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RIVISTA MILITARE 1892 TOMO II

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RIVISTA MILITARE /

ITALIANA I

. RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARE

SERIE

III. -

ANNO

XXXVII

Tomo II.

'

ROMA, 1892 VOGHERA ENRICO, TIPOGRAFO-EDITORE

Via NazioualP., 201.


Il Giornale rnihtareu/ficiale del 9 aprile ·189~, dispensa ,t <z•, parte 2a, ha pubblicato il seguente :

AVVISO Rivista militare italiana. generale . -

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aprii.e .

~Il o scopo di procura.re agli uffi ciali del regie esercito il mezzo di seguire più prontamente e con . in.aggi,ore facili_tà gl'incessanti progressi della scienza; dell'arte e de.Ila lettera tura militare, e per aprire più largo campo all a loro attività intellettuale, è .stato stabilito che a comineiaì·e dal 16 del venturo mese di maggio Ja R1'vista militare italiana sia portata da 1O· a 12 fogli di stampa di visi in à ue dispense quindici nali. . Le condizioni cl i associazione a detta Rivista ri mangono per ora quelle stab ilite dall'A vvisa inserto nella Dispensa N. 32 dd G1:ornate milita1··e 1.t/ficiale del 189 ·1 {Par te 11). In via eccezionale peraltro si potrann o fare abbuona menti dal 1° maggio ai 3,1 clicembre 1892 al prezzo di lire otto, colle norme stabilite dall'avviso SOP,racccnnato.

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{Seg,:etarialo

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CRITERIO 11IILITARE • Intondesi sotto la denominazione del veder • penell'atìvo militare, la facoltà d 1e rappre• senta quella solel'zia <!el la mente nel raf!igu• ra!'e e tutto oom r,rendere, in quella che lo e sgu:, rdo sopra vi getta, lo stato non solo e la , condizione delh cosa che si tolse ,1 gu:1rdare, • ma si ancora In prontezza di sapere, in quello · • stante meclesimo che la cosa e per noi ve• duta, ritro,•are i,modi al p1·ovcdorvi, dove ne • soprastasse alcun danno, o di 1·ivolgerla in , molto meglio, clave corresse gi:i pel' noi pro'*

pizia.

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Dalle 111em.ot·ie militari del colonnello di ca·valleria F1mr11mo PoNSl· GLIOXE. VoL IV, pagina 452. Cagliari; reale stamperia, Hl!.O.

Studiando le principali campagne di guerra vien fatto spesso di rilevare certe figiwe militari le qual i spiccano per lo speciale discernimento mostrato nel sapere raggiungere i vari scopi delJa battaglia o del combattimento senza per questo essere essi precedentementé stati segnati a dito come specialissimi genii , . A primo aspetto - appunto perchè codeste figure sono senza precedenti - vien fatto di credere si tratti più di un colpo di fortuna che di meriti personali reali, Però se si considera che la fortuna se qualche volta è cieca e capricciosa e accorda i suoi favori a chi sa afferrarla per i capelli, non sempre però è costante e più specialmente è amica dei forti , degli audaci e degli ace.orti, d'uopo è convenire che v' ha qualche cosa ali' infuori di questo ftate1·1w amor divino che concorre à caratterizzare certi fenomeni militari, e che deve essere di cer.to deterininato da crualità persona!i di quei capi rimaste


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CRITERIO lllLITARE

fi no all ora occulte e che d'uo .trallo, favoril e dalla circostanza, si appalesarono_ in lutto il loro splendore. A volere pur tener co.nlo di qt1esto fattore nello studio di certe operazioni di guerra - poichè è indubitato che qualche vo lta la sorte favorì pur l'uomo di guerra - non si può non ammettere, colla scort::t di un sano discernimento, che éodesto è un determinante occasionale, non scientificamente am~esso nè tampoco accettato datl'arte della guerra; e non. si può non disconoscere che spesso si battezza col nome di fortuna ciò che la mente ha saputo sapientemente prevedere. Se pure qualche esempio si cita dalla storia per confermare che taluna volta le sorti di certe battaglie rimasero per poco in balia di sè stesse, non si può non cqnvenire che esse si siano poi decise più in un modo che nell'altro per ragioni che sono nel!' intima natura di quell'esercito studiato nell'uomo , nelle istituzioni e nell'ambiente. Ciò che noi chiamiamo colpo di forttma è il risultato del concors0 di vari elemen ti che erano s'fuggiti alla diretta nostra osservazion e in quel momento, in quel punto , contro quel nemico, di fronte a quella data situazione, con quel terreno, impiegando quelle trnppe, ecc.; erano elementi ignoti a noi, ma che avevano operato tacitamente in virtù ùella bo ntà delle istituzioni, del valore intrinseco dell'uomo, favoriti dall'ambiente. Perciò si deve ritenere che ciò che concorre a caratterizznre un simile fenomeno non possono essere altro che i precedenti che lo prepararono o le condizioni che lo accompagnarono nel suo sviluppo, fra le quali primeggia l'opera speciale dell 'uomo: La storia cita a dovizia fatt i in cui i determinanti mediali o immediati di una data operazione militare fu.-ono o le qualità fisiche ò le intellettuali o le morali o tulle insieme, dei capi: A voler fare delle classiCìcazioni ci sarebbe ,da provare che spes:;o l' una è bastala da sè senza il concorso delle altre; ma è indubitato che nella massima parte dei casi il primato spellò alle qualità intelletLuali nelle quali si finì per comprendervi anche le morali. Si sente spesso a parlare di criterio militare e si sen te spesso a ripetere che è d'uopo che i capi posse~gano in modo spiccato questa dote, giacchè le nuove guerre lo impongon o; i regolamenti anzi riportano questo vocabolo ad ogni pagina; pur troppo non dicono

che cosa intendano per criterio militare, nè tampoco segnano dei limiti alla sua varia natura; lo ammettono come nna dote che è necessario avere e .della quale esig,mo delle manifestazioni mettendoia sotto la tutela della responsabilità personale e qualche volta mascherandola çol nome ·di ini.::iativa. Ci s~mbra perciò non opera inutile di tentare in uno scritto di concretare qualche idea al riguardo, senzn avere per nuHa la pretesa di r iuscire felicemente nello intento. Vedremo prima di definire bene il criterio in genere, cioè !de~. logicam'ellt~ parlando; poi pa rleremo più specialmente del cri teno militare accennan,io ai mezzi per formarlo e rinvigorirlo .

I.

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C~munemenLe parla.odo criterio ·e buon senso suonano una medesima cosa, e ammettono in chi manifesta o l'una o l'altra di qu03te doti inlelleti.ive una mente così i>ene orientala nelle que stioni della vita da sa perl e colpi.re nel gi usto segno e in giusta misura, e da trattarle tutte con opportuno discernimento. Qualche volta si esprimono queste due ùoti co i vocauoli accorte,:;.::a, j'tirberia, sebbene qui risalti già una men te più esperta, e vi sia incluso l'idea d'un senso di egoismo uman o. Buon senso e senso co11wne invece sono facoltà dell 'uomo molto distinte, perchè il senso comune non è al tro che quella quantità di senno mollo limitata che tulti gli uomini ànno . (salvo i cretini), mentre il buo n senso animette un perl'ezionamen w nel le facoltà in· tellettive dell'uomo e quindi un superiore grado d1 conoscen.;a. L'uoiformitit di sigi nGr.n to che snolsi talora dare alle due espres · sioni crite1·i,0 e buon senso non è poi tale veramente se si esamini da vicino e un poco a fondo il valore assoluto di ciascuna di esse; tale .significato poi mula affatto quando lo si riferisca ad esseri di cui si conosca bene il grado di \oi:o facoltà intellP,ttive. Criterio dice qualche cosa di più di b1ion senso, e include una mente eser-


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citata nello esame minuto, ol'dinato e giudizioso dei fenomeni, coltivata e rinvi.{orita dall'applicazione e dall'esercizio. La conoscenza nella persona di criterio è frutto di esame e di studio, non di solo esame come nella persona di buon senso. ,. Buon s,mso non significa che un maggiore perfezionamento del senso comune, che dipende in massima parte da una panicolare attitudine della mente a ragionare un poco sui fenomeni della vita, a sapere distinguere subito il male dal bene, a sapere apprezzare il valore delle cose quel tanto che basti per avvantaggiarsene nella vila pratica. Sebbene in entrambe queste doli si ammetta uno speciale sviluppo del!' intelligen'za, vi è una distinzione a farsi circa ai mezzi che àanno servito a svilupparle. Nell'uomo di buon senso l'esame dei fenomeni ha sviluppato la vivacità della mente, rendendole propria quell'attitudine a stabilire subito le differenze; e questa dote può benissimo darsi senza una speciale coltura. Nell'uomo di criterio invece non è il solo esame dei fenomeni che ha prod9L~o tale dote, ma é lo studio ·particolare di una serie di fenomeni svariati e delle leggi che li gove1innno che ha dato alla . mente l'attitudine di sapere subito giudicare di un fatto o risolvere una questione in 1relazione alle sue conseguenze direlle e indirette, prossime o remote riferendosi nl caso pratico de!la vita umana. L'uno è frutto di un esame quo tidiano di falli P-sterni e di particolnre analisi' propria, l'altro è frutlo ,dello esame di nna serie molteplice di fenomeni interni ed esterni, presenti e pas.;ati, e di considerazioni - governate da certi p·rincipii ra1.ionali - fatte sni deuami della esperienza propria e altrui. Il criterio insomma implica un perfezionamento :,;ul buon senso, e per indicare sempre più wdes1a difTerenza si può' benissimo dire che mentre il buon senso potrebbe esprimere un perfezionamento verso il quale tende la comime degli uomini, il criterio, di fronte a tale perfeziona_,. mento, esprime un progresso, un grado superiore di polenza intelletti va. Il buon senso si manifesta in tutti i rami dell'attività umana con una formola costante che potrebbe essere espressa così: risolvere_ le qitestioni della 1:ita secondo i principii . naturcdi. All'uomo di

CRITEBIO mLITARE

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buon senso poco importa quindi di siudiare .Je leggi che governano : fenomeni della vita dal. punto di vista artistico, o di rintracciarle se non esi stono; egli osserva. il fenomeno, fa un rapido esame dei caralleri es:erni e lo definisce senza cercare più in là; se sono fenomeni dell'umanità, es:nnina rapidamenle i vantaggi e gli svanlaggi che possono venirne a lui , e risolve solo pensando all'interf-lsse personale e del momento, Il criterio parte già da una cerla dose di buon senso ed è una forma di perfezionamento di questo. Ammette senz'altro maggiore vigoria di analisi , e fonda il suo ragionamento sulle leggi che governano i fenomeni, delle quali leggi conosce naià l'essenza e le modalità. Ecco perchè alla formazione . . del criterio concorre in particolare modo lo studio. Le forme del buon senso e del criterio sono varie; vi e un a scala infinita di gradazion i dell uno e dell'altro . il valore della quale è giudicato alla stregua degli effetti che _si p~lesano_esternamenie: opere umane, maggiore o minore qunnt1tit d1 errori, pregiudizi, ecc. La vigoria maggiore o minore loro dipende dalla costanza nell'uomo ad anal izzare i fenomeni e studiare le leggi che li preparano e che li aiutano nel loro svi luppo; dal tempo impiegato ad annlizzarli: dalle occasioni di moltiplicare le analisi:, ecc. Quindi le espressioni: basta 1m po' di buon ,~enso; è mf'ficien~e im po' di c·1:iterio; è un ·uomo d-i ,qran buon senso; è iu-1, 1wmo di ·molto criterio; sono' < 'li estremi della scala - diremo così - gerarchica nella i"' • qu~le sono compresi molti limili; e lulle le forme di quelle manifestazioni. I mezzi per svi luppan\ tali facol1à sono vari. La natura vi provvede in parie, ma in moltissima parie vi contribuisce I' opera dell'uomo. Al maggiore o minore sviluppo di quelle doti concorre indubitabilmente la naturale vivacitit della mente, la quale i fisiologi non potranno negare sia prodotta IIOll da speciale opera dell'istruzione, sì da una primitiva originaria disposizione e composizione delle molecole cerebrali o da special i oscillazioni o movimenti prodotti in esse .dal sistema nervoso, altrimenti non si arriverebbe à spiegare il fenomeno che presentano due esseri nati e vissuti nello stess9 ambiente e fìsiolpgicamente identici; i qu.-ili ci diurno differenze proì'on,ie nelle loro manifestazioni intellettive. La


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maggiore o minore attitudine ad assimilare il sapere , la maaoio nn re o minore conoscenza, e riflessione e memoria, in una mente ancora . vergir~e, devi; certo dipendere da qua lche ragione. fisiologica speciale· cm non deve essere estranea certo la speciale stru1tura e disposizione delle molecole cerebrali . . ~na volta entrati nel campo della conosce~za ver1 e perfetta, si sptegano benissimo i fenomeni della maggiore o minore vigoria della mente umana, perché essa, più o meno, è iiit adalta a ricevere e a conservare. Di qui la difTerenia di pe'r'.cezione pronta o tcirda che influisce sulla varia manifestazione del criterio o del buon senso. Il maggiore o minor grado di sapere dipende dalla riflessio ne e chtlla memoria; ma entrambi sono risul 1ato del con. corso di vari elementi: predisposizione, cioe della men te ad assim'i'IH!'e le co.noscenze; capaci tà di essa ad assimi larne una maag1ore o mrnore quantità; spec iale attitudine di essa a fore subito dei confronLi e nei confronti a stabilire dell e differenze e da esse trarne dei giudiz:i . Ora: questo lavorio può durare un istante: p~rce%ione pronta; oppure può dorare un çerto tempo: pe1·cezione lenta, tarda, ecc. La capacità di a$simihzione può essere maggiore o minore a seconda della disposizione e $truttura delle molecole cerebra li non solo, ma a seconda del tempo che esse restano. in movimento; quindi la quantità di sapel'e dipende da questa maggiore capacità di assimilazione . Se però si sottopongono 1~ m~lecole a vibrazioni dello stesso genere in tempi alternati, s1 puo aumentare la per(:ezione, e ottenere lo stesso ri suitato che altra men te ottiene naturalmente subito; 'ciò spiega come lavolo~~~ possn vi_nc~re le diflìcoltà provenienti da poca velocità di percezione e qu10d1 da poca vivacità di assimilazione della mente. L'aui_tudine c!unque a formu lare dei giudizi dipende dall a potenza d1 percezione e dalla potenza di riflessione . La riflessione è certo quella speciale atlitudine della mente, una volta ricevu1a un'impressione, a conservarla non solo ma a sottoporla ad anal isi prima che l'immagine si dispe!'da; oppure a ritornare - col con· corso della volontà. - a imprimere alle mo lecole un determinalo movimento, modiGcandolo a seconda di quella. Quest' allitudine P?i è _maggiore o minore a seconda dell a forza volitiva, e della d1spos1z1one delle molecole cerebl'ali ad agire i n virtù di quella . •

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Il maggiore o minore tempo che s'impiega a formulare un giudizio dipende dalla maggiore o minore perce,.ione e dalla maggiore o minore altitudine della menle a sintetizzare il lavoro della percezione e della riflessione, entrambe funzioni di due ele- · . menti: o de'l maggior tempo impiegato nel percepire e nel riflettere per vizio nel!' organismo; o del maggior tempo in eni si l'esta nello stadio della riflessione per esul)eranza di analisi. La matw·ità del giudizio è e[elto quasi sempre di questa seconda fase. L' azione rimane quindi una funzione diretta di questa maggiore o minore vivacità della mente, e il tempo che corre fra la percezione, la riDessione, il giudizio e l'azione esprime alternativamente: la vivacità della percezione, o la dtirata della riflessività o fa rapidità di analisi . Certo che se il tempo impi13gato in ciascuna di·queste operazioni è minimo, dinotasi maggiore attitudine arapiaa anal isi ed a i·apida sintesi ; se massimo cl inota l'opposto. L'ingegno e il genio sono forme di tale rapidi La, delle quali la seconda esprime il punto pitl elevato delle faco ltà in tellettive umane; nel genio inlaui è speciale l'attitudine a modificare, col concorso della volontà, la vivacità e la velocità nelle molecole cerebrali fino a farle v\brare con tal e rapidità da produrre una percezione istantanea,. una rillessione profonda · e una concezione potentissima, straordinaria,. assolutamente anormale; ed è noto che l'uomo di gt-:nio è l'opera d' uno o più secoli ('I), e «. . • • . . . • nni Chiniam la fronte :11 Massimo Fati.or, che volle in lui Del creator suo spirito Più vasta orma stampar. »

L'intensità del criterio dipende dalla maggiore attitudine della mente a formulare dei principii servendosi di pochi elementi di (i) , V'\H1 sovente chi rinnega questi supremi maestri, chi si ri bella ad essi. chi tiei) • conto dei loro difetti ......... ma invano uom tenta di svincolarsi di sotto al loro • giogo. Tutto si tinge rJei loro colori; per ogni dove s'imprimono le orme loro; . , ·. • . ....... .. Ap rono orizzonti, d'onde spicciano innumerabili nuovi coni di luce; • spargono idee, da ognuna delle quali mille altre germogliano ; compartiscono imma• ginazione, soggetti, stile a tutte le arti; le opere loro sono miniere inesauste, o le • stesse viscere del genere umano. , - RuscONI - Alcune notiziefnt01·no a Shakspeare, premesse alla versione italiana del dramma di Shakspeare: La tempesta. - Firenze, successori Le MoOrlier, 1878, pag. 25.


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analisi, de' quali però sa comprendere subilo il valore assoluto e relativo in fun zione del loro lavoro. Quindi l'avere ue criterio più o meno vigoroso può dipendere da dutl condizioni: o da un superiore grado di conoscenza la quale permette alla mente di afferrare subito il valore di una grande quantità di leggi dei fenomeni , oppure da una poten tissima riflessione la quale permette di scoprire subi to nel fenomeno la legge che lo governa, e permette quindi di prevedere e calcolare LuLLa la fo rza dell e conseguenze della sua applicazione. i\la, come ognuno intende, ciò porta con sè delle specialita fisiologiche. ln generale il criterio è una funi ione diretta dell a conoscenza e della riflessione armonicamente coordinate, .come vedremo . ~lentre - a,,traLLamen te parlando - si può cla3sificare ogni uomo di criterio assegnandogli un coetlìciente costante per fenomen i normali; non è pi ù possihile mantenere un'identica classi~cazione quando si mettano a prova seria i criteri di più individui per fenomeni anormali de' quali sfugga a prima vista la legge e il rintracciarla richieda anche un certo tempo. Si è allora che dal cri terio si passa all'ingegno e poi al genio, le quali due manifestazioni dell 'intelletto rappresentano il massimo vigore d'una mente. Le ma nifestazioni del criterio non sono costanti di intensità per fen omf.ni variab ili , cioè che abbiano la lorn origine in cause di disparala nalura . Ciò si r.apisce benissim o, perchè il criterio è una funzione del sapere, e ques10 è sempre limitato per quanto vasto ; onde Socrate morente esclamava : niill' altro egli sapere fiwrch' ei nulla sapeva. Mentre l' intensità del criterio può essere massima per menti meglio esercì tale a considerare determinati fen omeni, può essere invece minima per le stesse inen Li poco esercitale a considerare fenomeni d'altra natnra; cosi'cchè mentre vi sono le specialità di sapere, vi sono le specialità di criterio, e spesso l' uomo confonde il sapere col criterio . Il criterio è dunque la manifestazione della ragione nello speciale ordine di idee che si disaminano ; alla sua formazi one concorrono quindi due elemen ti distinti : la conoscenza e la 1·iflessione. - È bene svolgiamo di più questa id~a. La conoscenza consta di noz ioni e di principii; le prime sono gli elementi generi0i d'ogn i branca dello scibile umano ; i secondi sono

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·nvece le lecrcri statali dei fenomen i ; le prime sono insufficienti a ~ostituire il~apere. come i secondi sono fo rmole insigni_ficati".e senza di .quelle; ma mentre le prime esprimono gli elemen~1 analitici del sapere, gli altri sono i risultamenti sinteti ci della sc,en_za, e questa intanto ò inquanto ha tali elementi pe~· c~ratteri~zar~,. .s.~ facile cosa è possedere la conoscenza delle n_oz1001 e de, .pr1~c1p11 nel senso aslrallo (atto puramente mnemon1coL non cosi facile è possedere quella dei principii desumendola direttamente e per pr~pria volontà dal fenomeno colla scorta delle nozioni. e col sussidio della riflessione, perchè questa conoscenza mula d, potenza a seconda che il possesso dei principii è ri~ultato di .un alto _puramente mnemonico (come dicemino) opp nre d1 un atto 101elleLt1vo. Gli studi analitici sono proprii della critica e fond ano ti loro valore non tanto ~ulla qtiantitci, degli elementi che si prendono in esame, quanto sullo loro q11alità. L'arte critica esig~ oll~e ~li-~ conoscenza deoli elemen ti primi dell'analisi, quella dei pri nc1p11 eh~ ne regolano"1a loro aggregazione, i lor_o ~onta~~i, il vario mo~o d, manifestarsi dell'energia loro . Ciò cosL1Lmsce g,a una fo rma dt manifestazione del criterio, e qui discernimento e criterio suonano unll medesima cosa. Gli studi critici fo rzano dunque all'anal isi, e l'analisi costr inge l~ mente a fare dei paragoni e nei paragoni dell e diffe~·enze'. _determinate da certi valori che si devono dare agli elementi presi 1D esame nell'analisi. Perciò l'analisi iod1rettamenLe obbliga la mente ad osservazioni e considerazioni le quali risaltano in seguito ad una potente riµessione che è l'altro elemento del criterio . . Se esistesse trn modo costante, prefissa lo, ammesso da tutll come inevitabile per fare un'analisi, si potrebbe q~asi dire che, la m_e~t~ non sar ebbe più fo rzata alla riOessione, perchè nel fare I -anal·1s1 ·s1 entrerebbe ancora nel campo della semplice conoscenza e ,1cri teno che da quella dipende, baserebbe il suo valore sopra u? solo ele~, mento, quindi non sarebbe concreto. Ma ogn~no sa che 1 feno1~:?'• di qualunque natura siano, sono sempre rel ativamente compie:.~, e a spiegarli non basla la sola conoscenza, ma occo_rre una ~pec,al~ sosta della mente perchè li consideri inquanto gh ele~enti che h produssero concorsero a ~et~rmin_arli l_'inOuenza d1 cau,se ticolari delle quali è mest1en studiare I ongme, la natura e I ent1ta.

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Inollre l'influenza di quei determinanti intanto risalta inquanto Ja si considera sollo tutti i punti di vista per poter cogliere quella pe· culiare modalità, e ciò è indipendente dalla natura di quei determinanti, ma si è dipenàente dalla speciale sua entità a~quistata solo e unicamente in quel caso particolare dal fenomeno presò ad esame. Cioè, il vero valore del determinante, indipendentemente dalla conoscenza sua in senso astrai.lo , è rilento dall'atlo meccanico che fa .l'intelletto il quale lo osserva e lo giudica nello speciale caso riferendolo agi i elementi base che concorsero a caratterizzare quel fenomeno. La rifJessione è perciò un elemento necegsario del criterio; si può anzi dire che ne è l'elemento base, giacchè la conoscenza: si fonda su d'una serie di operazioni mnem~niche, mentre la rifle-ss!ooe si fonda sull'esame delle percezioni esistenti nel nostro spirito, scoprendone le relazioni e le attinenze diverse, pur prendendo per base pochissimi di questi elementi. , Però le manifestazioni dei' criterio -;- sebbene conseguenza della c?noscenza e della riflessione - . mutano di valore inquanto sono n sultamenti diretti del ragionmnento e perciò nè' la conoscenza nè la ritlessi_one son<1 sufficienti a formare il criterio $enza la selezione che si fa col ragionamento, il quale ci permette o per induzione 0 per deduzione di ava nzare - come dicono i filosofi - dal noto all'ignoto, e di concludere per i bisogni della vita. Nelle scienze così dette sperimentali gli amma~stramenti che si possono ricavare dai fenomeni sono il risultalo sintetico di quelle t~e funzioni dell'intelletto. La conoscenza è pel'ò in queste scienze d, molto avvantaggiata dalla osservti~ione, e di ciò va tenuto molto calcolo, giacchè i progressi che esse fanno sono in massima parte dovuti _all'~ss~r.v~zione dei fenomeni che avvengono in natura. E appunto m virtu d1 questo fatto speciale si è potuto addivenire ad una separazione netta fra scienza ed arte. La cono~cenza, la riflessione e il ragionamento permettono allo spirito di esordire nello ac~uìsto della verità colla sintesi-primitiva (con_o_scenza o osservazione) per passare poi all'analisi (riflessione e rag,o~ame?t~) e finire di bel nuovo nella sintesi riflessa (criterio). - La· smtes, riflessa come ci permelle nella scienza di concretare i principii che le dànno il carattere di astrazione, ci permette del

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pari nell'arte di concretare le regole che le dànno il carattere di elemento o mezzo adoperabile nei bisogni della vira. - Questa distinzione era necessaria a farsi perchè la guerra è sc ienza ed arte, e noi non possiamo concepire un'operazione militare che non sia astrallamente co11siderata, un principio scientifico, e concretament~ considerata l'applicazione del principio stesso. Però vi hanno delle dottrine sperimentali nelle quali l'elemen to scientifico si lega talmente in modo intimo all'elemento artistico da riuscire difficile lo sceverare l'astrazione dal ratto concreto, talchè i principii scientifici diventano principii artistici, e spesso la scienza si confonde coll"arte. Tale é delle dottrine militari, nelle quali non si può scompagnare il precetto dalla ri prova., sì che in generale e spesso arte militare e sè1enza militare suonano una medesima cosn. La separazione tra scienza ed arte sarà po~sibile avvenga nettamente solo quando l'arte avrà acquis tato tale valore a sè da potersi considerare come un elemento che viva di vita propria unicamente per la sua speciale natura, os;;ia quando, mantenendosi pure inalterato astrattamente considerato l'elemento scientifico, l'elemento artistico si è di tanto staccato ed elevato di quanto era necessario pe,, acquistare fls,onomia propria speciali ssima. Questa distinzione si ·può fa re nel campo delle dottrine mi li tari al punto a cui sono orrgidì arrivate, perchè essendo aumentati i mezzi d'oon'i oenere di /;) /;) cui ùsufruisce l'uomo di guerra nella lotta ed essendo più difficile astrarre, la ,;ittoria è ora più che mai conseguenza dì una Luona preparazione, di una buona raccolta e di nn buon impiego dei vari mezzi, più che conseguenza dello avere escogitate nuove teorie. « I grandi alti « della guerra infatti, ben dice il Corsi, sono pre« vedibili sino ad un certo punto, oggi ben più che in passato, « poichè la guerra deve adallarsi alle esigenze d'nna politica che ,\Cno11 è più in balia dei capricci d'un monarca, ed è più che mai, « p~r la sua mole medesima, soggetta alla geografia con leggi stam« pnte snlla fac~cia della terra. Senza dubbio, a -misura che cessa « l'imprevisto scema pure lo spazio al Geni~ tanto ch'egli è co« Sll'etto a sminuzzarsi e piegarsi aJJ;1 regola ('I).)> .____

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C. Cons,, Somma1·io di storia m i lita·re. Tomo li!, pag. 2oi,· Torino {888. ANNO xx:uu. vo r•. II.

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n. L'en ergia delle facoltà intell ettuali , nel campo déll'azione, si manifesta in modo indiscnlibile colle risorse che la mente sa trovare in seguito ad un esame più o meno rapido e più o meno minuto degli elementi della situ,1zione; e queste risorse costituiscono in ultima analisi ciò che comunemente si ch iama opera del criterio, o come altramente dicevasi /rntto del 'IJeder penetratiw militare. Quest'opera del criterio di tanto è necessa ria ora di quanto diminuisce la probabilità di avere dei geni i alla testa degli eserciti. << Un felice accordo di menti mediocri ma bene addottrinate, previ« denti, laborio~e, anche nello cose della guerra può agguagliare (\ e soverrhiar~ la potenza d'una gran mente. Sarà prezioso aiuto <( anche per l'avvenire il geni o; ma intanto poichè non si è certi « d'averlo a un dalo momento, giova apparecchiarsi a farne senza, " con quelle arti che l'esperien1.a, l'esempio, lo studio insegna« rono, cosicchè, se il gen io manchi, possa br,stare il I.llOdesLo incc n"ec•no c,enio vi sia, Lrovi preparalo tutto quanto può ab• r, , e se il n « bisognargli. Non si vedranno miracoli , ma si evi1eran no almeno « i gravi errori e le loro conseguenze, e se i miracol i avverranno « saranno tanto più facili e fecond i )) ( 1). Quali siano le ragioni che impongono nella guerra futura di fa re larl!O assegnamento sul criterio di ogni singolo capo, non crediamo il caso di esporre in questo scritto se non sommariamente perch è esse sono troppo note. Diremo però che esse sono da ricercarsi essenzialm ente ne!la cresciuta mole degli eserciti moderni i quali obbligano alla divisione del lavoro; nella specialità dei mezzi di guerra e nel particol are modo di combattere che soLtraggono più facirn ente il so ldato all'azione del.capo, del quale appena si potrà far sentire l'influenza come elemento dirigente; nella tendenza a bandire dalla guerra l'imprevi$lO per ciò che riguarda le grandi 1

({) C. Cons,. Opera. citata, pag. 20!.

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-0perazioni, aumentandolo invece nella piccola azione tattica del campo di battaglia. È ornai appieno dimostralo che nella guerra fu tura i capi do-vranno molto fare da ~è, non po tendo quegli cui incombe la con-dotta generale dell'eserciti;> suggerire ai dipendenti i sin goli còmpiti per ciasc1,ma situazione in cui si verranno a trovare. Spesso anzi si contenterà del l'indirizzo generale primiero e nnlla pili; appena potrà ancora intervenire, se pure a tempo e anche valendosi -di speciali mezzi, q~ando veclracangiato l'indirizzo dato ad un'operazione, il quale non sia palesemente giustificato da avvenimenti ~osi gravi sopravvenuti i qua li abbiano fo rzato la mano a quel sottocapo. Ogni capo dovrà quindi prosegui re nel movimento, una volta avviato, ri movendo davanti a sè e per proprio conto gl i osta-coli che incontra, badando a raggiun gere lo scopo assegnatogli servendosi dei soli mezzi che ha a su;1. disposizione, & badando a conservare le proprie forze per l'atto decisivo final e per il quale tutto l'esercito move in guerra. Ora: la quantità di ostacoli che può incontrare per via è cosa tanto più diffici le a determin arsi 4uanto più ampia è la zona en1 ro cui l'esercito si muove e agisce, quanto maggiore è la mole di quest'esercito, e quanto pi ù è sentita la distanza che lo separa dall'obbieLLivo Goale. Sono ostacoli che crescono io ragione delle poche notizie che si possono avere sulla situazione dei corpi laterali e di tullo l'esercito; delle diffi.coltà di comunicare giornalmente col capo dell 'esercito; e di quelle di conoscer:e lo stato stesso dell e truppe a! termine d'ogn i giornata di movimento o di a1.ione; delle difficoltà di armonizzare l'azione stessa collettiva de! proprio corpo co n quella degli altri costituenti l'esercito; dì conoscere il modo di essere del nemico, tanto mnggiore quanto più ampia è · la zona entro cui l'esercito si muove, ecc. ecc . Tutto ciò crea un ambien te tale ad ogni comandanL.e di truppa da forzar lo ad ngi rP, per proprio conto nella m'.ls.sima parte dei casi, chiamandolo a rispondere sempre degli atti che compie , i quali di tanto saranno cagione di buoni risu\Lamenti di quanto 11 capo avrà saputo pure con pochissimi dati sul nemico, sulla si tuazione dell'esercito proprio e dell'avversario ,trarre partito dello specialissimo suo caso. Ciò, in linea generale, .si m;interrà costante per tutta la durata d'una guerra, e, in ordi ne


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CRITERIO MILITfRE

al graqo di comando e all'entità qella responsabilità, ;in, iu,tte le sfere, sia negli elevali comandi sia in quelli a col)taltQ im1l:ediatò del soldato; talchè anche. il, comandante di squadra può benis$imo ora venirsi a trovare in condizione di dovere dii sè disporre ed operare. . I nuovi regolamenti tendono ora tu~ti a mettere in rilievo qu.esto carattere dei combattjmenti moderni Ec1cendo i:i.~altare la ~e.cessità che i capi agiscano con sàno criteri? 1tat~ic9; e le pa\·ol.e colpo d'occhio, iniziativa, senso pratico si trov~no,ripl?tut.e ad og~i momento, basandosi essenzialmente sul.le cons.iderazioni segue~ti .: che le disposizioni che vengono dall'inqie!ro .sono f?cilm~i:it~ prevenute dall'azione; . , . che sarà sempre un grave errore l'altendere ordin,i giacchè ci'ò rende impossibile ai reparti di ,mervenire opporwnament.e e .~ tempo nell'azione; . clH: quanto pitt grandi sono le proporzioni del combattimento tanto più aumenta il campo dell'azione individua.le. Sebbene, come dissi, i regolamenti parlino ora di criterio, d'iniziativa, di colpo d'occhio , di senso pratico ecc. ad ogni , moll\enlçi, come di doti c:om\ini, noi t.utli sapp iamo come ~sse sono tutt\lltro che comuni. Le manifestazioni del criterio sono in ragione del comando che si esercita e <l'ella responsabilità che si ha; esse sono tanto più necessarie quanto più libertil. è lasciata. all'azione personale. Basta infatti esaminare l'andamento di un 9ombaaimen~o moderno d'Una certa importanza per ,,edere. che ogni precetto del reaolamento richiede nn allo di- criterio per essere attuato. I rego~'Hnenti infatti .non dan~o che le norme generai.i, giacchè è 101'.o impossibile, in fatto di tattici\, specificare tutte . le norn.1e da seguire.per o;,:ni singolo caso. E in base a tali norme che il capo deve risolvere e disporre per ogni situazione. Che più? L'occa7 sione per operar~ per criterio proprio si .presenta ad ogni istante su ogni linea, su ogni schiera, in ·o,gni pur.Ho d.el campo , di battaglia, perchè l'azione, quando si è a conlalto str~tto col nemico, è più che mai nelle mani dei capi immerlinti di quelle truppe per i qunli non esiste più che la virtù .dì saper concorrere all'esecuzione dei diseani o dei superiori operando secondo il proprio giu-

CRITERIO MILITARE

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· d''1zi6' >e 'affrontando · coraaaiosaniente la responsabilità dei pro~~ . i •

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pn atti.

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piu. La ·responsabilità cresce in ragione del comando che si eserciti. Ora: poicM nei combattimenti moderni è affermà1to che il comando supremo non sempre può far sentire a tempo fa ·smi intiuenza, ragione vuole che mnggiore assegnamento si abbia a fa~e sulle doti intellettive··dei comandanti le unità logistiche e tatli'che. E poichè l'azione di queste uni Là è in ragione' della loro mole ne nasce chiara la conclusione che i risultrimenti che si ot' ' . . terranno saranno in racrione dell'opportunità del loro 1mp1ego 0 della concomitanza detloro sforzi. Ciò non si può avere, poicbè è d1ffic1le à iutto pensare e a tuÙo provvedere; ~è non curand·o c.he tè· decisioni che si devo~o prendere siano qtiali la ragion tattica del momento esige. Dimodochè si appalesa. sempre più evidente il fa;to ché più si sale nella sfe1:a del comando e più aumentano d'fot~nsiii fe manifestazioni del criterio, le quali vengono misurate alla str'e~ua delle condizioni fatte ai grandi comandi diii risultati che sapranno realizzare. 1,1\f~

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• I I• •

Ill.

"Come sì forma il criterio 'militare? Ecco la ·gran d'omanda. Si ' s'ente molto r, ripetere che i successi riportati dallo esercito. prussiano neila càmpagna' del 1870'- 7;J si debbono al ·maestr~ di sèilola e si' s'ente anche spesso a ripetere la 'frase che la maggiore vigo,-j~ dell'artè prussiana è stata la causa ~flìciente di quei succèssi (11) ;· si dovrebbe ·perciò ·con chi ildere che collo studio, solo coll"inèessarite ·studio' dei 'fenomeni della guerra si formi quest'attitudine· délla niente a: giudicare ed a risolvere in ogni situazione co~ retto discernimento. ·,

I

(i) •. , . l'esercito rrancese era soggiaciuto in otto grandi battaglie all'arte ~iù. • vigorosa ed alla costanz;t più pertinace dei tedeschi , , Gttel'ra franco-germa:uca

del 1870-71, compilala àalla

Puntata

rn•

pag. l337.

sezione storico-niilitare del grande stato 1n<zgg1ore.


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C~ITEltIO MILITARE

CRITELtIÒ 'lllLI'rARE

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'

Quando noi trascorrendo le pagine della storia ci troviamo di fronte ad una di quelle indiviàualità che maggiormente rifulgono per perspicacia di criterio, ci vien fatt() di analizzare la vita di quelle individualità in t.utle le sue manifestazioni per vedere di alferrare le cause efficienti di quella vigoria d'intelletto, e cerchiamo ansiosamente nei partièolari di qilelie vite le prime traccie di quelle manifestazioni per vedere di stabilire bene se sia il genio naturale o l'.opera della volontà che le determinarono; ma quasi sempre ci tro· viamo di fronte a questo fatto; sia che <lessa si sia manifestata di primo balzo, improvvisa, irresistibile in amplissima sfera; sia gradatamente, con moto regolare e continuo in una sfera mano a mano più grande, sempre dovelle essere prodotta da una lunga, tenace precedente preparazione, mercè uno studio diligente e una profonda osservazione. « Napoléon, en parlant de ses rélations avec Pauli, disait, 'qu'il « etait grand; d'une attitude noble et fière, parlait bien, connaissait << les corses, et exerçait sur eux une influence illimitè. Aussi habile « à soisir l'importance d'ime posit·ion qne celle d'une mesure ad« ministrative, il combatlait, gouvernait avec une sagacitf'.l, un tact « que je n'ai vus qu' à lui. Je l'accompagnai dans ses courses pen« dant la guerre de liberté. Il ni'expliqiiait,- chemin faisant, les « avantages du, terrain que nous pai·coiwions, la maniè1·e d' en tire1· « parti, celle de rem6dier aux accidens qu'il présentait. J e me « rappella qu'un jour nous nous rendions au Port-Noeuf à la tete « d'un .détachement nombreux. Je lui soumis quelques ohservations « sur les iqées qu'il avait émises. Il m' écouta avec beaucoup d'at« fentjon, et me regardant fix~ment dès quej'eus fini: Ahi Napoléon " me dit-il, t1b n' es pas de çe siècle, tes se,niimenssont cewx; des hom« mes de P[,tbtarque. Courage! tu prendr;s ton essort (1) :.. Chanzy e il Principé Federico Carlo di Prussia sono due esempi splenqidi di ciò che possa all'educazione dell'intelletto lo studio e l'esperienza. •< Natura uon fu certamente avara de' suoi doni a « Chanzy, ma egli seppe fecondare l'opera della ~atura con un la-:« voro lungo e tenace. Rifece da sè la propria educazione intel-

(I) Oeuvres clloisies de Napoléon, VoL IV, pag, !89 et 190,

Jeuuale ... , . e fu tale coltura che gli consentì di trarre pro« fitto della pratica costante di uomini e di cose (11) )>, Il Principe Federico Carlo « non era di quegli spiriti pr!Vl« legiati cu i natura impennò ali robuste per ispaz1are con fulminea « rapidità ne' campi incommensurabili del sapere, . , ..... tale « divenne mercè lo studio e l'esperienza (2) ». Cosi è: 4: accade nell'ordine intellettua:e e morale ciò che av« viene nell'ordine fisico; la vira è del più forte, la gloria è dei « privilegiati che hanno in sè energia sufficiente per adattarsi, re« sistere ed nnco impor,,i ad un ambiente (3) ». Spesso, è vero , le facoltà umane più riposte e, più nobili si sviluppano assai lent1mente, giacchè richieggono lungo e tenace lavoro di preparazione prima di effondersi in tutta la loro potenza, e spesso si svi luppano in ragione della volontà dispie~ata in codesto lavoro di preparaz.ione; )na esse - più o meno precocemente - si sviluppano alone e la potenza delle loro manifestazioni si misura alla :;tregua di opere che rimangono quasi sempre patrimon io della storia, L'uomo di sLudio s'inchina però egualmente davanti al genio nato e al genio svi luppatosi alla scuola del lavoro, perché i fruttì dell'uno e dell'altro servono egualm 1mte alla .scienza e all'arte della guerra. · Studio e esperienza sono i deterrnìnanti principali dell'energia intelfettiva dell'uomo d'arme. Lo studio è necessario perchè mercè SQ..a si acqtlistano i precetti, le IPggi che governano i_. fenomeni militari, Tutta la scienza, tutta l'arte della guerra è nei principii, « I principii-genèrali, dice a _proposito il Leibniz ne' suoi Saggi, « entrano nei nostri pensieri, di cui formano l'anima e il nesso. « Essi vi sòno necessari , come i muscoli e i tendini per cam<1 minare; . , . , » Ma la scienza e l'arte della ~uerra si basano altresì :;ull'esperienza; e poichè la guerra non è di tutti i giorni,cos.ì fa duopo ricorrere all'esperienza altrui, studiando cioè le operazioni compiute da quelli che <'.

(!.) ZANRJ.f,t - Uomini di grierrn de' tempi 11ostri: Chanzy, pag, 56. (2) ZANELt. 1 ...:... Uomini di guerra de' tempi nostri: Principe Federico Carlo di Prussia, paR, W, (3) ZANELLI - Chanzy, pag, 6.


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CRI'l'ERIO MILITARE

CRITER10 MILITARE

ci precedettero. Da ciò l'im portanza della storia militare. Sapere è ricordare; la scienza e l'arte ò tulla nella storia. E la storia militare deve essere il campo a cui specialmente si devono rivolgere gli studi dell'ufficiale; nello studio delle campagne egli deve ingegnarsi di ponderare con la maggiore esattezza lo varie influenze degli elementi princi pali dell'azione militare: il terreno e l'uomo; considerare le operazioni militari come lo svolgimento pratico di un co ncetto, ch e formulato da l romando s11premo ed espresso per mezzo di direttive e di ordin i, trapassa successivam ente dall'una all'altra sfera del comando, pigliando forma e atleggiamenti vari a seconda dell a situazione, del terreno , del carallere peculiare dei comandan ti . È duopo studiare annottando e criticando quelle guerre spécialmenle che più da vicino ritraggono i caratteri di quelle che avverranno, e studiare riferendosi alle condizioni degli eserciti avversari. E v'ha di più. La co ltura è quella che consente di trarre profitto dalla pratica costante di uomini e di cose . « Jrnperocchè (giova ri« cordarlo a chi di continuo va predicando potere la pratica sup« plire in tutto allo ingegno naturale e alla coltura) la pratica può << produrre effelli diversi secondo le qualità e l'energia della « men le di chi. opera; quarnnL'anni di esperienza non gioveranno a « sviluppare io molti individui le facoltà percettive, il senso del « giusto e dell'opportuniLà; ad· altri invece il libro della esperienza t dischiuderà continuamente nuovi orizzonti e porgerà occasione « di assurgere f,H,ilmente dalla regione dei fatti a quella delle leggi « che li ·governano . Spettatori, allori principali e cooperatori in« coscienti, gli uni non ricevono da i fatti che un'impressione su« perficiale e passe~geri1 , tale che non lascia alcuna utile e du<< revole impronta nella loro mente; gli allri per lo contrario driz« zano sui fa tti stessi l'acume d'una mente operosa e viva ce, sanno « trarre da essi le giu::;te norme cui conforma re le proprie riso« luzion i nei vari casi. Ma ciò non basta per costituire l'uomo di « guerra. Nella guerra, più forse che io qualunque altro fenomeno « storico, hanno larga parte gli attrili: tutlo concorre a generarli e « renderli più forti, il nemico, il terreno, la stagione, lo sLaLo delle « truppe, l'opinione pubblica, il governo. Ora non basta una 4l mente capace di misurarne la forza ed escogitarne i mezzi per

« domarli ; occorre sovrallutlo una voionlà ferma, indomabile. <<

che non paventi ostacoli per quanto gravi, non arretri dinanzi n

« resistenze per quanto si voglia tenaci ( 1) ». 1

]fa v'ha di più ancora. La guerr~ è un l'atto molto complesso, e i fenomen i che ci presenta vanno giudicali alla stregua di moltissime contingenze mutevolissime per rispello al le isLituzion i, agli uomini e all'ambiente. Per potere quindi decidere ed operare con scienza e coscienza, vòlsi conoscenza profonda e perfetta di quegli elementi : delle istituzinn i e dell'ambiente percbè sono i determinanti delle modalità della lott.1, e degli uomini perchè le energie fisiche e morali si sviluppano in ragione della conoscenziì perfeua che si ha della macchina umana. Ora negli studi storici bisogna risalire sempre a questi elementi per ve:i ere la varia innuenza r.he esercitano sul modo di essere dei fenomeni milita ri , !giacché un fenom eno intanto è in quello spe ciale modo in quanto concorsero a determinarlo .così gli uomini, ram biente e le istituzioni. L'elemento uomo va sLudialo molto a fondo perch è esercita sui fenomeni mi li tari un' innuenza gran dissima. Le decisi oni che si possono prendere di fronte ad una situazione, anch e se(ragion evolissime in linea d'arte, posso no essere contrariate dall o spirito r.he anima le truppe in un determinato momento; come quelle ·clle non si prenderebbero per virtù appunto d'un principio d'arte, si prendono in segnito allo speciale spirito delle truppe cui si comanda. L' el emento morale richiede uno studio a sè, e l'i10mo di guerra non può essere tal e se non è conosciLore profondo d~lte qual ità morali d'una truppa. Buona parte de' successi riportali d;, certe truppe in certe campagne si devono ascrivere a questa speciale dòte dei capi. I nlelligenti ed enGrgici seppero in certi casi capire quanto potévano pretendere dalle loro truppe; non chiesew di più di quanto potevano dare; ma ciò che po1evano dare lo pretesero con una perLinacia indomabile. È vano cercare sui libri il mezzo

(!) ZAN1l1.L1 -

Chanzy, pag. u6-57.

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CRITERIO MILITARE

CRITERIO MILITARE

per conoscere l'animo del sol dato; r.iò solo si oLLiene praticandolo, vivendo dAlla ste,;sa sua vita. Il comando non deve essere « un olim po a cu i il frastuono del « basso mondo non giunga che fiaccamente ripetuto da una riguar· « dosa burocrazia. II dovere è pari all'onore, ed è sinonimo di la« v_oro intenso , as,,iduo, tenace; l'olim po deve essere dischiuso agli « ~guardi ed alle voci di chi :;ta in basso, di lassù deve muovere ~ la direzione e l' impulso. Il comandante deve scendere, aggi « rarsi Ira la folla, scrutarne le idee e vigilarne le mosse, asco!« tare attentamente e coniare i battiti del cuo re; egli deve, me· « diante il contatto immediato, vivae della 1JÙa stessa delle « truppe ( 1). » Che dire dell'ambien tef Lo studi o ci può far rintracciare nella storia i caratteri d'una società; ma non tutla la socie Ii1, perchè l'ambiente è costituito anche da una serie di elementi del momen to che possono essere nel patrimonio delle i potesi. Per ciò è mestieri ricavare la conoscenza è.ell'ambi ente dall'esperienza giudicando quali possono essere i determinanti essenziali del momento che con corrono a costituirlo. L'am biente può essere fa vorevole o no ad on capo, e ciò creerà o meno ostaco li alla manifestazione delle sue energie in tell eLLoali e morali. L'uomo di guerra deve tenere molto conto di questo fattore: deve sapere a tempo secondare la corren te favorevole, e del pari resistere all'azione deleteria dell'a mbiente . L'ambiente però è quale lo creano gli uomini e le istituzioni ~ quindi oltre alla conoscenza di quelli bisogna avere ,inco la conoscenza delle istituzioni. Le istituzioni sono il fondamen to degli organismi civili: la bontà loro e l'opportunità. di esse si riflette tnlla su quell i. Ma le istituziùni vanno considerate essenzialmente nel campo praticù, per vedere gli effetti di varia natura che producono sui fenomeni in genere quando si trasportano dal campo te?ri_co o quello applicativo. Spesso l'arp.biente modifica il valore delle istituzioni , e l'uomo di guerra deve ciò subito rilevare adattando quello a questo a seconda delle mutale condizioni del momento.

Tutta l'abilità dell'uomo di guerra consiste adunque nel sapere ·ndaoare le ranioni che concorrono a determinare una partic'>lare I n n , a· situazion e, e ciò - in iscala differen te - cosi nelle gra:' 1 co~e nelle piccole sfere d'azione; nel sapere subito analizzarl.e m. ~ento alla influenza che eserciteranno prima, d.urante e dopo d1 un azione; nel sapere rilevare gli elementi che la favorirann~ e resi~tere a quelli che la potranno wntrariare od anco danneggiare; e in base a quest'analisi concepire, dec~dere _e op~ra~·e. . . . . In ciò essenzia lmente consiste 11 cr1ter10 mI11tare, a fo1 mare ti quale potrà benissimo concorrere l'opera d~lla n.~tu~a, ma c~~correrà sicuramente in iscalu molto più ampia , pm.s1cura e pm potén te l'opera stessa dell'uomo: studiando, osservando e_ ragionand~: Lavorare, lavorare ancora, lavora.re sempre: ecco il me.z.zo pm sicuro per formarsi 'un sann criterio militare.

{!) ZANl!LLI.

Principe Federico Car lo di Prussia, pag. 2L

ÙRESTE ZAVATTA!ll Capitano nel collegi-o militare di tlfikrno.


LA POLVERE SENZA' FUAfO, .E LE StJE C0NSEGUENZE TATTICHE

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LA POLVERE :SEN·ZA FUJIO 'I,

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LE SUE CONSEGUENZE 'fATTICHE (Conferenz(,. ietta ,agli u{ficiali. del presidio d'Asti) ·

I.

Trav~rsar~ c~n una paliotto!~ idOO metri una trave di quercia di 80 cenu.m:tr1 d1 ~pessore, c o ~ ~ r s a g l i o : ecco dei r1suftat1 sorprendenti, che sarebbero sembrati fantastici non più di cinquant'anni or·sono. · E ~ali risultati sono dovuti, oggi, più che alfe condizioni di costru_z1~ne delle armi portatili, alle qualità speciali dell'elemento di proiezione impiegato nei nuovi fuci li : ho nomina to la pol'Vere sen.za funlo. Che cosa è dunque questa compÒsizione che lascia sì funai dietro di sè l'antica e leggendaria polvère pirica? Ed anzi tutto, è un'idea nuova? Certamente no. Ancora prima del!' uso delle artiglierie riaate nel 1846 la scoperta · d~I fulmicotone, dalla combustione d;I ~uafe si sviÌuppano soltanto prodotti gazosi, aveva dato una polvere relativamente senza fumo. . Si cerc.ò subito d'impiegare tale sostanza per costituirne le cariche delle cartucce delle armi porta tili, ma gli studi fatti dagli stes:;i suoi scopritori, Schonbei.n e Bottger, diedero cattivi risu Ila ti. 1')

1

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, iPiir t&1ìdi ;1von, Leilk cercò ,di·;regolare la potenza esplosiva del fo,llfilicolone, formando delle carlucc:e con un , nbcciuolo. di legno.· sul .rqQale;e1:a anolto. in più ·strati un filo di folmicotone, in modo da renderne graduale la: combustione. Ingannalo dai pri mi esperi..; .menti, fa.vore.voll , .il .govérnp austriaco, nel ·I 86'2, · iniziava l' appli-' cazion~ de!Fe:;:plosi.vo di von Lenk..alle arr~i portatili ed ai cannoni dai campagna: Pooo. dopo; ,p6r: altro, ogni idea in .proposito si dovette nbbandonare, per i tristi risultati ou.enuti, per i deterioramenti pro.· dotti si nelle armi e pe1: Feffetto T\).Or,1le .causato da una terribile esplosione di ,cotone :fulminante {ivv;ena t.a a Simmeriog; presso Vienna. :·iV:erso quell.'epocà:; anche .il go ver.n0 inglese, v,enu Lo a conoscenza dei,Mntativi fatti dall'A.; ustria, .incaricava, il cl1imico Abel di studiare }',applicazione del cotone fulminante alle armi da guerra; ed infatti 1'4bel!ri usciva ad olle nere il. cotone fulminante purificato e com presso iniinasse , omogenee. ·che,., sottilménte divise. davano uniformità di qomhustione1. Ma gli esperimenti allora eseguiti rimasero senza -ap,p.lieàziooi ·e.senza conseguenze, non essendosi intraveduti ,i van.,. taigg,i ,d\rn nuovo. esplo:;ivo che non pt)oducesse fumo. Contemporaneamente, il colonnello Schultze dell'artiglieri,t prussiana preparava una polvere :da cacc·. i'a ·quasi senza fumo. Era costituita da piccoli cubi .ritagliati ne.I legno, convertiti. in una specie di riitro-ceilnlo.so ed ;impr~gnati ·in piccola quantità di agenti ossidanti. ,Questa pol yere, resa, poi di stru uura più granulosa, di , composizione· più.uniforme e meno igroscopica, ed un'altro esplodente fabbricato da principio a S,towmar~e( e composto cli trinitrocelluloso incorporato allo stato di polpa con una proporzione abbastanza .comiderevole di azotalo di ,potas.sio e d.i bari o, rappresentano i primi tentativi di una-serie di ,ricerche sulle. polveri senza , fumo a base di fulmicotone o di cotone nitrato. ,Anche iµ Germania si ceroò, in segreto, di fabbricare una poi .v,ere .senza fumo perrartiglieria· e per le .arrni ·porlatili. La fabbrica di Rottwe.ilr.produsse. infatti. ;una polvere da fucileria, le cui proprietà, bal,i:stiche, e. !:uniformità di composizione e1:ano molto ·soddisfacenti; :ma. la màncanza di stabilità distrnsse le speranze riposte in queli trovalo. .. , ' , ,. 1 , ., • ,1Il. ,chimioo L'foqet, .al .qualei è .dovut:a l'invenzione- della dinamite . e d'altri prodotti esplosivi a base di nitr'oglic€'rina, a sua volta t~ntò


LA POLVERE SENZA FUMO

d'impiegare quest'ul timo agente, in unione ai prodotti . nitrati del celluloso, nella fabbricazione d'una polvere senza fumo. I1 nuovo esplosivo, al quale l'inventore, a cagione dell'aspelto speciale, diede il nome di gelatina esplosiva, acquistò subito grande importanza perchè produceva effetti più potenti di quelli della. dinamite, e per· che aveva la qualità di poter rimanere immerso Qell'acqua per un tempo assai lungo, senza che la nitroglicerina si separasse i n quantità apprezzabili. La gelatina esplosiva presentava per altro l'i'nconveniente di facili scoppi dovuti ad urti accidentali. il che la rendeva di pericoloso maneggio. Si fu allora che, come rimedio, il colonnello Hess dell'esercito austriaco proponeva di incorporarla in una certa quantità di canfora . _ Questa sostanza aveva già avuto una parte impòrtante nelle ap. plicnzioni industriali del nitro-celluloso, perchè ne diminuiva la violenza e la rapiditil di e~plosione, avèndo essa per effetto di dare al prodotto un'aspello quasi corneo, e di renderlo abbastanza plastico da poterne fare ci lindri o Jaminette omogenee e di ben determinate qualità balistiche. Malgrado tutto ciò, il problema della polvere senza fumo era ancora ben lungi dall'ess~re risoluto, per le .difficoltà inerenti al suo impiego nelle armi di piccolo calibro: sviluppando i nuovi esplosivi, a carica uguale, pressino i assai più grandi di quelle prodotte dalla polvere nera; ed inoltre, con carica min<>re, imprimendo al proietto velocità maggiori , in guisa da produrre un aumento-nel rinculo e nel riscaldamento della canna. È soltanto da cinque anni che la polvere senza fumo può dirsi realmente entra.La nel novero dei fatti compiuti. Già vent'anni circa or sono il francese Designoll e aveva avuto la idea d'impiegare l'acido picr_ico come esplosivo nelle armi da fuoco. Tale acido,I noto in passato sotto il nome di acido carbazotico' è • uno dei più antichi esplosivi d'origine organica conosciu Li ; quando si riscalda a sufficenza o si accende, brucia con fiamma gialla-fumosa , senza esplodere: mentre in certe condizioni, e sovratutto se esposto all'azione d,' un corpo detonante di grande potenza, esplode con ~tietti di distruzione l'iol entissimi.

E LE SUE CONSEGUENZE TATTICHE

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L'acid'o picri~o è molto adoperato nell'arte tintoria: si ottiene facendo reaoire l'acido nitrico a bassa temperatura sull'acido carbolico ·e :ull' acido nesilico, che trovansi .nel catrame di li..:' tantrace. A quanto risulterebbe, la prima polvere senz~. fumo adolt~~a. dal uoverno francese per il fucile Lebel, dovuta ali mgegnere Vie1lle, ~onteneva appunto dell'acido picrico, ed era a base di pirossilina e di collodio. Sulla natura e sul la fabbricazione di tale esplosivo nulla si è potuto fin qui conoscere di preciso: soltanto si disse s~b it.o ~eravi~ glio§o nei suoi etietli· balistici, e d'una sorprendente Jorz~ d, proiezione. . . Esso si presenta sotto forma di l,11n inelte quadrangolar i irregolari, di strultura cornea e di colore giallo-bruno uniforme. In un gramma di polvere sono conten.uti in medi a 55;:i grani. Il fumo prodotto dalla polvere Viei lle è costituito da una nube così leggera. cosi tenue e così vaporosa da non essere visibile nei tiri isolati che a condizione di tenere fisso lo sguardo sulla bocca dell'arma al momento dello sparo; ed anche nei fuochi a salve di plotone è ben lungi dall'avere la densitit e l'opacita del velo prodotto dall 'antica polvere. A quattrocento metri circa, tanto più se una leggera brezza agita l'atmosfera, si distingue con dilTicoltà i~ fumo risullante da un fuoco a ripetizione eseguito da una catenn d1 tiratori . . Per un certo tempo la l?rancia fu la sola potenza che possedesse il segreto della po lvere senza fumo; ed essa si pose febbri! n~ente all'opera per dotare di tal polvere il suo esercito, allo scopo d1 -potere sfruttare, presentandosene l'occasione, la· supremazia che gliene sarebbe venuta per siffatta specialità nell'armamento. Ma questa supremazia doveva presto cessare. La rivalità f?_rs~ . contribui a fare aITrettare gli studi che sullo stesso argomento g1a s1 stavano facendo in Germania. Alla fine dell'agosto ,J889 , alcuni giornali tedeschi annunciavano che si era pervenuti al risultato deside rato , e che la bri"ata cl'artinlieria della uuardia prussiana aveva falle, n al poligono d'Hammerstein, delle esperienze decisive con una polvere senza fumo: che alcuni denominavano polvere al picrato, ed altri polvere a lam ine. ~

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LA POLVERE SENZA FUMO

E LE SUE CONSEGU ENZE T ATTICHE

Dicianove baLterie avevano impi egato, ciascuna durante una giornata, il nuovo esplosivo; e si era constatalo eh' esso produceva ad ogni colpo una semplice aureola di fumo nero d'un metro appena di diametro, che si dissipava rapidarnen Le. I resid ui lasciali nel pezzo dopo la detonazione erano cosi limitali, clie l' impiego dello scovolo diven iva inutile: bnstava stroliuare, di quando in qua ndo, l'anima del cannone con uno straccio imbevuto d'olio per ripuli r!~. Un mese dopo, la notizia data dai giornali veniva confermnla ufficial mente; il 2,1 settembre 1889 alle grandi manovre dirette dall'imperatore in persona, gli addetti militari e le mis:;ioni estere poterono constatare che nna polvere senza fumo era realmente conosci uta in (;ermariia. ln quel giorno la fanteria del X corpo di armala, il solo già provvisto del fu ci le )fann licher a picc0Jo cali bro, face,·a uso, contro le truppe del VII corpo , di cartucce caricate col nuovo esplosivo, il quale non µroduceva nel tiro che una leggera nuvola azzurrognola, quasi trasparente, simile a quella che potrebbe dare un voluminoso sigaro: mentre il fuoco a salve più accel eralo non dava tanto fumo da nascondere i comballen li. La combustione della nuo,·a polvere avveni,·a senza residui , di guisa che restavano el iminate le feccie che per il passato imbrattavan o l'interno delle canne dei fucili, con grave discapito dell'esattezza del Liro . In quan to alla detonazione prodo tta dalla polvere senza fumo , si verificò che il rumore era meno considcrevofe che non con l'antica polvere a base di nitro, carbone e zolfo, sebbene fosse piil secco, più breve e meno l'i cco in onde sonore. Co;;tilu irebbe per altro un' i~noranza assoluta delle leggi fisiche, il credere al l'esistenza, d'una polvere che nell'esplodere non produca rumore; cosa allretLanto impossibile, quanto quella di uvereuna polvere che non fa ccia rinculare l'arma nello sparo . . La violenza della detonazione è direttamente proporzionale al vo lume ed al la tedsione dei prodotti gazosi proiettati nell'atmosfera; ed il minore rumore cagionato dallo sparo della polvere senza fumo è da attrilJ ui rsi al la minor qnao titit di polvere che occorre impie-

gare nelle cartucce, ed in parLe al suo modo d'abbruciare ch e è progressivo. . L'esempio dato dalla Germania dell'~do~ion_e della polv~re senza fumo, fu tosto seguilo da tutte le pr1nc1pali potenze d Europa, presso le quali da tempo si stavano focendo all'uopo ~elle esp~rienze, che andavano anzi di co nserva con quelle relative alla n duzione del calibro delle ar mi portatili, fatte nell 'intento d'aumentare la radenza della traiettoria e di accrescere il mun izionamento del so ldato in campagna. . Tale riduzione di calibro, che già aveva fatto un primo passo all'epoca dell'adozione dei fu cili a relrocaric_a? ed erasi resa ~an mano più facile mercè i progressi consegu1t1. nella_ p1:epa~·az1~ne degli acciai per can oe e nella fabb ricazione dei pro1~~ll , d1ven1v~ un fallo compiuto con l'impiego d'una polvere pm _polente d'. qiiella nera: la quale permetteva di lanciare, con cal1br1 _compresi lra 7 ed 8 millimetri, proietti pesanti da H- a ·I 6 grammi, con ca~iche di un terzo circa delle antiche e con velocità superiori ai 600 metri. 0

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Tulle le specie:di polveri senza fu mo , dette anche polveri bian che, finora adottate son o .1 base di cotone nitrato . Se si tratta il cotone con acido nitrico ed acido solforico, si ottengono, a seconda del quantitativo degli acidi e de! me~o~o di preparazione, tre diverse specie di cotone nitrato: il_trm1~ro-celluloso il dioitro-cell uloso ed il mononitro-celluloso, nei quali entrano in-diversa proporzione i componenti che sono: il carbonio, l' idrogeno, l'ossigeno e l'azc,to. . Se in un prodotto predom ina il Lrin itro-cellulos_o, 1~ pr~c~ollo stesso prende il nome di fulmi cotone, e se predomina li d101trocelluloso si ch iama cotone-collodio . Mentr~ il fulmicotone è solo solubile nell'etere acetico, il cotonecollodio si scioolie nell'etere alcoolico e nella nitroglicerina. Il Nobel ha appunto utilizzata quest'ultima proprietà per preparare il nuovo esplosivo per armi da fuoco. . . La polvere senza fumo Nobel, descritta nella pnvat1va presa ne~ '.1888 in Incrhilterra, è una sostanza d'aspeLLo corn eo, composta di nitrogliceri~a, cotone- collodio e canfo ra: è umi specie di gelatina 3-

AMNO Y.X:CVII, \'0[•• Il.


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esplosiva alla · quale è stata aggiunta una certa quantità di canfora, e nella quale il dinitro-celluloso trovasi in grande proporzione. La nitroglicerina, scoperta dal Sobrero nel 1184,6, si prepara versando poco a poco della glicerina in un miscuglio di due parti in peso d'ncido ·solforico e di 1ina d'acido nitrico, e mantenendo il miscuglio a temperatura conveniente per la produzione del composto nitrato. Questo viene poi versato in un recipiente contenente acqua, sulla quale la nitroglicerina galleg~ia, e gli acidi si raccolgono sul fondo. In tal modo quasi tutto l'acido solforico viene esportato. Per fissare la nitroglicerina, la si lava con lisciva di soda ed acqua pura. Il cotone-collodio si ottiene a sua volta immergendo cotone greggio, depurato da ogni sostanza grassa, per 5 a 1O minuti, in una miscela d'una parte d'acido nitrico a 48° Baumè e due parti d'acido solforico a 66° Baumè. Tolte dal bagno, le masse di cotone sono messe in un apparecchio a turbine per espellerne l'eccedenza degli acidi. Dopo ciò il cotone è sottoposto a lavature ed a sfì'bramento della massa, tanto da formarne una polpa, espellerne ogni principio acido e lìssnre il dinitro-celluloso; eliminando cosi ogni pericolo di spontanea decomposizione alla temperatura e pressione ordinarie. Il cotone, depurato dagli acidi e dai sali alcalini, viene asciugato mediante turbine idro-estrattrici; e dopo ciò assume l'aspetto di farina bianca alquanto granulosa. Le proporzioni reciproche della nitroglicerina e del cotonecollodio nella composizion e della polvere senza fumo possono essere variate entro limiti molto estesi; pare tuttavia che, quando la quantità di nitroglicerina oltrepassa i due terzi del totale, il composto risulti troppo molle: quando invece si impieghino più dei due terzi_ di cotone-collodio, la sostanza diventi tropp~ dura, in modo da presentare maggiore dimcoltà ad essere ridotta in grani. Lo scopo dell'aggiu nta della canfora è principaimente di favorire · la dissoluzione del dinitro-celluloso; inoltre ha per effetto di mode-

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rare la rapidità di combustione della polvere. La proporzione pili conveniente nella quale deve entrare la canfora è .variabile dal 1O .al 30 per cento del peso della nitroglicerina. Se la nitroglicerina è il componente predominante, consigliasi d'unire al prodotto un liquido volatile alto a sciogliere tanto quella, quanto fa canfora: tale sarebbe il benzoi. .Se invece sovrabbonda il cotone-collodio, conviene aggiungere un liquido volatile atto a dissolverlo, come, per esempio, l'etere alcoolico, il quale facilita latri.turazione del prodotto. Questo prodotto si presta ad essere ridotto in grani di qualunque forma; e nelle armi da fuoco brucia abbastanza a rilento per potere ~ssere _sostituito alla polvere ordinaria; e non lascia quasi residui di sorta. In una sèconda privativa presa dal Nobel in Inghilterra, · nel 1889, non è più fatta menzione della canfora nella preparazione .della polvere senza fumo. I componenti essenziali sono sempre la nitroglicerina ed il celluloso nitrato, con o senza aggiunta di amidooitrato, o di nitro-destrina. Sia per economia. sia per ritardare più -0 meno l_a combustione dell'esplosivo. si suggerisce òi aggiungere al'miscuglio una certa quantità di nitrato, clorato, o picrato in pol:vere. Seconda la privativa tedesca, infine, la poh'ere Nobel si compone di cotone-collodio ~ di nitroglicerina in parti uguali. Per la sua preparazione, s'immerge una parte di cotone-collodio in sei ad otto parti di nitrogliceri na alla temperatura di sei ad otto gradi .centigradi. Sì porta il tutto in un ambiente dal quale mediante fa macchina pneumatica si toglie l'aria, in modo che la nitrogl.icerina possa venire a contatto perfetto -col cotone. Poscia, per mezzo d'un torchio o di una macchina cenlrifuga, si sottrae quella ~uantità di nitroglicerina che è necessario per raggiungere. le volute proporzioni nel miscuglio. La stiacciata così ottenuta si sminuzza e poi si riscalda ad una temperatura di tW a 90 gradi centi_gradi, alla quale il cotone-collod:o si scioglie nella nitroglicerina. Indi, mantenendo la medesima elevata temperatura, si lamina la materia, riducendola in· lastre sottili. Queste si sovrappongono l'una all'altra in modo conveniente, e si comprimono col laminatoio, in modo da formare lastre più grosse. Il prodotto cosi ri-


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sultante deve essere perfettamente omogeneo ed uniformemente trasparente in tutti i punti. La grossezza dalle lastre si regola a seconda della rrrandezza dei grani che si vogliono ottenere. · La polvere s'impiega sotto forma di dadi o di lamine. . Per assicura~e la ~tab!lilà chimica di questa polvere si può aggiungere alla mtrogl1cerma, fin da P,rincipio, dal 1 al 2 per cento di difenilamina.

L'anima dell'arma rimane dopo lo sparo ricoperta d'una sottile pellicola, che si può togliere con acqua calda. . Il contatto d'un corpo acceso od ignescente con un punto qualsiasi d'una massa di polvere senza fumo, ne provoca l'accensione. La combustione all'aria libera si propaga con velocità costante ed uniforme ai vari punti della ma~sa, la quale brucia assai lentamente c.on fiamma dorata. Nell'interno delle armi, quando la grossezza dei grani della polvere senza fumo superi un certo limite, si ha sempre un residuo di polvere incombusta, che viene in parte lanciata fuori dalla bocca dell'arma insieme al proietto. Tale residuo non rappresenta per altro una certa quantità dì grani della carica ai quali non siasi appiccato il fuoco; ma bensì tutti i grani di polvere della intera carica, ridotti di dimensioni per effetto della combustione. Ciò che loro manca nel volume è esattamente quello che polè bruciare nell'interno dell'anima prima che il pi·oietto uscisse . Potendo raccogliere i grani residui e pesarli, si avrebbe una carica proporzionale alla primitiva nel rapporto della diminuzione di volume dei singoli grani. Se ne deve dedurre che lutti i grani componenti la carica si sono infiammati contemporaneamente sull'intera loro superfici~ esterna; e che dopo ciò la combustione del grano è proceduta dall'esterno verso l'interno assai lentamente, ma con regolarità ammirevole: consumandosi in tempi uguali strati uguali di polvere, tanto <la conservare la stessa forma geometrica alla parte incombusta. All'uscita del proietto dalla bocca, il vuoto che formasi dietro di es~o è probabilmente r.ausa dello spegnersi dei grani solo par· '. zialmente bruciati. Ne consegue che occorre sia vi un limite nella grossezza dei grani; e questo venne per l'appunto determinato pratic11mente mediante · speciali esperienze: dalle quali risultò come per l'impiego della polvere senza fumo nelle armi portatili sia preferibile averla a piccoli grani; mentre per l'artigl ieria da campagna si trovò più van- . taggioso prepararla in sottili striscie a sezione quadrata . La polvere senza fumo ha la stessa densità della nitroglicerina; il

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Dopo .ciò il mistero che finora avvolgeva la composizione e la preparazione della polvere senza fumo può dirsi essenzialmente svelato,. be~chè se~za dubbio il procedimento del Nobel comprenda una serie d1 modalità note solo all'inventore stesso. Dagl_i _esperimenti fatti c_on la polvere Nobel, specialmente presso lo stab1hmento Krupp , a riguardo della potenza balistica dei nuovo esplosivo, è risultato: che un. t~r~o. ~irca di p~lvere senza fumo imprime al proietto la stes~a veloc1ta mmale che s1 otteneva con la intera carica della polvere finora usata; . 2° che con l'accennata carica di polvere senza fumo, le pressioni ns~11tano nolev?l~en.L~ ~inori che non con le cariche di polvere ne, a, e che qumd1 s1 e w grado; · . 3° d'aumentare considerevolmente la velocità iniziale dei proietti, ciò che riesce tanto più agevole, inquantochè: 0 •• : ~ il ri~~u.ro. ~elle armi, im_piegando il nuovo esplosivo, è a pa1_1ta. d1 v?loc,.ta 101ziale, molto minore che se si adoperassero le polveri ord10ar1e. , I ~rod?tti della combustione della nuova polvere, sono tutti gazos1, po1cbè fa, piccola quantità di cenere contenuta nel cotone è l~ascurabil~. Essi si rendono visibili assai poco quando traltasi di p1c~ole cariche, come avviene per i foci li, ed un po' di più. trattandosi delle cariche mtggiori dei cannoni, per la ragione che il va~ore ac~ueo, nell'uscire dal!' arma, si condens.a, e probabilmente I .azoto forma nuove combinazioni con l'ossigeno dell'aria. Ciò che s~ ve~e nello sparo non è quindi fumo, ma vapore della polvere che · SI dilegua rapidissimamente.

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s~o colore è giallognolo, al tatto somiglia alla o-omma e s. t.aoJ' i c1lmente con il coltello. i, ' , n ,a a Essa non soff~e per l'umidità: è per altro più sensibile di quella nera al calore;_il raffreddamento poi ha sulla nuova polvere l'influenza medesima che produceva sull'antica· d,· d1·m ·n . . è 1 I · • • 1 u1re c10 . ~· ~e o~11a sen~a danneggiare l'uniformità della combustione. Da. ciò~ fa~ile arguire come la polvere senza fumo non esiga altre, precauz1~01 per la sua conservazione all'infuori di quelle che giil in pas:5ato.s1 usa:7ano per la polvere a base di carbone. L esplosn·o Nobel ~he siamo venuti descrivendo è per l'appunto . quello testé adottato tn Italia per !e armi portat1·1,· e per . · . . 1 cannoni, e cono_sc1uto sou~ il nome di bali.~tite O). È quello che, insieme alle polveri congeneri adottate pl'esso tutte le potenze è venuto a portare una vera rivoluzione nell'armamento deo-Ji ;se1·c1·1· . h' d . . 1, a ne 1e. e_r e auov~ s?ese d1 preparazione alla guerra, e quindi nuovi sacrif1c1 pecun1ar1 alle nazioni.

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presieduta dal colonnello Lebel, è del calibro di 8 millimetri, con meccanismo a caricamento successivo ed a ripetizione, sistema Gras . Il meccanismo di chiusura è a cilindro scorrevole; ìl magazzino tubolare, disposto lungo la cassa, contiene otto cartucce che possono venire sparate in trenta secondi. La cartuccia è a bossolo metallico con pallottol a rivestila di maillelwrt, lega che non si riscalda troppo per la confricazione con l'acciaio, ed è poco b11ona conduttrice del calore. Jl caricamen to è fatto con polvere Vieille, a laminetle quadrale, e di 3 millimetri cli lato e mill imetri 0,3 di grossezza . Il peso della cartuccia è di 29 grammi, quello della pall ottola di 13. La veloci là iniziale di circa 630 metri. L'alzo è graduato fino a 2000 metri. Il peso medio dell'arma è di chilogrammi 4,~00. 1

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·1 d' . ra, i momento , esaminare quali trasformazioni abbia dovuto subr~e I armamento delle fanterie europee in seguito alla oene:al~ a~oz1on_e .del!~ polvere senza fnmo, e di mellere in riliev; le princ1pal1 qualita balistiche delle attualt' armi da guerra. o

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. Cro~ologicamen~e, la p_r_ima ad introdurre in servizio la polvere s,enza !umo con un arma d1 piccolo calibro a ripetizione è stal'l la F rancia. , Il _fucile ~ode(lo 1886, impropriamente detto Lebel, adottato in seguilo agi, studi della commissione della scuola di Liro di Chalons.,

di (~r~ ~1nm~:1~::~ dc:i ~:~~-tite per fucileria devono e~servi da 900 a 950 grani cubici I.a densi lii della balistite <li Avigliana varia da · i, 6~ ad ~,64. Per dare maggiore consistenza al grani della balistite si , "i::i . 00 di nitroglicerina il o,s per Ìoo anif.'"" .88 e1a noi all'_1mpas~o di cotone-collodio e sile. L'anilina . Il h . ma, ricavata dalla chs t1llaz1onc del carhone ro·,i que a e e confor1sce alla balis tite l'aspetto bruno. · •

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L'Austria-Ungheria ha il fucile, modello 1888 , detto )fannlicher, del calibro di 8 millimetri. Il meccanismo di chiusura è a cilindro scorrevole, a ripetizione. Le cartuccia stann o disposte in un magazzino collocalo sotto la r-assa. Il ca ricamento colpo per colpo non è possibile; la carica si eseguisce ogni cinque colpi mediante un caricatore, che può essere esaurito in diciannove secondi circa. li peso della cartuccia è di grammi 27,50; quello della pallottola, forma ta d'una lega cli piombo ed aqtimonio con incamiciatura di acciaio, di grammi ,t 5,8. La carica consta di ·grammi 2,75 di polvere Nobel , formata da cilindretti lunghi ,1 millimetro circa e grossi 1/ 2 millimetro; co n es sa si ottiene una velo1;ità iniziale di 600 metri circa . L'alzo è gradualo di ·100 in 100 passi fino a 2500 passi (,l ,875 metri). li peso medio dell'arma raggiunge i chilogrammi 4,.i,00. 1

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La Germania ha a sua volta un Mannli cher modello 1888, il quale però non ha comune col fucile austriaco dello stèsso nome che il meccanismo a ripetizione. Il calibro del Mannlicher tedesco è millimetri 7,9. Il meccan ismo di chiusura è a cil indro scorrevole, con caricatore automatico contenente cinque cartucce, che permette di sparare, a cagione della dolcezza del sistema, 26 27 colp i in due minuti. La cartuccia pesa 37 grammi; la carica è di grammi 2,7D di poi-

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vere a lamin ette quadrate di circa I millimetro di lato e di milli~e~ri ~ di grossezza. La pallottola è formata d'un inviluppo in acc1a10 r,c_operto _d'~no strato di maillehort, nel quale è com presso un oocc1110Jo d, piombo indurito; essa pesa grammi "4.5.· La velocità iniziale è di 6.20 metri ; l'alzo è graduato fino a 2050 metri . li peso medio dell'arma è di chilogrammi 3,800.

è stato in questi ultim i giorni defini tivamente ado ttalo un fuc ile di

Il nuovo fu cile adottato dalla Russia è del calibro di millimetri 7,52 c~n ottur~tore cilindrico e magazzino per cinque cartucce; appamene al tipo del 1\fauser tedesco. La <.:artuccia metall ica contiene gramm i 2,i:> di polvere senza fumo ed un proiettile di piombo rivestito di rame nichelato il quale pesa 13,5 grammi. ' L' I talia già per il passato si trovava in migliori condizion i rispetto alle a!Lre potenze, a vendo adotLato On dal ,J 870 il fucile V.ell~rl!, con sistema di chiusura a cilindro !scorrevole, del calibro d1 m1_ll1metri 110,35, inferiore a tetti gli altri allora in uso. Nel •I887 il fucil e veniva trasformato a ripetizione mediante il caricatore Vitali , conten ente quattro car'lu cce, che penneue di sparare 24- colpi in due minuti. Con l'introduzione in servizio della balistite, fu rno_dificato l'alzo del fucile modello •I870/ 87, portandone la i raduazrone a •I800 metri ; e venne adottata una cartuccia modello ,1890, a bossolo d'ottone, con carica di grammi 2,4 di polvere e con_una p,1llotlola di piombo rivestila d'ottone del peso di •I 6 grammi. La capsula fulmin ante, forma la da un'incudinetta fissa ricavata nel bossolo, contiene fulminato di mercurio clorato di pota~sa e solfuro d'antimonio. li peso complessivo d:lla cartuccia é di grnmmi 29,8 . Le vel ocità impresse alfa pallottola con la cartuccia modello ,f800 , a 25 metri dalla bocca, sono comprese tra i 580 ed i 595 metri. )IenLre si attuavano le indicate modificazioni al fuc ile Vetterfi presentemente in servizio in I talia, non si trascuravano gli studi per trovare un'arma di calib ro minimo che permettesse di raoaiungere i migliori risultali balisti~i van tati dalle altre potenze. j; seguito ai favorevoli risul tati conseguiti in ripetute esperienze ed alla buona prova fat ta presso sei reggimenti durante alcuni mesi,

millimetri 6,5. La nuova. arma si è dimostrata superiore a tutte le congeneri delle altre potenze per: a) rohnslezza e facilità di manepgio; b) mi nore peso suo e della cartuccia; o) velocità iniziale e tensione della traieuoria grandissime, onde il suo tiro, segnatamente all e grandi distanze, supera quello di tutti gli altri fucili; d) rinculo quasi insi gnilicanle. Quanto alla celerità di spa ro, co l liroa ripetizione, il nuovo fucile italiano è pari a quelli delle altre potenze, salvo che allo svizzero, al quale è inferiore nei primi spari per diventare superiore nei successivi. I l nuovo fucile italiano è ad otluratore scorrevole, girevole, provvisto <li scatola-serbato io per il caricamento a ripetizione; le cartucce sono contenute in un car icatore simmetrico che cade automaticamente al disotto dell'arma quando le cartucce sono tutte sparate. Esso è muni to di una sciabola-baionetta corta, disposta sotto l'asse dell'anima nel piano verticale della medesima . La cartuccia è composta di un bo~solo senza orlo con carica di balistite e munita di un a pallottola di piombo rivestita di rnaillehorl. Ha un peso totale di grammi 2 1,5. Questo fucile, per le sue qu;dità balistiche, si è mostrato superiore a tutti quell i adottati dalle altre potenze, e lascia indietro a grande distanza il Lebel francese; il quale per il peso, per la. diliicoltà del caricamento a ripetizione e per altre im perfezion i, rimane oggidì l'ultimo nella scala dei nuovi fucili di piccolo calibro. Avremo dunque per la nostra fan teria il migliore armamento rispello a tutti gli eserciti europei; è qui ndi tanto più doloroso che le attuali condizioni finanziar ie non ci permettano di fabb t·icare più. di •100,000 fu cili all'anno per deficienza d1 fondi ; il che farà sì che per qualche anno si troveranno da noi corpi d'armata di prima linea co n differente armamento, e passerà tempo prima che ne possa essere armata la milizia mobil e e la territoriale. 1


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Di fronte agli accennati enormi progressi conseguiti nell'armamen to della fanteria, in quali condizioni viene ora a trovarsi tecnicamente l'artiglieria, e quella da campagna specialmente ? Per chiarire la quistione mi occorre risalire alquanto indietro. È noto, come nonostante gli splendidi successi ottenuti dall'artiglieri·a da campagna tedesca nella guerra del 1870-71, tosto questa terminata, la Germania abbia dovuto procede!'e a rin novarn il suo materiale d'artiglieria, e come l'esempio ne sia stato seguito dalle altre potenze. Il tiro a grandi distanze della fanteria, che susci tò gra nde ru more nel decennio dal ,., 870 al "880, fu quello che condusse alla creazione dell'alluale sistema di cannoni da campo, clei cannoni cioè a ln1ielloria tesa. Si trovò allora necessario impiegare maggiori cariche di polvere e proietti più pesanti , af!ìne di ottenere gittate più lunghe e traiettorie più tese, e per conseguenza anche una più considerevole radenza nei coni di dispersione delle granate e degli shrapnels, ciò ,:he permette una maggiore tolleranza negli errori di puntamento e di aggiustamento. . Da quell'epor.a, vale a dire da una quindicina d'anni ,circa, non furono più introdolle innovazioni importanti nell'artiglieria da campagna. Gli studiosi di cose militari non tralasciarono, per altro, di esaminare subito quale influenza avrebbero su di essa e~er,:itato i nuovi fucili a tiro !'apido. Dato lo straordinario aumento della potenza balistica del fucile, batterie che si trovassero di fronte a fanteria intatla, entro i limiti della zona del fuoco efficacissimo della fanteria, in breve ora sarebbero private dei ser-venti, cioè poste in condizione di non potere esplicare la loro azione tattica. S'impone quindi o~gi all'artiglieria da campagna, o di trasformare il suo materiale diminuendo il numero dei serventi e coprendoli, o di modificare il suo munizionamento, oppure di appigliarsi ad entrambi i partiti contemporaneamente, in modo da const::rvare"'anche alle più piccole distanze, di fronte a fanteria intatta, la superiorità del fuoco. Parve naturale di procurare l'aumento nell'efficacia. dell'artiglieria con lo stesso mezzo con il quale si era ottenuto un incre-

mento così grande negli .effetti del fuoco di fucileria alle piccole distanze: còn l'aumentare cioè considerevolmente la celerità del tiro. Furono ideati i così · detti cannoni a tiro celere, provvisti di un i;istema di chiusura automatico ; non si riuscì peraltro fi nora a costruirne un modello atto a servire per la guerra campale. 1n·oo a quando no!l si troverà il modo di fabbricare affusti da c_ampagna a rinculo totalmente soppresso , non sarà ~eppure poss1b1le la costruzione di' un cannone a ti,o celere propnamente dello, e , tutti gli sforzi in questo senso riusciranno vani. L'impiego di freni per il tiro a nulla può giovare, giacchè questi non fanno parte, come nelle artiglierie da posizione, del paiuolo, ma bensì dell'affusto e quindi anche il mi 0 1iore sistema di freno non servirebbe ad altro che a fermare le ruote alla sala, ma non già acl impedire il salto dell'a[u$IO, che ha luogo per effetto del colpo. . Anche a:tri mezzi ideati per frenare il rinculo, come, ad esempio, i°I vomere applicato alla coda dell'affusto nei cannon i da campagna russi, non corrispondono allo scopo , o per lo meno non servono a mantenere il pezzo nella direzione che aveva prima. del colpo. Se dopo ogni colpo il pezzo dev'essere ricondotto in batteria e nuo~ 'llamente puntato, a che giova anche il più ingegnoso sistema dt chiu:;ura a tiro celere ? · Si costruirono e si sperimentarono già cannoni a tiro rapi do incavalcati su affusti da campagna; ma tutti sono di un calibro molto piccolo. In tali cannoni si può invero sopprimere il rinculo, ma la loro efficacia è insufficiente per la guerra campale propriamente detta . . Quand'anche $i riuscisse ad aumentare I' eflicacia dei cannoni da campagna con un mezzo diverso clall'arcrescimenlo della celerità cli Liro, occorrerebbe pur sempre trovare un'affusto a rin~ulo soppresso, atnne di renderli atti all'impiego contro la fanteria. Per essere in crrado di resistere un tempo abbastanza lungo al fuoco di fucileria, essi dovrebbero inoltre presentare un riparo ai serventi. Ciò si potrebbe ottenere, ad esempio , col provvedere gli affusti di cofani da munizioni rivestiti di lamiera di acciaio ed applicati alla salà in' luogo degli attuali seggioli, purchè fosse J)ossibile ridurre il personale per il servizio del pezzo a due soli serventi oltre i portamunizioni. Questi due serventi sarebbero cosi l'iparati in modo conveniente dall'affusto stesso, ma non basterebbero a portare

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ava_nti a hraccia il pezzo dopo ogni colpo. Per questa fat icosa operazione occorre un numero relati vamente grande di personale. In quan~o all'impiego della polvere senza fumo nelle artiglierie, dalle esperienze fatte sarebbe risultato ch'essa in tacca l'acciaio dei cannoni e non il bronzo; e di più produrrebbe la frantumazione dei proietti esplodenti in un numero grandissimo di scheaae a spi;,,i, go II. tag1·1ent1.. Date le molto minori pressioni nell'interno dell'anima cagionate dalla polvere senza fumo, a prima vista sembrerebbe possi bile aumentare senz'altro considerevolmente le velocità inìziali, senza bisogno di rinforzare le hocche da fuoco . Ma se si considera che un notevole aumento di veloci tà iniziale. per il maggiore tormento ch e produrrebbe negli affus ti durante il Li~~· richie.de~ebbe l'impiego di materiali più resiMenti e quindi p1u pesanti, s1 vede che esso andrebbe a scapito della man·eaevolezza e della mobilità dell'artiglieria da campagna. n ni più, la l}ot·1ta progressivitil nella combustione della polvere senza fum o renderebbe necessario , per utilizzarne complet.amenre la forza> radicali carnbiamenLi nel tracciato e nella costruzione dell e bocche da fuoco. Si dovrebbero allungare le anime dei pezzi per dar tempo all'intera car~a di brucia re completamente e per rendere possibile grandi veloci Lit io iziali senza un soverch io tormenlo degli nffusti. Ioollre occorrerebbe adattare le camere ai cartocci i quali debbono essere confezionali in modo da permettere Ja • contemporanea accensione della carica in tutli i suoi punti. Si potrebbero allora sopprimere gli attuali rinforzi alla culatta d.ei pezzi in causa delle scemate tensioni al fondo dell'anima, mentre s1 dovrel,Jbe accrescere la resistenza delle pareli verso la volata ove più forti risulterebbero le tensioni. La 1·i gatura necessn ria~en le risulterebbe progressiva; ed il profilo delle righe e delle corone do vrebbe essere coo1·dinato al più considerevole lavorio di logoramento prodotto dalla maggiore forza impul siva sviluppala. l n una parola, per utilizzare, tutta od almeno in misura significante, la potenza del nuovo agente esplosivo, bisognerebbe rifai:e da capo tullo il materiale dell'artiglieria da campo. Anche prescindendo dalla questione econom ica, che si imporrebbe lanto da noi quanto altrove, il fallo della trasformazione

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generale degli attuali cannon_i da ~a~po,. tenuto con.LO delle. varie condizioni cui dovrebbe sodd1sfars1 , implica una sene tale d1 problemi che non si può per ora fare calcolo sulle nuove bocche da fuoco , non essendo lecito prevedere quanòo ne la coslru. riuscirà . . . zione e se daranno buoni ri sultati negli espen menti pratici. Per il momento, la tendenza è di limitarsi ad aumen tare l' e!Ticacia del fuoco dell'arti<,Jieria da campagna, con l'adozione di proietti che scoppiando prr,oducano un num ero molto maggiore d_i _scheggia e che abbiano un'azione maggiore nel senso della profondila che per il passato, in modo da poter baltere non solo truppe scoperte o solo parzialmente riparale come oggidì, ma di colpire anche truppe addossate a ripari. . Per ];>attere tali bersagli occorre un proietto che nello scoppio lanci tutto ali' intorno le sue scheggie, in modo che ne possa essere colpilo il bersaglio posto immediatamente dielro il ri ~aro . . A questa r.ondizione soddisfano i proietti dirompenti .~on la ca~i~a di scoppio disposta secondo l'asse (a carica cenlrale), g1a .adollalI. m Germania ed in Francia, ed in studio in Austria-Unghena. L'acido picrico costituisce l'el emento principale delle sostanze esplosiv~ moderne impiegale per il caricamento dei pro!elli _; esso è poco igroscopico; A chiuso nei proietti d'acciaio o .d1 gh1~a. non ~a s~ggell~ ad alterazione nella sua composizione ; è rnsens1b1le agli urti ed a1 colpi, equinùi per accenderlo occorre una pot_ente carica d'innesco. Per la distruzione di oggeLLi di l'erro, e perciò anche nella rottura delle pareti delle granate, esso esplica un'azione esplosiva ancora pìù potente della dinamite. . . , . . . Con l'impiego delle granate d1rompent1 l art1gl.1er1a d~ ~ampagna è messa in gndo di ba ttere, con i cannoni ora ,n serv1Z10, truppe ben defilate dietro ripari alti e resistenti, indipendentemente dall'anaolo di caduta anche alle minime distanze. A\endere più i;ronlo l'aggiustamento del tiro per l'artiglieria da campagna (necessit~l quesl~ i~p~st.a dal!e esi?enze ?e.ll_a_ g~err~ moderna) e ad ovviare agli erron cattsn t1 dall 1mposs1b1hta d1 os servare bene il risultato dei colpi, specialmente contro truppe che fanno fuoco con polvere senza fumo, è attualmente oggetto di studio presso le principali potenze, un nuovo tipo di shrapnel.


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LA POLYERE SENZA FUllO

Questo dovrebbe avere un'efficacia in profo ndità di gran Jung:l maggiore dell'attuale; e perciò bisogn er ebbe che fo sse così poco sensibile agli errori nel puntamento e nella stima della distanza, che si potesse apr·ire il fuoco con una delle specie di tiro normali senza fare precedere alcun aggiustamento, ma solo giudicando la di stanza a vista , ed avendo soltanto l'avvertenza di non stimarl a per quanto è possibile superiore al vero. Inoltre questo proiettò dovrebbe dare un numero cosi grande di scbeggie e pallette utili , che la sua efficacia fosse per lo meno pari a quella del tiro rapido del fucile moderno. Con le due nuove accennate specie di proietti esplodenti, una batteria, coperta quanto più è possibile, conserverebbe, anche alle piccole distanze, la su periorità di fuoco di fronte ad un reparto di fan teria; e potendo utilizzare al pari di questa le accidentalità del terreno pe,: coprirsi, otterrebbe con le_minime perdite i più grandi successi. Alle grandi distanze, l'efJi cacia del tiro d'artiglieria resta quasi eguale a quella che si ottiene alle piccole, stante la possibilita del concentramento dei fuochi . Si può quindi concludere che l'azione di quest'arma nelle future battaglie non sarà affatto menomata di fronte al nuovo armamento della fa nteria, ed anzi avrà una azione piil decisiva ancora che per il passalo. Come ho cercato di mettere in eviàenza, il progresso balistico conseguito con la nuova polvere è. enorme; con le armi portatili a calibro minimo esso si trad uce io più ampie gittate ed in accresciuta radenza della traiettoria; con gli attun li cannoni poi permette, modificando i sol i proietti, di mantenere inalterati i rapporti reciproci di potenzialità della fanteria e dell'artiglieria: l'unica conseguenza veramente nuova che entra in iscena è dunque la soppressione. del fumo nello sparo. Di questo fenomeno importa appunto esaminare le conseguenze belliche, per non cadere un giorno di sorpresa nell'ignoto, io attesa che la pratica sanzioni la teoria: ciò che l'umanità pacifica spera avvenga sempre il piil tard i possibile.

E LE SUE CONSEGUENZE T A'rTlCHE

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III.

Una quistione si presenta subilo: ci troviamo per caso di fronte ad una di quell e scoperte ch e rappresentano nella scienza militare una data ben distinta, che segnano una èra, un tem po di arresto , la fine d'un periodo , il principio di uno nuovo? Oppure , si può affermare cbe la polvere senza fumo è nn ritrovato, importante senza dubbio, il quale però non cambierit nulla della tattica1 Per risolvere un simile problema, è nece:;sario anzitutto mettere in chiara luce quali fossero i vantaggi e gli inconvenienti del fumo sui campi di bat taglia del passato; e stabilire quali tra di essi oggi restino e quali scompaiano. Il fumo prodotto dal fuoco dell:i fanteria e dell'artiglieria in com · battimento costituiva, dopo un lempo relativamente breve, una nube d'opaci tà tale da fa r piombare, sovra tutto con un' atmosrera calma, la truppa che sparava in mezzo ad un'oscurità profonda. Essa non poteva più dirigere i suoi tiri, mentre restava esposta al fuoco dell'aVYer::-ario à cagione della massa fu liginosa ben visibile che l'avviluppava. È vero che l'indicazione fornita dal fumo dava risultnti spesso fallaci ed incerti; di gui sa che, tanto per l'uno, quanto per l'altro partito, la nube prodotta dal fumo diveniva, all a fin e dei conti, piuttosto un ostacolo che un aiuto. È stato asserito, con apparente ragione, che l'assenza totale del forno avrebbe tolto il mezzo d'apprezzare le distanze sul campo di battaglia; ma in quante circostanze il fu mo prodotto dall'antica polvere non ha indotto in errore, piultostoch è essere stato un elemento favorevole per i' osservazione I Anche per l'artiglieria, il cui principale mezzo per la stima delle distanze sul campo di battaglia è la forcella risultante da due tiri consecutivi fatti con alzo dilTerente, non pochi e rari sono i risultati erronei ottenuti col rilevare ii punto di scoppio dell e granate, sia nelle esercitazioni di pace, sia nelle ultime guerre I


E LE SU E CONSEGUENZE TATTI CHE

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LA POLVERE SEKZA F UMO

Ne cita parecchi casi il principe di Hohenlobe nelle sue Lt,ttere sull'artiglieria: si trovi una leggera depressione nel terreno antistante al bersaglio e colà scoppi una granata: il fumo s'eleverà disperdendosi probabilmente senza giungere a coprire il bersaglio; i,n tale caso si sarà naturalmen te condotti a giudicare che questo è situato davanti al punto di caduta del proietto, e che quindi il tiro eseguilo è lungo . . . .. . . , mentre in realtà è precisamente il contrario. Abbiamo detto che il fu mo , avviluppando con una nube le truppe che sparavano, fin iva per isolarle sul campo di battaglia, e per mettel'le nell'impossibilità di continuare il fuoco. Riparato da una si mile massa coprente, un reparto poteva, a di re il vero, in pa5sato, manovrare senza essere scorto, camb iare di posizione, riforn irsi di munizioni, abbandonare anche il sno pO$lO di combattimento s~nza essere ved uto; ma ciò che costituiva un vantaggio per il vinto, diveniva un'immenso inconveniente per le truppe vittoriose che non potevano inseguire con fuochi convenientemente diretti un avversario scosso e demoralizzato. Col fumo, tendere un'imboscata, oppure eseguire una fortunata sorpresa non era guari possibile, od almeno tali operazioni . erano assai dirfkili: poichè i primi spari tradivano, se non esatlamen te, al meno in modo generico, la presenza delle truppe nascoste e permeltevano d'orientare il comlrn ttimento. Nell'attacco d' una posizione, la mancanza dell'indizio rivelatore del fuo co e quindi òelle mosse dell'atlaccante sembra costituirà in avvenire un vantaggio per l'atlaccanle, il quale avendo l'iniziativa delle operazioni, cerca essenzialmente di sorprendere il nemico. Ma è d'uopo osservare d'allra parte che il ~ife nsore aspetta di piè fermo , e può essere dissimu lato dal terreno; soppresso il fumo, diventerà molto difficile per clri altaccn avvertire la presenza det nemico nella località che questi occupa: mentre l'assalitore, muovendosi , sarà. obbligato a scoprirsi per procedere all'allacco. La soppressione del fumo non migliora dunque le sue condizioni; resterà invece a benefizio del difensore la possibilità di scorgere il terreno davanti o di fianco, e di avvertire in tempo i tentativi della cavalleria nemica . Tutto sommato, nei diversi casi enunciati, i vantaggi e gli incon-

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venienti del fumo, si può dire si equilibrino per i due partiti; l'averlo eliminato non altera dunque le loro condizioni reciproche. · Siccome, per altro, il velo stabilito dal fumo altorn? alle trup~e, in quanto rendeva più incerto il fuoco de~ c~ m~a_u~n:1 , era una ?1rcostanza che inlluiva acl attenuare gl, eflett1 m1c1d1al1 dellearm1 da fnoco: mentre lo scop9 ultimo della guerra è anzitutto la di strn zione, e rappresenta un bene quanto facilita l'effetto utile delle a~·mi , un male ciò che lo intralcia: tatticamente parl ando , la soppressione del fumo rappresenta uno dei perfezionamenti più desiderabili per le armi da getto. Poter vedere semrre cd in ogni circostanza davanli a sè. è una delle prime condizioni per servi rsi convenientemenle di tali a~mi. L'aver raggiunto Lale condizione è positivamente nn non heve progresso. Vediamo orn: per ciascun'arma combattente, le consegnenzedell'adozione della polvere senza fumo. Alla fanteria. si è dato un fncile mo lto più perfezionato, un esplosivo più potente, ma non si è cambiato il. tiraL01:e~ egl i r.ir.n.ane sempre co' suoi nervi e con la sua ir~press1 onabrl1 ta: ~ cost 1tn1~ee come per il passato, sopratutto sotto I rnfluenza ~el p~r'.colo, un affusto molto mobi le che altera il tiro dell 'arma d1 prec1s:one .. L'assenza del fumo nei futuri combattimenti permetterà ai capi immediati d'avere molto meglio sottomano le proprie truppe, di condurle quindi con maggiore ca~n'.a; _sarit per altro. pil't di!Tici!~ 1 scorgere alle grao:li distanze le pos1z1 on1 de_ll avve'.·sano, tanto . p,~ se coperte dal terreno : ma l'incertezza dt:ll ln·o sarn compen~ata ~a, ma"oiori spazi battuti dovuti all'accresciuta radenza della tra1ewma. A~e medie distanze, allorchè la vista permellerà di scorgere ·nettamente l'avversario, si farà sentire in tutta la strn pienezza l'effetto delle nuove armi; e la radenza del tiro renderà, sia per l'attaccante, sìa per il difensore, veramente peri colosa e mi~idiale tal e zona. Quivi l'azione si svolgerà necessa1·iamente pi LLrapida eh~per il passato; le maggiori perdi te rid urranno più presto quella coes ione morale che occorre ad un reparto qualsia si per stare al fuor.o, a quel li~ite minimo, oltre il quale, o si corre all'assallo o si retrocede. 4 -

ANNO :tXXVII, VOL. Il.


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LA POLVERE SEN'l.A FUMO

In quanto all'artiglieria , il fumo non molesterà più il puntamento dei pezzi durante il combattimento . Liberata dal velo che t:1 lora la obbligava a ricorrere a procedimenti speciali, ed a ripieghi per eseguire il suo tiro, od a rallentare il fuoco e diminu irne l'intensità, l'artiglieria potrà orn ottenere tutto l'effetto possibile; e l'impiego in gra ndi ma ...se, che talvolta non diede tutta la sua utili tà per le difficoltà che il fumo arrecava alla condotta del ti ro ed all'esecuzione d' un fuoco vivo e concentrato, non ana d'ora innanzi verosimilmente pi ù limiti, e renderà l'azione dell'arti<rli ,.., eria formid abil e invero ed irresistibile. Se il fum o non sarà più d'ostacolo al puntamento, per contro questo diverrà a princi pio più dillì cile, perchè il puntatore distinguerà. meno rapidamente il bersagl i/) non piit segnalalo dal fu mo. Non bisogna per altro esagerare il fatto, poichr. se una balleria può, a rigore, in terreno favorevo le, dissimularsi come lo fare bbe una compagn ia di fanter ia che ha una fronte all'inc irca equivalente, masse d'artiglieria (e l'artigl ieria com batte a masse per ottenere d~I fuo co la massima potenza) non potranno nascondersi . D'al tra parte poi, una volta scoperto il bersagl io, sa ranno facilitali la determinazione delle distanze e l'aggiustamento dei colpi successivi , di guisa che le due conseguenze verranno all'incirca ad equili brarsi. La mancanza del velo proLettore renderà più micidiale la lolla fra due artiglierie opposte, più rapida la decisio ne, sempre più preziosa quell'abilita nell'esecuzione e nella condotta del fuoco da cui dipende, più che in passalo, il risultato della lotta fra due arLiglierie numericamente uguali. Nulla per altro resterà modificato radicalmen te nella tattica dell'artiglieria contro artigl ieria per il solo fallo dell'impiego della polvere senzà fumo; e solo avrà la prevalenza quegli che potrà far giungere e concentrare in quel determinato momento, un maggior numero di batterie. lVIa qua ndo sarà la fanteria l'avversario contro cui si r ivolgerà il fuoco d'una massa d'artigli eria od' un gruppo di batterie, e la distanza sarà tale che quella possa rispondere, le reciproche condizioni non saranno più egnali per ciò che riguarda la protezione del fumo. 11 fumo del cannone> più denso e più abbondante, nascon-

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deva in pa~sato l'artiglieria più di quello che il fumo delle fucilate velasse la fanteria. A primo aspetto, sembrerebbe quindi che nella lotta fra le due armi debba oggi aver guadagnalo la fanteria; ma se il fumo copriva, abbiamo visto che imbarazzava anche: e se l' 11pprezzamenlo dell e distanze è oggi più difficile, v'è il compenso dalla maggiore radenza delle traiettorie. Anche qui pertanro nulla di sostanzialmente mutato. Alle minori distanze, il vantaggio starà sempre dàll a parte della fanteria; alle maggiori, rimarrà all'artigli eri a. Al momento dell'urto, l'artiglieria dovrà ancora sacrificarsi e venire a 7 od 800 metri dal nemico per sostenere l' nssalto della fanLeria; ma sarà conveniente eh' essa si presenti soltanto allora che le due fan terie si troveranno strettamente all e prese e la loro attenzione sarà qu indi del tutlo assorbita; in caso contrario l'artiglieria non riuscirà neppure a mettersi in posizione: il sacrificio sarà fatto, nia senza profitto per l'azione gener11le. Passiamo alla cavalleria. È opinione generale invalsa che i perfezionamenti tecnici siano contrari all'azione di un'arma, la quale, tecnicamente parlando, non ha progredito e non può progredire. Nel tam po strategico, si dice da ·1aluni , la mancanza del fum o, il quale rivelava la presenza delle truppe, la loro forza e fino ad nn certo pÙnto la loro disposizione, renderà a~sai più difficile l'esplorazione. Questo sarebbe vero se la missione dei reparti di cavalleria esploranti'fosse di combattere; ma dovendo essi invece essenzialmente vedere: è condizione prima che le pattuglie, ardite, esili e veloci, spinte lontan·o, s'infi ltri no diètro la linea d'osservazione del nemico , all'altezza delle sue maggiori masse, ne rilevino la compos izione, la forza , gl' intendirnenti, senza attaccare briga con alcuno. Che se, in un dato momento, sorgerà una massa nemica che rappresenti troppo largo impedimento , troppo vigi le minaccia dietro o sopra quella linea d'osservazione, spetterit al grosso della cavalleria esplorante, rinforzata da artiglieria, I' irrompere contro tale massa per disperderla. · In complesso, la missione strategica della cavall eria rimane la stessa; forse occorrerà consacrare ad essa in · avvenire mag giore quantità di truppe: forse sarà opportuno, aumentando le di -


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stanze dei singoli reparti e gruppi esploranti, rendere più .elastico il sistema; ma tutto ciò si traduce semplicemente in maggiore at.tiv.ità, in maggìore intelligenza ed .energia che si richiederà nel personale di quest'arma. Nel campo' tattico, accresciuta la gittata e la radenza del tiro della fucileria, soppresso il fumo che faceva velo con le sue nebbie, almeno intermittentemente, nella zona antistante ad una linea dt fanteria: vi fu'. chi disse che le carich~ di èavalleria non sarebbero ~tate più possibili a causa dellà .suprema efficacia del fuoco. Per contro, non mancò chi si fece ad asserire che nessuna fanteria saprà impavida attendere il co.zzo d'una cavalleria, eh' essa scorgerà da lontano dirigerlesi contro, che potrà vedere senza interruzione avanzare avanzare per piombarle addosso. Da qua.I parte sta la ragione? Come sempre, nella via di mezzo. Continueranno a presentarsi sul campo di battaglia momenti nei quali !'.intervento d'una ardimentosa cavalleria potrà produrre conseguenze incalcolabi Ii. Nello spazio degli aumentati campi di firo, quest'arma potrà trovare più facilmente che in antico angoli morti nei quali guadagnare in distanza, tratti di terreno coperti di vegetazione abbastanza fitta , favorevoli alla sua avanzata; ed avrà ancora tutta la probabilità di successo una massa di cavalleria che, con subitanea manovra, irrompa su di una colonna di fanteria di prima schiera, la quale si stia spiegando a rincalzo d'una catena ~i tiratori già scossa dal fuoco. ~fesso in evidenza che l'impiego della nuova polvere non ha alterato sensibilmente le qualità càraueristiche e d'impiego delle singole armi combattenti, occorre arrestarci un momento per considerare quale intluenza eserciterà l'assenza del fumo dal campo di battaglia su chi dovrà dirigere· l'azione generale e coordinare gli sforzi parziali, fa~endoli tutti convergere allo stesso scopo. Fino a tanto che le armate saranno nel periodo delle manovre lontane, delle marcie di avvicinamento, il comando in capo nulla avrà a temere dei vantaggi e degli inconvenienti della polvere senza fumq. Esso continuerà ad essere tenuto a giorno delle mosse del nemico dai suoi esploratori , e non risentirà delle difficoltà tattiche che questi potranno ineon trare.

Ma tosto preso il contatto ed iniziato il periodo della lotta v.icina, senza dubbio l'assenza del fumo rivelatore delle posizioni avvei·sarie, non potrà fare a meno di rendere più delicata e più spinosa la condolla del combauimento. Una volta, il comandante supremo poteva c1uasi abbracciare co' suoi occhi 'tutto il campo di battaglia, controllare l'attendibilità dei rapporti che gli pervenivano e rendersi ·esatto conio della situazione; oggi i termini del problema sono cambiati: non è soltanto il fattore della polvere senza fumo che vi ha contribuito, ma anche la ma;.;-giore forza delle masse che si troveranno di fronte. lmmesso che tutte le grandi unita dj guerra, che fin qui sono state a composizione binaria, debbano in avvenire essere costiLnite a sistema ternario se si vorrà rendere possibile un razionale impiego di esse, e che le masse di fronte si conteranno, anzichè a divisioni, a corpi d'armala: è naturale che risulterà di gran lunga più estesa la fronte· <li battaglia, maggi,ore la densità di schieramento, e conseguentemente più difficile l'azione direttiva, la quale si esplicherà come già una volta nei combattimenti notturni. Il fumo,. che rappresentava uno imbarazzo per i capi inferiori i quali in mezzo alla mischia poco o nulla vedevano, era finora il migliore mezzo d'orientamento per il comandante superiore; oggi che esso più non esiste e si sarà obbli?ati ad abbracciare posizioni più ampie, diverrà inevitabile la conseguenza di dover concedere maaaiore iniziativa e più larga facoltà di condursi ai singoli CO·· . n~ mandanti in solLordine, essendo essi soli in grado di vedere e di apprezzare le fasi e l'andamento dei parziali çombattimenti. La più grande iniziativa lasciata ai comandanti inferiori si tra.duce, in ultima analisi, in un biso·gno di maggiore energia ed intelli0enza ed ac,n ' in modo che tutti concorrano, senza consultarsi cordarsi preventivamente, allo scopo che è nella mente del capo; al quale d' allra parte più che mai importa non abbia a sfuggire di mano T azione unica direttiva e coordinatrice della battaglia, per non lasciarne l'esito in balia del caso. A fa:;ililare tale compito, potrà contribuire in larga parte un aumento nel personale a disposizione del comandante supremo per tenerlo informato dell'andamento del combaytimento e per poterne trasmettere jntelli 6entemente le volontà; ma più di tutto vi influirà '


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. LA POLV.E RE SENZA FUMO

una c_ura as~idua e costante posta nello sviluppare fin dal tempo di pace lil ogni circostanza le doti d'iniziativa e di enerai a <leali ufficiali,. n.ella persuasione che, in ·guerra,·una decisione ~apidal')ed una esecuzione.pronta ~ono sempre preferibili ad un provvedimento lung.amente meditato, ma fiaccamente eseguito. · 1

A_questo· punto, dobbiamo domandarci: quali saranno i caratteri più salienti delle future battaglie? perchè malorado I' avviso con~rario dei sognatori della pace universale, ess: continueranno ·ad avere larga .parte nello svolgimento delle umane vicende J Si .tratti di battaglie d'incontro o di battaglie previste, non v' ba dt~~,1 ,10 ch_e, da~a la 1;1aggiore _difficoltà d'orientarsi e di penetrare gli rntend1ment1 dell avversario, molto più da lunai di quanto ooai generaImente s1. ammette avverrà il primo duello I')d'artialieria " " L'attacc~ non vorrà impegnarsi troppo a fondo , senza prima ésse'.·e ben~ mfor~at~; ~orrà guadagnare il tempo necessario per spiegar~ forze suffic1ent1 prima d'agire; e, siccome il semplìce attacco .d1 fronte sarà generalmente interrotto e bisognerà combinarlo con un attacco di fiaqco, per il quale non si può essere subito p_ronti, così ne consegqirà che l'artiglieria dovrà mettersi in posi:.. z1_o~e ad una distanza assni grande dal punto sul quale s'intende dmgere lo sforzo principale. Spetterà intan to alla fanteria, tenuta dis:;imulàta ed al coperto per_qllanto possibile, od alla cavalleria, se ve n'è dispo:1ibile, organ1~z.are un servizio d'esplorazione di combattiment.:;, per vedere da y1cmo senza impegnarsi e per evitare le sorprese . . · Ven~Lo il momento dell'attacco per la fanteri'a, questa dovrà for~ar~ Ime~ ~ol.to fitte di tiratori per sviluppare la maggiore possibrle .intens1ta d1 fuoco. Alle grandi distanze, una linea spiegata io movimento è evidentemente poco vulnerabile anche dall'artiaJieria · . . . . . . n ' con 1 tiratori m g10occh10 od a terra diviene poi addirittura invisibile a trilè arma. D! fr,~nte a fante~ia, una catena fitta, sia alle grandi sia alle med~e distanze. non è soggetta a maggiori perdite di quelle che soff'.·irebbe, a parità di superlicie esposta, tenendo gli uomini in ordme rado. In ambedue i casi poi' il contatto di gomiti (con 'quella '

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ma_ggiore scioltezza necessaria per rrieglio adoperare il fucile) ha il vantaggio di facilitarl:l all' ufficiale la sorveglianza e la direzione del proprio reparto, e di dare più co.nfìdenza al soldato. Inoltre la ca.,. tena più flua permette di tenere i sostegni più lontani, rendendo il loro concorso necessario soltanto più tardi, e di sottrarli quindi ai colpi diretti sulla catena. Per tale complesso di ragioni, più che mai oggi s'impongono le catene raffittite di tiratori fin dai primordi dell'azione; tenuto anche conto che le maggiori masse di fronte rendono indispensabile concentrare gli sforzi ed utilizzare al massimo tutto lo spazio disponibile, del campo di battaglia. Deciso il punto dell'attacco ed iniziato .questo entro i limiti del tiro efficace della fucileria, importerà destinarvi la maggior quantità di forze possibile, riducendo al minimo il numero dei tempi d'arresto durante gli sbalzi successivi, come quelli che facilitano all'avversario di regolare il proprio tiro, specialmente d'artiglieria, e tendono a 'rendere incerto l'as,;alitore. . . La durata delle singole soste della catena dovrà essere appena tale da dare tempo ai reparti retrostanti di giungere sulla linea di fuoco, per colmare le perdite subile dalle truppe distese e per rinforzarle fino al massimo, in modo da irrompere all'assallo con grossi nuclei ben sotto mano, senza preoccuparsi del fuoco avversario e del numero dei caduti. Solo in questo modo, non badando aLle perdite e dando p1~ova di grande coesione morale, si potrà, con le armi attuali, avere ragione d'un avversario che in posizione attende l'urto dell'assalitore. Così posto il problema, sembrerebbe a primo aspetto potersi concludere che con la nuova polvere e con le nuove armi saranno migliQrate in tesi generale le condizioni del difensore. È bensì vero che, date le odierne tendenze della tattica, si scambieranno talvolta ed in qualche punto del campo di battaglia le parti di attaccante e di difensore, ed in questo senso la soppressione del fumo potrà manifestarsi, or favorevole, or contraria, allo stesso partito; ma ;n defin itiva il vantaggio si chiarirà positivo per una delle due parti: e sarà quella la cui ~on dotta assumerà più decisamente le caratteristiche della difensiva.

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LA POLVERE SENZA FUMO

Ma quale sarà la conseguenza ultima di tale vantaggio? Può esso dirsi tale da fare traboccare la bilancia in favore di chi si difende· mentre finora, uon ostante i ,;antaggi che già stavano per la difen~ siva, si è ritenuto che in conclusione la forma offensiva finisse per essere sempre la più efficace? Per conto mio ritengo non possa dar.:;i una risposta decisa al quesito: l'assoluto non esiste nell'arte della guerra. La nuova polvere aumenta il numero dei fattori materiali che 1 vfA.,f,'-" ;,.._.?''" j s?no favorevoli alla forma difensiva: ma non altera il rapporto delle circ.?stanze morali, d~ve il va~t~ggio è indubbiamente dalla parte "' , U'>-t.' t.t.." ..e. dell attaccante. In ultima nnahs,, prevarrà sempre la forma ofl'en• .,... .... (J,. ,-'; J s.'.v a: come qt1ella che a:rà ognora dalla s~ia l'irresi.stibile superio' ,, p ....,, nta1 morale, la quale, dipende dalla maggiore fiducia nelle proprie forze, morali o materiali che siano. e Per- trionfare, la forma difensiva ha bi;,ogno di vincere su tutta ( . ... la fronte di bauaglia; essa agisce bensi su di un terreno preparato e dove tutte le parti sono solidali, ma è sempre dubbiosa sul punto, sul momento e sulla forza dell'attacco. La forma offensiva invece, padrona del tempo e della direzione · almeno entro certi limiti, ha bisogno di spuntare l'avversario it1 un solo punto, per iniziare una serie di successi parziali, ai quali diverrà assai difficile per il difensore di tenere testa, quando l'attaccante approfitti in avvenire opportunamente, nella condotta dell'attacco, dell'istantaneità del fuoco , che permettono di ollenere le attuali armi a tiro rapido.

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Non è dunque una rivoluzione n-ell'artc della guerra che hanno prodotto -i progressi nella tecnica delle armi , ma semplici modificazioni. La strategia rimane con i suoi principt immutabile; la tattica esigei-à sempre un apprezzamento esalto del terreno; il colpo d'occhio che fa scoprire sicuramente e prontamente la chiave del campo di . 'battaglia; una buona disposizione delle truppe; una . profonda conoscenza delle tre armi; ed un grande spirito di decisione. I perfezionamenti introdolli nell'armamento non riguardano che i modi d'azione particolari a ~iascun'arma: e nello studio dei modi d'aziont- che possono meglio convenire,. importa fare entrare come

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fattore troppo negletto, per la fanteria sopratullo, la· qualità delle truppe che si metteranno in linea. Ques~e truppe avranno valore da rivenderne; ma di disciplina, nulla più di _quanto strettamente occorre. La loro istruzione sarà relativa, e la loro educazione militare soltanto abbozzata. In queste condizioni, esse avb1nno bisogno anzi tutto d'essere guidate, di subire una direzione snfficente che loro dia una certa coesione, senza la quale il numero diverrebbe più dannoso che utile. Gunrdiarrioci bene dal r.edere agli entusiasmi di coloro che predicano l'ordine sparso : esso non può tardare in guerra a divenire ordine clisperso. Arrestiamoci alle formazioni sottili, ma non andiamo oltre. Bisogna prendere la guerra per quello che è. Essa ha falc.iato già molte esistenze e ne falcieril ancora, tanto più con l'attualé tendenza ad aumentare la potenza distruttiva dei suoi mezzi d'azione. Lo s·copo capitale della lotta è la vittoria, tutti gli altri sono secondari; il numero dei morti e dei feriti sarà quello che sarà. Si batterebbe una f,alsa strada se si vole.,se arguirlo in precedenza, ed introdurlo come unico o principale fattore nelle combiaazioni ti1Lliche. Riassumepdo: rendere tutlo più difficile, tranne l'esecuzione materiale del fuoco, senza nulla mutare di sostanziale, parmi esprima l'influenza. che avrà l'iqipiego della polvere senza fumo sulla condotta tattica delle truppe. · Dal punto di vista morale, l'assem.a del fumo modificherà la fisionomia d'un campo di battaglia. Isolate in mezzo a nembi di fumo, le truppe in passato appena potevano scorgere i caduti in mezzo ai quali esse dovevano spesso marciare, e si rendevano :issai incompletamente conto dei pericoli che loro sovrastavano; in avvenire, lo spettacolo che senza velo si presenterà al soldato, sarà ben più raccapricciante: gli apparirà , in tullo il suo orrore l'effetto micidiale del fuoco; vedrà cadere intorno a sè, in brevissima ora, superiori e .compagni; e per condurlo ;i vanti dovrit farsi unicamente assegnamento sull'esempi o dei capi, e su. di una maggiore forza di .coesione, ollenuta mercé una più completa educazione morale. Sotto il riguardo materiale, la nuova polYere avrà come conse-


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LA POLVERE SENZA FUMO i: LE SUE CONSEGUENZE TATTICHE

guenzn ultima di rendero nella battaglia più lunga la fase di ricognizione, più rapida quella di esecuzione. Che ciò debba produrre parziali modificazioni nella condotta di qualche reparto, variare qualche pal'Licolare nelle disposizioni di sicurezza, influire su qualche episodio minuto della battaglia, non lo nego; ma quanto alla necessità di cambiare il fondo dei regolamenti di manovta, essa non mi sembra dimostrata: le nostre formazioni, le nostre evoluzioni sono abbastanza elastiche per piegarsi alle nuove esigenze senza radicali mutamenti, che ci condurrebbero nel caos. Terminerò, ripetendo il molto che fu già del maresciallo di Sassonia, ed è stato fallo oggi suo dal generale OragomiroIT, il -nolo scrittore russo di tattica: « Si può fare a meno di nuovi regola« menti , quando si sappiano applicare con intelligenza quelli esi« stenti. » F ELICE DE CHAURAND DE

MENS SANA IN CORPORE SANO

sr EusrACHE

maggfore comandante del 5" battaglione bersa,qlieri (8° 1·egg .'

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Afens sana in corpore sano è la massima che oggi circol:i · su lla bocca di tutti. Eruditi o no, militari o borghe~i fanno a gara ad usarla e cavano da essa tutte quelle deduzioni che possono loro servire per' dimostrare l'inerenza delle facoltà intellettuali sulle fisiche. Se ne servono gli eruditi per indicare l'esplicazione maggiore del pensiero nei corpi robusti e vigoro~i, ~he non nei deboli e malati; i militari ·per dimostrare come sia grande la in fluenza del benessere fisico sul morale del soldatò. Che tutte queste deduzioni o dimostrazioni sieno giuste, noi certo non lo poniamo in dubbio ed anz'i, se ci prendiamo cura di. svoloere la sentenza ormai ramosa dei nostri antichi proge-. nitori, lo facciamo appunto perchè reputiamo che, sopra ogni cosa noli' individuo si debba curare lo sviluppo fisieo, poichè ' mor~le stimiamo conseguenza diretta di qneslo. Che cosa quello occorre or dunque per sviluppare l 'organismo in un info,iduo? Certo i modi per ottenere ciò so110 molti, e se noi cercassi mo , non già di svolgerli, ma soltanto di accennarli Lutti , dovremmo scrivere dei volumi. rerò siccome ci sembra che la ginnastica e la marcia abbiano nel fisico sviluppo parte importante, così sarà di. questi due esercizi che noi discorreremo, incòminciando dalla loro evoluzione storica e procedendo quind,i col cavarne quelle deduzioni , quei prinr.ipi, quelle massime che ci sembreranno pi ù atte a fortificare gli organismi dell e generazioni presenti e future. Nel trattare sì l'uno che l'altro di questi argomenti , faremo di scostafoi meno· che ci sarà possibile dall'azione militare, sì dei po poli passati che presenti, premettendo ~h e se ciò accadrà, sarà per ~

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il solo scopo di meglio rendere evidente qualche passo che ~1semb~erà oscuro nella storia militare universale, ovvero per tra1tegg1are la nostra Lesi con tin te più belle, togliendole dai costumi particolari, sia miiilari che civili, di un dato popolo. Ciò premesso, senz'altro, entriamo in argomento.

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* * Là d?ve !a .vi.La è q1~a~1 t~talmente imbevuta <li contfnnplazione e dove 11 m1st1c1smo dtl'Jge 11 cuore e la mente, non può esservi certo ~nergia; là il. valore personale intellettivo è nullo , perchè nulla e la forza fisica che que.1 va lore genera. Perciò noi. non dobbiamo cercare la severità dei costumi negli antichissimi popoli d'oriente; nè in essi quella unione 'di eserciti o d'allre forze armate, capaci d'imporsi alle invasioni straniere. · Masse immense di armali si uniscono ad una chiamala del re e guidate dal fanatismo religioso o dalla credenza di servilismo ·a ssoluto per il monarca, si cozzano senz'ordine le une contro le altre orribil!11enle. ~omball.uta la battaglia, terminata la guerra, quel me~es,m.o se~L1mento di religione che aveva spinto quei popoli a uc~1ders1 , o li rende ciechi nel massacro, o grandi nel perdono. E qm è tulto. Non militari istruzioni nei primi popoli d'Asia·. non quella volo?tù ?i, compiere un dovere per salvare il paese n;tale; non la gloria d1 ~ori~e ~ontro l'inv~sore feroce .... ; per gli Dei si coml.JatLe, per gli Dei s1 vince o si.muo_re. E più c'interniamo verso Or_iente, più compare il dominio dell'autorità sopra la libertà. Gli Indiani furono sempre un popolo incatenato dal terrore reliO'ioso· la loro leg)!e fu volontà non del popolo, ma <leali Dei, e le ;cur; dottrine de_i Bramini mentre sommergevano le ;lassi superiori in un ~o~no ora mcantevole, or tormentoso; mentre abbandonavano le mhme a durissimi patimenti o a sozze voluttà, tutte precipi tavano .n una effeminata mollezza. Come poteva esser posta in alto fra questi popoli la gi·nnastica ? come la marcia? Gente non ~bituata. se non a credere all'ineluttabile

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fatalità, accettò sempre ed accetta ancor oggi, indifferente, qualunque giogo, sia quello del Mongolo che scenda da.Ile montagne, sia quello dell'Europeo che sbarchi dall'oceano. Lo sviluppo organico per questi popoli fu null<>, nè essi fecero mai sforzi per diventare forti ed energici; per sollevare il capo guardando il mondo nella reallà delle cose, per scuotere il giogo di quel terrore religioso che doveva farli sempre avvinghiare· allo scettro di imposti monarchi, se non molli, certo mai capaci , però, di impugnare un'arma per rendere autonomi ed indipendenti i loro stati.

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** Non così però .furono gli Egiziani, i quali anzi fin dal princ1p10 della loro vita politica stabilirono certe norme fisse per .la forma, zione di un esercito, imponendosi tratto tratto esercitazioni di grandissima fatica, consistenti in marcie lunghissime o in scaramuccia contro i nomadi, contro gli Etiopi, c,rntrogli Arabi e contro la Libia. I guerrieri poi formavano la seconda aristocrazia egiziana, e si divideva.no in circa dugentocinquantamila Celesiri, ed in centottanta.mila Ermotibi. La corsa a piedi e la corsa a cavallo si facevano presso di essi con ammirabile destrezza e grande era inoltre la loro abilità nel gettar ponti sui diversi corsi d'acqua formati dalle diramazioni del Nilo. Nuotatori eccellenti, attraversavano a nuoto larghissimi li umi , affrontando con intrepidezza e sangue freddo incredibili i caimani, che tanto abbondano, ancor oggi, in quelle regioni fluviali. Alle fatiche della guerra venivano addestrati fin dalla più tenera età con una educazione forte e virile ed Erodoto tratteggia con caratteri veramente grandi gli Egiziani. !nclinati alla religione per cullo spontaneo, ma non per fanatismo, sapevano ponderare tutti i beni della vita reale, senza troppo illudersi degli eterni ed inconcepibili beni ai quali doveva l'anima arrivare dopo la IllOrte, siccbè cercavano di passar la vita non già nella contemplazione, come riscontriamo negli Indiani, bensì nella vita attiva, formando così contemporaneamente e corpo


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.e spmto. Cosicchè, abituati come erano, fin da fanciulli , a sfidare i rigori delle stagioni , a far corse lunghe e penose, a lanciare dardi, ad attraversare fiumi a nuoto, . non potevano all'alto pratico che . essere dei soldati imperterrili e forti, sui quali i capitani potevano fiduciosamente contare. A contatto poi come erano delle bestie feroci , la caccia diventava di massima utilità pèr tolti, sicchè non vi era nomo che fosse tanto vile da fuggire un'occasione qualunque di mostrarsi valororo, imperocchè il disprezzo degli altri gli rendeva poi odiosa la vita. Riguardo all'amore che avevano del l'armi , basti dire che il più delle volte in tempo di pace comparivano in pubblico mnniti di tutti gli armamenti, che portavano alla guerra.

