari delle nostre e delle altre p rovincie italiane, già diede splendide prove del suo valore, vittoriosamente com• battcùdo per la causa nazionale. L'imperatore dei Francesi, generoso nostro alleato, degno del n ome e del genio di N .~POLEONE, facendosi Duce dell'eroico esercito di quella grande Nazione, vuòle liberare l'Italia dalle Alpi all'Adriatico. · Facendo a gara ' di sacrifizi, seconclerete questi magnanimi propositi sui campi di battaglia, ' vi mostrerete degni dei destini a cui l'Italia è in ora chiamata dopo secoli di dolore. VITTORIO EMANUELÈ.

Dal quartier generale principale in lVIilano, 9 giugno 1859.

111,1.GEN'l'Ao

Rela.zione del generale comc.11clante lei 2• di,visione, si.llct pa.rte presa da, quella divisione alla battaglia cli Magenta. A S. E . il i1'linislro dell<i gue1'rn 1'ol'ino.

Castenedolo, 20 giugno 1859.

Proclama di S. ~1. il Re. Popoli di Lombardia!

La v ittoria delle armi liberatrici mi conduce fra voi. Ristaurato il diritto nazionale, i vostri voti raffermano l'unione col mio R~gno che si fonda nelle guarentigie del vivere civile.

La divisione partita da Galliate giusta gli ordini di S. M. trovavasi alle ore O del mattino deì 4 corrente mese alla sponda del Ticino, pronta a passare sui ponti gettati in faccia a Turbigo, sui quali era già sfilata una parte del corpo francese, comandato dal generale Mac-:i'Vlahon, e doveva ancora passare una divisione del corpo ~tesso che aveva a precedermi, secondo i concerti presi cla S . M. col generale Mac-lVIahon in mia presenza.


240 MISCELLAl'/EA Tardando questa a presentar,5ì , feci passare dopo qualche tempo la mia divisione, e l'arrestai appena sfilala sulla sponda sinistra, disponendola nel terreno laterale alla strada per lasciaoo il passaggio. Verso mezzogiorno non vedendo comparire la divisione francese aspettata, avvertito dal generale Della Rocca che i Francesi avevano già lasciato Turbigo e si erano avanzati verso Duffalora, e che il generale Urban con una forza di 10 a 12 mila uomini stava sul mio fianco sinistro a Gallarate, con aYamposti a Lonato, Pozzolo, ed a Sant'Antonino, mi decisi a m'ettere la divisione in marcia nella direzione di Magenta secondo !'.ordine. Essa procedette per Castano, Buscate, Inveruno e Mezzero, sfilando sempre a poca distanza dal nemico. Diffatti a Lonato, Pozzolo una nostra ricognizione di cavalleria incontrava gli avamposti nemici e scambiava con essi alcuni colpi di Juoco, e sulla piazza d'Inveruno una ricognizione di cavalleria nemica, comandata da un uffiziale, imbattevasi nella nostra estrema avanguardia che, guidata dal capitano dello stato maggiore BertoléViale, la caricava arditamente e la respingeva con perdite verso Casa rezzo. Verso lo oro 3 112 essendo la testa di colonna a Castano, veniva informato da un uffiziale d'ordinanza del generale ìVIacMahon, che portava invito al re di far avanzare celeremente le nostrn truppe, trovandosi egli impegnato a Cuggiono cpl nemico in forza di 30,000 uomini circa, e poco stante un uffiziale d'ordinanza di S. M. il re mi portava l'oi·dine di accelerare quanto potevasi la marcia. Piu tardi, mentre la divisione, oltrepassato Buscate, faceva una breve sosta per raccogliersi, giungeva un ufficiale superiore dello stato maggiore del generale Mac-Mahon, il quale m'avvertiva che le sue truppe avevano al'uto a . Cuggiono un forte scontro contro forze considerevoli, ed era ad attendersi ben maggior resistenza a Magenta, onde nt'1nvitava1 ad"' avanzarmi sulla sua sinistra, per coprirlo sul suo fianco il più ~eleremente possibile. . . Spinto da queste notizie e dal tuonare d~l cannone a Cuggiono, 10 aveya accelerato il più possibile la. marcia della divisione, quando giunto a poca distanza da Mezzero, a 4 chilometri da

!JISCELLA.NE1.

241

Magenta, trovai la str_acla-taltuente iogorn bra da bagagli f_ran~esi · da non poter avanzare che a stento ano per volta. Presi allora la determinazione di formare la divisione nei campi a destra ed a sinistra della strada, ciò che non potè eseguil'si senza stenti a motivo delle fitte siepi e dBi fossi da attraversare. Precedevano sulla sinistra il 9° battaglione bersaglieri, 4 pezzi d'artirrlieria e due battaglioni del 3° reggimento fanteria Pieo . monte, e seguiva il resto della brigata Piemonte con una batteria d'artiglieria. , Il r~"'"'imento -cavallecrnieri Aosta con ·2 pezzi <l'artiglieria era 00 00 .collocato ali'estrema sin istra in ordioe scaglionato. Sulla destra più indietro era disposta la brigata Aosta in colonna di battaglioni .con un'altra batteria e . col 1° battaglione bersaglieri in testa. In quest'ordine avanzando fra i campi ed i vigneti, la divis ione giunse a Mercallo, dove si pronunz.iò maggiormente il movimento obbliquo' a sinistra per lasciar entrare in linea anche la brigata Aosta, e si passò s ul fianco sinistro del vi}laggio, Ì!j. -eni i .Francesi avevano allora erette delle barricate. Le truppe anelanti di combattere procedevano alacremente uou ostante gli ostacoli del s uolo o lo fatiche della marcia fattn, ,e tale eia l'ardore d1 giungere sul tea~ro del combattimento eh~ si u diva vivissimo e vicino , che il 9° battaglione bersaglien agli ordini del maggiore Angelini, guidato dal capitano di stato maggiore Excoffìer, deposti gli zaini in un campo, prese 11 pas;;o -d i corsa fino da l\liercallo, mentre il maggiore d'artiglieria Salino . <li resse dietro di essi ·al trotto i ,1 pezzi comaudati dal capitano CDgia. · Queste truppe nostre precursori della divisione che alacremente le segniva, giungevano prima delle ore 7 pomeridiane al rialzo della ferrovia in linea colle truppe :,.rncesi, dalle quali venivano .accolte con clamorcise acclamazioni, mentre detenninavasi l'attacco del villaggio. I quattro pezzi si collocarono tosto in batteria a fianco ed a sinistra di una batteria francese, che in allora trova vasi allo scoperto da quella parte, mentre i bersaglieri abbattendo <l'u~ tratto impetuosamente la cancellata della ferrovia su tutto I~ loro fronte si slanciarono ardimentosi su I\'fagenta operançlo d1 ,i \NliO

I\'. 'Voi. Il -

16


243

MISCELLAN!J.

MISCELLA:O,:.\.

c~nc~rt~ ~olla truppa fr~ncese; penetrarono al1a baionetta per le v!e d1 ~1ms_tra, e r1cacc1arono il nemico da quella parte, fino al v11lagg10 d1 Corbetta, facendo dei prigìonieri. Il rcs:o della diYisione giungeva frattan to alla ferrovia mentre ferveva il com battimcntò n elle v ie di Mageola, e por o:d ine del genc1-ale :;\ilac-:?vlahon vi rimase in posizione come appo•,.<>io e con1e riser,·a all'attacco. co '

maresciallo di F rancia. Ma è vostra opinione che io abbia man cato ai miei doveri militari ed alla disciplina 'l Sento bisogno di avere il giudizio di un uomo come voi•. Il generale Changarnier rispose, che soventi vi furono errori p atriottici che salvarono l'esercit9, e che essi non meritano s_e non lode.

Nel mattino del g iorno seguente la brigata :A.osta ricevette ordine _di occ_ui~are M,1gent~ che veniva evacuata dalle truppe francesi, ed 1v1, tro, andos1 ancora in mòlte case dei nemici ostinati alla d ifesa, si fece buon numero di prin-ion ieri si raccolse m olte armi, si riu niro110 e si cu rarono più di 2:000 r:riti d'amba le parti restati la notte sul suolo. E mio debito cli conslatare che se' una parte ·della divisione e?be I~ fortuna di parte?ipare all'ultimo periodo di que.ta glo:r1osa giornata, non fu d1 minor importanza l'arrivo sul fianco • . 1 s111 1st~o aella linea, di un corpo fresco e compat,o, che assicur ava 11 debole della posizione ed era pronto a rin novare con v igom la lotta, se le emergenze l'aves-;ero richiesto, come il generale Mac-.ì\lahon ebbe ad esprimere colle più lusino-biere 0 parola. Nel fare gli elogi dovuti all'intera div isione ed in particolare a l g_enE::ral_e lllo!la~d, non d~bbo tacere la cooperazione prestata~1 _dagli uffiziah del q11art1ere generale principale, colonnello Pet1tt1 , tenente colonnello Govone, e capitani Bariola e Dréguet, Il coma11da11tc la 2a divisione

Firmato M. FANTI,

I giornali han pubblicalo, sulla metà di agosto, la seguente lettera di l\foc-Mabon al generale' Cbangarnier intorno alla battaglia di l'tlagcn ta: • Io aveva ordine di operare in ttn dato senso. Ma avendo udito il rumor del cannone e conosciuto il pericolo che minacciava l'esercito, lacerai i miei ordini, e feci il contrario di ciò che mi era comaudato. Sono riuscito, g1acchò sono stato fatto duca •

i1ATTAGLIA DI SOLFERINO. Bullettino ufficiale austriaco. Vei·ona, 25 giugno 1859. " L'armata impe,-iale passò il 23 per quattro ponti sulla riva destra del i\Iincio. L'ala destra occupò Pozzolengo, Solferino e Cavriana: la sinistra si avanzò il 24 sino a Guidizzolo e Castelgoffredo respingendo ovunque il nemico. Mentre l'armata. imperiale contmuava la sua marcia in aYanti Yerso il Chiese, i l nemico che aveva auch'esso preso l'offensiva con tutte le sue trnppe, s piegava fot·ze tanto considerevoli che il 24 verso le lO ore del mattino, un combattimento ebbe luogo fra le due armate, combattimento durante il quale la 2• armata sotto gli ordi ni del conte Sch lik , formante l'ala destra, difese vigorosamente le posizioni della linea principale sino a due ore dopo mezzogiorno, mentre che la prima armata comandata dal conte \Vimpffen guadagnava sempre, sull'ala sinistra, più terreno dal lato del Chiese. e Verso tre ore il nemico di1·esse il suo attacco principale contro Solferino e dopo un combattimento di più ore s'impadron\ di ques;o pnnLo e roicameule difeso dal 5° corpo d'armata. P o·, cia esso assa:ì Cavriana che fu difeso sino a se~a con un corag3io uguale dal -1° corpo d'arma:a sostenuto dal 7°, ma che si dovei;e poi ab,bandonare al 1,emico. Durante il combattimento attorno di Solferino e di Cavriana 1'8° corpo d'armata s i avanzò da Pozzolengo verso l'estremità dell'ala destra e respinse le truppe piemontesi che si opponevano alla sua marcia; ma questo mo-


244

lllSCRLLA\'"EA

vimento non potè contribuire a far riprendere la posizione perduta del centro. All'ala sinistra combatternoo il 3° ed il 9° corpo sostenuti dall'll•. La cavalleria riunita su questo punto eseguì varie cariche con una noteYole prodezza. • Perd ite straordinariamente considerevoli e la circostanza che sull'ala simstra la l • armata fu arrestata, nel sno movimento sul fianco de,;t10 del nemico, dallo sviluppo immenso de:!e fv rze di quest1J, il quale contemporaneamente sfondava il centro dalle parti di Volta, forzcLrono l'armata imperiale a battere in ritiraLa, ciocehè eseguì ad un'ora avanzata della sera in mezzo ad un uragano dei più violenti Ieri durante la notte Pozzo. lengo, Mvnzambano, Volta e Goito erano ancora occupati dalle nostre trnppe • .

Leggcsi nello stesso giornale : , La dolorosa impressione prodotta dalle not1z1e del teatro della gnerra non ha bisogno di interpreti. I sentimenti di ogni Austriar o devono corri:.:pondP.re alla gravità del momento; ma non è l'abbaLtimento, è la fermezza che bisogna per sopportare la sYeotura con un coraggio irremovibile. • Le notizir. c)hR npb,amo rice,•nto fino addosso non permettono ancora di portare un giudizio beo c,t:ìaro su questa immensa battaglia, ed in presenza di avvcnirneuti cosl terribili, non è opportuno abbanJooarsi a dei rumori e a delle vaghe supposizioni che eccitando delle speranze ottimiste o inquietudini osa-. , gerate, possono avere ùn deplor;ibile effetto. a Aspettiamo con coraggio i prossimi rapporti , affine di g uardarn in faccia la ·penosa situazione delle cose. La guerra scoppiò per una causa giusta; P.ssa non cambiò nella sua essenza, perchè la sorte non ci fu più adesso favorevole. È nelle vicissitudini uguali a quelle in cui trovasi adesso l'Austria, che gli individui ed i popoli mostrano il loro carattere. L'Austria ha già felicemente resistito a dure pr~ve. • Le campagne del principe Eugenio, le campagne della guerra dei sette anni, le campagne dell'arciduca Carlo, come anche le campagne di Radetzki viddero a diverse riprese le armi dell'Austria umiliate, e pure sono sempre r itornati i giorni, in cui le nostre bandiere si rilevarono gloriose. Le memorie del nostro

MlSCELLAKEA

245

passato, cos\ ricco i~ diffieili lotte, ,deve ~onsolarci del rigore del momento e darci confidenza nell avvemre n . Le parole ufficiali dell'Austria spiegano meglio di tutto l'immensità del disastro da essa. patito il 24 giugno.

li 11/oniteur U11iversel reca i segaenli ragguagli sulla ballaglia

di Solferino, in dula di C,miana 25 giugno: « La giornata di i~ri è stata contrassegnata da una di quelle battaglie le quali, se non terminano la guerra, concedono almeno di presentirne lo scioglimento. . • L'i~peratore d'Austria comandava in persona: egli ha po• tuto vedere di quale nazione s'era fatto l'iniruir~. . . . • Gli Austriaci, ritirand9si precf:ldentemente d1nanz1 a ~01, s~ preparavano un ritorno offensivo. La loro ritirata così decisa d1 Jà del J\,fiocio ave,,a avuto per iscopo d1 ispirarci u na pericolosa fiducia, di lasciare vasto campo alla rapi::lità. dei nostri movimenti, e di esporre in tal gnisa le nostre coloonc, allontonate _le une dalle altre dall'ordine della marcia, ad un attacco repentmo che isolandole a nebbe potuto indebolirle. • Fortunatamente l'imperatore non si è dipartito da quell'alta prudenza, che domina anche il suo coraggio: più resercito _alleato progrediva, e più le nostre colon ne si fort.ifica,ano reciproca• mente riavvicinandosi le une alle altre. • Nella notte del 23 a l 24 si seppe che gli Austriaci ripassavano il Mincio e marciavano contro di noi. Una battaglia era imminente. Tullo l'esercito nemico tornalo sui propri passi si preparava a contenderci il passaggio. Solferino, S._ Cassia.no.' Cavriana, posizioni formidabili, erano occupate dagh Austriaci, i quali sostenuti da un'artiglieria numerosa, coronavano tutte le alture fino a Volta. Alla loro sinistra nella pianura. fra Volla, · Guidizzolo e M,;dol0. si avanzavano numeroso colonne con ortiglieria e cavalleria per oltrepass~re e girare. la nostra de:;_tra. Il nemico aveva inoltre tra Solferrno e Peschiera forze considerevoli che dovevano opporsi all'esercito del re di Piemonte che marciava da Desen:r.ano a Pùzzolengo.


246

MlSCELLA!'<EA MISCF.LLA!>E.i

• ~li ~erciti occupaYano queste posizioni, quando alle 5 del mattino il 1_• _corpo _(maresciallo Baragney d'HiHiers) incominciò a; ~Z1/.l1 IT.1rs1 rnn~ns1 a Solferino. Le alture ed il Yillaggio furon o p es1 e<l orcu~ati èopo un combattimento accanito. Durante questo te mpo il 20 corpo (maresciallo de .Mac-:\Iahon) che era : destra del l •' n e_lla pianura.' si stendeva Yeio;o la propria estra .~er coll<>gnrs, col genm1le Niel che marciava su Medole. • L irnp:ratore aveva preso il comando di ti1tto l'esercito : Sua Ma~sta_fece ayaozare la fanteria e l'ii rtiglieria della. guèrdia per sta . ]:' bi!, · rsr tra · f il 1• ed il 2• corp0' e pren ele re ,S . Cass1ano. • 01· per rrn orzare la destra del rnarrsciallo de Mnc. 111r h (2<> ) , I . , " .Lua oo co'..po un po _vu .nerabile a motiYo della lootaoanza del gene-• r~l~ ~,e_l, ~- M rnnò tutta la caYalleria C:ella guardia e le due d1 v1_s1om d1 _c a valle1:ia del I o e del 30 corpo per riem pil'e il vuoto fra 11 2° ed il 40 corpo. • .11 marescia!lo Canrobert era sta!o incaricato di in,•irrilare il mo,'lmento dt 3li Austriaci aspettati dal lato di Manto,~. • Si è comba_ttuto durante tutt:1 la giorna;a a-vanzaodo lentamente,_ ma avan zaod~ sempre in b uon ordine ed i corpi collega~dos1 fra dt loro. 11 1o c~rpo dopo di essersi impcsse-ss::to di s.o.~e_rino b_a preso tutte le ro"'i7ioni le un1:1 dopo le a ltre nella d1rez1one _di ~ozzolengo : !a notte soltanto ha potuto fermarlo. La guordrn Sl .è, portat:J. C' • 'U ~ · ~. 1.1,5siano e su aniana incoronandone la somm1ta. Quest'ultimo Yilla,.,o-io è stato· "res 0 con un . . co .t' d I gran sotto gh occhi dell'imperatore•, i·1 qua Je d.J1'1.,.eva ·0 . e s anc10 . . eg I1 medesimo 11 fuoco dell'artiglie~ia. • Quanto al 4° corpo (generale Niel) esso avanzavn passo a pa~~, guadagnando. sempre terreno. Verso le 4 pomeridi,rne fu~"\ un momento 10 cm per sostenere la loro ritira1a gli Austriaci fecero uno sforzo supremo per stabilirsi fra il 40 , ' ·1 ~u s•· ea l . corpo. tmpegoò una lotta accani:a : J::i. fanteria e l'artin-lieria v1 ~~esero parte' e la cavalleria cor, molte cariche co:pì la ~ec1s1one del prospero successo di qnesta g rande giornata. Fu l ultimo atto _della battaglia: gli Austriaci si misero in ritirat..i s,u tut.ta la linea. Questa ritirala fu fayorita da un uragano spa• ,entevole che durò . oltre un'ora.· il tuon0, la gran d.me, 1·1 vento d · . e m_ fì~e .una tembtle tromba, produssero un tale effetto che non s1 d1strngue,a più nulla s111 campo di batlaglia.

e .

e .

'

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, Quando il tempo si calmò il nemico era scomparso, e vedevasi in lontananza la direzione che prendevano le sue colonne di ritirata. L'irnperaiore d'Austria che alloggiaYa a Cavriana nella stessa ca~a in cui più tardi l'imperatore stabiliva il suo quartiere generale, ha lasciato il sito della. battaglia verso le • ore 4, ritira:ldosi dalla. parte di Goito. Dalle alture di Ca, riana si è potuto vedere la forte colonna di polvere che s'innalzava sui passi della sua sco1·ta. •L'imperatore. Napoleone è stato in certa guisa superiore a se medesimo. È stato veduto dovuoq,u~ e sempre, clirigendo la battaglia: tutti intorno a lui fremernno a llo. ,,ista del pericolo che incessantemente lo minacciarn: e-gli solo pareva lo ignorasse. • La protezione, con cui Iùdio lo ha coperto, si è estesa al suo stato maggiore: u n soldato dellet cento t;uardie è stato ferito ,•icitJo a S. M. ; pai·ecchi cavalli dello stato ruaggiorn e della scorta sono stati uccisi o feriti • .

-

DISCORSO DELL'll\1PERATORE IN S. CLOUD DOPO IL RITORNO A PARIGI.

Signori, RitroYandomi in mezze a ,·oi, che duran te la. mia assenza avelP circondato rim peratrice e mio figlio di tanta devozione, io provo il b isogno di r ingraziarvi prima, e poi di spiegarvi quale sia stato il m oti,·o c!ella mia condotta. Allorcbè dopo una campagna folice di due m~si, g li eserciti france;;e e sardo giunse ro s0tto le mura di Vérona, la lotta andava inev itabilmente a mutar di natura tanto sotto l'aspetto militare, quanto sotto l'aspetto politico. Io er.1 fatalmente obbligato di assalir di fronte un nemico trincerato dietro grandi fortezze, protetto c.on1ro ogni diYersione sui suoi fianchi dalla neu• tralità dei territorii c;he lo ciicc ndano, ed incominciando la lunga e sterile guerra degli assedi i, io a,1 eva in faccia l'Europa io armi, pronta sia a contendere i nostri trionfi, sia ad aggravare i nostri r o Vlè'SCI.


