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1 RIVISTA MILITARE . !
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ITALIANA
RACCOLTA MENSILE 1DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARE
Serie IU. -
Anno XXX
Tomo IV. _
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ROMA, 1885 'VOGHERA CAl3LO, TIPOGRAFO-EDITORE
Via Nazionale.
IL
NUOVO ORDJNAMENTO FERROVIARIO NEI RIGUARDI MILITARI
PREMESSA
Proprietà letteraria.
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Il nuovo assello dato aHe ferrovi e nazionali con la legge 27 :aprile 1885 N. 3048, con la quale fu definitiYamenLe risolto il grarn problema dell'esercizio ferroviario, ha creato una nuova situozione, I ,che nei suoi rapporti con gli interessi militari merita di essere analizzata. Esamineremo pertanto minutamente questo ordinamento, inda.gando dapprima quali conseguenze possono derivare nei riguardi militari dalle dìf-posizioni d' insieme contenute nella legge, scrnlando poscia più particolarmente le disposizioni speciali che si riferiscono direttamente agli interessi militari e del tempo di pace e del tempo di guerra. · Già fin dal 1° ~ glio il nuovo ordinamenloferroviario ha ricevuto ·Un principio d'attuazione; ma l'eco delle discussioni avvenute presso 'Ì due rami del Parlamento e nella stampa. ancora non è spenta; e davanti alle critiche che alcuni militari , i quali siedono nella Camera od in Senato, lanciarono contro. il nuovo ordinamento, non crediamo inutile riprendere in esame la questione, esenti come siamo di pas-sione politica, di partilo preso, di qualsiasi acrimonia; e posto che ,l'ordinamento nuovo è ormai legge dello Stato, ed ogni buon citta.dino, come ogni buon militare, altro non devono desiderare se non ·che questa nuova legge funz ioni regolarmente e con vantaggio della i{latria.
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JL NUOVO ORDINAMENTO FE RROVIARI O
Le disposizi oni fondamentali del nuovo ordinamento sono: 1 ° quella che consacra l'esercizio privato; .2° Quella relatiYa al raggruppamento delle linee conti nentalii in due sole reli , disposte longitudinalmente secondo l'asse della peni sola, ed affidale a due grandi societù d'esercizio : 3° quella che si riferisce alla vendi la del materiale mobile alle· società esercenti, ed all' imp iego ch e deve farsi delle somme da detta. vendita ricavate; 4° quella in!ìne relativa alla faco ltà, accordata al Governo, di, affidare alle società d'esf-rcizio la costruzione delle linee complementari autorizzale con la legge 29 lnglio ·1879. Non abbiamo in animo cl i ingol farci in una discussione generale etecnica di queste quallro disposizioni ca rdi nali, ma di esporre solamente quanto più davvicino riguarda gli -interessi militari. Il capo XIf della Relazione della Commissione l'arlamentare, che, r iferì sul disegno di legge per l'esercizio della rete ferrov iaria del regno, è consacrato appunto alle considerazioni mi litari ; ma in esso, vengono toccale solamente per sommi capi ed in modo riassuntivo le questioni principali , che agli interessi militari si riferiscono. ~orbene, lo scopo che ci proponiamo con questo scritto è, di,:emmo quasi, di illustrare le cose dette in quella Relazione, meLtendo irt maggiore évidenza i falli che in essa dovellero necessariamente restare in ombra, e ci6 nèll'intento di diffondere maggiormente le~ notizie relatiye agli interessi ferroviario-mil itari.
I. Procediamo dapprima ad una rapida discussione della base fo ndamentale della legge considerata in relazione alle esigenr.e militari. li principio cardinale consacrato in essa, e sul quale pet' conse- 1, guenza riposa tuao l'ordinamento ferroviario, è quello dell'eser- ' · cizio privato, o per lo meno di una delle tante forme di esso e~er-
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cizio privato. - In forza cli tal principio , l' esercizio ferroviari o vien fallo non dallo Stato, ma da società privale, le quali non hanno la proprietà del le linee, che anzi queste continuano ad apparte- /1 nere allo SI.alo; ma dette societ.it hanno bensì la proprietà del materiale mobile, col quale i trasporti vengono effetluati. Ciò premesso, la prima domanda che si affaccia alla mente, è, se ciò sia utile, o indi fferente, o possa r iuscire dannoso agli interessi militari. Sarebbe vano fa re una discussione teorica; mettiamo piuttosto a raITron lo quanto succes5e, allorquando le linee erano possedute ed esercite dallo Stato, con quanto succedeva allorchè le medesime erano possedute ed esercite da società private, e con quanto potrebbe succedere al presente, in cui le linee sono possedute dallo Stato, ma esercite da società private coµ materiale mobile di loro propri et..\. Premettiamo che la relazione parlamentare sul disegno di legge stato app rovato, riferendosi a quanto in proposito ebbe a risultare dall e indagini della Commissione parlamentare d' inchiesta sull'an dam ento del ser vizi o ferrovi ario, dichiara esplicitamente quanto appresso : « Nei riguardi mil itari non im porta gran fa llo che le linee ferroviari e siano raggruppale pi ù in una maniera che in un'altra , che esse appartengano allo Stato od a società, ecl ab biano esercizio governativo piuLtostochè privai.o. L'essenziale, è che le linee ferroviarie si I.rovino disposte in guisa tale, che possa essere effelluata con ordi ne, rapi dilit e sicurezza la mobilitazione ed adunala delle forze nell a zona prestabilita; che per quantitù, bontà di costrnzione, ab,bondanza di rnate1·iali ,tl'ogni specie e di personale d'esercizio. posseggano la produttività richiesta dalle esigenze di guena, che sia regolamentarmente assicurata e preparala la cooperazione comoda ~el personàle ferro viario ordinario, con quello militare destinato a diri gere i trasporti in tempo di guerra, di modo ch e l'ingerenza di questo possa essere allora opportunamente esercitala» . Ora è chi aro , diremmo quasi et priori, che le condizioni sovrae sposte non possono dipendere, nè da quelle della proprietà dell e· reti ferroviarie, nè dalla di visione delle medesime, nè dal sistema d'esercizio. Ciò non ha bisogno di dimostrazione, tanto è per se
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stesso evidente; pure non ~arà inopportuno dilucidarlo maggiormenle. Per gli scopi militari l'essenziale è, come si disse, che la rete ferroviaria consti di molle e buone linee, che que~Le siano largamente dotale di materiali di rifornimento e di personale, che l'or· dina.mento dell'esercizio, tecnicamente parlando, sia perfetto, che infine la preparazionè per le circostanze di guerra sia completa. Su questo non potrebbe nascer dubbi o in alcuno; piuLlost.o ciò in cui non LuLLi consentono è, se alle suesposte condi zioni sia più facile sodclisfare,quando la rete ù posseduta ed esercita dallo Stato, oppure posseduta ed esercita da privati, o infine posseduta dallo Stato ed esercita da privali sotto speciali condir.ioni e con modalità imposte dall o Stato, vigi le custode del loro adempimento . Ora abbondanza di mezzi , buoni regolamenti , agenti abili e zelanti, sono requisiti che lo Slato può avere, come qualsiasi sùcielà priva la, e che possono talora far difeLLo così a queste come a. quello. L'esercizio ferrov iario adunque può esser condollo a perfezione con qualsiasi sistema, purchè gli agenti posseggano mezzi, abi lità ed una ragionevole libertà di azione. Però devesi osservare, che quando le ferrovie costituiscono una proprietà privata e sono esercite da privati, è chiaro, che l'intromissione dello Stato e le garanzie che siano rispettate certe condizioni indispensabili per gli interessi pu bblici, non potrebbero essere cosi piene ed intere, coms quando lo Stato vanta un qualche diriLLo di propri età sull'azienda. D'altra parte se lo Stato è proprietario ed esercente, può, se vuole, imporsi tutte le condizioni pi ù favoreYol i all'interesse pubblico, ma può anche non imporsele, o sot trarsi al loro adempimento. Resterebbe l'altra soluzione per la quale lo Stato, restando propriela,l'io, dà le ferrovie in esercizio a soci,età. privale. ln qu esto caso è chiaro che, come proprietario, lo Stato può imporre più legitlimamenteed aulorevolmenlo quelle moda! iLà e condizioni special i che ravviserà più opportune, ed invigilare al loro esatto adempimento, riservandosi all 'uopo garanzie eflìcaci. È il sistema adoLLalo da noi e che più oltre esamineremo. · Intanto non sarà male accennare qui a quanto è succeduto in
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passato su lle nostre ferrovie, le qua li ci offrono esempi palpanti: di un esercizio di Stato fallo lodevolmente in Piemonte, e di un ·esercizio governatiYo che, alluato sulla rete dell'Alta Ital ia dal 1876 fino ad ora, non È' sembrato del lutto privo d'inconveni enti. Per contro abbiamo l'esempio d'un esercizio privalo egregiamente condotto su lla rete stessa dell'Alta I talia nei primi anni della costituzione della società, e poi ridotto in condizioni poco felici; mentre l'esercizio privato, che funzionò dapprima stentatament e sulle ferrovie meridionali , tornò in ultimo a rilìorire. Ce n'c dunque per Lulti i gusti e per tutte le opinioni, e questi fatti per loro stessi non proverebbero nulla, se non ne accennassimo, almeno somm·ariamenle, le cause determinanti, dall e quali soltanto è possibile ri cavare insegnamenti proficui. Or bene, la causa dei fatti succeduti non è una sola; esiste invece un complesso di cause, nelle quali talora le persone entrano in larga parte, talora ptico o punto. In Piemonte l'esercizio di Stato funzionò ottimamente, perchè si trattava d'una rete poco estesa, d'un traffico limitato, rispetto al quale i mezzi posseduti, tutti di nuovo acquisto, erano piu che sufficienti; e sopratutto perchè direuore dell'esercizio era un uomo, del quale ci pi ace qui riportare quanto si legge negli alti della Commissione d'inchiesta. « I risultali finanziari dell'esercizio delle strade ferrate dello Sta~o sardo fnron o sempre per ogni verso soddisfacenti e saranno un titolo imperituro di gloria per quell'uomo egregio e grandemente benemerito, il commendatore Bona, che le ha create e dirette fino al giorno della loro cessione all'industria privala, imprimendo ad esse, malgrado tutti i vincoli di leggi e di regolarn:enti , {Juell'indirizzopralico e pe'rsonale, che ~ proprio di un'industria cosi in timamente collegala con gli interessi più vitali del paese. « Il commen~atore Bona non sognava di giorno e di notte che le sue ferroviP-, il modo con cui costrnirle ecl esercitarle, o per raggi ungere lo scopo passava sopra alle leggi ed ai 1:egolamenti, e spesso era in urto col Consiglio di Stato e con la Corte dei conti, per le disposizioni che egli emanava e che non erano conform i alle leggi dello Stato. << E tutto ciò che occorreva, perchè il servizio procedesse bene, lo faceva senza attendere nessuna autorizza,zione; ed è per questo fallo ~he l'esercizio di tali ferro,•ie governative procedeva cosi bene.
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« Queste cose e~ano risapute da tutti; ma siccome si trattava del commendatore Bona, sulla cui onoratezza non poteva esservi dubbio alcuno, e che godeva d'una autorità mollo meritala, cosi si approvava qualsiasi trasgressione alle leggi ed ai regolamenti. Il commendatore .Bona faceva il servizio come si fa presso le società. GI~ acquisti erano lutti condotLi con criteri industriali; compera va le rotaie per due o tre anni senza preoecnparsi se nel bil ancio fosse stanziata la somma per pagarle. Quando il Tesoro non gli pagav~i i mandati, tratteneva gli introiti e pagava con quelli. Ilsuoprocedimenl.o era affatto personale; misurava gli uomini dai risultati di fatto che la loro opera dava; mirava allo scopo ulti mo da conseguirsi, sorpassando regolamenti e formalità, non arrestandosi davanti a qualsiasi responsahili tà che dovesse assumei e. Egli ripeteva, sempre: i regolamenti souo fatti per le persòne che dipendono da me·' io non voo-lio limitare la .ri1ia autorità, poichè assumo intiera. e:) la responsabi lità delle mie azioni >>. Questo adunque sarebbe l'uomo che diresse in Piemonte l'esercizio ferroviario per conto diretto del Govèrno, libero dall'azione di consigli d'amministrazione incompetenti ed ostili, forte tani.o da poter resistere ad ingerenze parlamentari, e per svincolarsi eia soverchie pa. stoie burocratiche. È vero che quell'uomo ebbe soltanto a dirigere una rete poco estesa; la quale alla fine dell'anno ,J 863, quando cioè subentrò la società delle ferrovie del!' Alla Italia, noverava poco più di 900 chilometri di ferrovie. Con una l'ele così poco estesa, e tale, che un uomo solo può veder tutto ed abbrar.ciar lutto, i procedimenti persona! i e sommari .d'un direttore, come quello cli cui abbiamo dato il ritratto, possono sempre' riuscir efficaci; ma quando. per la vastità dell'azienda si deve far Lesoro della cooperazione di molti, la 'faccenda è assai diversa. Per la qual cosa è presumibile, che lo stesso commendatore Bona, messo alla testa d'una rete di 6000 chilometri, estendentesi da un capo all'altro d'Italia, avrebbe senza dubbio modificato convenientemente la sua linea di condotta. Adombrale così· le ragioni principali, alle·quali sono allribuiLi i buoni dsnlLati ottenuti dall'esercizio governativo sulle ferrovie piemontesi, accenneremo quelle per cui l'esei;cizio privato, avviatosi cosi bene sulla rete dell'Alta Italia, vol se infine a male. ~on mancò davvero ali' Alla Italia nè una direzione abile, nè un
NEI RIGUAHDI MILITARI
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personale provetlo 13 discipl iùato; ma seinbni che oneri soverchi imposti dallo Stato, tariffe troppo basse, le quali se erano indispensabili a promuovere lo sviluppo del traffièo nazionale, mal si conci li avano con l'interesse della società; infine un'intromissione pe1= parte del Governo, che a taluni sembrò talvolta ostile, trassero a. rovina l'Al ta Italia. Cause analoghe avrebbero anche rovinato lemeridionali, se queste non fossero riuscite a ritardare la spesa per· la costruzione delle linee Aquila-Rieti e Termoli-Campobasso , se il traflìco non si fosse rapidamente sviluppato sulle loro linee, se da ulLimo il Governo non avesse acconsenLilo a modificare i palli pri-· miti,,i d'esercizio, che erano tali da obbli gare la società ad impedire ulteriori aumenti del traffìco, come quelli i quali, anzichè d~ vantaggio, riuscivano ad e::,sa. di danno. · ~fenlre in questi ultimi anni alle meridional i s'apriva un avve nire lusino-hiero,sulla rete dell'Alta Italia e delle romane funzionava, o . l'esercizio provvisorio di Stato a ti tolo di esperimento . E qui vediàmo che, mentre le condizioni dell'Alta Italia non accennavano a voler migliorare decisamente, rnlle' romane invece,. cadute prima del riscatto in un deplorevole sta lo, malgrado che lui.lo. non procedesse nel miglior modo degiderabile, pure si vennero attuando poco a poco miglioramenti sensibiliss imi in tutti i rami deL servizio. È inutile estendersi maggiormente sulle cause che produs-· sero questi fatt i, forse dovuti, pi ù che ad altro, allo stesso carattere· di provvisorietà dell'ordinamento. Piult6sto osserviamo potersi ritene1·e, che il successo, come l'insuccesso, non dipesero realmente da cause intime, inerenti alla -essenza di un sistema o dell'altro, ma sibbene da cause estranee, o.. diremmo da difetti d'applicaz:one. L'insegnamento che intanto si 1)uò ricav;i,re dalla storia delle no.stre ferrovie è questo, che cioè un'azienda ferroviaria, sia essa. esercitata direltamente dallo Stato, o da una società pr ivala, e fatta astrazione dalle conseguenze che oneri e tariffe possono a,,ere sullo sviluppo del traffico e sui risultati finanziari dèll'azienda, non poLrà . mai funzionare egregiamente, se non sarà libera da soverchie pastoie burocratiche, e sottratta ad ingerenze esterne indebite, s.iano , esse parlamentari od extra-parlamentari. Oltre a ciò bisogna che i.,
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bi lanci dell'azienda non siano sottoposti all'arbitrio del potere ese·-Cutivo, ed alla mutabile volonti1 dei Pa.rla.menli . Senza di che sarà impossibile ottenere che con gl'introiti si pensi prima d'ogni altra. cosa a pronedere adeguatamente a tulli i bisogni del servizi o,ed alla costituzione dei fondi di previdenza,indispensah il i per sopperire alle spese necessarie in tutti i rami dell'azienda. Arbitri Gorerno e Parlamento, gl'in troiti ferroviari verrebbero considerali come un qualsiasi -cespite d'entrala per la fin anza pubbli ca., scompari rebbero negli in: gordi recessi delle ca$Se dello Stato, per essere spesi a seconda che la politica fosse per richiedere, e per non uscirne che troppo tardivamente od in misura troppo scarsa. a. pro del servizio ferroviario. Questo è quanto ~ accaduto ~la noi dal 1876 al ,J885 durante l'e. se.rcizio provvi sorio. E quando ugual cosa si fosse verificata in Piemonte, anche là il servizio governativo sarebbe proceduto male. Per impedir che ciò succedesse colà, ci voleva ìl Bona che tratteneva gli introiti, quando il tesoro rifiutava di pagare i mandati. Così, se per parte delle direzioni dell'esercizio dell'Alta I talia eromane, durante l'esperi mento dell'esercizio governativo, come per parte dell'amministrazione dei lavori pubblici, fossero sta.ti possibili uguali procedimenti ,"quali si usarono in Piemonte, l' esercizio governativo aYrebbe fallo per la seconda volta buonissima prova . .\la se un direLLore generale di un'azienda ferroviaria, per disimpP,gnar bene il servi.zio per conto diretto dello Stato, deve avere la ~ampiezza di poteri e la libertà d'azione che aveva il Bona, non è davvero nell'ambiente pol itico-morale del giorno d'oggi che ciò sia mai per concedersi da qualsiasi governo ad un suo funzionario, per quanto abile e stimato . . Ciò spiega percbè l'ordinamento dato all'Alla Italia ed alle ro. mane, durante l'esercizio provvisorio governativo, non diede tulli . quei risultali cheavrebbepotuto dare. Aggiungasi, che un'ingerenza governativa e parlamentare legittima, finchè vuolsi, ma non benefi ca, tolse all'azienda. ferro, iaria i mezzi indispensabili per un migliore andamento, e che inoltre altre ingerenze occul le produssero, . da quanto sembra, inconvenienti d'altro genere, come attivazioni di ·treni superllui , fermate ingiustificate, collocamento inopportuno di . stazioni, accettazione o rimozione d'impiegati, ed altri fatti di tal
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natura, che incagliano il servizio, indispongo no il personale ferro· viario e ne smorzano lo zelo, ecl infine sconten tano il pubbl ico . ll a che dimostra tutto ciò? Per il nostro assunto, vale a dire nei riguardi mil ita ri, dimostra poco o nulla. Io Pi emonte, durante l'eserciz io governali\'o,non vi fu occasione di alluare un servizio di trasporli militari di qualche rigua rdo, da poterne ricavare un apprezzamento decisivo in favore, o contro, l'esercizio gol'ernativo; non potendosi considerare com e importanti i piccoli trasporti di truppe eseguiti durante la campagna del 1859. All'aprirsi della campagna del 11866, e durante la medesima, quando cioè la società dell'Alta lLalia era, può dirsi, nel suo fiore, furono effeuuali alcu ni trasporti ·di maggiore importanza, ed ese- · guiti assai bene, avnto riguardo al la circosLanza, che ebbe luogo per i medesimi, Yolta per ,·olta,una preparazione può dirsi improvvisala. È noto che in complesso l'Alta TI.ali a eseguì trasporti per 250 mila uomini e molto materi ale da guerra senza l'iLardi o inconvenienti gravi. Questi trasporli però non furono richiest i contemporaneamente, ma nel periodo di più mesi, essi quindi non servono a dare la giu::;ta misru·a della produitivitit di quella rete, e della. altitudine sua alla esecuz ione dei grandi trasporli di guerra. Iu realltt può asserirsi con certezza, che tanto nel ,1859 quanto nel 1866, se avessero dovuto eseguirsi rapidamente grandi trasporti, i movim enti non sa1·ebbero stati esegniti con buon esito, stante la. scarsità dimezzi e la mancanza d'ogni predisposizion e. Questo sarit facilmenLe~reduto da. tulti coloro che conoscono quanto successe in Francia nel 1870, do,•e,rna.lgrado l'abbondanza dei mezzi , malgrado · !'abili Lit e i lodevoli storzi delle amministrazioni ferrovi arie, non si potè ricavare dalle ferrovie l' utile che esse avrebbero potuto dare, appunto per la mancanza di buona preparazione . Questo difello da noi durò fin o a lutto il.'I 87.2. Allora principiò uno· stndio serio e pazien te, i cui risulLaLi furon o poi, diremrnoquasi, cousacrati con l'atto ministeriale del 4 giugno 1875, N. ,107 , col quale venne creata la direzione dei trasporli militari, incaricala di predi sporre è concertare con le amminisLrnioni ferroviarie sia i grandi trasporli di pace, sia quelli per la preparazione della guerra . Ma se con ciò ven iva rimosso uno dei principali inconvenienti, quello della
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•mancanza di ogni predisposizione, non pol.evano venir cosi pre:>to e sensibilmenle scemali a\Lri e più gravi in~onvenienLi, che da tulli i ,militari erano I')arandemente temuti, quello cioè della mancanza di .linee ·ferroviarie lungo la penisola e verso il confine orientale, quello del\a scarsilà del materiale mobile da trasporto, ed infine l'altro della ·soverchia ristretlezza di alcune stazioni e della scarsa copacità di 1.rasporto di alcune delle principali linee esistenti ., Cosiçchè da l 72 .ad oggi, nella preparazione dei trasporl i di pace, ta.lora assai rilevan ti, quali sono quelli per la chiamata ed il congedamento delle ·classi, per i cambi di guarnigione, per l'adunala e scioglimento dei ,-corpi d'armata di manovra ed in occasione di riviste e simi li , fu -ognora necessario, non volendo disturbare il servizio ordinario, ·fare uno studio minuzioso e pazienl.e sulla utilizzazione delle linee, dei treni, delle carrozze disponi bili, come già. avemmo occasione di dimostrare in uno studio inserto nel fascicolo di marzo di questa ostessa Rivista. Per quanto riguarda poi i trasporti · per la preparazione della auerra che si sia a ' malarado a . in qualche modo procurato di proVYe-,1,lern alla deficienza di veicoli, facendo adatlare per il trasporto degl i uomini circa 4000 carri merci, mediante l'applicazione di ::panche; tuttavia fu ammessa la necessità di addivenire alla misura :gravissima della totale sospensione del servizio ordinario, e ciò per poter usufruire interamente, sia del materiale, sia della intera produttività delle linée, per la eflelluazione dei trasporti di mob i,1itazione. Nè ;;i deve tacere quest'allra circostanza, direramo quasi · quest'anomalia, che sebbene le ferT~vie nel decennio ultimo fossero -quasi tutte esercita Le sotto la dipendenza im mediata del Ministero dei ~lavori pubblici, pure questo co~ mezzi proprii non potè provvedere a ' lavori uraenti richiesti dalle esi!!enze del. traffico ordinario. Per v " alcuni di codesti lavori, urgentissimi nell'interesse militare, il bi"'lancio della guerra dovè consacrare una somma di circa cinque milioni; e oiò per affrettare l'esecuzione di opere, che saranno stàte ,~fìnchè vuolsi di interesse. militare, ma che in fin dei conti erano , indispensabili per la maggior parte anche per il servizio pubb lico . Del resto che l'azienda ferroviaria fosse stata trascurata e che per -conseguenza i mezzi dovessero grandemente difettare è anche d,,;mostrato implicitamente dal fatto, che con la nuova legge ben i 34-
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milioni dovranno venire spesi, come diremo più oltre, per mettere la rete in più soddisfacente assetto; e che snl bilancio della guerra altri cinque milioni dovranno essere impiegati per l'esecuzione di lavori ferroviari; i quali medesimamente, tutto ben considerato, sono utilissimi anche per il servizio ordi.nario . Ed infatti è chiaro, che non vi può essere sostamiale differenza nel servizio ferroviario del pubblico e dei militari, perchè operazioni di carico , scarico, manovre, movimento di treni, tutto si fa coi medesimi mezzi e nei medesimi modi; per la qual cosa quando una rete è ben costituita e molto produttiva per il servizio pubblico, lo è pure per il servizio mili Lare. Con,~luderemo questa breve rivista sul pàssato delle nostre ferrovie os,;ervai1doche, fossero esse esercitate dalle società, o lo fossero dallo Sta Lo, in tntti i Lrnsporli eseguiti, in tutti gli studi preparatoti effettuali, si notò ognora il massimo buon volere per parte degli agenti ferroviari ed il massimo affiatamen to col personale militare incaricato dello studio per la preparazione dei trasporti, e ciò indipendentemente dalle condizioni di proprietà delle linee e dal sistema d'esercizio . Quale è dunque la situazione che nei riguardi militari viene ereditata dalle nuove amministrazioni ferroviarie? Un'intera e perfeLLa inteli igenza nei rapporti personali, la quale non v'ha ragione per dubitare che non debba continuare sempre; una sensib ile povertà di linee sicure per i trasporli lungo la penisola o cla questa nella valle del Po, nonchè pèr i trasporti verso la frontiera orientale; infine una r,onsiderevole deficienza di mez:1.i; scar sità di mezzi che·, come notammo, incaglia alquanto i trasporti di pace, ed incaglierebbe grandemente i trasporti di guerra, qua lora non si sospendesse il servizio ordinario. Veniamo ora all'esame della nuova situazione, che dalla legge vien crnata alle nuove amministrazioni ferroviarie, ed indaghiamo se la legge, il contratto, ~l capitolato contengano guarentigie sufficienti che i mezzi non faranno mai difello, che la cooperazione del personale ferroviario nella preparazione dei trasporti avrà luogQ, che, in una parola, l'esecuzione dei trasporti, sia di pace che di guerra, potrà riuscire più agevole e più sollec4a. Dimostrata l'indipendenza degli'interessi ferrov iario-militari dalle
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condizioni di proprietà e dal sistema d'esercizio delle reti, è necessario e sufficiente che si verifìchino le altre condizioni suesposte, che sono le sole veramente indisp.ensabili, perchè ci sia lecito p1·0clamare essersi ottenuto realmente un notevole miglioramento.
II.
La prima questione che si presenta al nostro esame è quella della ripartizione delle linee fra due amministrazioni sol_e, facendo astrazione dalle Iinee della Sicilia e della Sardegna, e del loro raggruppamento in modo da ollenere due gr·andi reti longitudinali, alle quali vennero imposti i nomi di rete Mediterrane.Q. e rete Adriatica. In queste due reti vennero comprese non solamente tutte le linee di proprietà dello Stato e della società delle strade ferra te meridionali, ma anèhe molte altre linee di proprietà privata; cos icché, fatta eccezione di poch i casi, in ,~ui occotT<Hsero trasporli sulle linee esercitale dalla società veneta, o su quelle della società Nord}I ilano e del Ticino ed allre minori, può dirsi , che la quasi tolal ita · dei trasporti militari. di pace ~ di guerra dovrà effettuarsi sulle linee dell e due grandi società nuovamente costituite. Ora il raagruppamento delle li nee in dtte grandi reti, esercitate. o da due sole società, non è senza impor1.à'ma nei riguardi militari. E chiaro infatti che, per tutti gli studi prevent·ivi circa i lavori rlCCorren ti snlle linee e nelle stazioni per iscopo militare, e per tutti gl i accordi che devono intervenire fra le autorità militari e le ferroviarie, nonchè per Lutti quei concerti reciproci che devono intercedere fra. gli agenti delle società diverse, per tutto quanto concerne la preparazione dei grand i trasporti di pace e di guerra, l'esservi due sole, anzichè più ammin istrazioni ferroviarie,cleve costituire una grande semplificazione. Sotto questo punto di vista speciale potrebbe anzi sembrare, a primo :ispetto, che la semplifìcazione sarebbe più completa, qualora tulla. la rete, anzichè esercitata da due, fosse esercitala da una so la società o dallo Stato. )fa se si rit1elle poi alla nece%ità. in coi una
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amministrazione così vasta si troverebbe di discent.rare i servizi e di suddividere la rete in gruppi sotloposti a direzioni d'esercizio autonome,si vede, che il vantaggio di aver una sola gran rete, per quanto riflette gli interessi militari, sarebbe forse più illusoria che altro. Comunque sia però è certo, che rispello al vecchio ordinamento ' il nnovo se"na un vero pro~resso e consente maggiore faciV ..., lità e prestezza nella stipulazione degli accordi. Nè qui si arrestano i vantaggi; ve ne hanno alcuni altri sensibilissimi, sia pei trasporti di pace, sia pei trasporti di guerra,. vantaggi che è utile segnalare.
Vantaggi pM· i t;1·asporti cli pace. - Uno degli inconvenienti principali che si lamentavano in passa~o nei grandi tras~orti ~i pace, era l'avere le stazioni di transito in alcurii luoghi importanti, nei quali affluiva gran parte del movimento, e dove però le operazioni di trasbordo necessitavano maggiori mezzi è maggior _tempo. Oltre a ciò ciascuna delle tre grandi amministrazioni ferroviarie, avendo in vigore un orario proprio, combinato a. seconda delle esigenze del servizio della propria rete, di rado avveniva, che nelle stazioni di transito, le coincidenze dei treni omnibus, coi qu.ali viaggiano i militari di truppa isolati ed i piccoli drapell i, e quelle dei treni faco ltativi da attivarsi per i grandi trasporti , e gia inseriti negli orari di servizio, fossero. regolati · in modo con,;eniente alle esigenze delle truppe viaggianti. Ne conseguivano talora fermate troppo lun5he ed inopportune, talora troppo brevi e insuffìcienti al!' effettuazione comoda ed ordinata dei trasbordi. Onde talora viaggi soverchiamente protratti, talora viaggi troppo incomodi. · Di qui nasceva la necessità. di ricorrere per i grandi trasporti di pace çtll'impiego di treni speciali, la marcia dei quali in moltissimi casi doveva essere concertata con. dne, talora con tre amministrazioni ferroviarie. Ma ciò non basLa; perocchè dovendosi, come dimogtrammo in altro scritto, studiare nel la preparazione dei trasporti anche la utilizzazione del materiale, in modo da usare ugual trattamento alle tre amministra'1.ioni, e ciò per doveroso spirito di giustizia, ne nasceva nece::;sariamente il bisogno di mettere cnra speciale, e qttindi teò1po non breve, nello slu.clio dei trasporli; con la conseguenza, che do2 -
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dovendo soddisfare a tante e così svariate condizioni, talora le esigenze delle truppe riuscissero meno ben soddisfatte di ciò che altrimenti avrebbe potuto ottenersi. Colla nuova divisione delle reti invece ·vengono soppressi i tran- 1 siti di Pisa, di Firenze, di Bologna edi Nocera, nelle quali stazioni • pertanto le coinci~enzè dei tre~i o.rdinari o~i~ihus potra?no naturalmen te essere reg-olale meglio, con sensibile vantaggio per la comodità e per la durala dei viaggi. E poichè la quasi totalità dei movimenti cli truppa si effettua sulle tre direttrici: Salerno Homa Bari -
Roma - Pisa -
Genova; Firenze - Bologna Piacen_za; Padova;
t
Ancona - _Bologna
{ Piacenza; ( Padova.
Ne consegue: . in primo luogo che i viaggi degli isolali e dei piccoli drappelli I verranno nella quasi totalità modificati in nwdo favorevole, sia alla ) durata del viaggio, sia alla comodità, perchè quasi tutti effettua- · bil! s~n~a uscire dalla rete dell'amministrazione, nella quale ebbero \ prmc1p10; ) tn secondo luogo che la marcia dei treni facoltativi, inserti ·negli I orari di servizio, potrò., volendo, essere regolata in modo da poterli meglio uti lizzare per la effettuazione dei trasporti di pace; in terzo luogo che io studio .dei treni speciali raramente richie- \ · derà accordi con dne società, ma che nella ma~sima parte dei casi \ richiederà concerti con una _sola: amministrazione; / . . infine che d~v~ndos! s~ud_iare l'utilizzazione del materiale ri- ~ spello a due ammm1straz1oni dt egual potenza di mezzi, detto studio 1 potrà riuscir molto P!ù age~oie, t~nto più tenuto conto deÌla circo- \ sta~za che, e per la d1slocaz10ne d1 pace delle truppe, e per la ubi- , caz1one e prodotto di distretti di reclutamento, i trasporti venrrono I 0 a cadere presso a poco in ugual misura sulle du~ reti . ) Va'.itaggi pei trasporti di guerra. - Circa ai trasporti per la preparaz10ne della guerra, o guerra durante, finchè non sia cessata l'attuale relativa scarsità deì mezzi ferroviari, la quale richiede l'assoluta sospensione del servizio ordinario eà il passaggio di tutto quanto
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. . . NEI RIGUARDI llf!LITARI
ijJ personale e materiale d'esercizio a disposizione dell'autorità mi1itare, può dirsi,che per quanto ha tratto alla esecuzione deì trasporti, fordinamerrto riesce,come già dicemmo, indifférente, quando non sia tecnicamente vizioso. l\fa in tal caso il difetfò di-penderebbe da altre ·cause e non dal numero e dal raggruppamen to delle linee, o dalla :forma, delle reti. . [Ì numero delle reti e la loro forma hanno bensì una certa innnenzaJ ,sugli studi preventivi per la predisposizione dei trasporti. Pe1,-ciò ,occorrono, come è noto, studi diligenti e lunghi, i quali riflettono: 1° la compilazione degli orari speciali per le linee di ognì relè; 2° la cleter,ninazione dei viaggi su ciascuna linea di movimento; 3° lo studio sui turni delle carrozze, dei carri e delle macchine _per ogni rete. Ora è chiaro, che qualunque sia il raggrnppa1~ento delle linee in reti, le grandi arterie di movimento segni te dai trasporli, venendo ,determinate dai punti di partenza e cli arrivo asseanati ui corpi .eri· o 'parti dell'esercito, punti che possono quasi .dirsi costanti, non sono soggette a cambiare. Laonde se l'ordinamento è tale da dover tran.-sitare per linee di più amministrazioni, i predetti studi di orari, di viaggi e di turni di materiale devono necessariamente riuscire tanlo -, ·.più complicati, quanto più numerosi sono i punti di transito. Se invece l'ordinamento è tale, che le grandi arterie di movimento Tiescano situate nelle reti d'una sola amministrazione i viaaai si \ foiziano e terminano· senza. uscire dalla rete; la semplificazione è ,quindi completa ) Or bene basta gellare uno sguardo su una carta ferroviaria, 1~ella Ì 14uale le linee siano distinte per società,e basta riflettere all'ubicazione ,delle naturali zone di adunata delle nostre forze, sia verso la fron- ) tiera nord-ovest, sia verso la frontiera nord-est, per rilevare subi to, -che in moltissimi casi i viaggi si effettueranno senza uscire dalla rete <lell'amministrazionein cui ebbero principio. In quei casi poi, in cui i ;i viaggi dovranno terminare sulla rete cli un'altra società, i raptl)Ol'ti fra un'amministrazione e l'altra non potranno presentare difrficoltà. Perocchè per i trasporti di gnerra, giova intendersi bene, nessun incaglio può sorgere nell'esecuzione, non dovendosi aver iriguru:do alcuno nella u~ilizzazione 4elle carrozze, dei treni, ':ld occor-rendo solo che lo studio sia accurato e completato fin dal tempo di '
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NEI RIGUARDI MILITARI
2.0
IL NUOVO ORDINAMENTO FERROVIARIO
pace, quando il tem po di studiare non può far difetto. Ora se l'ac- , cordo relativo agli orari, ai viaggi, ai turni era facile e completo- \ quando le amministrazioni erano tre, e quando le arterie di movi- \ mento attraversava~o talora le tre reti , sarebbe as:urdo _L~me~·~ che / ugual faci lit1t non st avesse da ottenere ora, che 1 autonta m1htare dovri1 trattare con due sole amministrazioni, e che alcune delle grandi \ arterie di movimento sono per intero si tuate nella rete di una~sola amministrazione. Sotto questo punto cli vista, anz i quand'anch e tulle le fe rrovie fossero riunite in una rete sola, crediamo che non si anebbe maggiore semplificazione; perocchè all'atto pratico poi sarebbe, come ~ già accennammo, necessaria una suddirisione in più direzioni d'esercizio, comprendenti ciascuna i tre servizi del movimento, del mantenimento e della trazione; cosicchè sarebbe difficile evitare , che negli studi preventivi non interven issero tanti agenti quantv' fossero le direzioni d'esercizio wstitui te. Crediamo ·perlanto di rimanere nel vero a.ffermando, che nell'in_\ teresse dei trasporti di pac,e e di guerra, la suddivisione delle fer-: \ _rovie in due reti , e la divisione longitu~inal~ costituiscono un vantaggio rispetto al passato, ed una semphficazt0ne, che non sarebbe maggiore, quand'ant\lrn le linee costituissero una ret.e sola esercitala) dall o Stato . Non vogliamo però terminare questo paragrafo senza accennare a certe lacune lasciate nell a reté votata con la legge del 11879, lacune che hanno avuto per conseguenza cli dover dare alla rete Mediterranea una conformazion e poco favorevole ai trasporti da nord a sud; difetto questo,che anche nell'interesse delta difesa dello Stato fa sentire la sua influenza. Vogliamo pai'lare della mancanza assoluta di linee longitudinali nella importante regione compresa fra la linea Pisa-Roma e la linea Empoli-Chiusi-Roma. La legge del 79 autorizza soltanto il tronco Att.igliano-Yiterbo ,manon la lineaRomaViterbo, non il congiungimento di Viterbo con la linea senese o con la grosseuana, non il congiungimento della ìinea senese con quella della Garfagnana,mediante il tronco Empoli- Lucca. Ne consegue, che nel raggrllppamento delle linee in due reti, essendosi d.ovuto assegnare alla Società adriatica, per ragioni che qui non è il caso cli sviluppare, la principale linea interna Firenze-Roma, non
rimase alla Società ifediterranea che la linea Roma-Genova per -congiungere i dne principali grnppi della rete, quello cioè delle linee piemontesi, e quello dell e linee meridionali. Ora se noi diamo uno sauardo alla rete e supponiamo terminate tutte le. linee contemplate e nella legge del -1879, e la Roma-Napoli per Gaeta, noi vediamo, che fa rete Mediterranea,dal sud fino a Roma,finirà per avere due arterie ,continue, cioè la Reggio-Battipaglia- Napoli-Gaeta-Roma, e laBrindisi-Taranto-Battipaglia-Caserla-Roma; quest'ultima tutta quanta 'interna, e sicura da offese nemiche, trann e il breve tratLo Battipaglia-Salerno, comune all e due linee, e che a Salerno sarebbe gravemente esposto a tentativi di distruzione, quando non si prendes-sero efficaci provvedimenti di difesa . Così pure fra Pisa ed il Piemonte, a rete compiuta , la Società mediterranea disporrà dell a linea iPisa-Spezia-Genova-Alessandria, e della linea Lucca-Aulla-Parma- ". l' Alessandria. Circa a quest'ultima è not.o,cb e venne dalla legge prov- / , veduto all'interesse della rete mediterranen, con la disposi,.ione che · " il tronco Parma-Piacenza, ultimata la. linea Spezia-Parma, diventi ,comune alle due rei i. E qui dobbiamo notare una piccola imperfozione dell~ coyvenzioni ; ed è c?e. la linea della Garf~gnana, ginnt_a a Lucca, si mnest.a alla rete Adnat1ca, clella quale la linea Lucca-P1.stoia fa parte, e non· ha quindi verso sud nessun congiungimento con le linee della Società mediterrane~i, ma sibbene quello poco comodo ,determinato cla.l tronco Lucca-Viareggio. Sarebbe quindi stato op- · portuno stabilire che, come il tronco Pisa-Livorno, così anche il :tronco Lucca-Pisa dovesse diventare comune alle due reti, dopo l'apertura della linea Aulla-Lucca. Con questo ripiego la Società mediterranea avrebbe potuto di sporre di due linee continue dal ·Piemonte flu o a Pisa; cbè anzi, questa duplice comnnicazio1,1e verrebbe .a protrarsi da Pisa per Empoli fino_ all' altezza di .Chiusi e per la maremma fino a quella cli Mont.epescali. Procedendo però verso Roma, il legame fra i due gruppi della rete si riduce alla sola linea maremmana, sulla quale nel caso di gLterra con una potenza ma-rittima, converrebbe sospendere totalmente l'esercizio per ragioni troppo note, perchè sia qui il caso di sYilupparle. Le consegueme di questo fatto sarebbero due . Una riguarda specialmente i trasporli -di mobilitazione e di adunat.a,non. che quelli che occorresse efietiuare per scopo strategico; i quali trasporli verrebbero in massima.
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IL NUOVO ORDINAMENTO FERROVIARIO 22 parte a gravilare sul tronco Roma-Chiusi, non potendosi fare grandeassegnamento sulla linea aquilana, stante la sua piccola capacità di· trasporto. L'altra consegllenza riguarda più particolarmente gli interessi della Società mediterranea. Supponiamo infatti per un accidente qualsiasi interrotta la linea· maremmana fra Roma e Montepescali; o supponiamo che nel tempo, di guerra, ultimala la mobilitazione, si dovesse riattiYare il servizio ordinario; nel qual caso, insistiamo su questo punto, sulla lin ea maremmana non si potrebbe riprender l'esercizio, per la soverchia precarietà delle indispensabil i condizioni di sicurezza ; ebbene in tali circostanze la Società mediterranea dovrebbe avviflre con suo, danno i trasporti da Roma verso nord sulle , linee della Soorave i:, cietà rivale. Per eliminare tutti questi inconvenienti sarebbe utile, che alla rele· mediterranea, la quale nella assegnazione delle linee non pare sia. stata, la più favorita, venissero aggiunte le lin ee Lucca-Empoli, e" Roma·Viterbo, prolungando poi quest'ul tima fino a Montepescali , o meglio fino a Chiusi, oppure fino a qualche altra stazione della trasversale Asciano Mon tepescal i. Queste linee,non contemplate nella, legge del 79 , po trebbero venire comprese nei nuovi milio chilometri" di ferrovie, dei quali venne aulorizzata la costruzione con l'art. 20· della legge 27 aprile 1l885. Occorrerebbe inolLre,che il tronco Lucca-· Pisa, come giil. osservammo, fosse dichiarato comunealle due reti . Le conseguenze di queste disposizion i sarebbero assai im.portan ti. In primo luogo le comunicazioni tra Roma ecl il Piemonte sa rebbero maggiormente assicurate,senza ricorrere al traòsito sulle linèe· d'altra Società, nei casi pur troppo freq uenti di intenuzione della lin ea ligure e della maremmana ; al quttl proposito si osservi, che nel corrente anno abb iamo avuto l'esempio della frana di Deiva ,, che interrnppe il transito per più giorni, ed incagliò il servizio per più mesi, e l'altro incidente recentissimo, ch e obbligò Sua Maestà a retrocedere da Spezia verso Piacenza per proseguire per Bologna il suo viflggio su Roma. In secondo luogo, si stabilirebbe da Viareggio , per Lucca ed Empoli, sn Chiusi e Firenze, una linea convenientis-sima per i trasporti--f..ra la Liguria e la Toscana, per la qual cosa. verrebbe a giustifi carsi la cosLl'uzione del tronco Viareggio-Lucca, del quale al presente non si .,apisce troppo lo scopo. In fine si determinerebbe una ferrovia con tinua interna, da Roma al Piemonle,.