,,. . * * I cinquanta oracoli che noi conosciamo aver la Grecia posseduti, furono, fin da principio, istituz;one eminentemente nazionale, nè potevàno essere alLrimenti , imperocchè la rel igione, non fo ndata su libr.i sacri, ma legata ad un unico simbolo, ·non diretta da un corpo sacerdotale, male avrebbe potuto congiungere tutta la greca nazione. è he se questa non fu unita per il ,ct1lto esteriorn, o per l'apparenia di ~n vincolo accidentale, lo fu invece per il legame studiato della forza, p~r i suoi giuochi e spettacoli, . ai quali però la religione con pompa sovrana sempre presiedeva. Vale a dire cioè che, se il culto religioso a nulla valevn per unir·e città che parlavono d:aletti diversi , molto invece servivano a ciò la forza materiale, che, dopo essersi svi luppala o nei pubblici ginnasi o nelle private abitazioni; faceva mostra nei giuochi , a questo scopo dal legislatore istituiti. Infatti per tempi in cui la guerra non si riduceva che a duelli, unica cura dèi legislatori era quella èii invigorire ed addestrare i corpi. Perciò ogni paese aveva giuochi suoi propri con·gare di lotte .è carole. Sorennissimi tra questi erano i Piti ci, i Nemei, gl'Istmici, e, sovra tutto, gli ·Olimpici. . I giuochi consistevano in gare di ca vaÙi e quadrigh e, in corse

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armate, nel salto, nella corsa a piedi, nella lotta, nel lanciare il disco e.il dardo, nella palestra , nel pugilato, nel pancrazio dei fanciulli, ecc. La corsa si faceva per un tratto che si chiama stadi,), eq~ivalent'e ad '/ 3 del nostro miglio. Talora si percorrevano _fino a 25 stadi, girando l'enorme sasso che segnava la. meta. Per notare quanto erano stimati questi esercizi , basti dir~ che c.hi _combatteva nell'a·gone non doveva essere servo, nè forestiero. ne infame; che per dieci mesi doveva esercitarsi sollo un pubblico m:1estro. Ciò era comune a tutta la Grecia, che se dobbiamo entrare nelle particolarità dell e due principali provincie di essa, Sparta ed ALen_e: non possiamo che restar ammirati per lo sviluppo immenso che s1 cercò ·di dare alle forze fisiche di quei popoli ernminentemente guerrieri. Viene infatti primo fra i Lacedemoni Licurgo fon datore vero, co.n le sue massime, della grandezza di Sparta occupandosi egli più della vita privata dei cittadini e della loro fisica grandezza, che n·ori della costituzione pubblica. Tutto ciò fece con l'animo di volere assicurare a Sparta una esistenza fi glia delle sue forze; una gente invincibile di corpo, incorrullibile di animo. Ogni lusso, ogni arte di diletto bandita. la ca5a ed i mobili non dovevano lavorarsi cl1e. a sega e scure ed i cittadini convenivano per classi a mense di quindici ciascuna. Forse fin troppo severo, Licurgo spezzò i vincoli della fam iglia , facendo l'uomo unito sollaoto alla patria , ed addi tando alla-madre indifferente il Taip.ete per il neonato gracile e contraffatto . Tolti a sette anni alla domestica cma tutti i fan ciulli erano allevati insieme da pubblici educatori ed ogni azione di questi tendeva a renderli dnri alla fatica, pazienti .al dolol'e, soprattutto pronti all'ubbidienza. Raso il capo, nude le gambe ed i piedi, talvolta combattevano di fit.to verno', e talvolta nudi , come usavasi a Greta, si presentavano ai giuochi. Compiuti i diciott'anni !oliavano nel platanisto, e tanto s'impegnavano nella loua, che essa non termiria va fincbè una parte non fos se stata costretta a gettarsi nell' Eorola. Durante la pace unica occupazione erano la caccia e la ginnastica, sicchè durante la guerra erano intrepidi. Nerbo loro era la fan teria; nella cavalleria venivano arrnolali i meno prodi. Non uc;avano mura alle loro città, non macchine; i ci ttadini erano le murri, macchine il loro valore. Chi fosse fuggito durante la pugna era peggio che


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morto; doveva stare ritto in piedi in vista dell'esercito; poi non comparire in piazza, non aspirare a cariche, non menar moglie, alzarsi perfino al venire di un fanciullo. L'adempimento del proprio dovere era r-,icompensa grandissima; Atene innalzava monumenti ai vincitori, Roma dava loro corone, Sparta nulla. Trecento dei suoi caddero alle Termopoli ? pose un sasso e passò: - Hanno fatto il loro dovere - ecco tolto. Anche in Atene, ?enchè con minor severità che a Sparta, erano in uso gli esercizi corporali e fra essi i più reputati, la corsa a piedi e la·palestra. Gli atleti percorrevano dodici volte lo stadio ed il soldato di Maratona che venne ad annunc'iare la vittoria ai magistrati di Atene, fece, senza lasciare le sue armi, una corsa di circa 6 leghe. Famosa. è la ritirnta dei diecimila descritta da Senofonte che ne era capitano, nella sua An:abasi. Egli nell'Anabasi stessa, segna regolarmente tulle le pa1·asanghe di ma.rcia delle truppe che ritornarono in Grecia , dopo la morte di Ciro il giovane, e che fecero una ritirata tanto bella e tanto vantata dalla storia. In queste penosissime mnrcie la sperienza insegnò a Senofonte di fare occupa-re le vette da armati alla leggiera per tener d'occhio il nemico ed allon1anarlo più di un 'trarre di dardi ; poi ad accampare regolarmente, a scegliere posizioni vantaggio~e, a marciare serrati, a far risparmio dei viveri che trovassero, a portarne per più giorni, a cogliere le spie del nemico per farsele guide. Ogni passo insomma diventava una nuova lezione. Tra i geli era proibito al solda10 di accostarsi al fuoco; di notte marciava prima la .fanteria pesante, poi la l~ggera, per ultimo la cavalleria, sicché all'alba gli ultimi raggiungevano i primi. In questo modo dopo un anno, fra privazioni, disagi, tradimenLi, dei diecimila della partenza, rividero il mare sol tanto sei mila. - Là. media di queste marcie ·era di 7 delle nostre leghe. Le marcie ordinarie dei nostri eserciti nl confronto reslano mollo indietro. Quando però l'oro dei Persiani cominciò ad entrare in Grecia, Sparta ·ed A.tene caddero pure esse nella mollezza dei costumi e nella prostrazione della servitù, che, incominciata coi Macedoni. dovern con1inuare coi Romani. , Allevati principalmente fra le cure della caccia in pace, per lo

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sviluppo della l'orza mu:3co lare, i Macedoni prima sotto Filippo e quindi sotto .Alessandro, diventarono fortissimi combattenti, e con essi il génio del grande conquistatore potè esplicarsi in tutta la sua potenza. Con la falange inventata da Filippo, egli assali~a eserci.ti numerosissimi, e dal Granic'o ad Arbela, seppe con fredda disciplina guidare Lru ppe che non si comprendevano neppure, coalizzate ad ogni pie sospinto fra i vinti ed i soggiogati . Gli é che A.l'essandro, sopra ogni altra cosa, era so ldato e sommo soldato; gli è che cono:,ceva il modo di istruire le sue truppe prima di nsarle col rompede a. tutte le fatiche dei campi; di prostrarle con marcie pesanti; di l'i compensarle poi colle ri cchezze dei vinti. Selva,wi di 1Hl.tura i Macedoni, e feroci J)er ,ibitndine contratta. nelléì. domestica vita, venivano allevati con durer.za inandita. Unico divertimento che potesse sollevare lo spirito era la danza imitante battaglie, èhiarnata poi pirrica ed introdotla più tardi da Giulio Cesare 11ei giuochi romani. Dopo la morte di Alessandro l'impero si sfasciò, ed i Macedoni , essi pure corro lii dal lusso dei Persiani, mutarono radicalmente i loro costumi, aubanclona~do gli esercizi eorporali , uni ca fonte di vigore fisico e morale. r)l!)

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Come in Grecia i ginnasi, co:iì a Roma le i tJnne servivano agli esercizi tlel corpo. Nel ginnasio greco parte principale era la 1nilestra, e accessorie lo stadio, l' e/ebeo per la ginnastica della gioventù, lo :sferisterio per il ballo, la cnlwnbetm per il nuoto e pei bagn:. Nelle terme, oltre la pale:;lra vi era pure l'e/'ebeo, la gran sala dei lottatori al centro, il bagno freddo , tiepido, caldo; la pùcina, da nuo1are. Siccome po i prima fonte della romana grandezza riguardavansi le armi , così tutti i cittadini romani venivano fino dalla. più tenera età esercitati nei militari esercizi, o in tulle quelle occupazioni atte a rendere forte il corpo e ad infondere coraggio . A.ddestrati lunga5 -

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men le nella corsn, i giovani venivano quindi coslrelti a gellarsi ma didi di sudore nel Tevere, che atlraversavano a nuoto. Molti erano i giuoch i del circo, principali fra di essi la corsa, il salto, il pugilato, la lottn, il gelto del disco e della piastrell a. Per meglio esercitare i giovani a combauere, si fa cevano anche tratto tratto delle manovre di cavalleria e di fanteria ed inoltre delle finte battagli e navali ; oppure si rappresentava un accampamento od un assedio. La disciplina poi dei Romani, esemplare in tutto, si faceva in ispecie rimarcare nelle marce. Oltre i viveri, i soldati romani portavano seco loro i pali per formare la trincea e dovunque si fermavano munivano il campo con un terr,,pieoo di forma quadrala circondato da una fossa dieci piedi profonda. Il soldato romano percorreva fino a 20 o 2-i- miglia in cinque ore con un peso cli 60 libbre, a seconda che camminava a giornate regolari (gradn militari ), oppure a giornate forzate (.gradn citato). Nel primo caso percorreva circa 6 chilometri l'ora, nel secondo 7. Evitando però quei rapidi.passaggi dalla inazione alla fatica, che uccidono tanti dei nostri, i romani negl i esercizi usavano armi pesanti il doppio di quelle da battaglia. Anche in pace si occupavano a continue latiche, massime a tagliar strnde. Scauro , riconducendo l'esercito dalle Gallie, gli fece scavar canali nef Parmigiano e nel Piacentino per ovviare i dilagam enti del Po. Rigorosissimi erano inollre i regolamenti mi litari fino al pun~o, che, se un col'po avesse mostrato vilt-à, veniva decimato~ ed il genernle ne mandava a morte uno ogni dieci, tralli alla venlurn; agli altri esilio ed onta. È con questi ordinamenti, col preparare anticipatamente il corpo dei giovani alle fatiche, col renderne in. clinato lo spirito che il Romano potè diventare il pl'imo popolo del mondo. Ma quand0 compiute le conquiste incominciò e;;so pure a chiedere panem et circenses, e null'altro; quando lo spirito guerriero cominciò a decadere, e l'imperiale potere rifulse in tutto il suo splendore Lirann ico, allora la educazione militare della oioventù fu trascurata, trascuralo lo sviluppo dell'organismo in tulli, e per contraccambio fu eccitala la voluttà sensuale e la mollezza fu ingigantita. Da qui principiarono le invasioni dei barbari , che non si arrestarono fino a quando la gloria del romano impero fu calpe1')

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stata, rovegciata la sua potenza, e l'aquila bipen~e lrnvol~a ne! fango dal vandalo feroce che, abituato al rozz~ vivere d~1 suoi monti. odiava la mollezza romana spezzandone I monumenn gran.diosi 'smantellando fino al suolo le sue città imperiali. o~po lo scio~limento del romano impero , la gin_nasLica come ·Studio precipuo della gioventù, e come fonte educativa _sparve .t?talmente e le marcie non furon o usate che molto d1 rado; in primo lu~go per In repentina discesa dei ba.rba.ri ,_secon~ariamen~e per il predominio dell'idea religiosa, che nei prin11 secoli del medio evo fa cadere grado grado gli uomini in quella ass.oluta man~anza -di forza risica e di luce intellettuale che li rende mcapace d1 re .. spingere le nubi della barbarie, accavalcantesi sull'orizzonte del mondo. . Il misticismo naluralizzatore delle cose celesti , basato sui dogmi, l'iluttante d' accostar:;i a qualunque cosa che sapesse di terreno, -sconvolse le menti le più. fredde; il fanatismo religioso rivolse ad una ·braminica con templazione anche gli intelletti i più inclinati al .dubbio, e preparò gli errori del mille, che doveva~o poi essere ,calpestati in ·un sol giorno, quando la natura riebbe il soprav~ento sul resto . quando alla forza fisica, unendosi quell:1 del penst~ro'. furon o ~coperte nel mondo nuove vie da battersi splendenti d1 luce immortale. Infatti, quando il nuovo sole dell'undicesi!uo se~olo ;.enne a _ri,scbiarare novel\amente la natura coperta dalle nubi dell ignoranza, foriero del risorgi mento in tutte le arti, in tutte le scienze, allora si risentì il birn::(no di rinvigorire i corpi affievoliti dalle e,;tenua·zioni , e su"ii idoli infrnnti si riedificarono le palestre, d.le proceso .sioni si tramutarono io marcie militari . La scherma 1venta uno degli esercizi più. importanti; l'equitazione è il privilegio dei_ pot~nti -che si raggruppano sotto il gonfalone della croce per liberare, -come dice Dan te, dai cani il sepolcro di Cristo . E l'evoluzione della · . ,ginnastica e della mnrcia continua. In Europa è un incessante muoversi d'eserciti'. una lotta ~on. m· terrotta tra il feudalismo ed il servo che cerca d1 scuotere 11 giogo -oppressore. Tutto ciò non è altro che cooseguenz~ dell? s_vi_l up~o delle fo1·ze fisiche; è tutto il prevalere della ragion e rndmduale .che cerca di riaizarsi dal fango della servitù per compiere _la missione umana.


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Però la ginnnstica non fu negli ultimi secoli del medio evo insegnala, come indicava Platone, dal doppio punto di vista fisico e morale, ma unicamente per svituppare la forza brutale e la destrezza nei .combattimenti. Lutero non si stanca di predicare che i giovani devono dedicarsi con tutte le ll)ro forze a fortificare il corpo e le genti in generale comprendono questa saggia verità del riformatore protestante. J>erò, dopo Lutero s'incomincia a notare nei popoli una decadenza materiale dovuta alla ferocia dei despoti e.be li governano dall'alto, sicchè Montaigne non cerca più di insinuarsi nell'animo dei popoli per ottenere lo scopo di l'Ìnvil{Orire i corpi fiaccati , ma in quello dei governanti che, folli accorti del giuochetto, non cedono . Più fo!'tunato di questi fu al certo Pestalozzi che sullo scorcio del XVIII .secolo, primo in Europa, introdusse la ginnastica nell'erlucazione dei giovani con la istituzione d'Yverdun in Tsvizzera. Net ·1793 il sassone Gnts Muths pubblicò il prirrìo tratlato di ~innastica moderna. L'impulso era dato: tre Stati al principio del XIX secolo possedevano dei ginnasi: Svizzera, Germania e Danimarca. Da quest'epoca la. ginnastica entra nei costumi di questi paesi. Quasi contemporaneamente, anzi un po' pl'ima, le marce hanno svil uppo. La .Francia si occupa ora più di ogni altro paese a migliorare l'educazione della gioventù. Sullo scorcio del secolo XV III Lonvoi s, grande organizzatore francese, sen tiva la necessità di un'andatura regolare per la fanteria, e, benchè non avvezzi, quegli stuoli d'uomini si piegano dinnanzi alla necessità , e l'andatura regolare la vince sul resto. La storia militare seqnala poi nel 1'i96 marce assai lunghe e lnillanti· fa1te dai soldati dell'esercito d'Italia e dalle truppe del campo di 13oulogne. Dopo la bal.laglia di Austerlitz e di Jena, quando distrutti gli eserciti dell'Austria e della. Prussia, Napoleone incominciò a far sentire il peso della tirann ide sopra la. German ia, ivi la gìnnastica e la marcia ra ggiun sero uno sviluppo,grandiss imo. · A Berlino nel 18H si apre la prima palestra di gi nnastica dal patriota Jahm. In Isvezia quasi nel medesimo tempo si apre .· un'altra paleslra e da allora in poi due sistemi di ginnastica si fanno strada nel mondo. Pietro Ling poela e fisiologo in signe fonda.. 1

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nel 48113 a Stoccolma un istituto ~innastico per rifare ,l'educazione fisica dei suoi concittadini. per allevarli con lo spir:to elleni.co, per a()'anerrire ed abituare alla fatica la gioventù del Nord. I due siz,,, . sterni si diversificano in molte cose . Lo svedese vuole la sempl1cità e la naturalezza dei movimenti insieme con l'indirizzo fisiologico ed igienico; il tedesco dà ai movimenti la massima intensità, con deali arresti a sca tti. Gli esercizi della ginnastica svedese sono " precisamente il rovescio della gionaslica mi litare in uso da noi . II dualismo tra la girinastica svedese e la tedesca dopo quasi un secolo di lotta non si è ancora sopito e'. noi lo riscontriamo anche in I1alia, dove nel 11888 la. commissione incaricata dal Minislero . dell'Istruzione pubblica di studiare e proporre un . nuovo regolamento per Ja ginnastica, sollevò una grandissima questione d'indole fisiologica che è i'! principale punto di distinzione tra la ginnastica tedesca e la svedese. L'indirizzo scientifico in Francia è il prevalente e P.Jrigi fonda una scuola perchè la fisiologia possa applicar.si al più elevato · degli scopi che abbia la scienza, quella del perfezionamento fisi co dell'uomo. Celebre in Francia· è inoltre l'École militaire de gymnast.ique, fondata a Grenelle nel ;( 829 e qui odi trasportata nel forte di Vincennes. Questa scuola veramente grandiosrL non ha emule in Europa e dalla vista di quanto in e.ssa s'insegna si ricava la certezza che là ginnastica sia un mezzo assolutamente ottimo di educazione mìHLare. Oggi che la guerra si deve fare per sorprese, la rapidità delle marce diventa utilissima e non si acquista che con l'esercizio cominuato che si dovrebbe fare in palestre apposite od in appositi stadi. Questo però si trascura in generale, e se noi togliamo qualche :voce d'imperatore, qualche voce di ministro che si fa udire, qualche società ginnastica, o di cannonieri o di pattinaggio che spande un po' di vita ed un po' d'animo, siamo costretti a confessare che il re.sto è apatia, somma apatia che snerva le forze delle giovani generazioni.


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** Lo studio ·induttivo che noi abbiamo fatto della ginnastica è sufiìciente per indicare se e quanto essa sia utile. Però , secondo noi, per essere resa più efficace potrebbe essere divisa in due parti principali: la prima quella che comprende i preliminari che si può chiamare domestica o educativa; la seconda quella che esercita !'-uomo in tutto ciò che riguarda la sua forza muscolare, che si può nominare igienica o fisiologica. . Con fa prima, mediante una serie di movimenti ben calcolati e, regolati, si esercitano successivamente i varii muscoli del corpo, dando a tutte le funzioni un impulso salutare; con .la seconda, fatta nella palestra, si può ottenere di rendere robusto il corpo e di renderlo capace di sopportare qualunque fatica. Il voler disconoscere oggi l'utilità della ginnastica e delle marcie, è errore, poichè se dall'una parte le armi perfezionate e micidialissime impediscono a due eserciti di avvicinarsi e conseguentemente di venire a:la lotta corpo a ·corpo, non è però men vero che molte volte il succe·sso di una campagna dipenda dalla eelerillt delle prime marcie davanti il nemico. Nè si trascuri lo stato fisico delle truppe che direu.amente influisce sul morale loro, poichè l'uomo è un essere duplice risultante dall'unione intima, meravigliosa d'una natu~a corporea e di una spirituale; per conseguenza se si vuol' godere appieno delle sue duplici forze, si deve mantenere in istato di attività continua· sotto i due diversi aspetti. Ora, come tutte le nostre forze adoperale in una certa misura si accrescono e si attrai;rgono ad un certo grado cli vigoria, è logico che per mancanza di esercizio esse si affievoliscono e si annientano molto prima del!' epoca fissata. E qui la · ginnastica come la marcia s'impongono senza dubbio. Se si tien conto poi della corrente favorevole alla ferma di due anni per l'~sercito, la necessità di una vigorosa stretta ai regol;menli scolastici nel senso di dare maggiore impulso alla ginnastica, si rende _as~.olutamente necessario. Bisogna che gli uomini arrivino

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sotto le armi forti e disciplinati, il che non si può fa.re se non nella scuola o nei ricreatori festivi obbligatori. Non si dica che siamo soli a b:,ttere questa via, poichè ci conforta il pensiero che questi nostri sentimenti sono condivisi anche dall'uomo insigne che regge attualmente il dicastero della guerra, il quale, non è scorso che un anno, alla Camera si _esprimeva su ll'argomento in questi termini: « Dirò solo che non insisterò mai abbastanza sull'assoIuta necessità di curare maggiormente l'educazione fisica della nostra gioventù, sia mediante lo studio della ginnastica, sia mediante lo sviluppo del Liro a segno. Occorre che a quest'intent\l l'opera del governo sia rivolta, costante, tenace, senza esitazioni e senza reticenza. Quando si considera la ginnastica ed il tiro a segno sott11 il loro vero aspetto, cioè come istituzioni 'Deramente educative, e come preparazione alla vita mili tare e non già come se1nplici passatempi, q1:1ando le si considera no come istituzioni, nel frequentare le quali i giovani, oltre all'acquistare i primi rudimenti dell'istruzione mili:tare, imparano a maneggiare l'arma, a servirsene, ad aver fidtv~ia in essa, imparano che cosa è l'ordine, la disciplina, il rispetto e la deferenza ai loro istruttori , è chiaro che quei giovani che si presenteranno alle armi con quella preparazione diventeranno in minor tempo buoni soldati. ». È deplorevole, ma è purtroppo vero che in Italia vi sieno 28 gin nasi e licei i quali non hanno ancora una palestra che dovrebbe essere loro provvista dai comuni che per la legge fin dal 11859 spetta di fornire tutto ciò che concerne locali e malel'iali. Falla astrazione delle palestre dei ginnasi e dei licei, si potrebbero istituire palestre pubbliche a spese del governo che, duran te la settimana, potrebbero essere offerte a pagamento ai dilettanti e le domeniche adibite a scopo essenziale di educaz.ione fisica alle classi incligenti, occupate nella settimana. Queste palestre dovrebbero essere estesissime e divise in sezioni , principali fra di queste quella di scherma, di ginnastica pnra, di velocipeclismo. In ciascun•> di questi rami poi dovrebbero essere istruiti i giovani più adatti, sia per disposizione fisica, sia per inclinazi,one naturale. Cosi i j iovani alla chiamata alle armi avrebbero il massimo dei vantaggi, cioè di resistere a tutte quelle fatiche che loro attualmente riescono gravi per il repentino cambiamento da una vita quieta e tranquilla


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ad una attivissima e pesante. Nel servi:do auivo poi un'ora almeno dovrebbe essere consacrala ad apprendere nuovi esercizi di ~o-jn. . nasl1ca. Qnanlo alle marcie le tre al mes_e dei Romani non sono troppe. Esse devono essere progressive. E in tal g-uisa che gli uomini si abituano ad un tempo a sopportare la fatica, freddo e ·caldo. Certe> !'importanza della mart~ia non è diminuita col nuovo metodo di trasporto iu strada fertata, poichè come dicemmo le grandi imprese dei più celebri generali anche in crue;;ti ultimi tempi riuscirono quasi sempre mercè l'attitudine particolare delle truppe alla marci,,. In essa ri siede lullo iI seg reto della sorpresa, e senza di essa, si può dire, che al la guerra nulia :,;i può tentare di grande .

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Il cercare di rinvigorire la gioventù è un apostolato ed una missione degna di un uomo di cuore. Noi non abbiamo che sfiorato ' l'argomento, ravvivandone la memoria , corredandolo di brevi no-tiz:ie storiche, dalle qua li però ben chiaro apparisce come i popoli che curarono lo sviluppo fisico si fecero strada nel mondo. L'aquila romana infatti, fino a quando predominò l'en ergia nella eterna città domina, fu terrore di regni e d'imperi, le terre allora conosciute; quel la sprezzata, la temuta bipenne, colpita dal barbaro strnle, piombò nel fango . Alla vita contemplativa dell'India, che pensa soltanto alla trnsmissione delle anime ed al cullo dei padri, è i~1posta, come ul tima ricompensa celeste, la domina:t.ione inglese. E l'antagonismo di dne popoli diversi per razza, per costumi,. per tntlo che ci mostra come la mollèzza costituisca un morbo ingual'ibile, se non la si combatte al suo nascere. Che di re dr.li' età presente '! Oggi nuovissime idee sorgono in Europa sugli armamenti, sulla fe l'ma e sopra ogni altro argomento militare. Sociologhi e scienziaii d'ogni genere si agitano per dimostrare la utilità di radicali riforme sociali e non pochi additano fra le più

MEJ:\'S SANA I N CORPORE SANO

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importanti quella dello svil uppo fìs ico . Che altro si aspetta? Si ascoltino adunque quelle voci, si moltiplich ino, si alzino nuove palestre. si ravvivi la cosc ien:t.a nella gioventù di ciò che essa sa e può fare, ed alloi·a i giovani potranno essere ridati piu presto alle famiglie dal servizio militare, allora più grande sarà l'amore di patria ; allora, ma allora soltanto, si ravvivet'il la sacra favilla del genio, l'unica atta ad indicare ai popoli la lucentissima stella desti nata a gu idiirli all'apogeo della grandezza civile . BELTRA)[( ETTOHE

capitano d' artigl'ieria.


STUDI SUI REGOLAMENTI DELLA FANTERIA

STUDI SUI REGOLAMENTI DELLA FANTERIA Il risveglio intellettuale che nel nostro esercito si va notando e che ha indotto ad ampliare questa lli·vista e a pubblicarne d'ora in avanti due fascicoli il mese anzi che uno solo, è dovuto a cause molteplici. Non piccola parte spetta in ciò ai concetti a cui sono ispirati i nuovi regolamenti dell'arma di fanteria. . È perciò dovere nostro di dar largo campo a tutti quegli studi seri, pensati, che ai nuovi regolamenti si riferiscono. E per cominciare, pubblichiamo un riassunto delle discussioni che, non è molto, lo Scherff e il Ilronsart fecero sùl regolamento d'esercizi della fanteria tedesca: tale riassunto potrà giovare a far comprendere il nuovo regolàmento nosiro con maggiore larghezza di criteri e di vedute. In fondo i due scrittori non sono così lontani quanto a prima vista sembrerebbe, purchè si escludano alcune esagerazioni dell'uno e dell'altro. È appunto l'essersi tenuto lontano dalle esagerazioni dell'una e dell'altra scuola, che costituisce forse un pregio del regolamento nostro: lo studio può offrire interessante materia di confronto ai lettori. Sono compendiate prima le idee dello Scherff, poi quelle del Bronsart. LA DlREZ!ONE.

I. . Ogni riparto di truppa che opera autonomo, venuto a contatto col nemico, si trova di fronte a due questioni fondamentali da risolvere: ,J O Accettare od evitare il ·combattimento?

· 2° Risolto di accettare il combattimento, come si dovrà condurio? (offensiva, difensiva, dimostrativa, temporeggiante). La responsabilità di queste risoh1zioni spella soltanto al comandan_te superiore del riparto, grande o piccolo che questo sia: nessun comandante a lui souoposto deve soltrarsi a tali decisioni o pregiudicarle con la sua azione. Quanto si riferisce alle risoluzioni che il com:rndante supe1:iore autonomo deve prendere, non può formare oggetto di regolamento; ciò .che riguarda in vece l'azione de' comandanti in sott'ordine, sì. Un regolamen to deve per ciò mirare a stabil ire questo solo: come un riparlo di truppa debba comportarsi quando è inqnadrato con a1tri per eseguire quel còmpito speciale, ben defin ito, che il coman· dante superiore gli avrà assegnato. Ciò può e dev'essere ridotto a reg11le, ciò può e dev'essere disciplinato. Intendiamoci: disciplinare non vuol dire annullare la libera volontà de' combattenti: non è , esclusa una certa iniziativa nel l'obbedienza. Un modo regolamentare giova non solo perchè permette di trarre il massimo risu ltato dagli sforzi parziali; ma anche per il fatto che l'esistenza di esso e l'impossibilità di scostarsene ingenera maggior fiducia in tutti i combattenti: ciascuno può prevedere con materiale sicurezza quando e dove e come sarà soccorso dal camerata. È veri tn:vecchia e indiscutibilè questa: che là ove l'iniz;ativa personale de· singoli combattenti e de' singoli comandanti in sott'6rdine oltrepassa i Iimiti, si lascia libero adito :i Il a sconfitta, ; iacchè quanto più si manifesta l'arbitrio personale nella lotta, t:1nto più s'i ngenera incertezza e sfiducia nei combattenti che stanno ai lati. Viceversa è verità vecchia eziandio quest'altra, che la pur-a fonnn, con la esclusione di qualunque personale iniziativa, cond uce ad effetti simili a quelli dianzi accennati: un nudo schema, non accompagnato al criterio ed alla volontà, non può imporre al nemico, giacchè la viva natura vincerà sempre di Jronte ad una morta forma. Nè si dica.' che un ordine ta_ttico normale sia impossibile o difficile perchè non sarà adauabile al terreno: la facoltà di conservare un ordine stabilito, anche malgra~o il teneno, l'hanno avuta ·per il passato pur gli ordini più rigidi e pesanti, a cominciare dalla falange e venendo giù fino all'ordine lineare di Federico e alle colonne napoleoniche: in tutti i tempi si son date battaglie non soltanto terreni piani e scoperti.

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Certo che oggi J' aumentata potenza delle armi da fuoco ha accresciuto le esigenze nell'adaltahil ità degli ordini al terreno, giacchè trallasi non so lo di poter vincere gli ostacoli di questo, ma ancora, e più, di valersi di esso come coprimen to e come scudo. Certo è pure che la mancanza di materiale coesione, rhe è propria dell'ordine sparso, rende più difficile l'impiego delle forze nella lolla con unità d':izione . Ma nl segno di dover rinnnziare a un ordine di combattimento'? Partendo da un concetto giusto che - specie nell'attacco - non sia possibile sopraffare il nemico senza un giudizioso impiego del terreno come coprimento, e che questo avvantaggiarsi del terreno non sia possibile se non ai piccoli gruppi o agli individui isolati, si è concluso, esagerando, che qnesta scherma del terreno sia tatticamente mol to più importaute dell'unità d'azione de' gross i riparti. Assist;amo così nd uno strano fatto : il conseguimento della vittoria non dipende più - come sempre è stato fin dalle origini degli eserciti discipl inati - dal saper man tenere ~li ordini Lattici nella lo lla; no: dipende in vece,, come nelle orde selva<l<te nn primitive e come pres,o i;rli arabi e gl'i ndiani d'oggi - dipende dall'azione personale di ogn i comandan te in sott;ordine, di ogni r:ombatten1e I 1 La mancanza di un modo normale di attacco fa sentire i suoi effetti anche dal punto di Yista della responsabil ila de' comandnnti. Nel regolamento infatti vediamo che, per Lutti ì ripartì superiori ad una compagnia, alle norme stabilite per determinati casi, si è dal.o un frego, sostituendo il principio che chi comanda debba assegnare i còmpiti ai capi che gli sono imrnediat.nment.e so ttoposti e che questi, senza esser legati ad alcuna norma che assicuri simultaneità all~t loro azione, abbiano facoltà cli regolarsi come meglio credono. E giusto, è logico questo ·? Vediamolo. . Colui che debba eseguire un attacco inquadrato, ad esempio, as sume la responsabilità della riuscita di e:sso. Ma a t:ile re;;pon sabilità - come dovere - deve corrispondere la facoltà della scelta de' mezzi - come dirillo. Ora il regolamen to questo diritto non lo dà. Nel volere che il capo si restringn ad assegn11re solta nto còmpiti indipendenti ni suo i sottoposti, e nel renderlo nello stesso tempo responsabile dell'andamen to generale dell'azione, vi è una mani festa ,contradiiione. I mezzi che il regolamento In scia a disposizione

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del ~apo - distribuzione iniziale delle forze; conservazione di for ti ris.erve - non sono sufficien ti per giustificare la responsab ilità che pii si addossa. D'altra parle il capo crederà di essere ioteramente al coperto, checchè avven ga, e crederà di scat·icarsi di qualunque responsabilità del ri5u ltato, quando avrà dimostrato elle le disposizioni ·iniziali erano opportune e die nessuna riserva era più a sna disposizione. In conclusione: l'abolizione dell'attacco normale vuol dire abolizione cli qualsiasi attacco eseg11ito sotto l::t responsabilità di un solo capo superiore. Un altro grave difetto del regolamento è questo, che esso non fa . mai distinzione fra un còmpito che si deve svolgere quand,) la situazione sia già ch iarita, e un còmP,ito nello svolgimento del quale sia nece$sario prima di venire in chiaro della situazione. Nel pri mo caso lo scagli<rnamemo delle forze in profondità, l'andamento dell'azione devono rispondere a criteri afiall o differenti che non nel secondo . Non facendo que$La nella disti nzione, si va incontro a concetti falsi, a esecuzioni mancanLi di quell'insieme che in certi casi · è la primn condizione per la buona ,riuscita. Valga un esempio. Una divisione urta con le sne punte contro iÌ nemico spiegato su larga fron te fra A e B. Il comand,rnte risolve che il 4° reggim'ento della prima brigala tenga ocCllpato il nemico di fronte, il 2° stia in riserva, e la seconda brigata, che è in marcia, esca presso X dalla strada, proceda coper1a verso Y e cli lii si diriga su B, ove è segnalata l'ala sinistra nemica, per avvilupparla. Ma ecco che le pun te dellà seconda brigata, giunte presso Y e venute a con tallo co l nemico, si accorgono che queMo sta pren dendo le sue precauzioni per costituire trn fianco difensivo B C contro la minaccia di avviluppame nto. Seguendo :e prescrizioni del regolamento, il comandante dell a seconda brigata che fa? « Assegna prima una parte della forza per avviare il combatti« mento, scagliona le sue forze in profondità, di;;pone una forte ri« serva dietro l'ala esterna, qui ndi nel successivo svolgersi del « combattimento destina il 2° reggimento per· estendere la fron te « tenuta al principio rist retta, e assegna Jinalmente ai due reggi« menti il rispettivo obbiettivo, dirigendo l'uno su B, l'altro su C. »


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. Ma ecco che il comandante del 2° reggimento fa analogamen~e coi suoi comandanti di battaglione. ln tal modo non è p·reved ibile quando, più o meno, la secon_da brigata potrà eseguire quell'alto risoluto e decisivo che era nell 'intenzione del comandante di divisione. Le sorti del combatti meni.o possono essere compromesse: o la prima brigata potrà essere scacciata o respinta, o anche il nemico potrà non molestato· ritirarsi . Ecco come le risoluzioni del comandante di divisione sono alla mercè di quelle de' comandanti in sott'ordine. E che significato reale può avere ancor,1 in tali condizioni l'espressione« dirigere il combattimento » '? E di chi la responsabilità dell'in:;uccesso? A un atto tattico che, quando la situnione è slifficientemen te chiarita, dev'essere un tutto simultaneo, con unità d'intenti e di azione (come sarebbe l'attacco avviluppante della seconda brigata), si viene a sostituire così una serie di atti tattici minori, slegati, senza regola, abbandona ti a comandanti minori giù giù fino agli ulli"mi scali ni quasi della gerarchia l

l'appostamento principale del fuoco se esse hanno una fronte sensibilmente minore di quella della difesa, se si avanzano con la prima linea in ordine chiuso, se si avanzano senza far fuoco. E poichè per ava nzarsi in ordine sparso non è possibile una formazione più densa di quell:i di un uomo per metro (o passo), e poichè d'altra parte, nell'avanzarsi questa linea subisce maggiori perdite di quelle che può infliggere; è necegsario, affinchè sull'appostamento principale l'attacco giunga con la massima superiorità, che dietro alla linea ora della vi siano, a conveniente distanza, altri riparti, in modo che essi possano completare la prima linea prima che le perdite da questa subìte siano cosi gravi da costringerla a volgere le spalle o ad interrompere il movimento avanti. E siccome questi riparli di sostegno retrostanti, per poter giungere in tempo a adempire il loro mandato, non possono essere tenuti tanto indietro ·tla sottrarli, per il fatto solo della distanza, al fuoco dell'avversario; si deduce che anche essi non possono avanzarsi in ordine troppo compatto, ma devono esser suddi visi in tanti bersagli più piccoli, non però in catene: la migli or formazion e per essi è quella di piccoli riparli in ordine chiuso, convenientemente distribuiti lungo la fronte. · La forza cli questa seconda linea basta che si:i. tale da po ter sopperire alle perdite~che la prima :;ubisce, e poterla rinforzare -in modo che la prima possa sull'appostamento principale èlel fuoco spiegar tutta la forza che è utilmente imp iegab ile nel tiro. .Ma non basta: durante la lo tta decisiva a fuoco l'attacco si logora, ed è necessario che conservi sempre la sua superiorità sulla difesa; compiuta questa lotta a fuoc·o, bisognerà proseguire l'az;one fino all'assalto: .quindi un a terza linea. E per ciò: cntene, sostegni e grossi. Anche il regolamento ammetle questa conclusione, ma. fon" dandosi su altri principi i: e quindi con modi d'esecuzione affatto differenti da quelli a cui lo Scherff perviene. Quanto ai rapporti di forza fra queste linee, possiamo amm~ttere - facendo un calcolo delle probabili perdite - che ne-Ile condizioni normali conv:errà t.:he le Lre linee siano di eguale forza, ovvero che il grosso abbia forza eguale alla somma delle altre due (,1:'1 :if; 1 :'I :2). Quindi la fronte dev'essere di tanti metri (o passi) quanto è il.terzo o jl quarto de' fucili disponibili. Tali proporzioni corri-

Vedirimo quale posga essere un attaccQ normale conveniente. a) A no alla distanza del fnoco decisivo . - Esiste per la fanteria attaccante una distanza dal nemico - distanza del fuoco ' decisivo - che· essa non può avventurarsi a superare prima di avere col fuoco indebolita tanto la difesa, da non permetterle più un'efficace resi3tenz_a contro l'avanznta per l'rissalto. Per l'attacco primo còmp ito è di raggiungere tale distanza in condizioni di superiorità materiale e morale sul nemico; per la difesa, impedire che l'attaccante si avvicin i ad essa. , Quale dev'essere tale distanza? l n terreno coperto che permella l'avanzala senza perdite considerernli , si può dire che essa dev'essere più prossima che è possibile alla difesa : in terreno scoperto, con le armi attuali, si può ritenere che sia verso i 500-200 metri più o meno: diremo 400 metri per intenderci. Primo quesito dunque: come regolarsi aflìnchè a tale distanza si possa giungere con tale superiorità sul nemico da poterlo vincere già nel fuo co çla questo appostamento principale? Le truppe att.accanti no~ possono riuscire ad avanzarsi fino al-

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spondono a suppori·e che l'unità di fanleria attaccante subisca per raggiungere l'apposLamenLo principale del fuoco una perdita massima del 25 al 33 ''lo, e che per sostenere la lolla a fuoco nella posizione principale e per l'esecuzione de' successivi atti dell'attacco si abbia disponibile dietro alla linea di fuoco una forza da una a due volte quella della linea di fuoco medesima. Quanto alla distanza fra i tre sc&glioni , serve il criLèrio che a distanza di Liro decisivo la lolla a fuoco 1.i·a due riparti è cosi violenta che se non sopraggiungono rinforzi, dopo pochi minuti una delle due parti è respin ta. Quesla dislanza deve corrispondere a due o tre minuti e non più, aJlìnche l'arrivo de' rinforzi avvenga non già quando la cataslrofe delle truppe antistanti è già accaduta, ma a baslanza in tempo che l'intervento delle forze retrostanti non debba ridursi al difficile còmpito di rinnovare un tentativo giitfallito . t naturale che questa distanza (150-250 metri) debba esser diminu ita quando è possibile. L'avanzarsi non inlerrollo di truppe attaccanti sotlo il fuo co avversario urta contro dilTicollà d'ordine morale: giunge m1 momento critico . nel quale non è pi1't possibi le procedere senza aprire il fuoco. Si può ritenere che contro una difesa che non sia controbattuta dall'attaccante - - si prescinde dal fuoco di artiglieria - riparli in ordine chiuso non possano avanzarsi di piu, gilln ti che siano verw i 'IOOO metri; e in ordine sparso verso i 600 metri. È naturale che tali dati non debbano essere interpretati con troppa rigidezza. Ora si noti: la parte che è in ordine sparso se fosse so la potrebbe . giungere senza far fuoco lino a 600 metri; ma nel frattempo la forza retrostante in ordine chiuso dovrebbe attraversare una parte della zona gravemente pericolosa senza protezione alcuna di fuoco . Delle dne l'una: o per non essere costretti a cominciare il fuoco troppo presto si tiene la pane in ordine chiuso più indietro, ed allora si corre rischio che sull'appostamento principale manchi poi il soccorso fo tempo de' riparti retrostanti, e questi siano costretti a ripetere on tentativo già. l'allito; o pure, con l'intendimento cli non allontanare trnppo dalla cal!m:t i riparti retrostanti, si fa aprire il fuoco a distanza maggiore·di quella decisiva, ed all ora la perdila di tempo cbe ne deriva costringe l'attacco a stare più lungamente sollo

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il fuoco, a logorarsi di più in confronto del logoramento che esso stesso infligge alla difesa. La soluzione migliore sta in ciò, che la prima linea, tino a che non abbia raggihnto l'appostamento principale del fuoco, allerni il fuoco e l'avanzata, interrompendo il movimento avanti solo per quel tanto che è strettamente indispensabile a fìne di avere e.tlìcacia. tale di fuoco da renderfl possibile il procedere non interrotto delle linee retrostanti. In termini più chiari: il fuoc9 che la prima linea fa prima di giungere alla distanza di tiro decisivo è un male necessario: è un fuoco protettore dell'avanzata continua delle linee retrostanti, il quale dev'essere contenuti) nei limiti che so!10 strettamente indispensabili per lo scopo di protezione che si propone. È un male nec_e.ssario che può evitarsi in circostanze speciali, quando il terreno offra un buon coprimento alle linee retrostanti all a prima - - nel qual caso bisogna obbligare tali linee a coprirsi e non limi tarsi a concederlo loro - mn che non può però evitarsi quando il buon coprimento non vi sia. insomma. non fermate volontarie prima di giungere a distanza di fuoco cleci:;ivo. Nel regolamento tale principio trapeln: ma non sempre le disposizioni particoiari sono ad e:-;so coerenti. Parrebbe quasi che al partii.o cli f:ir fuoco prima della distanza decisiva l'attacco r:corra per sua libera elezione: il che non è: non con viene che sia. Per persuadersi che il fooco prima di questa distanza è un inconveniente che l'attacco subisce e non un vantaggio a cui debba mirare, basta pensare che se l'attacco potesse perveni re a di$taoza di tiro decisivo senza far· fuoco, sarebbe tanto di auadarrriato. e:, ;,:, Quando ni t1rator1 non sia più possibile col loro fuoco di manienere in limiti sopportabi li le perdite de' riparti retrostanti - tale essendo unicamente lo scopo del loro tiro fino a che l'appostamento principale non sia raggiunto - dovranno es:;er rinforznti con tutta o parte della seconda linea. In molti casi sarà necessario che prima ~i giungere all'appostamento principale del fuoco, il tiro della prima lrnea aumenti in celerità per diminuire le perdite de' raparli retrostanti, non solo, ma anche le proprie. In_ questo scopo della catena di dar prolczione ai riparti retrostanti perchè questi possano procedere con marcia non interrotta, 6 -

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sta la ragione degli sbalzi: non in un bisogno di riposo da concedersi di tanto in tanto alla catena, e neppure nel conceuo di una reci'proca pro1ezio11e die le varie parli della fronte possono darsi mentre l'una avanza e le altre stan l\mne facendo fno co. Oa quest'ultimo concetto si sarebbe indotti a conclmlere che convenga avanzarsi a piccole frazioni . mentre, co me vedremo meglio appresso, è necessario clie trai.ti sufficientemente ampi del la c,1.teua facciano oali sbalzi simultan eamente., senz,1. di che ogni unità d'a,.ione cesserebbe. b) Il fiwco decisivo e l'assalto. - Sull'apposLamento princi pale del fuoco bisogna che la prima lin ea giunga tutta contempo · ranearne:1te. JI presentarvisi con traLLi spin ti pii1 ava~Li e con altri ritratti' più indietro , non può esser che gravemente dannoso: e ciò perchè ogni sal ien te della linea di, fuoco dell'attaccante, mentre può esser fatto segno al fuoco concentrico di un sufficiente tratto di fronte della difesa, non pnò a sua vo lta esser fiaccheggiato dai tratLi della fronte~ d'attacco rimasti più indietro. Certo che volendo che l'azione si svolga con insieme, non pretendiamo già che le lunghe iinee di tiratori si muovano , si fermi no, facciano fuoco e si riavanzino rigidamente, Ctireograficameute. No : questo oltre un certo li mite di fronte non può ottenersi, neppure approssimati vamente. S' impone la necessità ~ile le lunghe catene si avanzino a scaglioni : ma si consideri questo fatto come un male necessario e non come un vantaggio che si ottiene grazie all 'indipen- . denza larga concessa alle singole parti - e si vedrà la cunveuienzà di stabil ire alcune norme, alcuni limiti, e di non lasciar tutto all'ar· ·bitrio de' sottoposti. Bisogna stab ilire che almeno un11 certa unittt si avanzi sempre con simultaneità: questa unila può essere la compagnia, la cui fronte permette anco ra di far udire da tult.i la voce del capo: è opportuno che sia la c,)mpagnia anche per rag ioni morali e disciplinari. Quanto al la lunghezza dello sbulzo, non è tanto la forza dei polmoni che la determina, quanto il fallo che l' interruzione del fuoco sopra ogni tratlo della fronte nun conviene, per le ragioni dianzi accennate, che sia superiore a qualche fraz ione di minuto. Una lunghezza di sbalzo di .50-80 metri può essere oppottuna per la generalità dei casi. Non conviene però che ciascuno scaglione so-

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pravanzi gli attigui di tulla la lunghezza dello sbalzo; ciò affinchè non sia mascherato il fuoco di questi ultimi e affinché lo scaglione che si ava~1za non corra rischio di esser co lpito a tergo dagl i scaglloni laterali. Con i limiti slabil iti di lunghezza dello :;balzo resta tuttavia ai sin gol i scaglioni una sufficiente libertà per valersi convenientemente del tel'reno. Questo, sì, dev'essere permesso: ma non che fra le varie parti vi siano centinaia di pa·ssi di distanza, in modo che gli scaglioni più avanzati mascherino il fuoco degli alt.rie siano sottoposti ·ai fuoco concentr ir.o della difesa. Cei'to che vi potranno essere casi, nei quali qualche compagnia isolata po~sa spingersi innanzi senza gravi perdite, come pure qualche altra rimasta più indietro a maggior distanza possa fare un tiro efficace: ma chi oserebbe affermare che tali fatti isolati possano avere un effetto decisivo sul complesso della lotta 1 Nel la generalità de' casi - come fespe,rienza insegna - tali parziali fatti non hanno effetti durevol i e certo non compensano la mancanza di assieme di cui son causa. Giunto su ll'appostamento principale del fuoco, l'attacco cerca col i-'110 tiro di sopraffare l'avversario . Qui nul la avremmo da dire al regolamento circa il modo co l qnale da q11esto appostamento si deve_prendere la spinta per l',1ssalto: per quanto sia certo desiderabile che da questo appostamento tntte le truppe insieme partano per l'assalto all 'ordine del comandante, non si può negare che in molti casi sara lo spontaneo irrompere di qutt lche tratto della catena cl1e trascinerà dietro tullo il resto. Soltanto rìmari'e in dubbio che cosa intenda il regolamento per quelle distanze t1icine dalle quali non v'è che una soluzione: l'arnnti. Il regolamento intende di dire che qu:indo si è giun ti a queste distanze vicine , deve cessarfl l'alternativa dell'avanzata e del fuoco·, cioè deve ces~are la successione degli sha lzi, e le truppe devono con marcia non interrotta cadere sul nem ico '? ~fa quali saranno queste distanze vicine? Alcuni ritengono che siano a 1100, 80 od anche a .50 pa~si dall'avversario; altri a 600 o ad 800 metri pe'rfin o; altri in vece risolvono la questione nel modo più comodo, dicendo che tutto dipende dalle circostanze. Ora bisoJ[na pensare nlla necessità di i:;truire le trnppe nel mec· ~anismo dell'attacco in tempo di pace; e quindi alla necessita di dare qualche norma in proposito .


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Questa distanza deve appunto essere quella dell'apposlamento principale del fuoco: o il nemico non è ancora scosso interamente dal fu oco che l'attacco ha fatto da questo appostamento, e allora è impossibile a distanze mi n.ori di 400 metri, seguitare ad avanzarsi alternando la marcia con le sosle per fare fuoco: o è scosso del tutlo, ed allora il sostare per far fuoco non è che una perdita di tempo. E siccome poi l'avanzarsi senza far punto fuoco non è possibile che come eccezione - benchè in tal caso il fuoco non abb ia e non debba più avere altro scopo, se non quello di impedire alla difesa medesima di rialzare la testa dai suoi ripari - il fu oco, se sarà necessa rio, non potrà essere che fiww marciando. Ciò come norma: ma con queslo non si vuole essere esclusivi; ammettiamo anche noi che possa darsi qualche caso. nel quale, pel riaversi della difesa, o per rinforzi che essa abbia allora ricevulo, sia impossibi le di altraversare un cosi profondo lratlo battuto senza essere obbligali a fermarsi e far fuoco, talora anche a procedere con slMlzi alternati delle varie parti della fron le. Riassnmendo le considerazioni precedenti, un procedimento normale polrebbe essere il seguente: ,1° Ogni riparto di truppa incaricato di un attacco frontale, entrando nella zona del fuoco nemico, si divide in tre scaglioni almeno, i quali a principio sono a .f 50-200 metri di distanza l'uno dall'altro. 2° I ba.ltaglioni di prima schiera si regolano tulti secondo gli stessi princi~i: devono - gro:sso lanamente bene inteso - procurare di essere a pari del battaglione di direzione. . 3° Per acquistare la superiorità del fuoco sol nemieo, è necessario che l'(l ltacco porti su uu appostamento principal e (500-300 metri dal nemico} tanta forza in prima linea quanta è possibile impiegare simultaneamente a fare il fuoco più efficace. &. 0 La prima I inea non deve cominciare il fuoco che quanlo ptù tardi è possibile; cioè quando la difesa produca ai riparti in ordine .;hiuso tali perfl ite, che questi non possano più avanzarsi senza la protezione del fuo co . E per ciò il fuoco dev'essere iniziato per ordine de' comandanti · superiori, i quali devono ccrcai·e che almeno fin o agli 800-·1000 metri dal nemico si possa avanzare senza sparare.

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5° La prima linea alterna l'avanzata col fuoco , in modo che le frazioni che sbalzano siano di un intera compagnia; in ogn i hauaglione la parte della prima linea che sta ferma continua il suo fuoco· finch é l'altra frazion e l'abbia oltrepassata di 25 metri circa. 6° Alternandosi con sbalzi di circa 50 metri (senza trascurare i ripari del terreno, ma senza tullavia legarvisi), le due parti di ogni battaglione si avanzano, mantenendosi in certo modo all'altezza del bat.Lagl ione di direzione: quando l'una delle due parti , appostata, comincia il fuo co, l'altra si avanza. 7° La celerità di questo movimento di avanzala e l'intensità del fuoco aumentano a mano a mano che la. prima lin ea si avvicina al nemico: passo, passo veloce, corsa - salve, quindi fuor,o individuale lento e poi celere. 8° I sostegni si avanzano da prima con marcia non interrotta; quindi, allorch è occorra evitare un troppo r:1pido affrettarsi della catena , possono anch'essi procedere a sbalzi, profìttando dell e coperture del terreno e serrando sempre più la distanza della catena, per essere sempre in grado di rinforzarla di propria iniziativa. 9° Il grosso, suddiviso in pic~ole unilò , segue il movimento prendendo le fo rmazioni più adatte; di rego la la sua marcia deve esser continua : serra la distanza dalle linee anti~tanti in modo da poter essere sempre pronto o a dare in poclti minuti l'impulso per l'assalto alle truppe impegnate nella lolla decisiva a l"uoco sull'appostamento principale, ovvero rinforzarle durante questa lolla, ovvero anche, quando sia necessario, fonde rsi con esse già prima che si giunga sull'appostamento principale. 1 10° Sull'i•.ppostamenlo principale si risolve la lotta: quesLa non può essere ogtello di prescrizioni o norme regolamemari. L'assalto intrnpresc1 anzi tempo o prevenuto da singole frazioni , non può condurre che ad un in successo, il quale per lo meno rende diffici le gli ulteriori tentativi. 11 ° Può avvenire che il nemico sia manifestamente scosso già prima che le forze in ordine chiuso retrostanti ai til'atori abbian serrato su questi. In tal caso non è escluso che l'iniziativa dell'assalto parta dalla stessa lin ea de' tiratori: allora l'assalto si fa di corsa fino ad una favorevole posizione per l'inseguimento a fuoco; tutti i


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tratti della fronLe devono coadiuvare, avanzandosi, quel tratto che per primo si lancia innanzi; le truppe reLrostanti in ord:ne ch iuso devono avanzarsi e serrar soLto di Cùrsa, Ma nella generalità de' casi è convenien te che prima i riparti in ordine ch iuso serrino soLto (a 25-50 passi dalla linea di fuoco) e poi, al segnale del comandante superiore giunto sulla linea con i riparti stessi, tutti contemporaneamente diano l'assalto, possibilmente in piena corsa e senza far fuoco sino alla po,;izione nemica. ,J '2° Quando la distanza, le dinicoltil del terreno e la stanchezza della truppa non perrneLLano que3ta piena corsa senza tira re, i riparli in ordine chiuso si av::nzano a passo di carica, i tiratori anti stanti fanno fnoco marciando . • 113° L'hurrah, quando pure il nemico non abbia già abbandonata la posizione, vien dato ad 80- 100 passi da questa: esso ri ch iede il massimo sforzo di polmoni e di i,ta mbe. '14° 8e l'assalto è re:;pinto, le trupp.e in ord ine chi uso retrostan ti vanno a fondersi con la catena, riprendono il fuoco celere, anche su più righe in alcuni tratti della fron te, in atte,a di r inforzi per ripetere l'assalto . 15° La troppa che è impegnata in un attacco, vi deve impiegare fin l'ultimo uomo e fi n l'nl Li ma cartuc.cia: t:il truppa o vince o è dispersa. Non bisogn·a per ciò dar nonne regolamentari per la ritirata. 1

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II.

Ecco ora, in sunto , le considerazioni del Brons:nL: I) Ci1'ca l' iinportanza degli esercizi tattici in piazza d' a;rmi. Il capo di qtrnlsiasi trnppa, deciso che abbia se debba attaccare, difen dersi o riti rarsi, deve risolvere questo alLro quesito: come distribu~re le forze nel senso della fronte e del la profondità. Una soluzione normale adatt ibile a Lutti i casi non pnò darsi: è necessaria una serie d'esercizi su casi concreti. Il rego lamento co · mincia col ·prescriverne alcun i in piazza d'arm i; e poi1:hè ciò è stato

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criticalo da qualche scrittore, il cruale ha affermato che se in terreno vario gl i eserciz i sono utili, in piazza d'armi in vece sono inuWi e anche dannosi, il Bronsart, senza negare che in tale distribuzione delle forze mo lto conto debbas i tenere del terreno, giu;;tifica il regolamento con l'o:;serva,,ione che cambiando opportunamente la situazione, anche su terreno non vario gli esercizi di tal gen ere possono e:;sere utili, come preparazione a quelli in terreno vario, per · abi tuare i e,api a com11 ndare chiaramente e i subordinati a comprendere chiaramente !-ili ordini. Si òirà che tuuo ciò pnò egualmenle ottenersi su l terreno vario . È vero : ma ogn i co:5a a suo tempo t Cominciando dal (:,ci le in piazza d'armi e rendenrlo.,;i pratici in tutto ciò che su qneslo pnò essere imparato, l'istruzione in Lerreno vario rnggiungerà il suo scopo più fac ilmen te e rapidamenre. . Le piazze d'arm i hanno sì un grande svantaggio ed è questo, che sono il « par;tcliso degli ordini normali di comù.illimento e di altri << es~rci,,i de ll a rnede.,ima natura, i qnali non si hanno a temere in « terreno vario. Bisog-na raccomandare d i manovr;1re esclusiva« mrnle su quest'ulLimo a coloro i quali non sanno mettersi in ,< guardia contro simili tentazioni . Il rimedio è in ogni caso ec• celle nte )> . · II) Sull'impiego cfolla baionetta. - L'efficacia delle armi at- tuali ha cerlo reso più difficil e che non per il passato l'impiego frequente e sop ra Lullo l'impiego prematuro delh baionetta . Ma(\ sa<< rebbe ingannare e scoraggiare i nostri soldati lo insegnar loro o • << il far risultare dalle mctnovre di pace, che un attacco alla baionetta « sia diven1Ho oramai irnpo~sibiie e che esso non abbia alcuna pro« babilità di riuscita». Bisognerebbe nelle esercitazioni non rappresentare che molto di rado un attacco di fanter ia respinto: e dichiarar per contro riuscito ogni attacco alla baionetta condotto con ordì ne perfetto e con energia, ben inte:;o quando esso sia giustificalo dalla situazione. Occorre di fare tutto ciò che è possibil e alfinchè il soldato non sia invaso dal timore della lutta a corpo a corpo. Contro l'obbiez ione che una preferenza così notevole all'atlacr:o possa fo talmente disa vvezzat'e le tru ppe nIle energ iche difese, !tasta rispondere elle giù troppo nelle manovre si ha l' abitudine di ag-

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grapparsi alle posizioni difensive . fino a tanto che la ritirala non sia volontariamente ordinala e fino al momento in cui l'attacco sia giunto alla distanza convenuta. Restiamo fedeli a questa abitudine e non ci sarà pericolo di cadere nell'esage1'azione di una inconsiderata preferenza all'attacco! Ciò che bisogna teneJ'e ben presente è che oggi attacchi prematuri alla baionetta contro nemico non scosso a sufficienza dal fuoco è difficile possano riuscire, anche con truppe eccellenti: occon;e una paziente·aspettazione. .Di regola l'impulso per l'atlacco alla baionetta partirà dalla linea medesitoa più avanzata, quando essa abbia potuto conservare al suo fuoco il massimo d'intensità, e quaudo l'avvicinarsi di rinforzi tenuti fino allora più indietro ne abbia accresciuta la confidenza in sè. Ma spesso, specialmente quando fuori della sfera d'azione dell'unità sorgono seri inciden ti, la direzione superiore si troverà nella necessità di ordinare l'attacco alla baionetta. Ceno è ~,rrave . decisione dover dare un ordine simile sta nçlo a gran distanza dietro dalla linea combauente; ma non si può fare a meno che sia così. Lo spirito di ciascun soldato dev'essere intimamen te convinto di tale esigenza: e ciò costituisce un elevato scopo a cui deve tendere l' istrnzione individuale e l'educazione milita re. Se queste sapranno sviluppare tale spirito aggressivo a un elevato grado, ne resterà sempre qualche cosa, anche sotto la pioggia dei proietti e anche nelle difficili situazioni, nelle qual; è spe~so necessario di eseguire un attacco alla baionetta. È stato detto, con giusta ed efficace metafora, che l'a~salto è il suggello posto all'attacco già compi'uto effettivamente dal fuoco ~fa non si deve dimenticare che bisogna apporre questo «sui:(gello » per terminare l'azione; e che inoltre, poichè questa operazione può fallire all'ultimo momento se la pressione dell'attacco perde cli vigore, è necessario che l'attacco sia sino all'ultimo n1omento appoggiato dal fuoco . L'artiglieria, per la difficoltà di distinguere amici e nemici , spesso non sarà in grado di compiere questa funzione: il còmpilo spetterà al le fraz ioni di fanteria rimaste appostale. È così che la pnlla e la baionetta operano d'accordo. Voler contrapporre r una all'altra, sarebbe passare dall'esagerazione di Souworow ad un'esagerazione ancor più dannosa.

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III) Sidle linee di tiratori dense o sottili. - I sostenitori delle lir.ee sottili si trovano più specialmente in quei corpi di truppa, nei quali l'istruzione sul tiro è così perfezionata, da giustificare la speranza di buoni risultati anche nelle condizioni del combatti · mento reale. Perchè - essi dicono - esporre al fuoco linee dense, quando con linee più sottili, e per ciò soggette a minori perdite, possiamo essere in grado d'inOiggere perdile egualmente gravi al nemico ? Ciò sta bene: si dimentica soltanto che una linea più densa, forrr.ata con gli stes:-i tiratori, infliggerebbe più perdite che non faccia una linea sottile. Dall'altra parte la preferenza per le linee dense sl& esclusivame·nte nel proposito di infliggere il massimo di perdite all'avversario. Gli uni e <>CJli altri banno torlo se intendono che in ogni case . debbano usarsi soltanto linee dense o soltanto linee sottili. Il vero sta in ciò: che secondo le circostanze bisogna adoperare le une o le altre: le linee sollili garantiscono più contro le perdite: le linee dense sono più alle a imporre al nemico perdite considerevoli. Bisogna operare in modo decisivo col fuoco? E allora non vi saranno mai troppi fucili in linea. Disogna semplicemente fare un fuoco di preparazione, un , fuoco destinalo a tenere occupato l'avversario ? In questi casi si tratta più di mettersi in buone condizioni per l'azione decisiva, di risparmiarsi, di coprirsi, che non di far danno al nemico : e allora le linee sottili troveranno la loro appiicazione. Che se dalla preparazione o dal combattimento dimostrativo bisogna passare al combattimento decisivo, il grado di densità neces~ario alla linea di fuoco lo daranno i rinforzi che si faranno entrare in lin ea riel momento opportuno. Ciò che bi:;ogna sempre ricoì·darsi è che nell'offensiva ogni arrivo di rinforzo deve determinare una spinta innanzi. Questo per l'offensiva. Per la difensiva sarà conveniente in generale di non indugiare acl addensar più che sia possibile la linea di fuoco, oltre il momento in cui si sia riconosciuta la direzione dell'attacco: ciò perchè già fin dalle grandi distanze spesso l'attaccante presenta bersagli estesi, sia pure per breve tempo, contro i quali la di[esa può ripromettersi buoni risultati di tiro, e che per conseguenza le inte1·essa di battere con un gran numero di fucili.


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Da qu:into si è detto risulta che la questione dell'impiego di linee di tiratori souili o dense non presenta nessuna speciale diffi coltà a chi, secondo la situazione, si sappia rendere ragi(lne se si debbn cercare di raggiungere elfetli potenti col fuoco, ovyero sia · possibile di risparmiarsi pl'ofittando de' ripari del terreno e adoperando linee sottili. I V) Sttlle 1.mità in ordine chiuso nel conibattimento. - La fun zione delle truppe in ordin e chiuso è di fornire un sostegno continuo alle trappe più avanzate, in modo che "queste possano mantenere la densità di _fuoco conveniente; di coprire le ali e i fianchi delle linee più avanzate; in fine di svolgere il combattim ento decisivo e ass icurare il buon successo . Circa la loro funzione di sos tegno continno alle truppe ava nzale, è so rta una di.scussione: se-cioè, non ostante le aumentate distanze che è stato loro pre,;critto di prendere, es::;e possano tullavia, a causa degl i elfeui attual i del fuoco, restare iu ord ine chiuso o se, al contrario, non convenga farle spiegare in cacciatori tosto che esse siano entrate nelìa zona del firoco erticace del nem ico. La ri;;posta non è dubbia: questo spieg.1men to in cacciatori condurrebbe ad un rallentamen to dell'nzione del coman.do prima che le truppe sieno impegnate e all'impossibilità di averle alla mnno pei casi 1mprovvisi. È vero che così subi rebbero meno perdite benchè la teoria delle gravi perdite degli scnglioni retrostanti io ordine chiuso sia molto discutibile - - ma se nell'educazion e tattica di pace, come sul campo di balt:1glia, si ~noie tuuo subordina.re · alla condizione sacr~me nLale dell'evitare le perditEI, tonto vale restare a casa e non far la guerr11 . Ciò ,che si deve evitare sono non le perdite, ma le perdite ùwtili. Si è molto serino contro gli ordini chiusi, fo ndandosi sul le perdite subitH cb alcuni riparti nel 70 . C è del vero: ma anche delle esageraz ioni: nel la massirna parte de' casi, forti perdite furono causate per colpa de!la direzione . s11periore, la quale o non aspellò quanto sarebbe stato necessario gli eITetti dell'artiglieria, o non riconobbe a bastanza in precedenza la posizione e le forze nemiche. D'altra parte a che la riccPca di formazioni che eviteranno forse - qun lche perdita nei movimenti preliminari, ma che a-

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vranno per contro l'inconveniente di fare prematuramente sfuggire }e Lru ppe dalle mani de' loro capi? Linee di Li ratori non destinate nd agire col loro tiro sono un contro-senso. Con ciò non si vuole essere esclusi vi al punto da proscrivere del tutto che in c,1s i isolati, per evitare perdite sensibili, piccole suddivisioni possano impiegare per brevi momenLi le formazioni sparse: ma anche in queste occasioni non sarà mai a bastanza raccomandato il ritornar prontamente alle formazioni in ordine chiuso . Si è già accennato che una moderna teoria pretende che tutte le frazioni in ordine chiuso retrostanti alla linea de' tiratori saranno fatalmente decimate prima di giungere sulla linea stessa. L'errore sta in ciò, 1~he si suppone sempre un terreno perfettamente piano, unito, scoperto, mentre questo è caso ecceziona\i:;simo. Se si sta in vece ;il ca:;o reale ed a ciò che continuamente avviene, si conchiude che utilizzar1do il terreno con formazioni che si adnttino alle sue pieghe, si può benissimo avvicinarsi in ordine chiuso a bastanza vicino alla posizione nemica : importa soltanto di non paralizzare !"iniziativa intell igente dei comandanti di bnttagl ione e di compagni.a con la thsazione di un cliché per l'attacco oorm'ale. La frazione in ordine chiuso dovrà. impieg ire la line:i o la colonna durante la marcia e durante le fermate'! Non v'è nulla di assoluto neppure in questo: il meglio che si pos,a fare è di esaminare in ciascnn ca5o particolare ciò che più conviene. Il terreno e il fuoco nemico consiglieranno: bisogna tener presente che le formaz ioni in co lonna sono più, mobili e più comandabili di quell e in linea; che per ciò sarit possibile c(Jnservarle fino a quando ·si nbbiano ripari, sia pure streui, ma sufficientemente :ilti; che s.e il terì'eno offre poco o punto riparo, le formazioni in lin~a per l'avanzata, con gli uomini a terra nelle fc r· mate, s'imporr,1nno necessariame11t.e; che pèrò essendo e~se poco adatle al mantenimento dell'ordine, sarà opportuno di ritornare ad ordini più comandabili tosto che sia possibile. ' V. Sul fuoco ci grandi distanze. e sidl' esecuzione dell'attacco . Molti hanno un·e,a'!erala ide:1 dell'effìcacia del fuoco alìe grandi distanze: intencliam·~ per tali quell e di 900-·1 000 metri almeno.


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A tali distanze contro un bersaglio il quale non appaia che di tanto in tanto, l'efficacia del fuoco è piccolissima. Ora nell'attacco un fuoco c;enza effetto utile è piu dannoso che giovevole, non solo a causa del I imitato numero di cartucce di cui si dispone, ma perchè tale fuoco ben lungi dal fiaccare, solleva il valore morale del 1'avversario. Quindi per l'attacco non fuochi da lungi: avanti finchè sia possibile, senza tirare, in una formazione giudiziosamente scel1a, fino a che le perdite non obbl ighino a fermarsi. A qual distanza questo fatto si verificherà nel combattimento non è possibile dire a priori: dipenderà dall e circostanze particolari del momento . · Ma siccome per dare un indirizzo alle manovre è pur necessario fissare qualche dato, si può stabilire che linee sottili di tiratori possano esser condotte fino a 600 metri dal nemico che faccia fuoco, senza che esse stesse facciano fuoco o siano appoggiale da fuoco di fanteria retrostan1e. Nelrattacco si lasci all'artiglieria il fuoco a gran distanza: il' vantaggio da utilizzare nelle nuove armi non è già la lu nga gittatn, ma la maggior radenza alle piccole distanze. Ogni fermata a distanza che non permetta un efficace fuoco è grave danno: giacchè farà soffrire per il solo fuoco d'artiglieria nemico più di quanto, movendosi, si sarebbe sofferto dalla fanteria e dall'artio-Jiéria unile insieme. Dunque: avanti senza fermata fino a 600 metri anche nelle circostanze più sfavorevoli. A quesla distanza un combattimento di fanteria non può essere decisivo. Bisogna andare ancora avanti: in questa avanzata il movimento di una frazione sia appoggiato -dal fuoco della frazione vicina: si avanzi chi può, per copertura di 1erreno, senza un'alternata e regolare suc0essione pres1abilita. La distanza alla quale dev'essere eseguito il fuoco decisivo può essere di 300 metri, quando la confìgurazione particolare del terreno non permeun di avvicinarsi maggiormente. A quegta distanza gli effetti di una buona istruzione sul tiro si affermeranno certamente: ma essa è ancor troppo grande per poter essere attraversata alla baionetta e al passo di corsa. Bisognerà che si faccia ancora una bre1'e fermata per fare fuoco: durante questa fermata si av.vicin eranno le truppe rimaste ancora indietro, le quali determtneranno la spinta innanzi per l'hun·ah. l')

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VI. Sul riiooo senza piintare. -

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Finora tutti ritenevano che

J' efficacia materiale di questa specie di fuoco fosse debolissima ri-

spetto a quella del tiro mirato. Ora una nuova dottrina sostiene che è inutile puntare; quindi la fiducia che presso alcuni va acquistando il fuoco marciando e il risollevarsi della quistione di tenere il fm:ile alla spalla o all'anca nel tirare. Non si può certo negare che sotto l' impressione demoralizzatrice del combattimento possa realmente avvenire che il soldiito si serva grossolanamente della sua arme. Ma altro è affermare questo, altro è dedurre, come consegu1mza, che nella preparazione del tempo di pace non si debba tendere con t.utt.i· gli sforzi a quell'ideale di perfezione, dal quale soltanto è permesso di sperare che qualche cosa resti tuttavia nel caso vero. Perchè nel combattimento vi saranno de' fuggi oschi, dovremo esercitare le truppe a fuggire? Spesso per condannare un indirizzo difettoso si sente dire « faremo in guerra ciò che siamo abituati a fare nel tempo di pace». Ed è giusto . Ma queste parole dovrehbero essere appli cate non soltanto alle cattive abitud!ni, bensì anche a quelle buone: ed è bene per ciò di abituare ìl soldato a non mai sparare senza mirare attentamente con l'alzo conveniente. VII. Sii una prete~a distinzione frci tattica cli battaglia e tattica di combattimento. - Si sente spesso dire che l'istruzione tattica della fanteria tedesca è su una falsa strada, perchè mira esclusivamente alla guerra di distaccamento , in vece di mirare alla prepara· ziòne alla ba~taglia. È facile rendersi ragione che questa insistenza degli oppositori a domandare una tattica di battaglia, è niente altro che una maniera indiretta di richiedere ciò che è inammissibile, vale a. dire un attacco normale. Che cosa avviene nella battaglia? Su un punto sì opera offensivamente, su un nitro con climosfrativa, s1:1 un terzo difensivamente, quand'anche l'altitudine genera.le sia spiecatamente offensiva. Da questo fatto derivano parecchi cò mpiti differenti , sempre piu smi nuzzati, affidati ai vari comandanti, da quelli d'armata fi no ai comandauli di battaglione: ciascuno riceve l'indicazione del posto che gli è assegnato e del còmpito che gli è arfìdato. Così nella battaglia come in un combattimento molto più modesto, la soluzione


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del problema d'insi eme dipende da un gran numero d'operatori che, su ciascun punto, immdo il foro còmpito speciale, si regolano secondo le circostanze, adoperando i mezzi più conven ienli: al comandante superiore spella coordinare gli sforzi. Questa è vera lattica di battaglia pei comandami in sott'ordine: è nè più nè mono di quella che si pratica fin dal tempo di pace, quando si mira con ogni buona volontà ad ottenere che nelle unità: costituite gli sforzi de' singoli elementi che le compongono, concorJ~ano utilmente al conseguimenlo dello scopo comune; quando si cerca di sviluppare nei gradi inferiori quell'iniziativa che agevola il risu ltato generale. Si dice che s'ìosegna la guerra di distaccamento perchè si richiede che i battaglioni, i reggimenti ecc., operino in conformità delle varie situazioni che possono loro presentarsi. E che v'è 'di differente nella pretesa tattica di battaglia? · Che se poi nella battaglia avverrà che molti bal.laglioni abbiano da compiere missioni identiche in condizioni iden~icbe (come è il caso per esempio in terreno scoperto), si dovrà per ciò pretendere che tutti risolvano il problema in modoassolutan;ente identico? Chi vorrà permellersi di prescrivere una soluzione al di fuori della quale non vi sia da sperar salute? Se si vuol correggere il difetto, che spesso nelle manovre si osserva, di riparti autonomi i quali abusano di aggiramenti, avviluppamenti ecc . con un'eccessiva estensione di fronte, diversamente da. quello eh e farebbero nel caso vero ove sarebbero inquadrali ebbene si ricorra a l ripiego di limitar loro la fronte d'amhe le parti; ma fatto questo, non si esiga che oper,ino secondo una pretesa tattica di battaglia, la quale anificiosamente si vuol distinguere dalla tal.lica di combattimento, e che finirebbe col non essere altro se non lo schema obbligatorio per Lutti i casi sostituito alla soluzione che tien conto dell e varie circostanze. VIII . S1hll'opportun·itd, di un attacco nonnale. - Molti sostengono la necessità di un attacco normale; altri, pur ribellandosi contro questa frase , vorrebbero, ciò che è lo stesso, sostituire per l'esecuzione dell'attacco, norme più precise al criterio dei comandanti di battaglione e di compngnia, libero di esplicarsi nei limiti delle poche indicazioni generali che dà il regolamento.

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Essi dicono che la larghezza sancita dal regolamento non vale per la grande massa delle medfocritd; le quali non essendo in grado di apprezzare le varie sitmnioni , prenderanno molto facilmente delle false misure e compromelleranno così la riuscii.a del combattimento. Soggiungono che questo pericolo sarebbe diminu ito quando il regolamento offrisse loro una specie di modello , il quale, pur non avendo la pretesa di es~ere esattamente applicab:le a lutti i casi particolari, potesse tuttavia, senza gravi inconvenienti , applicarsi nlla grande maggioranza di es:.i. Il Bronsart rii.iene che ch iunque sostiene la necessi tà di un attacco normale si ponga sopra una via di regresso. Una mediocrità di venterà più capace quando sarà vincolata da formazioni rigide e determinate, o pure quando sia istrulla con un procedimento che le lasèi libertà d'azione e ne sviluppi il criterio tauico per mez;::o di osservazioni fatte dopo, su ciascun ca$O partico lare, allorchè l'esecuzione sia stata fallace'? Ma a par le lutto questo, è impossibi le praticamente rissare a 1n·iori un attacco norma le. Se tntti quelli che lo vogliono fossero invitati a concretnrne uno, presenterebbero altrettante soluzioni differenti . Quale sarebbe da prescrivere'? Quale quella che varrebbe meglio per le mecliool'ità? Si provi a tener conferenze su questo argomento: e dopo aver discussa ciascuna soluzione, si rio scirà a niente ultro che a que5to: che la soluzione data piiò essere accettata, ma non è necessario che lo sia. cioè che si può fare egualmente bene anche diversamente, e che anzi vi sono casi in cui far diversamente sa1·ebbe meglio a dirittura. Gli è che quante cond izioni differenti di terreno e di situazioni sono possibili, tanti procedimenti differenti sono ammessibili . Si tengadielro all'azione di più battaglioni, siano pure parte integrante dell'unità immediatamente superiore: l'uno troveritsul terreno coperture più favorevoli che non quello che gli comballe acca oLo: quello avrà il mezzo di avanzarsi con più facili tà, quest'altro per avanzarsi avrà bisogno del concorso del fuoco di chi gli sta vicino. Un battaglione o una compagnia isolata troverà un riparo esteso nel senso della fronte, ma poco nel senso della profondità, e sarà per ciò necessario che tenga la formazione in linea; t~n secondo sarà coperto da una collina elevata e potrà quindi marciare in colonna. Che di-


STUDI SUI REGOLAMENTI PER LA FANTERIA 96 rebbero allora le povere mediocrità quando fos sero legate da un procedimento normale ? Tanto più grande sarebbe il loro imbarazzo, quanto più grande il loro buon senso e quanto maggiormente profondo il loro sentimento di obbedienza. « L'attacco normale insomma non è altro che una solenne usur(< pazione del comando superiore nel dominio dè' suoi subordinati, « possibile solamente in una piazza d'armi perfettamente piana e (< sgombra, già impossibile sopra un terreno di combattimento al« quanto variato, a dirittura nocivo sul più gran numero dei campi « di battaglia. >> IX. La1·igide.zza nell' esercizio co11ie mez.zo edticati'IJo.-L'educazione e l'istruzione non bastano per ottenere il buon soldato: è necessaria l'abitudine del l'obbedienza passiva, volontaria e silenziosa. Non vi è nulla che contribuisca-maggiormente a ciò che il drill, cioè l'esercizio eseguito con precisione e rigidezza , durante il quale il soldato mette assolutamente ed esdusivamente a disposizione del superiore tullo il suo essere materiale e spirituale, i suoi_sensi, il :;no vigore fisico. È la vera scuola dell'abnegazione. Si può bensì concepire un modo di far l'esercizio che famigliarizzi così così il soldato col maneggio delle armi, con l'ordine nelle righ e. Vi sono eserciti nei qua li si procede appunto in tal modo. Ma la loro riputazione, in fatto di disciplina, è stata sempre molto dubbia. Un esercizio eseguito con precisione, anche senza esagerare nella durata, è cli grande importanza morale; un esercizio mollemente condotto e d'una durata eccessiva non fa che nuocere alla disciplina. Sono appunto i corpi cli truppa che sono stati esercitati con precisione e con rigidezza quelli in cui si hanno puniti in minor numero; e che nel combattimento, a parità di ogni nitra circostanza, dimostrono maggior solidità degli altri. Ecco l'importanza morale del drill tanto calunniato: i suoi effetti restano in quei momenti difncili nei quali tante altre molle si allentano. Non è questione di semplice forma esteriore: è cosa che interessa l'intima formazione del buon soldato. X. Sidla pofoere sen.za /iuno. - Molti lavori, dice il Bronsart,. son già comparsi su qoestò soggetto: ma tutti, più o meno, volendo trattare la questione della mancanza del fumo insieme con quella della maggiore efficacia delle nuove armi , hanno finito col nuo·cere

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alla chiarezza alla semplicità. delle deduzioni. Le conclusioni alle quali sembra si possa più fondatamente pervenire sono le'seguenti: 1° Il fatto della polvere senza fumo presenta. una nuova qiffi..:.. coltà all'esercizio del comando superiore: appunto il fumo permetteva di rendersi conto a gran distanza dè' cambiamenti della siluazione nel momento stesso in cui essi avvenivano. Nelle condizioni attuali il comando superiore sarà r idotto a non poter fare assegnamento che su avvisi, i quali gli· perverranno spesso con mollo ri · tard,o. Donde la maggior cura che bisognerà porre nel servizio d'informazioni e la maggiore estensione che bisognerà. dare al servizio . telegrafico da campo collegando tra loro i quartil'ri generali più . . ' importanti. .2° Il servizio di, ricognizione della cavalleria è diventato prù difficile: la mancanza del fumo non permette più ai 9avaljeri di scoprire donde vengano i colp,i che ricevono; le pattuglie dovranno spesso avvicinarsi al nemico molto più di prima: quindi non s·oto pericoli maggiori per esse, ma eziandio maggior perdita di tempo. Si può da ciò conchiudere che più ancora. che non pei- il passato le • ricognizioni di cavalleria dovrnnno essere dirette verso le ~li del nemico e sul rovescio di queste, e che, inoltre, la fanteria nel mome,nto di spiegarsi per il combattimento, dovrà farsi precedere da pattuglie speciali che cerchino di conoscere la situazione del nemico:, ufficiaU di fanteria montati spinti rapidamente innanzi"incontrerebbero difficollà simili a quelle che incontrano le pattuglie di cavalJeria: ufficiali a piedi muniti di buoni cannocchiali potranno' meglio avvicinarsi dissimulandosi, ma avranno bisogno di maggior tempo; quando que·sto faccia difetto, si sarà costretti a mandare nomini a cavallo. 3° Per le ragioni anzi dette lo spiegamento per il combattimento dovrà farsi più lentamente. 4° Se il còmpito del comando superiore è diventato più difficile, più facile in vece sarà il còmpito dei .comandanti ii1 sott'ordine: l'assenza del fumo permetterà loro di veder meglio intorno a sè. Non si p11ò dire se questo vantaggio sia più spiccato per l'attaccante o per il difensore. · 5° Quanto al tiro, per la fanteria pu6 dirsi che l'efficacia di esso è cresciuta: mancanza del fumo vuol dire mancanza di quella nebbia 1

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STUDI SUI REGOLAMENTI PEB LA FAN.'PERIA 98 attorno ai tiratori e attorno al bers:iglio che spesso rendeva difficile puntar behe e con precisione e obbligava frequentemente a interrompere il 1iro. . Chi delle due parti, l'attacco o la difesa, si è m~ggiormente avvantaggiata di questo aumento d'efficacia? Le condizioni sono presso a poco eguali, b.enchè a favore della difesa stia un leggiero vantaggio in ciò, che essa potrà più facilmente che non per il passafo colpire l'avversario mentre questo, essendo in movimento, non fa fuoco. 6° Gli scaglioni retrostanti alla linea di fuoco, non più coperti dal fumo di questa, non potranno più fermarsi ,i breve distanza dietro ad essa se non troveranno nel terreno u~ sicuro copri mento. Quando questo copri mento manchi, sarà necessario che le truppe -retrostanti alla catena, a~)bandonato che aubianCI il riparo che le proteggeva, il quale dovrà for:;e essere cercato a maggior distanza di prima , non si fermino più e si avanzino quanto P,iù rapidamente è possibile. 7° Dalle due considerazioni precedenti si conchiude che, tutto compreso, il combattimento di fanteria contro fanteria si risolverà . più presto di p'r·ima. 8° Nel combattimento di fanteria contro cavallerià la sop pressione del fumò _è tutta a vantaggio della fanteria, non solo per la màggiore efficacia che la fanteria acquista nel tiro, ma anche perchè ·l ad e~sa sarà più facile gtfrantirsi da sorprese. Non è men .vero però che in certi ca~i una cavalleria tenuta pronta a poca distanza, potrà cogliere e sfruttare più facilmente e rapidamente uQa situazione che sia sfavorevole alla fanteria . 9° · L'artiglierin ,_non più disturbat~ dal proprio fumo ; ha accrésciuta la sua efficacia,co111ro art.i;.!lieria e contro cavalleria, Co.ntro artiglieria ha il vantaggi? che il bersaglio nemico, non più avviluppato d.11 fumo, le facilita il puntamento e l'osservazione dei colpi. Sta però il fatto che le è reso più difficile di scoprire a prima visla la posizione di un'artiglieria di cui già provi gli effetti. Contro fanteria l'efficacia dell'artiglieria è cresciuta se i hersa_gli sono mollo visibili, dimiouitacont,;o'linee di'tiratori coricati, le quali, . no!) più svelate dal fumo, costituiranno un bersaglio più difficile a colpirsi. L'artiglieria dovrà quindi evitare di esporsi al fuoco di f~nteria quando .le sia difficile distipguere- donde esso parta. 10° È difficile conchiudere che, Lutto compreso, le condizioni 1

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STUDI SUI REGOLAMENTI PER LA FANTERIA

,nelle quali l'attacco e la difesa si trovano l'una rispetto all'altra ab,biano suhìto sostanziali modificazioni dal fatto della polvere senza -fumo. Ciò che certamente si può conchiudere è questo: la p~lvere senza -fumo rende più difficile il servizio di ricognizione e per conseguenza l'ese'rcizio del comando superiore, più facile il còmpito dei gradi inferiori. I suoi vantaggi e i suoi inconvenienti si bilanciano presso .a poco nell'offensiva e nella difensiva, benchè quest'ultima possa spesso aver l'occasione di trarre miglior parti Lo che non par il pas.sato de' vantaggi che le sono propri per quanto si riferisce all'effi.cacia del tiro. 'I-

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DICHIARAZIONE

A scanso di erronea interpretazione di ciò che si legge a pag. 91 ,e 92 della dispensa dello scorso gennaio dì lquesta Rivista intorno .alla balistite, debbo dichiarare che non volli dìr(nè lasciar intendere che l'artiglieria dell'esercito abbia preso da quella della marina l'idea della balistite in fili, od abbia da lei tratti 1 dati necessari per addivenire all'adozione dei cartocci di balistite in fili; cio che non sarebbe esatto.

G. ConNAnA Tenente colonnello. /


CRONACA ESTERA

AFRICA

Sudan francese. - Nell'anno 1875 giungeva noi Senegal la notl7.la di un profeta, Samburru o Samory, che percorrendo la contrada degli Uassul11 vi · foceva numerosi proseli ti, devastava paesi, e distruggeva le città pagane. J!.ra costui un antico mercante di schiavi, il quale con molta astuzia e gr::intfe ardire seppe in breve tempo crearsi un v.asto impero fra i Madingue dell'alto Niger; impero cho confinava a mezzogiorno col possedimento inglese di Sierra Leone e con la repubblica di Liberia ed a settentrione si estendeva sino alle porte di Bammaku (i ). Dieci anni di continue guerre e di terribili devastazioni av~vano rese sterili e !-popolale quelle contrade, altre volte pacifiche e fertili; per cui il Samory a procacciarsi viveri e soldati fu costretto a continuare la g-uena ed invadere i paesi vicini (2). Già nel -1883 egli aveva ra·tto un t~ntàtivo di invasione fra le tribù della sinistra clcl Niger, protette dalla Francia; ma fu co5tretto a ritirarsi innanzi a forze superiori ed a chiedere la pace, riconoscendo il protettora:o francese sui paesi posti a valle di · Tamisso.

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ru

(t) Barr. maku occupata dai Fl'ancesi nel 1.883. (! ) La tratta degli schiavi nell'alto Niger era organizzata su · cosi vasta scala, che

negli ultimi venti anni si calcola sian spariti i tre quarti della popolazione.


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CRONACA ESTERA

CRONACA ESTERA

Quattro anni dopo, raccolta un poderoso esercito, invade i domini del ro Tieba ed assedia la capitale Sikasso. Per ben due volte spinge i suoi soldati all'assalto della cillà e per due volle vengono respinti ; sino a che, nel i888, la fame e le malattie costringono il Samory ad abbandonare l'impresa e rientrare cogli avanzi del!' esercito nei suoi Stati. ' Durante l'assedio di Sikasso, il Samory aveva chiesto al governo del Senegal un certo numero di tiragliatori senegalesi ed alquanti cannoni; 111a i Franqcsi, già in guerra contro i 'fuculur di Ahrnadu, non volendo inimicarsi il re Tieba col favorire Samory, cercarono di temporeggiare negando i chiesLi aiuti. Adiralo pel rifiuto, Samory rompe improvvisamente la pace coi Francesi, fa attraversare il Niger a qualche centinaio di soldati per far razzie fra le tribù protette dalla Francia, ed in pari tempo invade il paese di Tamisso alla test3 di 4000 guerrieri. Le vitlorie francesi, come la presa di Segu Sikoro, · avvenuta nel 1.890, quella di Koniakry e di Nioro (gennaio i89:l), l'occupazione degli Stati di Ahmadu, ed infine la completa tlisfaua dell'esercito dei Tuculur, non hanno alcun effetto su Samory, che continua nelle snc devastazioni e e razzie. Allora il colonnello Archi:µard, comandante le truppe francesi nel Sudan, trovò essere necessario l'agire direttamente contro Samory. Infatti fa passare le sue truppe sulla destra del Niger ed occupare Bissaodugu (aprile 1891) indi per l'avvicinarsi della stagione delle pioggie, si ritira a Kank3u, che pone in stato di difesa. Nell'autunno il colonnello Humbert, che aveva sostituito l'Archinard .nel comando delle truppe del Sudan, è Cùstrettc, a ricominciare le opc· razioni contro Samory. La colonna dei Francesi, composta di H:O soldati europei, 5 a 600 tiragliatori senegalesi e circa 200 indigeni delle tribù amiche, si concentra a Siguiri. Il 9 -gennaio il corpo di spedizione disperde un'avanguardia nemica presso Sombeka comandata da Kararnoko, figli o del re, e due giorni dopo, nelle vicinanze di Farandugu, pone in fuga ' l'esercito di Samory. Il i2 i francesi entrono nuovamente in Bissandugu. D!)po una fermata di dieci giorni per aspettare i convogli ed assicurare il rifornimento dei viveri, la colonna riprende la marcia; il 25 gennaio s'impad ronisco del fortino di Sanankoro, situato fra le colline sulla sinistra del Milo, piccolo ailluente del Niger e distante ijO chilometri da Bissnndugu. Fra questa città e Sanankoro il paese è assai bello ,e pittornsco, i villaggi sono ben costrutti e rimarchevoli per pulizia ed il suolo, fertilissimo, è bagnato da numerosi rnarigot o grandi estensioni .d'acqua stagnante formati dalle piene del Niger.

Prima di continuare le operazioni il colonnello Humbert organizza il servizio di vettovagliamento, facendo grandi depositi di viveri in Kankan, Bissandugu e Sanankoro per modo da essere libero di potere insecruire rapidamente tra i monti il Samory, oppure di stabilire in ognuna ,di queste località una guarnigione sufficiente da assicurare ai Francesi il definitivo dominio della regione conquistata. La prima quindicina di febbraio era quindi impiegata dai francesi nello scortare i convooJi di viveri e munizioni tra le località indicate, al.lorchè venne rife~ito al colonnello Humbert, che il Samory trova vasi nel villaggio di Tukuro, distante appena una giornata di marcia da Sanankoro. Il colonnello Humbert, raccolte le sue !ruppe, marcia rapidamente nPJla notte dal i3 al i4 febbraio sul villaggio entro il quale ero.si trin{:erato Samory. L'assalto fu improvviso ed impetuoso per modo che il nemico oppose solamente debole resistenza. Dopo breve co~bauimento -Samory e le sue genti poterono a mala pena fuggire verso le montagne, abbantlonando ai Fra"Qcesi provvisioni d'ogni genere. Secondo i giornali ·si sarebbero trovati nel villaggio 70 m'ila cartucce, 20 mila chilograrvmi -di polvere, grande quantità di palle di piombo, c~psule, bossoli vuoti, avorio, vasellame ccc. Siccome era impossibile trasportare in Sanankoro -le vei;iti tonnellate di polvere; così fu dato incarico al capitano Pinaud dì ·distruggerle. Le truppe rientrarono il giorno dopo il combattimento in Sanankoro. Dopo il fatto di Tukuro il colonnello Humbert è costretto a provve_.dere alla sicurezza dei suoi convogli, molestati continuamente dalle d1~erse bande di Samorx, che infestavano il paese tra Kaakan e Sa,nankoro. Sembra che l'imminente stagione delle pioggie porrà fine, per questo .anno, alla campagna nel Sudan france,e.


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CRONACA ESTERA

AUSTRIA-UNGHERIA

O RDIN AMENTO .

Comandi territoruili di brigata di fant~ri.a di lmulwehr ungarica. S. l'lf. l' Imperatore, con decreto 24 gennaio 1.892, pubblicato nel Verordtiurigsblatt (giornale mili tare) del 5 marzo, ba ordinato che, in caso di mobilitazione, venga costituito un comando territoriale di brigata di fante·ria di landwehr ungarica, alla sede del r.omando di ogni distretto di landwehr ungarica. A.llievi rnusicanti. - l i :Ministero della guerra ha emanate nuove di-· sposizioni circa l'ammissione e gli obblighi degli allievi musicanti. Per essere ammesso allievo musicante in un reggimento è necessario aver compiuto i quaLtordici anni e non aver oltrepassato i diciassette. Si richiede dal candidato un'educazione musicale soddisfacente ed attitudinead a·cc1·e3cerla . Ad ogni modo l'aspirante deve impegnarsi a servire un anno in più della ferma ordinaria, per ogni anno che avrà passato sotto le armi in qualità di allievo musicante. Queste disposizioni tendono a facilitare i! reclutamento di giovani aventi cognizioni di musica, per tenorea J!Umero le musiche militari dei reggimenti cli fanteria. Ogni reggimento· non potrà però avere nn numero superioro a 12 di tali allievi musicanti. Aumento di cavalleria in Galizia. - I giornali militari segnalano· probabili cambiamenti di guarnigione per parte di alcuni reggimenti di cavalleria. Fra gli altri, vi sarebbe il 3° reggimento dragoni di stanza a, Stockerau, il quale verrebbe trasferito a Cracovia, mentre l' H O ulani, che ora è di guarnigione in quella città, verrebbe trasferito a Zolkiev. In tal modo l'Austria verrebbe ad avere in Galizia 84 scruarlroni invece di 78, come venne indicato nel rapporto meusile contenuto nella Rivista Militare del mese di gennaio di quest'anno.

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MARINA .

Il 9 marzo giunse nel porlo di Pola la nuova nave <leposit-0 di torpedini Pelicano. ·Questa nave è stata costruita ad Elbing, ed ha subìto colà le prove di velocitit con risultati assai soddisfacenti . Con una sola caldaia accesa si raggiunse una velocità media di 1.4- miglia, con le due caldaie una velocità mt:dia dì '19 miglia all'ora. Il consumo di carbone è di 80 chilogrammi all'ora.

BRASILE

Il Congresso nazionale con legge 30 gennaio 1892 ha fissate le forze militari della repubblica pu l'anno -!892 rome segue: Le forze dell'esercito consteranno: i o Degli ufficial i delle varie armi compresi nei quadri esistenti; 20 Oeoli allievi delle scuole militari fino al N. di 600 e delle come pagnie allievi artiglieri fino al N. di 400 ; 3° Di 24,877 uomini di truppa. Il governo però non potrà riempire i vuot.i ora esistenti oltre un effettivo di 20,000 uomini senza un nuovo decreto, o prima che sia dato un nuovo ordinamento {lll'èsercilo. Gl' individui di truppa saranno reclutati per ingaggio volontario e per leva mediante estrazione a sorte. L'estrazione venà regolata da apposita legge, e fino alla pr0mulgazione dì questa sarà tenuta in vigore quella del 26 settembre -1874, modirtcata in modo da semplificarne l'applicazione, renderla più pratica e più rispondente alle condizioni della società odierna.


CRONACA ESTERA

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CRONACA ESTERA

L'età per essere compresi nelle liste di leva sarà di 18 anni; l'ammissione alle scuole militari sarà a 15 anni compiuti. La durata def servizio, tanto per i volontari quanto per gl'iridividui di leva, ~arà di 3 anni. · Gli uomini di leva che non si presentano, entro i :10 giorni dalla pubblicazione del loro nonie, alle autorità competenti serviranno per 4 anni; . quelli che dopo crues~o lasso di tempo no.n si presenteranno nei snccessivi 30 giorni, sarànno dichiarati. disc1·tori e saranno obbl igati 111 servhio per 6 anni. -· . . L'arrnolamento volontario si potrà ottenere per µna volta sola e per un tempo non maggiore di tre a~ni. ·Nel personale degli ufficiali le promozioni verranno regolate da norme stabili, inspirate a favorire in giuste proporzioni l'anzianità e la scelta, dando a questa un minimo coefficiente e disponendo tassativamente che tutti gli uffìciali di· stato maggiore delle varie armi siano messi frequent'}· mente a contatto delle truppe. È abolito il personale ecclesiastico; il personale sanitario e farmaceutico è ridotto allo stretto bisogno per il disimpegno del servizio. È·pure abolito il grado di cadetto nella scala gera,rchica. Senza pregiudizio delle varie istruzioili militari il governo impiegherà il personale dell'esercito in lavori di costrnzione di linee fenoviarie e tdegrafìche, in rilevamenti di lel'l'eno, ecc., per fa r acquistare al personale ·su1dctto la pratica necessaria di questi servizi, che hanno tante applicazioni in guerrn e eh') sono lègati tanto strettamente alla sci1mza di essa. Gli allievi delle scuole militari completeranno i loro studi i con un corso pratico della durata da 6 mes.i ad un anno sulle ferrovie, negli uf6ci tele· gra fici ed in altri servizi del genio per conto del governo. Forze'1nilita1·i mai·ittiine. - Le,forze navali per il 1892 consteranno: :L 0 Degli ufficiali dell'armata ed' impiegat1 assimilati necessari ad imbarcare sulle navi da guerra e trasporti dell'Unione, secondo . la loro importanza, e degli stati maggiori delle squadre e delle.divisioni navali; 2° Di 30·12 individui di truppa del corpo marinai nazionali; 3° Di 990 _uomini del battaglione navale; 4° Di 400 fuoch isti nazionali e stranieri arruolati secqndo il regola."mentO' già pubblicato per i fuochi~ti straordinari; · 5° Di 500 apprendisti marinai; 6° I!). caso di guerra,. del personale che sarà necessario al disimpegno del servizio. Il potere esecutivo è autorizzato ad armo lare, per il servizio dell' ar- . mata nazionale, in pace o in guerra, il personale necessarìo a riempire i

vuoti che si possono fare nelle forze marittime, se a ciò non fosse sufficiente il personale delle scuòle apprendisii marinai. Il governo inoltre dovrà riordinare e sviluppare maggiormente le scuole artiglieri .e torpedinieri; infine studierà ed organizzerà il piano di difesa delle còste, della capitale federale e di altri punti importanti come Matto Grosso, Alto Paranà, Alto Uraguai ed Amazzoni.

BULGARIA

Armamento. - La fabbrica d'armi austriaca di Steyor ha consegnato nell'anno 1889 alla Bulgaria 60,000 fucili sist.ema Mannlicher e 30,000 nell'anno 189:L Ora il direttore di detta fabbrica, recatosi pochi· giorni fa a Sofia, ba concluso un altro contratto. col governo bulgaro per 50,000 fucili e 6000 carabine. Dette armi dovranno essere consegnate alla Bulgaria prima della fine di giugno. Il governo bulgaro ha ordinato 20 cannoni Krupp di grande calibro per l'armamento delle· fortezze di Varna e di Btirgas, più 192 pezzi da campagna per la formazione di 24 nuove batterie del modello germanico . . Al più tardi per il Hi aprile i cannoni di grande cali.bro e 90 pezzi da campagna dovranno essere consegnati.

DANIMARCA

. Il forte di Gardenhojen (Copenaghen). - Si annunzia da Copenaghen il compimento del forte di Gardenhojen, il quale co.stituisce il cardine dei lavori di difesa che mettono Copenaghen al coperto da colpi di mano


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CRONACA ÈSTEl!.A

da.Ha· parte di tHna. Questo forte, che dalle autorità militari viene dichiarato inespugnabile, non costa niente allo St~to, perchè i denari per la sua costrur.ione furono ricavati con sottoscrizioni spontanee dei privati, · le quali fruttarono 1,700,000 corone (i), cd il terreno dove esso giace · venM generosamente cedut.o dai proprietari.

FRANCIA

Battaglioni alpini territoriali. - L'organizzazione di questi battaglioni è stata definitivamente stabilita. Essi, in numero di tredici; ~orrispòndenti ai i3 gruppi alpini, sono ripartiti, otto nella Hl!' regione e cinque

nella io''· I battaglioni cacci:Ho1·i territoriali della ,tq,a regione sono: f O col depbsito ad Annècy, 2° a Vienna, 3° a Chambery, 4o a Gap, ~0 a ~fontélimar, 6° a Romans, 7° a Grenoble, !3° a Bo.urgoin. Gli uffici di reclutamento di queste città dovranno fornir loro gli uomini di truppa e i sottufficiali. I battaglioni cacciatori territoriali della :15" regione sono: 80, 90, mo, H 0 e :l2o, ma non è ancor deciso ove dovranno avere il rispettivo deposito. ' Modificazione al fucile di fanterùi. - Allo scopo di effettuare la formazione dei fasci d'armi anche senza baionettu, i fucili per la fanteria sono stati 'mupiti d'un piccolo gancio pre,sso,la bocca del!' arma, ìl quale permetterà l'incrociamento delle armi anche sema baionetta. TalJno domanderebbe pure una specie di guaina per proteggere la cu~ latta mobile e parti annesse. · I tre pasti per la truppa. - Una recente èircolare del Ministro della guerra ordina che gli uomini sotto le armi facciano tre pasti al giorno. Jl caffè che è loro distribuito al mattino sarà preceduto da una zuppa fatta con biscotto._A tale pasto sarà assegnata rnezz' ora di tempo.

(·I) Corona

= L. i,33.

CRONACA ESTERA

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Questa·disposizione è fin d'ora t1pplicata alle trùppe componenti la guarnigione di Rouen. · · Le due preparazioni raccomandate dalla circolare ministei:iale sono le seguenti: · · · fù Mettere la se1\a precedente il biscotto nell' Mqua leggermente safata per ammollirlo e gonfiarlo e impiegarlo così come pane da zuppa; 2° Metterlo ·n giorno precedente nel caffè inzuccherato con rhum, per -consumarlo l'indomani nel caffè. Yuolsi con ciò abituare i soldati a consumare il biscotto, che sarà il loro principale alimento in campagna, e che fino ad ora non è stato possibile fare accettare. Giova sperare cÌie un'altra condizione essenziale non venga meno ed è che il biscotto sia di buon~ qualità e non avariato, ciò che non sempre avviene d'onde la ripugnanza affatto naturale dei soldati. Dati forniti dall'Annuario militare. - È interessante conoscere le risorse di cui le quattro armi combattenti dispongono in ufficiali di carriera pel' una mobilitazione. L'esatto riparto di questi quadri dell'esercito attivo al principio della primavera è il seguente: ~anteria.: · J.88 colonnelli, 228 tenenti-colonnelli, 1054 maggiori, 43~4 Gapitani, 5102 tenenti, f3lt8 sottotenenti, in tutto !2,244 ufficiali di fanteria, di cui 709 banno ricevuto il brevetto di stato maggiore. Cavalleria: 88 colonnelli, 73 tenenti-colonnelli, 280 maggiori, 10:l9 Gapitani, 165! tenenti, '110 sottotenenti, in tutto 3H :l ufficiali di cavalleria cli cui i64 hanno ricevuto il brevetto di stato maggiore. Artiglieri{t : 77 colonoelli, 96 tenenti-colonnelli, 359 maggiori, 1444 capitani, i 124 tenenti, 473 sottotenenti. Di questi 3603 ufficiali 3!0 hanno il brevetto di stato maggiore. Genio: 36 colonnelli, 3ti tenenti-colonnelli, 147 maggiori, 473 capitani, :l.90 tenenti é 66 sottotenenti. In complesso 948 ufficiali, dei quali~« · brevettati di.stato maggiore. UFfì,ciali d'apprnvvigionamento. - In tutti i reggimenti attlVI, m1st1 e territoriali,, vi sono ufficiali d'approvvigionamento che comandano il treno reggimentale, e sono incaricati di vettovagliare i corpi cui appartengono, sia col mezzo "degli accruisti diretti, o delle requisizioni, sìa traendo i generi dai èonvogli amministrativi o dai m~gazzini designati. In campagna e durante le manovre detti ufficiali sono montati; essi sono responsabili del buono stato dei cavalli da tiro e del materiale ro tante. A tal uopo essi ricevono un' istrnzionc speciale presso gli squadroni del treno. ·


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CRONACA ES.TERA

Quest'ultima disposizione, già in vigore nei reggimenti attivi e misti, viene ora estesa anche ai reggimenti territoriali. Vettura di campagna per ta fanteria. - L' artiglierin stn costruendo le vetture destinate alle compagnie di fanteria, le quali sosti tuiranno il cassone da battaglìone, il mulo portatore di utensili e la vettura da zappatori del reggimento. Tali vetture si compongono: d'un compartimento anteriore, d'un cofano inferiore e di due cofani da munizioni che contengono complessivamente !6,384 cartucce, ossia 69 per ogni uomo, mentre il cassone da battagHone· ne portava solo 28 per ogni uomo: Segue da ciò che ogni soldato disporrà ora di 292 cartucce invece di 25{. . La nuova veuurn contiene inoltre f.6 ·badili rotondi, 2 badili quadrati,. !J. gravine, 12 picozze e 2 roncole. È tirata da due cavalli che possono essere attaccati a pariglia o in punta. S0ppressio11e dei segnalat01i nelle tmppe non di montagna. - Il ministro della guerra ha stabilito la sopp1·essione dei s~gnalatori nei corpi di truppa non destinati a manovrare in montagna. Tale servizio, bisogna riconoscerlo, non aveva dato brillanti risultati; d'altra parte nei paesi poco accidentati oggi riesce affatto inutile, poichè le notizie portate col velocipede giungono almeno tre volte più presto dei dispacci trasmessi col mozzo dei 3egnali. Le. truppe di montagna conservano questo sistema di trasmissione, poichè, per imperfetto che sia, permette loro di comunicare molto più rapi~ damente che servendosi di cavalieri o di uomini a piedi. Ckissificazione di cavalli e muli. - li Mini~tro della guerra ha diramato ai governatori militnri di P.arigi e di Lione e ai comandanti di corpo d'armala le istruzioni per la classificazione dei cavalli e muli suscettibili. d'esser requisiti pel senizio dell'esercito. Tale operazione, che non deve confondersi col censimento dei cavalli, si compie ogni due anni. Quest'anno avrà luogo dal HS maggio al i5 giugno sui cavaJJi di sei anni e piì·, e sui muli di quattro anni e più.

CRONACA ESTERA

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GERMANIA

Grandi manovre nel corrente anno. - Dal!' Armee- Verordmmgsblatt del i7 marzo si ricavano le seguenti notizie circa le grandi manovre del i892. Eseguiranno grondi manovre alla presenza dell' imperatore i corpi d'armata VIII, XIV e XVI. Nel primo · periodo l'VIII corpo eseguirà manovre contro nemico segnato; ed il XVI manovre a . partiti contrapposti. Quindi i due corpi ·d'armata manovreranno per quattro giorni l'uno contro l'altro. li Xl V eseguirù dapprima manovre contro nemico segnato; e quindi manovrerà per tre giorni contro il XIII corpo (Vurtemberghese). Presso ciascuno dei corpi d'arm11ta VIII e XVI sarà formata una di~isione di cavalleria. Le esercitazioni autunnali dei corpi d'armata che non intervengono alle manovre imperiali si ' ellettueranno secondo il disposto dal regolamento di servizio in campagna. .Cambi parziali di guarn-ir1ione al 1° ottobre. - Dei 4 battaglioni cacciatori di guarnigione in Alsazia (numeri !J., 8, :1.0,i4) i tre di stanza a Colmar (4, fO, { I.e,) saranno al i O ottobre distaccati rispettivamente a Mii.nst.er, Altkirch, S. Ama rin, mentre 1'8° è mantenuto in Schlettstadt. La città di Colmar avrù pe_r contro un intero reggimento fanteria di guarnigione, dovendo ivi essere trasferito il reggimento Principe Luigi Ferdinando di Prussia N. 27 (2° ;'\fogdcburghese) ora di stanza in Magdeburg ed Halberstadt. Il '.! 0 e 3° battaglione del .{37 fanteria saranno trasferiti da Strassburg ad _HagenaO dopo le esercitnioni autunnali. Tende portatili per l'esercito. - Nel bilancio per il ,1892-93 è i'nscriUa per l'adozione delle tende da campo la rilevante somma di marchi 8,760,000. La primo rata è di marchi 4,500,000. La nuova tenda in parola, esperiinentota da qualche riporto in occasione delle esercitazioni autunna li ha fatto buona prova. 8-

A)INO XX XVII, YOL. Il.


CRONACA E STERA

CRONACA ESTERA

Essa consiste in due fl ui tessuti di cotone rettangolari e di colore bruno, provvisti ai margini di bouoni d'ottone. Due di questi teli insieme abbottonati, tesi sopra due bastoni e fissati al terreno mediante 6 picchetti costituiscono la tenda per due uomini. Mediante l'unione di 3 o 4, teli ed anche più ;;i formano pure tende più spaziose. Il tessuto diventa impermeabile non appena inumidito, cosicchè i teli sono anche adoperabili come, mantello per la pioggia. Il peso di un telo con un bastone e 3 picchetti è di grammi 1600.

L'organico degli ufficiali di squadrone consisterà in un mam•iore ed u_n capitano, o due capitani se non vi è maggiore, e due o più :;bo.lterm. Il comandante dello squadrone sarà responso.bile verso il coman<lante <lel reggimento della disciplina, dei cavalli, delle armi, bufotterie, provvisto, ecc di tutto lo squadrone-. Un sergente~maggio~ ed un quartier mastro-sergen te di squadrone saranno assegnati ad ogm squad rone, e verranno in primo Juo~o scelti <lai prese~ti ~ergcuti-maggiori di troop. Il s; rvizio del primo st'riferirà, s?tto la d1rez1one del como.ndo.nte di squadrone, a tutLi i particolari che nguardano l'esercizio, la disciplina, l'economia interna, ecc., dolio squadrone. Il secondo, sotto gli ordini dello stesso ufficiale, terrà la contabilità dello squadrone, prenderà in carico le anni di riserva bufetterie provviste, ecc., e provvederà il foraggio. ' ' Gli squadroni saranno designaU con le lettere A, B, C, D. Impie,qhi a militat·i di riserva o in congedo. - I militari della riserva 0 congedali possono e$5ere impiegati in qualità di fattorini postali. Saranno strettamente osservate, in proposito, le seguenti norn10: ci) i candidati devono essere stati qualificati all'atto di lasciare il servizio, almeno come btwni; b) Devono essere stati sotto le armi non meno di tre anni. Sarà data la preferenza a quelli meglio qualificati e che· hanno più lungo servizio. Non saranno accolte le domande: . 1° Di individui che sicno stati colpevoli di qualsiasi appropriazione -01 danaro; 2° Di individui che siano stati espulsi dal servizio per cattiva con-0otta; · 3° D'individui congeda li con qualifica diversa da quella di esem· plare, ottimo o buono ; 4° D'individui puniti due volte per ubbriachezza durante ~Ii ultimi sei anni di servizio· n ' 5° D'individui puniti una volta per ubbriachezza durante gli ultimi tre anni di servizio.

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GRAN B RETTAGNA

Cavalleria. - Ciascun reggimento di cavalleria inglese constava, fino ad ora, di otto troops, o compagnie, unità amministrattve comandato ciascuna da un capitano e due uffìcìali subalterni. Queste unità, perfettamente distinte in quartiere, si riunivano due a due sul tel'reno per formare gli squadroni, uniti• tattiche comandate dal capirano più anziano fra i due comandanti di troops. II reggimento risultava, perciò, tatticamente, composto di quattro squadroni. Un ordine d'esercito (army order) dell'H febbraio modi fica in parte il precedente stato di cose. Eccone il te8to: S. A. R. il comandante in capo (1), avendo deciso che J'ordina~1ento dello squadrone sia Io stesso in quartiern·ed in campo, ordina che 1 comandanti di reggimento traducano immediatamente in atto le istruzioni seguenti: . In avvenire un reggimento sarà ordinato in q.uattro squadroni e non m otto troops come fino a<l ora.

(t ) Il duca di (;.lrnbridge.

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CRONACA ESTERA

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CRONACA ESTERA

i crediti votati finora per le opere di fortificazione di Bukarest (lavori ed annamento) ascendono a 1.20 milioni di lei (lire), e sono così ripartiti:

GIAPPONE _.

Nuavi cannoni da casta. - li governo giapponese, dopo un concorso, a cui presero parte le principali fabbriche di cannoni del continente europeo, ha ordinato allo stabilimento Schneider del Creuzot (Francia) una certa quantità di cannoni da costa da 27 centimetri di calibro, e della lunghezza di 30 calibri, coi rispettivi affusti.

marzo 1.883 . febbraio 1.886 aprile 1.887 dicembre i887 aprile 1.888 maggio 1889 . maggio ·1890 ottobre 1.891.

H5 milioni 6 » 10 » 6 » 8 » 15

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RUSSIA

RUMANIA

Il nuovo fucile lla millimetri 6,ti. - Dopo varie esperienze comparative fra i fucili a magazzino sistema Doteto~.l\fauser, e l\fannlicher di calibro 6,5 millimetri, il governo rumeno ha definitivamente adottato quest'ultimo sistema. li fucile Mannlicher, modello 1891, del calibro "di 6,5 millimetri è impiegato colla polve1·e senza fumo e possiede una velocità inizialt:l di 700 metri al secondo. Stante la piccolezza del calibro il numero delle cartuccie per soldato potrà essere portato fino a 200. La fabbrica d'armi austriaca di Steyr si è impegnata di fornire 100,000 fucili da 6,5 millimetri con baionetta ·al prezzo di 69 lire. Per ora si è cominciato ad ordinare 5000 fuci li pei battaglioni · cacciatori; in seguito se ne faranno fabbricare altri ,1u0,000 pei reggimenti di fanteria. I crediti per le fortificazioni di Bukarest. - Secondo la Rivista Amatei

, ereazione di sezioni trasporti presso i conumdi di circoscrizione. - Col Prikas N. 33 dell'anno corren1.e viene prescritta la costituzione di una sezione per le comunicazioni e trnsporti delle truppe presso ciascuno stato · maggiore delle circoscrizioni militari di Varsavia, Vilna e Kiev. l capi dalle sezioni saranno scelti fra gli ufficiali di stato maggiore che hanno una perfetta conoscenza del servizio ferroviario, relativamente alle esigenze militari, e dipenderanno direttamente dal capo di stato maggiore della relativa circoscrizione. Ai sopra detti capi spetta di disporre su quanto riguarda i movimenti delle truppe e del ruateriale, la costituzione e l'esercizio del servizio ferroviario e nuviale della zona della rispetti va giurisdizione. Le manovre del 1892. - Quest'anno 4 corpi d'armata e 8 divisioni di cavalleria eseguiranno manovre combinate nelle vicinanze di Mosca, cioè: Governo di Pietroburgo » .; » Mosca . » Kharkov , » Kiev.

Guardia imperiale e i O corpo Granatieri e 13° corpo 9° e -10° corpo H 0 e 12° corpo.


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CRQN~CA ES'.l'ERA

J.,e truppe dei goven1i di Pietroburgo e di Mosca, sotto gli ordini del g_ener:,i,le Obruceff, capo di stato maggiore, formeranno l'a1·mata dell'Est, che manovrerà contro le truppe dei governi di Kharkov e di Kiev, le quali ultime formeranno l'armata dell'Ovest, agli ordini del generale Dragomirov. Colle divisioni di cavalleria, l'effettivo delle truppe che prenderanno parte alle manovre si valuta di 200,000 uomini circa. Rifiuto di nuov'i· fucili. - Riferisce l' Allgemeine Zeitun,g che il ministro della guena russo ha rifiutato di accettare la vrim;i spedizione dei nuovi fucili a ripetizione, stati preparati in alcune fabbriche governative della Francia. Il ministro della guerra fo~dò il suo rifiuto sul fatto che la costruzione dell,~armi non è soddisfacente. Dice il giornale che si cerca di nascondere più ch'è possibile questo fatto. Soggiunge pure che il numero totale dei fucili stati commessi è di 400,000 e l'ultimo limite per la consegna dei medesimi era fissata a luglio 1893; ora in seguito alla non accettazione del primo invio, sarà certo considerevolmente ritardato l'eseguimento completo dell'ordinazione. Cannoni per artiglieria da fortezza. - Col Prikas N. 27 corrente anno venne prescritta per l'artiglieria da fortezza l'adozione di cannoni a tiro rapido da costa e da caponiera da 57 millimetri, cogli affusti, paiuoli e proietti relativi.. Promozioni dei capitani a tenenti colonnelli, 1892. - Il •I O gennaio ·189,2 furono promossi tenenti colonnelli i39 capitani di fanteria e i~ di ca· valleria. Dei t39 capitani di fanteria, 73 ebbero l'avanzamento per anzianità e 66 a scelta. Dei promossi per anzianità, 71 avevano H anni di grado da capitano, uno ne aveva 12, e uno ne aveva i3: L'anzianità di grado dei 66 capitani promossi a scelta ,:aria da 5 anni e 6 mesi a o anni.e i ·I mesi.

SV+ZZERA

La difesa del G-Ottardo: - Per completare la direzione della difesa della piazza e degli esercizii delle truppe destinate a presidiarla, il consiglio federale ha fotto ancora le nomine seguenti:

Ufficiale del materiale - capitano René Geelhaar; Capo della sussistenza - maggiore delle truppe d'amministrazione Hubert Scheuchzer; Medico capo - maggiore Luis Frohlich; Veterinario di stato maggiore - capitano Aronldo Hohn; Sono, poi, addetti (attachés) allo stato maggiore del comando, per impiego speciale: · il colonnello di brigata Rodolfo Gallati; il tenente colonnello Fritz Conradin; il maggiore ErnestKeyser; il capitano Théodore Schmid. È nominato comandante del forte d' Airolo il maggiore d'artiglie1:ia Edouard Dietler (testè capitano di'stato maggiore). ·È nominato capo del genio il tenente colonnello Paul Pfund. Il .consiglio federale ha, inoltre, approvato un'ordinanza siilla protezione delta frontiera durdnte la mobilitazione, secondo la -;nale nelle regioni ·dì frontiera »i faranno depositi d'armi e munizioni, e ~i darà dell~ munizione in deposito acrli uomini della landwehr e del lanòsturm. Stabilimenti d'artiglie;ia. - Sulla proposizione del dipartimento militare il consiglio federale ha deciso di rinunciare, pel momento, all'impianto d'un polverificio nella Svizzera centrale e di una seconda ~abbrica di munizioni. Invece si prevede la dislocazione, totale o pamale, della fabbrica di munizioni nella Svizzera centrale, per l'epoca nella quale· sa.rà raggiunto l'effettivo regolamento ddla munizione. un quinto della munizio~e da fanteria ed artiglieria sarà immagazzinato allo stato semi-compiuto; ed a tale scopo verrà creato nell'a Svizzera centrale un deposito di proiettili non finiti. -Per l'esecuzione di queste decisioni il consiglio federnle attenderà ulteriori prop9ste dal dipartimento militare (ministero della guerra) . . Divieto a.9li ufficiali di sconfinare in uniforme. - Nel mes~ _di _feb· braio u. s. il govarno tedesco vietò agli ufficiali delle guarmg10m ~edesche di fron tiera di penetrare in divisa sul territorio Svizzero: ciò, pare, in seguito al fatto che il governo svizzero abbia scritto alla su~ legazioné a Berlino essere formalmente vietato agli ufficiali e soldati della repubblica di oltrepassare la frontera in uniforme,_facendo intravedere il desiderio che un provvedimento analogo fosse preso dal governo ìmpemle a riguardo degli ufficiali tedeschi. Si afferma che un trattamento identico sia stabilito rispetto agli ufficiali francesi, sebbene qualche giornale tedesco abbia asserito che questi seguitino a confinare in uniforme, mentre gli ufficiali del ·If!i0 fanteria di guarnigione a Costania


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CRONACA ESTERA

si trovano co.me rinchiusi in quel· lembo di ter;.itòl'io germanico. Ad ogni modo, pare si ppssa escludere qualunque ragione politica ·dal preso provvedimento; le origini del quale si dovrebbero cerc~re riel desiderio · dei due governi, elvetico e tedesco, d'impedire il ·ripetersi di alcune scene disgustose accadute, il). seguito ad un alterco, fra ufficiali dei due eserciti, a Sciaffusa, fin dal 1890. . Cattivi tratta:mtnti ·verso i soldati, - Quasi ~CO immediata .dei brntti fatti, che si ripetevanq da tempo nèll'es~rcito tedesco, stigmati~zati tes.tè da un prinèipe tedesco, ecco ora una ·circolare del dipartimento militare fedel'ale, diretta ai capi d'arma e. di servizio ed ai comandanti delle scuole di reclute e di corsi di ripetizione, la· qual~ c'informa ~be neanche Ia·libera e civi.le Elvezia è. imm une dalla deplorevole abitudine di u;are verso i soldati. un tratto inconciliabile colle presenti condizioni di civiltà. Crediamo opportuno riportare il testo della circolare. . « In questi ultimi anni si sono u,diti ancora ·reclami a pl'oposito di ( villanie che istruttori, ufficiali di 'truppa e sottufficiali si .sarebbero « fotto lecito di usare rispetto ai loro subordinati. Quésti reclami sono « stati pergino formulati nelle deliberazioni dell'assemblea federale. , Il dipartimento militare incarica i comandanti delle scuole e Jei « corsi di reprimere con la massima severità qualunqùe villania: di « atti o di parole, che un superiore si permettesse a riguardo d'un in- : , fe riore. Nel soldato svizzero bisogna rispettare il cittadino. L' istru« zione militare deve essere governata in maniera da fare intendere al . « soldato stesso la necessità d' un' assoluta subordinazione. -Egli . deve « entrare al servizio a cuore allegro , deve lavorarvi con .piacere e non « .deve uscirne con sent.irnenti di amarl'zza. · « I riguardi che un supi:iriore deve ai· suoi subordinati non gl' im« pediranno d'altronde d'impiegare una severità inf:lsorabile, ma calma e « ponderata, rispetto a colorò che dimo~treranno cattiva volontà, « Il dipartimento spera che queste rnccomandazioni bastino. Se, mal« grado ciò, nuovi reclami gli perveni5.sero, farà istruire un' inchies.ta stt · « ogni caso specia le e punirà i colpevoli con estremo rigore. » Ufficiali di cavalleria ~nferion al loro mandato. - Il colonnel)Ò Wille capo del. 'arma di cavalleria ha. diramato,. il 20 marzo, agli ufficiali d.i cavalleria, una circolare la quale non deve passare inosservata a rngione . degli alti pr;ncipii che vi son,:i espressi e pc:r il modo elevato di con- · siderarvi la funzione dell' ufficiale negli e;CJ"citi odierni, i quali, più o meno, tendono a quel sistema di milizia di cui l' esercito el vetico. si può considerare come tipo. · Il colonnello Wille comincia dal deplorare la possibilità che i' sol-

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dati sieno meglio montati deglì ufficiali; cio_ che ann_ulla l'influenza 'che tra-scina, e l'entusiasmo che l'ufficiale deve destare nei dipendenti. Lungi 'd~H'anirime coll'esempio, questi· farà davanti al suo riparto una figura miseranda e non sarà mai ali' altezza del . su·o mandato. L' ufficiale che per evitare,· fuori di serviz_io, noie e spese, non si preoccupa . del modo come si presenterà davanti ai . soldati, è' col,p~volc d' qna ne~ligenza che lo rende indegno delle spalline. · , Ma, dove il colonnello Wille formula il più alto insegnamento che dàr si possa1 ad ufficiali, il nel periodo seguente che trascriviamo nella sua eloquente semplicità: ' . « L'esercito .di milizia non è pos~ibile che con ·un corpo d'ufficiali pe( netrato della suà alta importanza e deciso a tutto per imporre· la sua « auto,rità agl' inferiori e meritarne il rispetto. » . · , È vero: a misura che gli eserciti si allargano democrntizzandosi, diventa più ardua la m,issione degli ufficiali; o qu.ell' obbedienza cieèa , dell'inferiore, eh' essi ottenevl)no mediante una legislazione severa e talv_olta ~pietata, oggi non conseguono che guadagnando g!i uomini con l'alto carattere, F intelletto e l'esempio. . .. To;.nando alla circolare del · Wille, vi leggìamo l'affermazione çhe q,ualq_nq ue bravo ufficiale di cavalleria deve far dei sacrificii pei; presen.tarsi alla sua truppa « montando bene un buon cavallo )) condizione , . anche più. necessaria per « ufficiali d'.una cavalleria di milizia ,, _:_ e · che non .si può tollerare « l'indifferenza riguardo all'essere mal montato .e montar male.» · Quindi il ~ille conclude prescrivendo .ai comandanti di scuole di reclute e di corsi di dpetizione : " 1° Che- al principio di ogni servizio sieno ispezionati i cavalli degli u·ffi~iali e che non sieno accettati quélli punto o poco addestrati che s_i rifiùtino al salt~ o creino al cavalier}~ continue diflicoltà, o per età' o conformazione non sieno idonei :il ·servizio; 2° -Che agli ufficiali che si presentano con cavalli disadatti si ~aéc_ia comprendere « in modo seosibile) che mancano agl'impegni assunti e~ agli obblighi che .impongono le spalline; . · 3° Che ne:li uflìciali dis11bituati dal montare a cavallo, o cbe ,dimo,, strino poco g~sto per quest'esercizio, si richiami alla memoria quanto da essi, incaricandoli di pattuglie lunghe. e .si è in dritto di esiaere m . faticose e di corse in terreno difficile e pericolosu. In ultimo, si qualifichino nelle note caratteristiche come n'on idonei al servizio dell'arma, Un:i cavalleria · 1a quale si proponesse come oqiet.tivo ultimo la perfeiione nel cavale/ire sarebbe oggidì inetta alla sua missione; poichè

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çRONACA ESTERA

qu?5to requisito, per qua.~to asso!utamente necessario, è però insufficiente ali alta. e complessa funzione dell arma in guerra. Una cav.allei:ia che non avesse altre doti sarebbe nient'altro che un imbarazzo per l't,sercito ed un peso per lo Stato. E ve n' ha di tal sorta. · Ma e_ce_r'.o eh~ l'abil_ità nel cavalcare è condizione assoluta per mirare a rnag.gwn ideali: ed m questo se.n;;o la circolare del Wille è informata ad un concetto eh' egl~ ~ il più idoneo a giudicare se risponda perfetta_mente ad una reafo deficienza della cavalleria sviz1.e~·a.

RASSEGNA BIBLIOGRAFICA IIENSILE I. Recensioni. E.

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Come operano i g,•andi eset•citi, vo· lume 5° della Biblioleca minima popolare militare.

BARONE . -

Il risveglio che si accentua nella letteratura militare italiana per opera degli ufficiali più giovani del nostro esercito deve riuscire som· mamente gradito a tutti coloro, che comprendono come lo ·studio e la scienza siano le caratteristiche degli eserciti moderni. Alla Rit:ista 1lfili_tare q.uesto risveglio sembra sicura promessa di avvenire glorioso ed è appunto per ciò, che mentre offre spontanea e cordiale ospitalità agli scrit· t.ori, specie se giovani, colti ed intelligenti c.orne il Rarone, non può a meno di essere ur. po' severa nella critica. Questa severità nasce dal · desiderio che gli studi si dirigano su una reua via per l'incremento effettivo della coltura militare nell'esercito e che le forze giovani e vigorose non ~bbiano, trascinate dalla inesperienza, a logorarsi prima di avere dato tutto quel frutto, eh~ legittimamente se ne può attendere. N. B. In questa rubrica la Rivista Militare si propone tli tenere ampiamente informati i suoi lettori del movimento letterario e bibliografico del mese. Stante la natura della rivista stessa questa rubrica si limiterà alla recensione dei libri militari più importanti ed alla indicazione delle opere ed articoli principali che più specialme.ote hanno attinenza all'arte ed alla storia militare: · ' La Rivista Militar e infine farà sempre cenno delle opere dello quali sarà inviata dagli autori o dagli editori una copia alla d:rezione. {Nota della direzione).


RASSEGNA BJBLIOGRAFICA MENSILE

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RASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

Questa severità ci è poi anche consigliata dal fatto che nulla tende mag~iorment~ a guastare i giovani autori e ad arrestarli nei loro progressi letteran'. quanto le lodi incondizionate, le quali, portano ad un esage1:ato sentimento di sè e del_le opere proprie. Il libro del Barone ci h~ dimostrato che l'autore deve essere nutrilo da profondi studi tecnico-militari, frutto di una intellitrenza · eletta e di una Ifeditazione costante e prolungata. · ~ L'autore infatti si muove in un campo che tr)i è molto famigliare come lo sarà, crediamo, in genere agli ufficiali dd :ostro stato ma"gior; · etr)i t o , e ratta con una n~tevole competenza questioni importanti e problemi abbastanza diJficili. Trattandosi di opera di piccola mole, l'autore non poteva certo foi·e ?randi dissertazioni, quindi il suo libro non poteva servire a manifestare idee nuove, bensì a precisare in modo chiaro le idee in generale ammesse. . ?uesto_ scopo l'autore lo ha raggiunto tanto, che il suo libro potrebbe rnt1tolars1: Sunto di strategia. model'mi.

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L'opera ~i divide in quaitro capitoli. . Il primo:_r,apitolo -~ intit,ola to:_ Lo scopo militare e i mezzi della guel'ra.. Lo scopo viene definito « 1esaunmento della potenza m.ilitare nemica.» I mezzi l'autore li riduce a due principali: le forze mobili e le fortificazioni. Delle forze tocca brevemente la parte morale istituendo una specie di parallelo tra la disciplina e )!entusiasmo, poi entra nel suo argomento imprendendo a trattare del ragg-ruppamento di queste forze in grandi organismi, della ragione d'essere dei medesimi, e del loro funzion_am~nto in rapporto alle grandi operazioni. Considera poi le fortificaz10m: le classifica secondo lo scopo · per cui sono costrutte é indicà le condizioni 3 cui devono soddisfare. Premesso che le fortezz: costrinuono l'avv~rsario _a perdere tempo o ad_ immobilizzare una parte· delle sue f~rze, fa un escurs1?ne nella guerra da fortezza, combattendo alcuni pregiudizi che,corrono mtorno alle fortificazioni. . Questo capitolo francamente ci è sembrato un po' sconnesso e abbia:no trovate molte cose, che vengono poi ripetute nei capitoli seguenti, con danno evidente df\ll'armonia del lavoro.

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Per esempio, dello scopo della guerra si parla ampiamente nel terzo ' capitolo (pagina 60 e seguenti), ma se si voleva accennarvi anche in principio, conveniva forse rl!._ccogliere in una prefazione , quest'accenno e quanto subito appresso si dice delle virtù morali. In tal caso si sarebbe potuto parlare di queste ultime senza incastrarle fuor di. proposito fra lo .scopo della guerra e la costituzione delle grandi unità, non dimenticando che oltre la disciplina e l'entusiasmo vi sono altre forze l!'orali che determinano la potenza degli eserciti. Esamini l'egregio autore le guenie passate, senza tenersi all'assolutismo della oramai vecchia teoria . della nazionalità delle guerre, vedrù entrare in scena anche .I' interesse individuale e collettivo, vedrà anche l'eroismo per disperazi~ne _dalla .ciurma della Palestro che eroicamente si affonJa nelle acque, allà cavalleria francèse che carica a l\lorsbronn e a Floing, ve-drà la potenza del comando da Bli.icht-r nel 1806, a Skobeleff é a Gurko nel 1877. È verissimo che un paese può dare mille eroi e non può darne un . milione; è verissi mo che la disciplina non esclude l'entusiasmo; ma non possiamo ammettere che disciplina ed entusiasmo siano soli elementi nel campo morale. Molti miracoli, che una cl'Ìlica superficiale attribuisce alla discipli_nl!, · furnno dovuti alla disciplina e aJI'entusiasmo insieme e mal . saprebbe dirsi quale dei due ci ent.ri di più, e, eon essi, quali altri elementi vi entrano. L'autore dopo aver enunciai.i i criteri determinanti la forza del <>orpo , d'armata ent.ra in particolari di marcie che so.no ripetuti nel capitolo successivo. Non era meglio rimandare a questo il lettore'! Così pure, dopo aver eletto <Jhe alle armate S?no assegnati' C?rpi di ca- · vali.aria indipendenti, si parla del còmpito dei medesimi e se ne paria egr.ègiamente; ma il lettore che vede indica~o qui il còmpito ~i- questi corpi (sul quale, nntul'aimente, si ritorna nei capitoli seguenti) e non vede indicato quello di nessun altro, riceve l'impressione di una mancanza di armonia nelle parti del lavoro. La stessa impressipne si riceve leggendo la bella digressione sul servizio di vettovagliamento; è importante, ma i_dati pratici, che starebbero ,,. benissimo in un manuale, non hanno il loro posto naturale nella trattazione .. L'autore gettatosi nel vasto campo della grande guerra non avrebbe poi dovuto dimenticare ·che fra i mezzi di guerra ve ne è urr,o impor- , tante quanto e più delle fortific;azioni; la flotta . In conclusione nel primo capitolo vi sono cose belle e buone, ma non vi è unità di concetto.