248

lITSC.ELLA-,,E.i

l'ioodimeno la difficoltà dell'impresa non avrebbe ne scoss·• _la m!a risoluzione, nè fermato lo slancio del mio esercito, se mezzi non fossero sta ti fuori cli proporzione con i 1·isultamenti che se n'.i aspettarnno. Era d'uopo risolversi a rom pere arditamente gli ostacoli opposti dai territorii neutrali ed accettare allora la lotta sul Reno come sull'Adige. Era d'uopo fortificarsi doYungue francamente col concorso della rivol uzione. Era d'uopo :·ersarc ancora un sangue pre?.ioso che già troppo era sparso: JU una parola era d'uopo, per trionfare, di arrischiare ciò che non è permesso ad un sovrano cli mettere in opera se non a pro dell'indipendenza, del suo paese. Se io dunque mi sono fermato, ciò !l0n è venuto nè per istanchezza, nè per esaurimento, nè per abbandono della nobile causa che vol1wa servire, ma perchè vi era qualcl1e cosa che nel mio ouore parlava p iù alto: l'interesse della Francia. Cred_ete Y~i che non mi sia costato di porre un freno all'ardore d1 quei soldati che, es:iltati dalla vittoria, non domanda' 'ano che di rnarci11rc innanzi? . Cr~~cte .,·oi che non mi sia costato dì togliere apertamente d1nanz1 all Europ;i, dal mio programma il territorio che si estende dal .1\Iincio all'Adriatico? Credete voi che non mi sia costato di vedere nobili illusioni distrutte, patriotiche speranze dileguarsi nei cuori onesti? Per se1·vire. l'indipendenza italiana io ho fatto la guerra a .malgrado dell·Europa: quando i destini del mio paese hanno potuto essere in pericolo io ho fatto la pace. Ma c iò vuol forse dire che i nostri sforzi cd i nostri sacrifizi siano stati fatti in pura perdita? No. Come l'ho già detto nello addio a' miei soldati, noi abbiamo il diritto di andar superbi di questa breve campagna. In quattro combattimenti e ùue battaglie, un esercito n umeroso che non la cede a nessuno in organizzazione ed in ùravura, è stato ,,into. l i re di Piemonte ~hiamato gi~. il g~ardiano delle ~lpi, ha , ,eduto il suo paes;, liberato dall mvas1one e la frontiera de'suoi Stati portala da• Ticino al Mincio. •

i

L'id ea d'una nazionalità italiana è ammessa da coloro che più la combattevano. T utti i so,:rani della penisola comprendono .fi.nalm~ute il bisogno impe1ioso di riforme salutari.

•'

..

mSCELLASE.I.

249

In tal guisa, dopo aYcr dato una prova novella della potenza militare della Francio, la pace che ho concbiusa sarà feconda di felici risultamenti - l'avvenire lo rivelerà. ogni giorno di più per il bene dell'Italia, per l'influenza della Francia e per la tranquillità dell'Europa.

MAKlFESTO DELL'IMPERATORE D'AU~TRIA. A' miei popoli.

Quando si è yuotata la misura di tutte le concessioni conci• liabili colla dianità della corona e coll'onore cd il bene del paese; q uando tutti con ati per un componimen:o pacifi~o riescono ~ yuoto, non v'è più s~elta, e ci~ che non s1 può pm e\'ltare diviene un dovere. Somigliante dovere mi aveva posto nella. dnra n ecessità domandare a' miei popoli nuovi e penosi sacrifizi per mettermi in grado di difendere i loro beni più sacri. . . I miei fedeli popoli banno ri!'po&to alla mia ~hiamata_: s1 strt: sero · uuauimi attorno al trono, e fecero ogni sorta d1 sacri,121 richiesti dalle contingenze con una sollecitudine ch e merita la mia riconoscenza, che crasce, se è possibile, l'affezione profonda che io lor porto, e che doYeY~ infondermi la sicurezza che la g iusta cansa per la cui difesa i miei valorosi eserciti andavano con entusiasmo a combattere, sarebbe stata v1ttor1osa. P er mala ventura l'esito non ha corrisposte, all'aspettazione genera:e, e la s0rte delle armi non ci è stata favorevole. Il prode eser~ito dell'A ustria ha questa volta_ancora dato dell' usato suo eroismo e della sua pcr.,everanza rncomparnbile sl splendide pro,·e che riscos:,;e l'ammirazione di tutti e perfìt~o dei suoi nemici. ProYo orgoglio legittimo di essere il capo d1 tale esercito, e la patria debbe sapergli grado d i aver_mantenul? sì v igoro~a.ment.e iu tutta la sua purezza l'onore della, ùa.nd1era austriaca. Ecrli è cosa egualmente fuor di dubbio che i nostri nemici, rna~ra~o i più grandi sforzi, malgrado le forze superiori che

t'

d!


250 l!ISCELLA:SEA avevano da lungo tempo preparate per la lotta, non hanno potuto, neppure a prezzo di i:o.crifizi enormi, ottenere che vantaggi e non mai uno. Yittoria decisiYa, mentr;i l'esercito au;;triaco, animato ancora di egnale ardore, pieno dello stesso coraggio, manteneva una 'posizione, il c1:i po;;sesso gli lasciaYa la possibilità di strappore forse al nemico tutti i vantaggi che aveva conquistati. Ma sarebbe stato giuoccforza, per tentarlo, far nuovi sacrifizi, i qual_i non sarebbero certo slati rnen sanguinosi di quelli che già eransi fatti e che afflissero pro:".iudamente il mio cuore. Stando le cose in questi termini era egualmente mio dovere, come sorrano, di ben pondcrire le proposte di pace 0he mi venivano fatte. La po;,ta che la continuazione della guerra avreblle richiesto sarebbe stata tanto più grossa in quanto mi sarei veduto costretto a chiedere ai fedeli popo'.i della monarchia nuoYi sacrifizii di sangue e di danaro assa; più rileY~n;i di quelli che eransi fatti sin qui. Ed intanto il successo sarebbe rimasto dubbio per me essendo che già sono s·ato ~ì amaramente deluso nelle mie ben fondate sp~ranze che non sarei res,.1to solo in una lotta che non venne in·rapresa per solo tornaconto e per la ~nln difesa del buon dritto dell'Austi·ia. Malgrado la sill'.lpa;i~, adente e degna di riconoscenza che la giustizia della nos:ra cans,1, ha inspirato alla urnggior parte dei governi e dei popoli dell'Allenr~nn; i nostri allea,i nati;rali, i nostri più antichi alleati, si son1 o<,tinati a non voler riconoscere <li quale alto momento fosse la grande qut:s,ione attuale. L'Au~tria avrebbe dovuto tener fronte da sola agli avv(:;nimenti che si preparavano e cLe ogn·, giorno potevano divenire più gravi. Per la qual cosa, essendo l'onor dell'Austria uscito illeso da questa guerra, mercè gli sforzi eroici del valoroso suo eserci10, bo risoluto, ceclendo a considerr.zionì politiche, di fore un ~acrificio pn la ristaurazione della pace e di accetwre i preliroin:ni che debbono prepararne la conclusione; imperocchè ho potuto convincermi che sarei per ottenere alla fin fine condizi011i meno sfa,,orevoli concordando direttamente coll'imperatore dei Francesi :senza l'intromissione di un terzo quolunque, che facendo par·

:M1SCELLAKEA

251

tecipare ai negoziati le tre grandi potenze c1~e noi: parteciparono alla Jottti, e sottostando alle proposto _di mediazione _convenute fra di loro e appoggiate dalla press10ne morale d1 un accordo preliminare. . . . Per mala ventura non ho potuto evitarP- d1 d1s?rnngere dal resto dell'inipero la massima parte ~ella _Lom bard1a. . . _ Mi con-;ola rer contro il yeilere 1 bPm della _pace. ass~curall nuova.mente ai miei popoli amatissimi, e qnest1 beni m1 so~o doppiamente preziosi, 1-rrcbè avrò agio di con~a~1·are d'ora 1~· nanzi sPnza essere l'"rbato tu.t:- la mia atte_nz1onEi. e la ~1 1~ s;o1Jecitudine slJ'c:-iPra fcc~:nd<1- ch'io intl•ndo d1 compiere, cioè. fon'l.Jre in m-:::d} dure1•ole i1 benessere interno e la potenz~ , ll'Aus•r· delle. sue forze morali 0 ··· esterna oc • i'a col felice sYolr•i,nento · · d l e materìali, e con mi 0'iorarrieotì cc,nsentane1 allo spmto e temi)o nella Jcoislazione e nell'amministrazione.. . 0 ' · · •1 a· <l e l)rove e d1 1 Nc!la stessa guisa che in qucsa s:orn . ur . sacrifrzi j miei pop;Jli si sono mos:rati fcde~i alla mia persona, · ·'nn'o• in me, a' N>n!pJere le opere. . della m1· a,uteranno ora, fi li.. ~ . pace, e conconeranno all'attuazione de)l'3 mie benevoli mtenziom . . rd" d I Come capo dell'e::;ercilo già gli ho espresso m un o 1ne e giorno speciale la mia ricc,nosccnza _pcl su~ valor~. . . Ora _gli rìnno;,eJ:o l'esp1·e~;;i~nc cl'. quegh stes~1 senh:~ot1._ Qnando parlo ai miei popoli ringrazio q_uelh tra 1 loro fì0 hu~h che hanno com battuto per Dio,, per l'imprratorè e poi: 1~ patl'1a; Ji ringrazio dcll'ercismo di cui hanno fa~io pr~va, e m1 r_1co;dcr~ sempre con dolore di quelli t~a i nostri pro~1 compagm darmi ·che ahi! più non son,o tornati dalla battaglia. Laxeubourg, 15 luglio 1S59..: FnAKcEsco GrnsEPPE.

•

m. p.


,252

insèEtLANEA

MISCELLANEA

Proclama ai Toscani. Il mattino del giorno 23 g iungeva nel porto di Livorno il principe Napoleone col yacht imperiate Regina Ortensia . . _ I Livornesi lo accolsero colle dimostrazioni del più vivo entusiasmo.

APPENDICE. -+He.......-

Le truppe francesi continuano ad arrivare a Livorno. · I l principe ha fa tto affiggere il seguente proclama. Il suo leale e generoso linguaggio attesta i fermi proposit~ della Francia: Rada di Livorno, a bordo della Reinc Hortcnse, 23 maggio 1859.

• Toscani, • L' imperatore, a richiesta dei vostri rappresentanti, m'invia nei vostri paesi per sostenervi la guerra contro.i nostri nemici gli oppressori d'Italia. · ' •Lamia missione è unicamente militare. Io non dP,bbo occuparmi, nè mi occuperò del vostro ordinamento interno. • NAPOLEONE III ha dichiarato d i non avere altra ambizione che quella di far trionfare la santa causa dell'indipendenza e di non lasciarsi mai gu idare da intere,;si di fam iglia. Egli hacletlo che la Francia, pnga della sua potenza, si proponeva per unico scopo d'avere a' suoi confini un popolo amico che le dovrà la sua r igenerazione. • Se Iddio ci protegge e ci dà la vittoria, l'Italia si costituirà libE:ramenle e, contando oramai fra. le nazioni, rassoderà l'equilibrio dell'Europa. · .. • Pensate che nessun sacrificio è troppo quando l'indipendenza dev'essere il prezzo de' vostri sf,Jrzi; col l'unione, colla moderazione, coll'energia, mostrate al mondo che siete de.,.ni d'essere 0 }jberi.

• . Il principe comandante in capo . del qià1ito corpo dell'esercito d'Italia " NAPOLEONE (G irolamo).

»

HOìSTEBELLO.

Il !naresciallo Vaillant, maggior generale dell'armata d'Italia, indirizzò per ordine dell'imperatore il seguentt'l rapporto ai gene• rali in capo dei cinque corpi dell'armata d'Italia: « Signor

generale in capo,

• Un bel fatto d'armi ha testè brillantemente inaugurato la campagna. L'imperatore mi ordina di portarne i dettagli a vostra notizia. « Una colonna <li 15,000 Austriaci attaccò il 20 maggio a mezzogiorrio"i posti avanzati del primo cor~o; essi. fur?oo re• spinti dalla d1Yisione del generale_ Fare! eh~ s1 è amr111rab1lrnente condotta, e che' s'impadronì del v1llagg10 d1 Montebello dopo un combattimento accanito cli cinque ore. • La cavalleria piemontese comand~ta dal generale De Sonnaz caricò con una rara intrepidezza. • Il nemico lasciò il campo cli bai.taglia coperto de'suoi morti. Noi abbiamo fatto 200 prigionieri, di cui un colonoello e vari ufficiali, ed abbiamo preso alcuni cassoni di artiglie:ia. . . , Dal nostro lato noi abbiamo avuto cinque o seicento uom101 fuori di combattimento. , Il "enerale Beuret, il colonnello cli Bellefonde, il comandante Duchei°furono uccisi, molti ufficiali superiori furono feriti•. .


254

MISCELLANEA.

LETTERA DEL RE VITTORIO EMMANUELE II ,,,

AL GENERALE

DE

SONNAZ.

Occimiano, addì 18 maggio 1859.

Eccellenza , Il nobile, patriottico e ·valoroso contegno che l'E. V. vol!o spiegare in questi sco_rsi giorni, in cui, minacciata Ja capitale da una scorre_r,~ _nem1c_a , ella univasi con alquante truppe a quelle della_ d1v1s1one d1 cavalleria per far argine all'i rruzione, f~ da me_ sdiattamcnte apprezzato e lodato, ch'io provo un vivo ~1sogno d_1 esternare a V. E. tutta la ipia pi<i '.grande soddisfaz10ne, P. d1 porgerle ad un tempo i miei più sentiti ringraziamenti. Quest'atto s~ontanco ed ardi,o è una noYella prova di quella costante devozione al trooo, di cui mio Padre ed io ebbimo tante testimo~i~n~e pel p?ssato '. ecl i:na gemma di più agli splend1d1 serv1z1 d1 V. E. 1 quali le hanno proc&cciato tanti titoli alla mia particolarn Lcoevolenza, e tanti dintti alla stima e rico• noscen1,a del paese e dell'arma,a. Oggigiorno in cui il pericolo da cui era minacciata la capiiale è ces'3ato, I E. V. potrà. ripiglial'C il co;mtndo della divisione militare di To•rioo, rimanendo a rné la [orma fiducia che ove sorgessero altri gra,1 i frangenti, la pa1ri,1. ed il Re potranno far sempre assegnamento sul b.-accio e sul senno deirE. V., senno e braccJO che non incanutiscono giammai. ~ - 0 0 - 0 - ,-

255

MISCELLANEA.

-

'l'l~Z,~GLIO.

R elazione del genemle comandante la 2• divisione, sul combattimento 30 maggio a Vinzaglio. Al signo1· luogotenente 9e11erale cctpo di stato nia99iorc all'a;-mata. Castegnato.

La ~• divisione. giunta al campo il 29 maggio •ra Vercelli e la Ses1a, passan 11 fiume il mattino dopo <liri..,e:::dosi per Borcro Vercelli a Casalino. Nel suo passaggio per B~rgo Vel'Celli, i:.

viata una ricognizione sulla strada di Novara per coprire la marcia della divisione, essa incontrava tosto uno squadrone di cavalleria che si avanzava su quel borgo dove erano state dal nemico ordinale delle requisizioni. Attaccat0lo, c;;so si mise tosto in ruga lasciando oito morti 5ul terreno e trasportando seco diYcrsi feriti . Qm•sto fotto fece p·>rdcre tempo. Giunta la 2• divisione a Casaliuo mentre tuonava il cannone nella direzione di Vinzaglio e di Palcsiro, si formava in due co• !onne, dirette, secondo l'ordine avuto, a fare dimostrazioni, una su Vi1m13lio e l'altra i,u Confienza, dove si aveva notizia esistere altres'1 il nemico. La colonna di Vinzaglio giungen alle prime case del villaggio simultaneamente alla testa della 3• divisione che lo aYe\"11. attac~ cato, e ne respingeva oltre il nemico; e la c:olonna tE Confienza obbligava il nemico ad una celere ritirata su Robbio. Stabilit:isì la divisione in Confienza nella stessa sera del 30 maggio, eseguiva nel m1ttino del giorno successivo unaricognizione di cavalleggel'i e di bers:iglieri su Robbio, la quale operatasi arditamente, faoeva conoscere che il nemico si avanzaya grosso a Confienza, e daYa tempo a spiegare le forze della divisione. Io disposi la brigata Pir.moote all'attacco di f1011te, e la bri3ata Aosta la c14visi su Cascina Nuova per la destra del roggione Dusca, sia per assicurnrmi per quelle parti come per mioacc1:1re il fianco des~ro delle masse nemiche che stavano at• taccando a P alestro. Sì quella che questa maTciavano. all'incontro del nemico, fo attaccavano alla baionetta e lo respingevano di fr0nte e di fia nco. Esse presero di Yiva forza la cascina Dado, che era validamente difesa con :u tiglieria, s'impessessarono di Cascina Nuova ed inse• guirono il nemico snlle due rive di Robbio. La 4• divisione si teneva intanto riunita alla sinistra e dietro Confienza a norma degli ordini ricevuti. Il coma.i1dante la 2a dfoisione

Firmato

FANTI.


256

MISCELLANEA

U!SCELLA!)E.l

PALESTllOo

li JJ/011ileur Universel del 19 di giugno recav·a: Nella precipitazione con la quale il qua rtier generale ddl'esercito austriaco ha sgombralo Abbiategrasso dopo la battag lia di J\IIagenta, molte carte importanti sono state di menticate. Fra esse vi era Ùna relazione o giornale, in data de_l 3 g iugno, a mezzanotte, firmato II. de Recle1·n,_ maggiore cli statomaggiorE>, e che contiene particolari precisi sui combattim enti di Palestro. È curios? il paragonare il racconto del signot de Redern con q uello dato, dai giornali austriaci. · Dopo aver parlato dèlla forza e del posto che occupava l'armata austriaca, la qu ale aveva ventuna brigata tra il Ticino e la Sesia, q uell' uffiziale superiore continua in q uesti t<::rmini: • Il 30 m aggio nel meriggio una divisione piemontese assali v ivamente i n ostri avampo:,ti tm Vercelli e Palestro. Il battaglione di granatieri del reggimento Leopoldo (brigata Weig l del 7° corpo) tilnne Palestro du rante qualche t!3mpo, ma si riti rò dinanzi a forze superiori. Una colonna di dne conipagnie, in• v iata per sostegno con due pezzi, fu respinta e perdè i suoi cannoni, s i fece ancora avanzare un battag lione, il quale parimente non ' potè sostenere il fuoco. Allora 11'1 d ivisione Lilia del 7° corpo, com eos\a delle brigate ViTeigl e Dorndorf, pr6se po• s izione a R obbio. • Al giungeie di q uesle notizie, il quartier generale si trasportò nella notte dei 30 ai 31 a l.VIortara. La d ivisione Jellacich del 2° corpo (le brigate Szabo e Kudelka) fu di retta da Cerg nano verso RolJbio per sostenere la divisione•L ilia, rnentre la di visiono Herdy, dello stesso corpo, andava la notte a Mortara, dove g iungeva alle cinque del mattino (31 maggio). Il 31, il feld~ maresciallo luogotenente Zobel doveva rip igliare Palestro con le due brigate del suo corpo (il 7°) e quelle del 2° corpo. Egli indicava la brigata Dorndorf per attaccare di fronte la brigata ViTeigl per oltrepassare la sin istra dell'inimico, and~'ndo un cammino lateralfl sulla destra della nostra linea : la brigata

po:

257

Szabo (che partiva da Rosasco) per girare il nemico con la sua propria destra, e finalmente la brigata Kudelka per formare la riserva. Il combattimento incominciò -verso le nove ore. Non o stante la bravura della colonna Weigl, questa. non giunse a sboccare, poichè la strada essendo pochissimo larga non permetteva di s ituare -se non due peizi, wentre il nemico aveva aperto (;OD prospero successo il fuoco di qaattro obici. Il g~nerale ebbe il braccio destro traversato, e non dimeno rimase ancora quattro ore sul campo di battaglia . • La b1io-ata D'.lrndorf si av anzò fino al v illaggio malgrado i[ fuoco continuo del nemico, m a fu respin ta cou la perdita di 750 uomini. • La brigata Szabo aveva incominciato la sua marcia sotto la protezione di una b atte ria da 12, allorchè essa fu inaspettatamente .assalita di fianco e di dietro da tre battaglioni di Zua.vi verso Rjvoltella. Il 7° battaglione dei cacciatori si apri il cammino, ma perdè-500 uomini. 1' battaglio<1i di fanteria si ritirarono assai f elocemente ; ma la batteria che si ei'a impegnata io una vfu. ~ . l t raversa, non potè salvare se non liln pezzo so o. • Dopo la ritirata della brigata Dorndorf il feldrnar{>scia llo fece avanzarci la brigata Kudelka, la quale, corno ho gi1, déltto, e ra stata lasciata in riserva. La b rigata Kudelka giunse a l v1l.Jaggio, ma fu alla sua volta respinta da_for_ze s L'.p~riori. Il ~0111battim ento dorava -da quatt.r 'ore e le perdile, ll1 ufhz1al1soprntu-tto, e rano grandissime, .allord1è giunsero le primo notizie al qunxtic1· generale (all'una pomeridiana) • . La chiarezza cli q uesta esposizione è evidente. Il 30 maggio Palestro è p reso dai Piemontesi, i quali respin: gono un battaglione del reggimento L eopoldo (7°_corpo) - · po1 <lue compagnie con due pezzi che p rendono - ed rnfine u u terio battaglione inviato contro di essi. Il ruao-gio le divisioni J ellacich e Lilia attaccano Palestro ~ . 3 B le loro b1igate sono success1vam entP- respinte . 11 ° rE,gg,mento dei Zuavi prende cinque pezzi d'a:·tiglieria alla bn 5ata Szaho. G li Austriaci fanno. la loro ri tirata all'una dopo mezzod'1, t\Yendo patito una perdita di 1250 uomini. Ecco ora ciò cbe riferiscono i giornali austriaci ;

31

AiliKO

l\'. Yul. li -

l7

..


