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RIVISTA MILITARE 1896 TOMO II

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ANNO

XLI

· RIVISTA MILITARE ,

ITALIANA

DISPENSA

VII. -

1° APRILE 1896

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ROMA V O GH E

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E NRICO

TIPOGRA Fo-en!TOl\ 8

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SOMI\'.IARIO DEL LE MAT~: R CE CONTENUT E NELLA P RESENTE DlSPENSA

LA 12a COMPAGNIA DELL'11° FANTERIA . La 12" compagnia. dell' 11 ° fanteria a S. Martino. - G10V ANNI ROMERO,

colonnello .

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Il oàsermaggio per le truppe. tinuazione) . .

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A S. MARTINO

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Il problema. organico, la ferma e la Qhia1na.ta. delle classi in cavalleria.. - F . D'OTTONE, comandante il reg·gimento cavalleria Piacenza. (18°). - (Conti nuazione e fiiie) • . , · · » 629 Tra i libri (F) :

Le pubblicazioni dell'Ufficio storico del Corpo di stato maggiore austriaco. - La f ucile1·ùt e i 1iuovi e.tfetti sttll'impiego delle truppe stud iati dal generale M ASSA. - Programmi e risposte ai programmi; candidati ed esaminatori. - Cominciano o continuano gli scr(tti sull'Africa . . . .

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Notizie politlco-mllita.rl. -

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Notizie militari estere: Francia : Le mam>Vre d' au t umio per l'ann o' 1896. - .,Wanov/3 d-i , » 658 cavallei'ia . .:._ Le pe1·dite del corpo del Jl{adagasca1· . . Belgio: Jt fucile Jlfause1·. -

L' esp osi~ione d' A nversrt e le (trini

portauti . . . . . . , . . ·. , . ·. · ·. · · · ·

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Fra i lavori .conservati nel nostro ufficio per essere a suo. tempo pubblicati era compreso questo inviatoci dal colonnello Giovanni R omero, i l quale, com'è noto, comandava un reggimento alla battaglia di Adua e probabqmente vi cadde da val.oroso In questo lavoro, che ha notevole interesse per la tradizione dei corpi sia nel rispetto storico; sia nel dspetto dei più elevati sentimenti militari, è descritto soltanto un piccolo episodio di una grande batta.glia, con colori così vivi che pare di assistere allo svolgersi de' suoi minimi particolari. La 12" compagnia dell' 11° fanteria a San Martino, éome ce la presenta il Romer9, la si vede, la si segue nella sua azione bella ed eroica, e si prova la più viva emozione; non poteva essere descritta così se non da chi era testimone e attore nei fatti; il colonnello Romero I nel 1859 era appunto soldato volontario -in quel reggimento e in quella compagnia.

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LA D IREZIONE.

Brasile: Nteove spolette pei· l'artigliei·ia, modello Szmas E néas •> (,l'il Russia: I reggimenti di mor tai da montagna,. lJ11. nuovo JJ orto » €61 sulla Vistola . . . . . . . . . · · Spagna·: ilfutaine nti oi·ganici nell'a1·tt'.,qlie1·ia.

Rivista. dei periodici militari

PIWPil!ETA LETTER AIUA,

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Il desiderio di ricordare ufficiali, che alle più belle qualità militari univano le migliori doti di mente e di cuore per acquistare l'ascendente sui propri dipendenti, col quale' soltanto si ri~sce a -superare le dure prove nei momenti critici dell'esercizio dei doveri militari, e per .le quali sapevano instillare nelle loro menti principi di virtù militare senza cui a poco valgono in guerra numero d'uomil!i, perfezionamento di armi, ricchezza e dollrina di qu~dri, mi 39 -

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COMPAGNIA DE LL'l1° FANTERIA A S. MAR.TINO

spioge a scrivere queste poche note sulla modesta parte · presa dalla 12· compagnia deJl',111° reggimento fanteria alla battaglia di S. Martino. Parrà certo strana pretesa quella di voler mettere in evidenza l'azione ·partieolare di una compagni~, che faci lmente si confonde coll'azione generale in una battaglia a cui prese parte grande qua,ntiti.t dì truppe. Ma, come in un bel quadro tra le figure principali spiccano fignre secondarie, che il pillare abbia saputo porre in luce e che, in luogo di turbare, rendono più completa l'armonia delle sue linee, cosi anche in una grande battaglia l'azione di un piccolo riparto può emergere nell'azione generale per l'illuminala iniziativa del suo comandante, l'intel-ligente cooperazione dei graduati, la. disciplina e l'abnegazione dei soldati: azione che, certamente, vuole es:;ere contenuta in giusti limiti, oltre i quali il combaltim~nto degenera in una confusa lotta di piccole unità, operanti ciascuna per prioprio conto, il cui esito si risolve, 1 spesso, in una vana dispersione di forze, anzic!iè.nello armonico indirizzo di queste verso il conseguimento dello scopo acni si mira. Non si pnò porre in rilievo la parte presa da un riparlo, per quanto piccola, senza accennare all',1ndament.o generale di un folto d'armi che, dopo Lrentaquatlro anni e dopo successivi campagnè di altri eserciti, ha qensi perduto della sua importanza pei cultori dell';'.\rte della guerra, deve sempre interessare gli Italiani , non l'oss'altro come ric_ordo storico di uri. grand€1 atto della loro vita politica, a!ln cui buona riuscita erano" legate le sorti della patria. Un'altra considerazione vale' a renderci interessan te non solo il ricordo, ma anche. lo smdio della campagna del 11859. I principali Stati mil itari d'Europa, dopo le vittorie delle armi tedesche sulle francesi, modellarono i loro e:;erciti sull'esercito vincitore nel 1sistema di reclutamento, di ordinamento e nell'adozione di tuLLi i perfezionamenti alla tecnica delle armi consigliati dai progressi della scienza. Ogn i singolo eserci to ha. però un'impronta speciale, come diverso è il carattere delle varie nazioni, per cui non è lecito trapiantare le istituzioni e gli ordinamenti di un paese e di un esercito, in un altro paese e in un altro esercito, senza adattarle al temperamento e all'indole del popolo che se ne deve valere, se si vuole che attecch iseano e crescano rigogliose.

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COMPAGNIA DELL'll o FANTERIA A S. •MAR.TINO '

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È _r!~aputo· oramai_ che, a differenza dei tempi passati, gli eserc1t1, comprendendo nel loro seno tutti gli nomini validi della na~ione, sono il riflesso di questa; ne rispecchiano le virtù ed ·· . anche i vizi. Ora, i miglioramenti, i perfezionamenti, le innovazioni importate negli eserciti devono rispondere allo scopo per cui sono introdolle, tanto in tempo di pace quanto · in tempo di guerra. Ed à.ftìnchè rispondano a I.aie scopo devono essere adattate al carattere degli uomini, elemento principale c:ostilutivo degli eserciti. La conoscenza del carattere militare di una nazione si ottiene , ~ specialmen te collo studio delle campagne di ~merra combattute dal ] suo esercito. Le ultime nostre sono quelle del iJ859 e del 1866. 1Non sareb be adu nque vano lo studio di tal.i due campagne, sotto questo rispelto, per qunnto sia giit tr.:iscorso un periodo di tempo abbastanza lungo. . Nella prima, l'eserci to era co~tiLuilo in gran parte da soldati d1 una sola regione d'ItaJia, e comprendeva n_ei volèmtari rappresentanti di quasi tutte le altre regioni. Era esercito vecchio, g!à pro1 ato . nelle campagne del "848--1-9 e in quella d'Oriente. . Nella $econda, era composto di uomini di tutte le provincie d'Italia, in numero proporzionale alla loro popolazione . Era eser· cito giovape, od almeno ringiovanito, sebbene constasse di veccb i , elementi degli antich i eserciti dei vari Stati italiani. t Alla prima delle suddette campagne successe così presto la seconda, r:he l'esercito rimase colto in flagra nte riorganizzazione, mentre mancava · ancora di coesione, cli affiatç1.mento fra i vari elementi che lo componevano, di saldezza nella sua compagine . · Nella cii mpagna del ,f 8M) prevalsero pertanto le sue qualità posit.ive, in quell a del 1866 le negative. Col tivare le prime e renderle ri naoaliose ·' correrwere e, se è n t'? <'> possibile , distruggere le second~; ecco le condizioni essenziali per avere un e:;ercito rispondente alle esi;:,enze dei tempi. L'esercito austriaco dopo Magenta si era ritirnto su l Mincio, abbandonando una dopo l'altra le linee dell'Adda, dell'Oglio e ·del Chiese. , . Gli eserciti alleati -lo seguivano ma non molto dappresso. E per la\ precipitosa ritirata dell'uno, e per il lento proaredire derdi t> 1

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altri, trattenuti forse dalle difficollà del passaggio del Ticino, dal bisogno ili orientarsi nella nuova fase della ,campagna ed anche un po' dalla festosa accoglienza delle popolazioni lombarde, s' in~ terpose distanza tale fra di loro che il contatto andò perduto, e con esso la conoscenza pre~isa 'delle rispellive situazioni. E i'n tal modo potè verificarsi i.I caso che, mentre gli alleati credevano di dover forzare la linea del Mincio, gli Austriaci, dopo essere passati sulla riva sinistra di quel fiume, ritornavano sui loro passi, sperando di sorprendere gli avversari al passaggio del Chiese. Tu'tto tendeva a far credere ali' imperatore francese, e, segnatamente l'affrenata ritirata, un concentramento degli Austriaci al di là del Mincio, sotto la protezione del quadrilatero, per riorganizzarsi e rimettersi dalle perdi te sofferte. E quivi riteneva di doverli vincere definitivamente per porre tetmine alla guerra. L'ultima grande battaglia fu data infatti, ma in circostanze di tempo e di luogo differenti da quelle prevedute. Fu una sorpresa reciproca, che non depone troppo favorevolmente sull'abilità nel servizio di informazioni e di esplorazione dei due eserciti, e sul modo di adoperare la loro buona, per quanto poca numerosa cavalleria. Convinto di . dover passare , il ·Mincio in presenza dell'esercito nemico l'imperatore Napoleone, volendo procedere con circospezione come il caso richiedevii-, reputò convenienta di occupare la linea di colline che si stendono da Lonato a V.olta Mantovana. Il 23 a sera emanava gli ordini opportuni, in base ai quali · le truppe imperiali dovevano occupare Medole e" Gu'idizzolo a destra, Ca vriana ~ $olferinq_ al centro ; e quelle del re, Pozzolengo a sinistra. ' Il movimento dove,'a iniziarsi alle ore 2 antimeridiane, del 24; e la dislocazione dei vari corpi avrebbe dovuto essere la seguente: il IV corpo (Niel) proveniente da Carpenedolo, a Guidizzolo; il Ili corpo (Canrobert) . da Mezzane a Medole; · il II corpo (Mac-Mahon) da Castiglione a Cavriana; il I corpo (Baraguay-d'Hill iers) da Ese~ta a Solferino; il corpo della guardia col quartiere generale, da Montichiari a éastiglione; le quattro divisioni sarde, da Lonato e Desenzano a Pozzolengo.

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COMPAGNIA DEb L'11° FANTERIA A S. MARTINO

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L'esercito austriaco per attuare il disegno di riprendere l'offensiva e batlere gli avversari sul Chiese, ripassava il Mincio · il 23, e la sera dello stesso giorno risultava così dislocato: Armata di destra (2·) comandante conte Schlik: VIII corpo (Benedekl a Pozzolengo; V corpo (Stadi on) a est di Solferino; I corpo (Clam Gallas) a Cavriana, a rincalzo del V; VII corpo (Zobel) a Foresto ; Divisione di cavalleria di riserva (Mensdorff) a Tezze. Armata di sinistra ('1 •) comandante conte Wimpffen: III corpo (Di Sch;arzemberg) a Guidizzolo; IX corpo (Schaffgotsche) a Guidizzolo; Xl corpo (De Veigl) in riserva a Castel-Grimaldo; Divisione di cavalleria di riserva (Zedtwitz) verso Medole. Occupava un fronte di 20 chilometri circa, da Pozzolengo a Guidizzol0, con evidente intendimento di avviluppa\'e le ali degli eserciti alleati. E questi, senza alcun sospetto di trovare già occupati gli accampamenti che dovevano prendere in giornata, avanzarono in ordine così larg?, da essere obbligati a tentare un qualsiasi concentramento sotto il fuoco del nemico. Per maggiore intelligenza si riporta qui un brano dei bollettini della battaglia cli Solferino dei due eserciti~ bolletLino fran-_ cese: « .... I due eserciti in marcia l'uno conti-o l'altro, si incon. trarono inopinatamente ;>; - bollettino austriaco: « ... Mentre il grosso dell'esercito austriaco aveva così preso posizione, durante .la giornata del 23, da Pozzolengo a Guidizzolo per operare, in seguito, concentricamente nella direzione del hiiese e attàccare l'esercito nemico nelle sue posizioni principali di Carpenedolo e di Montichiari, il nemico, :o perché informato nel frattempo dei nostri disegni, o perché · eseguisse un piano preconcetto, fece ugualmente un movimento in avan ti .•. I due eserciti si· incontrarono ». E fu per entrambi un cattivo incontro, perché nessuno dei due vi era prepatato ! . Ne risultò una grande battaglia o, per meglio dire, un com· plessQ µi piccole battaglie, di combattimenti parziali, isolati, privi di nesso taaico. All'ala destra, il lll corpo francese (Canrobert) a Castel-Goffredo, è trattenuto dalla minaccia dell'arrivo di un corpo austriaco /

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COMPAGNIA DELL'llo li'ANTE ltIA A. S. MARTHì'O

da Mantova per cui, soltanto sul tardi, può appoggiare il 1V corpo {Niel) che combatte a Rehecco e a (;uidizzolo contro il lX · III e Xl corpo. aust,:iaco, e che, alla sua volta; uon può da;'e la' mano a lVIac-Mahon, a causa del ri tardato concorso del III corpo. Al ceutro . il 11 corpo (MacaMahon} che combatte a S. Cassiano e a Cavriana contro il l e Yll co rpo anstriaco, e il I corpo (Baraguay d'Hilliers} e il corpo della Guardia (Regnaud de SaintJ ean d'Angely), a Solferino, .contro il I e V corpo. All'ala sinislra, la P divì,ione sa rda (Durando) e parte della 2· (Fanti ) che combattono a Madonna della Scoperta, co ntro la brigata Reicblin del. VI e parte del V corp·o; la 3• divi sione (Mollard}, la 5• (Cucchiari) e l'altra parte della 2a (Fanti), a S. Martino, contro l' VHI corpo. Come si vede, fu una bat~aglia co mba ttuta in cinque punti. differenti , con intervallo più o meno grande l'uno dall'altro, ma Lnle s·empre da. renrtere difficile, se non impossibi le, il mu tuo appoggio fra i diversi gruppi di corpi d'aqnata, costituenti una fronte di circa 20 chilùrn etri, cioè a Guidizzolo, Caniana, Solferino, Madonna della Scoperta e S. Martino. Le quallro divisioni dell'esercito del re di Sardegna che pres,ero parte alla battagl ia, enrno così composte:

Quartiere generale. Comandante supremo : il re Vii.torio Eman uele . Capo di stato maggiore:· luogotenente generale ir:'1orozzo della Rocca. Comandante ::;upel'iore delf artiglierfa : maggior generale Pastor,\ •. 1 Capo di stato mag){iore dell'artiglieria: maggiore Maraldi; · Comandame superiore del genie,: maggior generale Menabrea; Capo di $Lato maggi_pre del genio: luogotenente colonnello Rocci; . Intendente gen~rale : col onnello d'artiglieria Dell,1 Hovere; . Medico capo: dott. Comisseui ; Comandante sup13riore dei carabinieri reali: colonnello Mart in di Montù Beccari a; Comandante superiore del treno: maggiore Aribaldi Ghilini.

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COil!PAGNIA DELL'11° FAN'rERIA A S. MARTINO

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il • DI.VISIONE·

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Comandante: luogotenente generale J?urando Giovanni; Capo di st1:to maggiore: colonnello Avogadro di Casanova; Comandante dell'a1tiglieria : maggiore Cugia Carlo.

Brigata granatieri di Sardegna. Comandante: maggior generale Scozia di Calliano; Capitano di stato mag)!iore addetto :. B\tlario Pilade; ,1.• reggimento, comandante: colonnello Massa di S. Biagio; 2° reggimento, comandante: tenen te colonnello Isasca Carlo: 3° battaglione bersaglieri: comandante: maggior·e Bonardelli.

Brigata Savoia. Comandante: maggior generala I1errier; Capitano di stato maggiore addetto: Charvet Giovanni; 1° reggimento, éomandante: luogotenente colonnello Pernot; 1 ' 2° regg,irnento , comandante: colonnello De Rolland; 4• baltaglione bersaglieri , c_omandante maggiore Bossolo; Reggi mento cavalleggeri d'Alessandria, comandante: colonnello Reccagn i Solone; · Artiglieria: 11o•, H " e 12· batteria da battaglia; Genio: una compagnia. 1

2· D1vrs 10NE. Comandante: luogotenente generale Fanti Manfredo; Capo di stato maggiore: luogotenente colonnello Porrino; Comandante dell'aNiglieria : maggiore Salino.

E-rigata Piemonte. Co mandante: maggio r ge nerale Camerana; M,aggiore di stato mag·giore addetto: Escot1ier Pietro; 3° reggimento, comandante: colonnello Gastinelli; 4° reggimento, comandante: colonnello· lVIorand Gio,'a nni; 1°1 battaglione bersaglieri, comandante : maggiore Angelino Giuseppe . 1


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Brigata Aosta. Comandante: maggior generale Cerale; Capitano di' stato maggiore addetto: Lombardini Camillo; 5° reggimento, comandante: colonnello Vialardi di Verrone; 6°· reggimento, comandante: colonnello Plocchini Alessandro; ,1° battaglione bersaglieri, comandante: maggiore Radicati di Primeglio; Reggimento cavalleggeri d'Aosta, comandante: colonnello An:gelini Achille; Artiglieria: rn•, H" ~ -15a balleria da battaglia; Genio: una compagnia.

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DtVISIONK.

Comandante: maggiore generale Mollard; Capo di stato maggiore: I uogotenente colonnello Ricotti; Comandante dell'artiglieria: maggiore '.fhaon di Revel Genova. Brigata Cuneo.

Comandante: èolonnello brigadiere Arnaldi; Capitano di stato maggiore addello: Albini Giulio; 7° reggimento, comandante: colonnello Berretta Luigi; · 8° reggiménto, comandante: tenente colonnello Gibbone Carlo; ·f 0° batta~lione bersaglieri~ comanda~nte Vivaldi Wttorio. Brig~ta Pine1·olo.

Comandante, maggior gener;le Morozzo della Rocca Roberto; Capitano di stato maggiore addetto: .Baulina Gio\'anni; ' 13° reggimento comandante: colonnello Caminati; 14° reggimento, comandante: luogotenente colonnello Balegno di Carpen~eto; 2° battaglione hersaglieri, còmandante: maggiore N. N.; Reggimento cavalleggeri di Monferrato, comandante: luogo1 tenente colonnello De la Forest Aloerto; ' Artiglieria, 4", 5a e 6• batteria da battaglia; Genio: una compagnia. 1

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COMPAGNIA DELL'll° FANTERIA A S. MARTINO

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5• DIVISIONE.

Comandante : maggior generale Cucchiari Domenico; Capo di stato maggiore: luogotenente colonnello Cadorria; Comandante dell'artiglierià: maggiore, Avogadro di Valdengo. Brigata Casale.

Comandante: maggior general e De Genova di Pettinengo Ignazio; Capitano di stato maggiore addetto: 1\faineri Carlo; 4,1° reggimento, comandante: colonnello Leotardi di Bojon Alberto; · ,12° reggimento, comandante: colonnelJo Avenati Giacinto; 8° battaglione b_ersaglieri, cornandan-te: maggiore Volpe Landi .

Brigata Acqui. Comandante: maggior generale Gozzani di Treville Luigi; Capitano di stato maggiore addetto: Avogadro di Quaregna conte Luigi; 17° reggimento, comanda~te: colonnello Bozzoli Enrico; 18° reggimen't.o, comandante: . colonnello Porro· Luigi; 5° battaglione bersa~lieri '. · comandante: luogotenente colonnelio Bertaldi; Reg1.(imento cavalleggeri di Sai uzzo, comandante: colonnello Griffi oi; Artiglieria, 7•, 8! e 9° batteria da battaglia; Genio: una compagnia. DIVISIONE DI CAVALLERIA.

Comandante: luogotenente generale Bertone di Sambuy; Capo di stato maggiore: capitano Gerbai x de Sonnaz cav. Giuseppe; Comandante dell'artiglieria: maggiore Seyssel d' Aix. 1a Brigata.

Comandante : maggior ·generale Gerbaix de Sonnaz Maurizio; Reggimento Nizza, comandante: colonnello Quadro di Ceresole; Reggimento Piemonte Reale, comandante: luogotenente colonnello Cusani Confalonieri.


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.2" Brigata.

Comandante: colonnello Bracoreos de Savoiroux; Reggimento Savoia, comandante: colonnello Brunetta d'Usseaux; Reggimento Genova, comandante: colonnello Signoris di Bu ronzo; Artiglieria: Due ballerie a cavallo. Ciascuna divi$ione di fanteria si componeva di 16 'ballagl ioni, .di fonteria· di linea (i reggimenti erano su quaLLro battaglioni a quattro compagnie l'uno), di .due bnttaglioni bersaglieri a quattro compngoie, (u no per brigata), di quatLro squadroni di caval leria, di diciotto pezzi d' artiglieria (le batterie erano su ;,ei pezzi) e di una compagn ia del genio. In totale erano: 72 battaglioni , -16 squa~roni , ,12 batterie (72 pezzi) e 4. :compagnie del genio. La divisione di cavalleria si componeva di ·16 squadroni, ·12 pezzi d'artiglieria a cnvallo. La forza delle divisioni di fanteria oscillava fra un massimo di 15000 e un minimo di ,J0000 uomini; ma non si sarà molto lontani dal verp calcolando, ·. in media la pari.e combnttente a ,J 3000 in principio della campngna, e a 110000 nella giornata di S. Martino. Si ha così una forz a media di 11~5 uomini per co~pagnia, data dai èootingenti di dieci classi di leva, delle classi cioè dal 1828 al ;J837 incluso ed a un contigente di volonta.ri, accorsi dalle varie parti d' ltalia, che si p~iò cal~olare a 25 uomini in media per compagnia. . Le compagnie compooevansi di individui compresi fra i 17 anni, i più giovani, - e .i 31 anni,' i. più vecchi (classe ' del 1828); di individui ' che si trovavano ;;otto I~ armi da uno a cinque anni, appartenenti alle classi del 1837-36-:b-34 e 33; di individui richi ,1111ati dal congedo, rimasti a casa da- uno a cinque anni, appartenenti alle classi .del ·1 832-31-30-29-:?8 e di individui (volontari) con non più di due mesi di sen izio .. Alcuni, i più vecchi, avevano preso parte alla bl·eve camp~gna del 184,9; parte a quei li di Crimea, ed erano i più agguerriti ; ~li altri era la prima. volta che facevano la guerra, ma, meno i volontari, erano stati educati al sentimento del dovere, 1

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in. quel periodo d' inte~sa attività militare che intercesse fra la prima e la seconda guerra d' indipendenza, e a ·cui aveva dato sì etficace impulso il generale Alfonso La Marmora. I volontari supplivano alla mancnnza di pratica col buon volere e col pathottismo; e recavano la nota entusiastica nelle file, per cui, tutti codesti element.i si erano potuti fondere insieme e formare un tutto omogeneo, saldo, consistente e capace di sostenere le più dure prove. Come l'esercito, per reclutamento ed ordinamento, era quale i tempi richiedevano, così i quadri erano adalli ·all'esercilo. Gli uffìciali , generalmente, non avevano .una . grande ·coltura, ma possedevano in grado elevato il •sen timento del dovere e, sopratutto, un carattere eminentemente militare . Per essi la %1-riera delle armi non era una professione lucrosa qunlsiasi, ina un mezzo per seguire la loro inclina.zione e sviluppare la loro attitnd,ine militare. E consideravano la guerra quale nobile scopo· della loro vita mili1are. e la desideravano come unico mezzo per conseguire ali alti ,fini cui essa doveva mirare: la .rivèndicazione dei diio , rilli conculcati della patria. I sottuffi~ial'i avevano cot nizioni anche più limitate; la loro istruzione militare si réstringeva a:la s~mplice conoscenza letterale dei r~.'1'l.rolamenti ' ma la -sapevano ' trasfondere così bene nei loro dipendenti, che questi , in tempo relativamente breve, ne divenivano padroni. Rigidi osservatori della disciplina, h1 incu lcavano, sopratutto eqll'esempio, compiendo così ii loro vero uflìcio di elementi di ordine nelie compagnie. Ufficiali e sottufficiali in corniciavano dunque a meraviglia i loro reparti e, in generale, ciascuno nella sua posi~ione gerarchica esercitava· convenientemente la propria azione. Questo giudiz;o non può essere infirmato dalla poco buona prova che alcuni di essi fecero in seguito, portati dagli _eventi ad · un'altezza della scala gerarchica alla quale non nspiravano cert~ . e non avrebbero mai sperato di pervenire. -Bisogna avere presente che i tempi mutaro~o repentinamente, com13 repen tinamente erano mutate le sorti d' Italia, che richiedevano altro t:,Sercito a cui convenivano altri uomini.

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Il 23 giugno, le quaLLro divisioni sàrde: ,1•, 2•, 3a e t? e là divisione di cavalleria, .occupavano Lonato e Desenzano. Verso le 3 pomeridiane l'imperatore Napoleone III e il re Vittorio Emanuele Il, preceduti da uno squadrone e da una batteria di truppe sarde e seguiti da nn drappello delle cento guardìe, eseguivano qna ricognizione sulla strada di Desenzano, verso Peschiera. Com'era ben naturnle, le truppe accampate nelle adiacenze accorrevano al loro passa~gio. Molti vedP.vano per la prima volta, e forse per l'ultima, il nostro grande alleato. Lo contemplavano con ammirazione in quel fngace mc,mento, ed erano spinti non da semplice curiosità, ma dal bisogno di dimostrare, con tutto il rispetto, la loro somma gratitudine a chi sosteneva, con tanla etficacia, l'opera perseveranle del nostro re, rivoli.a a scacciare lo straniero dal suQIO della patria. Fin dal mattino si era notato un insolito movimento negli accampamenti; una certa agitazione animava le truppe; tutto faceva presagire !'approssimarsi di qualche grave avvenimento. Il fallo della ricognizione eseguita dai due sovrani in persona, concorreva a confermarlo. Solo un grave motivo . aveva dovuto indurli a visitare insieme il terreno, C{uello cioè di coordinare le masse dei ,due eser~iti per un'azione decisiva. L'H O fanteria era accamparo a est di Lorn1.to, -sulla s.inistra · della strada per Desenzano. Lo comandava il colonnello barone Alberto teotardi - comandnva il 3C) battaglione, . il mnggiore cav. Ignazio Garneri. La ,12· compagnia era così '" eompostil: capitano cav. Gio. Galeazzo Bianchi di Lavagna comandante; luogotenente Luigi Noris, comandante il 11• plotone; , sottotenente .Francesco Pintor, comandante il 2° plotone; sergente Giuseppe Nigra, facente funzione da furiere (1). Spuntata appena l'alba del 24, il reggimento riceve l'ordine di levare il Caf!!pO.

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({) Nel t893, epoca del presente scritto, tenente colonnello comandante il distretto militare di Novara.

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_ Il 2° ba1taglione è destinato a far parte di una ricognizione guidata dal capo di 8. M della divisione, colonnello Cadorna, coll'8° battaglione bersaglieri, una sezione d'artiglieria ed uno squadrone di cavalleria. Gli altri tre battagli9ni rimangono in attesa di ordini colle armi al fas~io. Attesa che durava già da due buone ore, quando, erano circa le 7 si cominciò a sentire il rombo del cannone. ' . . . La giornata era bellissima, il sole splendido; non erav1 m·dizio di variazioni atmosferiche. Non vi poteva essere dubbio, · era v:eramerite il cannone che tuonava di lontano. I colpi di cannone che realmente si udi_vaoo erano dessi prodromi di un ncrrande combattimento, od erano, semplicemente, ' colpi sparati da Peschiera contro qualche nostro distaccamento . in ricognizione? Poteva anche darsi questo ,;econdo caso; ognuno però tenevasi parato ad ogni evento ed affrettava col desiderio il momento di misurarsi col. no:;tro secolare nemico. Ad un tratto, i soldati si affollano sulla strada e circondano il carro-ufficio dell'ufficiale pagatore, dive_ntato provvisoriamente l'albo pt:etorio del reggimento. Era stato affisso l'~lenco delle ricompense accordate ai militari che si erano distinti a Palestro. Non si poteva scegliere momento più opportuno per comuni- ' care ai soldati il nome dei valorosi· ehe soltanto venticinque giorni innanzi si erano segnalati combattendo contro le medesime truppe che essi erano in procinto di affrontare. E fu qu·esto pensiero squisito del colonnello Leotardi e vero modo di destare l'emulazione nei soldati del suo reggimento. ~ Lecrcrendo i nomi dei premiàti e . gli atti di valore compiuti, ciascuno si sentivo. ridestare ·i~ pelto i più nobili sensi e, mentre aumentava il cannoneggiamento e insieme la probabilità di un prossimo combattimento si proponeva di guadagnarsi una medaglia. JI vecchio e burbero colonnello aveva saputo far vibrare la corda sensi bile. Mentre si sta aspettando l'ordine di marciare, la ,J 2· è riunita e formata in un circolo dal _suo comandante il quale, con acconcie parole ricordando ai soldati i fasti del reggimento li pre~~


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viene che con tutta probabilità, in quello stesso giorno si decideranno le sorti della patria; che ad essi toccherà forse l'ambito onore e il gravissimo còmpi:o di concorrere al coronamento dell'opera, O/('getto dr.Ile se~olari aspirazioni degli Italian i ; che il sacrificio di tanti martiri, i qm1 li si immolarono per mantenere sempre viva nei loro conciLladini l'idea della rigenèrazione, sarà alfine degnamento compensato. · . E concludeva : « forse tra poco saremo al fuoco . « Rammentatevi essere meno p~ricoloso, quando si è penetrati nella zona del fuoco, seguitare la marcia avanti, che ritornare indietro. Se il nemico si accorge che non ci lascinmo imporré dal suo fuoco, che seguitiamo, nonostante, ad avvicinarsi, si smarrisce e non mira più. I suo i proietti passano sopra. le nostre te~te. ~e invece, non appena il pericolo diventa 110 po' serio, gl i volgiamo le spalle si rimelle dalla sorpresa che ca'giona sempre un primo attacco_, fa fuoco con calma, mira e ci colpisce. « Non perdete mai di vista i vostri uf.Iiciali, siate sempre pronti ad eseguirne gli ordini e siate ceni che essi vi gu ideranno sulla via del dovere e dell'onore ». I soldati, trattenendo il respiro, coll'orecchio 1eso e gli occhi fissi sul loro capitano, non ne, hanno perduta una parola. Commoss i, si allontanano dal cil'Colo; che più ci vuole? La lettnra dell'elenco dei decorati di Palestro, le parole inc~'.·aggianli del cnpitano, la voce del cannone ch e si fa sempre piu grossa, tutto concorre a scuotere le fibre . L'entusiasmo è giunto al co!mo; la dodice~ima farà miracol i. I tambnrini battqno l'assemblea. Finalmente I In ~n batLer d'occ hio, i tre battaglioni sono incolonnati per qnattro sulla strada di Oesenzano. · Prin].a .di seguire la marèia del reggim emo udiamo che cosa era avvenuto, nel frattempo, sul lron te degli eserciti alleati. verso il Mincio. ' Come si è detto più ,sopra, gl i.eserciti alleati il ~M, di buonissima ora, dovevano occupare le località principali snlla linea di colline fra Ch ie$e e Mincio,. per eseguire in seguito il passaggio di quest'ultimo fiume. 1

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Ritenevano di , dover · fcire un semplice movimento di translazione, .senza incontrare osiacoli di qualche entità da parte del nemico; e questo giustifica i grandi intenialli frapposti fra i vari corpi d'armàt.a francesi, e fra questi e le truppe del re di Sardegna. Le due annate austriache, le <1nali erano ripass,ite al di qua del Mincio nella giorn~ta 23, contavano di _sorprendere gli alleati al passaggio del Chiese, ma per un ingiustilìcabilc ritardo -nella partenza, la mattina ·del 24, in luogo di sorprendere furono sorprese; moLi,yo per cui ùon poterono eseguire l' offensiva tattica , ,come avevano ini1.1ata quella strategica, e doveu.ero Ji1r1itarsi alla difensiva presentando al nemico, almeno nella prima ·rase della giorna:a, le varie brigate successivamente, ii) modo da farle battere le une dopo le alt.re . Poche ore dopo la partenzn dai rispettivi accampamenti , i corpi d'armata fran cesi s'im~attono negli ctvamposti o nelle a.van-gua rdie del nemico, e si può dire cbe, quasi con temporaneamente, sono tutti impegnati sulla estesa fronte meno il corpo della Guardia · che dovev11 partire ·pièL tardi, perchè destinalo in riserva. . E questo 1perchè l'E:ser,eito austriaco, dopo avere compiuto il passaggio del Mincio la sera del 23, si era avanz:ito sulla riva destra del fiume ed aveva, occupato : all'ala destra, !'VIII corpo (Benedek) rinforz:ito dalli1 brigata (Reichlin) Pozzolengo con avamposti a Casa Zapaglia e a Ponticello; i,l centro. il V corpo (Stadion), Solferino, comunicando coll'XIII corpo colle brigate Gaàl e Koller, accampate sul_monte Cr.oce ed alla Cn,;cina Possessiope,- con un di staccamento a Madonna della Scoperta. Questo corpo aveva in seconda linea il I corpo (Clam-Gallas) a S. Cassiano e a Cavriana. sostenuto dal VII {Z.ob,el) a Foresto e a Volta. Qµesti corpi erano coperti da una linea d'avamposti c-he avev~ per punti esiremi Le Fontane e Casa Zapaglia, e per punti intermedi : le Grole , Barche di Ca$ligl iooe, Madonna della Scoperta, Contrada Mescolaro e Ponticello; . . all'ala sinistra il III e il IX corpo, G·uid.izzolo, a cavallo della strada di Mantova, sostenu ti in seconda linea dall'XI corpo a Cerlu~go e a Castel Grimaldo; )

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Dell'esercilo alleato: il IV corpo (Niel), partilo alle 3 del ·mattino, giunto a Medole, lo trov11 occupalo dal nemico; il III corpo (Canrobert), partito da Mezzane alle '.2 e mezza antimeridiane :;i dirige su Medole per Acquafredda e Castel Goffredo. La sua avanguardia, giunta verso le 7 ir. vista di quest'ultimo villaoaio ..,,.. ' lo trova occupato d_a truppe di cavalleria nemica; il II corpo (MacMabon), partito da Castiglione alle 3 del mattino, diretto su Cavriana, incontra il nemico a Casa ~forino, sulla strada di ManLova, e impegna il combattimento yerso le 5; il J col'po (Baraguay-d'Hilliers), che da Esenta deve recarsi a Solferino, parte allo spuntar del giorno, e verso le 6, scopre il nemico in posizione sulle alLure che si elevano, gradatamente, fino al vilbggio di Solferino. Della ·1" divisione sarda (Duran do), che doveva Lrasferirsi a Pozzolengo, passando per Caslelvenzago e Madonna della Scoperta, la brigata granatieri parte alle 4 antimeridiane preceduta da un distaccamento -composto di un ballaglione granatieri, un battaglione b,maglieri (3°1 ed una sezione d'artiglieria, condotta dal capo di stalo maggiore della divisione colonnell o Di Casanova iI quale, giungendo a Madonna della Scoperta verso le 6 antimeridiane, trova questa località. occupata dal nemico. La brigala lo raggiunge poco dopo, e sosLiene run comballimento in eguale fin verso il mezzogiorno, conlro truppe dell'estrema sinistra dell'VIII corpo e dell'estrema destra del V corpo austriaco. La 5• 1ivisione (Cucchiari) spedisce un distaccamen to in ricognizione, com poslo, come si è già dello, di un battaglione deln -i O fan teria (2°), un b:lltaglione bersaglieri (8°), uno squadrone · di cavnlleggeri, ed una sezione di artiglierin,. sotto gli ordini del colonnello Cado ma, verso Pozzolengo, per la strada Lugana. Questo distaccamento, giunto a Ponticello, in vista di Pozzolengo, verso le 7 antimeridiane, assale oli avamposti del VIII " 1~1tirarsi, per quanto corpo, ma, sopra!Tatto da forz e imponenti, deve lentamente e in ordine, su S. Martino. La 3° di,,isione (i\tolla.rd) che doveva percorrere la parte piana compresa tra la ferrovia e il lago' di Garda, si fa pure precedere da ricognizioni consisten ti in piccole colonne della brigata Cuneo, con reparti di artiglieria e cavalleria.

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Il generale Mollard che seguiva la ricognizione di destra sulla iferrovia , udito il cannone verso S. Martino, vi accorre, e richiamata a sè la . brigata Cnneo, sostiene la f"itirnla del distaccamento .della 5• divisione, e r.on un brillante assalto, scaccia il nemico -dalle sue posizioni, ma non vi si può sostenere ed è, presto, -0bbligato a cedere. Urge, oramai, che i grossi delle divisioni si muovano per di.-simpegoare i loro corpi aranzati; ed urge farlo con celeri!\ per ,uon dare tempo nll'avver.~ario di co ncentrarsi e di raffermarsi ,sull e po~izioni che gli è riuscito di rioccupare. La o• divisione, coi!' I ·I O in te.sta, parte da Lon,1to alle ore 8 circa . · )!in quasi a Desenzano, la marcia procede regolarmente; ma, :.a poca distanza dal paese, forse in seguito a nuove sollecita:zioni, la testa della colonna comincia ad accelerare l'andatura in . modo .che la coda è obbligata ad alternare la corsa col passo ,per non rimanere troppo indietro. Sotto il sole cocente e avvolte in una nube di polrere che ,rende l'aria :;offocante, le truppe, ansanti e trafelate, seguitano ila loro marcia forzata, non un 80ldato riman e indietro. Traversano Desenzano fra gli applausi e gli evyiva incoraggianli della .popolazione dei dne ses:si, di cui sono assiepate le strade e gre.miti i balconi e le finestre delle case, da cui .sven to lano mille .bandiere dai colori nazionali. Con qu-anta cu ra, con quale segretezza erano st:ite preparate ·quelle band iere ; con quanta gioia, con quale entusiasmo , la po.polazione di quella piccola città le faceva sventolare all'aria libera, sai utando il giorno della redenzione. In brevissimo tempo, la colonna giunge a Rivollellà., quivi 'pure ,accolta dai frenetici applausi dalla popolazione festanle, che aveva -ornati i balconi colla bandiera tricolore. Le popolane offrono acqua -e rinfresch i ai soldati . Oltrepassala di poco Rivoltella, è fatta volgere a destra per la ·.stra.da Lugana, ed è :irrestaLa per poch i istanti per caricare le armi -e. prendere un po' di fiato. O!Lrepassato il viadotto della ferrovia, incontra i primi feriti , ap.partenenti al l'8° bersaglieri e al 2° battaglione dell'-11° fanteria, che ..erano trasportati all'ambulanza. 40 -

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Quest'incontro non era certo fatto per infondere coraggio.- La. vista di quegli infelici, sdraiati o seduti sui cacolets, far.enLisi con, trnppeso l'uno all'altro sul dorso dei muli, sbottonali, senza· cr~vatLa, laceri, ·col capo bendato, colla camicin e i pantaloni insanouinati · alcuni oementi ad 01.rni scossa prodolla dal mo·vimen.Lo, della cavalcatura, altri boccheggianti, produce un effetto deprimente · sul morale delle truppe che sfilano loro accanto. I soldati provano una dolorosa impressione.aill,l vista dei compngni ridotti in quello stato miserando, mentre ·po~h~ o_re. prim~ avevano, forse, percorsa quella medesima strada, p1en1 d1 v1La e eh speranza. · E il loro turbamento aumenta ·sempre più, perchè pensano che, forse, tra pochi minuti, potranno ·trova,;si nelle identiche con·· dizioni. ,Restano commossi a quel doloroso spettacolo e, maggiormente i più ,;eéchi i quali, in quel momento volgono la mente ai loro c~ri, · ai figli che, forse, non rivedranno più; e i più giovani i q.ual.i non hanno assistito mai a tanta miseria, a nulla di più raccapricciante. · La natura, in quell'istante, riacquista il predominio, l'istinto di conservazione ~ince i più nobili sentimen,ti; il pallore si dipinge sul volto dei più e molti si 'sentono tremare le gambe. E que?ti effetti sono tanto visibili, che i comandanti di plotone raccomandano di guardare altrove. . La colonna, intanto, . continua la sua rapida marcia, il cannone tuona lì sopra, sul colle, il fuoco di fuc·ileria si ,fa ,s e~pre più. intenso. · ',. Abbandonata la strada per entrar~ in un prato ~ destra, che a leooero pia~o inclinalo sale verso la collina, ogni plotone è'chiain linea a sinistra e, ,di mano in mano che ì batlag~ioni sono formati in battaglia i maggiori comandano l'allacco alla baionetta, 1 La musica; ferma allo sbocco nel prato, suona, o meglio stu·ona · una marcia, mentre il reggimento sfila; i tamburini battono la caric:t e i battaglioni, al f.(rido di Savoia, si lanciano.all'assalto I ·. I feriti incontrati p~co prima1 sono tosto dimenticati, la triste i impressione è già svanita; i più nobili sentimenti hanno g!~ripreso f il loro p.osto nei!'animo dei soldati , i quali si battono col pm grand~ ardore. l')

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LA " 12a COM PAGNIA DEC..L'llO FAN1'ERI A A S. MARTINO

COMPAGNIA DELL'HO FANTERIA A S. MARTINO

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Alla V2° toccò di eseguire l'attacco di fronte alla cappella di San 'Martino, e precisamente sul suo sagra1.c e ai suoi lati, si dispone ih. ginocchio, cominciando il fuoco di fila contro i pezzi d'artiolieria dBI nemico che sono in batteria a non più di 200 metri di distanza e i quali, naturalmente, al suo primo apparir~, l'accolgono a colpi di mitraglia. · Il comandante del ·1° plotone, luogotenente Luigi Noris: cade colpito da una palla, mentre anima i soldati ad avanzare. .,NatÌ'\'O di .Bergamo ed ufficiale dell'.esercito austriaco, nel iJ 848 prendeva servizio nei corpi lombardi e più tardi nell'esercito piemontese. Si era ammogliato soltanto da pochi mesi; ed incontrava· la morte . dei prodi appunto nel giorno in cui la sua tena natia cessava di essere calpestata dallo straniero, . ·come si presentava diverso il combatLimento reale da quello che si era figurato leggendo le campagne di Federico e di Napoleone, a chi riceveva allora soltunto il battesimo del fuoco I Dove si ·vedevano più le mal'ce tattiche e gli spiegamenti esegùiti s~tto gli occhi del nemico; i movimenti ordinati , degli s~aglioni, i passaggi di linea ecc.? I movimemi, invece, si succedono ai' movimenti, .le ,truppe si succedono alle truppe, queste si appoggiano, si rafforzano; . s' ingrossano, si assottigliano; si a.tfollano dove non occorre, mancano dove è pi ù necéssa.ria la ·101:0 ~resenza ; si avanzano dove sono maggiori l'entusiasmo, l'iniziativa dei capi e la costanza dei gregari, ma tumultuai:iamentee, come. per incanto, si trovano ri'unite, si l'iconoscono nella pos!zione conquistala; o retrocedono dove è minore l'entusiasmo, dove manca l'iniziativa dei capi e la. fede dei gregari nella causa per cui combattono; ed anche qui , disordinatamente: tu·multuariamente ·; senza sapere dove fermarsi o., il pi ù delle volte, senza un'assoluta 'necessità di cedere cosi presi.o. . La , manovra non ha luogo in uno scacchiere piano, ,sgombro e proporz~onato alla quantiti1 delle forze, ma in ter'r·eno esageratamente ' esteso, coltivato, rotto, intersecato , frastaglialo, coP!lrto. Le truppe si sentono, s'indovinano, ma . non si scorgono · le une con le altre. . · · , tavanguardia o la prima linea combatte a S. Martino o a Madonna della Scoperta, e il grosso sta aspettando a Deseniano '

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o a Lonato, col le armi al fascio, strolognndo se in quel giorno si decideranno le sorti d'Italia in una grande ballaglia, o si eseguirà una semplice marcia per accampare a Pozzolengo. I movimenti di raccordamento fra un momento lattico e l'allro sono eseguiti disordinatamente, sui le strade a stormi, o in linea rada, tra i filar i delle vigne o a traverso ai fossi. E alloÌ·a la tecnica delle armi non aveva . ancora raggiunto l'odierno perfezionamento; per cui è da ritenersi che, oggigi'orno, succederebbe anche peggio, perchè il frammischiamento e il disordine aumenteranno in proporzione dello aumento della distanza da ~ui comincia l'azione dissolvente delle nuove armi. · Ma, per quantp, le armi d'allora, no,n avessero una grande gittata, è (ullavia notevole che la brigata Casale sia pervenuta sulla posizione occupata dal nemico, senza sparare un colpo . Soltanto dopo aver posto piede, l':H a S. Martino e il 12° al Roccolo e alfa Contracania, ha incominciato a rispondere al fuoco del nemico, il quale abbandonava i pezzi posti di fronte alla 1_2a, talchè non occÒrreva che un ultimo slancio per prenderne materialmente possesso. Ma un sì agognato trofeo sarebbe stato con"" quistato a troppo buon mercato ; ben altre prove erano riservate alla costanza delle truppe. Durava appena da .una mezz'ora il fuoco , quando le compagnie che si trovavano $ulla sinistra della iJ2•, 'yominciano a ritirarsi, incalzate da presso dagli Austriaci i quali, rinforzati da truppe fresche, tentavano di avvil uppare la nostra ala sinistra a CorLù di sotto. , In questo mezzo, un bòulet (granata) colpisce il cavallo montato dal generale di Pettinengo, comandante la brigata, a un palmo di distanza dalla gamba destra del cavaliere. La ritirata è eseguita successivamente <la sinistra verso destra, ordinatamente e senza precipitazione. li 3• battaglione, giunto a metà declivio, è fatto n1ettere a terra, . per ismascherare una sezioµe d'artiglieria in batteria a un centinaio di metri più indietro, la quale apre il fuoco cont.ro il nemico, chè sempre più ingrossando , si .=lvanza in senso obliquo alla nostra fronte; e col concorso del fuoco di fi la di un battaglione. ilei 18° che, allora giun to, si era schierato in battaglia sulla sua sinistra , riesce a trattenerlo alquanto sul ciglio dello spianato . 0

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In,tal modo l'al a sinistra rimane disimpegnata e il 3°baLLaglione, approfittando di un momento di sospensione del fuoco della nostra sezione, si' ri trae più indietro, in una sl.radicciuola che costeggia il piede del pendìo . Quivi è posto al ripàro liai tiri del nernir;o, dietro un'alta ripa. Il solo suo comandante, m:ìggiore Ignaz;o Gnr'neri, rimane allo st:operto, esposto al tiro. Meni.re i soldati prendono un po' di riposo di cui hanno estremo bisogno, egli passeggia lungo la fronte, a cavallo (al lora non era ancora prescriLLo di smontare appena entrati nella zona del fuoco) sorpassando, per l'alta statura, colla testa il ciglio della ripa. Di aspetto marziale, sotto la rnvida scorza di un brusco tratto mi lita,re, s'indovinava l'esi stenza di una squisita educazione e di una coltura 1non comune. Era Llll po' baÙ1uziente, e questo. difetto, anz1cbè pesante, rendeva iI suo discorrere più efficace. : In quel momento si leggeva sul suo vo lto di bravo soldato , il dispiacere eh' egli provava per la cattiva piega che prendevano le cose. Arrestatosi ad un tratto, rivolge al battaglione quesl.e parole: « Souldat:;, ricourdève clii· souma piemonteiss (e guardando l'o, « rologio), à l'è ancoura· nen mesdi, i .1' ouma ancoura lemp à \ « vin ci . Pitost che vedde de cose parei, i l'avria pi car che una 1. « baia a!n piei5sa >> ('I). , E col massimo sangue freddo seguita a passeggiare in stÌ e in giù,senz(t aarsi il pi LÌ. piccolo pensiero del pericolo a cui, senza alcuna utilità, rimaneva esposto . Ma è inuiil~ farsi illusion i; le truppe sono troppo spossnte, estenuate pel caldo eccessiv9, per la marcia forzata eseguita per raggiungere il cam,po cli battaglia; sono disanimate per la scossa morale ricevuta; non è possibile raccoo-11erle in luoo-o così prossi mo al ù nemico, sollo il fu oco delle sue anni rigate, sempre più fitto, sempre più micidiale; e tanto meno ricondurle all'assalto senza farle appoggiaré da truppe fresche .

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({) Soldati, ri~ordatevi che siamo piemontesi; non · è ancora mezzogiorno, abbiamo .an_cora temr,o :t vincere. Piuttosto che ve<lere simili cose, amer6i meglio che una palla mi colpisse.


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Conviene rin unciare, almeno per il momento, all'. idea dellp, riscossa e avviare invece le truppe dietro la ferroyia che, per essere 'mollo in . rialzo , si prestava, se non a raccoglierl e e a riordinarle, a farle, alrnen·o, riposare al coperto. · Il 1novimento di ritirata è. iniziato in t(ll senso ; i battagl ioni si r iparano :dietro la ferrovia , ognuno per proprio conto, per poi ·proseguire (ipo a Ri vòltella, dove viene raccolta e riformata la divisione. · ~ opinione oramai generalizzala, che i soldati dei paesi meridionali i quali, pel Joro ·carallere eccitabil e, sono impetuosi nell'attacco, i1Tompono sulle' posizioni occupai.e dall 'avversario , senza averne prima preparato l'allacco col fuo co, senza avere la pazienza di attendere il momento più opportnno, sieno nnch e facili agli scoramenti, quando per poco sieno obbligali afla ritirata, dopo aver dato <li cozzo in forz.e preponderan Li e non anèora scosse; che una volta in fuga, non si fermino più che a grande distanza dal nemic-o e sia ben ditricile volgergli nuo.varnente contro. JI movimento di ritirata testè descritto, se non si voglia con siderarlo come . un caso isolato, smentirebbe questa inveterata opinione. , , Ad ogni modo. esso servè a confermare sempre più che una truppa , s.ia essa comrosta di _individui compassati e freddi o <li i1,1dividui disinvolti e facile- all'entusiasmo, quando è di sciplinai.a e b,en èomandnta, sa cornbatterEHo n ordine e perseveranza.anche nei casi in cui, come in questo, il cattivo andamento dell'azione può infh1ire sfavorev()lmepte sul suo moral e. · Gli Austriaci ingrossavano sulla ' loro estrema destra e tentavano. di avviluppare la nostra: si nist1:a: erano giunti a un cen~ Linaio di metri dal 3° battaglione dell'11°, e questo , che era tullo di:;teso in una specie di catena fitta, pcrchè montando all'assalto, .la linea di banaglia si era alquanto allargata., si riunisce ad una cinquantina di metri indietro e si mette a terra, per dare campo, come si è -detto più sopra. all'artigl ieria di aprire il fuoco. Il battaglione del ,J8° si schiera, colla massima calma, a si-· nistra . dell'artiglieria ed apre !il fuoco ; iI 3°' battaglione del!' 1 1• si riLiÌ·a anche più_indieLrn, sotto il cigl ione; e il combat~imeoto 1 1

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dura ancora una buona mezz'ora, fìntantoc hè i vari reparti si riparano, .tranquillamente, dietro la · fe rrovia. E tutto ciò è eseguito con or<liue-, con c,dma. Ed erano le stesse truppe, che poco tempo prima aveyario pi:glialp l'abbrivo a Lonalo per nrresl:irsi sull a posizione l~onquistilta1 io faccia · ai cannoni del nemico . E Lulrociò, si ch iederà, è ancora possibile adesso,, colle armi perfezionate, n tiro rapidissimo? I due battaglioni testè menzionati e gh altri ripnr1j che si dirigevano verso lo ferrovia, non satÌeb'be-ro ~tati distrulli prima di giungervi'? Probabilmente, nonch è 1 .esser e i·espinti, non sarebbero neanche MTivati a toccare la posi · :zione uemica. nel modo almeno, come vi erano pervenuti allora, senza avere preparato l'auacco col fuoco , senza avere manovrato. Sappiamo, infatti , che l'offensiva diretta, contro i nuovi fucili bene ndoperati, non ha erfìcacia; e la c:i mpagna franco-tedescn offre molli esempi di attacchi diretti a cu i si abba ndonavano i Fran- . -cesi e cbe ma!grado il loro slancio td il loro coraggio, non sono mai riusci li. ' · Colle armi altn al i, i Piemontesi avrebbero dovuto cominciare fauacco a maggior distanza; dalla ferrovi a per esempio. 1~vrebbero -ìmpiegnto maggior tempo nella sua preparazione e nella sua -esecuz-ione , ma esso sarebbe riuscito più efficace e insieme più -0uratnro, perchè la brjia ra Pinerolo avrebbe fallo i_n tempo a eoncorrervi o, quanto menù, al suo giungere .sul campo di baL4aglia, avrebbe trovala la 5• divisioOè ancora in possesso dello spia·nnto di S. Martino e, unitamen te a questa, avrebbe potuto , for5e _impedire agli A.uslriaci di ritornare all'attacco . E questi, map-giormente scossi della gravità delle perdi re sofferte, obbligati a sceglie.re un punto di rac·colta più l,rntano, 'ruori del dominio del fqoco inse~11~nle dei nostri , non avrebbero più ricorso ai contrattacco, a vi avrebbero ricorso, non come fecero, subi lo dopo perd_ula l~ posi~ione, ma, più Lardi, quando i loro conati sarebbero rrnsciti vani contro la resistenza della difesa raITorzata e consoHdata nella posizione conquistala. . · Il primo attacco delle truppe sarde, quello eseguito della ;Sa divisione, non potendo chiamarsi tale quello del la bri gata Cuneo , .aècorsa in ~iuto della ricognizione della 5• divisione, sarebbe 1


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stato bensi eseguilo più tardi, non certo prima di mezzogiorno,. ' ma, · probabilmente, sarebbe terminala parecchie ore prima. Da ciò si deduce che, colle armi antiche, u~a fanteria di morale 'elevato, animata da un po' d'entusiasmo, poteva perveniresulla. posizione occupata dal nemico, quàs i senza colpo ferire., di sorpresa; essendole concesso, per la corta gittata delle armi, . di avvicinarl esi tanto, da potere correre. tosto ali' assalto, senza, pericolo di essere distrulla. Ma appunto I~ troppa facilità della conquistn, il più delle· volte, ]a rendeva vana, perchè il difensore, presto· riavutosi dalla, sorpresa, riusciva a ricuperare la posizione perduta, prima ancor,ì che l'assalitore vi si fosse orientato ed avesse potu ta ap-· prestare i mezzi acconci a contendergliela_seriamente. Colle armi moderne, l'attaccante è obbligato a<l iniziare l'azione· da lungi, a preparare l' attacco, ad eseguirlo con forze proporzionale al!' entità del!' ol.ibieltivo , n manovrare .e, per ton,seguenza, a lasciare trascorrere un certo tempc fra la preparazionee l'atto risolutivo dell'attacco. Tempo che è compensato adJ asma, dalla regolarittt di manovra, dalla maggiore quantità d~ forze che ha modo di entrare in azione e concorrere, se non sempre all'ntto' risoiutivo, a- rafforzare e a ·consolidare la posizion econquistata, epperò da una maggiore probabilità di riuscita. Il 3° battaglione aveva seguito il movimento di rit irata, menola 12• che, trovandosi in coda, era rimasta · ferma collo scopo evidente di ' pì·oteggerlo. , Vistolo al sicuro dietro , la ferrovia , il capitano, invece di raggiungerlo, fa ,appoggiare la 'compagnia a destra Go sulla strada der Roccolo, il quale si trova a circa 300 metri dal bivio, sul cigliodello spianato èhe da S. Martino si stende verso la Contracania. · Il fuoco è ormai cessato perchè la maggior parte delle nosLre truppe, avendo oltrepassalo la ferrovia, non è più in vista •. AI' tuonare del cannone, allo sçoppiettare della moschetteria, al frastuono del combattimento, è subenlralit la calma ed il silenzio, non interrolli ' che da qualche colpo isolato di fucile ,o daéJiialéhe sibilo di ·racchetta, IJanci.ala di quando in quando; per· molestare la ritirata ai reparti delle nostre trnppe ancora scoperti. 1

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Era una calma apparente, che non poteva durare; era troppo presto per ri tenere che il nostro esercito volesse <liggià rinunziare .alla lotta. Accadeva precisan:ie~te come dopo lo scoppio di un uragano, che i'I rumore r.upo del tuono, il guizzo dei lampi, il crepitio della ·grandine cessano come per incanto, per rir.ominciare poco dopo con più veemenza di prima . Il · c~pitano Bianchi non si può persuadere di dovere abbandonarequelle posizioni conqui:;tate a sì c:iro prezzo; al suo cuore. di valoroso' soldato ripugna di dovervi rinunci;1re senza più oltre combattere. I.e ritirate sì sa come cominciano e non come e dove vadano a finire. Ch issà che con maggiore costanza, con un poco più d'audacia, non :;i fosse potuto e non si potesse ancora affermarsi in quelle poiizioni. Giacchè le condizioni del momento glielo permettono, egli vuole, almeno, a$sicurarsi del vero stato delle cose epperò, in tesla all a sua compagnia, ritorna verso le posizioni abb:rndonate . , Erano scorsi ' appena pochi minuti, e la testa della compagnia . l'poteva esse'r·e giunta a mezzo cammino fra il biv io e il Roccolo, · quando si ode sulla destr;..a qualche colpo di fucile. JI terreno, da qu~lla parte della strada scendeva leggermente, era coltivato a prato per un cen1inaio di metri e quindi a grano. Le messi, che avevano raggiunta la loro massima altezza, potevano sopri're uomini alla vista di chi percorreva la . strada. Il capitano e il soLtoLcnenle l'iator si er:100 già troppo inoltrati per potor:;i accor;.:ere del pericolo a cui era esposta la compagnia. Dalle alte messi apparivano soltanto, in qua e in là, piumetti di penne di capone. Lì per lì, potevano essere presi per ' piumetti d,i bersaglieri, ma fissando bene lo sguardo si rilevava una certa differenza nella forma del cappello in cui erano infìssi. Non erano bersarrlieri' erano invece Tirolesi" della piu· bell'ncgua; l(aiserj}igers ! i qual i, per togliere ogni dubbio, ri- , prendQno a far fuoco con ·maggiore intensi1it. . La 3• squidra della compagnia giungeva in quel punto, alla loro altezza; non v·era tempo da perdere. O fermar:si a rispondere al ,loro fuoco o caricarli. Prevale il secondo pnrli to. Un vo1')

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. lontario, cerio Giuseppe leardi, (I.) propone l'nttacco alla baio-. · nelfa e . pe,I primo salta giù nel prato, con altri quattrò o cinque. volontari (Romani Attilio, avvocato d'i Mantova; Marsani , maeslro di musica· di Bergamo; Almi<:i, studente di Berga mo; Gandini, cappellaio di Venezin) e seguiti dalla 3• e 4• squadra,. nna cin-. quantina d'uomini circa, in un batter d'occhio traversarono ·il prato e al arido di Savoia, piombano sui Tirolesi. [ primi incontrati sono circondati e fatti prigionieri; quelli che si trovano più indietro, se IR danno a gambe. Il capitano che ha udito. i colpi di fu~i le e i ripetuti 'gridi di Savoia, ritorna indietro col resto della compagnia e, pre3ri conowmza. del.I' accaduto, si congratula v:ivatnente colla sua 112·. ' Nel frattempo, alcuni drappelli dell'H 0 , dopo essere sfilati per la stessa via . percors,t dalla 1i 2\ erano sbucat,i sulla strada del Roccolo e girando a 'destra, si dirigevano verso la ferrovia. Era con essi la bandiera del reggimento. L'.llffìciale che la portan1, attratto dalle gri1a del la •12", vi accorre, ed, in pochi minuti, si trova in mezzo ad essa. Caldi ancora dell'attacco esegnito, i soldati , alla vista della bandièrn, non si possono più frenare~· dando libero sfogo alla gioia, prorompono in unanime, grido di viv_a il · Re, viva l'Italia! E il portabandiera facendo sventolare i colori nazionali. e il capi tano levando in alto ia sciabola , confondono il loro entusiasmo con quello di tutta la compagnia. I volontari, in ispecial modo, non possono capire in sè dnlla gioia . . Era la bandiera tricolore ch e sventolava, era la stessa bandiera che un mese prima . ave ; ano portala in giro per 1e strade di Torino quando . sbarcand0 a frotte <falla stazione fetTOYinria, si. avviavano al luogo d'arrno' !amen.Lo cantando: la bandierà tricolore · sempre è st~ta la più bella; / noi \'ogliarno sempre cyuella noi vogliam la libertà. '

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Erano gli stessi , colori, non portati per le vie di una. benemerita ciltà, ammiratri ce dèllo slancio patriottico dei fratelli , ita• 11) Nel 1893 magi;iore rli fanteria in servizio ausi tial'i,i.

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COMPAGNIA DELL'11° FANTERIA A S. MARTINO

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. 1iani, ma sfolgoranti al sole di una gloriosa giornata. Era la bandiera del Teggimento, l'em,blema d'onore c:.he ricordava S. Lucia, Goito, Sforzesca, Nov.ara, e, fra poche ore, S. Martino, che sventòla:va sul campo di balla.glia I Momenlo solenne, momento indescrivibile, ,indimenticabile I ' , I prigìonieri, intanto, mnti ed estatici ,contemplano quella scena s~nza potersi persuadere come mai truppe così entusiaste, così calde di amor patrio, si fossero piegate a battere in .ritirata prima di avere esauriti tutti i mezzi offensivi di cui disponevano. ~la non poteva essere altrime1ùi in una battaglia cl'.incontro eome quella che si combatteva in quel giorno, a cui le truppe ptendevano parte successivamente e su . una fronte molto estesa; pel qùal motivo , venendo meno le riserve nei momenti più crilici, la sottile linea.era facilmente roltiì in qualche punto ed obbligata a ·cedere. Fatti ·condurre i prigionieri verso la Jjnea di ritirata del reg· gimento, il capitano, segui to dalla sua compagnia e dalla ban., diera, si avvia verso il Rot.:colo. Regnava .all'intorno_la più grande tranquillità e il silenzio era rotto soltanto dal passo poco cadenzato dei solcfati e dal tintinnio delle ~azze di laua che ballevano sulle borracce portate a tracolla. Non si vedeva anima viva; era l'ora più calda della giornata . estiv'.1, l'ora: in cui gli abitatori della campagna meriggiano, io cui tutto tace. E tutl'altro si sarebbe detto che poco prima, le truppe .di due valenti eserciti si erant, dispu.tato quel terreno con -raro· 'accanimento, se qualche morto in qua e, in lit, fra cui i1n caporale m.aggiore dei cavalleggeri di Saluzzo, disteso accanto al suo cavallo pure morto, ed un A~striaco· carponi, mezzo fuori e me~~o dentro del foro di una siepe, praticato presso l'angolo del muro <li cinta del Roccolo, che doveva essere stato colpito mentre lentafa sottrarsi 111la vista dei nostri; non avesse provato il contrario. , Giunta la •12~ :::ul cigli; 'dello spfanato, si offre alla sua vista lo spettacolo dj parecchi bapaglioni austriaci i quali si avanzavano in colonna, collo scopo evidente di rioccupare il lloccùlo · e le sue adiacenze, come giit altri battaglioni avevano rioccopato S. Martino . . '


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N·e distano appena due o trecento metri. Non vi è un minuto da pe.rdere. Si tratta di guadagnare l'argin6 della fetTQvia, di, stante tra mille e millecinquecento metri, prima che il nemico sia in grado di apri re il fuoco, che riuscirebbe assai pericoloso, essendo il ter;·eno perfettamente scoperto e inclinato leggermente, epperò favgrevole al tiro . Il capitano che, d'altronde, aveva già soddisfatta la sua curio:;ità, ordina la ritirata. . La compagnia prende la corsa veloce; andatura non f!ncora consacrl).ta dal regolamento d"esercizi, ma istin'tivamente messa in pratica a perfezione. I primi nemici affacciatisi all'orlo del ciglione, aprono il fuoco, 1 cruand 0 i nostri sono appena gi unti a 300 metri circa di distanza, parte ritirandosi per la strada e parte pel campo soprastante a destra. Ognuno si stringe nelle spalle al sibilo delle palle, le quali strisciano sul massicciato della strada sollevando fiaoclt i di ·, polvere, si ·schiacciano contro gli alberi o ne schiantano i nuni. ' La: vergogna di essere colpiti da tergo , più che l'imminenza · gel pericolo, metto ai soldati le . ali al piede ; e quantunque sieno spossati dalla fatica e dal caldo, conservano il vig'ore necessario per togliersi, al più presto, da quel brullo impiccio . Per soldati che fino a qnel momento, si erano comportali con tanta bravura, non sarebbe stato un grande disonore gµello di essei·e colpiti da nna palla nella schiena. Ma allora, più che mai, esisteva il pre- · 'giudizio di considerare meno onorevoli tali ferì te, che si possono ricevere non solo quando si è costretti a mostrare le spalle af ' ' nemico, ma bene spesso, specie dai graduati , nel volgersi indietro, marciando verso il · nemico, per sorvegli,11·e il proprio reparto o per eccitarlo. l)oc!Ji però furono i colpiti, perché il nemico tirava alto, sebbene i tiratori non dovessero essere in grande orgasmo, non correndo pericolo di sorta, poichè nessuno rispondeva al loro fuoco. Fra i pochi, il portabandiera fu colpito in una gamba e la bandiera fu rilevata dall'aiutante\ maggiore in 2° Aprosio, che la poi-tò in salvo nl reggimento. Fortuna volle che, in quel momento, il nemico non disponesse di cavallerià, pochi cavalieri sarebbero bastali a porre a soqquadro la ·,12• .

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Questa, dopo pochi minuti di sosta dietro la ferrovia, ~apulo the il reggimento si era ritirato a Rivollella, s' incammin ava per quella volta;· Il fuoco di fucileria è. cessato; solo qnalclte racchetta e qualche .granata accompagnano la marcia della ,J 2• senza recarle danno. E cosi ha termine la prima parte del dramma sanguinoso. Per ' quanta poca influenza abbia potuto avere, in quel m1-. · mento di pausa della battaglia, la ripresa offensiva della 12° porge tuttavia un bell'esempio d'iniziativa da parte del suo br:ivo comandante che l'aveva ordinata, e da parte dei soldati che iniziarono l'attacco alla baionetta contro i Kaisèrjaegers, i quali rischiaravano ' la marcia delle colonne che si avanzavano sulla spianata. Esempio da imitarsi, oggigiorno, in éui l'iniziativa individuale, contenuta in giusti limiti, è considerata tra i fattori p_iù importanti pel conseguimento della vittoria; e che dimostra con1e, giit.fin d'allora, o per meglio dire anche allora, i comandanti in sottordine e perfino i semplici gregari sapessero, quando l' opportunità lo con:;igliava, approfillare delle circostanze favorevoli per agire,- anche senza ordini, senza lasciarsi imporre dal peso della r~sponsabilità. In qtrella p.rima fase della battaglia,, avevano combattuto a San Mai:Lino una e mezzo divisioni di truppe sarde cioè : la brigata Cuneo della 3• div·i~ione (Mollard) (·I) e tutta la 5• divisione (Cucchiari) (tre brigate di fanter ia) le quali divise per .armi e corpi dànno: 24 battaglioni di fanteria cli linea; 4 battaglioni 'bersaglieri ; 5 batterie d'artiglieria su 6 pezzi; ~ reggimenti di cavalleria su 4 squadroni. ln totale: 28 battagliòni di fanteria (1,J 2 compagnie); 30 pezzi d'artiglieria; •8 squadroni di cavalJeria ; 1

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U) La brigata Pinerolo era giunta sul campo di battaglia quando le nostre truppe

.avel'ano già al.Jbmdonate le posizioni.


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contro l'Vlll corpo (Be·nedek) così composto : Fel-Il:farechal De Benedel~, comandante. .Ja divisione De Berger. 2° battaglione del reggiinen · tu cacciatori dellJmpera- · tor e Brigata 7• reggimento fanteria (Ba· Wateniliet rone Probaskn) . . . 2• hnlleria a . piedi da 6 dell' 8° -reggimento . pezzi 2° battaglione frontiera N. 4.. (De Szlnin) . . . . . Brigata 41 ° reggimento fanteria {Prin· cipe di Sassonia). . . Knln 1o• batteria a cavallo de\1'8° » reggimento .2· divisione De Langer. i:) 0 battaalione cacciatori del · l'imperatore . . . . B,;gata . \ ,17° re,rnim . fanteria (Prin- . ~n cipe Hohenlohe). . ,' · Philippovich 1· balleria ·a piedi da 6 dell'8° · reggiroento ·· \ 3° battaglio.ne cacciatori' 39° reggimento fanteria (Don Brigata Miguel} . . . . . Oauber 9a batter(a a cavallo dell'8° :. .reggirneoto · I 9° battaglione cacciatori 0 fanteria (Ar· Bri•cl1 a1a \' ;.H) reagimento '"' . ') . . . ciducà llanien L/ppert ( ·11" battéria a cavallo dell' 8° » reggimento pezzi Totale . )) Riserva d'artigiieria dei corpo-: squadroni_!_ 3• e 4• div. del 4 ° regg. usseri ,;quadroni 4 pezzi Totale generale Uomini combattenti 2·1,300, cavalli 1669 . .

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Alla ,J • divisione era stata aggregata. la: brigata }!eichl in; distaccata dal 6° corpo e composta dei quarti baltaglioni del 9°, 12°, ' '18° e 4 9° reggimenti fanteria e della •Io· balleria a cavallo d,el 3° reggimento, 4 battagli()ni e 8 pezzi. In tutto : 3800 combattenti e 130 ca valli. Q't1e~la- brigata aveva combattuto, in gran parte, . a Madonna della Scoperta contro la 1 • divisione (Durando), costituendo la estrema sin istra dell' VIlI corpo. Non tenendo conto di questa brigata, e se sol.tanto quattro brigate dell' VIII corpo hanno preso parte al combattimento, come sembra, per essere la 51 brigata rimasta a Pozzolengo come 1:iserva generale, e per proteggere le spalle del corpo d'armata, si hanno : 16 battagli on i di •fanteria e 4 di cacciatori, tutti su 6 compagnie ( 120 compagnieì; 4 batterie d'artiglieria su 8 pezzi · (32 pezzi) e 4 squadroni di cavalleria. I due partiti erano pressochè di uguale forza. Ed oltreciò l' VII[ corpo, essendo riunito a Pozzolengo fin dalla sera antecedente, a soli 6 o 7 chi lometri da 'S . Martino, era sollo mano del proprio comandante, il quille poteva dirigere opportunamente le truppe e rinforzare, di mano in nìano che occorJ'e~v-, i punti più· minacciati della linea di difesa, eostituita da posizioni fortissime e conosciute: Corbù, Presca e Casette. a destra; S. Martino al centro; il lloccolo e la Contracania a sinistra. Dalla· parte degli Austriaci esistevano perciò due condizioni es.senziali pe,: vincere: unità di comando e concentramento di forze. Le .trnppe piemontesi, invece,. devono percorrere, in media, do· dici chi lometri per giungere sul luogo del combattimento. Vi sono dirette a spizzico e vi arrivano successivamente in modo da farsi battere le lme dopo le altre. I dist.accamenti spediti dalle divisioni sull'albegginre, nelle relazioni-uffici al i sono chiamati avanguardie piuttostochè ricognizioni, come erano realmente, perchè nl'.>n si saprebbe spiegare come mai i grossi delle divisioni abbiano tardato tanto a raggiungerli, ·dand~ così 'agio all'avversario di batterli partitamente e di alTermarsi n_elle posiz.ioni che poi costqrono tanta fatica e tanto sangue per riprenderle. 1

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COMJ?AONIA

DELL'11° FAN'rERIA A s . )IARTINO

' ancora al di là del .\lincio , come del resto . O si riteneva il nemico fact<vano suppo rre le <lisposizioni date dal com.ando supremo del l'esercito allealo, e, in tal caso, cias~una divisione eseguendo il suo movimento di traslazione al luogo di tappa, coll 'osservanza delle norme di si .::nrezza date dai regolamenti, si sarebbe trovala riunita, in mano al suo capo e pronta allo spiegamento in un incontro col nemico; o si erajn dubbio che avesse ripassato il fìumé, e allora , la più elemènlare prudenza voleva che si fossero prese le ne,cessnrie precauzioni per accer_tarsi del vero stato delle cose, prima di avventurare le truppe in un fronte CO$Ì esteso e in deboli distaccamenti, .incapaci di prestarsi mutuo appo)!gio, in caso di uno scontro seriò col nemico. Si è scelta la via di mezzo: quella di credere e di non àede-Fe ,che gli Austriaci fossero ripassati al di qua del Gume, e in conse- " guenza si sono adottate mezze misure eh~, generalmente, sono nocive. E infotti la ·5· divisione era partita troppo lardi da Lonato, perchè in dubbio se il suo distaccamento fosi e impegnato seri'amente; e per lo stesso motivo, la, brigala Pinerolo della 3a, faceù la sua apparizione sul campo di baLtaglia dopo la 5n divisione, e dopo che fa brigata Cuneo, era staia obbligata a cederé il terreno conquistato. Mancarono quindi dalla parte delle ~ruppe sarde:. unità di. co- , mando e concentramento di forze. Non difettavano però di ·coesione e di solidità, 9 a queste due condizioni e alla bontà ,dei quadri si deve, se la battaglia abbia potnto avere una seconda parte, se la prima cioè, sia terminata con un sempl ir,e insuccesso anzichè con una scçmfìtta. La divisione Mollard, infatti, con una brigata intatta, si era arrestala sulla ferrovia, minacciosa ancora e pronta a riprendere il combattimento. · La divisione Cucchiari si era allontanata un poco troppo dal terreno contrastalo, ma la maggior~ distanza dal nemico le doveva :dare agio di rimettersi, di ,rifarsi e di apparecchiarsi a r;tentare I'aLLacco. Al tocco, la situazione era press'a. poco la seguente: la 3• divisione dietro la fer rovia ,• a ca'l'allo della strada Lugana ; la 5• divis ione a' Rivoftella. (

Là 12" COMPAG1'IA DELL'llO FANTERIA A S. MART INO 607 ' L:\i.lII corpo austriaco occupava l'altipiano di S. Martino e le -sne adiacenze.

P.otevano essere le 3 pomeridiane quando la ·12a raggiunse il reggimento. La divisione era disposta parte sulla strada a sud ,di · Rivoltella, e parte su quella ad est dello stesso villaggio, la ,brigata Casale a cavallo deUa prima i reggimenti in colonna di 4:,aitaglioni, colla tesla della colonna all'altezza di C. Barbellino ,(Vedi cart:a al 2Hi00). Si erano formati i fasci d'armi. I soldati riposavano stando :Seduti-0 sdraiati presso gli zain i o riuniti in capannelli; rammentavano i compagni morti e feriti; commentavano, a modo loro ,gli av~ -veoimenti di cui poco prima erano stali testimoni. Alcuni traevano -speraQza ed :iffrettavano eol desiderio, la riscossa; altri più pessi·,misti, pessimismo almeno in apparenza giustifi~ato, ·intra,,edevano -già eerta fa ritirala. I più sfiduciati erano i volontari lombardi _'1 quali , trepidanti, pensavano alla sorte riservata alla loro constrada ·se ricadesse in potere degli Austrinci. Le sue oondizioni <diverrebbero anche peggiori di prima per l'inasprimento con cui -sarebbero 1ribadite le sue catene. A rendere più tristi gli animi, s'aggiungeva lo squallore in cui ,era_caduta la vicina Rivoltella. ·-un silenzio sepolcrale regnava nelle sue vie; le porte delle -tase, erano sbarrate , come pure le finestre e i balconi; gli abi>tanti fuggili o rintanati in casa. ' Tutto ciò faceva un doloroso contrasto coll'allegria e il baccano -0.i [)<ldieore prima , quando le truppe l'attraversavano per accorrere ,al c0mbattimento. Non era più la cittadina di cinque o sei ore prinia. - All'entusiasmo era subentrato il panico; le banqiere erano scom. il)arse, forse distrutte o riposte nei primitivi nascondigli. 'f,

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Verso le cinque si leva un fre$CO venticello di tramontana, ~he riuscirebbe di refrigerio, se non fos~e precursore di un forte ~ragano che, dopo poco, si scatena sulla zona compresa fra Chiese •e tlincio. 41 -

ANNO XLI.


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COMPAGNIA OEU.'11 o FANTERIA A S. MARTINO

Il vep.to soffia sempre più forte ; l'acqua cade a catin'elle; r chicchi dì gr:rndine, grossi come nocciuole, rimbalzano per te~ra o battono in tesla ,1i soldati, i quali non sanno dove ripararsi. È una rinfrescala tr:oppo violent~. Qualche tempo prima l'avrebbero accolla ben volentieri, anche se venuta con così cattivo · garbo; ma in quei momento in cui, essendo oramai vicino a sera, il calore estenua~te è temperalo. dalla brezza vespertina., g;uòge· pi:oprìo inopportuna. _Non è duralo più di mezz'ora , ma è stato sufficiente per ren:dere tutti molli zuppi. E la prospelliv-a çli mutar _abiti, era. assai lontana in quel momento. È volgare credenza che il temporale abbia giovato ai Piemonresi; nel senso che gli Austriaci, pel venlo contrario, ricevendo la pioggia~ in faccia, sierlo rimasti i,mpotenti ad impedire loro di afferrare· " il pendio ed il ciglio dello spianalo. Quasi che un Dio invisibileli assistesse, come ai tempi eroici o per simpatia_ verso la giusta causa per cui combattevano, o perchè imbronc.iato cÒgli Austriaci,. addensandQ su questi i suoi" nembi e· scatenandogli contro i si10,i· fulmini . Il temporale, veramente, ha giovato a nessuno, ed i~ riuscito·. molesto a tutti, e tutti ne avrebbero fatto a nieno volentieri_. La o• didsione e"ra ancora a H.ivoltella quando si scatenò la-' tempesta ; e la brigata Aosta della 2• divi sione che, secondo la relazione ufficiale, era giunta verso le 4_. in vicin·anza dì S. .Martino, e, d'ordine del generale Mollard, si spiegava sulla sin istra, della brigata Pinerolo, cominciò soltanto allora a marciare avanti, cioè verso le i:>. Al più,''·ìl temporale può avere favorito il suoavvicinamento al nemico, può avere agevolato una sorpresa, per quanto la marcia abbia dovuto essere faticosa, stentata e distur· .. bata dalla . bufera, .che impediva di camminare e periìno dì tenersi in piedi. Ed è già titolo di merito per queste truppe, che·_ abbiano potuto, vinc ere la forza degli elementi, ben più potenti,. in quel momento, degli stulzens e dei' cannoni degli Austriaci: .Diminuita alquanto la pioggia, la divisione ritornava verso il campo di battaglia. Meno male; tutte le speranze non , e;-ano, perdute!

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12•_ COMPAGNIA

1>ELL'llO FANTERI A A S. )IARTINO

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Datasi uria stirata alle gambe e nna scrollatina agli àbiti, i ., soldati s'incamminano a. rifare la strada, pronli all'estremo sacri.ficio per l'altissimo scopo a cui miravano. Le ' brigate deila divisione formano due colonne separate. La·brigata Acqui percorre la strada Lugana, la brigata Casal e, colL'H O in testa, sfila sulla ferrovia. ))a questa si ·domina collo sguardo il piano sottostante e il penc}io del10 spianato, il cui ciglio è coronato dai pez~i del nemico i qu-alì' vomit:,no il loro fuoco sui batt~glionì delle brigale Aost{l ~ Pinerolo, che sono alle prese coi difensori della Contracania1 è di S. Martino. Si vedevano gli zaini della hl'igata Aosta nel. piano, a terra, allineati in colonne di battaglione. La nostra artiglieria, in batteria a mezza distanza · circa tra la ferrovia e la coJ-lina, sostiene !'al.lacco della fanteria. ·· La pioggia e i.I vento sono cessati , ma il cielo è sempre oscurissimo; il tuono seguita a brontolare cupamente e i lampi guìzzanò senza interruzione. E l'uno e gli altri si confondono coi colpì e c(illa vampa dei cannoni. ' . Gli nomini procedono silen_ziosi e a capo . chino; quel brullo tempo ,rie ha intiepidito l'entusiasmo ·e lì _ha resi tristi e melanconici. È molto meglio combattere sotto un cielo sereno e rischiarato da uno splendido sole, che sotto la cappa plumbea di un cielo ·annuvolato! , · L'H O reggimenlQ, oltrepassata l'altezza di S. Martino, scende dalla ferrovia e si spiega sul terreno che · dal colle va via via d~gradando · fino al lago di Garda. Ha ·ordine dì spuntare l'ala destra del nemico per agevolare agli ·a·lt;·i reggimenti della division e l'avvolgimento del fianco destro della posizione di S. Martino . la linea nemica prolungandosi verso il lago, il 3° battaglione, ord-ìnato in battagl ia, viene a tr,ovarsi appunto dì fronte, ~ in ~enso parallelo, alla sua eslrema destra. Il maggiore fa eseg1ii_re una marcia in battaglia, che riesce abbastanza. ordinala, se si tìane conto della natura del terreno, un v,,igneto ; i cui filari sono di. ostacolo alla marcia, che viene resa anche meno spedita dalla terra inzuppata che si appiccica alla calzatura dei soldati.

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COMPAGNIA DELL' 11° FANTERIA A S. MA RTINO

Giunta in vista della linea nemica, è quando le prime palle cominciando a fischiare sopra il battaglione, batl1rno sugli alberi e ne sfrondano i ra mi, ciò che prova come, anche all ora, sotto l'incubo del pericolo, non si mirava o si puntava t,roppo ·alto, il maggiore lo arresta e comanda i fuochi di (i la a ,·olontà. E qui pareva d'essere, realmente, in piazza d'armi . 11 fuoco procede calmo, misurato e senza interruzione, per quanto la 'carica· consLasse ancora di ventiquattro tempi, ridotti a quattordici dopo la campagna. Trascprsi appena pochi minuti, i·l nemico si nt,ra e il maggiore Garneri ordina all a ,l'.z•, che stava all'ala sinistra, di avan~ zarsi in cacciatori. Prima di seguire l'azione della -12: in questa u.ltima fase delh~ , giornata, .giova accennare alla situazione generale . . La ;J• e la 2· arma ta, meno l'V lll corpo, si sono ritirate di fronLe ai replicati attacchi dei Fra ncesi, abbandonando loro Cavriana e Solferino. L~ brigata Reichlin del YI co.rpo, aggregala all'V 11 r, ha ceduto .Madonna della Scoperta alla 1• divisione piemontese appoggiata , dalla brigata · Piemonte de!la 2•, e si ritira su Pozzolengo. Il combattimento è ridotto a S. Martino e sue adiacenze, che J'V[II corpo austria"co, con ostinazione più ,unica che rara, c,)n· tende alle divisioni ·sarde· le quali, fin da prima mattin,1, harino attaccato e seg_uitano ad attaccare con una perseveranza .ed ùn valore degni delle migliori truppe. 1 · 11 re Vittorio Emanuele, in formato che i francesi avevano respinto· il nemico sulla aestra, e reputando, ormai, inutil e rinforzare il l corpo d'. armala francese, come era stato richiesto ' dall'imperatore, colla 2• divisio!)e, che già si éra avviata verso ~ Solferino, ordina alla brigata Aosta, che si trovava in coda alla divisione, di retrocedere su S. Ma r.tino, e alla-brigata Piemonte di recarsi a sostenere la · ,f" divi sione verso Pozzolengo. Come si è dello più sopra , la brigata Aosta giupgeva alle ..t; pomeridiarYe sul luogo del combattimento, ed era posta sotto gli ordini del generale Mollard, ch e la faceva disporre a sinistra' - della brigata Pinerolo . . 1

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COMPAGNIA DEi..L' 11° t'AN1'ERIA A S. MAitTIN'O

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Le colonne tl'auàcco risultavano co~ì disposte: la brigala Pinerolo a destra, di fronte al la Contracania; la brigala Ao:-;ta a sinistra, in direzione di S. Martino ; , la brigata Cuneo, indietro, in riserva; · la 5a divisione in marcia, \'erso il fianco destro delh posizione. nemica . Quando le due brigate di questa · divisione si riunivano nel punto in cui la ferrov ia taglia la strada l ugana, la briga ta Pinerolo era alle prese coi difensori della Con tracania, e In. brigata Aosta nveva diggià tolto al nemico le Cascine Canova, Arnia e Monata e r ivolgeva il suo attacco confro il Roccolo e S. Martino. Collo spiel7amenlo della a• divisione sulla sinistn1 , il fronte n d'attacco è al comp leto . Tulle le truppe dispon il,i li , due divisioni e mezzo , sono in linea. Ma olt1:eoiò, · il re, vista l'ostinnzione con cu i gli Austriaci difendono le lorn posizion i, e premendogli, come .era ben naturale, che vi sierio scatciati prima di nou e, ordina al generale La Marmoni, il quale aveva preso il co mando della ,1• e 2" divisione a Madonna della Scoperta, di appogg iare le truppe combattenti a S. Martino_. La .~I,àrmora vi avv ia la I" divisione che ha la for tuna cl' incontrare e respingere su Pozzolengo una colonrnt nemica. Que'sta CO- • lonna era composta del reggimento Probaska e di altre truppe della brigata__' Wattervliet, riserva dell'VIII corpo , e cercava di avvi lup· pare la de:.tra delle nostre truppe a S. Martino . .Stretto nel cerchio di fuoco formato dalla brigata Aosta, del1a 3• e oa divisione; minacciato nella sna linea di ritirata sul Mincio dalla 'brigata Piemonte e dalla 4• divisione, in marc;a su. Pozzolengo, '!"VIII corpo non può fare a meno di ritirarsi . E la ritirata compie senza precipitazione, contrastando il terreno ai nostri palmo a palmo,.con frequenti ritorni offensivi, e seguiLando a combattere col grande v&.lore spiegato durante tutta la gior.nata. . · -Alle sapien ti disposizioni del re, frutto del· suo intuito Lattico, che seppe, riunire tutte le forze disponibili e farle concorrere, simulianeamente, à! conseguimento di un solo obbiettivo; all,:1 sua · presenza sul campo cli battagl ia, a1 ~uoi incornggiamenti alle


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COl!PAGNlA f> ELL'll o F ANTERlA A ~- l!ARTINO

truppe, al valore e alla costr1nza di qneste si deve se, finalmente. · le nostre armi l'iuscirono vittoriose . . Non a~pena' ricevuto l'ol'dine' di nvanzarsi in cacciatori il ca p1tan< 1an.c h'1 d''. Lavagna faceva SLflndere la sua compagnia, ' , .J .B· e mai.ciando mnanz1 al cen tro della catena la conduceva al nemico. · ~liest.'ordine era stato accolto con vero entusiasmo dal valoro,;o c~ipitano, al quale si presentava di nuovo la favorevole occasione di sp iegare liber.amente ' il suo spirito d'ini:1.iatin1, essendo ovvio prevedere che, .rn quel terr~no coperto, diflicilmente avrebbe potuto man~enere 11 nesso tattico col grosso del battaglione, come questo non lo aveva potuto mantenere col reaaim ento ·. . No.o già che egli. egoisticamente, pure di l')e"merger~. voless~ i;l.uggire .alla dipendenza diretta del sno comandante anche a sca~ p1to_d~fl'andamenLo genera.le dell'azione, ma perchè;-- senza allon~a~~rsi d~I m~do di comballere adottato 'in quella campagna, in.:;p i1~ndos1 anzi ad esso, poteva meglio- esplicare le sue ottime qual11ù mili Lari . · . , I~ nemi~o, obbligato a retrocedere dnl fuoco di fila del bat taglione,. si era arrestalo all'altezza della Cascina Chio.dino. Era stai.o valulato della forza di nn uattàgliooe . . La ti.~stra caten.a, allora, si avan:1.a facendo fuoco , che riesce poco efficace percllè mal nndrito . E questo perchè secondo il regol~mento in vigore in quel tempo, questa specie di .fuoi~o- si es~g~isce ~enzn .sosp~ndere !a marcia della. catena. In ogni quadri glia, gli uomrn1 s1 portavano (lvanii di corsa, uno alh volta, si arres~avano per far fuoco, ricaricnvano ['arme e si rimettevano in ma:: 1a colla quadrigl.ia dà.Jla qnale , frattan.to, veniYano raggiunti. ~1 compr~nde facdrnent.e ·che, con tale sistema il soldato pr,efens~e marc,a'.'e avanti sen1/.a spara re, anzichè perdere un tempo v prez10,o per fare fuoco in 11uel modo. , D~ altra parte, il desiderio di rriu noere sul nemico, ili farla finita una buona volta, era prepo~ent: in lui. . H c~pitano s,e ?~ accorge e vuole approfitta.re di quesi.a huona 11spos1z:one; eg(1 e anche IJUasi certo di non essere seguito dal batt.agltone; capisce che colle sue deboli forze ·non potrà lottare · a I.ungo e sarà schiacciato, non appena il nemico si avveda della poca entith delle forr,e che ha di fronte; che fra le varie solu-

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COMPA GNIA DELL'tlO FAN1' ERIA A S. MAlt'l'INO

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-zioni cui può dar luogo il problema, quella di limitarsi zt stare ifern:io ~ far~ fuoco sarebbe la peggiore; che nell'alternativa di ritirarsi o di avanzarsi, date !e buone disposizioni della truppa. questa può meglio giovHe, perciò , alza la sciabola, e gridando · :Savoia ! s!:)guitn òa tutta la compagnia e secondalo dal sou.01enente P.inton e dnh,ergente .Nigra, si spinge (io sotto la cas1~ina Chiodino. 1 'Crnati, che tali li aveva bartezzati un di$ertore ungherese, . .certo Scheneider, che aveva preso arruolaménto nella '12", e che li riconosceva della timica color caITè, d_i fronte a .tanto impeto, ,n~n possono resistere e sì ritir~no a ,tutta corsa. . Percorsi circa 300 metri. si arrestano e rispondono al fuoco ': della cdmpagnia la quale appostatasi nelle ,adiacenze della Ca·Mina, 11 a~eva presi ad inseguire con nn fuoco relntivamente .acceIera to. Non passa molto tempo però, che il nemico , ripreso n.rdire, pè;chè rincalzato da truppe di sostegno che si vedevano avan·zare in ordine chiuso e perchè iwvedutosi della pochezza delle forze ~he gl i stanno . di fronte minaccia un ritorno offensivo. . Si. ode, infatti, ' un segnale di tromba, il segnale di « attacco .alla baionetta. » E tutta)a falange croata al grido di Kaiser, Kaisei·, si slancia avanti alla COl'Sa . . li suono di quella trornbµ, più ~he rauca, era cnpo; cupo comé ·il br0ntnlio del tuono che di quando in quando, .si faceva sen4ire sempre più lontano. E il grido dei Croati era sLenMt>, come -di gei1te impaurita o intlifferente, spint;1 dalla forza della disciplina, anz,chè dall'entusiasmo desti1to da una· santa causa, o dalla -di~perazione prodotta dal timore di , veclerla perduta. li capiti,tno Biancl1i ché, ad una grande audacia, sapeva ,1 c.·Cqppiare, nll'dccorrenza una ra1;ionevole prudenza ordina la- n tirata. E In 12a, senza farselo ripetere, se la dà a gambe P.e r tr~ o, quattrocento metri, e si ferma lungo un filare di viti per traLtenere il nemico col fooco. · Là compagnia nel ritirarsi. aveva seguila . una li ne~ obl iqua .alla ferrovia, eppertanto alla linen. segnat~1 dal battagl ione, nel momento i,; cui se ne era distaccnta, e in direzione al fiauco .di S. Martino, sno pnnto di attrazione . 1


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COMPAGNIA OELL'llo FANT&RtA A S. MARTINO

Quivi doveva già trovarsi ammassata la magg io!' parte de.Ile· nostre forze, e quivi doveva pure avere appoggiato il grosso del': bauaglione. Le nubi che oscuravano il cielo, si erano intanto diradate e il sole, oramai volto al tramonto, penetrando obliquam ente coi suoi. raggi fra le nubi , illuminava quella scena di sangue su cu i due eserciti, mossi da principi diametralrnerite opposti si disputavano con. tanto accanimento. la villoria. Il combattimento era quasi cessato sulla de.stra. La Contracaniae S. Martino erano già occupali dai no$tri; solo all'es.trema si· ' ni stra, dove la 12° segui tava a far fuoco, durava ancora la lotta. È ciò si spiega fac ilmen te <lacchè gl i Austriaci. scacciati da Ma-· donna della Scoperta i:: minacciati, come si è dello più sopra, nella:, · loro linea naturale di ritirata, da lla 11" divisione e dalla brigata J>ie- '· monte; stretti da forze preponderanti sulla loro sinistra, alla Co n-· tl'acania, dovettero·sgomberare dapprima questa, e successivamen te,. andando verso destra, le loro posizioni . Talchè, verso le 8 pomeridiane, soltanto la loro estrema destra,.. fronteggiata dalla 12•, resisteva ancora. :.'ion andò guarì però che essa pure dovette seguire la sorte delle, altre truppe. l\lentre la ,12· seguitava a far fuoco, si sen te un rumore di carri, che sempre più si avvicinava; era artiglieria die si avanzava al, galoppo sulla ferrovia . La compagnia si rianima alla vista dell'arma ausil iaria, che in, . quel momento diventava protettrice, e preceduta dal suo comandante, corre sul nemico il quale si ritira . L'artiglieri a giunge sulla dèstra della compagnia; era una se-· zione della 91 batteria di battaglia, comandata dal Lenente Roberto-· " · Perrone di S. Martino. Questi, scambiale alcune parole col cap itano Bianchi , che gli fornisce le necessarie indicazioni, si melle in batteria ed apre il fuocQ, a mitraglia sul nemico, il quale non si ferma più che a Pozzolengo. E qui è veramente il ca.)o di dire che il cannone ha pronunciata. l'ultima parola. 1

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COMPAGNIA DELL' 11 o FAN'fERI A ·\

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S. MARTINO

Il 'biondo e valoroso ufficiale d'artig lieria nòn capiva ir; sé dalla . gioia· per la for tuna che gli era tocca ta, d'es:;ere giunt-0 ~ncorn. i~ tempo a sparare. gli ultimi colpi , i quali rurono degna. chiusa ~ 1 si irlorioso fa tto d' armi , ·incominciato all ' atba e termmalo all e 9 S, di sera. La Hla riun ita intorno al suo capitano , dopo avere ~irovagatQ per qualche tempo in cerca del reggimento, si· adagiava sull'aia di una cascina. · Ben presto i soldati furono vinti da l sonno, stanchi e spossati per tante fatiche sopportate in una giornata piena di tante emozioni. La c~lma e il silenzio sono subentrati ai frastuono del comballime~to, rotti !>Olo in qua e in là dai /:\emiti e dai lamenti di qualche ferito dimenticato . La pallida luna riflette i suoi raggi su lle plac ide acque del Benàco. Il sol~ di domani saluterù l'Italia risorta. 1

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G1ovANN1 llo1rn110 colonnello


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I L CASERMAGGIO PER LE TROPPE

IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE . Conliniia.zione. -

Vedi disJJensa y I

IV. I MODI DI ESEC UZIONE DEI, SERVIZ.IO DEL CAS EIHfACG IO.

. Ed ecc~mi a pal'lare delle mani.ere onde può pro,·vedersi al -caserma ,w,o per te tt'tl!)pe E ss1· cons1Btono . nel valersi · <li ·1 ' ~os1te impr~se .av~nt1 matel'iale, di loro pròprie1 à o ricevuto H;lio . talo , ~er d1stnb111rlo alle truppe; oppur;e nell'esea . 1·. mente ti servi . . . • on1re e 11elta. l . fì , I zio per me7:zo di un organo amministrativo :1dat.to· Ol in rne ne mettere ogni c0rpo dell'esercito in araclo d' ' -0ere l , Il b' n ' 1 provvelèa se a a,. is~gna. Ognuno di questi modi ha preui e difetti perel·l · nulla· v e,, d1 assoluto nel mondo , e tan lo meno" nelle cose, amm1.n1strat1ve. E da vedersi quale dei tre melod·1 •·1 ·, m·t ao · · a· . au ) J,t in sè 1 N,.,.,o 10. i copi~ i _pregi e minori inconvenienti, per isceolie e L. on s1 scordi pero che la teoria norr~è tutto e che all'aLtn 0 1~ . • ,t1co le cose mi olio.· . ' ' ' P 1 " . . n r i possono are catt1va prova o perchè l .a··Co~1anze . . sono sfavorevoli ,, o p"'r·cl1e ,, · ti·tan ca ·.i1 concors ed c11l' ,uom1n 1 che dovrebbero assicnra;·ne la riusci ta. o ei' •

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Le imprese.

. ?irò prima .di tu'.to. delle imprese, sia perche esse . hanno ,d1srn_1pegn~to. frn qui il servizio del casermaoo-io sia erch·' cons1deraz10111 speciali, alle quali esse mi J;a~ , p . e le os"on ricarsi· anche agli altri modi di ' o- L'no . occasione . ' . P :, 0 app frello t nes ione. M, af- -.~ a . no are non. esser mio propo SI'LO a·I trattare ex proje\'SO . ·1a questione se pe1 servizi 1rnbbl'c· d'i cmat.te,e . . cornmerc1.nle ,od i t

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industriale sia preferibile la gestione o regìa diretta, o, come pilL · .eomunemente dicesi secondo l'espressione usata dalla legge e dal teMolamento di contabilità generale, il servizio ad economia; oppure l'impresa od appalto, in cui consiste la gestione indiretta. La questione invo lge tutto l'andamento dell1amministrazione dello Stato, poichè in so~tanzct l'azione di questo. in quanto non è meramente politica. lw d'uopo di molti mezzi' materiali, ed esso de\'e procurarseli dalle ·fonti cni rir.orrono i privati. e pel' un verso o per l'altro venire a contait.0 col prodnttore di retto dell a ricchezza.' La questione intere$sa poi mo lto da vicino l'esercito pei mòlti suoi bisogni. Ragionando, così di sfuggita., del\a gestione dirèt.ta non è dubbio teor:cameote _su questi. punti: l'ammin istratore tende al suo scopo : il bene pubblico ; -cerca di tra.r prof.itto di tntto perchè la· spesa sia contenuta nei più stretti limiti; il servizio è meglio -condotte,; le spe~e sono regolari e provate; non si temono scosse, ' percb'è l'agente si può sem pre sostitnire o mutare; il Governo -conserva li bertà d'azione. Però la rne1i colosil i1 delle forme amministrative e contabi!i imp.,..edisce so.veni.e miglior~menti e riforme, e rende anche più cosi.osi i servizi. Non sempre gli amministratori sono per ingegno ;· cognizioni pratiche, auivi tà, zelo ed .energia all' altezza del loro còmpito. ' · D'altra ·parte le imprese, se liberano lo ~talo da molte cur·e moleste, gli creano però talora imbaraz'l.i , sono propense ai litigi ~ non sempre scrupolose nei mezzi e non è facile li berarsene quando pare più opportuno.' Occone spesso modili care J' azione . amminiswativa per non tiscire dai limiti del contratto, che l' imprenditore ri~petta rp1el tanto che basta per non incorrere nelle sue sanzioni , intento, éom'e, principalmente al lucro. Non si ba neppure il conforto di sapere con certezza. elle un servizio co;;ta · tanto tt n~n più, percM essendo naturalmen te i contratti della pubblica amministrazione importanti e complessi, e svolgen(losi in F ariati casi e contin genze, nulla è più facile ali' impresario che il disl:'i.1lere intorno :1ll'estension e dei patti per averne rompensi ed indenn iu .i, che spostano ogni ragionevole previ~i one. Questi rap idi cenni non ba;;tano a dimostrarJ se debba prefe rirsi la re~ìa diretta o l'appalto. Provano però che scevro d' in con ve-


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IL CASE RMAGGIO PE R LE '!'RUPPE

nienti non è nè l'uno nè l'altro metodo . .Ad ogni modo se in tesr geuerale può dirsi, e specialmente riguardo ai servizi amministrativi dell'esercito , che hanno un ,nesso così stretto colla salute e col bene del soldato, che la gestione diretta è quella che può dare risultati soddisJacen~i, è anche vern che molto dipende dall' impegno che vi mettono amministratori ed agenti. Venendo ora alle imprese del casermaggio, io non dirò gli argomenti che p.ossono addursi in loro fa-vore. Non ho cl1e a riferirmi a questo riguardo alle considerazioni, colle quali mi sono ingegnato di spiegare perchè da noi dal la costituzione del regno, ed anche pr ima, e non solo nelle an tiche provincie, n~a anche nel regno delle due Sicilie ed in altri degli Stati caduti , il servizio del casermaggio fu appaltato, e solo per eccezione e per breve Lampo amministrato. ad economia. Qui non mi resta che la parte più ingrata, cioè degli in convenienti e dei mali degli appalti riguardanti il casermaggio ed il .combustibile per le truppe. Dirò forse cose ostiche nd alcuno, ma: lo parlo per ver dire, Non per odio d'altrui, nè per dispr~zzo.

E lo dico, l>encbè pos$a sembrare superlluo. Posso errare in qualche giud izio, ma involontariamente , e non si polrit farmene una colpa, perchè nello studio della verità ~on è tanto il 1rovare d1e importa, ma il cercare, ed il farlo è un dov ere per og~uno. )f

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Se anche le imprese del casermaggio hanno in sè alcun che di buono .ed utile per gli interessi dello Stato, non tutte le regioni del nostro paese permettono di conseguirne in ugual misura 'i vantaggi. Il com mercio e l'industria non sono ovunque in pari condizioni di floridezza, a Lacere d'altro; per cu i le imprese che qui fanno buona prova, od almeno non cattiva, là riescono dannose; alcune, pur badando ai propri interessi, non trascurano totalmente i loro obblighi e li compiono con corret-

IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

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tezza. talchè i bisogni della truppa sono r1bbastanza soddisfatti; altre, invece, dominale dall'avidità di lucro, poco si curano di quei bi.s~gni e stud iano di continuo il modo di suscitare controversie e litigi . . _ Noi non abbiamo imprese della durata di un ventennio; come la Franci a, e dubito forte se sarebbe utile l'averle. La cessazione di un'impresa è 'praticamente, a mio modo di vedere,. il mezzo mioliore per constatare le vere condizioni del materiale di èas;rinag;o, ed anche l'occasione per avere quel ~oco di rob~, ché corrisponde all'ammontare del debito che si nesce a stab1 ~ lire a loro carico. Ma colle nostre imprese, che scadono oi;:n , nove anni, è forza rinnovare spesso la consegna del materiale operazione che dura in ogn i corpo d'armata un ~nn_o ~d - anche più - e si deve distogliere un Qerto num?ro d1 ulfic'.al , ~ommissari dalle normali loro attribuzioni. Passo sot\o silenzio la sp~sa che ne deriva per le ,indenni~it di trasferta,_ modesto com· penso alle fatiche, alle cure e, dirò anche , alle amarezze che sono inerenti ad un incarico si gr'ave e delicato com'è quello degli inventari d~I materiale del casermaggio .. E ciò mi conduce a parlare appunto del 101'0 svolgimento. Fin qui ad un'impresa ne succedeva nn'altra. In questo caso cozz~vano natnralme11te fra loro interessi opposti, e quelli dell'amm1-:, nistrazione n'erano indirettamente tutelati. Il. nuovo assunto're· vigilava perchè i prezzi degli oggetti fossero in istretta relazione_ con quelli commerciali; come stabiliscono i capiL_oli d'oneri, e la classificazione delle robe in esatto rapporto col loro $tato. Assumendo eoli l'obbligo di rispondere verso lo stato dell'ammontare del mat:riale che riceveva, doveva mirare a far valutare il materiale na~vo il muno possibile, opponendosi ali' impresario ces. sa"'nte, che aveva mire ed interessi opposti, giunto com'era. al <redde. ;rationem. Lo stesso doveva avvenire per la classificazione delle robe. Fatta con criter·i ristrellivi, aumenta naturalmente il '-debfto dell'impresario che cessa, cosa a lui poco gradita, ma accetta per contro a quello che subentra , che riceve una massa di roba a prezzi limitati. Questi benefici non si ebbero allorquando non furono di fronle d'ue impres:ni, ma continuò la stessa impresa, che così figura-


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IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

tivamente resLituin il materiale e lo riprerideva. Ne vennPro risultati poco vant,iggiosi all'amministrazione mililare. Tultav1a la cosa era inevitabile . [nfatti è intuitivo che al rinnovarsi delle aste .l'impresario cessante si trova in condizioni migliori di tutti · g!i . altri concorrenti. Egli ha il servizio organizzato in tutti i pres1d1 con per~~nale esperto di stipendiati ovvero di subappaltatori; C?~osce orma, tu.I.Li i segreti del mestiere, ne ha attutite, le asperlta.; ha magaz_zini convenienti con lavanderie ed altri comodi· . . . ' si e . a~s,curata vantaggiosamenre l'incetta della paglia, del combustib:Ie, ecc. , ed lrnche la mano d'opera. Ciò gli pe,;meue di · lottare con vantaggio contro i concorrenti all'appalto. D'altra parte. a !ollare lo spinge un grave motivo . S'egli resta confermato nell'appallo , eviterà', il molesto contradditorio di un altro impresario, • cui ho accennato s')pra. La roba sarà tutta btiona e da val utar5i ad alto prezzo : sara poi classificata con sno vantaggio. Nelle classi infime entrerà il minor numero di oggetti; . inve~e se ne impingueranno le classi s~periori .. Dn_rante il novennio ·scaduto l' impresario avrà probabdme~te 1mp1ega1.o nelle sostituzioni meno damno che avrà potuto; rnoltre tenui.o la maf.!gior parte delle robe che ne provenivano nei m~gazzini·, appunto in vista della restituzione apparente della dotazione-: Non gl i saranno mancati i lucri ~ulle somm inistrazioni, ed ~gli naturalmente si dispone a proeurarsegli per un altro novennio . Per ora si li'miterà a dare rnateriale: per estin. guere quel òehito che: non ostante la mancanza di un · forte co.n trcrdditure, l'amministrazione lia assodato, ed :inche questo debito sarà. da liii pagato impie1a11dovi quel tanto di . pecunia, ch'è assol utamente necessario, rialzando quant' è possibil e il prezzo delle robe. ' Ecco come gl i inventari nov:ennnli, che 'sarebbe.ro stati una · occasione propizia per rinsanguare le dot,1zioni cl i materiale, .e migl iorare il servizio, si sonl1_spesso convertiti in un'amara irrisi on~! 11 giu_oco può continuare per due, tre ed anche più novenni. Poi v,ene, è vero, il giorno del giudizio, cioè ' un inventario serio e concludente . L'impresario forse va in rovina: ma l'amministrazione ci rimette spesso una bella, somma, perchè la cauzione non b:ista a coprire il debilo deWappaltalore, oppure ·

IL CASERMAGC:HO PER· LE 'l'RUPPE

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e , ch'JUde le pendenze dopo qualche decina d'anni con espedienti . . • l transazioni ·imposti dalla necessi tà, sempre poco vantaggiosi, ,a on, addirittura rovinosi. •

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Un altro problema, che si collega a quello dell.e irnpr~se del· cas~rmaggio, consiste nelle cauzioni da esigersi a garanzia_del forte, capitai~ che \'amministrazione consegna lor_o. S~ essa pret~ndesse una cauzione pari al valore del materiale, Iorse non ti o~ verebbe irnpresayi. Deve dunque •limitarsi a fani prestare dagl'. impresari una cauzione pari al quarto d1 quel ~al ore; ma e sempre un obbligo assai grave, e; non ostante s1 ammettçi. la prìma ipoteca su beni stabil i} riesce malagevole l'as~icur~re a_nche questa ,cauzi one, tnll' altro che sufficente a garantire I erario, e 11esperienzà lo ha dimostrato in taluni casi di fall_imP,_nl~ e si~ili~ ' . È -vero che alla cauzione si a~giunge la fìde1uss16ne; m1 s1pel'!netta però di dubitare dell'ellìcacia di questa cautela. In sostanza l'amministrazione corre pericolo di perdere parte del suo capitale e qualr,he vol ta raro per fortuna - lo ha realmenteperduto.

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** , Le autorità mili tari , ed il commissarialo militare, in ispecie, eseréitano attiva sorveglianza sulle imprese del cnse1:rnaggio. Però· chi può · assicurare che queste non si valgano del · materia·le per usi estranei a quelli pei quali è loro aliìdato? Chi garanti.sce l'ammìn istrazio ne contro l' intromissione di tanti subappaltatori erappresentanÌi, che mol te volte hanno interessi. contrari a quelli dell'impresa? Non è nuovo che il m,ateriale facc ia le spese di, tali. conflitti . L'appaltatore ne risponde, è vero ; ma. però inta.nt~ ne. soffre il servizio, particolarmente ne' presidi piccoli e remoti ove ,non . può giungere efficace l'azione degli agenti dell'ammi nistrazione per impedire che le robe siano prestale a Tizi.o ed a Caio collo scopo cli lucro, e fors'anche s?tLoposte n. pegno, . non ostante , jf divieto contenuto nei contratti, ed anche vendute,. 0

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IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

in ispecie la lana. Non è nuovo nepp ure il c,1$0 che gl i og~elti siano tra sportati da un magazzino ad un alti-o per ingannn re l'amministrazione sulla vera quantitil del materiale, e neppure che a robe buone se ne sostituiscano di 'cattive. In ogni caso quelle in buono slalo e le nuove non si dislri!Juiscono: alle imprese giova tenerl e io magazzino per l'inventario finale. Che dire poi della pulizia e deceuza del materiale e del rifaeimeQto degli _oggetti imbottiti? Non sono da meltere alla stessa stregua tutti gli impresari. Ma qualcun o non appaga le legittim e aspettative della truppa, nè bastano a tenerlo nell a via del dovere le tM~coercitive. L'ingordigia del lucro vince ogni altra eonsiderazione. Donde le lagnanze gii1ste in sè. poichc l'igien e ed il ben essere del sold.ato sono ~osa di troppo gra ve momento d:i potersi trascurare; ma non imputabili all'nmmini st.razione che pef .. casermaggio spende somm e ingenti , e solamente pel malvolere delle imprese non vede soddisfalli pienamente i desidt:ri dell a truppa. Nè i lamenti si limitano a què5to, poichè anche In pa~lia ed i combustibili spesso non rispondono ai patti ed ai bisogni dei quali si volle assicuralo il soddisfa cimento. J/.

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A tulto ciò si aggiunge la 'frequenza e la molteplicità dell e con tesLazioni che ad ogni piè sospinto sollevano gli impresari , ora sull'obbligo o no di quella prestazione, ora sulla durata maggiore o minore di alcune sommin (strazioni. Di qui domande di compensi speciali non contemplati dal contratto , che obbliga in termi ni generali l'im presa a provvedere ai . bisogni della tru ppa. Ed essa in vece di ogni innovazione trae partito per nuovi lucri ; ogni nuovo presidio le è occasione a volere compensi pel lrnsporto del materiale; ogni movimento. di truppe ad affacciare prete.se, dimentica che il contratto presuppone tulle le contingenze straordinarie ed imprevedibili co nnesse all'esercito ed alla sua indole essenzialmente mobile, dimentica del pari che l'amministrazione militare, perchè .vien e a contatto cogli impresari per i bisogni dell'esercito, non cessa di essere parte dello

IL CASERMAGGIO PER LE TRTIPPE

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Stato, con fini ~ssenzialmente politici, che devono essere pre.sup.-

pbsti come sostrato delle convenzio ni. Se I~ imprese poco patr1ott1camente non dimenticassero queslo, non s1 ved rebbero conLen~ere persino del ritardo nelle chiamale delle classi di le"a., èhe p~ssa per avventura obbligarle a tenere per. qualch.e .t~mpo .il materiale nei magazzini, o della credula soppressione dei d1strell1 per la cessazione delle rimunerazioni special i connesse alla breve fermata delle reclute presso di essi. 1;1somma la intenzione dell'amministrazi?ne di provvedere all'esercito, com'è ord inato nell'interesse pubblico, non esiste per le im prese. li difetto, dice Laluno) sta nei capitoli d'oneri . Ed è per avventura un'aUermazione c-omoda per chi giudichi le cose da lont;no. Ma chi , è addentro nelle cose amminic;trative sa che le più soÌerti cure che possano dedicarsi al miglioramento dei contratti non varranno mai ad eliminare le question i derivanti da lla na\ura del ser vizio del casermaggio, che presenta molti particolari d' es~cuzione difficilmente prevedibili nei capitoli d'oneri, per quanto escano da una lunga elaborazione accompagnala dfl stud~ e pareri delle autorità militari. Nel corso d'un novennio nascono circostanze ed eventi che permettono indubuiameote agli appaltatori di torcere per ogni verso i patti e trarne interpretazioni e corollari a loro vantaooio cosa per essi importantissima, perché talvolta n~ , una sfrenala concorrenza li t.rascioa ad assumere le imprese con ribas;i esa'geraLi, donde anche dissesti economici, che creano al- l'amminisLrazi.one inciampi ed imbarazzi per l'intromissione di creditori"con alti n11iudizi.iri e convenzi onali, che complicano il piano andamen to dei pagamenti, ond'essa è fa1ta tutrice di privali interessi, e ch'io mi sa ppia non è certo questa la sua missione. lf

* * Per istudiare in tutti 1 particolari In gestione del casermaggio mediante l'appalto, mi è d'uopo intratten ermi del modo, co~ cui si svolgono le sostituzioni, che,_come ho accennato, sono 11 cespite principale su <mi si può contare pel rifornime~to del materiale, cioè per mantener:e la dotazione nella proporzi one e nel valore risultan te dal!' inventario di consegna e dagli aumenti · U - ANNO XLI.


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IL CASERMAGGIO PER ,LE TRUPPE

s~uccess!VI . Queste sostituzioni devono in massima essere ragguagliate al consumo degli oggetti, nè mai inferiori al 25 % del,. l'imporlo dei pagamenti che l'imprenditore riceve trimestralmente per la manutenzione. Non v'è da illudersi che un impresario_ proponga di aumentare questa quota; ma passi, prendiamo gli uomini · come so110·. Il peggio si è che gli impresarì procedono molto . a rilento nella bisogna; prima di Lutto presentano le proposte per le··provviste a tutto loro comodo; cercano poi di d(lre le robe che a loro più torna, e tardano quanto più possono , a farne la consegna, sicché è d'uopo all'amministrazione eccitarli; e quelle fornite tengono, per quanto è possibile, . intatte nei mà. gazzini perché non si consumino , invece di distribuirle per mi,gliorare gl i oggetti di cui si serve il soldato. E se ve n' h~ bisogno, lo dicono le cose che ho esposte ~ullo stato delle dotazioni. I nuovi capitoli d'oneri porranno riparo, sperasi, a che, entro quind ici·I giorni q uesti 1'>ouai. Invero essi prescrivono , successivi ad ogni trimestre gli impresarì debbano proporre comH intendono impiegare i mezzi per le sostituzioni, e nel trimestre successivo, a quello cui esse riflettono, la consegna delle robe dovrà essere un fatto compiuto, e le robe dovranno essere quelle più- necessarie, e non quelle che loro garbino. Le sostituzioni dànno poi luogo ad un inconveniente d'altra natura - e questo gravissimo perchè riguarda l'uso coscienzioso 'del fondo pecuniario, che vi dev' esseré destinato. Se l'amm inistrazione acquista ai pubblic"i incanti '1000 brande, 3000 lenzuola o 2000 coperte da lf:llto, le pagherà, ad esempio, rispettivamenté lire 14, 4' e_,11,50. Questa medesima roba, quand'è periziala.inconto dellè sostituzioni, costerà lire "6,150 o ,f 7 - 4,70 o 4,80 - 16 o 116,50 o giù di li: Perché? A l;entire gli impr~sari: ed altri tiepidi amici dell'amministrazione una cosa è la provvista fatta all'asta pubblica, ed un'àltra quella che vi~n fatta da un impresario del casermaggio. No, perch é in ambedue si tratta di quantità non grandi , ed il forn itore ha per di più tutte le spese di contratto Nè si può presumere che egli possa fornire roba di cattiva qualitit e male lavorata, perché i magazz ini centrali militari non l'accetterébbero, Ammesso anche che qualche impresario dia oggetti alcun che migliori, avendo interesse alla 1

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CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

loro durata, egli, dovendo l~ngo il suo appalto, ch'è di nove anni, far sempre le stèsse provviste~ ha tutto l'agio di farle fabbricare in guisa che siano buone e gli costino il giusto prezzo. _ La · ragione del fatto anormale . - la cui g1:avità va scemando, • . ma. non quanto occorrerebbe - deve cercarsi nell'opinionff infiltratasi, e quasi dirò radicata, che si debba essere corrivi nello \ stabilire i prezzi delle sostituzioni, perché se per effetto di essi !' imprenditore dà uua minor quantità di robe - ed è già un grave danno pel servizio, poichè in nove anni si perde del bel materiale -_ se ne troverà tanto di meno alla fine dell'appalto, e dovr~ darne di più per saldare il suo debito. A tacere che in quest' océasione l'appai ta.tore vedrà di limit,,re questo (lebi to, giova, pare a me, che il contratto sia strettamente appl icato in o"ni n circostanza. Soltanto in questo modo si possono ·ollenerne buon i risultati. • È d'uopo adunque che si abbandonino i prezzi di molti anni ·fa, quando l'industria ed il commercio ave\'ano minori risorse, e tenendosi sempre al corrente dei prezzi . correnti, si attribuiscano alla roba proveniente dalle sostituzioni i veri prezzi. E nel far ciò si fa anche l'interesse <lell' impresario, che vedrà crescere i suoi depositi, potrà distribtiire una maggiore quantità di oggetti fa buono stato, e si preparerà un inventario più favorevole, ed allora non si dorrà del piccolo sagrifìcio a lui imposto dall'energia degli ufficiali commissari, doveroso d'altra parte per 1ui 1 perchè, se non presenta la nota pel pagamento delle provviste, non lo riceve meno per questo conglobato nei comp~nsi per la m11nu.: te11Zione. Non affliggerò il lettore con una lunga· serie di cifre per dimostrare· che queste considerazioni hanno una reale importanza. Può calcolarsi che gli impresari del casermaggio abbiano dovuto impiegare negli ultimi dieci esercizi !inanziari, per colmare i vuoti fatti nelle dotazioni di casermaggi Il e migliorarle, circa sette milioni e mezzo di lire. Questa cifra suggerisce alcune con~iderazioni. Quanto avrebbe proceduto -~1eglio il. servizio, se questo fondo destinato alle sostituzioni. mercé una sorveglianza più energica:, fosse stato impiegato più utilmente, cioè se i prezzi delle robe fossero stati calcolati più giustamente, non creando 1


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così il preceden1e, poi abilmenie sfruttato dagli impresari negli inven1ari, di prezzi non in relazione a quelli commerciali ! D'altra . parte queste sostituzioni imposte come obbligo agli appaltatori, .comprendendone l'equivalente nei compensi per la man utenzi one delle robe ùel casermaggio. forse hanno sahrat~ questo servizio .da mali peggiori. Col!' instabilità del bilancio chi potrebbe assicurare che v1 sarebbero sempre state inscritte somme eq ui-valenti? Provveduto alla manutenzione, il rinnovamento del materiale sarebbe forse, sotto l'aculeo delle necessi tà finanziarie, passato in seconda, se non in ultima linea I '

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Il

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IL C~ SE&MAGGIO PER LE TRUPPE

IL 0AS8RMAGGIO PER LE TRUPPE

"'. lettore, dopo aver letta questa specie di requisitoria contro' le

imprese, potrà osservare : Molli dei difetti e dei mali che· si lamentano non potrebbero per avventura scomparire se invece di più impresari se ne avesse uno generale per tutto il re11no? Ahbiamo veduto che ciò si fa in Francia, ma però sol~nto pei letti. Da noi in vece· la manutenzione del maleriale di casermaggio e la provvista dei generi, cioè della paglia, che vi è inerente, e dei comoustibili sono sempre andate di consen·a. Quindi si deve vedere se converrebbe avere un appalto unico pel casermaggio ed uno pel combustile o scindere questo fra più imprenditori . L'addurre la praLica del passato non è certo un argoinen to. Però non può a meno di colpire il fai.lo che casermaggio e combustibile siano andati sem pre congiunti . Forse è sembrato fin qui che la somministrazione del solo combusti bile non sarebbe stato un cespite bastante di lucro per gli impresari, che pure hanno d'uopo d·i avere in ogn i presidio rappresentanti, agenti, magazzini, ed hanno spese generali , che loro giova ripartire sopra una quant.itò. maggiore di prestazioni alle truppe. L'unicità dell'impresa dovette sembrare preferibile anche per la ma11giore speditezza , trattandosi di somministrazioni affini. ~ Se si . volesse adunque appaltare per tullo il reuno conuiuntan v men~e. d casermaggio ed il combustibile, si avrebbe un'impresa assai importante In primo luogo si presenterebbe la questione ael deposi to cauzionale. Se è grave attualmeote colle imprese per corpo d'ar-

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mata, di quanto non crescerebbe la sua gravi tà con un appalto generale I Si cadrebbe quasi senza fallo nelle mani di una società anonima, certo molto meno maneggevole di un privato assno lol'e. Essa per la sua medesima organizzazione .creerebbe forse all'amministrnzione molti impacci . .Mirando ad accentrare l'indirizzo degli affari, ben poche sarebbero le facoltà ch·e lascierebbe ai rappresentanti locali , cosa contraria alla libertà di azione ed alla rapidità dei provvedimenti tanto necessaria nei servizi am.minislrativi inerenti all'esercito. Nè credasi che l'avere un'impresa unic:i. sin per faci litare di molto all'ammini strazion e la disponibilità del materiale per ·mandarlo ovùnque occorra. Questo si fa anche colle auuali imprese, avendo il Governo il diritto di togliere ma1eriale ad un'impresa e d1 aumentarlo ad un'altra, dividendo fra loro le spese di trasporto. Sono nn ic:imente queste che <limno origine a questioni. Ma. si crede fors e c'be un appaltai.ore gene~ale non coglierebbe og01 occasione propizia per sottrarsi a queste spese, discutendo sullo scopo della !1.pedizione, e snlla maggiore o minore durata del servizio cui dovrebbe provvedere, e sulle circostanze insomma dei singoli casi ? Alla ne~essità di spostare il materiale si dà del resto un peso soverchio . Se si concentrano truppe in un punto del territorio per pochi giorni , non converrà mai mandare dietro ad esse i letti ed il resto. Dovrà sempre provveder~i col la paolia a terra perocchè la spesa del tr:ii;porLo sarebbe troppQ. grave,~ ed impost~ 0 .no all'impresario, è sempre l'amministraz ione militare che in definitiva deve sostenerla. , Che se si volesse fare due appalti generali, uno pei letti e 1altro pel com bustihile, chi non vede· come proba bilmen te cadrebbero nelle stesse mani I E la cosa 11 ioverebbe alla stessa amministrazione, perchè il moltiplicarsi dei rappresentan ti deoli aoe11 t'1 . ' o :-, ecc., non potreobe che aumentare il prezzo delle prestazioni ('1). · 'l,a Provvista del combustibile si potrebbe anche lasciare ai cvrpi, ma i più utili to! sono sempre, per esperienza, i piccoli contratti, é vano sperare che il produt-

D~t)

ed

lllbilcorra ad offrire la sua merce. V' è nel commercio una divisione di lavoro innee, 8 ohe conviene accettare.


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IL CAl;lERMAGGIO PER LE TRUPPE

Ma_ giova allo Stato limitare in tal modo la concorrenza alle provviste, e non' ·piuttosto favor irla mediante un giusto frazionamento, tale, cioè, che possa eccitare l'operosità ed i capitali privati? Del resto l'impresa generale ha un altro inconveniente. Richiederebbe naturalmente un ufficio centrale che ne liquidasse i conti per incarico del Governo. Ora quale utilità presenterebbe questo accentramento , dal mòmento che il contratto si svolge in cosi svariate circostanz-e di fatto, sia nelle guarnigioni, sia - e tanto più - nelle esercitazioni campali, che soltanto sul luogo possono completamente chiarirsi per non pagare nè P.iù nè meno del dovuto secondo i patti ? Potrebbe anche discutersi l'utilità di avere imprese - o per corpo d'armata od una generale -- che questa si presterebbe di più all'ipotesi - con materiale proprio, e non dello Stato, come" ora. Ma converrebb~ allo Stato privarsi di un rilevante patrimonio , che serve all'esercito ? Io ne dubito. Svantacrniosissimo riusci, ~~ rebbe il venderlo. <ili oggetti anche nuov_i o quasi non si venderebbero che per metà e forse meno del loro valore. Non parlo poi .degli altri, che pure s-ervono. Se l"impresa rilevasse essa medesima le dotazioni , probabilmente, per non dire certamente, le vorrebbe calcolate alla medesima stregua. Sarebbe nn'operazione finanziaria disastrosa, di quelle che si prestano si bene alle imprecazioni di certa gente. Per l'uso di qnesto materiai.e e di quello che l'imprenditore provvederebbe in seguito converrebbe poi pacraroli o souo una forma o_l'altra, l'interesse . del capitale. È ciò conveniente; posto ·ché òra. l'amministrazione o bene o male può provvedere ai bisogni della_ truppà, qualunque sia il modo come voglia ., gestire il casermaggio? La domanda stessa ha in sè implicita la risposta, oè mi dilungo di più su questo ·punto. '

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. (Continua)

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IL PROBLEMA ORGANICO la ferma e la chiamata delle classi in cavalleria

Conlinuazione e fine -

Vedi

ài3f)ensa VI

Riassumendo potremo a.dunque concludere: 4° Non esser ftSallo che çol sistema delle chiamate semestrali, ammenochè si voglia rinunciare definitivamente ad ogni congedo anticipato (11), si abbia perennemente cinque sesti della forza pronta ad entrare in Cflmpagna; ed in tutti i modi quando ciò sarebbe , di qualche piccolo ·reale vantaggio del sistema sud dello, non si ,avrebbero i cavalli per mobilizzare tutti gli individui. Viceversa, quando si potrebbero incorporare i poliedri,. allora, i1on si avrebbero, come colla chiamara annuale. tutti gli uomini isLruiti. occorrenti. D'altra parte è d'uopo pensare , come già 'si di:-se, che dovendo ricevere i- cavalli colla precettazione, non -si troverà. difficoltà ad averr. nello stesso spazio di tempo col sistema del reclutamento territoriale, anche gli uomini delle ultime classi congedate dimoranti nella sede stessa dei corpi · e precettati collo stesso me.zzo dei quadrupedi. . : Che all'opposto, verificandosi i congedi anticipati, in molti casi il sistema, de\Je chiamate annuali si tròverà in mi al iori condizioni di queUo con le cl1iamate semestrali eà in ìspecial morlo tenuto conto delle·epoche in cui potrebbe scoppiare una guerra. . 2° Non essere vero che coi congedi anticipati- si possano Incontrare colla ferma di tre anni maggiori ditncollà nell'-economia

GUSTA vo CARONClN{ •

(l) ?ra non so se ciò sarebbe attuabile adesso o. quanto prima, quando si vanno escogitando dappertutto economie e quando ci si grida contro, che la cal'alleria . costa troppo 11 ' ·


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IL PROBJ,EMA ORGANIC_O , LA FERMA

•E 'LA CHIAMATA DELLE CLASSI IN CAVALLERIA

disciplinare dei riparti; e non essere pure vero che il sistema delle chiamate. sem'P,strali risponderebbe meglio allo. scopo, sem7Jre quando ben inteso si congedasse l'egual numero di individui per entrambi i sistel]'li. 3° Che; contrariamen1.e a quanto afferma il tenente colonnello Pugi. sia che si avve'i·iffo i eongedi an ticipati, sia che si aboliscano, è il sistema delle chiamale semes trali quello che presenta nÌaggiori diillcollà. per dare sviluppo alle . istruzioni d'insieme, ed in!)ltre è quello che non permetterebbe di porta1·e alle manovre di campagna più di due classi e mezz a. [n questo caso però non si potrebbero lasciare a casa i cavalli per le nuove reclute, giacchè · quando ciò si facessè gli squadroni partirebbero con una forza · microscopica. Inoltre una mezza classe d'ogni contingente non . prenderebbe parte alle manovre che dne sole volte. Questi mi paiono pertanto inconvenienti di t(ll gravità da bastare essi soli ' /I a tagliare, come suol dirsi, la lesta al toro, senza contare quello di dovere attendère contempo·raneamente ad istruzioni d'insieme ed a quelle delle _reclute, ecc. 4° Che i congedi antic ipali più facilmente si regolano e portano meno . perturbazione nel sistema delle chiamate , annuali anziché con quelle semestrali. .5° Che il vantaggio del maggior numero di anziani inquadrati .colle •sopradette ultime chiamate è illusorio, perché gli individui della 2' metà del c,ontingente non potendo svolgere la loro istruzione d'insieme durante la rigid'.1 stagione si potrebbero pur sempre considerare poco più. di reclute. ' . 6° Che il sistema dellc\mèzz~ classi semestrali perturba tutto l'andamento generale del reggimento, stanca maggiormente il personale istrul.Lore, guasta. di più i quadrupedi, r ichiede spreco di tempo, impianta nei reggimenti tante piccole scuolP. permanen ti cli ~quitazione, e sopratutto si fonda su artificiosità e su eccezionalità di chiamale per la cavalleria non compatì bili in un organismo che. de\'e vi vere, per quanto e possibile; della stessa vita del , rimanente deH'esercito, e che deve poter funziori:ire senza . perturbazioni, non a data fissa, ma in qnaLµnque epoca ve.nga stabilita la chiàmata· alle armi. Crea inoltre odiosità ed in,giu sti~ie nel caso di congedamenti anticipati limitati ad un[! sol.a mezza classe.

Per contro il sistema del tenente colonnello · Pugi , si dice, -risolv-e -la difficoltà d'istruire un maggior numero di reclute. lo non credo alla necessità (come proverò in seguito) di dovere aumentare il - contingente ne! quantitativo calc'olato dal · prefato ufficiale superior~; ma quand'anche ciò _fosse, ritengo che, senza · ricorreré. -all'espediente di dovere perturbare .intto Fandrimento norml!,le dei reggimenti. si potrebbe vincere egualmente tale difficoltà nei seguenti modi : · Anzitutto col ,:;eparare dalle reclute, dopo i primi giorni,, tutlo il versonale dal quale si vole,se, in seguilo, ricavarne i caporali, ~cegliend~ quello più istruito , più prestante della persona e che meglio d'ogni altro dà. aftidamento di pro<1urre -buoni graduati. Tu1to questo personale lo passerei a/!gregnto al deposito e lo affiderei per I' istruzione al comandante del medesimo od al capitano a disposizione, coadiuva~o naturalmente dai relativi graduati del deposito stesso ~ da altri apposìLamente c·.oman.:. d.;ti. Or.a, siccome il numero ·dei caporali e dei caporali maggior.i . in un reggimento ascende ad 88, così in media occorreranno ann,ualmente 30 càpo..ali, e<l aggiungendovi almeno un'altra metà in più per quelli che facessero cattiva prova e che non pòLessero essere promossi, per quelli che venissero congedati anzi tem~o, retrocessi, ecc. n~nchè'per u11apiccola scorta di riserva, si a:vrà un totale di 48 individui circa che sarebbe sottratto dal eonting-ente delle reclute da istruirsi dagli squadroni, ossia 8 per ciascuno di essi. Or,a se si pensa che .ippunto in tal modo viene pr~pa,:ato il riparlo degli allievi sergenti, non mi pare che tale proposta possa· incontrare difficoltà, tanto più se si consi dera che i comandanti di squadrone saranno quelli che rimarralino più sod·disfatti'; sia per avere da istruire un minor numero di reclute; sia perchè non si vedranno togliere il personale migliore dopo a-verlo istruito, sia infine perchè mettendo le mani ' addosso subilo ~gli i_n~ividui·che maglio promettono, si sopprime l'àbliso c,h'es,;i -vengano pr~si come attendenti, piantoni, scritturali, ecc. , Iqnltre, con iale. sist&ma si guadagnerà tempo, giacchè non si dovi·à ricominciare da ciipo I' istri.izione di questi individui, come a'desso -avviene, nel pa$sarli a far parte del plotone allievi caporali.

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IL PROBLEMA ORGANICO, LA FERMA

e l'istruzione verrà meglio impartita, giacchè, trattandosi d'un personale scelto, potra procedere in modo più · sQedito, scartando subito quei pochi che dimostrassero non attitudine al cavalcare, ecc. (11). . Dirò anzi ch'io vorrei spingere la cosa anche più in là, e menLré abolirei i reparti degli allievi sergenti che, è giuocoforza .immetterlo, non dànno buoni risultati, disporrei che il riparto stesso degli allievi caporali adeguatamente aumentato per sopperire ai crescenti bisogni, fornisse dopo il primo anno i caporali, traendo poscia da questi passali agli squadroni, dopo il secondo anno, i caporali_ maggiori ed all'atto del congedamento, permetterei che gli uni e .gli altri potessero contrarre una nuova ferma di due anni, conse-· guendo contemporaneamente il grado di sergente. In ~al modo si . potrebbero escludere quelli che nei · tre anni ebbero cattiva con·, 11 dotta o dimostrarono incap;icità, e non si forzerebbero a restare sotto le armi individui che non hanno vocazione e che si pentirono dell'arruolamento contr.itlo, individui che è meglio perdere subito perchè 1puastano gli altri ed ai tempi che corrono, fanno temere che possano, considerandosi come spostati, prestare facile orecchio alle idee sovversiv~. Qualcuno potrà obbiettare che difficilmente si potrà avere in tal modo il relativo f'ci bisogno, ma io non credo, perchè la ferma breve di due anni sarà facilmente conlralla anche per l'ambizione di conseguire il grado di sergente, nonchè per ,~olonlit di proseguire nella carriera; e col sistema territoriale, trovandosi gl'individui piil prossimi alle case loro, men,. sentiranno il prepotente bisogno. di lasciar.e il. sehizio o per lo rne~o lo riprenderanno con ,più facilità andandosi ben inteso ad arruolare nel cQrpo slnnziato nelle Nicinanze del loro paese: Ma . quand'anche si avesse una deficenza di sergenti, questi si potranno sosti Lu ire con ·altrettanti-caporali maggiori, ed in un modo o nell'alLro il riparlo allievi

(il Taluni non 1tivideranno qlJesta mia idea perché essend.o (come del resto lo sono io pure) partigiani dell'aut.onomia degli squadroni, preferiranno che ogni riparto si formi da sé i graduati ; ma colla riduzione della ferma, ·ciò non sarà attuabile, perchè dovremo di necessità sottrarre agli squadroni tutto eiò che fa parte d'istruzioni speciali, non potendo essi, per l'avvenire, avere né il tempo, nè i mezzi per potervi attendere.

E LA CHIAMATA DELJ,E CLASSI IN CAVALLER~A

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caporafi salirà certamente alla cifra di 60 individui, ·ossia a ·I O in media per ogni squadrone. Dal canto suo il deposilo non avrà difficollà aa istruirli, perchè non avrebbe altro da fa.re, ed in tutti i modi si potrebbe utilizzare il capitano a disposizione. Questo pérò non è il tulto, giacché più d'ogni altra cosa noi dobbiamo preoccuparci di non istruire un numero di individui maggiore di quanto possa occorrere. Ciò è richiesto, sia per eliminare, per quanto è possibile, l'anacronismo organico accennato dal .capitano Guerrini, sia per non perdere inut.ilmenLe del tempo· nell'istruzione di individui che sono in più del bisogno, sia .perchè questi individui _costano nssai più di quelli delle altre armi (11) e sono altrettanti individui scelti tòlli ad esse. tungi però da me l'idea del prefato capitano di ridurre a 60 ò 70 individui l'organico di pace degli squadroni, io hasérei il fa 'bisogno _sul principio razionale ciie la (orza organica degli uomini in tempo di pace deve essm·e proporzionata., nè più nè meno, a quella dei quadrtipedi, perchè, come ·già feci rilevai·e, è friulile, col' sistema di reclutamento misto, di tenere sotto le armi un numero1più grande d'individui,, quando questi non si possono mobilitare subito per deficen1.a di cavnlli (2) . . Nel calcolare pertanto -il quantitativo di individui mobilitabili occorrenti, noi dobbiamo essenzialmente basa rci sulla forza mas·. sim~ dei quadrupedi clw potremo avere di.,po nibile nei reggimenti all'atto della mobilitazione, forza che evidentemente coinciderf con quella risultante dal poter porlare io campagna anche i puledri dell'ultima rimonta. · Calcolando pertanto che questi s.i debbono forzatamente mobilitare, quantunque imperfettamente istruiti, verso il maggio o • (l) Av endo un supplemento di 11rimo corredo di L. 45 e centesimi 5 in 'più nell'assegno gio·r Qal iero. · · , . . (\tJ Sino a quando il sistema di mobilitazione fu nazionale era naturale che si do vessero chiamare sotto le armi, per l,1 cavalleria, un 1mmero enorme di uomini (un contir.gonte cioè di l.84 inrlivi<lui in 4 anni, per poterne avere mobilitabili 129, per ·squadrone), .Perché non sarebbe stato possibile ricevere nessun in<livi,1uo prima ~ella partenza. Ora però che il si:;temà di mo.bilitazione, sara territoriale, ~a•ebbe un d1~conoscere i vantaggi che esso presenta, se non se ne traesse pa, tito, sarebbe dar ragione al capitano Guerrini, perché la cavalleria dimos trerebbe realmente che ignorerebbe una ·delle· basi degli eserciti moderni, cioè il completamento delle unità cogli uomini tratti dal congedo. · · .

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IL PROBLEMA ORGANICO, LA FERMA

E LA: CHIAMATA DELLE CLASSI IN CAVALLERIA

giugno, si scorge faci lmente che in quell'epoca, saranno pure mobilitabili le reclute dell'ultima classe (specie se come in que· sL'anno verranno chiamate alle armi in dicembre e dopo che fu raccorciato il periodo della loro istruzione individuale); epperciò la forr.a degli uom ini corrispondenti ai quadrupedi , dovrà calco~ !arsi sulle intere tre classi. Ora prendendo la forza organica rli 870 quadrupedi, quale venne ri ss~ta con Regio decrelo 23 dicembre ,, 874, e defolcandovi i 60 cavalli da ritenersi non mobiliLabili (come fu c:-ilcolato altrove), nonchè altre tre perdile presumibili. si hanno appunto gli 807 cavalli occorrenti per la mobilitazione, stabiliti dalla formaziolle di guerra, di cui però , 14 pel tiro e pei souufnciali sicchè ne rimangono 693 che possono essere montati da individui · di truppa . A questi nggiungendo gli 80 uomini trasportati col, ,. carreµgio ed una sessantina non mobilital.,ili. il fa bisogno dell e tre classi , sarà rnppresentalo, da 833 individui ossia circa HO per squadrone con nn margine di altri 7 individui sul totale del reggimento .. NoLisi però che io ho preso h forza organica stabifita sulla ca rta e non qiwtla che realmente ha11no i co1·pi, perchè ad esempio, quella del re)!g imento Piacenza al 1° maggio non era che di 803 quadrupedi, cioè si trovava al disotto di quella fissata dall'organico,. di circa 70 cavalli; epperciò la fQrza cosi calcolata sarebbe anche sufficiente qualora essendo l'organico di pace dei quadrupedi ridotto, si dovessero all'atto della mobi litazion& requisire cavalli pel tiro (·I ). Se pertanto ci varremo ,dei coefficenti stessi usati dal tenente colonnel lo Pugi, per avere disponibi li i ,t 40 uomini per la mobi litazione, occorrerà che il conLingente annuo sia ridotto da 64 (com' egli fissa) a 55 perchè con tre classi si avrebbe appunto:

i

1

1

55

+ 45 + 40 ..:_ il 40 individui ;

coi quali possiamo provvedere ai bisogni della mobilitazione colla forza massima dei quadrupedi, mentre sino ad ora ne avevamo con 4 classi, circa 160, cioè 20 uomini in più pe1· squadrone. 1

(I) Oppure si avrebbe un margino dì altr i 35 uomini in più disponibili.

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Inoltre, tenendo sollo le armi 20 uomini in meno per squàdrone, si potrà ·senza aggravio alcuno del bilancio, an_zi; .ricavandone ancora uo beneficio (,I), tenere sotto le armi l intera classe cvnziana sinv all'arrino delle rllclute, ed avere sempre U,O individui per le istruzioni d'insieme, pel governo dei quadrupedi e per la mobilitazione, méntre col sistema del tenen~e ~lllonnello Pogi, congedando anticipatamente una mezza clas$e s1 rn~arrebbe con. soli ,128 uomin i, di cui una mezza classe ancora d1 .reclute. Se però l'economia s'imponesse maggiormente si potrebbe o~tenere un nuovo beneficio, non consentito colle mezze classi, congedando: tanti individui quante sono le perdite annuali dei quadrupedi (cioè in media 90 ossia 15 per squadrone) e Timarrepbero per ogni uni tà '125 individui di sponi bi]i, ovvero pn~ss.o a poco quanti il 1eoente colonnello Pugi ne avrebbe nel suo s1~ sterna col congedamento anticipato della mezza classe, e la cui economia, si disse, è già minore di ·quella conseguita colla ridnzione del contioaenLe chiamato alle armi (2) . Naturalmente a ~ompensare il congedamento anticipato si dovrebbe nel tempo istesso, per essere pronti a qualunque evento , precettnr~ altrettanti individui che dovrebbero presentarsi nello stesso limite di.tempo, concesse, pe1' la precettazione dei qnadrnped i. Analogamente poi si dovrebbe fare col congedamento della classe inLera pei mesi durante i qual i le nuove reclu te non si potessero considerare come ·aue ad entra re in campagn11. 1

(l) 1ìe1·chò Il congedatncnto di cir~a 40 individui sarebbe anticipato tu~to al. più di o 5 mesi mentre i 20 individui sono in meno tutto l'anno. In oltro devesi considerare il risparmi~ per l'assegno In meno di primo corr~do ai nove indivi.l ui non chiamati alle armi per squadrone, portando il contingente da 6~ a 55. ti) Con questa enorme differenza, che mentre nel sistema del tenente colonnello Pugi si avrebbe ora un eccesso di uomini rispetto ai quadrupedi, ed ora l'opr,osto, nel sistema invece da me .propos to non sì avrobbcro mai sbalzi, essendo sem;rwe !Jli uomini in proporzione dei q·uadrnpedi, sia per la mobilitazione, sia per le is truzioni d'i nsieme. Pel governo, ecc. Perciò, 1alo sistema oltre a pèrmeltl•ro un'esistenza uniforme, avrebbe anche l'altro grande vant.aj!gio che, ~e il r~ggi mcnto dovesse partire immeòi~tament~, porterebbo ~eco tutto quanto è mobilitabìle, non lascia(lrlO a casa ne cavalli por diretto di uomini, nè questi por mancanza di quactrupedi Se 11oi ha tempo di otecettare i cava)H mancan_ti O in sostituzione di quell i non addes trali, allora avrà. eampo pure di ricevere dnl congedo gli uomini per completare l'organico di guerra o sostituire le l'eelutc non sumcentemcn te i$truite. In somma si avrebbe un tutto razionale ed ar· fftonlco.

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E LÀ CHIAMATA DELLE CLASSI IN CAVALLERIA

lf, PROBLEMA ORGANICO, LA FERMA

In Lai modo: 1• Si avrebbe anzitutto. sempre a disposizione il quantitatìvo di uomini occorrenti per entrare in campa(~na o per le istruzioni d'insieme, in relazione ai quadrupedi disp~nibili e mobilitabili. 2° Non si avrebbe la meno efi}cace proporzione fra il nu..mero di anziani inquadranti e di reclute inquadrate, perchè O si partirebbe, colle tre ellissi sotto le armi, stimando l'ultima sumcientemente istruita, oppure si incorporerebbero 0ali individui richiamati ed avuti dal congedo colla preceltazione. · 3° Durante i mesi invernali, in cui le reclute non fossew sufficientemente istruite, si avrebbe é vero sotto le armi un minor _numero d'individui atti ad ' entrare in campa(Jna ma pe;· 0 I compenso se ne avrebbero di piit sia durante l'istruzione delhr seconda mezza classe di reclute, sia dui·ante il ,:ongedo anticipato della mezza classe col sistema Pugi, congedamento che coll'o/ganico porlato a 140 individui disponibili, non sarebbe necessario. Questi ultimi vantaggi mi pare pertanto che compensino laroa, e' mente quello resultantè. dalla chiamata semestrale; sin perchè durante i mesi invernali ben difijcilmente si aprirb una guerra, mentre altrettanto non può dirsi da maggio in poi, quando già le reclute si possono considerare come istruite; sia perchè durante l'inverno difettano i· ca,•alli ed a partire dalla buona stagione, occorrendo, si possono incorporare anche i puledri del' . l'ultima rimonta. · 1.• .Non vi. sarebbe mag~iore diflìcollà nell'economia disciplinare dei npart1, perché all'opposto durante il congedo anticipato della seconda mezza classe il sistema della chiamata semestrale porterebbe ad avere un minor numero di uomini ('128) di quello colla chiamata annuale ('I 40). · · 5°: Per c?nsegt~enz_a con quest'ultimo sistema vi sarebbe pur anco mmor d1fficolta d1 dare sviluppo ali~ istruzioni d'insieme· sia perchè vi sarebbe minore perturbazione, ed una volta istruii; le reclute, si potrebbe iniziare una vera progressione, non mai interrotta dall'arri vo di nuove reclute ; sia perché si potrebbero portare al campo un maggior numero d'uomini e canili· sia infi_ne p erchè dopo IP, manovre, non dovendo congedar.e indi;idui, si m~arrebbe CO~ Un quantitativo più grande di ,uomini disponib1h pel perfez10Qamento delle dette istruzioni. 1

1

637

6° Inoltre, con questo sistema, si -rispetterebbero, per quanto anche le esigenze dei tem_pi moderni'. e si farebb~ sparire in parte il .lamentato anacronismo organico .della ca.val-. leria . valendosi, in certe epoche almeno, delle classi congedate. Col ;istema del tenente colonnello Pugi, invece, più che mai si accentuerebbe il sudd~tto anacronismo, gincchè in primo luogo egli non trarrebbe profitto alcuno dagli individui in .cong~clo.' dimostrando cosi di non li:\nere in nessun calcolo, 11 prrnc1pale dei yantaggi che fornisce il sistema territoriale di mob_il_ita~i~ne~ qpello cioè di permettere ai corpi di avere sott~inano_ gh .'.nd1V1du1 che po:;sono loro occorrere per compl etare I organico di guerra. ln secondo Juo~o poi richiedendo un contingente annuo mag1,'ioi;e ,di 9 individui per squadrone, sarebbero 11300 uomini di ;iù all'anno che si dovrebbero asse.guare ed .ist~u~re .inutilmente nella .cavalleria, ossia in nove anni U. 700 indivului che sarebbero stati sottratti alle altri armi come individui scelti· e che s~ebbero inutilizzabili, perchè già col contingente attuale se ne . ha in conoedo una vera pletora. Si agoi;nga inoltre che quei ,1300 individui all'anno ra.pp1.·e· senterebbero ima maggiore spesa per l'erario di circa 550 mila /;i,re a.nnuel! -C,1 ). Ora io non so se possiamo permetterci questo lusso, quando. nazioni più ricche di .noi, e . ~i .noi. maggiormente e·sposte agli eventi di una improvvisa_ m~b1htaz1on:, , co~e I~ Francia è la Germania, ci danno l'esempio di tenere un organico_di pace inferiore a quello di guerra, mentre noi con i HO u~mrni disponibili si avrebbe pur sempre superiore_(essendo_ esso d1 129 individui', esclusi i sottufficiali, non compresi pure ne1 ,140) (2).

e possibile

1

(iJ computando per ciascuno <li essi L. !35 per la prima vestir.ione e I.. t,03 pe!' asse.;oo giornaliero. . Ecco difatti gli organici degli eserciti francese e germamco: Pace Guerra Germanico . . . . . . !38 !62 . . l<'rancese . .. . . . . . 150 . i6.5 . _ . . Si 'dirà. ci ,·ero, ch'e queste due nazioni avendo '. reggunentl su o. squadroni, ,h mo~ biiitano poi su t,; me ciò cosl.ituissc la grande d1~~renza'._non 1•1 sarebbe ~~cli~p~. noi dif!icoltii alcumi a far si, che 10 squadrone (lepos'.t? v~m,se esso_ pur~ co,t~t~1to 1°. unilil. effettiva, salvo a scioglierla all'atto della mob1htaz1ooe per rinforzare . .,h alti! squadroni In tal modo il contingente verrehlle pure 1·ipartito su setle umt.à anz,cl!e su ·sei, e .~parircbbe egualmente l'enorme aumento annuale .di rech\te, con vantagg10 anche del personale addetto al deposito che sarebbe esercitato n~l comanclo di una vera uniti1.

:2i°

se


/

638

.É

IL PROBLEMA ORGANICO, LA FERMA

Per me adunque, il sistema delle chiamate semestrali · e dei forti contingenti, senza tenere calcolo alcuno dei possibili richi amabili dal congedo, in virtù del sistema di reclutamento misto, anzicliè un progre.sso rappresenterebbe un vero e proprio regresso. 7° Per ultimo 'non sarebbero affatto aumE\ntate le-difficoltà per l'istruzione di un maggior numer,) di reclute, perchè ridotto il contingente annuo a 55 e detrattivi da esso gli 8 o 9 individui da 9-ssegnar.si nl .pl0tone allievi cr.porali rimarrebbe' nè piÌt n.è meno di quello che è attualmente, e si potrebbe diminuire ancora se si pensasse a liberare i corpi di cavalleria di tutli gli individui che, per la loro posizione special e non sono mobilitabili. Difatti, è inutile .assegnare a.cl . un'arma a cavallo e fare a . lei perdere del tempo e sciupare materiale; per istruire nel cavalcare individui che non debbono poi· entraré in campagna, tanto più che oltre al maggior dispendio · per l'erario (a causa del supplemento di primo.· corredo e del maggior assegno giprnaliero), quando vengono richia~ati dal congedo non si sa come utilizzarli, avendo perduto ogni abilità nel cavalcai;,e, inquantochè generalmen.te montano so'. ..into nei primi sei mesi di servizio. Tali sono ad esempio gli attendenti degli ufficiali contabili', deg[i ufficiali veterinari e degli ufficiali subalterni medici, pei quali non v'è nessuna ragione perchè appartengano alla cavalleria, dovendo essi andare sempre appied1l,ti. Analogamente si dica di tutti gli scritturali non inobilitaoili, tanto più che essendo questi in massima graduali, non si sa poi che farne .se non meritan<~più dì essere conservati al loro posto. Se invece questi individui' fossero forniti dalla fanteria, àumentandole il relatiyo contingente' annuo, la medesima per un ,certo tempo avrebbe disponibile un numero maggiore di individui, e sia che dovessero cessare dal loro ufficio, sia che fossero rich iamati dal congedo ritornerebbero alla loro ar ma d'origine. Concludendo e riepilogando e ponendo a base il sistema nazionale di reclutamento e territoriale pei' la mobilitazione io proporrei quanto segue: a) Conservazione della chiamata annuale come quella che non reca perturbazione all'andamento generale dei corpi, mentre

·1,

LA OHIAHATA DBI:.LE CLASSI IN CAVAI;LERl'A.

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allrettanLo non può dirsi di quella semestrale, ed i. cui vantaggi 5.on-0 più apparenti che reali e spesso veri svantaggi. b) .Contingente annuo fissato a .51:> reclute ' per squadrone, più che sufficente · a fornire con tre classi il -quantitativo occor· rente sul piede di guerra in relazione al numero dei cavalli di· sponibili in qua,.lsiasi momento . e) ·Chiamata delle classi non più tardi della fine di dicembre ed istruzione delle reclute in 4 o cinque mesi onde ·averle pronte ad entrar.e in campagna al principio della buona stagione. d) Invio ai corpi, non più tardi df gènnaio, delle rimonte, onde per la suddetta epoca averle già. ammansite ed ubbidienti a portare l'uomo, nonchè a farsi guidarn isolatamente (I), pel caso dov~ssero anch'esse . forzatamente entrare nelle righe . e) Soppressione dei cdngedamenti anticipati, perchè anch'essi rappresentano (come l'istruzione delle reclute) una crisi che conviene evitare, o per lo meno ridu1're per quanto è possibile, e perchè l'economia verrebbe già esuberanlemente fatta col minore continge·nte: Tutto al più c1uando ciò fosse assolutamente necessai-io l'Ìdu~t·e i congedi in proporzi<nl ~ alle perdite annuali dei quadrupedi (cioè circa. '1iS per squadrone); rimanendo così so llo le armi in un numero prèssochè eguale . a quello di 5 mezze classi, con un'e_conomia maggiore. Inoltre i ,125 uomini disponibili sarebbero più che sufficienti pei cavalli in forza, perchè 1·i.: corderò ancora che il calcolo venne fatto sul!' organico seri tto e non su quello reale, assai minore in pratica da quello stabilito. f) ..Scelta immediata del personale da assegnarsi al plotone deglì al.lievi caporali e passaggio dei medesimi al deposito, cui dovrebbe spettare la loro istruzione, con vant:,ggio anche del personale fisso al deposito stesso il quale generalmente non ha adesso che incombenze amministrative: · •. Y) Precettazione degli individui occo1Ten!i per sostitu ire o g_h ind,ividui cougedati in anticipazione o le reclute non sufficientemente istruite. Basterebbe all:uopo fare per un anno la precettazione al~massimo nu1r1;e,:d di individui che possono occorrere ..

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(t) lai~ no 0 ct·1 · · · · inte . p1u por non dovere sciupare i quadrupedi col sottoporli ad un lavoro ~o_. Pruna del loro completo sviluppo.

4.l -

Al!IIO XL(.


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E LA CHI.AMATA DELLE CLASSI IN CAVALLERIA

IL L'ROBLEMA ORGANICO; LA FER.~f,\

degli altri, ìn modo tale cioè che, ,sia per l'istruzione, sia per la mobilitaiione, non si debbano lasciare a casa individui per deficenza di quadrupedi , o cavalli per mancanza di uomini. Pertanto, piuttostochè eccedere nel quantitativo di individui da chiamarsi annualmente alle armi, come abbiamo fatto sinora, con· verrà invece utilizzare la somma a ud uopo occorrente, per mantenere a numero l'organico di pace dei quaclrnpedi, organico attualmente di non poco inferiore a quello che dovrebbe essere realmente, e pel qu.1le ultimo fu calcolalo in ij5 reclute per squadrone li contingente annuo necessario.

h) ·Soppl'essione dal contingente di cavalleria di tutti gli in-

dividui non mobilitabili e degli attendenti degi'i ufficiali non montati, con sostituzione di al\Ì'ettanti forniti da)la fanter ia. i) •Infine, incoraggiamento , specie agli indiv idui con impiego speciale (sellai\ trombettieri, attendenti di utlìciali montati, gra-. duati di contabilità di squadrone e di maggiorità e graduati in genere) a confrarre suGcessive rafferme di un anno, allettandoli con qualche piccolo premio , che si potrebbe' ricavare, sia dall'economia che si potrebbe fare dal congedamento anticipato dei 115 uomini per squadrone, sia dal minore assegno di prima vestizione, perchè tutti questi arruolati farebbero diminuire di un terzo del loro numero il contingente annuo da assegnarsi alla · cavalleria, facilitando sempre più la ~oluzione del problema or-. ganìco, nonchè dell'istruzione, ecc. Questi arruolamenti falli a breve scadenza, io credo che da-,,, rebbero un buon resultato, tanto più quando col sistema territoriale gli arrnolandi potessero andare a prestar servizio nel corpo a cui dovrebbero presentarsi nel caso di una mobilitazione . Qt~este sono le proposte d1e, per sommi capi, io farei per risolve·l'e il probl~ma del la quistione organica, della ferma e della chiamata delle classi per la cavalleria, non intendendo però con ciò di avere voluto dare norme tassative, sibbene di avere traccialo le basi e le linee generali secondo cui si dovrebbe, a mio credere, studiare la qui~lione per la sua definitiva e piLt razio· nale , soluzione., Così per esempio: si potrebbe pure assegnare un contingente maggiore di .~ndividui ed un organico di qua~rupedi superirJre, a quei reggimenti che debbono tenersi pronti a par-, tire entro le .prime 48 ore dall'ordine di mobilitazione, come del resto presso a poco praticasi in Germania, dove i ,12 reggimenlì della frontiera occidentale sono rinforzati, avendo essi 750 qua..: drupedi, mentre la media degli altri non è che di 680. Quale che sia però la soluzione a cui si crederà conveniente dì ricorrere, torno a ripeterlo, essa non dovrà riposare su artificiositd o ,su eccezionalità di chiamale, ma sua base rnzionale e naturale dovrà essere il principio: d:i a'1iere sempre sotto armi, in qualsiasi momento il numero d'uomini corrispondente a quello dei quadrupedi, onde non si abbia, ora pletora degli unì, ed ora

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F.

D'OTTONE

comanà. il regg. cav. Piacenza (1So) .

<t


I· 64-2 TR.A I LIBRI

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1' 1<

TRA I LIBRI<")

Le pubblicazioni dell'Ufficio storico del Corpo di stato 11U1ggiore austriaco. - La fucileria e i mwvi effetti sull'impiego delle truppe studiati dal generale MASSA. - Programmi e risposte ai pro.grammi; candidati ed esaminatori. - Cominciano o continuano gli scritti sull'Africa.

La direzione degli imperiali regi archivi della guerra austl'!ac1, continuando la serie delle opere storiche pubblicate finora, ha cominciato a ' dar in luce la collana delle guerre avvenute sotto il governo della imperatrice Maria Teresa (Kriege unter der Regierung der K aiserin-Kiini,gin Maria Theresia,) . Il i 0 volume, diviso in due parti, contiene quanto riguarda l'avviamento alla guerra di successione austriaca dal ·171.1,0 al 1748, e per il riparto delta materia, e per l'indirizzo della sua esposizione, questo primo volume corrisponde a quello rispettivo delle Campagne del p1·incipe. Eugenio. Comprende cioè una va:ita e particolareggiata descrizione delle condizioni della monarchia austriaca e degli St~ti europei quando scoppiò quella guerra. La parte che riguarda le forze del regno di Sardegna è tolta dal libro del Buffa di Perrero su Cado Emanuele III ; circa alla situ::.zione di quel regno rispetto alla politica Ct!,ropea non vi sono che poche linee dalle quali si desume J'importuo1.a di quello Stato, il quale conta.va so·vra una ren_dita di 5 milioni di talleri, sovra un esercito di 30 mi la uomini ed aveva le chiavi dei passaggi alpini. Importante è la descrizione del teatro di guerra italiano, per il punto cii vista secondo il quale è compilata in corrispondenza al periodo storico cui si riferisce. A suo tempo, que~ta pubblicazione comprenderà la parte presa dai reggimenti austriaci nella guerra alpina dell'epoca di re Carlo Emanuele III e sarà utile complemento alle opere già conosciute del Pajol e del Moris le. quali mettono in luce i docu menti di origine francese e piemontese. ('} Sarà fatto cenno di tutti i libri di cu i sia mandai.o esemplare alla Direzione.

•

Il desiderio di tener dietro ai progressi fatti dalle armi da tiro portatili negli ultimi te111pi. e di porvi in corrispondenza i dettami delle dottrine muove il generale A. MASSA a parlarne nel libro La Fucileria colle armi nuove, ora venuto in luce per cura dell'editore Voghera. Egli si propone di studiare gli effetti di quello armi e dei cannoni da campo, per dare la massima erficacia all'aziono della fontel"Ìa : la ·quale arma riescirà ancora a consoguire splendidi successi, senza essere sorpresa da inutili ed immani sacrifici, allora solo che i suoi condottieri sapranno attraversare, manovrando con accortezzn pari 31l'ardirnento, le profonde zone tanto in tensamente battute dai fucili di, piccolo calibro e dai proietti scoppianti delle artiglierie. Una breve esposizione del contenuto del libro può ricavarsi dall'indice: Tiro individuale e tiri collettivi - Direzione e condotta del fuoco - Vulnerabilità <lelle formm:ioni - Zone battute e zone pericolose - Impiego della forza conihattente - Il terreno - Al'li<1lieria e fucileria nell'attacco e nella difesa. ~ Partire dai dati positivi raccolti nelltl esperienze e giungere ai criteri che debbono regolare l'impiego dello Lruppe nel combnt.timento, è dunque lo scopo dello scrittore, e come tale il libro contiene dati non comuni. Gen~r.almente infalli simili libri sono pensali e compilati da ufficiali tecnici ovvero da uflìcinli combattenti. Quelli si lasciano trascinare troppo dai risultati del bersaglio e dimenticano l'uomo, questi invece non tengono sufficienttl conto dello strumento e dei suoi effelli. 11 gener~le, che fu comandante in 2° della scuola centrale di tiro di fan1.eria, e per lungo tempo comandante di truppe, all'infuori delle sue qualità pers~nali, ebbe agio di congiungere i due indirizzi che· dovevansi · accoppia~e por riuscire nello studio che egli si è proposto. s .Foi:t1 _ava~guardie e colonne fonn~te in modo che possano rapidamente piegarsi, paiono allo scrittore necessarie oggi che l'impiego delle forze tende ad essere più vigornso e simultaneo che in passa to « e l'attitudine dell'avversario può manifestarsi repentinamente dannosa, turbando ogni preconcetto e piegando la situazione nostra alle intenzioni dell'avversario.,. Ma~cia risoluta ed incalzante quando siasi stabilito di prendere una attitudm~ ?ffensiva, ed in generale portare il.,,peso del combattimento in avrnti lU mo~o che l'azione abbia da procedere decisa, è concetto cardie, e combina collo spirito offensivo dei nostri regolamenti. Le ragioni e e conducono a questa conclusione, ed il modo di attuare tale suggeri-

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TltA l LHlRI

TRA I LIBRI

mento ci indunehbero a riprodurre il libro di cui annunziamo la pubblicazione. Le numerose questfoni su cui quel libro si forma abhracciano il compito dell'istruttore e quello dell'educatore : nettamente posate rispondono ai più importanti problemi che oggi presenta l'addestramento e l'impiego delle truppe. Per la quantità dei dàti positivi tolti da recent.i esperienze e per il rigore delle deduzioni questo libro f', Jrmerà certamente oggeuo di studio e di discussione pe1· i nostri ulficiali, ed i criteri che ne ricaveranno saranno i più adatti a guidarli nelle future manovre in modo cho esse rispondano allo spi rito dei regolamenti e per esso all'immagine ed alle esigenze della realtà.

hriccino leggeva che i caratteri della difensiva sono gli opposti di quelli notnti per la offemiva, e che per ~revità si eran taciuti. E quando saprà che tra i principii fondamentali della strategia è detto esservi quello di operare per le linee interne, come potrà cupacitarsi che i -tedeschi nel !870, e -se si vuole, anche gli Etii>pi oggi abbian fatto il rovescio e non la li sia andata male. E dunque? O il compilatore deve limitarsi a poclte definizioni secche secche come lo chiede il programma, o noi desiderare che questo affare della straregin sia raschiato dal programmo. Tanto la strategia è una di quelle cose che tutti la sanno, almeno se lo si vuol dedu rre da tutto quello che SCI ne é detto e scritto da un tre mesi a 4uesta parte. Poi vien la tauicn, dalla quale imparo r.he un'azione tattica è una seri~ di at.ti coordinati compiuti collo scopo di 'ottenere il debella mento delle forze nemiche. E mi viene in testa di una rctl'oguardìa, che si fa decimare, o se si vuole, sterminare per sostenere la ritirat:i del corpo principale, e non mi so ~a paciLare che quella retroguardia, la quale vien debellata invece di debellare, non abbia da compiere un'azione tattica. Più basso leggo che il terreno favori::ce l'offensiva o la difonsiv:i, e fin qui ci st.o, ma quando vi si aggiunge che i combattimenti vi si piegano in modo da prendere carattere offonsivo o difensivo indipendentemente dallo scopo finale della bauaglia, mi trovo impicciato, perchè mi pare di sentir rivivere T urenua e Montecuccoli, buon' anime loro. Ecco I ohe il terreno spezzi l' ofTensiva noi lo vedemmo di$grazintamente ora in Africn: ma ch e l'offensivn e la difensiva non debbano anche nel camp_o strettamente tattico, e coi grossi eserciti moderni dipendere esclusivamente dallo scopo fi nale della battaglia, questo non lo vorrei sospettare. Ad ogni modo, anche qui concludo come per la strategia, e non mi dispiace nemmeno di sacrilìcaro le due ricette finali che sono il fondamento della lattica : cioè sviare l'avversa rio dall'obbiettivo tattico decisivo e puntare su questo col grosso disponibile: colpire per quanto è possibile la linea di ritirata dell'avversario e tener sicura Ja nostra. Oh se le cose fossero così semplici, ohi si ra~segnerebbe ancora a farsi battere ? Sicchè verrùmmo senza altro alla tnttica formale, alla descrizione dei caratteri essenziali delle tre armi al terreno, ed alla piccola tattica. Per. un, ufficiale di complemento ce n'è anche di tr-0ppo, perohè scorrendo co5i di volo il volumetto vi trovo tante noti?e che potrebbero proprio essere lasciate da parte. Certamente poi vi sono alcu ne asserzioni che meriterebbero di essere schiarite. Che l'a umentata precisione di tiro e

" "* Poichè e' è un programma di arte militore per gli allievi ufHciali, è naturale che vi sieao delle risposte a quel programma. Cosi almeno sue- · cede tra noi in tutti i pubblici uffici .e in tutte le oaniere dello Stato, elte in un determinato giorno i candidati debbono presentarsi agli esaminatori : questi hanno le domande, quelli hanno le risposte. Son come gl i stacchi di un registro a madre e figlia. Si confrontano le dom.inde colle risposle e si vede quali riscontran meglio. La com missione giudica, dispone per ordine di merito i giudiii, e siI tira via. Il libro del • signor tenente 11AJBLL.~, Nozioni di arte militare acl uso degli allievi ufficiali, pubblicato dal tipografo Voghera, anch'esso è uno di quelli che rispondono ad un programma. Non conta che 1)3 pagine, non costo che 80 centesimi, ed invero in complesso non c'è male. Rispondo alle domande. Se le risposte tolte qua e là a· qualche libro magistrale e passate via via fino a questa raccolta di nozioni, sono moncbe e dànno idee tanto inesatte da creder più oppl)rtuno che non vi fossero nemmeno accennate, questo mi par difetto più dell' indirizzo a base di esami su domanda e risposta che del compilatore del libro. Del resto ogli stesso lo dice. Ma intanto che cosa vi troviamo che possa tornar utile al futu ro sottoi.enente di complemento? Delle delìnizioni di strategia nelle quali \'allievo ufficiale impara ohe per fo r la guerra è meglio portarsi sul territorio del nemico, ossia prendere la offensiva strategica, che non combattere sul prnprio tnrritorio o tener la difensiva, non so proprio che cosa egli possa farsene. Se quand'è sol· totenente "di complemento Io chiamano a prender parte di ope,·azioni di difensiva strategica, naturalmente trarrà fu ori il suo libriccino e protesterà. E quando gli verrà dubbio che i mali patiti in Africa sian dovuti all'offensiva strategica, che cosa dovrà dire? Ricorderà che in quel li-


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il rapido caricamento abbiano reso eccezionale il cozzo con la baionetta (pagina 15), non saprei come intenderlo. Se si è alluso ali' atto effettivo della puntata colla baioneu.a, ali' infuori di alcune mischie in locali assai stretti e chiusi, esso è stato sempre una rara eccezione: se invece vi è indicato l'assalto alla baionetta, n,on saprei come i fautori delle teorie del Dragorriirow, che riproducono i concetti del nostro Garibaldi, si potrebbero adatt:lre a quella asserzione. La zona del fuoco decisivo sta tra i 300 ed i HiO metri, è detto, e perchè non lo può es~ere anche più vicino al nemico? Che la condotta del fu oco e l'abilità del tiratore sieno proprietà intrinseche dell'arma pare un po' difficile (pagina 15). Non è nemmeno facile di comprendere l'utiliLà della distinzione fatta circa l'impegnarsi di ciascuna arme nel combattimento. Pel'chè l'a rtiglieria combattendo, alle grandi distame, si impegna meno di tutte le altre armi e più b cava lleria? Che quando per cambiare attitudine tallica ad una truppa essa cambia di for ma compia perciò una evoluzione, è certo, ma che il cambiamento di forma voluto da un cambiamento di uttitudine tattica si chiami evoluzione, non: pare esa lto, e ~el sanuo le' piazze d'armi, che <I' evoluzioni ne hanno veduto parecchio e tutte senza scopo taltico. Tronchiamo e concludiamo. Il compilatore merita lode per la cura con cui raccolse ffUUnto scrisse, e non è tutta colpa sua se il libro rimase inorganico e frammentario. Ma siccome lo è, può darsi che esso non sia che una traccia di quanto lo scriltore spiega nelle sue lezioni agli allievi ufficiali: ed ullora ci sia · permesso di ch iedere perché il libro non fu lasciato manoscritto? Questa recensione è seveta: ma ci sembra . importante che l'insegnamento resti efficace, e qu indi no~ dovrebbe mai sorpassare lo scopo che si propone. Va l meglio dar poche idee e ben precise, che un nuvolo di definizioni e di brani stralciati dagli scritlori militari che andavano per la 'Jlltiggiorc fin'ora colle loro divisioni e sud divisioni analitiche, definizione e brani passati nelle ~inossi scolastiche e colate in questi sunti che de·vono servirsene come puntello memnonico. Di un libro chiaro, preciso, sobrio cd adatto nllo scopo ~ bel modello quello del nostro De Cristoforis, fresco oggi come trentacinque anni fa, quando , cornpal'VO. A ciò provvedano i programmi e l'indirizzo del!' insegnaml'\nto nei reggimenti ove si raccolgono a sentirci ed a giudicarci i giovani che escono dalle scuole superiori, e per effetto della legge di reclutamento passano a traverso l'esercito col proposito di divenire ufficiali di complemento. La loro permnncnza nei re1rgimenti le . o ' lezioni che vi sentono, sono il legame massimo e più duraturo tra eser-

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cito e paese; facciamo in modo che sia proficuo all'interesse dell'uno e dell'altro. Il compilatore è qui fuori di causa affatto, e perciò vorremmo alla fine di queste nostre considerazioni cit.are le riserve che egli fece : e i suoi sfor~i sieno pur degni di lode, se, con1e egli desidera, sproneranno . altri a riempire il vuoto di un libro faci lP, chiaro ed efficace che risponda alla necessità di apprendere quelle conosc~nze militari, che oramai ciascun uomo di mondo deve avere, specialment.e se aspira a: più elevati uffici pubblici, od anche se vuol sfuggire ai giudizi strampalati di cui fu preda l'opinione pubblica negli uhimi mesi.

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recenti avvenimenti d'Africa cominciano già a dar lu stura alle r.onsiderazioni miliuiri, ed agli opuscoli. Citiamo trn le prime un paio di appendici scrit.te a punta di penna dal Malo uel .Tournal dcs .Débats dd 13 e del 20 scorso col proposito di descrivere colla scorta dei varii articoli della swmpa militare italiana, e specialmen1e di questa Ri'Vistn, quale sia il modo di combattere usato dagli Abissini. Ne .deduc(' che essi si affidano più ali' arma bianca che aI fuc~ile, e ohi11de il suo scritto colla domanda: se l'urto di uomini decisi non avrà sempre ragione sulle nazioni ar mate europee, anche se fornite delle migliori armi, e se un gruppo di vecchi soldati non- avrebbe potuto ,·esistere ove non vi riuscirono i combattenti cli Adua. Ma, e il numero, il sovercl1iante e sproporzionato numero assecondato dalla facilità di muovere in un terreno, ove gli europei muovono difficilmente, questo signore non lo conta? Da'llo:1 tipografia Voghera vede la luce un libro: - La colonia italianll in A/1"ica e F·-rancesco Crispì, il Parlamento ed il paese, il cui autore si cela sotto l' epiteto Un Italia,w. Cerca di rnddrizzare molti l,{ iudizi superficialmente espres~i negli scorsi giorni, di paragonare parecchie date la cui confusione è causa di mali apprezzamenti , di raccontare, coi documenti, fatti svisati nel pubblico dalle passioni di coloro che in v.al'io modo avevano interesse a vederli alterati. Quel signore Italiano 81 è preso un beli' impegno se vuol correggere quel nostro ragionare 8 casaccio e superficialmente su fotti mal conosciuti per mezzo della sta~pa giornaliera. · Ad ogni modo, e non ostante il carattere del libro ~ecisamente favorev ole al Ministero passato, esso raccoglie molti fatti ncorrendo a fonti più certe. di quelle di cui generalmente si serve I


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'l'RA I LISfU

la stampa fuggevole. · Però dirigendosi ai più, sarebbe stato più efficace se fosse stato più succinto, tralasciando alcune pagine di inutile e non rara erudizione, cui fu sedotto lo scrittore.

NOTIZIE POLITI00'"!ifILITARI Il PAnEN'l'l continu3ndo ·la sua, utile pubblicazione nella Rivista ma· rittfma sugli Ordin.mnenti navali delle principalinazioiii, dopo l'AustriaUngherià, ora è passato alla Danimarca ed alla Francia.

F.

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Il :17 corrente si riaprì il Parlamento e il nuovo Ministero, composto come abbiamo detto, nella precedente puntata, fece, prima alla Camera e poi al Senato, importanti dichiarazioni delle quali ecco un breve sunio. Prima di ricercare il passato (disse l'onorevole di Rudinì) ò necessario provvedere al press,mte ed all'avvenire. . Fino. dall'8 marzo il generale Baldisserà, nuovo comandante in Africa, fu autorizz'ato dal cessato GabineLto a trattare la pace col Negus in quelle condizioni migliori che egli credesse stabilire per la salute della colonia e il decoro d. ltalia.,Il nuovo Ministero non credett.e d'interrompere le trattative. Quanto alle disposizioni che già erano state dare per rinfor,,are l'esercito in Africa dopo la battaglia cli Adua, il nuovo Gabinètto avrebbii volulo da!!vi piena ed intiera esecuzione, senonchè il generale Balclissera, riferendo come le condizioni fossero migliorate, aggiungeva non occorrere più'!a seconda metà dei rinforzi, non ancora partita e così fu sospeso l'invio degii ultimi tre battaglioni e tre batterie, che però si tengono pronti al primo cenno. · I negoziati per la pace $aranno condotti con prndenza, con fierezza e sopratutLo con' la ferma risuluzioue di respingere qualunque proposta non confacente al nostro decoro. Frattanto saranno continuate le ostililà e, quali che sieuo gli eventi, non Yerranno sospese fino a che non avremo ottenuto una situazione tale che consenta di soddisfare agli interessi della colonia e al scn1imento del pubblico italiano. . Non .si farà però mai una politica di espansione. Quale che sia la fci°rtuna delle -nostre armi, la situazione polir.ico-militare che ne risulterà, l'attuale Gabinetto non aspira a riconquistare il, Tigrè. E se gli eventi ci conducessero a lìrmare un trattato di riace, non vorremmo assolutamente inscrivervi come condizione il nostro protellorato sull' Abissini::i. Si vuole la pace, ma non si ha fretta di . stipularne una qualsiasi, e, per_conseguir!'a quale il nostrp decoro e il nostro prestigio c'impongooo, ci prepariamo a continuare la guerra. Perciò il governo ha pre-


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sentato un disegI.10 di legge col quale si chiede la somma di H,O milioni per provvedere alle spese che potrebbero essere necessarie fino a tutto dicembre. · Intende procurarsi i :140 milioni con una operazione di credito; non occorrono quindi provvedimenti per resercizio :1895-96. Ncll' ora presente tutta l' attenzione essendo rivolta all' Africa e a.ll'esercito, la politica coloniale e la politica militare, essendo gli affari del giorno, ad essi specialmente. saranno rivolte tutte le cure del uoverno, per assicurare in Africa una situazione durevole che restauri"' il nostro prestigio, e migliorare nel Regno le condizioni dell'esercito, met, tendone gli ordinamenti in r,apporto con le somme inscritte in bilancio.