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RASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILll:

La parte prettamente tecnica, è trattata senza astrhsel'Ìe, anzi con molta chiarezza, ma è arida come un commentario di regolamento. . E in piena tecnica siamo ancora nel secondo capitolo: I movimenti delle grandi masse. Esso è molto più breve del primo e, a differenza del primo è tutto di un pezzo. Basterebbe da solo a provare i profondi studi di logistica che ha fatto l'autore. Si' tratta di movimenti di corpi d'armata e di armate, bene studiati, ben concepiti, originali in taluni punti, ma, a parer nostro, non del tutto applicabili da noi. All'applicazione pònsi il lettore, si dirà; qui vi si dà la teoria generale dei grandi movimenti. Sta bentl; ma a quale dei nos[ri teatri di guerra è applicabile questa teoria? Fo;·se a nessuno. La stessa valle del Po, se non è troppo .piccola, è ti·oppo fra stagliat:i. O allora? Allora ciò. nulla toglie al merit') della teoria, nè a quello dell'autore che la svolg~. ma , toglie assai all'opportunità dell'argomento,· sicchè il capitolo tutto intero rimane fuor di posto, e sembra uno studio par:icolare incastrato a forza in un quadro ben più vasto. 11 terzo capitolo s'intitola: Preparazione del tempo di pace. Preparazione di che? Chiunque intenderebbe preparazione della guerra; invece si tratta soltan_to di preparazione dei piani di campagna. Ma, benchè il titolo non lasci indovinare il contenuto, il capitolo si legge volentieri e con profitto. Siamo sempre però uelle astrazioni; nelle generalità applicabili molto all'ingrosso. • Dopo avere accennato alle operazioni, comprese sotto il nome di mobilitazione, l'autore espone varie ipotesi di guerra in cui può trovarsi uno Stato, e che importano una differenza nelle modulità della mobilitazione. Tr,a siffatte ipotesi vi è anche quella di dover combattere contro una coalizione che attacchi da due parti. Comprendiamo _benissimo che, per completa.re una teoria, bisognava esaminare :inche questa ipotesi; ma chiunque vede che per noi vi sarebbe in questo caso una soluzione sola: •accomodarsi al più presto e alla meglio con una parte e far fronte dall'altra. Se l'au tore avesse sfrondato il suo scritto di tu ttociò che pei tedeschi è teorico e pratico, ma per noi è soltanto teorico, la lettura ne sarebbe più gradita e più utile. · Molto ben delineati ci sembrano i caratteri della guerra offen5iva e , della difensiva, e chiara e completa l'esposizione dei motivi che possono indurre uno Stato a scegliere l'una o l'altrn. Vorremmo che leggessero que$IO capitolo coloro i quali ingenuamente credono che la guerra difensiva sia una specie di guerra economica, colla quale, piano ma sano, si possono· ottenere gli stessi risultati che coll'ahra; epperciò vorrebbero,

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non solo guerra· obbligatoriamente difensiva, ma un esercito fallo appl)sta, per essa. . . . . .. . . La discussione dei problemi relat1v1 alla radunata, al pomo sclneiamPnto ~econdo che si tratti di guerra offensiva o difensiva, dimostrano nell'autore una mente elevata; ma ~e egli avesse tentato l'applicazione di qualchP-duno de' suoi teoremi alla nostra situazione politica e militare, .non solo avrebbe fattò cosa opportuna, .ma si sa repbe accorto che l'espressione dei medesimi è talvolta troppo assiomatica . L'assoluto non esiste in nessuna arte, tanto meno ·poi nell'arte della guerra. ·E qui vogtiamo arrischiare ancora una . domanda : p~rchè fra tante ipotesi di guerra offensiva e difensiva non s1 accenna 1~a1, .n~pp~re lo~tanamente; all'esistenza di una flotta? Sarebbe forse rnd1z10 d1 un difetto nell'indirizzo dei nostri studi? È vero che il tema riguarda le operazioni degli eserciti, ma nel suo svolgimento si tratta di m~lte co_se che vi hanno attinenza anche limitata. L'avere o no una flotta m mare, come l'hanno tuttì gli Stati eu1'opei oggidì, non influisce, forse in_ nulla?_ Dovendo scrivere un libl'o del genere di quello del Barone m ltaha non si può nè si deve diment•care che . nel nostro _paese, e~in~nt~me~te marittimo Ja flotta deve essere un meuo potente d1 guerra e dt v1ttona, un eleme~to di dife~a e di offesa tanto importante quanto l'eserc~to.. Sulle coste del Baltico e nel i\lar del Nord si può fare a meno d1 una flotta, perchè colà vi sono vasti est.u~ri;- dt'.ne, .sriaggie deserte' immense zone di acquitrini, senza valore militare n~ polt~1co. . . . . ·. Sulle coste del Tirreno e dell'Adriatico v1 sono c1tta fiorenti, e s1 svolge quasi per due te1'zi l'attiviti1 italiana. · Che l'esercito predomini in Germania va bene, ma ~~o .Stato eh~ ha fra le SLle provin~ie la Sicilia e la Sardegr~a e eh.e a pa1:ita d_1 su~er~.c1e. h~ più.sviluppo di coste di tutti i grandi.St~t1 co~tm~nt~h, n: 1. s_u~1 piam dt guerra, nel suo organismo militare, nei suoi criteri. po~1t1c1, m ~utta la sua vita deve ritenere es1l1'.cito e flotta come elementi d1 eguale unportanza. . - . . li quarto ed ultimo capitolo. Si intitola: Le {~ dell'azione. _La materia e perse stessa più palpabile e l'autore la tratta egreg1~m~nte. ~o stt!e stesso, che gj.à nel terzo capitolo ha cominciato a rilevarsi, s1 ~a vn:o 1.n que~to ed animato come richiede l'argomento. Insomma, le fasi dell azione c1 sembran~ bene rappresentate e discusse. , . . · , E, quantunque fuori del campo dell az10ne, troviamo opport.uno I accenno alla necessità di una mano vigorosa che tenga, durante · la gu~rra, le redini della politica interna e dell'opinione pubblica su.Ila preparaz10ne della guerra.


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Esatto e ben colorito è a nostro avviso il quadro delle grandi battagfo moderne o, per meglio dire, future; rarissime certo sui nostri terreni, ma non it:r.ipossibili. È bello quanto l'autore dice sulla resistemm dopo la battnglia·decisiva; ammettiamo pur noi che non sia follia combattere anche quando non si . può più vincere; ma non crediamo possibile questa resistenza se non presso un popolo che riunisca queste due còndizioni: gloriose tradizioni e felice ig!1oranza. Era precisamente il caso della ~rancia dopo St:ldan.

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In complesso questo libro ci ~ sembrato comP, un vasto quadro, i cui conto.rnj sono sfumati éd indecisi; le figure divengono sempre più distinte quanto più- dalla cornice ci si avvicina al centro. L'autore ha compreso la sintesi dell'azione finale e l'ha esposta sapientemente e felicemente; meno bene è rrnscito nel far la sintesi dell' immenso lavorìo che forma, organizza, muove quegli immensi eserciti che si urtano nella battaglia, tanto meno bene quanto più si è allontanato dal campo strettamente militare. Come studio riassuntivo di strategia è bello e molti ufliciali vi troveranno argomenti per conferenze; come libro popolare, non sarà compreso che dai pochi più istruhi. L'astrazione e la teoricità assoluta che vi predominane,, lo renderanno poco accessibi le. Malgr11do le osservazioni che abbia·mo credtHo nostr~ dovere di fare, il meri~o intrinseco del libro è indiscutibile. ·

Biblio tec,e , ·iilotta 1.1e 1• l '1tf/ì,c·i t1le tli ctiv 11lle 1•in . ·- ( 1a fascicolo: Idee pratiche pel servizio della

o'OTrONF.. -

cavalleria). Il maggiore d'Ottone ha avuta una buona idea: riassumere in opuscoli, del formato stesso dei nostri regolamenti, quant-0 di più impor-

RASSEGNA lllllllOGRAF!CA llENSII,}!;

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tante fu scritto o s1 scriverà sulla cavalleria e sul servizio in izuerra, da autori nostrani e stra nieri, in guisa che, gli ufficiali dell'arma possano avere una piccola biblioteca, poco costosa, facilmente lrasportabile. Nel Pro.9rmnma l'autore dice che questi riassunti non saranno un semplice e arido sommario delle materie trattate: che essi, oltre a contenere io succinto tutto ciò che è svolto minutamente ne' testi originali, saranno :mche corredati di note o di osservazioni. _ Dopo letto attentamente il 1. 0 fascicolo il quale è un sommario del libro del Rosomberg. - Idee pratiche snl servizio della ccwallei-ia dobbiamo però dire che dall'egregio au tore il pubblico militare ha diritto di esigere, nei prossimi fascicoli, qua lcbecosa che si avvicini di più alla perfezion e. Quando in una cinquantina di paginette si vuol riassumere un libro alquanto voluminoso, non basta scrivere un indice molto particolareggiato del libro - per quanto questo indice sia ben fatto. Il ridurre tutto alla medesima scala, por dire così, le cose note e quelle nuove e originali produce l'inconveniente, che mentre all'una parte si dil uno eccessivo sviluppo, ali' altr.i non si dà uno sviluppo sufficiente. Colui che riassume un libro in poche pagine non deve presentare una fo tografia accurata in piccolo formato del libro originale, ma uno schizzo cli esso, in guisa che l'attenzione del lettore possa principalmente esser rivolta sullo irlee più notevoli, trattate con una certa ampicr.za, fermandosi meno sulle co;e che formano il patrimonio dello com uni cogniziou i.

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L'opera del Ro!\emberg, si compone di due parti: la prima che riguarda più specia lmente l'equi1azionc, la seconda che si riferisce alle tvoltizioni - come dicevasi una volta - e al servizio in campagna. In quanto allo prim:i parte facciamo not:ire all':1utore, che egli nelle sue frequenti note, avrelibe fatto bene a richiamare l'attenzione del lettore sul fatto che molte delle idee del Rosemberg sono già sancite e accurat:imente svi lu ppate nel Tomo I e nel Tomo Ill del noslro regolamento d'escrcizi per la ca vallcr1a. 9 -

ANNO xxx,11, YOL. 11.


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RASSEGNA Bll3L10GRAF ICA MENSILE

Trattando della manovro (pag. 70 e seguenti dell'originale, pag. 30 e seguenti del riassunto), il Hosemberg afferma che le evoluzioni più semplici assicurano il buon successo; che il comandare davanti al nemico è assai difficile; e che quindi bisogna adoperare movimenti semplici e avvezzare i cavalieri in modo che sappiano eseguirli e sappiano trovare il loro posto ad occhi chiusi. Il maggiore· d'Ottone toglie argomento da tali. affermazioni del Rosemberg per inserire cruesti suoi concetti in una nota. « Le evoluzioni di cavalleria, ritengo per fermo, dovranno, quanto ~ prima, essere semplificate al massimo grado, sia raccorciando i coc< mandi, sia riducendo questi al minor numero possibile. Sono con« vinto essere di assoluta necessità che, per l'a vvcnire, il comandante « di un corpo di cavalleria debba lirnilarsi ad indicare (col segnale di « tromba, col comando o coll'avvertenza al riparto di base) la forma« zione che vuole ottenere, e gli altri -riparti (in ·seguito al segnale o « comando lom giunto, o per imitazione) dovranno portarsi al loro <C posto il più celeremente possibile. La direzione e l'andatura, a mo« vimento compiuto, dovrà essere quella presa dal comandante in capo. « Così si potranno abolire molt.i dettagli inutili circa l'andatura da « prendersi per l'esecuzione del movimento, il modo di e.seguirlo, la « direzione ecc. lasciando all'iniziativa ed al criterio dei singoli co« m.andanti in sott'ordiue di regolarsi al riguardo ....... bisogna partire « dal principio che in guerra vera l'orgasmo, il terreno, la necessilit « di agi re prontamente e tanti altri fattori non permetteranno quasi « mai di poter manovrare a comand i sul campo di battaglia, come si « usa oggidì; e perniò se vo1Temo davvero possedere una cavalleria « manovriera e non rigida, dovremo cercare di far la muovere e dirioc gere colla semplice indicazione dello scopo da raggiungere». Se dunque non abbiamo frainteso le int.enzioni dello scrittore, sembra a questo che le notevoli semplificazioni apportate nelle manovre della cavalleria da l nostro recente regolamento d'eserci.:i non siano ancora sufficienti per avvicinarsi a quell'ideale di spigliatezza e di prontezza che egli vagheggia. Ora, francamente, a noi sembra che l'appunto non abbia molto fondamento. L'egregio autore sa meglio di noi quale ardito passo avanti abbia segnato il nostro nuovo codice tattico per la cavalleria, sa pure certament1\ che a molti esso parve radicale e semplificato così nella 50stanza e nella forma, da non essern accessibile alla media capacità degli ufficiali subalterni; non ignora che i movimenti dello squadrone sono

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1'idottì precisamente a quei pochi che il Rosembetg vonebbe, con l'ag()fo.nta soltanto delle trasformazioni della colonna · di via, e del!' obli~uare in colonna di plotoni; sa pure che nell'esercizio del manovrare senza comandi il nuovo regolamento ha dato tut.ta l' importanza che. merita; e conosce in fine la cura minuziosa, costante con la quale si :Sono semplificali i comandi. Noi si111no fermamente convinti che in fatto di semplificazione non siamo così addietro come le parole del . maggiore D'Ottone farebbero credere. Guardi un po' a che punto stanno le cose per l'artiglieria .egli che di cannoni e di batterie ha pure perfetta conoscenza - e òica se non è vero che i regolamenti delJa cavalleria - come quelli · {}ella fanteria - sonò avanti di cinquanta anni almeno ai regolamenti dell'altra arma I Trattando del servizio in campagna, l'egregio autore critica un passo -0el Rosemberg dichiarandosi partigiano convinto del concetto che sia un grave danno l'eccessivo frazionamento delle fo rze nelle disposizioni tli sicurezza in ma rcia della cavalleria. E su questa idea - che per vero non è nuova - come pure sulla necessità, per la cavalleria, di disposizioni d'avamposti più semplici di quelle adoperate dalla fanteria, siamo inter11mente d'accordo con l' autore. Le parti che si riferiscono all'ufficiale d'ordinanza, alle ricognizioni in l!>uenerale ' all'uflìciale incaricato della ricoirnizione cli una strada, alla ricognizione d' un passaggio per una colonna, alla ricerca d'un accampamento (perchè - a proposito - questo dev'essere collocato proprio -dietro un bosco, ad nna montd_gna 'ì), all'ufficiale mandato a prendere un ordine, alla compilazione degli !lrdini, ecc. avrebbero meritato un più diffuso svolgimento: la qual cosa l'autore avrebbe potuto fare facilmente, senza oltrepassare la mole del libretto, se si foss~ limitato ad ac.cennare soltanto tanle altl'e questioni che hanno un'importanza alfaLto secondaria. / Noi speriamo che in un ·prossimo fascicolo l'autore, voglia tener .conto di queste osservazioni, fatte nell'interesse della non facile impresa che egli si è assunta. V


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RASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

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RASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

Berlino,

.Begle,nent,:u•isclie SltidieH,

ScHERFF . -

Bath.

Il. Libri di recentissima pubblicazione e di interesse militare

È il 5° studio della serie e si occupa: Del significato della teoria nelle cose militari; è diviso nei seguenti capitol i: 1° Clausewitz e la teoria; 0 ~ Un esempio concreto; ' 3° La teoria ed il terreno; 4° La teoria e l'iniziati va; 5° La teoria e l'avvenire.

a) Arte militare: Strategia · Tattica · Logistica. BELTRAMI.

-

Le g,11e1•1•e dell'tivveni1•e.

-

Napoli,

(}iannini.

G. G. - Se1>t étietles .,nililtii1•es. NouvdLe Re·oue.

Parigi, libreria della °F'ieltl ro,•t·i fl,ct11tion tvitli E:x:e,nples ,.,,,.,, A11swe,•s. - Londra, Sonneschein.

TURNER. -

Si occupano di questi argomenti: La questione dei quadri. - Il grande stato maggiore. - Manovre di autunno. - Le grandi manovre. - La fortificazione e l'artiglieria. - La difesa del iri Francia. - Elementi di guerra secondo il colonnello Maillard. Gli studi sono condotti con molta cura, con ordine e con una serietà di raziocinio che fa ricordare il von der Goltz. \

Duucoo. -

ne~ écl,.d1•etu•s tle 1no11ttigne. -

Parigi,

Lavauzelle. Ru1z

L1~Qus. -

B,•eves consitle•·t.ict·i ones cienciti uiilittr••. - Madrid, Prado, N. 22. DE

sobi·e

P••oposte tli tdcune vt11•itnit-i al 1•egolt.11nento d'ese,•ci~i ,li r,u1.teri,.1. - - Lanciano, C:a-

ROVELLI. -

rabba. SCHULZENDORFF. -

Re'J>etito,•itun tle1• T,11kt;ilt. -

1ino, Eisenscmidt.

Ber-

La casa Bandoin di Parigi hà. iniziata la pubbli~azione dell'opera del generale PrnnRON. - L,11 tléfense tles r,•ontiè,·es tle lt11 F1•t11nce.

Lo scopo di questo libro è stabilito nella prefazione daIJ'autore in questo modo : « Je l'ai entrepris, pour satisl'aire un désir souven t exprimé par Napoléon I.er Ainsi il écrivait, le "9 avril 1807: « Une chaire d'histoire, « où l'on ·ferait connaìtre comment nos frontières ont été défendues « dans ]es diftérentes guerres par !es grands capitaines, ne saurait pro• « duire que de très graods avantages ». Et en ,I81 5, dans une Iettre du 27 mars au rnaréchal Davout: t Faites-moi faire une note de ce qui « s'est passé dans les autres çampagnes, pour la défense de la frontière « de l'Est. Dites-moi quel a été le rèsul tat des opérations combin<\es des « armées de la Moselle et du Rhin, quelles positions l'une et l'autre de « ces armées out dO. prendre pour se trouver en rnesure de se com« hiner ». Il primo volume di 827 pagine comprende la difesa della front'iera dei Pirenei, considerazioni geogralìche, strategiche, lettere dei generali che hanno combattuto al confine franco-isp,•no dal duca di Noailles sotto


RASSgGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

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RASSEGNA BIBLIO GRAFICA MENSILE

L9igi XIV a ~fartinez Campos. Dalla pagina 30_0 comincia lo $Ludio .della fronti era franco-tedesca coll'esame dello schieramento strategico che dovrebbero prendere i francesi . Interessanti i consigli e le prec11uzioni da prendersi in una guerra della Francia contro la Germania. Ct11•te tle la Bé:,>1.n•tition et ,te l'E111:,,lt•ceu1ent tles t1•ou:1.1es de l'tn•111èe F••tuiptdse avec· un

Jndex de Lous Jes régiments (année acLi ve eL armée territoriale) eL une lisLe cornplète de tous Jes officiers supérieurs qui les commandent pour l'année ,1892, à la librairie H. Le Soudier, 1174, boulevard Saint-Germain, à Paris. D ELIIRÙCK -

e MOLTKE. - Veccl,.ia e In tedesco. - Berlino, Walther.

HuBER. - Storia tlegli st,di eu1·011ei. tedesco). - Gotha, Perthes, 4 volumi.

Austria (in

Pubblicazione a dispense della casa Velhagen di Bielefeld che c0mprenderà. 1 140 cùrte. . Grosse,• .l lan,ltdlns. -

Coniilektov,na.i.e •• usb•oistvo. -

REDIGER. -

GEoR17E BASTARD,

~...'luu·ges 1,é,·o'i.111.ees, par

avec dix dessin de Charles More!. -

Paris,

Savi ne. ne !Pli,·tnntu• i• f111e1•et,11•0. .L'e1n:,_,e1•eH•' 1r.ltixi111ilien .1.er - Récil d'un témoin ocu!aire, par le com-

mau d,rnt Cr. .. , Parigi, Caill ière.

È comparsa la parte prima di questo libro del Rediger, professore all'accademia <li stato maggiore di Pietroburgo, interessante paralleh} delle leggi di redutamento, di ordinamento e di ammin istrazione degli eserciti europei, con cenni sulla loro costituzione in tempo di pace e sulla loro mobilitazione. '.l.'t•scl,e-nbt•cli /"iii· tl·i e luli11erliclie 11.lti-

.,.,.,.e. -

Berlino, Luckhardt.

È il primo libro riel genere che compartJ in Germania.

HunL -:- Le ·nm,s. - Praga, Ehrlich .

La storia imedottica della gucna del Messico è poco nota. . .. :Fino a O"!!i oli ultimi momenti cli Massimiliano furono racconM1 piu con fantast~; i~venzione che con storic11 verità. Il libro ora pubblicato è il racconto di un ex-ufficiale del 3° cazaclores (esercito imperiale) che pri~ioniero a Queretaro e San Lnis de Potosi ebbe conoscenza esatta di tut~ ciò clte precedette e seguì il dramma di Queretaro. (Elemosiniere della scuola di Saint Cyr). - L'lieu,·e st1,i-n•è1me. Parigi, Marpon e Flamrnarion.

LANUSSE

Pietro-

burgo, KuJenov.

CAPELLE. -

A.,·,née de Clitilons . . -

F.EOEIIICO, NAPOLEONE

11.uov,• sb•titegi,... -

ANDREE. -

b) Storia militare e generale.

Studio di storia- e di arte rnilitare.

. È un L,ll libro, pt\triottico, ardente, pieno di fede e di entusiasmo; mil itarmente lo si legge volentieri, letterariamente c_ommuove . Nou po:;siamo fate a rneno di citarne alcuni_bra01: . · • Suvez-vou:s hien ce que e'est qu'une armee? Ser2.1ent-ce seulement des chariots, de,; canous qu'on peut jeter à terre..... des foneresses, des poitrines qu'on pulvérisera? « Uue année, uue armée fraoçaise, s'cnteud, c'est !'fune ùe la patrie. " Or les àmes sont immortclles. ( hit,erro"ez donc les sold:its de Metz, de Sedan, Jes défenseurs de ootre beau P.aris. Demandez-leur s'ils ont, cru aux ténèhres éternelles de la tcmhe. Ils vons reganleront étonné5 et vous répondrout par une parole hien simplemais sublime: « :Nlorts !... On verra bien si jamais on tient à le savoir.


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ltASSEON A lJillLIOt:iRAFICA MENSILE

RASSEGNA B1 BLI0 0RAF1CA MENSILE

« L'heure suprème à Sodan ... C'ost tout simplement le paroxysme de la lutte ... C'est l'ltéroismc commo il n'en fut peut-tìtre jamais ... C'est la fìèvre de mourir pour savoir ce qui va le mieux au cceur du vieux Gaulois : L'honneur ! oui l'honneur au prix de tou~ les sacrifices ! » Q1wsto parole pronunziate <la un prete µossono nrnrnYi!{liHe. <( Ponrquoi donc? Est-cc quo le prèt1·0 n'a pas uoo patrie com me vous en ave1. une? Et si quelqu'nn fut ind1fférent à ses gloircs et ii scs mallteurs, ce n'est pas lui, je vous l'assure. S'il ne porte, pas un fusil sur ses épaulcs , il portr. dans sa poitrinc un ccour dcs plus français. Sur !es champs cle .lintaille, ne l'11vez vous pas vu toujour soldats ùo Dic n quancl vous éticz soldat. de l:i Pntrie, vous doorrnut tout ce qu'il avoit dans son coour, pendant que vous, vous donniez au devoir, à l'honneur tout ce quo vous aviez d:1ns le vOtre... (( J'ai retracè un grn ncl uomhre de ces épisotles militaires do nt j'ai eu l'houneur d't:tre lo témoin, à la snitc do celle vocation qu i m'a conduit iiu milieu tic nos arméo:; et pour laquelle je ne cesserai de rendro grac;es au ciel, toout d'aborù an Mexique, aumònier tic cava lerio, j'ai é..:rit la clrargo d'A.catzingo , la ,:harge de Cholula, celle de Zamora, de Gni'C'illo, plus tani et en France, celle de Reischoffen et <l'Elsasshaiisen. • A ujo11r1 l'hui et, après cl'autros sans doutc, ju me per me1s de parlcr des clwrges de Sedan, dc nos cltarges légen(laires dtJ [i'loing •. Ecco poi come racconta i primi movi111enti della cnrica della 2a brigat:i della divisiooe Marguerille(i O ussari e 6° chassours) comandata dal colonnello Dc Bauffremont. • M11intcnaut dont:, c'est lo coloucl commandant la 2c brigade qui va montror au monde (,1onné ce quo peu1•ent de vra is soldats, des soldats coo vaincus que, s' ils no peuvent cueillir les palmes de la victoire, il fau t tout au rnoins conserver intacte cette bello auréole cles hraves el dooner à ceux de l'avoni r l'oxemplo dn tlevoir et rle 1.011:; les <lévouemeots à la grande cause de la patrie ... • Allez <Ione, brnves onfants, écoutez la voix cl u chef qui vous comm110de. Lo prince de Ba11ffremont, lui aussi, veut prouver ce que valent ses soldats. " Il est pa rti. Lui aussi a gra vi ces pentes qui sont hieu cclles d' un nouveau Ca lvnir·e pour les victime$ que In France offre n Dieu pour le salu t de la patrie. • Il arri re sur lo som met rin plateau à la tete de son 1cr huss:mls. « Lcs A llenrnnds croyaienL, sans nul doute, en avoir fi ni avec la poignée dc nos hrnves. Pouvai,mt-ils se liguror qu'il y avait encore chez nos enfonts assez de co courage, de celle témérité iodomptahle

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qui les jetterait au-devaot de lenrs cauon~ et de leurs carabines? Disous clès lors qu'ils ne connaisseut pas les soldats de la France, ces soldats qui résP.rvent pour plus tard 'rles victoire~ qu'ils savent ne pouvoir re111porter anjourd'hui. <( De BaulfrenwnL, avcc ~on régiment, est à peine arrivò sur le plateau qu'il est accueilli par une plnie de mitr:iille et d'obus qui commence à [aire des victimes... Droit et calmo sur son magnifìque coursie.r, il règle les dispositioos de la charge. Son lieuteoant-colonel, de Gaol,ès, partira le premier avec son esc11dron. « Cet ordre est à peino reçn que Gantès a la tèt.e emportéo et tomhe mortel!emeot atteint... •

MAllRlS. -

G.uoos -

Lm•,l 1Jlo,at,,011e. -

P EHEZ. -

Londra, Macmillaò.

'.l.'1•,,r111y1.11•, un,, p11gin11 '" 11to1•itt.

Madrid.

È un lavoro tradotto oramai iu quasi tutte le lingue e che è giunto alla 7a edizio!le. Bade,·11 or I111li11. -

HtNE. -

Oxford, Clarendon.

· È la storia dei Maraui e dei Scindio , durante le loro guerre colla invadente com pagnia delle Indie Orientali.

e) Letteratura militare.

G11ill11u1ne, so11 11eu11le et son 111•»1ée fin ,le 'I 891 . · - Parigi, Den tu.

H ECKEDOR N. -

,ì

t,,

Libro satirico non sprovYisto di giudiziose ossen·azioni e di aneddoti interessanti.


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HASSE ONA BIBLI OGRAFICA MEN SILE

R ICC IIIAI\Dl.

LI

1•òt11fn1~0

tli

HH

tif/icirde.

Roma,

tipog. Voghera. È così raro il trovare in ILalia un buon romanzo e di soprn più un romanzo militare, che siamo certi di essere nel vero asserenJo che questo del P.i cchiardi sarà un libro che forà fo rtuna . È una storia semplice di un nrntrimonio d'amore fa tto solo col vincolo religio:;o per mancanza di dote, delle rel:i tive vicende dolorose che si termio:ino in no ma1rimonio civi le reso possibile d:ille dimis$ioni dell'uffi ciale. Il libro non sarà disciplinarmente raccomandabile, ma artisticamente è hello. La vito vera vi scorre dalla prima pagina all'u ltima; l'osservazione dei carat.teri è accuraw; ben poco vi è di esagerato o cli artificiale. All'n utore auguriamo che lasciando il romanzo a tc:;i obbligata, che un po' qua e là traspare forzando le situazion i, obbia la fortuna che merita il suo ingegno e possa in breve da rci un altro la,•oro che, se le promesse del primo non falli scono, gli assicurerò un posto distinto nella nostri\ letteratura militare. H EnDÉ. -

-

.E'1·ran~ais et RHsses en C,·iuiée. -

Lellres.

Parigi , Calman Lévy.

Sono le lettere del generale Herbé alla famiglia durante la carnpngna del 1SM-55. Per comprendere l' indo le del libro basta leggere questo brano che si riferisce ad un ~olloquio fra i generali Faill v e Polooski dopo l'llttacco del 1Iamelon Vert mentre erano, durante l';rmistizio, incaricati di dirigere lo sgom bro dei fer iti : « ..... Le général de Failly :ll'ait fait apporter 1111 panier de « champagne ... .. « Les deux géoéranx ca uaaient nmicalerneot. .... « - Voulez-vous me permettt·e, dit le génér~I de Failly, de vous offrir « de porter un toast à la paix, avec du vin fraoç.iis '? e - J'accepte avec le plus grand plaisir. « Et le champagne conia dans les gobelcts de fer hauu, quo conten11i1, aussi le panier. • C'étlli t. d'un effet charmaut. « Mais que se passait-il, pendant ce temps, entre les soldats des dcux nations ? « Une source limpide et fraich e conlait au <lessous de nous; Rnsses et Français la conn11issaicnt bien ceue wurce, et dès que le dra peau

RASSEGNA BIBLIO GHA FICA MENSILE

blanc s'ètait montré, les uos et le$ autres s'étaieut pr.lcipités ponr s'eil approcher. l es zouaves, nrrivés Ics premiers, étaient là plus de soixaute, et deux on trois bidons seul ement pouvaient se remplir il la fois; Ics Russes devaient donc attendre leur tour. Mai s la galanterie? c'esl une coquetterie vis-à-vis d'un ennemi ! ' • L_es zouaves prirent les bidons des Russi:s, !es leur passèrent tout remplr!'., et ne soDgèrent ÌI eux qne quand tous les Ru~ses furent servis. · (( Ceux- ci, touclaés du prociidé, rctournèrent da D5 lenrs poste,, et rapportèrent leurs ration d'eau-de vie pour cn remplir les Lidons cles zouaves. (( Et ces hommes soni cn ucmis? <( Non, la politique a pu les foire adversaires ; ils se battent parce que c'est le dcvo ir, ils se battent bien, s:ins merci, mais jamais elle ne pourra en fai re des ennemis » . · . Ed emi un altro episodio accaduto dopo che il capitano Herbé avanzat()Si verso un posto russo era stato costretto a rifugiarsi in una grotta da dove coutiuuava un fu oto abbastanza vivo co~tro i Russi. e Il élait. 5 henre;; et de mie; ou ::i vaiL apporté la soupe aux chasseurs, je fis ces~er le feu, pou r leur permettrti de prendre leur repas. <( La soupe mangée, un des chasseu rs me dit: • - Mon cn pitaioe, nous n' a vons pas d'eau , nos hidons sont a vide:;. • - Que l'Onlez vous que j'y l'asse, je n'ai pas d'eau à vous • . donner. « C'est bien vra i, mais il y a de l'eau à In rivière. «Vous mc In donnez belle, la ri l'ièro ne pa~se pas da11s le (( poste. • - On pourrait y aller, si vous le permettei. « - Et ies Jìusscs'? « - lls 0111. besoin d'eau comme nous, on pourrait s'entendrc. cr Entendcz-vous. « Et, tout anssitòt, ce m6111e ch1;sscur suspend it son liidon au bout de sn carabine, et le faisant balaucer eu dehors de l'abri, il se mit à crier: « Bono Mosroves, Ilono Moscoves. <( Et les Rnsses de répondrc : « Ilono Francès, Bono Frane~,,, en montrimt aussi un bidoù, au boot d'un fusi!.


Il.ASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

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RASSEGNA B1BLIOGRAFICA MENSILE

« L'accorci était fait.

• Trois ou quatre chassenrs se chargcnt des bidons de leurs camarades et s'avaucent traucruillement ver;; la rivière, tandis que le nu~me nombrc rle Russes, qu itlnnt aussi leur abri, se portent cn :ivant. • La rivière n'a guère que vingt à vingt-cioq mètres de largenr en cet. endroit; les hommes des deux post.es ge,ticulent, en parl an t chacun dans sa langue, se faisant des signes d'une rive à l'autre. " Un qnart d'heure après, Russes et Franç:1is étaient reutrés derrière leu rs abris. • Qnc diable pouviez- vous bien vous dir~. ils ne parlent pas fran« çais, ut vous ne conuaissez pas un seuI mot russe ? • - Ils nous demaodaient pourquoi nous avions t.~ut tirc\ et nous • leurs avons dit qne c'était à cause de la présence d'un offìcier de • ronde ; il s nous ou t dem andé ensuite, s' ils nous avaient tné ou « blessé quclqu'un, nous leur avoas fo it la mème question, m:iis il • n'y n cu pcrsonne de totH·,hé, ni d'un coté ni de l'autre. « Comment s'éiaient-ils compris ? « Enigme... • Jc m'iuformai auprè~ du sergent, pour savoir commcnt les denx postes avaient pu s'entendrc si vite pour aller chercher l'can dont ils a vaient hesoin ? • Je n'en sa is rien, me dit-i l, la consigoe se passe clc poste eo « po~te, et jamais il n'y a eu d'erreur; par cxc•mplc, il ne faudrait « pas s'nventurer avant dc s'&tre rùciproquement accordé In perrnission « de sortir, on serait bieo sur de n'etre pas munagé "·

lii. Articoli notevoli delle Riviste del mese di marzo. a) Riviste italiane.

Sulla Nuova Antologia scgnialamo un articolo biografico del generale Corsi sul Princi pe Eugenio di Savoia, una brillante descrizione del colonnello Barntieri di paesaggi eri trei intitolata Negli lfabab.

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Interessantissimo dal punto di vista strategico militare è lo studio del colonnello Goiran sulle strade ferrate nazionali e la difesa dello Stato. L'autore, accennata l'importanza mil itare e pol itica di una perfetta rete ferroviaria tocca molte qu istiooi di attualit~. esamina la politica ferrovi aria dal 1879 in poi e definisce, col la sua nota competenza, i veri com pitt ch e potranno avere nella difesa ùello Stalo (parola di cui tanto si abusa e si è abusato) le liucc di nuova costruzione . Amare verità fanno capolino ed impressionauo qua e là, rese più dolorose per la forma squ isi ta e gentile dello scritto. Il lavoro del colonnello Goiran è un lavoro serio, meditato e che tutti i nostri uomini politici dovrebbero leggere, poichè grande profitto ne trarrebbero vedendo quanto siamo lontan i ancora dall'ispirarci ai sani criteri tli una politica ferroviaria nazionale, aozichè finanziaria od elettorale.

li Giornale Medico del R. Esercito e della R. Marina porta un resocon to importante delle qni:;tiooi di medicina mi litare tratta te nel X congresso medico di Berlino. La Rivista marittima contiene un hell' arucolo sui sil uri del comandante Asmto, molto gi udizioso e ben a proposito ·pubblicato per ricondul"J'O al loro vero va lore i pareri emessi con tanta facilità da uomini incompetenti. Interessante: Lii navigazione transor.ennica della marina mercanti le germanica - e la continuazione: del Vocabolario dt esplosi vi. Abbiamo ricevuto il primo numero della Rivista di fanteria, pubblicazione qu inuicioale dovuta alla coraggiosa iniziativa tli alcuni giovani nostri ullì cial i. Auguriamo loro di buon c1ore che l"i mpresa riesca e che lo slancio della loro gioventù non si arresti contro gli ostacoli che attnwer., eran110 incluhhiamente la via della nostra consorel la. La presentazione del la RìDista è fatta dal distinto e giovane scrittore che si nasconde sotto il pseudonimo di~ - r .; tale preseotnzione rido tta al suo concetto fonda mentale, dice: come le altre anni si basano sui cavalli e sui mezzi tecnici, la fanteria si ht1sa sugli uomini e che

I


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RASSEGNA BlBLIOGRA'l"lCA ME NSILE

occorre per gli uomini come per le :irmi una preparazione di meditazione e di studi ed a cruesti studi è destinata la Rùiista di fanteria. Noi uon comprendiamo bene, perchè questo lavoro debba forsi per la fanteria soltanto; e non lo comprendiamo per due ragioni. In primis, perchè ci sembra che il ragionamento dell'egregio direttore della Rivista di fanteria non sia gran fatto logico in crueste fr:isi: « I fattori tecn-ici dipendono in generale da circostanze costanti; le difti.1« renze da un cannone all' attro dello stesso rnodello sono i?ifinitmnente pie« cole; un medesimo crmnone colla medesimci carica fornisce lo stesso tiro , · « o quasi,, in qua.hinque stagione, o lu-0,qo od ora; il cavallo è di poco più « sensibile del cannone all'ambiente fisico e le differen;ze dei cavallo a ca·<e vallo sono un poco più notevoli che non quelle da cannone a cannone, ·,:na « il cavallo è ad o_qni modo insensibile alt' ambiente nioralr. « Invece i fattori morali dipendono principalmente da circostanze mute« volissime; ma l'iiomo è sensibilissimo atl'arnbiente fisico ed al morale; ma « le d·ifferenze da uomo a iwrno sono irnrnense. « E cosi rnentre la preparazione delle armi tecniche 11 sempl-ice m rchè si « r-iduce a formule , quella della f1interia. è intricatci e non si può ridurre « all'applica zio ne di f ormuk «.Il cmmone da 9 ha le tavole di tii'o che vanno bene per tiitti i pezzi di « quel calibro; il cavallo mciremmano si fa e si monta in un certo modo che « va bene e sempre per quanti sono maremma.ni; l'uomo non ha regole per ·« ,9owwncwlo che vadano bene per tutti, nè, ver lo stesso individuo, sempre. « E le difficoltà crescono pel fatto che la cavalleria e l' artigliei·ia sono « arrni sperùnentali, mentre la fanteria 11on lo è, o solo pochissimo. Al po« l(gono si provano i pezzi, e come /frano al poligono tireranno certo in '<I guerra; nelle brugh·iere si vrov1ino i cavalli, e come gciloppano in brn« ghieta, _qaloppe1·anno certo in campagua. 1lfa tutto quello clw si (ci dalla « fonte·ria in ternpo cli pace - tiro al bersaglio, campi, manovre - di ras« somi,ql-iante alla giwrra, è così grandemente dissirnile dalla yuerra, che « non si può chiamarlo esperimento. » In secondo luogo p,1i perchè non $ono soltanto i pi:ohlemi dell'ufficia le di fanteria non si risolvono col compasso ma tutta la guerra non è quistione di compasso . La carica di uno squadrone o il tiro di una batteria non sono cose da tavolino, richiedono in tutti ufficiali e gregari calma, coraggio, animo sereno, istruzione tecnica e tattica, iniziativa , tanto quanto il condune un battaglione all'attacco. I cavalli non caricano, i cannoni non sparano senza l'uomo, tanto come i fucili non agiscono da soli. ' Ci sembra quindi che sarebbe stato molto più utile creare una R.i-

ltASSEGNA BIBL10GRA F ICA ME NSILE

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vista di fanteria, che, non alla fanteria sola, dedicasse l'opern sua ma a tutte le armi o, come intende ginstamente il dirctt.ore, iigli uomini che si servono di queste anni . Oggi le cognizioni militari genernli intere$sano gl_i ufficiali ~utti. Le speciaìità possono aliogarsi in \'assegne tecnolog1ch~; .la ~c,enza dell a guerra, unica e sola nelle sue molteplici estrinsecaz1on1., n chrede un'unità morale ed intel lettnale che alla Rivista di fantcna sembra . essere sfuggita.

b) Riviste francesi e svizzere.

Revue militaire suisse. - Interessante e patrior.tico studio: Svizzeri al servizio francese nel Ia cnmpagna del ·I8·12 . •

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«

Gli

Revue d'artillerie. - Segna liamo di buon grado la « Préparation d'une batterie de ca mpagne à la guerre », l.Jcllo studio pratico rii qu:n1~0 òrwe eseguirç la batteria - Mobilitazione - Trasporto. per fer.rov1a - Marcia - Accantonamenti - Servizio del cam po d1 lrnttaglia Servizio delle truppe e dei quadri - Approvvigionamento - Servizi . giornalieri. Ripoi·tia mo la conclusione, qnantunque non sarebbe 1nte1:a~ei~te :ip plicabile da noi, visto che i regolamenti d~ll.a .nostra art1ghen a non sono fatti col solo ed unico scopo del serv1z10 iU campngnii . • Je terminerai donc en répondant il la 11uestion po,:ée au début de « cette étude: oui, la préparation d'une batterie de régiment m1 ser• vice de guerre est, par la stricte application des règlements en • vioueur compatihle :iver~ !es besoins journaliers de l'armc. ' · personne ~ e «<>Or, que les règlements soieot ~trictem:~t app 1·1qn~s, « saurait en douter. Mais, en pare1 lle .manere, le $ent1ment de la d1~ scipline ne suffit pas, il faut encorc la confiance et ~a foi dans la r rénssite. Eh bien, que !'on me permette cette express10n, nous res« tons un peu inti midès devant nos règlemcnts nouveanx. _Il semble « que nous ayons quelque peine à nous affranchir ~es a.nc1ens. Av~c • le régirne actuel, le capi taine ;1 vu, d'une manière s1n~t'.lrère: .grandir « son role et croìtre sa responsabilité. Dans l'ord re adni1mstrat1f comme


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R ASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

RASSEG::-.A ll!BUOGRAFICA )TENS ILE

« dao s l'ordre puremeot mi li taire, les détails du commandemelll de • la batterie sont mul tiples; la tùche de les coocilier n'est pas toujours « simple. ~·est-elle pas rchaussée p11r l'idée prédominanre de la pré" parntion à la guerre? N'est-ce point là le bnt unique qne nous ne « devoos pas pcrdre de vue et n'est-ce point aussi la partie fa plus « belle de notrc mission? Tout, ici, dépend de notre initiative faci « litée pa r la confi ance de nos chcfs et contròl<:e par lenr expé~ience. « Pour réu_ssir, règlcment oops donne les outils nécessaires; après " !es premiers tatooaement:S, nous les t.iendrons d'une main ferme et « nous nous cn sonrirous hardimout, :i iusi qn'il nous sera perm is de , le fo ire. Le service en ca mpagoo a liesoin d'entrer dans nos moours « d'artilleurs ! N'en est-il pas de mème de tout manreu,rre nouvelle? « Certe.;, rieu n'est plus nature! que d'aborder gauchemcnt, pour la « première foi; , des enseignemeots d'une uaturc aussi déJic;ate. Est-ce « une raison pour reculer devant eu:c? N'est-ce poiot en les répètant e fréquernmeut que nous nous memom;, au contraire, en mesnre d'io« struire nos inférienrs? Dussions-nous, au déout, hésiter ou mèmc « ~o,u, tromper_, nous recomme_ncerons. Les résultab no tarderout pas « a ctrc bons >ò t chacuu veut b1en avant tout croire au succès. »

commendevoli per chial'ezza e per precisione, cd una nonw1 irn portnote sul l'impiego della forrovia tr:mscceanica del Cauadà per le relazioni mi liLa ri fra l'l ngltilterro. e l'estremo Oriente. Citiamo la concl usiouc di ciuesto nrticolo assai notevole, in relaziooe alla posizione inglese io Egitto, posizione clie io Francia è stata aueutamentc studiata: " En rùsnmé, In rontc de 1'.[nde par le CaUilda, tiès sensilJlement « plus longue que celle par Suez ou le Cap, ne préseu terait qu'un seul « avantage positif, en cas de guerre de I' Aoglcterre avec une pois« sance eu ropéeone: celui tl'ètre pl us racilc à gnrdcr et de pcrmettre « l't.mploi de plu:; grandes vi to:1ses daus In traversée tlu Dominion « caMdien. Cet avantagc anrait d'aillours, pouf' contrepartic, une pro• longation des trnver~(!-Cs. En ce ciui concerne les communication entre « l'Angleterrc, la clÌtc est du Pacifique, le Jupon et le nord de lo Chiue, « la voie Ha lifax-Vaucouver peut ètre consid1}rée, dès maintenant, comrne « l:i plus a vantageuse à t.ous égards. •

ie

Noti11mo sul Journal des scien1Jes militaires uno studio sulla neutralità del Belgio e della Srizzera, inteso :i dimostrare la convenienza della Francia a rispNtare wle neutrnlità. Segnali11mo pure: La loi des caJres. De~ marches et manreuvres eu pays de montagnes. L'armée frnnça ise en 1690. La tnctique de combot de l' io fo nterie. La risoluzione di problemi logistici mediilnte un nuovo T ableau de marche proposto dal c-0rnandante Bourdeau. Su_lla . ~~v~e du cercle militaire segnaliamo in modo specinle ai nostri u(f1cialt un bel sunto di notizie sull 'ordi namento militare austroungarico.

La Revue militaire de l'étranger porta uno studio riassuntivo delle manovre austro-ungariche de l ,J89·1, tratto dai periodici austriaci assai

Lo Spectateur militaire ha uno studio abbastanza interess:1 ntc intitolato: « Con11ncnt la coocentrat.ion frnnrai se peut prendre uue grande av:.i nce sur l:1 couco.11.tn1tion allemande. » . Sono pu re note voi i: La revision dc la loi des cadre,;. l e chef iieu de xxe corps. À prupos dc t:onférenccs, Può interessare come :;unto storico delle varie forme assunte tlal 1I inist.ero dell:i guerra in Fram:ia, lr, fin!l dello studio di Boissnnoet: L'arm1:e territocin le.

La Revue de cavalerie oltre la continuazione dei lavori storici già incominciati nel rne~c di ft> hhraio port:i due iut.cressanti articoli . Il prim<1, nna lettera diretta « il mon sicur le mi nistre de la guerre chef responsnble rie l'ormé~ » ci rivel:i uno strano stato di co~c nell'arma di cavalleria in F r<1n,ia, poichè sembra che manchi c,olù affatto nu 'unità di i11dirizzo sapiente ed uua uniLi1 di impiego per In cnvallerin. Heclnm:rn rlo un dillatore che riunisca in nn sol fascio le forze della caYalleria ora regolate ,la parecchi capi, l'autore della lettera, in fo rma 11 bbastanza vi vacc, ùi,c che il dittatore deve :iyere tal i poteri che « aucu11ù rés is1.uncc onvertc ou occul te, aucunc rnanva ise volontr., « aucuue inertie ne puisseuL cntra\•er son action. » ·1 0 -

ANNO XXXVII

vor..

Il.


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RASSEGNA BIBLIOGRAFICA MENSILE

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RASSEGN ,\ Dil3LI0GltAFICA ME·N SILE

Queste p11role J11sc·ano supporre che « résistance, mauvaise YOlonté " e « ìnertie » ci siano iu una parte dell'esercito francese. La _lettera ci m?stra poi un seotimeuto della disl:ipl ina, all;i quale non siamo ab1t.uat1, specialmente per queste frasi: • Fnites votre_eocructe: vous verrez que ·Je découragemeot est en «, core plus prolond et le orni eocore plus grau<l que nous a'avons « pn le clirs . » • Rcndez il la cavalerie l'ordrc, la calme, la discipl ine. Donoez- lu i « l'unité de direction , l'unité de doctrine et un commandement nou « pas sirnplem ent raj euné mais régénòré. ,l « Si un11 pareilie responsabilité vous para it trop lourde, consultez « l'histoire: vons y trouverez la puissimt.e lcc;on d'un de vos devau « ciers >> (Louvois). · " .. ... Insp1rez-vous donc de ce liaut exemplr.. Souvenez-vo us « '!ne ,~otre plus noble ambitioo a été de · devenir l'organisateur de « I ;1rrnee, et qne ce ser::i peut-ètre un .iour votre ti tre de gioire. ,, • ~~nvenez-vou:; encore que l'nutorité ne va jamais sans la respon• sab1l_1 té, et que, Uìt OLl tard, celle-ci écrase cenx qui ont essay6 dc « se. rlerober davant elle. Vo11s etes le t:hef suprème et responsable: « fa11es votre devorr ! » Il secondo articolo importau te è: " L'emploi de la lauce »; con profonda conoscenza del va lore mornìe di cpiest'arma e del vero suo carattere, l'autore dice che colla lauci~ n~n occ~rre conoscerè che un solo movimento: in guardin; un solo 1mp1ego, I offensiva; una sola andatura, In carica.

9 marzo - Iuspection générales de •1892. 12 » - Le solde des officìers supérieurs, Paragoµe fra gli stipendi tedeschi e francesi . - La colonisatiou du Soudan frança is. 19 marzo - Le caserme durante la notte (a proposito dei recenti .atfentati degli anarchici). 24- marzo - La requisition des chevaux. )) Recrntement des généranx. 26 La cavalerie indépendante. » 29

e) R iviste t edesche, austriache, russe, inglesi.

Sui Neue Militarische Bl atter abbiamo notato gl i articoli: La questione orienta le, - Torpedini. - L'approvigionamento di Parigi dal '18 settembre 1870 aì 28 gennaio 187·1 . - La Rnssia e la guerra, esame della situazione politic.a. interna ~d . esterna e della poteuza marittima della Russia. 1

Sul Jarbilcher fu r die deutsche armee und marine

L'Avenir militaire ha i seglieut.i articoli notevoli : 1° marzo - Les lcçons à tirer des manoeuvrés. 8 - L'avenir de l'armée térritoriale. - Les modifications aux tarifs de solde. H-·15m,1rzo- Les combats et les feu x d'i o.fanterie. ·I8 Le nouvel é1uipernent de l'infanterie. - Les contingents coloniaux. 22 marzo - La mission sociale de l'oflìcier.

seguenti

,studi:

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Per la tattica dell 'avvenire: Le ultime f:,si del l11 difesa e del•l'attacco; ~i.1rcia all'attacco; Fuoco marciando; Posate gli z;iini; Com.battimento di notte. - Batterie 11 ti ro curvo nella guerra campale. - Osservazioni sul le manovre navali tedesche . - Il riordinamento dell'esercito rumeno. Il Militar Wochenblatt porta i seguen1i interessantissimi articoli: 2 marzo - Notizie militari dalla Russia e dall'Oland;i. 5 » Come 1:i può migliorare il vettovagl iamento delle 4rnppe in pace senza spes3?

Ab? iamo letto con interesse sul Progrès militaire gli articoli segueou: 2 marzo - La t,ic:tiqne d'artillerie, esame delle opinioni del generale russo Baumgarten.

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!{ASSEGNA BIBLIOG RAFICA MENSILE

RASSEGNA B1BL10GRA1)'lCA MENSI LE

Sulla marina russa. . 12 » • - _Considerazioni sull'opera: Studien iiber den Krie" 0 d1 Verdy du 'Vtlrno1s. ,f 9 e 2-~ marzo - Le esercìtazion i delle batterie da ca mpn "il" . 30 · ' · • o .. , . » . - Cavallem russa contro Htiglieria. - Marcia d'io· verno m Russia.

Un altro sull'areo:-tatica militare e<l una traùuzione dalla Marine R1mdscha1.t ùel resoconto stille manovre navali ru,;se nel ,1891 nel golfo di Finlandia.

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marzo -

Sulla Deutsche Heeres Zeitung meritano menzione : 2 e 5 marzo - Considerazioni sulla tattica nav::de. 2, 5 P. 12 marzo - la straterria " di Federico e di" .,"a IJoIeone. ,12 marzo - La legge contro gli scrittori mi litHi. 2~ » - Studien i.il)er deo Krieg di Verdy du Vernois. 2a e 30 marzo - I l gran quartiere geuerale tedesco nei "iorai 0 ·I 1 e ,f 8 agosto ·1870'.

. L'Organ_de_r militar-wissenschaftlichen Vereine porta Je segueut.1· mteressanussuue couferenze, di cui consiglia mo un'attenta lettura: Uehm. - Idee sulla costrnzione di nuovi ti.pi di forti6cazioui c:impali nella guerr:t cli fortezza . I<romar. - Le nuove armi portatili. Sclmeidcr. - Servizio della cavalleria in campaaaa (con esempi 0 e cane), studio applicativo oltremodo commendevole. Sullo Streffleu r notiamo volentieri: Un patriottico studio su l:lndetzky. Un interessante lavoro del tenen te colonnello Hartl , del)'"15t"tI U tO (i . . geogra 1~0 mi 11tare . austriaco sulle misure e su i la ,ori geodetici e topogra fi ci nell a pen1:1ola balciin ica. del nuovo cod·ice pena Ie .Vi . è pure • . un giuflizioso e$a cne del proaetto ., m 111tarc 1tali1tno ed uu articolo notevole sul valore e sull'im ieo-o in p 0 guerra delle forze navii li.

Sul Journal of _the Royal United Service lnsti tution ahbiamo lato due bei lavori:

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_ Uno Jell':ur1mi_rnglio Loug circa la probabile inl1uenz a sulla tatt1c.a_e sulla cos1ruzt0111~ navale dell'introdu1.ioue dell'artHi eria a tiro 0 rapido.

Snll' Army and Navy Gazette sono intere:;santi le notizie contenute nei seguenti artico Ii: 5 marzo - Campo di cavalleria iu I mlia. ,J 2 marzo .:.... Il bi lancio clell:i marina. ,19 marzo - Servizio a bordo. - Reclu tamento. 26 marzo - La marina inglese e la sua presen te inferiorità . Sulla Voiennii Svornik sono notevoli i seguenti lavori, oltre le contmuazioui della monoi:rrafia ,.tori c11 cJellP- operazioni dei di,.1accamenti di Gurko nei Balkani e dello sturlio: Gli clementi morali nelle mani cli Souwarow. Vi sono pnre rp1esti lavori: In1rocluzione ollo studio scientifico tlella lfllticu . L'attacco :iccclernto delle fortezze. L'oasi di Kiva. Il tiro ria cav:illo. li go,·erno di Orenburg e i suoi progressi negli ultimi ·12 anni.

L'Invalido russo porta le seguenti notizie del-(ne t!i meoziooc. N. 42 . -

N. /~:3. N. >i4. N. ,~6. N. 54.

Importllnw militare e maritti111a degli stretti Llanesi. E::-posizione delln socielù tecnica rnssa. te rnarcic d'inverno delle trnppe di Armenia. L'a vanznmento nell'esercito rnsso. L'alimcnt;izione di campai:ma,

Il Razviedtcik -

N. 89 -

E pisodi della rivoluzione di Polonia

(~ 86'2·64).

d) Riviste va rie.

Con vero interesse abhiumo leuo una Rivista militare cbe ili rado pen•iene fino a noi e cioè quella Chilena. Basterà il sommario dei numeri dei mesi di gennaio e febbraio per fnr Yedere con quanto interesse la repubblica .\ udina ::i occupi cli cc.,sc militari .


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RASSEGNA BIBLlOGRAFlCA lfENSILE

Volvemo,s à lq luz. Cauone.s de tiro ràpido por el ten,eute · Salvo . corone1 don J. de la C. Salv;a artillerìa moderna, por el ,teuiente corone! don J. rie la C. lnstr~cciones para el tiro al hlanc,> (conclusiou), por e! i!encral don Estan1slao del Canto. ,. Parte. oficial _del comandante en J·ere del e1crc1to · · ·· constitucional. La alnnen tncwn del solda do, traduccion del cirujano ,, o de la armada don Ramon Blaitt. Cron'.ca na:.:ional, p~r el c:i,pitan clou Luis Hojas Sot.omayor. Planchas de acero-n1que l para blindajes. El cau?u Canet de 32 ceotimetros, cÌe 40 calibrcs. . Explos1on de un canon Krupp por el tenieote corone! don J. de la C. Salvo. La obedienci11 pasiva del ejército, por Athos. P.r~ycct? _de Jey sobre organizaciou y pianta del ejército. Patte dc las bata llas de Concou vJ 1°a PI ac,·11 a, pasafo 1 E ohc1al ~ por e sta<1o iiayor Geoeral (ultima rivoluzione chi]ena).

Rivista cientifico militar. Notiamo: Un 'Diaggio a Jlfayonza del co lonnello del Ù'eùio De L LI . l . o a ave. L ., l , . .· · clella, J',IU · terra . sparrnuo 1 ·a Il" ee~c11z10ne ee1 nuovo h1cile Mause1· '· nuovo regolamento t.:ltlico del la fanteria italiana. "' .

Estudios militares di Toledo Articoli notevoli sono: Avvenimenti militari di Spagna' dal 18"9 al ,f 82·1 (Cumanà. Carobobo). , Gl i ~-qu~clrùai di avanscopena (tra~luzione dlll russo di Ka ul bars) . Ronc1sv,)l le e Calatanazo1. (R1cord1 espaao-moreschi).

Rivista militare portoghese. Notiamo: Il comando in capo dell'esercito. Cam pague portoghesi in Africa .

RASSEGNA POLITICO-MILITARE

Discussioni parlamentari - Dil,rncio di assestamento - Legge ferroviaria - Leva sui nat.i nel :!872 - Cose d'Afric;-,. - Disposizioni d'intere$se militare - Sguardo all'estero.

La discussione del bi lancio di assestamento cominciata fino dalla prima decade del mese di marzo continuò nella seconda e diede luogo ad una disamina eomplcta della politica Gnanz.ia ria del Ministero. La discussione, dopo molti incidenti d'indole ùiversa cho non è lilli il lul)go di narrare, terminò con un voto di lìducia. approvato con 261 voti, contro ·137. In questa discussione hanno parlato tu tt.i i p~zzi grossi della finam:a. e della politica e tuui hanno accennato in termini generali ad ulteriori economie da far5 i sul bilancio della guerra ; l' on. Pelloux, mini,-tro della . guerra, ammise che qualche eeonomia su clet~o bilancio potrebbe ancora far:;i, e specificò che avrebbe provvisto con una riduzione di fo rza alla maggiore spesa che, pure nel presente esercizio, sarà cagionata in bilancio dall'a umen to del prezzo dei grani e dei foraggi . Del resto fece dichiarazioni opportunissime sui danni morali che aneca questo ripetersi sempre in Parlamento che l'esercito è la causa principale del dissesto lìnanziario; ma, in quant.o alle spese che ravvisa necessarie e alle economie che gli si chiedono da ogni parte, si tenne in un prndente riserbo, dicendo solo che. non propo!'l'à grandi spese insopportabili al bilancio, nè grandi economie che danneggino la compagine dell'esercito. Chi considera la diffìcilo posizione di un Ministro della guena in questi tempi, messo tra le esigenie dell'esercito e quelle bilancio, non può non ammirare l'abilità e lo zelo dell'on. Polloux nel cer·are e trovare in f(Ltesto labirinto che è l'amministrazione della guerra tutte le economie


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liASSEGNA POLITICO-MILITA RE

possibili col rninor danno possibile; ma biso<>na pur riconoscere che ora?1ai_ c'è più poco da sfrouoare; quest'operazio;e in ·gran parte utile, ancl;c md1pendent_~meme dalle economie, è oramai cornpiu1a e non si potrebbe procedere p1u oltre senza danneggiare i rami o il tronco. Non sappiamo se questa verità stenti ancora ad entrare nella testa di a~cuni mini~t'.·i, ma _pare che non voglia assolutamente entrare in cpiella d1 molti :i1mc1 loro m Parlamento, i quali non tralasciano occasione di ri_ba~tere il _vecchio ~ ~rruggi~ito ehiodo della riduzione di clu~ corpi di a1 m,1ta o d1 altre unita organiche e non vedono che colpo più disastroso alhi compagine dell'est'rcito non potrebbe portarsi e che la sola minaccia è un danno .

li giorno 19 incominciò alla Camera e durò fino al 25, intramezzata da altre di minor. lconto, la discussione cli una /eoae ferroviaria in cui per r•. . 1;,l;) " ?ioni econo~11Cue_ si ritoccano molte disposizioni di leggi precedenti. Anche m questa ·d1scuss10~e fece CHpolino la questionn militare per opera dell' on_orev~le Col'vetto, il quale presentò e svolse un ordine del giorno per inv1ta_re 1.1 gover~o a presentare un progetto di legge pel il quale « le ferr?v1e riconoscrnte militarmente necessarie possano essere pronte all'esnrc1z10 1898. » . Lo ragioni eh' e~li disse ~ler sostenere quest'ordine del giorno e spec,_almente quellc3 riguardant.1 la necessità che le truppe destinate alla d1~esa peninsulare e iDsulare abbi,1110 arterie sicure, uon esposte al'e oflese dal mare, e mercè le quali possano moltiplicarsi e accorrere pro~tami::n_te a ricacci[Jre le offesr, queste ragioni, diciamo, esposte in altn tempi, avrebbero ce.rtamente scosso la Camera. In questi tempi ebbero un successo d1 stima, come suol dirsi, e nulla più. Traversiamo u_n_ brutto periodo. Non giova ostinarsi a chiedere ciò che è irnposs1b1Ic. In tempi in cui bisogna star~ sulla breccia per difendere la ~ompagiue dell'esercito, cioè per impedire che si distrugga ciò che si e fatto e che costa tantfl spese e taDta fatica, è in utile perorare a fa. vore di fenovie che, se ci saranno denari, si costruiranno, ma la eui costruzione, ·per quanto utile, _importa assài meno che il mantenimento <;lell'esercito nelle condizioni in cui si trova. Il 29 marzo l'ou. Canzi11 svolse, perchè fosse preso in coosidernionc, il suo prngeno di legge, di cui abbiamo già parlato nellii Rassegna preceden1c, per la riduzione. della ferma a due anni. L'on. Pelloux non solo non sì oppose alla presa in consiùernioue, ma dicbir,rò auzi desiderare che la Camera lo esamini; aggiunse però . che ne avrebbe

R A~Sli:GNA l'OLl'l'ICO ·MILITARE

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prevenuto la discuss.ione presentando alcuni progetti per tradu rre in .-atto la fe rma graduale. Di (l'uestì [)rocretti, benchè non ancora presentati, si conosce già ab-i ~ · Il' bastnnza, per poter istituire a larghi tratti un parallelo tra essi e c1ue 1 dell'on. Canzio. Quest\1ltimù ridurrebbe la forma a dne anni per tutti indistintamente; ma riconos,·endo la r.P.cessità di una ferma più luoga pei gradua ti, 8111~nette on prernio di 200 lire per coloro che acconsentono 11. prolungarla ri i otto mesi. ' Nei pr,)getti rninistei:iali invece la ferma potril essere di tre, di due ed anche di un anno. Questa è la differenza fondamentale e basta acrennarvi perchè si vegga che, fra i due siswmi, cp1ello dell' ou. Pelloux ha m3ggiore e_lasticiti'. per adattarsi alle e,igenzc del bilaucio, e provvede alla ferma de, quad!·1 senzn bisoano di premio in dcnal'O, il che è nello stesso tempo un vantnggio econnmic,t e morale; perchè il premio di 200 lire moltiplicato per il numero di t.11ui o quasi tutti i graduati verrebbe a costituire una so1~111a non indifferente, e quel che è peggio i graduati in massa appanrehlwo ai soldati comti gente che ha prolungato la ferma per 200 lire. Aggiungasi col sist,~ma Canzio l' inconve_niente di avere tutto l'a_nno la stessa forza sotto le armi, mentre coll'altro sistema se ne può avere d1 meno o di più secondo l'opportuuità della stagione, le esigenze delle manovre e via dicendo. Lo stesso giorno in fine di seduta si aprì la discussione sul progetto di legge per la levn sui nnti nel rn72, del quale si è largamente occupa_ta !a stampa anche prima che venisse in discnssione alla Camera . I leuon gia ne conoscono le disposizioni fo:1damentali avendone noi parlato nrlle precedenti Rassegne: . . Aprì il fuoco dell'opposizione l'on. Sani proponen~o la sosp~ns1va d1 quella parte· della legge che rig11nrda la cifra del con_tmgente e _rimandandola al disegno di legge sul reclutamento che trovasi ~.Ilo st.ud10. Appoggiò questa proposta l' on. _Perrone, la s:ombattè _I' on . _Stra~i: Ministro della guerra disse di non potcda accettare perche le d1spos1ZJom del, progetto di legge non hanno quel carattere organico che loro att.ri: buisce l'on. Sani, ma non sono che una conferma di f;icoltà che le leggi già accordano al governo e una continuazìone del si:;tema in vigore da molti anni. Per se1~1plici leggi di leva il coo1i11gente da ,W mila è nrrivato a 95 mi la. Non c'è niente di anorma le ::;e ora si domanda <l' incorporarlo tutto.

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RASSEGNA POLl'l'lCO - Mll.l'l'ARE

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RASSEGNA POLIT ICO · MI LIT ARE

Queste ragioni non c1mvinsero ]'on. Sani che insistè nella sua proposta, ma convinsero la Camera che la respinse. Il giorno appresso si entrò nella piena discussione del progetto, la quale assunso un'importanza straordinaria, perchè si al1argò e toccò qunsi tutte le molteplici questioni che, in parte risolte, in parte rla risolversi, riguardano la ferma, il reclutamento, l'ordinamento dell'esercito in rapporto al bilancio, le epoche migliori per le chiamate e pei congedi, ecc. ecc. Recisa mente contrario al progetto si mostrò l'on. Perrone; lo difese con · molta competenza ed ellicacia l'on. Strani; parlarono in merito gli onorevoli .Marazzi, Lucifero, I mbriani e Pais, rispose a tu Lte le obbiezioni il ~1inistro della guerra. Egli cominciò dal far notare che l'abolizione della seconda categoria, la cprnle sollevava tante difficolt:ì, era già ~tata implicitamente ammessa fino dall'anno precedente; percbè se può avero ragione di essere una seconda categoria di 20 o 30 mila uomioi di fronte ad una prima categoria di 60 o 70 mila, questa ragione di essere cessa quando, come si è fatto l'anno scorso, si porta la prima categoria a 95 mila e se ne lasciano solo 4 mila alla seconda. Si sarebbe potuto procedere ancora per questa via aumentando di qualche migliaio il contingente della prima, ma quale vantaggio si sarebbe potuto trarre dallo scal'so residuo'? Non vale meglio incorpol'are tutto il contingente e fa re una categoria unica 'l Con ciò non resta p1·egiudic.1ta la discussione del promes3o progetto di legge organica sul reclutamento, nè si deve sospettare nel Governo l' intenzione di mandarlo alle calende greche, perchè lo scopo per quest'anno è ottenuto. Detto progeuo sarù pl'esto presentato e si farà il possibile arfinchè percorra rapidamente tutti i suoi stadi, ma chiunque è pratico delle cose sa che UM legge organica di <p.:ella im portanza, presentala ai primi di aprile o di maggio, potrii difficil mente essere votala dalla Camera ai primi di luglio, e poi un'altra gran sosia devPfarla in Senato, donde non è impossibile che torni modificata alla Camera. Ecco la ragione per cu i il Ministro ha desiderato d'introdurre fin d'ora la categoria unica. Conoscendo il tempo che ci vuole a far entra re in porto una legge orga nica ha domandato questa utilissima riforma lin da quest'anno con la legge di leva. Si è discusso molto intorno all'epoca della chiamata della nuova leva e qualcheduno ha osservato che il Ministro at.Lualmente inclinato a protrarla fino a marzo , si era nitra volta mostrato favorevole ad anticiparla in novembre, ma rispose agevolmente l'on. Pelloux che le ragioni per cui un'altra volta ha propugnato l'anticipazione sono in parte le stesse per cui propugna oggidì la postìcipazione. Si faccia in marzo o si faccia in novembre, si eviteranno i danni igienici del farla nel cuore cieli' inverno.

Ecco percliò gli stessi motivi possono consigliare d_u~ mi.sure ~pparentemente opposte; vi sono poi ragioni differenti ~he '.n'.litano. per luna o p~r l'altra misura ; , ma tutto bilanciato (disse 1! mm1stro) 10 credo che sia nostro interesse di chiamare la leva in marz:o. » Le ragioni per cui dù la preferenza a questa. ~ isura il M!nistro non credette specificarle nel suo discorso, ma ormm s1. sanno. A) n lardo dell_a chiamata de11~1 leva uno ni prim i di marzo com sponde d altra parte 1l mantenimento della classe anziana sotto le armi fi no ai primi di vttobre, e l'una e l'altra misura fanno parte di un nuovo sistema d'islruzione della truppa, interessante bensi sotto il rapporto economi_c~, percl~è sarà un sistema più a buon mercato, ma in.teressante an~~rn p1'.1 sotto 11 rapporto militare, perchò darà un maggior prodouo d 1at1:uz1one. . . A questo metodo si collegano, oltre le aw-:~n[1to m1sur/J, a_ltro eh c~1 abbiamo parlalo nelle precedenti Rassegne, e Ira esse _es~nz~alm~nte il nuovo metodo delle grandi manovre e delle altre eserc1 taz1on1 Pst1ve, le numerose chiamnte di uomini dal congedo, l'intervento di corpi di milizia mobile e via discorrendo. Ln base, la ragione fondamentale del sistema è spieg~ta in p~che P~~ role: approfill.are della stagione estiva ed autunnale, d'ella ~t~g1on~ piu atta alle manÒvl'e di campagna per dor~ alla truppa un. 1~truz10.n~ mtesa a far passare per i quodri il maggior numero di uomin i P?~1b~le, lasciando gli uomini stessi alle ca3e in inverno, quando la stagione e men~ atta all e e:;ercitaiioni e v' è meno pericolo d'improv visate d'l. pal'te degli eventuali nemici. Ma tornand o al discorsq del Ministro e passando ad altro argorneuto, come egli era obbligato a passarci per rispondere ai vari.or~tori, not~remo un punto importante della risposta da lui data ali o~. Pais, ?ve Si contiene la pL'omessa di una nuova riforula, che permetle'.·a di 1:e~lizzare qualche economia semplificando nello st.esso tempo alcuni ser'.'~z1. F.r:i le conseguenze del sistema di mobilitazione misto viene. a vc.nlic~rst un. c_as~ già osservato d:ill'on. ì\[araui ~.[ è questo: « I d1str.ett~1 ed t dep?s1t1 fii reggimen to Yengono a form are quello che ~~trebbe d1rs1 un doppwne » • Quest-0 doppione sarà, naturalmcnw, sernph hcato. Rispondendo all'oo. Perrone, che per dritto e per trave.rs.o rnette sernpre fum·i la questione del numero dei corpi d'annata, I on. ~T1nistro _fece le. seguenti dichiarazioni che per veritìt non sono nuove, ma che. giova ripetere a chi con tanta insistenza ripete proposte tantP. volte respmte. . , « Il nost;-o ordinamento - disse il Ministro - re.sta su ·12 corpi d or· mata, i quali deYono ricevere in campagna tutti i com~lcrn~nLi possibili e debb:mo avere inoltre la loro riserva per potere compiere il loro dovere 1


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fino all'ultimo. L'on. Perrone dice ch'egli non proporrebbe se non di ridurre d_i ventiquattro il numero dei reggimenti di fanteria e che i11 questo modo s1 aumenterebbe la nostra forza. In verità, così facendo invece di avere 96 reggimenti ne avrnmmo soltanto 72 e come in tal modo si aumenti !a nostra fo rza non arrivo a comprenderlo » , Non ci arriva nessuno. I vantaggi, chè (non per loro ma per il servizio) sono fati.i. nella nuova leg~e ai rivedibili, avevano già fo rni!o materia di appunti ~Ila sta rnpagiornal~erale ; alcuni di questi vennero ripetuti alla Carnera: E evidente che con questi vantaggi la rivedibilità sarù desiderata e ricercata, ma t~ evidente pure che dipende i.lai consigli di leva non concederlo a chi non ne ha bisogno. Anche maggiori vantaggi (se é un vant~ggio non servire il paese) sono fat1i alla non idoneità. Eppure a nessuno viene in mente di reclamare contro i medesimi . L' unica cosa che incombe al governo è dare istruzioni e norme e vigilare perché le cose procedano regolarmente. Questo il .Ministro dichiarò elle l'avrebbe fotto e non v'era bisogno di q~1e,;t3 dichiarazione per esserne certi. Notevoli sono roi le dichiarazioni del .Ministro intorno al modo di scegliere i graduati e di dare una istruzione sufficiente a coloro che servono soltanto un ann,o. I graduati si scelgono su tutto il contingente pren- . dendo i migliori della classe. Dopo il secondo anno, il sorteggio dei cong:dandi si_fa separatamenle pei graduati e pei soldati semplici in proporz10ne degli uni cogli altri, sicchè si avrà sempre un· contingente di graduati proporz10nato a quella parte della classe che resta sotto le armi. In quanto al modo di dare una istruzione sufficiente a quelli che dopo un ,rnno ~anno in congedo, vi è un mea o semplicissimo: rich i3111adi f'req uentemente sotto le armi. Avendo essi servito un anno solo, hanno diritto sotto questo rapportg( a meno riguardo degli altri, e si potrà usare ampia~ mente delle faco ltà !che la legge concede. · Al l'on. i\forazzi, il quale si era lamentato' perchè non ~i cura troppo il reclut:nnento della fanteria, rispose il .Ministro che in questi Ùltimi anni qualche passo si e fatto. per il suo miglioramento e si continuerà ' a farue degli 3ltri, perchè è innegabi le ch'essa è destin~ta a sopportare le maggiori faliche nelle guerre future; ma il depauper3mento risultante a quest':irma dalle somrniuistranze ch'essa fa all'arma dei mali, carabinieri è un male senza rimedio. Certo sarebbe desiderabile di poter diminuire questi pa~saggi, perchè i transitati nell'arma dei ca rabinieri sono buonissima stoffa d3 graduati per gli altri corpi; ma questa diminuzione può realmente chiamarsi un pio desiderio. Chi avrebbe, nei tempi

che corrono, il coraggio di negare buoni elementi al servizio di pubblica sicurezza? E poichè era destinato che in questa discussione di una legge di leva le questioni _militari si toccassero tutte, così alcuni deputati vollero rom_pere l.1 ceni.esima lancia a favore del sistema di rech'.tamento _tcr'.·1toriale e diedero occasione all'on. Ministro di fare al · nguardo dichiarazioni for;;e più esplicite di quelle che avesse fatto mai. Egli disse di !·iconoscere i vantaggi di questo sistema, fra cui alcuni d'indole economica che sono quelli di cui oggidì si va a caccia con cura speciale; ma aggiunse: « credo che, per il momento, al sistema territoriale non sia i} c3so di pensarvi, e la Camera si è già pronunciata in questo, se~so. E un~ aspirazione dell'avvenire. Per conto mio, al sistema ter ntonale_non ~, arrivo; anzi sono :irrivato alla mobilitazione mista appunto per evitare il reclutamento territoriale ». Nella successi va seduta del 3-1 marzo l' on. Ministro dovette ,·i tornare su molte cose già dette, perchè vi ri tornarono diversi oratori. Non vi ritorneremo noi perchè 31 nostri lettori basta sentir dire. le cose una volta - sola. Accenneremo quindi soltanto 3}1e dichiarazioni nuove, fra le quali importante ci sembra questa falla in risposta all'on. Priuetti: ~ La ~egge in discussione impeo-na la Camera solamente per la leva sui nati nel o 1.87~. ma impegna il Ministro anche _per l'avvenire. La_ ,amera e se_rn1~re padrona di non açcettare i concetti della legge organica che ho d1ch1arato di presentare. Io . per lo contrario resto · impegnalo ». Importantissime poi furono le dichiarazioni fatte in rispo~ta all' onorevole Pais sulla consistenz3 dell'esercito. « Noi abbiamo - disse il M.ini:;tro - le unità in un numero sufficiente e, quauto alla cavalleria e all'artiglieria, io credo che a nessuno potrebbe venil'e . in mente di proporre aumetlli' ». Noi. dobbiamo curare la fanteria. Dobbiamo procurare di avere una fantena, buona, beo preparnt:i, allenata, at.ta specialmente alla guerra da monwgna . « I nostri- magazzini di mobilitazione, sui quali !'on. Pais ave1:a sollevato qualche dubbio, sono - disse il Ministro - perfettamente 1ll ordine. I nostri dodic~i corpi d'armata sono in grado di compiere perfettamente il loro dovere » . E sicco me a questo punto alcune interruzioni avver tirono il Ministro che qualche deputato non aveva ' inteso in che senso egli dicesse ,quesl?, così ripigliò: « Non parlo del dovere morale. Di ciò non h'l ma i dub1tato.' Dico che i nostri dodici corpi sono in grado di fare il loro dovere materialmente. Ed è bene dirlo una volta per sempre, perchè vedo sempre

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accennare o timori infondati. Se le cose non fossero come io affcl'mo, penserebbero o declinare la loro responsabilità coloro che l'hanno» . Queste parole fecern eccellente impressione nella Carnera e nel paeso, per quanto il paese non abbiaavuto solt'occhio rendiconti parlamentari esatti. L'8 aprile questa legge per la leva sui nati nel i872, che aveva dato luogo a tante discussioni nella Camer:i , fu apprnvata senza discussione dal Senato. Nell ' Eritrea ebbe luogo lo scambio dei govern:ito ri. Il generale Gandolfi fu sostituito dal colonnello Baratieri~ m:1 disgraziotomente non è questa l:i sola 11ovi1à. Negli ultimi tempi 3lcuni disertori delle tru ppe indigene, n1ccolli intorno a sè i molviventi del paese, avevano formato alcune piccole bande che, scorr:izzando ora quà ora là, razziavano il bestiame, incendiavi.no i vill:iggi, :issalivano le carovane ed i passeggieri isolati. Questo stato di cose aveva già richiamato la seria attenzion<~ del governatore di Massaua e del governo centrale, quando un fallo grave e deplo1·evole venne a ricbianrnre quella del pubblic.;. La sera del 18 marzo, il capitano Bellini mentre : itornara con tre uomini di scorta da una localit/1 ove erasi reca to per motivi di sel'vizio, fu nttacca to da UM banda e, dopo erojca resistenza, ,endendo cara la vita fu ucciso. In seguito a ciò abbimn o :1vuto non solo la riapplicazione di vecchie misure di rigo re in Africa che già diedero frutti eccellenti, ma anche la ripetizione delle solite interpellanze in Parlamento; che finora lascial'O no il tempo come l'hanno trovato. Queste si svolsero il primo d'aprile per opera degli onorevoli Lucifero, Antonelli, !lar tini e Damiani , i qué!li tutti deplorarono le condizioni in cui si tl'OVa l'Eritrea, e chi più chi meno ne fecero risalil'e la responsabilità al governo; chi per avere osso troppo assottigliato nell' Eritrea i presidi italiani, chi per avere abbandonato la poli1iC1.1 cnloninle del precedente ministero. Hispose a tutti l'on. Rudini, della cui risposta diamo un cenno, perchè se non avrà almeno diretta infl uenza sulle condizioni della pubblica sicurezza ndl'Eritrea, serve :ilmeno a fol' conoscere il ca rattere dell'nttuale periodo della nostra politica coloniale. li goYerno (d isse J'on. ilJinist.ro degli affa l'i esteri) ha abbandon(lto i progelli di espansione. Noi non dobbiamo fare nuovi acquisti. Quelli che abbiamo vogliamo conservarli, come pure manterremo la nostra influenza coi mezzi richiesti dalle circostanze. , Non è un sentimento di noia che c' inspira, m:i di profonda amarezza. Noi siamo in Africa come una sentinella che sto al suo posto, ma, lasciatemelo dire, io per mio conto non ci sto volentieri. •

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In qu.anto alla pubblica sicure1/,za ,disse egrcgi_amente i_l Mi.nis~ro .?he non bisogna esagerare i fa tti. Non cera da farsi .troppe illusioni pi im.a e non è a credere che le cose sieno troppo peggiorale. a~esso. N_on b,soona dimenticare che siamo in Africa, non solo stranieri, ma d1 razza di~ersa. Ad ogni modo la tranquillità sarb prestn '.·istiibili~a ~el.l~ condizioni normali. E con quali mezzi</ Colla repressione nei hm1t1 concessi dalle leggi. Gli ufficiali di cui qualche deputato ha deplorato l'allon ta.na_ment.o dall'Africa aveano effettivamente reso (disse il Ministro) preziosi servizi e potevano renderne ancora; ma vi erano rngioni di disci plina per allontanarli e le ragioni di disciplina sono superiori a tutto. . Dopo il :\[inistrn degli a!Tari esteri prese la parola l'on. Pelloux ~hnistro della guerra, il quale diede alcune spiegazio~i sulle truppe mdioene al nostro soldo e mostrò vani i ti mori espressi da qualche onorevcle circo l'uso che gli abissini potrebbero fare delle artiglierie. Gl'interpellanti non si dichiararono soddisfatti de~le rispos~ del ?overno, ma non avendo presentato mozioni , la questione fu co,;1esaun~a. Frattanto le buone disposizioni prese dal nuovo governatore dell' Eritrea che appena giunto nella colonia spiegò la massima energia, cominciarono a dare buoni frutti. Le ultime notizie recano che le bande furon~ attaccate, battute, disperse. Ora vengono iu3eguite alla spicciolata ~ rn.olt1 sbandati e disertori si costituiscono. La colonia può considerarsi n entrnta nel suo stato normale. Il 25 di marzo venne pubblicato nn regio decreto che determina le attribuzioni del rrovernntore civile rlell'Eritrea. Esso consta di due articoli: 10 Il rroveruato~e civile dell'Eritrea rappresenterà nell:i colonia il governo ~entrale e quindi i vari dicasteri ed avrà do questi delegate le facoltù che possano delegarsi, giusta apposite istruzioni; ~0 Il gover~atorn d_ell'Erit.rea allorquando sarù ufficiale generale e superiore del regio esercito, in attività di servizio, dovrà sorvegliare la disciplina, l'istruzione e l'amministrazione delle truppe. Fra lo disposizioni più importanti d'ordine militare emanai~ in questo periodo, notiamo l'invio in licenza straordinaria , in attesa d1 ,congedo'. di un certo numero di militari delle classi :l8G8 e '1869 del\ arma di cavalleria e di militari di prima categoria della classe anzian~ (_f8~9) ~el_l~ altre armi. ln quest'invio dov ranno anzitutto essere compresi 1 nved1bih di classi. In questa come in altre precedenti disposizioni d' invio in licenza straordinaria o in congedo anticipato, risulta evidente la grande cura che


RASSEGNA POLITICO · MILITARE 160 s1 e sempre messa a scegliere per questo invio individui che per loro specia li condizioni meritavano speciale rigua rdo, o individui la cui istruzione militare fosse già assicurata. Un'altra importante disposizione, che da gran tempo stabilita ebbe in questi giorni il suo compimento, fu"l'aboliiionc dei comandi superiori di distretti. Essi cessarono di funzionare col primo aprile e le loro attribuzioni vennero devolvte ai comandi delle divi$ioni militari territoriali. Fra tulle le riduzioni ch'ebbero luogo da qualche tempo, cruesta è forse la sola contro cui neppure gl' interes~ati trovarono nu lla da oppone, tanto era evidente trattarsi di una quinta ruota, che conven iva abolire per sempl icità, anche prescindendo da qualunque scopo d'economia. Il 9 aprile venne pubblir.ato un regio decreto col quale s'istituisce un nuovo elenco delle imperfeiioni ed- infermith che moti vano ]'inabili Là assoluta o temporanea al servizio militare, tanto degl' inscritti di leva quanto, dei militari. Con quest'elenco scompaiono le differenze, a dir vero non giustificate, per le (fuali la stessa infermità poteva bensì dar luogo alla riforma di un inscritto di leva, ma non a c1uella di un militare sotto le armi, e, seguenùo l'esempio dei princi pali eserciti europei, si stabilisce che l'idoneità al servizio sia riconosciuta alla stessa stregua tanto per l'inscritti di leva quanto pei militari già sotto le armi. Oltracciò il rnini::;tro della guerra, d'accord·o coll'ispettorato di sanità militare, ha apportato ali' elenco alcuni perfezionamenti" intc:;i special men1.e ad assicurare che tu lii i cilladini idonei alle armi sieno e rimangano inscritti all'esercito. La riforma è stata anche completata ne' suoi eiettagli, fornendo ai periti sanitari quell'indirizzo che valga a farli giudicare con uniformità di criterio dell' idoneità al servizio militare. Q~esto nuovo elenco andrà in vigore col H5 · :ipri le prossimo e così le sue disposizioni saranno a pplicat.e agli inscritti della classe 1872. Se 0 1·a volgia1110 una rapida occhiata all'estero, troviamo ch'ebbe luogo in Germania una crisi ministeriale, la quale destò molte apprensioni nel mondo politico, perchè si temeva che avrebbe portato seco la caduta del gran canccllieru; ma poichè la crisi si è risolta restando il cancelliere al suo posto, così l'avvenimento non u~cì dai limiti ~i una questione interna. Nulla di specialmente notevole abbiamo avuto in Inghilterra, in Austria, nella penisola ùei Balcani . Dalla Russia le solite notizie di agglomeramento cli truppe ai confini e cli grandi approvvigionamenti in Polonia. In Francia, guaì coloniali; al Ton chino combattimenti a cui presero parte alcune migliaia d'uomini con ventine di morti e cinquantine di fe-

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riti; nell "t\frica occidentale, questioni col re del Dahomey che minaccia d'invadere i vicini possedimenli francesi. Già si spedirono rinforzi a quella volta, e si chiese ed ottenne dal Parlamento un credito di tre milioni. Ma la preoccupazione più granda in Francia e fuori sono in questi giorni gli anarchici, i dinamitardi, il prossimo pri mo maggio. Gli s~o_pp~ di dinamite o di altra materia esplodente ch'ebbero luogo a Pangi, 1 tentativi fortunatamente impediti a Madrid, un processo a Londra per fabbricazione di bombe alla dinamite, dal qua le risultarono le relazioni di quei fabbricanti coi consnmatori degli altri paesi, i documenti sequestrati indosso ai catturati o nelle perquisizioni dei luoghi sospetti, mostrano una vasta rete di congiura con intenti cosi iniqui, che scompariscono al paragono quelli delle più inique sette dei tempi passati. E peggio si è che i proaressi della tecnica hanno messo in mauo di questi malfottori mezzi fo~midabili che gli antichi settari non avevano. O~gi le cartuccie di dinamite si rubano, domani si fabbricheranno; oggi di tre o quattro tentativi ne riesce uno, domani la proporzione aumenterà, per maggiore pratica degli operatori. Forse quest'armo il pr_imo di mag~io passerà liscio pcrchè le precauzioni adouaie dai goverm sono grand_1 e l'accordo t.ra i minatori della società è appena abbozzato; ma c' mcamminiamo male. Se domani, metti cr1~0, scomparissero le questioni tra Stato e Stato o si assopissero profondamente, divamperebbero con tale forza le questioni interne che saremmo alla rivoluzione, alla guerra sociale. Avviso ai sognatori della pace universale e perpetua. C. M.

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Roma, il '12 aprile '1892.

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ANNO XXXVII, VOL . Il.


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Mezzacapo, Giacomo Longo ed altri che poi sali~ono ~i som~~~radi della gerarchia militare. A.ll'uscit~ dal. collef10- egli era .gm capitano, avendogli suo padre comprato il grado _ali epo~a della formazione dei reggimenti siciliani colla presentazione d, una com,pagnia completamenteequip11ggiata a sue spese. ~a.' durante !a su~ .carriera. non ebbe mai promozione se non per dmtto esclusivo cl, .anzianit; ed ha sempre servito presso le truppe. . Questa compra e vendita dei gradi, che adesso ci sembrerebbe .così slrana, non era cosa insolita nel regno delle due Sicilie, e non . pare che urtasse Lroppo il sentimento pubblico_. ~l_a se qualch~duno /;.;',- 11 yt_i,e-t j-4k ne facesse meraviofoi. e ne ricavasse conclus,om sfavorevoli per ""1 L , . J · • deIl'. Jng h.lI tena,, ' dove ;!I· '" l "", v>- ) k quel sentimento , Ogh· citeremmo l ' esempio ,l'opin ione pubblica è così sensibile_ (alm:no I~. ~1c?no) e _cosi_ po- V:- '. ,b O,,<...,( " ,i.ente, eppure la compra e la vendita dei gradi e nmasta in vigore fino quasi a questi ultimi anni. . Diciamo questo non per giustificare simili usi ~a per ~ire eh~, volendo giudicarne, bisogna Lener conto delle idee dei tempi. Ad o.gni modo non era colpa del giovinetto Pianell l'ess~renatoc~pitano per grazia del Re; fu invee.e merito suo l'_esse~si mes~o m grado di disimpegnare perfetLamente.alla sua _usc1L.a d1 col_leg_io, _a 18 anni, Je incumbenze del grado di cui era r1vesllto e poi v,a via quelle di tutti gli altri, a cui, naturalmente, c?mincian_do la .carriera da capitano, pervenne giovanissimo. E qui bisogna dire. che, s'e1:a nato. capitano, era pur nato militare per indole. Il sen~n~ento militare Lraspariva in lui dall'aspetto, dal lingua_g~io, da ogm suo atto. Trovarsi in mezzo alle Lruppe, comandarle, dirigerle, fu nello stesso tempo il lavoro e l'aspirazione di tu~ta la sua. vita. ,'raie ~ra _da _giovane. nell'esercito napol·eLano, tale s1 conservo nel! esercito italiano , ... / iino alla vecch iaia. -,....._ In principio del •I 860 si trovava maresciallo di campo e comandante supremo delle truppe che campeggiavano nell'Abruzzo, .colle quali dicesi che il re di Napoli volesse entrare nelle Marche per farsi scudo al papa. Nel luglio di quell'anno quando giii il flutto della rivoluzione ·batteva in breccia il trono di Francesco II, si offerse al generale Pianell il ·portafoglio della guerra in quel ministero ~resie~t~to da Liborio Romano , che doveva ridare al re l'affetto dei sudd1l1, ma

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GENERALE PIANELL

La nolle del 6 aprile corrente è morto in Verona S. E. il con te Giuseppe Pianell, senatore del Regno, generale comandant.e il V corpo d'armala, dopo aver loLtaLo vigorosamente contro il male che aveva assalito la sua rnbusta vecchiezza: una violenta bronchite coltasi qualche settimana prima, menlre ispezionava in una rivista le truppe del presidio di Verona. L'annunzio di questa morte, benchè non inatteso, impressionò dolorosamenle la nazione e l'eserci to avvezzi da gran tempo a vedere "n._el generale Pianell una delle nostre illustrazioni militari , uno degli uomini che più hanno conlribuito a: mantenere saldi nel nosLro esercito i vincoli della disciplina e a promuovere l'istruzione di esso sotto tuui i rapporti, uno dei pochi fra i nostri gen erali che il !,{iorno della prova hanno mostrato di veder chiaro tra il fumo della battaglia e di possedere quel sereno coraggio che fa affrontare la responsabi!itit di un'energica risoluzione.

,,. ** Giuseppe Salvatore Pianell era nato a Palermo, di famiglia napoletana, il 9 novembre 118·18 e aveva fatto i suoi studi nel collegio della Nunziatella in Napoli, dove gli erano slati compagni Carlo

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éhe la ~uona stella d'Italia aveva fatto venire troppo tardi, cioè quando 11 cuore dei sudditi era indurito e le vittorie garibaldine lo . esaltavano quanto si deprimeva quello del re. Pianell accettò e compì nobilmente il d_over suo, avendone lode di leale e magnanimo da tutti gl' imparziali. Ma la situazione era tale che tutto crollava da tutte ·10 parti ed ogni strumento si spezzava nelle mani. . F:gli st~sso scriveva alla fine del ,f 860: « Tutti i miei sforzi per argmare il torrente che straripava furono vani >>. Meglio così, diciamo noi. Bisognava che il torr.ente straripasse. Ma, soldati, ammiriamo la lealtà del soldato. Ed a questa lealtà egli teneva sopra ogni cosa. Respinse $Bm_pre sdegnosamente tanto le lodi quanto i biasimi di chi disse che in quel tempo amoreggiasse con Garibaldi. e con Cavour. E"li rifiutò . . o ostinatamente I onore di essere stato fra coloro che affrettarono il compimento dei destini nazionali. La sua posizione e principii rigidi, austeri secondo cui ne intendeva i doveri non gli permette\'ano questa parte. Disse e scrisse pubblicamente che lo sfasciamento dell'esercito napoletano, sebbene da lui previs:o, gli recò un dolore inconsolabile. Non discuteremo se sia vero, come dicono alcuni, che quando dovette persuadersi che il movimento garibaldino non era movimento di un partito, ma di una nazione ver.so la sua unita, sentì di essere italiano e c~rcò dissuadere il re dal prolungare una lotta inu ti le, onde alla vigilia della battaglia del Volturno, offertogli il comnndo dalle truppe operanti contro (ìaribaldi, egli non accettò; o se invece sia vero, come dicono altri, eh~ abbia consigliato al Re di mettersi alla te::;ta delle sue truppe e tentare uno sforzo supremo. Conoscendo il carattere del generale Pianell, ind iniamo per que'/';./,ii:,.,...;,_,, :{ !:_~i~~ ipotesi; ma c~ec~iamo inutile discuterne, perchè, a nostro ..,_,,_?.e ',/l;,.,,,,;;,<_ avv,so, s1 poteva onorat1ss1mamente dare sia un consiglio sia l'altro. ;..dV ,4,,./(,,v Felice chi non s' è trovato in questi duri frangenti ; felice eh-i ,..."7:. .; çl..t._.,,? non ha dovuto mutare bandiera. Egli non comprenderà. mai quale lotta terribìle si sia combattuta ne!l'a~imo di uomi?i. onesti, ~ffezionati per do~ere e per lunga -m'"'f / abitudine alla bandiera alla cui ombra erano nati, ma intelligenti e ,, quindi consci che, per ragioni d'ordine superiore, questa ba~diera

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doveva soccombere; egli non comprenderà mai qual strazio sia stato per cuori leali questo contrasto tra il sentimento militare e l'umore di patria, tra il dovere della propria posizione e il dovere, diremmo così, naturale di far causa comune colle aspira·zioni del proprio paese. Il generale Pianell stette da buon soldato fermo e leale al suo posto , tìnchè nella sua cosr,ienza (unica guida in circostanze eccezionali come quelle), credeue di non potersi trarre io disparte. ,-~<' //,'({"/ ~ -Quando gli parve di essery scioltç da ogni vincolo';tece atto di buon cittadino dando apertamente la sua adesione 'ai fotti compiuti. Ecco tutto. Dopo la proclamnzione del Regno d'Italia, Giuseppe {liane.li fo ammesso come luogotenente generale nell'esercito italiano con anzianità del 19 aprii(> ,1860 e contomporaneamente collocato in disponibilità. Il 112 marzo 486 11 fu richiamato in :;ervizio effettivo e . nominalo ispettore di fanteria. Poco tempo prima egli scriveva a un sno amiw: « Attendo ùignitosamente il momento in cui vorranno impiegarmi; ma più spero \'occasione di provare pria a me stesso e poi agli al tri che, in un esercito ordinato, sono capace di essere soldato bravo ed onorevole ». E lo fu sotLo Lutti i rapporli. Egli non tardò a guadagnarsi la stima e 1· affetto de' suoi nuovi colleghi e de' suoi nuovi subordinati, e presto venne riguardato, da chi ebbe fortuna di avvicinarlo, come uno dei generali su cui l'Italia poteva fare maggiore assegnamento; ma perehè tale apparisse agli occhi del 'governo del'\'esercito, dell'intera nazione, ci voleva un gran fatto che richiamasse sopra di lui l'attenzione del pubblico, e q.:esto ebbe luogo la ~iornata di Custoza. Prima d'allora aveva esercitato vari comandi, mostrando in tulli una straordinaria at.iività, nna mente lucidissima , un grande corredo di .cognizioni mi I iLari, una gelos_a cura di mantenere la disciplina ne' suoi subordinati. Dalla carica di ispettore della fanteria e1:a passato , lo stesso anno ·186 1, al comando della 7a divisione attiva e l'anno appresso a quello della H)•. In principio . del ,1863 aveva assunto il comr.ndo della divisione di Alessandria, sulla fine dello :>ilesso quello della divisione di Genova e nel ,18G-i quello della divisione di Torino; nello stesso anno era stato nominato membro 1

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del comitato superiore delle varie armi, istituito con Regio decreto 116 aprile • 1862, e dappertutto aveva fatto buona prova e la fiducia in lui era andata crescendo; conluttociò la sua condotta a Custuza parve una rivelazione.

Secondo ,~li ordini emanati dal comando supremo, la sera del 23, :veniva al I ~orpo d'armata pel giorno 24- affidato il compito di occupare la linea di alture che si distende tra Sona e San~a. Giu~tina, )asciando sulla de&tra del Mincio una divisione , con incarico dt sorvegliare Peschiera . Ques t'incarico fu assegnalo alla divisione Pianeti. L'ordine del generale Du.rando al generale Pianell diceva : (~La divisione deUa S. V. rimarrà sulla destra del Mi ncio, osservando Peschiera e prenderà a tale scopo quella. posizione che le parrà più conveni ente tra Pozzolengo e Monzambano ». Non è qui il caso di narrare come e perchè la divisione Cerale, invece di serruire \' iti nerario prescritto le per progredire ver:;o .il suo obbiettivo, abbia preferi to scendere il Mincio fino a Valegg1,) e di là prendere la. strada di Castelnuovo, cagionando una grave perdita di tempo per l'ingombro di truppe e di carri in Valeggio, ove contempora neamente affluivano le truppe della di visione Sirtori . Non diremo come l'avanguard ia di questa divisione avesse sbagliato strada, onde il generale Sirtori si trovò impegnato col grosso contro il nemi co quando meno se lo aspettava. Non diremo neppure come la divisione Ceralé sia all(la!.a qualche lempo appresso all'avan guardia della divisione Si1tori credendola la propria; fìn chè venne ad urtare improvvisamenle e affatto scoperta contro il nemico . Non descriviremo le fasi dei combattiment.i che ne segu-irono . .È evidente che combattimenti ing,lggiati in simili circoslanze non polevano essere coronali da successo. , , Fra le quattro divisioni del I corpo cl'armata era toccato a <1~ella del generale Pianell la missione. di reslare in seconda linea e guardare una fortezza. Chi sa con quale ardore egli cercasse l' occasione di « provare a se stesso e agli altri che ·poteva essere utilmente impiegato 11 , può facilmente comprendere che l'ordine d~ restare ,1ddietro e sorve~liare Peschiera dovetLe riuscirgli poco lusinghiero; ma appunto in ques(ordine si conteneva l' occasione da lui tanto desiderata, o aimeno egli seppe trovarvela. Gli nomini di gran valore trovan(l mezzo di farsi conoscere anche in CJfLelle situazioni che sembrano fatte apposta per salvare le mediocrità.. Quando dalla. destra del Mincio il generale Pianell senti il vivo cannoneggiamento sull'altra sponda e s'avv ide che, contro le pre- · 0

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** Custoza l Di questa infaus,ta giornata in cui ta nte riputazioni sr sciuparono, in cui tanti furono i general i che mostrarano la bra\'Ura del semplice gregario, ma così pochi quelli che mostravano, l'intell igenz·l e il valore del generale, diremo solo quanto basti a far comprendere la parte gloriosa che vi ebbe il generale Pianeli. Tutti sanno come il 23 giugno 4866 l'esercito itali ano accampato sulla destra del Mincio passasse questo fiume, cacciandosi innanzi le poche truppe · che il nemico vi aveva lasciato a far da cordone, e come lo stesso giorno l'esercito austriaco raccolto dietro l'Adige passasse il fiume pur esso, venendo incontro agli italiani che non l'aspettavano. Nella m~tlina del 24 non si prevedeva battaglia. Si era anzi persuasi che gl i austriaci non sarebbero scesi in campo tra Mincio ed Adige. La nurner'osa cavalleria che si aveva a disposizione non fu impiegata a scoprire le mosse dal nemico. Le nostre teste di colonna vennero sorprese; s'ingaggiò una battaglia intricata, sconnessa, senza direzione suprema; una battaglia di episodi che 'Cominciò la mattina alle 8 verso Villafranca e terminò la sera sul!e alture di Custoza difese e perdute dai nastri contro forze preponderanti austriache, mentre a non molta distanza vi era tal nucleo di forze italiane da assicurare pienamente la vittoria, se si fosse portato contro il l,lemico nel momento opportuno. Il generale Piane!! comandava la 2• divi:;ione del ,1° corpo .d'armata. Le altre tre divisioni dello stesso corpo erano comandate dai' generali Cerale, Sirtori e Brignone. Comandan te del corpo d'armata, il generale Durando.

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visioni del_ comando supr~mo, s'era ingaggiata batlaglia, dovelle fremere d'impazienza di trovarsi inchiodato a ciuel posto d· d or . (Ji . . ' e man o a 1os1_ un u ciale d1 stato mal,!giore per vedere che cosa succedesse in cruel punto. Qu es ti tµrnò poco appresso e ·oli riferì che la ,,. divisi~ne i?1pegnala nelle vicinanze di quel vill;tgio era seriamente m1nacc1ata. Accorrere in suo soccorso, accorrere a quella voce del cannone che ha 1anto effeuo di attrazione sull'animo dei veri soldati. fu certo per il. gen_erale Pianell un desiderio quasi . irres istibile,' ma egli aveva ordine, ed ordine e.~plicito, di guardare gli sbocchi di Pesch ie~a; il pericolo della ,f• divisione non irnportav,1 ancora tale camb 1,ame~to nella situazione generale eh' egli potesse ritenere quest ordine come non più ri spondente al le circostanze del momento; onde continuò a restare i!l aspettazione. Ma dopo le no" e e mezzo il rum ore del combatLimenlo si fece più inL~nso e più vicino, e ~ul ponte di Monzambano cominciarono ad affiuire sbandati e caf'ri. Al lora il geuerale Pianell rleliberò di riuni re tutte le sue truppe presso quello sbocco per adoperarne una parte se fosse necessario a soccorso della divisione Cernie. La situazione era cambillt'1 . Si trallava non più di guardare una marcia in avanti ma di proteggere una ritirala. Il nemico veniva da Oliosi, non da Peschiera.. Era e vidente. Maqnanti gene rali avrebbero continuato a guardare Peschiera sotto l'usbergo nell'ordine che tenevnno in tnsca ! Qual generale non proveniente dai -magnanimi lombi dell'accademia di Torino, nè dalle file dei vol(intari, ma accettato nell'esercito italiano cogli all.ri laceri avanzi d.j un esercito disgraziato e antipatico, accettato in conseguenza dell'annessione, come si accella una eredità coll 'attivo e il pass ivo , quale ufficiale, diciamo, in queste condizioni, avrebbe ardito sostitui re il proprio criterio a un ordine ricevuto? La risoluzione del generale Pianell fu non solo un atto d'intelligenza militare limpidissima, ma di coraggio straordinario. Ma fra ttanto cresceva la calca dei carri e degli sbandati sul ponte di Monzambano ed empiva il villagg io. A grande stento il genera.le · Pian6ll col suo stato maggiore r iusci r,d aprirsi la via e, fatto pas-

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sare il Mincio ad alcuni battaglioni della sua divisione, si mise ·alla testa di due del n° reggimento e di due sezioni di-artiglieria e (lasciato a guardare Pesch iera, con forze sufficienti, il generale Dall'Aglio) , si avanzò attraverso i campi nella direzione della Brentina, per scoprire terreno, farsi un'idea dell-3 condizioni della battaglia ed agire in conseguenza. Giunto alla Brentina fece deporre gli zaini ed arringò quelle poche truppe rammentando loro quali doveri incombessero ai soldati della brigata Aosta pei segni d'onore onde erano fregiate le loro bandiere, gloriosi ricordi di Morlara, Novara e S. Martino, poi commossi, infhmmati da queste parole li lanciò sulle alture di ffi()Ote Sabbione, tentando collegarsi con il monte Magrino sul quale la riserva con gli avanzi della divisione Cerale tenevano ancora testa al nemico. L'effetto di quell'inaspettato soccorso su quei poveri nvanzi di una divisione sorpresa e battuta si riassume nel grido di viva Ao~ta, ~con cui i nuovi venuti furono accolti e che in quel luogo, in quel momento , li trasformò in eroi. . Non è nosLro compito narrare lt: gesta di questi battaglioni, nelle quali s'immortalò il loro comandante, wlonnello Pasi; non ci estenderemo, perchè bisognereb be entrare in particolari della battaglia ' sulle altre disposizioni del generale Pianell, per cui fece avanzare altre sue truppe, raccolse centinaia di nostri sbandati, fece centinaia di prigionieri nemici, accennò a ritorni offen.sivi e mantenne fino alla sera una posizione minacciosa,. che si risolse ad abbandonare soltanto quando vide assicurata su Valleggio la ritirata della divisione Cerale e della divisione Sirtori e quando un'ulteriore permanenza sulla sinistra del Mincio non aveva più scopo e poteva riuscire pericolo~a. ln quel giorno il generale PianeU scrisse a lettere d'oro il proprio nome nella sLOria delle guerre per l'indipendenza d'Ilalia, e ,conquistò con una sola risoluzione, ma di quelle che proprio mostrano la menLe e il carattere, quell'alta riputazione militare che lo accompagnò poi durante tutta la sua carriera, e che faceva guar- . dare a lui come ad uno dei nostri migliori condottieri, se l'ora di misurarci in campo fosse presto suonata.


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A Custoza, l'onore delle armi propriamente detto. l'onore àella bravura italiana fu salvato da molti, anche da quelli che più hanno -errato; epperciò la critica loro fu blanda e la memoria di tutti è oggidì compianta. Ma l'onore dell'intelligenza italiana fu salvalo specialmente, diremmo quasi unicamente, .dal generale Pianell.

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Per la sua condotta nella giornata di Cusloza il generale Pianell fu insignito della Croce di grande utliciale dell'Ordine militare di Savoia e non mai onorificen1.a fu megl io meritata. Egli aveva dato nel nostro esercito forse il primo esempio di grande in:ziativa, in un tempo in cui non si erano ancora avuti gli esempi del_l'iniziatiYa t.e·desca e l'aveva dato in condizioni per lui eccezionalmente difficili. Quest'atto lo collocò di slancio in posizione elevatissima nella stima ·e nell'affetto dell'e~ercilo e della nazione; stima ed affetto che si assp~,&,!;.Qll"'Sf:lmpre più negli anni successivi, quantunque ulteriori avveni'r1renti '4l;,: guerra non gli porgessero più occasione di sperimentare il suo valore in campo. Dopo l'annessione d·ella Vene~ia al Regno d'Italia fu nominato comandante del dipartimemo militare di Verona, poscia V corpo cl'armat_a, e quante pro,e .di carattere, di tallo, d'intelligenza militare può dare un generale in tempo di pace, le diede tutte. Nell'esercizio del suo alto comai1dò, nei difficili ssimi incarichi che gli vennero più volle affidati, nella direzione di campi e di manovre in cui era assqlt1tamente maestro, nei consigli che il governo non tralasciò mai di chiedergli in tutte .le questioni tattiche rigunrdanti la difesa . dello stato , l'impiego delle trnppe, la compilazione dei regolamenti ecc. ecc, egli si mostrò uomo molto àl-disopra del livello ordì nari o, e seppe persuadere anche gl' increduli ch·e la ·sua ~niziativa di, Custoza non era conseguenza di una di quelle felic{ idee che alle volte passano fuggevolmente anche attraverso teste

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-mediocri , ma era figlia legittima di un gran carattere e di una lucida intelligenza. . . . Jl crenerale Pianell aveva, in materia militare, ti sentnnento, direm~o, l'intuizione della realtà; contutloC'iò esaminava ~inutamente tutte le questioni che gli venivano sottoposte, I_e sviscerava e, per poter dare un giudizio sicuro, non si stancava d1 leggere"'!?lumi di documenti; perciò i suoi responsi erano sempre tenuti rn gran pregio, . . . . . A.lieno dalla politica (forse più per la memona deglt avvenu~ent1 in cui s'era trovato involto nel 11860 che per naturale ::i.vvers1one~ rifiutò più volte \'offertogli portafoglio della guerra, contenta~~os'. d'influire col consiglio sull'andamento generale delle cose mil1Lart e coll'opera attivissimn su quelle speciali del suo cor~o .d'armata. Ecrli attendeva alle cure del :;uo comando con vera p;1s-s1one e, men· tr~ applicava il suo ingegno e le sue vaste co~nizioni_ a! p_roble~i della difesa dello Stato, non sdegna~a occuparsi dei m1n1m1 particolari, quando ,~iò poteva tornar utile alla disciplina, al benessere della truppa, all'amministrazione della giustizia . . . Coscienzioso fino allo scrupolo, compreso di un elevat1ss1mo sentimento del dovere , geloso in som1rio grado del prestigio e delb sol:dilà dell'esercito, egli era severo in fatto di disciplina; non esitò mai a prendere una mi:;nrn di rigore quando la cred~tte ~ius:a. Nè questa severità. era effetto di naturale durezza, ma d, studi. d esperienza di naturale di cognizione del cuore umano. Nes~uno conobbe meglio di lui il cuore del soldato. Tutti i suoi dipendenti parlarono sempre di lui con parole non ~olo d( stima _ma di affetto. Segno que:;to che la severità quando è gmst~, 11:1parz1al~ e va con"iunta a una paterr,a cura del benessere dei d1pendent1 non par(~risce odio. E le truppe a' suoi ordini furono sempre mo· dello di disciplina. · Della sua pietà. d'altronde potrebbero fare testimonianza m_oltissimi che rico:·sero a lui nelle angustie e n'ebbero conforto d1 sussidi non lievi. Abbiamo letto a tale proposito in questi giorni vari toccanti aneddoti che per brevità lasciamo. Il 7 novembre ,1885 il generale Pianell fu decornto della medaglia mauriziana per merito militare cli dieci lustri di servizio, che


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gli fu consegnata dalle mani stesse del Re, alla presenza della Regina, del Principe Ereditario e di splendita corte. Il 7 giugno 1f887 fu insignito del Collare dell'Ordine supremo della SS. Annunziata. Nella X Jegislntura, ancora fresco degli allori di Custoza, fu m?ndato alla Camera dagli elellori del II collegio di Napoli. Il H, novembre 189,f fu nominato senatore. In ambedue i ràmi del Parlamente sedette a destra . I su oi principi lo rendevano conservatore, ma la politica non lo attraeva. llarnmen te prese la parol a e sempre in questioni militari ed ogni volta ascoltatissimo . Ancora il mese scorso ebbe parte nttivissima nella discussione della legge d'avanzamento. La sua morte costernò i suoi colleghi dell'alto consesso e il presidente del Senato, onorevole Farini , ne commemorò le virlù con un n.obilissiino discor,;o del quale ci pince riportare il seguente brano . ._ Persona preslànte, modi corlesi, nutorevoli, perizia d'ogni uso « e reµola della milizia, mente col ta, corpo infaticabile, in lui si « sommavàno le qualit.i:t precipue che a guidare le numerose accolte « d'uomini si convengono. Passion:ito, or:goglio;;o della nobile mis<c sione delle armi, ne zelnva con scrnpolò ogni dovere; severo « prima còn sè che cogli alt.ri, nulla gl i pareva aver fatto se qual« cosa, per minuta che fosse, restasse a fare . (( Conscio che i grandi sacrifizi di vite umane non s'impongono « d'un tratto ma si preparano lentamente coll'assiduo istillare nell'animo dei soldati l'abnegazion e, il sentim ento dell'onore e dei « doveri verso la handiern, che è l'emblema della patria; contegno, « atti e parole volgeva tenacemen te a suscitare e rinvigorire nei « suoi le energie morali nelle quali sta il segreto della vittoria. « Sugli ufficiali, sui soldati acquistava l'ascendente che, nei su. « premi frangenti , inca tena i corpi e le volontà al volere del « capo. » E dopo altre opportune ed eloquenti parole !'on. Farini conchiuse: \( Serrino le file i superstiti: ~ gelosamente custodiscano e per« petuino nella tradizione militare italiana l'esempio del generale « Giuseppe Pianell a Custoza. In quell'esempio, se tornino i san« guinosi cimenti, i cuori dei combatlenti si inalzeranno, si accen« deranno i forti :1d opere magnanime! >>

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L'onorevole Pelloux ministro della guerra si associò alle parole . . . . . pronunciate dal Presidente. Eloo'iò del aenerale Pianell la caratlenst1ca speciale, 11 sentii':> l':> ' • 4 ò mento del dovere, del bene e dell'interesse dell esercito. ;1.ccenn , alla arande conoscenza che aveva dei sentimenti delle truppe. Inn tutti i rami, soggiunse, dell' amministraz.ione militare fece s~ntire la su·a opera altamente benefica. Non si può mi~urare,_ co_ncluse, la perdita che l'esercito ha fatto. Resta il conforto d1 dire che Le sue virtù civili e militari resi.ano d'esempio. A queste parole fece eco il generale ~Iezzacap~ ~ompagno. al Pianell d'infanzia e di studi. Il generale P1anell , egli disse, fu prmcipalmente soldato, soldato sapiente ed ener~.i~o.' Era ~at~o p_er il comando: alle truppe consacrò il cuore nob1hss1mo. L esercito e il paese, perdono nel generale Pianell uno dei migliori capi militari.

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Tale er;,. l'uomo di cui l'eserciLo e il paese rimpiangono la perdita. Auguriamoci di trovare nelle future lotte altri ca_pi dotati ?el~ l'energia, dell'autorità e del prestigio di lui e capaci come lui di prendere, in momenti supremi, quelle risoluzioni che possono salvare un esercito. , Il aiorno 9 ebbero luogo i funerali che riuscirono solennissimi. V'int;rvenne il Ministro della ~uerra, molti g&nerali di corpo d'armata, una deputazione della marina, le autorità civili e mililari, tutta la guarni()"ione . S. M. il Re volle farsi rappresen tare da un 0 principé del sa ngue, il Duca di Genova, e scriss~ alla v~dova del . compianto generale, contessa Pianell ~ala Ludolf.' che gh fu com~ pagno fedele ,;, 0 mpagna fedele ·nelle vita e lo assistette al letto d1 morte una lettera affettuosissima. La ~opolazione di Verona, che oramai considerava il generale


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Piane)! come suo conc;ua<lino per il lungo soggiorno da esso fatto in quella città, e avea fallo durante la sua malattia trn vero plebiscito di dimostrazioni di affetto, considerò la morte di lui come un lutto cittadino e accompagnò in massa, muta e·riverente la salma all'ultima dimora. A quei funerali, coi sentimen Li stessi della popolazione di Verona, ha assistito in ispirilo tutta l'Italia. ·

Per la Direzione Lonovrco CrsoTTI mag giore M. Af,, incaricato

DEMARC HI CARLO,

gerenze.

·T


ANNO XXXVII

RIVISTA 11ILITARE ITALIANA

DISPENSA

V. -

16 MAGGIO 1892

.V O G H ERA

E : N R I CO

TIPOGIIA FO-EDITOHE


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NOTA DELLA. DIREZIONE

Perchè poi l'aumento della mole e la forma di pubblicazione quindicinale servano effetLivamcnte, come debbono, ad aprire magcrior campo _all'attività degli scrittori militari, è necessario che la direzione si imponga il dovere di eseguire quelle correzioni tipografiche, che il breve tempo non concedera certo vengano fatte, come pel passato, dagli autori. Confidando nel prezioso concorso di lutti gli uJJìciali, iniziamo dunque col presente fascicolo il nuovo sistema di pubblicazione , nella ferma convinzione che non mancherà. alla Rivista, in tutti i rami dell'arte, della scienza e della storia militare, una collaborazione attiva, che valga ad indicare. come l'esercito e l' armata, riuni ti in un solo intento, concorrono con tutte le loro forze n!la grandezza ed alla prosperità della patria.

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LA TASSA MILITARE E. LA SUA APPLICAZIONE IN ITALIA

C&nni storici. - Le teorie. -

r.•e applicazioni. - Applicazione della tilssa in llalia.

Cenni storici.

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La tassa mili tare, secondo il senso che ora si attribuisce a queste parole, è istituzione moderna, anzi sto per dire contemporanea, e non potrebbe essere altrimenti. Essa è &tata definita« un compenso pecuniario per parte di chi non soddi$fa personalmente all'obbligo del servizio militare. » Quindi è che la ~toria della tassa militare tosi intesa, non può andare più in lit del tempo in cui fu sancito l'obbligo generale personale al militare servizio: che anzi, essendo la tassa militare conseguenza ultima dell'obbligo _generale personale, rngion vuole che segua ad esso; tanto è vero che anche là dove, .r.ome in Italia, è già da tempo sancito questo, pure non si è ancora ginnti n quelln. Mi piace d'i nsistere sulla contemporaneità della tassa militare , giacchè altri , in lta lia e fuori, ha creduto di ricercare ie origini storiche della tassa militare nelle prestazioni imposte ai cittadini per sopperire agli apparecchi militari, ed anche in quelle somme che si pagavano per affrancarsi dal servizio militare. Ognun vede che non è il caso di accennare a r1t1elle prestazioni , ·come è altresi fuor di luogo il r icordo delle affrancazioni. Quelle rientrano nelle imposte ~enerali che lo Stato chiede ai ·Cit tadini pel soddisfacimento dei bisogni comuni, fra i quali pre-cipuo h difesa della propria esistenza; queste, ::i noti bene, difl'e-


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LA TA SSA MILITA RE

riscono tanto dalla istituzione della lassa militare, per quanto la causa differenzia dalle sue conseguenze. Delineato nelta:11ente il campo dell e ricerche, accenno hrevissi, mamente ai precedenti storici' della tassa . Le prime tracce di una tassa sugli esenti dal servizio militare si trovano in Svizzera. Il Cantou·e di Zurigo, nel primo terzo di questo secolo, consacrava il principio della tassa che subira però varie trasformazioni. Gli altri cantoni , se non lutti, seguirono ben presro l'esempio, ed i risultati pratici fu rono lali che la Confed erazione credè di trarne partito per far front e alle crescenti spese mi litari. E così con la costituzione federale del 29 maggio ,J87 4, ru stabililo che dovessero essere emanate prescrizion i uniformi sulla materia, e che metà del prodoLLo lordo dovesse essere versato dai cantoni nella cassa fed erale. Le prescrizioni un iformi furono concretale in un progetto di legge che dopo essere stato per due volte rigettato dal voto popolare, fu alla terza volta approvnto e divenn e l'altuale legge sulla tassa militare del 28 giugno 1878. (,1) In Germania, le leggi esistenti nel Wiirtemberg e in Baviera fu rono hensi nbrogate dopo la cosi.ituzione dell'Impero , ma fu presentato ed anche discusso nel ·188 1 un progetto che non giunse però a divenir legge. In Austria, fin dal ·1868 fu sancito il principio di una Lassa mi litare e le modali tà rel ative venn ero poi concreiate nella legge del 13 giugno ·1880 . fn Ungheria, vi ge la legge del 117 luglio st esso anno, completata poi dall'altra del 2 febb raio ·1883. (n Francia, si trova traccia sin dal pri ncipio del secolo, di prestazioni pecuniarie che arieggiavano più le nostre affran cazion i, che una vera e propria tassa sugli esenti. 1

(lì ~': irllcress,rn te, an clro sotto I':i.spetto stori co, seg uire le fasi per le l)uali passò lit le;;ge sulla ta:Siia mìlitare in Svizzcm. Qui però non credo dilungarmi Jliù oltre. C:lri desiderasse aver notizia il i quello rasi, nonchè della gi uri,pruden1.:, ormai formatasi intorno alla logge, Jlotrehlle non inutilmente consultare ·due articoli • La tfissn n1ilitare in s1·i1.1.era , pubblicati su questa llivista nel prossimo µassato anno. (F'nscicoli riel gi ugno e ,lei setteml,rcJ.

E LA SUA APPLICAZfONE IX ITALIA

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Questa per la prima volta fu presentata allo ~tudio dell e Camere dal deputato M. Caze il dì 8 maggio ·1880, ma il progetto relatiro non giunse all'onore della discu ss ion e. I l dado però era tra uo e fu presto raccclto dal governo fra ncese che, nel maggio del ,1886, ripresentava la questione al Parlamento, comprendendo !a tassa milita re nei disegno generale di le,!!ge sul reclutamento. La proposta ministeriale subì varie modifica zioni tanto alla Camera dei deputati che al Senato, ma fi nalmente fu approvata ed ora fa parte (articolo 35) della legge sul recl utamento del 15 luglio ·1889. 1

Anche in Portogallo ed in Serb ia ha trovato sanzione la rass 1 militare; in quello con la legge del ,12 settembre 1886, in ques~: con la legge del 1° novembre ,J 887. In ltalia il principio fu adombrato, si n dal 1874, dalla Comm issione_incaricata di riferire sul progetto di legge per le r;ifferme co n P,re~1.o e fu autorevolmente sostenuto dagli onorevoli Tenani e l• arm1. . 1

Nel novembre dello stesso anno il ministro Ricolli in un dise1tno di l~gg~ sul _re.clutam ento introdusse una fap osizione per Ja q~~i le tutti gli ascritti al!~ .2~ ed alla 3• categoria avrebbero dovuto pagare una tassa dh stabrl11·s1 con legge special e. Però non ess~ndo allora compiuti gli studi nece..ssari per stabilire n9rme concrete m proposito, si credè di rimandare ogni risoluzione a quando questi fossero stati compiuti. Pi ù tardi, nel ·I8,9, questa tassa fu caldamente propugnata in . u~ o~us~o_lo c.he, fece_ allora un certo rumore: Appimti ~ulle condi~iom mil1~a·'.·i d Italia, opuscolo che fu attribuito alla penna delI al.luale mm1stro della guerra, allora colonnell o Luigi Pelloux . E nella seduta del 25 nC1,-em bre 1882 il ministro Ma<rlinni di concerto col ministro Ferrero presentarono un disecrno di le~<re 0 0 « Provved·i_~en t·I re Iatin · · a Ila cassa mil,tare ·· ~ » col quale si institniva la tassa militare per sovvenire appunto le scarseggianti entrate di quella cas~a speciale.

11 '17 maggio ,1883 l'u presenta ta la relazione della Commissione della Carnera dei deputati sul detto dise no di Jegc,e relatore l'onorevole Branca. " '""' ' 11

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' LA 'l'.ASSA mLl'rARE

La Commissione, ad eccezione del compianto onorevole Fer racciù, che ne era uno dei membri, concludeva pel rigetto del disegno ministeriale. Frattanto si chiuse la sessione legislativa ed il disegno di legge non fu discusso, nè fu poscia ripresentato. Nel 11887 il ministro della guerra Bertolè-Vi ale, nominò una Commissione presieduta dall'onorevole generale Marselli per studiare nuovamente la questione e presentare un progetto concreto, ma degli studi di que.~ta Commissione non si conosc'ono ufficialmente i risultati. }fa nel •1890, il generale Pelloux, come Relatore della sotto-commissione del bi lancio del Ministero della guerra rimise, come suol dirsi, la questione all'ordine del giorno con queste eloquenti parole: « Il disegno di legge presentato anni sono su tale argomento. « non venne in ,discussione, e la tassa' proposta s; volle gin da « principio condannare senza nemmeno discuterla; ma non sap« piamo se, innanzi alle condizioni del bilancio, non sarebbe op« portuno di ritornarvi. Altri paesi che vogliamo ritenere siano al « par di noi gelosi delle liberlà e delle prerogative individuali << hanno pnr ammesso la ragione di essere di una legge simile . « Essi banno pur ammesso che non vi è una scusa al mondo « perchè, ad esempio, il Hglio unico di una famiglia straricca, se è « per giunta sano .e robusto. non abbia a sostenere alcun peso, od « almeno non abbia che un peso affatto illusorio per effelto di (< cruella grande imposta che è il reclutamento militare; mentre, «aduna fa.miglia di contadini il cui sostentamento viene dalle « braccia. dei figli, se ne prendono aneli.e due su tre. e persino tre « su quattro in servizio di 1• categoria. E potate che le statistiche << insegnano un'altra cosa., cioè, che quei figli unici si trova.no più « facilmente nelle famiglie benestanti che non fra la povera gente. « D'altra. parte è da tener in conto che una legge di lassa mil i« tare, ben regolata, senza esagerazioni, senza far pagare i gobbi, « o gl i zoppi, o gli sciancati, potrebbe anche dar mezzo di iniziare « utili provvedi menti intorno ad una làcuna esistente nel no5tro « sistema militare, lacuna assai grave per le sue passi bili con se« guenze ecc. ecc. >> E più sollo:

E LA SUA APPLICAZIONB IN l'l'ALlA

J.83

« Sembra pertanto abbastanza logico che uno studio possa essere « raccomandato nel senso di far concorrere coloro che godono i « benefizi ad alleviare ..... e nello stesso tempo a soccorrere al ·bi« lancio dello Stato. « È uno studio troppo interessante per non sperare che il go« verno non vorrà. rifiutarsi a farlo. » l,e teorie.

Per riassumere brevissin1amente la materia. mi studierò di 5uddividerla . La tassa militare, come i:;tiLuzione, tocca anzitutto al campo giuridico; come tassa o, generalmente parlando, come imposta, locca al campo finanziario; fìnalm ente come imposta speciale, che trae le sue ragioni <l'essere dagli ordinamenti militari , tocca al campo mi litare .

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* * Nel campo giuri11ico rigorosamente inteso poco a dir vero si , è · dello e poc0 altresì si è contradetto. . Anche gli avversari di questa istituzione hanno riconosciuto che nel campo strettamente giuridico non si può oppugnare la sua legittimità ('I). Avevo già sc1·iLLo queste parole, quandò mi ru posto sott'occhio u_n articolo pubblicato nel!' A1·chfoio di rlirilto pnbbl-icu diretto dal prof. Orlando, fascicolo novembre e dicembre (2). In questo articolo lo ,lona combatte validarnenle la legiLtim il.à dell'imposta militare.

(t) , Cntauto sin (1:,,1 lie.l principio ci piace affermare, per troncar corto ;11lc rlispute, che da un J}llnto di vista giuridico general issimo non si potrebbe 01ipugn,we l,i s\la • lcgittim ita . .... » (lìelazione nella Comm issione su l disegno di legge • Provved t menti eelativi ;1111, Cassa militare» p1·csonta l:1 a ll:1 Camera dei deputali il 1i maggio !883 - Helatore onorevole BR .\NCA. «

(~) Della, giu1·irJ.ica mut11a in con uettil.1ililà dellf pubbliche pre.1!11;:;ioni in opera ed in danaro -- Gu11,o foNA.


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LA 'l'AiiSA M ILl'!'A RE

E LA SUA Al'PLICAZIONE I N ITALlA

Ria5surno brevemente la principale sua argomentazione: « Le prestazioni sono di due specie: in opera ed in danaro. « Le prime cadono sui cittadin i, in quanto sono persone; le seconde, in quanto sono proprietari. Ma naturalmente, come chi non possiede ricchezze non può pagare imposte, cosi chi non ha fo1·2a fisica non può prestare servizio. » Non è qui il luogo di discutere il valore dell'argomentazione. Pure ammettendolo intero , si deve però necessariamenLe riconoscere ch e porterebhe alla esclusione dall'imposta dei soli riformati. / Del resto pel nostro scopo, come vedremo in seguilo, P.OCO importa, / che una imposta militare, nel signi ficalo tecnico della parola, sia o no giuridicamente legi ttima.

Ancora i propugna Lori: Non solo in dirino ha fondamento la istituzione, ma anche nelle regioni del sentimento . Si ha un bel dire e si può pure se.ri vere quanto si vuole a lettere cubitali sul banco dei magistrati che « la legge è uguale per Lulti, » ma chi leverà dal cuore di un povero contadino chiamnto alle nrmi un sentimento di sfiducio, quando vede rimanere a casa un suo coetaneo che, seco ndo lui , ù atto nl sen•izio attivo . Come auu1ire questo sentimento? , Rispondono gl i oppositori: Ma che ci anda te voi parlando di sentimento, di rondamenl o psicologico, o psichico, o come voi volete, della Lassa mili lare? Ti servizio personale è un onore. Chi lo presta deve essere ben orgoglioso e fe lice di fronte al povero ,9obbo che non può prestarl o. Questi piuttosto sentira maggiormente lo sconfo1'lo di non poter correre ai campi della ~loria, alla difesa della patria, sconforto che voi vol ete inumanamente aggravare con la imposizione di unri tassa, che a guisa di ombra vendicatrice, sara sempre lil a ricordargli la sua infelicità. Ma poi, lascinndo d,t parte il sentimentali:>mo, forse che gli esenti dal servizio, che voi vorreste assoggettare ad un'imposta, sono esenti per loro volontà? È la legge che tnli li vnole. I sostenitori ri battono: Sì, un onore per modo di dire, ma andate un po' a domandare e saprete quanti ·rinunzierebbero. specialmente in tempo di pace, a qi1esto ,·ostro onore. È un onore abbandonnre a vent'anni arte, paese, casa, madre e ... . . i òolci ::;ospiri, pe r andare a montar la gu:irdia soLlO il vento gelato delle Alpi? Ma veniamo all'argomento più positiYo. È la legge ch e impone le esenzioni. Sta bene; ma chi può contestare all o Stato, che concf:!de le e~en . zioni, il diritto di stabilire un peso per surrogare l'i nadempimento di un dovBre? E d'altra pnrte se il cittadino desidera rinunciare nll'esenzione che lo Stato gli concede in certe date condir.ioni, forsecbè lo Stato lo obbliga ad essere esente? Ed anche ora la co11ressione dell e esenzioni non è su bordinata a condizioni? Il cittadino, entro quel dato tempo, con C]Uei dati documenti, redaui in dal e forme, dere chiedere la esenzione e compron1re di lrovar,-i in

,,. * * Le grandi dispute sono nate là dove il campo gi urimco confina e direi si compenetra con quello firìanziario - economico. Dicono i sosten iLori: Lo Stato sia per ragioni saniLarie, ~ia per ragioni socia Ii è costretto a concedere esenzioni parziali o totali, o mitigazioni del serviiio militare. Quel li che ne fruiscono godono evidentemente di un vero privilegio rispelto agli altri. Giuslizia vuole che si ristabilisca l'equilibrio. Come ri"tabilirlo se non obbligando ad un sacrlficio pecuniario speciale quelli che godono della esenzione1 Rispondono gli avversari : )fa voi dunque equiparato il servizio personal e ad una sem p!ice prestazione pecuniaria. Voi che tenete tan to alto, ed in ciò fate bene, il servizio personale, lo avvilite poi fino a mellerlo a prezzo. No, rispondono i pri mi, noi sappiamo bene che non vi è, nè vi potrebbe essere, nè pensammo mai a stabilire una equivalenza fra il servizio personale e la preslazione pec11niaria; ma, dato che voi non prest.1te il servizio personale, o dove diamine volete che lo Stato vada a cercare un compenso, se non in una rreslazione pecuniaria'? E poi, ad ogni modo , ::;iccome il servizi o personale è indubbiamente più gravoso del pagamento di una imposta, la cosa ridonda a tuLLo vantaggio di chi è chiamato a pagarla.

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' E LA SUA APPLI C,\ZI ONE lN JTALIA

LA TASSA MILITARE

quelle speciali condizioni di famiglia per le quali lo Stato, nell'interesse generale, concede l'esenzione. E se fra queste condizioni lo Stato ponesse anche quella di pagare una tassa, si potrebbe per ciò dire che avesse fotta cosa illegittima'? \'

** Nel campo propriamente rinanziario e militare, la lolla, come è naturale, è di minore en.tità. lfose lleltim.posta ~- Dovrà qu esto nuovo tributo essere lrallato come una vera e propria imposta, ovvero come una tassci nel signifìcalo strettamente tecnico della parola? · n lettore naturalmente non si maraviglierà che alcuni sostengano la prima tesi , altri la seconda. Dicono i primi: Sta bene che, essendo questa imposta come un corrispettivo del non prestato servi"io militare, debba essere ordinata qua le imposta fhsa ed uniforme, ma non si deve credere che le ragioni di giustizia da cui scaturisce la base giuridica dell'imposta sieno identiche al suo fondamento finanziario. Le relazioni fra la prestazione persona le e la pecuniaria cessano e come la prima si ordina secondo i criteri di ordine militare, così , la seconda deve fondarsi su principii lìnanz:ari, si tratta d'imposta diretta e personale e sono appunto le regole dell'imposta quelle che vi si devono applicare ('I). Rispondono altri: Voi po tete pure dimostrare r.he la nuova imposta non pu ò essere di iamata tassa nel senso dottrinale da voi dato a questa parola, ma ciò non altera il principio da cui scat1u·isce la nuova imposta. Il punto essenzia le sta nello stabilire quando cessino le relazioni fra la prestazione personale e quella pecuniaria. Voi dite che cessano non appena dall'obbligo generale della prima sia scaturito l'obbligo di pagare la seconda. · (I} CAR l,0 F. FERRARIS. pag. 33, e 335.