2f)8 lll!SCE.LLANEA • T Piemontesi hanno a ttaccato Palestro m a sono stati respinti

(Gazzetta Austriaca) • . • Per cacciare i Piemontesi, che il 30 m aggio si erano impadroniti di Palestro per sorpresa, m entre ci era un teil'.lpm-ale, il feldmaresciallo-luogotenente barone Zobel determinò di attaccare, il giorno 31 m aggio,, quel villaggio dai due lati ad una volta. La brigata del generale vVeigl, che in questa occasione .fo le< rn·errnente ferito.' era stata richiamata da Robbio, e si rese CO padrona dei gruppi di case al sud-ovest: essa avrebbe certa• mente spinto più in là ancon i suoi progre~si, se la brigata Sza bo, chiamata da Rosasco, non avesse incontrato a Rivoltella una brigata francese che oppose ac1 essa la più viva resistenza_. , L 'impetuosità dei Zuavi andò ad infrangersi contro l'energica r isoluzione dei nostri cacciatori del 7° battaglione, i quali erano circondati da tutti i possibili ostacoli di terreno ... Come dovunque, noi avemmo ancora qui a fare con un nemico superiore iu n u mero... Le 11ostre perdite, senza computare i l gem,rale Weigl leggermente ferito, furoM di 8 ufficiali e 500 uomini feriti e cii 300 morti (Gazzetta cli Augusta del 10 giugno),.

1'1ISCELLANEA

Ca,pitani. Robert Agricola, 18 batteria, M. A. Brùnelta d'Usseaux cav. Edoardo, Nizza cavalleria, M. A. Borgna Pietro; 7 fan teria, lVL A., Vinzaglio. Cugia cav. Litterio, 15 fanteria, M . A., Palestro. Lazzari Lorenzo, 5 fanteria, San :Martino. Tebaldi Alessandro, 5 fanteria, id. Bertecca P ietro, 6 fanteria, id. F icccardi L uigi, 6 fanteria, id. Paporellì G iorgio, 7 fanteria, id. Bianchi Giuseppe, 7 fanteria, id. Demartini l\fartino, 12 fanteria, id. 13onetti Lorenzo, 1.2 fanteria, M . A., id. Prielli, Enrico, 12 fanLeria, id. Setto di Settimo cay. Carlo, 17 fanteria, id.:F ormento Enrico, l lJ fanteria, icl. Peano.E nrico, 3 bersaglieri, 1\1. A. ~fadorina delle Scoperte. Mario cav. Luigi, 5 bersaglieri, San Martino.

Luogoten(lnti.

Elenco 1legli uffiziali italiani morti in combattimento o per ferite nella guerra dell'intlipendenza. Colonnelli. Beretta cav . Luigi, 7 fanteria, .M. Oro, San Martino. Caminati cav. Davide, 13 fanteria, :tvI. A ., id.

.ùuogolenenli colonnelli. Morelli cav . Tommaso, cava,llegg. Monfenato, M. A. , Montebello, Balegno cav. Antonio, 14 fanteria, M . A., S . Martino. J1[aggior-i. Bosio V ittorio Emanuele, 6 fanteria, San Martino. Solaro conteMatteo, 8 fanteria, id. Ponia Ccsimo,. 12 fan teria, id.

De Bl~nay barone Edmondo, ca.vallegg. Aosta, M . A., i\fontebello. Ropolo Ludovico, 10 bersaglieri, M. A ., Vinzaglio. Rosano Carlo, 9 fanteria, P alestro. Macchetta Alberto, 1 granat. di Sard., Madonna delle Scoperte. Martini Leopoldo, 3 bersaglieri, IVI. A. ,. S. Mar tino Ferdinando, 5 fanteria, San l\.fartìno. Roncoroni Angelo, 5 fanteria, :M. A. id. ~ Gazzo Gio. Datti sta, 1 bersaglieri, id. Carlino Carlo, 8 fanteria, id. Tamburelli A nton io, 8 fanteria, id . Martinotti, 13 fanteria, id. · Tèbaldi Francesco, 14 fanteria, id. Clovis Paolo Luigi, 14 fanteria, id. Noris Gaspare, 11 fanteria, id. 13aggi Alber to, 11 fanteria, id. :rviasuero Ferdinando, 11 fanteria, id, A nsaldi Michele, 12 fanteri~, id.


260 àJJSCELL..lNJU Marchi Filippo, 12 fanteria, id. Fava Ca.rin, 17 fanteria, id. Bolognini Gaetano, 17 fan teria, id. Modini Luciano, 5 bersaglieri, id. Truc Antonio, 8 bersoglieri, id. Benati Luigi, 3 bersaglieri, Peschiera.

Sottotenenti. Govone nobile Francesco, cavallegg. Monf., 1vi. A. Moritebello. Scassi conte Carlo, cavalleggeri Novara, 1VI. A., id. Danesi Ernesto, zappatori del Genio, Sesia. Bertarelli Camilla, 7 bersaglieri, JvI. A., Palestro. Sollier Aristide, 2 fanteria, Madonna .delle Scoperte, Cadolino Alfredo, 3 bersaglieri, iVI. A. id. Dupont Antonio, 10 bersaglieri, San Martino. Comaschi Carlo, 5 fanteria, id. Poggi Luigi, 5 fanteria, 1\1. A . id.. Olmo G-iuseppo, 6 fanteria, id. Ricci cl' Andonno Valdosio, 9 bersaglieri, IVI. A. Redone. Perella Eilisio, 7 fanteria, San Martino. Malwusi Attilio, 13 fantqria, M . A. id. Giulini Bassiano, 14 fanteria, id. Bosisio Albino, 11 fanteria, id. Pavetti Giulio, 5 bersaglieri, id. Crodara-Visconti Felice, 8 fanteria ,

Elenco degli uffiziali italiaui feriti. il1aggiori generali,. Cerale cav. Enrico, comandante la brigata Aosta, comm , ~ 1 San Martino. Amaldi cav. Annibale, comancl. la. brig. Cuneo, M. Oro (morto) .

Colonnelli. Massa cli S. Diagio conte Augusto, l granatieri cli Sardegna, Madonna delle~ Scoperte. P locchiù cav. Alessa ndro, 6 fanteria. Vialardi c,w. Augusto, G fan teria, Uff. O, San Martino. Avenati ~a v. Giacinto, 12 fanteria.

UISCELLANJ::A

261

Luogotencnt~ colonnello. Isasca cav . Carlo, 2 granatieri di Sardegna, M. A., Madonna delle Scoperte. _

Maggiori. Boselli nobile Natale, 15 fanteria, Palestro. Bianchetti nobile Felice, 2 granatieri cli .Sardegna, M. A. Madonna delle· Scoperte. Langosco conte Felice, 2 fanteria, M. A. id. Pollastri Giovanni, 5 fanteria, Jvlenz. O. M. A. San Martino. Butteri•cav. Pietro Paolo, 6 fanteria, id. Parroccl11a Lorenzo, 4 fanteria , lVI. A. Redone. Longoni cav. Ambrogio, 7 fanteria . Borda. cav. Egidio .Melchiorre, 7 fanteria, ~. .flfanca Simone, 11 fante1ia. . Z ino cav. Camillo, 12 fanteria (morto), Menz.. O. Morando cav. Pietro, 13 fanteria. Excoffter Carlo, corpo reale di Stato magg., e, :rvI. A. Redone.

Capitani. Roasenda cav. Carlo, 17 fanteria, JVIenz. O. Piola cav. Angelo, cavalleggeri ·di Novara, @, Montebello. Trombone Giovanni, 10 fanteria, @, Sesia. Ferreri Cesare, corpo reale di stato maggiore, M. A. Biraghi Gaetano, 9 fanteria (mm·to), Menz. O. Palestro, Brncco Luigi, 15 fanteria. Menz. O. id. .f\1.ielegari Augusto, 15 fan teria, id. _/\.zara Augusto, 16 fanteria, id. . Giusiana cav. Enrico, 7 bersaglieri, M. A. 2 Menz. O. 1d. Salvagno cav. Luigi, 5 fanteria., M. A., Confienza. Martini Vi ttorio, 2 granat. di Sard ., M. A. Mad. delle Scoperte. Parravicini dc::' Longhi noliilo Giuseppe, 2 granatieri di Sardegna, . M. A., Macloona delle Scoperte. . Gai-in di Coccona.to, cav. Teofilo, 2 granat. di Sard ., M . A . 1d. Ceva di Noceto conte Giacinto, 2 granai. di Sard,, lvI. A., iià. Cyvot Francesco, l fanteria, M. A:, id. De Chevilly Lnigi, 2 fanteria, l'l'l. A., id,


.2G2 M{S-CELLANR.\ Besson Claud_io, 2 fanteria, Menz. O., icI. Longue Fer~mando, 2 fanteria, M. A~, id. Ivlart1~ Gmho, 2 fanteria, M. A., id. Botteri Dionigi, 4 bersactlieri id Ceva di Noceto cav. Titoo 6 f~nte.r1·"' S D Jfi G' ' "'~ @, an Martino. e no ,Trnseppe, 5 fanteria, id. Rove_re ~rancesco, 5 fanteria, @, id. N1cohs d1Frassino cav. Maurizio, 5 f ant er.a, ; 1•d.• . Zava ttaro_P ietro, 5 fanteria, id. Ca_ne_vassi Paolo, 6 fanteria, id. Mig_liara Carlo,_9 bersaglieri, M. A .., Redone.. Pod10 G1ovanm, 7 fanteria. Maineri nobile Ann ibale, 7 fanteria•. Cordero di l\fontezemolo cav. Giuseppe 7 fant . Calca . a· , ena. 'gno 1acomo, 7 fanteria. Cattaneo Agostino, ·7 fanteria. Pmna Giovanni, 7 fanterra. C?iglio Antonio, 8 fanteria. S11 va Silvestro, 8 fanteria. Azzarra Agostino. 13 fanteria. Lodig iani Luigi, 11 fanteria . Viazzi_Tito Giuseppe,' 14 fa~ter:a. Ferrari . . . cav. Antonio, 10 be. r:sag1~1er1. Sauli. nobile Francesco, 10 i.. ' 1 · . _ JJersag 1er1. P ornno Federico, 11 fanteria. Al!egri Giovanni, 11 fanteria. · Roero di• Cortanze cav. Euo-enio 11 fan teria. . Ma ,, o , nsuet.1 1eobaldo, 11 fanteria. Costa Cado, 11 fanteria. De V!llata Giovanni, 11 fa nteria. Rigo_lmo Francesco, 11 fanteria. Cassmo Giuseppe, 12 fanteria, Pacchiotti Angelo, 12 fanteria. S1rnni Giovanni, 12 fan teria. Villa Ignazio, 17 fanteria. Albertini Enrico, 17 fanteria. Baldi P ietro, 17 fanteria. . Cavoretti GiL1seppe, 17 J'a11teria.

)l!SCELL.iNE..I.

2-G3

Alivesi cav. Andrea, 18 fanteria. Pallavicirii marchese Enrico, 5 bersaglieri, Menz. O. Galletti Angelo, 5 bersaglieri. Cavagnaro Domenico, 8 bersaglieri. Balegno cav. Placido, 7 batteria, :t\'1. A.

Luogotenenti: Salasco cav. Luigi, ca.valleggeri di Novara, Menz. O. Milanesa Giovanni, cavalleggeri di Monferrato. Ghiglini Edoardo, cavalleggeri di Novat·a. Manfredi Luigi, 7 fanteria. Frola :i\'1ichele, 7 fanteria. 'Parodi Gio. Battista, 7 fanteria, M. A. Bossi Giovanni, 9 fanteria, M. A. , Orso Paolo, 10 fanteria, M. A. I Casanova_Chiaffredo, 9 fanteria, Gandolfi. nobile Carlo; 9 fanteria (morto),. Palestro. Clivio Isaia, 9 fanteria. Borras Giuseppe, 15 fanteria. Feì.·reri, addetto al comando superiore del genio militare. Goutry Camillo, 2 fanteria (aiuti wagg.) M. A. Mad. Scoperte. 1 De Borlasca Stanislao, 2 fante ria, :M. A , id. ,}lfalabaila cav. Alessandro, 3 bersaglieri, M. A ., id. Tecchio Gio. F rancesco, cavalleg. d' Aless., M. A._, Menz. O. id. Rossi Carlo, 5 fanteria, San Martino. Raibarti barone Eusebio, 5 fanteria, id. Mariscotti Gio. Battista, 6 fanteria, id . (amJJutato) . Righi Giuseppe, aiul. magg. in lo, 6 fanteria, id. Ricci Agostino, 3 fanteria (stato magg. di brigata), :M. A. , id . Anguisola Giacinto, 9 bersaglieri, 2 ll'lenz. O., Redone. Grindelli Giuseppe, 4 fanteò, M. A. Botticelli Alessandro, 4 fanteria, M . A. Fatt<wini Ca.milio, 7 fanteria.. Rovighi CesarP-, 14 fante1·ia (quartiere geu. div.) M. A. Cordero di Montezemolo cav. Adriano, 8 fanteria, aiut. di campo. Regis Massimi liano, 7 fanteria. Cavalli Giuseppe, 8 fanteria, :rvienz. O. Nicolis cav. Teobaldo, 8 f,1nteria


264 l!ISCELLJ.NJt.4. Raspani Giuseppe,. 8 fanteria. Vaccaneo Paolu> 8 fanteria. Carosio Giuseppe, 8 fanteria. Moroti Paolo, 13 fanteria . Berra Francesco, 13- fanteria . Trovati Paolo, 13 fanteria. Spinelli Carlo, 13 fanteria. Pusseto Carlo, 14 fanteria. Serra Giulio Achille, 14 fanteria. Seyta Benedetto, H- fo.nteria. Petrino Oreste, 10 bersaglieri. Conte Vittorio, 11 fa nteria. Lazzarini Giuseppe, 11 fanteria (amp-utato)Decarolis Emilio, 11 fanteria .. Bauderi Serafino, 12 fanté!ria. Foschetti Alessandro, 12 fanteria . Cotta Luigi, 12 fanteria . Pontiroli Michele, 12 fanteria. Brambilla E liseo, 12 fanteria. Ferrari Paolo, 12 fanteria. Benfatti Giuseppe, 17 fanteria. Colla P ietro, 17 fanteria . :tviarcellini Agostino, 17- fan,teria. FaJqui Raimonào, 5 bersaglieri. Borio Gioachino, 8 bersaglieri. _Zanardi Pietro, cavalleggeri Saluzzo. Accusani ca v. Giuseppe, 7 batti!glia.

Sottolenenli. Mair Scipione, cavalleggeri di Novara, :M.· A., .Montebello. Gott(lrdi Pietro, 12 batteria. Fantino Lu igi, 7 fanteria, Menz. O. Frandon i Gaetano~ 7 fanteria, flf. A. Cazzano Domenico, 7 fanteria. Costa Alessandro, 7 fanteria. Manca Gio. Battista, 9 fan teria. Greppi Giorgio, 10 fanteria, I\II. A-. Ragaz;:oni Aut, 1110, 10 fanleria.

MISCELLANEA

265

Baldacci JVlichele, 9 fanteria, JVI. A. Franchi Pietro, 7 bersaglieri, M. A. Platestaine'r Giovanni, 7 bersaglieri, M A. Zinell i Lodovico, 7 bersaglieri, M . A. . . . Della Chiostra Ottavio, aiutànte magg. 1 graoat1er1 d1 Sardegna, Menz. O., Madonna delle Scoperte. . Novaro, 2 granatieri di Sardegna, Menz._O., 1d. . Aubriot de la Palme Emanuele, 2 fanteria, NI. A., 1d. De Foras cav. Alfonso, 2 fanteria, M . A., id. P iccolet d'Ermillon Angusto, 2 fanteria, M. A., 1cl. ' Thiole Carlo, 3 be1saglieri, M. A ., id. (morto 24 ore ~opo), Ristori cav. Angelo, cavalleggeri Alessandria, M. A., ,1d. Massirio, 5 fanteria, San :Martino. Condio Michele, 5 fanteria, id. Caldi Edoardo, 5 fanteria, id. Operti Michele, 5 f~nteria, id. Ramoino Giuseppe, 5 fanteria, id . Spelta Pietro Giuseppe, 5 fanteria, id. Bondi Ernesto, 5 fanteria, ià. Danesi Gio. Carlo, G fanteria, M. A., id. Questa Lorenzo, 6 fanteria, }11. A ., id. Poo-Jiauò Stefano, 6 fantel'Ì'1, JYI. A., id. Bo~izzoni Giocondo, 1 bersaglieri, id . (morto). Farioi Aroaudo., 1 bersaglieri, ìVIenz. O. Besostri Secondo, 15 bat.tei·ia, San Martino. Merlati Gio. Battista, aiutante maggi.ore io 2°, 7 fanteria. Salazzar caY . Francesco, 7 fanteria. Setti Napoleone, · 8 fan_teria. :tviorozzo della Rocca cav . Costanzo, 13 fanteria, M. A. Fede Giuseppe, • 13 fanteria. Mottura P ietro, 13 fanteria (morto). :rvfartinotti E nrico, 13 fanteria. Pozzo Gio. Luigi, 13 fanteria. Alberico Giuseppe, 13' fant~ria. Pierooi Stefano; 14 fanteria. ·Pisano Giuseppe, 14 fanteria. Petrucci Ca rlo Luigi_, 14 fanteria. Rassaval Luigi, 14 fanteria.


266

MJSCELLANE.I.

Rondelli Cesare, 14 fanteria. D~lla ~ov~re cav. Giuseppe Paolo", cava llegg. Monferrato, M. A. Mmott1 G~useppe, cavalleggeri Monferrato. Chiovin_i Francesco, 11 fanteria,.(mm·to). Bossi Pietro, 11 fanteria. P isano Efi.sioy 11 fanteria. Riccardi Ad~lfo, 11 fanteria, M. A. Lorenzotti Luigi, 11 fanteria. Galfetti Giuseppe, 11 fanteria. Biraghi Carlo, i 1 fanteria. Vittulo Carlo, 11 fanteria. AGhll~ sia Raimondo, aiutante maggiore m 2P nel 12 fanteria . 1110nda Felice, 12 fanteria. Tettoni Carlo, 12 fanteria. Vigano Giovanni, 12 fanteria. Saottirri Giacomo, 12 fanteria. C01·dara Michele, 12 fanteria. Belforti Angelo, aiuta nte maggiore nel 17 ìant<;1ria. Besoz~i Giuseppe, 17 fanteria (m01·to). Poletti Giovanni, 17 fant.eria. Ajrnone Pietro, 17 fanteria. Leone cav. Vittorio, 17 fanteria. Gualcbi Giacomo, 18 fanteria. Molinati Vincenzo, 5 bersaglieri, Menz. O. Fissore Enrico, 8 bersaglieri. Vietto Pietro, 8 bersaglieri. Craveri, 14 fanteria. Bonelli Paolo, 12 fan te ria,.

MI SCELL ANJtA

267

ESERCITO àUSTRIACO IN ITALIA.

2° Corpo ( LICHTEi'iHHN ) •. Divisione Illontemwvo . Briga,ta JVÌesko - Reggimento Aleman n. 43.. Fu destinato a1l'armata d'I1alia, ma si arrestò a Trieste. Brigata Kiuzl - Reggimento Arciduca Sigismondo, n . 45. , Divisione .Tellacich, Brigata Szàbo - R eggimento Arciduca Guglielmo, n. 12. 7° battaglione cacciatori: Brigata Koudelka - Reggimento Jellacich, n. 46 -190 battaglione cacciatori. Divisione Jierly. Brigata Lippert - Reggimento Arciduca Raineri, n. 59. Brigata Baltin - Reggimento Hartmann, n. 9. Brigata principe_d'Holstein-Dragoni principe Eugenio, n. 5. - Dragoni Horvath, n. 6.

3° Corpo (SCIIWAilZENBEI\G). Divisione Afarliny. Brigata F estetics - Reggimento Reischach, n . 21. - Battaglione confinarii Ogulini. Brigata Hartung - Reggimento Granduca d'Assia, n . 14. 230 battaglione cacciatori. Divisione Schonberger. B~gata vVetzlar - R'3ggimento Licbtenstein, n . 5. - Battaglione Ottociani confina rii. · B rigata Ramming - Reggimento fanteria Re dei Belgi, n. 21. - 13° battaglione c~ccia,tori. Brigata Diirfeld - Reggimento Arciduca S tefano, n. 58 15° battaglione caccia tori.

,I'


2(';8 . -

B rigata P alffy Reggimento ussari Re di Prussia, n . 10. Reggimento ulani Civallart, n. l.

5° Corpo (STADIO:\). Di visione Paumga1·tlen. Brigata Gàal - Reggimento Arciduca Carlo, n. 3 _ Battaglione confinari Liccani. Brigata Principe d'Assia - Reggimento Culo;, n . 31. _ Battaglione cacciatori Imperatore. D ivisione Sternberg. Brigata Koller - Reggimento Ferdinando d'Éste, Battaglione confinarii Liccani. B:i_gat~ Roesgen - Reggimento Hess, n. 49 cacciatori Imperatore. B rigata Bils - Reggimento Kinskv, n. 47 finarii Oguli11i - Reggimento u lani" Sicilia.