Queste furono in sostanza le dichiara7.iot1i del presidente del Consiglio, a cui seguirono 11ltre, che per brevità omettiamo, sulla politica interna e la politica estera, quindi l'onorevole Colombo, ministro del tesoro, presentò l' annunziato disegno di legge per un credito · di :140 milioni. · ~ulle dichiarazioni del presidente del Consiglio s'aprì alla Camera una discu~sione che durò due giorni e non conchiuse nulla benchè piena di rumorosi incidenti. Altra consimile fu quella cbe s1 'fece poi sul progetto di legge dei :140 milioni; la quale però tinì con un voto politico e con l'approvazione del progetto stesso. li 2,1 marzo, dopo eh' ebbero parlato in tutti i sensi oratori da tutte le parti della Camera, svolgendo ' alcuni ordini del giorno .diametralmente opposti, riprese la parola il presidente del Consiglio che spiegò e completò varie delle dichiarazioni fatte nella seduta dtrl :17, e, senza domandare esplicitamente ,un voto di fiducia, chiese che al voto sul credito ·di HlO milioni fossè ,dato .il caraùere di approvazione delle dichiarazioni del · governo, affìnchè questo sapesse se poteva o no continuare nell'indidzzo di cui aveva espost@ il programma; pregò quindi che tutti gli ordini del giorno fossero ritirati. · ' Mantenne il suo l' on. Sonnino che aveva proposto l'ordino del giorno puro e semplice, e l'on. Rudinì dichiarò di respingerlo, equivalendo esso ad un silenzio di tolleranza e di commiserazione. Cosi la questione politica si trovò naturalmente posta e la votazione si fece per appello nominale· sull'ordine del giorno Sonnino, il quale venne respinto con 2:19 voti contrn :l:19 e 72 astensioni. Quindi a grandissima maggiorama si approvò iÌ progetto pel credito di :140 milioni, e la Camera veline prorogata . al 28 aprile.

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' ** L~ stesso progetto di legge venne in discussione al Senato il giorno 24 e diede luogo . ad un dibatt.ito vivo e interessantissimo. in cui la politica africana e la questione delle responsabilità nella. preparazione e nella condolla della guerra furono, se non sviscerate, almeno posate in termini molto recisi <!agli amici e dagli oppositori dell'attuale Gabinetto. Noi ci limitiamo a notare che la nota patriottica vibrò in Senato più forte che nèlla Camera dei deputati, e l'opinione che non si debba far pace se non onorevolissima si manifestò con molta accentuazione. J,'on. Rudinì, presidente del Consiglio, ripetè in Senato le dichiarazioni fatte alla Camera ed assicurò, nel modo più esplicito che, pur rinunziando nell'interesse nostro a riconquistare il Tig,:è e a ristabilire un protettoi·ato nominale sull'Abissinia, nessuna condizione di pace che non fosse onorevolissima sarebbe stata accettata. La ~iscussion~ si chiuse il 25 coll'approvazione del seguente ordine del giorno accettato dal G9verno : < Il Senato udite le dichiarazioni del Gov~rno, con vinto che . esso saprà regoia;·e la sua politica nella colonia Eritrea per modo di ottene1•e unà soluzione conforme alla dignità e all'interesse della nazione, passa all'ordine del giorno. » Quindi a grandissima maggioranza fu approvato il credito dei i4:0 milioni. * *,.

Tanto al ~enato quanto alla Camera, p;·ima di cominciare le discussiol)i; un pietoso pensiero fu rivolto ai prodi caduti nella battaglia di ,Adua ~ splendide commemorazioni fecero di essi i presidenti dei due rami del Parlamento e vari senatori e deputati, alle cui parole si associò il Governo, per .bocca del presidente del Consiglio e del. Ministro della guerra. T~nt~ il Senato quanto la Camera incar_icarono i rispettivi presidenti d1 esprimere alla vedova del generale Dahormida, morto s·ul campo, i sentimenti della più viva ammirazione e compianto. Altrettanto sarebbesi fatto verso la famiglia del generale Arimondi, se la morte di· lui, probabilissima, fosse stata certa come quella di Dahormida.. d Omettiamo per brevità le lettere scambiatesi in quf.sta occasione, ma obbiamo riportare come documento quella che, alla vedova del aener8 I D · , e aborm1da, scrisse S. M. il Re : l')


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« Ho partecipato alle sue speranze, :ille sue ansie sulla sorte del generale Dabormida; ma attesi per mauifestal'le i miei sentimenti verso cp1el prode soldato che giungessero si.cure notizie. Qr:i che, purtroppo, sembra accertata la morte, mi associo con tutta l'anima al di lei dolore, sinceramente diviso dall' intera n:izione. « Dalla grandezza, dalla gloria del sacrificio, Ella attinga, come sposa e come madre, forza per sopportare la perdita crudale. Essa è un lutto per l'esercit·o che scriveva il nome del generale Dabor~ida con quello del padre suo fra i più cari e venerati La Regina si unisce alle condoglianze e alle espressioni 'di inalterabile :iff'etto per lei ed i suoi Ogli, che saprà crescere degni del loro genitore. » E prima di lasciare questo argomento riprodurremo un sunto delle nobUissime parole che, a rivendicare l'onore dell'esercito, pronunziò alla Camera, nella seduta del 2'1, l'on. ministro della guerra, generale . Ricotti. e< Ho sentito parlare della necessità di rialzare l'onore ed il prestigio dell'esercito. · ~ Dichiaro che l'onore e il prestigio del nostro esercito non furono mai cosi poco compromessi come oggi: l'onore militare è salvo q~iando le truppe si b11ttono fino .all'.ultima cartuccia. « Ora, a questo proposito, le prime notizie della battaglia di Adua, le cruali fecero sorgere il dubbio che i nostri non si fossero valorosamente btittuti, erano assolutamente false: esse venivano dai pochi fuggiti e che primi giunsero ad Adì Caiè. « Si attende in pruposito un rappo(to del generale Baldissera. l\fa intanto è cer·to che di cinque generali due sono morti e due feriti; la metà degli ufficiali e dei soldati morirono eroicamente sul campo. « Pochi eserciti possono vantare una pugna così gloriosa. (( Quindi la mia fiducia nell'esercito è aumentata dopo i recenti fotti, e sarei orgoglioso di poter avere l'onore di condurre ancora al fuoco i sol' dati italiani. , Queste parole furono coperte da vivissimi e generali applausi.

Non diremo delle nazioni che, con la loro stampa, mostrarono di gioire della nostra sconfitta e volerne profittare; diremo di quelle che vivamente se ne' dolsero e che; · pur facendo gl' interessi propri, cercai'ono in qitalche modo di poterci giovare. La stampa austro-ungherese é quella ..germanica furono unanimi nel deplorare la disgrazia toccata al nostro paese e nel rivolgergli parole di conforto e di incoraggiamento. La stampa inglese, più interessata nella. questione, non solo si dolse della nostra sconfitta; ma si allarmò cl'elle conseguenze che la vittoda dei barbari poteva avere nei vasti possedimenti dell' Inghiltena in Africa e sqpratutto in quelli attigui ai nostri. Fino · dal principio della guerra nel Tigrè un movimento si era osservato fra i dervis0i sull' Atbara e nell'alta valle del Nilo; in questi ultimi tempi essi . avevano passato a gruppi la nostra frontiera e cominciatè le 101:0 scorrerie nel territorio di Cassala. Quali effetti' potrebbe avere la caduta di Cassala sul possedi1pento anglo-egiziano di Suachim? Quali sullo stesso Egitto il ridestarsi del mahadismo ed il 'ritorno delìe tribù disperse negli antichi territori? E se qualche gente europea, come ha fornito armi e denc1ri agli scioani per spinger!i~contro di noi, facesse altrettanto coi dervisci per spin: gerli contro gl'jnglesi? Queste consider.azioni commossero l'opinione pubhlica in Inghih.erra e indussero quel governo a decidere una spedizione anglo-egiziana su DongoJa. La discussione che, a questo proposito, ebbe luogo nel Parlamento inglP.se fu interessantissima e lusinghi<~ra per noi. · Il sottosegretario di Stato agli affari esteri, Curwn, dopo avere accennato alla situazione nella valle del Nilo, di$Se: (< ·ciò è tanto più serio in quanto che gl'italiani si trovano in presenza di grandi difficoltà sulla costa occidentale del Mar Rosso. L' infausto avvenimento di Adua fu inteso con dolore nel Padamento inglese e in tutta l'Inghilterra, per la sventura toccata ad una nazione di valorosi soldati e nostra :vera alleata. ' 1 Abbiamo 1:t.itti fiducia nella forza riparatrice dell'Italia e nel coraggio ~elle sue trqppe; nutriamo speranza che- si rialzeranno e vendicheranno 1onore della bandiera; ma la sconfitta degli Italiani è oggi accompagnata da un doppio pericolo. Essi non soltanto sono impegnati in una 'gueq·a cogli :Abissini, ma Cassala è minacciata, se non assediata; da diecimila dervisci. Ognuno sa che le influenze esistenti e le forze scatenate nel!' Africa Centrale. così eccitate dalla vittoria e favorite da una comhina~ione qualunq~e, possono costituire un pericolo molto

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* .. L'esito della battaglia di Adua ebbe il suo contraccolpo non solo in Italia, ma in tutta l'E~ropa; perchè tutte le potenze sono, quale in un modo e quale nell'altro, intere~sate in Africa, e non è indifferente a nessuna la sorte di quella parte d'Africa che più o ,meno diretta mente domina la grande strada pel canale di Suez e il Mare Eritreo.


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grave non soltanto per l'Italia 'e per la posizione dell' Inghilterra in Egitto, ma eziandio per la càusa della civiltà sul continente africano. « Le forze dei ·dervisci che non sono attorno a Cassala, possono djscendere verso Tokar, o Suaki,m, o nella vallata del Nilo. Fra poco tempo la frontiera dell'Egitto può essere minaccìa_ta da un gravissimo · pericolo. Le autorità militari in Egitto ed in Inghiltena credono che un'azione immediata sia necessaria. oc Fu quindi deciso, nell'interesse attuale e permanente dell' Egitto, di avanzare nella valle del Nilo fino ad Ahishen, cbe si trova sul Nilo ad un terzo di distanza tra Wady-Halfa e Dongola e possibilmente di proseguire quindi fino a Dongola. l\fa. non si possono. dire altri p.articolari, perchè non si devono pubblicare i piani di una campagna. » Di questa spedizione sono ora in corso. i preparativi, anzi le prime truppe sono già mosse. I fondi saranno ,tratti da uria cassa egizian;\ posta sotto il controllo delle Potenze. Tre di queste, Germania, AustriaUngheria ed Italia si affrettarono a dare il consenso; lo negarono ·Francia e Russia; ma ciò non costituì ostacolo, perchè basta il consenso della maggioranza. · L'imperatore di Germania fece qualche cosa di più; appena ebbè notizia della battaglìa di Adua, appianò tutte le sue diverg~nze coll' Inghilterra, onde. lasciarla all'ano lib.era in un'impresa che, mentre giova direttamente ali' Egitto e alla civiltà, riesce indirettamente utile a noi.

Dopo la battaglia di Adua si temette pe~ un momento che il nemico vincitore facesse irruzione contro la nostra nuova linea, di difesa (che appoggia la destra ali' Asmara e slende la sinistra verso il mare) su Ha qua)fl da una p~rte si ritraevano i posti più avanzati e si a.ndavano raccogliendo feriti e dispersi, dall'altra si disponevano i nuovi rinforzi a misura che arrivavano. Si, riteneva poi per sicm·o che il nemico non avrebbe ritardato gli attacchi contro Adigrat. Ma il Negus, che aveva pagata la vittoria molto più cara di quanto avrebbero potuto far suppone i nostri· primi dispacci, fu lentissimo nelle sue mosse ; nulla tentò per trarre ,profitto della vittoria e probabilmente era nell'impossibilità di tenta1·lo; solo verso il 19 o il 20 si trovò col grosso dell'esercito .ad Adagamus, ed invece di attaccare Adigrat, si contentò d' investirlo alla larga, sperandò di prenderlo per fame o per sete come Macallè. · Ma secondo le ultime notizie questa eventualità non è prossima a realizzarsi; Adigrat avrebbe ~ncora per molto tempo viveri ed acqua; le munizioni poi vi sono in abbondanza.

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È inutile dire che. ·ai questo tempo di respi'ro ha opportunamenle froOtlato il generale Bal<lissera per rendere forte e sièura la Sl,la linea -di difesa, tantò che adesso non , solo è svanilo . ogni pericolo, mà un at1Mco sarelibe più desiderato che temuto. FraJÌ{lnto continuarono e co~tinuauo ancora le trattative di pace che .iniziate, dal cessato gabinetto, non furono mai interrotte. A (J-Uat' punto ~i trovino e quali probabil~tà. presentino di riuscita, non sappiamo. È .,certo. che malgrado· le trattative, furone mandari in Africa i complementi necessari d'uomini e di materiale per riempire i vuoti nei corpi ·e Qei servizi; ed è altrettanto . certo che le condizioni di pa.ce o sa- , .rannò ono~'evolissime .o non si accettrranno. Da v.ari giorni i dispacci h1rnno questa frase: « sul fronte Sud nulla ' -di nuovo-» ; ma tale situazione non .può durare a lungo.. L'avvicinarsi délla- stagione delle pioggie nel!' Barrar e nello Scion, -e la penuria' di viveri in ·Un paese oramai razziato e strarazziato, im.pongono al Negtis una pronta decisione: o auaccare, o conchiudere la _pace, o ritirarsi ~enZ{I averla conchiusa.

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Sul fronte ove~t abbiamo parecchie migliaia di Dervisci, la maggior, 'J}arte a cavallo, che scorazzano intorno a Cassala, ma non ardiscono lit-laccarla, nè posgono star fermi intorno ad essa per mancanza di foraggi. <Contro siffatti nemici la•fortezza è sicura da qualunque attacco di viva forza. L'unico pericolo che si temesse era la. delicienza di viveri, ma, -v~rso la métà del mese giunse ad entrare in Cassala una grossa carovana --di iOO camelli, sicchè per qualche tempo il tirnore è s1'anito, , ~rattanto il colonnello ~tevani, .nuovo comandante delle truppe indii~ne; fu inviato con due battaglioni indigeni e una batteria verso le strette ~ Sabderat, per impedire al nemico il passaggio di quell'importante nodo -<li Slrada e chiudergli il passo a scorrerie nel territorio di Agordat e di Cheren. . · Intorno a quelle strette, tenute da un . nostro distaccamento rinforza'to -<la genti del luogo,' sono avvenuti durante il mese alcuni ,piccoli scontri-colla peggio dei Dervisci.

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h~~sciando .finalmente l'Africa, chiuderemo que~ta rassegna notando ·c e il Se?ato, dopo breve discussione, ne.Ile sedute del 23 e 26 corrente, .Jipprovò il progetto di legge sull'avanz~mento nel Regio esercito., ,~ -

ANNO XLI.


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La discussione, consenziente l'onorevole Ministi-o della guerra, si fecesul progello modificato dall'uffizio centrale del Senato, ed i singoli articoli passarono rapidamente con lievissimo co'ntrasto. All'articolo 4, ov' ~ fissato a qYattro mesi il tempo.di servizio effettivonecessario per gli aspiranti al grado di ufficiali di complemento, il sena-tore San Marzano osservò che gli sembravano pochi e propose di port.arlo . a sei; ma non insistette nella sua proposta, avendogli l'onorevole Ministro, della.guerrn risposto che occorrono moltissimi ufficiali di complemento per il caso di mobilitazione e che perciò bisogna facilitare l'accesso a questo grado; che d'alti·onde,.per diventare ufllciali di col)lplemento, bisogna sottostare ad ùn esame facile e che, infine, quattro mesi dì servizio· effettivo, per giovani intelligenti, devono bastare. · All'art. s; che stabilisce i limiti _d'eLà, parlò contro soltanto il senatore Mezzacapo, il quale disse che per questo articolo; respinto dalSenato altra volta, egli avrebbe votato contro il ·progetto volendo essereconseguente; ma l'articolo fu questa volta approvato a maggioranza, grandissima. · I limiti d'età da esso stabiliti sono i seguenti:

GRADO '

Teo. generali

iYfog/!. generali

Colonnelli Ten. colonnelli Maggiori Capitani Tenenti Sottotenenti

Stato magg. generale Corpo sanitario Stato magg. car. reali Corpo contabili fanteria. ravalleria Commi~sariato artiglieria, genio Corpo veterin.

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i promossi a scelt.ll er?no_tropp~; col. nuovo si , tut~lano i di~itti dell'anzianità, ma' in pan tempo s1 lascia aperta la via per cui possano salire, ancqra giovani, ai primi gradi, coloro che emergono in modo veramente eccezionaie. Nella seduta del 27 l' inticro progetto fu votato a scrutm10 segreto ed approvato con 76 .voti favdrevoli eontro 19 contrari. L'approvazione di questo progetto, che si spera di vedei· presto confermata dalla Camera, fu accolta con grande soddisfazione d,ell'esercito, dov'è vivo il desiderìo che cessi' una buona volta l'incertezza dei criteri e delle norme con cui da molto · tempo si procede sia negli avanzam.enìi, sia nei collocamenti in posizione ausiliaria e a riposo. JI.

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Le più importanti disposizioni d'interesse militare, emanate nella quindicina sono le seguenti : Venne abolito il corso preparatorio alla scuola di guerra. Venne determinato che nell'anno corrente non abbiano luogo i cambi di guamigione, salvo qualche eccezione che fosse consigliata da esigenze di servizio. Venne chiuso a datare dal 1° aprile p. v. il panificio militare di Forlì. Nell'intendimento di provvedere . alle vacanze esistenti nei quadri degli uffici.ali subalterni dell'arma d'artiglieria, si è determinato di ammettere in servizio temporaneo gli ufficiali dì complemento di detta arma che ne facciano regolare domanda. Il servizio di cui sopra non potrà .avere la durata inferiore a due mesi, e gli ufficiali dovranno indicare esplicitamente nella loro domanda la data colla quale intenderebbero di /niziare il servizio. Roma, 29 marzo 1896.

x. All'articolo 23, il quale tratta delle promozioni a scelta, prop~se uri, · emendamento il senatore Bocca, chiedendo che ogni promozione a scelta fosse completamente abolita. l\fa quest'emendamento fu respinto, in seguito alle parole del Ministrv della guerra, il quale disse che la Lase dell'avanzamento dev'essere. bensì l'anzianità con l'idoneità ben conslatata, ma non si deve escludere in modo assoluto la scelta. L'avanzamento a scelta, cor~' è rego.lato dal nuovo progetto, non darà luogo agli inconvenienti fin qui lamentati. Coi metodi precedenti .,non si ottenne buon risultato; perchè


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NOT.IZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE M'ILITARI ESTERE FRANCIA.

· ~e man?m'e d'{l;utunno 7ie1· l'anno 1896, - Le manovre pe~ l'autunno '<lell anno rn corso sono fissate come in appresso: _IJ ~2° e 17° corpo d'armata, eseguiranno manovre d'armata, sotto la d1rez1on~ del. gener~le ~ailliot, membro del Consigl,io superiore di gue~·ra . . Gh altri corpi d armata, eseguiranno m3novre · di divisione ·e. d1 _bngata. Le manovre di divisione saranno di 16 {(iorni, al mnss1mo, co1~prese le marce di traslocazione, per .la 2a,..1oa, Ha, 13", 15a e f8à regione. Esse saran_~o di.. Hi giorni nella 1a, 3a, 4n e iq,a regione. Le man?vi·e di b:igata saranno di Hl. giorni al· massimo, comprese ·le marce d1 traslocaz10.ne, nella t5", 6a, 7a, Sa, 9a e 16a regione: N~ll~ fg:a e HiQ 1:egione le manovre di divisi()ne potranno trasformarsi m manovre d1 brigata. · ' Non si eseguiranno manovre di fortezza. L'organizzazione delle 111anovre per !',Algeria e la Tunisia formerà argomento di istruzioni particolari. · ,M(l;novre di cavalleria. _, La fa, 2•, ;3,i 4a 6 bis 9, 10• H• J ')a ,1 ,, 4 { l'-:.:a 16 8 · ' ' ' ' ' ' ' 1.,J ' :l':t ' ~ ! . a e .1 a bnga.ta di cavalleria, · come le brigate della 2•, 5• e 6• d1v1s1?ne d1 cavalleria, e la .3' brigata dei cacciatori (Dòle-Auxonne) esegu11·annQ evoluzioni di brigata pel' la durata di 8 è>oiorni , 11 011 • • • • • compresi I mov1ment1 d1 traslocazione. Tutte le brigate di cavalleria di corpo d'armata, eccezione fattn per la 6a, 7a ed Sa, prenderanno parte alle manovre delle divisiùni e delle bri~ate di fanteria che . avra.nuo luogo nella rispettiva regione. · a queste manovre . 1.1 . Parteciperanno .. . d egualmente . . le hi·iO'ate "' , f01man d1v1s1on1 sotto- .escntte: 2• divisione di cavalleria: le ·3 brigate, manovrn ·della 6• regione;

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5• divisione: la 4,• brigata di corazzi~ri, manovre della i' regione, la 2a brigati~ di ussari, manovre della 2• regione, la 3a brigata di dragoni; 6a reg1on~; . 6• divisione: la 5" brigai.a di corazzieri , manovre della . 7a re-. ,'gjonl\, la 1a brigata di ussari, medesima regione, la (ja .brigata di dragoni" i3• regione; .• 7a divisione: la 3a. brigata di caceiatori, manovre della 8;1 regione; . .. Ja 1• e la 3a divisione di cavalleria, come la 7a nell:i forma1,1one della quale la 3• brigata di cacciatori sarà surrogata dalla , 3" brigat~ di cavalleria, eseguiranno delle manovrn d'assieme, per la durata d1 12 giorni, al massimo, non compresi i movimenti di traslocazione, sotto la direzione del generale di divisione, presidente del comitato tecnico di cavalleria ; . I' tta divisione di cavalleria, ed una di.visione provvisoria che sarà destinata dal generale di divisione, ispettore del 3° r~i1:èondario di ispezione permanente di cavalleria, e che comprenderà la 6a, 7• 13.d 8" b~igata di eavalleria, con due ·batterie a cavallo, da designarsi ulterior.: mente, _eseguii:anno sotto . la direzione qcl generale comandante Il)., 4a divisione, delle manovre d'assieme, per la durata di '12 ;iorni, al massimo, non c,om presi i movimenti di traslocazione. . Tutti i ,reggimenti territoriali ed i battaglioni di cacciàtori territoriali, richiamati in ottobre, manovreranno nell'e adiacenze delle i·i-. spettive guarnigioni, .per 2 gioi·ni, al termine del loro periodo d'istru-. zione. . , · Le perdite del. corpo· del Malla_gascar. - La statistica delle perdite del corpo Ili spedizione al Madagasca1·, durante l'ultima campagna di guena,, annovera là morte di ufficiali superiori, di 20 ufficiali subalterni, di 8 assimilati (medici, veterinari, ufficiali d'amministra7.ione, interpreti), di 3 cappellani e di un commesso di. tesoreri;,. Circa alla truppa, la cifra tot.aie delle perdite sembra lìssata a (1,,326 uomini, più ~28 dei. portatori cabil i, senegalesi e somali.

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BELGIO.

. Il fucile 1lfaiiser . - Il Ministro p~r g.li affal'i interni, con una sua circolare di 'data recentissima, rende noto ai comandant.i dei corpi speciali della guardia civica, che i fucili Cornblain, modello '1871, saranno


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NOTIZIE MlI,ITARI ESTERE

prossi.ma_mente sostituiti cou j ucili Mauser, a ripetizione, modello 1889 . I capi dt corpo sono stati invitati a far pervenire al Ministero della ~uerra, nel c,)rso della 1a quindicina dì marzo, Jé richieste relative alI ar~amento ed equipaggiamento, secondo il numero di fucili i\fauser c,he e : ~rettamente necessario per il servizio della guardia civica dul'ante . I anno m corso. . , ·. f' Espo~izione d' A~vers:t ~ le 'atini portntili. - Nell'occasione dell'espo· s1z1one d A~versa, 11 Mm1~tro_della guerra del Belgio avea prescritto alcune ~spenenze comparative fra le diverse armi portatili in uso presso la fanteria belga, da un secolo a questa ptirte. Queste armi erano: :1 ° Il fucile a selce mvdello 1777. 2° Il fucile~ percussione, modello :1811:.t. 3° Il fucile rigato, modelt'o 18i>3. 4° ll fucile A !bini, modello :18f53-:1867. 5° La carabina Terssen, modello 1848-:1868. 6° Il fucile modello :1889. · li calibr~ d~ll~ t:e prime armi era dì 1nillirnetri :l7,f.i; il calibro dei due seguenti d1 rn1ll11netri H; quello dell'ultima di millimetri 7 6~' L . 'o. a c~nca pes~va grammi 9,5, per le due prime armi ;' grammi 5,5 per la terza, grammi 5 per la quarta e la quinta; grammi 2,5 ,per Ja sesta. Il pe~o della pallottola era .di grammi 27 pèr le due pri'me a,·mi, Ji gramm~ 48 per la terza; d1 grammi 2o pet· la quarta e quinta, di grammi i!J. per la Resta. · · . Q_uanto all~ giustezza dell'arma, a WO metri, si 'trovò che la de_viaz,_one '.11e~ia, in altezza, . per le tre prime armi era rappresentata da centimetn .1.,, 26 e ~1; e da centimetl·i 6, 4 e 4 per le tre ultime'. L:1 prec,912ne del tiro presentò, da sua parte, le deviazioni medie di cent11netn 3,, 30 e :H, per, , le tre flri mc armi· , 1,, d., cen t··une t 11.· 8, t,1 e 3 per le tre ultime. · , ' Ciò che sarebbe stato ancor più int.eressante di conoscere, si è la zon:i battuta, d~ queste di~ers~ ~rmi;. da :100 a 400 metri ~lapprima, e di 49? ~uet1 1 a 1000. d1 yo,, 1~ gu'.sa da poter paragonare gli ellòtti mic1dial1 de(le armi 11;1p1egate rn ciascuna delle guerre pas::;ate con quelli delle armi moderne. ·

.IS'OTIZIE MILITARI ESTERE

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BRASILE.

Nuov~ spolette per l' artigH~ria, mo,del~o .Si-i~as E~éas. - Il maggiore Simas Enéas, dello stato maggiore de.Il art,gltena bra~1l~na: m~m~ro della, ,Commissivne tecnica per le armi portatili e le art1ghe1:1e,. mvrnta dal ~ verno del Brasile in Europa, ha presentato tre modellt. d1 ~polette, la prima a percussione, la seconda a tempo e la ,terza a doppio effetto. ' Loro caratteristica principale è la semplicità estrema del congegno.: .oltre a ciò, queste spolette possono essere costrutte da tutti gli armaiuol1, .con mactlhine molto semplici. Cio diminuirebbe di gran lunga la mano d'opera ed il costo delle ·spolette attualmente in uso presgo le artiglierie. 'La spoletta a percussione, sperimentata clura.nte la guel'l'a civile b.ra-silena d'ell'anno l89q, ha dato risultati eccellenll. Consta di quattro· pezzi ed è perfettamente .cilindr~ca. . . Possiede, nell' jnterno, un alloggiamento per 11 fulmmato d1 mercur10, ,un petcotltoio vuoto, ed un anello di piombo dove es~o. s'alloga. Il funzionamento della spoleita sembra del tutto ongmale - pro~vede ~gli accidenti occasionali nel trnsporto e nel maneggio del meccamsmo, mediante un apparato. di sicurezza. . · . La spoletta a tempo, consta di sei parti: un cappello, u.n co.rp~ di spoletta, un a~ello di gradnazione, un percotitoio, una lìbbta d1 sicurezza ~d un filo di _rame per raccomandàre .il percotitoio. · Il cappello .è avvitato nella parte superiore del corpo della spoletta e ~erve, nello stesso tempo, a fissar l'anello di graduai.ione. . .. La spolètta a doppio effetto, consta di sei parti, molto ~111~1h a quelle -della spoletti\ a tempo. Essa funziona con lo stesso percot1to10 usato per ¼' impiego a percussione. I1_maggiore .Simas Enéas, ha presentato i disegni relativi alle su~ spolette, al capo.della Co1nmissione hrasilena, colonnello A. de Med~1ròs, a -fine di esser sottoposti all'approvazione del Governo della repubhhca. RUSSIA.

I reggùnenti di morttti da montagnlt. - L'artiglieria pe~ante. co1~1,prende oggidì 22 batterie, delle quali due soni> distaccate 1.n S1ber1~. Un'ukase del i7 febbraio.- ordina la formazione a Carachs, nel d1partiment~ militare del Ca~caso, ·del 7° reggimento di mortai da cam-

, ·


662

NOT I Z IE lIII,ITARf ·ESTERE

pagna. Questa nuova formazione completa il gruppo dei reggiment.i di· mortai nell'artig!ieria da campo russa . . li (t. 0 reggimento a Novgorod, dipartimento militare <li Pielroburgo ;il ;5° a Colomna, dipartimento militare di Mosca, il 6° a Cherson , dipartimento di Odessa cd il 7°, hanno presentemente due batterie rnontote o sei pezzi ognuna. Questi quattro reggimenti saranno successivamente ordinati su quattro batterie. I tre primi reggimenti di mortai da campagna hanno attualmente sede il ! 0 a Dvinsk (Vilna), il 2° a Bielaia-Tsercov (Kiev) ed il 3° a Varsavia . Tutti e tre sono formati su quattro batterie, a sei peai. Un mwvo porto sulla Vùtolci. - Con Prikas N. 3 2 dello scorso anno-il Ministero della guerra ha stabilito la cos1ruzione di un porto militare· fluviale a Novoghco1·ghievsk sulla Vistola. Tale porto dovrà essenzialmente servire: a) alla ccnservazione del materiale dei pontieri; b) al ricovero e conservazione delle flottiglie Ouvi:ili; cJ alla conservazi·one del materiale occorrente per i passaggi dei corsi d'acqua e dei doposili delle vettovoglie indispeusabili quando le, lruppe debbono effettuare i pussoggi stessi; d) alla conservazione del malerialc necessario per la costrnzione e riparnzione delle flottiglie. Verranno pertanto costru ite nel suddelLo porto alcuM stazioni d'imbarco e vari mogazzeni, depositi ed offi cine. Il comando del porto milillll'e fl uviale è scelto dal comondoo te ge-· nera le del genio tra gli ufficiali superiori del!'armn; ha per :1ggiunto un tenente colonnello oppure un capitano. Vi ò poi un personale bor-· ghese addetto al porto composto di un capomastro, parecchi falegnami, fabbri, fuoch isti, operai vnri, nonchè di 1m sorvegliante superiore e di· . sei inf~riori scelti tra i sottuffièi:ili in congedo. Tutlo tale personale, peiconlrauo stipulato, deve rimanere in servizio in caso di mobilitazione.

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NOTIZIE UILlTARl ESTE RE

imenti sarà composto come in appresso: ·L'orgaµ_wo. de1l detti iet-gSt~to-111'a(111io1:e i colonnello, 1 tenente-colonR ento eggero. ... , o~ , d' . eggim . , . 1 d. ., cappellano 2 veterinari, '1 maestro eq u1nel19, 3 magg1or1, , me 1co, ~ • ' tazione, i sergente tromhelllere. . I 11· '.l capo fucina, ti. aiutanti, Operai. -'-- 4 sottufficiali mamsca o I. •

•

••

(I

i sellaio. . .., t' 8 caporali 2 tromBatterie - '1 capitano, 3 luogotenenu, 3 se1oen J, . ' . Bo . . "' . . . d' t a' classe 90 cannonieri per le battene a cava betttert, J:i cannomer1 l , ' ed 80 per le batterie montate.. ,., . i ma1111ioro, '1 capo . to da montagna ;;e . R eggimen · · - .~lato . mag.,1 . 01e, . 1 11 irombettiere i caporale, 2 sottuffimah marnsca c I. . . 1 • ., ~, cannonieri di t a classe, 90 mrnnomen per )attena. 'Battene. - .,, ,(I·

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SPAGNA .

,11utamenti organwi nell'art(gbieria. - Secondo un ord ine della regina reggente, saranuo introdotte le seguenti modi(icazioni organiche nell'arma, d'artiglieria: Il reggimen10 leggero (fi.0 di campagna) sarà composto di quattro, batterie, delle quali due a cavallo e due monlate. JI 3° reggimento da montagna sarà formato su due bat1orie.

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Ui -

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A'NNO 'I.LI.


1. -

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RIVISTA DEI PERIODICI bllLITARl

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Revista militar.

. · - La questione cubcina. Belligerant,,. .. . . azionale circa la costiwzione delle colome, Que3tioni d1 d1r~tto. mtetn G . . , di Vatt.el e di Bluntsch\i. ~uffragate da cit.az1oni d, Ugo I oiw, . . C l . da Rainlui. Stona reggiN 9 - Stol'ia del reggtmento _..azac.01 _es . . e , · :-· d t8 al. '184:7. _ Contmuaz1on . H· I 2 menta1e a . . . , , _ Reclutamento ed 3 vanzamento Le istit·uzioni militari lill estern. . · degli ufficiali· militare po1·toghese. . f . ti con l'ordinamento e,on1on _ , . .. . . l .. . l PoYtogallo. - •Nole e (lOv"Ument1 • Lafab~ricazw11e della pove1 e :le . ·. .M"NuELDE PADIANA, M1cE DE ALvAno PEnès, ALFONSO ii ARTIU$, . N .. i5 marzo 1896. l • a, . . . .

RIVISTA .DEI PERIODICI MILITARI Revue militaire Suisse.

~- 3, marzo :1896. - Riflessioni sut'nosti·o stato rnilitare. Treno e'rnateriafo per la fa.nteria. Vi si nota l'as~enza, nei reggimenti di linea svizzeri, di ufficiali e di sottufficiali addetti al servizio del carreggio, mentre le armi speciali ne sono dotate largamente. Si tacciano di uso poco pratico le cucine di campagna_ e si caldeggiano tipi di cucine mopili. Lei Landsturrn armata. - All'articolista ~embra che questa istituzione, in {svizzera, corrispoiida più ad un simbolo che ad un fatto compiuto: la Landstunn oggidì, conta 96 battaglioni, vale a dire, circa 6:l,000 uomini . Sarebbe però · necessario procedere ad alquante eliminazioni di personale non idoneo ne' r~spetti cleJJa prestanza fisica, e diminuire, di conseguenza, la forza dei battaglioni armati. Soltanto allo1·a, la Landsturm potrà agire ed operare indipendentemente. Propone adunque ·la riduzione dei 96 battaglioni a ·180 uomini caduno, eliminando COSÌ circa , 40,000 llOmini disadatti al servizio di guerra.

le colonne rJ,a parco attitali e le future. - L'ordinamento odierno dei parchi assicura un rapido rifornimento? Quali sono le rnodifìcnioni desiderabili? · La ,querra nell' Erit1·ea. - Con una Cal'ta. · Riassunto degli avvenimenti precedenti la battaglia di Adua.

Vi ò aggiunto un cenno complessivo sulla èronologia della _Colonia, estratta dallo studio del · tenente Nico letti Alti mari, e pubblicato nella Bivista militare italiana del :lO gennaio 1896. ·

Atti ufficiali. - Notizie e cronaca. - Bibliografia.

'

TORl\ES.

ltevista Cientifico militar.

e. -: .'

N. 5, 1o marzo ,1896. -

Mo1ne'Dli difficili. - La, Cronaw ,q~n~·1il e,il~aziòne della Spagna e degh Stat1-Un1L1.

Gli ~Mddoti del generale Dragomirof sulla vita del soldato francese, desunti dalla· Revue du Cerete Milita·ire. . . , - Ancora sul problema militare. . Note di un veteiano. · . . e ·. . e e dnra ta del :;·er·,,12.10 . - Istruzione Le milizie inglesi. ompoSizion . Il . . Soldo _ Riafferme or~ delle rèclute. - Fanteria e cava erta. . l L l _ Estratti dallo dinarie e speciali. , . d l · tee del geneni e ewa · La (erma biennale secon e u · l d . · nces mitida quel i:,aenerale.• sul .Tonma .es scie , . pu bbl'cato •. stu d10 1 , • • . . f · · del Progrès lllil1taire. con utaz1om : . . . p'ccolo calibro sul corpo .:taires, . in . -egue1'ra. Le /erite - Ew ne tt·1 de1 pro1ett1 11 a 1

°

umano·, •. . , , . ino-gia.p,nonese. _ l\làrcia della . 1· G ·p· na Documenti per l'istorw dellci guM ui e · r · · r:r -:- Battarr i" divisione del 2° corpo su Gaiprnl':). ' i:,1ia <1 ai 1 ,..u . Battaglia di Haitscheng.

'


667, DE l p El!.I0DlG1 MlLl'rARl RI VISTA . .

A.ustria-Un. Ge1·11'• ni:i lMh1lterra, '" ' ' ~ I r cc F rancia Ciclistno militare. n. Spaona Stat.i-Unili, O\auda, ta 1a, e . ' - Russia. Quuratore a. he da Belgio, Danimarca,Grand1~ manovre. . g. d. ,rse _ Ge1.man ·n 1< . Notizie we . : . da campaona. vite per i cannom o ,

6 66

R! V1S1'A D EI P ER IODICI MILITARI

Revista tecnica de infanteria y ca.ba ller ia.

N. 5, 1° marzo 1896. -

Le islituzioni mili /ari svizzere. - Coutinunionc. . S1ati Uniti d. Americtt. - Note ed appunti sulle sue istituzioni militari. - La conquista del Canadii . -,. Guerra d' indipendenza di Lee. Un'opera.zione di gturra. - Combattimenti a Cuba. Un'op·iniòne sul r-<rmbauimento r,. piedi della cavalleria. Episodi dell'ins1m·ez1·onc a Du)Ja. - Lo spirito di patria. Esw rsioni all'Armeria Reale. __: L'armatura all!l rom:rna dell'imperatore Carlo V.

Revue de cavalerie .

R evue d'artillerie.

N. 6, marzo ·l896. - Monogr1.tfi<t de9li esplosivi. - Calorico sviluppato. ,- Temperatura. - Pressioni. - Denagraàone e detonnziooc. Impiego degli esplosivi. - Continua. Opinioni tedesche ~'U diverse questioni rclatit)e atr arti,qlierùt da campagna. Nel corso dell'anno passato, il Militùr Wodienblatt ha pubblìcato un certi) nu mero di notevoJ i articoli sull'artiglieria da campagna, trauaudo

della mobilità, dell'armamento, dell'ordinamento ed impiego al presente e nell'avvenire. Questi articoli sonO' ora rbssunti ed analizzali dal capitano ME\' e R.

Gribcauval primo isp1Jttore general11 del corpo d' art-i9l-ie1'ù1 . Sono alcune pagine inedite relative al suo soggiorno in Austria, pubblicate per cura del tenente colonnello f fa:-.NEBBRT, ed estratte dall'opera recentissima dello stesso autore: G1'ibeau'l)(il lieiitenantgénéml d.es a.rmées dii Roy, premier inspecteur genérat d ii Corps Royal del' artillerie (i 715-1. 789). Segnaliamo in questa primizia storica e leueraria l'assedio di Glatz, il rapporto di Gribeauva l circa le condizioni dell'artiglieria austriaca, nel 4.762, e. la presa di Schweidenitz, che Napoleone disse: « esser una delle più belle oper:izioni ùi guerra èompiute da Federico. »

Studio sultti biciclettct. - Continuazione. - Il lavoro del ciclista, e confronto tra il lavoro del ciclista e quello del pedone. - Un uomo che cammini con la velocitù di 6 eh ilo metri ali'ora, in terreno orizzontale, consuma 5 chilogrammetri per passo di centimetri 71>, cioè a di re 6,67 chilogrammetri per metro corrente. - Un ciclista, con la medesima velocità, non ne consuma che· 0,70 per metro, cioè a dire da 9 a iO volte di meno.

I

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delltt cavalleria Ìlb, . i896 - Nol1t sul r1rnn commido N. i 3i, febbraio · · . . , •.. . Ge,-ma,ria etl in Frnncw. . d . ù' brigai.i di ca\a\lellO. e , . d' dei coman aut, i ' l' .. I eta me ia . r.:"' . Ne conseoue, per a1 LtIn Germania, . . . lt ·epassa t ,Ji anni. "· . a· di 53 anni, m Francia, o i. . . . l de'quadl'i negli alti coman i . . d' n nno1ovanunen o f cl i u o d. , ·1cerb·11nente con utato u COlista' la necessita ' • b . . Questo slu lO e e d lla cavalleria francese. . . « Che si cessi, una uoun e 121 ·zo ultuno sco1 so. . . . ti Progrts miWaire de . mai l 01·ecchie c;on q uest1oni :.ittinen · d' 1· portum1rne e ~ • volta , esso dice, . . 1 i870 noi fummo battuti· per p~ rte. e l'età dei oenerali . Si ncurdi, che nel . d . nostri mn più ,•igoros1 d, 0 t più vece 11 e1 , . e di generali notorwrnen e '« coi· o e di mente, sovra tutto. 1 p il .. tedesca in ronfronto aì . . . JJer lei wva. e·1ui , . d li IL mwvo 1·egolomenlo Gl esercizi . Esercizi ed evoluzioni e a . . _ La brHrata. · . I t. 1·e9olame11to f , ancese. . "". . $ LUI forma1.10ne. s ,u · La d1v1s10ne. ' · t Ilen a. b'rioata ,li cava , li .· . oL1crra. Combntt1 men o 0 ,. . " della cava ella in o , . . zione circa l 111rp1e00 , . t ·o fanteria. - L impiego , . Combattimento con I ' Il contro cavalleno. . l' L'a rtio]ieria a ca,·a o. a massi.o. - Combattimento n p1ec ,. ," Inseguimento. l 1805 Una divisione di r,a,valleria leggera. ne . . . . l' ..·duca .' . ' l .. parve .unmo1) ·I 1·.izzac1 , :; , menti e. ai et. Giunto sull Isonzo, :, a-;sena p . ld I 'armo.la aust1.·1aca s1 con. . .e ·1t1orno · d, :iveva qu1nd1 · · l'1berta: di Carlo mauonava. sempr ' · a rcwa D , I Ile della rava, e , , centrava intanlo ueIl n ta va . ' . .1 ~ co della Jiue3 fra nc~e proT · v 1' cont10 i uan d' manovra per Belluno O ai :;, . ·t consioJio di l\lassena 1 non . 1 · F dun< 1ue sagf,'10 , e> • lunoata nel Fnu i. - ·Il · . dell'esercito nemico, el1e o . I8 C niola alla r1ce1~1 addentrarsi per entro ar '. . f· · ··e li maresciallo l\lassena,. . . f ·ze \' eserClt-0 I a nCC:; . . a· < t eguaoliava luttavi3 1n 0 1 · . • Udine e Gori1.ia, e I a· Mnsp invece di raccogliersi nella piana dt, ali cavalleria. Le guidò r. ·. d Il .. conoscenze e a SL1 3 . .1 a·1 tendere colà 11 (rutto e. e .11 veva a,. suoi. o1·d·im· (Juatwo re00 1rnent . oo . i\ generale Espagne. Queslt 8 . . .- ed un bau,,glione di gra. . h vo1te'"1 111 101 1 '. cacciatori, dodici compagnie e "i"' .- il nenerale Espa~ne s tna· lrUJ1•)e eiro-e1e. e natièri. Con questo cor po 1 · t .:e ·


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RIVI STA DEI PERIODICI MILITARI

ternò nella Carniola e nella Carinzia, fin oltre Lubiana, a più di '100 chilometri dal grosso dell'esercito francese, in contrade aspre e difficili .ed in presenza di un 11emico manovriero ed audace. ' Il 22 novembre, .Massena ebbe avviso della rilil'ata degli Austriaci : Espagne occupò allora Lubiana e scalò le sue trutlpe, da Lubiana ad Adelsberg, in modo da servir da modello. Il 2 dicembre, la giomat.a d'A ust.erlitz, chiuse la campagna sui campi moravi.

Jstrnzione ed impiefJO 1ùUa cavalleria, ùi unione nlle ·nitre r,.rmi, in /el'reno vario. - rl testamento di un cavaliere, del tenente generale P&L&T N A I\BOKNB. U,ui ricognizione ufficù.t.li nelle manovre rl' cmnatn del 1895. Revue maritime et colonia le.

N. 4i3, fe bbraio ·1896. - Studio sulle contro torpediniere inglesi. - La contro torpediniera Destm'!{ers. L' in/1,uenza. della potenza marittima. sulta storia. - Segu ito dell'esame critico ed analitico dell'opera del ca pitano MA HAN : The influence o{ sea 11owel' upon history (4660-{783). - Scadimenlo della potenza france$e nell' India. - Dichiarazione di guerra dell' Jnghilterra alla Spagna. - Invasione del Portogallo da parte degli alleati. - Presa di Manilla. - Prosperità del commércio inglese. - Trionfo dél1' Inghilterra. - Pace di Parigi. - Conseguenze della guerrn dei sette anni sulla politica inglese. - La guerra d'America. - Battaglia di Ouessant. Le manovre navali in9lesi net i89[>. - Tema delle operazioni.. - Squadre di evolu:t.ione. - Ordini. - Mobilitazione. - Squadro di riserva. Operazioni. ' Le malat/:ie d1?i marinai ed epidemie nautiche. - Mezzi di prevenzione delle malattie e metodo di cu ra. - Continuazione. Cronaca ,woole. - Bollettino clelle-pesche marittime. Revue du cercle milita.ire.

N. 10, 7 marzo 1896. - lei settimana militare. - Opinione di Dragomirof . \ sulla condotla del soldato francese. - La chiesa di M,m-ln-Tou r. La seconda campagna nel Dahomey. ·_ C~mpito e valor militn1·e degli Haussas.

669 _ _ L' av:inza. . . . d l 29 decembre 18 9o. d' a11an.zamento misti wca e . I.Ai legge . d' d' f6ciale della nserva. . mento nei gra 1 u · d Uitianderi. \'~, nno i 896. _ Modificuzioni Boeri e . - Le manovre per " Cronw;a francese. Cromica estera. i \ea"O sul reclutamento. ~ , ·t·t . - A Tolone,. sulla nl a ~ l'J n6 (,e, sett1mct1Ut mi 1 a1e. i 4, marzo 18v . .· . a· per la marina. H N• ' : bl - La gcuola supe1101e t ouerra t> Form1do e. . di NiZ1.a. . Il centenario dell'anness1~~e . ·iw proposta dt, Carlo Morel, . ble mitito..ire,. - Bic1cleua a~pai ., · no G,·rard. La « Socia secondo il metodo dc1 c~p, 1a ~9 l nbre J895. - ContinuaLa legge d' av1inzamento nust:nuca del - . e ecet a1vtSTA DEl

,

PERIODICI )llLl'rAltl

. zione. . D . . _ Continuazione. La seconda ccimpagmi nel a1'.omeyl.\ rra per l'anno 1897. - Corso I\ bilancio de a gue • CroMca fro1nc!sc. .. Cronaca estera. . ratico di tiro di. Poiners. - . a ?1·1;z;t." ri' - Il rapporto uffiP 6 L seitiman ' • '" " · l N. 12, 2i marzo i 89 . a. l\c orandi manovre francesi ne .- I del generale Dragomirof, su " eia e · Il' I t'do Russo. · · d' . i 895, pubblicato ne n~ t o· nto de"li :rvvemment, i e t . EntrC(I - n JaSS\J e, b e .m a Gli italiani nella o o~1~ ci di 'tllacallè alla battaglia. di Ab a· a1:1 <. O'tterr·a dalla redd1z1one • deL 99 ' eZecem b·re ·189'; · _ Cont1uua· La legge d'avanzamento austrwca •. La for· z10ne. . . ,ivi del ministero de11a guerr 3 . . . Cronaca francese. - Gh a1cl sms - La rion'enna dei sottufficiali. mazione della classe del { . . r.roriaca estera. l')

,

•

Arrny and Navy Ga.zet te.

, . 896 - Le ler1gi dì guerro. 1 marzo i · , ·. tOJ)O"rafìco. . l' d - Con uno se111zzo .,. La batta911a t i A iw. . 1 d . . Q • Own Caineron }1ig1i~a.n e1 s. ll reggimmto ueen ~ . . Anco,·a ~ella battaglia di6 Adua.Il rechitcmwnto ilell' esercito. N. i.887, U marzo 18\:l · Sto1'ia 'l'IClvale e biogrci~e. Il bilancio delta g·uerra. . . , ,lS\)5-!)(i. blicato il bilancio per l anno . . l\ segretariato gen~r~le h~ pubdi· 92 OOO lire sterline, laddove 1.l btEsso importa una d1mmuzioM - '. · lancio del i897 s'accresce di <z,SOO 11 '.·e.

N. 1886,

"


670 RlVI~TA DEI PERIODICI MILITARI

N. 1888, 24 marzo '1896. _ Le ~ ese . • . A mministmzionc navale. · P pei l esercito. La battaglia di Jalù. J; ingltilterra in E_qitto.

_La s~edizionc di Dongola attira l'at1enz· bl'Jlannica. Vi sono de.scritte J . ec1' _,,o~e della stampa milita ro de1·v1scr, . . Ia nt:cessità dell'occ e . p1ec . d"enti vicende cr, guerra contro i ·1 . upaz10ne I DonooJa a n d' e11 :igarsr del .t\fadhismo nel]~ . ,. • , " , • rne arrestare il . , PI o, mce dell Alto Egilto. 1 nemici del Sudan nelle 1 . • . . Il d' . move cond1ziom ,lt 911e1T(l o01po. occupazwne dell'Egitto. . Le Spectateur militai~e .

~- :l32, 15 m,m o f896 -

L0 . ·'" , · scutw e l assalto. La batt:igli:i d' A<lua dice il " . ; . I'. . ' cap,t::mo B1·uu auto ·e a· ' . ~ pieno e msegnamen1.i tattici a·1 l .. ' , i ques1 aJ"IICOlo rram· e. una prova . mo to r1hev 0 Ln se r· d . ' irrefragabile dell'im ... ·. . , ?n IIIJJ egl, itaben condun-e, O""id( soli 0 1·1 f ~oss1~1!1ta ma1enalc e morale di · ~a ' · uoco dei fu('ll 1 m d · )' sico de' tem'pi passati Lo slanc· l'. , o ern,, assalto clas1 1 . . ,o e impeto a nulla d Al J1·1gata Dabormida 11:i lenta! I' . appro ano. lr~ :issa lti consecutivi, e per tre\oj c~n audaci~ del!n disperazionr., s,;10ani. o te e sto111 respmta dnl fuoco de11Ji e Ed il rimA,Jio -, L' w . .... autore, avrebbe volut . . o che , soldati della hrigata Dabormida fossero sr.ati pro .· , : ù. l uno SCud d' .· er1 quattro millimetri di 11 ,.0 . • V\J~II , . . o acc1a10 cromato dello i886. e ssez,rn, capace 1.11 rmtuzzar il proiertile mo~

La cavalleria netta batta,qliti. Il tenente generale barone Pelet. Cronr1c1i della qnindicina R. . w1sta della. stampa militare stmniera. . iiber die

Internationale R evue gesammten Armeen und Flotte~

N. 6, marzo !896. _ r· . , unpe1atore Guqtielmo generale nella guerra del 1870-7.J. .

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d ·t e i gran quartier

Interes~a_nte studio del capitano Gcbba. ~ . . . degl, ordm1 dai grandi comandi e dal id Ze1nm_, sulla diramazione guena franco tedesca. comand0 rn capo, durante la

lt1VI81'A DEI PE RIODICI MILITARI

Prima e dopo Amba-Ala_9i. - Capitano von GRAEVEXnz. Inghilterra. - Il secreto della prosperit.à delle colonie britcinniclw parlo or,qanico e,t amrninist:rat-ivo della colonie i11glesi.

671

Ri-

li potere" supremo appartiene alla regina Vi1.torin, la quale delega ari esercitarlo i suoi ministri che sono a c~po del dipartimen to ministeriale del regno, ed al governo dell'amminislrazionP. coloniale. Il decentramento è ouenuto mediante gli organi seguenti: il segretorio di Stato per l'India, ò delegato al governo de!Pfodin e delle dipendenze: cioè Aden, Perirn, Nicobar, e Socotorn. Il segretario di Stato per le colonie, 'è preposto al governo di 41. dipartimenti distinti ed indipendenti l'uno dall'altl'o. L'ammiragliato regge l'isola dell'Ascensione. Il segretario di Stato per gli affari esteri ha alle sue dipendenze il Borneo settentrionale, ·la Compagnia Est Afrirana, quella del Niger e la costa dei Somali. La forma di governo delle varie colonie inglesi, risponde adunque, in le..~i generale, alle speciali condizioni nelle quali si trova ognuna di esse, sia in rapporto alla loro popolazione, che alla loro postura ed intere$SC militare e politico. L'esercito e la maritta inglese. - Russia. - Le cribiclw del _qenerale Dragornirof - Belgio erl Olanda.. - Ma.nowe di forte zza.. Neue militarische Blatter.

N. 3, marzo i89G. - Pu dato un piano rl'opera zione nel 1870. all'esercito francese ?-Contri.buto allo studio della campagna del {870-7L

Pregevole memoria compilala sulle opere dei generali Jarras, Lebrun, .e sulla rinomata del Sybel.

/t felclzettgmeister von Benedek, come soldato, generale e condottiero. -

Le operazìoni in Doemia durante la Mmpagna del {866 contro la Prussia. ·_ Sadowa. _La p1·esa. di Schlettstadt e di Neu-Breisach per parte della Landwher e . delle trùppe di riserva. . I cai,i sottomarini come stnt1nento di ,querra. Tee11ico e tattico. - Sguardo alle condizioni dell'arte fortificatoria del maggiore ScHEIBERT. Una manovre, di cavalleria presso Varsav ùi. Corrispondenze. - Notiz ie estere. - Bibliografici.


673 672

R1V1STA DEI PEtUODICl lllLlTARl

RIVISTA DE I PERIODICI MILITARI

. re11evole opera. ll Mauser spagnuolo ac1avole colorate, adornano .la1·p·1·" di meccanismo qualità balistiche ec. ad una 11rande semp ic, a

Rivista d'artiglieria, e genio.

ooppia oellenti.

I d . t te · ,.tructions e11 fer et c,men . - Bercrer-Levrau o COl L BotSTEL. es .., Parigi, t89E~.t t-~foior des troupes ile lei lllnr.ine. - Landerneou. -

Febbraio ·1896. - Sulla resiste11za dell'aria al moto dei proiettili. Continua:i:ione dello studio del colonnello S1Acc1. Il pla.nirnetro-scure del capitano Prytz. Calcolo e ,nisi,ra delle azioni de.gli esplosivi.

Bollettino bibliografico militare.

Généra I P1En110N. - Stratégie et !)t'arule tactigue d' après l' expérience des dernie1·s giierres. - Tomo IV. - 'Comandanti di tappa e di pia:i:za. Ordinamento municipale delle principali potenze d'Europa. - Difesa dei posti e d~lle pip_zzo forti . - Governo dei territori occupali, - Utilizzazione delle risorse del paese, - Governo delle provincie annesse o con'Juistate. - Pacificazione d'un paese ostile. - Go,•ernatori delle colonie. - Ordinamento speciale delle · colonie delle grandi potenze d'Europa. - Berger-Levrault ed., Parigi, 1896, L. '10. Le colone! H ENNEBER'l'. - Guibeauval, Lieiitenant-général des armées . du Roy. - Premier ùispecteiu- _9énéral du Corps Roya-1. de l'artillerie. - (17HH 789) - Berger-Levrault cd., Parigi, 1896, L. 2,50. Bo>.oo Y CASTRO. - El (1'sit ,Jfauser e.çpanol modelo de 1893. - Madrid, ·1896. Il volumetto offre una particolareggiata descrizione del fucile di milli metri 7 adottato dalla fanter ia spagnuola. Più che 70 disegni e due

~

LEt'ORTI.ER. -

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Finistère.

Pressione svolta da una mat~ria esplosiva: - ·Calcolo della forza esplosiva. - Determinazione sperimentale delle caratteristiche di un esplosivo. - Calcolo abbreviato della forza esplosiva. - Misurazione delle azioni degli esplosivi io una capacità invariabile. - Misuratore Noble o crusher. L'interes~ànte e dotto studio del tenente d'artiglieria Alfonso J\:lattei, è corredato da due ta vole dimostrative : esso avanza di gran lunga, i.n profondità e precisione di dottrina, lo studio pubblicato sulla stessa materia nella Revue cl' artillerie dal maggi?re BnoGN.IART.

Miscellanea e notizie. - 11 nuovo regolamento d'esercizio francese per l'artiglieria da campagna. - Telefonia militare con filo unico non isolato, sistema Charollois. - Affusto a scomparsa, sistema G-otdon; - Al:i:o a canocchiale. - Studio del movimento di un'arma d:i fuoco dopo lo sparo.

o

A spese dell'autore. _ c a,man Levy ed. . . du 3e cO'l'JJS en J800·1807 · D.1. vou'l'. _ Ope1, .a1ions _ Pal'igi, i896. L. 7,oO. . .. . . . •. ncia sono davvero inesaunbth r1gua1do Gli Archivi di Guerra di Fi a ' d \ d ca d' Auestaedt che si la storia napoleonica. Oggi è il rapplort.oll ~app~l·to è indirizzato al mi· . del nipote crenero. e. , . d l pubblica, per cura d 1 operazioni ese11u1tP. a d' Fellre e compren e e , i, d I nistro Clarke, d uca 1 ' . ( 30) durante le campagne e • ' corpo d'armata del maresc~allo Dnvout il colonnello Lcgrand, del genio, t8Q8-i807. 1,1. rapporto, cui po~:::~~. corte del maresciallo, le q~:xli fa parte del~ i~portant~ racc~. de"li archivi storici presso il M1n1sono custodite m app~s1ta se7:,10n; ·n; do una grande carta di Germaslero della guerra. L oper~ e aDo1 , dei divisionari del 30 corpo, nia, dai ritratti del marescwllo 3\ out e_ n di Meissonier. Morand Friant e Gudin, e da un bel d1seg o ' , . I Mobilisre. - }'~- Duboi":, ed. - PaMARTINIEN. Gar~e 1\ationme l)

'

rigi, -1.896. S<1int-Chamans. - Plon-Nounit. Ed. - · Mémoire du général co11ite de P.arigi , :l896. L. 7,oO. fu aiutante di campo del maresciallo L'autore · di queste memorie Souh. , B d0 · d _ Paris i896. L. 2, Manuel du soldat d' i,i{anten e. au ; ed. . d ' Paris 1896. La guerre d1, Japon contre la Chine. an om, Se . d-: - Paris. . d pour J8!}6 - ou ier. Corte de la 1·épartition es troupes . d . : . dell'esercito francese, corPubblicazione annuale della stanza_ e1 coi d"slocazione delle truppe. redata da una grande carta dimoSlrativa per a 1 , . ,1. - Ca m acrne del Portogallo, Spagna, .Journal du lieutenant Woodbei Y·. d ·e ,,1 se di Georcres Helie. Francia, Belgio. - Traduzione a e e Plon Nourrit. - Parigi, 1896 · L. 3,uO. ·

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-674

RlVlSTA DEI PERIODlCI MILITAR!

ANNO XLI

Fran.zèis'isches Soldatenleben vor A1isbr uchw und i:irend des lfrieges 18707,J. - Leipzig, '189~. M. 1. Lehnerts Handbuch fii1· den Truppenfiihrer. - Berlin. - Mittler. N. Aufg., 1896. Die Scladit bei Sedan. - Berlin. - Miliforische Verlags. Anstalt, 1896. ·

Ron13, 28 marzo 1896. ;--

RIVISTA MILITARE Per la Direzione

ITALIANA 1

Lonovrco CrsoTT:f-< tenente colonn.e/-lo fil. T. ,t.. focaricalo

DISPENSA VIII. -

15 APRILE 1896

- --~--

ROMA VOGHERA E N R I C O TIPOGRAFO-KDITORK

DEMARCH.I CARLO,

gerente.


. 675

SOMMARIO ' DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRlCA AMBA ALAGI

Dooumentl della. guerra. d'Africa (con quattro carte): AM:IIA ALAGI :

I. - Rappol'io del gene1·ale B amNet•i (91 dicemb1·e 1.895) fntot·no alla sftuazione politico- milita1·e p~·ecedente al cor11òattimu1to di Àmba Alagi . .· . . . . . . . . . . . . . . Pag. 6'75 Àllegati N. 35 . . . . . . . . • . . . . . . . . » o\la I l. - Relazione del genemle At·imondi sulle op e1·azio11i milit ari esegi,ite 11el Tigrè dal 24 novembre al 1.0 dicembre 1895 » '732 Amiessi A, B, C . . . . . . . . . . . . . . . . » '741

A S. E. il Ministro della guerra -

Rqma. ·

Adigrat, 6 gonoaio 1SJ6. /

Trasmetto alla E. V. la Relazione pervenutami dal gene-

flle Arimondi into~no al combattimento di Amba Alagi ed .:sllo scoUctro di Aderà. Ho creduto opportuno di accompagnarla con un mio rapporto per rendere più chiara la situazione poHtica e. militare.

~CALLE:

R appo1·to sulla difesa dt Ma callè Annessi N. 4

Il tenente ge1ie1·ale

" '753

o. BABATIERI

» 7G9 » 1'11

In memoria . .

Notizie polltico-millta.rl. -

X.

»

I.

'i80 ,

N otisle mllltarl estere: Francia: 1 credi ti pe1· il lifadaga_scar. - Dislocazione del co1'1)0 di occupazione al ;lfadagasca1·. - À~nua1·io militare pet· l'anno 1896 ,, Germania: Cem ii sul bilMicio milita1·e. - Scuola d'appUcazione d'art iglieria e genio z·1i Be1·li no. - Una disposizione 1·elativa alle parate. - PtelJòlicazioni non t·egolaraentari :. . . . . . " MARINA: Viaggi di esercitazione. Bilancio . . . . . . • Egitto : L'esercito egi·ziano. - La spedizione di Dongola. - Sudati orientale. - Sudan settetitn:onale »

Rivista. del perlodlol milltarl

PROPRIET À. LETTERARIA.

786

Al Ministro della guerra. -

789

» '192

I

Bapporto del generale Baratieri (lt dicembre ·18_9S) intorno alla situazione politico- militare precedente al combattimento di Amba· Alagi. ·

'18'1

789

,

Roma. Adigrat, 3-1 dicembre 1895.

Dalle mie relazioni inviate a V. E. da Antalo, da Adua

~,:la Mas~aua, Ella avrà' P._otuto veqere i motivi che m1 hanno ~dott0 ad affidare il 16 ottobre al generale Arimondi il . -Governo · del t~rritorio al sud del Mareb-Belesa-Muna · ed il -coniando delle truppe e dei servizi in esso dislocati. Unisco iAUegato, N. 1.) copia delle istruzioni rilasciategli. 45 -

ANNO XLI.


676 '

,DOCUMEN T I DELLA GUERRA D ' AFRICA

In esse io determino che « perno della difesa della Colonia. rimane il forte di Adigrat colle sue adiacenze; ma più. a. sud occorre stabilire un centro da cui emani più gagliarda. la nostra azione, .sia per·. completare la dissoluzione delletruppe di ras Mangascià, sia per resistere a nuove imprese, offensive del ras, anche in unione · con qualche altro capo· . dell'Abissinia del nord, sia per assicurare il regolare ordinamento delle nuove provincie e sia ancora per dar nuovoimpulso al servizio d'informazione: in caso avanzassero e, premessero da vicino fqrze preponderanti dello . Scioa si dovrà senz;altro abbandonare la posizione ripiegando su Adigrat, distruggendo le risorse di qualsiasi specie -che potrebbero servire al nemico. » · A disposizione del generale Arimondi la-Sciava tre battaglioni indigeni, un b.~ttaglione italiano- e le bande di Ad,·~·,, e di Adigrat. In complesso senza contare i servizi, 600 fu. cili italiani, · 3750 fucili regolari indigeni, 2000 fucili di bande e 1 batteria su sei pezzi. V. E. avrà pure veduto i motivi 0he consigliarono asce-· gliere la posizione di Enda Jesus, doi:ninauti il piano di Macallè per costruirvi un forte avanzato, ove, secondo le, istruzioni un piccolo presidio potesse rimanere al sicuro. A me urgeva tornare nel centro della Colonia ed a Massaua. donde da oltre tre mesi mancava, per provvedere alla costituzione di due nuovi batfoglioni, ai servizi delle retrovie ed ai molteplici affari, civili che erano rimasti in sospeso. Notizie concordi dei nostri informatori, rese sempre più. attendibili dalla situazione generale politica, dalle nostre relazioni coi Galla e coi Mussulmani, dal contegno amico del Re del Goggiam, dal movimento a nostro vantaggio, che si andava manifestando nelle popolazioni oltre il 'l'acazzè, ci facevano supporre che gli armamenti degli Etiopi, da me segnalati fino dall'e:;;tate scorsa, fossero più rivolti a difesa che ad offesa, tanto più che colla fugà di Debra Ailà e coll'abbandono generale pareva liquidata la causa di ras Mangascià. E da questo modo -di vede1;e le cose d'allora, non mi discosto neppur ora, visto il contegno anche attuale del

AMBA ALAGI,

677

. negus Mènelik ·e vista la premura manifestata in ogni incontro da ras Maconnen di trattare per la pace siille basi indicate in ~n rapporto del ca;i;. Feltei" e che sarebbero forse parse . accettabili perchè avrebbero compreso nei nostri possedimenti tutto l'Enderta. Ciò malgrado ogni precauzione era stata presa per fronteggiare un possibile attacco scioano. Le forze , nell'Enderta e nell'Agamè erano sufficenti alla missione loro affidata di tenere sicuramente il forte di Adigrat, i cui lavori e iJ cui armamento cominciati fino dai primi di aprile erano spinti colla massima alacrità ed erano fino dall'ottobl'e ad ottimo punto, e di avere a Macallè in ottima posizione 9he si andav~ fortificando, una guardia avanzata. Il brigantaggio conseguenza naturale della dissoluzione del corpo di Mangascià veniva alacre~ente combattuto: i ca.pi nuovi nominati nell' Agamè, nell' Endertà, in Enda Moeni venivano acquistando la loro autorità, l'ordinamento civile grazia al tatto, ali' instancabile operosità, alla conosce:q,za dei paesi onde era distinto il maggiore Toselli, andava guadagnando in intensità ed estensione. D'Biltro lato si accrescevano notevolmente le nostre forze regolari indigene, e a poco a poco prendevano migliore ~ssetto. lè bande. Sempre nell'idea che qua,lche burrasca potesse minacciare da sud, la dislocazione ordinaria dei nuovi rèpa:i:ti gravitava verso il B elesa, come V. E. può vedere dalla- situazione inviata, appunto per potere in tempo fare ~a concentrazione sia nella forte posizione di .Adigrat, sia 11: quella più avanzata di Macallè quando il tempo e le ~ircostanze si fossero palesate favorevoli. "' . Le istruzioni mie precise e determinate circa l'importanza di Adigrat nella difesa della Colonia e i limiti dell'azione entro i cqnfini dell'antico regno tigrino venivano ribaditi con telegrammi del 23, del 28 e 29 ottobre, dell'8 novembre dei q1;tidi unisco copia (Allegati N. 2, 3, 4, 5). Il iener~le Arimondi, secondo le istruzioni ricevute, dopo aver passato alcuni giorni ad Antalo, ad Afgol ed• a Ma~ callè per tenere in rispetto il paese, poneva suà ~ede in


678

DOCUMEN'rt DELLA GUERRA

o' AFRICA.

AlfBA ALAOI

Adigrat, donde ordinava colonne mobili e distaccamenti per sopprimere il brigantaggio e far valere la Ii.Ostra autorità. Come per telegramma ho annunziato a V. E., il 20 novembre, genetliaco di S. M. la R egina, alla pre.senza dei capi dell'Enderta e del V uogerat, fu issats nel forte di Macallè, allora allora chiuso dal maggiore Toselli, la bandiera italiana. lVla frattanto si facevano pin insistenti le notizie di con, . centra.menti amara e scioaui lungo I.a più consueta linea di operazione fra il nord ed il sud dell'Etiopia. Fino dal ~5 novembre io segnalavo alla E. V. il movimento e la riunione dei capi ras Alula, ras Micael e ras Oliè nel J eggiù e la pulitura della str-ada al sud dt,l lago d i Ascianghi: e tr~ giorni dopo confermai la notizia insieme ad altri particolari, i quali tuttavia ponevano in dubbio l'avanzata di Menelik, che ancor oggi non si è verificata. E si aggiUll; geva allora e si è confermato poi che il R e del Gog gia\n era contrario a Menelik, insieme coi capi delle provincie ad ovest del lago di Tsana, mentre ras Agos ci offriva i suoi servigi sulla riva destra del Tacazzè senza chiedere assicurazioni e compenso. Oltre alle istruzioni generali circa il servizio di informazioni :fino dal 9 di novembre telegrafava (Allegato N. 6) . al g enerale Arimondi quanto segue: « Ora che alcuni capi d'oltre frontiera sono o si dichiarano uniti a noi contro comune nemico, bisogna· trarne partito per dar loro un indirizzo ed unirli nell'intento comune. A ciò potranno giova.re le relazioni assidue . e seguite e magari un distaccamento volante ad Amba A lagi con un ufficiale destro ed intelligente. Ciò potrà det erminare altri ad a ccostarsi a noi, prevenire discordie fra i nostri e tenere in freno e sorvegliar& gli incerti ». Ed allora il generale Arimondi - dal 13 al 16 novembre - vi inviava la compagnia Persico (A lle-

gai,i N. 1 e 8).

_

Più tardi il generale Arimondi consentiva al maggiore Toselli di partire (24 novembre) da Macallè con tre compagnie, la batteria da montagna e le bande di ras Sebath, « coll'idea di fare una escursione in Seloa, Enda Moeni

679

a.ffìM di studiare le ragioni di certi interessi ed_appianare alcune difficoltà insorte nel pr ogetto di sistemazione territoriale » come risulta dalla relazione del comandante le truppe· unita alla presente. In seguito a questa autorizzazione, il maggiore Toselli partì da Macallè il 24 novembre ed avanzò fino a Belegò, estremo confine meridionale di Enda Moeni al sud di Debra Ailà., e colla· sua consueta abilità e sagacia corrispondeva perfettamente al còmpito suo, e mandava notiz_ie molto attendibili giunte successivament~ per trasmissione del gener~le Arimondi che qui riassumo ed unisco agli allegati.

Giorno 28. -

Toselli à a Atzalà data 26 sera scrive :

(Allegato N. 9) « Capo Tafari informa data 23 che i ras Oliè ed Alula erano all'acqua di Cobbò e il 27 dovevano oltre-

passare Alomata; ras Maconnen e Micael sono in J eggiù. Il movimento facevasi celererueute. « Scek Thala informa: gliAmahara voler occupare Ascianghi· - consiglia prevenirli. Dice ras Maconnen esserne il comandante. Ras Alula, Oliè, lVfangascià, Micael essere con lui. » Il capitano lasciato da T oselli al comando del forte d i Macallè riferisce le notizie inviate da uagscium Burù: (A.llegat-0 N. iO) e Menelik non muoverà da E ntotto, però ha ordinato ai Ras di muovere verso nord per trattenere gli Italiani. Dopo lunga opposizione hanno obbedito. Negus Tecla-Imanot sarebbe ribelle a Menelik e vorrebbe mettersi in relazione diretta con noi >.

Giorno 29. - 'roselli da B elegò data 27 scrive: « Parecchi informat,ori assicurano ras Mangascià, presso Ascianghi; Oliè, Alula, Micael, Barghiè a Mai Sciambucò con :6.tau-

·rari del Negus: tutti affermano Neg us e Maconnen r imasti Uoro-zelù ·; qualcuno assicura che i ras 6omincia:rio giungere ad Uo:flà ». Toselli aggiunge ritenere sua missione · osservai;e il nemico e manovrare sui monti per ostacolare avanzata; se si pre:1e11terà occasione tenterà colpo d i mano.


680

DOCUMENTI DELC,A GUERRA D'AFRICA.

Il generale Arimondi comunicandomi nello stesso gior no le precedenti notizie, mi chiedeva istruzion.i ed io le inviai il 30 col telegramma riservatissimo (Alleg ato N. 11) col quale gli annunciava un rinforzo immediato di t re compagnie, gli dava un in dirizzo nella dislocazione mercè la quale il generale « in due marcie avrebbe potuto avere a Macallè in ot« tima posizione, appoggiata al for te con linea di opera« zione guardata. 16 compagnie r egolari e la batter ia, cioè « circa 4500 r egolari, più le bande Agamè, Tigrè, Seraè, « Oculè Cusai, E nderta, E nda Moeni. Questa forza parrrii « sufficiente a fronteggiare vittoriosamente qualsiasi attacco, « anche se cercassero avanzar e tutte le bande di Ahùa Mi<< cael, Oliè, l\fangascià, Mangascià Atichim, Guangul e 'qual« che altro partigiano. Salvo ca.si di imprescindibile neces« sità per sicurezza parmi ora indispensabile tenete al pos« sibile riunite sottomano, in grossi gruppi, le forze ». Giorno 30. - T oselli da Belegò data 28 scr ive (Allegato N 12): « SciQani 27 a nord Alomatà con avanguardia Uo:fl.à,

dove devono concentrarsi il 28. Alula insiste per accelerare marcia. Manga.scià malcontento non venuta Negus, inviò T esfai Antalo per sollecitarlo. Si fa insistente la voce che ras l\faconnen sia comandante in capo ». L e forze secondo .informatori sarebbero: Hagscium Gnangul e ras l\faugascià insieme, 1500 fucili; r as Alula, dai 300 a 500 fucili ; r as Oliè, circa 3000 fucili ; Mangascià Atichim, dai 1000 a.i 1500 fucili; ras Micael, molta gente, ma con molte la,ncie ; ras Ivfaconnen il più forte di tutti. · T oselli aggiunge ohe per coprir e linea principale, dopo visto impossibile colpo di mano, e assunte più esatte informazioni, si stabilirà ad Aiba o Atzala. · L o stesso giorno ·30, ore 12, il generale Arimondi in un telegramma al maggiore T oselli accennando alle direttive del Governatore concludeva: « Lascio in facoltà V. S. mantenersi ancora Belegò o ripiegare ai piedi di Amba Alagi, o, secondo circostanze, più indietro ancora ». Questo è il

AM BA. A l, AGI

681

testo del telegramma che il generale Arimondi presenta a -0orre'do della sua relazione; ma il testo effettivamente comunicato all'ufficio telegrafico di Adigrat (A ll egato N. 1.3) finisce con queste semplici parole : « ai piedi di Amba Alagi -secondo cir costanze ». E naturalmente come del r esto asseTisce iÌ tenente Bodrero, in questa fo rma fu ricevuto dal maggiore Toselli, il quale perciò senza ulteriori ordini era in pieno diritto di credere di doversi mantenere (a qualunque costo) ad Amba Alagi. F rattanto io rinforzava i presidi meridionali e ne dava .avviso al generale Arimoudi colla lettera (Allegato N. 14); mobilitava le truppe coloniali, chil)..mava in ser vizio la milizia e le bande ed emanava le 1 necessarie disposizioni per viveri e traspor ti. Il 6', 7° e 8' battaglione, la 2" batteria da montagna, un battaglione di milizia mobile da Cher eu ,e da. Asmal'a ; il 1° battaglione indigeni da Cheren 'd ovevano conèentrarsi i~ · Adigrat. · Già da Massaua aveva telegrafato al comandante le truppe .di ritenere conveniente una azione enei·gica oltre il T aca~zè -raccogliendo tutte le forze ora sparpagliate dello . Scirè, del · 'Tembien e dei nostri partigiani oltre Tacazzè. Tale. còmpito potrebbe essere affidato colonna composta una compagnia e bande Mulazzani. Colonna compiuta oper azione J>iega verso Macallè ecc. (Allegato N. 15) . Emanate le quali disposizioni io mi recava il giorno 3 all'Asmara, dove io ricevevà una lettera di ras Maconnen ,da.tata il 26 novembre da Balomata. (Allegato N. 16) . V. E. sa come Maconnen fino dal 25 ottobre avesse scritto .ohe veniva· in Tigrè per conferire col Governatore. Questa notizia io non l'ho avuta che il 26 novembre ed in quello :stesso giorno .io la telegrafava al generale Arimondi ad Adigrat -colle istruzioni del caso. (Allegalo N. 17). Nella lettera del 26 novembr e ras Maconneu mi ch iedeva un colloquio personale allo scopo di prevenire lo spargimento di sangue cristiano. Io ne avvertiva con telegramma urgentissimo. dall'Asmara il generale Arimondi e gli dava iistruzioni : « Inutile dir e ohe le trattative devono spingere


682

AM.llA ALAGI

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

tutti a usare massima vigilanza ed affrettare preparazioneguerra sia perchè offerta convegno può nascondere ingannb,. sia perchè le trattative eventuali riusciranno tanto meglio· quanto saremo più forti ». (Allegati N'1 i8 e 19). Subito io rispondeva con corriere speciale (Allegalo N. 20), dimostrandomi lieto del colloquio ed incaricando il maggiore, Toselli di prestabilire i particolari d'accordo collo stesso· ras Macomien. Esso giungeva al campo la sera medesima.. del fatto di Amba Alagi e vi fu trattenuto. Frattanto il maggiore Toselli continuava ad inviare notizie, e ripiegava da Belegò ad Atzalà mentre il generale Arirnondi .. ordinava il concentramento a Macallè, dove contava avere· · pel giorno 5 quattordici compagnie, bande ed una batteria.. In data del 1° da Atzalà, Toselli segnala il grande numero degli Scioani (Allegato N 21); in data del 2 informa. ·grosso scioano non avere mosso; in data del 3 dicembre che· in complesso il grosso del corpo nemico può essersi spostatoinnanzi di qualche oi-a; in data del 4 (Allegato 1\T-. 22) informa che nella sera vi fu scambio di fucilate nella· pianura di Atzalà. Maconnen scrive altra lettera al maggiore Toselli dicendo, di aver mandat-9 a pregare Menelik di fermarsi ad Ascianghi e chiedendo che il, Governatore :fissi il colloquio. Messo: esprime il desiderio del· Ras di trasferire il campo ad Ascianghi. Toselli risponde che attende proposte coucreté· circa convègno che frattanto il Ras non doveva avanzare, ma retrocedere fino ad Asci~nghi. Il generale Arimondi: nel telegrafarmi il giorno 5 , tali. notizie soggiunge che all'indomani sarebbe partito con sei compagnie ed una sezione per sostenere Toselli dovendosi prevedere un attacco: io ;ispondeva subito con telegramma. urgentissimo (Allegato N. 23) dicendo: « non conveniva allontanarsi da Macallè perchè non essendo compiuto il concentramento· si avrebbe divisione forze e gravi difficoltà per approvvigionamento. Maggiore Toselli tenga contatto finoche · può; poscia ripieghi colla maggior lente.zza possibile~ Collo spingersi innanzi noi .::i potremo trovare in aria e, divisi. Se Scioani avanzano per vie laterali converrà la-

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. sci~rli sfilare e poi scegliere punto e momento per attaccarli con forze riunite. Bisogna essere preparati eventualità attacco·, ma in posizione buona pèr noi, non troppo avanzata, da noi conosciuta ed atta a darci appoggio verso qualsiasi fronte: e maga,ri attaccare il nemico in marcia, diviso, e maga,ri colla linea di operazione compromessa ». ' Nel medesimo giorno L<\.rimondi accusa ricevnta dell'ordine, dichiara attenersi mie istruzioni e comunicarle anche al ··maggiore Toselli. Mi come risulta dalla lettera del generale .A'.rimondi 20 5iicembre (Allegato N 24) e dalla comunicazione del mio telegramma al maggiore Toselli (.Annesso G all'Allegato N. 24) qu-antunque il mio telegramma fosse giunto alle 19 del giorno 5, la lettera fu scdtta alle 7- del mattino del successivo 6 dicembre, e secondo le informazioni del superstite tenente Bodrero, aiutante maggiore del maggiore Toselli, non arrivò maì a destinazione. Il giorno 6 a Saganeiti vi aveva notizie in data 5 sera da Amba · Alagi (Allegato N. 25): l\faconnen scrive a Toselli che Menelik è arrivato ad Ascianghi. Egli è costretto àivanzare_; sè nella sera non avrà una parola del Gùverna· tote avanzerà il 6 mattina. Toselli risponde che la parola d'el Governatore l'aveva già avuta: se avanzava avrebbe combattuto ecc. To.selli informa pure vedersi verso Dubbar molti ed estesi fuochi: prevede il contatto per l' iri.domani, l'attacco pel giorno 7. Nel co~unicarmi tali notizie (ore 16 dello stesso giorno) il generale Arimondi soggiungeva .ritenere necessario avan· zare col disponibile fino A.fgol per sostenere la colonna Toselli se durante la ritirata fosse incalzata; credere sua ava1izatà corrispondere concetto ·concentramento anzichè divisJone forze; calcola poter riunire fra regolari e bande 5000 uomini coi quali farà valida difesa avanzata di Macallè; annunzia che partirà nella nbtte lasciando due compagnie nel forte. R ispondo la sera stessa ( ore 19) che autorizzava avanzata per !l'Ppoggiare il ripiegamento di Toselli, che deve farsi


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DOCUMENTI . DELLA GUER.R,\ D'AFRICA

AMBA ALAGI

appena veda non poter da solo . contrastare avanzata, o, sia minacciato da aggiramenti. Arimondi tenga pr~sente dover tenersi in condizione di tenere sicuramente Macallè almeno per qualche giorno per terminare concentramento truppe colà: se non vi è questa sicurezza, concent~amento · deve farsi Adigr.à t, abbandonando assolutamente l\facallè, ·come era stabilito quando si decise l'occupazione (Allegato N. 26). Giorno 7 viaggio da Saganeiti ad Adi Caiè e_per interru: zion~ telegrafica mancano notizie. Giorno 8 viaggio da Adi Cajè a Barachit. Al mattino giunge notizia che Arimondi alle 10 del 7 è giunto a MaiMesghi, dove si fermerà in attesa degli avvenimenti; ed intanto 11).andà notizie avute da Tòselli da Am~a Alagi :. « Notte tranquilla. Grandi campi in vista: parlasi aggiramento da est per parte di ràs Alula. Toselli non se preoccupa, avviserà in tempo. ~osizione Amba, Alii,gi estesa, ma forte 13,l centro. Necessaria presenza A.rimondi pel 6 mattina a l\fai-1\fosghi per accorrere al combattimento o manovrare agli sboc.chi » (Allegato N. 27). In data 6 sera pure da Amba A.lagi: « Ca1.npo sistemato nel vallone di Aiba e colle Bootà. Molta gente arrivatavi nella giornata,. Nessun indizio aggiramenti. Il Negus non può essere Ascianghi, nè può avere presa altra via. Conferma precedente lettera; consiglia Arimoudi ava,nzàre Amba Alagi » (Allegato N. 28). Verso _le 2, in via da Senafè a Barachit, giunge la notizia del combattimento ad. Amba Alagi, dell'arrivo di Ariniondi a l\facallè, del suo ripiegamento su Adigrat lasciando occupato _l\'):acallè. Io chiedo ragione di quest'ultima clecisione di Arimoricli (Allegati N. 29 e 80). Dalle notizie intorno al c0mbattimento di Amba Alagi e dalla ritirata di una parte delle forze del generale Arirnondi sopra Adagamus ed Adigrat appari vano fino d'allora chiare le gravissime conseguenze di quel fatto sulla nostra azione militare e politica a difesa della Colonia· Delle ventotto compagnie regolari indigene disponibili per la difesa sulla frontiera meridionale, ne venivano a man-

care, cinquè, e quattro rimanevano probabilmente isolate o · hloécate nel forte di 1VIacallè. Una> batteria era perduta; gran parte delle bande o perdute o disperse. Era interamente mancato_ il concentramento già iniziato a l\facallè in grazia dell'ottima posizione, avvalorata dal forte Enda J esus, -opn .truppe riunite con _ linea di operazione sicura, colle spàlle appoggiate al forte di Adigrat; concentramento col quale io contava_di fronteggiare vittoriosamente l'in.:asione amhara ed. hararinà a cavallo ·delle vie che menano ad Aclua e ad Adigrat. In caso di ritardi o di insuccessd mi rimaneva sempre p ossibile il concentramento ad. Adigrat, forte p~sizione,. preparata con mirabile attività dal maggiore Toselli; in provincia ricca e ben provvista a viveri. La fermata di tutte le orde nemiche per un mese presso il forte di Macallè senzç1, osare nè affrontare nè girare laposizione di Adigrat o di avanzare per le vie aperte su Adua, dimostrano abbastanza come la fiducia mia fosse fondata. . Oltre la sensibile diminuzione di truppe che in. complesso si poteva valutare a più di 2000 combattenti (senza comprendere i 1200 uomini di presidio a Macallè), vi era il danno morale incalcolabile dell'ardimento che dalla vittoria avrebbe tratto il nemico; · ardente ed entusiasta, il quale aveva iniziato le ostilità, colla conquista di una posizione, sopra soldati fino allora da molti riputati invincibili. Le ' · perdite, che tuttavia non poterono essere neppure approssimç1,tivamente calcolate, devono avere raffreddato questo entusiasmo, quantunque le perdite non si contino troppo da chi avanzi in numero stragrande, e, per valore personale, . suole non curare la vita. Altro gravissimo danno era il politico che riverberava le sue tristi conseguenze ·s ulle operazione militari. Le nuove pro.vincie di E nel.a Moeni-Enderta-Seloa-Avergalè~TembienVogerat non ancora ben liberate dal brigantaggio, non ancora ben.determinate in nostro:.favore, si volgevano al nemico, a favore del quàle militavano il timore per le razzie scioane,l'antica affezione per il re Giovanni e la ,v9ce diffusa che gh Italiani avrebbero lasciato il paese. Era da prevedersi,

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DOCUMEN TI DELLA GUEllRA D' AFR.ICA.

ed è avvenuto, che parecchi dei capi, i quali sarebbero stati con noi contro gli Scioani se ci avessero veduti in buona posizione ed in grado di difendere i loro averi, sorpresi dal caso di Amba Alagi e dblla nostra ritirata,, sono passati al campo nemico ed altri, per loro conto, hanno preso la montagna ed ancora adesso asp~ttano ad unirsi a chi avrà la preponderanza. Schek Thala, il capo dello Asciantò, che per lo Zabul aveva raggiunto il maggiore Toselli a Belegò, era scomparso colla sua banda dal combattimento: lo si diceva, e lo si dice ancora, morto. La banda d i lui non era g ran cosa, nè i Dancali armati di fucile · costituivano come truppa combattente un valore notevole; ma da un lato Schek Thàla era r iverito ed a mato da tutti i Mussulmani scaglionati lungo la cresta etiopica dall'Azubò fino ad Ancober, ed aveva principalm~nte grande ~influenza sopra i Dancali e sopra l'Aussa; e d'altro lato la sparizione di S chek Thala mandava all'aria la piccola spedizione di Abdulrahaman dall'Aussa contro il J eggiù sul :fianco e sul di dietro degli Scioani e rendeva incer to il contegno di Mohamet Anfari, sempre pauroso di una invasione scioana. ' E come pareva che sfumasse l'edificio politico penosamente costrutto a poco a poco nel corso di più di un anno ad oriente, così, vista l'indole ed il costume abissino, pareva. che crollasse ad occidente, perchè si aveva motivo di credere Tecla-Imanot re del Goggiam, (il quale aveva assunto un contegno se non di aperta ribellione contro il Negus Neghesti, certo di aspetta.zione e di r esistenza) si ponesse ora dalla parte di lui. Anche vi era motivo di dubitare di ras Agos, il quale dopo la sottomissione del Tembien si era dichiarato apertamente in favore del Governo italiano e teneva la campagna con qualche centi,n aio di armati nello Tselemti. Allo scopo di parare a tutte queste eventualità ed arrestare per il momento l'invasione disposi subito da Bàrachit di concentrare tutto il possibile delle forze disponibili ad A.digrat, ordinai alla colonna Miani di retrocedere dalla via

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I AMBA ALA G!

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pr~sa pedo Tselemti al T acazzè sopra Adigrat, feci abbandonare Adua e chiamai il chitet, cioè tutti gli atti al ser vizio nella colonia (Allegato N. 31.). I telegrammi successivamente inviati al Governo di S. M. dimostra.no come t utte quest e operazioni sieno state eseguite ordinatamente tanto d_a raccogliere iu pochi giorni ad Adigrat forze· sufficenti (poco meno di 10,000 uomini) per presidia.re il for te e costituire un campo mobile da. par are sia. di fronte, sia di fianco all'eventua:le avanzata del nemico. . Nella notte partii da Barachit e g iunti il mattino del 9 . ad Adigrat, dove erano già il 7° ed 8° battaglione indigeni con batteria da montagna, col battaglione cacciatori, e dove stava per giunger e il 1° battaglione ed il battaglione milizia mobile. All'indomani mi recai al colle di Adagamus, t re ore circa al sud di Adigrat, dove mi avevano preceduto la maggior parte di queste truppe e dove pur allora giungeva. il-generale Arimondi col 5° e cql 6° battaglione, colle varie bande e coi residui del 4° battaglione e della compagnia P ersico, che avevano eroicamente combattuto ad Amba Alagi. Visitata la posizione del colle di Adagamus, al sud del monte dello stesso nome, e trovatala troppo estesa al piccolo nuc~eo delle forze di fronte a nemico così preponderante in numero, con linea di ritirata non abbastanza sicura troppo lontana dal forte per averne appoggio immediato e valido, e stnd·iata altra posizione sulla linea stessa del forte, mi risolst per questl:I., anche allo scopo di avere la truppa più riunita e più sottom.a no. Bensì occupai con un battaglione e colle bande il monte stesso di Adag~mus più arretrato, •difensivamente fortissimo ed in comunicazione col forte mediante linea telegrafica e telegrafo ottico. Le bande sotto il-comando del capitano Barbanti, guidate fra gli altri, da due capi, ras S ebath nominato da noi capo dell'Enderta, e da degiac Agos, capo dell'Agamè, curavano al servizio di esplorazione ed a guardare le strade verso Maeallè e verso Haussen (Ausien). 'J.' utta la posizione nel c~o offensivo nostro protegge lo sbocco della conca di Adigrat; nel caso difensivo affronta dall'alto l'avanzata del"


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DOCUMENTI DELLA GUE·R&A

AM J3A ALAGI

o' AF&ICA

nemico contro Adigrat e lo piglia di fianço mantenendosi S!=lmpre nel raggio d'azione del forte e delle trnppe schierate attorno al medesimo. Queste truppe a sinistra occupano col 1° battaglione una forte posizione, elevata e dominante, inaccessibile pel fianco esterno; il centro .vicino al forte, è tenuto dal 7° .e dal1'8° battaglione; · nel forte stesso vi è il· battaglione cacciatori, le tre compagnie del oattaglione Africa che giunsero successivamente: più indietro vi è il battagli0ne di _milizia mobile e il chitet: ed a destra incaricato deila guardia ai passi montani il 6° battaglione. (Vedi Adigrat carta annessa). Come ho successivamente telegrafato la salute dei bia_n chi e dei neri si mantenne sempre buona, malgrado il freddo intenso. della notte ed i cocenti raggi del sole, ed ottimo lo spirito militare.. Il genera.le Arimondi il giorno 14 dicembre partì per Massaua coll'incarico specificato n0lla lettera della quale unisco copia (Allegato N. 82) .. Fino dal giorno 6 dicembre il tenente Gambi, in seguito a telegramma del generale Arimondi, e_ra partito con 70 irregolari da Adigrat per raggiungere verso Scichet degiac Agos 'rafari ad assumere il comando delle bande. Ma il giorno 8 dicembre, mentre si ritirava da Dessa sopr~ Agulà senza essere riuscito a congiungersi con degiac Agos, fu circondato e dopo molte ore di combattimento, fatto prigioniero da degiac 'redda Abaguben, disertato dal nostro servizio ancora prima del .fatto di Debra Ailà. Il tenente Miani colla sua compagnia e con bande dello Scirè comandate dal tenente Mulazzani, avea · già passato il Tacazzè e si era avanzato nello Tselemti per muovere su MaÒallè a traverso il Tembien coll'incarico che ho già indicato. Nello Tselemti trovò buona accoglienza nelle popolazioni. Ras Agbs si pose subito a disposizione dei nostri ufficiali; i quali avendo allora allora ricevuto l'ordine di r itirarsi verso Adigrat, lasciarono all'antico capo dello Scirè la guardia. di Amba Ambarà al sud dell'Ueri nella ferma

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:fiducia che non avrebbe tradito. Infatti ras Agos è ora in comunicazione col comandante del forte di ì\facallè. I telegrammi giornalieri che ho inviato a V. E. ed a S. E. il Ministro degli esteri rendono superih10 lo entrare nei particolari pol_itici e militari che susseguirono fino al giorno d'oggi'. Mio scopo assoluto era difender e la Colonia dalla immediata invasione con forze preponderanti, guadagnando .tempo in a"ttes!lt dei rinforzi provenienti dall'Italia, e quindi t enere la posizione di Adigrat nella maniera pit\ sicura. Il nemico difficilmente si sarebbe diviso per tradizione sua, per l;)isogno di avere uniti i capi, per forza di circostanze. Io ·potevo fare assegnamento sulla resistenza del forte di Maca1lè, perchè il comandante e gli ufficiali mi inspirarono intera :fiducia; perchè era provvisto a viveri sino al cadere di f'ebbraio ed aveva buon numero di munizioni; perchè · aveva- alacremente afforzato le sue difese e si era assicurato l'acqua; perche il nemico mancava di mezzi sufficienti a sopraffa'rlo. Se il nemico investendo il forte si fosse avanzato contro la posiziov.s di Adigrat, mi: trovavo in grado cli respingerlo vittòriosamente. Se avanzav.a per Haussen e per il Tembien verso Adua ed il Mareb, contava di poterlo pigliare in movimento: ed allora in una massa come quella che porta seco, la sua base di operazione con donne- ragazzi ed infinita coorte di quadrupedi, anche una picccla forza ben comanctata é, disciplinata poteva avere il dissopra e magari determinare un disastro. Se si divideva io poteva a fortiori ritenere di'8,ver ragione di una o dell'altra colonna in marcia e la sconfitta dell'una avrebbe indubbiamente determinata per lo meno la ritirata dell'altra. Il nemico avanzò molto riguardo.~amente e si fermò Dolò, ad est-nord-est ed a un' ora e mezza dal forte di Macallè. Come ho telegrafato aveva ed ha al momento in cui io scrivo circa 32,000 fucili e forse 40,000 persone al campo. Non poche sono le donne ed i fanciulli ed anche i ~ servi disarmati od al più muniti di lancia, i quali nel com-

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DOCUMENTI DELLA GUER'R.~ D AFHICA 690 battimento s9gliono pigliare fucili e munizioni dei caduti. Queste cifre sono fondate sulle osservazioni dirette dai tenenti Scala e Partini e confermate da molteplici notizie, informazioni, confronti ecc. e possono ritenersi approssimativamente vicine al vero. Il nu~ero è stabilito fino al ·giorno di oggi soprll, aléun,e alture che sorgono sulla riva meridionale del torrente Dolò. L'avangJ1ardia composta di ,Tigrini è sul;>pern.i ù nel posto dell'antico campo inglese e del campo italiano dell'ottobre scorso. Il grosso copre una vasta estensione di forse otto chilometri su guattro ; le orde dei vari capi sono separate da intervalli dove pascolano i numerosi quadrupedi;, sul versante sud, fuori del tiro eventuale delle nostre artiglierie, . vi sono le tende dei capi. Ras 'Maconnen, Oliè, Micael, 1viangascià Atichim, Alula, Mangascià del 'rigrè ecc. Il paese ricco offriva da prima sufficeuti provvigioni a1 pochi bisogni 'degli Etiopici, più tardi si consumarono le provvigio1li recate cogli innum~revoli muletti; infine ~i adottò il sistema delle razzie, dapprima disordinate, posma armate e reo-olate da ordini superiori. L'Enderta è ridotta o ad un deserto; ma: restano ancora paesi che hanno avuto testè abbondanti raccolti. Ogni tanto gli informatori segnalano penuria di viveri e probabilmente ogni tanto si .mani: festa; ma una razzia organizzata per gentè che vive -di. orzo, dura od altre granaglie bollite od abbrustolite pur che sia basta alla sussistenza parziale o totale di due o tre ' ' giorn1. . . . . Al campo gli umori sono van. Parecchi nostri solcla.t1 rimasti prigioni.eri ad Amba Alagi e poscia fuggiti a noi'. riferiscono le solite spavalderie dei soldati · di ventura; gh uomini del chitet invece pare che pensino con desiderio alla pace ed al ritorno ai campi ed all~ fami~lie tan.to più ~h~ non di rado nelle razzìe sono accolti a fucilate da1 contadm1 nelle gole dei monti e vedono le difficoltà e la fame affacciarsi in un'eventuale ritirata per paesi già spogli. Come è naturale ras Alula e Tedla A.baguben si rafforzarono con qualche centinaio di fucili dell'Enderta e dei paesi :finitimi.

AMB_A. ALAGI

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La lunga fermata a Dolò, che sembra certo dovrà prolungarsi :fin dopo il 7 gennaio, si spiega con un complesso di cir.costanze delle quali la prevalente è l'attesa di Menelik ,con tutti i suoi Scioani. Ogni tanto si cercò di elettrizz11re il campo colla notizia data per sicura dai capi dell'arrivo · '8. scadenza :fissa del Negus Neghesti; e per via degli informatori o di ascari fuggiti, l' eco veniva fino a noi. Il "Titardo si spiegava colla ribellione di Tecla-Imanot, coi pre.:sagi qefasti dei preti che avevano scosso l'anima della re_gin;a Taitù e, dai più accorti, coll'indecisione di Menelik -timoroso di mettersi allo sbaraglio con una potenza come l'Italia~ Altri motivi per mantenere il campo a Dolò possono es·se-re il timore di avanzare lasciandosi un forte alle spalle -come ì\facallè e di avanzare per paese mezzo deserto sia ·~i fronte ·sia di fianco alla temuta posizione di A.digrat. Fu ,segn~lata discordia fra i capi volendo Manga.scià ed Alula. -eh.e · fossero àl possibile rispettate le popolazioni, volendo gli -altri , che si spostassero con razzìe pel mantenimento di sol-dati. Ma frattanto alcuni capi del Tigrè, del Gheraltà, del Tembien, dello Scirè, si davano per loro conto alla montagna ;mentre pastori e contadini ritiravano le mandrie in luoghi riputati sicuri. Degiac Alì, da me riconosciuto capo -di .En.da Moeni verso la metà di ottobre, dopo aver com.battuto con una band11, sotto gli ordini del maggiore To. selli ad Amba Alagi,_si ritirò nei monti dell'Hogerat; dove, -dice, di conservarsi fedele agli Italiani, probabilmente nella :speranza di una prossima rivincita. ln questo lungo soggiorno nella posizione di Dolò, favo··Tita da pascoli ubertosi e da acque sufficienti, ras Maconnen .-cercò ogni mezzo di avere relazioni con noi a scopo, come . -egli afferma, di trattare la pace : e di ciò ho abbastanza intrattenuto S. E il Ministro degli esteri con telegrammi, e intorno- a ciò finita la missione Felter, dovrò scrivere una ·speciale Relazione. Forse ì\faconnen voleva effettivamente trat.tare la pace ed -è venuto con questo scopo verso il Tigrè; e forse è vero 46 -

ANNO

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AMllA ALAGI

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DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

che i Ras per l'attacco di Amba Alagi gli sono sfuggiti di mano ; forse egli che conosce (come dice) l'Italia teme assai per la sua posizione a vveuire e per l' Harar; forse cerca di guadagnar tempo e di addormentarci. Ad ogni modo la posizione difensiva presa dai nemici è troppo forte, troppo lontana da Adigrat, troppo gnernita & guardata per poterla attaccare con truppe per quanto disciplinate ed agguerrite, per numero meno del terzo delletruppe nemiche, anche ponendo nella bilancia da parte nostra, il forte di l\facallè. Sarebbe follìa prendere una posizione più innanzi o più vicina a Dolò (Haussen, per esempio, ovvero Dongolo) lasciando pr esidiata la posizione dì Adigrat, perchè si avrebbero le ali in aria e si sarebb& esposti agli attacchi di nemici tripli e quadrupli per numero di fucili. E n eppure da Adigrat, a tre marcia buonedi distanza per ·truppe indigene, non sarebbe possibile una. sorpresa tanto più che il nemico fa sempre buona guardia. sulla linea Dougolo-Asbi : e senza possibilità di sorpresa,. sarebbe grave imprudenza tentare una punta od un aggiramento, per esempio, pel fianco orientale della posizione, di Dolò ponendo le t rnppe impiegate a rischio di uno scacco. In ogni caso un successo parziale che non avrebbe permesso, nessun sviluppo all'azione, non compensava certo il pericolo di un insuccesso 0 che poteva condurre a gravi conseguenze per la riunione delle forze provenienti d'Italia. Nelle contingenze att1,1ali bisogna .evitare ogni pericolodi scaéco e eontentarci per ora di arr estare l'invasione, di assicurare l'arrivo dei rinforzi sull'altipiano, di stancare il nemico, di aspettare il momento ed il posto opportuno per passare all'offensiva con un attacco. Unisco in Allegati N. 33, 34 e 35 i dati principali circa. la forza, il mnnizi~namento e l'approvvigionamento di Adigrat alla fine dell'anno. Il Tcnmte Gcnemle

. 0.

BARATIERI.

ALLEGATI ALUGA TO

N. L Al generale Edoardo Arimondl.Antalo, i6 ottobre i895.

EHa assume da domani il governo del lerritorio a sud del Mareb-Belesa-Muna ed il comando delle tr..:ppe e dei servizi in esso dislocati. Le truppe direttamente dipendenti dalla S. V. sono il battaglione cacciatori, i battaglioni indigeni 3,0 4,° e 5.° la 1• batteria da montagna, i distaccamenti <li artiglieria, genio, sus~islenze, $anità che attualmente si trovano a sud della linea sopra a~ce nnata e le bande locali. Nella regione di Antalo o in altra prossima che più accurato studio indicasse adatta , r esleranno per ora due battaglioni indigen,i con due sezioni da montagna e relalivi servizi. Perno della difesa della Colonia rimane il forte di Adigrat con le .sue adiacenze; ma più a sud occorre stabilire un centro da cui emani più gagliarda la nostra azione sia per completare la dissoluzione delle truppe di ras Mangasciò, sia p(~r re3islere a nuove imprese, offensive del Has anche in unione a qualche capo dell'Abissinia del .nord, sia per assicurare il regolare ordinamenlo del!e nuove ' provincie e sia ancora per· dare nuovo impulso al servizìo d'informazione. In caso avanzassero e premessero da vicino forze preponderanti dello Scfoà si dovrà senz'altro abbandonare la posizione ripiegando su Adigrat, distruggendo le risorse di qualsiasi specie che potrebbero servire al nemico. • In rela~ione1, a questo concello la S. V. sceglierà una posizione e 1~ !arà fortificare in modo che un piccolo presidio vi rimanga sicuro mentre la massima parte delle· truppe può essere disponibile per osservazioni carnpaii. La S. V. darà man mano alle truppe da Lei dipendenti la dislocaz ione che meglio coi-risponde alla situazione e· provvederà per la costiluzione della base d'operazione· di Adigrat e delle dotazioni del nuovo !'orte, e per lo slendimento deUa linea telegrafica fino a questo.


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DOCUMENTI DELLA GUERRA.

La S. V. avrà le attribuzioni con mio decreto fissale pei coman· danti di zona del Tigre e del!' Agamè con facoltà di delegarle, ove occorra ai comandanti di Adigrat, Adua ed Anlalo. . Per t~tli i provvedimenti d'indole poliUco-militare Ella vorrà tenermi continuamente informato e quando traUisi di decisione di qualche importanza, Ella vo;rà prima chiederne a me la autoriz, zazione. Con ras Sebat sono s tate iniziate trattative nel senso · di riconoscerlo Capo dell'Euderta, dargli qualche aiuto di armi e danaro, concedergli supremazia sui capi delle pr.ovincie non ancora conquistale che per opera sua si presentino e risolvere la questione del sale tenendo conto delle sue aspirazioni. Con degiac Ali s i rimase d'accordo che il Governo gli concede i paesi che aveva suo padre da dividersi con degiac Negussiè qualora questi facesse atto di sottomissione. BARATIERI.

ALLEGATO

N. 2. Generale Arimondi -

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AMBA ALAGI

n'AFRICA

Macallè. Adi Ugri, 23 ottobre iS95.

M'interessa che sia fallo al più presto lo studio dellé comunicazioni fra Macallè e i due presidi di Adua e Adigrat e che appena compiuti questi, sì dia mano ·al completamento 1 di ,una buona carovaniera che in tre giorni unisca Macallé a Adigrat, che dobbiamo considerare come nostra base d1 operazioni, e di alfra adatta a movimento di truppa, con relativa colonna salmerie, tra Adua e Macallè.

lontano parecchie giornate, informazioni vaghe, obbiettivo incerto, impossibile azione comune. Ripeto ordine non imprendere nessuna azion~ importante senza preavvisarmi. Parmi sua presenza necessaria d0v.e sia stazione telegrafica, a Ma.callè od Adigrat. BARATIERI.

Governatòrè -

Asmara-Ghinda. Afgol, 29 ottobre i895, ore '10.

Ho presente ordine non intraprendere alcuna importante azione , senza ottenere aulorizz~zione V. E. Dei movimenti ordinati sinora. non ebbi altro scopo che quello di battere il terreno in modo da tenere a freno numerosi parti- giani ras Manga.scià, favorire presentazione capi dubbi oppure a noi ostili cui debba no considerarsi come movimenti ordinari. Maggiore Ameglio avesse telegrafato a me che non era sufficiente lascia:re una compagnia ad. Adua avrei io stesso sospeso movimento o date altre disposizioni. L'escursione combinala verso la frontiera del La sta non aveva ordine di spingersi oltre la fron-· tiera se le truppe non battono il terreno continuamente ManO'asci~ o tornera a·vanzarsi e farà vivere i suoi soldati col nuovo raccolto che andrà perciò interamente perduto per noi. Tanto che fo1·te di , Macallè non sia portato ad un punto tale da permettere di lasciaré c?là una sola compagnia, è i:iecessario che compagnie di Afgol é d1 Adu~ siano sempre in mos!òa. In seguito potra ba,st~re quarto ·bat.taghone. ?regherei V. E. tèlegrafarmi se posso ritenermi au~ torizzato eseguire movimenti negli antichi Stati di Man.,.ascia in cai,o diverso azione di questo comando rimarrebbe inl:ramente paralizzata.

BARATIERT.

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ARIMONDI. I

ALLEGATO

ALLEGATO

N, 3.

N. 4. Comandante truppe -

Comandante truppe -

Macallè.

Macallè. Massaua, 29 ottobre t895.

Asmara, 28 ottobre t895.

Sospendo partenza Ameglio ed Ella sospenda quella delle due compagnie spedite da Afgol verso Lasla o le richiami. Non intendo assolutamente avanzarmi olLre antichi stati Mangascià. La.sta

D~l tes.to -telegramma inviato Ameglio rilevai che Egli doveva PMhre per Lasta ad inseguirvi Mangascia mentre oforno 30 due. compagu1·e da Afgol si sarebbero dirette al La.sta.. o Da Adua al Lasta •corrono ci1:ca sette od otto giorni. Da Afgol al Lasta circa


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DOCU~1ENTI DELLA GUERRA D'APRICA

All!OA ALAGI

metà e il Lasta è fuori dagli an tichi domini di ras Ma ngascià, mentre notizie erano tulLora incerte circa fol'ze e direzione costu i. P(lrciò sospesi operazioni. Credo io pure che truppe devono ba ttere il terreno entro il raggio delle operazioni già eseguite m assime oel Tembien, nel Saloa, nel territorio Antalo per pigli1:1.re quelle ambe che si possano fa cilmente attaccar e, per disper der e i briganti, per stabilire nostro dominio per assicurare comunicazioni, per mostrare nostre forze. Ma necessita e vitare rischio qu·ai: siasi scacco parziale che comprometterebbe nostri successi. Perci6 Ella muova le truppe come crede entro limiti indicati riferendomi per mia norma intorno principali movimenti.

te r elazioni assidue e seguite e magari un distaccamento volante ad Amba Alagi con un ufficiale destro ed intellig ente. Ciò potrà <leterminar e altri ad accostarsi a noi, prevenire discordie fra i nostri e tener e in freno e sorvegliati g li incerti. È necessar io avere sottomano persone ragguardevoli che possano occorr~ndo . ·essere invia le o!Lre frontiera con missione fiducia delle quali bramer ei presto conoscere nome. Bramerei pure e$sere infor mato eirca r accolto in cor~o nelle zone front iere e le risorse che può presentare il paese. BARA'fIERI.,

B ARAT11mr. ALLEGA'.['0

ALLEGATO

N. 5.

Governatore Comandante truppe -

Macallè.

Massaua. Macalle, H novembre !895, ore 12,50.

Massaua., 8 novembre !.895.

Era già mia intenzione pr oporre un distaccamento ad Amba Alagi. Propongo ora inviare colà compagnia P ersico. Questi dovrebbe dipendere dal comando della zona di Macallè ma gli sa rebbe riservata una certa indipendenza di azione e sarebbe incaricato del servizio informazioni in direzione sud·est e dovrebbe avere soltanto qui ndici giorni viveri. Ad Asbi mander,ei una centuria di altra compagnia del terzo battag lione e siccome fra Ghemat ed Asbi sonvi poche ore di strada credo che unii centuria sia forza suffìcente. Attendo ordini.

Importa avere le maggiori informazioni circa forze Menelik, circa località di concentramento, circa risorse viveri nei vari paesi olt1•e fronti era pet· noi e per nemico: Informatori possono raccogliere indizi po si li ,ii e questi interessano più che non opinioni generiche ci1·ca spirito pubblico che possono essere individuali. Importano i fatti che se classifica ti e comparali con diligenza ed accorgimento e confrontati con daLe ben determinate possono far luce. Conviene al possibile accerta re modo sussistenza orde tigrine io ter ritorio vicino frontiera nello scorcio novembre. Eventuali tr attative civili o politiche cir ca pre senta;,;ione Manga.scià o r elazioni con Menelik devono trattarsi in cifra e col massimo segreto.

ARIMONDI.

ALLEGAT·o

BARATIERI.

ALLEGATO

N. 7.

N. 8. Governatore -

Massaua. Macalle, 13 no vembre i895, ore i0,40.

N. 6. Comandante truppe -

Macalfè.

-, I•

Massaua, 9 novem bre 1895.

Ora che alcuni capi d'oltre frontiera sono o si dichiarano uniti a noi contro comune nemico bisogna Lrarne parLilo per dare loro indirizzo ed unirli nello intento comune. A ciò potranno giova re

In segui to ad a utorizzazione ltovernatore determino che compagnia Persico si rechi in distaccament.o ad Amba AlaO'i, Essa ~arà sostituita nel giorno 15 corrente da una centur ia della com·,p~gnia Benucci comandata da un ulficiale italiano e partirà il ~_iorno 16 per Amba Alagi. Comandante distaccamento Amba Alagi <ltpend~rà dal comando zona di Macallè. Distaccamento Amba Alagi


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' 698·

DOCUMENTI DELLA. GUERRA D' A.ll'RlCA

non dovrà avere più di 15 giorni viveri. Capitano Persico sceglierà località conveniente per accamparvi la compagnia e ta)e che permetta ad un piccolo distaccamento di esser e al sicuro da ogni attacco, mentre il grosso della · compagnia dovrà battere f'requenlemente il terreno per rassicurare nostri aderenti e tenere, in fren0, i ribelli. . AftlMONDI .

ALLEGATO

N. 9. Comandante -

699

AMBA ALAOI

Adua. Adigrat, 28 novembre !895.

Maggiore Toselli telegrafa da Atzalà (campo inglese nel!' iline-ral'Ìo inglese) in data 26 ore 17 ·queste informazioni giunte ora:: « Fitaurari Iman Uod Tafarì partit0 ieri sera da Alomota venn& incontrarmi per dirmi che sabato sera ras Oliè e ras Alula arri- 1 var~no a Corrnal, acqua di Cobbò e che domani debbono spostarsi, s~ Ciambucò nord Alomotà; soggiunge che ras Maconnen e ras. Micael sono in Jeggiù a Oidù poco a nord di Bascià Cefl. Dice il Fitaurari che questo spostamento impr0vviso fecesi con marcia ce-lere il che spieghei•ebbe possibilila che informat:ore partito giovedi~ì14 da Addis Abebà e giunto ier mattina Macallè abbia trovato strada sgombra ed a Cabbò soltanto i Fitaurari ~li ras Olièche di fatti vi stavano dal sabato ;f6 mentre ras 'Oliè e ras Alulagiunsero Cobbò sabato sera 23 dopo pas!;ìaggio informatore, dunque al)a stregua successione informazioni la cosa è possibile. « Scek Thala poi mi scrive data pomerigg\o ieri dicendomi che gli Amhara vogliono occupare Ascianghi e che dobbiamo noi .accorrere presto a stabilirci colà, se vogliamo faccio in tempo. Soggiunge Scek Thala che' ras Maconnen é comandante e gli altri sono r·as Micael, ras· Mangascià Atichin, ras Oliè, ras Alula. Qui in pàese Mangascia fa spargere voce che Russi sbarcano Massaua e corrono dicerie varie. Enda Moeni però tranquiJla. Ho irradiato ascari e borghesi per servizio informazioni ».

ALLEGATO

N, ·1 0.

Governatore - Massaua. Adigrat, !9 novembre !895.

Comandante Macallè telegrafa in· data 28 ore 18 seguenti informazioni: . cc Uagscium Burrù da Magdala manda suo messo fidalo già CO· .llOsciuto ~a questo comando con informazioni circa movimento · grandi e.a pi scioani. Riferisce che Menelik non mosse da Antoto nè si muoverà, distollo dal partire dai preti e donne sua casa, non che dalla ribellione di Emmà Abbagefarsi re di una regione al sud: ha· però ordinato a ras Micael, Alula, Atichin Mangascià di unirsi e muovere verso nord per trattenere invasione Italiani. • Dopo molti sforzi i Ras hanno obbedito e r as Micael, Alu.la muovendo'il -18, il primo do. Tautà, il secondo da Borumiedn, sono arriva Li colle loro truppe all'Aloà (afflueute del Gualimà). Ras Oliè si è riunito . a .loro nella stess~ località; ras .A tichin Mangascià mosse invece da1 Beghemeder e per via Uadella giunse il '17 ad Amba Te.Iaseferri (a sud di Lalibela) fermandosi. Egli noir deve proseguire per Lalibela e Soco ta, ma raggiungere l' Aloà dove rnrebbe atteso dagli altri Ras. Taclè Aimanot fece dire ad Uagscium Burrù che egli_ è con Governo1 ch,e non rispose chiamata Menelik, che vuole mettersi diretta relazione con Italiani, ai quali si presenterà appena giungeranno Ascianghi. Uagscium Burrù è certo della amicizia Taclè Aimanot per Italiani. Informa che russi non diede~ò !uci.li nè cannoni· Menelik, ma croci e paramenti sacerdotali, per cui "Menelik dicesi disgustato. Ras Maconnen sarebbe andato conferire con dei francesi in località non ben nota della spedizione. 1< Uagscium Burrù crede che se Italia ni occuperanno Ascianghi eessi non avanzeranno a nord Gualima; ma se non avanzeremo essi verr'.anno ad occupare l'Uoflà chiamati da uagscium Guangul. Coi Ras nessun' cannone molti fucili Gras. L'anfari Aussa é schieTato contro Menelik. Guangul Zegheitè sul Gualimà si propone mo!estare avanzata Scioa. Uagscium Bur rù si prolesta, nostro amico e dice manderà continue notizie. Sono degne di fede. »

ARIMONDI. ARt~IONDI.

'


700 ALLEGATO

AaIBA ALAGI

DOCUMEN'l'l DELLA GUERRA D'AFRICA

ALLEGATO N. 12.

N. 11. Comandante Tigrè -

Governatore

Adigrat.

Massaua. Adigrat, 29 novembre !895.

Massaua, 30 no,•embre -1895.

Rispondo suo telegramma di ieri senza numero speciale. V. S. a~rà sua disposizione nel Tigré an.che sesto battaglione salvo · una compagnia che · servirà per retrovia nella Scimenzana. In prevrsione qualsiasi avvenimento Ella può fare avanzare forze rerrolari di Adua nel Gheralla con linea ap?rovvigionamenlo t> Adì crrat · riunire forze di Adigra.t in località adatta forse verso Asbi. r;ccocrliere forze irregolari Tig1·è, suppergiù nel Tembien, · le al[re nuo~e provincie con ras Sebat a sud di Anta.lo. Così Ella in due marce potrebbe avere a. Macallè in ollima posizione a.~poggialà al forte con linea d'operazione gua_rd~~a! 16 coqipagnie regol~ri e la1Jatteria cioè cirç_a 4500 ,·eaolari piu l~ bande Ag~mé, Tigrè, Serae, Oculè-Cusai, Enàerta, Enda i\foen1. Q~es.ta (orza parmi sufflcentP, a fronteggiare vittoriosamente quals1~s1 attac.co anche se osassero avanzare tutte le bande di Alula, Micael, Ollè, Mangascià, Mangascia Atichin, Guangul e qualche-~llro ~artig~ano. Salvo casi imprescindibile necessità di sicurezza parm1 ~ra 111d1:spensabile tenere al possibile riunite sottoman~, in grossi gruppi'. le forze. Sarà opportuno . provvedere con- ogni maggior cur~ _ai viveri comperandoli in paese per risparmiare nostri approvv1g10• namenti. BARATIERI.

Governatore -

Massaua. Adigrat, 30 novembre l895, ore t6.

Accuso ricevuta 3928. Fino questo momento nessuna altra .notizia. Comunicherò misure che circostanze mi consigliano. ARI MONDI.

Maggiore , Toselli da Belegò giorno 28 ore 9,30 manda seguenti notizie: « In allesa arrivo notizie mando le seguenti: Scioani ieri a nord di A:_lama'ta con avanguardia giunti in Uoflà. Oggi dovrebbero accentrarsi in Uoflà . Pare che primo obbiettivo sia veramente occupazione regione Ascianghi con riserva decidere sul posto: però si dice che Alula informato non esservi oltre AdigraL concentramP,nto truppe italiane insista perchè marcia sia accelerala. Se non ehe più voci mi dicono che Mangasèià sia poco lusingato di questo arrivo soc0orso senza presenza N eg1is ed abbia dello agli alleati che non bastavano per combattere a fondo ed abbia mandato Tesfai Antalo .celeremente dal Negus per dimostrargli necessita sua avanzata pe_rsonàle. Sinora nessun convegno avvel'!ne fra ras Mangascià ed i Ras scioani e neppure. con Alula. Nessunp mi p_a rla di ras · Darghiè ed a domanda mi si dice che stante vecchiaia è poco credibile sua partecipazione. Invece st insiste circa presenza effettiva ras Macormen con comando in capo. « Circa e;)liti;i. forze finora non mi fu possibile tirarne costrutto. Da martedì in poi con arrivo Uagscium Guangul e riunione aderenti prima sparsi, il campo di ras Mangascia si è aumentato e mi si dice forza presso a poco similfl quella miei ordini, dunque sarà un massimo 1500 f1,1cili fra ras Mangascià e Uagscium _Guangul. Quanto agli altri ecco quanto potei raccogliere: . A-lula Ila poca ger.te e in verità risulterebbe avesse meno ùi 500 fucili che a:veva in Scioa il che può essere inesatto salvo si tratti di gente che deve raggi ungere. · • Ras Oliè ha chiamato al chitet che non rispose tutto, e tiene tuttora gente in Zabul ed in Jeggiù. Egli può mobilitare 5000 fucili e non potrei sin da oggi assegnargliene meno di 3000, ed lto .motivo credere cifra approssimativa. , « Atichim J\1angascia ha poca gente propria giacchè n011 mi.risultò mai quotalo per più di 1500 fucili; d'altra parl'e di lui si parla poco· e· sino prova contraria non credo abbia seconda lo più di ,1000 armati. Di ras Micael si dice ha molla gente, ma anche


DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

702 molle Jancie. Di ras Macoonen si dice che ndn può a meno di avere molta "'ente perché è ras Maconnen. P erò è un' fatto che a caofone de~a marcia rapida molti devono raggiungere. Cobbò o . . . fu razziato ed anche Alomatà. Vennero presi campi per v1 vere; ossia se ciò è esatto non sarebbero giunti trasporti di viveri il che dovrebbe riLardare ava!lzata. . « Spero stassera poter telegrafare altre notizie; ma se~':'izi~ informazioni non facile e non ostante si profondano elarg1z10m tuttavia trovo esitazione negli stessi ascari e debbo riunire molti .. piccoli dettagli inccm_pleti per dedurne cqstrutto. « Sciek Thala mi scriy.e che se siamo molti ed avanziamo egli e pronto a combattere. Spero vederlo in giornata. La posizione di Beleo-ò è fortissima; senonchè stamane trovai girabile il Dubbar pe.r :trada ovest che da Ascianghi mette Aibà. Ov~ tagliato da . Amba Alagi dovr~i gettarmi p~r gli Azubò sulla via Vog~rat o Sciechet. S~mbrandomi importante invece conservare pos1z1one sicura sopra nodo montano e che sia posizione arrocamento ma· i1ovra, così una volta appurate notizie situazione e constatalo che non potrei permettermi azzardo colpo di mano su campo nemic,o· riteno-o che mi metterò o su Aibà o su Atzabà ai piedi di Amba Alagi"' in osservazione avvenimenti. i>

I"'

703

AMBA ALAGI

ALLEGATO

N. 14. Comandante truppe -

Ghemat.

' Massaua, 'il dicembre -1895.

Ho dato seguenti ordini movimento oHre quelli eonosciuti da V. S.: Comando 7° battaglione con 2\ 3" e 4" compagnia; 2a batteria; comando 8° battaglione con 3• e 4a compagnia; 3• compagnia del 6° battaglione dalle attuali sedi si trasferiscono Adigrat; 1a compagnia 7° battaglione sostituisce 3• compagnia del 6°; 1a ·compagnia del 1° battaglione va Asmara con distaccamenti Az~Teclesan, ~aganeiti, Ghinda; 1• compagnia dell'8' battaglione va Adua con bande Arresa. BARATIERI.

ALLEGATO

N. 15.

ARIMONDI.

Comandante truppe ALLEGATO

Ghemat.

·N. 13. Massau~, 3 dicembre i895.

Maggiore Toselli -

Macallè per Belegò. Adigra.t, 30 novembre 1895.

Alla mia richiesta cli diret~ive Governatore risponde mettendo a mia disposizione tre compagnie sesto battaglione. Non accenna istruzione mobilitare ma suggerisce avvicinare truppe e bande del Tigré a Macallè per avere occorrendo in Macallè sedici compagnie re(Tolari e batteria oltre bande. Governatore accenna a fronteggi;re nemico se osassero avanzare ma salv.o casuali imprescindibiÌi necessità non mi autorizza tentare offensiva suggerisce acquisto viveri in paese. Comunicherò movimenti truppe appena eseo-uiti. Intanto lascio in facoltà di V. S. mantenersi in posizione Bel:gò oppure ripiegare ai piedi di Amba Alagi secondo circostanze. ARIMONDI.

Complesso notizie mi fanno ritenere conveniente una azione energica oltre Tacazzé raccogliendo tutte le forze ora sparpagliate dello Scirè, del Tembien è dei nostri partigiani oltre Tacazzè. Compilo poLr'ebhe essere affidato colonna composta una compagnia e bande Mulazzani. Operazione avrebbe per iscopo decidere ~as Agos che parmi più che dubbio, sospetto, e assicurarci da minaècia sul fianco destro o contro Adua. A ras Agos potrebbe essere promesso governo Sellemti e Semien se li conquista. Colonna compiuta operazione piega verso Macallè o· in quella località che sarà indicata situazione. Operazione deve essere condotta con prontezza ,ed energia. BARATIERJ.


704 ALLEGATO

l DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFlllCA

· 705

AMBA ALAGl

r

N. 16.

Che arrivi all'illustre amico mio generale Baraticri Governatore dell'Eritrea e di tutti dipendenti paesi (provincie). · Balomata, 26 novembre 18%.

Sia a voi pace e sai ute ! Mandata da ras Maconnen governatore di Harar e di tutti i dipeo.denti paesi. Se domandate della mia salute ~no a q_uèst'ora sto bene. Quando er o in Harar io e monsie.ur Felter abbiamo conferito a quanto riguarda il bene (util ità) che sara per il vostro Governo e per il nostro. Egli mi disse che queste parole sono del vostro Governo. Ora se questo affare (ùggetto) può essere conchiuso facendo io e voi un colloquio personalmente sarebbe un beneficio per nc.;m versare il san gue cristiano senza un motivo. · s M. mi ha mand_ato verso il Tigrai, prima di tutto per confe- , rire con Voi e definire. Ora ho la sper anza che farete sapere subilo quello che vi fa comodo. Monsieur Felter se assente sarebbe bene di chiamarlo. Auguro che il Dio dia salute a voi ed al vostro Governo. 1

',

loro, noi non passeremo con ostilità antico confine r egno Tigrè. È necessario aver sottomano persona pronta a portare mia risposta, eventuali proposte od offerte Maconnen, per quanto mi sembrino troppo arretrata la data della lettera a Nerazzini e dettata forse dall'irDpressione del combatlimenlo di Debra Aila e deJla nostra avanzata !2-u Amba Alagi. BARATIERI.

ALLEGATO

N. 18. Comandante truppe -

Macallè. Massaua, 2 dicembre 1895.

Ricevuto suo telegramma di ieri da Azula. Faccia sapere ras Maconnen che con lui sono disposto entrare lraltalive; che Feller che ho mandato . chiamare Zeila mi raggiungera al più presto Adigrat. Ras Maconùen mi fa·c cia conoscere fuogo dove possa &vveriire convegno, intanto sue e nostre truppe devono stare clove si trovano e non fare atti osti lita, nel qual caso darei ordini _per _c ombatter.e.

°MACONNEN.

ALLEGA'IO

N. t7.

BARA'l'IERI.

ALLEGATO

Comandante Tigrè -

Adlgrat.

Comandànte Tigrè -

Massaua, 26 novembre l.895,

Nerazzini telegrafa da Aden 25 novembre quanto segue: « Ras Maconnen scrive da Debbec (ovest di Magdala) data 25 ottobre a vuto ordiae di andare nel Tigrè per conferire con Governatore. Menelik inlanto resta con esercito nei Vollo ,Galla senza osUlita per aspettar•} esito Lr atlative. Raccomanda Governo italiano di n0n te,ntare ostilità. d&lla parte di Zeila e desidera Felter accompag11i generale ». ' In seguito a questo avviso V. S. vorrà prevenire avamposti maagiore Toselli e .Ameglio che presentandosi qualche parlameno~ tario sia ricevuto come s i conviene allo scopo agevolare eventuali trattative assicurando che mentre esse durano, e salvo movimenti

N. 19.

Macallè. Asm11ra, 3 dicembre 1.895.

.Ricevo lettera Maconnen. Sarà uppor luno che Tos elli gli scr iva io l'abbia ricevuta ad Adigrat e come ris ponda che accetto per preven ire spargimenlo sang ue cristiano avendo io da r e Umberto tutti i poteri come avrà lui dall'Imperatore. intanto incarico Toselli à. prep'a rar e luUe le modalità del convegno. Faccia Maconnen altrettanto incaricando .per!2-ona sua fiducia. Felter giungerà domani fylassaua con una na,1e da guerra della squadra italiana che ·ora è nel golfo di Aden. Ma l',,laconnen non tema pei suòi pa.esi » . Toselli non . si lasciera certo sfuggire l'occasione per penetrare negli intendimenti dei capi scioani e per guarJare meglio il nemico. U1scio al di lui accorgimento eondursi nel modo più « come


e.

706

conforme nostri inter essi. Inutile dire che le trattative devono spingere tutti a usar e massima vigilanza ed affrettare preparazione guerra, sia perchè offerta convegno può nascondere inganno, sia perchè le trattati ve eventuali riusciranno tanto meglio quanto saranno più forti.

ALLEGATO

N. 21. Comandante Tigrè -

N. 20.

Mandata dal generale Baratieri, governatore doli' Eritrea al caro e illustre amico ras Maconnen governatore di Harar. Asmara, 3 dicembre !895.

La pace e la salute sia con Lei! ~ono contento che Ella goda ottima salute, Jo pure grazie a Dio sto bene. Quando si versa sangue cristiano, anche se mi arride la vHtoria, è un gran dolore ,per me. Perciò sarò molto lieto se un colloquio fra noi due potrà evitare lo spargimento di sangue.. Anche S. M. il Nostro re Umb0rto lo desidera ed ho avuto da Lui pieni poteri. Anche Lei sono certo verrà al colloquio munito di pieni poteri di S. M. negus Menelik. Per lutLi .i particolari del colloquio ho dato incarico al maggiore Toselli. Aì1che Lei invii una persona che possa trattare col maggiore Toselli. Il signor FelLer mi ha riferito tutti i colloqui che ha avuto con Lei, e siccome siete veri amici l'ho mandato a prendere a Zeila. Arriverà domani a Massaua con una delle navi tiella nostra squadra da guerra che ora sta fra Aden e Zeila. Ella non abbia alcun timore per i suoi paesi. Auguro che Dio conceda salute a Lei ed a tutla l'Etiopia. BARATIERl.

Chemat. Macallè, 2 dicembre 1895. ·

BARATIERI.

ALLEGATO

707

AMBA ALAGI

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

!~formatori degiac Berè che visitarono tutti i campi nemici parlarono co'n ras Mangascia, ras Micael, ras Macooneo riferiscono: Sta.!'llane esercit;> nemico, numeroso quasi come quando Imperatore scese a Saati, trovasi scaglionato fr-a Aia e Ascianghi ed Uar. · Ras Mangascià, Micael, Dliè, .Mangascia Atichim, Alula, Ma.c onnen, degiac Uoldiè, Abba Scium del Negus, fitaurari Gabeiù del Negus ' . } molte mu~izion.i: in maggioranza due carluccere, viveri io abbondanza ma completali da razzia giornaliera. Intenzione di a vanzatà e creilerei Amba Alagi. Dicesi che ieri 30 dovevano accampa~si. sul Uoggià nord' Cobbò. Fitaurari Taclè Balè Mual e bigerondi Baleià con 15 cannoni. Nel campo ras Micael 13 camelli e qualche elefante con carichi cartucce e dicesi Negus avanzerà celeramente e che Tesfai Antalo ed Agos .Azzazerà mossero per inconlra~lo. Ricev6 lettere di ras Macoonen dirette Governatore e Felter di cui spediscq traduzione con telegramma a parte. Gli informatori ritengono che avanzata ' da Ascianghi incomincierà domani. Io ritengo esagera.lo apprezzamento forze, ma credo ritener·e confer. mato ·eh!') s<;mo molto numerosi. TOS!>LLI.

· ALLEGA'I'.O N. 22.

Comandante Adigrat -

Adua. Macallè, 5 ~icembÌ·e 1895.

Riassumo informazioni' avute da Atzalà in data 4, o~e 13. • Dalle 9 all'e 12 1/, viva fucilala nella pianura d/ Alzalà. Un grosso nucleo di ras IY,[angascià occupò il colle Boo'tà dal quale si ripiegò . nos~ro posto d'avvi.so, ferma tale occupazione scesero nel la piana ottantina \}.omini a far fantasia, sparando colpi a grande distanza ma senza riuscire muovere piccoli posti nostri che risposero 47 -

A.~N6 XLI.


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ooeoMENTl

DELLA GUERRA

n' AFRICA

709

AMBA ALAGI

moderatamente. Alle 12 1/, piccolo posto della prima compagnia comandalo da j us basci Ali aga Ebré respinse nemici che ripresero In salita di Boolà. Alle 16 giunse blata Tesaurnià di Seiptà con JeLtera Maconnen al ma ggiore nella quale annunzia avere mandato pregare Menelik fermars i Ascjanghi, dice inoltre che Governatore fissi colloquio; esprime fiducia in accordo. Il messaggero aggiunse. che attacco del mattino fu còlpo cli lesta di Manga.scià, deplorato da Maconne11; chiese però a nome del Ras di trasforire suo campo nella piana di Aibà; infine domandò che persona di fidu cia fosse mandata a tra ttare col Ras. Il maggiore rispose che si aUendeva proposte concrete circa luogo e giorno convegno e modalità; che frattanto 1101 1 doveva avanzare un passo ma meglio r ipiegare Ascianghi; accennando attacco mattina dissegli aver ne riferito al . aenerale dal quale allentleva ordini dapoichè i primi ad alLaccare :rano stati loro. Quanto a trattative con maggio1·e, mandasse lui persona che spiegasse sua intenzione. A voce poi maggiore fece notare al messo la longanimità Governo che attendeva paziente fin dove sarebbero arrivati inteodimenli pacilici di Maconnen. Messaggero ru bene tr allato come pure il Ras f~ce buona accoglienza al nostro. Questi rientrando riferì che campo vasto é in Dubbar, ma non vide campo Olié e Micnel. Si dice Neg us ad Alomatà ma non è cosa certa. Set'vizio , informazioni è difficile. Sempre incertezza sulle intenziont nemiche, ma nessun avviso di movimen.ti iniziali o verso Azubò, Uogerat, SecheLo per Bora ». Mando corrier0 al maggior e Toselli con is truzioni di V. ~N. H06. Par lo domattina con s ei compaguie ed una sezione artiglieria; percorrerò strada inglese spingendomi avanti quanto piu è possibile per trovarmi in misura ·di accorrere in sostegno di Toselli 0 spostarmi verso Azubo, Uogeret, Scechet o in Bo1·a secondo che si pronunciasse dall'una o dall'altra parte lo sfilamento delle colonne nemiche. Dopo l'acwduto di ieri mattina credo convenga essere preparati alla eventualità a ttacco. Stasera bande Agamè saranno a Sechet per guarda1•e ed interrompere comunicazioni che la conver gono. Della colonna votan te elle opererà Tacazzè n ~ avrò notizia soltanto fra qulllche g i,)rno. ARI MONDI.

ALLEGATO

N. 23. Comandante Tigrè -

Macallè. Asmara, 5 diceccbro 1895.

4131 . Non conviene allontanarsi da Macallé perchè non essendo

compiuto concentramento si avrebbe divisione forze e g r avi difficoltà per approvvigionamento. Maggiore Toselli tenga contatto fino che può; poscia ripieghi colla maggiore lentezza possibile . Collo spingerci innanzi noi ci potremo trovare in aria e divisi. Se Scioani avanzano per vie laterali converrà lasciarli sfilare e poi scegliere punto· e momento per attaccarli con forze riunite. Bisogna esser e preparati eventualita attacco; ma in posizione buona per noi, non troppo avanzata, da noi conosciuta ed atta a darci appoggio ver so qualsiasi fronte e magari ad attaccare il nemico in marcia, diviso, e magari colla linea d'operazione compromessa. B ARATlERI.

Governatore -

Saganeiti. Macall é, 6 dicembre 4895, ore 8,t5.

Accuso ricevuta 4131 e mi attengo istruzioni V. E. comunicandola anche maggiore Toselli. AR.IMONDI.

ALLEGATO N; 24. Comandante truppe -

Massaua. Acligmt, :IO dicembre 1895, ore 9.

34i4. P er mia relazione intorno agli ·.ultimi avvenimenti pr3go inviarmi al più pr esto possibile copia di tutti gli orclini daLi al magglore ,Toselli, delle eventuali istruzioni, scritte o verbali lasciate al maggiore Galliano, e delle essenziali disposizioni da V. S. emanate come capo civile del Tigrè non essendovene tracce nell'archivio locale.- . BARATIERI.

A. S. E. il Governatore -

Adlgrat.

(N. 64i riservato. l\isposta al -telegraml\)a N. 34¼4).

Docum,enli annessi : s. Massaua, addì 20 dicembre l895.

Prima che g li avvenimenti incalzassero non ebbi occasione né bisogno di dare al maggior~ Toselli speciali istruzioni. Fin da quando mi trovavo ad Afgol si s tabili assieme ch'egli avrebbe


710

DOCUMENTI DELLA GUERRA

o' AFRJCA

eseguite frequenti escursioni, giustificate dai motivi che ho accennati nella relazione sulle operazioni in Tigrè. · ·Al 29 novembre il maggiore mi chiese ccii telegramma N. 336 (An· nesso A) se- pole;o rischiararlo sulle .intenzioni del Governo. Fu allora che avendo io ricevuto in risposta al mio telegramma 254 del 28 novembre le direttive comunicatemi da V. E. con telegramma 3928 del 30 stesso mese, Ìé i~·asmisi, i~ sunto al maggiore col N. 263 (il.nnesso B). La sera del 30 novembre emanai disp<rsiziòni preliminayi pel . concentramen'to delle truppe del Tigrè a Macallè; ed in comunicazione le trasiriisi anche al maggiore Toselli per mezzo del comando di Macallé col telegramma 270 (Annesso C). · Comunicai al maggiore Toselli il telegrarr;ma N. 3943 di V. E. circa la partenza dal!' A ussa di Abd-El-Rahmàa. Al 1° dicembre diedi ordine pel concentramento delle truppe· eon telegramma N. 289, comunicato pure al maggiorJ Toselli ad Atzalà (Annesso D.). _ Col telegramma N. 300 trasmisi testualmente le istruzioni d.1 V. E. circa le trattative con ras Maconnen. Affine cli mantenere il maggiore al corrente della situazione gli comunicai (Annesso E) quanto si riferiva alla costituzione ed al còmpito della colonna Miani oltre il Ta:caZ?é, e dell'in:1io della bal'lda di Agos Tafari a Sechèt per guardare le provenienze ci.a Azubò e dal Uogerat, nonché la situazione delle truppe nel Tigrè al matti~o del 5. . Da Macallè nel mattino del 5 assieme alla lettera di cui ;:;opra inviai ~opia del telegramma 4t06 di E. ancora relativo a ras Maconnen. Nella giornata del 5, ore 15, spedii al maggiore 'copia dell'ordine del giorno comunicato ai reparti relativo alla partenza decisa in seguito alle in formazioni g~avi giunte dopo il mezzogiorno da Alagè (Annesw F). · Quando alle 19 del giorno 5 dicembre 'm i pervenne il telegramma 4131. di · Y. E. che sospendeva la mi.a partenza, lo trasmisi per copia al maggiore Toselli, facendolo partire per mancanza, di messi disponibili , soltanto alle 7 del mattino successivo (giorno 6), colla lettera 330 (Annesso G). Dopo le notizie ancora più gravi, di attacco imminente, giuntemi nel giorno 6, ore 13, che mi decisero a partire, comunicai al maggiore·Toselli la decisione presa e l'autorizzazione avuta (Annesso H);

v.

711

AMBA ALAG I

Dopo questo documento n essun'altra comunicazione ebbi col maggiore Toselli perchè' i -biglietti spedili nel mattino del 7 da Af'gòl e da Aderii appena dopo iI mio arrivo, prima di conoscere il disastro avyenulo, mi ritornarono tutti; essi contenevano brevi isl1mzìoni per ottenere il collegamenlo delle due colonne. A:l maggiore Galliano non lasciai istruzioni scritte. Il suo còrnpito è abbastanza det'e rminato da quanto gli dissi verbalmente: circa l'importanza della missione affidatagli', e la fiducia ché riponevo nella sila energia, nella sua oculatezza ed anche nella sua abnegazfone ,' per mantenere a qualunque costo quel nostro posto avanzato. E ·da. quanto mi rispose rimasi convinto ch'egli si è reso perfettamente conto della situazione. Ad Adigrat rimase troppo poco tèmpo per dare disposizioni di carattere civile. Feci iniziare studi per una miglior~ sistemazione territoriale delle zone di Adigrat e di quella di Macallè specie per quanto rifletteva spostamenti di capi, . successioni a comandi di provincia, e. passaggio delle provincie di Dera e Tzorà dalla zona di Adigrat a ·quella di Macallé. : Tutte le pratiche relative sono con·~ervate nell'archivio dal comando' del T igrè che . trasportai meco, non avendo alcun ordine in contrario.

Il maggior genera'le comandante delle R.truppe ARIMONDI.

Ann~sso A all'ALLEGATO N. 2.1;.

Comandante Tigrè -

Adigrat.

·cre)egramma da Macallè rice1•uto Adigrat àlle ore H. del 30 novembre). . Belegò, 29 novembre !895.

336. Per quanto sia persuaso dirle cosa non necessar.ia dappoiche parmi ·cosa tanto ovvia, tuttavia La prego consentire di esporle mio desiderio; di avere espressa parola che mi rischiari in . seguito. su'lle inte~zioni Governo. Da quando situazione entrò nell'orbita attuale, ossia da domenica, io mi rEJgolo come dettami riflessione , ma avrei desiderio intenso sapere se altro mi resta da fare o se fare meglio altrimenti. D'altra parte il conoscere se Governo mobilita e dove si stabilisce concentramento renderebbe piu sicura mia condotta verso regioni e capì. . TosÈ:LLI. '

1


,. 712

Annesso B all'ALLEGATO N. 24. Al maggior Toselli - Belegò. '

'

713

AMBA ALAGI

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

(Per telegrafo da Adlgrat a Maéalle). Adigrat, 30 novembre 1895, ore 12.

26a. RispÒ~ta al 336. Alla mia richiesta di dir ettive e di rinforzi dr tr~ppa, Governator~ risponde mettendò mia disp~sizione 3 compagme 6° battaglione. - Non accenna intenzione mobilitare ma . . . ' suggerisce avv1cmare truppe e bande .del Tigrè a Macallè per avere occorrendo ìn Macallè 16 compagnie regolari e batterie oltre bande. Gov_ernatore accenna a fronteggiare nemici se osassero avanzare, ma $alvo casi imprescindibili necessita non autorizza tentare offensiva. V. S. veda dunque regolarsi in conseguenza. Sugg.erisce acquisto viveri in paese . . Comunicherò mo~imenti truppe appena eseguiti; intanto lasciò m facoltà v_. S. mantene~~-i ancora Belegò o r ipiegare ai piedi Amba Alag1, o secondo circ~stanze più indietro ancora. ARIMONDT.

.

Una eompagnia indigeni Adua; Una centuria distaccata Halisèn. 2• compagnia VIII indigeni Adigrat. e) Le truppe tra~porteranno al seguito '10 razioni di farina e 6 riSzioni orzo. d~ Bande dip.endenti comando Adua seguiranno V bal.tàglione. Bande Serflè seguirirnno pure V battaglione sai vo che tenenle Mulazzan\ sia· già partito per Adi-Ahe. e~ L/nea di rifornimento per tutte le truppe sarà AdigratMacallè. Consegnatari magazzino vettovagliamento e comandante tappa riceveranno istruzioni in riguardo . · J) Sezione sanità si trasferirà colle truppe a Macallè. ARIMONDI.

Annesso Dall'ALLEGATO

N. 24.

Al maggior Toselli -

Belegò.

(PM telegrafo da Adig:i-at a Maca\lè). Adigrat, 1•· dicembre 1895, ore H.

Annesso C all'ALLEGATo N. 24. Al maggior Toselli -

Belegò.

(Per telegrafo da Adigrat a lllacallè}. ' Arligrat, 30 novembre !895, ore 17.

270. In pl'evisione possibile ccznc(~ntramento comunico seguenti disposizioni di massima : a) Debb?no tenersi pronti trasferirsi Macallè al primo avviso telegrafico: Comando e 1• compagnia III indi~eni; " e due cqmpagnie V indigeni da, Adna; » e due centurie del distaccamento Hausèn; · Sezione artiglieria della 1 • balte ria da Adua. · b) Rimarranno rispetti ve sedi in attesa ordini : Comando e due compagnie cacciatori ; 211 compagnia del III indigeni distacca.la Asbì; 3• )) )) .» Ghemat;

289. D.omaltina truppe inizieranno concentra.mento Macallè, secondo norme telegramma 270. Riparti provvflderanno con requisizione se mezzi trasporto non furono ancora porla.li al nuovo organico; nello stesso modo prov·veder~nno pei basti. Com,a.ndo Tigrè si trasferisce .Macallé facendo tappà domani sera G!'iemàl, dopo domani Macallè. ARIMONDI.

Aniiessò E all'ALLEGA.TO N. 21·. Al Sig. Comandante il IV battaglione indigeni -

Alagi.

Macallè, addi r. dicembre l.895.

317. Oggi le bande dell'Agamè agli ordini di <legiacc' Agòs Tafor·ì si concentrano a Sechèt con mandato di. tenere guardate ed . interrotte 1~ comunicazioni pel Uogerat ed Azubò.


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714

DOCUMENTI DELLA GUERRA I>'AFRICA

Appena pronti par~iranno altri 100 gregari della stessa 'banda e con essi il sottotenente Gambi che prenderà il comando di tulle a Sechèt. Infoi·mazioni .saranno dal. tenente trasmesse a Macal:è, ma V. S. ,dovrà essere con lui collegala· direttamente. Governatore ha ordinato una 15correria oltre Tacazzè allo· scopo decide re ras Ag6s e suoi seguaci ari essere decisamente nostri amici e coordinare con · 1a loro. ·azione alla sicurezza del nostro . fianco destro. Si è promesso ad Ag@s il governo di Semién e Tsellemti se sapré. conquistarseli. La colonna incaricata della scor".' reria· è composta della compagnia Miani e delle bande tenente " Mulazzani. Compiuta l'operazione ripiegherà su Macallè e su quell'altro punto che sar~ indicato dalla situazione. Ieri parli una carovana con carico corrispondente alta 1" richi~sta da V. s., ossia quintali 30 di farina e 4000 carluccE:\ poi vere nera. In seguito alla nuova richiesta fattami con biglietto ricevuto da me ieri sera . ' oggi farò partire altra caro'{an a con 30 quintali farina e 12000 cartucce a balistite. A tutto ieri q'ui sono giunte le compagnie sottomenziona.t e: VI batlagliope indigeni - compagnia Vignola; VI id. id. id. Oddo ne· ' V id. id. id. Corapi(meno una cen turia> V id. id. id. Alferazzi; V id. id .. id. Pave8i; III id. id. id. Ben_ucci (una centuria); III id. id. id. Castellazzi; · Comandi del 3° e 5° battag1ione. Domani .sera giungerà il comando VI batt~glione con la compagnia Mal'lini. , Indipendenteme11te dalla gua.rnigione del forte potrò cruindi dispo~re di circa 2 battaglioni. ' Oggi proseguono per Macallè due cannoni da montagna per l'armamento del for te i cui lavori procedono alacremente; per ultimarli più presto ho chiamato a Macallè dal lavori stradali che stava compiendo la sezione del genio del tenente Paoletli. 'Ad Adigràt è iniziato il concentramento dì quasi lutte le truppe r ~igola:i già d islocate a nord della linea Belesa-·Mareb; la milizia mobile ·si forma nei vari centri e 3 compagniè di ' essa sono raggru.ppate in battaglione comandat<? dal maggiore De Vito.

Il maggior genel'ale comandante nel Tigrè ARlMO:s!Dl.

715

AMllA ALAGI

Annesso F

all'ALLEGATO

N. 24 .

Ordine dei. giorno 5 dicemb~e (ore 14). (Spedito al maggiore Toselli all e ore 15 da Macallci ari Alagè).

· Domani mattina partiranno con me : Comando III indigeni con '1 • e 4" compagnia; Id. V id. 13, 2• e 4• id.; 1• compagnia del VI indigeni; Sezione. artiglieria. i repa.r ti trasporteranno al seguito numerò. 10 razioni farina e 6 .di or2Q; la sezione 4 razioni orzo in vece di 6. Rimarrà · a Macallè la 4• compagnia del VI batta.glione la quale si trasferirà al forte ove domani sera si trasferirà pure ii comando del VI indigeni ·colta 2• compag nia. Pa·rlenza alle or'e ì. Il maggiore generale ABIMONDI.

Annes~o·G

aJl'A LL EGATO

N. 2!~.

Al signor !llagglore T~selll comandante il IV battaglione indigeni -

Atzabi.

Macallè, 6 dicembre t895, ore i :

330. Ho sospeso partenza in seguilo telegramm~) del Governatore che trascrivo perchè V. S. sappia a quale linea di condolLa deve Informare la propria azione in caso di allacco. (Segue telegramma N, 4131, Allegato N. 21). Quest!3 linea di cooc~otla di difènsiva passiva che ci viene tr~cciata èd ~lla quale bisogna attenersi' e che non la.scia presupporre l'eventualità di passaggio all'offensiva se non da posizioni molto arretPate, forse da Macallè o più indietro ancora, suggerisce una · certa · pàr8imoriia anche nei rifornìmenti per non essere costretti · ad, abbandonare nella posizione avanzata quanto eccede i bis.ogni 1 di poèl1i giorni di marcia. " . Perci6 riferendomi a quanto V. S. mi comunicò, d'avere, cioè, viveri fino a lutto· domenica, calcolo che colla spedizione ultima falla di farina vi siano disponibilii altre 5 ra-1.ioni, ossia il fabbisogno fino a.. giovedì o venerdì della setUrriana entrante. E su questa base di 5 razioni se mpre disponibili regoler6 i rifornimenti.


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DOCUMENTI DELLA GUER.RA D 1AFR1CA

Credo anche non più necessaria grande riserva di munizioni, ma m io quel quantitativo che pu6 sopperire ai bisogni e può essere trasportato coi limitati mezzi d i cui V. s. dispone. Qui vi è penuria di orzo e si incontrano serie difficoltà ad incettarne ; ad Adigrat la cosa è identièa; sarebbe perciò necessario eh' ella ne facesse affluire a Macallè quanto piir è possibile servendosi, · come gi~ fece, del11:1 carovana di ritnl'no. · · Gqve.rnalor·e ~arte _oggi da Asmara; sal'à -Saganeiti questa sera; domani Ad1-Ca1è, pQI Bar&cbit ed il giorno fJ ad AdigraL. Non ho ancora notizie sul come intende fare concentramento . "'

, La prego d'informarmi frequentemen te della situazione e quando sarà costretto iniziare la ritirata · indicarmi per quale strada la ARIMONDI.

·ALLEGATO N. 25. Al comandante di Adigrat -

Annesso H all'ALLEGATO N. 24-. Alagi.

Macallè, 6 dicembre tS95, ore g porn.).

l:

ll magr1iore generale comandante nei Tigrè ARIMONDI.

Saganeiti. Ma.calle 6 dicembre i895.

ARIMONOI.

337. In seguito notizie ultime di V. S. ricevute ore 13 ho deciso di pa rtire per portarmi ad Afgòl od in posizione più ad:ttala per pos te ria soste nere. Ho informato Governatore d~lla decisione µ·resa adducendo ancora ragioni che mi consigliavano a non r imanere inoperoso. Ebbt stassera autorizzazione di muovere; ma 8. E. nel suo te-legramma insi~te perchè ·v. S. ripieghi n'on appe1~a vede di non potere da solo contrastare avanzata per Amba .Alagé, o di correre pericolo d'essere tagliato fum~i da colonna aggirante. Le comunico per conseguenzà queste sue direttive che sono del resto la ripetizione delle altre trasrnessele anler'iormente. A .me si dà l'ordine di mantenermi sempre in condizioni di tenere Macallè sicuramente almeno per qualche giorno per dare tempo compiere qui il concentramento che altrimenti -dovrebbe farsi Adigrat abbandonando assolutarnente Macallè come già era nelle intenzioni del ·Governatore fin da quando se rre decise l'occupazione. Parto alle 2:3 con 6 compagn ie ed una sezione artiglieria.

. I

compierà.

Il maggiore generale comandante nel Tigre

Maggiore Toselli comandante IV indigeni -

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- AMBA ALA.O!

Maggiore Toselli comunica da Amba Alagi data cinque, ore diciotto. « Ras Maconnen mi scrive, nella sostanza dice che il Negus è giunto ad Ascianghi. e che per domani non avrebbe libera la via alla marcia se egli ras Maconnen non pro5egue. Dic~ che egli è venuto in Tigrè per far la guerra ma che per l'amicizia pers onale col generale Baratieri ha tentato trattative. Che pero non ha avuto la risposta ~ ·mentre non può trattenere né rimandare indietro quelli che 'furono comandali p(,\r la guerra cosi é costretto ad avanzare per fare posto al Negus. Dice che avanzerà domani sei, se stasera non avrà una parola del generale Baratieri. - Risposi che la parola del generale _gli. era stata scritta coÌla mia lettera del duè della quale ·egli. mi ha riògraziato colla sua del quattro, che tale parola gli venne ripetuta nella mia lettera, di ieri ma che egli n~n rispose nè formulò punto una proposta circa rincontro · ed 1il coi;i:vegno, ed anzichè sostare ha conti~ualo ad avanzare. Dissi che sè avanza va era la guerra ; che la partenza dipendeva dall'-uomò, ma l'arrivo era nelle inani di Dio; che la guerra a,vrebhe ayuto conseguenze serie; che Magdala e Saati si era deciso del destino di due Imperatori e se l'Italia ne aveva aiut~la l'esaltazione di un ailro avrebbe potuto anche disfare oggi l'opera di ·sette anni fa, - Mentre scrivo vedo sulle pendici del Dubbar una serie di fuochi ordinali come una colonna ,li campi. È movimento iniziato. Sono molti. Domani saremo a contatto; forse non avverrà ancora l'attacco e. fon.do ma lo riterrei inevitabile per posdomani . ~redo anche a qualche aggiramento che io non potl'ò impe,lire dappoichè certamente impegnalo g ravemente di fronte. Spero riceve11e C<irlticce molte e I ancora un po' dt farina. E le sottopongo questa situazione preci~a; se tutti ed a massa · attaécano Alagè

a

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...


718 4.

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DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

sa:'rebbe provvidenziale la presenza della S. V. in Alagi, se ayviene un aggiramento di _importanza e fuori del campo tattico del colle allora, come, le dissi . in altra mià, vedrei l'opportunità della sua mano.v.ra libera agli sbocchi. Ma il . n?do della ,questione sta nelle dis posizioni attuali od in corso cli attuazione per la dit'esa della Colonia .anzitutto e poi per la guerra a . fondo. « Se il Governatore concentra le forze a Macallè ? Ed allora sulla · base ella sarebbe sostituito agli sbocchi del corpo riunito in Macallè da S. E. il Governatore e non saprei vedere di meglio che il suo pronto ·e celere accor;·ere ad Amba Alagi con molti viveri "' e m~nizioni. Il Governatore concentra ad Adigrat? Allora non posso che rimettermi all'apprezzamento già esposto in altra Ìnia circa l'azione della co.lonna agli ordin·i di V. S. In ogni modo io la pregherei di farmi raggiungere almeno dalle altre due ~enturie della compagnia Oddone con venti mila cartucce a balistite e quarantacinque quintali di farin1:1, che uniti aC trenta recati dal tenente Bodrero danno i settantacinque richiesti ullimamente. Questa colonna a mio credere partendo subito e viaggiando · sollecita. giungerà a combattimento per lo meno iniziato. . ' firmare vedo e rifletto che sono molli e che il com« Momento di battimento è imminente od almeno inevitabile. Veda S. V. al da farsi. Ma mi mandi qualche soccorso: Se pure non crede megHo venire lei in persona con tutto il disponibile qopo dato il presidio ·di sicurezza a Macallè. " Altra comunicazione di Toselli: « O[.tgi ho fatto una ricognizione nella conca di ,Aiba giungendo sulla catena- e colle del Bootà per la strada di Berà. Il nemico vi ten~va un posto d'osservazione che si ritiro sparando pochi colpi ma nel carÌlpo di Dubbar l'aHarme richiamò sul colle forze numerose che accennarono ad un ;ttacco immediato. Da . poiché il mio intento era soltanto di vedere, mi ritirai e raggiunsi le nostre l.inee quando il nemico spuntava sul colle di Bootà e faceva degli spari resi inutili ctalla distanza. « Le informazioni della giornata dànno unanimi tutti i Ras fra Macran e Dubar, quanto a M.enelik non si ha la notizia certa ma . si parla di Alamatà e di Asciangbi. Gli informatori su Cobbò non 1 sono peranco tornati. Stamane degiac Be.rrè mi .mandò ra~ Sebat a dire che .la storia delle trattative non aveva ,,erietà ma che oc·corre essere pr.onti a guerra seria; secondo il Berré ras Maconnen ha tergiversato o per cercare un passo ed attèndere questo, da Alagè oppure per dar tempo all'arrivo del Negus in rincalzo».

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AMBA ALAC.I

Dati ~uesti nuovi elementi che delineano netta.mente la situazione e. !ìe.mpr.e attene ndomi al concetto di non arrischiarmi troppo in avanti, reputo necessario. di portarmi co~ tutto il d_isponibi!~ (me'n o due compagnie di presidio al ·forte) m una pos1z10~e pm avanzata, forse Afgol; nodo stradale conosci~1to e ~be m1 consenti'ra di sostenere la colonna Toselli in ritirata qualora fo<,se tr;ppo vivamente ·incalzata, manovrare con .essa per ri~ardare a~ · più possibìle l'avanzata- ne.m ica e parare a spostame,Qt1. Macall_e mi ·semQra 'troppo lory tano dal posto avanzato di Amba Alagè ed inopportuno quindi l'a,ssislere passivamente ad una ritirata, che potrebbe di'ventare disastrosa, ·della colonna Toselli. Reputo dall'altra parie che .il portarmi a distanza tattica dalla truppa impegnata risponda ad un concentramento anziché ,ad una divisione di forze . Avrò J?- possibilità di riunire circa cinquemila uomini fra compagnie e bande ; gruppo tale da co.n~entire una attiva difesa avanzata del forte di Macallè sulla quale ultima posizione sarebbe possibile raccoglierci tutti. E intanto può compiersi il concentramento ,delle- truppe retrostanti da portare qui o in quell'altra lo· calita che a V. E. indicherà la situazione. Parto questa notte con ,sei compagnie ed una · sezione, conto . èssere domattina ad Afgol. Ho con me viveri per dieci giorni.. Rimane nel forte maggiore Cossu con compagnie !\fortini e Vignola. Per <'lomani si attendono compagnie Olivari e Debailon clie rimarranno qu~ attesa .ordini. ARIMONDI,

ALLEGATO'

N. 26. Comandante truppe' -

Macallè. Saganeiti, 6 <li~~mbre i895, ore (9.

. Ricevuto suo 331 d'oggi. Autorizzo sua avanzata per .sostenere ripiegaf!lento Toselli il quale deve av~r luogo appena veda di non poter da, solo contrastare avanzata su Amba Alagi o di correre pericolo di essere tagliato fuori da colonne giranti. V. S. terrà presente di qiant~nersi sempre in condizioni di tenere Macallè sicuramente, •alrn_~no per qualche giorno, per dar tempo compiere cola concentra-

..


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mento il quale altrimenti dovrebbe farsi Adigrat abbandonando assolutamente· Macallé come era nelle mie intenzioni quando se ne decise occupazione. V. S. ' disponga che truppe cne arrivano in Adigrat vi si concentrino senza prQ.seguire ollre. BARATIERL

ÀLLEGA TO

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AMBA ALAGI

DOCUMEN'rI DELLA GUERRA D'AFRICA

N. 27. Governatore - Barachit. Macallè, 7 dicembre !895.

Com andante truppe mi comunica che alle 10 di st~mane è aiunlo verso Mai Mesghi dove s i fermerà in attesa avvenimenti. ~rimo posto di comunicazione é' a Celiquot. secondo ad Afgol sulla strada Macallè-Celiqu~t-Afgol (strada del Negus). Contemporaneamente mi trasmette seguenti notizie comunicategli· maggiore Toselli: cc Alagi, 6-12-95. N. 63. Notte senza incidenti. Tranquillita perfetta nei due campi. Quello nemico presentava imponente colpo d'occhio come di larga colonna di tre scaglioni in discesa del Dubbar con fuochi- frnntali delle osservazioni di Boolà. A destra, ve rso Taca Mariam pochi f<1ochi che rappresentano o gente la quale cercherà salire al colle che conduce al Togorà o genté intenzionata di girare pel Borà. Saranno tenuti d'occhio e riferirò. Ad est ossia sulla mia sinistra ho informazione, a mezzo, di gente di Deg Oliè che rq.s Alula dovrebbe gir_a re per Fe,..! lega-Aiconci-Vogerat-Mai Mesg hi; ma se ras Alula solo, si tratta di poca gente (300 fucili , e forse meno) se fa da guida ad altri, allora saranno tantì di meno di feon te ad Alag i e la separazione an~he momentanea delle . forze nemiche ci gioverà: Del resto a Felega ho un post.o d'avviso e sarò avvertilo delle novita che segnalerò a V. S. àl'finchè al caso possa agire allo sbocco. Per quanto riguarda l'Amba confermo quello che del resto V. s. sa perfettamente, che cioè la posizione è formidabile e che se la fronte occupabile dipende dalla forza disponibile, la resistenza al centro invece dipende da vjveri e dalle cartucce. Ciò prem~sso e vista la situazione di starnane io Le proporrei, sig. generale, di' avanzare su Mai Mesghi, doye potrebbe giungere domattina in poche ore, riceverebbe ogni noyità e potrebbe a seconda degli

eventi o salire e giungere sempre in tempo al cornbaltiment.o sul- l'Am!>a ·od acccrrere a quello sbocco laterale dove io le segnalassi un aggiraµie'nto di importanza. Nuturalmente, se Ella in base al concetL~ ·sopra espresso si arresta sul Mai Mesghi io la pregherei pur sempre di far subito prqseguire per l'Amba cartucce e qualche rinforzo. « Se sono chiamaLi in serv1z10 Blata Ailù di Secta (Agarnè) e degiac Tesfai di Agoddì (Agamè) proporrei mandarli a ras Sebat di c1Ji sonn molti amici. Coi viveri portati da Bodrero ne ho sino a tutto martedì: h,o anche molto orzo. Riassumendo m i pare che sarebbe necessaria sua presenza domattina a Mai Me.;;ghi: per istrada e sul posto riceverà mie notizie. e potrù o proseguire per l'Amba od attendere, in base alle informazioni che avrà e che le daranno mezzo di prendere uno. decisione. TosELLI >>, Comanclante Macallè Maggiore Cossu.

ALLEGATO

N. 28.

Comandante .Tigrè sulla Alagi monti di Afgol, strada Inglese. •

~

i

Alagi, 6 (licambre t895, ore !8.

. Oggi campo nemico si è andato sislemando sugli spianali della pendice nord del Dubbar nel vallone di Aiba e sul colle di Bootà. Molta gente seguilò a giungere. Grande· l'estensione e l'animazione ·del càmpo, molte te.nde . _Non è segnalato alcun inizio di aggiramenti. Sulla nostra, destra in cenclii nel Taca Mariam (strada di Borà), ma semplici post.i nemici e nessun campo d'imporlanza. Da sinistra le informazioni a vvertono che Alula si dirigerà sulla strada :F.e lega-Ainconci-Mai Mesghi, ma il movimento non è per anco iniziato. Informatore partilo m artedì da Cobbò e che g iunse , stamani passando per Uolfà ed Ascianghi rif~risce che il Negus. non vi era per anco giunto. L'informatore -fu mercoledì in Uolfa. Adunque ras Mac:.onnen avrebbe detto il falso nella sua leLtera di ieri, forse per intimorire - n è crederei che il Negus abbia p~tuto ava·nzarr per gli Azubò evitando Wofla eq Ascianghi, perché ne sarei stalo avvertito dagli informatori dell'Azubò: .a d ogni modo sarebbe ser_n:pre falsa la notizia data da Maconnen che dichiarava


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DOCU!IENTl DEi:tLA GUERRA D'AFIUCA

AMBA ALAGI

ieri il Negus ad Ascianghi. Due informatori di ras Sebat riferiscono che nel campo nemico fra i soldati corre ,·oce essere il Negus ora ad Ascianghi,. ma che è probabile sia tuttora più in. dietro. Non potrei fare .p·revisioni. sul futuro, prossimo, nè quindi escl~dere l'avvicinamento J;>er questa notte e l'allacco per domani. Confido che Le sia pervenuta la mia di stamani colla quale esponevo l'opinione che sarebbe stata opportuna la sua avanzala e là speranza di saperlo per domattina in arrivo a Mai Me~ghì. Al punto in cui si trovano le cose soggiungerei ora l'opinione che · 41 Ella colla sua colonna avanzasse sull'Amba.

3. perchè forte presidiato potra sèrvire e servirà di perno e di base alle nO'stre possibili operazioni fut ure; 4,0 perchè non. volevo togliere base ad lin eventuale concentram·ento in Macallè qualora Scioani non intendessero o non sapessero appr ofittare dei s uccessi ottenuti. Non risulta confermato che forze Menelik abbiano preso parte operazioni. Perdite nemiche sembrano rilevantissime a quan to descrisse ìl sig. Schimper da ragguagli avuti.

TOSELLI.

ALLEGATO

ARIMONDI.

ALLEGATO

Comandante truppe I

Comandante -

Macallè. Bal'achit, 8 dicembre i8.95.

Telegrafi considerazioni che l'hanno indotta lasciare Macallé pre, sidiato. anzic~1è aboandonarlo dopo aver dist.rutlo quanto non si poteva trasportare e poteva essere utile al nemico. Nuova separazione nostre forze se non assicura corrispondente separazione quelle o-emiche o molta probabilità dislorglie rlo da l puntare su Adigral o Adua mi pare non consentanea situazione la quale sembra rich'i edere massima unione per poter fronteggiare vanta~giosament~ nemico ta_nto superiore in numero. Interessa conosce1·e se avanzata Scioani continua e quali perdite approssimativamente p9ss ono aver avuto e se corpo del Negu); prese parte combattimento e tutte quelle altre notizie che posso'no rischiarare situazione. . , BARATIERI.

N.

N. 31.

Disposizioni date l' 8 dicembre 1895.

N.. 29.

\

ALLEGA TO

0

30. Governatore -

Adì Ugri.

Se p0ssibile mantener!3 cCJrri_spondenza telegrafica diretta fra Barachit e Àdi Ugri; mandi ordine che tutto di$laccamento Mai Aini lasciati locali consegna capÒ s i Lrasferisca Adigrat portando seco ìp_ateriali più importanti. In caso di verso dia cambio con due buluc mil'izia. BAIUTIERI.

Comandante .-

Adua.

_Mandi ordine colonna Miani di piegare su Adigrat e V. s. riunisca tutte le forze regolari e irregolari che pu6, e con esse parla per Adigrat via Entisci6 portando seco viveri e munizioni costà esistenti e · distruggendo materiali cbe non può trasportare e possono servire nemici. Faccia bando per chi tet per gente valida pena confisca beni mobili ed immobili. Uomini chite{ armati si presentino Adigrat quelli non armati Asmara dov·e ·riceveranno armi. BA RA 'l'IERI.

Barachit Macallè, 8 dicembre 1895.

Non ho creduto abbandonare forte per questi motivi: 1° perchè effetto morale sarebbe stnto disastroso nelle truppe ste-sse; 2° perchè l'approvvigionamento del forte in viveri ·e munizioni è tale che il trasporto avrebbe richiesto molti mezzi e la distruzione mollo tempo;

Comandante -

Adiqualà.

Mandi avviso capitano Cantoni ritornare Ac!i U"'ri subito colla truppa, "' · BARAT!ERI. 48 -

,4.NNO XLI • •

1


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AMJ3A ALAOI

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

Comandante locale artiglieria - Massaua. Comandanti - Archico, Adigrat, Saganeiti, Massaua, Asmara, Adi Ugri.

V. S . faccia bando per chiamnre chitet atti alle armi pena confisca beni mobili ed immobili quelli che no.n si presentano subito. Centri di armamento Asmara, Cheren, .Massaua tenuto conto delle distanze. Gli tiorni!li già provvisti di armi si presenteranno Adigrat forniti dieci giorni viveri. Coi provenienti dfll chitet saranno formati nuclei da due a 1recento uomini sotto un ufficiale italiano, e saranno più presto e meglio possibile organizzati. li comandante locale artiglieria invierà di tutta urgenza armi e mnnizioni Asmara e Cheren.

Comandante --,- Adigrat. V. S. provveda perché oltre distaccamenti Hausen e Ghemat anche banda degiac Agos ripieghi su Adigrat appena non possa sostenersi Asbi cercando però tenere contatLo. BARATIERI.

Comandante -

Adigrat.

Autorizzo capitano Fabbri formare terza sezione batteria con uoniini, quadrupedi e materiale presidio. 8ARAT1ERI.

BARATIE:Rf.

Comandante Comandante -

Asmara.

Mandi Adì ~ugri una compagn ia- fanteria Afr ica e disponga perchè quel forte occorrendo sia ben t'orniLo viveri e muoizio'ni. BARATIERl.

Adi Ugri.

Occorre attivare anche da · Adi · Ugr i con tutta sollecitudine nu~eroso servizio informazio.ni per Tigrè, Gheralla, Tembien, Sc1rè ·ver::;o èsercito scioano affine di sorveo-Jiarne movimenti· o ' . d1staccamenti, forza, ecc. ecc. Tutte le notizie saranno poi riferite qui. SALSA.

Comandante -

Adi Ugri. Comandanti presidio -

Ho dato ordine capitano Canfoni ritornare con la truppa Adi Ugri, dove sarà pure ro.a ndata una compagnia italiana da Asmara. V. s. senza allarmare coloni organizzi difesa forte e raccolga tutti gli armati delle regioni vicine organizzandoli in bande.

Massaua, Asmara.

Disponga perchè una co~pagnia di fanteria del 2' battaglione parta p,er Asmara. SALSA.

BARATIERI. ALLEGATO

Comandanti -

Adi Ugri, Saganeiti, Adigrat.

Occorre provvedere per raccogliere nei forti derrate e bestiame acquistando o requisendo. BARATIERI.

N. 32.,

Al signor maggior generale Arimondi, comandante le truppe d'Africa. Adigrat, H dicembre !895.

Cr~do necessario che Ella si r echi all'Asmara, ovvero dove meglio crederà, per assumere il comando e la direzione della difes.i del · . e preparare alla riscossa le· forze ~he riman~nte. della. Colonia . ora sono m formazione e che giungono dall'Italia.


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DOCUMENT( DELLA GUERRA D'AFRICA

L'invasione può pronunciarsi in diverse direzioni, ed anche, come risulta da qualche informazione e dal costume dègli indigeni, prendere la via di Adùa o dello Scirè per puntare più direttamente a l cuor,e della Colonia evitan_do Macallè ed Adigrat. E per questo caso é indispensabile un uomo forn ito di alla autorità e di alto grado per 'far fronte ad ogni eventualita. Ho chiamato alle armi, e giè. molte centinaia di uomini si sono pl'esentati in vari centri. Conviene dar loro un organizzazione e fornirli d'armi, avviarli dove è più opportuno. - ·Fra bre ve sbarcheranno a Massaua tre battaglioni di fanteria ed una ' o due batterie da montagna. È necessario che un <;ornando organizzato ne prepari il riceviment& e li invii poi dove richiederà il bisogno. Abbiamo i forti di Adi Ugri, Saganeiti e di Asmara la cui difesa ad oltranza va assicurata e coordinata. Vi sono tutti i s ervizi di retrovia al cui rapido funzionamento si· deve provvedere con ord ine, cori energia, cçm direzione sicui'a e superiore. E dietro a noi non vi è un ufficiale supe1·iore, non un comando che poRsa bastare all'ardua e co mplicata bisogna. f\si deve provvedere alla s icurezza intema mentre ci sta sopra una grossa invasione. Il telegrafo può essere rotto ed allora la Colonia rimarrebbe senza Governo e senza comando militare. Queste ed altre considerazioni ch e V. S. vedrà al pari di m e, mi inducono a privarmi qui, per ora, della sua opera e del suo consiglio che incompar abilmente meglio possono ·avere campo di • a zione e giovare altrove. Onde La prego di venire domattina ad Adigrat per concretare Ié modalita degli incarichi che le vengono affidali ed ai quali Ella certamente dedichera tutto il suo zelo, tutto il suo animo e Luit~ la sua abnegazione. Il tenente generale governatore 0.

BAR.ATlER!.

727

AMBA ALAGI

Al.LEGATO

N. 33

RIEPILOGO DEToLA FORZA DEI VARI REPARTI AL :MATTINO DEL

31

DICEMBRE

1895


728

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729

AMBA ALAGI

DOCUMEN'rI DELLA GU ERRA D'AFRICA

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730 ALLEGATO

731

AMBA ALAGI

DOCUl\lEN1'I DEl,LA GUERRA D'AFltIC:A.

N. 34.

ALLEGATO_ N.

35.

Ufficio di Commissariato militare

Laboratorio di Adigrat

SITUAZIONE delle derrate esistenti nel magazzino di vettovagliamento di A digrat al mattino del t· gennaio 1896.

SiTUAZIONE al mattino del 31 dicemb re 1895.

DESCRIZIONE DELLE DERRATE

Pasta Quint. Riso )) Rhum Ett. Vino J Olio . Quint. Formaggio > Caffè. » Zucchero Sale. Conserva )) Pepe. Cipolle . Aglio ,, Fagioli. Farina . Orzo. Scatole carne in conserva· N. Gaietta . Quint. Dura. )) Legna » Buoi. N. )) ))

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Quantitii

HO 30

26 24 10 8,60 7,80 8,80 25 7,30 3,90 0,20 0,40 '8,60 U55 1245 12,900 6,75 [>00 850 98

Ic,n..,.,. dente · a razioni

Munizioni esistenti ne I forte.

• Annotazioni

55,075 !5,250 63,600 13,500 ' 66,!)00 86,000 52,000 40,000 12,500 14,600 390,000

Granai.e da 7 . Shrapnels da 7 Montagna (a carica centrale) . (a diaframma) )) » )) )) . )) Campagna (a carica centrale). Metraglie da 7 Cartocci da 7 Montagna. )) Campagna » Inneschi. 'Cannelli . Car tucce a polvere nera. » a balistite » per mitragliere. » Remington italiano » egiziano. » per pistola . . ))

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1,093 65 1,480 920 370 2,950 1,850 2,896 8,000 92,800 498,736 180,000 5,800 46,000 5,840

))

20,000 2J,000 231,000 41,5,00 12,900 1.687 100,000 1fFl,660 24,500

Armi da fuoco distribuibili in carico al laboratorio.

N. 18 )) 33

Moschetti modello 70 a polvere nera )) 70/87 a balistite • Fucili polvere modello 70/87. 70 balis titP, Pist.ole modello 89 » 74 » ))

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Ii direttore del laboratorio

Il capitano commissario GT·IERARDI.

LUCCHESI.

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.D OCUMENTI DELLA GUERRA D AFIHCA

H.

Rela_zione del generale ArimoÌ1di sulle operazioni militari eseguite nel Tigrè dal 24 novembre al f O dicembre f 89a. A S. E. il Governatore -

Adigràt. Aliigròt, :13 dicembre l.895.