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L 'i1n.11osla. milita,·e. V. iVttova Antolngict, Vo i. XXXVJII ,

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Noi invece crediamo che, come la prima è stabilita per tutti indistintamente per un numero eguale di anni da una data età ad un'altra, così la seconda che è, anch e a vostra confessione, un cor· rispettivo della prima, deve essere per tutti uguale. Estensic,11,e della tassa . - Secondo le conseguenze rigorose del principio su cui si basa la tassa, do vrebbe essere sottoposto all'ob bligo di pagarla chiunque non presti il servizio person ale. È però evidente che all'alto pratico occorra mitigare queste severe, per quanio legittime e gi uste conseguenze. Da qni vari e 11101teplici giudizi. Accenno brevemente le qnestion i principali. La tassa deve colpire i riforma ti "! Deve colpirli tutti indistintamente, o solta nto quell i riformati per alcune determi nate malattie od infermità ? Nella seconda ipotesi nitre sottoquestioni sorgono sul la esten· sione della tassa soltanto ai rii'orma~i per alcune determinate cause, come sarebbero i delicienti di statura, i miopi. ecc., e si cerca di dimostrare, con argomenti più o meno validi , la ragionevolezza, se non altro, di risparmiare i riformati per altre cause . La tassa deve col pire gli esenti dal servizio ordinario , come sarebbero da-noi i militari di 2" e di 3" categoria? Si obbietta da alcuni a favore dei militari di 2" categoria od in condizioni analoghe, dati gli ordinamenti militari di altri eserciti, che essi se sono in tempo di pace lnsciati alle loro case , meno una breve istruzione, tuttavia seguono in guerra la stessa sorte dei militari di I" categoria. Resterebbero pertant.o come contribuenti in con traslati i citta • clini assegnati al la 3a categoria. Conesponsabilità dei ierzi. - Sulla legittimità del concoriio dei genit~ri o di altri ascendenti a pagare l' imposta, mol to si è detto e discusso, e certamente, se si consideri che i veri e propri contribuenti cadono in contribuzione all'età di 20 i nni o giù di lì, qunndo cioè non hanno , gerieralmente parlando, fortuna propria, nè ricavano lucri o, se pure, trascurabi li dalla professione, è mestieri riconoscere che la questione è ; rave. In Svizzera, Austria-Ungneria e Francia, i gen itori sono stati dalle ri:;pettive leggi effettivamente· chiamati responsab il i del pa-


E LA SUA APPLICAZIONE IN ITALIA

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LA TASSA MILITARE

gamelito della tassa, nè in watica si potrebbe forse fare diversamente. D'altra parte osservano che le esen~ioni ridondano a vantaggio delle famiglie e che quindi ragion vuole la fami glia sia responsabile del pagamento della tassa. Oltre a ciò si osserva, ricorrendo alla storin, che, quando vigevano le affrancazioni dal servizio militare, le famiglie erano ben lie1e e pronle a pagare il prezzo dell'affrancazione. Perchè sa rebbero ora restie al pagamenlo di una tassa che permetterebbe loro di tenere presso di sè il figlio? Più sopra ho dello che forse in pratica non si potrebbe fare a meno della corresponsabilità dei terzi. Ma è bene avvertire come anche i più s1renui difensori della imposta ritengano non essenziale questa circostanza ad una eHicace e florida esistenza di essa, qualora si voglia non far coincidere (ciò che per vero non è indispensabile) il pagamenlo della tassa col tempo in cui il contribuente dovrebbe prestare il -servizio militare. Tem,po in cni d,e1)e incominciare e dnrlila della tassa. - Ho testè accennato come non si ritenga necessario che il pagamento della lassa incominci quando dovrebbe incominciare il servizio mi litare . È certo che rimandaudo a qualche anno più tardi il principio dell'obbligo si potrebbe fare a meno della tanto combattuta corresponsabilità degli ascendenti, poichè il vero f\ proprio contribuente sarebbe ali-ora in grado di pagare la tassa o coll_a propria fortuna o coi proventi della professione, ma, come bene osserva il professore Ferraris (.f) « Lutto ben conside~ato, la corrispondenza dei « due doveri nell'anno in cui corni1Ìciano e nella durata è il si« sterna più logico e semplice. Facilita grandemente l'assetto del« l'imposta e mostra meglio la intima relazione fra le due pre« sl.azion i. » Però si potrebbe forse domandare come mai questa intima relr1zione che, a quan to pare, è tantÒ utile sia mant.ennta, da valer la pena di impelagar1>i nella corresponsabilità degli ascendenti, sia stata trast:urata quando si ebbe a discutere sulla natur( del tributo.

(i) Vedi op. cit. pag. 3~7.

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Altez:rndella tassa . - Data la natura della tassa militare, si affaccia spontaneo il criterio cne la sua altezzadebba essere commisurata alla gravità del sen'izio per:;onale non prestato. Cosi essa dovrà variare a seconda che debba. essere applicata ai riformati, agli e,enti di 2• o di 3a categoria; dovrà variare altresì per rispetto alla maggiore o minore gravità del servizio personale (tempo di cli pace e tempo di guerra) dovrit diminuìre negli anni in cui co. loro che prestano il servizio personale òrdinario fanno passaggio a reparti (milizia mobile e territoriale) chiamati, in via normale, a compiere servizi meno gravosi e meno pericolosi, dovrà essere rimborsata in parte od in totale, se il contribuente presti un dato servizio personale. , Se poi, abbandonata l'intima relazione che esiste fra le due prestazioni, la tassa militare debba servire a scopi più che altro finanziari, in 1al caso dovrà variare a seconda che con i prodo1ti s'intenda di sopperire ad una parte pi1'1 o meno grande dei bisogn i finanziari. Tmpiego clel JJroclotto. - Il prodotto della tassa si può devolvere a vantaggi di istituzioni speciali, come p. e,,. casse di pensioni a famiglie di militari morti in servizio, costituzione di fondi per soccorso alle famiglie povere dei richiamati in guerra, oppure può andare senz'altro a van taggio delle casse dello Stato. . Veramente trattandosi d'imposta speciale parrebbe che il prodotto doyesse essere devoluto a scopi speciali. Così, nel disegno di leg~e italiano il prodotto era destirialo a r insanguare la Cassa mililare che poi provvedeva al pagamento di premi e soprassoldi ai sottufficiali e ad altri militari. l,t~ nppllcazlonl

Nell a esposizione delle applicazioni della La~sa militare mi limito a raggruppare i rlali principali nel quadro sinottico seguenl.e. Dall'esame peraltro di questo qur1dro si r ileva faci lmente quale · applicazione abb iano avnlo in Svizzera, in Francia ed in AustriaUngheria i principì da me esposti sotlO il tiLolo « teol'ie ». Faccio grazia al lettore di ogni altra osservazione in proposito e passo alla parte, dirò così, polemica del lavoro.


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E !,A SUA APPLlCAZlO ~E IN ITALI.\

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LA TASSA MIU'l'ARE

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QUADRO sinottico delle applica~ zioni della tassa milùare. i = = == = = =~ = = ======,== = = =====r===i:;::;::= = =,= = = = == = = ===r==== = = == ===--= = !'1 1

SOGGETTI ALLA TASSA

QU.~LITA'

ESE:'\Tl

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Tass.a ùi franchi . 6 all'anno, tassa proporzionale sulla sostanza e sulla rendita. Sulla sos tanza franchi 1,50. per franchi 1000: Sulla rendita franchi 1,50 per fran chi 100.

Tutti quell i che per una rag ione crualsiasi non prestaI cc no il s ervizio o r·;:5 ninario nell'armag la attiva. ~ I genitori sono responsabili.

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I no1oriamente indi-

Tassa fissa di franchi

g enti, i riformali per cause dipenden ti dal servizio.

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24 anni È affidato alle amministranegli ulzioni cantonali. Ogni anuo timi dosi stabilisce un ruolo dei dici è ricontribuenti. È ammesso il dotta alricorso con tro l' autorità la meta. che ha stabilito il ruolo.

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I Il tassa più grave la riscossione della all'est.ero. Del resto l'acI

cerLamenlo e la riscossione sono facilita te, perchè affidate a piccoli enti come le amminislrazioni cantonali che si può dire conoscono personalmente ogni co11tribuente.

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lKCON\' ElX!ENT(

dell:1. materi.i irnµonibile. Hiscossione

della tass:i

identità. (lella tas,«

I notoriamen te indigenti _e g-li assolutamente incapaci a lavoro proficuo. I militari divenu ti inabili per cause di servizio. Alcuné categorie di agenti pubblici.

ACCEl\TAM(J;NTO

Durata

1 1 3 6. 1-'--i--- - "2 - -- --'-- ------'------'-- ---'-----

Tutti coloro che per una ragione qual· sias i non prestano servizio personale, compresi i cittadini all'estero e gli stranieri nello Stato I genitori sono re·sponsabili del pagamento.

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6 all'Anno. Tassa proporzionaleai L beni pe rsonali mo- · -.... biliari del contribuen te.

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16 anni ')

Si s tabiliscono ruoli annuali Lavoro e spesa per impiantare i ruoli. Ricorsi frequentissimi dag1i agenti del le impos te sulle inscrizioni in essi. Corcon l'assistenza dei s indaci. rispondenza fra aulorita miliSui ricorsi decide in or,ma tari e civi li per slabilire chi e il prefetto, in ultima Ìl Micome deve essere sog-getto nister·o de!le finanze. La riscossionR è falla in mas- , alla tassa. Difficoltà. e spese per la riscossione, specie per sima con le ste!:'se nor·me coloro che durante i 16 anni vigenti per la tassa perwcambiano di re~idenza. nale mobiliare.

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I I riformati,i liberati (i nostri eser. ttt ti) coni:redat1 per inidoneità e u-li emigrati. · I genitor i sono responsabili.

Sono slabilite 14 clasé'i di contribuenti, la 1• paga 100 fiorini pari a L. 200; la f!t" paga 1 fiorino paria L.:!,50. Sono compresi nella 14• quelli che non sono soggetti ad 81cuna impÒsta diretta.

I notoriamente indigenti e qtielli assolutamente inabili a lavo ro proficuo.

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12 anni

Per determire a quale classe 1 Diftkolta nello stabil ire a quale di contribuenti un cittadino delle 14 class i debba e:;,sere debba essere assegnatO' si ascritto il contribuente. Lastabiliscono ogni anno ac - 1 vori e spesa per stabi lire ogni certamenti spèciali da speanno i 1·uoli. Questioni lunghe ciali commissioni. I!: amper ricorsi. · messo il ricorso anche al Minis tero in ultima istanza. La tassa è riscossa con le ordinarie norme per la riscossione delle imposte dirette.

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L A TASSA MILITARE

E LA SUA APPl, lCAZlONE IN l'fA LIA

Ap1,Ucazionc della tassa In Italia.

Dopo yuesta rapida corsa altra verso alla storia, a!Le teoJ'ie, ed alle applicazioni della tassa militare sostiamo un poco e domandi:i.moci : saprem0 no i, adattando l'istituzione alla nostra indole, ai no stri ordini militari , ammi nistrativi e finanziarì efficacemente applicarla ? Questo è il nodo della questione. A ciò debbono convergere gli studi che mirino a raggiungere dei risultati pr.1tici. Entriamo sen;,.'altro in materia.

Pe1·so1ie sogg1;it,~ alla,- tassci. Si potrebue in Italia dare alla tassa la estensione che le si è dara in Svizzera ed in ·Francia? Già fin da quando fu presentato al nostro Parlamento nel ,1882 il dise1•no di leo·C' nnle che istituiva la tassa militare fu messa in ridi~olo dagli oppositori che- la battezzarono «tassa sui gobbi». La fra::;e ebbe l'ortuna . Eh giit bas ta non meritarsela! ' Compre ndo che una produzione scenicri, dové il pregio maggiore sta nel le impression i o sensazioni fugaci suscitate negli spettatori du rante la r.ippresentazione, possa cadere fra i !ischi per una frase inl'el ice orl una malaugurata parola, ancorchè sia per nitri rispetti pregevol;. E così comprendo come i 'buoni Milanesi, abbiano riso <li tutto cuore e fischia to di santa ragione l'Ajace del Foscolo là dove il s;icerdote con enfasi esclama« O salamini Y>. Ma non comprendo che ,nn;i frase in gran parte vuota· di senso poss;i re~ar danno ad una isti-tuzione seria, la quale non dovrebbe essere gm rlicala Ltlla stregua delle produzion i sceniche. Eppure fu ed 1~ cosi, è bisogna constatare che oggi mal si potrebbe vincere il discredito gittato da quelle parole, a ragione od n. torto, sulla islit.ozio~e . Alcuni tentarono la prova e cominciarono col cedere terreno al nemico. Dissero: Ebbene vi lasci~mo i gobbi e tutti gli nitri loro /I')

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infelici compagni. ~on potrete ·negare che vi sieno però dei riformati i quali non sono nei ca6i <li meritare tutta la vostra di sinteressata co mpass ione p. ·es. i riformati per deficienza di statura, per miopià, ecc. noi ci contenteremo di. sottopo rre alla tassa sol.tanto costoro . Qui, come è rrnturàl~), pullulano unn quantiLit di question i più o rneno solub ili . Ch i vorrehhe alle nccennate categorie di ri formati , aggiungerne altre, chi no; alcun i credQ_no di dimostrare la equità di quesl0'1Dezzo termine, altri ne dimostrano la manifesta ing'iuslizin . Per tagliar corto a tutte le questioni passate, presenti e fu ture occorre perlantn un rimedio rad ica le . Bisogna, come si suòl. dire, geltare a mare i ri fo rrpati . Tanto sono destinati n.d es.3ere gittati da q,ialche posto ! Cli spartani li gittavano<lal monte e no i li gitteremo in mare. All eggeriri di quel gran pe!-;O procediamo più spediti, Lanto più che ·1:1ossiamo adottare snbito .un altro ri medio rad ic:de .per gl i uo~ mini di 2• categoria. L'operazione qne::;ta volta non porla la morte a nessuno . Le .seconde cate1orie sono destinate a :;comparire. La legge ~< Provvedi menti per la leva gui n,di nel '1872 >> ha i;;ti111iLo, almeno p~r quella leva, la categori a un ica. t sperabile che la categorir.. unica sia ado ttata in modo definitivo, e così, anche per le seconde r.,ategorie, la questione è troncatrt di sa na pianta. Ed i ren itenti '? Ci è sembrata sempre fu ur cli luogo la questione dei i,:en itenti a proposito della tns:;a mili tare. Anzi tutto la grande dilTicoltà per non dire impossib ili ti1 cli l'Ì scossione. Se il ren iten te si lrova nel Regno e si sa dove ò, deve essere arrestalo, qui ndi si tratterà. sempre di ren itenti all'estero . E ~e è diffici le la riscossione nel Regno che sarà ma'i pel co ntribuen te all 'estero~ La Svizzerà, che appli cando nel senso pi ,ì laro la tassa militare vi ha assoggettato ancl1e i cit1adini all 'estero, potrebbe dirne qualche cosa ('1 ).

(I) !.e, gravi e spe~so insonnon![Lhili dillkoltà inco ntrate d:i.1 consiglio ferlcra!e P<'r la riscos,io,'1e de]l[L taSS[L all'es tero sono am piamen te srn ltc nell 'articolo « L a Lassa milJ · t;ire in Svizzera • pu llblkato da ques ta 1/ivisla nello si:or, o anno (fascicoli ilei !:[iogno e dei settembre. I'.l -

AN;>;I) XXXVI!

VO I,. Il.

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Ma piil. di _ogni altro argomento è da tener conto di nrHt conside razione cli or.dine tolto morale. La imposizione di una tas~a ::ii renitenti avrebbe il signi fìc:.i to c5plicito di una acquiescenza , se non peggio, per parte dello Stato. S.,rebbe inoltre un iuce1Hivo pe\· alcun i cittadini a sottra:·si ,,!l'obbligo personale. • :\In d'altra parte per quale mai ragione costoro debbono essere esonernti dal pagamento della. tassa, mentre che, rimpat.riando dopo di aver compiuto il 3D"'anno di etit, sono bensì sogget.t:i alle prescrizioni penali del reato di renitenza,, ma sono liberi da ogni serviz.io personale? La obi ezione è vali da ed a noi suggerisce una ~oluzione che non ci sembra inattuabile, tanto più che vi è ragione di ritenere che la prescrizione concess,t ai disertori dall'attuale nostro codice penale per l'esercito venga col nuovo codice penale militare estesa anche ai renitenti. A nostro avviso, una voltil istituita in Ilal:a una tassa militare, ed istitoi ta nelle fo rme di cui avremo agio di parlare in seguito, sarebbe giusto per rispello al pr:ncipio fondamentale della i,:;Lituzione ed e1.r1.10 per rispeu.o ai cittadini soggetti alla tassa, stabilire come condizione al rilascio del foglio di congedo assoluto ai renitenti ed ai disertori, il cui reato cadesse in prescrizione, il pagamento cli una tassa. Soltanto sollo questa l'orma, che del resto, come redrcrno in seguito, sarebbe in armon ia con la forma genernle da darsi all a 1a:;:;a militare, ci sernbra possibile l';,pplicazione l1i essa ai renitenti e. se si vuole, anche ai disertori. l'osti fuori discussione i riformai.i, ie sei.:oncle categori e cd i rè ni· tenti, è ovvio che non rimangano in campo che i cittad1ni n~sc;rnari per motivi di famiglia alla 3• categoria.

Legittùnitd di nn tributo per l' ass1~gnazione alla 3• cctteyoria. I militari di 3a categ-oria in tempo di pace rimangono alle case loro, dove non solo sovvengono la famiglia di materiale aiuto, ma confortano con la presenza la fuggevole vita dei gen itori. Prov-

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E LA SUA APPLICAZIONE IN ITALIA

LA 'l'ASSA MIL!TAHE

vedorio al loro avven ire senza essere distolti dal lavoro, dall'arte, dalla professione intrnpresa: In tempo di guerra, pure ammesso che sieno tutti chiamati alle armi, presterebbero,1m servizio nemmen comparabile per le fatiche, per i pericoli col servizio attivo e mobile. Realizzano durìque un vai:itaggio indiscutibile. Ma si dice: badate, voi concedete l'nssegnazio:-ie alla 3a cate'.goria per ragioni sociali , E che per questo? For,,e che l'assegnazione c~ssa di ritornare a Lutto vantaggio realè e diretto della famigl ia alla qnale è accordata '? Ed ancora: ..se l'assegnazion e è fotta per ragioni di conservazione delle famiglie e del!a societit, polete voi darla a prezzo? Ma quali sono le concession i fatte bensì nell'interesse sociale, ma che non sieno tuttavia soggette ad un qualche tributo pecuniario"? Esamininmo. Lo Stato provvedendo all'amministrazione della giustizia, provvede all'interesse generale, più che all'interesse dei singoli. E ciò non solo nelle cau,e penali, nelle quali è eviùenL~ che il reo offende col reato commesso la societtl intera, ma anche nelle cause civili nelle quali lo Stato « pro,;vede ad un interesse generale, « guarentendo l'adempimento del le obbligazioni, mantenendo cio,~ « intatta la pubblica fedetcolla certezza che ogni impegno libera« meµte assnnto troverà la propria esecuzione ». ( 1). Orbene anche nell'amministrazione della giustizia, che è la base fondamentale della floridezza clrgli Stati, i cilladini, che la invo · .e.ano, sono soggetti a tasse. E se il cittadino è soggetto a tassa invocando l'azione giudiziaria ,. dello Stato, che ridonda precipuamenLe a van tnggio dello Stato stesso, non v.i dovrà essere soggetto invocando dal lo Stato il beneficio della esenzione, della quale esistono bensì i vantaggi sociali, ma non così evidenti e così impor1~nti ~ Ed a'ncorn. Lo Stato destina nnnualmentc una certa parte delle sue ·entrate ad incremento della istr"uzione pubblica, la quale quanto p_iù è elevata, tanto più ritorna a lui vantaggiosa. 1

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Gu,oo Jo:u. \'e,ji opem ci tata.


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LA TMSA M I LITA RE

Eppure, nonostante che lo Stato, anche rispetto all'adempimento del l'obb li go militare, conceda fa~il itazioni ni cittadini :,tudenti, è ben noto che cosa sieno le Lasse scolastiche, dalle quali però, giova avvertirlo, sono esonerati coloro che dimostrino di non essere in grado di pagarle. .\oi non sàppiamo, nè pel caso nostro ci preme di saperlo , se in li nea di diritto si potrebbe dimostrare legiuim·a una propo rzionalità . ed ,rnche una progressi vità nel pagamen to del le ta·s, e vere e proprie. Certo è però. in linea di fa tLo che unF. tal quale propo rzionali tà esiste ed è accettata in alcuna specie di tasse. Per contrarre matrimon io reiigioso si paga una tassa cbe varia a seconda della profes~ione del contraente, di guisa che di due frn tell i germani, uno che eserciti la lucrosa professione di artista di canto; l'altro la miserella di impie~ato dello Stato, il pr imo paga il doppio del secondo . Epp ure il vantaggio, se lo vogliamo chiamare così, di \contrarre matrimonio è uguale per arn bidne. Alla bella prima reca sorpresa questa, se si vuo le, gro55olana proporzionalità, ma poi, ripensandovi bene, se ne comprende , la ragi one sempl icissima. E l,t ragione è que,ta che, nono ,tante tutte le sudd ivisioni :;colastiche fra le varie specie di tributi, uonostante gl i stud i per di mostrare che le une debbono essere rego late in maniera differente dalle altre, nonost rnte gli sfo rzi degli economisti per stabi lire sn basi giur:idiche più o meno solide i sistemi tribu1ari , questi hanno nua base sola nel la verit.il da tutti compresa,. come tulle le cose veramente sempl ici, cioè che ch i In, deve pagare e ([Uanto più ha , tanto più cteve pagare. Dopo ciò noi non sapremmo trovare, per quanto abbiamo la buona volontit di cercarle, le ragioni per le quali l'assegnazione alla ::1a categoria concessa ai ciltadini nell' interesse dell e loro fomigli e, per quanto questo s'im me,lesimi nell'interesse generale, debb,1 es sere e.,ente da p:1gamen toUII tributo e legiuimo se è necessario; un 1.t·ibu1 0 speciale è legittim J se oltre essere necessa1-io, sia irnpo.:;to a tutta la classe dei cittadini che fru isce di un van taggio speciale.

E LA SUA APPLICAZIONE IN IT ALIA

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Una tassa di assegnazione alla 3• categoria sarebbe imposta a tutta la classe dei cittadini che sfono nelle condi::icmi ·i;olutr> dnltci !egge tJer otlene?'e qiiell' assegnazione. Una ta:;sa che aumen ti di riualche milione le en trate dello Stato ' non è dubbio che sia p.ece3saria nelle attual i condizioni del b il ancio. Quindi ne sembra ché una dispos izione, per effetto dell a qnale i cittadini cui spetta per le,qge l' assegnct.zione alta 3• ca.te_qoria .fossero assoggettati al pagamento di una somma , ~arebbe, per lo meno, tanto legiuima, quanto tante altre disposizion i simili Ed ora vediamo come questa nuova prestazione clonebb~ essè·, e o·rdinata. ·

Tassa od frnpo.sla. ?

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iia differenza può sem brare ai profan i :issa i lieve, ma in ]i n · guaggio strettamente tecnico essa invece è assai grande. A noi basta accennare per sommi capi alla differenza essenziale fra le d1ìè parole, lasciando intat.te le controversie sorte sulla de/ì nizione strettamen te tecnica di esse . Tassa è atto li bero; imposta è atto ·nece,sario. Alla tassa corrisponde, nella mag,:::ior pari.e dei casi, un vantaggio particolare; al-: l'imposta corrispond e soltan to il vantauio generale. - La tassa si paga allo Stato in quanto esso esercita fu nzionj a sè avocate nell'interesse sociale; l'imposta si paga allo Stato in quanto esso è pe r sù ed in sè stesso esistente, La tassa è fis sa; l' imposta è proporzionale o progressiva . Da questi principali caratteri differenzia li fra la tassa e l'imposta è lecito dedurre qual nome si comenga (e quindi in che essenz;a lmenre debba consistere) a quel tributn che, come ahbiamo detto precedentem11nte, può 1;s;;e1·e legillimamente imposto ai militari as segnati alla 3a caregoria. E bensì vero che, le assegnazioni alla 3· categori a s0no con cesse per titoli previ~ti dn ll a legge sul reclu tamento; ma ciò non esclude l'atto libe?'o di r ichiederla in ch i ne frn isce . Che anzi la leggeslessa esige la richiesta dei membri <lel!a famig lia a fa vore dei quali è concessa . Nè sono infrequenti i r.asi nei quali non fu possi bile con-

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l, A TA SSA )l!Lll'ARE

li: LA SUA APPL!CAZI ONF. lK lTALIA

cedere l'assegnazione alla :i• categoria ad un inscritto, che pure s, trovava in condizione legale per ottenerla, mancando l'allo di rich iesta del padre che si rifiutava di rilasciarlo per sue rngioni speciali. Nè :=;i può porre in dubbio che len ssegnazi oni alla 3· cnr.ego rin, pur avvantaggiando indiretlamente ).?l'i nteressi sociali, non riescano a beneficio delle famiglie. peri::hc è appunto e principnlmente per la loro conservazione che sono stabi lile . le assegnnzioni alla 3• ca. te~oria. È chiaro pertanto che questo nuovo tributo possiede tutti i cnrntteri principali rlelle tasse e se così è, non può non possedero anche \'aitro consegu enziale di tributo fisso .

imposta. Ed ho accennato anche alla maggiore cl elle argomentazioni contro di essa poggiata Lutla sulla incoim•rtibilitA delle prestazioni . Ora a quegli argomenti, ed a qnestr ulLimo in ispecie, non si può negare un gran valore, rl i gnisn chu nel campo giurid ico ù ancora discutibile se possa dichiararsi le;.rit tima una imposta militare . Co11 la pro po~la invece di una semplice tassa di assegnazione alla 3' cate~o ria cadono anch e quell e di fli collà. ;\el caso nostro non si converte una prestazione personale in un'altra pecucinria . Noi la rngin ne della tassa non la pon i~mo nel fallo clic il cittadino è esento dal servizio, qualunque ne sia In ra~ione. ma la poniamo invece nei var11aggi indi scutib ili che esso trae dal prestart> un servizio effimero in tempo cli pace. Noi la poniamo in tulle le ragioni che pnssono gi ustificare la imposiziM e di una Lns:-a e non giit in qu ell e di una imposia nel significalo tecn ico di que:;Lc parole. Quindi ne sembra che nel caso nostro non si possa nemmen parla re d'·i II corwertibi lit1ì.

Obi<:zioni. TI prof. Ferraris nel secondo articolo che ho avuto più volle o,;,·a:;ione di citare ( I ) pone bene l'obiezione « siccome questa << (contrib uzione) non grava o non può grava re che sug li esenti , « così è unn ta ssa di esenzione . . . . . ma siccome uon vi ha « vera e propria esenzione, in quanto che gli assegnali alla 3a ca« tegoria ( che rappresenterebbero la maggioranza dei contribuenti) « sono obb ligati ad un servizio mili1are, cos-ì non vi G tassa di •< esenzione ». Evidentemente tutlo il ragionam ento è basato sulla parola « esenzione » ossia sulla specialità della tO.$sa o megl io ancora sulla causa ch e dovrebbe prod11rre la·impos izione della tassn . Dato che que:;ta causa. sia, non l'esenzi one in genere, ma l'assegnazione alla 3• categoria, è evidente che il ragionamenLo suacr,ennato cade, po ichè rrtiesta ultima~ veramente esis tente in Lutti i suòi effe Lti . Ma vi è di più. Ho sopra soltanto accennato agli argomen ti addotti nel campo teo retico contro la tas~a militare intesa nel senso di vera e propria

(J} \ ·. Xuova Antologia, 1

febbraio 1890.

Dif/ic JlL1ì. pral.icbe cli wul imposta militw·e. 1

Ma ancora non basta. Poniamo la ques tione nel campo pratico . .Io voglio am mettere che sir.no com lrntLuLe e vinto t.ullc le (lifli coltà falle dagl i oppo3itori e che, dichiarato legittimo il principio , si tratti di applirnre in lta lia un'impo3t.a mi litare vera e propr ia. \"edinmo che cosa accadrebbe. È evidente che, dato questo carattere di convertibil iti1 alla im posta, sarel,be giusto che ad essa fossero soggetti tnLti coloro, qu:1lunqu e ne sia la cagione, che sono e.,enti dul servizio mi litare vero e proprio. Se principi di giustizia ind ucono da un lato nd assoggcllar l'i tntti gli esenti di cui sopra, pri ncipi tl'equilit però indurrebbero dall'altro canto a distinguere l'ra la entitit dell 'imposta cn dente su i rif?rmati e quella sugli assegnati alla a" catC'goria che pu re sono militari .


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LA TASSA MILJTAP.E

Superala questa dillicollà non lieve, gi:icchè la differema da stabi li rsi non pnò essere basata che su apprezzamenti per se slessi variabi iissimi , si dovrebbe :1ffrontare l'altra ancora più grave, s·, il nuovo tribu to debba essere composto di una parte fissa e di una pn rle proporzionale, se questa. ultima debba c;adere sul capitale o sulla r~ndita o su Lutt.e e dne, come in Svizzera. Accenno soltanl.o alle allre. Quale debba es:;ere l'entilit della imposta, quali i capitali o le rendite <la esimersi da essa. Se i beni dei genitori debbano cadere in imposta sol tanto in parte. Qua le debba e~sere la durata della imposta; se debba dopo un certo numero di ann i essere ridotta come diminu isce il peso del servizio militare; qnale debba essere la misur..t della r iduzione . Se l'impost;1 debba avere effetto retroattivo. · Tutte qurste questioni e tante altre non sono di faci le ·sdlu zione, tanto più per·chi voglia risolverle wn equitit di gindizio, poi cli,\ come teslè si di,;se, dipendono o da varii1b il i apprezz:im e11Li o da lla tutela d'interessi estranei al principio :;u cui sarebbe fond;1ta lu le-· gi1timitit della tassa. Ma, pur ammesso che esse sieno risolute nel migli or dei modi pos,ibili, occorrerebbero spese non ind ifferenti per l' impian to an nuale di ruol i supplementari per tutti coloro cbe venissero rifor mati dopo 11 periodo della. rivedibibi lità e cbe evidentemente rlovrebbero essere so;::gelti ·all'imposta come gli altri loro coetanei riform:::ti alla prima visita. Per l:i. tenuta RI corrente di questi ,,110li 0ccorrerebbe un lavorio continuo, sia per cancellarvi coloro. che imprendessero servizio mili tare entro il 26° ann9 (pa:;saigio per libera elezione in 11• categoria), sia per inscrivervi coloro che passnssero alla 3" categoria per modificazioni nella composizione della loro fam igli a posteriori all'arrnolamenlo, sia per la cancellazione e la inscrizione in altro ruo lo di coloro che camb iassero -resiùenza. Non accenno nemmeno alla corrispondenza frn agenti ed ngenl i delle imposte per i cittadini che camb iano di residenza, fra a.gemi ed autorità militari per coloro che cessano dal servizio o che lo irnprendono spontaneamente.

E _LA SUA APPLICAZIONE I N I TALIA

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E non accenno nemmeno a tutte [e difficoltà, di soluzione ed alle formalità per restituzione delle quo te papale a eh i non dovesse pagare l'imposta e per la riscossione degli arretrati da chi si riconoscésse posteriormente soggello all'imposta. . Non· parlo dell'infini~o numero dei reclami e non parlo delle molteplici, continue e, pur non ostante, poco emcaci istruzioni che occonerebbe impartire per ottenere ~niformilit di appl icazione. E qnale quanlità di mofolli per regolare tntle le inscrizioni, le canc~llazioni dai ruoli, i pagamenti, le restituzion i, i reclami ! In Francia con la istruzione del 9 marzo rnrH « pour l'assiette « de la taxe militai re » furono stab iliti 16 modelI i e con la circolare del 30 giugno stesso anno, relativa all a 1a,sa militare, furon o s111.biliti altri il ·1 model l_i. In tutto ben 27 modelli di st~mpati, e siamo al ·primo anno di appli cazione della legge . Ora è evidente che tulle ques1e operazioni, qui sommarian!ente nccennate, richiederebbero l'opera di una discreta coorte di impiegati. ~ vi sentite il coraggio di allargare ani'.ora la l'alangP, bnro cratica1 E non potrebbe f'or,;e accadere, data specialmente la difficoltà di riscossione per coloro che· si recnssero all'estero, che in ultimR analisi non valesse la pena, ~alcolat.e le spese, di creare una nuova imposta, tanto più che non si potrebbe avere sanzione al , cuna per costringere al pagamento i soggetti alla sola parie fissa della imposta e clie sarebbero i non possidenti '? Bisogna avere seguìto con sollecita ed amorosa cura lo sv iluppo della legge sulla tassa militare in Svizzera (parlo della Svizzern, sfa perchè ivi la nuova imposta ebbe la piò. lar}!a applicaz ione, c;ia perchè la legge che la istitn i è in ·vigore oramai da un dodicennio), per col).vincersi della en tità degl' inconrenienti suesposti. E notate che in Svizze ra la pratica attuazione è l'acilitata, senza confronto di ciò che accadrebbe in Ital ia, pel follo dell'autonomia delle amministrazioni cantonnli e della limitnta cerch ia di persone su cui in oµni cantone cade l'azione delle autorit à pubbliche. A noi pare pertanto che, smessa 01'(ni illusione di larghi risulta ti (i c1uali soltanto spiegherebbero la creazione del nuovo tributo a base proporzionale) ci dobbiamo restringere ad una modesta ta~sR giustifica~ile sotto tutti gli .ispetti. 1

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LA TASSA :'tllLI TA&E

lfotilà della tassa. -

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/lcsponsabililà clegl'i ascendrnli.

Ho giit al;cennato, ma giova ancora ripeterlo, che il determinare sopra alcune moda li tà della questione d1 .cui sì tratta di11t:•mle da apprezzamenti estranei alla natura dell a nuova contribuzione. Certamente in materia di tassa una base di determinazioni potrebbe essere la entità del vantaggio che si olliene in cambio del la somma che si paga . Così argomentando si co rre però il ri sch io di impelagarsi in una quanL:tit di question i praticamente inso lubili. Come si potrebbe delinenre e defiuire entro limiti certi il vantaggio che deriva ad una famigl ia dalla ottenuta assegnaz ione di un fig lio alla 3° categoria? Egli è quindi che per determinare la entità dell a tassa bisogna r icorrere ad altr i elementi e$l.ra nei all'in tima natura della tassa stessa e così, per tacere di altri, ad una media che concili la possib ;lità di pagamento per la più gran parte degli assegnati al la 3" categoria con risultali non disprezzabili a vantaggio dell 'erario. Nel caso speciale si può riconere anche alla esperienza del passalo prendendo, ad esempio, come punto d; pnrtenza la tHssa pagata per ottenere beneficii , dirò così , d'indo le mili tare . Accenno alle tasse di afl'rancnione ed a quelle per l'ammissione al volontariato di un anno. Prendiamo come punto di partenza la t:1ssa di volo1.1Lariato per le varie armi, eccelluata la cava lleria, fissata sempre dal 1overno in lire 1200, ed esaminiamo a quale .sòmrna potrebbe giungere con efficacia di risu ltati la lass:1 di assegnaz ione alla 3" categoria. Si può presumere, pur escludendo i notoriamente indigen ti, che cle()'li altri giovani annualmente asseanati al la 3' catele fam i()'lie o go ria sieno in grado di pagare ·1200 Iire? Io cnedo che questa sareb be una presunzione nel sen,o men buono della parola . Dunqne bisogna diminuire la somma . H.;peto che non ci sono elementi positi vi per determinarla, ma !'o rse, riducendola ad una ~omma assolutamente esigua e calcolando su di nn certo lasso di ternpo concesso pel pagamrnto , no11cl1è sul!i•. poss ibilità di effettuarla a rr,te, a me pare che. senza segni di maraviglia per parte di alcu no, la tassa si po trebbe {i,;5are a lire duecento. <:)

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È della la parola . Ad altri, se ne trova il modo, il dùnostrare · .che quella somma è esigua, ovvero troppo alta . Io mi riservo, nel le previsioni che farò in segui to sul gello della tassa, di porre in evidenza come, fissand o la Lassa in quella misu ra, i rbu llali per l'e11ario non sarebbero disprezzabili. . Ma un giovane a 20 o 2 1 ann i è sempre in grado di pagare duecento lire''? Ritornn a galla la responsabi lità degli ascendenti. Che questa queslione sia irta di diffico ltà tanto nei campo teorico che nel pratico, qualora sì tratti d'imporre una vera e propria imposta, sta bene. Ma, Lra:tandosi di una tas,a pagab ile per una vol ta tanto, la que5tione mi sembra di fac il e soluzione. No n è forse la fami glia che paga le t·,sse scolastiche ? Si è mai creduto di sollevare ostacoli alla legittim ità od opportun ità di esse, prende ndo ragione dall'impossibilitit materiale negli studenti di • p.1g-arle ~ D'altra parte la natura stessa delle assegnazioni all a 3• categoria, la loro precipua ragione d'essere conduce a stabil ire che le fam iglie debbano sottost~re ul peso della tassa. · Le assegnazioni so no conces$e a bene/icio della famiglia. Dnnque la famigl ia non può non essere obbligata al pagamento della tassa . Giova pertanto qui porre in evidenza come, anche sotto questo as petto, la proposta di una tas,a di assegnazione alla 3a categoria possegga appunto quei cara tteri concili ativ i fra gli oppositori ed i sosten itori del nuovo tributo, che noi dicemmo es~ere la cagione principale della proposta stessa. 1

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Eccezioni . -

Modi di pagamento . -

Sanzione.

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Le eccezioni poche, anzi un a sola . Chi dimostra di non poter assol utamente pagare. Il rilascio del certificato d'indigema dovrebe essere naturalmente circ'ondato di tutte le garanz ie possibili. Il p;1gamen lo potrebbe essere effettuato entro due o tre anni, a rate da stabi lirsi, lasciando intanto cpme tem poranea l'assegnazione alla 3• categoria.


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LA 'l'ASSA. MILlTA.RE B LA SUA A.PPLICAZlONE IN ITALIA.

Ed in questo si:;tema di pagamento tanto più ci confortiamo , in quanto che uno dei modi migliori per ~iminuire il numero d:'ll e assegnazioni alla 3a categoria sia appunto quello, che l'.·ne ra$!1on_e da principii di equità, di stabilire cioè che il diritto d1 assegnazione perduri entro 11.n dato periodo di tem po . Perchè mai il cit1..1dino non c.om pl etamente svil11ppnto al tempo del concorso alla leva, deve stare, nel così detto periodo di rivedibilitit, a disposizion e del Governo, mentre il cittadino assegnabile per Ie:ige alla 3• categoria olliene alla bella prima que:;ta assegna7.ione? Se la prova dell,i iclon~ità a sodùisfare l' obbligo personale pnò essere ed è richiesta entro un periodo di tempo, ragion vuole che anch e la prova def diritto di esenzione perduri enfro nn dato periodo di tempo . Se en tro quei limiti di tempo il cittadino non ha soddisfatto a tutte le condizioni ri chieste per l'assegnazione alla 3' cntegoria de · cade dal dirillo. Ecco la sanzione. I 'revisioni.

~ella classe sui nati nel 11869 i giovani assegnati all a 3a categoria fttrono 88 ,5~)9 non compresi i trasferi:i a quella categoria per effetto dell'a rt. 96 della legge . Negli anni precedenti il num ero delle assegnazioni fu all'incirca il medesimo. Si può quindi ritenere che, in cifra rotonda, i giovani assegnati alla 3• categoria ammontino annualmente a 00 ,000. Di questi, ammettiamo, che 40,000 dimostri no la loro indigenza , che ,10, 000 preferiscano compiere il servizio: rimangono tull,nv ia 40 000 cont ribuenti. Fissata la lassa a lire duecento darebbe un getto ài 8,000,000 . Ora a noi sembra , e- lo diciamo qui, come sugo di tulio il discorso, che 8,000,000, di questi tempi, non si eno da gittar via .

S. C.

L:\ NUOYA LEGGE PER L' AVA~ZAJT.E~TO t.ll e, se fa vnco tua ~a m molesti,

l'iel Jll'imo ;.: t1 sto, vita! riut,ùnento Lascera poi quando sa ..,, d 1g-csta. Pal'(utiso, fnnto xv11.

L'll giugno 1891 il 1\:Iinistro della guerra, generale Pelloux, presentava al Senato un disegno di legge per regolare l'avanzamento nel r egio esercito. 'Ripetere -la storia elci disegni di legge su tale materia, chè da dieci anni si rinnoYellano periodicamente davanti al nostro Parlamento, ci pare fatica sprecata,· ed è fors'ancbe carità d i patria l'obliarla, chè essa minaccia di non essere troppo lusinghiera per coloro avrebber o dovuto discuterli. Il disegno cli legge in corso di studio ha •superato nel febbraio scorso la prima prova al Senato. Esso st.t in questo momento innanzi alla Camera ed è a sperare che nello scorcio della sessione si trovi una buona volta il tempo di trarlo in porto. L 'esercito lo esige, chè la vecchia legge è ormai in brandelli, e le disposizioni ohe l'hanno seguìta, così varie, così multiformi, non sempre opportune, inefficaci talvolta, contradditorie anche, si sono rivelate disadatte a regolare la grave materia. Dall'avere la percezione esa,tta di tutto questo, il generale P elloux ha tratto cedamente la forza e la costanza per lottare come ha fatto nelle memorabili tornate di febbraio davanti a.l Senato. È a desiderare, ed è nella coscienza doi più, elio uguale energia, egli - o chi, dai rivolgimenti parlamentari che mai non ristanno nel nostro p~ese, fosse chiamato a succederg li - spieghi alla Camera; e la legge in gestazione diverrà finalmente legge dello Stato. Certamente non è difficile presagire, che se quest'ultimo · ·tentativo, fatto da un Ministro coraggioso e perseverante, non sarà coronato dal successo, la q nestione sani per sempre


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morta morta perchè si sarà rivelata tale, che il Parlamento non sa risolverla. Noi non faremo un minuto lavoro di analisi della nuova legge. Noi ci fer miamo ai tre punti principali sui quali e~sa si impernia, che le imprimono una fì.sonomia speciale, caratteristica - i limiti di età, vogliamo dire - le modalità . per la scelta --- il ruolo unico.

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(1.) Questo o g li specchi che seguono dàono la sitpazione al 2 aprile. Sono omessi gli ufficiali dei carabin ieri, dei distretti e delle fortezze.

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Da anni ed anni l'opinione pubblica militare reclamava in Italia una disposizione, che provvedesse al ringiovanimento dei quadri. La sua necessità era nella coscienza di tutti, chè solo i ciechi - ciechi di mente o ciechi per partito preso - potevano non vedere come i quadri del nostro esercito si avviassero lentamente, ma inesorabilmente, alla decrepitezza. L' Annitario miiitare testè pubblic~ito, con l'etii acca.nto ad ogni nome, ha dato la misura di questo male che rode il nostro esercito, e ci sembra sia pregio dell'opera tradurla qui in cifre. Noi limitiamo le nostre indagini alle sole armi combattenti, poichè non è chi non veda essere questo il punto essenziale. Non importa gran che di sapere in quali condizioni raggiungeranno il sommo della scala gerarchica gli uomini destinati ai servizi amministrativi - amministrativi nel senso lato - dell'esercito, ma è di suprema necessiUi sapere in qua.li condizioni vi giu~geranno coloro che saranno eventualmente chiamati a guidare in una guerra le grandi unità dell'esercito. Limitiamo ancora l'analisi ai soli ufficiali generali e superiori, imperocchè negli ufficiali inferiori i limiti di età - passato il momento di crisi che t errà dietro ad una prima applicazione - avranno sempre una limitatissima portata. Le condizioni d'i età dei tenent i generali risultano dal seguente·. specchio (1):

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LA NUOVA LEGGE PER L' ~ VANZA'MENTO

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· Esso è ben lontano dal mostrare uno svolgimento .n ormale di carriera, dimostra anzi degli ·sbalzi notevolissimi e appena nelle su~ ultime cifre comincia a disegum:e u:ia· tal quale progressione discendente, che p~trebbe_ formre qualche utile elemento di calcolo. ·' ruttavia le cifre sono ancora troppo poche, le carriere si sono svolte in condizioni troppo anormali, perchè le cifre medie che sarebbe da.to di trarne potessero avere un significato q nalsiasi.

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Quest'ultimo specchio è veramente eloquente, e sarebbero molte ·1e ded~zioni che se ne potrebbero ritrarre. Ci limi:..' teremo a qualcuna. Le medi~ età in ciascuno dei ·tre gradi indicati, disposte ·secondo gli anni di anzianità nel grado, non rappresentano delle serie · decrescenti regolari, le· anOI?,?,alie .sono anche qu·i molto sentite, la media età in .un d~to a.unò g iunge · persino a supe1:are la media età, n ello stesso g~·ado, dell'anno . immediatamente superior e; tantochè se si traducesser'o quelle oifr'e in grafici, ne risulterebberÒ tante si~uose còn pronunciatissimi sbi lzi sopra e sotto ~a retta, che stàrabbe a rappresentare lo sviluppo teorico · i·azionale de~a _carriera. In genere la differenza · fra la prima e l'ultima cifra in


LA NUOVA LEGGE PER L'AVANZAMENTO

214

LA NUOVA LEGGE PER r,'AVANZAMENTO

O'imento della nostra tesi; null'altro. Discepoli convinti della :cuola positiva, noi abbiamo le querimonie in conto _di f~tica e di tempo sprecato. Noi teniamo a presentare dei fatti, e se questi rivelano uno stato di cose me1:10 eh~ ?~lo~o, n~i spendiamo la nostra attività a cercarne 1 poss1b1h rimedi, non nelle geremiadi. Con le cifre che abbiamo riportato, noi abbiamo chiarito fino alla evidenza la situazione del nostro esercito, fotografato per così dire il momento che esso attraversa. Tali. cifre --- nessuno ci sembra possa negarlo - sono desolanti, desolanti per loro stesse e di più ancora pel loro volore di relazione: poichè esse, oltre a darci la prova della età eccessivamente elevata degli ufficiali superiori del nostro esercito, ci palesano quest'altro fatto veramente straordinario, che discendendo la scala gerarchica, v'è nei nostri quadri, relativamente, un peggioramento di condizioni fisiche, mentre dovrebbe essere precisamente Popposto. Se oggi il male è bo-rande, domani esso sarà ancora maggiore. È necessario dunque il provvedere, e poichè il male minaccìa di progredire, iwge cli provvedere.

ciascun grado è inferione al numero d'anni che rappresenta la permanenza normale in quel grado. La media età in un grado è sempre molto prossima alla media età del grado immediatamente superiore, molto più prossima di quello che lo svolgimento normale della carriera non comporti di differ enza fra un grado e l'altro e anche ,qui, come si è notato già pei maggiori generali, il male appare maggiore se, ritornando ai tre spe0chi ch'e precedono, si pon mente alle o~cillazioni di età in ogni singoht colonna: in uno stesso grado, con gli stessi anni di anzianità di grado, si notano degli sbalzi di. età che giungono persino a 14 anni pei colonnelli, a 17 pei tenenti colonnelli, superano i 20 anni pei maggiori. :t.'

** Noi crederemmo di tediare il lettore se ci facessimo con luno·hi ragionamenti a ricercare le cause di questo stoto di cos:; non è ormai chi non· sappia che esse sono essenzialmente due: il modo con cui si procedette alla formazione del nostro esercito, che non sappiamo se dire violento, tumultuario o precipitato, ma 'd'altra parte inevitabile, dovuto a necessità storiche, alle quali non era possibile sottra.rsi; la instabilità dei criteri seguiti nel regolare l'avanzamento; e quest~t sarebbe stato. possibile evitare, se coloro che erano preposti alla cosa avessero mirato un po' più lontano, che nori a provvedere volta a volta alle angustie di uno speciale momento. E giacchè cade acconcio, non è forse fuor di luogo il notare com.e in materia di avanzamento occorra spingere lo sguardo bene innanzi nell'avvenire, allorchè ci si accinge a formulare una disposizione di legge; non considerarne soltanto le consegnenze prossime, ma le lontane e le ultime. Non è nell'animo nostro di intessere con questo delle recriminazioni sul passato; noi abbia~no tentlto a porre in evidenza U:n principio, che tra poco sarà ripreso nello svol-

215

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In questo st~ito di cose sta la ragione principale dei limiti di età proposti dalla nuova legge per l' ~wanzamento. Noi vorremm~ non essere profeti, ma d'altronde è pericoloso in questioni di tanto momento cullarsi nelle illusioni: un eserqito che in quei tre gradi della sua gerarchia presenta delle medie cli età quali le citate, è roso da un tarlo che mette in forse la sua vigoria. Nelle medie età or ora con~tatate un colonnello potrà ancora, essere un discreto elemento. un tenente colonnello lo è assai meno, un maggi9re no; lo è più.. L'amor patrio, la fortezza del carattere, lo · spirito di sacrificio, l'alto sentire di 5è, potranno ancora vibrare potentemente ; ma la macchina :fi.sica più non risponde o risponde disadatta a quegli impulsi, t,anto più quando la lunga perm!.1.nenza"nei gradi inferiori, dove è


216

LA NUOVA LEGGE PER L'AV-ANZAlllENTO

così attivo il processo di Iogoramc~nto, l'avrà anzi tempo spossata. La severa scuola del dovere a cui quegli uomini sono cresciuti li farà capaci fino dell'ultimo sacrificio; ma non basta, e il più delle volte essi saranno inferiori ai compiti che l'arte militare loro affida. Questa ragione avanza di gran lunga ogni altra; ma ve ne sono delle altre. Come le cose cammimmo ora in materia di cessaziop.e dal servizio attivo è doloroso a dire; diremmo quasi che è indecoroso ciò che si ripete ad° ognuno dei bollettini che collocano in posizione ausilia.ria i nostri ufficiali superiori o generali; vi si cela l'amarezza ,del provvedimento sotto la fras e diventata di r ito « dietro loro domanda », mentre poi è a tutti noto come il più delle volte la doma~da sia loro imposta, quale conseguenza del responso della commissione suprema di avanzamento, che li giudica non idonei a progredire nella scala gerarchica. Nè d'altronde si può farne addebito al potere centrale. Tutto ciò è quanto di meglio si è potuto escogitare per salvaguardare la dignità dei colpiti. · Iu questo stato di cose è ben difficile che l'uifìciale costretto a, lasciare il servizio attivo, non porti con sè la convinzione di un patita ingiustizia; certamente non l'ha patita, ma è umano Io si creda. Questi ufficiali si r itraggono scorati dalla famiglia militare che fu loro vita e loro orgoglio ; si ritraggono nell' ombra, cercano di farsi piccoli, di farsi dimenticare, par quasl ,li persegua il timore che la gente li indichi a dito come uomini segnati di inettitudine. Ora è supremamente doloroso e indecoroso che sia così. In. Francia, dove dal 1836 vige il ritiro obbligatorio, le cose vanno ben diversamente. Ohi scrive queste righe ha dovuto leggere sovente sui giornali militari di quel paese gli ordini del giorno che diversi generali hanno diramato ai loro dipendenti, allorchè, colpiti dai limiti di età, si accingevano a lasciare il servizio. Improntati a.Ila più maschia fierezz,L, ·rivelavano l'uomo sicuro di sè stesso, che a.bbandona la vita militare nel pieno convincimento di aver speso

LA NUO,A LEGGE PER L'AVANZAMENTO '

217

in essa il meglio della sua vigoria fisica ed intellettuale, e porta con sè quel tributo di oma.ggi che solo può compensare il dolore del gran distacco: la più viva rièonoscenza cioè, e la più . alta estimazione di chi lo aveva avuto a compagno o a maestro. Essi s1 ritraggono colpiti dal destino comune dell'umanità, che inesorabilmente logora cogli annì e l'ingegno e la forza, contro il quale non si lotta, come non si lotta contro la morte. Anche nell'avanzamento, come in tutte le questioni di carattere organico, vi è supr emo bisogno di una grande stabilità, e che siano evitate le sorprese e gli sbalzi. La carriera degli ufficiali deve avere uno svolgimento rego. lare, deve essere sottratta alle oscillazioni dell'attuale sistema, che funziona ad intervalli, con criteri 'sempre rimutati, con misure di carattere incerto, sia pel tempo, come per l'applicazione, e che dipendendo dall'arbitrio dei ministri, può dar luogo a gravi inconvenienti. I limiti di età, che agiscono impersonalmente, con disposizioni di carattere permanente, per così dire in modo automatico, evitano tutti gli accennati pericoli - e in ciò sta la loro giustizia e la loro forza. · 'f

* * Certamente vi sarà qualche sacrificato. Chi Io nega? ~fa, e che per ciò? Tutto quanto di meglio ha.nno saputo escogitare gli oppositori dei limiti cli età _:_ almeno a giudicarne dai giornali che hanno chiamato a testimoni delle loro querimonie - sono state delle citazioni di casi speciali, e sovente poi era l'interesse personale che vi faceva capolino. I limiti di età proposti souo questi - era. quasi sempr e il leìt motif' del loro ragionamento ·- il tale dunque ne è colpito, il tale non lo merita, dunque i limiti di etiL sono iniqui. È assurdo un sistema, che senza discernimento, a giorno fisso, colpisce ugualmente e buoni e inabili. Curioso modo di ragionare cotesto. E non si accorgono

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218

LA NUOVA LEGGE PER L'AVANZA)!ENTO

LA NUOVA LEGGe; PER L'AVANZAMENTO

che con çiò fanno la critica più. severa dei loro stessi argomenti .! Le leggi - che si sap.pia -· non sono fatte pet casi singoli. Se mirano a colpire individualmente qualcuno, sono leggi d i sospetto. Se mirano a proteggere qualche altro, son~ leggi di favoritismo. Nell'un caso e nell'altro sono leggi pessime. I limiti di età sono proposti come una misura di carattere organico, generale, per ridare un' onda di giovi11ezza a un corpo che di giovinezza ha supremo bisogno, pel quale la giovinezza è condizione suprema di esistenza. Imperocchè l'esercito non è un ufficio, dove un uomo, anche allo stremo di sue forze, purchè conservi una certa lnciclità cli percezione, può recarsi o'g ni giorno e soddisfare ancora ~i suoi dove.ri di impiegato; ma un corpo essenzialmente v1vac~, ~he .in ciascuno deì suoi membri domanda una somma eh \ 1gona, quale non si r ichiede in alcun' altra delle così dette carriere civili. Se il tale o il tal altro ne sarà colpito forse ingiustamente, che vuol dire? Son quelli i casi singoli, le e:;cezioni; ma è la moltitudine che fornisce l'elemento di studio al legisfa· tore, è per le moltitudini che si fanno le leggi e non per le eccezioni. Ad uno ingiustamente eliminato ne subentreranno dieci che valgono per lo meno quanto lui. Noi non ci spaventiamo di queste esecuzioni in massa. Noi che dalla posizione oggi consegnita sia~no fatti tali, che poco abbiamo da sperare ormai e poco cb temere da una applicazione dei limiti di età, e che fruiamo per tanto in simile questione di una certa serenità di giudizio, noi diciamo anzi che è vano - farsi delle illusioni. Nella media delle capacità una generazione vale l'altra, anzi, dato il progredire continuo della vita sociale, delle scienze, degli stndi, ogni generazione ha forse nella media un coefficiente di capacità intellettuale superiore a quello della generazione che l'ha preceduta.. Dunque lo eliminare ad epoca fissa tntta nna determinata classe di persone che h[t raggiunto una data età, certo non nuoce, forse può giovare all'esercito. 7

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Ammesso il principio dei limiti cli età, questione· più ardua è il fissarne la misura. Se vi fosse un dato di fatto sperimentale, positivo, che dicesse, .almeno per un grado della gerarchia, l'età massima sino alla quale è dato conservare in servizio un ufficiale, la questione sarebbe molto semplificata. . Partendo da quel dato di fatto , sarebbe abbastanza facile determinare i limiti di età per gli altri gradi. Dal punto di vista della teoria pura un limite di età dovrebbe soddisfare unicamerite a questo criterio, di impedire l'entrata in un grado, se, chi sta per entrarvi non ha la certezza di poter giungere per età -- ammesso che tutte le altre sue qualità lo concedano - al grado successivo. Quegli che potesse superare un dato grado con la certezza del contrario, dal punto di vista unicamente speculativo, rappres'e nterebbe per l'esercito una quantità negativa: anzitutto u!l non valore, poichè l'esercito manterrebbe nel suo seno un uomo che · non gli può rendere tutta la somma di utile c!ie avrebbe di ritto cli ripetere da lui, alla vigilia di promuoverlo dovendo disfarsene; poi un danno per gli inferiori a lui, i quali nella inutile permanenza di quest'uno in un gra4o .senztt speranza di promozione, troverebbero un intoppo alla loro carriera. Ma il dato sperimentale, posrnvo, manca. Però, tenuto conto che 54-55 anni rappresentano la media età dei maggiori generali nel nostro esercifo, è questa è una media ancora ragionevole, essa potrebl?e utilmente scegliersi come punto di partenza del calcolo. A. questa str egua i limiti di età, calcolati in base al principio dianzi formulato, riescireb · bero abbastanza bassi, molto più bassi poi di quelli che il disegno di legge che sta innanzi alla Camera non contempli. Se non che nelle questioni che toccano degli uomini, per qu~nto considerati in massa e non singolarmente, la teoria pura conduce spesso a ::lelle utopie ed anche a degli errori. Qui non sono come in meccanica in gioco delle forze brute; 0


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LA NUOVA LEG GE PER L AVANZ AllE;NTO

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L A. 11.00VA LEGGE PER L'AVAN1: AME"T0

~~ sono le forze moral i, vi è il sentimento, vi è la necessità di debiti riguar di, vi sono i · così . cl.e tti diritti acquisiti , dei · quali bisogna pnre tener qualche èonto, prescind,~ndo da! concetto esclusivo dell'utilitarismo che p.a dello spietato se non dell' immor ale; in un a_ltro ordine di idee vi è il fatto che la permanenza media in un grado non è un dato assoluto, ma va soggetta a delle oscillazioni, e il legislatore non può adottare tina formola troppo rigida, che potrebbé. all'atto pratico preparare gravi danni.; e non sarebbe difficile raccoD'liere molti ~1ltri argomer.ti, che consigliano di temperare"' le risultanze alle quali condurrebbe il solo r aziocini.o. · La difficolt'l> sta nella misura d~l temperamento. Ora· ci sembra che i limiti deter minati dal disegno di legge sull'avanzamento, quale sta innanzi alla Camera (articolo _42 della leo-ge) - noi. parliamo delle armi combattenti -- di b 65 anni per i tenenti generali 62 » » i maggiori generali 58 )> >> i colonnelli56 )> » i tenenti colonnelli' 53 » >> i maggiori 48 )> » gli .ufficiali inferiori risolvono abbastanza equamente la questione. Ma come il massimo _delle pos~ibili concessioni e u·o n come« una barbarie o un assurdo )> come a qualcuno è piaciuta di chiamarli. Essi dànno ancora. amplissima soddisfazione a.11~ molt eplici esigenze materiali e morali dianzi pas~ate in r assegna, e che consigliano I).ella pratica di modificare il dato della teoria, ; ma il concedere di più a vrebbe degenerato in nn assurdo, poichè minacciava di rendere ·inefficace il provvedi men to proposto.

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Dopo ciò abbia mo bisogno di dire _che noi non siamo partigiani d~1le eccezioni sancite dall'articolo -!3 della. legge_? Quanto siàmo venuti finora ~sponendo ci sembra ce ne dt-

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spensi. D'altronde è voce che la commissione della Camera{ che esamina -il disegno di legge, sia. st~ta precisamente di questo avvù,0; Tali eccezioni infirmano il principio stesso della legge, poichè a rigore non si capisce, se ~i fanno delle ex:ezioni per un comandante di corpo d'annata, non si debbano far e anche per un comandante di divisione, o di brigata, o di reggimento, quando fosse provato che ha tanto ancora di energia fisica e morale da reggere fortemente le sorti del riparto che gli è affidato. Se . le. ecce~ioni sono un doveroso riguardo per coloro che occupano oggi queg li altissimi ·posti di cui parla l'art. 43 -- e siano ; non noi cérto le impugneremo; ma allora quell'articolo passi alle disposizioni transitorie e il principio dei limiti di età sia ammesso senza li'm itazioni di sorta, le quali in fondo in fondo potrebbero tradursi in un pericolo. T utt o ciò l' ha detto prima e meglio di noi il generale Ricotti nella discussione 3:vvenuta innanzi al Sena to. T epido difensore di alcune· parti del disegno di legge, circa i limiti di età egli era -fmcora pi1\ radicale del ministro , poichè avr ebbe voluto il limite massimo di 60 anni ed eccezioni per nessuno. Anzi, discutendosi l'ar t. 26, che ricorda la nomina a comandante di annata, giunse a dire, che se si dovessero porre delle c_ondizioni, v i dovrebbe esser questa: che i comandanli· di armala non possano avere pii',, di oO anni di età. Egli si preoccupava - e la; sua opinione ci sembra di un certo· peso - che per le eccezioni contenute precisamente ri.ell'art. 43, l'Italia viene a consacrara e rendere notorio al mondo , che gli uomini destinati a gui11are il suo giovane esercito in g uerra sono tL1tti settuagenari, - il che ci pone in una condizione di inferiorità rispetto alle altre potenze.


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II I limiti di età nella mente del legislatore provvedono ~ queste due grandi nece_ssi~à, - . di rimuove~·e gli e~ement~ eccessivamente invecchiati che mgombrano 1 quadri, - · d1 assicurare nell'avvenire uno svolgimento regolare alla car1.iera degli ufficiali, e tale che il marasmo del momento pref,\ente non abbia più a veri~car~L . . . Noi potremmo intessere qui un lung~1~s.11110 ra?1onam~nt~, tirare in campo il calcolo delle probab1hta, l_a vita med1_a, 11 per cento della mortalità e delle altre perdite, t~tte 1~ ,n~fìnite cause determi.,nanti della permanenza media_ ne1 ~m goli aradi . .. noi riempiremmo una dozzina d1 pagrne, finire~mo col tediare il lettore e le conclusioni non muterebbero per ciò. Sui criteri sanciti dalla nuova _legge pei: l'avanzamento, ponderati in giust~ misura tutti g_h · elemen~i di calcolo, si può credere - noi chiediamo grazia ~ella d1~ mostrazione _ che la età media in cui si conseguiranno 1 vari gradi, avanzando per sola anzianità, sarà molto presumibilmente questa : 23 anni tenente . 32 » capitano. 43 » mao-,çriore o~ ' 49 » , tenente colonnello )) 54 colonnello 60 )) maggior generale. se ci si arriverà. Non è molto ma sarà un sensibile miglioramento sulle condizioni attu~li Sopratntto non sarà l'ignoto del giorno I • ' d'oggi. Ognuno vedrà traccia~a 1~ sua via, ognuno sapra fin dove può arrivare. Non gmngiamo fino a credere che si rinnovellerà perciò l'età dell'oro; ma alle incerte~ze_ ,1el presente, con lo strascico di malumori, di sconforti pm ~ meno latenti, subentrerà la pace fidente e sarà tanto d1 guadagnato pèr il morale dei quadri.

* * Ne scaturisce però legittima la domanda. Uno stato di cose siffatto, sarà tale da invogliare gli ingegni non diciamo eletti, ma appena superiori all'aurea mediocrità, ad entrare nell'esercito? - sarà sufficiente a; sviluppare e mantener alto nei nostri ufficiali l'amore allo studio? E · in un altro ordine di idee - giova all'esercito che solo a 60 anni un uomo possa giungere al gener~lato? Francamente no. Noi enti·iamo, come ognuno vede, ad alte vele nella questione della scelta, ma non possiamo intonare col poeta il lieto per correr miglior acqua alza le vele .. .

che scogli insidiosi e contrarie correnti minacciano di nuovi triboli la rotta. M:ai questione più spinosa agitò più tormentosamente l'esercito nostro. L'anzianità, che si sappia, - noi l'abbiamo detto in altro luogo, èd altri l'ha detto anche prima di noi, ma giova non dimeno ·ripeterlo, - l'anzianità che si sappia, non appartiene a quella categoria di diritti che si è convenuto di chiamare naturali. Praticamente non lo è in nessuna delle cosidette carriere civili, alle quali può applicarsi l'umana attività, dove il favore del pubblico, che si volge per naturale selezione ,ai più intelligenti, ai più saggi, ai più abili, determina la posizione di ciascuno, li classifica in ; ma scala gerarchica, nella qu~le il grado maggiore o minore è determinato da una maggiore o minore somma di considerazione, di clientela, di onori, di gloria. · . E nell'esercito non deve essere altrettanto, in questa istituzione che può portare un uomo a stringere nel pugno le i30rti della nazione e a decidere in un giorno, forse in un'ora del suo destino, per secoli? ! Per dato e fatto che · un uomo esce da una scuola militare, non è ammissibile

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LA NUOVA LEGGE PEP. f.'AVANZAMBXTO

LA NUOVA LEGGE PER L'AVANZMIENTO

che acquisti per ciò solo il diritto di correre fotta la scala gerarchica fino al sommo, con precedenza sep1pre, qualunque esso sia, su tutti coloro ohe sono usciti dopo di lui. Ma - si dice - ranzianità non esclude ·quella specie di selezione, che è stata battezzata la eliminazione degli incapaci. Disgraziatamente si sa ormai a ohe tenersene su questa vantata eliminazio~e: a meno che il grado della inettitudine passi clamorosamente il limite del possibile e dell'onesto, essa non ha mai impedito ad alcuno di fare il suo cam.mino. Date ad un uomo una salute di ferro, una certa dote di buona volontà e quel grossolano buon senso che gli permetta di attraversare senza infamia e senza lode la scala gerarchica, egli a1;ri:7erà presumibilmente un, giorno a' comandare l'esercito. E forse questo che si vuole? Sembra. così naturale, così piana, la necessità del contrario, ·a chi si fa a guardare spassionatamente la questione, che parrebbe potersi classifiqare tale necessità fra quei principii che è sufficiente enunciare perchè sia.no dimostrati, fra quelle çause c.he basta presentare chiaramente, nettamente a un uditorio perchè siano vinte. Eppure niuna questione suscitò mai più atroci ire o fece correre fiumi di eloquenza più velenosa. A che tutto ciò. Il filosofo che scruta con occhio sereno e saga.ce per entro le um~ne passioni vi risponderà - è la coalizione degli interessi offesi. Il paziente osservatore, che ha passato in minuta rassegna tutto quanto si è detto e si è scritto in proposito, scorato per la vacuità degli argo. menti adoperati contro la scelta, rincalza ~ è vero, sotto la parvenza ..di ragionamenti acuti ho sempre visto far ca polino l'interesse personale. Ed è pur troppo così. L 'avanzamento regolato esclusivarne~ite sul così detto diritto dell'anzianità, in un esercito, è la rivolta della ignavia contro l'operosità, della sciatteria contro la intelligenza, della ignoranza contro lo studio. Solletica e determina lo svolgimento delle tendenz.e meno onorevoli della umana natura, in odio alle sue più nobili caratteristiche; accarezza gli istinti della .vita non sappiamo

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se dir~ vegetativa o animale, in odio a quelle meravigliose attitudini dello spirito, che hanno fatto dell'uomo il Dio visibile del nostro piccolo mondo. Certameute è comodo beccarsi in pochi anni, e con un lavoro intellettuale anche ab bastanza limitato, la nomina a sottotenente, e poi addormentarsi in un beato qnetismo, in una noncuranza somma di tutto, nella certezza che niuna cosa mai verrà ad intorbidare la placidità serena della intrapresa carriera, niuuo mai meno anziano ci sopravanzerà; e, la salute aiutando, un bel giorno, per la legge inesora. bile che elimina via via i più vecchi, ci si troverà nei gradi sommi della gerarchia. ì\i(a non si potrà negare che è anche somp1amente immorale e deleter io. E non c'è bisogno di spender e parole per di~ostrarlo. Basta ricordare - e ricordare ancora un passato abbastanza prossimo, perchè sia vivo nelle menti di quant1 oggi por· tano stelle di ufficiali. V

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Ma non è questo il solo lato della questione e non è forse neppure il più importante. Che l'R.vauzamento a scelta sia un impulso vivissimo alla attività allo studio alla emulazione, che esso premi anche i più valenti, sono già due cose molto be.Ile; ma. sua ragione prima ed essenziale è ancor quella di provvedere a dare all'esercito degli ufficiali che gitmgauo ancora abbastanza giovani ai più elevati gradi. Se volessimo fare della erudizione a buon mercato, noi P?tremmo torre ad imprestito da un recente studio apparso ctrca l'età militare (1), delle citazioni come queste : « Marceau, ucciso a ventitrè anni, generale in capo ; Hoche, morto a ventinove anni, dopo aver comandato parecchie volte I:>o-li • • eserc1t1 della repubblica; J oubert, che cade a Novi, gene-

(1) Le spectateu1· militai1·e i5 -

A:o;:,o XXXVII, YOI.. U.

32• livraison -

15 janvier 1892.


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rale in capo pur esso, a trent'anni appena; e tutta quella pleiade di giovani generali: Lasalle, Saù1t-Cyr, Victor, Moreau, Bernadotte, Leclerc, Oudinot, Molitor, che comandavano delle divisioni nell' età in cui, oggi, s1 e promossi capitani; Sonlt, maresciallo di Francia a trentacinque anni, il bollente Murat a trentaquattro, ecc. » Eppure, vedi stranezza. Nello studio ora citato, figura poco dopo quest'altro periodo: « Kellermann aveva cinquantasette anni quando batteva i Prussiani a Valmy; Dumou:i;iez ne aveva cinquantatre quando guadagnava la ba,ttaglia di J ,3mmapes; Liickner, nominato maresciallo a sessantanove anni, batte a settanta gli Austriaci presso Valenciennes; Kleber, a quarantasette anni, riporta, in Egitto, la brillante vittoria di Eliopoli. Noi vediamo Turenna fare la sua più bella campagna a sessantatre anni. Bhi.cher aveva settantatre anni quando a Ligny ecc. » che è pr esentato - come ognun vede - in opposizione al primo, per dimostrare che n on è poi necessario essere tanto giovani per vincere delle battaglie: Curioso modo di ragionare! 'furenna conduceva delle bellissime camp~tgne anche in età molto più giovane; se ne togli Lùckner e Blticher, degli altri il più vecchio è Kellermann a cinquantasette anni. E cco, francamente, se noi avessimo un · ordinamento tale, che ci desse dei generali in capo a cinquantasette anni, noi poseremmo senz'altro la penna: il risultato ci parreobe tanto bello da dispensarci da ogni polemica. Ma queste citazioni in pro' , o in contro, anche quelle contro, fossero pure - come non sono - fatte a proposito, non cavano il proverbiale ragno dal buco. I nomi sono uno sfoggio vano di erudizione se non contengono in loro stessi l'essenza dì tutto uno stato di cose. Son v uoti di senso discompagnati dall'analisi del periodo storico in cui vissero gli uomini che li portarono. Quelli fatti poi, quasi tutti dovettero il principio della loro fortuna al sangue, o al favore del principe o di quel qualunque comitato che era preposto a reggere la pubblica cosa, o all'essere paladini delle idee più sfegatatamente rivoluzionarie o più ferocemente

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retrive, al privilegio sempre. Essenzialmente sì riferiscono a dei momel1ti militari che còl presente nulla o ben poco hanno a che vedere. Ora noi rifuggiamo dalle astrazioni, noi non cerchiamo di inte()'raziòne in integrazione di giungere ti formulare dei. o . principi supremi, che, sì a, risultano sémpre d1. contorm così indecisi, da esser buoni a tutto, e ad appoggiare tutte le teorie. Noi vogliamo esser pratici. Noi ci riferiamo agli eserciti dell'oggi, creati per le guerre, ma che vivono di lunghi anni di pace. Noi ci riferiamo agli eserciti dell'oggi, colossi meravigliosi nei quali tutto è regolato alla stregua di disposizioni precise minuziose inflessibili; dove anche alla carriera si è segnata una via ben definita, col bando dato al privilegio, con l'assicurazione data a tutti, a parità di condizioni, di parità dì trattamento. Dopo una simile premessa per noi la questione è una sola : se pn~ dirs~ ~mperniato su basi feconde un <~sercito, che vede 1. s~o1 _i_n gegni migliori, le sue forze giovanili esnbera~t1 d1 ."1t_a, intristire, invecchia.re n eghittose nei più bassi gradi, m quei gradi che con frase felice furon detti « capaci di fiaccare le più energiche nature »; e poi, al sommo ~ella _g~, rarchia, vede un rinnovellarsì continuo, affannoso d1 uomm1. Dove, come pnò spiegarsi un indirizzo vivificatore di idee, manifestarsi una corrente d uratnra di organizzazione militare, o di t(?cnica militare, affermarsi la stabilità, la continuità, se gli uomini che dovrebbero incarnare queste correnti hanno appena il tempo di toccare i gradi nei quali la. loro operosità potrebbe accentuarsi vigorosa e poi scompa10no, vinti ~alla legge inesorabile della vita? . Poichè questo, e non altro, è il portato di un avanzamento regplato sulla sola anzianità. Che se oggi, in Ital.ia, non abbiamo. ancora sperimentato tutti i danni dei quali può essere causa un simile sistema, si è perchè le guerre della "indipendenza, l'amplia~ento straordinario che in brève volgere di anni ha . avnto 11 nostro esercito, hanno portato a diventar generali uomini che _ non avevano ancora quarant'anni. È sufficiente ritornare


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con la mente alle tabelle con le quali abbiamo cominciato questo studio, per vedere in quale età, perdurando le attuali condizioni, giungeranno a generali fra cinque o dieci . anni gli ufficiali del nostro esercito. Le conseguenze ognuno le svisceri per conto proprio; quelle che tireremmo noi condurrebbero a delle riflessioni troppo amare.

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« I maggiori sono nominati fra i capitani del rispettivo « quadro di avanzamento e del corpo di stato maggiore, « nella proporzione di quattro quinti ad · anzianità e di un « quinto a scelta. « Per essere promossi maggiori a scelta i capitani do«. vranno trovarsi nel primo quinto del rispettivo ruolo di « anzianità del proprio grado. (Art. 25). « I capitani di stato maggiore, sono promossi maggiori

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La nuova legge _pe_r l'avanzamento, che sta innanzi alla Camera, an:mette la coesistenza dell'avanzamento per anzianità e dell'avanzamento per scelta. Fautori per convinzione profonda della scelta, noi non respingiamo l'avanzamento per anzianità, come potrebbe credere chi, avendoci seguito fin qui, non ci ha udito spendere una parola in pro' della anzianità. Gli è che l'accanimento con cui gli avversari si sono scagliati contro la scelta, esige che si abbondi nella difesa; che se ne pongano in chiara luce tutti i pregi, come i pericoli ai quali si andrebbe incontro se la scelta fosse r espinta. ìVIa l'avanzamento per sola scelta, non sarebbe neppur esso scevro di pericoli . .Ne avrebbe fors'anche di maggìori ·che non l'avanzamento per sola anzianità. La soluzione logica del problema sta nel contemperare equamente i due metodi. Ecco la pa.rte che la nuova legge fa alla scelta. La citazione è abbastanza breve perchè ci sia permessa. « I oopitani sono nominati fra i tenenti del rispettivo « quadro di avanzamento nella proporzione di cinque sesti <.< ad anzianità e di un sesto a scelta. « Per essere promossi capitani a scelta ·i tenenti dovranno « trovarsi nel primo sesto del rispettivo ruolo di anzianità « del p,roprio grado. (Art. 24).

« per turno di anzianità nel corpo di stato maggiore o nel< l'arma di provenienza, quando si trovano nel primo quarto « del ruolo generale di anzianità dei ca.pitani di fanteria ..... « Il numero dei cfLpitani di stato maggiore promossi mag« giori nell'arma di provenienza dovrà essere computato nel « quinto devoluto alla scelta ». (Art. 38).

Il disegno di legge proposto dal Ministro della guerra nel giugno dello scorso anno era. più largo. Esso concedeva il beneficio di un quarto nelle dne promozioni da tenente a capitano e da capitano a maggiore. Si può dire che le disposizioni ora citate sono il frut to di una tr~nsazione, che ha chiuso la lotta fra i difensori e gli avversari della scelta, nelle discussioni avvenute innanzi al Senato --- ed hanno il vizio d'origine di tutte le transaruoni, che concedendo qualcosa ad ambe le parti in litigio, no:n, contentano completamente nessuna. La legge del 1853 era più larga. Essa co:°-cedeva quattro quinti all'anzianità, un quinto alla scelta, nella promozione da sottotenente a tenente. Due terzi all'anzianità, un terzo alla scelta, nella promozione da tenente a capitano. Me1;à all'anzianità, metà alla scelta, nella promozione da capitano a maggiore - e nella scelta concorrevano insieme i capitani di ciascun'arma e . i capitani di stato maggiore. Nella promozione a tenente colonnello, a colonnello, a generale, criterio esclusivo la scelta. La parte fatta alla scelta era forse eccessiva - queste disposizioni però non furono rnai applicate. Attual~ente la

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scelta è disciplinata dei Regi Pecreti del 29 marzo 1883, 25 gennaio 1888 e 19 febbraio · 1891. Ne stralciamo le parti essenziali.

mitiamo qui ad osservare che la legge di avanzamen~o che sta innanzi alla Camera, per riguardo alla scelta segna un peggioramento sulla legge del 1853 _; se~~a _un_ mi~lior~mento, almeno in apparenza, sulle dispos1z1om v1gent1, poichè ripristina 1·avanzamento a scelta nella promozione da tenente a capitano, (~ nella promozione da çapitano a maggiore fa alla scelta una parte più larga.

« Gli ufficiali delle armi di fanteria e cavalleria, che « ottengono il diploma di idoneità alla scuola cli guerra, « acquistano il diritto alla, promozione a scelta al grado cli . « maggiore, qua,ndo entrino nel primo sesto dei capitani « dell'arma rispetttva. (Art. 6.·R, Decreto 25 gennaio 1888).

« I capitani delle armi di fanteria e cavalleria, che sa« ranno stati proposti per l'avanzamento a scelta e subi« ranno con esito favorevole i prescritti esami, acquisteranno « diritto alla promozione di maggiori nei limiti stabiliti « da.ll'ar ticqlo 6 del R. Decreto 25 gennaio 1888. (Art. 2. « R. Decreto 19 febbraio 1891). « I capitani di stato maggiore sono promossi a scelta al « grado superiore nelle armi di fanteria e cavalleria. « Ciascuno di essi sarà promosso allorquando il capitano « che immediatamente lo segue in anzianità nell'arma di « fanteria, venga ad entrare nel primo quinto del ruolo · ·« di anzianità deHa detta arma. » (Art. 2. R. Decreto 29 marzo 1883).

Il semplice confronto delle disposizioni della legge 1853 con la materia dei citati Regi Decreti, che pretendono di commentare quella legge, potrebbe portare qualcuno ad osservare come, col solo vincolo di non oltrepassar e quel1'estremo di concessioni fatto dalla legge, i ministri ,della guerra abbiano fatto alla fin fine quel che hanno voluto; e a domandare poi, se vale la pena di affrontare incresciose discussioni innanzi ·a un Parlamento, che par che abborra · da ogni cosa seria per pascersi di logomachie, dal momento che la consuetudine concede ai ministri così amrpi poter.i. lvla tutto questo non entra nella nostra tesi. Noi ci li-

Reca anzitutto conforto il trovarsi cli fronte, nella redaziòne dei nuovi articoli in ordine alla scelta, a delle formole che non fanno più eccezione di sorta fra le varie armi. Tutto ciò segna il tramonto - tramonto ben meritato di quella peregrina teoria, che nelle armi speci~li non. si debba concedere avanzamento a scelta, in omaggio al prmcipio che nelle armi speciali tutti meritano l'ava~zs.rne~t? a scelta, preg iudizio che ha tarpato le ali a tanti eletti mgegni. Non hanno valso. gli sforzi dialettici di tutti .co~oro che hanno riempito di loro querimonie le colonne dei g10rnali militari d'Italia, nella stagione canicolare dello scorso anno, a galvanizzare il cadavere; esso è morto e ben morto; e nella discussione fatta davanti al Senato (dove si sono pure udite tante cose curiose), non che la difesa delh peregrina teoria, manco si è osato intesserne l'elogio funebre.. Altra vittoria della g iustizia: il ritorno, sancito dagli articoli 38 e 39, degli ufficiali di stato maggiore all'arma di origine con le promozioni a maggiore e a colonnello. Noi r iconosciamo volentieri che è un ufficiale più perfetto quegli che può segnare nel suo bilancio una permanenza di diversi anni in armi diverse; ma perchè questo doveva essere fino ad oggi un vantaggio concesso ai soli. ufficiali di stato ma.ggiore provenienti dalle armi speciali? Se l'indicato concetto trovasse favore in chi ha potere di farne una disposizione di legge, si dovrebbe determinare - com'è per esempio in Francia - - che ogni ufficiale di


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stato maggiore presti un certo numero di mesi di serv1z10 in un'arma che non sia la sua di origine; m,i costoro dovrebbero essere comandati, in soprannumero, in quell'arma, e non essere tolti mai dai ruoli della propria arma. L'opposto sistema, che si è usato e vige tuttora da noi, si è tradotto in un danno non indifferente per la carriera degli ufficiali nell'arma di fant~ria, e per converso ha determinato un acceleramento nelle armi di artiglieria, e genio. Con quale senso di giustizia non è chi 11011 veda.

tranno variare nel futuro, ma crediamo cli ben poco. A . questa stregu~, si può credere che le et~i medie in cui si conseguiranno 1 van gradi, col beneficio della scelta, saranno in cifre tonde, anzi esagerando l'utile, queste:

· L 'avanzamento a scelta è nella nuova legge· limitato alle promozioni da tenente a c~ipitano e da capitauo à maggioré. Questo è un notevole progresso sulla legge e sulle disposizioni presentemente iu vigore. È necessità organica essenziale il portare ai gradi di ufficia.li superiori degli uomini imcora giovani: in questi gradi la carriera è g ià cli per sè stessa abbastanza spedita, perchè chi vi giunge in giovane età abbia innanzi a sè un avvenire sufficientemente sicuro. D'altra parte la posizione di ufficiale superiore è tale, che coloro che la occupano hanno ben diritto cli essere sottratti alle inevitabili gare, che non si discompa,gnano mai da quei gradi in cui l'avanzamento a scelta è ancora possibile. Ristretta la scelta alle due promozioni indicate, sarebbe necessario che il vantaggio che esse possono itssicuntre all'ufficiale che ne fruisce, fosse ' ab bastanza sentito. Ebbene, oggi, la promozione a scelta da tenente a capitano, nei limiti fissati dalla nuova legge, può procurare un utile di un anno e qualche mese; da capitano a maggiore di due anni o due anni e mezzo, se il capitano che concorre all'avanzamento a scelta si trova nello stato maggiore, può beneficare di qualcosa più di tre anni. Queste cifre sono calcolate rigorosamente, in base al ruolo dei tenenti e dei capitani, e alla data di anzianità di coloro che sono in con-· dizioni di fruire dell'avanzamento per anzianità e per scelta, quali risultano clall'Ann,u ario del corrente anno; esse po-

tenente capitano . maggiore t~nente colonnello colonnello maggiore generale

anm tr

23 anni. · e:oo 30 anni 0fg 30 anm. 38 anni g_ <37 a.11111. anni. 44 anni . 49 anm: e 48 anni. o= 55 anni E ~.54 anni.

!~t3 s

Queste cifre evidentemente sono poco liete. Arrivare cumulanc].o pure tutti i possibili vantaggi - a 54 anni a maggior generale, è uno scarso risultato, e non già perchè non rappresenti un utile individuale apprezzabile, che esso, anzi, sarebbe apprezzabilissimo; ma perchè simile risultato non risolve la necessità organica in cui è l'esercito, di avere nei sommi gradi non diciamo dei generali giovani, ma semplicemente non decrepiti. Qualcheduno al Senato ha detto, che se si aumentavano le quote · per la scelta, nessun ufficiale più, promosso per sola anzianità, poteva sperare di arrivare a, generale. La proposizione non è stata dimostrata, e se qualcuno avesse tentato di farlo, si sarebbe trovato parecchio imbarazzato. Ma- ani.mettiamo lo sia. Ebbene, con la somma di. studi che si dom~nda a un allievo delle scuole militari, con la somma di applicazione che si domanda a un ufficiLtle che concorre all'avanzamento per pura anzianità, il grado di colonnello non è una ricompensa circondata di lustro, di agi sufficienti, e tale dit soddisfare a ogm modesta ambizione?

Dire quale dovrebbe essere la soluzione dopo quanto abbiamo scritto finora, ci pare un ripeterci. Ma amiamo cosi poco l'equivoco, che non ci peritiamo di farlo, nella tema che qualcuno ancora potesse fraintenderci.


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LA NUOV:A LEOOE PEll L'AVANZAMENTO

Le quote concesse alla scelta dalla nuova legg'.e per l'avanzamento sono scarse, ess0 non provvedono allo scopo principale che si deve prefiggere la scelta, e il principale l'abbiamo detto fino a sazietà - - non è precisamente quello di premiare degli individui. A.llorchè ci si propone con una legge di disciplinare l'avanzamento nell'esercito, non bisogna farlo sotto la influenza di irose diatribe, e prima di dare soddisfazione a pretesi diritti conculcati, bisogna prima verificare se questi diritti esistevano o non erano presupposti, e in qual misur a poi sono stati disconosciuti. Bisogna fissar l'occhio molto innanzi nell'avvenire - ed è qui che ci calza una proposizione che più sopra abbiamo enunciata con r iserva di raccoglierla più tardi - bisogna fissar l'occhio molto innanzi nell'avvenire e vedere quali saranno i risultati ultimi. della legge che si propone. E se non .sono abbastanza buoni - come non lo sono abbastanza quelli or ora intraveduti -- bisogna che la Camera, la quale ha in esame la legge, abbia il coraggio di posare delle basi migliori o più larghe, anche ~t costo di far strillare ora qualcuno o molti. Nè crediamo che essa non troverà il .Ministro disposto a seguirla su questa via, il Ministro che nella sua prima proposta, present ata nel giugno dello scorso anno, faceva alla scelta una parte ben più larga cli quella che il disegno di legge quale è uscito dalla discussione del Senato non faccia.

• "" I mporta poi sommamente che la legge sia molto chiara, molto precisa, che ess~t non si presti con fr~si ambigue o limitazioni non sempre opportune, a delle cervellotiche interpretazioni, od anche ad eludere con dei sotterfogi completamente le disposizioni stesse della legge. Parranno uil po' amare queste invocazioni, ma la dolorosa esperienza cli un passato che non è ancora di ieri le conforta.

LA .NUOVA LEGGE PER L'AVANZAMENT O

In omaggio appunto a questo principio della, chiarezza, ed anche U\1 poco per togliere fin l'ombra di possibili favoritismi, noi vorremmo poi fosse precisata meglio la redazione dell'art. 30 della legge, che stabilisce uno specialissimo avanzamento a scelta per specialissimi casi. « È riservato -- esso dice - al Ministro della guerra, di « proporre con speciali relazioni a S . .M. il Re eccezionali « promozioni a scelta di i:;,fficiali che se ne rendessero me« ritevoli per fatti militari straordinari o per insigni ser<< vizi militari resi allo Stàto, ovvero che possiedano qualitit « militari così spiccate, da potersi. fondatamente presumere « che la loro promozione f.t scelta ridonderà a reale bene« :ficio dell'esercito o dello Stato. » Le formole dei /'atti militar•i straordinari e degli insigni servizi militari resi allo Stato, sono chiare, esatte, non lasciano luogo all'equivoco; ma quella delle qualità militm·i spiccate è troppo vaga, troppo elastica, in ~na leggp, è una formola infelice, e può in date evenienza favorire l'arbitrio. Dove comineiano infatti e dove fi niscono le spiccat,e qualità militari? Nè la legge, nè alcnno può precisare, è criterio essenzialmente soggettivo. Ora non è a base di criteri soggettivi che si può stabilire una s.peciale categoria di avanzamenti a scelta; troppo facilmente si aprirebbe l'adito a far passare con uno buono dieci beniamini o anche della merce avariata. E questo una legge deve evitare. Se ·una formola più preJisa,, che evit i l'equivoco, non si sa mao·o·iori trovare, o se non si. sa cir.::onda.rla di gllarentio·ie , , O 0 0 d1 quelle che la legge proposta non facc ia, che eliminino completamente l'arbitrio, meglio, molto meglio, abbandonare lo speciale avanzamento consacrato della formola dianzi detta. 1

III Giunti a questo pnnto, poco più ci resta a dire della terza questione cni da hwgo la legge per l'avanzamento eh~ sta innanzi. alla Camera - quella di un ruolo unico per gh ufficiali superiori delle armi combattenti.


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LA NUOVA LEGGE PER L' AVANZAMENTO

LA NUOVA LEGGE PER L'AVANZAMENTO

Il ragionamento che abbiamo condotto fiu qui

coloro

che per entro i pensier rniran col senno

non ne possono aver dubbio - ne ha presupposto sempre la esistenza, .e molti degli argomenti che abbiamo addotti non a,vrebbero tutto intero il loro significato, se non trionfasse questo principio, che non esitiamo a caratterizzare una delle pietre angolari dell'edificio che la nuova legge si propone di alzare. Pregiudizi che nulla g iustifica e eh.e col pretesto di elevare un'arma finiscono coll'essere uno sfregio per le altre, fors'anche cupidigia di avanzamenti più solleciti, gelosie, piccole invidie, hanno portato a far degenerare presso di noi lo spirito d'arma, in uno ' spirito gretto esclusivo di casta, a detrimento di quella solidarietà, di quel fratellevole amore che dovrebbe legare gli elementi tutti dell'esercito · in un unico fasci o. Qualcuno griderà all'eresia. Noi gli risponderemo o che è un ingenuo che éhiude gli occhi per non vedere, o che è un illuso se crede che si guariscano i mali occultandoli. Carità del prossimo ci vieta di fare una t erza e peggiore ipotesi. Non si r ialza no una istituzione celandone le magagne e neppure si fa opera onesta elogiando, elogiando sempre. Si badi che noi non giungiamo a dire che il male sia fatto tale da minacciare la compagine dell'esercito. Noi ab· biitmo a];>bastanza fede nel patriottismo, nella abnegazione dei nostri ufficiali, per sapere che quando un fortissimo sentimento li scuota, nel pericolo, faranno tacere le bizze e il mutuo ausilio non mancherà mai. Ma d'altronde non è men vero che un solco divide oggi arma da arma, che, non sappiamo se per mala disposizione di uomini o cli cose, minaccia di farsi ogni cli più. profondo. :Mìlle e mille fatti della vita quoticliaua lo rivelano. Non si sa e non si dice forte che un ar ma si crede più nobile, un' altra più dotta e via via ! ad ogni bollettino di promozione si guarda con

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la lente dell'avaro alla data di anzianità dei promossi, e sono alte strida se un' arma è stata beneficata di qualche mese sull'altra, e allora vengono in campo la favorita, la cenerentola, ed altre amenità. . .Molti e molti di questi fatterelli potremmo schierare qui i~ bell'~rdine, ma sono abbastanza noti a tutti perchè possiamo dispensarcene. Saranno piccole miserie, determinate dai lunghi perio~i di p.ace, ma sono i piccoli fatti che preparano le grandi cose - e se il legislatore h,i, un mezzo per sradicare L~ueste miserie, per rialzare quella o quelle armi che si credono tenute in minor conto, di porle tutte a.Ila stessa altezza, egli è in dovere di applicarlo. Questo mezzo è il ruolo .unico. È principio così liberale. così eq~o così inspirato a giustizia, che si stenta a credere possa sorgere solo nn uomo ad osteggiarlo. Ragioni tecniche non ve ne sono. Esso .può determina.re in qua.lche caso le veci di gra.do, ma chi può atterrirsi per simili eventua,lità? Sono anni ed anni che si esperimentano nel nostro esercito, nè inconvenienti ve ne furono mai. Chi ha voluto gou·iare un simile argomento, mostrarsi terrorizzato dal _pericolo cui si anelava incontro, ha cercato sotto l'eo-ida di o una pretesa ragione tecnica, di nascondere preoccupazioni meno confessabili. Poichè non vi può essere che una ragione sola, che possa spingere ad osteggiare il ruolo unico, il timore di vedere con esso ritardata. la propria carriera. E la ragione individuale dovrebbe andare ;:i.vanti a quella dell'interesse generale dell'eserc~ito? L'uomo accetta la supremazia del·merito. L'ufficiala finisce con l'ammettere l'avanzamento a scelta concesso a chi supera determinate prove; l'avanzamento a scelta così inteso può dispiacere, ma non offende. Ma un avanzamento più rapido, assicurato ad uno, solo pel fatto che appartiene ad un'arma, che pnò anche, per speciali circostanze, essere q~el~a cha non r ichiede le prove p iù difficili per entra.rvi, dispiace ed offende.


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'LA NUOVA LEGGE PER L'A VANZAMENTO

In un campo un po' più limitato, ma non però trascurabile, imperocchè una legge deve tenere in esatto conto tutte le questioni piccine o grandi che ad essa si intrecciano, il ruolo unico risolve la spinosa questione dell'avanz~unento degli ufficiali superiori di stato maggiore, Ammesso il ritorno dei ca.pitani di sta.to maggiore, con la promozione, nell'arma di origine, regolato l'avanzamento degli ufficiali superiori di stato maggiore su quello degli ufficiali di pari grado dell'arma da cui provengono, se il ruolo unico non fosse ne avverrebbe questo, che un ufficiale perchè fo già di una data arma potrebbe, senza. che siano intervenute ra.gioni speciali a chiarire un merito maggiore o minore, essere sopravvanzato da altro meno anziano, pel solo fatto che fu già di un'altra arma. Non è chi non veda come una simile eventualità scoterebbe le basi organiche dell'ordinamento del corpo, la disciplina, la ginstizia, la morale, Essa sarebbe incompatibile con la esistenza stessa dello stato maggiore come corpo. Eppure delle due una, O commettere una ingiustizia. O subordinare, come si fa ora, l'a,vanzamento nelle altre anni alle condizioni speciali che via via si vanno presentando nello st ato maggiore - e allora il ruolo unico cacciato per la porta rientrerebbe per la finestra.

, Il correre di t utte le armi insieme è strumento potente di cameratismo, fa vivere tutte le armi della stessa vita, l' utile di una diventa l'utile di tutte, ogni arma è interessata al regolare procedere delle armi sorelle, Gli ufficiali tutti dell'esercito formano una sola schiera concorde, com~ patta, omogenea, Si infonde in tutti un solo altissimo concetto di uguaglianza di diritti e di doveri, fecondo delle

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LA N UOVA LEGGE PER L' AVANZAMENTO

più utili conseguenze nell'ordine morale e nella vita di relazione fra le varie armi. Si dice che la commissione della Camera, che ha in esame il disegno di legge per l'avanzamento, abbia respinto il ruolo unico. Ci ripugna di crederlo. Il ruolo unico è un principio eminentemente liberale, il ruolo unico è un passo e un passo decisivo sulla via della pacificazione deo-li animi nei quadri del nostro · esercito, e n~n sarà fa Ca1:era che potrà, che vorrà respingerlo, quand'esso è passato trionfa}. mente al Senato. Chi ha parlato di interessi speciali ad un'arma piuttosto che ad un'altra, di dar ragione a talune speciali esio-enze e non ad altre, ha visLo nel nostro esercito della fan~eria. d~lla cavalleria, dell'artiglieria, del genio, che vivono di un~ vita esc~usiva, con intendimenti assolutamente propri, indi~en~enti, estranee le une alle altre; non ha visto l'esercito italiano, unito in una salda, incrollabile compao-ine fusione perfetta di tutte le forze che gli si agitano in s:no,' simbolo della gran madre comune, la patria. Roma, 1• maggio 1892. T.


SULLA SçUOLA DI CAVALL '. '.RlA

SULLA SCUOLA DI CAVALLERIA ~on vi ha forse arma in cui la Liontit dèi quadri eserciti in si alla misura beneììca efficacia come nella cavalleria. In quei fugaci momenti nei quali la cavalleria può ottenere brillanti risultati sul campo di battaglia, spella agli nlficiali, trascinare attraverso molli ostacoli e pericoli, e, dopo la lotta, riordinare in brevissimo tempo

· /

la truppa . . È quindi indi$pensabile che gli ufficiali di c1tvalleria posseggano la massi1na robustezza fisica congi unta e.on una energia morale non comune; dtt ciò emerge che gli istituti, dai qnali si traggo.no gli ufficinli dell'arma . debbono fondarsi sulle migliori basi, per mOllo che si posBa ricavarne i massimi risultali in ordine alla educazione ed al l'istruzione. Secondo il modesto concetto di chi scrive essi dovrebbero formare e pr.rfezionare i giovani ufficiali prima d'inviarli al reggimento, esercitare e severamente esam_inare i tenenti prima di promuoverli a capi tani: o, in altri t1:)1'll1ini , creare buoni sottotenenti e vedere, in seguito, quando loro spet.Li il comando d'uno squadrone, se rispondono ancora alle gravi, esigenze, che incombono al gra<lo cui aspirano. È ben lontana da me l'idea di fare il minimo appunto al modo come procedono- le istruzioni nella scuola di )fodena e di Pinerolo; da to l'attuale ordinamento, esse non potrebbero far megl io e di più. Se le esigenze finanz:arie ed una certa tendenza a tutto Iivel lare ed a concentrare i nostri istituti d'educazione militare non lo impedissero, sarebbe desiderabi le che fosse ristabilita l'antica scyo l~ di Cavalleria in Pinerolo, dalla quale gl i allievi, dopo due anm di corso, passavano di rettamen te ai reggimenti con istruzione e capa-

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~itit tecnica non certo inferi.ore a quella colla q,mìe giungon,> oggigiorno ai corpi . Er;HIO due anni di severo e:;ercizio, dnH ann i di buona equitazione e di razionale e non abborracciato sv il uppo delle istruzioni pràl.iche, dne anni , durante i qnali l'ufficiale, per poter veramente istruire coll'esempio, si rende,,a praticamente nh ile anche nel maneggio della sciahoh e della lancia . Oggidì una t:de proposta, non avrehhe prolJabi li tà alcuna di venire attuala, si dovrebbe però almeno · ord inare iI corso degli aspiranti all a cavalleria in modo da ottenere i maggiori possibili vantaggi. La nuova. iegge sull'avanzamento mette come condizione ai giov~ni aspiranti nella scnola di Modena l'aver ottenuto la licenza. liceale, o per lo meno, possedere equipollonti titoli, si potril in conseguenza sempl ificare e riol'Clinn,re il complesso degli studi presso la.scuo la sle.ssa ed offrire ai giovani ,allievi lo svolgimento d'un programmn completo cd ordinato di istruiioni pratiche, che cammini di co nserva con quello degli studi scientifìc·i e letLerari. Al loro ingresso ,1l la swo la gli nllievi dovrebbero subire unarigorosa vis ita medica, a li ne cli con,;tat.are eh ·essi posseggono in modo assoluto tutti i re<pti~iti lìsic: che si richiedono pel servizio nel l'arma. La severità in questa. visitn, preliminm·e, che dovrebbe essere fatta da medici e da ufficial i dell'arma, (magari co ll'assistenza' dell'ispettore generale e del comandante la scuola di cavalleria), rigparmierebhe in seguilo le 1.ar<livt! esclusioni che demoralizzano chi ne è colpito. Dovrebbero, per esemp io, essere scartali quelli di cattiva vista, essendo impossibile dirigere con calma una pattugl ia o guidare un r.ipat'Lo con la voluta energia e direzione, se la vista non serve più che bene. I giovani ammessi dovrnbbero, fin da principio, venire incorporati in uno squadrone allievi e non mai in una compagnia di fanteria, ed il loro corso tecnico dovrebb'essere diviso in due anni . Nel primo anno essi mooternbbero a cavallo una volta al giorno ed impare1·ehbero a maneggiare la sciabola e la lancia. ~el secondo anno monterebbero due volte al giorno e verrebbero esercitati a ben comanùare i I ploto ne. 16 -

AliNO xx~,·11, l'()L . Il.


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SULLA SCUOLA DI CA VALLERI.A

L'all ievo seguirebbe cosi in modo compleLo, direi quasi magi. strale, il corso che la ree.Iuta segue in sei mesi. ln tal modo le v:trie istruzioni non sarebbero imparLite superficialmenle, nè contemporaneamente o promiscuamen te; ma riceverebbero uno sviluppo regolare . Si può imparare anche bene la materia teoretica ed accontentarsi di una cultura pratica superficiale, ma si può in vece, alternare la teoria colla pratica e battere e ribattere finchè l'essenza dello studio entri nel midollo di chi lo vuol approfondire ed ottenere risultali fel ici. È chiaro che il secondo metodo sarà certamente da preferirsi per quanto riguarda l'istruzione militare degli allievi aspiranti al grado di sottotenente in cavalleria. Due ann i di buona eqL1itazione con buoni maestri, renderanno il fisico degli allievi elastico, equil ibrato sul <~avallo, capaci ~lei Junao percorso cll'essi hanno ancora da. compiere prima di giuno "ere alla nrn ~~ cwior perfezione desiderabile. ~ . Essi diventerebbero allora stoffa buona e pronta per utilmente intraprendere la scuola di campagna. Nelle altre istruzion i di dettaglio, nel maneggio del le armi, nelle esercitazioni di plotone e3si dovrebbero parimente essere non sol o idonei, ma ottimi. ' La scuola non dispone attualmente che di '1:20 cavall i. Per poter soddisfare alle esigenze del servizio ossia all'istruzione degli allievi appartenenti allo squadrone di cavalleria, e di quelli ascri tti alle compagnie di fanterin (in totale circa '1000 allievi), bisognerebbe accrescere questo numero; e, perchè l'istruzione dello S(fuadrone allievi desse migliori frulli, converrebbe adibir a questo esclusivamente i cavalli p iù distinl-i per sangue e per età. Qui linirebbe il còmpilo della scuola di Modena. La scuola di cavalleria, trasportata in luogo più adalto dell'attuale, dovrebbè avere per còmp iLi: . ,1° Il perfeziona\nento dei sottotenenti di nuova nomina. 2° Un corso magistrale d'equitazione . 3° Un corso speciale pei tenenti anz ian i inscritti nel quadro d'avanzamento.

SOLLA SCUOLA. Dl CAVALLERIA

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Perfezioua,nento dei sottotenenti di nuova nomina.

Prima di andare al reggimento gli ufficiali seguirebbero un e.orso di quattro mesi (dal settembre al gennaio) presso la scuola di cflva!leria, arrivrindo così ai reggimenti contemporaneamente n!la nuova classe, e ciò in un periodo cli tempo in cui si ha maggior bisogno di ufficiali. I quattro mesi di corso dovrebbero essere ripartiti in modo che gli allievi si esercitassero quotidianamente nell'equit11zione di campagna e cli maneggio nella scherma, negli studi di ippologia pratica, di tanto in tanto nelle piccole operazioni tattiche, e, per ultimo, nel!' :-ipplicazione sn larga scala del servizio di pattuglia ufficiale. Sarebbe bene insegnare !oro qualcosa sull'intrenamento ed allenamento , e dare la massima importanza all' ippologia pratica. La scienza ippica è ricca oggidì di trauati, che insegnano come si debba produrre il cavallo, scegliere le buone fattr ici, quali siano le cure da darsi al puledro per bene sv ilupparlo, quale il modo di preparare il cavallo alle fatiche della gu~rra ottenendo da esso potenza massima accoppiata alla massima resistenza , quali i progressi delle varie razze europee, ecc. Tali nozioni svilupperebbero nei giovani ufficiali idee pratiche d'onde scaturirebbero utili applicazioni e la loro opera presso i so ldati sa rebbe indubbiamente benefi ca . Pur troppo oggidì in fatto d'igiene dei cavalli non abbiamo fatto i progressi desiderabili; tanto è vero, che con due govern i al giorno si fa meno e si spreca maggior tempo e fatica di quello che anerrebbe se le massime moderne e veramente buone riescissero a trionfare. ()01•so magistrale.

Al corso magistrale dovrebbero essere chiamati i migliori ufficiali, dopochè abbiano prestalo almeno 1111 anno di servizio nei reggimenti, ed anche qualche altro ufficiale, che, malgrado !'altitudine al cavalcare, non abbia avuto opportuni tà di seguire tal corso .

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SULLA SC{J,OLA DI CAVA LLERIA

L'attuale corso di Tor di Qtlinto ha dato buoni' risul tati per non desiderare che si continui su questa via . Vorrei solamente che i! corso fosse ,li sei mes i per lo meno, per alternare \'equitazione di corsa e di caccia con quella più raffinata di maneggio. Non è vero che le due scuole facc iano, come suol dirsi, a pugni; un buon cavnliere cli campagna, in maneggio avri.t campo di concentrarsi, di 1'aHìnarsi, di sviluppare il tatto equestre, il che ridonderà. certamente ant}he a van taggio clel l'eqoi tazione di campagna_ È pur giuocoforza che gli ufficiali siano maestri nel combattere a cavall o, nell'addestrare le rimonte e nell 'in8egnare ai soldati provetti i principii di quest'addestramento , dal quale dipende la buona o cattiva riuscita e conservazione dei cs1valli , ed e soltanto dal connubio dei due metodi che nascerà l'eccellenza dell'equitazi one mili tare VI) . Corso dei tenenti anziani.

Nessun dubbio che le mansioni del cr1pitnno cli cavalleria sian,> oggi di capi tale imporlanza ed esigano molta vigoria fisica, intrap;·endenza e non comune perspi~acia. Importa quindi che la loro scelta fibbia luogo a base di scrupolosa selezione e la loro nomina non avvenga che dopo le prove pi ù sicure . Gli attuali esam i non rispondono allo scopo; con essi poco si pu ò gi uclicare dell'ardire a cavallo, la Commissione esaminatrice nulla conosce all'infuo1;: di quello che dicono gli specchi caratter istici o che appare dall'esi to di due o tre èsami . ~on sarà certamente in tal modo che si potrà giudicare fondatamente se il candidato possegga le eminenti qualità di cui egli dovrit dar prova in campag.na.

(1) Sarehl;e for,(l anche utile che gli ur!ìciali chiamali a frequenl<u·c ;'1 corso magistrale pote~sero intervenire alle caccie a cavallo; e, perche cii) sia possibile, bisognerebbe elle il corso mede., i rno cominciasse al I • d'ottobre. CO$Ì facendo, il mese d'ottobre e quasi tutto tfuello di novembre s'impiegh13rellbero nell'~ser ciiare, preparare e rendere el.1;tici cavalieri e ca valli che, per tal modo, si porreb bero in grado d' intervenire ,ille caccie nella stagione in cui ql,\es te ordinari.imente hanno luogo, vale ;,1 ,lire nei me,i rii dicembre, gennaio, febbraio e marzo.

SULLA SCUOLA DI CA V ALT,ERIA

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La buona o cattiva stoffa di cap itani dà una buona o cattiva cavalleria, perché l'opera del comandant e di squadrone è tutto. li reggimento va innanzi per un buon indirizzo dato dal capo; ma L1 .applicazione di quest' indirizzo spella ai capitani , i quali, pertan to , devono essere in grado di comprenderlo ed adattarlo alle varie esi,genze e circost,1nze del servizio e dell' i!ìtruzione. Con questo non voglio certamente affermare che la stoffa dei nostri attua li c::ipitani · sia cattiva, (il cielo me ne guardi !) per nostra buona fortuna, essa è buona ed in gran parte ottima; ma non è men ve;·o che alcun i non sono nll'altezza dell'inca ri co, e che in tutti manca qnell 'uni tà di indirizzo che nessun ollimo regolamento (come è il nostro) ,. nessuna forza umana può dare, senza un un ico metodo cli pr~parazione. Mi pare quindi utile la proposta di un corso di alc1Jni mesi (quattro almeno) , al quale dovrebbero chiamarsi, tenenti pr,iposti per l'avanzBmento. Tale corso dovrebbe corrispondere all'attuale di Tor di Quinto, meno l'equitazione di corsa. Si dovrebbe di tnnto in tnnto, fare qualche esercitazione tattica ed anche qualche evoluzione, approffittando dei riparti locali; mal' importanza massima. dovrebbe darsi all'equitazione di campagna. Durante il corso si potrà dare gi~sto giudizio sulla idonei tà degli aspiranti ed il comandante la scuola potrà èhiamare l'attenzione <lell' ispettore dell'arma sugli incapaci, ai cpial i dovrebbe essere negata la promozione. L'efficacia d1 tale corso, in confronto degli attuali esami, consi s te1·à. nell 'aver sicura norma per la scelta e nell'infondere in tutti un'istruzione utilissima, che in poch i anni apporterà inestimabi li progressi nei nostri squadron i. Solo allora si potrà avere unitil di metodo e d'indirizzo . Gli ullìcial i, liberi da altre occupazion i, potrànno in quei mesi dedicars i co rpo ed anima all'equitazione; aie.uni di essi avranno giit fatto il corso magistrale e sflrà per questi dopflin vantaggio e profitto il ricalcare con entusiasmo il verde tappeto della campagna romana. Ho esclusa l'equ itazione di corsa dal novero delle istruzioni, perchè no n la credo indispensab ile per diven lare buon capitano. La corsa è utile si fa ccia con le deb ite norme nel corso magistrale


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SULLA SCUOLA DI CAVALLERIA

che conta l'élite dei nostri giovani cavalieri; è utile se ne dia una idea ai sottotenenti prima del loro arrivo ai reggimenti, tanto per soddisfare il loro entusiasmo e per metterli in carreggiata nelle follie equestri inseparabili dal bollore del sangue di ven t' ann i; ma pei tenenti anziani non è indispensabi le, giacchè, se si pretende che essi siano arditi ccwalieri di campagna, non si vuole cla !0ro la lotta di intrep,idi cwnpioni che si con tendono la lunghezza di una testa. Già si sa che anch e colui che arriva l'ultimo (gran demente critica to dal pubblico) può essere un buon c~valiere di campagna, purchè compia con buon galoppo il percorso superando gl i ostacoli. La scuola cli cavalleria attende ancora oggidì alla scuola di mascalcia ecl a quell a degl i asp iranti istruttori e dei maestri cl' equi tazione. La scuola di mascalcia clovrebb'essere invece affìdaw alla scuola veterinaria di Torino, allìclando a graduati del reggimento di cavalleria quivi di stanza la parte disciplinare. L'l carica d'istruttore e di maestro di equitazione fu cteata per soddisfare bisogni momentanei che oggi più non esislono, nè nel1'arma di cavalleria, nè in quella d'artigl ieria. L'istruttore d'equitazione, quale è Ol-{g igiorno, non e che un buon sottufficiale distolto dal· servizio utile del!' arma ecl Adibi to a quel lo particolare degli ullìc ial i (sia del corpo, sia di quelli fuori corpo) ed anche di persone estranee alla milizia; può essere utile .,, in qualche circostanza, ma, in complesso , è nn sottufnciale che gode più vantaggi di molti bravi e vecchi suoi coll eghi, che sono modelli di disciplina. Tuttavia, atfinchè sia dato di mantenere vivo e di eci)itare i.n questa classe lo spirito della moderna equitazione, sarebLe uti le che un sotturftciale per reggimento col proprio ccwallo prendesse parte ad un corso di scuola di campagna, non già come aspirante istruttore d'equitazione, ma semplicemente per' sua istruzione . Finito il corso, ritornerebbe al reggimento con voto di merito e nulla più. In un periodo non lungo d'anni si avrebbe però, cou questo sistema, in ogni reggi mento un nucleo di ottimi cavalieri cli campagna che fa rebbero sentire il loro benefico inrtusso negli squa-. dron i, in misura maggiore che noi fann o gli attuali istrntlori. Se durante il cor~o qualcuno spiccasse in modo speciaUssimo

SULLA SCUOI.A DI CAVALLERJA

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per altitudine al cavaJc:,,re, dovrebbe essere trattenuto alla scnola ed ascritto al quadro permanente della medesima, per formare così un vivaio ~i ufficiali e soltufficiali destinati a tener viva l'arte classica, che è bene non muoia, perchè sollan to per suo mezzo si otterrù la perfetia unione fra cavall o e cavaliere, e perchò non sarà male che ad essa vengano aèl inspirarsi anch e co loro che saltano staccionate e corrono gli steeple-chase. In tal modo si continuerebbe a coltivare !'alla scuol a, si addestrerebbero i cavalli di speciale distinzione, e, a differenza dei tempi di Vagner, in coi si lavorava so lo in maneggio, si avvicenderebbe invece il lavoro sn cavalli. destinati al maneggio con quelli atti per la campagna. Inoltre da questi sottufnciali si trarrebbe l'el emento pei maestri d'equitqzi one negli istituti . Tutti gli altri attuali maestri d'equitazione (e credo non siano poch i) dovrebbero essere inco rporali nei reggimenti di cavalleria, dove, per un motivo o per l'altro, si difetta costantemente di uflicial i. La scuola di cavalleria sarebbe così costitui1a con orgnnismo più semplice; si potrebbe ridurre il numero degli ufficiali , degli uflìci e molto perwnnle di truppa. Con un centinaio di C,\va lli (tntLi ottimi) , parte pu ro sangue e parte mez7. i sangue, si sopperirebbe a tntlele esige nze. tanto più che gli ullìciali chiamati ai vari corsi d'equiLazione dovrebbero condurre :inche i propri cavalli . Oggidì il lavoro affidato alla scuo la è soverchio e compl icato; essa deve, infatti pensare al modo di fare alcune riprese di giovani ufficiali, d' ufficiali del cor"o magistrale, dei due cors i d'aspiranti istruttori d'equitnione, del co rso aspiranti maestri d'equitozione e d'alta scuola, e tutto ciò con due soli rnnnoggi e con din1orni che non sono certamente l'ideale di quanto per la cavall eria si rich iede. La compilazione dell'orario è pel comandan te la scuola un lavo ro - improbo e complicato. Urge adunqnr~ trasferire anziLullo la scuo la in località pi1'1 adntta , ed urge più nncora ridurre le istruzion i alla massi ma semplicità, con çOmodi tà di orari , di maneggi e di terreni. Secondo le suddette proposte, du rante il corso dei sottotenenti di nuova nnrninu. non vi sarebbero altri allievi da istruire all' infuori del rist.relto quadro permanente; su loro si co ncen Lrerebbe quindi tuLta l'altivil1t degli istrul.lo ri.


SULLA SCUOLA DI CA Y.\LLEntA

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Il corso magistrale e qnelli dei tenenti anzian i e dei sottufriciali . avrebbero un certo periudo di tempo comune, ma non si in tralcie~ rebbero nel le istruzioni, perchè la parte principale di questi corsi sarebbe basala snll'e(1uitazione di campagna, ed all'aperto v'è spazio per lutti. Anche il · personale permanente potrebbe ridursi di molto, come giit si è accennato, poichè, per esempio, pel corso dei sergen ti basterebbero due soli ufficiali. Ri.i.ssumendo le nostre proposte sarebbero: ·1° llistabilire possibi lmente in Pi nerolo la scuola militare di cavalleria, compensando la città della perdita della scuola auualc. où almeno costitu ire in Modena uno squadron e allievi , affatto ripa~ rati òalla fanteria per quanto concerne le istruzioni. 2° Corso di 4 mesi pei sottol.enenti di nuova nomina . 3° ~orso magistrale di 6 mesi pei migliori fra i gio,·ani ufficiali subalterni , dopo un certo tempo di serv iz io ai corpi. 4° C:orso pei lenenti nnziani inscrilli sul quadro d'avanzamento. 5° Istituzione cli un piccoli ssimo quadro permanente (ufficiali e sottufliciali) per la scuola. 6° Cor.so <li 24. soltufficiali scelti fra quelli che hanno maoai or" 00 • attitudine all'equi tazioae di campagna. 7° Trasferimenlo del corso di ma;;calcia alla scuola velerinaria di Torino. Di queste p~opost.e quel la che si ritiene più importante è l'is1iLuzione del corso pei tenenti anziani . fl co rso magistrale produce anch'e;;so senza dubb:o alcuni buoni risultati, ma ad csclusiYo vantaggio di poch i individui, poichè svilu ppando la marcata loro ~isposìzìone al cavalcare, I i metta in grado di far buona figora sugli ippodrom i; mentre è chiaro che il corso dei tenenti anziani farà sentì re la sua benelìca infl uenzn. su interi reparti, cosa cruesta di mollo e più sicuro giovamento a conseguire il nostro scopo supremo, CJltello cioè, dì nvere una cavalleriri che supp li sca co ll' audacia. l'inlrepidezza e l'abilitù, a quella inferiorità numerica che le condizion i finanziarie tlel nostro paese s·ventnratamente 0i impongono. B.

IL PROBLEMA MILITARE ITALiAN0 (0

« Molti anni dovettero passare per sostituire alla scuola della « difesa limitata al b·1cino dell'Adige e del Po la scuola della dife~a « nazionale: moli.o ancora si dovrà scrivere e parlare per sostitui re « alla scuola della difesa terrestre con appendice di difesa naval e « la scuola della difesa marillima con appendice di difesa terrestre. « Ma qualcun o dee cominciare. Io caélo, ma addito la vi;1. Nrn « ciate l'oca - diceva Giovan ni Ilnss morendo, presago di Lutero « -1l'a il ci!JnO ver/'Ù . Prepari amone l'avvento. S:1rà il trionfo « della logica e della geografia . Og:.!i . a dispello di esse, consa« cri11mo 250 milioni a. difendera 600 cliilome1ri e ·I 00 a òife n« derne 6000. » Così chiude il suo artico lo il brillante pubb licis1a napolitano(2). Sarebbe proprio un trionfo della logica e della geografia il trionfo del concetto di diminuire le fo rze del l'esercito per accrescere quelle dell'armata navale ? Tale concetlo urta « contro millt interessi e « contro mille pregiudizi mi litari, )> O\'Vero contro rngion i d'indole molLo più ele1 ala? Vediamo. 1

1'

* * L'onore\'Ol e Oe Zerbi dice: prima uece$sita militare per l'Italia è la: lloua. Una f'orte marina italiana la quale non si f.'icesse bloccare, renderebbe im possibil e lo sbarco; senza una fo rte m:1rina (1) lhmmcnliamo che la direzione della Rivista militare la,cia a~li :i.utori l,i rcsJ)onsabi lità. delle loro opinioni. (N. della D.). (2) Rocco D.: Z.:no1 - Il problema mailarP Uali111lo. - l<'~scicolo della ,Yuot•a Antologia del ·16 aprilr {892.


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bisogna avere due corpi d'esercito nella penisola ed uno in Sicilia: avendo in vece una forte marina, l'azione dell'esercito può concentrarsi tutta a piè dell'Alpi. « Una battaglia perduta scompiglia · « meno la nazione e dà minor vanto al nemico di quel che scom« pigli l'uno e gonfi l'altro di orgoglio l'occupazione o la distru« zione di Palermo, Napoli, Civitavecchin, Livorno, l'Elba, Ta« ranto, BrindisL la separazione delle province meridionali dal « resto dell'Italia, l'inaugurazione di un governo provvisorio a Na· « poli, un colpo di mano su Romn o su Firenze. » Dopo che l'ILalia portò a dodici corpi il sno esercilo ed accrebbe i reggimenti di cavalleria e di artiglieria, la Francia non ha dormito; essa ha così fortificato il suo confine sud-orientale« d1e noi << possiamo intorno a qnelle fortezze fare una serie d'assedi, ma « non irrompere nel cuore della Francia. Inutile è dunque la vit« langa offensiva. E se avessimo altrettali difese stab ili e le cosi.e ,< tutelate dall'armata navale, la fa lange ma::edone ci bnsterebbe . « Se per difendere l'Italia peninsular'3 ed in su lare, rnal;mente << quando t1 flotta possa essere disfatl,t o bloccata, occorrono tre « corpi d'esercito, non è meglio avere una flotta, la cni difesa sia « efficace, a.oche a costo di sopprimere dne corpi d'esercito? Dieci « su l campo di battaglia alpino non varrebbero più di nove?»

* "* Ragioniamo un po'. E prima di tutto togliamo di mezzo una citazione. Le discussioni fatte a colpi di citazioni de' santi' padri non sono quelle che più ci aggradano. Ma poichè si è invocata l'alta autorità di Napoleone, si sarebbe dovuto citare tLllto il suo pensi ero e non lasciarlo a metà. Abbiamo sotto gli occhi la D1Jscription de l'ltalie. Poco dopo il periodo citato nel la Ntwvci Antolo,qia « (l>onr exist1~r , la premit}re « condilion de cette monarchie sera d' etre '1me puissanc1~mrtritinw, « a/i,n de maintenìr la .mp?'éniatiii :snr ses 'Ìlfs et powvoir ddfendn « ses cotes) >> troviamo quest'altro. « L'Ilalie, par sa populatiòn el « ses richc~sses, peut entreten ir 4,00,00 0 hommes de touLes arme~;, « indùpendamment de la marine. Un état militaire de 4.00,000 « hommes suffirait pour fonrnir tro is armées de 100,000 hommes 1

IL PROBLEMA MILITARE ITALIANO

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« -pour la défense de ses frontières de France, de SÙisse et d'Al« Jemagne. » Se accellate la prima parte della citaziçme, dovete accettare anche la seconda. Notate: 400,000 uomini. E notate pure che 4-00,000 uomini pei tempi in cui Napoleone scrivea, voglion dire, senza alcuna esagerazione, un milione ai dì nostri . Non abbiamo ra · gione di credere che se iI grande uomo fosse vivo, probabi lmente non sottoscriverebbe alle deduzioni che da un suo periodo staccato si voglion trarre? Come è proprio vero che spesso anche nella più innocen te lettera si trova una frase che presa da sola sarebbe sufficiente per impiccare un uomo! l(,

* * « Una flotta non s'improvvisa, non siamo più ai tempi di Dui·· lio », lo ha ,,crit.to l'o norevole De Zerbi medesimo nell'Eqnilibrio del il[editerra:nw. E non s' improvvisan neppure quelle quattro grandissime navi che ora egli chiede. O perchè di q:iesto non si è ricordato scrivendo le pagine del Problema ·milita.re italicmo? Si vogliono sopprimere due corpi d'armala per mettere altre quattro grandi navi in cantiere. E intanto fino a che le quattro grandi navi non sa.ranno costruite, avremo la flotta · che abbiamo ora e due corpi d'armala di meno! E poi vi è un'altra quistione. Altra è la mobilitazione dell'eser cito, altra è la. ·mobi litazione della flotta. Quell a può compiers i in pochi giorni': questa, tranne che non si vogliano fare gravissimi e continui sacrifìzi in tempo di pnce, può, nelle nostre condizioni, correr rischio di non compiersi in tempo altrettanto breve come altri potrebbe fare. I nostri marinai sono spar~i per tutto il mondo, e nel mo:nento del bisogno l'occupazione di qualche punto del Mediterraneo può rendere incerto l'arrivo di e:;si . Non diciamo che debba accadere, ma può accadere: E se vogliamo evitare questo, non bastano i primi cen to mil ioni che l'onorevole De Zerbi chiede; è necessaria anche una forte spesa annua che, lasci,imo a lui di calcolare. Se potessimo seguire l'ironico consiglio del bagno d'oro che ci dà la signora .-\.dam, allora h qu istione sarebbe ben diversa: l'onorevole De Zerbi stesso lo ha detto: vorrebbe rafforzare ancora


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IL PROBLEMA. MILI·T ARE ITALIANO

più i dodici corpi d'esercito e completare l'armata navale. E allora non v'è dubbio che saremmo interamente· d'accordo. Anzi noi andremmo ancora più in ià e diremmo: lasciamo i dodici c0rpi come sono o quasi come sono - perehè ess i l'nppresentano dodici forze e non dodici debolezze, come vo i dite - e dedichiamo pure il resto alla llolla. +

** Il nntaggio dell'alleanza con due potenze mi litàri 1.erres1ri << non è che questo per l'Italia: po ter non averè un grosso esercito: « essa in cambio sopporta le spese per una forte squadra navale. ..\. « che giova l'alleanza se anche questo vantaggio essa non dona ~» ffvantaggio di un'alleanza non è per una delle due parti soltanto : non dà chi non riceve. 11 vero, il grilnde obbiettivo deìla Francia - ora che noi siamo uniti con la Germania - non siam noi : è la rivaJP, che ha fatto la visita, in vece di riceverla; è larivale che è andata a Parigi poche settimane dopo che a Pargi avean gridato cì. Berlin. La grossa lotta, la vera lotta sarà snl Reno e sull,1 fronti era russa. E che volete che facciano i nostri alleati di una potente flotta ? Corpi d'arinnta ci vogliono. A che giova l'alleanza se anche questo vantaggio essfl non dona ·> .a • Voi lo chiamate van taggio: noi lo chiameremmo schiavitù alla ll'i· plice: perché schiavi di essa saremmo il giorno in cui il no:;110 ordinamento militare avesse per fondamento necessario le alleanze. Le alleanze si ri:;pettano: ma ciascuno in sua mente deve far pure l'ipotesi che da altri l'allean7.a non sia rispettata . Così vuole ];1 prudenza, perchè l'avvenire è'Ilelle mani di Dio. Il nostro ordinamento militare clev'esser fondai.o stJ questo concetto : che noi , da soli, si possa essere in grado di f'ar fronte ai nostri probabili ne· miei, megli o che :--ia possibile. Da questo saremmo assai lontani se il manipolo sottile cbe or grida:« fa lciate, falciate, economie ad ogni costo >1 dovesse un giorno, a sventura d'Italia, divenir falan ge. E se tale dev'essere il nostro scopo, quella geografia appunto che il brioso scritlore tanto spesso invoca in appoggio della sua tesi, ci dice chiaramente che non possiamo subord inare il bil.ancio della guerra a c:ruelle che egli chiama necessità del bi lancio della marina, come non potremmo subordinar troppo questo .t quello, senza cadere in altro grave e,-rore. <<

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IL PROBLEMA MILITARE lTA I.IANO

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* Ci spieghiamo più chiaramente, anche a costo di ripetere co,;e già dette, perchè il nodo della quistione è proprio qui. , Volete tener conto della situazione di fatto nella quale ora noi ci troviamo ... alleati della Germania e del!' Austria? . . Ebbene non occorre una profonda conoscenza delle cose militari per comprendere questo : un grosso sbarco, quale sarebl,e necessario per compiere tutle quelle audaci imprese che un'ammirevole carità del natio loco vi fa temere, non è probabile; e diremmo qua.sci non è possibile, se in l'atto di previsioni mi iitari fosse sempre lecito di attribuire al l'avversario il partito più raziona le. Come volete voi ammettere che coloro _i quali pensano alla preparazione della guerra in Francia, si risoln100 cosi a cuor leggiero a distogliere due o tre corpi d'armala dall8 iolla immane che si combattera sul B.eno, quando centomila uomini di più posson là avere un gran peso nell a bilancia, mentre - ammesse pure e non ·concesse tutte le circostanze più favorevoli pei francesi nella lotta che combatterranno nel Med iterraneo - un'a7.ione parziale in llalia, sle~ata da tutto il resto, non sarebbe che un episodio? Ma poi.ranno tentarlo! E lo Lentino pure: la nostra /lotta e le nostre forze di terra lasciate nella penisola non saranno del tutto una quantità ndgligeable : qual che cosa anch'esse faranno : e se la fo rtuna non ci $ara del tutto matrigna e se nel paese non mancberit la concordfa de' voleri e se non ci faremo prendere da nervosismi femminili, chi sa r..he di qualche danno sofferto qui non potremo avere efficace rivincita. nltrove. E lo tentino pure: potrà darsi che avremo da rallegrarci che l'avranno fatto. Non é « accidia mussulmana )> che ci fa dir così. D'altra pa:rte - ripetiamo - nelle conJizioni nostre di allea li con la Germania, credete voi che il nostro concorso nella lotta comune sia più ellicace e più utile tt noi che agl i altri con l'azione di due o tre corpi d'armata di più, ovvero con l'azione di una più potente flotta ? Non guardate soltanto il teatro di guerra delle Alpi, quello ove è inutile la « valanga offensiva » ed ove « la falange macedonci >> ci basterebbe, se avessimo gli sbocchi ermeticamente chiusi e le coste tutelate dall'armata navale!


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lL PROBLEMA MILITARE ITALIANO

Non voleLe tener conto della situazione di fatto e volete far l'i potesi che l'Italia sia priva ?'alleanze ?_ Ebbene in_ q~_est~ c~so coloro chfl hanno « maggiore ti dovere d1 guardare in faccia 1l pro-. Lierna e di risolverlo )> potrebbero rammentarvi che se foss imo isolati, i nemici possibili sarebhero non so ltanto snl nostro confine occidentale, ma anche sul confine orientale; che se dovendo fare asseanamento sulle nostre forze solta nto , per l'ipotesi di guerra con . la F;aocia possa essere utile di aumentar la noua e dinÌinuir !'esercito -- la qual cosa non concediamo, IDfl ammelliamo solo p~r n<~n impegnarci in una lunga discussione, giacché certi argomenl.1 del!~ cati non si possono portare su per le Iliviste-in vece per 1'1potes1 di una guerra contro l'Austrin, ciò che sopra tutto importa di avere non è già un'armata navale più forte ·di quella che abbi,~mo, ma imporla di avere molti corpi d'esercito. Siamo buoni amici dell'AusLria e alleati fedeli, e speriamo di rimanerci a lungo: ma non guardiamo soltanto ad occidente.

AMIENS CONSIDERAZIONI DI STRATEGIA E DI TAT'l'lCA.

« Il eut été possible, sans doute, de relever quelques inexadi« tudes de détail ; nous avons cru devoir nous en absten ir, laissant « au lecteur le soin de com parer cc récit avec les publications fran-

,,. * * Molti altri argomenti potremmo mettere in campo contro le conclusioni del!' on. De Zerbi, e sopra tutto per dimostrare che., anche avendo una forLÌS$ima flotta, quando si hanno coste tanto estese non si può fare R meno 'di immobilizzare una parte dell e forze di terra allorchè la possibilità di un grosso sbarco non sia del tutto esclusa; che per ciò il ragionamento zoppica quando si pretende di dimostrare che abolendo due dei corpi d'armata e rinforzando la flo tta, si potrebbero aver poi dieci corpi sul campo di battaglia alpino. Ma non insistiamo su questo: ci basta di aver posto sollo gli occhi del lettore quegli argomenti che a no i sembrano capitali in tale quistiooe per poterla abbracciare in tutta la sua larghezza. Non vogliamo b·ruciar l'oca, no, perchè anch'essa rende un servigio allorchè sveglia gli assopiti nel son?10; ma ci auguriamo che il buon senso non prepari l' avvenio del cigno. Non sarebbe davvero il trionfo della logica e della geografia. A. Z.