11 .

3.2 _

Battaglione

Divisione Reischach. Brigata Lebzcltern - Reggimento Kaiser fanteria, n. I. B rigata Gablentz - Reggimento Grueber, n. 54 - 3° battaglione cacciatori Imperatore. D i visione Lillin. Br!gata Weigl - Reggimento Arciduca Leopoldo, n. 53. Brigata Dorndorf - R eggimento ·wimpffen, ii. 22 ...... Battaglione Ottociaui confinarii _- Reggimento ussari Imperatore.

8° Corpo (llENEDEK). . Di visione Berge1·. B rigata Berger - Reggimento P rohaska, n. 7 glione cacciatori Imperatore.

Dìvisione Lung. h rigata Brehm - Reggimento Hohedohe, n, 17- 5° battaglione cacciatori Imperatore. B rigata Boer - Reggimento Don Miguel, n . 39 - 3o batta• glione cacciatori . BrigataMeinong- Reggimento Zohel, n . 61 - 1° battaglione del lo Banale confioarii - Reggimento ussari Ifaller, n. · 12.

Corpo volante del generale UnnAN. B rigata Puffer confioarii Siuini .

Reggimento Kelner, n. 41 -

Battaglione

Trn111ie che erano nelle Legazioni gia appartenenti a\\' 8° corpo. Divisione Ledere1·.

Battao-Jione con. 0

7° Corpo (Zobel)

2 ° batta•

Brigata Roden - Reggimento Alberto di Sassonia, n. 11 -

2° battaglione confìnarii Sluini.

269 ·

l.llSCELLANEA

}!ISCELLANJ::A

Brigata M_ollitary ad Ancona - R eggimento Gorizzutti, n . 56 - 20° battaglione cacciatori. B rigata Haberman, Bologna e Modena - Reggimento Gyulai n. 33 - go battaglione cacciatori.

Tru11!le del corpo del generale WmPFFE.'i. 3° Corpo

tScnAFFGOTSCilE).

Reggimen to Principe ereditario d'Austria G randuca, Michele Rossbach (brigata Braum) Arciduca Francesco Carlo . Arcid L1ca E u rico Ifaugwilz 4obattaglioneHartrnan n . Arcìduca Guglielmo Kellner . ., Sigismondo Jellacich 2o battaglione confinarii Warasdiner St-Georger. Zo battagli9ne confinarii G radiskaner.

19

26 40 52

•

62 38 9 12 41 46 46


271

:z7Q ll!TSCELLANJU 40, 160 battaglione cacciatori. gu Compagnia sanitaria. Reggimento corazzieri Re di Sassonia, n. 3. .

1° Cor110 (Cun- G.uLAs). Divisione Montenuovo. Brigata Burdioa - Reggimento ·wasa, n. 60 - 2o batt. cacc. Brigata Reszicneck - Rr,ggimento Arciduca Giuseppe, n . 37.

NECROLOGIA

Divisione Cordon. Brigata Pàszthory - Reggimento '\Vernhardt, n. 16. Brigata Bruner - Reggimento ussari Wurtemberg, n . Il.

DELLA GUE'RRA DELLA INDIPENDENZA ITALIANA.

Osse·rvazioni. I reggimenti ungheresi si distinguono dai pantaloni stretti. I reggimenti di fanteria sono ora tutti composti di 4 battaglioni (1 di granatieri da 4 compagnie, e 3 di fuci lieri da sei compagnie). Pare che le due brigate di cavalleria del principe Holstein e del generale Palffy siano state 1·iunite in una divisione soLtv gli ordini del generale Mensdorff.

GIOVANNI BERTOGLIATTI. _ Leggevasi sulla porta della chiesa di San Francesco di Paola: Pet• l'anima gene1·osa

dd giovane GIOVANNI BERTOGLIAT'l'I

di I'onte Cana,vese , allievo clel co1·so speciale nel R. collegio di Monviso e volontcwio nel X fwn teria per la giw1·ra della Jnclipendenza d' (lal,ia, caduto nella giornata di Palest?·o

nell'età di XVII anni i concliscepol-i e p1·ofcssori pregano JJace. PIETRO SPELTA. Aì 26 di giugno 1859 moriva nell'ospedale di Desenzano per ferite toccate nella batta.glia cli San Martino il bravo giovine desenzanese Pietro Spelta luogotenente nel 3° delle fanterie, lasciando una veccl1ia :madre, cui l'amoroso figl iuolo era di con• l'orto unico e saldo.


272

MISCELLANEA 273 Nel cimitero cli Rivoltella si leggono le seguenti iscrizioni:

lJISCELLAN!t.l

CAMILLO ZINO.

Nel carupm:anto di Occimiano leggesi la seguente epigrafe: Alla cara rnemoria cli CAit!ILLO ZINO cavaliere dell' O-rdine ilfauriziano maggio1·e nella brigata Casale mo1·to in Brescia il XVIII luglio 1l1DCCCLIX di anni XLVI per ferita 1"iportata valorosamente comballendo nellCl battaglia di Solferino la madre, i fr·atelli e la s01·ella nell'immensità, clel loro corcloglio posero questa umile pietra. Occimianesi pregate z)e1· l'anima del vfrtuoso concitlciclino, del p1·ocle soldato del martfre ilciliano. ' . Rammentiamo qui l'9rdine di quel giorno 20 di l uglio del _comandante il reggimen to. • (< Compreso l'animo del piL1 sentito dolore, partecipo al regg imento la morte avvenuta avant'ieri del maggiore in questo , Zino ca:v. Camillo, nello spP.nale di S. Angelo in Brc"cia.. « Di vita integerrima, di profonda istruiione, sia militare che letteraria, ern da tutti stimato. Di generosi ed urbani modi, di pronto e sano consiglio a quanti ne lo richiedevano, era amico di tutti; la di lui perdita è quasi lntto per tutti in questo reggimento, e per me in pa.rticolare, che l'ebbi pregiato runico sin daìl'infanzia, e commilite nell'esordire entrambi alla carriera militare. « Tanta virtù, sia cittadina che militare, meritava gloriosa fine, e l'ebbe; ferito mortalmente ai piedi delle a lture di San Martino, mentre alla testa della wa truppa animosamente la. spingeva all'attacco, eadde snl campo delJa gloria, nè valsero a conservarlo in vita le più intelligenti cnre dell'arte medica, 1iè quelle affettuosissime de' suoi, che lo circondavano a.I letto di morte; la, patria e l'esercito hanno pertl u to con esso un valido appoggio; e l'Italia annovera fra i suoi prodi martiri un campione di pit\.

• Il colonnello F. A YY.NAIJ

, •

Al loro colonnello cav. ANGELO BALEGNOdi Ccwpeneto caduto cilla battaglia d·i S. ilfartin·o il XXIV giugno .MDCCCLIX gli •uffi~iali del XIV 1·eggimento brigàta Pinerolo questa lapide posavano.

Addì X Xl V gi1lgno ll1D,CCCLT X caddero combattendo il nemico dell'.llalia s11l colle di San 1l1arlino di Rivoltella il colonnello DA VlDF, CAMINA TI e it sottotenente ATTILIO llfA LllIUSI gl'i ufficiali del X fII fanteria con dolore ed anvrnirazione ne tramandarono ai posteri il norne requiem .

LUIGI BERETTA da Vercelli ca11. de' Ss. iffa,u1·izio e Lazzaro e di Savoia

u ffìciale dellci Legion d'Onore decorato della medaglia d'oro al valor niilitare colonnello coman4,ante il Vlf reggimento Cuneo qui 1·iposa. ANNO

IV. Voi. li -

18


275

MISCELLANEA

A te cht già nel ·MDCCCXL VIII al passo delt@ Stelvio trattenevi le falangi austriache che sulla Tauride combattevi pel nome italiano che nel MDCCCLIX nella memoranda giornata di S. 1lfartino XXIV giugno vittima dell'italiana indipenden~a cadevi da palla nemica colpito valorosamente pugnando a capo del p1'ode tuo reggimento dallci dolente ed inconsalabile tua consorte sia accetto qucst' nltùno pegn o d' amore che eterna ai poste1'i \ la tiia memo?'Ìa

BIBLIOGRAFIA MILITARE ITALIANA·

Istt·,u zioni pe1· il sM·vizio e la contabilità clelleinfet·m.e1·ie ca·v alli cli campagna. Torino, 18 aprile 1859. Tipografia G . Cas-

MA.RIO cav. LUJG I di Valenza che valorosamente cornbaUendo il nemico d'Italia cadde nella pugna sul collG cii S. Ma1·tino la sem del XXIV giugno ilWCCCLIX l'inconsolabile fratello cav. Adolfo e le dolenti sorelle p1·egano la meritata pace dei vcilorosi.

sone e Comp., in-8, pag. 40. . . .. Nel biso"'no in cui siamo d'i ntenderci fra le v arie pa.rt1 d 1 Ita lia, e ridonare a lla patria n ostra ogni manìera,di ricclrnr,za e di primato, avre~mo desiderato che in questi libr i sì neces• sarii in ogni soldatesca, non si leggessero i vocaboli blouses (tuniche), platelonge (pastoia), marmitte (paiuoli), corasr,etlc,

at'

etichetta, brusche, appie, abbattimento di cavalli. CoRvETTO G. Elementi di forli/ìcazione campale ad uso eletta fanteria. Torino. Tipografia G. Cassone e Comp., in -8 . L'opera vien divisa io tre partì: nella I è tratlata la Fortificazione elementare; nella Il La fortificazione al te1·reno; nella 111 L'attacco a difesa delle opere e delle località (orti(ìcate. Dz CnrsTOFonrs CARLO. Che cosa sia la guert·a.

,

È u n'opera postuma d ì cotesto prode capitano de' Cacciator! delle Alpi, che forse vedrà la Iuce tra poco, divisa ne' seguenti capi : 1. Principio s01m11O de:Jl'arte della guerra; 2 . Strate_g _ia, e tattica; 3 . Concentrarsi e dividersi; 4 . Dividere; 5. Mobrhta; 6. Amministrazione; 7 . Geografia militarl'l ; 8 . Topografia; S>. Tat(ica; 10. r,fanovre; 11. Fortificazione ; l'.2. Composizione


276 MISCELLANEA ed organizzazione dei corpi; 13. Essenziale qualità dell'ufficiale; 14. Conclusione; 15. Bibliografia ragionata:. BoGGJO Pllrn. CARLO. Storia politico-milita1:e · dell'indipenderiza italiama (1859). Compilata su documenti e relazioni autentiche, opera corredata cl( una gran earta strategica dell'Alta Italia divisa in 8 fogli ed arricchila di ritratti dei principali condottieri dell'esercito Franco-Sardo, di disegni e piani topografici ecc. ecc. Torino, 1859, in-4°. Sebastiano Franco. · CuNIBERTI FELICE. Nel fiinebre ii!fizio celeb1Yito il 29 agosto 18l9 per cura dellci società degli operai di Savigliano pei m o1·ti nella g1-wrra clell'jnd1pendenza italiana. Discorso. Savigliano, l859, in-8. Tipografia Racca e Bressa Sono 28 pagine, ed aJla fine son vi alcuni cenni necrologici di s,Jldati saviglianesi. SAN Roo1rnro PAOLO. Études siw la trajecloire qi.e décrivent les p1·oiecliles oblongs. Paris, l 85 9. È inserita cotesta dotta memoria nel quaderno di maggrn, N. 65, del Journal des sciences rniUtctires. F ABHI Ai\"TONJO. Su,nlo di statistica militc.re·di tutti gli Stati europei, di tiitte le città e luoghi fo1·ti(icati, degli stabllimenli · ' e deqti i stit11,ti di ediicazione militare. .Napoli, 1858 , in-8, volume primo_. Cotesto ufficiale degli Usseri nell'esercito cli Napoli darà nel volume secondo la statistica dell'Ilalia, della Spagna, · del Portogallo e della Svizzera. GARIBALDI ed i Cacciato1·i delle Alpi. Cenni biografico-storici colla narrazione dei più recenti fatti d'armi. Mi lano, 1859, in ,12. Libreria di Frnncesco Sanvito, di pag. 32. Pensie1·i cli im lornbarclo su,lla qu.ist·ione italiana. Torino, 1859, in 8 . Tipografia Letteraria. · La qnistione italiana n el 1859. Pubblicato nel voi. 1° della serie 4° della Civillà caÙolica. F ARtNt Luwr. Il conta Duol .ecl il Piemonte. Lettera a lord John Ru,;sel. Toscana ed, Auslrìa. Scritto dei signori marchese Cos;11• RIDOLFl, bar. B.ETTINO R1cASOLI, cav. UBALn1~0 PEnutz1, avv. Tomuso Coasr, a vv. LEOPOLDO CA~tPlNI e CELESTINO BrANCHL Seconda edizione. Torino, 1859, in-12. Tipografia Marzorati. .

'IJ.77 \IISCELLANEA SALYAGNOLI VINCENZO. Della inclipendenza d'Italia. Discorso. Firenze, 1859, in-8, Felice Le Monnier. . . CoNrr Auausro . Sulla libe•razione d'Ital!ia. Discorso al clero italiano. Genovn, aprile 1859, in-12. Libreria Gro?dona. . F' . A . {'l, dell' Ausl1'ia ne/bo Stato GUALThRIO 7 • ;.,terventi ••• Romano. Lettera al conte Camillo Benso di Cavour. Genova, aprile 1859, in-12. Libreria Grondona. . . P1mEz FRANCESCO. Italia, Piemonte e Napoli : Grn?po di s. A. R. il conte di Siracusa con una breve a onotazione. hreozc, 1859, ìn-8, 3 rrtaggio 1859. Le ìVlonnier. CAHLETTr MARIO. Biografia clel generale G. Garibaldi. Firenze, 1859. Tipografia di G. :Mariani. . . , . :ZoBI ANror,;IO. C1'onaca degli avvenimen.l?, d _Tt~ilia nel 18..i9. Corredata di documenti. F irenze, 1859. Grazz'.m, i~-8.. · NI ccoLò ilahanci. ln, • La JJace e la conl'ecle1·azwne I' T OMMAS·llo terrogazioni. PRATI G. Palestro. Canto. . Il mistero della pace di Villafranca sp-iegato e il lrcittato di Zurigo, dell'avv. OooARDO AL1GERTI. Torino, 1859. 1'1pogeafia Arnaldi. È un opuscolo di 120 pagine. . Il canonico DuRIO in elegante volu~ne ha pubbh~ato_ alcune epigrafi rnemorative della guerra clell?ndipen~enza italiana.. Affinchè sia apprezzato lo stile del! autore citeremo qualcuna di quelle epigrafi : L' ~sèrcito vittorioso DI FRANCIA · dall'italica guerra fm le (este , . le acclamazioni e l ev-viva a'd'i xv agosto Moccct1x ent1·a solennemente nella glorìosa Pa1·igi L'IMPEH.ATORE nella com1.1,ne letizia è dolente ., che gli sia tolto cli 1·estituìre alla patria ed ai suoi. qu_an_t~ seguirono le aquile vincitrici .J


278

MISCELLANEA

l'animo suo g~ne1·oso e benigno non regge alla pe1·dila di tanti prodi al 11ianto alla desolctzione dei oo-ng·i unti a cui più alt1·0 non resta dei lo1·0 cari che il prezioso nome e la memor'ia dello intrepido valore. Eccone un'altra:

l!ISGELLAIIEA

Questa epigrafe è la più bella della raccolta: sobrietà di pa• role, locuzione breve, espression• semplicissima e commovente de' senti.menti che destò nell'animo di tutti il ritorno de' prodi nostri soldati. Per non abbondare \n citazioni più di quànto lo spazio ci consente, riferire mo a ncora la seguente epigrafe per )'ingresso del Re in Milano.

Salve VITTORIO EMA NU~LE gloria e letizia della ri11ascente ITALIA

La patria affettuosa 1·iconoscente in ogni petto dei suoi scolpì eterni i fasti e il nome de'Piemontesi che con ammirazione d'Europa pitgna1·01w a Montebello Palestro Tii1·bìgo Magenta 1lfa1··ignano Sanmartino lieta esultante accoglie i reduci vincitori e consacra perenne monitmento di grat-itudine a qu.ei figli . che avendo della vita più c/!J.ra la gloria e la indipendenza italiana cadcle1·0 da p1·odi .lasciando nobile gen~roso esempio ai giovani guerrieri .

279

salve campione for/Jissimo ornamento e splendore <f,ell' augiisla tua stù·pe salve salve raro esempio di pat1·ia carità più, che l'e , nosti·o padre uUe dure fatiéhc del campo alle gravi ctwe sostenute per noi ti sia con{01·to l'amore e la gratitudine dei tuoi popoli e DE L LA BEL L ICOSA . MlLANO

che eterna la mem07·ia dei giorni fatti lieti e g·iocondi dalla sempre preziosa desicleratissima tu.a, presenza.


280

281 Guibert e De-Blonay, dai luogotenenti lVIaccherani, De La-Roche, Balbiano, De Revel, Masino Caluso, Dc Ville, D' Alaise e altri. Verso il 1706 era capitano comandante la Compagnia foggem di ma1·incL il ca\·alicre di Pi,·erone, quando s'incominciava a smettere l'ordinamento delle galerP. Troviamo nel 1781 colonnello del reggimento suddetto la lHarina il colonnello cavaliere Merlo, co' maggiori Vitale e Biscaretti, il capitano di fregata cavaliere Castelw•..cchio comaodaute la ma· rioeria na,·ig:111te, e sotto di lui l'altro capitano di fregata Rossi. Prima rl1;1I 1815 il regno sa.rdo al'c\'a. piccolissi111a marineria, ristretta ne' porti di Nizza e Villa.franca, nè l'isola di Sardegna poteva afferire gran numero di marinaresca, perocchè la popolazione isolana da secoli era stata respinta dalla marina nell'interno per le minacci e dEJ' Mussulmani; t.a lmcntccchè , lasl' iando da parte la popolazione moderna della l\ifaddu lt•nn, di Carloforte, di S . Antioco e di Calasetta, paesi bagnati dal mare, riduconsi a cinque: Cagliari, TerranoYa, Santa Teresa, P uito Torres, Cast !sardo ed Algh ero, sopra 793 miglia geografiche di perimetro . Ma la Maddalena è veramente il paese marittimo della Sardegna, il quale fornisce gran numero di geni.e alla mari1\eria da guerra, faccmluut;i anche: un piccolo commercio da sè con la Corsica e Livorno. In data del 16 di gennaioJ 816 si pubblicarono le regie palenti per l'amminist1·azione milila1·e ed economica della marina reale, in cui era anco creata una scuola cli marina nel primo dipartimenlo di Genova, essendo in Villafranca e in Cagliari gl! altri due dipartimenti. La qua!G scLloln, con allro decreto del 9 d1 novembre, fu collocata nell 'edificio di Santa Teresa, e nel 1841 ebbe modificato il regolamento, rinnovato da capo in questi ultimi anm. In data d(1l 29 di gennaio del 1839 si pnbblicava il Regolame11 to del servizio sanita1·io pe1· la 1·egia ·mm·ina; e su lo srorcio dell'anno si sopprim<:rnno le compagnie dc' cannonieri di mare, cui si sostituiva il Corpo reali eqiiipagg·i. Poi nel 1842 usciva fuori l'altro Regolamento per l'ammini• MISCELLANEA

MONOGRAFIE MILITARI ITALIANE.

DELLA MARINERIA :MILlTA.RE DEL PIEMONTE.

.. Quando nel 156'7 Emanuel Filiberto aboliva il O'rado di maresciallo ùi Sa"uia, creava a gran mastrodellearti"li;rie il generale delle galere. Nè corse molto tempo che la bandi; ra sabauda andò a sventolflrc nella grande impresa navale capitanata da D. Giovanni d'Austria, partito da Geno,,a e dalla Spezia per le acque di Messina e poi di Lepanto nel 1571. E nella battaglia navale appunto delle Cur~olari vediamo combattere nel corno destrn la Galera piemontese cli Savoia, coman • d~t~ dal_capitano ?ttaviano Moretto, insieme coll'altra flfarga1·ita di :::iavoia, sotto il comando del Battaglione, e nel mezzo, cioè nella battaglia, la Capitana cli Savoia, retta da un Provana monsignor di Leiny nel Canavese, insieme col principe d'Urbiuo. . A di 16 di aprile d~I 1701 era ordinato il nuovo reggimPnlo intit~lato La ~la1'ina, e nel 1753 troviamo anco scritte le compagnie di m~rina, 349 soldati, comandati dal maggiore Ferraris di V1llafranca. Nè altre navi abbiam potuto rinvenire rammentate in quel t~mpo che le due galere la Pad1·ona, e S. Ba1·bam, rette <lai capo d1 squadra Peterson col grado di maggior generale, dai capitani

strnzione clella 1·egia ma,1·ina. E la impresa di Tripoli gettò un po' di gloria guerriera nell'assopita pace alla marineria della Sardegna.