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tutta situata nella rete mediterranea, mediante la quale con gran vantaocrio di questa società, e senza clannù per la Società adriatica verrebbero assicurati nel tempo di guerra, sia i trasporti ordinari del pubblico, sia tutti i trasporti militari._ _ . , La questione sotto quesl'ultimo aspetto a_ noi pa1:e ~·1v~st1ta del più alto interesse; perocchè le comunicazioni ferroviane interne e sicure verrel,bero a constare cli tre arterie continlle, dalla valle del Po fino a Roma ed alla conca aquilana; e po,c;cià fino a Napoli cli due arterie delle quali però, una, quella Roma- Napoli, risulle:à _a lavori compiuti probabilmente tutta a doppio bin~rio . 01:a ~e si n!lNte, che la possibili tà di difendere con successo 11 lungh1ss1~0 terrilorio della Penisola dipende, a nostro aniso, in modo chiaro e lampante dalla fac ilitit, maggiore o minore, che po tremo avere di spostare le nostre forze in modo celere e sicuro secondo ('asse della penisola medesima; e se si riflette che riso!Yendo con:erne1_ll~ment~ questo problema, vengon o contemporaneamente a r1solvers1 n~olt1 altri probl emi parziali relativi alla difesa delle coste, alla protez10n0 delle ferrovie litoranee, al più conveniente impiego della flolla, problemi tulli, intorno ai quali inutilmente da molti anni si al:l~icano ali studiosi della materia, se si pensa a tnttociò ripetiamo, ci s1 con~ederà facilmente cli concludere, che le osservazioni da noi fatte sul completamento deÌla rete mediterranea, meritano fo rse l'attenzione del Governo. Infatti il giorno in cui diventasse possibile trasportare celeremente e sicuramente dalla volle del Po in Toscana, a Roma, od a. Napoli un'armata cli 1100 mila uomini, si vedrebbero come per incanto dissiparsi molti dubbi, e rischiararsi sin golarmente _m?lte speciali questioni che devono certamente preoccupare molt1ssm~o i nostri nomini di stato in generale, ed i nostri uomini di guerra m particolare. • HL
Dopo aver dimostrato nel paragrafo 1° che per gl' interessi militari, ciò che v'ha cli veramente importante è che i mezzi ferroviari siano abbondanti, le linee bene esercitate, il personale numeroso ed addestrato, la preparazione completa; e dopo aver rilevato nel
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paragrafo 2° che rispetto al passat~ si ha ora il vantaggio di avf\r da fare con due sole società, e di aver due reti disposte in modo più favorevo le per i trasporli di pace, e per certi rispetLi anche per i trasporti di guen:a, occorre entrare nel vivo della q·uesLione e dinl'oslrare, se nel nuovo ordinamento si abbiano veramente valide guare11tigie per assicurarci che i mezzi ferrov iari aumenterann·o gradatamente e non scemeranno, o rimarranno stazionari. Perciò occorre mettere in luce due fatti che sono: 1 1° la necessità di provvedere il più rapidamente possibile al riassetto della rete e:;istente, ed a provvedere convenientemente a tutti i rami dell'azienda ferroviaria ed a tutti i servizi che nel passato furono, lasciali in sofferenza; 2° il bisogno di provvedere a che questo fatto non possa ripetersi in avvenire, e quindi la necessità di spendere annualmente, a misura del bisogno, le somme necessarie per le opere e le provviste richieste dal graduale aumento del traffico. Circa al primù fatto osserviamo: che lo Stato, nell'affìdaee l'esercizio delle ferrovie a società private, non poteva esim ersi dall'obbligo di conseg11arle in stato tale, che potessero servire perfetlamente allo scopo al quale le· ferrovie sono destinate; o per Io meno, di fornire alle socielà i mezzi perchè le ferrovie stesse potessero al più presto esser messe nell'assetto richi esto dalla importanza ed entità del tra['(ìco attuale. E poichè era stato ravvisato conveniente che le società d'esercizio acquistassero dallo Stato il rnatériale mobile, per ·1a qual cosa il governo veniva a. poter disporre di una somma. di 250, 000,000, esdusa la rete sicula, era giusto e naturale che quella somma fosse impiegata al miglioramento delle fenovie, ed all'amnento della rete . - La legge delle convenzioni quindi opportunamente stabilisce coll'articolo 2° che, le somme le quali dai concessionari verranno versate nelle casse dello Stato in pagamento del materiale d'esercizio e degli approvvigionamenti, sa.ranno destinale: 1° al riassetto delle linee i!l parte: 2° aI fondo per la costruzione dellç strade ferrate com plemenlari, autorizzate con le leggi 29 luglio 'I879, 5 giugno ,J 88 11 e 5 luglio ,1882. Perciò dei 230,.000,000 che entreranno nelle casse dello Sta lo fu 1
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·stabilito che 84.,000,000 sarebbero spesi per il riassetto della rete mediterranea, 40,000,000 per quello della rete adriatica. Resterà quindi disponibile la soinma di 1126,000,000 da asse.gnare in grandissima p;J,rte al fondo per le nuove costruzioni e per .alcune altre opere di minor conto, delle quali non è qui il caso di ,parlare. Crediamo superfluo esporre qui l'elenco pai:ticolareggiato delle ,opere che dovranno essere compiute colla somma sovraindicala di 124,000,000 destinata al riassetto delle due reti con tinentali . Esse sono designate in appositi elenchi, che sono allegati al contratto -e relativo capitolato. Basti accennare che con quella somma verrà ,provveduto in massima: 1° al collocamento di doppi binari sui tronchi che più ne abrbisognano; 2° alla rifazione dell'armamento, dove ciò è necessario; 3° all'ampliamento di alcune stazioni, officine; depositi d'i mac. ,chine, ecc. ; 4° al consolidamentò di. opere d'arte lroppo·deboli; 5° alla costruzione di case cantoniere, aumento di fili telegrafici, ed altri lavori utili pei· garantire maggiormente la sicurezza -dell'esercizio. Se teniamo poi c.onto di altri 9 ,'000, 000 e mezzo, che in forza delle ,convenzioni stesse dovranno essere spesi dalla sociètà delle ferrovie meridionali, esercente la rete adriatica, per il riasseCto delle linee di sua proprietà, risulta, che in cifra tonda sono ,J34,000,000, che dov~anno essere consacrali al miglioramento delle linee. E poichè ·questa somma dovrà venir spesa nel termine di quattro anni, abbiamo iritanto questo primo vantaggio, che nel termine di soli -quattro anni, se pure in un termine così breve sarà possibile ese_guire tutti i lavori in questione, le linee e le stazioni esistenti verranno migliorate grandemente, ri1ediante la esecuzione di lavori importantissimi per l'importo complessivo, come dicemmo, ·di 134,000,000, fatta astrazione della rete sicula. Nè dobbiamo dimenticare, che anche per questa rete, così importante nei riguardi della difesa dell'isola, verrà consacrata al migliorramento la somma di ,J0, 500,000 franchi . Noi crediamo che diffìcilmente Lo Stato avrebbe potuto senza so1
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NEI RIGUARDI MILITAR I
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verchio aggravio della pubblica finanza, provvedere altrimenti alla. esecuzione in sì breve tempo di opere così importanti e necessarie. Comunque sia, prendiamo intanto atto di questo primo vantaggio, e pro.cediamo innanzi nell'esame che abbiamo instituito, per riconoscere se altri e maggiori vantaggi possono sperarsi dal nuovo ordinamento. Se tutto si limitasse al riassetto delle linee e ad ottenere gli aumenti che possono aversi con la spesa in quattro anni della somma di 134,,000, 000, sovra segnalata, si sarebbe bensì raggiunto alla. fine di quel periodo uno stato migliore del presente; ma non si avrebbe ancora la sicurezza che l'opera solerte d'un savio ammini-stratore t;ontinuerebbe an nualmente il necessario lavorio di miglioramento; o piuttosto l'azienda non ri cadrebbe di nuovo negli incon-· venienti del passatò; cosa inevitabile, se si rimandasse di anno in anno l'esecuzione-di lavori necessari al miglioramento dei servizi, alla provvista dei mezzi da sostituire a quelli consumati dall'usoed a sopperire ~lle esigenze d'un·traffico ognora crescente. Cosicchè, ripetiamo, nei riguardi militari ouerremmo bensì fra quattro anni uno stato migliore del presente, ma per rimanere poi stazionari, O· peggio per ridiscendere al livello di pcima. È chiaro infatti,. che ad ottenere un miglioramento non bastano i fondi che le amministrazioni ferroviarie devoho consacrare alla ordi--" naria manutenzione, con i quali altro non si ottiene se non che il mantenimento d'ogni cosa in buono stato di servizio, finchè l'uso non la renda inservibi le, e nasca il bisogno di rinnovarla. Om qualsiasi tardanza nel rinnovare le cose rese inservibili dall'uso causerebbe un peggioramento dei servizi. Qualsiasi trascuranza nel procurare quei maggiori mezzi che possono diventar necessari a soddisfaremaggiori richieste del traffico, sarebbe un altro pèggioramento. Or bene, per impedire ciò il legislatore ha saviamente instituito _ appositi fondi di riserva, e la cassa per gli aumenti patrimoniali. I fondi di riserva sono tre, vale a dire: Quello per provvedere ai danni cagionati alle strade da forza maggiore; Quello per la rinnovazione della parte metallica dell'armamento; · Quello infine per la rinnovazione del materiale rotabile reso. inservibile dall'uso. 1
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Non occorra dilungarci a dimostrare minutamente lo scopo di questi fondi, essendo perciò più che sufficien1.e il semplice enun-· ciato. Essi verranno costituiti prelevando annualmente il 11O per cento del prodotto lordo, il quale fu inizialmente stabilito in lire 11H?' milioni per la rete medi terranea, e '100 milioni per la 1;ete adriatica; cosicchè annualmente per i fondi di riserva si disporrà della somma di 21milioni,somma che verràac_cresciuta da prelevamenti, nella misura dell'uno per cento, sull'aumento del prodotto lordo, oltre quello iniziale, e dal ricavo della vendita dei materiali fuori t1so. È bensì vero, che parte di questa somma ver1·à annualmente data. alle società esercenti per corrispettivo dell'uso del materiale mobile che, come gi'à si disse, è di proprietà delle società medesime; ma. per quanto risulta dalle affermazioni delle persone compE1ten-ti, non v'ha dubbio che le restanti somme non siano sufficienti per lo scopocui sono destinate. lnfaLti, diffaJcando la somma di circa H-,680,000 franchi, che, verrà pagala alle due società continentali come corrispettivo dell'impiego del materiale mobile, resterà disponibil.e annualmente· una somma che supererà certamente i sette milioni per far il servizio degli int.er/ssi e dell'ammortamento dei capitali da spendersi per i lavori, ai quali i fondi di riserva devono provvedere. Abbiamo dunque la garanzia che qon solamente fra quattro anni· la p1~esenle situazione riceverà un miglioramenlo,chepossiamo ragguagliare ad·un capitale di ,.134 milioni, ma che questo miglioramento verrà mantenuto, e che per conseguenza non vi sarà, come· verificossi in passato, deterioramento e regresso in nessun ramo, dell'azienda ferroviaria. , Ma per quanto questo risultato sia già soddisfacente, l'amminis~razione militare non potrebbe riposare tranquillamente nella certezza che giunti acl un dato punto non s'indietreggerebbe. Nessuna am-· mini:>trazione deve aver per iscopo una situazione stazionaria. Come· aumenta il traffico ordinario, così anche, ora per una ragione, ora per l'altra, aumentano anche le esigenze dei trasporli militari; perocchè gli aumenti dei bilanci ordi nari consentono graduali aumenti, di quadri, aumenti di eITettivi di pace, sp.ostamenti maggiori di; truppe per m1novre od altro. La rotazione stessa delle Jeaai militari, . • è:) 1) v1gen11 conduce ad un.aumento annuale dell'effettivo di guerra del.-·
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·l'esercilo. Oltre a ciò devesi aver di mi ra anche un ragionevole au-mento di celerità, tanto nei trasporti di mobilitazione ed adunala, quanto nei trasporti d1 truppe per scopo strategico, Quest'ul tima ,-condizione anzi è, come già accennammo, vitalissima per la difesa del nos tro territorio, così lungo e cotanto esposto ai colpi del nemico nello sviluppo interminabile delle sue wste. È dunque natu 0rale e legittimo il desiderio, che l'azienda ferroviaria possa rispon-.dere con un aumento di mezzi , all'aumento del traffico ordinario e .,ad esigenze militari ognora crescenti. D'altra parte giova ricordare quello che dicemmo fin da principio, "che cioè ora si provvede convenientemente ai grandi trasporti di :pace solo mediante un minuto ed accurato studio della utilizzazione .-dei mezzi ferroviari; e che si provvede convenientemente ai tra·sporti di guerra solo mediante la assoluta sospensione del servizio ·ordinario, ed utilizzando ana raggùardevole quantità di carri con. panche per il trasporto degli uomini . Un ordinai,nento ferroviario pertanto, il quale non provvedesse efficacemente al bisogno di aumenla1:eil patrimonio ferroviario dello Stato, non potrebbe esser·e ritennlo soddisfacente nei riguardi militari. Ma , come ;iii'notammo, il legislatore ha soddisfallo in parte . a questo bisogno di aumentare il patrimonio ferroviario, mediante ~risti:tuzione della cassa per gli aumenti patrimoniali. È evidente che le spese per gli aumenti patrimoniali non possono essere giustificate da altro che da maggiori bisogn i del servizio , de•rivanti da atimento del tl'affico, aumento che si traduce e manifesta -in un maggior prodotto lordo. Le convenzioni quindi giustamente stabi liscono, che la cassa per gli aumenti patrimoniali venga aliment~it.a prelevando il 15 per cento sugl i aumenti del prodol.lo lordo, ·--Oltre il prodotto iniziale di 2'12 milioni, stabilito per le due reti me.diterranea ed adriatica . Con questo prelevamen to i dati dell'esperienza dimostrano po' lersi provvedere ad uno sviluppo progressivo dei mezzi ferroviari. proporzionato ai probabili futuri bisogni del servizio. , Senonchè, vista la relativa lentezza con la quale va aumentando ·il traffico e qu indi il prodo1to lordo, no.n sarebbe da sperare che si possa così presto esimersi dalla necessità di sospendere totalmente i- il servizio ordinario in caso di guerra, e dal bisogno di trasportare
gli uomini nei carri-merci, qualora non si avesse da sperare altro·, aumento di mezz i,all'infuori di quello che potesse essere necessitato• dall'aumento del traffico sulle linee attualmente in esercizio. Fonuoatamenle la legge del 1879 provvide ad un considerevole· aumento della rete ferroviaria mediante la costruzione di molte ed importanti linee interne; le quali ricevendo ciascuna la propria.dotazione di maLeriale mobile, ci dànno la legittima speranza, che si abbia presto da raggiungere una abbondanza cli mezzi, quale può· ~ssere richiesta dalle esigenze cli una più rapida mobilitazione, e da tutti gli eventuali trasporti di_truppe per scopo cli difesa. L'articolo 20 poi della legge per il nuovo ordinamento ferroviarioautorizza, come già dicemmo, la costruzione di 1000 nuovi chilo-· metri di ferrovie secondarie. E poichè col nuovo ordinamento fenoviari o, la costruzione e lo esercizio delle nuove linee possono venire affidati alle so.cietà con-cessionarie, è naturale che procediamo ad esaminare,se nei riguardi militari questa disposizione sia giovevole o nociva. ' 1
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IV. Il vantaggio che nei riguardi mililari si spera dalla completa at-· tuazione 'della legge del 1879 è duplice: 1° Aumento, specialmente nella penisola. d.elle ferrovie lonoi, " tuclinali interne, e conseguente possibil ità di rendere più fac ili, più celeri, più sicuri i trns·port.i longitudinali, sia per scopo di ino-· bilitazione ed adunata, sia per scopo strategico; · .2° Aumento del materiale mobile, senza del cruale, anche pos-· sedendo molte linee, sarebbe impossib ile eseguire 1:apidamente i, trasporti. Nell'appl icazione della legge del 29 luglio 1879 e delle conseguenti 5 giugno 1881 e 5 luglio ,J882, che modificarono la primà, il sistema seguito dal Governo non è stato pur troppo tal e· da soddi-· sfare agli interessi nazioµali in genere ed a quelli della difesa dello Stato in ispecie. La somma della quale il bi lancio poteva disporre annualmente1
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·ammontava a circa 60 milioni soltanto; il personale occorrente agli .studi,esul quale il Governo poteva contare,nori era numeroso.Queste ·Considerazioni ed i'principii d'una sana amministrazione avrebbero .consigliato di concentrare·quel personale e quelle somme su poche linee,procedendo per ordine d'importanza,ed in modo da aprire all'esercizio delle linee intere . Per altre linee si sarebbe intanto potufo ,costituire uffici incaricati degli studi preliminari, in modo da poter poi accelerare il lavoro quando, ultimate le linee principali,fosse diventato disponibile il personale, ed il bilancio avesse concesso di con,sacrare annualmente mezzi maggiori per le costruzioni ferroviarie; tenuto anche conto dei concorsi delle provincie e dei comuni, ~ell'impiego dei quali era certamente miglior consiglio non obbedire ,a considerazioni partigiane o cedere ad interessi politici, ma seguire unicamente i dellami di una giustizia distributiva largamente intesa ·e sopratutto di una buona amministrazione. Invece sembra che il desiderio di far presto, l'espressa volontà di 1lavorar un po' da per tutlo, il bisogno di contentar tutti, siano stati ·i principi i inspiratori dell'amministrazione dei lavori pubblici. Ora la frella è la peggior nemica delle costruzioni ferroviarie. Per fa fretta si s~no appaltate linee, delle quali _non erano pronti i progetti, e si sono forniti agli appaltatori infiniti pretesti di litigi, che ·-riescono. poi dannosissimi alla finanza. Per la smania di accontentar tutti, si è reclutato, improvvisalo, un numeroso pe~sonale d'inge,.gneri, non sempre competenti, e si è incominciato a studiare quasi dappertutto, ed a lavorare su troppi punti alla volta, riducendo in pillole omeopatiche rassegno annua,le dei 60 milioni. Per conseguenza in molti punti si è dovuto fare ·e rifare; per talune linee · continuare gli studi per anni ed anni prima di poter cominciare i lavori, spendendo in studi somme esagerate; mentre.per altre linee, -,come si disse, non si fecero che studi incompleti. Mol.ti tronchi di ferrov.ie furono costrutti ed aperti all'esercizio ·,troppo presto; cosicchè non poterono presentare pel pubblico nes. sun utile, ed altro non sono che la trasformazione in capitale infnHtifero di somme considerevoli per eseguir lavori, che più opportu.,namente avrebbero potuto essere iniziati più tardi. In poche parole si è lavorato in troppi punti, e, quel che è peggio, .·si sono commessi molti errori, e si.è concluso poco, assai poco I Non
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e' è stato che un'apparenza di attività, e di energia; e' è stato un grande.spreco di danaro; ma allo stringer dei conti, in sei anni non una delle ferrovie richieste da imperiose necessità di difesa è stata compiuta, non la Parma-Spezia, che non potrà essere ultimata che fra altri quattro o cinq1ie anni, non la Faenza-Firenze, che a mala pena potrà essere aperta fra due o tre anni, non la MantovaLegnago, cosi necessaria · alla difesa della nostra frontiera nordorientale, non la Ivrea-Aosta cosi reclamata dalla difesa della fron tiera occidentale! Bensì furono cosirutte presto e bene due linee difficilissime e di non piccola importanza militare, la Terni- Aquila e la Termoli-Cam- · pobasso; ma esse furono costrutte non per eur~ dellò Stato e coi me, todi adoperati tlall'amministraziane dei lavori pubblici; sibbene da una Società privata, quella delle meridionali, dopo studi lunghi e maturi, e con tutt'altri criteri. Per 1~ontro. (lai 79 in qua,per cura dello Stato fut'ono aperti ali'esercizio in Lutto il territorio del regno le seguenti linee e tronchi: Novara7Pino . Stradella-Vercelli . Airasca-Saluzzo Carmagnola-Bra . Gozzano-Orta . Novara-Grignasco. Battipaglia-Agropoli Co dola -Nocera. Catanzaro Marina-Catanzaro-SaÌa Gallarate-Laveno Roccasecca-Aree Reggio-Villa S. Giovanni Brescia-Iseo . Ravenna-Cervia . Colico-Sondrio. Albacina-Castel Raimondo Ferrara-Argenta . Candela-Rocchetta Melfi. Giulianova-Teramo .
chilometri 67 » 95 >> 36
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A riportarsi chilorn. 540
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Riporto chilom. 540 )) 25 Monselice· Mon tagnana )) 23 Parma·Fornovo )) 34 Panna-Casalmaggiore-Piadena . )) 22 Porto Civitanova-Pausula ,Jil )) Adria-Loreo )) ,15 Tivoli-Mandel.:i, )) 28 Treviso-Cornuda )) 33 Mestre.:. S. Donà . )) 18 Zollino- Galatone )) 36 Foggia-Manfredonia )) ;13 Bricherasio· B,arge » 35 Treviso-Mot.tti . » rn Ivrea-Donnaz . Totale chi lometri 85:2 Se si aggiungono poi altre linee concesse e costrutte da privati ma sussidiate dal Governo come la chilometri 36 Castellamare-Cancello )) 4,4 Pa.rma-Suzzara . 32 Albano-NeLLuno . >> 116 )) Pinerolo-Torre Pellice )) 29 Como·-Varese . Totale chilometri ,t 57 Si ha un complesso di 11009 chilometri di nuove ferrovi e. In sei anni, adunque sono stati aperti all'esercizio oltre chilometri '1000 di ferrovie, ma sparsi in trentasette punti diversi, e senza anicr.hire la rete, fatte poche eccezioni. di nessfrna importante arteria di traffico. Arr(lgi che in molti altri punti, oltre i sovra.indicati, o già si ini· ziarono i lavori, o stanno per iniziarsi, o si sta procedendo da ap. posito personale aIlo studio dei progetti relativi. Si ha quindi lo spettacolo di una straordinaria dispersione di mezzi finanziari, e di personale tecnico; la qual cosa è ben fatta per frustrare i veri interessi della nazione; e ha per conseguenza che le ferrovie, le quali per loro stesse, benchè per mille aspetti utili e necessarie alla vita delle nazioni moderne, co:;tituiscono nondimeno un aggravio così forte del bilancio nazionale, vengono a costare molte migliaia di
33 franchi al chilometro in più di quanto, anr.he ad essere larghi, e senm ricorrere a tipi economici, dovrebbero ragionevolmente costare. Eppure se v'ha paese nel quale in materia ferroviaria bisognava procedere con grande oculaLena, è il nostro, in cui per la natura geologica e per la conformazione del terrçno le costruzioni ferroviarie sono molto più costose,relativamente,che non negli altri paesi. Dall'elenco sovraesposto risulta chiaramente, che nei riguardi militari non si è ottenuto nul la; non qualche nuova linea di movimento di valore apprezzabile, e neanche si è ottenuto tutto il van· I.aggio che sarebbe stato desider.abi le, circa l'aumento ·del materiale mobile; perocchè dei nuovi tronchi è stato affidato l'esercizio alle amministrazioni del!' Alta Italia, delle Romane e delle Mericlionali; le quali vi fanno il servizio col proprio matei·iale, senza che siansi quindi dotati questi nuovi tronchi aperti del quantitativo di materiale mobile dovuto. Ne consegne,che in realta il materiale dell'antica rete trovasi in uno stato di dispersione maggiore di prima: onde in caso di grandi trasporti militari; una maggior difficoltà e perdita di tempo per concentrare il materiale ai punti di ,carico. - In questi sei anni adunque la situazione può dirsi piuttosto peggiorata, anzichè mi· gliorata. Aggiungasi, che tutti quei tronchi furono poco opportunamente costrntti con tipi economici diversi l'uno dall'altro, e chè non furono ~empre provvi sti i materiali per approvvigionamento di riserva per provvedere ai diversi casi che si possono presentare. - Su alcune linee poi non è concesso il transito ali.e macchine pesanti, onde una limitazione inco:noda, e vincol i nella circolazione del materiale mobile, i quali per'il servizio dei trasporti militari in tempo di guerra sono intollerabili . Se si continuasse con quel sistema dovrebbero probabilmente trascorrere molti altri anni prima di ottenere un mialioramento sensibile, vista. l'impossibilità di utilizzare i maggior/'me~zi, che pure annualmente si acquistano con spesa di mo lte decine di milioni. Col nuovo ordinamento invece, essendo stata data al Governo la facoltà di affidare la costruzione delle linee nuove alle Società concessionarie dell'esercizio , si offre al medesimo l'occasi~ne e la posNEI tlIGUAIUll MILITARI
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IL NUOVO ORDINAMENTO FERROVIARIO
sibilità di abbandonare un sistema del tutto sbaglia lo, e nocivo i.:osì alla pubblica finanza, come all'azienda ferroviaria. - Il vantaggio non si potrà raggiungere nè subito, nè completamente, percl1è la qnestione è troppo pregiudicata. Si lavora in moUissim i tronchi e le Società ancora assorbite dal difficile lavorìo del loro ordinamento, non potranno certamente occuparsi sub ito della bisogna, nè consentiranno certamente a subentrare al Governo in tutti i contratti in corso o già stati conch iusi. -Però per tutte le linee non appaltate, ed in corso di studio, e per tutte quelle altre che potranno essere concesse sui mille chilometri che furono autorizzati con la legge stessa delle convenzion i, i I Go- . verno potrà procedere con sistemi più razionali, e le Società potranno ottenere risultati molto migliori . Infatti il fondo per le nuove costruzioni si è arricchito di una somma di oltre 1100 milioni , residuo dei 265 mil ioni che lo Stato ricava dalla vendita del materiale mobile; il Governo poi ha acqui:;tato la facoltà di spendere 90 anzichè 60 milioni all'anno, onde IR possibi li là di imprimere nn andamento più celere e vigoroso ai lavori. Oltre a ciò le Società dispongono cli un personale più numeroso, più provetto, più pratico della specia lità; il quale, perito com'è del le condizioni del!' esercizio e di tulle le più minnte es igenze di servizio, compirà gli studi con maggiore celerità, con minore i"ncer1ezza, evitando poi nella costruzione liti costose allo Stato, e pentimenti,che necessitarono talora l'abbandono di lavori già principi ali, e che costarono allo Stato molte centinaia di-mil a lire. -Potremmo citare mo lti esemp i; la storia della costruzione delle nostre ferrovie ne è piena, ma il fermarci a discorrerne troppo ci allontanerebbe dallo scopo. Osserviamo piuLlosto che le Società, dovendo poi esercitare le linee da loro stesse costrutle, hanno interesse a co;;trui rle in lai i condizioni di stabilità da garantire la. sicurezza clell' esercizio e da richiedere pi ccole spese di manutenzion e, ed in ta li condizioni di· profìlo e di tracciato da richiedere piccole spese di esercizio. - Laonde nei ri guardi militari si ha maggior garanzia che le linee riescano più produttive e di esercizio più sicuro. lnol tre l'interesse (~he banno le Società esercenti di aprire al Lraf(ico intere arterie, anziché piccoli tronch i qua e là, fa sperare che,
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almeno per alcune arterie più importanti e di intA,resse grandissimo per la difesa., le quali ancora sono da principiare, come: la Aull a-L ucca; la Fabriano-Sant'Arcangelo; la Solmona-Campobasso; · si abbandonerà il vizioso sistema di procedere per piccoli tronchi , impiegando ann i ed anni per il loro comp imento, e si fa rit invece quanto egregiamen te fecero le meridionali nella costruzione del la Aquila-Terni e del la Termo li-Benevento, che, in pochissimi mesi forono principiate, ultimate ed aperte all'esercizio. Un altro vantaggio che è lecito sperare si riferisce ai tipi di costruzione. Il Governo da una parte,aven<lo grandemente diminuito il concorso delle provincie, dei com uni e degli altri enti interessati nella spesa, e~ avendo così acquistata maggior libertà d'az io ne nella scelta dei tipi d1 coslrnzione,e le Società esercenti d'altra parte, avendo inl eresseper comodità di servizio a conservare possibilmente l'unità nel tipo dell'anmmento,e del p1a1eriale mobi le, nonchè,come già si disse,ad evi . taresove1'chie spese di mantenimento, saranno naturalmentecondoue ad abbandonare il pensiero di ridurre soverch iamente le dimensioni del corpo straclale,per realizzare all'atto della costruzione econom ie, che . si tr,1ducono poi durante l'esercizio in maao-iori spese di mantenune11to, e causano al.tri inconvenienti di servizio numerosi e non piccò!i; così pure esse abbandoneranno l'idea di impiegare armamenti leggieri, che impongono limi ti alla velocità, vincolano la circcolazione libera delle macchine ·e compiicano ecce::;sivamente la contabili ti e l'utilizzazione del materiale d'armamento. Ora tutle queste modifìcazioni al sistema fin qui seguìto, comech è tulle giovevoli ad aumentare la produuività delle linee, a facilitarf:' l'utilizzazione del materiale mobile, e ad aumentare la sicurezza d'.esercizio delle linee, tornano tutte a vantaggio degli interessi della difesa dello Staio. • Infi~e è chiaro, che le Società, a misura èbe saranno in gr~do <li apnre al servizio intere linee, non trascuren1nno di ottenere dal Governo che le medesime vengano dotate del materiale mobile e delle scorte cli materiale fisso, occMrenti all'e3ercizio; mentre , c?me si notò, fìnora si aprirono spesso qua e là piccoli tronchi, che 51 esercitarono con materia.le tolto alle Jin(}e esistenti. ~~
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Ci è dunque lecito concludere che, purch è l'Amministrazione det ~avori pubblici lo ~oglia, si potranno olLenere in minor tempo piÙ! linee nuove, meglio cqstrulle, e di esercizio più sicuro e meno dispendioso, linee produttive e dotate del materiale mobi le occorrente. In sei anni, ripetiamolo, si sono costruiti olLre 1000 eh ilometri· di .l inee n.uove, ma qua e là, senza che quest'aumento di sviluppo chllometl'ICO, senza che l'accrescimento del materiale 1nobile abbia avvantaggiato in nulla le condizioni nostre nei riguardi militari e senzachè, crediamo, siansi neanche oLLenuti sensibili vantacrcri nell'interesse generale economico della nazione. Non una delle li~ee indispensanili alla difesa dello Stato, come già segnalammo, fu aperta; non una nuova arteria di movimento uti lizzabile compiuta; non tolto uno solo degli inconvenienti dipendenti dalla scarsità del materiale mobile, non accelerala neanche di un minuto la. nostra mobilitazione, e la rapiditit di eventuali spostamenti strategici, trà la valle· del Po e la Penisola. So un tale stato di cose dovesse durare ancora qualche anno sarebbe un errore imperdonab ile, diremmo quasi una colpa. ' Quante volte rimbom.barono in Parlamento, anche dal banco dei ministri 2 patriottich e parole, sulla necessità di provvedere rapidamente alle comuni cazion i ferroviari e più necessarie alla difesa I Ch i ~vrebbe mai immaginato che all'atto pr·atico si sarebbe operalo così mconsultamentel Or ber.e al presente il Governo si è sbarazzato dalle pastoi~ che prima potenno inceppare la sua azione, al presente esso s1 è provveduto di più potenti mezzi d'azione, pensi dunque a dare un impulso più energico e razionale ai ln.vori ferroviari . Questo è un bisogno urgente per la difesa dello Stato ed un dovere imprescindibile, al qnale è lecito sperare che il Governo non sarà per venir meno.
V. . f?in qui a?biamo cercato ~i~ostrare, che i patti i quali regola no . 11 nu o_vo ordmamenlo ferrov1ar10 sono tali da darci sicura garanzia, ybe tanto per ciò che r·isguarda la rete atlualmente in èsercizio come per quanto .si riferisce allo linee in corso di cost.rnzione, o di~
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,costruirsi, si otterrà più sicuram ente, più rapidamente, un sensibile .aumento di mezzi ferrovia ri, vuoi linee, vuoi materiale cl'esercizio ed approvvigionamenti, e che mercè i fondi di previdenza appositamente instituiti, mai potrà avverarsi diminuzione nei medesimi e peggioramento dei servizi, che anzi è assicurato un continuo aumento patrimoniale proporzionalo all'aum~nto del traffico . Ma non basta possedere i mezzi, occorre anche che la loro utiliz;rnzion e per gli scopi militari sia seriamente ed accuratamente studiata in Lutti i particolari ; e per ciò è naturalmente necessaria la volonterosa cooperazione delle ammin istrazioni ferroviarie. Cer·chiamo dunque se nel Capitolalo siansi pattuite condizioni sufficienti per ollenere lo scopo sopra indicato, sia per i trasporti di pace che per quelli di guerra. Una delle condizioni più esser.ziali ,essenclo quella che il materiale mobile sia adaLLo ai trasporli mi litari ed in quantità suflìciente, e che gli approvvigionamenti , massime di combustibile, non Yengano a difettare al momento del bisogn'o, si è provveduto a ciò con gli articoli 22 e 23 del Capitolalo che qui riportiamo (·I). «Art.. 22. - Il Governo potrà rich iedere,median le rimborso della spesa necessaria, che un certo numero di carri merci, di carri per ,cavalli e bestiami, nelle quantità che verranno indicate, sia.no modificati in modo da servire anche al trasporlo delle truppe e del materiale da guerra secondo le determinazioni dell'Amministrazione militare. Alla cessazione del con lrallo, nella riconsegna del materiale al Governo non ~arà tenuto conto al concessionario del maggior valore ,che i delli carri avranno acquistato per elTeLLo delle anzidette mo,dificazioni. Il nuovo materiale mobile che si acquisterà dovrà essere atto, :secondo le ,prescrizioni del Governo, ai trasporti militari. Le carrozze a corridoio longitudinale dovranno essere costruite in h10do da potersi adaLtare al trasporto dei maiali e feriti . Nella costruzione dei nuovi carri merci s' inLrodurranno quelle modificazioni le qual i, essendo conciliabili coll'ordinario servizio, ('1) Gli articoli cho qui riportiamo si riferiscono a.I Ca.pitola.to che risguarda la So-cielà esercente la rete mediterranea.. Condizioni identiche però furono introdotte in appositi articoli dei Capitolati relatiYi alla Società adriatica. ed alla sicnla.
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poss_ano agevolare il caricamento e Io sca .· . degli allri attrezzi da guerra. :- t icamento dei cannon i e · dovrà avere in oa . , Art. .23. . - Il concess· . ronario . . mc1gazzmi una quantità di comb t"b "I ffi . ,,,n1 tempo ne, suor, 1CJerHe _per quattro mesi, per il servizio della traz ione e ~:l~ei sempre il diritto di accer·tat"ene d" eme, ed_ d Governo avrà '·~ me iante ·1ppo · · di. agenti 51 te visite ' da lui delegati. Tale qualità, a richiesta del Gover d . bisogni del consumo per se· . no, ovra essere sufficiente a·i i mesi, quando per . . . nah, possa.no prevedersi incao-1· ,· d' . circostanze eècez10. , o I o i 1tar I neo-J1 approv ·a· . d"1 ore1·nrnre pro · t v101onamentJ. Quando Il Governo st1·nla"e ;:,::, . consumo per sei me-i 1-1 e . · . ' vv,s e superiori at :, , oncessionano dovr· .1 eventuali compensi». a eseguire, salvo glr
:r~u.
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Bas_ta la semplice lettura di quesl i ani 1· . ' . materiale e gli approwigionamenti di c~ i pe1 ·' edere, ~he circa ib ·Lrebbero essere m"rrai·o . È ca1 bone le garanzie non po"t'lo ri. !, però obbJ'a d l G mente dell' Amministrazio . .. lo O_ e overno e segnatai>izioni non res tino le~t~ran:u::::1a~,lo/ssicurarsi che quelle dispostante le continue e cordiali rei':. ~ \ ciò nessuno può dubilare fra le Amministrazioni fer ·o . ~z1on1, c 18 da lungo tempo esistono1 viane e quella militare . p .: ' . o1t ,ì sembrare forse a tal un o I cienza di carbon foss1·1e ', . le ie, stante la quasi asso] uta defi. naz,ona e atto al .. f approvvigionamento pe J·so., t· , e • quatlro mes· d' serv1z10 l .erroviario. . . un . serre scarso. Ma op1Jortu11ame t ·1 G . 1 , com rnst1blle possa riu. . ' n e i overno s· ,. .· . e, occorrendo p . . . , e nse1 ''ala la facoltà 1 ordinare, , , rovv1ste maarrwn . D al tra parte, vi sto che la rovvi quatlro ed occorrendo P"i' se? . sta ordinaria deve bastare per~ 1 mes, e per un t ff' sulle linee principali da ,12 a 16 co' ;i . ~a _,co c~1e _richiede men~ di tre coppi.e di treoi giornali!,t s:1f~ g1ornalie'.·1' e ~on che il Governo ha il diritto di o d . ee secondane, e v1.,to, vizio ordinario, e può ap r fi ~- :ren e1 e anche totalmente il serro vie private che r1on f, p o tlai e adnche delle provviste delle ferctnno parte ella ret ,. . ' prese complessivamente près~ntan 0 .·e punc,~ale, e le quali 2000 h' e rlometri si può conci 1 . uno h .sviluppo di non meno d~· ,· d d ' uc ere c e, almeno , ·1 . 110 o ella guerra il combu t'b·1 pe1 i prnno pe' s 1 1e non potrà f . d"f Comunque sia è eh iaro cl1e I' ammm,straz . . . . ar , ·1· etto. .tempo provvedere al bi~o(l' d 1 '. '. One mi ilare dovrà in· , ,.,no e combustibile per una gùerra un. l'.><)
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po' lunga. È questa una preoccupazione che essa ha in comune coo l'amministrazione della marina, ecl opportunamente il governo si è riservato ·1a facoltà di farlo servendosi delle ammin istrazioni ferroviarie . Circa a tulle le questioni che si riferiscono alla esecuzione dei trosporti di pace e di guerra, alle esercitazioni di pace, agli studi preparatori, ai compensi da pagarsi per i trasporti, ai vantaggi da accordarsi al personale militare, ecco qui le disposizioni che a questi oggetti si riferiscono . << Art. 24 (ultimo alinea). - I treni facol tativi e gl i straordinari per trasporli militari saranno determinati dal Ministe~o della guerra d'accordo col concessionari o. Arl. 27. - Il concessionario dovrlt accordare mediante adeguato compenso, a litolo precario, binari di diramazione a servizio di stabilimenti privati, purchè ciò possa farsi senza danno ed aggravio del servizio e della sicurezza, e dietro approvazione del Governo . Alle stesse condizioni.il Governo sarà sempre in diritto di costruire a sue spese e di esercitare binari di diramazione per stabi limenti suoi propri, cosìl militari, come civili. Art. 29. - · Il concessionario dovrà accordare tutte le facilitazioni possibi li agli ufficiali del regio esercito ed al personale della brigata ferrov·ieri, che il Ministro del la guerra manderà sulle ferrovie per studiare l'esercizio nell'interesse del servizio ferrovia rio mili lare. TI concessionari o, in quanlo le esigenze del servizio lo consentano, dovrà mettere a disposizione dell'au~oriti.t militare vetture e carri per esercitare le truppe nelle operazioni di carico e scarico. L' epoca e la durnk'l di tali esercitazioni dovranno essere delerrninate d'accordo fra l'autorità militare e il concessionario. La società avrà l'obbligo di portare tutto il concorso che le sarà richiesto dal Governo e claì suoi legalf rappresentanti, per la preparazione degli orari e delle norme dei trasporli per il tempo di guerra. Arl. 30. - In caso di grandi trasporti cli truppe per la preparazione alla guerrae durante la guerra, il Governo avrà il diÌ·iuo di prescrivere le norme di servizio, tanto per i trasporti mili tari, quanto per quelli del pubblico.
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. Avrà pure il diriLLo di rimuovere l'armamento ed interrompere qualunque modo la circo lazione dei treni, su una o più linee della rete,e di assumere la direzione, o fare diretlarnente l'esercizio, ·s ia per i trasporti militari, sia per il pubblico. Le spese occorrenti alla remozione delle rotaie, alla interruzione o guasti della ferrovia, nonchè al ristabilimento dell a medesima, sa1·anno sopportate dallo Stato. Avverandosi, per fatto del Governo, la interruzione delle linee, o la sospensione del servizio, in tuLLo od in parte, sarà. tenuto, per le linee interrotte o sospese, apposito e distinLo conto dei trasporti tanto pel servizio pubblico, quanto per il servizio militare ; ed i prodotti, sollo ded11zione delle spese, saranno versati mensilmente nelle casse dello Stato, salvo l'azione all'indennità per i danni efTettivi che il concessionario avesse eventualmente sofferto per gli effetti di detta parziale sospensione o in terruzi one; e salvo ogni altra azione d'indennità, se ed in quanto possa competere ai termini del diritto comune ». Importantissimo nei riguardi della difesa dello Stato, e tale da rnssicurare completamente, cbe non farà mai difeuo il buon volere degli agenti ferroviari nell'esecuzione dei trasporti, sia di pace che di guerra, è il disposto dell'art. 3 1, che qui riproduciamo in quella parte che ci interessa . « Art. 3,f . II concessionario dovrà impiegare esclusivamente italiani, salvo le eccezioni che dietro giustificali motivi Yen issero approvate dal G0verno. Nelle nuo ve nomine saranno a parità di condizioni preferiti coloro i quali abbiano servito lodevolmente non meno di otto anni nel regio esercito o nella règia marina come militari di truppa, allorchè presentino le cond izioni di morali tà, di attitud ine fisica, di etit e di capacità prescritte dai regolamenli sul personale per l'ammissione in servizio. Un terzo dei posti d'ordine, cli custodia di locali o materiali, o di servizi o, che imporLino una retribuzione compresa fra le 900 e le 1200 lire, dovrà essere riservato a termini dell'art. 20 della legge 8 lugl io 1883 ai sotluffìciali di cui è parola nell'art. 10 della legge medesima,cheabbiano l'idoneità necessaria a sostenere tali uffici». Ol tre a ciò nella seri e delle disposizioni relative al servizio dei il.Il
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trasporti mi litari dobbiamo citare una disposizione dell'art. 32 che a ciò ci ri fer isce. << Art. 3'2. Qualora il Ministero della guerra vol esse istituire comandi militari di si.azione permanenti, il conc:essionario compa·· Libilmente con le esigenze del servizio e mediani.e un compeo~o da stabilirsi d'accordo con l'autorità militare, dovrà. mettere a disposizione della medesima i locali necessari. Dovrà. pure al le stesse condizioni assegnare una stanza nelle prin~ cipali stazioni , dove fossero comandati ufficiali in occasi one d1 orandi trasporli di truppe». <> i . Infine devesi notare, che non fu trascurato l'interesse prec om1nante nei trasporti militari del tempo di pnce, che è l'economia, essendovisi provveduto con l'art. 37 del capitolalo, in fo rza del quale artico lo le tre amm ini strazioni ferrovictri e accettano la convenzione 28 settembre ,f 882 per i trasporti del personale e materiai i~pettant.i all'ammini sl.razione della guerra ed a quella della marina. Queste, che fin qui abbiamo esposte, sono le principali condizioni pal.Luite nei capitolati. che formano parte integra~te dei .co~Lratti stipulati fra lo Stai.o e le tre grandi amministraziom ferrov1ane, relativamente a tuLLo ciò che tocca gli interessi mi litari, che è quanto dire i bisooni della difesa dello Stato . Ora dall'esame degli articoli sovracitati nsulta, che mancano nel capiLolal.o~paLLi espliciti relativi a due punti importanti del problema ferroviario mi litare, vale a dire: all'ingerenza che !'amministrazione militare deve avere nel promuovere i lavori di miglioramento delle linee esistenti,i quali possono ess·ere necessari per aumentarne la produttività. nell'interesse 'mili~are, -ed inollre alla vigilanza che il ministro ·della guerra deve esercitare sulle nuove costruzioni ferroviarie, affinchè rÌ$pondano alla impor-tanza loro nella economia generale della difesa dello Stato. i\I a se questo, a pri mo aspel.lo, pare una lacuna, in fondo non lo -è; sarebbe stato invece una superfetazione introdurre nei capi tolati condizioni relative ai due punti sovramenzionati. Infatti circa i lavori di miglioramento dell,e linee esistenti, l'amministrazione militare provvede per mezzo della direzione dei trasporti e dei commissari mili Lari per le ferrovie del regno, sia co~ promuovere dalle amministrazioni forroviarie gl i studi dei progeLL1 :relativi ai lavori riconosciuti utili o necessa,ri, sia col lrattare, volta !)
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NEI RIGUARDI MILITARI
per volta, per stabil ire la competenza del la spesa e la misura della quota speuante alle amministrazioni in teressale. In quanto alle nuove costruzioni poi il ministro della guerra può esercitare la sua azione in forza dell'art.2° della legge 11865, che determina e sancisce l'ingerenza del medesimo su tutte le opere pubbliche,che in teressano la difesa dello Stato. Il ministro della guerra quindi può interven ire nella faccenda delle nuove costruzioni, sia traltando direttamente col ministro dei layori pubblici, sia per mezz0 dei suoi speciali delegnti che sono: il comandante del II reparto del corpo di stato maocriore > che è membro del consiglio delle strade ferrate; il capo della direzione trasporli, che è membro straordinario del consiglio superiore dei lavori pubb lici; infine i commissari militari per le ferroYie, i quali in tervèngo no alle adunanze della 3"' sezione del consiglio stesso , nella quale si esaminano i progelli particolareggiati delle costruzioni ferroviarie. Al ministro della guerra adunque, anche col nuovo ordinamento fenoviario, rimane pieno ed intero il diritto e la possib ilità di esercitare in tutte le question i ed in tutti gli studi, che riguardano la costrnzione e l'esercizio delfp, strade ferrate, quell'ingerenza, che è tanto più legiltima e giusta quanto più essa è necessaria, afftnchè I~ ferrovie possano sicuramente ed utilmente servire alla difesa del lo Stato. ' O{')
CONCLUSIONE.
- Non abbiamo per fermo avuto l'intenzione deliberala di fa re l'elogio del nuovo ordinamento ferroviario, scriyendo queste pagine che Lalur.o, for te di convinzioni opposte, od inclinato alla critica a qualunque costo, potrà considerare forse come il panegirico delle convenzioni. Ma francamente dall'esame spassionato delle meliesime non ci è riuscito rintracciare cause gravi e certe di peoaioramento rio<? spello al passato, ma un deciso miglioramento. , Non pretendiamo neanche sostenere che la soluzi.one adottata sia la migliore possibile; ma in fine dei conti, chi era a conoscenza della
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situazione durala fìn qui, memore che il meglio è nemico del bene,. non può non accetlare volentieri negli utili la nuova situazione, che· rispetto alla prima risulla inlìnitamenle migliorata. Non pochi dei nostri uomini di guerra hanno non pertanto· espresso un parere sfavorevole, e a noi è capitato udire molti nostri, colfeahi ad esprimere dubbi e paure al riguardo. Noi crediamo checiò dipenda in alcuni da opinioni preconcette, da questioni di _µ~·in~ cipio; in altri da conoscenze meno perfelle del!~ vere cond1Z1om stabili.te, e della natura e portata dei pat.li stipulati. Alcuni mi li tari , fid uciosi soltanto nella onni potenza ed infallibilitàdello Stato, credono preferibiie nei riguardi mil itari l'esercizio di' Stato; altri, convinti che miracoli può farne solo l'industria privala, avrebbero preferito Società assolute padrone delle linee e del materiale. Ma il fatto solo che uomini di guerra possono avere opinioni cosÌt diametralmente opposte, deve dimostrare che, stando nel giusto· mezzo, è possibi le per avventura non stare completamente a, disagio. È indubitato che i mezzi ferroviar i come pure la preparazione per la completa utiliz,zazione dei medesimi possono far difeLto qualunque-· sia l'ordinamento; è ·un fatto che da una parte la proprietà delle lineedà al Governo diritto ad una ingerenza maggiore,come è un fatto cheil carallere privato dell e amm inistrazioni esercenti dà al ministro,. della guerra una autorità sopra le medesime,assai maggiore che esso·· non possa mai avere, in un Governo parlamentare, sul suo collega: dei, lavori pubblici. Perocch è anche tra le amministraiioni governative ardono gelosie di potere, e si sente come in allretlaote fa-· miolie la noia delle intromissioni esterne: e la pratica insegna, chegli accordi sono più pronti e facili a prendersi con ammm1straz1om private che non con uffici governativi. Nè questo deve suonar lamento o rampogna; è semplicemente l'enunciazione di un fatto . Tanto ciò è vero, che l'ingerenza che il ministro · della guerra, in forza della legge del 1865 ha sulle ferrovie, fu per mo llo tempo illusoria, malgrado la legge; e l'ingerenza attuale non è che il risulitato di l un crhe insistenze. Non si n°egava il diritto all'ingerenza, ma si è lungamente discusso,. <)
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IL NUOVO ORD.JNAMENTO FERROVIARIO
··sulla forma di essa. Ora, per le conseguenze è indifferente discutere . sul principio o sulla forma, l'effetto è lo stesso. Adunque a noi questa. specie d'ordinamento, nel -quale il G9verno è 1proprietario ed enti privati sono conduttori dell' esercizio, non · dispiace; perchè con ma,ggior legittimità. lo Stato proprietario potè ··imporre le condizioni che a lui convenivano, e con maggior auto .rità. il ministro della guerra, per la parte che lo riguarda, potrà. ac-cordarsi con le Società esercenti. Scartata ogni questio.ne di principio, parve più pratico a noi por•t.are a coQoscenza dei nostri colleghi le vere condizioni in cui verrà -a trovarsi l'azienda ferrov iaria, e spiegare la natura e la portata dei patti stipulati nell'interesse militare; ed analizzare la parte viva e -sostauziale,quella dei me1.zi dei qufdi ,potrà disporre l'azienda ferro' Viaria per i trasporti sia di pace che di guerra, delle garanzie sulla , buona conservazione, e sul1·aumento pr:ogressi vo di quei mezzi, sulla ;foro conveniente ntilizzazjone. L'esame instituito. sotto questo punto di vista, che a noi sembra il solo razionale e Yeramente pratico, ci ·:Sembra riesca favorevole al nuovo ordinamento. E poiché siamo convinti che, in tutte le cose che toccano l' eser"iCito, la fiducia è la prima condizione del successo, così desiderosi ,-che anche per quanto si riferisce al servizio ferroviario militare si dileguino quei dubbi che, se nÒn c'inganniamo, alcuni nutrono sulle · condizioni del servizio stesso, dopo aver procuralo di esporre schiet,tamente e con quella maggior chiarezza che ci fu possibile il vero stato delle cose,per meglio ottenere l'intento e.i varremo anche dell'autorità del capo di stato maggiore dell'esercito; il quale esami,nate le convenzion[ sotto il triplice a,spetto delle .diverse contingenze ~che possono presentarsi, pei trasporti di . pace, per la preparazione alla guenra e guerra durante, ebbe a dichiarare in un do· Cumento ufficiale (I), che ùi comiplesso le condizion'i ùise1·ùe nei · capitolati nelt' interesse clei trasporti militar'i, possono rùeners.i -sM{ficienti. Adunqueè da credere che il segreto del successo riposerà. tutto nella ,fotelligenza, nel buon volere, nella attività con la quale così per
NEI RIGUARDI MlLITARI .
parte dell'Amministrazione militare come .per par~e degli agenti fer- · rovia.ri si risolveranno i diversi problemi che SI presentano nell~ predis~o~izione e nella esecuzione dei trasporti, sia di pace, sia dI • guerra. . . . Il leaislatorn ha pensato a provvedere 1 mezzi occorrenti ed a reaolare {rapporti reciproci. L'osservanza dei patti, l'utilizzazione oculata dei mezzi, è questione puramente di persone; ed a questo punto · crediamo che spendere altre parole sarebbe del tutto superfluo.
GIOVANNI GomAN
1'en. (;olonn . di stato maggio1'e.
(I) Vedi Relazione délla Commissiono parlamentare s~1l progeUo di legge relativo :.:alle convenzioni ferroviarie, pag. !91.
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LA. DlFEKSlVA NEl,IA PROVENZA E NE L DE LFINATO
4Ì
I.(!)
LA D I FENS I VA
:NELLA PROVENZA
1(
NEL DELFINATO
Memori a del maresciallo duca di Berwick ( 1709):
La biblioleca del Re in Torino, poss iede, nella sua racco lta pre·ziosa cli rnanoscrit.ti, una copia di clocumenlo slorico, ch e s'inlitola: Mr!mofres siw les frontièrts de la Prov,mce et dii Dauphiné. Quesle Memori~ parlano la data 23 novemb!'e 1709 (mano- · ·scrittoN . 126). Sono scritte, sollo forma di lettera, ed indiri~zatec1 Luigi XIV di Francia, dal maresciallo duca di Berwick. Esse contengono il p_ensiero strategico al quale si è inspirato l'illustre gene rale nell:1 difesa delle Alpi, frontiera a lu.i affidata dal ·1709 al '17 12. Di questo importante scritto fanno cenno le Memorie stampate -del Berwick (Parigi ·I 780), là dove afferm ano: che si pnò ritenere -come mi piano pe1· la lii(ensiva delta frontiera d'Italia, qneLla memoria che il maresciallo ùivia:oa a Li&iqi X.TV net 1709 (1 ). Pubblicando _ques~o clocu_mento, ci sembra di fare opera utile per ·C?loro che studiano 10 particolar modo la guerra cli montagna. Essi v1 troveranno un esempio meritevole di allenta consideraz ione. 1
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(IJ u~a post.illa_ delle Memorie_é pure stampato questo passo: • voi r lo ~lèmoirn mstrnct1f du marechal De B0rw1ck sur la Prol'ence et. le Dauphiné • (Oépòt dc la ,guerre). •
Il maresciallo di Francia FiLz James, duca cli Berwick, inglese, fi11 Jio naturale del duca Giacomo di York e di Arabella Churchill, sirella d~l duca di Marlboroug, nacque il ,J O agosto 11670. Condotto fanciullo in Francia, vi fu educalo nella religione cattoli ca. Nel ,16815 venne richiamato dal padre, salito al lrono (Giacomo 11) di Inghillerra, creato duca cli Berwick. . , Già a quindici anni il giovane duca com baueva con onore ali as· sedio cli Buda-Pest; poi combatteva in Irlanda durante la rivolu. zione 11688. Dopo la quale ritornava in Francia, prendeva sudditanza francese e offriva il suo braccio di soldato a Luigi XIV. li Berwick sentiva nell'animo che la guerra era per lLli il solo mezzo di acquistare prontamente fama ed onori. Vi si gectava, perciò, a tutt'uomo, pugnando ora in Fiandra, ora in Ispagna, ora in Germania . Contemporaneo al Luxembourg, al Villars, al Vend6me, prese parte a tuLte le imprese di guerra di quei ~empi, fa c~nd? testa più volte a grandi capitan i, quali furono il principe Eng~n10, il duca di Marlbo roug e Viltorio Amedeo Il . Nel 1J706 Luigi XIV lo creava marescial lo di Francia e nel '1709 gli affidarn l'esercilo delle Alpi. Le vincende della vita, il lungo soggiorno nel le corLi diedero al Berwick grande conoscenza degli' uomini e dei tempi. In r~1~zzo alle basse invidie, alle cortigianerie sfacciate, seppe mostrarsi integro . Aveva nobi le fi rrura ed era di statura elevata: presen Lava aspelto freddo e rigido, sel)bene, per sa11gue ardente, spinto talvolta_all'ira. Ebbe ferr ea volonLà, domò la sua naLura. Possedeva quel nob1 le sentimento che è la grandezza d'animo, procedeva sempre diritto verso il suo obbiettivo e per la via più breve. La regina di Spagna diceva di lui: qu' it étq,i t un grand diable cl'cinglais qn'allait toujow·s to1&t dro'it si&r son chemi:n.
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(I) Dallo Me'tnoires di
B 1;11W LCI(. -
Edizione !780
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LA DIFE:NSI I' A
Come generale, il .Berwick fu uomo calcolatore e melodista. Ebbe facil ilà di mente nell'abbracciare e appli care i principi della guerra: ebbe pure abili Là politica nei negoziati. In due cose, soprattu lto, manifestava particolare ingegno: vogliamo dire, nello studio del terreno e negli assedi . Perciò il suo genio militare si mostrò in maggiore luce nell'applicazione di queUa forma della guerra che si suole chiamare la clif'e1isi'Va. . . ' Il Monlesquieu, l'illustre autore del libro l'Espritdes lois, ben conobbe il genio del Berwick, e nell'elogio che ne s,~risse sono degne cli ricordo queste parole: (( il talento particolare del maresciallo di « Berwick era quello di fare una guerra difensiva, cli r ialzare a fot« tuna cose disperate, di ben conoscere tutte le risorse che si pote« vano trarre anche nella sventura. Certamente egli sentiva di es« sere natoper simi le lotta. Lo intesi sovente dire : che. la cosa la (< quale aveva più desiderato in tutta lasua'vita eraima biwnapiaz-..rn (< da di/endere >>. Il duca di Berwick moriva ali' assedio cli Philisbourg, ucciso da · un colpo cli cannone ('1734).
II. Nel ,I709 Luigi XIV, per fronteggiare gli attacchi dei suoi nemici, raccoglievalesue maggiori forze sulla front iera nord-est della Francia, (love più grande era il pericolo; ed ~ guardia della fronteria delle Alpi destinava una massa di ottantaquattro battaglioni e trenta squadroni. Capo di questoesercito il Berwick, conobbieLLivolad,i/ensiva. Il maresciall o giungeva a Grenoble il 26 aprile. Suo primo pensiero fu quello di visitare i magazzini dell'esercito: squallida miseria si presentò da ogni lato . Chiedeva allora al re soccorso, indicava i . pericoli cui si correva incontro, la impossibilità delle manovre rapide di spostamento per la difesa della frontiera, e dichiarava potere essere trascinato dalla dnra necess ità a mettere sempl icemente in ogni piazza da guerra un numero di truppe proporzionalo ~i viveri, e a rinviare nell'interno della Francia le altre forze. Ma la sua voce gridava al deserto, e la corte di Versailles abbandonava a se stesso il duca di Berwick.
NELL-\ PROVEN.ZA E NEL DEl,FINA TO
Il maresciallo era uomo dì tenaci propositi: pensò provvedere da sè ai bisogni dell'esercito . Chiedeva soccorsi agli intendenti delle
provincie e lontane e vicine: egli stesso andava in cerca dì grani ~ ne faceva arriva.re dalla Franca-Contea, dalla Borgogna e da altri siti. Sequestrava una carrozza por tante centomila scudi dello Stato,. faceva impresti ti a nome del Go_verno, tassava la Savoia. il Delfinato e la Provenza. Mal grado tanta aLLivitiL, pure il veLlovagliamento delle truppe fu, per un periodo di tempo, difficilissimo. Lo stesso Berwick lo afferma nelle Memorie stampate.« Siccome, egli dice, le « provviste giungevano di lontano, abbisognava molto tempo perchè « esse fossero messe nei rispettivi magazzini. Fummo costretti vi « vere giorno per giorno, sempre col pericolo cli esserr1~ privi , al « minimo incidente che colpisse una colonna del carreggw _».