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« çaises déjà parues ». In queste parole, che fann<, parte della prefazione posta in L~st~ alla traduzione francese dell'opera del Warlensleben: « Operaz,orn della ,1• armata dalla capitolazione di .Melz alla presa <li Péronne », · sta l'origine del presente lavoro. Accade così raramente nello studio della campagna 11870-'H di trovare uao stesso periodo narrato da coloro cui era allidata da ambo le parti la direzione delle operazioni, e quel che più importa narrato con serietà di intendimenti , senza scopo polemico, coll'idea di mettere in evidenza i fatti come realmente sono accaduti e non con quella di modificarli. contorcerli per giustificare delle operazioni, la cui pura e semplice narrazione sarebbe la loro condanna, che, quando la cosa si verifica, il lavoro di confronto presenta molle attrattive. Ciò per due motivi: in primo luogo perchè non si è costretli ad un paziente, in-term inabile lavoro di selezione, e poi perché non dovendo contentarsi di .sen tire le ragioni di una parte sola, le deduzioni che si traggono dai fatti narrati sono più sicure e precise: soddisfano di più chi scrive, persuadono meglio chi legge. Per quanto riguarda la campagna del Nord esiste di fonte francese l'opera del Faidherbe, comandante in capo, su questa parte del teatro di guerra, dal 3 dicembre in poi e che quindi non fu


presente alla battaglia di Amiens o di Villers-Bretonneux acca duta il 2.7 novembre, ma cui çerlo non fecero difetto gli elementi , per darne una relazione dettagliata ed esatta. Di f'onte tedesca, facendo · astrazione dalla relazione dello stato ma,rniore havvi l'opera sopra citata del co lonnello conte Warten~.Jeben, capo di stato mai,rgiore del generale v. Man teuffel. \.ttorno a queste princ,ipali se ne raggruppano altre di minore . importanza, ma che occupandosi: chi delle r.ondizivni dell e truppe, chi di quelle del paese, completano il 11uadro e permettono di ben vederlo in tutte le sue linee principal i Inesattezze ve ne sono certamente in tutti questi scrittori, specia lmente quando si tratta di apprezzare la precisa situazion e e le condizioni del nemico; ma oltre che quéste piccole mende sarebbero diffLcili ad evitare, sono anche filcili a riconoscere ed a.correggere, quando , per mezzo di ciò che dice l'avversario, si ba modo di ri~con trare il vero stato delle cose. Un altro moti vo pnò attrarre allo studio delle operazioni avvenute nel ~ord della Francia durante il 2° periodo della campagna del ,1870-7 i, ed$/ il fatto che, nell a grandiosi lit del conGitto fran cogerman ico, queste operazioni finiscono quasi a perdersi e ad as~nmere una p,1rte molto secondaria, che loro spetta se vengono considerate nel le loro relazioni col complesso e per riguardo agli effelli, certo a ogni modo non di,;prez;,.,1bili, che ne derivano, ma che non è più tale se vengono consi1lerate a parte. Si vede infatti l'armata. del Nord, sorta dal nulla, opporsi vivamente all 'avanzata del nemico; tal volt::i esserne battuta, ma talvolta anche lasciare molto incerto 1.lesito dei combattimen ti: la si vede commettere degli errori sì, ma sapere anche approfittare d\ quell i commess i dal nemico; è costretta a ritirarsi, riordinarsi e tornare a cercare il nemico , obhligandolo ad una lolla lunga, ostinata, pa lmo a palmo. Certo nè la battagli,1 di Amiens, rn:~ i combattimenti sull'Hallue, nè le ballaglie di Bapfln me e S.-Quentin possono confrontarsi con le bauaglie colossal i del pri mo periodo della campagna; certo l'armata del Nord non ha nò la rorza, nè l'importanza, di cp1ella dflla toira, e nessun episodio che possa paragonarsi a quello glorioso é!ella dìl'esa di Belforl e a quello triste della ritirata in Svizzera, ri(')n

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1

chiama sn di lei !"attenzione che tali epi~od i procurano alle opel'l.zioni dell'armata di Bourhakì. Ciò però non toglie elle l'armata del Nord abbia dato prova dì slancio, di ·va lore, cli qu:dità mi litari eccezionali; ciò non toglie che, specialmente sollo il p,inLo di vìsla. tntiico, lo sludio delle sue ope razioni non sia intP,ressantc. E da questo slnclio risul t:i ev iaen1emente che quell'armata ha fatto quanto nel le sue conrlizioni era possibile <l'i fare , che essa può anda'r gloriosa di mo lti dei combattim enti cui ha preso parle, che ha potuto r,er le qualit.:"1 delle truppe e per· quelle dei snoi capi, ricos-titui rsi per ben Lre volte, dopo esser stata rido Lia in cond izioni tali dn farla tenere dai tedesch i perdistrnlla, e che ben giustamente si sarebbe potùlo scri vere sulla su.a haudiera il motto di cui si o-loria . " la ctltit di Chateandun : E:r;tùu;ta nv,:1Jisco . L'armata dì )lac Mahon era parte prigion iera e parte dispersa, quella di Baz'1ine cli insa in Metz, e atlorno ad essa, su quei campi spettat,>ri delle battaglie più grandi, accan ite e sanguinose del secolo nostro, du e arm:·1te tedesche formavano un cerchio cli ferro e di fuoco. In quel momento era generale l'opinione che la Francia fosse agli estremi dell e sue forze e che una pace, ottenuta a sp lendide condizioni , verrebbe preslo a perme!tere ai tedeschi dì raccogliere il fn1 Lto delle loro viLLorie . Tuttavia passato il primo sbalordimento la Francia si riso llevò; l'ultimo colpo, in vece di ahbaLterla del Lutto, destò in ogni regione di essa un nuovo ardore; da ogni parte sorsero come per incanto n~ovi eserciti , il cui obbiettivo ru Parigi . A Sud è l'anmta della Loira, più numerosa delle altre, già abbastanza ben costituita. alla meL:'l di - 01.tohre, ch e si prepara a marciare verso la capitale; mentre a Nord, nuclei di truppa si costituiscono nelle piazze foni, apprestandosi an~h'ess i a disturbare le operazioni del nemico e a cercare di contribuire alla liber~zione di Parigi. Ben pres to qiresti nuclei acquistanp una.cerla consistenza e il 23 o~Lobre (! generale Bourbaki prende il comando della nuova ,irmata del Nord , poco importan te pel momento, ma che non può tardare a divenire inrruiet:.tnle per i tedeschi assedianti Parigi, obbligati già a distaccare parte delle loro forze, certo non eccessive, per gua rdarsi dalle minacce provenienti da Sud. , 17 :- A>INO XXXVII , VOI •. Il.


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Al momento in cui la situazione comincia per i tedesch i a farsi criiica, MeLz cade, e tulli i corpi occupati nell' investirla divengono Jiheri per le operazion i di campagna, che, vista la situazione del nemico e i suo prohabili intendi menti, si riassumeranno nella pro· tezione dell'assedio di T'arigi. L;12&armata è mandata tosto verso la Loira; ri mane la -1\ il cui comando è :1 11ìdato al generale v. ManteufTel, composl a di tre soli corpi d'armata il f, il YII e l'V UC , di una divisione di landwehr e della 3· divisione di cavall eria. Con queste truppe, relativam ente poche, si deve provvedere a varie operazion i, tull.e importanti e di cui non si può trascurare LLna senza comprometl.ere la riuscita delle alLre. Anzitutto conviene occuparsi dell'accompagnamento e della sorveglianza dei prigionieri, operazi one non faci le e che richiede numerosa forza, ma a cui, vista la minor fatica che richiede, si potranno destin are truppe di landwehr . Bisogna poi pensare all'occupazione di )ietz e dei fo rti, per assicurare l'ordi ne, tanfo pi ù visto il numero considerevole di ammalati , feriti e con,.,a lescenti francesi rimasti nella piazza e te· nuto conto che è buona politica tenere in Metz un corpo di truppe abbastanza l'orte, per evitare possibil mente nella Lorena, di c11i si vuole l'annessione, quei provvedimenti di rigore usati con ferrea fermezza in altre regioni e che, terrorizzando le popolaz ioni permettono di assicurarsi con poche forze cl i una vasLa e popolata w na di terreno. Bisogna provvedere poi al la protezione dell' assedio di Parigi verso Nord e provvedervi con forze sullicienti, ed infine assicurare le comun icazioni dei corpi cui è a!Ii dala questa mi ssione e liberare da ogni ostacolo le linee che possono servire per rifornirl i di <ruanl o loro occorre, prendendo le t'orti licaz ioni che impediscono questi ri fo rnimenti e ~o no per le comun icazioni una continua minaccia. I n rauo di fo rtificazioni nessuna regione è pitL ricca del l'iord- Est della Francia, paese conquistato passo passn dai fran cesi in una lunga serie di guerre e in cui questi sono venuti volta a volta afforzanclo e assicurando le fatte conqu iste. Certo che talune di queste fort ificazion i non hanno valore, a cagione della loro posizione, e da esse 5i può fare completamente a;;trazione.

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Molte •delle rimanenti o per c1uestioni ct,· sol'd"t: d'1 mun1z1 · ·ona• • , • 1 r a, mento, d1 ap~rovv1g1onamento o di presidio cederanno facilmente e oon occorrera tenerne gran calcolo. _Ne resta?o _pe1:ò sempre alcune che, sebbene destina te a cadere prima_o ~01,_ nch_,ederanno per occuparle qualche cosa più che una semplice int1mnz1one o un breve bomhnrdamen to , e con que:s' Le b'1sognern. 1·ar ·, conti . Esse obbligheranno l'11 ttacca 1J te, o a perdita di tempo O a a· i11 . d' r , 1m . . u7'.1one I orze, qnando non produrrnn no entrambi questi risultati ms,eme, e pe'.· poco che ciò duri il loro scopo saril raggiunto . . ~uand~ poi accada, come in questo caso, che esse rallentino -0 disturbino la marcia di un corpo che avanza contro uri altro non_ anc~ra p~rfettamente ,c0s1ituito o in auesa di rinforzi; i van0 t~og_1 derw:1 nt1 anche da una non lunga resistenza di tali fortilìca zion1 possono essere incalcolabili , contribuendo a mutare consi-derevolmente, nel campo tattico, le p1·oporzion i della fo rza ti·a · .iU . ' I -u e av1"ersa1·1 . ~h:er_dnn, Thionville, Mézieres, La Fère, J.ongwy , sono tutte piazze b'.sogna prendere od osservare, ed esse occupano quasi metà della torza totale disponibile. N . . ' e viene per conseguenza che quando si inizia il movimento IO a . . d , vanti v1 pren ono parte due soli corpi d'a rmata. il I e ~ VIII , e la 3° divisione di cavall eria. , Dei due corpi d'armata l'ultimo soltanto è completo. 11 I corpo non ha c~e. ~ma b~·igata, la 3\ e l'artiglieria del corp~. U_na d1YJs10ne, la ,(a, è davanti a Mézières· la 4• b1·io•1ta e· <lestinata d · • · · . ' o' ' a 1nve"t1re la piazza d1 La Fére che bisoun·t ·or·,·e• g11are . · . . , . .' o < ::i per si ctuezza de lla marcia e che po, bisognerà cercare di prendere per poter provvedere con facilita ai r iforoimeOli del! arqu~ndo questa avrà oltrepassata la linea dell'Oise. · I f primi di novembre comincia l'avanzata, con ohbietlivo la mea S· Quenti ·· La ,3• divisione di cavalleria si spin,~e . , n- Com?iegne. fat o avan11 ho diii giorno due, per esplorare il terreno ond uve o e_coperto del!' Argonne. I duo corpi d'armata muovono in

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100 al!a li_nea Ileims · Rethel la marcia non presenta nulla straord111ar10. Essa ..,.:, fac,·1e, resa quasi sicura dalla completa


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A:\IIENS

assen~a di reparti oem1c1 · organizzati. Si può al più temere di qualche drappello di franchi tiratori, special men le nella traversata del!' Argon ne, ma ad ogni modo queste minacce non po,;sono aver grande importanza. e d'altronde la divisione di cavalleria non ha riconosciuto nulla di sospetto. Ad ogni corpo d'armata ti assegnata una strada: la divisione di cavalleria, una volta oltrepassata la zona più perico losa, si arresta e serve al coll egamento. l i giorno 15 l'armata ha raggilrnto senza incidenti la linea Reim s-llethel. 11 I6 il generale v . .\fanteu[el ordina l'arnnzala fi,io all'Oise. Il fronte di marcia però viene ristrello, p~rchè, pur essendo ancora difficile l'incon tro di l'orli nuclei nemici, questo divien e pili possib ile, ed è prudenza il provvedere perchè i vari corpi siano in grado di appoggiarsi l'un l'altro in ogni evenienza. Inoltre è diYenuto quasi impossibile il raggiungere coll'estrema destra S. Quen tio , opponendovisi la piazza di La Père, accerchiata è vero, ma an · cora in mano ai france si. Si aggiunga che S. Quentin si trova a portata di Hàm, I>éronne ed alLre lo·cali tit, da dove il nemico potrebbe aver buon gi uoco conlro un'ala così debole, qualt> sarebbe quel la di poco più di nn corpo d'armata sparpagliato sopra un fronte di circa 50 km. Il nuovo fronte fìssato, quello 'Compiègne-Noyi n, è raggiunto il giorno z·1 senza inconvenienti di sorta. La divisione di cavalleria si è portnta sulla destra dell 'a rmato. per proteggerla contro eventiiali attacchi da quel lato. Cri unta a questo pun10 la prima. armata tedesca ha adempiuto la prin1a parte del suo compito: essa è a portata di assicurare le truppe che assediano .Parigi da una qualsiasi minaccia per parte dei nuovi corpi france:;i che si stanno fo rmando nel Nord. Però restando fermo nella zona ocwpato. si limi terebbe ad una òifes.a · p:1ssiva, darebbe 1.erppo alle nuove truppe fran cesi di co nsolidarsi, di riunirsi . e di venire poi all'attacco con sempre niaggiori probai> il itil dì vittoria . · Occorre. pertanto avanzare, andare a cer..:are il nemico, non permeu ergli di or~:inizzarsi solidamente, di sturbarlo nei suoi n1,01·ime11tì di r,1dunata, attaccarlo con slancio , batterlo in modo da rendergli · impo~:;ihil e il ricostituirsi in breve tempo, inseguirlo· energicamente in modo da renderne completa la distruzione .

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Ri~uardo all'a· v,1nzala s1· ·p1.-ese nano t ., in questo momentv due· quesiti: . lo che direzione si dovrà aranza re? Quando si dovrà iniziare questo nuovo movimento? . _Sulla di.rezio~e della marcia avranno capitale inOuenza le not1z1e che s, hanno sulla situazione e sulle forze del nemico. Le_ il~tizie giunte fino al •I 8 novembre ai tedeschi indicano tre centri _d, radunata delle truppe francesi: Lilla, Amien:;, Roucn. ~ Lilla sarebbero circa 33,000 uomini col generale Bourbpki : altr, 27,000 col generale Briand a ,Rouen: forze minori si trol'erebbero ad Amiens . E dunque su uno di qnesti tre punti che biso~nerlt diriµe re la marcia. Su quale? Lilla, piazza forte di .considerevole entità, fornita abbondanle~ente ~i vettovaglie e munizioni , è il focol are da dove parte I mcendro. 1

_ · Là ~i riun_iscono gli avanzi dell'esercito della )Iosa sfuggiti a Sédan, 1~ a~u1scono i !)rigionieri, e non son pochi, che nel trambusto sono_ riusci ti a foggi re, e che attraversando il Belgio, spronati dal pen~1ero delle condizioni in cu i versa la loro patria, accorrono ad 0 11 ~ : rle ancora il proprio braccio; da Li lla partono armi ed approvigionarnenti di ogni sorta direlli agli altri nuclei che si costitu iscono più a Sud.

. - Ma d_ei t~e p~nti sopra citati Lilla è il piu lontano da Pari gi. t 10 direzione talmente ecctiotrica che puntare ver:;o di e:-so s,gnifich~rebbe. lasciar libertà di a:.:ione ai corpi formati si a Houen e ad Amiens. A~giungendo a questo che il terreno da perCOl'I'ere per rriunge_rv, è sparso di fortezze, di poca importanza sì ma pur se~npre utile a. J nemico · . come punt,· d1· appoggio per la sua' resistenza che lo. stes'o te . · " d · ' :-. ri eno, rnte1 :-.ecato a canal, pnò permettere al difensore <li opporsi val idamente nll'avanzata dei tedeschi appare evidente che '.per i·1 momento almeno, la punta HL Lilla dovrà ' essere esclusa . Rllnangono Amiens e Iloueo. Ques_te due città sono all'in circa ad,. e"ual di !>' l anza d.I p nrig,, · · . ma in · questo momento il lor,) c.rrado o d importanza è assai diverso. A llouen vi è,. è vero, alm;no a 1 0 ~ 1t.r~

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262 ;

AMIENS

·quanto appare dai rapporti, una forza ,maggiore , che non ad Amiens; ma questa ultima piaz.za ritrae maggiore importanza. dal- . l'essere al centro dei tre punti da. dove possono partire le minacce. . La sua occupazione equivale a tilgliar completamente Lilla da Rouen; a togliere ai corpi che si formano in quest'ultima c:tlà ogni, possibilità di rifornimento di uomini e munizio.ni. Se si punta in~ece su Rouen, il nemico può sempre più rafforZ,1 re Amiens, farvi giungere ogni so1'la di mezzi di resistenza e rendere più difficile l'attacr,o ,che converrà. farne dopo, o rendere più rigoroso lo sforzo che da quel punto intendesse fare SLl Parigi. A""iun •Jasi a ciò che per le diverse condizion( di v,icinanza di questi dùe ptrnti alla linea ·Compiègne-Noyon, occnpata dalla I"' armata tedescà, l'avanzata su Amiens non può essere in ;ilcun 1119do disturbala dalle truppe nemiche che sono a Rou~n, mentre nel caso in:verso le col~nne in marcia presenterebbero per lungo tempo il fianco ad attacchi provenienti da Amiens. E infine convien notare che non è pOS$ibi le al nemico profìuare dell'avanzata dei tedeschi su Amiens per puntare da Rou~n su J>arigi, perchè, tenuto conto d_ella distanza e del. diverso allenamento alfa marcia delle truppe fran'cesi e di quelle della 1a armata tedesca , quest,e potrebbero sempre giungere o ad · arresta.te il movimento o almeno a concorrere all'azione fina le. Amiens è ffunque il punto che importa occupare al più presto: il darvi battaglia oppure no dipe~derà da ciò che sarà ·per fare il nemico . Il comando supremo tedescò vede tutto questo, ma è ancol'a net periodo in cui si ricordano troppo i recenti successi e non si ha un' idea chiara dellé nuove truppe, francesi e dello spirito che le anima. Ritiene quindi possibile che ad una minaccia, fatta anche, da poche truppe, su .~miens i frances i si ritirino lasciando occupare senz'altro la piazza. _ Certo che se il nemico confessasse co,ì la propria impotenza, se si ritirasse al di là della Somme a distanza tale da rendei-e impossibile l'inseguimento, nulla vi sarnbbe di meglio da fare che o,~cupare A:miens con poche forze .e marciare col grosso su Ronen. i\fa potrà ~iò accadere ? Il comando supremo tedes~o ritiene di sì ed l')<)

è')

AMJENS

263

ordina l'a vanz;1ta verso Rouen, ma però riconoscendo in pari te.mpo J'i1'nporta11za di Amiens e per sè stessa e per la sua posizione , finisce a· prescriverne nello stesso ordine l'occupazione e a disporre che per quella piazza passi il grosso delle truppe qualora il nemico si dispon ga a farv i resistenza. Lo· svolger.si successivo degli avvenimenti condurrà contro quella piazza tutta l'armata, ed Amiens diverrà di fatto il primo obbiettivo dell'arnnwta tedesca. Quando dovrit iniziarsi il- movimento della ,1a armala? La risposta sembra, a prima vista, assai semplice: il più presto possibile. E così dovrebbe essere se la questione non venisse complfoala da. un altro fo tto. ' La divi:;ione di riserva Schuler von Senden è stata mandata a rilevare, ultorno a Mézières, la ,Ja divisione del ,1° corpo d'.mnata, -che è quindi libera di raggiungere il grosso della ,t • armata e i:1iz ia il movimenLo per ferro,•ia il giornQ' .20. Certo che l'avere una divisione di più per marciare contro il nemico sarebbe un importan te e forse decisivo vantaggio: ma si po1rà aspettare questa divi sione ? Ii suo rnoyim~nto si compie lentamente. La si_fa viag giare per ferrovia , cd è certo un guadagno di tempo su l marciare per via ordiuaria, ma con tutto ciò occorreranno vari giorni prima che tutti gli s,;aglion i abbiano potuto raggiung-ere il grosso. Le ferrovie, occupate nel tr;lsporlo dei rifornì menti, non pos~ono concedere più di q:.iattro treni al giorno pel movimento di queste truppe. Inoltre l'essere ancora La Fére occupata dal nemico obbliga i vari i reparti a ,sbàr~are a Laon e a portarsi poi· ver via ordinariafino a Noyon e ·Guiscard . Ii volere rspetlare la ,t• divisione porterà quindi un ritardo, di cui si polrù approfittare per for riposare e per riordinare le truppe dopo la lunga marcia, ma di cui approfitterà certamente anche il nemico, qualora voglia opporre resistenza, per meglio preparare le sue posizioni e per riceve1,e rinforzi di ogni genere. ·Tenuto conto di tutto questo, tenuto conto dell 'efTetto diverso che produce sul nemico il vedere l'avversario che arnnza ardito e sicuro di sè, .e il vederlo invece arrestarsi a breve distanza, sia pure per ricevere rinforsi, converrebbe piuttosto una rapida mossa '

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264

A)llE:1:S

in avanti che no n la fermata troppo lunga fatta dalla 1• armata sul la linea del l' Oise . Questo ritardo nelle operazioni viene da Ltttli commentato: il morale dei franr,esi si ri alZcì sempre pi ù: gia da vari giorni non si ode parlare di villorie tedesche. La Fére, .\Iéziéres ed allre piazze resistono, l'armala della Lo ira ha ripreso Orl éans, i tedeschi comandati da »fonteuffel si arrestauo all'Oise, mentre ad Amiens afHuiscono da Lilla uomini, munizioni, nrtiglierie. · E l'i nfl uenza di tutti <ruesti elem1m ti è così forte che anche il comandante della ·l' armata finisce per sub irla, ed inizia di nuorn J'avnnmta , senza aver ricevuto che una parte dei rinforzi su r.ni coniava. (juesta nuova mossa, con obh icttivo Ami ens, dove si è ricono sciuto che il nemico si apparecchia a difesa, comincia il giorno 2i, novembre. D11ranle la lun:.(a ferm at,,, si è però almeno cercato di ra·re il possibi le per impedire al nemico di rice ,,ere rinforzi ? Si è cercalo alm eno di far rompere ltl Jerrovia che un isce Lilla ad Amiens ? Ne viene dato l'ordine è vero, ma viene dato soltanto il giorno 23, L1uando cioù si so no già lasciate al nemico parecchie giornate di tompo. Prima di gi ungere ad eseguirlo passeranno anco ra altri giorni e, per poco che i francesi apprestino a difesa i passi) della Somme e faccia no saltare i ponti, l'impresa diverrà quasi impossi .. hile, ciò che appunto accade. Si aggiunga. ch e all 'impresa sLessa sono insnffìcienli le fonrn che vi si desti nano. L,ì 3" di visione di cavalleria ha 4, reggimenti e una balleria a caval lo. L'esplorazione che essa deve compiere, su front e abbastanza rislrello, in Lerreno facile, in una zona dove non è difficile nrere informazioni sul nemico, non ri chi ede per sè stessa una forza mol10 5rande. T'erchè non distaccare un intero reggimento, da Reims, da Soisson,. o nlmeno alme11 0 appena giunti n Compiègno, con la missione di puntare direLLamente:: sui passi della Somme a monte di Amiens, terrorizzando il paese e r.ercando <li piombare sulla ferrovia di Arras '? Sarebbe una mi ss ione ard ila, ma non molto pericolosa, in una regione poco beli igera e, sotto un buon comandante, avrebbe ogn i probabi litil di riuscita.

2G5

Invece non si pensa che tardi ai vantaggi che possono esser dati dall'interruiione della ferrovia per cui giun gono al nemico i rin fo rzi, e ne viene incarica ta qualche pallu)!lia comandata da ufficiali. Una di queste riesce ò vero a passare la SQmme, riesce quasi a giungere a. portata cli compiere la sua missione, ma non lo fa e torna in dietro per timore di vedersi tagliare la ritirata. Sono i tedeschi stess i che lo dicono, ed io non vi aggiungerò alcun commento. E cosi accade ché la ferrovin continua a portar rinforzi ai fran cesi, e il giorno stesso della battaglia due hauerie di grosso ca_lihro giungouo ancora in tempo per prendervi p!lrle . La marcia dall'Oise in avanti si compie pei tedeschi senza gravi diliicollà, eccettuati alcuni piccoli scontri, di poca importanza per sè stess:, rna che dimostrano sempre più corpe il . nemi~o non sia disposto a cedere Amiens senza resistenza e si appresti invece a valida di fesa. ~e viene che l'armala tedesca è attratta lulla verso qnell'obbic·t tivo, contro il qual e la sera del 26 novembre essa si trova schiern1a / nelle' seguenti posizion i. ' Yl/1 corpo d'armata. -- La 16" divisione ad Ailly, con un ci staccamento di 3 batta glioni e 3 sqnnd roni ad Esseneau x. La. ·15' division e ha una brigata a i\foreuil edinlorni .L'altra brigata occupa Hailles, Thennes, e Domart. I corpo d.'armata. - La 3• brigal:1 è nei dinLOrni di Quesnel e Arvillers. Ha con sè un reggimento della '1 • divisione, giunto da Mézières, e l'artiglieria del corpo d'nrmata. Della ·I · divisione altri 3 battaglioni, .f squadrone e una batteria sono a Roye. Gli altri scaglioni giungono con la lesla a Noyo n. La 4• brigatn della 2' divisione ù sempre davanti a La Fère. La divisione rli ca-oallirria è sul fronte e all'ala destra. Gl i av:1mposti sono sulla linea della Luce. ~e informazioni sul nemico sono poche: le posizioni .da lui occupate non sono ben co nosciute. Si ritiene che esso voglia difendere la linea della Somme tenendosi s11lla sfo nda destra, mentre invece occupa lo alture ;:; 11ll a sinistra . . Il serviz io di esplorazione non si può dir ben fnuo dalla divisione di ca,ialleria.


266

A)f!ENS

E di cruesto si risen le natur,1 lmen1e l'ordine emanalo dal comando dell'armata. e ne !iene, con_seguenza final e, quasi una sorpresa per le lrnppe tedesche che, sboccando sull'altipiano di Villers- Rretonneux vi trovano il nemico già preparato a difesa. Ecco l'or~i~_e_dato la sera del 26 dal generale r . .Uanteuffel: « D0~an1 I VI_II corpo d'armata avanzerà sul terreno tra I'.-\. vre < e.I~ Celle e spmgeràla suaavanguard!a lino alla linea Héhecon rt« S~ ins-~ouencamps. )Iaoderà pattuglie su Amiens e fa rà sorve<i: girare 11 paese nella direzione di Poi x e di Marseill e. « TI I corpo, tenendos i in relazione coll'VIII si porteril sulla « !..,uce col grosso delle sue forze, occupando presso a poco la linea « fMzy- Demuin. «. La divi sione di cavalleria cl,e resta lino a nuovo ordine al la « d'.pendenza del ge_nerale V: Bentheim (comandante del I corpo « d arm~ta), avanzera nella direzione di Amiens tra la Luce e la « Som_me. Dov_rit specialmente riconoscere la linen 'della Somme « st~dmndone. 1 passnggi e procurarsi informazioni sulle forze ne« miche che si trovano all'altra sponda. « Si. ~ovranno p~re r iconoscere i mezzi di passaggio sulla' Noyc « e ~ull Av~e, ql~ell1 sulla_Noye _dall'VIII corpo, quelli sull'Av~·e « da. I: e si avra cura d, stabilire quelli che saranno necessari « per mantenere in comu~icazione i due corpi d'armata. ). « Firmato: V. J\I ANTEUFFEL.

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NOTIZIE MILITARI ESTERE a) Età ed avanzamento degli ufficiali

in Germania ed Austria. 1n momenli nei quali si dibatte t,HHo calorosamente la qu ist1one dert'avauzamento iu Italia ci sembra conveniente richiamare alcLrni d<1ti sLilla questione òell'av,mzamento e sull'età degli nrlicialì nelle grandi potenze militari i>n ropee; es'li potranno sen•ire di m;nerial_e agli · studiosi. Ge?'mania. -:-- S. M. !'Jrnperatorc Guglielmo II è capo di : 6_regf!irnen tt pruss1a·rn, 1 bo v11re~c, 1 sassone, 1 w(i rtcrn berghese; proprretar10 di 2 reggimen1.i nustro-ungnrici, rli 2 rn:-si e colonnello onorario di un reggimen..io portoghese. Il nu mero dei generali mnresci11ll i <li campo è di 7 (era di 9 col ge11erale v. Moltke ed il G-randuca J. udovico IV di Assia morti da non lungo tem po). li pri mo po::to tra i marescialli è 1e11uto dal /?enera le conte von Blumenthal. Il più vecchio tr3 i coma11danti li i corpo d'a1·nrnta è il generale di cavalleria bnrone vou Loe (Vlll corpo d'armato) il qnale fu nominato uffìciale nel 184-9 ; il più giovane è il tenente generalè von Rlomberg (fl corpo d'armata), sotloteuente nel 1853. I tcrwu ti genera li sono in ma3sima sottotenente dal 1850. solo !;. lo sono da l 1860. I maggiori generali , 1.ra i quali i più anzrnn, sono in carica dal 1889, vennero in media nominati sottotenenti tra il 1850 ed il 4860. I colonnelli più anziani sono in ca rica dal 1889 e la loro nom ina a sottotAnente dota dal 18i"i7-62 per la fanteria, dal 1859-62 per In cavalleria e l'artiglieria da carnpag,rn. dal 4860-67 per l'nrtiglierin a piedi , do l 1858-6 1 per il corpo dciii in)!egneri. Presso tutte le armi ineno clie in fltnteria i colonnelli più anzinn i occupano la carìca di comnudon ti di briga ta. I tenenti-colonnelli nominati in marzo ·189-1 sono 'giii prossimi nl la promozione; la loro nom in<1 a souoteoeute dat.1 dal 4860-65 per la fa nteria e la cnvalleria, dal 1862-6!;. per I' :ll'liglieria d:1 campagna, dal ·1863-6:_s per l'artiglierin a piedi, dal ·1861-63 per il corpo ingegneri. Quelli di cavallerin sono quasi Lutti cornandauti cli reggimento e quelli di artiglieria da campago11 ed a piedi lrnnuo per la maggior parte lo stesso comando. 1 ma~giori più anzinni sono del marzo ,t 88ì. L3 loro nomina a sottotenente varin diii 1862 al ti9 per la fanterin , ,tal •186t nl 67 per la cavalleria dove una gran parte dei maggiori sono ancora capi squadrone; per l'artiglieria dn compagua e per il corpo ingegneri <lai ~ 863 al 69 e per l'artiglieria a piedi, dal 1865 a! 70 . 1

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Come si ved~, in quest'ordine nulla accenna ad un poss ibile incontro col ~emico. Il terreno tra la Somme e la Luce è ritenuto sgom_bro. S1 suppone che la battagl ia non avrà luogo prima de! 28: essa invece avviene l'indomani, 37. Il comnndo dell'armata non è bene informato sulla situazione del nemico. .

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(Contùwci) .

Au·rErtr Capitano di stato maggiore.

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NOTIZIE )IILITAR:i ESTERE

I più ve,:chi tra i capitani hanuù , il grado dal ·1883 per la fanteria e l'artiglieria da carnp:igna, dal •1881 per l'a rtiglieria a piedi ecf il ·corpo ingegneri. da l '181H, per la cavaJleria; la lor_o nomina· a ·souote11eote data dal •1868-77 per la fanteria, dal . 1869 77 per la cavalleria, l'artiglieria da campagna ed il corpo ingegneri, dal ·1869-7\J per l'artiglieria a pie,li. . Presso tutte le armi i tenenti del 1887 sono promossi adesso al grado superiore; es;;i ~ono sottotenenti dal ·1877-83 per la fanteria e la c:iva lleria, dal •1877-8,i. per l'artiglieria da ram pag11.,, ria I ,1880-8!~ per l'ari iglieria . a piedi, dal 1877-82 per il corpo iowb11~ri. I più vecchi tra i sottotenenti sonn 8tati nom inati tali uel ·1885 per la fanteria, la c11va ller1a ed il corpo ingegneri, nel 188i per l'artiglieria dn cirmp11gna ed· a piedi. · · In Baviera dove da alcuni anni l'.i vanzamento era diffici le, ~i è nrnnifestato un notevole miglioramento, e' lo si può constat11re dal fallo che in fanteria i capitani del •I 886, i tenenti del ,1~87 i sottotenenti del 1883 sono :sià prossimi alla promozione. · InSas~onia l':ivnnzamento si trova in n,igliori condizioni che in Pruss:a. Nel Wllrtemberg va di pari p~s~;'o col la Prussia. Nella marina còntansi 5 vice-ammiragli, 9 contrammiragli, questi ultimi hanno diploma da sottotcnei.;te datato dal 1863 :i: 6ì. Negli urficinli ;:uperi'ori i capitani òi vascello più vecch i hanno la anzianità del 4886, e souo sollo tenenti dal 18H7; i più anziani c11pirnni di corvetta sono nel I' at.tu11le loro grado da l 1886, e wttotenenti dal ·1874 .. ·I tenenti di vascel lo (capitaio-lieutenauts) rimangono , ci rca 7 anni in quel 1,?rndo; i più ;1nziani sono del •1885, e la loro nomina ' ad uffLei11le data d:i l •I 8H-80. I più Mtziani tenenti di vascello (promozione •I 885) hanno la nomina ad ulTiciale da l 1880; i più anziani sottotenenti di vascello sono del •1888. Austria- Ungheria. - Dal voluminoso bol lettino . (Verordn1m7% lalt N. n del 28. apri le 1892) riel le pr•Hnozioni semestrali fatte uell'eseroito e nella m11rina, togli.imò _i d;1ti seguenti. Promossi tenenti gtiuera li (Feldmarschall-Jieu tenant) contiouaqdo nelt'attnale loro posizione, i maggiori generali: Alessandro cav. di Bacc(lrcich, ·tenente della gunrdia del coqjo uu1rherese · ' lsidoro J;aroue Ripp, comandirnte della ·1Qà brigat11 cli cavalleria; Luigi c:w. G:rnpp di Berghausen, comandante la 2" divisione fonteri:i; Gusfavo Wimmer, addetto al ,i:0 corpo d'armata; . ~auri zio Schmidt. comandante la. ,J 3a divisione fanteria. (Data d'anzianità del ,f 0 • promosso 24 ot.tobre ·l 886; dell'ultimo 'proITIM$O 27 aprile ,f 888). Promossi maggiori generali ,16 colonnelli per anzianità , fra <1uesti ·il colonnt-llo Forstuer nòhik de Biliaµ addetto mi litare presso l'nmb11sciat11 Austro-Ungarica di Roma. (Data d'anzianità del '1 ° promosso 1 novembre 1886, dell'n lti mo promosso 30 nov. ·1886). Ve:ine pro mosso .maggiore iencra le a scelta il colonnello conte Hartenan (principe Alessandro di Battenberg).con anziauità del 26 ottobre 1890. Neh seguente specchio sono riuniti i dati ci rèa il numero, e l'anzianitàJelativ;1, degli al1ri promossi nelle· $ingole armi e ne_i singoli corpi. 1

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30 magg. 18 )8 :16 nov. 1880 103 magg. 1886 176 solt. 1888 ~ (3} J,. ma gg. 1889 6 magg. ·188D 8 ln8 f! µ'. 1881 c-ri:> nov. 1885 3:) selL. '1 888 . (7) (4) 7 genn 1890 8 magg. 188D l'1 ma µ-g. 1881 23 nov. '1 884 . 36 seU ·1888 (5) 8 magg. 1885 1't set!. 1890 2 magg. 1888 3 magg. '1888 8 selL. '1878

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2 magg.1888

5 n0v. 1885

2 91agg._1889

6 •nov. 1885

11 mngg. 1889

nov. ·t 887

17 genn. 1889

{6)

'J/ maggi t 88ù

21 nov. 1880 I

·101

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Fra questi 8 a sceltn. <li cui l' ultimo ha l'anzianità i 0 maggio 1&~9. (2) Fra <J ues li 8 a scelta. di cui l' ultimo ha l'anzianità ·t 0 novembre 188'.3. (3} Fra questi !i a scelt.1. di cui l' ultimo h:t l'anzianila i 0 novembre ·1SS3. (4) Fnt ques ti 3 a scelta cli cui l' ultimo ha l'anzfanita i 0 novc·mhrc l8S-2. (5} Fnt questi t a scelta con anzianità settembre 1879. (6) Fra questi' { a scelta con anzianitil novembre i883. (7) Fra quesli 3 a scelta di cui l'ultimo Ila. l'anzianità t 0 mnggio !886. (l )

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NOTI ZIE MILITARI ESTERE

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NOTIZIE MIL1'1'4Rl ESTERE:

b) Guardie doganali e forestali in Francia e in Algeria .

.,

In Franci:i, come in I1alia, il personole delle dogane in s~rviz.io :inirn entra nella c0mposizio11e delle forze militari del puese. A ta1'3 scopo esso veu ue diviso in due categorie: 11• categoria: gua rdie swzion:10ti i11 prossimità di pinze forti, costi tuite in compagnie e sezioni di fortezza :iddetli alla dife,3 delle piazze e delle opere. 2• categoria: com prendente tutto il person:tle valido non conicm pl:ito nel c:iso precedente, elle organizzato in baua~lioni, compagnie, ,ezioni mobi litate concorre, ·nelle regio11 i del servizio di pace, coll'esercito alle opnazion i militari. quali la difesa costiera, il servizio di guida, " la guardia delle comuni cazioni ecc . I quadri dei battaglioni, compagnie e sezioni sono costitu iti col personale dogana le rii comune accordo fra il Ministro della guerra e quello delle finanze. I quadri sono cosi costi tuiti: Com pagnia. - '1 capitano, due subal terni, sei sottufficiali (brigadieri), 8 capora li (vice brigndieri). B:ittaglione . - ·1 maggiore (sollo ispettore o ispettore dC\ganale) ,t aiuHlnte maggiore (appartenen te all'esercito attivo o alla riserva o all'esercito territoriale). li Ministro della guerra stabilisce il numero e il luogo di mobilitazione dello unità cogì costituite occorreo;i in e,~so di guerra e può servirsene prima ancora che si11 noti6caLO l'ordiue di mobilit"1lzione. In caso di guerra il personale dog:wa le è sogP:etto a tutte te lega:i e ai regolamenti mi litari dell'esercito attivo; gli ~ftìciali doganali ~ebbono seguire un corso di istruzione di un mese nei reggimen tì' <li fonteria e sono uomirrnti co11 Decreto Presidenziale presentalo dal Ministro della guerra su proposta del Ministro delle fi oanze. E prescriuo che i diretlori 1lel le dogane siano in continua relaziJoe coi bureau de recrutement per tenerli al corrente delle variazioni avvenute nel personale dipendente l1Scl'itto all'esercito attivo o all'oserei to t~rritoria le. ' · . ~'inch_è_ dura il servizio doga nale nou viene fatto obbligo di altro serv11.10 n11htare. A differenza però dell' lwlia io Fr11ncia :mche le gua rdie forestali (c.:hnsseurs forest iers) si trovano iu caso di guerra :i for parte delle forze militari, organizzate io compagnie, sezion i, distaccamenti, destinate .i c?adiuvare le colo?oe ~ell'esercit? attivo neJla regione 9el !oro serv)zio d1 pace, come guide, mformaton ecc., a custodire le vie d, comun,caziòne, a difendere i punti fortificati . Il quadro di nua compa)?ni a comprende: ·1 cnpitano comandante (che in servizio alti vo ha diritto a cavallo)· 1 capitano in seconda (brigadieri); , 2 :eneoti, 6 sottufficia li, 8 C(lporali (guardie forestali di prima ~la5se) .

•

I gradi superiori del l'_amminist~azione fore~tale di ispettore ~ ?Onserv:itore souo equiparati a ma!?g,ore e t~nent~ C?lo!lne_llo_ e _gh _1~d1: ·dui che ne sono rivestiti possono e6sere mcan cat1 di m1ss10n1 m1htar1 VI . • speciali od adileui a stati maggiori.: . . . . I gradi di ispettore aggiunto_ e ù, ~~11r~l1a genera i~ ~on_o _eq1~1pa1,~1t a capitano e a ténente del l'esercito ter1'1tor_1ale, ';Ua gh 10th v1d111 po:s:sono essere chiamati con riuel grado uolt'esercito attivo. . . (}li acren ti dell'amministrazione fores,11le sono uomrnat1 con. Decreto presiden°ziale, controfirmato dai Mini_st_ri della guerra e dell'agricollur~ , e nel decreto è indicato di ciuale nn,ta 1~1 chasseu rs fanno parte, e, se non possouo essere compre.;i 11ei· quadn di '(Ue:ste 111111,1, e a,segoato loro un po,to nell'es_er~ito. . . . . . .· .. 0 • I funzionari superiori ~on 1mp1egat1 r.'cc,·o~~ ,a,'.~· d, tal~ a~:se.,°:a. ziooe, istruzioni per:;onalt ema nate dall aul~rtlU. 01\IJ~arc e p1eCt~ann I loro doveri in caso che la loro residenza ~tfl 1~1_nacc1atn flal n~m 1co. Il personale forestnle non av_e~te gr~do d! urr1c1ale e che ~011t1 _nlmeno sei mesi di servizio nell'nmmm1straz1one e esonerai? dall obbh~o del servizio milit:1re durnnte il sno impiego, se111pre rnnancnflo a,cr1tto all'esercito attivo o territoriale. . . Il corpo militare rlelle dogane comprende 3·1 hau.a~h~n1 attivi u~I continente ed ,1 nella Corsic3, diversamente r?gf:rupp~t, nelle varie regioni rii corpo <l'armata ed i seguenti ·baunghont d1 lortezza : Dunkerque, Lille, Y:ilencieunes, Maubeuge, Bclfort, Cene, .Brest e Bnvre. . . . . H corpo dei clwsscurs {O('BSl,;iers lta l'S 6 ~om pagn1_c attive - VMH\· mente ragp-ruppnte. I corpi d armata megho fo rn1t1 n tal rig1rn rdo sono: 5" corpo d'a rmntn :) compagnie

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In cifr:'I torula i du1:1 çorpi contano insieme t:i 1·cn 130,0 00 uomini.

Le coodizioui special! clcll'_Alge_ri_a \1t1 0_00 ?bl!ligato ~ dare una speciale form azione a r1uest1 corpi at1:-1l1ar1, sicr_hc_ s1 ha pe1 il corpo delle dogane (comprese le guardie doganale marittime): 1 compagnia nella clivi~ione d' Algeri 1 >> » rii 01'nno 1 » » di Costantina D(l'lle ultime dne compagnie dipende amm ini_strntivamente .un plotone di " 11 ardie do"anali a cava llo co mposto: d1 un subalterno, due 0 maresciafli, quattro brigadieri, uu trombeuiere e 40 a 50 uomini.


1'\0TlZIE J!l!LITARI ESTERE

:&72

NO'l'IZIE MILITARI ESTERE

Appent1 giuuto l'ordine di mobilit.azioue le compagnie ed i plotoni passaoo ~gli ordini d~I coman~aute del XIX ~~rpo. d'a~·mata per essere im p1egat1 nulla difesa costtura e n~I sor~1z10 d,1 g~11da .. L'orcrnnizzazione dei chasseurs forest1ers d Algeria, 1 qunlt concorrono nYla composizione. rlelle forze milit.ari del paese. era fin o a_rl ora reooJata col decteto del 13 novembre 1876; per effeuo del quale 11 perso~ale dell'amministrazione delle foreste era ripartito in tre squadroni corrispondenti ai tt'e dipanimenti dell'Algeria.. . . In caso di mobililazioue parziale o t0tale gh squadroni d1 ,chaBse~rs forestiers erano a disposizione del gover?nt~re .~en~rale dell A Igena, per essere impiegati a seguire le opera1.10111 md1tn1·1 uell 'eserc1tu tnr· ritorial€. )i~ considerando che in tal mo,lo il personale forestale sarebbe stato impiegato, in tempo di guerra, fu?ri d~I rnnit?rio _cl}e è abitunto a percorrere per le esigenze del_serv1z10 d1 p11c~,. ti m1n1stero della gne~l'3, ,l'accord~ CO!)- c1uello ~'ngr1«;.oltura_, ha_ s1_aht1_110 ora un nuovo ordrnamento d1 cui nossunmmo 1 punti prmc1palt: . In ciascun dipartimento oli acrenti n l'nur.ionari ilell'amministr11z:1one delle foreste formeranno dtìlle s~zioni a c,w,,llo corrispoudenli, [JCr quanto possibile alle ispezioni fores1ali. Que$tC nuil.à, in caso di_gucrra, ~ono destinate in massima a secondar~ le colonne nella regione del loro rnrv izio di pace, e concorrono alla custodia delle vie di cornnnicazioue e alln tlife::a du' punti più importanti del territorio. Il q11i1dro di (,iascuna .,ez,ooe co mpreude: ·I ca pitano comanda nte; ·1 tenente o sotto1e11e1! le ; ~ ::ergeute con1:.1hile add~tto al co111a1ulo ~ella sezi~ne . A tanti sottuflìcial i quanti sono i distacc:i111ent1 che ogni sezione puù fornire. . I chasseui-s furestiers algerini sono vrs~i~i, ~rm_.11i._ed e<tùipag~iall come uomiui u piedi, ma con 'lnelle 111od1hcaz1on1 g,a 11dottnte per le compag11 ie di fon 1eri:1 1.nontatn. In l'a~o di mobili tazione questo corpo è a disposizione del coma o· ,\:rntc il 19° corpo d'armata.

e) Piccola cronaca. AUSTRIA UNGHERIA

Campo milita.re di Bnu;k. - Le trnp1~e d~ll~ guarnigione rl_i .vi~n n~ .ese(7uirauno anche qnesi',1nno delle eserc1t:1z10111 nl campo mil itare d1 Hnfck. Queste c~ercitazioni saranno divise in !i periodi. Il primo periodo inc-01nincierit il .\. mavgio ed nvr~ termine. i_l 2.!i. mno<>io. Si recheranno al camro durante questo periodo unn lmg:1ta di ,f~nteria, a s,ruadroni nssari , una divisione di 3 . b~tterie,. uno ~quadrone treno, un bauaglione cac?i11tori e 3. sqnadrom drngon1. Nel second-0 periodo (ria! 28 moggio al 21 glllgno) si recheranno al

273

campo: un'altra brigata di fauterin, due battaglioni cacciatori, una divisione di 3 b11tterie, 3 squadroni ussari ed un reggimento di dragoni. Nel terzo periodo (dal 25 giugno al ,19 luglio) si recltern nno al campo: un reggimento di fanteria, due bauaglioni cacciatori, tre squadroni di dragoni ed una divisione di 3 batterie. Nel quarto periodo infine (dal 27 luglio al 20 agosto) si recl1eranno al Cll mpo: un reggimento di fanteria. un battaglione cacciatori, tre battaglioni della trnppa speciale della Bosnia-Erzegovina, tre squadroni di dragoni ed unn divisioue di tre batterie. Uniforme. - È ora in esperimento in Austria-Ungheria un cappotto di color chioro per la fonteria , il quale ba il vantaggio di essere meno visibile d,1 lontano che quello grigio scuro attualmente in uso. BELGIO

Manov1·e di ca1:al/eria. - La 2" divisione di caval leria sari1 moL,ilizzata e concentratail -12 mnggio a ~Ialine~, sotto gli ordini del tenente generale l'Olivier de la Trebia , per rècarsi aI Cc'mpo di Beverloo, ove eseguirà una serie di manovre dal 1,I, maggio al 4- giugno. Saranno aggiunte alla divisione due batterie a cavallo ('t8u e ,19a), una c-0lonna di munizioni cd una sezione di telegrafisti. 1

FRANCIA.

Uniforme delle truppe alpine. - Con determinazione ministeriale 23 marzo 189'.2, viene modifiCRta l'uniforme delle truppe 11 lpine, sopprimendo la ·teste (giubbeno di fatica) e il cappotto, e sostituendo a quella una 'Vareuse-dolman (simile alla nostra giubba) e al Cllppotto un mantello a cappuccio della foggia seguente: Il mantello a cappuccio è ~i panno grigio di ferro bleiité, fo~erat? di tela nella parte superiore, dt lunghezza tale che cada a 33 centimetri da terra quando l'uomo ìJ in pi~di. . . .. Il cappuccio, dell'altezza media d1 . 38 centirnetn ~ cucito al mantell?· Il mantello si chiude per mezzo d1 duo grappe d1 ferro nero vermciato una situata all'estremità del colletto, l'altra a 1O centimetri più in àlto della prima sul lembo del cappuccio, in modo da restringerne l'aper· tura quando si chiude. , .. . . . . I davanti debbono sporgere dall cstremlla del cappuccio d1 25 mtlltmetri in modo da sovra pporsi sul petto quando il colletto è abbottonato . A tale uopo i dnvanti sono rnun~ti di :\. piccoli b_ouoni. . . I uradi sono applicati sul davanti del mantello, IO argento pe, souulficiafi, in lana o tela pei caporali. · , . Grea,zione d'un 'teggùnento di tfraitleiirs SOl'drtnais (.23 aprile :J892). ~ E stato creato, per la dif'esa del Sud_an ~rancese, u~ regg1men~o <l! tirailleiirs soiul<tnafa su otto compagnie, rlllneudo le o compagnie d1 !8 -

ANNO

xxxvii,

\ '01., Il.

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274

NOTIZIE llllUTARl ESTERE NOTIZIE ll!LlTARI ESTERK

tirailleurs séaégalais o la compagnia cli tirailleurs soudana is già esisteoti nel Soudao, e comple1andole con c.Jue compagn ie di nuovo fo rmazione. Il nuovo corpo è comandato da un tenente-colonnello; o l'effettivo di ciascuna compagnia è il seguente: Ufficiali Europei Capi tano . Tenenti e souotenenti Aiuwn1e . Sorgente maggiore. Sergente furiere Sergenti . . . Caporal furiere . Trombettieri .

~

Indigeni Tenente o souotenento

I

Truppa 1 Sergenti. 1 Caporali . . ,t Trombettieri . 6 TiraiIlonrs di 1a classe 1 » di 2" classe

4 16 2

32 100

2

Total.e •I 2 Totale complessi-fio 166

Totale

I militari europei sono scelti nel corpo della fanteria cli marina, e i sot.tufficiali, per quanto è possibi le, fra i riassolclati. Il reclutnmento della trnppa s'ottiene con arruolamenti volontari o riassoldamcnti fra gli indigen i del Sudan francese o del Senegal. Per quanto ha tratto alla disci plina, a\l'av11nzamento o ail'amministrazione in genero, qutlsto corpo di pende dal Ministero della marina e delle colonie. GERMANIA

,.

NU-Ovo regolamento per la car,alle,,ia. - D'online dell'im peratore ~i è riunita una commis,;ione d'nfliciali di cavalleria per la ricompilazionu del. regolamento d'csercizi di quell'arma. E p1·es i1Jcnte della commissionù il lenente generale von Rosonberg ispettore della '2" ispnzione. Le modificazioni al regolamento debbono, a quanto <licesi, entrare iri vigore dal 1° mag:.tio col'I'. anno, e l'iguardano per la maggior parte semp lificazioni nelle form azioni. (Deibtsche lleeres Zeit1mg) . Sult'mimento di forzci nell'esercito. - Nella seduta del Rcichstag 27 novembre ·1891 il caneelliel'e imperiale aveva aceennato alla prossima presentazione di un disegno ùi legge per aument.are la fo rza dello esercito in rnlazione all'aumento progressivo della popolazione. A quanto decluces i ora dai giornali, la questione è stata ripr~a e discussn nlla presenza dell'imperatore da uua competente commissione per preparare il progetto da presentarsi al Rnichstag. Pare c,he si voglia in sost:rnza aumentare il contingente annuo per ottenere numerose classi giovani , facendo minore assegno sulle classi

275 -anziane costituite in massima cla gente che ha già famiglia ed affari .avviati. ~e~b~a che si_ tratti altres! di qualche au mento nei quadri della artiglieria e_yart1colarmeu1e 1n q~ielli_ dell'ai:tiglieria da _fortezza, progetto che g1a da tempo ed a vane npresc e stato ventilato. T'.'a~meoto s_arebb~ consigliato dal fatto che i quadri dell'artiglieria a p1ed1 sono nputat1 nssolotamente insufficienti a fornire iu caso ,li guerra gli ele_menti istruiti necessal'i per le nuove formazion i che, .secondo le odierne esigenze, risultano indispensabili. GRAN BRETTAGNA.

Il fucile di piccolo calibro. - ~on abbiamo mai omesso di fa r cenno -delle vicende subite dal fucile di piccolo calihro Metford-Lee adottato per l'. e~ercito inglese, e dagli attaccl1i di cui fu snccessivameute ogoetto 11_ mm1stro dell~ guerr;i pel discredito in cui era caduta l'arma neifopi· n1one ~el pubbh~o. I! più grave appunto si basava sul fatto che s'era costrullo un fuci le di cui oon s'era riu$citi ancora ad avere una buona c~rt~ccia. Ora set~brn che al tipo .~.ià tra?formato M~rca_ II debba sost1tu1rseoe un alt10 con llizo mod1 11cato rn base ali' unpw,o del la cor.dite, che è l'esplodente destinato a sostituire le polveri neie in uso per le ar!lli _portatili~ per l'artiglieria da campagna. , Scw~limento _di ttn corpo di volont~ri. - I! mi_nistero d~lla guerra ha deciso che 11 Border Mounted .Rifle (cact}tator1 montati confinari) -so!o corpo v_olontar,o della specie, che ancora rimantlsse, sia dis01olto a partire dal 31 marzo, a causa della grande diffìcohà che si .aveva nel ma~tenerne a numero la fo_rza minima. I l corpo, che si rec)utav~ _specialmente nel !lonburghsi11re, ora stato per molti anni agh o:dm1 del conte d1 Mmto, e adesso era comandato dal conte di Dalkeuh. INDIA INGLESE.

, Nu.o ~o 1·e99i7!1.e1~to di s~poys (fanteria ùu#qena). - Si formerà presso 1 1 regg1me~10 1ud1geno d1 ~ on-Kong_ a lhelum, e sarà composto di 4 fOmparn., e maomettnoe 1~dostanes1 e 2 compagn ie di P11thans di .qu,1 del_! Hi malaya. Ne sara nucleo una comparrnia maom11ttana del 1o reggimento Bengala fanteria, la quale verr~ sostituita da una ~ompagnia del Radjpout. Du_e hreveui d'ufficiale s&ranno concessi ad ufficiali inditteni ed 11 0 dagg,ore ~om~nd_ante dtll re~gimen~o sceglierà due maomettani gentleme,i el collegio_ d ~l ,rga per _nceverl1 ~el co1:po: ~ue ?apitani e cinque 1uogot_eneot1 dr fanteria rnglese dt!1 corpi rnd1gen1 entreranno nei .quadri del nuovo corpo.


276

NOTIZIE l\ll LlTAR.1 ES"r E BE

RUSSIA .

Assegnazione di M'tigtieria alla f 8a divisione cavalleria. - Nellti Rivista. militare di febbraio, con . anno, :;i accennò come la 13° divi sione 1:aval111ria r>as,-ata al 15° co1·p'> d'armata all'alto del la forma zione di questo fosse poi tolta da tale corpo d'armata (a cui fu assegnata l::1 ,15a divisione cavalleria) e mes~a a disposizione del comandante la cire,ose,rizione militare di Varsavia. A questa divisione non era fino ad ora ::issegnata artigl ieria, contrariamente a quanto esiste per le altre di visioni cavalleria (ciascuna provveduta di 2 bauerie d'artiglieria a caval lo) .. Ora il Pl'ikas, N. G5, provvede in parte a questa deficcuza, prescrivendo che la 20" batteria d'artigli eria a ca va Ilo si:i tolta dalla 45• di visione CJ valleria e passi all;1 13•, in t:il modo le due di visioni nominate hanno una sola batter;a per ciascuna.

NOTIZIE BIBLIOGRAFICH E

1

SVIZZERA.

A.t Gottardo. - È annunziato dai giornali che il dipartimen to mili lare domanderi1 un credito supplettivo di 340,000 lire per la costruzione d'una galleria difensiva degli approcci del forte di Fondo del Bosco. Presentemente ha luogo nel detto forte una scuola di sottufficiali cl'~rtiglieria da fo rtezza, sotto gli ord ini del tenente colonnello All'olter. Pe) servizio di guardia sono impiegati anche grossi cani di S. i3ernardo, 1 qua li tengono compagnia alle sen ti11elle La truppa è tutta provvista del nuovo fucile. I l fo i·te contiene ,,iveri e munizioni in quanti tà considerevole. E terminato lestè ad Al torf il corso dei capi ·sen·izio e comandanti d'unità di tru ppe destinate alla difesa del massiccio strategico del Gottardo. li corso di ripetizione del le compagnie d'artiglierià da posizione n. , (di Zurigo) e n. 7 (d'Argovia) invece di nver luogo a Payerne sarà fallo al Gottardo dal 28 aprile a I ·15 maggio Così pure 'I nello di:l I hattaglione del genio n. 6 (h1ndwehr) invece di farsi al Lichtensteig avrà luogo anche al Gottardo dal 9 al '19 maggio. Armamento dal genio. - Le truppe del genio devono essere armate anch'esse del nuovo fu cile. Tn ttn via esse sriranno provviste d'una spe· ciale baionetta il cui modello ò stato ws1è ,1pprovato dal Consiglio l'tlJe~ raie, ed è distinto così: )foci . ~ 889; 92.

a) Recensioni.

Il romanzo militare. · L'editore Yoghera ha intrapreso h pubbl ic:izione di una Biblioteca romantico militar·e economica aprendo cosi un uuo,·o campo ali'attivitù inlellettuale dei giovani ufficiali. · Auguriumo alla nuova pubblicazione buona fortunn . li romanzo è frn tulle le forme della letteratura moderna quella chtl ha spiegato carauere, di remmo quasi universale, e trova sempre buona ac-cogl_ienza presso ogn i genere di persone. Può nascere è vero il dubbio se abbia ragione di esistere il romanzo militare propriamente detto. Per parte nostra crediamo una tal specie -di romanzo possibile purchè l'autore abbia una potente forza di analisi psicologica ed ob'biettìva e non subordini al lenocinio della for ma e al soddisfacimento di appetiti e di emozioni malsane la verosimiglianza dei fatti ; la scru polosa veri tà. dei caraueri, e l'altezza ·dello scopo. L'ambieme militare nel suo intimo è poco noto al gran pubblico; sa tratta perciò di un terreno vergine che, se non può dare per fru tto una nuova specie di romanzi , può darne almeno u,na varietà interessante. Seguendo il carattere della moderna letteratura non può certo essere privo di in teresse lo es::iminare, come fa lo Zola, per quali fenomeni morali. possa l'umile contadin prima di diventare eroe e per quali òscnri processi . s'ingenera la coscienza del riOVP,fe. J fattori morali ,della VÌltOfia S0n0 enumerati in molti )i bri I! indicati per ordine nelle


278

NO'f!ZIE BIBLIOGRAFICHE

scuole miliLari, come oggetti di arsenale di cui si faccia l'inventario; ma per chi voglia ·saperne qualche cosa di più, approfondirne l'essenza, vederli in azione nei singoli individui, il romanzo può servire megliod'ogni altra forma per la libertà che gli è concessa. Q.uesto genere di letteratura, a cui oggi si cerca dar vita in Italia fiol'isce da., gran tempo ed in modo bri llante in Francia, e non ènuovo neppure in Germania e in Austria; da noi non solo manca n romanzo militare, ma fa difetto in genere una letteratura che istruisca, dilettando. Lo scolastico, il pedantesco si sente in quasi tutti i nostri scritti mi li tari ed è questa la ragiontJ principale per cui nessuno o· pochi li leggono. Ci sembra quindi- fuori luogo quell'adombrarsi che fanno alcuni al primo accenno di mutar strada e sostituire alla retorica di affetti, che non si sentono qualche cosa che viva e cammini. Qu indi, non fosse altro che per reazione contro la pedanteria, e la, retorica, diamo il. ben venuto al romanzo militare. Il romanzo di un ufficiale, del capitjnO Richiardi di cui accennammo, in altro numero della Rivista non fa parte della biblioteca rnmantico, militare. L'autore vi si proponeva una tesi e uno scopo: dimostrare i danni dell'attuale legge sul matrimonio degli ufficiali e combatterla ad oltranza, e poche volte ci fu dato di leggere un libro così profondamente sentito. Si vede che l'autore intendeva combattere una battaglia, e11vi si è accinto con tutte le sue forze, u'sando tuHe armi che si trovava a portata di mano. Le vicende di due esistenze travagliate per il corso di dieci anni dalle conseguenze di . un matrimonio religioso, le grandi e piccole malignità omane, e l'affetto che trionfa di tutti i dolori, tutto ciò, senza esag,m,zioni, senza convenzionalismo, interessa chi legge sente il bisogno di una legge che, se non può rimediare al passato, renda almeno impossibile il ripetersi di simili romanzi per l'avvenire.

Romanzo di Guido Forti, del tenente Olivieri Sangiacomo .. É il primo della biblioteca rom~ntico-rnilitare economica.

Un bel ìavoro tipogrllfko ed un vero miracolo di buon mercato; in quanto al contenuto speria mo che sieno più militari ed anche più natuJ rali i romanzi che verranno in seguito. In questo c'è più arte di forma che in quello del capitano Ricch iardi;. ma, anzitutto i persouagg( militari che fanno parte dell'intreccio sono-

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

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militari unicamente perchè l'autore li chiama tenenti e capitani, ma potrebbero anche eRsere avvocati, ingegneri, giornalisti senza alcun inco!l· veniente. E poi questo romanzo, sfrondato delle inutilit~ è un~ ,novflla, _nella quale i fatti rasentnno l'impossibile, non per la smgolar1ta de, casi, ma per la irrazionalità dei caratteri. Ci basti un cenno : II tenente Forti, reduce dall'Africa, m due o tre giorni trovando il terreno adatto reca unn oriwe olfesa all'onor coniugale del suo capitano, pel quale pure seni~ deferenza e rispetto. Coq11nessa l'infamia se ne pente e subito s'impossessa di lui il disgusto della vita, malgrado che sia giovane navig(ito, eri abbia la madre, l'amante e mille raoiooi per essere attaccato all'esisteozn, :\ qual mezzo ricorre questo signore per togliersi all'esistenza divenutagli insopportabile? Ad un mezzo ridicolo e vile ad un tempo. Insulta atrocemente a freddo il suo capitano in una casa , dove il capitano sta giuocando, dicendogli che la sua fortuna non è natw·~le, quasi a fargli capire che vince secondo la legge di nn volgarns1mo proverbio sui mariti ingannati. . .. Il capitano si ba tte temendo che il suo tenente sia pazzo e lo ferisce gravemente senza volerlo. · II racconto, termina l.iscinnrlo le anime tenere nell'incertezza della guarigione o della morte del tenente Forti e colle parole : " A Ila finestra Emma aspettava ..... » .. . Per conto nostrù, se non notizie del tenente Forti, che per rag1om di decoro e di moralità speriamo morto (rlacchè più non si può impedi;rie la nascita), aspettiamo dalla Bibliotew romantica un lavoro un po' migliore.


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NOTIZ IE BIB LIOGRAFIC HE

NOTIZIE BlBLlOGRAFlCHE

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Rivista 111a1·ittima:

b) Bollettino bibliogr afico.

I. Sommario delle materie contenute nelle Riviste militari· italiane del mese di a11r ile (1) .

Cattolica . - ì.'; ote di astronomi:i . Raineri. -- La marina mercantile germanica. Da Mosto. - Spedizione di Filippo II contro Tripoli. Parenti . - Le scuole di marina in Italia e all'estero (fine) . Salvati. - Vocabolario di polveri ed esplosivi. Cronaca estera mariuina.

2. Organizzazione militare. Ri vista di artiglieria e genio :

Rocchi . - La fortificazione :ittuale. Nota sul fon olam ento balistico della correzione percentuale nel tiro da costa. Pescetto. - Proiettori di lu ce elettrica per usi militari. Bennati. - La fotografia nelle sue applic.izioni militari. Miscellanea. Notizie e~tere riguardanti l'artiglieri:i e il genio. BihJiogra.fie. "· Rivista di fanteria:

L'art. 7 del progeuo di legge sull'avanzamento. I general i della rivoluzione (1792-~6). - I. Gli ultimi generali della monarchia. L'opinione d'un artigliere. Gli avamposti. le perdite tedesche nel ,1870-71 : Varietà: Gli ordini da batLagli11 del Principe di Liane _ Anni a retrocarica ed a rinculo uti lizzato (4 incisioni). ~ Cronaca. Bassegna della stampa militare.

Notiamo sul Joimial des sciences m'ilitaire una parte di un articolo (dovuto ad un auonimo geuerale L. M.), intitolato Une prophétie milita,i'l'e. Prendendo le mosse dal detto di Von der Goltz: che un nuovo Ale~saud ro potrebbe con 11n esercito limitato battere le immense mol i ,decrli eserciti o-lierni , egli ,. esamina l:i odierna importonza nel « numero », l:i dimostra non dovuta a un capriccio, ma logicamcrnte naturale e paragona in base al numero« l'org:inismo militare _francese_col tedesco » rilevando come il progeno della ferma di due anm cald-3gg1at.o dal noguslawski « n'a nullement pour objet - et n'aurait nullementpour résultat - d'alléger les charges militaires et budgétaires du· pays. Son ad,)ption :mgrncnterait, 11U contrai re, notableme.ut ces charges; et c'est uniquement en Yue d'accro1tre la force militaire de l'Allemagne, en vue de lni rendre la su,pél'iorité du nombrc, qne l'on préconise lò. une · mesure qui, chez nous, est au contraire réclamée par quelques personnes dans une int.ention tout opposée ». Il fondo della quistione è identico a quello della polemica vivace che ha occupato per parecchi giorni la nostra stampa periodicn politica e militare; la NuoM Antologia c,m un articolo dell'on. Dti Zerhi intitolato Il problema militare it.aliano, l'Esercito italiano, l' ftalici militare, il Popolo Romano, l'Opinione hanno largameu te discussa la quistione del numero ·e la quistione delln finanza in ordine ali' organizzazione dell'esercito italinno. ~

3. Amministr3:zione militare. (~) Questa rubrica verrà tenuta al corrente in ogni fascicolo per ola''"iore comodità degh stnù1osi e in conrormità dei nuo vi criteri che indirizzano l:t fli11~ta ,llilitarc. (1\'ota della 1tirezio11e).

- L'A-venir militaire del 5 aprile porta considerazioni sul bilancio preventivo del Ministro della guerra in Francia; ne accenna la diminu-


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NOTIZIE BlBLIOGfUFICHE

NO'l'IZIE BIBLIOGRAFICHE

zione <li lire 597,727 e porta la cifra totale della spesa per l'anno 189.3 così ripartita: Spesa ordinaria Spesa straordinaria .

. L. 579,6.1-8,925 » 66, ,105, 500

. - Di, recente ediz.i~ne a Pari_gi una requisitoria severa contro il corpo d,, ~o~tr ~Ilo ( contabrl 1) francesi dell' Iottlndente militare a riposo Pezenl rnt1tolata: Le corps de controle et la comptabilité dii ministèi'e de la guerre. - Sulla Revu~ du Service de l'lntendance militaire è da ;;egnnlarsi un l_av~ro del Souomtendente militare Dupain sull'Amministrazione militare tta_hana ed il suo fimzionamento ùi pace ed in guerra. J\!leutre in Italia si grida tanto contro il U0Stro sistema amministrativo, la conclusione del lavoro del Dupaio, assai coscienzioso ed esatto, è questa· , ~o~pos<i.e d'.élément:; hétérogènes, eo dépi t d~ Jeur communauté • d ongio_e, I Italie, afiu de tenir agglomérées eotre .elles les diver;;e;; « popula~10o_ s qui la composeut, a dCt pousser jn,qu' à l' extrèrne I~ « ,central1 sauon, et cet excès • viciant l'enoren~oe · · . . , · ':t l'orioine o · 0 . "o a dmmi« ~t,~tif, I a souvent rendu uo peu lonrd et difficile à manier. Néao« mo1n~ . son ensembl~ ~ssez harmonieux le rend digne de l'atteotion ;;. - L rmpor1ante qu1st1one delle pension-i militari in Francia è 1rat1ata nel l'Avenir militaù-e del ·19 aprile. - Unica fo~::;e nel su? genere e meritevole di essere consulta ta, quautunq:1e. uo ~o sommana è l'opera del sig. Blazquez, primo uffiq.iale di amm1111straz1one nell'esercito ·sp·1rrnt10!0 · admimstra· · · . ' o , ·,n1·1tolata , .· H'is t orta twa _de .~as pri~cipales_ campa;as moder;as dal l'epoca napoleonica al 187 '· C., :-.ugunamo vivamente che l'autore in altri lavori estenda In sua _o~era per ciò che Ira tratto alle ultime guerre, rendendo un vero serv1g10 alla coltura militare. - C'. ha intere~sa to _la lettura di un opuscoletto pubblica to a Modena d.al capttano comm1ss1mo Pigorini intitolato: Questione amministrativo militare. In esso ~1 s~steogo110 q11e~te tesi, che non esitiamo a definire come molto arrrschiattl e poco pratiche a questi ln mi di luna: . 1° Necessità d_i uu corpo ammiuistrati11 0 direttivo ( commissari) e d1 un cor po esecutivo (contabili); 2.~ Necessi_tà di co~iare il ~ui·ocratico e complicato sistema di. vetto vagliamento lrancese 10 auerra · e, ' 3°. Ab_0Ii7:io~e dei subalterni commissari , delJ'uffic,io di revisione, del le d1rez1om d1 commissariato; 4° Istitnziooe di una sr.zione commissariato presso comandi di corpo d'armala e di divisione.

283

4. Strategia. Sul Journal des sciences militaires il genera le Lttal ha iniziato uno studio: Sulla parte positiva della ;irategia. La nota competenza dell'autore ed il campo pratico in cui esso suole portare le c1i1 istioni ne rendono la lettura assai iotere$san te.

5. Tattica. Questioni di rnttica impornnti souo tratlate nei segueuti periodici o libri:

Progl'és mil-itaire del 23 aprile. - Le formazioni d'attacco della fanteria russa. Accenna all'interesse che desta la tattica russa nelle sfere milit.iri ttldesche. Generale Boguslawski. - Untenveisen fur das Verhalten des lnfanteristen im G,fecht. Berlino, Mittler. Generale v. Wiebe. - Die Theilnahme der Fussartillerie au dern grosseren Trnppenubungen rnit Scharffèhiessen. Berlino, Miuler. A. Unsere angriff.staktik imd das Repetii-gewekre. Éperi e::;, Revai. Reichswehr del ·I 5 apri le. - Nachlgefecht. ( Comb:iltimenti di notte). Naviirro y 'Garcia. - Estudios sobre toctica de infa.nteria. Madri,!. 6. Storia militare anteriore al 1866. - La Revue rnilitaire Suisse continua una interessante monografia storica sulla parte presa dai contingenti sv izzeri alla guerra. del 18./2 coll'esercito francese; vi è annessa una bella carta del b11c1no della, Vistola. - Un libro r icco di incisioni , esatto e interessant~ è quel lo del Ba.rthélemJJ che si pubblica a foscicoli dalla casa Rouff di Parigi intitolato 1: Les guerres de la révolution. - Ha veduto la luce II Berlino (Mittler) il 1° volumo dell'opera del colonnello Let.tow-Vorbeck Der Krieg von 1806 wnd 1807 col titolo : Jena 'e Au,erstedt. li 2° volume: Prenzlmi e Liibecc(i è già us~ito da qualche tempo. Prezzo dell'intera .opera L. 3'2. - Il Perthes di Gotha pubblica a fascico li un' opera colossale in ,f 09 volumi intitolata: Geschichte der Europaischen Staaten. È ora uscito il 1° e peuultiruo volume della Storia d' Austrhi di Alfonso Huber, che riguarda gli avvenimenti da l ,f 521 al 1609.


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NOT:ZIE BlDLlOGRAFICHE NOTIZIE BIBLIOG RAFICJI E

7. Storia militare contemporanea (l8GS- l892). occupa i numeri 30 a 38 del 1M·z·i·· ~-- •Un. bello studio . 1 1 ar W · ocl1e11blalt . c~~o _e 1a rec~ns100!l critica del la 3" pa rte del libro gi.\ da noi Mlllnn~ c,0 · 1 (0. Annuawe de .lei guerre 1870-71 d"I R:., IC1LQI·d 8 S.I OCCll pa speCl3 e delle vicende per cr1·1 p~~so· I'oraiin1zza. · mente d Il della cosl1t11zione . u:, z1one e e armate lrancesi della Loira e del ~ord. ~ des- ~ n brcv~ ~tu:to dell'ultima guerra del Chilì pnò legger,;i uel .Joiwnal ~ences mi~ua1re~ e sul la Reuu.e militafre de l'Etra.nger di aprile. '.2 B ~no s_tudw oltiemoclo completo dei combattimenti di Trai1tenau del · e _g giugno '1866 è q uello del lo Schmitt pubbl ic~to a Gotha dal Perthes. P'.>trebbecita.rsi, éomc un modello di studio storico per la ricchez;a del le font, ali~ quah I ~utore ha attinto (relazioni ufficiali prussiana , s_a~so~e, aus1r1~ca; storie reggimentnli ; giorna li dell'epoca; la vori crit,ti fo tti dico Dragom1row f. . d Ie .Hohe . uIohe, ecc.) e per la esnttezza con cui sono " n I ont1 e e< uz1on1.

8. Statistica militare. - U ua Cart11 del~a dis~òcaz-ione dette forze indo-britanniche nelle lnd'Ìcl e dell-e {or_ze russe m Asui, con note sull' ora:inizzaziooe in pace e . aucrra' ù.1 due .eserc1·t1,· redatta dal cap . Schuler I" o,. è stata pubulicata 1Ua

\ ieuna dalla ditta Artaria uotn per tnli lavori. ~ relat·1ve a Il a co,;t1t11· . I · . militaire reca parecchie tabelle • · - Lo Spectatew· z1one e a sernz10 clell 'esel'cito coloniale Ola.ndese nelle Indie orien tali.

9. Letteratura militare. - Alberto Rossi ho pu hblicntò uno studio ori"ioale intitola'". R b z . ·e ·· · mi·titaire · · (p arig1, . . o •·J . a e ms ed nvain Lavauzelle) • L'intere·se del l'b I J · • " 1 ro e. notevo Ie a ato storico più che da quèllo militare. - D'Jfautcrive ha riunite e pubblicn te le LeUres d'ml cl f d b . d 33• d-e ligne <Ùll 1793 al 180:j. Le e nga e, Esst1 sono in massima dirette da Alexnndre Botroue al fratello membro della convenzione. Ecco un cenno bioorafico d I I • 11' Botroue. o e co onne o . au serv1ce . en en ·,, 7.60 en 11a 171« Alexandre B011trot1t\ ' m\ à Chartres ' ~· c~mme soldat _a u régiment ùe Hohan Soubise Iofanterie. Il en sorut a,,ec son con&t1 en 1780., nomn1e· cap,. taine . de vo Ionta1res . o en

4791 ; il paS$3, dès le mois de janvier suivnnt, sous-lieuten:rnt au 33<> d'infanterie. Sncccssivement lientennnt nu corps, chef de la 65" demi· brigade, ùevenne Ja 68e, il étail colone! dn 56° de lìl,(ne e11 1803. So , dernière campagne fut celle de ·1805 à l'arm&e ù'Italie sous Ics ordres de Massé1rn. Au comlrnt de Caldiero, il t·ommaodnit la i re brigade dc Ìa 2• division, en remplocement du gènéral Bruu mortellement bles$é~ frappè à son 1.0ur d'un houlet i1 la cuisse il fut transporté à Vérone où il dn t subir deux amputations à In sui te dcsquelles il mourut le 4- docemhre ,, 805. Il av11 it 4-5 ans et était le plus ancien colo nel de l'armée •. - A Ila penna del comandante Grandin è dov uto in occosione del centenario della bauag\ia !li Valmy ('179t) un libro nss11i patriottico pei francesi: Récits cl'un sollùit. Les Prussie11s en France (Pnrigi, Delhommc) racc-0nto non privo di interesse e di particoln ri poco noti sulla prima cnmpallna ùella Repubblica contro i Prus::;iani . - Da citarsi per la cura tipogrolica, le bellissime incisioni, gli 'articoli brevi ma interessarni e per uua orif!inale guerra romanzescn nel ·18\!2 scritta a telegram mi, è In Jlevisla tecnica de infanterici ?I cavalleria di

Madrid. - Les générnux de la Rét•oltttion è l'ultimo libro del generale .4.mbert, l'autore dei celebri Récits militaires. La libreria Bloud e Barrai ha iutra preso la pubblicazione ri i quest'opera postumv che contiene le biografie di Desaix, Roche, Luckuer, Joubert, Mnrcenu, Pich egru, Dompierre, Cliam pionnet, Heurnonville, Dumouriez, Boriu, Custine, Moreau e Keber. - Ramo d'olivo o pemw ossia la pace e la guerra dal punto di vista storico e dal punto di vista ita liano di A. M. - Firenze, tipogrnfio Bruscoli. . - Di recente edizione della c:isa Beaudoin é l'opera del ca pita no del geo io fr~nce~e Lamiche: La Hul9arie, dans le passé et le présent, stuJio storico, etnografico e militare accuratissimo .

I O. Tecnologia militare. - U u voluorntto interessante edito dalla casa Berger -Levrault è quelln dei signor i Clel'!Jerie e Calmel utnciali ferrov ieri dell'Est francese sui: Ponti trnsportabili del sistema Hcnry col resoconto del gitt.'lmento di uno di tali ponti sul Vnro.

- L'alimrinùmi. - Fabbricazione ed impiego di A. Minet. Pari gi, Ti-

gnol. È un suntoc-0mpleto di quanto ba tralto

II

que5to im portante metallo


286

NOTIZIE BILIOGRAFJCHE

diviso in queste ~art_i: I M_etal!urgia ed elettro-metallurgia dell' alluminio. II Processi d1 fabbnc.iz1oue. III P roprietà ed usi dell':illuminio e delle sue leghe. La Revue d'at·tillerie dà un'ampia recensione di questo libro. - ~~rge~-Levra~lt h~ pu?blic,ato uo opuscolo del generale Brialmont: La {<n tifìcatwn de l avenir d apres des auteurs anglais; esso è già stato letto e commentato con molta cnra io Germania. Altre 11ovi tà librarie sono : llandbuch der ~hotogr~phw. D_ie ?ftotographischen Pl'ocesse fiir Amateure und Tounsten d1 G. P1zz1ghelli, maggiore del genio austriaco, 2° volume. Anleitun9 zu~· ~lwto,qraphie fur Aufiingen di G. Pizzighelli, .i-a dispensa. C:isa ed1tr1ce Koapp. Rafie e S. I nuovi_~(WZ:i di co~nw1icazi~1ie in Europa, voi. IL f palloni negli Stati r,~ilitari ewropei (annunziammo a suo tempo il I volume [ velocipedi) d1 Stadelmann, tenente sassone. Edizione di l\Iiuler, Berlino.

fl. Marineria. - L'awnfr milita·ire del 1° aprile reca notizie sulla· Francia e riforma della leva marittima (ioseri ption) d;i concretarsi quauto prima con u~ nuovo progetto di legge. -:-- Dalla ti~oi rafia del Senato è uscito in nn volurne, ricco tL: dll!i e .d1 t~helle, tl lavoro giil pubblicato sulla Rivista maritlima del com~1ssart() Dante Parenti, Le scuole di marina all'Estel'o ed in Italia. Cred.,a.mo eh~ ques~a sia !_'opera del genere più completa e più esatta possibile e c1 associamo pienamente alle conclusioni a cui viene l'e"rerrio auto_re dopo .avere esaminato il sistema di istruzione in uso in t;tti :li Stati Europei e negli stati mngJiori di Asia e di America. 1:> « D~ noi la marina militare non è tanto conosciuta dal paese come in • Inghilterra e presso le altre nazioni. , L'Italia è nazionaeminen1emen1emariuima e se al mare sono rivolte « ~olte delle sue speranze dalla parte del mare si trovano ancora i suoi « più grandi pcric-0li •. 1

- Jack la Bolin~ (V. Vecchi) ha pubblicato una interessante Storia !J~nerale. della manna_ italian~ in .2 volumi con 30 incisioni; degna d1. ~enz1ooe yer lo stile forbito e per la accurata compilazione; ne ò ed1tnce la Ti pografi a cooperati\•a di Firenze. - La Deutsche Heeres Zeitung ha pu bblicato nel mese :cli aprile un

N OT IZIE BIBLlOGRA.F!CflE

287

. lungo e bello studio intitolato: Betl'achtzm,ryen ueber Sectaktik e la Ri1Jista .Militare si riserva di farne quanto prima un ampio cenno. - I Neue Afih'tarische Btiitter di aprile portano considerazioni i mportauii intorno alla corazzatura delle navi da battaglia e degli incroci illùri.

12. Colonie, Viaggi, Geografia. - Notizie sulle truppe francesi impegnate nella guerra del Dahomey sono sull'Avenir llfilitaire del 2.6 aprile. - É uscito in Romn pe1· i ti pi . <lella Propaganda Fide il 9° volume dell'opera di 111r. Massaia. I miei trentacinque anni di missioni nell'a.lta Etiopia. - Interessaoti i ricordi dei viaggi in Palestina e Siria di Enrico Lumini pubblic:iti dal Galli di Milano. - De Hanoi a Pekin è il titolo dell'opera del colonnello Boninais pubblicata dal Berger-J.evrauh, L'autore, dopo avere preso parte alla gnerra ciel Tonkioo fu nom inato commissario alla delimitazione dell:i frontiera tonchino-annamita ed ebbe incarico di l'aroe vidimare i verbali a Pekino. Il viaggio fotto cosi, gli ha in~pirato un bellissimo volume, pieno di notizie nuovissime sull'Impero Chinese e sui suoi progrc$Si militari. - ·La Reichswelw del1'8 aprile ha un cenno degno di not<1 sulla conùizioo(I dei confini cieli' India inglese intitolato: Im Tlwre lndiens. - Citiamo pur un opu5colo: Ein ,qeschichtlicher Riidbliclc ait/' die Deutsche Kolonisation in Africa und 1lfelanesien. Von N. v. Engelnstedt. Pubblicato a Qotha-Perthe:;. - Citiamo fra le pubblicazioni geogr;ifìche estere una che ha attratto ripetutamente la no.,;tra attenzione pel suo carattere praticamente scientifico e cioè il Bollettino dell'(stituto Geogmfì,co Argentino sul <Jl!ale abbiamo trovale trattat~ quistioni di moho interesse, cruali: delimitazioni dei confini delle Missioni , della Bolivia, viaggi nel Paraguay, esplorazioni di lìumi cd una splendida carta della Patogonia e del lo Arcipelago della Terra del Fuoco.

13. Politica e diplomazia. - Uscito il 5° volume delle il'femorie di Tatle-yrnnd riunite dal Duca di ]!roglie (Casn editrice Colmann-Lévy. P11rigi). - La casa Ro.usseau ba pubblicato un lavoro di storia e di lcgi:;lazione


288

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

'

comparata di sommo interesse militare per le quistioni di diritto internazionale che vi sono trattate; essa ha per titolo: . Lei déclaration de guerre et ses effets ùmnédiats ed è dovuta al Sainte-Croitc. ~ Leone Xl/I, Jfoltke e lii loro opposizione alla democrazia sociale per mezzo dell'arbitrato (in tedesco) Drescla. Meinhold . - L'editore Roux di Torino ha pubblicato il •IO volume delle Pagine di Storia contemporanea dell'on.. Chiala ·I 8ti8-59. La nota competenza, lo studio indefesso ed ii nome ormai notissimo del l'egregio autore permettono che si elogi liberamente questa prima parte, la quale illustra la vita politica it11 liana dal convegno di · Plombières al Congresso di Berlino, senza fare quel lungo esame che richiederebbe l' importanza del lavoro. Per chi desidera esnminare eia vicino gli uomini politici contemporanei ed i tempi nostri il libro del Chia la è una ìettura utile, at· traente e feconda di meditazioni.

ANNO

XXXVII

RIVISTA, MILITi\RE ITALIANA

DISPENSA

VI. -

1° GIUGNO 1892

Pe·;· la Direzione Lonovrco OrsoTTI m'1ggiorc .U, M., ,inc<trittuo

'

ROMA VOGHERA

DEMARCHl CARLO,

gerente.

ENRICO

TIPOG RAFO-EDITORE


SOIJIHAUIO delle materie eonten11te nella presente dispensa

IL TIRO A S~GNO NAZIONALE NE I

RAPPORTI

C ON

L'ESERCIT O

T~~~ A SEGNO NAZIONALE

NE[ suor flAP.PO RTJ CON G. Sala' maggwre . ;o ,., fanteria p 9.89 ALCUNE IDEE SULL' lSTRUZI.ONE DELLE TR~P~E FA~:ElUA I~DIGE.\IA DELLA COLONIA ERITRE1\ Sagh1r . • 306 IL PRIN;'JPIO DI N~zio;A ~IT.i. ~ L~ (;O~F~R~.\l~E LA l ACE . - M. . . . . . · 3 17 LO STATO MAGGIORE IN FRAi\CL\. _ O S » , AMIENS. (Contin , . . . . . · · ,. 327 uaz.). - V. Atflerr, capitano di stat-0 mag_qi<>re » 340 IL

SUOI

L ESERCITO . -

ai; . ,

~E;

NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE GENER ..\LE MAURIZIO DE SONNAZ

» 35~ » 356

NOTIZIE MILITARI ESTERE: a) Uso dei velocipedi nell'esercito francese. b) Piccola cronaca.

» 358

» 362

NOTIZIE BIBLIOGRAf'JCHE »

~-

370

I l tiro a segno nazionale, come lutti ·sanno , è sono o, secondo alcuni , è risorto (,1) e vive, mereè la legge del 2 luglio ,1882, mercè il regolamento del ·I 5 apri le 11883 e mercè numerosi regi decreli e circolari, ond e si cercò in terpretare i passi oscuri di quella e modificare o migliorare questo rii mano in mano se n'è rico nosciuto il bisogno. ~la nove anni di esperienza pare ab biano ormai dimostrato che non bastino nè schiarimen1i nè mod ificazioni, perch è la provvida istiluzione ra:zgiunga i suoi irnportanli scopi . In chi legga il pre?,evole periodico ch e da essa s'i ntitola (2), nel quale sono fed elmen te e imparzialmente raccol ti e discussi lulli i pa rticolari del suo sviluppo faticoso e lento, in chi lo esnmini, si viene poco a poco formando la convinzione, che In legge dev:essere rifatta ed il regolamento e le successive di sposizioni amministratire, riguardanti il tiro a segn o nazionale, devono radicalmente essere modilicaLi e fusi in ~n tutto assieme, che dimostri d'aver fatto tesoro d'una quasi decennale esperienza . Un promo tore appassionaro della istil uzione, che ha esaminalo cle vi.rn molti campi di tiro e la vita interna di moltissi me società, esprimeva, non sono ancora due anni; la slessa (I) A ct1i prendesse ,·a:::hezit cl i conoscere. come il tiro a segno s iasi praticato in llalia dal X[( secolo nno :i.I -ISSI consigliamo la lettura degli interessanti studi del ca· pilano d'nrliglieri~ An~clo Angclucci e del pregevole liliro del sen:Llore Torelli Il Uro nazioi1ale e ma importanza. (2) Il tiro a segno 11c1ziona ie, organo delle società di tiro, scherma., gìnnastica, ecc. i9 -

ANNO XXXVII , VOL. IL


29()

NEÌ SÙOI UAPPOR"rl CON L'ESERCITO

l L TIRO A 'SEGNO NAZl ONAL~

opinione. Oopo d'avere egregiamente riassunJe le principa li dispo · sizi oni legislative e amministrative che reggono il tiro a segno , « queste sostanzialmente, soggiungeva, sono lo basi che regolan o l'economia generale della istituzione: le quali basi mentre affermano principi i giusti , contengono vizi d'ordine tecnico e d'ordine economico, che possono avere _gravi coi1seguenze, perfìno quel la, se in tempo non vi si ponga rimedio, di lasciare un'altra volta decadere la istituzione stessa (•I) . >> Di ciò gli stessi onorevoli ministri dell'interno e della guerni, lo stesso Parlamonto, sono oggi perfettamente convinti :· ne è prova l'importanto legge del 2,f febbra i.o corrente anno, che ba sanzionato il passaggio della parte amministrativa del Liro a segno dal mi.ni,;tero dell'interno a quello della guerra, Segne rà des50 un gi-a n passo pel tiro a segno, ma bisognerà farne altri non meno necespuò ne11a re sari: lo stesso on. Pelloux, 'cui anch e in ciò non si . grande competenza, è persuaso occorra uu altro proge1to di legge (2) . . Gli è in vista degli studi, che certo si faran no per concretarlo, che ci siamo indotti a portare ad essi il nostro modesto contributo il quale, se sia di buona lega, lasciamo al benevolo ]ellore di giudicare. ~

•• I. Una delle principali cause degli sca.rsi risultati ottenuti finora dal ti:o a segno ~azionale dev'essere st ata per fermo la con temporanea dipendenza d1 esrn dai ministeri dell'interno e della guefl'a . A chi legga la relazione della gi unta generale del bi lancio, presenta~a alla C~mera dei deputali nella sua tornata del ·18 giugno 89,1 sul disegno dr legge << passaggio della parte amministrativa del tiro 1(

(~) L_a ginnastica e il lii-o a segno nazionale 1·ispello alla educazione /iSica tlegli /ttrl~flm per LODOVICO C ISOTTI. Nuova Antologia del 1 6 ma1·1.o 1890. _(2) Lettom del -ministro della guerra on. Pel loux a S. B. il Pi·(?Siden tc ((ella Camera

dei dep ut:1t1, an nessa alla relazio::ic sul disegno cli Je""'e , P·is•·t'"'io ccc ! 8 giugno t 89L "" ' ··• 00 •

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191 1 1 ) (

a seano, nazionale alla dipendenza del ministero della guerra 1), a chi legga quella relazione, si pre.seoterà tosto evifontissim~ alla mente la convenienza che fosse ro concentrale le allrruuztom tecniche ed amministrative, inerenti alla istituzione, nelle mani di quel superi or dicastero che vi ha prevalenza di ulftci. << Non haYVi dubbio, vi si dice e caso mrti nel fatto speciale l'esperienza concorrerebbe a dissipa/lo, che le divise attribuzioni, moltiplicando le ru~te delI'in aranarwio burocratico, creano inesorabilmente spreco di tempo, . confnsio1;;e, quel che è ancora peg~io, menomano I~ res_ponsabilit ~; responsabilità che, per riuscire, come debbono, efflcac1,_ ha~no b1soano di non dar luo,~o ali incerlezze sulla loro determ inazione. » nEssendo ormai tal; passaggio un fatto compiuto, non dubitiamo punto che l'attuale ministro della guerra, solo respon~abile in avvenire del buon andamento dell'istituzione, possa, con quell'attività che tanto lo distingue e coi grandi mezzi a sua disposizione, dare alla istitnzione un fortissimo impulso. Le di11ìcoltà però che egli dovrà superare sono molte e grav1. La situazione p_resente d~l tiro a segno nazional e è ben lungi dall'appagare anche 1 meno ~s1genti. Ne giudichi lo stesso lettore, cui presentiamo nel seguente specchio i dati più importanti di essa (2) al 311 dicembre ,(890.

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(i) Disegno di legge presentato dal ministro dell 'interno Nicot_enL, dt concerto col ministro del tesoro .Luzzatti e col ministro della guerra Pelloux , 11 19 magg,o ·IS9L , (2) Situazione cJelle società de l tiro a scgnll nazionale al 31 dicembN 1890 ,rnness,t all!L relazione dell!L giunta generale del Ililancio sul disegno di legge • Passaggio ecc. • pi·esenta ta nella sedut-'l I8 giugno ·1S91 a lla Camera dei deputati.

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292

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NEI SU'OI RAPPORTI CON L'ESERCITO

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« Sono invero beo povera cosa per l'l lalia 5 15 società che funzi onano, HO iuila tiratori inscritt i, di cui appena .1.1 mila si presentano alla esercitazione in un in1ero anno, forse appena 250 cam pi òi lirn disseminnti òalle Alpi a\l 'estrem~, p11n 1a della Sicilia. « E quesL; r isultati auu·1li non nppaiono meno meschini ~e si con sidera che dal ·I 883 a LnLt'oggi lo sta Lo ha. stanzialo ne' suoi bilanci una somma che arriva complessivamente a lire 5 ,202 ,500 , somma alla qual~ dovesi a)!giu11 gere quella, non rlel errninabile ora da noi, ma cerle nscentlente a qualche milion e, fJltll dalle provincie, dai com uni, dai singoli privati ( 1). )l J11·oce,lcndo d' orn imian:i. e-0110 {ermo intendimento del mini,,ll"l'O dellti gnerra, con ln maggiore possifnfo pm·simonia nella costnt.:ione dei campì di tiro (2), si po1rà forse in pochi an ni provvederne tutti i :1~andamen ti del re)!nO. Allora i ·I ·I fi.1. di e:;~i che, al 31 clicemhre •1890 erano ancora privi di societil ili 1iro a se).!no, avranno tuLLi costituita la propria; forse non si potdt più dire, come a quell'epoca, che <l ei 3820 comuni costiluen1i i 111andament1 cli tali società forniti , l,en 81H si riGutarono di conco rrere nelle relativ e spese di esercizio . Si spenderà f')rse un numero òi milioni minore che pel passato, perchè saranno assolutamente b:indiLi i c?mpi di tiro di lusso; si avranno tante societil quanti ~ono i mnndamenti e forse più, perchè ci saranno comuni , come ora ci sono , che si sobbarcheranno a sacriOci pur di av ere un campo di tiro ed una socielit propri, indipendenti da quelli del mantlame1110 . li numero dei soci cres<:eriJ. in proporzioo c e nella stcss:i guisa cresr,erà pure il numero di coloro che frequenteranno le lezioni; ma non si potrà dire per fermo essere la istituzione risponden te al sno scopo, come, a nostro avviso, non vi rispondono ora le societii auualmen le co-

stituite. Quando si pensi che, nel •18HO, di H0 ,302 soci regolarmente i,ci:itli, solo 4-0,987 frequenl.nrono il tiro a seguo , s'ombra a noi ci sia sutlìciente ragione, non già di disperare, ma. neppure di cullarsi in rosee spernnze. È vero ,~he fra gt'inscritti sono compresi anche qitelli delle 186 socie Lit che non poterono runzionare per (I)

Relazione, di cui alla nota 1lcll:1 pagina 201,

(~) Vedi nou (I) a pag. ~9\ .


294 ·

1

NEI SUOI RAPPORTI CON L ESERC11'0

IL TIItO A SEGNO NAZIONA LE

' ma, pur ammeUendo che cause indipenden ti dalla volontà dei soci, questi , in proporzione dei 40 ,987, forni ssero da parte loro H,,803 tiratorì, saranno_sempre due terzi circa i soci che forse non tirarono un colpo. Questi due terzi avevano la loro brava società costit'uita, avevano il loro campo di tiro , forse una parte di essi non pagava nè hr lassa d'inscrizione nè le munizioni percb è indigenti: eppure non hanno freqnentato il tiro. Quali le cause o/ Non possiamo dire esattamen te, perchè sforniti di necessari daLi, cpianti dei 9,i, ,378 soci del r iparto milizia abbiano frequentalo il . tiro nell'unno :1890. Sappiamo però che, nel totale degli inscritti alle società essi rappresen tano circa il 67 °/ ed essendo stati 55,,90 (ossia 40,H87 -14,803) i frequentatori del tiro, se tull.e le società avessero potuto funzionore, ci sembra poter dedurre approssimativamente che 37 mila di essi sarebbero stn ti del rip~rto milizia Perchè gli ,iltri,' nella elevata ragione del 61 °/o deoli inscritti , mancarono nlle esercitazioni1 Che se paragoniamo il re.stante 39 °/ 0 con la per.cenluale 3,8,j fra quelli che risposero alle chiamate· ed i dispensati per ·effetto del tiro a segno nazionale, percentuale che, come dimostreremo tra poco, rappresenta meglio che le altre lo stato delle cose nel riparto milizùi, c'è pure una forte ragione di chiederci, perch è tanta differenza tra questa e quel lo. ., Nè solo i mililari in congedo non corrisposero alla generale flSpettaz ione, ma anche gli studenti, mli anche i liberi cittadini. Si triplichi pure , per e~s~re ,larghi, il nu~11ero degli .ascrilli al riparto scuole per comprendet;vi anche i giovani che' dimoravano in luoghi dove ogni società faceva difeì.lo: si tripli chi pure il nu_mero degli ascritti al riparto libero. Che sarebbero 40 mila soci dei prim.i e ·I00 mila dei secondi ~ confronto delle pa~'ecchie centinaia di migliaia che in complesso potrnbbero forsi tali? Gli uni non s'inscrivono perr.hè certi di non essere ancora a 20 anni di ~la studenti cli quei corsi che solo danno diritto alla proroga : parecchi non vi trovano il tornacon to peri;hè, essendù il volontariato d'un anno· a pagamento, nou sono abbastanza agiati per potervi aspirare, molti, ancora fig li di famiglia come si dice, desidererebbero inscriversi, ma ne sono impediti per tema incorrano disgrazie o ne venga danno ai 'loro si.udi : riioltiss imi,

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iiberi di loro, non sanno sobbnrc.mi alle poche noie necessa rie per l' inscrizio ne: al tri , e speriamo sian o pochi, o avversano a viso aperto o di soppiatto l'istituzione, o si stan no sdegnosa mènte in disparte per ragioni di partito. Ma, a decidere gli studenti e le loro fam iglie diremo or ora che si r ichiegga; gli altri lasciamoli per ora nelle loro paure, nella loro indol enza e nel loro spirito di partit > locale. Si persuaderanno col tempo i paurosi, che dal tiro a segno non possono ven ire disgrazi e, che esso è parte essenziale dell'edllcazione fisica della gioventù e che per l'antico adagio mens sana in corporc sano, r iesce perciò assai giovevole alle facoltà in tellet.t.ive; gl' iodolenti clte le poche noie sono indispensabi li per non correre il rischio cli concedere agl'indegni l'alto onore di esercitarsi nelle armi ; gli ultimi, che lo scopo dell'isti tuzione è tanto elevato e nobile da nnire in un fascio tutti i partiti. Diamo tempo~al tempo per tutti costoro , ma intanto,. 'degli altri, che hanno superato l'ercul ea fatica dell'inscrizione , quanti hanno saputo decidersi ad affrontare il li eve disagio che loro arreca la frequenza al tiro? Poco più di un terzo degli inserì tli. Quali le cause, onde in gran P.arte questi spiacevol i fatti sono il prodotto? Ve ne ha di generaii , quali l'apatia delle popolazioni e la tristizia de i tempi, la quale è pur troppo cagion e che, sa lvo rare eccezioni, l'uomo è mosso ad operare solo quando abb ia la certezza di ri trarne reali vantaggi . Di queste non fa remo parola per non cadere in declamazioni che non valgono a togliere un ragno dal buco . Ragion13remo invece, e tosto, di alcune cause speciali, che fanno tardo lo sviluppo del tiro a segno e che agli interessi dell'esercito hanno attinenza : tolte queste di mezzo, ci ·conforta la speranza che gli effetti delle cause generali di\'en gano nulli o minimi. 1

Il. La spinta, che può determinare gli studenti ad inscriversi nelle società di tiro , è data dal prescritto del l'art. 9 della legge 2 luglio 1188'2, pel quale « gli aspiranti al volontariato di nn anno ov-


2'96

IL 1'IRO A SEGNO NAZIONALE

NEI SUOI llAPPORTI CON L' ESÈRCITO

vero al ritardo alla chiamata sollo le armi non possono ottenere questi vantaggi. se non dimostr;100 di avere frequentato per un anno almeno il tiro a segno nazionale secondo le norme da fissar:;,i per regolamento ». A dir vero pi11 che una spinta, più che un'attr:al.liva, onde il tiro a segno n'alJbia a trarre incremento diretto, la è cotesta una restrizione fat ta al volontariato d'un anno ed ai ritardi allfl chiamate. Tale re.strizione potrebbe solo tornare· utile al tiro al seo-no <) quando i giovani da essa colpiti fossero in · gran numero. Ma la media annuale dei volontari d'un anno è di un migliaio circa e quella dei giovani cui è accordato il ritardo alla chiamata ò di 600 in tutto il regno . Percbè i primi sono sì pochi, m~ntre la Germania ne conta 8000 e 3000 l'Austria-Uncrheria·? La raaione .', · semplice: nell'uno e nell'altro impero sono ammessi al volontariato d'un anno, non tulf.i i giovani che pagano HlOO lire come da noi, ma quelli molto istrui ti che dichiarano di mantenersi del proprio durante la permanenza. alle armi e quelli, purchè di s.peciali requisiti dotati, che neppure dispongano di sì limitati mezzi. Dei secondi poi è tanto r istretlo il numerò, perchè sono troppo elevati i cor3j di studi che permel.lano di aspirare a.i ritardi alle chiamate e perchè il servizio da prestarsi al 26° anno d'età è uguale in durata a quello, cui a 20 si è obbligati. f' Come si vede dunque pochi sono i giovani che hanno interesse a frequentare il tiro a segno e quei pochi non vi sono spinti da un van taggio che derivi da esso , ma da una restrizione che forse e causa non lo vedano tanto di buon occhio. Se il privilegio invece d'una minor durat.a di servizio non fosse conce$SO per danaro, sibbene per merito . come abbiamo proposto in questa slessi1 rivista ('I), o se la somma richiesta ora per l'ammissione al volontariato d'un anno fosse meno elevata, esso sarebbe access ibi le ad uu numero di giovani molto maggiore, che oggi non sia, e quindi anche più numeroso sarebbe il riparto swole del tiro a segno . E pi ù numeroso sarebbe ancorn , se il ritardo alla chiamata sotto le armi, invece che ai soli sluclenti ;")

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(Ll Proposte di modilìca1.:oni all a leggo sul reclu1amento. - Rivista militare italiana ae1 mese di luglio f 891 ,

297 .

di università o d'istiluti pareggiati, fosse concesso a tufli quelli che sono ascritti al primo anno almeno di liceo o ad altri èorrispòndenti corsi. Che se a quest'ultimi cui, per gli $I.udi co ,npiuli, si potrebbe in breve tempo impartire la mi lita:·e istruziòne, fosse pure ridotta la ferma da tre a due anni e da due ad uno secondo che all'una od all'altra. sono stati assegnati ali 'al.lo della leva, ·non è a dire quanto il - uro a segno nazionale ci verrebbe a guadagnare. Nè ci scapitereb be la qualità della forza militare chè, a tutela di questa, potrebbesi per legge st,1bi lire che non si possa aspira.re a siffa tti vantagg i, se non provand0 d'essere stati impediti, da forza nnggiore, di frequentare il -tiro a_segno per tre periodi almeno d'istruzione. Ci si ohbietterit per termo, ~ome fu del.lo alla Camera dei deputati, come opina lo stesso Ministro clel!a (,uerra, « che in que~to momento , in cui il tiro a scono non è ancora sviluppato in tutto il paese, sarebbe somma in~iu:tizia il dare il conge1lo anticipato, (come iri ul tima analisi noi proporremmo). a siffatti giovani, per aver frequentato con profitto il tiro a segno nni onaJe_( I) >,. ~liconosc'.amo t~lta . la forza dell'obbiezione ma, se m:ile non c1 apµoma.mo, I ingiustizia, dato e non concesso che sia tale, non !-areb be maggiore di quella, onde or.1 sono colpiti i militari iì1 congedo, resid,e11~i ' in località prive di tiro a segno . Co,ì, congedali e student,, ricchi e poveri sarebbero tu~li nelle stesse condizioni e si otterrebbe il vantaggio che le classi dirigenti sarebbero mosse da personale in teresse a favorire con og ni mezzo l'impianto del tiro a seano ovunque ancora non esistesse. _ . S'imprimerebbe in t-il guisa un po' più di vigoria al ripar.to scw>le: a,;sai meglio però sarebb é rendere il tiro a segno adfrittura obbligatorio per tutti i giovani da.i 116 ai ,20 anni d'etit come in Svizzera, oppure per tutti, gli sru:lenti dai 117 :ii 20 anni dèlle scuole comunali, provinciali o governative come è stato proposto nel congresso tenutosi a Firenze nel 1887. . All'attuazione di questa idea noi plaudiremmo a piene man,; vorremmo solo che si trovasse modo d'impedire che le scuole 1

1

· il) Discorso ciel ·Ministro della guerra onorevole· Pelloux nella tornata del "8 :iprilo

~Ila Camcea rlei rloputati.

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I L TIRO A SEGNO NAZIONALE

non comprese nel novero di quelle ora menzionate eludessero la legge. Se non si prescrivesse, ad esempio, che è pro ibito il passaggio da scuole particolari a pubbliche qualora non si possa provare -d'aver freffuentato il tiro a segno, si correrebbe il rischio che famiglie male avvisate torrebbero i fig li a queste per inscriverli in qllelle. Forse alla provvida proposta si darit da alcuni la taccia. di bel la utopia: ma non la è, perchè pratica , perchè real izzabile. Basterebbe all'uopo sanzionare che « gli studenti non siano ammessi ad esami d,i promozione o di licenza,, se non comprovino di avere duran te l'anno scolastico, freq uentato con profitto le lezioni di tiro a segno ed ese:;;u ite le pre5cri ue esercitazioni mi litari (·I)» . Se è obbligatoria. l'istruzione, se tale è la ,ginnastica nelle scuole, per: chè non si potrà pr~scrivere che tale sia pure il tiro a seg~o per gli studenti d'una determinata etit? Si dirà da altri che l'obbligo, cui non siano annessi vantaggi , richiederehb,3 almeno che non importa sse spesa, e che perciò l'inscrizione nelle società di tiro e la somministrazione .delle cartucce dovrebbero per gli studenti essere gratuite. li vantaggio personale ci rnrebbe e grande, quell o del l'educazione Jìsica dei giovan i; ma lasciamolo stare, chè alcune fam iglie potrebbero rispondere preferire ~sse aver figli mengh erlioi o in altra maniera fisicamen te es~·citati. È innegabile però che esse traggono grandissimo profitto delle forti spese sostenute dallo Stato per la pubbl ica istruzione; ci pare ovvio perciò il riconoscere nel lo Stato il dirillo d'impartire que:;ta come megl io crede. Se ne' suoi programmi esso vuole introdurre l'obbl igo del tiro a segno, mettenìlo a carico delle fam iglie / le P,Oche lire di spesa, che vi si richiedono; ci sembra non ci sia nulla a ridire: le obi,liga forse a mandare a scuola i fig li in età da ,J7 a 20 ann i~ D'altra parte è in facollà dello Stato di aumentare le tasse ~'inscrizione ai vari corsi de' pubblici istituti; facendo in minima parte concorrere le famig lie nelle spese del tiro a segno, si vale ind ireuamente di tale facoltà. Quindi noi siamo d'avviso

{I) Il tiro ti segno nazionale: organo delle società di tiro, scherma, ginnastica ecc. numeri ·l o 2 <lei ·l89L

NEI SUOI RAPPORTI CON L'ESERCl'l'O

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che, pur essendo il tiro a segno obbligatorio per tutti gli studenti da ,17 a 20 anni, debbano essi pagare e la tassa d'inscrizione nelle società e le cartuccè loro occorrenti pei tiri. Quesla dovrebbe essere la mass ima; se occorressero rare eccezioni,. se n~ dovrebbero lasciare giudici i direttori o presidi degl' isLilu ti . , La proposta dunque non è una bella ulopia; giit molli . ~'-banno stui] iata sotto i suoi vari aspetti e hannQ concl uso com.e no, che le difficoltà opposte per tradurla in atto sono più speciose ohe reali . Che se noi avessimo le traveggole e fos se .opera da giganl~ quella che noi vediamo propria al postutto di uomini comun i, se non. si polessero obbligare gli ·studenti a frequentare il tiro a segno o sin golarmente o in battaglioni scolari , si lasci pure che s'a_ddormentino anch'essi in quel!' apàtia che ci pervade per ogni dove. Se vuolsi però che il ripal'lo scnole viva, non r igogliow come avverrebbe se fosse obbligatorio, ma una vita che aqbia almeno sangue e polsi, si procuri di allarg;ue presto I.e, basi d~l volont~riato d' ll~ anno e del ritardo alle_ chian\ate . Ed qp pa:ssmmo al riparto milizia,. a quello cioè ch e c'interessa in modo specialt> . ·

III. . Per invogliare i gio\'ani, ascritti ;ill'esercito, a c~ncorrere nello sviluppo del tiro a segno nazionale, la legge ed 11 r~go lamenlo hanno loro accordato tota.l i e parziali dispense dalle chiamate per Ì$trnzione ecl hanno cP-rcato di eccitarne l'emulazione con gare di tiro ad essi esclnsive e con altre~ tutti i soci aperte, esentando gli indi(renti da o(rni spesa . Brano mezzi, senza dubhio, che lasciavano sper:re buontrisultati, a patto però che, in questi tempi di posi- tivis,no, ci si pa.ssi la parola, si fosse trovalo il modo _di contemin <guisa che, pur facendo l'iotepel·are ·1 ,,antam,i c nn e uli obhl i(rhi n ., resse dell'esercìto, i ::;oci tu tli e in ispecie qnell i del riparto milizia sul con.corso dei quali facevasi special e assegnamenlo, fossero spinti a va.lersi del tiro a segno nazionale per conseguirne le promesse facilitazioni . Si è trovato all' uopo l'iibi consistwn? Ci pare di no . l')


300

IL TIRO A SEGNO NAZIOKALE

NEI SUOI RAPPORTI CON L'ESERCITO

Gi à nella discussione della relativa legge ( I ), il deputato generale Ricotti , che ad es5a era in massima favorevole, fece rilev,1re il danno, che le menr.ionaLe facilitar.ioni avrebbero pot~110 arrecare al!' esercìlo . « L'imparare a tirar bene al hersaglio, diceva egli allora . è cerlainente cosa util e sia per il ci vile ch e per il soldato, perchè rialza il morale dando m:iggior con/idenza io se stesso; ma nell 'esito dei combattimenti la differenza materiale fra gli abili tiratori ed i me<liocri è cosa di poco momento. Beo più importanti sono la disci pli:ia, 1:t fi ducia ne' suo i comand anti, l'attitudine nel sopportare le fatiche della mnrcia e delle sofferenze ..... « L'aver impm:ito a tirare al be rsaglio non basta, perchè un giovane sappia monta re la guardia e prestare il servizio di milizfa territorial e. Se si potesse llcco mpagnare l'esercir. io del tiro a segno co n esercitazioni militari e marcie di qualche importanza, l'effi cacia di questa nuova istit uzione sare bbe hen maggiore; ma li mitata com'è dal presente disegno di legge .... avrà un efTetLo piccolissimo sul valore del noslrn e,;ercito, anzi sarit dannosa alla sua bu ona costitnz ion e, se crediamo poter ridurre le fe rme, dispensare in'te. ramente dalla istruzione mi litare i giovan i di .3• categoria ed in parte quelli di 2· e dispensare dai richiam i sotto le armi quelli di ·1• categoria. » Circa nello stesso modo la pe nsava anche il generale Ferrero al· lora ministro della guerra, so lo però in quanto si riferisce all a riduzione della ferma : r ;;.:u 1rdo alle fac ilit azi oni sancite dalla legge a favore dellP. categc•rie 3• e '2• e dei richiama ti della 1° egli non avrebbe più avnlo i timori dell 'onorevol e Ricotti qu:111do, oltre che al Liro essi fosser o oubligati a certi elementari esercizi. che aveva iu animo òi prescrivere con apposito compenriio d'istr.uzioni militari per le societit del tiro a segn o nazionale. Così i due egreg i generali non si ripromelleYri no che il tiro a segno, così com·era allora istituito, permellesse col tempo di ridurre la ferma , e l'urse fu per tale motivo che non si pen sò finora di trovar modo che i drte riparti scuol1• e librro, ed il primo in 1

(l) Tor11ata del 2i ma:.::.:ìo l8Si! clclla Camera dei ckJHtlal.i.

301

ispecie, vivessero vita rigogliosa e non anemica, come sino ad oggi è avvenuto . Am bed ue però gli egregi generali con ,·enivano, potere il Liro a segno nazionale arreca re qnalehe vant,1ggio all 'esercito, pur c~senclo assai util e ai cittadini in generale eµ ai soci del riparto milizia in particolare. E perchè l'istituzione attecchisse, non :;i mancò in sul principio di larghe¾!giare in facilitazioni verso quesL'ulLimo riparl o, del quale quasi esc_lusivamente ci occuperemo. Nel ·188&- bastava dimostrare cli app~rtenere ad alcu na delle societìt dPl Liro a. segno e di aver esegu ilo presso le medesime il tiro -preparatorio ed almeno olt) lezi oni del tiro ordin nrio, per essere totalmeule òisilensati dalle eventuali istruzioni duran te l'anno sia che si fos se di I• ca1egoria, sia della 2a parte della 2· categoria, sia della 3• categoria : solo quelli della <I- pa rte della 2~ categoria avrebbero dovuto piesentarsi all'i struzi one, ma essi sarebbero stati ·r,:mandati in famiglìa I renla giorni p:·ima degli altri (I ). Persino « gli urfi ciali della miliz ia territoriale, che ave:;sero provato di avere diretto le esercitazioni del ri parlo mili..ia, -o di avere coadiuvata la direzione del tiro nelle e~erç;tazion i, e ciò per l'intero corso di un anno, :ivrebhero ncquistalo Lilolo per invocare le esenzioni dalle chiamate allo armi per istruzione (2) . )) )la le facilitazioni co:-ì per tempo promesse: la cooperazione racco mandata ad ufficiali in attività di servizio ed il qnel!i in congèdo perchè il riparlo mili,;ia r i:;pondesse allo scopo; la facoltù concessa alle società cli valersi de.i campi di Liro della tru ppa e del l'opera di soldati in quaiità di segnat•J ri non ' poterono in quell'anno dimostrare quale frutto a ve<;Sero prodouo porchè, essendosi verifi ca li nel regno alcuni casi di colem, le varie chiamale all' i~ truzione, c.:he già si erano preanuncia.te (:J), furono da prima procrastinate, poscia, impervers:1ndo il male, furono rimandate . a tempo ind eterminato.

(i) Circolare N. 3 Ilei 2 gonn:tio i881. e Atlt\ N. 80 tl el·i• maggio si.esso anno contetenente Jc norme 11ermanenti per le chiamate annuali sollo le .irmi per ìsLruzioni clelle classi In congo(lo illimitato. (2J Circolare !')\i ~5,3 del segrctarialt\ generale del Min istero 1Jella guerra in (lata 30 maggio !88,. (3) Cìrcola,·o N. 34, del G m:,rzo l.88~.


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IL TIRO A SEGNO NAZIONALE

Una prima dimoslrazione di tal genere si sarebbe potuta avere nelh chiamai.a al le armi fattasi ncì 1885 della 2" categoria dell,Ì clas~e ,i 863, che fu unn di quel le, cu i nell'anno precedente erano slati promessi _i vantaggi derivanti dall'avere frequentato il tiro a segno. Ma « stanle la bre1re permanenza so tto le armi (40 giorni in;ece di 60) eccezionalmente imposta da particolari circostanze per tulLo il contingen1e di 2a categoria della classe ·1863, non è più · possibi le di concedere la pnrziale esenzione di cui all'articolo 8 ·della legge ,1882 per i militari ascritti al tiro e segno nazionale senza eccezione di sorta. dovendosi considerare L1 minore permanenza sotto le arm i per l'in tero conli.ngente, come una estensione fatta a tntti i chiama ti alle armi che si copcede ai militari anzideui (,I).·» Bastò q'ue:;to percbè l ulle le società, che già funzionavano, ne movessero i più alti lamenti, come di colpo mor~ale dato all'istituzione. e perchè ne fosse fatta persino una interpellanza alla ·camera dei deputati nella torilata del '12 m,.u·zo "88:S. P~rsuasi clella necessità che le seco nde categorie ricevano la maggiore istrùziune po;;sibile, siccome quelle che sono destinate in caso di guerra a fornire i complementi ali 'esercito wmballente, non possiamo dal" torto al Ministero della guerra d'averne in tal modo tùtelati gri nteressi. In apparenza vennero .disconosciuti diritti acquisiti nell'anno precedente, ma in realtà, nè vi fu infrazione alla legge, perchè nessun socio uè aveva ancora potuto pel breve tempo soddisfore tutte le prescrizioni, nè il Ministero era obbligato da essa a seguire sempre gl i stessi criteri. Sai·ebbe desiderabile che negl'istituti, come quello del tiro a segno nazionale, in cui sono in giuoco opposti interessi, sarebbe de$iderabile che i criterii fossero immutabili, percbè tulli sappiano a che attenersi. E questo desiderio facciamo voti che venga sanzionato nel disegno di legge che si ha in animo di presentare, .ma la legge alluale (art. 8) si riferisce pei critcrii al regolamento e questo (art. 24) alle- istruzioni rninistèrial i. Non è chi non veda quante incertezze ne possano sorgere, non solo pel mutare frequente degli uomini preposti alle cose della guerra, ma per le esi-

(I) Ci1·oolare N. 15 del i 0 febbraio !.885.

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IlAPPO!t'l't CON L KSERblTO

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genze di varia natura che spesso s'impongono ad uno stesso uomo. E le incerlelze sono sempre causa di sfiducia ,~elle i.;;tituzioni. Ciò avveuue pure all ora con danno del Liro a segno: sin da quell'anno si fece manifesto che c'era contrasto fra gl' interessi p,lrticolari e quelli dell'esercito e che, se non si mutava regime, non si potevano favorire gli un i senza danno degli altri. Non andò guarì che quel li del tiro a segno presero il soprav~ vento allo scopo di promuoverne lo sviluppo; le parziali dispense per la 2a categori a furono di nuovo concesse, ma in più ristretta misura (-1) . Imperocchè quelli della classe ,t864 ed i rinviati delle classi anteriori furono obbligai.i a trenta, anzicbè a quarunta giorni d'isfruiione; dovevano però dimostrare d'.were eseguito nel ,1884il tiro preparatorio e le prime otto lezioni e nel 1188iJ il tiro prepa, ratorio e quello ordinario della nuova istruzione sul tiro allora pubblicata. · · Con questa disposizione s'intendeva ap plicare per la prima volta la massima, che in modo permanente era ,;tatn poco dianzi stabilita nella premessa al compendio d"istruzioni militnri per le società del tiro a segno lHl'tionnle (2). In essa fu prescritto che per i giovani di ,t n e 3• categoria si seguissero le norme già date (3) e per quelli di 2a, non più suddivisi in 11" e 2• parte, il ridotto periodo d'istrii-' zione non dovesse 11iai essere inferiore a 30 gior1ii, mentre prima era detto che dovessern essere ràwiati in famiglia 30 giorni prima degli altri. Si -soggiungeva inoltre, che qL1esti ultimi dovevano provare di aver co mpiuto il ti,:o per due periodi consewtivi d'istruzione, secondo il prescritto dal compendio, e che gli ufficiali in congedo il li mitato, ascritti alle società., più non cl'IJrebbero /hiito di specùili esmzioni, ma solo sarebbe /attci stii loro specchi caratteristici, a titolo cli merito, iina particolcire menzione del volontario concorso da essi presf.ato per l'incremento Jellci istituzione. Si erano insomma, per i giovani di 2• categoria· chiamali a_lla prill').a istruzione, accresc iuti gli obblighi e diminuiti i' vantaggi. M.a

(t) Circolare N. 75 del 24 giugno '1885 , (2) Tale oompendio er:t <lato come testo ag!i ufficiali 1ncmb1·i flc)II<) presi,Jenzc locali . e direttori dello esercilaiioni pcl t'iP:ll'lO miliz ia . - fil/o N. M lici ·I 7 m:1ggio 1885. (3) Circolani N. 3 <lei 2 gennaio !885.


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IL 'l'IRO A SEGNO NAZlONALE

la disposiiion~ ri streLLiva non fu ruai applicala: ne av rebbero provali gli effetti la. 2• categoria della classe 1864 ed i rin viali delle classi anteriori che, come vedemmo , erano stati chiamali all 'istru ·zione; ma, per ragioni sanitarie, questa fu ritardata al successivo anno, quando, modificati si forse i criteri i, i giovani, che avevano dirillo alla parziale dispensa per aver frequ entato il Li ro a segno nazionale, furono rinviati in In.mi glia dopo soli venti giorni, mentre tutli gli aftri fu rono tenuti alle armi per 4i5 . L'istituzione però non ci ha per fermo guadagnato e non poteva, n causa della instabilità delle nc,rme , onde era regolata e dal poco vantaggio accordalo ai soci di 2• categoria del riparto mili;;ia. Dopo quell'anno, e fino a' nostri giorni le dispense a ta!i soci furono regolarmente concesse; furono persino diminu iti 51i obblighi, irnperocchè si ammi s&ro ai vantaggi an che quelli di essi, che avessero frequen talo il Liro a segno per un solo periodo annuale d'istruzione in uno qua lsiasi degli ann i trascorsi. Sola condizione, alla qual e dovevano tutti :;oddisfare e che non e,,isteva prima della pubblicazione del compendio, si era di dover sollostare ad un esperimento presso il dist.rello militare, a cui si presentavano per i'istrnzione. Essendosi io seguito constatato «.che presso talune societit di Liro le esercitazioni pratiche, presc·.riLte dal compendio, non erano dirette ed e;;eguiLe in gui sil che il risulta lo corrispondesse allo scopo per il quale venne istituito il tiro a segno nazional e (1) », fu stabilito che gl'i strullori fosse ro preferibil mente scelli fra i soci uffi ciali , sottufficial i e caporali iu congedo o, do ve possibile, fra tali graduati in attività di servizio; e che i comandanti di corpo d'armata facessero verificare, da ufficiali di grado superiore a quello del direttore del Liro, in qual modo le istruzioni ressero impartite e quale profitto ne ritraessero i mil itari in congedo . Si cercò pure, nello stesso tempo, di migl iorare i ris ultali del tiro e si prescrisse, che tutti i soci del r iparto ,nilizia non potessero ottenere le dispense, quando non fossero in ~rado di provare, non so lo di avere assiduamente frequentato i periodi d'istruzione, ma

305 anche di avere colpilo il bersagl io il i) volle almeno nelle rn lei ion i del tiro ordinario. Vedendosi però che alcuni non ri uscivano a soddisfare a tale condizione, fu loro fatta facoltà di ripetere, per una volta sol tanto, una nuova serie di allre <IO lezioni, purchè acconsentissero a considerare annullata la prima ("I). Sarebbe interessante conoscere quanti soci di 2a catec,oria del riparto mili:ùi abbiano fruito, ne' vari anni, della pa~zinle dispen~a per elfetto del tiro a segno . Ma le relazioni del generale Torre non ne tennero conto: solo vi si trovn, che, di dispensati di 2a categoria, la classe ·I 867 ne ebbe dlle, quella del 1859 ne contò 229 ed uno solo quelle contemporaneamente chiamate ùel ,1868-6H. Cr~~iam?yerò che i 229 siano stati registrali, perchè appartenenti agi 1stru1L1 della classe 1859 e rappresen tino perciò i totalmente d,~pensali, e che siasi taciuto di quel li della stessa classe per la pri ma volta. chia.mati ~Ile armi, e parzialmente di spensali pel tiro a s.egno; gli ~Itri poch i delle classi '1867- 68-69 devono avere pure fru1t.o della d1s?ensa totale per motivi speciali. Di dispensati però parmt!m~nte v1 dev'essere stato un certo numero di tulle le classi, come e drmos trato, e dalle disposizion i prese ogni 11nno a loro riguardo o dall 'essere a nostra notizia che l'anno scorso ve ne fu rono iJ 32: il generale Torre non ne ha ma i tenuto conto probabilmente, perchè clovevansi anch'essi presentare all'istruzione . NEl SUOI R APPORTI CON L'ESERCITO

. 0) Atto N. H4 dell 'H luglio i889. La condiz ione rl'avel' colpito .!5 volto i( hor·aglio ~·,guardai'~ p~re _i gio1•ani a..'ljlirnnti al rita.rdo nella pre,lar.ìono del ~erviiio: sol: per 1 volontari cl nn ,1~no, con ohbl,go d, preodere servizio nel mese successivo al loro ai·r uolamento, non s, richiedeva l'anzidetto li mite d' idoneità.

'(Contùma)

G.

SALA ,lfagqior e 7 {anteri11.

-- - ===.;;;;-__ _

(4) Circolnre N. 173 de l 5 agosto 1888. 20 -

ANNO XXXVII, VOL . 11.


ALCUNE IDEE SULL'ISTRUZ. DELLE ·rRUPPE DI FANT. INDIGENA ECC.

ALCUNE IDEE

SULL'ISTRUZIONE DELLE TRUPPE DI FANTERIA INDIGENA DELLA COLONIA ERITREA

Fra gli altna!i lavori per il nuovo ordi namento e il definitivo assetto della Colonia Eritrea, non ultimo per importanza sarà la com. pilazione di regolament.i per le truppe di fan teri~. in?ig~na, .di cui si gente vivissimo il bisogno. I nostri regolamenti italiani non sono perfeliamente adattabili in ogn i lorv parle a queste tr~1ppe, n~ la cosa è ·strana, poichè essi sono folli in base ad elementi e:,sem.ialmente diversi: primo e principalissimo fr,1 tulli l'elemento fondamentale, \'uomo; poi l'armamento con armi a tiro rapido, di cui forse non converrò. armare le truppe indigene per ragioni C'he fa; cii mente emergeranno dalle modeste considerazioni, che formano 0 crrretto di questo scritto; poi ancora il nemico che le truppe souo d;;tiuate a combattere. L'applicaz ione dei regolamenti ilaliani per l'istruzione delle truppe indigene clev~qnindi farsi necessariamente lasciando all'apprezzamento individuale dei comandanti di repan~ un largo campo, tanto largo anzi c~e non è possibile non ne s~ap1t1 l'uniformità dell'istruzione ste5sa e conseguentemente !a coesione, quando più reparti operino insieme. Alle v~rie,~'.orm~ p.er _l'appli,c:izione dei regolamenti nostri a queste truppe 01 specialiss1mo carattere saranno sosti Lu iti con immenso vantag;.(io dei veri e completi . regolamenli appositi. Non v'è oramai chi non conosca le buone qualitit delle truppe indigene della colonia italiana, non v' è chi ne ignori i difetti: a conservare1 sviluppare, aumentare le qualità buone e ad eliminare od al:-

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meno a neutralizzare, quanto pi1'.1 si possa, i difetli, devono tendere costantemente le istruzioni dei giorni di pace, le quali qui più che allrove, per il rapido avvicendarsi degli avvenimenti e per l'eslrema facilità con cui si mutano le situazioni, costituiscono la vera preparazione prossima per la guerra. Il regolamento di esercizi per le truppe indigene sarebbe conveniente ridurlo alla maggiore semplicità possibile, con pochi movimenti corrispondenti a comandi assai semplici e di facile pronunzia. Ammessa l'utililit non dubbia di conservare la lingua italiana per i comandi da dare a truppa composta di elementi di diverse lingue, è naturale che i graduati indigen i pronunzino male ogni comando, che non sia semplicissimo: essi pronunziano male, gli ascari di conseguenza capiscono male ed eseguiscono peggio. Non ho la pretesa di entrare in dettagli' troppo minuti: ben altra che la mia sarà la competenza in materia di chi verrà ìncaricato di compilare i regolamenti: a me basta mettere avanti alla buona alcune idee generali, sulle 411ali spesso mi compiacqui meditare nelle ore di ozio in guarnigione, o nelle ore di veglia al bivacco. L'i:;tru:t.ione in ordine chiuso sarebbe, secondo me, da considerarsi pitì come fattore di disciplina che come vero elemento di manovra, e dovrebbe quindi essere compresa in limiti tali, che siano surncienti a mettere, come si dice fra soldati, ht truppa nella mano, ma che non tocchino l'ecce:;so di diminuire anche menomamente la spigliatezza, l'agilità, lo slancio, ché sono le più preziose doti degli ascari, e quelle sulle quali maggiormente contano i loro ufficiali. Grandi battaglie, nelle quali siano opportune delle manovre di grossi in ordine chiuso, colle forze indigene che abbiamo nella colonia, non potremo combatterne; ammassamenti, che richiedano precisione di movimenti di molte tt:uppe in poco spazio, non ne avremo a fare, perchè ... mancano le molte truppe e per contro lo spazio libero non manca mai; l'ordine chiuso non avrà probabilmente che qualche rara applicazione nella dil'ensiva, e la vera utilità di esso rimane per noi, ripeto, quella di mettere la truppa nella mano, quando non si vogliano annoverare le parate fra gli scopi da raggiungersi coli' istruzione di questa truppa: e questa davvero non è truppa da parate, sibhene da guerra. Con questo non intendo giit signifit:are che si debba fare quest' istrnzione alla peggio, nè che gli ascari non


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ALCUNE IDEE SULL 'ISTRUZ. DELLE 1'RUPPE. DI FANT, I KDIGENA

deuuano saper sfilare: lo scopo allissimo sopra accennato giustifica ogni più minuta cura, ed anche le parate n loro tempo bisogna farle. Pochi movimenti e semplici insomma, ma in quelli la massima esigenza di precisione, di insieme e, sopm ogni cosa, di di sciplina. Per accennare a qualche particolare, fra i movimenti da abolirsi metterei, p. es., le marcie oblique ed il ripiegamento di file per passaggio ùi o' Lacoli; il maneggio d'arme poi crederei conveniente tene rlo ridouo al presontat-arrn e bilanc-arm per parate e sfi lamenti, al bracc'-arm per porto d'armi auitua le, ed ai movimenti per la carica e sparo, limitando il maneggio dell'alzo alle due prime tacche (300 e 400 metri) . Il maneggio d'arme frequ eutomente ripetuto, che serve da noi , come si dice in caserma, a l'a r prendere al soldato confidenza col proprio fucile, cogli ascari non può più avere t1uest-0 scopo, poiché il fu cile è il loro inseparabile compagno, costitui sce il loro orgogli o e lo manegiiano co n amore: quanto al passnggio di ostacoli, mi pare che degli ostacoli di terreno gli ascari ne conoscano poco piu dei camosci, nè hanno d'uopo che alcuno insegni loro ad evitarli o superarli ed a raggiungere in un baleno il loro posto . La cura più minuzios,1, piu Rss :dun , a~che pedantesca, mi pare do vrebbe portarsi snll'esei:uzione dei l'uochi per ottenere la simultaneità, die aggiunge effetto morale grandissimo alle sal\'e, e per abituarli alla dovuta calma nei fu ochi a volontà. Qui vi è mol to d,1 , di scipl inare: il mantenere lento il fuo co a volonlù sarà in ogni caso cosa difficile. diflìcilissima il farlo cessare pronlamonte . La lolla li entusiasma, il fuoco li elellrizza: perciò sempre (uoco lento nelle esercitazioni, nnzi len tissimo , poicllè al bisogno si accelererà anche trop po da sè: se nel regolamento per le trnppe indigene esiste il comando: Fuoco accelerato a volontà, è inutile registrarvi I': Allentale il foc, esso non avrà mai pratica esecuzione in combattimento. Gli uomini bisogna pur troppo prenderli come sono, ed il sole arroventerà ancora per molli anni queste terre africane prima che gl'indigeni portino nella lolla la calma dei soldati europei . E mi pare che la questione dei fuochi meriti che su di essa si porti tulla l'attenzione e tutta l'esperi enza possibile, poich è chi saprebLe immaginare le conseguenze disastrose del trovarsi con una truppa di nervi così sensibili sprovvisLa ad un tratto di cartucce dopo un fuoco sregolnto?