282 Ml SC.l!:LLA.NEA. Erano g ià nelle acque africane il ~apilano di fregata Serra, com~ndante la Maria Oristina, e il capitano in 2°, il vascello Ricavo, cm _obb_ediv~ la corvetta T1·itone. E andava a capitanare l'imprl'sa '.l S1vor1, capitano d1 vascello su la nave ammiraglia il Commercio, il quale menava pur di conserva il brigantino la Nereide comandata da Villarey, e gettò l'àncora avanti Tripoli a di di settembre 1825. Nel co;mbat;imento del 18 ebbero tra altre belle n?t~ _d i valore il tenente di vascello Mameli, comandante la prima d1v1s1one delle lancie, e il sottotenente di vascello Chio-i, sanese che nella guerra del\' indipendenza italiana perdè un b~accio ali~ battaglia di Curtatone, capo dello stato-maggiore delle milizie toscane. ~ avremmo fortemen te desiderato rivederlo fra i meglio co?peranti al bene d'Italia. Nè parliamo delle condizioni presenti, po1chè b~sterà pubblicarne la statistica, che farà parte di un la VOTO complessivo sul!' Italia miz.ita1·e.

283

25

,,

CRONACA MILITARE.

_P 11rnoNTE. Con R. decreto del 7 ottobre vieM soppressa la direzione del genio rnilitare di Novara. . . . di· Il territorio della medesima è scompartito fra le drrez1om Milano e di Ca.sale nel modo seguente _: · Alla dire:i;Ìuue di Milano sono aggiunta le provincie rli' Novara. e Lomellina, alla direzione provvisoria ~i Casale è aggiunta la provincia di Vercelli - Con R. decreto 7 ottobre è stato determinato: Art. 1. Le batterie d'artiglieria campale formeranno due reggimenti. · · _ . Il primo reggimento da campagna consterà di _d ue ba!tagliom a caval_lo, quindici batterie di battaglia ed una d1 _depos1t?-. Il secondo reggimento da campagna consterà d1 qmnd1c1 batterie di battaglia ed una di deposito. Art. 2. Il reggimento artigl"1eria da piazza consterà di venticinque compagnie di cui una di deposito. . . . Art. 3. Il numero degli ufficiali superiori, capitam ed ufficiali subalterni di tutto il corpo ; la composizione e forza dello stato maggiore, brigate e batterie dei reggimenti d~ campagn~; _dell~ stato mao-o-iore delle brigate e delle compa.gme d1 art1gliena da bo . . d 1 piazza sarà tale che appare dalli annessi specchi, sottoscritti a presidente del consiglio Ministro della guerra.


284

CRONACA )l[LITJ\RI':

. . C~n- R. decreto 11 ollobre è stato deliberato che siano riattivati 1 l..vorì per la costru{ione di un arsenale m arittimo nel _seno del Varignano (golfo della Spezia) onde trasfcrirYi la marma ,nostra. da guerra, che vi nvrà la principale sua stanz11. Per l_esecuzione delle opere del nuol·o stabilimento, per fa translazionc del personale e del materiale della marina militare e per tutte le esigenze che possano derivarne è autorizzata I,~ spesa str~ordina.ria di otto milioni, che aggiunti ai due milion i ~onsen·at1 _da_lla l_e?ge_21 . febbraio p. p., formano la complessh·a spesa d1 dieci milioni, già approvata dalla leg cre 4 luo-lio 1857 0 0 per l'attuazione di tali opere. ' Dett~ sr:csa _di otto _m ilioni sarà ripartita in quattro nguali rate n?1 bil~uc1 ~el m1m~tero della marina degli anni 1860 a 1863 111olus1ve, m apposita categoria della parte straordinaria sotto la denominazione d i tmsferùnento delta rna1·ina milita?·e

nel golfo della Spezia.

- Con R. decreto 19 ottobre è stato ordinato : Art. 1. Gli attuali quattro reggimenti di cavalleria di linea saranno provvisti di corazza, e prenderanno il nome: Il reggimento Nizza cavalleria di comzzie1·i di Nizza: . _11 reggimento Piemonte reale cavalleria di Corazzieri di

l'iemonte; 11 reggimento Savoia cavalleria c'l i co1·azzie1·i di Savoia• I I reggimento Genova cavalleria di corazzie1·i di Geno,va

Art. 2. L'ordinamento loro continuerà ad essere come di pre: sente , secondo lo specchio III annesso al R. decreto 19 marzo• 1852 e con tin ueranno pure ad essere armati di lancia. - D1SP0s1z10~1 M1x1srERIALI. - In data 13 ottobre sulla te• ;iuta d~i reggimen~i di f~nteri~ ?i linea che devono ;ver luogo i:nmediat~m_ent~ pe1 regg1ment1d t nuova fo rmazione, o per cp1elli d_1 antica 1_st1tuz10ne soltanto successivamente. Tali disposizioni nflett~uo il berretto'. la t~ni.c a , i pant_aloni, i cappotti, i keppy e le 0 ualdra ppe degli ufficia li super1on. Her1·etlo. Sarà nguale per tutti i 1eggimenti, colle pistagne sca rlatto. Il corpo si distinguerà dal numero che il berretto deve portare.

CRJNACA MI LITARE 285 7'unica. Uguale per tutti i reggimenti. La sola distinzione

fra i ,reggimenti delle varie divisioni sarà nel colore della goletta li colore della goletta sarà per le brigate di Gmnat-ie1·i. - Scarlatto con alamaro. Sa1;ota e l'irwrolo. - Velluto con pistagna sul davanti e lungo l'a1tacco col busto; Piemonte e Aosta - scarlatto; Cuneo e Brescia - crenns1; Regina e Savona - bianco; Casale e Acqui - giallo; Oreniona, e Ca1Jia - vorde con pistagna; Como e Be1·gamo - tu rchino chiaro coo pistagno. Il busto, le falde , le mostre e risvolti dei paramani e le mostre delle saccocce di tutte le tuniche saranno contorniati di pistagne di colore s~arlatto. Saran no pure cos\ contorniati di pistagna di colore scarlatto liello attacco col busto le golette che sie110 del colore verde t urch ino od in velluto nero. I bottoni continueranno ad essere quali sono al presente. I bottoni dei granatieri avranno il distintirn proprio col numero del reggimento . I bottoni delle altre brigate_ porteranno il numero del reg~mM~.

,

Pantaloni. Tutti i_ pantaloni saranno dello stesso modello con pistagne scarlatto. Cappotti. I cappotti porteranno alla goletta le mostre del Co• lore stabilito per le golette delle tuniche. , Keppy. Il keppy d i tutti i reggimenti di fanteria saranno ornati di filetti io scarlatto; le nappine saranuo quoJi sono attualmente per forma, ma, pei diversi reggimenti, di che è specificato in appresso, di vario colore , e porteranno come attualmente il n umero della compagnia ricamato in rosso su disco bianco. Gi&aldrappe. I l govemo intende modificarle, ma non ha perauco stabilito quale sia questa mcdi6.cazione. Si allude, come si disse in principio, alle g uald rappe degli uffiziali superiori . - L'artiglieria campale, la quale formò sino ad ora un solo corpo , venne, con recente provvedimento governativo, organizzata in due reggimenti.


2813

CRONACA MILITARE

- Indennità di rapp resen ,anza fissata ag!i uffiziali generali destinati comandanti generali delle divisioni e sottodivisioni militari nella Lombardia e nei ducati: Comandante militare della divisione militare di Milano, annue L. 6,000 Id. Cremona • 5,000 Id.· Parma e Modena, ciascuno 5,000 Id . Sottodiv isione militare di Brescia 5,000 -

Due Sicilie . . . Parma e Piacenza .' Trento Bastia . Malta . Lombardo-Veneto .

' Sottoscrizioni ?·accolle in Italia. L.

1,492 5,715 5,531 3;415

00 50 71 48

Da ?'·iporlat·si L. l 6,Hi4,6!>

..

.

---;-,,,A{Jt)},r-1 .1 ...

Stati Sardi a,nticki-, Municipi, esercito, società e sottoscrittori diversi L. Instituti di educazione . Guardie nazionali S . Religione dei Ss. Maurizio e Lazzaro. lVIoris Giuseppe negoziante Ala-Ponzoni, marchese Filippo

63,323 69 1,031 17 5,041 00 2,000 00 1,000 00 1,000 00 ,

73,395 86

L. 106,459 63

SoTTOScR1z10NE NAZIONAl.E DEI CAm.ONJ r i;R ALESSANDRIA.

Leggesi nella Gazzetta Piemontese : Quando nel 1856 il governo provvide a rinforzare le fortificazioni d'A lessandria, l'egregio Norberto Rosa, per dimostrare come do,esse riuscire accetto il patriottico pensiero di tutelare' quel baluar 1o-na,,ionale, iniziava una sottoscrizione per concorrere all'armamento mediante - l'offerta cli 100 cannoni. Quel generoso divisamento, stato accolto universalmente con favore, sì nel paese che all'estero, produsse, p.er mezzo di oblazioni che potevano limitarsi a 20 centesimi, la somma risultante dalla seguente climostraziooe: Studenti delle università italiane . Stati Romani Toscana . Modena e Reggio

287 L. 16,151 69 Ripo1·to o 2,743 93 1,740 15 470 00 .150 00 35 00 11,770 00 • D /,i ,, 1.

CttONACA MILITARE

Il 1° reggimento da campagna consterà di due batterie a cavallo , quindici batterie di battaglia ed una di deposito. Il 2° reggimento da campagna consterà di quindici batterie di battaglia ed una di deposito. Quanto all'artiglieria da piazza, consterà di un reggimento, di venticinque compagnie, di cui una di deposito. Questo reggimento avrà 96 uffiziali, e2237 uomini di bassa forza. Il 1° reggimento d'artiglieria da campagna avrà 78 uffiziali e 1837 uomini di truppa. Il 2° reggimento d'artiglieria da campagna. anà 70 uffiziali ed una bassa forza di 1589 uomini.

Sottoscrizioni rnccolte cill'esle1·0. Francia (L. 7,000 raccolte dal solo Daniele Mttnio) L. , Russia Spagna . Turchia Isole Jonie Moldavia Germania Algeri . California Chilì . Perù . Lima. ' )) Tacna ed Arica (p rovincia di Lima)

Panama.

8,646 3,641 748 8,803 290 376 100 5,389 5,000 5,319 1,235 2,650 647 590

75 80 50 00 00 26 00 00 00 68 00 00 00 00

Da ripo1·ta1·si L. 228,292 48


288

CRONACA MILITARE

Ripo1·to L. 223,292 48 Liria Brasile. Avana. Isola Borbc,ne Paesi diversi dell'America del sud Stati Uniti d'America. '

100 1,561 2,100 359 2,251 2,760

00 72 80 00 30 77

L . 47,454 58 , 106,459 63 Totale generale 1.. 153,914 21 A queste oblazioni in danaro vuolsi aggiung~re l' offerta della _ciW1di Boston, che inviò un cannone ' ivi fuso; e quella del signor Perla Carlo di Aarau nella 'Svizzera, il quale pure donò un cannone per Alessandria . · _ Il totale delle oblazioni cor rispondendo al valore di 126 cannoni da muro da 16 di ferraccio, che si s tava:ao gittando per pr ima commessa di tal genere, nella fonderia dell'arsenale di Toripo, il governo ha perciò considerato tutte queste artiglierie quale-prodotto della sottoscrizione. · · In tale morlo il n nmr.1·0 dei cannoni supera ndo q uello che si aveva in mira di offrire, porge maggiormeiite il mezzo di soddisfare ai vari desideri espressi circa i nomi ed i motti da imporsi agli stessi. 'Ora il governo ~èntre rende conto di quanto sopra, .notifica pure a vere disposto, perchè tanto i 126 cannoni g ittati in Torino, quanto quello di Boston, riipangano raccolti n ella fortezza di Alessandria, a cadauno venga imposto uno dei nomi indica ti nHll'elen,co che fa seguito a questa nota ; ed a tutti sia incisa, a ~storica r icordanza del fatto; inferiormen te al nome, la leggenda: • Offerta nazionale 1856 • . .

Norni dei cawnoni p1·odotti dalla sottoscriz·ione nazi.anale. 1. Vittorio Emanuele II - 2. Norberto Rosa - .3.- Studenti i1alia11i _.:; 4. Daniele i\fanin - 5. I talia - 6. Unione _7 . S tatuto - 8. Senatore - 9. Deputato - 10. Stampa ll. Esercito - 12. Guardia Nazionale - ·13_ Piacenza al Pie-

CRCNACA )!lLITARE 289 monte - 14. All'I1alia i suoi figli in California 15. Id. Id . Id. - 16. Id. Id. Id. - · 17. Id. Id . Id. - 18. Colonia italiana di Costantinopoli -- 19. Colonia sarda di ~rnirne - 2-0. E_uiignti italiani in Piemonte -- 21. lVIoris Giuseppe di Torino ·-· 2.2. Ala• Ponzoni marchese Filippo - 23. Philippidis Andrea di C_ostan1inupoli - 24. Colonia italiana i;d abitanti di Rio Ja u,1Jro 25. Id. Id. Odessa -"- 26 . hl. Id. Chili - 27. !d. Id . Perù 28. Colonia italiann cd al)itaoti di Lima - 29 . Isole italiane 30 . Parigi - 31. Acqui - 32. Alba - 33. Albenga 34. Alessandria - 35. Ancona •- 36. Annecy ·_ 37 . Aosta 38. Arona - 39. Asti - 40. Bassano - 41. Belluno 42. Bergamo - 43. Biella - 44 . Bobbio - 45. Bologna 46. Bormio - 47. Brescia - 48. Cagliari - 49. CaHara 50. Casalmagg10re - 51. - Casaln1onferrato - 52. Chambéry - 53. Chiari - 54. ChiaYari - 55. C,ttà di Castello 56 . Como - 57. - Cortona :.... 58 . C_rema - 59. Crcrno::ia 60 . Cuneo - 61. Doroodos~ola - 62. Ferrara. - (5:l. Finale . 64. Fi~enze - 65 . Genova - 66 . Guastalla -- 67. Intra 68. Iv.rea - 69. Lecco - 70 . Livorno - 71. Lodi 72. Lucca - 73. Mantova - 74. Massa Estense - 75. Meutooe _ 16. l'i'lessina ,- 77. Milano - 78. Modena - 79 . Mondovì __ 80 . Monza - 81. Mortara - 82. Montebello - 83. Napoli - 84. Nizza - 85. Noli - 86. Novara - 87. Novi 88. Oneglia - 89 . Padova - 90. Palermo '- 91. Pallanza 92. Palestro - 93. Parma - 94. Pavia - 95 . Perugia 96. P iacenza - 97. Pinernlo - 98. Pisa - 99. Reggio Mode nese - •100. R imini - 101. Roma - 10:i. Saluzzo - 103. Sa n Martiuo - 104. Sau Remo - 105. Sarzana - 106. Sassari 107 . Savona - 108. - Siena - 109. S inigalia - 110. Siracusa _ lll. Sondrio - ll2. Spezia - 113. Susa - 114. Torino - 115. Tortona - 116.. Trento - 117. Treviso - 118. Udin e - 11 9. Varallo - 120. Varese - 121. Venezia - 122. Vercelli - 123 . Verona - 124. Vicenza - 125. Vigevano 126. Voghera - 12i. Boston - 128. Perla Carlo. 0

- INDl,;N~[TA' u' A LLOGGI0 .-I.GLI UFFlCIALI DELL r;sERCl1'0. Pubblichiamo la legge in d,1la 15 ottobre, · con cui vif'ne stabilita una. indc1rnità per alloggio e mobili agli ufficiali od ANNO IV. Voi. li. -1 9.


290

CRONACA MLLl!'ARE

291

CRONACA MILIT ARE

altri impiegati dell'esercito, m i" lior~ndo per tal modo la loro condizione. e

TABELL .\ clelle indenni.là pe?' alloggio e per mobili

agli -ufficiali ed impiegati addetti all'armata. VITTORIO EMANUELE II,

ECC. ECC.

In virtù dei poteri straordinarii a Noi conferiti colla legge del 25 aprile ultimo scorso; S ulla proposta del nostro m iu i~tro ·segretario èli stato per g li affari della guerra, Abbiam? dete_r~1iuato e determiniamo quanto segue: . A'.'t. 1: E stab1h ta un'ano ua iud_ennità p1w alloggio e pe?' molnli a fav~re degli uftìzia li 111 servizio effettivo, e degli impiegati addetti allarma la. Art. 2. L'ammontare di que~ta indennità è determinato dalla tab_ella che fa segu ito al presente decreto; d'ordiM nostro sottoscritta dal predetto m in istro, e sarà corrisposto colle norme indicate nella tabella stessa. Art. 3. Si provvederà al pagamento di detta ii'idennità colle somme stanziate n elle rispettive categorie del bilancio. _A rt. 4 Queste disposizioni -a1raooo effetto a cominciare dal 1 mo d1 novembre p 1·ossimo, dalla quale epoca s'intenderà dover cessar~ ~ualunque altra indennità che si corrisponda per allocrcrio 00 o mobili. ·

rr

IJ predetto nostro 1:1inistrn è Ìllcaricato dell'esecuzione del presente decreto, che sara reg1str~to al controllo gen erale. Dato a Torino, addì 15 ottobre 1859. VITTORIO EMANUELE

A. LA lVlAHMÒRA.

GRADI ED IMPIEGH,

Indennità annua comune per ìlliluno Genova e Torino

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Uf!ìciali in servizio effettivo.

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Indennità nnnua com o ne per tutte le altre locolil11 o tp

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1500 500 2000 1200 400 1600 Luogotenente generale (') . 1.200 400 1600 960 320 1280 Maggior generale C) Colonnello e luogoten. colonn. '750 250 1000 600 2-00 800 comandante di corpo . GOO 200 800 480 160 640 Luogotenente colonoello 520 J80 700 425 150 575 fvlatzg io re . :350 150 500 280 140 420 Capitano Luogotenente e sotwt.,mente 280 140 420 240 120 360 180 90 .270 140 70 210 Guardanne Co1·po d'intendenza m.ili_tare, se1•vizioreligioso, san·itario, farmaceutico e cli vete1·inaria secondo ·i grad-i cwi sono

assimilati. Scrivano d'intendenza m ilitare

200 100 300 160 80 240

Personale contabile pel mate1·iale d'artiglieria. Contabile di la classe Contabile di 2a e 3a classè . Aiutante contabile Scrivano

450 350 '280 2-00

Personale contabile pel servizio del Genio. Commissario di 1a classe . . 450 Commissario di _2a e 3a classe. 350 S01.to-com n1issario 280 Aiutante 200

150 ,. 600 360 140 500 150 500 260 140 400 120 400 zoo 100 300 100 300 160 80 240

~

150 150 120 100

600 360 140 500 500 260 1'10 400 400 zoo 100 300 300 160 80 240

(~) Le indennità sopra ind icale non so no applicabili ai cornanJanti generali delle divisioni e sollo-divisio,1i te rri toriali i qu ali go dranno delle indennità per loro slah ili lc d,\ apposite determinazioni.


293

CRONACA M!LlTARE CJ;!ONACA l\llLITARE

Sèg,rn 'TABELL1~ d_elle i~ndennilà per alloggio e po?' mobili agli 1.1,ffezwli ed impiegat·i addetti all'a1·mata.

Pet·sonale contabile per l'arnminislrnzionc dellr;, guen'Ct.

Indennità annua comune per Milano, Genova e Torino

Indennità annua comune per t utte le altre località

--------- ---------

450 150 600 360 140 500 260 If½o 400 200 100 300 160 80 240

nistrati in natura; b) IJ' u ffìciale od impiegato cbc , 16ul:1SS(l di occnpare l'al lug3io o cli servirsi dei m obili assegnaligli, non potrà pretenèere alla

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Contabile di la classe Contabile d i :i1 e 3a classe e veri fìca tore delle casl!nne 350 150 500 Ai uta n1c coutabile .280 120 400 Scrivano 200 100 300

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450 350 280 200

150 150 120 100

600 500· 400 300

360 260 200 160

140 HO 100 80

500 400 300 240

PM·soncile ad:lelto a.ll' 11,fficio

del quartie.1· ma-st?'O pe1· l' a1·mala. Quartier-mastro V ice q uartier-mastro·. .Scrivano . . . .

450 150 600 280 120 400 20Q 100 300

Pe·rsonale addl'lto all'uffecio topog1·c:"fìco dèl R. Co1·po di Stato Maggiore. D isegnatore ecl incisore d i la cl. 350 150 500 D1sego:1tore ed incis0re di 2a cl. e calco,i:rafo 280 120 400 Disegnat;reed inr.iso~ed.i 3~ cl.. 200 ]00 300 Scrivan o borghese 100 300

zoo

I)

Conl_rollrwi presso lei r egìa (abbnca d'armi e capi officine. Con troll ori e la classe Control lori di ld. di

'

'

indennità; e) L'alloggio in nalura Yuol essere i.n m~ssima assegnato nel

!11wsonale conlab·ile delle sussistenze mil-itar-i,.

za

~ 1. L'indennilà. per alloggio e per mobili è comune ed eguale per tutte le armi e corpi, ed è dovuta agli ufficiali ed impiegati in servizio effetpvo, semprechè non fruirnano deli'alloggio e dei mobili in natu1·a sia in locali del governo, sia per cura dei rnunicipii : a) Nelle località in cui sia assegnato \'alloggio iu nat ura, gli uffiziali ed impiegati non potranno esimersi dall'accettarlo, e quindi per loro ccssa,il diritto a\l' 111denni1ù , e solo sarà c.orris posia l'indennità per i mobili, setnpi'cchè c1u· st:i non siano pure sommi-

o

<

Direttorn di la classe Direttore di classe Vice d irettc)re . Commesso .