'r
E quando ebbe provveduto ai bisogni amministrativi, il Berwick percorse il territorio del suo scacchiere; ne studiò i caratteri logistici e tattici e formu\ò il pensiero strategico. Qijesto pensiero si trova, sotto forma sintetica, esP,resso nelle sue m.emorie stampa te.' Riproduciamol o: 'i La connaissance qne jeI venais de prendr:e du pays, d',ce eg t·1, « me détermina sur la manière de me placerpourla défensive cle cette « fronLi ère, savoir, depuis Anti besjusqu'au lae de ç.enève. Celle éten«due était de plus cle soixante lieues au ti·civm;sJi,es Alpes. « La déf'ensfo·e était difficile, vu C{LÙ1n e1~n,emi qni se tenait cla~ ~ la plaine cle Piémont, et qiii avait so!i ~rqjet /ormé, :~ pouv~,~ « tout d'un coup porler avec toiites ses ~, ·ces dL1 còté qu il vouta,t, « au lieLt qu'incertains de ses dessei1 I. , nmis étions obli~és. d_e 1~oi~s « sépare1· poU11· porter notre allenti n de toi,.s còtl~:~ 1 11 eta1L « naisemblable que nous sel'ions pe,rc6s en quelque endro1t, auquel « cas les ennemis deviendraient les maU1·es de ce qu'ils voudraient. « J'imaoi nai un nv'ltvel emiplacement., par lequel je me trouvais à 0 « po1·tée de toiit, et en état d'a1Tiver par·-toiit avec tonte l'armée, « ou du moins a vec des forces siilfisanles pour baner le passage « aux. ennem is. « Je me fis donc l'idée d'ime ligne dont fo centre a'Vançciit, el la « (Vl'Oite el la gauche étaient en arrière, en sorte qne j~ f~i.,;a·is tait« jow·s la corde, et q1ie les ennemis nécessaire1nent faisaient l' are. I, · -
AX NO XXX, VOI... IV,
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LA DIFENSIVA
NELLA PROVENZA E NEL DEtFINATO
« .Je pris Briançon pour le poinl fixe de ce cenlre, où devaitètrè « le r,ros de rnes troupes, el d'où je devais !es faire filer sur la droile « ou nsur la gauche, selon !es mouvement.s des ennemis. Ma li,gne à « droite passait par la vallée de Barcelonelle, et tombait de là, par " le col de la Caiilolle, dans la valiée d'Entraune, où le Var prend ,, sa source, et conlinuait, en suivant celte rivière, jusqu'a son em« bouchure dans la Méditerranée, entre Saint-Laurent et Antibes. « Pour assurer ma communication de·ce còlé·là, je fis fai re à Tour« noux, dans la vallée de Barcelonette, un camp retranché qui de· « vaiL me servir comme de magasin et de réservoir à troupes, en cas « que !es ennemis se pourtassenl versConi oulecol de Tende. L'entrée « par la vallée de Barcelonelle élait fort-aisée, et de là !es ennemis « auraient pu, sans passer de col, aller à Seyne el sur la Durance, « et se trouver par-là toul d'un coup, au milieu de notre pays: ainsi « j'étais bien aise d'ètre stlr de leur barrer celte porte, en faisan t << bien accommoder le poste de :rournoux, par où il fallait passer « pour aller plus en avant ». « Ma ligneà gauchepassait par le col du Galibier, tombait à.Val« loire, de là à Saint-Jean-Maurienne, et puis à couyert de l'Arc « jusqu'à son embouchure dans l'Isere, que je suivais j usqu'a ~font·« mélian et Barraux, où j'avais médité un camp retranché. J e ne « comptais pas garder la Tarantaise, ni le reste de la Savoie, à cause « que ma ligne aurait élé Lrç>p droite, et que !es ennemis auraient « pu très-aisement, par des contre marche$, me percer quelque « part: mais, reculant ma li gne, j'avais toujours le temps de les « dévancer. Pour assurer !es navetles nécessaires, j'avais ma priu« cipale attention sur Yalloire, posie excellent, qui couvrait le Ga« libier, emp.echait !es ennemis de descendre par le Maurienne, plus « bas que Saint-Miche], et par conséquent !es rejetant nécessaire« ment dans la Taraintasie, s'il s voulaient aller en Savoie, me don« onnait tout le temps d'yarriveravant eux, et de me placer. J'étais « bien sur, que f.ant que }e ne laissèrais aux ennemis d1~ conimuni<( caflion avec le Piémont que pa:1· le petite Saint-Bernard, ils ne « pouvaient hi·v1Ynie1· e,n Savoie, attendu qiw leu~·s s1hbsistances « viendraient de trop loin, et que de plus nous pouvions (acilement, « quand les neiges auraicn;t boitché les passages, to1nber s1w eux,
« avec un tel nombre de trou;pes qii' il plairnit aii Iloi de 1wiis en,< ·vcyer des aiitres frontières ». Il sistema difensivo del Berwick era quindi tracciato da un punto vertice: Briançon - origine di due fronli difensivi, dei quali uno .appoggiava il fianco al Rodano e l'altro al Mediterraneo. Natural-mente il centro di gravitit di questo sistema cadeva su Brinncon; e questa piazza diventava base principale,della difesa. ·• Il duca occupava, perciò, con opere le al ture vicine alla fortezza - faceva_costrurre un forte alle Trois-Tetes, un secondo fortè a Randouillet (,f), dal quale si domina Trois-Tétes e si batte lo sbocco di Cervieres; innalzava un lerzo forte al Point-du-Jour. Cosi in breve tempo, la posizione di Briançon acquistava tale importanza e forza -che dodici ballaglioni erano sufficienti per respingere qualunque -attacco.
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Questo il pensiero strategico del Berwick. E circa il complesso di questo sistema difensivo, lo st~sso Berwick ha portato giudizio. « Elle (celle guerre) parait d'abord extraordinaire et fort-diffi« cile; mais ie puis assurer, qu'en suivant l'idée que je m'en suis «· fai te, c'est la plus aisée. Il ne s'agit que d'étre bien averti des · « mouvements des ennemis, et de faire des navettes à propos; l'un « etl'autreest très-facile; car, par ma position, on voitvenir l'ennemi « de si loin, que l'on peut toujours arriverà temps, quand méme il « déroberait quelques marches. « Il faut observer, qu'en fait de guerre de montagne, quand on « est mail.re des hauteurs, l'on arréte son ennemi; et c'est ce que « j'avais eu attention de ménager dans la ligne que je m'étais pro« posée ». · Questa affermazione il lettore giudicher·à quanto fosse fqndata dalla Memoria che segue e dai ricordi storici che tratteaaiano l'ap"" · p 1.reazione del sistema. (l) Nido di rondini.
LA DIFE:'i'SIVA
III
( I)
SIRE, Ho creduto non poLere rendere servizio più utile alla Vostra Maestà se non facendo le una particolareggiata relazione del modo çon cui si può conservare la frontiera (2) che vi è piaciuto affidarmi · e tanto più perc~è l'esperien~a che abbiamo falla in questa camp·a;na, per quanto riguarda la difesa del paese da Briançon alla R,osue ( 3), ci ha ~~Lto. vedere ch_e non mi sono ingannato. Incomincierò dunqu_e dall indicare un sistema generale, quindi particolarerrO'ierò tulli i diITerenti casi che possono presentarsi, e le dilTerenti ;o~c;izioni che bisogna prendere.
Per difendere l'estensione di questa frontiera, mi sono fo rmalo l'idea di una linea di cui la destra è ad Antibes, il centro a Driançon e la sinistra nell'alta Rosue presso l'Ecluse. Da AntibEis la linea risQ,le lungo il Varo, che,lascia a destra; di là ~a a Ba1:celonelte e al campo di Tournoux ; da questo punto, per 11 colle d1 Vars, a Briançou, passando per Guillestre et Saint-Crepi n, lu~go la Dur~nce, o per la valle di Queyras e il coli.e di Jiayes; da Bnançon la l111ea prosegue a Mon(lsLier e per il Gal,ib\er discende a Valloire e di là a Villars-Gondran, coperta dalla·ValloireMe e dal1' Arc. Poscia, lasciando l'Arca destra, segue questo fiumo fino alla sua conflu enza nell'Isere, dal qual punto si va a Montméliane Chambery e la:oiand,o i mont.i Bauges a destra si giunge, lungo la Laisse, al lago d1 Bourget, che si lascierà pure a destra., per scendere a Chaux, donde, lasciito altresì il Rodano a destra, si arriva a Seyssel e al fo~·te della Ecluse ~4). (IJ ~a-Memoria ha la data dol 23 '.1ovembre i709; dopo ciocche fu raspini.a la prima ~1Tcns1va a.ust_ro-sarda verso la Savoia. li Bcrwlck nello scrivere aveva quindi già esperimentato 11 sistema. (2) L'esp~~ssiono orignalc ò questa: .... à l'oti·e Afaj esté, qu'en lui (aiscint un délail <le l a manier e dont on p eut conser ver la f rontìére....
Rodano. (0 La Memoria· dice precisamente cosi:... . . d'<ri, lai$sa11t aimi le Rllone à a,·oite l'on !Jli!J11e Seyssel et le fo1·t de l'E eluse. (3)
53 Siccome Briançon è il centro della linea, è necessario disporre il grosso delle truppe a breve distanza da questa piazza, dalla quale, secondo lo differenti mosse dei nemici, si è in caso di rinforzare la d'estra o la sinistra. Bisogna anche avere alcune truppe in Qt1eyras per fronteggiare da ogni lato i nemici, e potervi occupare i posti riconosciuti, prima che il nemico vi 'possa giungere. NELLA PROVENZA E NEL DELFINATO
Lo Proven,za essendo la destra, bisogna mettere truppe in vicinanza del Varo, per 11.vervi uha testa capace d'arrestare il hemico o .dare tempo al rimanente delle forze di giungere. È necessario anche mellere nel campo di Tournoux un corpo di truppe, il quale vi sarebbe in condizioni tali , da arrivare in sei giorni sul Varo e ih due .su Briançon . La Savoia essendo la sinistra, conviene mettere a S. Jean de Maurianne un corpo di truppe, il quale spingerit innanzi g1·ossi parLi ti ne:lll'alta Mam·ia·n'no, '!)'e)· avei· notizi'e ·e p·er osservare tcttio ciò che può scendere dal Moncenisio. Quanto alla Taranlasia, siccome si trova ali' infnori della linea, le truppe che vi si mettet·anno non serviranno ad altro che a"d ai utare acl avere notizie sul nemico e su ciò che avviene cli là dai monti ; -devono sempre essere pronte a retrocedere, dinanzi ad un nem ico superiore, ripiegando lungo I' Isere fino a Conflans, per poi gellarsi dietro il Rodano e difenderne il passaggio. Convi ene mettere in -codesta zona tulla la cavalleria ed i dragoni, per l'abbondanza dei foraggi . Ecco la pri,tna disposizione che si 'd'eve da're alle truppe all'iniziarsi -della campagna; cioè quando il neb1ico incomincia ad ammassare le -sue truppe nella pianura del Piemonte. Parlando ora dei particolari e clivel'si movimenti a farsi, e dei :posti da occuparsi, dirò : Se i n,em,ici acca,nparw a Oukc od a Cesana. Bisoi:tna sorvegliare la valle cli Queyras, Briançon e la valle di Monastier. Perciò è necessario accampare il grosso dell'esercito -dietro Briançon con una brigala, che si suppone di cinque ballaglioni , al disotto del Randouillet, peT la difesa di questo forte e della
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vlJ.
LA DIFEJliSl VA NELLA PROVENZA E NEL DELFINATO
comunicazione ch e viene da Ce . . lunghe, i granatieri della qual rvieres; un'altra brigata alle Case< • e saranno accampati ali e (1) sorvegliare la testa della vall e d. N I a ous , per· ,, • euvac le e so-tene . d. menti che si hanno sulla c . . . :s re 1 1stacca(2) . . .d l' Echelle, di J'Eitures e' delomVun1cazione dt Acles . e pei CrJ 11 i el11 ritirarsi sul colle di B 1T (3a) on. Questa brigata avrà Ol'dine dii ' perfori. Sarà be u. ere , se l'inimico l'attacca con fo rze su, ne ave, e anche qualche baLLao-J· r la guardia dei colli di Gernon L rr C: o ione a1 •ress inet pe1~ don nel.. Bisorrna , ' onoet, .' istollet, Buffere e Charo anche aci;ampare lmrrata sull'alt . d. R Queyras, la destra al disopra del una Il o. . u1 a , oux a, lagne, e il Rivo S M . . cas.te o, la sm1slra alle grandi monSoul ier. . artmo dinanzi a sè, con fronte al villaggio di·
È necessario da Queyrns fare sfil are delle truppe per la strada che corre lungo il Guil e per il colle di Farfoude (·1l; se no può anche fn,.e sfìla,.e su Briançon , lungo la Durance, e si porteranno sulle alture di fronte alla stretta di Ceillac, la sinistra in Yicinanza al Tourquinet, all o sbocco della stretta che conduce a Queyras e la destra alle grandi montagne, lasciando Qui llestre alle spalle: occupare nello stesso tempo il colle di Vars (2) con una brigata di fanteria.
Se i nemià sfilando colla sinistra vogliono guadagnate la valle di Barcelonet!e. Essendo nella pos izione sopra indicata, si è sempre in tempo di dare mano alle truppe che si saranno portate al campo di Tournoux, per la ragione che l!:l strade, pe,. le quali il nemico dovrebbe passare sono difficil issime e fanno un arco, men tre no i,. padroni del r,oll e di Vars, comun ichiamo con sicurezza e sempre per le alture col sopradelto campo. Di più il nemico, venendo per il colle di Màurin (3) e discendendo nella stralla del Caste!et non può, dopo avere passato Saint-Paul, seguire il fondo della valle per recarsi a Tournoux, perchè sarebbe batLulo dalle alture che discendono dal colle di Vars ed esposto al fuo co delle truppe del campo di Tournou x. - È necessario quindi che il nomico passi un 'allrn catena di montagne difficilissime per <;cendere nella pi anura dell'A rche. - La quale manovra non modifi chercb ue in nulla la impo rtanza della posizione di T,mrnoux, la cui occupazione sarebbe sempre vantaggiosa, anche quando il nemico venisse da Sainl-Paul e dall' Arche, oppure avanzasse da ,Taussier e dal Chascelarl. I l sito di Tornoux mi apparisce sempre come luogo inaltaccabil e dal nemi co, il quale abbia meno di qu in dici ·ballaglion i e, ,:opralullo porchè Tournoux ha sicu ,.a la sua comunicazion'e col grosso dell'esorcilo.
Due di questi battaglioni saranno a .. . . nissard per la o-uardia del Il d. Iccampat1 in vicinanza di Brun ' ' co e I zouard (.~ ) . d quale occupazione il nem ico n . . . ' pei mezzo ella colle di Peusse e . on può venu e a Queyras che per il, La c . , . . , p~1 con seguenza, sulla fronte dei campo di Roux omun,cazione di Queyra B. .• coll e di Hayes da B . . s lcon .. riançon deve essere faua per il, , i.un issare a . villat""' sti s,un.· , pan crasse. Noo vi sono eh . e quattro o1e d, marcia per delle truppe.
Se i nemici spmqono t1. d ll e Cervières. · iippe e. a loro sinistra verso Bottsson, .Bi~ogna rinfor-zare il corpo di Queyra' glion1. :s con otto o dieci batta-
, . Se i nemici entrano in Quey·ra.s. Bisogna allora che i I rrros d Il' . . . . Hayes (5) ed accampi s;lla :l~m-! d~~1 c1l~ .v1 passi per il colle di, fici enti dodici battaglioni per rest~re a ~ux .. m questo caso s?no suf0 uai dia del campo tnnceratodi Briancon •· posti. v1.cm1. . . • e ui aJt 11 ,1·
Se i nemici marciando colla sin · t1. · . i l colle clel Fromage (6) G ·tt is a voglwno discendere per· · su iH estre.
Se il nemico entra in Bm·celonettr:, clalle valli di Stt111·a e cli Jfaira. È necessario fa re quello che ho detto nell'articolo precedente: ag-
<;>
Valle Chiré_e a ovest di NeU1·ache. (~) Comun1caz1000 da Plan-Pioet lungo il valloo ' (3) Aionest,or-Neuvache, mulattiera. e d Acles. t:J Da Orunissard a Cefl'iéres. (a) Comunicazione fra Saint.Paocrasse-Br . , (6) Com unicazione fra il colle dcll'A un,ssa~d-Arv1eu:1:-0ueyras. 11 0 gne , Molino,, Ceillac, Gnillostre.
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'
Comunicazione da .~ rvieux a Chàle,1u Crasscs. Comunicazione rra Guille:;tro e Saint-Paul . (3) Mulatt.lora fra Chiapera (~Jaira) e M:iurin (Uberye).
(t ) 12)
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LA DI fENSJ VA.
NELLA PROVENZA. E NEL DRU'lXA.1'0
giun gerò cho quando si snpp ia che i nemici riunissero truppe a Demonte, bisognerà meLLere in GuillesLre un corpo proporzionato, il qnale, osservando i movimenti dei nemici, si Lroverà in condizioni di arrivare al colle di Vars, in meno di 6 ore, di passare in Queyras. per la sLreLta lungo il ·Guil e ritornare co11 una marcia a Briancon . Non bi:;ogna credel'e che da BarcelonoLte i nemici possano pas~are in Francia colla loro sinistra; non possono pensare che di fare qualche corsa, e, per rimediarvi, o almeno impedire che acquistino grande spazio, converrà, in questo caso, mellere qualche truppa a Seyne, a Colmari; e a Saint-Vincent ( 1l).
zione (c6r6nionies) per forzare il passo di questo fiume e per fa re i ponti, si avrebbe tempo di raggiungere l'Argenlz, corso d'acqua tanto più fac ile a difendersi perchè il nemico non osel'ebbe, per la mancanza dei viveri allontanarsi dal mare; esso quindi non può rimontarlo verso l'alto, e verso il bnsso il corso d'acqua è di.ffìcilissimo per la ripidezza delle rive.
Se i 1iemici /anno marcia1·e il loro esenito o grossi corpi oerso la contea di Nizza . È necessario da Barcei onette fare marciare sul colle di Vars un numero di truppe proporzionalo a quello del nomico, le quali possono trarsi dal campo di Tournoux a .Broc (2) in sei giorn i di marcia. L'importante è di e~sere bene avvisali affinchè le truppe che si avanzano su Vars non si muovano che quando si saprà con certezza da Nizza che i nem ici procedono innanzi nella contea. Così operando, siccome abbiamo minore strada da pel'correre dei nemici , che non potranno mai fare una marcia prima di noi, nè sopravanzarci con contromarce sul \'aro, o indietro in valle di Barceion elle, " od in Queyras, od infine in Briançon, tanto più eli o quando i nemici si saranno messi in marcia Yerso la con Lea di Nizza, occorrerà che il nosLro eserciLo si prolunghi da .Briançon fino al Varo per essere così sempre in condizioni di spingersi innanzi o di retroce· dere secondo i movimenti del nemico .. Cosa certa si è questa: che qnando i nemici marciassero sul Varo con i.SO battaglioni, 30 hall.agi ioni sarebbero sufficienti per difen-. derne il passagaio. Sarà anche necei;sario l'avere due o tre re,rninr menti dragimi, per impedire gli sbarchi sulla destl'a della linea, lungo la costa del mare . E supposto, che, per non essere avvisali in tempo o per negligenza, i nemici giungano al \'aro prima dell'esercìto del Re, siccome loro si richiede qualche giorno di prepara-
Ecco le diverse p()sizioni a prendersi sulla nostra desll'a fino ad Antibes. Esaminiamo ora quelle di sinistra.
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Se i n<:,inici v~ngono ad accampare 1iella valle Bard01ieche. Occorro spiegare il grosso nella valle cli ~lonos~ier; accampare ,due brigate al Puy de FressineL, per fare guardia ai colli di Char-donnet (,1), di Bt1ffère, di Cliristolet, di LongeL (.2) e Germon , mettendo alle Case! unghe i granatieri delle due brigate. È necessari o meLtere a Valloi re e a Saint- Martin cl'Arc due brigate o mellerne -egualmenle due nella valle di Queyras, per la difesa del colle di Izouard e dell'altura di Roux; le ultime avranno un posto al Lot per spingere parli Li verso il colle di Godron (3) e di Bousson (4). Sei nemici mm,·ciando colla destrn passano il colte della Boue. Bisogna che le lruppea~IonesLier facciano per il Galibier la stessa manovra clte i nemici faranno per il coll e della Roue. Le quali truppe occnpa,.ndo Valloire (i:>), in attesa di vedere il nemico a de·cidersi, devono mettere una brigata sull'altura di Saint-M artin cl' Are, e dodici o quindici compagnie granatieri alla Sourdière, sia per sbarrare ai nemici la co municazione tungo l'Arc, sia per sostenere i partiti che bisognerà avere su Modane, Saint-André e ~otre-Dame de CharneL. · Se i ne,nici ven_gono ad accampare nella ·valle di P1·ès (6) .
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(¾ ) Seync aveva un piccolo forte, era ch iusa da mLtraglia. - Saint-Vincont era una ridotta Oancheggial.J. (2) Provenza.
Comunicazione rra Lauzot e Névneho. (2) Comunicaz'onc da Plampinet alla Sale. (3) Da Cervières al Mongincna. (4) Da. Ccrviores a Bousson. (5) Il MoxTANNEJ, dice, « ciò che si chiama Passo di Valloii·e consisto nel guardare la città di Saint-Jean, il guado di Pa.mpollier, il guado di Saint-:\lartin d' Are, lo -sbocco de la So\Ìdièrc o quelli dc la 1ra1conniòre e del Plan-Bourci (pag. 169). (6) La Clade, dalle origi ni al Ponto lle la Vachette. · (!)
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LA DIFENSIVA
NELLA PROVEèi!ZA E NEL DELFINATO
Bisogna mettere tre brigate al Puy de Fressinet, per la guardia del colle di Buffère, di Christollet, di Longet e di Germon: una brigala al Lauzet per la guardia del colle di Chardonuel; due brigale al di là del colle di Chardonnet; due brigale di là dal colle di Poussonnière ('I), alla croce del colle di Neuvache, sulla comunicazione di Bonnenuite, facendo fronte agli stagni ed agli sbocchi della valle di Neuvache, perché i nemici non possano, colla loro destra, passarvi e sbanare i passi del Galibier e della Poussonnière. È necessario mettere una brigala accampala al disopra del villaggio dr Valloire, facendo fronte da quella parte, la destra alla montagna. la sinistra al forte ruinat.o di Saint-Pierre. Le tn1ppe di Maurianne andranno ad accamparsi a Villars, per essere in caso di rinforzare il campo di Valloire, se vi sarà bisogno. Il restante dell'esercito accamperà. dietro al campo trincerato di Briançon ad eccezione di una brigata, che bisognerà lasciare sempre al campo di Izouard.
trincerato al colle d'Izouard (1) vi resteranno. Quelle di Maurianne Testeranno a Villar:;. Si può obbi ettarmi che codesli movimenti, dovendo essere fatti-con grande precisione (bie,-,,. juste) sarà cosa difficile veni me a capo, per la ragione che il nemico può guadagnare qualche marcia, come · appunto avvenne, talvolta, altrove. A questa obbiezione rispondo: che, per la mia positura, occupo i colli e le alture che scendono~ nella valle di Près e in quella di Neuvache, e che perciò i nemici non polrebberi> fare il minimo movimento · senza. che io lo sappia, due ore dopo . ·
Se i nemici dal colle di Néoache discendono lungo la Néva--· chette. · Sarà sufficiente lasciare due brigale alla croce del colle di Névache. Le rimanenti truppe accamperanno a Valloire, così, come l'ho già detto, mettendo una urigata· per guardare il terreno che ètra il villaggio Point-du-.Tour e il ponte \""alloirelle, sulla comunicazione di Bonnenuit, al disotto dell'altura di S. Pietro. Le truppedella Maurianné resteranno a Villars per guardare il passo della Vallnirette, dal Point-du-Jour fino ad Albanelle, avendo sempre-partiti sulle alture tra la Valloirette e !'Are per vedere i movimenli· dei nemici. È anche necessaria una. continua sorveglianza sui colli di ìlfonestier e su quello d'Izouard.
Se i nemici vengono ad accampare nella valle di Névache. Bisogna lasciare due brigate dietro al campo trincerato di. Briançon: una al colle d' Izouard, e le tre brigate che già sono al Puy de Fressinet vi rimarranno ancora. Spingere al Lauzet una, nuova brigata e mettere campo col resto della truppa nella valle Guisanne da Monesti er a Casset. Le altre brigate, che furono prima, indicate, devono essere messe oltre il Galibier e restarvi. Se i nemici, ma:rciando colla loro destra, rimontano la valle· d·i Névache e passano il colle di Névar;he. Bisogna fare marciare le due brigate che sono al Lauzet per raggiungere, pér il Galibier o per la Pussonnière, le due brigate ch0' sono accampate alfa crocè· del colle di Névache. Bisogna che le· truppe cli il'lonastier marcino esse pure, nello stesso momenlo, Sll Valloire, per occuparne il campo, lasciando una brigata al Lauzet · per la guardia del colle di Chardonnet. .Delle tre brigate al Puy de· Fressinet, due discenderanno al Lauzet per essere preste a passare· il Galibier, se,,i sarà bisogno. Le truppe accampate dietro ìl campo, (,I l Da Monestier a Bonn enuit.
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Se i nemici dal colle di Névache discendono l111n90 la valle d,f !liayn-ier (il). È necessario che le truppe~che provengono da Monestier prendano la ste$Sa posizione indicata dall'articolo p,;ecedenle, all'eccezione di una brigata che salirà al colle di VaÙoire, se :ion è occu-p~t~ dai nemici, per spiarne le mosse. Se il colle è occupato dai ne-m1c1, la brigala si recherà tra re Point dn·Jour ed Albanette, donde-· le truppe della Mauriann·e andranno al campo di Villars-Gondran. Se ·i nem'ici dopo esse-re discesi nella valle cli JJiaynier passan(J;l' Are. , (!.) Furono costruttc sul ·colle alcune ridotte.
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LA DIFENSIVA
Bisogna rinforzare prontamente il campo di Vill ars-Gondran con ,.qua lche brigala tratta da Vallo ire. Il passo di Villars-Gondnm deve ·essere occupalo colla destra alla grande montagna, colla sinistra .all'Arc, al!raversando la piana diagonalmente, seguendo sempre .il terrn zzo che eone parallelarnente al fiume. È necessario mellere ,una brigata di fanteria, con cannoni, su di ·un altipiano che giace al ·-<.li là della destra del fiu me, allo sbocco dell a strada che scende da :Montrichè; questo altipiano domina diagonalmente la pianura che -è dall'aHra parte dell'Arc, di fronte al campo. È da consid erare il fatto che. dopo il tratto che fronteggia Villars fino a Villars-Gondran, i nemici non possono passare nè alla Valloi re, nè l'Arc, a -.cagione delle rive del fiume, le quali sono dovunque elevate e dirupate. CaraltE!ristica (hcmi6) della positura dei due campi di Val,loire e di Villars-(;ondran, è questa: ohe i nemici non possono mai minacciare (donne·1· jaloiisie) i due campi contemporaneamente, per ·la considerazione che dall e alture e dalla co nfluenza della Valloi-rette nell'Arc, si vedono ,tutle le mosse dei nemici, ill'modo da po- · tere num erare uomo per uomo. Oltre di ciò , siccome i nemici .dee-scrivono l'arco e noi percorriamo la corda, le truppe di VillarsGondran avranno sempre ,tempo di sal ire in soccorso di Valloir.e , e ,così le truppe di Valloire avran no sempre tempo di scendere su Vi llars·Gondran S'aggiunga che il p::issaggio dell'Arc, il quale separa i due campi, rispetto alla comunica,zione che de,,ono percor1. rere i nemici per recarsi da un campo all'altro, crea non poéhe · difficoltà e ritardi periessi; tanto più gravi percÌrè i .granatieri e i distaccamenti devono scendere a _Saint-Martin d'Ai·c dopo che ·il nemico ha passato I' Are. Aggiùngerò che dubito fortemente che i ·nemici osino accampare •a Saint-Martin d'Arc coll'eserci tQ, perchè dal colle di Valloir:e si discende su di esso da allura in altura, dalle quali sarebbe eosa facilissima, anche eon forze inferi ori, schiacchiarlo. - Per sfug.gire questo danno il nemico do. · vrebbe occupare il colle di Valloire; ma questo non ,può farlo con · tutte le forze, per~hè la difesa dalle alture contigue al colle può . assalire le tru,p.pe che tentassero di occuparlo.
. (.() Affiuent.e dell'Arc, formante un vallone che por ta nome di Combe Louvier.
NELLA PfiOl'ENZA E NEL DELFINATO
Se i aem,ici scendono in Jfaul'ianne per il 1Jfoncen·isio e per il : colle, della Roue. Bisogna immediatamente occupare i due campi di Villars Gondran, come è già stato detto. Bisogna ancora riunire una brigata e · postare quindici o venti compagn ie granatieri alla Sourdi ère (I) eriman ervi fluo a che si veda il nemico decisv a marciare verso l' Are .. Se il nemito muove lasciando !"Are sulla destra, i nostri partiti e · grnnatieri disputeranno le alture del piitno di Boursin e poi si ripiegheranno per il colle di Valloire al campo di Valloire. Ho il dubbio però che i nemici non passeranno mai da questo lato; ik paese e le comunicazioni sono quasi impraticabili ad un esercito; . ma comunque avvenga è bene preveJ.ere il caso. Se i nemici lasciano I' Are alla loro sinistra, bisognerà rinforzare · di qualche truppa il campo di Villars-Gondran allorchè essi gararmo alr altezza della Sourdière, e fare discendere qualche brigata a SaintMartin d' Are.: per impedire ai nemici•di passare il fi ume dopo la Sour- · difr_e fino all'imboccatura della Valloirette. Per raggiungere questo.. scopo, hi,;ogna appoggiare la destra all'alta montagna, al di là del vallon e di Valmaynier e la sinistra alla Va lloirette, occupando iter- razzi e gli altipian i, colla padronanza dei quali, per parte nostra, il nemico non troverà possibile di fare pon ti sull'Arc in vicinanza di Saint-'M ichel, e troverà ancora meno possibile il passarvi anche, quando i ponLi fossero costrutti. Ma poichè è cosa ben fatta il prevedere tutto, supponiamo il caso che i nemici forzino il passo dell'Arc. Allora bisognerà occùpare il campo di Valloi re, come l' ho già indicalo prima, e contrastare, il più a lungo possibile, al ne- · mico, la salita al colle Valloire: la quale condotta farà perdere tempo ai nemici, non potendo scacciare la difesa che coll'aggiramento cli Valmayn ier. Debbo aggiungere che il passo di ·Vallòire deve essere tenutocome punto essenzialé in questa guerra, perchè assicura la comu · nicazione, in diretta linea dati' a!Lo Delfinato colla Savoia, mentre i nemici, nelle marce e conlromarce che vogliono intraprendere· verso le due province, sono costretti a percorrere larghi giri, ep-però non pòLranno mai sorprenderci (donner des tourquets) . ' (1) Vedere la nota fatta precedentemente Sltl voslo di Valloire,
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···62.
LA DIFENSIVA
Se i neniici sfila1io collli destra pel' ·1·aggi:ungere la Chambre r: Aig1wbelle. · Bisogna fiancheggiarli nella marcia con l'esercito, lasciando I' Are .alla destra. La marcia ·dei nemici sarà difficile, il paese disastroso (riide), la comunicazione stretta e pessima, mentre la nostra marcia · sarà facile per la strada che si percorre. È necessario porre molta , cura, costeggiando il nemico, nel riconosçere le alture dominanti a ,,monte e a valle le località in cui esso potrebbe passare l'Arc. ·Perchè è cosa sicura che il non spostarsi dalle alture, quand'anche · avesse costrutti i ponti sull' Are, farebbe sì che il nemico non oserebbe passarvi, perchè si troverebbe in una piccola zona, dove avrebbe difficoltà a riordinarsi e non potrebbe arrestarvisi a ca. . ' g1one del fuoco incrociato che si farebbe da tutte le alture sopra di lui; di più si sarebbe in potenza per assalirlo con vantaa(fio da tutti .I . S èlèl 1 at1 . e, pertanto, i nemici trovassero mezzo di forzare il passo del!' Are, di respingerci dalle alture vicine, e, per conseguenza, se: parare le nostre truppe, allora è necessario che quelle che si troveranno a monte del posto per dove essi hanno rotta la difesll , si ri. . tirino sopra l'all:ura di Montri,:hé, posto eccellente e quasi impossibile a forzare, ed impedire così al nemico di marciare su Valloire, e quindi di rendersi padrone del Galibier. Le truppe che saranno a ·v~lle del punto nel quale il nem ico ha spezzata la dife:;a, si ri piegheranno a Montmélian, dietro l' lsère, di cui difenderanno "-il passaggio, accompagnando parallellamente i· nemici nella loro :·marcia. Se i nemici discenderanno l'Isère verso Barraux e Grenoble, le ,nostre truppe faranno alLrettanto. Se i· nemici rimonteranno verso ·Conflans per là passare, con maggiore facilita, i guadi dell'Isère ·bisognerà fare noi alLrellanto per impedire l'impresa. Se, a mal~ grado di. ('.iò, rin:;cissero a passare, sarebbe necessario occupare Mo_ntmélia~, del_ ~uale parlerò più sollo. Occorre ancora por mente .a ciò: che I nem1c1 essendo snll'Isère, le nostre truppe che si tro'·-vano a l\fontriché debbono scendere e avvicinarsi ai nemici, dare ~oro molestia, impedire loro l'attacco delle nostre truppe che clifen. dono I' Isère. Dr più, fino a quando le nostre truppe conserveranno ,-l'alta Maurianne i nemici non potranno trarre i viveri che dalla Ta.,.rantasia; epperò bisogna che si separino e si mellano in condizioni
l'iELLA PROVENZA E NEL DELFINATO
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da essere da noi fftlaccati con preponderanza, di guisa che è ari· tenersi cbe i nemici non oseranno avanzare ( 1) nella bassa l\laurianne fino a che saranno in forza nel\'alta: 1
...
Se i nem,ici vogliono fare dei pont'i siill'Arc presso Aiton, tra Aigiwbelle e la Croix cl'Aiguebelle (2). Essi non possono andarvi che sfilando (conlant) nella M aurianne lungo L\rc o nella Tarantasia lungo l'Isère. fino a Conflans; dove, passando il fiume, possono marciare per Saint-Hélène su Ai ton. Trovo la cosa troppo difficile a ca.gione dell'allontanamento delle loro sussistenze, perchè non potendo avere altro pane che per la Tarantasia, essi sono costretti a lasciare a Conflans un grosso corpo senza il quale, quandò fossero giunti ad Aiton, noi potressimo tagliare loro le comunicazioni con Moutiers, portandovi truppe, sempre ~al coperto dall'Isère. Ma supponiamo il caso che il nemico accampi in vicinanza d'Aiton, e siccome esso può tentare ·il passaggio del!' Are, tra Ai ton e l'Isère, così bene come lo può fare a valle di Ai ton, bisogna accampare l'esercito colla destra alla Croce d' Aiguebelle e la sinistra verso l'alto Isère e l' Are dinnanzi a sè. Se i nemici ; ogliono costrurre ponti di fronte al campo, si può facilmente impedirlo, essendovi trinceramenti e boschi favorevol i alla difesa; e quand' anche costruissero i ponti, non oserebbero passare dinnanzi ali 'esercito, schierato in bat.taglia, pronto ad assalirli. Se i nemici vogliono fare dei ponti in vicinanza di Ai ton, bisogna. semplicemente ritardarne la costruzione coi distaccamenti, i quali dirigeranno i lor,) tiri sulle rive dell' Are. E quando i ponti sarànno costruiti io sosterrò che i nemici non oseranno passarli, perchè, schierando un corpo di truppe con la destra alla montagna e la sinistra alla Croix d' Aiguebelle, sulla riva. dell' Are, e coprendo di fanteria le alture rivestile di boschi , parallele al fiume e che si prolungano (règnent} fino ad Aiguebel le, e mettendo una brigata. di fanteria per sbarrare il passaggio che giace fra le due alture e I' Are, sulla strada che conduce ad Aiguebe!le, i nemici si troveranno serLa. vera. parola. adoperata è s'en(ou·r11er (insaccare) . (2) Nel manoscritto: Aylonne e Ayguebelle.
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LA DIFENs:v.-1.
rati in una locali là dalla quale non potranno più uscire, e dove potrebbero essere sch iacciati a colpi di ~annoni e di fucili . Con siffaue disposizioni si sbarra interamente ai nemi ci il passo del!' Are, e, per conseguenza, se vogliono tentare di rompere la linea difensin dovranno passare in Tarantasia. Bisogna quin di esaminare i diversi partili da pren dersi quando fossero giun ti a Conflans .
Se i nem·ici marciano sg Conflans. In questa circcst.anza è necessario occupare il campo trincerato di Montmélian , la destra alla città o la sinistrn sui terrazzi trincerati. avendo presente: che quando i nemici avanzeranno per assalirci , si dovranno dispor re in allo, verso le fa lde della grande_roccia, di eci compagnie granatieri per impedire d'essere assaliti da lle piccole comunicazion i che scendo no dalla Thui le, guadagnando le alture della sinistra del campo. Ho fallo lavorare da quel lato, perchè le truppe vi si possano recare al coperto dai fuo chi di quelle che occupano la grande montagna, e vi ho fallo costrurre una strada per salirvi. Bisogna ancora porre un corpo ad Aiguebelle e un altro alla Croix. d'Aiguebell e, per potere lanciare continuamente partiti sui nemici ed osservare le loro mosse. È necessario occupare il castello di Saint-Hélène; avere nella Comba della Chartreuse-cl' Aill on un distaccamento di mille cinqùecento uomini, ciò cho impedirà ai nemici di salire sulle alture della Thuile;e s'aggiunga, che fì no a quando le nostre truppe terranno la Comba i nemici non oseranno avanzare (s'enfownwr) su Saint·Pierre d'Albigny, per la considerazione che occupando noi le allure siarr.o iil grado di assalirli quando lo vogliamo. Le truppe della Com ba guarderanno con cura il colle della Sia ed occuperanno, con posti, il margine della Comba, cioè il Ravin de la Vauche, il colle della Folie, il co lle della Rainte-Reine, il r.olle Morbier e la strada che attraversa la foresta della Linde per andare alla Thuile. Si dovrà porre anche una guardià di dragoni a Molarclier e un posto di fanteria allo sbocco della strella di Guilbert al la Chartreuse-d' Aillon. Questa Cornba è una scatola (boette) da lla qual e è cosa difficile l' esserne cacciali, se le truppe fa nno il loro dovere, e tanto più, in quanl ochè si possono sempre mandare soccorsi.
NELLA PROVENZA E NEL DELFl~A.TO
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Se i nern,ici ma1·ciano da Conflans à Saint-Pi(;rre d' Albigny. È necessario che il campo di Montmèlian resti nella si tuazione
che ho accennato. Le truppe d' Aiguebelle e quelle della Croix d' Aiguebellé andranno ad accampare lungo l'Isère di fronte ai nemici, cioè la destra sarà, presso a poco, verso Ch amons e la sinistra verso la strada di Montmélian. Esse lascieranno un grosso posto ad Aiguebelle, un altro all a Croix d' Aiguebelle ed un altro a Chamons e all'imboccatura dell'Arc nell'Isère. Le truppe che si saranno lasciate a gMrdia dell 'alta Maurianne potranno allora avvicinarsi lasciando però qualche battaglione per sorvegliare il posto di Valloire.
Se i nemici dli Confl-ans salgor,,o nei Bau,qes evanno a Puy Gros. Bisogna che le lruppe del campo di Montmélian si mettano co lla destra a Saint-.Joire, e la sinistra alla chiesa della Ravoire, occupando con una brigata di fanteria l'altura della Ravoire, che domina la Lai sse. Si collocherà ancora una brigata di fanteri a, colla destra alla grande ·montagna e colla sinistra all'altura che è al disopra di Saint-,Joirc. Le truppe che saranno accampate dall'altra parte dello Isère, verranno ad occupare il campo di Montmélian, lasciando solamente qualche distaccamento per vedere ciò che avviene nella pianura di Saint-P ierre d' Alliigny. Se i n.em·wi marciano dal Puy Gros o dal Desert per presentarsi allo sbocco della Batie ( 1). , 'B isogna sfilare colla sinistra lungo un margine che corre parallelo alla grande montagna, per mettere la destra dietro al villaggio di Barbera (2) che bisogna occupare e rinforzare, e la sinistra sull'altura della Ravoire al disopra della .Laisse, osservando di far passare la linea sull e alture. È necessario lasciare anche a Saint-.J oire una brigata per guardare lo sbocco del Puy-Gros e dare tempo alla destra di riportarvisi, se l'inimico , con una con tromarcia, vi ritornasse. 1
Se i nemici accampati allo sbocco della Batie o di Chaffardon sfilando colla rlestm volesse1·0 mm·ci~re pel vecchio Chambery. (i) Si scrive anche Bathie e Dezer t. (2) A breve dista nz,i eia Chamhery su un poggio a sml-est di 11uella ciltit.
5 - ANNO XXX, VOL.
IV.
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LA Dll'ENSIVA
Bi:;oona, marciando colla sinistra, spingere questa. ~ulleal.ture al disopn~ tli Chamberv e meLLere la destra sull'altu ra di Ravo 1re, ~accndo fronte alla L~isse e segnando il fronLe del campo colla diga coslruua contro lo straripamento del fium e. Si farann~ a.nche entrare in Chambery clistaccamenli per la guardia della c1tta.
S() i nem;ici accampati al ·vecchio Chanibery, sfilando. ancora per la loro destra, si mettono s1dla cornwnioazione che va a Botirget o all'Eclwlle .
È necessario ancora marciare sulla sinistra, seguendo un'altura cho :iccompagna quasi parallelamente la strada che v~ da Il~ui.'gel all'Echelle, spingendosi verso,l'alla montagna, do:e si ~~gg,era la sinistrn, stendendo la desti·a verso Chambe?. Se i. nc'.mc1 avr~n~~ abbandonato il vecchio Chambery, bisognera porvi se, ,balla~l,on,, saranno suffir~ienLi per difendere le alture contro lutto I esercito ~emico . Se i nemici vo lessero ritornare al vecchio Cha~be'.'Y, b'.so: nnerebbe rispondere alla mossa col disporre due battaghom al di (a del castello della Barre per chiudere il passaggio della vei:chia strada di Aix; ballaglioni che impediranno ai ne-i:11ic! di ri.Lo1:nar~ per dove sono venuti e non avranno più comunicaz1on1 per, v,ven ch e per Aix , usando le più grandi precauzioni ~ ~do~erando g:?sse sco rte, perchè dal passo sulla vecchia str~da d A,x s1 vedono i,1ungere i convogli, e prestano il fianco alla difesa.
Se da Con~ans ine1nici fanno il grande yiro di an,dare a Chan~bày passa:ndo per Aix. . Bi~o"na prendere la stessa posizione sopraindicata. Ed aggmngo_: nel!' un~ 0 nell'altro caso si devono chiamare tutte le truppe: s~ra snfficiente lasciare qltal che posto ai castelli di Defiert, della Bali e, al convento di SainL-Joire, a iVlontrnèlian, a ì'liolan, a Sainte-Hélène, per essere avvertiti delle manovre che. i ne~ici potrebbero fare. Ma con conlrnmarce non potranno mai darci ,;acc1>, anche guadagnando qualche lappa, perchè essi sono costretti a. percorrere largh 1 giri, mentre noi abbiamo poca strada da faro per correre su qualunque punto su cui i nemici dirigessero il loro at~ac~o. Occo~T~ quindi lasciare nel sito di Valloire due o tre battaglioni, parche e
· !\ELLA E'l\OVEXZA E NEL DELFINATO
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<lella maggiore importanza il mamenersi sempre pa,l ron i dell'alta 'Maurianne, affinchè i nemici non possano fare giungere cannoni da ,quel lato. Sebbene io abbia creduto dovere il segnala re le ma.ree diverse e i movimenLi che i nemici potrebbero fare iniziando le mo$Se da Confians, non è Lutta.via probabile che le faccia.no, per· la consicleraz,ione che bisognerebbe che i nemici abbandonassero il luogo di Conflans, il che vorrebbe dire perdita delle loro comunicazioni col proprio paese, e quindi difficollfa ai nemici di retrocedere; perchè da noi ,si puLrebbe faci lmente occupare e tener forl ela. sola comunicazione che ad essi rimane . Di più è bene osservare che un esercilo non marcia innanzi quando non può sperare d'avere le spalle lib ere; e -quindi non avere allri viveri all'infuori di quel li trainali al segu ito. Cosi si può dire come principio: che fi1w a q1ia11do si terrà con ostinaziont 1lfontm6lian, inemioi non ardiranno abbandona1·e Conflan.s ~ potranno, come nell'nltùna campagna, portare dei corpi e dei di · ..staccumenti fino ad Annecy e snll'alto ll.odano: ma qiiesti distacca:menti non avram,no alt1·0 scopo che eh trarre s1issistcnzeper lei cavalleria. Si è su codesto ragionamento che io fondo la difesa della fronte
-sinistra della mia linea . Cioè, l'alto !lodano. dietro il quale si può giungere pèr impedire corse; e vi si i:1otrà mellere una pari e della ,cavalleria e dragoni, spall eggiati da Lre o quattro -batklglioni , forza che sarà sufficiente per impedire il passaggio ai nemici, fino a che non èondurranno con sè i ponti (per,:hè questo fiume è molto largo, senza guadi e le rive quasi dovunque impraticabili) non avendo ~ssi battell i. :'{on vi sono che due località aue a facil itare le giuate -dei ponLi, ci6è: Luce e Gresin . Il fium e è mollo stretto ai luogh i dove .gia eranvi i ponLi e così si polrebbe ancora ricostruirli; ma col mezzo di qualche ridotta e con un buon trinceramento a mezz,i costa -e colle truppe sopraindicate, si possono difendere quei passi. Disoguerà che i nemici per passarvi vi vengano con tutto l'esercito; la ,quale cosa io credo non po~sano fare perchè sarebbero costretti ad <\bbandonare Conllam. Si avrà sempre la comunicazione assicurata, ~olle truppe che saranno poste sull'alto Rodano, per dietro il lago
NE LLA l.'ROVEl\ZA J:: NEL OELolNATO
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LA DIFENSIV.~
mento che rron si conserva il Galibier e i colli che mettono nella valle di }lonestier. Volendo quindi diminuire l'esercito del Delfinato, non si pnò più occupare nè Valloirc nè la Mnurianne, e per conseguenza il Galibier resta aperto . Per supplire a questo fatto prendo la libertà di proporre a V. M. un secondo campo trinceralo ,che avviluppi Briançon dalla parte di Monestierr Ho riconosciuto il terreno ed è favorevolissimo: poco danaro, poco lavoro, e non molta estensione. La destra sarà alla montagna del Poet, il centro alla ridotta della Pinée, e la sinistra a distanza di fucile da Rriançon . Dall'altura fino alla Pinée il terreno è difficilissimo; ma mercè -due ridotte lo ritengo inaltacabile dalla Pinée alla Cascina. - È un terrazzo naturale che domina interamente tutta la valle: l'esten:Sione dalla destra alla sinistra non è che seicento tese all'incirca . .Così i due campi trincerati avviluperanno lutto .Bri ançon e comuni-cheranno per i ponti e per le strade che io ho fallo costrurre per .poterlo difendere. Occorreranno lulto al più trenta battaglioni a •difesa di questa piazza.
di Bourget e c0l mezzo di batlelli che si raccoglieranno a Lucé e at disopra di Chaux. Bisogna av~r"e presente che allorquando i nemici si stenderanno fino ad Annecy, sarà necessario avere in vicinanza di Chambery un grosso corpo di truppe, sia per conservare la capitale della Savoia, sia per éssere più a portata di essa. Se poi i nemici troveranno-· mezzo di fare passare il Rodano a qualche truppa, allora bisognerà assai irla. Si è per questo scopo che nella campagna passata vr ho posto .M. de Cilly con diciannove squadroni e cinque ballagl ioni. Bisognerebbe ancora, · anche quando i nemici fossero ad Annecy, mettere un posto nel castello di Bourget ed a Chaux, per la sicurezza: della comunicazione col Rodano, affine di potere te~ere partiti verso i nemici. Per ciò che si riferisce al numero delle truppe che occorrono per la difesa di questa frontiera, in esecuzione del sist.ema qui sopra indicato, esso deve dipendere dal numero dei nemici coi qu!.\li si avrà da fare; ma in gen~rale si può ritenere che occorre più fanteria di essi e minore cav_alleria. Per esempio: supponendo che i nemici vi. avessero, nella passata campagna, sessantacinque battaglioni e settantaseLle squadroni, importerebbe che V. M. avesse un esercito di settantacinque battaglioni, non comprese le guarn igioni di .Monaco e di Villafranca, e di trenta squadroni, dei qua); i due terzi dragoni, se possibile. Eccovi, Sire, il mio senti111ento sul modo di fare una bella e sicura difensiva contro l'esercito del duca di Savoia. Ma poichè può anche presenlarsi tale caso per il quale V. M. sia costretta di accrescere i suo i eserciti altrove, mi prendo la libertà di proporle un altro sistema, per mezzo del quale V. M. potrit ritirare dal Delfinato • una ventina di battaglioni. 13riançon essendo consideralo come il punto principale che s'erge in cima ai disegni dei nemici, Liso-gna prii:namente mettere tale piazza in condizioni che non possa essere assediata. Il campo trinceralo che io ho fatto fare quest'anno non è ·suffici ente, dal mo-
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Il secondo punto essenziale è Barraux. I nemici discendendo per il Moncenisio e per la Maurianne, possano condurre dell'artiglieria, e la piazza per se stessa essendo difettosa non sosterrebbe ,un lungo assedio. Bisogna quindi farvi un campo trincerato del quale la deslra appoggi al forte e la sinistra alla montagna avendo ,un burrone dinnanzi. Ma siccome i nemici sono molto superiori in ·forze e potrebbero girarlo, così è necessario chiuderlo anche alle spalle. Per la difesa di questo campo trincerato occorronò venti :battaglioni; ed allri cinque o sei battaglioni sono necessari in Gré·noble o in altre piazze del Delfinato e della Provenza. Se i nemici l'engono dalla Savoia, la cavalleria e i dragoni debbono restare in ,parte a Grénoble e in parte dietro al Rodano per gnarentire il paese, ,per quanto sia possibile, dalle corse dei nemici od almeno per con:tenerle . Quando i nemici saranno discesi in Maurianne e avranno passato tl'Isère, sarà inutile lasciare trenta battaglioni a Briançon; ·non ce ne vorrà che una quantilà proporzionale al corpo che i nemici la:scieranno ad Exilles. - Di questi battaglioni , parte verranno lungo ,la montagna a raggiungere il torrente di Pontcliarra, per dar~ la
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\ LA DIFENSIVA
NELLA PROVENZA E NEL DELFINATO
mano al campo di Barraux, e parte si porterranno a Valloire per· impedire ai nemici di trarre dalla Maurianne viveri _e ar'liglierie. Jl campo tr,incerato di Brimwon essendo in istato di fonzionare. si· forà, all'iniziarsi àella campagna, quasi la. stessa disposizione indicata nel cominciamento di questa Memoria; cioé: il grosso delletruppe in vicinanza a Bria1nçon, e il restante i1n -soag,lfoni a Queyras,.. a Gttilles,re e a Barcelo1met1e. ' •
mandti maggiore previdenza dell'altro , non lascia cli assiciira1·e ciò che vi è di più essenziale sulla fr01itiera dei paesi di V. M.;. ma la. veritcì, ·mwle che si dica , che, in segiiito, possono accadere inccnivenienti, percbè, se i nemici occuperanno Cha~nbery .e ~_lo?tmé~ Jian, faranno svernare in Sa·voia i l loro esercito, .qumch l anno dopo renderanno la difensfoa più clif ficile per la ragione che, ollr~ all'occhio che abb1:amo già aperto per Briançon e Banaux, !'.l dovrà anche aprire un o,;chio per :i l Bugey e per la Franca-Contea. Infatti durante l' inverno, i nemici possono trovar modo cli avere o cosLru;re baÙell i e si porranno in condizioni lli eseguire il passag~io del Rodano; per la q·ual cosa, io credo, Sire,.che s_olan~ente di f1·onte acl 1ma grande 1iecessità possci V. Jf. sceghere il mio secondo sistem,a.