•

Fili da, quando si trattò di sistemare le province ultime annesse del Tigrè, venne al maggiore Toselli l'idea di fare un'escursione colle prvprie compagnie in Seloà, Borà, EudaMaconi, affine di studiare le ragioni cli certi interessi ed appiamLre alcune difficolt,à sorte nel progetto di sistemazione territoriale. Ed io acconsentii, tanto più che il battere la ca,mpagna con forzìl, armata, per frenare le ges~a dei ribelli fattisi a;rditi, p"'r dare alle pbpolazioni :fiducia nella. nostra occupazione, ed infine per rendere atj:,ivo il servizio d' iri.·forrnazioni, non era che l'attuazione'i'd el mio concetto per ritornare al più presto nell'ordine turbato negli ultimi tempi. , E così, il 24 dello scorso novembre, il· maggiore partì da Mac~llè con tre compagnie, la prima batteri1t da montagna e là banda di ras Sebàt. · Ma subito dopo cominciarono a farsi insistenti le voci degli informatori u'e ll'accennare non solo ai soliti. propositi di guerra dei capi scioa11i, ma a probabile ed imminente avanzal;a di essi verso 1-:i regione del ~ago" Ascianghi, per fare massa laggiù e puntare quindi alla Colonia. Da pochissimo tempo erasi impiantato il distaccamento d i .Amba Alagi colla compagnia Persico, che funzionava da sentinella avanzata dei nostri pos:;-,edimenti a sud. Il maggiore colla su~ colonna si d iresse là come al puri.to migliore per rischiarare la situazione; anzi giudicò conveniente una punta più a sud, ~ la .eseguì aggregandosi la

AMllA ALAOJ

733

compagnia Persico; e stazionò per alcun tempo nell~ forte posizione di Belegò, . opportuna per vigilare su .tutto 11 massiccio ·al nord clell'Ascianghi. ~ Da Beleaò pervennero tutte le informazioni successive e con tale precisionè da segnalare ,la comparsa di tutte le teste di colonna ed· il loro successivo schieramento, dapprima a sud del lago poi nell'incanalamento attraverso il massiccio montano. É fu soltanto col rnez.zo dell'azione della colon na mobile Toselli che · si potè veder chiaro nella situazione togliendo tutte le contraddizioni fornite . dai soliti informatori assoldati. Tutte le informazioni così pervenutemi furono trasmesse regolarmente a V. E. coi telegrammi dal 27 scorso novembre in poi. Col maggiore ero coi1tinuamente in corrispondeùza, ed egli, per mezzo mio, conos~eva le intenzioni del Gov~n10 circa fa necessità di non spingersi oltre la nostra frontiera; perciò fino che potè dalla posizione di B elegò .cos.tituire tm semplice centro d'irradiazione per le informaz10n1, :fino .che · potè tenere per così tl:ire un contatto virtuale c~l ne11:1co, rimase; quando non potè· rimanere oltre senza 11. pen co~o di essere urtato, specie pel dubbio che dal passo d1 Dubbar la sua posizi0ne potesse essere aggirat~, s.i ~itirò sn Atzalà per continuare di là. la sua missione d1 v.1g1la~~a. · . ·É a,çl . A.tzalà rimase ancora in aipettativa, np1egando su . Amba Alagi soltanto nel giorno 4 corrente. · Alloréhè le notizie dell'avanzata degli Scioani mi furono accèrtate per tal modo dal maggiore Toselli, credet~i u~cessario operare u u concentramento delle truppe a mia d1s1)0· -siziÒne nel '.rigrè; coll'in tenzione di avere sotto mano un gruppo di 8 a 10 compagniè colle quali· presidiare MacaHè, accelerare .i lavori di quel for te e contemporaneamente potere ad oo·ni evenienza essere d'aiuto alla colonna, 'roselli. o . l . V. E . me ne diede l'autorizzazione acconsentendo anc 1e. ad aumentare il disponibile con qualr.he compagnia inviatami dalle bo·uarnio-ioui a nord della linea 'lVIarèb-Belesa, o Muna. . ·

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734

AMBA ALAGI

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

L e direttive c:he nell'occasione mi furono date da V. E. e che mettevano in chiaro la necessità di non avventurarsi ma. di tene1:si i_n vece sulla difensiva iu attesa che la prepa· !'az10ne ed 11 concentramento fossero completati, furono da me integralmente Cùmnnicate al mago·iore 'Eoselli a,crn "un· b . ' b b 1 gendovi ·d i mio -la necessità di non oltrepassare d'una linea l'indirizzo che gli veniva dato dall'autorità superiore. Il 2 dicembre partii da Adigràt con la compao-nia Ca0 stellazzi, del 3° battaglione indigeni; il 3 partii da Ghemàt dove trovai e condussi con me il comando del detto bat- ~ taglione, giungendo a Macallè la sera stessa. Notizie gravi ed accennanti ad un attacco imminente m1 pervennero dal magg iore Toselli nel giorno 5. Chiedeva aiuto, Credetti necessario avvicinarmi · a lui e predisposi per la parten za nel mattino del 6 ; ne avvert,i i V. E . e mandai un messo al maggiore annuncianda'gli che sarei avanzato- per trova.rmi Ja sera del 6 presso a poco all'altezza di Afgòl, e gli ripetevo l'ordine testuale di V. E. che, se attaccato, ripiegasse lé'"ntamente mantenendo il contatto col nemico. Giunse il telegramma di V. E. che mi vietava l'avanzata, ed in obbedienza ad esso rimasi, mandando nuovo avviso al maggiore Toselli che non poteva contare su di me; ciò che dove,·a a mio 11vviso indurlo ad affrettare il suo ripiegamento su Macallè. Qui mi è necessario mettere in chiaro una circostanza: la possibilità che negli ultim1 giorni queste mie comunicazioni non siano pervenute al maggiore, come alcuno ha asserito. · Seguendo la norma abitnale i biglietti pel maggiore erano sempre compilati e traHmessi in duplice copia; !i portavano generalmente gl'individui dei quali abitualmente si serviva il comandante del presidio di l\facallè, oppure individui di truppa. Siccome la strada rimase sg6robra fino . alle prime . ore del 7, tanto che nel pomeriggio ebbi aucòra bio·lietti speditimi dal maggiore nel mattino aHorquando si pro:unciò · l'attacco1 non saprei rendermi ragione del perchè potesse

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735

essere chius~ per le sole comunicazioni p1·ov enienti da Macalrè. A vev:o quindi la ferma convinzione che il maggiore Toselli fosse edotto delle intenzioni delle autorità superiori e che fosse convinto che anche avvicinandomi molto ad Alage, io non l'avrei fatto che per aiutarlo a proseguire con me una ritirata. Notizie ancora p1u gravi giunsero nel mattino del 6 ; pareva anzi che per quel giorno fosse inevitabile un formidabile attacco perchè alle intimazioni di ras Maconnen di avere · sgombro il passo per fare strada all'esercito del Negus che doveva av.a nzare, il maggiore diede la :6.era risposta. che egli _uo·u ripiegava, ma che Maconnen doveva ritornare ad Asciano·hi · se non voleva la, guerra. o La comunicazione di Toselli a.ggiungeva che l'urto sa11ebbe stato inevitabile, perch/\ ormai egli era convinto che le trattative di pace non erano stl=t.te che stratagemmi per guadagnare tempo, e eh.e gli speciosi cavilli messi innai: z~ per ritardo nell'a~rivo della lettera di V. E. erano semphc1 pretesti per g iustificare l'avanzata. . . _ Non potevo assolutamente rimanere inattivo a qumdic1 ore di marcia da quel· nucleo di forza, al quale ormai veniva forse ~ mancare la facoltà di sceg liere il momento opportuno per ritirarsi; epperciò- decisi di. affrettare la partenza prorogata nel mattino, avvertendone V. E. che, certo per -.Ie nuove ragioni addotte, vi acconsentì. Alla sera ·df:ll 6 si trovavano ad Amba Alagi le truppe sottoinenzionate ; ' . intero quarto battaglione inçligeni ; · compagnia P ersico del 3° indigeni; · una centuria della l" compagnia del 6° indigeni (tenente Pagella), andata di scortlt ad un convoglio viveri e ·munizioni; dtie sezioni col comando deHa prima bat teria da montagna; bande di ras Sebàt e bande dell' Oculè-Cusai. Totale circa 1800 uomini, e si trovavano a 1\facallè sotto i rn.iei ordini diretti i reparti sottoindicati :


736

DOCUMENTI DEll,A OUEltRA

AMBA ALAGI .

o' AFJt1CA

Comando del 3° battaglione indigeni

. { Castellazzi con Ie compagme B .. enucc1. Comando del 5° battaglione indigeni

( Corapi con le compagnie J Pavesi I, _'iA}ìerazz1. n • Comando del 6° battaglione indigeni

. con le compagnie

Oddone Vignola l\fartini.

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una sezione della prima batteria da montagna; banda di . degiacc' Fanta. Partii da l\facallè alle ore 26 del giorno 6 e con marcia abbastanza celere mi portii nella pianura a sud di A.fgòl ove giunsi alle ore 10 del successivo 'giorno 7. · La colonna era costituita dai seguenti reparti : Comando del 3° battaglione indigeni .

con le compagme

Castellazzi I. B enucc1..

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Comando del 5° battaglione indigeni

con le compagnie

\ Corapi Pavesi I~ Alferazzi.

r conipagnia del 6° battaglione indigeni o·ddone); una sez1one della 1" batteria da montagna ; banda di degiacc' Fanta. Totale circa 1500 uomini.

ecapitano

737

Naturalmente, nella stessa giornata del 6, prima dellà partenza ~andai il solito avviso in duplicato al maggiore per preavvi;a~lo della mia mossa ed avvertirlo in pari tempo , che nel mattino del 7 mi sarei trovato nella località ove avrei v,oluto trovarmi fin dalla sera antecedent e. Ad Afgòl non mi pervennero notizie direttamente dal maggiore, ma correvano già voci vaghe d'un attacco avvenuto;, ogi1i tanto sembrava a qualcuno di udire il cannone da A:lagè; si vedevano colonne di fumo ·attorno all'amba. Dopo·' riposo abbastanza breve relat ivamente alla faticosa marcia compiuta, la colonna sì rimise in marcia alle 14 . verso Aderà, ove doveva fermarsi; perchè quella forte po· sizione di difficile accesso da sud con dominio su tutta la ' piana di Mai-Mesghì, dove con vergo no le comunicazioni di A.lagè e quelle che aggirano da ovest e da est il massiccio mont~li.o, permett.e va di offrire valida resistenza all'avanzata séioana dopo aver raccorto le forze deL maggiore Tosetli 0he speravo avessero in qualche modo potuto disimpegnarsi. . · Alle ore 16 la colonna aveva olt_repassato l'altura di A.derà ed avevo appena dato le prime disposizioni per l'occupazione quando gli eventi precipitarono. . · A brevissima distanza l'uno dall'altro mi pervennero due biglietti del maggiore Toselli (scritti alle 8 '/, e 9 del mattino) che m'annunciavano l'avvenuto attacco giudicandolo molto grave. Per mezzo degli stessi uomini tentai di mandargli in duplicato un mio avviso per dirgli che mi trovavo ad ei..derà e l'attendevo. Nella piana · di Mai- lVIesghì appa,rivano e s'ingrossavano nuclei. nemici sbucati tanto dal vallone di .A.lagè come da quelli laterali. . Il maggiore Galliano che col suo battaglione era in- avamposti sul cigiioue del ripiano che dall'alto della posizione di Aderà forma gradino verso il piano di Mai-Mesghì, stabili immediatamente posti speciali d'osservazione e spinse reparti in avanti a riconQscere di che cosa si trattava. In·tanto il gro.sso s1 disponeva sull'alto della posizione.

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738

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

La: fucilata s'impegnò suJ;>ito e nella valle e dai. piccoli posti; i gruppi nemici ingrossavaùo; si era perfettamentle a contatto; ore ·16 1/ 2 • Dal vallone di Alagi spuntava intanto una piccola colonna serrata ché subito si disegnò nettamente nella vallata dirigendosi alht nostra posizione; la si ritenne per una colonna dei nostri ed infatti poco dopo ne a veinrno la conferma. Alle 17 mi ra.ggiunse sul davanti della posizi~me, fra gli avamposti ed il grosso, il tenente Bodrero aiutante maggiore del 4;• battaglione indigeni e seppi d_a lui la catastrofe avvenuta ad Alagè. ' Le unite relazioni dei tenenti Boclrero, Ba7,zani e Pagella possono fo1:nire elementi per ricostruire lo svolgimento di quell'azione. Alle 6 1/ 2 ebbero le prime avvisaglie , d'attacco dallo scorazzare di p,a ttuglie che di · mano in mano ingrossavano; alle ·7 ' /., un accenno 'di attacco frontale fatto da poche forze: ;,tlle 10 il nemico rottr,1; l'ala sinistra si gettò sul rovesci~ della posizione.; dopo le 10 1/ 2 fu attaccata anche l'ala destra, e contemporaneamente fu attaccato di nuovo il fronte. Pare che a quest'ora l'azione abbia raggiunto la massima intensità poichè l'attacco avvolg~nte stringeva da ogni parte; e l'addensarsi dei nemici paralizzando i sovrumani sforzi della difesa determinò ed affrettò la catastrofe. Alle 11 '!t le artìglierie erano ridotte a~ silenzio, le salmerie riunite all'accesso uo-rcl della posizione pronte a ritirarsi; e la ritirata infatti si iniziò ma per pochi combattenti, chè i più perdettero la vita sul luogo stesso del combattimento. Messo rapìdan:1-ente al corrente di quànto era avvenuto, comp1:esi che, raccolti gli avanzi di Alagi, non mi rimane'.a altro che ripiegare .lentamente su :Macallè disimpegnandomi dal fuoco. La cosa però non fu nè facile nè breve. Il maggiore Galliano continuava ç1,l le ore 17 a resistere dalla sua posi_i ione di avamposti; ma dopo poco dall'alto di Aderà dove

AlHlA ALA<H

739

furono visibili movimenti accennanti ad un avvoluimento della nostra destra. Conveniva perciò trattenere J'a;~ersario per impedire che la linea di ritirata fosse_ mi-nacciata. Il ''maggiore Galliano ripi~gava intanto sulla sinistra del~a •posizione; la destra era occupa.ta _d al _grosso; tre compa?me del maggiore Ameglia e la compagma Oddone. La sez10ne ,era in batteria sulla destra ma ebbe ordine di non aprire ,,il fuoco perchè non si presentava opportunità di bersaglio\ Alle ore 17 '/ 2 l'attacco frontale e l'attacco avvolgente ·sulla destra sono spinti simultanei ed abbastanza vigorosi. :Sulla destra un gruppo comandato da ras Alula giunse in parte a coronare il ciglio dello spianato dove mi _trovavq ,cogii ufficiali del _-comando, che bersagliò con vivo fuoco a -distanza di poco più di 100 me·tri. Il vigorose contrattacco -0.eÙa compagnia Oddone li ricì),cciò; ed allora parve suben-tra,re un momento 'd i sosta, della quale approfittai senz'altro, per iniziare la, ritirata, che fu sostenuta dal battaglione A.meglio. , Alle 18 '/, il fuoco cessò completamente d'ambo le parti -e la colonna procedette per la strada A'.fgòl-Oeliquòt. Erano in testa i superstiti della colonna Toselli e le salmerie con ·:una compagnia di scorta. Continuarono le mie preoccupazioni sia per nuove mo:lestie dura~te la marcia, sia per la possibilità d'essere pre-venuto dal nemico al ciglione di Oeliquòt; ciò che sarebbe ·stato di grave difficoltà specialmente in causa della stan-ohezza dell.e truppe. Fortuna volle invece che nessuna di -queste previsioni si avverasse; e la colonna, serrata, ordi·na.tis-sima, nel massimo silenzio, sfilò per la piana di Afgòl -a. poca distanza dai fuochi di bivacco di gruppi nemici, tenuta d'occhio soltanto da riparti di cavalleria muniti di fanali 'a riflettore Qhe gettavano deboli fasci luminosi sul suo percorso. A ·.Maoallè si giunse alle 4 1/ 2 del mattino dopo avere 'fatto ùna breve sosta a Oeliquòt mentre l'avanguardia saJiva il ciglione per accertarsi che ·non fosse occupat·o. ~9 ""' ANNO XLI.


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DOCUMENTI DELLA. GUEHRA D'AFRICA

Durante l'intera giornata si ebbe un morto def 5° !;>at- . · taglione ed una quindicina di feriti che furono tutt,i ritirati dal campo. Al mattino dell'8, non ·reputando più. possibile effettuare, il concentramento di tutte le forze a Macallè, decisi c'ouduri:è le truppe ad Eddaga Amùs, lasciando .nel forte dì. Euda-Jesùs quatt1,o compagnie sotto il comando del mag-· giore cav. Gallia.no, il cui elevatissimo sentimento militare m'inspira la maggiore fidncia nelfarduo compito affidatogli. Mi parve indispensabile tenere occupato il forte, anzitutto, perchè 1;abbandonarlo avrebbe prodotto un effetto mor~le, disastroso nel paese e nelle truppe; perchè poteva. mancar€),~ il tempo di distruggere e mancavano i mezzi per trasportare gli approvvigionamenti ed il munizionamento colà raccolti in quantità abbondante; perchè il forte nelle nostre: mani poteva avere un grande valore nella ripresa delle operazioni offensive, servendo come punto d'a_ppoggio all'avanzata; percl~è ·si sarebbe dovuto affrontare la difficolt~ gravissima di eseguire marce celeri e senza mezzi di t raspor.to, con il numeroso contingente di militari italiani colà rinchiusi,. dei quali' la maggior parte operai d'artiglieria e· del g~n io. non abituati a lunghe marce. Finalmente mi parve che se-. il mantenere presidiàto il forte costituiva per nòi una dimi•nuzione di forza nel punto prescelto per il 'c oncentramento,. tale diminuzione era compens_ata dalla divisione che l'e~istenza di un forte -armato alle spalle dell'invasore avrebbe· dovuto determinare nelle' forze di quest'ultimo. La partenza da l\facallè . si e:ffettò alle 16 del giorno 8 .. La marcia fino a Ghemà.t fu assai penosa, sia perchè era. la terza notte che si passava marciando e le truppe erano, · eccessivamente stanche, sia per le ostilità alle quali cominciòad essere ,fatta segno la colonna in ritirata-Era di avanguardia. il 6° battaglio~e con tutte le salmerie. Appena superato il uiglione sovrastante alla conca di Ma· callè la compagnia d'estrema avanguardia (Martini} dovette disperdere gruppi di armati; ad Agulà nuove fucilate sul.

AMBA ALA GI

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fianco destro della colonna; altre prima di giungere a DongoÌò; al.tre e più insistenti n ella salita verso Ghemàt e durante la permanenza in quella località per riposare. Si ebbero un ascari 1norto, 3 feriti, e parecchie donne di ascari assassinate lungo la via. Contro queste ostilità p r esi energiche misure di repressione, fac~ndo incendiare alcuni villaggi, sequestrare bestiame, fucilare ribelli presi colle armi alla mano: ciò che fruttò maggiore tranquillita pel giorno successivo. !A Ghemàt la colonna non potè arrivare che alle 10 del giorno 9, ossia dopo una marcia continuata di 18 ore con - un solo riposo di mezz'ora ad. Agulà. La necessità di qualche ora di riposo s'imponeva, ed ordinai che a Ghernàt si rimanesse fino alle 16 dello .stesso giorno, .affidando il servizio di vigilanza ·a lla banda di <legiacc' Fanta, il quale coi~ pi,ccoli posti coronò tutte le alture sovràstanti alla piccola conca dove eravamo fermi. Nulla di notevole alla ripresa della marcia e, fino a Mai_Meghetta dove si giunse alle ore 23 dello stesso giorn~ 9 , e- si- pernottò. Alle 7 ,del giorno 10 la colonna riprese la marcia e giunse finalmente. alla posizione di Eddaga-Amus alle ore 9 1/ 2 • Il

'ftUt{JgiO?·

generale comandante nel :ngrè

G.

ARIMONDJ.

(Annesso A)

AÌ slg. comandante delle Regie truppe d'Africa -

Adigràt. Adigràt, U, ·12. 95.

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Ho l'oi;ior e di riferire alla S. V. quanto successe nella giornata del 7 dicembre ad Amba Alag i, dove il quarto battaglione iodigéni, la c9mpagnia .Persico, la batteria Anghcrà, una. centuria del 6° e baode furono attaccali in pos izione da un esercito scioauo c?nd0tto da ras Maconnen e forte di più che venticinque mila fuci li .


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DOCUllENTI, DELU GUERRA D'AFRICA

Riferisco q uanto ho potuto vedere e tutto quanto ho saputo nella mia qualità di aiutante maggiore del muggiore Pietro Tos elli, c~mandante la colonna italiana. La posizione di Amba Alagi fortissima sbarra la s trada Ascianghi Antalo che è costretta a lambire il fianco orientale dell'Amba. Due s trade la girano; quella che pel colle .di Fela gà ad est di Alagi scende difficile a Bet Mariam, e quella che pel colle dì Togorà ad ovest p9rta per Togor a a Muggia e quindi a d Antalo. Il giorno 6 dicembre il campo scioano stendevasi fra il colie B~otà ed il colle Dubbar ' Mllll. piana di Aiil con avanzate nella piana fin presso la chiesa di Alzala. Lettere e messaggi correvano fra i due campi ma era certo l'inganno e l'attacco diveniva imminente. Il mag'giore Toselli s i apprestava a difendere Amba Alagi . È da notarsi che la sera del 6 (ore ·L6) il maggiore riceveva una lettera dal comando del· Tigre, nella quale si ann,u nciava la par tenza per la m.atLina del (3 di una colonna della forza di sei com- · pagnie e di due pezzi agli ordini del gene1•ale Arimondi, la quale sarebbe avanzata sulla strada Macallè Amba Alagi in modo da poter accorrere in caso la colo\Yla Tose!li fosse ser.iamente impegnata. In base a tale avviso il maggiore alla sera del 6 emanava le disposizjoni seguenti, con ordi ne a lntli di afforzare alla meglio le posizioni. « Le .bande di ras Sebàt. e Degiacc' Alì (3501 fùci li) occupino le alture che so vrastano al difficile seuliero di Felegà (estrema s inistra). La compagnia i ssei si tenga sulla destra di ras Sebàt per sostenerlo. ·La c0mpagnia Cauovelti s i spinga innanzl con una centuria fin verso Atzalà e con d ne più indietro con ordbie tassativo ri pie.Q"arsi sulla destra, compagnia Issei, appena attaccata da forze preponderanti. Al centro e sullo spianato s otto l'amba, la batteria !'lcortata dall& coinr,ag nia Persico. A destriJ, Seeck Thala (350 fucili) tenga la fortissima posizione del colle di Togorà (ovest amba) . Il tenente Volpicelli colle bande Oculè Cusai (300 fucili) si spinga s ulle propagini dell'amba che s ovrastano il sentiero che a mezza costa si inerpica al colle per Togorà per 11revenire e trattenere un attacco da quella parte. Le compagnie Ricci, Bruzzi e la centuria Pagella stiano in ris erva ad est e sotto l'amba pr esso la chiesa ove è stabilito il posto di medicazione . Il comando sta colla-batteria » .

AMBA ALAGI

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(7 dieembre ). - Vers·o le sette i piccpli posti s egnalano piccoli gruppi di fanteria .e cavalleria nemica · che si spingono verso Atzalà. La centuria Canovellì li respinge. Subito dripo si nota movimen to al colle di Boota e nostri iJJ formato ri seguala,no movimento di una colonna grossa ùi ras Oliè che si -dirige verso Fel~g?. . La colonna avanza celere ve,rso la nostra s inistra, la impegna con attaccò fron tale ed avvolge11te, ras Sebat ha g ravi perdite e temendo esseN girato si piega s u , l~sel. Canovetti intanto manovr~ndo si por ta a l suo posto non senza aver-e- inflitte gravissime per?ite agli ::icioani che erano balLu ti anche dalla batteria. · . Ma la massa era imponente. Issei e Canovetti la fronteggiavano da oltre un'ora senza perdere un palmo di terreno. 1n.tanto dal çolle Bootà sbuca va imponente colonna ras Mica·el e ras Maconnen, forte circa quindici mi la fucili che puntava <l irettamente verso il centro della posizione. La sinlstra teneva fer mo, ma aveva subito gravi pei:dite, era morto il tenente i.\follnar-i, ferito .'ii tenente Mazzei. Al maggior e 'fo~elli premeva tenere ancoi-a q uella posizione che proteggeva la strada diretta da Macallè ad Amba Alagi donde ~perav'a vedei giungere da un momealo all'altro la testa della colonna, Arimondi. Vedendo la sinistra stremala slanciò da quella · parte la pr ima compagnia di risei.'va Ricci. E1·ano le nove circa. Ricci avanza arditamente, si . impegna a rondo , obbliga il nemico a ripiegare. Sul .fronte la batteria apriva _ sq uarci nella colonna. pesante scioana. Ma qùesta riordin ata continuava ad avanzare len~m.ente. Giungevà a llora (ol'e 9,45) avviso da Volpicelli che altra colonna comandata da Alula e .M°angascià tendeva girare la _nostra d!!stra puntando al cullè di Togora; a nche da quellà · parte cor.ninciava viva la fucilata. 11 mag giore decide allora di restringere la difesa e tenersi addossato all'a mba. Manda ordine a Ricci, Ca.n ovetti e Issel di fare un ~llimo. contrattacco e rilira1•si sotto l'amba, sar ebbero stati protetli. dalla ·sezione Manfredini spostata da quella parte. I.ntanto la colonna principale avanzava su Persico e la batteria che non potevano più sostenr:irsi . . Il mìiggiore ordina che le salmerie · si incolonnino sulla strada di Togorà ed il movimento comincia lentamente e poco ordinalo per il frammisc~iarsi d i llonne della compagnia Persico e per l'affollarsi sul sentiero dif'ficile e strettisaimo.

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AMBA ALA.Gl

l>OCUMF:N1'1 DELLA OUEltRA D'AFRICA

A proteggerlo vien mandata la centuria Pagella ch0 ha anche ordirrn sostenere dal colle Ie bande Oculè Cusai chè si vedono fipiegare . Anche la sezione Manfredini si deve pOJ'tare al colle.. L~ t.l'uppe erano s empre alla mano dei loro comandanti, gli spostamen ti si facevano ancora nel massimo ordine'. Il ripiegamento della sinistra era avvenuto. Alle t2,40 perduta ogni speranza di soccorso il maggiore Toselli ordina la ritirata ge nerale a scaglioni. A proteggerla fu distesa la compagnia Brnzz~ ad est dell'amba. Non appena gli Scioani cbe avanzavano guardinghi si accorsero del cessare del fuoco d'llr- · ,tiidieria, irruppero sullo spianato dell'Amba. Bruzzi Mulazzani ca: dono alla testa della loro compagnia. . Il momento era grave. La strada strettissima sovrastante a un precipi~io di 400 metri ~ra ingombra di muletti, di carichi, dì fe- . riti. Manfredini riesce a mettersi in batteria. Pagella si distende a protezione della colon,na che si affolla, ma Sceck T.hala aveva ri piegato in disordine. li colle era occupato dalla gente di Alula; le bande di Volpicel!i sono disfali.e La altura sulla quale· correva a mezza costa la strada è invasn dal nemico che a meno cin.C: quanta passi infligge perdite enormi. Gli ascari di Pagella cercano trattenere. l'onda incalzante e fanno fuoco ritirandosi, ma la . · C()mpagnia Bruzzi nòn può far argine e la grossl! c~l'onna di r fl$ Maconnen ci prende alle spalle. La ritirata comincia ad essere disordinata. Manfre.dini tira ,a · melraglia su unn massa ~rossissima ma è 1 $Opraffatlo. La s ezione cade in mano al nemico. I sudanesi del le· nent~ Scala e capitano Arl'gherà che aveano ancora i pezzi montali piuttosto che cedere la sezione rovescia no muli e cannoni nel precipizio. Sono travolti soldat( e bagagli. Numero degli Scioani aumenta sempre. Non si può pen:sare ad ulteriore difesa. Tutti si precipitano alla strada di Togorà oramai ocr:upata per tentare di raggiungere la valle profonda di Bèt Mariàm. Di là si spera poter raggiungere la colonna Arimondi che il nrnggiore Toselli, non avendo avuto nessun contrordine, crade ritardata da quakhe colonn~ girala al la1·go. Ultimo a scendere lentamente dal colle fu il maggiore .Toselli incalzalo da presso, e bersagliato · da ogni parte. Sembra si rispetti il s uo dolore. Sempre calmo ed energico dà ordini 1wrché il disastro riesca minore.

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sono rimasti con lui pochi uf'lì~iali oltre il sottoscritto. Capitani· Canovelti, Aogherà, Persico (ferito), tenente Pagella ed i . più fidi ~oldati. , Tutti er::ano esausti. Durante la. difesa la pic1~ola schiera andò .assottigliandosi . .Caddero Angherà, Persico. Giunti presso la chiesa di Bet ·Mariàm il maggiore ordinò al :Sottoscritto di portarsi alla testa della colonna cercare il generale cA.rimondi, pr~garlo prender posizione a nord della stretta riunire .gli 'Ascari· ed impedire una ulterior ~ a vanzata. Il maggiore Toselli era ancor vivo, ma stremalo di forze fu ,udilo ripet~re da me: « Non ne posso più, ora mi volto e lascio -che facciano ». E così fece. · n sottoscritto adoperando ogni mezzo cercò e riuscì a riordi1 nare la coJonna insieme col tenrmte Pagella che .avea raggi unlo • 'La ferr,nò a Mai Mesghì sempre inseguito dalla cavalleria scioana,. -e portossi quinoi cogli avanzi di tutti i reparti dal gP-neraJe Arimondi che ignaro· del disastro prendeva posizione in Aderà da ,dove raccolse fino a sera dispers,i e feriti. Ai complemento di quanto ho avuto l'onore di esporre a V. S. •informo che nessun avviso perveune al maggiore Toselli, in cui -si ordinava il ripiegamento della sua colonna, x,iè tampoco l' infor1nazione che il soccorso annunzialo non era ·partito la mattina -del sei. · · Sento ~uindi il dovere di segnalare a V, S. il furiere maggiore ~a.ribaldi, che rimasto solo alla compagnia ne prese il comando, .attaccò e contrattaccò più volte gli Scioani, con fermezza e valore ,senza pari, esempio continuo a tutti i suoi soldati. · Egli è superstite dal disastro di Amba Alagi, in cui come ad .Agordat, e Coalit rifulsero ancora nella disfatta le qualità militari ·dei. nostri ascari, le virtù dei nostri ufficiali. Il te1iente aiutante maggiore Firmalo: BooRERO ALESSA.NDRO.

(Annesso BL Al ·sig. comandante delle ·Regie truppe d'Africa -

Eddaga-Amùs.

' E(ldaga.-Amùs, H dicembre !895.

Ho l'on9re di riforire alla S. V. quanto segue: .11 mattino del giorno 24 del mese di novembre u. s. partiva da ':Macallè alla volta d'i Amba Alagé una colonna comandata dal ,maggiore cav. Tose)li composta di :3 compagnie'. del '•" battaglione


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DOCUMBNTI DELLA GUERRA D'AFRICA

AMBA ALAGI

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indigeni 1", 2•, 3", della 1• batteria su due sezioni delle bande dell'Oculé Cusùi, _comandale dal tenente cav. Volpicelii e dalle banùe, di. ras Sebàl, coll'obbieltivo non solo di riaffermare meglio il nuovo, presidio di Amba Alagi comandato dal capitano cav. Persico, ma ancora per assicurare le popolazioni dello Sloa. e di Enda Moeni, circa l'occupazione per parte degli italiani delle nuove provincie.. Il giorno 25 _novembre la colonna giunse su Amba Alagi e tornò. a muoversi l'indomani trasferendosi a Belagò in quel di E nda Moeni. Il giorno 27 la colonna bivaccò a Belagò: quivi incominciarono a giungere notizie circa l'arrivo di truppe sc~oane comandate da molti Ras, n~tiziè confermatesi al secondo giorno (28},. pel fatto che tra Aja ed Ascianghi si scorsero nella notte una quantità di fuochi che si seppe poi da informatori appar:tene'r'e al-· l'estrema avanguardia dell'esercito et!opico comandata da ras Micaèl. Il comandante della colonna dispose subito che la mezza: compagnia del capitano cav. Persico, la quale erasi unila alla colonna Toselli al suo passaggio per Amba Alagi, si trasferisse sul . colle di Dubbar allo scopo di impedire che il ne mico con mossa di, fianco e coperto tentasse di ta&l-iare la ritirala alla colonna su ,\ mba Alagi. La notte del 28 il maggiore Toselli in via diversi ascari tr ave- " stiti al campo dei ' Ras ed all'arrivo dei primi colla notizia che· realmente tra Ajà Ascianghi e T9bbò trcivav·a nsi i ras Mangascià,. Alula, Oliè, Micael, ordina che sia levalo il campo e ripiega coli' intero corpo su Amba Alagi. ,Giunta _la colonna sul!' Amba (ore '12 del gi6rno 29) il coman-dante inizia subito delle ricognizioni ali' ingiro, ed ali' indomani, accompagnato dalla compagnia Ricci si spinge fino alla strada, del Vogèràt nell'intento ·di studiare quella strada poiché non ere- · deva. che l'Amba dovesse essère attaccala dallo iutiero esercitoscioano bensl attaccata simulatamente sulla fro ntale ed in pari, tempo girata per le due strade Vogeràl (est) Borà (ovest), . Dal giorno che si prese posizione sul!' Amba .sino al ma Llino del.i giorno 5 correntE\ il comandante della colonna sì occupò febbril-, mente a disporre le sue trup pe per la difesa, difesa ·per lui resa, sicura sia dalla speranza di ricevere rinforzi, sia perchè come è detto, poco credeva che tutto il corpo scioano venisse impiegato sulle due ali e sul fronte. Nella giornata del 5 operò un'ardita 1;icognizione mettendo sossopra il campo nemico. Mosse alle ore 10· d<1I campo con èlue compagnie e le bande dell'O,:ulè Cusai, discese,

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;i-.

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nella sottoposta· valle. del Boota, g irò verso Tacà Mariàm e portò la sua marcia su rier la cresta del Bootà allo scopo di osservare iL campo, nemico più ,eia vicino e per vedere s~ nèlla valk: de! Dub~ar fosse accampalo qualche reparto nemico. Sul colle Boota stazionava un piccolo posto ne mico che all'apparire delle truppe italiane fece fuoco e si ritirò in fretta. . li giorno sei trascorse nei preparativi diver!<i, ed eccomi al giorno. 7. Amba Alagi di forma. piramidale quajrat~ presen~ava un vero spellacolo, da ricercar$! n:ia~g10rmente nell ammirazione •deo-Ii ufficiali e soldati sicuri della vittoria perchè il maggiore cav. To~ellt aveva la ser a del 6 datò per cosa sicura l'arrivo al mattino o meglio nella notte del generale Arimondi con due balluglioni ed una sezione di artiglieria. La disposizione delle truppe p,-w fa ·difesa preparata fin da prima e fino Jal giorno precedente in parte eseguita era la seguente: Sul fronte sud dell'Amba In 1a batteria teneva una posizione formidabile-sostenuta dalla compagnia del capitano cav. Persico. Aln sinisU1'a, guardava l'estrema ala. sinistra la banda di degiaéc' Ali comandata eia suo figlio coronandone l'altura, veniva quindi la banda di -ras Sebùt for te di 300 fucili e per ultimo la . compagni» del capitano I-s sel la quale si teneva collegala col centro ove rimanevano di riserva le compagnie Ricci e BC'Uzzi pronte acl accorrere all'evenienia. Ala destra; Sceck Thala con 300 fucili il quale sostenne per poco tempo il fuoco e poi scomparve coi suol armati giù per i burroni. Sopra due catene ondulate e J'rastagliate che di partonsi dal fon.io della valle del Bootù e salgono restringen dosi fino ai fianchi est e1l ovest del!' Amba in maniera da dare l'idea di un cuneo molto largo alla base e che si restringe man mano che si avvicina alla cima, erano state disposte le seguenti truppe per attender e il nemico sul fianco. Compagnia del capitano Cànovetti catena d'ala sinistra; tenente cav. Volpicelli catena d'ala destra:. Alle ore 6 f/ 2 giù in fondo alla valle del Boola incominciansi a. scorg-ere alcune pattuglie aggirantesi nei dintorni e ripiegare poscia ollre<tBet Mariàm. Verso le ore 7 le pattuglie ingrossano e si incominciano a sentire i primi colpi <li fucile; alle 7 1/2 una colonna di ·circa 200 pedoni entra nella valle e simula un attacco frontale, ma due colpi ben aggiustali della balleria Angherà la respingono · e la costringono a -ripiegare sul fianco sinistro, tlove inizia_ l'alt11cco contro la ceot.urin del tenen te Mazzei. Le fucilate si fanno


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DOCUMENTI DELLA . GUERRA D'AFRICA

sempre più spesse; ed ecco che dal colle Boota scende g iù nella valle una grossa colonna che raggiunto il pian.9 si rovescia fu rente e spavento:;a su per il fianco sinistro. Il tenente Mazzei rimane ferito ad una gamba e viene dalla pietà del s uo capitano (Canovèlli) ricoverato nella vicina chiesa. Il capitano Canovetti con ag.g iust;le scariche offende il fianco della massa nemica e ripiega come da ord ini ricevuti dal com~ndante sull'altura di sinis tra non senza avere ripor-tato g ra vi perdile. Alle ore 10 circa il_ nemico ro mpe l'estrema ala sinistra e si getta s ul rovesci.o del fro nte. Il ca pitano Angliera manda la sezione Manfredin i a batte re il rovescio dell'ala sii1istra già pericolante e vi riesce momentaneamen te. La compagnia Ricci accorre per appoggiar e la compagnia lssel, và alla baionetta, re spinge la falange nemica , ma le forze esuberanti del nemico dovevano prevalere, .poiché se l'attacco alla baionetta respinse la valanga che veniva dal r ovescio dell'ala sinistra , non potè. fare alt!'ellanto con la valanga che si avanzò subito dal fronte .d'a ttacco. Alle ore 10 1/i il tenente· cav. Volpìcelli manda av'viso al maggiore cav. 'roselli che le colonne Mangascià ed Alula hanno aLtaccalp l'ala destr a; contemporanearnent~ i,i manifes ta l'attacco !'ro11~sle; in questo momen to l'attacco è serio e tremendo su tutti tt·e i ·p un ti : il maggiore mi manda sul rovescio dell'Amba per ivi poier scorgere la colonna del generale : il momento é supremo; se la colon na non arriva, anzi n on è in vista, anzi' non si tro.va a pochi minuti dalla sommità del colle , · tutto è perdulo; rilornc, con u11 dinie~O, ·mi capisce prima che io parli, china il capo e S<'gue il • senliero che conduce alla batteria. Lo seguo: 1arri vali su l front e si asside sopra un sasso e scrive un biglietto al ca'pitano Pe1·sico, poscia mì ordintt di avvertir e-i reparti di portare il loro ha.raglio · sul lato noc·d dell'Amba per poterè a Lempo es::;ere pronti al la 1·itiral'a. Pochi minuti dopo l'ala 'destra è rotLa, l'ala sinis lrtt non ha più difens ori, il centro è costretto a cedere, le artiglier-ie lAcciono, la ritirala si inizia precipitosa giù per i burroni del Jat0 nol'd. La compagnia del tenente Bruzzi rimasta di riserva ha l'incarico di. proteggere la ritirata, ma la ritirala per effdto delle enormi d iflìcoltà che presenta il terreno viene fa tta con· lentezza per ~ui Ja compagnia subif ce perdite enormi e muo re il com.a odanle con l'ultimo ufficiale (Mutazzani}. N. B. II giorno prima giunsero la com'J)agnia lssel e la centuria del tenente Pagella. Il tenente Firmalo: BAZZANJ..

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AMl:lA. Ai,AGl

(Annesso C). . ~ig~or comandante delle Regie truppe· d'Africa -

Adigrat, -12

Adlgrat. <licembrc 4895.

Mi onoro riferire alla S. V. quanto segue:

La mattina del

giorno 7 dicembre· la posizione di. Amba Alagi t;o vavasi' sistemala a difesa come vengo a dir e. Le due·· sezioni d'arliglieria, comandate dal capitano A n :;rherà, in batteria sul piazzale. a sud dell'Ambti. ,\ p rotezione di esse, la .c ompagnia del capilano Per•sico. - A destra le bande di Sceck Thai& (3i0 f.ucili). - Sull'alLura immediatament~ ad est del colle princip.a le, I~ compagnia del capitano Issei. All'estrema sinistra, le bande ,di ras Sebàt (350 fucl li), A vanti alla compagnia del capitano Issei, sopra un poggio, a · c.irca un cl11lometro di distanza, quale posto avanzato, la compagnia del capitano Canovetti, con una centuria (Mazzei) dis taccala verso la chiesa di A'tzalà. - Davanti le bande di Sceck Thala, su uno sprone prolendent:esi verso la piimu,ra che separeva le nostre dalle posizioni nemiche, In bande d~l .teneo:te Volpicelli (350 fucili} . - In riset·va, sul pianoro ari est dell'Amba le compagnie del capitano Ric.;i , del tenente Brùzzi e la mia centuria. . Gli accampamenti nemici, situati ,,u!le alture. a sud dell'Amba, ed ·a 'ca v~llo dei colli per cui pass a la strada di Ascianghi, distavano ·dalle nostre posizioni dai sei agli otto ('hilometri. · Verso ·le · ore -; e mezzo il capitano Angherà venne i11 persona a riferire che ·un g ruppo di circa ,300 nemici, sceso dal colle principale, er.asi messo al coperlo dietro uria piccola altura presso e ad occide11te della chiesa, di Atzalà. - Volevasi da pprincipio credere ad una s emplice ricognizione, a vuto anche i·igual'dò all'ora già relativamente ta!'da. Ma qualche tempo dopo altre piccole colonne furono vedute discendet'e da diverse parli delle posizioni .JJemiche e dirigersi ve1·so la nostra a la sinistra. Non vi fu allora più alcun dubbio sulle intenzioni del nemico: era l'inizio dell'altàcco. Alle 8 e un..quarto tuÙi prt=!ndemmo il nostro posto di combattimento.


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DOCUMENTI DELLA GUERRA l>' AFRICA

AMBA ALAGl

La compagnia del capitano Ca~ovetti fu la prima ad iniziare il fuoco, e, adempiendo fedelmente al suo còmpito, eh' era di resistere il più a lung_o all'avanzarsi 'del nemico, e di ritirarsi sulle alture re trostanti, quando il sostenersi non f.osse più possibiJ.3, impegnò un accanito combattimento contro le schiere ingrossanti$i .di Ras Oliè; combattimento che s ostenne valorosamente r etrocedendo verso 1~ destra della posizione occupata dal capitano Issei. Altri forti e numerosi gruppi avversari frattanto, g irando in largo e ve rso la nostra s ir,istra, avevano quasi guadagnate le posizioni occupate dalle bande di Ras Sebàt ed impegnato con queste un f'uoco lento dapprincipio, f'a ttosi di poi più vivo col sopraggiungere di nuove forze nemiche. Cosi il fuoco era impegnato s u tutta la nostra ala sinistra, es- ,. ;;endo entrata ·in azione anche la compagnia del capitano Issei . Il nemico subiva fortissime perdite, ma le sue file erano bentosto raddoppiate e triplicate. - Successe una serie di attacchi e contrattacchi, in cui il valore e la disciplina dei nostri furono coronati dal più felice esito. Ma venne il momento in cui, sopraff1:1tti da l numero, cominciarono. a rip~gare. -- Fu allora che il ma,;.o p-io re Tos~l!i, chiamata la compagnia del capitano Ricci, la lanciò i11 soccorso della Mstra alia sinistro. E qui è d'uopo ch'io dica ·non essere bastevoli le mie parole a descrivere gli atti di valore di questa compagnia. Tre volte il capitano la condusse al!'ass~lto di un cucuzzolo quasi inaccessibile, riuscendo a scacci~rne il nemico, e tre vo!Le fu- costretto a dpiegare dal continuo ina-rossare , I ••• • di questo. . · . Un altro ordine del maggiore chiamò la sezione del tenen te Manfredini sul pianoro ove erano tuttora in riserva la compagnia Bruzzi e la mia centuria. Di là il tenente con tiri a shrapnel an·giustatissimi riuscì a tener a b~da le orde nemiche per altri t~e quarti d'ora, Nel fraLtempo grosse colonne comandate da ras Maconnen e ras Micael, scendevano dalle loro · posizioni e avvicinavansi al nostro fro_n te percorrendo la via principale. Non vi era più. dubbio; l'avversario aveva procuraLo di distrarre le nostre forze a sinistra, per attaccare poi il centro con l'impeto delle sue masse. Erano circa lé 11 e tutti noi ancor-a speravamo nel soécorso delle .truppe da Macallè, soccorso che per gli avvisi mandati il giomo e la notte precedenti dal maggiore Toselli, ritenevamo pel' certi.

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Il nemico spuntata la nosLra ala sinistra, inviate le nostre colonne· yerso · il centro, aveva inoltre attaccate a des tra~ le bande volpicelÌi; procurava aggirarci anche da questa pa_r t.e con_ la gente dì ras Alula e ras Mangascià. Fu_ a llora che 11 m~gg1ore mandò or-dine ch'io con la Illia cent_ur1a, g1~an:lo a nord dell Amba, · a., . occupare il colle di Togorà-Mugià ad ovest dell'Amba an dassi U' p t .. 'Stessa per oppormi all'iniziato'-aggiramento. ~a quella part~. ar ;'. immediatamente ma g iunsi sul colle che g1a le ban_de d1 . Sc~c .\. Thala erano in ritirata. Iniziai tosto il fuoco con~ro tl n_em1c~ mcalzanle, diedi tempo alle ban_d e dell'Oculè-Cusai e~ a circ~ ,o o'.i 8Q ascari delle compagnie che avevano combattuto. rn avanti e che erano stati raccoHi dal tenente Messina, di ripiegare su . uno sprone che, 8 nord dell'Amba, protendesi pe~ circa 250 metr.1. sopraffatto anch'io dal numero ed attac~aLo rn?_ltre da al~re forze che provenivano dalla strada del Togora-Mug1a s~lla mra destra mi ritt•assi combatte ndo, e con circa metà della mia foi'za, sullo sprone ora accenb.ato. Da questa parte, non essendo da altra ormai possibile, era stato dato l'ordine di ritirata; e, quando cjro'a 2:>0 ascari· superstiti e due pezzi d'artiglieria fut'?no scesi ilal pr~cipizio sottostante allo sp1·one, anch'io col res_1c~uo della mia: centuria che aveva· combattuto a proteggere la r1t1rata, fui respinto in b asso. Dal primo gradino da cui era in_terrotto_ il precipizio, raccolsi ancora otto o dieci de' mie ascari e feci . fuoco per altri tre O quattro minuti. In seguito tutti si fu tra~olt1 llella -ripida discesa inse(J'uili dal fuoco e dai massi che il nemico faceva 0 rotolare su n~i. - Nel discendere .vidi e salutai il maggiol'e Toselli, i!' capitano Canovetti ed il capitano Angherà, ~uest'ultimo ferito '1n una spalla e sorretto a cavallo da due ascari per. parte. , -. A.ccompagnai per un buon tratto col Lenente Bodrero,_ 11_-maggiore Tose Ili : qui ndi ii terreno a precipizio ci se par~.. Feci dt. tutto allora per raggiungere la testa della colonna che, nt1raod?s1, ~ra già 'entrata nella gola ; e fermarla per opporla alla cavalleria galla che inseo-uiva: ma ciò non mi riuscì, se non allo sbocco della gola;.a:i ~uale punto era cessato l'inseguimento. Rividi al(ora ~l tenente Bodrero col quale riordinata la colonna, prosegua la. ritirata ·s u Macallè. Giunti che fummo sulle allure di Ad~rà, vi trovammo in posizione le truppe comandate dal gcneral~ Arimon?( che nulla ancora silpeva del disastro avvenuto. Fra 1 supel'stili era il furier maggiore Gar ibaldi che contribuì al riordinamento I del!a colonna in ritirala.

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DOCUMENTI DELLA GUER!tA. D'AFRICA -

AMB A ALAGI

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In segui lo mi unii alla mia compagnia, con la quale presi parte ~:~la~con tro avvenuto su quelle alt_u re contro la gente di ras Circa rnilte furono gli ascari che seo-uendo l'esem . d . I 0 · . . ffi · · ' pio 81 Oì'O e101c1 u 'c18h, caddero s ul campo di Amba Alao-i D Il . turia ricondussi 24 di 76 che erano Le pe1•d'l • o . e ~ m_,a, cen. r · 1 e avversarie s1 fann o l'Isa 11·e a tre o qualtl'o mila uomini. Sibuni_sce lo schizzo delle posizioni occupale dai nostri p rima del com att1mento.

Il tenente

p AGELLA V JT'fORIO.

MAéALLÈ Rappor t o su11 a di fe s a di Ha eaIl è. A S. E. il Minislro della guerra -

Roma.

Asn,ara, ad,lt :!? man.o 4896.

Mi fo dovere di trasmettere a V. E . il r apporto sulla difesa di Maoallè, compilato in base a ricordi personali propr i e di pochi altri ufficiali e graduati superstiti del 3° batta glione indigeni, dal tenente signor . Partini Umberto, aiu- . ta.Qte maggiore del battaglione, che già aveva redatto il primitivo rapporto. Questo era già pronto per la."spedizione. a cotesto llfrnistero, e non si attendeva che il giornale di assedio promesso dal t enente colonnelio c+alliano pel 2 corrente; ma andò perduto insieme agli altri documenti di questo archivio in seguito agli avvenimenti del l" marzo. lt tmente gene1·ale BaLDISSERA.

A S. E. il governatore della colonia Eritrea - Asmara. Asmara, 20 1ria1·1.o !896.

Mi onoro riferire alla S. V. quanto mi è stato possibile ricordare, e raccogliere dai pochi ufficiali e dai graduati di t ruppa superstiti dei r educi da Macallè circa ht, difesa di quel forte. Il giorno 8 dicembre 1895 alle ore 4 e mezza fo. l" compagnia (completa) e la 4" (su due centurie) del 3° battaglione, agli ordini del maggiore Galliano cav. Giuseppe,


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DOCUMENTI D ELT,A GUERRA. D 1A F.RJCA

che aveva costituito la retroguardia della colonna del generale Arimondi, nella, ritirata dal combattimento di Mai Mesghi (Adua) su Macallè, rientrarono nel for te di Enda Jesus. Ivi si unì al battaglione la 2• compagnia (meno una cen: turia, rimasta ad A.sbì) giunta ivi sin dal giorno precedente (7 dicembre). Alle ore 14 del giorno .8 la uolonna del generale Ari mondi si ritirò verso Adigrat, lasciando .a presidio del forte i suindicati reparti del 3° battaglione indigeni, rinforzati dalla 2• compagnia dell' 8° battaglione indig eni, più 4 pezzi da montagna, due sezioni genio, un distaccamento della tappa, ed una stazione déi reali carabinieri. Forza compléssiva 20 ufficiali, 13 sottufficiali, circa. 1000 indigeni e 150 italiani di truppa; 2 italiani, 3 greci borghesi, e~l alcuni prigionieri indigeni. Il signor maggiore Galliano assunse il comandoJ il forte aveva uno sviluppo di fuoco 1 di circa 700 metri nella cinta. bassa, e di 300 nel ridotto (2 ordini di fuochi). I 4 pezzi erano collocati su piazzuole neìla parte più elevata del ridÒtto. Della cinta non era ancora completata la chiusura. Per circa 70 metri sul fronte ovest mancava completamente iL muro,: e dovevasi termina.re nei tratti . v.ùcini alle due poterne nord-est, ed all'ingresso sud. Le banchine non esistevano ancora per circa 2/ 3 dello sviluppo della cinta, e le rampe d'accesso mancavano affatto. Nessun traversone od opera accessoria era stata iniziata per difendere il presi~lio dai tiri d' infilata e di rovescio, che avrebbero battuto il terrapieno ed i parapetti delle alture ad est e nord-est, e dal villaggio di Enda J esus a, sud, se tali posizioni fossero cadute in possesso del nemico. Un' opera staccata era stata iniziata nelle alture nord-est per rendere più lunga la difesa estern~ del forte, e per contrast~re al nemico il possesso di esse alture; ma di detta opera, che nel concetto primitivo doveva essere una caserma difensiva, non erano stati fatti che i lavori di sterro e la raccolta di parte dei materiali occorrenti alla costruzione.

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I · magazzini del forte erano provvisti di viveri e farina -per circa .3 mesi; di orzo per un mese; mancavano nell' in-terno depositi di legna e foraggi; non esistevano.·pozzi, nè -0isterne. L'acqua dovevasi attingere in due· sorgenti; una .di poca produzione giornaliera a sud subito ·avanti all' ingresso principale, l'altra più abbon.dante ad est, a circa -400 metri di distanza dalla cinta. Tutte e due le. sorgenti trovavansi in burroni scendenti dall'altipiano di Enda J esus, -vers.o la pianura di Macallè, entrambi facilmente accessibili ila, detta pianura, ed al coperto dai tiri del forte, causa il -sentito :angolo morto. · , Poche ore dopo la partenza della colonna Arimondi fu:rono ..interrotte le comunicazioni telegrafiche. Inviato un buluk_ coi guardafili a riconoscere la causa di detta inter:r.uzione, fu constatato che per più chilometri presso il cigli9ne di' Massabò era stata tagliata ed asportata la linea. 11 puluc aveva dovuto sostenere e respingere atta.echi di ]>aesani ribelli e di cavalieri di Tedla A.baguben che vole-vano impedire il riattamento della linea stessa. Si rinunziò per mancanza di materiale a qualunque tentativo in tal -senso: Si fece anzi nei seguenti giorni ritirare qnella parte ,di linea-più sicura al forte per adoperarne il filo nella co:atvuzione delle difese accessorie. Nella notte dalle 8 alle 9 grosse pattuglie di cavalleria <ehe t~ntavano avanzarsi al forte, urtavano negli avamposti, oaus8indo un primo allarme. Un secondo fu dato poco dopo .l'a;lba del 9 dicembre, essendosi viste colonne di cavalleria -sfilare ad est in direzione nord. Durante tale allarme fu issata la bandiera che rimase poi inalberata giornalmente ·dall';i1ba al tramonto, sino al 21 gennaio. · n mattino del" 9 furono iniziati i lavori per il completamento .della cinta e della banchina, più la costruzione d~lle rl}rnpe d'accesso, di traversoni provvisori in legnami e sacchi .a terra (sostituiti poi in gran parte con muri in pietra) ·della ·ridotta staccata da sostituirsi alla progettata caserma, ,per costruire la quale non eranvi più nè mezzi, nè tempo. Nei giorni successivi si iniziò la distruzione dei campi indigeni (tucul) e delle case ·in muratura che limit;vano il 50·-

ANNO XLI.


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DOCUMENTI DELLA GUERRA D'A FRICA

tiro di fuciléria dai parapetti, e si cominciò a raccogliere,· legna, foraggio ed acqua per creare n·el forte una pro.vvista di riserva. Le corvè comandate a detto servizio dovettero· spesso sostenere degli scontri con gli abitanti dei paesi vi_cini, che tentavano impedire l'introduzione di detti mate-riali nel . forte. Di ' maggiore importanza furonç> quelli sostenuti da una centuria agli ordini del tenente contabile Giusto che aveva assunto il comando del distaccamento Tappa, e l'altro impegnatosi fra il nemico ed una grossa pattuglia comandata dal brigadiere Arca dei RR. carabinieri. In entrambi detti scontri si riuscì ad introdurre nel forte i materiali raccolti.• P er rendere meno esposto l'accesso all'acqua si costituì un tratto di strada coperto. Si fecero ·delle chiuse a valle della sorgente sud, in modo da poter in una notte raccogliere; . -i n tre vasche, acqua sufficiente per i bisogni del giorno successivo. Furono . co~trutte è ue piazzole d'artiglieri8r'n.ella. · cinta bassa, presso il saliente nord-est, per poter Qà.tter e, in parte, l'angolo morto in tal zona assai sentita e distante dal piede dtllla scarpa esterna meno di 100 metri. Tutti i giorni ascari reduci da combattimento di Amba Alagi, molti dei quali feriti si presentavano al forte. In principio eraveue, qualcuno, riuscito a salvarsi. combattenqo cogli abitanti de'i. paesi intorno a Macallè, ostili agl'Italiani, poi vennero quasi tutti disarmati; molti fuggiti dal nemico, dal quale erano ;t~ti fatti prigionieri. Da essi, si raccoglievano notizie abbastanza. esatte, che venivano trasmesse· al comando de'l corpo .d'operazione, giornalmente, in duplice o triplice copia. Dopo la metà . di dicembre fu dal signor comandante del forte ordinato che, non feriti e disarmati fossero dagli avamposti fatti proseguire per Adigrat, e ciò per non introdurre nel forte elementi demoraliizatori e bocche iuùtilì, e pei·chè l'inviarli al corpo d'operazione principale poteva per esso costituire buona fonte d'informazione. , Il 13 dicembre giunsero due preti dal campo nemico sit uato ancora oltre Scelicot. Erano latori di una lettera pel generale Arim?ndi. Un d'essi fu fatto proseguire su A:digrat, per recapifare la lettera, e l'altro rinviato al campo nemico,

M.A.CALLÈ

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, Da) 13 al 16 ras Maconnen· inviò ripetutamente messi al copiàndante·.del forte per porsi con lui in relazione e trattare la pace. In detta corrispondenza il Ras richiedeva insistentemente 'di sòllecitare l'invio della risposta àlla prima letter.a inviata al' generale Arimondi. Intanto da informazjoµi risultava che le truppe nemiche si avanzavano sempre, ed eran già. .accampate fra Afgol e Scèlicot. La ~era . del 16 giunse di ritorno da Adigrat il Cascì inviato aL generale · Arimondi ~ aveva una lettera di risposta del goiVèrnatore al Ras che fu fatta ·proseguire sub1.to per mezzo dello stesso latore. Consegnò anche al _comandante del ~orte una corrispondenza d'ufficio contenente' direttive, la situazione e dislocazione delle truppe del corpo d'operazione ed un foglio riservato, nel quale si autorizzava il comandante ad àvviare, dietro richiesta del Ras, un ufficiale nel CllJmpo n~mico, com,e parlamentario. Detto ufficiale avrebbe dòv,uto tentar~ di mandare in lungo lè trattative per guadagnare il tempo necessario al concentramento del cqrpo d'operazio~e. Doveva però ·1 assolutamente astenersi dall'entra.re in discussioni vaghe col nemico~ e cercare se possibile, in. -via affatto privata e riservatissima, di richiama.re ras Maconnen alle trattative già. in corso tra lui ed il Governo .(~termeél~ario il ·cav. l!.,elter) per un suo avvicinamento al~ l'Italia. La mattina del 17 dagli avamposti fu· notato grande movimento di armati, che dispersisi nei campi a sud· si ritirar0n9 'senza avvicinarsi ai piccoli posti. Erano certamente razziatori venuti ad approvigionarsi. Il 17 sera giunse un altro messo di Maconnen, richiede:adò una risposta, non avendo ancora ricevuta quella por-,. tata dal Casci fa sera precedente. Era latore di una lettera in cui richiedeva· un . ufficiale fidato al quale il Ras avesse potuto· apr-ire l'animo suo, e mandare . la sua parola al governo. Il comandante del forte rispose che avrebbe ·inviato l'u:ffìoiale richiesto, purchè il Ras avesse mandato a prenderlo da un suo capo di fiducia che . potesse garantire. di lui lungo, la strada.


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DOCUMENT~ DELLA GU.SRl!A

o' AFRICA

La mattina del 18 si ripeterono le scor~erie dei razzia- .· tori notate nel mattino precedente. Alle ore 1-2 giunse il Blata Eucheda Tesamma per ricevere e scortare l'ufficiale richiesto. Il signor comandante del · forte inviò alle I 3 il tenente Partini come p·arlamentario, fa~endolo accompagnare dall'interprete muntaz Hamed Mohamet (2° compagnia del1' 8° battaglione) . e dall' ascari J usuf Gaio (2° del 3°) entrambi disarmati. Al mattino del 19 l'avanzarsi in numero assai maggiore dei razziatori segnalati nei giorni precedenti produsse un all'armi c~e fece interrompere i lavori solo per pochi minuti. Alle ore 17 il tenente andato pàdamentario tornò al forte," riferì che Maconnen lo aveva trattenuto la sera del 18 per presentarlo alla mattina seguente _ai Ras, dai quali avrebbe inteso la parola da portarsi al governo ; che era stato rice.:. . vuto con gran pompa e gli si erano usate molte corte~ie; permettendogli anche di intrattenersi a lungo col ten~nte · Scala, prigioniero, e di mangiare e dormire con- lui: ch'è la · mattina a.vend? l'esercito nemico seguito uno spostamento su Felic Daro aveva dovuto seguirlo, ed aveva potuto constatare avere il nemico circa 25 mila armati di buoni fucili, molte donne, servi e quadrupedi al seguito ; due cannoni presi ad Amba Alagi manovrati alagli abissini, e chè, secondo le affermazioni del tenente Scala, avrebbero avuto ·· da 8 a 10 colpi per pezzo, che udita la parola dei Ras da portarsi al governo aveva chiesto, e gli era stato accordato, di- rientrare al forte, pe1' riferire al suo superiore diretto, · prima di proseguire nella sua missione. · La mattina del 20 all'.alba il tenente Partini ripartì per campo del Ras, per continuare poi su Adigrat: Alle 10 numerosa cavalleria_venuta in vicinanza dei piccoli posti fu · respinta a · col pi di cannone (N. · 15), e da fucileria degli avamposti. Il comandante del forte mandò una lettera al Ras per protest~re contro gli avvenuti atti di ostilità, -non ammessi durante le trattative in corso. Il Ras rispose che avrebbe punito chi s'era abusivamente avvi~inato. Il giorno 21 passò tranquillo.

MACAJ,LÈ

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Giunse un messo dal Governo con una lettera d'ufficio in .cTui era data Ì?, situazione e dislo~azione del corpo d'operazione, e si parlava di nnove forze inviate dall'Italia, per fare una campagna a fondo. Si .avvisava anche correr voce che Menelik fosse già al di qua di Amba Alàgi, ma ohe tale notizia meritava conferma. ·Anche il 22 la giornata fu tranquilla. Il 23 si notò aumentato il movimento prodotto dai raz. ziatori nemici, ed il numero dei quadrupedi accompagnati al pascolo fuori tiro del forte. La sera del 24 tornò nel forte il tenente Partini reduce da Ad~grat e dal campo nemico. . Portava la corrispondenza d'ufficio e privata .e medicfoali per 100 feriti. Riferì al comandante del forte delle raccoman:dazioni di S. E. il Governatore circa la dife9a. Riferì anche che il Ras, udite le parole del Governo, e la richiesta che le trattative fossero fatte in nome di Menelik, aveva · risposto ohe si sarebbe · a lui scritto in. proposito, e che appena giunta la 'sua risposta si sa,rebbe inviata ad Adigrat. ·A tal .uopo avrebbero voluto trattenere il parlamentari_o, ro:a dietro le sue insistenze per tornare al suo posto di combattimento era sta.t o fatto riaccompagnare al forte, pe1: richiamarlo non- appena arrivata la risposta del Negus. '.Ll_· comandante degli avamposti (tenente Raimondo) notò ché il _capo dell.a scorta che aveva accompagnato il tenente, ~ che pernottò alla gran guardia, era armato di un fucile a piccolo calibro, marcato Henry 1886, sistema di chiusura: Henry Martini; non a ripetizione. Dal ..25 al 31 notaronsi ·i soli movimenti di armati, sparsi nei campi a raccogliere ceci, e di quadrupedi al pascolo. Talvolta ·avvennero dei piccoli scontri tra le pattuglie e tra i piccoli posti e gruppi che si avvicinavano troppo. ~- Il giorno 29 ras Maconnen richiese un medico per c~rare ~s A.tiehin Mang~scià caduto da cavallo. Il signor coman·dante del forte inviò il tenente medico cav. Mozzetti, il quale . fece alla sera ritorno al forte. ·Il dì dopo furono anche inviati al Ras i medicinali occorrenti per la cura.


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DOClJ'MEN'r! DELLA GUERRA

n' AFRICA.

' · Il 1° gennaio vi fu vivo scambio di fucilate tra gli avam-.. posti e grosse pattuglie nemiche che lasciarono due morti sul terreno. Nei giorni successivi gli scontri si fecero sempre più. frequent i e di maggiore importanza. I nostri subit ono qualche perdita. · Il giorno 3 il R as scrisse al signor comandante il forte che inviasse a lui il tenente Partini -,òtl un altro ufficiale. Non diceva il motivo della richiesta, ~\1~~ lettera era scritta con -intonazione assai altera. Il comandante rispose che prima cli inviare l'ufficialo doveva conoscere il motivo della ~ichiesta .ed essere necessario che il Ras mandasse a prenderlo da qualche capo di importanza, che fosse garante di• lui lungo il percorso. Il latore della lettera del Ras, nostro ascaro attendente élel tenente Scala, riferiva intanto che nel camp~ eravi gra.n. baldanza pel prossimo arrivo del Neg.us, che trovavasi .già, accampato a Scelicot. Il Ra\ rispose la sera stessa in modo · minaccioso e poco rispettoso; ed il comandante scrisse un~ lettera in tono corretto ma inspirata a sentimenti di bo-iusta , fierezza. Con ciò 'fu posto termine alla corrispondenza col nemico. Tutte le lettere suindicate furono comunicate al quartiere generale del corpo d'operazione in duplice copia insieme alla giornaliera corrispondenza, . . ' ,Dal 3 al 6 non si ebbero altre notizie a.vendo il nemico aumentato la vigilanza tutt'intorno al forte. Nulla avvenne · di nuovo oltre il solito. movimento di razziatori, e il solito scambio di fucilate che 1ìe eran consegnenza. · : Il 7 _g ennaio alle ore 10 la pianura a sud del forte, presso Sciaffa, venne occupata da _numeroso nemico. Poco · dopo· so~se un. esteso accampamento, e si vide piantare la tenda · rossa del Negus. Alle 10 % si impegnò vivo fn6co di fucileria tra nemici spintisì verso il forte e la gran guardia. sud, collocata al villaggio di Enda Jesus. Questa fu costretta a r itirarsi ma poco dopo potè ritornare ad occupare il villaggio, soste~uta dai tiri del forte. Alle 11 la ridotta staccata della altnra nord-est fu att.a ccata; mentre anche i pi.ccoli posti sud scam-

l\IACALLÈ

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biavan fucilate èOl nemico. Alle 11 '/. gli avamposti dovet-

-ter~ ·nuovamente ritirarsi. Il presidio della ridotta (2 boluch), .non poti.endovisi mantenere, l'abbaudon9. Il co~~ndante di esso jul:1-basci Selecca Agurgia, prima -di ritirarsi, diede fuoco alla miccia a tempo della mina preparata, e pochi minuti dopo abbandonata, l'opera, già , oc.,.éupata dal nemico, saltò in aria. · . .Alle 13 il nemico pose in batteria dell'artiglieria su di una collinetta vèrso Gargambessa. Il suo tiro non giunse .-a,' battere il forte. Si raccolsero scheggie di proiettili a tirò -rapido caduti poco avanti alle difese accessorie est del forte. .Alle 14 '/, fu rioccupata la ·ridotta staccata dallo stesso presidio che l'aveva dovtito sgombrare al, mattino; poco -ò.Òpo però la dovette abbandonare di nuovo. Il nemico occupò quindi le alture est e nord-est, e gi·t>ando · dietro esse, tentò anche un attacco contro il fronte n.ord, spingendosi nell'angolo morto. La artiglierie nemiche ·si portarono in batteria sulle · a,lture ad _est a eirca un chie• batterono. il terrapieno prolòmetro . è mezzo dal forte,, i -duoeI).do in esso delle/ perdite. Si raccolsero nel forte delle · -seheggie e delle spolette di, proiettile ùa 7 BR da montagna. , La nostra artiglieria seguitò sino a sera a far fuoco contro ,il nemico che tentò più volte di avanzare contro i fronti ,sud sud-est, est e nord, e riuscì a controbattere le artiglierie 11.eniiche. Il fuoco di fucileria seguì sino all'imbrunire. Il nemico -si ritirò a sera nei suoi accampamenti lasciando ~uardie nelle posizioni conquistate. Si disposero nuovamente nella notte gli. avamposti ·molto più ravvicinati al forte. Al mattino dell'8 il nemico che occL1pava le altL1re ad -est costrnì su . di esse una trincea; alle ore 8 1/,1 ' iniziò il · -tir.o ,di cannoni a tiro rapido da dette posizioni: .A.ll~ 8 ~; . -il fronte sud fu attaccato·. La gran guardia sud dovette ri'4iirarsi, perchè battuta- dati' artiglieria nemica occupante de alture, e minacciata da aggiramenti di fanteria e cava:l. le~ia. Le acque furono occupate dal nemico che si stabilì: nell'angolo morto dei due bµrroni, da dove non fn più pos$Ìbile sloggiarlo. Il fuoco della nostra artiglieria e quello


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DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

MACALLÈ

di fucileria dal fronte sud respinsero la fanteria attaccante,. Il nemico circoILdò allora il forte con l'artiglieria posta in batteria in 5 posizioni e continuò tutto il o-iorno a far fuocoinfliggendo rilevanti perdi~e, e battendo labpolveriera ohe fu n~cessario sg?mbrare, poichè i proiettili ·penetravano e scopp1a,·ano nell'mterno di essa. · Non fu possibile controbattere alcune delle batterie nemiche· . non giungendo il tiro dei nostri pezzi da montagna alla distanza dalla quale sparavano i cannoni a tiro rapido del nemico. Fuochi di fucileria :nemica appostata a distanza di ·700· a 1000 metri; e mitragliere situate nel villaggio di Ènda J esus, molestarono per tutto il giorno i. movimenti del terrapieno e nel ridotto dell'Enda. . Nella notte dell'8 al 9 si respinsero due tentativi di attacco, il 1° alle 21 '/,, nel qual: · il nemico giunse _alle difese acces11orie e fu fatta brillare una . fogata; il 2° all'l ¼· N ella notte non fu più possibile disporre· il servizio d'.avamposti, e si ddvette limitare la difesa esterna. · a posti collocati Sl1bito avanti ai reticolati di fili di ferro. All'alba del 9 videsi il nemico costruire altre ·trincee s~lle alture nord est. Dalle 8 alle 12 'lo s1 ripeterono vad tentativi di attacco che furono r~spinti. Alle -13 '/, l'artiglieria nemica sparò alcuni colpi dalle, alture est, la nostra artiglier'fa alle 14 % aprì il fuoco, sul paese di Macallè, ove si andava radunançl.o il nemico. che · fu qostretto a sgombrare, poi con 4 colpi a percussione. aprì una breccia nella , trincea, costruita dal n·emico sulle alture N. E. e ne determinò l'abbandono. Alla sera come nei giorni precedenti e successivi si notò il movimento di colonne ne-· miche gir.aùti al coperto per recarsi nei burroni a dare il cambio alla guardia delle dne acque. Non essendo più possibile dal giorno 8 inviare ad attingere acqua alle due sorgenti, la sera dl!)l 9 si cominciò a. ' distribuire ·quella raccolta nel forte.· Il signor capitano B e-. nuoci fu incaricato di sorvegliare detto seryizio. La riserva generale, che nei _giorni precedenti era ~tata. costituita con la truppa che si ritirava dagli avamposti, fu

aa.1 giorno 10 costituita da 4 buluc (1 per compagnia) cam~iati giornalmente. Detta riserva era comandata dal sottoscritto. Nella notte dal 9 ai 10 a.Ue 24 '/2 fu tentato un attacco s:Ul fronte sud. Altri 4 attacchi furono tentati e respinti a;lle· 1 '/2, alle 2 1/ 2, alle 4 '/,, alle 5 '/2· In una di essi la batteria nemica, situata ad Enda Jesus,. sparò 2 colpi'; uno dei quali imboccò una cannoniera e produsse danni in batteria. . . · ., Alle ore 8 '/. del 10 il fuoco di fucileria nemica rallento. Verso ·le 10 si ~seguì un tentativo per riconquist~ire l'acqua. sud .. Fu inviata a tal uopo una pattuglia di ricognizione, mentre' una centuria agli ordini del tenente Raimondo s1 teneva pronta a partire per sostenerla. Ma il .nemico appo. stato ·nel burrone, in forza di 500 armati circa, respinse la IJattuglia uccidendo il muntaz che la comanda:,a: e f~re1~do 2 asqari; avanzò poi verso il .fronte sud da cui si_ apri vivo fuoco di fucileria, sostenuto · dall'artiglieria del ndotto. Il nemico fu respinto nel burrone con forti perdite. Caus~ l'esiguità d~l presidio det forte, e pel par~r~ co_nc?rde ~: ·tutti i comandanti di corripagnia e capi serv1z10, s1 nnunz10 ,ad ulteri~d tentativi per riconquistare l'acqua, sinchè non fosse.r o res~ necessari dall'assoluta mancanza di qu~lla raccolta nella riserva. Durante la notte del 10 all'll furono continuamente scambiate fucilate tra le vedette delle banchine, ecl armati che tentarono la · distruzione delle difese accessorie. · Riuscì al nemico di tagliare i fili conduttori delle fogate. All'alba si pronunziò un attacco vivissimo contro il saliente nÒr<t-est. Il nemico pose in azione mitragliere, che dalla tri:nce~ a nord-est e dal pàese di Enda J esus battevano d'infilata \1 fronte ovest, arrecando sentite perdite ai difensori di esso. L'attacco durò 'insistente sino alle ore 11. Alle. ore ':; ¼ entrò in linea nel saliente nord-est più mi_nacciato dal nemico il 1° buluc della riserva (la compagma); alle 1 o:çe 8 il 2°' (2" compagnia). L'artiglieria nemica dal _paese , di Enda Jesus battè con vivo fuoco la batteria del ridotto àell'Enda; tenend; a lungo impegnata per controbatt~rla _una sezione. Forti. colonne sfilavano intanto a sud con direzione . .,,


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DOCmIENTI DELLA GUE RRA. D'AFRICA

M:ACAl,LÈ

·Òvest verso la pianura di Macallè. Due pezzi chiamati alla piazz_ola bassa per battere nell'angolo morto gli attaccan.t i del sahe~ te nord-est, incontrarono rp.olte difficoltà per tornare in battena, essendo la rampa..d'accesso ad essa efficacemente battuta dal fuoco vivissimo delle mitragliere· poste in trincee sulle alture nord-est. I pezzi furono smontati, ed uno di essi fu trasportato a_ sp~lla dal carabiniere Bianchi, che superò la rampa_ sotto 11 _tiro del nemico, riuscendo a, riportare il can~one m bat_tena. Il materiale della nostra artiglieria soffrì 1~ _questa g-1ornata rilevanti avarie, alle quali fu possibile· r1p1egare. Un alzo ed un mirino si ruppero, una sala -si spezzò, e fu necessario eseguire sotto il fuoco la manovra -di_ cambio dell'affusto. L'attacco momentaneamente scemato <l'~ntensità ricominciò vivissimo alle 12; alle ore 13 il ne~1co resp,~nto si_ ri~irò. Non fu possibile eseguire una sor- • tita per l msegmmento vicino, causa l'esiguità del presidio del forte. Il resto della giornata (3 nei giorni successi vi non vi furono più attacchi a fondo. Seguitaronsi _a. sc~m_b iar focilate col nemico, che appo,s tato nelle pos1z10m dominanti il forte, continuò a mole~tare ~on ti~·i di fucileria, d'artiglieria e di mitragliere tutti 1 m~v1ment1 che scorgeva nel terrapieno, prendendo di mira specialmente gli ufficiali e la truppa italiana. . I~ nemic~, nella ?iornata dell' 11 subìte perdite rileva~tiss1me _lasci? molti ·cadaveri al saliente nord-est ed ardite patt~ghe dei n_ostri, scese nella notte successiva dai parapetti, t?lsero a1 morti più ,vicini 72 fucili, molte cartucce ,ed armi bianche. I_l giorno 13 giunse nel forte una lettera firmata dal cavalier Felter in cui si chiedeva. d1· trattare u n armis · t·1z10 · . < per seppellire i morti. Il signor comandante. del forte ri-spose G.ss~re pronto ad aprire le ric~ieste trattative, purchè fossero corse a seconda dei regolamenti .italiani, tra il co_mand~n~~ del forte ed il comandante . dell'esercito nemico, e questi l'ltll'asse le truppe nei . suoi dampi. , · Il cav. Felter scrisse di nuovo, dicendo ciò non essere possibile, e chiedendo una cessazione di ostilità di poche -Ore ; non fu accordata.

, La sera del 19 giunse ·una lettera del cav. Felter . dal campo nemico nella qùale si annunciava -al sig. comandante che cl' ordine del Governatore si doveva procedere àll'·evacuazione del forte, e che all'indomani il predetto . ~i-g. Fèlter sarebbe venuto a combinare le _modalità per 1~ us.éita del presidio, dei feriti e dei mate~iah da .tr~sportars1. : Al mattino del 20 giunse infatti. Riunitosi il consiglio della difesa, riconosciuti i _p oteri del sig . Felter, il consiglio ~ad unanimità decise non potere il sig. comandante ~egolarsi altrimenti che obbedendo agli ordini super.iori (1). Alle (il Quali fossero le con<lizioni st.ipulate per l'evacu,1zione ciel forte ·rilevasi dai seguenti telegrammi : Il Governatore dell'Eritrea al r,Unistro della guerra. Adagamws 18 (11/asscw11 19) gemwio t89G.

Felter nome ì\l,inelik, garante ras i\laconen, 01Terta al presidiò di . Macallù usci ta t,bem con armi. mun izioni cht guerra, donne, bagagli per raggiungere nostre truppe Adigrat. Considerando essere imminente caduta forte pe~ ma_ncanza :\equa, css~r~ impossibile ii't presidio, circondato da liLl.e schiere scioanc, apms'. slracfa, essere unpos sibile avanzare ora con truppe soccorso a tempo sc11za grav i r1sch1 scacco, g1ud1co 'cop.dizioni accettallili, onMcvoli per presidio che ha sostenuti tanti .att.acchi d~ forze tanto preponrlerai1Li. Feller crede buona fede Menelich, ras Maconen; asserisce 1mpos~ · .sibile vi manchino se giurano. Tuttavia per maggior guareRt1g1a egli medesimo ~orner~ stamane c!a ·Menelich e recllerà mio or,line a Galliano, solamente quam!o abbia og~1, sicurezza che i patti siano rispet.tati. Ordine a Galliano poi dice : Ella ~bha1~donera 11 forte· quando rav\isi nelle trattative, neJla esecuzione_tutte le gar~nz1c p111 assolute che ta'li condizioni ·siano scrupolosamente osscn·ate; m caso cii verso le lascio piena facoltà regolarsi come El la crede, avendo governo r1iena fiducia. suo sperimenL~to va,lore, s-agacia. . . . . •. . · Trattando con abissini sembrano ne,;essar1e queste precauzioni. Cosi cessione fotte -salverebbe onorevolmente nostro presidio, aumentando no~tre rorze, ~ renderebbe libera-nostra a1.i<111e nelle prossime opernioni, naturalmente riu,111<10 J\lenel1ch n<rn mutt Pàrere ·e si guaclagni tempo. · · . . . .Felter ebbe buone accoglienze da tuLLi i capi; giudiéa forze nemiche supcnon a cifre nostri informatori; arrivcrebbr,ro oltre 65,000 buoni fucili, circ,1 10,000_lancio; nessun valore arliglierìa. Creòe Menelic h i111pensierilo sttua1.ionc, vorrebbe ,wr,amente trattare pace; Taitil spingeli guon·a, ma presto farebbesi sentire manca111.,1 viveri. Macone,n pare poco imr1ensierito per Harar. Menelich, ras Ma~o_nen ofTr1rcbll~ro ot_timi patti presidio Macallò, perché massacro costitl1ircllbc imrioss1l'iihta tr,1Ltare con noi. Prego comunicarn Esteri. flAIIATIBRI.

Il Go,·ernatore dell'Eritrea al Ministro della guarra. ,1/assatta, 26 gennaio H9G~ Alai ,,f,,gheltcil;. 26. - Feller reca lettera 2i gennaio di Menelicli p<lr S. lii._ nella quale, dopo formalità dic(): , Per dare pro~a fede cristiana. cornei era nostro des1cleno, (acernmò uscire con tuuc loro robe accompagnati da ras Maconcn rn buona salute, quelli che erano nel forl0 Enckt Jcsus, ,1s,ctat.i, stretti, circondati e quasi erano calpe..


766

DOCUMEN1'I DELLA GUERRA D'.H.R!CA

ore 13 del giorno 21 fu ami;uainata la ba.ndiera nazionale ed issata Ja bandiera bianca, segnale questo convenuto tra il cav. Felter ed il Negus che gli accordi preventivamente presi erano stati riconosciuti dal sig, comandante del farte. L'acqua della riserva cominciata a distribuire dal giorno 9, .e ra ridotta a due razioni di '/, di litro per ogni presente. I quadrupedi non avevano più bevuto dal giorno 8. Era 1:]Uindi convenuto che all'issarsi della bandiera bianca il nemico avrebbe sgombrato l'acqua ; ciò non avvenne. Il Negus inviò invece l'autorizzazione di attino-ere 30 barili b .· e di lasciar bere i quadrupedi. Queste convenzioni, come tutte le precedenti e successive, corsero direttamente tra il cav. Felter ed il nemico. · Non essendo i quadrupedi superstiti del forte in caso da servire pel trasporto dei feri,ti e m·a teriali, il Negus aveva' promesso di inviare i muletti e cammelli a ciò necessari. Ma il 20 nulla fu inviato. La mattina del 21 ras ì\faconnen invitò ad un convegno il sig. comandante per trattare delle modalita di consegna dei suddetti quadrupedi.

"

stati dai nostri piedi. Sarebbe bene ci facesse sapere quale persona desidera designare per trattare J)ace. Per me è anche utile terminare vertenza, destinando mio amlfasciatore. • In. lettera a me, oltre darmi not izia della cosa, mi inca·rica telegrafare lettera a Sua Maestà. Feller. ieri sera ore f8 lasciò colonna Galliano in buone condizioni, :tccompaguata da Maconen ed Alula, a ore 9 da qui sulla strada da Agula. ad Haussien con armi e cannoni. B.~nAr11m1. Il Governatore dell'Erltr.ea al Ministro degli affari esteri. Adagamus, 26 gennaio t89G.

Feltcr riferisce : domenica visitai Menelich ; lunedi mattina entrai nel forte; acqua esaurita.; tornai da Menelich ; ottenni acqua. per giornata; (!Uadrupedi senz'acqu,1 da il giorni; soldati ridotti razione con quarto d1 litro pessima. Gallianu l'iuai consiglio difesa che determinò guarentigkt sictir~zza. Mar tedì ebbi da Menelich prima lettera autorizzante uscita, presidio con armi, bagaglio, donne, feriti, per recarsi Ad;grat; seconda lettera ras Maconen accettante essere garante. .Mercoledì presidio usci dal forte. Per trasporto salrnerie affittai alcuni cammelli e 250 muli; ne comprai 250. Giovedì Galliano trasferì accampiunento presso a ras l\laconen. Venerdì andammo fino a Mai Macden, sabato fino a Uogherò. Tappa bre ve per trasportare tma doizi~1a feriti e Mti- " glieric. Urliciali e sottufficiali bianchi tutti bene; soldati bianchi feriti tre. Grasrnacc ,Joseph e lllenolich fecero ogni agevolezza. Conl'oglio oggi domenica clové\'a riposare Dog herò. lo rrarlii per Adagamus consegnare lettera Mcnelich. OAnA·rrnni.

I

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In seguito alle insistenze del Ras ed alla in~romissione d~l ca.v: F elter ·perchè il signor comand~nte_a~nmss~ ~Ile sue nohieste, fu convenuto che nel pomeriggi~ 11 presid10 a ~rebbe evacu~to il forte, per accampare 11ella pianur~ a sud di e~so, · d.@ive si sar;.bbero deposti i feriti e i materiali da _portarsi a~ · ·t o. ·R as .1l\..raconnen avrebbe al mattino del 22 consegnati .s.e·gm Y.L • • •f · ·_ m detta località i quadrupedi promessi. All~ ore 16 u mi ziata Puscita della truppa e dei materiali. Alle or~ 19 ne usciva ultimo il comandante, seguito dallo stato magg10re del 3° battaglione. Un· bigerman del Negu~, do~o aver_ r eso al co~ mandante gli onori militari, entrava coi suoi armati nel forte, di cui prese poi il giorno dopo regola~e ?onsegna dal tenente del genio signor Paoletti, a tal uopo i~ viato: . :11 signor comandante appena raggiunto 11 c~rpo d1 ~pera~ zione, -compilò un rapporto riassuntivo sulla d1f~~a, gli sta~1 dei morti, feriti, delle cartucce sparate e delle propoS t e a ~1~ compensa e l'inviò subito a S. E. il ~overnatore .. Compilo e presentò poi un rapporto sulla marcia da ~acal~e ad A_da~ gamus, i rendiconti del presidio e gli elenchi de1 materiali ·sm~rriti e distrutti (1).

- . - - -' ~I) Quale sia stata la condotta. ilegli ufficiali e de~le truppe oelia mirabile difesa di Macàllè è confermata dal seguente docmnenlo ulllc1alc: ·

11 Governatore dell'Erltrea al Minisfro della guerra.

11fassa,ua, 31 gennaio 1896.

Galliano- non iiuò dis~ingucre tra meriti degli ulliciali, tanto co~dot~a,di_ tutt'. ru, a gara, esemplare d urant e \l1·res.·a· capitano llenucci provvide zelo .mrat1r.ab1Jed.ù1>tr1bul t 1 . r,;,,.tJ. contabile oltre parte sua, fece sortite con ar . 1men1o e z onc acqua, cnc ~' """'."" ""'. . , . ' t·1 0•J 0 lt do Franconi diressero miralliimente . profitto per J)rovv1stc d1 foraggio, tenen • e ' ., . . . con freddo artiglierie. 'l'iltti s,impre conservarono serenita, allegna 1ml1tara, ~ormcnd? ,,. . . intenso ti, notti lun~o bànchinc. Contegno trupptl_bianche superiore ogm elob1~~ s~d~ti lavorarono alac;emente opere difesa, affatto incompiute, spiegarono co~ a e~. 0 molto· valore e soppornirono disagi e marcie con indifferenza.}loriro~o. pci__le ;eut~ 1 nel forte -: caporale maggiore Fccchini Fell~e, tr,mo; capor_alc G1ovann'.'.11 Emi~~~~ .,~:~~i soldati Sanselli Vincenzo Ghiglieri Domemco, Darando G,~pare, Massimo C • . . del geniO-: Feriti: caporal; maggiore Costa Giuseppe, _genio ; soldati_: ~ordo?a Sa~,ien_za Benedetto guariti: Gennari Giovanni, Bottoni Domcmco, Zarettl Lmg1, tutt_1 del . in ci.tra. Galliano loda tutti, specialmente furiere Coro net. ~~~e esegui fuo~1 ~o~i~lietti ricognizioni ; brigadiere ca.ratiniere Arca che con grand1ss1mo pencolo I ec . o fuori rorte e seJ)Pe cavarsela da. contadino; carabiniere B1anch1 che sotto ttro mtenso nemico per l'erta terrapieno portò snlle spalle un cannone da montagna. alla pa~te ' Ammirevole contegno ·,nu1gen1, ·' · · re · sp·nsero sempre con tn"1 1 -suneriore def forte. ". u1·le 1n-

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MACA LLÈ

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1

DOCUME NTI DELLl GUERRA D AFRIOA

R imasero presso il comandante il _3° battaglione indigeni il protocollo, la corrispondenza d'ufficio, il giornale d'assedio, il registro delle deliberazioni del consiglio della difesa, ed il registr o degli ordini che si sarebbero consegnati, su richiesta. del quartiere generale, il 2 marzo, non essend o stato possibile · farlo prima a ca.usa dei continui movimenti nel battaglione che avevano sempre impedito di raccoglierli e di riordinarli. T anto le relazioni presentate quanto i documenti rimasti presso il comando del 3° battaglione indigeni, sono stati smarrit i con l'archivio comando e le cassette di cancelleria nella ritirata dopo il combattimento del 1° marzo. I dati su cui è stata compilata la pr.e sente relazione e gli stati an nessi sono stati raccolti dagli ufficiali e graduati di truppa ancora superstiti ·dei reduci di Mao·aUè.

Il tenente aiutante maggiore U MBERTO

p ARTINI.

(Annesso N . J).

.

Forte di Macallè. -

Comando della difesa_

ELE NCO dei m ilitari d i truppa italiana f eriti durante i combattimenti. ____ =====;=~--=-=-=-===-=====j"'--== = = = ·- - - - -

GRADO

Soldato

Bottooi Oom~nico .

Soldato

Zoralli I ,uigi .

Soldato

Genna.ri Giovann~

Genio Cacciatori T appa 1

Capo~ale Costa Giuseppe · maggiore So!dalo Bordogna Carlo Soldato

Genio Genio

Sapienza Benedetto

Curti Gro vanni Brigadiere Arca Francesco

An notaziJnt

CORPO

CASATO E NOME

Genio

Soldato

H.R. carabinieri

(Annesso N. 2). ELENCO dei :nilitari di t ruppa italiana mo rti durante t assedio.

= ~ ==========,==== CORPO GRAllO

viti scioa.ni trovnre scampo presso compaesani, vantando abbondanza nel rorLe mostrando non aver bisogno acqua. Nessuna diserzione : Qu:tlcbe soldato mnncò nelle· uscite per pigliare acqua. Ernno nel forte un Cl'ntinaio di donne indigene che non die•lero nessuna noia. Morti indigoni noi corn hattimcnto 33, feriti 75, dei quali r,9 in cm·11, jispersi 9. Vennero t1:as11ortati con barelle 3 bianchi e ili indigeni. Galliano riportò soldati con· mu nizioni complete e ~9 colJJI per oezzo. Nemico usò bene contro rorio suoi rn pozzi, ma non avendo abbattuto muro, perdett.:, fiducia ·nelle· sue artiglierie. Scioani att., ccarono sempre con molla audacia ; nostri raccolsero 78 rucili lungo· reticolato; pcnllte grnvissime massime nei capi. Tornarono seg uenti umciali: tenente colonnello Galliano, capitani Castellazzi, Olivar i, Dc Balllu, Benucci, tenente Lucio, Toselli, Cavazzlni, Riguzzi, Ragusin, Franconi, Giusti ; restarono ieri col Negus: tenenti Partini, · Basile, Amendolagine, Do Feo, Paolelti, Raimondi. Moltedo ; sottotenenti Fagnani, Ga!vagno ; ruriere maggioro Magno. Tornarono ufliciali !~, truppa bianca !70, indigeni tOSl. • B ARATI BJII.

.

Circostanz:t I1 in cui an enne: A-tmo tazi oni il tlecesso l

1---

Furiere Conti maggio re Cap·o rale Fichini. maggiore Caporale Gi ovannini Emidio.

T a ppa

Meu in gite i.

Tappa

In combattimento

Genio

In combattim ento

Genio

In combattimento

l

Soldàto

Durante Gaspare .

Soldato

Ghiglieri Domenico Cacciatori Ina 1:~i~~ol

Soldato

Massimo Carlo·

Soldato

Sa.netti .

c acciatori In seg uii.o a fer ite c accia tori In seguito a

ferite


770

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA -

MACAJ,LÈ

{Annesso N. 3). Dn10STRA~f0NE _~ UMERICA dei militari indigeni morti e f eriti durante i cf?m&attimenti. DESIGNAZIONE

Numero

Morti in combattimento . . Morti in seguilo a ferite Feriti nei combattimenti . Feriti 1:educi da Amba Alagi ~icovera.ti ~ curali nel forte . ,ç=, ,

(

I

o

62

Due morti per ferite.

{Annesso N. 4). DIMOSTRAZIONE appross,:malioa clelle munizioni consumate du rante l'assedio. DESIGNAZIONE U!~LLE MUNIZIONI .

Numero

Annotazioni

Cartucce a ?alis~ite M. 1870/87 esistenti m pol:1er1era 11 7 dicembre. ·1895 . . circa 200,000 Cartuc~1~ a poi vere nera M. 1870 esistenti 1n polveriera . . . . . 20,000 Cartucce remington esistenti in polveriera . . . . . . . . . . . )) 30,000 Col pi di~ r:tigli.~ria e.si,;Lenti_in po! veriP,ra )) 8ilfl Cartocci m p1u 8!;,IStent1 m polveriera GO Cartucc~ a balistite dislribuitè . . Cartucc1e a polvere nera distribuite Cartucce remington distribuite Colpi d'artiglieria sparati . . .

• » » »

?

'

Ann otaz ioni

17

130

IN MEMORIA

152,000 .8,000 3,000 600

.

., N:B· - te truppe entrata ò rimaste di presidio nel forte, reduci del combattimento -d r Mai Mes!t11, ~on _av~van~ il munizionamento completo. Si pu6 ritenere che 11'7 di-

cemb~e. fos,ero_ 1n d1stnbu~10ne circa 50,000 cartuccie a balistite. All ' uscita del orte tu~t• oli arm_at1 eran mun,t1 di 120 cartuccie (totale circa l.20 mila). Risulterebbero efTettnamente consumate circa 8:!,000 cartuccie a balistite (M. i870'87J 9000 I· . . -e 3000 da remington. . . , , a po ~ e, e nm a

Sulle dirupate montagne dell'Entisciò poche migliaia di. lt~liani cercarono e non poterono vincere'' le asperità· del :Suolo montagnoso e. confuso, nè la soverchianza numerica · <l.el nemico con disperato ardire assalito. La battaglia durò un giorno intero sminuzza.t a su quell' alpestre terreno : e non cessò il combattimento nei dì seguenti. Poche. più. san,guinose di quella. Un buon terzo dei nostri rim;tsto sul çiampo, dei cinque generali dùe morti ed uno ferito, gli ufficiali nella massima parte perduti. II' funesto, risultato dell'audace h.npresa non ci pt!Ò nascondere il valore di coloro che vi pr~;sero parte, nè soffocare l'affet to e l'ammirazione per i caduti. Tra es:;,i che in tutti i g·rad i ed in circostanze iusòlite :aggiunsero nuove pagine all'albo del. valore, la l?.ivista mi.Utar·e àlctmi ne rammenta che ebbe a . collaboratori, 'e più. vorrebbe citarne, i cui nomi saran tutti stampati nei ricÒrdi -dell'~~ercito nostro.' · ·.

* ** Il èonte Vittorio Dabormida (1) uscito nel dicembre 1861 dall'accademia di 'rorfno come sottotenente di artiglieria,

' (l) :Vittorio cont~ Dabormida era Uglio del ministro degli affari esteri, il quale ai 1empi del Cavour trattò l'alleanz:t per cui l'esercito piemontese fece la spedizione di i::rimea. Era nato a Torino il 22 nove mbre 1812. Allievo nella !\. accademia il 29 agosto t859, ne usci souotcnente di artiglieria il !5 dicemb re ·1861, luogotenente il 3! di~mbro f863: pas,ò noi corpo di stato maggi0re il 21. ottobre !866, capitano il 26 marzo t86S. lnsogoànte d~ storia mililare alla scuola di guerra tra _il !.SiO e il 1876 e di nuovo tra il 1.879 e 1'80. Maggiore il 30 mag~io !878, tene nte colonuello il lO luglio' !883, colllan.dante d.el 3• fanteria il 6 giugno t887, colonnello 1'8 aprile t8S8. maggior genet'ale coma.nd<H1te della brigat~ Cagliari il !, luglio .f895, e di una brig:Ì.t.a in Africa, il >ti gennaio 1896, Oltre ai li ori citati r.crisse anche rivendicando l'opera del padre suo 41 elle trattative. pèr l'alleanza del t855. 51 -

A,'INO, XLI,

1

\:.:.


77>2

J:S MEll OIOA

e passato nel 1866 nello stato maggiore, dopo la, guerra di quel.l'anno, cui aveva preso par te, percorse, men rapida che non si potrebbe credere, la sua carriera sicchè fu generale solo nel luglio dello scorso anJìO. A vea alternato il servizio tra le truppe, i delicati uffici presso il comando del c0rpo di stato maggiore e l'insegnamento nella scuola di guerra. Dell'esperienza dei suoi studi e delle sue meditazioni raccolse un concetto supremo e in quello profondamente si radicò. Applicandolo alla, difesa dello Stato lo riassumette nell'idea di portàrla sulla linea delle Alpi, guando ancora gli animi, dubitasi per la recente formazione del R eo-no voleo ' vano limitarla ad una posizione centrale di fronte agli sbocchi alpini nella vallata del Po. Concretò le sue proposte in un libro che fu accolto coi~ gran favore da qua:3-ti avevano :fiducia nelle forze del paese, e le illustrò colla narrazione della battaglia dell' Assietta, · esempio luminoso dell'importanza che p.er uomini tenaci ed animosi può avere la cresta montana. Applicato alle trnppe quello stesso principio mirava f~ coordinare la loro educazione, la loro istruzione, le norm e del loro impiego in modo da trarre tutto il vantaggio possibile dall'iniziativa individuale, s-e nza. rompere la catena che deve r iunire gli sforzi di ognuno per ottenerne il massimo effetto complessivo. L ' influenza del Dabormida fu g randissima nella compilazi?ne dei nuovi regolamenti per la fanteria, e alle sue idee risponde pienai;nente 'l'energico contegno della sua brigata nel giorno supremo della battaglia d'Adua. L'uorl?-o ed il superiore sotto un aspetto contegnoso e un po' burbero copriva un gran cuore ed uno spirito ardente. La sua morte è raccontata in vario modo dai superstiti che lo videro tra !'ansie d i tina terribile battaglia durata già da un giorno intero, ma le par ole e gli atti che gli sono attribuiti corrispondono pienamente al giusto concetto che essi eransi fatti del cuore e- della mente del loro generale.

11' MEMORIA

Separata dall'ispido dirupo del R ayo, sulla destra cl~l corpo- principale, la brigata Da.bormida punta.va ·anch'essa sul nemico, ne raggiLrngeva le tende, affrontava la soverchianza del numero, si d ibatteva tra le alterne sorti di un combattimento smisuratamente impari. Più volte i valorosi, che faceano corona a l loro generale, trascinati da lui si fecer~ largo colla baionetta per frenare la ressa nmç1,11a dà cui venivan str~tti . Una. volta li allietò il bagliore della vittoria ed essi lo credettero g iusto compenso agli sforzi sovrumani compiut i. Quando il comandante 11011 ebbe più nuove di ciò che avveniva sulla sua sinistra, non ùe s~erò più appoggio ne rimase più maravigliato che d ubbioso per la solitudine in cui. trovavansi là, tra quelle gole, in mezzo a quei · morti, di fronte a quel!' inimico s_empre - rinascente, lu i e i suoi. È grave, fu sentito mormorare, è grave; e non potendo contar che sulle sue sole forze, decimate dal lungo ed ostinato combattimento, ordinò ancora un -assalto. Quell'impulso, quello spirito d' iuizia#va, che il generàle Dabormida aveva ritratto dai suoi studi e dal bollore dell'animo suo, e cercato di t rasfondere n ei suoi insegnamenti circa l'impiego delle truppe, non si· smentirono in lui nel giorno de.Ila prova, e q uando credette smarnita ogni speranza di vitt oria g li suggerirono i modi per cui si prepara ed assicura la ritirata. Infatti, per la foga dell'assalto avvenuto parve men pe· ricoloso. il r ompere il combatti mento, ed il genenLle D abormida, calmo, incolonnò a seàglioni i suoi r eggimenti, e li seguì nella ritirata, sostando per combatter e, riprendendo la mavcia ·quando poteasi. In uno di quei contrattacchi la morte dell'eroe colse il generale in mezzo ai suoi soldati, nel posto che g li segnavano il dovere e l'onore, e i batta, glioni _continuarono, come l'avea iniziata il comand ante, ord'inati; leuti, la terribile marcia, si volgevano di tempo in tempo per tenere in rispetto i nemicì. che puntavano alle spalle e sui fianchi e decimavano le file ma non riuscendo a scompaginarle, riprendevano il cammino quando aveano comprato col sangue il d ritto di riprenderlo .

e

..


774

Passato il primo ·sgomento per ie notizie della dplorosa ·rotta di Adu,1, dai racconti di quanto era avvenuto grandeggiò la :figura del Daborrnida, che per sette ore ·aveva posto in opera quanto poteva esser dato dalla intelligenzat dalla tenacità dell'animo t1 dalla fiducia dei soldati nel loro generale per strapp_a re una vitto.ria, che la soverchia sproporzione del numero non poteva conceçlere. Gli animi tras; sero qualche conforto dall'esempio di quella fede inconcussa : ' possa .codesto ricordo lenire il dolore alla desolata famiglia dello spento generale.

Gentile e delicato d' animo e di modi éra Arimondi (1). Usciva dai bersaglieri, e ne aveva conservato in fondo' all'anima il ricordo· e· la vivacità. Sottotenente e gi~vane ancora; frequentò la scuola cli guerra quando es;;a fu istituita per infondere nell' esercito unità di vedute e sistemare ed aumentare le cognizioni militari esistenti. Diligente ed intelligente uscì· dei primi e passò nal corpo di stat~ maggiore; ove, aiutato dalle circostanze, ebbe carriera favorevolmente rapida. Andato in Africa come colonnello e comandante delle truppe, una fortunata occasione ed un difficile momento · lo posero di fronte ai Dervisci presso .A.g ordat. L'adunati delle tr':lppe, quasi · sorprese dalla invasione madista, · fu I

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775

IN MEMORIA

(i ) Giuse[ipe Arimoncli di Savigliauo c1·a nato il 26 a prile -1846, ed usci dalla ·scuoÌa m; lit;,re (li Modena sot~otenentc nel 2° bersaglieri 7 sel.tembre 1865. Luogotenen ti, ne l 7 bers,1glieri il. 19 dicemb re 1872, p,,ssò ·nello stato maggior? il 28 maggio 4Si4: capitano il 26 agosto 18i7; maggiore n el 6° bors,1glieri il 29 giug110 1884, ritorn.ù nel corpo di stato maggiore il 12 giugno 1887 : teneute co lonnr:llo. l'H ottobre :1.888. Era stato nominato co mandante delle 1.ru1ipe d'Africa il 2B febbraio :1.892, 'co1on11ello il 2 aprilo 189:l, e maggior generale per merito di guerrn dopo l,t battaglia d'Agor()at il 1• febbraio ·189i. A,·cva ratto le campagne del i866 e del 4870 , prese ,Parie alla spedizione d'Africa nell'ottobre ·1887. ~:obc la croce di S,woia p0r la sua condott,, · commendevolissim;1 coine comandante in 2° <lei corpo d'operazione in Airica, dopo la presa ,Ji Cassala, e la medaglia rl'argento per la p.1rtc pre:;a 11,Jlle opcn1zioni ·cli guerra da Adi·Ugri a<I Art11a, a Goa tit e a Senafè. ·

tanto rapida quanto fo possibile: l'urto viole:1to, la. lo_tta insistente la vittoria disputata. Pure essa arnse al g10vme comanda~t~ e fu giusto premio alla sua tenacità. Uno dei suoi ufficiali'. e gli era stato vecchio amico e collega, comand[~va sotto di lui un dei reparti che quel giorno ebbero viva ' parte nel comb~ttimento e nell'inseguimento. Fi~ita la battàglia: i due compagni si rividero, non seppero dire parola, si ·o·ettarono nella braccia un dell'altro, e senza saperlo o L . spiegare, diedero in uno scoppio di pia~t?. a . tens10ne degli animi durata , a lungo voleva una cns1,. la mspera..ta vittoria o-onfiava i petti di qu ei due generosi che avevano affrontat; serenamente responsabilità gravissime. An?he il piant~ può esser. manifestazione di u~ cnore..nobile _e forte. · D.ella battaglia · avemmo una relazione clnara, modesta, è ·precisa, il cui stile e .la cui forma 1:ichiamarono l'atte~zione di quanti la lessero. Per noi che conos0evamo AnÌnoùdi da gran tempo, essa rispecchiava ruomo. . Di lui dopo la battaglia non si ebbero più uu0ve: alcum che lo videro lo descrivono alla vigilia di quella, più che pensi~~oso; tristemente presago delle conse~uenze d~ . una decisione che ,affrontava per un elevato sentimento militare , e senza p'oter nascondersene la gravità. Durante la battaglia. rimàse di lui come un~ visione ove più essa for~eva. Fu udito rammentarsi , di essere stato bersagliere per mco : ~~o-giare i bersao-lieri a difesa: fn poi .veduto stringer la m:no àl comand:nte snpÌ·emo, gettarsi in mezzo alle fucilate e tr.ascinarvi' i ;uoi. Incerte. immagini del vero traviste in mézzo alle eccitazioni di momenti supremi e accoppiate ai dcordi del passato,. Esse staù sulla soglia 'tra il reale ed .il - fantastico, e dan 'vita alla leggenda. · Dopo quello slanc10 · est remo mancan notizie certe su di lui : scomparve soprafatto dal numero nella confusa mischia ehe si agitò intorno a, :lui, lo strin~e colla sua cerchia mortale.

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IN MEMOll!A

IN MEMORIA

" * * L' A.i:aghi (1) e: a ~il~nese, é lo si $8ntiva ancor oggi dol)O trentacmque anm di vita randagia a tl'averso ,l 'Italia quauto lo ?oteva essere nel 1859 quando lasciò gli studi universitari _per combattere la guerra d'indipendenza. Aveva la bonomia legg~!-°mente malizios~ di un ambrosiano di razza pura, e la sua gioconda finezza ~ricordava il P orta ed il Manzoni. Fu a Pa~est~o, e nel 1866 a Borgo e. L avico: le vicende d~l _1859 gli diedero le spalline e lo consacrarono alla vita ~1~1tare, ed egli seppe accoppiare alle a bitudini dell'ufficialo d1hgeHte ed energico le aspirazioni ed i p ensieri dell'artista e del poeta. Sottile indagatore della ragion delle cose nou pote~ adattarsi alle spiegazioni comuni e spesso erronee , quali l'opportunità o l'ignoranza le fa accettare. Ri·s a1·1va . _ 1 vo èntieri oltr'esse e ne avea preso abitudine a , UM 1~~ · . serrata, e compiacenza. per le nuove e imprevedute conseguenze. Tra gli amici si divertiva talora a presentarle s~tto form~ ~arado~sale e sollevava curiose discussioni ed elevati pensieri, che. 11 frizzo, facile in lui, rendeva piacevoli. L a ~ente versatile era nudrita da una vasta coltura, cui aveva giovato la con.oscenza delle principali lingue vive da lui parl~te _correntemente e èon gusto. Artista nell'anima sentiva_ 11 bel~o, ~ una lunga educazione dello spirito gli suggeriva facile 11 modo di esprimere le 1'mpr · · la . , ession1: mano era abituata ad un disegno netto e sicuro con cui il ,

. CII Ges~re Airaghi MC<Ju0 a Milano il 4 ottobre 1840, fu soldato \'ol ontari o nel 92" f.tuteria I Il rr.arw ·1850, sottotenente nel n• l'H dicembre {850 fuo•>otene it I=•• ,, 27 glll"'OO " " I . ' ta ·, I I . , " r e ne ,o o ,ov , capi no 1 4 uglio !866 nia"giore il 30 lna"gi·o ' 8"8 •· lonnello il t3 •' (· 88 ' " " • , , ..,nente co . ~pr 1 " I ': r-olon nello com,irlllante <lei 7i 0 l'H ottohre ·1888. Poi ru ; 11 una ~riml \'Olla 11_ i ~ ~e ltem!Jrc 1889, e quando no tora6 fu mc,so a l cornarnl1> 0 e , . ~o~gim_en u fante~ra _il 2 novembre lS?O. Il i7 loglio {893 i_n posidone 1,usiliar,,, da cu, chlo,e con rnolt.1 msistcn;r,a di osser tolto per andare in Afrin ove elitlC -' Ilei 4° rcg·•ime to s. · . '• ' 11 comando _ , . _ o o . enssc sopra varie q urstroni sulla Rivi.Ila A/ili/a1·e - li· Rivista ill(l?'ltti11.i a, sulla Vita flaliana ;em1l re CO!I molta or·g· 1· . 1· . ' a 1 !Da Ha <1 Pensiero e strint d ' I ,.. , . .. ' .

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ga ezza ,. i o., ,c:,. ponendo in r,J,ev~ ruoti nuovi 11clle questioni cui a pplicavas i. Ern stato a li msegnamento alla scuola d1 guerra tra il {884 e il t888.

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suo sottile ingegno studiava.si di riprodurre la fì.sonomia' umana nei più strani atteggiament i e di cercare in essi la ragione della loro apparenza. Tutto questo tra amici, sul canto di un giornale, sn un foglietto del conto del trattore~ Il poeta, nei giorni in. cui fu posto in posizione ausiliaria, tradusse e pubblicò i versi con cui la poetessa viennese Lippert, · amica dell'Italia e degli Italiani, inneggia a nbi e divide le nostre speranze di vita gloriosa. Col suo spirito generoso l'A.iraghi ritenne di avere in tal modo sod- . disfatto ad un sacro dovere verso la cortese- straniera e si doleva che gl' Italia~i, suscettibili per qualunque botolo ringhi c,ontro di loro, dimentichino troppo . facilmente le voci dell'affetto di coloro che li amàno e li stimano. L'ufficiale voleva colle sue varie cognizioni, colla versatiliti~ del suo ingegno e col. suo spii'ito sintetico far concorrere quanti più elementi fossero possibili all'addestramento delle truppe ed alla preparazione per il loro impiego in guerra. Nessuna forza era da trascurare nel giorno della prova, le morali come le materiali; perciò doveano essere tut te guida te in modo da rendere i maggiori risultati possibili. Donde sgorgava un larghissimo concetto di ciò che noi chiamiamo tattica, e quel concetto l'Airaghi studiò sotto moltissimi aspet~i, · svolse · tanto ampiamente quanto gli fu possibile nel suo insegnamento alla scuola di g uerra, cercò di applicare quando ebbe Lln comando, e lo gL1idò nell'impiego delle truppe che gli erano confidate, quando con tanto slancio e con tanta intelligen:1,a,, quanto ne rammentano i superstiti, contese fitio all'ultimo momento della sua vita la .vittoria al numero dei nemici. Aveva atteso col (more di soldato e colla mente ·di scienziato quel giorno in cui egli avrebbe potuto mettere alla prova della realtà le sue lunghe meditazioni e le sue esperienze. Chiese insistentemente di avere un comando in Africa. Il richiamo dalla. posizione ausiliaria, gli parve, come egli disse, una risurrezione. Assecondò nobilmente .il suo comandante di brigata, che era il Dabormida; e l'immagine. · sua nella giornata d'Adua rimase profondamente scolpita


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{u l_)er qualche anno addetto come . uffija~e .superiore alla sauola dei sottufficiali in Caserta. La / -t_vista ha la fortuna ,· di pubblicare alcuni suoi ricordi pe~so~ali ~ulla par~e pres,a alla battaglia di S. Martino. Erano 1 ncord1 della g1oventu, scritti col senno e coll'esperienza della posizione elevata da lui raO'gìunta, e vi si legge intero l'animo s:uo. Nella funesta giorn~a d' A.dua il reggimento del coìonnell? Rome~·? f~ceva parte della b1}gata di r iser~a. Sovr:e~sa s1 _r~vesc10 _l o~da frammista dei perseguitaton e degli rnsegu1t1 che nflmva '. dalla stretta del Chidana 111:aret. Nella distretta alcuni battacrlioni vollero far argine: alcune compagnie favorite. dal · te;re~o o da adatte deèisiòni si serrarono e resistettero, · isolè umane ferme, ~n mezzo ai fiotti pur essi umani che vi si· avventavano contro tra il lampeggiare dei larghi. coltelli -o le bersagliavano coi tiri. Il colonnello Ro~ero fo :vis~~ · cadere. Poi non se ne seppe più nulla. Lascio · tra gh nffiei~li del suo reggimento in Italia il desiderio di -un ca?o amato e di un militare pro'rato nella esperienza della vita e pièn dì cuore.

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nella mente dei soldati che·lo' videro, combatterono l'inter<> giorno con lui, e ~ras~inati dal suo slancio mossero entu- · siasti· più volte all'assalto e confidarono nella vittoria. Si racconta che montato su un cavallo . bianco si aggirasse. lungo la linea dei suoi inspirando in loro la calma colla. frase confortante, col frizzo bonario, .coll' osservazione imprevista ed elevata che gli erano propri e rendevano fute.,.. res!:ìante .il suo conv~rsare ordinario. Nel momento opp0rtuno regola~a il fuoco, raccogliera i tirafori più capaci per appostarli, ,ove . pot~vano aver · rìsµltati migliori' dei loro ·colpi, e forse col suo spirito indagatore in quei gravi momenti osservava e notava le terribili esperienze della realtà. Qi.iando cominciò la , ritirata, volle tentare un'ultima riscossa: una. .·,palla gli spezzò il petto, mormorò qualche parola d' inco. raggiamento ai soldati, cadde ed ebbe finalmente pace quell'ani1_110, irrequieto trà noi.per la ricerca del vero e del buond'.

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* * Giovanni Romero (1) aveva combattuto rn~lle guerre di indipendenza del 1859, 60, 61, e 66, ed aveva segnato il ricordo d'ognuna colla onorì:ficeuza al valore militare. Nel 1866 fu a quell'attacco del Belvedere di Custoza, che segnò il momento culminante della battagiia, e ..Ji ebbe la croce di Savoia per la sua condotta valorosa e intelligente. Era all?'ra capitano. Poi seguì la carriera presso · le truppè, 'nei bersaglieri e negli alpini: 'nè. se ne · staccò se non quand<>

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(4) Giovanni nomero di Mortara, nacque 1'8 marzo IS4L Soldato uell 'U re"uirr,ento 0 fanteria il 2~ aprile i859 e sottotenente_del 13• dopo la guerra c11i t859 1·:1~ <ficom0 hre 1859: luogotenente il 2~ marzo 1861, passò nel t bersaglieri H 21 aprile 1866 capitano nel :H0 il 7 giugno 1866 si trovò pochi giorni clop·o ali:~ battaglia di cust~za, nelle compagnie alpine_il 17 febbraio i873, maggiore del 42° il 19 Inglio {883. Tenente cotonnello nella scuola sottumciali il 4 novembre !889, colonnello comandante del j9° fanteria 1'8 marzo f89L Jl ¾9 dicembre 1895 fu ·destinato al comando di un reggimento _nelle truppe <I Africa. Aveva avuto come soldato la medaglia d'argento a ·s. Martino nel !859, una menzione onoro.vole all'asseclio di Gaeta il t3 ·febbraio t86t la crAre di Saroia per. il fatto cM Delve1erc., En1 stat,1 all'insegnamento ,ral tS8~ ;.11 !~Ol-.

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Senonché ver~o le quattrn pom. ·del dello giorno (2 marzo) questo battaglione fu attaccato da oltre cinquemila _nemici, fra fanteria e cavalleria, condotti da vari·· emiri. Avv'ertitone il colonnello Stevani p:u·1i irnmediatnmcntc da Gas.sala, · con t~ttù le forze disponibili (due bauaglioni indigeni, una batten~ da ~~~tagna, un plotone di cavalleria e forse una parte del b~ttagl,one di -presidio), sorprese l'attaccante che. fu c?lto trn due fuocln e dopo breve e vivace combattimen~o lo respmse. Rit:ornò il nemìco all'assalto, rinforzato da riparti giunti all?r/1 da TucruT, ma fu nuovamente battuto e messo in foga. Il combattimento avea durato qu:isi cinque ore terminando a notte scura. .- _ . Le nostre perdite furono da cento a centocinquanta uom1n1 tra morti e feriti; quelle del nemico sono date in 900 u~rn!ni. . La condotta degli ufficiali e dei soldati nostn m qt'.esto combattimento è stata amn1irabile, cosa rirnarchevolissima sotto 11 rapporto mo· raie, perchè erano quasi tutti reduci dalla battaglia di Adua.

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L' Africa è sempi:e in prima l.inea; ma là situazione va gradat.amenle mutando. Ver~o sud Menelik si ri1ira incalzato dalla farne e dall'imminenza delle pioggie; vei·so ovest le nostre tl'uppe hanno messo in fuga i Dervisci. Cominciamcl tla questa parte. . Negli uliimi del mese scor,;;o il colonnello Stevani era in mal'cia verso la stretta di Sabderat con due battaglioni indigeni e dtle_ batterie da montagna. Davanti a questa stretta, sempre tenuta da un nostro distatcamento, avevano già avuto luogo piccoli scontri colla peggio ,del· nemico. Al di là della medesima, nel ·territorio di Cassala scorrazzavano parecchie migli~ia di Dervisr.i. Costoro il 25 di marzo a ve vano aperto il fuoco contro la fortezza con due cannoni messi in batteria su l monte l\'Jocram, · ma senza alcun effetto; il 28 s.i erano maggiormente avvicinati ed ,avevano ingaggiato combattimento con for ti masse, ma · erano stati res_pinti, con perdite minime da parte nostra (un morto e qualche ferito), abbastanza gravi da parte loro. · · Il colonnello Stevani avver'ti-to di questo combattimento per mezzo del telegrafo ottico, aveva affrettato la marcia, raccomandando al maggiore Hidalgo, comandante del forte, di non impegnarsi fuori del medesimo. · Giunto a Sabderat gli ultimi di marzo, detto colonnello n'era rìpar· tito il 1°_aprile per -cassala, lasciando a Sabdcrat il 6° battaglione indigeni. Strada facendo, avea respinto vari reparti di Derviséi ed era entrato in Cassala la rnattina del due. · ' Frattanto il 6° battaglione indigeni, secondo : gli ordini ricevuti, si era recato . ad occupare le falde - meridionali del monte Mocram pet· agevola1;e e .proteggere l'u~cita da_ Cassala di una grossa carovana, da mQlti giorni enlrata con provvigioni e non più potuta uscire.

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** . L,a vittoria di monte ·Mocram fu intesa con grande soddisfazione da paese e sollevò gli /spiriti in Italia e in AfriciL ma la faccenda nòn éra finita. La sera del 2 il colonnello ,Stevani era rientrato in Cassala, e nelle prim·e ore del giorno appres;o avea fatto uscire la carovana.. Frat~anto, - sia a scopo di ricognizione, sia- per compìre la rotta del nemico'. ~ Jors~ meglio, per trattenerlo mentr.e _la ~arovana si a~lontan~v~, ;g~,1 s1 . spinse con molto a't'dite _nel bosco. d1 Tucruf dove 1 D~rv1sc1 ~ e1ano rif-uaiati la sera prima e li a.ttaccò risolutamente; ma la resistenza mconJra~ fu- maadiore di quanto si aspettava. Il nemico trincerato nelle bos~ag,lie si dif:se con accanimentÒ; ai ~ostr! l'i~1scì di slog?iarlo ·da alcune posizioni, itp.padronendosi di parte der suoi tnnceramen11 ma non a metterlo subjto in fuga. , . Burante il 'com~attime[!to di Tucrur la carovana di ritorno s'era posta in· salvo. · Il colonnello Stevani, non rius~ito a sloggiarn il nemico, si ritirò ordinatàmente in Cassala e di là, annunziando al generale Baldissera l'esito del ~ombattimento, aggiungeva essere sua; intenzione di rinnovar~ l'attacco ncÙla mattina successiva, sentendosi forte ab_bastanza e sapendo che il. nemico era molto scosso; ma il genera le Baldissera non credette oppòrtuno' di ritentare la prova e gli ordinò di ritirarsi verso Agord:it. ' ,·

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NOTIZIE POLl'l'ICO -MILITARI

rl presidio di Cassala approvvigionato era 01'.mai in grado di re~pi'ager~ qua!unque ~ssaJto, nè pareva utile spingersi più oltre in campo ape1to, ne conveniente ctie le forze del colon.nello Stevani restassero a Cassala, consumando le provvigiom del presidio. . L'ordine di ritirata era in via di esecuzione, quando al .co'lonnello Stevani giunse .notizia che i dervisci per le perdite subite nei sovracc~nnati combattimenti e per le successive continue molestie del presidio d, Cassala avevano abbanUonato Tucruf ritirandosi ad OsobrL Telegrafata questa notizia al generale Balclissera, egli ordinò al colonnello SteYani di accertarsene meglio, riavanzando con la ma5sima precauzione. La fuga del nemico fu così posta fuori dubbio; erasi allontanato verso ed oltre I' Atbara, abbandonando nel bosco di Tuc,"!if feriti, 1n1ìletti e molta dura. Anche il ,:omb~ttimento di 'Tucruf benchè i. primi · dispacci non lo facessero presu mere, era· stato una vitt~ria. Il .4 i dervisci aspettandosi appunto il riattacco avevano levato il ca~~o. Il maggiore Hidalgo, comandante del presidio di Cassala, intesa la nt1rata del nemico, l'aveva attaccato in coda sforzand9lo ad abbandonare feriti, muli e provvigioni. . · . Nel combattimento del giorno 3 i dervisci avevano avuto · circa 800 morti; la loro ritirata fu precipitosa. Il colonnello Stevani inseguendoli senza più raggiungerli, incendiò i loro campi di Tuc,'.ur e di Gulusit estesissimi e muniti di trincee,· completando così la vittoria edallontanando il pericolo che i.I nemico per ora ritorni. Le nostre forze impegnate nel combattimento di Tucruf fui·ono 2500 fucili e 4 pezzi; il ~emico aveva t>OOO fu rili e 600 uomini a ca vallo. , . Le nostre perdite furono di trecento soldati indio-eni tra morti e fe1·iti sei ufficiali feriti e quattro morti; fra questi notiamo il tenente Par~ tini che,, dopo essere stato tra i dif~nsori di Macallè e tra i combattenti di Ahba Cari,~a, ?o~e avea contrnt.tp una non lieve ferita, uvea voluto,· non ancora ?~al'lto mt,cramente, seguire a Cassala il suo riparto. Il Mm1stro della guerra inviò al generale Baldissera un telecrramma con cui lo incnricava di esprimere, n nome di S: l\Ì. li R'e, · ~n vivo encom_io al colonnello Stevani eri alle sue truppe. Il gener:ile Baldissera ·nspose: 1c l'~ncomio di S. M. il Re, mentre è il più ambito compenso per le truppe che sotto gli ordini de.I cplonnello Stevani còm. batteron.o pres~o _Cassala, sarà stimolo pe'r tutti a com pie re il pr~prio dovere m ogm c1rcost:mza. »

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Volgi,11noci ora al rronte sud. . Negli ultimi dello scorso mese, il generale Baldissera con due uffiziàli ·e centGquaranta al'lnati dell' Hamasen e dell'Oculè-Cusai ha ricoJlosciute le str;1de ed i luoghi d'aèqua da Saganeiti a Toconda, ritornando aIl' Asmai·a per la via di Gura. Strada facendo raccolse alcuni nostri fé riti gravi e non ·incontrò il nemico. Questi era già in ritirata verso sud con tutti i ras, eccettuati Alula 'e Mangascià :oi loro tigrini. · Il ,maggiore Salsa, in viato, com' ù noto, a Menelik per tratta re della pace col Negus, sentendo che questi ora giù mol_to lontano dal luogo del convegno, s'era ferma to in Adig'rat e di ·là avea scrit.to a .Maconnen, chiedendogli un altro appuntament~. · Ali' istante in cui scriviamo non è noto ~e questo appuntamento sia stato duto, nè a <Jual punto sieno le trattative. È noto solt:rnto che le prime propo~ le del Negus non vennero 11ccettate dal nostro Governo, iJ· quaie fece alcune contro proposte. Gli ultimi dispacci, anzichè delle trattative di ì\lenelik ·con noi, ci pa1:Jano delle trattative sue con i dervisci; ci dicono, cioè, aver egl i mand-iito a costoro Mesciascià Uorchiè, sui confini del ffoghemede r, con molti doni, per stringere accordi più precisi contro di noi. Questo fatto, se vero, dimostrerebbe che lo intenzioni di Menelik o di chi lo· o"uida. non sono troppo pacifiche; ma quali èhc siano, ci consola il sapere che la nostra situazione in Africa migliora ogni giorno. La lfnca di difesa, che Menelik non osò attacca re ali' indomani della bàttaglia di Adua, è ora assolutamente inauaccabile; anzi ogni probabilità di attacco è svanita, dal momento che Menelik col grosso del~ l'eiercito si rilira, nè l\fangascià, nè Alula coi loro piccoli corpi, nè i 1·ibellì collo loro bande sono in grado di assalirci; infatti si limitano nd investire Adigrat senza osare· accostarglisi, sperando di prenderlo· per fome o per sete come Macallè ; ma, secondo le ultime notizie, Adigrat può resistere ancora per oltre un mese, e quando non fosse più in grado di nisis(ere, è certo che, nell'attuale situazione, il generale llaldissera saprebbe liberarne il presidio. _ Un dispaccio gi unto, del 1.3 aprile, mentre ci cl~ ì10tizia della rit:rata --Oi .Menelik che prosegue penosa mente fra le molestie e gli attacchi delle popolazioni i~sorte che :,i vendicano i:lelle subìte razzie, ci annunzia . pure éhe il. generale Baldissera sta concentrando fo1=ze considerevoli a ' Gur~, Saganeiti, Halay ed Adi-Cajè. È tl principio della 1:iscossa.

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NOTÌZIE POLITJCO_-MILITARI

NOTIZIE POUTICO Mll,l'):'ARI

• * • 11 25 dello scorso mese l'Imperatore di Germania, coll'Imperatriçc e i due figli mag!{iori, partendo da Berlino era giunto a.Genova, dove imbarcatosi sull'yacht i~poriale Hohenzollern, per.un viaggio di diporto in alcune provincie <l'Italia, si era fermato a Nnpoli fino all'ultimo di marzo visitando la cillà e i dintorni. Il i 0 aprile si recò·a Palerm<•, donde ripartì il 5 e, costeggiando l'isola, ne vj~itò le prin'cipali città e i monumenti. L"accoglienza delle popolaz.ioni italiane all'Imperatore di Germania, fu qu:ile doveva essere verso Ì'amico del nostro Re, l'alleato del nostro paeSt', il cr1po di una potente ,nazione, alla qunl<:l ci legano ricordi del passato I:). interessi del presente e del futuro grandissimi. Il 9 aprile la famiglia imperiale lasciando !:i Sicilia, partì per Venezia, o·lera fissato un convc§!no colla f:irniglia reale d'Italia . Le LL. MM. il Re e 1~ Rc·gina partirono da Boma il mattino del 10 e, passando per Firenze, si aggiunse loro S. A. R. il Principe di N;1poli. Accompa~~avan~i i Sovrani l'on. Rudinì, presidente del Consiglio; Ii avevano· preceduti a \"<·nezia l'on. Caetani ministro degli affari esteri e l'onorevole Brin ministro della mnrinn. ' La stessa sera le LL. MM. giunsero n Venezia, accolte entusiasticamente, come sempre da ,yuella popolazione. Il giorno appresso ('11) poco dopo le .3 pom. giunse nel bacino di S. Marco l' Hohenzollern colla famiglia imperiale di Germania, seguito e ,:ircondato da numerosissimo sluolo <li vaporini e cli gondo)e_aventi bordo i senatori .e deputali della regione veneta, le autorità militari, civili, municipali e gran popolo plaudente. . Il Re, la Hegina e il Princi'pe di Napoli, accom·pagnati dai Ministri Di Rudìni, Caetani e Brin si recarono a bordo dell'yacht imperi/Ile fra generali e calorose O\azioni. L' incontrn dei Sovrani fu affettuosissimo e le cbrdiali conversazioni durarono~tre quarti d'orn, quind_i la famiglia ·reale d'Italia, scmpl'e acclnmatissima, tornò a palazzo. Più tardi gli Imperiali di Germania assi'stettero al pranzo di famiglia a éorte. .., Il 12 ed il 13 continuarono fra la famiglia i·eale d'Italia e gli augus1i · o,piti le visite e le c0rtesie; nella popolazione le foste e gli antusiasmL La sera del i3 le LL. ~Hf. il Re e la Regina e il principe di Napo.li lasciarnno Venezia; gl' Imperiali cli Germania partirono per Vienna. · Oggi non sappiam.o se dal convegno dei sovrani cli Germania- e d' ltalia debbano risultarne nuovi -accordi politici o proroga di quelli esistenti. Non sappiamo nepp~re se la politica abbia avuto la sua parte nel viaggio dell'imperatore. Sappiamo bensì ch'egli giunse fra noi in una

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ora di lutto · e di sconforto e che nel. vederlo il popolo italiano sentì istintivamente la riconoscenza che fonno nascere le prove dell'amicizia costante negli infortunii e tenne a dimo~trarlo dovunque passò la famiglia imperiale, con un l!ntu,iasmo ed una spontaneità che nessuno può mettere in. dubbio. ,· Qu;nd'anche tal viaggio non avesse. avuto altro scopo e non d_ovess~ ,avere altro risultato che la conferma in faccia al mondo dei sel)t1mcnt1 di cordiale simpatia fra le due dinastie e le due nazioni, ci sarebbe .da rallegi:a tsene altamente conie se ne rallegrano tutti i buoni italiani ~ gli 3[l}ici sinceri dell'Italia. Hl, aprile- ·1896.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE FRANCIA .. ~

I credit-i per il Madagascar. - La commissione del bilancio tenne il 30 marzo u. s. un'importante seduta per la questione dei cred iti addiiionali per il Ma<lagascllr. La cifra di questi fu fissata in !4,648,000 franch i, per coprire spese unica1mnte incontrate per necessità militari. In questa somma sono compresi 2,600,000 franchi, costo dei traspqrti marittimi dit · effettuarsi nel maggio e giugno venturo, per. cambio di truppe. · Durante i sei mesi della campagna, il ministro della guerra spese 41,920,000 franchi, per mantenere un effettivo medio' di 14,000 co'mbatt.enti, raie a dire 3000 franchi per uomo, e 500 per ·uomo e per 11H,se, Compiutasi la campagna, dal i 0 di~embre 1895 al 30 aprile i896, fu rono stanziati 9,;:ì00,000 franchi, per mantenere un effett.ivo medio di 6,000 uomini; vale a dire i,580 franchi per uoino,.e 2fi3 franchi per uomo / e per mese. La spesa mensile ed individuale fu cqsi ridotta, in confronto al primo periodo delle opw,zioni di campagna, perchè le truppe naiionali franc,esi furùno surrogate, per metà, con truppe indigene. . · Allorquando le disposizioni relati 1•e al nuovo ordina mento militare del· l'isola avranno completa attuaz~one, il corpo di truppe nazionali distac. cato al Madagascar/non super·erà i 3,000 uomini. Le rimanenti truppe del corpo d'occupazioue saranno costituite con contingenti di mili7.ie indigene Hovas e Sudanes·i. In totale, il eletto · corpo avrà la forza media di i,000 combattenti. Esso non sarà frazionato ~overchiamente, ma bensì raccu\to in campi e presidi stpbili, a Tauanariva, Majunga, Tamata va e Diego-Suarez. Tananariva avrà la maggior gunrnigione. Un capitolo dei crediti sopra menzionati riflette Io stendimento d-i una lini'a telegrafica·de~tinata a collegare Tananariva a l\'lajunga.. Quest'ultima, essendo di già in cornunicazione con l'Europa, per la via d~il Mo zambico, la capitale dell'isola·, fra breve, sarà clir~ttamente collegata con la capitale _della repubblica. ·

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Centoinila franchi sono destinati Ili lavori ge(;grafici e topografici per inizia re la costruzione di una carta completa dell' isola. Altre somme sono dedicate a lavori d'accasermamento ed a lavori stradali. A quest'ultimi, concorrerà, in massima parte, il dicastero dei lavori pubblici. In complesso, qualora si aggiunga la somma di questi crediti ad dizipnali a quelli già in r recedenza votati dalle Camere per il Madagascar, si otterrà la somma complessiva di 9:1,800,000 franchi, impegnati, a cagione deUa spedizione. a tutto 31. dicembre i89~. Dislocazione del corpo d'occupazione al Ma.4agasca.r . ....:. Il n parto delle milizie del corpo d'occupazione al Madagascar è lissàto come in appresso: , A Tananariva, 2 batiaglioni di fanteria marina, 6 compagnie di tiragliatori algerini, 6 compagnie indigene malgasce, artiglieria, servizi vari. 'fotale 4000 uomini. A Diego-SL;arez, i compagnia di fan teria marina, '1 battaglione in'digeno malgascio, due compagnie di disciplina. A' Tamatava, i compagnia di fanteria marina, i compagnia di tirag:\.iatori Houssas, l compagnia indigena malgascia. 1. compacrnia di fanteria marina, '1 compagnia indi~ ' ~ -A Ma1·un(J'a gena malgascia, i co1hpagnia di tiragliatori Houssas. Annitari 'militari per ranno 1896. - In conseguenza della convenzione stipulatn con gli editori del!' Annuaire de l' a:nnée frnnça-ise, il prezzo di vendita clél volume fu fissato, per l'anno 1.896, ad 8 lire, per i militari di ocrni l!>errarlo ed arma ' in attività, nella riserva e nell'esercito territoriale. , - Si è pi1bblicato, ai primi di aprile, l'Ann1iaire de l'étot-major général àe t'arméé. Oltre ai generali Ladmirault, d'Exea e.Forgemol, i quali contano respettivamente 88, 89 e 75 anni d'età , e messi f~ori lista, i quadri · attivj dello stato maggiore generale dell'esercito contano '108 generali di divisione e' 214: dì brigata. La lista dei gHnerali della riserva conta 81. _geµerali di divisione e_1.08 generali di brigata. . Oltre a ciò, si debbono annoyerare 58 generali di divisione· e '144 generali di brigata, a riposo. · I generali in attività di servizio sono a.dunque, attualmente, 320, quelli :nella riserva ed a riposo '39i : in totale 71.6 generali. · <)

GERMANIA.

Cenni sul bilancio milit,;we. - H bilancio militare dell'impero (esclusa la Ba\'.iera), stato approvato in terza lettera dt.l Reichstag il 23 marzo

.corrente anno, presenta un totale di spese ordinarie ammontante a lire itàliane (lo8,7:l3,840 ed.un totale di spese straordinarie di lire 78,f86,:1.44. ; 5~ -

Al'.NO l-L(.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

- ~-~rdi11arie figura una ·maggiore spesa di lire 78,f69 nel servizio sanitario," per; la creazione dei 33 medici speciali divisionali dei quali si parlò nella dispensa I• di questa Rivista. Durante la 2" lettura del -bilancio in seno al Reichstag, era stato proposto di migliorare il rancio della truppa adouando la distribuzione di un alimento caldo per la sera; la detta proposta importava però un aumento di circa 9 milioni cli marchi sul bilancio ordinario e fu respinta. Nelle epese straordinarie ha larga parte la continuazione di spese per costruzione, ampliamento, migliora mento di caserme e di altri edifici mili1.ari, di campi d'esercitazione ecc... Il · totale delle dette spese straordinarie, quale era proposto, ammontava a lire 80,921,144, ma il Reichstag, concordando col parere espresso ~alla commissione esaminatrice, fece una notevole riduzi,one, rifiutapdo m parte le spese per, nuove costruzioni ed in parte diminuendo le rate richieste per i lavori in corso ; cosi la somma fu ridotta alla cifra sopra indicata economizzando lire 2,735,000. . Uno stanziamento di lire 2.062,500 per aumento riserve di vettovaglie fu vivamente contrastato ed infine passò in terza lettura. Rimase ancora insoluta la questione dei quarti (mezzi) ba iiaglioni .che non fu messa in discussione, ma sarà, a quanto la stampa iìssicura, · oggetto di un supplemento al bilancio militare. · Scuola d'applicazione d'artiglieria e genio in Betlino . ..:_ A q~esta scuola, destinata ad impartire la necessaria istruzione tecnico-scientilìca . agli ufficiali d'artiglieria a piedi e del genio, prendevano parte prima del 1893 anche i nuovi ufficiali d'artiglieria da carqpagna, ·ma dal detto anno in poi, per effetto cli apposita disposizione, questi dovevano fare invece di detto corso, quattro mesi d' eserci1azione alla scuola di tiro d'artiglieria in Juterbog. Ora, ritornando all'antico, è stato determinat~ con ordine di gabinetto 29 marzo co~rente anno, che i medesimi a datare dal 1° ottobre , frequentino per nove mesi e mezzo il cor,!ìo inferiore della scuola d'applicazione d'artiglieria e genio, onde perfezionarsi nella partita tecnico-scientifica; ciò j n via d'esperimento. . Una disposizione relativa alle parate. - Un ordine imperiale del marzo scorso dP.termina che i comandanti di compagnia delle truppe a piedi debbono comparire a cavallo anche nelle parate. · Pubblicazioni non regolamentari. - In principio del corrente aprile1 la sezione sto1:ico-rriilitare del grande grato maggiore germanico pubblicò la corrispondenza militare del ge!lerale .Moltke 1866. È edita dalla casa libraria Mittler und Sohn, Berlino. ·

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N OTIZIE MILITARI ES'l'ERE

MARINA.

Viaggi di esercitazione. Due divisioni della squadra di manovra partiranno da Kiel alla. fine di aprile per un viaggio di quattro settimane lungo le coste della Norvegia e dell'Olanda. , Bilancio. - Secondo i dati pubblicati'' dalla stampa il bilancio della imperiale marina, stato cl,iscusso in terza lettura negli ultimi giorni di ·marzo, presenta come richiesta le seguenti cifre complessive : Spese ordinarie . » straordinade dell'ordinario. » straordinarie .

Ìire i t. 69,744,655 » »

31,284,135 8,778,250

' è compreso: ·Nel totale d~llt! spese ordinarie i 0 il proseguimento di costruzioni navali precedentemente iniziate, ossia: 3a rata per la corazzata di 1a classe Preussen (sostituzione di altra corazzata del medesimo nome); seconde rate per quattro incrociatori (due in·sostituzione); ultima rata pel rinnovamento di mMchine e caldaie di due navi del tipo Sachsen; 20 nuove costruzioni: '1 • raia per la corazzata di '1 a classe Friedrich aer Grosse (sostituzione) (i); prime rate per tre incrociatori; fa rata per una. torpediniera divisionale; ,i• rata per nuove lorpediniere ordinarie; 350,000 marchi per una nave di stazione pres3ç Costantinopoli; '1 a i:ata per rinnovare macchine e caldaie ed al tre due navi del ti po Sachsen; co· stmzione d'un gr!).nde bacino di raddobbo capace di grandi navi a Kiel e lavori ~ccessori nel porto. stesso. · ·. La·'parte ordinaria fu approvata dal Reichstag con un leggero diffalco ·di marchi 3060 (l;re it. 3825). Nella parte straordinaria passarono immutate, sebbene tra vive opposizioni, le somme richieste per le . costruzioni di navi sopramenzionate e fu respinta la costruzione del bacino di' raddobbo di Kicl che pe1' la quarta volta veniva presentata in bi· lancio, nonchè la somma per i lavori accessori del porto; le due somme cassate impo,·tavano, I~ fa marchi i ,000,000, la 2a marchi '191,800. EGITTO.

L'esercito egiziano. - La spedizione di Dongo la. - L'esercito egiziano, agli ordini di sir Herbel·t Kitchne1:,. conta attualmente otto battaglioni nazionali, cinque battaglioni sudanesi, dieci squadroni e cinque batterie (l) Il definitivo ammontare è valutato a marchi 11,,120,000.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

campali. I presidi ordinari delle truppe sono il Cairo, Wady-Halfo, Korosko ed Assouan. La recente chiamata delie classi del 1885 e del i 888, eleverà l'effettivo delle truppe mobili egiziane a 12,000 combattenti. Il corpo d'occupazione inglese annovera 4,200 .uomini . Esso consta del 1° battaglione Glocesttirshire, del :1 ° battaglione ~orth-Straffordshire, del 2° battaglione Connaught-Rangcrs, del -1° squadrone dei DragoonGuards, di una batteria da campagna e di una compagnia di zappaLori del genio. Questo corpo è agli ordini del generale C. B. Knowles. Da questi dipendono il maggior generalo Henderson, comandante della piazza di Suakim, il colonnello brigadiere Lloyd-Pascià, comandante del circondario di W 11di-Halfa ed il colonnello Hunter, comandante della zonà di frontiera sudanese. ~ Circa alle forze dei Mahdisti, sì stimano salire a 40,000 fo nti; dei quali la metù armati di fucili, a 70,000 cavalieri, 75 cannoni e 30,000 ausiliari. Abdoullah, il califfo successore politico e religioso del Madhi, ha la sua residenza in Omdurm:in. Da lui dipendono i grandi comandi militari divisi come in appresso: · Sudan occ-identale. - Le province del Kordofan, del D11rfoi.tr, di Schekka, con capoluogo El-Ober, obbediscono all'emiro Mahmoud. StLdan orientale. - Le pro\'ince di Ber ber, d'Ada rama e del Ghedaref, sono divise in due comandi militari, delle quali una alla dipendenza di Amed Fedèl, l'altra di Osman-Digma. Sudan settentrionale. - La provincia di Dongola, sottoposta all'emiro Yunès-ed-Deghem. Le notizie militari riferentesi a que5ta ·provincia affermano che l'emiro Yunè.s dispone di i2,000 uomini, di 500 cavalieri e di 8 cannoni. Queste ultime sarebbero dunq~e lo truppe di copertura dei Dervisch, contro le quali, è presumibile, avranno ad incontrarsi fra breve le teste delle colonne del corpo di spedizione anglo-egiziano che marcia su Dongola. Questo sono intanto scalate nelle località e nel modo che segue: Collyson Bey, comandante la testa d'avanguardia del corpo, occupa attualmente il forte d' Ak:.sheh, stazione termine della strada ferrata, che è proseguita con grnnde attività. Il maggiore Macdonald, è incariéato di stabilire att~rno ad Akasheh nuove e più poderose difese. Fra Akasbeh e Sarras, sono disposti taluni posti di muta da camelli, per le operazioni di stendimento di una linea telegrafica.

NOTIZIE MILl'rARI ES'rERE

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A Sarras, ha preso stanza il qua rtier generale del c~lonnell o Hunter, comandante del grosso dell'avanguardia del corpo. A Wady-Halfa stanno raccogliendosi il 6° e 9° battaglione egiziano ed il battaglione inglese Nort,h-Straffordshire. Il Sirdar, lasdò il 22 marzo il Cairo. Attualmente è ·a Assuan. E con lui Slatin-lley, i'evaso dalla cattività dei Dcrvisch, che oro copre la carica di capo del servi:1.io d'informazioni presso il corpoanglo,egiziano. La distanza dal Cairo a Dongola è di 1650 chilometri. Dal Cairn a Gi rgeh si percorrono circa 544, chilometri per ferrovia, di qui, a Wady-Halfa, circa 770 per il Nilo; il rimanente, per terr~ e per via Cluviale, da Wady- Halfa a Dongola, è diffìciie a percorrersi per le difficoltà topografiche che vi sono interposte.


RIVISTA DEI PERI0DI01 b!ILITARI

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All' Inghirami, successe, Giulio Barbolani ~a . M~nt~uto. Se~uiro~o ~~ iro rese contro i barbareschi, ma l'armata d11mnu1 _d1 . IÌ1:111}e10 ed · hp' Senza abolirla s'era fatta proposta nel Cons1gho toscano d1 _fai e s1c 1. ' · come gia. · · l' a1 evano u~ trattato con la Turchia e con gli stati d' J'l.lf nca, ' ·fatto Francia ed Inghilter'ra, e di porre le galere toscane alle d1pend_en~e , df Spagna, per il servizio di trasporti fra questo regoo e le provmc1~

int'.

_·RIVISTA DEI PERIODICI ~ULITARI Rivista maritti ma.

N. 3, marzo 1896. - lnir,iego stl'àtegico delle torpediniere. Gli avvenimenti della recente guerra fra la Cina e il Giappone, hanno dato argomento ad una considel'evole serie di studi e di -rillessioni circa l'impiego delle torpediniere nella tattica marinaresca. ' Il tenente di vascello Arturo Resio, volle aggrandire i termini del problema navale, trattando del!' impiego strategico. delle torpediniere. Egli le vorrebbe lanciate in opernzioni che fossero indipendenti, non molto divel'se da quelle che, nella strategia tenestre, sono di spettanza della cavalleria d'avanscoperta; che poscia, al momento opportuno, le torpediniere formassero massa ed attaccassero le squadro nemiche. , Così posto il problema, a parte l'esame ed il valore dei fattori tecnici che lo delenninano, esso merita gl'ande e profondo studio.

La caldaja Niclausse. Studio sopra la caldaia multitubolare omonima attualmente in servizio sulle navi della marina da guerra francese. Esso completa l'esame ed il giudizio già portato sugli alt1·i modelli di caldaie in uso, cioè le Lagrafel-J'Allést e le Belleville. Lo studio è dell'ingegnere navale · V. MALFATTI. ' La marina da guerra del granducato Mediceo, - Pl"imi anni di Co-

simo Il. L'irreqLlieta armateua toscana potea dirsi squadra sussidiaria. della flotta spagnuola. Accompagnava i nuovi viceré, per scorta d'onore, dalla Spagna a Napoli, ricevea ordini dal vicerè di Sarde~na per far crocera ne' mari dell'isola. :Ma in tutte queste imprese, e nelle più lontane ch'essa faceva per dar la corsa ai legni barbareschi, vi poneva tanto valore e tanta fede, da esser citata ad esempio. Nel i616, l'ammiraglio Inghirami, guidò i vascc~lli to~cani, sotto l' Eubea, all'assalto delle galere di Rodi condotte dal pii-ata Am urat-rais e n'ebbe ragione; d~po una _zulfa stretta ed acerba .

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italiane. · T ' la ma La proposta fallì, grazie l'intervento dei G~noves1. uttavia, · - . rina da guerra toscana ebbe ancora scarsa vita, povera: e languente.

Le correnti elettriche alternative ed il loro studio generale con i procedi1ne1.1ti ,qeometr-ici. ..,.. Continuazione e fine. Trasformatori. Altri problemi slllle cùrrenti alternativ~.· Sistem~ di ·distribuzione antomatica. Fenomeni di capacit.it nei cavi perco1·s1 da corren'ti al ternati ve. fnformazfoni e .noti.zie : . Argentina. L'incrociatore Buenos-.4.ires, Austria. La torpediniera Viper. . . Chi lì. L'incrociatore Ministro Zenteno, la contro-torpeclmiera Capitan · Orellr.1,. · g1·1 1·nc·1·oc1·ato1·i B-ugeaitd e Cas(iFrancin. La cannoniera ·S.ui-pnse, bianca~ Inohilterra. Nuove costruzioni navali. Noti;ie varie. - Due problemi di navigazione costiera.

Stipplemento al fascicolo 3. - Cenni su;qli ordin1i1nenti navali delle pr·in. c.,;pa/,i nazioni. . - ·L'eccellente serie di questi studi porta ora un nuovo fascic~lo ~ull'.armata francese. È preceduto da un conciso ed esatto somm,~~·10 circa lo sviluppo della marina di Francia, sotto i re, all'~~oca. dell '.mpero ~ della repubblica. Poscia vi sono amp,iamente descnttt gli ordrnamenll navali o~ierni. S treffieurs Osterreichische Militarische Zeitschrift.

:N'. 3, marzo 1896. _ Una lacwia nello Sl)iliippo natiirale della fortifi. cazione pennanente. ; . . Ne è autore il capitano PAu L voN REHM, già noto per il suo studi~ grandemente pwriato, Taktische Betrnchttt!igen iiber den Festungs-Anyri/T ~nd ,die penncme~ite Ji'ortification der Gegenwart. Dopo un breve esame circa


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RIVISTA D EI PERI ODICI MILI'l'ARI

RIVISTA DEI PERIODICI . ~IILl'rA Rl

lo sviluppo storico dello fortificazione bastionata e poligonale, il capit:i.no von Rehm, tratta dell'odierna fortificazione corazzata, del sistema dei fronti e dei foni alla Brialmo11 t, accennando all'incompleto sviluppo dell'artiglieria dell'attncco, ed all' uso degli obici e dei mortai. Dell'iniziativa militare. - Esempi tratti dalla storia e motodi di educazione opportuni.

Vi traspaiono quelle doti di saldo valore ed incrollabile devozione alle istituzioni che rendono grande l' esercito austriaco. L'autore così le riassume in fondo al suo studio: < Beni e sangue per il nostro imperatore, beni e sangue per la nos!ra patria ». Corrispondo110 le prescrizioni sul cornbattimento, nel regolamento d' esercizi per le truppe a 71iedi, alle rnorlerne esigenze della taUir.n ? ~

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Condizione altuale dei lavori delta ferrovia transiberiana.

Il compilatore delle notizie relative al gigantesco lavero della ferrovia transiberiana prevede che esso sarà compiuto prim~ del H)Q!J,, data fissata per termine alle costruzioni, e .molto probabilmente per la fine del secolo. Notizie miliiari. -

Germania. -

Serbia.

Le Spectateur milita.ir e.

N. 113, ,i marzo 1896. - Il rìtfro d' aitlorità ed i quadri della 1·iserva.

Studio sul detto rego lamento di GusTAvo W 0LF1~, tenente del genio, corredato da raffronti con il regolamento corrispondenle, in uso presso l'esercito russo, secondo la critica p:.ibblicata nel Voennii Sborni/e del gennaio decorso.

·commento alle nuove. disposizioni di legge del ministro ~a_vai~n~c, relative al passaggio anticipato n<"li quadri uelln riserva, anzi 11 )Hmte d'età prescritto, degli ufficiali generali .tl~ assimi\~ti, e~ ~I ~olloca~e~to a riposo d'autorità, egualmente in ant1c1po,, deg!1 ~1fhc1~h su~~'.~11 e subalterni che hanno éompito almeno trent anni d effettivo ~e1 ~1z_1~, e non posseggono più j necessari requisiti per continuare nell an1v1la.

Della vita di Loudon. Continuazione. - Battaglia di Zorndorf. - Battaglia di Hochkil'ch. - Perdite dell'eserci~o impel'iale alla battaglia di Hochkirch. - f qual'Lieri d'inverno per l'anno ,1758.

La cavalleria, d'arrnat,i e l'esplorazione. Il tenente generale barone Pelet. Cronaca. quindicinale.

The United Service Magazine.

N. 4, aprile 1896. - La difesa 1iazionu,le. - H1LLJAU0 A LTimrnoi,;. L' ed1icazione degli 11/ficiali della rìservli navale. Il maresciallato britannico prima del 1800. - Il primo maresciallo inglese. - Gilberto de Clare. li maresciallato durante le guerre fra Scozia ed lnghilterra. - Jaìnes Keith. - Il duca di York. Riforma dett' artiglieria. Gli esami di taltica per la promo;ione lt comandante di reggimento. La colonna volante del genernle Nicholson nel Punjcmb. R evue militaire de l'Etranger.

N. 8~0, m~,rzo i896. - Consùlerazioni stilla cavalleri<i tedesca. Lei Spagna e l'insur,:ezione cubana. - Continu:1zione. Il servizio biemwle ed i quai·ti batta,qlioni in Germania.

Colonnello C11AnERT.

Militaert Tidsskrift.

N. 2, febbraio 1896. - Le 1nanot rc del 1895. 1

Il periodico danese, comprende in questo fascicolo un riassunto particolareggiato e completo delle manovr~ eseguile'. d~1ra.nte _lo scorso settembre, dalla divisione di manovra, nei contorm d1 R~sk1lde, sotto la direzione del tenente generale Bahnson. Le truppe che v'. h~n.no pa:·· tec\pato som mavano a 15,220 combattenti. Le ~anovre si d1V1se_ro m tre periodi _ dal 1.2 al 2'1 set_iem~re, ~al_ 2!'.S al 2~ e d_a! 4 al~ 8 o_ttobre. Furono esercitazioni cosc1enz1ose rnsierne e bnllant,, che ~1ede10 motivo ad ampi e particolari studi sull'impiego delle truppe cd 1_1 fun: zionamento dei servir.i presso \'esercito di Danimarca. La rela_z1one e abbellita da due carte topografiche delle zone di manovra, edite dall'ufficio topografico del corpo di stato maggiore di Copenhaghen .


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RIVISTA DEI PERIODJl}J MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICI MILl'fARI

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Revue du génie. Rivista d'artiglieria e genio.

N. 3, ma!·zo i ~96. - Dell,i resistenza dell'aria al moto dei pr~iettili. , Co_nt1~uaz1one e fine dello studio del colonnello F. SiAcc1. L assedio di Rodi e la meccanica militare.

N. 3, marzo 1.896. -::- Una 11ie11w1·ia sulla (orti~cazione d·i Camot Il una

~

. . Il maggio1:e Rocci-H, prendendo argomento dall'esagerazione della tesi d1 colo_ro che affermano esser la guerra d'assedio un caso particolare e q~as1 un mome~to della guerra di campagna, si propone di dimostrai e_ come l_a pnma non può giammai perdere i caratteri che le so · 0 ~r_o.rn: a. ~a~wne, dell'!ndole essenzialrnente tecnica delle relative op:laZl?n1 . .E<:h suff'.·ag_a 11 suo studio con ammaestramenti ricavati dalla stor_ia degli assedi, 1 q~1ali manifestano l'invariabilità delle norme direttive, anche ~el contmuo trasformarsi dei procedimenti poliorcetic· E narra rassedJO di Rodi, intrnpreso da Demetrio. fi<rlio di A.ntioon I. durante ~vh anni ., G· C. va Iendosi. specialmente : ti e o, · . 305·,304 ...,. della biblioteca stonca dt Diodoro Siculo, di Agira. ·

critica di Chasseloup. Note~oli differenze contraddistinguono la 2' dalla 3• edizione dell'opera _ di ·Carnot, sulla ·Dif,is<i delle piazze", le quali riflettono particolarmente il fronte di difesa e le costmzioni accessorie. Ma di simili proposte non 1:imase traccia concreta che in un rapporto inedito, indirizzato dal Carnot ;11:imperatore Napoleone. Questi lo diede poscia in esame, al Chasseloup, che, a sua volta, lo criticò ed annotò. Il complesso di questi $ludi, tolti dagli Archivi della sezione storica del corpo di stato maggiore, veggono ora la luce per opera del maggiore ì\fanc u1>RON. La memoria è ~orredata da ·un disegno del nuovo fronte, a ritorni ofl'ensivi. Esperienze cirw la (orza di penetrazione del fucile Mauser, chi 111;m. 7,5. Spostamento di un muro di facciata. · Una compagnia regionale del gen'ÌOspagnuolo. Costruzione di pont-i cli circostanza nelt' India in9les11. Ponti so2,pesi. Ponti provvisori su lìurili poco profondi. Metodi cli passaggio di fossi acquei.

Gra./ici di convel'genza. - Capitano G1 nLlANO Rtcc1. Della costruzione dei carri militari di G10uGio KAISER. Per cura del comitato tecnico militare di Vienna ~enne d' · i . · bbJ' l' · , , 1 questi _ B1?1.Ili ~. pu JCata opera del prof. Kaiser, sulla costruzione dei carri m1htar1, la q_~ale completa la serie delle altre già tanto favorevolmente not~. Lo ~tudw . presente, del tenente .!\fottei, ne offre un riassunto tale mvoghar, chrnnque . dc' noSlJ'i ~fficiali che sono preposti ai l;vori d arsenale, d approfondirlo con\•enieritemente.

d? _

1'i'.·o contro palloni frenati. - .Capitano PAGANO . .nfiscellane1if.e notizie. - Tavole balistiche del mctoòo s·iacc1.· - Il cannone ianc~se d~ :120 corto. - Ponti galleggianti articolati -- Il numero · · · eIet.- · I der· ·pezzi delle . .batterie da campao-na "' · - GI.t unp1ant1 ti 1c1 ~e la piazza d_ 1 Brwnçon. - Giuoco di tiro d'artigli .Cerch . a fredd o deIle ruote. - Fabbricazione elettroliti eua.a d . . i~turn t.11b1 di rame. c ei

Revue du service dell'Intendence Militaire.

o,

settembre-ottobre :1.8})5. Da questa eccellente Rivista spigoliamo alcune noti;\ie a fascio. Da uno studio intorno alla composizione del riso che s'importa in Francia risulta, che i due terzi della, massa del prodotto importato provengono dall'Indo-Cina francese, il resto da varie regioni, e non ultima, dal Pie~onte. Il riso italiano si manifesta il più ricco di materie azotate, subito dopo quello di Sa1go11 . V-autore conclude allermantio che il riso é alimento più nutriente di quanto generalmente si crede, e negli usi milita.1;i, di singolare importanza per la sua conservazione e focilità di trasporto. E 1:oi, da parte nostra, a questi pregi del riso nei riguardi militari, aggiungiamo quelli che furono riscontrati dai Giapponesi nell'ultima Jorn guerra contro la Cina, durante la quale, quasi unico alimento della truppa fu il riso, trasportato da convogli leggeri di sussistenze, tanto adatti alla guerra da montagna sulle Aìpi di Manciuria, quanto al rifornimento dei corpi che sbarcarono sul littorale delle penisole di Ljao-Tong e di SantuJ:\g.

N.


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RIVISTA DEI PERIODICI MILl'l'ARI

IUVJSTA DIH l'ERIO DICl MILITARI ·

1 11eutri . - ~tudio di diriU.o marittimo internazionale. _ Del contrabbando d1 guerra. - Del diritto di visita delle navi sospette. _ Del blocco.

N. G, nov~~bre-decembre 1895. - In materia d-i bi!anào. CAAIILLO Lro~. La comm·t~sione per l11 /iirine. - Rapporto al Ministro d'airricoltura industrrn e commercio. " ' r:,nposizion~ delle fa.rine e macill(i a cili11dri dei ,qi·ani. N. 1, gennaio~f~bb.r~i~ 1~96. Le stoffe pe1' vestiario militare e loro ·valore. - Co~d,~10rn 1g1on1che delle stoffe impiegate. - Esame critico dei processi d1 fabbricazione delle stoffe per uso militai·e. _ I col · , ori. - I rn permea b·1· I Jta. Il bestiame nei paesi caldi. L'Esplorazione commerciale e L'Esploratore.

N. 3°•. mar~o 1896. - Com11iemomzione di Cristoforo Neqri. Culoma Eritrea. - l proventi e le spese durante J'ese;·cizio :1.894-95. - Le perle e la madreperla nel )Ja r Ros~o. Il valore commerciale dell'Africa. L'Africa degli europei. - Awrox,o ANNONr. Esplorazio11e al lagu Rodolfo. - (Basso Nu rok). Scopo e valol'e delle esplorazioni antiche. - Generalo GnEur. La. scopert,a del polo Nord. Umguay. - Commercio estero 11ell'anno 1894. Journal des sciences militaires.

Ma_rzo 1896.. - Strate.9ùi da comballimento. - Lo &forzo decisivo. _ Jl s~v.erchrn nwnto della dife~a. - La convergenza dei fuochi. _ Av.v,c10.a?1ento delle I.ruppe d'aJLacco. - L'assalto concentrico. Studio critico sulle opernzioni del 140 corpo d'annata t d · rr · l' l Sa e esco nei Y osgi 11 e el a la 6ne. - J\[arcia retrograda del :lfio corpo verso Seveu,' e Savoyeux. - Continuazione. . x Le fron tiere e le piazze forti delle 71rincipali potenze Ord· n t d' fensivo detfltalia. · ·ma ien i-

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breve descrizione geografica o militare dell' Italill continentale e peninsulare, dc.Ile lince di difesa e drlle piazze forti che le «uarniscono - lo studio, cho è dovuto all' AM PHocx, avrà seguito. ~ È

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799

Troppi q1iadri militari. A proposito della missione soc·iale dell'iifficiale.

Al problema, che adesca ad una trattazione larga ed adeguata, l'anonimo autore di questo studio risponde con poche pagine. E così conchiude: L'u fficiale, anzitutto, deve pagar d'esem pio o di pertinacia di volontà - in campagna, specialmente i su0i uomini lo seguiranno, ed egli « vincerà perchè sarà amato ». Operazioni militari siille f1·onliere della, Savoia e dell' alto Delfinato nel 1s0· secolo. La di/esci del marescùillo di Berwick. - Ccmipa.gna del 171 O.

Brevi operazioni attorno al campo di Tournoux, che si chiudono con la ritir11ta degli imperiali nell'autunno del 18'10 - fazioni non differenti attorno Hriançon, di dove Rhebindcr si ritirò sulla. spianata di S. Sicorio. La campagna dell'anno seguente s'aprì con migliori auspici d'azioni risolutive - l'avvento al trono imperiale dell'arciduca Cado le foceano spei·are dai collegati. Re Vittorio Amedeo Il. mise in armi 2fi. battaglioni, gli imperiali spedirono 20,000 uomini : gli alle2ti si raccolsero nelle posizioni di Orbassano, Pinerolo, Vigone. Di là, ai primi di luglio, mossero con la fanteria verso Susa, con la cavalleria verso Aosta - la prima tendeva al Cenisio, l'altra al Piccol_o San Bernardo. Il maresciallo di Benvick, che stavo sulle guardie, corse in fretta a Valloirc, nella Savoia, per parare il colpo, lasciando poche vedette sul crine delle Alpi, dalla Roue al Piccolo S. Bernardo. Con il grosso, di 2i battaglioni aspettò a Valloire. J collegati stavano por ripetere le rminovrc del !709. Il duca di Savoia puntò dritto ver;o Annecy. e Berwick. si raccolse a l\lootmelian - guernitolo, a line di apporre qualche resistenza, con il grosso delle sue truppe si 1·itirò a Barraux, seguito soltanto da piccola avanguardia piemontese. Ma il duca di Savoia fu costretto, per· ma lattia, a lasciar l'armata. li generale Della Rocca gli era successo nel comand'o, e le operazioni Janguirtmo. Il maresciallo di Berwick, rapidamente, mandò il duca di Broglie, con H battaglioni, a sorprendere il Moncenisio - vi . riescì, e Dolla Rocca fu costretlo a retrocedere per proteggersi le retrovi~. La Savoia così fu sgombrata del tutto dalle milizie. austro-piemontesi. Nel 17:L2, il trattato· d' Uti·echt, chiuse la guerra. Decreto del /3 gennaio -1895. - Le ispezion·i generaZ,i. Vie di comunicazione in Africa. Wissembourg. - F1:oeschwillel'. - Clullons. - Sedan, etc.


800

RlVIS'I'A DEl PERIODICI l\lILlTARI

RIVISTA DEI PERlODICl ·MILITARI

Revue du cercle militaire.

N. 13, 28 nrn r;;:o 1.896. - Le truppe indi,gene e l'esercito coloniale. ContinuiJzione. La campagna contro gli Ascianti. La torpediniera sottomarina « Holland » . N. 14, 4 aprile 1896. - I Dervisci ed il Sudan e_giziano. Le tr-V;ppe ind(gene e l'esercito coloniale. - Fine. Militar-Wochenblatt.

N. 29, :l0 aprile 1896. -

Cfrcolo militare di Berlino.

Conferenza intorno all'ordinamento delle truppe imperiali nelÌ'Africa orientale e sulle loro operazioni di guerra, durante la campagna del ,1893-94.

Presso St. Ubert. -

Dal diario del colonnello GNiiGGE.

App~ndice al mese di marzo. - . Rivista della letteratura militare N. 4. Vi notiamo tre lus;nghiere recensioni di libri italiani: quella del :MoLTKE, del colonnello SEv&mNo ZANEU,1, quella per la traduzione del tenente LuzzATrr del volumetto sulle pattuglie indipendenti di fanteria del maggiore G1011010 YON DER GoLTz, e quella del libro del generale RoGIER Accademia militare di Torino. Bollettino bil;>liografico rpilitare.

Oesterreichischer Erbfol_ge K1'ieg (1740-'1748) nach den Feld-Acten und anderen a1ithentischen Quellen; bearbeitet in der · Kriegsgeschichtlichen Abtheil1,ng des K. K. Kriegs-.4rchivs - :l voi. 2 th. - Vienna _ Seidel ed. 1895. Aide mémoire de numoeuvres et de campagne, à l' usagt des officiers des toutes armes et de tous sm>ices. - Lieutenant H. C. F1x - Bruxelles _ Muquardt ed. 1896. · De l' occupation des positions dans !a défensive. - Capi taine commandant d'ét.at-major beige A. 01 SELLJÈRS DE .MoRANVILLE - Bruxelles _ Spineux, '1895.

801

Leitfaleit zum Stitdium dei· elementaren Ballistik - Capitano H.~NS MANDRY Vienna - Seidel, 1896. J: armée .et la flotte en 1895. - Gramdes manoeuvres des Vosges. - Manoeu- · ·vres navales - Expédition de Madagascar. - A11noi;1N-DuMAZET , Berger-Lcvrault, 1896. L. 5. : . Pattuglie indipendent-i. - G10RtiIO von der GoL'rz. - Tl'aduz1one dal te~ desco di Arturo Luzzatto, · tenente di fanteria - Parma - Battei ed. 1895. l\fomTZ von ANGELI. :._ Et·zhi rzog Carl von Osterreich, als Feldherr und Heeresorganisator. - Im Auftrage seiner Sohne, der Herren Erzherzoge Albrccht und Wilhelm etc. - i voi. - Vienna e Lipsia Braumiiller, 1896. A.LFRED von DoMASZEWSKl. - Die Religion des Romischen fleeres - Tre"ieri. - ):,intz, ,I 896. Gen. PHtLIBEl\T. - L'instru.ction du tir. - Ch. Lavauzelle, ed. :1896 .

L. :l,25.

Les contemporains. - Ét1.ides et portra{ts m·ilitaires. - Sixième séri.~ Lecene Oudin, ed. - Paris, :1896. Instruction du 1 .Mars 1896 sur les inspection ,qénémles. - Dispositions communes à toutes les armes et à tous les services. - Lavauzelle, ed. - 1896. Memento miliu1ire. - Résumé analytique alphaoétique des lois, décrets etc., concernants l'armée. .:_ Voi. 4° - Lavauzelle, ed. 1.896. De Saint Lowis à Tripoli par le lac Tschad. - Tenente eolonnello MouTEJI,. - F. Alcan, ed. - Paris, '1896. - Serie di fascicoli ad una ' lira l'uno. 'L'Eu~ope politiqiie. -1\L SE'.'ITUPEHY. - Lecene et Oudin, ed. - Paris, . 1896. Annii;ire illustré de l' Armée française pour l' année 1896. - RooEn DE BEAuvorn, disegni di Pierre Comba.-'-- Plon et Nourrit, ed. - Paris, 1.896. Guide pratique du colon et du soldat à .Madagascar -:- GA uTIEll e RoumE, etc. - J. Andrè, ed. - Paris, :l896. . Essai sur la tactique. - Exercices sur lli carte. - Rédaction des ordres. ·· ' - Discussione e soluzione di sedici temi di tattica preposti ai candidati alla scuola di guerra, fino al 1895. - Paris - Baudoin, ed. 1896. Liste des offir,iers géné1'eUX tués ou blesses soiis le Premier Empire de 1805 . a 1815. - :MARTJNIEN. - Ch. Lavauzelle ed. - :l896.


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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

So·m,enirs de la Révolut'ions et de l'Empire - GASTCIN CEnFDEun - Jouvet ed. - Paris, 1896. Jlfénwfres de madame de Chastenay. - (·1771.- 1.8:HS) - Pubblicato per cura di Ar.r-oNso R.osEnOT. - Plon et Nourrit - Paris, 1896. Konnte .Mareschall Bazaine im Jahre 1870 F-rankreich retten? - H1rnMANX K uNz. Eisenschmidt - Berlino, 1896. Die Schwssvorschiftea der EU1·opoeischen 1lfoechte. - Leipzig, 1896. Résumé de geo,qraphie physique et histori7ue. - Gen. N,ox. - Delagrave · ed. 1.896. Règlementsurles manomvres de la cavalerie allemande. - Traduzione del capitano SnvESTRE. - Derger Levrault. Ed. Paris. - L. ·3.

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ANNO

XLI

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RIVISTA MILITARE ITALIANA

DISPENSA IX.

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1° MAGGIO 1896

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ROMA \

VOGHERA

ENRICO

TIPOGRAFO•EDITORE


803

SOMMARIO DELLE MATERCE CONTENUTE NELLA P R ESENT E DISPENSA I

LA CONSTATAZIONE DELLA MORTE DEI FERITI IN GUERRA

La constata.zlone della morte "del feriti in guerra. 'M.

CARCAN1,

maggiore nella rise:-va • .

• • . . • . Pag. 803

Lo studio della storia milita.re considerato qua.le fattore ·dell'istruzione ·ed educazione dell'ufficia.le. - SOMALE FnANCEsco, colonnello comandante il 92° regg. fanteria .

.

»

811

Il dualismo nella risoluzione dell' odierno problema di- · fenslvo. - E. Roccm, maggiore n_el 3° reggimento genio » 831

Il casermaggio per le truppe. tùiuazione)

.

. . . . ·.

GusTA. vo CARONCINI. - ( Oon• . . . . . . . . . . » 853.

Tra. i libri (F) : •

Una pubblicazione che onora il nostro corpo sanitario. - Statistica militare austriaca e statistica italiana. - Il ge1ierale DnAGoMÌRow ed il roma1izie1·e Tor.STO!. - Spirito e materia. - L. unità del pensiP.ro nell'esercito. - Un fr1t1J1·essante studio sulla funzione ·ci1;ile dell'esercito . .,... I ricordi di un illustre vetemno » 863 Notizie polltloo-mtlltari. - a;,

»

Francia: Scuola di teleg1·afla milita,·e. - Manovre alpi ne nel 1896 » . 880 Germania: llfutamenti negli alti comandi. -_ 1Wod~ftcazioni ed aumenti nei quaà1·i dell'esercito . . . . . . . . . . . . , ,. 881 Svizzera: L'elettricità ed i proietti di piccolo calibi·o . . » 882 Spagna: Effettivo di1ll'ese1·cito spagnuolo diviso per armi. - Bi.:. . . . .

. . . . . .

. .

. . . » 883

Inghilterra: St'tuazione della ma1·iri-a da guei·ra britanni-ca 1·ispetto alle flotte delle alfre raal'ine d'Eur opa al Jrincipìo dell'anno 189G,. &84

Rivista. del perlodlol mllltarl . . . . .

PROPIUETA LETTERARIA.

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. . . . .

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•

8'72

Notizie mlltta.rl estere:

lancio della guer1·a

Tre sono gli atti dello_stato civile che costituiscono la base della :umana società e dai quali derivano i diritli e i · doveri dei cit· 'itadini che sono regolati dalle leggi civili: nascite, : matrimoni e morte. Disposizioni speciali regolano, in tempo di guerra, questi .atti pei militari in campagna; ma quello che più specialmente_ riguarda i mi litari è l'ano di morte, come il più freqllente, perchè ,è una ineluttabile conseguenza della guerra: gli altri due non pos.sono verificarsi che fra persone estranee alla milizia, le qùali si trovino al segµito degli eserciti o addette al servizio delle truppe in campagna, essendo il matrimonio vietalo ai militari in .tempo di _guerra. Esamineremo per ciò lo stato della legislazione 1.-attuale soltanto pei decessi, parlando prima della morte vera e , ,reale, poi di quella presunta, ossia dell'assenza.

885

** La constatazione di un decesso è della m_assima importanza, mei rapporti non solo fra lo Stato e i ci tLadi.ni, ma anche dei -cittadini fra loro. Interessa allo Stato l'accertare la morte e quale fu la causa, per gli effetti politici e finanziari, per la scienza -delle malattie, per verificare se fu prodotta da reato, ecc, ecc. ed ,è necessaria ai cittadini la prova della morte pei diritti eredi-tari e di · famiglia e per tulle le relazioni della vita civile. Dal che la necessità di circondare la prova di quest'atLo di tulle -le ·Cautele possibili per eliminare gli errori e le frodi. Una volta, la prova dei decessi, come quella .delle nascite ,e dei matrimoni, era aflidata . unicamente_ai parrochi, ai quali il ;potere civile non imponeva regola ·nè disciplina per conto pro-

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53 -

ANNO Xl.I,

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804

805

:pEI FERITl IN GUERRA

LA CONSTATAZIONE DELLA l\lORTE

prio; ed essi non avendo in' efi'ello alcuna responsabilità defini ta. prano più o meno ,diligenti secondo le idee dì ordine- che eia~ scuno aveva, seco ndo l' indole personale, ed anche seco ndo il grado di civiltà propria e del luogo in cui vivevano. Lo Stato era costretto di cbiedere a ministri che non erano i suoi e dei qua li non poteva sindacare nè il sistema nè l'operato, i dati essenziali dell e m1 scite e delle morti dei r,ittaa.ini , annotate in libri senza alcuna autenticità e senza alcuna garanzia , ali' infuori della probità del ministro ecclesiastico che li compilava . Tale sistema continuò si no ad un secolo indietro . L' as~emblea costituente francese, che proclamò la libertà dei culti. nella sua costituzione del 3 settembre ,J79 1, ingiunse al potere 1·egislativo di stabilire un metodo unico e generale a comprovare io pu bblici atti le nascite, i matrimoni e le morti , e a designare gli ufficiali pubblici che avessero la missione di ricevere questi atti e conservarli . Cosi cessò nello stato civil e ogni ingerenza ecclesiastica. In Italia, per effetto della restaurnzione che seguì alla ri vo· luzione francese, i registri delle nascite, dei matrimoni e delle morti continuarono ed essere tenuti dai parrochi : ad eccezione del r egn o di Napoli, in cui furono man tenuti i registri dello stato civil e introdolli dalla legislazione francese. Il codice civile italiano, promul gato il 25 giugno !865 ed entralo in vigore il 1° gennaio 1866, rivendicò allo Stato i diritti per regolare i matrimoni e per la constatazione delle nascite e delle morti. Il regolamento concernente l'ordinamento dello stato civile, che segui la pubblicazione del codice, il 115 novembre 11865, designa gli ufficiali dello stato civile e stabilisce ·Je norme per la formazione degli atti da essi ricevuti, e per la tenuta e conservazione dei relativi registri. 1

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** i'ion si può dare se poltura a un cadavere senza l'autor izzazione del!' uffizi aie dello stato civile, il quale non può accordarla se la · morte non sia stala accertata da un medico necroscopo o da altro delegalo sanitario; e .dove ciò non sia possi bile, se egli stesso non se ne sia personal mente accertato o per mezzo, di un suo del egato .

Devono inoltre essere trascorse ventiquallro ore dalla morte, salvo i casi espressi nei regolamenti special i. Accertala la morte e dato l'ordine di sepoltura, l'uffiziale dello stato civi le stende l'atto di decesso sulla dichiarazione di due te~Limoni , i quali devono deporre sulla identità personale del!' individuo deced uto . L'atto di morte deve enunéiare il luogo, il giorno e l'ora della morte, il nome e cognome, l'età., la professione e il domicilio ~ la . residenza del defuntù; il nome e cognome del coniuge superstite, se la persona defunta era congiunta in matrimonio, o del predefunto coniuge se era vedova; il nome e cognome, l'età, la pr~fessione e il domicilio dei dichiaranti. lnollre l'atto deve enunciare, per quanto si possano sapere, il nome e cognome, la_professione e il domiciiio del padre e della madre del defunto ed 11 luogo della sua nascita. Nel caso di morte senza che sia p·ossibile di rinvenire o cli riconoscere il (;Udavere, il sindaco od altro pubblico utfaiale deve sten derne processo verbale e trasmetterlo al procuratore del H.e, per cura del quale, dopo ottenuta l'autorizzazion.e del tribunale, lo stesso verbale è annesso al registro dello stato civile. Quando si fosse data sepollura ad un cadavere senza l'autorizzazione del pubblico uffi zi ale, non può essere ricevuto l'~tto d'. mort~ se non dopo sentenza del tribunal e, la · quale viene rnsenta nei registri. Per oli atti concernenti i militari in campagna e le persone al se,ruitoc)deo-li eserciti, dice il codice che le funzioni tli ull1zial e dello sta~o civil; sono adempiute dltgli i mpiegati tl,•..:;ignati nei rligolamenti. Le dichiarazioni di na-scita, come quelle di morte, devono contenere le indicazioni di sopra espresse. L' f8ttruzione intorno agli atti di stato ci vile, che f!l, seguilo al regolamento· di servizio in guerra approvato con Il. ~e~reto .26 _no: vambre .J 882, determina cla chi devono essere tenuti 1 registri d1 stato civile ed il modo di compilare gl i atti di nascila e di morte <lei militari in campagna e delle persone aciclette all'esercito. ·Nessuna difficoltà per constatare le morti non avvenute sul campo di battaglia. Pei decessi avvenuti negl i ospedali , nelle sezioni di sanilit o nei depositi di con valescenza o in altri luoghi del

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806

DEI FERITI IN GUERRA.