Disposizioni generali.

c;ipo nffici1rn. d i . . . . ~:l50 150 500 260 140 2,1 chsse . · 280 120 400 200 100 3n classe . 200 100 300 160 80

400 300 240

seguente raggu~glio : can,ere 9 Luogotenen le generale, 7 Maggiore generale 5 Colonnello e tenente colonnello » 4 ì\fage;iore z Capitano 1 Tenenle e sottolenente N egli accantonamenti ed in ogni altra circostanza di rnovirn r nti di truppe, in cui il servizio necessiti che siano alloggiati in nii norc spazio, nÒn si potrà pretendere al sopra indicato numero di camere, nè ad alcun pecuniario compenso per simile riduzioue di alloggio. · Per gl'impi,•g,ui, che non abbiano ass1milnione di grado militare, l' alloggio consterà del numel'O di camere assegnalo al grado a cui corrisponde l'ioden ni1à approssimativa. · Gl i scrivani, aiutanti, co1111nessi e guard~nni avranno ragione all'alloggio stesso che è fissato pei sottotenenti. § 2. Le indeuni tà sono devolute in m assima in tut to e singqle le posizioni in cui possono trovarsi gli ufficiali eri impiegati in servizio effettivo con diritto ci competenze; e cos·1 per c1uelli che sono in l'icenza straordina1·ia od in alt ra posizione sen.za ragio1Je a cornpelenze, ùovranno essere sospese le inden-


294

CRONA.CA MILITARE

nità; ma rnranno corrisposte per l'intiera quindiciua, ai cm avverrà la sospensione. P er gli ufficiali od il'npi,egati posti fnori dei quadri del srrvizio effettivo dovran no cessare le indem:ità; ma ~aranno corrisposte per l'intera qu indicina in cui avrà luogo la cessazione. § 3 . Le indennità sono corrispos te assieme agli stipendi e calcolate a quindicine; i corpi ne conteggiano l'ammontare nei fogli nomi nativi delle competenze in apposita colonna. ~ 4. Ae.cadendo che l'ufficiai.e od impiegato, che· godendo dell'alloggio in natura, debba lasciarlo per ragioni di servizio o pn ord iue superiore, gli saranno corrisposte le i,ndennità a datare dal pruno giorn~ della quindicina in corso. , E parimenti l'uffiziale od iIÌ1piegato cui vcnaa assèanato l'al0 loggio in natura, mentre gode dell'indennità~ avrà ragione· a ricevere l'indennità per l'intiera quindicina in corso. ~ 5. In caso di promozione le iné:ennità saranno corrisposte per l'intiera quindicina in cui avvenne la promozione, nel ragguaglio della soruma stabilita per l'antico grado: e quelle del nuovo grado decorreranno dal primo giorno della quindici n~ seg uente, sia che gli uffiziali rimangano nel primitivo col'po o cambino di corpo pel fatto della peomozione. · Iu ques t'ul timo caso il corpo perdente dov rà pagare la quindicina per l'antico grado, ed il corpo ricevente quella del nu.;vo. ~ 6. Gli uffiziali ed impiegati di nuova nomina, e quelli avuti da una posizione di non effettivo servizio, avranno ragione alla indennità d'alloggio e mobili a da.tare dal primo giorno della quindiGin a in cui avrà luogo l'arrivo al corpo, o nella stanza rispettivamente loro assegnata. § 7 . Le indennità sono in massima dovute in ragione del g rado: e quind i l'uffiziale od impiegato destina to ad adempiere le veci od incumbeDze di altro grado o carica, non potrà r icevere le indennità stabilite pel grado ,o carica di cui disimpegna le fu nzioni, senza una dis posizione espressa d'el ministero. § 8. Gli uffiziali ed impiegati, che coprendo cariche od impieghi, per cui non siano assegnate indenn ità d'alloggio e di mobili, percepiscano gli stipendi della carica od impiego che coprono; non avranno ragione a queste indennità, sebbene loro competano in ragione del rispettivo grado od impie~o. ,

295

CRONACA -lfi LlTAR!t

per gli uffiziali dei corpi dei cara§ 9 . L'indennità d'al!oo-o-io 00 . binieri reali dovrà essere limitata alla somma che essi _pagano alle amministrazioni locali, sinn II ta nto che rimarrà m vigore la _ disposizione speèiale pel loro alloggio (articoli 454, 455, 456 del reg· ,lamento 16 ottobre 1822). . ~ 10. Queste i ndennità non sono soggette alla ritenuta e so· • · , l' § 11. Le medesime non sono devol ute allorche g I

pratassa.

nì · · l'

1 i;t 1zia

godono delle competepze di c~mpagna. . . .. . i 12. I comandanti generali delle drv Js1on1 milita ri, 0 h u fn,,1.li , def geo io, e gli uffiziali d'intendenza militare _vcglieranuo ~- ehe <T\i alloggi disponibili siano sempre assegnati e mante011 , 1 ne l limi te stabilito; e che le indennità n .,n si col'1ispoodano allorr·hi:si O' •

., , • • ,

•

gode dell'alloggio in natura. Torino 15 ottobre 1859.

'

,

V. d' 01·di11e di S fil.

Il minisll'O seg1·ctario di Stato per gli affari della guerra.

. A. L.,

MARMORA.

ToscAl'iA. - li nnovo ministro della guerra generale Cadorna . pubblicò a Firenze il di 16 di ottobre il segueu le ordino_ del _g 1_orno: • Chiamato da I govèrno della Toscana ad assumere 11 mm istero della guerra, io m i propongo di cons~gui_r~ a_ g rado a grado l'assimilazione col P iemonte nelle leggi m 1ht11n. ' , Per tal guisa. provvederò ai bisogni cui non so-ìdisfa la presente legis1azione, e reuderò il dovuto ossequ1c al voto di an-

nessione. . . • 8ircondaudomi di norme certe ed i nvariabili ·, renderò più sicura, la mia azione; sarà tolto ogo i sospetto d 'arbitrio, e frenata ogni i·n temperan½a di petizioni. Io rJisti nguf:rò coloro che. ue saranno gelosi custodi, da quelli che per avventura ne d_1sconoscessero l' i mportanza; convinto che la . militar~ disc1plrna mnesterà vi~ppiù, nella civiltà e mitezza dei costumi t011can 1, quella forte tempra che si richiede in no popolo , onde perdurare nelle magnanime imprese. · . . t l 1'la facile sarà il. m io assunto, dovendolo compiere In queS a terra che~ onora del Macchia vello; modello di militare sap;enza, e del Ferruccio esempio classico di disciplinato valore. • -


296

CRONACA mLITARE

CRONACA MILITARE

. ITALIA CEN'rrtHE. I l generale comandante l'll-' divisione emanò il s0guente ordine di quel giorno : (<

Uffiniali, sott'ufficiali e soldati ,

• Alcuni giornali cl'Europ;t, prendenclo p?,rtito del mio ordine d~I g:orno del dì 23 novern bre p . p ., pubblicato di poi nel Mo ml'.we J:osw-no, intendono calunniarci di fronte al nos1ro paese, cli fronte all'Italia. · . • Desiderando di toglier da me, dai miei soldati, quell'ombra d1 sospetto, dichiaro, non seguirò che la bandiera tricolore levata in alto dalla gloriosa mano del nostro eleuo Vittorio Emanuele, al quale ho prestato sacro· e solenne ooiuramento che non . v1 condurrò che contro il nemico nostro e dell'Ita lia, che solo l'ipasseremo gli Appennini per riposarci lieti di aver compiuto 11 nostro dovere verso la patria e non per ridurre a reo-aerei colui o~ cl)E' combattè contro di noi a S0lferino. • Soldati, fidate_nel vostro governo ed in me, ed il nos1ro grido sia sempre, viva Vittorio .Emàniiele! viva l' Jtcilia indi-

pendente I • Segnato

S TEFANELLI • .

/

-

Comando genernle delle tnippe deU'Italia c1Yntrale. Ordi-ne del gio1·no. Le esigenze attuali del sen·izio avendomi determinato ad addivenire ad un nuovo asse:sto dei comand·i superiori al <li qua dall'Appennino, ho risolto: 1. Che il quartier generale principale dell'armata si stabilisca in Bologna . 2 . Che il territorio sia ripartito in due divisioni militari, l'una delle provincie Modenesi e Parmensi , e l'altra delle Romagne, assn n1Pudo 11 comando della prima il luogotenente generale MezzacaJJO che risied8rit in Modena, e ddla seconda il luoo-oteo nente genera.le Roselli che si stabilirà in Boloo-na. 3. . ~otto la dipendenz3. di questi comand i divi~ionarii,. venoono . . D creati I seguenti comandi di frontiera : . (a) Comando della frontiera delle Marche, com_pl'eso il tratto d1 costa dell'Adriatico, da Cervia al Tavullo, esercitato dal maggior generale Ribotti, il quale avrà sotto i suoi ordini le

297

truppe accant0Jpte 'i n Rimini, ed altre, formanti !'att\lale divisione attiva della frontiera delle ì\'Iarche; (b) Comando della costa dell'Adriatico dal confluente qel ~o a Cervia, compresa la piazza di Comacchio, esercitat? dal ·co!onnello brigadiere Cosenz, il ,quale avrà sotto i suoi oi·dnn le trnppe accantonate a Ravenna, Comacchio e lungo qu:'lla lmea; (e) Comando della frontiera del Po fra il Crostalo ed il Panaro, esercitato dal maggior generale Morandi, il quale avrà sotto 1 suoi ordiui le truppe accantonate a ìvI1randola, Carpi ed altre località luogo quella linea. · . II t ratto dr,] Po dal Bondeno al .mare verrà soryegliato dal comando milit are cli Ferrara, in dipendénza diretta da Bologna . 4. Da que.,ti comandi di frontiera verrà esercitala, oltrn alla giurisdizione dei re_ati puramente militari, quella 1Jziandio delle spie, su bo111atori ed eccitatori alla diserzione, rivolta od ammutinamento. 5 . La 11 • divisione italian~ continua a rima.nere sot to gli ordini del niaggior generale Stefanelli , comandante di detta divisione. , 6. Il signor brigadiere colonnello Pinelli oltre al _comnndo della sua brigata, assumerà ezinndio il comando rn1li tare di Parma e sue provincie, sotto la àipenclenza del luogotenente generale Mezzacapo r-omandante la divisione modenes~-parmense.7. Le truppe accantonate in ciascuna delle due d11'1s10n1 territoriali (fatta eccezione dell' ll • divisione italiana che corl'lspvnderà direttamente col C(>mando crenerale ddl'armata), dipende. o . ranno rispettivamente dai comandanti di dette diyisio~i. ·. 8. I battaglioni bersaglieri non s'intenderanno più addetti fino ad ulteriori disposizioni alle brigate, ma per la parte orga• nica, ed amministrativa corrisponderanno d_irettamente col 011u1stero di guerra, nel resto saranno dipeudenti dai comandi delle divisioni territoriali dove trovausi accantonati. 9. Si provvederà con ulteriore disposizione alla formazi0ne dei quad ri del personale delle diYisioni territoriali. 10. Il personale tutto dei soppressi quartieri gPnernl i . delle di visioni Roselli e ì\'frzzacapo, rimarranno per ora a d1spos1z1one del ministero di guena, colle paghe e vantaggio del loro_gr~do, fatta eccezi0ne degli ufficiali 'di stato• maggiore od applicati ed


298 CROXACA MILITARE aiutanti di campo, quali seguiranno i loro generali presso cui sono ora addetti. Sì ~i questi come di quelli i signori luogotenenti generali Roselh o Mezzacapo spediranno l'elenco in duplicato, l'uno al comando generale delle trupve, l'altro al ruini'~tero di guerra in Bologna. ,

11. Il ministero' di guerra delle provincie unite di Parma, Mo~ena e Romagne, _si stabilirà pure in Bologna, e si provvedera alla sua formazione con ulterior~ decreto. 12. I comandanti delle di visioni territoriali e di frontiera d©vranno intendersi costituiti dal 13 del corrente mese. Dal quartier generale in Modena, addl 12 clicembre 1859. Il gcnemle in capo

M.

FANTr.

Ordine del giorno alt'arma.ta, N. 28. Allo scopo di unificRre sempre più le truppe delle pn,vincie Romagnole, Modenesi e Parmensi co.,p. q uclJe che aià trovansi sotto la effettiva dipt-ndenza di S. M. il Re, si pres~rive quanto segue: A~t. _I. A cominciare dal 1° gennaio 1860 le truppe delle provmc1: R:01~agnole, Modenesi e Parmensi prenderanno le denom1naz1on1 d1 - Regie truppe del governo dell'Emilia. Art. 2. Le attuali esistenti brigate d1 fan teria conserveranno le lo_:ro denominazioni, ma i reggimenti prenderanno i numeri quali sono segnati in_ ~ppr:sso, ~vvertendo che la pl'ogressione ou?1er1c~ venne stabilita dietro ti rango di aazianità, ed al se. gmto dei numeri d'ordine dei reggimenti sardi e toscani. Brigata Ravenna 37 reggimento di fanteria. 38 id. Brigata Bologna 39 id. 40 id. Brigata Modena 41 id. 42 id. Brigata Forlì 43 ict. 44 id. Brigata Reggio 45 id.

CRONACA MILITARE

299

Brigata Reggio Briga.la Ferrara

46 reggimento di fa.nleria . 47 id . 48 id. Brigala Pa1ma 4-9 id. id. 50 Il •• Art. 3. Gli attuali bersaglieri prenderanno i numeri quali in appresso: . 1u Battaglione bersaglieri delle Romagne - 21 battaghooe bersaglieri. 30 Battaglione bersaglieri .di Reggio - 22 battaglione ber• saglieri. . 1° Battaglione bersaglieri d1 Modena - 23 battaglione ber• saglieri. . 2° Battaglione bersaglieri delle Romagne ;- 24 battaglione bersaglieri. 20 Battaglione bersaglieri di Parma - 25 battaglione ber• . . ... sagher1. 3° Battaglione bertiaglieri delle Romagne - 26 battaglione bersaglieri. 4° Battaglione ber.;agl,eri dellu Romagae - 27 baltaglione bersaglieri. Art. 4. La tenuta per la fanteria di linea viene stabilita quale in appresso :

Be1·1·elto. 10 Il berretto sarà uguale per tutti i reggimenti ed avrà indistintamente le \JÌstagoe di colore scar·latto. 2° P er la distinzione di corpo il berretto porterà il '11/U71M'o del reggimento in ricamo a·argento per gli ufficiali, ed in panno feltrato di colore scarlatto per la bassa forza. 3° Dai magazzini geuerali si r imetteranno ~l corpo ~·icoveote altrettanti distintivi di nume1·0 quanti saranno I berretti, e quelli verranno poi attaccati alla parte anteriore del berretto per cura del corpo stesso ricevente.

Tunica. 40 Tutti i reggime11ti faranno uso di tunica ugu_ale a ~uella dell'a-rmata di S. M. il Re. La sola distinzione fra ·1 regg1ment1


300 CRONACA Mlf,ITARE delle varie divisio~i sa,rà nel cplQ!'e della goletta; il colore r ' ' della goletta sarà. : Ravenna pavonazzo (rubbia) ; Bologna l Modena { arancio (orange) ; Per le brigate

Forlì Reggio Ferrara Parma

t canarino; f

If nocciuolo (noisette).

5° Il busto, le falde, le moslre e ri ,·olte dei paramani e le mostre delle saccoccie di tulle le tuniche ind istintamente' saranno contornati di pistagna rii colc,re scarla ttn., 6° I bottoni porteranno i l numero del reggirneot0.

Pantaloni. 7° Tutti scarlatta .

pantaloni saranno di colore gng10 con pistagna

Cnppotti. . 8° I cappotti porteranno alla goletta le mostre del color sta-

301

CRONACA MILITARE

45 reggimento ve:rde. giallo . \ 46 id . scarlatto. id. 47 Ferrara . turchino. 1d. 48 verde. id. 49 Parma giallo. id . 50 super1or1 non per anco 10° Si prevengono i signòri ufficiali fino a provvisti di gualdrappa, di attendere a farne provvista determinazione del relativo campione. Reggio

I l

Tenuta degli altri co1·pi. Art. 5. L a tr nuta di tutti g1i altri corpi ed impiegati sarà. eguale a c1uelltt dell'armata sarda, fatta eccezione del reggimen to Vittorio Emanuele, cavalleria del reggimento ussari di Pia0enza e dello squadrone guide, pei quali si mantiene la tenuta già fissata. Col· 1° del prossin~o marzo tutti dovranno vestire la tenuta prescrilta dal prPsente ordine. I cBmpioni da spedirsi ai corpi saranno fatti eseguire per cura del ministero della guerra. ' Dal quartier generale in Bologna, h

26 dicemb re 1859. lt generale in capo

bilito por lo golette dello tu niclw.

M.

FANTI.

Jfoppy. . go I k~ppy di tutti i rrggimenti d i fanteria saranno ornati fi!ello '. n scnrlatto ; le nappio_e (pomponi) saranno pei rnri 1egg1ment1, del colore che è specrficato in appresso, e porteranno il numero progressi · ·m ogni reggimento che . . .. vo d elie com pagrne sara ncamato ·rn rosso su disco bi'anco, ' · ~1

Nappine . Ravenna Bologna Modena Forlì

scarlat_to. l 3738 reggimento id,, turchino, 3!9. 1d. scarlatto. l 4041 id. turchino. id. verde. l 4'243 id.id. giallo, scarlatto. I 44 id. turchino.

:'; Al'OL J.

Il go,1erno del re emanò il segu·ente decreto sui primi

di t•llobre : Essendo tutti i nostri amatissimi sudditi ugualmente chiamati dalla legge all'obbligo della reclutazione militare, ne segue che codesto obbligo debbe adem pirsi, o personalmente da ' chi sarà èh iamàto dalla sorte alla carriera delle armi, o dà altri che, a di lui rischio, spesa e pericolo, si offrisse a ri mpiazzar1o; Sulla proposizione del direttore della nostra reale segreteria e ministero di stato del!' interno; Udito il n ostro consiglio ordinario di stato; Abbiamo risoluto di decretare e clecr.'.!tiamo quanto segue : Art. 1° Dalla pubblicazione del decreto, chiu nque sarà chiamato e riconosciuto ido neo a marciare per le leve che disporremo da oggi in poi, non sarà facoltato ad esentarsene che mediante il versamento di ducati 240 pel cambio militare.


302

CRONACA MILITARE Art. 2° Sarà bens\ permesso farsi rimpiazzare da altro individuo, che riunisse le qualità, pr~scritte dalle leggi e dai regolamenti in _vigore, ;r quale dovrà esser presentato e guarentito fra quindici giorni da quello in cui_ quest'ultimo verrà ammesso dal consig'iio di ricezione. Art. 3• Non si potrà essere sostituitò da niuno de' militari in attualità di servizio indicati nell'articolo primo del regolamento annesso al real decreto dei 21 di maggio 1843, se pria n'on si sarà esauJito il notamento degl' individui che per le leve passate, avendo pagato il cambio onde esentarsi dal marciare, attendono la designazione de' soldati dai quali dovra nno f'ssere rimpiazzati, il ch e sarà fatto noto circolarmente a' consigli di h,va. Art. 4° Tutte le di~posizioni legislative e regola menta.rie intorno alla reclutaiione, a' doveri e qualità de' requ isti, ed alle obbligazioni de' sostituenti, le q ua li non si oppongono alle statuizioni del presente decreto, rimangono in piena osservanza.

CRONACA M!LIT ARE

303

Carnbinieri.

4500

Compagnie 45

Fwnteria. 56082

Compagnie 93

Armaioli. Per riparazioni di armi (1·iserva) .

30

Sanità militare. Medici di squadrone Veterinarii di parco . Economi e inferm ieri

12 6 147

-

Somma totale degli uomini

69649

Cavalli. SvIZZERA.. La soldatesca svizzera dividesi in Scflta (élite) federale e in riserva federale, çhe è la landwehr. La scelta si c9mpone così :

Genio.

600 300

Zappatori P on tieri

3932

Cavalli del treno .

Pezzi de' Cantoni. Ca.nnoni da 12 Cannoni da 8 da 6 . Obici da 24

e

~o 56

26

Pezz·i della Confederazione. Artiglieria. 6 Compagnie da 12 . 16 Compagnie da 8 e 6 3 Compagnie di obici da 24 2 Compagnie da montagna . 4 Compagnie di razzi . 3 Co111pagnie di posizione G Compagnie di parco Treno di parco

828 2850 414

230 280 240 360 833

Cavalleria. Dragoni (22 compagnie) G uide (2 compagnie) _

1694 243

64 Cannoni da 12 24 Cannoni da 6 . . 32 Obici da 24 12 Obici da 12 4 Obici da montagna 10 Mortai . . . . • • Ed ai 69649 soldati clr:·lla scelta federale è d'uopo aggiungere 34785 della riserva federale che formano in t utto 104434 soldati• _, Aggiunti poi a' 3932 cavaUi d~lla - scelta altri 2174 della riserva si av rà in tutto 6106 arnma l1. _ E quando v i furon dubbi di guerra il Consi?lio ~e~era le m data del 3 di novembre 1857 po1Jea fuori la r·1,partizione dell'eserc-ito federale.