Se i neniid vengono nella €l~l'ezio1Md;i Bria:ncon. Le truf)pe c:he sono scoglionate sulla ·destra si ~·ipieotheranno su, 0 Briançon. Conte:mpo1·aneamente si scaglfoneranno nella valle dr 1"Io~ nastier i venti battaglioni ché debbono occupare Barraux, perch èvi possano giungere con rapidità, e quando si scoro-essero i nemici discendere fra la Muse e Grénoble, devono a.v~mz1.l;e. dietro l'Isère fino in vicinanza di ~1ontm élia:n, per ritardare ai nemici il passao-.-,,iocli quel fiume e ripiegarsi in seguii.o sotto Ban;a·ux ( ,J), oppure t~:rin Provenza' se vi sarà hisoono ciare prontamente . o . Se i nemici -vogliono ent?'a1'e ùi. 'Queytas, in Barcelonette e· verso il Varo. Allora occorre fare quello che 'ho eletto nel primo mio progetto, avendo cura cli lasciare qualche trnppa al campo cli Tournoux, percbè, se i nemici retrocedono, si possa arrivare sempre sottoBriançon con molte forze, per arrestarli e dare tempo al resta'nte· delle Lruppe di anivare. L'uno e l'altl'ù sistema si fondano .~ùll'attacco e sulla cli/esa,' sul-· l'essere pro·ntamente auvisati ·clelle mosse nemiche e s-iilta cono-· scenza perfetta del paese . Con questi clue sistemi sono convinto chei nemici non potranno /are cose considerevoli, e siccon:e il ge.ne-rnfo non può fare nè essere dapverttbUo,. è necessario che egli abbia dei ~iboni seconcli e dei .buoni su,balterni, i quali s,ìano attì·vi, vig·ilant te che penetrino nel suo spirito. . 11 J)l'Ìmo sistema è sicuro ed .onore·vole: il secondo, sebbene clo(11 Ai tempi cle Berwick llarraux si sc1·iveva Bara1tlt.
r
Terminerò questo ragionamento indicando i luoghi nei quali s! devono fare magazzini viveri. A me sembra che i prin cipali ce~tn debbano essere Grénoble et Toulon; bisogna rneLLere nel pnrno cli che fare sussistere l'eserc.ito per sei mesi; e nel secondo averne per tre m:esi. ; . . . . . . È necessario avere nel campo dr Tournoux viveri per nutrire cl1ec1 battaglioni per tre mes i; mentre da Briançon al Varo non occone che dare-alle truppe in marcia del pane, al momento del loro passaaaio· così io conto ,che basti semplicemente preparare a Colmars, a S~y~e, ad Autrevaux, a GniHesLre, a Castellanne quindici ~iorn( di farine per l'esercito. Quanto a. Barraux, se si prende partito cl'. eseguire il secondo sistema, ~isognerà necess~riamente met~erv1 cleUe provviste per i venti battaglioni e per tre mesi.. . . Siccome non si tagliano le biade che si sono semmate, 1 cavallt . non mangiano che fìerio; bisogna. dunque avere assoluta1~ente un grosso magazzino d'avena a Grénoble e altri minori al PreJUS o Ansibes. Aao-iun1rerò solamente: clie per ciò che si l'iferisce all'arti glieria, 00 è> • ' d i pezzi da 4 non si posson:o condurre che in Savoia; ma s1 eve avere un niimero grandi, di quelli che si 7Jortano suimiili. B·isogna anche porre una speciale cura a non mai staccare ness1in bat~aglione o corpo oonsiclerevole senz_a che vi siano miili al lM·o seguito; eia.è tre nmli per battagl-ione.
LA DIFENSIVA NELLA. PROVENZA E NEL DELFINATO
, . Eccovi: Sire; ~uell~ che io penso ~ul modo con cui si può impedire che I nem1c1 entrino nella frontiera della Provenza, e del Delfi~alo: sott~pon~o tutto al giudizio di V. M., la quale sa megho d1 LutL1 scegliere ciò che può essere utile al suo servizio; sarà alme_no questa Memoria il prodotto del mio zelo e della rispettosa affez1one con la quale
!o
LE .
UILIZ[E SUBALPINE IN SICILIA
SIRE,
DURANTE IL REGNO DI VITTO RIO AM EDEO Il
· Di Vostra Maestà L'um.iliss. e obbedientiss., fedeliss. suddito e servitore
- - -- - - -
(Signé) Il maresciatlo DUCA DI BE!lWlCK.
Intorno al glorioso regno di Vittor10 Amedeo II scrissero diffu-' ,samente DoMENtCO CAnurrr e IsrDORO LA LUMlA; inoltre ' l'abate :Sr.ELLARDl ebbe. incaric9 dal re Vittorio Emanuele Il di raccogliere -e stampare u·na serie di documenti che si riferiscono al tempo della dominazione Sabauda in Sicilia, cioè dall'anno 47113 al 174 9. Colla scorta a/ tali opere pregevolissime e di parecchi documenti rinvenuti negli archivi di Stato e' rimasti tuttora inediti, ci siamo prefissi col presente cenno storico di seguire le vicende a cui andarono soggette le milizie subalpine in Sicilia, durante la guerra ìYi -c.omhattuta contro gli Spagnuoli nel biennio 17 18-19, la quale, seb · bene ricca di fatti gloriosi, nella Storia militare del Piemonte di Al essandro Saluzzo occupa una parte assai secondaria e ristretta.
Oggi, 23 novemlJre 1709. 1
( Continua). Capitano G.
ZAVATTARl.
,
1
1
I.
I
È noto che col trattalo di pace conchiuso in Utrecht li ,14 aprile ·1713 ebbe termine la guerra di successione di Spagna; il duca di Savoia Vii.torio Amedeo Il si ebbe la corona di Sicilia col diritto di ,succedere lui e i suoi discendenti a quella. di Spagna, ove mancasse la stirpe del , duca di Angiò, il quale era confermato re di Spagna col nome di Filippo V. In virtù dello ste5SO accordo la casa @li Savoia ottenne la resL.i-
/
\
74-
DURANn'E IL REGNO DI VITTOHlO AM&DEO Il
' LE :l[lLTZ!E SUBALl'lNE-JN SICILIA
t.nzione de i suoi Stati transalpini, la cessione dell'alta valle della Dora Riparia colla, fortezza di Exill es, che da Villorio Amedeo fL1 chiamata la.scolta del Monginevra: ebbe la valle del Chisone col forte Mutino, e quell a di Vraita in permuta della valle di Barcellonetta, di modo che i gioghi dell e Alpi segnarono poi sempre il limite tra la Fran cia. il Piemonte e la Contea di Nizza; i confini verso la Lom bardia fur~no allarO' v a ti con la vall e cli Sesia, e colla Lomell ina alla sinistra del Po; ed all~i destra, olLre il rimanente del Monferrato,. col territorio con.1pre~o tra quella sponda ed il Tanaro, e coli' Alessanclrino 9 l di là cli questo fiume. Si fu nel prender possesso di queste region i, già spettanti allo Stato .di Milano che Vittorio Amedeo 11 disse essere la Lombardia un carciofo da. venire foglia a fog li a in potere dei principi Sabaudi. . Vii torio Amedeo nominòsuovicerè in Sicilia il conte Annibnle Maffe1 mi1·andolese ( 1), e si dispose a trasfedrsi egli stesso in qt1ell' isola per pigliarvi possesso, per vedere i nuovi sudditi e farsi vedere da loro. Jennin gs ammiraglio del la Gran Bi·etagna, màndato a qnè-
1
J/
1
<')
Note e documenti. (1) Annibale 11Ìaffei, nato a Mirandola nel modenese l'anno ¾668 dal conte Giovanni 0 da Margherita Baglioni, fu inv iato n: ! i682 alla corte cli Torino in (lllalità di p,1ggio del duca Vittorio AmP-dèo I[ e cinque anni dopo lo seguiva nella gnerra contro • Valdesi. Per il coraggio dimostrato alla battaglia cli Starrarda combattendo contro i Francesi si àcquistò Ja confidenza del principe che lo volle poi sempre vicino. Quando i Francesi tent..1rono di sorprendere Avigliana, il duca lo inca\'icò di recarsi a Tol'ino a meUere in ,uovimento le truppe. Intervenne alla ,wosa di Cuneo, alla ,esriugnaziono cli Carmagnola e si' disLinso t.ra i più valorosi nella ritirata dalla valle dt Susa, S\CChò il duca 10 fregiò dell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro. l?ece inoltre kt campagna del !692 nel Dellioato, e l'anno dopo accompagnò il duca al campo di JJuriasco, all'assalto ciel forte di s. Brigida ecl alla battaglia rii Ortiassano. Nel 1691,, in considerazione dei servigi prestati fu nominato aiutante generale. Nd J.695 fu inviato in qnalita cli "Cntill10mo alla corte di Panna; all'assedio di Casale dello stesso anno per mandato del dllCa entrò più volte nella città a trattal'e col marchese di Crenau. Nel luglio 1695 fu io Fian(]r;i al famoso assedio di Nacnur, ove diede nuove prove cl i valore. Nel 1696 atcompagnò il duca all'assedio di Valenza. Dal i699 al -liOt rappre:;entò il suo sovr;1no alla corte d'Jn<>h ilterra come inviato straordinario: egli era allora Juogotrnent.e colonnello di cavall~ria. Reduce in Piemonte nel 1703 fu nominato colonnello di 11n reggimento di nuova leva, che. fu distinto col suo nome; ma poi ritowò amoasciatore a Londra; nell'anno ~eguente ru inviato all'esercito anglo-imperiale sul O;umbio per consultare col principe Eugr.nio di Savoi;t e col duca di Malbourugh. l'iel 1709 fu nominato generale di battaglia, ed in qualità di ministro plenipotenziario intervenne al con, gresso di Utrecht in seguito al quale il duca di Savoi,1 si ebbe il tit.olo e_la _so_vranità di Re di Sicilia. Annibale llfaffei dopo essere stato creato gran mastro d'att,ghena e tenente maresciallo fu inviato in qualità di viceré in Sicilia, e creato cav:1liorc dell'Ordine della SS. Annuniiata. Dal ii26 al 173i fu ambasciatore in Francia e mori in Piemonte nel settembre !736.
st'uopo dall'amica regina Anna lo aspe~tava in Nizza marittima con uno sLuolo di navi acconciie a traspo1 La1·,ielo. 11 novello sovrano di quell'isola vi s'imbaPcò il 3 cli ottobre dello stesso anno, e con lui s'imbarcarono la duchessa madre, la regina moglie, il duca d'Aosta. suo secondogenito ed il princìpe di Carignano suo cugino; con prosperi venti navigando giun sero tuLti in Palermo ai dieci dello stesso,· mese, e vi furono accolti in quel modo p_iù splendido che si potesse dai cittadini. Vitlorio avea condotto con seco sopra navi da trasporlo circa sei mila soldati piemontesi parle a piede, pari.e a. cava llo . Il giorno ap~resso le milizie subalpine presid(arono quell a capitale in :;ostil.uz1one degli Spaguoli; e il ,t 3 oLl.obre vari corpi partirono ch i a questa volta, chi a quell'altra per occupare le varie piazze sicil iane, parlicolarment.e Messina e la sua cittadella. , Viltorio J\medeo venne incoronato re di Sicilia il •)iomo 24 clicembre. Con ouimi provvedimenti intese a riordiilal'vi il governo, ridonò· in breve la qui ete nell'isola e le accrebbè le forze di terra e di mare, dividendola in (lue gl'andi diparti menLi militari, cioè di PaJ ermo e· Messi!la (1). pecretò la formazione d_i quattro reggimen li di truppe{·l) Prima l'ipartizione generale delle truppe nelle piazze; fortezze e castelli $econdogli ordini dati da S. M. durante il soggiorno nell'isola: . LUGLIO i7H. DIPART I MENTO DI PALERMO.
PALEHMO
Battaglioni
Comp:ignic
Uomini
Stato maggiore
Quartiere del Palazzo
Reggimento di Guardia. Dragoni di Piemonte
8
630
»
5
300
i'
9
540 58
J.
60
Forle di Castel/amare
Reggimento di Piemonte Residenti compagnia Arnie.bi Tori-e d el Nolo di Palermo
Reggimento (li Piemonte Jlesiden ti compagnia Rcy 2
'{
6!
25
i649
l'II APANI
J
Comandante il capitano. della comp. Piemonte.
Comandante con te Cam11iglione. 'Maggiorecav. Cumiana_
Città e Castello a terra
Reggimento di Saluzzo . Ca$tello dc'.la Colombara :
Genera le comanda1it.e ,. marchese D'Andorno. Ma{(giÒre D'Aranton. Luogotcnen:e co l on-. nello Oasset.
i
9
5!,0
w
600
60
i l capita no.
,I
76
LE MILIZIE SUBALPINE IN S1ClLIA
•
DURANTE IL REGNO DI VITTORIO AMEDEO Il
,indigene e di una compagnia di Guardie del Corpo. Ma in capo ad ,un anno le gravi cure dello Stato richiamarono il re in Piemonte. ~el luglio o ,rs, contro ogni aspeltazione, si udi che la Spagna, Oallaglioni
Compagalt
Uomini
pretendendo di ritornare la sua monarchia nella primi era grandezza, e secondando gli audaci disègni del suo ministro, cardinale Albe. roni, invasa prima la Sardegna, allora posseduta dal!' Austria, aveva con una potente armala assalita la Sicilia.
Stato maggiore
Comandante ~ar3aglia.
[SOLA DI FA \"IGi'iA!'iA
Forte di San Giacomo
B1U19Hooi
Reggimento Hacbret . Id. Gioeni . . Residenti lo due compagnie che sono in Augusta.
40 44
8!
·-Questi danno i seguenti distaccamenti: Forte di Santa Caterina 5 Forte di San Secondo 5 Isola di Marett-imo . 20
Capo del forte l\obbio. Id. Ravotto. · Il luogotenente comandato col distaccamento Saluzzo. Go vematore Corretti.
30 MA7.7.ARA
.Residenti ..Soldati di dotazione .
iOO
FORTls 01 'l'ERMl!'il
' Reggi mento Fucilieri ·'Residenti compagnia Martine,.
3 i
!80
4
242
Comandante il capitano di Saluzzo Prandi ed il luogoten. Moretta· Comandante ca,•. di Barolo.
62
Comandante D. Matta.
CASTEi.LO DI CllFAI.Ù
Distaccamento dei residenti , Compagnia Martionz . · Reggimento di Savoia i Id. Ilacbret 2 Id. (Jioeni i 'Residenti complgnie Reggio e Garzla .
iO
4
24 5
2089
29
2389
-Dragoni Piemonte. 4
5 7 2
600 !000 350 139
60
Stato maggiore
2
68
2
{78
Sommistrano i seguenti distaccamenti: Sant' Alessio 60 Fori.e dello Schizzo . \!5 Castello di Acireale, residen ti iO
... .
Un buon luogotcnontc. Un luogotenente. Conto Mazza, feudatario del Castello.
CASTEL URSINO Dl CATANIA
Residenti
33 2
!20 200 80
3
400
7
Comandante Mantonet. Comandaoteco'n te Bras420 sicard.
"
Dà un distaccamento al forte della Druccola 30 Reggimento Monferrato
Generale comand:mte conte Viancino.
Dà un distaccamento al Capo Passero 20
300
Cnv. di Favergus. Cav. di Corbeau. Ca pilano.
!
60 2
i5
3
!35
MILA~ZO CITTÀ E FORTE
Reggimento Fucilieri Residenti compagnia Franco
u" ""' """""·
7 i
420 34
8
454
LIPARI
t\el rortc: solclati di dotazione • · (Archit"i di Stato in Torino).
daL.
Castellano Cerrutli, gi:i cornetta in Piemonte Hoale. Comandante Pascalis.
LÌCAH
Reggimento Monferrato Resi~enti compagnie Legazza e Chiananza.
Comandante De GI a-cobi. Comandante conte Da-
AUGUSTA
Reggimento Monferrato . Reggimon to Hacbret. Dist.iccamcnto Hacbrot .
li capitano Rovas.
50
SIRACUSA
6
MESSINA
550
Uomini
95
28
Isola di Pa11telle1·ia
:Ouali somministrano i seguenti prosidii: Cittadelh . . ~o San Salvatore . . i20 lllattngriffone 60 Castello Gonzaga . 30 -Castollazzo 30 Torre del Faro. 30 Ln Scaletta . 40
Compagnlt
TAOlllll)(A
Distaccamento del reggimento di Saluzzv . "Residenti compagnia Palode .
50
Comandante conto Ran_ gone. Maggiore cav. Campigliono. Comandante dell'isola . Marga ria.
78
DURANTE IL REGNO DI VITT01\I0 MlEDEO Il
LE MILIZIE :5UBALPINE IN SICILIA
II.
-.
La floua spagnuola comandata dall'ammiraglio don J.i'.rancesco De J3ette marchese dì Lede era infatti comparsa nelle acque di Palermo verso le ore 6 antimeridiane del primo aiorno di Juo lio 17118 ·COil° L · . l".> o . rentase, vascelli da guerra, sette galere ed una tale quantità -di legni da trasporto .che in tutto poteva contare circa trecento navi. ~~f O ~~er o.l tr~passato. il ~a?o Za~e:·~no, la fl~tta fece sbarcare alla . •ei her 1 a alcurn granat1en, 1 quali s nnpaclron,ron<i tosto delle case .Pm prossime alla spiaggia onde agevoiare lo sbarco al rimanente delle truppe. Il Vicerè conte Maffei ebbe di ciò conte1/.za soltanto verso sera; e non tardò a dare i SLlOÌ ordini perchè lt· truppe di cui poteva di.spone in Palermo fossero pronte a marciare dove abbisognasse. Le forze , ·. te m . s·1c1·1·ia a que11' epoca · · erano quelle che, appa10no . .stanz,a dal bi lancio militare dj cui diamo un ristretto ('I).
·- -(i)
Ri,tretto del b_ilancio militare per l'anno i7-li: Dragoni Piemonte . . . . . . . . . . . Gua1·d,a dolla Por.ta . . . . . . . . . . Reggimento d, Guardia . i• ))attaglione Id. Savoia . . 2' id. · Id: id. 3° id. Id. Monferrato . 1° id. lei. Piemonte -1° id. lei. id. 20 id lei. Saluzzo . 1° id . Id. id. 2° id. Id . F'ucilieri. :t. 0 id. Id. icl. 2° id. lei. Hacbret . Id. Gioeoi . . . Id. Cannonieri . Ilesidcnti Sorgonti m~glorÌ, cll p·ar,tit~ -Cotni ti\'C di campagna,. . . Trattenuti l'rcsictii . -Generali lngogneri
,.
L. 324,357.16 S 5,178. 6 i • i57,725.H ¼O a i:1.9,306. " 3 95,1,43.H i » ·122,703 -16 9 • iOl,039." 6 3 • H8,4-99.·l6 H • ·123\499 . 4 1 96,0:lU9 2 • 101,039. 6 3. • H8;499.-16 H , 309,093.12 7 • i06,166 . 3 H SI,·l97. 5 6 74,927. 2 7
,
8i13l.l5 3',,424-. 9 13,452. 8 i47,S83.i3 900. "
'i9
Nel corso della notte gli Spagnuoli seguitando il loro sbarco forma.r,ono alla Bagheria un campo, cl.i cui prese il comando lo stesso marchese. di Lede~ li vicerè inviogli il conte Rulfoli capitano. di fàn. teria con un tamburo, per chiedergli ragione di una tale ingiusta aggressione. li marche&e di LeLle rispose al parli mentario con pa- · role equivoche ed in co ncludenti, terminando col <l ire che egli esego.iva gli ordini del suo sovrano. Il conte Ma(foi, vista l'impossibilità _di fare una valida difesa nelle forme consuete di glterra, e cli non potere respingere, co!1e poche forze che aveva, le numerose trnppe spagnuole, stimò bene cli ritinirsi, per 1'4nterno dell ' isola, a Sirncusa, seco recando le mi'iizie regolari che gli restavano. Si componevano queste del ,1° ba i.taglione del reggimento cli Guardia (1) del 2° battaglione del reg! ,900 . , • Secreta ria di gueq·a 2,000. » ,., Giustizia mili tare 3,780. • » Sccret;iri:i. di Stato ::iecretaria (,\'udienza 7,687. 9 8 Ufficio generai(. del soldo_ . . 9,13:UO ,, Uflicia li del soldo nei presidii » 4.,iH6. , • Tesoreria militare 3,892. iO • Corpi di guardh, . 7,500. • • Fitt,.i case. . . . 8,900. , • . 8,000. • , Vcl.ture e barelle. Manulenziono vil'eri 8,000. • » Capotti . . . . . 1,000. , • Commessi . . . . 2,000. • • Artigl ieria, fallbricl1e e forlifìcazioni 80,000. • • Galere cinque . . . . . . . . . , 320,525. S 6 Vascelli tre . . . . . . . . . . , 343,782:15 • Heggimcnto La Marina . . . . . • H0,963. r,. t. Straordinari, comprese L. i2,000 per li tro magazzini et 11la per li vascelli . . . . . . . , . . . . . ' » 96, 196.H 2
Totale dello spese .
L. 4,000,000. •
/Archivi d.i Statn iri Torino). (il /! 1.• battagl'ione det regr,imtnto di Giuirdia comprendeva otto compagnie, cioè la
com1,agnia granatieri comandata d,1l capitano cav. Giliseppe Ignazio Asinari di Mom-J,ercelli, !;1 con11}agnia colonne.Ila la quale aveva per capitano tenente il conte Roberto Biscare~to, la compagniR Maggiore comandata dal capitano o maggiore nobile Franccsto Giovanni Daranthon e le ali.re cinquo compagnio dei capitani, cavaliere Carlo Marclli, Clemente De J\ossi, cw. Gaspare DomenicoSolaro, cav. Melchiorre Villafalletto e Daniele Bren,,nt. Servivano nollo stesso battaglione in qualità di h1ogotcnente Claudio Vialet, Domen ico c,,rozio, il cavaliere Teocloro Benedetto Biscaretto, Giovanni Pietro Crema, il cavali'cre Giovanni Michele PisciQa, Giovanni F'abrizio J\ubàtto, il cav. Giuseppe Vagoone e Giuseppe Ippolito Coll:>mh; cd in qualità di ,1lfìeri, Carlo Francesco De Donalis, il cav Guglielmo Arborio cli Gattinara, il cav. Francc,c~ Saluzzo dolfa
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DURANTE IL REGNO 0 1 VITTOR IO AMEDEO Il
LE MILIZ IE SU BALPI NE IN SI CILIA
gimento di Savoia ( 1), dell'unico battaglione del reggirnen Lo sviz.:.. zero di Hacbrel, e di cinqlte compagnie di cavalleria del regt1imento 0 Dragoni di Piemonte. Comandava dette truppe Uconte Giovanni Francesco Montanaro di Viancino generale di battaglia e colonnello del reggimento di fanteria La :'!farina. Prima però di abbandonare Palermo, i di cui ab itanti coll a loro indifferenza si vedevano già disposti a, favorire l' occupazione spagnuola, il vicerè fece partire un distaccamento di centotLantaquattro uomin i dei reggimenti di Guardia e di Hacbret per rinforzare la guarnigione di Termini , ove non era no che due compagni e del 2° battaglio ne del reggimento di Savoia sotto i I comando del conte BadaLgovernatore di quel castello. Verso mezzogiorno il conte di Campiglione parti da Castellamare col suo primo bat1aolione del reggimento di Saluzzo per recarsi a Trapani ove era gi tti ! ,1° battaglione del reggimento di Monferrato, e furono falle entrare in Castellamare sollo gli ordini del cavaliere Carlo Marell i capitano del reggimento di Guardia e luogotenente colonnello di fanteria, cinque compagnie del reggimento della Marina col conte Anton io Baratta maggiore nel reggimento stesso. Verso le ore 7 della sera gli equipaggi ed i convalescenLi presero la via di Piana de' Greci scortati da un luogotenente e trenta solda,ti; quarantanove ammalati che non erano in islato da essere trasportali furono inviati a Castellamare. Manta, il cav. Carlo SJ!aro cli Govone, Giovanni Battista Mnrcel las, il conte Maurizio Komis, il cav. Vittorio Berzettì e Pietro Niccolò Collomb de Battine, Eraauditore l'avvo~ato Antonio_M.uia Catellon?, cappellano il sacerdote D. Giovanni Battista Massoglia, chirurgo maggiore 11 dottor Giovann i Francesco Paneaglio; quartier mastro Giovanni Battista Carazzo, (Archivi di Staio in T orino) . Il .2• luittaoUnnt del r eggimento di Savoia
comandato dal luogotoncnte colon,,. nello, ca,•, Gm_se~pe Millct de Favcrgcs ora composto di dicci compagnie cioò la compagnia granatieri comandata dal marcl1ese Francesco De Sales, la compagnia Juoi;otencnte colonneUa dello ste.sso de Faverges e le altre otto compagnie dei cap1tani Carlo Quinta!, barone ~nrico _D' Ho~y, Luigi De Butet, Domenico Luclnges, Giovanni T.anfray, Stefano Blanc, G1ovanm Battista Carcllt de llassy e Claudio La Tou r. Servivano nello stesso battaglio?e in qualità <li luogo tenenti Giovanni Grato DulJourg Valpcqu, Francesco Duc~et, Giovanni Charvet, Carlo Mauri zio Chateau, Giacomo Maria Oddis, Giuseppe Fav1er Du Mollard, Carlo ~laurizi0 Marcellas, Baldassare De Strasse, Claudio Dclalo e Fili?er~ Vigu~t; ed in. qualità di alfieri Claudio Vittorio D'Auril, Giuseppe Dossan, G1org10 de. S1rasse e Sigismondo Corroillon. Era aiuL~nte maggior~ il luoitotcnonte Gi useppe L'Epinc ; cappella no il P. Giacomo Filiberto Faure, (t )
(Archi'v i di Sfato in T orino).
III. Nel giorno 3 luglio il generale conte di Viancino, clopo aver ordinalo al capitano dell e Guard ie vicereali cl i ri unire la sua gen te che doveva chiudere la marcia delle truppe, fece prendere 0 oimenti le armi verso le ore otto del mattino. ai tre batta!llion i dei re 00 n di fanteria menzionati nel precedente capitolo e li fece incamminare fu6ri di Porta Nuova. Le tre compagnie dei granatieri di ciascun battaglione form avano la retroguardia. Queste truppe si formarono alcuni istanti a Santa Teresa dove aspettavale il viceré colle cinque compagnie del reggimento dragoni di Piemon te. La colonna così composta, forte di ,J88 1 uom ini si pose in cammino per la Piana de' Greci passando dal pontc.,della Grazia; per ma~canza cli salmerie essa difollarn di viveri e cli munizioni; i soldati avevano appena la quan tilil di cartncce solita a tenersi nella bandoliera. Accompagnavano il viceré, oltre la moglie e i fi gli, il conte Francesco Antonio Nicolis di Robi lant auditore generale di guerra consultore del regno cli Sicilia, il conte Bolgaro direttore generale dell'ufficio del soldo, il commissario di guerra Bullis, il conservatore Sapellani e vari altri personaggi della corle vicerea le. Gli abitanti di Piana de' Greci somministrarono alla nostra colonna rinfreschi e commestibili. Il giorno 4 essa fu a Corleone: e quivi venne divisa in due parti , una delle quali formata dei bauaglioni di Guardia e di Savoia andò a Vicari , ov'era il quartiere del viceré, l'altra formata clel balla.glione d·Bacbrel e dei dragoni di Piemonte si recò a Lercara delli Fricldi. Dal 6 al 7 le truppe par tiron o contemporaneamente da Vicari e da Lercara e si riunirono a Vallelooga. Quivi incominciarono a scarseggiare i viveri, onde fu scritto ai Giurali cli Caltanisetta, affi nché preparassero gli alloggi e le somministrar.ion i opportune. Ma diffondevansi con rapidità. meravigliosa le nuove cli Palermo; i manifesti spagnuoli, i dispacci del marchese cli Lede che annunciavano stah i1
)
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6 -
Ai'òNO
xxx, vor..
IV.
82
LLE MILIZIE SUJJALPINE IN SICILIA
JiLa nella capitale l'aul.oriLà cli Fili ppo V, ed esortavano le popolazioni a obbedirla. I Giurati cli Callanisetta si erano mostrali proclivi a secondare l'invito dei nostri; quand'ecco, sul matlino dell'8, essendo preceduto con poch i dragon i iI commissari o di guerra BL1Ltis, per assegnare le stanze, e seguendolo i! vicerè con pari.e della cavalleria, arrivare a brigli a sciolta un dragone l'imandato indietro, e quindi un ufficiale. i quali recavano l'avviso che la città era insorta, risoluta di negare l'ingresso e opporsi colla forza quando si volesse tentarlo. Le notizie di Palermo aveano nella notte del 7 mosso a tumulto il popolo, che chiedeva armi ai Giurati . Questi riunitisi nella casa comunale, fecero considerare i pericoli del resistere senza i necessari apparecchi; ma i tumultuanti ostinandosi, fu mestieri aprir l'armeria e distribuire gli schioppi e le munizioni alla milizi a urbana, la quale messasi in ordinanza, parie andò, sollo i quattro Giurati, ad apposi.arsi presso la chiesa di Santa Petron illa, sulla via per cui doveano transitare i Savoi~rdi, lungi un mezzo miglio dall'abitato; parte andò sotto il capitano Giustiziere, a fortificarsi nel convento di Santa Maria 'dello Gra.zie, situa.Lo in ca.po ad· essa via, al primo ingresso della citHt. Somma.vano gli arma.Li a quattrocento circa, correndo la stagione dell e messi che r iteneva molti alla campagna. Il vicerè si avanzò, in distanza di due miglia circa sino alle Fontanelle; ma quivi fermossi aspettando l'arrivo della fanteria, e intanto spedì altri trentci dragoni a r iconoscere ed esplorai·e. Trovarono munito l'ingresso da armali a piode e a cavallo con trombe, tamburi e bandiere spiegate; le campane suonavano a st-0rmo, e gli accolse una scarica cli archibugiate. Un messa.ggiero spedito dentro a. in timai;e che deponessero le armi e si preparassel'o a ricevere convenientemente il vicerè, tornò colla risposta che avendo l'ordine dal nuovo Governo di negar!') il passaggio, non si sarebbero a nessun conto r icevuti in cittit i soldati, a' quali però si manderebbero i richiesti viveri se si contentassero di l.rnltenersi al di fuori . Il conte Maffei tem,Poreggiò quel giorno finch è non fossero raccolte insieme le forze; i Giurali mandarono due volte ripetendo l'offerta di appreslai;e il Lui.I.o se consentissA di non entrare, fermandosi in quelle vicinanze, e gli fu proposto il convento dei Cappuccini : ebbero però
Dt;RANTE IL REG NO DI VITTORI O AA:!EDEO Il
S!l
sempre in replica che non Yo!ernsi patteggiare con sudditi del re, che il vicerè intendeva serbarsi intera libertà di azione, e che, dove persistessero, si aspeuassero i trattamen ti dovuti a r ibelli. Nella notle giunsero i fanti , e sull'alba fu invia to dal vicerè un tamburo col solito parlamentario e colla dichiarazione al capitano e ai C. iurati ch'egli avvia.vasi verso i cappuccini, dove atlenderehbe le vettovaglie richieste; ma la turba, più fur iosa di prima, non volle nemmeno sentirne di r icevere in qnel sito i soldati come troppo vicini alla città; e allora il conte Ma[ei , montalo in bizza, dispose che le truppe occupassero di forza quel convento, e quindi cercassero di penetrare in CaltanisseLl.a. Precedettero due torme di dragoni seguiti da tre compagnie di granatieri, dopo di cui veniva il vicerè coi tre battaglioni di fanteria e col rimanente della cavalleria; gli equipaggi rimanevano indietro presso la cappella di San Michele ov'era pure la famiglia del vicerè oolla sua scorta. Vista quella mossa, i paesani appostati alla chiesa di Santa Pélronilla avventarono loro una scarica, ripiegandosi ,·erso il convento di Santa Maria delle Grazie, ov'era la gente del capii ano: i Savoiardi, lasciando la strada torcevano obliquamente nell e terre coltivate verso il poggio dei Cappuccini. Anche là gli accolse il fuoco dei paesa.ni , che però cedevano all'urto delle schiere ordinate: idragoni inseguivanli colle sciabole in pugno sino alla limi tare della ·Città, ove sostarono, aspettando i granatieri. Lecampane martella·vana sensa posa; dai campanili, dalle finestre, dagli shocchi delle vie gl'insorti traevano sempre, ma a caso, in conruso; i Savoiardi inoltravansi da quel lato, mentre il barone Giuseppe Millel di Faverges, luogotenente colonnello del reggimento di Savoia, girando fuori con due battaglioni, penetrava dal lato opposto sin nel centro della città, occupando la piazza presso la cattedrale. Degli scarsi ,paesani sopraffatti e incalzati, alcuni si spargevano per le prossime .alture, altri seguilavano a tirare ostinatamente dalle case, quando una schioppettala nella testa abbatteva estinto il Faverges.
DURAWl'E•. IL REGNO DI VITTORIO AMEDEO li
1,E MILIZIE :,UBALPINE IN SICILIA
IV. -
Nel fallo di Caltan issetta morirono, oltre il barone di Faverges, diciassette fra soldati e dragoni ·savoiardi; restarono feriti il luogo te· nente Claud·io Fialet del reggim ento di Guardia e Francesco Ducr•et del reggimento di Sìavoia, più ventinove fra soldati e dragoni . Il numero dei morti e feriti fra gli insorti fu di circa quaranta C,1 ). Le truppe inasprite, cominciarono a saccheggiare qua e là; ma ir eont.e Maffei, stando ai Cappuccini, e temendo di avere gli Spagnuoli' alle spalle, e sui fianchi le popola;?:ioni vicine, bramava cavarsi al più. presto d'impiccio, laonde fe' cercare del ca:pitano e dei Giurali e si stabilì di far ritirare le tr uppe dalla città, col patto che fossero· loro somministrati i viver'i necessari. Fermatisi a 1wender riposo il restante del giorno , i Savoiardi si rimettevano in marcia l'1 11 per ilMolino in territorio di ·Piazza. Richiesta di alloggi e di viveri, la città di Piazza ricusò egualmente l'ingresso al vic~rè, offrendo solo di spedire le necessarie provviste. Proseguirono così le t11uppe quella marcia affannosa in una stagione canicolare, fermandosi la _ notte in prossimità. di qualche sorgente, serenando all'aperto, sta.rido,
(:il Elenoo dei soldati. savoiai•di 'l.l,éçisi al co1n1Jq(limçiitq di Callcinissetta:
(9 l\lgljo J.718) . REGGll!ENTO DI GUARDIA
Sergente Greggio Filiberto di Maiano d'Andorno; Appuntato Canitani Gio,v.inni di Fambjn (?); Sold.a t.o Gigli,q GioV~Jll\l Fra,l)cesco di Trassero; . Ri;;GGB!ENTO Dl SAVOIA
T,uogotenentc colonnello Mlllot de Faverges cav. Giuseppe; Soldato. Ouverger Giovann i detto Ttwin di Torino; lei. Jaccrn is Pietro detto Sa,1wegret di Annecy; ld. Triot i\l ichele eletto Lei Fo1·est di !)ois (Tarantasia); Id. D'Auril Baldassare di Saint-Den is: Id . Mons,\ Giovanni Francesco detto .Sctnchag1·tn di Saint-Marce!; Id. ~fichelet Francesco cli Verres; lei. i\lonton Claudio della Tabie; lei. Pctit Giuseppe cli Pontbeauvoisin. (A1'cll:ivi di .Stato in 1'oi·ino).
85
sempre in guardia a front.e, a tergo e sui lati . Giunto presso PalacroJflia, il conte Maffei vi mancl0 un commissario con alcuni dragoni, :eHa persuasione che quella bicocca non àVrehbe ardilo cli opporsi; ma gli armati villani risposero a moscheUate,. tanto che per non perder tempo nè gente, fu mestieri di procedere oltre. Giunse la coforma al Fondaco cli Leone e quivi gli abitanti di Scorclia le inviarono pochi viveri; poi pàssando fra Lentini e Carlentini andò al.la Cantara. Finalmente il giorno '16 essa giunse a Siracils'.'1 dopo av-er marciato per quattordici giorni tonsecut.i vi. Centotredici fra soldati e dragoni perirono d'inedia e- di sfinimento durante H disastroso ~ammino .
V. Si è detto che il vicerè prima di partire da Palermo ave'i'a la·sciato sotlo gli ordini del ca-v. Càirlo Marelli, capitano del reggimento cli Guardia con grado di luogotenente colonnello, quattrocento soldati del reggimento La, Marina nel Castellamare. Questi, inalberata la bandiera di guerra cominciò a cannoneggiare sul'le navi spagnuole e verso il piano della Consolazione ecl il Molo, ove si era.no mostrati alcuni manipoli di cava'lli: intimala la resa, il comandante savoiarclo chiese un giorno a rispondere; ed intanto gli , scorritori spagnuoli penetrando nei giardini e negli orli si spinge~ -vano verso S. Sebasti anello al B-orgo. Aperti i lavori di trincea negl: orti del Sammuzzo, il castello cercò_interromperli con trarr~ con:tinnalo di cannonat.e e di bon:i.be; rispondeva appena, di etro i ripari, la moschelleria spagnuola, quando ii giorno 112 luglio smascherata una batteria cli mortari, e quindi un'altra cli morlari e di ·cannoni vers0 l'alba der rn, gli assedianti cominciarono a fulininar•e sul serio: dalle mura, dalle logge e dai tetLi delle prossime -e.ase il popolo si stava. a rimirare il conflitto. Il castello allentando 1 -B poi cessamlo i suoi colpi; nella mattina stessa del 1.3, con P.~~o -011ore, fe' segnale di rencl~rsi; passato prigione co' suoi del presidio ,sulle navi spagnuole, e ritoltone poco stante dal navigli o inglese, il
LE MILIZIE SUBALPINE IN SICILIA 86 cav. Marelli era cogli altri rilasciato in Sìracusa. Ma quella sua liberazione doveva costargli la vita; imperocchè, ~ottoposto a mili Lare giudizio per ordine dello stesso re Vittorio Amedeo, venne· condannato a morte per codardia e dappocaggine nell'aver fatto una così fiacca difesa, e fu passato per le armi in Siracusa (1). Una parte di responsabilità per la subitanea dedizione cli Castel.· lammare venne pure addossata al cav. C.arlo Francesco Lascans. di Ventimiglia capitano '.dei granatieri del reggimento La Marina. Questo ufficiale dopo essersi anch'esso evaso dalla -prigionia spagnuola fu sottoposto a procedimento e condannato alla desti Luzione.
U) L'ordino di µrocedcre giud izialmente contro il cav. Marelli venne spedito dtll<> stesso Ho Vittorio Amedeo nl conte di Hobilant consultore ecl audi toro di gli erra presso il vicerè Maffei: • Hivoli, 2 settembre i7l.8. Vi trasmettiamo a sigillo al7A'lto, l'ordine • elle mandiamo al vicorè por far arrostare il cav. .Mareili, quale ordir,c gli rimetterete • 9uando arrivi il caso di poterlo fare arrestare; in quel caso, arrestato. che sia,_ v°:• gliamo che come auditore generale di guerra, pre.ndiato le op~ortuoe 1_nfo~mazio~1 • su quanto vi serissimo con lettera del 2l. agosto, e cho procediate al d1 lui consti• tuto, e tutte le altro formalita necessarie ioviandoci copia autentica e di ogni cosa, , perchè indi possiamo trasmettervi i nostri ordioi in un ratto in cui ci compie per , µiù motivi, che se ha mancato, se ne dii l'esempio •. li conte di l\obilant rispondendo alla menzionata lettera do! 2!_ ago~to co~i scriveva al ·Re Vittorio Amedeo da Siracusa li i3 settembre: • M'impone V. M. di dover pigliare. • secrete informazioni dello stato in cui era Castellamare al tempo della resa e del • modo co n cui è stato difeso dal cav. Marelli; ne eseguirò il contenuto con tutta • quoll'esattezza che devo. . • li predetto cavaliere era prigioniero sul vascello comandato da D. Stefano Mari: , quando ([uesti fuggi a terra lasciò l'ordine di dar fuoco alla Santa Barbcwa; il ca• valiere predetto rimasto sul bordo con i suoi servitori, dato di mano all'armi ne im• pedi l'esecuzione, e fatto segno agli Inglesi si accostarono e s'impadronirono del • bastimento; il cavaliero rimase ljbero io loro potere, e _si trova quivi di presidio. • So che S. E. (il vicerè) gli ha ricercata una relazione di ciò che' si è passato nella , difosa di delta piazza, per inviarla a V. M. ProcÙrerò d~tramcote di averla quand<' • l'avra rimes;a [a S. E., con copia della capitolazione per potere. meglio regolare i • mio procedimento nell'esame dei testimoni u rnciali o soldati, che anche col mezzo , della noua son(\ stati posti in liberta, intanto rimetto a V. M. copia del!' Instrn-. • zione datagli da S. E. per la difes(l di detta piazza i . A cui faceva seguilo altra lettera dc lii 23 settembre colla quale lo stesso conte di Robilant informava il sovrano come dalle deposizioni dei testimoni già prose gli risultasse evidente 1(1 contravvenzione del cav. Marelli agli ordini del vicorè coll'aver resa la piazza di Castellamaro a discrezione del nemico, o che perciò 10 faceva arrestare per sottoporlo a. procedimento, e che il capitano dei granatieri del reggimento La Marina r..ascaris di Ventimiglia, ave1'a pure concorso per la resa della pia1.za a discre1.ionc. - (STELLAno1. - - Il t·eg,10 ili Vittorio A-me,teo in Sicilia, voi. 3°, pag. 398 e seguent.i).
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DURANTE IL REGXO DI VITTORIO AMEDEO Il
VI.
Il marchese ùi Lede rimovendo da Palermo il 117 luglio "7 18 per mare alla volta di Messina, -mentre l'esercito spagnuolo vi si avviava per terra, aveva lasciato alcune truppe per l'assedio clel castello di Termini e pel blocco di Trapani. In Termi ni i Giurati e gli abitanti si pronunciarono tosto in faYore degli Spagnuoli e sollecitarono l'invio di truppe che venissero a liberar) i dalla guarnigione savoiarda. Questa componeva.si di circa trecento uomini ed era comandala dal conte Badat, governatore del castello; il vicerè vi aveva mandato anche il conte Roberto Bisca.retto, uno dei più distinti capitani del reggimento di Guardia per sostituire il Badat in ogni emergenza . I di fensori del castello di Termini sostennero valorosamente l'onore piemontese, ma dovettero arrendersi, per capitolazione, al conte di Montem~ir. Il giorno 22 luglio l'armat'a spagnuola approdava a Rasicolmo presso Torre di Faro, abbandonata dai Savoiardi insieme ai forti della Scalella ecl altri posti esteriori. Il marchese cl'Andorno (il) colonnello del reggimento di Guardia era supremo comandante in Messina. Alcuni distaccamenti erano a custodia. delle porte, e l' antiguardo spagnuolo affacciavasi a breve distanza, allorchè sul cadere dello stesso giorno 22, il popolo, impugna.tè le armi, corse di ·suo conto ad occupare la porla dell a Boccetta. Una compagnia di cavalli, spiccata al rumore da l!' Andorno, sarebbe capita ta male se parecchi gentiluomini non si fossero interposti ad evitare un conflitto coi popolani; altri di quei gentiluomini trovato !'Andorno gli -chiesero che in quella condizione di cose volesse, ritirandosi nelle fortezze, lasciare che la cillà provvedesse a sè medesima: e quindi fn mesrieri all'Andorno di richiamare le guardie ltvanzate, e, schie· 1
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(i ) Gh irone SiIJa San Martino, marchese di Andorno, figlio di Carlo Emilio San Martino di Parella, già colon nello del reggimento di Guardia e luogotenente generalo nelle guerre dei secolo xvr1.
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LE MILIZIE SUllALPlNE IN SICILIA
rando le sue lruppe innanzi al palazzo regio e nel piano di Terrano ,•a, aLLendere che si finisse di trasportare in cittadella le-cose più necessarie; dopo di che vi si chiuse con tutto il presidio, e permise che il senato patteggiasse e s'intendesse col marchese di Lede. Il 23 cominciò l'in gresso delle soldatesche spagnuole le quali diedero principio alle offese coll'assalto dei forLi. Il 27 cadde il Caslellaccio ' il 34· il 1\fattagriffonc, il ·4 agosto il forte Gonzaga; talchè la somma delle cose riducevasi nella Cilladell a e nel fori.e del Sal.vatore. Quivi, sotto l' Andorno, erano i seguenti battaglioni di fanteria, cioè : 3° battaglione del reggimen to di Savoia (11); 1.0 id. di Pi emonte; 2° id. dei Fucilieri; 2° e 3° id. d·i Hacbret (svizzero); quattro compagnie del reggimento Gioeni (siciliano). Furono introdoue nella. CjttadijlJa alcune soldaJesche alemanne (1) li 3° battaglione del rer,gi:nienl-0 d'i Savoia comr1ooe.vasi di otto compagnie, cioè la compagn ia granatieri comandata dal capitano Giovanni Battista Dc Corbeau, la compagnia maggioro del capitano e maggiore Giuserpe Clermon.t e le altre sei compagnie dei capitan i Giacomo Monfort, Giaco mo Clennont, conte Gi91•anni cl i Sales cle l:1 ThuiUc, Claudio La Salle, Giuseppe Maria Oe Lornay e Giov. Battista. Marcla.y. Servivano nello stesso battaglione in qualità di .luogotenenti Bernardo Laurent, metro Chatcauneuf, Amato De la Saulgc, Nicola Varrot, Giuseppe Duclo;-,, Alessio De Sirasse, Giovanni David ed Antonio Reveiron; in qualità cli alfieri Giacinto De Veygy, Giuseppe Gribaldi, Luigi Faure e Francesco De Sonnaz . . Ji 1• batta(!Uone del reggim,m.to di Pienionle comprendeva oUo compagnie, cioè la · com1>agni,l granatieri comandata eia! capitano Carlo Duverger, la compagnia colon.nella la quale ,iveva por capitano tenen te il marchese Federico Spadafora e Branciforte dei. principi di Maletto, siciliano, la compagni,1 maggiore del capitano e maggiore Pietro Giuseppe tilippi ed altre cinque compagnie comandate dai capitani cavaliere Giacinto Canal is di Clll:niana, cavali ere Amedeo T,apparelJi, cav. Gioacéhino Solon. di Soubiras: cav. Alessandro Amedeo Villafalletto e Enrico Bene. ' Il 2° /Jc1llc1(!lione <lel r egaimento Fu cilieri era composto di dieci cnmpagn ic, cioò la compagnia granai.ieri comandata dal conte Pietro Giuseppe Agostino cli Campigliono, la co m1lag111a hwgotenonte colonnolla del conte Carlo G::olamo Isnardi ed altre otto comp,1gn io comandate dai capitani Hoas. Pasta Mauriiio, c11v. Vittorio Amedeo Bolgaro, cav. Michelangelo Marsaglia, cav. Giuseppe Maria FaUS$OD9 di Beinasco, marchese Ghirone Silla Villecardel di Be.aufort, caval iere Gaetano Viarizio e Giuseppe Martino Sartoris. Vi avevano grado di luogotcnon te Tommaso ~lattalonc, Biagio Alfazio, un Ga~tald i, Giac,lmo Filip1io Marengo di Castelhtrnontc, )licholangelo Testori s, Filippo DLtcret il cav. Filippo Strambinello, Fabrizio Bona, il çontc Filippo Casellette Della Torre ; St.efano Caluora; di alliero Anclroa Housseau e qualche altro di cui non ci è dato sapere i nomi. (Archivi di Staio ili Toi·ino),
DURANTE IL I\EGNO Dl Vl'l"l'ORIO AM·EDEO li
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in aiuto dei Savoiardi; le navi inglesi proteggevano e approvvigionavano gli assediaLi, ma non poterono impediì'e ch e,. smontale in· gran parte le arti glierie, perdute alcune opere esterne ed aperta la breccia si riconoscesse la necessità assoluta di cedere, La capitola?JÌ0ne seguì il 29 settembre con. patti decorosi al pr esidio , che passava a Reggio di Calabria con tulli gli onori della guerra . La strenua difesa clella €iuadella di M,essina è la più bella pagi-.oa del dominio sa,voia.rdo in Sicilia (11) . linsieme alla Cittadella erano1rimessi al rna1:drnse di bede il forte del Salvatore-, e d).le '\cascelli, abbandonaLi e disarrnaiti nel porto. (t) Elenco dei soldati piemontesi morti alla dif esa della Cittac!eUa di ,llessina e dei f orti adiacenti, cioè Gonwga, Castellaccio e clel Salvatore: (Agosto e settembre 1718) UF;GGIMJlN '1' 0 DI PIE~10l\TE
Sergente G:hirardo Guglielmo di Brir.herasio; Id. Mortara Giuseppe di Si,:1 Martino; Soldato Fresia Domenico cleLto I'Éveillci di Cornigliaoo; Id. Bonlìglio Matteo di Busca; lei. Curletto Petrino di Mondovì; Id. Giordi;1a Antonio di Magffolo; Id, Graodi Francesco di Borgosesia; ld. Marelli Domenico di Al biano; Jd. Molinaro Stefano di Leltuio; ld. Gabero Knrico di Saorgio; lcl. Fassiat Domenico cli Saint-Miche!;' Idi Fiando Giacomo di nacconigi; Id. Molina. Giovanni Francesco di Asti; lei. Vialarcli Giuseppe Antonio di Biella. lei. Romus Giuseppe di Valenza; HEGGOIBNTO UE! FUC LUfWI
Capitano P,L~ta. lllaurizio; Luogotenente Tcs toris ìl!icllolangelo. Elenco ctei soldcili .p iem.ontesi ·m.orti cilici difesa di 1'/ilazzo: (Dicembre !7-18, gennaio e febb raio 17191 HEGG!Mlit'('l'O or S AVOIA .