LA CO'S'STATAZIONE DELLA ,MORTE

territorio occupalo dal le truppe in campagna, le norme · deuate dalla citata istruziof!1e sono chiare e di facile esecuzione. L'allo di dec~ss~ ~ sottosc~itto clall 'uiliciale contabi le che lo ha compilato, dal! ulT1z1ale medico che aveva in cura il defun to, o dit quello che ha proceduto alla ricognizione del cadavere, nonché 1da due testimoni stati presenti al decesso~ che attestino fa morte e, per quanto possibile, l'identità dell'indiv iduo deceduto. Le for malità sono insomma quelle stesse che si osservan~ per tutti i cittadini da.,li uffiziali dello stato civile. Ma le stesse formaliti\ non possono s;mpre essere osservate per le morti avvenute sul campo di battaglia, non tanto per l'accertamento della morte, quanto per la constatazione della identitii personal e del1 mi I itare deceduto . La constatazione di morte sul campo di battaglia, dice l'lstru::ione, è indubbia ogni qualvolta il cadavere è stato visitato da un uflìciale medico od altro perito sanitario alla presenza di almeno due testimoni, o quando il cadavere presenti ferite O Jesi_o ni tali che ~nc~1~ persone estranee all'arte medica possano gi udicare che la vlla e mteramente cessata. Accertata la morte, sorge la difficoltà per la constatazione. della identità personale. Se i mii itari sono provvisti di un gettone o medaglia di riconosci- . mento e questa si trovi addosso al cadavere, cessa ogni difTicollà. In mancanza di questa, si potrà osservare il numero di matri cola su qualche capo del corredo; ma se il cadavere foss e nudo a/fallo e non riconosciuto o irriconoscibile da coloro che ne constatano fa morte o procedono alla tumulnione, si raccolgono i cont~·assegn i personal i più impor}anti (colorito dei capelli, degli occhi, segni partir.olari su l volto o sulla persona, ecc.) eh~ possono servire d'indizio per fare riconoscere in se,ruito col con fro nto di altri documenti r identità personale del 7umulato.. ' Dopo un fatto d'armi, riordinale le truppe, i comandanti di reparto o di qualunque frazion e di truppa iso lata sono, tent1 ti di far:;i rendere esatto conto dai rispettivi ufficiali, solluftìciali e caporali, del nome degli individui mancanti; e quindi ciascun comandante, chiamando a sè per ogni mancante almeno tre testimoni, se possibil e, daìla deposizione di questi accerterà la causa dell'assenza, cioè, se per morte, o perchè pl'igioniero , o in altro modo mancante.

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Per oli individui mancanti dei quali verrà attestala fa morte . nei · modi di sopra indicati, ciascun comandante deve redigere analogo verbale, in base al quale viene trascritto l'auo di morte sul reaistro dello stato civile dall'ufficiale incaricato Qu uste fo rmalità: se non sono di diffi cile esecuzione quando si, trril.li di pochi manr,anti, o quando aimeno il numero dei presenti sia maggiore di quelli mancanti, divengono assai diflicili quando i mancanti s~perino i pre~enti, ed assolutamente impossibili quando iuti eri reparti siano rimasti quasi del lutto d.istrnlti. Ed è precisamen~e questo il caso in cui noi ci troviarno dopo la infausta b~ttagha cli Adua. Ciò ci induce a parlare dclb morte presunta, oss, a dell'assenza. ~

,,. * * Quando dopo una ballaglia o un fatto d'armi un militare non sia più comparso, non ne sia stato rinvenu to il cadavere .e nessuno possa attesta re della sua morte, quali norme dovra nno seouirsi per l'egolnre i diritti ereditari , per la liqnida.1.ione della pen;ione o assegni spettanti alla famiglia, per tulli i rapporti d' interessi derivanti dalle leggi civili? Diciamo subito che la nostra legislazione, sia civile che militare, nulla dispone riguardo ai militari .scomparsi in guerra. È una lacuna inq ualilicabile, che l' ultimo nostro disastro afri cano ha messo maggiormen te in evidenza. Le disposizioni del codice civile circa la presunzione e dichiarazione di assenza e la immissione in possesso dei beni dell'asQenle ' riauardano unicamente i cittadini in genere, ed indarno .. l') si cercherebbe una disposizione che si riferisce ai militari scomparsi in tempo di guerra e dopo una ballagl ia o nn fatto d'armi . Il codice civile si occnpa, come abbiamo veduto, degli alti dello stalo civile dei mil itari in guerra, parla degli obblighi del servizio militare relativamente all a cittadinanza, detta norme speciali pei testamenti dei militar\ e contiene varie altre disposizioni relative · ai militari ; ma tace a[atlo di essi quando tratta della assenza e de' suoi effetti. Eppure, se v'era caso in cui il codice avesse dovuto occuparsi dei militari , er·a. precisrimente quello della

è


808

DEI FERITI IN GUERRA

morte o della scomparsa dopo un combattimenÌo, che sono le inevitabili conseguenze della guerra I . In mancanza dunque di speciali disposizioni pei militari non ci r esla che esaminare b1·evemente quelle stabilite dal codice per ogni cittadino. '

Se l'assenza fu continuata per lo spazio di trent'anni dopo la ;mmissione nel possesso temporaneo, o se sono trascorsi cento anni dalla nascita dell'assente il tri bunale, sull'istanza delle parti . int;ressate, pronunzia la immissione nel possesso definiti vo, e dichiara sciolte le cauzioni e cessate le altre cautele che fossero · .state imposte.

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LA CONSTATAZIONE DELLA lUORTE

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.."

La persona che ha cessato di comparire nel luo"o del suo ultimo domicilio o dell'ultima sua residenza, senzà che se ne abbia notizie, si presume assente. · Finchè !'ass?nza è soltanto presunta, se non vi è alcun procuratore, Ii tnbunale può nominare chi rappresenti l'assente e dare tutti i provvedimenti necessari alla conservazione del suo patrimonio. Se vi è un procuratore, il tribunale provvede soltanto per gli atti che non potessero farsi dal procuratore in forza del mandato o della lei;(ge. Dopo tre anni continui di assenza presunta, o dopo sei , ove l'ass~nte a?bia l~_,ciato un procuratore per amministrare, i pre:sunt, ered, e chiunque creda di avere sui beni dell'assenle di. riUi dipendenti dalla morte di lui, possono domandare al tribunale che l'assenza sia dichiarata. Il tribunale ordina che siano assunte in formazioni. On esto provvedimento, oltre le snli te notificazioni , è pubblicato due,volte col.l'intervallo di urr mese, nel giorÒale degli annunzi giudiziari del distretto e nel giornale ufftziale del regno . Assunte le in!·orm~zioni e trascorsi almeno sei mesi dalla seconda pubbl icazione, 11 tr.1bunale si pronunzia sulla domanda di dichiarazione dell'as· senza. La sentenza che dic,hiara l'assenza è notificata e pubblicala due volte nello stesso modo. . Trascorsi altri sei mesi dalla seconda pubblicazione della ~enteoza che dichiara rassenza, il tribunale, ,;ull'istanza di chiunque cr~da avervi interesse, ordina l'apertura degli atti di ultimavolontà dell'assente, se ve ne sono. Gli eredi testamentari, 0 rrli eredi legiuimi possono dom andare al tribunale la immissi~ne n°e1 possesso tempor1,1neo dei beni dell 'assen Le, mediantt=, cauzione nella somma da determinarsi dal tribunale, e colle altre c~utele e formalità stabilite dalla legge.

... * * Basta l'avere accennalo queste disposizioni del codice, senza parlare delle <[uestioni l.egali cui possono dar luogo e delle spese non lievi che importano, per dimostrare la necessita di una legge speciale per regolare i diritti spettanti allé . fami.gl.ie .dei milit~ri scomparsi nei nostri disastri africani. Le d1spos1z1om del cod,~~ civile regolano i rapporti fra i cittadi ni, ma non provvedono a, rnpporti del militare scomparso e della 11ua famiglia collo Stato • per- i diritti derivanti dai servizi prestati. È vero_ che colla. d~nominazione di beni dell'assente si possono anche rntendere I d1 • l'itti alla pensione od assegno, anzi crediamo che sia cosi; ma è am,missibile che le mogli e i figli dei numetosi militari scomparsi in Africa debbano attendere i tre o i sei anni, duplicati dalle formalit à necessarie, per ottenere dal tribunale la dichiarazione di assenza ed essere ammessi a far valere temporaneamente i loro diritti ? È giusto che ' debbano presi are cauzi?~e per co~seguire quella pensione o quell'assegno cui hanno incontestabilmente di1•itto e che niun altri può loro contendere? li codice fa una giustissima distinzione circa il godimento delle rendite durante il possesso temporaneo, stabilendo che il conjuge, i discenden ti e gli ascendenti le percepiscano per intiero, mentre ~li: altri parenti debbono rilasciarne una parte, cioè o il terzo o il ·quinto o il sesto o il decimo, secondo il grado di parent~la e gli nnni del possesso temporaneo (articoli 30 e 31) ; ma nessuna dislinziene è fatta per la cauzione: tutti de,•ono prestarla,, anche i figli t la moglie ; il tribunale ha solo facoltà di determinarne la somma (articolo 26). . Di più, la immissione nel possesso definitivo dei beni delt'assente non può aver luogo che trascorsi trent'anni dopo la


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LA CONSTATAZIONE DELLA MORTE DEI FERlTI· IN GtrERRA

· immissione nel possesso temporaneo, cioè dopo quasi quarant'ann~ dall'assenza presunta. È ,chiaro che durante questo tempo tullt· i. figli ,;aranno usciti di · minorità perdendo ogni diritto a pension~, e la moglie, i fratelli, le sorelle, i genitori saranno forsetutti morti. li possesso definitivo. dunque, quanto alla pens ione o all'assegno pei servizi pre~tati dal militare scomparso, non & , che una ill usione I .Ma non basta. La legge sulle pensioni civili e militari stabilisce che chiunque pretenda aver diritto a pensione o ad assegno, se lascia. trascorrere più di un anno dal giorno in cui dovrebbe cominciare il godimento senza farne domanda o senza presentare i titoli giustificativi del suo diritto, non sar~ ammesso a. godei:ne che dal primo giorno del mese successivo a quello della. fattane domanda o della presen tazione dei titoli. Ciò equivale a dire che. gli aventi diritto a pensione o assegno dei militari assenti _ne perderebbero il godimento per tutto il lunghissimo tempo, necessario ad ottenere dal tribunale la dichiarazione di assenza e la immissione nel · possesso temporaneo dei beni. È necessariodunque che una legge speciale ponga anche in armonia la legge·sulle pensioni colle disposizioni del codice civile circa gli assenti. Il dòloroso fallo a cui noi oggi ci troviamo di frontè non ha precedenti nella nostra legislazione; ed -anche presso gli altriStati non può essersi verificato che in qualche raro caso, perchè nelle· guerre che si co'mbattono fra le na,iioni civili . specialmente dopo la bEmefica convenzione di Ginevra pei feriti in gu,wra-, non è difficile l'accertare i morti e i prigionieri; ma ciò che & a noi accaduto in Africa dimostra che le leggi vigenti non provvedono ai casi che possono accadere quando si combatte. con popoli barbari che mutilano i feriti e i prigionieri e non hanno. alcun . rispetto pei caduti sul campo di battaglia. M. CARCANI maggiore nella 1·iserva.

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LO STUDIO DELLA STORIA MILITARE CONSIDEUATO QUUE FATTORE DELL'ISTRUZlOU ED .EDUCAZI01E DELL' UFFICIALE

I.

. Non dirò cose nuove od ignorate, almeno dalla maggior parte . d, 1· r,-·c·ali studiosi. il mio compito è più modesto. . eg i u i i ' , 'f . I I t do Convinto dell'altissima importanza che ha per 1. u, ic1a e. o s u '. . della storia militare, procurerò cli trasfond~re in . quelli che. g1 a ~on l'avessero questa mia convinzione, traendo gli .argo1:1en.~1 d.~ quel poco d'esperienza che mi è ven~ta da.Ilo s~u~10 dei p1 mci pali fatti di guerra che successero nei secoli pas~at1 e .nel nostro·. Sarò ben lieto, e riputerò tutt'altro che perduto il. fr.utto. di questa confere.nza, se le mie parole avranno potut~ i~v~gh~r~ anche un solo ufficiale a rivolgere con a~ore e con ~er1et<1 d in tento le forze del suo ingegno a tale studio.

II. ·1a· la c·'rriera cui si dedir.a un individuo, è neces,. 1 · , d d· QuaIunque S · . sar10, . ,per potere in ess:1 emergere, .oltre ad un buon corre o i co~nizioni teoriche, una .buona pratica. . / . . . ,· 'che direste d'un medico che avesse consumato la vita st~1 ltb1 i, . ·tato un ammalato.,· D'un inoeonere meccanico che e non mai. v1s1 " n . , . . . er'"lO alla costruzione ovvero ali allestimento non avesse mai coop -.. · . . ,. d'una · macchina:? d'un chimico che, lim1ta~dos1 ·all~. pura teo11a, non avesse mai fatto alcun esperimento</ Eppure,. ~10 $arebbe · . · lt per noi m1l1tari e un fatto un paradosso per altri,. soventi vo e re~\e.

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LO STUDIO DELLA STORIA MILlTAllE

CONSIDERATO QUALE FATTOltJJ: DELL'ISTRUZIONE, ECC.

Le guerre succedonO' ad intervall i più o meno lunghi. Qualche volta, in po_chi anni , si prende parte a varie campngne; altre volte s'invecch ia in servizio senza avere la fortuna d'impugnare le armi in difesa del proprio paese . Durante le lunghe i)aci si fanno semprP. più rari gli ufficiali che conoscono la guerra, non solo teoricamente, ma anche per pratica; il complesso di quella gran macchina che si chiaooa esercito diventa più pesante·; gli spiriti infiacchiscono; la molla dell'ambizione non è più. messa iri giuoco; si perdono di vista i grandi ideali, e guai per quella nazione che non cercasse di pl)rre argine a questi gravi inconvenienti. Al momento della prova i disastri succederebbero ai disastri, e ben presto ogni cosa precipiterebbe a rovina .

Esaminando le cause, si viene logicamente da esse a dedurre gli effetti, mentre invece dagli effeui più difficilmente si rimonta alle cause. Nè vuol si con ciò dare l'ostracismo ai lrallati, che anzi, se buoni , nessuno mette in dubbio la loro utilità, ma a condfaione che servano essenzialmente per essere consultati onde vedere se le questioni in essi svolto vanno o no d'accordo col nostro modo di giudicare. Con questo parallelo tra le opinioni allrui e le nostre si riesce a chiari re meglio le idee e si dà maggior fondamento a quanto collo studio della storia si e imparato.

IV.

Il I.

Fra i rimed i che valgono a far sì che il gran meccanismo dell'esercito durante una lunga pace non abbia a guastarsi, e si mantenga vigoroso lo spirito militare, uno dei più eflìcaci è lo studio , della storia, quando ad esso si ded ichi la pluralità degli ufficia li. La coltura militare che si acqui sta col solo studio del le teori e e dei tra ttali è molto superfici11le. Chi basa i propri studi su quanto pensano e dicono gli altri, e non sui falli realmente sue- · cessi, non polrit mai avere convinziont proprie e profonde, perchè mai non potrà giudicare con vera cognizione di causa. , Xel lungo periodo di pace successo alle guerre napoleoniche sorsero gran numero di scrittori di cose militari ; lo stesso caso vediamo ripetersi dopo le guerre del ,185!J e del ·I866 e specialmente dopo quella del 1870-7·1. Ebbene io ho la cominzione che un ufficiale il quale con assidua applicazione fosse riuscito a studiare tutte le opere di tattica~ di logistica, di strategia ecc. scritte in queste differenti epoche, avrebbe imparalo assai meno di ch i lasciando a parte qualunque trattato si fosse limitato a studiare con cura i fatti di guerra che in esse epoche ebbero il loro svolgimento.

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Il segreto delle vittorie di Napoleone non si può mettere in chiaro nè colla manovra per linee interne, nè col concentramento dell'artiglieria sui punti decisivi, nè con il buon accordo delle tre armi, nè con alcuna altra teoria . Esso sta riposto in un complesso tale di cose, di fatti e di persone che tutte assieme bisogna esaminare con attenzione e profondamente studiare. La situazione politica sociale ed economica dei vari Stati d'Europa di quei tempi, l'organizzazione e forza degli eserciti belligeranti, il valore inlrinseco del soldato, il talento dei generali, i differenti teatri di guerra, ed altri fal.:. tori ancora che possono avere influito sui fatti successi, non si possono restringere in un solo tullo e giudicare c.omplessivamante che col mezzo della storia. Ad esempio, nella campagna del •I796, abbiamo da una parte un esercito non molto numeroso, mancante delle cose all a vita più necessarie epperciò vivente di requisizioni., mobiliss:mo a causa della sua stessa povertà, composto di trnppe agguerrite, infaticabili, cui il sentimento della patria tiene luogo di discì- . plina e c!J..e una specie di fatalismo spinge a dilfondere tra gli altri popoli le idea di libertà ed uguaglianza, comandato da 'vaIenti e giovani generali con a capo il piu gran genio di guerra che rammenti la storia ; dall 'altra parte eserciti più numerosi , provvisti di tutto il necessario, assuefalli a guerra lenta e compassata, epperciò poco mobili, composti di truppe agguerrite e


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' CONSIDERATO QUALE FATTORg DEI,L't$Tll.UZJONE, ECC.

LO STIJDIO DELLA STORIA MIUTARJ;:

ctisciplinate, ma cui nessun grande ideale fa battere il cuore. co.,.._ ?1'.1~d~ti da vecchi generali che non possono agire di pr~pria 1niziat1va, ma devono uniformarsi agli ordini del Consiglio aulico, che pretende da Vienna dirigere la guerra. Queste differenze , ~el . valore intrinseco dei due eserc1t1 :sono qnelle che portano le differenie nel modo di rr.anovrare e combattere e spiegano i brillanti ·successi oLLenuti da Napoleone wlla manovra per linee interne, colle sne battaglie st-tntegiche, colla meravigliosa costanza ·di cui diede prova per mesi e mesi nel tener fronte ai tuttora rinnovantisi eserciti nemici. Oal4t studio di questi fatti si deducono principì che in essi trovano il loro fondamento , e che quindi nulla hanno di assoluto nella loro applicazione, ed è appunto _il sapere piegare e modifìcare i principì a seconda delle differenti circostanze ciò che distingue un uf(ìciale conoscitore delle cose di guerra da•un altro che non lo sia. Se i generali austriaci a\'essero voluto adottare il modo di manovrare e di combattere di Napoleone sarebbero stati più fortunati? Non mi pare, anzi sono più inclinato a credere che loro. sarebbe toccata la sorte del maresciallo di Soubise alla bauaglia, di Rosbach, in cui volle mettere in pratica la tattica di Federico. . Non si può pretendere di poter conseguire un fine superiore. ~i mezzi disponibili, e le truppe austriach<~, al posto delle francesi, dopo il combattimento di Caldiero del ,f,2 novembre, o si sarebbero sfasciate, o per lo meno non avrebbero potuto combattere la battaglia d' Arcole del ,15, 16 e 17 stesso mese. Le medesime tr.uppe pure non anebberò potuto dare prova di tan~a costanza e resistenza alle fatiche. quanta ne diede la divisione Massena, . la quale dopo avere nei (riorni 14 e 115 :,aennaio :1""'·,9-,·' . o '.n, cui successe. la battaglia· di RivoJi, marèiato o combatluto per ,.36 ore consecutive., concorreva nel giorno successivo presso Man tova alla presa del corpo del generale Provera.. · 1

V. . Le poche riflessioni fatte sull:J, campagna del 1796 si potrebbero ripetere per tulle le campagne successive, e così si riescirebbe ad esaminar~ l'immensa parabola descritta dalla fortuna di Napoleone. Ma questo. studio ci porterebbe ~roppo oltre i limiti d'una sem-

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plice ·conferenza: Avendo esaminato il punto di partenza' della parabola, ci limiteremo ad esaminarne brevemente il punto di arrivo . Nel 1181'4 Napoleone impiega lo stesso modo di guerreggiare - che nel 1796, cioè la manovra per lince interne a cui si presta assai bene il nuovo teatro di guerra. li suo genio non ha forse mai brillato d'una luce cosi viva come in questa campagna, eppure alla fine deve soccombere. Perchè questa differenza nel risultato delle due campagne, mentre, almeno in apparenza, quasi identici sono i mezzi adoperati ? Solo la storia ci potr,à guidare nell'indagarne le cause, poichè essa sola ci potrà fare conoscere come sono modifìcate le condizioni recipcoche delle parti co~battenti. La . Francia è esausta , i vecchi generali stanchi di guerra, il fiore dei soldati periti sui campi di Spagna, Russia, Germania ed Italia, quelli che ha seco Napoleone pieni d'entusiasmo, intrepidi , ma giovani e pochi . Gli alleati hanno numerosi eserciti e forti riserve, i generali, traendo pnrtito dalle loro stesse sc.onlitte, hanno imparato il modo di guerreggiare di Napoleone, e se non riescono ancora a metterlo bene in pratica, ne ponderano però !:iene gli effetti e procurano di schivarli, i soldati sono animati dal sentime.nto della patria, e la memoria delle campagne del ti 8·12 e 18113 tiene al ti gli spiri ti. L'esito final e non può essere dubbio e su questo punto è impossibile che Napoleone abbia potuto illudersi. Il genio non invecchia, non tramonta, ma seguita anch'esso la linea fatale tracciatagli dalla Prov videnza. Chi fa appunto a Napoleone di non essersi fermato a tempo non capisce la storia. Era provvidenziale che i grandi principi i dell'89 si dovessero · propagaPe per tutta l'Elll"Opa; .strumen10 di questa propaganda fu l'esercito francese; l'anima Napoleone. . Nello stesso modo che un grave cadendo dall'alto non può fermarsi da per sè prima d'avere toccato terra, l'esercito francese non poteva deporre le armi prima d'avere compiuta la sua missione, e questa missio!ie la chiuse con un'aureola di gloria im,mortale nella campagna del 181 L • · 1

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CONSIDERATO QUALE F .>.'rTORE DELL'I STRUZIONE, EC C.

LO STUJ.>10 DELLA STORIA MILITARE

guenze; ed ecco ·vedere la luce nuovi trattati sulla tattica della fanteria, sull a tattica combinata delle tre armi; sul serv izio d'avanscoperta, sui combattimenti di local ità, sull'attacco e difesa delle piazze forti ecc. Certo che in essi vi sono molte ouime cose da meritare lo studio e la meditazione dell'uflìciale colto, ma è pur sempre di, gran lunga da preferirsi, perchè li abbraccia in un $Olo lu_ttq, la storia più esatta che sinora si abbia di questa guerra, cioè la relazione urTiciale tedesca. ·

VI. Dopo il periodo napoleonico non v' ha guerra che possa essere così ricca d' insegnamenti come quella del 11870-7°1. Una guerra da giganti, in cui stanno di fronte l'una contro l\altra le due più forti nazioni d'Europa, in cu·i combattono i più . ag~uerritl' eserciti dei nostri fempi, in cui si ottengono risultati cos1 colossali, .quali per il ,passato non ha mai registrato la sta-ria. Pari l'ardi.re, lo spirito militare, la memoria delle oforiose tradizioni nei comb,;tteritL ma non pari la disciplina, la perizia dei capi, l'unità delle idee, J'antorità del comando, la preparazione. I francesi dichiarano la guerra al grido di, a Berlino, ed i tedesc_h( dopo le prime vittorie mi rano al cuore della Francia, a Par1g1. Fra le due nazioni è un duello a morte. Soccombe la Francia, ma è grande anche nella sua caduta, grande se non pe: _senno,. p~r spirito di saçritìcio e d'abnegazione, per il valore ed li patn ott1smo dei suoi fi gli. . Le v!LLorie tedesche riempiono il mondo di meraviglia. Quasi tulle le nazioni vànno a gara nello studiare gli ordiname.n~i prussiani e nell'adattarli più - o meno bene ai propri eserc1t1. Chi vuole il. merito del SL1ccess'o sia ess~nzialmente dovuto alla p.ron ta mobilitazione, chi alla coltura superiore dell'ufliciale prussiano, chi all'iniziativa dei capi, chi al modo di combattere della fanteria ed alla sua solidìtà, chi .ai formidabili concentramenti dell'artiglieria ed' al servizio d'avanseoperta, chi ai piani strategici del grande si.al.o maggiore. · Ma, come s:1ccede nei primi moment.i i'n cui i fatti non sono ancora sufficenternente appurati e l'animo è ancora sollo il fasc ino d~~. grandi eventi, ~i :a ~ell'esagerazione. Alcuni proclamano .a dn1ttura la cavallena in uti le come arma da combattime·nto altri mettono in dubbi o l'utilità dei campi trincierati, altri vorrebbero dei reggimenti !'are altrettante scuole ,di lettura e scrittura.- · ·Intanto sopravviene la calma, i fatti si ch iariscono mealio · . d' . o , l gru 1z'. sono più spassionati, sorgono valenti scrittori che prendono 111 esame le ·cose successe e cercano di t.rarne_ Je conse•

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VII.

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In questa relazione dai più vasti concetli strategici . ai più minuti particolari dei combattimenti ogni cosa è descritta con mano maestra. La sobrietà della forma _é dei giudizi, l'ordine e la eh iarezza della descrizione, la veridicità d,ella narrazione, la competenza · e l'autorità dei compilatori, le belle carte corografiche e topogi:afiche che le vanno a corredo, tutto concorre a far sì che al l.ellore nòn paia di leggere il racconto dei fatti successi, ma di trovarsi proprio sul posto in cui successero e di prendeni parte · · · attiva. Volete conoscere una mossa strat~gica in grande? Quell' immensa convers ione a destra marciando fatta dalle tre armate tedesche prima delle battaglie combattute sotto Metz sono quanto di più grandioso si conosca nel genere. Volete conoscere in tutti i suoi partico lari l'assedio d'una piazza forte o d'un cnmpo trincerato'? Strasbur,,.o. Metz Pari,,.i Belfo1·t r, ' ~ ve ne offrono luminosi esempi . . Volete conoscere la differenza che passa tra la solidità d'un esercito regolare ed istruito e quella d'un esercito> formato con ~ruppe r~ccogliticce·? Confrontati gli .eserciti francesi prima e dopo la battaglia di Sedan. lo una parola, non v'ha parte dello scib ile mili tare che in questa campagna non abbia larga applicazione, per cui non è esa,,.erato. l'asserire che lo stu~10 di essa comprende l' intero studi~ dell~ guerra considerata sia come arte che come scienza. Essa è alla pqrtata di Lutti ecl utile a tutti, da chi è destinato a guidare una .

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LI) STUDIO DE Ll,A STORIA MILITARE

armala al semplice comandante di plotone. Col tempo· si potranno dimenticare i particolari dei fatti in essa narrati, ma gli ammaestramen ti che se ne deducono resteranno profondamente impressi e ci serviranno di guida al momento del bisogno. (Hi aLtacchi di cavalleria contro fanteria successi a Worth, sotto ìUetz, a Sedan ci convinceranno come una buona fanteria, il più delle volte, senza aver biso~no di formare i quadrati, e nemmeno di serrafsi, se in ordine sprrrso, possa riuscire a fermare la cavalleria colla sol.a potenza del fuoco, e quando la cavalleria riesca a sorpassare la linea dei cacciatori ed avanzare sui s,>stegni e sulle riserve · come vada essa sempre più incontro ad una cé rta rovina. Quella massa compalla imponente r.he nel primo impeto della -carica fa tremare sotto di sè !I terreno, noi la vediamo poco a poco rallentare la sua vertiginosa corsa, rompersi, sciogliersi in piccoli drappelli che senza direzione senza comando cercano ovunque uno scampo che il più delle volte non è loro dato di trovare, -ed è fortuna se dopo una carica a fondo si riesce d'un reggimento a formare uno o .al più due squadroni. Eppure non diremo che queste cariche abbiano portato ad un inutile sacrificio, perchè conoscendo la situazione del momento in cui successero avremo visto che riuscirono a fermare J'avan:zare troppo incalzante del nemico ovvero a disimpegnare l'arti .glieria troppo esposta, ovvero ancora a ciar tempo alla propria fanteria di giungere in posizione. Nei cornballimenti avvenuti a Sedan, invece, noi vediamo la cavalleria tedesca tenere testa da s'ola con lrnon successo alla fanteria francese, e, cercandone la causa, non si dura fatica a trovarla nei nuovi soldati francesi non rotti alla guerra, poco disGiplinati e poco istruiti, e $i può da questi fatti trarre argomento . per utilissime considerazioni. I regolamenti che trattano degli attacchi e della difesa contro fa cavalleria ci daranno delle norme per la manovra; la storia .ci farà conoscere lo sptrito che dev.e animare queste manovrè, ci servirà di guida per ben preparare iJ soldato in tempo di ·pace -onde renderlo forte contro la cavalleria, e c'insegnerit come dovremo r egolarci all'alto pratico a seconda del terreno, delle qua!ità dei soldati di cui si dispone, e delle circostanze del momento.

CONSlDERATO QUALE FATTORE DE~r.'ISTRUlllONE, ECC.

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Le varie fasi dei combattimenti successi in ~gni singolo punto ,del,campo di b;itlaglia ci faranno ·conoscere quanto sia necessario ~vanzare con cautefo, approtìttando di tutti gli ostacoli del terreno, ..e.be questo ancbe allorché pi,ino e scoperto di.llìcilmente non pre·senta qUalche ondulazione qualche piega di cui può utilmente ,trarre partito una catena od un sostegno; quanto sia necessario ..essere convenientemente sostenuti ; come rapide succedono le perdite; come faci lmente si rompono gli ordini, si frammi sc:hiano 4e- truppe; quanto sia necess,trio per la buona· riuscita finale clte ,quando una truppa è nell'impossibilità di avanzare apprulilli anche 'del più piccolo appiglio tattico, si attacch i per cosi dire al ter0reno guadagnato a costo di gravi sacrifki e procuri di non indietreggiare, passando dal!' offensiva al la più tenace difensiva, insino ,sehe nuove truppe non siano giunte in rincalzo; quanto sia ne-cessario, ogniqualvolta succeda una sosia nel combattimento, di ,.riordinare la truppa; qu~nlo sia indispensabile ch e gli attacchi siauo convenientemente preparati col fnoco , come si occupa come :Si. difende un bosco, un'altura, un caseggiato ecc. Qnesti ammaestramenti creano in noi delle convinzioni chiare ·-0 profonde che quasi a nostra insaputa ci serviranno poi di guida inella direzione delle truppe.

VIII. Perchè, non di rado, si vede un ufficiale che gode fama d'es;,;ère istruito guidare nelle manovre poco bene il suo reparto, mentre altro di coltura in npparenza più modesta lo guida assai ,meglio'? Perchè uno applica la lettera del· regolamento , e l'altro ,ne applica lo spirito; uno agisce troppo materialmente secondo -la teoria e l'altro è guidato dal buon senso e dalla pratica, la ,quale ppatica, se non è dato a tutti di acquistare sui campi di :battaglia, tutti la p.ossono acr1uistare sin.o ad un certo punto con - ·i'esame di quanto è stato fatto da altri nelle guerre passate, · Chi di noi, dopo la campagna del ,1870-7,t, non avrà s·entito :,Più vòlte discut~re sulla convenienza di sostituire la compagnia .a\ battaglio.ne come unità tattica di combattimento, sull'opportu,nità maggiore o minore tlel fuo co a comando, a volontà od accetv. -

J\N~o XLI.


Ì.O STUDIO DELLA STORIA M!LITAB.E

CONSIDERATO QUALE FA,1'TORE DELL •lS'l'll.UZIONE, ECC.

Jerato. ovvero portare 'a cielo l'iniziativa dei genèrali pru:.siani ?' Pond~riamo bene i faui successi e non. èlurer~rno 'fat ica a convincerci meglio che non si possa fare con la lellurà di qualunque . trattalo, che le compagnie tr.oppo abbandonate a se stesse sono, c~usa di soverchio disperdimento di forze e non hanno consistenza sufficiente; che i tiri a salve specialmente per l'attacco difficilme,nte si possono eseguire quando un:t truppa si trova nella zona effictice del fuoco, ed ( tiri a pause si convertono naturalment~ in tiri accelerati a distanze minori di 300 metri; che l'.u1iziativa dei aenerali prussiani fo qualche volta troppo spinta e, " come a Spicheren, ed il ,11 agosto sotto Metz, poco manco' ,,,non fosse causa di seri inconvenienti. Quando un esercito è fortuna to, le cose · non si gual'd,ano tanto· per il sottile e soventi anche i suoi difetti vengono considerati· come pregi, epperciò dobbiamo tenerci moito in guard'ia ed es~ere cauti nel giudicare e non .permettere che l'entusiasmo si so· stituisca a.Ila ragione. Così non incorreremo nel difetto d'essereparziali, e nello indagare le cause delle sconfiue_ francesi nel 1870-74, cause in cui ha pure gran parte la polit1ca, non tro veremo tutto male quello che i Francesi hanno fatto, come è ii vezzo dei più, e non disconosceremo ~e loro buone qualità militari. Uno dei fatti caratteristici delle principali battaglie di questa campag1rn si è l'azione del!' artiglieria per grandi masse. Nessun trattato sui grandi concentramenti dell'artiglieria servirà a farne conoscere l'utilità quanto lo studio delle battaglie del 116 e 118 agosto e di quelle di Sedan. . ' , . .. . , . . . Quale imponente spettacolo quello d1 1100 pezzi d artiglieri& concentrati sopra una stessa linea ! Prima sono. poche batterie che· iniziano il combattimento e tasteggiano per co~ì dire il nemico; poi l'ohbiellivo o gli obbiettivi principali cominciano ,ad intravedersi e quindi a designarsi nettamente; allora alle · bat· terie in azione si ag).;iungono. altre batterie, e poi altre ed altre ancora; il fuoco diventa terribile ; il terreno sul fronte è . sol.calo da proiettìli io tutte le direzioni. A questo punto la fan· teria , che sinora.. si è occupata a proteggere !'artiglieri~, s'avanza. a sua . volta pro Letta; il nemico che- aveva rallentato d fuoco lo

riprende con tu1ta la su_a forza ; s'av,,icinn ... giunge il mom.ento supremo dell'attacco ... Se questo riesce, la massa dell'artiglieria, di cui qualche batteria avrà già seguito la fanteria nel suo avanzare, si precipita anch'essa in avanti per coronare le nuove posizfoni ; se falli sce sta ferma al suo posto e coadiuvata dall.a cavalleria protegge le retrocedenti colonne, pronta se occorre a sacrificarsi. Le gravi perdi~e dei tedeschi, e specialmente del corpo della guardia, il 18 agosto, furono causate dall'avere la fanteria tentato d'avanzare prima che l'arti glieria concentrata avesse suflìcientemente preparato l'attacco ; le · perdite relativamente molto minori snbite a Sedan sono essenzialmente dovute al non essere più i tedeschi caduti in un simi le errore. , E nello si.esso tempo che ci dimostrano l'utilità del concentraniebto qell'artiglieria, i fatti accennali ci provano pure come 1:artiglieria. non abbia nemico più temibile della fanteria avan-' zantesi in ordine rado per sfuggire a.Il' eilicacia della sua azione, e per conseguenza la necessità · che sia protetta da catene di fantel'ia che si spingano avan1i coprendola e tengano lontano, ovvero cerchino di paralizzare il fuoco delle catene nemiche.

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IX. Non mi dilungo mag-giormenie nel dimostrare ·quanto la storia cdnt-ribuisca ad accrescere il patrimonio delle nostre cognizioni militari. ' Un altro vantaggio però che non si può tralasciara di accennare si è come essa. giovi a' farci conoscere ' il nostro vnlore intrinseco, allorchè tr~tta di guerre cui noi si abbia preso parte. Ed a tal fine poco servono le guerre successe nei secoli passati,~ma è necessario venire alle guerre a noi più vicine. In • ' queste le nostre' vi rJ.ù, i nostri difellì, gli errori stessi emergeranno chiaramente e ci seniranno di guida per spiegare tanto le vittorie che le sconfitte. · · Nel ,t86!5, con l' Italia già quasi iuua riunita in uno Stato solo, , con un esercito forle per numero, con ·un nemico costretto a: . tenere su nitro teatro di guerra la parte principale delle sue truppe, l'insuccesso di Custoza non era al certo preveduto. Oi 1.

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LO s·ru o 10 DE LLA STORIA MILITARE

chi la colpa, se i fatti 'non corrisposero alle previsioni ~ Se più dignitosi nella ~ventura, ,!nvece di dare al mondo il poco edifì- cante spettacolo d'i ngiuste e sterili acc'use per:;onali, ci fossi mo concen trati in noi stessi ed avessimo· esaminato attentamente lo condizioni militari in cui ci trovavamo all ora, ci saremmo di leggieri convinti che la colpa fu di Lutti o di nessLHJO. L'esercito aveva conservato lo spirito, ma non poteva più avere I' islrozion r., la solidità del 59. Quadruplicato in pocbi anni, composto d'el ementi che non avevano ancor,-. avuto tempo d'aiY1algamnrsi bene insieme, con parte degli ufficiali saliti in pocltissi mo tempo ai grad i superiori a causa dell'aumento dei quadri , e non per lunghi servizi o per merito cli guerra, con la piaga del brigantaggio che tanto danno aveva recato allo s,·iluppo dell'istruzione e della disciplina, con lutti i servizi soliereilti per le molte economie che si erano introdotte alla vigilia della campagna, era come una macchina pesante che funzionava poco bene, e di non facile gove.rno. Abbondava è vero il patriotti smo, il valore e la baldanza ~iovanile, ma se abbia mo peccato è appunto per troppa balda.oza. Se avessimo meglio pooderat.e le condizioni in cui ci trovavnmo e tenuto maggior conto dell' aYl'ersario e della sua forle posizione entro il quadrilatero. ci saremmo persµ asi che per avere probabilitù di vincere era necessario portare sul campo di battaglia una quantitiL di truppe superiore a quell e del nemico e l'avanzata oltre il Mincio si sarebbe esegu ita con maggior cautela e con le forze più riunite . , Questa è la mia conv inzione che manifesto francamentè e senza tema con essa di ledere in alcun modo il nostro amor proprio, poichè v'ha nessuno che possa supporre che un esercito molto giovine e non ancora consolidato su buone basi, abbia ad avere ragione a parità di numero d'un vecchio esercito solidamente costituito da secoli. E la battaglia di Custoza, se fu per noi onorata per il valore dei capi e delle truppe, lasciò però vedere in noi mancanza d'~mita d'azione, poca coesione, Lniziativa da parte di pochi ed altri difeui causati appunto dall'essere il nostro ésercito molto giovane.

C01'SIDERA1'0 QUALE FATTORE DELL' IST RUZIONE, ECC .

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Esaminiamo questa battaglia in tulli i suoi particolari, anatomizziamola, _confrontiamola con altre combatto Le su altri teatri d.i guerra ed impareremo a conoscere quali sono stati i nostri errori e quanto valevamo allora, e questo studio non sarit per noi meno proficuo, meno ricco di buoni risultati di quello sovra accennato della campagna del ·1870 -7 1. 1

X. Il cuore ed il cervello sono i due or)!ani che agiscono sulla volontà e determinano l'uomo ad. operare ; nei capi prodomina la ragione, .nelle masse il sentimento; questo in sommo arado volubile e sogget10 a mutare per minime cause. Per sape/bene i~dovinare i sentimenti che agitano le masse, approfittarne, al t occorrenza, quando mancano, fo rti nascere. ci vuole una narande . conoscenza del cuore umano . Ma l'acquistare cr11esta conoscenza richiede molto spiriLo d'ossen·azione, molta esperienza ed un 'intelligenza non comune, e se il riuscirvi bene è difficile, riesce poi difficilissimo l'approfittarne co nvenientemente. Oltre al contallo diretto ed allo studio continuo degli altri uomini , anche in qt,1esta bisogna ci servirà d' aiuto grandissim,> In storia. Infatti pelle guerre di tutti i tempi l' elemento primo ò sempre stato l'uomo come d' . e questo nou ha mai cambiato ~aran che. lodaaando n . 1 questo elemento principale di qualunqt1e gu erra siansi servi ti 1 gen~rali. più illustri che ricordi la :;tori11 , ne ricaveremo degl i esempi utili che potranno servirci di guida. . ~~ilziade, alla battaglia di Maratona, fa conoscere alle sue tnippe rl piano di battaglia che è di simulare di cedere nl centro e quando. ~Persiani· colle loro numerose masse siensi spin ti avanti: s~rrars1 lor,) addosso colle al i in modo che il numero, anzichè 1 ~ vantaggio, abbia .loro a rendere impossibile qualunque manovra. Questa saggia precauzione fece sì che i Greci. alla vista della 1·iLirata del proprio centro. invece di sgomentarsi ne trass~r·o. magg!ore bald~nza e con ta nto val ore si fecero so;r; i Persiam da ridurli ali estrema rovina. . Nella famosa ritirata dei diecim ila i Greci, gifr affranti dalle fa tiche delle lunghe marce, decimati dai continu i combattimenti

...


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LO STUOlO DELLA STORIA MILITARE

e privi delle cose più, necessarie, si svegliano un niallino assiderati dal freddo e vedendo una grande quantità di neve caduta durante la notte, si perdono di cor;1ggio e non banno più la forza d'animo cli prepararsi alla partenza. Che la in quel frangente il lO!'o duce supremo Senofonte? Corre in mezzo al campo e dato mano acl una scure si melte a spaccar legna, esempio che· ben tosto imitato dai suoi ridona il vigore alle membra e la fiducia agli spiriti, e con questo mezzo ingegnoso salva l'esercito da un serio pericolo. AlessandrQ in Asia colla generosità dimostrata verso In famiglia di Dario, con Ja severità usata verso i sai.rapi che furono la cau;a della morte di quel Re, con gli onori fatti al fed~simo rendere dopo la morte si cattiva la benevolenza dei popoli vinti. E quel gìorno in cui, trovandosi il suo esercito stìnito per la fatica ed il grande calore, egli riliuta l'acqua che un soldato gli porta, dentro l'elmo dicendo che avrebbe bevuto quando se ne fosse trovata in quantilà sufficiente per tutti, riesce con quest'alto in :ipparenza tanto semplice ad imprimere novello vigore nelle sue f.ruppe. A.nnibale in Italia procura sempre di dar ballaglia ai Romani nel giorno in cui ba il supremo comando delle truppe quello dei consoli, il quale più che dalla. ragione si lascia guidare dal sentimento e dagli impeti dell'animo. A queste sono in parte do.vute le sue vittorie della Trebbia e di Canne,, Dopù la battaglia di Cann~ il Senato romano rende pubbliche grazie al console che 'la perdette, per non avere. disperato della repuhblica. In tutt'altra occas ione Varrone. sarebbe per lo meno stato cacciaw in band'l , ma in quel momento critico in cui si aveva biso~no della massima ferme·zza per reggere contro ai sempre rinnovantisi disastri, quell'atto saggiamente politico del Senato contribui a rendere la fiducia anche ai più timidi. l !'atti sopra enumerati ripetono tutti b loro causa. dalla profonda conoscenza del cuore umano e dal sapere, trarne il m·ossimo profitto. E fai.ti consimili se ne potrebbei·o citare altri e.n1olti, essendoch è in tutti i tempi ed in tutti i paesi i·buoni genernli furono buoni conoscitori del cuorn umano. Ci limiteremo a dire ancora due parole del più grande di essi, di Napoleone. I suoi proclami ,

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c·oNS1DERAT0 QUALE , FATTOEE DELL'ISTRUZIONE, ECC.

te ricompense, i felici molli che raccolLi avidamente dai soldati .4uasi in un baleno facevano il giro del campo, il suo passare in iàsse.gn.a le truppe alla vigilia d'una gr,1nde battaglia, il nascondere gelosamente le sue ferite quasi i soldati avessero a cred erlo · -ir;ivulnernbile, fanno ,;edere come egli non trascurasse cosa alcuna .atta ad influi re sull'immagi nazione e sul cuore delle masse. E la pro~a. più eloquente dei grandi ri sullati che ne ritraeva sta nel fatto che nessun uomo di guerra più di lui è stato prodigo del -sangue dei .;;noi soldati e ne,;suno forsé quanto lni è stato da essi .amato. Trascurare di mantenerci padroni di quella molla potente sotto ·il cui impulso _agiscono sia gli indi vidui che le masse, sarebbe un volerci prinre d'uno degli elementi principali del comando. . Questo non sia detto solo per i generai i in capo e per gli nit.i ,;gradi della gerarchia mi litare, ma anche per i gradi inferiori.

XL Quàlcuno di.sse che le fittorfo tedesr~he nella campagna del 1870-71 ~e si .de-vono ai comandanti di compagnia . Se v· ha dell'esagerazione ,in questa asserzione, v'è però un fondo di vero. ~ L'ufficiale tedesco nell'educare il soldato aveva i·mparato a co. .~oscere l'indole e se n ·era guadagnalo l'affetto e la stima, per il -che il soldato aveva per i propri nfficiali e specialmente per i comandanti di compagnia una specie di ammirazione che rendeva .assai meno diHicile il comando . fo battaglia, allorchè il comandare -riesciva impossibile, i soldati si raggrnppavano attorno agli ufficiali -come ~ntorno ad una bandiera e questi nuclei di combattenti -0omp0$ti sovenli volte d'individui di vari corpi resi stevano tena·Cemente, si consumaYano ben anche sotto il l'uoco nemico, ma assai ,di rado si sbandavano. I sentimenti che dominano le masse, già l'abbiamo veduto, pos,sono modificarsi, tal'volta mutare per cause in apparenza 11nche ,di pochissima importanza. Altrimenti come si spiegherebbero tanti iatù _che registra la storia di truppe agguerrite che pur avendo '. mirato più e più volte in faccia la morte senza impallidire, si la. :Sciavono invaqere dal panico per un pericolo immaginario e volseÌ·o 1


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CONS1DERATO QUALE FATTORE DELT,'JSTRUZIONE, ECC.

LO STUDIO DELLA STORIA MILITARE

le spalle al nemico come imbellì femmine? Come si spi~gherebbe· c_he com?atla m~le oggi chi ieri si portò da valoroso? Che oggi s, mostri sfiducwto chi ieri fu pieno d'ardire e di speranza?" Mist~ri del cuore umano sentenzierebbero i più, per· non darsi la briga di riflellere. ~la non si danno efietti senzi, cause, e eh i esamina altentamente la storia gueste cause le trova, e vede che si sarebbero forse potuto prevenire o eliminare in tempo, o almeno, .che il più Uelle volte sarebbesi potuto neutralizzare gli effetti. · Una truppa entra in campagna animata dai migliori sentiment~ e prende pane con onore a vari combattimenti. Dopo un paio di, mesi di guerra _succtide un armistizio ed essa viene accantònatit. in una grossa borgata. Durante l'armistizio gli ufficiali, per rifarsi in certo qual modo delle fatiche e delle privazioni sostenute, si daQ.no al buo~ tempo e trascurano il soldato, il quale, abban-· donato a . se stesso, comincia a strin,,,crere relazione con borahesi n , nelle lunghe ore d'ozio ripensa al paese nativo ed alla . famiglia. lontana, calcola i vuoti lasciati dalla guerra nel proprio corpo,. ne conta i morti. e così l'istinto della conservazione, che prima, ~ra fatto tacere in lui da sentimenti più elevati,rip'rende il predominio, si smorza in lui l'entusiasmo, ed il giorno in cui l'armistizio ha termine, non è più il soldato di prima. Peggi,> poiancora se in qtlesto fra1tempo si fossero sparse notizie di rinforzi, giunti al nemico, di perdile toccate ai nostr·i su altre parti del. . teatro della. guerra, se il servizio viveri fosse qualche ~'olta mancato, od altro. In queste condizioni d'animo della truppa, dovendosi sostenere un combattimento, non sarebbe impÌ'obabile un rovescio, di cuila responsabilità ricadrebbe sugli ufficiali - Lutti, i quali non- s~ accorsero per tempo, o non diedero l'importanza che si m.eritava al cambiamento che stavasi operando nel cuore dei loro subordi-· nati. e per conseguenza non adottarono i mezzi che sarebbero· stati necessari per impedirlo. · Se la truppa invece di essere accantonata fosse stata accainpflta, ovvero, se per altre considerazioni, fosse stnto preferibile .l'accantonamento, non si fosse per lo meno lasciata in ozio.; se gli nfficiali, e specialmente i comandanti di compagnia, tenendosi continuamente a , contatto col soldato, avessero pro.curato "di te-

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nerne alti gli spiriti, in caso di combattimento, esso sarebbesi portato con lo stes::;o slancio, con lo stesso ardore-dimostrato prima dell'armistizio e forse avrebbe vinto. Ripeto , in 'tutti i grndi della gerarchia militare è necessario, , per esercitare bene il comando, una gi1.1sta conoscenza del cu,;re 1 umano ed il sapere trarre da questa conoscenza il maggi ore utile possibile. La prima cosa si ottiene non solo studiando gli uomini coi quali ci troviamo a contatto, ma anche cp1elli che furono, ricorrendo per questo alla storia; la seconda sapendosi fare .amare e stimare dalle masse, e l'amore e la stima degli inferiori nessuno la potrà oltenere per quanto intelligente ed istruito esso sia, se non è dotato d' nn ·elevato carattei·e.

Xli.

1J;J

I

Massimo d'Azeglio , do1Jochè le sparse membra d'Italia furono riunite· in uno Statu so lo , pronunciò quelle memorabili parole che .nessun buon patriota dovrebbe mai dimen ticare: « Ora che l'Italia è fatta bisogna fare gli italiani », all':,ldendo con esse specialmente al nostro carattere. Noi, per tat,1ti secoli divisi, per secoli e secoli più meno direttamente sottomessi alla dominazione straniera, siamo in gran parte ciò che ci fecero i nostri antenati e h1 ragione del presente sta in un passato che non può cambiarsi tanto .presto nè tanto facilmente. Se per l'acquisto dell'unità e dell'indipendenza, che, per un fortunato concorso di circostanze, si ebbe forse troppo a buon qiercato, avessimo dovuto più lungamente lottare ed andare .incontro a maggiori sacrifici, il nostro carattere in mez.-w alic lunghe lolle ed alle più dure ed aspre pron~ sai;ebbesi maggiormente fortilicat.o. Le condizioni morali del paese si riflettono naturalmente sul· l'esercito che non può a meno di risentirsi dello stato in coi .es5,o si trova. li lungo p~riodo di pace che attraversiamo, le tendenze del secolo ai rnbiti guadagni ed ai godimenti delia vita materiale, la religione che nel cuore dei più tende ad affievolirsi ed altre cause ancora, creano un ambien1e poco favorevole al costituirsi dei forti caratteri.


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CONSIDERATO QUALE FATTORE DELL'ISTRUZIONE, ECC.

LO STUD IO DELLA STORIA )flLIT,\:RF.

A raggiungere qneslo fine è di rnolto ,ai•nto la sloria. s·tudianclo quanlo ·di bnono, quanto di grande hanno operato le altre nazioni, gl i uomini che tal i opere diressero o che ne ebbero per altri titoli il merito principale, confrontando quanto hanno fallo gli allri popoli con quello che· abb.iamo fatto noi, saremo meglio in grado di giudicare la storia d~I nostro paese, e nascerit in noi vivei il .,desiderio d'emulare quan_to di !odevole i nostri padri banno operato e di far dimenticare con generose azi 1mi, con nobili imprese le vicende loro tristi o sfortunate. Ed i falli successi ci proveranno ancora luminosamente che prima condizione di buona riuscita i_n tutte le cose si è quella # di volere, fol'lemente volere, di non indietre~gi,H·e davanti ad alcun ostacolo, ma Lenlare colla costanza, colla fermezza di carattere di vincerli. Educati a questa scuola noi ci renderemo super iori alle inOuenze dell'ambiente in cui viviamo, anzi troveremo in noi tanta forza da tentare di modificarlo e renderlo mi~liore. La nazione ci chiama con orgoglio la miglior parte di se stessa; procuriamo questo titolo di pienamente meritarlo. Corrie le Vestali ai tempi di Roma antica avevano l'i ncarico di conservare vivo il fuoco sacro alla Divinità, 11oi ispirandoci alla storia procuriamo di conservare vivi e propagare i più elevai.i sentimenti che rendono gloriose le nazion i. · La Grecia durante le ·sue lotte contro i Persiani, Boma sino ai tempi di Cesar·e , le nostre repubbliche del medio e,,o, . la Svizzera; i Paesi Bassi <l.nrante le lotte per la propria indipendenzà, la Svezia · sotto Gustavo Adolfo, _l'imJ:ì'ero austriaco nelle guerre contro i Turchi, il Piemonte sotto i mi gliori dei snoi principi, la ' Pru~sia sollo Federico, gli Stati Uniti al tempo dellél; guerra cl'indipende.nza, la Francia sotto Napoleone I , e poi le guerre del 1848·49, del 59, del 66, del 70 -7 •1 ci schiereranno innanzi alla mente . una serie d'uomini e di falli insigni che serviranno appunto ad alimentare in noi il fuoco sacro dell'amore della patria e delfa gloria. E questa serie d'uomini e di fatti servirà eziandio a farci giustamente valutare quale sia l'eredità che la generazione che tramonta lascia a quella che sorge. L'una ha fallo l'Italia, !'nitra 1

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Ìii 'deve conservare e rendere prospera ali' interno, rispet.tala e

temuta alFeslero. · Buone leg~i economiche e socia!i, saggia politica e buone armi, ecco dunque quanto è necessar-io. Ma, prescindendo dalle leggi e dalla politica, le buone armi si ottengono essenzialmente con buoni quadri. cioè con ufficiali int.elligenti, istruiti, dotati di forte carattere, r.he mettano in cima dei loro pensieri la prosperitit e la grandezza della patria. Il nostro apostolato lo dobbiamo compiere sino alla fine. Se nel 1866 la sorte ci fosse stata amica l'Italia avrebbe sino d'allora come potenza mil itare fatto un gran passo nell'opinione delle altre nazioni ; non lo fu, ed è nostro dovere, non potendo cancellàre dal gran libro cfella storia le battaglie di Cnstoza e di Lissa,. di provare al mondo colle nostre virtù che siamo degni di sorti mi/,diori. Non faccio allusioni, non invoco lrr guerra. ma dobbiamo alla guerra prepararci in modo cli non avere a temerla . .li'ederico il Grande deve non poca parte del merito delle sue vittorie 'al buòn esercito lascia.togli dal padre. Se non sarà a· 11..oi dato di lasciare · · a quelli cbe ci succederanno una ricca. eredit.il. cli gloria, lasciamo però lt>ro i mezzi per ottenerla, educhiamoci ed educh iamo. b storia meni.re ci porge luminosi esempi a :seguire, c'insegna ezi~ndio come la rigenerazione dei popoli sia opera lenta e dif/ì.cile. Noi seguiremo, se l'occasione ci si presenterà propizia, le traccie gloriose che essa ci addita, ma int.anto lavoriamo in.defessamenle alla rigenerazione nostra morale. Ottanta mila uomiui che annualmente incorporiamo nell'esercito ed alt.rertanti o poco meno che r.ongediamo ci porgono un mezzo potente per educare fortemente la nazione, e l'pfficiale che incanutisce nell'istrnire ed educare a nobili sentimenti i suoi dipen, denti ha ben meritato della patria, come quello che lascia la vii.a sul ·campo cli batt~gl ia . in questo continuo ed indefesso lavoro non sempre le nostre fatiche s11ranno giustamente apprezzate, nnemo a provar1~ qualche volta dei disinganni , dei momenti di scoraggiamento, ed in allora .nulla servirit meglio a rincorarci, a darci nuova lena per seguitare coragg-iosamente la nostra missione, come l'esempio di quei ma1


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LO ST UDIO DELLA STORIA MILITARE, ECO.

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gnanim, che ci addita la storia, i ·quali dopo avere mollò operato per la patria, ne furono dalla medesima ricompensati col sospetto e coll'ingratitudine, ma noR cessarono per questo di servirla con affetto e con tutte le loro forze.

IL DUALISMO

XII I.

NELLA RISOLUZIONE DELL'ODIERNO PROBLEMA DIFENSIVO

Da quanto abbiamo detto sin qui circa l'utiliti1 dello studio della sto ria, possiamo venire a conchiudere che per mezzo di esse, l'u.fficiale: 1° Acquista una solida collurn mi li tare che gli serve a ben~ intel'pretare i regolamen ti ed a metterli in pratica con giusto cri terio sia nell e vari e istruzion i ed esercitazioni del tempo di pace, sia nelle molteplici operazioni cui è chiamato a prendere parte ovvero a dirigere in tempo di guerra . 2° Acquista una giusta conoscenza del cuore umano che lo rendt' padrone della molla più potente sollo il cui impulso ·agiscono le masse. 3° Rinvigorisce il proprio carattere, e ·gli riesce in tal modo agevolato, qualunque sia il grado che occupa nella gerar_chia militare, l'esercizio del comando. 4-° Conserva vivo nell'animo il cu li.o dei grandi ideali la patria e la glor ia, culto, che mercè sua diffondendosi nella truppa, contribuisce potentemen te alla rigenerat ione moral e della nazione e rende possibile i grandi falli.

li sistema <lei forti corazzati. - Concetti ai qual i è informato. - Proprietii carr,ttcrìstiche clol forti cornzzati. - La difesa degli int,\rvalli. - A1•1llicazione del sistema all'a1Torzame1ll0 di :ilcune grandi piazze. - Considerazioni d'ordine economico. · La fortificazione sottile o lineari.I cd il sistema delle fronti corazzate. - Caratteri fondamentali del sisl.cma, concepito dal v. Sauer e rivestito di forme organiche dallo Schnmann. - La fronte corazzata del lleyer. - Recente a)l1>licazione del sistema all 'ordi namc11to di una grande linea difensiva. -Oli ulteriori f)rogressi della teenicn o l:i l'orti Ocazione rnolJilc o vofante. - Ideo es:igerate dei suoi propugnatori e condizioni reali (lcl problema.

1

SOMALE FRANCESCO Colo1m. coniand. iL 92° regg. (anie,·ia.

,;a I

Stante il dualismo dei mezzi di protezione (d·ir,itta od indiretta) -dei quali lo sviluppo raggiunto dalle arti e dalle industrie consente l'impiego, non può evitarsi, nella risoluzione dell'odierno problema difensivo, una doppia corrente d' idee secondo che prevale il concetto dell'afTol'i::amento colle potenti masse di protezione, ovvero quello dell a dispersione, dell'occultamento e de.Ila · m.obiliLà degli elementi attivi della difesa. La prevalenza del primo conceuo ha dato origin e al sistema dei forti coraz.zati, così designato perchè i capisaldi della linea di resisren1.a sono costituiti da opere robustamente munite, mercè l' impiego su larga sca la del calcestruzzo cementizio e del -ferro. T. forti corazzati, ai quali spetta di soddis fare a doppio _compito, di punti d'appoggio per la difesa vicina, e di bat.Lerie per l'azione lontana, non devono sorgere ad intervalli superiori alla gittata efficace del Liro a shrapnel, ovvero a 3000 metri, perchè i fuochi possano incroc.iarsi negli intervalli stessi (1) ;

Cl) BRIALllO~ r. - La <U{ense des Elats et la {orlifìcation à la fin du X I X 8iétle. Chap. V, 1iag. H6. Contro truppe in massa, la gittata efficace massima del tiro a shrapnel può ritenersi di aooo metri (110/a al la p~g. suindic,1ta).


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è poichè l'esigenza di stabilire i forti su i punti di ma;giore imrorlanza tattica porta a variare· gl' intervalli tra 3000 e 6000 metri, occorrerà, nel caso che questi risultino supe riori a :3500 metri , erigere, sulle fronti di più probabile attacco, dei fortini, destinati essenzialmente a battere il terreno anteriore ai forti collaterali ('l ). Dietro la linea dei forti, in modo da potere ric.~vere da questi un appoggio efficaee, :ii disporranno le batterie prov'Vi~orie ed i trinceramenti pei posti di sostegno. Il generai Brialmont è il più ·autorevole propugnatore di questo sistema di afforzamento, il quale,. nei suoi car11tteri generali, non differisce sostanzialmente da quello pree,si:;tente alla comparsa delle granate-torpedini._ A 20.00 o 3000 metri dietro la linea delle posizioni avanzate (che ha per scopo di ritardare l'investiment1J della piazza) si sviluppa la linea cli cintura dei forti (2). E poicbè la gitl.ata efficace del bombardamento, p~r mezzo di cannoni e di obici d'as~edio, non oltrepassa 500 metri e le batterie di bombardamento non possono essere stabilite a mèno di .2000 metri dalla Iinea di cintura, questa dovrà trovarsi ad Qna · di stanza superiore di 6000 metri daÌla cinta del nucleo (:J) . Notevoli differenze si rinvengono nella struttura e nell'armamento dei forti . Alle grandi opere di terra è di muratura ordinaria, colle numerose aniglierie in sta Ilate a cielo scoperto, colle frequenti ed ingombrànti traverse, colle molteplici serie di locali affiantati, . ricavati sotto, i terrapieni, cope grosse capponiere di fiancheggiamento esposte ad una prematura distrnzìone; vengono sostituiti i fort i coll;armamento install,llo in torri corazzate girevoli, coi ricoveri e coi magazzini protetti da coperture di calcestruzzo cementizio alla prova delle più potenti granaLe-torpedini, cogli organi di fiancheggiamento indistruggibili da lungi. Op . cit. Clwp. VII, pag. !93. La linea a,•anzata si trova sotto l'e!Ucace gittata del tiro :1 shrapnel delle bocche da fuoco dei forti di cintura. - IlJIIALMONT . - Op. cii., pag. H,O. (3) B111.11.ldONT. - Op. çit., id. id. , . Nell'or'1inamento della linea di resistenza, si parte dal concetto che questa si sviluppi intorno a,1 ~n nuclr.o abil,lto, che si trntta di proteggere dal bombardamento ed attorno ai quali viene costituita una grande piazia a campo trincerato.

(il Bn1ALM01'T. -

(2)

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DELL'ODIERNO PROBLEMA D1F8NS1VO

IL DUALISMO NELLA RISOLUZIONE

Nelle tre ultime grandi pubblicazioni del generale belga (1) sono .descritti i numerosi tjpi di forti corazzati, da·Jui proposti nell'ultimo quinquennio, costituiti essenzialmente da Ull ma$siccio di calcestruzzo, dal quale emergono le torri corazzale girevoli, disposte in g~uppo, in numero da 8 a I O, secondo l'importanza dell'opera (2). Nell' in terno del masso sono ricavati, a modo di caverne, aereati, I · la più parte, ed illuminali anitìcialmente, i locali alla prova (rico. veri, magazzini, laboratori, ecc.} protetti da volte di :calcestruzzo, la cui grossezza arriva talvolta n 5 metri. Questo nucleo, che contiene il grosso armamento ed i locali, è circondato da un parapetto di terra a tracciato triangolare, o trapezio , predisposto per fa fuci,Jeria e l'artiglieria leggera ( da condursi sulla posizione di combattimento all'atto di respingere un assalto), con torrette a scomparsa . per cannoncini a tiro rapido ai vertici, e con antistante fosso, . fiancheggiato, in mas,ima, da cofani di controscarpa (3) . I forti corazzali godono, sewudo il generale Brialmonl, d~lle seguenti proprietà caratteristiche. : . ·1° I terrapieni venendo occupati dalla fucileria e da ll'artiglieria leggera soltanto al momento di respin,1rere un assalto, non avraon'o azione .su tali opere, nè i tiri di lnnci·o delle grosse artigHerie, nè quell i d'infilata. Potendo perciò il loro tracciato venire de'terminato indipendentemente dalle esigenze all e quali ~ra.no . vi.ncolate le vecchie opere colle artiglierie a cielo scoperto, niente 1

,,

1

(lJ L' in{luenc.e ,fa tir plongeant et des obu.i torville:; sm· la (oi·tification. 1888. '.le~ nigions forti{iées. !890. - La dé{ense des États et la {orti{ications à l(i fin d'lt

XIX. siécte. !895. ,. 12) Secondo il generalo 13rialmonl, l'arma.mcnLo di 1111 forte deve comprenrlere: uinnoni da 15 e da :U cçnt:melri : obici da 21 centimetri; obici d'a .i2. centimetri a tiro r.apido; morta i (la 21 centimetr·i; c,urnoni a tiro rapido da 57 millirnelri. Tulle le accennate bocche <la rnoco devono essere protette da cupole, ad eccczi,,ne dei can noni a tiro 'rapi<ln, incavalcati su affusti a ruote e dei mortai da 21 centimetri, disposti in speciali installazioni co,·azzate (La dé(ense des Étals, ecc. ecc., Cap. VJ/ . Le- torri corazzato girevoli sono organizzate per due c,rnnoni (<h1, 12 o ria ·15J ovvero per 110 solo obice. Alie torri corazzate si aggiunge, in cias,:un foru), un osse1··vatorio

co1·azzaco. Dipendentemente da.I numero delle costruzioni corazzate che costituiscono l'armamento di un forte di un campo trincerato, l' ammo!lt.are complessivo clelle medesime può riteuersi compreso t ra i,200,000 ed i,500,000 lire. · (3) I principali tiJJi di fo rti corazzati proposti dal genèrale Brialmont sono altre:;i riportati nell'Atlante annesso alla: Pol'ti/icazione pei·mnnente eta gi,en-a di tortezza del te!lcntc colonnello v. Lcithner - (Tra•llizione italiana, !895).


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IL DUALISMO NELLA RISOLUZIONE

piu si oppone a che 1venga adottato anche il tracciato triangolare, già bandito (perchè espostissimo all'infilatfl) dalla fortificazione. 3° La sostituzione delle artiglierie corazzate e guelle in barbeL,ta, che permette di ridurne il numero alla metà, o al terzo ('I), e la completa eliminazione del!e traverse, che so_ttraevano t;i.ola parte del terrapieno alla difesa a1tivc1 , danno modo di diminuire notevolmente l'estensione deì fort i, senza menomare l'intens ità della l~ro azione (2). Per ciò che riguarda l'ordinamento degli intervalli, la costruzione delle batterie proimisorie dovrà venire intrapresa appena si abbiano sicure indicazioni sul la fronte d'attacco, e sarit condolta colla massima celerità, avendo la difesa · il più grande i~teresse che le predette balterie siano terminate ed armate prima che l'assalitore ap ra il fuoco colle proprie nell'intento di impedire l'eseguimento dei lavori occorrenti negli intervalli Ira i forti (3) . L'armamento delle batterie provvisorie sarà costituito principalmente da ob ici e da mortai (4.). La superiorità del tiro areato su quello di lancio era già riconosciuta da Vaullan il quale diceva che: «·1es bombes, les << obus, pierres et grenades font Ùn grand dèsordre, et blessent e beaucoup de monde en peu de temv\ et abrégent considùra-

(i) Se si pu6 ammettere che una bocca da fuoco corazzat;~ equivalga a due o tre bocche da fuoco installate allo sco1ierto nei riguardi della sicurezza, tale ragguaglio non sembra invece r igorosamente accettabHe nel senso dell 'azione (che sarà determi nata dal numero effettivo dd pezzi dei quali pu6, ad esempio, concentrarsi il t.iro {:Oiltl'o un determinato ber,aglio), anche tenuto conto della maggioro precisione e celerità di tiro, delle quali si presumono dotate le bocche da fLtoco installate in torri girevoli. (2) BRlALMOì'iT. - Op . cit., chap, V. , Malgrado tale incliscntibile proprietà dei forti corazzati, quelli progettati dal generale BrialmonL (massime se muniti di ridotto interno) posseggono notevole estensione (fino a J.00 metri quadrati cli arca occupata e 250 metri di profond ità) in modo da potere .esser~, non dirficilmcnte colJliti, tenuto conto della precìsione raggiunta dai t iri areati. (3) llRIALYONT. - Op. cit., cha.J}. VII, pag. i94. . (4) Secondo il generale 8n1.,LMONT (OP: cit.) comprenderil. il cinquanta per cento di obici da 12 centhnetri ; il trentacinque per cen to di mortai da -12 centimetri : cd una piccol:i. quantità (quindici per cento) <l i cannoni da -12 e da !5 centimetri; ed à tiro rapido da 57 mil limetri su affusti corazzati carreggiabili,

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DELI)o'DIERNO PROBLElIA DI FENSIVO

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., blement la ·µrise des places .. ... » (,J). Ed ai tempi di Va uban 41· Ìiro areati> era nell'infanzia. .li genera~e Todleben proponeva, fino da l ·I81 ~, di difendere gl'intervalli dei campi t.1'incen1ti, med iante batterie a forte proiilo, di carattere permanente, collegate tra loro da una strada -0operta (precedula da uno spalto) tracciata secondo la linea di" cintura, lungo la quale avrebbero dovuto so rgere batterie provvisorie all'atto dell'apprestamento a difesa della piazza. ' Il i\fou gin, associando al concetlo dello spalto continuo del 'a'Òdleben, quel lo, reclamato dalle odierne esigenze, della mobilità delle artigli erie, giunse all'impianto di una feri'ovia di cin turp, lungo la quale avrebbero potuto sposlarsi le llocche , da fuoco (obici da H55 mi ll imetri, incavalcnti su affu?Li a scomparsa -0ollocati soprn piattaforme sconevoli) in modo da concentrare in ,poche ore una gigantesca batteria di qua lch tl centinaio di pezzi, Jungo la fronte di attaçco. Il generale Brialrnont (2) non si dimoslra favorevole a questo partito, sia per ragioni economiche (avuto riguardo alle ingenti _.spese che occorrerebbero per le espropriazioni dei terreni), sia ,per l'impossibili tit di coslruire, nella ma9gior parie dei cnsi, una 'feiTovia che pennella alle bocche da fuoco, mobili lungo la me·desirirn, di battere direttamente i lavori di attacco. E poichè lungo la maggior pane deila linea si dovrebbe eseguire il tiro a ·puntamen.1.0 indiretto, gli sembra superfluo il vantaggio della mobilità, otle.nuto con grave spesa, presentando già una suiricien te · ·sicurezza per le bocche da fuoco il terreno coperto o acci<lenlato. D'altra parte è quasi inevitabile che in un sistema. d'afforzamento, nel quale i grossi forti di cintura, dotati di un ragguar- . devote nucleo di potenti bocche da fuoco corazzate, di un ab1;,astanza largo sviluppo di linea di fuoco , e di numerosi locali .alla pro,•a, èosti tuiscono gli elenienti principali di resistenza, la difesa degli interva lli (malgrado la grande, ed universalmente riconosciuta, importnnza delle batterie intermedie, nel combatti-

(!J '.!'l'ai.té de la dé{ense des [!lii ces.

~2)

.RniA~MO Nl' . -

'55 -

ANNO XLI.

Op. cit., chap. VII, pag. 208.


836

IL DUALISMO NELLA· RISOLUZIONE

DELL'ODIERNO Plt0BLEMA DIFENSIVO

837

a

1

rrìenlo d'artiglieri a) debba venire organizzata esclusivamente coo baueriP. e con trinceram enti di carattere campale, da erigersi al · .l'atto della preparazione a difesa della piazza. Il ,~enerale Brialmont ha potuto applicare quasi integrn lmente " dei /'orti c9razzati in due fra i più grandiosi modelli il $i sterna della fortificazione contempor~nea : le teste di porite di Liegi e di Namur. sulla Mosa (I); ed il campo trincerato di Bucarest (2). La testa di ponte di Liegi è costituita da 6 forti e da 6 fortini , situati ad intervalli di 2500 a 3000 meq·i e distanti da :7000a 9500 metri dal centro della città. Quella di Namur, da 5 forti e da ,1, fortini, ad intervall i di 3000 a 3500 metri e distan1i da 7000 a 7500 metri dal centro della ci ttà. L' armamento di, . un forte . comprende: 2 cannoni da :rn centimetri : 4 cannQni da "2 centimetri, 2 obici da 21 centimetri e J. cannoni a tiro rapido da 57 millimetri: totale 112 bocche da fuoco destinate ad agire sul terreno esterno · ed installate in torr i corazzate: inoltre

da 9 a ,,2 cannoni tiro rapido da 57 mil limetri , stabilili nei cofani di controscarpa per la difesa dei fossi. I..'armam.ento di un fortino comprende : 2 cannoni da ·I 5 centimetri, 2 cannoni da 1 12 centimetri, un obice da 2 11 centimetri e da 3 a 4 cannoni a tiro rapido da 57 millimetri: totale da 8 a 9 bocche da fuoco per l'azione esterna, installate in torri ; inoltre da 7 a 9 cannoni a tiro rapido da 57 mil limetri néi cofani cli controsciirpa. Cbmplessivamente 2·12 pezzi, per agire sul terre.no esterno (dei :quali 77 di pi ccolo calibro a tfro ·r11pido) e ,f 85 pel fiancheggiamento dei fossi : in totale 397 . I forti dell a Mosa r1on differiscono sostanzialmente dai tipi dei forti corazzati descritti nelle pubb licazioni pi Ll recenti del genernle Brialmont, per la disposizione generale e pel tracciato : per l'ordinamento interno · per ' ' di l' armamento, per la struttura e 'per le dimensioni delle parti resistenza ('I). , L'ammontare complessivo dei forti della ìVIosa, compreso il costo delle costruzioni meta ll iche (toni corazzate girevoli , osservo,torì corazzati, cofani di controscarp:i ecc.) ebbe a risultare di 'iJ0,600,000 lire (2): in media generale, di L. 3,360,000 per opera, ovvero (riferendo l'importo all'armamento) di L. 6,000,000 pei forti e cli L. 2,i->6'),000 pei for~ni. Non sembra possa questo giudic_arsi davvero un sistema di fortificazione a buon mèrcalo, sebbene il tenente colonnello del genio Wagner, antico profes-sore d.i fortificazione all'accndemin. di guerra di Berlino facendo 1·1 rr({fronlo tra il costo dei 2·1 forti corazzai.i di Liegi e 'di Namur e quello di altrellanti fo rti co ll'a rmamento a cielo scoperto, che ,occupassero lo stesso sedime, avessero i rivestimenti .di controscarpa dello stesso profilo, i locali casamallati egnalmente resis_tenti ,. ed un armamento che compensasse, cell a maggior quan.:. t1là di bocche da fuoco, il minor grado di protezione (3) aiun aa 0

.

(l) li tratto della v,tllata della Mosa trn Liegi e Namm ha. grande importanza strate<'ica trovandosi sulla slrad,t piu diretta fra Coloni,t e Pangi. Da lungo tempo l e due ci~ta 'che dominano questo l.ronco ùi vallata, erano fortificate, ma gli alforzamenti di cara;tere e di forme a11ti(jllat<cl, non soddisfacevano alle 11uove esigenze delht ,lifesa. Epperò il governo hclga presentò nel ·1887 alla Camera dei .ra1>present:uili una.dornand~ di cre,1ito di 25 milioni di lire; per riordinare quelle fort1ficaz1on1 secondo 1 progcrn del "encrale Brialmcnt, allora ispettore generale del genio. (2;' 11 generale Brialmont, scelto nel ·188!,. dal govel'Jlo rumeno quale arbitro inappel·· labile nella q11estic,ne dell'affo rzamento del territorio, pu,e in prima linea la fortifica: zione della capitale. Per questa ven11e studiato dal predetto generale un µrogetto ·ò, un gigantesco campo trin cerato, con un raggio di cintura di H chil ometri cd una periferia tli quasi 70 chilom'etri; con lS forti cd altrettante opere ,ntermod,c a tracciato triangola1'e. La sup,'r·Cicie occ;11pal;t dal precteuo campo trincen1to, il pili vasto d'E1iropa,. dopo quello di Parigi, è di GS chilometri quad1:ati. J forti so1\o s1>in ti d,t i a 8 chilometri avanti la cinta; ad intervalli di 3800 a 4000 metri. Il loro armamento è ·cos ti tuito da 5 a 7 torri corazzate gireYoli per c,rnnoni da 12 e da ·!5 centimetri e per obici da 21 centimetri (analogamente a quello <loi furti del la Mosa) e da 3 a 4 torrette a scomparsa per cannoni a ti1·0 r,1pido. J.a spesa per la prol'l'ista delle costruzioni corazzate supera 20 milioni di lire. · 1 fo rti costrui ti prima del rivolgimento dell'arte, appartengono al tipo {proposto nella Forliftca tion da temps present) a dop11io 1·ampa1·0. I più recen ti (dopo l'introduzione delle granato·torpecline) ai tipi del 'l'ir p longeunt c dei forti della Mosa, ed h,ir1no i locali alla prova 1H·otctti da coperture di cakcstruz-w cementizio, grosse da 2,50 a 3 metri. 1 for ti di m,1ggio1'e importan1.a sono muniti di un ridotto, nef quale li instal· ' • lata una torre coraziata per 2 cannoni (la i5 ce ntimetri. · l'iel sessennio 1883-88 vennero staniiati dal governo rumeno, per la costruzione del campo t.rincerato di Bucarest, 40 milioni di Hre. I lavori che, secondo l,1 primitive} previsioni, dovevano venire ultimati ncf !893, non potranno essere compiut.i che fra 5 o. 6 anni. '

'

(!)

l!)

~

~-a maggio,· parte <ll!i forti d~lla ~rosa app,1rtengono, all'infuori rii l~I un i parlico-

lan di costruzione e di ord inamento interno, al tipo (li forte triangolare rappresentato _lle~a F1g.• ·I d_ella Tnv. 1.v ,foll'Atla~ite delle 1/égions {01·/ificés.

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q BtllALltONT - La de(cnse des Etafa, ecc. pag. i8i. - L"ammontare totale dei forti cle~la, Mosa ebbe pernio a risultare quas i il triplo della somma stanziata. (3) 56':l bocche ~a fuoco in luogo rii 2i2 per l'azione lontana. - Il tenente colonnello i\Vagn;; ha calcolato che _rcr ottenc1:e a suo giudizio la stessa .Potenza ,rarmamcnto, · mpre~,rndo .arngliene a ciclo scoperto, )cco1Tcrel>bcro 32 pezzi 1ici forti e 22 1,ei fortini. Epperc10 32,X rn + 22 x H = 562.

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0

DELL 0 DJERNO PROLII.EMA DIFE;:,.s1vo

IL DUALISMO NELLA RI SOLUZIONE I

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n · conclu:;ion i favorevolissi me, non so ltanto nei riguardi della spesa. ma anche in CJ!iell i degli effe1 ti vi del la lrnppa nP.cessari per la difesa ( 1). E sebben e, d'altra parte. come ebbe gi,1 nd ossen,1He il ca v. Deville (2). io mnLeria di di fesa degli Siati convenga rassegnarsi ad april'e la borsa e chiudere gli occhi, troverù scarsi segnaci un sistema d' afforzamento, il cui primo effeLLo sarebbe <1nello di ·esaurire i bilanci di uno Stato. La questione della spesa fi nirà coll'imporsi ine1ritabilmen1e a colore cho devono applicare i progetti de~l i in gegneri e se qnesli, nello studio d&i nuovi trovati, :11Tnnno perduto di vista il lato economico, ne vedranno l"alluazi one imperfetta, o sospesa dopo appena iniziatn, co me la storia della fortifica zione c'insegmt essere nvvenuto in tulle le epoche (~, se pure i trovati stessi non saranno condannali ad andarsene irremissibilmente agli archivi. 1

,. * * Favorito polentemen Le dalla reazione contro il cooce.tto escl usivo della protezione diretta, otlenuta col!' ingrossamento delle masse coprenti e coli" impi ego su larga scala di materiali cos tosissimi , per quanto resisten ti ; si m11 nifcstò, nell' ultim o decenni o, la tendenza alle forme di fortificazione sottili, che presen tano poca presa ngli effetti di scoppio dell e granate- torpedini e con-

(1) La spesa pei 2l forti non cora1.1.ati si sarebbe elevala a L. 93,885,000 (circa 23 mi· !ioni cli più de l costo dei forti de!l;1 Mosa), olf.rl' a t, milioni dì più rei maggiore arrnamentn. Stante il pili r1,trotto numero di boeche dn fuoco e<>ntenuto nei forti coraz1.:1ti, occorrono, per questi soltanto i 2u0 arLiglicri in luogo di 44·00, ccl il presidio rli ciascun forte. o forti no, t•:n11Lo' conto •le ! mino,· sviluppo di lirica di fuoco (400 metri in luogo di 700 metri 1>ei forti, e 300 metri in luogo di 55L metri pci fortini} potra essere ridotto di circa la metà. (2) Dévoir s des goiwerneurs. (3) 1: dass ico progetto per l'afforzamenLo di nomo. con una ci nta bastlono.ta ,i fianchi doppi, di Antonio Do Gor,liani da Sangallo, fu abbandonato poco dopo iniziatone l'ese· gnimenlo (1534-37) in causa principalmente delle ingeAli spese che richie,I iva. Lo stesso av venne nel {8H <lei proge tto di ca011>0 trincera to, da eséguire ,1ttornn all a piazza fe(lcrale di Has tacll (della quale la Oict.a Germanica avev.i divisato fii fare un !.(rande perno di 01>erazionl per un esercito di {00 mila uomini) che fu sospeso, dopo ~11• ervi impiegato soltanto 380 mila liorini. li si~tcma di Coehorn non pote\'ano, per ragioni economiehe, venire e,ogui ti se non im1iorfettamontc in Olanda, e quelli di Montalombert:, ap pli,:ati in German ia l'lopo il IllH., eb bero l:l. stessa sorte.

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senton o la massima dispersione e mobili tà delle bocche da fuoco e del presidio . Por resistere ai nnovi prOÌ(:tli (si disse) , la difesa deve disseminare le sue opere ed adouare le forme lineari della ta 1tica od ierna. Il modo di combat tere della fan teria deve essere la sua guida, in base al concetto di disperdere i pr.opri bersagli e di ottenere il concentramento dei fuochi. Dapprincip io gli studi e le proposte coordinate a tal i tendenze si moltiplicarono sl ran:imente. Un grande numero di si.:-Lemi dife nsivi di carattere semi-ca m[fa le, ed anche improvvisato, fon dati sull'applicazione delle fo rme sottili d'afforzam ento e sulI' impie:,::o, in larga scala, di binari di ferrovia, tentò, di sosti tuirsi .dle trad izioni cl:lssiche dell'ar te (·I ). La riflessione e l'esame critico cli tali ;;istemi i quali, pnr presentando taluni pa rticolari di pratico ed opportuno impiego, non avrebbero poluto venire, nella generalitit de i casi, integralrneute appli cati, preparavano all a mnggior parte !lei medesi mi la sorto riservata all e multiformi proposte che, nei periodi di transizioni, hanno sempre invaso mo' mentaneam ente il cam po dcl i' ingeg-neria rnilitnre, pe r tramontare senza avere avuto neppure un principio di au.uazioue . Sòprav issc agli altri. e rie:-cl a rivestire forme or,r:aniche, delerm innte dagli incessanti progressi delle in d1fa trie metallnrgìche e della meccanica, il si stema delle /1·onti corazzate., fo ndato ·sull'occu l1amen1 0 e sulla rlispersione mas$ ima dei hersi,g li nella cl i.fesa, ed insieme sul co ncentro menlo cl i numerosi e poten ti fu ochi nel terreno esterno, ciò clte è possibile di ollenere coli'impiego, in larghissima scnln, degli affnsii co rnz zati (specie cl i rorri co-: razza te girevoli per una sula bocca da fuoco), i qua li posseggano un settore orizzontale di tiro di 360°, e dei cannoni a tiro rapido. Setondo il si;;Lema dell e fro nti corazzato, quale fu origi nariamente cor.cepito dal suo inven tore il generale von Sauer (2), la

H) Vedi , ad c;cmpio, il p.-ogelto ,rarror-Lamen to, seco11,10 una linea •1uasi continua, cos li luita cla un 11urnpetto campale, del capitano w . Coo,. del gen io olandese, pul,L>lic:tto nello $tllrlio: f,a. (oi·tifir.azionc 11101tenui dt (ronte ai rece4/i 2irogressi rJeU'attacco. - (.Spelatem·, Jtililaire !887-881. (2)

Ricerche /11tiiclle sulle mwve (orme da <t111·e 11/l"arle della (orti{ica:lone. -

Berlin o, i8S5.


840

DELt,' ODIERNO PRO llLE~I..\ DIFENSIVO

IL DUALISMO NELLA RIS0LOZ10NE

linea di resistenza ver.rebbe costituita da un grandissimo numero (molle centinaie) di torri corazzate isolate, disposte su dne O tre linee a scacch iere. La, distanza tra le linee è fissala di circa 1:>00 metri ; gli intervalli tra .le torri di una stessa linea so no ragguagliati a IOOO metri. L'assalitore si troverebbe perciò costretto ad espugnare successivarnentb ciascuna linea, rimanendo inoltre ~sposto ai fuochi della seconda, men tre è ancora alle prese colla prin~a . Pel fatto che questo sistema d'afforzamento presenta I' im?1agine di una serie di front i, e che la difesa f1·ontale predomina sulla fianchc,qgùinte, è stato designato: it sistema delle fronti corazzate. Tal e sistema , che esclude qualsiasi transazione cooJi ordina! menti difensivi preesistenti, è fondato, secon do -gl' i1~.endimcnti del suo autore, sul principio della ma.,sùna resislen:.a col minimo impiego di forze. Si tratta di rendere pressocbè nul li i risu!tati '.lel.l'n.uac~o l~nrano, nde a dire dell'azione delle più llOtent , art1.~l1er1e d, cu, può disporre l'assalitore, facendo assegnamento, piu che sulla resisLenza spec ifica delle torri isolate, sulla loro disper~ione e sulla piccolezza del bersaglio che presentano, e, conseguentemente, sull a difficoltà di colpirle e di renderle inservibi li. TI concetto delle torri corazzate isolate ed autonome del generale bavarese, esercitò potente influenza sull'ingegno originale dello Schumann, fino a dare un nuovo cor$O é!lle sue idee intorno alla fortificazione ed ai criteri, relativi .alla tecnica delle installazion i corazzate ,. che aYeva fino allora seguito. Rinunziando al sisl ema d'a fforzumenl.o per mezzo delle Vcrrandi • . opere corazzale a tracciato circolare o ser~icìrcolare (11rmate da un considerevole numero di torri girevoli assai pesanti, per due ~d, anche, per quallro cannoni) da lui sv iluppato in un primo progell-0 di riforma della fortificazione permanente, nel quale non rinunciava al co.ncello class ico del forte ('l ), l' ingegnere prussiano si pone sull:1 via trac,·.iata dal v. Sauer, e costituisce la linea di

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.resistenza con due, o più, ordin i di piccole batterie corazzate, sch ierale in modo sim ile alle torri anloriome del gen erale bavarese. Per rendere realizzabi le e pratico tale ordinam ento difensivo nei ri g1rn rcli militari, tecnici ed economi ci, s'imponeva la n ecessità dell'impiego di costruzioni corazzale leggere, di selll pl ice maneggio e di costo limitato . Tali sono gli affusti cnra::zati per unr. so la bocca da fuoco, girevole su perno centrale, co ll a cnpola, e le altre pnrti di protezione, di m,)dùrate grossezze, con mec~ani smi semplici, mossi a braccia d'uomo: che doYevano venire sostituiti alle pesanti e complj ssc torri corazznto per 2 cannoni, .con meccan ismi messi in movim ento <lalla fo rza idraul ica, del tipo di quelle speri men Lato nel '1886 al poi igono di Kotroceni. Lo Schumann ebbe la fortuna di trovare un valente interprete <lelle nuovo idee nel Gruso n, il quale portò il concorso della sua esperienza e delle sue conoscenze terniche nell"oseguirnento dei molteplici progetti di costrnzioni col'azzaLe leggero taffnsti· cora= · zati) studiati dall'ingegnere prussiano negli uilimi quauro anni ,della sua vita ( 1886-89). L'opera attiva cd intelligente del predetto industriale si pnò riassumere nel nome col quale le nuove costruzioni vennero distinte tra le tante congeneri, comparse nell'odierno periodo: il sistenici Schwnann-Gruson. Gli elementi difensivi ideati dallo Schumann per l'attuazione pratica del concetto del v. Sauer son o : l' a(fusto c01·M.zato a scomparsa per un cannone da 12 centimetri: l'impianto corazzato a sfera: per 1m mortaio da 12 centimetri : l' aff1isto cora.:.zato a scomparsa· per 1.m cannoncino ,la 53 (o da 57 millimetri) a tfro rap1do : ai quali riconobbe opportuno di aggiungere: l'af'.{usto corazzato per nn obice da centimetri ci tiro rctpido e l'affusto cora::.::ato carreggiabile pe1' nn cannoncino da 37 millimetri a tiro rapido (I). Le batterie della linea principale (!a piu avanzata) sono disposte ad intervalli di I000 a •I500 melri, nei punti del terreno <li maggiore imporlanza tnllica e sono nr,mat.e con un cannone

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(I)

leto,-ri cora;za/e girevoli e lti loro impurlnn.:;a i>l relazione aa ima t·adicale

1·i(orm:1 delta fortificazio11e 11et·ma111:111e. ttl costriizio11i co,·az.zat,: Mito noi i S85.

-

l'ubblira.1.ionc anno~sa al grande Alttrnte .

I

(l ) La rlescrizionc particolarcggiatn. et! i <!isegni ùell c n,ccenn:ttc co~truzi(lni co raz zate, si trovano nelle pubblicazioni di Julin~ ,·on Schiuz: Gli 11fl'11,S/i corn~zoti - (t• .e ~· [ll\l'LP.) ~lagclchurg - Onckan E1L, lSS~ e 1890:


842

IL TJUALISMO NELI, A RISOLUZIONE

da 12 centimetri, con due mortai dello stesso caliÌ)ro , e con & cannoncini a Liro rapidò da 53 o 57 millimelri. Le prime tre bocche da Cuoco (instaJlate sotto corazza nel modo sopra accennato) sono incaric1He, principalmente, dell'azione lontana; le, altre dell'azione approssimala ("). Circa 500 metri dietro la prima Iinea di batterie sorgono le ballerie della seconda Iinea ( disposte a scacchiere rispetto a quelle della prima), armate con un obice da 12 centimetri a Liro rapido e con quattro a 6 cannoncini da :53 millimetri a tiro rapido. I cannoncini da 37 millimet6 su .:i/fusti corazzati carreggiabili) verrebbero general men te colloca.ti alle nli delle batterie della prima linea (2). > s~bbene i cannoni , i mortai e gli obici da "2 centimetri sianoprincipalmente destinati all'azi<{ne lontana, conct,rreranoo, co i pezzi legger i a respingere nn attacco di viva forza, per mezzo del tiro areato a shrapnel. A tale scopo si dovrebbe fare grande. assegnamento sull'impiego dell'obice da 12 cen timetri a. tiro rapido, il quale è stato scelto per cosLÌt{lire il nucleo delle batterie di 2° linea, perché sì trova in grado di preudere parte, da questa posizione arretrar.a, al comba ttimento d'artiglieria e di concorrere, col tiro areato a shrapnel, alla difes.i contro gli assalti , della linea antistante. I precedenti cenni bastano per mettern in chiaro che l'i ngegnere prussiano, coll'impiego di un materiale tecnico special~ da lui ideato e costru ito, è riescito a rivestire di forme org-1niche il co,ncetto della torre corazzata autonoma del v. Sauer. E poichè il merito di un invenzione, non spetta soltanto a chi, seppe concepirne l'idea embrionale, ma anche a colui che riesciva a renderla attuabile con mezzi pratici , lo Sch umann divide 1

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1

(I) Le batterie sono ,irganlzzate a spal to, col ciglio pochissimo solte1•ato sul terreno natu rale, in mo<lo ria costitu ire bersagli quasi invisib ili. Il traeciato ral!lgura un ventagl io. Nel nocciolo cen lralc sono disposti, il c,u1nonc cfa i2 erl i clue mortai, i magazzini di munizion i ed i ricoveri. Al'a nti al nucleo sono colloca ti , su di un a rco di circolo, i cannoni a tiro rapido. · · (2) Si aprono delle trincee -ricovèro colla z:wpa ordinaria, vi si conducono gli afl'u~ti· cora::zali c.~rreggiabili e. si coprono, il più ché è possibile, scavando il terreno nel punto nel quale vengono collocati. Ciascuna ba ttet:ia di i" linea dovrebbe essere provv•st... d i 1a a 20 di ta li alfnsli, deslinati a sos titu ire, in qualche morlo, l'azione dPll,t fucile1:ia.

DE r, r,' OD IÈ RNO PHOBLEMA DI FENSIVO

843

col generale bavarese il rne~rto del! ' in.venzione delle fronti C()razzate. Sotto f(Ues to riguardo , la pubbl icazione zriginale dello Schumann ( 1), nella quale questi, riferendosi al concetto del _v. Saùer, -sia bi lisce gli. elementi organici della fronte corazzata , e fissa i criteri in base ai quali devono essere costruiti i mate- 1:ia li corazzati, destinati a costilnirnu l'armamen to , rappresenta. unG dei docnrnenti più imporlan li dell a fortificazion e con tempor11 nea.. Come tutli i capiscuo la, l'in)!egne re prus:; iano non mancò di seguaci, i quali si propo;;ero4 di divu lgare e di generalizzare il . concetto della fronte corazz ata, compito reso, d"a ltronde. sempre più facile dal!'- incessante progre$SO de ll'industria metal! urgi ca, sulla quale essenzialmentP , si fonda l'applicazione del predetto sistema difens ivo. TI suo più vnlente e più conv in to propugnatore, il capitano Giulio Meyer dell'esercito svizzero, ha recentemente presentnto in due originrtli pnbbl icaz ioni (3) l' organiz zazione completa della ('ronle coraz-.=n.ta . concepita come un sistema di difesa indipendente, introducendovi , su larga scala, l'impiego delle costruzioni metalliche mobili e trasportabili. . 'L'orditura · dell'armamento è (:ostituita dal!' ob ice corazzato da 1'.z centimetri a · tiro rapido, smontabile e trasportabi le, e dal cannòne da 5ì millimetri a tiro rapido su affn sto coraua to car reggiabile (8). Seco ndo il .\Ieyer, l'idea le che l'arte fort iticatoria (I) r;u aff,isti conizzn.t1 e il . to,-o nlt1Jrio1'C soilnppo. -

(Dall' l nlernlitio1uif.e 1/e vue) .

- Giugno 1886. • (2) /,"att~cco e la clifesa ,telle (ù1·ti[ica.zioni comz7ale moderne. - 1893. ' Il cmnpo lt-incerato di N,tz e l a. (orli/ica.zione corazzata ·mocle1·11a. - 1895. In qucs L"ulLi ma. pull l>licazione il )le ycr rip re.;enta. un proge tto completo <lella.fronte co·r azzata , tnùd1fk,1to la. dove 1,1 critica ha. suJ?gcrito qna migl ior3 S(oluziorlCJ, massime nei 1•iguardi di un maggiore concen trame11to rlc ll c hocchc eia. fuoco e cli una più razionale orga.i,izzuziorui del tiro, (I ne ha fatto un 'appl1cazion,3 pratica in una proposta d i rafforzamento 1kll'attna..lc campo trintcrato di Metz. (3) Il princi pio rlclla. mobilita, gia a11plicato ,tallo Schumann agli a ffusti co1·:tzz:ili un cannone a liro rapido d,1 3i mill imetri, nel 1890 è s tato c., te,o dal (ìruson Ili calibri ,fa 53 a 57 mi!l,metri, me,liante la ,·Ò$lrllzione ri i un a ll'us to coraa:tLo carreggiabile per ca nnoni de" 'surtdelti c;nlibri. L',tlfns to corazz:-1.to per un ohi e,, da {2 cen timetri a ti ro ra.pido, riel peso comr11essivo cli 18,000 ch ilogrammi, è: stato l'id1Jtto scomponib ile, in modo da P/Jlcrc essere, ne l più llrcve tempo , smontato r, rimonwto. Delle 19 parti, in cni s i scompone, la più leggera pesa 85 chilognmm i, e la più . pesante (la cupo la) l.900 chilogram mi. In bnone condiiioni, e su terreno favorevole', la mon l:itura può cs~guirsi in 2,t ore : in situaziQni d iflicili si richi edono iluc o tre g,orni · (Vcrli g li affusti coraxznti di lv. Schu tz, :'la pa.rtr, 1$90).

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IL DUALI SMO NELLA. RISO LUZIONE

DELL'ODIERNO PROBLEMA DIFENSIVO

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si propone\'a di raggi ungere nei riguardi della mobilità, mezzo il più efficace di· protez ione indfretta, ha potuto essere conseguito mercè I' impi:go degli affusli corazzati mobili. Egli perciò ha dato a questi la preferenza sugli affusti corazzati a scomparsa (applicati dallo Schumann) sebbene gli ultimi presentino il vantaggio di proteggere meglio il cannone nella posizion e di riposo ('I}. Per gli stess i motivi ha ritenuto opporluno di sostituire al cannone ed ai mortai da 12 centimetri l'obi ce dello stesso ca li bro, che è la più grossa bocca da fuoco a tiro rapido stata finora costruita, un affusto corazzato trasportabile (2). Il Meyer è d'avviso ,, che colle due suaccennate bocche da fuoco si possa provvedere alte esigenze della fortificazio ne odierna. Le altre (le artigli erie da posizione destinate essenzialmente al combattimento d'artiglieria) costitniranno un eccellente appoggio alla difesa, ma non è necessario corazzarle tl bast.erit disporle in batteria allo scoper to, dove se ne mani festa il bisogno (3). Le batterie corazzate ài ,1a linea (che il Meyer chiama batterie centrali corazzate, perchè con tengono un gr uppo d'arl.iglierie ch e coslituisce il nucleo del sistema) da stabilirsi, normalmente, ad intervalli di 1500 metri (all'atto pratico, come nel progeLlo d'afforzamento di Metz, anche da 1500 a 2000 metri, per ~cegl iere il più opportuno appostamento sul terreno}, sono armato con 2 obici corazzati da 12 centi metri a tiro rapido per l'azione lontana, e con :l caimani da 57 millimetri a tiro rapido su affusti corazzati carreggiabili pe, la difesa approssimata. Le batterie corazzate di 2a lin ea (b atterie coraùate di r iserva (costituiscono nel concello dell'autore, posizioni di' ritirata. Sono armate con un

obice da 12 centimetri e con due cannoni dn 57 millimetri. Ad ogni b::itteria centrale corrisponde una haueria di ri serva, posta circa 1000 metri indietro . È scopo di queste ultime b,1 1terie, come nel progetto clello Schnmann , di parlecipare al comLauimento ài a1;!iglieria e di clirigerc, al momento dell 'as~allo, il .fuoco sull a batteri a corazzata antistanle, nel caso che il nemico sia riescito a penetrarvi. Il Mever ha recentemente riconosciuta l'upportunilà di sla.bilire a;anti la 11• linea, negl i 1ntervalli tra le balleriu centrali alcune uatterio corazza te speciali, che egli chiama d'infi lata, destinale a battere le zone di terreno che non sono suffici entemente viste dalle prime, a disturbare l'avanzarsi delle balleria nemiche nei $0tlori vicin i, a segnalare l'avvicinarsi dell e colonne d'assalto ad impedire col loro fuoco il forzamento della linea . Sono armate con 2 can non i da 57 millimetri. Le predette batterie corazzate, che servon o anche a chi udere gli intervalli della. linea, costituiscono , quasi, le gran guardie della fronte corazzata A p:1 rtire da queste batterie, le pattnglie di fan teria eserci1ano il, servizio di sicnrezza dinanzi la fronte ('I ). P arimenti ne"l ,., i intervalli Lra le batterie centrali, ma un po' indi etro, vengono organizzate le posizio ni per la fanteria, costituite da speciali ridotti , da occuparsi con una compagnia (2JO uomini ). 11 Meyer, seguendo le tracce dello Schumann, di,,ide, nell' ordinamenLo della linea di resistenza, l'arLiglieria dalla fanteria, nell'intento di conservare a ciascun a arma la propria libertà d'azione, e di regolare esattamente le relazioni di comando (2) .

(O Inoltre gli arfusti corazzau carreggiabili risultano, come rilova il Me.yer, vantaggiosi &oche tlal lato economico. L'alTusto corazzato carreggiabile per un cannone da 97 millimetri a tiro ra11it10, costa. -14,000 marchi 1L. .f7,500), mentre l'alTusto corazzato a scom parsa ()er la stessa bocca da h!oco i:osta l.8,000 mnrchi (L. 22,:iOO). (2) I/obice corau.ato da. l2 ce11timetri a tir·o rapido cos ta i.-1.,000 marchi (L. 511,000), mentre il cannone dello stesso ca'ibro su affusto corazz.tto a scomparsa costa 68,000 marchi (L. 65,000J. (31 f,'artigllori,t cli posiiiono, 1ier sodd isfare convenientemente al suo ufficio, dov1·cbbe comprentlore, secondo il Meyor, l:i. sei,uente proporzione di bocche da fuoco, obici da campagna rla 12 centimetri : 20 O/e obici da campagna da t 5 centimetri: 40 o;. ; batterie di mortai da 21 centimetri: 20 ¼; cannoni da posizion_e da 42 centimetri: IO •10 ca nnoni; da posi zione da t5 centimetri {O¼,

(IJ N~l co11cctto del ~leyP.r ltl batterie cora zzato d'infilata. clcslir,atc a lìanchcg:;:iare il terren,1 es terno eta vanti lii fron t.e, sost1tuisco no, in qu:1 icho rn•>dO, le capponierc JJe l lianchoggiamento dei rossi. (2) I.a rar()resrnrnzione ::;rartca della linea di resistenza cnstituita cogli •·lemenli <lì fenshi sopra indicati cd i p:ir1ìcolari d'organizza1.io11e dei si ngoli el11men li, forma110 il conter:uto delle tavor'e· 1, Il e lii dell'u ltima puhbllcazionc riel capi ta,i o Merer In r1un!c potrà venire util mcnLc co1H111tar.,1 ,la chi vòl::;li,, rendersi conto es;1tto de ll1, ro,·ma organiche, che in coriùponflcnza ag li olllemi progressi della tecnica, puC:, assume·t le fortificazione solli/e o lfoeart. n:isteri, <111; accc:-mnre: t• che tanto le balteric corazzate quanto I ridotti per r,n1orl:t, 11osso110 ,issere orga nizzati in modo 11crnrnnent<', (ne l qual caso. tnnlo 1,, prime, cho •Jue,l'uitime, sar,u1no p•ovvisli cli ricoveri cJsamnllnti di caict'., truzzo c,imenlizio, Jlci r isp,•ttid i;1·csidi) ovvero collo sole ris?rse della fortificazione impronisata. in corrispoa,1en1.a il concetto dPI trasporlo rloll'artigheria corazzat:i ,la una posi1.ione act nn'all.r a ; '2° che la prorez1onc contro gli attacchi. ,r, viva rona si ou er,cblio, (s1!condo le pro po;lc rat.te dall o Scl1111na11 11) rccin gen,to lo open) di zone coperte da reticolati di filo di f~rro.

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L'artiglieria di po;;izione verrà ad intercalarsi nel'l'ossatnra dél sistema difens:vo, costituito dalle batterie corazzate, e si disporrà di pretere!iza, alle a.ltene delle batterie di riserva, per tras for mare la parte della 2• linea, corrispondente al settore allaccato, in una froQle impenetrabi le. Le c<•ndiz ioni del terreno potranno talvolla suggerire di portare .lè bocche da fuoco di posizione su lla linea delle batterie d'infilata. Per ciascuna batteria centrille il )feyer calcola possrino occorrere circa 8 bocche da fuoco di posizione, facendo assegnamento sulla loro mobilità per trasi)ortarle rapidamente nel sett0re attaccato . . .Per costruire una lineil di resistenza dello sviluppo di 60 chi! lometri (•I) occorreranno, in media secondo il Meyer, circa. 40 ba tterie centrali corazzate: epperciò all'incirca altrettante batterie di riserva, e d'infilata, ed altrettanti ridotti per fanteria. Circa I00 ch ilometri di ferrovia con 'l'.200 carri, assicurerann,o la mo· bilità dell'armamento corazzalo (2). Una applicazione, su larga scala, delle forme di fortificnzione sottile si ha nell'afforzamento della linea Sereth-Milkow, appoggi,1ta. alle ali dal Danubio e dai Carpazi, e destinata ad ar~ restare eventualmente la marcia offensiva dei russi da nor<l-est. Vennero fortificati, Slt della linea., Galatz e Fockschani al le ali e Nemoloassa al centro . La fronte difensiva ha Io :;vi luppo cli 22 chilome1ri dinanzi a Fod<.schani, di U avanti Nemoloassa e di 13 avanti a Gabtz, e l'alforzamenlo è costituito da 3 linee di piccole batterie corazzai.e (grnppi di torrette) davanti a Fock-

(I} i'icl caso che la linea ili resistenza costitnbsc la cintura e~terna di una piazza, assegnan(lo a. questa un raggio di 7500 meti·i (cfle il ~foy(ir ritiene sufli(siente per l'estensione che si richiPde) si avrebbe lo sviluppo di circa 45,000 mf·tri. Il Meyer ha ,issunto invec0, come dato, lo sviluppo •1i 60,000 melri cli linea, in seguito aU'a1JPlicazionc <lc lla (nm te coi·azzalfl al terreno di Metz. ('zJ Scconllo i calcoli riportali dal Meger nell'ultima pubblicaziorie, l'organ izzazione completa di una fronte cotaz:.ota, clello sv il11J1 po di 60000 metri, im porterebbe una spesa di 25,000,000 di marchi (L. 3-l,5!50,000) ovvero rli 20,980,000 marchi (L. 25,l'i6,COO), second o che si adatt;tnfl, pe1· le ha tteric corazzate e pei ridotti, le forme rlel la fortilicazionc permanente o di qucl llL provrisol'ia. ì.'ìel 1irimo caso l'importo sarel1ho ragguag liato· a 5G,OGO m.irclt i (l.. 70,000} p,)r bocca da fuoco co1·azzata: nel seco ndo ·a t,.7,000 marchi (L. 58,750). Oovcsi peraltro notar,~ dte alcuni dei prezzi unic ari. assunti dal Meyer a base dei suoi cakoli. sono eccessivamente tenui. Ad esempio. fissa a 20 marchi (L. 25), per metro cullo, il prezzo del c,1fccstruzzo cementizio, il •1ualc 1•1l'e tti"amente, non 11otrà risu lt,tre inferiore '.L rnart hi 32 (L. ·1,0 ).

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DELL'ODIE.RNO J'ROBLEM'A DIFEr;S1vo

IL DUAUSMO NELLA RISOI.UZIONE

schani e Galatz e da 2 linee davanti a Nemoloassa . La distanza tra le linee è di circa 500 metri. La prima linea è coslituita da un,t serie di affu$ti corazzati trasportabil i per cannoni a tiro rapido d:) 37 o da 53 millimetri, ·ra<wruppati in batterie da 3 a 5 pezzi, con intervn lli, tra le , è>O batterie, da 300 a i>OO metri. La seconda linea, da una serie di affnsLi corazznti a scomparsa per cannon i a tiro rapido da 53 millimetri, rag:.;ruppati in batterie di 6 peui, con intervalli da 500 a 800 metri. L:1 terza linea è co.;;titu ita , a G·alatz , da batterie di due affutti corazzali per 1 obire da ,12 .~ tiro rapido ed, a l<'ocksclrn.ni, da baueri~ di due dei suindicati affusti e di un affnsto corazzai.o a scomparsa per un cannone da 112 . Il numero totale degl i affosti corazzHti risulta · di 6H ( 11). Le ballerie, in numero di '153 (71 a Fockschani; 30 a Nemoli>assa; tH a Galatz) sono protette contro gli at.1acchi di viva forza 15 metri e profondi 11 metro, mun iti an, da fossi laruhi n teriormente. e sul fondo di difese acce:;soric. Le cupole si elevano soltanto · di 2 metri sul terreno. Le valli del Byrlat, ' del 8~reth e del Butna, costituiscono una linea avanzata di difesa . 'i lavori furono ultimati nel me:;e di marzo 1893. L'ordinamento difensivo della linea del Seretb corrisponde -integralmente alle esigenze dei propugnatori delle fronti corazzate, e lo Schumann ha potuto vedere, prima della sua. morte, applicato l'insieme del suo sistema nelle fortificazioni rumene. Un ufficiale superiore del gènio rumeno e~primeva l'avviso che le fronti cornzzate di Galalz e di Fockschani sono incensi1rnbili come fortificaz,ioni se1ni-permanenti e come conseguimento dello scopo imposto alle medesime, di afforzare le po,izioni .designate in modo da resi:;tere ai pezzi i p·ù pesanti da c~mpagna, per obblif(are il nemico a ricorrere al materiale d'assedio (2). ~

1

L&ITHNEH /,a (oi·titicazione penna.ne11te e la guerra di fortezza. . .vol. I. . (2) C,ikolando, in m,1dia di lire 30,000 il prezzo di ciascuno degli a!Tu.stt corazzali~ · -con acce.ssori e muniiionament() (co:;tosissimo}, circa 600 atru:;li importano 18 m1ho111 di lire. o~eorrendo almeno alt.rettanto per la. costruzione riel.le batterie coi locali ca, . samattati cli calcestruzzo ce,nentizio (,120,000 lire per l)atteri:t) si avrà un totale <li

, {i)


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IL DUALISMO NELLA RISOLUZIONE

DEU.'ODIERNO P.ttOBLEMA DIFENSIVO

mobile o volante (1), colle (l'onti corciz.zate provvisùrie (vera . antitesi delle mon umentali opere {ii calcestruzzo, piet.ra è ferro propugnale dalla.scuola opposta), che si possono, a loro avviso, trasportare dall'una all'altra fro ntiera di uno Stato, dall' una all'al tra posizion e strategica, come si fa per gli equipaggi d'assedio. éon tali proposte, i voti dell'ingegnere pru ssiano hanno avuto la più' l'arga soddi~fazione, poichè, in grazia del la mobilità e del la , rtrasportabilità, che si presume raggiunta dal materiale tecnico perfezion nt.o la fortificazione corazzata diviene, secondo le esigenze · della difesa, non soltanto permanente o provvisoria, ma anche campale e impronrisala. ' Indipendentemente dalle esagerazioni inevitab ili nei promotori di un'idea, non è senza interesse esaminare quale giudizio debba portarsi , nelle altuali condizioni, di questa fortificazione volante èhe si presenta in opposizione colle tradizioni secolari dell' ane della difesa . · · 11 concetto di una fortificazione . mobile e trasportabile sorride ·indubbiamente a colorci che non hanno mai fatto oggetto di predi.lezione le grandi piane permanenti , costruite con enormi spese, che richiedono numerosi presidì so ttratti alle forze mobili. Sembra certame nte un meraviglioso t.rovato quello di metlere su, in poche settimane, e finanche in qualche giorno, una piazza for tè, che può sfidare, con un piccolo presidio, un nemico superiore di numero, e più meraviglioso ancora l'altro di t,raspot\tare ,altrove la piazza, se il corso degli avvenimenti lo renda utile. Chi potrà valutare (ossenano) i vantaggi r.he potrà consegnire quell'esercito il quale s.iril in grado di creare, quasi snl momento, estesi or-

Lo Séhumann 11veva m1zrntp I.' impiego degli affusti corazzati carreggiabili (per ca nnoni a · tiro rapido da 37 millimetri) nell'intento d'offrire alla difesa un mezzo sped itivo. per sviluppare un sistema di c.ontrapprocci, di ·ellicacia pari a quella ch e s.eppe raggiungere Todleben a Setastopoli, ove cacciatori rnssi , male arm.iti, appostati in buche, o in tratti. di trinceramento, diederb ma!-!gior molestia ·all'assalitore., che non facessero ìe artiglierie di posizione . A taJ e scopo lo Schumann, pur non fissando posizioni invariabi li, preferiva collocare detti affusti sulfo ali delle batterie di prima linen, ove non ,Hrecherebbero mai impa ccio e potrebbero esegui re con sicu rezza i propri tiri . Ne aveva anche · suggeri ta una parziale applicazio,ne nell'afforzamento della linea del Seret.h, dove venne attuato integralmente il suo sistema dì difesa. Ma, soltanto nella general izzazione dell'impiego di questi speciali materiali tecni ci, l'ingegnere prussiano vedeva assic~urata l'esplicazione completa del concetto che si era formato della fortificazione corazzala nella quale i termini : pe'l'lnanente e provvisorio noo dovevano , a suo avviso, differire essenzial mente tra loro (:f ). I progressi ulteriori de.Ila tecnica ha permesso ai seguaci dello Schumann cli pervenir~ ad ordinamenti difensivi fondati sull'impiego esclnaìvo delle costrnzioni corazzate rnohili e trasportabili, e di rive:;tire cli forme organiche ,il concetto di una fo rtificazione

'

.,, 36 milioni <li lire, Che, lenuto conlo di ,il tr~ cos truzioni accessorie (st1'ad,r,, im pianli di ferrovie, lince telegrafiche e telefoniche) potr/1 ;;ujierarc 40 milioni di Jirtl. Un economista non tra lascerebhe di domandarsi se la non disprezzabile spesa clrc ha l'ichies10 questo afforznmento è com pensata dal possesso cli tre teste di ponte semplici delle qual i una (l?ocl(schaniJ è situala su ù~ uu fiume assa.i piccolo ; ' mentre, senzit il concorso di numcro,e forze mobi li, le sud(lette opere, le quali pos;ono venire facil mente girate ed assalite. a!Ja gola non fortifìcata, noiI sono in graclo di presentare per Jo~o stes;e, effìca~e resi~tenz,t, la quale, ~nche nelle più favo re1'oli condizioni, ò commisurat" soltanlo all'az ione delle grosse artig lierie da campagna. ( l) Gli affusti co1·azzuti ed it loro ulleri01·e svilu:11110.

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(ij 11 ~ia"giore Scheibert, (lol genio tedesco, ebbe già a sostenere l' opportunità di creare iJn :iateriale mobile di for tilizcazione. (Die Befesl igunys-Kiinst und die Selwe

von. Kiim11fe).

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Questo scrittore militare, virn1nen tc im pressiomto di quanto vide in Ameri,:a durante Ja guerra di secessione, dove i gene.rati Americani seppero realizzare l'alleauza i_1~tima _ della tattica e della scienza, si è ratto di tale alleanza (lrdente pro pugn,1tore. c,o che · occorre sopratutto alla for lilicazione, egli osserva, è la mobilità. e questa le sarà assicurata dai nuovì trovati clelia tecnic,t. La scienza morlcrna. che ha i1mintato il veleno, saprà trovare anche il contraveleno, o l'antidoto della granata-torpedine è il vapore. Peraltro, malgrado questo inapp untabile ragionamento l'idea della fortificazione ' mobile non poteva avere nn principio lii att.nazione so non quan do si fosse riesclto a determmare i tipi ctegh elemer.1t1 che al"l'ebbero dovuto co:;t1tui1c il relativo rna terk1\e.


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gan ismi fortifìcati? Quanto avrebbero dato i francesi nel ·1870, perchè Orleans fosse stata una piazza, che non si avesse potuto prèndere di viva fo tza, ' o , che si avesse potuto ridurla tale in fretta? Quanto volentieri non avrebbe Napoleone, nel 18,J2, convertila Smo!enskò in un grande campo trincerato? (1) E tulto questo non potrà, ' per l'avvenir.e, diven tare reallà, se, in vista di creare sistemi cli fortificazioni provvisorie o imprnvvisate, si tenga pronto in acconc:i depositi (come, un tempo, nei magat 1.ini delie piazze forti si conservava uno s\'ariato e complesso materiale d'armamento) tutto il materiale corazzato mobile e trasportabile, in modo da dovere eseguire , .in caso di bisog110, soltanto pochi lavori cli terra? Ammassando sulle linoe di tappa la qunntità necessaria del suddetto materiale, si potranno r·apidamente fortificare posizioni estese, coma quel le di Danim,lfca nel ,1864. Tutto ciò è inoppugnabile. Ma, interrogata la tecnica, se, nelle odierne condizioni dell'a1·Le (poichè non si' potrebbe, fiu d'ora, determinare dove arriverà l'incessante progresso del le industrie), si potrà effettivamente realizzare, pei materiali corazzati di difesa, la mbbilità e la trasportabilità nei J crmini vagherniati dai fautori della fortificazione volante, vengono a dissi.parsi parecchie illusion i. l propugnatori del sistema pretendono d'impiegare i corazzamen/i mobili allo stesso modo delle bocche da fu::ico 011dinarie da posizione, e, con acconci calcoli, e rapporti di pe~i tra i primi ed i secondi, si propongono di distruggere l'effetto della parola ,torre corazzata, che implica di per sè stessa l'idea cli un pezzo pe~ante e di difficile maneg$io (2). Ma. in realtà, l'affosto (1) VON urm G0Lrz. - /Jiflaenw elette fm·tificaziooi. - (La n azione ,innata, l5). (21 i\l1m :m . -Allricco e difesci delle fol'ti{icazioni cora.zzate -moderne (rag. -12) . li 1•redetto sc rittore ritiene cho si po:;sa fare mnoverè con 6 o 8 cavalli i 3000 ch ilogrammi circ;t che co:;tituiscono il peso del cannone corazzato, ria 53 9 da 5; millimetri e dell'avantreno, in (J tHL,i ttllti i terl'eni, ragguagliando il traino eia 375 a 500 chilogrnmmi · per cavallo. Qttalor.1 un t.11 pe.so fosse sovercbio su di una .strà(la breve, ma difllcilc, bisognerebbe ridurre della metà il carico dei cavalli, attaccando 30 uomini ad tllt freno. Stt rampe occezio11almente ri pide o~correrebbe sostituire ai cavalli GO uomini (50 chilogrammi pel' uomo). Nel caso di passaggi particol,trmentCJ difficili sarebbe nccèssario smontare la cornzza e tra.sporl.irla isolatamente (id. id., pag. H e {2). ' Da queste indicazioni è facile riconoscere che, all'infuori del caso di strade ecce· zionalmente ravore,•oli, il traspol'to del cannone corazzato da 5:; o· 57 millimetri presenterà ben · alt.re diffìcol t.à e richiederà. assai maggior tempo (li quanto occorre pel trasporto di una bocc,1 da (noco ordinaria.

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DELL'ODIERNO PROBLEMA DIFENSIVO

IL l>U1\L!SMO NELLA RISOLUZIONE

eora'zzato carreggiabile, pel cannone da 53 o da 57 millimetri; possiede una facilità di trasporto ·inf'erio1·e a quella delle bocche d~ fuoco· ordinarie. La sua mobilità sarebbe gravemente compròme'ssà su strade in cattivo stato e su suolo melmoso o sabbioso fino 'a grandi profondità e rappresenta perciò un v:antaggio che . non può estendersi a lutti i terreni. Non minori ·difficoltà s' in-contr.eranno pel trasporto dell'obice corazzato da 12 centimetri, mal'grado venga scomposto in n:iolte parti, del peso complessivo <li 18,000 chilogrammi {fra le quali la cupola che pesa da sola ,4900 chilogrammi) a meno di condizioni eccezionalmente favoTev.oli di terreno, o di una, non normale, abbondanza· di mezzi <li trasporto. Del resto, gli stessi propugnatori della fortificazione mobile 'riconoscono la nacessità, per l'aLtuazio.ne del loro conèetto, ,di perfezionare l'organizMzione militare delle ferrovie, mediante fa formazione di corpi tecnici, ancon\ più numerosi di quelli ~sistenti. . È pertanto nssai fondato il dubbio che possa alle costruzioni -corazzate · carreggiabili o trasportabili mancar,e, in molli casi, ·qi.Ièlla: mobilità che dovrebbe costituire la proprietà caratteristica -del loro impiego. Il fatto stesso che i propugnatori della forti'fìcazione mobile domandano un aumento di . truppe tecnicne ed un rnigliorarrÌehto del regime delle ferrovie, avvalora quel dubbio ~ dimostra che non è ancora giunta r epoca io cui si vedranno ,sò,rge~e, come per incanto, dal terreno, queste piazze impr~vvi- , .sale, i cui ·elementi sono immagazzinati sotto tettoie, al pari dei materiali d'assedio e dei ponti metallici. Epperò darebbe prova -di scarsa pre,•idenza· uno Stato che, per la difesa del territorio, face,;se assegnamento sull'impiego normale della fortificazione mobile o 1;olante, la quale, . sia per l' insufficiente ordinamento :stradale, sia per la deficenza di mezzi di trasporto o di personale ,tecnico-militare, potrebbe, o non giungere giammai sul posto -designato, ovvero pervenirvi con irreparabile ritardo. Se non come impiego universale ed esclusivo, gl i aff~sti l}oraz:zati carreggiabili (pes cannoni a tiro rapido da 37, 53 e 57 mii· . l imetri) presenteranno, come impiego parziale e condizionato, una ,i'ndiscutibile convenienza. e talvolta permetteranno di conseguire t•ilevanti vaotnggi. La loro azione risulterà generalmente . utile a 1

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J.NllO XLI. ·


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IL DUALISMO NELLA ~!SOLUZIONE, ECC.·

rincalzo di fortific~zioni permanenti o a rafforzàmento di opere improyvisaté. , Qualche esperienza, sollo quest' ultimo aspetto,. venne falla (,J) erl- il .genl3rale Brialmont, nel suo ultimo libro (2) rileva che « oramai la torre corazzata carr.eggiabile, rafforzala e <t provvista di un cannone P,iù potente (da 53 e 57 millimetri. in << luogo di qu~llo da 37 millimetri) troverà utilissima applicazione « nella fortificazione permanente. I rumeni ne hanno impiantate « nelle batterie della l'inea· del Sereth, tra Galatz e Fock~hani, ed « i bulgari nei fortini che circondano Sofia ». · .Eppertanto l'arte della guerra non può riliutare il diritto di cittadinanza a questo nuovo strumento di lotta, al cannone coraz zato mobile, il quale, per guanto .sia ancora capace, anzi bisognevole, di perfezionamento, costituisce tuttavia un elemento non trascurabile della fortificazione permanente ed improvvisata. Spetterà a più sviluppate esperienze e, sopratutto, alle prove reali d1 guerra il decidere fino a qual punto sia meritevole dell'accennato diritto. E. Roccm maggio1·e net 3° reggimento genio.

(I) Otto affusti corazzati carreggia bili (~ per cannone da 37 millimetri e 4. per cannone da 53· millimetri) .presero parte alle manovre imperiali di Vestfalìa del 1889' (21 settembre). Erano stati collocati in uria posizione destiOdta a coprire la via ferrata ert organizzata: col sussidio della fortificazione improvvisata. Sembra che il risultato si,1 stato trovato socldisfaceotissimo da tutte le autorità competenti. (Generale ScunooER,

1'ita e opere di 11/assimitiano Schu.mann). ' (il) ·La défense des Ì,tats et a (orti/ic~tion à la fìn du XIX siécle. pag. !85.

IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE Continuazione. -

Vedi dispensa VIJ

La gestione diretta a cura degli agenti dell'amministrazione.

I difetti delle imprese del casermaggio, dei quali .cia$Ctrna ha la sua .parte, fecero venire qualche anno fa sul tappeto la questione del cangiamento dì sistema; anzi nell'esercito si manifestò una forte corrente in tal senso. E fu quandt> si cominciò a parlare di tagli _nel bilancio della guerra, propizia occasione ad innovazioni, quasi che il mutare i metodi amministrativi fosse sempre un mezzo sicuro per realizzare risparmi; il che non è vero, ed anzi spesso è vero il contrar io, specialmente in sulle prime. Comunque sia, poichè ai nostri tempi la pubblica opinione ha tanto peso negli affari pubblici, a forza di sentir dire che il casermaggio costava troppo, e gli impresari facevano ì quattrini colle robe dello ,Stato, fu d'uopo all'amministrazione occuparsi per innovare anche in questa parte del!' azienda militare. Però essa era persuasa che non si avesse a mutare se non a ragion veduta, cioè dopo prove acconce; e ne venne nel 1893 l'esperimento del casermaggio condotto sotto la' direzione del commissariato militare nell'isola di Sardegna. , , 'Perchè si cominciò dalla Sardegna? Forse vi contribuì la non grande estensione del tefritori o, il ristretto numero dei presidi e la loro limitata · importanza. Pareva che il primo saggio dovesse farsi con ogni prudenza e su piccola scala, prima di avven!urarsi alla gestione·diretta in un intero corpo d'armata. Però vuolsi riconoscere che l'esperimento s'iniziava finamiariamente in condizioni non molto favorevoli: presidi discosti gli uni dagli altri con comunicazioni diffìcili; scarsi tit d'acqua; mancanza quasi assoluta di risorse commer~iali ed industriali. 1

Chap. VI,.


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Non deve quin,~i sorprendere se si dovette'ro superare non pochi ostacoli pe'r provvedere bene e non senza grave spesa al bucato ed alle riparazioni, ai magazzini e ad ogni altra occorrenza. È naturale quindi che nei due nr1m1 esercizi, tenuto conto delle spese d'impìanto, la gestione ~on abbia dato risultati economici molto rosei. V'è però il conforto di sapere che le autorità militari sono sodd,isfatte dell'andamento delle cose: è questo uno degli obbiettivi che doveva raggiungersi} poicbè la ·salute e l'a·ppa,ga:m:ento· dei bisogni della truppa d·ev'esser~ un-o, anzi il princi pale movente degli atti dell'amministrazione. Iniziata sc.,tto l'influsso di tali circostanze, la prova di SardegQa non poteva naturalmente essere esauriente e. decisiva. Aveva però mostrato i miglioramenti che potevano introdursi nelle di. sposizioni amministrative e contabili, che provvisoriamente avevano regolata la gestione diretta, e permesso di procedere con mano piri sicura altrove. E venne il servizio ad economia nel V corpo d'armata, ancora ai suoi inizi, sicchè non è dato df trarne alcuna deduzione o confronto,. e tanto meno ana conclusione favorevole o no. Ma prima di procedere mi conviene dare un'idea del cangiamento attuato. Il servizio ad economia consiste nella manutenzione del ma· teriale per cura dirètta dell'amministrazione militare sotto la direzione, la sorveglianza ed il sindacato del commissariato. Ogni capoluogo di division!3 :ha un magazzino principale, e n'è a ~apo un ufficiale contabile, c'he risponde . del materiale ; nei presidi principali sonvi magazzini sucèursali, ed in quelli minori il materiale è in custodia · al comandante del prnsidio. TuLti però agiscono, in linea contabile, per conto del consegnatario del ma· gazzino pri"r1cipale, perchè egli ha la gestione per tutfo il territorio della divisione, rende il conto giudiziale di essa, e riceve delle ,anticipazioni pecuniarie per provvedere a tutte le spese e pa.gare gli , operai, i lavori ecc. I corpi pa-gano i guasti, che si riscontrano nelle robe ; ma nè versano l'importare nelle casse dello-Stalo,· e mandano. le quietanze al consegnatario del magazzino principale.

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La pronista e la distri.buzione della paglia occorrente per la wiacitura della truppa e quelle del combustibile sono fatte ·da un' impresa . Ogni anno si visita il materiale, ne viene fatta .la classificazione per constatare il suo vero stato, e si fa di tutto risulrare per iscritto, tenendone conto nei risultati della. gestione dell'eser-, cizio finanziario. Nei presidi, in cui il materiale è cu~todito dal comaf!dante ri' spettivo, si procede alla ricognizione del materiale in occasione di cambiamento della truppa per assodare la responsabilitit del comandante di presidio che cessa, a tutela di quello che subentra. La riparazione degli oggetti, il rifacimen to dei materassi ecc. , lo spurgo delle coperte e della lana si fanno di regola nei ma-, gazzini . principali e succursali, e solo liJCCezionalmente anche nei presidi secondari, quando convenga; al bucato s'i _provvede mediante contratti o direttamehte. li commissariato militare interviene a comporre le divergenze fra i corpi ed il consegnatario del magazzino principale riguardo agli addebiti per la mancanza di oggetti o per guasti . Può decidere in mancanza del corrimissariato militare, il comandante • del p/esidiio·, purché non sia interessato ;ella questione, che i~ questo ca~ò va decisa assolutamente dal commissariato militare. La direzione di commissariato raccoglie e studia sinteticamente i risultati della geitione in confronto di quella fatta ad impresa non soltanto nei rapporti della· spesa e[ettiva, ma eziandio del consumo del materiale. · · Questo per sommi capi e prescindendo dal meccanismo amministrativo e contabile, e daUe sue forme e cautele (·1), il servizio del casermaggio direttamente fatto dall'amministrazione. L'intento è di liberarsi dagli impresari, che non secòndano abbastanza ()'li intendimenti dell'autorità militare, anzi non di rado . " li intralciano e ne traggono occasione a contestazioni. E questo scopo pare raggiunto in. Sardegna (a parte il rispar·mio, che par 1

(!) Vedansi il regio decreto 17 febbraio !895, il regolamento con esso approvato e l'istruzione i7 marzo 1895 pubblicati in opuscolo.


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ora è limitato), com'ebbi occa~ione di sentire anche da ufficiali che vi furono. E conviene rallegrarsene; bencqè là, a dir vero, · l'esperimento sia èominciato, riguardo al materiale, sotto buoni auspici , essendosi dato materiale buono, esclnso, cioè, quello delle ultime classi, cosa che, non potrà avvenire altrove. Quindi il consumo del materiale è per ora limitato. Converrà vedere da qui a qualche anno se la conservazione di esso è bene curata, con quella industria da buona massaia ch'è necessaria in codeste cose, e di cui dà prova qualche impresa. / · Riguardo ai risultati finanziari, i primi esercizi lasciano qualche dubbio, poiché vi sono alcune spese d'impianto, ed una certa quale incertezza nel!' esecuzione non permetl.e di . raggiungere tutto il risparmio possibile. Ma se negli esercizi finanziari sncce~sivi l'amministrazione procederà più franca e spedita, è anche vero che potrà affacciarsi il problema del rinnovamento del materiale, ch'è il punto vero della gestione diretta. Jn essa manca il valido aiuto delle sostituzioni e quella risor.:;a che viene dalla consegna di robe, che, in quantità più o meno grande, fanno gli impresari allorchè, cessato il loro appalto, si passa in rivista la dotazione per vedere se abbia il valore accertato quando fu loro consegnata. Ed è questo un mezzo non ispregevole per migliorare . peri.odicamente il materiale. Solamente una vigile cura ed un'amministrazione accuratissima delle dotazioni può sah,are da sorprese poco piacevoli e ' dalla necessità dell'impiego di somme rilevanti nel loro rinnovamento. E, diciamo!o francamente, la cosa è ben lungi dall'es. sere sicura. L'esperienza soltanto' ppt.rà ammaestrare, e non una esperienza di pochi mesi, di uno o du.e anni, ma · di una diecina d'anni almeno. Rimanendo 'per ora insoluto il problema, è d'uopo procederè con prudenza, e non precipitare nelle decisioni in favore della gestione diretta. Ed è necessario anche per altri motivi. · L'amministrazione per condurre direttamente il casermaggio ha · da sostenere delle forti spese d'impianto per adattamento di locali , lavanderie, stenditoi e laboratorii per le riparazioni degli oggcLLi di ferro, di legno, di lana, di . tela, ecc. Può calcolarsi.che per un corpo di arma!a occorra una spesa di circa lire 100,000, 1

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E se si aggiunga che non ovunque i magazzini ed ì laboratori i, ecc.'. possono stabili-rsi_ nei fabbricati demaniali, e~ è_d'uo~o ~r~n.derl~ in affitto spendendo annualment~ quakhe d1ecrna d1 m1gha1a d1 , lire, si scorge di leggieri quali sforzi conviene poi ch'essa facci_a per contenere le altre spese in modo da. raggiungere qualche ri.sparmio. Grande, intelligente ed assidua vuole essere la sorve.glianza per evitare incertezze dannòse, ::;pese inconsulte e . sperpero anche minimo di danaro. . .. , . . . Saranno sempre e . dovunque glt agenti del\ ammm1straz1one éari al grave còmpito? ~on dubito del loro zelo; ma v'è zelo e zelo, quello illuminato, esperto ed assiduo, che tutto_ sa volgere a pro dell'amministrazione; e v'è quello che, dandosi. un_ gran ~a , fare, non vede gli scogli, o, se li vede, non sa ev,.tarh con s1. ,curezza, non indovina la via, e, pur mosso .dal dovere, non: sa ,escooitare i mezzi più acconci pel raggiungimento ~el fin e. si creda ch'io esageri. Vi sono da superare non lievi di!Ii,coltà, perchè tutto ,proceda bene e con ri spaiJUio ragionevole nella spesa. Si verificano talora i fenomeni economici più cÙriosi. Avviene, ad esempio, che regioni industri e progredite presentino arandi difficoltà ad ottenere a buone condizioni certi servigi. Par,;ebbe che pe.r l'indole laboriosa degli abitanti, contenti il più: -delle volte di modesti guadagni, l'amministrazione non avesse che' ~- fare un cenn10 per raccogliere intorno a sè una folla di persone disposte ad assumersi l'incarico del bucalo, delle riparazioni degli . · ,oo,retti e via dicendo. Ed invece succede tutto ·il contrario. L'opeoe mio, ' che forse assedierà la vostra casa per soppiantare nel. servirvi il suo collega, quando si tratta dell'amministrazione pubblica fuooe e si nasconde. Nè solo nè associato con altri si <lit gran, Oc" ' • pena di assicurarsi direttamente un lavoro sicuro e sempre rimunerativo, E difetta. talmente ù' iniziativa ed anche di qualche piccolo capitale da non esitare a mettere fra. sè e l'amministraiione il solito imprenditore, lasciandogli naturalmente nna parte. -del guad,agno. Cosicchè l'amministrazione, che vuol fare da sè valendosi soltanto della mano d'opera, che spera trovare sul luogo · a mite prezzo, si vede costretta ad accettare un impr~nditore ge~ nerale,· spezzando cosi in più appalti qu~llo comples~1vo, da cui. :Si. è liberata, persuasa. che non le fosse vanta.~gioso. È bene ri-

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cordare che la gestione diretta del casermaggio non esclude l'impresa per là sommiriistr.aziona-dei generi (paglia e combustibile), così prescrivendo IQ legge di contabilità generale, poichè qui si tratta di acquisti che non possono sfuggire alle norme generali, dei contratti dello Stato. Tutto quello chl;l ho detto non è parto della Ìnia fantasia; ma, è avven uto nel V corpo di à,:mata,, talchè si pagano 59 millesimi pel bucato ·di un lenzuolo, di una fodera da paglieriicio, o da materasso, centesimi ·16 per far lavare una coperta, centesimi 65. pel rifacimento \ii un materasso. E non dico dei lavori minori. Sono quasi i prezzi, che si pagano d~lle famiglie, e scompigliano ogni previsione naturale nel!' impianto di un servizio . fallo in grande, com'è quello di cui discorro. · Il peggio è che questi rìsultati si hanno dove meno si crederebbe, cioè, come ho detto, in una regione ihdu~tre, com'è il V corpo q'arrnala, Che sarebbe altrove? Non parlo della Sardegna. Ho già accennalo alle sue condizioni speciali, le quali sinistramente riverberano sull'amministrazione in modo da far dubitare ' che se ne possano mai avere risultati finan~iariamente eccellenti. .Ma si dirà: Perchè non s'impianta ovunque presso i /magazzini una lavanderia ed un laboratorio? Si dimentica però che alcuni . presidii non àvrehb~ro lavoro sufficiente da occupare gli operai, sicchè, a tacere .degli inconvenienti ben noti del lavoro a giornata, che non sia fatto per un privalo, che bada da sè a renderlo produttivo, si correrebbe ·il, rischio di spende~e ancora di più che mettendosi nelle mani dell'imprenditore.

con c,rande amore, energia ed insieme amor~volezza in mòdo che :gli comprenda l'importanza dello scopo per cui il pa ese gli uomanda il sacrrificio di una parte della sua libertà e fors'anche della vita; ma" deve pur anche fare ogni sua possa perchè il soldato non abbia a lagnarsi di sacrifici· e di privazioni non ne·Cessari al conseguimento dell'obbiettivo per cui è chiamato sotto 1/ bandiere. Alla mission.e educatrir.e si aggiunge adunque C[Uella amministraliva, questa pure di grande importanza. Trattasi in sostanza di f11r si che il soldato pel vitto, per l'alloggio, pei . mobili dei quali si serve., pel vestiario e per ogni altra cosa· cui p_rov.. vede, bencbè modestamente, lo Staio, trovi nell'esercito la gmsta soddisfazione dei suoi bisogni. . Questo dell'amministrazione oculata, provvida, e nel tem?o stesso parsimoniosa del reggimento, è problema grave. Io lo toccherò appena. Com~è noto, riguardo alle cure amministr:i.tive per soddisfare i bisogni della trnppa ~i contendono il campo due ordini d'idee. Gli uni vorrebbero il reggimento pienamente libero d·i amministrarsi a sua posta provvedendo da"' sè a tutti i propri -bisogni . Altri dubita che il corpo, aggravato di tanti incarichi amministr~tivi? finisca per appesantìrsi e perdere di vist~ lo scopo principale per cui esiste. Lo stesso generale Marsell ,, nel suo bel libro sulla _vita del reggimento, pure propugnando le idee di° au,,tonomia del r~ggimento e di discentramento, teme che le brighe burocratiche abbiano a produrre effetti dannosi sull'indirizzo militare. Io mi guarderò bene dall'addentrarmi nell'esame delle due . opinioni, perchè ciò non occorre al mio tema . Io devo esaminare soltanto se all'azione amministrativa, che si vorrebbe , affidata nel modo più lato al rAggimento, si possano fare serie obbier.ioni riguardo alla gestione del 'Casermaggio e del combustibile. E mi affretto a dire che se v'ha ramo di amministrazione sempli~e e spedito è appunto questo. L'~nica difficolti:t possibile è ch'esso verrebbe ad aggiungersi alla· soma non lieve degli al(ri rami d'amministrazione. Pel combu~tibile è palese che si tratta di fare nient'altro che dei contratti di do.rata maggiore o minore per assicurarsene la prov-

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'* * La gestione diretta dei corpi.

Amano alcuni paragonare il reggimento ad una grande famiglia. Il colonnello n'è il capo ed il .padre. E se s,i bada agli gcopi . elevati- eh ·egli deve proporsi rispetto ai soldati, il paragone calza pienamente. ~ Non solo ei deve dirigere tutti i suoi sforzi alla buona istruzione e più all'educ~zione del soldato, ind.irizzando questa e quella.


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vista. Ma quesla non ~è cosa di tanto momento ~a richiedere cognizioni speciali. V? ~~i I~. s~rveglianza s_ulla ~ lità e sul peso della merce; ma d1 c10 g1a si occupano glt ufficiali, e quindi non è una cosa nuova che si aggiunga al loro fardello. Più· grave senza dubbio è la gestione del casermaggio. Ma non è a credersi che l'esservi /un'impresa dispensi il reggimento da scritturazioni, brigh e e ~onllitti. Tutti lo sanno, e basti ricordare le contestazioni 'sui guasti degli oggetti. Al reggimento converrà curare il bucato, la riparazione e la manutenzione in genere delle robe. Non mi nascondo che qui forse è il punto oscuro. Come per l'amministrazione del corredo non si ottengono risultati pari in tutti i corpi, così forse succederà pel casermaggio, non ostante tulto il buon volere. Dove non sia abbastanza ·oculata, provvida ed anche aiustamente . n severa l'azione dei comandanti di corpo, di battaglione e di compagnia, polrà avvenire che il corredo dei letti deperisca sensibilmente in breve tempo. Allora i mezzi dei quali disporrà il corpo pel rinnovamento del materiale saranno insufficienti. La è questione però d'inculcare a tutti la convinzione che le cure amministrative non la cedono in importanza ad alcuna, e non avviliscono l'ufficiale; ma sono il complemento della ben,~fica azione ch'egli ha sul soldato intellettualmente, moralmente ed anche materialmente. Dovrà essere una nobile ambizione del comandante di compagnia che le camerate abbiano i letti e le altre robe_ ben tenute, pulite, conservate con ogni cura, come si fa nelle famiglie. Dovrà egli · punire chi fa mal governo degli oggetti affidatigli. Così facendo l'amministrnzione riuscirà poco costosa. e darà ottimi risultati. Anche qui tutto sta nel modo, ma poiché grande diversità di criteri non riLengo possibile nella gestione del casermaggio, come invece lo è forse in alLri ~ami .d'amministrazione pure commessi al reggimento, parmi che non siano a temerseqe gravi conseguem:e, , purchè lutti facciano il dover loro. Com'è noto, nell'VJU corpo d'armata il provvedere' al casermaggio ed al · combustibile è già rimess·o alle amministrazioni reggimentali. L'esperimento in corso dirà se all'atto, praLico i concetti da me sfiorati possano realizzarsi. Intanto dirò come svolgesi per loro cura la cosa.

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I corpi dell'esercito provvedono da. sè, cia,scuno pei propri bisogni, alla custodia e distribuzione delle robe di casermaggio, non cpe della paglià e del combustibile, che acquistano direttamente. E fanno tutto ciò sotto l'autorità del comandante del corpo d'armata, che può· riservarsi l'approvazione dei contralti e degli atti · deliberativi. All'uopo, ogni corpo ha una qu_antità di materiale proporiionato al suo organico di pace, ~1._0.x.ado e, possibilmente, ad aumen·tarlo: però al .collaudo ed alle stime il commis· sariaLo porta il concorso delle sue cognizioni speciali, come del pari concorre a constatare il consumo annuale ed a dichiarare quale s.ia il materiale divenuto inservibile. I magazzini sono nelle caserme, e gli oggetti devono essere accuratamente tenuti, secondo apposite norme consigliate dall' esperienza. Il bucato. le riparazioni ed altri consimili lavori sono fatti per mezzo di persone idonee, in caserma o fuori, second<t le deliberaz.ipni del consiglio amministrativo, eri i corpi possono mettersi d'accordo per provvedere in comune alla bisogna, traendo naturalmente. il massimo partito delle robe vecchie. E stabilita la responsabiliLà dei comandanti di compagnia verso il consigl io amminìstrativo; ma naturalmente le ·mancanze ed il - d~terioramento di oggetti sono pagati dai soldati responsabili, secondo apposita--~ariffa; se sorge disaccordo fra una compagnia e · l'ufficiale di magazzino, decide il relatore del consiglio,/ e dopo di .lui lo stesso consiglio. Nel caso di e.ambia.mento· di guarnigione, il corpo che parte cede il materiale a quello che gli subentra; ma precede la visi ta del materiale e la sua classificazione fatte da un ufficiale commissario . Il corpo che arriva paga all'altro i generi che lascia, e snc.cede nei contrat~i in corso pel loro acquisto. Per sopperire a tutte le spese del casérmaggio e del combustibile i corpi si portano in entraui.. nei conti, l'assegno pel letto di lire 0, 035 e quello per legna di lire 0,027, ossia in tutto lire 0,062, · da cui. però si,deducono, a beneficio del hilancio, lire 0,010, per modo chè l'assegno diponibile rimane di lire 0,052 per ogni giornata di presenza dei soldati; ma n:1turalmente i corpi profittano


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pure del ri1:avato da;l,la .vendita del materiale · inservibile. della · paglia ns~ta e di altri proventi consimili. , Questo per sommi capi l'ordinamento del servizio. S~ sono vedute le difficollà che d.evono superare il commissariato 'militare ed i consegnatari dei magazzini incaricati del casermaggio per conto dell'amministrazione, L'amministrazione del reaO'imento ne • • , ·. t>n ( trova_ davanti ~ sè d1 uguali, benché in minori .Proporzioni per la minore vastità della gestione. Ciò per altro non sempre sarà un vantaggio, essendo risaputo che l'importanza di un' amministrazi_one è spesso sorgente di risparmio nelle spese, anche pei mezzi che permette. Ma questo svantaggio potrà facilmente eliminarsi nei presidi più considerevoli. Più re~gimenti potranno inf~tti a.ssociarsi per avere una lavanderia a vapore, che potrà. servire anche pel bucato della biancheria dei soldati. E cosi le spese, pel minore impiego qi personale direttivo ed esecutivo e di altri mezzi, saranno minori. Là manutenzione derrli oggetti bene curata, coi criteri d'una buona massaia, farà il res~. . Sono cure che nelle nostre case lasciamo alle donne, sdegnando d1 parteciparvi, ed a nostra scusa adduciamo la divisioné del lavor? da applicarsi anche nella società famigliare. Questo potril essere lo scoglio principale per la riuscita del1a oestione diretta dei corpi. Speriamo però che il sentimento del· d~v.ere trasformi i nostri ufficiali e. sottufficiali in buone massaie, e sarà un'altra prova dei miracoli ch'esso può fan, quando va conrriunto coll'affettuos~ interessamento pel bene del soldato. ti I

(Continua)

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' GUSTA vo CARONCINI.

TRA I ·L IBRI n Una pubblicazione che onora it nostro corpo sanitario militare. - Statistica rnititare austriaca e statistica italiana. - Il generale DnAGOMrnow ed il rornmizière ToLSTOI. - Spirito e rnaterìa. - L'unita del pensiei·o nell'esercito. - Un interessante studio sulla funzionl: civile dell'esercito. - I ricordi di ttn illustre veterano. ,Ci facciamo un ve_ro piacere coli' annunciare la p11bblìcazione di · un:opera che fa onore al nostro èorpo sanitario mil itare: Anfropmnetria militare. - Risuitat{ ottenuti dallo spoglio dei fogli sanitarii dei militari deile classi 1859-63, eseguito dall'ispettorato di sanità mil·itare per ordine del Ministero dell~guerra, sott-0 la direzione de( dott. Rrnou-9 LiYr capitano ;nedico. - Parte [. - Dati antropolo,gici ed etnolog.ici. (Testo e tavole statistiche). - Roma, presso il Giornale medico del R. esercito, ,. coi tipi Voghera. ,/. Gli etnologi e gli scienziati ,accols.ero con unanime plauso la i"mportante ed accurata opera. I professori Lombroso, Wirchow, il distinto antropologo americano Boas, Collignon, Chervin, Beddoe, Ranke, Rawson, 1 Kolma nn, Galton, Chantré, oltre ai nostri Zampa, · Raseri, il distinto .etnologo Otto Ammoni ed altri, che riassumono quanto di più notevole ha oggi la sci~n~a, furono larghi di elogi. La novità e l'ampiezza delle ricerche, , il rigore del metodo e la esattezza dell'esposizione formano . l'oggetto di quelli elogi. È un monumento ~ntropologico, scrive il De Laponge: l'Italia ha riportato una vittoria scientifica: nessun paese · esiste nel .mondo che possa dare sulle sue popolazioni informazioni comparabili a quelle contenute in questo lilfro, . aggiùnge l'insigne antropologo Ammon, e il venerando Wirchow desidera che le altre na. zioni seguano l'esempio contenuto in questo studio. La maggior parte tra noi rammenta la diligenza con cui per un certo · numero di anni i ·nostri soldati erano pesati, misurati, esaminati per rispondere circa ciascuno d'essi alle domande · inserite in un fo . . glietto sanitario. Ora questo libro è il risult~to di tutte le osservazioni (') Sarà fatto cenre di tutti i libri di cui sia mandato esemplare alla Direzione.


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TRA I LIBRI

fatte in quel periodo di tempo; esso riassume 299,355 schede, ossia una per ogni 10,000 abitanti, od un quarto circa del numero cui arnrnonfa la popolazione maschile Ùaliana tra i 20 ed i 25 à-~ni. Questo gtmere di lavoro non .ha esempio che in un altro consimil~ fatto in America nell'epoca della guerra di Secessione, e cor!ie chiaro appare dalla natura delle domande relative ad ogni individuo visitato porta un larghissimo contributo per lo ·studio della naturn fisica della popolazione italiana. · · Spetta al dottor Guida, ora tenente colonnello, il merito di aver promossa una così grande inchiesta fino dal '1879; egli formulò il foglio sanitario, e non era piccola difficoltà il concepirlo in modo che rispondesse alle ricerche della scienza ed alla facilità e precisione delle risposte. Il Ministero della guer;·a accolse la proposta del dottor Guida e prescrisse la compilazione del foglio sanitario a datare rlalla classe dei nati nel 1859. I risultati chiaramente esposti per via di numeri, e per mezzo di tavole grafiche a colori, sono preceduti da una larga esposizione del dottor tivi, la quale in questa prima parte riguarda specialmente quanto ha tratto alla dislribuzione della popolazione rispetto ai suoi caratterì fisici, ed accenna ad alcune questioni assai dibattu te sulle stirpi itafiane. Contiamo di tornar sopra questo lavoro che merita un largo 1,iassunto per le relazioni coi caratteri etnici e colla storia degli italiani, e per essi col nostro esercito e colle sue attitudini, in attesa della seconda parte, la quale riguarderà più da vicino i risultati antropomeLr!ci in r~lazione :ogli inter~ssi militari, e sopratutto la dibattuta questione dei rapporti tra la misura del torace e la statura, che interessa tanto il reclutamento e la vigoria del!' esercito. Questo anzitutto è lo scopo della pùhblicazione: il cercare dai fotti sicuri criteri per la scelta degli individui i quali debbono essere accettati al servizio militare, e questa storia particolareggiata e continuata della vita d1 parecchie migliaia cl' individui i quali hanno ,-a'ttravers'ato con attitudine diversa e con risultati diversi la vita dei reggimenti sarà sicura scuola per il legislatore futuro.

*** In tal modo si spiega l'abbondanza delle stati'stiche, e ci arriva colla sol ita diligenza il 1Wilitiir-Statistisches Jahrbuch fur das Jahr 1894 pubblicato dall' J. R. ministero della guerra in Austria (Wien-K.\ J(. Ho(-

TRA I LIBRI

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und Staatsd·1·uckerei). Risultati della leva ; dati relativi ai pensionati ed

agl' invalidi tra il 18J7 ed il 1894; condizioni sanitarie dell'esercito nel 1894: osservazioni climatologiche; questi sono i titoli delle materie contenute .in questo libro di 407 pagine, oltre ai fascicoli segnati coi numeri romani. Volete qualche cifra 'I Ne scelgo taluna, a caso, in questo ginepraio di numeri in cui, per l'ordine con cui essi son si5temati, è, a gran .merito dei compilatori assai facile l'aggirarci. Tra il 1877 ed il !894 il numero dei pensionati, invalidi o comunque p/ovvisti di assegno dallo Stato senza obbligo di servizio è scemato del 144 °/oo tra gli ufficiali e altrettanto tra .gl' impiegati militari, e di una metà all'incirca tra gl' invalidi: in".ece sono aumentati del ((-0 per cento i generali, del 21 gli ulficiali degli stati maggiori, e scemato del 31 per cento il numero degli ufficiali · inferiori. Nel 1894 vi erano 5767 vedove di mili tari e 4499 orfani. Ripartendo sulla forza media di 278,203 nel 1894 il numero delle gior_nate di mala.ttia ad ogni uomo ne $arebbero spettate 14: dei malaii il 4,4 per mille lasciò questo mondo, e considerata la mortalità degli ultimì venti .anni la media minima è di :3,9 per mille nell'anno scorso, e salì al 12,5 nel '1879. Infine nel 1894 avvennero 288 suicidi e 69 infortuni seguiti da esito letale. E per non uscire dal campo statistico anche per debito ver~o un libro che riassume tutte le manifestazioni della nostra vita sociale, noto l' Anniia:r10 Statistico !tediano del 1895 (Roma - Tip. Naziouale di G. Ber"tero, 1896f Lodi o cenni ~IJustrativi sarebbero inutili per questa pubblicazione della nostra Direzione generale di statistica e per essa dell'esimio direttore Bodio il cui nome eq, Lcui lavori sono ampiamente conosciuti. Solo sarebbè desiderabile che queste raccolte di dati certi e sicuri potessero trovar modo di penetrare, assai pi(1 che non facci~no, nella nostra v.ita pratica educandoci a muovere dalla realtà più che dalla immaaina~ ziQne per pròcedere ai nostri usuali ragionamenti. Non vi è mezzo per riuscirvi? Giro la domanda ai compelenti ed attendo non solo una ri1 sposta ma anche un principio di esecuzione ai miei desideri.

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Quando il ToLsror pubblicò il suo romanzo , La guerra e la pace il generale DnAGOMrnow ne fece una larga analisi dal punto" di vista militare. .I risultati allora vennero in luce sou.o forma di articolo, ed oggi furono raccolti da un editore russo (09lobine Kiew, 1895), e rias-


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sunti nella Nouvelle Revùe, che li comincia a pubblicare nel suo nu\ mero del 1° aprile corrente. Giova parlarne, prem·euendo chfl giudichiamo conosciuussimo, com'è, e letto dai più il romanzo del ToLsT01, e giudichiamo pure che sia risaputo quanta maggiore fiducia abbia il generale DaAGomaow sul cuore dell' uomo e sulla sua educazione, che non sugli istrumenti di guerra e sulla materialità delle disposizioni di combattimento. Rimarrebbe a vedere come il DR.-1.Gomnow possa conciliare le sue persuasioni sull'efficacia della volontà individuale, senza di che le sue teorie non reggerebbero, colle convinzioni prevalenti Ml romanzo del To1,sT01, in cui gli uomini travolti da una forza sconosciuta e superiore a loro non possono in nessun modo lottare contro essa. .Ma di cìò non è il caso. in questo primo articolo il DnAGOMrnow si contenta di studiare le situazioni militari e i personaggi appartenenti all'esercito russo, descritti dal ToL:;To1 per sapere se corrispondono al vero. E veri e vi vi li trova. Li vede agitarsi, tormentarsi, sparire, ricomparire come ciò avviene sulla scena del mondo,' passando imprevedutamente dalle azioni onorevoli alle miserie più -penose. PP.rciò li giudica meritevoli di essere considerati come tipi, e degni di studio per cercare in essi le ragioni ed i danni dei pregiudizi che nella vita effettiva ci troviamo.

sanno ricostituire nè descrivere gli stati d'animo a traverso i quali son passati durante la mischia. E che il Dr.agomirow abbia 1·agiono, lo potremmo affermare colla ricca epistolografia raccolta, con opportunità molto dubbia, dai giornali odierni a pr.oposito della giornata d'Adua.' Quindi se il DnACOM111ow trova tanto diffici le la raccolta di documenti che possano servire di base alle considerazioni psicologiche militari, è ragionevole chi~ egli cerchi di sunogarli nelle descrizioni del T0Lsro1, che secondo la sua esperienza rispondono alla realtà.

•*• Percbè, :ill'infuori di quei ripi, il generale Dragomirow trova troppo trascurato lo studio psicologico del mondo militare. I psicologi non se ne i~teressano o non hanno mezzi per studiado: i militari non gliene forniscon o i documenti. Eppoi il soldato non gli sembra studiato dal punto di vista giusto. Generalmente in lui non st considera che l'eroe e l'uomo si dimentica sempre. Ora il soldato è anzitutto un uomo, e a quella stregua va considerato non a quelle degli Agamennoni e deoli Achilli che sono la eccezione. Unito ad altri uomini con legami lun;a. mente studiati e preparati è trasportato sul campo di battaglio in mezzo alle molteplici impressioni delle bufere che sovr'esso si destano. Questo è il punto di vista da cui dovrebbersi raccogliere i documenti utili per educare il cuore e la mente del .soldato. l\la i' documenti si raccolgono con grandissima difficoltà. I capi rifu ggono dal narrare i dubbi che tempestano in loro sul punto iu cui stanno per prendere risoluzioni gravissime, e preferiscono di lasciar credere che esse sieno lampi di genio, gli altri non rammentnno Onon

,. •• Tra le scene ed i tipi del ToL:no1, il DnAr.OMrnow si ferma ad alcune solamente. Una di quelle rappresenta l'orgasmo che invade tutta la gerarchia di un reggimento, all'annunzio che sarù passato in rivista dal ~omandante supremo. Ha un bel mandare a dire, codesto comandante, che lo vedrà così come si trova, mentre marcia. L'qrgasmo non vien ineno. La rivista che doveva corri~pondere ad un saluto di ben arriva to del comandante supremo, si mura in una serie di piccole angosr.c che si propaoauo dall'alto al basso, ed il D1lA1:0A1rnow si chiede, se uomini educati in ~a ie modo sapranno a.ITrnntare respousabilitù assai più gravi che incontreranno ~pro altri campi ed altre congiunture. Però ha cura di aggiungere che quella scuola è ben morta, e gli dispiacerebbe solamente se risorgesse. Un nitro insegnamento lo raccoglie in quell'episodio in cui gli ufficiali di un reggimento, per conservarne la fama ed evitare rrli scandali, s'inducono ad eliminare tacitamente i colpevoli di qualci,e indelicatezza invece di svergognarli e respingerli manifestamente sciogliendosi da qualunque connivenza mùrale con loro. Poi il D1w;ol1rnow ci fa notare il bozzetto del generale Bagration il qua Ie asco I tu calmo e quasi indi!Terente tutti i rapporti che gli arrivano sul campo di battaglia, come se volesse dire che aveva preveduto tutto e turto andava secondo l'a,·eva ordinato: poi al momt·nto opportuno, scende da cavallo, ed alla testa di due batta.olioni dà • l'assalto. • e) Ordinariamente la calma, e nei mornenti opportuni la decisione, sono, s~con?o il DnAGomnow, le ùoti del. generale segnato dal genio della Vt ltOria.

E di riscontro ra mmenta la modesta figura del capitano Touchine di nrtiglieria, il qua.le dopo di aver compiuto prodigi di valore per lo adempimento del suo dovere, si vede chiamato in colpa per aver perduto due pezzi che in veritù non avrebbe potut.o condur via da quella 57 -

ANNO Xt l .


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TRA I LIBRI 868 altura coperta ,da un· fuoco infernale, su cui aveva reso un grandissimo servizio all'esercito: Se non fosse aiutato ·dall'interve~to del principe Andrea, avrebbe· finito sotto processo, mentre altrr-''immeritevoli bevevano ampiamente alla fonte delle ricompt:nse. Il \.D11AG0~1mow a ljuesto riguardo cita il farnos,o capitolo sulla exploitation cle lei victoirlf di un li~ro men letto' oggi di quanto occol'rerebbe. Ma assai più importante è l'esame delle opinioni· del Tolstoi sulla esistenza di un'arte della guerra. _Qui veniamo al sodo delle teorie tolstoiane, come appaiono nelle espressioni del principe Andrea, il quale nega la possibilità di quell'arte e di un genio militare. li grido di un soldato decide Ja fugn o lo sforzo innanzi di -qualche migliaio di compagni;_e9 allora? Il principe Andrea, risponde il DRAG0M111ow, è uno di quei perso~aggi _che a grandi pretese non uniscono forza bastante per sostenerle: e un galantuomo, vorrebbe esser un grand'uomo, ma non . riesce a nulla: capace a tutto· conclude niente. Doloroso tipo di molti tra questi squilibrati che finiscono col negare ciò cui non possono arrivare. Se il principe Andrea voleva conservare la fede in sè doveva neèessariamente ascrivere al caso la riuscita alt.rui, e la propria impotenza. Dunque era il meno atto a. risolvere la questione che egli si era posta circa l'esistenza_ di un' .arte di guerra. _ . Ora v1 è una teoria dell'arte della guerra, come vi è una teoria dell'arte della poesia, della pìttura, 'della musica. l\1a quella teoria non può creare i Napoleoni, nè i Bagration, come l'altra non crea nè i Byron, nè i Raffaello, nè i Rossini. Tutte si limitano a facilitare il cammino a coloro che ebbero dalla natura doti opportune a percorrel'lo : l'arte della guena lo fa sviluppando le cognizioni sulle proprietà del terreno e della truppa, e indicano i grandi fatti avvenuti nel dominio della gtrnrra. È chiaro il concetto del DRAGOMJROW: prendere come reali alcuni tipi descritti con molta verità da ·quel grande realista che è il ToLSTOt e valersene per correggere alcuni ·mali, che se non esistono, facilmente si ·generano. nell'esercito. Ma in qual i-nodo potrà egli,. tanto ottimista e fiducioso degli ugmini, rimediare al pessimismo. latente del TO LSTO J'? Attendiamo nel nuovo numero della Nouvelle Revue la risposta.

Tntail to però il problema umano si fa sempre più vivo negli studi militari in Francia, ed è un ris 1.tltato dei contatti colla letter<1tu ra russa, Bisogna tenerne conto per reagire contro la con-ente materialista o i1Cettica, che ci assorbe e ci soffoca persino a nostra insaputa. Ancora

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la Nou1Jelte Rev1ie pubblica una serie di articoli col titolo di Unité de doctrine .. Unité dans l'action milita.ire. Titolo alr1uanto nebuloso di una iunga chiacchierata più dottriniiria; iiiù affetta di simbolismo e -meno spiccia che ciò non avvenga generalmente negli scritti francesi semplici, chiari ed · effica~i . · In fondo questa serie di articoli, la quale continua, dice: il preten. dere di guidare gli uomini oggi sul canìpo cli battaglia, come si faceva dugento anni fa pe,· mezzo dell'azione personale di un solo comandante supremo è impossibile. I- campi di battaglia son divenuti troppo vasti ·per riuscirvi. Bisogna che l'armonia tra le vedute del comandante e , lo spirito di tutto l'esercito esista già preventivamente, perchè nel giorno della battaglia si ottenga la conconenza degli sfoi·zi. Perciò bi~qgna educare l'uomo. Su lui, sull'animo suo, su,IJa wa volontà, far convergere tutta l'azione. D'altronde per quanto si perfezionino gli stru111enti, è sempre L'uomo che deve usarli sul campo di battaglia, e se egli non è calmo od abituato alla ripetizione automatica cli un mo- vimento assai semplice sarà la stessa cosa che egli abbia tra le mani ,iJ fucile più perfetto ovvero un vecchio catenaccio dei tempi napoleo' nici, a parte la fiducia che può ricavare il soldato dal sapersi posses- ' sore di un'arme assai buona. E riguardando d:,i un punto di veduta assai più ampio il problema della vittoria, lo scrittore si chiede fino a qual punto le elucubrate conc;ézioni dello stratega v'inijuiscano, mentre la sconfitta tlipende da un fotto stfpremo, che è la perdita · della fiducia nella resistenza, l'annichilamento della volontà, terribile fatto il quale può .manil'e$Larsi. nella mente del oo-e. nerale come nelle file dei soldati più coraggiosi e nel momento in cui vanno all'assnlto, t!Ja sparge la sua malefica inlluenza, assai largamente e rapidamente tutto 'all'intorno. E sta bene, e noi torniamo ni concetti del DRAWMrnow. Esercitate la vostra azione sovratutto sull'uomo, stabilite un unico modo di vedere e· di considerare h~ cose :u tutto l'~sercito, rendete solidari loro tutti quelli che li compongono, disciplinate gli animi, avviateli tutti collo stesso indirizzo per quauto sia diversa la lunghezza della marcia ideal':l che ciascuno di essi secondo il suo grado nella gerarchia · militare tende, e voi avrete il concorso degli sforzi, la devozione intera · ·ad. una ·sola volontà ed· un risultato finale favorevole. · Ma come si ottiene questo? per quali vie? con quali meui '? Ciò è ' assai più interessante. Andare d'accordo, è presto deito; che sia utile l'andar d'accordo è presto capito : ma éome si faccia ad ottener l'accorcio delle idee in un sistema cli educazione e di addestramento che

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comprende tante pers.one, e di ~ondizioni tanto diverse, quante ne conta un esercito odiei'I10, e che deve far fronte a condizioni tanto vario e difficili quante son queJle in cui si trova un esercito, qt~sto è ciò che dovremmo attenderci nei futuri articoli della Nouvelle 'Revuc. Intanto a noi giova il s11pero quale indirizzo prenda oggi !a mente militare in Francia, salvo lo studiare se esso non si combini con altri sintomi i quali lascierebbeco credere che noi assistiamo ad una lenta ma importante trasformazione nella tendenza del pensiero francese.

* : *"" Le nuove condizioni delr"esercito rispetto al paese, dacchr- esso assorhr. iuter~ generazioni tra le sue lìle e le educa all'ordine ed alla guerra, erispetto alle idee nuove che perturbano in ogni senso la nostra mente ponendo in dubbio quanto fino ad ieri abbiamo creduto che fosse inconcusso, attirano la attenzione dei giovani. ferì compariva un periodico nuovo e si chiedeva se nel turbinio di queste idee che per ogni verso ci agitano conveniva il limitarne il discorso ad un chiaccherìo nei colloqui ordinari entro rist;·etto crocchio, o non era forse opportuno di affrontarle, dibatterle, esamina rle, criticarle, combatt!~re le nocive, assecondare lo sviluppo delle favorev.oli aH'esercito. Oggi compare un fascicolo del G. Ros~ma, un volontario di un anno, che nudrito di buoni studi, ed esortato dal padre aJl'osservazione ed alla riflessione, entrò nell'esercito, lo studiò con affetto e con calma, e pub blicò il risu ltato delle sue considerazioni in. un libro La f1mzionc civile dell'esercito (Roma Casa editrice italiana, 1.89G). Perduta la fede nr,lla necessità della guerra quale è il còmpito dell'esercito ? Questo è il grave dubbio che non appare in niun luogo, ma sommuove la coscienza ·della nostra giovane generazione. E còmpito di educazioue morale, risponde il RosM1Nr ed aggiunge colle parole del l\farselli, che « l'esercito è il crogiuolo in cui il paese si fonde, si form a, si tempra ed ù.... », ma chiede pure se l'esercito è preparato a così alta e vasta missinne. In complesso i regolamenti vi corrispoudouo, ma la sopnivvivenza di parecchie idee passate contrariano l" indirizw dato dai regolamenti. Queste mi paiono le idee esposte dal RosMI~t con molta calma nel suo opuscolo di una sessantina di pagine, scritte con stile succoso, e queste sono le SlHl_ impressioni, e spesso anche la generalizzazione delle impressioni da lui ricevute. Vale la spesa di leggere e di analizzare questo libretto, e giacchè raccogliamo nelle nostre compagnie i rappresentanti di tutte le classi sociali, è bene che sappiamo ciò che essi vi trovano e vi giudicano, specialmente se.i giudizi sono fatti colla calma obbiettiva di cui dù prova questo scr:tto.

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TRA 1 Lll:Htl

Non avevano certamente turbinio di pensieri che venissero ad in?rociarsi nella loro nlente gli uomini che ci precedettero e che combatterono p·er l'unità e per l' indipendenzo italiana. La patria sfolgorava dinnanzi all' animo loro e lo comprendeva tutto. Così ci si presenta nei suo ricordi sul principio dellà carriera militare il R1cc1, che, dopo averne toccato l'apogeo, oggi col 1ìtolo di Un volontario del 1848-49 (ed. Roux, Torino) dà alla stampa una sua conferenza .che raccoglieva quei ricordi. Al 1848 colle incertezze dei suoi programmi, coi suoi slanci eroici e col:e sue n'lire funeste, succede il periodo di raccoglimento che prepara i trionfi del 18tì9 e del 1860, ed il giovane volontaì·io, che nel '1848 parte da Genova con un sol 'nome nel cuore, quello della patria, ma impreparato ai grandi doveri che impone, nel ·18(1;9 dopo Novara istruito delle tristi espeuienze comprendeva che la grande impresa nazionale esigeva un lavoro serio, paziente e perseverante e ad esso concorreva da parte sua trasformandosi da volontario in soldato per adempiere a dovere gli obblighi s1;oi. E dal racconto che trae vita dalla realtà esce interamente una pre-, ziosa sentenza morale, non inopportuna certamente ,quest'oggi. Grnzie ~ coloro che dopo averla predicata coll'esempio, oggi ce la ricorda110 ~i nuovo collo scritto. F.


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NOTIZfE POLITICO-.MIL)TARI

La rii.irata dt1ì Dervisci oltl'e l' Atbara e quella dì Menelik e de' suoi ras (salvo i tigrini'}, ciascuno per Jc rispettive province, hanno modificalo radicalmente la situazione militare in Africa. I Sul fronte 01,est vi fu durante tutta la quindicina tranquillità pe1'fetta e non pare che per ora possa essere turbata. Il colonnello Stevani si spinse oltre Cassala fino ali' Atbara, incendiò gli accampamenti abbandonati dai Dervisèi, r~ccolse armi, munizioni e viveri, lasciò un forte presidio in Cassala e poi tornò indietro col resto df1lle 5ue trnppe, scaglionandole in buone posizioni fra C:assala e Cheren. I Dervisci, anzichè riavanzarsi, nei giorni successivi proseguirono la ritirata. Il Hl del mese era giunta notizia che Ahmed Fadil loro comandante, -non ritenendosi sicu1:o ad Osobri, dove <;' era ràccolto dopo il combattimento del bosco Tucruf, aveva chiesto autorizzazìone al Califa di proseguire verso il Ghedaref, e pare che ques.ta auto· rizzazione sia venuta, perchè un dispaccio del 25 dice: Ahmed Fadil ha abbandonato Osobrì e si è riti1~ato verso El Fascer. Il benefizio della nostra vittoria sui Dervisci si fece sentire anche agli anglo-egi;:iani, che non furono attaccati se non da ·piccoli riparti di Osman Digma e facilmenl~ li respinsero in lievissimi scontri. Siccbè tutta quella messa in scena di Dervi~ci che pareva dovessero invadere l'-Eritrea e l'Egitto è sfumata al primo sqllìo, mostrando . chiaramente che la potenza del Califa ha fotto il suo tempo e che . le istigazioni abissine e i Sl1S$idi europei non bastano a riaccendere nei Dervisci l'antico fanatismo. Su questo fronte adunque per ora e eer noi è questione finita; ma non così sull'altro; quantunque Menelik e la maggior parte de.i ras siano partiti, molto ci re3ta da fare cfolla parte di Sud.

Abbiamo lasciato nella .Precedente puntata le tr!itlative in corso per conchiudere col negus una pace onorevole. Egli stesso aveva chiesto, Jìno dal mèse di marzo, che gli s'inviusse ut1 ufficiale autorizzato a t1:attare e gli si era inviato il maggiorn Salsa, che dopo qualche tempo era tornato con lettere del negus contenent.i le di lui proposte. Quali fossero non. è noto; è certo solo che non parvero accettabili e il maorriore Salsa fu rinviato al campo scioano con le contro proposte. Cò del nostro governo, delle quali pure il tenore è sconosciuto. ·... Passarono molti giorni sema che .nulla si sape~se nè del maggiore Salsa nè dell'esito della sua missione. Il pubblico ern im paziente e cor, revano le notizie più strane, quando un dispaccio del 21 da Massaua vin~e ad annunziare che due contadini avevano recato al generale Baldisse>ra una lettera di Menelik ed una di Mangascià le quali dovevano considerarsi come la rottura delle trattati ve. Il Negus diceva che, non essendo stati accettati i preliminari da lui proposti, .chiedeva la restituzione delle due leuere in cui si contenevano ~ tratteneva il maggiore Salsa per ostaggio fìnr.hè non gli venisse1·0, restituite. Il generale Baldissera, non avendo alcun interesse a conserv~rc quei -documenti, glieli mandò senz'altro; ma il maggi,)re Salsa, al momento in cui scriviamo, non è ancora tornato; il che però si spiega colla grande distanza a cui già . trovasi Menelik dal nostl'o campo. -L'altrn lettera , quella di Maugascià, ha poca importanza; dice che l'imperatore partendo gli raccomandò di fare amicizia col generale Raldissera e eh'egli per proprio conto amava la pace. Il generale Baldissera gli ri~pose ch'egli pure amava la pace, nè v'era altro a rispondere. Non diremo ·"!'.indignazione elle la condott.a del Negus suscitò in tutta l' Italia.

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Anche mentre duravano le trattati 1•e, a molti in Italia parev~ che l'onore delle armi impon~sse la liberazione del presidio di Adigrat indipepden~ temente dalle medesime. Questa liberazione ~olle armi di venne una necessità, rotte le trattative. Il generale Baldissern, che non era mai rirnas'to colle mani alla ci~. tola, ma cessata la probabilità di un nttacco da part~ del nemico, aveva


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NOTIZIE l!OLlTICO - MlLl1'ARI

NOTIZIE POLITICO ·MILITARI

impiegato il ·suo tenwo ;1. riconoscere il terreno che gli stava d'inn&nzi · s'era già spinto ih forze fino ad Adi Caiè, raddoppiò d'attività .dopo la rottura; onde, se le condizioni logistiche del teneno e dei vari servizi n·on avessero frappo:~to ostacoli, forse a quest'ora sarebbe crjà sotto ' e . Ad rgrat. • l'Ifa la difficoltà delle strade e 1.-t mortalità delle bestie oa· s61na rendono ditrìcilissimo il servizio dei viveri e lento in conseguenza l'avanzarsi delle truppe. S'aggumga una siccità straordinaria che obbliga a portarsi appresso anche l'acqua, aumentando così enormemente le salmerie. Per fortuna, niente impone di precipitare. Le condizioni di Adigrat finora sono buone; non mancano nel forte nè i viveri, nè l'acqua; e si è perfino riusciti a farvi entrare ·i -medicinali onde si difettava per i numerosi ammalati e feriti che ivi si trovano ricoverati. D'altra partè il governo ha preso disposizioni perchè al più presto siano spediti in Africa i mezzi di trasporto ed i materiali occorrenti. E possibile, ma difficile, che la liberazione di Adiarat avvencra, sem:~ qualche grande combattimento~ perchè, secondo le uhime notizie, ras Alula e ras Mangascià, con tutte le loro forze (circa una dozzina di mila uomini) stanno presso Adigrat e sembrano intenzionati di _contrastare l'avanzata del generale Baldissera. ~

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* * Alla spicciolata, con quasi tutti i piroscafi che salpano per l'Africa, partono uffìciali e truppa per riempire i vuoti nei varii reparti, ed i; numero anche maggiore tornano da l\fassaua feriti, arnmabti e convalescenti. Quelli che hanno ancora bisogno di cura vengono ricoverati . negli ospedali di Napoli e di Messina, gli altri sono avviati alle case loro in licenza. Continuano a giungere ai nostri campi in Africa italiani dispersi dopo la battaglia di Adua, quasi tutti feriti in via di guarigione. Questi ritorni dimostrano che non tutte le popolazioni dei paesi già da noi occupati ci sono avverse, come da qualche corrispondenza i) mese scorso appariva; avvegnachè tali feriti non avrebbern potùto giungere fino a noi un mese e mezzo dopo la battaglia, se non fossero stati _raccolti e aiutati da famiglie indigene. Pare anzi che, al di c1ua del Mareb; dove il nostrn dominio è più antico; le popolazioni abbiano mostrato in questa circostanza molte simpatie per noi; sono a"'.verse quelle al di là. Continuano pure a giungere ascari ba1:baramente mutilati per or.dine di i\lenelik o .di qualche ras. Quest'infamia ha suscitato un

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senso d'orro1'e in tutto il mondo civile e specialmente in Italia, dove all'ol'l'ore pei, carnefici s'aggiunse-la compassione per i poveri mutilati. Già il governo ha posto a disposizione del generale Baldissera, per soccorrere costoro e le loro famiglie, nonchè quelle dei fer iti e morti in battaglia, la somma di lire '100 mila e pubbliche sottoscrizioni vennero iniziate per essi, aflinchè, indipendentemente da quanto fece e farà ii governo, la carità privata loro dirno,;tri che in Italia si sentono vivamente i le·gami di ùmaaa fratellanza suggellati dal sangue per noi versato.