304

305

CRO:-IAC.t ll!LITARE

CRONACA MILITARE•

I l quale componeva 9 divisioni, ognuna delle quali composta di una compagnia di zappatori, 3 batterie da 6, 1 compagnia di parco, mezza compagn ia di g;ide, 2 compagnie di dragoni,

qu'on semblerai t douler de nous, ce q ui n,e peut 111 doit é tre, sans que l'o u sache ce qu'i! en s orte•.

e due brigate di fanteria, ciascuna defle quali composta di

4 battaglioni di fanti gravi e 2 compagnie d i carabin ieri. Eranvi inoltre u na riserva d'artiglieria , noverante cinque brigate e un parc;o di riserva, una riserva di cavalleria ove erano t re b rigate, ognuna composta di ~tre squadroni, ,.ioè sei compagnie, u na riserva di fanteda, cioè la 2~a brigata e 1 cO?·pi disponibili de' varii Cantoni. Bisogna aggiunge re lo stato m agg iore così composto: Colonnell_i 46, Tenenti colonnel li 44, Maggiori 52; e un numero i ndeterminato di capitani, tenenti e sottotenenti. Si posson valu ta re a 150,000 le forze vive della Svizzera, capaci di fare in quelle montagne u na guerra di difosa gagliar dissima. La istruzione delle armi speciali è nel dovere della podestà federale, non della cantonale. In tutti g li anni vi sono rassegne, scuoio, riunio ni di gen te a rmata, talmentechè le milizie_ elvetiche posson meglio d irs isoldati di battaglia di guaedia nazionale; non bisognando lo ro che quindici giorni per entrare in campo. FRANCIA . Pubblichiamo un indirizzo del generale Goyon comandante_ il presidio francese in Roma, del g io rno ò d i ottobre, poichè lo vediamo intitolato di una maniera nuova : Note pour

messienr les of!foiers. • Le chargé d'a_ffaires du P iémont a reçu ses passeports clu gouvern ement pontifica i, près duquel il était accrédit.é. On desire u ne manifestation .syrnpatique, q_ui serait un acte politique. Nos devoi rs ici ne nous permettent pus de tolérer des manifestations (•xtérienres. Le géné ral de division, sachan t apprécier la noblesse du caractère de ses braves subordonnés a prévr.n:.i l ui-rnérne, l\f. !e comte de la Minerva qu'il em pecberai t ou reprimera.it toute ma nit'estation extérieure. S i donc cet-averlisserneùt est méconnu , notre action do;t etre d'au tant pl us rigou,euse,

__ Il princi pe di Joinv ille mandò la no ta segnente al gior nale inglese il Daily News .

, Cla1·emont, 2 d-icembre 1859. • Signore , I l. vostro num ero d'oggi con.tiene l'estratto di u n dis corso pronu nciato pochi giorni fa dal sig~or Roebuck, o_el quale s i ~a allusione wu to chi,ll'amenta alla u 11a persona che 10 sono obbli«

grrto rispondere . . . • L'asserzione del s ignor R ocbuc k è tutta pr1Ya_.._d1 fondamento. Io non ho fatto alcuna pian ta d1:l le Loste dell Ingh ilterra , non ho dettai~ aJ..::un cliseano di attacc,J contro q uesto paese; e. fina le . mente avrò bisogno dir<.:" che non ho spedito nulla al ministero francese ? . , Io aggi ungerò che c1uantunqne io mi consideri an_cora_ figli~ della Frnncìa, io sarei l'ultimo a considerare che i pnnc-ipn co' qit,ali essa è om r,ove?;nata, avess(WO a traversare la il'I~_nica. <• Io mi appello al vost1'0 sentimento di g1ust1Z1a per_l mserzio ne di questa lettera nel YOStro -prossimo aumero, e v1 prego di accettare i miei complimenti . • F RANCE S C O o'ORLE A NS «

Principe di Joinville ».

_ La s pedizione per la Cina fu così composta: Comandante supremo, Quattro ufficiali d'ordinanza, Capo dello stato maggiore, Comandante dell' artiglieri a , Comandante del genio, _. Intendente, cappellano maggiore, prevosto, e capo del ser vi;po

..

topografico.

Ia B1·iga.ta. U n battaglione di cacciatori a -piedi, 101° reggimen to di linea, D ue compagnie del genio. ANNO IV. Vol. li. - 20.


306

CRONACA MILITARE

zri

B1· igata..

102° reggimento d i Ii'nea, Reggimento dt fanteria del la marineria, Cinq_ue batterie d'artiglieria è una compagnia d'artigli~ria, Gendarmeria, treno, infer mieri ed operai . _ E i I generale co~ì parlò sul })unto dtlla partenza: e, Uffiziali e soldati, • Sotto l'egida cli Napoleone III e della Francia vm siete chiamiiti a muovere p-2r lo • tana e gloriosa impresa . , Non sarà vo~stra missione di aggiungr>re una n uova conq uis!a a t.ulte qnPlle che f<•cero chi.<1rn la F rancia colla severa discip lina; voi mostrerete a numerose !)Opolazioni che non sicle barbari come esse pensano <~_ proverete loro, col bellicoso ardore, la superior ità del vostro coraggio. · • P,-:r la scconda' volta Jayo ·tra bandiera sai'à. unila a quella. inglese•, e quest'unione sarà pegno di vittoria, come quella dei dnc p1,pol i, e segno di pace per tutto il mondo. • 11 vostro còmpito è bello e grande, ma il succes~o è assicurato dalla vostra r iverenza all'impera.!ore e alla F rancia. • Quando no giorno rientrerete in patria, di rete con orgocrlio ai vostri concittadini, che avete portato la bandiera nazion°alc nelle contr.:ide dove Roma immortale ai tempi della sua grandezza non sognò mai di fare penetrare le s u.e legioni. · . • S . IVI. concedendomi l'onorn d i comandarvi su premamente, 1~11 fa un alt.o ~avore, pel c1uale oon potrei attestargli la mia nconoscenza, che intendendo provvedere a tutti i vostri bisogni con costante soilecitudine. , • Venga il g iorno della battaglia, e voi potrète contar su me come io conto sn voi. l'ioi assicureremo- la. vittoria 11Jle 0o-rida di v iva l'imperatore, v iva la Frmwia. • Dal qtJarticr generale di Parigi, il 19 novembre 1'859. «

Il genm·rile co'lnmulante in ca,p o.

, CousIN Di\:

MoNTAUBAN >>.

SP.~G:ù. I l '.29 novembre un avvenimento sparse il terrore in tutta la popolazione di Malaga. Il vapore sardo Genovà, cornan-

CRONACA MILITARE 307 òat~ dal capitano Valente GiuseppP, noleggiato dal goYerno spa-. guolo, che aYea caricato in Alicau,e per Malaga e Ceut,1, trnppe, muli e munizioni da guerra, fra cui 80 casso di granate cariche, ~303 barili di rolv<•re e 200 casse di. c11rtL1cCÌP, al'l'iYa1o yerso le ore otto del mattino, non sì tosto gettò l'à11cora che si conobbe avere i l fu0co a bordo, manifestatqsi alla poppa del bastimento, sotto la cnmera, in 1.1n posto ov'erano state messe alcune ca$Se di granate che non si' erano potute chiudere alla prua . Il secondo ne al'Visò im~ncdiatamente il capitauo, e, a questa rivelazione, lo spavento ,;;i diffuse tra i passegger i e l'equipaggio. Ciascuno cercò la sua rnlvezza in u11a foga precipitosa, giaechè temevasi un\isplt-s\ooe. Dal bordo ia panra si sparse a tena e in un istante le case sulle calate e quelle delle vie circostanti si chiusero, gli llb 1anti fuggirono, e fn un s,1lrn cbi può generale. · L'8n imo mi r ifugge dal descriv1m·i il movimento d i terrore che si p ropagò in tutta la città. Da tutte le parti non si vedevano che famigfo costerna.te, piilngenti, fuggire senza rendersi ragion del pericolo. Se i Mauri fosse ro stati alle porte d1 Malaga, la popolazione n on si sarebbe salvnta con rapidità maggiore. Durante questo tempo l'in cendio, cui nulla arrestav:i , fac<èva grandi progressi ; le fimnme, il fumo inalzanclosi ad una smisnrata altezza, guadagnarono il castello di pnia, e l'a lbero di trinchetto cadde con · fracasso; il fuoco stava. p<~r g nadagnare la macchina, q uando fina lmenle· si decise di r imorc11iare il basti• mento fuo ri del porto. Fu un v apore francese che si incaricò cli q uesta manovra , ma i111a11tochè i marini dei Yapori la Maria Stiw1'da e la Ville de lyon, che non aveano tem uto il pericolo, erano occupati a tagliar la catena dell'àncora e a. molla r le gomene della Ville cle Pa1·is., il capitano del porto intimò loro di ritirarsi e di lasciar il Genova , che ';rova;vasi all'entrata del porlo, onde poterlo cannoneggiare per colarlo a. fondo. Verso le due, quesroperazione era terminata e il pericolo era cessato. Fortunatamente non havvi persona morta; ma alcuni feriti e bruciati prima dello sbarco. Di 159 muli- non se ne salvarono che 20, gli altri restarono annegati. Tutti g li effetti dei pass; ggieri, dell'equipaggio, la polvere, le cartuccie an· darono perdu ti, come pure le macchine del telegrafo elettrico 1


3.08 CRONACA MILITARE che il governo spagnuolo si pr<'pone di stabilire da Ceuta ad A lgesiras. Con un po' d'energia e di sangQe frèddo il Genova sarebbesi potuto salvare, almeno in pal'te; bastava per ciò di non abbandonare il fuoco a so stesso, e ciò era altrettanto più facile perchè, quando lo si scoperse, non era che poca cosa. Non vi ha che una voce sull'imprndenza commessa di lasciar il Genova all'entrata del porto, giacchè era un ricacciare il pericolo sui bastime~ti che, per mettersi al sicùro, avevano preso jl largo· La perdita del Genova ritardPriì l'imbarco del tnzo .corpo d'armata , e3sendcgli le munizioni delle quali era carico assolutamentè necessarie. Il generale R os de Olano, che da tre sett imane aspetta con più-grande impazienza il momento di partire, avea tutto disposto perchè quest'operazione si facbsse nella giornata domani, 30; ma E;gli trovasi per ciò impedito senza sapere smo a quando. E3li ha testè mandato a coµsultare il generale rn capo a Ceuta, ma ' il vapore non potrà essere di ritorno pnma di domani a sera.

di

- Prima di partire per l'esercito d'Africa il maresciallo O' Donne! passerà in rassegna le truppe della guarnigione sul Praolo. La messa sarà celebrata rnpra un altare eretto sùl monumento del 2 maggio. Tutta la popolazione di Madrid si associerà a quella dimostrazion~ religiosa~ - Il giorno 11 cli novembre sono arrivati a Cadice i generali Ros, Zabala, Prirn e Ecbague, capi di corpo all'esercito. Il generale io capo ha ricevuto la più entusiastica accoglienza. - Il giorno 11 di novembre si è tenuto a Cadice un consiglio di guerr_a a cui presero parte t11tti i generali dei corpi dell'esercito d'Africa, per formare il piano di campagna, che sarà tosto messo ad esecuzione. -

La flotta britannic::i. di Gibi lterra si compone dei vascelli

il1atborough, Eclgar, Centurion, Cong1·e?'01', Vietar, Emmcmuel, Or ion, Neptwie, Cesar, Agarrumnon, La1nirine, Iling e James Wall. La flotta era in quarantena a .ca.o-ione di alcuni casi di o vaiuolo.

309 CRONACA MILITARE • La squadra francese ìn vista d'Algesiras compon(was1 di cinque navi da. gue,rra e di una fregata. La squadra spagirnola consta va di un vascello di linea, di due piccolr~ fregate e di' quattro o cinque navi a vapore di rango in fer:orc. - - Il corrispondente di Tangeri.del Gibrallar Chrnnicle scrive in data del 25 ottobre quanto segue: « L'entusiasmo dei Mori per la guerra cresce pel mo11 1P.oto. Es-;i non pensano ad altro che alle ricomp(snsè che li att<·oduno nel pa.radiso qu:indo avranno uc,;iso uno o due infedeli sul campo di battagl ia. Il governo distribnisce polvere a tutti co:oro che aspirano a prenderE: le armi p,'1' la" difesa de!l'Islamisrno. L'emigrazione continua•.

- Il maresciallo O' Donne], gener'ale in primo dell'esercito di Afri<'a dopo aYer passato in rassegna le soldatesche. raccoltè nel porto di S. M aria, indirizzò loro l'arringa segneote: • Soldati , , · Noi andremo a compiere una nobile e gloriosa m1ss1011c . I I',Jarn,.;t;J1i11i lwnno insultato la bandiera spagnuola. La rcgitia e la patria aftidano al vostro valore il carico di_ far conosci re a r,odesto popolo semibarbaro che non si offende impunemente la nazione spagnuola. • La guerra che siamo in procinto di aprire sar,\ dura. ed aspra. Il nemico che andiamo a coin battere è valoroso e fanatico; ma voi siete valorosi corne lui e avete · i vantaggi che dànno la disciplina e la istruzione sopra niasse disordinate, le quali sono tanto più facili a vincere, quanto pur sono numerose sul campo d1 battaglia. , Il valore e l'arrlor rnstro non vi spingano mai oltre il punto che vi sRrit. ass(•gnato cfoi Yostri capi. In questa g uisa vòi e, iterete il pericolo di c:idcee ii'i imbosrnte che può tenJere a noi u • nemico che conosce il terreno. Ne' gridi di anni sì coniuni nella guerra che stiam per rompere, e singola rmente la notte, state ~ereni e mettete piena fiducia ne' Yostri generali e ufficiali. Confusione e disordine sono i , soli nemici che pos; siate temere,


310

CRONACA IJILITARE <(

Soldati ,

Mostratevi degni della fiducia della n'gioa e della patr ia, e p1ovate all'Europa che Yi guanla il soldato spagnuolo essere

ara:,,r <ptello che fu sempru quan4'eùbe t,. difendere il trono dei sno, re e l'mdipencienza della sua patria, e a vendicare le ing iu ri e recate all'onore n azionale. • La nostra causa è quella della g iustizia e della ci viltà contl'O la barbarie. I I Dio degli esercili benedii;à i nostri s forzi e ci darà la vittoria. <<

Quartie 1· generale di Cad ice, 18 novern bre 1859. «

<(

ll vostro generale in capo

LEoroLoo O' DoN NE L •.

-- Il 12 dicembre dopo mezzogiorno il terzo corpo d'armata si è imbarcato per l'A:frica a Malaga su 19 \ 1 apori . L'entusiasmo · era g rand issimo. Tosto che questo corpo avrit operata la sua nnione col le truppe di Ceuta, comincieranno le operazioni offensive. S i ha intenzione di dar una battaglia. Le malattie nel cHmp? vanno diminuendo. - L'es0rcito di 3ped,zione novera da 33 ·a 40 mila uomini di fanteria , 2000 cavalli e 150 pezzi d'a1-tiglieria . La fanteria, il maggior nerbo dell'eserci to spagnuolo, compoDesi di reggimenti di linea e di battaglioni di cacciatori a p iedi. Questi godono in paese di gran fama, e cQloro che si compiacciono di confronti, dicono, accennandoli a i Francesi , e' sono come i vostl'i zuavi. L'esercito. in generale è assai o-iovine par,, ' o ' ticola,mcnte i tr nenti ed i sottoten enti. Se b isogna esser giovine per fare la guerra, è però bene che i vecchi soldati vi concorrano in maggior proporzione. D el resto. eccellente lo spirito. delle trappe. La fanteria d i linea è vestita di pantaloni turchini e d'un ?appotto con collare di color marrone, i cacciatori a piedi hanno 1 1,antaloni grigi ed il cappotto turchino; g li uni e g li altri portano io capo un keppì cli feltro grigio, di forma elegan te e comoda, a q uauto sembra; la visiera è sorm?ntnta da una 1;iastra

CRO~ACA MILITARE 311 colle armi di Spagna indicante il numero del reggimento o del battaglione. Questo berretto, adottato da tutto l'eseteito, si chiama ros, dal nome dd gern·rale che l'ha in ventato. Quanto all'arrnameo to del ' soldato, esso è press'a poco come quello dei F ra n cesi . Una cosa sola sorprende il foresti,i.ro in quella tenuta, è la mancanza di scarpe ; i soldati non por tano generalme11te ch e dei calzari (espadrilla.s); ciò basta per dar loro un carattere tutto particolare. Il terzo co·rpo non possiede cbe uno squadrone cli rnvaLer:a; sono cacciatori, il cui uniforme, tutto turchino, semlmrn,i ritrarre molto da quello dei cacciatori d' Africa e del treno Lkgli eq111pagg1. Quanto all'artiglieria, il suo uniforme è turchino cupo, a bte rosse. Insomma l'esercito spagt.uolo è ben vestito e ben arn1ato. Il suo aspetto è veramente m :irziale; i soldati sono sobri: e duri alla fatica; sono prodi per natura, e quando la g uc1r,\ del ì\farocco li avrà vi~ppiù agguerriù, la Spagna possederà nn eccellente esercit().

bGHtLTEHRA .

Lond1y1., 13 dicembre. L'ammiragliato ha spcdi10

i l 10 d1c8n1Lire la 'circolare see;nenf.E-.:

Volendo rivedere i regolamenti relativi alle punizioni inflitte a bordo dei vascelli di S. M., i lords c.:omrnissarii dell·arnmiragliato hanno dato le seguen ti istruzioni. 1. Tutti i n1arinai e soldati del.la fan teria reale d i m arina, apparLeuenti alla flotta, saranno divisi in due classi de~ignate qui sotto in l• e iu 2' . 2. Tu tti gli uo mitli che servono pr,,scntemente neila tloHa e souo notati per buoni sàraono inscritti nella l • classe. I 3. Tutti gli uomini , nel prin10 loro ingresso nella rnarina o nelle r iserve, e tutti q uelli ,he rientra no nella marina con certificati not11ti buoni saranno pure nella 1a classe. 4. Niun uomo appartenente alla l • classe soggiacerà a pu nizione corpor11lc, se non per sentenza di corte JJiarziale. 5. Gli uomini della l" classe che commetteranno un' inl'razione graYe contro la. d isciplina o si renderanno colpevoli <l, recidiva, discenderanno per ordinanza dell'autorità nella 2• classr. Non saranno sottoposti a punizioni corporali all'epoca in cui passe-


312 CRONAl~A MILI TARE r,1 no cos\ dalla 1:, al la 2• classe; ·ma oltre questa degraélazione potrà loro infliggersi un'alt1·a punizione secondo il graLlO riel tl(•l1llo. 6. La 2a cl:issc consterà di tutt i gli uomini che per la loro condnHa n on a vranno potuto merita re i certificati notati buoni. '7. Niun nomo della seconrln classe sarà sottoposto a pu niziono co1·pora!e senza sentem:a di corte nrn,rzi,,k,;- eccetto pei crimini s0g uent1: atto grave di insubord inazione o ro nclotta sediziosa dist r7.ione, recidiva d'ubbriachezza, introduzione fraudolenta liquori nel v:ascello, fort,,, disobbedienza reiterata aa0 li ord ini diserzione rlal posto, atti d'immoralità. ' 8 . Gli uomini della 2 3 classe, la cui condotta sia stata cr,st:iu1emente buona p'lr uno spé,zio. di tempo non minore di dodici mesi, avranno diritto di essere reintegrati' nella 1• classe. I regolamenti qui sopra non sono punto destinati ad essere applicati a.Ila riY?lta aperta , nel qnal caso una punizione immediata _p~0 ess.ere necessaria per reprimere la di~posizione r he altn uom1111 mamf.,st~ssero ad associarsi a crimine t.:ioto flagr,i~t J . . Le relaz1on1 relative alle punizioni conterrann-o d'ora innanzi 11numero degli uomini della la .e della 2u classe rispettivamente.

di

_ L'I.nghil.terra '. confid1rndo nel sistema dei volontari pHr forma,e 1 s uoi reggimen ti ed equipaggii!re le sne flotte, non può mai m carn urgente trovarsi avere pronti soldati fin iti ·nè marinai i q uali s' ind uc<'lno di buona voglia a lasciare la' ma rina mercantile pr r prestare il loro servizio su bastimenti da guerra. A togliere questo difetto, tra pochi dì vedremo mettere in atto l'ultima. legge adottata nell'ultima sessione padamentare. Nè vi ha dubbio, viste le liberali offerte fatte a' marin ai e l'attuale riscaldarsi dello zelo patriottico, che l'esito non abbia ad essere soddisfocen tissimo. _La Francia merc,è le sue lE>ggi di coscrizione può in pochi g10rn1, con nn ord ine telegrafico, rad unare tutti i marinai del1:impero e metterli a servizio della marina di guerra. Anche 1. Ingb1 lterrn .d es1clera .~i formarsi nna risel'va, su cui ella possa fare r alc?k• rn ca:o d1 repentino pericolo; ma questa riserva, che (kv·essern cli 30,000 marinai attivi, deve ·anche essere composta cli volontari.