Sergente l' issarci G.iovanni di Saluzzo; Soldato Pointet Giuseppe de la Gette (Faucigni); lcl. Gaillard Claudio cli. Lucinges; Id. Pepin [?rancesco cl i MarÙ1od; lei. PGrnat Lorenzo; Id. Savorges Albano; Id. La Croi,. Giuseppe cli Cbambery; lei. Porte Giovanni Battis ta cl' Orien; lcl. Girard Marcello di SainJ-Marcel (Aosta); Id. Estiocl Giov. Hatt.ista d'Isogne (A osta). (Archiv i di Stato in Torin.o).
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LE ~llLIZI E SUBALPINE IN SICILIA, ECC .
L'O CCUPAZIONE AUSTRO-UNGA RICA
VII .
DELLA
Vinta appena la Citladella di Messina, il marchese cli Lede era corso ad assediare Milazzo, ove, aveano cominciato a far passaggio rinforzi alemanni; e vi era cogli assedianti spagnuol i avvenuto un sanguinoso combattimento il 13 ouobre, rimanendo superiori questi ultimi . Tirò innanzi l'assedio con pertinacia reciproca;in cui la bravura della guarnigione savoiarda non mancò cli segnalarsi e r isplendere al solito, accanto ai suoi Tedeschi alleati. Dopo sette mesi e più, il 27 maggio 17 19 con un fresco esercito di ·16000 fanti e 4000 cavalli sbarcato nella marina di Patti il conte Claudio Fi orimondo di Mercy, scelto dall'imperatore Carlo VI ad uce supremo delle sue armi in Sicilia , entrava in una nuova fase la guerra; levate le tende dal campo di Mil azzo . il màrchese di Lede s'internava nei monti, portando le sue truppe a Francavilla. Innanzi al suo arriro, 11 Mercy aveva da Napoli trasmesso al Maffei lettera originale del Re coll'ordine della sostituzione totale di truppe alemanne alle truppe savoiarde, prima in Milazzo,e quindi in Siracusa, ove Lrovavasi sempre il viceré. ed in Trapani. La con segna di Milazzo ebbe luogo immantinente; quella di Siracusa più tardi; indugiò per un pezzo ancora quella di Trapani, la qua1e presidiata dal 1° battaglione del reggimento cli Saluzzo, sotto gli ordini del conte di Campiglione aveva vàlorosamente resistilo a lutti i ten· tativi fa.Lti dagli Spagnuoli per impad~onirsenc. Frattanto per porre un argine all' ambizione della Spagna era stato sotioscrillo fin dal 2 agosto '17 18 il tratlato della così detta quadruplice alleanza, in forza del quale il fle di Spagna dovette ri· nunziare a. favore del!' Austria la Sicilia e la Sardegna, rimettendo quest'ultima a Viuorio Amedeo II di Savoia. Il dominio sabaudo in Sicilia ebbe così una durala di quattro anni e nove ·mesi; quello di Spagna un anno e nove mesi, ma non arrivò n possederla interamente. Le milizie subalpine, ab bantlonat<t defi nitivamente l'isola, fecero vela per Villafranca di Nizza, OYe approdarono il '.23 agosto 17'19.
BOSNIA ED ERZEGOVINA_
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NELL' A N NO :1.878 li )
ST UDIO POLITICO- MILITARE
1
Pw Bos1, capitano cli fanteria.
IY. L'armata austro-ungarica d'occupaziorie.
Le truppe austro-ungariche destinale ad operare in un teatro dr guerra montano, quale quello della Bosnia- Erzegovina, era necessario avessero un ordinamento ed un equipaggiamento speciali. E lo ebbero di fatto . Onde siamo spinti ad esam inare anzitutto in quat modo l'Austria-Ungheria nella sua riorganizzazione mi li tare, dopo il 1866, avesse provveduto, mediante un particolare assello dato a tal una delle sue grandi unità di guerra, all'eventualità di dover sostenere una lotta in una regione di montagna. Gmndi unità dell'esercito a1.istro-1ingwico per opera%ioni in montagna. - L'ordinamento tattico dell'esercito austro-ungarico prevedeva la fo rmazione cli speciali brigate miste da.montagna, coSÌ" costitu ite: 4-5 battaglioni di fanteria (indipendenti od ineggimentati)~ I §: fs- 11 squadt'one d1 cavall eria; '1 balleria da montagna con quattro pezzi; ·I plotone del genio; <I)
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(1) Continuazione. (Vedi Rivista. ,lfilitare, maggio e luglio 1885).
L'ocCUPAZIOXE AUSTUO - UXGARI CA
parco munizioni cla mon,agna ; ambulanza da montagna; ~ colonna d'approvvigìonamento da montag.na; 1 squadrone del tl'eno cla montagna; Le brigate miste da montagna potevano raggrupparsi in di visioni, che, per gli oh biettivi speciali in genere loro assegnati, assumenrno l'aspello di trnità strategich e. È da notarsi però che costituendosi la divisione da mon1agna, scomparivano dall'elemento brigata, e si riunivano in un sol gruppo, la cavalleria, le truppe tecniche ed i sel'vizi accessori. La formazione organica di questi ultimi in ogni dirisione era cionondimeno manlenula tale, da permellere loro di scindersi e funzionare ugualmente-qualora una brigata venisse di staccata. La r.ostituz.ione della divisione da montagna era la seguente: Comando e relative truppe di stato maggiore (11 compagnia di fanteria ed 1 plotone di cavalleria); ( 3.4 brigate da montagna; 1 1-2 squadroni di cavalleria; o. g. Una riserva d'artiglieria ('I batteria da montagna O da camH pagna); . 1-2 compagnie gen io e pionieri; 1 1 parco munizio:1i divisionale da mon tagna; 1 sezione sanitaria divisionale da montacrna · . o ' 1 1 colonna d'approvvigionamento con assetto da montacrna · o ' squadroni treno da montagna, in ragione d\rno per brigala. ed uno di riserYa. L'equipaggiamenlo ~elle predelle uniL& doveva essere molto elastico per poterle adauare caso per caso alle singolari condizioni dei di_versi paesi montuos i. Perciò dis1i nguevansi tre gradi : l'equipa,q- . g1amento normale per quelle trnppe che dovessero operare a lun rro in paesi privi di strade cal'l'eggiabili; il 1·idotto per quelle ch 'ave~sero da operare in paesi cosi falli solo per breve tempo; il misto per le operazivni in paesi ove allt- valli percorse da strade carrerr0 giabili si frapponessero mont.i attraversati solo da vie mulattiere e sentieri . .Nel!' ordinamento 11,onnale e ridott.o tulli i materiali erano someggiati da quadrupedi assegnati alle truppe del treno ordi~ale
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in modo speciale; sola l'artiglieria da montagna bastava a se stessa pel trasporto di quanto le occorreva. Nell'ordi namento misto i materiali venivano trasportati parte su bestie da soma, parte su carri militari, o meglio su cal'l'i requisiti sul posto, epperò più adatti al paese. Ciò premesso , passiamo ad esam inare deltaglialamente l'assetto dei vari reparti di truppa e dei servizi nej tre casi sopra indicati.
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Allo stato mag,qiore della divi sione erano assegnate, oltre ·I compagnia di fanteria ed ·I plotone di cavalleria pel servizio di scorta e di guida, 2 o 3 s~zioni campali cli segnaUsti ed 1 et,~ telegraf1,Sti da montagna. Una sezion e campale di segnalisti contava: 2 ufficiali, 20 u.omini tolti dalla fanteria ed esercilali in questo speciale servizio, 5 ad 8 somieri e baslava per quattro stazioni di segnali ottici a distanza di 71/ , adH chilometri, secondo i luoghi e le condizioni atmosferiche. Questa segnalazione poteva farsi approssimati vamente colla stessa latitudine anche di nolte. Una sezione di telegrafisti da montagna si componeva di 48 uomini, o cavali i da sella, 39 somieri ed una sufficiente quantità di materiali per quattro sta-· zioni con 24 chilometri di filo.
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La forz a. del battàglione era di circa 950 uomini. Questi (nel ·I878) erano armati dei fucili a retrocarica sis,tema Werndl (modello 1873) coll'alzo graduato ftno a 11400 pnssi (11050 metriJ. Ogni soldato portava seco 72 cartucce ed altre 20 erano portale da 8 muli per bat· taglione nell'ordinamen to normale e ridotto. In quello misto ogni battaglione aveva solo 4 muli porta-munizioni pe1; le operazioni che potesse fare lateralmente alla strada principale; del resto esso aveva un primo complemento di munizioni, in ragione di 30 colpi per fucile, trainate al suo seguito su due carri. Tuui i soldati di seconda riga dei battaglion i cacciatori e fanteria, cioè un uomo ogni due, erano muniti di vanghetta Linnema-nn, adottata in Austria fin dal 1873. Per ,il servizio di sanità ogni battaglione da montagna disponeva di un somiere pel trasporlo dei medicamenti e di 26 porta-feriti, cioè più del doppio del numero ordinario. Presso ogni battaglione-· si stabiliva sul ca.mpo di battaglia un posto cli sor;co1·so. 1
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Nell'ordinamento rw1·male e r idotto tuLLi i soldati, a qualsiasi .arma appartenessero, pori avano, oltre l'ordinaria razione di riserva, ,biscotto per due giorni e carne fresca per un giorno; inol tre una -riserva di biscotto ed una ce1'la quantità d'avena per cavalli da sella · erano someggiate immediatamente al seguito di ciascuna unità, il -che costituiva il cosi dello traino di combattimento. Ad ogni battaglione nell'ordinamento normale da montagna era assegnato un dato numeno di somieri per trasportare derrate e fo,,raggi per due gior;ni ed un certo numero di buoi pei bisogni di tre giorni. TuLLi questi potevano essere riuniti per reggimento, brigata · O divisione e formavano la colonna v-i·veri, simile a quella che nella costituzione ordinaria di campagna del!' eserci Lo austro-ungarico si ·OLLene,·a dalla riunione di tutti i carri che trasportavano viveri ·presso i corpi. La colonna vi'IJe?'i non esisteva nell'ordinamento ·ridotto. Nell'ordinamento m.istu il traino di combattùnento era costituito •con caiTi , però i distaccamenti destinati ad agire nell e zone montuose laterali lo lasciavano, ed i soldati venivano invece provvisti di viveri in conserva per quallro giorni. La colonna 'IJfoer( in questo caso dell'equipaggiamento misto, aveva una dÒlazion.e identica a quella accennata pel normale, ma anzichè con bestie da soma era .formata con gli usuali carri militari o con carri ·borgh esi , condotti .però sempre dal treno militare (3 carri viveri per battaglione); di.-sponeva inoltre d'un certo numero di somieri porta-viveri per fornirne i distaccamenti eventual i. Il bagaglio dei corpi, al quale era uni la una ri~etva di scarpe e -vestiari, .era 1-omeggiato nell'ordinamento normale e ridotto, trasportato su carri in quello misto . L'insieme del traino di combat..ti:mento, della colonna 1Yive1"i e del bagaglio costituiva il piccolo ,tmino. In totale un reggimento su tre bauaglioni nell'ordinamento ·norsmale aveva .225 somieri; nel ridotto 60; nel 1r1;isto invece, oltre ai · 28 carri normali di campagna, 34 somieri. La forza dello squadrone di cavalleria ascendeva a 171 uomini e ·LI 50 cavalli.
Il suo armamento era: nei reggimenti ulani , sciabola, lancia e
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pistola a rotazione ( 48 uomini per squadrohe erano però armati di sci abola e carnbina); nei reggimenti ussari e dragoni, sciabola e carabina mode:lo 1873. Il carreggio d'uno squadrone di cava I leria consisteva di tre carri viveri ed un carro bagaglio, nè eravi distinzione d'ordinamento. La batte1l'iadtim.ontagna aveva qua,ttro pezzi da 'i (66 millimetri) , sistema Uchatius, 103 uomini, 5 cavalfi da sella e normalmen te 46 bestie da soma pel trasporto del materiale e delle munizioni; .2 somieri caricati con 93 razioni viveri ciascuno ed 1 che portava il bagagliù degli ufficiali facevano poi anche parte della batteria di manovra. Colla riserva della batteria stavano nell'assetto normale 11 somieri pel lrasporto di viveri e foraggi per due giorni ed altri 5 pel. bagaglio della truppa . Nell'ordinamento m-isto questi 16 somieri erano cambiati con alcun i carri di requisizione, in modo da man- · tener inalterate le indicate dotazioni. Nell'assetto ridotto la batteria non aveva la riserva. 1
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I La compagnia del geri:io disponeva di .234 uomini , era fornita di strumenti di lavoro per 328 uomini e materiali da mina in buona ,quantità, cli piu aveva seco viveri per quattro giorni. Pel trasporlo di tutti questi strumenti e materiali le erano assegnale 42 bestie da soma, oppure o carri per materiali ed attrezzi ed '1 carro viveri, a seconda del tipo d'equ ipaggiamen~o, normafo, 1·idotto, opp·ure misto. ,'
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La compagnia pionieri (205· uomini), oltre ad uno speciale equipaggio da ponte, aveva tutto l'occorrente per gittar ponti improv~ visati e semipermanenti. Le erano assegnati 38 somieri, oppure carri del paese, ancora a seconda dell'ordinamento. Il parco niuni.zioni addetto al.la divisione era scomponibile in· parti assegnabili alle brigate. Portava 20 cartuccie per fucile e 100 colpi per pezzo da montagna, ed il complemento delle munizioni per la batteria da campagna se assegnata alla divisione come riserva. Comprendeva anche riserve in uomini, materiali e cavalli per le battèrie.
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La sezi01ie di sanità contava 188 uomini delle truppe di sanità ed aveva materiali suoi propri trainati o someg;;iati, era scomponibile , in mo-do da ,poter stabilire per ogni brigata nel combattimento un posto di benda,q,gio ed impiantare una stazione di medicazione pel complesso della divisione atta a coadiuvare i posti di bendaggio; inoltrP, essa doveva provvedere allo sgombro degli ammalai.i e dei feriti sugli ospedali da r,ampo. Aveva infine una 1·ise?''Va di rnedicament'i. 1
La colonna d'app1·ovvigioname11,'to (composta della colonna derrate e della colo1ina best·iame) era provvista in complesso di viver.i e foraggi per quattro giorni per l'intera divisione, o per una sola brigata, se questa era indipendente. Questa color1;na era un magazzino mobile destinato a rifornire direttamente le truppe, poicM le colonne viveri, che nell'assetto no·rma.le e misto esistevano presso i corpi, costituivano una riserva da non toccarsi che in caso di assoluto bisogno . Lo squadrone t·reno da montagna addetto ad ogni brigata non aveva formazione fissa, dipendendo questa dall'asse~to che avevano le truppe e dalla capacità dei carri requisiti. Uno squadrone, equipaggiato esclusivamente con bestie da soma, poteva raggiungere la· -forza cli: 13 ufficiali, 1009 uomini di truppa, 46 cavalli da sella e ,1450 bestie da soma. Di queste, 1 11711 erano addette ai vari servizi e venivono ripartile in otto sezioni: la P per il servizio dello stato maggiore di brigata. e delle trupp<1 e per la. sezione sanità; la 2a per il parco munizioni; la 3a fino all'8" inclusa. pel trasporto dei viveri. Delle rimanenti bestie da soma: 203 costituivano una. ga sezione di _ riserva, e 76 erano destinate al servizio proprio dello squadrone~ , Tutti i somieri, oltre il loi·o carico ordinario porta.vano quattro razioni di foraggio.
In complesso la forza d'una divisione austriaca da: montagna su tre brigate in assetto normale raggiungeva i '17,000 uomini con 3200 quadrupedi; dei quali erano combattenti, soli 12,000 nomini e 280 cavalli al più. Nell'assetto misto la forza in nomini, carri e quadru-
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pedi d'una divisione era: variabile proporzionai mente alle differenze grandissime che potevano riscontrarsi nella capacità dei carri cli requisizione impiegati su vasta scala. La divisione da montagna in assetto normale e rnisto aveva, per quanto si è dello, in prima linea otto g.iorni di viveri e foraggi; soli quattro, invece in quello 1·iclotto, poichè, in questo caso, le colonne d' approvvigionmnento sebbene esistessero, non avrebbero potuto procedere pei monti. Colta riunione di due o tre divisioni cla montagna, tanto in assetto normale che niisto, si costiLL1iva il CO'l'po d'annata , al quale poteva anche venire aggiunta, alla dipendenza diretta del suo comando ( come nella formazione ordinaria di campagna), una riserva di cavalleri'a, d'artiglieria da campo e da montagna e di truppe tecniche. Presso ciascun quartier generale di corpo d'armata eranvi le t1·nppe di stato mciggiorè, formate da. una compagnia di fanteria ed un plotone di cavalleria.. · Per la sua riserva il corpo d'armata disponeva d'alcuni servlZI propri e cioè: cl' LY1 parco mtmi.zioni, d'una sezione sanità, d'nna colonma d'apprOV'IJ'igionammto che venivano trainati da uno squadrone del treno. Un corpo d'armata poteva essere isolato, oppure inquadrato con, altri in un'armata; nel primo caso gli ve.niva assegnata una proporzionata aliquota dei servizi di 2a linea, che normalmente spel.Lavano all'armata, come appunto avvenne , durante il 1° periodo dellà campagna che dobbiamo esa minare, pel corpo d'armata inviato in Bosnia. Naturalmente anche una divisione destinata ad agire isolata in uno speciale scacchiere di guerra, veniva fornita d'una conveniente parte dei servizi di 2• linea, e ciò si verificò per la divisione mandata in Erzegovina. Da quanto pr·ecede, già. appare come fossero pesanti le unità combattenti clell'esercito austro-ungarico per la guerra in montagna, e come il servizio delle sussistenze, specialmente pel modo col quale era regolato fra le truppe, le rendesse poco mobili 1 malgrado la larga parte faua rii someggio. Avremmo occasione in seguito di vedere la c_onferma cli quanto ora asseriamo. ' 1
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La mobilitazione . - Nella seconda parle del presenle studio ofa si disse come l'Austria fin dal mese di maggio preparasse la rnob ilitazion~ d'una parte delle sue forze mil itari in vista d'una possibi le occupazione della Bosnia e della Erzegovina, li caratlere di liberatore dalla oppressione mussulmana che il t)rro• , ver~o auslro-unga nco s1 proponeva d'assumere di fronte agli ahit~nt1 d1 quelle regioni , consigliava di coslituire l'armata d'occupaz10ne co~ truppe fornite da quelle tra le popolazioni soggelle alla monarchia che per razza e lingua meglio s'identificassero coi Bos1:iaci, ed_Erzegovesi e più facilm onle po lessero ' con questi fratcrn1zzaro . In conseguenza si presentavano anzilullo da mobilitarsi i c?rpi_che si reclutavano nelle pro1·incie meridionali clell'irn pero, c1oè_111 Dalmaz ia, Croazia, Slavonia, Carniola e Carinzia, ove predominava la slessa razza slaYa della Bosnia e l' Erze~ovina . Una tale misura era anche consigliala dalla ragione economica, la quale, imponeva di fare i minori sposlamenli possibi li di fo rze militari nell'interno della monarchia e quind i di utilizzare quelle già situate in prossimità della frout iera. Il qu~ntit~livo dell_e truppe che sarebbero occorse per occupare la ~osn1a e I Erzegovma non era facile da delerminarsi, non potendos i ~re:-edere esallamente quale contegno avrebbei'o tenuto le poP?_Iaz1on1. Ad ?gni modo il governo anstro ungarico, preoccupato ~ JU - da ll e s~e r1slreltezze fi nanziario che dalle difficoltà probabili , si limitò a prrncipio a destinare per l'oc::upazione un'armata di circa 70,00~ uomini . La mobilitazione però dei vari corpi che la dovevano costituire non ebbe luogo simultaneamenle, ma venne falla in epoche successive. Il 9 giugno fu emanato il primo ordine im periale di mobilitazione. Qu~sta era. in delta per la 118° (Zara) e 20° (Essegg) divisioni di fa nteria e per la 13° brigala di cavalleria (Brod) e si fissava il ,J 5 successivo come primo giorno cli mob ili tazione. La 1J8• diYisionf:l doveva prendere l'aspetlo normale da montagna, la 20" quello normale da ·campagna. Si provvedeva inoltread aumemarel'effeltivodi pace delle division i 25• (Vien na) e 1o• (Hermannsladt) o di alcune compagnie d'artiglieri a da fortezz a e del genio, e si prescriveva di preparare la mobi litazione di due batlaglioni caccfaLori della Jandwehr dalmata, cioè il 79° e 1'80°, colle rispetlire compagnie di ri1
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serv::i., e la mobili lazione di 3 ploton i di cacciatori dalmati a cavallo. Contemporaneamente si ordinava venissero messe in istato di difesa le piazze forti rnariuime, compreso il porto militare di Cattaro, e le fortezze di fronli era: Brod, A.Il Gradiska, CarlstadLe Knin , e venissero rafforzate le fortificazioni lungo l' ult imo Lralto del corso della Naren ta; in modo da precludered'accesso di questo fi ume. Il 2 luglio, - decisa l'occupazion e dell a. Bosnia - l'i mperatore ordinò la mobi litazione del XIII corpo d'armata (Gratz), formalo organicamente da ll a 6n (Gratz) e 7° (Trio:;te) divisioni di fanteria . Esso doveva esser rinforzato colle truppe della 20• divisione e cblla ,13° brigata di cavalleria, ptr cui questo corpo rimaneva costituito da tre divisioni di fanter ia ed una brigata di cavalleria, oltre una riserva d'arti,glieria e del genio ed i servizi speciali del corpo d'armata. La 6" di visione doveva ricevere un equi pagginmento mistoda montagna, là ,• quello normale. Quale primo giorno di mobil itazione veni,,a fissalo i15 luglio e doveva essere compiuta pel 20. Pertanto le truppe che fino ad ora dove1•ano completamente mobilitarsi erano il XIU corpo d'armata ed una cliYisione indipendente (la I88 ), e con esse i necessari servizi di2• linea. Quali tru ppe di presidio lun go i confini, furono destinale: in Croazia ed in Schiavonia dapprimà la 36a di visione cli fanteria (Agram), in seguito anche la IO (Vienna), portandole ad un effettivo di pace ri nfo rzato (,187 uom ini per compagnia); in D,ll mazia, due bri gate misle, delle, una del Sud col comando in Ragusa, l'altra del Nord col comando in Zara, e poste alla dipendenza , l co mandante mili tare di Zara. Alla brigata del Nord erano addetti i due battaglioni di landweh r dalmata. Il comando del XLII 0 corpo d'armala fu affidalo al genera le d'artiglieria (feldzengmeister) Fil ippovilz, eh' era sia lo già per alcuni anni comandante nel Tirolo .e Voralberg, poi in ~'loravia e finalmen te in Boemia; a capo della 1s• divisione fLL posto il tenente maresciallo Jovanovitz che conosceva perfeltamenLe i paesi, gli uomini e le cose della Siavia occidentale e della Dalmazia ed erasi già segnalato come brigadiere nella repressione dei moti avvenu ti i11 Crivoscia (Bocche di Callaro) nel '1869. Ambedue, tenuti tra i migl iori general i nell'esercilo auslriaco , erano davvero e per carallere, ·e per ingegno, e _per esperienza, non meno che per nascit a, po icllè di gente slava, adatti agli uffici cui venivano chiamat i. 1
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Il completamento degli effettivi in uomini pel passaggio dal piede di pace a quello di guerra fu fatto chiamando sotto le armi le selle classi in congedo dell'esercito attivo (riserva dell'esercito attivo) appartenenti ai circoli di reclutamento dei corpi che dovevano mobilitarsi. Special i disposizioni furono date per accelerare la chiamala, la riunione e l'invio a desLinazione dei riservisti del treno, poi ché alle commissioni di requisizione dei quadrupedi ch'erano in funzione occorrevano subito conducenti. I cavalli e le beslieda soma per la 1sa divisione furono tra lli , in meno di quattro giorni, dalla Dalmazia, per le altre_unitil si provide con quadrupedi requisiti su lutto il 'territorio della monarchia e specialmente nel Tirolo, nella Gallizia,occidentale, nella Bukovina , ' nell'Ungheria settentrionale e nella Croazia. A mobilitazione compiuta le unità di guerra destinate ad operare in Bosnia ed Erzegovina ebbero la seguente forza: 1
GnANOI lli\I TÀ DI GUERCIA MOBil,IÌ'ATF;
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Agli ordini riel con~ando riel corpo d'armata 1ns1emo a, r elat ivi sen •i1.i.
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Totale . . ·
156'/,I12 /wi,/112/127131133,13
Prima di procedere oltre $arà convenitintetrattenerci un momento ad esaminare più in dellaglio il modo col qual~ si compierono effettivamente le operazioni sopraccennate pel passaggio al piede di guerra, il cbe è ran lo più interessante, inqua ntochè era questa la prima volta che l'Austria-Ungheri a, dopù trasco1·si dodici an11i dall'in izio della sua riorganiz.::azione militare, aveva occasione di mettere alla pro và il sistema di mobilitazione adottato e di vederne funzionare il meccanismo. L'essere staia qu esta mobi litazione 5ùltanto , parziale ed il non aver dovuto affrontare il prob lema della celerità,
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rese certamente l'esperimento meno difficile, epperò meno concludente, ma rimase1·0 ad esso due oslacol i da superare: l'uno nello speciale ordinamento che richiedeva il corpo di spedizione per operare in montagna, l'altro nell'economia. imposL~ dalle condizioni delle finanze dell'impero. Riguardo al completamento delle unità in uomini tut.to pror.edette reO'olarmente e non si ebbe che l'nno per cento circa di mancanti alla chiamatn. Tal une apprensioni che esistevano riguardo al concorso dei funzionari civilÌ , i quali avey,ano difettalo d'energia e di attività in occasione di chiamate periodir.b e alle armi e si temeva ora potessero pregiudicare_l'arrivo in tempo dei riservisti, si' trovarono affallo infondate. Un sensibile ritardo nella mobilitazione si verificò pei corpi che dovevano prendere l'equipaggiamento da montagna, non essendo questo stato preparato in tempo. S: .constatò alt.resì che molli dei materiali conservati nei magazzini non si trovavano in perfello stato. Le formazi oni special i da montagna ch·e dovevano assumere le truppe 'del treno non erano state preventivamente abbastanza studiate: mancava a·queste truppe la pratica nel servizio dei trasporti con bestie da soma; non esistevano neppure i quadri degli squadrnni treno da montngna. Ne provenne che questi si dovettero orga nizzare per intero .al momento della mobilitazione, assegnando loro persino uomi'ni di fanteria, pokhè non suffìcienti quelli del lreno;. di più, non potendosi aver subj/l'enonne qri'antità di bestie da soma occorrente, si dovette Ticorrere, pel funzionamento dei servizi divisionali, in larga parte, a carri e quadn1pedi di requi$izione guidati Jilerò da soldati del tren o. <')
L<X radunata . - Mentre le conside11azioni politiche e finanziarie avevano specialmente influito per determinarelaqualitit e la quantità delle truppe da mobilitarsi, l'aggrnppamento loro nella zona di radunata doveva essere esci us iva mente basata sulle ragioni geografico-militari. La regione da occuparsi essendo divisa in due disti riti scacchieri, ne dove,ia conseguire un'analoga. 1'ipartizione per le forze militari. Nel più'importante dei due, cioè' in Bosni a, fu destinato ad operare . il XIII corpo d'arm:Wi; pel secondario venne designata la 118" divisione che già trovarnsi in Dalmazia, e le cui operazioni avrebbero
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avuto per ìscopo di lì?n~heggìare l'avanzata del XIII corpo, i·appresentanle aLL · , o la mano e , 1a, er::.o . · la massa pnnc1paledelle forze , e daroli Ie Dmar1c11e. I~ n_umero relativamente grande di comunicazioni ferroviarie e fluv1al1 ch_e dal centro dell'impero austro-ungarico conducevano n~llo spa:10 compreso tra la Sava e la Drava, qesignavano questa _zona, all1gua alla Bosnia, per la radunata del XIII corpo d'armata. La Sava proleUa da lle fortificazioni di Brod ed Alt Gradiska. coprent: le_rotabili d'allacciamento alle teste di lin ea ferrovia;ia di ~ssegg~ S1.ssek e Vukovar, doveva funzionare durante la radunata da li.nea d, difesa ed in segu ilo anche valere come via di comunicazione atteso la sua navigabilità. . .Le notizie che si avevano sullo sviluppo dell'insurrezione in Bos!11a d~,·e~•ano consigliare a procedere sollecitamente verso J'obbietti vo pri?c1pale, il capoluogo Saraievo. Compiutala radunata del XIII co1·po d armata diveniva perciò necessario d'usufruire di tutte le slrad.e _ten.denli al cuore del paese, tanto più che, per le loro cattive cond1z1on1 e per .la_ pover(à e natura montana dell a regione, non sareb?e stato possibile op~ra re con 56, 000 uomini e ,, 0,000 quadrup~d1per: una sola 1·otabde che lentissimamente e con grn.ndissima drf~colta . Co.ncorrevano a consigliare il maggior numero di strade il bisogno d, non lasciare alc un punto importanLe sui fianchi del corpo d.'o~cupazione io mano degli insorti e la quasi assoluta man· canza ~1 , v1~ trasversali pel collegamento. Era pertanto evidenle la necess1La d1 spezzare il XIfT corpo d'armata in più colonne non solo ma pur anche di rendere queste affatto indipendenti tra di loro. ' Delle cinque prin cipali linee di comunicazione, che dipartendosi dalla Sava e dall'Unna me.tte,1 ano nell'i nterno della Bosnia, furono scartate le ~ue .estreme: Ratcha-Zvornik e Bihatz-Kliuti, sia perchè a.vrebùer~ n ch1esto mollo .maggi ori forze nel corpo d'occupazione, sia per~be troppo eccentriche. E si stabili d'adoperare le strade atpartenti da Schamatz, Brod ed Alt Gracliska ed in con::eanenza 0 torno a questi punti si effetluò la radunata del XIII corpo d'armata. La strada carreggiabile da Nova Be!'Lchka a Dolgna Tuzia, presentando. p~c~ buone condizioni verso la valle della Sava, non doveva. da prmc1p10 essere utilizzata. li ,1Oluglio cominciò il trasporto ferroviario del XIII corpo d'ar-
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mala verso la Croazia e la Slavonia. La 7n divi sione tra il 1O ed il H luglio si concen trò attorno a Sissek, valendosi della ferrovia TriesLe-Lubiana-Steinbri.ick-Agram; similmente il grosso della 6• divisione fu, dal •I 3 al ·18 luglio, fatto avanzare su Essegg per mezzo della ferrovia Gralz-Pragerhof Gross-Kanizsa . J complementi della 20a divisione, la quale già trova vasi in Slavonia , giunsero ad Essegg e Vukovar, tra il 28 giugno ed il 3 luglio , colla ferrovia. Il movimento dalle teste dell e linee ferroviari e alla Sava, mal- grado lo stato piu llosto ca ttivo delle strade, potè e[eLtuarsi abbastanza facilmente, ~acendo le truppe da cinque .1 sei Lappe a piedi. Il.27 luglio la radunala e lo schieramenlo del X[lT corpo d'armata. poteva dirsi compiuta. Esso venne ad avere la seguente dislocazione: Comando in Dt1>d; 6a divisione - col quartièr general e in Brod - tra Oriovatz e Gartch in, a cavallo della strada che da Brod da una parte conduce a Neu Gradiska, dall'altra aVinkovtze, sudi una fronte di circa50 chilometri; 7a division e - col quartier generale in Alt Gradiska - la ·I• brigata presso Kostainitza, la 2" o 3° tra AlLGracli skà, Neu Gra~iska. ed Okutchani . La I• brigata stava così a 60 ch ilometri dalle altre due; 20° divisione - col quartier generale in. Schamalz - ad est della strada Schnmatz-Diakovo, su di uno spazio di ,f.00 chilometri quadrati; La riserva del corpo d'armata era a cavallo della strada Brod~eu Gradiska, lra Oriova tz e Neu Gradiska, per una lunghezza di ·12 chilometri. [n Ilrod eranvi due equipaggi da. ponte, così pure in Alt Gradislrn. I servizi del corpo d'armata erano così di slocati: quelli di ·,. linea in Brode Bilibrig, quelli cli 2• linea.in Brod, Alt Gradiska, Sissek, Essegg e Diokovo. Alla Òne di luglio giunsero le sezioni del 6° magaz zino da cam,po mobile delle mssistenze in Brod, Alt Gradiska e Schamatz. Erano 2800 carri con ·I ,i, giorni cli veLtovaglie . In conseguenza del I'. enuncialo schieramento strategico, il XUI° corpo d'armata restò diviso in quallro gruppi di forza disuguale, corrispondenti alle quattro co lonne colle quali era divisato eh' esso entrasse in Bosn ia. 1
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, DELLA llOSNIA, ED ER?.EGOVINA. NEU,' ANNO
1.'0CCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
Come gia si disse, lo scacchiere dell'Erzegovina doveva assumere un'importanza secondaria sotto il punto di vista delle operazioni militari , a cagione della posizione eccentrica e della molto minore ampiezza ri speuo allaBosn ia, ciononperlan to in origine la sua occupazione preoccupò non poco il governo austriaco. Non solo il paese non aveva cessalo dal 11875 d'essere in uno stato di contin ua agitazione, ma ancora i mussulmani dei territori ceduti al Montenegro in forza qel Lrnllalo di Berlino, vi si erano rifugiati in gran numero e potevano ingrossare in proporzioni ·no tevoli le forze dell' insurre· zione. Analogamente al sistema adottato per l'occupaz ione della Bosn ia, di spingere cioè le truppe divise in più colonne sullo stesso ohbietlivo, lo stato maggiore austriaco aveva determinato di far mar· ciare contemporaneamente due co lonne in Erzegovina , l'una più forte da Zara e Spalato su Mostar, l'altra su Trebigne da Ragusa. Ma il tenente maresciallo .fovanovitz convinto che non a·vrebbe potuto esegui re il predetto piano colle sole forze delle quali disponeva, voll'3 una completa libert.à d'azione per operare con tulle le forze riunite su Mo,lar, altrimenti gli si dessero rinforzi. Ottenne )a libertà d'azione, non però senza dover vincere molte esitazioni. La ,18• divisione, compost.a di truppe stanziate in Dalmazia, ricevettè i suoi complementi per la via cli ma.re tra il 29 giugno ed il 3 luglio ( 1) e venne clappl'ima div isa in tre gruppi: a Zara, Spalato e Ragusa. Quando 1u approvato il piano del maresciallo Jovaoovitz, la 11n brigata. da montagna che si t.rovava a Ragusa fu trasportata . per mare a Spala Lo . Alla fine di luglio era compiuto lo schieramento strategico della 18adivisione tralmoski e Vergo ra.tz, local ità donde si diparte il maggior numero di strade mulaHiere conducenti a Mostar; solo una piccola parte delle truppe tecniche veniva riunita presso :M etkovitz. · . Il2:S lugl io l'imperatore firmò un decreto col quale, in via eccezi onale ed in vista dell'urgente bisogno, si permetteva d' impiegare la landwehr dalmata fuori delle frontiere dello Stato, e questa Ye(:I.) I com11Jemonti clelJa -1s• clirisione non poterono trarsi clalla Dalmazia, poichè corno è noto, eia <1uesta regione erano, e sono tut.tora in gran parto coslil.ui ti i circoli cli reclutamento della marina militare austriaca. ·
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1878
105
niva posta sol.Lo gli ordini del comandante in capo il corpo iii oc-. cupazione. Se ci soffermiamo ora un momento a considerare le operazioni della radunata rispetto al modo col quale vennero effettuati i trasparti per ferrovia· e per mare, la prima cosa che certamente ci colpisce è la lentezza colla quale essi si compierono. Il movimento ferroviario necessitò 5 o 6 giorni per divisione e la massima distanza da percorrersi era di circa 420 chilometri, su strade ad un solo binario. Quando però si tenga conto che non venne mai sospesq od alterato il servizio ordinario dei viaggiatori (dai 5 ai 6 treni nelle 24 ore) e delle merci, in modo che non fu possibile trasportare gi ornalmente più di 54:00 uomini, 300 cavalli e 48 carri, risulta abbastanza giùstificata la sopra lamentata l6iltezza verificatasi nelle operazioni di radunata. Di più l'ufficio trasporli dello stato maggiore austriaco non comunicò alle varie amministrazioni ferroviarie gli ordini di movimento che pochi giorni prima dell'inizio della radunata, poichè nulla in proposito era stato preventivamente preparato. Nel vettovagliamento delle truppe le società ferroviarie resero immensi servigi / In determinale stazioni, per cura di· speciali comandi militari. ivi stabil iti, si provvedeva al vitto delle truppe di passaggio , in modo da dar loro un pasto caldo ogni 24 ore. Questo servizio di veJLovagfotmenlo non si si,1rebbe potuto far funzi onare, se le amministrazioni delle ferrovie non avessero fornito esse stesse tutti gli occorrenti a.LLrezzi, non avendovi in antecedenza provvisto . l'autorità militare. Un ordine esemplare regnò sempre Mi trasporti ferroviari, come pure nelle stazioni d'imbarco e di sbarco. I trasporti per mare furono effettuati dalla società di navigazione del Lloyd austriaco, secondo un determinato programma e senza modificare affatto il servizio privato. Furono impiegati .1 ·1 giorni, durante i quali si fecero 33 viaggi . Da quanto precede appare come il servizio dei trasporti, sebbene con lentezza, abbia proceduto regolarmente, senza che il servizio pubblico in qualche modo se ne ri sentisse e fosse leso alcun privalo inleresse. Ciò va attribuito specialmente al perfeLLo accordo che esistè tra le autorità militare e le amministrazioni ferroviarie .
106
r:occ uPAZJONE AUSTRO-UXGARICA
DELLA DO SNIA ED ERZEGOVINA NEr,1:ANNO
Come riepilogo di lulto ciò che abbiamo esposto circa la mobiliLnzione e la radunala dell'armala austro - ungarica destinata nel lu· glio ·1878 ad occupare la Bosnia e l'Erzegovina, daremo, negli specche seguono, la formazione dettagliata delle grandi unità che la componevano , colla disloca,zione dei singoli comandi, corpi e servizi prima e dopo la radunata, aggiungendovi la siluazione delle forze lasciale di presidio in Dalmazia, e delle navi destinate a difesa delle coste. nel caso di un'eYeotuale minaccia per parte della Turchia .
1878
107
Ordine di battaglia del XIII corpo d'armata. Comancla11te - Generale d'artiglieria DAROliE v. FiuPrOvJTz. Capo di stato m~gitiore - Colonnollo PorP. . . . . Comandante l'artigliorb - Colonnello FnANk do! {2" reggunonlo artiglieria. Dislocaziono dopo compiuta la radunata
CORPI DI TRUPPA
Comando del coq10 d'armata. t;:: Comando della briitata. .., .:z ~ "'~ !."riparlo dol 5° regg. Ulani (I)
_ _ _ _ _ ___ _ 3
1
g ,., 3°riparto del 420 regit. arlig.
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~~~ ;b·.: con lo llatt. pcsu nti 1• e 9•, _ __ _16 _ ~a . e"" .. :.= 4° riparto del 12" re_s:g. artJg. 16 13 ~ :. con le batt. lcgg. rn• cd u •. _ _ _ _ __ _ _ ,3 ~ o
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Orod, Potrovosolo, _ ,_'o_r= l.1,..or_a--,-_ _ Gorz l\ol'a-Kapela, _!l_ L~~ian;::a:_ _ __;:.Dc.:;ac.:;rt"'in.:..:a:.....__ _ 1 Lujano, _ Lubiana _ _ _ __ __ Oriol'atz _ _ __
___ is~so_k_·__ _ _ 1 1
Comando del 3° battaglione co lla. H)• ed ! 1• co mpagnia 2 Krems nrocl cI,iI !" regg. gcuio. __ _ ___ _ --1-- - - -- 1--..,.,,--- - --,-La rn• COI)}p. con due cquipag~i eia presso ponte !9' e 20' compagnia ciel 5° n. 37 o 38 "' 1i batt.'\ li onc - rison·adi stru2 1, Pettau Brod - La 20' comp. § men li e quattro equipaggi con gli eq uipa ggi cla 0 o. da JJOlllo tramati (:l). ponte n. 30 e 40 in Alt-Gradi:;ka .g - - ' - - - - - -- - -- - -, - - - - - Pettan ed Olmulz Slssek 5 ', 10" o iii' sezioni ferrovi eri. Pnrcodi munii.ciel co rpod'arm Lubiana. Bilibrig co1.aN.l3cI'utcns. dalavoro. 4So squad. del treno di riser. - su:!stad~ .~ Col. d'approvigionam. N. 60. _ __ Agr~ ,j ~ Unn oo mp. del 6" batt. '/, Ototchalz Drod
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riserva del. 5° reggi•;. Esscgg __ _ ____ --11---------+l-.-., .--;;=-::-::-::::-::::::-:7,,. "7,;-:::::::=v mento ulam. '/, Esscgg •/ 3 SissekMagazzino mobile delle susGraz (più tarai a 13rod sistenzo o. 6. ed Alt-G radisk,'\) --"'-=~------,-,-.----=:=-,.-,- ...,..,.... - - - - - - - __, ___________,....c.:::.:;:....:.: =..:....:.::.;=====~f Una comp. ciel 6° batt. ,; , Olotchatz l! -~ ciel ;9• rogg. fanlcri:1. Es., egg, Sissck, Brod f;; f 2 f)lotoni dollost1uad. ~i Alt-G radiska ?: g ri!ietva del f0 regg1F[mfkirchcn 'I, ;i monto ussan. 1 - - - - - ---------ll·,"N'.-:t-=-a-=-a•a.'.'.r7od:.::""'1"/,1'd.:e-.l O, riedalì da campo n. l.5, Agrnm, Gra.1., n. 46 a Sissek, '/, ad 16 8 36. Lub iana Alt-Grncliska; n. 36 ,.,
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Barche amb11l. n. ! , 2, 3 e 4. Tolali . . .
Grosso
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ad Essriç[g.
- - - - Orocl ed ,\lt-Gra cliska
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C,•rl " • ta. dt
2•1.
Totale del Xlll corpo d'armata. . 143' / ,I 9 113'/,1881 4
Il) I rimanenti reparti della brigata erano assegnati ali~ dh·isi?ni. (2) Trainati da una pa1·te del 42° squadrone del t,reno cl i riserva.
DE LLA BO SNI A E n ERZEGOVINA NELL' AN~ O
,, 08
L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGAl\lCA
Ordi'ne di battaglia della 7' divisione di fanteria (in assetto normale da montagna)
Ordine di battaglia della 6 ' divisione di fanteria èin ass:ltto misto. da montagna)
Comandaot,e - Tenent.e Maresciallo DUCA DI Wu11TTE1me:nG. Capo di .stato maggiore - Tenente colonnello A1.non_1.___________ e--- - -- -
Coma11dante - Tenente Maresciallo v. 'l'EG J, TTHOl'F. Capo di stato maggiore - i\Jaggiore \'. GuTTJ,MBEllG. Oislocaiione d1 pace
~ 2-;; I D1slocaz1one
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-g~i "'o3it
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Coniando della di visione. .,.-,---,---,----,--,-;-""7'--,----,-'É.2 •• Comando della brigata. «-=<:::: 27° bntta.gl. cacciato ri. :, ~ §~-"' - - ---,-~~-- - -~ •• 52° reggime1ito fanteria. s~~ 8Q "/1 batt. da montag,1a. Comando della origata. e ~o 9'-battagl. cacciatori.
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79" reggimento
fant.eria.
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Grat1. -- - - - Grat1. - 1 - - - - - Bruck 3 Gratz -. - - - 4 J:J,iclape,t 1 = 1_- 1-~......,,-Grat1. I K'lagcn riirt
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'/11>iitdamon1,;~ o Comando doll,L brigata. 7° rc•ggimenl.o di riserva 2 tl i fanterh. ::::~. ~ to~ 27 " reggimento di riser,ra, 2 Grat1. ~ "''~ di fanteria. E.2~ 47° reggimento cli riserva . 0 "" 2 1forburg u eo di · fantol'ia ---- 1~ E'::i$egg "E ' / xu batt.. da.montagna. 7• Stato ma""iore del 2• ri' tolto dalla 0 e reggjrn, pa.rt.o, ~ , t..<\ 5° e 6(1 4 ·13" brigata -:-:,u_ss_a~r~i,---,.....,_sc~J',...ll,1d~1~:o_n_e_.__-:-__ __ __ __ _ 1di _ ~e~-valleria ---'-8.:= 1,.• co mpagnia del 2" regg. genio. ·l 1_ _ _Krems _ _ _ 1 1 ~ ·s! "'5""•_c _o_1_n_~p-a_~g-n,... ia-. d.,..i-r.,..is~e-r=va- c1"0'..,.l-1·-e_g_g_.·I-··Pctt.au ~ ...,..,,_P_o_n_11_o_n_.- - - -- -- - - - i - - ~ _ _ I 1, Vienna '/ 1v hatt.cria da montagna. Sezione sanità N. 6. =i= Gral.z _P,.,a_1_ ·c_o_c_li_ n_11_.m_i_?._io_n_i_ . _____ _ 1__ 1_ .I.ubiana 1° squadrone treno con ocst.is da 1 soma. Marein 20 squadrone t reno con hestio da soma. Colonn,t d'approvigion:Hnento N. 6. - - - - - - Gr,Uz Una compagoi,L ciel 6° oat,·1- - - - - - - - - - ::2 s ~ . taglione del _79• reggi- '/ , Ototchatz ;:;:«·.men to fanter,a. ::.._(; ;:._~ ~ Un plotone dello sqna-'- ~drone di l'iserva del a" Esscgg
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regg. ulani.
Totale della di1'isione.
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Drod Brod Varosch Verba Sibigni}od,·igni ..,~lvigni Sh,tiuik Stupnik, Oriovat1., lladova.gne Oriovatz
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53° reggimento fan tena.
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'1 4' / , 2 4' /, 16 con una !orza nominale di 16602 uomini e 2051, quadrnped i.
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Vienna tolto dalla ))rig,\l,t · __ ,_ _ __ _ ct·1 cavanena _ 1_ _ _ Krems ·l Pett.rn -- -- -- ~ \Tienn,L -
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Sezione sanità N. 7. IJrO(I
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llukovic Tergnani
Carlstadt Trio;;te io d'Ca1 Istria
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Alt-Gradiska Kostaio.ilza. Ohcr-lf rastol'atz Mai ur Kos tainitz,1, Dvor, Din1scha, Dnbi tza Kostainil.z,L · Neu-Grad.iska t\Iaschi tz, Kovatc!Jevatr. B0gitcl1evt.zi, Terna.va, Medari illaschit1. . Al t-Gradis ka A lt-Gradiska. Dul.>ovatz. Verbogliani, ·o kutchani, Bodregrai Ladievat.z, Borovatz, 11,tilz. Roidanik,Jaza'vitza Nova-Varosch Alte NPu-Grac\isk,t, Umeti1. - Alt-Grac\ i$kll ' l'ìova-Varosch "/, in Alt-Gradis ka •;. in Kos taini- · t.za . •;, in Sugna '/s ia Novska
c,nlstadt Pa!'cO cli m11ni1.io11i. ~5~•-s_q_11_a_d-r.- t-r-en_o_c_o1_1_b_e_s_ti_e_d_a_s_o_n_1a-.1_-__ _ _ _ -_-i--,A -g_r_a-n1-- 1 Kovska -6°squaclr. treno con bestie da som,1. Burfopes t Neu-l, racliska s• squadr. t,·eno con hestie da.·soma. ....:. Ca.rlsburg. Kostainit1.a ' /, Kostainit.1.a Colonna d'atJprovvigionarnent.~ N. 7. Trieste '/, Alt·Gt·acl iska 1-----------~- ---1-- - - - - -1- - - - -1 Una cornpa!!nia del 6° bat1 Ototchat1. ~~-glione _. -~-" tena. ciel 73o regg fan- / , ;,;;; gg -:U7 1.,..1-,-,1,-07to_n_e--=c1-el""lo--sc_1_ L\a--·I- - - - - - - - - -i ,::'o clrone di riserva. del 5° •/, Jrssegg _ __ _ re _~~~ rg~i_n,_e_11_lo_ u_la_r_1i_. _ _ ,1- - _ - - - - - -- - - - -- - - --
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Totale della clil'isiono.
3'/, 16 con una forza nomin,de <li l ii2~ tH)nlJni e 317S quadrupedi.
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1'occupAZIO"iE ALlSTRO - Ul\GAU!CA
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL' ANl\O
1878
1
Ordine dl battaglia. della. 18' d ivisione di fanteria. (in assetto norma.le da montagna).
Ordine di battaglia. della 20' divisione di fanteria (in assetto normale da campagna.).
Comandante - Tenente maresciallo BARONE v. Jov ANOvnz. Capo di stato maggiore - Maggiore SLAllECZKA. Comandante - 'l'cnon1e Maresciallo CONTE Sz.UARY. Capo di stato maggiore - MaggioJ'e s~;~ACS1N.
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7Cf' rc·g~imento di riserva
di fan eria. 2" riparto del !2° reg:;imcuto artiglieria con le batterie pesanti 4•, ::..J
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Esscgg Esseµ:g, J3rocl, Alt-Gradiska - - - - - Peterv.iradino, Mitrovit.z, Scmlin Poterrara-" <lino .,.,, . Vinkovtze Vticovai·
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2• compagnia del 2° reggime11to
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Sezione sanità N. 20.
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- - - - - 11.ii'Giana Parco di mun izioni. 1·c-.o-l_o_n-na-d-'a_p_p_1·0-,-.i-g-io_n_a_ m_c_n_to_N_.2-0-..,- - - - - - -:-1 Budapest
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34° squadrone del treno. - - --.-.- - -l~U~n-a-c-·o-m-1-ia-i,-,ç~,i_a_d~e~l~6°~1-·e-g--·l-,- -, - - - ." eu•at.z 1n~~pa giroento fanteria. 1 ·' stato Un plotone _dello squa- - - - _ !_ __ _ dron.e d, r1Sel'l'a _del 7° ¼ Funfkirchcn m,t""ioro 00
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Cerna Gractiscl1te
Sikirevtzi, Gnndintzi
Schamatz Phchkorovtze '/, Sikire.1•tzi /,
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'I, Babinagreda
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Schamat.z, Ba bina:;:reda
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Schamatz
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con una for1,a nominale di -160H uomini e 2989 quadrupedi.
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- - - - ---- - - --1----- - --·1-----....---~ Perz·.1---1 Vergoratz, 0 0 00 •/x1 batteria da montagna.