Simili sottoscrizioni vennero in1z1ate a favo re degli italiani feriti e delle famiglie dei morti e proseguono con risultati splendidissimi specialmente nelle colonie, dove il contatto cogli stranieri pare che renda pii vivo l'amore della patria lontana. Anche il governo, coi fondi votati dal Parlamento, concorre larga· mente a quest'opera di beneficenza. Una delle forme sotto cui specialmente si manifestò la carità italiaoa è .quella delle offerte alla Croce Rossa, benefica istituzione che in questa circostanza mostrò tutta la sua eflìcacia e fu di grande aiuto al servizio sanitario militare tanto in Africa, quanto in Italia; perchè co~ì nella colonia come in patria, con materiale e personale propri~ in\piantò ambulanze ed ospedali , dove . i 11ost1·i ammalati t! feriti ricevono tutte le cure e l'assistenza desiderabile. Dopo il pensiero degli ammalali, dei fei·iti e dei morti, un altro angustia il cuore di tutti, cd è quello dei nostri prigionieri di cui non si conosce il numero nè la sori.e. ·Pare ehe alcune centinaia sieno già internati nllo Scioa ed altri sièno ' per via; uo centinaio, quasi tutti feriti, erano ancora recentemente in Adua; alcuni ras ne hanno dei propri e non mancano neppure i prigionieri degl'ipsorti e dei ribelli. Sul loro trattl.1!11ento corrono le voci più contradditoric; probabilmente non è lo stesso per tutti e dipende da chi li tiene nelle ma ni; sicchè vi sono det trattati bene e dei trattati barbaramente. E un pensiero penoso; è un incubo per tutta la nazione; ma s'. in. ganna chi crede che per questo pensiero l'Italia si piegherà ad accettare eondizioni di pace le quali non sieno pienamente onorevoli .

,,. ,,. * Fra le più importanti disposizioni cl' i'nteresse militare emanate nel . mese dobbiamo mettere anzilutto queJle che riguardano le manovre ed esercitazioni per il corrente anno.


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NO'l'IZIE P Ol,l'l'JCO MILI'l'ARI ,

Tali disposizioni fecero ouima impresiione in tutto l'esercito, perchè appunto nell'anno in cui le gravi e imprevedute spese per l'Africa impongono la maggiore parsimonia nei bilanci mili tari, si è saputo trova r modo di dare all'istruzione 'pratica delle truppe e specialm~nte a quella dei <Juadri uno svi luppo fin ora non mai raggiunto. Infatti, è bensì vero eh.e non si faranno quest'anno le grand i nwnovre (cli molto problematica utilità quando sieno O$eguite con eleme.ntj 1anto incompleti come <1uelli che presero parte alle grnndi manovre dell'anno scorso) ma in compenso venne dispO$to che in ogni corpo d'armata si facciano manovre di campngna le quali potranno durare anche un mese intiero, che si escguiscano esercitazioni· di cavalleria, che si dia ampio sviluppo allll manovre coi quadri, le quali comprenderanno manovre coi quadri di corpo d'armata, manovre coi cruadri di cavallerfo, manovre _d'assedio. A complemento di queste misure fu disposto che avranno luogo due vioggi d'istruzione, uno pe1· ullìciali di cavalleria ed uno per ulficiali di stato maggiore. \'ennero inoltre emanate disposizioni '[lei' le scuole di til'o dei reoai. ee menti d'aniglieria eia _campagnn ed a cavallo, delle brigate d'artiglieria da montagna e da costa. Analogamente a quanto si è già altra volta praticato, il Ministero, allo scopo di perfezionare l'istruzione degli ufficiali d'artiglieri:i in congedo . appartcnent,i alle specialità da fortezza e da costa, ha determinato d'indire alcuni corsi speciali d'istruzione, durante le scuole ,di tiro che si svolgeranno nel conente anno, ai quali eletti ufficiali possono prendere parte. Chiuderemo questo cenno sulle istruzioni notando avere il Ministero stabili to, che al corso di istruzione per gli aspi ranti di sanità delle infermerie di corpo, sia fotto intervenire un aspirante niuta nte di 1;anità per ciascuna brigata dal reggimento d'artiglieria da montagna. Ad ottenere poi che, dopo tre anni, risu lti impartita l'istruzione ad un aiutante per balleria, sarà mandato al corso, negli anni successivi, un aspirante tratto da altre batterie <.!elle stesse brigate,

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** Il 20 aprile corrente vennero inviati in conge<lo illi mitato i militari di 1a eu tegoria della classe '1873 stati richianrnti sotto le armi per effetto del regio decreto 13 dicembre 1895, numero 692, qualunque fosse l'arma, il corpo o la specialità cui appartengono, falla però eccezione per quelli che tl'Ovansi attualmente in Africa. Venne ·determinato che a cominciare dal ·1° maggio ·1896 l'ufficio affari generali presso la direzione fanteria e eavalleria sia costi1uito in sezione.

NOTlZlE POl,l'l'JùO-MILITARl

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La divisione stato maggiore presso il segretariato generale sarà pure costituita in due sezioni. 1a se:tiime - Istruzioni, movimenti e serv1z.10 delle truppe. - Personale e serviz.io del corpo di stato maggiore e de\l' istituto geografico militare. - Scuola di guerra. - Scuola centrale di tiro di fanteria. Questioni di fortificazioni e di viabilità. - Truppe d' ,~frica. -. ~ompilazione e revisione dei regolamenti. - Bollettino e G'tOrnalc mi~itare. 2• sez·ione. - Difesa dello Stato. - Ordinamento del\' esercito. Mobilitazione. - Bilancio. - Servizio tecnico sanitario. - Equipag0iamento. - Dotazioni 11 arie, 10 Venne aperto un concol'so per la nomina a fa1:macista mili_tarc di 3• classe· venne estesa ai sottufficiali ammogliali la conce:;s1oue di preleva,:e ' medicinali da lle far mncie militari; ven_nero ri~p~rt~ gli arruolamenti e i passaggi di categorin per l'arma dei ca rabi meri reah; venne instituito un distintivo pei telegrafisti del genio. Tralascian10 altre disposizioni di minor conto. ~

* * A queste misure cl' indole generale facciamo seguire_ q'.iclle a fovore dei militari che $i trovano in Africa e delle lorn fa1mghe. · , Un R. Decreto ha' determinato che tutti i militari i quali dal 7 ottobre '189~ :il 15 dello stesso mese si trovarono in Africa dislo~ti a sud della linea Mareb-Belesa -Muna e p1·esero purte al fatto d'arme di Debrn Ailà ed alle operazioni rel11tive che lo precedettero e lo seguirono sono considerati per quel periodo di tempo sul piede di guerra. T~tt.i i milit.ari, che trovansi nell'Eritrea e nei_territori che ne dipendono sono considerati sttl piede di guerra u datare dal giorno 7 dicembre 1895. Con disposizione minister-iale venne determinato ~he _per ?li utfici~li delle truppe di Africa rimpatriati in conseguenza d1 fonte _nportat_e 1~ combattimento e ricoverati in o~peda li militari del ,·egno, sia s~gu1to tl principio sancito nel paragrafo 40 delle Norme pel trauom.ento d_t _gu~rra, stabilito dal R. Decreto ·17 febbraio '1887 pei casi d1 mob1htaz1~ne dell'esercito in Ttali.i, e cioè, che la retta di ricovero sia posta tl_ canco dello Stato. . . l i Ministero ha pure determinato che alle fami~lie ~moglie_ e figli) dei militari in Africa, che dopo gli ultimi combatt11nent1 non rt~ultan_o rientrati e sono perciò l'itenuti morti, prigionieri .di guerra o d1sp_cr51, sia provvisoriamente corrispost:i, ove ne faccia no do1~anda, ed a titolo di anticipazione sui diritti che potranno es,;ere dovuLt:


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NOTIZIE POf,lTICO-MILITAltI

a) per le famiglie deg)i. ufficiali, una somma pai'i ad un me-e

dello stipendio netto da 'tassa, di cui questi erano provvisti. in Itali:. b) per le famiglie degl i uomini di truppa la somma fi~sa di lire 50~ ,.

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I.I 5 c?1Tente venn_e _flr:m~to da _S. M. un decreto col t{Uale, per la dutata di_ un anno, e 1st1tu1to un regio commissario civile in Sicilia, p~r cser~1tare, s~tto la dipendenza del Ministro dell'internò;n-elie provmcie ?1 Caltamssetta, Catania, Girgenti, Messina, Palermo, Siracusa o, Tr~pan,, _le funz_ioni politiche e amministrative. Questo regi~ commis. sano avra sede m Palermo e reggerà anche quella prefetturn. Co_n decreto dello stesso giorno S. ì\1. il Re nominò il senatore Giov~nn1 _Codr~nchi ministro . segretario di Stato senza portafoglio e comnmsano c1v1le per la Sicilia. Egli prese possesso della sua carica il 23 corr'ente indi1'izzandò ai Siciliani il seguente proclama: « ~l mio primo sa~uto all'Isola gloriosa ,si accompagna al ricordo che essa e la terra dove 11 programma di Salemi del f4 magofo f860 affermò . ~er primo l'unità della patria e che gli istituti libert;arlamentari hanno m questa parte d'Italia le pitl antiche' e nobili tradizioni. «. Il Gover_no proseguendo .negli_ int~ndirnénti che lo indussero a propone al Re ,1 gran_de atto ~, pac1Jìcaz1one, rni affida l'inc:irico di provv~dere a proporre riforme dirette a rimuovere le cause di malessere e d1 perturbazione colla maggiore sollecitudine. I vostri interessi econo-. 1~ici. e amm,in!stra_tivi e l[J legislazione che li difende fort.ificheranno I ordme pubblico m marnera durevole e sicura. · « Chieg?o pertanto c?nsiglio ed aiuto a tutti i cittadini perchè l'ac~ordo _fr_a 11 ?opolo ed il Governo restituisca la pubblica fiducia e alI amm,1n1straz10_ne li~ertl1 . ~ giustizia e assicuri al paese prosperità e pace. . « Con questt s~nt1ment1 e propositi assumo l'uflìcio al cui adempimento occorre reciproca fede. Come l'ho in voi, così invoco la vostra in nome dell'Italia e del He. » ,,. Venne firmat~ un regio decreto col quale la Direzione cent.rale del I1ro a segno nnz,onale, recentemente passata al Ministero dell'interno vien~ r~stituita al Mini5tero della guerra. La somma stanziata.in bilanci~ per 11 tiro a segno, sarà quindi assegnata al bilancio della guerra.

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NOTIZI È POLlTICO·lllJLITAlU

Per questa ·parte furono C1fferti complessivarriente più di mille duecento milioni, sicchè, tenuto conto delle quote minime ineducibili, i sottoscrit- . tori ricevel'anno meno del quatiro per cento della quota richiesta. Un u,le risultato splendidissimo;· per quante considerazioni vogliano .farsi onde attenuarne il significato, pl'Overà sempre che denaro in paese ce n'è più cli quello che si crede !1 che la lìducia degl'italiani nelle forze finanziarie della nazione è maggiore di quella che taluni vorrebbero fa r credere. Il 28 corrente si riaprì il Parlamento. L'on. Rudinì, presidente del Consiglio e vari altri mm1stri presentarono alla Carnera diversi progetti di legge. L'on. Ricotti presentò il progetto cli legge sulla leva pel 1.877, qu<dlo sull'avanzamc>.nto nell'esercito, ·<fllyl lo sullo stnto dei sottuffizJali. Quindi si passò alle interrogazioni e risposte fra cui notiamo le seguenti. L' oÒ.. Ricotti, Ministro della guerra, rispose affermativamente all'onorevole G.emma, il quale volea sapere se il ministro creda che coloro i quali esauriscono l'anno di volontariato, ai sensi dell'articolo 1.H e seguenti della legge sul reclutamento dell'esercito, possano essere legittimamente richiamati in servizio prima che spiri il triennio degli arruolati dalla classe di leva cui essi appartengono. , L' on. Brin, Ministro della marina, rispose negati va mente ali' on. Santini il quale, cogliendo occasione dalle condizioni sauitarie in cu,i ebbe a trovarsi la regia nave Loinba.rdia nelle acque del Brasile, chiedeva se il Ministro non ereda « urgente necessità di aumentare di un secopdo medico la tabella di armamento delle regie navi, che hanno un equipaggio superiore ai 100 uomini, specialmeute se abbiano missione di navigare e stàzionare in paraggi lontani dalla patria, infestati da malattia endemico· contagiosa. » L'on. Brin, pure riconoscendo che, nel caso citato, le dolorose circostanze veJi.,ficatesi abbiano reso necessario un secondo medico, il quale dìfatti fu inviato, ritiene che tale rni.,ura non debba acquistare carattere generale e permanente. La discussione della questione africana, su prnposta del presidente del Consiglio, venne fissata ptir il 15 maggio. Roma, 29 aprile 1896,

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li 21. corrente si è aperta in Italia I~ pubblica sottoscrizione ai 66 milioni di, lire_ rapprr.~entan~i quella parte del J)l'CStito di HO milioni per le spese d Afnca che 11 comitato assuntore ha lasciato al pubblico. I


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NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI . ESTERE FRANCIA. (

Swola di telegrafia militai-e. - Il ministro della guerra ha emanate le seguenti disposizioni, circa il funzionamento delle scuole di telegrafia militare durante l'anno 1896. ~ 1°. Scuola del campo di St. Maur, dipartimento rnilita:;'e di Pa.rigi, (Ja, 2a, 3a, 4a, t.;a e 6a regione). La direzione della detta scuola sarà convocata, per studi ed esperienze, dal l6 aprile al 20 giugno. Il corso sarà diviso in tre periodi. 2°. Scuola del campo di Sathonay (73 , Sa, 13a, ,H,a e f6a t·ègione). La direzione della scuola sarà convocata dal 1° ap~ile al lo criucrno · l':> Q ' la serie delle e,perienze sa rà egualmente divisa in tre periodi. 3°. Scuola di Limoges (93, JOa, Ha, J2a, ·17a e ,I8a regione): La direzione della scuola sarà convocata dal 1° aprile al 13 luglio. I corsi saranno divisi in cinque periodi. · · Jl1ànovre alpine nel 1896. - Le manovre alpine avranno principio quest'anno il 20 aprile e fini ranno il 24 ottohre. Vi parteciperanno le seguenti unità : 5ia Bn:gata. '12° gruppo alpino. 27° battaglione di cacciatori, f8a bat_teria alpina, 1 distaccamento del genio. Gli accantonamenti d.i questa brigata saranno fra Sospello ed Escarena, cioè fra Bevera e Paglione. 58a Brigata. 10° gruppo alpino, 2!i,0 battaglione di cacciatori, ,rna batteria alpina, 1 distaccamento del genio. Gli accantonamenti di questo gruppo saranno nell'alta valle della Roja.. · O H gruppo alpino. 6° battaglione di cacciatori, 17a batteria _alpina, 1 distaccamento del genio. Gli accantonamenti di questo gruppo saranno nel!' alta valle della Vesubia (St. Martin). 59a brigata. 8° gruppo alpino, 23° battaglione di cacciatori, tq,a. batreria alpina, 1 . distaccamento del genio. Gli accantonamenti di questa brigata saranno nelle valli del Varo e della Tinea. Una parte delle truppe sarà occupata nell'inseguimento di lavori militari sulla strada del colle des Cbamps. ooa Brigata. 9° ~1:uppo alpino. 7° l)attaglione di cacciatori, ,ma batteria alpina, 1 distaccamento del genio. Gli accantonamenti della brigata saranno nel_la media valle della Vesubia (la Bollène). Queste r1uattro brigate eseguiranno manovre a nemico contrapposto:

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la 57a brigata dal 29 giugno al 6 luglio, la 58a dal :16 al 23 luglio, la 59'· e 6oa dal 26 agosto al 2 settembre. I riparti · di complemento delle dette brigate saranno i seguenti: Pe1· la 57a brigata, il :lO battaglione del H 2° ed il 2° battaglione del !'180 reggimento di fanteria, due batterie del Hl 0 reggimento artiglieria ('1 a e 2•) e la ma compagnia del 7° 1:eggimeuto del genio. Per la 1:18• brigata, il 1° battaglione del U ·l O reggimento fanteria ed il 2° battaglione del Hl O : la 7• ed Sa batteria montata del :19° reggimento artiglieria. P.er la 5fl' brigata, due battaglioni, l'uno del 1:18°, l'altro del :163° reggimento di fanteria, di guarnigione a Digne. Per la 60" brigata, due battaglioni, l'uno del 3° l'altro del 6:1 ° regginiento\~ i fanteria, con la 9• batteria montata del ·I 9° reggimento artigli(:ria. GERMANIA.

1vlutmnentì negli cilti coma.iuli. - lJ nuovo comandante del rn° corpo d'armata (Strassbourg) è il barone von Falkenstein, wurtemberghese di origin~ e di educazione. Usci dalla scuola mi lit.are di Ludwisb,irg e militò nel genio - fu ammesso nel corpo di stato-maggiore, poco tempo avanti la guerr.a del ,1866. Fece la campagna del ·1870 coine aggregato di. stato ri1aggiore - fu promosso maggiore nel 1873. Nominato aiut.ante di campo del Re del Wùrtemherg, nel '187-i-, fu promosso tenente-colonnello nel ·1879, colonnello nel 188~ e maggior generale nel 1888. Due anni dopo, , con il grado cli tenente-generale, fu nuovamente addetto alla casa reale del Re del W ùrtemberg. lllodificazioni ed awnenti nei quadri dell'esercito. - Il bilancif militare , per l'anno l896-97, importa una serie di mutamenti e di aumenti di quadri, in dipendem:a dei quali l'Imperatore ha fatto le seguenti nomine: I\ 1nin-istero della guerra è accresciuto di un maggior genernle, ispettore decr)i stabilimenti tecnici., d'un ufiìciale superiore capo'-sezione, di due capita:1.i ed i alcuni subalterni per il servizio del materiale. L'ispettorato degli stabilimenti tecnici e la sezione per le armi port.ati!i, provvisoriamente istituita il 16 gennaio scorso, si è adunque definitivamente costituita - di conseguenza, è abolito l'attuale ispettorato per la manifattura delle armi e delle munizioni. I comandi dei distretti di reclutamento sono accresciuti di 30 ufficiali, ·non in attività di servizio, fra ca~itani e tenenti inia, complessivamente-. Anche il per;;onnle della scuola superiore d'artiglieria viene aumentato - analogamente, il per~onale delb scuola preparatoria per i sottufiiciali di Hartenstein. ~


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NOTIZIE MII,ITAJU ESTERE

· NOTIZIE MILITARI EST-E RE

Una µ1,1ova scuola prep~ratoria per i sottufficiali sarà istituita il 1o aprile

1897 a G:·eifenberg, iì.l Pomerania. Gli allievi di questa scuola avranno identica uniforme a quelli, della scuola di Weilburg, ma con bottoni bianchi. . Notevol i aumenti,di personale saranno introdotti nel servizio sanitario e del commissariato militare. · La scuola di guerra istituita, in via d' es peri mento, a Hersfeld con orcline del 28 ma1:zo 11. s. sarà defini tiva mente mantenuta. ' ( SVIZZERA.

L' elettricit1ì ed i proiettili di piccolo calibro. - _'. . ffc omitato del tiro federale di Winterthour ha fotto una singolare scoperta, che merita d'essere suffragata da una più larga serie di esperienze. Esso ha osservato che la maggior parte dei colpi che toccarono i bersagli di parte destra della linea dei medesimi, si erano raggrnppati sulla destra del cartellone, mentre a sinistra, i proiettili erano entrati a sinistra del centro del cartellone. Oltre a ciò, fu osservato che tutti i proiettili costrutti totalmente o parzialmente di accinio, erano -di ventati magnetici. La commissione federale ha tosto . rinnovata la serie delle esperienz<{, ponendo questi fenomeni in relazione alla pregenza di numerosi fili per Jrasmissione elettrica,. che ,erano distesi a Jestra ed a sinistrn del campo di tiro di Winterthour. Analog!te esperienze furono eseguite nel poligono di Thun ed in quello di W ylerfeld. · Nel primo fu disposta, in senso parallelo alla linea di tiro, ed a 40 metri dalla linea mediana, una corrente elettrica di f<OOO volts, ti:averso quattro fili d'acciaio, a fascio, di rn millimetri cadauno. Allo scopo d'ottenere il valore grafico delle derivazioni, furono colloca1.i .alcuui diaframmi di carta all'in1ervall.p di dieci metri l'uno daÌl'altro. Le prime esperienze furono eseguile con il fucile .MocMJo :l889. L'influsso della_ conente elettrica si è immediatamente manifestata: a 260 metri dalla stazione di tiro la derivazione laterale raggiunse 24 metri. · Una seconda . esperienza di grande ri lievo fu compiuta con il fucile giapponese Yamagata di millimetri 3,3. La piccola palla corse lungo i fili eleurici, spezzò due i~olatori e si consumò per sfregamento. · Furono, in seguito, eseguite esperienze con proiettili d'articrlieria ed i risultati che se ne ottennero non furono meno persuasivi. " Fu compiuta una serie di tiri a 3,000 metri, collocando una cor.rente elet.trica a partire da 2,800 metr,i, vale a dire a 200 metri dai bersagli.

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La derivazione_ laterale delle granate fu di U gradi. · Gli shrapnels , presentarono · dei fenomeni _ancora più curiosi. ~a sommità dell'ogiva , ,portante la spoletta, fatta· d1 metallo non magnetico, fu spostata; per lo • scoppio. Il fascio dei proiettili presentò tanta irregolarità da sopprimere ,ogni precisione nel tiro: Queste esperienze, hanno dimostrato che la for.za d'attrazzione elettrica -aumenta in ordiife geometrico, in funzione al peso ed alla velocità ini,.ziale ·del ._proiettile. , Un plotone di ·fanteria soggetto a 300 metri al fuoco di un riparto :di fanteria nemica, ,non avrebbe nulla a temere dai colpi di quest'ultimo, se dispone sui fianchi una corrente dettri:ca (dinamo od accumulatori). SPAGNA.

Èffettivo dell'esercito spagnuolo diviso per anni. - li Correo ·.Militar Teca la situazione generale dell'esercito spagnuolo, escluse le guarnigioni nelle isole Bòleari, nelle Can11rie e· nei. possedimenti settentriònali dell'Africa. Le cifre seguenti si riferiscono .al piede di guerra: Fanteria. - .56 secondi battaglioni dei reggimen·1i di fanteria · (i primi sono attualmerite distaccati a Cuba) 56,000 · a iOOO uomini ognuno . . 56,000 56 terzi battaglioni . i2 battaglioni cacciatori (gli fltri :1.2 sono a Cuba) a :1.200 uomini ognuno . : . . . . . :12,000 Cavalleria. - 28 reggimenti permanenti a 700 cavalli ognuno 1.9,600 . Artiglieria. Hl reggi~enti montai~ a 8 batterie di 6 pezzi 28,606 I 3 reggimenti da montagna . . . . . . 7,254 7 battaglio~i da fortezza ( a 4 o 6 compag~ie) 8,i 75 · · Get!;ÌO. 4 reggimenti di zappatori minatori a 2000 uomini r/ 8,000 ogmino . . 3,442 i reggimento pontieri . t ,()40 t battaglione ferrovieri. i,272 t battaglione te\egralìsti .. {98,389 Totale. Esercito di· riserva: Fanteria. - H2 battaglioni di riserva (56 reggimenti a 2 bai- · ,, taglioni di iOOO uomini ·ognuno). H.2,000 CaMlleria. - :14 reggimenti a 700 uomini ognuno 9,828 Artiglieria, - i7 reggimenti da campagna i4,i40 Genio ~- . . . . . 6,000 • !4:l,968 Totale. I'

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AIINO XLI,


NOTIZIE MIL1T:.tRr ·ESTERE

Bilancio de.l.la ·,querra. - . Il bilancio .per •l'annd i896-97 s'eleverà alla ~o~~a co.~plessiva di i20,083,6i3: lire. Ai· 11elativi , capitoli.· sono ins_cm.ltt I cred111 occorrenti per aumentare la forza dei vari riparti, in g~tsa ~a _portare ~d 800 uomini i battaglioni di fanteria ed a•400 i·reg· g1ment1_ d.1 cavallena e d'artiglieria da campagna. Il m1mstro, generale Azcarraga, ha Tealizzati circa 5 milioni, di.!econom!e, i quali saranno impiegati negli aumenti di for1.a sovra detti. È prevista, oltre a. ciò'. l'eventuale formazione di up. ottavo. corpo d'armata . . Le ~pes~ straordmarie·per la guerra cubana non sono 0omprese nel bilancio ordmano della guerrn, ma sono invece sostenute da·J tesoro dell'isola. INGHILTERRA.

Situazùme d.ella marina da _querra britamii/ ,·iJpetto,alle, flotte delle altre·.marine d' Eur-opa, al principio delfonno 1896

RIVISTA · DEI PERIODICI . MIL71Tì\RI Rivista di fanteria.·

N. 3, marzo 1896. - L'ora presente.

, , Bella, alt.a e fortemen te sentita è lo prosa con la quale la R. .di F. . commemora i caduti alla battaglia del 1.0 marzo. V' è tutta . una, .fede inconcussa -che · esalla e dà affidamento di, fortun~ nella tristezza del1' ora (?resente. E che Dio aiuti tutti, -a compier la promessa d'es:1er, C'omunque, degni dei caduti adi Adua. La battdglia narrata da

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. È .una lettera·, relativa all'azione del 4'0 battaglione di, fanteria\d' Africa,

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nella,,gior,nata d' Adua. Lo scrittore,- con singola1:e modestia pari alla moderazione de' giudizi, narra i li av.venimenli della gloriosa . giornata. Il 4,• batlaglione, come è noto, ebbe parte importanLissima nel pt.oteg· gere d a, ritirata della brigata Dabormida - mercè l'opera efficace di .esso, i resti della brigata po.terono salir l'erta ed uscire, senza troppo danno, dalla valle che era stata teatro della loro pertinace e gloriosa resistenza .

II° ·cullò della bandiera nella regolamentazione -attuale. Il libro di lettura. pçi soldati. . Note ed appunti. - RispetJiamo i morti. - L"avanzamento dei capitani , di stato maggiore. Varietà. - I medici militari nell'antichità. - Cronaca. - Rassegna della stampa militare. La bandiera. -

Rivista. marittima.

N. 6, aprile 1896. - Caldaie ,m.a1·ine miste. - Riassunto di una memoria letta nell'adunanza dell' « /nstitution, o( Naval Ar.chitects • di Londra. la navigazione da diporto. - Continuazione. - Lo Jachting in America · dal 1.851 al 1809.• Dei caci tele9rafìci ·sottomarini in tempo di guerra.

Uno studio ttioretico in materia vide la luce, di questi giorni, sul Neuc ,ll.ilitdrische Blattet>. Ci co mp1acciamo ora di vederlo estes? ed appro~


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RIVISTA DEI l'.ERIODIOI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

fondilo da un periodico militnre it.alianò, con raffronti relativi ai nostri cavi telegtafici sottomarini. L'autore ci dice che molte delle nostre isole sono già provviste di telegrafo; . ma ~e ne sono ancora molte che non lo hanno, e sarebbe urgente che l'avesse~o. Seguono alcuni particolari ed interessanti de1t1gli di tecnica relativi al riattamento ed allo stendimento delle linee telegrafiche sottomarine, i quali rendono molto prezioso lo studio suddetto. Ne è autore il tenente di vascello PntTR(), Ons1N1.

all'ultimo. Ma del Tolstoi, specialmente,. si occupa il DnAGOMtROF, come romanziere e come descrittore insup~rabile delle vita militare moscovita. Le sue nan·azioni sono grandemente istruttive o degne di I.unga meditazione. L'auto.re ne disegna alcune, ri:issumondo nelle sue linee maestre l'opera del Tolstoi. Lo studio del generale DRAGOmROF sarà continualo.

Il comm.erc·io itliliano. nel 1895. - Riasstlnto e commenti al fascicolo .deJla «,Slatistica del commercio speciale di importazione ed esportazio1ie. - (i gennaio-31. dicembre !895). - Materie 'grégge necessarie ·ali' industria. - Materie lavorate necessarie ali' i~dustria . 11 Prodotti fabbricati. - Generi alimenta ri. lnfo1'ma.zioni e notizie. - Chilì. - Varo della controtorpediniera « Capitan Muniz Game1·0. .1 - Francia. - Prove del guardacosta « Tréhouart. » - Giappone. - Varo e. descrizione della corazzata « Yashimci. » - Inghilterra. - Bilanci. Naviglio ausiliario. lta.lia. - Prove del « Marco Polo. » Notizie varie. -,- Bibliografia. . S11pplemento. - Fascicolo IV. - Cenni sugli ordina menti nav9li delle principali nazioni. - La marina germanica. Journal des sciences militaires.

Aprile, 1.896._- Strategia da çombaU·imento. - Attacchi inopinati. - ·n combattimento notturno. - Esecuzione delle operazioni notturne. - Condizioni particolari dei combattimenti notturni. _:_ Impiego della cavalleria. - Fonteria montata. - Attacco dei trinceramenti. - Imboscate. - Proiezioni luminose. - Studio delle operazioni . nottllrne. La _querrn e l<i pace di 1'olstoi, dal punto di vista milita~·e. ' Lo stu<lio è del genèrale DnAGO~HROF, ed è voltato dalla lingua ori ginale in francese dat maggiore .Moulin, addetto all'ambasciata di Francia a Pietroburgo. L'autore esamina il valore dei fattori morali e psicologici che determinano la guerra. Poscia s'accinge a giudicar l'opera di due scriuori che del fenomeno della guerra si sono specialmente occupati, ai tempi nostri, cioè il Tvlsroi ed il,Trochu. Entrambi hanno considerati gli intimi fenomeni dei fotti guerreschi - l'ultimo, però, puossi dire un correttivo ed un com·plemento agli 3tudi del primo. Ciò che il rorr\anziere non ha finito di dire, il soldato sviscera fino

Tattica generale da corn/Jattim.ento. - Combatt'iinento d'incontro. - Attacco delle posizioni fortificate. - DifeM delle posizi~ni fortificate. - È una breve memoria del generale Pnuottom1E. La campu_qna .d'autunno del 18l3. - Le linee interne. - Contiuunzione. Wissembourg, Ji'roeschwiller, Chalons, Sédan, ecc. - Continuazione e fine. La mm-irta e la difesa di Parigi ,iel 1870. , · R evista tecnica de infantt,ria. y caballeria.

~- '8, HS aprile .J.896. - Le istituz1·01l·i militari svizzere. Continuazione. Guerra delle Jliandre. - Assedio e resa dellci cittù di Breda, ,J{j;U.-25. - Operazioni d'attacco e difesa della piazza condotte dal marchese Spinola. - Morie del marchese di Nassau. - Onori al marchese Spinola per la re.ddizion~ della cittadella di Breda. Lo studio, dovuto a FnA:NCEsco DARA'DO, sarà continuato. Le spedizioni militari a Cuba. - Ordinamento di una compagnia del genio per Lelegrafia ottica. - Ordinamento di un reggimento di artiglieria da mont:ignu. - Ordinamento di iO squadroni di cavnl leria. - Ouava spedizione. Gli Stati Uniti d' Americc,. - Note cd appunti intorno alle istituzioni militari dello Stato. - La guel'l'a contro l'Inghilterra dal 1.81.2 al 1.8:1.5. Episodi dell' i,1surrezio11e a Cubu. - DARIO G11•. Revue d'artillerie.

Aprile ·1896. - Le manovre a fuoco dell'artiglieria da campag11a. L'autore dell'articolo, capitano MATHAnr.1., dice che il suo lavoro non è che un riassunto dei principi esposti dal colonnello Langlois nella sua

opera, L' A,·tillerie en liaso,~ avec les autres armes; e che egli non' ha cercato che di_porre in rilievo i v:mtaggi risultanti dalla pratica di quelle dottrine. Cosi, modestamente, il capitano l\lATHARBL : se egli non ha detto nulla di nuovo, egli ha fatto nondimeno opera utile nel rammentare gli effettivi


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RI:VISXA ·DEI PER'lODlOI MILITkRI ;

vantaggi, di un' isti,uzione che , spesso•·si tra,scura, ·ò non. ,si compie. con quella larghezza di fotendimenfi; copia,di ·mezzi, ed ·elémenti che · sal:ebbe . dèsiderabile. . Mònog1:afì,a degli esplosivi. - Rassegna degli esplosivi.- Prima classe: Esplosivi detònànti. - Esplosivi di cotone nitrato o pirossili. Esplosivi composti con prodotti nitrati tolti dal carbon fossile. PanclastitL - Seeimda ,classe,· Esplosivi ddlagranti. - La: poivece nera. ·___. Polveri nitrate. - Polveri piciate:,- · Palveri a cotone ·nitrato. - ·Artifizi .diversi. · Q~estioni · tedesche intorno a varie questioni1 1'elative· all' drtiglietiq da·. campagna. - . Seguito della critica .degli · articoli ·pubblicati in hiateria · dal Militar ,Wochenblatt. \

Le batterie campali dell'avvenire hanno ad avere sei pezzi oppure quattro? La questione è oggidì 'viva più ché mai e merÌta il lu'ngo ·studio ed il grande amore che vi. dedica il periodico tedesco. Ll corazze da· blùida99io e. fart(gliéria nell'aprile 1896. - Esp-erienze Ktùpp. · - · Esperìenze delle offiéine di 1Cai·negie·'in Atner-ica. Nòtizie'varie. - Carichi di polvere senza fumo di un sol· blocco-: Espe·rienze Maxim. - Esperienze Armstrong relative ·a bocche da fuoco per la ·marina.' ~ L'-artiglieria da montagna nel Giappone. • REivùe •milìtaire Suisse,:

N'. 4, aprile 1896. - Le colonne da parco attuali 'e le future. Continuazio_ne. ,- Il' personale delle colonne da parco. - Scelta del personale e sua composizjone, secondo la nuova legge f895. - Il personale di truppa. - Compagnie da posizione, compagnie da parco, convogli . da montagna e treno. - Lé munizioni pe,r la fanteria. - Compo· sizione di una colonna ·di' munizioni· pèr fanteria. - Materiale di una colonna munizioni. Un tiro a 2000 metri sulla neve. Esperienze di tifo eseguite dalla sezione d''istru'zione di St. Croix, nel febbraio dell'anno in corso. La relazione è del,capitano .JAccARD LENOIRD. Là guerra nell'Eritrea. battaglia di Adua. italiàno.

Riassunto degli ·a_vvenimenti suecéssivi alla ·, Ordine di b_attaglia del corpo · d' operazi?na:

· RIVISTA.. DEI l'ER!ODICl MILITARI

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;°Ordinament<{ dell'esercito abissino. , È il riassunto di una conferenza .itenuta. -dall' ingegnere !Lo, a Zurigo. Vi si deli~eano gli ordina.menti feudali vigenti nell· irqpero. etiopico ed .il valore deli'esercito -abissino. Le ciserve dell'armata sono ,larghe, settondo i·I conferenziere, in uomi~i e m·ateriale. La lan~sturm (Je,ager-tor) è - chiamata aÌle armi solo in caso di pericolo imminente .~ la compongono tutti g-li idonei al servizio militare. Seguono alcune particolari notizie di m,olto rilievo relative nlla mobilitazione dell'es~rcito, agli « uag », ·ed.alla vita della corte etiopica. • Notizie..militat:i e-cronucli. - B-ibliografia. • • Revue maritime ·et coloniale.

N. 41.4, marzo ·f896. - Viaggio della ca.~moniera « T,a .Gra:ndière »...da Vien-Tian a Luanq-Prabang. ' .• ~ln-,seguito .agli avvenim~nti del Siam si rese necessaria una partiCCllare ricognizione..delle te1·re•di -riva -sinistra det l\1echong: li governo francese, affìdò 1questa missione alle scialuppe-connoniere ~a; ~~·andière. e '11:fassie. Lo studio p1:esen1e 2omprende la relazione del v.iagg10 della prima nave. Vi è ao(Yiunta una carta itineraria sul fìum_e Mechong,. e ee • . tra' ·Vièu-Tian . . . °Luang ·Prabang. · · ' ' · lnilica.tore e registratore a distanza del 1~u11iero delle evoluziani clelle mac-

ciiine.

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Nota circa uno strumento destinato a {flcili,tar.e. la soluz·ione dei plpbleini di rotta degli incrociatori di squadra. . . . Nella mvigazione di squadra, gli incrociatori sono, talvolta, obbhgat1 a . prendere, 'icispeito all'ammiraglio, un numero rilevante di varie posizioni. Queste sonò· invece limitate per le :navi corazzate! li capitano di vascello .' \ Vi1LLEMSEN, in un lavorò riservato, si è proposta I,!1· soiuzione grafica ,,.d.egli·o1rdina/i problemi di rotta. · , ·. lltenente di vascello KliR1rnO HEN-, ha imaginato una tavoletta, d'~so assai semplici,·a lìne di tradurre in pratica i pdncipi esp0sti da'l capitano W1L1,EMS1!.N:- La.'relazione suJr ifnpòl·tantes studio è redatta èlal tenente hCQ UET/

Revue du cercle militaire.

N. !o, H aprihd8.96. -

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La ,lifesa di Belfort nel 1870. - Le operazioni . del colonnello Denfèrt. , . · . La campagna del Chitral nel 1895. . · Riassunto di una conferenza del ¾apitano YouNGHUSBAND, dello stato magaiòre dell'esercito-delle-.Indie; pubbhcata dal élournal of the Royal U~i~d lnstitution. Notiamo che i servizi di rifornimento ciel corpo d'ope-


, 890 ,

RIVISTA DEI PERIODJCI MILJTARI

razione al Chitral impiegarono ventimila an1màli da soma; necessari al ,sostentamento di due bt'igate, rer trentasette. giorni. ,

ANNO

XLI

J,'m:tl' del comando. - Riflessioni ed osservazioni. N. 1.6, i8 aprile 1.896. - I comandi di stazione nell'esercit-0 italiàno. · Vi si riassumono le nuove disposi~ioni relative, contenute nell'istruzione. deli O aprile 1.896. · · L'arte del comando. - Continuazione. campagna del Chitral nel 1895., Dopo la prepar·azione organica e logistica, qescr•Hà nei fascicolò precedente, l'autore narra gli scontri ed i combattimenti accaduti nell'april~-1895, fino all'occupazione del ,castello di Cltit1·al, che segnò la fine della campagna anglo-india.na. ~ ,

Lli

. Gronacci -francese. - Il 1.6i• reggimento di fanteria france~e, gil!dicato da un ufficiale ·russo. - Nota sovra una marcia compiuta dal detto reggimento durante le. grandi manovre del passato settembre., I trasporti 1narittirni nell'antichità greca. - I Spahi del. Sahara. Notizie niilitari estàe: . La missione scientifica· del • Caudan » '.nel golfo di GuftScogna. La IJ!Ìssione scientifica avea per iscopo lo studio del bllSsofÒndo marino de·l golfo di Biscaglia. Né riportò grande quantità di elementi, ciò che rese _.giustament~ memorando il lavoro d~Jla, mis.sione suddetta. La componevano cinque professori. di scienze fisi~he e naturali. '

RIVISTA MILITARE ,,

ITALIANA

D ISPENSA

X.

16 MAGGIO 1896

·.La provenienza delle ncw·i da g11erra inglesi. L'inf1,11enza deUa~potenza marittima nella"sto,ria, (1660-1783). - Seguito del riassun.to dell'opera del capitano .MAHAN Thè infiuence of sea powver upo~i histiwy. guerr:a ~arittima nell'.America del Nord e nelle fodie .occidentali, (p78-i78i). - Sua ·influenza rispetto · al corso della rivoluzione americana. ·- Combattimenti di squadra a Grenada, Dominica e nella baia di. Chesapeake. ' · le malattie dei marinai e le epidemie ;iautiche. - Continuazione. Cronaca naviile. - Biblio_qra:fia. ·

La

Per la JJii·ezione L o,n.o V I o o e I so T TI leM,ifecolo",utle> H. T. A..• inctr.riénl<t \

DEMARCHI

C.-.aio, gerente.

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V · O Q H ERA

ENRICO

TIPOGRAFO-KlllTORR

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8~1

SOMMARIO DELLE MATERIE CONTEN UTE NELLA .PRESENTE D ISPENSA

.I fenomeni morbosi nell'esercito. 1° bersaglieri

LUIGI

capitano, . . Pag. 891

NASI,

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La qulstione del sistema d'. ordinamento dell'esercito in Italia. - C ,1.nL0 Con1·1cE LLI • • • • • • • • . • • » 899 Il casermaggio per le truppe. - GusTAvo tinuaz-ion~ e .fine) . . . . . . . . .

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CARONC1N 1. -

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Notizie politico-militari. _.: a;.

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(Con. » 943

I ~']~NO~IENI moRilOSI NEU/ ESERCITO

Il seguente scritto mette a posto col.oro che caratter,i,i:zano i fatti simili a <quello di Misdea come di·ammi di caserma, mentre invece sono drammi .sociali che avv1mgono fn case'l'ma. Lo pubblichiamo, percbè l.' :irg-ome nto vi è s vo lto seriamerite e razionalmen te, sebbene da un punto di vista -esclusivo militate. Si potrebbe aggiungere che l'educazione della così detta casei··ma modifica molte delle tendenze che condurrebbero a fatti ,simili a quelli e, per uno studio _più largo, converrebbe tener più con to .anche di questo'. LA DIREZ IONE.

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Notizie militari estere: Austria-Ungheria: Aumento dell'01:tiglieria da ·campagna. -

Nttovo comando d'ispezione delle òattei·ie da montagna a 8eraievo . » Francia: Il nuovo zaino. - I nu?vz· utensili di alluminio. .- Biciclette accoppiate . . . . . . . . . . . . . . . . . » Inghilterra: .La cainpagnà cont1·0 gli Asl1anti. - La spedz"zione al Mataòele . . . . . » Svezia: Il 1.uovo Jucfle . . . . »

lUvista dei periodici ·militari

PROPRIETÀ LETTERARIA.

9'i2 91 3 974 916

» 971

Alcune fucilate, tristamenle echeggianti nella sem ioscnri tà di ,una ·caserma a Palermo, hanno di bel nuovo ridestato una pe,nosa impressione ripercuotentesi in tutti gli ambienti , ·in LUlti i ceti sociali . L'esercito - quest.o nostro . esercito così. caro -:-- (specialmente in questi gio rni) per l'opera ma lvagia di un assassino vestito con r uniforme - il sùldato l<'agioli ~ è stato ancpra una volta oggello dr discussione, in particola r modo da coloro i quali si compiacciono d1 ogni manifestazione ché possa in qualche · maniern :preludiare al decadimento di quella disciplina che è la princi· pale virtù d'ogni esercito. ' Rimanere indifferenti innanzi a queste discussioni non è pos·sibile. Non basta che noi soldati ci sbarazzia,,no di-questi assas-sini troncandone l'esistenza col piombo nella schiena . _ Dal momento che i tristissimi fatti che di tanto in tanto lurhano la pace delle nost.re caserme furono definiti i· fenom eni . morbosi nell' esercito, bisogna pur bene occup..1rcene, tanto più ·~he la definizione contiene una vaga accusa a Lutto il nostro or· ganismo quasichè la morbosità -fosse un prodouo .della disciplina 1militare. È nostro dorere, anzi tutto, difenderla questa disciplina 59 -

ANNO XLI.


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I FENODIENI illORBOS( NELL'ESÉRCITO

I F-ENOMENI MORBOSI NELL'ESERCITO

e rispondere a coloro che. ci attaccano che non è ali' indomani delle glol'iose sconOtt.e di Amba Alagi e cli Adua che sì possa discutere in Italia la disciplina dell'esercito italiano! Ciò suonerebbe insulto alta memoria degli eroi caduti ! Ciò non per tanto è utile, che quanto sta in ·noi, di vedere quali poss,mo essere le cause del ripete~si di tali fenomeni o fino a qual punto si potrebbero ev1tarè. Questo breve esame preceduto da una prbmessa ce lo impone la nostra n,qbile missione di educatori. Come mai nel sil enzio della nolLe un soldato armatosi del fucile spara ali' impazzala contro i compagni o i snperiori? È uno .spirito di rivolta che s'infi ltra nella truppa? È un fenomeno riservato . all'esercito e di cni l'esercito p1:eso .nel suo com. plesso ne sia la causa? A quelli che senza dircelo direttamente lo fanno capire si p1tò r ispondere francamente di no. Cen to fotti noi potremmo narrare dimostranti la,_ devozione sincera e la sottomissione volenterosa al superiore, ma ci limitiamo a dire a coloro che chiamano le gesta degli assassini vestiti da soldati fenomeni morbosi dell'esercito, quasi, ripeto, che l'esercito ne fosse la causa, che i nostti fenomeni altro non sono che fenomeni morbosi delltt società. Perchè, secondo noi, il l'atto di un soldato che si arma di nolle e spara contro tutti senza causa determinata o proporzionale è un l'atto identico a quello d'un padre o- d' un marito che tutto d'un tratto diventa il carnefice della moglie o dei figli I Il fatto d'un soldato· che ~.para ad un caporale perchè lo crede autore d'un rapportò a suo carico non è \ identico a qu~llo d'un infermiere che sgozza una povei·a monaca per lo ste.;;so motivo? Fenomeno è _il primo caso, fenomèno è il secondo percbè tan lo nell'un caso come nell'altro manca la. cosidetta proporzionale. E la causa?; Non la sanno dire i psicologic i e pretendono che la sappiamo dire noi soldati ! Forse i Misdea, con tutta la trisle sequela dei suoi imitatori , non · portavano in sè i germi della pazzia fulminea e delta· delinquenza ? Fuori déll' esercito, diventando mariti e padri non avrebbèro forse cqmmesso una di quelle stragi di cui pur troppo le cronache dei giornali raccontano spesso gli orribi li particolari?

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. La causa adunque di ,questi fenomen i, più che nell'esercito, va riceréatà nella società I Pen~i adunque la società a _rimuovere le canse dei, /'eno1neni mo1·llosi e a combattere quellù spirito di rivolta cl1e s' infi ltra fìn dai primi ann i contro tuLto ciò "che ò ·principio ·d' autoritìt e pen:5i, la societù, che l'esercito è , . bensì scuola della nazione, ma più che altro è scuola di perre..: zionamen to. Prima di venire a noi i so ldati . devono essere stati , fuc inati dai geni tori e dai maestri. Noi li potremo modificare, i cattivi, ma corre~gerli del l.llltO nei loro istinti malvagi innati o acquisiti è difficile, difficile assai !

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.Dopo questd entriamo. nella parie pratica, per dir così, e ve.diamo un po' le cause materiali di lnl j renorneni e come potremmo i-n certo qual in odo prevenirli. É fuor di dubbio che tutti i· tristi eroi dei drammi delle ca,, smne prima di venire sorto le armi erano pessimi soggetti. Chi più chi meno i1vevano tutti quanti bazzicato con la polizia e negli ,stabilLmenLi di pena. Ora io mi domando: perchè questi soggetti, che noi sappiamo già ch e sono pericolosi, ce li dobbiamo prendere e incorporarli nei nostri bei reggimenti'? C,)sa c'è da sperare t Forse che essi a contatto dei buon i migliorano '? Il racconto delle pere guaste messe in mezzo alle buone informi ... ~la d'altra parte si obbi et.1erà (;he se si sc11rtassero lutti quelli che hanno riportato con1lanne il numero degli esenti sarebbe troppo grande . Non dico questo; dico semplicemente che i cattivi soggetti si dovrebbero mandare in reparti speciali dove la sorveglianza fosse continua ed evitato assol utamente il pericolo di improvvise manifestazioni d'odio o di rivolta. , Siamo 1ogie,i: la nostra legge penale stabil isce che il militare il quale durante il servizio riporta una condanna di reclusione ordinaria - anche per il minimo del tempo - sia degradato perché non più .degno di appartenere nll'esercito. Ora, la condanna alla reclusione ordinaria si ha per reati com uni, quale il furto, l'omicidio, la prevaricazi.one, ecc. ecc. Perchè adu nque dal

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I FENOMENI MORBOSI NELL'ESE RCITO

I FENONBN l MORBOSI NELL'ESERCITO

momento che non si ritiene più degno di contin uare il servizio militare .chi si è macch iatò di tali colpe, ammettiamo nelle nostre file ch i se ne è macchiato prima d'entrarvi? In ciò non vi. è qualcosa di irrazionale? Forse il ladro en-= tr:a1ido nelle file del l'esercito perde l'istin to del furLo? E il san· guinario la man ia o.rnicida '? , Non mandiamo noi alle compagnie di disciplina i militari che riteniamo pericolosi? Perchè dunque non nwndiamo fin dal principio coloro che siamo certi che lo sono? Nulla di più inquietante per un comandante di compagnia che avere dei soldati con la fedi na penale sporca. Si fa presto a dire che il capitano deve sorvegliarli, ma santo Dio ! d0ve e 11uando può sorvegl iarli? l pregiudicati ed i sorvegliati specitlli e gli ,1mmoniti e compagnia bella venendo solto le armi sfuggono precisamente dagli artigli della poliiia, e come può un capitano sostitui rsi all'agente di pubblica sicurezza sapere. dove bauicano codesti tip i durante le ore ai li bera usci ta ? Ch i viene sotto le armi col sangue inquinato dal germe del la delinquenza, e dopo d'aver trascorso un certo tempo nei reclusori del Regno, racchiude nel suo animo uno sp irito di rivolta contro il principio d'autorità ed è intolleranie verso la disciplina; un nonnull a basta a sconvolgel'lo; l'istinto bellicoso non tarderà ad avere il sopravvento e per una di quelie questioni picco lissime che sorgono spesso nelle caserme nelle ore di ozio tra soldati e caporali, per una fel!a di pane non ben divisa, per una secchia d'acqua non portata a tempo, per un lume, per unit boraccia, per una cor,m~ leggerissima riLenuta ingiusta, sorgono alle volle tali contrasti tra i quali il del inquente nato non tarda a manifestarsi diventando d'.un tratto l'eroe d'imo di quei drammi che gettano la costernazione nelle caserme! E il capilano? Il capi tano ·ha un bel aver curato il sentimento della disciplina e dedicato tutto sè ·stesso all'educazione dei soldati, ma la sua parte di responsabilità non gl iela- leva neppure il Padre Eterno , quantunque l'autore del dramma sia un reduce dei patrii reclusori! Via dunque dalle nostre file i calli vi soggetti : chi indossa la -. di visa militare non deve aver indossato prima neppure per un giorno il giubbone del recluso.

Pur non esentando costoro dal servizio mil itare, si trovi il modo di isol ,:irli dai reggimenti ed indubbiamente la statistica dei reati mili(ari subirà ima non I ieve diminuzione nella percentuale. Còn questo sistema si concorrerebbe anche a migliorare la società perchè, se una conda~na riporla.la prima del la leva i'osse $l1Sseguita dalla dispo5izione di far servire il reo in una compagnia speèia!e di sorveglianza, probabilmente la delinquenza precoce avrebbe un freno di più.

I II . . Un'altra delle questioni che si è sempre riaccesa - anche nell 'ambiente militare - dopo uno di quei tristissimi fatti - riguardo la piLt o meno convenienza di togliere le cartucce ai soldati sostituendola con ~rn peso equivalente. Qoesta di~pos izione non ' potrebbe che suonare offesa a tutti i nostri soldati; non è 11uindi, sotto quP,s to punto di vista, conve1),iente. Ve ne sarebbe un'altra che credo sortirebbe buoni e/Tetti. Trovo cioè cbe ogni reggimento o per lo meno ogni compagnia dovrebbe avere la sua armeria. Che nece:=;, ità di lasci,tre i fucili nell e camerate a portata della mano dr.i soldati ? L'armeria dovrebbe essere attigua ai locali della compagriia ed in essa i fuci li dovrebbero sempre essere rinch iusi nell e ore in cui non son o adoperati. La chiave dell'armeria la terrebbe il furiere od un altro gradua to qùalsiasi che fosse responsabile. Con ciò forse si eviterebbero molte d[sgrazie. Mi ricordo ciò che mi disse il sold ato Radice - uno dei tanti Misdea - à uando.gli chiesi: - Ma perchè avete sparato sui vostr i compagni ? - Che vuole! Dopo il silenzi.o sentendomi agi tato rni posi a sedere sul letto; era quasi buio, mi vennero dei brutti pensieri ..... trovnndomi all'estremità della camerata avevo vici no una rastrelliera.,.... allungai il braccio ed afferrai un fucile ..... Probabilmente se in quella notte i fucili si fossero trovati rinchiusi nell'armeria, il Radice non avrebbe commesso il delillo.

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l FENOMEN I MOR BO.::l l NELL'ESEICITO

1 F ENO MENI M0Rll0 SI NEf,L' ESERCITO

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vita mililare ! Sono i caporali i quali debhono nelle più critiche circostanze, come dopo una marcia , od un lun ~o e fati coso servizi o, comandare le corvù e cozzare conLinua mente contro le violenze dei caralleri e delle nature ! È sui capor,,l i che si accumulano le prime ire f~uai se in certe COQtingenze ess i non ::anno fr enarsi e mostrare tulla la ca lma ch e è richiesta dai regolamen ti : inconsapevolmente accen dono ia miccia della ri volta! Che i caporali ac}:1nque sappiano sempre più d'ogt!Ì altro il regQlamento di disciplina e sappiano inspirars i a quel senso di amorevolezza che i-pira da tuui i suoi paragrafi . Questo è il concello che deve guidarci nel /alJbricare i caporali a cui dell e lunghe e conlip •iate isLruzioni sui clotoeri tfoi snperiori non sono mai troppe.

IY.

Fioalmenle vedi.imo le cause occasionali che determinano spe:;so le pi ù gr.wi reazioi1i nei soldati. E fuc, r di dubbio che esse avvennero sempre contro ai prim1 grad uati dèlla. gerill'chia mi litare, cioè contro i caporali, sulle cui spall e si accum ulano tante pi ccole responsabilità e le cui mansioni sono tutl'allro che facili . ' I caporali fu rono - come lo sono tutt'ora - le prime Yittim e dei rivoltosi. Si può quindi stabilire che le rivolto dei soldati più che contro c1,i .mperiori fo rono contro alle pe1·sO?w 1tei ~mperiori e precisamente conLro quelli che vivendo più a contauo dei soldnLi hanno dato luogo a risentim enti più o meno personali. Il fatt o ch e tulli i rea.Li prettamente mil itari cioè ri/inti cl'obbeclien~a ed in.mborclin,azioni avvengono conlro i caporali e quasi mai contro i soLLu fficiali e mai (o rariss imamente) conLro ufftciali dimostra chi aramente come sia salda la nostra discipli na. Si acque1ino dtrnque gH ali.a rmati : nbbiamo an ito, è vcr"o, nel nosLro esercito nnri. dozzina di Misdea ma abbinmo avuto' un solo Barsanli. .. Se il fallo suaccennato · ci lascia sicuri , ripeto, into rno allo spirito di disciplina della nos tra truppa 0i lascia però adito a ere· dllre che non sempre dai graduaLi' di truppa vi sia qu ell 'esatta interprelazione del regolamento di rli:;ciplina il quale - se be11e inteso ed applicalo - Logl ie tutte qnelle piccole asprezze alla vira mili tare, asprezze che nei cat\\lleri violenLi non mancano all e volle di produrre le ·più gravi pert11rb.1ziÒni. Occhio adunq ue .nella scelta dei capo'ra.li; ch i più vive a contallo dei soldati meno bisogno ha del tecnicismo e più che l'interpretazi one ad litlerarn dei rcgolamenli bisogna che ne sapp ia in Lerpretare lo spirito, Per esercìtare bene il comando la conoscenza del cuore umano è qualitù in dispensabile tanto a chi occupa i gr11di pi ,1 elevati dell a gerarchia come a chi ne occupa gli inferiori . l caporali comò i capitani, come i colonnell i, debbono, relativam enLe al loro grado , possedere almeno un pizzico di qnesta grande virtù militare: sono i caporali che vivendo a conlatto dei soldaLi ne odono i primi bronto lii, i primi rancori, i primi sfo ghi contro la

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V. 1 ca.parali si debbono fare per compagn ia'? [o mi schiero dalla parte di coloro che dicono no, ed ecco la ragione: Du rante il periodo della istruzion e dell e reclute i futuri caporali vivono in continuo contatto co i solda ti che saranno poi loro dipendenti; fra essi si stnbiiisce od una grande rela7.i one d'intimità oppure una indifferenza. doruta a. di vergenze nei gusti oppure una corrente di antipalia doruta alle differenze dei caratteri. È eridente ch e qualu nque sia questa relaz.ion e non po trii. n meno, a suo tempo, di. produrre degli effetti contrari allo spirito del regolamento di disciplina. Per gli stessi moti r i non si è fo rse stabil ilo che nessun tenente sia promosso capitano nel reggimento dove fu subal terno? E se non si è creduto di tener conLo dell'educnzione degli ufficiali e del sentimento grandissim11 òi disciplina che essi debbono avere come si può pretendere che l ra i nuovi caporali ed i sold11ti della com pagnia si stabilisca quella reciprocità di riguardi disciplinari che dopo tullo ha,il suo l'ondamento nell'educazione ? 1 -futuri caporali vanno co i fu turi dipendenti insieme all 'osteria, dividono le qre d'ozi o, le scappatelle; spesso questionano dando origine a piccole invidiuzze od a battibecchi. Come si può pretenàere , ri peto, che all'indomani !li nn e$nmc teorico praLico Lra l'allievo istruttore Tizio ed il cn merala Caio col quale fì no dalla ora precedente vi era la più grande intimilit o la più grande in·

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I FENOMENI MORBOSI NELL'ESERCITO

differenza o la più grande antipatia, si stabilisca nientemeno eh& il codice penale ed il regolamento di disciplina con tutta la ri. gidezza dei loro articoli e paragrafi? I galloni di lana r~ssa basteranno ~ stabilire d'ora innanzi i doveri ed i diritti tra Tizio· e Gaio '? E possibile che questi duf? abbiano tanto tallo, tanta de-· licatezza, tanto spirito di disciplina di _ricorda rsi sempre l'unod'essere superiore e l'altro inferiore? Se ciò 'fo~se noi ammette·remmo nei semplici soldati ciò che dnbitiamò vi possa essere· qualche vol\a tra gli ufficiali tanto ' è vero, ripeto, ch~\ i è stabi lito che il ~ubalter.oo passando capitano cambi di reggimento-.. Questo fallo sarebbe più che snfticiente a farc i abbandonareil sistema dì fabbricare i caporali in compagnia. :Per im~rimere· poi un rispetto mrtggiore ai caporali per part~ de, soldati occorrerebbe, in modo energico e senza transazione. richiamare in vigore la prescrizione del saluto. Questa violazion~ 1:1ag:ante e co~tinua del regolamento di disciplina che p~r tPoppo· e diventata ab1tud10e nel nostro esercito è d'una gravità ecce-· zionale. Sentii dire da un egregio personaggio militare - durante unodi quei proce~si militari che hanno origine da lle questioni tra. caporali e soldati - che se questi ultimi salutassero - come & loro stretto dovere - i caporali, si verificherebbero meno rifiuti• d'obbedienza, meno insubordinazioni:

VI. Concludo che I'elimina1.ione dalle file dell'esercito de'll'elemento, gi à, guasto unitamente ad una più' accurata scelta dei gradua Lii di truppa costituirebbe un eccellente r:medio alle fatali morbosità . LUIGI NASI ca1>itano 1° bersa,gliel'i.•

LA QUISTIONE

DEL SISTEMA D'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO IN ITALL(<ii

Da qualche tempo nel IT'_'Jndo militare e nella stampa si agita vivissima la discussione intorno al miglior modo di costituzione o d.i ordinamen Lo dei corpi del noftro esercito , sostenendo alcuni che hase essenziale di talé ordinamento esser debbct il sistema finora praticato che suolsi chiamare nazionale. allri invece propugnando una radicale ri forma secondo il sistema regionale o territoriale. La.quistione, sollevatasi già da parecchi anni, si tenne da principio nel campo puramente teoretico, limitandosi i patroci11atori del sistema regionale ad esporre i vantaggi che esso presenta e ad augurarne presto l'adozione; mentre i sostenitori del sistema in atto, o almeno quelli di essi che interloquirono nella. disputa, respingevano la mutazione come non adatta ali' Italia o qnanlo meno prematura e pol iticamente inopportuna. Anche in Parlamento vi fu ad intervalli un'eco di queste diverse opinioni, ma fìno alla recente discussione avvenuta alla Camera intorno al grave argomento non se ne era mai parlato rii proposito : solo cii quando tn quando qualcuno vi ave}1a accennato, traendo a ciò occasione per lo più dall'esame dei bilanci e considerando piuttosto la quistione sollo l'aspetto del!' economia. .{l) Questo ;avoro ru redatto e _consegnato alla Direzione prima degli uilimi aHe-· nimenti politico mlii tari, in seguito ai quali, mutato il Gabinetto, alla guerra successe al gener,1le Mo,ienni il generale Ricotti. La questione dell'or_dinamento dell'1:sercilo viene quindi a trovarsi su alcuni termini modificata; specialmente per il rcrmo intendimento dell'attuale ministro della guerra di arrestarsi, e forse di fare qnalche passo iodietro, 1•ispetto all'applicnzione del sistema territoriale. Ciò tuttavia ren<le anche più opportuno lo scritto presente, che decisamente combatte il sistema territoriale. ,. Nota della Oire.z.ione.


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LA QUlSTIONE ·DEL S!STE)!A D' ORD11'AMEN';O

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Promulgati il .6 novem.bre 118H,i, i decreti-le{!ge riguardanti l'or-r dinamento dell'esercito e la cirèoscrizione militare tenitoriale, si incominciò a spandere voce che con essi il Ministero volesse preludere alla riforma nel senso regionale, e.d infalli, gli scrillori che la. vagheggiaQo, fattisi più loquaci, si diedero con innsitato calo re e con nuovis:;imi argomen ti a proclnm,m1e l'eccellenza, la convenienza, l'urgenza. D'altro Iato, j sos1eni1:ori clèl sistema pazionale, convinti .che la riforma sarebbe cattiva, sorsero· nd OP!J'ugnarla in tutti i mod i, Ono al punto da profetare che un -ord inamen to a base regionale nel nostro paese saÌ'ebbe la iauurn delle istituzioni militari e della patri.i. È noto l'esito della lun_ga interessante discussione fallasi non è molto alla Camera, per cui a grandissima rnaggioran1,a, conseqziente il Mi nistero, venne sancito per legge il principio del reclutamenlo nazionale in tempo di pace. Ma, se la quistionè ha potuto per tal modo politicamente risolversi, no.o sarit certo il Yoto del Parlamento che avrà vir tù di far ricrerlere gli avversari del si~tema; i quali, corn, iderando la cosa tutt'altro che definita, insi sterar.rno più che ma i per il trionfo della loro causa. Come si disse, la quistione venr~e ampiamente trattata a.Il a Camera, dal 1- ·al rn dicembre u. s .. d1scuLendosi il progello per la conversione in legge dei regi decreti 6 norembre ,1894-. Presero parle a tale discussione ' mollissimi ora tori, fra - cu i gli onorevoli ·Grandi , Dal Verwe, Fortunato, Sani, Afan de Rivera, Prineui, Cerutti, Carenzi, Di Lenna, Fanti , tnl.li favo revol i al reclutamento nazionale; Ma razzi e Coiaianni sosten itori del sistema regionale, e il Ministro della guerra che esposè _cousidernzioni i;1 merito ai d ue sis1emi , dich iarando infine di accettare l'ordine di idee dei fautori-del l'ordinamento nazionale . [l quale ordine di idee venne concretatll , in apposito articolo di legge proposto dai deputati Grandi, Torraca e CerullL così concepito: il r!lclutamenlo del{ esercilO in teoqw di .pace sarà a base na zio1iale secondo le no1·me .escgnik fino alla leva del 1874. Chiunque voglia acqui.~tare un chiaro e completo concetto _della vitalis:;irna questione, deYe necessariamente avere conoscenzà dei sopracitati discorsi, ma più ancora deve rendersi conto dei vari scritti in cu i furono di proposito trattate le ragioni pro e contro

all'uno e all'altro sistema. E poichè in quanto no i diremo io appresso dovremo spesso riferirci con citazion i appunw a ciò che in va~·io senso è stato pubblica to in argomento, diamo qu i l'elenco dei principali ·scrilli in riguardo che sono a nosln1 nq.Lizia. dispo_nendoli in ordine cronologico di pubblicazione, · ,1. G. V. M. - Esse1·e o non essere. - Rivista militare italiana, ' febbraio ,1gs7 . 2. Mo1rnA ROBERTO. - .Heclntmnento na.::i01iale. Temperamenti atti a, scem a:rne yli incon1ienie1tti. - Rivista militare. italiana, maggio 11881. 3, BOMPIA.Nl G10RGIO. - ilJl!ssimo contingente e ordinamento semiterritoriale. - ' llivista rn ili ~a_re irali ana, feb braio-marzo ,j 8~)1.

4. GuEfllllNl Dom1Nrco. - ' Il sistema di rechitcimento. -

Rivista .militare italiana , Jebbraio 1891. . ·5 . Esercito e 7-iaese . - - Fir~nze, Barbera, ,1892 . 6. MAHAZZI FORTUNATO. - 1l contingente imico e le s1w consegw,nze. - Roma, Civelli, 1892. .., Del rinnovamento militare in Jtalia. I 7. GomAN G10 VANNJ. - - Nuova antologia. 115 marzo 1898. . 8. Y. - Esercito nazionale ed economfoo. - .Kuova :inlologio, •I dicembre ·! 894. · 9. GuE1rn1NT DollIENICO. - 1l critm·io regionale nell'ordinamento dell'tsercito. - Rivista di fantcrì:i, magg io J 893. 110. NASALLI RoccA SAVERIO. oniinamento regionale -rfol l' esercito. - Rivi'S ta militare it.aliana , 116 agosto 11895. -~il . GO'ERRINl Do"ENICO. - P1ff l'ordinamento regionale dell'csel'oilo. - R ivista di fanteria, settembre '1895 . S. F. - Reclntanwnlo regionale e giw1·nigioni fisse. 112. · Giornale I' &ercito italiano, N. ,121 del · 9 ottobre 1895 · ·1'3. GuERRINl DOMENICO. - L'orclinam,ento reqfonale. - 1 (; iornale l'Esercito italiano, J\, 1129 del 27 ottobre ·1895 . H . Per l'ordinamento nciz iona.le - Giornale l'Esercito italiano, N.. ,J 35 del 11O novembre ,189i:>. (:ìUERRINl Oom:NICO. - Le 1·ag-ioni dell' 01·dina1nento nazio15. na,le. - Hi,,ista di fanteria, novembre ,J87[) . H5 . Le ragioni dell'ord,inamento ncizionale. - Rivista di fanteria, gennaio 1896.

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902

LA QUISTJON'E . DEL SISl'E~IA ,0' ORDINAMENTO

DEL!.'E SE RCl'l'O 11' ITALIA

alluare una riforma del su o stato militrire nel medesimo senso? Ecco il nocciol9 della qnistione . Sembra a noi che per deciderci ad una simile riforma non bastino le conv'inzioni per quanto profonde di alcuni , siano pure competentissimi in materi a, nè le ra~ioni d'ordine puramente tecnico e meccanico per quanto impellenti ed apprezzal.Jili ; occorre qualche altra cosa. ow,rre cioè che l'idea e la convenie111.à della rirorma siano pe·netrate nella coscienza déi più e non lascino dubhiezze e tanto meno ·timori sulla riuscita e sulle conseguenze ; occorre non solo che non siano non cont.rastate, ma che abb iano consem:ient.i i capi dell'eser· d to e la massa degl i studiosi di (:ose inilitari ; occorre insomma l'adesione genera le, l'approvazione degli uomini che interessandosi. ai grandi problemi della vita pubblica· del paese hanno qualche diritto di pronunciarsi in mer·ito' ad onn quistione, che è non solo d'ordine rnilitare, ma sociale. Allo stato .èielle cose i no vatori non hanno certo in favore la mag· gioranza : eppure ness uno loro contesta la competenza e l'abilità nel presentare le ragio ni che suffragano la loro tesi, nè disconosce o scema valore a tali ragioni. Dunque qualche motivo vi deve essere e ben grave perchè una idea. che. con siderata in sè stessa e non solo in apparenza, si pnò dir buon;, abLia 1;1 tto finora pochi proseliti e generi tan te avver. sioni . e r~pugnanze. E il motivo è questo : le milizie sono, e non . possono essere altro <~he l'espressione gen uina del paese del -quale integrano virtù , sent.imen t.1, aspirazioni , difetti. E un paese non cambia modo di vedere e di pensare e tanto meno natura da ·un momento all'altro, non disconosce in un giorno la propria storia e le proprie tradizioni, non bulla all'aria d'un tratto le proprie istituzion i, per amore di novità o per seguire l'altrnì esempio: giacchè in molte cose, ma principalmente in fatto di ordinamentì politici e mili tari , non è niente vero che ciò che va bene in un sito debba fare eanalmente buona prova in altro. Per noi sta anche oggi • • I!> .ciò che . 32 anni or sono scriveva uno dei più colti intelletti del nostro esercito : le istùi,,z ioni niilitari .sottostanno alla lene gene· rale di tutte le istituzioni sociali, ·la ciii pr·ima cond'izione è che esse debbano essere appropriate cill'indole 1-lella nazione alla qnale

I. Tutti :Sappiamo quali siano le cµ,raueristiche dei due sistemi, quali i. vantaggi e gli inconvenienti che sotto vari aspetti l'uno Presen ta sull'altro. )Ia :mila quantità di cruesti vanta,aai ed ìnconvenienti, e sopratutto sulla valutazione della loro entità e portata, corrono dispareri assai rilevanti. L 'autore per esempi-o del Rinnovamento militare in Italia, atLribuendò lutti i vantaggi desiderabil i e neppure l' òmbra di un dìfeuo ,il sistema regionale, prodnma ess_ere la riforma organica del nostro esercito necessaria ed urgente e per eliminare tntt.i gli inconvenienti che si lamentano occonere che abbia a base· il sistema territoriale. E prima di lui, l'autore dell'Essere e non esscl'e avev~ scritto nientemeno che queste parole : La que"tione dell'ordinam~nto terr itoriale del nostro esercito s' impone come questione di vita e di morte. Dalla soluzione di essa dipende se l'Itali a sarà an noverata fra le grandi nazion i, oppure se dovrà rassegnarsi a far parte della nazioni .minori. Da un altro canto inve ce altri asserisce che tale sistema rovinei-ebbe esercito e paese '(I). Queste opinioni, come troppo spinte, non possono essere altro che opinioni; ma esse ci rivelano a qua le stadio acuto sia giunto il dibattito. Or,1, noi, senza arrivare ad un troppo esagerato pessimismo in odio ~oll'ordinarnento 1;egionale, ci permelliamo di rivolgere una domanda ai suoi valorosi s,isteni tori . Perché la Germania presenta la più potente organizzazione militare odierna, basata, per la grande massa del suo esercito , 'vale a dire, salvo eccezioni, sul sistema regionale-territoriale; perché l'Austria- Ungheria ci offre un forte asset.to militare a reclutamento regionale; perché la Francia da qualche anno è venula man mano !nodificando il suo ordinamento , che ora pare trai'formato in senso regionale quasi puro, si dovrà inferire che anche l'Italia. debba ,

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(l ) Giornal e l'Ese1·cit1> itali:rno - i\'. 125 flel 17 ottob re 1895.

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LA QUIS'l'IONE DE[, SIS'l'EUA o'orm INAMENTO

DELl:,'ESERClTO IN ITALIA

sono applicate ( I ). Nè, ciò affermando, intendiamo discor,oscere uno dei criteri fondamentali delle odierne organizznzioni militari, quello ·cioè che consiglia.e porta alla imitazione di quanto si opera negli eserciti più potenti e più progrediLi ; il qual conce tto no i stessi abbiamo gih avuto ·occasione di enunciare in altro scritto (2). Ma se. un ragionato sp irito di imitazione sospinge a modellarsi su q~1ello che appare migliore, se la tema di rimanere. indi~tro eccita giustamente a fare come gli altri io - molte cose di Jegisl~ìz ione, di organica, di t~ttica, in l[Uistioni di metodo e soprattÌtLo in fatto di materiali, sa rebbe irnylerdonab ile errore spiHgere una tale imi tazio11e fino copiare nelle loro forme estern e ordini ed i;tituzioni il cui perfetto funzionamento esige proprietà intrinseche ed attitu~in i particolari diverse affatlo da quelle che il nostro paese e quindi il nostro esercito è susce1tibile di poter dare . Senonchè i propugnatori dei si,t.ema regionale giudicano l'Italia perfettamente acconcia ad accogliere la riforma, da essi vaghegginla . Ed .è appunto del merito e del valore degli argomenti in appoggio di tale tesi che noi dobll iamo discorrere in questo seri Lto.

riguarda Ja semplicità, regolarità e celerità delle operazioni per jl coJDpletameoto degl i effettivi di gyerra ed in parte anche per J'effettoazione dei trasporti ferroviari cli adunata. Questo in tesi ge)lerale e considerati i due sistemi nelle loro rorme genu ine, val'e .a dire, ammettendo col sistema regionale il piede mobile e guarnigioni fisse e col sistema naz ionale il piede di guarnigione· e Je stanze mob ili dei corpi, e supponendo, nei due casi ben s'inlende, che i riservisti :dl'atto della cl1iamala debbano es~ere incorporati nel reggimento di cui fecero parte durante la fertna. , L_e ora dette due fonne tipiche però non si trovano rigoro,;ameote applicale in nessun gra nde Stato, riscontrandosi dappertutto eccezioni pi ù o meno notevoli, le qqali, nel sistema regio· nalé hanno per effetto di scemare alquanto i tanto .decantali vantaggi che esso presenta riguardo la celerità della mobilitazione, mentre nel si$lemn nazionale offrono rn'odo di a(tenuare in grado ànche rilevante gli svantaggi che sotto quel punto di vista gli sono attribuiti. È questa una considerazione di grande momento. I l sistema regionale pnro è applicalo nella sola Svizzera e si capisce che così sia in uno Stato fe derale, composto di tre distinte nazionali tà, senza esercito permaqente e le cni velleitil guer, rexçhe sono dall e ragion i pol itica e militare limi tate all a tutela de}JR propria neutral ità ed indipendenza. · La German ia lrn ìl sistema regionale ; ma ammette alcune eccezioni _degne di grande rimarco: • •1° li corpo d'armata della gunrdin, corpo scelto per eecellenza, tanto caro al!' imperatore, dotato di privi leg i insigni fra cui quello di tener gnarnigione a Berlino_e quello di godere i ?1,aggiori assegni dell'esercito, ò composto na~ionalmente· con elementi tratti da Lutto il territorio della Prussia ; 2° Analogamente, il reggimento fanteria bavarnse del corpo, di stanza a :Monaco, .il ,1° reggimento granatieri del corpo sas~one (N. ,100), di stanza a Dresda, il reggimento badese granatieri del corpo (N. I 09), di stanza a Kàrlsruhe e il reggimento N. H iS assiano (Darmstar1t), traggonO' il rispettivo contingente di reclute e di riservisti dal complesso di tutto il territorio dei risp·ettivi Sta~i ;

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La quislione del si,1.ema <l'ordinamento , che in ultima analisi si riassume nel modo di composizione d.::i c01·pi, o dirò meglio delle varie un itit combattenti, rispetfo agli elementi di reclutame11t9 fornit i dal paese, è sempre stata con:'\irlerata e studiata sotto ~ue asp~tti principali, .uno di carattere più particohirmente tecnico, I altro d ordme essen,,lalmenlc morale; aspetti secondari di studi'o possono essere quello politico o di opportnnità e quello finanziario. Sotto l'aspetto tecnico, l'esa~re delle difl'erenti condizioni di fatto crea te per la mobil itnzione dall'ordinamento regionale e da quello nszionale potta a concludere in favore del primo, in quan.to {{) AGO$TlKO H1cc1, -

sone, 1863.

htt?·oduzione allo studio dell'arte milita.re. - Torino, Cas·

L'esercito italiano. - Vicend~ del suo svil·uppo 01·ganico. - Rivista militare italiana, giugno -luglio !895. , (2)

le

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906

DELL'ESERCITO IN· ITALIA

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f,A QUISTION!> DEL SIS1'E1l1A D 0RDfNÙ!EN'rO

3° Gli uomini dei territori del XV e X.VÌ eorpo d'armata (Alsazia e Lorena) non costituiscono 1.1ni tà regionali , ma sono fusi in tutti i corpi prussiani, e nelle delle provincie tenaono • l') presidio truppe tol te da altri territori dell'impero; 4° Siccome per gli aumenti apportati nell'esercito negl i ul timi anni, e segnatamente per la creazione dei due corpi d'ar· mata XVI e XVII, non si è c1:eduto indispensabile ::iddivenire ad. un rimaneggiamento di tutta la circoscrizione territorì~le preesistente, venne in alcuni corpi ad alterai:si quel conveniente rapporto che col ,istefna regionale è logico esista fra la qu,1ntità delle truppe stanziate in un dalo territorio e la relativa popolazione, o meglio e la quantità di elementi di reclutamen to che quel territorio stesso deve poter fornire. Da ci"ò la necessiti! che alcuni distretti assegnino uomini a truppe di altra regione. Accenniamo a queste eccezioni per far notare come le operazioni di mobilitazione riguardanti, per esempio, tutti gli elementi indicati ai numeri 1 e '.2 (ben 13 reggimenti di fanteria, 8 di cavalleria e 3 d'artiglieria da campo, oltre minori reparti e tutte le corrisponden ti unità di Landwehr) debbano forzat.amente svolgers i second~ le esigenze del siste~a nazionale puro e in conseguenza non possano a meno di presentare tnlti gli inconvenienti ad esso inerenti. · E quanto ai due corpi d'armala dell"AÌsazia~Lorena vnolsi parimente osservare che, non traendo essi soldati da quei territori, devono ricevere i loro completamenti in caso di mobili tazione dai rispettivi circoli di reclutamento, venendo così a 1.rovarsi per tale particolare nelle stesse condizioni sfavorevoli dipendenti dal sistema nazionale. E dire che tfne i due corpi stanno proprio alla frontiera francese! Simile inconveniente si verifica per tutte le unità in genere che ricevono uomini da altri territori all'infuori del proprio . Di questi fatti dovrebbero essere .non poco scandolezzati i nostri propugnatori dell'ordinamento regionale, giacché, se il sistema nazionale è pessimo, come taluno ha scritto (•I), . riesce 1

{i) o. GuRnnr.xr. -

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Giornale L'Bm·cìto italicrno. ·:... N. {i9, ~; ottobre ·rn95,

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incomprensibile se ne conservi così notevole traccia in quello Stato che primo ha bandito alle genti il verbo dell'ottimo e ne ha . dato l'esempio. Ma siccome gli organizzatori tedeschi hanno 1 le loro hn?ne ragioni d'ordine morale, storico e poli tico per !' t,,""1. ,u,,.<,;,.... permettersi questo strappo al sis_tema loro predilelto, passano .;e ffl-fah..~ sopra agevol~enLe a qualche svantaggio tecnico di mobilita?:ione .-.. ,, . .J,,..t:...;... e non • concepiscono neppure • l'idea di camb.iare uno stato d. i cose fe-rJ...,, , 1 • oramai consacrato dalla trad1z1one e cosi: accetto al loro wore. . Torneremo su questo punto, per meglio valiHarlo ìn rel~~ione ' (:1" 17 ';} ·c..,,.,· alle condizioni del nostro ordinamento, allorchè ci faremo a di- J,J,. ..., · ,.$)-" t scòrrere del secondo aspetto sotto il quale la quistione dei due sistemi vuol essere considerata. In Austria-Ungheria vige il sistema di composizione rerrionale dei corpi, e vige senza eccezioni d'ordine organico del ge;ere di quelle accennate per l'esercito germanico ; onde sotto questo riguardo potrebbe dirsi più perfetto. Come è noto, ivi·, ciascuno dei 102 reggimenti fanter ia si alimenta in pace e si completa in guerra cogli ele'menLi permanentemente fornitigli dal proprio cor• rispondente circolo di reclutamento. Senonchè in quello stato si hanno le guarnigioni mobili, per cui nel circolo ha sede stabile solt~nto il deposito del reggimento, mentre questo ne è talvolta assa.i lontano e spesso suddiviso coi suoi 4- battaglioni in distaccamenti. Il deposito deve quindi raccogliere . ed istruire le nuove leve i~ pace, chiamare i completamenti in ca'.so di guerra, provvedere loro il necessario, ed avviare il tutto ai battaglioni attivi o nel silo di guarnigione o nel sito di adunata. , Ciò significa che in Austria deliberatamente si rinuncia ad una delle principali e più importanti caratteristi~h-~ del sistema regionale e non si dit peso alcuno agli inconveniMti in~eparabili dalla periodica ~rntabilità delle Stanze dei corpi per guanto riflette gli apparecchi e le operazioni di mobilitazione e i trasporti nella zona di primo schieramento. Significa del pari che molto probabilmente si dà ad altri ordini di idee quel medesimo valore che si è dato fin qui in Italia e che ora la_novissima scuola sorta fra noi disconosce non solo ma apert~mente condanna. Ma di ciò a suo tempo.

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ANNO ~LI.

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LÀ. QU1STIONE DEL SISTEMA D'ORDINAMENTO

Yediamo in tanto cosa avviene in Franeia. Il fondo dell'alluale orga nizzazione militare francese è preuamente regionale, come in Germania, salvo eccezioni . Diciotto .circoscrizioni regional i alimentano ciascuna un corpo d'armata, ed in ogni corpo d'armata . ciaseuno degl i 8 reggimenti fanteria che ne fan parle si recluta e sì completa da una delle otto suddivisioni di re,gioni in che questa è ri partita. Ma oltre i •14-&: reggim~nLi in tal modo costituifi, i quali sono denominati suddivisionali ed banno normalmeute sede nella ri spettiva regione, ('I) la Franci a possiede i '18 reggimenti regionali, numerali dal ·I 4i'S 0 al ·162°, così cb iamaLi perchè fin dall'origine si reclutano uno por regione, mentre gli altri fìno a pochi auni or sono erano in pace composti nazionalmente. Questi reggimenti regionali , in luogo di restare nella propria regione, sono disloca li nel territorio di alcuni corpi d'armata di frontiera, allo scopo di poter colà disporre di un maggior nerbo di truppa in ol,'(ni evento; onde per ess i, e così pure per altri elementi delle varie anni e speeialità in analoghe condizioni e che qu i è inutile precisare~ si devono for7,atamen1.e verificare, in caso di chiamata e ,t, di mobilitazione, almeno in parte, gli inconvenienti di cui è fonte é..). ,,, e; ,e/,~ il sistema delle guarnigioni mobili . Anche in questo caso abbiamo ¼ ·:,0"" ·, dunque reggimenti di !rontiera che devono ricevere i completa,.,.._;,,, .. " ,.,,._ menti dai più lontani territori dello Stato. !J.,1 e,,,, ..,t .'_. Visto così come negli eserciti modello e pi ù progrediti vi siano ,,./ (v V, e si conservino, .senza .preo~cupazione di a!cnno, in !scala ~iù o .1: meno "rande "11 stessi guai che secondo 11. coro dei nostri no\" / -,1;1., , ,,1 · r., , n . . . . . . , / valori fanno da noi rnc1ampo in superabile all o rego lan la e ce/~·.... " Jerità della mobilitazione, esaminiamo brevemente Cl)tne in realtiL ~ 10.t. /,. ,, , stiano .da noi le cose so tto qu esto riguardo e qual e alten dib ilità meritino certe censure. (~ un fatto che fino al ·1870 in Ital ia, come del resto in L?rancia) il problema della mobilitaz io ne non era stato qua:1 i studiato. Epperò nessuna meraviglia se, dato l'ordinamento na1.ionale a base larghissima quale allora si aveva, siansi dovute lamentare nel 4866 le cose più inverosimili cd assurde. Ma non appena il ge(1) veramente i reggimenti suddivisionali sono H5, e:;sendovene uno io più per la Corsica: l'ultimo di ossi porta perci il N. l63°.

DEIIL'.ESE&CITO IN l'fALIA

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nerale Ricotti ebbe iniziata la salutare opera di rinnovamento militare che gli avvenimenti del 1870 avevano resa urgente, venne dato il maggior imp,o.lso a Lutti gli studi per la prepara· zione alla guerra, cominciando dalla ricerca dei mezzi per rendere il piu possibile semplice, pronta e sicura la mobilitazione. E il primo prov.vedimento concl'eto ,fu la creazione dei distretti. Mediante · questi organi, destinali a fungere da depositi di leva ed amministrativi per conto dei corpi delle var ie armi, col ricevere i nuovi contingen ti , farne l'assegnazione, vestire ed armare i coscritti e le classi anziane quando richiamate, effettuare i congedamenti, ecc., si toglievano parecchie compli cazioni ed inconvenienti fino allora lamentati, ma sopratutto si eliminava il difello capilalc del sistema nazionale quello cioè che in caso di guerra i riservisti dovessero dalle loro case reca1·si alla sede fors'anche molto lontana del proprio reggimento, pei: esservi equipaggiati e quindi avviati al sito di rad unata, con perdita di tempo, inutile spesa, lunghi vinggi e perfino inevitabili andirivieni. Altro importante provvedimento f'u quello di raccogliere in apposite istni::;ioni pecr la mobilila:ione Lullo quanto era necessario fosse a conoscenza e dovesse predisporsi dal le varie auLOrità milital'i e dalle singole unità di truppa per il passaggio dal piede di pace al piede di guerra, ordinando altresi che tulli i comandi, corpi , distaccamenti ed uffici dovessel'o compilare e tenere costantemente al corrente i progetti parlicolaregiiati di tutte le operazioni da compiersi da ciascun o nl momento opportuno . Riordinato po i il comando del corpo di stato maggiore, si dava un nuovo indirizzo agli studi ed ai lavori di preparazione il lla guerra da attuarsi nei snoi v::i ri uffici, istituendo la carica di presidente del comitato di stato maggiore generale, che s, cambiò poi in quella di capo cli stato maggiore dell'ei;ercito , e creando la direzione trasporti , alla quale fu affidr,ta la compilazione fin dal tempo di pace di tutti i progetti di movimenti necessari in caso di mohìlitazione per i completamenti dei corpi e per la loro traslazione nella zona di adunata. "Per elietto degli accennati provvedimenti e di non pochi altri con questi concomitanti, che qui è inutile ricordare, si usciva per e.osi dire dall'ignoto, e si guadagnava non poco in regolariLù


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L A QUISTIONE DEL SISTEMA D 0RDJNAMENTO

e sollecitudine; ma le misure adottate non erano tali da appagare ;,.,..J~re,,.._._ completamente. Alcuni , sedoui dalla allraente semplicità. del sii'...., , " /;,_.._ sterna regionale puro, guardavano a quello come a miraggio pro~ r;,._,,,.., .,,./" metlitore d'o,a"'ni buona fortuna, e avrebbero voluto una risoluta riforma dei nostri ordinamenti in quel senso; altri si limitavano ~ ·,,,-<-,-,'- a patrocinare la Gssità. delle gu·arnigioni , nel concetto~ i rendere _,-/,:,,r,,•,-.!<J sempre più rapida la mobilitazione col diminuire i trasporti ferroviari e dare stabilità l:li progetti e agli ordini di movimento 7 ..,,,/4 ""'_.,. " ' per il concentramento; altri infine propugnavano l'adozione del ~ sistema così detto misto inaugurato in Francia.dopo il 1870-7 11, L,·I,., fi.7' per il quale i reggimenti , compost.i io pace di reclute tratte da / . ,·........., .t,~varie parti dello Stato, còmpletano in caso di guerra gli effett!v_i -~ '( . incorporando gli elementi che trovansi in congedo nella !ocalita -,,. .• I J, I 6. . . c,vh di loro guarn1g1one. · ll'w ,.,,t._ Il 1\'Iin istero, o meglio i Ministri della gu~rra che si succedet.,..tero negli scorsi noni, entrarono gradatamente in quest'ultimo ordine di idee. E cosi;.nel 1888 (Atto 203 del Giornale militare) si adoltò la detta forma di completamento regionale per l' artiglierià da campagna e da fortezza, Gnchè nel ·1 892 (Atto oO) si estese lo stesso provvedimento and1~ alla fanteria e ai bersacrlieri ossia a tutta la grande massa dell'esercito. La sistemazione di cose così ottenuta poteva dirsi abbastanza soddisfacente. Infatti i conservatori del sistema nazionale puro non avevano ragione di dolersi , inquanto(:hè, come composizione nazionale il reggimento in guerra ci guadagnava, risultandovi incorporati, oltrechè i soldati dei distreLLi d'origine anche quell i di altri distretti di nuov6 acquisto appartenenti spesso a più re. gioni. . Unico difetto dell'innovazione agli occhi loro poteva essere 11 fallo che i riservisti non tornavano al reggiinenlo in cui erano stati educati e istruiti durante la pace. Ma se si considera che questo è un danno molto discutibile (come vedremo poi) e che ad ogni modo viene largamente compensato da un grande guadagno di tempo per la chiamata dei riservisti, si può subirlo in buona pace. I fautori del sistema regionale vedevano reso omaggio alle loro idee in quella parte che interessa il. celere completamento degli

effettivi ed anche perchè i reggimenti in guerra risultavano per tre quarti circa composti regionalmente, e quindi potevano dirsi a mezzo paghi. Paghi del tutto erano poi coloro (e sono la grande maggioranza) che, sostenitori convinti della bontà dell'ordinamento nazionale come scuola militare e sociale del paese, ne vedevano perpetuati i frutti durante la pace, salvaguardando in pari tempo nel miglior modo le esigenze d'ordine tecnico · per una rapida mobilitazione e radunata, con che restava assicurato il più pronto impiego della grande massa delle nostre forze armate al strbito inizio delle operazioni .campali. Raggiunta colle ,':l.ccennate riforme codesta mèla, nulla per noi più restava da desiderare, :$alvo lo studio di rruegl i ulteriori perfezionamenti che potevano giovare a far meglio funziona,;e tutto il sistem:i, dandogli stabilità e completezza. A tale intento sarebbe occo rsa una n nova circoscrizione territoriale, la quale, estendendo la superficie di G corpi d'armata dell'alta Italia, dove vi sono più truppe, a scapito s'intende degli altri 6, dove nel complesso ve ne ·3ono meno, avrebbe permesso di sfollare, diremo così, la soverchia quantità di corpi ivi normalmente stan.ziati per ben· note ragioni, di guisachè si stabilisse ·un più conveniente rapporto organico fra la densità delle truppe e la densità. della ·popolazione, o meglio degli elementi in congedo che in ca.so di gu~rra devono a que.sla fornire i complementi, si sarebbero · così posti in grado i singoli corpi d'armata di bastare a se stessi ·colle risorse locali, guad~gnando in ordine e in tempo. In altri termini si sarebbe eliminato o di molto attenuato l'inc-onveniente che ora si 'verifica di dover ricorrere al territorio di altri corpi d'armata per trarne riservisti con ciii complétare i reggimenti più avanzati, depauperando d'uomini questi stessi çorpi, che alla loro volta devono trarre i loro completamenti più da lonta_no. Per tal maniera la mutazione del 1893, che come fu fa~ta ebbe piuttosto carattere di ripiego, cosicchè vi fu chi la considerò quale provvedimento transitorio destinato ben presto a cessare, (,1) sarebbe divenuta una vera riforma organica, definitiva, inoppugnabile.

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DELL'ESERCITO IN ITALIA

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Del rim1ò·vmnento militare in Italia.

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LA Q.OIS'r!ONE DEL SISTEMA

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DELL'ESERCITO IN I TALIA

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I tempi procellosi per la finanza fecero mettere da parte . ciò che per noi sarebbe stato il cornnamento dell'edificio, e davanti alla minaccia di soppres$ioni di cNpi d'armata e di rid,nioni di forze vive, il Ministero della guerra si dìede anima e corpo alla ricerca dei mezzi che fossero -i meno esiziali per otteÌ}ere economie. Nacque posi il progettò di modificazioni alla legge sullo ordinamento del regio esel'cito presentato dal ministro Pelloux alla Camera il 7 Jnglio 11893, progeuo che per le vicende parlamentari non ebbe corso, ma che fu poi quasi letteralmente applicato coi decreti-legge del ministro Mocenrii in data 6 novemb re 11894. In quel progetto, ed ora nel fatto , base sostanziale delle modifi cazioni si presentava la trasformazion e dei distretti, coonestata con buoni argomenti quale uti le riforma organicà ritenendosi 1la, talnni che i dist1·1~tti mal rispondess1~ro ai compiti loro affidati,, da altri 1Jropon1m,dosi la Loro totale soppt·essione colla conte1npo1·anw adozione cl'll .sistema di recliitaniento rngionafo (,I) . Noi · non sappiamo se in altre circostanze politico-finanziarie questo progetto sarebbe venuto innanzi e questa riforma· sarebbe stata at.Lnata; potremmo dire di non crederlo, perchè in linea tecnica nessuna impellente ragione la esigeva, dopo l'adozione del sistema misto. Comprendiamo però benissimo come dovesse riscuoter e molti su[ragi, a.vendo a propulsori gli inneggianti all'ordinamento regionale cui davano aiuto diretto o indiretto i fautori in genere delle economie. Ed anche no i, da ta la necessità IV\_.--; e l' urgenza di queste ultime, soprafatti dalla marea, pro bono pacis, la accettammo, persuasi in buona fede che se pure si dava più. faci le adito alla introduzi,me del regionalismo, si sarebbe tuttavia dovuto discorrere un pezzo prima che questo divenisse fatto compiuto. . / _,;, m,, ._ Accettammo ~d~nq~ie la trasformazione. d~i distretti e I'isti tuzjone . - · - dei nuovi depositi dei corpi, sebbene tali riforme non fossero gli . /r.,.11,·.,, 1 - . idoli del nostro cuore, e non ci interessamm.o guarì alla ricerca "'"'u~'""'' · della soluzione che si silrebbe prescelta per q,uanto riguarda il

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complet~mento degli e.liettivì di guerra, facendo buon viso anche a quella . ora adotlata, di assegnare cioè per ogni reggimento fanteria , un unico distretto di completamento fisso per sempre. Premeva a noi che il nuovo sistema non infirmasse il criterio del · reclutamento nazionale in tempo di pace, e questo è : anzi , siccome i distretti trasformai.i non sono più enti amministrativi , e non tengono più 'ruoli di classi in servizio, diviene con essi possibile allargarf.l anche di più quel criterio, assegnando a.cl ogni leva quanli distrnlli di recl utamrrnt.o si vogliano per ogni reggimento, senza che ciò sia causa di complir.azion i burocratiche ed -amministrative. Però il ministero può anche fare tutto il .contrario, ordinando ,,olta per volta che il reclutamento avvenga per ogni corpo da quell'unico distretto che gli è attribuito, e in tal ca5o si entrerebbe in pieno ord inamento regionale. Ammesso che cli quest'ultima faco ltà non si sia mai per usare, noi credi amo che la sistemazione di cose a cui si è giunti risponda appieno alle esigenze della nostra mobi litazione in qualsiasi ip_oresi di guerra. Non sapremmo infatti quali altri provvedimenti si potrebbero invocare, quali altre condizioni restino a desiderarsi . La semplicità è raggi unta coll'al1luenza direua dei rich iamati ai reggimen ti , os,,ia ai Ioro deposi ti, i qual i, se nella sede stessa del corpo , non devono pensare che all'equipaggiamento clegli uomini, se fon .. tani, devono altresì provvedere al loro invio a destinazione, fon gendo in questo ('.aso nè più nè 111eno come fungevano in passato i distretti a cui furono sostituiti. L'ordinP, e la regolarità delle operazioni di incorporamento, equipaggiamento, ecc ., degli uomini e dL distribuzioni in genere dei materiali sono avvantaggiati dal ' concorso imm~diato e diretto in tali -operazioni dagli enti stessi destinati a mob ilitarsi e da una migliore e più efficace distribuzione di lavoro fra le singole unità organiche ed amministrative ('I). La çelerità infin e degli. atti di cò,npletnmento e dei movimen ti 1 'di adunata è resa quanto più rapida possibile da un sensibile guadagno di tempo per più corti tragitti degli uomini nelle chiamare e dal minore sbocconcellamento in reparti e drappelli con cui avvengono i lrasporti.

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- (I) Relaiione del Mini,tro rroponen te.

(l) Qu·e~to però per i soli corpi e re1larti che hanno il cl eposito o il magazzino di mobili tazione nel sito stesso di gua l'oigi_one.

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Inoltre. le misure adottate conducono ad un altro risultato, il quale senza costituire una condizione snperlativa come danno ad intendere i propugnatori dell'ordinamento regionale, ha parò il suo buono. Nella esposizione teorica delle differenze che offrono i a·ue sistemi, si suole accennare ad una certa rigidiUt die quello nazionale presenta ai con tro all'altro, ritenuto più elastico, più facilmente pieghevole all'applicazione di metodi diversi rispondenti a diverse esigenze, mentre il primo non ammette in generale altro che una soluzione delle diverse quistioni in cui s' _imbatte ('I). Questo concetto, che è p!)i una sempliée affermazione, tradJtto in moneta spicciola, si riduce a questo. Col sistema regionale puro, indetta la mobilitazione, si effettua subito ìl co'1ppletarnento de.gli effettivi, e siccome questa ,operazione avviene relativamente assai presto e contemporaneamente per Wtto l'esercito, l'intero esercilo si trova così in grado di muovere a beneplacito per uno qualunque dei quattro punti cardinali, cambiando magar-i di direzione dopo avere incominciato il movimento. Ecco l'elasticità del sistema che permette le soluzioni più improvvi:;e ed estemporanee! Col sistema nazionale invece (e l'esempio di solito si concreta nel caso particolare dell'Italia) il completamento degli eiTetLivi di ~uet'l'a richiede un Lempo lunghissimo; se si dovesse aspell.are ad iniziare i movimenLi di adunata gli arriverebbe chi sa quando. Occorre quindi cominciare tali movimenti fin dal principio, avviando alla frontiera sul -piede di pace i reggimenti che saranno poi là raggiunti dai complementi. E questo non è neppure un male perchè consente l'utilizzazione delle ferrovie fin d;t quelle prime 24- o .i-8 ore in cui i reocrimenti del sistema re~ionale devono forzatamente renn . v stare ancora nelle loro guarnigioni per mobilitarsi. Senonchè, una volta iniziato in tal maniera. il concentramento verso uno dei punti cardinali, non è più .pos~ibi le ricredersi e .cambiare pr?gram.ma. Ecco la pericolosa rigidità del sistema I Lettor benigno, lo vedi Pèsercito germanico che str1 per avviarsi o è già avviato alla fron• tiera francese e che, attratto improvvisamente da strepito di Marte sulla Vistola o sull'alta Elba, si volge ad un tratto ad affrontare la

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' DELL'ESERCITO IN ITALIA

LA QUJSTIONE DEL SISTEMA D'ORDINAMENTO

(l) D. G1:rnn1N1. - lt criterio regioMle, ecc.

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Russia o l'Austria? e viceversa la vedi questa povera Italia che, tmbavagliata nei movimenti di radunata nord-ovest, non ha più modo di districarsene davanti ad un' imprevisla aggressione dalla frontiera nord-ec;L? Francamente, con simili rag;onamenti..... non si ragiona. Comunque sia, fra gli avversari dell'ordinamento nazionale qualcuno v' ha che fa plauso agli adotlati provvedimenti per quanto riguarda questo guaio, compiacendosi che si fosse già usciti fuori dal pelago alla riva anche colla semplice mutazione del ;1892. L'autore, p. es., del Criterio regionale nell'ordinamento dl'll'esercito, a qnesto proposito dice: « Se vorremo, o dovremo, potremo « completare le unità grand i e piccole dove ci piacerà, o con« verrà, o tulle nella zona di radunata, o tulle nei territori delle « lol'O sedi ordinarie, o parte qui o parte là: ci siamo fìnalmente « tol ta di dosgo la ca1nicia di Nesso, che non ci lasciarn libertà é di muoverci secondo che le circostanze consigliavano o i1~po« nevano: non siamo più tormenll)samente distesi sul letto di Pro« custe di un sistema rigido, tutto d' un pezzo, dottrinariamente «·assoluto >. A pa!'le la rettorica , noi pure sottoscriviamo a questa conclusione; ma i novatori non sono ancora contenti e si domandano: la mobilitazione col sistema misto e col regionale, è pro,prio la stessa cosa? il sistema si:hiettamenle regionnle non può ,darci l'utile di qualche pregio suo che il misto non abbia, e to. glierci il danno di qualche difetto del misto? Alle quali inchieste rispondono col ribàdire i beo noti argomenti a favore del regionalismo, quali il prontissimo accorrere dei riservisti alle bandiere, per il fatto che il reggimento è proprio sulla soglia di casa loro, l'essere la caserma luogo già conosciuto e pratic'ato, il sapere ciascuno dove andare e cosa fare senzèl. bisogno di chi lo indi, chi, ecc., per concludere che sempre e dappertutto le operazioni iniziali della mobilitazione coli' ordinamento regionale saranno assai più spiccie e ordinate . . C'è chi crede di aver dati così positivi alla mano da poter calr ·colare i giorni e le ore necessarie alla mobilitazione dei vari eserciti, per· sostenere che l'Italia sarà l'ultima a scen·del'e in campo. Confessiamo che quand'.1nche vera una lai co,a, ci commoverebbe soltanlo mediocremente, e questo per la ragione che, sebbene la


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DELL'ESERC ITO IN ITALIA

LA QU1ST!ONE DEL S!ST.1!:MA o'O,RDJNAMENTO

celerità di mobìlilaziooe s i ~ essenziale fattore per il conse. c•uente più utile impiego delle truppe, non racchiude però in sè · la chiave del successo ; e in questo concetto abbiamo consenz;dnte l'autore del Criterio r1~gionale, che lo ribadisce anche_ col. r~centissimo suo scritto : Le ragioni dell' ordiname'nto nazionale.- Sappiamo anche noi quanto imporli l'esser pronti .e prevenire il n~~ mico; ma il nemico va sopratutto prevenuto 111 campo , ed a c10 occorre quel!' ardita inizialiva strategica che dipende non tanto dalla celeri tà de"li apparecchi materiali , quanlo dal modo con • e) cui sa6L stata condotta tutta l'opera di preparazione morale e po· litica alla gueri·a e dal gen io del conducenle supremo. Perchè, se, malgrado la pronta mobil itazione, avremo l'ingenuità di no~ voler parere provocatori o di mandare il cartello dì s(ìda al nemico dichiarando che le ostilità cominceranno, p. es ., dopo 8 giorni dall'ora tale. come si fece nel 1866, o se ce ne staremo inattivi· nella zona di radun~ta, tentennanti sul da farsi, aspettando consigl i dagli eventì, sarà un po' diilicile e;he la vittoria si lasci ago-iotrare al nostro carro. Non sono adunque per noi nè 2,, nè 8,• <? V • ,. . • nè 4 giorni di r itardo (dato che ritardo.vi sm rnpello a1 nostri probabili avversari, rziwcl est demonstrandttm), che ci torrao fede nel successo delle nostre armi .· E del resto, ammesso anche tale ri tardo cerziorato dai calcoli di tavolino per la completa mobilitazione di tutto l'esercito, occorre forse a noi d'aver tolto l'esercito alla mano per una valida difesa attiva ed anche per una riwluta oITensiva di là dalle Alpi~ No certamente. « Il ma ssiccio « alpi no non si presta a grandi spieg__amenti; ne avvi.ene che, oltre « certi limiti , la forza vi diventa un impaccio, non foss'a ltro per . « )e preoccupazioni del mantenimento, difficile nella povertà dei « luoghi .. Un'olfensiva attraverso le Alpi esige sicurezza di' sbocco « nel versante opposto prima d'essere iniziata a massa, epperò " esige che il più celeramente possibìle s'invada il territorio ne« mico per non lasciar tempo all'avversario di accorrere ed affor« zarsi . Poca forza che prevenga il nemico alle posizioni di sbocco « e saldamen te, per la forza dei luoghi, le oc1~upi, ottiene colla « celerità della mossa un risultato ~he forse non si otterrebbe più « tardi agendo a massa, se la montagna lo consentisse. Per ciò per « noi più elle l'aver presto tutto l'esercito operante alla frontiera

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« è necessario l'avervi prestissimo una discreta parLe di &sso ». ~uesto ~?ncetlo del già citato autore del Crite1·io regionale è la difesa prn eloquente del nostro sistema. Lasciamo da parte se sia possibile preveni re il nemico alle posizioni di sbocco; gli sbarramen,ti elevati sulle creste e sui due versanti alpini, fanno sì che I' impresa resterà probabilmente allo stato di pio desiderio , e questa c~ndizione è reciproca per i due avversari. Ma se per le gi{1stiss1me considerazioni sopra espresse e sopratutto per l' esistenza dei fortilizi (che hanno appunto per iscopo d'impedire l'avanzata al n_emico almeno fino a crnando le proprie grandi masse siano pronte), c1 basterà avere da principio dispon ibile una parte soltanto dell'esercito, questa condizione è col ,:iostro sistema perfeuamente adempiuta ; onde possiamo dormire i nostri sonni tranquilli . E qui poniamo fine a quesLa prima paite. del nostro studio, parendoci di avere assodnto come nell'assello presente dell'ordi~amento mil itare italiano nessuna preoccupazione si possa nutrire intorno al problema del la mobil itazione in qnanto valga ad i1ssi curarci la più prontn impiegahilitò delle forze necessarie a vigorosamente operare. Nulja quindi abbi:1mo sotto questo riguardo d_a invidiar: o chiedere agli altri, salvo quella stab ilità, quel la· sicurezza d1 noi stessi e quella fede di cui pur troppo difettiamo e che sono tanto necessarie ad assodare le istitnzion i e ad accrescere il prestigio . (}rave torto è il nost1:o di cercare con tinui . rimedi anche davanti a mali immaginari, simi li in ciò a quella inferma di Dnnte : che non puì:i trovar posa in su le piume e còn dar volta suo dolore scherma.

III.

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Per fel ice innesto sul piccolo ma vii;:oroso e promeuente tronco <lell'esercito piemontese nacque nel ·I859 l'eserci to italiano, il quale (possi amo dirlo con ~·ivo compiacimento) crebbe in breve -0rdinatissi mo, discipl irrnto e valoroso. Modellato sulle forme organiche di qtiello, erede delle sue maschie virtù e delle sue e)1110• • r10se tradizioni, il nuovo esercito parve tosto a Lutto il paese e fu in effetto il mezzo più acconcio ed elìicace di nazionalizzazione

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LA ~uis·rJONE ·DEL SISTEMA D'ORDINAMENTO 918 deali italiani. di edLtcazione morale e militare, di fusione dei c~~ri e dell~ menti nel grande conceLto dell'unità della patria. Nessuno allora avrebbe osato invocare altra forma d'or(linamer.to che nazionale non fosse, convinti tutti, non solamente per istintiva vocar.ione, ma altresì per l'esempio e l'esperienza di un .doloroso ancor recenLe passato , che solo in tal maniera la nostra milizia sarebbe andata ogni d1 più acquistando quella omogeneità. che è necessaria a saldo esercito. Qn<'l li fosse ro le speranze d'allora, quali i convincimenti ed i propositi che gli organizzatori delle nostre forze mil itnri, dei nostri uomini di Stato e di quanti nel!' esercito auspica vano la fortuna, salute e grandezza dell'I talia risorta, ce lo diceva eloquentemente nn valoroso soldato e scrittore, salito poi ai più alli gradi. e che oggi ;n onorato riposo,· seguita coi forti studi e coi doni scri tti ad illustrare la palrift e l' esercito. ·Ecco ciò che egli dettava nel ,(863 e pubblicava nel

1869 (•I):

1

« Non v' è certo paese ove possano vede'rsi più· meravigliosi « effetti della. educazion e che dà la milizia_di q..·-uel li che vediamo

~ noi, ove in sostanza la mi llzia sodcli:·,fi più che tra noi a quel « grande compito sociali~ che le incombe, ci'essere cioè ad un tempo ,« istrnmento di potenza e cli civiltà nello Stat,o. Perché le nostre « cure non si restringono a sviluppare nel soldato la robustezza « e l'aailiti1 delle membra. e addestra.rio alle an ni , a piegare « l'animo alle militari discipline, a suscitarn e l'amor patrio e « darle i primi mcli menti <lei sapere volgare; ma .intendono al« tresì a dirozzare il suo cuore, a info ndervi l'amore della. patria « e il sentimento della dignità del nome italiano; ad inizia.rio alla « vita civile, ad · a;;suefarlo al rispetto delle autorità e delle le1gi, « a prepararlo insomma al saggio uso delle libertà cittadine. In « nessun paese la mil izia può vantar5i di fare opera maggiore di « quella che oggi fa in Italia. · · ,< Potenti aiuti alla edaca.zione morale e patriottica sono per « no i il mandare i coscritti di una provincia ai corpi stanziati in «·un'altra, e i frequenti mutamenti dei presidi da un capo al~

(I) CA nLo Coa.:;1. - Oe! carattere delle milizi e italiane. -

t869.

;\'uova Antoloyia, maggio

DELL'ESERCITO 1N ITALIA

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« l'altrò d'Italia. Per tal modo i nostei soldati vengono in breve « tempo a conoscere la loro gran patria nnzionale megl io che non « la conoscano parecchi di coloro stessi che ne regolano le sorti·. « Così molti pregiudizi cadono, molte idee storte si raddrizzano: « il piemontese e il lombardo veggono che i loro fratelli del « mezzogiorno hanno preziose qualità ; il toscano si persuade ·che « la ci vii tà non è tnlla. sulle sponde dell'Arno ; il napoletano e « il sici liano imparano il secolo decimonono a I<'irenze, a. Genova, « a Milano, a Torino, e capiscono che non fù bisogno di pane « quel sen timento che trasse gli altri italiani a redimerli dalla « servitù bor~onica. Il giovane abruzzese, pugliese e calabrese, « venuto alle bandiere rozzo e inculto, come un vassallo o un « servo del secolo decimosettimo, tornerà al suo casolare con quel « cumulo d'idee, di desideri, di bisogni e di abitudini, che è il « portato della odierna civiltà, e sarà un aposto lo e un artefice ·« di progresso civile in mezzo ai suoi atton iti compagni. E il « campagnuolo della Lombardia e del Piemonte reduce dalle Ca« labrie e dalla Sicì lia, posate le armi, insegnerà a.i suoi fami« gliari, · a.i compagni, ai figl i che la. patria si estende ben oltre < il Ticino ed il Po e· che la libertà congiunta all'ordine cioè . 1 « all'osservanza delle leggi , non è nome. vano, ma efficacissimo « fomite di incivil imento. >> A raggiungere così nobili intenti; a far salda massa delle nostre . forze, massa che non si sciolga. per mutar di fortune, l'egregio scrittore invocava, come validi e sicuri argomenti fra altri, fusione perfetta degli elementi diversi della nostra milizia, buoni quadri e tempo. E della fnsione avemmo finora, in poco più di 30 anni, ottimi, insperati gli effetti, nulla essendovi di più manifesto del benefico influsso intellettuale e morale prodotto su tutti quelli che fece ro il soldato dall'ampliamento di vita sociale e dallo scambio dei contratti loro procurato dal servizio militare. Il qual risultato sarebbe stato, se non proprio nullo, assai manchevole in qualsiasi altra forma d'ordinamento che non fÒs se n:!zionale e non ·favo risse i lunghi viaggi attaverso la penisola e i frequenti cambi di sede dei corpi. Nè i buoni quadri hanno fatto difetto, se si r.onsidera l'azione loro speci;dmente nel campo educativo della italianizzazione della


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1

LA QU1STIONE DEL SISTEMA D 01tDINAM.ENTO

grande massa di rozzi incolti elementi forniti dal paese, senza alcuna idea di patrin, di bandiera, di spirito militare. Ai nostri quadri nei 30 anni decorsi saranno talvolta mancali alcuni pregi d'indole professionale , che forse meglio rifulgono in altri eserciti più provali, ma non son o certamente mancale le qualiHt necessarie a trrisfondere nell'animo del soldato l'entusiasmo patriottico e il senti mento nazionale unitario . La loro opera però in questo senso sarebbe sLala impossib ile, o quanto meno contrastala da gravi dillicoltà, con un ordinamento di carattere regionale. Quant.o nl tempo, tutto ciò che era umanamente possibile in 30 o 35 anni si è fallo e con copiosi frutti . i'\fa cosa sono mai 30 anni nella vita di un popolo ? e di un popolo risorto pur ieri? Ben altro ci vuole che il lusso di una generazione per daro piena efficace coscienza di sè ad un paese come l'Italia, dove tutLi, si, souo ital ian i, « perchè nati tra le Alpi, il Tirreno e l'Adriatico « e parlanti i~alico linguaggio, ma pur diversi tanto per prime « origin i, temperamento, carattere, costumi, memori e e perfino « a.:;peLto e favella I Per riconoscerli una genLe so la fa duopo ri« correre ai tempi dell'antica romana poss:inza, 4uandoi Grecì, « Sanniti. ecc., furono battezzati ital iani co l sangue e col fuoco, « appoggiarsi sul!e larghe ragioni della topografia e della etno« gr:ifìa, rammentare i voti concordi, le consenzienti congiure e « la costante comunanza degli sforzi e dei sacrifici degl i animi l< pi(i nobili e dei più ciliari ingegni nel solo nome d'Italia, tanLe « volte rin novati e tanto tem po durati mentre Italia fu divisa e « serva n-uardare ai grandi interessi del commercio , dell'agriv « coltura, della civiltà ben olLre la sfera intricala dai Lauti in« teressi delle persone e dei piccoli consorzi e scbiuder l'anima « a quei generosi sensi di liberi.il, di potenza e di gloria che · « non si adattano a piccolo Stato. In queste memorie, in queste « idee, in questi sensi stanno appnnto le ragioni sacrosante della « nostra nazionalità; ma q neste memorie, queste idee, questi « ;;ensi troppo soverchiano la portata délle menti e degli animi « volgari, pei quali il tempo sta nei confini dell'ieri e del do« mani e il mondo nel girone del comune e della pro vincia ('I). » '

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c. Co11s1.

DELL'ESERCIT O IN ITAL1A.

921 Se tutto queslo è vero, come non pare dubbio , è alla reintegrazione del pensiero italiano che ancb e oggi conviene intenclere; e lo Stato, cui spel.lano tanti do veri nell'opera di consolidamento nazionale, deve per tale intento ·usufruire di tulle le Porze che sono a sua disposizione, fra le quali primissima è l'esercit-0. L'eserci!o, per i grandi interessi che rappresenta, per la qnantitil di nomini che accomuna, per le di~cipline onde è rei.lo, le• • c1uali, meglio assn i ch e nélle scuo le e nei:rfi altri oraa• • . ~ ù n,sm, CIVIii, agevolano la diffusione delle idee e portano a risultati , sicuri, potrit r iuscire tanto più efficacemen te nito scopo, quanto meglio la sua forma costitutiva e il suo modo d'essere tenderanno a favorirlo. Ora, « un esercito levato nazionalmente mesco la uo« mini di paesi diversi, e cosi mette a cont.ltto interessi, tea« denze, sentinienti disformi: ne avviene cl1e in teressi, tendenze « e sentimenti si elidono nella massima parte foro e oe risulta « un organ,ismo nuovo, :;taticamente equil ibrato. epperò obhe« diente ad ogni impulso da chi lo guida. Pel recìutamento na« zi.on~le il ~ot~re centrale può levar uom ini anche nelle pro« vinc,e a tu, nl.Jelli, o restie, senza pericoli di dar armi alla « ribellione: quegli elementi che riuniti fra di loro cosLitnirebbero « un pericolo permanente ed immanente allo Stato, dispersi nello « spazio e t.ra altri elementi superi ori per onmero , diversi per « ?arattere, perdono ogni loro forza co me le cannucce dopo sciol to « rl fascio, nella favo la. Invece gli stessi clemen ti legati in altri (( fasci danno forza a questi , volenti o nolenti. È il caso della « Germania odierna che ha reclutamento regionale e non ostante « sparpaglia nei suoi CO l' pi d'armai.a le reclu te levate nei paesi « della nuovissima. sua conquista . Ragioni di varia indole fau no « gli abitanti di una provincia più inclin i ed atti alle armi che « non quelli di un'altra provincia; il reclutamento nazionale'con« sente di tener conto di questo di,,er'So genio od allìtudine: è « una superiorità sua sul regioll'ale (I). >> L~ giustezza di questi concetti , già. così chiara e ·inoppugnata per 11 pass:>Lo, è dalla nuova scuola regionalista, non solo posta · (! ) D. G1:1mnr!'i1. -

- Del CCl1'altere delle mi lizie itali(!ne.

braio l.89L

Il &istema di ,·ecl11tamt11/o ·

Rivista mi!ilat·e italiana. fch-


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DELL'ESERCI1'0 IN ITALIA

LA CtUIS1'I0NE DEC, SISTEMA D'ORD INAMENTO

in dubbio, ma condannata, a cominciare dall'autore stesso dello squarcio ora citato. Il quale, dicendo gli eserciti d'oggi diversi assai da quelli di ieri, ritiene le cose siflattamente mutate da non lasciare più alcuna p reminenza al reclutamento nazionale sul regionale. Ora, gli eserciti sono mutati, è vero, , e di molJo, ndle forme esterne, negli organismi, nei mezzi di offesa e difesa ;· diverso è lo spirito che li anima, diverso il loro valore intrinseco; ma non è mutato l'elemento uomo che li compone, il quale permane ancora oggi coi suoi istinti, colle sue passioni, coi suoi mezzi fìsici e morali, come ai tempi di Saul, di Cesare e dL Carlo VII . Epperò se raziorn1le e necessaria è l'applìcazione di nuovi criteri e di nuovi metodi a qnelle parti degli ordini militari che si risentono delle innovazioni e dei progressi dei tempi, inefficace non solo ma dannoso sarebbe estendere la stessa norma al campo morale, in cui da Adamo in poi so no sempre le stesse molle che fanno agire l'uomo, singolarmente e collettivamente considerato. Data la bontà dei concetti surriferiti a proposito cli sistemi d'ordinamento, nessumi ragione di spazio o di tempo vale a infirmarla. E se ieri, o .ai tempi di Saul, era , vero che il reclutamento nazionale fosse da preferirsi per tenere insieme soldati di varia indole, di varie tendenze e di sentimenti disfu rmi, ciò deve essere parimente vero anche oggi là dove si verifichino queste disformità. È il caso dell'Italia nostra, diversissima in ciò dalla Germania e da allri paesi, dove il reclutamento regionale trova tutte le condizioni necessarie alla sua prosperità, · mentre in Italia non ne troverebbe alcuna. Il popolo tedesco co-stituisce un tutto omogeneo, anzi uniforme; sono sue doti la calma, la riflessione, il senso pratico . .la disciplinatezza, la tenacia dei propositi: un tedesc,) della Vestfalia presenta le stesse caratteristiche, lo stesso tipo fisico e morale di uno di Pomerania. L'arte tedesca, la filosofìa tedesca, il genio tedesco hanno manifestazioni unitarie; I nè le divergenze di religione creano separazioni di sentimenti e di intenti, perchè ivi tutti sono sinceramente credenti. Siamo noi in condizioni non diremo uguali, ma che si avvicinino in qualche modo a queste? No, davvero. Quali disuguaglianze infatti Italiani e Italiani I Che diversità di coltura, di gusti, di costumi, di modo di vedere, cli attitudini I C'è forse una fi-

fra

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Josofia italiana? Ci spno filosofi i!)signi, Giascuno dei quali . ~.a metodi· e sjstemi suoi propri; non c'è una scuola filosofica rn+zi,onale. L'Italia· vanta dei secòli di splendida letteratura, ma I.a !Jngu,a italiana è lingua scritta. e non parlata, tuttora ignorata dai quauro quinti · degli Italiani, che nella g1:nnde varietà dei loro dialetti Òffrono. la prova più evidente del loro disfornie m'odo di pensare ~ , di agire e della necessitit che essi vengano accomunati con tutti i mezzi adope1:abili. E in fatto d'arte cosa o?serviamo '? La s·cuola lombarda, la scuola veneta, quella bolognese, quella toscana, la romana, la napoletana, ecc:, espressioni multiforme del genìo delle nostre popolazioni: si cercherebbe invano una scuola ' italiana. Di religione non è neppure il caso di parlarne: malgrado l'unità cattolica, i veri credenti in Italia si contano 5ulle dita. Dato questo stato di cose, che noi, intendiamoci bene, reputiamo tutt'altro che -sf~tvorevole e che anzi sotto certi riguardi è una vera fortuna per il nostro paese, l'ordinamento nazionale dell'esercito è il solo rispondente ai nostri bisogni e ai nostri interessi. Epperò noi non potremmo condividere neppure l'opinione di quei nostri aderenti, che si limitano ad invocare il mantenimento del sistema in atto , fino a tanto che il paese diventi suscettivo della riforma regionale, da essi con;iderata come un ideale ; di là da venire. Tanto meno possiamo accogliere le opinioni in materia dei novatori, le quali per quanto rispettabili, si risolvono in generale tn semplici affermazioni od apprezzamenti personali cli molto valore, è_ vero, ma anche assai. discutibili. L'autore per esempio del :/Jin.novamento !nilitare in Italia ci dice: « La tendenza verso questa « soluzione (il sistema regionale) è palese ed irresistibile presso « di. noi, come in tutti i paesi, che ancora non hanno, adottato « il sistema territoriale; e se una buona volta un Ministro della « guerra si decidesse ad adottarlo 'da noi, si raggiungerebbe una .•« tal somma di vantaggi materiali e morali, da sorpass:,re di gran <t I-unga i pochi svantaggi politici e disciplinari, che hanno finora « fatto rinum;iare all'unico ordinamento militare, nel quale si in« tegrino in maggior quantitit quei vantaggi di coesione, di ist1'. u- . << ziooe, di mobilitabilità e di tornaco;1to finanziario, che rendono << un ordinamento miliLare sovra tutto eccellente. Questa è cosa r

61. -

ANNO XLI.


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LA QUJ STIONE DEL SISTEMA n'.onDINAMENTO

« risaputa e non occorre qui dimostrarla. » Per. vero di re a noi non parrebbe superflua la denegata dimostrazione di tan te belle cose; ma a parte ciò, confessiamo di non esserci in passato mai accorti dell'i1:resistibile tendenza presso di noi alla riforma regionale e di non accorgercene neppure ora, malgrado,., l'art:ficiale agit,~zione con cui· si cerca in Lutti i modi di farla prevalere. Il recenti ssimo voto della Camera è del resto una luminosa prova del contrario. Quanto ai decanta li van taggi, già si è visto a che si riduca quello della maggiore mobiliLabilità e si vedrà poi in che consista il tornaconto finan ziario; discorriamo intanto brevemente dei creduti maggiori vantaggi d'ordine morale. Prima di tali vantaggi, secondo i fau tori del sistema è quello di rendere il servizio militare più accello e meno gravoso alla popolazione , T,J erchè, dicono essi, è molto meglio fare il soldato sulla soglia del domestico focolare che a 500 o a 11000 chi lometri di distanza, e perchè stando nella propria terra natale si segui t.a a vivere fra parenti e c,rnoscenti, i quali, testimoni assidui della condotta dei giovani soldati , servono loro non solo di freno al mal fare ma di inci tamen lo a distinguersi per buona condotta e progresso nelle istruzioni. « Dalla vicinanza poi e dallo scambio << continuo di rapporti tra fami gl ia e reggimento questi dùe ele< men li si confondono nello scopo comune.di dare buoni ci ttadini « alla patria. » Di contro a questo, com'è diverso e desolante il quadro presentato dall'ordinamento nazionale! « Giunto al reggimento il « nostro soldato, a meno di pochi conterranei non sempre da lui « conosciuti, si trova fra gente nuova, in mezzo ad una ci ttadi« nanza di consuetudini e spesso di un modo di esprimersi che « egli non comprende e dalla quale si tiene estraneo. In mezzo <.: a questa cittadinanza egli ~a di dover rimanere non meno del <( tempo necessario al compimento del suo primo arino di istru<< zione, prima che gl i sia dato di rivedere !a sua famiglia. a « meno che la piil grave delle sciagure non lo colpisca, la morte << del padre o della madre (·I). Alla famiglia non r imane che l'at(I) L'autore dello scritto da cui ò tolto questo brano motte a questo punto la seguente nota: bw·ante ii primo corso d'Istruzione non può il nostro soldato godere d i alcuna Ucen1:a, se non è motivata dalla morte ctet padre o delta madre. Osserviamo cho il primo corso d'istruzione dura da s :i i2 settimane, no n alt,·o. Del resto il nostro soldato pu6 sempre avere piccolll licenze noo a i5 giorni oltre i giorni di viaggio.

DELL'ESERCITO 1N lTALlA

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« tesa del ritorno e la vista- del deserto e malinconico distretto < dal quale Io vide partire un ·giorno per la sua lontana guar-

« nigione (1) . » Se qaanto sopra è detto fosse vero, ossia se vere fossero le conseguenze dolorose c~e dal sopraòdetto si vogliono far scaturire, sareb l,e proprio il caso di adottare fino da ogg i il sistema regionale per non sentire nemmeno più a discorrere di quello nazionaJe. )Ja , per la buona pace dei letLori, il demonio non è poi còsì brullo come lo si dipinge. Ed anzitul.to, come si può mai asseri re che si faccia meglio il so ldato a casa propria che al· .trove? Chi si è mai accorto d' un fatto sim.ile ? A questa streguà . il nostro esercito, così come f'u nei decorsi :J6 anni, dovrebbe essere r iuscito meno buono di quello che sarebbe stato coll'ordinamento regionnle . E dire che noi sinmo convinti proprio del contrario! Inoltre. chi dice che la vicinanza dei parenti sia un a garanzia per la buona condolla del ~oldato? noi incl iniamo piuttosto a crederla in molti casi un imbarazzo per il regolare andamento disciplinare, e di questa opinione ci sembra anche., l'autore del llinnotJamento milit1ire. Ad ogni modo, per poter dire una ta l cosa, converrebbe dimostrare che nel sistema nazionale avvengano speciali mancanze dovute al fa tto dell'allont.anament.o dei soldati dalle loro cnse. Saremo grati ai regional isti se vorranno procurarci una statistica che illustri questo punto . Circa il grava!Ile cagionato dal dovere i poveri coscritti abbandonare le madri piangenti e recarsi in terre estranee, ci consentano i nostri oppositori che noi non abbiamo a vederci i I male r.he vedono loro . Sempre di sposti a mollo concedere in argomen ti di cuore, di domestici a1Tetti e di legami di famigl ia, non crediamo però che l'esercito debba educarsi con metodi che sarebbero tutt'al più tollerabili per la guardia nazionale, e davvero non sappiamo quanto sia per giovare allo sp)rito militare del paese il proclamare mal fatto mandare le reclute in una regione d' ltalia diversa da quella di loro origine. Ma come? si gricla da tutti che l'esercito deve essere fatto per la guerra, e ch i grida di più in questo senso

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Y. - Esercito 1wzionole ccl economico. - Nuova antologia, I dicemb re IS94.


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DELL'ESERCITO JN ITA.L JA

scino appunto i novatori (i quali non vorrebbero il sistema misto perchè ci dà le unità composte in guerra diversamente che in pace) e poi faremo in modo che il soldato alle armi non debba mai perdere di vista il campanile del villaggio, affinchè non prenda in ·uggia il servizio militare? Ma, e chi dice che il serviz.io militare, lontani di casa propria, riesca così -pesante ed ostico, da indurci anche per quest9 alla Ì·iforma regionale? Possibile che la nostra cecità sia stata tale finora da non farci scorgere questo guaio, e da lasciarci anzi credere p1:oprio il contrario? Perchè noi riteniamo che ad educai·e e istruire militarmente e civilmente il nostro soldato occorra scuoterlo anzitullo da quel tor·pore in che di solito, colle abitudini da seminario, prevalenti nel nostro popolo, vivono i giovani in famiglia, infondergli salutari desideri di novità, spostarlo da uno ad altro ambiente, tenerlo mobilitato fin dal tempo di pace, dargli insomma per quanto possibile un'idea pratica delle e.,igenze della vera vita mìlitare e ·della guerra. Che questo si ottenga e che da questo derivino al nostro soldato non pochi be. nelìci fisici, intellettuali e morali, ce lo dice abbastanza la breve storia della nostra milizia, essendosi fatti in soli 30 ann,, sotto questo rispetlo, mercè il nostro sistema di avvicendamento dea li uo·mini alle bandiere, incredibili progressi. Nei quali noi crediamo non vi sia soldato congedato che non professi la maggior gr;atitudine, come non v' ha soldato che non serbi altresì il pi1:1 soddisfacente ricordo della giocondità e serenità di vita del reggimento italiano, il qual~ non ha proprio nulla da invidiare al reggimento tedesco, malgrado la con traria sentenza dell'egregio autore del!'Esercito economico e naz ionale~ Altro dei vantaggi attribuiti all'ordinamento regionale consiste nella maggior forza di coesione e . compattezza ~he acquistano ·i singoli reggimenti per effetto del loro modo di composizione e nei maggiori legami materiali e morali che vengono naturalmente a stabilirsi fra il reggimento di 1° linea e il corrispondente di .2•, con che si genera un benefico spirito di reciproca solidarietà ed emulazione. Succede così che « la maggior parte degli abitanti « ha servito di padre in figlio nello stesso reggimento e fa ora « parte della sua riserva o della sua landwehr. Tutti quindi sono « portati a prendere interesse a, quello che ·essi dicono il loro I

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·« reggimento, e a venirgli in aiuto in ogni circostanza. La mag« gior parte della truppa, e spessissimo i tenenti, sono ,del terri..: « torio della città.; indossando l'uniforme:: non ruppero nessuno « dei legami che ve li uniscono, no~ rinunciarono a nessun in:'~ :(eresse che ve li rendono affezionati (·1). >> E tutto questo è vero; ma non vuol dire che in un eserc,ito costituito dilierentemente, appunto perchè manchevole delle condizioni di base richieste per una logica applicazione del reclntamento regionale, debbano verificarsi gli inconven ienti opposli ai surriferiti vantaggi. Ì quali non ci paiono ad ogni modo di natura tale da deèiderci , per sé stessi a cambiare sistema, anche perchè abbiamo una mediocre fiducia che nel nostro paese si potrebbero realizzare interi cor,ne in_ Germania. Prendiamo 3.tto intanto di una cosa, vale a dire. che, secondo l'autore del brano testè citato: un pregio del ,sistema sta nell'avere ne, corpi molti ulTiciali della città e del territorio; il che è invece ripudiato da àltri, i quali pongono a condizì~ne sine. qua non della· invocata riforma il mantenimento dei quadri nazionali; è taluno arriva perflno a proclamare il bando as-soluto dai eorpi regionali degli ufficiali nati e cresciuti nelle località di reclutamento dei corpi stessi (2). Ma di altre preroga~ive ancora si abb,ella l'ordinamento regio. nale. Con soldati di una medesima terra, di carattere, di gusti , di costumi uniformi, parlanti un medP,simo linguaggio, più age. vole, più sollecita, piLL proficua riesce l'ope,ra dell'educatore; mi. llOl'Ì difficoltà si incontrano nel!' impartire le varie ìstrnzioni, più facile si spiega l'azione disciplinare,. avendo da fare con gente, direpio così, di una medesima. pasta. Ilisponcliamo. Tutto questo sta' bene, sempre però in quel!' esercito che offra le accennate condizioni uniformemente in tutta. la massa ; ma ,e noi costituiamo i corpi regionali in un paese che presenti notev9li differenze fra gente e gente, l'opera dell'educatore sarà'l'acile là doye la popolazione è intelligente, docile, animala 'da buoni sentimenti, in una parola, più progredita intellettualmente e moralmente : non sarà ·certo lo stesso là dove si abbiano opposte (i) Y. - Esercito nrLzionale e,t economico. (2) Q, GuEnrt1N1. - Esercito del 27 ottobre t895.


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DELL'ESERCITO I N ITALIA

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condizioni. E in Lai caso, poveri quegli educalori che si trovassero all_e prese con soldati torpidi di corpo, o tardi di mente, o riollosi , o meno pieghevoli, o peggio! Abbiamo provincie in Italia le quali pi ù che contadini e braccianti alla leva non dànno, con un grado d' istruzione limitatissimo : cosliluite reggimenti con simili elemen_ti e poi diteci, di grazia, in qual modo , p. es . , provvederete ai graduati di truppa. E qui cade acconcio di rilevare come un grande beneficio della composizione nazionale dei corpi , sia la diffusione della lingua, operala, non tanto dagli ed ncatori , quan to dai compagni l'ra loro nel contin ualo co11tàuo della vita quotidiana, di giorno e di notte, in quartiere e al passeggio, durante i servizi e in mezzo ai passatempi. Fu in questo modo che a tutt'oggi alcuni milioni d' italiani hanno imparato a p:il'lare itali1rno, il che non sarebbe certamente avvenuto, p. es. , pei ,aldostani , se, cb iusi nella loro valle in un reggimento locale, non avessero avnlo occas ione di doversi esprimere altrimen ti che nel loro patois fr:i ncese, salvo quel po' di itali:ino che avrebbero potuto apprendere, chi sa con quali stenti, dalla sola parola degli ufficiali. Lo slesso dicasi degli italiani di tante altre regioni, che, non co noscendo altro che i loro dial~tti , passano la vi ta al tullo digiuni di qualsiasi rudimento della madre lingua. Ma qui salterà qualcun o dei nostri avversari biasimare l'idea che nell 'eserc iLo si debba far altro che imparare gli e'Sercizi per la guerra, trovando strano che ufficiali e graduai.i di truppa abbiano a convertirsi in pedagoghi per insegnare a leggere, mentre poi nell e scuole si richiede dai maestri la ginnastica o il tiro a segno. Ogn uno faccia il mestiere proprio (11). E noi ci associamo pienamente a que~t.o concet.Lo, avendo un mediocre entusiasmo per certe istituzion i che hanno per effello sicuro di accrescere i ca richi del bilancio, senza poter dare quel corrispeltivo che qualcun•l si ripromeLLe. Per parte TJO!;Lra, noi reclamiamo che il soldatn non debba essere trattenuto alle armi neppure un giorno di più dello stretto necessario per renderlo atto nlla guerra, e vogliamo che i metodi educativi militari siano i più razional i, pra-

O) D. Guv.nn1!i1. - Gìornale l'Eiercllo, !7 ottobre t895.

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tici e solleciti per ottenere un uùe scopo . Ma se, durante questo minimo di tempo e per effetto dei desiderati metodi, noi avremo " modo di insegnare al soldato qua lche cosa di più della roba esclusivamente di mestiere. parlandogli sia pure di galateo, di amor patrio, e dei doveri del cittadino, dovremo noi astenercene? dovremo noi ripudiare quella pari.e di pedagogo di cu i ,;iamo naturalmente· investili nelle nostre funzioni educative, anche quando possiamo esercitarla senza scapito alcuno di ciò che più preme - istruire per la guerra - anzi a vvalorand·o meglio la nostra azione essenzialmente militare? No davvero! e tanto meno rinunciamo a questa parte, perchè siamo convinti che nessun insegnamento popolare possa uguagliare in efficacia quello che si dà a giovani di ~O anni, nel pieno sviluppo, cioè, di Lutte le facoltà intelletti ve e ·volitive, coli' inter.essamento e coll'afiell o àa cui sono mossi ufficiali e sott' ufficiali, e nelle condizioni di speciale praLicismo create dall'ambiente militare e dai copiosi mezzi d'ogni specie indirettamente forniti dal mondo esteriore, col quale il soldato viene a trovarsi a contatto nelle svariatissime circostanze della vita di guarnigione, di r.ampo, d: guerra. Per questa ragione e per altre, ma principalmente per questa, vogliamo le guarnigioni mob_ili, nulla essendovi di più utile ad arricchire la mente del soldato di belle e buone cognizioni quanto i frequenti viaggi e ca mbi di residenza . Nè ci pare abbia valore l'obiezione che, date le ferme brevi, sono pochi i soldati che possono sentire i benefici' di ta li cambi, in quanl.o accadrà. spesso che nei dne o tre anni in cu i uno rimane in servizio, il reggimenlo non muova. Questo caso non può inlirmare la bontà del · principio, ·che permane intatta, sebben o il presente modo cl' essere degli eserciti limiti la portl}ta di qnesLa com e d_i tanle altre cose, che idealmente sarebbe meglio potessero ancora conservarsi come una vol ta. Noi crediamo più saggio accontentarci del poco tuttora oaenibile, studiandoci di volgerlo al meglio, ch e dare Ltn :rego sul passalo e cambiare sistemi. Le guarnigioni mobili sono oppugnate dai nostri novatori per vari motivi: ,JO perchè recano intralcio nella preparazione degli studi dei movimenti di mobilitazione e di adunala; 2° perchè il sistema regionale senza guarnigioni fisse, non dà. i va ntaggi che deve dare; 3° per economia.


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· Ma la prima ragione - è orami sfatata. Finora, g1:azie·.al cielo, noi conserviamo le guarnigioni mobili, ·avendo, mercè la riforma del 1189.t, trovato modo di eliminare gli inconvenienti loro ine., renti. Stabilito infatti che i riservisti debbano completare non già determinati corpi, ma i corpi che si trovano di s.ede in quella data località, ed ammesso che per i singoli corpi sia stabi lito il silo di adunata non -in relazione al corpo stesso, ma bensì alla località di residenza da cui deve muovere, sono finiti i guai che dàvano tanto da · fare all'ufficio trasporti, _r11 ssomigliando-il suo lavoro alla1 tela di Penelope. E se si credesse di poter ancora. di più' semplificare i progetti di movimento coll'adottare quella dislocazione di reggi menti per linee di armata di coi si è inteso non è guarì discorrere, lo si faccia pure senz'altro. Purchè rimanga iinpregiudicatò il sistema, a noi poco importa che i cambi siano reo-olati co n u·no o con altro criterio : basta che i reinzimenti abbiano modo di muoversi da nord a sud e viceversa. Ri guardo :alla seconda ragione, sebbene si possa avere il reclutamento regionale senza le guarnigioni fisse (e:;empio l'AtistriaUngheria), è un fatto però che per chi tiene al sistema , questa co1idizione diventa imprescindibile. I nostri oppositori 3ostengono che per dare sald·ezza e coesione , agli uoinini nelle unità. e per s·oddisfare bene alle molteplici esigenze d'ordine morale e materiàle non faci li ad avèrsi-oggi colle brevi ferme, è necessa r io fare · precipuo assegnamento sulle forze e sui legami naturali che tengono unit i gli uqmini; trovano che queste for'ze e qt~esti legami sono egregiamentu favoriti 'dal sentimento locale o regionale prevalente di gran lunga nell'animò dei soldati sul sentimento nazionale che sfugge alla comprensività della massir; giudic11no dannoso ed inumano tr<:1sportare violentemente i giovani dal loro ambiente domestico ad alt.ro · lontano, diverso, ignorato, incomprensihile: epperò hanno in tutto questo buoni appigli per invocare la ·fissità delle-·guarnigìoni. :Ma noi, convinti proprio de.I contrario, e sopratutto, considerando niente desiderabile per l'Italia qual. sìasi maggiore -accentuazione nella vita pubblica di idee e di sensi regional'isti. respingiamo un sistema che ci appare scarso di vantaggi e pienò di pericoli. ~

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.' Non ,accogliendo il concello delle 5uàrnigioni lìsse perchè, secondo noi, viziato lìn dalle basi, potrebbe parere superfluo inJfat.tenerci più oltre a discorrerne; ma non possiamo a meno di . aggiungere due -parole in merito ad un punto della quistione tanto · variamente apprezzato. Fatto inèvitabilrne.nte inerente alle . guarnigioni lìsse è quello di dover: assegnare ad alcuni corpi bellissime residenze, mentre alt~i le avranno soltanto buonej o mediocri, od anc.he cattive. I ~sostP,nilori del sistema non vedono in ciò nè ingiustizie, riè in' convenienti, trovando_·che gli ufficiali cambiano di corpo abbastanza di frequente per promozioni od altro, onde ·non possono re~tare a lungo in località ingrate, « che ora le singole cittit si «. tra,sformano, si abbelliscono tutte, e nella società civile è assai e: piccola la diversità di vita da una citLà ail'altra » ('1), e che la facilità degli scambi e delle comunicazioni attenuano d'assai gli · incomodi e le preoccupazioni dello stare i11 certe 1·esidenze . E così, con qua.Liro affermazioni, tuttò è a posto , e chi si contenta gode. Un uffici ale subalterno starà ,I 3 o ,j 4 anni a Sassari o. a. Ler,ce, 'un capitano ne starà. 12 a lloma o a Firenze. un colonnello ne starà 8 a Belluno o a Napoli, e tutti saranno ,soddisfatti lo stesso: oggigiorno la civiltiL e il progresso uguagliano tutto e lutti, e basta ! Resta da .esaminare la terza ragione . a sostegno del co ncetto . delle guarnigioni fisse, quella dell'economia; ma di eBsa ci occuperemo poi. ' Giova intanto discorrere un istante di un parLicolare importantissimo di ordinamento, sulla cui soluzione non paiono molto · d'accordo i fautori del regionalismo. In passato noi avevamo sempre creduto che l'adozione del sistema regionale lasciasse aff~llo impregi1rdicata la t{U istione dei quadri, i quali, senza escludere che potessero anche diventare poco alla volta regionali (specie nelle residenze più ambite per la ressa dei più interessati), avrebbero però in massima . continuato a funziona·re come ora in senso nazionale . . E questo non tanto per prevalenza di uno o di altro 1

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criterio a cui informare la cosa, quanto per la condizione permanente,· creata dalle necessità organiche di dover provvedere con òpportune destinazioni a coprire le vacanze nei vari gradi e nelle varie cariche man mano che il bisogno si manifesta. Insomma, poichè la desiderata innovazione altro non sarebbe che una copiatura della Germania, sembrava logico se ne dovessero seguire i metodi anche in questo. Ma nossignori l La novissima scuola esige tass:;i.tivamente i quadri nazionali, e ciò perchè nes.suna delle ragioni per cui s'invoca la compilazione regionale delle unità, in quanto riguarda i gregari, vale · per gli ufficiali. Ma sentiamone gli apostoli. « Non si tratta solo di dar coesione agli « uomini nei reggimenti, ma sì ancora alle unità minori nelle « maggiori : ònde è necessario che vi sia un cemento il quale « saldamente unisca i reggimenti nell'esercit-o come i mattoni « nell'edificio, e questo cemento non può essere altro ch e il ca(( rar.tere nazionale dei quadri permanenti >> ( 11). Pare a noi che tutto questo, ridotto in lingua povera, venga a dire press' a poco così: dopo magnificata tant0 la forza del sentimento regionalista , spunta il timore che esso trasmodi a danno del sentimento nazionale (qnello che il soldato non ha e non capisce, ma che pure si riconosce utile e necessario): a tale intento. bisogna anzitutto contenere il primo e poi infondere il secondo, e siccome a condur bene questa faccenda poco ci affidano uflìciali della stessa origine regionale, ne prel)deremo altri di altra origine cui non faccia ombra lo spirito gretto ed egoistico dell'interesse locale e che siano quindi meglio in grado di educare gli animi ad italianamente pensare ed operarè. E çhe tale sia veramente il concetto dei novatori lo dimostra anche di piit l'autore dello squarcio sopracitato, aggiungendo com'egli vorrebbe perfino che gli uf- , ficiali non potessero appartenere ai reggimenti delle loro regioni. Per quanto poco entusiasti del sistema regionale, confessiamo che non avremmo mai creduto che a formare per esempio un buon reggimento di Ravennati, occorresse mandar loro, poniamo, un colonnello comasco a preferenza di uno di Lugo o di Bagnacavallo, ed anzi occorresse escludere in modo assoluto quest'ultimo. (i} D. GUERRINl. - Giornale

l'Bsercito, 2i ottoh re 1895.

DELL'ESERCITO fN ITALIA

Ma portata la questione a simili conseguenze, ci pare dav,,ero inutile cercare argomenti per combattere la .riforma: gli argomenti ce- li forniscono gli stessi .suoi sostenitori. · Fra le obiezioni dei regionalisti al nostro ordinamento v, e anche la seguente. Che ordinamento nazionale è mai il vostro, se vi a,:contentate di compone i reggimenti tutto al .più con soldati di 5 o 6 distretti? Ben altro modo di costituzione occorrerebbe. pei:chè quell'appellativo di mzionale non fosse un'usurpazione l Rispondiamo: Per verità, all'appellativo teniamo assai poco: datecene un altro che esprima meglio la cosa e l'adotteremo. Certo saremmo ben lieti di potere allargare di più la base di reclutamento dei r~ggimenti, incorporandovi giovani di tutte le provincie. :Ma siccome ciò sarebbe poco meno che impossibile, e per oli scopi che noi ci proponiamo non è neppur neces:;ario, mern;ri ai quelle sentenze che il troppo stroppia e che il meglio è nemico del bene, ci accontentiamo ~i µna soluzione più pratica e per noi syfficientemente soddisfacente. Così in fallo di elezioni politiche ci guardiamo bene da richiedere lo scrutinio di lista fondato sul concetto di un unico collegio per tutto il Regno, non già perchè ~ que! sistema non sia giusto e desiderabile, ma per le insuperabili diffièoltii di applicazione. · . I nostri oppositori osservano anche che nvere l'esercito nazioIJale in pace perchè diventi quasi regionale in guerra .è una .po!e~te contraddizione, e che il sistema misto ha il grande svant~~H{'O. ~i ma?dare i richiamati in caso di mobilitazione a far parte . d, regg,ment, che non sono qnelli dove trascor:;ero la .ferma. I dne fatti sono veri: noi li s11biamo per quelle L;1li ragioni già svolte che li rendono inevitabili; ma 11011 bisogna esagerarne la portata. Certamente un esercito regionale schietto (italiano, intendiamoci · bene) non ci piacerebbe neppure in guerra. L'idea sola di - un con~ronto fra un corpo d'armata per esempio della regione A che subisse uno scacco davanti al nemico e uno della regione z che ottenesse un trionfo, ci terrebbe -in grave apprensione. E coll'esercito regionale saremmo del pari impensieriti ogni qualvolta dure necessità politiche esigessero in qualche provincia repressioni per le cruali non si credesse prudente adoperare le truppe

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LA QUISTIONE DEL SISTEMA D'ORDINAMENTO 934 locali. Ma, dalo l' esercito di guerra risultante dall'attuale nostro sistema, ·quel 75 per cento di regionalismo relativo che con~iene, non ci ·disturba affatto, inquantochè gli uomini :;ono già tutti passati per l'esercito nazionale del tempo di pace, ricevendovi quella educazione militare e civile che è appunto nei nostri voti. Siffatti , uomini ci affidano pienamente, qualunque sia il corpo col quale dovranno affrontare il nemi co . Quanto al secondo fatto (che i soldati cioè entrino nuovi in _u~ reo-gimento dove non conoscono alcuno e dove sono sconoscrnt1 a ~ulli), ci consentano i nostri egre~i avversari di non ved_ervi alcun mnle. Al giorno d'oggi, qualunque sia il sistema d'ordinamento, indetta la mobil itazione, sarann(, -tali e tanti i carohi e ,,li spostamenti nei vari per5oMtli per promor.ioni e destinazioni n . altrove, che ben pochi corpi potranno conservare sotto questo rinc,uardo la loro fisonomia. . Nè ci preoccupa l'idea che il riservista entrando in un reggimento nuovo , al quale peraltro egli sa di apparten~re fin dall'invio in congedo, debba sentirsi malcontento e tanto meno demoral izzalo . Quel bene inLeso sp ir iuo di corpo, (o di famiglia, o d'arma o d'esercito com.e più vi aggrada) che noi gli avremo insinuato nella swola nci~ionale durante la ferma, quello spirito che oli avrà. fatto apprezzare nella bandiera del suo primo reggime~to la bandiera della patria, lo so rreggeril più che mai anche nel nuovo recro-imento; perchè il nostro soldato éosì educato non avrà il pregi;dizio · d1 credere che nn corpo debba valere più di un altro , o che i doveri militari abbiano esigenze diverse a &econdll dei compagni ·che si hanno_n fianco o dei !luperiori che ~uidano alla hauaglia. E se la co mhinnione voglia che · la band,era . ds! nuovo reo-o-imento brilli più di quella del vecchio per segni. di nn valore, saprà ben egli mostrarsi compreso di nuov o orgo~lt o e soddisfarvi ; come del pari saprà trarre potente stimolo dal ricordo dei seoni d'onore che per avventura avessero adornata la ver.cbia band ie;a, ben sapendo come ora di penda r1nche da lui acquistar e alla nuova eguale ambita gloria. . . E qui è tempo di riassumere e concludere anche .tn ordine alla. qnistione d'ordi ne morale quale si pre~enta nei due sistem i, parendoci abbastanza diluc.idata da quan to ab,bin 1110 esposto, senza

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u!teriormenle intrattenerci sopra altri argomen ti che pure si avrebbero in copia. · D'accordo coi nostri oppo:;itori nel riconoscere elle la forza· del sistema regionale deriva essenzialmente dallo spiri to particolari:;ta che anima gli uomini delle diverse provincie e giova a dare ai singoli reggimenti e corpi una particolare impronta e personalità; d'accordo al tresì nell'ammettere che l'unione in un solo eserci to di corpi silfatt.i possa l'iuscire quanto mai salda in uno Stato politicamente potente e moralmente consolidalo da stretta comunanza di indole, di costumi, di tradizioni, di lingua; non crediamo che l'Italia nostra olTra le necessarie condizioni per dare prosperità ad un ordinamento militare di tale genere . Pare a noi che ciò che altrove costiiuisce una forza qui sia piul.Lost.o causr1 di debo lezza, · ciò che allrove porta all'aggregazione tenda invece dà noi al disgregamento. E quand'anche ciò non fosse, riteniamo che nella migl iore ipotesi nessun vantaggio reale ci rech erebbe una semplice sostituzione di sistema. Tu tto in vece consiglia a conservare quello p~ che abbiamo e sopratutto a non rinunciare in nesst,n modo a quei <7/)I.A. ~·'°/4 mezzi di propaganda civile che, mercè l'ordinamento attuale delle nostre milizie, ci è dato usufrui re con sicuro vantao-crio della pub- )1),':l-11,, /61, "'"' blica istruzione e della educazione nazionale.

l V. Dal fin qui detto chiaro apparisce come noi , sostenitori fidenti dell'ordinamento nazionale in Italia, riteniamo questa forma la sola connaturata alle condizioni storico- sociali de'! nostro paese, epperò la vorremmo mantenuta quale forma organica , stabile e defin iLiva dell'assetto. militare che ci siamo proposti. Per noi sta che se l'ordinamento nazionale va bene oggi, deve andar I.lene anche domani : · nè la sua 1·agione d'essere verrà meno in avveni re per quanti pro gressi e miglioramenti possano verificarsi nella costitur.ione poi itica e sociale dell'Ital ia e nelle condizio ni materiali e moral i degli italiani. Così però non pensano tutti i nostri aderenti , qualcuno dei quali l'iconosce ecl ammette una decisa superiorità nel sistema regionale, che ritiene debba essere l'obbiettivo da conqnistare, ma r~puta inopportuna per il momen to la sua attuazione, giudi cando


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paese ed esercit0 non ancora maturi per abbandonare l'attuale sistema misto e adottare l'ordinamento totalmente regionale in pace e in guemt ('1). È questo un concetto condiviso da molti, specie -nel mondo politico? e più volte espresso anche in Parlamento, ma è concetto piccino, incompleto, unilaterale. Nell'.ampia, interessante discussione fattasi in proposito alla Camera lo sc,>rso dicembre vari furono gli oratori che trattarono di quest'argomento, respingendo il sistema regionale appunto per considerazioni d'ordine politico. Chi pensa in tal maniera parte necessariamente dall'ide,,, o che il sistema nazionale sia più difettoso che savio, o che manchi di virtù propria intrinseca per potersi prendere a base di un forte assetto militare, o che non soddisfi a tutti i requisiti che dovrebbe avere una forma razionale e veramente organica di costituzione di un grande esercito odierno_. Riconoscendosi tuttavia in questa forma d'ordinamento i vantaggi della fusi_one degli animi e della diffusione delle idee e dei sentimenti che l'istruzione e l'educazione militare procurano, la si ammette transitoriamente fino a tanto che sia perduta ogn i traccia e memoria delle antiche divisioni ·politiche e le nostre popolazioni, moralmente e civilmente livellate, abbiano- acquistato un cosi chiaro concetto della patria da farci sicuri che nulla più mai potrebbe minacciarne le istituzioni e comprometlerne l'unitit e la libertà.. .Malgrado il valore di questa tesi e l'appoggio che per essa viene temporaneamente accorda~o alle nostre idee, confessiamo di non potercene appagare. Adottando nel ·1860-6,J il sistema nazionale per l'esercito, come pure istituendo le provincie in luogo delle regioni proposte dal Minghetti, noi abbiamo volut,J far pcevalere, tanto nel campo militare quanto in quello amministrativo, un criterio non solo di carattere politico del momento o di convenienza opportunista, ma di carattere sociale assai più largo e deciso, convinti che a distruggere il passato ·e a creare l'avvenire quale noi volevamo che fosse, occorressero organismi ed istituzioni atti a favo rire quei sentimenti di italianità che Jìno allora erano stati compressi e soffocati. GI i effetti furono buoni e tali saranno anche in seguito: appunto per questi i

(l) SAVERIO NASALU noccA. -

•

DELL'ESERCITO IN' ITALIA

LA QUISTIONE DEL SIST EMA D 'ORDINAMENTO

L'ordinainento ·1·egionale deWesercito .

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nostri ten~poranei aderenti_voglio1ìo la continuazione del sistema in ~tto. 1'fa ecco ~he e5si si '.·is~rvano, un bel giorno, di gettarlo come . limone spremuto per sost1tmrlo col regionale. ~on sappi~mo a. ~uale sc.adenza, nella mente dei trasformisti, sara per verifìcars1 11 cambiamento, ma ci permeiti·amo di osservare che, se dovessero ancorà passare p. es. un centinaio d'anni O poco meno, sarebbe il, caso di non darcene affatto pensiero,. lasciando . . .. . ai posteri L'ardua sentenza.

Ma se invece si ritenesse la mutazione attuabile fra ·I3 e 20 anni, tapto varrebbe e sarebbe assai meglio farla subit.o, per uscire u_na buon.a volta da uno stato cli incertezza e di diffidenza , e~ico'.oso, 1r~az_ion.ale, .~s_sol ~Lamente. inorg~nico. In tal caso p~e,.J1e1 :mmo 1 1.eg'.onah:o.t1 d1 metterci fra I loro più strenui ed efficaci cooperaton . Qualcuno, trattando appunto ·del lato politico della qnistione, e~he a dire che alla riforma r&gionale dell'esercito dovrebbe log1c~me~te precedere la riforma amminisirativa parimente in senso reg1ona,e del paese, basai.a sopra un IargQ concetto di decentramento ( 1). Altri invece ~111, detto che la riforma regionale mi!itare sarebbe stata buon preludio a tale decentramento (2). Per veri là di decentra~ento si è parlato molto e si seguita a parlare arJCo:·a ma .crediamo :;ia il caso di dire: tot capita, tot sententfae. Du; . a?ni or sono il min istro Rudinì è venuto fuori con 1111 progetto di , decentramento reg ionale così poco persuasivo che nessuno certam~nte deve rimpiangere l'oblio in che fu tosto sepolto. Noi cre~ia~o del res~o che un gran bisogno di decentrarsi, fino a costituire delle diete o dei parlamenti reaionali il paese non se t . d" . . ~ ~ '. 1versamente commceremmo anche noi a temere la possibihta dello sbocconcellamento nei ,io o rn eserciti di cui si è parlato non è guari a proposito di un articolo della Pe1·seve1·anza. Che se si. vuole decentrare l'azione della burocrazia, oh ! 1

<)

(!)_ SAVERIO NASALL! ROCCA. ~ L'ordinamento ·regionale, e.cc (2) G · V. M. - Esse1·e o non esser,. ·

'


LA QU1s·r1 0 NE DEL SISTEMA o'ORDINAM~ NTO 938 allora è un altro aITare; potrebbe bastare un po' di buona volontit là dove si puote ciò che si vuole .. Riformare l'amministrazione, ossia renderla più semplice, più provvida e meno costosa e togliere al governo funzioni che non c,l i spettano, non deve signifìcare· aumenti di ingranaggi, e la ;ec,ione non s·arebbe altro che una ruota di più nella già pesante " . . . macchina dello Stato. Ma in ordine a questa qu1st1one noi c1 troviamo d'accordo coll 'autore del Criterio regionale nel non vedere legame necessario fra il decentram·ento amm inistrativo e \'ordinamento dell'esercito (·I). Si è anch e parlato dell'azione che i partiti estremi, rivoluzionario e clericale. p()ssono esercitare tra le file dei soldati, discutendo se tale azione sia più temibile nel sistema nazionale o in qnello regionale. Volendo anche -noi dire schietta la _nostr~ o?i nione al riguardo , osserviamo anzitutto come in massima d1 niun effetto ci sembri la propaganda politica dei clericali, per le raaioni assai bene espostè dal l'autore del Criterio regionale. E cosi ;ure ci sembra che poca presa possano avere sull'animo ~el_ no~tr~ -sold:llo le teorie delle altre più ardite sètte avverse alle 1st1tuzion1 e all e leggi che ci governano, per mancanza specialmenLe di mezzi e di occasioni propizie allo scopo. Sta però in noi la per· suasione che quel tanto· di propaganda che può essere possibile sia nell'uno, sia nell'altro campo, si avvantaggerebbe e non poc~ coll'ordinamenlo r.egionale, per tutto quello sviluppo di interessi, di relazioni , di aderenze, di legami già esistenti e più facili a stabilirsi con tale ordinamento fra soldati e cittadini.

..

Y. Resta a parlare del quarto aspetto della · quistionè, quello finanziario. L'autore del Crite1·io regionale, nella sua lettera al direttore dell'Esercito pubblicata nel N. '129 del 27 ottobre ultimo scorso, dichiara molto esplicitamente di non avere ma i per proprio conto allegato la ragione dell'economia a sostegno della riforma ch'egli (i)

o.

GuEnR1/i1. ·_

Per l'ordinamento regionale dell'esercito.

DELL'ESERC ITO IN ITAI.IA

939

varheggia, sebbene ne scrivesse anche in tempi in cui era una gara furiosa a chi proponesse risparmi ed ogni cosa p~reva buona purchè costasse qual che lira di meno. Di ciò ci compiacciamo vi. vamente con lui, parendoci che in ogni caso per una riforma organica di rnnta importanza uon dovrebbero f:1rsi strada che c·on ·siderazioni serene, elevatissime, di convenienza tecnica e morale, non altro. Nulla infatti vi può essere di più rOl'inoso per un paese che il toccarne le istituzioni e specialmente le mi litari sotto l'incubo della distrella finanziaria: male snuda fames I come noi ben sappiamo per la dura esperienza del doloroso periodo dal 1186G al 1870. Comunque sia lo stesso nostro autore dice. indiscutibil e che l'ordinamento regionale costi un po' meno dell'altro , e lutti quanti i fautori di quel sistema ne avvalorano la bontà, dicendolo meno dispendioso. Così la pensano l'autore del Contingente unico. quello dell'Esercito nazionale ecl economico, quello del Rinnovamento militare. Quest'ullimo è il solo che azzardi la cifra dell'economia realizzabile, secondo lui. coll'adozion e del nuovo sistema, enunr.iandola in oltre 3 milioni di lire, dovuti al fatto che mentre ora coi viaggi di andata e ritorno delle recinte dalle loro case ai corpi si spendono 20 fr,rnchi per uomoJ dopo se ne spenderebbero meno di 5. Non sappiamo su quali dati \'egregio autore fondi i suoi computi: noi li crediamo alquanto esagernti. Per raggiungere infatti la cifra di :3 milioni, occorrerebbe un movimento di 200 ,000 reclute all'anno, perchè 200,000 moltiplicato 115 (di{forenza di spesa fra l'attuale e il sistema proposto) fa appuno 3 milioni . Senonchè le reclute sono· a mala pena 90 ,000 e neppure, onde il risparmio sarebbe inferiore ad I milione e mezzo. Forse nel computo vuolsi includere l'economia derivante dalla soppressione 'dei cambi di guarnigione, sebbene l'autore di cui si parla vi accenni in seguito come a cosa che dovrebbe invece andare in aggiunta, senza però indicare alcuna cifra. Ma la spesa media annua per questi cambi, seco ndo i calcoli di persona che se ne intende ('I), non è che di 400,000 lire e il corrispondente risparmio potrebbe salirn a 750,000 li re (~ifra che ci pare però esagerata) per effetto ({) Deputato 62 -

D0MEN1co GnAN01. -

ANNO XLI.

Camera, seduta del 4 dicembre !895,

\~


940

1

J,A QOISTIONE DEL SISTEMA D 0ImINAMENTO

DELL'E SERCITO IN I TALIA

delle minori spese di manutenzione e di t.dallamento di locali, di deterioramento di suppellettili e di mobili, ecc. · derivanti dalla fissità dei corpi. Sarà dunque grazia se si ottenà un guadagno complessivo di 2 milioni su quanto si spende ora. Abbiamo detto guadagno, per adoperare la parola che esprime .il concetto dei novatori, ma noi, ne( nostro animo diciamo perdita, percbè persistiamo a ritenere che le spese di viaggi e di cambi di guarnigione ,;iano delle più produLLive, come istruzione per il soldato, come esercitazioni logistiche, come parziali saggi utilissimi di mobilit.aziooe. Sopprimetele pure: a questa stregua potete anche sopprimere le grandi manovre e le manovre di campagna e buona parte delle esercitazioni di tiro e i fondi riservati dei capi di corpo e i soprassoldi alla truppa nelle quattro solennità e molte altre cose: economia a quat.lrini ci sarà certo; . ma l' istruzione ? ma la parte morale? Anl'messa in ogni modo la minore spesa di :2 mi lioni , a questo e a non altro si riducono le tanto strnmbazzate econornie che i fautori del sistema r~gionale sono in grado · di procurarci. I 7 milioni e mezzo infatti di risparmio, che ginsta i calcoli del Ministero, si dovrebbero raggiungere colla comp ier.a attuazione delle modificazioni stabilite dai decreti leg~e fi novembre 1894, non hanno nulla a che vedere colla forma d'ordinamento. Eiìsi dipendono in partè da soppressioni di uffici e di istituti, da riduzioni d' organici e da piccoli ritocchi, in parte dalla trasformazione dei distretti, la quale per gli effetti finanziari, entra nella categoria pura e semplice delle riduzioni d'organici, giacchè essa è indipendente affatto dalla quistione d'ordinamento, sebbene, una volta compiuta, consenta anche se si vuole l'attuazione del sistema territoriale. Resta però a vedere a quanto ammontino le spese causate da questa trasformazione, per adattamenti .di locali e sistemazioni di magazzini , spese che nel caso nostro non si appalesaoo direttamente perchè assorbite in una minor economia sui 7 milioni e mezzo che è già inteso non potersi realizzare nei primi anoi, ma che nei calcoli dd novatori avrebbero dovuto corn.parire in pura perdita. E qui si noti che mentre la trasfornrnzione dei distretti, .non intesa come trapasso al reclutamento regionale, non da · luogo a nuove costruzioni per magazzini od altro,

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riut ric hiede sempl ici adattamenti , l'impianto del nuovo sistema, qualora dovesse farsi ·a doyere, esigerebbe tali e tanti ampliamenti e novi tà nelle caserme e negli al tri fabbricati da profon-_ dervi chi sa quanti milioni. Perchè non basta inneggiare ai vanta·ggi di una data cosa; bisogna anche guardare agli oneri. In Germania ogni unità elementare (compagnia, squndrone, batteria) ha i propri magaziini di mobilitazione: si çapisce così come tutto colà debba provvedere alla perfezione. Pro.vatevi a creare da noi consimili magazzini, fate il calcolo delle spese e poi diteci quando potreste annunciare al paese la buona novella de! quanto il nuovo ordinamento verrebbe a CM,tare di meno dell'attuale. '.Eogliamoci dunque una buona volta l'illusione che il sistema r.egionale possa recare sollievo al bilancio.

VI. È tempo di raccoglier le vele.

1

(

Concordi coi nostri oppositori nel pensiero di dare alle istituzioni milita1:i del nostro paese l'assetto che meglio integri tutte le virtù .necessarie ad assicurare la vittoria, dis:;entiamo profondamente circa l'adozione di alcuni mezzi, da noi e da loro variamente apprezzati. Noi abbiamo tentato un esame imparziale delle condizioni , croate al nostro e ad altri eserciti dalle soluzioni pratich!3 adottate in ordine ad uno dei più importanti problemi <l'organica, quello della composizione dei corpi. E abbiamo riconosciut'a lrt supremnzià. del sistema tedesco, così semplice, razionale e perfettamente connatùralo all'indole e al modo c1·essere di quel po~ polo, la cui storia è tultit una riprova della bontà del suo potente organismo militare. Ma, fatti ci a ragionare circa l'applicazione all'Italia dei metodi e del le forme della Ger1rninin, non '11e trovammo la convenienza, non solo, ma ci parve che essa sarebbe graviss imo errore. Abbiamo dimostrato inl'ondate le preoccupazioni d'ordine tec.. nico, in quanto riguarda la mobilitazione, ed infondate del pari le speranze di chi crede la riforma giovevole alla finanza. Sotto l'aspetto morale vedemmo come ragioni storiche, etnografiche,


94.2

1

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LA. QU1ST!ONE DEL SlSTE MA D 0RDINAMEN'l'0 1 ECC.

geografich e, sociali faccian o ritenere il mutamento assolutamente inadatto per noi. Infine considerazioni pol itiche e di opportunita sconsigliano più che mai una innovazione che racch iuderebbe in sè chi sa qu_ante incognite, che sarebbe un vero salto nel buio. A che dunque una riforma militarmente inutile, moralmente dannosi\, pol iticamente lemernria ? una riforma che, sconvolgendo le basi dei nostri ordinamenti e rompendo le nostre tradizioni, sarebbe tanto contraria a quel principio di stabilità organica riconosciuto fattore indispensabil e di forza e di prestigio degli eserciti "l Ma i nostri opposi tori non si appagano delle nostre ragioni , e noi non diremo che il loro torto stia in ciò. Giacchè, per vero dire, qui ci troviamo in un campo dove ragioni obbiettive non mapcano, ma acquistano prevalenza gli argomenti soggettivi ed induttivi: e certi argomenti si sentono , non si dimostrano. A che vale il raziocinio dove non risponde il cuore? di ceva benis;;imo il deputa to Sani parlando su tale proposito alla Camera nella tornaui del 5 dicembre u. s. Cortesi avversari , volete in sintesi le ·ragioni per cui non ci piace il ,•ostro esercito regionale 't Il vostro esercito non è bello! Fateci pure sfilare dinanzi reggimenti lombardi, marchigiani , o calabresi . L'occhio li segue . . . Sono baldi e fidenti; eppure ci lasciano freddi e muti. Ma ecco che passano i nostri reggimenti, 1 reggimenti dell'Italia una ; un giubilo ci assale ed no grido erompe dal pello : surswn cordai 'Viva Italia, viva il Rei CAflLO CORTICELLI.

IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE Continuazione e fine -

V.

Vedi di,pensa JX

I

I CAPITOLI D' ONERl DEL

,1895.

Le imprese del casermaggio sono ancora regolate dal capitolato d'oneri del '1886 , e mano ma no che scadranno, in quei corpi d'armala 0ve non si adotti un altro metodo di gestione, avranno a loro gu ida i capitoli d'oneri del ·1895 . Per questi, come per quelli , i principali obbligh i detli impresari consistono nel ricevere in consegna i letti e gli altrì oggelti di casermaggio, distribuirli alle truppe, sostituire il materiale ·che si consuma, nella prppor~.::iooe convenuta, e restituire alramministrazione, alla fine dell'appalto, che dnra nove anni, tanto materiale che uguagli nel valore commerciale l'ammontar·c di quello loro consegnato al principiçi dell'appalto. Al tri obblighi degli impresari sono il provvedere i ncreneri di consumo e distribuirli alle truppe ed il trasportare questi , come pure il materiale. Ma se comune è lo scopo fondamentale dei capitoli d'oneri del 11886 e di que lli _del ,1895, segnano questi, se mal non m'appongo, un notevole progresso sui primi. ~1i sembra utile farne qui tÌna breve disamina. E comincio dall'indagine sulla natura del contralto, e non paia superfluo. Nell'appli cazione d'un contratto giova aver presente la figu ra giu rid ica a cui esso più si accosta: si procede più sicuri nel trarne le deduzioni esatte che occorrono nei singoli casi. Siamo davanti ad un contratto misto e complesso di carattere commerciale. Invero sono alli di commercio la compra di derrate o di merci per rivenderle, le imprese di somministrazioni e di tra-


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Il, CASER!fAGGIO PElt LE TROPPE

sporti ·ccod. di cumn'l., art. 3), e tutto ciò si riscon'tra nel nostro contratto, e la legge commerciale ci darà spesso lume e consi(J'lio · l'.> ' ma pi1:i.' di frequente forse sarà d'uopo ricorrere alla legge civile sia pei principì generali sui contratti che accadrà spesso · d'invocare (1 )! sia per le figure giuridiche, che· più si avvicinano al contratto , di cui ci occupiamo, o che possono venire invocatr a torto od a ragione, come la compra-vendita, la locazione di cose e di opere, il mandato, il deposito, ecc., potendo venire talora in discussione anche le reg~le suÙa socieat, sui privilegi e simili (2), nori che sulla fideiussiòne (3). A questo proposito però giova procedere con grande ponderazione. Come si sa, il materiale del casermaggio è_dello Stato. Non per questo convien credere che siano applicabili esclusivamente le regole del deposito. Ceno l'impresario riceve la cosa altrui coll'ob · hligo di custodirla e di restituirla in natura. Siamo quindi nel caso . dell'art. ,13:35 del codice civile; ma non nei pre·cisi termin i, perchè l'impresario ,non è obbli galo a restituire le stesse e _tante lenzuola ecc., quante ne ha ricevuto : basta che restituisc~, materiale per un valore uguale a quello che ebbe in consegna. Vi saranno certo lenzuola, coperbe ecc; ma non importa che siano precisamente tante quante ne furono date. Inoltre non si tratta di un vero deposito, pèrchè non v'è la gratuità, che n' è un estremo, seeondo l'art. ,1837 del codice civile. Quindi si cade, anche da questo lato, nella locazione d'opera, com' è locazione d'opera la . manutenzione e distribuzione, pure insite nel contratto d'appalto ciel casermaggio. Certo l' impresario è tenuto a conserva re con fedeltà e cura le cose r icevute e deve ' restituirle allo St~to prop1:ie.tario quando ne lo richieda. Lo dice il contratto, ed il patto è in correl azione co ll':i rt. ,J 84,3 nel codice civile, anzi l' oLbligo è tanto più rigoroso in quanto v'è il corrispettivo (art. ,1845), benchè, come pensa il Troplong, ciò basti a snatnrare il co11 tratto di deposito. Anche pei nostri contralti l' impre,ario .non risponde della forza maggiore (incendi , sommersioni, guerra guerreggiata ecc.),

(I) Li bro Ill, lit. IV.

(2) Libro Ili, lit. Yl, IX, X, XI, XVlll, 'XXlll. (3J Libro m, m. XXI.