DEL LA CO!.ONJA ERlTR!sA

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Solo la grande abitudine costante al fuoco lento, e la paziente persuasione ch e val più un colpo mirato che non venti sparati all'impazzata, potra nno portarci ad una buona discipl ina del fuoco . .Per la difesa contro ravalt eria il quadrnto n0n mi sem bra di pratica app licazione: è diffi ci le a farsi erl a sciogliersi, eppoi è lecito avere dei dubbi se la potenza d'urlo della cav:,lleria dei nostri nemici richieda un a formazio nn cosi solida; i cavnlieri caricano sì, ma in genera le non urtano se non truppa disg regala: giunti a breve distanza fanno l'noco o lanciano il giavellotto, e quindi , disordinati dalla loro stessa carica , volgono le groppe per andarsi a r;1ggrupp,n·e indietro: per dare consistenza alla truppa contro l'impre5sione morale ce rto grandissima di una ca 1·ica di cavalleria basteri1 il circolo, assa i pi1't elastico o facile a farsi ed a sciogliersi che non il quadrato; por respingere l'allacco il fu oco sarà più che sufftcien le. E chiudendo queste pocbe co nsidernzioni sull'istruzion e in ordine chiuso, mi fo lecito esprimere il voto che le cose siano regolale in modo da evitare elle, nell a scuola di compagnia, i tenenti italiani coma ndino il ,1° e 3° plotone alla p:iri coi jusbasci indigeni comandan Li del 2° e del ,i.0 • Mentre mi pare che sarebbe uti le non stringere troppo gl i ascari nell e pastoie dell'ordino ch iuso, nè appesantirli con troppe esercitazioni di esso, sarei d'avvi so che molle restrizi oni dovessero farsi per l'ordine spnrso. Il regolamento nostro sa ncisce un pl'incipio di ioi1.iativa, che :;arebbe pieno di inconvenienti so concesso agli asca ri: il regolamento nostro l'a giusto assegnamento snlla co lma dei nostri soldati, e la cri lmn, com e si è dello sopra, non è la dote brillante <l ei nost.ri nscari. Ed anche qui è il caso di prendere per pu nto di partenza la necessità assol u_ta di aver bene nella mano questa truppa , che troppo facilm ente :si esalta , si lancia, esce in una parola da lla mano del comandonle. )ii parrebbe quindi che la l'o rma dell'ordi ne sparso più che una catena dovrebbe essere una linea di gruppi, c.ome giù aveva stabilito un regolam ento compilalo alla formaz ione delle truppe indigene. Quel rego lamento slab iliva che i grnppi l'ossero di mezzo bu luc W2 uomini); a me semhra che la maggiore tllilit i1 sì potrebbe avere da gruppi di un iutiero buluc (mezzo plotone),


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ALCUNE IDEE SULL1ISTRUZ . DELLE TRU.PPE DI FAN1'. INDIGBNA

guidalo dal proprio buluc-basci. li buluc-basci è come il fratello maa(l'iore dei suoi ascari, che si rivolgono in ogni circostnnza per pri;~ a lui; alla paga, per le distribuzioni gli ascari si chiamano per buluc; al bivacco ogni buluc fa il suo fuoco e vi dorme riunito intorno: per bulu~ si comandano i servizi: il buluc si può insomma considerare il più piccolo ed il più solirlo elemento della compagnia. 1'iitti <i sempre col proprio buli~c- basci è una prescrizione che potrebbe essere la base dell'ordine sparso. La compagnia in ordine sparso verrebbe così ad essere costituita da una linea di otto gruppi debitamente intervallati, ognuno dei quali si mette in catena e si apposta agli ordini del bnluc-basci. La catena dovrebbe consistere poi in una sola. riga di ascari con intervalli minimi , affinchè la direzione e la sorveglianza del comàndante sia veramente efficnce; gli ascari tendono, com~ ho del.lo, allo slancio , quindi facilmente la coesione è rotta, per poco che la voce e la vicinanza del buluc-basci cessi dall'esercitar~ la sua azione su di essi: e per dirigerli, farli avanzare ordinati, arrestarli, mantenerne disciplinato il fuoco, farlo cessare, è necessario che siano alla lettera sotto la mano del loro comandante di gruppo. Riassumendo: grnppi per buluc, catena fitta. Per O'li sbah,;i avanti la norma data dal regolamento di 100 passi mi pare eccessiva e si potrebbe ridurre a 50: non già che la corsa sia troppo lunga per gli ascari, ma potrebbe eccedere davvero in ' lunghezza. e precipitare l'attacco più che il comandante non voglia: è bene assolutamente prendere tutte le precauzioni contro gli en tusiasmi intempe$tivi e frenarl i con un buon arresto ogni 50 passi . Ottima r.osa è pure il fare inastare ' i pugnali sui moschetti alquanto prima dell'ultimo appostamento per l'assallo: a così breve distanza dal nemico é difficile poler fare assegnamento sull' esecuzione di altro comando che non sia Alla bcàonetta !, ed i fatti hanno dimostrato nel!' inseguimento di Agordal che molti non pens:rno più a quell'arma potente che è la baionetta e si sorvono certo con minor effetto dei coltelli indigeni, che portano alla cintola: Contro attacchi di cavalleria, sp.ecie se improvvisi, il regolamento nostro ammette la difesa individua.le fatta sul sito ove ciascuno è appostalo: per le truppe indigene stimerei più conveniente stabilire il raggrnppamento anche dall'ordine sparso. Dalla catena l':,

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DELLA COLONIA ERITREA

fitta 2&: ascari, agili come sono, formano in meno che non si dica il circolo attorno al loro bnlnc-basci, e questa formazione li mette al copeito dal l'impressione morale della carica , mentre, cessato il pericolo della cavalleria, presto ricostituiscono la ~atena. Questa prontezza di mosse si contrappone eccellentemente al m_odo di combattere del ln cavalleria nernic.1, poichc essa trovando truppa solidnmenle rag'gruppala non verrà fino all'urto , e nel suo ritoÌ·no subirà potenti gli effetti del fuoco delle ca1ene celeremente ristabi·lite. D'altra parte il raggrnpparn ento non presenterà, come da noi , l'inconveniente di renderci più sng-getli agl i effetti micidiali dell'arti••li eria' po ic:hè non è probabi le che ci troviamo di fronte a nem ico 1') che ne sia provvisto od almeno che se ne serva a dovere. Nelle esercitazioni di assalto converrà fermarli sempre sulla posizione conquis~at,1 ed al.iituarli ad insegu ire sempre col fuoco il nemico J'uO',,ente per:,uadendoli che c1ues1.o è l'inse\!uimento più emcace e che il piombo corre assai più che le gambe dei più svelti. Ad ogui modo q11est'abi1udine :mposta non pòtrebbe far danno, poich è nell'assalto sarà sempre assai più difficile, nonostante quella, fermarl i al bisogno che non , ove convenga, lanciare simile truppa alle reni del nemico. Quanto alle esercitazioni in terreno vario, non v' é alcun bisogno di insegnare loro ad approfittare degli osti:lcoli, poich è sono espertissimi in questa pisogna. Per il fuoco nel combattimento, é opinione generale che l'aprirlo al' di là dei 400 .metri sia uno spreco di munizioni.Si faccia a salve od a volonLit è necessario e,agerare nel mantenerlo lento e disci plinato, poichè troppo facilmente diventa sregolalo. li fuoco efficace·sarit sempre quello, che precede di poco l'atto risolutivo, poichè anche a soli 300 o 400 metri si otterrà poco effetto, nella generalità dei ca~i , contro un nemico, al quale il piLt misero c'espuglio, il più piccolo sasso, il buco meno profondo bastano per app iattarsi e farsi invisibi le. Gli obbiettivi da balleresi possono indicare ai buluc-.basci per il r ispettivo huluc. Buon consiglio sarà di tenere la truppa inesorabilmente a terra, finchè ciò sia possibile, durante il fuoco di preparazione all'attacc9: non è nuovo il caso che qualcuno dei più ardenti, specialmente l')n

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abissini, sdegnando far fuoco e voglioso dell'arma bianca, balzi in piedi e comin ci la fcmtasia dell'ntLacco, agiianòo il fucile sopra la te:-ta; i volen terosi, r.he accetterebbero l'invito, certo non mancano e quanto ciò sia per concorrere all a disciplina del fuoco ognuno di leggieri lo scorge. Se la ,truppa è a ter~a, la repressione è facil e e pronta. Per le marcie gl i ascari dà.nno dei ri$Ullati brillantissimi; ognuno sa che sono eccellenti marciatori, ma bisogna lasciar loro molta liberti1. Non è il caso qui di parlare delle due ri ghe per parte della· strada e dell'arma attraversata sullo zai no: la strada per le due righe sullodate non esiste, e lo zaino speriamo non venga mai in mente a n~ssuno di darlo ad una truppa, alla quale non occorre corredo, e che del tascapane ne ha più che a sufficienza per viv~ri e cartucce di riserva. La compagnia che fa 70 chi lometri senza fatica, mrirciando a modo suo, credo non ne forebb e 30 in tempo dopp\o se messa per quattro. .Basteril. dunque che la com pagnia marci riunita in gruppo coi suoi ufficiali: gli ascari sono lieti ed arzilli, sch erzano gaiamente coi loro compagni prereriti, fanno fantasia, corrono dalla coda alla testa, ii loro moschetto sulla spall a colla bocca in avanti, i ch ilometri sfumano come per incanLo: davanti agli ullìciali si vede in lunga riga di fronte, se lo spazio lo consente, la coorte dei più fidi, appartenenti a. tutti i buluc, che si recano ad onore di fare l'avanguardia volontaria, e di scansare dalla 11 strada le spine e gli intoppi , che potrebbero dar noia ai loro ulliciali . La marcia è lun ga: non importa; quando la gaiezza diminu isce elastanchezzacomincia.a fars isentire sul serio, basta che un urlìciale si metta a chiacchierarn con quelli, che iovariabilmentecircoodr;no il suo cavallo, e cbe dica qualche facezia, perch è tutta la compagni a prenda parte alla conversazione, si serri più che mai inloroo agli ufliciali e ridiventi gaia come per magia: i cavalli animali da quell a gaiezza prendono a trottarellare, gli ascari a cor rere e si raggiun ge la meta. Qualcuno ci sarebbe tuttavia che sta poco bene e che non ne può proprio più, ma il suo buluc- basci se lo prende in groppa al muletto, ed alla tappa: Tutti p1·1,senti I Sarebbe peccato guastare questa loro eccellente qual il~, con delle pedanterie: però non bisogna dimenticare la loro educazione per la guerra, ed il servizio di . esplorazione va fatto co mprendere ed attuare, come avrò occasione

di dire in seguito. Un esercizio, che credo utilissimo nelle rnarcie e che ol i ascari apprendono ed eseguiscono con som ma facil ità, è ques7o: all'avvicinarsi alla tappa od al luogo di esercitazione e senza fermarsi, anzi talora mettendo il caval lo al trotto, si com anda: J>er biiluc:I bnluc-basci galoppano a posto, gli asr.ari li raggiungono ed in un istante il gruppo 1nforme e con l'uso diventa una bell a colonna di otto buluc, ciascuno su. due righe di frorite dietro al suo bulucbasci. Ed il primo passo dalla forma di marcia alla forma di combattimento è fattÒ senza fatica e senza perdita di tempo. Spesso, durnnte te rnarcie, una ri vista improvvisa per vedere se hanno , ciascuno e sempre, tulle le 80 cartuccie, e mi pare non occorra ch iedere di più per avere una truppa celere, resistente, pronta acl ogni evento. Non vorrei che a queste idee fosse fa tto, senza esame, il viso dell'arme, solo perchè sono di tan to diverse da quelle, ben piLL r igide, che regolano le marcie nostre in Italia , nè che si scambiasse per indisciplina una disciplina scevra di ceppi e di pedanterie, ma adatta al carattere dei nostri ascari e strettam ente rispondente ai bisogni. A. questo proposito mi r ico rdo di un articolo pubblicato nel febbrai o 11890 nella Niwr,a Antologia, nel quale era espresso un giudizio altreuant.o severo quan to ingiusto sulla dis.ciplina di qu esto truppe. Era detto, se la memoria non mi tradisce, che gli ufftciali non erano abbastanza ri gorosi, che la truppa no n li rispeltav,/a bbastanza, che gli ascari sorridevano fra loro degli ordini dat.i dagli uflici.ali . Il giudizio, duro per la truppa, d.urissimoper gli ufficiali, e per la .gratuità clei l'asserzione e per l'incompetenza suprema di chi lo pro, nunziava, nè meri lava confutazione, nù, ch e io mi sapp ia, se l'ebbe: e fu cosa virtuosa e degna, poichè ufficial i e truppa dell'.avventalo giudizio si giusti ficarono coi fatti . Quegli ufficiali poco rispettati e quasi derisi sono gli stessi che guidnrono poco dopo brilluntemente e con pieno succésso quelle indisciplinate truppe ad Agordal e ad Halat: quegli ascari, che sonidevano degli ordini dei loro ufficiali , sono gli stessi ch e, versando il loro sangue e sprezzando la morte, li seguirono poi all'ur lo del nemico collo stesso slaq cio e col la stessa celerità delle palle dei loro moschetti . l fatti contano più

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DELLA COLONIA ERITREA

delle chiacchiere, e per giudicare, più ancora poi per condannare, conviene conoscere bene e coscienziosamen 1e ciò di cui si prelende erigersi giudice. Chiedo venia della digre;;sione, e ritorno alle mie modest~ considerazioni sull 'istruzione delle truppe indigene. L'istruzione sul Liro è naturalmente qnella, che merita i m:i ggiori studi t: le .cure più minute, come quel la che per prati ca importanza eccelle di gran · lunga su tutt~ le altre. Moltissimo amore bisognerà portare alla scuola di puntamento per ·]a buona preparazio~é · della truppa al Liro al bersaglio, moltissimo anéora alla esecuzione di questo Liro per la definitiva preparazione alla guerra: ripeter'-e spesso ed accuratamente la scuola di puntamento al cav,illetto perchè gli ascari si facciano un'idea precisissima della linea di mira, ci1e è assol u.tamente la b:1se necessaria ed indispensabile per avere dei buoni tiratori: esigere soprattutto negli altri esercizi di puntamento che gli ascari spianino bene il moschello e lo portino deb itamente contro la spalla. Oran1ai tutti sanno che il difello del tiro di queste truppe è costante: tirano alto; e ciò avviene perchè si entusi,Ìsmano <lei fuoco, tendono a sparare celermente, per la fretta non portano . bene il calcio alla spalla e di conseguenza il rnoschello non è spian;ito, ma a bocca leggermente alta Questo inconveniente e così grave, che tornerà conto di studiare se non fosse per avventura utile di riadottare per queste truppe il costante puntamento al piede " onde abituarle in ogni c~1so a puntar basso. Certo in questo caso converrehbe abolire la segnalazione attuale dei punti colpiti e modificare . i bersagli per·evitare le considerazioni che la mente n rossolana degli ascari non mancherebbe di forè sopra un 'ai·ma, colla quale per colpire in un dato punlo biso 11 na mirare ad un altro· il bersaglio dovrebbe quindi essere. di un sol colore e nessun'nllra segnalazirme di punti L~ovrebbe farsi che qnelia di bersaglio colpito. La scuola di ti ro al bersagli~ è utile che du ri non interrotta tutto l'anno, procedendo man mano dal tiro contro il vasto bersa gl io di scuola a quello contro il picco lo di uomo a terra. · . Nessuna cura sarà eccessiva per" suscitare fra gli ascari il m~gg,ore amore e la più viva emulazion.e in questo·esércizio, stabilendo gare, premi, distintivi di buon tir,1tore, ecc.

Le prescrizioni del servizio in guerra sono lradolte in alto abbastanza bene dagli ascari: sono agili, esplorano con poca fatica iterreni più difficili. fiutano con molto senso pratico i punti dove pnò annida rsi il nemico o nascondersi un'insidia: solo conviene persuadere loro che la sorvegl ianza e l'esplorazione non si devono trascurare in nessun caso e comhnttere in essi la loro eccessiva e spensierata fidanz a, quando non credono il pericolo imminente. Nulla vi è da in,;egnare loro quanto allo swprire, interpretare e secruire una menoma traccia nel meno propizio dei terreni: hanno in ciò ùn senso pratico, direi quasi un odoraw, che è del tutto sconosciuto a noi gente civile ed al quale convien e preslare molta fede. In questi terreni, con queste truppe e col nemico, che si avrà. di fronte, non sono sempre di pratica attuazione le norme date dal . servizio in guerra circa la disposizione, la forza, la di,;tanza dei gruppi in servizio di sicur~zza; il terreno, le circoslanze e l'esperienza di chi comanda sono guide ben migl iori e più sicure per evi· • tare spiacevoli sorprese, specialmente la nolle. Bisogna t,mer conto che gli ascari hanno in generale il sonno profondi~simo e che in ·campagna dormono raggomitolati e ra1,volti negli sciamma o nelle mantelline per modo, che le funzioni dell'udito sono di assai menomate: in conseguenza è difficile svegliarli in breve, e, svegliati, non riacqui stano colla pronter,za, che sarebbe desiderabile, la presenza cli spirito. A questi inconvenienti bisogna parare con molta vigilanza e con molta previdenza: quando ;;i deve pernottare in terreno favorevole alle sorprese e queste s:ano da temersi, non snrà fuori di proposito disporsi anche grossolanamente in quadrato od in circolo e dormire in quesla formazione, che per ogni eYenienza improvvisa evita la scossa morale e consente alla truppa il tempo di rendersi conto della situazione: bisognerii anche avvertire i piccoli posti che. r1ttaccati, si ritirino sul grosso della truppa, ma non dirigendovisi in linea retta, nè senza preannunziarsi, poichè qualcuno degli svegliati di soprassalto polrebbe prendere equi1•oco ed accoglierli a fucilatE', producendo disordine e confusione . Si dice che gli abissi ni non usino attaccare di notte: .Mai Daro, nelle operazioni contro Lig lima, starebbe a provare il contrario: ad ogni modo, domandale come gli abissini facc iano le sorprese di notte, quando le fanno, vi risponderanno: « Un uomo tsellim

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ALCUNE I.DEE SULL ISTRUZ. DELLE TRUPPE DI FANT. INDIGENA, ECC.

(Lsellim-nero; uomo che si rende invisibile nella nolle evitando con cura cli avere alcun che di bianco pulito nel proprio abbigliam_ento) .si avvicina strisciando a terra fra i cespugli egiunto a breve distanza dal nemico resta a terra in asco Ito: dopo pçico un altro, poi ad intervalli altri uomini ancora, sempreunoallavolla,sernprestriscianti R Lerrae tutli più tsellim che mai,si vengono ad appostare nelle vicinanze del primo e tendono l'orecchio; se il nemico do"rm ", l'affare lrn probabilità di riuscire, le file degli uomini tsellim a poco a poco si rafforzano e l'attacco ha luogo: se sono scoperti, fuggono ma il grosso non è con loro, nè essi fuggono in direzione di quello, ed un in seguimenlo nel buio non avrebbe nessun pratico risultalo, seppure non porterebbe a qualche imbo.scala. » Da questi pochi cenni sul come gli abissini conducono un allacco di notte, si comprende su-_ bilo come siano necessarie precauzioni speciali a seconda che il terreno e l'oscurità della notle si prestano più o meno alle imprese degli uomini tsellim, a seconda che il nemii:o è più o meno ardito, a seconda cbe la forza del nostro reparto può incoraggiare più o meno il nemico a tenta.re la sorpresa.. (i-iova quindi ripetere che il terreno, le circostanze e l'esperienz,1, faranno spesso modificare nella pratica l'applicazione delle migliori teorie al riguardo . Ed ho (i nito. - Altre considerazioni e cli maggior valore potranno certo essere fatte sul modo migliore cli istrnire ed educare il nostro ascaro alla guerra: le questioni d:i me accennale ed altre. ancora di maO'ofor er.titit potranno essere trattate pilt a fondo e con maggior competenza da chi ha maggior senno e maggior esperienza : a me sarà amhito e sufficiente compenso del modesto lavoro , se le poche idee, che ho esposte innanzi, invoglieran'no i competenti allo studio ed alla discussione amorèvole e profonda di quanto sia da definitivamente stabilirsi per la miglioI'e educazione delle lruppe indigene, nell'interesse della colonia e della patria.

IL

PRINCIPIO DI NAZIONALITÀ E LE CONFERENZE PER LA PACE

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1')7)

Da Az-Ghebrai, aprile ,J 892. SAGH!R.

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Tra le questioni spinose, che la terza conferenza interparlamentare per la pace tenutasi ìn Roma lo scorso novembre trasmise alla quarta, che si terrà in Berna nel prossimo agosto, vi è quella del principio di nazionalità. Perchè siffatta questione fu rimandata? perchè nella conferenza cli Roma non fu discussa? Per una ra,gione semplicissima: sarebbe bastato metterla in discussione per portare la o-uerra nel congresso della pace. Che cosa avverrà a Berna, se il principio di nazionalità ),'lei suoi rapporti colla politica sarà posto all'ordine del oforno? Siccome gli uomini che prenderanno parte alla ~uarta conferenza saranno pr ess'a poco quelli che intervennero alla terza, e, s'anco non fossero gli stessi uomini, saranno gli stessi sentimenti che animeranno i diversi gruppi, secondo le differenti nazionalità, c0sì ciò che avverrà a Berna, si può press'a poco descernere da quanto avvenne a Roma. Eravamo alla prima seduta della conferenza e si stavano . discutendo alcune proposte per la costituzione cli un co mitato interparlamentare permanente, quando l'onorevole Imbriani chiese la parola e l'onorevcle Biancheri, presidente della conferenza, gli diede un'occhiata come per dire: « anche qui venite a disturbare la pace? »


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IT, PRINCIPJO Dl NAZIONALITÀ

E LE CONFE RENZE PE R LA . PACE

Si sapeva anticipatamente che l'onorevole Imbriaui, il gran ribelle di tutte le assemblee, si era asstmto l'incarico di portare nella conferenza, per fas o per ne/as, la questione del principio di nazionalità, la gran questione proibita; sicchè quando, venuto il suo turno, egli si alzò, parve a tutti di vedere il lampo foriero della tempesta. L'onorevole Biancheri gli diede ancora un'occhiata come per dire: « mi raccomando », e tutti si posero in atteggiamento della più viva attenzione. L'oratore cominciò colle solite spiritose digressioni di cui egli solo vede il nesso con la questione principale, e citò una folla di esempi per dimostrare che le minoranze rappresentano i sentimenti del popolo meglio che le maggioranze, forse per dedurne che la sua mozione, di cui prevedevç1, il rigetto, valeva più di quelle che sarebbero state approvate. Poi, mentre da ogni parte gli si gridava: ali' argomento, egli infervorandosi (e, fra l'ilarità generale, togliendosi il soprabito per slacciarsi meglio), gridò: « ci sono. )> « Che comitati interparlamentari, che arbitrati internazionali vi .andate almanaccando? F inchè non toglierete le ragioni che possono produrre la guerra, non farete che delle accademie. È dal principio di nazionalità che bisogna prendere le mosse. L"arbitrato sarà solo possibile allorquando i p·Jpoli, liberi di se stessi, potranno nomina.re i loro arbitri. Senza riconoscere in modo assoluto il principio di nazionalità, non emettere che voti platonici. » Da tutte le parti si gridava: « all'argomento »; ma l'onorevole Imbriani rispondeva: « ci sono » e con voce squillante continuava: « Anch'io sto per la fratellanza; ma se vedo un altro al mio posto, prima cerco di farlo alzare colle buone, poi, se queste non bastono, uso la forza. « Si parla d'umanità.; bisogna intendersi: per taluni è umanità diffondere la civiltà europea a ba.stonate, per me ò talvolta umanità la guerra. » (I conferenzieri sono inorriditi). « Sissignori_! E vi porterò un esempio: vi ricordate

del brigantaggio? Or bene, qual a'ltro mezzo di combatterlo .se non colle armi? » (Le fisonomie dei conferenzieri. si rischiarano alquanto). « Ma sappiatelo, signori, vi è anche un brigantaggio politico )> (atti di meraviglia); « è brigantaggio politico l'usurpazione e l'occupazione del territorio nazio- . nale altrui » (urli nell'assemblea); « non si può rinunziare a çiò che è inalienabile; se un a1:bitrato non riconoscesse l'it1!-lianità di Trento e di Trieste, io non riconoscer ei l'arbitrato. « Quale guerra pit\ santa che quella intrapr esa per ri . vendicare il territorio nazionale? Per liberar-e i fratelli irredent i?» I rumori dell'assemblea impedirono all'oratore di continuar~, ma aveva detto abbastanza per essere soddisfatto. E siamo giusti: aveva detto delle g ran verità. È indubitato che non pochi d ividevano le sne idee e fo rse egli aveva ragione quando, interrotto dal pre::iici1?nte, si rivolse a coloro che applaudivano l'interruzione e g ridò: « questo presidente, che m'interròmpe, la pensa come me »; ma la grande maggioranzà dell'assemblea. era stupit.a, icandàlizza,tp. d'aver sentito l'apologia della 'guerra n ella conferenza della pace; anzi sarebbe bastata l'a.clesione di un gruppo anche piccolo che avesse mantenuto la discussione su questo terreno, per mandare a monte i'assemblea. Lo sentirono quei deputati italiani e francesi che più si accostavano àue· idee dell'onorevole Imbriani, e non vollero che si dicesse la. conferenza essersi sciolta per colpa loro; perciò nessuno degli italiani lo appoggiò e due soli francesi parlarono nello stesso senso, ma in termini mode ratissìmi. Q,uesto contegno fu molt o apprezzato dai colleghi di altre nazionalità, ma servi a dimostrare che i ·membri di ques te assemblee internazionali, dove pure non si emettono che vo.ti platonici, sono più impast,oia.ti che quelli delle assemblee nazionali d~ve si fanno leggi. No,n è colpa. di essi nè d~lle assemblee, ma della natura degli uomini e delle cose: nelle assemblee internazionali le questioni di nazionalità non possono trattarsi . .

...


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IL PltlNCIPIO DI NAZÌONALJT,\

E J.F, CONPERENZE PER LA PACJ•:

' vennero

)f.

** L'onorevole Imbriani e i suoi due a~ei·enti francesi M. Hubbard e M. Riccard, come conclusione dei loro discorsi, presentarono una mozione, che non fo posta ai voti dell'assemblea, perchè l'uffizio esecntivo, cui era deferito l'esame di tlltte le mozioni, non credette opportuno di porvela. Non diremo o-li sforzi fatti dai proponenti e specialmente dall'ònorev~le Imbriani per farht mettere ai voti, nè le fatiche del presidente pe~· mantenere forza a~ regol~m~nto, . nè 1~ scene che ne segmrono; solo noteremo che nell ultuna sec1uta, fo approvata la proposta conciliativa del presidente di mettere tale mozione all'ordine del giorno per la conferenza ventura. Ecco la mozione : « Il rispetto delle nazionalità nei lor diritti e nei loro limiti imprescrittibili può solo assicurare perpetuamente la pace. . . . « Ogni patto che disponga dei popoli senza 11 concors.o della loro· volontà è contrario al diritto naturale e costi- · tuisce un ostacolo permanente alla pace » Vedremo se questa mozione si discuterà realmente alla conferenza di Berna e saremmo davvero curiosi di sentire i Francesi discutere serenamente coi Tedeschi intorno alla nazionalità dell'Alsazia-Lorena e alle sue conseguenze e più curiosi ancora di sentire i deputati austriaci discutere le stesse questioni coll'onorevole Imbriaui riguardo a Tren:o e 'l'riest~; frattanto ci permettiamo di dire sulla mozione stessa, astrattamente, due parole anche noi. . Che il rispetto delle nazionalità sia sacrosanto, ne s1amo più che persuasi; ma che bastere~be ad assic1:1-rare la pace non possiamo ammetterlo. Non v1 furono mai gnerre nell~ cui cause il principio di nazionalità non entrasse per nulla~ Che c'entrava il principio di nazionalità nelle guerre degli antichi romani? Che c'entrava in quelle che Francesi e Te-

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·deschi e Spagnuoli per tanto tempo a combattere in casa nostra? Ohe c'entrava nella gnerra di secessione americana? Che c'entra in tutte quelle che si .combattono in America? Che c'entra nelle tante guerre civili, sociali, / religiose, commerciali. ecc., di cui ci parla la ·storia? Da due anni, al primo di maggio, tutte le truppe d'Europa sono consegnate in caserma; in qualche città le piazze si tramutano in accampamenti, e talune in campi dì battaglia. È in questione il principio di nazionalità? O no1;i. sono invece i principii dei Gracchi, che rifioriscono sotto diverse forme in tempi di civiltà avanzata, e forniscono nuove · cause di guerre in sostituzione di quelle che la civiltà avanzata sopprime? E la Comune di Parigi ha combattuto per il principio di nazionalità., o per quelli di Catilina? Dunque non dobbiamo dire che l'osservanza del principio di. nazionalitit assicurerebbe la . pace; noi geuera.lizziamo .troppo il caso nostro di trent'anni addietro che non calza più. a cappello neppure per noi. I popoli non vivono di sola na.zionalità, come non vivono di solo pane. Interessi d'ogni specie possono indnrre i popoli alla guerra come gli uomini alle liti. Quando, alcuni secoli fa, si combatteva per la libertà religiosa, chi avesse creduto che il rispetto a questa avrebbe assicurato per sempre la pace, non sarebbe stato più in.,. gertuo di chi oggidì crede che l'assicurerebbe il rispet,to al principio di nazionalità ; ossia la soddisfazione data al sentimento cli nazionalità; perchè il principio, senza il sentimento, non ha valore politico. · Ora il sentimento di nazionalità è tutto moderno, o almeno è moderna la sua forza, la sua popolarità. In germe esiste da iecoli; ma come frutto è maturato ieri. Se così non fosse, la lotta- per la nazionalità, che, sot,to diverse forme, oggidì si combatte in tutti i paesi d'Europa, sarebbe finita da secoli e i popoli si trover ebbero tùtti costituiti secondo la loro nazionalità. · · Quanti sentimenti popol;iri sono maturati prima di questo? Quanti matureranno di poi e si troveranno essi pure m


IL PRINC IPIO 1H N,\:ZlONALlTÀ. 322 lotta con la situazione preesistente 1 Chi puo dire quali saranno le cause delle guerre del prossimo millennio? Ma con tutto ciò non è men vero che le questioni cli nazi~nalità sono oggidì le prime fra le questioni internazionali, che per il principio di. nazionalitii si sono combattute le ultime grandi guerre in E uropa e si combatteranno le prossime; che la soddisfazione del sentimento di nazionalità, se non basta ad assicurare la pace, comincia ad essere e sarà in un prossimo avvenire una delle condizioni assolutamente necessarie per mantenerla. 0

Qui sorge un'altra questione: quali sono i limiti del ter1·itorio nazionale? La citata mozione parla di· « limiti imprescrittibili ; }> ma come si determinano? Un poeta disse: Iridio, co11 i mmor tal i Car,,ttcri di monti e cli marine Cir~oscri~so le patrie.

È vero per l'Italia, per la Spagna e per altri paesi; ma Dio non si prese per tutti questa briga. Qual è, per esempio, il confine nazionale tra la Frallcia e la Germania? I Fran.cesi dicono : il R eno; ma i 'r edes chi dicono: i V osgi. Dunque la uosa è per lo meno incerta. Dei paesi che si chiamano irredeiti, alcuni sono tali re,tlmente, e, se r iuscissero ad unirsi alla madre patria, formerebbero corpo immediatamente con essa e cesserebbero di essere causa permanente di discordia e di gnerrft; altri invece sono destinati ~tcl essere per,petuamente irr edenti, perchè a qualunque appartengano delle due nazioni che se li contrastano, sono irredenti per quella a cui non appartengono. Prototipo di qnesti paesi è l'Alsazia-Lorena. Le frontiere delle nazioni quando non sono segnate da grandi ostacoli natural{, sono soggette a spostarsi. Stirpi e Eno-ue combattono su queste frontiere una lotta incessante, o ,

E LE (;ONFERENZE l'ER I.A PACE

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,della guale le battaglie non sono che i punti culminanti. Co,mbattono colla forza delle loro qualità organiche, coll'appoggio dei governi, colla gara delle scuole, della stampa, ,della coltura, ed anche coll'alleanza inconsapevole di forze naturali: il grado di resistenza al clima e alla fatica, la tenacità e l'attività degli uomini, le attrattive e la fecon<lità delle donne sono forze che agiscono nella concorrenza vitale tra le nazioni nei distretti finitimi. Un gran fiume non è ostacolo sufficiente per impedire ·q~esta lott~, perchè un gr an fiume è una strada, e chi la rercorre si ferma sulle due sponde. Ora nella lotta millenna,ria per la nazionalità e la lingua ~ulle due spond e del Reno la Germania, sotto molti rap·p orti, ha vinto, benchè sia stata spesso soccombente nella prova dell~ ar mi. Qnesta è la nostra opinione, ma compren<liaino che si possa essere d'opinione di fferente, e il contrasto prova appunto l'incer tezza della cosa. Vi sono delle -zone di terreno che sembrano poste ai confini di due razze appunto per mantenere la guerra in prospettiva, affiuchè l'umanitii non s'infiacchismt. Che dire poi dei paesi dove due o più nazionalità vivono <la secoli distinte e nemiche dello stesso suolo~ I Turchi, per esempio, i poveri T urchi dovrebb'ero essere cacciati in nome del principio di nazionalità dalla terra dei loro padri e dei loro avi~ E se tanta difficoltà presenta l' attuazione di questo principio in Europa, che diremo delle altre partì del mondo? Data adunque per un momento l'ipotesi impossibile che .aila spartizione e raggruppamento, dei popoli e dei territori, secondo il principio di na,zionalitii, potesse procedersi ·senza g uerra, come alla divisione di un terreno incolto fra i coloni che devono dissodarlo, si vegga in quale imbarazzo si troverebbe l'arbitro coscenzioso incaricato dell'operazione. La mozione surriferita dice: « si rimetta la questione al popolo; decida un plebiscito. » Ma se questa parola chiude


IL PH!XC!l'!O -Dl :-.A zJ O;,iAL!T\

la bocca a molti, non ci persuade del tutto. Il plebiscito, come espediente, può accettarsi ; come principio, no. Un popolo non ha diritto di votar e contro la propria nazionalità, come un individuo che si fa straniero alla sua patria O apostata alla sua religione per causa cli 1natrimouio, o di divorzio. L'Italia s'è fatta in fo rza dei plebisciti, ma non per dir itto dei plebisciti. Ì l diritto dell'Italia all' unità esiste fino· da quando esiste la nazionalità italia,na, cioè assai prima che la maggioranza del popolo ne avesse il sentimento. Dire che il nostro diritto all'unità dipende dai plebisciti è come dire che il nostro diritto all'indipendenza dipende dalla battaglia di Solferino. D'altra parte, per noi, nei plebisciti, si trattava di costi:. tuzione, non di nazionalità. Vi è stato invero il _p lebiscito di Nizza in cui i compatr iotti di Garibaldi cambiar~no nazionalità, ma è meglio non parlarne. Eppure, anche trattandosi cli costituzione, chi cli noi avrebbe ammesso in una r egione italiana il diritto cli darsi un governo differente, da quello del resto cl' Italia? Chi l'ammetter ebbe o?gidì ~ Colla teoria dei plebisciti, come l'iritenclono talurn, ogni quattro o cinque anni dovrebber o radunarsi i comizi per decidere della costituzione e della nazionalità, come si radnnano per le elezioni· dei deputati, non essendo giusto che il plebiscito dei padri leghi i figli. E allora ne vedremmo· delle belle. Nessuno sarebbe cer to di non trovarsi da mane· a sera repubblicano od anarchico, s~ si trattasse di ,costituzione, e t artaro o chinese se si tràttasse cli nazionalità. Il principio « l'Alsazia-Lorena degli Alsaziani-L orenesi. » per cui alcuni dei nostri si scaldano tanto (non ci sono che, gFitaliani capaci di scalda.rsi p~r ·cont~ altrui) .è ~e~1ello del vecchio e stantìo « Roma dei R oma111. » E poiche siamo, inciampat i di nuovo nell'Alsazia-Lorena, aggiì.mgeremc- per conchiudere ohe se si fosse fat to il plebiscito all'indomani della guer ra del 1870-71, la Ger mania non avrebbe avuto nna dozzina di voti ; oggi ne avrebbe già moltissimi ; fra qualche anno forse avrebbe la maggioranza. Andate a fidarvi dei plebisciti !

E LE COl\FE RENZE PER I.A PACE

F in qui abbiamo parlato del principio di nazionalità. come -se nessuno fosse jnteressato a combatterlo; come se tutta la difficoll~ della sua applicazione dipendesse dall'imbarazzo degli arbitri. Ma è evidente che le difficoltà maggiori vèrTebbero clagl'interessati. Se la sola disaussione accademica ,di questo principio basta a far perdere la calma agli apo-stoli della pace, com'è possibile che la sua attuazione abbia luogo senza. gueri·a? Tutte le grandi potE'.nze d'Europa, sa.Ivo r Italia, hanno qualche brano dì territorio nazionale altrui, che non restit uiranno mai senza gt1erra. Con tutti i pr incip1 d'umanità ,e di giustizia di cui l'Inghilterra è il semenzaio, anda.te a, ,chiedere agl'I nglesi la restituzione di Malta e di Gibilterra! Alla Francia, che in nome del princip io di nazionaìità ·,chiede la r estituzione dell'Alsazia- Lorena, andate a chiedere IJ.a cessione della Corsica, mille volte più italia.na di quello ,c he l'Alsazia-Lorena sia frances,e ! Alla Ger mania, che in :nome del principio di nazionalità. s'è presa l'Alsazia-Lorena, ,andate a chiedere la restituzione del suo pezzo di P olonia ! ;Che diremo cl.ella Russia, il cui autocrate è capo di una :<ilozzina cli nazionalità? Che ~iremo dell'Austria dell'inter naz-ionale A.ustria, clrn l'attuazione del principio di nazionalità r idurrebbe a br ani ? Che diremo della Svizzera, Austria r epubblicana? Ma d'altra parte è possibile che, colla forza . sein:pre crescente del. principio d i nazionalità, l' E uropa duri a i ungo .come si trova? Alla cost.it uzione di S tati a base nazionale l'Europa tende con forza irresistibile, ma non si può fare un passo su ,questa, via senza una guerra. Passi da gigante furono la .costituzione dell'Italia (~ quella della Germania, ma si fecero 11el sangue. E come hanno conquistato i loro diritti di na:zionalità la Grecia, la, Serbia, la Romania, la Bulgaria ?


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IL . PRINCIPIO DI NAZI0NALI1' i E LE CONFERENZE PER L A PACE

Non sappiamo quanti passi, cioè quante guerre, debba. ancora fare questo o· quel popolo per giungere alla meta,. cioè al complemento della sna nazionalità, ma sappiamo che· più d'un popolo non può giungere a quella ch'esso considera meta, senza cacciarne uu altro che la considera meta. ,sua propria e che cacciatone, tenderà a ritornarvi; sicchè forse certe questioni non si comporranno mai, ma quando anche si componessero ne sorgerebber o altre, perchè le mete, si succedono come le tappe del progresso e la concorrenza dei popoli non avrà fine. I filosofi aggiungono: guai se· · l'avesse! Ma se la mozione Imbriani e compagnia apparisce. utopistica per le troppe speranze che fonda sul trionfo dél principio di nazionalità e sulle sue conseguenze, che dire· di uomini raccolti a conferenza per studiare i mezzi di sta-· bilire la pace nel mondo, i quali non hanno il coraggio e la. calma necessaria per trattare le questioni che palesemente, in vista di tutti, maturano la guerra? O essi credono tali questioni insolubili senza guerra, e allora perchè si radu-nano? O le credono solubili, e allora perchè non le trattano? Le tanto derise assemblee bisantine, che discutevanodi teologia mentre 'rurchi entravano in Costantinopoli, non erano molto diverse da queste, i' cui membri, dopo essersi. bendati gli occhi per non vedere un pericolo imminente, discutono la teoria generale del modo di evitare i pericoli-

LO STATO MAGGIORE IN FRANCIA

Oause ahe determinarono la soppressione dell'antiao aorpo di stato maggiore,

Dopo la guerr;t sforLuna1a del ,1870-7 1, quando lo spirito dei francesi non si occupava d':ìltro che di scoprire le cause dei disastri toccati alle loro armi, parte della responsabilità fu dall'opinione pubblica riversata sul corpo di slato maggiore; e cominciò tosto una campagna tend.ente a demolire questo corpo che, a parere di molli, per la sua costituzione e per il modo col quale funzionava, non aveva risposto nè poteva per l'avvenire rispondere allo scopo per il quale esisteva. il Il nostro corpo di stato maggiore, si diceva, è un complesso di scienziati, di geogralì, di tutto quel eh~ si vuole, meno che di ufficiali di stato maggiore. I suoi membri, presi uno ad uno, posseggono qualità incontestabili, hanno dato prove di valore e di patrio ttismo durar_ite la guerrn, ma il corpo nel. suo com- ' plesso fo molto al disotto .della sua missione ». A questa corrente d'idee, certamente esagerate, a questo spiri.lo di reazione, non potevano sotlrarsi i cap i del Governo; e così vediamo dal 11870 al 11878 un $UCcedersi continuo di decreti, di decisioni, di note ministeriali, ecc. , modificanti l'o rganizzazione ed il funzionamento del. corpo di sia.Lo maggiore. Notiamo. fra queste la legge del 13 marzo 1875 portante riorganizzazione. dei quadri dell'esercito , la quale abolisce i tenenti cli stato maggiore e stabilisQe già un servizio di stato 1naggiore disimpegnato da 1if(ìciali, le cfri attrib1izion:i ed il mi reclutan1 ento saranno determinat·i con legge specicile. Abbiamo adn nque sin da quest'anno la condanna a mor~e 1

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LO STATO }IAGG!OR[; IN fRANCIA

LO STATO MAGGI ORE IX FHAN(IA

del corpo di stato maggiore; ma l'esecuzione dell a sentenza si fece allendere per ben cinque anni. rntanto la legge stessa, come preparnr.ione della radicale riforma, stabiliva gii~ la instituzione di una scnoln .!;1Jperi01·e militare (poi scuola superiore di guerra) destinala a sostituire la scnola d'aJ>plica:ionc di slllto maqgiore. . La kqqe spéeirile, alla quale è sopra accennato, incontrò opposi zioni grand issime; e dopo essere stata trascinata su o giù pei banchi della Camera e del Senato per lun ghi :inui, si do1è allidarne la discus!-ioue ad una Commissione mista di se11a1ori e depulnli per poter venire a capo di qualche cosa. Fu so lo .con questo mezzo e dopo molte reciprocltc e ,<penililes» concessioni fra i membri de!ia Commi_ssione, che la legge potè finalmente venire alla luce il 20 marzo 1880. 1

Il corpo speciale di stato maggiore del 7878.

Prima di esnminare questa legge, crediamo necessario di dare uno sguardci al corpo di stato maggiore che la legge stessa venne a <l istruggere Esso era stato creato solto il minlstro Gouvion-St. Cyr, con or · -dinanza reale del 6 maggio ·I8 18, e conlemporaneamente venirn creala la scnola cl'applicazione di stato mag~iore per il reclutamento degli ufTiciali del corpo. A questa scuola si enLravn, da soltotcnenti mediante esami: vi si restava 2 anni e quindi si passara nel corpo col gratlo di tenente di stato m:-iggiore, ed in esso si facera tutta la ~:arTiOt\1 con avanzamento speciale. li corpo di st,1to maggiore fu dunque, alle sue origi ni, un corpo ,chiuso in tutto il rigore del termine. Le basi primitive subirono però successive modi licazioni, fra le ·quali meritano .di essere segnahite queste importantissime co_ntenule -nell 'ordinanza 23 febbraio ·1833: ·IO I sollotenenti che avevano compiuto i corsi della scuola d'applicazione doveva no, prima di entrare a far servizio nel corpo di -stato maggiore, compiere un servizio reggimen tale d: 5 anni, così diviso: 2 anni in fonleriu, 2 anni in cavalleria, 1 anno in artiglieria -0 nel genio . 1

2° Fu ammessa la permuta::ione tra ullìciali dello stesso grado dei corpi di truppa e dello stato mai:giore, previo esame per gli .-ufficiali dei corpi di truppa; nonchè l'n.vcita dal corpo cli stato ma:,:giore anche s~nz:1 permutaz ione . t notevole che ne~sun ufficiale de i -corpi approliltò ma i della prima di dette concessioni. mentre p:1,recchi dello stato maggiore si \·alsero della ~econda . Fu ndnnque addi rittura una tras/orma:ione clre deri\'Ò dalla ora detta ordinanza, nel seoso di rendere, in cerro modo, il corpo di statti maggiore un c0rpo aperto e di fare accrui~Lare ai suo i componen1i la pratica del servizio presso le Lruppe. Se le ouime disposizioni di questa ordinanza fossero sempre st(lte osser va te, mol to probabilmente non si sarebbero verificati gl'inconveuienti che si rimproverarono poi al corpo di stato maggiore; e questo avrebbe potuto salvarsi dalla totale rovina alla quale lo rondannò la legge del if'880. Avrebbe forse bastato al largare alquanto ;Jn porla dell e per mutaz ioni modificando il sistema di reclu tamento e ripartire meglio in tutla la è.urnta della carriera i periodi di :;erv1zio reggimentale per mellPre il corpo in armonia con le nuoYe idee e co i nuovi biso~Ò i dell'ese rcito. Avrebb1:linsommapotutoavvenire quantosi verifi cò da noi quando dal corpo chiuso si pas~ò al corpo aperto, senza distruggere dnlle ·fonclame111a una istituzione che, se .:tY!3va dei clifelli. avern pure grandi mer i1i e gloi:iose tradizioni e poteva, convenientemente tra·sfornrnta , rendere ancora ottimi servizi. Il male si fu che l'ordinanza del ·183~ restò in gran parte lettera mÒnn, se non nella fo rma, cert:imente nello ~pi rito. Di fai.li : Molti comandanti di reggime nto, a11zi clr è assegnare gl i uflici:.di , .. pro11 enierlli dalla scuola d'a pplicazione alle unità di truppa l'acendo fare ad l!SSi regolare servizio, li impiegnvano a far le:.iùni e c,1nferenze agli altri ulliciali, a far levate lopugrafiche, o come segretari ,iel comando , ecc.; nè mancavano generali che se li prendessero come ufficia li d'ordinanza. Altri di que:;ti ufficiali . anzichè essere mandali ai reigimenli. venivano dis taccali ai lavori della carta di Francia. Nemme no il servizio in terno deL corpo funzion arn bene. Così ..ad esempio, si cterniuavano individui in studi e lavori speciali;


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LO STATO MAGGIORE 1;:. FRAXCIA

LO STATO MA GGIORE IN FRANCIA

il che li rendeva coll'andar del tempo inetti al vero servizio di stato, maggiore. Quelli poi addetti ai comandi .di divisione e di corpo d'armala erano general mente impiegaLi dai generali in lavori di nessuna importanza , nel disbrigo delle pratiche d'ufficio, ecc . Pare adunque che non avessero torlo coloro i quali affermarono ed all'èrmano anche oggi che, se l'organismo non funzionò sempre bene, se ne deve ii:icolpare soltanto cli : non seppe o non volle adoperarlo come si doveva.

nali di detta scuola , se capitani; superando esami speciali da stabi· lirsi con decreto_ministeriale, se ufficiali superiori. Per tal modo si · venne a stabilire una garanzia della capaci Là individuale ed uoa mi- · sura di equità contro gli abusi per le amm issioni nel servizio di stato maggiore. Fu poi stabililo che nessun ullìciale potesse restare per più di · t anni consecutivi addeuo al servizio di stato maggiore, e che nes- · suno potesse essP-rvi richiamato pri ma di aver compinto almeno 2 anni di servizio nell a propria arma. Fu però fatta ecce:.::ione per i , colnnnelli e per quegli ufficiali che si dedicassero a studi scientifici speciali. G·li ufficial i vestono la divisa della propria arma e concorrono in , essa per l'avanzamento. La direzione del servizio e del personale fu affidata ad un gene- · raie so tto l'autorità del Ministro della guerra . Questo gen erale è oggidì, per effetto del decreto presidenziale del 6 maggio 18!)0 relati vo alla organizzazione dello stato maggior generale, il capo di · stato maggiore dell'esercito . Fu inoltre creato un Comitalo consultivo di stato maggiore presso il Ministero della guerra. Per sollrarre infine gl i ufficial i del servizio di stato maggiore al· pericolo di cadere nella ro1ttine paperassi~re, tanto rimproverata all'antico corpo, fu costiiuito un cÒrpo di archivisti di stato niag- · giore, senza assimilazione di grado, incaricato, sollo la direzione · degli ufficiali, della parte burocratica .

La legge del 7880. -

Il nuouo seruizio di stato maggiore.

Ciò premesso, torniamo alla legge 20 marzo 1880. Tuili i difetti attrib uiti all'antico corpo si. compendiavano in questi tre: - Essere co rpo chiuso; mancare di praLica nel servizio delle t1:uppe; avere il carallere di corporazione o di casta invecchiata nella routine ed unica depositaria del sapere e del comando. Per conseguenza la legge a ciascuno di ·questi tre difetti contrapose un rimedio, consacraudo i seguenLi principii: ' ·1° Aprire il corpo di stato maggiore a tutLi i buoni elemen ti dell 'esercito, di l)gni arma e di ogni grado. 2° Mantene re gli ufficial i d; stato maggiore quanto più fos~e · possibile a contatto con le truppe. 3° Distruggere le dannose tradi_zioni di casta e di rou,tine dell'antico corpo. Le disposizioni di legge che in omaggio a questi princip ii furono adottate si riassumono in ciò : Fu soppresso il corpo dt stato maggiore creato nel -181 8, sosti· tnenclo ad esso un ser vizio di staio maggiore, nel quale potessero essere ammess i ufTiciali di tutte le armi rrumiti del brevetto di stato maggiore. La scuola superiore militare, instituita nel "870, prese il nome di scnola superiore di r;uerrct e divenne il semenzaio degli ulficiali di stato maggiore in sostituzione della scuola d·applicazione ò i stato maggiore . Fu stabililo che il brevetto si potesse 01.tenere: o frequentando la sc11ola <ii guerra, se tenenti o capitani; o superando gli esami li .

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Oltre alle ora dette disposiz ion i cli massima, la legge portara . eziandio alcune prescrizioni , diremo così d'ordine, tendenti a stabilire le modalità per il passaggio dal vecchio sistema al nuoYO. Così occorreva anzitutlo provvedere alla sorte degli ufficiali dell'abolito corpo; ed a tal proposito la legge stabili che essi fossero ri- · parliti fra le diverse armi in proporzione.nl numero degli ufficiali di grado eguale di ciascun'arma. Bisognava poi reclutare gli ele-· menti per il nuovo servizio di stato maggiore; e questi elementi· furono presi in porle dagli uffi ciali che avevano già compiuta la. scuola superiore di guerrn, ai qual i fu dato il brevetto. Sic,:ome però era ancora piccolissimo il numero di questi ·ultimi ,_


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LO S'rATO llAOOlORE li:\ FRANCIA.

così avvenne che la ma-~siina pa:rte degli iil1iciali chiamati al nuovo servizio era cli- qnelli prolJenienti clat Corpo soppresso. Questo fatto ba molta importanza dal punto di vista dello spi1·ito che pnQ oggidì regnare fra gl i ufficiali del senizio di stato maggiore -e dell'ambfonte morale ent110 i.I quale il servizio stesso fun ziona. L'apparizione tli questa legge , che aveva posto in giuoco tanti opposti interessi e che era costala tnnte penose lotte, pare non fosse salu tata con gioitt da. nessuno - \( Lungi dal considerarla come un progresso, la maggior parte degli interessati non vi scorse .altro che una mezza, 1nisw·a destinala a non soddisfare alcuno , e ·dopo pochi giorn i si t:ece a chi le poteva scagli are co ntro la pietra più grossa . » - Pare anzi che la soppressione dell'antico corpo • abbia fatto tutti scon tenti : gli ufiìciali del corpo per,il unturai'e att accamento che dov"e1•ano avere ad una istituzione alla quale aYevano appart~nuto e che vedevano distrutta; quelli del le truppe perchb videro mettersi in testa alle liste d'a-vanzàmento parecchi ufficiali intrnsi . Per comprendere quest'ultimo fatto conv iene sapere che, per effetto della legge ,13 mnrzo ,1875, la quale dava grande incremento ai quadri dell'esercito, vi fu un acceleramento di carriera in tutte le armi: mentre che al corpo di stato mal,!giore non si proVl'ide, in attesa della legge specfole che doveva modificare la ,istituzione . Così avvenne che ali ~, ufficiali di stato mar,oiore ~n erano rimasti in ciascun grado i più anzian i di tutto l'esercito e, come d);:;se taluno, di tutla l'Europa; ed una volta versali ·1;ell~ vnrie armi, vennero a risultare i p"iù anziani. Ad accrescere il malconten to e a dare una nota quasi comica agl i elielli della legge, contribuì il modo col quale venne faua la ripartizione degli ufficiali di stato maggiore fra le varie armi. Dapprima era stato stabi lito di favo_rire le aspin,zioni individua li ; ma siccome in pi·atica si vide che il soddisfare queste asp irazioni non avrebbe permesso di fare la ripat tizione proporzionale voluta dalla legge, così; per non farn ing-ùbstiz1·e, si ricorse alla sorte . E questa fn talmente bizzarra nelle sue decisioni, da far capitare nelle varie armi proprio quelli che, per qualità fisiche e per condizioni di $pec,ali attitudini intell ettuali, erano meno adatti aprestarvi servizio:

LO STATO )fAOGIORB IN FRANCIA'

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Riproduciamo alcune linee dello S'pectatew· :lfilitaire dell'a- . prile 1880 (cronaca), le quali ci s.embrn rispecchino a meraviglia.. !'impressione prodotta dalla legge, anche sugli animi dei partigiani del nuovo sistema : ·« Possa questa legge avere i risultali in vista dei quali è siata « votata ! Noi non disperiamo affatto che crò avvenga. Pur reo- . « dendo all 'ex-corpo tutto l'om:1ggio che merita per i suoi ecce!. « lenti servizi derivant i dal' va lore · individua le dei suoi membri, « siamo parti giani dich iarati del servizio aper10, di cui la legge . \( del 20 ma'rzo ha inaugurato l'~ra . « Senza pretendere che il fnnzionamento di quefto serv1z •o sia « capace di fare obliare le quali tà dell'antico corpo, noi credi:11110 « che esso potrit rendere ·risu ltati migliori . Il success~ dglla nuova · « legge dipende però interamente dal modo con cui sarà applicata « e sopratutto dalla scelta del per,;onale. » Com~ si vede, anche i partigian i del nuovo sistemà furono tutt'altro che entusiasmali dalla caduta del vecchio corpo . J.'unico vantnggio reale che fu affermato e riconosciuto si è quello cl i a vere aperto a tntti l'accesw al servizio di stato maggiore. · Le critiche falle dai partigiani del vecchio sistema l'urono m'.lltissime, ed alcune mollo severe. . Si disse, ad esempio, che coll'abol izione del corpo e sòpratulto coll'abolizjone della divisa.-si era distrutto il prestigio, J"aHìatarriento, la tradizione, lo spirito di corpo, doti tulle indispensabili per il. buon funzionamento di qualunque servizio e più specialmente di quello di stato maggiore. Nella disparità di carriera derivante dal fatto che gli ufficiali.debbono seguire la sorte della lo ro- . ai:ma, intravidero una fonte di malcon tenti, di rivali\à e di attriti . pericolosi, ritenendo inoltre cosa sommamente ingius1a che ul1iciali.. di e6uale merito, sottopo, ti alle ste,:;se prove e legati sempre, malgrado la divisione posta fra essi dal la legge, ad un lavoro comi.me· . e delicatissimo, non dovessero poi essere compensali in eguale mist1ra . Si previde che il continuo ,·a e va e vieni dallo sta to maggiore alle truppe. avrebbe prodouo , anzichè i benefizi previsti dall a, legge, grave incaglio e confusione nell'andamento del servizio ,.._ /


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LO STATO MAG GIORE IN FRANCIA.

LO STATO ~fAGGlOR.E: lN FRANCIA

Con questa di$posizione si è voluto rimediare a due inconvenìenti. Il primo è quello che derivava dalla eccessiva instab il ità degli ufficiali nel servizio di slalo maggiore, per effelto della prescrizione che vietava una permanenza continuata di più di 4. ;uni nel servizio; instabilità che era causa di continue lagnanze da ,parte de i generali per gl'inconvenienti che ne derivavano al servizio in genere e più specialmente ai lavori di niobilitazione; come pure di malco ntento negl i ufficiali stessi per i danni fina1niari che essi risentivano dai troppo frequenti cambiamenti di residenza . Il secondo inconven iente al quale la legge ha voluto ripi,rare derivava dal fatto che gli ufficiali <1·artiglieria e del genio, nei due anni di ritorno all'arma rispetliYa, erano generalmente impiegati nello stato maggiore particolare dell'arma , eludendo cosi il principio d13lla legge 1880, secondo la quale gli ufficiali avrebbero dovoto, in qu esti due anni, stare a contalto con le truppe . La · ,:legge 11890 ch iarisce meglio qoe::;to co ncetto e lo melto sotto forma espli cita; 2°. Si è tolta l'eccezione che faceva la legge 1880 per i colonnelli e per gli uffic iali dedicati a studi speciali, obbligando tutti al ,servizio biennale da capitano, maggiore e colonnello. 3° Per meglio affermare ed estendere nell'applicazione il prin·CÌpio che gl i ufficiali dì stato maggiore debbono essere fam igl iari con le truppe, e nello stesso tempo per aver mezzo di fare una scelt.a accurata e possibilmente imparziale degli elementi da chiamarsi al servizio · di sta to maggiore, si è stabilito che i brev'ettat'i <lebbano fare due anni di esperimenlo (stage) presso i vrirì stati maggiori prima di essere ch iamati al servizio, e che durante questi <lne anni debbano compiere un periodo di se1:vizio in armi diverse da quella cui appartengono . La durata di questo servizio è stAb ilita dal min istro.

t: nonchè danno reale nella isLruzione degli uffic iali , i quali avrebbero fin ilo per non far più bene nè il servizio di stato maggiore nè , q~ell o presso le truppe. Altro grave appunto fu questo: Con la disposizione che gli ufficiali dedicati a studi speciali potevano essere esenti dal servizio · biennale ai corpi, ~ì lasciava aperta la vi,i agli abusi ed al favoritismo. Sì farà preslo , dicevasi, a far pa~$are un uJTiciale per . uomo ·dedito a quakhe studio speciale quando vogliasì esentarlo dal . servizio ai corpi. È senza dubbio difficile, sceverare il buono dal callivo, il ver.o . dal falso e dall'esageralo fra tulle le critiche che furono fatle . alla legge, dettate certamente in parte da spirito dì roiitine o da interessi personali. Però , se ci fosse permesso di giudicnre soggettivamente e dì esporre le nostre impressioni, diremmo che le critiche . qui sopra riportate ci sembrano senz'altro giuste, e concluderemmo -~o,-i: Si poteva rimediare al difetto principale del corpo dì stato maggiore, cioè al sno carattere di corpo chiuso, e molto più facil mente ai mino ri difetti, senza distruggerlo completamente distn~gendo con esso tulio il patrimonio dì forza morale e di valore reale -~he gli stessi avversari non poterono negargli, e che non potrà ri·costituirsi se non con mo llissimo tempo e grande fatica, dato pure --ehe col sistema ora adottato vi si possa riuscire.

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Legge modifiaante q'!_e!la del 7880. I fatti hanno, a breve scaden7.a, dato ragione a molti dei dubbi . e delle critiche. Dopo '10 anni di funzionamento della legge, si riconobbe la necessità dì ritocr.arla, ed il ministro l?reycinct propose -~ fece adottare nel giugno dell'anno 1890 una legge apportante a .quella del ·1880 le seguenti modificazioni, corrispondenti ad altrettanti inconvenienti verificatisi nei dieci anni di prova: 1° I capitan i, i maggiori ed i colonnell i non po:;sono di massima essere promossi al grado superiore se prima non hanno eser..ci tato un comando cli truppe corrispondente al loro grado, nella . loro arma ·di ·origine, per la durala dì almeno 2 anni. 1

Ques~ legge troYò qualche opposiz ione alla Camera p_ei deputati I perchè, sì diceva, è un passo verso il ritorno all'intlc'o corpo; J~ quale ritorno tendono gli ufficiali da esso provenienti, i quali costìtu iscono ancora l'elemento predomina.nte del nuo,,o servizio di stato maggiore. Ma queste opposizioni furon o agevolmen te vinte dal min istro della guerra, e la legge passò .

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LO STATO MAGGIO RE IN FRA NCIA

Saranno stati con ciò eliminati Lutti gl'inconvenienti del nuovo · sistema? Funzionerà il servizio di stalo maggiore effellivamente a, mera oiglict, come disse il ministro Freycinet sostenendo la sua proposta di legge? Sarebbe assa i difficile dare un giudizio, mancandoci gli elementi di fallo e de vi.rn per poterlo formulare. Noti'nmo però che durante b discussione di questa ultima legge· tornò a gal la la questione dell'ex-co rpo, ed il colonnel lo Robert . spezzò una lancia in suo favore dicdndo che se diede frulli non del tutto buoni, se ne deve incolpare chi non fece osservare le buone regol e che lo reggevano e chi non seppe servirsene. L'unica cosa che gli mancava, soggiunse egl i, era quella di essere un corpo· apP,rto . Si poteva riparare a questo difello senza distruggere il corpo, distruggendone iii pari tempo le tradi7.ioni e la co mpagine con grave danno del servizio. La conclusione di qu.esto disco1·so f'u, .accolla da vi rn approvazion i da tulli i banchi della Camera. Noi quindi saremmo tentati a credere che la chiusa del discorso· del colonnetlo Roberl si avvicina più al vero che non la pomposa, affermazione del mini;;tro Freycinet. Ed invero: Posto il fallo che l'elemento ancora predominante nel servizi o di· ,:tato maggiore è costituito da ufficiali dell'antico corpo (I ), è da credere che costoro, per quanta virtù di sacrilìcio possano avere, non potranno essere entusiasti per una istituzione sorta a d~nno di tJuell a nella quale banno fatto le prime armi , hanno co rso i r iscl1i della guerra ed alla quale li lega no per conseguenza tante tradi' 7.ioni. Or.i: o il malcontento di qn esti ufficinl i trova un'eco negli elementi nuo oi, desiderosi anch 'essi cli rappresentare qualcosa di me~l10 defi nito e ùi essere meglio or~anizzati per lo scopo al quale· servono, ed allora non può mancare nell'andamento generale del servizio una certa tiepide.ziw, senza dnuli i:; dannosa: ovv13ro quest~

HJ :.'\ell' • /kho ae Paris • riel ma rzo i893 si lcgg~,~ t omina del nuoro capo di slato m,1ggiore ,lei ; • Corpo porta 11 4 il numero dei 11&"1M di stato maggiore òi Co1·r10 cl'::m:na.t,1 che che no,1 provengono aalt'anlica $CUOla imperiale cli stato ,naggiore. Da quando il genern lo •<le )li ribe l é succeduto al ge ner:110 Jlaillot, gli ufll'cia.li sureriori che li nnno ol.lenuLo 11 bre\'ello o coll'esame speciale o mediante la. scuola tli i;uerm sono mollo m.eglio apprezzati. Essi cominci«no ,ul arrivare ari occ u11,u·c gli uflìci più importanli <lei ~enizio di stato maggiore • .

337 elementi nuovi si trovano s'.>d<l isf'atti della condizion e che è ad essi fatta (del che v'è da dubitare), ed allora si avrà un certo dualismo causa di attriti non meno pernicios i. È ~ero che tale stato di cos; è destinalo a sparire col tempo ; ma non è men vero che il males .. sere. introdotto una volta in una istituzione diflìcilmen Le si può guanrc co mpletamente e clte, se spariranno un giorno i vecchi elementi, resteranno pur sempre gl' int:on ven ienti derivanti dalla diversità nella uniforme dei vari elementi, dal la diversit à di trattamento nelle promozioni e da tante altre piccole cause, che, tutte ins ieme concorrono ad impedire la forma7.ionc dell e tradizioni, dell o spirito di co rpo e cli quel le altre forze morali che pure hanno tanto peso nel valore delle istituzioni militari. LO STATO )IAOGIORE I N FRA NC IA

l 'auanzamento. Crediamo infine necessario, allo scopo di meglio rischiarare l'amhiante morale entro cui si svolge il serv izio di staio rnagg-iore, cli mcLL~re in evidenza una condizi one di cose, dipenden te dal modo con cui è appli cala in Francia la leµ-ge sull'av.1nzamento, la quale non pnò a meno d'influire sul morale degli ulTiciali di stato maggiore. Questa legge, poco dissimile dalla nostra nelle sue basi fondamental i, è letteralmente applica ta in Francia per quanto riguard a le proporzion i fra l'anzianità e la scelta . Tulli gl i ullìciali , brevettati o no, possono e%ere promossi a scel ta, pnrchè proposti dal rispettivo capo di corpo o di servizio per l'iuscrizione sui tablea11-rd'avanctment. r non breveuati debbono superare alcuni esam i (molto elementari); i brcvel.tati sono dispensati da questi esami e per di più godono il vantaggio di poter essere in scritti sui detLi wbleaux con una anzianità numentata di G mesi, e quindi, per con seguenza , di poter anche es,;ere proposti sei mesi prima di quel che consentono i limiti minimi d'anziani tà che annualmente fissa il Ministero. ·Il brevetto però non conferisce alcnn diritto :ill'avanzamento a scel ta, e gli ufficiali che ne so no provvisti. sono, al pari di tutti gli altri, alla mercè del beneplacito del superiore. 22 -

AN:-(0 XXX VII, VOI.. li ,


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LO STATO MAGGIORE IN IntANCIA LO ST A.'l"O !UAGGIORE IN FRANCIA

Ora avviene spessissimo che, malgrado ilvantaggio dell'anzianità piLl sopra accennato, non r,olo i brevettati non sono i più favoriti dalla scelta, ma mo lti 'di essi, unche se fanno servizio di stato maggiore, non sono compresi nelle liste d'avanzamento a scelta che molto tardi e per di più senza alcun riguardo nlla loro anzianità ris~ettiva. Per quanto si vùg-lia credere che ormai gli ulliciali francesi abbiano fatto il callo a c1uesto sistema che viore da tanti anni Ila Ie(rne Ol"> sull'avanzamento è del ·I832), noi non possi:uno ammetterlo, poich 0. le lagnanze contro il sistema stesso e le accuse di favoi itismo chu gli si lanr.iano in ogni circostanza ci prov,1no il contrario. Nell'u!Limo decennio furono presentati nlla Camera parecchi pro-. getti di legge sul l'avanzarnento; m1 per una ragione o per l'altra abortirono tutti. Ora seml,ra che sia intenzione del ministro Frevcinet di presentare un nuovo progetto . e tutti lo attendono con a~sietà sperando che fin isca l'attuale stato di cose. Frattanto è indubitato che il malcontento è generaie; e per {Juanto sia grande il concetto che noi abbiamo dell'elevatezza dello spirito degli ufficiali francesi in genere e dei brevettati in particolare, non possiamo a. meno di l'itenere che il generale malessere siasi impossessalo anche di questi ultimi, i qua li, in r,1gione dei ·titoli che hanno saputo ,1cquistarsi col lavoro e collo studio, deb,bono maggiormente sentire il peso àelhi ingiustizia. ~ L'ufficiale brevellato gode in Francia molla considerazione anche nel mondo non militare: e, sia per questa ragione, sia ptlrchè si ritiene conforme alla giustizia ed unico mezzo per tagliare le gambe agli abu,i, si va formando una corrente favorevole alla riforma del ' di riconoscere ai breretsistema d'avanzamento, nel senso non solo tati il diritto a speciali v,rntaggi, ma di concedere quasi esclusivamente ad essi ogni vantaggio di carriera. È questa l'idea che troviamo espressa nello Spectateur 1)Jititain ·del 15 marzo ·1891 (Chroniqw; de lci qninzainc), a proposito dell a istruzione snl servi:rio <ii vtato maggiore, allora pubbl icata : << Questi vantaggi (l 'aumento di anzianità concesso ai brevettati) ,< potrnnno sembrare eccessivi a taluno. In quanto a noi , li troviamo ·« del tutlo giusti ... » . i"'l

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i Quando le giuste presunzioni di capaci;à che comporta. il bre« vetto sono confermate dalla pratica del serviziQ, gli° ufTìciali che « dànilo tali prove di un reale titlento mii itare non saranno mai , a << nostro avviso , messi troppo presto in possesso dei gradi nei quali « que:-to talento può meglio svilupparsi e rendere al pnese i più « ~randi servizi. » - (< F~ così che dovrebbe, a. parer nostro , essere << !~leso ed applicato unicamente l'avanzamento a scelta, del quale « s1 fa purtroppo un abuso così spesso scandaloso. »

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AMIENS

AJY.J:'IENS CONSIDERAZIONI DI STRATEGIA E -DI TATTICA.

{Continuazione Vedi Numero precedente)

Ed ora passiamo all'allro campo, vediamo le forze, gl' i~ tenti , le disposizioni dei francesi, ciò che hanno fotto, ciò che faranno, ciò che avrebbero potuto fare . Le informazioni pervenute ai tedeschi circa i centri di radunata delle truppe francesi sono abbasianza esatte, forse alc1 uanto esagerate, almeno nei primi tempi, per quanto riguarda la forza . T°nuo deve essere impiantato di nuovo, e a Lilla, Amiens e Roueo fe rve un lavoro febbrile, sotto la direzione del generale Bourbaki, per la costituzione dei nuovi corpi . Questi , pur non avendo da principio che eITel.tivi di uomini scarsissimi, non mancano, eccettuate le guardie nazionali mobili, di una certa solidità. Se anche qui vi sono dei soldati nuovi , ve ne sono pure molti altri già vecchi al mestiere delle armi e che bnnno preso parte alle grandi hallaglie del primo periodo della campagna; si può quindi co ntare su dei buoni quadri, cosa essenziale con truppe improvvisate, pe1· Je quali la sola istruzione deve consistere nell 'imparare a servirsi della propria arma, la so!a manovra nel segu ire i propri capi. Che questi capi siano istruiLi nel mestiere del le armi; cl1e questa mag~ uiore istruzione dia loro quella supremazia sui pr0pri dipendenti ;he è necessaria per cond urre incontro al la morte degli uom in i che da poch i giorni appena han~10 lascialo le loro fam igli e, ed anche con truppe improvvisate si potranno ottenere buoni risultati.

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:J l ,J9 novrembre'il generale Bourbaki lascia il comando dell' arwata del nord in seguito a dimostrazioni ostili delle popolazion i, che non vogliono che quel comando sia affidato ali' ex-comandante della ·guardia imperiale. . Gli succede provvisoriamente il suo capo di stato magg iore, il ieneraie Farre. - Ali' incirca alla stessa epoca si ha noti.zia del l'avanzata del nemico. · •Quale partito converrà prendere·? Una ritirata da Amiens verso il nord è possibile. È però con· 'Veniente? Amiens, la patria di Pietro l'Eremita, la città ricca per le sue ·industrie, per il suo commercio, per grandi opere d'arte, nodo stradale importantissimo, importanté punto di passaggio sulla Somme, -cadrebbe senz'n llro in mano del nemico . Sarebbe per questo un primo grande obbiettivo raggiunto . Prescindendo dal valore materiale che avrebbe la presa cli questa piazza, essa lasciercbbe ai tedesch i piena liberlàdi manovracon tro ·il nord come contro la bassa Senna, taglierebbe completamente le .truppe di Lilla. da qnelle di Ro uen . E quale vantaggio potrebbe venire ai francesi da questa ritirala"? Essi potrebbero forse rendere più solidi i corpi in formazione , ·sempre quando questa sol idità non venisse ad esser compromessa dalla depressione morale prodol.la dal fatto stesso dell 'abbandono di Amiens di fronte all'avanzata del nemico. )fa sarebbe poi ad ogni modo un vantaggio positivo e reale? No, perchè i tede.:ìchi riceve·rebhero l'inforzi nel medesimo tempo. Ai francesi non può essere ,sfuggito lo stato di crisi, 0 per sè stesso evidente, in cu i si trova il ,nemico. Per il momento le forze si equilibrano.Sarà così più tardi? Ed anche così fosse, (fUal contingente di forza morale non sarà ve·nuLo al nemico dal la fac ile presa del primo obbiettivo importante ? -e qual contingen(e di forza materiale d_all 'aver potuto riposare da •;lunghe marcie in posizione sicura? Si aggiunga a tutLo ciò il carattere francese, l'e_ccitarnento natu,rale di questi nuovi so ldati ansiosi di incontrarsi col nemico e animati dalla speranza di ottenere su di lui quelle vittorie che non ,hanno potuto ottenere gli eserciti regolari, e sarà facile immaginare ,come verrebbe accollo l'ordine di ritirata.


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AMIENS

I soldati, cui nei proclami del governo si è cantato su ogni tono· che se sono stati battuti ciò è accaduto perchè i loro capi li hanno traditi, crederebbero ad un nuovo tradimen to ed è difficile prevedere quali potrebbero essere le conseguenze finali. Non è quindi il ca~o di parlare di ri tirata . 8i dovrà allora restare nei dintorni di Amiens , prendervi posi zione ecl attendere l'attacco del nem ico? An che qui si possono avere due soluzioni. La città essendo situata acavallo di un liume, si può prendere posizione su una o sull'altra delle due sponde. Per un completo stud io della que:$tione è quindi necessaria una preventiva descrizione del terreno adiacente alla piazza, terreno che sarà poi <1uello su cui avverrit la b,1L1aglia. · Il terreno che circonda Amiens è diviso in due parti dalla Somme. che scorre prima con direzione generale da est ad ovest. facend o però molti risvolti. fin quasi ad Amiens, e, poco prima di giun~ere a questa piazz,\ assume la direzione di ovest-nord-ovest, dividendosi in vari canali nell'attraversare la città. La Somme è un fiume abbastanza importnnte ed un considerevole os tacolo tattico, sia per il volume delle sue acq ue, sia per la naturn delle sue sponde costitui te generalmente da teneni pal udo~i o torbosi, da praterie assai spesso i non da te. Ne viene che il passagg io di grossi repill'li di truppa è di fTicil e fuori dei punti obbl igati e richiede l'impiego di materiale da ponte. I diversi ponti che si trovano nel riume sono faci lment,~ distruggibil i, eccetto che nell' interno della ciLLa, dove, per esser le acquP, in canalate, una distruzione, oltre all'essere dinìcile , non avrebbe che limitata importanza, potendovisi prontamente e facilmenle rimediare con mezzi di ripiego . A nord della Somme il terreno va co nsiderato diviso in due distinte parti: le adiacenze immediate di Amiens e la zona che si trova al di lit di 5 chi lorne1ri dalla città . Oltre questo limite, il terreno ti sparso di villaggi, di fattorie, di boscl1etti. Al di quit invece presenta caratteri diversi. Esso è piuttosto unito , senza ostacoli, quasi completamente scoperto. È que1,to il terreno battuto efficacemente tlaÌ' cannoni del la cittadella, di screta testa di ponte contro le proven ienze da nord. per opporsi alle quali venne costitu ita, e che sharra le

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AMIENS

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,•arie strade che giungo no ad Amiens da Oou llens, da Arras e da Bapaume. Verso sud In cittadell a, se si eccettua il sellore trn la Somme e la Cell e, non ha piìt alcun valore, sia perchè il terreno rialzandosi al di là del fin me la domina completamente, sia perchè si trova addossata alle case, da dovo può essere facilm ente battL1ta, e contro cui diverrà una minaccia terribile in mano nrii tedeschi nel secondo perioùo della ca mpagna del nord. . [l terreno a sud del!a Somme è generalmente coperto, sparso d1 case e villaggi e di picco li boschetti. La viabilil.à vi è resa facil e dalla filla rete str:idale: talti~amente parlando però, le comunicazioni tra un tratto e J'al1ro della zona che si considera sono rese òifficili da alcuni amuen ti del flum o, di non grnnde importanza per il volume delle acque, ma che l'acquistano per la natura delle spo nde, quasi ov11n11ue profondamente incassate, pantanose e coperlo di fitLa boscaglia. Tra questi alTluenti i principali sono due: la Celle e I' Avre-La Celle corro da sud a nord e va a shoccare poco a valle di Amiens. L' Avre., che sbocca in vece a circa 2 chilomet.ri a monte di questa citi;\ ha ancl1'e$SO direzione generale da sud a nord nel suo ultimo tratto , in cui puo considerarsi quasi come il prolunga mento della Noye, suo alìlu cnt.e di sin istra. Primn però ha direzione da S. E. a N. O. e 1·.i rca 4. ch ilometri a moote del confluente della Noye riceve l'altro suo affiuent.e, la Luce, meno importante dell'Avre come linea di ost acolo e chf:l corre da est ad ovest parallelamente alla Somme. Da tali corsi d'acqua il terreno a sud di questo fiume viene div iso in diverse zone, che sono cssenzi.il~ente le seguenti : ·I O un settore tra la Celle e la Somme, che è, almeno nelle ailiacenze d1 Amiens, sollo l'azione dei fuochi della cittadella. ~ 0 Una lingnn. di terra, tra la Celle da un lato e la Noye e l'Avre dall 'altro, con una dorsa le unila, da cui si dirnmano vari riga~noli incassati ; la quale con pendenza leggera va discendendo fin verso Amiens, divenendo sempre più inclinala nell'avvicinarsi alla piazza che domina completamen te. :t Un altipiano, detto di Villers-Bretonn eux, tra la Somme e la Luce, altipiano dell'e/:tension e di ci rca 1Ò chilometri tra i due 1


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co rsi d'acqua, li mila.lo dal!' Avre ver.;o ovcsl, ma senza alr.un ostacolo che ne segni il term ine vers1J est. dove, dopo ol trepassale le sorgenti dell a Luce, si confonde col terren o ondu lalo che si trova a sud nell a Somme. Date queste condiz ioni di terreno, è pos;;ihile una resistenza al di quil o al di la di qu es to fium e? La pos izion~ sull ades tr,.dclla Sommo co me posizione esclusivamente difonsiva, è abbastanza buona, almeno a pri mo aspetto, poichè si presta ad un brron collocamento dt lie tru ppe , e specialm enl o dell'arti glieria, balte benu gli accessi al fium e e, nel raggio di azio 11 e delln difesa. rencle mo llo clillici le il pas:;ag,:{io di qnesto ad un nemico che non abhia un predominio di fo rza adll iritura sc hiacciante. Ben co nsiderai.a però, in sè ste,-sa, e sopratutto in rela~ione colla fo rza che dovrebbe occuparla, essa non ha gran valore. Anzit.ull.o ba il c!ifetto di tutte le posizioni che l1anno sul fronte un corso d'acq ua importante, quello cioè di rendere diflicile la controffensiva, a meno che il nemico non sia stato completamente disori-;anizzato nel tentnre l'allacco , nel qual caso non si tratterebbe pi ù di cormaLtal)co , ma piu uosto di inseguimento. Il doversi d;videre e incolo nnare per pa3sare sn pochissimi punti e po i nuoram enLe schierar!,i. ol tre al rrodn rre confusione, porta co n sè una tal perdita di tempo da permettere al nernico, se ques lo non è stato add irillura annientalo, di orientarsi di nuovo, riordinarsi e pn:ipararsi a difesa. E questo tanto più, quando questo nemico abbia truppe rego lari, e siano invece truppe improvvisate quell e che gli stanno di fronte. · lin altro difello della posizione sul!a destra della Somme sta nella sua im mensa esten sione Per poter proteggere ellicacem ente la ferrovia di Lilla, e nell o stesso tempo evitare un facile aggiramenLù, bisogna giungere, verso e3L, fi no a Corhie. D'altro canto verso ovesl si ha Ami en:; indicato come e~tremo limi te, non essendo convenien te come si Gvisto, abbandonare la piazza al nemico, che una volta possesso1·e di questa, potrebbe con ogni fac il ita spuntare l'ala destra della posizirine . Ora tra Co rbic e Am iens si ltanno circa •'I 5 chi lometri in lin ea retta, e basta la semplice comunicazione di questo dato per dedurre elio

Al1JEN$

3.Jf,

la posizione in parola non avrebbe alcu n valore per un corpo di 20 o '.z5 mila uom in i. E qnesto valore non sarebbe nean che mollo grnnde per forze asso.i m:ii,'.giori di quelle di cui possono di sporre i Frnncesi. Per tenEre infolli la cittadella di A1Ì1iens, viste le condi1.ioni in Crti ques1a si tro,·a bisognerebbe spingere l'occupazion e a sud rl e!la cit tà, !,ulla si ni:-1ra della Somme, impiegandovi fo rze considerevoli . Ora il nemico, probabilmente più forte, non avrebbe da fa re altro che punLare co l orosso da questò lnto., ricacciare l'occupa zion e avanzata, mi nacciare Amiens di born bardamento e presa la ci tlà cercare da questa, cli giungere ad impadronirsi della ciLLadella , cosa come si è detto non dil'ricile. Sareb be quindi que~tione di tem po mag~iore o mir.ore, ma prima o po i l'aLLaccante, ass icurato da una altiva vigilanza su i fian chi e dalla sorveglianza dei passi della Somme, gi ungerebbe senia dubbio a spunlare la destra della difesa compromettendola seriamente. Viste per tal modo le cond izioni della pos izione su lla destra del la Somme, vedir,mo quelle delln po!-izio11e ,ulla sinistrn, ed esaminiamo se meglio dell',d1.ra si pre.';Li ad un,t c~llkace protei.ion e di Amien5 e della fe rrovia di Lill a. An che quesla pre:;en ta. un primo dif'et to -capitali>, che sai la subito agli occh i di tulli, qL:ello cioè di essere ad do~sat.a. ad una li nea flu viale. [ fiu mi sul cam po tatti co, per quan to sono ulili qua11do per la loro direzione possono servire da sicuro appoggio d';ila, altrcllanto 5ono d' impaccio qnanLlOcorrnno parallelamente al fronte di schieram ento .e pericolosi poi qnando so no alle spa lle di questo i'ronte: l(uniyyriit:; informi. E:-;si rendo no dillicile In ritirata e cambiano racilmente ~I' inrnc·Ces,i , anche cli non grande i111por1a11za , in completi disastri. La posizione sulla sinistra dell,1 Somme ha poi, come quella su lla destra, l' in conveni ente della troppa esten3ionc del fronte io rapporto . colla forza di,po nibi le. Infalti una di l'esa limita ta alle adiacenze im mecli:ite di Amiens non n.vl"ebbe che 110 minimo valo 1·e, per la natura del terreno che va sempre declin ;1ndo ver5o la piazz:t e per i poch i appoggi che e3SO pre:;enta al l,t dii"esa. Tn ollre sa rebbe l'acile al nemico, ripetendo una rmanovra tià u~ata con .;uc~esso nel precedente pet"iodo della cam~


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pagna. accerchiare i Francesi in Amiens e rendere loro diflicile qualsiasi operazione. Una difesa abbastanza effi cace, tale da co prir la città e fa linea ferro viaria di Lilla dovrebbe 1enere il terreno tra la Celle e l'.hre, ad una certa distanza dalla città stessa, e prolungar:;i poi sul!' altipiano di Vill ers-J3retonn eux. · Ma per tenere questo fronte con speranza di :a;u ccesso bisognerebbe avere diversi corpi d'armata e non poche migliaia di uomini. E ancora la posizione non sarebbe delle migliori percbù il nemico attaccante punta.nclo verso l'ala sinistra, priva di so li di appogg i,, potrebbe probabilmente averne ragione. Sca rtati cosi i due partiti dell'abbandonare la li nea della Som 1110 pel' panar.s i indietro e del tenersi ferm i al di qua o al di la di essFL per att endervi l'attacco del nemico, rimane l'ultima soluzione: andare incontro a questo ed attaccarlo p1·ima di essere atraccati. . Anche questa soluzione può esplica rsi in due modi: o portarsi ad incontrare li nemico mollo a sud di Amien;;, o attenderlo nelle vicinanze della piazza e gellarsi addosso ai tedeschi nel momen to in cui questi si preparano ad atlaccare. Lo scostarsi dalla piazza non conviene per diversi motivi . Anzitutto si stancano i soldati colle marce, e al momento dell'attacco le truppe sono assai meno fr esche, specialmente quando non sono ab ituate al marciare. Poi si perde il vantaggio di potere incorporare· fino all'ultimo momento i rinforzi che giungono per la via di Lilla. Inoltre ques to movimento in avanti , che non può sfuggire al nemico lo mette sull'avvi so rivelandogli le intenzioni che si banno permettendogli di meglio prepararsi ad una valida re~isLenza. Si aggiunga a questo che, avendo di fronte un nem ico abile manovriero. come h~nno dimos.trato di essere i tedesc hi , lo stacco r$i di 1.ropp~ dal la piazza che si vuol proteggere può essere mollo per icoloso, e che infine in nessun luogo come nelle adiacenze di Amiens, il teneno si presta ad una manovra ten dente a sorprendere e a batlerc il nemico avanzantt. Que:;ti , infatti marcia per le due strade che giungono ad Amien s da Breteui l e da , rontdidier e Roye, strade che , nell'ultimo tratto ~pecialmcnte, sono separate dall 'ostacolo dell'..\ vre e dei rnoi af-· fluenti, che fon sì che molto dillìcilmente le truppe che vengono al-

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3.J.T

l'attacco dalle due pari i potranno nel campo Lattico presta rsi un efficace soccorso . La manovra del difensore dovrebbe qui ndi e,;::.er la seguente: con poche truppe tene r la posizione da uno dei lati della suindicata lin ea. di ostacolo; col grosso riunito piombare dall'altro lato addosso al nemico e cercare di respingerlo verso la li11ea dE>ll'Oise . Da qual parte dovrà aver luogo l'uz ione dimostrati va e da quale· l'azione risolutiva 1 Per un'azione dimostrativa i I terreno tra l'.-\ vre e la 1:elle, special-mente nelle ad iacenze di Amiens non si presta: sarebbe l'acil e al nemico di accorgersi della mano vra , sfondare anche con poche forze la linea difensira necessaria mente lunga, impadronir:;i della cillìt e da questa esercitare poi un'azione decis iva sul resto del campo di batlagli a. Allit dimostrativa si presterebbe invece l'al1ipiano di Villers-Bretonn enx : le sue pendici boscose, dove pochi cacciatori possono resistere a lungo, l'ostacolo creato sul fronte dalla linea della Luce, i punti successivi di appoggio alle spalle ue fan no una discreta posizione, essenzialmente per n11 dife nsore cui per due motivi poco importa di esser girato : perchè esse11do debole po trebbe sempre facilmente sfuggire e perché un aggiramento verso est, tendendo a far perder tempu all'attaccante ed allontanarlo sempre più da ll a sini slra dell'Avre non potrebbe che aV\'an taggiare ta difesa .Questa po trebbe · dispor.si così: un quarto o ,n1che solo un quinto della sua forz:i sull'altipiano di Yillers- Breton neux, pronto a contenderl o a palmo a palmo. Da questo lato converrebbe mettere truppe abbastanza so lide poichè le truppe improvvisate valgono assai meglio nell'offensiva che non nella di fensiva , tanto più quando questa deve spingersi ad ol-· tranzn , essendo esse per loro n4tnra faci lmente impress ionabi li e quindi dilficil i ad arrestar:;i ad una seconda posizione dopo essere· state respinte da lla prima. Sulla sinistra dell'Avre, a no rd di Duris, potrebbe :immassarsi il, resto delle forze fran ces i, co perto da posti avanzati a Sains, llumigoy, Hébecourt, e pronto ad avanzare appena :l\'uta notizia del movimento in avanti del nemico. Alla difesa immediata dei ponti sulla Somme a monte di Ami ens converrebbe rin unziare, lascia ndovi solo la forza necessaria a fari:·


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saltare per evitare, in caso di sconfitta, cbe il nemico possa giungere a tagliar la ritirata e ad accerchiare poi la piazza ed i suoi difensori. Bisognerebbe rinunziarvi anzitutto perché la forza disponibile non è sufficiente a raggiungere còmp iti diversi, poi perch r , nnch e lo fosse, converrebbe pit1LLosto rafforzare i corpi des tinati a raggiu ngere lo scopo principale, sempre in omaggio alla vecch ia rnll~,sima di Napoleone : chi vnol coprir tiitto non copre niente, nna dell e massime più sempl ici e di cui è più fac ile riconoscere la verità in teoria: una delle più difficili a mettere in pr,lti,·a. Aggiuo~asi che la l'errovia di Lilla, al giorno della battaglia, os~ia qnando tulli i ,rinforz i possibili sono giunti sul campo, dim in nisce molto d'im portanza. O si resterà vincitori , e probabilm ente ciò impedirà ni tedeschi di giungere a distruggerla, e anche qualora vi giungessero , ·vis~o che ciò accadrebbe nelle adiacenze dell a piazza, sarà possibile ·O r iattarla o stabilire con mezzi pn,vviwri una stazione di sbarco a Corbie. O si sarà bai tuti, e allora poichè si doVl'à prima o poi ab. .ban~on.are l_a ~iazza, l'avere intatta una ferrovia di cui non si può serv1rs1 sara di ben poco vanta~gio. Riassumendo in poche parole quanto supra si è detto, e tenendo ·conto della posizione del nemico, l'azione dei francesi potrebbe svol'~er.si razionalmente così : Pocbi uomini a guardia dei poni.i della .Somme, preparati per la distruzione - azion e difensiva dimostrativa sull'altipiano di Villers contro la 3' brigata tedesca e l'artiglieria ·del l corpo - azione offensiva, energicn, risoluta a cavallo della ·strada di Dreteuil contro !'VIII corpo. · I francesi hanno a disposizione tre· brigate miste (composte di nvanzi di truppe regolar i. ' di fanteria di marina di vo lon tari di ' Una 1,• brigata ' battaglioni di marcia), più 8000 guardie nazionali. ha appena iniziato la sua forrn:izione, ma non ha che due o tre <battagli oni appena organizzati, imp iegati a ~uardia dei passi della Summe. Sono in tutto circa 25,000 uomini che costituiscono il nur,vo XXII corpo: la l'orza è presso a poco uguale a quella dei tedeschi. .Con questi 25,000 uomini, viene occupato un f:ronte che va dalla ,r irn destra della Celle, poco lungi da Amiens, per Boves, Gentelles

e Cachy, fino alla fenovia di Ham, a metà strada tra Villers-Bre- · tonneux e Marcelcave. Sono più di 23 km. I Una brigata, la 3a occupa Villers e gli alti-i villaggi sul fronte · Gentelle:s e Cachv . Sul davanti di Vi llers e Jun !.!o la ferrovia di Ham, son fatti dei trinceramenti di non grande importanza . Un'altra brigata, la 28, occ.upa Boves e il terreno tra S. Fuscien, e Cagny, con .posti avanzati verso Fouencamp$, per impedire al ne- · mico di giungere in Amiens seguendo il corso del I' Avre . La ,1" brigata, tra Longueau, S. Nicolas e il Bois de Gentelles. collega le alt.re due. A c~irca 3 km . a snd di Amiens sono stati costrutti dei trinceramenti, estesissimi , non molto solidi , sostenuti da una dozzina di · grossi pezzi. Questi trinceramenti sono occupati dalle guardie nazionali raulze d'lvoy. Le truppe sono sparpagliate, conseguenza naturale clell' estensione del fronte. Rimane però a redere se si sia approfittalo con - · venientemente delle condizion i del terreno, e dall'esame di queste si deduce che, per l'altipiano di Villers- Bretonneux. almeno, non è · certo così. Qui ini'atti si trascura di tener conto di un ostacolo che potrebbe essere di valido appoggio alla difesa e che invece viene lasciato, quasi senza resistenza, in mano all'attaccante, che se ne fa .. una base sicura per la sua ulteriore azione offensiva. Sul ciglio meridionale dell'altipiano, verso la Luce, si trovano · sparsi alcuni grnppi boscosi: il Bois de Oomart, quello di Han).'al'd, 1 quello cli Morgemont, tutti di non grande esten sione, di poca profond itil. ma che. con [Jnalche intervallo coprono quasi tutto il front.e e, per la loro disposizione, permettono l'incrociamento dei,. fnoclii sugli intervalli scoperli. Onesti boschi , mentre danno al difen sore il vantaggio di aspettar; i'attacco al c°iperto, per la loro poca profondità non hanno l'inconveniente di frazionare troppo le truppe che battute dovessero ritirarsi, chè queste, uscite, dopo breve percorso, di mezzo · alle piante, si troverehhero quasi subito riunite ed in o;.mi caso• potrebbero dirigersi senz'altro verso i sicuri pun ti di radunata costitui ti snlla. seconda l.inea dai villnggi di. Geotelles, Cachy e, Vii ler:;-Breton neux . V

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L'occupaz ione cli questo cigl io permetle di ba ttere il ne mico in un momento critico, al passaggio cleila Luce, lo obbliga a spiegar5i presto, ad avanzare lentamente ed allo scoperto _so tto un fuoco continuo e ad attacca re in(ine una posizione ch e dn i frances i si può facilmente ed efficacemen te rafforzare. Infatti, per quanto sia breve il tempo che questi hanno per preparar.si a difesa, saril sempre sufficiente per fare del le abbattute, specialmente essendo in territorio proprio e potendo quindi far concorrere a tal lavoro gli uomini e anche le donne del paese, ed essendo vicini a pa·reccbi grossi villaggi in cui non possono mancare gli istrumen ti necessari. Dal ciglio della posizione i frances i vedrebbero avanzarsi e sp iegarsi le fq r1.e nemiche e potrebb ero fars i un concetto esatto del la loi'o en tità, rnodilicando l'idea che si son falla di aver di fron te da questo lato il grosso delle fo rze tede:;che, obbli gherebbero queste ad un aggirarn~nto molto più largci contro la sinistra della posizione, sarebbero giudici sicuri del momento più opportuno per il contrallacco, che potrebbe essere con faci li tà effettuato dalla ri· serva pnssante tra un bo.;;co e l'al tro; potrebbero forse vedere quan to ·debole sia il collegamento tra il I. e !'VIII cor00, separarli e battere almeno il primo di questi avanti che sia rin forzato . Invece quei bosch i non _sono tenuti che da pochi uomini i quali . al primo avanzare del nemico li abbandonano . Se è errore il lasciare una. posizione buona per un'altra che non presenta i medesimi vantaggi, è errore assai maggiore il lasciare al ·nemico un appi~lio sicuro senza cercare di distruggerlo . È questa una cosa che può essere diffici le e rir.niedere anche molto tempo, ,qnando si trntta di ostacoli molto grand i e resistenti: non così quando si traiti di boschi, contro cui l'incendio è sempre un mezzo pronto e sicuro . . Però a quel che pare i Francesi non vi pensano neppure, ed è appunto nei boschi di Domart, di Hanl,'(a rd, di Morgemont che si -annidano i Tedeschi per preparare di lì, col fuoco micidiale. l'attacco delle po~izioni successive. , Dietro gli alberi si riparano i caccintori, tra gl i alberi l'nrliglieria . giunge in balleria al coperto e semi-nascosta al nemico batte in breccia i villaggi di Cachy e G·entelles, di dietro gli :ilberi si pre-

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para quell 'attacco che fara cadere d'un tratto in mano dei Tedeschi i trinceramenti costrutti davanti rt Villers-l3 retonneux. E alle spalle della prima schiera, che così le protef'ge, le altre 'fresche, non battu te dal nemico, si portano in li ne~, pronte a concorrere all'azione quando sarit venuto il momento deci~ivo. Da questo lato non si può quindi dire che i Francesi nbbiano usufrnito razionalmen te dei vantaggi che può dar loro la posizione. Tra l'Avre e la Celle essa è in realtà megl io occupata, ma l'aver dovuto portarsi molto a sud di Amiens, per trovare ostacoli capaci <li dar buon appoggio alla. difesa, ha obbligato le truppe francesi ,t distendersi e fraz ionarsi troppo, per modo che potrebbe riuscire non difficile al nemico il rompere in qualche punto la lunga linea da essa occu]Jala. Anche qui però si è commesso un errore: quello di lasciare in piedi i muri del cimitero di Dury. Questo cim itero, di stante circa 500 pas,i da Dary e 2~10 dai trinceramenti costrutti dai Francesi; ha poca speranza di resistere una volta occupato il villaggio, da dove può l'enire efficacemente battuto e preso, e, mentre per la difesa non ha che un Yalore assai rela1ivo, può diven ire per l'attaccan te un'oltima posi'zione contro i trinceramenti, che fron teggia da un !ato ed in fi la dall'altro. Accade infatt i nella ballo.glia che esso viene dai Tedeschi preso a primo assalto: se non JJllÒ esercitare poi tutta la sua effì.:ZlCia con i Francesi è perchè tale fatto avviene sul l'imbrun ire e nella notte la posizione viene da questi sgombrata. Premesse queste consideraz ioni, vediamo come avviene il combattimento, o meglio come avvengono i combattimenti, poiché \'ostacolo costituito dalla linea dell'Avre fa si che in realtà si tratti di due combattimenti separati, aventi di comune solo l'obbiellivo fina le.

(Continna) .

ALFIERI Ca.11ilano di stato 1'/W(J(JiOre.


NOTIZIE POL1TICO~Ì.Ul,IT.AR1 ITALIANE

NOTIZIE POLITICO-MILITARI ITALIANE

A niezzo aprile abbiamo avuto una crisi ministeriale dovuta a divergenze sone nel consiglio dei ministri, intorno al modo di provvedere al disavanzo nel bilancio del 1.892-93. Questa crisi fu presto risolta colle dimissioni dell'on. Colombo, ministro delle finanze, che si ern rno,;trato diss1::nziente da tutti i colleghi e la riconferma in carica èegli altri mern hri del gabinetto. ' L'on. Luzzau.i ministro del tesoro assunse l'interim delle finanze. Cosi ricomposto il ministero si presentò alla Camera che riaprì le we sedute il (I. maggio, e l' on. Ruclìnì presidente del consiglio, fatta la ~toria della crisi e della ricomposizione del gabinetto, accennò ai provvedimenti che il governo intendeva prendere per provvedere appunto al disavanzo. Contro que;ti provvedimenti e più generalmente contro la politica finanziaria del governo parlarono vari oratori; frn cui l'on. Giolitti e l'on. Grimaldi. Su un ordine del giorno di quest'ultimo esprimente fiducia, accettato dal governo, ebbe luogo il giorno 5, la votazione il cui e:;ito fu con-· trario al m.inistero, che presentò le sue dimissioni a S. M. il Re. Incaricato l'on. Giolitti d: ricomporre il ministero, questi in poco più di tre giorni riusd nel suo còmpiLo e il_nuovo gabinetto risultò composto, come segue: Gioii tLi - Presidenza, interni ed interim del tesoro. Brin - Esteri. Ellena - Finanze. Genala - Lavo1·i pubblici. Finocchiaro-Aprile - Poste, telegrafi e servizio fcnoviario. :\fortini - [struzioue pubblica. Bo11aeci - Grazia e giustizia. Lacava - Agricoltura e commercio. Pelloux - Guerra. Saint-Don - :\farina.

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La soluzione della crisi fu più rapida di quanto suole avvenire in simili casi e, secondo noi, fu quale meglio conveniva al paese in questi momenti. Essa fece buona impressione e noi, limitandoci a comiderarla dal punto di vista degl'inte1·essi dell'esercito, diremo subito che sotto questo rapporto non pJteva essere migliore. L'on. Giolitti, per i suoi precedenti e le sue opinioni ben note, ci da affidamento che cercherà sempre di coI?,ciliare le esigeuze della finanza con quelle della difesa del paese. Ancora nel suo ultimo discorso, a cui abbiamo sopra accennato, egli fece notare il danno che vi è a mettere sempre in discussione l'ordinamento fondamentale del nostro esercito, e da bravo finanziere, che vede sotto la prima scorsa delle t:ifre, aggiunse che, quando si pada di spese militari, si commette uw errore prendendo il totale inscritto nel bilancio come se rappresentasse una spesa reale, effettiva; mentre bisognerebbe dedurre tuttociò che è partita di giro, l'ammontare delle ritenute sugli stipendi, quanto il Ministero della guerra paga per dazi sui cereali, per dazi di consumo ecc. Avrebbe potuto l'on Giolitti aggiungere che quanto si spende per materiali <li qualunque specie acquistati o confezionati in paese è una pioggia continua, feconda alle industrie nazionali, e che_ non P?c_h~ milioni inscritti nel bilancio della guerra vanno a fìmre sudd1v1s1 fra migliaia e migliaia di operai. Forse queste cose l' on. Giolitti non le disse supponendo che alla Camera tutti le sappiano; ma molti parlano come se non le sapessero. Opportunamente infine l' on. presidente del ?on~i~lio ricor~ò che « venti secoli di storia pro vano non potere l'Italia d1smteressars1 dalle questioni politiche europee e che oggi abbiamo nemici assai potènti all'interno e all'estero. » Il siJYnificato della permanenza degli onorevoli Pelloux e Saint-Bon ai rispetti;i ministeri della guerra e della marina fu inteso da tutti, all'iu~ terno e all'estero. Quindi abbiamo veduto all'interno rallegrarsene quanti desiderano che l'esercito e l'armata siano forti e l' Italia mantenga il suo posto fra le nazioni europee e mostrarsene spiacenti ~ol,o i . fonati~i delle economie ad ogni costo; ed all'estero rallegrarsene 1 nostri alleati, mostrarsene spiacenti i nostri eventuali avversari e scriv_ere arlico~i agrod~lci coloro d1e amano bensì l'Italia, ma come il creditore ama il debitore. non altrimenti. Per c;1i diciamo il vero, anche prescindendo dal caso speciale, saremmo ben contenti di veder stabilita la massima che i Minisrri della guerra' 23 -

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.. NOTIZIE POLl'l'ICO-MJLITARI ITALIANE

e !n~rinn non fossero soggetti a mutare per ragioni indipendenti dal loro mm istero. Così è succeduto in Francia pel ministro Freycinet qualche tempo fa. Nella seduta del 4 corrente, prim:1 della crisi, l' on. Ministro della guerra presentò tre importanti progetti di legge. 1. 0 Due note di variazione al bilancio di assestamento :1892-93, le quali importano, un economia complessiva <li L. 3,850,000 e sono documento di minuziosa parsimonia, quale da gran tempo non si era assuefatti nel ministel'o della guerra; .2° Un progetto di legge per spese militari straordinarie per la somma complessiva di L. 1.3,950,000, fra cui 5 milioni per la fabbricazione di nuovi fucili, 3 milioni per ultimare il polverificio sul Liri, 200 mila per continuare la carta topografica d'Italia ecc., ecc. · Però fedele ali' impegno assunto di non domandare nuovi crediti senza indicare i mezzi per farvi fronte, il Ministro chiede che della suddetta somma /cornp_lessiva siano inscritti sullo s!ato di previsione della spesa soltanto d, 7,9!'ì0,000, pari alla somma delle eéonomie che vi si po.ssono contrapporre. , Qu~ste. economie non sono una novità. Esse in parte provengono <lal1apphca'.'1one_ della legge c~e modifica l'ordin&rnento e gli assegni del R. esercito ; 1n parte dal ntardo alla chiamata della nuova leva ; in parte dal!' utilizzazione di residui di capitoli straordinari. che il Ministro domanda di destinare ad altri capitJli, in parte Dni;lrnente dalla ~e~dita di alcuni materiali oramai inutili, di cui a.bbiamo grande quant1ta e che ingombrano i magazzini; . 3° Il progetto di legg.: sul recluta111ento che stabilisce la categoria umc~ con tutte le sue conseguenze. Di que, ro progetto abbiamo par· lato rn antecedenza a proposito della legge sulla leva dei nati nel 1.872, o molto più dovremo parlarne iu appresso cpiando verrà in discugsione; gui basti accennare ch'esso è informato _ai principi più razionali e mod~r_nf; pri.~cipi ~be ~ià _trovar?oo la loro applicazione pres~o le più cmh e pm forti naz10m straniere. '

. n. 25 !a ~amera riprese le sue sedute e l'on. Giolitti fece importanti d1chiaraz1oni : ad un periodo di economia, egli disse, deve succedere un periodo di riforma in tutti gli ordini di pubblici servizi. Per quanto riguarda le s.pese militari, esse saranno ridotte nella parte ordinaria a 230 milioni e non eccederanno in complesso i 2116. Alla f~bbricazione ~lei fu~ili si provvederà con l'alienazione graduale. <lellH piastre borbomche giacenti nelle casse dello Stato. Le nostre alleanze,

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contraue al solo scopo di pace saranno lealmente mantenute. All'interno si manterrà la libert,\ coll'ordine_ Qui avendo alcuni oratori chiesto la parola sul modo con cui era stata seiolta la crisi e sul progn1mma stesso del governo, s' ingaggiò . una viva, anzi tumultuosa discussione, che si protrasse nl giorno seguente ed obbligò l'on. Giolitti a ripetere, accentuan~ole maggiormente, le surriferite dichiarazioni. Dopo di che l'on. Baccelli presentò un ordine del giorno esprimente fi<iucia nel governo. Su quest'ordine del giorno accettato dal governo ebbe luogo la votazione e il risultato fu: '169 voti favorevoli, HiO contrari, 38 astensioni. La proclamazione del voto e la dichiarazione, che l'ordine del giorno era approvato, avvennero tra rumori e agitazio:1e indescrivibile. All'indomani gli oppositori avevano apparecchiato diseussioni sul verbale della seduta precedente intendendo contestare la validità del voto, perchè l'ordine del giorno Baccelli, contando fra i votanti gli astenuti, non aveva riportato la metà dei voti più uno. È vero che, secondo h> costante giurisprudenza della Camera, tra i votanti per appello nominale non si comprendono gli astenuti, siccome quelli che danno un volo non ponderabile nella bilància del si e del , no, sicchè tale discussione non potera condurre che alla conferma del voto; ma gli oppositori non ebbero neppure il gusto di discuterne, perchè appena lettosi il processo verbale s'alzò il presidente del Consiglio e fece la seguente iha spettata dichiarazione: i In seguito al voto di ieri, il gabinetto ha creduto di rassegnarn le dimissioni a S. M. il Re. « S. M. non le ha accettate; pereiò il mm1stero resta al suo posto e prega la Camera cli discutere le leggi più urg<~nti e concedere al gabinetto sei mesi di esercizio provvisorio ». Queste dichiarazioni fecero nella Camera e nel paP-se grandissima impressione.

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NECROLOGIA

Generale MAURIZIO ·DE SONNAZ Il 21 maggio è morto à Torino uno dei più illustri veterani delle nostre campagne, il tenente generale a riposo GrmuAtX. DE SoNNAZ conte L1J 101 l\L\Un1z 10. Era nato a Torino il 2(i novembre 18H:i, ù conie tanti. altri di quel nobile casato, che illustrarono se stessi e l'esercito, incominciò giovanissimo la carrièra delle armi, fece tulle le campagne dell'indipendenza e si distinse in tutte. Nel :1825, a nove anni, era paggio di S. A. n. il principe di Carignano· e allievo noll' accademia militare, tenente di cavalleria nel !835, capitano nel 18l!2, maggiore nel 1848, prese pnrte ·con questo grado alla campagna di quell'anno ed ebbe la medaglia d'argento al valor militare per essersi distinto in vari fott i d'armi, a Sommacampagna, a Berettara, a Cusroza, a Valeggio. Nel i8i$i fu P.romosso tenente colonne.llo ed ebbe il ·comando <)cl reggimento Cavalleria Monferrato. Nel :1859 era comandante della brigata di cavalleria cpe fece le famose cariche di Montebello, le quali trattennero il nemico, fìncbè le foi-Le francesi accorrenti da Voghera poterono entr:ire in azione e respingerlo. Fu il primo importante combattimento di quella campagna, il quale sollevò grandemente il morale degli eserciti alleali cd ebbe poi tanta· inOuenza sui successi ulteriori. Per la sua intelligente ed eroica condotta in quella giorna ta, il colonnello De Sonuaz fu promosso maggiore generale} ed chbe la medaglia d'oro al valor militare. Anche gli alleali vollero compensare la sua lin,vura, e l'imperatore Napoleone lo nominò commendatore della legione d'onore.

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Nel · :1860 fu promosso tenente generale ed ebhe il t}omai1dÒ de.lla prim:i divisione attiva, Fece la yampagna dd 1860-6:l, .ebb.e p:irte pn~~ cipate· alla piesa di Perugia e i perugini riconoscenti lo elessero prn tardi deputato al Parlamento. . Conc~rse all'assedio di Gaeta nel quale, ~ome semprH, .trovo m,od.o . di segnalarsi, onde fu decorato della croce d1 grande urnciale dell 01dine militare di Snvoia. Altre d·ecorazioni s'ebbe nazionali e straniere che per brevità tralasciamo di enumerare. . . 11 Da vari anni si trovava a riposo, ma la sua memoria durera a luni,o . . _ nell'e~crcito a cui lasciò sple~didi esempi di valore. Col generale .Maurizio De S0nna1. scende nella tomb,a u~o d,1 .~u~1 brillonti ufliciali che, dopo aYer percorso gran parte della 101 o c,1~ 11e1a nell'esercito subalpino la finirono nell'italiano, e furono l'anello d1 con_giun;1,ione tra l' uno e l'1dt1:o. E le cariche di cavalleria a Montebello comandate da Maurizio . De Sonnar. sono uno delle più belle pagine tiella storia che l'eserci to piemontese ha legato in eredità all'italiano. ·


NOTIZIE MILITARI ESTERE

NOTIZIE MILITARI ESTERE

a) Uso dei velocipedi nell'esercito francese. Già iìn dal ,1887 l'uso del velocipede è stato adottato in massima nell'esercito francese, e dopo i prim; soddisfacenti tisultati fu regolato con circolare dell'8 maggio 1889. · . Da allora in poi l'esperienza fatta di questo mezzo di locomozione si.a nelle grandi manovre annuali , che negli esercizi particolari dei corpi di truppa, ha sempre più confermato l'importanzn dei servizi che, in campa~aa, se ne possono . ritrarre; mentre lo sviluppo che questo genere d1 sport va prendendo nelle popolazioni, il sorgere di tante Società, che tendono a divulgarne l'esercizio, rendono sempre più a"evole il reclutamento di ottimi velocipedisti pei bisogni dell'esercito. i:, Ispirandosi a tali considerazioni, il Ministro della guerra ha testè pubblicato nel .Tournal officiel <lei 2 aprile corrente anno un Regolamento provvisorio sull'organizzazio1ie e l'impiego del servizio veloci pedistico nell'esercito. ' Tale regolamento, più che stabilire i diversi modi d'imnieoo del velocipede nelle varie esigenze militari, ha in mira di dar; s~ltanto alcune norme generali, per eseguire le ulteriùri esperienze cori una certa uniformità d'indirizzo, iu seguito alle quali soltanto - secondo è detto n~!la rel~zione min_isteriale - potranno essere dettate norme d'i111piego pm precise e tassati ve. Il Regolamento riassume nella ,t • parte i vantaaoi e Vrrl i inconven·1enti . vò del velocipede come mezzo cli locomozione, e ne deduce le condizioni più. favorevoli pel suo impiego. · E innegahile che la grande velocità, la lunghezza dei percorsi che agevolmente si possono compiere, il prezzo relntivnmente mite, la poca

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~ltezza della macchma, il silenzio della sua marcia, il nessun bisogno di nutrimento costitui.scono dei grandi vantaggi, che renderebbero il velocipede preziosissimo, non solo pel servizio di staffetta ma anche per l'impiego di velocipedisti quali esploratori o combattenti. • Se non che i gravi inconvenienti, che si riassu mono nell'esser l'uomo schiavo della sua macchina e questa assolutamente legata ::il tracciato e alle condizioni delle strade, fan sì che - almeno allo stato presente della velocipedia - non possa essere il velocipedista che un esploratore insufficiente e un combattente molto incerto. Pertanto il Regolnrncuto, pur affermando che allo stato attuale delle cose, il còmpitc, principale del velocipedista debba consistere nel trasmettere ordini e comunicazioni varie, non esclud,3 che, in via d'espe· rimento, possano tnlvolta essere impiegati i velocipedisti sia come esploratori che come com batten ti. A tal nopo è fatta focoltit ai coman<lanti di corpo d'armata di dis porre, per tal genere di im piego . di tutti i velocipedisti dei corpi, e di raggrn p• parli secondo i casi nel modo che crederanno più conveniente. In ·tempo di pace nessun uomo dell'esercito attivo è destinato qunle velocipedista; ma solamente sono distribuite alcnoe inncchine ai diversi corpi di truppa, ossia: 2 per ogni reggimen to di fanteria, artiglieria e genio; •I per ogni reggimento di cava lleria. Queste macchine possono esser montate da uomini che hanno compiuto un anno di servizio, e che erano gi~ perfettamente esercitati nell' uso del velocipede, prima della loro venuta 50tto le armi. 1. capi di corpo dispongono dei velocipedi per facilitare o ridurre il servizio cli piantone, per mantenere in esercizio gli .uomiui abituati a questo genere di sport e per sviluppare infine negli ufficia li il gusto della velocipedia. Se ne fa uso altresì negli esercizi in terreno vario e nelle manovre di presidio, in modo da famig liarizzare i corpi con questo nuovo mezzo di trasmissione degli ordini. In cam pagn.a e nlle grandi manovre i velocipedisti potranno rendere utili servigi finchè lo consenta il terreno: a) agli avamposti assicurando il collegamento dei diversi scaglioni fra di loro e col corpo princi pale; b) nelle marce tenendo collegate le colonne parallele, e in genere i riparti e gruppi distacc;iti pel servizio di sicurezza; e) durante il combattim ento tenendo collegati i di versi stati mag· giori fra di loro, ecc.


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NOTIZIE MILITARl ESTERE

NOTIZIE .MILITARI ESTERE

I velocipedisti sono reclutati esclusivamente fra gli uomini della riserva e dell'esercito territoriale, i quali, quaodo vengono chiamati sotto le. armi, portano ·seco la propria macchina. · Ogni anno è stabilito un esame, al quale possono essere amme~si gli - nell'ultimo anno di servizio- e e"'li uo. no.mini dell'esercito.attivo . mini d~lla. riserva e dell'esercito territoriale. Oltre la visi ta medica e f esperimento del la corsa (fino a 90 km.) si richiede un esame orale sulla lettura pratica delle carte, sulla conoscenza dei distintivi degli stati maggiori, ecc. , L'armllmento , è costituito dal revolver d'ordinanza con ·18 cartucce; rn via provvisoria ·avranno la carabina di cav~lleria con 36 cartucci~. Gli uomini dell'esercito attivo, riconosciuti idonei all'impiego di velocipedisti, non faranno effettivo passaggio nel ruolo di questi, se non al mòmento del loro passaggio nella riserva . Nello specchio che segue è notato il numero di velocipedisti assegnati ai diversi corpi e comandi , ma giova notare che il numero dei velocipedisti addetti agli stati maggiori dei corpi d'armata e delle divisioni è stato calcolato in modo da poter venire in aiuto ai velocipedisti dei, diversi quartieri generali quando ne avessero bisogno. .

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QUADRO inclicante il 'ìntmero clei velocipedisti cleslinali ad ogni corpo o servizio.

C O Il P I O S E R V I Z I

Quartiere generale di corpo d'ar·mata.

Stato maggiore del corpo d'armala . Generale comandante l'artiglieria id. Generale comandante il gen io id. Direzione dei servizi del!' intendenza Direzione del servizio di sanità . . . Tesoreria e poste del corpo d'armata . Sezione ,telegrafica di prima linea . .

3 2 '1 2 'l

3 2

Quartiere generale di una divisione di fanteria.

s tato maggiore . . . . . . . . . . Stato maggiore dell'artiglieria divisionale Servizi amministrativi . . . . Direzione del ser vizio di sanità Tesoreria e poste . . . . .

4 2 2

1 2

Quartiere generale di una divisione cli cavalleria indipendent_e.

Stato maggiore . . . . . . . . . Comandante l'artiglieria della divisione Sotto intendente della divisione . . . Tésoreria e· poste . . . . . . . . . Stato maggiore di una brigata di fanteria. . Stato maggiore di una brigata di cavalleria. Reggimento di fanteria . • . . Battaglione di cacciatori . . . . Compagnia divisiontile del genio . Re,rnimento di cavalleria. . . . . . . . . . . . Corr~ndante dell'artiglieria di corpo del corpo d'armata Stato maggiore del parco d'artiglieria . . . . . . Ambulanza del quartiere generale . A.mbulanza divisionale . . . . . . . Ambulanza di una divisione di cavalleria _Panificio di campagna . . . . .

'

I

4

1 '1 2 2 2

4 3

1 2 2 2

1 '1 1 i

·.


NOTIZIE Mil,lTARl ESTERE

b) Piccola cronaca. Rileviamo dall' Aide-mémoire del' Offìcier de Marine Leste pubblicato pel 1892 i seguenti dati: Eff~tti vi in ufflciali, mal'inai e navi <!elle varie flotte

I

STATI EUROPEI

l

I 730 1898 586 869 1027 ·

Germania. Inghilterra Austria Spagna Stati Uniti

1986 576

Francia Italia Russia.

I Ufllci:tli

.

,

'1264

Navi

l'iavi Marinai , corazzate

14400 39i52 '11899 14000 7500 3667'1 20650 38004

19

11

25'

f)5

'l'OfPO(li-

non corazz,1te

33 80

62 23

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

I

21 286 3i 96 5.6 160 70 62

n1ere

139 157 57

I

17

4 202 .

i45

137

A queste manovre prenderanno .parte audie le truppe del I, V e VI~, · distretto degli Honvéd, dimodocbè si avrà una l'orz.1 totale fra le vane armi di non meno di 60,000 uomini S. M. l'Imperatore stabilirà il suo r1uartier generale successivamente a Féiherczecrlak a Nélmet-Iloi)' e a Fiinfkirchen. " , Avranno· luogo m::movre della durata di due giorni di divisioni contrnpposte nel 1°, 6°, i 0 e 9° corpo d'armata precedute da manovre di concentramento e d:1 manovre per parte delle brigate di cav31leria. Nel 20, 30, 80, il.2° e 1ti. corpo d'armata avranno luogo manovre di divisione di fanteria, ed anche manovre dt brigata di cavalleria. Nel ·150 corpo d'armata avranno luogo esercitazioni di divisione, e nel comando militare di Zara·esercitazioni con le t.re armi. Nei dintorni di Przemy,I avranno luogo nella prima metà del mese di a(Josto manovre d'assedio della durata di sei giorni. · 0 Il ·Io ed il 5" batta(Jlione pionieri eseguiranno presso Presburgo getta• menti di ponti su vas~a scala; ponti di circostanza verranno costruiti dal z0 battaglione di pionieri a Liuz, mentre il reggimento ferrovieri e telegrofisti prenderà parte alle manovre del •I 0° corpo d'armata con esercitazioni di costruzione di ferrovie e di linee telegrafiche. Le compagnie di fanteria del !10, 9°, :LO, ·I ·I O e 13• corpo saranno portate con la chiamata di riservisti ad una forza di 130 uomini; le compa(Jnie del ,1o 00 3° 5° 60 t 7°' 8° , ·12° e 1!~ 0 coi·po d'armata e del comando militare di Zara non riceveranno che 36 richiamati. I richiamati dovranno prestare un servizio di 20 giorni presso il 4- 0 , 9°, 1oo ed U o corpo d'armata, di ·I 6 giorni presso tutti gli altri corpi d'armata. Le manovre avranno termine: per il ·10, 30, 50, 6°, 70, '10°, HO, e ,H.0 corpo d'armata e per il comando militartl di Zara - il 7 settembre; per il 2°, 8° e 12° corpo - il 3 5ettembre; per il 9° corpo d'armata - il 13 settembre; per il 4, 0 ed il I 3° corpo d'armata - il 20 settembre. 1

1

1

1

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AUSTRIA UNGHERIA

Manovre . - I giornali militari hanno avuto da fonte ufficiosa i seguenti dati circa le manovre di quest'anno in Austria-Ungheria. Avranno luogo grandi manovre nel te.rritorio del •10° e dell' l 1° corpo d'armata, precedute da manovre di concentramento e manovre dì divisione di cavalleria. Avranno luogo manovre di corpo d'annata contrapposti fra il 4- 0 (Budapest) ed il '13° (Agram) preced ute da manovre di concentnnnento e da manovre di cavalleria per parte di una divisione di cavalleria nel 4° corpo d'armata, e di una brigata nel 13° corpo. Queste manovre di corpo d'armata avranno inizio nel mese d'agosto fra Budapest, Sthulweissenburg, Gross-Kanisza, Fnnfkirchen, Agram e Fiume, e probabilmente i due corpi d'armata s'incontreranno verso i1'·1 O settembre nei dintorni di Fttufkirchen . I quartieri generali si stabiliranno a Fohercz.eglak in una tenuta · dell'arciduca Alberto ed in Német-Bòly una ten11t,1 del principe di Montennovo. "· 1 1

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GERMANIA

Aiimento della forza dell'esercito. - Questa questione, della quale tenemmo cenno nel fascicolo precedente da quanto si rileva dai pericdici tedeschi, sembra intimamente legata a quella del servizio cli due anni e pare che non sarà risolta finchè non.sia ultimato l'esperimento del servizio biennnle che è in corso pre,so nlcuni battaglioni di fanteria dall'ottobre 1891. 1


NO'l'izrn ~HLITARI ESTERE

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

Il progetto cli legge per il sussidio alle famiglie dei 1·icl1;iamati. - Il progetto di legge per il sussidio alle fam·igl'ie dei richiamati per istruzione annunziato nella dispensa II di questa · Rivistci è stato ··approvato dal Bùndesratk con :\lcune modificazioni apportatevi daJ .Re.ichstag. In forza del la menzionata legge, a datare dal ·1° luglio corrente anno, le famiglie dei richimnati alla seconda ed alla terza ·esercitazione a ppHtenenti alla riserva, alla lanclwelir di terra e di mare ed alla riserva di complemento, possono dietro richiesta ottenere un sussidio a carico dell'era1:io. , I ricor:;i per il detto su.;sidio devono essere presentati a- settimane prima del termine di ciascuna eserci1azione alle autorit,ì èornunali del luogo dove J 'interessato · ha ordinario domicil io ali' ioizib delle esercitazioni . . Il sussidio è stabilito così: al la moglie del richiamato il 30 ¼ della 1.nercede giorn11l iera che g1iadagna un la\rora tore ad nito nella rispetti va regione dove gli interessati ln10no dom ici lio; agli altri individui ammessi al godimento del sussidio, .il 1 O¾ della della mercede; nel complesso pel'ò di ciascuoa famig lia non si può ·altrepassare il 600/o della ripetuta paga . Questi altrì ind ividui ammessi sono : i figli legittimi o legittimati di età al disotto dei 15 anni; gli stessi figli quando oltre i 15 1.1nni siano ancora a carico dell'interessato, più le sorelle, i ·parenti in linea · ascendente. che siano da lui rn..1utenuti, o stati presi a carico dopo ·1a di lui . .entrata al ser vizio militare. GRAN BRETTAGNA.

Il naviglio.

Sqttadre det Afediterraneo e dellci ,1fanica. - La squìldra inglese nel Meditenaneo consta di: .8 corazzate a torri chiuse, il corazzate a torri barbette, 2 incrociatori corazzati, 1 ariete-torpediniere, 2 rncrociatori protetti, 4 incrociatori, 3 incrocia tori-torpedinieri, 1. avviso torped iniere, ·1 trasporto di torpediniere,. ,t lrasporto, Totale : 26 navi.

· 365

La squadra ~l'ella Mauica consta invece di : 4- corazzate a torri barbette, 2 incrociatori corazzati, · 1 incrociatore torpediniere, ·1 avviso torpediniere, · 1

. Totale : 8 navi. Qnest'n ltirna scruadra Ira unità di composizio~e dal punto di vista del ·tipo e della velocitil delle navi. ·. L' eserci_to.

Rapporto ufficiale.sui volonta,·ii, ÌJer l'mino 1891. - ·IJ 18 marzo scorso il Ministero della guerra. pubblic:ò la relazione sui volontari la quale constata uù rnigliornmento nella 101·0 efficienza. Il numero di volontiiri arrolati, nel giorno 31 ottobre, ultimo dell'anno urficiale, era di 222,04.6, dei quali 2 1/i-, 197 furono dichiarati effil:ienti e 78,i.9 non-efficienti. Ri:;petto all 'anno precederùe ·1890 si lw quindi un aumento di 998 nel numero degl i arroliiti e cli ·190.i- efficienti, mentre i non efficienti sono dimiu uiti di 906. . E'c:co la proporzione degli effìcicnti nei v:iri mmi: · Corpi montati 208 efficien ti sopra 2J)3 arrolati. Artiglieria 39,!~s,1 » -H ,077 » Genio ,t.t ,'260 » H ,59'.2: Torpedinieri ,t ,4.0·1 " ,t ,569 » Fantr-ria ·160, 514· » ,166, ·162 » Corpo sanitario ,1,273 ,, 1,353 >> . Gli efficienti sono, rispetto all'anno pre~edente, diminuiti leggermente in artiglieria, corpi montati e torped inieri; ma sono aumentati nelle altre armi, specie nella fanteria che segna un aumento di ·137,1. Ottennero l'attes·tato d'istruzione superiore (p1·oficiency), con :issegno speciale di 50. scellini (lire 62, 50) caduno, (H H urfìciali e 13;,rn,1 ·.,ergenti; furono dichiarati idonei in tattica, con assegno di 30 scellini (lire 37,50) caduno, ·1208 ufficiali. Agli esami di segoalazioni furono dichiarati idonei, con special i assegrij, 8,1 ufficiali e ,J 5·1 sottu ff.ìciali. 1

, I

1

RUSSIA.

Col P,-ìkas .N. 61 ('16 marzo 1892) venne modificata la costituzione della brigata d'artiglieria della Siberia orientale, disponendo dì portar~ il numero delle sue batterie da 4 a 6; ·di armare la 3a e 4a batteria di


NOTIZIE Mil'l'Alt! ESTERE 366 cannoni leggieri, invece che da montagna , uniformando l'organico delle i batterie leggere a !Juel lo di gnerra delle baucrie leggere aui ve (8 pezzi e .i, cassoni), più una sezione (o") di complemento (l);di modificare l'organico delle due mezze batterie da montagna, Jìnora addette alla '1" e 2" liatteria leggera e di a5segnarlB d'or:1 innanzi alla 2a e 3" batteria leggera; di togliere momentaueamenté la 1a batteria dell'organico della brigata e di subordinarla al comandante l'artiglieria della circosi.:rizione milit:1re dell' Amur.

NOTIZIE MIITARI ES'l'ERE

Velocipedisti. La legge federale riguardante la creazione di sezioni di velocipedisti militari, del 19 dicembre •1891, contro la quale nou è stato chie8to il referendum, sarà inserta nella llaccolta ··1.t{fìciale delle legg·i ed entra immediatamente in vigore. lstmtt.o ri del gen·i,o.

Uconsiglio federale raccomanda per l'adozione, alle Camere federali, un progetto di decreto che st:ibilisce come qui appresso il numero degli istruttori delle truppe del genio: 1 istruttore-capo; 3 istruttori di prima classe, uno dei quali aggiunto come capo del genio allo st.ato maggiore del Gottardo; 6 istruttori di 2" classe; 6 ait,tanti-istruttori. Totale: ·I 6.

SVIZZERA.

Eventuale guarn-igione del Gottardo. - Le truppe seguenti sono state designate per formare eventualmente la guarnigione della piazza del Gottardo; Fanteria.

j

Artiglieria. Compagnie da fortezza i, ~. 3 e 4. Artiglieria da posizione, sezione · n. 4 Batteria da campagna n. 3 (Luc~rna)

Guardia della (rontiera.

'. i

Battaglione carabinieri n. ·4o (Lucerna) . . ì. Battaglione fucilieri u. 87 (Uri) . . \ Élite Regg!meoto n. 1 ,j (batt:1glioni ,10, 41 e 42) Reggimento n. 29 (battaglioni 85, 86 e 87) Landwehr. Battaglione carabinieri n. 4- (Lucerna) . . (I reggimenti di landwehr 114 e 2t1 sono reclutati nei cantoni di Berna, Lucerna , Glaris, Schwytz e Uri).

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. I

Élite Landwehr.