• HM Posuschie ,; , Sini Vergoratz, landwehr dalmata. _ _ _ ____ __ ' Han Posuscliie 1 ripart.ita tra la i • _ .;.e_.::._..:...:..:......:= =..:.;__ _ __ __ _ ,_ _ l Ko1ica e h 3• brigata, 8" compagnia del 2• reggimento genio. _eia montagn.=.:_ in marcia 9' compagnia del 2° reggimento genio. i·' Forte Opus per Duschina Metkovitz, !9• compagniii pionieri. , Tutchcpi Torre di Norino "'•"";_x_11_b_a_t_.t.e_1-·i_a_d_;_t _m_o_1_1t_a,_g_n_a_. l2 - (; ra vosa Drngliane 8 /xu batteria pesante. Gorz Seziono sanità N. ·18. Spalato -P-a-rco_ d_i_1~-t-rn_i_z-io_n_i_.- -- - - -- - - - - - - - i- ., C~at'"t-a-ro-.-i __ __ _ Spalato 75'' squadrone di riserva. del trono. -G~ Squadroni! 3•, -- -- - - Spalato ,, treno - - - -- con bestie _1,.,.0._ _ _ __ _ _ _ _ __ ___ _ _ _ _ _ _ I'"'la'"'g=-t_1s_a_ Vergoratz 1 1 e dintorn i da soma 7°. Vienna Coloimad•_a_p_p_r O _\_'i-g-io_n_a_m_c_n_t_o_N__-1-8-. _,,::_-_- _- -_ - -_-_- _-_,___z_ ni_·,i_ _ Una compa"nia del 79" reg- 'I o t I1 t T_ruppe gimento f:rn Leria. • to c a z Dll6 plotoni
di cacciatori a cavallo della
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J3ahinag, ed,,, Concurrenz
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Bahinagreda,
Schamat.z - ------
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ref{A"1mento ussari .
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Kopanitz:1, G11ndint.zi, Beravtzi
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Strigivogna.
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Spalato Vergor;1t.z - R - a1,-, t-,s--a -1---~--,- ~1 ~ cs'd ~ -::l :l1° battaglione cacciatori. t _ _ ___, __S _l_a_n_o_ _, Oraglianc e~ to~ 5 69° reggimento fanteria. 3 Hagusa 8~~~~...:..:.= "-------1 ----,-~--1 c11 _:__ _ ;8:c;·___,~',../_ x_n_b..,.a_tt_e,...ri.,,a:-d_a,--, m,...o"n t,. .a_g_na_. __ _ __ ~ Gravosa 7 §, , S2 .!. . ::C:.:o::;m:.:.a::;n:.:.d:.:.o:..,,:d..:.o_ll_a..,1.,..ir,..i,:,g-a,,.. ta_..,-- ,--:- _ ____ ,__S~pa_l_a_to__ , ~e;. g ..:.7_0.,;;J:.:.Ja:.:.t:.:.t''g"'l~i "" _o..:.n.e.,=--c.,..ac_c,.,i,.,.at~o_i·_i._ _1__-1~_ _ __ _ Makarska a nord di Vergoratz 8w 27• regg:imento ranteria. 3 Spalato 1 - S 8""cO ,;".'' .:;,::,;_x..:.,.:;.bs:a..:.t:.:.te::.r.,..cia'-id::-a- m--=o-cn-:-t-a1,.,-,,:1a :---.- ,-- - - - 4 -p'"'e,'·z_ - a_g-no~ - - -: - ~,~C~o..:.m :...a:.:.1:.:.:.: id o= d~e..,.ll,...a~b-ri,-g-a"'w~.~- - - - - - -~ S-p-,-~~a~to - · 1_ _ __ __ __ ~ "'"i? t -3° batt. cacciatori dell'lmpe- 1 - - - - - ~S-in_i__ , Imoski -~ § ~~ _1:..:·a....:t..:.o_re:...·- - -- -~ -:-- i:-,-- _ _ _ _ _____ -= - -=---:--:-e:. :e, ~ ot>~ rn• bai.taglione cacciato ri. Han Pososchie '" ... - ..:.:._..:.:-=-=--- -- - ,-i - -- -- - i- -Tran -- lmoski à-g~ 32• reggimento fanteria. 3 Zara Han Posuscliie ~
Pischkovo t.ze
Novi-Mika1101•tzi Schamatz
Dislocazione il giorno dell'entrata in Erzegovina
Comando della divisione. ===::. _·"'=;;.._:c"'o _II'.. :1:.a..:. :. n-.d--0-d"'"e-,l"'la-;-b,--r.,.ig::-ac-:1--a.-- - - - - - - Co -=-=-=--=------"--,- -1--- - - - - -
Schamatz
dino. Piscbkorovt.ze Vinkovtze Concunenz Nousatz
Dislocazione di pace e località di ~ formazione
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Comando della di visione.
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Dislocazione
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CORPI.DI TRUPPA
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\13'/.I 3 1 •;, 1\21,1 connuaforzanominale di17080 uom ini e 3270 quadrupecli.
L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
Ordine di battaglia delle truppe di presidio in Dalmazia Comandante militare cli Zara - Generale d'artiglieria BARONE> Capo di stato maggiore - Colonnello v. llLAlllKOvnz.
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Dislocazione CO)!Al\Dl DI DIUGATA
COUPI DI TRUPPA
al principio d'agosto 1$78
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re!!gi01ento fanteria.
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Compagnia. di complemento. Stato maggiore o quattro com- 1 pa.gnie da campo. Compagnia di riserva. 'I,
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Sebenico, Clissa. -
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8'/, 7 con tuia forz,1 nominale cli 9400 llDmini.
Inoltre stavano a disposizione del comando militare i seguenti bastimenJ;i della marioa militare: il vapore a ruote Andrea Kof,w in Zara; lo cannoniere Na ·1tlili1s e [{ei-lw, in Makarska. e Gnwo,;a; Ja barca a vapore G1·ille in Klek; i vapo ri T frurn-1'a,xis e Go1·zl,owsl,y in 11orto Tolero e Cattaro; il vapore Gargncrno come trasporto pei malati e l'avvi,;o N. fin Klek.
DELLA BOSNIA ED ERÌEGOVINA NELL'ANNO
,f 878
1•13
La sistemazione clella base. - La regione compresa tra la Drava e la Sava, e la Dalmazia, costituivano la base naturale clell' arma.ta austriar,a destinata ad operare in Bosnia ed Er,zegovina, era quindi necessari'..' che, contemporaneamente alla mobilitazione, il ministero della guerra provvedesse alla sua sistemazione sotto il rapporto dei rifornimenti per le truppe in campagna e dello sgombro di quanto sarebbe loro divenuto inutile. Non esistendo ferrovie in Bosnia per collegare l'armata cl' open;1zionc col territoriQ retrostante della monarchia e neppure giungendo le teste cli linea della rete austriaca alla Sava, clivenivamaggiormente necessario d'accumulare in Croazia e Slavonia e preferibilmente sui più importanti nodi stradali le I maggiori risorse. Da Alt Gracliska e Brod sulla Sava si dipartivano le migliori comunicazioni coll'interno della Bosnia, quindi occorreva prendere per origine delle linee cli tappa qtieste località che erano anche collegale alle teste di linea ferroviaria: Essegg e Sissek, da vie carreggiabili e colla seconda anche dalla viaJluviale 'del1a Sava. In conseguenza importava organizzare, oltre al servizio dei trnsporli lungo le linee di tappa, anche qttello sulla base. · Pel passaggio della Sava furono preparati 3 battelli a vapore e 14 equipaggi da ponte (53 metri ciascuno), distribuiti nelle tre località cli passaggio prescelte. Dopò l'inizio delle operazioni fu cominciala in Brocl la costruzione d'un ponte permanente per una ferrovia e per la strada ordinaria e cli un altro semipernrnnente in Alt Gradiska. In Dalmazia mancavano pure le ferrovie, e le più faci li ~omunicazioni di questa regione con il centro del.la monarchia, erano date dalle vie marittime che facevano capo a Tr;este, Pola e l?iume. In conseguenza per lo scacchiere cli guerra dell'Erzegovina era necessario organizzare un servizio di trasporti marittimi per far. affluire le occorrenti risorse in ttomini , viveri e materiali nei punti di Zara, Spalato e Ragusa, donde tali risorse sarebbero poi state avviate su !Vletkovitz, .allo sbocco della sLracla clelln. Narenta, indicata naturalmenl.e come la linea di tappa da prescegliersi per entrare nell'Erzegovina.
Per il funzionamento del servizio sanitario ol t.re 1 3 ospeda.li da campo (toLale ~ 700 letti) che vennero originariamente assegnati 8 -
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ANJ'(O XXX, VOL. IV.
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO
al XIII corpo d'armata, gli furono in agosto dati al!.ri 3 ospedali da campo di una capacità all'incirca uguale. Per la rna divisione furono mobilitali 6 ospedalidi rise1·va, cli 100 lelli ciascuno. Nella zona di radunata e nella circoscrizione territoriale dei comandi di Trieste, Gratz, Brlinn, Praga e Budapest furono allargati in parte gli ospedali miliLari stabili, in parte impiantati ospedali dli riserva, in modo che già alla metà d'agosto era garentita una capacità per 5000 malati è fer iti. Pel traspor~di questi nel cen tro della monarchia si prepararono quattro battelli a vapore sulla Sava, capaci di 113·3 ammalati e for-niti dalla Società di navigazi~n~ del _Danubio .. rn virtù d'una convenzione esistente coli' ammrn1straz1one milita;·e. Inoltre vennero attivati treni-ospedali ( 11) $nlle linee ferroviarie. Per far afiluire gli ammalati e feriti dalla Dalmazia a Trieste doveva servil'e il tra-sporto Gargna1io . Le riserve di medicamenti e di materiale sanitario trovavansi nel deposito di Budapest ed in ,magazzini stabiliti in Agram, Essegg e Zara, furono inoltre impiantali depositi da campa in Brod, Alt Gra. diska, Spaiato e Ragusa. L'Ordine Teutonico porse in questa campagna di guerra valido aiuto all'amministrazione militare, attivando una colonna d·i sanità da campo per ciascnna delle div~sioni 5a e 20•; inoltre l'Ordine dei Cavalieri cli Malta stabi lì 2 treni-ospedali capaci di 100 ammalati ciascuno. 1
1
Per il vettovagliamento del XIII corpo d'armata vennero raccolte per Lempo provviste in Sissek, Esse.gg, Gross Kanitza, Alt Gradiska, Brocl e viveri di riserva in Agram ed Essegg a disposizione del co-mandante il corpo d'armata ed in Gross Kanitza a dipendenza del Ministero della guerra. 1n complesso, sulla base della Sava, vennero 1·iuniti 80 giorni di viveri per 65000 uomini ( non tenendo naturalmente conto del biscotto e della carne in èonserva che portavano le I.ruppe) e 60 giorni di foraggi (foraggio ed avena) per 2ì000 quadrupedi. (i ) Ogni treno-ospeciaÙ si componeva di: i vettu.m poi medico, :1.3 vetture senza freni per ma)ati, ·l pel personale sanitario, i per la cucina, :l pei viveri, 1 pel bagaglio, i per . m~ga:1;zi no. li Jler.,onale era sostituito d,i :l medico militare e 20 110mini dello !ruppe di sanità. li lreno era capace di :1.04 ammalai.i o feriti.
1818
Il servizio del vet.tovaaliamento sulle retrovie della 18· divisione fu affidato al comando militare di Zara, il quale, d'accordo con qnello di Trieste, doveva far renire .da questo porto i viveri ch'eranvi stati riuniti per cura del Ministero della guerra. Alla 118• divisione si assicurarono viveri per 100 giorni i.n base ad una forza di 17000 uomini e 2600 quadrupedi. La fabbricazione de~ pane richiese, durante la radunata, una particolare cur;; a.· cagione degli scarsi mezzi privati ai quali poteva r icorrere il governo austrin,co in Croazia, Slavonia e Dalmazia, ed esistendo solo - in Alt Gradiska - un panirìcio militare. Furono perciò tosto sLahiliti 8 forni in Alt Gradiska e 24 in Brod ed aperto quivi un gran panificio. Inoltre, per· far fronte a tutti gli e'ven ti, fu. rono da Vienna inviati a .Brod ed Alt Gra.diska, 34 f'omi mobibi da campo. Vennero anche spediti a disposizione del comando militare di Zara. panifici di riserva e 30 /01·rl,i mobibi. · .
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1
. Pel rifornimenlo dei parchi çli mwniz,ioni di 11• Jinea si provvidero dell.e necèssarie dotazioni i deppsi li d' artiglieria cl' Essegg, Za.ra e Ragusa. Pei bisogni di vestiario eranvi i due dP.positi di Budapest ed un altro ne venne stabilito a Spalato. Ai rifornimenti infirn, del materiale del treno si stabilì dovessero provvedere i comandi regionali del treno in Gr·atz e Budapest. I trasporti per ferrovia e pe;· mare erano regolati da una direzione centrale in Yienna. Fino ad Essek, Sissek, Barese Steinbrnck erano in funzione commissioni ferroviarie di Li!,ppa . I trasporti marittimi verso la Dalmazia erano ~oFegl iati dai comandi militari di Trieste e Zara, ed eseguiti ,per mezzo di vapori della Società di navigazione del Lloyd austriaco, protetti da un bastiment-o della marina .mi li tare.
I 1··inforzimanclati all'arniatad'occupazione. -Sin dal principio delle operazioni, l' Atistria-U ngf,eria, per l'atteggiamento ostile d'una parte della popolazione Bosniaca ed Erzegovese ed in seguito ad un avviso ricevuto dal console cli Nova Bertchka che il sultano aveva ordinato alle autorità della Bosnia d'organizzare un'energica resistenza, dovette affrettarsi a rafforzare le truppe mandate a que!la
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO
"
r,'ocCUPAZI OXE AUSTHO-U:-.CARICA
impresa, lanlo più che taluni falli confermavano la voce che le milizi e regolari sostenessero gl'insorti. Il 5 agosto s'in iziò la mobilitazione della ,ia divisione di fanteria (Vienna), la quale, su di un piede di pace r inforzato, si trovava già in Slavonia insieme all a 36" divisione ( Agl'arn) che aveva comincialo a mob ilitarsi fin dal 2iS luglio. li '15 agosto poi fu ordinala l'immediata mobilitazione della 4• divisione di fanteria (Briinn), di 3 batterie da montagna, 2 compagn ie pionieri con 7 equipaggi da ponte. per poterle inviare al più presto in Bosnia Come servizi di 2• linea da assegnarsi alle elette truppe furon o preparati 3 ospedali da campo ed 1 1naga::zùw da campo delle sussiten:re. Per l'Erzegovina si mobilitarono la 20" brigata cli fanteria (Koenigratz) che venne av11 iala a Ragusa, il 44. 0 reggimento di fanteria . ed 4 compagnia del genio . Per sostituire lungo la frontiera bosniaca la 11• e 36• divisione si fece venire dal!' Ungheria la 20• brigata di fanter ia e fu messa sul piede di guerra In 83· brigata di land wehr Lranslei thana (VII distretto - Agram). Al tri 3 batlagl ioni della landwehr stessa vennero destinati a presidiare le fortezze di Essegg, Semlin e Petervaradino. In Dalmazia venne formala una brigata da montag!la di riserva sollo il maggior_generale Csikos di 7 "l/t.. battaglioni e 2 hatterie di quattro pezzi ciascuna. Per le fortificazion i della Narenla eranvi inoltre pronte 7 compagnie d'artigl ier ia da fortezza. La fo rza totale clell e truppe presidiarie in Dalmazia all a metà d'agosto fu di ·I 1440 uomini. ' Dopo la presa di Saraiel'o, per addivenire alla pacificazione generale della Bosnia e dell' Erzegovina, il governo allstro-ungarico fu coslrello a spedire nuovi e maggiori rinforzi . li ·I9 agosto fu ordinato ch e col 2 1 successivo s'iniziasse la mobilitazion~ dei seguenti comandi e grandi reparti dell'esercito: Comando delia 2a armata; Comandi del UI, I Y e V corpo d'arrnaL~; 13• e ::H• di1'ision i di fanter ia in Budapest, 33• in .Comorn e11 V in Presburgo; ·14- 0 brigata di cavall eria in Agram e 3 compagnie pontieri; in lolale 57 2/r. battaglioni, 8 compagnie di !r uppe tecniche, ,, o 1/._ squadroni e .f4 batterie, cioè 68500 uomini e 10700 quadrupedi. 1
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117
1
La composizione delle nuove divisi0ni mobilitale era quella ordì:. ,naria da campagna nel!' esercito austro-ungarico, cioè due brigale di fanteria, tre batterie d'artiglieria da campagna, una compagnia ,del genio; mancava solo la cavall eria. Le truppe ebbero l'equipag,giameoto 1nist-0 da montagna, dei servizi in vece parte ebbero quello ,ordinario da campagna, in parte quello normale da montagna. In seguito al la mobililazione delle soprndette grandi unilà, si do,veLLe procedere ad un nuovo raggruppamento anche delle divi~ioni già impegnate sul tealro di guerrà, prendendo nal.uralmenle per base .la dislocazione che queste avevano nella seconda metà d'agosto. Per .fe operazioni in Bosnia venne costituii.a la 2 .. armai.a, forte di 11Odivisioni così riunite in cynaltro corpi d'armata: III corpo d'arnrnl:a (tenente maresci allo Szapary) - 1\ 4a e iW divisioni; IV corpo d'armala (tenenle maresciallo v. 13ienerth) - ,f 3a e '3·1a diYisioni; V corpo. d'armala ( tenen Le maresciall o v. Hamberg) - if 4.. e .33• divisioni; XIII corpo d'armala ( tenente maresciallo duca cli Wurll em.berg) - 6•, 7° e 36° divisioni. Ai corpi d'armala III, I V e V non furono dati truppe e servizio -alcuno ali 'infuori di quel! i indivisionali. 11 Xl! I corpo ebbe invece, ,alla dipendenza diretta del proprio comando, la rn• brigata di ca·vall eria ed una riserva d'artiglieri;t e di truppe tecniche. . A disposizione immediata del comando della 2a armata ruro no messe la •14" brigata di ca.vn ll eria , 2 ballerie da montagna, 2 com·pagnie pionieri con G equipaggi· da ponte e lutti i servizi occorrenti .a qLLesli reparti. Inoltre 2 compagnie d'artiglieria da forlezza, 2 del genio, ~ di pionieri con •I Oequipaggi da ponte rimasero a disposi:zione dell'intendenza dell'armata, insieme a Lutti i servizi di 2• linea. Al comando della 2• armala fu destinato il generale d'artiglieria .Filippovilz, e qua le capo di stato maggio·re vt fu chiama to il mag.gior generai~ v. Cornaro. II colonnello Popp, già capo di stato mag.giore del XIII corpo , fu nominato capo dell 'ufficio operazioni presso 'ÌI comando dell'armata stessa . fntendente ,,generale fu il marrgior "6Ou O t11erale Sln111sky v. Dresdenberg. Tn Erzegovina alla rna divisione fu aggiunta una brigata da mon1
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
lagna ed una compagnia d'arLiglieria da fortezza, in tal modo essa rimase costitnita da: ·18 2/ 4 battaglioni, 4 compagnie di truppe tecniche, 3/ 4 di squadrone, 24 pezzi. Come nella prima mobilitazfone tulti i còrpi furo no portati all' eftivo di guerr::i col richiamo dei riservisti. Per quanto dura potesse parere questa misura, sovra tutto per la Croazia e l'Ungheria che fornivano la quasi totalità dei nuovi conLingenti, essa non so llevò vernno protesi.a. La provvista dei quadruped: procedette colla voluta, celérità; ne furono. comperar i ·I 9400 ni,I territorio della monarchia. I rin fon i della 11sa divisione furo no provv~ti di quadrupedi traenrloli dall a Erzegovina. La reqt1isizione dei carri diede so:o luogo a qualche difficoltà in taluni distretti agricoli della Ungheria che si videro privati dei loro carri nella stagione dei raccolti (11). La mobilitazione e In radunata si eseguirono molto più celeremente che la prima volta. I trasporti furono fatti parte per ferrovia , parte su vapori lungo il Drmubio e la Sava. li movimento ferroviario comindò J'8<> giornù di mobilitazione. Durante la radunata delle nuove unità mobilitale si sta bilì in 13rod, il comando generale della 2a ai·mata, e fu retto temporariamente dal Lenente maresc iallo v. Ram berg, come il più anziano de~ comandanti di corpo d'armala, essendo necessaria in Saraievo la presenza del feldzeu gmeister Filippovitz. In Brod eravi pure l'intendenza dell'armata, la cui seziope militare era incaricata di regolare le ope,,azioni di concentraménto sulla Sava. La 36° divisione alla metà d'agosto trovavasi già riunita presso Brod, alla fi ne del mese era quivi pronta Ji,nche la ,1•. li trasporto per ferrovia e pel Danubio della 4,• divisione cominciò il 22 agosto; tra il .24 ed il 30 essa fu sbarcata ad Essegg e Vukovar, donde per via ordinaria si portò a Brod, ove il 30 si trovò riunita tutta la sua parte combauenle, ,,afe a dire 46 giorn~ dopo eh' èf·a staia iniziata la mob ilitazione di questa unità, sebbene avessei·o dovuto farsi 1$0 ore di viaggio in ferrovia o pel fiume, e 5 a 6 lappe a piedi .
(I) JI servizio dei traspo1· li prese un 1,1ie svilu ppo che vi furono impiegati nel mese di settembre, oltre al carreggio normale, 29425 carri e &7l8 bestie da soma.
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO
•I 878
•1·I !J
Il IV corpo d'armala stava in gran parte n~ll' Ung.heria occidentale e fu trasportato per ferrovia e pel Oanub1~, tra _il_ 28 agosto ed il 4 sellembre, ad Essegg e Vukovar. Da questr punti tn 3 a 4 tappe raggiunse la Sava. TI osettembre la sua dislocazi one era: Comando in Viokovtze; ,13a divisione Lra Drenovtzi e Nova Bertchka; 3 1" di visione tra Tzerna e Schamatz. Il Vcorpo d'armata doveva dapprincipio essere~once~lralo tra B1~od e Sissek, ad est del IV, però in seguito agii avventmenli nel la li ram.a. e nella Croazia turca flt radunato più verso ovest, ed una su~ bri11ata (z8• della ,14• divisione) fu mandata ai confini occidenta li della Croazia. ltll'Ca. Il tra;;porlo ferroviario cli questa brigata da Odembul·ao e Carlsladt a Tonin (350 ch ilometri) con ' per Zakany , Aaram ~ .. minciò il 28 aoosto . Al principio di settembre essa aveva presi 1 suoi accantona~enti a Sluin. Il resto della ,t 4• di visione, Ira il 28 agos to ed il 1 settebl'e, fu dalla fe novia portato a Sissek,· e la sua radunata tra Neu Gradiska, Alt Gradiska, Iasenovatz e Nowska era compiuta il ,IO settembre. La 33a divisione ~1 tra il ~9 aiosto ed il 4 settembre per ferrovia e su piroscafi lungo ti Oanub.10, da Comorn, Gran e R.aab Lrasportataacl Essegg e Vukovar, donde in tre o quattro Lappe si recò ad accantonarsi tra Brod, Pleternitza e Luiane. Anc~e per questa divisione la radunata era compiuta il ,J Osettembre. F1~ dal 6 però un suo distaccamento a,,evapassata la Sa~a per portarsi su Pergnavor. Il comandù del Vcorpo d'armata era tn Brod. I reparti alla dipendenza direLLa del comando della 2 8 .armata com~ pierono la foro radunata sulla Sava nei primi 11Ogiorni del mese d1 seuembre, parte per ferrovia, parte per via fl~vi~I ~. L~ H._• ~ri~ala di cavalleria fu ripartila Lra Luiane ed Andr1ev1Lz1. L art1gl1eria e le truppe tecniche furono dislocate parte in Brod, parte in ~lt Gr~diska. Il parco mobile di muniz1:oni (l'annata venne stabilito ,n Darva. Mentre si compieva la radunala delle truppe e servizi cl i 1° linea, l'intendenza dell'armata provvedeva a rar funzionare quelli di 2• linea. Coi 7 os7Jedal·i da carnpo onde disponeva. 1:t 'ì" armata fu portala la capacità dei servizi sanitari di 2" linea a 5500 1,~lti . Questi ~spedali furono dislocali tra Vukovar, Essegg, Agram ed Alt Grad1ska . 1
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1
L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA DELLA BOSNIA, ECC .
La capaci Là degli ospedali di ,rise/'Da nel!' interno della monarchia fu portata a 5000 letti e furono stabiliti depositi di materiale sani' tario e medicamenti in Sissek, Brod ed Alt Gradiska. Per la formazione delle colon,ie di sanità da campo vennero preparate le necessarie vetture per malati ed allestiti due bastimenti-am,bu,lanza sulla Sava, oltre i due già dapprima esistenti . Nella prima metà d'agosto furono riuniti sulla base della Sava viveri per 30 giorni per 8000 uomini. Nella seconda metà del mese, dopo la mobilitazione della 11.. e 4° divisione, le provvigioni furono aumentate del nècessario per 40 giorni in ragione di 33000 uomini e 1 15000 quadrupedi, e più tardi pel IV e Vcorpo d'armata fu provvisto per 30 giorni: cosicchè al principio di settembre la 2• armata aveva sulla Sava. derrate per tutto il mese. Con nuovi rifornimenti fatti in segoito, i magazzini di vettovagliamento ebbero do1a1.ioni tali da bastare per 170000 uomini e 60000 quadrupedi fino alla lì ne d' ottobre Nélla Dalroa7.ia fnron o riunite provviste per 100 giorni per 30000 uomini e rnooo quaclruped'i. Da Comorn, pel Danubio e la Sava, furono mandati a Brode Raleha. cannoni di grosso cal ibro per armare queste fortezze. In Brod, Al1 Gradiska e Carlstadt vennér-o slabilile riserve di munizioni, carreggio e vestiarin . . In conclusione al ,1O di settembre le unità che avevano iniziata il ;iJil agos_to la propria mobilitazione, erano pronte acl entrare in campagna. In quel momento la 2~ armata contava 1159 battaglioni di fanteria e cacciatori, 24 compagnie del genio, 113 cli pionieri, 14 riparti di .fetTovieri, 5 compaguie d'artiglieria da fortezza, 29 ¼ squadroni di cavalleria, 26 batterie da campagna, 2·1 da montagna e 22 equipaggi da ponte, il che rappresentava una forza complessiva di 1159330 uomini, dei quali 4438 di cavalleria, e 292 pezzi . La somma· total e poi delle truppe impiego te sul teatro di guerra fl di presidio nelle circoscrizioni territorial i di Agram a Zara ascendeva a 6280 ufficiali, 262353 uomini- cli trnppa e 1109365 quailrupedi .
(Continita;. FEUCE DE CHAUHAND DE S A!NT-EUSTACHE
Capitano di stato magg,iore.
RIVISTA ESTERA - - >-:-<.---
LA. FR.A..NC.JIA. E
L.A. GIN .A.
DALLA CÒNQUISTA DI LANG-SONHLA CONCLUSIONE DELLA PACE (t)
III.
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Abbiamo lasciato (marzo ·1885) Negrier colla sua brigata alla Porta della Cina di fronte noli avanzi del corpo del Quang-si, battuti a Dong. Dang; abbiamo ,h1sciato Giovaoioelli, colla sua brigata, a Tuyen-Quan, di fronte al corpo dell'Yunnan battuto a Dnoc. Fino al ~i marzo non vi fu al Tonchino altro fatto d'armi, nè variazione importante nella posizione delle truppe francesi. Delle cinesi poco $i conosceva. Il ·12 marzo era stato annunziato che la posizione di Negrier a Cua-Ai (Porta del la Cina) minacciando quella dei Cinesi a That-Ke, costoro avevano sgombrato detta località. Il fatto, iù sè, non aveva importanza; i Cinesi che s"ombravano That-Ke erano una parte dei fuggiasch i di Dong-Dang che, trovandosi staccati e fuori strada, si ritiravano per riunirsi ai loro corpi . Ma ciò pai·ve un indizio dell'intenzione della Cina di abbandonare affatto il Touchino. Ad ogni modo si lavorava a fortificare Lang-Son. Dal lato di Tuyeu -Quau i Cinesi si erano alquanto avanzati cambiando strada. Essi, dalle rive del fiume Chiaro, erano passati su quelle del fiume Rosso, e dicevasi che una parte si fosse raccolta presso ThuauQuan, a sud-ovest di Tuyen-Quau, dove sa rebbesi trovata più vicina ad Hanoi che la stessa brigata Giovaninelli. Ma finchè la situazione generale restava qual er:i, questo corpo cinese non poteva dare pensiero; per poco che si fosse ancora avanzato, avrebbe avuto di fronte Brière, ~
(i) Continuazione e fine (Vedi Ilivista illituare, puntata di settembre l.885).
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con parte della guarnigioni di Hanoi, Hong-I-Ioa, Song-Tai ecc., e Giovaninelli alle spalle· colla sua brigata. · II comandante supremo Brière, in posizione centrale ad Hanoi, regolava le spedizioni alle due brigate, ed assicurava Je loro spalle contro i nemici interni. Concentrando in se stesso l'autorità militare e civile su tutto il Tonchino, faceva inoltre atti di Governo in g:uesta sua doppia qua lità. Oramai quasi tutto il territorio già ceduto dalla Cina col trattato cli Tien-Tsin (maggio 1884) era in possesso dei Francesi; si trattava solo d'indurre l'imperatore celeste a riconoscere con un altro trattato, la legittimità del possesso. Questa era una formalith. Intanto si poteva considerare il Tonchino come casa propria e cominciarvi quei lavori che in casa propria sogliono far:;;i. I qua li in ogni caso avrebbero gi·ovato, se s'avesse dovuto continuare la guerra . Per-:iò si aprivano .uffizi telegrafici, si tracciavano strade, si progettavano caserme, si preparava il materiale per una ferrovia (sistema Ducovi lle) tra Lang-Son eri Hanoi . Le gravi perdite ·subite dai Francesi a Kelung e a Duoc (Tnyen Quau) nei primi del mese di marzo, erano state pubblicate io Francia solo molti giorni appres$O, ed avevano intorbidato la gioia della vittoria; sapevasi anohe male · al Governo d'avere mutilato i dispacci, e si dubitava non poco delle sue comunicazioni; dicevasi (ed era vero) che, per mancanza di forze, Giovauinelli non aveva potuto trarre dalla vi!toria tutto il profitto, schiacciando assolutamente il corpo dell'Yunnan; e aggiungevasi che era proprio un miracolo se Negrier poteva teuer testa a quello del Quang-Si. Le due brigate (come abbiamo detto altrove) erano così composte: Prima brigata - generale Giovaninelli; ,J O reggimento di marcia (quattro battaglioni di fanteria di mnrcia); 2.0 reggimento di marcia (quattro battaglioni di tiratori algerini); 2. 0 reggimento di tiratori tonchinesi (tre battaglioni); Seconda brigata· - generale Negrier. ' 3° reggimento di marcia (battaglioni spedizionari del 23°, del 1Ho e ·143° di linea); 4° reggimento di marcia (3 battagliom della legione straniera e un bauagl ione d'Africa); ,1° reggimento dei tiratori tonchinesi (3 battaglioni). A effettivo completo e inclusa l'artiglieria, queste brigate non pote• , vano aver meno di 6000 uomini ciascuna, ma dopo tante marcie e tanti combatt imP,oti si poteva ealr.:olare eh~ dovessero aver subito una riduzione di almeno un quarto . Grandi rinforzi erano per istrada e stavano per arrivare. Non tutti
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però facevano buon y;iaggio. Restò famosa l'odissea del Nantes, partito il 2 febbraio da Algeri carico d'uomini e di· quadq1pedi. I primi, soffriro~o immensamente, i secondi morirono in gran pll!'te per viaggio, causa il mare cattivo e la cattiva costruzione del bastimento.Sul quale quan-tunque non IUi!nCassero medici e chirurghi, non si potè curare a dovere .qualche ferito , perchè aperte I.e cassette d'istrumenti, si trovò che con-tenevano sdltanto ferri da dentista e da ostetrico. Notiamo crueste cose,. non già perchè abbiano grande importanza e non possano succedere a tutti, ma perchè in Italia e iri Francia c'è chi fa le gran meraviglie,... quando qualwsa di sin1ile snccecle a noi . Contemporaneamente a quelle d'uomini e di quadrupedi, si facevano., grandi spedizioll'i di viveri e di materiali da guerra·; il che pnreva in cootradizione con' le voci correnti di trattative di pace, ma non lo era. Le guerre consumano assa i, specie c1uelle lontane; ln più volgare prudenza imponeva di non lasciarsi cogliere alla sprovvista·, e una gran parte delle dette spedizioni avrebbe dovuto far:;i, anche se la p:rce fosse· già stata assicurata . Cos'ì non era in contradizione colle dette voci la notizia che Negrier, stanco di stare sulla Porta della Cina, avesse fattoqualche passo innan;,.i colla sua brigata, e l'altra· che Brière avesse fatto· occupare, dalle sue cannoniere, il J)QrtO di Pakoi nel golfo del Tonchino, ma sulla sponda cinese. Secopdo la teoria delle conquiste con$er·rntrìci, inventata ed esposta: in Parlamento da· Ferry, ci voleva un pezzo., di Cina per conservnre il Tonchino. Le condizioni sanitarie del corpo di spedizione si dicevano abbastan-z·a, buone, pei·chè « la propo'rzio'ne dei mòrti per malattia era d·iscesa al trentacinque per mille ».
T11le era la situnion<~, quale si conos.ceva a Parigi il giorno 26 di: marzo ,J885.
IV. Dopo l'invenzione del telegr:ifo, le notizie giungono due volte. !'rima• per dispaccio, poi per corrispondenza; e quando'il teatro degli avveni-· menti è molt-o lontano, può pas:;are gran tempo fra l'uno e l'altra. Il dispaccio è sem,rre incorn~leto, spesso inesatto, onde sembra a prima· vista che lo storico, il quale scrive dopò J'ari·ivo delle corrispondenze,. possa far astrazione dai di,pacci. Ma non è sempre così. Quando si tratta di fatti importanti, il momento in cui la notizia arriva e il modo con, cui si preseotti hanno conseguenze proprie, e talvolta gr11vis$ime. In questo,
RIVISTA
-caso il ~ispaccio è per se stesso un avvenimento di cui bisoona ' tener conto. E il ful~ine che, mentre annunzia la situazione al pun~o di pariteuza, pro~uce il sno e!Tetto al pltnto di anivo. Perciò riporteremo anzitutto I telegramm.i e ne diremo le conseguenze immediate, poi colla ·scorta delle successive corrispondenze cercheremo di esporre i fatti quali ·realmente, n parer nostro, debbono essere a vven~i. Il giorno 26 giunse a Parigi il seguente telegramma di Negrier, in data del 24- da Dong-Dang, trasmesso da Brière il 25 da Hanoi « Il 22 ·all1' 2.ant. i nemici attaccarono il posto di Dong-Dang. Dovetti portarmi a.vanti p.our .me donner de l'ai1'. Il 23 potei impadronirmi della prima .{mea de, forti del campo trincerato di Bang-Bo. Il 24: i miei sforzi falli,r~no -contr~ t'.na superiorità numerica considerevole. Ver~o le 2 pomeri-d,ane l'art1glleria non avendo più mnnizioni, dovette ritirarsi dal combattimento. Io rientrai a Doug-Dang alle 1 pomeridiane. Tutti i feriti vennero trasportati a Lang-Son. Le nostre perdite sono 200 circa uo:mini fuor! com battimento»: B:ière, poi aggiungeva :« I rinforzi per.In se~onda brigata hanno com1nc.1ato ad arrivare (dove?) il 24- marzo ,, . Quest~ dispac1:io recò a Pàrigi una_grande sorpresa. Appunto quando fu. pubbl.1cato, I.a Camera te.n~va seduta .e tosto un deputato chiese quali -0m1su~e, m segm10 a ~al~ notizia'. avesse preso il Governo . Rispose Ferry (presidente del consiglio) che 11 fatto annunziato altro non era se non un picco]? accidente di guerra, al qu:ile i gloriosi comandanti di truppa al Tonchmo avrebbero trovato rimedio. In ·quanto alle misure, erano prese da gran tempo. « La testa di colonna dei rinforzi arrivava in qnel ,momento a Lang-Son ». Così l'incidente fu chiuso. Ma il pubblico, ram·mentando altri dispacci castrati ed altre assicurazioni smentite dai fatti era poco disposto al la fiducia . e trovav11 inoltre che il surriferito di~ spaccio non era un modello di chiarezza. Dong-Dang è quel villaggio (1) dove Negrier aveva incontrato e battuto ('2~ febbraio). i Cinesi e vi si era quindi 'stabilito col suo quartier genen1lfl, spmgendo gh avamposti fino a Cua-Hai (Porta della Cina) tre chilometri più innanzi, sulla frontiera. Ora egli telegrafava che, attaccato dal neemico, aveva dovuto andar innanzi pottr se donner de l'aù-. Come sa- · ,-rebbe a rlire? ·Questa espressione è contenuta nelle istruzioni di Brière, che, leggendo. il di<;paccio a lui diretto, l'avrà capito perfettamente: noi - ereder~mmo d1 non capirlo per ignoranza della lingua francese, se non vedes~nno, dai ~iornali del gi.orno posteriore alla pubblicazione, che ,non I hann{> capito neppure a Parigi. Ma questo non è tuttf•. Mentre -(t)
Vedi Rivista ,llilit-are, puntata cli settembre i885.
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E STERA
Negrier attaccato andava avanti per darsi dell'aria, venne ad urtarein uu campo trincerato, il cui nome non è segnato, sulla carta e del quale nessuno mai aveva inteso parlare. E si che, a giudicarne dalla facilità con cui Negrier è andato a trovarlo, questo campo aoveva e.;seremolto vicino ai suoi avamposti. La testa di colonna dei rinforzi spediti in gennaio, che Brière dii;ova, giunta, senza indicar dove e chè il présidente del consiglio assicurava essere giunta a Lang-Son, molti s'ostinavano a crederla giunta solo a• Hanoi. Questi rinforzi ascendevano in tulio a 5400 uomini ;' dei qualF parte costituivano intiere unitì1~ il resto doveva servire per riempirl:! i vuoti, sia nelle due brigate mobili, sia nelle guarnigioni. Le nuove unità erano 2 batt-aglioni di zuavi, 2 squadroni di spabis e 2 batterie· d'artiglieria. Tutti in Francià dicevano essere extremement à regretter· che Negrier non avesse potuto aspettare questi rinforzi pour se donner· de l'avr. Intanto si aspettavano ansiosamente nuovi dispacci. Il 28 fu pubblicato il seguente: Negrier telegrafa da Lang- Son in• data 26 m'.lrzo, ore 4- antimeridiane. " Il grosso della brigata è con:centrato a Lang-Son. Io sono rimasto tutta la giornata del 25 col l'avan-· guardia, in faccia alla Porta della Cin~, aspettando il nemico che no,o, si è fatto vederl I Cinesi hanno subito grandi perdite nella giornata, del 2,i, (quella in cui banno respinto l'attacco dei Francesi). Io sono rientrato iI 26 a Lang-Son senza incidenti. Tutti i feriti vi erano sta,ti trasportati dal giorno 25. La cifra ('Satta delle nostre perdite nel la giornata del 23 e del 24: sono: 1 ufficiali uccisi, 6 feriti, 72 uomini di truppa ucc.isi e 190 feriti, totale 275 ». (Il dispaccio precedente diceva: approssimativamentb 200). Seguiva un'aggiunta simile a quella del dispaccio precedente: « Negrier ha scritto di nuovo che non ha bisogno a Lang-Son di nitri rinforzi e che la sua artiglieria è sufficiente. Iofatti ha .ricevuto il 2i le trllppe di rinforzo destinate alla sua bri-· ga ta. Egli conta tirare un gran partito dagli spahis. Una forte ri serva è costituita a Chu ».Se i Parigini non fossero stati troppo preoccupati, non avrebbero tralasciato di mettere in ri lievo il lato urnoristit:o di questo dispaccio : Negrier che sta tutto il giorno sulla porta aspettarlo il nemico, e non vedendolo arrivare, se ne va :ibbandonando la porta! Le, Repub!iq1w française disse invece che t.aie dispaccio « era rassicurante per · il presente e per l'avvenire ». Questà sicurezza tro vn,a specialmente la sua base nell'annunziato arrivo dei ·' rinforzi. Egli è vero che quest'annunzio non l'avea dato pre- · cisameute Negrier; egli è ·vero pur anche che fra la testa e la coda pnò . esservi grande intervallo, quando non si tratta cli vera colonna, ma di, 1
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RI VI~TA
distaccamenti venuti da lontano, sb~rcati in ~1oi'ni rliversi ed avviati successivamente, in .nuclei forti appena rla non temere sorprese per via; -egli è vero infine che, malgrado tal i rinforzi, il dispaccio cti'Negrier annu11ziava l'a ritirata <lei grosso della sna brigata da -D011t-Dang su <> .Lang-Sou; ma pochi fecero queste consider.;izioni; anzi i giornali com·rnentando l' agginnta fotta al dispaccio di Negrier, ne dedussero che . ff000 uomini, frn cui 2.000 zuavi, armati di fucili a ripetizione, e 160 spahis eraro entrati o stavano per .entrare in Lang-Son e che quindi _-0ram11i si pqteva vivere trnriqui lli . In questo giorno (28) la questione del Tonchino fu di nuovo por-· :tatn alla Camera e trattata più nm pinil).ènte che il giorno 26 . Non è -nostro còm pito riassumere le ragioni pro e contro; rlirerno solo delf esito. Il ,Governo, ,fiero per l'arrivo dei rinforzi, respinse energìea.mente tutte le accuse degli avversnri e la Camera gli diede ragione. Anche il pubblico si .era tranquillato. Coi rinforzi avuti , Negrier stava ,,certo per prendere l'offensiva. Il primo dispaccio doveva recarne l'an- · nunzio. li 29 marzo giunse alle 6 del mattil).o e venne pubblicato pel pomedggio il seguente telegramma di .Bri.ère : « Hanoi, 28 marzo, ,11 !/ 2 di sera . Vi ;:muunzio con dolore che ìl generale Negrier, gravemente ferito, è stato CO$tretto ed evacuare Long-Son. I Cioesi , sboccando in grandi , masse e so tre colonne, attaccarono con iU)peto le nostre posizioni dav.anti a Kilna (località poco . a nord di Lang- Son) . Il colonnello Her'binger , davanti a questa gi:ande su periorità numerica, e trovandosi .avere esaurite le munizioni, m'informa che è obbligato a retrocedere .su Dong-Son e Than-Moi. Io concentro tutte le mie forze sugli sbòcchi ,,di Chu e di Kep. Il nemico ingrossa co,ntinunmente. sul Song-Koi. Chec,,chè avvenga, spero poter difendere tutto il Delta. Domando al Governo d'inviarmi al più presto possibile nuovi rinforzi ». Chiunque leggendo questo-dispaccio deve dire: i Francesi al Tonchi no 110n hanno più altro .rifugio che ie piazze, forti. E così sarebbe stato r~al\meutese la natura .non avesse negato ai Cinesi.og~i attitudine alla offensirn. J/1~ Brière era in obbligo di conoscere .nn poco il suo n,~rnico e le proeme truppe; pure ammettendo che non dovesse preoccuparsi dell 'effetto .cita il s,oo dispaccio avrebbfl fotio a Parigi. La speranza di poter difendere il Delta equivale al dubbio; e dei ~ubbi questo telegramma .ne lasciava già abbastanza, per le cose che taceva. Non una parola snl fatto . d'armi che avea determinnto la ritirata; non una parola sui numerosi ,.am?1alati e feriti che si trovavano a Lang-Son. E impossibile descrivere la commozione destata a Parigi da questo te1
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legramma e, a,d aumentarla ancora, concorrevano telegrammi di fonte privll•ta, riferentisi ad uno scontro ayvenuto nella valle del fiume Rosso e non annunziato nei dispacci ufficiali . Telegrafavano da Hanoi all'Agenzia Havas e al Temps, che il 24- marzo un battaglion0 di znavi, facendo una ricognizione nei dintorni di Hong-Hon, ,aveva trovato un gran numero di pirati in posizione trincerata presso Phu-Lam-Tao. S'era ingaggiato un combattimento in cui i Francesi avevano avuto 6 o 8 uccisi ed ahrettanti .feriti. Benc.hè il dispaccio noi dicesse, si capiva che il battaglione di zuavi s'era ritirato. L'abbassamento delle acque impediva frattanto alle cannoniere di rimontare fino ad Hong-Hoa. Nel dispaccio di Brière si accenna va sinistramente a questo lato col le parole:« il nemico ingrossa continuamente sul Song-Koi » ( fiume Rosso). · Ecco clunque la situazione quale si presentava e quale in fondo era realmente: due strade, o per meglio dire, due zone stradali mettono in con1unicazione la Cina col Delta del fiume Rosso. L'una, da ovest, segue la valle di detto fiume; l'altra da nord, pet' la Porta della Cina, Lang-Son, Doug-Son ecc., traversa l;i pnea di displuvio fra il SongI~i-K~ng e il ~urne Rosso. Sull'una di queste zone la h6gata piovanmeJl 1, appoggiata a Tuyen-Quan e Hong-Hoa, resisteva .a stento all'enorme pressioqe del corpo dell'Yunnau, dei pirnti e delle Bandiere nere. Sull'altra, la brigata Negrier era iu piena rotta e Brière raccoglieva tutte le forze disponibili, per fermare questa e il nemico ai,,ol i sbocchi . d1 Cbu e di Kep. I Francesi erano di nuovo alle posizioni dell'ottobre 1884, col.l'aggravante che vi erano ritornati dopo una sconfitta . Parlando della situazione in quel tempo (1) noi scrivevamo: « uno sforzo energico dei Cinesi potrebhe rompere l'argine, ma noi faranno. Snrebbe quasi contrario alla loro natura ». E abbiamo indovinato. - Ma chi osava sperare che non J'avrebbe110 fatto adesso? Quando giunse il dispaccio sopra riportato (~9 marzo) er:i domenica e la Camera non teneva seduta,, il Governo ebbe quindi ancora un giorno di vita. Ne approfittò per nominare Negrier generale di divisione (cosa che non foce nè ca Ido nè freddo) e per studiare il modo di presentarsi al. l'indomani alla Camera. Si deliberò in consiglio di presentarsi cou una 1lomanda di 200 milioni rli lire, non giit per la speranza che fossP.ro accordati; il rifiuto era certo. I popoli retti 11 sistema parlamentare, specie quelli di rnzza latina, in ogui disgrazia cercauo il reo; e non hanno intieramente torto. Se fossero intieramente Z)aiusti, cercherebbero (i) Vedi Rit•isla Afilitare, puntata di novembre l.884.