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11, CASERMAGGIO PER LE 'l'RUPPE

ed ecco un'altra caratteristica del deposi to (art. ,184.5) ; come lo è quella che l'appaltatore non possa servirsi delle robe dell'amministrazione se non per gli usi clt'essa gli · indica (art. ,1846). Ma poichè il materiale dev'essere usalo pei bisogni della truppa, si cOnsuma - ed è cosa fungi'bile, come dice il diriuo - quindì nori è l'imprenditore obbligato a restituirlo in indfoùliw, cioè non deve gli stessi precisi o~getti . L'amministrazione, ripeto, conserva la pr<,prietà del materiale; ma l'appaltatore ha l'obbligo di usarne pei bisogn i della truppa; di qui il consumo, e il dover; suo di mantenere ed anche aumentare la dotazione col le sostit.uzioni, per restitui re allo Stato un valore uguale a quello che gl i ha conse · gnatÒ.· Ora ben vedesi che il consumo è a r~arico dell 'impresario . L'analogia del contratto di casermaggio con quel contratto agri colo, cb' è _detLo locazione a s-occida o soccio; è eviden te. 1n· questo una dell e parti dà all'altra una quamitil <li bestiame, perchè lo custod isca, lo nutrisca. e ne -abbia cura secondo il convenuto (éod. Civ., arl. '1(565). l i bestiame è stimato , ma la stima non ne trasferisce In proprietà al conduttore, proprio come nel caso Ilostro (Cod . Civ. , art. ,J 610). Più veramente siamo nel caso della così delta soccida ·di ferro, eh' è quella fatta coll'ailìttnario del fondo di proprietà di chi dit il bestiame. Egli deve. al terminare dèHa locazione, la$ciare degli animali di valore uguale .al prezzo di stima di qi,elli che ha ricevuto (Cod. Civ., art. 1687),. benchè non n'abbia mai acqu istata la proprietà, pur r itraendone il guadagno (art. 1688 e 'I<ì89) tanto ch'3 non è autorizzato a pagarne t' import.are, ma deve tanto bestiame, e sopporta ogni deficienza (art. 11692). Questi obblighi in combono anche ali" impresario del casermaggio per la truppa, come altri ne ha dipendenti dai sin~oli patti . Ma nel le cose dette sta l'essenza del contratto . Nè scenderò ad un esame più minuto di esso per non dilungarmi di troppo, tardandomi di notare i punti più sal ienti nei quali il -nuovo capitolato differisce da quello del 4 886 e la maggior per· fez ione di esso sia dal lato giuridico che da quello tecnico. Ai capitoli d'oneri del ,1881:i si rimproverava il poco ordine, lo sparpagliamento delle disposizioni riguardanti le stesse materie, ~non collegate S•3mpre fra loro, donde la diflicoltà delle ricerche. Ciò per la forma .. Riguardo alla sostanza si criticava la latitudine 1


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IL CASERlfAGGIO PER LE TR UPPE

IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

, 947

E qui non potranno .mancare le critiche, specialmente se andranno deserte le aste. Forse a taluno potril anche sembrare che il rifilare i compensi produca diminuzione di concorrenti da un lato e- probabilità maggiore di questioni. M'affretto a dire che .sarà un bene se non si avranno che appaltatori seri , cioè pochi a concorrere alle aste, e che gli alti prezzi dell'appalto non hanno mai impedito le controver:;ie, e l'esperienza lo prova. Vanno ricordati fra i maggiori oneri imposti, come ho accennato. e ragionevolmente, alle imprese, quello di lasciare all'amministrazione la paglia usata, ctnche perchè scompaiaHno il dubbio che possa insieme a poca fresca essere rimessa nei pagliericci ; l'obbligo <li eseguire Lutti i trasporti tanto del materiale quanto del combustibile. esonerandone totalmente la truppa; l'abbreviamento 'del termine dei cambi e spurghi degli oggetti, cosicchè il cambio delle lenzuola sarà fotto ogni 'li.> giorni, e non più ogni 20 nell'estate, ogni 20, anzicbè 30 nell'inverno, e quello del paglieri,.;cio ogni tr~ mesi, e non più ogni quattro. Si pass,\no sotto silenzio · altri consimili utilissimi a far sì che l'andamento del . mialioramenti n . casermaggio non dia più. luogo ai lamenti giustificati di chi ha la responsabilità della salute della truppa. · Non van taciute però le cautele adottate per evitare frodi nel servi~io, aggravando le penalitiL per le trasgressioni del contratto, e l'esclusione dei periti troppo proclivi ai danni dell'amministrazione pubblica, che non ha e non può avere per sua essenza e per ·1a correttezza del suo procedere schermo efficace contro di essi. , Ii lettore avrit già compreso che non è mio proposito di addentrarmi in tntli i particolari dei contratti. A farsene un'idea, completa è d' uopo dare uno sguardo al capitolato d'oneri. Ad ogni modo non mi pare da tacere di un provvedimento che, s'io mal non mi appon,go, varrà a limitare le pretese degli imprenditori riguardo ai guasti del materiale in distribuzione alla truppa, e darà ai comandanti di essa un . mezzo per difendersene. Era finora generale i1 lamento che le compagnie fossero costrette a pagare agli impresari forti indennizzi per i guasti degli oggetti. Gli imprenditori erano tacciati di volerne fare uno dei principali cespiti ,del loro guadagno. E che per taluno questo fosse vero non può mettersi in dubbio. Anche qui·peròJe cose, ad onor del vero, vanno considerate sotto

d' interpretaiione,,,ctri si prestavano alcuni passi, e la' mitezza dei pàtti, per Ja quale nÒn era sempre possibile imporre agli appaltatori di es'ercitare meglio il servizio, senz,i impelagarsi in controversie interminabili e di dubbio esito. Ora la materia è pitì ordinata; sono tolte le ripetizioni contrarie alla chiarezza· ,, migliorata la forma, e nel suo complesso il capitolato deÌ ~1895 permette al lettore di formarsi agevolmente un concetto preciso · ' della cosa. Come ~i è già veduto, l'impresario è obbligato a ricevere, mantenere, sostituire il materiale_ed a distribuire questo come pure i generi (paglia e combusti bili) che provvede, in tutte le posizioni così di pace come di guerra in cui può trovarsi la truppa. • L'appaltatore riceve dallo Stato una determinata quantità di r?be, ma è messo in chiaro tino dai · primi articoli dei Capitolati (art. 3) ·che gli è data pel complesso della circoscrizione cui l'impresa riguarda, e non per presidii, cosicchè i trasporti fra questi, qualora siano necessari durante l'e;;ecuzione del contratto, devono fa1:si dal!' imprenditore a sue spese. Questo materiale_ dev'essere distribuito a tutte le truppe del corpo d'armata, meno a quelle degli isLil.uti e stabilimenti militari, che abbiano !etli di loro spettanza. Il . nuovo capitolato d'on<>ri segna una notevole diminuzione dei prezzi per la mauutenzione del materiale, eh· erano portati dai capitoli del 11886, e per· contro un aumento d'oneri per le imprese, ed è naturale eh/e sia così dal momento che in questi ultimi anni si ebbero ribassi peì·sino del 32 o;.. Invero, riizuardo ai prezzi ,, l'impresa riceverà per ooni v n naiornata d'uso di letto da truppa - compreso il materasso per quello a branda e la paglia per quello a cavalletto - centesimi tre, mentre fin qui le si pagavano millesimi 35 pel letto a cavalle,tto e 40 per quello a branda, maggior compenso poco giustificato, percliè la man.utenzione del letto a branda costa meno di quella dei letti a cavalletto. Sono pctrimente diminuiti Lulli gli -altri compensi, 'come può vedersi dal confronto dell'articolo 7 dei capitoli d'oneri del ,1886 coll'articolo 12 dj quello del ,1-895. 1

L


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IL CASElUIAGGIO PER LE . TRUPPE

IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

un pm:to di vista 9bbieLtivo. Non di rado a produrre guasti più 0 me,~o lrequ~~ti e più o meno gravi p~ò contribuire certamente I:i catt1~a ~ualtla ~ie!la_ m~teria prima, come la più o meno perfetta lavo1azione. M1 l1m1teroaparlare del fusto del letto a branda I> ,_ bb l' . a1 re e ogg~tlo meno suscettibile di rotture e di guasti, eppur non è. La maggior pa1'Le delle brande, com'è noto, ha dei oanci che servono per_tenere avvinto il cosi detto telo o port;·mate;asso alla ?randa. ~e 11 sold~to _no~ ~sa del letlo cc,n garbo - e per quanto 11 nostro ,s~ldato sia d1sc1plinato ecl educato si vorrà ammettere che fra _tanta g1o~entù molti non abbiano delle robe loro la cura necessa~.1a - que, _ganci si r~mpono. lt naturale che l'impresario, a t~t co od a ragione, non mtenda di rinnovarli a sue spese. Quella piccola part~ del letto è anch e soggetta a staccarsi facilmente ed a cadere. Se d solòato non raccatta il ,,anci(I ovvero lo ap p1·1ca po,· come gl/ :1en f~tt~, foran~? '! porta-materasso invece di farlo passare.d ne6'1 occh1ell1 . appos1L1 ' e per naturale che l'impr eSa VI· SCOl'ga _un ~noo non dipendente dall'uso naturale. E così dicasi di altri guasti, r~tl~re'. perdite di O/.!~etti. Il letto sene a troppe cose. Il soldtt~ ~1 sr s1ed~ più di quel che d~vrebbe, anche per mangiare, ed e facile compcendere che macchie, bruc iature ·ed altri aoasti ne sono I~ conse~uenza ~on imputabile per ce_rto all'impresario. Conveniva pero impedire che questi desse corpo alle ombre. e p_e'.· u'.1 nonnut_la pretendesse indennizzi esagerati. Di qui la nec~ss'.ta d1 una tanlfa che m_ettesse_ un l;_mite alla sua avidit4. Già esper1men,t_ata come sernplrce guida a1 corpi (il capitolato del 1886 non I 1mp_oneva~ nei rapponi cogli impresari, è divenuta. anc½e per q~est, o?bl1gatoria pei cap!Lolk d' oneri che regoleranno gli app~lt1 fu_tun. ~ssa· cons idera 1 tagli; gli strappi, le brucia.ture e ~h . altr'. guasti n~lle varie s~~cie d'oggetti , li distingue in picco!_,: medi e gr~~d1, secondo I dettami dell'esperienza, ed a.1:tri-: bu1~ce loro u~ _unportanza pecuniaria proporzionata allo . stato dell oggetto cu, rl guasto si riferisce, secondo cioè che esso sia ottimo, buono · O semplicemente mediocre. , Sarebhe_p~esu'.~1ere tro~p~ il ~ire ~he la tariffa abbia potuto pretutta la e tant op1uc1e ·' . I vedere ~ bb'grande vaneta dei cas, continc-ibili, o ,, mer~e su~ a tao~ a cessare tutti .i motivi di contendere fra corpi ed 1mpresar1. M.a l'esperienza dimostrerà anche /O ciò i •

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miglioramenti possibili, come dirit il da fars i per rendere il materiale , più solido ~ resistente , e quindi meno soggetto a rompersi éd a guastars i. Intanto però deve riconoscersi un miglioramento notevole dei palli anche a questo proposito. Se delle legr.;i furono dette ottime quelle che minor arbitrio lasciano al giudice, come non si dirà ciò a maggior ragione cli un contratto, elle cerca di precisare diritti ed obblighi, posto che qnesti sono da esegu irs i daì contraenti, i cui interessi, i criteri e gli umori stessi sono ·tanto diversi? Così possa l'amministrazione imbull.ersi in impresari d1e, pure traendo un onesto guadagno dalla loro attivilit, non tendano a sfruttarla per aviditiì. di lucro t In queslo caso le cose possono procedere bene; altrimenti non v'è accorgimento di patti cbe valga! Dai , nuov.i capitoli d'oneri è anche meglio regolata la materia delle contesi.azioni intorno al contratto. Mantenuto il giudizio arbitrale, entrato già nelle abitudini delle nostre amministrazioni pubbliche, sebbene combattuto da taluno , ma pure utile in alcuni c,asi agli interessi dell'erario, poichè non li sagrifica interamente, si è tenuto con to, riguardo alla composizione del collegio arbitrale della necessità. di contemperarvi l'elemento giuridiw ecl il . tecnico, disputandovisi appunto cl i controversie giuridiche su contenuto tecnico: di qui la facoltà delle part.i di nominare ciascuna · due arbitri. La scelta del quinto arbitro , che ha la parte preponderante nella deèisione , è affidata al primo presidente della Corte cli Cas· sazione di lloma, 0 per tal mo<lo furono eliminate dilficolttt sorte per la scella ogni qualvolta si è dovuto con vocare un éo llegi9 arbitrnle, e, poichè il prescelto dev'essere un alto magi.,trato, · le parti hanno tutte le garanzie morali ed intellettuali che possano · desiderare, ma nello ~tesso tempo v' è un ritegno per le imprese a · sollévare questioni infondate, e l'amministrazione ha la sicurezza di no·n vedere accolte pretese ingiuste. A regolare in modo positivo i rapporti fra l'ammini strazione e l'impresa è ,;tabi lito che ogniqualvolta que:;la fornisca materiale o generi o restituisca il primo, l'amministrazione non s' intende contrattualmente obbligala a riceverli se non previa accettazione


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JL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

IL CASERlIA.GGIO PER LE TRUPPi

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E qui, procedendo oltre in questo studio dei nuovi capitoli d'oneri, si potrebbero ricordare vari -provvedimenti amministrati.vi, tecnici e giuridici, .co!Ile quello che stabilisce termini sacramentali per l'esperimento delle ragioni che l'imprenditore creda di far valere, ed altre garanzie consimili , ma sembrami aver detlo abbast~nza per provare che i nuovi contratti per le impres-e del cc1sermaggio e del combu~tibile saranno informati al concetto della. rigorosa osservanza dei palli, della tutela efficace degli interessi dell'amministrazione e della truppa, senza violazione di quei principi di giusta reciprocità, eh' è doveroso il rispettare in tutte le convenzioni. I nuovi contratti potranno essere un mezzo per far procedere bene le cose. Occorrerà sempre una volontà energica che li faccia rispettare.

della competente autoriUt militare. P,oichè è questa che nell' interesse della truppa ha ,da giudicare, conveniva far bene rilevare che il suo ?indizio serve di base all'amministrazione nei rapporti contrattuali. Riguardo alle contestazion i merita ·di essere rilevata la mao-giore ingerenza da.ta al comandante del corpo d'armata. Pri~a essa era puramente amministrativa . Ora assume carattere oiurisdizionale. Invero, quando si abbiano contestazioni sulla qualità e sul valore del materiale in occasione di consegna o di restituzione O di provviste inerenti alle sostituzioni, e non abbia potuto essere comP?sta dai periti delle part(, queste ricorrono al cornandanle di r.orpo d, a'.mata, presentandogli le relazioni dei periti, ed egli decide, s~nt1to, se crede, un altro perito di sua fiducia. Che se le parti non si acquietano al gindizio del comandante del corpo d'armata, . pel materiale decide in ultima istanza, e come amichevole compos itrice, la commissione istituita col re11io decreto tì oltob'.·e ,1886 per l'esame delle robe da consegnarsi at' magaz7,ini centrai,. Le questioni sui generi sono decise dal direttore di commissarialo, sentito un perito, se lo crede necessario, ed in definitiva dal comandante del corpo d'armata, anche qui come amichevole compositore. li nuovo capitolato d'oneri m.ira anche all'utile delle masse dei corpi. QJesti, elle sostengono alcune spese pei combustibili. sono sempre pronti a valersi delle imprese quanclo i prezzi del, commercio sono più elevati; ma si ribellano poi all'ç,bbliao di v,ilersi delle somministrazioni delle imprese quando possono ,;vere altrove i generi a prezzo minore. Dimenticano per altro che se viene imposto ng!i . impres~ri di ,soddisfare a tutti i bisogni della truppa; har~no d.1~1tto ?he 1 corpi non si rivolgano ad .1ltri. Così esige la r~c1proc1ta. dei contratti . La condizione di valersi o no delle provv,s~e del!e .1~pre~e non regge, perchè non è · giusta. I corpi sono r.os1 lasc1at1 liberi nella loro azione amministrativa. Non sarà raro il caso in ~ui se ne lamenteranno; ma d'altra parte 'è così tolta l'ob~iezio?e che n~n possano liberamente amministrarsi per I' imp;~ccio dei contratt, cogli impresari.

VI. CONS!DERAZIONJ I11NANZIARIE.

Ogni gestione amministrativa deve proporsi due intenti principali: conseguire completamente l'ntilità, che costituisce la sua ragipne d'essere, ed ottenere ciò colla minor spesa possibile. , È naturale perciò che, avvicinandomi al termine di questo studio, qebba rivolgere la mia attenzione alla parte finanziaria del servizio del casermaggio e del combustibile per le truppe. Esporrò alcune considerazioni sul capitolo del bilancio della guerra che riguarda il case-nnanio 71er le trnppe, retribiizioni ai conumi per alloggi militari ed arredi di alloggi ed uffici militari. (Capitolo 29 del bilancio ,t 895-96). . Prima però esaminerò, in questa parte, i bilanci delle principali potenze, valendomi di taluni dati, ch'ebbi occasione di aver sott'occhio, per dedurne alcuni raffronti riferendo la spesa ad un uomo bilanciato. Avverto che i risultati ·di questi confronti non possono riuscire molto conchiudenti per la poca omogeneith degli elementi. Variano i titoli delle spese. V'è la diversità di clima, che pure influisce not_evolmente. Non sono neppure uguali i criteri dell'imputazione

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1

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IL CASERMAGGIO PER LE TRU.E'J?E

IL CASERllAGGIO PER LE TROPPE

di talune spese più o 'meno · attinenti al ramo d' a~ministrazione in . discorso. Inlluisce a togliere al rapporto parte della sua pratica utilitit anche il modo più o meno comprensivo con cui le spese sono impostate. ~fa più di Lutto è causa della poca uti lità concreta del paragone la diversità dei metodi d' amministrazione in uso pel casermaggio, men tre d'altro canto la spesa maggiore o minore dell'uno o dell'altro non ~. per le ragioni accennale e per altre pec.uliari a ciascun esercito, argomento . decisivo per la scelta. Ad ògni modo lo stud io ·della spesa che sostengono pel casermaggio i grandi Stati mili tari non è da trascurarsi, anche se per la difficolta di addentrarsi negli ingranaggi amministrativi di ognuno, i dati vadano considerali con ogni circospezione ·e non ciecamente accettati. Infatti, parlando della spesa presso di noi, come si possono ragionevolme.nte comprendere fra le spese del casermaggio quelle di L. 80,000 pei mobili degli uffici, di L 22,000 per la pulizia delle fortezze , e di L. "70,000 . pei corpi di guardia (riscaldamento), ed anche l'altra di L. 22,000 per i letti che usano gli nfGciali distaccati nei forti, pei quali l'impresa riceve un compenso maggiore di quello che pei letti · della truppa ? È vero che probabilmente queste spese, dirò così eterogenee, si troveranno comprese anche nei bilanci estel'i, ma ·converrebbe che la proporzione fosse sempre uguale, chè allora solamente non se ne ri:;;entirebbe il confronto. Ad ogni modo ecco dati 1'elativi agl i eserciti stranieri. L' Austria- Ungheria spende: , lJer l'esercito comune : ' . Servizio delle caserme e dei letti, dell'illnminazione e del risca.ldamento . , Fiorini ,J ,05'.1,90.4 Paglia pei letti . >) 26 1,294. Pei magazzini, compreso il personale . » 22,0:36

La manutenzione di un letto costa, come si è veduto, ogni anno , fiorini ,1 kr. 33, il rinnovamento 4 ,96, cioè fiorini 3,::?9 in tutto. Calcolando il fiorino a L. 2 ,30 circa di nostra moneta, un •posto letto costa al giorno . Lire 0 ,02 07 · Da: noi invece al lordo 11 0,0350

1

Fiorini 1,335 ,28 1 pari à lire 3,004,28 1 Sui bilanci delle due difese cis e , Lire ,1,tl05,7 I 9 trans-lei tana . 1

1

1

Spesa to!ale

» 4 ,9,1 0,000

cioè in più . » 0 ,0'143 E non si tiene conto del personale ammini strativo e contabile, la cui spesa riguarda ,1ltri capitol i del nostro bilancio. La spesa· arinua per ogni uomo bilan'14, 40 Lire ciato è io Austria-Ungheria di )) rn;64 ed in Italia di . cioè in pi ù . » 2,24 senza tener conto delle spese pei corpi di guardia e· per la pulizia delle fortezze che fa salire la nostra spesa, a L , n,66, ma computata la somma di L. 40,000 stanziata in un altro capitolo pei trasporti degli oggetti di casermaggio. · Vediamo ora_ quello cbe costa il casermaggio in Prussia. Colà si spendono le somme seguenti : · Conservazione e rinnovazione degli oggetti di casermaggio. Marchi :3,700,000 Amministrazione. » 25,J ,550 Marchi ~l,915'1 ,550 L. (A) 4,939,fi,87 pari ri. Illuminnzione , riscaldamento e pulizia Amministrazione. , . complessivamente cioè Spesa annua (A) )) )) (JJ) » » generale per ogni nomo bilnnèiato mentre in Italia la spesa annua è di cioè m meno

Marchi

»

8,53 1,524· 580,009 1

» 9,H 1,533 L. (8) 1 1,389,4 16 1

1

L.

,1,1, 18

»

25,7G

L.

36,H4

» L.

1

17,66 ,(9.:28

1

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·IL CASBRMAGGIO . PER LE TRUPPE

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IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

In Francia le sr,ese del casermaggio per guen ti : 'Compenso di manutenzione del materiale di proprietà dell'impresa. Corripenso d'uso per lo stesso mate riale . Abbonamento per la manutenzione e conservazione del materiale dello Stato . Mobili per le camere dei sottuflicial i. Perdite, guasti ecc. . Acquisto di pagliericci ecc. e manutenzione. Alloggi presso gli abitanti . Trasporto di materiale . J\'I a.nutenzione dei mobili per gl i uf· fìci Abbuoni alle pubbliche amministrazioni .

In complesso . Spese pel riscaldamento e l'illuminazione . TOTALE

le truppe sono le se-

L.

6,827,5'11

,distinguendosi le regioni calde, fredde. e temperale, e la durata - del riscaldamento va da Lre a cinque mesi. Si usano cnmin:etti .0 stufe in modo da util izzare pit't ch'è possibile il calore. Assidua ,è poi la cura di ridurre il consumo del com busLi?ile per la col~ alimen ti. Dai forne lli Choumare, poco economici per ,tQra eleo-li I') la specie di marmitte che richiedevano, si passò a quelli Franç~isVaillaut; essi pure poco vantaggiosi. Si usa anche la marmitta ,tubùlare de Bernard, e con buoni risultati, come si sperimentò - il sistema di coltura a vapore coll'apparecchio Egrot, la cui ado,:zi.one pare trovi o~tacolo nell'elevatezza del , prezzo. · Si sono fatti anche da noi accura ti studi per ridurre il con. ·sumo di combustib il e per le cucine. Ebbero luogo esperimenti ,coi fornelli Pedrone, Rizzi ed altri, e col fo rnello a calore con~entrato sistema llalsamello . Questo forne llo , costrullo interamente ..con l11mier'a di ferro, è ·solido , leggiero in confronto agli altri , ,non molto soggetto n guas1ar~i, e ad ogni modo facile a ripa·rarsi , per cui pui> utiìmente usll;rsi anche negli accampamenti. .Ma è specialmente noteYo le l'economia di combustibile, ch'esso ,p_rocura. Invero, mentre coi fornelli Pedrone occorrono rispett ivamente in' media per i clue ranci (uno di pasta e l'altro <li 1167 e 1187 cli legna per ogni convivente, ne basta ,carne) arammi " n . .1metà ·col fornello Balsamello, ed è per tale riguardo, come per ,gli altri, preferi bile agli altri sistem i. Facciasi pure larga parte al dubbio che sempre ed ovunc1ue ,non possa economizzarsi nella stessa misura, restertt sempre che nell'amministrazione del capitolo di cui discorro dovrà un giorno tenersi conto d.el risparmio di spesa, modificando fo rs'an_che la ,razione lecrna ed il suo ammontare ora consi derato in bilancio, . 1'l a vantaggio delle allre spese. È qu i, proseguendo , dirò di alcune cause perturbatrici, che 1hanno f~tto sì che il capitolo del bilancio. che provverle alle spese ,del casermaggio per le _truppe ed ai compensi ai comuni per gli ,alloggi militari , siasi da alcu ni anni dibalLuto fra le angustie della .sca,:sitit dei mezzi. Parrà strana a qualcuno quesl'affermazione. Egli- ragionerà forse così~ Data la forza bi lanciata, si portano nel•l'articolo 29 del bilancio le razioni di legna ~d i posti di letto -~co.rrispondenti, nel loro :1mmontare integrale r:ome risultn dalla I

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3,0 ·10, 063

))

,1 03,520 50,000 ,1 00,000

l)

»

»

327 ,300 55,000 45, 000

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16,000

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·1 ,000 -» » 10,535,394. »

296 ' 400 .

L. 10,83 11,794

E così la spesa annua del casermaggio per L. 20,6.4 ogni uomo bilanciato è di . » O,iS8 e pel r iscaldamento e l'illuminazione sempre maggiore della nostra eh 'è di

» 21,22 » 17,66

cosicchè noi spendiamo in meno.

>

3,56

È notevole per altro come in Francia il riscaldamento e l'illuminazione costano una somma :assai modesta ; invece è maggiore il rimanente della spesa, ma ciò deve attribuirsi ai maggiori comodi dei quali gode il soldato. · li mezzo usato per l'illuminazione è il gas, e pel riscaldamento le assegnazioni sono fatte in rapporto al clima del paese,

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ANNO XLI.


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IL CASERMAGGIO PER LE TRUPPE

scompo3izione tlell'assegno del soldato. Ora, dal momento che a 'parecchie impres'e (non a tutte), in seguito ai rii_)assi d'asta, si paga pel letto meno dei 35 millesimi, dei quali go'de il soldato, e per la razione legna qualche cosa meno dei millesimi 27 stabiliti (qui però il caso è più raro e più frequente il contrario), \ il conto dovrebbe tornare. Ed il ragionamento sembra correre liscio e spedito; ma parte da un presupposto inesatto. Ed è che il capitolo non deqba sopperire che ai bisogni norniali delle truppe nelle guarnigioni. Se così fosse, certo il bilancio sarebbe l'indice sicuro dellR spesa totale. Però non conviene trascurare lo. svolgimento reale dei fatti. Le somministrazioni. che gli impresari l'anno alle trnppe in guarnigione e nei distaccame_nti non escono dalla regola comune· quanto ai compensi. Non é così di quelle agli accantonamenti ed agli accampamenti. La retri.buzione delle imprese per la paglia. ·ed il pagliericcio a terra, che danno ·in queste occasioni, è mag-:giore, perchè m:1ggiori sono gli oneri che sostengono, ed il compenso cresce naturalmente quando si richiedano loro anche le lenzuola e la coperta, fino a duplicare e in qualche caso a triplicare quasi quello che si paga pel letto. Ci'ò si verifica più di frequente di quello che non si creda, e vi è questo di notevole che tali compensi più elevati spettano alle· imprese anche se danno il letto per pochi giorni, come avviene nell'occasione dèJJà chiamata della leva ai distretti, ~vvero nella fermai.a presso que~ti ultimi delle classi congedate, o quando si richiamano le classi per l'istruzione, come pure nei numerosi distaccamenti per la tutela dell'ordine pubblico, precari di lor natura, ma talora duraturi per anni. ' Se con:;ìderazioni d'igiene e d'ordine morale consigliano a non ricorrere alla giaci tura a te~ra se non nel caso di assoluta necessità, non sarebbe ragionevole che la grave spesa, che fanno gli impresari per preparare il letto e p1~r ripulirlo poi, fosse pagata col semplice compenso dell'uso del letto per pochi giorni. Ed ecco una fonte di spese, che non hanno il loro completoequivalente nella quota portnta in bilancio per la manutenzione giornaliera del letto. E non si creda per aHentura che si tràtti di poca cosa. Conviene tener conto che talvolta per la somministrazione dei generi·

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IL CASER)IAGGIO PER LE TRUP.PE

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. si ricorre al commercio, quando non si creda di valersi degli impresari, o qu~sti non siano obbligati alla_ provvist,~ di essi .. Socostano mollo, àd esempio la paglta per gli alvente i creneri n pini nelle loro escursioni. Ne!f esercizio 1893-9/k la paglia per la giacitura delle !ruppe a terra costò la bella somma di oltre 4-5,000 lire, alla quale sono da aggiungersi più di lire 68,000 pel com(lenzuola, coperte, ecc.) distribuiti con essa. penso de"ri ogcretti <".' · E qni, .poichè parlo di somministrazioni che non hanno corrispondente assegno in bilancio, oppure non l'hanno adeguato, ricorM anche la spesa per le lenzuola, che servono pei bagni. Nell'esercizio finanziario predetto le imprese percepirono per essi lire 45,000 circa, ed altre lire 48,000 per la leLLiera dei cavalli. [nsomìna si tratta di una spesa complessi va di mezzo milione di lire ( 1). A proposito di codeste spese, non sarit inutile un'osservazione, . à chiarirne le cause e In gravità. Anche se la paglia ed il combustibile, che occorrono alle truppe, in occasione delle grandi manovre delle manovre di campagna e di altre esercitazioni, sono ' fomiti dagli impresari soliti, non si può certo pretendere che si accontentino dei prezzi normali. Trattasi di concentrare grandi quantitit di derrate, di somministrarle ovunqu~ occorra, mandando al segtiito delle truppe rappresentanti ed agenti. Vi ha di più: . le somministrazioni· sono falle in condizioni difficili, nè v'è sempre da fare assegnamento sulla produzione locale, che o scarseggia 'od eleva eccezionalmente le pretese; -sicchè il più delle volte ~eppure i corpi troverebbero il modo di provvedere bene ed economicamente ai loro bisogni. Insomma é d'uopo sottostare alle conseguenze della domanda di merce in forti quanti tit, eh' eleva i . rezzi e se trattasi dei soliti impresari, pagare loro un di più P .' ' sui prezzi n0rmali, com'è del resto convenuto. V'è anche da tener conto delle spese pei corpi di guardia. Lo · stanziamento di L. '170,000 non è sufficiente, perocchè i corpi di .guardia sono molto numerosi, avendosi non solo quelli d'in·teresse militare, ma anche quelli agli stabilimenti c·arcerari ed 1

r)

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({) [,a spesa è di s~a natura varia.bil.e, e dipen1te dall e circostanze. Così nell'e~erèizio !891.-92 si spese poco più di lire 350.000, e nel i892·93 invece lire 670.000 circa.


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lL CASER~AGGIO PRR LI~ TltUPPH

lL CASERMAGGIO PElt DE TRUPPE \

alle tasse dello Stato (i). Inoltre vi sono le spese pei locali or,cupat.i dagli uf'liciali e dalla trupp:i ne i fori.i di sbarramento, e quelle pei com11ndi rii stazione; compreso il . consumo del 1ws. Non si va l1Jntano · dal vero affermando che tutto ciò costa annual riente non meno di L. 240,000 . 1 Nè è da tacersi di un'altra scaturigine di spesa ed è quell a dei compensi dovuti ai comuni per gl i alloggi militari. Le L. 1160,000 stanziate non bastano sempre, a prescindere che buona parte ne assorbono gli alloggi degli ufficiali, spesa anche questa che poco ha da vedere col casermaggio. Nell' esercizio 1893-9/4, per quesce spese fn superata di molto la 5ornrna sud detta a cagione dei moli di Sicilia e della Lunigiana. Essa, in ogni modo , non dà. mai alcun avanzo. dovenc1o:-i ciò che non si è pagato nell'esercizio portare nei residui per soddisfare i r.redili dei comuni talora anche a disl,inza di alcun i anni per · 1a mancanza di un preceuo di legge che li ob.bl ighi a pi·esentare i conti entro un termine stabilito, in.conveniente r.ui forse ; arà ovviato fra breve con un acconcio provvedimento inteso a rendere im ~ mediato il pagamento' d_egli alloggi, che sono dati dai comuni e dagli abitanti. , Ed ora quali sono le previsioni per l'avvenire? Prima di tutto del combustibi le. Ritflngo che non siano a,sperarsi grandi risparmi, e che forse converrit piuttosto aumentare che diminuire la somma di L. 35,000 assegnala pel maggior 'conto , della razione legna. I prossimi appalti daranno nonna all'uopo; ma l'intonazione è questa. Invece potrà scemare sia còi nuovi contrat[i sia pel servizio a gestione diretta la spesa pei lett.i, e, scadute le impre~e attuali, sa1:ebbe possibile volgere ad altro scopo, in ispecie al miglioramento dei letti la somma di L. "87,000 ora impos[at.a per la maggiore spesa r.he costa il let[o a branda in confronto di quello ·coi cavall.elli. ·

Diminuirà anche d'ora innanzi la spe~a pei mobili degli uffici, ed il risparmio derivante dalle' ultime dispo5izioni che li riguardano, gioverà anch'esso ad introdurre altri miglioramenti, spe· c-ialrnente all'acquisto di letlì. - Devesi però i~ queste previsioni far la debita p:wt. e all 'impt;evedhto, che. alle V(ilt.e impedisce la real izzazione di ogni disegno anche lungam ente studiato ed accarezzato . VII[. CONCHIUSlONE.

1

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(il Il bilancio della guerra sostiene per 11uesti corpi di guardia 1111,t s pesa di oltre L. "40,000. Oni nc,n d()vrebhe essa sostcneni dni Ministeri flell'intcrno e da quel10 del

tesoro?

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Erl ora lo scrittore, dopo si lungo discorso, dovrebbe finalmente conchiudere. Egli , non può lasciarne la. cu ra a citi ebbe la cortesia di seguirlo, dicendogli col poeta: '

'

'

)'lessò t'ho · innanzi : omai per te ti ciba;

peroccb è gli è d'uopo riconoscere che a conchiudere mancano molti elementi, e principalmente un corredo di cifre attendibili, · che dimostrino in modo irrefut.al.Jile che uno dei metodi di gestione studiati è agli altri preferibi le. S; può parteggiare per la. ge$1.ione diretta ·condotta dal commissariato; ma non possono addursi dati positivi che la dimostrino feconda di risparmio ed atta a garantire la conservnione ed il miglioramento del materiale ch'è pure un elemento sì importante. Altri può sentirsi portato a lasciare ai corpi anche la. cura del casermaggio; ma non potrà, ,fino a questo momento, provare eh' essi r iescano a superare le · molte dif!icolt.it., che ho cercato di dimostrare. Riesciranno i comandanti di reggimento e di compagnia a.d essere non solo buo.ni padri, ma eziandio a trasformarsi in. ottime mass,iie? Dei dubbi sono possioili, perocchè nelle nostre famiglie la cura del bncato e di far vivere alla biancheri,l lunghissima vita non .è affare _del capo dPlla famiglia, r,he si o_ccupa soltanto nelle grandi. linee dell'amrriinistrazione domestica, se pur sempre se ne occupa, e non ne lascia intera la responsabilità alla sua compagna. ' · Non mancano p0i, e non sono pochi, i fautori della gestione del casermaggio ad impresa. S'intende che vogliono appaltatori


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IL CASERMAGGIO PER LE 1'RUPPE

buoni ed onesti; contratti chiari ed espliciti; rigorosa osservanza dei .patti ; e via dicendo. Delle imprese, io ho dello molto m·a1e. Non ostante devo pur riconoscere che non sono tutte ugual i, e che, ,vigilate senza debòlezie· e riguardi, potrebbero far buona prova, e liber~re l'amministrazione da 1nolte molestie. Ora se al lettore non è forse dato di trarre un'affermazione .sch iella e franca a favore di uno piullosto che di un altro sistema. salvo non voglia dare pe1· un giudizio fondaw un'opinione aprioristica non avvalorata dai fatti , e rerciò frutto più che altro del sentimento; neppure a me ·lice il bandire in modo assoluto il verbo della verilà.. Siamo in un sei.;olo positivo, e tutti i suoi figli, anche i' pitì. portati ali' idealismo, puzzano lontano un miglio di statistiche e di prove sperimentali. Un'idea non ha probabiliJà di essere accolla se non ~ sorretta da elementi persuasi vi: Accanto alla scienza dell'amministrazione, che pro_clama per veri certi principii , i quali a chi bèn guardi appaiono spesso informati ad alcun che di con,tengibil e e relativo., v'è l'arte dell'amministratore, che non giura sui principi, ma vuole la certezza matematica. e solo colla scorta di essa si muove ed opera. Laonde neppur io giurerò per alcun sistema. Vi sono in corso delle prove in paesi ed in condizioni diverse. Il commissariato .militare farà - non è a dubitarne - ogni sua possa. I corpi dal canto loro vorranno mostrarè l'efficacia dell'opera propria anche nell'ari1ministrare il casermaggio e prov. vedere da sè al combustibile. l?ra pochi anni questi modi di gestione ci daranno dati e termini di confronto. I rendiconti ar1.nnali, non di uno o di due, ma di parecchi anni, ci diranno non solo la spesa reale - sarebbe il meno - ma anche quanto danaro potrà occorrere per rinnovare il materiale. E ciò dar:t la misura della cura maggiore o minore che i consegnatari dell'amministrazione o dei corpi avrnnno posto per con servarlo, per ripararlo; per farlo insomma durare in istnto servibile il più possibile. J.?ratt.anto sarebbe forse imprudente generalizzare l'nno o l'altro metodo di gestione. Ciò potrebbe obbli'gare troppo presto a tornare indietro. Contenuti invece gl i esperimenti entro certi limiti,

lL CASERMAGGIO PER LE 1'RUP.PE

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saranno meno temibili te sorprese, e si potrii. fare uno studio più calmo delle innovazioni adottate. Si avrà inoltre l'agio di utili raffronti. colla gestione mediante le imprese rette da contratti diligentemente compilati, perchè esse procurino alla t(·uppa .un buon servizio, ed arrivino in sostanza a quel punto che si prt)pone di raggiungere l'amministrazione diretta del casermaggio, ·ed il nuovo capitolato d'oneri ha fotto, se mal non m'appongo, un. gran· passo su questa via. ' Se è vero èhe le buone legg i non, giovano ad un _popolo senza i buoni costumi; se è vero del pari che le istituzioni politiche rite· nute teoricamente eccellenti e ché fioriscono in una nazione, inti:sichiscono in un'.altra, non dobbiamo correre dietro a frasi fatte. Domandai:e dobbi'amo invece, tornando al modesto mio obbietto, ,in alto ed in basso uomini che col sapere, colla costanza nei propositi, coÌl'energia schiva dai mezzi termini sappiano bene ammi-nistrare. La questione del modo allora scompare, e diventa poco . più di una questione di parole. Non contano che i risultati . 1

GUSTAVO CARONC!NI.


NOTIZIE POLIT1 CO-llllLlTARI

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N01.,IZIE POLITICO-~IILITARI

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Negli ultimi giorni della precedente quindi~ina il generale Baldissera col grosso del corpo di operazione si trovava ad A.di Caiè. 'Ras !.\fangascià e Ras Alula stringevano davv icino Adigrat; i ribelli Sebat e Tafarì guardavano i passi delle strade che adducono a questa fortezza. La libernionr del presidio di Adigrat erà l'obbiettivo del generale Baldi,:sera, ma l'insufficienza dei mezzi di trasporto e la straordinaria siccità . obbligavano alla lentezza; le forze del nemico, non disprezzabili anche dopo la partenza di i\leneUk, e la natura dei luoghi obbligavano alla prndenza. Durante il mese ,di aprile erano partite a varie riprese per l'Africa spedizioni di materiale e di quadrupedi ; fra gli ultimi di aprile e il primo 1di maggio il generale B,aldissera trasferì il suo campo a Senafè senza incontrare il nemico; la notizia giuntane in Italia fu causa di molta gioia · perché si comprese che, con o senza combat.t.imenlo, la liberazione di Adigrat, era vicina. Difatti il. generale ·Baldissera non fermossi a Senafè, ma il 2 maggiQ cominciò la sua marcia offensiva su Adigrat. La colonna principale,. fo rmata dalle div1sioni Heusch e del Mayno e da quattro battaglioni indigeni, mosse per Rarachit; una seconda colonna, agli ordini del colonnello Paganini, f~rmata da due battaglioni, di bersaglieri e dalle bande del Serae passò il .Marnb ad Adiqualà, accennando ad Adua per far divergere le forze nemiche. Una terza colonna intermedia, composta delle bande agli ordini del tenente Sapelli, fiancheggiava a destra il corpo principale movendo da Coatit collo stesso obbiettivo. Corpi nemici in posizione a nord di Adigrat parevano intenzionati di contrastare il passo; ma là resistenza fu quasi nulla; la sera deL2 maggio il grosso del corpo di operazione si trovava raccolto _a Barachit L'ava n-

guardia, composta di due battaglioni indigeni agli ordini del colonnello Stevani, rinforzata da due battaglioni alpini, s'era impadronita della gola di Guna Guna dopo breve combattimento con gli uomini di Sebat, i quali si eranò ritirati lasciando sul terreno sei morti e parecchi feriti; i nostri elibero urì morto e sei feriti. I giorni appresso proseguì la marcia. Nel pomeriggio del 4 il Mrpo di operazione si accampò a Cherseber, tre.quarli d'ora da Adigrat. li nemico aven molestato sui ·fianchi la nostra marcia, ma srnza opporsi di fronte e ' seoza presentarsi in forze su nessun punto; occupavi\ però fortemente posizioni dominanti nei dintorni di Adigra t. e pareva intenzionato di opporsi allo sgombro. ' Lo stesso giorno (I, si stahiliròno comunicaiioni <lirette col presidio ; il coinandante dello stesso, nrnggiorn Presbinarì, si recò al quartier generale, e le prime truppe liberatrici entrarono in Adigrat. Nella notte dal '1, al 5 i tigrini si allontanarono; Tafari prese ,poSÌzione a nord est del fol"te; Mangascià ,battè in ritirata verso Hausen; _ di Alula si seppe che, ingannato dalla dimostrazione del colonnello Paganini, era corso fino dai giorni precedenti a difesa di Adua; Sebàt dice-. , ·vasi ali' Amba Matzò a sud di A<ligrat. · Cominciò subito lo sgombro degli ammalati e dei feriti che, in nurnero di circa' trecento vennero diretti su Adì Caiè. 11 nemico non sì fece vedere.

....* Così le abili mosse del generale Baldissera avevano ot1enut.o lo scopo liberando quel presidio e i rifugiati nèl forte da una resa ine,·itabile e -- l'Italia ·da un grande incubo, ma non bastava; occorre,,\ fa re il p.ossibiìe per ottenere la liberazione dei nostri prigionieri che si trovavano nell'Aga1hè e nel Tigrè. Oa Adigrat. il generale Baldissera inviò messi a Mangascià, Sc:bat e Tafari intimando loro di consegnargli i prigionieri che avevano nelle . mani e miJ;1acciando. tutti e tre di gravi rappresaglie in caso di rifiuto. Tafari, dopo qualche tergiversazione, restitui il tenente Cimino e i quattordici soldati che teneva con sè; Mangascià, cercando di guét.dagnar. tempo, scrisse ch'era incaricato da Menelik di trattare e firmare la pace, e. . ch'era pronto a rilasciare i prigionieri appena si fosse abbandonato Adigrat. Sebat, mentendo, rispose di non avere prigionìeri; che d'altronde non gl"ìmportava affauo delle rappresaglie, si metttisse pure fuoco a tutto il paese.


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Il colonnello Stevani; incaricato di punire Sebat, si diresse con tre battaglioni contro l'arnbà di Debra Matzò, sol ito sno nascondiglio, ma la trovò abbandon1~ta; lo inseguì allorn di amba in amba, e lo raggiunse in coda uccide_ndogli dodici uomini e togliendogli 300 capi di bestiame. Al momento in cui scriviamo le cose sono a questo punto. Le trat.tative per la Jiberaziqne dei prigionieri, che si trovano nel Tig\·è e nel, l' Agamè, continuano. Ci si è messo di mezzo il priore del convento di Debra Damo, amico dei ras, il quale teme rnppresaglie sul convento, ma le speranze di 1·iuscita non sono molte, vista la piena indifferenza dei capi tisrini sulla sorte delle popolazioni soggette al loro dominio.

.. "" Negli ultimi di aprile furono pubblicati quattro libri ·verdi su ll'Africa, contenenti la corrispop.denza tra i ministri dél Re e i governatori del11Eritrea, più gli altri documeµti relativi alla politica coloniale ed alle operazinni militari in Africa dal gennaio :189~ all'aprile 1.896. ·. Le discussioni e le polemirhe a çui diede luogo questa pubblicazione interessantissima, dui·arono tutta la quindicina e non sono finite. Noi ci limiteremo a · trarre da essa un cenno del come si svolsero le trattative di p!)ce e perchè fallirono. Le prime pl'oposte di pace fatte da Menelik e sulle quali, per . mezzo del maggiore Salsa, si aprirono le trattative erano le seguenti: ,1° confine fra l'Eritrea e l' Et.iopia segnato dal l\fareb-Belesa-1\fona; 2° trattato di alfoanza fra l'Italia e l'Etiopia, esclusa qualunque forma di protettorato; 3° nomina di capi accetti ali' Italia nelle provincie confinanti; ff, 0 sgombro di Adigrat. Queste proposte furono accettate in massima dal governo italiano., il quale però aggiunse due altre con'dizioni: i O restituzione in breve tempo dei prigionieri; 2° impegno del negus di_non accettare il protettorato di .qualsiasi altra potenza. Queste d ie condizioni semplicissime, il negus non volle accettarle e ciò fu la causa dr.1111 rottura delle trattative; il qual fatto dimostra quanta ragione avesse il governo italiano di proporle ed esigerle. La restituzione dei prigionieri che, presso tutte le nazioni civili, è conseguenza naturale e diretta del trattato di pace, Menelik voleva che fosse oggetto di una convenzione spèciale, cerio llerchè i prigionieri fossero . ricomprati a danaro. Ma a che ci servirebbe, nella presente ·situazione, il trattato di pace senza la restituzione dei prigionieri? La linea MarebBelesa-1\foua possiamo prenderla anche senza trattato di pace. 1

N'è meno significativo è il rifiuto di non. sottomettersi al protettorato di altra potenza. Duni1ue qualche protettorato era in progetto I Anzi era forse Io scopo di chi ha spinto e sostenuto Menclik nella guerra. E si noli -che il negus no.n respinse subito questa condizione, ma solo quando gli fu dettò che .il trattato non poteva rimanere segreto; sicchè pare che egli sarebbe stato ben lieto di accettarla, ma non voleva oomprometterst cogli amici e coi creditori. pi più, la brusca rottura, la sconvenienza del modo con cui fu comunicata e la tenuta · in ostaggio del maggiore Salsa, contraria al diritto delle genti civili e barbare, dimostrano un pentimento delle prime proposte che il negus avea fatto forse avanti di ascoltare consigli, e i\ deliberato propòsito di ritirarle. ~

** Il u corrente cominciò alla Camera la discussione sulle cose d'Africa e durò molli giorni svolgendosi ablrnstanza tranquilla. , Le aberrazioni di qualche onorevole dell'estrema sinistra che disse • °'eritamente gli Italiani essere stati vinti perchè erano· andati a port::ire ,in Africa il brigantaggio )> p::issarono liscie, quasi inosservate, forse perchè oramai la Camera e. il pubblico ci sono avvezzi. Fro le opinioni sostenute, tre specialmente emersero e meritano di essere nota te: 1a crueIJa più o meno esplicitamente contenuta in molti ordin( del giorno dell'estrema sinistra, con cui s'invitava il -governo a ritirare le t.rnppe dall'Africa abbandonando ln colonia; 2a queib accennata· nel seguente ordine del giorno svolto dall'onorevole Sonnino: «La Camera convinta della necessità di continuare la guerra in Africa 6ntantocbè non si siano as~icurat.e, con l'onore della bandiera, la difesa della colonia e la liber~z:ione di tutti i prigionieri, passa alla discussionedell'articolo» ; 3a· quella del governo che apparisce .dalle dichiarazioni dei ministri e specialmente dal discorso pronunciato nella seduta dell'8 corrente dal generale Ricotti, ministro della guerra. « Nessuno vuole la guerra a fondo (disse l'onorevole Ricotti) perchè occorrerebbero 1500 milioni, 150 mila uomini e ,due anni di prepa~~ . « Noi vogliamo quindi essere padroni assoluti al nord del Mareb e, se attaccati . nelle nostre posizioni, non solo dobbiamo respingere i nemici, ma inseguirli. Il gene1·ale rlaldissera è .completamente autorizzato. « Fu posta · la doppia questione della linea Adua-Adigrat e di quella Mareb-Belesa-1\tnna.


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<< É bene tenere la prima? Non lo credo, perchè essa richiede 5000 uomini di più e, 6 milioni di più all'anno. Noi quindi, anche senza la pace, vogliamo tenere il confine alla linea Mareb-Bele,a-Muna. ' 1, In quanto ad Adigrat, avendo il generale Baldissera chiest~, se dove,·a tenerlo gli fu risposto così: se nell" aprirsi la via ad Adigrat avesse sconfitto il nemico, si sarebbe potuto discutere se convenga o menoll.enerlo, ma siccome le forze del nemico sono intatte, le ordiniamo cli ripie;:;are al conlìne Belesa-M una. « L!i ragione è chiara. Se Baldissera avesse scompaginato le truppo tigl'ine, hasterebb'e a tenere il forte un battaglione - ma siccome il nemico ha sfuggito il comba ttimento, ci vorrebbe un corpo d'armata, dillìcile a vettovagliare, tantochè per assicurarsi i viveri per 6 giorni, il genera le Bald issera ha dovuto impiegarne HS. » ·· Ciò premesso, .l'onorevole Ricotti assieurò che rientrare nella linea ì\lareb-Belesa-Muna, non significa, come vorrebbe ·l'estrema sinistra, un primo passo per ve11Ìt'e al ritiro gradua.le delle truppe dall'Africa; i provvedimenti che prenderà il govemo per fortificare validnmente questa linéa di confine proveranno che s'intende restare ed assicurare la colonia megl io di quan10 siasi fotto finora . Quanto all'ordine del giorno Sonnino, l'onorevole Ricotti dichiarò di non poterlo accettare, perchè ci obbligherebbe a far guerra se non si potesse ottenere il riscatto dei prigionieri che sono allo Scioa, e ripetè quanto-' aveva detto in altra occasione, non essere cioù il caso che si pai·I! di rialzare il· pre$Ligio della nostra bandiera perchù esso · non fu mai cosi alto. L"onore dell'esercito è intatto, quando uflìciali e soldati hanno mostrato di sapersi battere e morire.

** * Queste furnno le dichiarazioni dell'onorevole n icotti rispetto alla guerrasull'altipiano abissino, nè meno esplicit.e furono quelle riguardantr. Cassala. Disse che per ragioni politiche, quando altre non ve ne fossero, bisognava tener.la, e aggiunse che, negli ultimi dello scorso mese, in seguito a notizie di un probabile ritorno dei dervisci, avendo il generale· Baldissera chiesto istruzioni al Ministero ed accennato all'e.ventualità di una ritirata su Agordat, stante le difficoltà di approvvigionare quei fo rte, gli fu risposto di fare il possibile per rifornirlo sollecitamente con tutti i mezzi di cui poteva disporre, e poi, ,(( malgrado il pericolo cui si troverebbe esposto il presidio, se fosse investito ed assediato da nu-

metote forze nemiche, affrontare quest'eventualità e dar ordini a qu(jl com~n~ante di tener formo al suo posto fino agli estremi .del possibile ». · A queste parnle 1ell' on: Ricotti poco aggiunse, in sostanza, il presidente del .Consiglio che parlò il giorno appresso; disse che la linea di · coìlfine Adigrat-Adua, voluta da alcuni, sarebbe la continuazione della guerra e la causa di nuovi disastri, mentrn ha fiducia che la linea ì\forehBelesa-1\fona sia la pace; mandò nn saluto al generale Baldissern, al còÌonnello Stevani, al ·maggiore Prestinari, a tutto l'esercito 'd'Africa che hanno compiuto così onorevolmente il loro dovere e conchi11se che sai:ebbe stato pago s,~ la Carnera badando più alle cose che alle persone, avesse sempficement.e preso atto delle dichiarazioni del Governo. Un ordine del giorno in questo senso venne prnsentato dall'ouorl'vole Suardi ' ed approvato con 278 voti cont;-o 183 e o a~tensioni. Cosi-la questione africmia può dirsi fini ta, o al meno entrata in un periodo di sosta; e siccome a difendere la nuova ,linea bastano esuberantemente le fo rze che si tro vano sull'altipiano, furono d:Jte disposizioni per il rimpatrio di quelle che si trovano ne!la l·egione ma i·itti.ma (dieci o dodici battaglioni) che non conviene assolutamente lasciare su quelle sabbie infuocate durante la stagione estiva. ** 'I-

Continuano con splendidi risu ltati le-sottos<:rizioni per i fe riti e mutilati in Africa e per le famiglie dei morti; nè torneremmo su questo argomento se non fosse necess(lrio notare la generosa offerta di lire quatti-ocentomila fatta dalle LL. MM. il Re e la Regina e dai Reali Principi, e riportare la nobile lettera al generale ~fozzacapo, presidente della commissione governativa per In distribuzione dei soccorsi, con cui il Min_istro della Real Casa, generale Ponzio Vaglia, aceompagnò l'offerta: « Sua Maestà il Re e la Reale famiglia, che semp re vivamente partecipano alle ansie e alle trepidazioni destate nel paese per le vicende jella g~erra africana, seguono pure con profondo interesse l' ammirevole gara di caritb in cu i so.no gli italiani ani mati per il fine altamente ,ipatriottico cli recare conforto e soccorso ai dolori sofferti. « Giustamente orirogliosa delle eroiche gesta compiute da quant.i strenuamente pugnaron~ per l' onoi'e della patria bandiera e per la causa della civiltà, la Nazione intera con mesto ·pensiero rivolge la sua sollecitudine ai feriti ed alle famiglie déi caduti sui campi cruenti, e l' Au-


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gusta Casa rende anche in questa occasione il suo tributo di reverente compianto verso coloro che fecero di sè alto e generoso sacrificio. ,e Con questi pietosi sentimenti S. 1\1. il Re porge a V. E. ed agli illustri componenti la Commissione governativa per la distribuzione dei soccorsi alle famigl ie dei morti e dei feriti nella guena d'Africa, le più sentite grazie per l'opera altarrrnnte umanitaria cui attendono con tanto amore, e nel tempo stesso l'Augusto Sovrano a nome proprio ed a nome di S. M. la Regina e dei RR. Principi mette a Lei disposizione l'offerta di lire quattrocentomila da aggiungersi ai fondi che si raccolgono per lodevole iniziativa di cotesta Commissione e per gli stessi fini di C'ivile. carità esercitati indistintamente vers() italiani ed indigeni assieme combattenti nelle t.ruppe coloniali » . · Contemporaneamente altre centomila lfre, accompagnate da simile lettera, furono da S. M. il .Re e dalla Reale famiglia offerte all'Associazione della Croce Bossa.

di disciplina e di controllo, garanzie che nessuno meglio e più iarga' rnente può offrire delle autorità n1ilitari. « Vi è poi una importantissima ragione, che sta innanzi a tutte le altre enumerate, quella cioè ,!elio scopo cui mira l' istituzione del tiro a segno, ossia la preparazione della gioventù al servizio militare e la conservazione pc Ila pratica delle armi nei. militari in congedo. t Li, legge organica concede dispense da determinate istruzioni mililari e non poche altre facili tazioni ai giovani che frequentano le società di tiro. Quelle dispense e facilitazion i non possono, anzi non debbono accordarsi dal l\finis1ero della guerra, senza che esso abbia diretfa ingerenza sull'andamento delle società, senza che esiga tutte le garanzie, che la istruzione tecnica impartita può tener luogo di quella militare, della quale i tiova'ni chiedono di essere dispensati. • Continua la relazione dicendo che a miglior tempo, Governo e Parlamentù potranno, con pacate, esame, occuparsi di tulle quelle sostanziali riforme, i cui criteri e concetti si collegano alle impc,rtanti que-slioni dell'educazione fisica dei giovani ed all'organizzazione militare del pa,ese. Ora nell'attesa e nei limiti del possibile, conviene provvedere affinchè l'istituzione del Ti ro a ~egno non volga in rovina. · A questo ohbietlivo mira il ritorno del Tiro a segno alla dipendenza del Ministero della guena, dove, coordinato colle leggi militari e segnatamente con quella del reclutamento, saviameme ·diretto col concorso delle "toc,ili autorità rn ilitari, e colla coopernione preziosa della h.enemerita classe degli ufficiali in congedo, potrà presto riacqu istare maggior prestigio, riuscendo, come deve essere, preparatoria e complementare istituzione dell'esercito.

Il 4 corrente venne pubblicato un R. Decreto col quale la direzione e l'amministrazione del tiro a segno nazion!lle, che con decreto p1·;. cedente erano passate dal ministero della guerra a quello dell'interno, ritornano al ministero della guerra. Questo· llecreto .è accompagnato da una ·relazione in cui sono accennate le ragioni tecniche, finanziarie, d'ordine pubblico, ecc. ecc., per le quali la detta istituzione dev'essere affidata al ministero della guerra, cioè: « Per ràgioni tecniche, perchè soltanto il ministero della guerra ha vera competenza nella risoluzione d'elle varie questioni che al tiro a segno si riferiscono (poligoni, armi, munizioni, istru,zioni mili tari, esercitazioni al bersagli~, gare, ufficiali ili congedo, ecc.). e< Per ragioni fi nanziarie, percpè il ministero della guerra può valersi delle dipendenti autorità locali, mentre quello dell'interno o deve, per tutte le questioni inerenti al servizio, rivolgersi al ministero della guerra con maggiore perdita di tempo e con minore efficacia, oppure, e questo principalmente per tutto ciò che riflette la· costruzione dei campi di tiro, deve ricorrere all'opera di un personale civile, sostenendo maggiori spese senza ottenere uniformità di indirizzo· e sollecitudine di risultati. << Per ragio1 re dì ordine pu,bblico, perchè, trattandosi di somministrare anJ1i e munizioni ai cittadini, è nece:::sario avere tutte le maggiori garanzie

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.Fino dalla prima seduta della Carnera, l'on. Ministro della guerra presentò il progetto per la leva sui nati nel :L876. Le principali disposizioni di questo progetto sono: a) lissa re a H8,000. uomini 11 contingente, di :La categoria della leva sui nati del 1876, dei quali metà con ferma noniinal~ di ;3 anni e me~à .con ferma, parimenti nominale, di 2' anni; b) mantenere la ferma di 3 anni nominali per gli inscritti assegnat.i · alla cavalleria; e) costituire coi rimanenti inscrit.ti idonei alle armi una 2" categoria, ossia una riserva di complemento dell'eserci to permanente, che potrà inquadrare dai 7000. agli 8000 inscritti circa.


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La relazione ministeria le ,che accompagna iI progetto prevede che -questa riserva, pt>r ora molto lin'l itata per adempiei-e al proprio uffici1¾, crescerà notevolmente in avvenire per effét.to di modilìcazìoni alla legge sul reclutamento, èlu~ saranno quanto prima presentate. Un altro progetto di legge importantissimo che pende davanli alla Camera ·ed andri, presto in discussione è quello sull'avanzamento. nel. regio esercito già approvato dal Senato. La commissione parlamenta re che l'ebbe in esame negli uffizi gli è -completamente favorevole, come apparisce dalla relazione già distrihui1a · dell'on. Marazzi; onde può ritenersi che l'approvazione di esso, salvo qualche modificazione lievissima, sia certa; così .verrà finalmente colmata quell:i l:icun11 che da tanto tempo esiste e fa sentire i suoi effett.i nel nostro ordinamento mili tare. · Anche di prossima e, probabi lmente, tranquilla discussione e approvazione è i_l progetto di legge sul bilancio della guerra, intorno al quale già fu distribu ila la relazione fovorevole dell'on. Grandi.

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NOTIZIE POL ITICO -MILITARI

NOTIZIE I'OL11'IC0-MIL1TAR1

prestanza militare necessarie per l'esercizio del comando e pel prestigio -del grado. La parte teorica relativa ai regolamenti sarà svolta in modo som, mario, trattenendosi sulle parti , principali e dando per le altre un ra.zional~ indil'izzo, onde gli ufficiali possano poi compiere da lor~ la proprja istr~zione. , Sono ammessi a frequentare il corso gli ufficiali in congedo che ne facciano domanda. Ad essi non ~ompete alcuna indennità od assegno. . · Roma, 15 maggio 1896.

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" * Fra le più importanti disposizioni d'interesse militare pubblicate nelia <Juindicina notiamo quelle che riguardano le istruzioni degli ufficiali in ·con,gedo. · Ministero ha determinato che, invece dei conii liberi fes tivi come -neglì anni scorsi, abbiano luogo quest'anno, qu:ile esperimento, corsi di istru7,ione continuativi della durata di 15 giorni, per gli ufficia li inferiori dell'arma di fan teria (fanteria di linea, bersaglieri ed alpini) di complemento nll'esercito permanente ed alla mil izia mobile, e di milizia territoriale. Detti corsi, che avra9no principio il giorno .rn settembre e termineranno col giorno ao dello stc5so mese, procederanno sotto la direzione di un ufficiale superiore dell'a rma di fanteria del l'esercito permanente, aelegato dal comandante del presidio e, nel le località sedi di battaglione, sotto la direzione. del comandante stesso; tuttavia nei presidi, nei quali intervenissero al corso soltanto ufficiali subalterni, potrà essere direttore del corso un capitano dell'ar'ma di fanteria dell'esercito permanente. L'insegnamento verrà impartito da ufficia li inferiori dell'arma di fanteria dcli' esercì to permanente, ali' uopo destinati dai ,comanclan ti di presidio. In questo insegnamento si dovrà .da re la maggiore importanza alla ;part;e pratica, affinchè gli ufficial i acquistino l'attitudine, la energia e la

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ANNO XLI. ;

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NOTIZI E MILITARI ESTE RE

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FRANCIA.

NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA-UNGH~RIA .

. . . na _ Dalla Allgemeinc .MilitiirA.wnento dell' artiglw:ia da c•at nia~n ·,\ ustria-Ungheria un aumento :leviamo che e proge, a O • • · • \ r · 1 Zeitung 1 li' . • . d" c·impaona. si vogliono c1oe or'd ·e •olc de art.I" 1iena " • e> • • . molto cons1 e1 ' . . t'arma dei quali 7 per l'Ungheria mare '15 nuovi regg1ment1 i ques ' ed 8 per le· province cisleitane. austriaca è costituita da l' tiglieria da campagna Presenieme~te .. a~ . batterie ed un quadro di deposito, e t, 2 reoaiment1 d1v1s1ono 1l su 4 . . l ee . di cor o d'armata colla stessa formazione. . Hl, regg11n~nt1 . / . ·eogimenti è asseanato inoltre un gruppo d1 Ad 8 d1 questi u tum 1:1.lc>,d . nedesimi asseanata una delle bat. cavallo e a . e1 i o . d 2 battene a .•. d I te nel territorio di occupazione (Bosma e terie da montagna is oca Erz~govina). .d' battei·i·e da monto<•na che aJ\a, . l . è . lì e un gruppo i 3 " Nel Tiro o v~ in ~ t nano inoltre anche 4 batterie da cammobilitazione s1 sdoppiano e ori • , a caneagiata ristretta. . . .. . . t' pagno. c,~ t, d . ddetti 4'2 recrgiment1 d1v1s1onah ernno assegna 1 Fino ad ora, :i. i e1 su o ad altrettante division; della Lda'.n(ft~eh'.·· di linea ~d ~na della La1ulwehr, iv1s10n1 I l cor po d'armata su. due t tale di -128 bocche da fuoco. d.ispone presentemente . · , . m. . o d lle batteri, da montagna a S eraievo. - Le Nu?vo com.a-ndo d ispez~one e anie d'articrliel'ia da fortezza, dislocate batterie da montagna ~ e c(D omp~o ed Erze~ovina) non sono riunite in . · d' ccupazione osma i, ' nel 1err1tono o . 11 str· e bri"ate ma sono poste alla dipendenza · rrispondent1 a e no ., ' . . gruppi, co . . d' . . ne d'artiglieria dei quali finora es1ste. . dcu1 comandi , ispez10 ' . d de1 cosi b ,. d montauna ed uno per le compagnie a vano 3, dtie per le attene a o .

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forlezza. ff . l' A,-,neehla.tt, fu ordinata la fo rmazione quanto a erma S . Ora, --econdo ~ . . .. delle batterie da montagna a era1evo. . . comando d 1spez1one dJ un te11.0 . . . . . ne di queste batterie risiedono uno pure Gli altri due comand..,1 d·t1s~eg~est'11ltirno ha alla suo dipendenza 1$ bate ·aievo l'altro a 11 os a1. ~ . a si . . • d' d' S ·a·evo ne hanno 3 per ciascuno. lerie, mentre l due ~om,lll i i e1 i

Il nuovo zaino. - È incominciata alle truppe dislocate alla frontiera .alpina ed a quella dcli' Est la distribuzione dello zaino nuovo modello. Questo pesa solo chilogrammi i ,820, a differenza dell'antico che pesav3 chllogrammi 2,370, con una riduzione di peso di chilogrammi O,titiO. Le dimensioni Lici nuovo zaino sono di 28 centimetri d'altezza, su 36 di larghezza. La riduzione del peso e delle dimensioni è dovuta alla soppressione del tiretto per le cartucce (portandosi ora queste tutte nelle cartuccere attaccat-e al centurino) all'assottigliamento dell'ossatura del legno ed allo alleggerimento delle ubbie e dell' armatura metallica essendosi sostituito l'anu·minio al fer ro. I nuovi iitensiU di alluminio. - I materiali di accampamento costrutti ìn alluminio hanno fatto un nuovo "passo decisivo verso la definitiva loro adozione nell'esercito. Secondo la stampa militare francese, tutti gli sperimenti falli prima nei laboratori, indi nei corpi di 1ruppa della !4,• e ma regione, e da ultimo durante la campagna nel Madagascar, hanno dimost.rato che gli utensili di alluminio sono stati molto resistenti, malgrado la loro leggerezza. In seguito a queste esperienze, il ministro della guerra ha stabil ilo che nei corpi sia successivamente rimpiazzato l'attuale malerìale con quello nuovo di alluminio. Un primo credito di 3 milioni di lire è stato concesso per l'anno in corso. Biciclette ciccoppiate. - Il velocipedismo milil.lre ha fatto in Francia un nuovo e considerevole pl'ogresso: Il capitano llichard, con il concorso del sigMr Morel, ha trovato la maniera di associare due biciclette pieghevoli in modo da ottenere un quadriciclo solido e molto maneggevole. I vantaggi che gli inventori si ripromettono do. questo accoppiamento di biciclette sono i seguenti : a) I reparti velocipedisti possono marciare in una formazione più compatta, sopprimendo, in gran parte, J'ollungamento delle ·colonne ; b) maggiore sicurezza di viaggio, specialmente sulle strade rese sdrucciolevoli da piogge o nevi; e) possibilità di trasportare i velocipedisti feriti; d) maggior facilitil di sostituire nel corso di una c,1mpagna le perdite avvenute nei velocipedisti non essendo necessaria molla perizia per adoper'nre il quadriciclo ;


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NOTIZIE M1L1TAR1 ESTERE-

NOTIZIE .blILlTARI ESTERE

e) possibilità di trasportare, in caso di bisogno, nel quadriciclo 1:eq11i-

pagg,amento . dei velocipedisti O Strumenti di d_istruzione, Ì~ caso. ~I. spe· ciali missioni, senza dover ricorrere ad animali o vetture di reqms1z1one, ciò che scernerebbi la vel~cilà di ·marcia; f) viene così data alle compagnie di velocipedisti l'autonomia di cui esse hanno bisogno. L'accoppiamento è fa1to in maniera che in meno di un minuto le due biciclette possono essere disgiunte, e ques1e non perdono nulla della loro proprielà cosi vantaggiosamente note. INGHILTERRA.

La campagna, contro gl'i, Ashanti. - Le ope~·azioni cont_ro gli Ashanti furono condotte con sorprendente rnpidità. E da notarsi però che non fu tirato un solo eolpo di fucile e che I' unico nemico del corpo di spedizione fu la febbre. • . Comandante di questa spedizione fu il colonnello sir Franc1s Scott. Il corpo principale sbarcò a Cape Coast-Castle il 13-U decembre 1~95. ir Sc(\tt e)aiunse a Prashu il 3 gennaio e con un battaglione S Francis • passò il fiume Prah il o.. . , . 11 17 dello stesso mese entrò a Coumassie capitale del! Ashantiland. Per questa spedizione, come del resto avviene in tu_ue le c~m~agne coloniali, la arande difficoltà si presentava nella quest10ne dei portatori. Per .què~ta spedizione che non contava più di H'.iOO u~mini, sir Francis Scott' valutava a circa i0,000 il numero dei portatori necessario. Il governatore civile della Costa d'Oro ebbe l'or~in_e telegrafico di reclutarli. l\forcè sforzi intelligenti egli riuscì a costttmre un corpo di 6000 portatori che si trovarono pronti all'arrivo della spedizione. Il governatore civile fece inoll.re , prolungar la linea telegrafica fino a :Mauso, ~he trovasi a mezza strada dalla costa a Prashu, dove aveva fatto incominciare la costrm:ione di un ponte sul fiume Pl'ah, pren~ dendo in pari tempo tutte le disposizioni per il trasporto di 20 giorni di viveri a· Prashu, ed organizzando stupe~damente il servizio di tappa. La distanza da Cape-Coàst a Coumassie è di 150 mjglia inglesi. Prashu, situata sul fiume Prah, dista 7o miglia dalla costa. Questo fiume delimita la frontiera seltentrionale della col.onia inglese della Costa d'Oro; la strada che dalla costa porta a Prashu era in condizioni sufficientemente buone e venne pure riattata. Oltrepassata però la frontiera, ' Je fitte foreste che cuoprono questa regione sono solcate da stretti sentieri, talvolta appena tracciati.

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I

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La distanza fra Cape-Coast-Ca;;tle e Prashu venne divisa in sette t~ppe, ad ogni tappa si coslrnirono baracche di bambù fornite di lQlti da campo. Il genio provvide queste tappe di acqua potabile, focepdovela trasportare per vi~ di portatori. Là si faceva bollire e liltrare l'acqua e .si conservava poscia in appositi recipienti, I riparti di truppa che dovettero spostarsi prima dell'impia nto dei depositi d'acqua potabile, avevano ordine di far uso dell'acqua bollita. ' A Prashu si stabilì un ospitale, oltre quello della base d'operazione e si stabilirono pure posti di medicazione a tre stazioni di tappa. Si organizzò quindi un servizio di hamacs e di portatori per l'evacuazione dei malati. [I genio sopportù molte fatiche ed ebbe il contingente maggiore di ammalati, come del resto avviene in, tut~n .le campagne eoloniali. Effettuato il passaggio del fiume Prah, si stabilirono in avanti depositi -mobili di vettovaglie, man mano che le esigenze lo richiedevano. Il corpo di spedizione si componeva come in appresso: Di- un corpo speciale della forza di :mo uomini proveniente dai reggimenti' metropolitani, di un distaccamento del genio, di uno d'artiglieria, di un distaccamento delle Indie Occidentali di Sierra Leone, di 600 Haoussa della Costa d'Oro, di mo di Lagos e di 300 indigeni di Kròomen. ' Il corpo print~ipale ed il quartier generale giunsero a Prashu il 3 gennaio. J;,'avanguardia, composta di 2 compagnie di Haoussa della Costa d'Oro e di una frazione del corpo di Kroomen, era intanto ad una gior· nata di, marcia da Bekwai. Il rimanente dei Kroomen venne impiegato riel servizio di esp-lorazione o di sicurezz:i, quello degli Haoussa, con l'artiglieria, seguivano scaglionati tra l'avanguardin e Prashu. Le rima-nenti truppe forono impiegate a guardia delle comunicazioni. '_ Ii Re di Bekwai domandò prote;,ione all'Inghilterra ed offrì dei portatoì-i alla spedizione. Il 5 gennaio si effettuò dal corpo speciale il passaggio del Prah, e nello stesso giorno ebbe luogo l'oecupazione di Bekwai, dove venne inalberata la bandiera britannica. Nei giorni seguenti il corpo di spedizione operò il suo concentramento. Al 15-dello stesso mese Sir Francis Scott rilìutò di ricel'ere i messi del 1·e 'Prempeh al qualti fece sapere che inizierebbe le trattative nella capitale del suo regno. Il i7 entrò a Coumassiè-:-- il 20 ebbe luogo la sottomissione del · re ' Prempeh. Le condizioni imposte furono la di lui completa S'ottornissione od il pagamento di o0,000 i:mcc d'oro.


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NOTIUE MILITARI ESTERE

.:

:Ma non potendo il re negro pagare questo tributo, venne arrestato, unitamente alla famiglia reale, e condotto alla costa. La.spedizione al J,fatabele. - Il corpo di spedizione destinato al Matabele, sarà comandato dal maggior-generale F. Carrington, comandante di una brigata di fanteria a Gibilterra. Egli partì da Plymouth il 25 aprile. Le truppe del corpo saranQ,o· le seguenti: Il i• battaglione del rel,!gimento l\liddlesex - la 9a compagnia .di fanteria montata attualmente a Aldershot. Oltre a queste trnppe, hanno preso imbarco, il 5 maggio, due distaccamenti del 2° e 4° battaglione della RiOe Brigade, ed uno dei due battaglioni del reggimento di Norfolk. Altri riparti di truppe seguiranno in spedizioni supplettive entro il corrente mese di maggio. A tutt'oggi, i rinforzi inviati al Nata! per la campagna di Mat.abele sommano 450 uomini, 20 ufficiali e 500 cavalli.

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI Revue du génie.

N'. 4, aprile 1896.

Lavori di fortificazione nel territorio meridionale algerino, compiu ti fra il l892 ed il i89~, a fnifel: erezione del forte Mac~Mahon (El-Homeur) ,e del forte .Miribel (Chebbabba). La principal conclusione che se ne può detrane è il grande impiego folto delle risorse locali, considerato come regola, ciò che rese assai meno costosa l'opera dei forti suddetti, in confronto ad altri lavori da difesa, costrutti in precedenza, sul li mite settentrionale dei deserti del Sahara.

SVEZIA.

Tl niwvo fucile. - If stato adottato un fucile del calibro di mm. (l,5 e se ne conosconò i seguenti dati di giustezza in confronto coi conispondenti del precedente fucile (calibro di mm. 8). Striscia orizzonta.t e del 50¼

\

St riscia verticale del 50 °/0

Di5tanza Calibro

8 1Calibro 6,51Calibro 8

ICalibro 6,51Calibro s ·· lcali bro 6,5

o,19

o,u

0,11

0,09

0,26

50000 •

0,35

0,21

0,19

o,u

0,47

0,40

1000,n .

0,84

o.~o

o,4a

0,42

1,H

1,20

2,'12

0,7:3

1,2,1.

'1,98

2,80

4,09

1.18

1500"' . 2000m .

2,95

Opinioni rus.~e sulle cupole corazzate. - Estratto da Il' ln_qenernii Jow·nal. Note siil/'ordinamento.del servizio dei ba,qni caldi alla scuola 1li Saint-C!fr. Nota relativa ad una instaUazione elettrir.a . - Notizie varie.

[- Diametro dol cir~olo del 50 ¼

300m.

- I lavori di costruzione nell'estremci Al.qeria meri-

dionale.

Revue de cavalerie.

~. 132, marzo 1896. - Dn Liitzen a Bantzen. - (Ma_q_qio 181H).

0,22

\

Le operazioni che hanno segui,a la battaglia di LiHzen, sono, in gene. raie, poco note nei loro particolari. Lo studio che ora si presenta, è compilato in base ai documenti ufficiali· degli arQhivi imperiali. È corredato da una carta del paese tra Lùtzen e Bautzen. La ca?allerici alla battaglia di ilfarengo.

5,38

I

t

I francesi passarono la Scrivia, la mattina del 13 giugno, ed accamparono nella piana · di San Giuliano. Il primo Console, sorpreso dalla completa assenza del nemico dubitava di un attorniamento sul suo fianco. si portà :idunque a Castelnuovo di Scrivia, e lanciò la sua cavalleria leg. gera tra Scrivia e Bormida. Questa _ricognizione fruttò il convincimento


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RIVISTA D.EI PER.IODICI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICI MILJ'rAill

erroneo, che il villaggio di Marengo era occu pal-0 solamente da una relroguardia austriaca. Fu allora inviata la divisione Dessaix a Novi. Melas, invece, avea concentrato il suo esercito attorno Alessandria. Ne derivò una bauagfia d' in contro, a cagione dell' insufTicicnte servizio della cavalleria. Ma essa pagò largamente, quel giorno, sul campo di battaglia di Marengo.

L'arte del comando. - Riflessioni ed osservazioni. - Contfouazione. La rivista di St. Germain. - Note ecl appunti. Notizie militari francesi ed este1'e. - La campagna topografica al Madagascar. - Le scuole d'istruzione di fanteria.

1'rotto e galoppo. - J)iscorsi sttlla cafalleria. varie.

Notizie ecfin(&rmazioni

Se l'azione dell'artiglieria, a cagiono dei progressi compiuti di recente, · ha ricevuto una maggiore estensione nel campo di battaglia, l'essenza det suo impieizo non è però modificato. L'artiglieria non opererà giammai da sola ; essa non è che un elemento e complemento indispensabile degli eserciti che sono a base di fanteria. Tuttavia, a fine d'agire util mente in combattimento, l'artiglieria ha bisogno di una intelligente iniziativa. E l'autore si diffonde sulle ,•arie circostanze del combattimento d'oggidì, toccando i punti più saliemi relativi ali' impiego dell'arma, all'attacco, olla difesa, alla scelta delle posizioni ed all'uso dei fu ochi. Lo studio è del colonnello C11ABRRT.

Riordinamento degli

Continuazione.

N. i7, 25 aprile :1.896. - La sett:imama militare. - Il presidente della repubblica ed il Ministro della guerra all'Est. - Una v1s1ta inopinata. - Al circolo militare di Toul. - Il generale Saussier e le operazioni militari. La guerra di Spagna dal 1808 al 1814. B LA7.E: e

Cronaca francese ecl estem. Rivista d'artiglieria e genio.

Aprile i89fi. - S0p1·a un contributo alla soluzione raziona.le del problema balistico. Il contributo riassu me alcuni capitoli del trattato di balistica del teneme di vascello Ronca e del professor Bassani. Esso si divide in due parti, cioè: le Condizioni attuali della qtiestione ed il Nuovo metod-0 - Ri,:erca delle nu-0ve (onnole di tiro. - Lo studio, che è del colon. nello Succi, critica i met.odi d'insegnamento del trattato di balistica e l'esposizione della materia, rilevandone alcuni errori.

Bossoli shmpnels da 57.

.Revue du cercle milita.ire.

É un riassunto della recente opera di S. aicle-major sous le Premier Empire ».

Avvenimenti coloniali nella regione settentrionale dell'isola di Sumatra. Con una carta topografica.

Riassunti relativi ni nuovi lavori del Circolo militnre di Pietroburgo, ricavati dall' lnvalido R1tsso.

L'artiglieriti nel combattimento.

Ordinamento degli alti comandi. Il riposo d'autorità e le sue _9uarentigie, Decora.zioni, croci e medaglie. - Continuazione. C1'0naca ruindicinalc. - Le difese di Belfort. archivi del Ministero della guerra.

-

fo settima11a militare.

La guerra di Spa,qna dal 1808 al 18U. Al Circolo militare di Pietrobttrgo.

Spectateur militaire.

io aprile i896. -

N. 18, 2 maggio i896. Gli olandesi a Atchin.

1lfémoires d'w1.e

Processi di fabbricazione in uso nella fonderia di Genova. Toglio dei cilindri. - Porta· coltelli. - Centramento dei cilindri. - Morsa di concentramento. - Camera a polvere, ecc.

Fotocrono.9rafo Creho1·e e Squier.

r migliori apparecchi registrat-0ri destinati allo sludio dei fenomeni estremamente rapidi, quali sono quelli eh!' accadono nella balistica sperimentale, operano impiegando, di solito, le azioni elettro-magnetiche direttamente applicate alla materia ponderabile. Però, in tutti questi apparati, non solo la forza d'inerzia impedisce l'istantaneità dei movimenti


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RIVISTA DEI PERIODICI llfILlTARI

RIVISTA DEI PERIODICI MI LITARI

delle parti materiali che si spostano; ma ancora il magnetizzarsi e. lo smagnetizzarsi degli elettro-magneti è visibilmente posteriore alla chtu· sura e all'apertura dei circuiti induttori. Ne deriva quindi un ritardo nella reaistrazione dei' fenomeni. Per evitare questo doppio inconveniente, Crehore, insegnante nel collegio di Dartmouth, e lo Squier, lenente d'articrlieria degli Stati-Uniti d' A111erica, hanno avuto l'ingegnasa e . idea di impiegare il fenomeno della polarizzazione rotato'ria nw9net1ca, scoperto dal Fa, aday.

Corn·unicazioni su\:ecenti lavori relativi alla (oto,qrafì,a e su·i 11y>derni processi di ripro<l1izione. Conferenza tenuta in Vienna, dal tenente colonnello nella riserva VOLKMEn, l'elativa ai moderni raggi Rontgen. - Lo sturlio è adorno di alcuni saggi di riproduzione fotografica, traverso corpi opachi, e da una fot-0grafia del prof. W. C. Rontgen.

il

Svincolo automatico a frizione. L'artiglieria da campagna nel combattimento secondo le ,wrme vigenti in C:ennanici ed in Austria .

La Rentte militaire de l'étrcinger, ba pubblic3to nelle dispense di gennaio e febbraio dell'anno in corso, uno studio relativo all'impiego dell'arliglieria da campo in Germania ed Austria. Aues.1 l'importanza dell'argomento, In Hiv-ista <l'arl·i,9l-ieria e genio reputò conveniente riassumere quello studio e divulgo.rio. .Miscellanea e Mtizie. - Dati relativi ad alwne bocche da fuoco da. campa,q,u, a tiro curvo. - Ponl'i aavanguardia sistema Pfund. - It regolamento tadesco sui lavori da zappatore per lr,i fanteria•. Rivista. mensile del Club a lpino-italiano.

N. 4, oprile 1896. - Visolotto. - Nuovu vfo per lei va.rete e per la cresta orùmtnfe. fo val Grosina. - Prima ascensione del Sasso di Conca. Cronaca alpùui. - Gite ed ascensioni. - CateM del 1lfo11te Bianco. Pointe de Lancbettes. - Col des Fourches. - Colle superiore des Esseues. - Le Bue1.. :-- Alpi Pennine. - Monte Morion. Amiau1he. - Bee <l' Aget. - Monte Coli on. - Ruonette. - Ascensùmi invernali. - Monte Mucrone. Prealpi Biellesi. - Ricoveri e sentieri. - Varietà. Orga.n der militar-wissenschaftlichen Vereine.

Siii periodici di letteratura mititC1·re rumena netl'<1nno 1895.

Giustamente, il periodico militare austriaco rileva il notevole impulso che, <la qualche tempo, segnala la letteratura mi litare rumena. Esso riepiloga il lavoro e gli studi pubblicati nel decorso anno dalla Romania militam, fr::i i qua li sono degni di speciale menzione quello del generale FAr.coN JANt:, sulla guerra d'Oriente nel 1877-78. Bollettino della Società Geografica. Italia na.

N. 4, aprile 189fi. - Commemorazione dett'ammirnglio C. .A. Rucchùi. Atti detl(i società. - Adunanze del consiglio direttivo. - Estratto dei processi verbali. Notiz ie ed a71pw1ti. - Le sfere cosmografiche del professone F1on1~1. l e mo.ggiori profondità oceaniche conosciute. - La geografia dcli' Italia del F1sc1-11m « Das Hal/Jsinselland ltalien. , - Una nuova carL.a delle regioni polari antartiche. - La spedizione antartica belga . Sommario di articoli geo,qrnfì.ci nelle riviste italiane ed estere. N. 5J mnggio i896. -

Com.unica,zioni della presidenza.

~otizie riflettenti la spedizione Bòuego, a tuuo gennaio 1896. Notizie ed appunti. - ll congresso sv-izzero <li geogmfia. - L' ammario statistico italiano per l'anno 1895. - Traspflrenza e colore dell' acqiia nella fogi1;nr1, di Venezia e nel fJOlfo di Gaeta. - Afl'ica. - Sulle coordinate di l ugh. - America. - L'esplorazione dr.E Canadà. Il gmnde banco di Terranova. - Densitd e tem.11erat-rtra dell'acqua nel golfo del Messico. L 'Esplorazione commerciale e L 'Esploratore.

N. 4, aprile -1896. - Sulle ·vicende delle armi.

N. lf, oprile 1896. -

Conferenza relativa allo wiluppo ed oi mutamenti degli ordini ottuali del combattimento, tenuk'l al circolo militare di Lemberg, dal maggior generale RATzESHOF&R.

Per molti rispetti, l'azione italiona in Abissinia, è di frequente, comparala con quella dei Francesi in Algeria. Fece adunq ue opero. opportuna l'Esplorazione commerciale nel porre a raffronto cronologico gli avve-

L'Abissùiia e l' Al9erin.


RIVISTA DEI PERIODICI MI LITARI 932 nimenti delle due imprese coloniali. Riassumiamo le seguenti date principali: . I Francesi sbarcarono a Sidi Ferruch il 14- giugno '1830, .Algeri .si arrese il 5 luglio, Orano fu occupato ai primi del 1831, la Casba di Bona nel :1832, Arvez nel I 1833, Uenerceu nel 1836. In quest'ultimo anno fu tentata la prima spedizione contro Costantina, sortita ad esito infelice - l'anno seguente la città capitolò il 13 ottobre. Nel ·1838 fu occupato BlidahJ due anni appi·esso Medea e l\liliana. Nel :l8(l,3, il maresciallo Bugeaud vinse i sollevati delia provincia d'Orano ad Isly - nel 184,7, Abd-el-Kader s'arrese al generale La l\foricìere. Nel 1856-57 fu éompiuta la spedizione di Calibia. · · In complesso, la conquista ha durnto una trentina di anni.

Lei spedizione in,qlese a Dongola. -

Le forze dei Jlfadh:isti. -

Il credito

nelle colonie.

RIVISTA DRI PERIODICI )[ILITARI

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Revista Cientifico Militar. (

N. 7, l àprile '1896. - Cronaca genercite. - Importanza crescente delle fenovie. - Le grandi vie dell'Africa e. del\' Asia. - Situar.ione della Spagna nelle prossime lotte. - Sull'invenzione delle mine , militari.

In quest'ultimo capo v'è un cenno circa il recenie studio del tenente colonnello MAnzoccHI, sui minatori italiani, pubblicato dalla Rivista d'artiglieria e genio, in quanto rivoea la gloria della prima applicazione delle mine -militari al .ritartini, anzicbè a Pietro Navarro.

'il miovo libro del generale Brialmont sullri difesa delle coste nuirittime. Documenti da servire alla storia dellri guerra r.ino- giapponese. Un ·r•icordo d'ella battaglia di Sadowa .

Revue maritime et coloniale.

N. 15, aprile '189(-ì. -

Al Madagascar. - No~si-Vè ed il commercio del

litorale sud-ovest. '

Fra i punti della costa orientale dell'isola di Madagascar, chiamati per certo ad uno sviluppo commerciale di grande rilievo, dopo Maj unga è per certo la baia di S. Agostino, al cui sbocco trovasi l'isolotto di Nossi-Vè. L'autore di t{uesto studio, comrnissat·io di marina LANDRIEU, ha compilata una vera monografia di quelle regioni, descrivendone le popolaiioni, i commerci e le risorse paesane. Il Lansquenet.

e<

Torp~diniera d'alto mare.

»

Fu costrutta a Nantes. Ha due macèhine a tripla espansione e n9tevoli innovazioni di costruzione nella carena e nei compartimenti stagni. L'influsso della potenza 1narittima nella storia. Seguito dell'analisi del libro del capitano Mahan 1'he influence of sw iipon history - (:1860-1783): .,_

Le guerre marittime in Europa dal ·1779al 1782. Guerre fra Olanda ed Inghilterra. Avvenimenti nelle indie orientali - 1873-:1781 Suffren. Jt contrmnmiragho Fleuriais. - No}izie sulla sita vita ed opere. - .Marùie straniere. - Il blocco navale. - .Lli sqtwdr{i inglese nella 1lfanica - Cronaca francese ed estera..

Internationale Revue iiber die gesammten Armeen und Flotten

N. 7, aprile 1896. Le ùnpedùnenta ùi .fJuerra. - Divisione delle colonne di carreggio in guerra, loro servizio presso le truppe. - Colonne da munizioni. - (Lo studio avrà seguito). Le coperture da campo portatili. - Esperienze eseguite con le iende. Manovre d'at·tù,lieria. - Continuazione ·e fine. I ,1 ·Italia. - Lii sitiiazione militare in Abissinia. Lo studio ò del capitano GaAEVENJTZ, che dimostra occuparsi parti-eol~rmente delle cose_nostre. Già abbiamo segnalato, nei passati numeri, un suo articolo clfe richiamava l'attenzione degli studiosi sui pericolosi mutamenti organici accaduti nell'esercito nostro. Ora il capitano GnAEVENITZ disegna la battaglia di Adu11, dopo d'aver narrate le precedenti :vicende di guerra dell'impero etiopico. · .... lnghilte1T1t. - La '{lotta di prim.a linea e la. riserva nav.ale in principio defl'ci:nno 1896. Russia. - Francùi. - Belg,io. - La 71ol-itìw coloniale del .Belgio. . Il Sudan francese. - Bibliografia.


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ÌUVISTA DE I PERiq DICI }IILl'l'AJU

Le Speòtateur militaire.

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RIVISTA DE I PERIOD ICI >fILI'fARl

.La ferrovia Transibel'iana. - La linea della _Siberia occi?ent_ale. - Là . linea della Siberia centrale. - La ferrovia del lago d1 Ba1cal. - La linea Transbaicalia e dell'Oussouri. - La diramazione di Towsk. CrÒnaca della quindicina. - Notizie militari.

N. 133, aprile 1896. - le 1le.zioni della disfatta.

Lo studio che s'annunzia vorrebbe essere un esame soggettivo degli avvenimenti militari della battaglia d' Adua .. L'autore, signor SAMION dice: In n13teria di guerra , ognuno seguita il persona! éoncetto che ha intorno ad essa, il suo temperamento, e spes~e volle anche la propria credenza politica. Dopo questa professione di fede lo scrittore ent1:a in materia. Parla degli egerciti stanziali odierni, e dice che l'abissino incarna completamente il principio della nazione armata - poscia delinea le operazioni militari che hanno portato gli italiani dal ciglioye etiopico alle rive del Tacazzè. A questo punto osserva: la nazione airnata europea trionfa della nazione armata africana. Poscia, d'un subito, 1e sorti si mutano. Le cagioni del mutamento debbonsi rintracciare nelle lacune degli o,rdinamenti militari contemporanei. Seguono i particolari della battaglia, la marcia e lo schieramento delle brigate Dabormida, Arimondi ed Albertone; gli ammaestramenti tattici che si possono ricava re dalla lotta, nella quale il maggior coeflìcente della vittoria fu d~to dal nu mero S?verchiante del l' eserc.ito opposto. 0

L'ordinamento dei _qrandi comandi - Continuazione. Decorazioni, aoci e medaglie. - Continuazione.' · L' Europè Militaire. N. i, 15 marzo 1896. 1895.

Le truppe fmncesi alle manovre d'a1.1,tunno del

. ma è vellicato alquanto, di questi giorni, dalla stampa militare moscovita, e la francese torna a far eco. L' Ewrope Mititaire pubblica un estratto del rapporto del generale Dragomirof sulle dette manovre. li generale conclude: nell'esercito francese non trovai nè strombazzature nè scorament.i, ma sangue freddo ..... il soldato, giovane, buono, obbediente e pieno di zelo, ci sembJa un tipo affatto nuovo. I ·quadri superiori dell'e.ser0ito annoverano un grande numero di personalità spiccate. Gli ufficiali subalterni sono tutti laboriosi, intelligenti, istruiti ed entusiasti del loro mestiere. Il tema è trito e ritrito. -

Bollettino bibliografico militare.

La pou,dre sans fiimée, les no1welles armes et la tactique. ~ Considérati~ns par U. ALLASON, lieutenant-colonel d'artillerie de l'ar1rn!e roy~le lt.alienne. - Traduzione del capitano A. DE f.AsSAGKAC. - Pans, La- . vauzelle. - L. 2. . La fl.ot.te..nécessaire, ses avr.mtages st.ratègiques, tactiq·ues ecl économiques. · Cont.rammil'aglio F. E. Foi;mrnm. - Paris, Berger-Levrault. L. 3. Le r,hef d'escadre Marqnis de la Jonquière 1i t le CanaM, 1849-1752. · Paris Garnier, editore. - L. 2,50. Jnstructio1;, du 28 decembre 1895 siu· l'adrninisimtion des hmnmes des différentes catégories de résirve dmis lenrs foyers. - Paris, Lavauzelle, 1896. - L. 2,50. G-iiùle pratique des <lXel'l'Ìces de combat et de serv·ice en campagne. - Paris, Lavauzelle, ,1896. - L. 0,75. Et,ule théorique et pratique sia· l' occiipation coinme mode d' acq~-etir les · , 'te1·1·ito'ires en drnit international. - GASTOW JEzt. -- Pans, ·1896, Girard et Brière, editore. Madagascar. - L' e.xpédition au point de vue rnédical et hyg_ié'.i:ique,,l'.accli. matation et la colonisation. - J'E.rn LtMunE. - Ba1lhere, ed1te.ur, · , Paris, 11896. - L. 3. · .. llistoriqne dn 15e r~q-irnent d' infante1·ie. - Tenente TAn llAGON. - Pans, Larnut.e.lle, 6dìt.eLll', '1896. - L. 0,70. Guide.pratique pour la tecture et le mode d'emploi de la carte d'état-major . Capitano E s PltC1A:-<ornu. - Paris, Le.vnuzelle, éditeur, '1896. L. 0. 75. , L'h,mée ·Jtalienne en 1895. - .PEnHIER, deputalo della Savoia. - Paris, Lavauzèlle, éditeur, 1896. - L. i. . Les 1·equisitioiis militaires. - Commento alla legge del 3 luglio ed al regolamento del 2 agosto 1877 di EN111co l\fonGAUD. - 3 ed1t10n. Berger-Levrault, éditeur, Paris. - L. 10. . . -Dé(elise cles frontièl'es de l(i Frnnce. - ..JASTA . - Berger-Levl'ault, ed1teur. Paris, 1896. - L. 2.

i~??


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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

L'Europe politique. - fao.- SENTUl'ERY. - 3° fascicolo. - Bulgaria. Danimarca . - Penisola Iberica. - Lecène-Oudin, Paris, 1.896. -

ANNO

XLI

L. 3.

Voyage en France. - AnoouIN D u111A z ET. - o• serie. - Le isole della .Manica. - La Bretagna peninsulare. - Berger-Levraut, éditeur, Paris, 1896. - L. 3,50. Indo-Chine. - Souvenfr de voya_9e 1et de carnpa_qne. - Colonnello PoNCIIALON . Mauce, édileur, Tours. l es trois sièges d'Huningue. :_ (1.796-i8:l4-i8H5). - CARLO L ENOIII. Berger-Levrault, éditeur, Paris, 1.896. Précis de l' histofre dii 28 de tigne. - Capitano E. S 11r10No. - Pal'is, Lav:iuzelle, éditeur, 1896. . Das leben des Generat-Feldmarschalls Hermann von BcnJen. - FE0En1co M EINEC KE. - Stuttgn rda, Cotta, éditeur. - 1\1. 8. Die Schladite bei Villiers und Chainpigny am 30 november u.nd 2 deze1nber 1870. - G. von ScttMIO. - Berlin, 1.896. Die ba.yerische fleiterei ·in Kriege 1870-1871. - Estratto dal oc Deiitschen Reite1!zeitung. » - Munchen 1895, Th. Aekermann, édit.eur. Waffenlehre. - R. W ILLE. - Berlino, ·1896, Eisenschrnidt, éditeur. M. 1.2. Konstrukti01i de,· Kriegsfuht·werlce. - GrlonG KA1 S&R. - Wien, '1895, Verlag des K. u. K. Technischen Militar-Komité. - Fl. 3,50. ErlebuiJse eines Soldaten des 4° bad. lnfant-Regiments << Prinz-Friedrich Wilhel1n , in Feldzuge 1870-71. - E. HAussum. - Kadsruhe 1.896, Reiff, éditeur. - l\l. i ,20. Selbstfpanner. - (Ann:i portatili a1.itomatiche) - R. W1LLE. - Berlio, Eisenschmidt, éditeur, 1896. - Con 67 disegni e 7 tavole. Militii1'-Statistiches Jahrbuch fitr das Jalw 1894. - Wien, K. u. K. Hof-u. Stantsdruckerei, '1896.

·RIVISTA. JVIILITARE ITALIANA,

DISPENSA

XI. -

1° GIUGNO 1896

---Per la Direzione L on ovr o o C rso TT I t*n-lnltttolonrtfllo JJ. T. A., imarit:alo

DEMARCHI CARLo,

gerente.

V O G H. E R A

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TIPOGRAFO- ROITORK

O


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987

SOMMARIO D ELLE MATERIE CONTENUTE NELLA PRESENTE DISPENSA

Il ma.trimonio degli ufficiali ed il rfllatlvo disegno di legge presentato al Parlamento. - C. E. . Pag. 987

IL MATRIMONIO DEGLI UFFICIALI ED IL RELATIVO DISEGNO DI LEG GE PRESENTATO AL PAllLA~IENl'O

Il tiro curvo dell'artiglieria da campagna. - E. MonA::srDO'I"n, colonnello . . , . . . , · . . . . ·. . . . . » 1010 · Il regolamento d'esercb.i per la cavalleria. - CARLO DE MARGHERITA , tenente nei cavalleggeri di Casl?rta . . . . » 1016

Servizio sanitario notturno in guerra e gaz acetilene. G1uSEPPR MENDINI,

Tra i libri

capitano medico . .

. . .

. .

. .

,. 1026

(Fj :

Ancora le rctazioni trn la forza maten·aze e la mente elle lct gove1·-na sui campi di battaglia. - Guerra di notte a .tutto andare. Pattuglie ir dipendenti alla ricerca dd nemic·o. - Studi so111·a un importante punto di ston·a-militare italiana. - Un saggio di descrizi·one .della battaglia di Abba-Garitna » 1040

Notizie politico-militari. -

x. .

Luigi Federico Menabrea

,. 104G ,. l 057

N otide militari estere: Francia: Cambi di gua1·nigione. .Le pei·dite al .lifadagascar » 1067 Romania: Ripartizione _e dislòcazipne della fanteria. · - Bilancio 189G-9i'. - .EJ/ettivi bilanciati (1896-9'ì}. Corpi di' fruppa » 1060 secondo il bilancio 1896-97 . . . . , . . . Russia: Regolame1ito di esercizi per la cavalleria . » 1073

Rivista del periodioi militari . . . . . . .

PROPRIET.À LETT ERARIA .

Molto si è detto e scritto intorno al deiicato problema · del ma., I trimonio degli ufiicjali, sicchè può affermarsi che una speciale lett~ratura esista in proposito. É quesito sociale e militare ad un tempo, dove non poche sono le condizioni fra loi·o sconcordanti,;e . che, pure, esigono tutte un equo soddisfacimento. S11-rebbe lungo qui riassgmerele tesi prodotte in materia dagli scrittori di cose militari· o giuridiche: da quelle inspirate a restrizioni rigorpse, alle altre che invocano pie.na libertà, anche per gli ufficiali, nell'atto, che, fra gli atti tutti della vita, è il più importante. · Si esamineranno qui soltanto le fasi per cui, presso di noi, passò la questione, prima che per essa venisse ora sottoposta al Pai·lamento una nuova soluzione. Di questa si dirà, sia considerata in sè stessa, sia rispettò_alla legge vigente nell'esercito nostro, sia, e bre,,emenre; in rapporto alla corrispondente legislazione ·di altri Stati.

I.

» 107•1

Le lettere patenti di re Carlo Alberto f in data 39 aprile 1834, regolarono, nell'esercito sardo, i matrimoni degli ufficial·i, e, con la costituzione del regno d'Italia, rimasero in vigore per l'esercito nazionale sino a tutto l'a11no ,_187 1, quando furono sosLituite dal)a 1

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A'.'>NO Xl.l.


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nascitura. . . Consentivano, poi, che la dote fosse semplicemente cost1tu1ta, o ptomessa; e che ne fosse il pagamento differito, purchè, nella mora se ne corrispondesse l'interesse legale. . li reddito annuo predetto era dichiarato . insequestrabile pe r due terzi. Gli ufficiali che avessero contratto matrimonio senza il debito pe;messo incorrevano nella destituzione, comminatoria molto più .grave di qùella sancita dalla legge vigente:

C_otest_e disposiiioni ebbero una pacifica e tranquilla vita legislativa. dt trentasette anni, « senza aver ricevuto la benchè minima offesa· o il benchè minimo attacco » come venne eletto nélla Ca.mera dei deputati, all.orchè, nel 187 1. fu nresentato il dise('Jno della legge vigente, alla quale non dianca~ono in Parlam~~Lo va:lentjssimi contradditori, e, fuori, critiche acerbe e prolnngate. . I~ sost~nza, la legge del 1187 1, ebbe in mira gli stessi prec1pm scopi delle regie palentì del 1834 : guarenti re l'onorabilità del matrimonio, sott9mettendolo al conseguimento dell'assenso _sovrano; assicurare la vita decorosa della famio lia dell'ufficiale coll'imposizione dell'accertamento del possess; di una rendi!~ ~nnua. e deter'.11inata, oltre lo stipendio d~lrllfficiafo; e prov1 edere, m qualche m1sur:.:r, alla sorte della vedova ·e ,degli orf'ani dell'ufficiale. · La rendila annua, nel maggior numero dei casi costituita con la così detta dote militare, venne fissata secondo una graduatoria, che scende col progredire della carriera clell'nffici,tle· cosicché ad ogni grado della gerarchia corrisponde una renclil; determinata, eccetto che per i gradi di generale: per gli ufficiali con tali gradi non vi è alcurnt imposizione di tal natnra. L'esplicita graduatori·a çlella rendita ebbe fìeri rtvversari : fra l'~lt1:o, _·si disse che non giovava all'omogeneitit del corpo degli ulfic1al1; che non era consona a quella enlenfo mi!itare che pure è be:ne si stabilisca fra le famiglie degli uflìciali. Benchè, nel fallo, Iali inconvenienti rion abbiano avuto effetti perturbatori, in linea generale, sarebbe agevole dimostrare come sia preferibile il criterio dBll'imposizione di' una· rendita · unica commisurata alle esigenze ordinarie di una famiglia di civil con-' ' dizione. Come è , noto, attualmente per poter ottenere il sovrano assentimento al matl:imonio: gli officiali subalterni debbono assicurare la rendita di L. .2000; i capitani quella cli L. ,J600; gli ufficiali s11periori e gli i_nferiori, che hanno compiuti i 40 a~nì di età, qt1ella di _L. 1200. Tale rendita, costitui.ta su titoli del consolidato pubblico o su beni stabili, gli uni o gli altri anche (Ù proprietà di terze per1

è)

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ED IL RELA'rIVO DISEGNO DI LEGGE, ECC.

IL MATRIMONIO DEGLI UFFICIALI 9~8 legge 3,1 luglio di quell'anno, controfirmata dallo . stesso attuale ministro delfo guerra. . Es$e stabilirono, per la prima volta, norme fisse per la pcnnissio?W sovrana al matrimonio degli ufficiali, c9me si desume dalla seguente pr~messa: « Il divieto di contrarre matrimonio s~nza _I~ <( permissione sovranai che li regolamenti militari impongono agli << Uffiziali, ollre che ha per oggetto di jmpedire quelle unioni, per· « le quali la èonsiclerazione dovuta a} loro carattere possa esse1:e « alterata. o dal cui soverchio numero po~sa tornare danno al m,« li tare s~rvizio, tende altresì a provvedere a' che abbiano li con« iuoi in vita un qualche mezzo di esistenza, il quale appunto « p~~·chè loro proprio, ed indipendente dalla evei:itualilà degli « stipendi annessi all'impiego, possa assicurare alla fa~iglia su« perstite almeno il necessario preciso al suo s~stcntamento. « Tutlavolta non trovandosi a questo i i ne prescritta alcuna regola .« certa, Ci sia.mo determinati di stabìlire le condizioni sotto le guaii « la Sovrana Nostra permissione di contrarrP. matrimonio sarà d'ora « innanzi conceduta agli Ufficiali'. Epperciò cli Nostra certa scienza « e lle('Jia autorità, avnlo il parere del Nostro consiglio di Stato, ~b« biamo ordinato, ecc . ». Sostanzialmente, le regie patenti del 1834- prescrivevano che qualsiasi ufficiale, che intendeva contrarre matrimonio, dovesse chiederne il permesso sovrano e giustificasse: o che la sposa aveva una dole non minore di ouomila lire mwve di Piemonte e lo sposo un reddilo libero di lire ottocento almeno, oltre i beni sui quali veniva assicurata la clote; o che lo -sposo aveva nn reddito libero di lire mil leduecenlo, da vincolarsi a'favore della sposa e della prole-

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IL MATRIMONIO DEGLI UFFICIALI

ED Il, RELATIVO DJSEGNO Dl LlWGE, ECC.

sone, diviene liberamente disponibile quando l'ufficiale cessa dal servizio attivo e quc1,ndo ìt matrimonio è sciolto, per la morte di uno dei coniugi, senza discendenti superslit.i in etil minore. L'ufficiale che contrae matrimonio senza aver ot.tenu10 il regio assentimento incorre, come è risaputo, nella revocazione . d:;il.J'impiego. Confrontata con le regie patenti del 183,i , la legge del •187 1 sembrerebbe assai più efficacemente intesa a procacciare alla ,famiglia dell'uffìciale una vita dec.orosa; ma, nel fallo, essa rion mirò che a ripristinare nella ra·miglia dell'ufficiale i rnpporti relativi fra capitale e reddito, già esistenti all'epoca in cui anda·rono in vigore le regie patenli del ·183!1, e andatisi man mano -alterando. Lo dimostra il seguente brano della relazione con cui; nel la seduta del 23 gennaio 118711 fu presentata ai Senato del regno -la vigente legge: . « Niuno è che guardando alla data di qnelle patenti non ri·« corra col pensiero alle presenti condizioni economiche e non « riconosca la manifesta insuliicienza d'un reddito, che allora sop« periva, più crìe alla sussistenza, all'agiatezza di una famiglia . « Le lire 11200 di annua entrata, che allora ·si esigevano per . « annuire al matrimonio di un ufficiale, hanno oggi indubbia« mente un valore · che di poco ne supera la metà ». E alla diminuzione del valore del contante, corrispondeva un altrettanto sensibile rinvilio dei capitali, sotto qtialsiasi forma essi fossero; cosicchè con lo stesso patrimonio avevasi, press' a f>OCO, nel ·187'1 un reddito doppio di qtÌello, che, poLevasene trarre al'l'epoca delle regie patenti. dunque un concetto essenzialqiente economico quello, che presiedette alla prima riforma della legislazfone sui matrimoni miiitari, piuttosto che alcun altro d'ordine giuridico, che tendesse ad attenuare i vincoli imposti ali' ufficiale ed alla sua fami.glia. Ed invero la legge del 187 1 si preoccupa anc.h'essa, in caso della di lui morte, della sorte della prole dell'ufficiale, sostituen·dosi · di pianta al giure comuné, ed ha 'talune disposizioni in proposito più restrittive delle fegic patenti del ,J 834.

.Questa tutela, che non solo accompagna per tnlta la sua durata la carrier11, .del\' ufficiai~, qual che sia il grado a cni egli · pervenga, ma che si continua ,con un vincolo sulla privata fortuna de' suoi orfapi e della vedov'a., questa tutela non risponde ad un concetto sufficientemente giusti(icato. Forse che lo Stato altrettanto si occupa delle famiglie de' suoi funzionari civi li dopo la loro morte? Forse che per essi, almeno, è più sentita, che non per gli ufficiali, In sua ingerenza sulla costituzione e sulla · econoniia della famiglia? Nulla in vece di tutto qucsLC>. . Perchè dunque questa disparili, di trattamento per una fami.glia la quale, dopo la morte del proprio capo, ha essenzialmente perduto qu~I carattere, che · prima le conferivano i suoi rapporti con I' eserci Lo? Non sono per essa su!Iicienti le disposizioni del codice civile sulle successioni e sulla tutela dei minorenni? Se lo comporta:;se la brevità, si potrebbero è1ui citare taluni fatti che dimostrarono la inopportunità, anzi il d~nno, del prolungarsi di un vincolo ch~non ha più. ragione d'essere; per i qual i lo stesso magistrato supremo militare ebbe a constatare doversi desiderare· una minore restrittivilà della legge . Si ra,:i1., tuttavia, un solo esempio ipotetico: la vedova di nn . ufficiale, con numerosa prole minorenne, e senza diritto a pensione, allo scopo di migliorare le condizioni economiche fattele dalla · sola rendita della propria dote milita1·e, invoca, e potrebbe ottenere, la concessione di una rivendita di generi di privativa. Occorre però nn deposito per garanzia, e ia vedova muove ricòr;;o per potervi provvedere mediante lo svin colo di una piccola parte della dote p1·opria. In simili casi il ricorso non è respinto dai tribunali ordinari. Ma il tribunale supremo di gue1Ta e marina, di fronte ali~ tassative disposizioni della legge del 187'1 non può accogliere la domanda della vedova . Vuolsi però far rilevare che la opportuniti1 e l'equità di rilasciare al giure comune la famiglia, clie più non ha a proprio capo l'ullìciale, erano state già eh iaramen te delineate nella relazione dell'ufficio e.entrale del Senato, che il % febhraio ·I 8TI riferì sul

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IL MATRIMONIO DEGLI UF.f<'ICIALI

progetLo dell'attuale legge sui ma trim on i. Ma l'idea che allqra non . trionfò, non doveva, •giova-sperarlo, rimanersi sterile ('I). In qud la guisa che per ·1e famiglie degli altri funzionari dello Stato, provvede, in determinate circost11nzc, lo Stato stesso con la legge sulle pensioni , non si vde adeguata ragione.per cui qucst~ non possa ritenersi sul1ìcientemente provvida, quando si tratti ,di

, (I) Ecco come 1,1 .relar.ionc dell'ufficio centrale, esponev,1 l,i questione : , Sciolto che sia il matrimonio per la mor tç <li uno deg:i sjiosi, non ~a ,·ectcrsi una buon~ r,1gione rer man tenere codesto vincolo, e peggio poi aggiudicare in alcuni casi il godimen to della rendita al coniuge sur,er.;t.ir,e, vita sua naturale <lurarltc, od 1ti figli minori in esclusione dei mag~iori.· • Rico1diamo che la legge presente mira unitamente a provvedere al decoro dell' ufficiale nello· stato di matrimonio con assicurare sulJicicnti mezzi di sussistenza à lui alla moglie e alla prole. Quando il matrim'>nio si discioglie, oltreche dimirìui~cono 1~ speso pel mant.enimento delh\ famiglia, vicuc a mancare la causa della ereazione rlel vincolo, e non vi é luogo a stabilirn un giu.; <•ccezionaleafavoredi uno dei coniugi o di alcuno dei figli a danno degli altri. Ciò poteva ammettersi nel !831,, quando vi·'e vano in Piemon t.e, o t1irò anchè 'in altri Stati d'Italia, princi1>ii di diritto civile 11oco e~ui verso il con iuge superstite, e vci:so una Jl:irte dell,i llgliuolaur.a; poiché allora 1,1 continuazione del vincolo ristahiliva in certo m,odo la eguaglianr.a, • M;1 sotto l'impero dell 'oclierno Codice civile Ùmi durata cosi r, rotrntta pro,htrreblio l'effetto opposto di alter,1rc la cguaglhrnza ci vil,i senz:i proporzionati motivi. • Supponiamo info.tti il c:1so più frec1ucn1.e della costituzione della ren,Ìitit fatta dalla moglie, Perchù dopo l,t morte cli t'ssa, la rendita dovrèiJl.11l ri maner vi11cola1.a ;1 favore dell'n/Jieiule, vita sua natural durante. a pregiudi~io dei dirilti dei fì~li; che pur sono gli eredi legittimi della madrn ? 1,ppu ro il Codice c[vilo ammette a,1 una ;riecic rii successio·nc il ,:oni ugc suporstitc, concerie 1<1ogli nna r1arte di llsufrutto sni beni dell'altro, più o meno larga, secondo la natnra della succcssi()ne ed in concorso toi ngli stessi ! Nou vi è quindi ragioao di dare all'ufficiale più di lIUel che la l~gge comune non dii. agli altri 11a,lri. · , E Sf\ invece dell.L madre ·che 1111 cost.ituito la rendih, morissi) l'ulllcialo; 1,erchò privare la vedova <lo! rliritlo di recu11erar() la piena dis1ionibililà cli <1uella, pordurant.e b mioorn età dei fìgli 'I Non ha ella. h1 patria (\oLcstà sul n,e,fosirn i e non è obb ligala. art. alimontarlit , E se volesse ·contrar nuove nozze, 1,erchè .,1e,·'esserle impe,liLo di costituirsi in dote la· rendita stessa? Lo Stato non ha più in teresse a tutelare con mezr.i cccer.ionali il clecnro <!el la famiglia d, un ufficiai() già. morto; deve <Juin!li lasciare che il diritto comurw ri11igll I.L sua pienr, osservanza. • Fignriamo il caso inverso della rendita c9stituita rlall'ullicialc sui beni proprii. Se egli muore, non vi è ragione ch ri la vedova htcri, vita sua natural durante, (p\lrch.è non si rimariti) i frutti di un :,ss11gnamento che appartiene alla eredità dçi proprii figli; ciù sembr,1 esorbitante. Non si può neppur ammettere che morta ancor essa, il Yincolo perseveri a benefizio ,ici figli minori ed in esclusione <legÙ altri. Le rendite del patrimr,nw paterno devono rlistribulrsi in egual porr.ionr, tra i figli super, titi, non fac-endo la lfgge civile distinziorri alcirna fra tigli minori e Hgli maggiori. A favore dei primi b,1,ta il benefi cio riella pensione che la legge conserva a ,;iascuno di essi, per fino a che non siano giunti ali 'età maggiore; non è d'uopo aggiungere ra,·o ri che diminuiscano i <li ritti degli ,ilrri sul pa t.ri monio p~.temo. ,

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ED IL flELATI VO DISEGNO DI LEGGE, ECC .

,quellt1 degli uffìci~li, ono a quando, ·aimcno, nn allr0 istituto, più consono allo spirito dei tempi , si sostituisca, in quest'opera di giu·stizia, all'ente che ora, Co!) sensibile aggravio, vi provvede. La legge del 187·1 portò in sè rned~sima \'origine di gravi in-convenienti economici, morali e disciplinari, per l'inevitabile conflitto fra i sentimenti individuali e le prescrizioni della medesimn. _:Si mirò ad uno scopo con disposizioni rigorose, ma, non s1 nnscì, ,e difficile assai era ottenerlo, a dare sempre· reale eflicacia al la legge. Per la rich iesta di un elevato censo, non fu impossibile fare apparire capitali e rendi t.e non esistenti, e, fra quelli che ciò non poterono, mol.ti s'indussero ad unioni clandestine che, se anclie capparentemente sanzionate da un vincolo inteso ad acquetare le .coscienze, sono fonte inesauribili di disagi materiali e di morali traviamenti . Qual ·ambiente andava così svolgendosi p·er la discipl ina, per il decoro dell'esercito~ Pel dilag:irsi dell'abuso, per ly gravi conseguenze a cu i avrebbe .-condotto In severità, e per J'atlenqante, spesso invocata alla man-canza, quasi sempre provocata da\l'impossibilil.it di procurar;;i la dote prescrilla, s'i nsinuava, in favore dei contravventori alla legge, una tolleranza che pur rispondeva, nella maggioranza dei casi , acl un sentimento altamente umano. Lo stesso poter·e esecutivo credette opportuno accordare un in,dulto, nella speranza che, dopo la concessione, ·val es.se .là . repress ione, che prima erasi riscontrata. ine.fficace. Tale indulto, açeordato l'anno scorso, con legge del 1- agosto, -pose in luce una condizione di cose, che non avrebbe potuto a lungo protrarsi senza grave ialtura per l'esercito, Fnrono ben ·I0 18 gli uf• . :ficiali che ne approfittarono ( 1), e· da raffronti istituiti in proposito è tisultato che il ¼ delle unioni religio:;e rispetto agli ufficiali in servizio atlivo permanente al ,1° gennaio '1896 era circa il 7; ed il ¼ 1

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(tJ Circa 400 uf1Jcia.Ji contrassero unione reiigiosa, fra il -l5 giugno t894, er1oca in ,;ni 11lla ,Camera dei deputati si esp ressi) il voto che il Governo p1·ovocasse l'indulto per gli ufficiali che avevano contravvenuto alla legge sui matrimoni, f'rl il ~ agostl1 iS95, <lahi -0.ctla promulgazione clella legge d' in,lnlto,


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IL MATRIMONIO DEGLI UFFICIALI

delle stessè unioni religiose rispetto a quelli ammogliati fra i predetti ufficiali era si accostava a "9. I ' Questi dati sono eloquenti di per sè stessi ! E quando si consideri che nel ,1891, con regio decreto µel 7 ottobre, veniva stabilito-, che l'ufficiale che contrae il solo ma trimonio I • religioso è da considerarsi come colpevole di gravissima mancanza, da sottoporsi a consiglio di disciplina, ritorna alla mente come riesca inefficace, o quasi, ogni provvedi'mento quando, esso.non miri . opportunamente a rimuovere la. causa intima d-el l'atlo che si vuole evitato. Vi si provò il ministro della guerra generale Mocenni, quando nel_l'aprile del ·189-1-, present,nia alla Camera dei deputati un progetto di legge sni matrimoni degli ufnciali. Quel progetto di legge, inteso « ad una essitta osservanza delle grandi leggi naturali e sociali , dalle qual i deriva il diritto di libertìt di costituziope dellà famiglia >'> faceva un passo ardito sulla strada opposta a quella tìnora seguita; ma, per le vicis:;itudini parlamentari, e, forse più ancora, per proposito dello stesso ministro della g,uerra, che non riteneva - per certa l'approvazion.e del Parlamento alle sue propòste, la discGssi.one di quel disegno di legge, iniziata soltanto, e poscia sospesa, a nulla approdava (I). Per esso veniva co,nservato il regio assentimento al matrimonio, e si stabilivano , per poterlo èonseguire, le sole condizio.ni di aver compiuto il 26° anno di etit e di comprovare, se l'ufficiale non aveva raggiunto il 33° anno, che in caso di sua morte era assicu·rato alla vedova ed alla prole un capitale di Iire ,f O, 000. Mantenevasi la revocazione dall'impiego per gli ufficiali che avessero contratto matrimo,nio senza aver ottenuto il regio assentimento. Di front.e a così ampia larghezza accordata per la costituzione della fami glia dell'ufficiale, pare si sentisse perplessa la commis_sione della Camera che ebbe ad eshrnin8rlo, e contrappose a quello

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(1) In <1uelt'epoca Jlarlavasi ,ii un disegno di Jeg-ge per !la precedenza del ma trimonio civile sul religioso. Nella previ~ione ch'esso vP.nisse tradotto in legge, si ren<l eva · fo rse opportuno ~oprn.ssedcre e sosti tuire co n alt ra. la vigente legislazione sui matrimoni degli ufliciali.

ED IL ItELATIVO DISEGNO DI LEGGE, ECC.

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del ministro un progetto proprio, il quale dal primo essenzialmente si ·scostava nel prescrivere che, per ottenere il regio assentimento al matri~onio, gli ufficiali inferiori dovevano prima assicurare: a favore della futura sposa e della prole nascitura, ìa rendita annua di lire 11200 $ 0 capitani, e di Iire ,J500 se tenenti o sottotenenti. Si esentavano da qualunque costituzione di rendita gli ufficiali generali e superiori, nonchè gli ufrìciali inferiori, che, all'epoca del matrimonio , avessero compiuto il 35° anno di etit. La commissione parlamentare rimaneva, in sostanza , sulla via tracciata dalla legge del 187,t, limitandosi a diminuire l'altezza del censo da questa voluto. Ma tanto il progetto Mocenni, che delle condizioni economiche .. dell'uftìeiale in servizio attivo con famiglia propria per nulla si preoc.cupava, tacitamente ammettendo che a suftìcienza vi provvede lo stipendio in ogni grado, quanto quello ora esamin;1to, non avevano saputo svincolarsi dal vecchi? concetto, che, per la famiglia dell'ufficinle., allo st!).to .incomba di occuparsi della sorte della vedova e degli orfani dell'ufficiale stesso. Nel progetto l\focenni, poi, era tìssato il limite mini1110 di 25 ann_ i c1:età, prima del quale l'ufficiale non poteva ott~nere il regio assentim'ento al matrimonio. Tale disposizione si riferisce ad uua quislione che già aveva richiamato su di sè ampie discussioni, Jìn da quando nel ,J 87,t, esaminandosi alla Camera la legge attuale, vi fu chi sostenne non poter$i, sono l'aspetto sociale e giuridico, nè convenire <lai punto di vista militare, stabilire restrizione di sorta in pNposito , rispetto alle ciisposizioni della legislazione comune. Nè qui si intende confutare, o suffragare, gli argomenti che si connettono alla quistione stessa; ma sta il fatto , che le gravezze della vita militare, maggior-mente ripercuotendosi nei primi gradi della gerarchia, e poichè que~ti si conseguono, generalmente, poco dopo i venti anni, allora appunto, assai meno, che più tardi, si presentano favorevoli le circostanze allà costituzione ed al regime della famiglia dell'ufficiale. Preoccupato per c3sa, si renderà per questi più difficile dedi carsi, con serenità, alle molteplici cure del servizio, e la spiegabile pi;eponderanza dei sentimenti familiari sulla mente e sull'animo del giovane uffkiale, vi Jascierà troppo poca parte a quei sensi di 1


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IL MATRIMONIO 'DEGLI UFFICIALI

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solidarielit, di camaraderie, che son9 efficacissimo mezzo per radicare, tener viva e'svilnppare ogni virtù mi litare, naturale od acquisita. E passiamo oltre. Nella discussione, che venne fatia alla Camera dei deputatj , della legge d'indulto 4 agosto ,1 8%., si toccò: and1e, alla necçssilà di modificare ·quella organica sui matrimoni degli ulliciali. La commissione della Camera, che riferiva sul disegno di quell,1, legge d'indulto , accennava ampiamente a tale necessità, ed inspirandosi a cri teri, che già avevano avuta eco fuori e dentro di quell'assemblea, mentre si pronunciava favorevolmente alle proposte del Min istero della guerra, traeva occasione per pre.,en·tare una sostanziale modificazione alla legge IH luglio 187·1, nel senso di ridurre la dote militare. Soppressa l'esplicita graduator;ia della dote stessa, la commissione la raggn~gliava ad una media rendita annua cli lir.e quattromila, la quale si ritenne rappresenti oggidì nna modestissima ag iatezza, per modo che completasse, per così dire, automaticamente la cifra dello ;:;tipendio, nella misura occorrente perchè qnestQ raggiungesse il limite di lire quattromila, oltre il quale non sarebbe stato più richiesto il vincolo de!la, dote mil itare. La commissione proponeva, inoltre, che co l il5° anno cli età del!' ufficiale, cessasse l'obbligo del vincolo dotRle per poter conseguire l'assentimento al matrimqnio. Tali proposte non rappresentavano, per altro, l'ideale , della commissione, la quale avrebbe desiderato poter addirittura proporre alia Camera l'abolizione di Ògni . vincolo; « ma il pensiero « delle vedove e dei figliuo li senza risorse, (cosi si legge nella « relazione dP,lla commissione) delle famiglie di bravi ufficiali ; . « costretLe a trascinare una vita indecorosa, se ci fanno deplo« rare che il nostro bilancio vieti · di compensare in più larga « misura i servigi resi dagli uflicjali de\ gradi inferiori , ci im« pone tuttavia l'obbligo· di riconos cere la necessità della tutela << di situazioni che rivestono ad ogni modo, data l'indole che « conserva l'eserc ito, un carattere speciale, cercondo di at« tenuarne il contrasto colla dignitù e colla libertà, che sono il « diritto di ogni cittadino ». 1

IL

RELAT I VO DISEGNO 'DI LEGGE , ECC .

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Ed inoltre, per secondare sempre più i fini cui il legi slatore mirava, la commissione proponeva che, senza turbare gli effetti civili dellq legge.:H luglio ,.187 11, per favorire ìà costituzione delle doti militari si dichiarassero esenti da tasse i documenti presc1·itti dall'articolo 4 del Regio decreto per l'esecuzione della legge an. zidella. In poche parole, i criteri che lwevano prevalso . nella commissione, relativamente ad una- legge organica per i matrimoni degli ufliciali sono: nessuna restnz1one sull'età pet~poter contrane matrimonio; . . obbl igo di accertamento di una rendita, per gli ufli~iali con stipendio inferiore a lire 4-000; nessun vincolo dotale, se il matrimonio è contratto dall'uffi ciale che ba compilo il 35• anno di età. Nei due . rami del Parlamento _la discussìone del disegno di legge procedette spedita. ; Ciò che al ministro della guerra premeva, era di rimediare senza indugio, alla situa'.lione .anormale esposta nella relazione con cui aveva accompagnato il suo disegno di legge; c1 se gih · prima aveva rivo lto il pensiero a sostituire a quella vigente una ·nuova legge organiea pei matrimoni militari, ora, egli diceva, si era astenuto dal presentare., nell'occasione di quella dell'indulto, una proposta di tal natura, ben ricordando che gli era stato im. possibile avere con ~è la maggioranza del Parlamento, quando, nell'anno precedente, gli aveva sottopogto un disegno di 16gge in proposito ; cosicchè non sarebbe stato da esci ude re che, anche ora, l'opposizione~ che vi avesge di nuovo incontrato àvrebbe fatto mancare,' od almeno ritardare lo scopu che il ministro stesso aveva in mira di raggiungere sollecitamente. . Ma la commissione della Camera, che aveva esaminate le proposte del ministro, s'era: in parte almeno, indotta a quanto da que~ti non era stato giudicato opportuno. Intervenne, però, un accordo fra rnini'stro e commissione, e ·mentre questa vedeva accettato dal ministro, ed approvato un ordine del giorno invitante il ministro a presentare, 2lla pros· sima ripresa dei lavori parlamentari, un disegno di legge per


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IL lllATIUMONIO DEGLl UFFICIALI

E D IL RELAT~VO DISEGNO DI LEGGE , ECC .

modificare qnella 3·1 luglio ,(871 , si stabil iva di procedere alla discussione del $emplice progetto del ministro. Ciò non pertanto, parecchi mernhri della Camera, dalla discussione generale presero occasione per . esporre le loro idee sulla complessa quisliooe del matrimonio degl i. ufficiali, e dalle idee dell'onorevole Marazzi, che si dichiarò per lasciare, in propo;ito, agli ufficiali la più ampia libertà, a · quelle dell'onorevole Imbriani, che qoalificò per cattiva la legge vigente, si ebbe una gradazione di gi udizi vari:i.mente informali, e più che l'attuale legislazione non sia, al conceuo di giusta temperanza fra i diritti civi li e quelle limitazioni, strettamente necessarie, ed indi spensabilmente · richieste dalle speciali esigenze della vita militare. In Senato, ed in occasione della discussione della stessa legge, il gener·ale Carlo ~fozzacapo propugnò cal oros:imente l'abolizione di qualsiasi obbligo di costituzione di rendita . La legge d'indu lto veniva approvata quasi tal quale era stata presentata dal minisu·o del!a guèr,'a, genernle Mocenni, e questi, accogliendo il \'Oto espresso dalla Cam era dei deputali, poneva mano a l'ar iniziare gli studi relativi alle modificazioni che si dovessero eventualmen te apportare alla legge 3,1 luglio ·1871 sui matrimoni degli ufficiali . Una commiss ione di quattro generali e Lre alti funzionari civili dello Slato (,() fu all'uopo istituita, in lloma, con regio decreto del 5 gennaio di quest'anno, ed ebbe dal ministro della guerra

invito d.i porsi toslo allo studio, così da poter sollecitamente presentare le sue proposte. Poco dopo, caduto il Gabinetto Crispi, il ministro Mocenni era sostituito nell'ufficio dal generale Ricolti, ed i lavori della commissione, nominata dal suo predecessore, e già diminuita cli due dei suoi membri, (,1) stati ch iamati ad altri uffici che loro più non consentirono di partecipare ai suo i studi, continuarono alacreID6nte sino a compimento .

La commissione fu coì1Jposta cosi : As11u111 01 SAN MAIIZA:-.o cav. Au:ssA:;ono, tenente generale, comandante del IX corpo rt•armata, preslde1i.u. Gloria co mm. Francesco, avvoca to general e militare, CosLa comm. l'liacomo Giuseppe, 11vvocaLo gonerale erariale, Tondi cornm. Nicola, presidente di sezione ,1ell;l Corte di Cassazione di 1l11ma, Ada mi cav. Luigi, tenente :;entrale, ispelt.ore dello costruzioni d'arti- .lfembri. glieria, llcusch cav. Ni ~o la, tenente i:enerale, ispettOM degli alpini. Sismondo cav. i7('1ico, maggioro i.;enerale, atlcloLto al comand;, ciel corpo di ~tato maggiore, Si noti che Ilei componenti la Com mis:;ionc Lro sono senatori ed uno deputalo. Quest'ultimo, l'onore\·ole Tondi, era stato presidente llella commissione della t.amer:i, che arnva osaminato e ri(crito sul rlis~gno lii legge cl' imlt11lo.

JT.

l'\on sono di pub blica ragione le proposte originali della Commissione anzidetla, ma poichè il Ministro della gaerrn, nella relazione che accv mpagna il suo disegno di legge, disse che si era valso de' suoi accurati e competenti studi, è a r itenersi che a quelle proposte siano ispirati i criteri fondamentali del disegno di legge. Eccone le principali disposizioni : Gli ufficiali in servizio anivo permanente, io disponihilitù od in aspettativa debbono impetrare il regio assentimento al màtrimonio. Non può ottenerlo l'ufficiale, che non abbia prima efficacemente provato di possedere un reddito annuo di L. 4000, cumulativamente fra lo stipendio lordo, del proprio grado, computati i sessenni, ed una rendi ta di sua proprieLit, o di proprietà. della fu· tura sposa , assicurata sul debito ·pubblico consolidato, o su titoli guarentiti dallo Stato, o costituita sopra beni stabili . Per gli ufficiali inferiori che hanno compiuto il !,,0° anno di età, allorquando contrarranno mri lrimonio, tale reddi to complessivo di L. 4000 è ridotto a 3000. La dote della futu ra sposa può tener luogo della rendi ta, se costituita· noi fine e nella misura vol uti dalla legge. ~: ammessa la costitu7.ione della rendita, di proprietà dcll'ufjìciale o della futnra sposa , su heni appartenenti a terze persone.

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(I) L'avvocato generale erariale Costa assunse il f1ortafoglio di grazia e giustizia e dei culti nell'aLtuale Gabinetto; al tenente generale Heusch venne aUìdato il comando di noa di visione nell'Eritrea.


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IL MATRIMO~ìO DEGLI UFFICIALI

Nel caso di separazione dei coniugi, si applicheranno le disposizioni del codice civi le. La rendita, an,:be quando costituita con la dote, è inalienabile; e le annua li tà n,on possono ced ersi nè pi gnorarsi se non per ca11sa di alimenti dovuti per legge e soltanto 'nella misura di un terzo. La rend·ita diviene liberamente disponibil e in questi casi: quando lo stipendio lordo dell'ufficiali , computati i sessenni ; raggiunge, o supera le L. 4000; quando l'ufficiale cessa definitivamente dal servizio per!"Oanente; . quando il malrimonio·' è sciolto, o per la morte dell'ufficia le, o per quella della mogi ie, la quale non lasci discendenti superstiti maschi in età minore, o femmine in elit minore, non maritate. Al tribunale supremo di gnena e marina è attribu iLa piena competenza-per dichiarare la idoneità e la validi tà della rendita, ed a conoscete della sostituzi one di altra garanzia a quella primitiva prestata per la rendita medesima, non che delle altre modificazioni che non abbiano relazione col suo svincolo. Per ogni altro provvedimen.to sono competenti i tribunali ordinari. L'ufficiale che contrae matrimonio, non avendo ottenuto il regio assentimento, incorre nella revocazione dall'impiego, senza che occorra il parere cli un consiglio di disciplina, ma in seguito a di chiarazione del tribuna le snpremo di guerra e marina, la quale affermi che il matrimonio J'u contratto in contravvenzion e alla legge. Le rendile costituite per i matrimoni contratt i sotto l'impero della attuale legge del ,t 87,f , potranno essere svincolate quando siano accer tate le condizioni volute dalla legge nuova. Alle norme per la esecuzione della legge si provvederà con decreto reale. L'esame si ntetico di tal i disposizioni meLte in luce il concetto fond amentale, a cui s'informa ìl disegno di legge: restrin gere, cioè, l'ingerenza dello StaLo sulla costituzione e sulla economia della famiglia dell'ufficinie al solo indispensabile per assicurare, diwante il tempo in cui egl-i 6 in servizio attivo permanente, il decoro della famiglia stessa, ed il soddisfaci mento dolio esigenze richieste dall'interesse .generale dell'esercito.

ED IL RELATIVO DISEGNO DI LEGGE, ECC.

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Ecco, atlunque, per la prima volta saniionato quel princip io di benintesa liberalità, che più sopra si è sostenuto, il quale non ammette che alcun vincolo soprarviva alla ces~azion e dal sarvizio permanente, qualunque sia la causa a cu i essa è dovuta. Che se si considera il grande svilu ppo delle relazioni fra le istituzioni militari odierne e l' intero paese; cb e gli ufliciali perm:inentecnente in servizio non sono che poca parte, rispeuo al numero di ufficiali in congedo, accorrenti alle armi in caso di guerra, e per i quali non vi ha condizion e di sorta. al matrimonio, appare, ora più che mai, meno opportuna, nella cerchia di quella comune, l'i5tituzion e di una legislazione, come l'attuale, eccessivamente re,lril.liva nel principio, non sempre sicura, nè facil e Mll'applicazione, oè sempre vantaggiosa negli effetti , per attribuire :ilio Stato una tutt-:la che r isente di una vera dispar ilà di trattamento. E qui torna a proposito considerare, che , men i.re la legge ·!87·1 erasi informata :i d un conce1.Lo, prevalentemente economico, le proposte del nuovo disegno di legge auri buiscono, invece, la preponderanza ad un principio essenzialmente sociale e gi uri clico, ·senza ton er conto che con tinuano Luttora, ed anzi n'è aumentata l'import.aoza, quelle ragioni , che come avevano fatto nel •I 87·1 ritenere insufficiente la rendita stabil ila dalle lettere patenti del 11834., polernno ora far apprezzare non esuberanti quelle prescri lle . dalla legge ,·igonte. Si fa quindi plauso a così sana innovazione, nella quale, ch iamate a largo contributo la coscienza e la responsabilità individuale, pare si rispecchi. l'augurio espresso l' anno scorso dalla commi:;siune parlam entare, che nvevà ri i'eri Lo sulla legge d' indul to « che un concetto più largo, ed in certo modo più civile, « pres iedesse a legge cosi delicata (quella per i matrimoni), di « cui, non meno la morale, che l'interesse dell'esercito debbono « tracciare i con(ini , in armoniR co n i progressi civili e sociali e e: con i rinnovali ordinamenti militari ». 11 principio da cui sembrn emanino le proposte del Ministro della guerra, trova razionale sviluppo nelle singole di sposizioni del suo disegno di legge. ·


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IL MATRIMONIO DEGLI UFFICIA Ll

ED IL &ELATIVO , TlISEGNO DJ. T.EGGE, ECC .

Conservata la guarentigia dell'onorabilità del matrimonio, soltomettendolo, come ora, al conseguimento del regio assentimenlo, fu stabilito, come çlice la relazione del Ministro, « a t ondizione « essenziale per In costituzione della famiglia dell'ufficiale, l'ac« certame~to di un reddito annuo di lire quattromila, che oggidì « rappresenta una modP.stissima agiatezza >. Qui ritornano alla mente le proposte della commiss ione della Camera , che esahlinò l'anno scorso la legge d'indulto : quella commissione, per l'appunto, ragguagliava la rendita da possedersi dall'utlìciale, o dalla fulura $posa allo stesso reddito complessivo di lire qunttromila annue. È sufficien te la cifra? sarebbe il caso di rispondere: ngli ammogliati il giudizio ! Ma poichè eccessiva certamente non è, vuolsi riten<~re, che, tanto la commissione parlamentare, quanfo il Ministro, abbia~o fatto as~egnamento, oltre che su dati pratici relntivi al regime familiare, anche sulla saggezza e sullo spirito di economia ·dell'unìciale e della futura sua $pO<;a I Ma non pare del tlÌLto ingiustificato il dubbio, che, quando la famiglia crescesse numerosn, e le esigenze dell'educazione dei figli non rimanessero soddisfatte dai sacri fici che potessero imporsi i genitori, e quando sull'economia d'3lla famiglia gravassero imprevedute e frequenti spese per malattie, per trasferimenti, per,cambi di guarnigione, ecc., quella modestissi ma agiatezza· potrebbe ri sul tare in:suffici ente . Ed allora 'l aumentare la cifra? non parrà neppure opportuno, se si pensi the le condizioni fatte agli ufficiali subalterni dalla nuova legge, sono più gravi per i s•lltotenenti, e poco dissimili per i tenenti, di qu-elle volute dalla legge del 11871, già imputata di gravezza ·.eccessiva. Che di tali ufficiali non troppi prendano moglie, non sarà male, osservando, beninteso, la cosa dal solo punto di vista militare; ma ogni aumento di quella cifra si r itorcerebbe troppo duramente su di loro, a cui, d'altrn parte il legislatore non credetle condizionare, con un limite minimo di ' età, la possibilit à di ottenere il sovrano1 as~entimento al matrimonio. Sarebbe piuttosto il caso di accostarsi allo scopo con provvedimenti di altra in.dole, e che, naturalmente, non avrebbero trovato luogo in una legge come quella che si esamina.

E qu1i, per l'appunto, torna acconcio di esprimere il voto,. che, a somiglianza di quan to vien fatto per altri fun,. ionari dello Stato, anche agli ufficia li sia tenuto con to delle :spese causate da mntamenti di residenza per causa di servizio, sia· col rimborsar loro quelle di assoluta necessitò , sia co n· J'agevoli1:·e, più che ora non f~cciasi, i trasporti. ' E tutto ciò risponderebbe, sem plicemente, ad un criterio di _ equità verso gli ufficiali,· più di altri molti fn111.ionarii dello Stnto, sottoposli per le vicende della speciale loro carriera, a viaggi e trasferi 1nenti, loro imposti perTagioni del servizi.o. Ma, frattanto, non si può non lamentare che gli ufliciali. da cni si attendono spirito di sacrifi cio e prove d'abnegazione , forse senza riscon tro nel le carriere civili, siano in giusti(itatamen te esclusi, per rapporto alle loro fam iglie, da quan to altre, con tito li non maggiori di benemerenza , da molto tempo hanno conseguito. Proseguiamo rapidamente I' qsame incominciato. La riduzione a lire 3000- del rnddito an nuo ; da accertarsi dagli ufficiali con almeno 4.0 anni di età, è, in senso relati\'O, giustifìcabile, se si pone flle nte che non puossi, in f erto qual modo, imporre il celibato ad ufficiali, i quali , oltre che con minor probabilità potranno trovarsi a ca.po di numerosa famiglia prima di lasciare, per le,zge, o per diritto, il servizio al.Livo, ragginngeranno sol- tanto tardi, o forse non rag!!iunaeranno il rrrado di mac,aiore il ~n qùale, per lo stipendio che vi è annesso , è il primo della ae' . a rarchia che darà mezzo di non dover costituire rendita alcuna per il matrimonio. D'altra parte, l.ra gli ufficiali , a cui si riferisce l'agevolazione, non pochi anche ve ne saranno prossimi al grado di maggiore, che raggiun geram10 prima che le esigenze particolari della fam iglia si facciano molto sensibili . . Nel computo del reddito annuo pr~scr-itto, fu ten uto conto dei sessenni, ed è cosa equa, in quanto essi siano sicuro ~omplemento, stabilito per legge, agli assegni inerenti al grado. La legge, per contro, ha preso a base lo stipendio ed i sessenni, non diminuiti dalle tasse di ricchezza mobile, in analogia ad altre disposizioni legislative, c.omprese quelle dell'attuale legge sui matrimoni degli ufficiali, che si riferisconò esclusi;amente al reddito nominale. •

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ANNO XLI.

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IL 1dATRIJfONIO DEGLI UFFICIALI \ '

ED JL RELATIVO DISEGNO DI LEGGE, ECC.

Della leg~e del 187 1 sono conservate, nelle proposte del ministro della g~erra RicottÌ, le disposizioni relative .alla r.o.stiluzione della rendila con la dote della futura sposa; al diritto dell'ufficiale di riscuotere le annualità durante il matrimonio; alla inalienabilità, • I • cessione e pignoramento della rendita stessa; e alla sanzione punitiva per l'ufficiale, che contrae matrimonio senza .avere o~tènuto il sovrano assentimento. ' E autorizzata la costituzione della rendila su beni d1 propl'ietà di terze persone, ciò che la legge del 11~7,1 ammetteva, meno espii· cilamente, nell'ultimo capoverso dell'articolo 6, ed ammesso che la rendita stessa.sia costituita, oltre che sul consoltd,~!O pubblico, anche su titoli guarentiti dallo Stato. Tale agevolazione è semplice quanto proficua. · La nuova legge ba, invèce, creduto di poter deferire alla legi· stazione comune i casi di separazione dei coniugi, per i quali casi lét legge 'del 11874 dava norme esplicite. L'argomento è così specialmente giuridico çla non trattarne qui. Le discussioni cui esso , ·probabilmente, darà lu.ogo nelle assemblee legislative, chiariranno se la semplifica~ione proposta può, nel caso p~rticolare, reggere pienamente. . · ,,., .. · Le disposizioni relative allo svincolo della rendi_ta sono molto importanti. Ammessa la sufficienza del reddito annuo di lire 4000, si è reso logico lo svincolo quando, per il progredire della carriera; le con· dizioni economiche dell'ufficiale vanno facendosi tali da guarentire, per sè stesse, ciò che la legge vuole assicurat9 nei primi gradi della gerarchia. ' Cosicchè, non tenendo ·conto dei sessenni , pervenuto al gr.ado di maggiore, l'ufficiale avrà disponibile la rendita già soltoposta a vincolo. Qui nasce spontanea un'osservazione: poichè il vincolo, stesso è temporane9, e di nori lunga durata, non si renderanno troppo facili gli spedienti pel' procurarsi di che çoslituire la rendita prescritta, salvo a fare penitenza della propria leggerezza durante il matrimonio, e fìn che la provvida promozione a maggiore non verrà a sollevare dell'aggravio impostos:? è umano il crederlo; e, specialmente, quando si tratti di giovani ufficiali, ancora nel pe-

riodo deHa vita in cui più vivaci e.d ardenti sono le passioni, e la assai meno intensamente sa far , sentire l'azione della sua raoione n moderatrice sugli impulsi del cuore. Ed è anche per questo che, a conti fatti, avremmo dato il voto ad una disposizione che fosse in. tesa a non consentire il matrimonio agli uflìciali prima di una determinata età, per esempio 25 anni. Taluno invocherà, per opporvisi, il codice civile; ma, a prescindere dalla di~cutibile opporLunità della citazione, potrebbesi ossenrare che il Codice stesso subordina, fino al venticinquesimo anno, il matrimonio al consenso dei genitori. Ci siamo arrestati al primo dei casi in cui è concesso lo svincolo della rendita.'10 Gli altri, pure contemplati dalla legge del if87,1, si riferiscono all'uscita dell'ufficiale dal servizio permanente, ed allo scioglimento del matrimonio. per la morte di uno dei coniugi. Però, mentre _la legge vigente p.ccorda, in que:,;t'ultimo caso, lo svincolo, subordinandolo al fatto che non vi siano discendenti in 1 età. minore, la legge iii progetto, invece, non stabilisce res~rizione di sorta se il coniuge sopravviventè''è'' 'Ja moglie; ma, per l'opposto, non concede lo svincolo se l'ufficiale sopravvive alla moglie e vi sono maschi in età minore, o femmine, pure minorenni e non maritate, Qui, per tal modo, Titorna in evidenza il concetto di assicurare il decoro della famiglia che continua ad avere per suo capo l'ufficiale. Secondo il disegno di legge, la attuale competenza del tribunale supremo di guerra e marina in materia verrebbe estesa a conoscere della sostituzior,e di altra garanzia a quella primitiva prestata per là rendita. e delle modificazioni che non abbiano relazione col suo svinco,lo. Pér' quest'ultimi), da quanto si deduce dal testo della legge, sarebbero competenti i tribunali, ordinari, ai quali, natnral· mente, dovranno prodursi i documenti giustificativi della domanda di svincolò. . Con ca/ attere di disposfzione transitoria, è contemplata nel disegno di legge la facoltà di svincolo. delle rendile costituite rer i matrimoni contratti sotto l'impero della legge del ,J 87 ! , quando, ben i'nteso, sussistano le condizioni volute dalle nuove disposizioni. Su siffatta agevolazione, per quanto giustificabile, probabilmente

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1L MA'l'RrntONJO OEOLI UFFICIALI

BD IL flEf.ATIVO DISEGNO DI LEGGE , E CC .

vivaci sarauno le discussioni, siccome quellà che si connelle ad interess i, ù diriui, istituiti sulla base della legge pl'esente . .Fra i,:li svari:i tissimi casi a coi dovrellbesi appli c,1re, molti forse, sara n quelli in cui il 1òagistrato non giudicherà riferibile la concessione del legislatore, epperò fioccheranno i quesiti giuridici. Certo è, .nulla meno, cbe, trallandos i di con iugi se11za prol e, o quando si\1no di mostrate talune speciali condizioni di fam iglia , e dicliiarati gli scopi per cui chiedesi lo svincolo, ia facoltà accordata dnlla lcaoe non sarà in opposiz ione a diritti natural,i od acq11isiti, e potrà giovare all'economia del patrimonio dell' u/'{iciale. Si f'a un caso solo: un ufficiale, con una figliuola da marito, potrà, mediante lo srincolo, dotarla di un capii.aie libero, anzichi.l esser costretto, come ora, ad obbl igarsi a corrispondere al futuro genero le ann unli ti1. della dote costituita. Esamin ate, cosi , singolnrmente le principal i àisposizion i del disegno di legge, emerge sempre più eviden te l'allo prirH~ipio che lo informa, il quale, pur r imanendo ossequente al concetto di salva~uardare in modo assolnto il decoro dell'esercito, ha abb,rnclonato quanto netla vigente legislazione de.i matrimoni degli ,uffì ciali era o non pienamente gi ustificato, o soverchio, o non consono ali' indole degli ordinamenti militari e dei tempi attuali.

In Austria-Ungheria la legi sl azion e è piulloslo complessa . 11 matrimonio è sottoposto al consegui mento dell' auto rir.zazio ne sovrana . Nell'esercito permanente 0 nell a landwhe l' ungherese occorre la costituzione di nna rendita: di milio liorini per gìi ufficiali infuriori (tranne i .contabil i); di 800 per ~li ufficiali superiori; di .mo a 500 per gl i urrìciati della gendarmeri a ungherese; <li :JOO per qu elli della lirnùwehr austriaca . Se l'ullìciale non ha compintu i 10 anni, tali rendite debbono essere , superi ori òella metil alle cifre anzidct.te . Ne i co rpi combaLtenti non può esservi pi1·L di un qnarl.o degli ulllcìal i, co n grado inferiore a colonnello, ammoid iati; nè più della met:'l, degl i stessi gradi, negl i altri corpi. In Un/.:heria, poi, da l ·I 890 è !'alt.o obb ligo agli ufficiali, co me a tutti gli altri mil itari. di celebrare il m:itrimonio civile. ] elt'esercilo l'l'nncese, gli nflì i; iali di t1ual11uque grado, esclusi quel li in riforma , o in ri tiro, n qnell i di riserva, non possono contrarre matrimonio se non hanno otlenuto il permesso dal Ministro dell a guerra. (;,li ulTicinli . che si nmmoglin no senzn tale ' autorizzazione, incorrono nella dos1.i tuzion13 e nel la perdila dei diritti , tanto per essi r[uanlo per le loro vedove e per ia prole, a qunlunquc peusione o ricompensa militare. l'el' poter ottene re il permesso al matrimonio, l'ul1ic iale dell'e~ercito permanente deve dimostrare ch e la futura sposa ha in dote una rendita personale (e non vitalhia) di lire 1'200 ann ue almeno . Tale condizione non è richiesta per gli ulliciali il cui stipendio è di lire i:iOOO almeno. ' L'auloriz1.azione al matrimonio è subordinata alla condizione ~i onorabil iti1 dellà sposa e della sua l'amiglia . In R.nssia non è permesso agli ufficial i di contrarre matrim onio senza autorizzazione, e prima del l'età di 23 anni; !,!li ulliciali che non hanno co mpiuti i 98, se intendono pren<ler mogl ie, non possono otten ern e l'autorizzazione ::-enza. aver dimostrato di possedere, essi, o la sposa, un capitale di circa lire ·13000. Sono contemplati i casi, nei quali, in cons iderazione di circosLanze locali, si può derogare alla dispo~izione ell e prescrirc una garanzia di fo1tuna. Oltre i 38 anni, non si esige piu alcnna garanzia economica .

t')?)

nr. Studiata ta legge in sè stessa, presentatosi opportuno esaminarla in rapporto a quelle corrispondenti in vigore presso gli eserciti esteri, per·modo che, dal raffronto, abbia a risultare se, dove, ed in quale mi sura,. i criteri che imprimono nuovo ca ratlere alla nostra , si riscontrino nelle legislazioni stran iere. L'esame sa rà breve e tutl'affatto esposi Livo, lasciando, per la maggior parte, a chi legge le conseguenti considerar.ioni . . fo Germania si esige una rendit.n pei soli matrimoni deali uflìciali rnferiori, comprcs,> il capitano di 2• classe; per i gradi superiori non vi e,alcun vincol o. Si richi edono : per gli ufficiali subalterni da ,t 800 a 2500 marchi di rendi ta annua; per il capitano di 2• classe marchi 1550. Non è permesso cont1·arre il matrimonio senza averne otten uta autorizzazione.


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IL MATRIMONIO DBGLl UFFICIALI

In I ngh ilterra non vi è alcu na legge che imponga restrizioni a.I matrimonio degli ulliciali ; in Turchia neppure,. salvo che per i giann izzer i, i quali noq possono conlrarre matrimonio. Negli eserciti europei, io conclusione, in fallo di legislazione sui matrim oni mil itari, vi sono esempi dei vari sistemi; dalla libertà i oconcl izi()nata, o assa i ampia (che, vuolsi ooLare, si r iscontra nello Stato da maggior tempo uso al regime èflstituzionale, l'In ghi lterra, ed in quello ove ogni potere si accentra nella corona, la Russia) alle forti restrizioni , in vigore nell'Austria Ungheria. Come le altre legg i, anch e quelle di cui si è di scorso, rispondono, naturalmente, al carattere, alle aspirazioni del paese, od particolari scopi del legislatore. ... La speciale educazione della don na inglese, i lauti stipendi degli ufficiali inglesi, la ·prevalenza dell'indiv idualismo, lo sviluppato spirito di previdcn1.a el ci popolo britan nico, non sarebbero fattori che potrebbero suffragare pienamente''una li bertà· assoluta per i matrimoni degl i uffìciali pre;;so di ~oi, che male, pure, ci ad atteremmo ad una classitidlla limitazione nel numero dei matrimoni degli ulficia li, colJle, su vasla scala snccede per quelli del!' esercito austro-ungarico. Nell a legislazione francese, alla quale si accostano le ll. patenti del "834 di re Car lo Alherto, si nota una disposizione, che, in certo qual modo, fa riscontro a quella d'indole economica del disegno di legge che si è esaminato, e con la quale, per gli ulliciali con stipendio non inferiore a li re 5000, l'autorizzazione al matrimonio non è suliordinata ad alcuna costituzione di rend ita . lo nessuna legislazione, però, emerge il concetto che forma il carattere predominante della le:?ge clte ora, presso di noi, è stata preseotn ta al Parlamento; e del qua le a lungo si è discorso.

Éd 0 1:a. rimane ad augurare che il nuovo disegno di legge, il quale, come è detto nell a relazi one ch e l'accòmpagna , « risponde « ai voti espressi da l Parlamento, nel la ci rcostanza appunto in « cui esso accoglieva le proposte del Ministro della guerra, per (< riparare alla men che huona condizione di cose andata for « mandosi sotto il regime della vigente legge su i matrimoni

E D IL RELATIVO DISEGNO DI LEGGE, ECC.

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« degli ufficiali » trovi sollecitamente, nella sapienza e nel s~nno delle' assemblee legi slative, quel patrocinio e quell'approvaz1one, che saranno degno risconto all'intelli_gente e. pr?fic~a ~~era. del Minist.ro della guerra, e segneranno, in materia, 11 pnnc1p10 dr un nuovo indirizzo, che, come confi diamo , to rnerà a vantaggio del decoro e della disciplina dell'esercito ('l ). l"oCn. _ u prcsonto studlo ora già composto e pronto p~1· 1:, stampa, quando ·venne distribui t,t la relazione ctell'on. senatore Gloria, mcmhro cieli 11ruc,o centralo de l Senato, che esaminò il disegno di leggo sui matrimoni degli uffici~li. . , Da. tale relazione, in data 29 maggio u. s., si rileva ch e I urne10 centrale ha proposto alcuni cmcu,1amcnti al disegno·di legge <lei lllinl$tro della guon·a. Per essi : . . 1 · · a) sarebbe stabilito il limite minimo di età di '!5 anni, al disotto del qun e .i vietato il mat.rimomo ; . . 1 I' I. . b ) sarebbe soppro,sa la illsposizione con cui si ntm~etle\'~ lrL cost1 tu1.w?e <~ ,a ondita dl prot)ri et:i dell' ufficiale o della rutura sposa, con ben, d1 terze 1ierson~, e) sarebbe accordato lo svincolo della rendita all't1flìcialo_ che ha ol_trcpassa_to ~uaran t'anni, quando il suo stipendio, compresi i sessennf, ragg1nug_a le l1r~ tl'em'. ln, d) ,•el'rebbe esteso il ilonellcio dello s"inco_ lo nnche allo l'endlte cost1tu1te so tto lo impero delle regio pa tenti del i83~ ; . . nT.a e) si attribuirebbe al tribunale supremo dt guerra e marina anche la competo di pron unciare la. dellnitil'a liberazione della 1:enditn_. . _ ". . .. . Si propongono poi talune legg?re modi fica1.,t rl C'IJ forma. 111tese ., meoho p1ec1sa1e il concetto della logge.

C. E.

(i) È sen1.a du bbio da i.lcsider,1r,i, che, c~me ora, si continui per l'av,•enire ad _ avere'. in massima, per l'es1ircito e per la mari na, un'u nica legisla1.io1rn sui ,~atl'lmon.• de!h ufficiali. l.'ion consta che il 11ir(istro della marina abbia, per ora, mtend,mento eh as,o r,iarsi a.Ile proposte testò presentate da quello <l_ella guerra :il Parlamento.

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r

1010

IL TIRO _CURVO DELL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

. _I l m~ggiore Mar'.a ni,, di artigl ieria, in un notevol e articolo 'pubblic.11.0 rn ~Juesta ~ 1v_1.sta nel mese di agosto 1895 ha dimostrato la grande eH1cnc1a difens iva dei trinceramenti da cari)paar ~ ·1 · · . . , ., 1n, l CUI 1,m_p1e! o va sempr~ es.t~ndendos i, e il valore pure rimar:chevo le cier r1pa r1 . natu rali . utrl1 zzab ili in luog-o dei trincera,nent·1, quan , do • . ., non s1 abbia avuto il tempo di preparar·li. L'argomento trattato in quell'nrticolo ò di ·somma imptH'f.an·,a "' pereIrn' ·1I caso e.ii · dover battere una truppa coperta da trinceramenti o da ostacoli naturali è diventar.o , ai no.;tri r, iorui , a,:.·a t · f'· e , • • • . · 10 , ""' ' 1 1 e ru~n e, ~ I artrgliena Ira dovuto pensare· ai mezz i di riso lvere efficacemente rl problema . . '

11 mag;:'.or~ Marian i discute con molta compeienza i due mezzi s~at1 escog11at1 per colp ire le truppe difese da trinceramenti, quetlo c1oe del le granate cariche di un potente esplosivo, e quello dfl Liro curvo cogli shrapnéls ord inarì. · Il primo mezzo è un tentativo affatto modem o; ma se quest~ grauaLr, possono produrre effeui po ten tiss imi di inina , è stato ornai r·iconosciut:o c.he hann~ assai di rado buon effetto co ntro Je truppe coperte, t1~h1edenilost a tal uopo un a troppo grallde precisione nel la pos1z1011e del punto di scoppio, e ness uno più si illude· a · questo rip:nardo. ~on resta adunque che attene1·si al secondo mezzo, mo lto antico, cioè nl Liro curvo . Fin ·qui il rngionamento corre liscio e per. · suaden te e non si può che approvarlo. I l Liro curvo può ùmi o cogli sle$si can noni, adottando cariche ridotte, ovvero con bocche da fooco speciali alle all'esecuzione del tiro cn rvo; ol_iici o mortJii. Il m~g~·iore Mariani preferisce questa seconda soluz ione, portando l'esempio dell 'artiglieria piemontese, e

11, TIRO CU RVO DE Lf,' ARTlGl, IERIA DA CAMl?AGgA

1011 ·

delle altre artiglierie all 'epoca dei cannoni lisci, ma qui non po~so più essere del stro pa rere, sembrandomi assai. preferibi le un l.rro curvo a carica ridolta per le ragi oni che mi studierò di esporre co n chiarezza e brevità. Non approvo certamente il tiro curvo f:.ttlo eseguire da( cannon i ancrol i perm essi dai rispetti vi affusti e con d1 verse caCo 1· ma,,rriori nn n 1· · riche ridou.e e variabili, tiro che era stato introrlotto presso e I noi coll 'adozione del cannone rigato ad avancarica rnod . ·I 863. Troppo difficil e è la complicazione che si produce nel servizio col le cariche variabil i, e troppo grande la lentezza del fuoco non più conciliabile col carat.tere àel tiro da campagna. È mia opinione però che si può ammettere con vantaggio il tiro con una sola ed unica car ica ri.rtott.a. Al tiro con piccole cariche del cannone mo<l. ,J 863 Yèn in pure mosso l'appun to che i cannoni sono fa tti pel tiro di lancio, 1; el quale il cartoccio occnpa presso che completan_1e:1te la_ camera uestinata a contennrlo, mentre la combus_tioné di una pi ccola cari ca in uno spazio troppo ampio è tnu'aitro che nniforme, produce irreao lari tit nei r i~ÙlLati del ti ro. Mi riserbo però di dimostrare 1n q~:1 modo coi rù,ovi materiali a caricamento rapi_d~ si potrebbe tentare di ovviare a questo inco nven iente con leg1ll1ma presunzione di bnuna rinscita . Ver~ è ch1-; qualche artiglieria, come la russa , ~_rng'.1uo la, I.a bnlr,ara e la turca banno adollato obici o mortai desunall e~clnsrv~i;enLe al .tiro curvo da campagna, ma le altre artiglierie eun,pe~ studiano .. ... e nlcune l1anno anzi gia deciso di non adouare Lai~ bocche da fuoco. L'esempio dell 'antica arti gl ieria piemo,ntese m1 sembra di poco valore nel caso prese11t.e, essendochè in quell'epoca ,,Ji obici erano stati adollati essenzialmente per poter !anc;arc una :rarwt:t di suflicen le diametro ed cnicacia, il che non si pot.e\'a ;relendere cLil pié;colp cali bro dei canno,n i: . :Non è inutile di far qui notare, per mc1denza, ch e rntorno all a tattica dell'art.iglieria v'lra ch i sostiene c~e essa non deve com_bat~ 1.ere a troppo breve distanza e che sopratutto deve ~stene.n,1 ~lai Lroppo frequenti cambiamenti di posizion~, ogn~no der qu~IJ esige la ricerca ri i un nuovo alzo e nna nuoYa regolazione del tiro: rn~ v' banno anr.he colo ro che pretendono dovere l'ar1ii lieria mellers1

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IL TIRO CURVO DEL!.' AR1'1GL1ERIA DA CAMPAGNA.

in r.i~~ col.la fanteria eziandio negli ultimi assalti . Con molta probabil1ta ?1 non errare possiamo ritenere che applicando sem pre ed esclus~vamen.te una sola d,elle due norme suddette, non si pÒtrà otten.e'.·e il m~ss1mo effetto dall'artiglieria, il quale invece si conseguira applicando_ accortamente ora l'una, ora l'altra norma, secondo le circostanze..... Ma farò vedere in seguito che la soluzio11e del_ ~m~ le~a del tiro curvo che io propongo porge mezzo ~Ila art1gl1eria d1 concorrere ngli assalti senza O'areO'aiare colla cavalieri.a nelle cariche al galoppo. · ~ l:)e E indubitato che ì mortai non potranno mai fare un tiro ~flìcace alle brevi distanze. Per gli obici il giudizio è alquanto più incerto, perchè essi sono un qiiùl. niediwn fra i mortai e i cannorù, e rappresentano una mez~a misura cl~e ~ taluni può parere opportuna. Se per altro si considera che I obice da campaina deve avere un calibro maagiore del cannone, e che perciò il suo munizionamento servirà s;J. tanto per esso, c_he oltr.e di ciò il suo tiro non .avrà eflìcacia .per abhallere oslacol1, come l'aveva quello del cannone da ,12 da campagna mod. 1863, si riconoscerà che la .sua adozione ha verame~te. ~u,lli i ~ile_tti delle. mezze misuye. e anche i più con;ioti <lell ut1hta dell obice commceranno a dubitare della convenienza della sua adozione.

l L TIRO CURVO DEI.L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

Francamente, io eredo che volendo aumentare I' arliglieri,1 sia molto meglio aumentare i cannoni , e cercare la soluzione del tiro · curvo nei cannoni stessi. È già. stato assodato ch e il tiro curl'o a shrapnel non può essere elTicace contro bersagl i collocati dietro trinceramenti da t:ampagna se non quando l'angolo di caduta riesce almeno di 20°. Gli studi avv iati presso varie artiglierie, ~ i materiali a caricamento rapido, già. proposti da vari industriali privati designano tutti come calibro più conveniente per una bocca da fuoco unica da campagna quello di 80 millimetri , e assegnano al proietto il peso di '7 ch ilogrammi da lanciarsi con una velocità da 450 a 500 metri , vale a dire in media di ,ViO metri. Con questi dati l'angolo di caduta di 20° si avrebbe soltanto al la gi ttata di 5/4.40 metri, la quale ollrepassa di troppo i iimiti delle distanze di combattimento e last ia invulnerati tutl1 i liersagli collocaL·i alle distanze minori, che sono le più usuali nel tiro di campagna. Se però :::i riducesse la velocitit iniziale a sol i 200 metri si avrebbero i seguenti risultati:

1

. ~on si può credere che l'introduzione in servizio di queste speciali bocche da fuoco debba intendersi limitala al solo niateriale · coli' intenzione di c9nsegnarlo a momento opportuno alle batt.erie. le q?a!i lasciati da parte i loro cannoni si servirebbero di quest~ specia!1 bocche da fuoco. Ognnn vede che per trascinare questo materiale al _seguito dell'esercito, occorrerà carreggio, quadrupedi e condncent1 con non lieve ingombro delle colonne in marcia. e ~on ut'.lità. non corrisponden te al disagio e alia spesa. Converreb,be Il) ogni c_aso a queste b~tte~ie, già quasi completamente organizzale, aggiungere anche 11 perso9ale dei serventi, creando cosi un ve:o aumento di artigl ieri a, con bocche da fuocu di un , uso limita~o ~ c~rcostanze speciali. Questo hanno appunto fatto quelle arti· gl1er1~ cbe adottarono obici o mortai da ca1npagna, sieno poi state organizzate del le batt.er1e speciali, o delle batterie ad armamento misto.

1()13

ge1tata . angolo cli proiezione angolo di caduta altezza del Liro velocità. finale .

X : m. 11otYd"•>! (p 7° 34' 9" w == 8° 2' 52" Y == m. 34 U == m. 18 1

=

1

1

m. 2050 1 17° 38'-4.6"

rn . 32;i4

20"

r,0° 47' 28" m. 90l> m. 162

m. ,fii:> m . ·16G

Da questo specchietto si rileva subi to: ·t· che la ,·elocitit final e è sempre più che sufficente per· col pire ellicacemente i bersagli animati; 2° che giit il tiro a 1000 metri può farsi con tutta sicurezza al disopra delle nostre fauterie, il che permetterà di concorrere davvero alla riuscita di un assalto combattendo nnicament'e col fuoco, come è consentaneo ali' indole dell'artiglieria; 3° che si ottiene l'an golo di caduta di 20° già alla distanza di poco piu che · 2000 metri, vale a dire alla distanza considerata come la più utile, commoda e frequente nel tiro di campagna; 4° che avendo un affns.o che permeua l'elevazione di 45° si potrà spingere il til'o cn rvo uti lissimo un buon tratto oltre i 3000 metri.


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IL 'l' IRO CURVO DELL,ARTlGLIERIA DA CAMPAGNA

IL TlRO CU RVO DELL' ARTIGLIERIA DA CAllIPAGNt

Si può anche avere affidamento che adottando la velocità di

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ltammento a queslo proposito che ~li antich.i obici lisci avevano non di rado una camera per la carica, di diametro assai minore del cali bro del proietto , e questa. camera risponde al lo ste"so concetlo a cui 1'.i informata. la mia proposta. · Non scendo ai particola1;i di costruzione , che d'altra parte sono faci li a imagi nare, e die in ogni caso bisognereb be determinare sperimentalmente; dirò soltanto che per distingnere le due _spe~ie di cartocci a proietto, pel tiro teso e pel tiro areato sara opportuno di tingere in nero uno dei due lasciando l'altro del color natnrale o applicandovi una tinta spiccatamente diversa. Il cartoccio a proielto pel tiro cuno avendo 1·e stesse forme e dimension i esterne di quello destinato al tiro teso il caricamento dei cofani riuscirà o.mogeneo e regolare. Potrei completare que,;to scritt0 esponendo alcnne mie idee e proposte rehitive al puntamento da campagna, ma l'argomento troppo tecnico può parere men~ ad~llo all 'indole di questa Hivis~a, e perciò faccio punto, augurandomi soltanto che nelle dec1s1on1 c,1e si vorranno prendere da noi su l tir9 cuno \'enga tennto calcolo anche dell' opinione da me 11ui espressa.

200 metri non sarà più un problema troppo difficile il determi-

nare nn affusto che nel tiro areato possa ben resistere alla. con. ~ussio ne .dello sparo, senza riuscire troppo pesanle; in altri Ler- , min i che lo stesso affusto potrà servire pel tiro areato e pel tiro te;;o. , Un ltl t.ro vantaggio che risulterà dalla adoz.ione di un Liro' a carica ridoua, che imprima allo shrapn'el la veloci tà cli 200 metri sarit la assic11rat,1 abo lizrone della scatola a metragl ia. Se ,~c;i lla velocità iniziale di !~70 metri la variazione di 1/ 10 di minuto se· condo nella combustione dell a spo letta produrrà una differenza di /1,7 metri nella posizione del punto di scoppiù del proielto, colla veloci tà di 200 mBt.ri la stessa variaz.ione di 1/ 10 d;° secondo nella dnrala della spolella produrri1. soltanto l,1 diffe renza di '20 metri nella posizione del punto di scopp io; il che significa clte tenendo sempre i proietti nei cofani colle 'spolette gradua.Le alla distanza minima (p. e. 100 metri), si av rà la certezza di l'ar sempre scoppiare lo shrapnel al di qua dèl bersaglio, per qnan to si vo~lia. supporre cattivo il funzionamenLO della spo leua, E ciò pern1ette di abol ire la scatola a m1~tragl ia senza e;;itaz ione. ;,'foi can noui modern i, a caricamento rapido il bossolo metaÌlico contenente la carica è ::;empre unito al proietto, di modo che si deve prendere in cor1siderazione il cart.occio ,a proietto e non gih · il cartoccio e il proietto separatamente. Pertan Lo colla mia proposta si avranno nel munizionamento due soli proietti, la v ·11nata e lo shrapnel, benchò i cartocci a pro ietto saranno tre. ~on si (ivrù ancora il . proietto unic(J t.anto sospira to, ma in ogni caso è rnegl io avere tre cartocci a proietto che due bocche da fuoco con dil'erso munizionamento. C ora dirò in qual modo si possa con molta: probabilità di successo fare il tentativo di render regola.re la. combustione delltt carica ridotta. L'effetto Siì l'Ù (~On.segui to qualo ra si restringa quanto è necessario lo spazio destinato a contenere la carica , e ciò si può ottenere ingrossando semplicemente il fondello del bossolo senza alterare nè l'alLezi·1 totale del bossolo nè le sue forme e . dimensioni esterne. 1

E.

.MOllANDOTTI colon.n.ello.

.r


( 1

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IL REGOLA~lENTO D ESERÒIZI PER LA CAVALLERIA

.IL REGOLAMENTO D' ESERCIZI PER LA CAVALLERIA \

. 16

GENNAIO

1896

Colla d~ta de! .'I 6 ge~naio fu ~ubblicato il to~o I del regolamento d eserc1z1 per 1a cavalleria, che sostitu isce quello del O ·I gennaio 189,1 e poco dopo venne pubblicato anche il tomo II. La ?u?b~icazio~e di un nuovo i·egolamento, dopo appena cinque anni d1 v1La del! antic0, per un'arma che è per natura sua stessa poco atta a subire delle trasformazioni, è cosa r.he interessa quanti all'arma stessa appartengono ': ·nrentre attendiamo che ven,ra in luce il tomo III mi sia concesso di esporre qualche osserva;ione . falla sfogliando il tomo I e II. . Le differenze più importanti, e che spiegano la pubblicazione d1 un nuovo regolamento, sono la riduzione di tempo dell'istruzione delle reclute, per poterle avere nelle righe all'inizio della primnvera, e l'acceleramento dell'addestramento dei poledri, per averli mobilitabili anch'essi in primavera. · Le altre modificazioni, che rendono più ·regolare lo sviluppo dell'istruzione e più uniformi i vari comandi nell'istmzione a piedi ed in quella a cavallo, vennero introdotte a quanto sembra approfittando della ri stampa del regolamento, ma non ne furon~ la causa. · Esse sono in appresso succintamente ricordate. Il tomo I tratta dell'istruzione individuale del cavaliere e nella parte l svolge l'istruzione a piedi: abolita la divisione di istruzione senz'armi e di istruzione colle armi , ·questa viene ripar-tita in esercizi individuali e di ginnastica: nel primQ periodo di quelli individuali agli esercizi senz'armi vennero aggiunti quelli

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elementari con la Sf>iabola e con la 111,ncia, diverso raggruppamento qi lieve importanza, ma più razionale. Negli esercizi individuali senz'armi, venne soppressa nel regolamento la divisione in tempi dei movimenti, lasciandola al criterio dell'istrnttore; le spiegazioni vennero liberale da frasi inutili. Per la posizione delle palme delle mani sull'attenti (§ 20) si è giustamente rilornato all'antico, tenendole nuovamente rivolte . t'e1·so le cMcie, inveee cli portarle rivolte alq1ta1ito in avanti : il portamento della tesl,ì deve essere m,arziale piuttosto che natnrale. Si prescrive che il saluto. (§ 22) venga fatto sempre colla mano destra. L'avvertimento che il dare la cadenza contando ad alta voce wno, ,fae è ammessibile solo negli esercizi delle reclute (§ 31) gioverà a far sparire il malvezzo, che si andava estendendo, di vociare Jà cadenza ogni movime~to, fuor di proposito, agli anziani riuniti. · ' Per fermare (§ 3~l) venne abolito il comando di. avvertimento attenti: per infondere al cavaliere, anche appiedato , l'importanza cl1e nella conservazione delle estremità del cavallo hà la fermata data gradatamente, era forse meglio lasciare il comando come prima attenti-ALT, ed anzi sarebbe stato desiderab.ile che questo attenti di prevenzione fosse stato premesso al comando per fermare . nell'istruzione a cnvallo. · · La nomenclatura della sciabola (§ 39, e della lancia(§ 6.8) desunte clall'istruzione sulle armi e sul tiro (1 febbraio ·1886) viene opportunamente messa in testa agli esercizi elementari colie elette armi . Nel saluto per gli ufficiali (§ 46) si è conservato nel 2° tempo il tenere la guardia della sciamola contro la costura dei pantaloni: questa po$izione, l'acile a tenere a piedi, è difficile mantenerla a e.avallo, giacchè le gambe, allargandosi per abbracciare il cavallo, obbligano il braccio destro per tenere. la sciabola· colla guardia contro la cosLura laterale dei calzoni e il taglio a sini.stra, a stare colla lama iri direz ione molto obliqua, posizione incommoda, specialmente per gli ufficiali, che debbono in occasione di riviste restarvi molto tempo .


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. II, liEGOLAl\fENTO r/ eSERCIZI PER LA, CAVALl.ERIA

A cavallo riesce quasi· spontaneo, abbassando lé~ scia bo ia nel 2° tempo del saluL(), lo scostare la f!ua rdia di una certa distanza dal fianco, 25 cen tirneLri, come pre:;criveva il rego lamento del '188:5, ed in qu esta pos izione si può restare molto tempo senza un o-rande sf'orzo. Il riprisLinare questa disposizione avrebbe forse inc;ntrato ìl fav ore di tutLi. 0 Nel ~i _ periodo, maneggio del moschetto e deHa pi$to la, 's i prescrive(§ 88) che i movimen ti rla fi,anc'arm a presentat'arrn e vi ceversa, clebbano essere appresi con somma preci.none, eri essere esequiti con per{etta siinultaneitù . . Tutti sanno a prezzo di quan te ore di ese rcizio e di quanta insisten:'a le armi a piedi acquistano in questo movimento .di presmtat ann {beneditto movimento , oggetto di preoccupazione, ch e viene fatto in cento modi sva riati a seconda della volontà del superiore per non essere ab bastanza de/in ito dalla spie,gazione regolamentar~) la somma precisione e la perfetta simultaneitò. È innegabile che per ottenerle occol're una pratica nel maneggio del l'arme, che specialmente da cavalier i non può aversi , se non accordando a questa istruzione parecchio tempo, che più utilm en te potrebbe impiegar;;i nègli esercizi a cavallo. ,· Questo distogliere il cavaliere dal suo compito e volere da lui quanto si richiede da fantaccini provetti, non sembra fatto a van ta~gio dello spirito cavnlleristico. D'altra parte, ora che an·cbe in cavalleria il soldato compie soli tre ,inni di serviz io, la necess ità di dim inuire le istruzioni, essendo ridotta la permanenza del soldato sotto le armi, s, impone e quind i occorre sopprimere decisaine11te tutlo quanto non è strettamente attinente all'arma noslrn , il cavallo, tutto quanto è movimento di parata, per lasciare alle istrnzioni d'equitazione . il massimo tempo. · Il movimento d'inastare e levare la baionetta, nonchè quelli per la carica ed i fuochi, sono stati modificati secondo il moschetto modello 189 1 e l'Istruzione sulle armi da fuoco e sui tiro per la cavalleria (26 maggio 1894). Per caricare il moschetto si è lasciato il comando (§ ,t 09) di CAHICAT, introdotto a luogo del caricat-ARM del re"olamento ,f 885. forse per ragioni di uniformità. Se pel fante e ~er l'arligliere il 1

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IL REGQLAilIE NTO o'ESERCIZI PER LA CAl'ALLERIA

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momento solenne, preludio dell 'azione, è il breve ed_ inc1s1vo caricat, pel cavaliere è allora quando con l'arma in pugno -si slancia di carriera sul nemico: per ques to istante supremo riserbiamo esclusivamente il comando di caricat, consacrato daltà stessa nostra terminologia mil1Làre riella parola wrica. . Anche pttr radicare nell'animo del caval iere la convinzione, senza la quale non può esistere il · soldato di cavalleria, che la vera ed unica arma sua è il cavallo , sarebbe stato conveniente ritornare a distinguere con diverso comando (fUes to movimento di unà posizione di ripiego . Nei fuochi vengono prescritte le salve di squadra: ~mche quando una squadra abbia lutti i suoi cavalieri in cacciatori è sempre un riparto così debole, che le salve di esso daranno risulrati poco considerevoli. Doro l'assalto alla baionetta, che ritengo di problemati ca ap plicazione in campagua p-er parte di cava lieri appiedaLi, malgrado l'esempio, strombazzato da tu tti gli scrittori di tattica, dei dragoni che . (non rìcordo in qual epi sodio) ~loggiarono la fanteria dalle trincee impadronendosene dopo l'a ssalto, venne aggiunto · il modo di rinforzare la ca tena , La parte II svilnppa l' istruzione· a cavallo delle reclute, degli anziani e dei graduati. · · Anche in questa parte i camb iamenti non· sono molti. Il più importante come è già sLato osservato è che allo scopo di avere le reclute mobililabili al pri'ncipio della primavera la durata complessiva della loro istrnzione a cavallo è stuta ridotta da sei a quattro mesi, assegnando circa. 15 giorni all 'istruzione in coperta e filetto, circa ,[ mese all'i struzione in sella: è filetto , ,1 mese e mezzo circa all'istruzione in sella e briglia ed ,f mese a quella colle armi. Questa, ridnzione di · tempo, imposta dal ritardo 'd·et la chiamata alle armi delle classi per ragioni di bilancio , e basata sulla convinzione che, applicanòo rigorosamente i criteri contenuti nel nuovo capo V dell'istruzione complem~olare sul reclutamento (Atto 217 del ,t895). A;segnazione delle reclute ai corpi - si fosse fornita la. cavalleria, di un elemento scelto e giit · per inclinazione o per mestiere pratico di cavalli, forse all'attuazione 1

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AXNO Xl.I.


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IL REGOLAMENTO n'.RSE RClZI PER LA CAV A LLERIA

risulterà lroppo forle, giacché il· numero delle reclute pratiche di cavalli non è cresciuta in quella proporzione elevala che si sa rebbe indolti a credere, se esattamenle venissero appli ca te le norme coolenute nel capo V sopra cilalo . Senza tema di cadere in errore si può asserire che abbondaotemeole il 75 per ·1_00 delle reclule avute dall'ultima assegnazione non hanno pratica di cavalli , e, Lrallandosi di reclutamento nazionale, con 25 o 30 dislretti, che forniscono il cooliogen te (260 recinte circa) ad un reggimenlo, si è ottenuto un risultato ben meschino, giacchè con un calcolo molto all'ingrosso rnellendo 80 distrelti, che abbiano in leva ·I 000 uomini ciascuno e che debbano dare ai 24 reggimenti di cavall eria il c9ntingenta di 260 reclute ognuno, si ha un totale di 6000 uomini, che diviso per 80 distrelti darebbe 80 uomini per distretto. Ora su ,t 000 uo mini anch e nei dislret~i di zone ove gli animali equini non siano in grande num ero - non è difficile trovare individui idonei che siano pratici nel maneggiare ·cavalli . Come const?guenza della riduzione per usufruire di tutto il tempo assegnato per l' istruzione pratica in man eggio si raccom_anda di far prima un'istruzione teorica - a fi ne di poter subi to eseguire praticumente gli esercizi in moto. Ottima cosa le passeggiate all'aperto non appena le reclute siano abbastanza salde in sella; mentre si interrompe piacevolmente la monotonia della ri presa in 11Jc1 neggio, l'essere privati di prendervi parte per i meno abili, sarà incentivo a mettersi presto alla pari degli altri. Sebbene la durata parziale di ciascun periodo non debba in1.endersi come tassativa , soli 115 giorni in coperta e filetto, fissati come norma, sono pochi ; questo periodo, che sarebbe utile fare annualmente ripetere anche agli anziani al principio del periodo invernale, costituisce, a parere di molti, il fondamento dell'istruzione a cavallo , favendo prendere confidenza ed equilibrio al cavaliere, ecl avrebbe dovuto perciò essere conservato nei limiti precedenti, cioè un mese circa . · Un particolare che sarà bene accolto è la abolizione delle fascie, che usavaosi per fissare la coperta, sostituendole col cuscinetto sopra5ella.