Genio. Compagnie zappatori 4, 6 e 8 . I Compagnie pionieri 4, 6 e 8 . . . ( Landwehr, Queste unità sono poste sotto il comando del C~po delle fortificazioni Ml Gottardo e non fanno più parte delle divisioni alle quali fino ad ora appnrtenevano. (-1} Ogni batteria attiva si compone di 4 sezioni, nomlimono le batterie di alcun• brigate delle regioni asiatiche formano in tempo di gucrr:t un'altra sezione (5') d\ complemento (deposito}. ·

367

Abbiamo accennato, nella cronaca del mese scorso, ad un'ordinanza sull'organamento di una guardia della frontiera tendente a coprire la moùilitazione, approvata il primo marzo dal Consiglio federale. Secondo quesl'ordinauza la guardia della l'ronliera è confidata ad un certo. numero di distaccamenti che saranno prossimamente designati ed orgirnizzati dal dipartimento militare. , . Inoltre, eJ allo stesso scopo, gl i uomini armati di fucile, appartenenti ai battaglioni di fanteria dell'élt:te, dd la landwehr e del landsturm a1· . mato, saranno provveduti fin dal tempo di pace di una parte della 101•0 munizione da tasca, ossia di 30 cartucce ciascuno. Questa mumzione sarà consegnata agl i individui in scatole chiuse; essa farà parte dello equipag~iameuto individuale e non dovrà in nessun caso essere adope· rata iu tempo di pace fuori di servizio . L'ordinanza aggiunge che si provvederà onde le truppe designate per la guardia della frontiera abbiano modo di preparar:;i al mandato che loro incombe.

Artiglieria da posizione. Sappiamo ora dai giornali svizzeri che, fin dallo scorw dicembre, gli ufficiali dell'artiglieria da posizione e <la fortezza inviarono al diparti· mento mil itare federale un indiriizo tendente e conseguire migliorie nell'armamento e nell'ordi namento della rispettiva truppa. Fra le altre cose, gli ufficiali dell'artiglieria da posizione. insistono sulla necessità che i loro uomini sieno forniti di fucile, ccme i soldati dell'artiglieria da fortezza. Essi fanno osservare, e non a torto, che in marcia le loro compa-


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NOTIZIE MUTAR! ES'rERE

gnie sono in balia di qualunque pattuglia nemica; in posizione non possono nulla contro le sorprese della cavalleria o della fanteria, ed il persona le non occupato al servizio dei pezr.i deve assistere inerte all'invasione delle batterie. In attesa del nuovo fucile, si contenterebbero per ora del Vetterl.i. L'11rtiglieria da campagna, da tempo anche più antico, chied€' che cannonieri sieno armati di revolver.

TURCHIA.

l!: in progetto la formazione di un batrnglione ferrovieri. Di questo progetto è affidato lo studio al commi,;sario i[llperiale della ferrovia dell'Anatolia m11ggiore Huber Bey, il rpiale concreta il progetto nel modo seguente: Il ba1taglione sarà comandato da un tenente colonnello, al quale saranno addetti un maggiore, consigliere tecnico, e uo pagatore di reg- . gimeoto, rruale amministratore, più due vice-maggiori, uno incari.cato del rrni;eriale ed uno del ~ervi'zio viveri , ·I cappellano dt battaglione, un medico ed un farrnacist:i. · Il battaglione sarà su ,i. compagnie, la cui formazione organica comprenderà: •I ca pitano, 2 tenenti, 4. sottotenenti, 1 furiere, ,t sergenti, 8 caporali, 3 trombettieri o ·I 60 soldati, più 11011 sezione di operai, cioè 2 muratori, 6 fabbri-ferrai e ~ falegnami , con un)l forza- complessiva di ·195 u.omini . L'effettivo tot,1le del battaglione, compresi gli ufficiali, conterà 790 uomini. Gli ufficiali dovranno aver fraquentato la scuola di guerra, o la scuola speciale del genio. , Per apprendere e completare la sua istrnzione il battaglione, formato come sopra, sarà destinato ad una linea ferroviaria in costruzione e posto a piena disposizione della Società costruttrice. I capitani saranno addetti agt'ingegneri di sezione, i suba !terni ai capi-costruttori. La direzi~ne dei lavori resterii affidata al personale della Società. Gli ufuciali dovranno imparare tanto la pa1·te teorica, quanto la parte pratica dei lavori. I graduati di truppa sarnno impiegati, sotto la direzione dei capi operai dfllla Società, alla sorveglianza dei · lavori. I soldati lavor.eranno come operai ordinari. Per mezzo di un contratto da stipularsi fra la Società costruttrice e Ja. sezione tecnica dello stato· maggiore, col concorso del Ministero dei

NOTIZIE MILITARI ESTERE

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lavori pubblici, le spese per l'istruzione del battaglione saranno compensate dal lavoro che farà il battaglione a favore della Società, ed in tal modo il Governo non sopporterà alcun aggravio. Durantè il periodo dell'istruzione il comandante del battaglione ed il suo consigliere tecnico si assicureranno dei progressi fatti man mano. dai loro ufficiali e quando tale istruzione sarà completata, ed anche la truppa abbia acquistata la necessaria pratica dei lavori, sarà affidata al battaglione la costruzione d' un breve tronco ferroviario, che potrebbe essere quello dietro le fortificazioni di Tschataldaja, Eski-Schebir, Tschifbeler. All'atto della formazione del battaglione, ogni compagnia dovrà comandare due soldati fabbri-ferrai presso un'officina delle ferrovie già in esercizio, i quali vi dovranno lavorare p0r tre mesi, quindi per un anno saranno impiegati quali fuochisti e, dopo un esame, faranno un tirocinio di sei mesi quali macchinisti, rientràndo in fine al battaglione per essere surrogati da altri due soldati. Ogni compagnia darà inoltre due soldati, i quali per la durata di sei mesi saranno adibiti. al servizio di guardiano agli scambi, due soldati per it servizio di stazione e due per il servizio di conduttore e di capo-treno. D'estate il bavaglione sarà accampato sui lavori, d'inverno, se non si dovranno sospendere i lavori, sarà accantonato negli abitati o in baracche mobili . Le competenze tanto degli ufficiali, quanto della truppa varieranno secondo che il battaglione si troverà in guarnigione, o sui lavori. Nel primo caso le competenze saranno quelle ordinarie, nel secondo caso tutti riceveranno un soprassoldo da stabilirsi ed un aumento nella razione viveri.

24 -

ANNO XXXVII, VOI,, II.


NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

NOTIZIE BIBLIOGRAFIOHE a) Recensioni.

Corrispondenza militare di Moltke. I" parte, guerra del 1864. Pubblicata dalla sezione storica del grande stato maggiore germanico con una carta d'insieme e due schizzi del generale Moltke. - Berlino 1892, l\fittler u. S. La corrispondenza militare di :Moltke, di cui ha intrapresa la pubblicazione lo stesso stato maggiore di. cui il maresciallo fu capo pel' tanti anni, è certo l'opera intellettuale più importante del vincitore della gue1·ra franèoprussiana. Essa permet.te di seguire l'opera del maresciallo fìno nelle più minute cose e di giudicare colla massima cognizione di causa gli avvenimenti nei quali il l\foltke fu parte attiva, giudizio ampio t1 sicuro che non è ugualmente permesso dare su tutte le guerre contemporanee. Il volume testè pubblicato contiene 146 documenti, la maggior parte lettere di carattere ufficiale, dirette al Re Guglielmo, ai principi Federico Carlo ed Alberto, al feldmaresciallo Vrangel, al conte Roon, al Ministero della guerra, a Bismarck, a Manteulfel, Gablenz, Mannstein ecc., in minor parte lettere private di interesse grandissimo al Blumenthal capo di stato maggiore del principe Federico ,Carlo nel 1864. La prima lettera è datata dal 6 dicembre 1862 e diretta al conte Roon; prevede l'eventualità di una guerra colla Danimarca indicando come obiettivo principale l'esercito d.anese. Come scopo da raggiungersi non ù indicaia una prima vittoria, ma un inseguimento utilizzando una vittoria che certamente non mancherà ai prussiani. Il principe Federico Carlo si associa interamente al progetto di operazioni del maresciallo. Mentre però Moltke indica come sufficienti 40000 uomini, il Re Guglielmo ritiene nece:;sario un minimo di 70000; gli avvenimenti gli diedero poi ragione. · Sono notevoli poi gli ordini militari nel caso che l'Hannover protetto dall'Austria non permettesse il tramito pel suo territorio i,lla 13" divisione. Era stabilito di reprimere qualunque resistenza colla forza, prova celta che gli avvenimenti del :1.866 erano già preveduti.

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La corrispondenza privata di Mo!Lke e Blumenthal all'inizio delle operazioni mos~ra questi due uomini in perfetto accordo su tutte le C[uistioni principali, così sull'occupazione dello Jutland, che avrebbe portato maggiori fruui che non l'assedio di Dùppel , che, anche in caso di felice esito, non avrebbe portato che resultati negativi. Se però si doveva 'fare l'assedio di Di)ppel, come diceva Blumenthal al principe Fede1:ico Carlo, non . l1isognava dimenticare uno sbarco ad Alsen. Moltké faceva questo sbarco coll'aiuto dello flotta prussiana, non ritenendolo possibile con soli pontoni. Tuttavia mentre esso era l'animo della guerra, Moltke, scriveva: r-imamanendo al prùicipe l'intera r:esponsabilitd per la condotta dell'assedio, bisogna lasciargli la piena libertà, d'azione. È notevole il giudizio di l\ioltke sul partito preso di osservare Alsen, notando che il blocco non poteva dare buoni resultati: solo col bombardamento e l'attacco si prendono le fortezze. Quando Moltke già al '16 marzo prendeva in esame la possibilità, che · nè l'occupazione dello· .Jutlaud nè l'assedio di Dùppel non sarebbero sufficienti a piegare l:l Danimarca, prevedeva già un' operazione · contro l'isola di Fionia, per la quale riteneva indispensabile la presa di Alsen coll'aiuto della 11otta. Quando il prinèipe, contro i suoi desideri, ebbe cominciate le operazioni con un parziale attacco di Dùppel, :Moltke scriveva a Blumenthal che l'attacco 'dove~a essere preparato non p1·ecipitato. · Quando si rese manifesto che un immediato attacco non era eseguibile, Molthe scrisse al principe Alberto manifestandogli l'idea della occupazione <li Fionia ed A·lsen, e dicendogli che in ogni caso tre cose erano indispensabili per la riuscita del piano: la segretez;r,a, l'impiego della flotta uscita da Stralsunda, e la continuazione delle operazioni attorno a Diippel e Fredericia. . Questo piano fu eseguito con una rara energia e dimostrò che in l\folt.ke il genio e la prudenza rivalegg a vano. Dopo che Diippel fu caduto, riteneva !lioltke l'operazione contro Fionia necessaria per ragioni politiche; riteneva l'occupazione di Fredericia senza scopo. · Al 2 maggio l\ioltke prendeva la direzh)lle delle operazioni. Di altissimo interesse è il suo promemoria datato da Horsen (23 maggio) sulla , ripl'osa delle ostilità dopo l'armistizio, in cui. dice: La oècupazione di · Fionia è il rnezzo più efficace per do;,,are la Danìmarca e ci cond1irrà a quella battaglia che cerchùimo. Una lettera importantissima è quella segnata fOo che riguarda lo sbarco di Alsen.

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NOTIZIE BIBLI0Gl~A FICHE

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

Il Re Guglielmo inviando al Moltke in quell'epoca l'ordine della Corona di 1" classe al H agosto scriveva - ha documentato i suoi talenti militari in un modo splendido . . . . ha ottenuto rapidamente un risultato inatteso. La chiusa del volume, il cui interesse per gli studi sto1ici e militari è evidente di per sè, comprende uno - Sguardo c;onologico ai principali nvveniment.i della guerra del 1864 - ed un esatto indice alfabetico analitico. Ci auguriamo che la pubblicazione~dell'opera continui e costituisca per gli studiosi argomento a meditazioni, come lo fu e lo ù tutt'ora la splendida corrispondenza di Napoleone.

Cifrario pratico politico commerciale di AnNALoo Roma, fratelli Bocca.

L'opinione d'un artigliere. Gli avamposti. le perdite tedesche nel 1870-7·1 . Varietà : Gli ordini da battaglia del Principe di Ligne - Armi a retrocarica ed a rinculo utilizzato (i incisioni)._. Cronaca. Rassegna della stampa militare. 1

Rivista di ar tigt-ieria e genio: (aprile). Rocchi. - La fortificazione attuale. Not:i sul fonolameuto balistico della correzione percentuale nel tiro da costa. Pescetto. - Proiettori di luce elettrica per usi militari. , Bennati. - La fotografia nelle sue applicazioni militari. Miscellanea. Notizie estere riguardanti l'artiglieria e il genio. Bibliografie. ·

MENGAR1N1. -

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Abbiamo esaminato questo cifrario con attenzione e dobbiamo tributare le dovute lodi all'autore per la cura assidua ed attenta, per la critica minuziosa, per la scelta accurara dei vocaboli e delle frasi, che lo hanno guidato nella compilazione. Ottenere da un cifrario rapidità di maneggio, ricchezza non comune di frasi, economia di parole e di tempo, minimo volume, è quanto umanamente può desiderarsi e l'egregio autore vi è_ perfettamente riuscito, tanto che molti cifrari, in uso nelle amministrazioni governative, non possono essere paragonati a questo per la comodità, sicurezza e celerità di impiego. Non dubitiamo che il nuovo cifrario, il cui impiego è dimostrato nel libro stes~o con numerosissimi esempi, avrà la fortuna che meritano la pazienza e la diligemm spiegata dal suo compilatore.

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Giornale medico del R. Esercito e della R. Ma1·ina: (aprile). Memorie originali, fra cui notiamo quella del dott. Lieti su due casi di ferite d'arma da fuoco. Rivista medica. Rivista chirurgica (notevole: Maljean, ricerche su lla disinfezione degli strumenti chirurgici). Riviste speciali (dermo si~lopatica, oculistica, anatomica, fisiologie~, terapeutica, tossicologica, di igiene e di statistica). Varietà. Bibliografia. Notizie medico-militari.

' b) Bollettino bibliografico. I. Sommario delle materie contenute negli ultimi fascicoli delle Riviste militari italiane Rivista d:i fanteria: (aprile)

L'art. 7 del progetto cli legge sull'avanzamento. I generali della rivoluzione (092.-96). - J. Gli ultimi generali della monarchia.

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Ri'Vista marittima: (aprii~) ~

Cattolica. - Note di astronomin. Raiueri. - La marina mercantile germanica . Da Mosto. - Spedizione di. li'ilippo II contro Tripoli. Parenti. - Le scuole di marin:i in Italia e all'estero (fine). Salvati. - Vocabolario di polveri ed esplosivi. Cronaca estera marittina.


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NOTIZIE BlOLIOGRAFICJJE

2. Organizzazione militare. - Leggere sul Progrès militaire del 18 maggio il riassunto della nuova organizzazione de·i sapew·s·pompie1·s <li Parigi, che fanno parte dell'esercito regolare. - Citiamo con piacere un bel lavoro del capitano B. Zanotti pubblicato dal Voghera col titolo: L'arma del genio nelt'esel·cilo italiano. li volumetto, nel.quale sì trova rnccolto tutto quanto riguarda l'arma del g_enio ne_l nostro e~ercito, è la seconda edi1.ione, riveduta e alqua nto ampliata, dt un f::tsc1colo compilato due anni or sono per invito del comand? della scuola di applìcazioue di 11rtiglieria e genio, e fotto allora lttografiire per uso degli nffìciali-111lìevi del genio del111 scuola stessa. Avendo quel fascicolo , benchè in litografia, incontrato favore l\nclte fu ori della scuola d'applicazione, l'autore ha credn,to bene cli affidare alla stampa questa seconda edizione, specialmente nella sp(lranza di fare cosa grata ai collegh i dell'arm11. I l lavoro potrà contribuire a for conoscere agli nf!ì ciali delle altre armi, quali siano gli importanti e svariati sen-izi che il <1ènio è chiamato a disimpegnare in pace ed io guerra, tanto come c;rpo tecnico, quanto come arma combattente. - Armi ed armati, qualità e numero è il titolo di un opuscolo dell'onorevole Dclvecchio pubblicato dal Voghera di cui ci piace citare lo conclusioni. • Non ria ssumo l'opuscolo mn le idee cht: lo informano. La idea « geu~r~tr!~ è l'obbligo del serviz(o per tutti. La seconda (che ha i « suoi ltm1 t1 nelle somme disoonibili da unn parte e nell'educ.'lziooe « dei chiamati sotto le armi dall'altra) è quella del tempo che si deve " passare a I servizio attivo. « Dato il numero dell'aonno contingente di leva, data la somma oc bilanciata , il tempo medio della forma è la risultante vera. « Noi viviamo nello spazio e noi tempo: allo spazio bi:;ogna adat« tarsi e<l il tempo dobbiamo segufre. • Non polemizzo: accetto le cose come sono. « Voglio nn esercito numeroso e giovane e chiedo al paese tutto quello • che può dare, limitando però l'obbligo al 350 anno d'età . « Voglio il minor sacri6cio delle fallliglie e la minima spesa per « l'erario e chiedo la ferma corta, 1

375 « Ma questo non voglio oggi . Lo voglio quando sia anch'io tranquillo e relativamente al reclntamento ed alla istruzione dei gradnati e dei " militari rivestiti di carich e speciali; quando la gioventù sia gracla< tamonle preparnt:i alla vitn militare. Epperò dico: procediamo a passi, ma prepariamoci e non perdinmo un'ora . « Si stabi liscano nella nuova legg~ tli reclutamento (che il Ministro « della guerra ci ha promesso al ria prirsi della Camer:i), i diritti di • col~ro cbe si saranno preparati e avranno dato prova di sapere. « E doloroso il ricordarlo! « Se il dise!.!nù di le!.!ge Baccelli del "88 1 fosse di venuto lcooro v v Or> « se il Tiro a segno fosse stato appl icato in t.nui i comun i, la ferm a « a 118 mesi s:irebbc oggi una realtà e oggi stosso potremmo rispar« miare nel bilancio della guerra qnalche diecina di mil ioni! • E oggi non avremmo sen tito le note lugubri di chi 11ccusa il , bilancio della guerra della grave sit.uazione nostra economica ». - Nei Beiheft del AWitai· Wochenbtatt è prege.vole lo studio del colonnello Lettow-Vorheck sulla coscnizione sotto Napoleone I. 1 - L'organizz11zione della importan te sc-u.ola di cavaUerùi di Sa·umur è ri11ssunto nel .Militar Woche,iblalt del 18 maggio . NOTIZIE BlllLIOGRAFICHE

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3. Amministrazione militare . - Molto interessante, visto il progetto di recente presentato cli una nuovl\ legge sul reclutamento, l' Avenir ilfilitaire del ·1 O maggio per l'articolo: La preniière applicntion de la ta x,e militaire.

4. Statistica militare. - La casa Eisenschmidt di Berli no lta pubblicato in base a documenti ufficia li la cat'la e le tabelle di dislocazione dell'esercito russo in Europa.

5. Tattica. - Il Rasmcdeik porta cootinui ed interessanti studi sull;i tattica di cavalleria; ne citiamo alcuni più importanti : N. 92. Conf,,renze tattiche agli uflìciali. - Corse e cavalleria. - N. 9.L Le rimonte in Russia - Tiro a cavallo.


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NOTIZIE BIBLIOGRAFICFIE

- La Biblioteca ridotta per l'ufficiale di cavalleria ha pubblicato il suo secondo volume intitolato : Servizio della cavalleria in campagna · sunto dell'opera di uguale titolo del generale Baron von Loe (1883). ' , - Int~ressante per la cavalleria l'Istruzione sul passaggio di corsi dacqua di Ifartmann tradotto sulla Revue de cavalerie (aprile).

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

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princes de Condé pendant les XVI et le XVII siècles. Questo volume, con un ritratto del Grand Condé, riguarda l'epoca dal ,1650 al 1657 (prigionia , guerra civile e combatti menti contro il maresciallo di Tur.enna).

7. Storia militare contemporanea (1866-1892). 6. Storia militare anteriore al 1866. .- Barracks and Battlefields in India è il titolo di un libro testè edito a Londra dal Keley, il qua le tratta del la guerra contro i Sikh e della rivoluzione notissima dei Cipai indiani. Il libro e, stato accolto con favore ed è assai interessante. - Leggere la bio,qrafia del maresciallo Sebastiani del generale Thou mas sulla Revue de cavalerie (aprile). · - Il Masloswski, noto . autore .di. pregevoli studi storici , sta pubbli: ~ando una sua raccolta d1 materiali per la storia militare r ussa. _ E uscito ora il 3°, ' '.olume: Memorie del mar~sciallo Minich (1700-'1760). - Il XV e Xv I volume della colossale opera Feldzuge des Prinzen Eugen ·von Savoyen, tratta dai documenti deo-li archivi di Vienna comprendono i fatti del ·1713 (guerra della suc~essione di Spao-na)' e del 1735 (guerra di Polonia). " - Un contributo alla Storia della guerm di 30 anni è stato recato da l Wittich col suo lavoro: Dietrich von Falkenberg, colonnello· di Gustavo Adolfo. Magdeburgo, Liebscher. - . La Revue rwilitaire S1iìsse ha , pubblicato nel suo numero ,t7 maggio la fine di uno studio supplet'ivo alle memorie del barone di Marbot, apologia degli Svizzeri nella campagna del18-J2; vi va annessa una bella carta del teatro di battaglia di Polotsk. L' Organ der mi~itiir Wissenschaftlichen Vereine nel fascicolo .di maggio reca uno splendido lavoro storico del feldmaresciallo Sterneck. Questo lavoro, corredato cli carta dell'intero teatro di "uerra consiste nell~ ri~ostruzione ~lel l'or~i?e di battaglia e di tutto i ·itine;ario per corpi d arm~ta clegl~. eserciti francesi e rnssi, nella campagna del 1812 dal passaggio del N1emen da parte dei francesi il 23 o-iuo-no fino a Mosca e della ritirata da Mosca all'Oder. ~ e ..- l! duca d'Aumale ha pubblicato a Parigi, pei tipi di Calman Levy , 11 6° volume della sua opera storica magistrale: lfistofre des

Lo Spectateur militaire {1° maggio) porta un lavoro critico-storico inlitolato: La marche sur Fontainebleaii et fo bataille de Bea'U;ne la Rolande (novembre 1870). L'autore assicura che il lavoro fu fotto esclusivamente su documenti ufficiali e su racconto di testimoni oculari, essa ha quindi un notevole interesse. - Il generale Kiiropatkine ha tenuto una conferenza importante (riportata in sunto dall'Jnvlilido russo N. 65) sulla Presa di Geok Tepé fatta da Skobeleff. - Da notar:;i lo studio del noto maggiore Ifonz sul Jah1·biicher fii.r die deutsche À1'mee und Marine (2 aprile) dal titolo: Consideraz'ioni statistiche e tattiche sulle tre grandi battaglie·di llfetz. - Lo stesso giornale dà una traduzione del libro del maggiore rumeno Harjeu (già da noi annunziato) col titolo : J.inpiego delle ferrovie nella guel'l"a del -J877-78. Un sunto del medesimo libro è dato dalla Revue ducercle militaire nei fa,;cicoli del 17 e 24- aprile, 1 ed 8 maggio, Il Militar Wochenblatt nel N. 39 ha ultimato lo studio del maggiore Kunz sull'organizzazione delle Armate francesi di provincia. La Deiitsche Heeres Zeitung nei N.i 36, 37, 38, iO porta uno studio di Ifoenig sul comlmttimento alle cave di Rozerieulles nella batuiglùt di Gravelotte.

8. Letteratura militare. - Segnaliamo la com parsa di una Revue mititaire uni-verselle mensile, pubblicata dal Lavauzelle di Parigi . Ha carattere eclettico e comprende lavori storici, letterari, di tecnica e di arte mifitare. Augu~ riamo ad essa buoni risultati, ed agli studiosi che essa acquisti un carattere internazionale veramente in armonia col suo titolo. Ecco il sommario del 1° nu·rnero (aprile): La Crimée et Sebastopol, de ,t 853 à 18J(i, par le bnron Du Casse (à suim·e). Les ballons à la guerre. 1


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NOTIZIE BIBLIOG!l,AFICHE

Étude . de la frontière nord-est ou franco-allemande par le generai X"'""'!- (a suivre). · ' .Le moral dans le combat. · ' Étude somma ire sur les écoles militaires préparatoires, par le lieu teua·ot Des Ecorres (a s1iivre). Eo Algéric (Géryville), par Kiva (à suivre). Partie officie]le. Revue des livres. - Il colonnello Trumelet ha pubhl-icato per mezzo della casa Jourdan (Parigi) un volume. L'Algér,ie l~qendaire, bello studio di costumi algerini e mussulmani. - Non P.rivo di interesse per i fotti narrati e importante per taluni giudiz! è lo studio diffuso che la llfititaert Tidskrift di Copena· ghen p1,1bblrca sul maresoialto llfoltke. Basta ricord~re che Moltke era danese e dil'esse le operazioni della guerra del 1864- contro la Danimarca, per comprendere l'indole di questo lavoro, d'altra parie accurato e sereno, dovuto al colonnello danese Iensen. - La letteratura militare austriaca si è arricchita di molti lavori sul maresciallo Radetzki in occasione dell'inaugurazione del suo monumento in Vienna. Citi:imo fra i tanti sullo Streffeeur lo studio Vmn vater Radetzki di Al bertall ed un poemetto di Bila Kuderna; sull' 01'gan dei· 1}/ilitar-vissenschaftlichen Vereìne una biografia assai dettagliata e precisa. - Si fanno elogi · del dizionario militare russo-tedesco di llfonassevitc. Berlino, Malcomes. - Altro dizionario militare recente è quello tedesco ungherese di Dmn.awiczky e Szecs·i pubblicato a Budapest.

9. Tecnologia militare. - L'l~valido n~sso, N. 83, porta alcuni articoli degni di_ nota sugli argomenti seguenti: Polveri nuove. - Telegrafia ottica. - l?ortificazioue. - Lavori cartogralìci d~llo stalù maggiore russo. - Impiego del le materieesplosive. - Una . bella conferenza si legge pure snll'Inva.lido ,,usso N. 68 1enuta dal generale Ke.i col titolo: L'attacco ac,;elerato delle fortezze m-o_de.rne. ·

NOTIZIE. BIBLIOGRAFJCllE

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- Sul Joiirnal ofthe Royal Service Institution (aprile) segnaliamo una bella conferenzn del maggior Heresford sul Telefono negli usi domestici e militari, .contenente cenni sull'esperienze fatte e sull'uso di questo_apparato nei vari e$1:irciti europei. . . - È staio pubblicato il 3° fascicolo 1lell'opera più volte nomrnata di -Studel?nann sui nuovi mezzi di comunicazione iu Europa e tratta dei piccioni viaggiatori. - Berlino, Mittler und Shon._ . · - I progress'i dellci tele,qrafia milita~·e tedesca è 11 t'.tolo a,. un opuscolo recente di Fischer Trenenfeld edito pure dal l\'11ttler di Berlino. - Sarà ,nolto utile la lettur!!_ della conferenza del colonneUo Rothwell · (.fournal o{ the Royal Service 1stitution, aprile) intitolato: Ricognizione di ferrovie, loro ùnpicgo e distruzione in tempo di g·uerra. Notevol~ pm:e .l'altro studio del tenente Davies: Impiego della fotografia nelle ric'Jgnizioni. - Interessante il trattato di topografi.a militare in uso nell'esercito russo del Bilikov di cui è uscita testè una 2a edizione a Pietroburgo (Berezowski). , - Notizie precise e diffuse sulla Col'dite, l'esplosivo senza fumo inglese, si trovano sull' Uniterl Servite Gazet.te N. 3059.

IO. Marineria.

- Abbiamo notato nei vari fascicoli dell'Anny and Navy Gazette i serruentì articoli importanti: ~ g aprile. La difesa del le piazze forti marittime. - La difesa di Portsmouth. 16 aprile. Recenti esperimenti di velocità delle n:ivi, e sul Broad Arrov: L'istruzione degli ufficiali per la difesa delle coste. _ La casa Beaudoin di Parigi ha pubblicato pel 5° anno l' Aide r;iémoire de l' Officier de marine dì Durassier e Vallutino. Da esso abbiamo toi ti i dati riportati nelle notizie estere. . .· . - Il Jownal of the united Service Istitution (aprile) contiene due memorie premiate di ufficiali inglesi snl tema : Posto che là supremazia sul mare sia essenziale per la protezione dell'ìrnperc, inglese e del suo com_rnercio, quale parte spetti :illa Ootta e quale alle difese fisse in caso di guerra. La lett\1ra ne & istriittiva ed interessante,


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NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

NOTIZIE l3ILI0GRA FICHE

--:-- Le s!a~ioni navali austriache (schi/fsstation) nelt' Asia orientale, del capitano d1 Jregata v. Btmks. - Vienna, Gerold . - J.a Reichswelw porta ai N. 330, 331 e 332. considerazioni interessanti sulla coiazzatura delle navi e sulla loro perforazione.

Il. Geografia. Viaggi. - La pun_tata di aprile ~el Bollettino del .Ministero degli affari esteri reca uno stUlho del Console Italiano ad Assunzione intitolato: il Paraguay net 1891._ Oltr~ l'interesse che desta la descrizione accuratH di quel paese, segnal iamo m questo lavoro una tale ricchezza di notizie rreorrrnficbe storiche e statistiche, un ordine ed una concisione tanto note~oli da renderlo un modello di monografia. ' - _Segn~liamo sul Razviedcik il racconto del viaggio a cavallo ciel m_agg,ore giapponese Ji'ukiiscinia da Berlino per la Russia e la Siberia al Giappone. ·

12. Politica. - La questione della neutralità del Belgio, tanto interessante dal punto di vista militare in una guerra franco-tedesca è stata minutamente trattata sotto l'aspeuo politico e sotto l'aspetto militare dal llfessùi in un libretto intitol3to: La neutralité de . la Belgique. - Parigi, Lavauzelle. .. ' - Ha solle:ato un po'idi rumore il libro del generale Ju.ng edito dalla casa Charpent1er a Parigi col titolo: La République et l' Armée. Il conceuo predominante del libro può riassumersi così: La politica militare deve es_sere assoluLame~te_inf~r~ata_ ~Ila _politica nazionale; in uno Stato repub· hhcano ~ccorr~~o 1st1~uz1om nul1tan repubblicane, senza di che al primo u:10. lo Stato e rn_pericolo. Con questo concetto ed animato dal desiderio d1 d1~·e m?lt~ ·ve'.Jtà, _o almeno quelle che all'autore sembrano tali, l'A. esa~m~ 1 difetti <iella legge d'nvanzamento francese, I' iusimiarsi del clericahsmo nell'esercito, il concetto non esatto che molti si formano dell 'esercito nella società moderna, il reclutameJ1to degli ufficiali, ec;.

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Per dare un saggio delle quistioui e dello stile citiamo nn brano che potrebbe interessarci per analogia anche in Iia lin. « ... Par su ite de l'immi xtiou de quantité. d'é.lèves éminents (de l'École polytechniqur.) tlans les carrières civiles, leurs camarades d'École, entrés dans l'armée, se trouvnient avoir anprès d'eux des appuis naturels, appuis d' autaot plus nornbrenx que leur introductiou rlans les pouvoirs publtcs était devenue plus aisée. « Les Saint Cyriens, au contraire, avec leur uuité de préparation et de but, derneurent des isolés d,rns la vie. « Les ·écoles des sous-officier.s, Saiot-Maixent, Versailles, Saumur, pn:sentent des divergences plus frappantes encore: Les offìciers qui en proviennent se trouvent dans une réel\e sitnation d'inforiorité vis-à vis de leurs collègnes. Arrivés trop tard anx premiers grades, ils sont condamnés à végéter, si la guerre ne vient pas rétablìr l'équilibre. « De là des souffrances morales, )es plus terribles de toutes. Il font nvoir écoulé ces dolénnccs, assisté à ces procédés d'exclusion préconçue, surtout daos les armes dites spéciale~, pour s'en foi re une idée tant soit peu exacte. • - La necessità di difendere ed il modo di prepararsi effettivamente alla guerra dell'impero anglo indimw è stato studiato e discusso in una opera molto irnpoi'tante del Dilke (Sir Charles) e del Wilkinson testè pubblicata a Londra dal Macmillan col titolo: fm:perial Defence. - La situ.1zione politico-militare attuale ne.ll'E,qitto forma oggetto di interessa ote corrispondenza inserita nel 111-ilitéir Yochenblatt del 4. maggio. - Interessanti gli ?rticoli seguenti: Reichswehr del 13 maggio. - La potenza rnilitcire dell<t t:riplice.

13. Varietà Militari. - Sull'Invalido Russo (N. 60). Notizie sul lo manovre d'invernQ fra Oranientaund e Cronstadt. N. 6:2. Il generale Kasliaminov. " 63. Trasporti di truppe sul Caspio. - L'lnternationale Revue uber die gesamrnten A1·meen und Ho/fen (aprile) reca uno studio critico assai severo sulle manovre francesi del decorso anno; ne consigl iamo la lettura perchè esso. rappresenta il riassunto e la conclusione de!le infinite opinioni favore.voli o contrarie, spessù


NOTIZIE BIBLIOGRAFIOHE 382 eccessive, pubblicate fin qui su quel le manovre e slllle condizioni dell'esercito francese. Sono pure interessanti le corrispondenze i~aliana ed inglese di quella ri vista; riassunti ambedue co;;cienziosi ed esatti del. movimento militare in Italia e nell'impero Anglo-indiano. - Lo StreOleur ha un curioso articolo sulla Necessità e possibilità di una l-ingita 11,niversale di Frauz Ch yle. - Sul Razviedcick (N. 93) notiamo un articolo illustrato sui giuochi di agilità sul cavallo in uso presso le truppe cosacche . - Sulla Revue dM cercle milita'ire notiamo il resoconto sommario dei lavori topografici eseguiti in Francia nel ·1 890 e 9·1 (8 e H, maggio).

::~oo,

'

Per la Direzione Lonovroo CrsoTTI

'

OP.MARCHI CARLO,

maggiore M. M., incaricato

gerente. I

(


ANNO

XXXVII

RIVISTA NIILITARE ITALIANA

DISPENSA

VII. -

16 GIUGNO 1892

.

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ROMA VOGHERA

ENRICO

TIPOGP.AFO-ElllTOH~

, .,

,

..

.

•,


SOHHARIO delle materie contenute nella presente dispensa

LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAIIENTO INITALIA

L\ NUO\'A LEGGE DI IlECLUT,DIE~TO IN ITALIA. _

S. C. · · · · · · · . . . . . . . . Pag. 383

Due parole d'introduzione.

IL TJR.O A .SEGNO ~AZCO~ALE NEI SUOI RAPPORTI CO~

I:ESERCITO. (Contin .). - G. Sala, mag.'liore 7° fanteria » 403 LE ~IATIWIE MILITARI ~EGLI AHCHIH DI STATO IN TOBI.\'O. - Pio Bosi, maggiore . . ·. . . » 425 AMIENS. (Continnaz.). - V. Alfieri, capittmo di stato ma,qgiore » 445

NOTIZIE POLIT1C0-.M IL1TA1U ITALIANE

» 457

NOTIZIE MILITAlU ESTEClE:

La legge fondamental e sul reclutamento porta la data del ' in cui fu pubblicato i! 20 marzo ·I8iS4. Da quell'aòno al ,1876, primo testo unico delle leggi Slll reclntamento, ben 16 leggi modificarono vere e proprie disposizioni fondamentali della predetta legge organica. Successivamente altre tre leggi modificarono quell'unico testo, di guisa che nel 1882 si sentì la necessità di pubbli care un secondo testo unico che fu approvato con R. D. ·17 agosto 1882. Ma non basta ancora. Con le leggi 8 luglio 11883 N. 1 k69, 1° ed 8 marzo ·1888 N. 5226, 52.i.8 e 524-9, -12 luglio stesso anno N. 5520 vennero apportate nuove modificazioni al secondo lesto unico, di gu isa che il gove:·no chiese ed ebbe la facoltà di pubblicarne un terzo, npprovalo con Il. D. 6 agosto •1888, che è quello in vigore. A questo Lesto nello scorso anno furnno apportate alt.re rnotlifìcazioni con le leggi del 28 giu:;:no N. 315 e 3 I6. Questo è lo stato nuuale della legislazione sul reclotnmento. Ora, prescindendo da qualunque altra considerazione, non si può disconoscere che, presentando altre modificnzioni ad una legge che nella sua ossatura risale al 11854, si sarebbe forse corso il risch io di far opera vana, e d1e, come è accaduto da .w anni a questa parte, r~ttoppando anèora, permeltotemi la frase, la legge vecchia, 1

1

a) Commissione d' ini;hie::;ta sul recluwmento dell'esercito britarrnico . b) Piccola cronaca. NOT.IZlE nrnLIOliHAFICJIE

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ANNO XXXVII VOI •• li.


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LA NUOVA LEOGE J)f RECLUTAIIENTO IN ITALIA

si sarebbe stati coslretti a proporre ben presto altre modificazioni. È quindi degno di ~gni elogio il Ministro Pelloux . per aver finalmente roll.o l'incantesimo, presentando il dì 4 maggio corrente una nuova 1egge sul reclutamento, accompagnata da una accurata e particolareggiata relazione. Ora io mi propongo di esaminare le proposte pri,ncipali di questa nuova legge ed entro senz'altn, in materi.a. I servizi sussidiari.

Leggendo il disegno della nuova legge la prima innovazion e che s'incontra è questa dei servizi sussidiari. La legge aLLuàle ammette, rispetto al!~ idoneità fisica, due so le grandi modalità: abil i, inabili. All'atto pratico però non è sempre possibile potei' nettamente definire per quali difetti od. infermità si debba essere compresi fra gli inabili. Ne àeriva quindi che, talun cittadirìò viene ad essere avvantaggiato, se vantaggio si può chiamare il non essere abi le alla difesa della patria, e alcun altro viene ad Hssere danneggiato con danno anche .del servizio. Evidentementé come in tutte le cose di questo mondo, .anche in questa esiste una via di mezzo. · Creare pertant9 una categoria· intermedia -~he comprendesse i meno abili fra gli abili, ed i meno in.abili fra gli inabili , significa da un_lalo a.ver la forza combattente composta di uomini veramente val id;; dal!' nitro non esentare da ogni servizio chi pure un certo tal quale servizio può prestare. ' . . Costoro, come accenna.la relazione mini.s teriale, ·saranno utilizzati in tempo di guerra per sopperire a lutti i servizi non armati, come co:itabilità, amministr~zione, servizi di conducen te, di atten· .dente in uffici territoriali e simili . Apposito elenco determinerà per quali difetti- fisici il cittadino po.ssa e:;sere assegnato a quei servizi; però è da avvertire che gli . articoli 4-7 e 48 d~lla legge stabiliscÒno già, quasi direi, due fonti di reclutamento per i servizi &ussidiari: la deficienza di statura, ed il non completo sviluppo, neppure rtiggiunli ·entro il periodc> della rivedibiliti1. In quanto agli obbl igl)i di ·servizio i mi1

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titari arruolati per i servizi sussid_iari segu_iranno la sort~ della tatec•oria ordinaria della rispettiva classe (art·. 92). · E"\ui, per miglio.re intelligenza, cade in ,acconcio di àècen nare subito alle denominazioni ~sale dal disegno della nuova legge. _ Proponendo in modo permanente l' àdozione della categoria unica, è nnturale che il disegno di legge prescinda assolutam.ente dalla seconda categoria. Abolita la seconda, là terza categoria non è più terza. Chiamarla seconda, sarebbe stato dannoso si~ per _la ìntelligenza del pubblico, sia perchè sarebbe nata confusione Ira le vere seconde categorie esistenti sino alla classe 118'i 1I, e le nuove . . CÒnveniva pertanto cambiare le denominazioni. Il disegno di legge ha adottato quelle di « categoria ordinaria )) ' « cate«oria di riserva » e « servizi sus,id iari ». · · 'La ~ategoria ordinaria .con:isponde alle attuali ,t à e 2• categoria; la cale«oria di Iliserva all'attuale 3• cat&goria ; i servizi sussidiari , sono, come abbiamo ve.duto, una crea~'ione nuova. ç)

Lçi categoria unica.

La · cate"oria. unica o l' incorporazione e la istruzione immediata di turti gli insc.rilli di ogni leva abili al servizio· ar'I?ato, è, a mio avviso, una delle caratteiistiche principali, .se non anche la ·più spiccata, detl'altuale amministrazione della gu.erra. f infatti la categoria unica, chi voglia esamjnarta da un punto dI vista piuttosto elevato, significa l'inizio dell'attuazione di quel . magnifico e,vasto principio che può prender nonr~ « _Nazione ar-mala >) ovvero « tutti sòldati, nessun soldato » e via dicendo. éonsiderate la categ·oria unica rispetto al bilancio dello Stato ed alla istruzi,;me. ed educazi•>lle militare, e voi dovrete convenire che si riallaccia alla educazione nazionale del cittadino· per Ja difesa · della patria, imperocchè, ferma 1:estando la somma stani;iata pel · mantenimento dei cittadini alle armi, è evidente che aumentando il numeio dé(1li uomini da mantenersi, debba diminuire il tempo durante il q~ale sono mantenuti; e se la durata. del serv_izi? alle. armi diminuisce, è logico, è urgente, è necessario supplirvi con una preventiva preparazione alle armi del cittadino. •

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LA NUOVA LEGGE DI RECLU'rAMENTO IN l'l'ALIA

Considerat~ l'a. categoria unica rispetto alla forza combattente, e · voi dovrete convenire c.he è l'unico mezzo per giungere al fine desideralo di !\Ver i~truiLa ed alla a combatterè, secondo le ultime esigenze, tutta la forza disponibjle. ~ Considerate la categoria unica rispello all'obb ligo generale dei cittadini al militare servizio, e voi dovrete convenire che lo affidare, alla cieca_sorte; come dirébbe un buon retore, la de,;tina· zione di un cittadino ad un s-er1 izio attivo di tre anni, piutto·stochè ad uno di quaranta giorni, non era ·certamente la via per avv_icinarsi ad una uguaglianza di obblighi fra i cittadini. Considerate la categoria uni.ca rispetto ali[), semplificazione del servjzio della levn, rispeuo ai servizi ·d'indole amministrativa e matricolare tanto del Ministero della guerra, che dei distretti; considerateln anche per rispetto a tutte le· semplificazioni di ogni natura derivanti dal fallo di non aver più un .contingente di 11• categoria lìsso e determinato e v.oi dovre~e convenire che anche so tto questi vari aspetti si realizzano vantaggi non disprezzabili. Eppertanto l:t categoria unica segna un indiscutibile progresso nel campo organico e nel campo tattico e ci affida che non sarkt lontano il' giorno in cui segnerà un progressc, anche nel campo finanziario, per qnanto ha tratto alle spese mii itari. Ma ad un patto solo , sarà raggiunto questo ultimo tanto desiderato scopo. che tutti si persuadano che non giova gridare la croée addosso alle .spese militari, senza ' indicare i mezzi efficaci a diminuirle lasciando iptatta, anzi accrescendo la nostra potenzialità militare, (ciò che per fermo n·oq_ può non essere nél desiderio di lutti', che non giova malignamente insinuare,essere la famiglia militare qua$i una casta non vivente e palpitante delia vila' e dei palpiti del' paèse; ma gioverà invece con animo forte e con braccio robusto preparare il' cittadino a divenir soldato, di guisa che l'esercito sia per,,lui nori. lo in,izio, ·ma. il coronamento della istruzione e della educazione mi.litare. ' Sotto questo nspetlo la categoria unica ~ ·un affida.mento, da parte del governo, a quelle riforme di sana democrazia reclamate oramai dal .,paese ed è un ecr.itamenlo a mostrare che veramente il paese è all'altezza . di ·quel sommo· luogo dove ora giunge soltanto col desiderio. / 1

Le ferme. Prendendo una via cli mezzo fra la ferma triennale e la biennale, il diseono di leao-e ,., nn adotta i I sistema delle così delle ferme progressive c'ioè férma di tre·, cli due e di un anno . , , Adottato questo sistema, restava da risolvere il problema a quali categorie di militari dovesse e.sser applicata· un~ piuttost~ che l'alt~a • ferma. · ·· , Un criterio da seguire era-indicato dalle stesse rag ioni ~er le ~L~ol. 1 si. credè di prescegl iere il sistema. dell'e ferme progress1ve, c10e !I minore O maoaiore bisogno di istruzione mìlitnre; a seconda delle condizioni di ~~I tura ·generale, cori le quali il cittadino si presenta alle· armi. Un altro criterio veniva somministrato dal cambiato co~cetto su cui' si basa~ coine vedremo, nella ,nuova legge il diritto di assegnazione alla categoria di riserva. . .. Lo aceenno brevemente per migliore intelligenza. -,- li dmtto alÌ' assegnazione 1alla categoria di riserva, secondo il disegno di . le()'o-e' deve verificarsi per tre leve: quèlla, cui l'inscritto concorrt\ n~scita, e le due succ~ssive. Alla pri:°a ~ev~ l' inscritt:. è .ar~ ,ruolato temporaneamente nella · categona d1 nserva. Ran'.on1 d1 equità esigono che, se nella .seconda leva egli per~a il t1tol,o a guell'ass~gnazion~, sia vincolato sollauto alla ferma ?1 due anni, e ~e lo perda invece alla terza leva , sin vincolato soltanto ,alla ferma di Un anno. \ , Un terz.o. criterio era indicato da r·agioni di equi tà verso i rivedibili rac,ioni di equità che furono ampiamente svolte in occasione ;/ 'd'ell'a~pr~va~ione del d!seg,no di legge,<< disposizioni per la leva sui nati nel ;!872. » . In base a ·questi tre criteri sono distribuite le ferme ed a ~oi sembra che essi non potrebbero essere più legittimi, ed eq:u1 e mé"lio armonizzati con tutta l'economia della legge. Però con essi non è risoluta la questione più grave, rispetto alla durata della.ferma, quella della· istruzione. dei grad~ati di trup?a ,e dei militari addetti a servizi sper.iali, cdme zappatori e tro_mbett1er1.

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Su questo proposi lo il disegn.o di legge contiene una disposizione ,(art. ,103) che non risolve la questione. ma soltanto l'accenna, ' la$Ciando forse al Parlamento il còmpito ·di risolverla. La questione si compendia nel trovare modo di allettare i graduati éd i mi litari oddetti a servizi speciali Q. rimanere più a lungo sotlo · le arm i. Che dire della riduzione della ferma di cavalleria da quattro a tre anni? Negare che con quattro anni di ferma si po'ssa a,,ere un cavaliere migliore che con tre, sarebbe irragi0nevole. Non si puq però nemmeno negare che ùn periodo di tre.anni è già abbasta nza ampio e • tale da poterne formare un ab il e cavaliere, in specie se si recluti la cavalleria fra uomini giq, cap_aci nel governo dei cavalli. · Attualmente la s,:elta dekli uomini da assegnarsi .alla cavalleria è fatta in base soìtanto al numero d'estrazione -ed alla capacità fìs iéa. Ed é natura.le che sia cosi, poichè, trattandosi di assegna.re gli . inscritti ad un'arma, ove l(l durata del servizio è maaaiore raoioni CÌ di giustizia esigono che la scelta dipenda da criteri assoluti e necessari, come la: sorte e la idoneità. Quando un inscritto potrà essere assegnalo, con la-ferma di I.re anni, non solo in cavalleria, ma anchè in altre armi, è certo ch e, se sia ab ile nel cavalcare o nel governo dei cavalli in gener·e, prefe rirà egli stess6 di essere assegnato a quell'arma. Così si otterrà il _duplice vantaggio ·che gl' insè ritti f{ iii pratic) potranno presto-divenire buoni soldati di cavall eria e che il servire - in.quella nobile arma non s;trà lenùto quasi come~ una teoola caduta . ò sulla testa , con quanto danno del servizio ognnno vede. · •

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La trasformazione del uolontàriato di un anno ed i ritardide! servizio. Subordinare la riduzione della ferma ~l pagamento di una somma poteva sembrare, e fo1:se effettivamente era, un avanzo delle affrancazioni. In una le,gge liberale, in una legge che aspira , e per me giunge ad essere,, all'allezza,dei tempi, sarebbe:srata una vera stonatura il mante.nere ìl volontariato di un .anno quale esso· è altnal.mente . · ·

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Sta bene che il volontario di un anno doveva rinunziare all'nlea del numero di estrazione, ma oramai la estrazione è abolita. Sta bene che dal volontariato di un anno si traevano, o a!m_en~ si dovevano trarre gli elementi per fa rne dei buoni uffic1al1 dt complemento; ma oltre che non era presu~ibi le un buon recinta. mento di uflìciali .di complemento, data la limitala coltura generale richiesta per essere ammessi t1l volonlar:iato di un anno, la _esperienza ad ogni modo ha dimostrato che fa quell'alberò rion si sono tralli i frutti che se ne speravano . , : Oramai una limitazione di ferma si comprende sol tanto se e c?ncessa a chi già possiede una coltura tale, sia ge~eral~ cl~ e-spe~1nl~ al la milizia, da poter p!'esurnere non solo che 1mpnrera lll 1~1!001 · tempo quan to gli .verrà insegnato, ma che ~aprà anch.e. a.~q~1slar~ sollecitamente i requisiti per istruire gli a.Itri col grado d1 ~lfic1ale di <:omplemènto: Vero è che il disegno di. legge pone anche ,ira le condizioni cruella. di mantenersi a proprie spese d_ur~~te I anno, u~a oltre che, compi endo il servizio nellà città 10 cn1 r1s1ede la propria famiglia, U!! tale obbligo non importerà d!lvv~~o gr.ave d1.slurbo alle famiglie, è da notare che questa non è cond1z1on~ suflìc1en te,_ c?me ; ·or·l il paoanienlo della somma stnbilita., ma s1bhene cond1z10ne 0 e ' necessaria subordinata 'alle altre suaccennate d1· coltura e e1·1 stu a·1 (art. 88). · · Con quesUl trasformazione si avvan taggiano gli studì _e si ha ra.~ gione di presumere che sarà assicura.t~ u? buon 1:ec_lutamento di uflìèiali di complemento , tanto più che Il disegno d1 legge P:·opone una sanzione abbastanza. severa , quella. di far loro com p1ere la . ferma spettante per fatto di leva, qualora a_l _ter~ine del!' anno non superino l'esame per la riomina acl uffic1:1 te d1 complemento (art. 89) . . . · Resta a dire dei ritardi del servizio . .. . . 0,-1; sono concessi so ltan~o agl i studenti di università o d1 1stitnt1 superi ori. . . . , .. Il <liseuoo cli leg,re (art. 8;>, 86) allarga I criteri della concess1on~, estendendola agli~tudenti lli licei, di istitu ti tecnici, di .òccac:em1e di bel le arti, di conservato6 di musica e(:C· ed anche a g1ovan1 no~ studenti, ma cl1e si,wo incli~pensabilm en te necess'.trì pel gov~rno di uno stahilirnento agricolo, industriale e commerciale (art. 81) .


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LA NUOVA ' LEGGE DI RECLUTAMENTO IN ITALIA

Le assegnazioni alla categoria di riserua, i congedamenti anticipati per ragioni di famiglia e le surrogazioni di fratello. . Per ri~pet~o ai titoli di esenzione dal servizio att i,,o, la innovaz10~1e sta _rn ~1~ che _quelli previsti dal disegno di legge sono improntali al prmc1p10 umco che in ogni famiglia vi sia una esenzione ed in quelle compbste di cinque e più figli maschi ve ne sia anche una seconda. Per rispetto al tempo in cui debbono essere acquisiti e perfetti. l'innovazionè consiste nell'aver prescritto che debbano continuar~ a sussistere anche per dtie leve successive a quella cui l'inscritto concorre per età. Per rispetto alle .formalità di pr9cedura, la innovazione si compendia nell'aver stali bito (art. 60) che possono essere invocati e compro:·~ti i_n ogni tempo, ed anche nel!' aver concesso (art. 58) una fac1.ltlaz1one equa e logica nella presentazione della richiesta di assegnazione 'alla categoria di riserva. Oltre a ciò una condizione affatto nuova è posta all'assegnazion e al_la categoria cli riserva, cioè il pa.gamento di una tassa per parte di coloro che non dimostrino di essere indigenti. Di questo argomento tanto importante parleremo in un cap;tolo a parte. . Perrispelto ai titoli verificatisi dopo l'arruolamento dell'inscri tto, I' innovaziope sta nel l'aver proposto che essi non dieno più luogo ad una vera e propria esenz ione, nìa. sibbene e soltanto al congedamento anticipato (art.. 68) estenden(lolo però anche ad uno dei due fratelli che trovinsi contemporaneamente al le armi (art. 69, 70). La relazione ministeriale si diffonde lungamente sulle ragioni che hanno consigliato di mantenere l'al.luale sistema di esenzioni a tit oli fissi e determinati. Sarebbe perfettamente inutile ripetere quegli argomenti. A me piace soltanto di rilevare l'abolizione del titolo di esen · zione derivante dal fatto di aver un altro fratello arruolato in ,,. ca· tegoria e nell'esercito perm·anente, titolo che è ammesso dall'art. 87 della legge allua.le.

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Già allri fece osservare come, r.idouo in quei termini, quel titolo -spesso riuscisse a far commett~re delle ing!ustizie. . . . Accadeva infatti, fra le altre cose, che d, quell:1 d,spos,z,one potevano avvantaggiarsi in modo speciale quelle famiglie appunt,> che meno l'avrebbero meritato . Cosi di due famiglie composte, a mo' d'esempio, di due figli nati nec:rli stessi anni ad intervallo cli ,JO anni , la famiglia, il cui primo· ge~ito compieva regolarmente l'obbligo di leva, veniva ad avere anche il .secondogenito al'l'uotato in 111' categoria, pojchè, ali' atto dell'arruolamento del secondo, il primogenito era già pass'.1to alla milizi.a mobile; mentre che la famiglia, il cui primogenito, per renitenza o per altra causa, veniva ~d essere arrnolato, poniamo, tre • . . I, anni dopo, vedeva il secondogenito arruolato in,3 categ.or.Hi, po1c 1e, all'atto dell 'arruolamento di lui, il primo.e.r., tuttora ascritto ali' esercito permanente. Inconvenienti del genere ecl nnche di altra natura si sarebbero verificati, qualora quel titolo fosse stato mantenuto. sia pure limi~ tato-al tempo in cui il fratello trovasi al $erv-izio effettivo alle _armi e quindi a mio avviso, fu bene troncar la questione dalla rad1,ce. ' I J Il' . Dire dei vantaggi, che deriveranno alle fami ~l_1. e oa ab· o1·1z10'.1e è.ella perenzione del diritto; cosa già per se stessa, in tal materia, altamente morale, sa rebbe opera van a. , ro·non esito ad affermaré che in ciò la legge attuale è crudele e innumerevo.li famiglie, che per ritardo di giorni nell'i·nvocare o nel coinprovare il diritto h.anno veduto $lrapparsi dal seno il fì):(lio, possono all~starlo. . . . .. . , . Alla innovazione di concedere il congedo an11c1pato; anz1che il passaggio alla categoria di ris·ervv, ai militari'. che pe'.· .eventi posteriori all'arruolamento vengano ~ trovarsi 1n cond1z1one per la quale anèbbero potuto ottenere l'assegnazion,e a!la detta cate~oria; potrebbe muoversi J' appunto che· non salva lorse a sufficienza gl'interessi delle famiglie in temp.o ~i guerra . . . . Ma se si p,~nsa che tutti i cittadini atti alle arm, saranno, o piùpresto , o più tardi ch iamati in caso cli mobilitazione , s~ si ,.~.on~ mente àl la disposizione (art. 1101) per effetto delll!- qual.e I m!11 tan della categoria di riserva possono essere assegnali anche ali' eser.:. cito permaoenle ecl alla milizia mobile, se si considera che con i

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passaggi all{l cat~go ria di riserva ·r esercito viene a perdere circa quattr'omila militari istruiti per ogni classe, cioè a rotazione di classi , circa yinquantamila militari istruiti nell'esercito permanente e nella milizia mobile, chiaro apparisce come quella innovazione, mentre è di un vantaggio grande, indiscutibile · per: l'esercito, non è poi di grave danno, date leè$ igenze di una guerra, alle fam iglie. . D~He surrogazioni dirò soltanto che le disposizioni proposte sono rnsp1rate al concetto di faci litarle nell'interesse delle fam iglie e per fermo lo scopo è raggiunto,' diminuendo l'età e la entità delle condizioni r ichieste per la ·surrogazione. Aggiungo che la legge sanziona le surrogazioni di frate ll o fra l'esercito e la marinà, ciò che già si compie sin da quando il ministro Pelloux a,sunse l'amministrazione della guerra.

La tassa militare (!J. Il problema era vasto, ed essendo già pregiudicalo dalla pubblica opinione per il nome con cui il nuovo tributo fu battezzato dagli oppositori che la chiamarono << tassa sui gobbi )) sì presentava di diffici le soluzione. Occorreva un processo Jento e, quasi dir·ei, a moroso di seleiione . per discernere a quali principi dovesse oramai informarsi il nuovo tributo per aver probabi lità di riuscita . . Io cr:edo ché CO$Ì appunto e, come si dice, passo, pas:;o si sia giunti alla proposta che ora fa capol ino nella nuova le(Tae· di recl utamento . . · Voi la chiamate·« tassa sui gobbi ,>> ,ebbene non avrele, se pure ne avete mai avuta, più ragione di chiamarla così, poiché non solo -esenteremo dalla tassa . i gobbi, ma anche eo-l i storpi e eo-l'infelici di tal fatta, insomma tutti i riformati. Esclusi costoro e venendo a cessare per là proposta della catego.ria unica, le seconde categorie, restano come contribuenti naturali gli assegnati alla 3a categoria o categoria di riserva. -

{I) -Questo a,gomento

e ampiamente svolto in

<')ç)

altro articolo pubblicato n; lla Rivista

militare del 16 maggio p. p. col titolo • La tassa mili tare e la sua appl ica zione in

Italia •.

LA NUOVA LEGGE DI RECLUT.AlllEN'I'O IN' ITALIA

LA NUOVA LEGGE DI RECLUT.n!ENTO Il\' lTALIA

, (Noia della direz.ione).

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Vo lendo appli care-a: cosloro, se pur foss·e legittimamente possibile, una 'vera e .propria imposta, s'incontrerebbero inn 11merevoli d.ifficoltà sia per decidere sulla sua entità e sui redditi cb'e <l<ivre·bbe colpire, sia per l'impia11lo di ruoli .annuali, sia per l'. accertamento pure annuale.dei redditi imponibili, sia per la 'l'iscossione, è la re· stituzione, sia finalmente per la necessità di dar forza relroatt'iva alla ·1eo-ae a fine di lrnrre no profitto immediato non effimero dalla impost.astessa . . . · · . • 'Per evitare lotte qu-este difficoltà fa duopo abbandonare og,ni idea d'imposta e presentare il n'n.ovo tributo sollo forma di tassa nel si. ' ' gnificato tecnico della. parola. Se è vero che la tassa corrisponde ad un vantaggio che si ritrae da chi la paga. pare che non dèbb:1 andarne esente I' as~egnazione alla catégorià di riserva, che è un vàntagg)o indi scutibile per il cittadino e per .la sua famiglia. · Con questo processo; a rriio avviso, sì è j!iu.nti a dare al tributo la forma di Lassa ed il-nome dì « ta'.ssa di assegnazione alla categoria di riserva». · Rimanf1vano due difficoltà: il modo di pagamento e la sanzione. Hisog_na convenire che· esse con le proposte contenute nel disegno dì legge sono siate superate come meglio ri'on -si ·avr:ebbe potuto desidP-rare. · . ~ei due anni durante i quali"~ come abbiamo veduto sopra, il _di: i·itto dì assegnazione al la categ'oria di ,:iserva deve contin~are ·a sussistere, l'inscrìllo o la sua fam iglia paga la tassa, an~he a _picT• cole rate depositate in un libretto postai è appositamente vincolato, .\. ma nulla 0sta., come dice , anch,e la relazione ministeriale, che la famiglia, prev~dendo di, aver dfrit~o a quella assegnazione, incominci ad accumllbre, a·piccoli risparmi, la ~omma richiesta anche cinque, sei, dieci anni prima. ,. Questo sistema è veramenfe ingegnoso,, ed· essenzialmente pratico, poich é senza spesa di sort:1 pér' l'erario, senza grave disturbo · pel cittadino permetterà cli far entrare alcuni milioni nelle cnsse del lo Stnto e siccome il versamento della tassa dovrà essere stato esegui io prima ~hell'assegnnziorÌ.e temporanea -alla ta1egoria di riserva di venga definitiva, così non si do'vrit ricorrere a vessazioni o ad altri mezzi .coerc.itivi per costj ingere al pagamento, 'poichè è l')I?


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LA NUOVA LEGGE .DI R.ECLUT.Ài:IEN'fO IN ITALIA

ragion_evole il .ritenere che una famiglia, anzichè perdere il benefic.io d1av~r~ ·un.11glio assegnato allacate.goria di risel'va, fari:t spontane~mente ogni sforzo per completare . il ver~amento pl'ima del termine prefisso. . . D'aJtra parte il disegno di legge contiene disposizioni per eccettuare dal pag~mento coloro-che sieno notoriamente indigenti e.cosi preclude la via :id una facile obiezione: . ~1~ di una questione. impÒrtante tace il disegno di legge: sulla enntn, ~ella. ta~sa .. Ma Jorse quest,o silenzio è pensato, pel' lasciare piena hberta d1 azione alla in.iziativa parlamentare.

Gli .insoritfi residenti all'estero. . ~a facilità · delle c9municazioni, lo svilupp~ dei · commerci. le d1ffi.colt~ sempre più numerose di vivere nella vecchia Europa:, il des1der10 sempre crescente di tentar l'ignoto,, tutti i co,eflìcienti in·somma che hanob concorso ad aum~nlare l'emigrazione, special mente nelle Americhe, reclamavano provvedimenti in1e~i a focilit_ar.e l'adem,pi mento dell'obbligo della leva per prirte dei cittadini all estero. . . · . Già :d_tre .nazioni d'Europa ci, hann.o preceduto su quèsto sen_uero, ·g1a le nostre colonie o direttamente od indirettamente ave· v.a~o p~sti in lu~e i gravi inconvenienti derivanti dalle dispo~izioni leg1i>l.at1ve ora vigenti. · B~sti dire che queste disposizioni. sono, su pel' ·~iù, quelle ste,se sa~c.1te .dalla legge del ~O marzo ,J ~54 e che co,ncedono una sola facil1ta.z 1one i,gl'in,.'ìcrilti all'estero: cruella di essere visilnli avanti . ~i reg) consoli , ma circonda1.1; 'da tali e t.nnle r:estri:t.ioni da ren· derla quasi effimera . , . Poteva accadere, .come difatti è accaduto, che un cittadino al\'e· . stero dov~sse rimpati'iare a sue spese per bèn ti·e volte in tre anni c?n.sec1t.ti.vr per sentirsi poi iiichia~·are di non essere abile al serv1z10 militare. ··· . · Al,bandonare questo che era divenuto oramai un sistema cru.dele stan'.·e ,le cam?iale co~di7:io?i ~leUa.em1grazi0ne, facilitare per altri m~d1 I adempimento del t oJ5bhgo d1 leva . ai cittadini all'estero, di gmsa tale da cementare i 'vincoli ver,o la madre ,Patria , era per-

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tanto dovere di giustizia, di equità, di opportunità, ed a comr.ierlo il Govemo era stato anche sospinto da voti più · xolte manifestati nel Parlamento. Vediamo come a tutto ciò provveda· il disegno di legge : Concede (art. 5,() il i:imando a dne leve successive a quella in cni l'inscritto concorre per ragione di età. In allri termini rimanda l'inscri tlO alla ·leva nella quale devesi definitivamep.1.e ,deciùere sulla sua sorte. Cosi si · evita l'inconveniente sopraccepnato : di inutili spese e disturbi dei ciuadini. Conferma fa facoliù di ottenere la visita all'estero, ed· è lecito sperare che in qnesta vi5ila possa l'inscritto ottenere senz'altro \a / riforma in un numero di casi abbastanza ampio, quando cioè sia aITetto da infàmità o difetti esterni facilmente çonstatabili. Dico « è lecito .sperare» giacchè la legge, per d.eterminare questi, rimanda al regolamento (art. 52). Concecie agl'inscritti dichiarati abili in questa visita il cosi detto arruolamento per procura, cioè l'atmolamento senza·· obbligo , di presentarsi al proprÌ'o consiglio di leva, qualunque si~ la categoria nella qu~le l'in$c'ritto debba essere arruolato. l)ermelle a quelli · arruolati nella categoria ordinaria cli rimpatri,we soHanto quando .debbano effettivamente imp.rendere il servizio alle armi e quindi anche àl 26° anno per coloro che si trovino in condizioni di ottenere il ri'tardo dal servizio. ~la queste disposizioni, benchè inspirate a éon·cetti larghi. e liberali,: non sembrarono al ministro ·Pelloux sufficienti ancoi'a ari~oLvere la questione . · Nella sua mente d~bbono avere aoq·uistalo gran pe~o i confronti apparsi in giorniJ.li a,nericani e di lev.ante fra le condizioni fatte (li nostri nazionali al!' estero e quelle di cilladini di idtre nazioni. , E debbono inoltre aver avnto non minor peso le considernzioni fatte sulla natura dei vincoli che legano alla madre patria i cittadini italiani sì, per· genio di razza, ma nati, cres.ciuti ed educati all'estero fùori d'Europa, senza aver 'veduto mai l'Italia, sl::'nza partarn.e la lingua, e fopse anche, purtroppo, senza poter (la parola mi esce a malincuore dal la ·penna) vantarsi di èssere 'Ìt,il iani. · A costoro ed anche a quelli residenti , all'estero da tempo ante1

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ltA NUOVA LE GGE , J?I RECI.UTf11ENTO H,: l'fALIA

. riore .al ·19° anno dì·età, il .disegno di legge (art. 54.} conc-ede il ri. .mando di le_va in, leva sino al compimento del 30° anno, dopo di che, se non sìeno tornati in_patria, li dispensa da O"trì obbliao di servizio, a condizione però e.be abliiano saputo cre;rsì all'.:stero ùna posizione tale da provvedere alla loro esistenza . . . Egl) è certo che, ·sia per la elasticità della condizione imposta, srn per la· disposizion·e in ,sè stessa, potrebbe questa· innovazione sembra.re a ta.lurip soverchia e tale che. porga il destro di ·sfuggire all'obblig.o della leva. ' Ma, pur 'tralasci11 ndo di considerare che in Francia ~na disposizione simile è già ,in vigore dal 4_889, devesi convenire che è fuor di luogo il timore che 1per essa,- e soltanto per e;;sa, ·si possa sfuggire all'obbligo della leva. · , Non parlo dei nati all'estero. Un cit.tadino nato in Italia, per sfuggire all'obbligo d~pa. l~va, dorrebbe reèarsi all'estero fuori di Europa prim-U d_i .19 ann,i, ivi stabilirsi e crearsi una posizione tale da mant.enersi, non .· riQJpatrìare poi che dopo il 30° anno ·di età. Ora è· presu'mi bile che tutt~ queste spese, tutti questi sacrifici 'possano essere. compiuti al so lo scopo di liberarsi dall'obbligo della levn , -che. in u.ltima analisi potrebbe essere ridotto ad un solo anno . di 'servizio? Procedura della leua.

La se·mplifica'zione della procedura deriva principalmente dalla adozione ~ella categoria .unica. Per qÌ1e~1a. sparisce· la necessità della estrazione e quindi na.sce la sempli.fìcazione. . , · Ciò non ostante, un grave iricon.veniente ~ontinua a sussistere, quell? derivante dall~obbligo fatto ai cit1.adini di recarsi a propr.i~ spes~ al ca:poluogo del circondario per essere visitati. In al.cuni circondari quesio inconveniente assume proporzioni più gravi, poichè per 'la lontananza del capoluogo .del circondario e_·per la mi!>erahili~til di molli degl.i inscritti; al'cuni' comuni sono · CQ$tretti~ .quantunque neppure essi sieno in floride condizioni ècoti.omiche, a. forn ire i mezzi -di viaggio agl'in~critti per evitare eh.e 10corr:rno nel teato di renitenzff.

LA NQOVA LEGGE DI flECLUTAllE~TO IN lTA LlA

397

Eali è certo che potendÒ non far coincidere il primo atto de.Ila • IO ' vita militare del cittadino con un sacri ficio si farebbe cosa utile ed al ciuadino ed all'esercito. _, · · .Furono tentate delle trÙttative con le socielà fer roviarie 'nell'mte'nto di ottenere un ribasso ferro viario , ed anzi, in via dì esperi - · m~nto, daila società esercente la rete adriaticà è stato accordato un ribasso per un percorso non inferiore a •I 5 chi1ome1ri, ma le trat · tative pare non sie no giunte a buon porto, nonostante !"esperimento in corso, se il Ministro, ad evitare il suaccennato inconveniente , è stato costretto a seguire un'altra via. E la via era logicamente _indieata dalla natura stessa dell'inconveniente. . Deriva esso dall'obbligo dei cittadini di recarsi al rnpoluògo del circondario, ovt ha sede il consiglio di leva ? Esso cesserà, se invece di for muovere gli insc:'itti , sì farà 1nuovere il consiglio. Donrle · la disposizione {art. 30)i di ~ar reca~e. i'I _co?siglio al capoluogo del mandamento per eseguire la v1s1ta · e 1 arruolamento. Compiuto il giro nei varii mandamenti, il consiglio di leva si riunirà al capoluogo del circondario per decidere sulle assegnazioni alla categoria di riserva e su tutte le altre questi.oni dalla legge affidate alle su~ decisioni . A queste sedute n,m occorre sieno presenti gl'inscritti ; an' corcl1è abbiano invocato l'asssegnazione alla categoria di riserva, e soltanto coloro che crederanno di recarvisi , potranno farlo a loro . spes~. .· Accenno brevemente ad un'altra rilevante innovazione, alla tra!' sformazi rne cioe della commissione i'slitòita dall'art. ,t 8 dell'attuale legge· per en1ettere parere sui ricorsi contro le .decisioni dei con- . sigli di lèva. Ora essa è una semplice commissione consultiva. Secondo il diseano d·i teo"e <"> nn diverrà una commissione aiudicante .Importante trasformazione t _Tantv più che, come si apprende dalla relazione, il Ministro .ha in animo di pubblicare le decisioni della commis,-ione, come ha gi~ pubblicato la giurisprudenza se-. guìta fin qui dal Ministero nella decisione .dei ricorsi. A parer mio, è questa u.n'altra prova lum!nosa del carattere-al1

1.1

..


398

tamente li berale che il Ministro ha voltllo i_inprimere 'alla leaae imperocchA l' istituzione di una commissione superiore centrl')al e' . che giudichi indipendentem·ente da ogni ·azione del. potere esecu~ tivo, con sentenze rese di pu,bblica ragione, è suprema garanzia pel ciuadino e nel tempo stesso allidamento sicuro di una rigorosa applicazione della legge.

Disposizioni · uarie minori. Sotto questo titolo accenno ad altre innovaziorii di varia natura eh~ per quanto non dieno un'impronta speciale alla legge, pure hanno la loro importanza. La materia delle esèlusioni dall'esercito per indegnità, messa in relazione col nuovo Codice penale comune (art. 4). La d_is~os!zirmedi incorporare,ognull yede con quanto vantaggio della d1sc1plina e de!Ja morale, in reparti di truppa separati e speciali i cittadin i incorsi in certe condanne prima di entrare nelle fil e dell'esercito (art. 5). La . disposizione intesa a garentire che il cit.ta'dino sia obbliaato a . l') compiere il servizio militare in Italia, se fu arruolalo nella leva della ~~,t cla.s~e, ancor:::hè ottenga la cittadinanz~ straniera(art. 8). , La d1s?o.s1z1on.e, che ~ssicure~à l'esattezza dell\j liste di leva, per 1a quale I srndac1 debbono comunicarsi le copie degli alti cli morte dei giovani morti nel comune prima di 20 anni, 'ma non nati nel comune stesso (art. '20). , " L'obbligo fauo ai militari arruolati nè li'1t categoria ordinaria, di avvertire dei cambi di residenza le autorità, per assicurare la buona .tenuta dei ruoli (art. 4·5). It passaggio alla categoria di riserva del militare della éategoria ordinaria, che comprovi di esser padre legi ttimo di cinque figi i viventi (art. 71): La disposizione, che corri;;ponde ali' attuale arruolamento vol?~lario o:d io('.rio, per la quale i cittadini possono compiere an-' t1c 1patamente il loro obbligo di leva (art. 81). · Il trattamento speciale fa(to a.i laureati in medicina e chirurc,ia, in v-ista dei b.isogni dell'esercito ed in considerazione del v;n1

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:399

LA NUO VA LEGGE DI ' RECLUTAMENTO 1N ITALIA

LA NUOVA LEGGE DI . RECLUTAMEN'l'O IN ITALIA

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che essi rilracrnono continuando, durante il servizio, ad tacro1·0 (. V7' .. · Ot> esercitare !,a loro professione (art. 90) . · La disposizione per la quale gli allievi sergenti posso~o non es. ~ere ,obbligati. a contrarre la ferma di cinq11e anni all'atto dell'arruolamento. Secondo le spiegazioni date nella relaiione; questa disposizione mirerebbe ad un miglior reclutamento dei sottoflìciali - questione che, a confessione dello stesso Ministro, è ben lungi dall'e;sere ·defi niti va mente ris~I ut.a (arl. 97). ·( e disp'osizioni più razionali ed eque sulla compensazione clel servi~io·'per parte cli colo110 che lo interrompono per ·propria colpa l

(art. 1104). Il coordinamento delle dispos-izioni penali comminate ai reniténti, ·omessi, simulatori d'infermità, ecc., con le dis'poiiizìoni del . nuovo codice penalè . .Fra'queste notevole' la disposizione di far scontare la pena della 'detenzione dopo compiuta la ferma (art.' ,12..\.) e l'altra di introdurre la prescrizione noi reali 'di omis-;i6ne e di renitenza art. 125)'.

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L'economia generale della legge ed i suoi' effetti. '

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SoJLanto dal complesso delle varie disposizioni della. legge è lecito dedurne la economia generale. Però in un punto della relazione il ministro I1 ellonx ha .esplicitamente indicato il concetto generale ' direttivo della legge stessa. . _(( No·n OCCO l'I'~ dire :sU quali principi d~bba posare una buona " legge di re~l11tamento. . '« tino però, il quale, a parer mio, primeggia su tutti gli altri, si t( è cht'- essa leg~e deve corrispond~re alle condizioni, ai bisogni, « al le esigenze sociali, fino a quell'es'fremo· limite che può consen« 1.irn la necessità. di assicu rare al paese il mezzo di servirsi, in caso « di bisogno per la· difesa, del massimo numero di uomini possi(c bile, perfetLamente validi , ed istruiti, per quanto i nostri ,mezzi « finanziari lo possono permettere ». Analizziamo brevemente queste parole e vedremo · come effettivamente le disposjzioni proposte corrispondano, anz.i sieno tutte informate a ~nesto unico concet,to fondamentale. ·

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26 -

ANNO ' XXXVII, vo1.. . Il.

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400

LA NUOVA LEGGE Dl ' RECLUTAMENTO IN IT,IUA

Corrisponde la legge alle condizioni, ai bisogni, al le esigenze sociali sino all'estremo limite conciliabile · col supremo interesse del la difesa ? I temperamenLi dell'obbligo generale del servizio adonati nell' interesse sòciale sono concretati nelle assegnazioni alla categoria di riserva, nei congedamenLi anticipati per ragioni di. fami glia, nell'invio in licen~n straordinaria per lavori agricoli, per opere industriali e simili, nell'adozione delle ferme progressive ed in ispecie della ferma di un anno, nei ritardi di servizio, nelle faci litazioni a soddisfare agli obblighi di leva concesse agli inscritti all'estero, nelle facilitazioni (alle per le· surrogazioni di fratello . Le assegnazioni alla categoria dj riserva sono informate, ad un principio solo, semplicissimo nella sua applicazione, e cioè, che in ogni famiglia vi si~ un .figlio esente dal servizio allivo in tempo di pace. , . · Potrà essere, se cosi crede la fam iglia nel suo interesse, il primogenito, potrà essere il secondo, il ter.zogenito, a beneplacito della fami'~lia. · · · Le famiglie più numerose hanno dirillo anche ad una seconda esenzipne. Non si può negare,che. con ciò si salvino gl'interessi delle famiglie che sono anche interessi sociali. Di più: le formali Là ecces . sivamente r igorose per ottenere quelle assegnazioni sono inspirate .a pr,ncipì larghi di equità. ' Il diritto nll'assegnazione non ·è mai perento. I congedamenti anticipati, .gl'invii in licenza straordinaria per ragio.ni sociali sancite dull~ legge (art. 102) mostrano ~hia,ramente il conceuo largo cui essa s'inspira nell'interesse dei ciLtadini. Il sistema delle ferme progressive, che perm_elte di traLtenere i cittadini alle armi soltanto per0 il tempo strettamente necessa;'io in relazione ai mezzi di bilancio ed alla isLruzione dei cittadini, e più. specialmente la ferma di un anno concessa nell'. interesse degli 'Studi , la concessio ne del ritardo del ' servizio estesa ad un numero tanto maggiore di cittadini (arL. 83 ed 87) nell'interesse delle arti. delle industrie e dei commerci, sono ~na splendida prova éhe la · legge ha voluto giungere fino all"estremo limite, come d\ce_il .Ministro nella Relazione.

LA NUOVA LEGGE DI RECLUTAMENTO IN ITALIA

401

Le faci litazioni concesse ai cittadini all'estero sono tali, come abbiamo veduto, che forse ai più rigorosi sostenitori dell'o~)bligo aenerale del servizio militare, e dei vincoli che debbono contrnuare ; leoare Je colonie alla madre patria, potrebbero anche sembrare o . soverchie. · Ma ciò che. a nostro avviso, fo rma la lod'0 più ampia che possa esser fatta al\; legge proposta, si è chè, nonostante tutti i riguardi suaccennati alle condizioni, ai bisogni, alle esigenze sociali, le condizioni, i bisogni, le esigenze militari sono pienamente salvaguar., . date, anzi portate alla espressione ultima possihile. II Ministro dice _(giova ripetere le sue parole): ... la necessita di 'a.ssicurare al paese il mezzo di servirsi, in c_a~o d( bisogno ?er la difesa del massimo nmnero di uomini· possibile perfettamente validi edistruiti, per quanto i nostri mezzi finanziari lo possono permettere. . La, istituzione della categoria unic?' (accompag~~ta ~~i p~o:1ved_1~ menti di conservare nella categoria ordinaria tutti 1 ~1llta~·1 _1~trmt1 che per eventi posteriori all'arruola~ enlo sono ora trasler1t1_~Ila 3a categoria, e di assegnare all'esercito permane~te ed alla m1~1z1a mobile i militari della categoria di riserva) assicura, a rotazione compiuta di classi, la forza massima di uo~ini: . . . . . .. La istituzione clella nuova categoria d1 m1litan abili ~1 serv_iz~ sussidiari ne affida che la forza massima sarà composta d1 uomin i perfettamente 'Oal'idi. . ·. . La cateaoria unica, le ferme progressive, 1 congedamenti ant1c1 ati insie7ne sapientemente combinati , -ci assicurano che la forza ~as,sima sarà composta di uomini istruiti, per quanto lo consentan_o le finanze dello Stato. od a me pare d'aver dimostrato come la O ·IO m'-'Inaanno. l? , d" leg~e' sia improntala al suaccennato unico principio che. com.pen ia pero ·il meglio che attualmente avrebbe potuto aver sanzione in una legge di recl utamento. f E questa legge, nelle attuali condizioni d'ltal ia, non ~ solia_nto un atto di sapien'le legislazione, ma è anche un atto d1 patnot· tism_o. . . 1 d . l tL· Ora che i n..ostri nemici gongolano dalla g10'.a _ne ve ere, _s re . 1 da bisogni finanziari , fortunatamente passegg1en, ora che spiano 11

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402

. Ll NUOVA ·LEGGE DI R~CL\JTAMENTO 1N I'ULIA

momen.to e fo rse anche lo affretta.no, non col desiderio soltanto di vedere '!'Italia dar di scure ai suoi ordini militari ' ora• una Jeaae' d'I 1 èJèJ r.ec.~tamento che c.oncilia le esigenze sociali e statal i con quelle mil.1tan. e P,romet.te ~, dare all'Italia più forte e più omogeneamente , '~tru1l~ I eserc'.to m tempo di guerra, non è u·na slìda , chè noi non siamo msoleµt,, ma . una splendida prova che anche nell'avversa fortuna, l'illuminata opera, dei nostri uomini di Governo non vien meno. li paesè di sacrifici· e gravi ne ha falli, l'esercito ne sta facendo, ma , _I~ te~ga~.o bene a mente -i nostri avversari, il sacrificio affina i cuon msp1l'UL1 a.nobili sensi e I i solleva .all'altezza dei destini della · · gran madre Italia. • 1 S1ir:~wn cordai

IL TIRO A SEGNO NAZIONALE NEI

SUOI

R APPORTI

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L'ESERCITO

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Regnaròno meno incertezze riguardo ai vantaggi da ·concedersi ai frequentatori · clel tiro a segno, che fossero militari di .3" cate-. goria, di :2.a già altra volta istrniti , o con_gedati di P : la dispensa . ... per 'tutti costoro fu sempre totale, ma variarono non poco, anche per essi le _c(rndizioni per conseguirla. ,Secondo il regolamento del '1883 ..(articoli 24 e 35) i giovani di 2a e 3° categoria dovevano, nell'anno precedente a quello della chiamata, aver eseguito il tiro ; raggiungendovi il minimo d'idoneità vol ta per volta stabilito dall e istruzionf ministeriali; ed ai congedati di ti" categoria era fatto ob-: bligo, di conoscere inoltre la perfetta esecuzione del maneggio dell'arma e la nomenclatura di essa, e di aver fatto, dove possibile, · qualche esercitazione di scuola di plotone magari senz'armi. In seguito però fu ritenuto sufficiente, per i giovani ' di 3• categoria, che essi avessero eseguito il tiro, prima per un ·solo peri odo

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1

404

IL TlRO A SEGNO NAZIONALE

d'istruzioni (1), poi per due (2), e infine per un periodo qualsiasi, eseguen~ovi le lezioni all'uopo stabilite (3). Per i congedati di ,1a invece, ascritti all'esercito permanente, fu stabilito che i periodi d'istruzione fossero due qualsiasi e 110n più uno compiuto nell'anno precedente a quello della chiamata: se ascritti alla milizia mobile o alla territoriale, bastava comprovassero d'aver frequentato il Liro per un intero anno qualsiasi e d'avervi eseguite tutte le lezioni per quello stesso anno prescritte (4). Lo stesso trattamento fu pure fatto ai giovani di 2° categoria, sempre quando non erano per la prima volta _chiamati alle armi . . Le· norme, or ora enunciate, rimasero in massima invariale fino ad oggi, e ce· ne compiacciamo. Ma per favorire il tiro a segno nazionale, non si è forse largheggiato un po' troppo con iscapito degl'interessi dell'esercito? Possono le Società, come sono oggigiorno regolale e con le poche armi che possiedono, impartire ai ~oci del riparto mihzia una seria istruzione? Abbiamo· ill:rnitata fiducia nelle verifiche, le quali, come s'è dello , i comandi di corpo d'armata fanno eseguire per constatare in qual modo le istruzioni siano impa ..tite e quale pro.fitto ne ritraggano i militari in congedo; è però innegabile che gli obblighi, di fronte ai vantaggi non ·sono gran che. Ouell' alie?' frequentato il·tiro in im anno qualsia.si non vorremmo fosse inteso nel senso che, ad esempio un congedato di ,J • categoria fosse dispensato dalla chiamata all'istruzione, per essere . stato ascritto ad una Società di tiro e avervi soddisfattoz a' propri . obblighi quando egl.i contava 17 o il8 anni d'elà. SP, l'istituzione e in ispecie il ·riparto milizia, mercè le,grandi ' facilitazion i fatte 'ad essi', vivessero vita · l'igogliosa, non avremmo nulla a ridire. Ma ciò pur troppo non è. Non abbiamo potuto darne una prova, q_u-ando, più innanzi, .parlammo delle seconde categorie; ci manca· 1

1

(i) Circolare N. 3 <lei 2 gennaio -1884 e norme permanenti dell'Atto N. 80 del H m.aggio -1884.. (2i Compenilio d'istruzioni militari per le società del tiro a segno nazionale del u maggio .f885. . , (3) Circolare N. 28 del i8 febbraio 1886 1 le seguenti circolal'i non si dipa1tirono più (4}'Circolare N. 9i del 19 settembre J.886 f da si[atto concetto.

N~l suol UAPPOR.Tl CON L 1CSERCITO

405

vano i dati statistici per determinare quanti giovani di esse sia_no ·· !mente .dispensati stat.I pal'Zla · · Di quelli , invece. delle, tre categonu, che fruirono delle totali dispense, il generai Torre ha tenut~ c~nto nelle sue relazioni ed _il seguente specch.io dimostr~. quai_1tr . siano stati nell~ varie chiamate e quanti in ciascuno de' van anni, da che , la istituziobé ha poluto funziona1:e,


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(1) Per fare il pe!'Ccnlo fra le colonne 7 e 9 si è su1111oslo cho :L11cl\C i frcquC!llatori ,lt'.:I

ch1amat:i, come enett1vamente sa(ebbc itv1'cno10, se non fossHro ~l:tL1 chspensat1.

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Di alcuni comunj . . 15

.,·in e 2a I Fanteria, di milizia territoriale meno la Sardegna .

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I 2,6841

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15 I l" e2•1 APLi•~lil?ria di milizia 16,300 l2,82t'>l72,00J28,00j te::'ritoriale meno il 15 ) 58,2-iO 141 ,03.1 treno •

15 I 22,520

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I 13,8H

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Tulli . quelli dcll'eser. cito permanente meno il treno. . . . \~8

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Di alcuni comuni

15

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I 4,619 I

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410

IL 'l'IRO A SEGNO NAZIONALE

Lé colonne 9 e iJ2 pare a noi dimostrino .all'evidenza che, in quanto si riferisce al riparto milizìci, il tiro cy segno abbia datorisÙltati m.eno che mediocri. Nell'anno ,f 885-86, che fu il primo in cui si poterono accordqre dispense dalle chiamate ali' istruzione ai freque·ntàtori di esso, in quell'anno la percentuale fu di 2,4-8: ossia, . di ·,, 00 giovani, poco più di d1w pensaronò di valersi delle grand i facilitazioni, che erano state fatte nel loro stesso interesse. Si potrebbe obbiettare che, allora, poche erano le società di tiro nella possibilitil:di funzionare, che fu ch iamata una sola classe, · e che Pistituzione era ne' suoi primordi. Ma, neppure negli anni suc~essivi, i. risultali forano gran fatto migliori ; le percentuali anzi da 2,4-8 scesero da prima a 2: 13 a causa forse dell' instabi lità, mnggiore in principio che da poi , delle norme onde turono rego lnti gli . obblighi ed i vantaggi: e risalirono quindi a 2 ,89, a 3,85, a 3,9?i. Esaminiamo la percentuale 11888-89, la quale, a nostro avviso, ·è quella che megl io si presta a razionali deduzioni. L'istituzione già contava ·allora circa sei.an'ni di vita; il numero dell e· società, ·benchè lentamente,. era andato crescendo; fu io tJuest'aono t-ichiamata ~Ile armi una quantità, più grande che mai, di congedati da tlitte le parti d'J,talia, chè ·erano ben 255,399 i giovani che avrebber~ dovuto presentarsi: ep-pore non se -ne' poterono dispensare che 7726 per aver frequa nt ato il tiro a segno -oazionnle. Non sap' piamo quale sia stata la percentua(e dell'ann~ ,1890- 9 1, pe1·chè la · relazione ufficiale, corrispondente a tnl lasso di tempo , non è ancorn stata pubblicata, ma abbiamo forti motivi per ,dubitare che ·non ~bbia ad. esse·re gra,n fa'uo superiore a quella degli anni pre. ~èdenti ('I). · ', · (t)-A questo punto si pu6 apporre la.seguente osservazione. è llensi vero che il tiro a segno non ebbe Io sv,Iuppò che si desiderava, è bensì vero che molti obbligali ai ser. vizio mililare non si inscril'ano nelle ~ocietit di tiro a segno, o SI.' inscritti non prendono parte alle esercitazioni, ma non si puo rare un confronto fra i richiamati e gli esonerati ·dal servizio militare per avere adempiuto agli obblighi impo~ti dalla legge 2 luglio 1_882 sul t.iro a segno naz ioMle, so questa non ha avuto la s1:a completa ap· plicazione. IJisogna ·tener presente che nel Regno vi sono solo t,00 .maodamer\ti cirr,1 in cui agiscono le società di tìro a segno e eh.e !.300 circ:i ne ·sono· spr_ovvisli.

Nota. dell<t - Direzione.

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NGI SUO! RAFPOR'l,'l CON L'ES&RCITO

V.

411

I

&li è dal ,1886 che le inw·tezze, .inevitabili nel primo impiant~ d'Lrna vasta istituzione ,. sono cessate: gli . è da quell'a_n_no che s'. è fatto strada nelle mentt. 1··a I ea, cl1e l'esercito pocn11 nn a .su basi . troppo · ~a lde, per essere minima~n.ent'3 scoss~ da poch~ dispense, forse no,rr del tutto giustificnte~ gl i e da quell an~o _ch_e i~ nn_s~e~te tfro a segno nazionale in genere, e. il ripart? 1nilizi~ .tn _tspec1e_1_u~ ·ono decisamen te favo riti: eppure non molli sono ~ :,OC1, pochi d ;nesti frequentano il tiro, e pochis~_imi si pongono in g1'.ado_, come s'è ·visto , di aver d.iritto alle dispen_:;e dalle -~~~ntu~il ch1a:~te: nell'11nmuta_b1hta dei .vantagn,, 11 D unqufl,,Se C·i ha colpa la fiducia . . crescere lento de' risultati dimostra tale colpa essere. m,i?1ma: . Si dice da parecchi, che . il pagamept~ ~ella , tassa d rnscr,_z1one . . dal trattenga I. pm , parteci1)are · alle -soc1eta . , e. quello delle . cai tucce_ . . I 1t· o,· dal sodci·1sfare ao-li obbl1 rrh1 volontariamente as .d t~tO ga In0 I S u l , " ' " · sunti. ' , . d' · d ' t, r1Non basta, si aggiunge da costoro, ch_e gl m ig~nt1 e '.-e parti purchè dimostrino d'essere tali, siano es_ent~ d~ll a pi m~a e 'qnelli del riparto milizia siano inoltre d1stribmte gratn!t~-. clie a . d. f ere a mente le cartucce. Vi sono uomini, che nrros1scono i _ar sap ' ·. ·a c~ie non Qi trovano in o-rado di ·sobbarcarsi alla tenue . h clllC ess, 1 v • i, • . spesa; a ta le umiliazione, com'essi la qual ificano_, P:e.fens_cono n. , 'luo"O ed a tempo alle ch iamale sollo le armi-. Gente . spon de1 e " " . .. · · · 1 ··' !,. f tla che spincre a tal segno la d1grnta personale, e per o pm .J a ' 1"' de' lavoratori che vi ve alla· uiornata: la tassa della num erosa casse , " . . . (' )· annua d'inscrizione ·e il prezzo delle .car_tuc?~ s~no. mm111~1 I . essi sono nul latenenti senza perciò essere rnd,g~.nt1~ cionono~tante · · sa1·ire)11)e _Ia _spe·a seLte od otto lire, ché a non prn :, , costituiscono ·una discreta parte _del fitto del lor(povero nh1turo . ~ · L 3 oer tu ti i e le car· ' . . • . , . d'inscrizione fu sempre ed e· tutiora ''' (·l ) La tass~ ann ua . · · . . ct· quelle con bossolo d'ottone, d1 L. o.o~ tucce sono. d1st,nbuite ora al pieao .' 1, .. 0·06. t . . _ C:irco'ai-e N. s ctell' H giudi tombak e L. 0,0~ di ottone per p1stol,t a I o azione. , . · gno !891. ·

, .


412

IL TIRO A SEGNO NAZIONALE

A costoro non· sapremmo proprio dar torto, qualora solamente si movesse, quella fiereiza che è qnalità lodevole in tutti gli uomini ed in ispecie in quell.i che già banno militato . ìn quanti petti essa alberghi o meglio in quale misura possa approssimativamente esplicar~i farebbero man.ifeslò i corsi volontari d'istruzione, festivi da prima e poi giornalieri, stabiliti in. alcuni presidi nel lasso di tempo dal 1885 al 4890, p~r mellere i giovani di 3• categoria in grado di procurarsi la dispensa· dalle chiamate. I)al seguen te specchio appare quanti di essi ne abbiano appl'Ofittato (1). 1

(~j J corsi volontari furono causa di lamenti da parte delle Società e la Dil'ezione centrale del 'l'iro a segno naziouale, ·nella sua seduta · del 31 git1gno f889, ne ha pro11osto l'abolizione o la limitazione, ,perché essi mol'evano alle ~ocietà una danrosa concorrenza.

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Di alcuni comuni

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56,552 2,985 26,466 64,50 35,50 21,00

percc11tuale fra Je colonne 7 e !O fu fa lla in moùo· analogq alla nota

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414

IL · TIRO A ~EGNO NAZlO~A;LE

~ giovani. _pertanto cii. 3· categoria, che poterono essere dispensati dalle chiamate per effetto de' co.rsi volontari furono nel la ragione d.el '.ì4 °/0 di quelli che· vi risposero: di modo'. che, per solo 1~aptenime~to lo Stato ha risparmiato in quegli anni lire 2,1 al giorno, ossia 3115 lire nei quindici -giorni di permanenza alle armi per ogni centinaio di tali soldati. · ,s e ta.le rislllta~o dipendess·e solo dal fatto che i. frequentatori de cor.51 volontari erano esenti da qualunque spesa senza bi so(Jno di clichi<1rarsi ind.igenti, si dovrebbe conch rudere che .· così "fo i:::ndo _pei soci del riparto rnilfria, il i ,1 °/ d'ogni class; non solo s~rnscrwerebbe nelle società, m.a ne JrequeBtèrebbe pu·re assiduamente: i p_eriod i d'istr?zione. 1 Ne francherebbe davvero la spesa perche, c,ononostan te, lo Stato farebbe per ciasèun socio un bel ri~parmio. . · ~la nella percentuale prod·ot1a dai corsi v,olontari siamo d;avviso c'entri poco la fierezza, per· qualche cosa l_a certezza di non dovere ·· ·spendere il becco d'u~ quattrino e più che tutto la facilità e la comodità grandissim'e fatte ,~i chiamati ' per esimersi da un obbli cro . . • • ! o ' cu, gia s~pe~ario dr dovere . ad ogn, Msto' soddisfare. Se i soci del ripal·to m:ilizia foss~ro p·er legge esenti da ogni spesa e, si potesse ogn., anno, prima dell'ep'o~a dell' inscrizion~ nelle società, fis~are in mod?. in_n:nutabile re classi a .chiamarsi. e l'epoca della ch~amata e ~t?brl1rs1, pel conseguimento delle dispense, obblighi tali ~be fa~ciano conlrappes~, à:i vantaggi e che tutti possano so?d1sf~re !Il un. numero di g~omi di poco superiore a quelli da passarsi alle arnu, se si ·potesse fare tutto ciò, il tiro ·a secrno nazio:nale ·~rodurrebbe r isultali migliori pèr fermo di quelli :tien uti dai .c?ri;r. _vol,on.tari, percbè questi, come quello, nori si possono st_abrlrre in tutti i mandamenti . Ma, s~ badi bene, la_sola _esonerazione. cl~ ogni spesa, non basta ali' uopo . . Non. neghiamo che, essendo gratu ice l'inscrizione e le cartucce; .il humern dei socJ possa crescere di tutti quei tali · che arrossiscono di. dichjararsi ·indi genti e di tutti quegli altri, e , sono assai più. che si farebbero soci pèr vani Là e: per seguire l'anda~zo_: du~itiamo forte però che attmenli in proporzione quello dei \m1ton . Nel ·1890, pare·cchie migliaia di giovani, smessa Ja inn.ata rìe-

415

NEI SUOI RA PPORTJ CON y;ES!l.RCITO

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rezza, si' fecero inscrivere fr:1 i sor:,i indigenti; quanti è!ì essi frequentarono il ti,ro? La divisione in parti propo~ziona_li de_l ~umero di coloro. che vi sarebbero indotti, se tntte le es1slent1 soc ,eta aves ser~ pot1~to funzionare, e i due numeri dei contribuenti e <l.egl' fn~ digenti, ci proverebbe che, di questi, quasi ?ue terzi non avreh~ bero soddisfaLto all'obbligo morale volontar,amente contratto. C, sarebbe quasi argomento per dubiLare che vi siano taluni fra cli essi i quali, non dicano per pudore, ma pensino essere il Liro a segn_~ vantaaoioso allo StnLo e perciò do ver questo pagare, e non g1a nn ... farsi pagare, pel disagio cui i soci si $Obbarcano . .Ma, ott,m1~t1 per natura, siamo disposti ad ascrivere la stranezza del ~aso, 1~ parte a cagioni speciali, quali le malattie, la lontananza de, cnm~1 di tiro , l'ignoranzà dei vantaggi accordri ti dalla legge, ect .. e rn parte alla falsa credenza, forse non del tutto scomparsa, che lo Stato cerca diffondere l'istruzione militare, perchè, nel le future guerre, tutti, senza eccezion~ di sort~, a~bi~mo a ~om~atLere i~ prima linea. Neppure ,affermiamo che ta.nt, s,an_o stati gl '.ncl,gent,: i quali hanno mancato ai loro obbl1gh1 morali: . a~met'.rnmo anzi che i soci contribuenti non abbiano frequentato il l11·0 in un numero maggiore di quello da noi calcolato. Non si può negare p_erò che clei primi ci debba éssere pur sempre assai_più che a pnrno aspetto non paia, assai più che le speciali ragioni ora delle non fac ci:100 presumere. . ,, Gli è da questi che proviene in ispecial mo:l.o la forte d1fler~nza fra Ja percen tuale (3,81> 0/o) dei dispensflLi per e[etto del t,~·o a segno nazionale e quella (39 °lo) di coloro e_he l'hanno effettrva: men te frequentato . Ad alcuni di questi ultimi devono essere stat, negati i vantaggi pe1' non aver co lpilo il _bersaglio quel_numel'I'. m;nimo èli volte che è prescritLo; parec9ln, appartenenti a classi non chiamate, non ne fruirono sebbene avessero soddisfatto a tutti ·, loro obblicrhi: ma tutti c1 Ji altri' ne devono essere stati .esclusi. per - non avere eseguite tutte le lezioni . Si sono faui inscrivere, hanno istito più col corpo che con la mente acl alcnne e,ercitazion i, a:-· ~:, cl' 1. poi sono caduti nell'ah_ituale inerzia pu:. tenen_do _L:-into orecc'.11~ e tanto d'occhi aperti in attesa del man,testo d, chiamata alle a, m1 per isLruzione. Se compresi in q'uesto, sono rìcornparsi ai camp i d_i tiro, ma il tempo è loro mancalo o hanno sparato male, perche t')

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ANNO XXY. Vll VOL, Il.

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416

TL TIRO A SEGNO NAZIONALE

troppo affrettati ; ~e non compresi , hanno tirato s11 dai precordi un respirone di gioia e rimesso al ven~uro anno il pemiero del tiro a segno, per darsene allora quella stessa cura che nel precedente. Vorremmo sbagl iare, ma lo svolgimento dell'istituzione da noi atten.tamenle seguito e la fatta analisi de' risultali finora ottenuti ci persuadono pur troppo d'essere nel vero. Ci fu e ci è sempre un discreto movimento nei campi di tiro sociali fino a tan to che, esegnendo due, tre e talvolta q1Jattro lezioni al giorno, i soci chiamati alle armi _si sono messi in regola con le prescrizioni ministeriali relative alle dispense; poi non se ne vedono più che pochissimi, slìdanti la generale indifferenza unitamente a quelli del riparto libero, che fann o del tiro la loro passione o il loro mestiere. Ci fu ~ersino un'epoca, l'anno 11883, io .cui alcune società cessarono di fnnzionare solo perchè il ministro della g1Jerra, corno si è dello , ha ritenuto dannoso agli interessi dell'esercito il concedere dispense alla 2• categoria della classe 1863. Non vale contro le fata dar di cozzo: se la bi lancia der,li (lbb li!?hi e dei vantaggi inerenti al tiro a segno non trabocca dalla parte di questi ultimi; se i vantaggi non .sono cel'ti e a scadenza breve e fissa. tutti fo gene.raie d.ormono della grossa, anche quelli, e forse più degli altri) cui la frequenza al tiro non costerebbe un cente· simo. Si appladdc a chi con belle frasi ricorda il glorioso passato, o dipinge con vivi colori tulto il sublime del!a istituzione: se ne resta sul momento abbagliati, commossi e ci si dà un noran da fr're ,, t: per far vedere che alla per fine si è stati tocchi nella corda sensibile: ma ben tosto le vibrazioni di questa si fanno lente, divengono impercettibil i, cessano del LUtlO. ", La è una dura yerità, che non deve però suonare amara ai benemeriti cittad ini che, sorretti da una fede inconcussa nell'avvenire . del tiro a segno, ·pagarono per esso e pagano generosamen te di borsa, d'intelletto e di persona. Tal e ~erità dimostra anzi all'evidenza, quanto grande sia il loro mc3r ito se. nonostante ~he la materia, che hanno av1J to tra mani, fosse colil,nto sorda a rispondere; l'istituzione ha potuto,. non solo reggersi fin qui, ma anche lenta · men te progredi re. Nove anni d'esperienza siamo d'avviso siano sufficienti per co.nvincerci che l'istitu.zione, così com'è stata finora non invoa11·a r")

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417

NEI - SUOI RAPPORTI CON L'ESERCITO

quanto sarebbe de:;iderabile, neppure i militari in congedo, neppure gli esenti da ogni spesa, a frequen_tare il tiro. L'esito ha dimostrato che, pur largheggiando in vantaggi a scapito dell'esercito, si è ben l'ungi dall'aver impresso all'istituzione uno svi luppo rigoglioso; il frutto che se ne coglie è ben lungi dal corrispondere ai grand i sacri fici fìna'nziari dei comuni, delle provincie e dello Stato ed all'opera indefessa di uomini volenteros-i. Che se ne dovrebbe dedurre? Che ·gli Italiani non sono_forse ancora capaci a fare da sè, neppure col valid o aiuto delle autorità costituite: si è creduto nel 1882 fosse giunto il tempo di affidarsi alla loro iniziativa ed al volontario loro concorso, di lasciarli camminarecon,le loro gambe; ma, pur troppo, anche nel tiro a segno si ebbe for$ e la prova che essi hanno bi sogno di essere soJ-retti e obbligati a fare. Dunque pure a noi, nel nono anno di vita del tiro a segno, si presenta, se non come unico,. certo come più efficace rimedio ai suoi mali quel lo stesso farmaco , che fd sempre suggerito da molti 1 fino dai primi anni; ,renderlv obbli,qatori(), Ma l'obbligo pei soci del 'riparto milizia significa che essi Ùe\'Onsi esentare tutti da oa:ni • I spesa: l'obbligo abbisogna di sanzioni penali perchè non divenga lettera morta: l'obb ligo ci fa .correre il rischio che, l'istituzione muti carattere e che, da simpatica che è, diventi invisa aHe popolazioni. Se sono ragion i coteste di gran dissi mo peso, esse però farebbero la proposta quasi inattuab ile, qualora si volesse rntendere, che l'obhligo fosse generale e di ogni anno per tutti i militari in congedo dal 20° al 39° anno ·compiuto d'età. Ma siccome noi lo vorremmo speciale per classi , categorie ed anni in modo immiitabile determi:. ' nato, così sembrandoci meno insormontabili ,le difficoltà di attuazione, crediamo non sia un. fuo r d'opera esporre suli'argomento le nostre idee. Il lettore giudicherà da sè sulla loro opportun ità, e a noi es:;e potranno servire cli base per altre proposte, non tanto ef- / ficac i, ma meno radicali. 1

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418

· IL TIRO A SEGNO NAZIONAL E

VI. L'obbligo del tiro a segno pei militari in congedo include, come s'è delto, la necessità che il Ministero della l,(uerra si addossi le spese della loro tassa d' inscrizione alle società, nonchè delle cartucce ci-a essi consumate. Vediamo di determinare approssimativamente quali possano essere queste spese. Noi vorremmo che, nel tempo che stanno ascritte ·all'esercito permanente le classi di 2a categoria, frequen tassero due periodi d'i~truzione del tiro a segno ed uno quelle di 11a categoria; che le une e le altre vi foi;sero obbligate per un anno durante il loro passa~gio per la milizia mobile, e che le classi di 3• categoria vi si esercitassero almeno per un periodo, visto che le nostre stretlezze finanzi arie non ci permettono ora d'istruirle maggiormente . Supponiamo che le prime categorie vi siano obbligate nel 2i 0 , 31 °, e 34° anno di loro età; nel 21°, 26, :10° e 33° le seco nde; nel 22° le 1.e1;ze; cosi sarebbero ogn i anno assicurate al tiro a segno naz ionale tre classi di 4° categoria, quatlro di 2• e una di 3". Vogliamo essere larghi ne' nostri cn lcoli e supporre che il contin gente di •I• categoria sia in cifra tonda di 95,000 uomini incorpo rabili ogni anno, di 110,000- quello di 2\ di 80,000 quello · di 3a (1), e che le perdite, cu i vanno soggette, siano per tutte .solamente del 4- % alla fine del primo anno, del 3 alla fine del secondo e del 2 per i singoli anni successivi. Ogni periodo d'istruzione del tiro a segno nazionale sarebbe annualmente frequentato da circa 270,000 soci del riparto mili.zia, come appare dal seguente specchio, nel qual e sono pure calcolale le spese, cui dovrebbe sottostare il · Ministero.della guerra per tassa d'inscrizione e per consumo di cartucce. · (1) Tale è all'incirca, attua lmente, il riparto del numero medio degli uomini, idonei al servizio, fornitoci dalla nostm popolazione. Negli anni passa ti la i " categoria era molto meno numerosa e la 2• ass,Li più, ma prose insieme coniarono in media 1.05,000 uom ini circa. rn avvenire la 3" categoria diminuirit forse :l vantaggio dette prime rtue, ma il ri;ultato de' òostri calcoli non muterà gran fatto, perché il contingente annuale osciUera sempre fra t80 e ! 90,000 uomini, fino a tanto almeno, che la. nostra popo· !azione non vari mollo sensibilmente.


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22° 26° 27° 30° 31° 33°

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2a 1n

34°

10 20 60 70

130

10,000 76,800 8,760 81,710 8,080 75,~40 7,600

i!i,o

70,775

10° 1to

TOTALI.

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19,27 21,03 19,27 20,05 19,27 20,0~) 19,27 20,05

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60,649 • 7,072 65,328 6,523 60,t55 6,136 . ' ~6,585

83 33 17

17 17 17 17 '17

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338,965

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Totali spese a.

carico clel Ministero della

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Importo in cifra ton<la in ra,gionc <ii [,, 0,0/i, per cartuccia.

Spese

per t.assa di iscrizione i n ra.gio11c , di

670 059 ' 2,001,4 17 120 224 ' 1, 111,576 110,891

26,802 80,057 4,809 4'1- 4,63

1,022635 '

40,905 ,1. 172 38,478

'

4:,436

'101-,312 961 9 t5 ·'

)

.

5'1,021 262,004 26,025 240 l1:t7 ' 24,00~ 221,370 22,580 / 208,233

24,219 i 81 947 ' 21,216 195,984 19,569 180,465 18,408 169,755

Il

' I

))

6,103,~59

244,,122

811,563

1,05fl,685

.

.,,

(i ) Questo. ~er cento si co1~1~on~ di ammalati, d~ r~sidcn~.i . :ill'C's~ero, _di cond~lnnn.U al carc~r~ o a:I cl_omicilio c9atto, ri!"lviati, giovani. in determin,Lti se1·v1z1<lcllo Stato, mm,stn del cultù, recluc1 d:u pre~1d1 d'Afnca, <l1:::pensat1 per altre ~pccia ll c.1~1001 , manc:mt, senz:1 gm~t,fl cnto moti vo, ecc. (2) Scbbeuc ora I~ società non possa~o 1:esqtuire i ~ossoli, a.hhiamo crnduLo dì ctr,~~urn c il prf\.zzo.• _in r~gi9ne rti L. 0,0! _ciascuno, rta. guello delle cartucce porche, essendo queste d1st.1'1bmtc gratu,tamC'nte, lo Stato ha Lntl o I wtercssc d1 nl11·111·l1 <) • nuovo, quell i almeno del riparto 1niliz ia.

,· \

.

~

...... 1:0


420

IL

·rrno

A SEGNO N AZIONALE

La somma pertanto a carico del Ministero della guerra supererebbe di poco il 1,000 ,000 e, mediante una sì tenue spesa, esso potrebbe obbligare ogni anno circa 270, 000 uomini ad eseguire, non solo il tiro, ma tulle le altre istruzioni prescritte dal compendio per le società, qualche passeggiata militare e qualche esercitazione tattica . Gl'interessi militari sarebbero allora efficacemente tu telati, le terze categorie si potrebbe far a meno 'di chiamarle sollo le armi, e le prime e seconde, permettendolo i bilanci, basterebbe incorporarle una volta tanto, quelle per H,, queste per 2J giorni . 1n tal modo sarebbero paghi anche coloro , i quali desiderano ch e pure i compler11enti vivano qualche tempo negli ambienti caser1na ed esercito e che le prime categorie in congedo parteéipino a grandi IDilnovre. ~oi invece segu iremmo vo!entieri l'esempio lasciatoci da , Emanuele Filiberto ('I ) e impiegheremmo, il danaro 'risparmiato, per manovre d'insieme, riunerido per qualche giorno al capoluogo di circon dario o di provincia tulli i riparli milizia, che in essa fun?,ionano , ammettendo in essi i soci degli altri riparti che ne facciano domanda: in [nghilterra i soci ascritti al corpo volontari, durante il ti ro annuale al campo di Wim bledon , passanò 115 giorni sotto la tenda, osservandovi rigorosi regolamenti. Ci si obbietleràfor:;e che, se le spese a carico del Ministero della guerra oltrepassano sol o di poco il 1,000 ,000, gl i è perchè si è ri· dotto di mollo il numero dell& cartucce a sparar:;i. Ciò è Yero; ma perchè, risponderemmo, s'ha da dare all'esecuzione pratica del tiro pre~sv le società uno sviluppo maggiore di quello che nell'esercito? Gran parte degli uomini di 1° categori a sotto le armi non fa, dopo il primo anno, che tre lezioni (2) e le seconde e terze categorie, chiamate la prima volta all'i struzione, non isparano un numero di 1

1

/t) Tut ta la milizia ciel dominio italico (istituita da Emanuele Filiberto) Yenne distribuita in quattro colonnelli o legioni e più tardi in otto, secondo le provincie. Ciascun colonnello fu di sei compagnie, ciascuna compagnia di quattro centurio, ciascuna centuria di quattro squadre, Le st1ua:lre dovevano congregarsi ogni domcni~a dopo messa nella piazza del capoluogo per esercitarsi nelle armi, le centurie due volte il mese, le compagnie una volta, i colonnelli le quattro tempore, tutta la milizia alla Pentecoste e al S. Martino. - (Il G.ULEN~ A: Storia àel Piemonte). (~) I sottufficiali tutti ed i caporali e soldati, che nell'anno pre~edente furono ascritti ai tiratori di {4 e 2• classe, eseg uiranno soltanto la 6", 8" e g• lezione (17 col pi} (Istruzione &11l liro per la fanteria, dell'anno !888, N. !83),

NEI SUOI RAPPORTI CON L'ESERCITO

421

colpi maggiore tli quello che loro a~biano a~s,e?nalo ('I). C~s::e se proprio si volesse che ogn i socio del riparlo m1'1ziafacesse se:_a~L~ spari come ora, la spesa compless'.va non oltrepasser~bbe llll~,lv1a .1~ mil ione e mezzo. Sarebbe llOa discreta somma; pu1 e non c, ~ar rebbe difficile trovare i mezzi per farvi fronte con v~ntagg10,- , 'G . ;t dt1e buoni tel'zi de<Jli attu(lli indige11Li sono del l'l part? mt0 1' d''1scriz1one · · , . "· . o· à devesi sottostare per essi alle spese e .d1 con~1,N ta, ..,1 . 1, b · I l an sumo di cartucce (2). Ogni ann o si risparmi e,reL). e ,no tre _1 m .. ento de' aiovani che fu rono sinora eserc1tal1nel nume, o medio tenim o ' , , 1 0 onuno · annuo d1. circa ·1:;.,, 000·· si risparmierebbero 13 g1orn.1te per ~ . de' richiamati di ,t a categoria dell'esercito permanente, che s'.a,mo . · . , •15 per quelli della m1liz1a 98 gioini,e usitenere sottolearm1per,,., ... , , . mobile, che più non occorrerebbe tog11ere aIl e fam 1oul1e·, si .r1 spar, m1e-. rebbero infine :.!O giornate per i ;;iovirni di 2a categori~ chwma:1 1·,,, ra per 45 oiorni alla prima istruzione e ·15 per quelli d~lla mi11u 0 ( o . ' . d' Ja d, 2· calizia mobi le. Pur non tenendo conto1 degh uomini 1 ' ~ . . teuoria della milizia tenitorialc, che talvolta forono ch1amat1 pe1 ,1ò" 0 45 giorni , i ri sparmi ammonterebbero all a bella som ma , che nel seguente specchio è calcolata. , d I t888 ,

Gli uomin i di 2• categoria, chia-

e. . -. il tiro individuale e quello maU per la prima volta all'is~ruzio?o_m_ih:1~e, c,:e~1se~~omati er la prima volta al(l) /strnzione snl tiro pe·r la fan teria'. ,

c~~oi;' a5•e!~. lezi:oe del tiro inclividuale ,~,

d'esame (83 sp,tri), N. 26~. ,Gli uomml1 dli 3 l I 'istrozione militare, esegu1scono so 1an o a (33 spari}. (2) v , nota a pag. seguen te,


. 422

NEI SUOI RAPPORTI CON L'ESERCITO -

li, '1'1RO A SEGNO NAZIONALE.

MOTIVT D!~I

n1SPA.f0[l

·Ii I

I

QuanHta va.rie :

Somme

~.=

risparmiate

?

- - -- --·-·---,--.- - - - -:--- - + :::€..~L _ _ Indige nti del riparto milizia pei quali s 1 paga no ('l) ora le tasse . . .

j 3

28,000

84,000

J)

Cartu,<?ce _dis tr\~ui te ora gratuit; mente ad md1gen t1mragionedi60ciasèuno

·1,680,000

Giorn~te di '15:000 giovar)i di 3• categoria non pm chiamati per 15 giorni

225,000

'l

>)

225,000

Giornate di 8073 giovani di 2a categoria ch 1amat1 per ?5 e non più per 45 giorni .

161,460

1n

161,460

Giorn~te <li 65,328 giovani di J • calep-or1? ch_1amaLi per 13 e non pi ù. per 28 g10rm . . . . . . . . . .

849,264

1 ))

849,264

Giornate _di 6~23 giovani di 2• categoria non prn ch1amat1 per 15 giorni . .

97,845

1 ,,

97,84,:')

Giornate di 60;155 giovani di 1a eateg-oria non più. chiamati per 15 giorni

902,325

J •

902,325

TOTALE

delle somme risparmiate. /

JooJoo

2 ~90 69,.. , •

~

'

¼

IIl

i

Il danaro dunque non fareiibe difetto , neppure per le altre spese: che occorressero per fitto di locali, per man utenzione di armi e di oggett( di corredo, per gratificazioni ad istrutto'ri di truppa ed a se~-nat_on: per eve_ntu~l1 trasporti di personale e materiale , per dotar.1om d1 stampati, d1 regolamenti ecc. _A_ dir vero le spese, fin qui menzionate, non sono le sole, cui il M1n1stero _della guerra dovrebbe sobbarcarsi, per tradurre ·in allo le nostre idee. (i) N1m è d_etto _nella _l egge che la .~ssa d'inscrizione d~gl'indigenti (lelJba é.,sei·e a ca~ico_ del)~ ~ta~o, _ma _m generale cw s1 pratica da parecchi an ni, seguenrtosi in tale n_iatena ti cnte11 o_,tab11trn dalla circolare i3 novemb1·0 :!884 del Ministero dell'interno circa 11 r iparto de, suss1d1, di cui all'art. !2 della legge..

423

l fucili messi ora a disposizione delle. società sono insufficienti per dare ai soci del riparto ·milizia quella istruzi,one seria, che sarebbe ne' nostri intendimenti: si può fare la scuola di plotone anche senz'armi, ma essa non eccita alcun interesse in chi la de'Ve eseguire, ed è monca. (I fut.ile inollre è mezi o di disc:iplina, è slrn~ merito di ginnastica, è fattore di spirito militare, è compagno di fiducia nel tiro: senza di esso i soldati non sono soldati. Se si vuole · che il riparto n1 ilizia risponda agli scopi assegnati ad esso dalla legge, bisogna assolutamente armarne il maggior numero possihile di soci. Di fucili, preferibilmente tutti del model lo :1870/87, noi vorremmo éi fossero, presso i comandi dei RR. carabinieri , dei presidi o dèi distretti militari, quanti occorrono per armarne la metit de' menzionati soci , r itenendo noi indispensabile che due di e$si, nè abbiano almeno uno in comune e ne siano .responsabiJi . Nè basta provvedere pei fucili. Presso i comandi ora cretti si donebbe conservare una apposita uniforme per ciq~cun :socio, meglio se ([nella del tiratore, perchè tutti la vestano ogni qualvolta debbano manovrare insieme, o uscire indrappellati. Chi ha visto .manovrare plo.:. toni di soci, sa quinto sia poco serio, per non dire ridicolo, quel manipolo di uomini vari?pinli, che fa.cose da $Oldati, senza averne la più lontana par-venza: essi, stessi se ne vergognano e n' hanno ben d'onde. Solamente le così dette istruzioni interne, da farsi nella cattiva stagione e in tutti i giorni di intemperìe, dovrebh~ro es;;ere ese~uite in abito ·borghese. · Ci si domanderà senza fallo , come si po:;sa provvedere a queste spese, non bastando all'uopo il residuo, dato che ci sia, de' risparmi, or ora calcolati, dopo tutti i pagamenti , che abbia.mo in animo siano fatti con essi. Certamente non basterebbero, se non vi si aggiunge,s!}ro le somme che annualme~te si spendono per armi e per vestiario, distribuiti ai richiamati per istruzione. Questi in generale non sono mai, per numero, quanti· noi vorremmo · frequentassero ogni_hanno il tiro a segno ;· si può calcolare che in meélia ne siano appena la metà. Nel primo anno quindi si spenderà, non per fu r.ìli, che essi esistono, ma per corredo, il doppio forse dell' ordinario; ma, fatta la prima dotazione, non abbisogneranno più che puliture per le armi, ripa1;azioni di lieve costo e pochi rmnova-

,.

·'·


424

IL TIRO A SEGNO NAZIONALE I

•

~ent} per :~stiario ; ché le uniformi dovrebbero essere ogni volta ripu_l1t:- e ~~~irate. non appena ·ultimate le giornaliere. esercitazioni . . $_1 rms~1ra ,cosi c~n limitata spesa a dare ad .un numero grande d1 ~JO.v:an1 t11l~ una istruzione militare, senza scapito degr· interessi soc1ali,:che la qualità dell'esercito non ne avrà punto a soffrire. Il porto dell'nnifo.rm~ e de_I fucile, il contatto dei gomiti, il passo cadenzato al suono d1 fan(are, che spontaneamente si costituiranno o:unque, le p~sseggiate militari, qualche esei-citazione taHica in bianco o ~~gl'.o se con qualche fiwco ci salve e, se possibil è, alcune manovre d ms1eme per cirr.ondario o per provincia sono a no:SLro . . . .. . . ' avviso I me_zz , prn acconci, perchè la !ecrcre sul tiro ra<r(riun()'a i suoi sc~~i ele~~ti, per~hè :i di~on~a ne' pit'remoti mand:~1enG quello spinto m1htare, di cui assa i difettano ancora le nostre popolazioni. (Contin1,ia) .

G. SALA ilfaggiore 10 ftmteri(t.

LE lllTERIE MILITARI NEGLI ARCHIVl 01 STATO IN TORINO

I.

Gli arch ivi di Stato esistenti nell'antica capitale.del Piemonte costituiscono in oggi uno degl' Ist·ituti ,,scientilìci della maggiore im. portanza che posse.gga l'Italia, imperocchè in essi si conservano i più antichi e i più preziosi documenti della storia d,i Casa Savoia, del Piemonte e di altre regioni italiane, dall'ott~vo $ecolo ai giorni nostri . .Gli atti moderni non sono 1neno importanti delle antiche pergamene; sono fra essi i ~rattati colle poten~e- estere, i carteggi degli ambasciatori , gli originali delle leggi e dei decreti anteriori alla promul gazione del Regno d'Italia, lo statuto, i plebisciti, ecc. I principi di Savoia ayevano un archivio sin dal se00!0 x.v; dopo vari e, vicende esso fu allogato nel grandioso ed'ifizio fat-to erigere dal re Carlo Emanuele III nel 1734 sui disegni dell'architetto au, lico Filippo JLtvara messinese. Prima del 118711_l'Archivio di Stato in Torino si compone:va dell'anzidetto Archivio di Cort,e e dell'Archivio Camerale, ma poi veo,ner1> posti sotto la sua dipendenza altri sette Archivi, cioè: 1° l'Archivio dei lavori pubblici; 2° l'Archivio della soppressa Corte dej conti subalpina e dèl • .controllo; 3° l'Archivio degli antichi Senati di 'Piemonte e di Pinerolo; 4.0 l'Archivio del Ministero della guerra; 5° J' Archivio del Ministero delle finanze; 1

'

•I

''

;

,\. .


LE MATERIE llILITARl I

6° l' Archivio della cessata direzione compartimentale del debito pubblico; 7°. l'Archivio àella Commissione superiore di liquidazione ,per le antiche provinci<~. . L'Archivio di Corte pre~su il quale si Lrovnno gli uffizi della direzione occupa, come si è detto· più sopra, una parte dell'edifizio attiguo al Palazzo Reale , dove sono pure l'Armeria Reale, gli uffizi della prefettura ed il. Teatro Regio . Esso si compone di ~ieci ampie salé e di altre qua~antasette stanze. Gli altri archivi si trovnno in diversi nitri locali situati in vari pun ti della cill;ì, e cosi p. es. l'Archivio Camerale sta nel palar,zo ' del la Corte d'nppeHo ; quello della soppressa Corte subalpina dei conti e del controllo si trova 1ièl palazzo Madama; quello del lé fillé:nze è posto nel locale demaniale dei Ss . Mn rtiri e l' Archir io .generale della guerra ha sede nel palazzo pure demaniale unitamente ai' Regio Museo industriale, ed occupa trentanove ainbienl i fr n cui l'antica chiesa del Sacro Cuore. , In mancanza di un edifizio abbastanza vasto non essl?ndosi · po tuto s'ino ad ora riunire tutti questi archivi in una sede un ic,1 ( 1), si trovò un centro di un ificazio ne nelle di,sposizi oni amministratirn che pronedooo al ICJro ordiiiamenlo' e nel rei olamenlo approvato dal Ministero dell'i nterno addì '.t-0 dicembre ,t 872, .i l quale tende · ad assicurçire l'unità dell'indirizzo e del la disciplina per i serv izi deJ governo e del pubblico. L'ordinamento g~nerale degli archivi è il seguente: a) Dn·ezione: Cancelleria... - Eco,nomalo. - Scuola di storia e di paleografia. - Museo storico. -J3,ib li oteca. - Saliì di studio. , b) Sezione T: Carte lino nll"anno if'798 spel.lanLi alle categorie s~guenti: Materie politiche per rapporto nll'estero: Mater;ie politichè per rapporto all'interno . Materie giuridiche. 1

• (4) In questi utti'mi anni si trattò di riunire gli Arch i1•i di Stato nel grandioso edi fizio gia occupato dal lt Osp izio di Carità, ma un tale progetto venne a bbandonato per ragioni di economia.

NEGU ARCHIVI Dl STATO hN r.ORINO 1

Materie ecclesi nstiche . Materie economiche. Materie mi litari. . ~ · . Storia della real Casa di ::,~vota. Paesi. . suddette dall'anno c) Seziont, Jf; Carte delle categone ,

1\

798

all 'anno ·186·1. · l" ··e se/Yuenti: ci ,. . n d) ,:,e.~ ione III: .. Carte speLtant.1 a11e ca er,ot l i te Con·tabilità pubbl ica dal secolo x1~r .a presen . . .sIaz1 ·one ed· 'ani pubbli ci relat.1v1al DeJnan10. L eg1 In terinazione . ~ . . ·· Altri atti giurisdizionali della Camera dei conti. Feudi . Notariato.

•

.

.

·

cruenti· .

. ) S ,,, . e TV: Carte spettanti alle categorie se,, .. : e ,._ e~wn_ . 1 contadq'ria crenerale dell e m11Jz1e e genti

Veedona genera e e '. "fu ·o aenerale del soldo dal I 0''60 al ,1688 poi u z1 .., li , d cli guerra . a anno '. . ' ' • c1· nuerra dal 118·16 al1 11853 · -o., 1 1 688 1 18·16 qurnd1 azienda gene1 a1e t 1'> 1 a ' ' , . · · lei!' arti olieria · dal · 1 ' D a A. min istraz1one economica e ., . . I b.· l : . m . . c1· t' alieria, fo rtifìcaz1001 e fa) I te 1e ,17,1•1, poi azienda gen~rale i ar tè) , . militari clal 47H al '1803 · . ' · . · · ·, 1· dal 11737 al: p1ov1nc1 cl., .,I tsoez1.où.e pe1. IaI Ieva, dei recN1ment1 l':>" . : , ..1I delle leve dal •I 8 16 al ,( 8::>n. ·11793 ed 1spez1one gene i ' ~ d A al 118 4,8 po; Ministero R . cr ·eteria d1 c,uerra a1 ·•688' ' . eg1a se,.,, . . <d l il8"·8 al •1850, quindi Ministero della ~ della cruerra e manna a err~ dal ·I 850 al' 1186·! · , · t e for gu . . . l' l ]l'esercito recrolare p1emon ese . . Sudss1sten7:e. \~èi corpi volo~tari e dell'esercito memaz1on e e ammrn1:s . ' . . d d I aenerale Gar1bald1. . ' r idionale com'.1n ato a. ? tivi militari dal ,( 560 al ,1848. Bilanci prevent1v1 ~ c?nsun. . , nli manifesti e circo , Editti, regi vigliett1, istruz10111, .p,1te . ' . · .Ttari dnl 'I 569 !Il poi. . . 1 lari relative alle ~ose mi '· , . di "uerra e cli artig!iena · 1 Corrispondenz.a delle due .i.z'. en.c.~ . n ·1· t .· dalla fine del , . . d . Ile auton ta c1v1l1 e mi I ai i cogli ?(11z1 d'. pen en;~ ~ co d Ila se~reteria e poi Ministero· della secolo xv11 sino al ,1 ' 1,1 e e < .., . "Llerra in aJ)flrP-sso. o I

1

~t: : :~e

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428

LE MATER JE MILITARI

~t~i. del!'amministrazione militare neU'isola di Sicilia so;to il rel')no d1 ,,trono Amedeo Jr negli anni ·17·13--17•18 e ne11··s I d. S~rdeg~a .dal 17.20 al 4798 e quindi durante il soggiorno de~ ;eal: di Savora in f{UP,s t'ul ti mn isola dal ,1798 al 1BH. .A q~esta. ~ezione si sono di recente aggiunti gli archivi dell'uffic10 dr rev,s,onH e contabilità militare aià sedente in F' r h· -· d ° 1renze e P'arte de . g, are rvr e11 o stesso Ministero di auerra per mod 0 I la IV se · · n ' e 1e z10ne puo ora cons iderarsi come il grande archivio militare del regno dall'anno 1560 all'anno 1870 . f) ~ezi~1u1 V: çarte spellanti alle categorie seguenti: Uffici o generale delle regie finanze. Conta.l)ilità del Piemonte dal ,J8"4 al 1835 . ~mmmistrazione francese dal ,, 792 al ·l 8 I4-. Generalato di finanze. Socielàannonarie. , A?1m~nistrazione finanz iari!?- dell'isola dì Sardegna. Drre.z1one ~e·nerale del tesoro e precedente ispezione aenel') rale del regio erario. a

Direzione general e delle dogane e gabel(e e precedente a.zienda generale. Direzione generale delle tasse e del demanio e precedente azienda generale delle finanze. Insinuazion.e e demanio. Lotto. Contribuzioni direlte. . . Segretariato .del M_ini stero delle finanze e precedente segreteria d1 Stato per gli affar, delle finanze. Del;iito pub~!ico: atti della cessata direzione compartimentale e Cassa depos1t1 e prestiti in. Torino. Atti della Commissione superiore di liquidazione.

II. . Le mater ie mil~tari che si conservano neJla sezione I sonrJ ripartite nelle se!,!uenl1 categorie, cioè: Ordini e J.leg~la1~ie1~ti.- - Vi sì trovano anche gli editti, le leggi e le cost1tuz1on1. l'lguardanti il militare, ,· vot1· e Ie dec1.s1on . .r

NEGLI ,\RCHlYl Dl STATO IN TORINO

429

nell'amministrazione della gfustizia mililare, e varie scritture riflettenti la direzione economica, la disciplina e la istituzione delle regie truppe: lntendenza generale di artiglieria. - Oltre le scritture che.direttamente concernono l' intendenza medesima vi si trovano pure quelle sopra l'arsenale, la raccolta dei saln itri , la fabbrica delle polveri, piombi, artiglierie, la scuola e compagnia dei bombardieri e cannonieri, il consiglio dell'artiglieria, fabbriche e fortiOcazioni, gl'ingegneri militari , ecc. Uf/ì,::io generale del soldo. - Tra queste carte alcune ve ne hanno relative alle recl ute dei reµ-gimenti, alle rimonte della cavnlleria, all'approvigiooamento delle truppe, alle riviste delle medesime, ngli spedali militari, all i quartieri d'inverno, agli alloggi militari , alle caserme, ecc. fnt1:,ndenza generale delle fabbriche e fortifii;a.=ioni. - Queste carie, oltre il personale dell'inlendenzp medesiJDa, riguardapo pure le costruzioni e riparnzi,oni dei palazzi, ci:stelli, fabbriche e fortificazioni delle piazze, città e porti. ecc. Levata <li tntppe nel paese.-Queste scritture sono relative alle levn1e- fai te tanto per servizio dello Stato, che per servizio di altre potenze. Lt11ata di tnippe straniere. - Vi si trovano le capitolazioni, le convenzion i ed ogni altra scrittura relativa alle truppe accordate in servvtio del lo Stato da potenze estere, da capitani di ventura o dai feudatari. Levata dti reggimenti provinciali.-Q ueste carte sono relative alle leve fatte nel paese per servizio solo del medesimo , e per la foro;azion e dei reggimenti provinciali. Levata di m.ili:rie. - Stati degli uomini atti. a portare le armi, progetti, ordini e regolamenti per la levata ed organizzazione della milizia. Ili/orme. lmpieghimilitari.-Contiene le patenti , i giuramenti , le istruzioi:ii, ecc ., relative a cariche ed impieghi militari; sonvi anche alcune carte riflettenti i mastri generali delle poste ed i commissari delle g:i lere.