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soltanto, i complici, pigliandosi la parte di reo principale. Ma pei ministri sarebbe lo stesso. Essi poichè lo sanno, studiano, quando occorre, anticipatamente il modo di cadere. Così facevano anche gli antichi gladiatori. Fù1Ty credette che si potesse cadere cl ignitosamen te so pra una domanda di ~00 mil ioni. All'indomani (30 marzo) di buon mattino giunse un altro telegramma, che presentava le cose sotto un aspetto alquanto meno fosco, ma non era tale da cancellare l'impressione del precedente, nè da sospenderne gli effetti. Brière telegrafava il 29 a tarda sera: « Negrier è in DongSon; la sua guarigione è certa. Herbinger è a Than-Moi colla sua colonna . Egli non è stato inquietato nella sua ritirata e lo sgombro ebbe luogo senza difficoltà. Egli resta a Than-Moi e Dong-Son e sbarra le due strade (la mandarina e l'altra para llela). I viveri e munizioni sono a Dong-Son in abbondanza, e gli approvvigionamenti riuniti a Chu possono fa r fronte a tutti i bisogui ». Ani:he stavolta Brière aveva dimenticato di dire una parola sulla sorte degli ammalati e feri ti già raccolti in Lang-Son, i qual i dovevano superarti il mezzo migliaio. Lo stesso giorno Ferry assicurava la. Camera che erano giunti tutti in Dong-Sou e fortunatamente que$ta volta indorrina'IJa. Diciamo così perchè non possiamo credere che, se avesse avuto qualche dispaccio in proposito, non l'avrebbe pubblicato. li 30 marzo adunque fu giorno di battaglia a PHigi. Gii, ùal mattino i gruppi parlamentari si raccolsero per stabilire l'ordine e le parti . Il presidente ritardò la seduta pomeridiana per dar tempo ai preparntivi. Alle ,~ co minciò la discmssione. La Camera era straordinariamente numerosa, le trioune affollatissime. La gente faceva-ressa attorno al palazzo. Com inciò Ferry, presidente del consiglio, collo esporre bre,,emente la situazione al Tonchino, qulìle risultava dai dispacci, e conchiuse col presentare la domanda di 200 milioni, per sostenere l'onore della Francia. Risposero gli oppositori di voler anzitutto discutere la politica del Governo. Così !a questione su cui votare fu subito trovata: una quistione di priorità. Il ministero, battuto su questa, annunziò che avrebbe dato le sue dimissioni e la seùuta fu chiusa. - La situnzione al Tonchino rimase la stessa. ' Il 31 marzo•! il mattino del 1°aprilenon giunse alcun dispaccio di Brière e questo silenzio avrebbe dovuto prendersi p"lr cattivo nugurio, se vari dispacci di giornali e di ogenzie private non si fossero trovati d'11ccordo nel dipingere lo stato delle cose un poco men triste di quello che lo avevano dipinto i dispacci di Brière. Notiamo di passaggio che,
mentre questi ave:m parlato di mnncanza di munizion i, quell i parlnvano di mancan1.a cli viveri; vedremo appresso altri dispac,:;i ufficiali dire che non mancava nè un:i cosa, nè l'nltra. Nel pomeriggio venne pubblicato il seguente che, non si sa come, era stato /~O ore in viaggio . << Hanoi 30 marzo, mezzanotte. Nessun . attacco, oggi, contro Than-Moi. A DongSon gli avnmposli erano in vista verso le 4 cli sera. Noi teniamo sa ldamente la strada u il col le di Deo-Vau ». Qualche ora dopo ne giunoeva un altro spedito da Hanoi il giorno appresso (3'1 marzo). <e Dop~ un nuovo scontro a Dong-Son, la sera del 30 il colonnello Hfl rbinger ha continuato il suo movimento di ritirata, in buon ordine, sulle strade di Kep e di Deo-\"an . Lo stato di Negrier è soddisfacente. Ln difesa del rrnme Chiaro e di Hong-Ho:1 è assicurata in buone condizion i •. Questi due telegrammi si seguo110 direttnmente. La presanza degli avamposti, gli uni di fronte agli nitri, di cui parla il primo dispaccio, porlò lo scont_ro di cni parla il secondo; il qua le ebbe per conseguenza lo sgombro d1 Dong-Son e la continuazione tiella ritirata per le due strade, la mandarina e quella del Loc-N<1m . Più tardi una comunicazione dell' Agenz1:a Hauas annunziava che Herbinger era giunto a LangKep e a Chu, il che è quanto dire: avea fatto In sua congiunzione con le truppe ivi spedite da Brière. La ritirala da Than-ùloi e Dono-Son alle i, accennate loca lità non era stata inquietata. I Francesi occupav:ino forti posizioni. La vista delle truppe pronte ad accoglierli aveva rincuorato i vinti di Laog-Sou. Niente di nuovo sul fiume Rosso . Tutto ciò era confermato il 2 aprile dal seguente dispaccio di Brière, spedito in data del 1°: « la 2a brigato è arrivatn in buon ordine. Essa è rimasta in contatto col nemico fino a ieri (3,1 marzo) alle ore 2 pomeridiane: L'inseguimento non è stato vivo. Le nostre perdite sono poco sensibili. Le posizioni di Kep e Chu sono beo guardate. I Cinesi per ora sembrano volere soltanto occupnre le loro antiche posizioni a nord di Deo-Qnan e Deo-Van ». Infatti 11011 volevano altro. Gi11uti alle posizioni già occupate in ottobre 1883 si formaro110 quasi spaventati del loro stesso successo. I Francesi rimasero tranquillamente a froo teggiarli e non potevano deside:are cli meçlio. A mantcuere gli trni e gli altri in quest'attitudine passiva, mterv~nncro'. com~ in ?ttob_~e 18)t, le trat~a~ive . Il citato d1spacc10 d1 Brterc, oltre le uotme dell'arrivo del l:i colonna Herbinger, con teneva noa seconda parte, im portante anch'essa sotto un al tro rigua1:do . (< Lo sgombro di Lang-Son in seguito alla fer ita del « generale Ncgrier sembra es:;ere stato precipitato, sopratutto dopo la « riuscita di un contrattacco da nostra parte senza perdite sensibili per
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« noi . La brigata aveva 20 giorni di viveri e di munizioni, che le « permettevano d'attendere i convogli in viaggio ed annunziati. - Nè « meglio si spiega lo sgombro co5Ì rapido di Dong-Son. La situazione « è migliore çhe noo la facevano supporre i rappor ti esagerati tras« messimi da quattro giorni. Oggi il colonnollo Desbordes ha preso « il comando della brigata ». È inutile di far osservare che in questo dispaccio vi è la sconfe·;sione di tutti i precedenti . Chiunque, leggendolo, deve dire: se Herbi nger ha precipitato la ritirata, Brière ha precipitato i dispacci, e quest'u ltimo è il più preci pitato di tutti . Lasciamo ora i dispacci che continnnno a preci pi tarsi, ma non hanno più conseguenze immediatP, e torniamo al Tonchino per vedere meglio la situazione e ricercare come si svolsero questi avvenimenti che abbiamo sentito annunziati a colpi di telegrafo. I rapporti urficiali sui combattimenti che determinarono lo sgombro di Lang-Son e sulla successiva ritirata non vennero pubblicati; ci gioveremo pertanto di corrispondenze privale e specialmente di una trasmessa il •15 aprile, all'Agenzia lfa1Jas , da Hanoi .
taglioni sono lanciati ali' 11ssalto. La prim;i linea di trinceramenti è presa. Un chilometro più in là ve n'è un'altra. Si ricomincia da capo e alle 5 pomeridiane si è padroni anche della seconda linea . Ma chi può dird quante sieuo le linee dei Cinesi? Ali' indomani (24. marzo) Negrier, malgrado la nebbia, ne vede una terza, delibera di attaccarla, anche a rischio di trovarne appresso una quana e finire prima egli i soldati che il nemico le linee. L'attacco si prepara collo stesso metodo, si eseguisce collo stesso slan~io, riesce in parte, ma con maggiori difficoltà del giorno precedente. Ua battaglione! messi gli zaini a terra, s'arrampica sopra un picco coronai~ di triucee, e giunto io ci ma vede che tutte le alture sulla strada di Laug-Tcheu hanDO una cornna consimile. I Cinesi non fanno che sgombrare una linea e mettersi dietro ad un'altra. L'artiglieria fra ncese comincia a mancare di munizioni. Negrier s'accorge dcli' impossibilità del suo tentativo e raccoglie le sue. truppe per battere in ritirata . Mn i Cinesi non vogliono che si compia tranquillamente e tentano di prendere I' of. feosiva. Qualche ri pa rto francese, trovandc,si girato, è costretto nd aprirsi fa strada colla baioueita. Finalmente tutta la colonna è sulla strada . Negrier a piedi, senza berretto, chiude la retroguardia, e di tau lo in tanto, fa egli stesso le fu~ilate. Alla sera i Francesi entrano nel Tonchino venendo dalla Cina, stnochi , affamati, in gran parte senza zaino; si sdraiano lungo la strada e mormorano. « Silenzio e disciplina, grida Negrier, 'qui non deve sentirsi altra voce che quella degli uffi ciali. Bisogna tirare innanzi fino a Dong-Dang ». Que:;te pa role producono un effetto magico. I soldati si alzano e, io mezzo a una notte oscura e nebbic)Sa, s1::nza esser,J inquieta ti, guadagnano Dong-Daug. Le giornate del 23 e del 24 erano costate ai Francesi (se-condo il corrispondente del !' Agenzia Havas) 100 morii e 250 feriti, tolale 350 (1). Da qui la stessa notte mandò Negrier il telegramma giunto ·a'farigi il 26. All' indomani (25 marzo' si sgombrò Dong-Dang, continuando la ritirata sul Lang-Son. Non si poteva fare di meglio . .Mentre il grosso delta brigata si ritirava, Negrier teneva prudentemente occupato fo sbocco di Cua-A.i. li nemico non si foce vedere e Negrier.telegrafò a Parigi di a\•erlo aspettato tulto i) giorno sulla Porta, ed era vero; solamente invece di averlo aspettato coli' avangunrdia , I' aveva aspettato colla retroguardia . Alla sera il grosso della brigata era a Ki lua, posizione avanzata a due o tre chilometri Il nord di Lang-Son. All'indomani vi ·erano tutte le truppe di Negrier.
V. Dopo la prnsa di Dong-Dang e di Cua-A.i (Porla della Cina) il generale Negrier spinse ricognizioni sul territorio cinese, e da queste e da emissari venne a s;ipere, r.he il nemico riuniva viveri e munizioni a Lang-Tcheu 'importante città situata a tre giornate dalla front ier a. Sulla strada di Lang-Tcheu vi è una posizione detta Bang-Bo, dove i Cinesi elevavano trinceramenti. Ora, o fosse per ordine ricevuto, ·o fo sse di propria iniziativa, Negrier delibei·ò di attaccarl i. Perchè? Egli dice per darsi dell' ai·ia; ma è lecito credere che volesse aprirsi la str:ida di Laug-Tcheu. Il dispaccio di Negrier acceuua ad un precedente attacco dei Cinesi, che avrebbe provocato quello rrancese; ma le corrispondenze uoil ne parlano . Prima di mettersi in marcia si dovettero lasciare distaccamenti a Laug-Son e a Dong-Daug, dedotti i quali non sa premmo quanti uomini restassero. l i corrii,pondente dell'Agenzia Havas dice un migliaio. Noi crediamo che fossero molti di più; altrimenti l'imprudenza cli Negrier sarebbe inescusabile. Il 23 marzo aclunque di buon mattino i Francesi si pongono in movimento. Alle 9 la loro artiglieria ha già aperto il fuoco contro le posizioni nemiche. A mezzogiorno due bat-
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(l) Secondo i dispacci 275.
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In questo giorno e nell'altro appresso i Cinesi lasciarono al nemico if tempo di riordinarsi e incorporare i rinforzi che appunto allora stavano arrivando. Non erano i due battaglioni di ~uavi, uè i due squad roni di, spahis annunziati :1 Parigi; non erano i 4000 uomin i che assicuravano l'avvenire, ma sempl icemente '1700 nomini destinati a colmare i vuoti esistenti nella brigata. Relativamente non erano pochi, perchè raddoppiavano quasi i combattenti che Negrier poteva ancora mettere in piedi. È inutile dire che questo rinforzo rial1.ò l'animo di tutti; e Negrier, che, coo un numero di soldati pres:;'a poco egua le, non aveva dubitato d' andaJe -in Cina a stu zzicare il vespaio, orn si credeva in condizione di far fronte ad ogni eventualità, e in questo senso telegrafava a Brière, il quale a sua voila e nel lo stesso senso telegrnfava a Ferry. Che facevnno intanto i Cinesi? Il ~5 s'ernno riposati. L' inseguimento è un'operazione che non fa parte delln]oro tattica. Il 26 s'erano ava11zati fino a! la famosa Porta e trovatala ·aperta, anzi sfondai.a, erano entrati guardingh i e peri.tosi, e si erano spinti fino a Dong-Dang. Il trovarlo sgom bro diede loro coraggio; i primi portarono indietro la notizia e fra il 26 e il 27 l' intiero campo di Bang-Bo si trliS[lOrtò a Dong-Daog. Preso così l'aire, il mattino del 28 i Cinesi si avnnzano su Kilua. Il dispaccio di Brière ce li dimostra sboccanti con impeto, su tre colonne, quasi di sorpresa . Erano venuti giù in pieno giorno, per la strada mandarina, precisamente dalla p:,rtc da cui Negrier li aspettava, e da cui s'era preparato a riceverli. Il loro impeto era irn pe~o cinese; basti osservare èhc avevano impiegato quasi qnauro giorni à percorrere la strada che i Francesi avevàuo percorso in nn giorno e una notte. Ma il loro numero era assolutamente fùori di proporzione con quello dei soldati di Negrier. Giungendo vicino alle posizioni francesi, i primi riparti s'erano spiegati, prendendo posizione sulle colli ne a destra e a sinistra della via, equesto forse li fece parere sboccanti in Riù colonue. I Francesi attendevano presso Kilua, davanti allo sbocco della strad.-i mandarina nel piano di Lang-Son . Erano appoggia ti a trincee, a due forti , e aveano l'artiglieria iu posizione. Le parti s'erano invertite: i Francesi in buona posizione trincerata si difendevnnò; i Cinesi attaccavano. Ma e questa una parte contraria alla natura dei Cinesi. Perciò dopo qualche tehtativo pag::ito caro, mutarono tattica, cercando di girare la posizione nemic11 e tagliare i Francesi da Lang-Son . Era il meglio che potessero, fare , per tra rre profitto della loro grau<le superiorità nu merica. Negrier, che s'accorse del loro disegoo, ordiuò, per storunrlo, una ripresa offensiva. Contro un altro nemico sarebbe stata temeriià, con tro i Cinesi fn mossn à1)ilissima e riuscì perfettamente. Essi, vedendosi attaccati, sospe-'
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,sero il loro movimento aggirante, e si posero sul.Ja difensiva, loro attitudine naturale e solita. La giornata era sul fi11ire e i Francesi potevano dire di .aver vinto. Nel mattino avevano fet'mato il nemico, nel pomeriggio l'avevano costretto a mettersi in difesa. Che e.osa sarebbe successo all' indomani? Non era impossibile che, proseguendo il movimento offensivo, i 'Francesi avessero respinto il nemico ,;u Dong-Dang e su Bang~Bo. Ma ·questo pùteva farlo solo Negrier. Guai .se in una situazione critica, che ,è il risultato di atti temerari, il comando cade in mano a un uomo prnàente. Ciò era appunto avvenuto . Fra le perdite poco numerose toccate ai Francesi (una cinquantina d'uomini fuori combattimento) ve n'era una ,gravissima. Un proietLile avea colpito a mezzo il petto Negrier e. l'avea -costretto a cedere il comando. Appena la notizia si sparse fra le truppe, vi gettò la costernazione. Il nuovo comandante colonnello Herbincrer era o un ufficiale distintissìmo, che aveva fatto le sue prove nel 1870, ed era -stato per parecchi anni professore di tattica alla s1;uola di guerra; ma preqdeva il comando in una di quelle situazioni, da cui solo chi le ha .create ha la possibil ità (non la probabil ità) di sortirne con onore. Proseiuire l'offensiva senza Negriere dopo il colpo che la sua fe rita avea por4ato al morale delJe truppe, non era cosa da pensarci neppure. Dunque 'llOU restava altro che chi udersi in Lang- Son, aspettando rinforzì, o ritirarsi. A qu~st'u ltimo partito si attenne Herbiuger. · Fece bene? Fece male? Aspettiamo che ce lo dica la Commissione <l'inchiesta apposit2me11te nominata, intanto diamo un'occhiata alla si• tuazione qu.ale dovette presentarsi al colonnello Herbinger la sera del 28 marzo. I Francesi st.a vano da vanti a un nemico cinque o se.i volte superiore in numero e inorgoglito per la rientrata nel Tonchino. Il .contrattacco rius,;ito non poteva a vere che un effetto momentaneo. Metà ,dei Francesi in g·rado di combattere era giunt,1 alla vigilia ; era quindi UUQYa ai luoghi e al nemico, l'altra met:ì era affranta dalla fatica . È diffkile credere che la ritirata dalln frontiera a Lang-SQll non ne aves,;e -scosso il morale. Una corrispondenza del Temps dice addirittura che, al mome?to in citi Herhinger prese il comando, lo spirito delle truppe non -era più all'altezza della _situnzione. Lang-Son era una piazr,a ma l costrutta e peggio armata. I viveri buoni mancavano. La scarsità delle munizioni avevn, . nei giorni precedenti, costretto l'artiglieria a contare i ~uoi colpi. Le ambulanze e gli ospedali er11no pieni. I mezzi di trasporto 10suffìcienti,;sirni. Negrier, clic il ginrno innanzi era una forza, adesso fer ito d·iventaYa un im paccio . I primi rin forzi si trovavano aucoì·a ad° .oltre cento cli ilometri.
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Date questa situazione 'li un uomo prudente, calcolatore, che non l'ha creata; a un professore di tattica, che fo rse in cuor snCl ha disapprovato gli atti da cui essa deriva, e state certi che opinerà per la ritirata: Biasimare Herbinger per questa risol uzione, come fece Brière in un ordine del giorno alla truppa, è già sembrato eccessivo, condannarlo quando non 't>i fossero di mezzo cfrcostanee aggt·avantì , sembrerebbe un enormità. Con ciò non vogliamo dire che un uomo sul ti po di Negrier, pieno di fiducia in se stesso e ne' suoi soldati e di disprezzo pel nemico; non avrebbe presa la risoluzione contraria. E v'ernno pure buone ragioni per giustificarla. Manca no pane e carne? Ma nei magazzini conquistati c'è riso in abbondanza, e, fio chè s'ba riso, si mangia. Mancano le cartuccie? Ma fra le prede di guerra c'è grande qnaotità di polvere e piombo, e, fincbè s'ha polvere e piombo, si spara. Lang-Son è una piazza che non risponde alle esigenze della guerra come s'intende in Europa ? Ma risponde a 'luelle della guerra cinese, nè più nè meno di Tuyeu-Qoan. ,Gli speda li sono pieni e mnncano i mezzi di trnsporto? Rigione di più per non· muoversi. Anche questo è un ragionamento. E troppe particolarità· bisognerebbe conoscere, per dire con qualche fondam ento (non mai con sicurezza) se fosse più adatto al caso che il ragionamAn to inverso. Una cosa sotto agli occhi, e sono le contnidizioni di Brière; una cosa non si capisce, ed è l'incursione di Negrier sul territorio cinese, con forze ta li , che l'unico risultato possibile era quello ottenuto ; tornare indietro tirandosi il nemico appresso. Una cosa reca meraviglia, ed è, non già la ri soluzione di Herbinger, ma la precipi tazione ,:on-cui fu posla ad effetto. Il comando venne rimesso al tenente colonnello Herbinger poco dopo le tre pomeridiane, mentre i Francesi eseguivano il loro contrattacco. L'ordine di ritirata fu impartito verso le cinque, quando detto contrat1acco poteva dirsi riuscito. EvidentementG il nuovo comandante volle profittare di que.,to momentaneo successo per ritirarsi senza che il nemico lo disturbasse; nè di ciò sa premmo bi:1simarlo. Prima che le truppe fossero raccolte ed avviate, passò qualche ora, onde si partì a notte fi t ta. Questa circostanza è amaramente ricordata da Orière nel succitato ordine -<lei giorno, come se il ritirarsi di notte fosse cosa ·insolita, o indegna di Francesi; pure anche la ritirata da Dang-Bo a Dong-Dang, quattro ,giorni prima, comandando Negrier, s'era fatta di notte. Ma se non sapremmo biasimare Herbinger nè per lo risoluzione di ritirnrsi , nè per aver cominciato il moviment-0 senza aspettare la nuova aurora , non possiamo d'al tra parte negare che i preparntivi furono precipi tati !l alcune disposizioni sembrano più di fuga che di ritirata. Che
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siensi lasciati in Lang-Son, sui parapetti, i vecchi cannoni senza inchiodarli, sarà tutt'al più un'imitazione ci nese; ma che siensi inchiodati i proprii cannoni leggeri, per non strascinarseli appresso, è qualche cosa di peggio. Quando giunse in Francia la notizia che s'era perduta una batteria, tutti credettero che si fosse perduta combatte~do in ritirata, nel qual caso il fatto sarebbe stato realmente UD') dei tanli accidenti che capitano in guerra. Ma da corrispondenze po:;teriori si vede chiaramente che i pezzi furono inchiodati d'ordine superiore e gettati nel fiume prima di partire. Alcune anzi descrivono l'operazione fatta in presenza degli ufficiali. E si trattava di pezzi (dice il corrispondente del Temps) che gli uomini in mancanza di muli, avrebbero potuto portàre sulle spalle. Se non portarli in spalla, trascinarli appresso potevano di sicuro, e così s'ern fatto molte volte. Che dire poi dell'ordine di buttare a fiume i sac· chetti di piastre? Sa rà stato rea lmente eseguito ? Nel caso affermativo, può dirsi che i Francesi gettarono nel Song-Ki-Kong un tesoro e vi lasciaronodi guardio una batteria . L'ordine di ritirata conteneva dicesi l'iugiunzione di abbandonare tutto ciò che poteva géne·r la marcia. Non sappiamo fino a qual punto l'iniziativa individuale abbia spinto l' interpretazione di quest'ordine; mn ci pare che, se non i fu~ili, gli zaini almeno dovessero essere compresi fra gli oggetti génants. In verità pensando all'elfetto che tutto ciò deve aver avuto sull'animo dellà truppa e considerando che :;i aveva no alle spalle non Prussiani, ma Cinesi, si è disposti a scusare l'ordine del giorno di Brière. · L'unica cosa che mitighi la cattiva impressione di questa smania di alleggerirsi , è la cura che si ebbe di non lasciare addietro neppure uno dei tanti ammalati e feriti, che si trovava,no 'in Lang-Son. O su carri, o su muli, o a braccia furono esportati tutti. Nei pr~mi dispacci annun1.ianti la ritiratn, Brière s'era di mentica to di parlarne, onde si stava ragionevolmente in grande ansietil, tanto più che si supponeva la ritirat.n a".venuta in seguito ad una sconlìua. Ma i dispacci successivi e più an· corale corrisponden1.e r11Ssicurono pienamente a questo riguardo, e dal complesso si vide che la paura , ta nto in Fraocia quanto al Tonchino, era stata assai maggiore del danno. Nella notte adunquedal 28 al 29 si com inciò la marcia in ritirata per la strada medesima per la qnale si era andati a Lang-Son, cioè quella parallela alla via mandarina. Non sapremmo il perchè ditale preferenza; ' nella marcia su Long-Son detta strada era stata scelta perchè meno guardata; m3 nel ritorno, si poteva prendere la migliore; cosi avevn fotto Brière colla brigata Giovanninelli. Come si eseguì la ritir3l:i? I dispacci ufficiali non lo dicono. Secondo alcune corrispondenze, fu una vera fuga.
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. :Mol ti aveano le ta'5che piene di danari della c_assa, moltissimi avevano perduto l.:i testa . Si camminava in pieno disordine. «Io ho (dice un corrisponden te del Temps) visto qualcosa di simi le al •I870 ». Per fortuna, al le spalle v'erano Cinesi. La sera del 29 si giunse a Tha1n-l\'loi e DaugSon, avendo percorso in una ve1Ttina 'd'ore circa 55 chilometri in linea retta, equivtl lenti a 70 almeno, ove si teriga conto dei risvolti del.Ja strada. I Cinesi non avevano disturbato la pa,rtenza, nè inseguito; forse al momemo della partenza, non se n'erano neppure accorti. La giornata ap· presso (30 marzo) flno alh~ 4 pomeridiane, i France~i non videro il nemico. Ebbero quindi il tempo di riposarsi e di fare , se avessero voluto, quakhe apparecchio di difesa. Dang-Son è un punto di sbarramento _sull~ strada. I f.inesi vi avevano in altr; tempi costrutto uuo dei loro cos1dett1 campi trincerati, del quale i Fl'ancesi s'erano impadroniti nrnrciando su Lang-Son, e n'avevano poi fatto un punto d'appoggio sulla loro linea di comunicazione. Quivi le mnniziou i e i viveri (se deve credersi a Brière) flrano abboudanti; i rinforzi assai più vicini che aLang-Sou; il convoglio degli ammalati e feriti 1ion dava più pensiero, perchè potea continuare senza pericolo la propria strnda; molte delle ragion i adunque che avevano potuto giustific(lre lo sgombro di Lnng-Son, 110n valevano per qnello di Dong-Son . Brière era· :;icuro cheJierbiuger avrebbe tenuto quesw posizione; e come abbiamo visto, lo telegrafava a Parigi. Forse tale era anche l'intenzione di Herbiuger; ma non s~mpre è possibile fermnre un c;ivallo elle ha pre~o la mano. Quando, la sera del 30, le prime truppiJ cinesi :,pparvero davanti a Dang-Sou, che cosa sia sucèésso, noi1 sappiamo, perchè non l,> dicono chiaro nè i telegrammi, _nè le corrispon:lenze. 11 dispaccio che annunciava la comparsa del nemico e l' intenzione di resistergli, venueseguito, a breve intervallo, da un altro .rnnunziante lo sgombro. ln quest'ultimo dispà0cio Brière diceva: « non conosco alcun particolare»; in un altro post.eriore, quando i par~ieolari doveva: conoscerli dice che l'evacuazione di Dang-Son « non s1 spiega». . Dunque passi,u~o oltre. Il ,JO apri le a mezzogiorno la col?nna giunse a Chu ; dove, come .si disse, stava raccolto il grosso delle truppe francesi spedite in tutta fretta da Brière a ch iudere i paS.si del Delta. Il dispaccio ufficiale dice che gi unse iu buon ordine. Dalle corris.poudenze apparisce che, in buon ordine, giunsero so ltanto un soldato della legione straniera e il suo porta-bagaglio, i qual i essendosi profondamente addormentatati la sera della partenza, fe0ero poi la strada da soli senz.a essere molestati da nessuno, ed arrivarono a Chu tre giorni dopo gli altri .
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Lo stesso giorno in cui Brière spediva a Parigi il famoso telegramma -che ebbe per conseguenza la caduta del ministero Ferry, i11diriz7,ava alle truppe del corpo di spedizione il seguente ordine del giorno: · « Dopo una serie di combattimenti contro masse sempre 1rn1ggiori, noi avemmo a deplorare una forita, che obbligò il ·generale Negriera rimettere il suo comando·. La 2• brigata doveue ripiegarsi sulle posizioni di Than-Moi e Dang- Son, per evitare JR mancanza delle munizioni, resa imminente dalla difficoltà del rifornimento; « Diminuitii così la distanza che le separava dalla loro ha.se di operazioni, le nostre colonne riavranno tutti i loro mezzi d'azione; e l'in·COmpiirabile bravura delle nostre truppe, che non ha mai ceduto ·davanti al numero, permetterà di attendere l'arrivo dei mezzi di trnsporto già in viaggio dalla metropoli; _ « Il comando della brigata è stato rimesso, sul campo di battaglia, al colonnello Herbinger, il 28 mllrzo :,I le or~ 3 pomeridfone ». mandato nl Governo fosse stato redatto io termini si. Se il telecrramma o mil i a quelli dell'ordine del giorno surriferi to, non avrebbe forse avuto · le conseguenze che tutti sanno, Ma, alle truppe, Brière parlò come gli -conveniva ; al Governo si credètte in obbl igo di dire la verità , o quella a Imeno che gli. sembrnva tale; 11è alcuno potrebbe biasimamelo. Errò ne\uoi giudizi, l·i modificò, li mutò a pochi giorni d'intervallo, ma non po tea trasmetter Ii, al Governo di versi da quelli che erano. Ad ogni modo, telegrammi· come questo di cui parliamo, possono giungerne sovente in tempo di guerra; e, quel che peggio, il più delle volte, non saranno esa.gerati. D'altra parte il Governo, in un affare rii tata impo-rtanza, non poteva assumersi la responsabilità di teuere a bada il· paese; era quindi naturale che, ricevuta detto telegramma e, dopo averci pensato sopra mezz.a giornata, come si fa spesso prima cl' in•goiaPe una pillola amara', lo comunicasse alla popolazione. Ai tempi di Luigi XIV, questa non si ·sarebbe molto commossa. Siccome lo Stato era lui e gli eilerciti erano ,suoi, così le vittorie e le sconfitte non riguardavano che lni. Ma quei tempi sono molto lontani. Che cosa signifid1i uggidi in Francia; l' annunzio di una sconfitta lo .abbiamo vi1-to, in grande, nel ·1810 e in piccolo, nel 1885. E pei paesi .di razza latina, Gallia docet. Domanderà taluno: e che cosa volete co1r-
RIVISTA '138 chiudere? Vogliamo conchi'udere che nelle guerre moderne, bisogna tener conto di un elemento, · che una volta poteva trascurarsi, ed è l'effetto che le vicende della guerra possono produrre sulle masse che non combattono, ma s'impongono, in tempo di guerra specialmente, al Governo del paese; che qiiindi sono in errore coloro, i quali trattando della difesa di uno Stato, e special mente dell'Italia, considerano gli eserciti come isolati nello spazio, poco preoccupandosi dell'eventualità che il nemico possa invadere anche metà del territori,>, compresa la capitale. Torniamo al Tonchino. Pochi giorni dopo l'arrivo della 2.• brigata a Chu, Brière pubblicò, specialmente per essa, il seguente ordine del giorno, al qtiale abbiamo sopra più volte accennato: « La serie delle vostre vittorie si è arrestata il 2.4- marzo ». « Lo stesso nemico che, un mese innanzi avevate così compiutamente « messo in rotta sul suo proprio territorio; s'i è presentato a voi clecu« plato e trincerato in posizioni formidabili. « Per la pr.ima volta voi avete dovuto ripiegare sulla l_ inea dei trin« ceramenti conquistati la vigilia. « Il 28 marzo, quando il nemico, di più in più rinforzato, osava cli" sputarvi le posizioni di Kilna, voi infliggeste ancor.i, alle sue masse « profonde, una sanguinosa disfatta. « Ma, .per un'amara derisione del fato, al momento stes20 in cui le . « colonne cinesi precipitavano la loro ritirata sotto lo sforzo_del vostro « contrattacco, voi apprendeste che il vostro degno capo, il generale « Negrièr, questo bravo fra i bravi, era stato gravemente ferito . e trac sportato all'ambulanza. I « Il comando (per effetto di questa disgrazia) venne a cadere in mani « non sufficientemente preparate. « Invece di farvi prendere la sola attitudine che si conviene a dei « vincitori, a voi, soldati eroici, che non avete giammai pensato a.con• tare, in pieno giorno, le nuvole dei vostri nemici, vi si diede l'ordine « di battere in ritirata 1lurante la notte. « Voi giungeste a Chu spossati dallii fatica; mà senza aver subito « perdite. I vinti del 2.8 marzo non potevano infatti pensare ad inseguirvi. • Appena usciti dal loro stupore, mostrarono ancora la più grande cir« cospezione. « Essi senti vano che osando inquietarvi nelle vostril posizionì, voi li « avreste ancora decimati collo stesso slancio, collo stesso vigore e collo « stesso successo -che per il passato . « Oggi voi siete più forti che giammai. Millesei cento uomini hanno • compiuto il vostro effettivo. Io vi lascio inoltre due belli squadroni
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« di cavalleria, mille zuavi e una terza batteria. Voi siete appog:giati a « posizioni che sarebbero inespugnabili iinche iti mano a coscritti. « Soldati della 2° brigata, rammentatevi che giammai, <lacchè esiste· « il mondo, un corpo cinese non ha potuto sforzare una posizione occu-
pata da trnppe europee. « Io conto su voi. Contate snl valore e l'esperienza del colonuell<> « Borgnis-Desbordes che ho messo alla vostra testa, aspettando la pros« sima guarigione del generale Negrier ». Quest'ordine del giorno, che è ·in piena contraddizione con vari dei dispacci sopra riferiti, diede luogo in Francia a vive polemiche e ad una questione Brière-Herbinger, che, al momento in cui scriviamo non è ancora risolta. Noi faremo una sola osservazione relativa a un dato d-i fatto. Nel secondo paragrafo Brière dice: « il nemico si è presentato innanzi a voi trincerato in posizioni fo1·midabili ». Ma un nemico che si presenta non si porta appresso le trincee; sarà tutt'al più in armi e bagaglio; per trovarlo .in t1·incee, bisogna andarlo a cercare-. E così, s'era fatto realmente. Qui l'inesatttlzza dell'espressione dipendé d:11 de· siderio di abbuiare il concetto. Non si voleva dire chiaramente che Ne. grier era andato ad attaccare i Cinesi oltre la Porta della Cina, cioèoltre le colonne çji Ercore fissate, per dichiarazione ufficiale, alla spedizione toncbinese. Herbinger giunto a Chu fu subito esonorato del comando, e Brière lo mandò ad Haiphong, in attes.a cl' imbarco per la Francia, dove lo, aspettava un consiglio di guerra. Partì infatti verso la metà di aprile, seguìto poco appref~O dal suo capo di stato maggiore e da altri ufficiali, come complici o come testimoni . Al 5 di giugno sbarcò a Marsiglia ecorse difilato a Parigi. Ma quivi l'att.endeva una gra11de sorpresa; il· ministro della guerra lo rimandò · a Marsiglia in attesa d'imbarco pei Tonchino, dove doveva costituirsi il consiglio che lo avrebbe giudicato. Ripartì infatti dopo qualche giorno e rivide Baipog nella prima metà d'agcsto. Questi viaggi fecero dire ironicamente che si volesse fare di Herbinger un ufficiale di marina. Si addusse per ragione· del ritorno che un'inchiesta sul luogo aveva maggiore probabilità di essere bene in-formata; ma questo potea sapersi anche prima. Il vero motivo -si fu, la necessità cli assopire una polemica vivissima pro e contro Herbinger, che si era accesa nella stampa, specie in quella militare, e a cui un· proces,o in Francia avrebbe porto e5ca chi sa per quanto tempo. Per dare un'idea delle esagerazioni di questa polemica, basti il dire che, mentre qualche giornale avrebbe voluto applicare acl Herbinger il tnittamento di Bazaine, altri non dubitò di scrivere che: « la superba ritirata da, Lang-Son sarebbe stata ammirata ai tempi di Senofonte >>. «
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Il Consio-Jio costituitosi al Tonchino, per giudicare il tenente colonnello Herbino-er, venne composto di ùn gener:ile di divisione, un ge'lleralc di bri;'\ta, un colonnello e due tenenti colonnel li, ~ perchè des~e maggior garanzia d'imparzialilà, si ebbe cura che, fra 1 ~o~.ponent1, non vi fo~se alcuno che avesse fatto parte della colonna d1 r1t1rnta. Al ·momento in cui seri viamo, non- si conoscono ancora le decisioni di ,questo Consiglio (•I ).
è lo st.es,o aveano fatto, ptir canali diversi, Giovauninelli e Negrier. .
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VII. Finodal primo annunzio dello sgombro cli Long-Son, Brièrn,_co'.11e ab~ ,biamo detto, s'era affrettato di ·spedire a Chu a a Kep tutti I r111forz1 -di:;ponibi li, restando di sua persona ad Hanoi, siccome in ~ito cen~ trale e adatto per provvedere all'equilibrio della difesa verso I due lall ,eia cui si pr,~sentava il nemico . Ma presto vide che, se dal lato di Chu . e Kep il pericolo non era così grande, come areva per un rno~euto .creduto, dal lato di Hong-Hoa e di Tuyen-Quan, era anche mmore. . Quindi richiamò da questo lato la brigata GiovaoineJli e, parte a tappe, parte in b:irca l'avviò a Chu, ove giunse il 6_aprile,_recando:ille tr\1pp~, -che ivi si trov:ivano, un rinforzo non solo di braccia nrn anche d1 spirito. Io Tuyen-Quan restarono due battaglioni . sotto il m.ig?io~·e. Domi né, il comandante al tempo dell'assedio; altri due battagl10n1 nrna·sero in Hong-Hoa. Il 2. aprile Brière partì ~uch'es_so_ !ler Ch~, dopo avere telegrafato a Parigi, le notizie più rass1curoot1: 1 Franc~s1 ~rano . stabiliti in posizioni trincerate, il nemico non si movev~1, tutti gli ~mmalati e feriti, erano giunti a salvamento. Un giorno pnma d, lasciare Hanoi, aveva inaugurato, con grande, solennità, una scuoia civile, il .che. mostrando come le preoccupazioni della guerra non erano molte, ave~a senrito a rassicurare la popolazione, o, per meglio dire, a toglierle la velleità d'insorgere. Al qual uopo pure giovarono .i pomposi mauife$lt delle vittorie navali di Coubert, affissi alle cantonate in tutte le città . del Tonchino. Strada .facendo Brière telegrafava un'altra buona notizia: i venti di . sud-est facevano rigonfiare fiumi e canali, onde le cannoniere nel Delta poteano riprendere il loro servizio. Egli.infotti viaggiava in cannoniera O) Dispacci pervenuti dopoche quest'articolo era già scritto, annunziavano avere la . commissione d' inchiesta deciso non farsi h1ogo a procedere contro il colonnello Herbinger; ma non indicano i motivi di queste decisione.
Giunto a Chu , Brière trovò che tutto intorno regnava la calma . I Cinesi s'erano fermati la sera del 30 marzo a nord di Deo-Van e ·di D.eo-Quan .. Il 2 aprile s'erano avanzati io picco! numero fiu presso l_e posizioni francesi, poi erano tornati l!] loro posto. Nei giorni seguenti i Frnncesi, rinforza ti dall'Hrivo di GiovaJ1inelli, vedendo che il nem ico stava fermo eabbastanza lontano, si avanzarono essi rioccupando Deo- Quan, Mui-Bop e il colle di Deo-Vau. La condotta dei Cinesi mer.ivigliavn Brière, come apparisce du qualche telegramma . E veramente egli cloYeva esse~·~e pi~. meravigl iato degli altri, perché se questa condotta secondava tutti 1 suoi desideri smentiva tutte ,le sue previsioni . . Nella valle del lìnme Rosso, dopo la partenza della brigala Giovaninelli, i Cinesi avevano fatto quakhe movimento, ma non tale da inspi rare alcun ti more· si erano fatti rec!ere sotto Hong- Hoa e Tuyeu- Quan; ' . a•,revaòo interrotto la comunicazione, per ten:a, tra queste due prnzze equella rii Hong- Hoa con Son-Ta y; avevano anzi circondato Tuyen-Quau; quasichè volessero intrnprenderne un nuovo assedio; avevano (7 aprile) aHarcato un posto fran cese al contluente del fiume Rosso col fiume Nero,. ma inutilmente, perchè Ji colse sul fatto una cannoniera. Operazioni tutte che,mostravano l'assoluta inettitud ine dei Ci nesi all'offensiva. Invece di marciare ,·erso il ,cnore del Tonchino, si perdevano a 13steggiare fort<'zze, le quali, oltre all'essere ben presidiate e munite, ~orgendo su fiumi o su canali, non avevano più nulla a temere, ora che su questi potea conere liberamente la fl ottiglia. , · )
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VIII.
Fratt11nto n Parigi dura va la crisi rnioi,steriale. La Commissione der crediti per il Tonchino teneva le sue sedute e, per discutere e decidere cou cogn izione cli causa, climnndava ai rn iui ,;rri dimissionari (rimasti iu ca rica fino alla nomina dei successori) notizie intorno al la situazione del Tonc.l1ino; ma gli ex-ministri rispondev11no di non poterle dare, avendo la Camera dichiarnto di non voler più avere comunicazione con essi: Non tralasciavano però cli far le spese occorren ti per l'iovio dei rinforzi. Il che significa che i crediti domandati avrebbero poi servito per pagare i deb·iti; cosa uon insolita in Francia uè altrove. Alle volte, in progresso di tempo, le cose a poco a poco vnriano talmente die, volendo manten~re le stesse denom iuazioni, la parola fini sce per trovarsi in contraclizione perfetta con la cosa. ·
RIVISTA H2 Finalmente al 7 aprile il nuovo mini:;tero si trovò costituito. A Ferry ·era &uccesso Brisson nella presidenza, e a Lewal, Campenon nel ministero della guerra. Il nuovo presidente, presentandosi alla Camera, disse: <• Noi dom,anderemo all.a CiI'!a i.1 rispelto ùei nostri diritti qtwli risultano dai trattati e quali essa li ha ric(,nosciuti nella convenzione delli ·11 ·maggio 1884-; .felici se potremo ì·aggi unger questo scopo colle trattati ve, ma risoluti ad ottenerlo anche colle armi ,. La Camera applaudi e votò i crediti domandati. ' Ma prima di ciò era giunta per telegrafo una notizia, che rendeva fa,cile parlare in tal guisa, anche ai fautori della pace a o·iitrance, e che avrebbe reso inutile la concessione dei fondi, se questi a ves.,;ero dovuto -servire· per spesè future. Il signor Brisson poteva sperare con fondamento di ottenere il suo scopo colle trattative, anzi avrebbe potuto dire d'averlo già ottenutù. La pace era qua:,i fatta. Sulle basi s'era d'accordo; resta'Vano solo a discutersi i particolari. Il ministero caduto aveva prima di andarsene, consegnato, al nuovo, l'affa1:e pressochè conchiuso. E non era •un cattivo affare. La Cina vittoriosa accetta ,;a i -patti già imposti alla Cina vinta, salvo quella multa che volevasi aggiungervi pel così detto gtiet,a-pens di Bac-Le e ch'essa non voleva pagare, per non convenire che Bac-Le fosse un guet-a-pens. La notizia parve così strana che dapprima non vi si credeue. I Cinesi appena riconquistata una provincia si affrettavano a restituirla. La pace che non si era potuto ottenere cou tante vit1orie, si otteneva cou una ritirata. Oh la precipitazione di Briere! Oh gli effetti del telegrafo! Senza quella e questo, il gabinetto Ferry vivrebbe ancora, e forse i Parigini avrebbero avuto la notizia della1pace prima che quella della sconfitta. I preliminari di pace vennero firmati il 4 aprile a Parigi. Quest'att.o doveva essere segui to da un altro a Pech ino, cioè.dalla promulgazione di ·un decreto imperiale di ratifica della &onvenzione dell'H maggio 1881-. Molti dubitavano;e il Governo ste,so sta va in grande ansietà; ma il 9 aprile giunse la notizia ufficiale che il decreto era stato redatto e pubblicato ,nella forma convenuta. Restavano ,rncora alcune formalità e questioui ·secondarie. Que~ta pace smentiva talmente i pronostici che pochi pote-vano ancora persuadersi che fosse. sincer;,1 ». 3e vi è una cosn trascurabile ,( diceva I' A'Venidli li.taire) non èla potenzad ella Cina, è la buona fede dei Cinesi A. Da ogni parte si faceva premura, perchè non si sospendesse l'invio dei rinforzi e il Governo non aveva alcu na intenzione di sospen,derlo. Secondo i patti stabiliti ·colla Cina, non dovevano durante le trattative ·-spedirsi truppe a Formosa , nè alle isole Pescadores; ma l'invio al Ton-
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chino era libero·. Fra il 13 e il 30 aprile partirono un battaglione di zuavi, un battaglione di cacciatori a piecti, uno squadrone di Spahis, mezzo s'}uadrone di cacciatori a cavallo, 6 batterie e numerosi soldati per riempire i vuoti. Io tutto circa 8i00 uomini. Queste. truppe giunsero al Tonchino nella seconda metà di maggio, e, unite a quelle che già vi si trovavano, vènnero costituite in due divisioni, formanti un corpo d'armata. Il comando di qnt)sto venne affidato al generale Courcy, e quello de'lle divisioni ai genera li Brière e Negrier. Frattanto una terza divisione detta di riserva si raccolse nel campo Pas des Lanciers presso Marsiglia, recentemente sciolto per misure sanitarie. Il 42 aprile ~'inviò a Brière e Courbet l'ordine per la cessazione delle ostilità, ed istruzioni precise, perchè non avesse a rinnovarsi il fatto di Bac-Le. Eguali orclini ed istruzioni ebbero dal Governo Cinese, i comandanti delle armate dell'Yunnan e del Quang-Si. Un giorno prim.a di queste notificazioni, era stato catturato un legno cinese, che portava 750 soldati a Formosa. Due giorni dopo 14- aprile avvenne a Chu tal fatto che, se la Francia fosse stata meno desiderosa di pace, avrebbe dato appiglio a ricominciare la guerra: 2000 Cinesi attaccarono Kep, e vennero respinti. I Francesi ebbero un morto e 7 feriti. Le perdite dei Cinesi furono naturalmente assai maggiori. Lo stesso giorno, due cannoniere facendo una ricognizione iiel fiume Nero, vennero prese a fucilate e risposero a mitraglia. Un distaccamento sortito da Hong-Hoa finì di mettere in fpga gli assalitori. Queste notizie giunsero in Francia per telegrafo, ma nessuno gridò al tradimento. Brière nel darle aveva avuto cura di aggiungere, che i commissari da lui inviati, per partecipare la cessazione delle ostilità, non ave,;ano ancora potuto arrivare, e la cosa non ebbe -conseguenze. Il 16 aprile cominciarono i Cinesi,il loro movimento di ritirata ; il 1° maggio sgombrarono Lang-Son. Il 5 detto uscirono dalla porta della Cina. I Francesi non mostrarono premura di avanzarsi. Solo il 29 aprile occuparono Dong-Sou e Than-Moi e vi fecero una lunga fermata. Più lentamente ancora procedettero le cose nella valle di fiume Rosso. LiuVinh-Phuoc non voleva saperne di ritirarsi. Anche se abbandonato da·i Cinesi, gli re$tavaùo le su~ bancUere nere; senza i C::i-nesi aveva cominciato la guerra; senz'essi .intendeva continuarla. E veramente aveva fatto miglior prova come capobandi,, che come generale d'armata. L'imperatore celeste ·non sapendo in qual inodo sbarazzarsi di quest'alleato domandò consiglio ai Francesi, i quali gli consigliarono di crearlo barone. Per un momento parve che questa misura, schiettamente europea, ottenesse il suo effetto. Le baron Phoqiie (come lo chiamarono subito 1
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i giornali parigini) . sgombrò il 20 giugno Thuan-Quan, levò l'investimento da Tuyen-Quao e cominciò a risnlire il fiume, ma non ripassò mai la 'frontiera. Per quakhe tempo non sì parlò più di lui, rria recenti dispacci ·tornano ad annunziare che le bt1,J1diere nere scorazzavano nella valle del fiume Rosso; pare che le baron Phoque voglia essere fatto principe. Vi sono poi vari sottocapi e gregari che non domnndauo titoli, ma si contentano di cr>nti_nuare il mestiere, sotto il vecchio nome di pirati e briganti. Il 23 maggio le truppe france~i presero gli accantonamenti per la stagione delle pioggie. In autunno purgheranno il paese. Il •16 apri le si sbloccò Formosa e poco appresso la costa del Petchili. Si promise di fare al più presto lo sgombro di Kelnng. Ma pèr le isole Pescadores la questione· durò più a lungo, e parve, per nn momento, che volesse imbrogliarsi. La Francia aveva alfacciato la pretesa di tenere queste isole, finchè il Tonchino non fosse iutier.lmente sgombrato dalle bandiere ne·l'e. I giornali fran cesi dicevano chiarnmente il perqhè: «contro gente perfida come i Celesti, non sono mai troppe le precauzioni. Profittiamo della nostra sitnnione sopra queste isole. Teniamole per orn: uon si sa che cosa possa succedere; forse avremo occasione di tenerle per- . manentemente ». Ma o siae-he questo ragionamento giungesse all'oreccl~io dei Celesti, o che essi abbiano fatto, per conto proprio, il ragionamento inverso, furono irremovibili nel pretendere la rcslituzipne delle isole Pescadores; e i Francesi finirono per acconsentire. Così la conquisla di quest'arcipelago fatta troppo tardi ,( dopo lo sgombro di Lang-Son) non giovò a unila, snlvo a mostrare la potenza di una squadra navale contro fortificazioni costiere. Il O · aprile, presso dette isole s'erano affond:ite due torpediniere; ma il pubblico non lo seppe se non un mese dopo, per mezzo di corrispondenze pri vate. L'H giugno mociva in quei paraggi l':immiraglio Conrbet, solo, .fra quanti ebbero comando in questa guerrn, che abbia sempre adempito i suoi incarichi in modo inappuntabile e talvolta splendido. Così le perdite ·maggiori, la fl otta frnncese ebbe a soffrirl e finita la guerra. Il 9 giugno venne fi rmato in Tien-Tsin il trattato definitivo di pace. È, per quanto sappiamo, il primo trattato di pace che abbia preceduta !a dichiarazione di guerrn. I Francesi stavano_ anèora a Kelnng e alle isole Pescadores; qualche coda di colonna ci nese si trasciriava ancora per il Tonchino; ma per tutti era nssatn la rlata dello sgombro, e tutti vi si attennero, salvo le baron Phoque. L'Inghil!erra tol~e il divieto che impediva 3lle navi belligerami di approvigionarsi e fa re riparazioni nei porti inglesi; la Cina richiamò, dal la Germania, le sue navi
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costrntte in quei cantieri ed ivi trattenute in causa della guerra. Anche gl'increduli aprirono gli occhi all'evidenza; la pace era fatta. . Ai primi ai luglio si presentò il trattato alle Camere francesi, che lo accolsero senza opposizione e senza entusiasmo. Col primo articolo la Cina ratifica la convenzione di Tien-Tsin dell' 11 maggio ·1884-, colla quale si cede alla Francia il Tonchino, e le si riconoscono alcuni diritti di alta sovranità sull' Annarn. La Francia d'altra parte dichiara che non proseguirà altro scopo, fuorchè l'esecuzione piena ed intera del trattato stesso. Le altre stipulazionì sono meno importanti e abbastanza ela·stiche: la Cina promette di aiutare la Francin a far cèssare la pirateria e il brigantaggio nel Tonchino, mn non è detto in qual modo; aprirà al commercio francese le provincie limitrofe al Tonchino, ma questo. com: mercio dovrà farsi con determinate norme e per determinate strade; la Francia è Iibern di trattare coli' Annam, come crede meglio, ma dovrà rispettare la dignità della Cina, ecc., ecc. Buoni appigli per una guerra futura, quando a una parte o all'altra piacerà di farla. IX.
Abbiamo già notato la meraviglia che, in Francin e altrove, destò l'annunzio dei preliminari di pace accettati dalla Cina. Pareva irnpossibìle che t·a Cina vittoriosa accettasse le condizioni imposte alla Cina vinta, Ma quest-a meraviglia dipendeva, in parte, dall'esagerata idea che, in seguito ai dispac:ci di Brière, s'era formata in Europa delle cattive condizioni dei Francesi al Tonchino. Conosciute meglio le cose, e p0nderate le cause e gli effetti, non solo ces$Ò la meraviglia, ma fu mestieri conchiudere che la Cina aveva scelto, per far In pace, il miglior momento possibile. La perdita di diritti nominali, su paesi non suoi, era nulla in confronto della considerazione acqni~tata, superiore d'nssai a quella che la Cina abbia mai goduto in Europa. La sua forza ha cessato di essere uua quautit.à trascurabile. Oramai nessuno cercherà briga, leggermente, ai codati figli del cielo. Essi hanno affrontato una guerra colla FTancia piuttosto che pagare una multa, e non l'hanno pagata. l\ia vi è di più. Per la pt;ima volta possono scrivere nei loro annali millenari d'aver visto le spalle di soldati europei. Quale momento migliore per dire: punto e basta? È questo un momento che farà epoca nella storia della Cina, e avrà conseguenze, di cui è impossibile misurare la portata . Già '>e ne vedono i principii. La Cina è entrata a for parte del sistema del le alleanze europee. Recentemente crrse, su pei giornali la notizia, che la Cina si fosse l.O -
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indotta a far pace colla Francia per la pressione, o almeno per i consigli dell'Inghilterra , che, nell'eventualità di una guerra anglo-russa, per gli affari dell'Afgailistan, volea farsi della Gina un'alleata. ll fatto che l'in'termediario della pace era stato un oriundo inglese, il signor Hart, diretiore delle dogane cinesi, avvalorava questa dicerià. La quale fu smentita, ma in modo da lasciar credere che molto cli vero ci fosse. Secondo noi, per spiegare l'arrendevolezza della Cina, non è necessario di ricorrere :ii consigli dell'Inghilterra; ma troviamo nan11:ale che qtiesti vi sieno stati e appunto per l'accennata ragione. La Cina oggidì confinante colln Russia e colla Franci~, sarà d'ora in poi, alleata dell'Inghilterra o della Germa• nia, secondo elle l'una o l'altra di queste potenze avrà guerra coll'una o coll'altra di quelle. Se la' Cina aveva scelto il miglior momento per fare ia pace, il migliore per la Francia era sempre il momento più prossimo, percbè era interesse di lei uscire, al più presto, da una guerra chela rovinava. Si disse poco conforme alla dignità francese conchiudere la pace dopo u.n insuccesso; ma chi ha una storia militare tome quella delln Francia può, cou lieve e passeggero danno, trascurare quest'etichetta del prestigio. Si era invero guerreggiato un anno; perduto per ferite e malattie qualche migliaio d'uomini, e in spese e consumo di materia le terrestre e marittimo, qualche centinaio di milioni, per trovar:;i infine al punto di partenza; ma il bi lancio tra il guadagno e la perdita, la resa dei conti, sono quistioni interne; col nemico si piglia per base la situazione del momen to e, partendo dà questa, non si poteva chiedere di più. D'altra parte lo sforzo, occorrente per mutare, in proprio favore; la situazione creata '.dallo sgombro di Lang-Son, avrebbe richiesto tale sacrifizio d'uomini e di denari, da non trovare compenso possibile nelle maggiori concessioni, che, in questo caso, avrebbero potuto strapparsi alla Cina . Qualche volta, e qui s~'lmo nel caso, è più facile prendere che tenere, e le spese di manutenzione su pera no il reddito del possedimento. Di fronte a una potenza che ba una ricchezza d'uomini inesauribile, che comincia ad acquistnre il septimeuto della propria forza, e ad essere adulata e ricerca ta, per possibili :illeanze, da · più di una . potenza europea, che continua, anche finita la guerrn, ad arruolare exmilitari tedeschi, e a mettere Inglesi l\ capo delle sue amministrazioni civili e de' suoi stabi!imeoti militari, che compra fucili .Mauser e cannoni Krupp, e fa costruire corazzate nei cantieri della Germania, ci sarà da fare abbastanza per conservare il dominio sul Tonchino e l'aha sovranità sd l'Anuam. Ogni acquisto maggiore avrebbe richiesto maggiori forze per mantenerlo, e sarebbe stato, alla Cina , un incentivo maggiore per ricominciare presto la guerra. '
L'acquisto fatto dall a Francia è per ora un capitale passivo; il quale, per divenire attivo, abbisogna di tranquillità, e questa non sembra prossima ad ottenersi. Ma ciò pure è indipendente dal trattato, è inerente alla cosa ceduta. . Tutte le corrispondenze dal Tonchino e dall'Annam fanno testimo~ nianza dell'isolamen to completo dei Francesi e dell a resist.enw inerte che essi incontrnno dappertutto. Di trnlto in tratto il telegrafo ci reca l'annunzio di qualche scoppio d'ostilità. Quand'aucha non se ne immischi direttamente nè indirettamente la Cina , qnand' anche si trovi mezzo di rendereinnocuo lebaron Phoque, creandolo princ:ipe, o (come altri propone) colonnello comandante d'un reggimento indigeno a servizio della Francia , il brig::mtaggio e la pirateria dureranno ul Tonchino, Jìnchè duri neoli o avvew1ri del dominio francese (e tali sono tutti i mandariui) la speranza cli una nuova guerra tra la Francia e la Cina . Nell'Annam parve un i:;tante che le cose si mettessero ancha peggio. n giorno stesso (7 lugl io) , in cui il trattato di pace era presentato, per l'npprovnione, al senato frnncese, . un telegramma da Hnè annunziava . l'a ttacco furioso e inaspettato delle truppe annainite contro l\'l frnncesi alloggiate insieme nella cittadella, la fuga del re e dei principi, l'il).cendio dei quartieri francrsi, ecc. ecc. La sommossa venne prontamen te repressa, e dopo due giorni l'ordine regnava ad Hoè con questo risultato: 12 frances i morti e 60 feriti; •I 000 cadaveri annamiti, 20 o 30 mila solda ti annamiti datisi alla campagnn; Courcy padrone della reggia, intento a far l'inventario dei tesori trovati, e a spedire dispacci su dispacci per annunziare a Parigi il valore di ogni nuovo deposito di verghe o cn,setta di gioielli. D;allora in poi non giunsero dal Tonchino e dall'Anuam altre notizie di rilievo, fuorchè la strnge di migliaia di c1;istiani e lo scoppio d~l colera. Del resto la superficie del paese può dirsi tranquilla ; ma il corpo di spedizione non fu diminnito di un ,uomo. Avvengono, secondo il bisogno, spostamenti di truppe dal Tonch ino all'Annam e al Camboclge, o viceversa, ma non un battaglione, nè una batteria è rientrata in Francia. Continuano invece a partire d,alla Francia uomini p~r riempire i vuoti, e materiale per supplire al consumo. Courcy al Tonchino ha carta biancn; ma nell'Annam deve rispettare la dignità della Cina. Quindi le sue proposte pel riordinamento civile e mi li tare del paese non inèontrano sempre l',,pprovazioue del governo, ansioso di non urtare contro nessun articolo palese, o segreto del trattato di pace . .