IL REGÒLAMENTO D'ESERCIZI PER LA CAVALLERIA

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Il 2° periodo (sella e fi letto) ridotto da 2 mesi ad 1 ed il 3° (sella e briglia) da 2 mesi ad 11e 11\ po~sono ancora essere sviluppati sufficientemente nei limiti di tempo segnati; la durata del t 0 periodo (colle armi I mese) non fu diminuita. Vennero levati dal 4° periodo l'esercizio delle andature e lo sviluppo progressivo del galoppo e della carriera, collocandol i entrambi nell'istruzione degli anziani. Da qualunque andatura, per fermare, il comando prescritto (§ 1154, 166, !70, 207) è ALT. Per quanto sia dato con voce prolungata, questo comando d'esecuzione giunge sempre improvviso al cavaliere, e si ripercuote dolorosamente sul cavallo, che vif<ne arrestato di colpo da un strappone della mano senza la necessari a preparazione colle gambe: certamente le estremità del cavallo non ci guadagnano io questa fermala, mentre s·e fosse preceduto dal comando d'avvertimento: attenti, come nel regolamento ·I3 aprile 1885, si potrebbe esigere dal cavaliere prevenuto una migliore preparazione e ne guadagnerebbe la conservazione del cavallo . Inoltre vi sono i. due comandi di alLUNGATE e ral-LENTATE ch e gen erano confusione, perchè la parte d'avvertimento al e ra~di entrambj ha molta analogia col comando d'esecuzione ALT, ed è frequente il caso che i cavalieri si arrestino o rimangano indecisi quando l' istruttore dà questi comandi, che vengono facil mente scambiati l' uno per l'altro. Satebbe opportuno quindi rimettera il comando attenti-ALT, o quan to meno modificare i comandi a t- L UNGATE e ral-LENTATF. in allmt- GAU: e ·rallen-TATE. Qualche lieve cambi amento venne introdo tto negli esercizi in cavallerizza degli anzian i, ove furono soppresse le piccole volte al galoppo, il cambiamento di galoppo in aria, ed il dietro -fronte sulla groppa. Avendo tolto dall'istruzione delle reclute l'esercizio de)le andature e lo sviluppo del galoppo e della carriera, venne prescritto d'i ncom inciarli tosto che le reclute siano entrate in riga cogli anziani, precedendo gli esercizi dei riparli. Invece nel l'addestramento dei cavalli di rimonta si riscon tra la variante essenziale, che il cavallo deve essere mobilitabil e alla lìne del maggio, cioe al compire dei 5 anni. L'addestt·amento anzichè in lre fu diviso in 4. periodi ecl una interruzione, im piegando complessivamente 18 me~i p~r compierlo, in luogo di 16 mesi voluti dal regolamento precedente. 1

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t LI REGOLAMEN'l'O »'ESERCIZI , PER LA CAVALLERIA

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!L REGOLAMENTO D'ESERCJZI PER LA CAVALLERIA

L'ammansimento fu ridotto di due megi, e dura per dicembre e gennaio, posto che le nuove rimonte. giungono dni depositi ai reggimenli in novembre a 4 anni e '/ 2 compìuLi, cosa che da parecchi anni, cioè 4al 1189·1, non si verifica più, giacd1è nel '1892 non vi fn invio di rimonte ai corpi, nel 11893 le rimonte giunsero ai corpi verso il 20· febbraio, nel 1894 verso il 30 gennaio, n.el ,J 895 ,,erso il 0 'di marzo e nel correnle anno verso ('il il gennaio . Il 2° periodo , ridott~ a 1~ mesi , svolge tutto il lavoro in filetto, in modo da poterè al termine del periodo mettere i puledri, salvo poche eccezi'oni, in briglia, e quindi renderli mobilitabili. · . Venne ro quindi aggiunLe una, o due esercitazioni di marcia settimanali, con distanze progressivàmente da 11O a 25 chilometri e progressivamenLe aumentando il 'carico fino ad 'eseguirle in barda· tura completa coi cavalieri in uniforme di marcia. . Il lavoro in briglia è 'conservato nel.I& durata di 6 mesi, e termina ' in novembr~, ai ~> anni e¼ compiuti, epoca in cui si fanno passare i puledri nelle righe. Dal regolamento. vengono meglio precisati gli esercizi da eseguire in cavallerizza e soprattutto quali debbano eseguirsi ali' aperto e si insiste sull'esercì tazioni di marcia, raggiungend?, i 35 chilomel:ri. L'addestramento dei puledri viene poscia interrotte. per 3 mesi, da dicembre a tulto febbraio, essi vengono però esercitati in maneggio formando una speciale ripresa. Ii periodo di perfezionamento di 3 mesi (marzo a maggio) da svolgersi appena comincia la primavera dà il cavallo completamen.te addestrato a 6 anni compiti. In conclusione il fatto di avere il puledro mobili tabi le, cioè ammansito ed istruito in fi letto, ai iS anni compiuti, mentre prima non Jo si aveva che ammansito, produrrà nei puledri meno robusti detrimento alle estremità ed alla loro durnta; il compimento dell'addèstramento è ritardato di due mesi (dal marzo al maggio); !'.interruzione di 3 mesi dell'addestramento, prescrivendo però di esercitare i puledri in ripresa· speciale, è una dis~inzione formale che poteva esi)ere ome$Sa. L'istruzione deì gradu.ati rimasta invariata pone line al 1 tomo.

To~co II. Anche in questo Tomo II le varianti e le aggìunt~ non so~o di crrande e·ntità: la soppressione di dodici. figu re e di parecdlle spi;~azioni ed avvertenze ha permesso di ridurre di 35 pagine il volume. Alla marcia in obliquo (§ 57) viene tolta la sper,iale importanza per gli spiegamenti avanti della colonua di plotoni e la 'raccomandazione di eserr,itare i ploto~i ad aumentare l'andatura subito dopo aver incominciata la marcia obliqua e nel § 83 ~ movimenti della colonna di plotc,ni ·- si insiste nella resl.nzione di usare la marcia obliqua so lo quando lo squadrone debba spo,starsi avanzando per breve tratto. Nel Capo I! - Esei·cizi dello squadrone - ~i .§§. ~~ e 60 sono stalì tolti gli avvertimenti 1LaLtici e sono staL1 riu111t1 tn uno specrale paragrafo (79) - Impiego dei vari or'.dini. . . :'folla marcia in diagonale (§ 85) venne abo lita la prescr1:r.1one , che i capi di ') lotone debbono tenere la te.sta del cavallo sulla linea delle groppe dei cavalli di seconda nga 1del plotone preced,m te. Negli spiegamenti eventual i della colonrH~ d! via ~ dalla_ colonna dì plotoni vennero abolite le spiegaz,orn, lasciando libera la modalità di eseguire lo spiegamento. · Venne tolto dal § 93 - Carica - il caso di distrarre dallo squadrone caricante un reparto per minaccia.re ~d attaccare un fianco dell'avversario, in considerazione della esigua forzn che ha uno squadrone, la quale non permelle di i_mpiegarne una parte per eventuali diversioni. Per glì esercizi del reggimento nel capitolo .delle - Porma. zioni - vennero ra,rcrruppali le principali. formazioni ed i prìnon cipali movimenti contenuti nei capi - Delle Colonne - e Delle Linee - del vecchio regolamento. Nelle formazioni venne abolita la colonna doppia, di cui venne anch~ abolito il segnale (§ ,17,; però l'impiego di essa è mantenuto in certi speciali casi e si forma per mezzo di ordini dati

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r IL REOOLA!tfENTO D'ESERCIZI P.ER LA CAVALLERIA

I L REGOLA.MENTO D'ESERCIZl PER L A CAVAL LER[A

dal comandante del reggimento : aboli ti per conseguenza tuUi i mo1iment1 ad essa relativi. Dal disposto del § U.8 appare che la colonna di via anzichè fo rmarsi da ognuno degli ordini in linea, si deb ba solamente formare dalla colonna di plotoni. ' Fu abolita la fo rmazione dell:1 massa dalla colonna di via tolta la formazione della linea di colonne dalla colonna di plo-' toni per mezzi reggimenti . Inoltre nella formazione della colonna di plotoni da lla linea di colonne non è più prescriuo (§ H6) il cambiamento di direzion~ ad angolo retLo per gli squadroni, che si vanno ad incolonnare dietro quello di testa. Venne abolita la formazi one dell a li nea di colonne ava nti per mezzi reggimenti, la formazione della linea spiegata dalla co lonna di ploton i, il cambiamento ,l i fror.te della-linea spiegata eseguito per squadroni !sq1rndtone diagonale a destra o sinistra). Il tutto venne semplificato molto, omettendo delle spiegazioni uti li o ripetute. e le figure È notevol e però una omissione. quella cioè del comando per richiamare su di una sola linea il regg imento ogni Yolta che si trovi su due linee, come eseguendo alcuni dei movimenti dell' ulLimo comma del § 'I 50 e dell'alinea b del § 15,1. Questa omissione do,vrà probabilmente essere riparala coli' aggiungere il comando in linea (trotto o ,qaloppo). La marci,l ob liqua é sta~a tolta dai movimenli in linea, come quella che è di diftìcile esecuzione in tu tti gli ordini in linea. Parimenli è stata tolta la marcia diagona le in 1;nea spiegata per mezzo di conversi oni diagonali per plotone, movimento che riesci va diflìci le alle. celeri andature e che non favoriva la conservazione della linea di fronte. Nulla fu varialo nelle Evoluzioni della brigala (Capo III) e della division e. Nefl' impie!,{o dei )!randi riparti (Parte IY Capo Il} fu portala una variante al - Modo dì operare dell a prima schiera(§ 187). Essa non deve più impiegare ~li sq uadroni d'ala per affron tare riparti staccnti del nemico che tentassero :1ggiramenti, se non quando l':11tacco vi ene eseguito operando in una ~chiera sola . Ma negli allacchi esel{uiti da grandi reparti operanti su piìt schiere, questo compito spell a non gia agli squadroni d'ala della 1

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prima schiera, i quali debbono con tulla la sch iera compalla precipitarsi senz'altro sul nemico, ma alle schiere retrostanti alla prima, le ali della quale inoltre sooo protette dall'avanzare con rapidità . Venne aggiunta nel combattimento a piedi (Parte V§ 20·1) la prescrizione che gli uffic iali ed i graduati di truppa armati di pistola, appiedando debbono impugnare la sciabola e ne appendono il fodero al cin turi no. L'operazione dell'appiedamento (§ 204) venne fatta preceù ere dall'utilissimo avvertimento che non si appieda quando il nemico · minaccia da presso, e che il combattimento a piedi occorre sia iniziato con cnl ma, perchè si svolga con ordine. Il § 207 dà le modalità dell'attacco alla baionetta. 8ull 'attnazione pratica di questa estrema fase del combattimento a piedi mi sono già occupato nell'esame della Scuola in cauiaLori (Tomo I) . Il rimontare a cavallo dei caccia1ori (§ 209) si deve fare, non più alla suoneria a cavallo, ma per plotoni, secondo gli ordini dati ai capi di questi dal comandante dello squadrone; si ingiunge ai caceiatori che, ritirandosi di corsa, all'arrivo presso i cavalli si rimettano al passo per non spaventarli. TI Capo V (in teramente aggiunto) condensa in pochi paragrali Il,} norme per l'impiego del fuoco, perchè da questo si ottenga il maggior vantaggio. CARLO

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M ARGHERITA

tenente nei cavalleggeri di Caserta.

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3° Durante l'àzione, _il lrasporlo dei feriti all 'indietro sarà insignificante o qua;; i impossibile ed :wremo d'altra parte degli stai.ii limenti fi ssati in lontananza che aspettano inoperosi . . 4° I feriti che si avranno alla fine della batlaglia verranno abbandonati a se .stessi, perchè i medici dei corpi saranno co;;tretti a seguire le truppe com uattenti che muoveranno alla conquista delle posizioni più disputate. 5° Gli ospedali da campo non potranno rilevare in tempo le sezioni di sanità in causa dell'ingombro delle si.rade. E non sono tutti. Con recenti disposizioni si è cercato, di rimediare in parte, , a 'Cosiffaui in convenienti. Furono creali dei piccoli ospedali da campo, i quali per essere assai pi ù mobili degii ospedali da campo da 200 letti, possono seguire le truppe in. tutti i loro spostamenti. Non si ' può negare eh~ ques~ o debba essere uu valido sussidio , I , n'elle guerre futur·e. , ' Lo sdoppiamento in molteplici reparti, della sezione di sanità, giusta le proposte del generale medico Tosi, verrebbe senza dubbio a migliorare il servizio moltiplicando la potenzialitit di questi organi di soccor:;o sanitario. Alla deficienza di soccorso in ,1.• linea si rimedierebbe anche esponendo meno il personale sani tario a inutili pet·dite. I medici e gli in fermieri di prima linea, abbiano o no il bnicèiale con la croce r11ssa , quando sono nel raggio più battuto dal fuoco, perdono anch'essi il 20 o 25 "fo. Ciò nella ipotesi di guerra. in paese .l~ivile, perchè nelle guerre. coloninli, sappiamo · pur troppt1, che avviene di peggio. Ora, questa proporzione di perdite del personale sanitario, aumenta il fabisogno di soccorsi mentre diminuisce il numero dei soccorritori. · È quesla nna delle ragi~ni per cuj gli Svizzeri, hanno adottato, nel trasporto dei feriti dalla linea del combattimento, quel sistema a calel1l\ di cui tanto si lodano, affermando che in nessun altro modo si riesce a portar via dal campo così sollecitamente un maggior numero di colpiti. ·Essi dividono i portaferiti in gruppi di due a due e gli scaglionano lungo la via dal posto di soccorso alla linea del fuo1~0. Poniamo che siano dodici p·or-

SERVIZIO SANITARIO.NOTTURNO IN GUÉRRA . E

SERVIZIO SANITARIO NOT'l'UR'N'O IN GUERRA E GAZ ACETILE NE

GAZ ACETILENE

È tuttora vivo il dibaLLito fra gli studiosi di cose sanitarie mii ilari, intorno al modo per rendere più ,efficace· il servizio, di ' sanità in ,1a linea. Alcnni vorrebbero abolire i posti di medi- · ca.zione perchè non si persaadono come si possa compiere utilmente una delicata operazione chirurgica, sotto l'azione micidiale delle armi moderne; ()Itri vorrebbero sopprimere la sezione di sanità sembrando che complichi il servizio e sia insufficiente, all'attuazion,e di uno sgombero adegualo ai bisogni, dopo una · giornata di seÌ'io combattimento. Vi è chi battendo la via di mezzo (Tosi), reputa miglior consiglio, conservare l'ordinamento odierno, modificandolo, là dove si mostra perfeuib ile. Cer.to, l'ordinamento attuale del servizio sanitat:io in ,guerra, . ha ·inoÌti incon;enieriti. Es3i si possono così riassumere (Bernardo): 1° I feriti in breve tempo passano per le mani di parecch·i chirurgi. 2° Se le sezioni di sanità. stabiliscono il .posto principale di medicazione in priricipiQ o nella prima ~età della giornat~ di battaglia, per gli spostamenti deile truppe durante l'offesa o la difesa, ,si troveranno molto lontane dalle ll!e dei combattenti, verso la fine · del combattimento. Si verificherà così l'inconveniente riscontrato presso le truppe bavaresi nel ,1870, dove i posti principali di medicazione erano da 3 a 6 chilometri alle spalle delle soldatesche che si . batlevano. 1

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taferiti in sei coppie: con questo sistema hanno due soli uomini o quattro nel raggio di maggiore efficacia dei proiettil i. Ca proporzion e delle loro perdite in personale sanitario, evidentemente, deve essere la metil o un terzo delle nostre, senza contare che una coppia di portaferiti non fa mai più di trecento metri con barella. carica e quindi eseguisce il suo mandato con mi~ore dispendio di forze, ciò ch e equi vale a dire con maggiore esn ttezza e sollecitudine. La coppia svizzera in contallo coi combatten ti & espost:1 ai proiettil i per un tempo più lungo e quindi avrà maggiori perdite delle al tre coppie, ma le perdite complessive non ragguaglierann o mni le nostre, perchè noi abbiamo in principio di combaLtimento, Lutti i portaferiti esposti e quando è venuta una buona grnndina.ta di pallollule, una parte di essi è certo fuori co mbatllmento. ' Farà, quindi opera saggi.i, chi cercheri1 di ridurre al minimum le perdite del personal e sanita rio , sempr:e rispettando le esigenze morali ecl umanitarie, che ro).;liono il medico e l'infermiere accanto al ferito.

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Ma comu nque si perfezioni l'ordinamento del servizio snl campo di ballagli a, la sua deficienza sarà sempre enorme. Quando io una giornata sola, vi sono giacenti da dieci a ventimila fe riti - ·1O a 20 per cento.delle trupp~ impegnate - si deve pensare che i due terzi, nel la notte, resteranno sul campo. Contem poraneamente vi saranno almeno cento medici per ogni corpo d'armata inattivi o quasi, per mancanz~ di adatti apparecchi ill uminanti. Sulla utilità di im piegare opportuni mezzi per illuminare il campo di battaglia, ho avuto occasione di fo re un breve studio nel 11891 (,() e allora dimostrai come fos seFo da escludere gli apparecchi elettrici, per ragioni economich e e tecniche e fossero invece da accettare gli apparecchi Wells ad olio di catrame. Più tardi nel 1892 u. cura del Comando del corpo di stato maggiore, sollo la direzione dei generali Gonnet e Pistoja furon o fatte

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(I) Giornale medico del R. Esercifo <; della li. Marina, {891.

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dellè esp-erienze ( 1) tendenti a dim0strare l'ut ilità pratica delle lampade Wells impiegate a. questo scopo. L'esperimento diede buoni risultati; infatti nella relazione, è detto, che sebbene in condi zioni atm osferiche pessime - notte o~cu ra, vento, pioggia dirotta - i supposti fe riti leggieri e i gravi ch e potevano camminare, sc,no accorsi al faro luminoso da un raggio di circa 11 ch ilometro e i feriti impotenti a muoversi so no slatì raccolti nella proporzione del 50 °/o. Ma nel 11894, quando <;i ri unì il Congres5o med ico internazionale a Roma (2) dovemmo rilevare che in Ttalia, Germania ~ Austria-Ungheria, le dotazion i sanitarie mancavan o anco ra quasi compl etamentn di mezzi adatti per rischiarare delle ornndi su. perfi ~i di terreno. I~ Francia era. stata adottata la lamp;da. a magnesio Kratz-Oaussac, più adalla al r ischiarimento degli ambienti che delle grandi superfici scoperte. Nella stessa occasione ·del Congresso, fu fatla la proposta che il_ servizio s~r~itari o fosse dotato di un fanale o faro di sanitit, d, colore unilorme - rosso - per Lutti gli Stati soltosc.rittori della convenzione di G·inena, il quale du rante la nolle, fosse come la stella polare del ferito , e la sua guida alla ri~erca del soccorso. I feriti che possono cammi nare.sono molti, ma se manca il faro essi vagano nelle tenebre alla ventura. esaurendo quel residuo cli fo rz_e, ?h e t~I ~'olla. basterebbe a man teneri i in vi ta. E bene spesso anz1che avv1c1nars1 nl medico se ne al lontanano . _Ho a~pena il coraggio di evocare il ricordo di Adua e le perigl,ose vicende dei numerosi feriti, che hanno ragl,(iunto i fra telli dopo tre o quattro nolli di marcia . Qui natural mente, non era il caso più _opp()rtnno per utilizzare il fa ro sanitario per la raccolta dei feriti, ma fo rs~ qualche segnale notturno, qualche razzo col~rato, avre?be con_Lri~uit_o a riun ire i nostri e risparmiato qualche vita. Alcun, reduci r1fer1scono, che esauriti dalla. fame e dalla sete, avendo visl o di notte dei fuochi lontani, si sono indirizzati 1

(I) Glor11ale medico uei Il. 8$errìto e tle/1:i R. 11/ari 11a. 189~. (2) Att i del Congresso - vor . V! - ~ledlcina e ch irurgia 1nililare, pag. 38.


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SE RVIZIO SA NITARIO NOTTURNO IN GUERRA

E GAZ ACE'l'ILENE

a quella p:trte, ancorchè vi fosse il grave pericolo di cadere nelle mani di un nemico selvaggio e feroce. La segnalazione sanitaria nol.lurna falla con appositi appat'ecchi luminosi o con razzi colora ti, parrebbe dunque utile anche nell e guerre coloniali. Senza voler atr.enuat'e le colpe di lesa umanità, di cu i si sono macchiati gli Abissini nella guerra recente, noi siamo d'avviso, che essi hanno ucciso parecch i medici, solo perch è li hanno ritenuti ufficiali aventi comando di truppe comballenti. Anche presso di loro, chi esercita l'arte sanitaria, si reputa it;i· vestito, come di una alt.a missione, indipendente dai moventi di guerra e quindi fino ad un certo punto è rispettato. Fissalo ben e il concetto della neutralità. e fatto conoscere il fanale rosso, come segnale escl usivo del soccorso sanitario, non solo i popoli semi barbari lo rispetteranno, ' ma saranno i primi ad accorrervi , in rngione appunto della mancanza di cure che si verilìca presso di loro . Ras ì\langascià chiede per se · l'opera del medico chi uso in Macallè e il ~egus, dopo la battaglia, accetta l'invio al suo campo dei noslri reparli di sanità. Essi non hanno sottoscritto .la con venzion/3 di Ginevra, ma effettivamente la rico noscono.

sarebbe doppio di quello che si olliene con la relicella Auer e paragonabile per lo splendore e per il costo alla luce delle lampade ad arco voltaico. Ma l'apparecchio è complicalo e perciò poco adatto a ricevere applicazioni presso le truppe in campagna. Una nuova lampada intensiva a petrolio è stala anche ideata, la quat_e sarebbe dotata di grande potere illuminante e per ta sua costruzione potrebbe essere trasportata da un luogo ad un altro . Q.uesla lampada . arde senza lucignolo e gazifica il petrolio prim a di accenderlo. Un li lro di petrnlio dii con essa una intensità luminosa di •I4.0 ca ndele per 6 ore, e con /a sua carica pLtò durare accesa 2,f. ore. Ma anche ·questa non è de,Hinala a rendere grandi servizi nlle truppe mobili. perchè il petrolio ha ora un rivale d:i l qL1ale sarà messo senza dubbio in seconda li nea . \'oglinmo alludere al gaz aceti lene.

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Accettata la opport.uriità di servirsi di mezzi rischiaranti per agevolare il servizio dl sanità in campagna. è del maggiore interesse la wnoscenza di 1.ulli i progressi della scienza e dell' indu sLria che valgono a rendere più fa(:ile l'au uazione dello scopo . ** *

Dopo il I89q, la tecnica della illumin'azione ba fallo dei passi giga nteschi. Accennerò soltanto ad una la mpada a gaz cl i L. Denayrouse, ' collaboralore del noto Auer, la quale si fo nda sulla proprielà di determinare la combustione del ~az, in presenza della quantitit di aria, che gimta il calco lo teorico, occorre per ortenere il massimo effello luminoso. Con questa lampada il potere illuminante

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L'ace tilene, che lta la form nht r. bimicn C2 H~ ò un gaz noto fìn o dal 1836. Lo conobbero Davy e 8erzeli us e Berthelot nel 1866 ne diede nno studio completo. Si vide che ero un prodotto di combustione incompleta, cioè di combustione effettuata in presenza di poca quanti t:t di ossigeno. Nessuno pen sò mai ad nlilizzarlo come luce perchè la sua produzione era assai difficile e costosa. Fu il caso che insegnò a prod urlo economicarnenle. \Villiam Wilson, ch imico americano, direttore di una fabbrica metall urgica, studiando la produzione di leghe metalli che di alluminio e forse avendo in animo di produrre il calcio metallico. al!~ stessa guisa che oggi si produce l'alluminio, mise in un ,forn o elettrico riscaldato a ollr.e '2000° una miscela di carbone e di· calce . ~nvece di o~t~nere il metallo, cavò dal forno un pro1 do.to d, colore gr1g10 sporco, e lo geLLò come cosa inut.ile in un recipiente di acqua. ì\leravigl iandosi perù nel vedere sr ilupparsi dal!' acqua una forte effervescenza, analizzò il gaz chr si andava svolgendo e lo riconobbe per ncetilene. La materia con-


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SERV1Zl0 SANITARIO NOTTURNO IN GUKRRA

siderata come inutile era carburo di calcio, che a contano dell'acqua formava gaz acetilene, depositando dell'idrato di calcio. 11 Wilson trasse subito partito da questo fatto e formò una società industriale electro-gas company, la quale si accaparrò 5000 cavalli della cascata del Niagara, per attuare la fabb ricazione del carburo di calcio destinato alla produzione den'acetil ene. L'importanza della scoperta è stata apprezzata in tulli i paesi, e dappertutto vi fu una gara , sia per la produzione della materia prima, carburo di calcio, sia per la costruzione di apparecchi adatti al suo consumo. Le principali fabbriche donde viene ora il carburo di calcio sono : la gesellschaft alluminium di Neuhansbn ; la carbide gesellschaft di Bitter(ìld; la reduction r.ompany di Piltsburg. In Italia, poche sono le locali tit dove è possibile l' industria del carburo, perchè occorrono delle ingenti forze elettriche, ma non mancano a Tivoli, a Terni , sull'Adda e in_altri siti > degli impianti utilizzabili , cosicchè è a sperare, in un avvenire non molto lontano , che anche da noi si abbiano fabb riche di questo prodotto, così ricco di promesse. Gli italiani si sono dati per ora all à costruzione dei gazogeni desti nali allo sviluppo e alla utilizzazione dell'acetilene e noi potremmo se~nare qui una lista di una trenlina almeno di industriali, che hanno ottenuto dei brevetti. Il numero di 1ali concessioni , indica di per sè che questi apparati, sono di costruzione facile e che possono presentarsi con mtilleplici forme e vnri etit. 1n genere, il loro meccanismo d'azione è basato sui noti apparecchi di Kipp e di \Volli, che servono a produrre automaticamente dei gaz e che ·si vedono fonzio nare in ogni laboratorio di chimica. Diamo qui la figura schematica di due fra i tanti apparecchi acetilenogeni. Uno, tipo A, serve come produttore e raccoglitore· del gaz, e l'altro, tipo B, mostrasi costituito di due parti distinte : una per la reazi one chimica, l'altra per la raccolta del gaz.

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E GAZ ACETILENE

Gli altri apparecchi sebbeoe tutti brevettati per qualche particolarità sono nella sostanza simili a questi tipi schematici.

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Diciamo subito che per gli usi militari in genere ed in ispecie per gli usi della sanità in gnerra, noi non conosciamo ancora , .un apparecchio che possa essere adottato, ragione per cui, siamo d'avviso, che si debba procedere col massimo rigore nell'esame dei modelli che possono essere per avventura ' proposti. Perchè un acetilenogeno risponda a tutti i nostri bisogni, deve avere, oltre la proprietà di sviluppare convenientemente il gaz, anche i seguenti requisiti: ,1° La solidità, la leggierezza e la trasportabilit~t a dorso di mulo . 2' La f~cilità dell'impiego da parte di un personale non tecnico. 3° La possibilità di alimentare ora pochissime fiamme, ora un numero ,rilevante di esse. 4° La possibilità di alimentare un grande faro per illumi. nazione, di una vasta superlìcie aperta, anche in condizioni meteoriche svantaggiose. La riunione di cosiJTatti requisiti in uu apparecchio, è cosa davvero difficile e fintantochè i meccanici studiano l'argomento, noi dobbiamo rivolgere lo nostra allenzione da un altro lato, dove forse troveremo più facilmente la soluzione del problema. Vogliamo alludere alla forma liquida dell'acetilene. L'acetilene si liquefa secondo Cailletet alle seguenti pressioni e temperature: a

·,

+ ·1

o

2°,i.>

,1o·

25°

3,(

sotto 48 50 6:3 94 ,( 03 atmosfere 'tut~i gli autori non sono perfettamente d'accordo su queste cifre, ma per il nostro obbietto, ciò poco importa. L'essenziale è questo, · che la liquefazione industriale dell'acetilene è un fatto compiuto. L'operazioue è alquanto difficile e richiede l'impiego di apparecchi complicati, come si può di l~ggierì convincersi, gettando uno sguardo su quello di cui hanno preso il brevetto


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SERVIZIO 'SANlTARtO NOTTURNO IN GUEcl.RA

. E GAZ ACETILENE

('I 9 marzo •I895) i signori Dicher~on e Suchert.. ma le difficoltà tecniche hanno per noi nn valore relativo, perchè possiamo sallarle di piè pari, acquistando dal commercio l'acetilepe liquido. SariL solo desiderabile, trattandosi di materiale da guerra, che troviamo le officine fornitrici · in Italia, anzichè all'estero, ciò che oggi ancora è un pio desiderio . L'acet,ilene liquido fornito in recipienti, detti gar_qousses, è facilmente trasportabile e può essere usato . per illuminazione e riscaldamento, colla interposizion e di una semplice valvola alla · a ridurre la pre~sione tra il serba toio e la lampada. Le dimensio.ni dei tubi variano secondo le fabbriche: la ge· sellschaft fiir die_ chemische Indnsttie di Ma_nnheim mette in commercio -dei tubi di metri 1,30 di altezza e del diam etro di centimetri 17 col peso carico di chilogrammi 25, contenenti circa · duemila litri di aceti lene gazoso; la fabbrica di Neuhausen offre dei tt:bi di centimetri 30 di altezza. millimetri 9'.il di dia,netro, del peso di grammi 450, capaci di litri HO di acetilene e si capisce facilmente che possiamo avere anche. dei tubetti della -dimens ione di una candela stearica, alla portala di chiunque e coi quali un medico potrà lavorare una notte intiera ad una luce quasi abbagliante. L'esperienza ulteriore dovrà però dirci con quali precauziqni dobbiamo servirci di tali tubi, sottoposti a cosi alte pressioni. In -commercio si usano da tanto tempo i tubi di acido carbon ico liquido, e si conoscono s·ouo il nome di bombe: bisognerà vedere se questi di acetilene non siano bombe per davvero . e se con l'urto o con la temperatura di 50 gradi C come possiamo avere al sole, essi non possano anche scoppiare. Sotto questo punto di vista bisognerit fare degli studii e speriamo che i risultati siano favorevoli alla nostra tesi; notiamo intanto, che le 1 esperienze cli laboratorio faue dtll prof. Del Torre di Roma dimostrano che non sussistono altri difetti ~ià addebitati all'actitilene come quello di formare prodotti esplosivi a contatto col ,rame, argento, ottone e bronzo, e ciò oltre ·che dall'esperienza di gabinetto, pare al1resì contraddetto dalla pratica giacchè l'officina Luder e la drogheria Arquinti di Firenze sono da. mesi

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iìlluminate con acetilene puro, scorrente m tubature di ottone senza che si· sia verificato il minimo inconveniente. ... *

Circa alle proprietà dell'acetilene, basterà appena accennarle i)er dimostrare, che è nn vero agente prezioso per i bisogni di ,guerra. La sua fiamma è bianca splendente e vince in luminosilit il :petrolio, il gas comune e la luce elettrica ad incandescenza. Si .può so!o par,igonare alla luce prodolta dall'arco voltaico. 11 tono della luce, si avvicina molto a quello della lnce solare .,e quindi è. il più omogeneo per l'occhio. La fiamma è lissa ed in ciò sta uno dei suoi maggiori pregi ,nei riguardi della chirurgia. Qualunque fiamma si adopri a parità ,di cond)zioni rispello al movimento dell'arin, dà delle oscillazioni dovute agli ostacoli che si frappongono al passaggio della .corrente eleltrica o alle circo~tanze che inOuiscono sulla gazifi·Caziorie delle sostanze solide e liquide illuminanti, ma la fiainma ' -dell'acetilene è fissa, quasi immobile, come se fosse un corpo ·solido in incandescenza: essa quindi permette al chirurgo di com.piere gli atti più delicati dell'opera sua, come la ricerca e la le.gatura di una arteria o la sutura di sottilissimi strati senza stan,care la vista e con la stessa sicurezza come·se operasse in pieno ,giorno.

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,,. * * Il peso che noi dobbiamo trasportarci appresso per i bisogni ,della illuminazione si può arguire dai seguenti confronti. Tenendo per unità di misura la Carcel-ora abbiamo, ch e occorrono per fornire questa unità, di olio vegetal13 grammi 4-iS, di- .ol io minerale grammi 30,· e di gc1z acetilene litri 5 e mezzo . Ora sic-come l'acetilene pesa meno dell'aria ('I) e un litro di aria a O~ /

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(I) Il peso specifico dell'acetìlone ft1 indicato da Ansdell come segue: 0,460 ~ - 7° C. di tempera tura. 0,456 a C0 id. 0,420 a + i6° r. id. 0.36, a + 33,8 id. •(,S -

ANNO ~LI.


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SERVIZIO SANITARIO NOTTURNO IN OOERRA

E OAZ ACETILENE

pesii. grammi ,1,293 così è ch iaro che la Canel-ora d'a cètilene, peserà ci rca grammi 5, ossia in cifre rotonde nove volte meno dell'olio vegetale e sei volte meno dell'olio minerale. A questo peso naturalmente va aggiunto quello dei recipienti e degli apparecchi, ma ciò vr.le per tutti i mezzi di illuminazione. L'olio bruciato nei lnmini ordinari non fa luce e perchè ne faccia, bi sogna adoperare lampade compi icate; il petrolio egualmente, e per di più ha bisogno di tubi di vetro; la stearina per dare una luce sulflciente deve essere bruciala in un numero grande di candele ed ogni candela ha bisogno di un supporto. Non parliamo poi delle forti sorgenti di luce ad olio , carburo e ad elettricità, che noi abbiamo altra volta descritto (11) e che pesano dei quintali e r;chiedono dei carri pel traino. ,[n conclusione l'acetilene ci farit econom izzare tan to in trasporli , da rendere praticamente possibile il nostro lavoro not·tnrno, mentre ora per le difficoltà di porta.rei appresso le sorgenii luminose, durante la noue dobbiamo restare in erti , accanto ai feri ti, cui abbisogna d'urg'enza l'opera nostra.

alla meglio l'ambiente dove si opera. , Senza queste precauzioni, chi ha ricevuto una palla di fucile nel ventre è condannato a morire. Anche ~ questo riguardo, n,on si può mettere in dubbio che il gaz acetilene, possa renderci segnalati servizi.

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** ~ oi non vog-liamo, di proposito occuparci dei servizi che l'acetilene può rendere in guerra come agenle di riscaldamento, perchè ciò riguarda più che il servizio sanitario altri servizii d'intendenza, ma non possiamo e:;imerci dall'accennare, che la modcl'na chirurgia , per sviluppare tutte le sue risorse, rid1iede del ca lol'e assai pitt delf'rntica. Si· devono o·ggi slel'ilizzr.ire prima di adoprarli tutti gli istrnmenti e tutti i materiali da medicatnra e la sterilizzazione si ottiene meglio col calore che con gli agenti chimici : inoltre noi ahhiamo bisogno , n_elle operazioni che si praticano sulla cavità addominale di una grande quantità di acqua bollila e tiepida e di un numero rilevante di pannilini bolliti per manten ere tiepi de le anse intestinali e gli altri visceri quando si opera sull 'addome : infine noi dobbiamo riscnldare si a pure .

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Lavori citati.

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Chi entra per la prima volta in un ambiente dove si impiecrhi l'acetilene, prova una sensazione disgustosa. 11 suo olfatto lo verte subito che ivi l'aria è inquinata da una sostanza irrespirabile. Ciò a pri ma vista fa nascere il dubbio, che questo nuovo agente abbia da recar danno alle persone che ne fanno uso. Ma così non è: l'odore penetrante, come di aglio, è veramentè una caratteristica di questo gaz, ma è appunto quello che ci avverte che vi è una fu ga e che è ' d'uopo provvedere. Anche il gaz carbone, ha un odore penetrante, ben noto, e questo odore è dovuto a quantità minime di acetilene in esso contenute.. Essendo cosi le cose, succede, che noi avvertiamo l'acetilene puro • quando ve ne sia mescolata una piccola quantilà nell'ari a che respiriamo, mentl'e ci accorgiamo del gaz carbon e quando di esso ve ne è già una quantità rilevante. Ecco quindi che l'odore di sgustoso dell'acetilene, va messo più sulla sua partita attiva di bilancio che non sulla passiva. E ciò non solo nei riguarcli del pericolo che vi è a respirarlo, ma anche in relazione col pericolo di esplosione. L'acetilene l'ol'ma miscuglio esplosivo quando è mescolalo all'aria in propor7.ione di un volume e un quarto di aria e uno di gaz; la violenza esplosiva diventa massima quando la miscela contiene 112 volumi d'aria e poi diminuisce grad:i tamente, aumen- · tanfto la quantitit d'aria, per diventare nulla quando ad un volume di acetilene si uniscono 20 volumi di aria. Dunque in una camera quadrata di 5 metri di lato e 5 di altezza non vi è pericolo anche quando vi siano sparsi nell'aria 5 metri cubi ~i acetilene, mentre noi ci accorgiamo della sua presenza anche quando ve ne sia una decina di litri. È bene però di notare che la mescolanza del gaz con l'aria non si fa sempre in modo uniforme e si può avere mi-

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scuglio inespl osivo vicino alla porta e miscugli o detonante nell 'angolo dove fu nziona l'apparecchio: bisogna quindi avere l'avvertenza di non penetrare ma.i con lumi nè accendere fiammiferi vicino ai generatori , perché il peri colo vi è, e pericolo grave: All'infuori di qneslo, noi non abbiamo altro a temere. La tossi·cilà del gaz sul nostro organ ismo è minima, perchè esso sviluppa nella combus1.ione una quantità di acido carbonico cinque o sei vol te minore di quella del gaz illuminante comune e non sviluppa quasi affatto ossido di carbonio - C O - il quale è. il vero prototipo dei gaz tossici, come quello che si com bina coll a più gra11de avidità aU'emoglobina del sangue, mettendo in breve ora i globuli rossi nella assoluLa impossibilitit di compiere i loro alti vitali. ' Ques to ossido di carbonio - - CO - si tro va nel i">rraz illuminante nell a proporzione del 77 °,'0 e per quanto la vostra liamma bruci bene, lo vedete semprn sfuggire dai suoi margini sotto forma di aureola azzurrogno la, ma tale aureola azzunognola non vedrete mai attorn o alla fiamma d'acet il ene, che è tutta intera di un colore bianco splendente , quaudo la combust.ione avvenga nei comuni beccucci Bray del numero ndatto al caso speciale. Anche gli esperimenti sugli animali confermano la superiorità igienica dell'a~elilene sul gaz carbone: i conigli e i cani messi a respirare in miscele di uno e dell'altro gaz coJJ l'aria hanno mostrato di soffrire meno col primo e pi ù col secondo: aumen tando gradatamente la proporzione di g:iz, muore prima l'animale che respira gaz-carbone e dopo quello che respira acelilene .

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* * Del costo di questa luce non è il caso di parlare perchè dipenderà da molte circostanze non ancora determinale, cioè dalla possibilità di avere il carburo fabb ricato in Italia, dalla conv enienza di liquefarlo, dalle tasse di cui sarà gravato, ecc. Una cosa però è fu ori di du bbio, anche oggi, e cioè che l'acetilene mescolato con un 30 °/0 di aria, a parità di potere illuminanl.e, costa meno dell'olio vegelale e meno della stearina. li petrolio costerebbe meno ma tassato nel modo che tutti cono sciamo, viene anch'esso a costare di piti . .

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E GAZ ACETILENE

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Tornando al nostro punto di partenza ripetiamQ questo: date le ci~costanze attuali in cu i si svolgono i combattimenti, è im~ possibile provvedere col servizio sanitario in misura adeguati\ al bisogno. Lo sgombro compleLo del campo di battaglia richiederà più giorni e mol ti morrann o di quelli che dovrebbero salvarsi, solo perchè d'orante la notte si sono shand:Hi o hanno esaurito, vaga ndo alla vcnLura, il residuo di forze. So il servizio sanitario, anche rimanendo nella misura orl ierna, potrà disporre di mezzi rischiaranti adeguati allo scopo. aumenterà la sua potenzi al ità, ciò che equivale a di re, risparmierà molli cittadini al paese e molte lagri me alle farn i~I ie. Doll.

GIUSEPP E MENDINI capitano medico.


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Anc01;. le rela~ioni lrn la forza materialtl e la mente che la govenui sui cam71i ·1 b~ttaglm: Guerra di notte a tutto anda1'e. - Pattuglie ind·ipe:1denti · - stu.di· s~pra un inipo1·tante punto di ,· alla - . ricerca . ., . del . 7!P.mico. sto1 ia mil~ta, e italiana. - Un saggio. di descrizione della batta li di . Abba-Garww. · 9 a R!riglia1~0, se lo permettete, l'es~mc dello scritto del DRAGO.\IJHOW sulle teone de~ fOLSTOt circa la guerra tanto più che siamo al punto culminan,te. F'.nora 1·e;s~me dei tipi militari in relazione alla gran fam i lia dell ~e~Ct!o, ora 1. un~orta~za. dell'azione individ uale sui fatti della sto~ia. ~ 1c~ il ~OLST~1: . gh ant1clu ci lasciarono modelli di poemi ei'oici in cui tutto l'interesse della sto,,.1a·· o,:,~e _111 · non . b · glt eroi · 1 cost1tmscono · possiamo a itu:irm a p~ns1~.ro che, nei tempi nostri, l:i storia considerata in tttle modo non abbia pm senso. Quali son.o le conseguenze rispetto alla guerra, alla condotta delle truppe alla bot.taglta pensando eh~ il generale non eserciti alcuna influenzu suÌ com~att~m~n~? e sul ~uo esito, quale il risultai.o? che non c'è arte di guerra, eh~ l' pr.mc1~11 ~o~o ,~utili, ~he il caso regna sovrano, rappresentato da pa1.ec~h1~ m'.gl1a1a d1 ato.m1 che si urtano inconscii essi medesimi del pe~ehc ~1 '.J ' tano. ~ agrat1on ascolta disattento o sonnacchioso i rapporti dei suoi .dipendenti sul campo di battaglia, e lascia credere di aver disposto lui le coso n~l modo corne andarono, di aver ,:rià previsto quello c~e avvenne e che m realtà egli viene a conoscere ;er la prima volta Nap.~le?ne ~o~, nuoce ~ll'and~ment.o della battaglia di Borodino, asco consigli dei p1u calmi, non imbroglia, non si contraddice, insomma col suo tatto e cùlla sua esperienza di guerra fa bene la sua parte di rap-

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Sara fatt,) cenno di tutti i libri di cui sia man<iato esemplare alla Direzione.

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presentante del comando, e appurontementi.: comanda la guerra '? che cosa ò dunque la guerra~ Essa l' .ben altro che il giuoco degli scacchi; è un giuoco anch'es$a rnu altrimenti complicato perchè subisce I' inOuenz~, dalle condizioni del mezzo in cui si agito, e lungi dall'essere diretta da un'unica volontà, è il prodotto dell'attrito e dell'urto delle mille volontà -e delle mìlle passioni individuuli che vi prendono parte. No, no, esclama Dll;\GOMIROW. \ cs~uno oggi considererù, Napoleone e meno ancora Kutusof, come Omero ramgurava i suoi eroi dieti·o ai quali sp:iriscono i guerrieri che li accompagnavano. Il figurarsi che l' ambizione del principe od i copl'icci di un ministro, o l'aviditti di un intrigante bastino a trascinare un popolo in una guerra ed in una grande gue1Ta è ormai da lasciarsi ai supt;rGciali osservatori d~lle azioni umane. Ma di qui al ritenere che quello che chiamiamo decisioni degli uomini i quali si levano sul comune degli altr.i , siano atti involontari od. assurdi e sempre inconcludenti ed inefficaci, c.' è che ire. Non si tratta già nello studio della storia di investigare se r importanza di Napoleone sia uguale a quella di qualunque alti-o soldato, anche del primo venuto, ma bensì di discernere le relazioni che corrono tra l' i111pulso delle masse e quello degli individui che glielo imprimono. 1nfaUi il DnAr.O~mow crede che i popoli siano animati da certe tendem,e lol'O peculiari, e dotati di una ìndividualitn loro prop1·ia, e quindi che per trarne vantaggio a seconda delle circostanze occona "n uomo, che dio forma tangibile e concreta a quelle tendenze, e segni .loro uno scopo: e crede anche che certe tendenze non si diffondano nella ma,sa se prima non hanno preso forma concreta in una sola mente. Ed applicando questi suoi concetti alla guerra cd all'atto risolutivo della guerra che corrisponde alla battaglia, il DnAGOMiltOW ammette che vi sia un momento nel corso di essa dopo del quale ciasct1no fa del suo meglio per 4uanto è capace di farlo, e che da quel momento in poi il combattimento CC'ntinui e si risolva in u!l cu1nulo di azioni individuali, ma ritiene pure che qnel momento sia preceduto da un altro periodo ,dur:inte il quale i soldati subiscono interamente I' inlluenza dei loro comandanti. Ora questo periodo è interamente trascurato dal ToLsTOl. Egli non considera che una sola parte del fenomeno, e riesce a quelle stesse conclusinui cui arriverebbe colui il quale, ten11ndo conto delle influenze che perturbano il cammino del proiettile dopo uscito dall'arme, volesse negare la influenza del tiratore che ha puntato il fucile sui risultati del colpo sparato. Canc~llata l'efficacia dell'llltmo di mente e di cuore sug'ti :iltri in ragione della pt)dero,ità delia intelligenza e della elevatezza dei sentimenti,


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vengono meno l~ ut1JiLà della educazione militare, la importanza della disciplina, la necessità della gerarchia, la possibilità della subordinazione tutto ciò insomma che stabilisce e conserva la coesione di ·un esercit/ r concetti del ToLsro, non sono che la applicazione di quelle teorie· che, prevalen~o, distruggo~o affatto la responsabilità personale e concorrono al tnonfo del materialismo e della ignoranza. Ed il ToLsror. stesso ad ogni passo si contrnddice, quando descrive il principe Andrea, uo_m_o sensat~ ed !struito, ammaliato dal prestigio che esercita sopra di. l\lJ il Ba?ratron: !I Ney, che invi perito per i risultati della battaglia d1 Borodmo, esprime con imprecazioni da soldataccio .il dubbio che Napoleone · non sappia più faro il suo mestiere: il Rostoff, l'ufficiale di cavalleria che vede i dragoni.francesi alle prese cogli ulani russi, qiudica · c(ie gettandosi co' su?i usseri decisamente e rapidamente sui dra.goni li · disperderebbe, decide la carica e la ese,quisce al la testa dei s.uoi, benchè il ToLsT01, dopo di avere così ben descritto le fasi del lavoro sensitivo, ed intellettuale che precedono l'azione, si corregga, aggiungendo che Rostolf non sapeva .bene . perchè avesse fauo così', e che l'avesse fatto senza 1:illettervi, COIJ'!e a caccia. Ma il Tos101 è un gran pittore della realtà, e la rilleue in tuua la sua, interezza all'infuori dei suoi apprezzamenti personali e delle sue .teorie · preconcette. Da ciò dipendono queste contraddizioni tra il romanziere che· confina collo storico fino a confondersi con lui, ed il pensatore, che al sistem1i sacrifica i giudizi. Tronchiamo l'esame del DaAGOMrnow, e ven iamo ad alcune conclusioni. Notiamo anzitutto la reazione manifesta delle tendenz.e spirituali controle teorie materialiste prevalenti finoi·a nello studio della <1uerra in cui o ' non s1. veclevano· clJC linee geometriche col Jomini, forze dinamiche col, Clausewitz, flerfezionamenti di strumenti coi progressi delle industrie e delle scienze. Ma notiamo pure una reazione contro una nuova corrente, Ja· quale, considerando l'importanza della fo lla finora trascurata dagli studi della guerra, le assegna ora ·una parte capitale ed esclusiva, negando qu'ella dovuta. alla influenza degli individui che superano ali altri per cuore ~ o per rngegno, e rinnegando quindi l'educazione ed il sapere. Prevalendo questa corrente, le mediocrità inconcludenti trionferebbero liete di nascondere sotto i postulati della nuova scuola i suggerimenti deÌ loro egoismo e della loro ignavia. · Notia~o _an~ora l'influenza che può esercitare in Francia, in questo momento d1 aflascrnamento per la letteratura russa, il pensiero elevato e calmo di un uomo come il generale DnAGoMrnow, che gode d'altra parte gran-

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<lissima reputazione nell'esercito russo. Gli studi tattici possono averne uò indirizzo che non conviene trascurare. '' Perciò la Bivist(i richiama l'attenzione dei suoi lettori sovra questi articoli contenuti nella Noiivelle Revue.

Nella stessa Nouvelle revue del ,1° maggio, la quale chiude lo studio

del generale Dragornirow sul Tolstoi è citato ampiamente uno studio del

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gen~rale L EWAL, che colla sua con::ueta ampiezza e verbosità tratta sul Jouriuil des sciences m.ilitaires della _guerra di notte. H clou della tattica presente. Federico II, Napoleone e Clausewitz. non vi avevano gran fiducia; il gen~rale l)ragomirow dice che la ma1·cia cli notte permette di avvicinarsi segretamente all'avversario, che le azioni notturne sorprendono l'avversario e riducono a nulla l'effetto ~el suo fuoco; che perciò si può far di notte molto con poche forze, più si perfezioneranno le armi da fuoco e più le truppe si abitueranno, :i muovere nella notte. E così la pensa anche il LEw,, LL. Intanto la Notivelle Revue Jrova naturale che anche la marina studi quale sviluppo possa darsi alle operazioni_militari nottu.n1e, tanto più nell'ipotesi, sempre più verosimile, di una lottà C()lltro l'Inghilterra. Lasciando a sè tale apprez,,amento che pu1· merita qualche attenzioné, è anèhe da considerare la larga parte che in Francia nelle Rivist.e ordinarie prendono gli studi militari. Non avverrebbe certamente così pre.,so di noi, ove le Riviste e le Rassegne sono ancora troppo occupate a decidere qualche gian qt1estione sull'autenticità cli dn codice cli poesie del Dugento e hanno poco tempo per pensare all'oggi. Vi aniveranno nei secoli venturi, e pace all'ntìirna loro; intanto il mondo cammina e loro rigirano su questi,mi accademiche e su disquisizioni :-uperll ue.

** * Intanto come si sa ·10 stesso ai·gomento della Gwu'm di noi/e noi dobbiamo rammentare il libro· del Srn.~c r;sA venuto in luce un anno fa (Torino, libreria La ttes) il quale riassur:ne con . molta larghezza lo stato pre:;ente ·della q ue5tione, è rispecchia anc,he la grande fidu cia che la sua soluzione ricava dalla bontà degli strumenti di guerra che oggi si adope-


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rano e · dµgli altri che potrebbero adopeL'al'si, e sarà u~ilè di adoperare r1uando saranno più perfezion6ti. Rimane sempre un'incognita in cotesti combattimenti e in coteste ope· razioni notturne : l'influenza delle tenebre incertamente rotte sovra le sensazioni e gli apprezzamenti dei soldati. Su questo vorrei vedere una serie di studi pratici, dedoui da esperienze fotte replicatamente nei reggimenti coi metodi che indicano i psicologi: e quasi prenderei per punto di part~nza la famosa descrizione della marcia di notte dovuta al De Amicis, per chiede1:e schiarimenti precisi sovra le impressioni dal chiaro scrittore tanto bene enumerate. Torniamo all'uomo per studiare il suo impiego in , guerra, e poi potremo parlare del modo nei quale impiegherà i buoni strumenti dì guerrfl di cui poS$Ìamo ampiamente ro~·uido.

*"* Una traduzione del libro Le pattuglie indipendenti del maggiore prÌissiano l'on der Goltz. La traduzione è dovuta al tenente LuzzATTI ART nno (Parma. - Luigi Battei, 1890). Il con:ibattimento_contro le ~rmi modem~ è cosa 3s~ai se1·ia: la truppa che vi si espone è colpita talmente da non poterla durare fino a raggiungere lo scopo prefisso: conviene proceder cauti, sapere dov'è il nemico e dove prevale: a tale scopo valgono meglio di ogni altra cosa ~ilc\mi gruppi di soldati inteJligenti spinti in.nanzi alla scopei'ta di quello che si vuol sapere sul nemico. Cioè la dissoluzione prima dell'azione Non ostante le ampie dilucidazioni, e divagazioni con cui è sostenuta la tesi, ).\On pare che il libro meritasse la fatica di nna traduzione italiana: nem1Ì1eno col panegirico <lella vanghetta che per certuni sembra una specie di segi-eto per assicurare la vittori3. *

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Il maggiore G.. BoURELt,Y ha riassunto con molta calma di giudizio le informa-zioni più autorevoli circa alla Battagli~ di Abbci Gari1~a e le ha consegnate in un opuscolo edito dalla Casa Ellitrice Italiana d·i Roma. Le conclusioni a cui egii viene naturalmente dopo la lettura dei do. cumenti del Libro Ve1·de, trovano nel loro complesso inaspettat:r conferma nel giudizio del perito tecnico del processo Baratieri, come esso è riferito nel periodico l'ltsercito Italiano -del 29 maggiò. Il pi:rnÒ illnstn, lo scritto ed è il primo complessivo che veda la luce, ed in esso è tratto profitto de_gli schizzi e degli elementi che si avevano in .,,ualche modo sottomano. E desidernbile di vedere la carta dimostrativa che vn annessa

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alla' relazione ufficiale della battaglia , e come speriamo sarà pubblicata appena chiuso il processo, perchè ip essa sarù con maggior precisione designato il gruppo montagnoso del R'ajo, Semaiata, Esciascio, l\larian Sciavittr nel quale deve stare la spiegazione d~lle·1roppo rapide avanzate delle due brigate Alberlone e Dabormida.

..·*" ~

Citiamo con compiacenza le belle ricerche dell'r,vvocato CELL1, Sulle fortificazioni militari di Urbino, Pesaro e Sin{qallia 1iel secolo xvi cost?•uite dai Rovereschi (Castelplanio. - Tip. Rom;ignoli, 1896). Oltre essere un contributo alla storia di un'arte militare essenzialmente italiana, tien conto della situazione del paese percorso dalle soldatesche, degli ordinamenti militari, e dello spirito gueiresco del ducato di Pesaro s11lla metà 9el sec()lo xn, Questo ci preme di rilevare per la larghezza di vedute con cui furono fatte ed ordinate le rfoèrche. È sempre impor- · tante, e disgrazip.tamente poco st.udiato, quel momento del secolo xvi in cui la vita nazionale si addormentò·in Italia. Gli italiani cercarono nella fortificazione un riparo contro l'invasione stranier3, quando questa soverchiò e si assise sulla penisola sotto forma di dominio spagnuolo, essi ~sularono é ,comunicarono le loro conoscenze, militarj ali' ·Europa intera in cerca di armi per restaurare là indipendenza n_azionale. Tutto questo risu lta chiaro dallo scritto del CELLJ che nello stesso tempo illustra con molti~simi particolari biogrnfici e tecnici, poco conosciuti, la tesi generale del sno libro. F.


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NOTIZIE POLITICO-~f[LIT ARI

NOTIZIE POLlT!CO-)!IL lTARl

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da un giorno all'al tro una cinquantina di prigioniArÌ che Si trovavano nel Lasta e sono in vioggio di ritorno. Dopo ciò il for te di Adigt·nt è stato cornplet:imente disarmato, sgombrato e consegnato a Scium Tesfai che secondo le intelligenze, era stato destina lo ad occupnrlo; quindi il corpo di operazione per scaglioni ed a piccole tappe, si portò successivamente a Dougolo a Ba rachit. e a Senofè. .. «

In questa quindicina fu chiusa la fase della campagna d'Africa cominciata ad Amba Alagi. Abbiamo lasciato il generale Baldissera, che, liberato il presidio di Adigrat, stava trattando coi capi tigrini per la restituzione dei prigionieri che tenevano nelle mani; Agos Tafari E aveva già restituiti ; Sebat non voleva lasciare il tenente Poggi ert:dendolo un medico, e negava di averlo; l\iangascià tergiversava. I nostri occu pavano sempre Adigrat; Alula 1;ou 2000 fucili era presso Adua, Mangascià con 6000 era nell' Hausien; i ribelli scorazzavano ad est e ad ovest di Adigrat. li ·generale Baldissera mise fuori un bo.u do ch e diceva: • sono ve• nuto per riprendermi i prigionieri e stringe1·e la pace; se nl)n mi si ~ rendono sono costretto a fare la guerra e distruggere il paese. Por• tatem i i prigionieri, tornate alle vostre case e coltivate i vostri campi, • chè la pioggia è vicina. Non voglio le ai·mi, voglio i miei soldati. Chi e seguita a sparare contro gli Italiani avrà la casa e tutta la roba bru• ciata e morirà di fame. I prigionieri li ri voglio entro tre giorni, non « ricevendoli, continuerò l:1 guerra e comincierò l'opera di sterminio di « tutto l'Agamè. » · A queste parole corrisposero i fatti . Contro il figlio di Sebat, che aveva fotto dell'amba Debra un centro di brigantaggio, d' onde infestava le nostre carovane, fu inviato il tenente Sapelli colle bande del Serae, che lo attaccò di notte e di sorpresa, s'impadroui dell'amba e disperse i briganti facen do subire loro gravi perdite ; contro i villaggi che avevano fallo atti di ostililà, operò e diede ~sempi il colonnello Stevaui. Si ottenne l'effetto desiderato : Sehat mandò subito il tenente Poggi e ìliangascii1, dopo avere inutilmente battuto il chitet per chiamare a raccolta, si decise anch'egli a rendere ciò che gli si domandava. Tra il 1.7 e il 18 giunsero al nostro campo 6 ufficial i e 97 uomini di tru ppa, cioè tutti i prigionier i clie si trovavano nel Tigrè, salvo pochi ammalali e feriti per il momento non trasportabili. Si aspettano

Tra i pngwrnen rcst1tu111 _vi è il maggiore Salsa, giil tenuto, com' è noto, in ostaggio. Egli N'H Si spinto fino a sud del lago di Asciangh i per trattare col Negus che non lo aspettò prem uroso di recarsi a soLlomettere varie t.rihù amhara e g3lla ribelli, colle quali ebbe luogo una loua sanguinosa in cui Menelik subì gravi perdite e chiese aiuto a Mangasciil. Questi si apprestava a partire, quando, ,apulo del nostro concentramento ad Adi Caiè, decise fermarsi. 11 mao<riore Salsa tornando cla Ascian!!'hi fu trattenuto da Mangascià 00 per ordine del Negus, onde impedire rhe egli recasse al generale Baldissera notizie delle cattive coudizioni de\l' Abissinia. L:i restituzione delle famose lettere nòn era stato che un pretesto. Il Sah;a venne sempre trallato bene e con deferenza. I prigionieri in genere, salvo quelli dei ribelli, non si lagnano di maltrattamenti. La loro condizione e1·a misera specialmente per mancanza di nutrimento, di vestimenta e d'acqua; cos:i che il nemico non aveva neppure per sè. I feriti che erano in Adua si lodano del modo con cui furono 1rattati dagli abitanti e specialmente dalle donne. ~

*** Dopo la restituzione dei prigionieri e la ritirata delle nostre truppe dietro la linea Mareb-Belesa-Muria, il governo ordinò al generalt:: Baldissera di . rinviare in Italia tutte le truppe che a suo giudizio fossero esuberanti alla sicurezza interna o esterna della colonia. Era già cominciato il ritorno di quelle che ~i trovavano nella zona marittima; si prosegue col ritorno della maggior parte di qÙelle che si trovavano sull'allipiano. In complesso, delle truppe inviate in Africa dal dicembre '1895, sono destinati a rimpatriare trentacinque battaglioni, sette batterie e quattro compagnie del genio. Rimarranno temporaneamente nella colonia, oltre 1~ truppe coloniali permanenti, due battaglioni di fanteria , un battaglione di bersaglieri, un batÌaglione di alpini, due batterie da montagna e una cornpagnin del genio.


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NOTIZIE l'OLlTI CÒ-MILI'l'ARI NOTIZIE POLITlCO · MlLITARI

A misura che ritornano, queste unità costituite per la guerra d'Africa vengono sciolte. Gli ufficiali hanno un mese di liçenza dopo il qualerien-trano ai rispettivi reggip1emi di provenienza. Gli ufficiali di complemento sono congedati con di.ritto a due mesi di stipendio. . . Tutti i militari di truppa della classe l873, . quelli della classe 1872 colla forma di quattro anni e quelli della classe 187ft, colla fenna di due anni sono avvtati in c'ongedo. Agli altri è concessa una licenza di · trenta giorni e contemporaneamente vengono . rip.resi in forza dai reggimenti di provenienza, ai quali faranno ritorno ultimat.a . . la licenza.

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Seguono disposizioni riguardanti la costituzione della rend ita, lo svin~olo della medesima e la sanzione penale per gli ufficiali che coutraessern m'atrimonio senza il regio assentimento. Da.sia qu1esto breve cenno per dimostrare essere questo il progetto più liberale di quanti ne . furono presentati suita materia. Il principio di tener calcolo della differenza' di stipendio nello esigere una ~ata rendita . per la costituzione della famiglia dell'uffiziale, ossia il principio d_i fare entrare lo stipendio nel calcolo di tale rendita, è giusto ed opportuno. Anche l'applicazione· che si , fa di questo principio fissando a lire quattromila la somn1a richiesta cumulativamente, ci sembra razionale. Lire quatt.romil.!\rappresentano o_ggidì una modesti~sirna agiatezza; scendere al ·disotto limite sarebbe andare incontro alla costituzione di famiglie nel..,. l'impossibilità di mantenere il decoro necessario a famiglie di '"ufficiali. Nè d'altra parte, C[Uesta somma è difficile a raggiu~gersi, perchè, dato lo stipe11dio di capitano e computati i sessenni, poche centinaia di lire bastano a complel_!lre la somma. Al disopra · del grado di capitano, basta lo stipendio. 1 Per gli ufficiali poi che abbianb raggiunto il quarantesimo anno, giustamente si è ribassata fino a lire tremila la somma richiesta, perchè come b<tn dice 'la relazione che accompagna il progello, :;iffatte fam iglie si costituiscono q in condizioni speciali » che rendono razionale questo ribasso. Non resta dunque se non esprimere il voto che tale progetto venga approvato il più presto possibile. ,.

**,. Nella seduta del 15 corrente l'on. Ricotti, :Ministro della guerra, presentò al Senato due importanti progetti ~ì legge: J'nno. sulla requisizione dei quadrupedi e carreggio in servizio dell'esercito, l'altro sul matrimonio degli ufficiali. Ne, primo di questi progetti è stabilito che, in caso di mobilitazione di tutto o di parte dell'esercito, i quadrupedi atti al servizio militare in proprietà di cittadini e degli stranieri residenti nel regno (salvo 'alcune specificate eccezioni) dello Stato sono a disposizione, che può prelevarli in tre modi: con la precettazione, con la requisi;:ione, con l'espropriazione. Perciò in tutti gli uffizi comunali del regno dovrà essere tenuto un registro dei cavalli e dei muli esistenti nel territorio del comune, coll'ìndicaiione dei rispettivi proprietari. SeguQno poi disposizioni sul morJo di attuare la legge. Quando si consideri l'imbarazzo in cui si è trovata l'amministrazione militare per so1:werire alla mancanza di mezzi di trasporto nella recente guerra d'Africa, e il prezzo a cui si dovettero pagare i muli acquistati dal commercio, risulta evidente che le disposiz'io'ni vigenti non bastano all'uÒpo e yhe una nuova legge è indispensabile. L'altrn progetto, quello sul matrimonio degli ufficiali, risponde ad una ne~ssità che non abbisogna di essere dimostrata, pcrchè sono troppo noti e recenti i guai verificat.isi sotto la legge vigente. Nel nuovo progetto è stabilito che l'ufficiale del regio esercito in servizio attivo, in disponibilità ed in aspe!tativa, per otlenere il regio assentimento a contrarre matrimonio, debba aver provato di possedere uri reddito annuo cli li1·e quattrnmila, cumulativa°!ente fra lo stipendio lordo del propio grado, computati i sessenni, ,ed una re~dita di sua proprietà · o di proprietà della futura spo$a. Ques.to reddito annuo è ridotto a lire tremila per gli ufficiali inferiori che abbiano compiuto il quarantesimo anno di età.

Il 2·1 corrente cominciò alla Camera la discussione del bilancio della guerra, la quale si svolse rapidamente senza notev.oli incidenti, e non ebbe importanza se non per le dichia razioni che' fece in essa l'on. Ministro della guel'ra circa le modificazioni ch'egli intende introdurre nell'ordinamento dell'esercito, e relativamente ad altre . questioni milit~ri che si agitavano e si agitano ancora nel Parlamento e negli organi della pubblica opinione. ' In ordinè _alle modificazioni da introdursi nell'ordinamento dell'eser,citò, cominciò l' on. Ministro col dichiarare che tutti oramai riconoscono la forza delle nostre unità tattiche · essere troppo debole, e il rimedio a questo stato di cose non poter essere che la diminuzione delle uniti, stesse, oppure ·l'aumento del bilancio. Ora l'aumento del bilancio della guerra nella somma di 20 o 25 .milioni, 'quanti l'i'e occorrerebbero, per conservare le presenti unità

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tattiche, è impossibile; . quindi non resta che diminuirne ·il numero il che può farsi senza diminuire il. nunlero dei corpi d'armata. · Accetta come un ripiego che la chiamata della leva si faccia in marzo pe~ la fa,nte~·ia: ~urchè sia compiuta sempre in novembre per \a cavallerrn e 1art1gher1a da campagna. Appena però le condizioni finanziarie lo permetteranno converrà rhiamarè anche la· fanteria in novembre. Venendo poi alla questione dello st:,to maggiore dice: . Allo stato maggiore sono stati da alcuni imputati i disastri cl' Africa e recenti pubblicazioni , non opportune, hanno messo in luce i dissidi avvenuti in que;;to corpo. Or siffatti dissidi non avvengono se non quando il comando è debole; col generale Baldis3era n~n· si ripeteranno. · È vero poi che dal grado di colonnello in giù le qualità del carattere giovano più che l'intelligenza ri dare l'attitudhie al con:111ndo · e siccome queste qualità _si sviluppano col contatto continuo colle t.ru~pe, cosi la · nuo~a legge d1 ~vanzamento ~resc1ive che. gli urficiali di stato maggiore passmo un maggior numero d1 anm nelle armi combattenti. Riguardo a queste è da osservare che i nostri ufficiali hanno mo~ strato in Africa non solo va lore, ma anche grande auitudine ·a condurre al fuoco la truppa. Quanto al capo di stato maggiore egli si è dimesso, ·e le sue dimissioni furono accettate;· trattandosi di un ufficiale di grado elevato ed anziano no~ _g)i furono chiesti i motivi delle dimissioni. Riguardo alla res;)onsab1hta del capo di stato maggiore è da osservare che egli non comanda, c~me .qualcuno crede, l'esercito; questo è comandato dal Re .ed il .MirnsLro del~a. ~11erra ne ha la responsabilità. In contatto poi del nemico la resp~nsa_b,_hta spetta al generale che ha il comando; e non è a credera che 11 Mmrstro della guerra o il capo di stato maggiore possano dargli consigli. Il dovere del capo di stato maggiore è di studiare il piano di una· futura guerra possibile; e ciò non soltanto nell'ipotesi di una guerra ~uropea; _ma anche n_ell'ipotesi di una guerra africana.· E' questo studio 1~ capo dr :lato, magg10re lo fa, o per ordine .del Ministro o per iniziatI_v~ propria: Ora lo studio preventivo di una guerra grossa coll'Abissm1a, che s1 poteva prevedere, non era ancor fatto. No~ è vero che nella guerra d'Africa si sia manifestata deficienza di materiale d~ guerra; si è avuto soltanto deficienza di muli; ma ciò dipende da difetto della legge che regola le requisizioni e che sarà modificata.

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A .chi avea parlato dell'umi liazione di aver consegnato Adigrat senza ,distr,uggere le fortificazioni ed abbassando. la bandiera, l'onorevole Ministro ,rispose che le fortificazioni non si sono distrntte perchè non p(,trebbero resistei·e un'ora al cannone e. che, rispetto alla bandiera si è ,fatto quanto pre:crive il l'egolamento.

Chiusa la ùiscussione generale si approvarono sollecitamente tutti gli articoli del bilancio fino all'articolo 39 (Contributo dello Stato ve.r le ,spese tl' Africa) che restò sospeso e si discusse nella seduta del 26. A que,to cont1°iJrnto dello .Stato, portato in bilancio per 51 milioni ,e 500 mila lire, era stata proposta dall'onorevc,le Imbriani una diminuz.ione di 500 mila lire,- come espressione del 'desiderio di procedere gradatamente all'abbandono della colonia. Ciò diede occasione all'ono. revole ministro Rico~ti di ripetere alcune importanti dichiarazioni già ' fatte in altra seduta. « L'onornvole Imbriani mi ha poi chiesto (tlisse il Ministro delia guel'ra) se il richiamo di 35 battaglioni dall'Africa sia l'avviamento al ritiro compiei~ delle truppe. Il Ministero si è già espresso molto chiaramente a questo proposito. Il nostro concetto ~ questo: nessun avviamento a ritirarsi, ma proponimento deciso cli restar là, rinforzandoci e -consolidandoci militarmente e civilmente. « L'abbiamo già detto: noi ci fortificherem o al di qua del·confine J)forebBelcsa-Muna. . < Quanto a Cassala, noi abbiamo già detto che per considerazioni politiche intendiamo di conservarla per ora. Frn .sei niesi si vedrà poi il da farsi. ~-L'onorevole Imbriani ha chiesto la diminuzione cli 500 mil:.i lire a ,questo capitolo; non posso accettare la proposta diminuzione, non per · la questione di l'l}e.1,zo milione di più o di meno, ma perchè egli l'i ha ,dato una significazione contraria alle nostre dichiarazioni. • Dopo ciò la mozione lmbriani venne respint,1 ed il bilancio della guerra integralmente approvato.

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Rapidamente disc~1ssa in due sedute mattutine venne approvata dalla -Carnera ·il giorno 27 la nuova legge di avanzamento già approvata dal Senato, senz'altra variazione fuorcjiè l'aggiunta di un articolo proposto dall'onorevole Ricotti, in cui si stabilisce che le promozioni a generali 69 -

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d'esercito possano farsi soltanto in tempo di guerra e l'agsi~nla di 11n altro proposto dall'onorevole .Grandi e così concepito: • Per quattro anui dalla data della promulgazione della pre;ente legge, i sottufficiali potranno essere promossi souotenenti coni.abili, ooche quando superino l'età prescritta dall'-articolo 4 e purché non oftrepassino il trentaduesimo nnno. » Coll'approvnzione di questa legge da t-anto t~mpo invocala, venne colma ta. uno grave lacuna che esisteva nell'ordinamento dell'esercito.

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•• :\[a fra tutti i progetti militari discussi e non discussi in questi ultimi tempi, il più importanre è quello per mod ificazioni all'ordinamento dell'esercito, che pende davonti al Seµoto. Lo spazio non ci conscnle che di darne un brevissimo cenno, e 1100 troviamo miglior modo di far lo che riportando alcuni brani della relazione che accompagna il ·progetto : « Da più anni e da più parti (dice l'onorevole ministro) si è rilevata la sproporzione fra la vastità <lei nostri ordinamenti militari e la scarsezza dei mezzi per essi assegnati. « Sforzi coraggiosi si i-ono compiuti perattenuarc quel contrasto, sia riducendo le spese che meno diretta men te contribui vano all'aumento della forza effettiva dell'esercito, sia ripartendo la forza presente sotto le armi nelle varie parti dell'anno, in modo che, atmeno nel periodo più intensivo delle esercitazioni campali apparisse una forza sufficiente. oc .Ma, siccome le condizioni generali dello Stato hanno imposto una <li minuzione cosiante, progressiva, negli stanziamenti dei fondi per le spese militari., era fatal e che quegli sfoni s'infrangessero contro un ostacolo insormontabile. oc Mentre in tutti gli Stati miljtari maggiori si poneva ogni studio a dare nrnggiore consistenza alle unitù organiche e~istenti, aumentando la foi·za bilanciata, noi siamo andati continuamente diminuendola per riuscire, con mezzi sempre minori, a mantenere in vita quegli organici che ovevamo accellati, fi denti in una pro$peritìi economica che ci mancò. « ... Questo stato di cose costituisce una tale inferiorità relativa rispetto 11gli altri eserciti moderni europei, che mi recherebbe spavento se dovessi. assumere la responsabilità di continuare in queste condizioni. « Per usci re da così triste situazione uon vedo che due meui: << :l ° Conservare l'ordinamento del 1887, con .o senza i decreti-legge del novembre :1894, rin forza ndo il bilançiq di almeno 30 milioni, meglio 40, per reintegrare altrett:mte diminuzioni fatte <lopo il i890. Questo au-

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mento sarebbe nella maggior parte impiegato nell'occre;;cere la fo rza bi· lanciata; « 2° Conservare la spesa bilanciaL :i nel limite previsto per il !896-97, o di poco superiùre (da 3 a ;.5 milioni), e ridurre l'o rdinamento dell'esei·cito di pace a proporzioni più modeste, diminuendo le unitù elementari · (compagnie, sq uadroni, batterie). < Siccome non è. possibile nelle nostre attuali e-011dizioni fi nanziarie aspirare alla prima soluzione, sono di necessità obbligato ad attenermi aIla seconda. ~ « ... Le principali proposte, che ho l'onore di presentare sotto forma di modificazioni al disegno di legge del ministro Mocenni, banno appunto per scopo di rafforzare le unità elementari, col ridurne il numero in misura più proporzionata alla forza sotto le armi che è consentita dall'attuale bilancio. « Con le proposte stesse miro a conservare inalterato il numero delle grandi unitù, che è commisurato ai bisogni della nostra difesa, ed a renderne la composizione meglio rispondente alle esigenze logistiche e tattiche. « Manten~o nello stesso tempo la possibilità di au mentare gradatamente il numero delle unità minori, man mano che le migliorate condizioni finanziarie permetteranno di acc:rescere la forza bilanciata, tanto che, se un giorno sa rù possibile d'ingrossare cli almeno 30 o 40 milioni il hilaneio della spesa del .Ministero della guerra, sarà pure age.vole ricostituire l' intero numero di èompagnie, squadroni · e batterie dell'attuale ordinamento.

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* * « ... Sarebbe mio divisamento di mantenere il riparto territoriale del Regno, come è oggi, in '12 corpi d'armata e in 25 divisioni. Accetterei l'aumento di un distretto, portandone il numero ad 88, come era nell' intenzi~ne del 1ninistro Mocenni, ma abbandouerei il concetto di sostituire ai distretti militari attuali i depositi reggiment~l i ed i distretti di reclutamento. « I deposi ti, quali furono ideati, avrebbero potuto fuuzi onare bene, se prima si fosse passati' al sistema territoriale per la pa~e ~ per _la guerra. Ma, siccome la Camera ha escluso il reclu~menlo territoriale m pace, e converrà rinunziarn al completamento territoriale anche in· guerra, per ottener che in massima i richiamati dal congedo ritornìno al proprio regaimento, così sono d'avviso che lo sciogliere i distretti per costituire i de.: 0 . . positi sarc:bbe un gravissimo errore. ·


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« Si distruggerebbero enti oramai entrati nelle consuetudini-. delle nostre popolazioni e abituati dall'esperienza di un qual'tOdi secolo alle faniioni cui sarebbero, chiamati in caso di mobilitazione, per costituirne alt.ri la cui azione 1'iuscirebbe certamente difettosa, inceppala e incep-pante, specialmente pel fatto che almeno una metà dei. depositi sarebbero distaccati dai corpi corrispondenti. « I vantaggi di economia, di più facile costituzione della milizia mobile, di una maggio1•e divisione del lavoro di mobililazione, che si volevano raggiungere con la trasformazione dei distrelti, si potranno meglio ottenere coll'alleggerire i compiti dei distretti stessi. . , e< Manterrei gli attuali HH reggimenti di fan1eri3 formati su 3 battaglioni ,ciascuno, rna ogni battaglione sarebbe di sole 3 compagnie, invece di q,_ Con questo, verrebbe ad essere ridotto di :l/4 il numero totale della compagnie di fanteria di linea, e quindi, a parità di for,m bilanciata, verrebbe ad essere aumentato di 1/3 l'effettivo medio di ciascuna delle l'imanenti. La compagnia r-aggiungerà così la forza media di circa 100 uomini, che anzi spero possa essere superata. Chè S<~ il Parlamento :rpp;-overà, come propongo con altro disegno di legge, di chiamare il contingente annuo di fanteria ,nel mese di marzo, le compagnie il\'ranno una forza di almeno 80 uomini nei sei mesi invernali, e di almeno !35 nei sei mesi estivi. 1 « I 9o reggimenti di fanteria sarebbero raggruppati in 3'2 brigate di 3 reggimenti ciascuna, e, per la formazione di guerr:i, la brigai-a, completata dai corrispondenti reparti delle altre armi e ser·vizi, entrerebbe direttamente a for parte del corpo d'armata, venendo a costituire una piccola divisione. Ciò permetterebbe di costituire norrnalme.ntc i corpi d'armata su 3 divisioni, raggiungendo il vantaggio di rendere più elastica l'azione del comando di corpo d'armala senza dare ad esso una mole soverchia che ne avreb~e i-eso difficile il funzionamento logistico. (< Cor,ì il corpo d'armata in guerra risu-Jterebbe di 3 divisioni di 3 reggimenti; ciascun reggiment~ di 3 battaglioni di a compagnie, e si ,avrebbe il completo.sistema ternario, che è tecnieamente raccomandato da molti autorevoli scrittori, e, quel che più importa; da molti pratici di cose di g-uerra. « Per quanto r.iguarda ,i bersaglieri, proporrei di costituirli in brigate in unione agli alpini per la prima difesa della ,frontiera. In relazione a tale impiego, le compagnie dei bersaglieri e degli alpini dovranno avere un effettivo non minore di USO uomini per sei mesi dell'anno · e di iOO negli altri sei mesi. -~

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« Tenuto conto di ciò e del fatto elle nel nostro esercito le fanterie scelt.e sono in proporzione sensibilmente superiore a quella degli a-Itri e~erciti, con danno del reclutamento rlella fanteria di linea, propongo di ridurre il numc~ro complessivo dei reggimenti bers3glieri ed alpini da 19 a -16, divisi in uumero eguale fra le due specialìtà, e composti crascuno in modo uniforme di 3 battaglioni di :J compagnie. Così il numero totale delle compagnie viene a ridursi di 75, un poco più del teno ciel totale. L'effettiYO bilanciato che avranno tali compagnie compeùserà sufficientemente la diminuzione di numero. « Le · nuove 8 b11gate al'pine potrebbero, in tempo di guerra, essere incorporate nei corpi d'armata di frontiera, od operare anche eome brigate indipendenti. « Per la cavalleria conserverei l'attuale numero di reggimenti, riducenq_o però u'numero di squadroni in ·'12 reggimenti a 4-, e negli altri 12 a 5 squadroni; di modo che la riduzione sarebbe di 36 squadroni, vale a dire di un qnarto degli altri squadroni attuali; diminuiione proporzionata a quella applicata alla fanteria di line~. « Per quanto ha tratto all'artigljeria da campagna, propongo di ri~urre il numero dei reggimenti da 24 a 18, cioè nella proporzione di un quarto, come per'te unità elementa1'i di fanteria e cavalleria. E le 'ragioni di que · sta proposta sono an:iloghe a quelle accennate per le predette due armi, <i Io propongo, è vero, una seconda. riduzione, diminuendo il numero delle batterie per ogni reggimento da 8 a (i; ma <p1esta non costituirebbe alcuna perdi ta, sarebbe una ricluzione solo ap·parente, inquantochè è mio divisamento di organizzare le batterie di pace in guisa che si possano mobilitare su 8 pezzi. « A due dei 18 reggimenti darei due batterie in più per compensai-e le ~atterio distaccate in Sardegna e rinforzare il reggimento di stanza in Sicilia. · << L'a1,tiglieria a cavallo non ca,nbierebbe la formazione attuale. , « L'artiglieria da montagna passerebbe da 1 a 2 reggimenti, con un lieve aumento nel numero delle batterie, che sarebbero sempre conservate su 6 pezzi anche nella formazione di guerra. « Per l'artiglieria da fortezza si ritornerebbe alla formazione prescritta dalla legge i887, ricostituendo i o reggimenti; come pure si ritornerebbe alle direzioni terri toriali, quali erano stabilite dalla legge citata. Ritenio che in tal modo si provvederà meglio ali' istruzione delle compagnie da fortezza ed al servizio del materiale di artiglieria, l'esperienza dei mesi scbrsi avendo provato che i comandi locali di artiglieria sono enti com- · plessi di poco agevole funzionamento.

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« Infine, pel' il genio, consel'verei i o reggimenti. stabiliti dai decre.til~gge d~l 189lt,, facendo pel'ò rienr.rare la brigat.:: ferrovieri in uno ·dei reag1ment1 » . e,

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LUIGI FEDERICO MENABREA

Queste sono succintamente le principali proposre con1,enute nel progeuo, alle quali l'on. ministro 8""ÌLin"e· e)~ (;'.' • • t< Propongo di istituire il noòvo grado di generale di .col'po d' armala per ~ol_mare una_ vera lacuna esistente nella progressione dei "radi de"Ii ufficiali generali. ~ « Propongo inoltre di ripristin11re il grado di ma•'"Ìore "enei·"le c0111 • ~ u missano, p~r g1_ust~ cons!d~r:izione di un corpo.chiamato a disimp~nare elevate attr1buz10m amm1mstrative. « ... Pro.pongo di sopprimere l'ispeltorato degli alpini che i decr~ti-Je,~rre co~serva:ano. La soppl'essione è una conseguenza Jogié::i dell' istituzi;~ede1 nuovi comandi di brigata alpina. • oc S_ i rip'.istina l'ispettornto generale d'artiglieria; con ciò, tutte Je svar~ate quest1on1 tecniche dell'al'tiglieria, che hanno tanta influenza sulla d1f?sa de!l_o ~~ato e StJl bilancio, saranno risolute con criteri uniformi da un autont.a d mcontestata competenza. « .....Si ripristina _l'i~pel:to~·ato generale del genio per ragioni analoghe~>> Si piupon~ pur~ il r1pnstmarnento dei collegi. militari e la restituzione d~l ~~vallo,a1 capit,ini di fanteria, togliendolò pArò agli aiutanti rnagg1or1 m 2°. "' Avremo tempo di esaminare questo progetto nelle seg1,1enti puniate.

. .NATO ACHAMBERY 4 S~'l'TKMBRK 1809, MORTO PRESSO CIIAMBERY 25 MAGGIO 1896

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Roma, il 29 maggio 189n{

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Era dì famiglia italiana della valle d'Aosta; la sua vita <;Ominciò ad intrecciarsi colla storia del nostro paese e del ' nostro risorgimento nel 1848 e da quell'epoca. fino al 1892 ,:ebbe parte alla èosa pubblica · nei più considerevoli uffici dello Stato. Prima di allora era conosciuto per la sua in,clinazìone agli ..studi matematici, e per la sua sagacia in .ess.i, sicchè il Plana l'aveva carissimo. Il re Carlo Alberto gli diede il grado di tenente nel genio militare e una cattedra nell'università di Torino. Qnel fremito dei tempi nuovi che corse in Piemonte dopo il 1840 per ,effetto delle idee manifestate da uomini autore''· voli per elevatezza di mente e per importanza di posizione, 1 :,.come il Balbo ed il Gioberti tra i primi, coinvolse anche il .Menabrea che spiccava nella falange dei valentuomini, i quali ,da Torino 1;iflettevano il pensiero italia~o. Nel periodo ·che precorse lo scoppio della gnerra d'indipendenza e provocò · l e riforme statutarie, il Menabrea, allora trentenne, condivise le idee del Valerio, direttore della Concor·dia, uno ,d ei più \rivaci tra i giornali liberali d' allora. Era un pe- . riodo di giovanili speranze : nella coscienza degl' italiani .agi.tavansi con(usame~te i ricordi di tutta la loro storia passata ed il sentimento di esser chiamati a nuovi destini ,dalla importanza lor0 e da quella che loro veni va per la posÌzioue del loro paese. La parte presa dal Sommo Pon-

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LUIGI FEDERICO MENABH.EA .

LUlGI J!'l,DE(UCO MENABRE.\

tefice Pio IX negli av':enimenti di quei giorni dava_ impulso a larghe speranze ed indirizzo alle idee. Ma mentre per tutta l'Italia nianifestavasi un indeterminato sussulto, la mente calma e precisa degli uomini piemontesi richiamava gli Italiani alla vera interpretazione del problema. nazionale: riforme statutarie, governo largo e liberale, o governo indipendeì1te e con indirizzo moderno, tale insomma da riaprire le porte alla civiltà in I talia, non sa~ rebbero stati possibili senza prima affrontare la guerra contr<Y lo straniero. Ma la guerra scoppiò . rapida, imp.rovvisa, irruente prima che fossero approntati i mezzi per sostenerla e prima che gli Italiani, dissueti da lunghi secoli aÙe armi ed ai doveri ·che per esse incombono ad ogni cittadino verso · la patria, fossero educati a parteciparvi: in m0do utile ed effic~ce. La sommossa del Lombard~ -Veneto, eccitata d~lle voci deUa rivoluzione µ,vvenuta a Vienna e più ancora dal cambiamelilto di governo in Vienna avvenuto, il contraccolpo di questo cambiamento sulle autorità austriache .le quali avevano in mano il governo del regno Lombardo·V ~neto e per esso degl~ altri Stati italiani, la sorpres~ prodottasi nel ·presidio austriaco per la contemporanea commozione rivoluzionaria manifestatasi in ogni città, e la fède grandissima in un prossimo mutamento .nei cittadini del Lombardo-Veneto pr-evocarono la guerra del 1848. L' es6'l'cito I:?iemontese sces~ rapido ed impreparato al campo, e parve tardo alle impazienze di un popolo infiammabile, eccitato, e ign aro di quello chè fosse la guerra e delle esigenze · che l'accompagnavano; gl' Italiani ·accorsero in .m~n~r .numero di quanto fosse necessario e male apparecch1at1 mtellettualmente e materialmente alla grande impresa, cui si accingevano. Gli eserciti italiani, aU' infuori del piemontese, erano larve d'esercito, comandati da uomini incapaci, i quali dovettero essere suppliti all' inizio della ,g~:i,erra. Allora. il Durando, piemontese educato alle guerre · d1 Spagna e d1 Portogallo, era stato chiamato al comando . d-eU'esercito pontificio.

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In queste circostanze, ed era sulla fine d~ m~~·~o çlel 1848: ' il Menabrea ebbe una missione nei ducati d1 Parma e d1 Modena; i cui principi si erano allontanati, ed i cui popoli , a vevano proclamato un governo ·p rovvisorio in attesa che fossero chiarite le idee circa le forme politiche definitive da · dare al paese in seguito ai 11uovi avvenimenti, ed avevano inviato le forze~militari regolari e volontarie oltre Po per partecipare alla guerra cl' indipendenza iniziata co1~tro l'esercito austriaco. Un istinto profondo faceva nel pnmo momento intravedere agli Italiani la necessità di unirsi in un soì fascio attorno al Piemonte, l'unico Stato militare, e veramente forte ed inp.ipendente della penisola; lo stesso istinto che da Balbo er~ stato riassunto ed espresso nella sua formola politica. II Menabrea ebbe incari~o..di por~i , d'accordo colle autorità dei nuovi gover:p.i stabiliti provvisoriamente nei Ducati, per ottenere il passaggio per essi di un corpo di truppe piemontesi destinato a servire. come nucleo alle forze locali ed a cooperare alla guerra nazionale. In al~re parole volevasi . la libertà di agire militarmen.t~ . contro i nemici ancl)J'l per la sponda destra del Po. Le vicende in mezzo alle quali era scoppiata la guerr~.fecero invece che si svolgesse 'a traverso la Lombardia: il concetto che aveva ispirato la missione del Menabrea fu ma1 tradotto dai aovernanti in mezzo alla rettorica che offuscava le menti l~ro ignare della vita prntici1. e piene di teorie sovr'essa : le passioni impedirono che durasse quel mo~~nto di· concordia prodotta dalla chiara e momentanea visione di un grande interesse comune. La mission: del Menabrea avvenuta nei primi giorni di aprile raggrnnse lo scopo, ma quando· si tratto di averne un risultato, es~a nc,n gi~v~ che a facilitare l'. invio di uu battaglione dei granatieri piemontesi à Modena, giuntovi il 23 di aprile col ~ro_posit~ di dare forza al governo provvisorio contro ·1e pass10m degli esagerati che già vi si agitavano_. . . di· Le vicende italiane del 1848 sistemate m_ una spe01e rigido quadro nel quale ·furono incastrate da una specie di transazione avvenata tra i varii partiti, sono ancora mal

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LUJGI F E DERICO lfENAllREA

1

~ote_ e p~g_gio comprese, e siccome presso di nòi le pass10n1 . politiche esercitano una influenza gravissima sulla condotta della guerra e ne hanno sempre dannosamente perturbato il regolare andamento, sarà necessario che una buona volta si venga a studiare ·d·i nuovo nella lol'o interez~a , qu~ll~ vicend~. Sarà quella la più grande riparazione agli ~~onum che ded10arono la vita e l'animo loro alla guerra per l mdipendenza nazionale.

L' u~timo atto nella vita pubblica fu per il Menabrea ~ramai maturo di armi, l'ambasceria di Francia affidatagli 1 11 . novembre 1882, per sostituire il generale Cialdin · dopo gli affari di Tunisi. Egli la tenne per dieci anni fin~ . al 28 a?r_ìl_e 1~92 cercando d i calmare le passioni che. tengono d1v1s1 gh animi tra i due paesi. Tra !a prima e ultima missione affidata al Menabrea corre un penodo di storia memoranda per Fitalia. In essa il Me nabrea occupò di tempo in telllpo uno dei posti principali. Deputato alla.' l • legislatura del Parlamento subalpino · . 1 . ' 1 suor e ettor1 gli furono fedeli finchè per la cessione della Savoi~ alla. ·Francia, avvenuta nel 1860, avendo il Menabrea preferito la n~zionalità italiana alla francese t=1gli passò dalla Camera elettiva alla vitiJ,lizia il 26 febbraio 1860 1) · · · ·i . . . .~ opo 1 pr.1m1 s anc1 del 1848 egh erasi equilibrato sugli scanni di des~ra con tendenze conserv3;tiv~, sia che gli eccessi avvenuti sul. cadere del 1848 l'avessero fatto concepire il timore che la licenza non prendesse il sopravvento sulla vera liber~à,_ sia che il carattere, il temperamento e le relazioni so01a~1 lo rattenessero dall'approvare la larghezza di discuss10ne e le demolizioni del passato sopravvivente. Q uan d o . 11 Par~amento subalpino cancellò il privilegio mantenuto per ~li ecclesiastici di essere giudicat1 da un loro tribunale speciale, come avveniva fino dal Medio evo il Me b. ·r . , na 1 ea, · d d re e mamrestamente 11 voto contrario alla abolizione. po· nendo qualche ostentazione nel votaré. Questo contegt~o lo·

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LUIGI FED ERICO lllBNAllREA

rese incompatibile colla carica di primo ufficiale Del mini· stero dee-li esteri che egli tene:va dal 23 settembre 1848 e lo indus:e a dimettersi da quell'ufficio il 14 marzo 1850. Di quell'epoca gli rimase la ·nomea di retrivo alle libe~tà, ma ciò non o·li impedì dall'essere ministro della manna del regno d'Italia il 12 gennaio 1861 nel gabinetto formato · dal Ricasoli alla morte del Cavour e durato fino marz~ 1862, e dei lavori pubblici in quello formato d·~l Mrngh_ett~ 1'8 dicembre 1862 /e caduto iµ segriito alle dnnostraz10m avvenute in Torino per coufo10colpo della Convenzione detta di settembre, e conclusa colla Francia per il ritir~ delle truppe francesi df:L Roma e per il trasloco della capitale a Firenze. Infine al Meuabrea fo affidato il Governo,_ co'.n~ presidente del consiglio dei ministri e mi~1istr~ degl_1 a:tfa_n esteri il 27 ottobre 1867/ quando il tentativo nvoluz10nar10 per entrare in Roma finiva c,o lla tragedi~ di Me~tana; ed egli lo tenne fino al 7 maggi'o 18G~ trascman~olo m mez~? a grandi difficoltà, di ordinamento mterno, _rese ~~c~ra p1~ gravi dalla acrimonia con cui si assal~ vano 1 part1t1, 1 q uah negli atti loro rasentavano la tragedia: . Tanto la · parte politica quanto la d1plomat10a avuta dal / lvlenabrea negli alti uffici da lui tenuti, sfuggono alle. n~stre considerazioni, e un solo obbligo oe ne viene, quello d1 01tare la notevole influenza esercitata quando si trattò della grande opera che fu il traforo _del ?e~isio, . assn~t~ con coraggio grandissimo e fede nei suoi fntun destrm da~ ·, piccolo Stato del Piemonte, e ?ondotta a fi.ne con mezzi miovi nella meccanica e nella scienza. Con quella del . Pa· leocapa l'autorevole parola del :M:enabrea e ,.la su~ r~pnta- · zione nella scienza delle matematiche e dell mgegnena, valsero assai a raccogliere nel · Parlamento subalpino i voti per il compimen,to del gigantesco lavoro.

a!

' Nel paese in cni ebbe fama di ingegnere militare ~ospict1~ il Bertola non maravigliò che il Menabreavenendo dai ?anclu dell'Università avesse le spalline di tenente del gemo dll,l . re Carlo Alberto il 26 rnàrzo 1833, per suggerimento del


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LUIGI FE DE RI CO ME.NA BR EA

LUIGI FEDERICO M.6~A8RE A

celebre matematico .P lana, che lo ebbe, più che scolaro, collaboratore in telligentissin:io. P ercorse la carriera militarè, durata per 59 anni fino al 28 aprile 1892. quando fu collocato in disponibilità, tutta nel genio: capitano il 13 marzo 1839, ' maggior e il 26 agosto 1848, colonnello il 10 agosto 1849, maggior generale il 22 aprile 1859, luogotenent e generale il 7 settembre 1860. E ra stato professore d i costruzioni e di geometria applicata nella R.Università di Torino dal 30 maggio 1846. Appar tenne sempre dal 5 gennaio 1849 al consig lio superiore del genio, comunque sia cambiato il nome, e siano state modificate le funzioni d i questo supremo corpo consult ivo dell'esercito, e ne ebbe la pr esidenza fino dal 21 febbraio 1861.. Nelle campagne di g uerra del 1859, del 1860 e 61 e del 1866 tenne il comando superiore del genio presso l'esercito combattente la direzione dei lavori d'assedio che si r esero necessari. Per un momento, qualche tempo prima del 1848, il re Carlo Alberço aveva pensato di far . riattare le fortificazioni di A.lessandria. Deve coincidere con quel divisamento un piano del Menabrea corrispondente a quello scopo. P oi non se ne fece più nulla, sia per scarsità di mezzi, sia per impedimenti che vi sollevarono gli aderenti alla politic'a austriaca. ll Menabrea concorse a perfezionar e il sistema. difensivo del Piemonte basato sulle colline di Valenza ed avendo sui lati le for tezze di Alessandria e Casale. In quella posizione di fianco l'esercito piemontese poteva vantaggiosamente radu-. narsi coperto dal Po e dal T anaro ed attender vi rinforzi stranieri. Il primo per iodo della campagna del 1859, e le esitazioni del generale Giula.y, comandante dell'esercito austriaco che aveva in::1aso il Piemonte, giustificarono la bontà della posizione scelta. Essa però rendeva pericolosa, ma non imp,.ediva, una sorpresa della capitale: d'altra parte il difendere la lunga linea de!la Sesia o della Dora Baltea era impresa superiore a lle forze piemontesi. 'f nttavia si poteva approfittare e giovarsi anzi del terreno interposto ai due fiumi e soggetto alle inondazioni per rendere lenta ed imbrogliata la marcia dell'avversario su T orino, la quale avrebbe d ovuto essere ful-

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roinea se voleva raggiungere lo scopo della guerra. Vi provvide un esteso sist:ema di for tificazioni impro:7visate lungo il ciglione destro della Dòra Baltea ed appoggiate da una parte all'anfiteatro morenico d'Ivrea e dall'altr~ al P o: Fu merito del M.enabrea l'averle studiate, per una distesa d1 40 chilometr i e fatte eseguire in pochi giorni sul finire dell'aprile 1859. Rotti gli argini dei canali ~he si staccano d~la ' D ora, fu procacciata un'ampia innondaz1one per 450 clnl~ro~tri di terreno ad ostàcolo degli afforzamenti, e col taglio delle strade fu reso mal praticabile il territorio fra la Sesia e la Dora. Erano tempi in cui il sacrificio per la grandezza della patria pareva cosa lieve : gl i abitanti concorsero con febbrile entusiasmo all'ingente lavorio che ridondava a nocumento dei loro interessi. Alcune ricognizioni austr iache mandat~ innanzi per accertarsi dello stato in cui erano le strade le trovarono tagliate per 110 volte tra Vercelli e S. Germano, e una trentina d i volte tra S . Germano e S anthià. ed altrettante t ra S . Ger mano a T ronzano. Lo zelo dei fonzionari e dei soldati, i sacrific i dei cittadini furono compensati, T orino fu salva. Essa era considerata dagli I taliani come il san tuario del pensiero nazio~ale . . P ar ecchi anni dopo il r e Vittor io Emanuele per n men tare l'ufficiale ciel genio pe~ i servizi resi alla patria ed alla dinastia, volle r icordare quei bei giorni del 59 pieni d i speranze e di entusiasmo, e nominò il Menabrea marchese di Valdora, cioè dei luoghi in cui le difese da lui apprestat~ ~vev~n? potentemente concorso, in una col fermo volere de1 cittad1n1, ad arrestar e il nemico. 'f

* *

L a C;onvenzione di V illafranca non interrompeva. l'impulso del movimento unitario svilup~atosi gigantesco i~ · Italia t ra il 185~ ed il 1860, ma lasciava mal r egolato 11 confine tra il n uovo r egno e la mona:chia a~st~ia~ E sso era segnato dal Mincio e dal P o e gli Austnaci, ~ ~no un piede oltre questo fìn1:11e colla, testa di pontyli B or~e,

...


LUICH ·FEDERlCO MENAB~EA

LUIGr FEDERICO · MENABREA

forte. Vi fu provvisto alla meglio costruendo sotto la cli.,. rezioue del .l\fonabrea le fortificazioni . di Bologna · ecl au~ mentando quelle di Piacenza. Così pareva di avere assicurato le spal!e all'esercito italiano che 'passando sopra . ai soldati raccolti clal Papa nelle Marche e nell'Umbria accorrevano sotto Capua a completare e4 assodare la vittoria dei volontari di Garibaldi. Sforzo cli artiglierie e slancio dei soldati vennero rapidamente a capo dei forti ' ond'era cinta A.nèona, senza rendere necessario t1'oppo studio da parte della direzione dell'assedio. Invece a Capua il Menabrea, già generale, fu insignito della medaglia d'oro al valor militare per essersi aggirato nei punti più pericolosi e più battuti, e la presa di Gaeta fu in gran parte dovuta alla intelligente opera di quel generale. Rimanevano due gravi impegni: la sistemazione 'militare del nuovo regno e la guerra per l'occupazione del Veneto. Il Piemonte, raccogliendo il pensiero napoleonico, aveva . per impulso speciale del Cavour, gettate le basi di un grande centro di potenza militare nel golfo detla Sp~zia. Gli uomini di allora provvedevano alle esigenze dei tempi loro cogli sguardi fisi nell'avvenire che si levava luminoso e preciso innanzi a loro. Perciò i rappresentanti del Pie:rnor..te, ispirati dal Oayonr, concepirono la sistemazione del porto di Spezia come se dovesse già divenire quello che fu piùtardi il punto di appoggio ed il luogo di riparo di una flotta. italiana. Il nuovo-Fegno d'Italia continuò l'opera cominciata dal Piemonte, e il 'Menabrea ministro della marina si propose come còmpito principale quello di creare· un arsenale marittimo, che è quello esistente oggi alla Spezia. La campagna del 1866 chiuse la vita prettamente militare del Menabrea; poi ne fu distolto dalla politica e dalla diplomazia. Alla, vigilia delle ostilità , furono · eretti alcuni forti intorno a Cremona ed a Pizzighettone in modo da assicurare la base delJe operazioni contro il ,Mincio, e da proteggere in caso di rovescio la ritirata. Per poco non fu necessario di adoperare queste fortificazioni, e forse è il caso di chiedere se il pensiero troppo ca\1teloso non abbia fin

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cl'allorà dato un appiglio alla inesplicabile ritirata dell'esercito italiano dal Mincio all'OgUo dopo la giornata di Ou.stòza. ·Rientra nell'ordine degli studi speciali l'opera prestata dal geniò durante la campagna del 1866 sotto la direzione del Menabrea, per assicurare i passaggi del Mincio, per riattare le strade, ovunque rotte del Veneto, per afforzare il Polesine. Chiusa quella campagna, il Menabrea ebbe incarico di recarsi a Vienna per ultimare le trattative 's ovra alcuni punti assai delicati e venire alla conclusione definitiva della pace. Il 4 novembre 1866 al generale Menabrea toccò l'a,lto onore di presentare al Re Vittorio Emanuele la storica corona ferrea, che gli austriaci avevano portato a Vienna, e che come un fatidico simbolo da mille anm e più. indica il dominio sul!' Italia. 'I-

* * Il Menabrea è così descritto riferendosi al 1859: era allora un elegante cayaliere, di modi garbati, di parola accorta e gentile, pieno di vivace ingegnosità nella conversazione, di squisita galanteria colle dame, di osséquenza dignitosa .verso i potenti, di superba indifferenza per i . meno di lui. Pallido, anzi terreo di carnagione, occhi scuri, miopi che teneva abitualmente f,,Occhiusi, labbro sarcastico, , ~oce bassa, portamento più da . diplomatico che da militare, . ingegno più. accorto che ,potente, carattere ambizioso, il Menabrea toccò i più alti onori e distinzioni, coprì le più. alte cariche, ma negli avvenimenti politici non giunse mai a sostenere la parte principale (1). Questo ritratto alquanto severo, dovnto all'esimio raccoglitore dei ricordi di tempi sacri per Ja nostra, storia, descrive l'uomo di tìtato, il· diplo~atico e l'uomo di governo, e forse rammenta le antipatie troppo vivaci dei partiti politici. Altro era il militare, e così lo descrive con orn:ata parola il presidente del Senato, (l ) B ER~EZIO . -

Vita di Vittorio Emanuele II.


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L\J IG i F E DE RICO MENAUREA

F arini, che r ebbe superiore immedia to nei suoi anni giovanili, quando apparteneva all'esercito: nessun sussiego, n essuna alterigia a qualsiasi altezza poggiasse, mai superbo o men cortese : i suoi allievi, i sn.oi ufficiali di una volta trattò sempre da a.miei. L e sottigliezze, le astruserie scien tifiche non lo dilungaron~ mai dalla chiara visione della realtà : i pr econcetti che a volte offuscano i tecnici e svia no gli specialisti, non gli fecero mai ombra. La serietà, il r etto criterio, l'opinare temperato, l'eccellente ingegno, dalla squisita affabilità, dalla dolcezza nativa erano completati ed ::!.bbelliti. Com~ ufficiale, fra i rigori del verno, sul suolo coperto di neve, fu veduto a Bologna indicare la postura delle difese, stabilire i tracciati e i profili, calcolarne il costo !:l il t empo. , · Non paia temerità se allo scultorio ritratto fatto da così egregio personaggio aggiungonsi poche righe. Per la versat ilità dell'ingegno il Mena brea, e per la molteplicità e varietà dei servig i r esi alla patria, rammenta gli uomini del nostro Cinquecento e porta l' impronta del genio italiano. Nell'arte dell' ingegneria militare non segnò alqun nuovo progresso, non intravide nuove vie : non è da t utt i l'arrivare alle cime della vera grandezza, e nelle rapide trasformazioni dei mezzi di guerra che allora cominciavano a designarsi, non era facile il veder e orizzonti che ancora adesso sono assai indecisi e confusi. rruttavia dei mezzi che erano. allora a disposizione dell'arte militare, il Menabrea seppe servirsi assai bene per lascia.re una bella pagina di storia poliorcetica, quando essa descrive il contrastato assedio di Gaeta..

NOTIZIE . MILITARI ESTERE

FRANCIA.

C1Lrnbi di guarnig,ione. - Dopo le grandi manovre d'autunno a,vverranno i seguenti cambi di guarnigione e mutamenti organici fra le truppe dislocate nelia 6a regione : 1. o) Lo stato maggiore della ;ja brigata di fanteria ed il grosso del :l 20° e '1280 reggimento di fanteria, si. recheranno a yer?un. . . . 9:?o) Il grosso del i48° reggimento f~ntena s1 .trasfe'.·1ra a Sedan, il grosso del :1470 reggimento a Givet. Questi due regg1men~1 saranno aggre"ati alla ,t23 divisione di fanteria e formeranno la 243 .bngata, con stanza t> a Sedan. , 30) I reggimenti di fanteria dislocati a Chalons ~d a B.ar-1~-Duc, faranno parte della 40a divisione e formeranno la 79a brigat:i, 11 cui comando risiederà a Chalons. . 4•) Dal '1 • ottobre, il '19° battaglione di cacciatori a piedi sarà a~gregato alla 83a brigata di fanteria, in vece· che alla 8:la, dove trovasi attualmente. Le perclite al Madagascai·. - Sono state pubblic.ate n~o.ve tabelle aggiuntive e riepilogative circa le perdi te ~el. corpo d1 syed1z10n~ al Mada-. gascar, per cura del generale Billot._Vi s1. f~ menzione d~lla mor.te d1 ·1038 conducenti di quella di 3(17 nmpatr1at1, avven.uta m .seguito a malattie contratte durante la campagna. li complesso del.le cifre comunicate in precedenza dal ministro Cavaignac resta cosi modificato :

70 -

AX:-<O

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

NO.T IZIE )IILITA RI ESTERE

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MORTI

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-ROMANIA. Dispersi, TOTAL E

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I

Corpo di spedizione

-

Ufficiali o assimilati 220° reggimento. fanteria lt0° battaglione cacciatori Reggimento d'Algeria Cacciatori d' Af'rica . 38° reggimento artiglieria Operai d'artiglieria. Artipzieri Compagnia del genio 30° squadrone treno Aiutfinti di stato-maggiore , 308 sezione commissarialo . 30• sezione fanteria Gendarmeria .

I

29 789

-

118 48 35

2 82 27 26

'6

5

28

-

20

4

8

4

430

-.

492 28 298 '14·

-

-

309

50

25

203

31

H

2

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-

67 ~l2

18

9

1

5

--- -

350

Truppe della marina

Reggimento coloniale. Conducen ti cabili Conducenti indigeni

T otale generale delle perdite

5

35 1018 50G ,591 39 351

-

134

2

41

4

5 2

684

47

32

·10

10 85

-

3 2

387 - 250

1

3 92

,1

104

~

.54·17

2a. Divisione Craiova.

9

7ì2

2.

-

3a brigata - Craiova. 4° brigata -

. I RRegg. ~olRi, n. 1, a_ Crai~ va. C l l egg. z0 omanaz1, n. 1 9, a araca .

SlatiM . . ~ RRegg. y011 , n. 3, \ Slat::a . ~ egg. a1cea, n. .:.,.a ra 1cea. II ConPo n'.rnMA·1:A a Bucarest.

3a Divisione 1'ir,goviste. 5a brigata - Pitesci . . I Regg. MArges,I D. (\oa PitcescLi. l Regg. usce, n. ,> , a . img. .· r·.1:19ormte . . RReg.g. 3° Dombol'itza, n. 22, a Tir,qoviste. · 6• bugata · . . egg. Radu N , egru, n. 98 - a p itesci. (i.• Divisione Biicarest.

i

577 148 47

-

7a brigata -

Giur9iu.

Sa brigata - Btbcarest 309 1038

157 ---;: --2-

11600

·554 - 347 /--;- - 5592 ·

1403

=--=1=1=

) Regg. Vlasca; n. 5, a Giurgiu.

· I Regg. Tleocman, n. 20, a Twrn;-M.a,gurele:

i Hegg. (l,o Hgor, n. 21, Bucarest. · l Regg. Mihain-\'itezu, n. 6, a Bucarest.

IHConT>~ J.i'.rnMATA a Galaz.

56

1149-

1

, i

10

- -

8 1

-

-

i• brigata_ SeDerin . . ~ RRegg. C1. 0 Mfehadin zi , n. C'17, a Sever-in. l egg. a1a at, n. 31,1 a alafat. Regg. Gori, n. 18, a Ti1·git Jin. 2a brigat.a - Tirgu Jin . , Regg. Rovine, D. 26, a eraiova.

;)

- -= = 147

la Di visione Severin.

26

-

220!00 25

287 806 56

38

~J -

35

Corpi e truppe indigene

i

ConPo n' ARMATA a Craiova.

-

'

509

29

6

6

2767

13° reggimento fanteria marina . 2° r.e ggimenlo artiglier ia ' . corpo equipaggi.

Ripartizione e dislocazione delta fantel'ùi. - Il llfonitorul Ostei, n. 18, \ !896, dà il riparto dei corpi d'armata e la dislocazione delle ·truppe di fanteria nel modo seguente:

patria

5• Divisione Buzezi.

z,

. \ RRegg. ~1:ahova, n. apP,lofescf. Ì egg. 1,11rCfa, n. 3..:., a ioiesci. . . fOa bri3ata - Buzezi . . (, Regg. !uzeu , n: 8, a B~uzeii. l Ì Regg. -0° 1a1orrnza, n. :z3, a 0a arasc,.

9a brigata - Ploiesci.


1070

6a Divisione Focsani.

H&·brigata - Focsani.

IV

. ~ RRegg. Putna, n. '10, a Focsani. . Ì egg. Ramuicu-Sarat. n. 9, a Ra1nnit11r.$arat~. . \ RRegg. Siret, n. H, a Galaz. · Ì egg. 60 Tecuciu, n. 24, a Tecucìu..

Jassi. 7° Divisione Roman.

13a brigata _ Berlad . . \ RRegg. Cante'mir, n. 12, a Berlad. l egg. 7° Rr,cova, n. 25, a Vasfain. l4a brigata - Ro'.in(l;n . . . I\ Regg. Roman, n. 14, a Roman. Regg. S~efan-cel-1\fare, n. 13, a Jassi. 8• Divisione Balosciam. ,usa brigata - Bacau. . { l{egg. Bacau, n. 27, a Bacati. · i Regg. Reshoieni, n. 15, a Piatra. 16• brigata - Falticen·i . I RRegg. Suceava, n. '16, a Falticeni. l egg. VIII Dragos, n. 29, a Dorohoìn. DrvtsIONE ATTll"A ~ Consta.nza. Regg. Tulcea, n. 33, . a Tnlcea Regg ..Constania., n. 34, . a Constanza.

L. 41,289,'160

L. 41,289,160 » 400,000 » 40,000 l) 30,000 » '150,000 » 500,000

Totale

L. 42,.iOH,160

Effettivi bilanciati (1896-97) . .- Dallo stesso giornale militarn si tolgono i seguenti dati sugli effettivi organici stabiliti dal bilancio 1896-t/7. CAVALLI

UOM IN I S ERV I ZI

I 58199

-

s[

53

53

Stato maggiore dell' esercito. . . . . · 1 25i 11 1 -

.J

15

15

(5

11

11

4'1

3

3

Am,ministraz. centrale .

Stato maggiore del Re .

- 'I

61 _ : -

1t

21! 13: -

Giustizia militare.

J}ilancio 1896-97. - Il Monitorul Ostei, n. Ì9, del corrente anµo pubblica il seguente riparto delle somme stanziate pel bilancio dfllla· 0o-uerra per l'esercizfo 1896-97: · · · · Amministrazione centrale . L. 8;56,560 Stato maggiore dell'esercito e stato maggiore del Re 475,288 Giustizia militare . . . . '. . . . . . . » 262,530 Scuole » 1,iM,400 Stati maggiori dei corpi d'armata e delle divisioni. » '1;954,000 Corpi di truppa . » 2·1,070,900 Stabilimenti e operai d'artiglieria . , 678,700 Stabilimenti e truppe d'amministrazione . » 479/J:00 Servizi e truppe ,sanitàrie » 1,095,582 Flottigiia . » 1.,455,800 Equipaggiamento delle truppe » 5,5!'.H,000 . l\lateriale d'artiglieria, del genio e da pompieri . » 1.,355,000 Riscaldamento e illuminazioni . » 860,000 Rimonta e foraggi . » 4,04-1;000

Ripoi·to Missioni, ricognizioni e viaggi . Soldo di .disponibilità e di riforma. Co~centramenti di truppa Processi, ~cc. Trasporti militari _.

C oRPO n ' AR~tATA a

A riportarsi

1071

NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE nILITARI ESTERE

45!

i

' J1l -

Stabilimenti di pena. .i

Scuole

Stati maggiori dei corpi , d'armata e della divisione

I I

i

1 -

495

193

193

14,805 15,274

498 12,63'7 13,135

Artiglieria

1s2

Pompieri.

23

2

Truppe d' amministraz.

56

3 - 1 1,135

Servizio d'ospedale

8sll M 1. 52

168

1

,) - [ 9,066

- l

-I

960

9,5os\ 127

3,764

1,191

9851 23

444

467

1,194, -

s10

1,0141

10

-

10

_ _ __ 1 3,297;372°887·11'i,5ss'122,1411,1s1 17,1s1 18,662

115

TOTALE.

100

10

469

Flottiglia

60

168

Cavalleria

76 1

316

2,820

Fanteria .

~I -

27"6

85,232 86,774

1533

I

40

2,719

9 -

56

6551 1,603

159

268 68 -

100

Genio.

-

I 92 21 835

1

1

1

I

1

1,914

2,165

I

,


1072

N01'IZIE MILITARI ESTERE

Corpi 'di t·11ippa secondo il bilancio 18:J6-97. - li riparto della forza bilanciata (esercizio 1896-97) ò il seguente (ilfonitorul 'Ostei, n. 19): F(tnteria: 34 reggimenti fanteria di 'linea (dorobanzi) su 3 battaglioni (1 permanente e 2 a scambi) e 1 plotone fuori rango; 6 battaglioni cacciatori su 4 compagnie e '1 plotone fuori rango; 2 compagnie gendarmi ai pi~di (di Bucarest e lassi). Cavalleria: 6 reggimenti di « roscion » (cavallen:a pe1wianentè) ciascuno su 4 squadi'oni permanenti; 2 reggimenti calarasci detti permanenti ciascuno su 4 squadroni ' ~ permanenti e 1 squadrone a scambi e i plotone fuori rango; ~g 8 reggim~nli calarasci ciascuno su 4 squadronì a scambi (uno ] ~ dei quali col qùadro permanente) e i plotone fuori rango; ~ ~ 1 reggimento calarnsci della Dobrogia su 2 squadroni per ma- 8 J:: nenti e 2 a scambi e i plotone fuori rango; , ~ 3 squadroni gendarmi a cavallo (una divisione di Bucarjlst di 2 squadroni e 1 squadrone di lassi; , 4 squadroni del treno ('1 ° Cr11iova, 2° Bucarest, 3° Galaz-Costa'Ìlza, 4° lassi). Artiglieria: 4 reggimenti d'artiglieria cli corpo d'armata (i o, ~o, 30 e 40), ciascuno su una batteria a cavallo e 6, a piedi (al 2° reggimento è inoltre addetta una batteria da montagna); . ' . 8 reggimenti d'artiglieria divisionale, 4 su 5 batterie a piedi e 1 plotone_ fuori rango (5°, 6°, 7° e H 0), e 4 su 6 batterie a piedi e i plotone fuori rango (80, 9°, :IO• é 120); 2 reggimenti d'artiglieria da fortezza ciascuno di '10 compagnie ed 1 plotone fuori rango. (l O reggimento per ,le piazze Focsani, Galaz, Namoleasa, 2° reggimento Chilia); 2i sezioni pompieri; ,1 compagnia operai della direzione pirotecnica; i. » » deJl'arsenale di costruzione; 1 dei depositi cli munizione; 2 drappelli dei polverifici d1 Laculette e Dudesci. Genio : 2 reggimenti, ciascuno di tre battaglioni (su 4 compagnie) e 1 compagnia fuori rango. 1'ruppe d'amministrà~ione: 5 compagnie d'amministrazione; 5 compagnie di sussistenza. Tnippe di S(l;nità: 4 compagnie di sanità. Flottiglùi: ·l divisione di equipaggi marittimi; 1 divisione di equipaggi del Danubio; Deposito e scuola deHa flottiglia. 1

NOTIZIE MILIT.UU ESTERE

1Q73

RUSSIA.

Regolamento di esercizi per la cavaltei·ia. - 11 regolamento di manovra per la cavalleria russa è diventato .argomento di una serie di modifìcazioni numerose e di grande rilievo. I principali punti raccornand&ti al· l'attenzione della commissione incaricata della revisione dei precedenti regolamenti erano: · , · Adottare per la cavalleria un'andatura speciale da combattimento, detta galoppo di campagna. Procedimenti per as~icurare la raccolta dei cavalieri dopo la carica. Comando di movimento a mezzo di segni convenzionali e sull'esempio del capo. Adozione di un nuovo tipo 'di form1:1zione per l,a carica contro fanteria ed artiglieria. Perfezionamento del!' istruzione per il maneggio dell'arme. Le andature adottate dal nuovo regolamento sono : Il passo che' resta regolato da cinque a sei -werste all'ora (una wersta è .eguale a 1,067 m. in '10 o 12 minuti). · Il trotto senza cambiamento - rn werste all'ora. li galoppo di mane,qgio - ·12 werste all'ora per l'istruzione· del cavaliere e del suo cavallo. Il gàloppo - 16 werste all'ora per effettuare cambiamenti di fornhzione. JJ goloppo di ccmipagna (nuova an.datura) - 24 werste all'ora ('l,067 m. in 2 minuti e mezzo) per manovrare in presenza del nemico e percorrere, prima della carica, degli spazi battuti dal fuoco ·di ~anteria e artiglieria. Questa andatura, dice il regolamento, permette di trarre sicuro par_tito <!alla principale virtù della cavalleria che è la veloci\à. Essa le assicul'a : un notevole vantaggio di tempo, tuttavia pennettendo, malgrado la sua grande velocità, <l'i serbar la truppa ordinata e compatta nelle mani del proprio comandante.


1074

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

1075

La marine française.

RIVISTA DEI PERIODICI !IIILITARI .

N. 37, 10 maggLo 1896. -; L,1flo_tte milit(tl'i. Rivistà di fanteria.

1': l'argomento continuo che affatica e Jivide i due campi degli scrit'tori marinareschi: grosse navi corazzate, o incrociatori 11eloci, provvisti di artiglierie· a Liro celere ed a possenti e, plosi vi. L'Ammiraglio Aube fu il primo che, sull'esempio squadra di Boulogne, cont.ro la quale dovette cedere lo stesso Nelson, abbia tentato di ricon·dune la marina da guerra francese sulla via che le era stata tracciata ~fall'ammiraglio · Jurien de la Gravière. . Questi scriveva: Con tutte le forze nostre, dobbiamo tendere a due scopi paralleli e convergenti: accrescere il raggio d'azione efficace della' floua e diminuire, per quanto è possibile, la sua pèscagione. Ogni scoperta che ci avvicini a questi scopi, ogni novità che minacci i colossi e t<mda ad emancipar gli inserti, è un prog1·esso <lei quale la marina francese non se ne impadronid1 mai abbastanza presto....... Il Gabriel Charmes; fu il primo campione della specie. Dopo dieci anni dalla sua costi-uzione, la Frai1cia marinaresca d'oggidì segna un ritorno all'ap, plicazione dei principi dei quali fu fervente e dotto apostolo I' Aube. La recente guerra fra Giappone e Cina ha permesso al suo partito-di risollevare il capo, e di agire in nome delle predicate teorìe, battezzate dalla fortunata pratica di guerra. ..

N.' 4, 30 aprile 1896. - La milizia a'· dì nostri.

'?

D~~o, Ri~iiembr~nze d~ guerra che ci' avevano fatto rivivere nella bellezza d altn tempi, ravvivando alte e fol'ti speranze 1·1· t t , • J c C . . , , .enen e gene1a e. _ARI.O ònsr pubblica nella R. di Ji. questo suo studio sulla m·1·· · d • ,, • • T, 1 1zia e ::,!Ornit ndolsl~~·1·1· ., argo~ento è bello e variamente dibattuto: perciò la paro a e. , I ustre scrittore serve d'anali~i di '~in't'es1• e d'I grn · d' · · ,· • . . - ' !ZIO m:;1eme, atte:;o con anuno nverente, mtomo a materia così fresca di vita nova. ~a' _mi~i_zia dei giorni ~~stri deve agevolare i_l trapasso dal passato ali anenue, ed esser pres1d10 a che la libertà non tra'mod' · 1· · 'E a d :; 1 m 1cenza. ss eve essere stru mento di conservazione e di prooresso d · · fatt b"t d''<l ·1· . e , e m COSJ · o a~ 1o 1 e~ m1 1z111 significa non solamente ordine, ma necessità e provvidenza. Cosi prelude l'autore all'alto :iro-o·ment·o e s· · I· d ·: .. ' ' e I rie 11e e. Q. ua I1. serv17:1 p_otto rendere la milizia nell'avvenire ai singoli Stati, alle smgole naz10m, alla società? Quali nuove fortune buone • · li , o cat1.1ve, poira e _a pr?curar~ a questa o~ a quella potenza? Come sopporterà le prove dell' avvemre. questa e cosi · · poco . · odierna . milizia, così eoio-antesca 0 ? L autore v, nsponde , compatta smgolarmente ·· dalle 1.I·spost" · · , J ncav1amo . . . aIcun1 afor1sm1 che stanno là come il succo dell'intera di·s , · U d· CU:;SJOne. _:10 e1 ~aratteri singolari della_ milizia odierna, è l~vorare e fati-· deci'de .care per I . anm, • .a, fine di preparar bene un'opera brevissimae che ~I m poc n g10rn1. · Edu_care a.Ila guerra è il nostro compito, di quanti siamo capi rnìlitari maestn e guida della gioventù che si raccoglie sotto le bandiere. ' Nello svolgere l'educazione dell'intelletto intendiamo innanzi tutto . a temprare il ciiratte1:e, cioè a_d ingrandire lo spirito, supremo bis~gno di ' questa nostra professione, sempre,·ed ora più che mai. Lo studio sarà coniinuato. ·

La guerra terrestre e la 1iavale. - Appunti. Il 4° battagli:one di fanteria d' A,ffrica. Note ed appunti. - La forza media.dei reggimenti italiani nel !89.i. Varietà. - Le prime armi di Napoleone. - Cronaca. - Rassegna della stampa.

La squadra tedesca oll'Hel<ler. - Commandant Z. L'ordina.mento del gmn comando. È un breve e succintq_ disegno della. gerarchia del comando militare in Germania ed in Francia: ne è autore il deputato conte di TnitvENEuc. La vita, parlamentare francese ha possenti attrattive per l'esercito, e non mancano estrinsecazioni di quegli studi che fra noi sembrano monopolio della sola classe militare. Si .pMsi che in talune università di Francia e di Svizzera esistono cattedre per l'insegnamento generale delle m~terie militari, e persino delle speciali per l'organica, la tattica, la strategia, la campagna frànco-prnssiana del 1870-71. ~I

Corrispondr.nz1i dell'anl!lniraglio Coubert. - Cronaca francese ed cstem. Navigazione e commerci esteri. - }Ilote da servire alla preparazione della gue1:ra d(i col'sa. - Svilup7Jo dei com·merci tedeschi nell'~stremo 01'iente. ·


t.

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RIVISTA , DEI PERIODICI MILITARI

.Revue du Cercle Milita.ire.

N· :19, 9 maggio 1896. - Settimana militare.

. Il nuov.o ministro della guerra, generale Billot. - Un motto arguto d1_un colonnello giapponese. Gli italùini nell'Eritrea. - Il libro Verde.

Ria~su'nto dei rapporti ed informazioni relativi agli avvenimenti della Coloma, dal combattimento di Amba Alagi a tutto aprile 1896. L'arte del comando. - Rifless ioni ed osservazioni. La guerra di Spagna dal 1808 al 1814. ·

RÌassu_nto delle iWémo.ires d'un a1~e-may"or sous le Premier Empire. Cronaca mil~!arefnancese ed estera. - Il movimento delle pensioni militari , dal ·l.8;)4, al ,1896. - Conferenze al circolo militare di'Parigi. Austria Ungheria. - Biciclette pieghP.yoli. ,. · · N. 20, '16 maggio 1896. - La .settimana militare. - La festa annuale p_er Giovanna d'Areo a Orléans. - L'armatura delia P1ilcelle. La pmna campa,qna inglese al 1}latabelelancl.

Campàgna_ del 1893, contro il re Lobeugula, allo scopo d'assicurare e protegger.e 1 possedimenti della Chat'lM'ell Compa,ny dell'Africa del Sud. L'arte. del comando. - Riflessioni ed osservazioni. Cronaca milita.re francese ed ~stera. - La medaglia per la campagna del l\lad~gascar ..- _Ge:manui ..- Il J~rogetto di trasformazione dei quarti mezz1-battaghom di fantena: · ltivista Marittiµi.a.

N. 5, maggio :1896 . ...,. I provvedimenti per la mari11a menxmtile. La legge 6 dicembre 1.885, che favoriva la nostra marina mercanti_le, concedendo, compensi alle cost~uzioni nav:ili e premi alla · navigazione, cessava d avere effetto con l anno 1895. Una nuova legge doveva succederle, che fu tolta in esame da apposita commissione, la cui relaziorie è di già resa di pubblica ragione. La R. Jl!f. ne esamina i termini riehi?mand.o l'attenzione sovr.a ~n problema d'interesse tanto capitai; per l avvemre della nostra flottiglia mercantile. Frattanto la vecchia legge l8~5 è tuttora prorogata.

RIVISTA DEI PERIODICI !IILlTARI

1077

I misuratori ii combustione applicati alle caldaie marine. Dete·Ì·mi11azione del tempo ·mediante l'osservazione deÌle stelle orarie nel vert:i-cale della Polare .

Metòdo per determinare il tempo o la correzione assoluta dell'orologio in una stazione volante servendosi del teodolite astronomico, rispetto la positura delle stelle orarie nel verticale della Polare. Sull'impiego delle artiglierie in mi' a.zione navale. - Impiego tattièo. Puntamento e.fuoco. La mar·ina da guerra nel granducato Mediceo . - Continuazione e fine.

L'ammiraglio Verrazzano. - Fine della marina medicèa. - Conelusione. L'importante studio del dottor CAMILLO :M~NFRONI è così terminato. Con la scorta di più importa.nti ,documenti di molti archivi, egli ha -cercato di rieostrurre l'istoria della marina granducale toscana, cli dimostrare come essa fosse soria per necessità di difesa e come venisse, a grado, scem::1ndo e consolidandosi,, me1:èè l'ene'rgia e la ·persevernnza di Cosimo I; che ~e ne servì comé di strumento per acquistar potenza e per soddisfare ai suoi desideri. Sotto l'indegno e linceo suo successore Francesco ,essa decadde, ma Ferdinando I la t.ras$e dalla vita ne· ghittosa, traendo partito di tempi propizi al risveglio delle cose marinaresche. Egli rivolse la flotta toscana a noaili e generosi scopi, pur non -0bliando giammai gli interessi commerciali dello Stato. Alla fine, dopo di lui, essendosi mutate le coudi7.ioni del Mediterraneo, la marina -medicea dovette a for.za scadere, tanto che, nello scorcio del x rn secolo, essa più non era che un arnese di lusso. L'autore ha dimostrato tutlo questo con accurata selezione di documenti e con giudizioso lavoto di critica. Generalmente l'istoria della marina mil_itare è stata sempre considerata quasi un ramo distaccato ed estraneo alla storia generale: il lavoro .del professor ì\Ianfroni si distacca da questa traccia, rieollocan<loÌa al .suo vero posto ne· fattori integrali della politica e della storia italiana del tempo. Lèttere al direttore . - La marina mercantile in Francia. - Informazioni e notizie. - 11forina mercant:ilt. _..:. industrie, commerci' e traffici marittimi. Notizie v<wie. - Le macchine delle navi da guerra inglesi. · Supplemento alla rivist<.i marittùna. - Maggio :l89fi. - Gli ordina.menti navali della Grecia. - Ordinamento politico. - Fondazione della marina. - Bilanci. - N·aviglio. - Reèlutamento. - Scuole. Stato degli ufficiali


1078

RIVISTA DEI PERIODICI MILI'I'.ARI ' ·

RIVISTA DEI PERIODI<:J MILITARI

Sembra all'articolista che tale metodo di studio mal si" convenga al carnttere dell'ésercito francese, e che trapiantarlo esso sia opera vana. Richiama piutlosto l'attenzione de'i camerati all'effic~cia di · u~ metod~ ·razionale di tattica, applicata alla caria, proponendosi lo svolgunento d1 un tema · di manovra.

Journal of the Royal United Service Institution.

in

N. 218, aprile 1896. Saggio giudicato meritevole della medaglia d'oro . al concorso navale indetto nello scorso aprile. È la conferenza del capitano .J. HoN::-rnR svolta nel tema seguente: In considerazione dei m·utamenti che hanno contribuito alla composizione delle squadre nel secolo nostro, quale sistema di formazione e distribuzione varrà meglio allo scopo di formare un corpo .proveto di ufficiali e truppa, in tutti i rami del servizio, sia nello stato di guerra come in quello di p:ice.

.Da Littzen 1t Baiitzen. - l\faggio i8'13. ~ Continuazione del carteggi9 inedito relativo alla campagna fra l'Irnperator~, il maresciallo Be1•thier, il duca di Reggio, il . generale Bertrand, Lauriston, ecc. · Studio sullci cavalleria avanti delle armate. - La guena russo·turca del 1877-78. [ nostri 1meri. ~ I vecchi reggimenti. - Riclielieu e la cavalleria stra· niera. - Usseri polacchi. - Usseri_ yngheresi. - Lor~ fama ..,,-:-- I.I 1lfercurio francese. - Il marchese d1 Lassay. - L~uvo_1s. - Et1m?· !011ia della parola ussero ,,_ ~toreri. - Compendio d1 vocabolano miÌitare. - Il padre ,Daniel. -;- istituzione della carie.a di colon· nello-generale. - Ordine d'anzianità dei reggimenti. ' Chi può risolvere lei questione delle rimonte? Una nuova opinione su,l puro san,que. . Notizie rnilita.ri francesi ed estere. - Germanùi. - :Manovre,dell'esercrto bavarese. - Stati Uniti. - Aumento dell'esercito. - .Russia. - La rimonta per l'anùo 1.895. - Svizzera. - Il colonnello Wille.

L(i tattica dell' (tvvenire.

Riassunto del tenente colonnello W. A. H. HAnE intorno all'opera del capitano Hoenig « Untersuclmngen iiber die Taktik der Zu/mn(t,. l'{ote navali .. - Descrizione e costruzione del nuovo incrocialore argentino Buenos-Aires. - Note militari. La mitragliera automatica Colt.. Le recenti modificazioni al meccanismo della mitragliera Colt hanno realizzati notevoli vantaggi di celerità e precisione di tiro. Gli ultimi esperimenti hanno infatti conseguito un mirabile successo ·nel principio del rinculo utilizzato. La leggereua della mitragliera la rendono specialmente adatta al servizio della cavalleria. La mitragliera, montata su treppiede, può essere trasportata da un soldato e può usarsi quale arma da rnmparo. - Gli Stati Uniti d'America hanno di recente acquistati 50 cannoni Colt.

Journal des sciences militaires.

Maggio 189(;. - Strategia. da combattimento.

N. ~H9, maggiÒ 1896. - l volontari del _giorno. - Statuti, doYeri ed istruzione. Lettura del maggiore A. G. R1cKAl\DS. La tattica dell'avvenire. - Continuazione del riassunto del tenente·colonnello '\V. A. H. HAnE'. Ventilatori elettrici. - Traduzione dello studio pubblicato dal dottorPAsQu.o1t1N1 nella Rivista marittima del dicembre :l893, dovuta al- · j'ingegn,~re navale T . .J. Haddy. Note navali. - Note militari. · Revue de cavalerie.

N. ·133, aprile -1896. -

Giuoco da ·1iffìciali.

Il regolamento di servizio in guerra per l'esercito tedesco, prescrive che l'istruziòne teorica degli ufficiali debba essere sviluppata dai giuochi di guerra, dalle conferenze, dai c'orsi invernali e dai viaggi d'istruzione.

1079

Il generale

LEWAL

continua il suo r:·ol~sso studi? _Lratta~do delle b:t-

t.a11lie di più "iorni. Eoli 'crede che I azione dec1s1va_ d1 una gros~a

~ ~ o . I' . giornata camp~le nou si potrà ~ttenere_ al pmn_o. urto con . avversano, ma la lot.ta dovrà continuare nei g1orm success1vJ, valendosi della notte e a'ei .lavori d'espugnazione, non altriment.i che in una regolare guerra d'assedio. In questa ipotc;i, suffragata da taluni esempi ricava_ti d~lle guerre d~ll'Impero, il generale LE WAL disegna. lo_ svil~~po. d1 '.r!due battaglie, con combattimenti noUurni ed assalti d1 pos1z1?Dl fort1hcate. -../.

.

Guerra e pace di Tolstoi, d(Ll punto di vista militai·e. r

Dopo il disegno delle note scene sulla . vit~ . ~i~itare . r_uss~, l'autore nominato s'eleva alJa discussione, di alcUIH pnncrpt rel~tlVl ~ll_artç de~Ja guerra: Quest'arte ammette · una teoria qualunque'? Quale e 11 còmp1to


,. 1080

RIVI.S TA DEI PERIODICI MILI-TARI

del comand1,mte in capo? A quali cause è d'uopo ascrivere un avvenimento storico di così grande importanza come qùello del :1.812? Il romanzi~re, disegnando persone \'ic~vate dalla grande tela della sua opera, fa 1·ispondere d1.1 quelle. Il principe Andrea, che offre una mescolanz~ di eccessive pretese congiunte a facoltà insufficenti per sodd_isfade, dottrinario fervente che nòn ammette che sia possibile lo sbagliarsi, negherebbe il genio della guerra, e con essa si farebbe esclusione di ogni teoria e sapienza militare. Poscia, togliendo in esame le cause · della guena del 1812, il ToLsror trova che sono insuffìcenti, e di conseguenza erronee. Il DnAGOMIROF, osservando e riassumendo le dottrine esposte dal Tor,sToJ, così conclude: È infinitamente aggradevole il leggere uri autore di grido che, allorquando s'ingolfa in una strada falsa, non s'anesta duanti a-Uc conseguenze; ma sviluppa interamente la sua tesi, sino a che l'enore non si sia fatto manifesto per t.utti.

TattiC(i da èonibattime,..nto deUci fanteria. È ua riassunto pregevole del maggiore Rrnnfts: · egli fonda l'intera azione da combattimento della fanteria sulla tattica del battaglione. In questa ipotesi, l'autore sv1luppa le fasi del ·combattimento del riparto nell'offensiva, nella difensiva, ·nella controffesa e nei comballimenti notturnij; eterno :vaso di Pandora che allettà tanto -la me,nte degli scrittori 1 · militari di Francia. Prepararsi a ben combattere di. notte, seco!}do l'autore, risponde ad un ignoto pieno di ·minacce e di pericoli: e minacce e peliicoli conviene prevenire ac~uratamente e_fortemente in tempo di pace, con una lunga e diligente istruzìone delle truppe.

Oi·dinament.o degli esploratori di fant-eriq. - Utilità dell'istruzione. · . Scelta ed incarichi degli esploratori. - Necessità di sviluppare in modo · affatto speciale la loro istruzione. - Metodi. - Utilizzazione dell'arma. - U:jlizzazione del terreno. - Ricognizioni, orientamento, indizi, ricerche e trasmissione delle notizie. - Apprezzamento delle distanze. ' In complesso è lo studio del maggiore von der GoLTZ, sulle pattuglie indipendenti, che di questi giorni fu divulgato da.I tenente LuzzATTO. - Il capitano ScmmT, autore dell'articolo sopra èitato, ha fatto altrettanto per i suoi colleghi di Francia. 'L'esercito moralizzatore. - Il militare di professione. - Difetti nei quali è solito a dadere. - La viia del reggimento. - Conclusione.

• RIVISTA DEI

PERIODICI

MILITARI

108'1

Frontiere e piazze forti clelle primai'ie potenze. - Ordinamento difensivo dell'impero di R11ssia. - Fl'onte europea. - Posizione centrale. Ivangorod. - Piazze di sbarramento. - Littorale del Baltico. Littorale del Mar Nero. - Fronte del Caucaso. - Littorale orientale del Mar Nero. - LiLLorale occidentale del Mar Caspio. Fronte d'Asia. - Piazze forti del 'l'urchestan. - Littorale orien-· tale del Caspio. - Littorale dell'Oceano Pacifico. - Le coste del Mar del -Gia·ppone. Note sulle marce e combattimenti in nwntagna. I principii generali della tattica non cessano d'essere adottabili tanto in pianura che in montagna, ma i mezzi da impiegarsi sono piuttosto differenti: le guerre della lega d'Asburgo, delle successioni di Spagna ed Austria, hanno ·fornito mirabili amma,~stramenti dei quali conviene trarre partilo. La scienza militare in montagna è essenzialmente una scienza d'osservazione, fondata sulla conoscenza del terreno e sullò studio delle operazioni da compiel'si. L'al'te militare in montagna esige· la formazione di truppe speciali, particolari norme per le marce ed' il combattimento, per il servizio di sicurezza, per l'esplorazione ed il vettovagliamento.

Cronaca biblio,qraficci. Bollettino- bibliografico.

Plan-Relief dc Totil et Nancy. - A l'échelle du 50,000 en coulours. - Dimensions 87 X 55 cm. - Paris, Baudoin, :1.896. · Plan-Rel'ief de Tiinis et Ca.rthage. - A l'échelle clu 40,000 idem. - Dimensions 84 X 77 cm. - Paris, Baudoin, 1896. Darstellumgen aus dem Bayerischen l(riegs-iind Heeres,qeschichte: Herausgegeben von K. H. Kriegsarnhiv. - Munich, Lindauer. 4 parti. F. z. ANTHON ScuDIER. - Betrachtungen uber den Feldzug 1866 in Italien. - Wien, Kreisel, ed., '1896. - 2a edizione, accresciuta, con tavole topografiche. lr!echanisme of Men of War. - By R. C. 0LDKNow. R. N._ ]?ire and Sword in the Sou.dan. A personal narrative of Fi,qhting and Ser'Ving the Dervisches 1879-95.-- By R1.,"ooLF C. SLATI~ Pascia . - Traduzione ,del maggiore F. R. W1NGATE. - London, Edward, Arnold, ed., -1896.


1082

ANNO ~ XLI

R IVISTA. DEI PE.RIODICI MILITARI

S01tvenirs militaires d'un officièr ffrmçaise 1848-1887. - Par le colone! CH. DoBAu . - Plon-Noui"rit, Par_is; i.896. L'Europe politique. - Li:oN SENTUl'ÈH Y. - Lecène Oudin ed., Pari:;, 1896 . . I-IAnTMANN. Dist1.-iln.1-tion des déformation dans le ·metmix •soimiis à, des efforts.·- Berger-Levrault, ed. :1.896. Traité d'ygiène militaire, pai· A. LA.VEUAN, médecin principal de i " classe, directeur du servi ce de santé du H O corps d' arinée, membre de I' Ar.adémie de médecine, etc. - :I. volume in 8° de 892 pages avec fig1,1res. - J?aris, Masson, 1896. Orgtmisation dii matériet d'artillerie, par E. GrnAt~ooN, capitaine d'artiJlerie, profess,mt· à l'ecole milit-aire de l'ar~illerie et du génie. - i voi., Berger-Levrault, 5, rue des Beaux-Arts, Paris, 1896. Modifiwtions apportées dtms l'année all~mande, par le capitaine PE:n NOT du 10• bataillon de chasseurs. - Librairie Charles Lavauzelle, Paris et Limo~es. Le 1nécanisme des aUures du cheval. - Notions <Hémentait·es, avec 59 chromophotographie et crocruis, par M AXIME Gué111N-CATELAIN. :I. voi., Berger-Levrault,' 5, rue des Beaux-Arts, Paris, '1896. Guide militaire /ranco-russe, H.-C. Lavauzelle. Prix.: 2 fr . 50. Ecole del' Eclaireur et instruction. pratique siw le service des années en · ccimpagne et dans trcnipes au comb{lt, (2• édition). - Volume in-32 de '160 pages, cartonné, prix : O fr . 715. - .Lavauzelle, éditeur. La situalion en Ex tréne-Orient. L'occupation des Pescadores et de For. nwse. - 39 pages in-8. Baudoin, éditeur, 30, rue Dduphine. Les rnilices des Etats-Unis d' Amérùjue, par GEOHGE T mcoc11E. Brochure in,8, de 54 pages, prix: i fr. 25. - Paris·, :1896, H.-Ch. Lavauzelle éditeur, H, piace Saint-André-des-Arts. Leit(aden fu1· den Unterricht in der besti:indigen Befestigwi_q. Généra·l major von BRUNKEH. - 5a edizione, '1 fascicolo. - Vienna, Seidel, 1896.

l RIVISTA MILITARE .,;

...

111

DISPENSA

XII. -

15 GIUGNO 1896

0

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- -- Per la Direzione

Lonov100 Crso '.r Tr tenente color.nello

.,r. T . ..C •• inpari~to V O G.,H ERA

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l'J POG RA FO- f:DITORK

DEMARCHI CARLO,

gerente.

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10~3

SOMMARIO

.

.

DELL E MATE R IE CONTENU T E NELLA P R ESEN T E DISPENSA

.

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

Documenti della. guerra d'Africa icon sette schizzi):

r

BATTAGLIA DI- ADUA

BATT,\G LT A DI ADUA:

{

Relaz ione del comando delle Regie /9'upp e coloniali a B. E. il. Jlf inisl1·o délla guerra . . . . . . . . . . Pag. 1083

I

l

0 ].

1\1:AR.ZO

18~6

CASSALA:

1

Rapporto sulla operazio11e pei· la libci·azione di Cassala .

--

Allegati N. 3 .

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.

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.~ .

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.

» 1115

» 1124

Le costruzioni corazza.te ed 1 particolari di un ordinam~nto difensivo secondo la. nuova scuola. - E. RoccHI, ma p:giore 3' genio . . .

. .

-. 1127

La guerra secondo un evoluzionista:.. - C. 1".

,. 11-11

Notizie politloo-milltarl. -

,. 1151

.

. . . . . .

:c. •

.

Notizie mllitari estere: Francia: Z(T, .tpedizione a 7'ombouctou . . . . . . . . » ·Germania: Esercitazioni a1;t1mnali del coi·re11te anno. - Baviera. - Il JH'ogetto di legge sui· q11a1·ti battaglioni . . . . . » Giappone: L'occupazioiie dell'is(Jla Fo1·111osa . . . . . . . » Svizzera: P,·ogetto di 1·io1·di11ame11to deltese1·cito. - F<,1·za dell'e· sercito svi~zei·o al 1° ge1111aio 1896 . »

Rivista del periodici militari.

»

1160 1161 ]163 1164

1166

Relazione del Comando delle Regie truppe coloniali a S; E. il Ministro1 della guerra . .

s.

E. il Lenente genera.le Baldissera, go verna tore 'dell'Eritrea e co mandanlc · in capo delle truppe covice- o0 overna to re ' mao-2:ior loniali, diede incarico ·:tl c. . b 1raccogliere i rapporti relativi gene rale Larnberti, d i alla battaglia di Adua del 1° marzo e at compila.me ' la relazione .· Questa relazione, corredata di schizzi, fu trasmessa dal , maggior generai.e Larnberti, al Ministero della guerra il ,1O maggio, avv~rtendo che. sebbene non sia stata omessa alcuna diligenza nel raccogliere, coordinare e vagliare i dati di fatto , pure una narrazione più esatta e particolareggiata non sarà possibile met'tere insieme se non quando si potranno possedere i ra pporti e ìe testimonianze degli uffi ciali che sono prigionieri. 1

PROPRIE TÀ LETTEilARIA . 7{ -

ANNO XLI.

%~ : 't


DOCUMEN1'1 DELLA GOERltA D'AFRICA

DOCUbIZNTI DELLA GUERRA D' AFRICA

1084-

Massaua, 10 maggio 1896.

I. Posizioni occupate dàlle truppe italiane la sera del 29 febbraio. \

Il corpo di operazione la sera del 29 febbraio accampava. sulle alture di Sauria Zalà con avamposti nella pianura antistante e sullo sperone protendentesi verso Addi-Cheras, nel seguente ordine di se~ieramento : · . , ~ 2· brigata di fanteria, . a destra, a cavaliere del colle Zala / 2· brigata di batterie, al centro, sulle alture di Addì-Dicchi 1· brigata di fanteria, . . \ brigata indigeni, a sinistra, sulle altnre d i Sauna I 1• brigata di batterie, dietro al centro, al rovescio delle alture di Addi;-Dicchi, 3' brigata di fanteria. . . . Erano in totale 14500 fucili (non compresi quelli dei n · parti che tro-vavansi con la colonna salmerie e parco d i artio-lieria) e 56 pezzi. . .Q~l nemico (80000 fucili, ~econdo le informazioni) si sapeva che trovava.si in gran parte_ riunito -~ella : onca ~.i Adua e che i campi di Maconnen, d1 Mangasc1a e d1 GabeJU erano dista_ccati nella conca di Mariam-Sciavit~.

II. ' Ordine della marcia verso il nemico. L'ordine del giorno emanato dal comandante in capo del corpo di operazione la sera del 29 febbraio fu il seguente: « Ordine del giorno 29 febbraio, N. 87.

1085

« -Colonna di destra. - (Gen erale DaBORMIDA): 2° brigata « fanteria - battaglione di milizia mobile - comand.o 2• bri<< gata di batterie colle batterie 5", 6' e 7". « Colonna del centro. - (Generale ARtMONDI): ia brigata « fanteria - 1• compagnia del 5° battaglione indigeni « batterie 8" ed 11".

« Colonna di sinistra. - (Generale ALBERTONE): quattro « bat~aglioni indigeni - comando della 1• brigata di bat« ter ie e batterie 1·, 2', 3• e 4'. « Riserva. - (Generale ELLENA) : 3" brigata fanteria « .3° battaglione indigeni - ~ batterie a tiro rapido e com« pagnia genio. « Le I colonne Dabormida., Arini.ondi ed Albertone alle « ore 21 muoveranno dai risp~ttivi accampamenti; la ri« serva muoverà un'ora dopo la coda della colonna cen« trale. · · « La colonna di destra segue l a strada colle Zalà, Colle « Guldam, colle ·Rebbi Arienni; la colonna centrale e la . « riserva la strada Addì-Dicchi, Gandapta, colle Rebbi. < A rienni; la colonna di sinistra la str ada Sauria, Addì« Cheras, colle Chidane Meret; il quartier generale m1.ircia « in testa alla riservà. · · « Primo obbiettivo; la posizione formata dai colli Mai« l\{eret e Rebbi Arienni tra mpnte Semaiata e monte Escia(( sciò, la cui occupazio~e verrii fatta dalla colonna Alber« tone ·a sinistra, ·dalla colonna Arimondi al centro e dalla « colonna Dabormida a destra. La colonna Arimondi però, « ove sieno sufficienti le colonne Albertone e Dabormida, « prenderà posizione di aspetto dietro le due brigate pre« dette. « A.v·vm·tenze. « Ogni militare di truppa italiano porterà seco la propria

« Stasera il corpo d'operazione muove dalla posizione di "' Sauria in direzione di Adua formato nelle colonne sotto· « indicate :

,,

« dotazione di cartucce (112), due_giornate viveri di riserva,

« la mantellina, borraçicia e tascapane. P er ogni battaglione « italiano marceramto al seguito delle truppe, riuniti in


1086

DO,CU MENTI DELLA GUERRA D'AFRICA DOCUME!sTI DELLA GUERRA

« coda alle singole colonne, d ue quadrupedi da soma con

o' AFRICA

1087

« materiali sanitari e otto con le munizioni di riserva.

« Tutti i riinar:.enti quadrupedi da salmerie, con un soldato ogni cinque quadrupedi oltre ai cond ucenti, un gra « duato per battaglione o batteria, un ufficiale subalterno « per reggimento fap.teria, Ull capitano per t utte le salmerie •< (fornito dalla 2· brigata fanteria) si raccoglieranno a E u« tisciò con la razione viver i prelevata oggi per domani, « le trenta car tucce per ogni solda~o prelevate oggi dal « parco, le tende, le coperte e gli altri materiali non tra« sportati dai corpi. Tanto le sÙddette salmerie, quanto la « sezione sussistenze, i vari servizi di tappa ed il parco di « artiglieria resteranno fermi ad Entisciò, pronti a muovere « quando ne riceveranno · l'ordine da questo comando, sotto « la protezio'ne di un presidio del 7° reggi mento fanteria « che g iungerà stasera da Mai Gabetà. Le brigate di arti« glierirt ed i battaglioni indigeni si regoleranno per le loro « salmerie in modo analogo a quanto è detto pei· i batta-. « glioni italiani. « Nessuno oltrepassi le punte ed i :fiancheggiatori delle « colonne. « Tutte le persone fermate dai drappelli di sicurezza « siano inviate al più presto a l comatido. « Il direttore dei ser vizi del genio provvederti per lo « stendimento della linea telegrafica al seguito del quartier « generale e perchè, appe~a possibile, questo sia messo in « comunicazione colle colonne laterali o antistanti mediante « telegrafia ottica. « I comandanti delle varie colonne mandino frequenti « avvisi al quar tier generale ed alle colonne vicine.

Ili.

1:

« Il tenente generale « Firm. O. BaRATIERI (1). »

(1) Si unisce a parte copia dello schizzo comunicato unitamente all'ordine del giorno ai comandanti di brigata.

Descrizione s ommaria del t erren o compreso tra Sa uria-Zattà ed Adua (1). Da Sauria per Zattà ad -Adua sono eirca 25 chilometri in linea retta. È una regione elevata che forma in parte· lo spartiacque tra il bacino del .M:areb e quello del Ueri (Tacazzè} e da esso hanno origine diversi torrenti che affh~iscono poi nei corsi d'acqua oradetti; tra questi principali, verso nord, l'Unguia (Mai-Cherbara) affluente del Mareb; verso sud, il }fai F arras affinante dell'Ueri; verso ovest, il Mai Currar che per A.dua e sotto altri nomi affluisce pure nell'Ueri: le origini di questi torrenti sono I generalmente in terreni paludosi. Ma; questa zona non presenta in nessun · modo una ossatura ben definita ; lè masse montuose che la intersecano hanno generalmente direzione da nord a sud in senso quasi perpendicolare allo spartiacque sn accennato. I sollevamenti si potrebbero raggruppare nel seguente modo, procedendo da est verso ovest : .l Alture di Sauria-Addi-Diccbi·Zalà. 0 ~ ) Monti di Zattà- Addi Oheras-Gandapta. 3°) Monti Semaj ata-R ajo-E sciasciò. -! Monti Abba Garima-Scellodàe di Mariam Sciavitù. Tra. queste massé montuose se ne interpongono qua e là altre minori, ed in senso trasversale alle prime, specie fra Sauria ed Addì Cheras, Esoiasciò e monti di Mariam Sciavitù. L e vette di questi monti hanno spesso forma di amba, con fianchi ripidi, pieni di a:o.fra.ttuosità, spogli di vegetazione arborea, ma ricoperti invece sovente da cespugli spinosi. Le comunicazioni sui pendii sono quanto mai difficili, specie per trnppe europee ; la loro natura favorisce le sor0

)

0

)

(1) Vedi schizzo g·enerale .

.,


1088

DOCUMEN1'I DELLA GUERRA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

prese ed il ,muovere a sbalzi e_d al coperto delle agili truppe abissine. Tra le ~lture di &auria-Za~tà ed i monti di Gandapta trovasi il piano di Gandapta Jl,bbastanza vasto, coltivato, a tratt i paludoso; · tra i monti di Gandapta e monte ~aj o si apre una zona piane~giante, alquanto ristretta, da cui ori- . gim1 il Mai Farras; tra monte Rajo ed , Abba Garima la regione è tutta a stretti valloncelli,· qua e là dirupati, di ' percorso non facile ed acquitrinosi nel fo~do. Due strade, o niéglio comunicazioni, conducono dalla regione di Saurìa-Zattà nella conca di Adua. L 'una parte dal colle di Zalà e per la regione Gandapta, il colle di Rebbi Arienni (tra monte Esciasciò e Rajo) ed il vallone di Mariam Sciavitù couduc~ ad Adi Abuu; l'altra da Saurìa per Zattà, l'insellatura tra monte Rajo ' é monte Semaiata (denominata colle di Ohidane lVIeret sullo schizzo del quartier generale) e l'Abba Garima conduce direttamente ad Adua. L e comunicazioni trasversali tra una strada e l'altra sono frequenti, eccetto però là ove s'incontrano le masse m01ituose quasi impervie del_ Gan dapta, Addì Cheras, monteRaj o e di amba Scellodà. La posizione tra i due colli di R ebbi Arienni e di Ohidane lYieret, (1.) distanti fra loro più di tre chilometri in linea retta, ha fianchi bene appoggiati ai monti Esciasciò e Semaia ta; però la posizione medesima ed il suo rovescio si prestano male a movimenti d i truppa, specie europea, ' mentre il terreno antistante favorisce l'avanzata al coperto di un nemico ch'e avanzi a gruppi come lo scioano. La ,g iacitura ~regolare ~ei t ratti pianeggianti che qua e là si incontrano iieUa regione ; gli stretti sentieri appena ~egnati tra e su per i monti; le alture minori che sorgono quasi ovunque; sopratntto poi la impossibilità di 111vere un (1) Per maggiore chiarezza viene chiamato col nome di colle di Chidane Meret quello indi<lato dallo schizzo del quartier generale, e con quello di Enda Chidane Meret l'altro vérso cui anelò a combattere la colonna Albertone.

n' AI'~lCA

largo ca1npo di vista, favoriscono gli aggiramenti e le sor-. prese da parte del nemico tanto nell'avanz~ta q~anto è più nella ritirata, specialmente se esso è super10re d1 numero e ' possiede cavalleria. IV.

Forza e composizione delle colonn~. . , a) Brigata indigeni

(ALBER'l'ONEÌfucili Cannoni

1° battaglione indigeni (maggiore Turitto) Cossù). -~ ( 6" )) ))

)) Valli) . , }} )) ( Gamerra) . )) s• » » ( Bande dell'Oculè Ousai (tenente Sapelli ' 1• batteria da montagna indigeni (Henry) · 2• sezione della 2" batteria id. (Vibi) 3• batteria da montagna (Bianchini) . 4a » » (Masotto)

70

•rotali (approssimativo pei fucili)

950 850 950 950

'

376

4

2 4 4

4076 14

b) 1a Brigata fanter ia (ARrnoNm).

1° reao·imento or, (Stevani) ·

11" battagl. bers. (De Stefano)

2° >'> » (Compiano). , 20 , » fant. (Via.ncini) » » (De Amicis) 2° reggimento ) 4o (Brusati) ) 9o >> » (Baudoin) . l' compagnia del 5° battaglione indigeni (Pavesi) s• batteria da montagna (Loffredo) 11• >> , » (Franzini) 'l'otali (approssimativo pei fucili)

fucili Cannoni

423 350 450

500 550

220 6

6.

2493 12

"


1090 .

e) 2a Brigata fanteria

(DABORMIDK).

, 5° battaal. · fant. (Gi.ordano).- . 3° reggimento » » (Prato) . 6 (~agni) 110'' \» » (De Fonseca). I

0

0

3°

» »

(Branchi) 6 reggimento l 13 » (Rayne~·i) ' (Airaghi2 ~ 14 » » (Sol~ro). Battaglione di milizia mobile (De Vito) . Compagnia del chitet di Asmara. 2" brigata ( 5• batt. da mont. (Mottino) . di batterie < 6• )> » (Regazz1) . (Zola) ( 7• » l> (Gisla) . . 0

DOCUMENTl DELLA GUERRA

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

(

•

0

»

0

Totali (approssimativo pe1 fucili) .

cli 3a Brigata fanteria

Fccili Caononi

430

/4

430 460 430 450 450 950

..

210

6 6 G

3800 18 Fucili Cannoni

( 11° » » (Manfredi) I Battaglione alpini . 50 reggi~ento 15° battagl. fant (E'erraro) · 16° » » (Vandiol) (Nava) 3° battagiione indigeni (Gallia.no) Brigata di bat- { terie a tiro ) 1• batt. a tiro rapido (Aragno) . rapido ( De / 2• » · » (Mangia). (Romero)

.

,

1

Rosa)

.

450 450 480 550 500 500 · 1150 6 6

\

70 Mezza compagnia genio •rotali (approssimativo pei fucili) . 4150 'l'O'l'ALl GENERA.LI.

1091

metà italiani e metà indigeni, 200 conducenti italiani armati' di pistola a rotazione, più una cinquantina circa -di ufficiali. Altri 900 indigeni, la massima. parte non arma.ti di fucile, erano per servizi varii addetti ai, corpi e riparti.

V. Marcia di avvicinamento verso i colli Rebbi-Arienni e Chidane Meret.

(ELLENA).

· . ( 7° battagl. fant. (Mòntecchi) 4° reggimento \ 8" » ' » (Violante).

o' AFRICA

12 - -· 14519 . 56

I

Colla colonna salmerie e parco di artiglieria tra Zalà ed Entisciò si trovavano inoltre una compagnia del 12° battaalione f~nteria (120 uomini), 115 uomini del battaglione bersaglieri, ,circa .1400 conducenti armati di fucile di cui

·Le tre brigate Dabormida, Albertone e A.rimondi mossero dai rispettivi accampamenti tra le ore 21 e 21 1; 2 del 29 feb braio ; la brigata Elleua partì alfe ore 23, dietro alla brigata Arimoncli. La luna che splendeva fav:oriva la marcia delle colonne. , Da Zalà-Sauria fino a Gandàpta ed A.ddi-Cheras non accaddero Ì!lconvenienti di r·ilievo; ma presso al massiccio di Addi Cheras la brigata A.lbertone, invece di procedere direttamente verso est (Chidane ìVIeret) appoggiò a nord verso il colle di Rebbi Arieuni venendo così a tagliare la marcia alla brigata A.rimondi. L'incontro avvenne circa le ore 2 '/2-3 .in località chiusa tra alcuni dirupi che rendevano impossibile di ,uscire dall'unico sentiero quivi esistente; dimodochè la brigata Arimondi dovette sostare per oltre un'ora e mezza finchè tutta la brigata Albertone fosse sfilata ed avesse poi ripreso la marcia verso il colle cli Chidane :ì\ieret (Schizzo del quartier generale) - Anche la brigata Ellena dovè sostare alquanto in coda alla brigata Arimondi. . L a brigata Dabormida. senza inconvenienti di so.rta giungeva al colle di Rebbi Arienni alle ore 5 e quivi si fermava. La brigata Albertone, continuando rapidamente la marcia verso il colle Chida.ne Meret (Schizzo quartier generale) vi giungeva verso le 3 '/ 2 -3 2/ , e quivi sostava per un'ora al1' incirca. 1 · La brigata Arimondi, dopo la sosta forzata presso Addì Cheras, riprendeva la marcia alle 4 '/ 2 ed alle 6 arrivava 1

/ .


.. 1092

DOCUMRNTI DELLA GUER RA

7

:Ò' A FRI0A

t>OCUIIIENTI DELLA GUE RRA 0 A PRICA

ad un chilometro e mezzo circa dal colle di R ebbi- Arieuni ove tt·ovavasi ancora _la brigata Dabormida. Quivi si fermò di nuovo, d'ordine del comandante in capo, in attesa degli eventi. · L a brigata E llena giungeva ve1·so le ore 7 due chilometr1 circa dietro la brigata, Arimondi, t utt'ora ferma, ed ebbe essa pure l'ordine di fermarsi. Ambedue i colli erano sgoi1bri dal nemic0; della qual cosa era già stato edotto il comandante in capo parecchie ore prima, dagli informatori.

vt. Primo momento della battaglia. Incontro col nemico della brigata A lbertone - marcia m avanti della brigata Dabormida - spiegaraento della. brigata A1·imondi S'l t amba Raio, (clalle ore 6 alle 9 h)a)

Brigata Albertone.

Il generale Albertone, fidandosi probabilmente delle gi1ide del paese che accompagnavano la cotouna, ritenne che il colle di Chidane Meret indicato nell'ordine del giorno fosse quello di Enda Chidane Meret (il quale trovava.si tra l'amba Scollodà e l'Abba Garima, 7 chilometri circa al di là di ciò che è segnato nello schizzo compilato dal quartier generale, quindi nelle immediate vicinauze di Adua e degli accam- . pamenti degli Scioani) . For3e fo questo equivoco che . portò le peggiori conseg uenze per l'esito de\la battaglia. Tra le 4 e 4 ' 11 la brigata Albertone ripiglia.va la marcia dal punto ove era sostata, verso E nda Chidaile Meret faoen· dosi precedere dal 1" battaglione indigeni in avanguardia, col mandato di occupare l' insellatul'a tra Amba Scellodà e Abba Garima, in attesa del grosso della brigata.

1093

L a formazione di marcia del grosso era la seguente : 1", compag nia del 6° battaglione indigeni e bande dell'Oculè-Cusai; , l " batteria indigeni ed 1 sezione della 2" batteria ; 3• compagnia del 6° indigeni ed un del 7°; 3° e 4' batteria (italiane) da montaO'na · / b ' Tre compagnie del 7° ed 8n battaglione indiO"eni. Il 1° battaglione indigeni g iungeva al colle di ·E nda Chidane Meret verso le ore 5 '/ ,, ed anzichè sostare, si lanciava contro gli avamposti sci oani che si trovavano forse ad un chilometro o due al di là del colle. E ra dato cosi l'allarme nel campo n_emico, che in breve ora si destava tutto, prendeva le armi, ed una massa, valutata da 5000 a 6000 scioani si avvent~:7a cont~o il 1° battaglione indigeni (ore 6-6 '/ ,). ~~est~, n:1~a~dos1 a ~ano _a mano, r~usciva a resistere per pm d1 un 01 a , ma poi vemva rovesciato e costretto a ripassare l'insellatura di Enda Chidane Meret inseguito alle calcagna. · Nel frattempo il grosso della brigata oO"iunO"eva neila conca ~ . o a~ante ad Amba Scellodà-Arnba Garima. Il generale Al' be1;tone, sorpreso di non vedere in posizione il l" battaglione, ne mandava alla ricerca, ed intanto faceYa ammassare le truppe inviando parte del 6° battaglione verso destra sulle alture di Addi-Vecci perchè si collegasse colla briO"ata Dabormida, che egli riteneva non dovet tardare a giun;ere da quella parte. M~ il . fuoco vivissimo che poco dopo si udì lo fece avver tito che il 1° battaglione doveva essersi imbattuto contro rilevanti forze nemiche; ed infatti, quasi contemporaneamente, attraverso l'insenatura di Enda Cbidane :M:eret si vide in movimento tutto il vastissimo campo nemico. ' Ritenendo forse temerario l'avventurarsi a di là di Abba Garima- Amba Scellodà senza aver prima preso colleO"amento ~olle altre brigate, il generale Albertone decise mantenersi nella discreta posizione in cui allora si trovava ed 11.spettare q\,\ivi il -~emico, ove questi fosse avanzato.

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i

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DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

1094

,

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFfllCA

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ridionali di Abba Garima, muovendo celere1ne11te contro il fianco sinistro del ·7,, battaglione. Altri g rossi stormi nemici apparvero nello stesso tempo a destra verso Amba Scellodà 'ed Addì Vecci, mentre alcuni pezzi di artiglieria a tiro rapido prendevano posizione e facevano fuoco dall'insellatura di E nda Chidane Meret. Le batterie furono allora obbligate a dirigere il loro fuoco in varie direzioni; la_compagnia rimasta ad Addì V ecci venne presto dispersa; il 6° ed 8° battaglione cominciavano a soffrire moltissimo del fuoco nemico che li colpiva nel fianco destro e di fronte. Così tutte le truppe del generale Albertone erano impe:gnate ed il nemico avanzando sulla fronte e premendo sui fianchi con forze ovunque rilevantissime, andava rinserrando ed avviluppando col fuoco la brigata indigeni, la situazione della quale, senza il pronto accorrer e di grossi rinforzi, poteva omai considerarsi come dispera:ta (ore 9 ¼). Gli avanzi del 1° battaglione, perduti quasi tutti gli ufficiali, non pote~·ono più essere trattenuti dopo la ritirata dal colle di Endf1 Chidane l\'[eret. Furono questi che, uniti a qualche drappello di altri riparti, apparvero verso le ore 9 '/, dinanzi a monte Rajo sui c1ù declivi allora trovavasi schierat~t la brigata Arimondi, producendo la prima scossa su quelle truppe. Il fatto che qùesti ascari in ritirata. erano inseguit i da truppe abissiile, e che alla stessa ora (9 1/ J · 1a brigata. Arimondi veniva attaccata guasi dovunque, mentre pure perdurava il combattimento della brigata Albertone, fa ritenere (ed il fatto è poi conformato · da tutto j l rimanente svolgersi del combattimento) che le due g rosse colonne nemich~· le quali aggirarono i fianchi della brigata indigeni, tentando forse di a vvolgerla completamente al largo, lasci.a ndo contro di essa nuclei minori, ,s'imbatterono nei fug. gittivi del 1" battaglione é poi nelle· truppe di Arimondi. Giova 'fin d'ora notare come abbia avuto grande importanza suJl'esito del combattimento la colonna scioana che, sfilando sul fianco destro degli indigeni si diresse verso il

Questa posizione (1) era costituita da una serie di piccole . alt_u re disposte ad arco dominate ovunque_da !i.bba G~rima-Amba Scellodà ed Addi Vecci) ad una distanza media di 2000 metri all'incirca ; esse permettevano perciò un fuoco molto efficace di artiglieria e di fucileria. . . Il terreno degradante alle · spalle verso Amba lfaJ o permetteva una r itirata abbastatiza facile. La posizione pot.e~a essere aggirata da· ambedue i :fianchi ; ma la natura d:fficilissima del terreno verso dest ra e la certezza del prossnno arrivo ·dell a brigata Dabormida fecero ritenere poco probabile un aggiramento da quella parte; pi~ ~acile poteva essere l'aggiramento a sinistra, m~ anche ivi la. natura · del terreno era tale che solo un grosso corpo nemico avrebbe potuto tentarlo con speranza di risultato. . . In ogni modo, date le poche ~orze ~ell_e q1:ah, ~ote~a .disporre il comandante della bngata m d1gen1 ~ecise ~1 f1onteggia~e colla massa delle sue forze l'insellatura d1 En~a 1 Ohida.ne Meret, lasciando sulla destra, una sola compagn_1a, e sulla sinistra le bande dell'Oculè-Ousai; alcune altre ~ent urie furono spinte verso Amba Scellodà. ed Abba Ganma e sui fianchi. (Vedi schizzo parziale N. 1). Le truppe erano appenaschieratd, quando (ore 8 ~ mez~o) si vide volgere in ritirata precipitosa il 1° bat~,a~h~ne m~ diaeni e nello stesso tempo coronar.si di numeros1ss1m1 stormi ne:nici l'Abba Garima e anche l'Amba · Scell?dà, ritenuta q uasi inaccessibile. . .', . . , . 'rutti i 14 pezzi di: artiglieria aprirono 11 fuoco ~ n un .tir~ molto efficace, cui in breve si aggiunse quell6 dei ba~ta}~hom più vicini al nemico: per quattro volte questo tento d1_scendere per l'insellatura di Enda Chidane :Meret ed altrettante volte dovè ritirarsi. , ,. . · 11 o·enerale Albertone stava,quasi per prendere l'off.ens1va, quando una grossa colonna nemi~a (giudicata cli 150~~ noi mini e con la qnale si credette eh vedere la tend~ ~o:ss<t de Negus) spuntò sulla sinistrft della posizione per le falde me(1) Vedi schizzo parziale n. 1.

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DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

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colle di R ebbi Arienni. Questa colonna, rinforzata molto probabilmente da truppe di Maconnen e Mangascià, dovè all'ultimo avere forza rilevantissima; fo essa che, penetrata a cuneo fra le nostre truppe, r'ese più tardi impossibile ogni collegamento tra le brigate Arimondi e Dabormida, tormentò il fianco sinistro di questa, travolsé l'ala destra di quella, rendendo insostenibile la posizione di monte Rajo, e fece impegnare contro di sè buona parte della riserva (Ellena), paralizzandola quasi completame;.1te. b) Brigata Dabormida.

La brigata Dabormida giunse alle 5 '/; al colle di ·Rebbi Arienni, ed il suo comandante fu molto sorpreso di non trovare alcun contatto colla brigata A.lbertone, che, secondo l'ordine, avrebbe dovuto essere sulla sinistra. Mentre egli riconosceva il terreno nei dintorni del colle, arrivava quivi il comandante in capo col quartier generalo. Pochi istanti , dopo (6 '/i-6 1/ 2 ) fu incominciato ad udire rumore di fucileria abbastanza vivo in direzione sud-ovest cioè avanti ed a sinistra (attacco del 1•> battaglione indigeni). Il comandaDte in capo comprese forse che l'avanguardia della brigata Albertone doveva essersi spinta troppo innanzi, ad ogni modo diede ordine alla brigata Dabormida di prender posizione su alcune altur e 700 ad 800 metri al di là del colle; pronta ·a sostenere i battaglioni indigeni, ed alla brrgata Arimondi di venire ad ammassarsi sul colle stesso. Questi movimenti non si poterono compiere se non lentamente, tanto che soltanto verso le 8 la brigata Arimondi giunse al colle di Rebbi A.rienni. Trascorse così più di un'ora e mezza di incertezza; 'q uando poco dopo le otto, la fucilata non troppo intensa e lontana eh~ udivasi, (iiventò improvvisamente intensissi~a, unendosi ad essa il rombo del cannone. • Il comandante in capo da un'altura delle falde meridionali del monte Esciasciò ove stava potè vedere distintamente la brigata Albertone seriamente impegnata col nemico ed allora

DOCUl!EN'rI DELLA G UERR A D ' AFRICA

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ma~d~ .o~dine (.or e .~ 1,, i_) alla ~rigata ..A.rimondi di appoggiare ve1so :,;tn1str~ m d1rez10ne d1 monte R a.io, mentre qualche moment? pn~a aveva mandato pure ordine alla brigata J?aborm1da d1. procedere avanti allo scopo di sostenere la. destra della brigata indigeni. ~a b.r igata J?abormida era avanza ta oltre il colle di R ebbi Anenm pel vallone di l\fariam Sciavitù nella seguente formazione: Battaglione di milizia mobile e compagnia del chitet di Asmara in avarwuardia· o ' 6° e 100 battaglione, 5•, 6" e 7• batteria da montagna, (( grosso. 5" battaglione e 6° reggimento fanteria .Dopo circa un'ora e mezza di marcia il g~ner:le Daborm1cla, vedendo dinan~i a sè i vasti accamDamenti scioani e senten~o rumoreggiare il comb~ttimento d;lla brigata A.lberton~ dire ttamente sulla sinistra, faceva fermare le truppe ordmandone l'ammassa.mento e spingeva verso sud il batta?lione di milizia mobile. 'l'rasmetteva poi al comandante in 11 ~~po s~g~ente avviso: « Ore 9,15. -- Estesi accampamenti « sc10am s1 scorgono a nord di A.dua: una forte colonna si « diri~e da essi verso la. brigata indigeni ; tendo la mano a « questa pur tenendo un forte nucleo di truppa ammassata « presso la strada: che dal colle di R ebbi A.rienni tende ad « Adua .e sorvegliando le alture della destra ». Mentre il battaglione di milizia, per la sinistra del vallone di Mariam Sciavitù muoveva verso lo sbocco della vallata il generale D~bormida ~i recav~ a riconoscere il terreno da q~el lato e la bngata termmava d1 ammassarsi in fondo alla valle. Il battaglione di milizia mobile poco dc,po le 9 giunO'eva allo sbocco della valle e si accingeva a volO'ere verso sud 1· 1· . d o n e 1rez10ne ella brigata indigeni; ma allora appunto, dietro le alture che gli impedivano di esser visto e forse soccorso d~l resto della brigata, veniva furiosamente ed a brevissima distanza attaccato all'improvviso di front.e e sul fianco destro da numerosissimi n emici. Dopo 20 minuti di fuoco il batta-


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DO CUMEN'l'l, DE LLA GUE RRA

DOOUillENTI DEL LA GUE RRA D'AFRICA

o' AFRICA

, La posizione sulla quale venne diretta la brigata Ari·mondi era formata da u na linea di alture a dorso strettis, :Simo, .talora coltelliforn\.e, . stendentisi quasi . ad arco coll~t oon,vessità rivolta a sud-ovest tra il vallone che scende . dal .colle di Rebbi Arienni ed il Chìdane ,Meret . Il punto più -elevato di questa linea di alture ~ l'arçi.qa Raj o. Verso la insellatura A, larga 300-400 metrì, e che costituisce la parte più depr essa del1a posizione, si dirige da Rebbi Arienni un .sentiero . piuttosto difficile che poi scende nel vallone di Mai.:.A vollà per sisttlire nuovamente in direzione. di Enda Chidane Meret, A ll'estr enia destra della posizione ~· un tiepido sperone C (vedi schizzo N. 3) diretto in senso quasi normale alla posizione stessa lungo il vailone scendente da Rebbi-Arienni. La stretta e l unga dorsale immediatamente a n ord-ovest della insellatura A impedisce di vedere da A l'altura C. Ad .,est di m~nte Rajo è una liev~ depressione E, verso la quale -sale un .di:fficile sentiero con fortissime pendenze. L'interi:r declivio verso Mai A volla è ripido, rotto, coperto da massi d~tritici e .da fitti cespugli, favorevole in sommo grado all'avanzata di truppe agilissime e ,che sanno farst ·schermo delle minime acciélen talità come le abissine. La · ripidezza poi 'd el versante dà luogo a molti a:ngoli morti. Il poggio B (poco a sùcl-est di A) p uò. costituire ùn . ,d iscreto. appostamen to per artiglieria, la cui efficacia di. tiro _ viene però ad essere assai limitata dagli angoli morti, dalle .alture, dagli avvallamenti .e burroncelli sparsi ovunque. Le falde meridionali di morite Rajo e del cucuzzolo G verso •Chida!le Meret sono, relativamente, cli facile praticabilità e favorevoli ad aggiramenti. Tutta questa linea di ripide alture rocciose e di difficile percorso· cinge una p{ocola conca· ad · imbuto col pun to , di ,concorrenza in H; dimodochè chi perde la 11110a delle alture stesse non trova più in basso alcuno appiglio ad arrestarsi; . -e la forma del terreno poi è tale che truppe in ritirata ben difficilmente possono evitare il frammischiamento e la con.:Segnente perdita dei legami organici.

glione era costretto ad una p recipitosa ritirata., inseguito da presso, · Questo' repentino ind ietreggiare obbligò la brigata d i bat t erie, che era in marcia per prender e posizione verso- lo sbocco d ella valle, a ritirarsi {')Ul' essa celeremente verso il grosso delle truppe. Ciò avveniva verso le ore 9 '.\ 9_1/,.