'

CRONACA MILITARE

313

Chi considera in che larga proporzione stanno colla totale popolazione inglese quelli che servono come marinai, l'ampio numero dei pesr::atori a,;vezzi ad affrontare ogni sorta di pericoli sulle rocciose coste d'Al bione , e la nnmerosa ed in telligente classe dì piloti che si trovano in ogni porto del Regno , no11 può Qerto pensare che manchi la gente di mare, ma s\ p i uttostn che il governo non ha mai sino ad ora tr ovat_o i mezzi di acquistarsi le simpatie dei litorani. In forza della nuova legge s i accetteranno i volontari a l d isotto dei trentacinque a.nni. L'unico servigio che si esigerà da essi, sarà che si sottomettano all'istruzione v entotto giorni all'anno, lasciando a loro medesimi la scelta del luogo e del tempo. . La scelta può dunque cadel'e su qualsiasi porto,_nè l'i~trnzione dovrà in a lcun modo disturbare i viaggi del marinaio, il quale potrà sempre valersi dei pochi giorni di fermata che i'acc.ia il suo bastimento in un porlo del)egno. Durante il perioJo d~lla istruzione, il volontario avrà la medesima paga d'un marinaio a bordo. Con ciò si com bina l'istruzione in modo da non recnr nessun danno pecuniario a chi s'ingaggia ; che anzi gh diventa una nuova sorgente di guadagno n ei momenti cli sciopero. 0 1tracciò ogni volontario rir.1wer1i steri. 6_ all'anno a titolo di gra• tificazione. Ora, se consideriamo che un rbarin_a io non guadagna generalmente più di steri. 25 all'anno, pos;;iamo esser certi che questo soprappiù di guadagno riuscirà a completare i ·r uoli. ln fqrza. cli questo ingaggio i ·volontarii sarann o obbligati in tempo di guerra a servire :i, bordo, tirando paga in tera per tre ,~nni almeno : che se la guerra duri più ,a lungo, oltre alla paga ordinaria di marinaio avranno un soprassoldo di due pence al g iorno . Se in conseguenza del servizio militare venissero ad essere dichiarati inabili, a,;ranno diritto ad nna pensione, che non sarà m inore di steri. 12 all'an no. Quest'è un breve •schizzo dell'ultima legge per !a formazione d'un corpo di riserva, destinato a completare il servizio della marina militare. Quando l'Inghilterra eotrà da un momento all'altro aggiungere 30,000 uomini a quelli che servono ordinariamente le sue flotte, potrà sempre sostenere la su 1l supremazia marittima. ANN8

lV. Ve!. ll. - 20i<


314 CR•~ACA MILITARE - L'esercito inglese s1 compone nel modo.seguente:

Fanterie della guai·dia. 3 reggim~oti, contando in tutto 7 bat~glioni dì 5,400 soldati. Il 3° reggimento è quello dei fucilieri Scot's, che novera 4 compagnie, forti di 1,200 soldati. Metà di questa guardia fu mandata in Crimea: essa costa moltissimo, nè voi ha reso maggior servizio che la linea. Ultimamente gli uffiziah della guardia' un indirizzo fatto alla regina' si lagnavano d1 non avere molti avanzamenti.

!n

Fa,ntei·ia cii linea. 84 reggimenti di battaglia. id. leggeri.

15 Totale 99

Ma i reggimenti leggni n:m hanno nulla di particolare di fama a q ucl]i di battaglia, siccome era in Francia negli anni passati. I reggimenti inglesi non hanno che un battaglione di I O compagnie, che possiamo valutare mille uomini cir~a, salvo il l• di linea e il 71 °, che è un reggimento lPggero, i quali constano di 2 battaglioni. Gli altri tre, il 12°, il 19° e il 21°, noverano ugualmente 2 battaglioni, ma_di 12 compagnie. · Laonde si hanno 103 battaglioni, e aggiungendovi la guardia, tutte lè forze sommano 100 mila o 110 mila soldati. Gli Scozzesi, ordinati in 4 reggimenti, portano vesti nazionali, ma in Crim ea per la rigidezza dell'inverno furono obbligati vestire i pantaloni. In questi ultimi tempi qualcuno dei re_ggimenti leggeri che fu in Crimea divenne armato di enfield 1·ifle. Il 60° è un reggimento di bersaglieri di 20 compagnie. Vi è inoltre una brigata di Riflemans ugualmente di 30 compagnie; in tutto 6,000 nomini. La divisa è verde scuro; i bersaglieri tirano bene; gli ufficiali intendono sapientemente il loro ufficio, e il signor De Victeede pensa che si avrà a raddo.ppiaroe il numero. Ma in quanto agli a ltri soldati assicura che l' istruiione non è superrore a quella <lei Russi, e che la fanteria turca tira meglio al bersagliò.

CRONACA MIL'lTAtl1iE 315 In gennaio dell'anno 1856 l'esercito inglese aveva : 60 battaglioni in Crimea; 20 id. nelle Indie; 12 id. in Inghilterra; 6 id. al Capo; 2 id. al Canadà; 4 id. in Gibilterra, Malta, Isole Jonie; 4 id . alle Indie occidentali, Guiana, .China. Il quale prospetto dimostra come l'esercito inglese ,sia dissemi• nato, e solo per mezzo del suo stupendo naviglio può difendere e r iunire possedimenti cotanto ampii. Ma se dovesse fare uria guerra europea, non potrebbe ilisporre oltre a 70 o 75,000 uomini. Inoltre si hanno a numerare 7,000' uomini, 3 reggimenti delle Indie occidentali, 1 reggimento in Sant'Elena, 1 reggimento di bersaglieri'del Canadà, 1 altro di Cey lan, 1 della oosta di Guinea, I di bersa{!lieri montati del Capo, I reggimento di Malta, 1 corpo di Terra-Nova.

·Cooalleria. La. ,~11vallP-ria. grave differisce dalla leggera, per l'altezza degli uomini e dei cavalli; ma non porta corazza.

Cavallet·ia grave. 3 reggimenti della guardia ; l O reggimenti .di dragoni; 1 reggimento di carabinieri.

Totale 14 téggimenti, contando circa 6,000 uomini.

Cavcillet•ia legge1·a. , 4 reggimenti di dragoni leggeri; 4 Id. di ulani; 4 Id. di ussari.

Totale 12 Quel che dà 12, 0.0 0 ~o Idati circa, ben~montati e ben forniti. ,Ogni reggi.mento è di 3 a 4 squadroni; ,lo squadroll.e i:i di 2 compagnie, con 400 cavalli ali' incirca.


163 CRONACA MILITARE f cavalli.della cavalleria grave costerebbero in Germania o in Francia da 18 a 24 mila lire, nè così belli.

I cavalli sono riguardati di molto, ed hanno ricco assegno; talmentechè supererebbero qualunque ostacolo che potesse arrestare cavalli francesi e tedeschi; ma b isognano di molte cure e sollecitudini per schermirli dal freddo ·e dal caldo , e perchè non ne perisse in grande quantità, come si vide in Crimea; medesimamente che i cacciatori d'Africa non poterono resistere a quel serv igio penoso. Se non che i reggimenti inglesi venuti dalle Indie, montati su cavalli indigeni o arabi, vi stettero benissimo. Quando piombano sopra i nemici con una carica sono ammirabili ; niente è comparabile a ciò che fece la cavalleria inglese in Crimea. Gli uffiziali, specialmente nella guardia, appartenenti alla più alta aristocrazia, sono molto 1·icch.i. Il prezzo medio d1 un posto di sottotenente nella cavalleria leggera è di 32 a 36 mila lire, il soldo di 4 mila; ma per equipaggiarsi bisogna spenderne da 15 a 18 mila. Questi signori, come noi abbiamo già accennato, caricano molto bene alla testa dei loro soldati, ma non se ne occupano molto, e lasciano le cure particolari ai sottuflìziali , i quali, benchè abbiano poca speranza di avanzamento, formano una classe molto pregiata e molto ragguardevole. Nell'inverno del 1855 al 1856 vi erano in Crimea 14 reggimenti di cavalleria con 6,300 cavalli. L'Inghiltei-ra non può dunque metter su, e anco difficilmente, che 10, 000 cavalli. Al Capo di Buona Speranza vi è ancora un corpo particolare di 1,200 cavalli, molto bene ordinato.

A1·tiglieria.

si

I reggimenti d'artiglieria compongono di 80 uffiziali superiori, 500 ufficiali subalterni, 1,500 sottufficiali e 12 mila cannonieri. La quale artiglieria forma 12 battaglioni a 8 batterie ognuno. Tota!~ delle batterie 96 . Un terzo del reggimento è sempre deputato nelle colonie, e ve n'è un distaccamento alla Giammaica e un -altro d'mdigeni nelle Indie.

317 Sa1·11 dunque diffici le disporrc.J oltre a 48. l.mtterie a 6 pezzi. La batteria conta: 6 uffiziali 11 sòttu f1hiali 90 cannonieri. l uffiziale Il traino conta: 12 o 16 sotttì ffì zia li o 70 a 100 conduttori 144 cavalli. Per una baùeria di : P ezzi da 9 vi vogliono 164 cavalli. Id. da 12 >) 198 L'attacco de' pezzi da 9 e da 12 è di 8 cavalli , e quel!o delle bocche da fuoco da 18 con dieci, i quali cavalli sono addestrati in tutte le manovre con u na facilità e n na rapidità ammirabile. Vi è ancora una brigata d'artiglieria a cavallo; Essa ronla: 1 colonnello 7 a 8 uffìziali superiori 50 capitani e sottotenenti 1 200 a 1 ~00 sottuffiziali è cannonieri. Per una guerra eur~pea po1r~ 1ti.ettei:,~ 6 batterie da 6 e qualche C,RONACA MILITARE

))

altra da 9. La batteria da 6 libbre sul piede di gu,,rra si compone dj: 6 u ffiziali 18 sott uf6.ziali 150 cannon1er1 9 operai 196 cavalli. La batteria da 9 libbre novera: 6 uffizia li 20 sottuffizia li 10 operai 170 cannonieri 220 · cavalli. Oltreciò hanno una batteria da montagna, e in ciascuna sezione sono 2 sottuffizial i, 1O cannonieri esercìtati a q ue.,to servizio. L'artiglieria è la parte più splendida dell'esercito di !erra inglese. Gli uffì.ziali sono educati alla scuola di Voolw ich, e possono rivaleggiare per istruzione cogli uffiziali degli altri eserciti. La calma


318 CRONACA MILITARE e il sangue freddo, come pure la forza fisica degli. uomini, li mena a una grande fiducia; e se l'Inghilterra non potrà disporre in guerra che da 250 a 270 pezzi da campo e d'una quarantina di pezzi d'artiglieria volante, sebbene sia ancora poca cosa, bisogna dire che sul campo di battaglia può produrre oramai un grande effelto. L'arruolamento nelle artiglierie è di 12 anni. Materiale, ca.vaJli, f'ornimenti, tulto è della più grande bellezza. I movimenti si fanno a gran galoppo, e i pezzi sono trasportati senza sentire gridi e colpi di frusta come negli altri paesi. Ge?}ÌO.

È poco numeroso, ma istmito con la scuola a Chatarn. 11 soldato del genio francese è più svelto e ~i contenta di poco; gli uffiziali sono più ingegnosi nel creare; ma' gl' inglesi lavorano più metudicamente, facendo più laYoro con maggior perseveranza e più presto. Certo è che in Crimea il genio inglese fu mal secondato dai soldati di linea, e sempre fu in indug;o s'1 nelle trincee e sì negli apprestamenti. Il corpo del genio conta: 300 uffiziali, 2·8 compagnie di mina• tori, 3,000 soldati. . · Per una guerra europea il .genio potrii dunque avere circa 2,000 uomini, ed è poco. Vi è a Voolwich una scuola per i minatori e zappatori.

Stato-bfaggio1·e. Gl' Inglesi non banno corpi di statomaggiore, e la destinazione degli ufGziali che fanuo parte di questo uffizio fu lasciata alla volontà dei generali -nella guerra di Crimea, il che fu conosciuto nocivo e disastroso. Al contrario vi sono molti generali : 3 maresci,1lli, 50 general i, 130 tenenti-generali, 170 maggiori generali, una cui metà in servigio attivo. .In tempo di pace non vi sono nè brigate nè divisioni; il paese è_diviso come in Francia co' co1nandaoti territoriali. Imperoccbè i movimenti continui delle soldatesche perruetterauno difficilmente di seguire altro ;;isterna; c0muuque ciò possa essere vero per J'Jn. ghilter ra , ove le truppe sono disseminate per tutto il mood,o , ma non così altrove.

CRONACA MILI TARE

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Legione ~traniera. La difficoltà del reclutamento in Inghilterra ha portato a creare élelle legioni straniere. Nel 1855 vi fu la legione tedesca, composta cli 1 battaglione di cacciatori e 4 battaglioni di fanterie, 4 a fi,000 UOD1lll l.

Il nominato sig. di "\Vickede li vide in Inghiltena e gli parvero milizie belle, istruite, bene equipaggiate, con uffì.ziali che per due terzi erano stati educati in Russia avanti di servire nell'armata Schlesv,,ig-Holsteinese·, in età di fare nn buon servigio. Generalmente sono uomini senza titoli; senza protezione e senza· fortuna . Gl' inconvenienti di questa specie di t ruppe stanno nella difficoltà d' informarle al medesimo spirito di corpo, diversi di origine, di opinione politica, di usi e di educazione ; il soldato non conosce il suo uffiziale, e non sempre ne conosce la lingua; e in generale si trova. una grande quantiLà di uomini malvagi inclinati alla diserzione; taln1entecl1è ci vnu]e una disciplina molto severa, usando anche punizioni corporali, mo; chettando i più ricalc-itranti, e alla minima oçcasione rimandando a casa gli nffìziali. Pure la legione tedesca rese gran servigi. Oltre le faute1·ie di cotesta legion e, si vanno forman_d o due reggimen ti di dragoni leggeri. Vi è a~che la legione straniera svizzera, forte di 3 mila soldati, superiore alla legione tedesca, poichè gli uffiziali, della medesima razza, si coì1osc·eyau tra loro, conoscevano i soldati, ed eran fieri di un or-o"'oolio nazionale stimabile cla,1 vero. o ~Vi furono da ultimo la legione italiana e l'altra anglo-turrn , 11 1 cui molti autori militari fecero belli elogi.

Aus'l'RIA. I comandi delle soldatesche austriache in Italia sono scompartiti nel modo seguente : Degenfeld, comandante in capo, residente in Verona. 6° Corpo, che tiene il Tirolo e la linea del Mincio, cornan·dante Tenchert, residente in Trento. 5° Corpo, sulla linea dell'Adige, comandante Stadioo, ~'esidente in S. Pietro. 8° Corpo, linea d~l Brenta, Benedeck, iu Padova. 7° Corpo, Tagliamento, Zobel, io Udine.


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CRONACA MILITARE

Il duca di l\Iodena ha un esercito di quattromila uomini, 4 pezzi d'artiglieri~ e 2 spingarde; questo corpo distribuito fra Cerrea, Sang•1inetto e Brione di Sanguinetto; il quar~ier generale è in quest'ultimo paesi}. P1wss1A. Sarà p resentato al parlamento pl'Ussiano il disegno seguente su l riordinamento dell'esercito. Infanteria. Subito dopo il rinvio della lanchY€hr sarà formata una land,Yebr cou un batt.c'lglione di pianta per ogni battaglione di linea: di questi battaglioni di pianta si formeranno: 1) Pe1· la guardia: 5 reggimenti di 3 battnglioni ciascuno: di pi:'.! si aumentérà ogni reggiment,i rolla rist·rrn di un battaglione, in tutto 20 b:1ttaglioni. 2) Si formeranno 32 nuovi reggimenti d1 linea a tre battag lioni. Gli otto reggimenti di riserva, i quali hanno solamente due battaglioni, saranno aume11lati di un batlaglione, ma si sopprimeranno gli otto battaglioni combinati della riserva. I nuovi reggimenti porteraon.-i i numeri 41 .fino a 72. L'eITettivo dei battag lioni della guardia e della linea, che oggi è di 680 uomini, è ridotto a 500 fucili e 534 uomini I nuovi battaglioni hanno il n,e(iP,simo efletti,o, ben s'intende in tempo di pace. L'aumento totale dell'infanteria di linea sarà dunque d1 106 battaglioni di 500 uomini, cioè d i 53,000 uomini; ma l'effettivo dei battaglioni essendo ridotto da 680 a 500, ciò che dà per i 20 battaglioni della guardia e i 112 battaglioni della linea una cifra totale di 66,000 uomini, l'aumento reale sarà di 40,320 uomini, il cui wantenirnento è valutato a 4 milioni di talleri, pruss1an1. Il soldato d'infaot~ria servirà tre anni sotto le bandiere, 5 anni nella riserva, e dell'età di 28 a 33 anni nella landwchr del primo o piuttosto del solo contingente, il secondo restando soppresso. 'Ci saranno ogni anno per la landwehr esercizi che dureranno solamente otto giorni. Si chiameranno sotto le bandiere solamente q:.iegli uomini che non saranno distratti dalle loro occupazioni per questa presenza sotto le ba11diere; ma si è adottato per principio, che ogni uomo della lanchvehr dovrà nei quattro anni che pass4 nella landwehr, fare almeno una volta qnesti esercizii. li ministro ddle finanze ha già mandato i 4 mi-

321 !ioni; i battaglioni sono già formati, non si tratta che di riunirli in reggimenti. . . _ Un corpo d'annata avrà dunque all'avvemre otto reggimenti d'iofanteria di linea, un reggimento di operai della linea, quattro reggimenti di landwehr, totale 39 battaglioni d'inf~uteria. a 1900 uomini sul piede di guerra, e un battaglione d1 cacciatori a 1000 uomini. Cavalleria. Se il ministro delle finanze non accorda il milione che esige la riorganizzazione della ~avallrria, tutto resterà come per lo passato. Se trova questo milione, si aume~terà la cavalleria di linea di 40 squadroni che.. già esistono, po1chè s1 formeranno cogli squadronì di deposito che ogni reggimento ha conservat.0 dopo la mobilizzaziont>. Allora la carnlleria della landwehr sarà soppressa, il cavaliere servirà 3 o 4 anni sotto 1~ bandiere, resterà fino all'età di 28 anni nella riserva, e cogli uomini da 28 a 33 anni si formerà il treno e le colonne di munizioni che non sono concentrate fuorchè in tempo di guerra. L'artiglieria resta qual è: le divisioni di pionieri sono au~nentate di una compagnia per divisione. CRONACA MILITARE

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L 'armata prnssiana messa sul piede di guerra era di

145,090 uomini d'io fanteria , 22,700 d1 cavalleria e di 792 cannoni. La mobilizzar.ione dei sei corpi d'armata la aumentava di 70,000 uomini d'infanteria e di 13,800 di cavalleria, più il treno d'equipaggio di 3,942 veicoli.

R uss1A. Lettera di Sciamil al principe Dariatmskii, luogotenente dell'imperatore nel Caucaso.

, P1·incipe luogotenente, • Il mio figl iuolo va, nel Caucaso per prendervi la nostra fa.miglia. Colgo questa occasione per esprimerti la riconoscenza e la gratitudine mia per le cure e le gentilezze di cui tu h~i usato v~rso di me. Comprendo e sento che solo tua mercè 10 sono stato ricevuto sì graziosamente dall'imperatore. Egli mi ha tranquillato pienamente, dand0mi l'assicurazione che non avrò mai a pentirmi d'essermi sottomesso alla Russia. _ . .. « L'imperatrice, tutta la famiglia imperiale e i capi pn mam

•


3~2 CRONACA l!ILITARB furono essi pure pieni d i sollecitudine per me, e di tutto ciò io sono debitore a te. L'imperatore mi ha assegnato per residenza K;1louga, nella quale città mi è slato apparecchiato uno stabilimento sontuoso e comodo. I suoi fratelli che io ho Yeduti a P ietroburgo mi hanno colmato di cortesie e sono ~tato nella lor loggia in teatro. • Il mio figliuolo Chasi-Monkhammed si reca a Ceura, con lict>nza dell'imperatore, per condurre a Ka!ouga la nostra famiglia. Ti prego di ordinare che• essa abbia le ste~8e cure e gli stessi riguardi che furo110 usati verso di noi. • Ilo sentito dire che tu cri ammalato. Questa notizia mi ha afflitto. Prego D io con tutto cuore che ti restitui$C/\ alla salute. • La mia famiglia ed io non ci dimrnticheremo della tua bontà.. Non ti scordar neppur tu di t1 oi, se mai il caso e la necessi1à ci costringesse a dover ricorrere a te. « Firmato (in arabo) Il swvitore ili Dio • lMAN Cll ,Hf!L

• 11 (23) ottobre 1859 , .

TAGLIANO

GAr::r A~o

Ge1·cnte.

INDICE DEL VOLU,JE II -- AN~O IV.

OHohro, Novemhrc· e Diccmhrc ·I~ ti 9. Dcll"ol'dinamenlo mililnrc dl'l nuovo regno subalpino, degli Sla bilimenli milit.iri e tlclla topogrt1fìt1 s trntcgica. pay. 3 Del le urtiglieric pi,·montcsi tlnl 1500 ul 1840 » 68 L'nrtiglicri.i francese nll'asscd io di Sclwstopoli . ,. 108 Guida al scn·izio dei p osti a,·aozati (continuazione e fine) ,. 120 lngrgncri militari italiani (c.ontinuazione) . . . . . . ,, 147 MISCELUNEJ\

Cronologia militare italiana: Leggi e provvisioni militari del Piemonte sino ni giorni nostri " 193 Principali battaglie combattute in Italia. » 215 Is t itu zioni 1nililari: Dello s tato magg iore d i un escrc!lo . . » 218 Architettura militare: Del COl'po ,lcgli ingrgncri militari in Piemonlc » 221 Statistica nlilitnre: I. Mnriucrid da gucnn d'Europa » 226 II. Bilanci della guerra dei ,·arii Slal.i ,, 234 Storia mililare : Documenti per la storia della guerra dell'indipendenza italiana clcll'nnno 1859 ,, 237 Necrologia italiana della gucna ' "271 Dibliografìa wilitarc iluliaua D 275 Monografie militari italiane » 280 Cronaca militare . . . . D 283

P ubblicalo nei primi di marzo 1860.


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