430

NEGLI ARCHIVI DI STATO I N TORINO

LE )UTERIE lflLlTARI

Tmpr,~se mi~itari.- Comprendono le rel:1zioni delle bat1aalie e deg.li .a~sedi, le ~apitolazioni, Jo istruzioni, i pareri, gli avvisi, gli o:dm'., 1prog~tt1, le lettere, i piani, le descrizioni topografì che , ecc ., cn-e si fecero rn occasioni di guerre. V'hanno eziandio alcune carte relative alle guerre che ebbero luogo tra potenze estere.

III.

da colà nP.llo. Borgogna , ricavandosi che in questa spedizione dovea anche essere personalmenle il re di Spagna. 5. An. 15711. Lettera di M. r di Leyni, generale delle galere di Savoia, con cui dà i primi avvis'i de:Ja circostanza della battaglia di Lepanto e della disfatta dei Turchi. Lettera di Antonio Da Canal. Memorie relative all'ordine e disposizioni della suddetta bauaglia. 6. An. 1578 . Relazione della batLaglia seguila presso Namur tra i Francesi e gli Spagnuoli. -7. An. '1588. Stato dei bastimenti ed uffiziali che dovevano comporre l'armata navale che il re d1Spagna mandava a radunarsi nel porto della cii.là di Li sbona. 8. An. ·1589. Istruzione del duca Carlo Emanuele I al gentiluomo dell a sua Camera, Antonio .Forno, spedito a Torino per informare l'infanta sua consorte di quanto occorreva in Savoia in ordi ne alle operazioni militan, e perchè soll~citasse presso il duca di Terranova la levata di 4000 itali,rni. 9. An. 159L Relazione del campo di S. M. I. condotto dal seserenissimo arciduca con il mal ordine dell'assedio fatto di Strigonia dai medesimi imperiali. 1O. Ricordi di un ministro al generale spagnuolo destinato a far la guerra in Francia contro il re di Navarra in cui principalmente inculca. l'impresa di Lione. ·1'I. Relazione dei preparntivi milit:ir·i fa tti per parte della Corona di Spagna per l'impresa progett.ata contro Alghero. ,12. Piano di un'armata navale e di terra per l'impresn progettata contro l'Inghilterra dalla Corona di Spagna. 13. An. 1596. Discorso militare e politico per la difesa e si curezza del lo Stato di qua dai monti. 14. ·A.n. 1597. Istruzione al cavaliere Ponto, governatore di Pinerolo per l'esecuzione che ha da fare dfll Monginevro e Pragelato. 15. Istruzione del duca Cnrlo Emanuele I al gentiluomo della sua Camera Antonio Forno, spedito a Nizza, per concertare con diversi ufficiali i mezzi di ricuperare quel paese dall e mani dei 1 nemici. '16. An. rnu.. Istruzioni del duca Carlo Emanuele I al m:i r1

Col presente scritto ( 1) non è nostro intendimento di presentare ai .le:to~i della B~vista ilfilitare una completa monografia degli arch1y1 d1 Stato t~r1nesi, ma bens.ì di offrire agli studiosi della storia dell 'antico Piemonte il mezzo di facilitare le ricerche .che per avventura abbisognasse loro di fare negli archivi stessi. Crediamo pertanto di fare cosa utile pubblhiando una sommaria descrizione de.li~ c~rte manoscriue contenute nell'accennata categoria: lniprese 1~il1tar1, quali le trovammo per ordine cronologico disposte nei mpettivi mazzi e fascicoli. 1

Mazzo 1°. 1. Istruzione generica sul modo di riconoscere un paese orl 11na provin cia per cautelarsi e difendervisi dalle invasioni nemi'che. 2. Riflessi sul diritto della guerra per dimostrare che . questa è soggetta alle sue regole. 3. An. ,f52 6. Memoria sui mezzi più .propri per anerrerririare • ' è> contro il Turco. . 4. An. 11567. Risposta di S. A. R. ai capitoli cd articoli proposti dall'c;m basciatllre di S. M. Cattolica delle misure da prendersi, e provvisioni necessarie per il passaggio di un'armata di 16 000 fanti e 2000 cavalli in due divi sioni uguali, l'una per il Monte Cenisio, l'altrn per il San Bernardo nella Savoin , affine di nvanzarsi 1

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(i) Citiamo le fonti ùa. cui abbiamo aLtinLo alcune notizie.

Le carte degli archivi pie111011tesi. Torino 1881 FEA. Gli archivi generali degli Stati sardi. Torino , i8:i3. ' · l\l.oni,;sco. Cenni generali sull'a1·chi11io di Stato in Torino (manoscritto). BIANCHI N1COllROE.

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ANNO XXXVII,

'vot.

Il.


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LE MATERIE AIILITA RI

chese di Oogli nn i pel comando delle sue truppe di là dal Po nelle. terre del PiemonLe, Asteggiana e marchesato di Ceva. · ,t 7. An. 16 16. Relazion~ dei movimenti d~I nemico e delle disposizioni die si sono date per opporsi alle sue forze verso San Germano, Crescentino , Trino, 'Abbadia di Lucedio, Corte, Castelmerlino e Molinetto. 18. An. 11625. Relazione dell 'assedio di Verrua fallo dalle arm i spagnuole, che furono indi co:;trelle ad abbandonarlo; con altre memorie riguardanti quell'impresa. 19. An. 1625. Minuta d'istruzione del duca Carlo Emanuele J. al priore Gilel.La per trasferirsi dal marchese di Dogliani onde informarlo fra le altre cose dei disegni che S. A. R. e per meLLere in effetto dal canto suo e di quello ch'egli dalla sua parie dovrà incamminare. 20. An. 11625. 16 luglio. Istruzione originale del principe di Piemonte Vill.orio Amedeo I a Marc'Antonio Badat, sergente maggiore di bauaglia, di quello che dovrà fare nel suo governo della ciuà di Albenga per S. A. R. Carlo Eronnuele I. 21. An. ,1625. ~1emoria alìi governatori di Ventimiglia, Porro :Maurizio ed Albenga pel presidio che dovrà- essere in quelle piazze . . 22. An. •I 625. / 2 setteml>re Copia della capitolazione seguita a Picrna tra il baron e di Wnutevill e, generale della cavalleria per la R; .puhblica di 1;enova, e M. r di Flesci, colonnello d'infanteria per S. A. R. di Savoia per la resa di dello luogo di Pigna. 23. An. 16i tL 5 novembre. Minutèl d'i sLruzione del duca Carlo Eman uele I al principe Tommaso suo figlio di quello che avrit da trattare col principe Vittorio Amedeo suo rratello e da fare per la sua andata verso Mondovì e Ceva per mandarvi della trnppa contro l'inim ico. 24'. An. 1629. 16 ottobre. Capitolazione per la resa di Nizza agli Spagnuoli. 25. An. ·1 630. 17 febbraio. Copia di lellera del conte di Collalto scritta al marchese di Grana circa la remissione delle piazze di Verrua e ·Crescentino per ritirata dellè truppe spagnuole conrederate con S. A. R. Con una lettera di S. A. R. al re di Spagna concernente la remissione delle suddette piazze e alcune conven1

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NEGLI A.R CHI'l'l DI STATO IN TORINO

z,om e promesse fatte d:il marchese de los Dalbases plenipotenziario di Spagna di difendere S. A. venendo attaccato dai ~rancesi, ed' altre scritt.ure e memorie sulle negoziazioni dell'abbale Scaglia ambasciatore di S. A. per la le~a ~on la Spagna. contro i Francesi. 26. An. 1630. 18 l·uglio ..Copia dei r.apitoli della resa di Mantova con una memoria concernente l'inosservanza del trattato fatto allorchè fu nuovamente restil1.J.ita la detta piazza al duca Carlo nel 1634 coll'avervi introdotto truppe francesi. 27. 1\1inula d'is~ruzione del duca Carlo Emanuele I.al marchese di Saluzzola spedito a VaJenia presso il contestabile per la ~ircost-anza della sua malattia e per in(ormarlo delle misure che si prenderanno ad ,effetto di prevenire i disegni degVi Spagnuoli. · 28. An . 1635. Proposizi·oni f.1tte a S. A. Il. per andare alla ,· conquista del .regno di Napoli. 29. An. 1636. Relazioni del vi~ggio ed operazioni dell'armata navale di Franci11 per l'impresa delle isole di Saota Margherita. 30. An. 1636, dal 28 gennaio al 20 maggio. Giornaliere della guerra fatta da· S. A. R. e truppe confederate con.tro il Du~~ d! Mantova e dello Stato di Milano;: con un'ìslruzione al marchese d1 S: Morizio ambasciatore di S. A. R in Francia, in gi.u~tificazione contro le doglianze dei Francesi per la supposta _inazione dell'armata e di non esservi po tuto portare soccorso a Parma. 31. Relazione dell'invasione fatta dai Francési della Franca Contea ossia della Borgogna coll'as~edio contemporaneo della città di Dola e dei mezzi praticati nel discacciarli. 32. An . 1654. 18 settemb1·e. Minuta di lettera in forma.J·istruzione di madama Reale al marchese Villa circa il contegno che dove~a tenere rispetto alle truppe di .S. A. R. ed i casi· ne.i quali doveva secondare le operazioni nel maresciall o di Grancey . 33. An. 1656. 26 git"9nO. Copia d'istruzione data a M. de Senantes spedito a Crescentino e Verrua per far metter e in istalo cli guerra quelle due piazze. 34. An. ·1672. 23 luglio. Minuta d'istruzione del d~ca Carlo Emanuele II al marchese di San Damiano per il comando che doveva avere nel contado di Nizza di un corpo di millecinquecento uomini desti nato ad agire da quel canto contro il Genovesato e fa1

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N;EGLI ARCHIVI· DI STATO IN TORINO

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LE MATERIE MILITAR!

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cilitare le oper.a·zioni di Il· Gabriele di Sav()ia dalla parte di Oneglia:. · 35. An. 1672. ~Jinuta d'istruzione all'Abate Amoretti pel suo viaggio nel contado di Nizza per ivi concertar-e e sollecitare l'impresa di Triora ad dietto di poter indi agevolare la liberazione di Oneglia dalle mani dei Genovesi. 36. An. 'I 6'72. 25 agosto. Minuta d'istruzione al capitano La Granaia .., spedito a :Marsiglia e Tolone per ricondurre . gli uffiziali e soldati france:,i servienti nelle truppe di Savoia, stati colà mandati dai Genovesi allorchè li fecero prigionieri alla presa di Oneglia. 37. An. 11675 . 20 settembre. Minuta d'istruzione r,1 sergente maacriore di battaolia Casanova spedito presso il marchese Villa i!>l> alla Motta verso la Sesia per dargli avviso dei movimenti di D. Carlo Colonna diretti ad impedire l'occupazione del ponte di Valenza che doveva farsi dal detto marchese. 38. An. 11687. 12 agosto. Relazione della vittoria riportata sopra i Turchi dalli duchi di Lorena e Baviera in Ungheria al piede del Monte Hersan presso Siclos; colla pianta dell'ordine di ballaglia · dell'eserci to comandato dall'elettore di Baviera. 39. An. ·I 688. 6 settembre. Relazione dell'assedio e presa della città di Belgrado. 40. An. +689. 25 novembre. Convenzione passata dal conte Tarino intendente in Savoia col patrone Lorenzo Danthal per la formazione di due galeotte colle loro scialuppe per servire sul lago di Ginevra. 4·1. Relazione della situazione de.Ile provincie del Chiablese e del Genevese, con alcune osse.rvazioni suila città di Timone, i luoghi cli Cholet, d'Estrambières ~d il luogo ove era situato il forte di Santa Caterina. 4'2 . An. ·I 690. 3 ltiglio. Relazione della battaglia di Fleurus in Fiandra. 43 An. 1690. Memorie, progetti, ed altre scritture riguardanti le disposizioni da darsi per resistere alle ostilità dell'armata francese. 1

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Mazzo 2°.

An. 11690. 18 agosto. Relazioni diverse della battaglia cli Staffarda. 2. An. 1690. 13 novembre. Capitolazione tra il governatore del forte di Susa ed il generale francese per la resa del mèdesimo. 3. An. 1690. Memoria dei punti da discutersi e risoluzioni da , prendersi nella guerra di quel tempo. . , . 4. An. '1690. Progetti per agire nel Delfinato ed mSavoia ad éffetto di mettere a contribuzione le vicine provincie cli Francia. 5. An. 1690. Relazioni ed altre memorie riguardanti li quartieri d'inverno delle truppe imperiali. 6. An. 1690 in 96. Ordini e memorie riguardanti le contribu:.. zioni chiamate dai Francesi pendente la guerra. 7. An. ,169 1. 2 gennaio. Istruzione dell'imperatore al duca di Ba;iera per il comando dell'armata imperiale in Italia. · 8. An. 169·1. Risposta delli marchese di Leganes e conte Caprara alla memori~ di s . A. R. conèernente lo stato presente del Piemonte. H. An. 16~H. Memorie riguardanti i preparativi progettati dalle truppe alleate per l'assedio di Pinerolo. . . '10. A1i. 1169'1. Memorie riguardanti la difesa di Cuneo assediata dai Francesi. H. A.n. 169L Memorie relative·a diverse disposizioni date per · sostenere alcuni posti contro gli attacchi dei Francèsi. '12. An. ,J 69'1. 2 aprile. Capitolazione fatta da M. de Catinat ed il conte di Frossasco per la resa del castello di Nizza ai Francesi. '13. A11,. •169 1. 20 giugno. Ordine di battaglia dell'armata alleata campata alla Mehaigne in Fiandra. . H. An. '169 1. Ordi~e di battaglia dell'armata collegata m Italia. 15. An. ·16!:H ·. 22 gingno. Ordini di S. M. Cesarea, al conte Caraffa circa la precedenza delle truppe Cesaree e le onorificenze a . lui dovute dai principi d'Italia. 16. An. ,16ç) l. 4 luglio. ~escrizione del ducato di Aosta e dei passi per i quali i nemici possono entrare in Piemonte, 1J •

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LE .MATERIE ..MlLITARI

NEGLI ARCHIV I · Dl STATO IN TORINO

17. An. ,( 69 1. Luglio. Memorie sul progeltato soccorso a Momelliano assediato dai Francesi. .. 18. An. ·I 69L 14 agosio. M·em'oria della marcia delle truppe spag,nuole che devono passare in .~usta. 19. An. 169L Agosto. Nota dei battaglioni e squadroni che. devono comporre l'armata alleata e nemica in Piemonte . 20. An .. ''169L · PÙnti da considerarsi. per . i'tJguaglianza dell'ala dritta e sinistra del campo. 2 1. An. 169 1. Rendez -vous delle truppe di S ... A. R. dell'imperatore e di S. M. Britannica per essere a portata d'us~ir·e in campagna. . . 22 .. An. 169,1. Memorie ·del cnpitano Imber-t e del ministro Laurens per diverse cose da provvedersi per la conserv.izione dell.e valli di Luserna. 23. 69!1. 23 agosto. Relazione, µei pare~·i deì princjpali capi .dell'armatr ,in ~ervenuti nel Consiglio di ~(uerra al c_ampo dell a Generala circa le risoluzioni, da p'rendersi ,per il resto. della campagna,; . 24 . An. H\,91.. 24 agosto .. Relazione della !:>attaglia data dal· principe Luigi di .Baden con.tro il Turco tra· Peter Varadìno e Salankement. . . .· 25. An. ·169,f . 2.J settembre. Pareri del principe Eugenio; principe di· Comercy; generali Caraffa, Palfy e ~teinaud, conte d'Arco, duca di Schomberg, marchese di Pianezza e marchese della .Pier.re sopra la p,~oposizi~ne fatta se si dovesse passare il Po per attaccare i.Francesi mentre e,;.ano a Saluzzo. . 26. An. if.69,(,,- 6 ottobre. Memoria del conte ,dei Tiano al conte di Ozegna -per la liberazione di alcuni prigionieri. 1

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Mazzo 3°: ,f. An. 169,f. 9 ottob?'c. Capitolazione convenuta· col. go,,erna-

tore di çarmagn~la per la .:resa di quel castello alle . ;1rmi degli alleati. 2. An'. "69 1... 9 ottob1·e. Pareri dei gen(lrali qeH'armata per le risoluzioni da prendersi ' dopo la i'icuperazion~ di Carmagnola. 1

3; An. 169·1 . ~3 ottob?'e. Ordine di battaglia delle truppe imperiali alleate con gli ·ordini di ma?·cia verso Susa .. . 4-. An. 1(69L Ottobre. Lettera dell'elettore .di Baviera· a S. M: imperiale rigu~rdo alle operazioni della campagna, _cioè l'altac~o di Susa, il bombardamento di Pinerolo e il soccor~o eh Mommel11ano. ~>. An. ·169,J . Memoria .cler discorsi · che si credeva potessero tenersi · da S. A. R. nel suo primo abboccament9 col marchese di Leganes in Asti. . 6. An. ,, 691. 30 .novembre . . lslruzione dellata da. S. A. R. d1 quello che si doveva eseguire per !a marcia delle truppe_in Aosta . .7. An. ,, 69L .Dicembre. Ordì ne 9i ma rcia delle troppe d, S. A. R. per la valle çl'Aosta in dicembre. . 8. Ari,, 1169L 16 dicembre. Lettera del duca di Schomberg al signor di Orbessan sulle operazioni della ·campag-nn .. di Sa-voi a. 9. An. 169·1. Progello per le operazioni della ventura campagrni rimesso al. re' d' foghilterra ,.dal presidente de la Tour per parte di S. ·A. R. · . · ,JO. An. ,J 692. Nota del r iparto delle truppe di S. A._R. e r.eligionari in diverse piàzze. . I(,) .. An. 1692. 5 febbraio. Lettera del marchese di Legane~ al marchese di Borgo Meinero circa il comando da.Lo dall'imperatore a S. A.. B.. dell,.,ll'mata ,e del richiamo del conte Caraffa. ,12. An. 1J 692 . 5 mar.zo. Lettera con cui S. M. Ce~area scrive al mar~l1ese di Parella notificandogli aver dato a. S. A. R. il comando deih1 sua anna ta in Italia. . :13. An. 1J 692. 7 marzo . Leltora dell'imperatore a S. A. R. in cui ali conrerisce il comando <lelle sue truppe in Italia. · ·I 4,. A.n. ,J692. 29 marzo. Progetti fatti col conte di Lovigny per · . . . la prossima campagna. 1115. An ,J692. Lettere dell'imperatore concernenti la perdita di . ~fommelliano ed il _comando che S. M. Cesarea ha conferto a S. A. R,. delle sue armi in.Itali a, ecc. ,t 13. ;in. ,1692. Parere di diversi generali Piemontesi ed Austriaci sulle operazioni da intraprendersi pendente la campagna e per l'as· sedio di Pinerolo. 117. An. 1(692 Memorie diverse relative ai mezzi da praticarsi per eseguire il progetto di assed iare Pinerolo. 1

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NEGLI AfiCRIVl DI STA TO 1N TORINO

LJ,; MATERIE MILITALU

48~· An. 1692. 19 giurino. Lettera al conte Landriani dal segretario Gorrani per 1lolersi della gente della Valle di Andorno che vanno armali nei luoghi vicini allo SLato di Milano. ·19. An. 1692 . 22 gitigno. Avvisi di Vie'rma dati al conte di Lovigny. 20. An. 1692. Luglio. Memoria del marchese di Pianezza circa la sua commissione di comandare il dis taccamento nei contorni di Casale. 2,1. An. '1692. 12 luglio. Lettera del marchese di Dronero a S. A. Il. per rendergli conto di un discorso Lenulo da M/ de Schomberg all'invialo d'Inghilterra tendente a render sospetta la condolla di detta S. A. nelle operazioni della guerra. 22. An. 1692. Notizie dei passi per ·i quali si può edtrare. in Francia dagli Stati di S. A. R. 23. An. 1692. l4 luglio. Senlimenti dei generali solli due progetli fatti d'attaccare li nemici nelle montagne dietro Pinerolo o di entrare in Francia per la valle di Barcellonetta. 'il4. An. 1692. 3 agosto. Relazione della battaglia di Enghien. 1

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5. ibi. •169.4-. 5 giugno. Lettera dell'arnbasciatore di Spagna a S. M. Cesarea in cui nuovamente consiglia)'assedio di Casale a pr~ferenza dell'impresa di Nizza per cui ne dimostrà le difficoltà. 6. An. 1169,i.. 28 liiglio. Relazione del consiglio di guerra tenuto uel campo tra Scalengh.e ed Airasca sulla proposizione dell'assediò di Casale. , · 7. 1in . 1694. 30 luglio. Pareri ,di diversi generali sul progetto di assediare Casale. 8. An. 1694. Lettera del marchese di Pri.è. a S. A. R. sull'assedio di Casale. 9. 11n. 1694. Memoria délle navi da guerra inglesi ed olandesi comandate dal generale Russe!. 11O. A.n. ,1 694. Settemb1·e ed ottobre. Ordi ni di marcia dell'armata alleata. . ,1,1. A.n. 1694. Conto delle spese che si sono fa tte nella spedizione dei due spacci mandati all 'ammiraglio Russe!. 12 . An. 1694. 29 dipembre. Con ferenza stille operazioni della campagna tra S. A. R., il marchese di Leganes e milord Gallovay. ~ 13. An. 1695. ,ilfaggio e li1;glio. Ordini di marcia di diversi corpi dell'armata alleata. · ,14, An. 1695. U luglio. Capitolazione tra· S. A. R. a nome degli alleati ed il rnarche~e di Crenaut governatore di Casale. ,15. An. 11695. Lettere diverse di ministri ed uffizi ali i;ener;tli a S. A. R. sui movimenti dei nemici. 1

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Mazzo 5° (An . 11694-. in 95). 1. An. 1694·. 19 maggio. Lellera o parere di un consigliere imperiale a S. M. Cesarea sulle tre imprese proposte di Pinerolo , Nizza e Casale. 2. An. •I 694. Proposizione di S. A< R. il duca .di Savoia ai generali per avere il loro sentimento cirèa le operazioni della campngna con una notà delle forze dei nemici' e delle lruppe di S. A. Il. e colle•iati. · n , • 3. hi. •169,i.. 25 maggio. Relazione di conferenze . tra S. A. R. e il marchese di Caprara, ~i.r di Leganes e milord Gallovay per il calcolo delle truppe e l'iparto di esse, e sovra il progetto di attaccare i forli del contado di Nizza e circ3: le disposizioni ·per le vetture necessarie al ~raghelto da qui al Finale. 4. An. 1694,_. Mag.c;in. )'lemoria per le pi-ovvigioni necessarie in caso si eseguisse il progetto di ricuperare i fo rti del contado di Nizza. 1

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Mazzo 6° (A.n. 1695 in· 1705) . 1

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An. 11695 in 11705. Lettere .dei ministri di Francia e del principe di Monaco all'ingegnere De Lozieres Dastier con un registro di lettere di questo dal "703 al 1105 sull'operato delle campagne. ,t.

Mazzo 7° (An. 'I 6~)5 in 99). ,1. An. ,t 695 . .J 3 agosto. Pareri del principe Eugenio e del prin-

cipe di ·commercy, generali ecc., su quanto si pote\'a operare nel resto della campagna.:


: LE MATEIUE l!JI,ITARI

NEGLI ARCHIVI DI .STATO IN TORINO

. '.a. An. ,J 69/5. 13 agosto . Pareri dei principi Eugenio, di Com. mer~y ed Annover, generali Rabu~in, Schwind, marchese di Leganes, duca del Sesto, milord Gallovay, marchesi di Parella e di Tana sulle operazioni del 'l'eslo della .campagna. 3. A.n . '.I695. 28 novembre. Relazione della conferenza tenuta tr~ S: A. ~-: il marchese di Leganes, i'I m~resciallo-Caprara ed il principe d1 Commercy in ordine alla campagna ventura. 4. An. ,1695. Memoria di quanto stimasi necessario per la can:ipagna venturà. · A.n. ,1695. Riflessi sull'impres~ di Susa. 6. An. ·I 696. 26 febbraio.' Progetto dellil campagna del 1696. 7. An_, 169~ ..Me~orie riguardanti la mnrcia delle truppe spagnuole, 1mper1ah e piemontesi per l'apertura della campagna. · 8. A.n. ,j696. 18 maggio. Pareri di varì generali circa i mezzi per difendersi dall'armata francese . . 9. 1in. 4696. 29 agosto. Memorie delle risoluzioni prese con M.r de Catinat per la marcia delle truppe di Francia e di S. A. R. , da Torino a Casale. . 1 1 1O. An. 16.96. Memorie concernenti l'assedio di Valenza fatto dalle truppe francesi e di S. A. R. 1 ,J. An. 11696. 24 settembre. Avvisi di Vienna circa le operazioni militari in Ungheria. . ' . HL An .. 1696. 29 settern,bre. -Lettera del cavaliere de I~ Fare a . S. A. R. sulla resa di Nizza al marchese di S. Giorgio. · ,13. An. ,1696. Ottob1·e. Lettere· _del padre Sai uzzo o-esuita con cui avvisa che il duca di Mantova non risparmia i denari agl'imperiali. ,f 4. -~n. ,J696. Passaporti del marchese di Leganes per il marchese d1 San Tomaso, ecc. ,J5. An. 'I696. Partenza delle truppe imperiali dallo Stato di Milano. 1 16. An. 11696. Marcia delle truppe alleate e francesi che devono ritirarsi dallo Stato di i\iilano. 17. A.n. ,f 696. Ripartizione di trecentomila doppie con cui furono tassati i principi d'Italia per dare agli allemanni acciò si ritiras.sero dall 'Italia . . iJB. An. ·1697. Memorie d~I ricevidore generale in ordi~e alli. arrèraggi pretesi dai Francesi de,lla capitolazione di Pinerolo.

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•19.. .tn. ,1699. Riparto delle milizie che custodiscono i .passaggi da Oogliani sino al Carlino sulla cima della coHa d'.Ormea. 20 . An. ,f 6~9. Stato delle tr.uppe di S. i\L Cesarea e .dei loro quartieri . 2·1. A.~. .,169.9. li:mr di tutti i reggimenti frnncesi .e stranieri che sono in Francia. · · · 22. 1in. 11699. Nota distinta dell'esercito dello. Stato di Milano, man data dal conte Landriani.

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Mazzo 8° (A.1~. 1700 in "7'1:i¾)~ 1

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,1. Jn. ,1700. 15 gi1bgno. Relazione del .viaggio fatto dal vassallQ Del Ponte in Provenza. 2. A.n. ,170 11. Descriziòne dei passi della Valtellina e altrove per cui potrebbero introdursi i nemici in Italia . · Rélation veritable de ce qui s'est passé entre Jes armées imperial:e e francoi se en Ttalie clu camp imperial près_ du Po.nt d'Oglio depuis le· 3·1 .aoùt, jusques· au 3 septembre ,f 70 I. 1 Ia Haye '170'1 (stampato) . ,1 . . . • 3. A.n . '170 1. 3 mar;gio. Regolamento di servizio fatto tra il principe di Vaudemont e maresciallc, di Catinat p,er il comando delle ,truppe di. S. M·. Cristianissima in concorrenza di quelle di S. M. Cattolica. · 4. An. ntH. 28 maggi() . Tradnzione di .letteré del principe di . Vaudemont all'inviato di Spagna. 5. .4n: ,J70,1. Riparti mento delle truppe e stato generale di cnmpagna . .. 6. An. no,1. Stato delle tappe per 9 battaglioni di fanteria che da Vercelli dd\'.'Ono andare nellq Stato di Milano per passare a Cre-. mona. 7. An. ,J70 I. Stato delle milizie di Parrpa e di Piacenza .. 8. A.n. 170L Istruzioni . di S. A. R. ai SLJOi uffiziali per il comando .e marcia delle sue truppe destinate nello Stato -di Milano. 9. A.n. '170 11. 9 e 10 giu:gno. Copia di viglietti .di personagg:io incognito che si trova ·colle truppe imperiali.. , rn. An. 170,1. 28 luglio. Ordine di battaglia delle truppe fran-· cesi u,iite a quelle di S. A. R. nello. Stato di Milano,. _ 1

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LE MATERIE l!ILlTA.RI

11. An. 1170·1. .2 e ,t I agosto. Tre ordini,di marcia dell'armata da Robecca a Bordolano e dalla Villa a Scandolern. rn. An. 170·1. 6 agosto . Istr uzioni su ci'ò che il marchese De los Balbaces, generale di cavalleria, doveva rappresentare a S. A. R. ed nl maresciallo Catinat. Colla risposta alla suddetta istruzione circa le operaiioni della campagna, assieme ad un progetto fatto a Castelfranco per la giunzione delle truppe comandate dal principe di Yaudemont all'armata principale, e disposizioni per i viveri. 13. An. 170 1. n agosto. Copia di lettera del duca di Parma al cavaliere Richany in ordine al supposto che nelle ~ne truppe si nrruolassero disertori francesi e si tenessero ufficia li che souomano procurassero il loro trasporlo da uno Staio all'altro. H,. An. '170L 31 ayosto. Copia di dichiarazione di S. A. 11. pel' la posizione delle salvaguardie delle due arm~Le. 15. ( >fancante). 16. An. 170L Settemb1'e. Copia di lettera del marchese De los Bai baces al segretario di guerra dello Stato di Milano . il7. An. 1701. 19 novembre. Minuta d'ordine di marcia per il ritorno delle truppe di S. A. R. in Piemonte. 18. An. 1701. Stato degli uffiziali generali dell'armata degl; alleati. 19. An. 170 1, dal 25 lttglio al 25 novembre. Relazione di tut. tociò che si è operato dall'armata di S. A. R. unita a quella di Fr!ncia nello Stato di Milano, fatta per ginstilicare la condotta di ' S. A. Il. 20. An. 170 I. Relazione della cospirazioue eccitata dagl'imperiali nel Regno di Napoli. 2,1. An. "70 11. Ordini di marcia dell'umata alleata da Scandolara a Robecca, da Robecca a Bordolano, da Bordolano a Campagna e da .Romanengo a Camisano. 22. Jin. ·I 701. Ordin~ di marcia delle truppe di S. A. R. nello Stato di Milano per il loro ritorno .in Piemonte. 23. An. ,1702. 7 gennaio. Copia di lettera del signor duca di Modena a S. A. R. con cui le dà pane della remissione della fort~zza di Brescello agli Alemanni. 24. Jin. 11702. Aprile e maggio. Stabilimenti per la marcia e soggiorno delle truppe di S. A. R. nello Stato di Milano. Istruzione

NEGLI ARCHIVI Dl STATO IN TORINO

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di detto duca al signor Deshais per il comando delle sue truppe, che spedi va al servizio delle LL. MM. Cristianissima e Cattolica nell'armata d'Italia , e memoria istruttiva al conte di Prelà per la condotta delle medesime truppe. 25. An. 003. Nota di truppe e ordini di battaglia delle rispettive armale in I talia. Minuta d'istruzione al cavaliere di Ricaldone ed all'intendente Lambert per il loro viaggio nello Stato di M_ilano in ordine allo stabilimento delle tappe per la marcia de.Ile truppe di S. A. Il. 26. An. ·1702. 27 aprile. Lettera di S. A. R. al conte di Vernone suo ambasciatore in Francia circa l'andata in campagna; e r isposta del conte di Vernone. 27. _4-n. 170'2. 19 luglio. Relazione della battaglia fra l'armata svedese e polonese. 28. An. ·1702. 9 agosto e 7 settembre. Lettere di S. A. R. al conte Deshais. 29. An. 4702. /5 a_gosto. Stato degli ufliziali e soldati morti e feriti nella battaglia di Luzzara, con un'altra delle truppe di S. A. .8.. ~he si trovavano a quel campo. 30. An. 1702. 20agosto. Memoria di S. A. R. al conte di None per l'andata al campo. . 3 1. An. 4702. ·IO settembre. Relazione della presa di Ulma in Suabia. · :w. An. !702. Mémoire concernant les troupes qui ont servi en Itali'e l'an 170.2. 33. An. 1703. 1lprile, ma,qgio e giibgno. Note di truppe destinate per la campagna; · istruzioni date agli ufficiali per comandarle, ecc. 34. An. ·I 703. 27 settembre. Lettera del conte di Castellamonte comandante le truppe di S. A. R. al campo di San Benedetto, sullo stato delle medesime truppe e della voce sparsa di una -prossima roLtura coi Francesi. 35. An. 003. 8 r,ttob1·e. Progetto del marchese di Pianezza per far passare un corpo di truppe imperiali dalla Secchia in Piemonte. 36. rin. 1703. U. e l7 ottobre. Memoria del marchese d'Aix sui discorsi t~nuti dall'~robasciatoré di Francia in ordine ai prepa rativi che si facevano per parte della sua Corte sulle frontiere del Pi emonte. · 1

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LE MAT ÈRIE MÌLITÀR.l .NEGLI A.RC Hl'V I DI STATO IN 'rùRINO

'· 37. An_. ··1703·. 27 ottobre. Memoria al ni.archese ·-di Parella per comandare' le truppe in Ca:nelli. · ' · · 38. An. +703. Ottobre. Marcia delle truppe di S. A. R. · a Mombarchero. · 39: Memcwia del servizio che si deve fate nelle guarnigion i. ' 40. An. 1703. 7 ·noDeinbi·e. Capi della capitolazione doman- , data a.alla città d'Asti ai Francesi . · · ,i.il. An. •I 703. Novembre. Viglielto del duca di Yendl'.lme in risposta ad una lettera del marchese di San Tomaso. · 42. A'n: 11703. 20 e 24 novembre. Relazione del.giro fatto nella front iera- dello. Stato di .Milano dalli cavaliere di San ~J-nrtino e conte di Rivarolo. 43. An. 1703 in 117'12. htrùziorìi ed ordini per i comandanti per l'armata e principalmente riguardo alle truppe che trovavansi a Susa,. al forte deUa, Bi'unetta ed Exilles. 1

AMIENS CONSIDERAZIONI DI S'fRATEGIA E DI TATTICA

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Mazzo .9° (q.n. 1703 in ·1704) . · •1. •1703 -in ·1704. Stati di truppe, ordini di battaglia, ecc., ri~uardanti le disposizioni per le operàzio'ni della cam.pagna. ' 2. A.n. •I704- . Lettere conéernenti le spedizioni fatte di Chaumont e di Savoia. · 3'. An. 0011,. IJ ·rna1·zo. J.struzione al principe Carlo di Vaudemont. 4: An. •I 704 .' 6 ma.9gt'o. Propo3ìziuni sovra il soccorso dell'armata navale a Nizza, Villafranca e Barcellon(\. 5:An. ho.1:. Giornale delle operazioo t dell'armata alleata 'pendente la campagna·. ' 6. An. 1704. Pianta di Landau assediata. · 7. An. 1704. l:2 giugn~·- Resa del forte di Susa al duca de la Feuillade; ,- · · · 8. 'An. ,1704: 20 lMgÌio. Capitolazione di .Vercelli al duca ' di Vendòme. , . 9. 1ln. •1'70!: Lettere al duca di Vendòme' sugli affari della guerra ritr~vate nei la ; 11ialla del corriere di· Francia arrestato a San Ger'manu. 1

Pio -Bosc

(Continua} ·,

. Maggiore.

(Continuazione Vedi Numero precedente)

Sulla destra dell' A\'.Ie _i Tedeschi pa'$sano I.a Luce con 2 reggi~ menti di fanteria e poca artiglieri,1, si impadroniscono dei boschi che, sono sul ciglione e di qi1i aprono il fuoco su G~nt~ll~s-~~a_chy e i !,finceramentì davanti a Villers-Bretonneµx, tutti 00~1ett1v:1 cl~e con l'aiuto dell'artiglieria di corpo -d·armata, portatasi presto ~n linea, vengono presto oqcupatì , ad eccezione d'i_ C~chy, cl~e, ~1masto fino a sera nelle mani .dei Francesi, serve, 111s1eme a Corb1e, a proteggerne la ritirata. . . . . Un 1-eg!,{imento rimasto a sud délla Lnr.e cost11u1sce il grosso, pronto a sostenere le linee avan,zate in caso di rovescio. Pe_rò d~ questo lato il n~mico è_s~p~1:iore · in · numero \ nonosta~t~ 1 va~~ taggi ottenuti, 1 Tedeschi s1 trovanoverso le 2 ; 2 pomendiane n dotti a puco buon partito. L_a fucileria frances·e batte efficacemen!e fa loro artiglieria. Il generale v. Manteuffel . ha dovuto ve~'S? .oomart, far schierare la sua sçorta per coprire 11 vuoto che. s1 e fatto tra l' Avre e la sinistra del 1 corpo. · È a questo punto che il reggim~nto della •1" division~ che era ancora indietro giunge in linea, dando nuova forza ,matenale_e _mo- , raie agli attaccanti: è a questo punt_? che addosso alla sm1stra del nemico giunge la 3• divisione ·di cavalleria ~ostenuta cla 11O pezzi; 1


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Ha luogo allora un attacco eseguito cla tutta l'ala destra tedesca chè riesce a prendere Villers-Bretonnetix e a determinare da questo lato là ritir1ta dei Francesi, che resistono però ancora verso Cachy il Bois de Gentelles. La sera i Tedeschi: pur' mantenendo in propria mano i punti avanzati conquistati, si portano col grosso a sud della Luce, lasciando al di là di questa i propri avamposti. Ciò dimostra che si sono avuti dei vantaggi, ma che la vittoria ,non è però ancora -decisa. . · All'ala sinistra, !'VIII corpo, v. Goben, ha follato anch'esso per tutta la giornata contro i France3i; ma neppure esso ha ottenuto un risul lato decisivo. La 30• b.rigata ha puntato su Fouencamps ed ha potuto di là concorrere, per qu.,nto poco, a trattenere il nem·i~o sboccante dal Bois de Gentelles. La 29a brigata da Sains ha puntato su SaintFuscien e Cagny. , Quanto alla ,J 6" divisione, ha preso successivamente, ma con fatica, Hébecourt e ' Dury, arrestandosi al cimitero di questo villa"crio 1n, , ed ha mandato un forte distaccamento su Bacouèl per rompere la ferrovia di Rouen. , . r La sera, questo risultato è ottenuto, e i Tedeschi, occuprino la linea Dury-Saint-Fuscien-Boves, con un posto avanzato al ci~ mitero. . I 1_'r-inceramenti sono sempre in mano dei Francesi. La vittoria non è quindi completa: neppure da queMo lato, e lo è così che la sera il generale v. Goben dice al generaìe Manteuffel, che, vista l'importanza dei rafforzamenti n~rriici., difficilmente potrà da solo ri·uscire a. progredire pi.ù oltre. E· sono trinceramenti di qu;si 6 chilometri di estensione, che il generale Faidherbe dichiara. di pochissimo val0re e che i difensori abband?nano perchè non hanno fiducia nella ,loro resistenza. Che cosa Qccadrà l'indomani? ·s e le truppe del generale v. Manteuffel fossero in buone condi~ zioni ' l'ordine della sera del 2.7 dovrebbe portare le disposiziom per una nuova avanzàt:1 tend~nt~ o a puntare energicamente su Amiens per impadronirsene schi~cciando il nemico, o ad nccerchiare.la pin za.

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v·iene invece ordinr:to di mantenere le posizioni prese, intanto che la cavalleria. deve esplorare il terreno e cercare di conoscere che cosa farà il nemico. Si ha intenzione, è il \Varfensleben che lo dice, di nspettare che giungano le altre truppe del I corpo provenienti da Mézières. Basla questo per giudicare del valore della vit· loria tedesca del 27 e ritenerla un poco una vittoria di Pirro. La mattina del 28 però giunge la notizia che il nemico si è ritirato, ha passato la Somme (pare che i Tedeschi nella notle abbiano anche perduto il contatto) e marcia in varie direzioni. La ,t• armata tedesca entra allora in Amiens, che occupa senza. ostacolo, ed inizia le operazioni per prenderne anche la cittadella. Il partito della ritirala è poi realmentè a questo punto il più ra· zionale per i Francesi? È certo che questi potrebbero ancoi-a resis:.ere contro attacchi frontali: ma, oltre che ciò non potrebbe duraréa lungo , rimarrebbe · sempre il .pericolo di essere accerchiati e/ di dover poi aprire a viva forza sulla destra della Somme quel passo, che pel . momento è ancor libero. Di un attacco contro i Tedeschi ormai non è più il caso; te probabilità di riuscita sarebbero troppo poche per rischiare di perdere per sempre delle truppe che riordinate e riposate possono rendere ancora utili e grandi servigi. Si aggiunga a ciò, che nellà ritirata i Francesi sono indotti anctie dai fatto che le 8000 guardie nazionali della guarnigione di Amiens hanno ::;pezzato le :J?rmi, disperdendosi gran parte, dichiarando il resto di non voler più combattere. La ritirata è quindi d_eèisa. Dovrà effettuarsi verso Rouen o verso le piazze del nord? Il ritirarsi verso Rouen, oltre ql togliere il vantaggio cli lasciare 'ostaeolo delta Somme tra sé e il nemico e di rendere difficil e a. questo l'inseguire da vicino, farebbe troppo il giuoco dei 'l'r:deschi che potrebbero così ad un tempo e inseguire i corpi che si ritirano e puntare contro l'altro nncle.o di truppe che minaccia Parigi. Inoltre il far giungere su Rouen delle truppe in ritirata e stanche dalla lunga marcia e dall'inseguimento del nemico, può produrre un effetto morale pessimo su qu~lle che vi sono riunite, che per Ja massima parte guardie nazionali, del cui grado di resistenza il ge. nera~e Farre può ormai giudicare con piena cognizione di cau~a, e ~9 -

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che sarebbero difficilmente in grado di proteggere il riordioamenlo dei corpi provenienti da Amiens. Meglio vale quindi ritirarsi vfwso le piazze dei nord. O il nemico inseguirà, e sarà più facile sfuggirgli riparandosi in luoghi sicuri contro un primo :iuacco. O marcerit su B.ouen, ,e queste lruppe, abbastanza buone e non srnmpaginate, polranno, dopo breve tempo , impiegato a riordinarsi, I.ornare verso Amiens e minacciare le spalle e le comunicazioni dei Tedeschi obbligan doli a tornare indietro e a ric.ominciare la lott?. QL1esto partito è adottato e la notte stessa del 27 al 28 la ritirata si efTellua per qnattro strade con ordine sufficiente, mentre le mine già preparnte fanno saltare i ponti sulla · Somme, per ritardare e rendere difficile l'inseguimento per parte del nemico. ... *

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Sulla battagìia di Amiens conviene ora fare alcune osservazion i. Cominciando anzitutto dall'esaminare .J'.1zione dei dne comandi suprèmi troveremo hen poco da dire al riguiirdo. li frazionamento delle truppe, da una parte e dall'altra è tale che qu el!' azione non ha modo nlcuno da farsi sentire. p,,ssan-lo poi a.vedere il modo <li svolgersi del combattimento, si' nolél subito che l'atta.eco non agisce nella maniàa più rnzionale possibile. Il nemico si dist"8nde su una lun~n linea: è quindi naturalmente debole dappertutlo: il volerne avvolgère un'ala richiede un movimento assai lungo, cosa da considerarsi specialmente essendo alla fine del mese di novembre, e probabilmente condurrà ad urtare contro il punto dove il nemico, cui non può esserne sfuggita la debolezza, avrà collocato le proprie riserve. Un'altra aurea massima di Napoleone prescrive: avv()lgere il nemico che sì rùmisce, sfondare il nemico ché si fraz-iona. Qui sarebbe il caso di applicarla. Qu:ile effetto può avere anch e in caso di riuscita, un atlacco su Villers-Bretonneux.? Quello di respingere il nemico su Amiens, ossia dove vuole andare, e non quello di tagliamelo fuori.

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Una dimostrazione di attacco da questo lato, dimostrazione cui, tssendo padroni dei boschi, si potrebbe fadlmente dare apparenza di realtà, ed una punta energica ~u Gentel!es e di là verso la Somme potrebbero produrre diversi risultati, molto più importanti strategicamente e tatticamente. Invece, nl frnzionamento della difesa corrisponde quello dell'attacco, e ricorrispondono, naturalmente, le risultanze finali dell'azione. Quanto ali· impiego delle truppe del! 'attaccante, si nota poca armonia, conseguenza anche questa del frazionamento, nelia loro azione s,ui vari punti del campo di battaglia. Mentre .\e truppe che vanno verso Gentelles dovrebbero agire temporeggiando, per dar tempo al movimento aggirante di pronunziarsi, e nelle truppe che sono ancora indietro, ma a portata del campo di battaglia, di giungere a prendere parte all'azione, si regolano invece molto diversamente . È dal Bois de Bomari che si pronunzi,\ il primo attacco non prepara,to, eseguito in terreno ~coperto contro un nemico rinchiuso in forti caseggiati, non ancora sufficientemente battuti dall'artiglieria tedesca. Ne viene che le prime truppe che si slanciano avanti, giunte a circa metà strada da Cacliy, sono obbligate a fermarsi, poi costrette a retrocedere e a riprendere le posizioni che avevano prima, attendendo il momento pro-pizio per una nuova avanzata. Un'allra osservazione che riguarda i tedeschi; su questo lato del campo di battaglia, si riferisce al grnndissirno consumo di cartucce. veramente straordinario in truppe aggu~rrite e che hanno di fronte un nemico nascosLo in caseggiati, contro cui deve valere più il fuoco di artiglieria che non quello di fucileria. Ad ogni modo, qualunque ne sin la causa, sta il fatto che la disciplina del fuoco viene poco osservata. Il combattimento non dura che 5 o 6 òre, eppure a melà le munizioni vengono rifornite, e in sul finire alcuni reparti verso il Bois de Domart son costretti a retrocedere, davanti ad un contrattacc,o francese, perchè mancanti assolutamente di cartucce. Fortunatamente pei tedeschi, questo contrattacco è solo parziale e fatto ad ora ·tarda, sicchè può ugualmente ad un certo p.U:nto venire

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arrestato, non prima però che il nemico giunga al villaggio di Domarl.

Anche qui è da notare Io sparpagliamento delle forze dei tedeschi . Contro Boves e S. Fuscien è mandata una forza maggiore che non su Dury. Perchè? La presa di quei punti non può produrre alcun r isultato utile. Per quanto riguarda la sini stra dell'Avre, essi hanno ben poca influenza. Finchè il nemico mantiene Dury e Cagny non si può spein Amiens. È Dury invece la chiave della posizione: rare di !')aiunnere " prew questo villnggio, S. Fuscien e Boves cadono naturalmente, trovando:;i presi in fianco, e si è padron i della strada più diretta, per puntare sull'obhieltivo principale. Forse che l'e~ser padroni di Boves potrebbe permellere di collegarsi colle tru ppe che sono sulla Luce e di giungere alle spalle del B. de Gentell es e delle posizioni francesi sulla destra delI' Avre? È di{Tìcile, pùichè il nemico ritirandosi non lascierà certamente intatti i ponti e distrutti questi il passaggio dell' Avre specialmente sotto il fuoco, diviene assolutnmen te imposs ibile. Un"altra perdita di f~rza è data dal distaccamento mandato a distruggere la ferrovia di Rouen. I distaccamenti fatti sul campo di batt·1glia e che non hanno per obbi ettivo il nemico o qualche cosa che possa influire di reltamen le sull 'esito della bnllaglia stessa sempre dan nosi. E quale infl uenza può avere sul combattimento la rottura di quella ferrovia '? Nessuna. Meglio varrebbe r iunire tutte le forze contro l'obbiettivo principale e rinunziare ad un'operazione inuti le pel momento, che può divenire dannosa in caso di vittoria, in terrompendo una linea di rifornimento per l'avanzala su Rouen , e che, in caso di sconfitla, non danneggia che assai poco il nemico . Converrebbe piuttosto regolare l'azione così: faseiare una brigala con qualche balleria, contro Fonemamps, Boves e S. Fuscien, e con tutto il grosso, a ca vallo della strada principale, fare uno sforzo su Dury e su Amiens, cercando di giungere su lla piazza il più presto possibile. Per tal modo si deciderebbe del risultato della balla.Alia, obbli gando alfa ritirata i corpi francesi che si trovano sull'altipiano di Vi llers e si renderebbe forse ancora possibile un utile inseguimento . invece diversamen te e la vittoria rimane indecisa anche da Si aorisce o questo lato.

Quanto si riferisce ai frances i su questa parte del campo di battaglia lo nbhiamo già detto parl.ando della pos izione di Villers-Dretonneux e del modo con cui viene occupala. Ci rimane solo qunlche osservazione circa il modo di esplicarsi della difesa e circa il collocamento e l'impiego dell e riser ve. La difesa, fo rt issima ed ammirevole per il valore dimostrc1to dai sing~Ji individui e dai comandanti, si limita ad essere quasi ovunque passi va. Qualche contrattacco parzinle qua e là, generalmente ben riu~cilo nei prim i momenti , m,a ma ncan te della forza necessaria per ottenere vantaggi positivi, e niente altro . Non uno di quei contrattacchi generali effettuati da tutta linea, sostenuti dalle riserve non uno di quei contrattacchi che facendo r ivivere fa storica furia 'francese le p~~m~ttano di ricacciare indietro il nemico e can tare poi, sulle pos1z,om abbandonate da qllesto, l'inno della villoria! Eppure i momenti favoI"evoli non mancano. Verso le 2. per esempio, prima che divisione cavalleria Groben giunga sul fia nco sinistro, prima clrn Il reggimento della 1• divisione tedesca ancora indietro rriun aa sul campo, un comrattacco di questo genere àvrebbe aran probahilità di riuscita. Non lo si fa. Perchè? Anzitutto perchè fa troppa estensione della linea rende diffic il e la simu ltaneità del movimento e poi perchè, come si è detto, la posizione scelta rende diflìcile giudicare del momento opportuno: nei primi momenti si esita, più tardi la riuscita del contrattacco si fa sempre più dubbia: gli energici attacchi nemici contro Vilfers-Bret.onneux e la.presa di questo vi llaggio risolvono la questione. Quanto alfa riserve basta dire che esse, collocnte a nord di Vil lers, sono in posizione così scoperta che l'artiglieria tedesca portatasi verso la ferrovia può vederle e batterle portandovi lo scompi glio.

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. Ed o_ra passiamo sull,1 sin istrn del l' Avre e vediamo a qual e consrdernz10ne possa dar luogo il combattimen to avvenuLo sull'altipiano di Hébecourt-Dury.


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. Quanto ai francesi che oc~upano questa parte del fronte poco vi e da osservare:. con p_oca forza_, di fronte ad un nemico superiore per numero e per 1struz1one, resistono alla meglio negli appigli che il terreno presenta, non cedono che palmo a palmo. contrastano la vittoria siqo a sera e impediscono al nemico di rarroiunoere nella aiornata l'obbiettivo cui mira. È quanto possono ra;e n:11e loro c~ndizioni e dati i concetti cui dal conto loro s'-ispira l'azione. . Un' .o~se~vazione d' indole generale che si potrebbe fare alle d1spos1z10n1 prese dai tedeschi in questa oiornata, e che sembra che il Wartensleben nel suo libro voglia p;evenir;, è quella della mancanza di unfl riserva generale, che il detto autore attribuisce a~le r.ondizioni del terreno. E questo è in parte giusto, ma probabilmente questa giustificazione tende a coprire la ragione vera di tale mancanza e cioè il fatt0 che, come non si suppone di aver una battaglia seria nella giornata del 27, ritenendo che il nemico sia già al di là della Somme, e non si dà alcun ordine in relazione alla probabilil.à di uno scontro generale, è naturale che non tenendo conto di tante altre cose che pel caso di battaglia converrebbe aver presenti, non si pensi a costituire una riserva a disposizione del co~an?ante. Sta in fatto che questi non ha disponibile , per influire sull az,one, che la sua scorta personale, e che deve impiegare anche ques.ta e ~~rlarsi in 11~ linea,_ con_ tutto il suo stato maggiore, per cercare d rngannare Il nemico, impedendogli di vedere il vuoto formatosi tra le due ali attaccanti e di separare queste puntandovi ener1,icamente. Un'altra osservazione che deve esser fatta ai .tedesch i riguardo l'aver fa tto mancare informazioni al com~ndo in capo durante tullo il combattimento non solo, ma anche dopo, terminato questo . ,Tenuto conto dell'estensione del fronte di attacco, deali ostacoli c,he lo' dividono in, varì tratti impedendo -ai corpi di a~poggiarsi 1 un I altro, della natura del terreno che manca di una posizione da dove abbracciare tutto il campo di batta,1lia sarebbe necessario o ' . che il comando fosse informato costantemente dell'andamento dell'azione, per potere almeno mettere in armonia quella di un corpo con quella dell'altro, poichè la mancanza di truppe sottomano gli impedisce d'intervenire diversamente a modificare l'azione stessa. Per lo meno poi, bisognerebbe che tali informazioni ,,iunaessero · !)

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nella stessa sera, subito dopo cessato il combattimento, per poter dare gli ordini in base ai risultati di questo, alla nuova situa1,ione e al le condizioni delle truppe . · Invece qtte~te notizie giungono al comando a Larda nolle dall'YIII corpo portate dal coma11dante del corpo d'armala stesso, mandato a chiamwre. Quanto all 'estrema destra, dove tra le 4. e le 5 pom. il combattimento è già deciso,. a mezzanotte il generale v. Manteuffel non ne sa ancor nulla . irrore del comandante del l corpo che non manda informazioni; errore del comandante in capo che non vedendone non manda a cercarle. I tedeschi non inseguono. Perché? Tulto dovrebbe spingerveli. La sera stessa dfllla battagli a mentre si sparano le ultime fucilate, giunge al comandante del!' armata un telegramma, che viene decifrato cqn l'atica sotto una pioggerella minuta che ha durato Lutto il giorno . È l'annunzio della presa di La Fere avvenuta il giorno stesso. ~on vi è quindi più timore per le comunicazioni e i nuovi rinforz i giungeranno quanto prima: una punta audace alle spalle del nemico, non ancora clistrullo, ch ecchè ne dicano varì scrittori tedesch i. potrebbe disord inarne la ritirata, fra'l,ionarlo maggiormente, disperderlo , renderne pi ù difficili e più tarde le ulteriori operazioni. Invece non se ne fa niente e i movimenti dei tedeschi dopo Amiens si fanno notare per una cerla lentezza. Non s' insegue, ma si va invece verso Rouen , e s' ini'l,ia il movimento solo quattro giorni dopo, il 11° dicembre. ::'fon può essere la cittadella di Amiens che ri tardi questa. avanzala, perchè richieda molte truppe per prenderla. La sua posizione è tale che essa non potrà a meno di cadere. Sarà questione di giorno più o giorno meno di resister.iza, il che poco può importare ai tedeschi, visto che ormai la Somme può essere passata anche altrove, e che nella ciuadella non vi sou truppe sufTicienti per fare una pericolosa sortita. Il Wartensleben dice che non s' insegue perchè l' ordine del co. mando :;uprerno prescrive di andare su Rouen.

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~I gener~le Mol tke non sotloscri 1'erebbe certo a questa giustificazione, egli che nella sua ultima opera, che è la sintesi dei metodi di guerra dell'ultimo trentennio, di quei llletodi che hanno fatto la grandezza della Gel'mania aLL11ale, meue come base di tutto la mas sima che nulla vi ha di assoluto in guerra e che, pur stabilendo dei concetti generali direttivi delle operazioo i, bisogn a adattare i particolari all'azione del nemico. · Ora non vi è trattato, anche elementare, di totlica che non dica c.h~ il nemico in '.'itirata deve essere incalzato il più da vvicino poss1 brle. ~I proverbio popolare: a nemico che fiigge ponti d'oro, non deve esistere per gli uomini di guerra. A che dunque attribuire questo ritardo nell' inseouire'? Probabilmente a due fatti. " . Il primo è l'avere_perso il contatto col nemico, errore gravissimo che permelle a1 friin cesi d'iniziare la ritirata senza che i tedeschi se ne accorgono. L'al tro fatto è il seguente. Quando l'inseguimento si deve fare al di là di un fium e, di cu i probabilmente i l nemico fa rà saltare i pon~i, occorre che Lale inseguimento sia previsto prima della battaglia. . E allora si può preparare in due modi: quando si ha molta f~rza e la .riuscita d.ell_'at~acco è qu asi sicura, mandando un corpo d1 cavalleria con art1gher1a, a passare iI fiume a distanza con Jar,1o aggiramento, per poi tagliare la linea di ritirata; quando ques~a forza manca , preparando i mezzi per passare il fi ume alle spalle del nem ico. _Ness11no dei due modi può esser, applicato in qu~slo caso. in cui non è neppure preved uta la battaglia, e cosi accade che l'ordi ne del 26 n~ 1.1a .dice della colonna da ponte del I corpo, che potrebbe es~er~ util1ss1ma e che probabilmente rimane indietro senza poter qumd1 essere impiegata . Anche senza questa però si potrebbe almeno tentar qualche cosa , fosse pure il giorno 28, ma in1'ece non si fa nulla. A questa lentezza si possono però trorare anche altre due cause: I~ condizion i fi siche d~I generale Mnnteuffel, e l'abitudine di questi d1 consul U\re sem pre I comandanti di co rpo d'armatn. Quanto alle sue condizioni fisiche, diremo che egli si era slo-

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gato un piede sotto Metz e che montava a cavallo colla gamba incressata e n)n ancora guarita. nAll'elà di 60 ann i, nmmalato, dopo aver fatto marcie lunghe e con tem po cattivo , dopo e~~er stato a cavallo nn' intera giornnta al fuoco e sotto la pioggia, nulla è più facile e più naturale di una diminu~ione, nel generale Manteuffel , di quella energia che Lo ha finora sostenuto, e che di questa .diminuzione si risentano le operazioni successive. E che le condizioni fisich e possano avere questa influenza, ne è prova l'esame co mparativo dell e campagne di Napoleone. Quanto al riunire troppo di frequente dei con$igli per decidere sul da farsi è il modo per ottenere che venga sempre adottato il partito meno audace: e probabilmente anche questa volta se ne ha qui un esempio. Ad ogni modo si marcia su Rouen e non sul nemico che si ritira verso il nord. A Buchy si vedrà che le truppe riunite in quella città non erano tali da far temere seriamente per l'assedio di Parigi . E poco dopo l' apparire minaccioso di nuovi corpi francesi ~ul1' Hallu dimostrerà il valore di quelle che si sono lasciate sfuggtre. Forse anche attira verso Rouen la spernnza di giungere ali' Hàvre. È certo che questo è un obbiettivo assai imporlnnte e che, mentre pnò agevolare le operazioni della gu·erra, rendendo facil i i r ifornimenti e i rinforzi; può pesar molto sulle con.dizioni della pace. Ma convien pensare anche che mancano le forze per tenere I' Hàvre e operare ad nn tempo contro i corpi nemici riuniti nel nord, e conviene ricordare anche quì una massima di Napoleone (è la terza e l'ultima che cito): battete gli eserciti e le città cadranno in vostra mano. 'f

** Il generale Faidherbe, nel dedicare a Gambetta la sua Storia della campagna dell'armata del Nord, scrive ! « Je ne crois pouvoir mieux faire que de vous dédier le récit « des opérations de cette armée dans l'accomplissement de sa noble


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« mission: défendre le sol de la patrie contre l'étranger, ou sauver, « su moins l'honneur de nos armes en succombant dignement ». E questa missione viene infatti nobilmente ed abilmente compiuta : Sttidi'ando nei suoi varì periodi l'azione di queste truppe, non si può a menò di apprezzare il loro valore, la loro energia e-di riconoscere ben giusto il ricordo eretto lo scorso anno sulle alture di Bapaume a questa armata, dai tedeschi dichiarata tante volte distrutta, e tante volte invece risorta dalle proprie rovine.

NOTIZIE POLlTICO-MlLlTARI lTALlANE

ALF'IERI Capitcmo di

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SlillO

maggiore._

Nei primi giorni del corrente mese abbiamo avuto una sèrie di cornmemor:izioni patriottiche · e d'inaugur;izioni di monumenti. Oltre- le feste colombiane a Genova, che continnano ancora con programma svariatissimo, in commemprazione del qu:irto centenario della scoperta dell'America. oltre le feste del reggimento Piemonte Reale cavalleria, in Torino, commemorante il secondo centenario del la sua fondazione, abbiamo avuto un pellegrinaggio patriottico a Caprerà in commemorazione dd decimo anniver$ario della morte del generale Garibaldi, J'ina 11gurazione di un monumento al medesimo in Palermo, l'inaugurazione di un altro al generale Sirtori in Milano, di yo altro a_l conte di Cavour in Bologna, di no altro fiualmente in Torino alla memoi'ia del corpo cli spedizione in Crimea . A quest'ultima inaugurazione concorse il. Lle colla sua presenza; alle altre concorse con pa1riottici telegrammi che lo dimostrnno sempre presente coll'animo là dove il popolo italiano celebra una gloria o· deplora una sventura, o 'apra l'animo a liete speranze. , Memorabile sopratutti il telegrnmma inviato da S. M. il Re 111 g,~nera le .i\'.lenotti Garibaldi: ' « Assisto col p~nsiero e col cuore alle onoranze che la nazione riconoscent~ tributa a Giuseppe Garibaldi. • I l ricordo del la grande anima sua, che, intenta ad altissima meta , visse sdegnosa d'ogni piccola gara di parte, tel'rà sem pre più viva la fiamma dell'amor patrio nel popolo italiano, che, nella conservazione dell'unità e della libertà, s;iprà ispirarsi agli esempi di cnloro 0he tanto operarono a èonqnistargli questi supremi beni.

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NOTIZIE POLlTICO -MILITARl ITALIANE

. « A lei, in ogni OCl'asione valoroso e leale, commetto di rendersi mterprete dei Miei sentimenti e di deporre per Me un fiore snlla venerata tomba del compianto suo padre. »

La prima domeniea di giugno, col solito entnsiasrno e concorso di popolo alle riviste militari e col le solite acclama1.ioni lii Re e ai membri ?ella F:imigl!a Reale, che intervennero alla rivi~ta medesima si celebrò lil tutte le città d'Italia la festÌI nazionale. ' · ~nesto ~t~ano contrasto fra il contegno del popolo italiano così tranquillo, anz'. festante,_ colle _scene tempestose di pochi giorni prima alla ~:imer~ dei deputali, fu nmarcnto e produs~e un certo effetto non solo rn Italia, ma anche all'estero. Alibiamo . visto la stampa franeese che, sul!~ ~ne del 1~~se. sc,or$n si_.abbandouava, con una certa compiacenza, a tnst1 pro,no.sttct sull avvemre dell'Italia e della dinastia, mutare .i lqu?~o li.n_guaggi_o e dire. che _realmente la dinastia di Savoia è popola, 1ss1ma rn It~lw e merita eh esserlo. . A~zi qualche giornale si spin,e perfino ad aggiungere chn le ov,iz1001 fatte _al re Umberto a Torino ed n Rom.i ~ono il primo "rido del!~ _pross1mn campagna elettorale; espressione di un concimo ine;atto, ~er_che l_a campagna elettor11le in Italia non si è mai fatta e non si lara 01~1 pro o contro il R_e, il quale è al di sopra dei pnrtiti; ma e~p_r~ss1~ne c,he, nella sua lli~sattezu1, venendo dopo· gli esagerati giud_1~1 a cm a,eva d:1to_ luogo d contegno di nna parte dei nostri deput~t.1, mostra un ~ambwmento dei giudizi stessi in ciò che avevano di p1u erroneo e di più immaginario. " D'nltr~ ~arte_ os~ervi~mo ~he l'olimpica calma, cou cui il pae:;e ~_ua:da I ag1t:,rs1 dei capi partito, condusse questi a più moderati consigli nel modo di condurre la lotta. Dopo la richiesta dell'esercizio provviso~i~, di cui .ihbiamo parlato nella ·puntata precedente, non si ebbero pm a deplorare nell'aula parlamentare le violenti scene di qualche giorno .\nnanzi , ma si discussero e si votarono con relativa calma e tran quillità ~arie leggi, su cui non ci fermeremo, perchè, 7 quantunque 1mportant1, non hannc attinenza diretta a tO$e militari. -~e ~rdenti questioni sulle ulteriori economie da farsi nei hiianci m1_l1ta_r1 eb~ero una 'tregua, tanto in Parlamento quanto nelle colonne dei g1orna~1; tregua che speriamo durevole~ anzi dii qualche sintom o potrebbe quasi dedursi che' )11 febbre della lesina cominci a diminuire. Infatti la giunta della ' commissione del bilancio non ha accc,ito con animo sicuro l'economia di 3,74'1 ,000 'lire inscriua Dl\l bilancio della

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marina, per l'esercizio che comincierà col ·1° luglio p. v. e,. senza re• • spingerla, osserva nella sua relazione che « le notevoli . economie -introdotte . nel bilancio in corso non lasciavano credere che in quello dell'esercizio venturo si pote,sero portare riduzioni tanto rilevauLi da raggiungere la somma di qua~i quattro milioni ». E<l invero le notizie che si hanno dalla Francia a proposito delle squadre, che si terranno nrniate nel Mediterraneo l'anno· .venturo, e dei continui aumenti sul bilaucio della marina, :,pecie per quanto ri· guarda le nuove costruzioni, Ilùll sono tari · dn permetterci di folci.ii·e ' a cuor leggiero su questo bilancio. : « Storia, tradizione gloriosa, necessità assoluta di sicu~ezza e di po_· tenza (dice la relazione della giunta), obbligano l'Italia a conquistare o meglio a rieonqu1stare il mare. Qualunqne sa<;rifizio non deve sembrare troppo grave per raggiungere quest'intento che è condizione di grandezza e di vita ·alla pàtria ». Preodiàmo atto, con piacere, di queste espressioni della giunta del bilancio, le quali ci dimostrano che si comincia ad aprire gli occhi,·e speriamo che non sia questo uu momento di lucido intervallo, ma che le stesse osservazioni fotte oggi per l'armata si ripetino dom;mi per l'esercito, uon meno dell'armata necessario alla sicurezza e alla prosperità del paese. 1

Il 9 cominciò alla Camera la discuss-ione pe,r l'esercizio provvisorio con un numero di deputati quale non si vede mai che nelle grandi occasioni. Parl~rono vari d·eputati, fra cui, contro _la domanda del Ministero, I' on. Booghi e l'inevitabile Imbriani. Molto calmo e stringente p,arlò in favore 1'011. Lucchini. L'ou. Giolitti, presidente del Consiglio 'pronunziò, ascoltatissimo, un discorso di ammirabile nitidezza e di grande ' effìcacia. Premesso che a- quella dis~ussione e susseguente voto non si poteva anneWH'e un carattere di fiducia o di sfiducia, espresse le ragioni per cui il Govei'no preferisce l'esercizio provvisorio di sei mesi al l'approvnzione Jei bilan~i in via amministrativa, osservando ~rgutarnente, fra le vive approvazioni d1 gran parte della Camera: che la vot:izioue. a w:nhuro battente dei bilanci dàrebbe al governo il doppio di tempo di quello che esso ha domandato, senza utile ":ilcuno per la co,a pubblica. 11 giorno 1O la Camera tenne due sedu te. In quella antimeridiana :-i discus1-ero, e approvarono vari i progetti .di legge -d'una importanza secondaria, fra cui quello relativo a spese militari· straordinarie di cui


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NOTl'ZIFJ POLITICO - MILITARI ITALIANE

abbiamo p'al'lato in precedenti puntate; n proposito del quale avvenne un ca_so stra1l0; mentre_ nessuno fece opposizione al progetto di modo che s1 sarebbe potnt~ dire approvato all'unanimità, si trova rono poi 1 nell urna, alla votaz1oue segreta, 192 palle bia nche e 14-,i- uere. Questo ~u~ero considerevole di voti contrari ad un progetto di cui nessuno s1 ~ neanche p~ovato ~ mettere in dubbio la necessità, prova quanta ragione avesse li presidente del Consiglio nell'opporsi alla discussione sommaria e votazione dei bilanci, chiedendo in vece i sei mesi di esercizio p.rovvisorio. La discussione del quale continuò molto vi va nella seduta pC'meridiana e si protrasse al giorno appresso in cui finalmente ebbe termine. Erano presenti oltre 4-50 deputati. La seduta fu memorabile non solo per l' imponenz,1 del numero e l'importanza della discussione, mn perche in ess:i maggiormente si manifestarono e si allargarono le s?a<:catwre ~ella ~1wntagna, cioè il dissidio fra i deputati dell' estrema sm,stra, de, qu11'1 la maggiore e la miglior pnrtll si dichiarò per il Miri'istero: Rimarchevole fu poi in questa seduta un elevato e cora0'gio5o discorso del!'on. Fortis, il quale a_ proposito delle spese milita~i uscì io queste parole : . « Se è" possibile ridurre an'cora le spese senza diminuire In forza fate pure; se no, no. Voi oppositori , ve 111 cavate con una frasr. : dite che bisogna tenere gli armamenti prc,porzionati alle nostre forze economiche. Ma _q~1ali sono que_ste nost_re fo rze _economiche? Ditemi anche questo e cnp,ro la proporzione. M1 i,are giusto aggiuog<:lre che i nostri :irmamenti devono essere :inche proporzionati ai pericoli che ci sovrastano. « Lo dico frnncame"nte: per manrenere gli :ittuali nrmamenti, sarei dispos~o a votare anche nuove imposte. Io la penso cosi! Per avere li bertà di scelta, anche nelle alleanze, birngnn essere armati. « Si dice: punto colle spese militnri Ì' Si grida: non più tasse! Que:;to programma arido e secco del non piu tasse mi pare indeono di noi. « Se i ministri della guerra della marina venissero"a chiedere delle ' som~e per assicurare certi valichi alpini, per completare le difese della Spezia, della Maddalena ..... dite rifiutereste queste somme? Io no! io no! » Questo discorso fu accolto da vivissimi npplausi . . Pres~ poi ancora una vol~a la parola il presidente del Consiglio il cruale rispose 111 modo breve e strrngentissimo ai vari oratori dell'opposizione indi conchiuse: ' " Il nostro programma e' è; ma poi ehè non ci venne permesso di svolgerlo, non ci resta èhe di presentarlo al paese. »

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Rilìutati quindi tutti gli ordini del giorno, chiese che si votasse puramente e semplicemente l'esercizio provvigorio di mesi sei. · Dopo ciò v~nne presentata una domanda di votazi.one per appello nominale ed una per lo scrutinio segrelo.Quest'ultimo,favorito dal regolamento, ebbe la preferenza. . , Procedutosi -nlla votazione che è durata un· ora e fattosi lo spoglio, si ebbero 26·1 voti favorevoÌ i, :l89 contrari, 1 astenuto. Gli oppositori co_ntavano molto ·sul ,:oto segreto, ma esso è stato una manifestazione cosi palese del buon senso della maggioranza della Ca: mera, e del buon diritto del Ministero che nessuno J'avrehl~e sperata cosi esplicita e solenne. . . . Dopo questa votazione la Camera tenne ancora poche sedute tn cui discusse ed approvò, senza incidenti, alcune leggi che non ammettev;'!no dilazione, indi si aggiornò.


463 e quindi l'arrolamento volo11tnrio deve lott3re contro una prevalente concorrenw dei merca ti tt rimane iusuflìcieu te ad alimeot-are un esercito per le Colonie cli ·10 ~.000 uomini ed uno per l'interno di forza quasi uguale. Se il problema dei due eserciti nou potrà essere risolto hisognerà ricorrere :il la coscrizione. La m3ggiore convenienza della ferma breve è nssodatn, sia per l'incapacitù della forma lunga a fo rniro un suffi ciente nurnoro di reclute, sia per la neces~iti, di consegni re un'esp:msione dell'esercito :ill'atto della mobilitazione e di avere disponibile u113 riserva istruita È anche affermata In supremazia del sistema territoriale; sia perchè l'esperienza prova che le reclute territoriali sono le migliori, ed i soldati congedati tl'ovano più 3gevolrnoutc da collocarsi nella vit3 civile se appartengono a quella data loc.'\lità; sia per l'iutimo legame che deter mina fra i battaglion i ili linen attivi e i ri parti ausiliarii (milizia e volontari); sia , 'infine, per l'incoraggiamento che gli ufficiali tli milizia d:in no ai loro nomini per l'arrolamento nell'esercito per-' rnanente. Alla radice di tutte le dinìcoltà sta il fatto di dover m3nteuere nel l'India un esercito ill permnnente servizio di cnm pagnii, 11deg11ate guarnigiooi nelle Colonie, ed un esercito interno (a t home) il qu:ile deve soddisfare 3i bi~ogni del Reguo Unito ed alimentare l'esercito coloniale, sicd1è ess·o tende a diventare un dep(\sito dell'esercito coloniale ed i suoi battaglioni a convertirsi puramente in agenzie di reclutamento dei bat· taglioni che fan no servizio fuori del Reguo. · Il rapporto constata la necessità che l'esercito dell' India e quello Interno sieno strettamente uniti ed all'ermo il vantaggio d'istruire nei reggimenti della mnd repatria, 3nzi che nei depositi, le reclute tlesti11ate nll'Indin. In sostanza attribni$CC la decadenza dell'esercito intorno non al sistema , m3 al fatto di non overe attuato il sistema in tntta la sua integrità :. e lo provn l'eccellenza dell'esercito delle Indie il quale :;i mantiene in così buone condizioni a scapito dell'esP.rcito interno, poichè questo si esaurisce per rifornire l'altro coi suoi migliori elementi mcutre d'altra parte non si ha cura di tenerlo in condizioni di ellìcienza proporzionali alln sua missione. Per riparare a siffa tlo condizioni di tlepcriiocnto dell'esercito interno la Commissione formula numerose rroposte delle ffuali cercheremo di riassumere le più import.anti. Per quanto riguarda gli organici si pr,)pone di mantenere ffuello della fante ria della madrepatria nd un3 forzn almeno quin~upla della forza totale dei distaccamenti che seno durante l'anno richiesti per al imentare la fanteria coloniale: come pure u11iform3re gli oriranici di tu tti NOTIZIE MILITA Rl I\STERE

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NOTIZIE MILITARI ESTERE

a) Commissione d'inchiesta sul reclutamento

dell'esercito britannico.

Era composta di undici membri, nove dei qµali ufficiali, e presieduta dal brigadiere generale lord Wantage: doveva studiare la difficile questione del reclutamento, e riferirne, prendendo specialmente io esame : . . a) gl i eccitamenti che sono usati per anirare i giovani nell 'esercito; b) la durata e le condizioni del servizio sotto le armi e nella riserva; · e) i vantaggi del congedamento. La Commissione non è stata molto concorde nelle sue conclus1oni: il rapporto, di circa 30 pagine in foglio non è accetta to nel suo complesso da cinque membri; e sir Arturo Hal iburton, sebbene lo abbia firmato, pur ne dissente al segno da pubblicare uua dichiarazione qua!-i lungn quanto il rapporto stesso. Ad ogni modo il rapporto contiene apprezzamenti esatti sulle condizion i presenti dell'esercito, e sulle cause che le hanno determinate, e conclude con una serie di raccomandazioni tendenti a migliorarle. Intorno alle presenti condizioni dell'esercito fa osservare che l'ordinamento che vige ora ha governato lo forze mil itari del pnese fin dal •1872 ; ma che i da nni odierni derivano d3l fntto che non furono sempre ?sse.~vate tutte ~e prescrizioni llccett.ate a quell'epoca. Il punto debole st3 IO cto, che la gioventù non è abbastanza allettata ad entrare nell't'sercito

30 -

Al\'l\'0 ;tJ(X'\'11, VOI ..

Il.


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NOTIZIE MILITARI ESTERI!:

i battagliooi dell'esercito interno, fra loro, e quelli dell'esen:ito coloniale anche fra loro. Uguagliare il numero dei primi battaglioni a quello dei secondi, tenendo conto di· nn aumento di tre battaglioni nelJ'org11nico indi:mo. Si propone un miglioramento di paga e posizione pel soldato consistente: a) nel liberare la paga presente, . che pel soldato di fouteria di linea è di ·1 scellino al giorno (lire ,1, ·16), da ogni obbligatoria ritenuta che non sia dovuta ad individuale negligenza; b) uel corrisponere u'oa •indennità-vitto giornaliera di 3 denari (lire 0,30), da spendersi reggimentalcnente per la mensa; e) nel foroire una periodica provvista di vestiario sufficiente a durare pel tempo prescritto; d) nell'abolire le ritenute pel sea-ht, ossia per l'acqu isto di oggetti d'equipaggiamento pei soldati che devono mettersi in mare per ree.arsi nell'fodia; e) nel rendere più elastici i periodi di ferma e rafferma, e concedere il ritorno dalla riserva nelTesercito attivo senza restituzione dei premi percepiti. · L;; Commissione propone pùre di modificare 1~ così detta paga ditf'erita (deferred pay); di concedere una pensione a coloro che hanno servito per 2·1 anni quando giungono al 60° anno di età; e vorrebbe, inoltre, l'istituzione presso il Ministero d'uno speciale dipartimento col mandato di assistere i congeda ti , o i trasferti nella riserva, nel conseguimento di di un impiego dvile, valendosi anche di questi elementi per impiegagl i in quei servi:,;i extra-r<~ggicnentali pei quai i si distrnggono dal servizio attivo molti sottnffici~ li e soldati. Si dov'rtbbe procurare l'aumento della riserva incornggiando ad entrare nella sezione D coloro che sono a.ncora fisicamente idonei, portando la paga·J.i questa sezione alla pari con quella dell~ sezioni B e C. In quanto alla cavalleria la Commissione vorrebbe aboliti i depositi di Cantorbery, riunendola in brigate di 3 reggimenti, dei quali 2 starebbero in Inghilterra e provvederebbero al reclutamento pel terzo in servizio coloniale. La ferma della cavalleria di linea (1) - che ora è di 7 anni sotto le armi e 5 nella .riserva - dovresse e,serc portata rispetti va mente a 9

(l) La cavalleria della guardia a~sume la. ferma lnnga di t2 anni tutti sotto le armi, detta colour se1·vice.

NOTIZIE MILITARI ESTERE

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e 3. Ugual ferma per l'artiglieria a cavallo: gli altri rami d'artiglieria coaserv,erebbero i presenti obblighi di ferma (7 e 5 anni). Come ~i vede, le riforme proposte non sarebbero radicali, ma si limiterebbero a migliorHe di mollo l'ordinamento in vigore senza alternrne le basi. Ma non pare che questo interessante rapporto'sia destinato a grandi risu ltati. Il BroadArrow, che lo commenta, dice che probabilmen~e, dopo il lusinghiero elogio funebre di un ~egretario di· Stato, esso sarà sepolto accanto alla precedente relazione compilata dalla Commissione del mar, chese d'Har1ingtoa; poichè non si può aunettere ad es.o altro interesse che quello 'desttato dal progetto architettooico d'un nobile palagio in chiunque non abbia i fondi necessari per forlo costruire. Yuol dire che per quanto il progetto si~ com mendevole l'fnghilterra non vuole spendere un penny per tradurlo io atto.

b) Piccola cronaca. AUSTRIA UNGHERIA

M~novre coi quadl'i - Avranno luogo fra alcuni gibrni manovre coi quadri e ricognizion°i. nella zoncy d'operazione della bassa Drava, zona nella quale si svolgeranno le grandi manoYre di quest'anno fra il 4°corpo ' d'armata (Budapest) ed il 13° (Agram). A 'dette manovre prenderanno parte, oltre il maresci.allo Arciduca Alberto, il capo di stato maggiore dell'esercito barone Beck, i due comandanti del 4° corpo e del J.3° corpo d'armata, 25 generali, U ufficiali superiori e HS ufficiali inferiori. Ispezioni ann1iali passate da S. llf. l'Imperatore. - Sono incominciato le ispezioni che S. M. suole passare ogni anno alle truppe della guarnigione di Vienna e al campo di Bruck. . Passaggio di fiumi per' parte della cavalleria. - Il Ministero della guerra h3 emanato disposizioni a tutti i còmandi di corpo d'armata, perchè vengano regolarmente eseguite esercitazioni di passaggio di fiumi a nuoto per parie della cavalleria e pérchè a tali' esercitazioni verìga data una cura speciale, ciò in vista della cresciuta loro importanza in ci,so di guerra.


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NOTIZIE JIIILIT,IRI ESTEllE

Marina.

Nuove costruzioni. - Il Ministero della marina ha intenzione di domandare alle delegazioni dei fondi necessari per la costruzione di tre nuove corazzate dello spostamento di 5600 tonnellate, dotate di potente armamento e di velocità di :17 miglia dll'ora. Esse dovrebbero essere costruiter una a Tries1e, una a Pola ed ùna terza ad Elbing dalla casa Schichau. Si è progettalo anche di aumentare la flottiglia del Danubio di una nuova torpediniera. Manovre navali. - La squadra di manovra della /lotta austro-ungarica si compone quest'anno delle navi Principe Adolfo, Stefania e Francesco Giuseppe (i " divi,;ione), Cust()za, Don Giovanni ed bnperatoi·e Massimiliano (28 divisione) ed è posta sotto gli ordini del contrammiraglio barone Spaun. Dopo aver eseguito manovre. di combauimento e di sbarco lungo la rada di Fasana, la squadra si è recata nelle acque di Lissa ove rimarrà per due setiimane per portarsi poi in quelle di Cawno nelle quali avranno luogo, come nell'anno passato, manovre di atl'-tc,:o e di difesa. Il comandante della marina ammiraglio barone Sterneck assumerà il comando supremo della squadra per la manovra finale. Il :I O luglio saranno messe in servizio le flott.igli~ torpediniere per le manovre di torpedini e nel mese di agosto tutte le navi, eccettuate le corazzate Rodolfo e Francesco Gìus!Ippe verranno disarmate. L'ariete incrociatore Imperatrice Elisabetta farà fra breve le prove dei pezzi da 2~ centimetri di cui è armato. Si misureranno in tale circosianza le velocità iniziali del proietto con differenti cariche. FRANCIA.

Ricostiti,zi<me dei tiraitle,ws di Diego Sitarez. - li Ministro della marina e delle colonie, on. Cavaignac, ha ricostituito con decreto del 3 maggio il corpo d()i « tirailleurs sakalaves » denominandoli - dal luogo di loro attuale residenza - tirailleurs de Diego Suarez. Questo corpo è provvisoriamente formato di due compagnie; ma, appena le risorse del reclutamento lo permetteranno, sarà portato a un battaglione. È assegnato un premio di 30 lire per ogni arruolamento o ri~ssoldamento di tre anni; dopo :lo anni di servizio i tirailleur, acquistano diriuo a pensione .

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In tal modo viene ricostituito un corpo, che pel passato aveva reso notevoli servizi alla bandiera francese nel Madagascar, e che, per ragioni di economia, era stato quasi completamente lrascurato. Sembra ohe questa disposizione sia stata consigliata dnlle condizioni tutt'altro che tranquille di quel protettorato francese. Leggi militari. - Il 23 maggio il Ministro della guerra ha presentato alla Camera due disegni di legge di notevole interesse militare. Ripartizioni del ·sel'vizw milital'e. - (I primo di questi progetti tende a modificare la legge militare del :15 luglio :1889, in quanto si riferisce alla ripartizione del servizio fra la riserva dell'esercito al.Livo e l'esercito territoriale. Secondo questa legge, come è noto, gli obblighi del servizio qiilitare sono fissati come segue: 3 anni 7 , 6 • 9 »

ncli'escrcito attivo, nella riserva dell'esercito attivo, nell'esercito territoriale, nella riserva dell'esercito territoriale.

Secondo il nuovo progetto di legge viene aumentata di 3 anni la permanenza nella 1·iserva dell'esercito attivo, e d'altrettanto viene diminuita la permanenza nella riserva dell'esercito territoriale, restando inalterata la durata totale del servizio militare. , Quest.a modificazione ha per iscopo di formare l'esercito di campaona con sole classi appartenenti all'esercito attivo, mentre ora occo11lie an~he 0 non pochi elementi territoriali. Infatti i reggimenti misti si compongono appunto di un battaglione dell'esercito attivo e di due battaglioni dell'esercito terriMiale. « In causa di tale composizione è detto nella relazione mir.iste< riale, che accompagna il nuovo progetto di legge - quei reggimenti « non presentano l'omogeneità e la coesione desiderabili . La diversità ,~dei. lo_ro el~menti non offre le migliori condizioni per sviluppare in « essi l'1struz1one, e per ripartire gli ufficiali a seconda deali interessi 0 • del servi1.io. , ~!tre questo, che ò .l'inconveniente principale, la nuova legge eliminera un ahra anomalia prodotta dalla creazione dei reggimenti misti. In caso di mo?ilita~ione gli elementi territoriali di detti reggimenti po5sono essere chiamati a entrare subito in campagna, mentre un considerevole numero d'uomini dell 'esercito attivo rimarrebbe ancora nei depositi. 1


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NO'r IZIE lUILITAHI ESTERE

L'evidenza dei vantaggi _che assicura all'esercito francese Ja nuova legge, sia col togliere la dualità di provenienza dei reao-imenti misti sia c?I ri?hiam~re_ le diverse classi componenti l'esercito loro compiti legali, puo farci ntenere che ad essa non mancherà l'approvazione del

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~~mM~

,

Pensioni pi:opm:zionati. .-

Nello stesso giorno il .Ministro presentava al~a Ca_mera 11 disegno d1 legge sulle pensioni proporzionali - retraites prop~rt1on~el!es - 'di cu_i riassumiamo le disposizioni più importanti. ~~. u~cialt _d~lle armi di fanteria, cavalleria artiglieria e genio in att~vlta d1 servIZ10, fino al grado di colonnello incluso, potranno in seg_u_1to a loro domanda, essere ammessi alla pensione proporzionaJe di r1t1ro dopo 20 anni di servizio effettivo. Il numero di tuli ufficiali non potrà oltrepassal'e in tutto il numero di 2000, nè potranno essere collocati in questa po$izione più di 200 all'anno. Dopo il loro ritiro essi resteranno a disposizicne del Ministero della guerra per un numero di anni pari a quello, che restava loro a compiere, per raggiungere i 30 anni di se1·,•izio, oltre i cinque prescritti dalla legge 22 giugno i878. Durante questo tempo potranno essere rivestiti_ d'un impi~go corrispondente al loro grado, o anche a un grado supenore, nella riserva dell'esercito attivo o nell'esercit-0 territol'iale. Dalla qual cosa si può dedul're che questa legge, oltro al seouare un nuovo passo verso il ringiovanimento dei quadri sarel:ibe in cer~a misura sussidiaria della prima, provvedendo al modo d'aumentare il numero degli ufficiali della riserva attiva, di cui si sentirà maggior bisogno quando quella riserva venisse ad essere aumentata di tre classi. Il p~so massim~ eh~ graverà sul Tesoro per cfl'euo della presente legge c stato previsto m due milioni circa all'anno, prendendo per base la legge nel momento di sua più estesa applicazione.

GERMANIA

Le grandi 1'.i~no~re di quest'a,nno. - Il comando dell' VIIr corpo d'arm:ita ha stabilito 11 seguente riparto delle operazioni per le o-randi man~v'.c del corrente anno (annunziate nella dispensa X di questa

1t

R ivista) :

_Il giorno 8 sette~bre, terminate le 'esercitazioni di reggimenti e di brigate nella zona d1 terreno tra Kirchberg e Berncastel, le trnppe si

NOTIZIE MILITARI ESTERE

469

concentrano presso Treviri; il 9 è giorno di riposo; il :I.O parata del]' intero corpo d'armata presso Treviri alla presenza dell'imperatore; il giorno H , riposo; il '12 ed il -13, marce; il 14, 15, i6, i7 manovre contro il X VI e-0rpo d'armata da Saarlonis a Metz. I I l'eggimento grnnatieri guardie n. 4 Regina August:i di presidio a Coblenz farà parte della :l.6a divisione, dopo le esercitazioni di reggimento. In occasione della parata sopramenzionata sarà chiuso al pubblico il ponte sulla l\fosella presso 'l'reviri, e verranno costrutti inoltrn due pomi di barche per fac ilitare il pronto movimento delle truppe. Dopo la parata l'imperatore prenderà il comando delle truppe ed alla testa di esse entrt'rà in Treviri. Il programma per le grandi manovre del I cor po d'armata bavarese contiene tra !"altro un esperimento di mobilitazione parziale. TrattllSi di complelare con lutti i suoi elementi la 2a brigata fanteria comandata dal maggior generale G. Kiiblmann, la qual brigala verrà così ad avere durante due settimane la forza di 6000 ·uomini. Il calilrro dei fucili <li fanteria. - L'Allgemeim .Militar Zeitung p1·endendo occasione dalla recente riduzione di . calibro nel fucile italiano; pubblica la seguente tabella dalla quale appare come dal '1777 in poi la tendenza alla diminuzione del calibro, dapprima lenta, siasi a po()o a poco sviluppata sempre più celerementeed in parLicolar modo da iOanni in quà:


470

NOTIZIE ìllll,lTARI ESTERE

NOTIZIE MILl'l'AR.l ESTERE

S1' A TI

Francia. Pr ussia. Austria. Francia. Slati Uniti Nord America. Belgio

Anno

Calibro

1,77

17,5

1841 1858 1866 18H6

1f),4

1867 1867-73 1871

Austria. Spagna. Germania

1871 1871 1871

Inghilterra Olanda . Svizzera

1868-81 18i0 1871

Italia . Russia Francia . Serbia Turchia.·· Porlogallo.

1874 1881 1887 1885

Francia. Austria.

1886 1888

Germania Inghilterra Belgio Svizzera Ilalia .

'

1888 1889 1889 1890 1891

13.9 11

· 11,43 1t

11 11

·11 1'1,43 1'1

10,4 10,4 10,66 1t

10,15 9,5 8 8 8 7,9 7,7

7,65 7,5

6,f>

47l

Jltodificazion'Ì ed uggiunte al Regolamento di sel'vizio in guerra. - Sono state recentemente pubblicate alcune modificazioni ed aggiunte al Regolamento sul servizio in guerra. Esse stabiliscono come massima fondamentale che ad ogni riparto di fanteria (a cominciare d~l battaglione) il quale sia mandato in ricognizione, debba sempre essere assegnata una forza adeguata di cav~l\eria per l'esplorazione delle strnde laterali. !noltre la brigata cavalleria che in forza delle varianti pubblicate nel 1890 era stata assegnat.a al corpo d'armata, è oggi tolta dalla dipendenza diretta da questo; ed invece ò assegnato un reggimento di cavalleria a ciascuna divisione, precisamente co.me il Regolamento prescriveva prima delle accennate varianti del :1.890. · , Militari ùi per-messo per la mietitura. - Nel prossi mo venturo luglio saranno concesse alle truppe di fanteria licenze di 3, o quattro settimantl," per favorire i raccolti delle campagne e particolarmente la mietitura. Il tempo utile per queste licenze sarà subordiuat.o a quello dell'inizio delle grandi manovre; la quantità delle licenze da concedersi sarà subordinata alle speciali condizioni di ubicazione e di servizio delle singole guarnigioni. / GRAN BRETTAGNA.

Campo di cavnlleria nelle Indie. -

Sulla fine dello scorso novembre

fu raccolta ad Aligarh una massa di cavalleria coniposta di :1.3 reggi-

menti - 4 dei quali di cavalleria inglese e il resto indigeni - con un reparto di 4 batlet·ie d'artiglieria a cavallo ed '1 distaccamento di zappatori montati sui muli. Queste trnppe, riunite ~otto il comando dei brigr,diere-grmerale Luck, ispett.o;·e della cavalleria nelle lndi·e, costituirono per circa tre settima.ne un campo stabile presso Aligarh; poi segui rono manovre mobili su larga scala, procedendo ver~o il nord. Il terreno scelto pel campo stabile era lungo circa 80 miglia e l:irgo da ·12 a 30; limitato, da una parte, dal fiume Junna e dall' altra dalla forrovia dell'India Orientale, contiene molt.i villaggi, è solcato da canali e fiumi e costituisce una regione indiana tipica, adatta a manovre di cavalleria. Si volle sperimentare un nuovo regolamento di cavalleria; ma q.uesta decisione fu comunicat.a pochi giorni prima del campo, e solamente qualche copia del nuovo testo potè passare per le mani degli ufficiali, i quali entn1rono in · campagna punto preparati. Si adoperò il fischietto


NOTIZIE )I lLlTARl EST.ERE

472

l.\Ol'IZIE llflL!TARI ESTER.E

per la prima· volta, per richiamµre l'attenzione ai comandi o segnali; ma il suo valore apparve molto discutibile, forse appunto per difetto d'addestramento preventivo e perchè gli uflìciali mescolavano il vecchio al nuovo sistema ,li segnali ; si che - specialmente pei grossi repart.i sucr.edevano equivoci e confu sioni. Il campo stabile si svolse intorno a manovre di brigata e di divisione, e si noti che quasi ogni giorno avevano luogo due esercitazioni : per lo più una manovra divisionale con tre brigate, al mattino, fino al mezzodì; ed una manovra contro nemico segnato rappresentnto dalla c1 uarta brigata, nel pomeriggio. L' H dicembre cominciò il campo mobile, informato al seguente concetto strategico: e Un_corpo d'armata (partito sud) muove su Delhi coperto da una di« oisione d1: ca valler'ia in avanscoperta. La div'isione cawllP·1·ia Nord « è ,;pinta da Meerut verso sud allo scopo di squarciare il velo della ca' valleria sud e scoprire il numero e la disposizione delle truppe ree trostanti , . . li nuovo regolamento ebbe da ufficiali inglesi che seguirono le manovre l'appunto di essert: una copia del regolamento tedesco : ad ugni modo gli ordini di comhauimento in esso consacrati corrispondono a quelli adottati testè dalle principali cavallerie d' Europa. Ecco ali' incirca la forma d'aLtacco che fu usata quando la cavalleria manovrava in grossi corpi. Segnalato il nemico, la brigata di testa si formava immediatamente in linea di colonne di squadroni ad intervalli di spiegamento (i " schiera). Le altre due brigate si formavano a scaglione inJiet1·0, su ciascun fianco della brigata di testa a distanza di i 80 metri all'indietro e di 45 - 90 metri dal fianco_ Le bauerie dietro il centro della briga ta di 13 sch iera: ma nel seguito delle manovre l'artiglieria...fu collocata sul f1·onte della prima, schie1·a, per recarsi più ·presto il! posizione. Riferita la disposizio)le del nemico i pezzi andavano ·rapidamente in posizione acconcia a batterlo e la i a schiera procurava di guadagnare un fianco, quello più lontano dai pezzi. Quindi era dato il comando: « form atevi per l'attacco » · allora la brigata dietro al fianco esposto rinforzava con un certo numero di squadroni la fa schiera, inviandoli in linea di galoppo, e rimaneva indietro con la funzione di sostegno (2" schiera). L'altra brigata, quella dietro il fianco meno esposto, inviava alcuni squadroni dietro la la schier(I come sostegno diretto (squadroni di rincalzo}; quindi assumeva le funzioni di riserva disponendosi nèl modo più conveniente, per

473

lo più a scaglione indietro del fianco protetto a 3i8 - 560 -metri dalla f a schiera. · Questa, all'ingrosso, la 'forma d'attacco che fu sperimentata : essa corrisponde, all'incirca, all'ordine di combattimento della nostra divi~ione. L:J massa, come ordine d'aspetto, nd iniziale di manovra, ebbe largo e continuo impiego. . .. . L'impiego degli squadroni di rincalzo fu molto cr1~1cato d~gh ~flì-ciali inglesi: vogliamo perciò riferire alcune parole d1 uno d1 essi, 1\ corrispondente dell' A rmy and Navy Gazett.e:. . . . « Data un'fitmosfera limpida, il sistema d1 usa re squadroni d1 nncalzo « sembra buono; ma ammettete la nube di polvere alzata dal galoppo , di {13 squadroni (l a schiera) sopra un terreno sabbioso o polv_eroso. ~ « converrete che il sistema si traduce nello impedire l'azione d1 4 ut1h « squadroni; i quali nel caso di disfatta generale del~a schi€1.ra_ che li , precede snrebbero travolti senz'altro dalla ruina dei. fu gg:nt1. · . )) È da notare il grande sforzo cui furono sottoposti contmuamente uomini e cavalli. Pel geueralP. Luck il tipo d'un buon reggimento di cavalleria è quflllo idoneo alla vera guern,: egli non misura questi reparti d,tll:i loro capacità al trotto o al piccolo galoppo, dai cavalli ~:assi, o da brevi e lenti esercizi; bensì dalla loro altitudine al vero serv1z10 da co mpagna: nè egri rif11gge dalla responsabilità. di f~r mm_-i1:e i cav~Ui d~boli nelle m.ano1we del tempo di pace e di e/1:1ninarc gli uomini non vigorosi, appunto per escludere tutti gli clementi di debolez1.a, ed avere i suoi 'reggimenti sempre pronti alla gue1-ra Infatti parte delle truppe in due giorni consec1,tivi (36 ore) pe:cor~~ iOO r•i11Jia (161. km.) oltre a due O· tre combattimenti ed a molte mutili manovr! ·e fatiche. Il i8° Ussari partì dal com po alle 7 ant. de\1' H dicembre e gi unse al luogo di pernottaiione alle 8 pom., dopo di aver percorso /14 miglia eseguendo servizio d'esplorazione ; il che equivale almeno a 04 miglia di effettivo percorso. All'arrivo bivaccò senza coperte colla notte fredda , ed i cavalli in tutta la giornata e la no:te non ebbero altra razione che iO libbre di legumi (graim, specie <li pìsello) e punto fieno. Il giorno dopo il reggimento partì alle 8 ant., percor~ 46 miglia, prese parte ad un combattimento, ed entrò nel campo d1 Ghaziabad alle iO pom. Morfrono un paio di cavalli e si ebbero molte, . . perdite temporanee. Nel complesso Il divisione ebbe numerose perdite di cava lli e costituzioni danneggiate: ma una buona selezione non si può conseguire altrimenti. · L'artialieria a cavallo dimostrò molta energia e spirito di corpo, ma 0


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NOTIZIE llllLIT,\lU ESTERE

risltltò evideme che il ·suo pesante materiale - cannone a retr. da 12 libre, C.'llibro di 7 cm ., trainato da 3 pariglie - la rende incapace a sopperire . alle esigenze dei corpi di cavalleria. Spesso i pezzi affondavano o·si richedevano enormi sforzi pe1: trainarli: il più delle volte le batterie non riescil'ono a portarsi in posizione, e quasi mai aprirono il fuoco in tempo utile. La divisione sud doveva fare un esperi mento di passaggio a nuoto d'un corso d'acquo, ossia del fiume Hindan. Furono preparate zattere per trasportare le sellerie, le armi e gli abiti. l\la l'operazione si ridusse alla traver:iata di due squadroni di cavalleria ·indigena i quali la eseguirono brillantemente. Non si osò .di arrischiare i reggimenti britannici in un'operazione che richiede un lungo e preventivo addestramento il quale manca non solo alla cavalleria inglese. ma, crediamo, a qua~i tutte le cava lleri€1 d'Europa. Le martovre furono chiuse il 1.6 dicembre con una splendida rivista. RUSSIA .

Fo1•mazione di 12 batterie per le b1•igate cacciatori. - Fin dal 1888 i quattro battaglioni di ciascuna delle 5 brigate cacciatori della Russia europea furo no trnsformati in altrettanti reggimenti di 2 battaglioni, e l'anno seguente venne decretata la formazione di 5 parchi d'artiglieria con c11 t·tuccé e la loro assegnazione alle brigate stesse. Que~te disposizioni accennavano alla presumibile trasformazione delle u hrigate cacciato1·i in altrettante divisioni. Tale ipotesi ora viene maggiormente confermata dalla recente Prikas (29 maggio N. H 5), il quale dispone di formare non più tardi del i O ollobre 1892 iO batterie d'artiglieria e di assegnarle alle brigate caèciatori in ragione di 2 per bl'igata. Le batterie saranno su 8 pezzi fin dal tempo di poc~ e a due a due rest,eranno addette alle brigate artiglieria che hanno sede nelle vicinanze delle brigate cacciatori, dove prenderanno la denominazione di e fa e 2a batteria leggera della . .... brigata cacciatori » : Analogamente anche la brigata cacciatori del Caucaso venne provveduta di due batterie, però da montagna, tolte dalla :l.9a brigata (circoscrizione di Riev), per la quale fu in pari tempo decretata la formazione di due nuove batterie leggere, in sostitu1.ione delle due da montagna sopra dette. Le battel"ie.della brigata cacciatori del Caucaso saranno su 4. pezzi in tempo di pace e su 8 in tempo di guerra e prenderanno il nome di « ·1n. e 2a batteria da montagna della brigata cacciatori del Caucaso • .

NOTJZI E l!ILITAR! E:iTE'lE

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RUMANIA.

Si ha notizia da Ducarest di alcune esperienze eseguite con un preparato dl cooaina proposto dal dottore Zorileanu, per diminuire la stanche1.;:a degli uomini e dei cavalli, durante le marce. Un distaccamento di cavalleria, al quale erano state distribuite pillole e gallette preparate secondo la ricetta <lei dott. Zorileanu, percorse in i-1 ore la distanza di 89 chilometri tra Tergovesti e Bucarest e·giunse in ottime condizioni. Un altro esperimento fu eseguito da due capitani e due sottufficiali, che fecero a cavallo una marcia di resistenza di '10(1, chilometri in ore i 91/ ,. In questa marcia furono fatti due riposi dì 3 a 4. ore; ed all'arrivo, nè i cavalli, nè i cavalieri presentavano traccie di soverchia stanchezza.


477

NOT:ZIE 1311.\LlOG-RA F ICIIE

,..

Da qu~lche tempo sono poi \·euuti traLtallllo in modo. no:.mfl le di qui,tioni militari nitri giurrrnl.i che dire.mino poli ticù m_il1tar~, sul ge-. nere del nostro Esercito Italiano, quah: La Jlfosko r,skui Vie~omosti ( (hizzetta di ,l fosca ), la Cronstadski'i, Vicstn'ik (,Uessagqero di Cron-

NOTIZ[E BIBLIOGRAFICHE t

'

•

•

a) La stampa militare periodica in Russia. Un'attività non com 1100, predomina' in Russia in tutti 1 rami del. l'arte e 'della scienza milit11re ; organo importantissimo di tale attività è .la stampa periodica, la qua le, risentendo come o<>ni altro or~anisnio ,del frettoloso desi(jerio degli Slavi di p or~i al liv:lio della civiltà occidentale, ha fatto in ci.nesti ultimi moi giganteschi p11ssi. Gli organi di questa stampa periodica, che lavora co11 indefessa · energia ad este9dere nella immPnsa rnngerie del sistema militare russo le cognizioni e gli studi, che oecupano la parte. stud iosa degli eserciti occidentali sono : Un giornale quotidiano Ruskii Jnval'id ( !'.Invalido Rnsso) che ha iniziato la sua pubblicazio11e nel 1813; UU<J ridsta settimanale Rasviedcik (l'Esploratore) che sorta cinque anni fa còme bollettino biblioo-rafico della: i~nporiante casa editrice Berezowski' di Pietroburgo man mano divenuto un autorevole periodico militare; quattro riviste mensili Vaiennii Spor,;,;k ( Rivista militare.), A'l'tiglier/skii Journal ( Giornale. d'artiglieria), lngenetiskii Journal (Giornale del genio), Jlforscoi svornik Rivista, marittima). · L;; Rivista Militare ha incominciato fa .sua vita nel 1858 ' ed a somiglianza della nostra si occupa a prefereuza di studi storici-militari, di nrte e di scienza mil itare, di organiéa, ecc. Gli ufficiali più distinti Mli' esercito vi hanno collaborato e b,1sti citare fra i tanti: Dragomirow, Skobelev, Kuropatkin~. Maslovski , · _Sucotine.

è

stadt). . · r · La Vaienmi Si;ornik è senza dubbio, . per la mole rlet S\101 ~SClèoli, per l' importanza dei terni svol ti, per la iutensn collal:oraz1?ne che porta nella sua compilazione l'intero stato ~fagg,orc del! e~erc1to, la pubblicazione più importante. Complessivamente essa P"rte.ci ~~- dell'jndolo dr::I .Tournril des Scfençeg M1:titai1·es, della Re1nle M1t1tai1e de l'Étranger e della nostra Ri'Vista. . · Non crediamo perciò inutile riassumere hrevem~~te qui 111:nne notizie trntte dal fascicolo di dicembre di questa R1v1st!l, fa~c,~?lo_ che recava l'inclice aoalitieo d:il ,t858 11! 1890, ordinato Ìll 9 S~ZlOlll COI)' indicazione degli autori citati, dalla quale abbiaTI_lo potuto ricon~~cere che in Russia si segue c·on vivissimo interesse ia letter~tura. m1!11a~e stra uiera poichè vi troviamo nominati tutti i più _reputati scnttori m,littari 1edeschi, francesi ed inglesi. , · . L'indice analitico ci indica che furono trattati i seguenti argomenti: I. Arte della guerra: . a) Strategia (guerra di pani giani,· guerra di fo_rtezze, gu~rr~ d'. monta<>na . 0<>uerra nelle steppe, impiego delle ferrovie, traduz1on1 dr · r1 1°,. . ; . vou der Golz, Scherff, Verdy .du Vernois, ecc.) •JU fasc1.co b) Tattica delle tre armi, dP.i cosacchi, i~truzioni, rego~ament1, manovre, campi, ecc. in fascicoli 960. IL Storia militare: I!)

'

a) Storia dell'arte militare

/,) Storia delle guerre del XVIII secolo .. . e) Guerre contro Napoleon·e I (1806-18·15). d) >( _la ':ç urchia (1806-1856) . e) » » l'insurrezione palacca {) Guerra in Ungheria (i84-9) ,q) . » d'Oriente ('1853-56) . h) » del Caucaso . i) Avvenimenti militari oell' Asia centrale k) Guerra russo-tu rea (I 877-78) Z) Documenti uffici11li sulla guerra ru~so~turc~ m) Spedizioni nel Turkestan ed op.eraz1on1 vane n) Biografie, storie reggimentali, varietà ecc.

in fascicoli )) ))

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47 H !>8 102 67 1'.29 63 96 135


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NOTIZlE .B IBUOGRAFICHE

III. Servizi vari del!' eserr.ito: Vettovagli:irvento, sanità, equipaggiamento, vestiario in p11ce ed in guerra . in fascicoli IV. Swti~tk11, etnografia e geografia . » V. Artiglieria » VI. Fortificazioni VII. Topografia e cart.ografia )) VIII. Memorie varie . IX. Notizie militari estere .

NOTIZIE BlRLIOGRAFICHE

~

036 333 88 84,12 7,1..

50 9

L'Invalido R1.isso, che costituisce per gli studiosi di cose militari una inesauribile miniera di esatte .e recenti notizie, si pubblica secondo un determinato programma ·che potrebbe così ri11ssumersi: I. Parte ufficiale, contenente i Prikas imperiali, ordini e manifesti; · circolari e disposizi~ni- amministrative aventi relazione coll'esercito; IL Dissertazioni su questioni militari; III. Studi milit11ri e corrispondenze riguard~nti l'esercito russo e gli eserciti esteri ; IV. Notizie telegrafiche su gli avvenimen ti importanti ali' interno e ali' estero; V. Notizie bibliograuche sopra libri e studi interessanti la coltura mi litare; · VI. Avvisi ufficiali e commerciali. Accennererno qui agli argomenti svolti con maggior diffusione 11el e.orso degli ultimi due semestri dalla stampa militare russa. In primo luogo sta la questione della convenienza del tiro da cavallo per la cavalleria iniziata dal generale Sucotin sui giornali e che ha preso sempre maggiori dimensioni dando origine a numérosi opuscoli e brochure di tutte le forme. Fra gli a\'versari di Sucotin notiamo il Bond~renco, i I r1uale caratterizza còlla forma mordace dei suoi s, ritti l'interesse vivissimo che des'ta la discus$ione;.ecco un saggio del suo stile: « Parlando ai miei vecchi amici debbo trattare della questioue del tiro da e.avallo. Dio però nella sua grande bontà non lrn nncora ottenebrato la mia vecchia intelli~enza, sicchè posso dire con piena cognizione: le nuove oche capitoline gridnno a squarcia· gola che la nostra cava lleria corre un serio pericolo, a meno che prima che il pericolo si verilìchi non siauo arro,tite le predette oche! " Un altro oppositore ,ti Sucotin è Sucomlinov nel suo scritto: In sogno ed in l'ealtà dove rappresenta le condizioni di due cavallerie impiegate secondo i criteri tattici attuali e secondo le . idee del suo

479

avversario. Anche il generale Dragonirov si è 111,-ciato attrarre nella discus5iooe e in sarcastici articoli sul Rasviedcik Ira tràttato di quella che egli cliiama fanteria a quattro piedi. Nel calore però della discussione fra -Je numerose bizzarrie dei contraditori si sono fatte inte· ressanti ed originali osservazioni sull' i111piego della cavalleria. Un altro soggetto molto discusso è stato l'iniziativa dei comandanti ìu gµerra della quale ha ~critto con molta competeozn il tenente ge,nerale Voide che nel 1870 e 71 segui la guerra prima coli' esercito tedesco e poi con quelfo francese. Notiamo pure uno scambio vivace di articoli sull'importatir.a delle fortilìca~ioni in guerra con numerosi, attaechi alle teorie del S:iuer. L'armamento della fanteria con fucili a ripetizione e ID scoperta della nuova polvere St;rÌza forno hanno dato luogo ed ampie discus:;ioni. Man mano che si è manifestato il bisogno di introdurre le nuove armi, si è sentito il bisogno di migliorare l'istruzione tattica delle truppe e-di stabilire l'importanza delle forze morali in ternpo di guerra. In questo senso si sono dat1; importanti prescrizioni sulla istruzione e sugli esercizi della cavalleria. Il miL•lioramento dei cavalli e una questione ardente, chè in caso o . di ouerra la forza dei reggimenti cavalleria è sufficiente m quanto a uo;\ni, ma difetta del ,1 0 °[0 circa nei cavalli lino dai primi giorni e tale deficienza aumenterà notevolmente nelle marcie. La creazione deoli alfieri di riserva (vice furieri) e degli ufficiali ausiliari destinati i,a far sr;omparire In deficienza dei quadri inferiori dell'esercito territoriale è stata pure discussa e si è venuti a Ila conclusione che si debba io ogni modo approfittare dei giovani più istruiti che sono chiamati alle armi dando loro una speciale istruzione per provvedere al reclntarnento de~li ufficiali. in_fo~iori: . ·•. · . Per ciò che riouarda la tatuca d1 Hrt1gltena s1 ebbero belh:;s1mt e . . studi sul - Cambiamento di p1sizione di Cobosev e Pavlov,_ sm Calibri detc'artiglierùi di Polikarpov e Dvorscitzki, sul111 - Organizza. zione delle batte;'ie da mortai da. campagna di Maiewski. Intorno ai combattimenti notturni vi furono studi di 13astolovski intitolati: « Istruzioni per le marcie notturne e servizio di sicurezza in marcia di notte. " · · L'attacco delle fortezze di Grebenscikov e Pliuzinski parlano dei modero i sistemi e mezzi d'attacco. . . L'importanza delle ferrovie è. m?lto be~ dirnostrnta n~1 !avori - , Ferrov'ie lrasportab·ili di Maksce1efl e Impiego delle ferrovie in g1ierr_a di Kriukov. L' areostatica venne trattata da f~en~rd, Banmgarten ed altn. 3:1 -

ANNO Y.XXVII, VOL. li.


NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE

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NOIJ.'IZIE BIBLIOGRAFICHE

Si com'prende da questi brevi cenni come la letteratura militare russa abbia progredito notevolmente e co~e lo studio sia in quell'esercito esteso a tutte le quistioni. · .. Militarriiente parlando l' lnv(llido Russo e la Rivista Militare per ricchezza di notizie, per novità di studi, per importanza di scritti competono onorevolmente col Militar Vochenblatt .e colle migliori rivist~ tedesche e francesi, il che fa vivamente sentire la necessità che il risveglio manifestatosi di recente in Italia possa ·condurre anche la nostra stampa militare ad un elevato livello e ad un'·importanza adeguata alla nostra posizione militare.

b) Bollettino bibliografico.

I. Sommario delle Riviste militari italiane (1). Rivista . di artiglie,ria e genio (Maggio):

R Zanotti, .....:.. Defilamento. Proietti carichi di potenti e~plosivi (sunto di coÌÌferenza del tenente colonnello von Wrucb). · Pierucci - Impiego dello squadro prismo. Levitzki - Incurvamento dei cannoni lunghi. Miscellanea (notevoli: la torre oscillaute di St. Chamond per Bukarest; , granate-torpedini e loro effetti). · Notizie. X. -

2. Organizzazione militare. A_bbiamo letto con piacere uno studio del capitano belga Waldor de Heusch sulla lnfanterie legère pubblicato a Bruxelles dal lo Spineux. Quantunque alcuue delle sue affermazioni non ci sembrino abbastanza giustificate, possiamo dire che questo libretto ,merita di essere letto. Esso è molto studiato e dimostra un retto giudizio ed una· profonda conoscenza degli eserciti attuali. · - È istruuiva la lettura del progetto di riordinamento della ca:valleria indigena nel 1'onkino - (Rcviie de cavalerie, mag,qio). - ·vive critiche al sistema difensvvo delle coste /1·anr.esi leggonsi sull'Awhiir militairc del 27 rrtl\ggio, ed interessanti considerazioni sul servizio delle truppe del genio sul Progrés militaire del ·1 ° giugno. - Lo Spectatet1tr mili,tafre ('15 m:1ggio e ·1 ° giugno) lrn pubblicato un interessante studio sulle Scuole dei' sottnffio'iali in Francia che l'autore crede nec~ssarie, colle l'enne brevi, per poter dare una buorn, istruzione militare alle truppe. ' - L'Inte1·natimtale Revue di maggio ha un,.o stctdio importante sul l'organizzazione d.ella difesa delle coste tedes~h'e , col titolo De1· heiité17e stand der de,u,lschen T(i.i,stenbefest'igung nonchè, l'a ltro ugualmente irn· portante : La potenza iny les~ e la sua difesa .

3. Amministrazione militare. ,,_ Il notissimo Manuel de législation, d' adm-inistration et de contab'ilité mi litaire per l'esercito francese del Beai,gé. ha nel decorso mese di maggio vedut.fl la sua 911 edizione aumentata e corretta per opera della casa · Ba udoin di Parigi.

Rivisui marittima di 1rw;g_gio.

4. Tattica. D. Gerra. Raiueri. Vecchi Salvati. zione Cronaca.

-

Sulle artiglierie a tiro rapido. La marina mercantile germanica. Cristoforo Colombo e l'opera di Justin Winsor. Vocabolario di polveri ed esplosivi (morita ~pecialo mentrattando ampiamente la voce « Polvere » ).

(i~ Questa. rubrica verrà tenuta al corrente in ogni fa.~cicolo per magg;ore comodità degli studiosi e in conformità dei nuovi criteri che in(lirizzairo Ja Rivista. Ni litan. (Nota della di1'ezio11 e).

- Il ge·,.ierale Fer1·on ha pubblicata la 5a edizione del suo libretto Qnelques indications sur le combat, casa Baudoirr. - La Rev1te niilùafre de l'Etranger (maggio) porta uno studio critico sulle nostre mano'V re dli oat,alleria nel ,J 891. Per chi conosce che questa fli'Dista è quasi ufficiale nell'esercito fran<·ese non sarà spiacevole leggere. le conclusioni dell'articolo: « Ainsi qu'on a pu s'en rendre compte par l'exposé qui précède, « ]es manceuvrcs de cavalerie exécntées sur le territoire du xe corps 31' -

ANNO XXXVI VOL. li,


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NOTfZIE BIBLIOGRAFICHE

(( d'armée ne_ vépondent peut-ètre pas complèt!3~ent . à l'idée que l'ou << se tait hab1tuellement d'exercices de ce genre; mais elles présentent, « en tout cas, un interet spécial au point de vue de l'étude des ten« dances de la cavalerie italienne, tendances qui semblent d'aillenr::; '« j_ustifiées par la nature part.iéultère du pays. « Le sol de l'Italie e&t, en effet; soit rnont.agneux comme d11ns les « vallées alpines et dans la règion de I' Apennin, OL\ la cavalerie ne oc peu agir qu'avec des effectifs restreints et jouer qu'uu role secon« daire; soit ·situé eu pays de plaines comme dans la vallée du Po. « Mais, dans tout.es !es régions, le terrain s'y présente sous le mème • o: aspect général, consequence du mode de culture usité, c:'est-à-dire « sous la forme de parcelles de peu d'étendue, séparées par des fossés » de di~ensions variahles qui apportent. toujours une grande gène aux « formatrons et aux mouvement.s de cavalerie, quand mème ils ne paralyseut pas complètement son action ».

« Dans ces conditions éminemment défavorables ù I' ernploi d'une " arme dont la qnalit<i essentielle est la rnobilité, l'extension que le « combat à pied parait appelé à prendre ne présent douc rien d'ex« traordinaire. " ~'e$t en _vue d'éventualités de ce genre, que les Règles·mr t'em· « plai des trozs ar-mes dans le combat, du 28 ma i 189·1, recommaudent • à la _c~v:tle1~ie d'exploration de mettre pied à terre et d'occuper !es « localrt~s presentant une cert,aine importance an point de vue des • opér,auons, et particulièrement les dé.bouchés c1ui peu vent ètre fa" c1lement tenus par peu de monde. « Il faut donc s'attendre à voir la_cavc1lerie italienne employer fré« quemrnent ce mode de combat, qui' ~st pour elle un expédient au« q~et ~lle ne doit pas hésiter de recourir quand -il ne lui est pas possible « d attei!idre autrement le but qu'ell~ se propose, mais qui lui sera so u« venL 1mposé par la nature mème du .pays ». . - Raccomandiamo la lettura del bef la voro apparso sulla Internationale Revue (maggio) relativo al modo di descrivere militarmente il terrenor dal titolo: ~nhaltspwnlcte ziw militàrischen liinderbeschreibun,g. - Zorn (traduz10ne dal tedesco di P. Nuel), Service en cmnpagne et combat d'un détachement, Parigi, Berger Levrault. Questo lavoro è concepito nel medesimo senso di quello del "enerale. Yerdy du Vernois: Studi sulla condotta delle truppe. ·L, a:1tore applica al terreno in casi concreti i nuoyi regolamenti tedeschi sul ser-

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vizio in eampagna, sulle manovre e sul tiro. Nella traduzione francese sono inseriti nel test.o i paragrafi regolamentari principali di r;ui l' A. ha fatto l'applicazione. 5 . Strategia.

Sul Journal des sciences militaires (maggio), il ·gen. le·val seguitando i) suo sa:ggio di strategia. tratta dei ~eguenti argomenti importanti: Cap. 7° Le due parti ' della strategia. • 8° La parte speculativa della strategia. » 9° I fattori morali. >> 10° L'arte militare. >> H $ Incertezza dei principi d'arte militare. » 12° e '13° I segreti e le massime di guerra. , 14° Il buon senso ordinario in strategia. -- Vi è puro uno studio snlla organizzazione difen_siva del territorio francese inteso a dimostrare l'eccellenza del sistema difensivo fraucese e quindi questo teorema enunciato dall'antore : « Bien diITerents des . secteurs iodépendants entre lesqtiels se par• tagent nos frontières, les trois théatres d'opérations composent un « tout _dont les éléments, solidaires, peuvent. concourir à un but « commun. Par où que pénè1re l'invasion, elle se heurte à l'arma- • ture intérieure et; tout en attaqua'r1t l'un de ses points forts, elle •· doit se préoctnper de l'intervention des collatéraux. A !'inverse dn « mode actuel, elle voit s'élargir et se ren~ forcer la base de la rési'« stance. An lien d'une position centrale unique, limitée, d'autant plus • facile à envelopper, elle troiwe, derrière la fròntière, un ensemble « d'obstacles naturels ed artifidels comilinés pour se prèter un mutuel « appni et diviser son attention, ainsi que ses forces. , L'attaque se dilate et se désunit, tandis que la dMeuse se con« centre et s'unifie. « Tel est le. but de la présente étude; mais il faut com,idérer que « le gronpement des forces, l'unité dans l'action défensive dont l'oobli «· a été si funeste· dilns la dernière guerre, exerce encore une grande « influence sur l'action oITensive >) . · 6. Storia militare anteriore al 1866.

Revue de cava.lerie (mnggio ), Sébastiani per i! generale Thoumas. Continuazione del 1lfaivuscrit des carabiniers, nppunti di sto{ia reggimentale ( 1805-·1807). 1


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- Il 11'/aslowski ha iniziato sul Vojennii Sbornik (maggio) un interessante studio storico sul la formazione delt' esercito russo sotto Caterina Il; ne fanno parte finora una c-arta della dislocazione delle truppe nella Russia occidentale nel ;1172 ed un quadro sinottico dell'aumento dell'esercito .regolare negli anni 1767-1786 e 1795 che riassumiamo brevementa.' L'ordinamento dovuto a Potemkin, iniziatosi nel 1788, portò l'esercito russo nel 1795 a questa forza:

menti ufficiali, della ultima guerra &ivile chilena, tanto interessante per i;ombattimenti marittimi e terrestri. Ne è autore il comandante stesso del- . l'armata congressista Del Canto. - La relazione quasi ufficiale che si pubblica su l Vojennii Sbornik delle operazioni dei distaccamenti del corpo del generale ai;,1·/co tratta ora (fascicolo di maggio) delle operazioni del generale Veliamiroff a GorniBugarov (20 dicembre 77) e dell'entrata in Sofia 23 dicembre 77.

Fanteria . . . . ._ . . . 270,000 uomini Cavalleria regolare . . . · . 70,6"9 • » irregolare confinarie e cosacchi del Don. . 2.i,500 ,> » cosacca regolare . 12,000 » cosacca irregolare 3,000 » » Artiglieria e genio 2·1,738 » Altri corpi 99,H·I ., »

8. Geografia. Colonie. Viaggi.

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Totale 502,220 uomini. - È assai favorevolmente accolt.o il 1° volume della raccolta dei ma· teriali storici russi del Maslowski col titolo: Petr velikii v kampaniu .f707-1708 goda, campagna d'inverno, di Pietro il Grande nel '1707-08 contro gli S1•edesi. - Altro studio comparativo in teressante è quello della forza in pace ed in giierrci dell'e$ercito di Feclerico II pubblicato dal t1:rnente colonnello Schnackenburg sul Jahrbitcher fur clie deutsche ar1nee wnd marine (maggio). . - Ricco di notizie inedite tratte da documenti particolan delle fa. migl ie Sch:werin e Natzmer è lo studio che~si pubblica dai New1 1Wilità1·ische Bliitter col titòlo: Polnische Feldzu,ge' Ì1(i J.i.hre 17[M, saggio di storia polacca.

7. Storia militare contemporanea. La casa editrice Berezowsk.i di Pietroburgo ha iniziato la pubblicazione di un nuovo lavoro critico stilla canipagna del 1870 ·dovuto al colonnello di stato maggiore russo Mikncw'i,tc. Finora è uscito il primo volume Strategia. - La casa , editrice della Reichsioehr a Vienna ha pubblicato in un volumetto di circa ,I 00 pagine la storia completa, e compilata su docu-

Interessante per molte ragioni è lo studio del capitano F1'isch sul Joiwnal des sciences militaires di maggio intitolato: Topographie mi~itaire de la Haute Alsace. - L'ex-governatore di Porto lVC>vo ha pubblicato a Parigi (Saint'HoMré 36,i,) una carta al 500,000 del Dahomey, compilata in base ai ~ocumenti più recenti; è utili'ssima per chi vqglìa seguire i fatti della carn. pagna coloniale che si svolge da'c1ualche tempo in quella regione. ~ L'Army and Navy Gazette del ,i. giugno reca alcuni appunti sulla milizia coloniale del Canadà. - La casa Holdrw di Vienna ha pubblicato Ùo libro oltremodo interessante; il resocon{o dei viaggi nel!' Africa Equatoriale del Teleki ai laghi Rodolfo e Stefaiiù1, e nei <lintorni ·del Kenia. Le illustrazioui"rendono il libro assai gradito mentre il viaggio è di sommo interesse scientifico.

9 . Tecnologia militare. Notiamo due stnùi sulln Revue -d'artillerie (maggio) intitolato Pointage au nivea11. et désignation des objectifs dans le tir direct de campagne e ltègIement d' exercice pour l'in struction à pie cl de l' artillerie de ca:mpagne ctl· lmnande. - Una traduzione con note ed aggiunte della magistra le opera di Siacci: Bal-istica esterna, è. stata fatta dall'ing. Laurent e puhhlicata dal Bcrger Levrault a Parigi. - Interes~ante la con ferenza di Tegetmeier (Royal United Set'V'Ìce lnstiMion di maggio) s~i piccioni viaggiatori con una bella carta della rete di comunicazione fra le colombaie militari in tutta Europa. - La stessa Rivista reca uno studio sui .llfortai e obici da campagna, esaininaudo le cause per cui ne fu studiata l'introduzione, la loro natura


NO'F!ZlE BIBLIOGRAFICHE

NOTIZIE BIL~OGRAFICHE 486 ed 'impiego tattico, gli esperimenti in corso in Ru$sia, Svizzera e .Germania. ~ Riccamente illustrata, ricca di informazioni precise e svariate è l'opera voluminosa dell'ing. Dredge intiiolata: J.lfodern F1'ench Artillery with !Uustrations of Frendh War Ships. Segna lia mo i capi toli dedicati all'illustrazione dei sistemi di St, Chamond, Canet, De Bauge, Hotchkiss e delle .officine: Forges et Chantiers de la Méditcrraoée, St, Chamond, · Creuzot etc. Pubblièato a-Londra dalla tipogrsfia dell'Engineering. Notiamo fra le pubblicazioni recentissime uno stu·lio del capilano austriaco Hoernes pubblicato dalla casa editrice del la Reichsivck1' di Vienna col titolo - Sulle stazioni di areostati frenati e la loro costitiizione nella. guerra d·i terra e di rnare. Il lavoro è meritévole di una attenta lettura perchè riassume in modo completo tutte le idee in cor~o sulla org:mizzazione dell'importante servizio areostatìco militare. - È di r(icente comparso il 7° fascicolo dell'opera de5crittiva importantissima - Die Kriegsvaffen di G. Capitaine e P. von Ilertling pub blicata dalla c11sa Babenzien. in Rathenow. Questo volume comprende: Cannoni ~cl aria e gas compressi di Robinspn. e Reynolds di New-York; · Freni a liquido e con molle per limitare il rinculo dei cannoni di Nordenfelt; Granate-torpedini di Mauter ecc. Un breve riassunto delle invenzioni recentissime, gennaio 1891-marzo 1892; in fatto di artiglierie, polvere ed nrmi portatili leggesi sul Militar Woche1Ìblatt del 1° giugno. - Interessante per chi non ha grande pratica nellequistioni balistiche la breve ed istruttiva memoria del colonnello .De La Llave sui - Progressi ·1'ecenti della bcilistica. Si trova nei Compte rendu du congrès scientifique international di· Parigi - anno 1891 e nella Rivista Cientifico Jfilitar del maggio 1892 . . - L' infl·uenza della polvere senza fumo nella gu,er•ra d'assedio è trattata in un articolo de,! Jahrbiicher fiLr die deutsche Annee und .Marine, di maggio. - Da .leggersi il libro - Attacco e difesa delle moderne fortificazi01ii corazzate (in tedesco) del capitano Meyer - Aar:m, Casa editrice Sauerliinder. ,, - Leggere sul 11filitai· Wochenblatt, 14- giugno, I' intere,sante articolo - Un contributo allo studio dei cannoni. da campagna dell'avvenire con speciale r;enno dei cannoni a tiro rnpido.

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IO. Marineria.

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.Lungo ed interessante lavoro. Die' deutsche Hotte und der Reichstag del capitano Stenzel. -;- Berlino Zimrnerm:inn - inteso a dimostrare i bisogni della marina tedesca. La Re·vue Militaire del { Etmnger (maggio) ne dà un largo sunto critJco. - interessante pul'e sulla Reviw Maritime et Coloniale ,(maggio) lo studio .- La nw.rine alleman'de di Guitfart e la traduzione del Memor:indnm del primo lord dell' ammiraglii:!to inglese col titolg: Le budget de la marine anglaise pow· 1892-93. - La casa .Hiitchinson Ila pubb licate le mefoorie del! ' mmniraglio siir Provo Wcilhs raccolte per cu ra di J. Brighton. - La Army aud Navy Ga.zette ed il Broad Arrow hanno nel mese decorso tenuta una discussione su l comb'attin1ento delle torpediniere. Vi ha preso parte anche la United Service Gazette. - Sulla De·uts,che Heeres Zeitung del giugno si è iniziato uno studio · col titolo - Os_sei-vciz·ionì su.i tip·ì moderni delle navi da guerra e riparto delle flotte e delle squadre nelle acq·iie europee. - L'ordinamento e l'importanza della flotta danese sono studiati nel · Militiir Wochenblàtt .del ,1 giugno.

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LI. Varietà Militari.

I manuali di equitazione si moltiplicano, ne notiamo tre r_ecentissimi: - !Uustrirte Geschichte der Reiterei di Heydebrand - Vienna. - L' equìtation moderne par un officier de cavalerie - Parigi Imprimeries réunies. - L' equitation actuelle et ses prinoipes par Gusta ve Lebon - Parigi - Firmin Pidot. - Gli Estiidios rnilitares cli To ledo pubbl icano spesso brevi cenni storici di combattimenti poco noti; ne citiamo uno (dispensa del 20 maggio) la b~tlaglia di Guaqiiì nel ,18H nella prima rivoluzione peruviana. ·

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NOTIZIE BIBl,IOGitAFJCHE

P uò riescire in Leressante la lettm·a dell'Mticolo dello Spectateur .illilitaire ( ·I O giugno) intitolato: Les peintres militaires mi salon de 189:2. - La letteratura amena militare s i è arricchita di un bel volume di G. Dàvid intitolato - Rittneistet Jsengrimm und andare Erziihlungen ai.is dem S0lclatenleb1rn. I racconti in numero di 116 sono brillnnti e preseutano un carattere inter medio fra quelli del Dc Amicis o quelli del1' ,\mbert. La lettura ne è attraente. - E . Coratr,s - L' édiu;a.tion morale du tous o{ffoier - Parigi - Lavauzellc.

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: ;~or.>o0

Per la Direz·ione LODOVICO C1SO'l'TI

'

DEMARCHI CARr..o,

maggiore M. M., i,acaricato

gerente.


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