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Brigate A; imondi ed EIlena .

L a brigata A rimondi era giunta al colle di Rebbi Arien ni nella, seguente formazione di marcia: 1• compagnia d el 5" battaglione indigeni; 2° r eggim,ento fanteria; 8" batteria da montagna; l" r eggimen to b.ersag lieri. Il 4" battaglione fanteria e la l" compagnia del 5() bat t aglione indig eni vennero mandati a protezione d el fianco destro verso i monti Esci asciò e l)er colleo·amento · colla{ t:> b rigata Dabormida. (~uesti riparti per le vicende del combattimento non si poterono più ricongiunger e' col resto del.la brigata; ma ebbero, come si vedrà, una azione importante sia. nell'impedire l'avvolgimento a t ergo della brigata n ·abormida, sia nel proteggerne la ritirata, Già. fn detto che alle ore 8 '/ , il comandante in capo dava ordine alla br igata Arimondi di n~carsi colla mass~~a soll~citudine verso monte Rajo e di prendervi posiz10ne. Egli riteneva che spingere q~1èste truppe oltre quel punto, obbligandole poi a n uova salita per potere accorrère in sostegno della brigata indigeni che appariva già co~promessa in un combattimento troppo . lontano, sarebbe stata forse grave imprudenza.

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(1) La 11" batteria (Franzini) era part ita da l\fai Maret il ~iorno precedrnte e dopo una faticosissima marcia di 60 chilometri. no,; potè g·iungere al colle di Rebbi Arienni che verso mezzogiorno.

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DOCQ'MENTI DELLA G UERRA D Al:R!CA

D0CU1lEN'rl DEL!,A GU ERRA !>AFlllUA

,Alle ore 9 circa la testa del 2° reggimento arrivò all'insellatura A (vedi schizzo N. 2) ; il 2° battaglione venne dallo stesso comandante in capo disposto a mezza costa dell'altura a nord- ovest dell'insellatura oradetta; il !) battaglione occupò le falde del dosso B; l'~' batteria prese posizione presso la insellatura: seguiva il 1° reggimento bersaglieri. Appena il 2' battaglione ebbe oltrepassata l'insellatura A, , apparvero sul d inanzi, specr.ialmente verso sinistra, frotte ' numeros? di nostri soldati indigeni in foga disordinata, inseguiti alle reni da grossi stormi di fanti abissini e da cavalleria galla. Nè valeva a trattenere quella massa di fuggenti il segnale di « fanfa1·a nale-alt » che ripetutamente si udi v~. suonare. Era tale il frammischia.mento tra inseo-uiti ed inseauenti o o che 1'8" batteria non stimò dapprima di cominciare il fuoc; per timore di colpire i nostri . P er tal modo gro::;si nuclei di A bissini poterono spingersi senza essere molestati fin sotto alla posizione della brio-ata o ( Arimondi, appiattandosi entro burroncol li ed. avvallamenti al coperto di ogni offesa e pronti ad irrompere sulle nostre trnppe. Dopo che 1'8" batteria ed i d:1e battaglioni del 2'" reggimento ebbero aperto il fuoco, il nemico sostò alquanto dando così. agio ai nostri indigeni fuggenti di ritirarsi, non inseguiti, pel colle di Chidaue Moret verso Sam;ia (ore 9 ' I.). In questo fratt empo la brigata Ellena si trovava verso il colle di Rebbi Arienni preceduta dal 3° battaglione in· digeni e dalle due batterie a tiro r~pido. Il comandante in capo, col quartier generale, fìno dalle ore 9 si era rE)cato presso l'insellatura il sopra u n gradino roccioso tra l'insellatura stessa e l'amba Rajo, e là rimase durante quasi tnttb il tem po in cui combattè la brigata Arimondi. VerHo le 9 '/ , egli ri.cevè i! seguente avviso dal generale Albertone: « Al colle Chidane Meret sembra seria.mente impegnato « il 1• battaglione; ho tutte le altre · trnppe in posizione « dietro e procuro disimpegnarlo. Nemico grandi forze di ' « contro. R inforzi sareb bero bene accetti - ore 8 1 'i ».

.Mà oramai là brigata Arimondi era costretta a difendere sè stessa contro il nemico irrompente; e la grossa massa, sci~ana che minacciava la sinistra della posizione. aveva già indotto il coman dant e in capo a chiamare da quella parte il 3° battaglione indigeni (brigata Ellena) e le due batterio a tiro· rapido, mentre il 1° reggimento bersaglieri veniva diretto verso la destra della posizione stessa contro c~i già cominciava a delinearsi altro attacco del nemico.

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VII.

Secondo momento della battaglia. R·it'irata clella brigata Albe'rtone - Attacco clegli Scioani cont,·o le ù1·igate !!rim'dndi ed Jnlena - Ritirata di queste brigate - Combattimento della brigata Daborm.icla limgo il i;allone di Mariam Sciavitù, (dalle ore 9 '/ , alle :12 '/z) · a) Brigata Albertone (9

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Verso le ore 10 una parte della grossa colonna scioana scesa per le falde meridionali di Abba Garima attaccava furiosamente il 7° battagljone indigeni e le bande del, l'Oculè K usai che poterono tuttavia resistere alquanto. P er un'ora circa (dalle 10 alle 11) le truppe della brigata A lbertone si opposero ancora validamente all'avanzata degli ambara contrattaccando da varie parti alla baionetta ; ma frattan to l'avvolgimento era divenuto quasi completo, ed i . riparti v~nivano colpiti dal fuoco nemico sulla fronte, sui :fianchi e :fino di rovescio. Dopo avere subito perdite g ravissime, dopò avere perduto la maggior parte degli ufficiali, le truppe indigene cominciarono a ritirarsi prima alla spicciolata, poi a interi riparti. Questo movimento di ritirata incominciò dall' 8° battaglione, si propagò quindi al ·7° ed al 6°. Rimasero ultime in posizione le batterie, le quali alle 11 '/, avevano consuma.to tut te le loro munizioni (90 colpi per pezzo). )ia già il nemico era penetrato in mezzo alle medesime, quasi prive ormai di ufficiali, di serventi e di quadrupedi.

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DOCUMEN'fl DF.LLA GUERRA

o' A FRIC ,\

Mercè opportuno contrattacco alla baionetta di una compagnia del 7° battaglione si poterono an~ora salvare 3 pez7,i; ma anche questi dopo mezz'ora di ritirata cadevano in mano degli scioani. L e nostre truppe indigene, estremamen te logore e scosse, prive di molti dei lor o ufficiali, r imaste scnztL comandante (del generale Albertone dalle 11 iu poi non si ebbe notizia) non poterono più in nessun modo riordinarsi. Per sentieri , diversi ed alla spicciolata esse si diressero in massima parte 1 verso Sauria e di là verso nord. ·· '

b) - Brigate Arimondi ed Ellena. Mentre il 2° e 9° battaglione e la 8" batteria combattevano contro g li scioa:t?-i che attaccavano di fronte c pel fianco sinistro, il 1• battaglione bersaglieri entrava in linea esso pure collocandosi a destra ed alquanto più in alto del 2° battaglione fanteria · · Due plotoni del 1° battaglioné e poco dopo una compag nia del 2° battaglione bersaglieri, per ordine del coman-< dante in capo, si recavano sulla sinistra ,d ella batteria, a protezione della medesima,: il 2" battaglione bersa,g lii3ri (ridotto a poco più di due compagnie, giacchè oltre 100 uomini erano stati destinati a scor ta delle salmerie) rimaneva ancora in riserva dietro l'ala destra.. Nel tempo. che i tre battaglioni suindicati (2°, 9° fanteria e 1° bersaglieri) e la 8 batteria stavano bravamente lottando, accadevano -sulla fronte di combattimento (tra le 10 e le 10 'M due :fo,ttì d'importanza tale da decidere della sorte delle ·due brigate Arimondi ed Ellena. La testa della grossa colonna scioaua che, come sopra fu accennato, era sfilata sul fianco destro della brigat'a. indigeni dirigendosj verso il colle di Rebbi Arienni, e 'i.:ontro la quale invano si opposero dalle alture sulla destra del vallone adducente al detto colle, il 4° battaglione fan teria. e la 1• compagnia del 5° battaglione indigeni, cominciò a,d arrampicarsi sullo sperone C. Era questo punto di capitale importanza, perchè dal medesimo, oltre ad interro1upe1:e qualsiasi possibile comunicazione colla brigata Dabormida, 1

nocuMKN'l'l DRLLA ouERRA n ' AFRJCA

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si operava in modo ef.ficacissimo contro il ~anco destro dei difensori da C verso A e si poteva avere azione anche sulla loro linea di rieirata per H. - La direzione nella quale sperava.si di sostenere o almeno racuogliere la brigata _A~bertone, l'attacco e le minaccie degli scioan.i dal lato sinistro, aveano fatto si che la massima parte delle truppe erano state messe in linea (anzi in qualche punto, come su monte Raj o, amrnticchiat e) al centro ed alla sinistra ; cl'a.ltra par~e poi la in.tera posizione, da C ad E, avea fronte troppo ampia (quas~i 3000 metri) perchè si potesse provvedere. a.. buona l ·1 c1it'esa ovunqt1 e. Fu anche per le suddette r~g1on1 c 1e 1 3• ·battao·lione indigeni, fatto avanza.re dalla riserva, e che circa le ""10 avea raggiunto la. insellatura -4, venne mand~to sulla sinistra. delle batterie lungo le falde dell'~mba Ra.J?, cioè là ?ve più temibile appariva l'attacco degli amhara m quel momento. . . . Dimodochè, contro i nemici che verso le ore 10 mcommciavano ad inerpicar si verso C dal fondo del vallone, non rimaneva altra truppa a portata da opporre che due compagnie del 2° battaglione bersaglieri. D'~l~ra part~ l'apparire degli scioani da quel lato accadde cosi 1mp~ovv~sameute J non fu possibile nemmeno mandarne avviso a comanc 1e l ' d e dante in. capo, e la riserva ~tessa era troppo ontana a perchè potess~ accorrere in tempo. . Il colonnello Stevani diede immediatamente ordine alle due compagnie disponibili cli occupare lo sperone_ C; m~ per l'asprezza dei din:pi acldu~er~tivi poterono gmngerv1 solo una quarantina di bersaghen col tenente colonnello Compiano ed il capitano Fabbron~ all~ testa. ; se n~n . che, tosto assaliti e circondati dagli sc1oam che nume1:os1 h av~vauo preceduti sulla vetta, i due ufficiali e qm1.s1 ~utto 11 piccolo drappello vi lasciava_no_ valorosamente l_a v1t~. Alle 10 '/,. circa questo important1ss1mo p_u nto del~a ~mea ~i ~ombattimento cadeva in mano del nenuco che dt la cominciava subito a battere con spessi e ben aggi ustati tiri il 1° battaglione bersaglieri. . . )fontr e ciò accadeva sulla destra, entrava m azione sulla estrema sinistra, disponendosi a gradini lungo le falde del


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D0CUMEXTI DELLA GUERRA D'AFRI CA

monte Rajo, il 3° battaglione indigeni, che non resse contro l'impeto nemico, e dopo forse nemmeno 20 minuti di fuoco cominciò a ~itirarsi da tutte le parti lasciando metà dea-li ufficiali sul terreno: r>.ulla valse a trattenerlo e riannodarlo in seguito. . ., . ?osì tra le 10 :1., e le 1? 'i ~ ambedue i fianchi della ·po· s121one erano stati spuntati dalle truppe del Negus. indigeni ) rin- · .Nel tempo che ritiravasi il 3° battao·lione o servano a .met~e~si in posizione le due. batterie a tiro rapido che, postesi a sm1stra dell'8°, incominciavano subito il fuoco· a loro scorta restavano ancora in basso il 2" battao·lione fan'. teria e sulla si~istra una compagni~ e mezzo di b:rsaglieri. Ma le cose della brigata ormai precipitavano. Mentre il centro si sosteneva a,ncora tenacemente sulla destra il l " battaglione bersaglieri, ba.t tuto di fron~e e di fìa.nc? n_o n . poteva più resistere: tentò ritirarsi alquanto <· scaghom d1 compagnia; ma sin dagli sca.glioni che iniziar ono il movimento questo non potè mantenersi or.d inato ed inco~ninciò allora la disgregazione dei primi ripartì (ore 10 ·' J Giova ~ui ricordare ciò che accadeva alla riser va (brigata Ellena) ridotta a 2 soli reggimenti. Essa doveva tutta riunir~i a~ sicomoro (700-800 metri al di qua del colle di R ebbi Anenm verso H. J; ma il 4" regg imento che marciava in co_da, sino dalle ore 10 trovavas i impegnato contro il nemico, nè più potè unirsi al o•. Infatti la colonna scioana eh~ nel_ frattempo era penetrata, pel vallone presso .Rebbi A~1enni e c~e accingevasi ad occupare la posizione · C, avea spmto avanti una massa rilevante che si teneva ptup.entemente celata pronta ad irrompere sul tergo delle nostre truppe. l!'u contro questa massa che, scoperta dall'alto del colle .Rebbi Arienni, aperse il fuoco dal nord del colle stesso 1'8" battag lione (ore 10), mentre il 7" e 1'11• alqu~n to pi ù i_n basso, ed innanzi ai gnali si erano pr;,,sen~t1 ~rappelh numerosi dei superstiti del 1° battaglione ind1gem, do,,evano tenere a bada grossi stormi di cavalleria gall~ scorazzanti pel piano a sud-est del colle e pattuglie nemiche che qua e là percorrevano i monti Esciasciò.

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D OCU~IEN'l'l lJELI.A GUE RR A D'A FRICA 1 / 2

Il 5° reggimento arrivava invece circa le 10 presso il s icomoro; ma giungeva appunto in tempo per ,·edere la conquista delle· alture (J da parte degli amhara e la ritirata precipitosa del 3° battaglione indigeni sulrestrema sinistra. Il comandante della brigata dava allora ordine 'che, per parare in q ualche mo.do a t a li gravi minacce di aggiramento, il 15° battaglione si recasse sulla destra verso il vallone e la 3• e 4• compagnia alpini si spingessero ad est di monte Rajo. Mai1dava intanto a sollecitare il 4° reggimento perchè s i rimiisse a l 5°; ma stante le condizioni nelle quali il reggimento si trovava, non:~potè ottenere se non l'invio di due compagnie dell' 11° battaglione che si trovarono poi impegnate. a loro volta in com battimento, nè poterono più ragg iungere il comando di brigata. L e condizioni delle brigate Elleua ed Arimond i a.Ile 10 Y,, per effetto specialn~ente delle. dne masse nemiche che premevano sui fianchi e a tergo della. linea cli combattimento, assumevano carattere di estrema gravità . Anche buona parte · delle due ultime compagnie del 1° battaglione bersaglieri erano state costrette alla ritirata; solo si resisteva strenuamente al ceutro ed a sinistra 12• e 9° battaglione fanteria e . baÙerie). · Il comandante i.n capo mandò allora ordine al 5° reggimento di 'a ~anzare a rin~lzo della b;igata Arimondi, ed il reggimento (ridotto al solo 16° battaglione e alla 1· compagnia alpin i, poichè la 2• dovette rimanere presso il sicom oro col comando cl i brigata C(?ntro a stormi nemici che tentavano di irrompere alle spalle) muoveva innanzi alle ore 11 procedendo lentamente su per l'erto sentiero. Ma i~tanto il nemico avea quasi distrutto a destra. il 15° battaglione fa~ teria ed una compag nia del 2,0 battaglione b ersaglieri che da un pezzo trovava.si colà impegnata, ed .avea anche inflitto g ravissime perdite alla 3° e 4• compagnia alpina. sulla sinistra; inseguendo da ambo le parti i pochi superstit.i, esso già irrompeva in direzione del colle d i Rebbi Arieuni, a tergo della nostra. posizione. Le . cinque compagnie del 5° reggimento, nell'impossibilità di procedere oltre, dovettero allora fermarsi a mezza costa, separate le


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DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

une dalle altre, facendo l'ultimo tentativo per arrestare l'onda. degli amhara inseguenti. Alle 11 'lz la situazione apparve quasi disperata. Risuonò, allora qua f là il segnale di ritirata, segnale che pel frastuono del cannone e della fucileria, no_n venne udito cheda pochi. - Il quartier generale, verso le ore 11 ¼, si ripiegò giù per la china di 'monte Raj o. Però la massima . parte del 9° battaglione, in lotta, si può dire, corpo a corpo· col nemico, il 2~ . battaglione, staccato dal resto sul declivio. del vallone di Mai A vollà, frazioni del 1° e 2° battaglione· bei·saglieri e le artiglierie, rimasero ancora i)er qualche tempo· impegnati, difendendosi colla massima tenacia, finchè ·1e per-'· dite rilevantissime e l'irrompere da tutte le parti del nemiconon obbligarono anche gli avam:i di quelle truppe a ritirarsi (ore 12- 12 '/J Gli scioani coronavano allora in pochi momei;i.ti tutte le alture, conquistando le artiglierie, sulle· quali cadevan0 gli ultimi serventi. La 11• batteria, prove- · niente direttamente da Mai-1\iaret, che dalla ri~erva, dopo, fatiche e sforzi inauditi, era riuscita a trascinarsi verso l'in- · sellatura A, poteva mettere in posizione un solo pezzo e, fare un sol colpo; poi rimaneva travolta e presa dal ne- . mico. Alcuni drappelli di alpini, bersaglieri é faJ1teria se- · guirono ancora il colonnello Bru~ati verso il piccolo passo E,,· su cui premeva trattenere in qualche modo il nemico; ma. dopo inutili conati aµche quei nuclei dovettero ritirarsi dalla linea di combattimento. , Nel basso del decliv:io nord di' monte Rajo le cinque compagnie del 5° reggimento, malgrado le condizioni sommamente · difficili nelle quali vennero a trovarsi, sostennero, bravamente per una ventina di minuti il combattimento, riuscendo a trattenere per un poco la fiumana degli scioani; ma poi, esse pure annientate, dovettere ripiegare. Il 4° reggimento, cui erasi unita una mezza coi;upagnia. del genio, costituiva l'ultima riserva Ma, come è stato innanzi detto, esso era già impegnato contro il nemico annidato nel vallone ad ovest cli Rebbi Arienni e scor<1.zzante, nella pianura a sud-est. Il 7° battaglione, due compagnie dell' 11_ insieme all' 8° battaglione, stavano presso il colle, 0

DOCUl\I,&N'rl DELLA GUJ::RRA D'AFRICA

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Rebbi, ove da due ore tenevano ,·a bada .l'avversario, èhe, altrimenti, forse avrebbe totalmente circondato le due brigate. Le , due compagnie dell' 11'' battaglione (quelle che dovevano raggiungere il comando di brigata) spintesi ardita' mente innanzi per protegger(:\ fa, ritirata, rimanevano quasi distrutte. Così il 4° reggimento tenne saldo · :fin verso le 12 ¼; dopo fu· costretto di volgere indietro . Protetta lùngo le alture a nord della strada da alcuni riparti dell'?ra indicato reggiment?, ed in seguito da nuclei di tutti i corpi, la ritirata potè effettuusi con qualche or, dine per tre o quattro chilometri oltre il colle di Rebbi Arienni; ma poi, giunte le truppe in una valle paludosa, tempestate sui :fianchi, :fino in mezzo alle fil€\ da cavalieri galla, stanr)he per sedici ore di. marcia e di combattimento, quasi senza avere mangiato, avendo perduto la maggior parte degli ufficiali, non furono in grado di prestare ulteriore resistenza. Scomparsi gli ultimi vincoli organici, qu~lla massa di dispersi non potè far altro che cercare di sottrarsi al più presto all'inseguimento, dirigendosi per. differenti vie verso l' Unguia e quindi in direzione cl.i Adi-Caiè od ~4.:di Ugri, a caso, o colla guida di indigeni, o ·come un orientamento rudimentale consigliava. e) Brigata Dabormida.

Il tratto del vallone di Mariam Sciavitù dove la_ brigata Dabormida giunse alle ore !:) ¼ e rimase combattendo fin verso sera, · trovasi circa 5 chilometri ad ovest dsl colle di Rebbi Arienni ed a 3-4 chilometri a nord della località ove accadde lo scontro della brigata Albertone. Questo vallone si apre per circa 3 chilometri quasi direttamente da . est ad ovest, :fia.n cheggiato a destra ed a sinistra da alture di non difficile percorso, largo da 700 ad 800 metri; poi, volgendo verso sud- ovest, si allarga e mette nella zona pianeggiante che precede A.di Abun; da est vien limitato dalle aspre pendici occidenta.li di monte Esciasciò, interposte


.. DO<.HJlfEN'l't DELLA GUERRA b ' A f !tlC.\

tra le strade che adducono al colle Rebbi Arienni e ad Aluma Muzzaite. L'avvallamento essendo chinso da tutte le parti fnori che verso A.dua, ne risulta che il collegamento, anche ,semplicemente a vista, colle località ove combatterono le brigate Albertone ed Arimondi doveva riuscire sommamente difficile, specie se si con::iiclerà l'azione della. grossa colonna nemica, · che f!i era interposta prima tra i battagliQni indigen i e la 2· brigata e dopo tra questa e la 1•. ' Alla precipitosa ritirata del battaglione di milizia rriobile sulla sir:.istra, succedette subito quella della compagnia del chitét di Asmara sulla destra.. Qnesto riparto, spinto poco tempo innanzi iu ricognizione da quel lato, si trovò attaccato cii fronte e sul fianco destro da numerose forze nemiche e dovè. in parte ripiegare sul grosso, in parte errò sulle al- ;' ture di destra del vallone fin oltre mezzodì. Si andavano così accentuando gli ~ttacchi sui due fianchi, più. intensamente a sinistra, meno ·a destra ; ma non tardò a pronunciarsi vivissimo anche l'attacco frontal_e. Erano probapilmente puona parte dei corpi di ras Maconnen e i·as Mangascià che avevano i loro campi allo sbocco (Jel vallone dì Mariam Sciavitù. A queste truppe si aggiunse più. tardi, a minaccia maggiore del fianco sinistro e delle spalle della brigata Dabor. micia, porzione della grossa, colonna scioana c)1e era penetrata fin verso 11ebbi Arienni. · L'artiglieria addetta alla 2• ' brig,tta, costretta repentinament e a ripiegare pel rovescio del battaglione. di milizia, si portò un chilometro indietro e prese posizione nel fondo della valle apren,do subito il fuoco con tutti i pezzi, protetta a destra dal 14° battaglione, a sinistra dal 5°: Il 6'' battaglione e parte del 10· agli · ordini diretti del coloÙne11o Ragni per la sinistra del vallone si erano già recati sull'altura A . (vedi schizzo N: 3) da cnì poterono in qua.lche modo trat· · tenere il nemico e salvare gli avanzi del battaglione di J1lilizia mo bile. Il 13° batt,aglione e ~arte del 3° erano i11 riserva più indietro.

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Tale rimfLSe la disposizione delle truppe fino circa alle 10 '/ •. A tale ora il combattimento era divenuto generale, ed ii nemico, qnasi contemporaneamente, oltre che di fronte, cominciava il suo fuoco dalle alture TI e B sul fianco sinistro. ed anche snl rovescio ove già si presentavano alcuni stormi di cava.lleria galla e di fa,nt i abissini. Ciò non ostant e la calma tra le nostre truppe si mantenne ·perfetta .. Frattanto il 6° battaglione e parte del 10°, battuti in A da fuoco micidialissimo, dovettero ripiegare sull'altura retrostante L. Le batterie, dopo avere appoggiato alquanto a ,des~ra e presii nuova posizione più favore vole sulle alture, contmuavano a battere con molta efficacia il nemico sulla fronte ed obbligavano al silènzio alcuni pezzi nemici a tiro ra.pido che si erano collocati in H. · Parte del 14'' battaglione ed i resti della compagnia del chitét tenevano a bad,, il nemico stormeggiante a destra. Le minacce da tergo, facendosi· però sempre più gr9sse, venivàuo inviati sull'altura I. il 13° battaglione ed una com·pagnia del 5". Questi dpa.rti giunsero' a destinazione verso le cire 12, e si congiunsero col 4° battaglione e la 1" c_ompagnia del 5° indigeni della brigata Arimondi : fn~o~10 essi che, dopo la disfatta della 1• brigata e di quella d1 nserva, poterono salvare da un_completo aggiramento la 2", protegaendone molto efficacemente la ritirata verso sera. 0 L'azione efficace dell'artiglieria sulla fronte, cni si aggiunse il fuoco ben diretto del 5° battaglione e di parte del 14° e del 13°, riparti che avevano potuto avanzare alquanto offensivamente, difesa non meno forte sulle due ali e da tergo, fecero sì che verso le 12 1/ 0 il nemico si arrestò quasi da· ogni lato e venne costretto in gual?he pnnto a retrocedere. Del buon successo il generale D~ibormida non indugiava a mandare avviso al comandante in capo; ma già a quell'ora le brigate Arimondi ed Ellena avevano abbandonate le loro posizioni in completa dirotta e la 2• brigata rimaneva ormai totalmente abbandonata, nè poteva far calcolo che sulle _proprie forzé.

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DOCU?.ÌENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

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DOCU.\IE~:n

DELLA GUERRA n'AFlllCA

VIII.

Terzo momento della battaglia.

Atti contrnftensivi clella brigata Dabor·mid"', dalle 12 '/. alle 16, e su,a 1·itirata, ctalle :l6 alle :L9. . a) Atti controffensivi della brigata Dabormida (ore 12 1 / 2 - 16). . Dalle 12 1/ 2 a\le 13 h il co~battime;nto continnò su tutta la fronte della brigata senza che si addivenisse ad alcun atto decisivo; solo a sinistra per parte·. del 6° e 10° battaglione mediante alcuni contrattacchi fu pat_u to impedire che il nemico si stabilisse in A. Ma, incalzando gli scioani ed aumentando iu forza I man• cando ogni notizia delle altre truppe, apparve evidente la, necessità di chiar·ire la situaziòne ed arrestare il nemico, operando offelisivamen te. Le 5· compagnie del 6° e 10° battaglione che si trovavano in L, con successivi attacchi ·alla baionetta (forse sette od otto) respinsero continuamente il nemico giungendo fin presso allo sbocco della valle in B (ol'e 14 /J. Al centro il 14° e 5° battitglione, parte del 3° e 6° agli ordini del colonnello Airaghi, sotto la immediata direzione del generale Dabormida (che quivi si trovò d~uante tutto il combattimento) furono pe-r ben sei volte, il colonnello sempre alla testa, condotti all'assalto; assalti preparati da. fuoco intenso, eseguiti con slancio dagli ufficiali tutti e ,dalla truppa, quantunque la stanchezza per la ·l unga marcia. notturna, la mancanza di cibo e di acqua e le difficoltà del terreno, qua e 1à acquitrinoso, fossero elementi tutt'altro che propizi ad una azione offensiva ed obbligassero sovente .ì ripar~i estenuati ad interrompere il movimento per prendere fiato. · Il nemico, alquanto scosso ed impressionato da questi attacchi1, avvenuti lungo la linea di combattimento, parve sostare per qualche tempo ; ma ben tosto il suo fuoco e la sua avanzata ricominciarono vivissimi da tu.t te le par ti, specialmente sul fianco sinistro ed alle spalle. 1

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Parve gli fossero giunti allora dei grossi rinforzi (ore 15 '; ,). Il ce;ntro delle nostre truppe fu costretto a fermarsi, poi a retrocedere alquanto; l'ala sinistra dovette pure ritirarsi verso la primìtiva po~izione in L . . Fu allora ohe il generale Dabormida tentò un ultimo sforzo per arrestare almeno il nemico sulla fronte. Riunite I quante truppe potè e messosi alla loro testa, seguito dal colonnello Airaghi e da molti ufficiali, riuscì a trascinare seco all'ultimo assalto gli avanzi.logori ed esausti del 6° reggimento e di parte del 3°. Se questo movimento innanzi non potè avere che breve durata, valse tuttavia a far ritirare alquanto gli _a mhara e diè modo di potere iniziare la ritirata, .la quale oramài s'imponeva in modo assoluto (ore 16).

b) La ritirata (ore 16 - 19). Erano prn di sei ore che le truppe della, 2• brigata pugmwailo contro un nemico assai superiore di forze, senza nessun soccorso. Nondimeno, malgrado le tristi condizioni nelle quali quei riparti erano ,ri~otti, poterono ritirarsi abbastanza. ordinatamentè, continuando a combattere lungo la vallata, protetti a tergo dalle 3 batterie, che consumate quasi tut.te le munizioni, riuscirono ancora, s~crificandosi in parte, a prendere una posizione retrostante in E. I pezzi che poterono salvarsi dagli assalti furiosi degli scioani presero ancora posizioni successive suile . alture F e O, contrastando sino all: ultimo l'avanzata a.l nemico. A questa energica azione dell'artiglieria si a.ggiunse dalle alture, come già fu accenna.to, il fuoco del 4° e 13° battaglioxie, di una compagnia. del 5° e della 1° compagnia del 5° indigeni, ed anche la t enace resistenza dei vari r eparti chè bravamente opposero difese scalate. Dimodoche fino al cadere della notte (ore 19) la ritirata proseguì attraverso i monti Esciasciò con ordine sufficiente, malgrado. il tempestare di numerosi stormi nemici. Fatto buio, in mezzo a quel terreno quanto mai difficile, le minacce dei cavalieri galla inseguenti fecero sì ohe gli ordini s1 ruppero quasi totalmente, nè più fu possibile riannodarli.


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DOCUMENTI DELLA GUERRA D' AFRICA

DOCU.UENTl DELLA . GUE-RRA D' AF.RICA

I superstiti della 2• brigata guidati dal colonnello Ragni (essendo caduti valorosamente nelle prime ore della ritirata il generale Dabormida ed i.l colonnello Airaghi) pei monti Esciasciò proseguirono verso il colle di- Zalà, dove durante la notte scontratisi in una banda cli ribelli, si divisero · in due colonne, delle quali una col colonnello Ragni proseguì per Entisciò verso Mai l'\faret ad Adì Caiè, l'altra, .col capitano Pavesi della 1" compagnia del 5° indigeni, pel Belesa, si diresse verso A.di-Ugri.

Entisciò, il secondo tra Mai Maret (12°, 19° e 20° battaglione) e Ba1;aohit (17°). 'rra il colle di Zalà ed Entisciò erano state fatte riunire .tutte le salmerie del corpo di operazione; ad Entisciò stavano pure il parco dì artiglieria ed il magazzino avanzato di vettovagliarnen to ; ogni cosa sotto , la direzione del. maggiore · A:ngelotti del 15° battaglione fauterhi. Verso le ore 13 del 1° marzo giunsero quivi le prime notizie del combattimento e contemporan~amente si seppe che stormi nemici comparivano verso il colle di Zalà. Riuniti gli armati dispop.ibili (tra i quali una compagnia , del 12' battaglione fanteria e un centinaio di bersaglieri del 2° battaglione) il maggiore 'Angelotti si recò al colle di Zalà ove tra le ore 15 e le 19 riuscì a respingere due attacchi del nemico. Intanto a t ergo, verso Entisciò, bande di ribelli gettavano il disordine tra le salmerie. Però, mentr e tutte le notizie . confermavano l'esito della' , battaglia, nessun ordine od avviso era pervenuto al comandante la colonna salmerie, nè potevasi arguire quale linea di ritirata fosse stata seguita dalle nostre truppe. R itornato ad Entisciò il maggiore Angelotti faceva part,ire gli ultimi drappelli del parco di artiglieria e del ma.ga.zzj3nO avanza,to di vettovagliamento e le salmerie dei corpi alle ore 0,30 del 2 marzo. - nfa nella notte questa colonna, già poco in ordine ~111\ itto della partenza, si trovò attaccata nella diffìci.le mar.eia dai ribelli che inseguirono fi no a Mai ì\faret; la ma,ssima parile dei conducenti, tratti dal chitét, get,tarono il carico e fuggirono valendosi dei muli delle salmerie stesse. Quando i rimasti giunsero a ì\fai-ì\faret (ore 14-15 del 3 marzo il reggimento Di Boccard che quivi speravano di raggiungere, aveva gìa iniziato la ritirata da due ore e gmn parte del carico era perdnto; il rimanente lo fu quasi totalmente tra Mai- Maret e Barachit in altri scontri successivi avuto cogli insorti. Il reggimento Di Boccard,. il quale certo avrebbe potuto esercitare la sua a.zione efficacemente per la salvezza di parte delle salmerie e dei superstiti dellà brigata Dabormicla, tro-

IX. Cenni sulla, ritirata e sugli avvenimenti . svoltisi lungo le retrovie. Gli scioani non inseguirono a lungo e nemmeno la cavalleria galla spinse l'inseguimento al di là di 10- 15 chilometri dal luogo del combattimento. Subito dopo però agli ambara si sostituirono neU' inseguimento stormi di contadini ribelli i quali dietro a1le roccie ed ai _cespugli, dall'alto dei monti ' e col favore dell'oscurità, recarono grave danno ai superstiti delle varie colonne fin oltre al Belesa. Quella parte poi dei superstiti della brigata Dabormida che segui la strada di Entisc.i ò-Mai Maret- Barachit ebbe a soffrire ancora m~1ggiormente degli attacchi cl i numerose bande dei partigiani di Ras-Sebat, specialmente nei pressi di Debra Damo e di Mai ì\faret. . Furono questi agguati ed ~.t~acchi continui che, uniti alla mancanza di riposo, di cibo e' di acqua resero veramente penosa la ritirat~i, e causarono dolorosi sacrifici, quantunque l'energica condotta di qualche capo e la resistenza opposta qua e là da alcuni drappelli abbia sempre tenuto in qualche rispetto le band.e ribelli. · I superstiti delle varie colonne giungevano ad Adi-Ugri ed Adi-Caiè verso la sera del 3 e del 4 marzo. Gioverà or.a accennare ciò che accadde della colonna salmerie e del reggimento Di Boccard (12°) che · durante il combat~imènto trovavansi la prima tra il colle di Zalà ed


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DOCUllENTI DELLA GUE RRA n' AFRICA

vavasi a l\fai-Maret sin dal 27 febbraio in posizione discreta, rafforzata da alcuni trinceramenti costFutti nei giorni 28 e 29. Questo reggimento (12°, 18° e 20° battaglione) avendo distaccate 2 compagnie, ed altre 2 compag nie servendo di scor ta alle carovane, poteva disporre di 8 compagnie a Mai-Maret. - Un altro battaglione (il 17°) trova.vasi di una tappa più indietro a Barachit. Dura.ute tutta la giornata del 1° marzo nessuna notizia pervenne al colonnello Di Boccard sul combattimento; soiJ.o verso le ore 22 di detto giorno ne ebbe le prime vaghe informazioni dal comandante il distaccamento di Debra Damo . Mentre si confermava nella notte la notizia della nostra rotta, egli ne telegrafava al comandante il presidio di Adjgrat, che rispose non essere più in tempo di ritirarsi. Tutte le informazioni confermando che le bande di Ras Sebath ed Agos Tafari (2000-3000 fucili} si t r ovavano tra Adigrat e Mai-Maret pronte ad operare contro la 1Ìostra linea cli comunicazione; non indicando le notizie avute sulla colonna salmerie partita. .da Entisciò quale strada avesse seguita; , ignor ando completarµen te quale linea di ritirata avessero tenuto i -riparti del corpo d'operazione ; nessun ordine od avviso essendo pervenuto dal comandante in capo; e correndo voci sull' incalzare di grosse colonne nemiche, il co· lonnello Di .Boccard giudicò imprudente più oltre rimanere ', a Mai- 1\faret e dopo avere atteso tutta la mattina, iniziò la marcia in ritirata su Barachit alle or e 12,30 del 2 marzo; ivi gli si nnì il 17° battaglione col q uale arrivò ad Adi Caiè trE~ le ore 11 e 12 del 3 mar zo. Colà trovò il comandante in capo, giunto la mattina dello stesso giorno cir ca alle 9, insieme al generale Ellena e a parte del quartier generale. ! r. V tCE

G oVERNA'r OHE

Maggio,· gene-raie

LAMBERTI.


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Labor · flolo·litom•ali~" v ;1~· , del .il' · "·w ' '"'· , 1.uu...-_.tc,'O della . Ouerr·tv


DOOUMBN'.l'I DEi.LA GUERRA D'AFRICA

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RAPPORTO sulla operazione per la liberazione di Cassala COMANDO DEGLI INDIGENl

Cheren, 1!6 apdle ·1896.

A 8. E. tl 0oveniatoi·e della Oolonta lh·itrea -

Anr-CAIÈ.

Fino dal 22 dello scorso mese di febbraio le condizioni del presidio di Cassala si erano fatte un poco difficili per l'avvicinarsi di un corpo dervisci la cui avanguardia in detto giorno attaccava e respingeva il distaccamento di Gulusit messo a g uardia delle numerose piantagioni di dura. fatte eseguire per conto del governo. . Ottenuto questo primo successo i dervisci scavavano numerosi pozzi f:! pr eparavano il campo pel corpo principale che vi giungeva il 25 febbraio, forte di circa 5000 uomini · fra fanti e cavalieri, e mentre con una parte attendeva al raccolto della dura dei nostri tenimenti, coll'altra procedeva alla costruzione di estesi trinceramenti e robuste palizzate attorno al campo di Gulusit e poi a quello di Tucruf, distante quesf ultimo tre q nar ti d'ora circa dal forte di Cassala. Nel successivo mese di marzo il nemico eseguiva razzie nella regione dei Beni-Amer e imbaldanzito per la notizia avuta della nostra sconfitta di Adua, tentava inutilment.e di occupare la gola. di Sabdora.t ove t rovava.si una stazione telegrafica. . Subito dopo iniziava i lavori per l' investimento del forte costruendo varie trincee attorno ad esso. Più tardi occupava permanentemente la gola di monte Mocram e per la fine di marzo aveva completato l'investimento del forte con trincee regolari stabilite a circa. 1000 metri da esso r endendo 73 -

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AXNO XLI.


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D OCUMENTI DELLA G!!ERRA D'AFRICA oocUMENl 'l DELLA GUERRA D'AFRICA

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· d ta a nfor· . della carovana che era an a così difficile l' uscita · d a11' E · ;,. ·' ordinato la n ire q~el .presidio. · t , . ne venne In segu-:.to a tale si uazd1~ azione ai miei ordini comd" un corpo l oper . . costituzione 1 . : . . . 30 60 7o ed s• e di una sezione posto dei battaghom_md1gem ' t 'truppe non erano nelle . . d montao-na Ques e i::, : • • t aprendere una nuova d'artighena a · · · favorevoli per m r , · condizioni plU ., or almente dall'esito a.ei ssendo g1a scosse m . d campagna, e . . . ali si erano trovate; e combattimenti sfortunati nei qdu . te dalle fatiche e dai . te logora.te e ecima . . inoltre fisica.men t durante le operaziom . . . erano state sottopos e chsag1 cui . d · t ben ' altre difficoltà, s~òltesi nello scacchiere su . . ò l'. presa presen ava Oltre a ct im . t· h del concentramento verso prima di tutto quelle log1s ic e e

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Cassala. . d "ffi ltà dipendevano : . 1 Ta1i i co . , ' he rendeva nece~sana a dell acqua e . d" . or 1 . dalla s0ars1ta 1· . di ba.ttao-lioni a distanza i una g1 i::, marcia per scag iom nata fra di loro.. . . d 11 stagione e conseguente ne: 2 Dai calori eccessivi e a d' tt . : d. I! marciare le t ruppe sempre t n~ e. cessita i 1ar . h data l'improvvisa partenza 3 Dalle vettovaglie c e, . ·a lungo la . . troppa scarsa m1sur delle truppe, si trovavano m linea d'operazione. . 1 lla quale si trovavano 4 Dalla distanza cons1derevo e _a . ' e conse· fra lo;o, nella zona Cheren- Cassala, i pozzi d acqua guente necessità di lunghe marcte. te il presidio del forte pron amen . . . . L ' urgenza di soccorrere . . . "bT 1 truppe ai nuei ordini per e di p oter aver presto d1spon1 l i he . . sud m'indussero ad . ·oni nello scacc 1e1 e · , le eventua11 operazi . t nto dei reparti verso accelerare la marcia ed il concen rame . Cassala..· . . 1 difficoltà suaccennate, i disagi e le Causa le esigenze e e . di e cagionarono la perdita fatiche delle marce furo~o gian. d 11 fotza. lungo la strada di qua:n un terzo e a

Concentramento del corpo d;operazione a Sabderat. ', Data la necessità di doversi presentare innanzi a Cassala colle forze riunite, conveniva concentrare i battaglioni in marcia per scaglioni in luoghi opportuni. Avevo scelto prima Ela-Dal, ma dovetti rinunziarvi perchè in causa della siccità eccezionale della stagione questa località poteva a stento fornire acqua ad un battaglione; ordinai quindi il concentramen to delle truppe a Sabderat ove furono a tal uopo scavati venti pozzi. Giunsero prima 1'8° battaglione e successivamente il 3° colla sezione d'artiglieria ed il mattino del 31 marzo il 7° . Il 6° battaglione che era partito per ultimo da Cheren arrivava la mattina dello stesso giorno a Matanè- Sabderat.

" Situazione di Cassala al 31 marzo. Fino dal giorno 30 il comandante del for te di Cassala aveva, nelle sue informazioni, messo in evidenza le critiche condizioni di quel presidio e la necessità di pronti soccorsi . Tale richiesta veniva ripetuta il giorno successiv o, per cui mi decisi di marciare su Cassala la sera del 1° aprile senza attendere l'arrivo del 6° battaglione. Lasciai a difesa della stretta di Sabderat la compagnia ' di milizia mobile del capitano Heusch e mandai ordine al 6° battaglione di giungere la sera del 1° aprile alla stretta e di proseguire immediatamente su monte .ì\focram ove doveva prendere posizione sulle falde meridionali.

Marcia su Cassala. Da Sabderat si può giunger e a Cassala passando o per la gola di monte Mocram, o girando a nord di questo monte, o a sud dei monti di Cassala. Decisi di passare a nord di monte Mocram pr esentando tale direzione di marcia questi vantaggi:


DOCUMENTI DELLA GUER&A D'A)i'RICA

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DOOUìlfENTl DELLA GUERRA

n'AFRICA

1• di evitare la gola del_ monte ove erano possibili sornl pr ese da parte n emica; 2° di mettersi fra i campi di Tucruf e le . truppe nemiche eh.e si fossero trovate nelle trincee, att orno al for te di Cassala. La colon na composta del 3°, 7° ed 8° battaglione della c?mpagnia Bramanti del 2° e della se~ione d' artigl~eria, . partì. da Sabderat la sera del 1•_ apv le àll~ ore 1' e~ avanzò assai lentamente essendo 11 te1·reno mgombro d1 acacie spinose e rotto da crepacci. _ . _ Durante la marcia incontrò patt uglie cavallen a dalle quali il nemico -potè prontamente essere informato della ilostra avanzata. In seguito a .t ale inform~zione . i dervisci, las~iat_i i tr inceramenti che occupavano ad est del for te, s1 disposero nella (Yola di monte Mocram, a; .cavaliere della strada per attacc:rci di sorpr esa. L a colonna invece, evitando la ~tretta ~ girando a nord del monte, potè, i1!-os~.:~·Xt\~~ - v~rso le ore 3· del 2 apr ile. - entrar e m Cassala. _ / Il nemico, ritenendo che la colonna avesse sostato per n , , / posare, era r imasto fer mo, nella ~~la,_ad. a~te~derla. (/ Il 6° ba ttaglione, come da ordm1 ricevuti, giunto la sera del 1° aprile a .Sabderat proseguiva verso monte Mocram ~ giunto, verso le ore 3 '/ ~ del 2 aprile, vicino alla stretta s1 spostava verso destra per andare ad occupar.e le falde ,meridionali del monte, evitando così, esso pure, d1 urtare contro il nemico. In vicinanza di ' monte Mocram il battaglione esse_nd ~ stato preso. a fucilate da pochi dervisci i vi appostati, ~1 spinse rapidamente innan~i per o~upare le falde O:'e_ 11 ne1n ico, eseguito nn cambiamento d1 _fr?n~e, lo attacc~ unmediat amente. Inçominciò allora nn v1v1ss1mo fuoco d1 fu~ cileria che sentito subito. dal forte fece comprendere eh~ 11 nemic~ aveva ·attaccato il 6° battaglione. R iunite subito le t ruppe dei quattro battaglioni cb,e si trovav~no a_llor a nel forte e le due sezioni da montagna, avanzai rapidamente verso la gola di monte Mocram. Giunsi vicino al luogo

4t .

1119

del combattimento un poco prima dell'alba e non potendo perciò .vedere se le falde · del monte erano (come logicamente si ,doveva supporre, occupate dal nemico o (come lo facevano credere le salve che di là si facevano) , dal 6° battaglione, fui costretto a sostare ed a mandare delle pattug lie in ricognizione. Queste riferiron Q che il monte Mocram era occupato dai 1{ostri. Essendo intanto fattosi giorno disposi aHora che il 3°' ·ed il 7° battaglione collegatisi a sin1stra col 6°, avanzassero contro il nemico appostato nella gola ; che le d~1e sezioni d'artiglieria appoggiassero il movimento; che l' 8° battaglione si mettesse in riserva per garantire le spalle da possibili attacchi di trnppa nemic~ I• proveniente da Tucruf; che il 2° battaglione infine si di.,. sponesse a cavali~re della strada per assicurare la linea di ritirata e per concofrere con parte delle sue forze all'azione dei battaglioni di prima linea. Entrati tosto in azionè il! 3° ed il 7v b~tta.glion~, già collegatisi a sinistra col 6 ·; aprivano un vivacissimo {uoco contro l'av.versario che dopo circa un'ora, per le perdite su- / bìte, cominéiò ad indietreggiare; incabiato vivamente dai nostri, si diede poi a precipit osa foga · verso , Tucruf inse~ guito sempre dal fuoco dell'artiglieria e dei reparti appostati sulla cresta di monte ì\focram (1). Finit? !"inseguimento è raccolti i feriti, le truppe rien_trarono nel forte ove disposi subito per l'uscita della caro-. vana composta di oltre 500 cammelli scortati da 500 uomini del chitet. Venne pure immediatamente riattivata la linea telegrafica con materiale volante preparato in precedenza e potè funzionare la sera stessa. Battuti i dervisci ed uspita la carovana dal forte (èhe giungeva senza alcun incidente la sera del 2 a Sabderat) la missione affidatami poteva sembrare compiuta, senonchè, nel dete-1;minare le disposizioni ne:::essarie per la partenza della colonna e pel trasporto dei feriti, risultò m modo evi1

.

(1) Vedi 4llegato n . l . ;.


1120

DOCUME NTI DELLA GUERRA

o' AFRICA

dente che, malgrado la vittoria riportata il 2 aprile, tali operazioµ i avrebbero presentate difficoltà a pericoli non inferiori a quelli già superati. r" Mancavano infatti i mezzi per trasportare i, ,feriti ed il nemico sebbene battuto a monte l\focram occupava pur sempre i suoi campi trincerati con posti d'osservazione a meno di mezz' ora dal forte. Data una tale situazione i dervisci prontamente informati della nostna, marcia in ritirata ci avrebbero certamente inseguiti ,e · molestati per lo meno colla loro numerosa ed ardita cavalleria. Tale eventualità non poteva destare apprensione di sorta nella marcia da Cassala a Sabderat poichè si poteva eseguire con tutte le truppe riunite; ma avrebbe potuto avere serie conseguenze nelle successive dovendosi eseguire, come per l'andata, a scaglioni di battaglioni distanti fra loro una giornata di marcia. P erciò era nec'?ssario sloggiare ad ogni costo il nemico da Tucruf, quindi decisi di muovere contro di esso il mattino successivo con tutte le forze disponibili. ' Combattimento di T ucruf. - 3 av1·ile. L e truppe a mia disposizione 2•, 6°, 3°, 7° e 8° battaglione e i 4 pezzi da montagna mossero alle ore 6 del 3 ap; ile dal forte, e, disposti in quadrato, giunsero verso le ore 7 1 / ~ di fronte a 2 chilometri dal campo nemico contro il quale ia artiglieria aprì subito il fuoco Jl). Nuclei di cavalieri nemici comparvero allora sulla no~tra d~stra, ma vennero tosto disper si con qualche colpo di cannone. Si sentiva in distanza fra T ucruf e Gulusit battere il negari't, ma nulla accennava ad un movimento offensivo del nemico . Feci quindi continuare la marcia al quadrato sostando, ogni 200 metri, per scuotere col tiro d'artiglieria le truppe nemiche ferme nel campo.

(1) Yedi Allegato n. 2.

DOCUMENTI DELLA GUERRA D'AFRICA

1121

A mille metri da Tucruf il fuoco sempre più vivo dell'artiglieria costrinse due E miri ad uscire dal campo coi loro rubs per tentare di girare la nostra. destra, ma l'azione efficace del nostro fuoco_ bastò a farli ripiegar e verso Gulusit. L'uscita dai trinceramenti di tanta truppa nemica feoe credere che il campo di Tucruf fosse stll.tO abbandonato; nulla infatti accennava alla presenza di altra truppa in quel luogo. Tuttavia prima di avanzare ancora furono spedite in quella direzione dne battuglie di cavalleria comandate dai tenenti De Dominiois e F errari, le quali si spinsero fino a pochi passi dal campo nemico senza che nessuno sparasse loro contro e senza aver potuto vedere alcuno causa la profond1tà delle trincee e della, palizzata che le coronava. Detti ufficiali port.arono quindi la notizia che il campo nemico era sgombro: Allora ordinai ad una compagnia del lato di testa del quadrato di precedere la colonna e di riconoscere il campo nemico; ma appena essa ebbe percorso un trecento metri fu arrestata d~ un vivissimo fuoco di fucileria eseguito dai dervisci appostati dietro i trinceramenti creduti sgombri Essendo difficile disimpegnarla decisi di muovere risolutamente all'attacco impiegandovi tutte le fo rze; . ma ben presto, per le gravi perdite subite in pochi minuti e pel sopraggiungere alle spalle di oltre trecento cavalieri (reduci da una razzia) e per la difficoltà di superare la palizzata, compresi che spingendo l'azione a fondo avrei subito perdite gravissime. Allora decisi di sottrarre la truppa dal fooco dei trinceramenti nemici raccogliendola in una posizione retrostante dalla quale feci eseguire dei tiri d'artiglieria e delle salve di fucileria mettendo così facilmente in fuga la cavalleria che ci minacciava alle spalle. Dopo di ciò le truppe r ientrarono nel forte senza molestia alcuna da parte del nemico il quale, in parte era gia. in ritirata verso . Gulusit ed il resto molto scosso per le perdite subite.


1122

DOCUMENTI DELLA. GUEaRA. n ' .HRICA

DOCUMBNTI DELLA GUERRA

Tali perdite gravissime inflitte al nemico nei giorni . 2 . e 3 aprile non erano state sufficenti per ra;ggiungere l'obbiettivo che mi ero proposto, di sloggiarlo cioè dai suoi accampamenti; ma essendo però sempre convinto della necessità di raggiungere tale scopo nella notte del 4 inviai pattuglie a gettare l'allarme n el suo campo e nella successiva del 5 aprile, lo feci battere con vivissimo fooco per ben 4 ore ·coi pezzi ' da 9, mentre grosse pattuglie avvicinatesi ai trinceramenti lo tormentavano con vivo fuoco di fucileria. Ciò bastò a far credere al nemico che fossimo per iniziare un n uovo e generale attacco, quindi si · ritirò precipitosamente verso Osobrio sull'Atbara lasciando dietro di sè feriti, a.rmi, quadrupedi e vettovaglie. Più tardi, dai disertori, si seppe che molti soldati durante la ritirata morirono di sete e che la cavalleria rimasta in retroguardia per impedir e le diserzioni, fu costretta a spingere innanzi i soldati a frustate e sciabolate. ·11 giorno stesso mi recai colle truppe ·a Tucruf e a Gulusit ove feci chiudere i pozzi e bruciare i. baraccamenti e le pa.lizzate. . . . . Le perdite subite dalle nostre truppe nei van combattimenti furono : 4 ufficiali morti e 7 feriti; 2 sottufficiali e 2 caporali feriti; 123 indigeni morti e 266 feriti. Quelle subite dal nemico, secondo le informazioni dei disertori, sarebber o state di oltre 1000 morti e moltissimi feriti. Allontanati i dervisci dal' Gasch provvidi allo sgombro dei feriti facendo venire appositi mezzi di trasporto. Tale sgombro si effettuò con due carovane 'la prima de~ feriti leggieri, la seconda di q uelli gravi. Dette ca.rova~~ g~u~~er_o senza inconvenienti di sorta in Cheren ove tutti 1 feriti rimasero in c·u ra. Nulla del materiale, delle munizioni e delle vettovaglie esistenti nel forte di Cassala fu distrutto. In seguito agli ordini di V. E. disposi,. pel rifornimento del forte, pel ritorno dei due battaglioni 2" e 7•' e ·di una sezione di artiglieria verso lo scacchiere sud per la dislo-

o' AFRICA

1123

cazione dei tre battaglioni 3°, 6° e 8° destinati a r estare sulla linea Oheren-Oassala. Sono lieto di poter segnalare a V. E. il lodevole conteO'no 0 delle truppe ai miei ordini che fu veramente superi.ore ad ogni ~logio e sebbene condotte da ufficiali per la maggior parte nuovi, combatterono valorosamente. A tale risultato credo ab~ia in parte contribuito n fatto di avere dei reparti piccoli e quindi più. nella mano degli ufficia.E Ciò m' induce a ritenere che siano da pr~ferirsi le compagnie della forza di 200 uomini a quelle troppo numerose e pesanti di 300 nell'organico attualmente in vigore. . Tale riduzione di forza mi sembra preferibile anche per 11 .fatto che gli ufficiali dovendo esprimere i propri sentimenti agli ascari per mezzo di un interprete, con reparti poco numerosi è più. facile che ciò avvenga in modo più. pronto ed efficace. Meri~ano uno speciale elogio le due sezioni di artiglieria, le quali, sebbene avessero perduto molti uomini e quadrupedi continuarono senza interruzione il fuoco e seguirono sempre la trnppa nei successivi appostamenti. Giova per ultimo notare come i dervisci abbiano in questa circostanza radicalmente modificato il loro modo di combattere; poichè mentre prima era loro costume attaccare in massa · il nemico, ora. invece cercano di farsi attaccare nei loro campi trincerati e che rinforzano con robustissime palizzate. Da ciò emerge ohe il miglior modo per combatterli è quello di tenersi a distanza valendo:.;i esclusivamente ·del fuoco dell\irtiglieria. Unisco alla presente i due schizzi dei combattimenti del s/orno 2 e 3 aprile.

/

Jr,

COLONNÈLLO

Comandante delle lt·uppe d'operazione

STEVANI.

I


· 1125

DOC UMEN1'1 DELLA GUERRA D'AF.RICA

DOCUMENTI DEf,LA GUERRA D'AFRICA

1124 .

ALLEG,\.TO

'N, I

ALLEGATO

N. 2 f

Fatto d'ari:ni di Tucruf _,

__

Fatto d'armi di Monte Mocram

RIEPILOGO della forza dei vari riparti

RlEPI LOGO della fo1'za dei vari reparti

al mattino del 3 aprile 1896.

al mattino del 2 aprile 1896. , 1 ,

Graduati

Ufficiali

REPARTI

l

Truppe

·

I

italiani \ in(l igen,;

- - --·

I

r.

Comando delle truppe .

5

2

)4

2° battaglione indigeni.

16

..,I

992

30

. id.

12

4

365

. 60

id .

10

5

566

70

id.

!O

6

515

id.

10

,4

412

Batteria da montagna

2

4

llO

Plot-0ne di cavalleria

1

1

24

66

33

so

h)

i Graduati

'l'ruJ>pe

italiani

indigene

Ulliciali

RE PABTI

Annotazion'i

Annotazioni

r

I

l

i

eornando delle truppe _.

4

2

14

20 battaglione indigeni.

15

6

814

3o

id.

12

:3

351

6o

id.

10

5

482

7o

id.

10

6

401

8

4

898

Batteria da montag·na

2

4

110

p

1

1

24

62

:= n

2,600

8o

id.

1,toi'"

I ,

,ollo,i,

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,

•

:309'7

2998

TOl'ALE

I

--

I

TOTALE

,

2,69:3

,.

-

II


1126

DOCUMENTI DELLA GUf,;RRA

n' AFRICA ALLKGATO

SPECCHIO ilei morti e feriti nei combattimenti di Monte Mocram

0

N. 3

Tucruf

l--- - - l I T RUPPA

:=~

Ur?FICIALI

~!orli

I-

Comando. 2° battaglione indigeni

!

i<l. 50 id. '70 id. se. id. Sezioni artiglieria Plotone cavalleria·

Feriti l 2

l

-

1

..

INDIGENI·

--- ----

1

30

OIANCHI

l

1

-

Feriti

Morti

-

-

-

-

.2

:~2

102

-

·-

13 41

3'7

-

28

6Q

8

2'1

1

10

-

3

..

1

-

-

- ·

Mortì

1

-

-

-

' 4

8

4

F<•riti

3

-

123- 1-

26

4

269 J

TOTALE

(1)

127 2-81

:\forti Feriti UFFICIALI

Feriti a il:lonte Jl{oc1·am.

Maggiore di fanteria. Capitano id.

. AMADAS1

.

. BnuNELLI

Luigi. Giacomo.

J101·ti a T1ic1·uJ: I

Tenente di fanteria Id. id. Id. id. Id. id.

Umberto. Augusto. STELLA Giuseppe. D1 SALVIO Gaetano.

• PAR'l'INI

:- BE~1;n·1 •

Feriti.

Tenente di fante:·ia . id. Id. Id. id. Id. id. Id. id. Id. di ca,·alleria

Luigi. Vìttorio. CAN'l'Ù Giuseppe. PAGELLA Vittorio. · . DE Rossr Giuseppe. . FERRAR! Sallustio. BELLOT'n-BoN

BERXARDIS

(I) °Circa un centinaio delle perdite avvennero nel combattimento del 2 aprile.

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L.UlUDft 1 1 11u.c.n 1 V

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1\.1.u.U

Scala app1·ossim ativa 1 : 85000 ' L /!J G G E N IJ .,t.

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Linea di marcia seguita dalla colonna Stevani p1w en• trare in Oassala. .

'

Posizioni dei va·ri battaglioni dura,ite il combattimento. E

e

-

Seconda posizione dell'ai·tiglieria per l\i,iseg1<imento.

A. B

Posizione dei Dervisc prima d,e ll'arrivo clel 6" battaglione. ,•

-

'

(l D

,•

Posizione dei Dervisc d1<rante il combattimento .

Dfrezione segu'ita dai .Der-visc nella ·r itirata. '

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(Javatie1·ici Dervisc che tentava di venire:-in aiuto dellapropria fa.nteria .

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I I / .,~ .:.;.1:·

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.ll.lV.lU\,.Cl.U.l


CUlVltlATTllVl~NTU DEL 3 APRIILE

•

Scala aprn·ossim ativa t: 86000 \

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Tucwi~f

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l~O!)~···· · · ·-.. , . •/2

LEGGENDA.

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'"'

Posizirm e da cuift• iniziato il.f1w co d'ar tiglieria.

f" 1~····~ Posizio1ie :

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eseguito lo spiega,nento; ii lato di coda ,-imane in ·1·is1wva e fa fronte alla cavaller ia . <la cui

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Posizione ove .,i riformò il quadrato e àa cui si aprì i!fuo co a salve e cl'ai·tiglieria

Direzione di •marcia JCfJllita nell'a.n àata e n el ritoriio. N .B. L e d ime,isicni <lei .q uadrato sono u.n poco

esagerate per pote1· indica,·e i va,·i batta· gl ioni .

V

'9'~.?

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(Javalleria Der11isr. proveniente àM mo nte Ilfokram.

J.. ~ . . . .... ~--

CASSALA

I

La Cadmie

I

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I

TUCKUF


I

1127

LE COSTRUZIONI CORAZZATE ED

I PA RTICOLARI DI UN ORDI.NAi\'lE~TO DIFENSIVO SECOND O LA NUOVA SCUOLA

Conl~rrenza dei <lue sistemi opposli nell 'impiego delle costr uzion i corazzate .e dis formità dei criteri direttivi <l'ordine tattico e tecn ico. Differenz.e sostanziali dei tipi impiegati nei riguardi :, della re,<istenza : del moYimento: della s trutl ura: del numero e del calibro delle bocche eia fuoco: dell'econom ia. Diversità di vedute delle due scuole nella so luzione di t,ilnne questioni relative ad un · ordinamento clifensivQ. - La sicur,•zza delle opere contro gli attacchi di vi va fo rza. - L'impiego della fLtcilei·ìa nella dif<>sa approssimata. - Il principio della difesa recirroca delle opere e l:i sua applicazione.

(

J

I ,

I sistemi di fortificazion e coi quali i propugnaLor i delle due scuole opposte tentano di ri solvere l' odierno problema. difensivo, sono fondali sul!' im piego delle costruzion i corazzate. Oiff€\riscono peraltr o essenzialmente i criteri' diret.LiYi. La s cuola propugn a tri ce dei grandi forti a do tta bensì la torre corazzata gi revole come eieme nto d i difesa, ma q uesta non rappresenta allro che un r in(01"::o tecnico delle opere, una semplice modalità d'in stallazione delle bocche da fuoco che n e costitui scono l' armamento . Epperò le grandi oper e corazzale non diffe riscono nella loro di sposizione generale e nei particolari di ordinamento interno dai tipi di forti preesisLenti ·al le \1ltime innovazioni. P er i sostenitori della fo r tificazione sottil e o li nea re, invece, la torre corazzata girevole è l'elemento cos titutivo, I' organisr,io fondamentale del sistema : è . un tutto aqatt.o indi pende nte ed a utonomo. « Non v'è salute al« l' in fu~ri delfa torre corazzata (dichiara il generale v . Sauer) « ma non già. applican dola quale costr nzion e accessoria o com « plementare in un forte, sibbene isolata ed autonoma ». Di qu i le c r iliche solleva te dall'artigl iere bava1:ese contro i gra ndi forti


1'128

E D I PARTICOLARI DI UN ORDIN:AMENTO DIFENSIVO, ECC.

LE COSTRUZIONI CORAZZATE

coràzzati proposti dal generale Brialmont e contro I' impieao delle torri, che ne cos~ituiscono l'armamento, agglomerate· in spazi ristretti. Delie torri, coinvolte nell'attacco diretto contro i forti, che presentano bersagli ampi e visibili, cadranno, egli osserva, con questi senza avere potuto arrecare alla difesa i vantaggi che da .siffatti organi è in diritto di attendere. l seguaci del v. Sauer, pur sostituendo, in oma 0 aio alla critica alla ·catena di_ semplici torri autonome, quella di piccole batterie cor~zzate (,1} perseverano nella condanna delle opere gigantesche del generale. Brialmont: Il Meyer osserva che questi, nelle recenti fortificazioni della Mosa, non è riescito a svincolarsi dalle tradizioni.del precedente periodo. I forti corazzati non rappresenterebbèro, a suo avviso, se non il transito, (ammesso che ve ne fosse stato bisogno) dalle forme, preesistenti alla comparsa delle granatetorpedine, al sistema delle torri autonome o delle piccole hatterie corazz!)-te e sono, rispetto a queste ultime, nelle stesse condizioni delle grosse navi corazzate di fronte alle torpediniere, della colonna profonda alla sottile catena di tiratori. · « L'arte fortificatoria non può percorrére uhi vi·a ·propria (pro<< segue il Meyer) (2). E poichè le truppe combattenti in campo «.aperto hanno dovuto rinunciare alla formazione in colonna di« nanzi al fuoco del nemico, per quali ragioni la fortificazione « adotterebbe altri criteri·~ Non è la stessa artiglieria che si pro« pone di distruggere colla si.essa precisione le sue òpere? E quale « vantaggio potrebbe derivare alla difesa col parare semplice.: « mente i colpi senw rispondere colla medesima violenza al fuoco « dell'assalitore f Non verrebbe in, tal modo costrettn, da ultimo, « a rinunciare alla lotta ? · « Se in una prossima guerra l'assalitore di una cintura di « fori.i corazzati opererà raziMalmente, vale a dire: se inizierà pel « primo, il combattimento d'artiglieria; se dirigerà contro ciascuna « serie di 2 o 3 forti corazzati il fuoco di ,100 pezzi a tiro •

« nrcato, coperti dalle ondul,1zioni del terreno; se impiegherà lo « stesso numero di artiglierie per battere gli intervalli, e se lan« cerà col tiro rapido una grandine di proietti contro i forti e le « batterie intermedie; è incontestabile che i fori i corazzaLi sa1~a:nno « posti fuori di c'ombattimento dopo 12 ore, con grande sorpresa « del difensore il quale ravvisava, in quelli, organi difensivi atti << a presentare una lunga resistenza .» (,1).

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l')l')

(1) La critic,~ (rileva ·u capitano Meyer nel suo ultimo libro: Il ca·mpo trincerato di Afetz e la fortificazione corazzata moderna, !.895) avendo cornbatluto J,i. possibilità della condotta del ruoco nel nostro sistema primitivo (quello delle semplici torri 'disseminate lungo la linea di difesa) abbiamo· ritenuto opportuna uoa parziale concentrazione delle artiglierie corazzate in [)iccole batterie. (2) Op, cit.

1129

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Alla differenza sostanziale dei concetti tattici ai quali s'informa l'impiego delle torri corazzate nei due sistemi opposti d'aITorzamento, deve rare necessariamente riscontro una non meno sostanziale differenza nei criterì d'ordine tecnico che devona servire di guida nella loro wstruz.ione e nell'ordiname11to dei diversi particofari di servizio. La comparsa della torre corazzala in fortificazione doveva segnare (come per la corazzatura delle nav_i da guerra) il primo termine della 101.ta tra la grossezza delle corazze ed il calibro delle bocche da fuoco .,. Ed infatti le prime torri corazz:ite girevoli vennero coordinate a questo concetto, che potrebbe chiamarsi della resistenza, in opposizione ali' altro che si limita ad ottenere una protezione indiretta contro la crescente potenza delle artialierie ·colla piccolezza e coll'occultamento del bersagl io, riducendo così la probabilità di colpirlo, fìno a renderla quasi trascurabile. Mentre l'impiego delle·torri predette era necessariamente riservato ai sistemi d'afforzamento fondati sulla robustezza delle masse coprenti, ~

(i) La convenienza di risalire ali' unità dei principì che dovono servir di guida per resistere all'azione delle odierne artiglierie, sia nella guerra di campagna che in quella d'assedio, è stata altresi posta in rilievo in uo recente studio del capitano Vallernaud Forts dètachés et cuìrassemenls pubblicato nella Revue du génie militaire (novembre !895). L'o:;servaoza degli stessi principt Mlle diverse manifestazioni dell'arte milìtare ·(tra le quali e compresa la fortificazione) risponde, in astratto, ai criU,ri di una logica rigorosa, e deve perc;ò essere tenuta presente dall'ingegnere militare non meno che dal condottiere di truppe. lo pratica peraltro è da esaminare con quale approssimazione le esigenze dell'arte della difesa, io relazione al terreno e(! alle speciali disposizioni d'ordine tecnico, :.11:e qu~li noo si potrebbe rinunciare senza venire meno a compiti beo designati, consentano di seguire l'accennato criterio. Dalla conciliazione delle diverse esigenze potranno emergere forme difensive le qnalì rivestano un carattere intermedio· tra il sistema delle grosse opere e quello delle sottili catene di torri o cli minuscole batterie.


_1130

1131

LE COSTRUZIONI CO'RAZZ.ATE

ED I PARTICOLARI DI UN ORDINAMENTO DIFENSIVO, ECC.

era da prevedersi· che il concetto opposto avrebbe dovuto prevalere nelle installazioni. corazz~te delh; fortificazione coordinata al principio della protez ione indiretta. Lo Schumann, il quale dapprima s1 ern avviato allo studio delle torri pesfinli , dotate di grande robustezza, p~r 2, od anche per 4 cannoni (il), stimolato dagli scritti del v. Saùer, e pròpo· stosi di rivestire' di forme organiche i concetti della nuova tattica fortificatoria, formulati dfl,I gen.eral e bavarese, giunse alla convinzione che, per la éorazza, come pel cannone, lo scopo principale è non la gros::;ezr.a delle dimensioni , bastando, sollo questo riguardo, adottare grossezze che si stimano suf!ìcienti, senza oltJepassare i limiti di peso (ed anche di costo) compatibili col'l'impiego p:ratico e diffuso di un dato materiale tecnico. « Non « v" lia corazza (egli osserva) che sia assolutamente invulnerabile « c;òntro tutti i proietti ed in tuni i casi. Bisognerà perciò ap<< pagarsi di quel grado di robustezza che assicura protezione << contro tutte le artiglierie da campagna, contro i niortai e gli « obici di cnlibro non superiolle a 15 centimetri. Contro i proietti « più pesanti occorr..e rinvenire una protezione indiretta nella. mi« n0re superficie delle costruzioni coi·azzate e nell'aumento del « numero dei bersagli ». Le precedenti parole comprendono Lulto un programma e riassumono, con mirabile chiarer.za, il conceLl:p degli a/fibsti coraz zati. Rinn_nciando all'idea di preservarli contro i più ~rossi proietti, carichi di sostanze esplosive, egli ha assicurato a questi apparecchi una certa vitalità per l'avvenire ; li ha affrancati dalla lotta incessante tra la corazza ecl il proiello , nella quale non è ali~ prima che resterà la, vittoria. Hà au~entato indirettamente la loro resistenza, restringendo la superficie del bersaglio ed impiegand6 tutti gli espedienti possibili .per sottrarli alla vista dell'assalitore. Le differenze sostanziali tra l~ due categorie di costruzioni corazzate, informate ad opposti principii, ed impiegate, le prime, nei grossi forti; create, le seconde, per rendere praticam~n te applicabili le .nuove forme tattiche d'afforzamento (le linee di torri autonome o di piccole batterie ·corazzate) riguardano:

a) la res.istenza: ragguagli ~ta, in massima, all'azione delle più potenti artiglierie d'assedio nelle prime, limi tata, secondo il suesposto prinéipio , nelle seconde. Dei proietti dell'attacco quali sono i più temibili ? I più piccoli, pei'chè i più numerosi. Per consegue~za, ne h\l concluso lo Schumann, basterà assegnare alla membratura di resi~l.enza {alla cupoln) la grn::sezza di ;f;i~ centimetri al. più, che la pone in grado di resistere alle schegge dei proietti d'assedio ed all'urto di quelli da campagna ; b) il rnovimento : il movimento rolatorio che, nelle grosse torri coraz,,ate, può avere luogo, o su di una corona . di rotell e (disposte sul margine della muratura che riveste il pozzo) o su di un perno centrale, è, jn ogni caso, prodotto da un agente meccanico {l'acqua, il vcl,pore, o gli accumulatori); mentre negli afiusti corar,zati ha sempre luogo sn di un perno centrale e col· l'impiego esclusivo di organi semplici (vili ~ leve) manovrati a braccia ('I) ; .. c) la stmttnra: le grosse çorri corazzale della · forti(icazione terrestre risentono tuttora (malgrado i notevoli perfezionamen.ti dovuti al progresso delle industrie) della loro origine, dell 'epoca cioè nella quale erano in uso soltanto per la gi-ossa 11rtiglieria da mare e da costa: sono sempre delle maochine pesanti, difficili ad essere mosse e che richiedono un numeroso personale tecnico pel loro servizio. La struttura degli affusti corazzati è invece nutevolmeilte più sem11lice; dipendentemente dall'assenza dei motori e dalla leggerezza delle parti resistenti, ed il loro maneggio può essere affidato- ad un personale assai ristretto (2); d) .il nu me1·0 ed il calibro delle bocche da fuoco .. - Le torri corazzate sono generalmerrte costituite per due cannoni . l risultati poco soddisfacenti del tiro 'eseguilo dalla torre tedesca nelle

1

(1.J Atlante aon·esso a.Ila prima pubblicazioao (iS85J .

(l) La. velocità di rotazione ottenuta à braccia negli a.rrusti corazzati fu di 36 secondi per un gir'o completo nelle esperienze di Kummersdorf, mentre per le grosse torri, messe io azione da a.genti meccanici, fu nelle esperienze di Bukarcst di 3 minuti. In seguito a perfezionamenti introdotti nei primi, la rotazione completa. dell'affusto corazzato per un' c,,nnone da l.2 centimetri si ..itliene da un uomo ìn 30 secondi, aclo· perando la ruota a mano; in i5 secondi da due uomini impiegando la manovella. (J. V. ScnuTz. ~ Gli atr,isti cornzzati). ({J La manovra dell'affusto corazzato per un cannone da 12 centimetri richiede in tutto eia 3 a. i uomini. (Id. id. icl.). 71,. -

ANNO J\LI.


1133

LE COSTRUZIONI èORAZZA1'E

ED l PAR1' ICOLARJ DJ. UN -ORDINAMENTO DIFENSIVO, ECC .

esperienze di ·Bukarest, furono dallo Schumann aL!,:.ribuiti al fatto che il rinculo di un cannone modifi-ca il punlamento dell'altro. Così egli fu condotto al principio del cannone nnico: condizione naratteristica degli affusti corazzati, d'onde la lor-o- affinità cugli affusti ordinari, dai quali dilieriscono principalmente per l'aggiunta della cupola di protezione. • M_entre le grosse torri binate contengono' cannoni da ,15 centimetri, · la leggerezza di struttura degli affusti corazzali non comporta l'impiego di calibri superiori a '12 centimetri. Ora è necessario installare il cannone da 45 centimetri st:iUo corazza? Il v. S,rner non è di questo avviso. Egli ritiene che il can none da 12 centimetri possiede una gittata sufficenle ed un proietto abbastanza. po~ente per agire efficacemente contro i bersagli dell'assalitore: bocche da fuoco disposte dietro spalleggiamenti di terra e bersagli animati . Che anzi la maggiore sem- . . plicità di manovra e la celerità di tiro ne rendono l'impiego assai più vanlaggioio. !)) l' econo1nia: notevolissima per glr <'nffosti corazzati dipen dentiemente dalla leggerezza, aalla semplicità di struttura e dalla assenza del motore meccanico ('I). Il costo limitato permette di aumentarne considerevolmente il numero, e di avere maggiore efficacia di fuochi. Nel caso 1 'el1e •un11proiet.to nemico ponga fuori di servizio uno di questi affusti corazzati, le sorti della difesa non risulteranno compromesse, mentre, a~endo soltanto pochi pezzi di · maggior potenza sollo corazza.ture pesanti-e costose, un solo proietto può ridurre I~ difesa in cattive condizioni. Sebbene il generale Brialìnont ritenga, ·in molti casi, preferibile l'impiego delle pesanti e costo:;issime torri corazzate per due cannoni, i vantaggi d'ordine militare, tecnico ed economico, _che

preseiitano ,1J"li affusti corazzali, sono talmente rilevanti che il loro impiego, nel['ultimo decennio, è, divenuto generale. A tale risultato ha principalmente contribuito la semplicità e la robustezza del meccanismo a braccia, che non richiede una delicata manutenzione e _c)1e può essere manovrato da soldati, mentre, d'altra parte, il prezzo relativamente ienue di tali coslrnzioni leggiere, di front.e a\ ·costo esO{bitante delle grosse torri binate ('I), ha reso meno di!ficile la risoluzione del problema della corazzatura anche press.o, gli Stati che non possono disporre di somme ingenti per la difosa del terril.~rio. Epperciò, quantunque gli affusti corazzati fossero, sla.iti creati dallo Schumann per rendere pratiche leTiforme tattiche dell'arte fortificato1j a (delle quali, detti materiali costituiscono la sintesi) ebbero poi larghissima applicazione anéhe là dove le accennale riforme non veri'r1ero .adottate. 'I

1182

1

(t) A:d esempio, mentrè l'affusto coranato per un cannone da :12 centimetri (del peso approssimativo di chilogrammi 70,000) costa marchi 7"7,000 (lire 96,250) la torre coraz· zata Grusol) per due cannoni da rn centimetri (del peso aprrossimativo di ·186,000 chilogrammi} costa marchi 2U,OOO (lire 265,000) e la torre per due cannoni da :15 centimetri (Grusoul, con affusti idraulici (del peso approssimativo di chilogrammi 225,000, .costa ,matcbi 236,000 (lire 295,000). . Parimenti elevatissimo .è il costo delle torri corazzate per due cannoni, costruite presso altri stabilimenti metallurgici. Ad esempio, la torre corazzata a scomparsa per ctue cannoni da !55 millimetri, ideata .dal ,:apitano Galopin, e costruita nelle officine di Fives•Lille, costa :dl'incirca lire 500,000.

'f,

* * I seguaci della nuova scuola si propongono d'indirizzare l'arte fortiticatoria secondo :Sfi'eciali criteri, non soltanto in ciò che riguarda l'impiego e la strntLura delle torri corazzate girevolit,f1'ma anche nei diversi" particolari dell'ordinamento difensivo di una piazza. ·,, Le questioni che la fortificazione classica considerava stabilmente risolute e che i novatori riportano in campo, adottando una soluzione opposta, riguardano : a) La sicurezza delle opere contro le sorprese e gli attacchi -di viva forza. · b) L'impiego della fucileria nella difesa approssimala. delle opère. c) L'applicazione, s'u lar~a scala, ·del principio della difesa reciproca. Sebbene il fosso sia, forse, l'unico elem43nto della fortificazione, il cui valore, atfraverso i secoli, non si è mai alterato, la nuova (t) La. spesa assolutamente ecCe$siva richiesta dall'impiego dell e grosse torri coraz·.za.te ed il dubbio ct1e i meccanismi, occorrenti per porre in movimento quest.i complessi e pesanti .a pparecchi, non 11oss«no so.fldisfare in ogni caso alle esigenze di una azione pronta è decisiva, costituis·cono argomenti d'indiscutibile valore contro l'adoziono delle predette costruzioni corazzate.


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1134

LI, COSTRUZIONI CORAZZATE

ED

scuola, distacc~ndosi da tulle le -tradizioni, rinuncia,.~! fosso Gancheggiato ed organizza la.difesa.frontale. La si~urezzi.i~delle opere è affidata ali' azione delle artiglierie a tiro rapido (cannoni di piccolo · calibro e mitragliere) collocate su i rampari, e destinate a battere farg he zone di difese accessorie (rettçolati di filo di fe rro) _disposte· sul fondo dei fosselti del tip.9,.Schumann (di piccolissima profondità., coli.a scarpa e controscarpa di terra), lungo il pendio dello spai.lo, e snl terreno circoswnte all'opera. Questa radicale trasformazione dell ' ordinameoto della di/esll immediata delle opere si ritiene giustificata dai p1w~otori, pel fatto che, colle ·odierne artiglierie a tiro rapido, si riesce, in pochi minuti, ii coprire di proietti l dintorni di un'opera, r~ndendo impossibili i tentativi di un attacco viohmLO. Si consideri, ad esempio, la batteria c1!ntrale corazzata del Meyer, il cui armamento comprende 3 cannoni da 57 millimetri e 2 obici da 1-2. centimetri a tiro rapido: I primi darebbero, in un . minuto primo, da 90 a 1' 35 shrapnel con un totale di 6300 a 9450 pallette: i secondi da 20 a 30 shrapnel oon1 un totale di 9000' a '1:8-:.pnO •pallette ('I). In tutto, da 13,305 a 22,500 palletle, iri,rnodo eh~, se l'ope;·a venisse, ad esempio, attaccata da 1000 uomini (un batlaglione),•toccherebbet'o ad ogni uomo da ·I5 a 22 pallette per m,innto. (Ciò che ;;embt'a sufficente9,;, :11 Senza dire che siffatti calcoli t'assomig\iana troppo da v1erno a quelli, rimasti celebri, del' Carnot, relativi · alle batterie di mortai, importa teilere presenti le ragion i e gli appreizamenli dei gosteniLori del p·i:utito opposto. Ecco come si esprime il più .i llustre di questi, il generale Bri~lmont: (2) « Les fossé est l'obstacle principal de la fol'tiucation et le plus « ditncile à.vaincre Jorsqn'il est biec) flanqué et qu' il ne peu.t étre « franchi avec dès ponts volants. On a proposé de le remplacer par 1

1

1

(·I) La rapidità di tiro del cannone a tiro rapi(lo da 57 millimetri, lungo 25 calibri, è (stando alle indicazioni date dagli autori) di 30 a 45 co lpi per minuto. Lo shrapnel, del peso di 2,720 chilogrammi, contiene 70 pallette di piombo indurito, del diametro di !3,5 millimetri. La rapiclità di tiro dell'obice da !2 centimetri a tiro ·rapido è di iO a !5 colpi per minuto. Lo shrapnel; del peso di ·16,400 chilogrammi, còiiìfone 4-50 pallette di piombo indurito·, dèl diametro di J.4,5 millimetri (Gli aff11sti corhf.zati' di Juli llS v. Schiitz - 2• parte). · 1~ · (2) Jnf(uence du tir plongeant, ecc. ecc.

Ì PAlt TICOLARI DI UN ORDINAMENTO DIFENSIVO, ECC. I

1135

« un glacis1prolongé sous le terrair1 na.turel, revétu· au pi~d, pour-, « vu de défenses accessoir.es , et battu par !es feux du rempart; e mais cette proposil.ion est inadmissible. Les fe ux. du rempart, en « effet, pouvanl < 1tre eteints par !es batteries éloignées de l'attaque, « offre11t moins d·e ~a:ranlies, que les feux des coffres, lorsque ceux« ci son-t disposés de manière qu'il soit impossible de les contre.« battre d'lÌucun point dn terra.in extérieur; ils en oJTrent moins « aussi qne !es feux des. caponnières , lorsque celles-ci se campo<< sent d'épaisses masses cl~ béton, presquè au niveau de I' eau et « de petites coup'oles à eclipse, années de canons à tir rapide, qui, « ·n'entrant en action qu'au moment du passage du foss é, ne peu« vent ètre détruites de loin. « Les cÒffres el ]es caponnières ont, slir !es baLteries· à fenx 11 directs du rempart; celle autre snpérieurité qne leùrs bouches << à feu peuvent fonctionne, la nuit et en temps de brou,illard. 1~ Il snffit de les. placer dans la direction dn foss é et de tirer le « plus rapidément possible, sa:ns mudifier le po1ntage, au::;sitòt << qu' on est averti dei la presen~e de l'assaillant au pied de la <i controscarpe. Vobstacle du fossé a donc celte irnportan~e ,,pro<ç priété, qu'1l ne perd rien de sa val e~1r par l'effel-1 des condi« tions atmosphériqnes et a.utres qui influenc1:mt ,défavorablement « l'action des fe ux. dn rempart.:''. ~,. · Dopo di che, pi1r tenendo grandi'ssimo conto dell'odierna eflicac,ia -delle arfui ·a tiro rapido (il cui imp;ego. associato a quello delle difese accessorie, risulterà opportunissimo per la difesa del terreno antistante ad una posizione fortificata), sembra che, nella. questione sulla sicurezza. delle opere di carattere perm:i.nente contro le sorprese e gli attacclJi di viva forza, la bilancia non debba propendere a favore di coloro che sosteng~no la soppressione dè'I fosso fianc heggiato (•I). ---";----, · (·I ) EITettivamentc, anche i propugnatori delle nuovissime Forme fo rtificatorie riconoscono che , il fosso, consider(lto per se stesso, costituisco un eccellente ostacolo per < rewiogere un attacco di vlvn forza•. (MErn11: Attacco e difesa delle {,n-ti{icl1zioni co,i ·azzal-e, p,1g. 3.1.). -Tutt,tvia (aggiungono) è opportuno rinunciarvi, nell'ord inament-0 dell:~ fro nte corazzata, per l'incon veoìe:1te inseparnbilr• dal suo impiego, vale a dire per l a demari:~zjooe netLi,sìrna elle produce a ll'orizzonte e che basta, da so la , a riye: lare l'esistenza (jel forte (MErnn, Atlacco e difesa deltt fortificazioni co1·azz11te, pag. 35). · Secn llrn J>eriil.t ro più att! ndi[)ile elle la sop1iressione ciel l'osso attorno ·alle IJ3tterie della fronte corazr.Ma, debba attribuirsi, anzi ch e alla · suindicata ragioqe, alquanto speciosa, all'occessìvo frazionamento del le opere, clic renderebbe notevolmente costoso cingere cìa~cuna cli esse di un fo~so fiancheggia to.


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ED I PARTICOLAR! DI UN 0RDIN All:1ENTO DIFENSIVO, ECC.

LE COSTRUZIONI CORAZZATE

l propugnatori delle fronti corazzate, informati aP concetto di fare delle artiglierie la chiave di volta .della lotta difo'nsiva. escludon~ ~ompletamente la fanteria dalle opere, limitandone J'i~1 piego negli llltervalli, pei servizi . di esplorazione e di sicurezza dava~ti alla fron te ed assegnandole il compito di elemento di riserva ('I). Coerentemente a tale principio le piccole batterie corazzate, che co.stituiscono la linea di resistenza, so no pYive di presidio di fanteria ed è affidato esclusivamente alle artig.lierie a tiro rapido l'ufficio .di lottare fìno all'ultimo momento, per il possesso ,del terreno ester:no. 1 • . Questa soluzione del problema della difesa r'livvicinata delle opere, in opposizione ai precelli della fortificazione classica, la quale ritiene necessario di allìdare il compito suindicato aÌ!a fu.cileria, presenta fuori di dubbio il vantaggio dell'economia, permettendo la soppressione della fanteria nelle opere di ridurne al minimo il presidio, cbe comprenderà soltanto uno scarso manipo.lo di artiglieri e di meccanici (2) . Ma, quando si passa ad un altro ord ine d'idee, l'accennato vantàggio si converte in uno . svanta~g-io · che a molti sembrerà assai più grlande : la 'manc'anza, nella difesa viciria di un'opera, della f'orza; animata (3) e, conseguentemente, l'impossibilità di correggere i difetti che sono insep;naùili dalle costruzioni coruzY.a:te, , non ostante le loro buone proprietà tecniche. L'irrazionalità. d'immaginare ima guerra cond~LLa colle sole m«cchine, so;;tituite all'uomo combattente, è stata posta in rilievo dal generale Brialmont nelle sue ultime pnbblicazioni : « No1ìs 1

' . (I) Il Meyer (nell'ultimo' suo proget!o di fronte corazzata! t.lispone la fanteria ne<rJi' mtervalli, in appositi· ridotti, collocati dlolro la linea delle batterie centrali, ovve~o sul versante opposto a quello dell'attacco, quando le predette batterie occupano il ciglio di un'altura. ' (':!) Il 1>residio della balleria corazzata centrale del Meyer è costituito da !8 uomini. (3) . .. • In mez~o a tanto f11rorn di studi per la riccrc,i d i una fortificazione ideai• ·mente pm·retta, s1 fa t1·u1>pa a.st.raz1one dall'elemento principr~le di ogni difesa · l'ele. « mento uomo, considerato tanto lisicamente, quanto moralmente. Si va in tra~cia tli • fortificazioni che riparino, in 111odo assolt1to, uomini e materiali e si dimenticano le ,. condizio~i l'iù elementari, porchEi dall' uomo possa trarsi tutto ciò che può dart> • la vigoria (lelle sue ro,·ze, lo slancio del suo animo, l'acume d~lla sua intelligenza, , · (Ancora il (ei·ro nella (ortifi,caz~one, Ten, colonnello Lo FORTE - llivisl,a éartiglieria e genio, anno {888, Voi. lii).

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'1137

« craignons, qsserva l'illustre generale (4), qua le remplacen:ient

._ de l'hom,me ·,par .la force mécanique, excellent èans !'industrie, « ne donne lieu à de frequentes déeeptioµs, si on l'applique trop

largement à la défense des places. Oes hommes, mis hors d~ <e combat, se rem_RJacent èn e!Iet plus vite et plus facilemen.t « qu'on ne remplac~,, on ou repare des machines detraquées. }), Ed altrove, trabtando delle condizioni all6 quali deve soddi ,. sfa.re un forte di cintura, dimostra di quan.io resterebbe attemiata la resistenza di un:, opera contro gli attacchi violen ti ; qualora la difesa vicina non fosse affidata alla fuci leria. « li font ménager « à !'infanterie le moyen d'entrer in action, au moment critique, « sur les brrnquettes et le terraplein int.érieur, pour tà.cher de « repousser le$ assaillant par son feu et à coups de bajonette. I « Celle défense active, si utile pour ébranler le mora:],,.de l'en« nemi, . et augmenter la confiance de la garnison , rien nl', la << r~n1;placera jamais (2) . Sembra pertanto fuori di conl~stazione che, se I' effeLto dinamico di un cannone a tiro rapi~9.,equ ivale a quello prodotto da 50 él 60 nomi,ni ,i_mUati di fuGi,le, n on ne risulta perciò la convefll~PZ,~.i !i , affidare esclusivamente alle artiglierie corazzate di un'opera l'ufo , ficio di respingere gli attacchi di viva. .for1,a. , 1 , D'altra parte, il vantagg,io "d~U;eçrnomia e, (aggiungiamo nqi) della riduzione d~ bersaglio presentato da un'opera, conseguente dalla proposta soppressione <lei presidio di fanteria, potrà. essere <>ttenuto egualmente, almeno nella massima parte anche senza -· rinunciare all'intP,rvento così prezioso di qnesL'arma nella difesa. vicina dell'opera stessa . Ed invero, po~to per base il princ1p10 che negli odierni ordinamenti difensivi, il forte deve essere esclusivamente il .teatro dell'azione e non un vasto centro di rico1leri e di magazzini ( eminentemente vulnerabile pel grande -bersaglio che in tal caso presenterebbe), ne risulta la necessità di alloggiare, per7" manentement.e, fuori delle opere la ma~gior parte delle truppe, che devono concorrere alla sua difesa.· A (Juesto partito ebbe già <(

tJ]I'.

(i) Inf/uence du t,i.r J>longea11t, (2) J.es régions rorti{i,;es.

ecc. eoe.


1138

LB COSTRUZIONI CORAZZATE '

ad aderire, almeno parzialmente, il generale Brialmont, il quale osservava·: « qu' il n'est pas nécessaire qu'un fort détaché ait « des locaux à l'épreuve de la bombe pour toute l'infanterie qui (< doit concourir à. sa défense. Une partie en sera tirée de la « rèserve de secteur. Elle vie.ndrà mb clernier, m.oment occuper << les po'ternes et les locaux du fort d'où elle s'élancera sur ·lé « terre-plein du combat, des que l'assaillant sera, à bonne por· « tée ('I). . Sem~ra peraltro che il partito di tenere una parte del presidio fuori delle opere si possa applicare in senso più largo di quanto sia stato fatto dal generale Brialmont (2), sistemando per~anentemente nell'interno dei forti soltanto un, piccolo riparto d.i truppa, incaricato del servizio di_guardin e di vigilanza (un plotone al rnassimo) e disp'onendo il rimanente nei' ricoveri estP,rn i, · in posizione riparata ed a buona portala dall'opera. In tal modo ;non potrarìno venir·e pregiudicate le buone condizioni della. difesa vicina; poiché nell'imminenza di nn attacco violento, le truppe verranno prontamente raccolte nell'interno .dell'opera minacciala ~ .. p.reca;1:iamente ricoverate nei diversi locali Toas·àmatcati di rrnur è provvista G:inclro 9.i, gallerie, 1·oca1i d'attesa ecc .). · • Da ul timo, into~no,..a tale questione, giova osservare che,, coll'o· dierna costituzione cli una linea diwr:esistenza, la riunione, nel li' milato recinto di un'opera, dell'artiglieria e della fucileria non può dar luogo a inconven ienti Quando anche u,n forte, pel suo parziale intervento nel combattimento d'artiglieria, attirasse il fuoco dei pezzi dell'attacco (i qmili peraltro avranno per principale obbiettivo le batterie intermedie della dife._sa) contro i parnpetti di terra ; su questi, per quanto s~onvolti dallo scoppio dei proietti, la fanteria potrà sempre disporsi al momento di respingere un assalto. L'eccessivo frazionamento delle ballerie lungo la. linea di resistenza e la soppressione del solo ostacolo di sicura efficacia contro le sorprese e gli attacchi di viva forza (il fosso fiancheggiato), (!) Situation 1ictuelle de la. fortificatio:n (studio pubblicato nella Revue de l'armée belge, anno !890). ' (2) Secondo il generale belga i ricoveri alla prova, ricavati nell\aterno di un forte,

dovrebbero contenere la meta delle tru ppe di fanteria necessario alla sua difesa contro gli attacchi di . ,,iva foria. ·

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ED I J;'ARTICOLARI DI UN ORDINAMENT~ DIFENSIVO, ECO.

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hanno posto gli inventori delle fronti corazzate nella necessità di applicare su larga scala, nel loro sistema, il principio della di(esa

rr.cip1·oca. L'estesissimo settore orizzontale di Liro delle torri corazzate, che ·permette la rapida concentrazione del fuoco di numerose batterie su di un punto determinato, rende possibile l'applicazione del suaccennato principio, in modo che, segnalato l'attacco su di, una batteria od un'opera della linea, le altre concorreranno immedi.itamen,.te, col fuoco a massà dei propri cannoni a tiro rapido, alla sua àifesa. Tutto questo st.a bene in teoria. Ma all' atto pratico molti egravissimi dubbi sorg.ono intorno alla buona riescita del partito adot· lato nelle fron1i corazzate moderne. Anzitutto è condizione indispensabi le, per la possibilità della difesa reciprncll., che le cor.izze delle batterie, che si tratta di soccorrere, siano co".lpletamente i~tatte, senza di che il fuoco delle altre batterie rischierebbe di ri sul tare più dannoso agli amici che ai nemici. In secondon W oogo anche :immesso che si verifichi l'accennnta c,01rdi'zion:e, non si può fare a meno di coMMéhre l'effetto che questo singolare intervento delle bauerie amiche eser· citerà sul morale di uomini (rinchiusi dentro'g'ti ' 1i ffus'ti corazzati) i quali devono sopp,o nare, ·:tiòn !'s6-Jtlrìir.o la ;grandine dei proietti nemici, ma anche di quelli del!' artiglieria della difesa. Si avrà inoltre dalle singole batterie, chiamate improvvisamente ~ concorrere ad un'operazione di difesa reciproca, la sicurezza, . di aiutare efficacemente ·(massime di notte, o in tempi nebbiosi) l' opera o In batteria minacciata e non potrà in vece avvenire che, in mancanza d'indi cazioni precise, siano le predette batterie costrette a rinunciare al fu·oco , ovvero a tirare nell'incertezza? Si aggiunga ,l'eventualità che talune . balterie, per una cattiva direzione del fuoco, sbaglino di · bersaglio ; che altre, per possibili guasti ai meccanismi, non siano in grado di tirare ; che altre in 1ìne non concorrano allo scopo, perèhè · il personale di servizio, isolato o _poco sorvegliato, mancherà al. suo dovere ('I), e non si avrà fatica 1

(i) La molteplicità dei miauscoli pre.sidi, abbandonati a loro stessi, costiLnisce uno dei lati <lclloli del' sistema delle fronti corazzate. Non saril facile troY~l'e nn ~O$i forte

,..


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1141

LE COSTRUZ IÒNI CORAZZATE, ECC .

a convi ncer$i della precarietà del soccorso r iservato alle opere attaccate. Ma l'artificioso congegno della difesa reciproca fallirit del tutto allorquando più batlerie della linea verranno assalite simultaneamente. lo tal caso , massime di nolle, ciascuna opera non penserà che a provvedere alla propria difesa , e qualsiasi disposizione, per quanto sa pien te ed elaborala , s· infrangerà conlro lo scoglio dell'egoismo umano, il quale no n si manifesta giammai con mag· giore in1 ensitit che allorquando è in giuoco la vita. Sotto l'imminente minaccia di un aitacco, i piccoli presidi delle opere coin· volte nella crisi, s· interesseran no inlìnitamente meno alla sicurezza dei loro vicini che al la propria. Vauban, il quale possedeva una grande esperienza d: gnerra e conosceva a fondo il cuore umano, ha lasciato scritLo io una delle sne memorie : « On.compte beaucoitp pltts d la gnerre sur ce qui se fait près de « soì, qne sur l' aide d'iin 'VOisin qui agit à dristance ». . "' 11,

E. RO CCHI ,,11ag(/iore s• genip .

nucleo di comandanti, dotati di c.-traLtere e di energia non comuni, quali si richiedono perché i piccoli riparti di artiglieri e di meccanici, che costiluiscono il presidio delle batterie corazzate, posti in con,lizioni /lsich~1o f'IOrali verame~te anormali, non vengano meno, nei periodi di crisi, al loro dovero. NOTA . - Si sono qui appresso indicate le correzioni d1 taluni errori di maggiore importanza incorsi nelln stampa doi due studi rrecedcnti: Pagina: ,so linea: ·12 (note) errore: ,153 co1·reziane: '155

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LA GUERRA SECONDO UN EVOLUZIONISTA '1>

11 signor Carlo Letourneau è nno dei grandi pontefic i dell'evoluzionismo, e slà alla scienza evoluzionista come il F'lammarion alla astronomica. Non occorreva forse presen tarlo. perchè non è facile che vi sia chi non conosce questo fabb ricato,-e di .libri sulla evolr1zione. L'evoluzione del matrimonio e della famiglia, l'evo luzione della proprietà, l'e,·0111?:ione politica, la giuridica , la religiosa, la letteraria, la morale ... Egli ha no metodo e l'applica alle diverse mani festazioni umnne: iutraprende un via(Y"io di · . nn egplorazione attraverso il genere umano, e cominciando dall e infe riori, interroga razza per razza circa un determinalo argomento . Cioè, egli si limita a co nsultare i libri che hanno parla to di quelle razze in relazione a quell'argomento, si conlenla di tirarli giù dalla libreria , di aprir l'indir.e, di esam inare ciò che vi e scrillo circa a quanLo gli occorre, di co piarlo, di riunire le cop ie falle e co ncludere. Circa alla critica delle fonti non se ne cura. \"iaggiatori intell igenti e scienziaLi si accompagnano con viaggiatori spavaldi ed ignoranti, sociologhi con scritto ri :ilieni da qualunque preconcetto, ogn uno dit il suo contributo: il contributo è unito insieme secondo un ordi namen10 già prefissato di gerarchia di razze, · e il· libro è fa llo; Oggi si tralla dell a guerra. Avanti sii::nori : lo scrittore applica il !UO « metodo ordinario» : il viaggio d'esplorazione sta per comi nciare, l'inchiesta sarà inlen:ssante : c'incontreremo in parecchie questioni : vi risponderemo co i falli: nessun inganno, nes:;un preconcetto , vogliamo la verita e null'al tro che la verità. Cosi egli dice nell' iolroduziooe, e il viaggio comincia. La ban diera è issata e porta per divisa: IL lacfroneccio pel' mezzo (I)

Cu.

LETOUIINEAU.

La guerre ctansJts divene.; ,·aces llum11il1es . - Paris, flalt.iille.


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LA GUERRA SECO NDO UN EVOLUZIONISTA

dell'assassinio; -la sentenz,1 breve, ma espressiva . Essa è composta per l'occasione dall o slesso scriltore del libro. Dunque andiamo alla ricerca dei ladronecci e ~egli assassini e ch iudiamo gli occhi al r imanente: colla nostra divisa in cuore e colla scorta dello scrittore le9giamo i racconti .dei viaggiatori e dei naturalisti e leninm nota di quello cbe via via può interessarci. Se c'è un indice alfabe tico , ne approfiLteremo per fa re più presto ed evitare fotjc he. * **

.\nzitutt.o un'occh iata agli ani mali per ricercare l'origine biologica della guerra, e si trova che nello scambio universale di materie tra gli esseri organici sta la Tagione vri~a della lotta per la vita e per conseguenza della guerra. Notiamo il per consegnenza. E nello stesso tempo si trova che questa lolla è cosi prov vida che, senza essr1, le speci e si moltiplicherebbero tanto da non poterci più vivere dopo breve tempo su questo globo sublunare. Solamente una coppia di elefli nti in sette secoli e mezzo si propagherebbe in mod o da dar vita a di ciannove milioni d·i indiv idui, e si tralla di bestioni che non comi nciano ad aver fig li uoli prima dei 30 anni e sono unipari. Arrivederci traltandosi di con igli ! • Che cosa se ne dedurrebbe? Che la lotta per la vit;i è legata a due delle grandi leggi che reggono le sorti degli es~eri organici sulla Terra, e che bisoinerehbe prendersela col Fato nel cercar le ragi oni « dell'im penetrabile mistero del la vita» ma disperare di veder finita la lotta per la vita e pe1· conseguenza la guerra ed allora il viaggio non condu rrebbe ove spera lo scrittord. Non affanniamocene ; c' è rimedio a tutto. Nella pagina segnenle la cosa è l.Jello ed aggiustata. Tutte queste sono cose sante ed incontestabil i, ma non riguardano il genere umano : l' uomo non è schiavo dell e forze naturali , anzi le domina; e poi l)isogna distinguere tra la caccia e la guerra, tra la lotta d1 specie diverse e quella di individui della stessa speC'-ie e dopo tutte queste distinzioni sarù chiaro che la guerra umana è indipendente affatto da quei grandi principii che goyernano la vita sulla terra , è indipendente pu re dal!e passion i umane, e qnindi un

LA GU ERRA SECON DO UN JiVOLUZJONlSTA

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°fenomeno avventizio collegato a certe coll'&izioni soeiali, e soggello a. scomparire con esse. Ma allora addio evol11zione ! Addio serie continua! Niente, ni&nte. Il viaggio prosegue: teniamoci stretti al mantello dello scrittore, egli ci farà ben snperare altri salti più arrischiati d i questo, e forse ognuno d'essi ra ppresenta uno di quei gravi problem! che in con treremo lungo la via secondo le promesse fatteci . Un nuovo quadro: le api e le formich e, bestie socievoli e guerriere. Tanto le une che le altre fa nn o delle vere ra.:zìe, indizio probab ile di un grado poco avanzato di civillà, o di una ricaduta nel selvaticume . Stabilito questo concetto generale, si passa agli uomini. Per primi i Melanesii e le razze nere tra cui gli Etiopi, poi le razze gitdle, infin e le bianche, dall e più' antiche alle Merovingie' ed alle med ievali , e lì il viaggio fin isce in mezzo ai crociati, alle milizie comunali, nlle maglie di fe rro ed agli arbalestri: ai tempi rnoclerni un rapi do sguardo e nulla pi ù. Supp·oniamoci arrivati, e fermiamoci à questa stazione che è l'ullima, perchè il seguire-l'intero lib ro ci condurrebbe troppo per le lunghe. Com' è aomuinato il capil olo dei ~empi moderni , lo sono gli altri , e a noi per: ora basta .

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** Se si possa dire che gli Europei hanno impiegato fino al secolo XYtu P'.'O!etti avvelena~i, _o se sia più esatto i_l dire. che in quel seco lo vi (urono esempi d1 tale uso, lascio all'erudiLo lettore il gi udicarne, come dicevasi nei vecchi libri . Fu già accennalo che non . bisogna essere troppo esigenti nella precisi one delle notizie trattandosi di un'opera tanto vasta quanto lo è quest1.1, che tratta della guerra in tall i i tempi e presso tull i i popol i. Il metodo non deve essere troppo complicato, in caso diverso come si farebbe a tener dietro alle evoluzioni di tante manifestazioni umane ? si ~rende l'_uti!e ov~ si trova, basta che la notizia si adatti al .pensiero e s1 tira via; e questo si chiama rispondere coi fa tLi alle quostioni. Possiam? piuttosto arrenderci alla evidenza <lei fotti quando è detto che Si tende a rendere le armi sempre più clistru a11itrici tanto oc ' più che lo vediamo avvenire sotto i nostri occh i.


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Invece non crederemmo all'allra asserzione che le armi da fuoco complicate e costose, abbian favori lo la sostituzione degli eserci ti permanenti alle milizie feudali e quindi l'.accentramenlo del potere regio che divenne a poco a poco assolulo. Qui vi è concomitanza di fen omeni senza che vi sia il nesso di causa ed effelto tale quale lo vede lo scriuore. Se dietro alla parola noi guardiamo alla sostanza delle cose, bisogna convenire che sulla formazione del potere assolulo ci ebbero assa i poco da fare le armi da fuoco. Esso si formò colla sua brava guardia personale ai Lempi di Pisistralo in Grecia, come a quelli dei signori e dei principi italiani che di spersero le milizie comunali e le feudali per formarsi una guardia permanente compe·raodola quando non la potevano educare . Ora , così nei tempi di PisisLrato, come io qnelli dei Visconti di :Mil ano o dei Malatesla da Rimini non c'erano armi da fuoco.. E non basla. La disisLima per le armi da fuoco viveva ancora ai tempi di Luigi XIV; all'inizio del suo regno fu proclamata dal Montecuccoli che vantava la picca come regina delle batlaglie, ed alla fine parve gran fortuna il piantare la picca nel fucile e fabbricarne una baionella senza curarsi se essa era combi nata in mòdo 1ché impedisse dal far fuoco , Questo fu ripiego per rendere meno sgradiLo l'uso dei fuci li alle fa nlerie Che cosa imporlava il Liro dei fucili che non pigliavano fuoco in éaso di piok~ia, o·rirnanevano inutili se era perduta la selce dell'acciarino, o colla mlissima buona volontà non aiTinvano a fare che un colpo ogni cinque minuLi ed era caso quanclo il colpo, pure pigliando l'avversario, lo poneva fuori dicombattimento? Prima di Federico II alla fucileria si dèlle sempre poco valore nel combattimenlo, ed ai tempi di Federi co di Prussia il potere monarch ico a-.;solnto esisteva da un pezzo. Almeno da due secoli , se si ri monta a Filippo II di Spagna. Sicchè armi da fuoco da una parte, eserciti permanenti e monarchie dall'altra camminano paralleli ma non hanno nulla da fare insieme. Qualu nque sia poi la causa o l'effetto Lra e~ercito permanente e governo monarch ico, sta. il fatto che intendendo largamente qu esta parola nel senso di governo accentrato nel volern di una sola persona, regolato dalla legge o capriccioso, essi van sempre di pari passo. Tut-

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tavia dovendo parlarne, così ad occhio e croce, sen:1.a troppo addentrarvici, dobbiamo anche dire che l'accentram ento del potere io una p_ersona sola abbraccia un num ero di fatti nssa i pi ù largo che non sia quello compreso puramente dal raggio militare, e per conseguenza è più facile che l'esercito prenda la forma permanente per effel\O dell'avvenimento del governo monarchico, anziche avvenO'a il rovescio. Infatti l'esercito permanente è manifestazione della forza materiale di un governo che ha posto fi ne all' anarchia spadroneggiala delle aris tocrazie feudali o comunali , ne ha disperse le schiere armate ed impedi sce ·che risorgano: è il rappresentante materi ale della forza di un governo che ha fede in sè e v,ta sicura. La parola poi di permanente è 3tata presa in corri$pondenza agli obblighi feudali e comunali, ovvero alle milizie mercenarie raccolte al lo scoppiare della guerra e licenziale a guerra finita, e l'adozione degli eserciti permanenti doveue essere, come fu un vanta~gio _pe~· le finan ze dello Stato, come è un vantaggio pe;· il proprietario il pagare una tassa annua di assicurazione contro la orandine pi uttosto che afTron_tare i rischi delle ru ine da essa prodotte ,colla .incerla speranza di potervi sfuggire. . • ,~ Non ammetteremmo nemmeno che coll'assodarsi del poLere re()'io la guerra sia divenula di più in più un mestiere. Non lo era fo;se nnche nei tempi feudali, quando niun altro esercizio tenevasi in onore che non fosse a similitudine de()'li esercizi O'uerreschi e ali uomini più consi_derati erano i meglio e:ercitati nel ~enare Je ~ani ? Sicchè per quanto lo scrittore si appoggi al Bukle, ad anzi perchè si appoggia al Bukle, non è esatto il dire che dopo la costituzione ·del p_otere_ monarchico. essendo la professione militare più risp.ellabile d1 ogni altra, il coraggio militare abbia linito col tener luocro di tutte le virtù. Sarebbe forse più esa lta la reciproca considera;do che il Medio Evo sia stata l'epoca della guerra sfrenatn ed universale e che la monarchia abbia cooperato a rialzare il rispetto per la leg~e e co n esso~ condurre qualche periodo di tranquillità tra i popoli. . U~a c~r:iosa confusione d' idee, dovuta ali' influenza delle pass1_on1 p_ollllche, imped isce, agli scrittori che ne sono pregiudicati, d1 co_ns1derare la formazione dei governi monarchici nei tempi moderni, come causa di un miglioramento nelle istituzioni sociali r ispetto ai tempi anttiriori che erano quelli del 1fedio Evo e dell'à-


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narch ia feudale e comn_!lale . Alla guerra perpetua fu sost1 tu1ta la guerra intermittente: e la li cenza concessa ad ognuno di brandi re le armi fo Lolla ed il muover guerra considerato come supremo ed esclusivo diritto dello Stato. Non fu piccolo vanLaggio cotesto, ma il $OC io logo , il quale generaimente fa astrazione dal tempo, dalla successione dei fatti e quindi dalla conoscenza della storia, accella senza l1ene11cio d'inventario gl i apprezzamenti degli storici e purché gli facc iano e0modo, li raccoglie tanto più vol entieri, quanto meglio riesce a ri,Ùsumerne le conclusioni in una frase come questa che leggiamo nel libro del Letoarneau: dalla nne del Medio Evo ad oggi, questa virtù dell'omicidio ordinato fu moltissimo posta in pratica, ed anzi fi no alla Rivoluzione, le guerre dell'Europa monarchica fur ono incessanti, e dettero occasione agli eccessi più !-paventevoli. Via! siamo un po· giusti una buona volta col passato. Come il Letourneau consideri il periodo della Rivoluzione ri spetto alla guerra, non lo so, ma se nel secolo xvm vi furono guerre frequenti, non fu rono incessanti, e qnando furono combattute lo erano appena per tre mesi dell'anno ; e i soldati d'allora non erano fior di farina, ma non erano nemmeno quel ramassis de brigands che è detto. E par che lo provi lo stesso scr ittore che per dirne male cita fatti i quali avvennèro durante il periodo della Fronda in Francia, delle rivoluzioni fiam minghe, e della guerra di trenl' anni. Non poteva pescare in mezzo a periodi più tri'sti per l'Umani tit; ma che per ascendere a considerazioni generali non basta il li mitarsi a pochi fatti, ed anii a sceglierli tra gli eccessivi in un senso qualsiasi; bisogna invece raccoglierne moltissimi ed indifferentemente su tnllo il periodo del quale si pada. Veduto in qual modo sia interpretata la storia per ded urne i caratteri sociologici della guerra, conviene anche esam inare con quanla scioltezza sia trattata la statistica in relazione alla guerra, o siano di questa investigati i caratteri morali. Ci addentreremo sem. pre più nella conoscenza del metodo con cui è costruito questo libro sociologico. Al proposito .troviamo questa curiostt stati stica. Prima del 1870 sei milioni d'uomini forono uccisi in guena in due secoli; i cinque sesti (ossia ci nque milioni) negli ultimi 70 auni di quel periodo : 1

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<900 mila circa nella guerra dei sette anni ; sicchè si viene a questo -risultato, ch e le guerre combattute negli altri ,J23 anni non hanno •costato che ·,100 mil a uomini soli; e si comprende che se ne po,:.::.a -dedurre che le guerre odierne e contem poranee sian o st:11e più morta.li ancora delle passa le. All a gr:,zia l direbbe no romano, si ·vede proprio che la statistica è il più bell o stromen to per provare ,tutto quello che si r uole. Collo stesso metodo è qua:lificato la guerra rispello alla morale: :gli Spagnuoli in America , 1· avventuriero Corlez che melle arrosto Gtrntimozin per stroppargli i quattrini; i seguaci di Cortez -che sterminano (?) la popola7,ione dell'America centrale: un ge· ,nerale che all'assed io di Cochi n in Asia fa impiccare un soldato ,per aver raccolto un ragazzo che la madre affamata aveva calato ,dalle mura: un ch irurgo olandese che dissecava un prigioniero ,cinese (a che proposito questo esempio di viYisezione cade anche ,esso sulla coscienza della guerra t) i cani lanciati da Cristoforo . .Colombo alla caccia degli Indiani e dei negri ('?). Anche qui alcuni esempi scelti tra fd i eccessi-vi. tra essi certi di una fede un po_' dubbia volendoli sottnporre alh1 criti ca, e .'lutti ritletlenti gnene tra Europei e razze reputate meno civi li. )\. parer nostro bisogna estendere assa i di più la ricerca , esaminare ,!a storia delle guerre avvenute trn noi ; e s.e lo scrittor~ l' avesse fallo si sarebbe accorto che ~e il campo di battaglia è teatro a brn:tali violenze ed a dolorosi Ppisodi, vi rifolgono pure esempi inimi ;tabili di virtù ed.i eroica abnegazione. Col pr incipio del nostro secolo lo scrittore vede un indizio di miglioramento nei trattatisti di diritto pubbl ico. P(lrrebbe evolu.zione con un passaggio ad uno stato di cose meno crudele che ~n passato. Ma la guerra non ha evoluzione, questa è la m:issima -cardinale. del libro : essa è no ritorno irregolarmente periodico all~ s.tato selvaggio. Quind i lo scritlore, do po aver riscontralo il ;Jeggcro miglio ramento nelie prescrizioni. annuncia seccamente ch e in pratica non vi è atrocità. che non si commet.ta anche oggi nella guerra, sebbene con minor frequenza e maggior 1·ispetlo wnano (1) -ctie in passato. Quale differenza vi sia tra una guerra com battuta coi metodi del pas$a to e le norme con cui si co mba tterel.,be .in Europa, l' han saputo per proya i nostri sciaiurati ed eroici :Soldati in Al'ricn. 75 -

ANNO :I.LI.


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* * E basLi a giudicare delle rimanenLi' questa dozzina di vaginecosì esaminale: esse ,~i spiegano che cosa sia quesLo « metodo, ordinario ~ con cu i son condotte nell' inLero libro le r icerche sociologich e. Lo si può cosi riassumere: enumerare alcuni fa tti scelli in modo da rispondere ad un conceLLo pres~abilito, darela preferenza ·agli apprezzamen ti opportuni sui pon~erati e r_itenel'li come prove suffici enti agli asserti : tutto questo in omaggio al metodo posiLivo. Consider&re un ilateralmenl? o parzialmente_ u~ fauo assai c<implesso e compli cato e generalizzare le deduzioni ottenute, e in ciò consiste il gran metodo. Confessiamo che in ~omplesso questo metodo lascia m1!lt? da desid~ra re _se vuol arrivarealla veri tà: non è il provando e ripro1Jando d1 Gal ileo, e nemmeno qualche cosa che gli si avv1c1ni. Yeniamo alle conclusioni otLenute. La tesi del libro sembra questa : non vi maravigliate se leggendo il titolo del libro non vi trovate la parola evoli,zione: la guerra non ba evolùzione in quello che ne costituisce il fondo; in realtà, non è che una r icaduta nello stato sei vaggio col risveglio di tutte le tendenze della fiera , un ritorno atav1st1co, la triste ered ità di un passato sanguinario e mal spento nei nostri cuori . Potremmo oiustamen le chiedere percbè abbiamo da cercare suf frontespizio d:l libro la parola evoluzione. _Ma no_n pe~d!amo tem po ad allendere la risposta. Sarà per simmetria!_ ~.11:iam0, innanzi : data: la tesi, le conèlnsioni riguardano la poss1b1li ta che la ,,uerra debba sparire. Il diagnostico è invero confortant~. Essa sp:rirà: questi ritorni al sel va.gg!~me, ?a lo ~n r~gime, c_onfo~t~nt~, fi nirann o co llo sparire. Son spariti tan ti altri gna1 dall Liman1ta : 11 cannibalismo dei nostri avi, JR schiavitù, o perchè non ha da spar ire anche questo della guerra 't Certo, sarà un affare lungo: l_a: guerra fu provocata dal bisogno di far razzie, e ~u causa cl~e il noverno si accentrasse in una p~rsona so la facendosi monarch ico : : sso ebbe interesse a manten6re la tendenza alle ricadute nèllo stato selnggio, sicchè l'istinto guerriero si piantò nel cervello della maggior parte de~li uom ini, ma verrà un'epoca in cui

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grandi Stati attuali si spezze1·anno in numerose città democratiche più o meno comunitarie (?) raggruppate in fede razioni libere . Allora il patriottismo cambierà natu ra, le ri val ità internazionali non troven!nno altro carqpo che quello dell'intelligenzR, e vi sarà gara per avere la migliore legislazione, la più elevata morale, la scienza più profonda, la lelleratura più bella. e più ricca . . . tutte cose ch e non hanno per necessaria conseguenza la guerra. Lo scrillore, arrivato al fast igio di questo mal connesso edificio, teme eh~ gli sj domandi q1,ando lo si vedrà attuato, poichè non :;arà cosa tanlo presto falla . Non è questa la domanda che gli rivolgeremo. Gli chiederemo invece se l'avvenire cui egli allude, non somigl i assai ad un passato ch e fu vero ed effettivo nella nostra storia italiana quando fiorivano le repubbliche comunali, intelligenti e colte ? · Ebbene, quelle città, ognuna delle quali disponeva liberamen te del proprio destino e gareggi ava colle altre nella ri r.erca delle leggi, delle istituzioni pol itiche migliori e nel culto del bello, segnano nella nostra storia un periodo di guerra continua ed implacabil e. E allora ?

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Chiudiamo il libro e raccogliamo le idee. A differenza di altri sociologhi che pongono da un capo della storia umana la guerra continua ed incessante di una società militare , e dall'altro la bonarietii pacifica di ·una wcietà industriale e riassumono la storia umana in due serie convergenli a <1uei due stati, un dei quali sta all'origine delle stirpi umane e !"altro al fo ndo, a differenza di essi il Letourneau ri ti ene che la tendenza alla guerra non sia innata nell' uomo, e tanto è vero che alcune slirpi umane non fanno guerra : e questo stacco di lui da moltissimi i quali legano la questione della guerra coi due stati sociali , il militare e J' indnstriale, o dagli altri che lo legano colla legge ·cosmica della lotta per la vita, è notevole. È uno stacco dalle teorie dello Spencer e del Dar win , probabilmente in omaggio al sentimento democratico .


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BisÒgna però spiegare a che cosa sia dovuto l'impulso che ha spinto gli~uomini alla guerra, perchè l'idea di farlo sorgere dal bisogno di far .prigionieri o di razzie, e di mantenerlo coi;r1e causa ed effetto del ..,aoverno monarchico non soddisfa in modo alcuno e non rispon.de alla storia.La guerra è un fenomeno assai piu profondamente legalo colla natura umana : è la :manil'est.izione di un profondo convincimento .che non -ammette altra reaWt intorno a sè fuori di quella C1>ncepita. e rico~re alla violenza per ·vederla attuau1. Questa è la più generale d~finiz.ione della guerra e abbraccia qualunque urto tl'tl uomini, da quello personale provocato da nobili asriraìioni, dati' orgoglio o dall'avidità, a quello delle nazioni, provocato da cause poli1icne· od .economiche o sociali. li tener conto escìusivamente dei danni che la violenz;i pronuce, corrisponde ad esa.minare solo una parte del fenome.no trascurando, i van.taggi che quella v\olenza crea io ragione del convincimento che la .provoca. Tale manifestazione in parte rillette la natura umana che è sempre uguale a sè medesima ovvero assai .lentamente modificabile nel seguilo delle generazioni , ed in parte si adatta ai tempi ed ai còstumi de~d i uomini tra cui appare. In quanto riflette la natura umana il fenomeno ha carnlteri sensihHmente identici comunque ed .ovunque si riveli, e ciò de_ve aiutare lo studio della parte psichica della guerra. 1n quanto si adatta ai tempi ed agli uomini dit luogo allo svolgimento dell'arte della guerra ~ delle forme che essa prende . La sociofogia ha largo campo innanzi a: sè ·.e potrà, col raggruppamenLQ dei fatti umani per ca~egorie e col confronto di.quelli compresi sottò ·ogni categpria, giungere alla. scoperta di taluna delle leggi che la storia intuisce piuttosto <li dimostrare. .Ma per ottenere qualche risultato deve camminare col piede di piombo e non lasciarsi trasportare. nè dai preconcelli nè dalle facili e paradossali proposizioni, come ci sembra che sia avvenuto nel libre finora esaminnto. C. F.

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Dall'Africa continuarono a giungere, durante tutta la quindicina, milit:iri rimpatrianti e corrispondenze piene di notizie retrogpettive; poco dì imporlante ci recò il telegrafo su cose di attualitù, salvo il processo Bara.l tieri di cui diciàmo più innanzi. Lè nostre truppe banno compito la loro ritirata dietro la liùea Mareblk lesa . Il generale Bal'dissera ha nominato il maggiore Prestinari, comandante della zona dell'Oculè-Cusai, con sede ad Adi Caiè, ed egli portò ir suo quari.ier generale ali' Asmara. Negli ultimi dello scorso maggio; dietro opportuni accordi presi con l\fangascià, partì da Barachit una colonna di due compagnie del genio coi loro ufficiali, comandata dal tehente colonnello Ai:imondi eaccompagnata da due cappuccini, per recarsi sul carnpb .di battaglia di Adua affine di :;eppellire _i morti e pone segni sulle loi·o tombe. ' La marcia non presentò incic!enti; giunte le truppe sul luogo' cominciarono il lavoro e seppellirono il primo giorno ('Z maggio) mille settandue cadaveri bianchi e q0indigeni; molte centinaia degli uni e degli altri sep- · pellirono nei giorni appresso. 11 numero totale di cadaveri seppelliti fu di 3029 italiani e ('.>07 indigeni. A queste 0ifre devousi aggiungere altri fj() cadaveri di italiani seppelliti dal corpo di operazione nella, sua avaniata su Adigrat e alcuni seppelliti prinìa dalle popolazioni del luogo. 11 4 di maggio sul <}olle di ~laio venne celebrata una messa in suffraggio dei caduti; quindi la colonna del tenente colonnello Arimondi ritornò sui suoi passi e strada facendo raèColse econdusse al di qua del Mareb · una douina di nostri soldati di,persi, quasi tutti fet·iti; una ventina di prigionie1·i che ancora si trovavano ~n mano aJ!iversi capi, furono da essi rilasciati. Oramai nel Tigrè e nell' Agamè i10n si tl'Ovano più nè prigi~nieri nostri, uè dispersi ; qualcheduno porrebbe essere ancora nel Lastà. fl grosso fu internato allo Scioa. · Dicesi che questi ·sieno da 1700 a 1800 uomini di truppa con una cinqu:.mtina di ufficiali.


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NOTIZIE POLITICO-MILITARI

NOTIZIE POLITICO-MILITARI

Si fecero pratiche attivissime e da molte parti, per riuscire a liberarli. È partito, a questo scopo per Zeila e lo "Scioa, inviato dal governo il dottor Nerazzini, pratico dei luoghi e delle persone. Allo stesso· scopo, invi_ati dal Pontefice e muniti di mezzi dall;i ca· ritit cittadina, sono partiti parecchi missionari . Dicesi che alcune potenze . abbiano interposto presso l\fon~lik i loro buoni uffizi. Ad ogni modo, nel momento in cui scriviamo, . la liberazione dei prigionieri si ritiene certa ed imminente.

Ambedue questi progetti vennero approvati dal Senato nelle seduta ,del ~ corrente, il primo con semplici modificazioni di forma e il secondo' <oltrechè con modificazioni di forma) anche con .un emendamento di so:S\anza proposto dallo ::tesso ~n. Ricotti, in forza del quale viene ridou~ da L. 4000 a 'L. 3000 la rendita necessaria per contrarre ma'trimonio, in qua lsiasi età, ai sottotenenti e lenenti dell'arma dei carabi))ieri provenienti dai sottufiziali della medesima. Un al1ro importante progetto di legge tornò in discussione al s ,mato e fu quello che riguarda l'avanzamento nel re~io esercito; vi tornò per lievi emendamenti introdottivi dalla Camera come abbiamo detto altra volta e fu rapidamente ::ipprovato. L'H corrente que$'ta legge, che da tanti anni l'esercito aspetta, fu sanzionata dal Re.

• " .. Negli ultimi dello scorso mese fu sollevata alla Cn mera la questione se il generale Baratieri, come dep~1tato, potesse venire sottoposto a pro·. cesso senza il consenso della Camera, e dopo viva discussione fu approvato un ordine del giorno nel senso che le immunitù concesse da llo s.tatuto ai membri del Parlamento siano applicabili anche al caso del generale Baratieri. In seguito a ciò, l'avvocato generale militare preseiltò subito la Ùo· manda di autorizzazione a procedere, corredata dall'atto di accusà. Tale domanda, dopo un rapido esame negli uffizi, venne in discussione alla_ Camera il primo giugno e fu acc·o1ta da grande maggioranza, respingendo un ordine dal giorno dell'estrema sinistra che tendeva ad allargare la qùestione conglobando, nel processo militare contro il generale Baratieri, un processo politieo contro il cessato Gabinetto. Siccome poi la m~ssima stabilita dalla Carnera (che cioè il deputato, anche se comandante di truppe in tempo di guerra goda delle immu· nità p~1,Jamentari) sconvolgerebbe le disposizioni e lo·spirito del codice penale "militare, così il Governo presentò subito un progetto sulle incompatibilità parlamentari, nel quale è stabilito éhe i militari aventi comando di truppa in tempo di guerra non possano essere eletti deputati alfa Camera e decadano dal' loro mandato se già lo fossero. Questo· progetto fa attualmente il suo corso negli uffizi della Camera e non v'ha dullhio che sarà approvato.

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Abbiamo parlato nella precedente puntata di due import.antì progetti di legge presentati al Senato dall'onorevole Ministro della guerra, l'uno sulla · requisizione dei quadrupedi per colmare lacune esistenti sulla leggé in vigore, venute in luce special.mente nella cam'pagna d' Africa, l'altro sul matrimonio degli ufficiali, per dare all'esercito, in questa materia, una legge conforme più della vigente allo spirito e alle condizioni dei tempi.

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Il 2 corrente comincio m Senàto la discussione del nuovo progetto <ii ordinamento dell'esercito pl'oposto dall'on. Ricotti, o meglio dei deJ:Jreti-legge del 6 novembre 1894,.già approvati dalla Camera e pendenti .davanti al Senato, ai quali l'on. Ricotti, Ministro della guerra, aveva portato impo1-tanti modificazioni concordate coll'uflizio centrale del Senato stesso; modificazioni tli cui abbiamo dato un cenno nella precedente puntata. ' Si dichiararono immediatamente contrari al progetto di legge nel suo ~omplesso, e pronunciarono notevoli discorsi i generali senatori Primea·ano, Mezzacapo e Morra; difete' il progetto l'on. Taverna, relatore dell'uffizio centrale. Ali' on. Saracco r.he aveva opposto la questione pregiudiziale Jier as- -serta irregolarità ,di procedura, es~endosi presentato, r,gli diceva, un pro.getto nuovo e importantissimo come semplice . emendamento. _ad· un progetto pl'eesistente , rispose efficacemente l' on. Ricotti, ~inistro della iuerra. Pérò nella seduta del 4, dopo due giorni di discussione, lo stesso onorevole Ministro, dopo di avere con un notevole discorso spiegate tutte le ragioni del progetto, pregò il Senato che ne ,§ospendes~e la discussione, @de vedere se convenisse ritirarlo o ridur.lo a proporzioni minori. Ecco un sunto del discorso dell' on. l\linistro: ,< Col bilancio consolidato in 246 milioni, già si vedeva l'impossibilità -<li mantenere l'attuale ordinamento. Si tolsero al bilancio altri dodici milion'i e si conservò l'ordinamento stesso.


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« Credo che poter ricuperare quei dodici milioni sia una illusione e· che sia grave debolezza conservare l'ordinamento attuale. Le compagniee più ancora. le batterie sono ÌD; ' istato di debolezza enorme: non è pos. ,sibile .istruirle; non può, su di esse, esplicarsi l'azione del capitano. Riparare a tale stato di cose è urgentissimo, prescindendo da ogni altra ri-· llessione finanziaria o tecnica ». ' Contintiò l'on. Ricotti dimòstrando che l'ordinamento attuale, per te-· nerlo in buone condizioni; ha bisogno dì altri 38 mi1ioni in più; altri-·menti abbiamo un esercito debole, debolissimo. · Se non passa il progetto ,at.tuale la dimostrazione della debolezza sarà, di una evidenza luminosa; in pace scenderemo a ~8 uomini ·per compagnia; in guerra avremo una compagnia di HìO. soli uomini, e purtrC1ppo pagheremo ca ri i nostri errori: l'Africa ha giì1 detto qualcosa;: uno dei fatti essenziali che cagionarono i disastri fu il rnodo onde furon ocomposte le unità tattiche. · .. Ora questo modo di formare le compagnie era inevitabile, dato l o· schelet.rimento dì esse. E lo scheletl'imento ci costrinse pure a fare le compagnie di ioO uomini, cioè 1.00 meno del necessario. Immaginiamo che cosa acc;idrebbe· in una gnerì·a in Europa. Consentirebbe CCII senatore Primerano se potesse avere 30 milioni,. non H!, dei quali il senatore Prirnerano si appaga. La differenza tra l'uno e l'altro è di i8 milioni, non di idee. ' E come si può non consentire nella necéssità di trentotto o almeno· trenta milioni in più, dato lo statu quo che richiede un contingente· annuo di 130 o 1.3;5 mila uomini ? · I\iassumendo : aumenti in bilancio sono impossibili; economie aromi •. nistrative sono illusio~i ; riduzioni organiche sono dunque una necessit.à. O·ra, fra le riduzioni, ·quella proposta è la migliore: sopprimerepiù di 40 re_ggimenti (come si fa'rebbe col sopprimer corpi d'armata) crea. difficoltà economiche e politiche veramente gravi. Le riforme proposte non pregiudicano un eventuale ritorno 11110 statu: quo; si avvantaggìa la carriera agli ufficiali superiori; agli ufficiali inferiori si dà il compens.,, dei limiti d'età, si ottiene la saldezza nella compagnia, si conserva e si ripristina ciò che, meuo razionalmente, si: voleva abolire. Ma un vantaggio massimo del sistema sarà quello di far si che si. • possano avere capitani a trent'anni, requisito di grandissima utilitù, e gli uflìcialì di complemento faranno · un servizio mollo ·più utile.

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Il progetto attuale provvede poi con cura speciale agli uOìciali per non danneggiarli, e ciò con utile del!' individuo non meno che del servizio. Infine 1'onorevole ministro. dimostra come il progetto miri ad occupare l'ufficiale, ed allenarlo per la guerra. Come che nei preparativi della mobilitazione non vi saranno difficoltà; sibbene semplificazioni ecc., ma conchiude che si sospenda la ciiscussione per vedere, frn uno o due · giorni, il da farsi. Il giMno 6, mentre si stavano cpucordando nell'ufficio centrale del Senato nuovi ed importanti emendamenti, l'onorevole Ricotti dichiarò essere suo desiderio che In discussione del progetto si riprendesse il più presto possibile. Si riprese infatti il giorno 10. Le più· importanti modilìcazioni concordate erano le seguenti : Per la fanteria , invéce di dire l'arma consta di tl'r.ntadue bdgate, si <lise di quarantotto; invece di otto reggimenti bersaglieri, si disse · dodici. Per .la cavalleria, invece di dire che ogni reggimento si compone di quattro o cinqu~ squadroni .e di un deposito, si disse. di cinqu,e squadroni ed un deposito. . · Per l' artiglierià invece di dire che ogni reggìmen,o si compone di brigate cii due o tre batterie, compagnie treno e di un deposito, in totale ; sessantotto brigate, centododici batteriee trentasei compagnie treno, si disse: ogni rnggimento si compone di brigate di due o più batterie, compagnie treno e un deposito; in totale cento qw1rantaqiia.ttro batterie, t1·enta compagnie treno . Riapertasi la discussione I' ono1·evole · ministro dichiarò che poelii giorni nei rruali era rimasta sospesa non erano andati perduti perché l'uffizio centrale, tenuto conto delle èose dette, aveva concretato emendamenti ch'egli in sostanz, accettava. · Il minisro ò formo nel bilancio attaalee non vuole le attuali compagnie scheletrite. Per averle idonee si può ridurre l'esercito da dodici a nove- i corpi di armata; ma questo sistema è meno buono di quello proposto, che pure ha 'gli stes:;i . risultati. Quanto agli ufficiali l'on. ministro ripete che il suo progetto ne accre:;èe il numer'o e ne migliora la qualità. In propor;done delle _unità il numero degli ufficiali è aumentato; la diminuzione assoluta di 283 ufficial i è compensata dalle rifo rme nell.1 carriera. · Gli ufficiali superiori attuali ed i capitani non hanno nulla da perdere, anzi godranno un po' di vantaggio per la legge d'avanzamento.


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Gli ufficiali subaÙerni attuali avranno un po'di scapito per~hè si perde qualche posto di capitano; ma non è il caso di parlare di sfiducia; è dolore ma nell'interesse del servizio non si possono creare capitani senza. , impiego utile, Si accusò il sistema proposto di danneggiare la formazione della mi.'Jizia mobile, avendosi un numei·o scarso di ufficiali disponibili per essa. Ma l'accusa parte da un calcolo errato poichè il p1·ogetto,Ricotti darà 600 uffi'ciali disponibili più del progetto Mocenni, Cogli ultimi emendamenti si ,ristahiliscono quattro reggimenti bersaglieri e così crescono trentasei unità; si aumentano dodici sq uadroni di cavalleria e trentasei batterie. Questo aumento, se fosse compagno ali' incremento negli uomini per compagnia, esigerebbe 6 o 7 mjlioni. Nonostante per facilitare l'esito finale della legge, accetta _l'aumento, ~ per sopperire al difetto di denaro, sce'{lrn di alquant.o la forza delle compagnie: saranno di 100 a 102, anzichè '108 o HO uomini. Accelta lo squadrone a 140 cavalli, la batteria a 60 cavalli, tenendone parte in congedo presso i.privati col sistema austro-ungarico. Accetta l'aumento delle batterie. Accetta la brigata di fanteria a due reggimenti, ma preferirebbe quella di tre. Faccia il Seriatq (conchiuse l'on, ministro) ciò che gli pare meglio; ciò che urge è una decisione che tronchi lo staln quo: noi abbiamo un sistema. che ci pone in una vera crisi. · Lo stesso giorno, dopo alcune , ivaci repliche, fu chiusa la discussi<me generale_e, cominciò il giorno undici quella degli articoli, su cui non ci fermf\rerno. Rasti. dire che vi presero parte attivissima i generali senatori Primerano, Mezzacapo, l\lorra e San Marzano; l'onorevole rninistro fu condiscendente e vari emendamenti da essi propost.i vennero accettati dal ministl'.O e dal, Senalo approvati. Il 13, esaurita la discugsione, s'i pose ai 1•oti I' inriero progeuo che fu approvato con 70 voti favorevoli e 30 contrari.

ciali e militari di truppa, impiegati civ.ili ed operai in .servizio nella Colonia Eritrea, dei· quali, dopo scorsi due mesi .da un fatto d'armi, non si abbiano pi4 notizie, sono. considerati come morti in combattimento. « Art: 2, Gli aventi di ritto, a termini del testo unico predetto, all'assegno di pensione, che potrebbe loro spettare se la morte fosse ~ccertata, saranno ammessi a far valere le loro ragioni, proclucend(, in luogo dell'~tto di morte del loro congiunt.o, una dichiarazione di irreperibilità rilasciata dall'autorità mililare della Colonia dalla quale risulti il giorno de\la presunta morte. « ,\rt. 3. Nel caso che, dopo liquidata la pensione, venis~e in 'vita, cesserà ht pensione, e le rate già pagate verranno imputa te sugli assegni arretrati spettanti al militare od impiegato medesimo. « Così pure tale imputazione verrù fatta quando, liquidata la pensione, fosse accertato che la morte del militare .od· impiegato ha avuto luogo in giorno posteriore a quella. della prçsunta morte. « Art. 4, Rimangono immutate le disposizioni del lesto unico sulle pensioni civili e militari, approvate con Regio decreto 2'1 febbraio 1895, n. 70, in quanto non siano derogate dalla presente legge •. La commissione, incaricata di esamina.rio, fu unanime nel, proporne l'approvazione e la Camera l'approvò nella seduta del !::l corrente, appor tandovi però qualche lieve cambiamento più di forma che di sostanza, Fra le più importanti di~posizioni d'int.eresse militare, notiamo anzitutto quélle riguardanti la chiitrnata al le armi per istruzioni durante

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"' *.. Stante · la difiìcoltà di accertare nei modi stabiliti dall'a legge civile la morte dei cad~11i nelle cfmpagne d'Africa, urgendo provvedere alle pensioni delle vedove e degli orfani, ru presentato alla Camera dei deputati il :;eguente progetto .di legge : · · « Art. .1. Agli effetti ~ella legge sulle pensioni civili e militari te,to ~rni,:o approvato con Regio d(•creto del 21 febbraio 1895, n. 70, ~li uffi-

il ·~896.

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Un R. decreto prescrive: « Art. i. Nel corrente anno '1896 saranno chiamati alle armi per istruzione per un periodo di 45 giorni i militari di 2a categoria non anc;ora istruiti · di tutti i distretti del regno ed nppartenenti a tutte le classi, ascritti ali' esercì to permanente, 1 Art. 2, La chiamata dei predetti militari avrà luogo nel tempo e nei modi che saranno, d'ordine Nostro, stabiliti dal .Ministro della guerra». In esecuzione di quanto presc1·ive il presente decreto saranno chiamati alle armi per istruzione . per Lin periodo di 4o giorni, a cornineiare dal 15 settembre venturo, i militori di 2" categoria: a) stati arruolati nella leva sulla classe '1871. ; b) stati arruolati rispettivamente nelle leve sulle'classi i86i, 1868 .f869, 1870, i quali per qualsiasi causa non risposero alla -chi:.imata alle, armi delle classi sresse per istrnzione, ecceU.uatJ, bene inteso: coloro che 011ennero la dispen,a ;


l

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NOTIZIE POLlT!CO-MlLlTA.M

e) che per il numero avuto in sorte nel.la leva della rispettiva classe, furono arruolati in 2• categoria in una delle leve suUe classi · 1872, 1873, 1874, 1875, qmtli provenienti da leve anteriori. · Con decreto reale del 9 aprile scorso è stato approvato . il regolamento per il servizio del materiale d'artiglieria da aver effetto dal l ,, luglio prossimo ed al qu:.le è annessa apposita i_struzione che ne fa pa rte integrante. ' È pubblicato il tomo III del regolamento di esercizi pe1· la ,ml'V alleria. Un regio decreto stabilì · gli assegni pe1· alcune cariche e po.,;izioni nella colonia eritrea, non previste dal regolamento organico. . Altri due regi decreti apporiarono modificazioni al regolamento di disciplina ed a quello sul servizio territoriale. . Nuove norme furono. dare per V amministrazione interna dei corpi, la · libertà d'azione dei consigli di disciplina e dei comandanti di corpo. . Si.emanarono opportune disposizioni provvisorie pe1· gli assegni allefaini glie dei JJresuntf prigionieri di gnerra.

Il 5 corrente è cominciato all'Asmara il dibattimento del processo. cont-ro i I generale Baratieri. Lello l'atlo di accusa fondato sugli articoli, 74 ed 88 del codice penale militare, la difesa ha opposte varie eccezioni di nullità dell'istruttoria; l'accusa però le ha dimostrate insussistenti e il generale Baratieri le ha poi ritirale. L'accusa si è opposta pure a che fosse udito, come teste, il generale Baldissera, e il tribunale, ascoltati i motivi in contral'io esp_osti dalla difesa, ha deciso non doversi udire. ' Esauriti tali incidenti è stata letta la relazione del Comando superiore sul combattimento del 1° marzo e lo srato di servizio del generale Baratieri. Questi ha poi cominciato ad ~:;porre minutamente tutta la sua condotta durante la campagna ed a far p1:esenti i motivi che lo indusse1'0 ad effettuare il movimento offensivo verso 'Adua. Ha difeso pure la sua con~dotta durante la battaglia e la ri!Ìra{a . . Neil'udienza del 6 si esaminò il testimone colonnello Valenzano, già capo di stato maggiore; si lessero ad istanza dell'accusa e della difesa vari dò.cumenti del Libro verde e la relazione sull'inchiesta tecnico-milita re fat.ta dal colonnello Corticelli. . Nell'udienza del 7 e dell'S si esaminarono gli altri testimoni: quasi tutti gli ulJiciali sup~riori e molti ufficiali inferiori reduci dalla battaglia di Adua. Non possiamo riassumere le loro deposizioni; diciamo solo che nel

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eomplesso fùrono tali da porgere al tribunale tutti gli elementi necessari per un fondato giudizio. · Dopo due 'giorni di riposo, si riprese il processo nella seduta dell'H1, in .cui fu letta la relazione del generale Ellena ed ebbe la parola il sostituto avvocato generale, Bacci, perchè espone,se le sue conclusioni. Egli ritenne provato il primo capo di irnput::izione, il quale, secondo l'atto d'accusa, è cosi formulato: « Per motivi inescusabi'!i decise il :1 ° ·marzo :1896 un attacco cont1·0 « l'esercito nemico in condizioni tali da rendere inevitabile, come pur « troppo avvenne, la sconfitta delle truppe affidate al suo comando. » · Relativamente al serondo capo d'irnputazione, i·l sostituto avvocato geme1:ale escluse a carico del generale Baratieri l'abbandono del comando. Ritenne invece che vi fossern gli e~rem i dell'altro reato previsto dal. l'art. 74,. del codi1Je penale militare. Infine chiese l:i condanna dell' irnput:ito a dieci anni di reclusione militare cd alle pene accessorie, conchiudendo con queste parole: « Nel chiedere la condanna del generale Baratieri adempio ad un sacro dovere. Se voi, giudici, nella vostr:: coscienza riconoscerete non trattarsi di un delilto, ma di un errore, sarò io il primo ad inchinarmi al vostro verdetto, anzi a godere nella sventur:i. Pel paese e per l'eser. dto è minore il danno di avere un generale sforturrato ed incapace .che di averlo colpevole». Il 15 verme letta' la sen~enza che fu di as,olutoria. Roma, il 15 giugno !896. X.


NOi'IZIE )IILITARI ESTERE

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NOllZIE ·MILITA~I ESTERE·

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indigeni, 3 guide e i 2 conducenti; in totale 95 uomini. Il corpo dei Touareg che operò la sorpres,1, fu valutato dal capitano N1oote forte di H0130 cavalieri e di 200-250 fantaccini. Il capitano Nigo~, morì il 12 ottobre !894: a Kita, in seguito -~ ferite riportate nella spedizione di Tombouctou: · ' · GERMANIA.

FRANCIA.

La spedizione a Tomboncton. :___ Dal Jo,imal Qf!ì.ciel (25 maggio i896) ricaviamo queste notizie circa gli avvenimenti accaduti nei contorni di Tombouctou, dal :lO gennaio 189,'.c, al '17 dello stesso mese: La c~_lonna del tenente colonnello Bonnier componevasi delle truppe seguenti: Fanteria - 5a e 9a ed Ha compa1,mia del recr 0 imento tira!diatori sudanesi. · Artiglieria - Una sezione da 80 millimetri da campagna. - Una sezione da 80 millimetri da montagna. - U'na sezione <la 4- da montagna. · ,La spedizione seguì la via fluviale del Niger, trasportata da 300 piroohe. L' 1.1 gennaio il grosso della colonna giunse a Tombouctou. I giorntseguenti furono impiegati in ricognizioni di varia natura - il 1.2 l'intero corpo, meno l'artiglieria, si tÌ·asferì sulla riva del lago di Ti~guilà, a 21 chilometri ad occidente della citlà. li 13 gli esploratori sudanesi scoprirono un primo 'campo dei Touareg, e vi ràzziarono circa 600 capi di bestiame - il giorno seguente alcuni prigionieri affermarono che il grosso dei Toua,reg era raccoltoin posiziÒnc difensiva presso il villaggio di Dongài. l\lalgrado l'ora tarda, il tenente colonnello Bonnier decise d'attaccarlo subito. Ne successe una breve avvisaglia con il nemico che troncò . il calare della notte. Il lo, i Touareg attaccarono la colonna francese alla punta del giorno - una pioggia di giavellotti l'investì.di sorpresa, talchè le fu impossibile d'ordinarsi. Quivi troval'Ono la morte tutti gli ufficiali , e sottufficiali europei. I superstiti furono raccolti dal capitano Nigote, del 2° reggimento straniero,.addetto allo stato maggiore del tenente colonnello Bonnier. Il '17 fa colonna decimata riparò nuovamenté in Tombouctou, molestata dap·presso dai cavalieri Touareg. Nel combau.imento e nella ritirata, la colonna Bonnier avev,1 perduti 1:L ufficiali e 2 sottufficiali europei, 67 ' V

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Eseràt1izioni autitnnali del con·ente anno. - I dispositivi 11cnerali e particolari per ·1e grandi esercitazioni autunnali furono pubblicati nella dispensa I V di questa Rivista,.. Occorre però fare una Yariante apportata dall' Armee Veronlnùngs-Blatt nello sco1:so maggio. I)apprima era ordinato che si formasse una divi~ione cavalleria presso il V ed una presso il X V corpo d'annata, per eseguire le esercitazioni speciali dell'arma;_ ora la seconda delle menzionate divisioni si form~rà invece presso il XVI corpo e farà le sue esercitazi.oni nei pressi di Maiweiler. La ripartizione del tempo per le par11te o le manovre i1i1periali è stata determinata, come appresso: 2 Settembre - arrivo di S. 1\1. l'imperatore in Dresda; 3 » - · Hivista del XII corpo d'armata sul campò di esercita1.ione di Zèithain; - partenza dell'imperatore da Dresda por Breslau; 1 - rivista del VI corpo d'an~ata_ presso Breslau; 5 - partenza dell'imperat.ore da Breslau per Gorlilz; 6 rivista del IV corpo d'armata presso Gorli1.z; 7 marcia d"avvicinamento del V e VI corpo d'armata e 8 della i a divisione covalleria di manovra·' · . marcia d'avvicinamento pe1· il XII corpo d'armata, per 9 l'8a divisione fanteria e prr la 2a divisione cavalleria di manovra; - inanov.re a partiti contrapposi.i; ' w id. id. . id . H id. id. id. 12 - ritorno dell'imperatore a Berlino. i3 N. _l!· Prima . delle mano\'re imperiali o pr~cisamente il t 0 settembre l'imperatore p,<ssera 111 TJ\'lsta a Berlino tutto il corpo d'armata delle Guardie il quale verrà i\'i appositamente concen trato. .

Le manovre imperiali saranno eseguite nella zona di terreno tra Gorlitz e Baùtzen; le truppe raggiungeranno il terreno di manovra parte per ferrovia e parte ,< piedi. Si assicura phe l'imperatore pose a


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NOTIZIB ll!Ll'Ì'A(U ESTERE

NOTIZIE MlLITAlH EST}'RE

fondamento delle grandi manovre una situazione di guerra :,;imile a quella precedente la battaglia di ]faùtzen, 21 maggio '1813, con analoghi còmpiti ai partiti contrapposti. Saranno anche oggetto di studio speciale per le menzionate grandi manovre i provvedimenti .circa l'igiene militare in gene1·ale,. circa il servizio degli ospedali da campo, circa il trasporto dei malati per ferrovia dagli accampamenti agli ospedali dei presidii. Baviem. - I due corpi d'armatn bavaresi fara~no grandi esercitazioni in settembre per dieèi giorni, portan_do al completo le loro truppe da campo. Il periodo di · _tempo è ripartito così: qùattro giorni per manovre di brigate contrapposte; quattro giorni per manovre ~di divisione ~ due giorni per manovre di divisione contro nemico segnato, oppure di corpo d'armata parimente. conti·o nemico segnato. La zona di manovra per il I corpo d' armata sarà in massima tra Mindel e Ammer. li fiume Lech percorrente detta zona darà vHio appiglio ad esercitazioì1i di passaggio. .Il 11 corpo forà muo1•ere le sue tro divisioni nelia zona presso il .Meno limitata da Wi·1rzbùrg, Schweinfùrt e Bamberg; tale terreno è tutto .cerchiato da linee ferrovia1·ie; il .Meno ne segna il confine a Nord e ad Ovest; il canale Lùdwig lo delimita ad Est. Presso il II corpo d'armata verrà formata una divisione cavalleria per le esercitaiioni speciali dell'arma. A seguito delle grandi manovre del I corpo d'.armata saranno eseguite grandi csercituzioni tecniche di pionieri a Landsberg sul Lech . : Inoltre tutta l'artiglieria a cavallo dell'esercito bavarese farà esercitazioni per 14 giorni sul campo di Hammelbùrg. _ Il progetto di legye sui quarti battaglioni. - La Deùtsche Heeres Zeitttng, pobbli,ca il testo del progetto di legge relativo all'. ordinamento dei quarti battaglioni di fanteria. « Art. L Il paragrafo 2° del!; ' legge, 3 agosto 1893, il quale regola l'effettivo di pace dell'esercito tedesco sarebbe modificato come in appresso: Dal 1° aprile 18!17 si conteranno : · Per la fanteria 624 battaglioni :_ per la cavalleria 460 squadroni - per !'3l'liglieria da campagna 494- batt~rie - per l'àrtiglieria a piedi .37· battaglioni - per i zappatori del genio 23 battaglioni - per i fertovieri 7 battaglioni - per il treno 21 battaglioni. La nuova legge dovrà essere applicabile anche alla Baviera, in virtù .della convenzione del 23 novembre 1870.

In conseguenza della nuova Jegge si formeranno: 19 stati-maggiori di brigata di fanteria (16 prussiani, 2 bavaresi, i sassone); 42 stati-maggiori di reggimento (33 prussiani, 4 bavaresi, 3 sassoni, 2 vurtemberghesi); 86 battaglioni di fanteria (66 prussiani, :iO bava1·esi, 6 sassoni, 4 vurtémbergltesi) ; La . spes:i relativa sarà suddivisa nella ragione seguente : 472,000 1'1. Prussia . Sassonia. 42,000 » Vurtemberg . 5,000 » Baviera 66,400 » -----

Totale.

586,000 M. Le spese d' accasèrmamento, abbigliamento e primo impianto delle nuove unità sarà suddivisa nella misura seguente: Pl'ussia. 2,680,000 M. Sassonia 230,000 1, Yurtemberg 65,000 » Raviel'a. 380,000 »

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.. Totale . 3,330,000 M. Il progetto f1.1 rinviato alla gommissione del bilancio per l'esame delle , sue conseguenze finanziarie. ·GIAPPONE.

. L'occ1ipazion~ dell'isola .Formosa. - Si hanno i seguenti particolari eil'ca l'occupazione dell'isola di Formosa da parte delle truppe imperiali giapponèsi: Nel secondo semestl'e dell'anno 1895.vi furono inviati 95,000 uomini. La statistica del serviiio sanitario annovera il rimplltrio cli 21,748 militari, cagionato da malattie di- varia specie. Alla fine dell'anno 189!:S, gli ospitali e le ambulanze da campo stabilite 'nell'isola, contavano 0245 infermi. In questo numero sono compresi taluni pochi prigionieri cinesi feriti . Durante la spedizione 7162 ammalati o feriti ripre~ero servizio, lj:447 morirono in seguito a malattie infettive o ferite. In totale, si calcola che non meno ·di 38,000 uomini, durante sette mesi di ·campagna, e sovra un effettivo di 100.,000 uomini, siano stati ricoverati negli ospedali giapponesi. 76 -

ANNO X~I.


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NOTIZIE MILITARI E STERE

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NOTIZI E MILITARI ESTERE

rebbe a djsporré di f4 baÌterie montate, cioè dì 84 pezzi: il reggimento d'artiglieria da montagna venebbe raddoppiato. . ~'artiglieri~ da posizione dell'Etettr, e della landweher conta 5 gruppi, ·d·1. .- compagnie cadauna_, con 32 peai. La forza delle compagnie d& pos1~10.ne, secondo 11 menzwnato progetto, salirebbe all'effettivo di 1.70 uo-

SVIZZERA.

Progetto dì riordinctinento dell'esercito. - ll 3 novembre 1895 fu respinto dall'?ss~mblea fede{ale un . progetto di ,~odifìcazioùe degli articoli della costituzione militare. D'allora in poi gfr•studi relativi non c.essarono: di recente fu sotto· posto all'assemblea un nu0vo disegno di legge, cioè l'ordinamento della f;nteria della landwehr, l'auménto della cavallei·ia addettà alle divisioni e dell'artiglieria. Questo disegno che non importa verun aumento generale del bilanc.io,. provvederebbe ad u~ miglior aggruppamento degli effettivi delle seconde linee· svizzere. Secondo . gli attuali regolamenti, la J:inawehr può essere impiegata sia a rincalzo dei corpi d'armata d'operazione, sia nella formazione di truppe presidia rie per scopi ter ritoriali. Il suo effettivo, al :I. 0 gennaio-.,1895, saliva, a 57,nOO uomini di fanteria, a 3'136 uomini di cavalleria, a 12,500 uomini d'ai·tiglieria, a 3500 uomini del genio, ed a 3900 delle truppe dì sanità e di amministrazione_. Fra queste milizie evvi una separazione ben netta fra le 7 più giovani classi e le.altre: le prime sono armate di fucilè mod. '89 . le al~re hanµo armamento v:irio. Il nuovo progetto di ley:ge tende ad eli1 minare queste differenze. Iii luogo di 104, battaglionj, non si avrebbero più che 74 battaglioni di landwehr, dei quali 37 di riserixi, formati dalle sette classi più giovani, ed altrettanti di landwehr propriamente detta, formati con le cl.assi rimanenti. · La riserv1i fornirebbe il completamento necessario ai quattro corpi di armata mobilitati i quali comprendono ognuno quattro brig:ite (23-24 battaglioni di fonteria e 2 di cacciatori). . Ogni corpo d'armata avrebbe cÌÙindi una bi'igata di riserva, su due reg · gimenti, a 2 o 4 battaglioni. Le compagnie di guide sarebbero, quindi innanzi, suddivise in·ragione di due e mezza per cadaun corpo d'armata ( una compagnia per cadauna delle due divisioni e mezza aggregata al comando del corpo). L'effettivo delle compagnie dovrebbe,salire 4a (1,8 uomini a 120. Oltre a ciò, ogni corpo d'armata av!'ebbe a sua disposizione una brigata di cavalleria su sei squadroni. Circa l':irtiglieria, il numero delle batterie montate è ·attualmente per ogni corpo d'armata, di 12, a 6 pezzi cadanna. Evvi inoltre un reggimento da montagna, su due batterie. _Secondo il nuovo progetto, il numero delle .batte,·ie montate, s'eleverebbe a 56; di guisa che ogni corpo d'armata ver-

mun.

'

;t

. Forza dell'esercito svizze-1·0 1• gemuzio 189G. - Secondo le tabelle 1~serte nel Rapport du départements militaire fùléral la forza dell'eser-c1to permanente, al '1° gennaio 1896, sarebbe la 'seguente: · Eletta.

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Stato-maggiore generale Fanteria . . Cavalleria Artiglieria Genio. Sanità. Amministrazione Servizi vari

102,507 3,758 21,632 6,356 4,980 1,580 . 472 T OTALE

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RIVISTA. DEI PERIODICI MILITARI

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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

vemente nel suo opuscolo intorno ai progressi e regressi del fucile di fanteria. Lasciando indiscussa l'opinione da lui espressa, che il fucile automatico ·sarà il fucile di guerra dell'avvenire, è certo che l'opera nuova ha il pregio di una chiara e completa esposizione della materia che tanto interessa alla tecnica delle armi da fuoco. Ciò considerando, il maggiore DE FEo ha riassunto i principali capitoli -del volume del generale '\\TILLE.

Rivista d'artiglieria e genio.

Maggio i896. - Sopra blenui balistico.

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contribiito allei soluzione mzionale del pro•

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L'artiglieria dlt cmnpagna nel combattimento secondo le norme vigenti in Gennania e1l ùi Au.stria. ...;_ Continuazione degli studi riassuntivi pubblicati dal 1Jf,ilitéir Wochenblatt. - Occupazione delle posizioni. - Sicurezza dell'artiglieria. - Concéntramento del fuoco. - Celerità di tiro. - R;fomimeuto delle munizioni e del personale. Metodi d'istruzione. - Conclusioni. Miscellanea e not'izie. - La preparazione al tiro degli ufficiali d'artiglieria da campagna in Germania. - Otturatore Canet, per cannoni a t.iro rapido.

Il tenente di vascello RoNCA ed il professore BASSANl, si difendono da alcune. Censure mosse dal colonnello Siacci, a proposito del loro· libro: Contrilmto alta soluzione mzionale del problema balistico. Promettono di discutere ampiamente ·la materia in uno dei prossimi fascicoli dclii! Rivista Marittima, dappoichè esse.ndo la loro Memoria comp~rsa· in quel periodico, per ragion di riguardo, si compete ad esso ogni di· fesa relati va.

i maggio 1896. - I nosfri scudi. - Risposta al colonnello R ... - Polemica relativa all'adozione di uno scudo per la fanteria, allo scopo di ripararla dai proiettili della fanteria nemica.

Il genio militare in Africa.

Studi di tattica applicala. - Il combattùnent() di Bourget, 30 ottobre 1870.

È la prima parentesi di una polemica· con la Rivista di (cmteria, che· non· giudicò con sufficente giustiiia l'opera del genio nella difesa di Macallè. La difesa di Macallè, dice il capitano TnANmr.r.o, segna una. rivendicazione dell'importanza dell'arma del genio, cui oggigiorno, come per il pass~to, spettano principalnÌente i pericoli e ~li onori della_guen:a d'assedio, confermando quanto errino ·coloro che, disconoscendo 1 llllmnosi fatti storici e dimeniicando quan_to scri'ssero i più eminenti uomini di guena, credono che a preparare e vi_ncere battaglie, sempre basti far marciare due masse al'Jnate l'una contro l'altra, senza alcuna preparazio1;e del terreno e senza alcun altro sussidio.

Alla fine di ottobre ,1870, Saint-Denis e dintorni erano occupati , da ire brigate di fanteria agli ordini del generale Carrè de Bellemaré: glC avamposti francesi erano spinti fin contro la linea Pierrelitte-BolignyNoisy:.ie-Sec. Il {V corpo e la Guardia prussiana occupavano i contorni di Pierrefitte e Le Bourget: quest'ultimo villaggio, formato da una sola strada longitudinale, è tm;ersato dalla strada da Lilla a Parigi. Una sola compagnia lo presidiava, che fu sorpresa ,nella noti.e dal 27 al 28: il genernle Bellamare prnvvide tosto ad un rapido assetto difensivo della località conquistata. Seguirono brevi fazioni d'avamposti, sino al 30 ottobre, giorno prefisso all'attacco generale dei prussiani. La direzione delle operazioni fu affidata al generale Budritzk.i, comandante della 2a divisione della Guardia. La mattina del 30 egli raccolse 8 batta· · glioni e 5 batterie in tre colonne, delle quali la principale (4 bai.taglioni e 3 batterie) doveva eseguire l'attacco diretto del villaggio per la via di Lilla, le altre due erano incaricate dei movimenti latei"ali. Alle

Calcolo di trniettorie per punti. - CARLO PAnoo,, capitano d'artiglieria. Anni da fuoco portatili automatiche. I\ generale R. W1u.E, svolge ampiamente nel suo 1{uovo volume sull: armi portatili automatiche quella parte di materia che già trattò bre-

Le Spectateur militaire.

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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

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:1.0 antimeridiane il villaggio di Bourget cadde nelle mani dei prussiani dopo aspro conflitto. Quest' attacco, è generalmente considerato quale archeti,po di azione contro i villaggi, disposti perpendicolarmente alla fronte del nemico.

Ordinamento degli cilti coinaiidi. - Continuazione. Decorazioni, croci 111neda9lie. -, L'ordine di Santo Spirito. - Cordone Bleu. - HS79. Hl maggio {896. - L'introduzione del cmmone a ti1·0 rapid-0 nell'artiglie· ria da ca-1111pagna. Lo studio è del colonnello C u AllKRT : egli afferma che la trasformazione del materiale_ di arti'glieria s'impone a tutti i grandi eserciti, dappoìcbè in nessuno di essi il perfezionamento· del materiale, dal :1870 ad oggi, mnrciò alln pari con il perfezionamento delle armi portatili. L'adozione di una bocca da fuoco di calibro ridollo, a tiro rapido, che 'imprima ai proiettili una velocità iniziale superiore a quella che oggidi ·posseggono, dnrà modo di ottenere un doppio risultato: acc'rescore cioè la rapidità e la giustezza di tiro, ridurre approvvigionamentò delle munizioni riducendo, di conseguenza, il carico del carreggio.

I nostri scudi. - Risposta at colonnello R ... - Continuazione. Decoraz,ioni, croci e -medaglie. - Continuazione. Passeggiata militare al Salone dei Campi Elisi. Re vue maritime.

Maggio H<96. - Nota sulle deviazioni, 1·egolazione e compenso dei compassi. , Nuovo telemetro per il calcolo della distanza e dell'altezza dell'alberatura.. - . Descrizione delle strumento. - Graduazione isometrica del cilindro registratore. - . Notn complémentare. - Condotta del tiro per le navi che non possiedono che pot·ta-voce. .Malattie dei marinai ecl epidemie nautiche. - Malattie delle orecchie. Malattie cutanee. - Malattie veneree. - òforbidità e mortalità nella marina. - Le basi per una statistica. - La statistica nella flotta france:;e. - .Morbidità a seconda del tipo delle navi. - Morbidità a seconda delle epoche. - l\larina italiana. Marine estere. - Il bilancio della marina inglese. - Notizie relative all'ordinamento delle morine esLere. - Danimarca. - L'arsenale di Spezia. - C!'onaca marittima.

Revista Cientifico Militar.

15 maggio 1.896. - Cronaca ,qenerale. - Il bloccò mar1u1mo. - :Motivi del blocco commerciale e militare. - Situazione strategica della Spagna in una guerra navale. - .Mutazione di ministri della guerra in I talia, Portogallo e Francia: - I generali Ricotti e Billot ed il colonnello Pimentel Pinto. Un pr~blema di balistica a1>plicata allo studio di ima questione di f01·tificazton.e. Studio si,lle opere difensive impro1Jvisate. L'illmninazione mediante il gaz acetilr.ne. .Bollettino della. Società Geografica It alia na.

Fascicolo VI, maggio !896. - Atti della societù. - Adunanze del Consi.9 lio dinttivo. Notizie ed avpunti. - Geografia genera.le. - Sulla carta _più antica d'America. - Giovanni Florin e Giovanni Verrazzano. - Gli elementi di geografia fi sica e di geologia del prof. Tucm1E1. - Europa. - Ricerche antropo metriche in Italia. - L'Antropometria militare pubblicata a cura del tenente colonnello medico SALVATOilE GurnA. - Le acque dolci nel Friuli. - Asia. - L'apertura dd fiume di Can.ton alla navigazione estera. - Africa. - La spedizione del dottore l\foloney all'ovest del Njassa. - America. - L'Inambari. Revue du Cercle militaire.

N. 22, 30 maggio 1896. - La seUim.a1u, militare. - In Russia. - JJ ricevimento della missione fra ncese. - Un dispaccio dell'Invalido Russo. - -Il generale Boisdeffre portato a braccia. - Il viaggio del presidente della repubblica a Tou rs. L'istruzione praticà. rl'àrtigtierici in Francia e Germania. L'Ann11ai·io dell'e$ercit-O spagnolo per1896. - Continuazione. - Divisione territoriale militare. - Il tenitorio della penisola è diviso in sette regioni di corpo d'armata. - :ta Nuova Castiglia ed Estremadura. - 2a Siviglia e Granata. - 3a Valenza. - 4a Catalogno. _


RIVISTA DEI PERIODICI · MILITARI

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6• Burgos, Navarra e Vascougadas. 7a Vecchia Castiglia e Galizia. - R,eclut&mento e mobilitazione dell'esercito. Effetti dell'esercito peninsulare e riserve. - Al '1° gennaio le forze peninsulari cont.avano 9,27(1, ufficiali, 1,628 assimilati- e ·124,453 uomini di truppa. - Colonie spagnuole. - Cuba. - Avana. Porto-Rico. - Filippine,. - l\lanilla. - Riassumendo, l'esercito spagnuolo della penisola e delle colonie, il ·I O gennaio ·1896, conta va :15,330 ufficiali e 227,64(1, uomini di truppa nell'esercito attivo e 5,665 ufficiali e 6H ,946 uomini nella riserva. L'istruzione de_qli ufficiali di coinplemento ·clella fa,ntel'ia italicina. - Circolare 7 maggio 1896. N. 23, 6 giugno 1896. - La settimanci militare. - Le cerimonie dell'incoronazione dello Czar. - A Parigi ed a. Mosca . - Un telegramma del generale Saussier. - Dono di un ufficiale russo al Circolo mi: li tare. L'esercito italiano ed i progetti di riforma del generale Ricotti. - Riassunto del progetto sull'ordinamento dell'esercito, presentato dal ministro della guerra al Senato, rica:vato dal giornale L'Esercito Italiano . L'istrnzione pra.tica dell'artiglieria in Frnncia e in Gerinan-ia. - Conti· nuazione e fine.

Rl\'1STA. JJEl PER.IODI•~I MILITARI

1171

ti• Aragona. -

Armi e progresso. -

Rivista militare sociale.

N. 2, febbraio -1896. - Aclua I. .. Il nostro progmmmci. - Compito sociale dell'uf~cia,le. - Seguito della discussione relativa alla funzione civile clell'es~rcito ecl al compito sociale dei suoi comandanti. , Le isiituzioni 1nilitari odierne e il loro avvenil'e. - Osservazioni sopra il libro omonimo pubblicato in Roma sullo scorcio del passato anno. L'esercito e lo spirito pttbblico . . L'albo delle medaglie d'oro ed al valor rnilitare. - Ettore -~_errane di San Martino. - Roberto Perrone. - Roberto Lavezzeri. -:- Gaetano Fuggetto. - Federico Nedbal. A.lcune consùlPrazionì sull'avanzamento degli ufficiati. L'esercito giàpponese e le relazioni sociali. - E. B ARBARICH. Vm'iazione su témi cl' a,rte. - Pittura greca. - Uao FLERES. Nòte e Recensioni. - Gita di pictcere. - OLIVIERI SANG l:\COMO. - Sport .Militare.

Revue d'artillerie.

}foggio, 189fi. - Il shi'a,pnel da. camp1tg1ui ed il c<mnone dell'avvenire. Sotto il titolo: Studie ·ii.ber den Schrapnelscltuss der Felrl artillerte, il generale Ro11N1,, comandante della 8· brigata d'artiglieria da campagna tedesca, ha pubblicato, da qualche tempo, un lavoro assai importante sullo slmqmel dell'artiglieria campale . .Egli t\sainina i diversi fattori che influiscono sugli effetti di questo p1·Òiettile, e cerca di dedurne conclusioni pratiche. Il maggiore Jeanuel, ne dà un riassunto assai completo nella Re1me d'artilterie. P'rincipali argomenti di studio relativi al tiro a tempo sarebbero: Il numero delle pallottole da chiudersi nel proiettile. - La fo rza di penetrazione di queste pallottole. - La dispersione di esse o piutlosto l'angolo di dispersione del, fascio. - Le dimensioni ciel bersaglio contro il quale lo shrapnel è destinato ad agire. - . L'inclinazione della tra)ettoria al punto di scoppio. - Le idee ciel generale Ror·JNE a questo proposito ed a quello ciel can11one dell'avvenfre, sono molto moderate; talv9lta possono sembrare timide, rispetto a quelle del generale Wille, ma in compenso hanno il grande pregio di discendere nel campo di una sana pratica e d''appoggiarsi a basi del tutto razjonali. Conferenza tenuta a ~lont-Va. lcrien dal sottotenente Boc11ET, del H.5° battaglione d'artiglieria a piedi della riserva. - Con due tavole. l'e ·nuove istruzioni rnsse relative alln manovru ed (ii tfri di g·ru,pp-i di batterie. · fmpie90 di projettori. etettrù,'i in 9uerr:a. -

Lidiaueria russa, come si sa, ò sù 8 cannoni nell'artiglieria montata e su 6 nell'artiglieria a eavallo : essa è comandata da un tenente colol\nello o colonnello, il gruppo di batterie (2 o 3 batterie) è comandato da un colonnello, la brigata (6 batteri?) da 1111 maggior gènerale. Un nuovo stu.rl·io 1li' balistica esteriore tli S1Acc1.

Riassunto degli studi pubblicati dalla Rivista d'twtigl'ieria e genio, nei fascicoli di gennaio, febbraio e marzo 1896; con il titolo : Sulla resistenza dell'aria al moto dei proiettili. . Notizie varie. - Germanici - Petardi_pér le distruzioni da campagna. Spagiui - l\lodifìcazioni all'ordinamento dell'artiglieria. - Notizie bibliografiche.·


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RlVISTA DEL . PERIODICI MILITARI

RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI

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Revue de cavalerie. Revue du service de l'Intendance Militaire.

2° fascicolo, marzo -aprile, '1896. -

In rna/.('l'Ùi dì bilanci. - ' Conferenze

.tenute agli ufficiali a~giunti d' intendenza da tinuazione.

CAMILLO

LYoN. - Con-

Analisi delle avene fmncesi ed estere.Le stoffe da vestiario militm·e e loro a,pprezimnenti. - Continuazione. - Valutazione della resistenza e del valore delle stoffe d'i1so militare. - Prova per uso semplice. - Valutazione del tessuto secondo la sua capacità di lavoro. :...._ Dinamometro di Kraft. - AILre considerazioni . Il bestiame nei .paesi caldi. - Saggio dall'opera ,~fanuel pratique des coltures tropicales di SAGOr, medico della marina. Recenti pubbl:icazioni relative all' omiministrazione militare. - Il sacco completo. - Jl i'i'lMnento llfiUtaire di J. SA011m, ~rc;hivista di stato maggiore.

Revue milita.ire Suisse.

N. 15, maggio 1.896.

Schie1·Mnento stmtegico delle forze fmnèesi ;nella.

frontiera m•ientale.

Lo studio segM un piccolo ritorno a quella che già sembrava sopita, questione della neutralità della Svizzera. L'articolista s'ispira a questo proposito agli scritti del geh~rale Serè de Riveres, che servirono di base ai lavori di fortificazione in Francia, dopo il 1~7;5. La guerni nell'Eritrea. - La liberazione del presidio di Adigrat. Le manovni del I cmpo d' cir-mata n.ol 1895. Atti 11,f'fìciali . - Notizie e cronacci. - S01;ietà della Rivista 1lfilitare Svizzera. Supplemento. - Rapporto del dipartimento militare federale sulla gestione · dell'anno 1895. - Ordinamento militare. - Leggi, ordinanze, decreti e re"olamenti adottati. - Circolari vario. _: Stat.istica militare · · svizzera. ~

.

~foortio 1876. - SanCi 00 ,1, /ÌO d'istrnzione 71ratica dei qÙatl?-i di cavalleria. Considerazioni preliminari. - Necessità dell'istruzione dei quadri.

fl regolamento, 3i maggio 1882, determina le basi dell'istruzione ~ratica dei quadri dell'anna; mn i mezzi relativi sono piuttosto indefiniti,, inquantochè non differenziano gli esercizi propri dell' istrnttore da quelli che sono destinati ad ac'c1·escere la sua istruzione persclnale. Ciò posto, l'autore dell'articolo propone un corso di studi teorici per i graduati di cavalleria, i quali dovrebbero comprendere l'orientamento, la lettura delle ca rte, la conoscenza' del terreno, la valutazione delle distanze, le ricognizioni, la redazione dei rapporti, ecc. Da L~tzen a Bautzen. - Maggio 1813. - Continuazione del car teggio fr a i rn&rescialli e l'irnp.eratore Napoleone. - Esso comprende le' disposizioni e gli ordini dati per le giornate <lell'8 e del 9 maggio. La cavalleria divisionarùi. - (!:avalleria da fanteria. - Proposta d'aumento della cavalleria addetta alle divisioni formando drappelli di fanti montati. StudùJ sulla cavalleria avanti le armate. - La cavalleria durante la guerra. del 1870- 71., - Forb~ch e Reichshofl'en. - Intorno a :\Jetz. Considerazioni tattiche. I nostri ussefi. - [ 'v. ecchi re,qgùnénti. - Origine dei reggimenti in Francia. - L'Ecole de Jllars. - Il maresciallo di Lussemburgo. - I disertori ungheresi a Versailles. - La duchessa d'Orléans. Il cavallo pwro san,que: - Risposta al P1·ogrès 1}/ilitaire. Notizie militari francesi ed estere. Revue du Génie Militaire.

Maggio 1896. . nel -1895.

Relazione su tre ascensioni in pallone i.ibero compiute

Le ascensioni libere eseguite nel corso dell'ann9 189;5 dagli ufficiali della compngnia areostieri del 1° reggimento dAl genio hanno dato modo d'osservare alcuni particolari interessanti. Nell'ascensione del 6-7 maggio, eseguita dal capitano Bouttieaux ~ dai tenenti Linde~ker e Le Gavria-u, furono percorsi 392 chilometri in H ore, con velocità varia da 20 a 63 chilometri a.ll'ol'a. Fu notata la grande stabilità dell'areostato durante


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RIVISTA OB:1 PERlO DIC l MILITARI

la notte, con tempo chiaro e secco, la possibili tà d'eseguire rilievi ·con la sola luce qella luna, ed infine la presenza di stra ti aerei, relntivamente sottiti, animati dn vclocitii s-pcssc voite doppia degli strati inferiori é superiori. Fortificazione. - Leggi sulle zone cli servit1'1 militarn in Serbia. - La fortezza russa di Oust-Dvinsk. Una esplosione di 1750 chilogm,11mi d·i dinamite nel forte di Lnnnont ùiferiore nel 18i7. Operazwni sotterra11ee di salvata,q.9w eseguite <wlle truppe del genio. - Salvataggio di ,Saint-Nicolas (Passo di Calais) dal Hi al 20 febbraio '1885. - Salvataggio di Crèvecoeur (Nord) dal 9 al 111 gennaio ·1889 . Salvataggio d' Hcilly (Somme), giugno 1892. - . Salvataggio di Louvroil (Nord), ottobre 1893. - Riflessioni generali. Unità el-ettriche internazional'Ì. - Unità di resistenza elettrica. - Ohm. - :uµità di intensità di conenre. - Ampère internazionale. - Unità di foria elettromotrice. - Volf' internazionale. - Uniti1 di quantità elettrica. - Coulomb internazionale. - Unità di capaci tà elettrica: - Farad internazionale. - Unità di lavoro e d'energia. - Jonle. - Unità di potenza. - Watt. - Uni~ì dì coefficiente d'induzione. - Henry. Yentilaz·ione elettrica di mia gutleria. Telegra.fì-a ottica 1nediri11te la luce 71olarizzata.

Per la Direzione L on ov1 op O r soTT I

D1u,t AllCH1

c .. aLo, yeren1e.


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