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I M P E RO AUSTR O-UNGARICO
Cenni sulle princip ali novità d'ordine e interesse militare avvenute nel 2° trimestre I 885. RECLUTAMENTO . - Con circolare del 2.2 aprile il!serta nel numero ,(4. del Verordnungsblatt, il ministero comune della guerra ha determinato che i segnentì ripartì d'artiglieria, per quanto si riferisce al reclutamento, abbiano a dipenderà- non già dai comandi dì corpo d'armata O\'e trovansi dislocati, ma ben~ì da quelli per ognuno dì essi indicato. Reggimento d'artiglieria N. ,13 di stanza a Lubiana, dal XIII corpo d'armata (Agram). · 2• divisione di batterie pesanti, indipendente, di, stanza a Vienna, dal I corpo d'armata (Cracovia). 2.5• div'ìsione di batterie pesanti, indipendrnte, di stanza a Gorizia, dal XIII corpp d'armata (Agram). 27a e 28· divisioni dì batterie pesanti , indipendenti , la prima di stanza a Lìntz, e la seconda a Vienna , dall' VIII corpo d'armata (Praga). 9° battaglione d'artiglieria da fortezza dì stanza a Trento, dal III corpo d'armata (Gratz). La Laibacher Ze'itung del 2. giugno annunzia che presso il minist~ro della guerra hanno luogo delle riunioni per studiare alcune modificazioni che si vorrebbero introdurre nella legge di reclutamento ( Vehrgesetz) del 2 ottobre ,1882. Ou01NA)tENTo. - La .~f'ibitar Ze'itimg dell'8 maggio (N. 3il) riporta dal Pester Lloyd che entro il prossimo autunno le ,t2. compagnie di fanteria indigene formate nella Bosnia ed Erzegovina saranno portate a 16, e quindi raggruppate in ,i battaglioni di 4 compagnie ciascuno. · Come è noto, i 6 reggimenti di cavai le.ria della landweh r cisleitana devono ivere dei quadri permanenti fio dal tempo di pace. Nello scorso anno 188{1. erano stati portati al completo effettivo regolamentare (5 ufficiali, ,12 sottufficiali, 43 soldati e 7,1 quadrupedi) solo i quadri di tre reggimenti. Secondo il Pester Lloyd i quadri degli altri tre reggimenti (3° dragoni da laodwehr, e .J • e 2° ulani di landwehr) sarebbero stati creati alla fine di marzo, ma solo con metà dell'effettivo normale in uomini e cavall i; e per
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ragioni finanziarie, non saranno completati che progressivamente, entro il periodo di due iinni. Con determinazione sovrana del 3 luglio ·1884 veniva riordinato ed aumentato il corpo degli ufficiali medici in tempo di pace portandolo a: 4 genP-rali n:iedici; 24 colonneil i id.; 30 tenenti colonnelli id.; 96 maggiori id .; 384 capitani id . cli 1• classe; 192 id. id. di 2• classe; 242 tenenti id. Una circolare inserta nel Verordniingsblatt puntata 16, del 24 ultimo aprile, avverte che al nuovo effettivo di pace si passerà man mano lo per- -. metteranno i mezzi finanziari. Intanto coi fondi accordati per l'anno ·t 885 nelle promozioni di maggio vennero aumentati i quadri di : 1 generale medico; ·1 colonnello id.; 2 tenenti colonnelli id.; 4 maggiori id.; 27 ca pi tani id, di 1' élasse. Contemporaneamente venne diminuito di 35 il numero doi capitani medici di 2· classe. Nella stes$a circo\ tanza vennero creati dei capi medici cli presidio a Budweis, Cattaro e Stuhlweissenburg. · Col riordinamento ciel corpo me4ico militare avvenuto nello scorso anno, nel mentre si diminuiva il numero degli ufficiali inferiori, si au!'lentò invece quello dei gradi superiori; e ciò allo scopo di allettare i giovani medici civili ad intraprendere la carriera militare: poichè nell'esercito austriaco si lamenta la deficienza di ufficial i medici. Per rimediare appunto a siffatta mancanza, era intenzione del ministero comune della guerra di ristabil ire l'accademia Giuseppina, avente per iscopo dì preparare un certo numero di studenti in medicina ad entrare nelle file dell'esercito, come ufficiali medici. Siffatto progetto, come ann~nziano diversi giornali, non potè essere realizzato, essendovisi opposto il governo ungherese. Su questo proposito la Klagen{urten Zeitung del 3,1 maggio scriveva che, vista l'opposizione del gabinetto ungherese alla riattivazione · dell'accademia Giuseppina, il ministero comune della guerra, per provvedere alla deficienza di ufficiali medici, avrebbe determinato di aumen. tare gli stipendi degli ufficiali stessi, e che a tal uopo saran.no richiesti i crediti alle delegazioni.
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Trattandosi di servizio sànitario, non sarà fuor di luogo il notare come una delle cose che specialmente attrasse l'attenzione dei visitatori all'esposizione na.ziouale di Budapest, si fu il padiglione della Società della CriJce Ro:sa ~~gherese, ove.os$erva vasi un completo servizio per la ricerca e cura dei fer1Ll su l campo di batt11glia, ed un in teressante allestimen to di colonne ~·ambulanza da montagna pel trasporto dei feriti. Era vi poi una s~Ja speciale.nella quale trova vasi un com pl-eto allestimento pel servizio saIlltario degli honved. La Società ha ceduto questa sa la al ministero della difesa ungherese; e questo ha messo a disposizione della società 500 sol?,ati. d~gli honve~, i ~uali vengono istruiti ed eqnipaggiati a spese della Societa, per servire di scorta sul teatro di guerra alle colonne· d'ambulanza della Società stessa, ascendenti ad oltre 200 carri, e per farvi il servizio d'ambulanza in unione alle infermiere della fi lantropica istituzione. Giusr1z1A MILITARE. - Il Ver01·dnnngsblatt N. ,16 della I. H. landwehr, pubblica la legge, in data del!' 8 aprile 1885, concernente l'amministrazione della giustizia militare per la landwehr cisleitana. I punti principali sono : · Tutte le persone appartenenti alla Jandwehr attiva, e quelle della l~ndwehr non at.tiva chiamati in servizio a sens? delle disposizioni legislative per la land wehr,sono soggette alle pene comminate da lle leggi militari. . Le persone d~lla lanweht non attiva sono soggette alle lecrai militari anche durante le sem plici chiamate di controllo; e gli ufficiali<>;gni qualvolta vestono l'uniforme. L'applicazione delle lecrai mili tari in caso d i mobilitazione comincia dal giorno della consegna ai~ichii1mati dell'ordine di presentilzione, o dal giorno della pi.lbblicazione del manifesto le<rale · negli altri casi, dal giorno prescritto per 1a presentazione· o dal criorn~ · della presentazione se questa è avvenuta prima del "ÌOro; prescrrtfo. .- ~er l'a?11~inistr:azione della gi·ustizia militare vi s~no in prima istanza 1 tr~b_nnali d'. landwehr composti come quelli dell'esercito permanente ; tutti 1 membri però appa:rtengono alla landwehr; in caso di bisoono tuttavia e~ i'~ temp? di ~uerra i mili~ari della land~vebr possono esse~ sottoposti a1 tnbnnah dell l. R. Esercito e dellà l\forma. Per la 2.' e 3· istanza vi sono gli stessi tribunttli che per l'esercito attivo (Corte d'appello e Senato di giusti.zia militare) . . · ,,. · Seguono poi alcune .disposizioni intese ad evitare i conflitti ·d'attribu..: zione, quando i reati. od i delitti commes$i dai militari di landwehr, .e per la lo:i·o ?atura. e ~~r 11. tempo_in Qui furono commessi, sono di competenza o dei tribunali milt tan, o del tri:bunali civili. Rrno"NTA CAVALLI. - La Vedette del 3 aiurruo, ed altri oiornali annuo. I '] . . e) V ç) ziano c 1e 1 mrn istero della guerra, allo scopo di potel' avere direttamente
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daoli allevatori i cava lli occorrenti per la rimonta ordimria dell'esercito, lia<>disposto che gli·acquisti vengano fatti in occasione delle premiazioni che hanno luogo nei singoli paesi per le esposizioni di cin•alli. Incaricati degli acquisti sono i comandan ti dei depositi di sta lloni dello Stat~. - Le compre incominciarono in quei paesi della bassa Austria dove ebbero luogo le esposizioni dei cavalli. li prezzo medio stabi lito dal ministero della guerr·a per l'acquisto dei cavalli ncJ corrente anno fu: Per un cavallo da tiro per l'artiglieria . fiorini 350 Per nn cavallo pei depositi di rimonta. » , 270 Per un cavallo di rimonta ordinario » 250 Scuou: DEI CADETTI. - Nella 17' puntata del Verordnungsbla tt furono pubblicate le disposizioni che regolano l'ammissione nelle scuote dei cadetti pel prossimo anno scolastico 1880-86 . . . Ecco qu·al i sono sommariamente le disposizioni stesse, per le quali, 111 confrooto di quelle degli anni precedenti, si esigono ma'g.giori requisiti d'istruzione negli aspiranti. · Scuola dei cadetti di fanteria . ...- Per l'ammissione al ,1° od al '.z0 od al 30 anno di corso occorre avere' compiuto rispettivan:ente le prime 4, 5 e 6 clas~i di una seuola tecnica inferiore, o di un ginnasio odi altra scuola equ iva lente. · . . Per l'ammissione al 4° anno di corso occorre aver compiuto il corso d'una scuola tecnica superiore, o di un liceo, o di un altro istituto equipollente . . . . . . .. Scuola de·i cculett·i di ca'Valleria. - Occorrono gli stessi requis1t1cbe per Je scuole ·dei. cadetti di fanteria. Il ,1° e 2.0 annù di corso può essere anche fatto presso una scuola di cadetti di fanteria,. . . Scuola de-i, cadetti d'art·iglieria o dei pionieri,. - Per l'::11nm1ssione al I o annò di corso occorre aver fatto le · prime li classi d'una scuola tecnica inferiore, o di un: ginnasio, o di un'altra scuola corrispondente. Pel :zo anno di corso, aver .compiuto il corso d'una scuola tecnica sup.e11iore, o del liceo, o cli al:tro istituto equivalente. Nel 3° e 1° anno di corso non ha luogo l'ammissjone diretta. Scuola dei cadeui del gen-i.o. - Gli aspiranti al il O anno di cors.o devono presentar.e l'altes~ato di licenza (Maturitc.ts Zeugn!s) otten~to dopo d'aver compiuto con successo il corso d'una scuola tecnica supenore. Nel 2° e 3° anno di corso non ha luogo l'ammissione-diretta . . In ~gni scuo la di cadetti vi sono: Posti con retta annuale di ·1 2 fiorini; Id. i.d. id . di 60 id.; Id. id. id . di'1'.20 id.
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Ai posti di 12 fiorini all'anno concorrono i figli degli ufficiali, dei cappellani, degli auditori, degli ufficiali medici e contabili e dei sottufficiali in attività od invalidi od a riposo deJl'I. R. esercito, e delle due landwehr. Ai posti di 60 fiorini all'anno: i figli degli ufficiali di riserva e della fondwehr non attiva, degli ufficiali senza impiego, e degli impiegati di Corte e civili dello stato. Ai posti di 120 fiorini all'~nno: i figli di tutti gli altri cittadini dell'Impero. La retta annuale si paga in due rate semestrali al 1° aprile ed al 1° ottobre. Gli allievi delle scuole dei cadetti di cavalleria devono inoltre versare annualmente 200 fiorini per il fondo di provvista del cavallo e barJature. Tale som ma può essBre ridotta a 100 fiorini per i figli degli ufficiali ed impiegati militari. Gli ;ispiranti che presenteranno i titoli prescritti sono sottoposti ad un esamo nelle singole materie prescritte, con programma corrispondento ai corsi che devono aver compiuto per concorrere all'ammissione. Il numero deg!i allievi da ammettersi nelle varie scuole in questo anno, sarà: Nel 1° anno di corso di ognuno delle scuole dei cadetti di fanteria a Praga, Vienna e Budapest N. 80 In ognuna delle altre 9 scuole dei cadetti di fanteria . » 30 Nel ·I O nnno di corso della scuola dei cadetti d'artiglieria » 80 Id. id. dei pionieri . » iO Id. id. del genio . » 12 Nel 3° corso della scuola dei cadetti di cavalleria » 80 Id. 4° id. id. » 25 Isrnuz10NE. - Col giorno 5 maggio sono cominciate le solite manovre annual i al campo di Bruck sull;i Leitha. Esse avranno termine al ~ 5 di agosto. La durata delle manovr~ comprende quattro periodi di circa 25 giorni ciascuno. Nel 1° periodo, che si eh iuse alla fine cl i maggio, presero parte alle esercitazioni •1O battaglioni cli fanteria, 2 squadrcni di dragoni, 1 squadrone del treno, ed •I divisione di batterie. Al 2° periodo, chiuso al 25 giugno, v'intervennero 5 battaglioni di fanteria, 2 squadroni di dragoni, 1 squadrone del treno, cd 1 divisione di batterie. S. 1\1. l'imperatore visitò le truppe al campo di ambedue i primi periodi. Nel 3° periodo vi si trovavono 9 battaglioni di fan terio, 2 squadroni di dragoni, 1 squadrone del treno, ed 1 divisione di batterie. Al 4° periodo interverranno 8 battaglioni di fanteria, 1 battaglione cac-
E STERA
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eia tori, 1 di visione di bà tterie pesanti, 2 squadroni di dragoni, ed 1 squadrone del treno. Alla chiusura del 4° periodo, cioè al 15 di agosto, il campo passò sotto gli ordini del comandante del V corpo d'armata (Pre1>burgo),e servì per le manovre della 14• divisione di fanteria. La $Cuoia di tiro al campo di Bruck ha avuto principio il 22 maggio, è funzionò fino al 31 luglio sotto l'alta direzione del comandante del Il corpo d'armata (Vieunn). Il comando del la scuola è esercitato da •I tenente colonnello. Vi sono addetti 6 istruttori, cioè 4 ufficia li di fanteria (capitani o tenenti), •1 capitano d'artiglieria, ed 1 capo tecnico dell'arsenale d'artiglieria. Il corso fu frequentato da 179 ufficial i,cioè 1 per ciascuno dei 102 reggimenti di fanteria, 3 cl.cl reggimento cacciatori Imperatore, 9 dei battaglioni cacciatori, '20 di cavalleria, 3 del genio e pionieri, 2 della marina, 25 della laodwer, e 15 degl i honved. Nella 2• quindicina di luglio presero parte alla scu()la di tiro anche i capitani che frequentano il corso degli ufficinli superiori. · Al ,1° di giugno ebbe principio nei dintorni di Inglau il viaggio annuale d'istruzione degli urtìciali di stato maggiore sotto la personale direzione del comandante del corpo di stato maggiore F. l\I. barone Beck. Secondo la Jlfilitiir Zeitnng, in questo viaggio di circa tre settimane, l'ipotesi di guerra considerata fu la seguente : « L't!sercito austriaco, concentrato nella ì\1oravin, muove contro un avversario il quale, avendo avuto un vantalgio di tempo nelle operazioni di mobilit11zione, ha già per la Lusazia in vaso la Boemia nord-orientale ». Secondo l' Armeeblalt del :H apri le, N.16, le manovre che doveva eseguire l'esercito austro-ungarico nell'agosto e sellembre del corrente anno, erano: Presso l'VIII (Prnga) ed il IX (J osefstadt) corpo d'armata - manovre fra i due corpi di armata contrnpposti nei dintorni di Pilsen dal 25 agosto al 1° dì settembre. Allo medesime prendeva pur parte una divisione di fanteria di landwehr. Presso il lI corpo (Vienna) - manovre nelle vicinanze di S. Polten, coll'intervento di una brigata di fanteria di"landwehr, nei giorni 3, 4 e 5 sottembre. Presso il III corpo (Graz) - concentramento della 6a e 28adivisione di ranteria, della 3a brigata di cavalleria, e delJe divisioni di batterie presso Volkermnkt. Le manovre dovevano aver luogo nei giorni 9,10 e •H settembre coll'intervento di una brigata di fanteria di landwehr. Se le circostanze lo permettevano la brigata di cavalleria doveva eseguire prima ma1:1ovre di brigai.i per suo conto .
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ESTERA
Presso l'XI corpo (Lemberg). Concentra mento dell'·l ·1 • divisione di fanteria presso Zlaczon, e della 30a presso Brzezan. Le esercitazioni si dovevano chiudere al 15 settembre c·on una manovra fra le due divisioni contrapposte. Alle esercit:i"zioni stesse dovevano prendere parte, po:;sibilmente, tutti e cinque i reggimenti di cavalleria stanziati nel corpo d'arma_ta; e se le circostanze non lo permettevano, vi doveva intervenire $Ola mente la 21 a brigata di cavalleria, mentre la 20• brigata doveva concentrarsi nelle vicinanze di Lemberg, per eseguire manovre per proprio conto. Presso il XIII corpo (Agram) dovevano aver luogo per alcuni giorni manovre con tutte le truppe del corpo d'armata presso Pozega, coll'intervento d'una brigata di fanteria di landwehr. Le esercitazioni si chiude,·ano il 15 settembre. , Presso gli altri corpi d'armata dovevano aver solo luogo esercitozioni normal i, oppure manovre in misura più lim itata . Nel comando milit.1re di Zara fu lasciato in facoltà del comandante di far eseguire quel le esercì tazion i che crederà più opportune. La Wehr Zeit1mg del 3 g;uguo, N. H, riferisce che il ministero della guerra ha determinato che nelle singole guarn igioni sia obbligatorio per gli ufficiali di fanteria e di cavalleria di assistere al le esercitazioni di tiro dell'artigl ieria, e per gli ufficiali d'artiglieria di presenziare il tiro di combattimento della fanteria. Al\MA MENTO . - Il Verordmtngsblatt, N.17, anouuzin che con sovrnna determinazione del 9 aprile venne adotwto un morta io d'assedio da cen t. 15 di bronzo-acciaio. Il mortaio è rigato, a retrocarica, con otturatore a cuneo. Secondo la Mi.litéir· Zeitung, N. 4'2, del 12. giugno, e secondo anche gli altri giornali mi litari, le esperienze fatte col mortaio a Steinfeld presso Feliadorf diedero risultllti favorevolissimi . Furono sparati 1200 colpi, e non si riscoutròuell'anima alcuna variazione sensibile. Il mortaio è montato su un affusto spec-iale mun ito di freno idraulico. Gli stessi giornali militari annunziano che a Steinfeld continuano le prove del cannone nuovo da montagna da cent. 7, ed a quanto sembra, con esito molto favorevole; per cui si ritiene ~he possa veniredefinitivameoteadottato entro il corrente amrn. La Laibacher Ze itung del 6 giugno in una corrispondenza da Dusseldorf annunzinva che nel 30 maggio era passato dalla sr..azione ferroviaria di quella città tin canuooe di 24- tonnellate proveniente dallo stabilimento Krnpp di Essen, e destinato all'armamentQ della piazza di Pola . A Vienna ed a Budapest ebbero luogo nel mese di maggio alcune espP.rieoze colle mitragliatrici Nordenfeldt.
Ii Veper la la11dwehr annunzia le seguenti pubblicazioni .fotte alla fine di maggio dall'Istituto Geografico Militare di Vienna: Carta della media Europa, scala 1:750000 _fogl i A ,J; ovest A ·1; ovest A ed F4-· . Car[a speciale della monardiia A. U. alla scala di 1 :75000 . Fogli : Zona sa, colonna XX, Uisoly und Stara Districa; 1oa, • XVII, Ung. Ostra und \Vaag-Neustadtl ; , ·1 Oa, XlX, Tot-Pròna uud Privigye ; ,, 11a,XIX, Handlova nnd Oszlany; » 12a, » XVII, Tyroan; ,, 12a, » XVIII, Neutra; ,. .J2a, • XIX, Konisberg Syt Benedek; • Ha, ,, XX , Schemnitz und Karpfen; » oa, » XVIII , Sell ye und Nagy-Surany; • 13a, ,, XX, Bala:;sa -Syarmat nnd Ispoly-Sag; ,, 13a, • XXI, Salgò:Tarjan und Szé~sény; » 14,a, » X IX, lVIagyar-SzOlgyèn nnd Gran; » 1,1.a, • XXI, Pasztò noEl Ape; » ·1 b, • XXIV, Polgilr; , ma, ,. X VHI, Ìl'loor nnd Zirc; , ·17a, , XVIII, Polata und Veszprim; • ·18a, XVIII, Balaton-Fiired und Vàros-Hidvég; » 1sa, · » XCX, SilrbogilrJ; » 20a, » XXVIII, Abrudbitnya; . " 2,i-a, ,. XXVI, Karansebe und Resicabanya; • 25a, ,. XVII, Sviujar nnd Oriovac; >> 35a, » XVII, Bobinopolje. · Inoltre· venne pubblicata una ca rta della circoscrizione territoriale militare della monarchia ([feens -Erganzungs-Bezirlcskarte) in 4- fog ;i alla scala di 1,,1200000, ed una carta della retef~rroviuia della monarchia alla scal11 di 1:900.000. Infine vennero pubblicate le correzioni: a) dei fogli 43, H, ,i5 e ,\.6 della carta itineraria al 300000; b) di 7 fogli del la carta generale dell'Europa centrale al 300000; e) di S fogli della carta speciale della monarchia al 75000; d) di ,J foglio della carta speciale dell'Ungheria al 1 HOOO; e) di 2 fogli della carta della medin_Enropa al 750000 . . P uaaucuw::-11. - Coi numeri del Verordnnngsblatt qni segnati vennero annunziate le seguenti pubblicazio·ni:
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Pi.:BBLICAZIONI DELL'ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE DI 'V IENNA. -
rordnungsblatt, N.
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. 13. - Nuova edizione della II e III Parte delle norme per l'equipagg1amen.to da campo dell'artiglieria (Ausgabe der Neuauflage des TTundlll Theiles der Nor-men {ur die Feld-Ausrustung der K. K. Artillerie). ,16. - Prezzo di tariffa dei materiali del treno (P1·eis-Ta;ri{ des K. K. Train-ilfa ter,ia ls): 46. - A.noali di statisti?a militare per gli anni 1880, 1881 e 4882, Parte I (JWita1·-statistisches Jahrbuch fu.r die JaMe 1880, 1881 und 1882, I Theil). 17. - Istruzioni tecniche per le truppe del genio, Parte XIX « Passaggi delle truppe siti corsi d'acqua • ( Tr1tppen-Ubergiinge 11ber Gewa.~ser). ·18. - Nuova edizione dell'Istruzione per l'amministrazione e contabilità del materinle d'equipaggiamento dell'artiglieria da c11mpagna (1Veuauflage cler Intruct:ion fur ct,ie Verwaltimg und Verrechnimg des FeldArtWerie-Ansrii.stung s- Materials). 19 ., - Istruzione per la costruzione dei forni di presidio M0 1885 a riscaldamento in legllo, nei magazzini stabili delle sussistenze militari (ln· trncti'on uber dù Erbaung der Garn-isons-Backofen, {ii,1· innere Hofafeuerung, M 1ò85, ·in stab·ilen 1lh'litiir Verpflegs Magazinen). . SrnADE ORDINARIE. -Strada di. Te1·1·agnolo. - Con dispaccio N. 1 oi-76, rn data 28 febbraio 1885, dell'I. B. luogotenenza in lnllsbi:uck, venne approvata la costruzione della strada di Terragnolo, la quale incomincia dal ponte di S. Colombano e va lino alle fucine di S. Nicolò, per un!\ lunghezza cioè di tre chi_lometri circa; e.ne fu pubblicato l'avviso d'asta. Slrada della Meldola. - La strada della Meldola, ciie nel novembre 188i arrivava a Romano, fn termillata nel passato mese di marzo sino a Fondo. · · La questione, se la strada della Meldola da S. Michele a Sinamemdshron (per evitare il largo giro di S. Paolo), doveva passare per Gi~·lan o per la valle ~ella WHth, non solo fu risolta io favore di quest'ultimo tracciato; m~ fu hen an~o ~ostrutto, ed il I! marzo prossimo passato aperto al pubblico passaggio Il nuovo tronco da $. Michele in Eppan, fino alla valle del Tropsel. Resta ,~on ciò stabilita la comunicazione diretta fra Bolzano e la valle di Nos per la Meldola. Strada dell'Iselsberg. - Sembrava che le deputazioni provinciali del Tirolo e della Carinzia si fossero messe d'accordo circa il tracciato della strada dell'Iselsberg, e che questa dovesse passare per Winklern, lselsberg, Goriach e quindi, oltrepassato -Rio Debant, per Dolsach andasse a congiungersi colla strada imperiale èella Pusteria. Alcuni comuni, e spe0
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· cialmente la città di Lienz, facevano sollecitazioni per un altro tracciato, affinchè cioè la strada da Gorasch segui,;se per un certo tratto il corso del Debant, e che per Nussdorf sboccasse di fronte a Lienz; quantunque tale progetto avesse però poca probabilità di effettuazione stante il costo ingente che avrebbe avuto la strada stessa (superiore ai ·100 mila fiorini). Infatti che il comune di Lienz ha rinunciato alle sue pretese; e le deputazioni provinciali del Tirolo e della Carinzia, nella tratlntive che hanno_ avuto luogo i.I ;ai maggio in Lienz, hanno deciso pel tr:icciato GoriachDolsach. I lavori furono già incominciati dalla società della Sudbahn, che ne ha intrapresa la costruzione. Nuovo ponte sul Lieser. - Il 26 aprile fu ultimato a Spitt.al il nuovo ponte in ferro snl Lieser. È questo il quarto ponte in ferro che attraversa il Lieser: due dei quali si trovano lungo il tratto stradale fra Spittal e Gmund, ed il terzo sulla diramazione che va a Millstadtt. STRADA SUI, L..\GO Dl WiiRTHER. - Il tracciato della strada da costruirsi sulla riva sud del lago di Worther, fu ultimato sino a Rerfniz, mentre i _lavori tecnici per la continuazione della strada stessa fino a Velden erano ancora da principiare. FERROVIA, - Mostar Methovich. - La linea ferroviaria da Mostar verso Metkovich fu ultimata ed in augurata il 13 giugno ultimo. In quanto poi alla continuazione della ferrovia sino a Serajevo, sembra il ministro delle finanze comune abbia in prospettiva tale prosecuzione per l'allacciamento colla' ferrovia della Bosni:i. Linea ferro-v·ia1"ia Lubianà-Gottschee. - ~'ispettorato generale delle ferrovie austriache ha impreso a studiare il progetto di una ferrovia vicinale da Lubiana a Gottschee, alla quale sono proposte tre varianti. Una accarezzata specialmente dai Carniolini, riguarda la costruzione di una linea da Lubiana a Gottschee col prolungamento fino ad una stazione della · ferrovia Cadsta.dt:..Fiume; la seconda, che involve una economia sulle spese di costo, sarebbe il tracciato da Lubiana a Rudolfswerth con prolungamento da questo luogo lino a Gottschee; la terza infine sarebbe una linea che dovrebbe partire dalla stazione di Gnrkselo della linea Stein• bruch-Zagabria (Sudbahn) ed oltre Ri.1dolfswerth dovrebbe mettere capo a Gottschee. · · Dei tre progetti quello però che è ritenuto più razionale nei circoli mi· litari e governativi è il primo. · Ferrovia Doboj-Doltnja-1'-ul.za. - Il progetto di legge per la costruzione di una ferrovia Boboj-Dolnja-Tuzla venne, senza discussione, elevato e deliberato in seconda e terza lettura, alla Camera dei Signori, il giorno ,t 7 aprile prossimo passato.
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la Gazzetta di Vienna pubblicava, nel maggio scorso, la legge relativa alla costruzione della ferrovia suddetta. Ferrovia da Jlfontefalcone al confine 'italiano. - Il barone Enrico di Morpurgo ha fatto presso il Gorerno i passi relativi aJ prolungamento dell'ottenuta concessiooe d'intraprendere i lavori tecnici prel iminari per una ferrovia normale dalla stazione di. Monfalcone (od eventualmente da Ronchi) per Pievis, Villa Yicenl'ina, Cen>ignano, Pradiciol sino al confine italiano. Ferrovia d·i T•r-ieste- Erpelle (Ile1·pe Gè). - Quantunque si ritenga come fatto indiscutibile che la costruzione della ferrovia Erpelle-Trie$te (diramazione della linea istriana) dovrà avere principio nell'anno corrente, pur tuttavia i lavori che dovevano essere incominciati nella scorsa primavera non erano stati ancora iniziati. Solo un dispaccio luogotenenziale del ~3 aprile avvertiva che quanto prima la commissione di espropl'iazione si radunerà per deliberare in proposito alle eccezioni che i proprie.tari di fondi dovessero avanzare in seguito alle proposte· di espropriazione. Ferrovia Spielseld-Radkersburg. - Nel luglio scorso venne aperta al pubblico esercizio la noova linea ferroviaria che da Spielseld (tra Gratz e Marburg) mette a Itadkersbnrg. Ferro-,;ia del Rosenthall. - La commissione governativa di revisione dt'i tracciati ferroviari, ha .:ipprovato quello della ferrovia del Rosenthall , che diramandosi da Klageufurt per Schmelzhiitteo, Butterthall, Maria Rain, e passando sotto il castello di Holleuburg, attraver.?erà la Dra va al di sopra dell'attuale ponte di Unt-Schlossberg per port.:irsi a Kappel, da cui con una diramazione andrà sino ad Unt-Feistritz, e con un'altra ad Oberferlach. Fe1·1·ovia Lubiana- Stein. - Il giorno 17 aprile alla Camera dei Signori furono approvate in seconda e terza lettura le proposte del Governo . circa le facilitazioni per la costruzio)ie deliri seguente ferrovia locale Lubiana-Stein a scartamento normale. TRAMVIA TRENTO-VALSUGANA. Il Mini$tero di agricoltura e commercio ha concesso all'ingegnere Angelo Lui di Milano di iniziare i lavori preliminari per la costruzione di un tram via a vapore.che da Trento attraverserà la Valsugana per Tezze.
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ESTE,[\.~
BULGAIUA E RUHELIA ORIENTAI1E.
.. ...
Come tutto l'orrranismo dello Stato, così anche l'ordinamento dell'esercito in Buloaria si svolse sotto la guida della Russia. Gli uffìciali erano da priucipi~ quasi tutti russi; e soltanto negli ulti~1i .anni l'esercito prese un carattere Dlquantò più nazionale, dopochè, a r,cluesta ~lei Parla~1~nto, .fu stabilito che almeno una metà dei posti fossero afudat, ad uomm1 del paese. Malgrado questa disposizione però tt~tti i g:acti superiori e il posto di ministro stesso erano ancora in mano ai Russi fino al momento della recente rivoluzione. Quando cp1esta scoppiò, il ministro e una parte degli ufficiali russi abbandonarono la Bulgaria; e con un dispaccio da Filippo·· poli d-31 25 settembre fu nominatù ministro il capitano di artiglieria Nikoforow. · . , ~ · Il decreto d'Jrganizzazione data .dal -1879. In base. a questo ogni ~n.1garo dai 2.·1 ai 32 anni è obb'Jigato al servizio, e precisamente tre anni m attività, con probabi lità per altro di e.ssere sorteggiato, ediandarsenedopo due o quattro anni nella riserva e cinque nella .1a.ndstur1?. La .forza ap~ prossimativa in tempo di pace è cli 20800 nom1~1~ sul p1ed~ di go.erra~ di 8062.0. A questi deYonsi aggiungere 2.!lOOO eh merv'I, e ~O_QO circa d1 landsturm. In totale dunque si può calcolare su 60620 uomm1, sebbene a dir vero le formazioni di risern non siano da tener in conto d'i esercito campale, bastando esse solt:into a presidiare le fortezze, ed a guardare i confini vel'so la Serbia é la Rumanìa . L'esercito perm11neute è diviso in dne parti: una. divisi?ne orien~le, e una occidentale, coi quartieri 0 enerali a Varna e Sofia. Ciascuna d, esse si compone di 2 brigate di fonferia a 2. reggimenti .di 3 !)at!aJlioni (D.r~scine) su fl compagnie. In pace la forza del battagilone e d1 uornm1, in guerra di 4000; cosicchè si ha rispettivamen te un totale d1 16800 o di 24-000 fantaccini. Ai 2.4 battaglioni attivi ne corrispondono 2i di riserva, che in caso di mobilitazione devono formarsi nello stesso modo. Queste truppe dovrebbero essere armate di fucili Berd~n, ma finora non può dirsi che vi sia una vera uniformità sotto questo nguardo. · La cavalleria è com posta di una sotnia (squadrone) cli guardie del corpo, e di 8squadroni di linea, della forza complessiva di HOO cavalli. ·Gli 8 squadroni di linea sono riuniti in 2. reggimenti, assegnati uno per divi·
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ESTEHA
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sione. Essi sono armati di sciabola e carabina. Il primo reggimento,porta sella all'austriaca, e morso; il secondo sella cosacca e filetto. L'artiglieria è formata su ~ reggimenti a 6 batterie. Queste sul piede di pace hanno i pezzi e ·130 uomini; sul piede di guerra 8 pezzi e 180 uomini. Non si sa per altro se colà siano realmente in condizione di passare dalla prima alla seconda formazione; tanto più che l'armamento di pace è mo!Lo irragolnre e poco atto alla campagna . Verosimilmente in c~so di guerra ogni divisione non potrebbe essere seguita che da 3 batterie, pcrchè le altre 6 sono così pesanti da non reputarsi atte che ad un impiego tutt'al più di posizione. Delle 6 batterie leggere, una è da 9, le altre di calibro inferiore a questa. Alla divisione occidentale è unita una compagnia d'artiglieria a piedi di 180 uomini, e alla orientale un bau.1glione <lei genio su 4- compagnie a 220 uomini. Vi è pure una sezione <lei treno, e una di pontieri. I mate· rial i poi sono allestiti e conservati nelle officine dello Stato, e specialmente negli arsenali di Rustsciuk e di Rasgrad. Tutto computi.tto, e tenuto conto di quanto si disse più sopra riguardo alla riserva, in caso di complicazione il principe non potrebbe passare i Balcani con più di 30000 uomini. La Rumelia orientale possiede un numero assai limitato di quadri per ciò che riguarda l'esercito permanente, la sua organizzazione essendo a sistema di milizia. Dopo lo statuto dell'aprile 1879 ogni Rumelioto è obbligato al ser.vizio dai 20 ai 32 anni, e appartiene fino ai 21 alla milizia di 1• classe, fi no ai 28 a quella dì 2·, e fino ai 3'2 a quella di riserva. Non SODO esenti che i difettosi, e noD soDo amme1,si i cambi. La Rumelia orieutaie è divisa in 12 circoli militari di reclutamento, di c;ii ciascuno deve forn ire un battaglione su i compagnie tanto di ,f • che di 2' classe, e una proporzionata riserva. Il comandante militare del circolo comanda iI battaglione di 411 classe, del quale in tempo di pace non è presente che una compagnia . La forza di quest'ultima varia secondo lo stato del bi· lancio, ma non scende mai al disotto di 50 gregari. Tutti gli altri uomini sono in congedo. La compagnia fa il servizio di guardia, di pubblica sicurezza nel circolo, e iSLPuisce le reclute, le quali vengono chiamate in i periodi di 2 mesi siascuno dal 1' ottobre al 4° giugno. In settembre hanno luogo manovre alle quali prendono parte gli nomini del 2°, 3° e ,1,• anno di servizio, ossia quelli di ,1• classe. Quando il bilancio lo permeue, si fanoo anche maoovre per 15 giorni colla 2' cl:isse; mentre gli uomini di 3' cfosse vengono esercitati nel proprio comune nei giorni di festa. Dal 488,1 si è cominciato a introdurre anche qui l'uso del fucile Berdan. Per ahro attualmente vi dovrebbero essere •I 0000 Krnka, 7000 Berdan e 6000 ~Iartini .
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Per poter generalizzare l'istruzione dcii qua'.lri, i quali p~r la massi~a rnrt.e sono in conuedo, vi è un battaglione d'1strnz1one a 2 comp~guie, I· " · · . · ·d fare ogni anno ;iLL Lre piccoli ripani delle altre anni, rn cm tutti_ ~v 000. , . ~in breve corso . Le ,1:2 compagnie di presenza e i r1part1 o_ra d;Lt' son~ alimentati dn volontari biennali, che devono. aver su~era.to il •I~ nnno dt età. Finito tale servizio, questi sono promossi nlla carica immediatamente :rn periore, e incorporati nei quadri. . . . I uenerali e gli ufficiali cli stato maggiore sono nomrnat1 dal su ltano. . i ca;itani di com pagnia e i subalterni dal go.verna~or: generale. . Dappriucipio fu assai difficile trovnre gli urfic1ah, perchè l_a ~u.ss1~ non 'concesse ai propri che volevano passare in D.u~elia gli stessi prinleg1 concessi a quelli entrati in B~tlgaria. Q~esta ~en~~,~ fu u_na delle ?~~se per cui si adouò J'orgauizzazt0ne sul piede d1 m1l1~ia: ,°•a ~u stab1h.lit~ 10 che solo !.fs dei posti possa essere occupato da strame~1;.~ da mforma: ~ della Gazzetta di Colonia sembra che attnahr.ente VL siano: 75 Bul~ar ~ !~6 Russi, G Tedeschi, 2 Austriaci, 1 Francese, ,1 Rumeno, 1 Sei bo nessun Ture.o. . .. Il goveru11torc può mobil itore una parte dellt1 milizia: ma tutta una mobilitazione generale non pnò aver luogo che dietro voto della Assemblea Nazionale. f · I tta , [n caso di mobilitazione gli nomini cli ,,. e <z• classe ormano _1 )~ ,"lioni di 1• e 2' classe della forza dì 1000 nomini ciascu~•?· Tu_llo il rn~a~ ~ente costituisce un corpo di riserva, 111 quale ~nt~·a~b1 • d~tti ~>at_t:1gl_1:~~ . ·r .. ·ono La formazione specin le di corpi d1 ri serva ep1ovista, ' '' . . . · : Q d il aese s1 r1 orn1S(. · • . . deYe ricorrere che m caso d1 grande necessita. uan o p . non v1 s1 . . . · .. obbl1· · versa!'.se in grave pericolo, tutti gli uom1n1 da, 18 a, <>.0 anm son0 uati a prendere le nrmi. . . . o In tempo di pace non vi sono unità tattiche _,rnper1on alla cl:~.s-~,n~ (batta"lìono) . In caso di guerra tutte le truppe _si for~,a~o su 2_ d1"'."10:~ n 2 b1~gate di 6 baLt.iglioni. Grazie alla fo_r~az1one eh merva si puo no <tiunuere n ciascuna divisione 2. brigate di riserva; ma ~uesto fatto do ~rebbe incontrare uravi difficoltà per deficienza di quadri. . Secondo inform~zioni recenti la H.nmelia orientale ~ot~eb.be_ mettere ID campo 30000 uomini; e, comprendendovi le formnz1001 d1 riserva, potrebbe rauuiunoere la cifra di 55000. . . . . In bas:: c1u~nto si è detto parrebbe di non errare dicendo che il pnn' ' ' . · mpo con r~oooo uo· cipe di Bulgaria potrebbe, m complesso entrare m ca mini i quali in breve tempo verrebbero port.iti a 60000. . . . r A;uto riouardo alla dislocazione delle truppe turche nei c1rcol1 ~ t Adrianopolt'e di Costantinopoli, la Porta dovrebbe poter concentrare lll H -
ANNO XXX, VOI. . IV ,
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RI VISTA ESTERA
poco tempo forze più che sufficienti per soffocare il moto insurrezionale; ma siccome la realtà in Turchia non corr~sponde mai all'ordinamento, così, tutto computato, noi crediamo r.he sarebbe nppena in caso di muovere con più di 25000 contro la Rumelia. Per altro come qualità è a credere che le sue truppe abbiano ad essere superiori alle rumeliote e fors'anche alle bulgare. (Dalla Wehr-Zeitung, N. 81).
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nica, per la quale il giovane regno fu definitivamente provveduto di vere istituzioni militari. . . Non però il governo serbo si pensò di formarsi un esercito supe~1ore alle sue forze finanziarie; ma esso si sforzò di compensare la debolezza mevitabile clell'effottivo del tempo di pace colla istituzione di riserve numeros~ e, ciò che più monta, frequentemente esercitate. In ~iò sta il carattere~ 11 merito principale di r1uest'opera , di cui tutte le pa.rt1 fu ro~? tan to abilmente c.ombinate, che, al dire di un aut.orevole SCl'lttore m1htare « anche \e arandi nazioni d'Europa potrebbero farne in più punti loro prò • .. La legge del 1883 ripartì le forze nazion~li in tre c~tegorie. La_ prn~a forma l'esercito permanente, composto del! armata ~tt1vn e d~lla sua. rt-serva; e ne fa parte ogni suddito serbo atto alle _armi da ~O a1 30 an~1. I ~ tempo di presenza sotto le bandi~re non è che ~1 due.a_nrn, e_an.~he di.soli ~inque mesi per i giovani che provengono dagli_ stab1.1tment1 d 1s~ruz1one -superiore O secondaria; ma i rise·nristi sono ~h 1amat1 sotto .te armi ti·e1~t_a giorni ogni anno. « In qu:ilunque tempo, dice la leg?e, I armata attn·a deve essere armata, equipaggiata e pronta ad entrare 10 campagna » . La -seconda categoria comprende tutti gli uomini dai 30 ~i 37 anni che han~~ -compiuto il loro servizio nell'11rmata attiva e nella sua nserva, e che perc10 possono reputarsi istruiti. . . . Questa categoria è destinata a somm101str:1re truppe d1 guarn1g1one? di sostituzione, e può essere chiam:ita a rinforz.a~e l_'n~m~ta operante .. E dunque una vera armata di seconda linea: e gli md1v1du1 apparttm~nt_l a que5ta categoria, armati P-d equipaggiati in qual_unq~e te~po, sono richiamati sotto le bandiere ed esercitati per otto yiorni ogni anno. Alla terza categori:Ì iofino appartengono tutti i Serbi vnlidi dai tr~uta-sette anni ai cinquanta, e t·oloro che, più giovani, ~uron_o per_ ecc~~1one, clispens(\ti dal servizio nelle prime due armate.. Gl.1 un, e gli altr'. ~ono -semplicemente inscritti nei ruoli; non sono o~bltg~t1 a ness_uu servJZ10, o 110n sono chiamati sotto le armi che in caso d1 pencolo naz1onale. Il reclutamento è basato sul sistema regionale. Il territorio del regno fo ripartito in 5 divisioni te1·ritoriali (della Morawa,_ d~l!a ~r'.na, d~I Danubio del Timok e della Sciumadia) - in -15 sottod1v1s1on1 d1 reggimento (tre p~r divisione) - e in 60 distTetti di batwgli~ne (quattro. per ogni sottodivisione). Queste denominazi,rni, che d'altra parte uou riguardano -che la fanteria, perchè la tavalleria e le armi speciali son~ reclutate nel -complesso della circoscrizione della divisione, non s~n~. m tutto ~satte. Difatti in tempo di pace, non si domanda a ciascuna d1v1s1one che 11 co~tingente di r~ggimento, e a ciascuna sottodivisione di. r~~gimento. eh~ 11 ,contingen te di battaglione; ma in tempo di guerra la d1v1s1one tcrritonale
SERBIA.
Questo giovane Stato ha già uua storia militare, di cui per altro tutte le pagine non sono egualmente for1unate. Sotto Milosch , capo della monarchia degli Obreuowich, esso possedeva di già un embr'ione d'esercito permanente; ma solo nel 1860, sotto Michele, tiglio e successore di Milosch, le truppe serbe ricevettero una organizzazione vera men te regolare, ~he per 117 anni rimase quasi iualterata. Queste truppe non erano più di 5000 nomini, tra tutte le armi; ma si trovava che bastavano per l'ufficio che ~ovev:ino adempire, cioè: somministrore in tempo di pace gli istruttori, e in tempo di guerra i quadri all'esercito nazionale, del 'Jt1:ilc poi facevano p:irt.e tutti i Serbi validi, dai 17 anni ai 50. Questa cifra però non ora sufficiente neppure per un esercito di quadri ; e la Serbia ne foce dura esperienza nel suo duello colla Turchia nel •I876. Senza dubbio essa arrivò a mettere in campo fino a 100,000 combattenti; ma presto s'accorse · che 111 quantità nou compimsava la qualità; e perciò, appena firmato l'nrmistizio, il primo pensiero di .Michele, rudi piantare le basi di una nuova organizzazione. Per quaoto affrettala e provvisoria fosse <Juesla riform.1, l'eserci to serbo dovette ad essa so potò rientrare in campagna nel dicembre del seguenteauno con •I66 battaglioni , 32 squadroni, e H batterie, ripartiti in qualtro corpi d'armata. Questa volta esso combatteva a lìam:o dell'esercito russo, nl quale faci litò la presa di Sofia . Conch iusa la pace, la Serbia s'occupò a regolarizzare, riordinare ed allargare l'organizzazioue dPI 18i7; e una grande commissione, composta dei primi ufficiali delre;;ercito, attese per più nuni all'elaborazioue d'un vasto e il più possibilmente compiuto progetto. Finalmente, il ·I O febbr:iio •I883, la ScupsctirH1 adottò la legge orga-
J
ESTEHA RIVI STA
deve somm inistrare una divisione attiva di fanteria di prima categoria, euna di secouda, con le dovute proporzioni delle altre armi; e così ogn i· suddivisione forma un reggimento di ciascuna delle due prime ca tegorie, più ,i battaglioni della terza, non riuniti nella divisione. L'esercito permanente, base e nucleo di tutto questo sistema, è dunque· essenzialmerue come nel passato un·eserci~o di quadri. Ma i suoi offeuivi di pace fu rono più che raddoppiati: da 952.4- uomini, cifra del •1882, furono portati e manten uti a •I 972.9 uomini. Oggidì la fan teria comprende dnque reggimenli, a tre battaglioni di quattro compagnie; la cavalleria uu reggimento, a cinque squadroni, più uno squadrone della guardia reale - l'artiglieria, cincrue reggimenti montati, a quatlro ba tterie di sei pezzi, un reggimento d'arliglieria da montagna a tre ba tterie di quattro pezzi, e mezzo battaglione (due compagoie) d'artiglieria da fortezza - il genio un battnglione di zappatori a cinque compagnie, e mezzo battaglione di pontieri . - Vi sono inoltre cinque compagnie del treno, e cinquecom pagaie di $anità. Il meccanismo della mobilitazione è semplicissimo. Richinmate in attività le otto classi di riserva, ogni compagnia di font-eria si trasforma in battaglione, e cli più fornisce unn compagnia di deposito. Quindi ogni battaglione dell'esercito permanente diven ta un reggimento a cinque battaglioni (di cui uno di deposito) - il che dà in tutto 15 reggimenti attivi e15 battagl ioni cli deposito, ossia 75 ba ttagl ioni, che insieme numerano. 1605 ufficiali e 78255 soldati. La cavalleria si mobilita secondo gli stessi principj, ossia ogni squadrone forma tm reggimento a quattro squadroni attivi e uno ùi deposito. Si hanno così 25 squadroni con un totale effetti vo di 191 ufficiali , ,i.758 uomini e ,i-859 cavalli: non contando lo squadrone della guardia reale (8 ufficiali e 1165 tra so ttufficiali e soldati). Per l'artiglieria, le cui fo rmazioni ofl'rono meno elasticità; la differenza tra l'effettivo di pace e l'ef-. fattivo di guerra è meno grande. Ogni batteria di campagna e di mon-tagna si sdoppia; le due compagnie d'artiglieria da fortezza ne formano· quattro; e ogni reggimento forma nello stesso tempo una batteria di deposi to: il che dà: 40 batterie montate (24-0 cannoni); 6 batterie da montagna (2-i-pezzi); 6 batterie di deposito (di cui una da montagna), e i compagnie, cl'artiglierin da- fortezza, che hanno il loro parco speciale. L'effettivo totale· è dunque: per l'artiglieria da campagna, 24-0 ufficiali, 6820 soldati e 619(). cavalli: pet· l'artiglieria da montagu11, 33 ufficial i, 647 soldati e 355 cavalli o somieri: per l'artiglieria da fortezza, 27 uffi ciali e 972 soldati. Infine la mobilitazione del genio (che in Serbia comprende anche i pon- tieri) fornisce 132 ul'lìcia\i, 4-•104 uomini e •1035 cavalli ; ripartiti in sezioni di zappatori , telegrafisti, minatori, ferrovieri e pontieri. 1
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Riassumendo possiamo dire che l'esercito serbo, mobilitato, deve toccare fa cifra di •107~36 uomini (esercito permanente e riserva). La seconda ·Categoria si calcola possa dare 5604J1 uomini, e la terza 53640: iu tutto 2·11H&O nomini. Ma l)isogna riflettore che questa org,rnizzazionc, iniziata nel 11~83, non può portare tutti i suoi frutti pl'ima del 11890; dunque si è ·larglu valutando a 60000 uomini l'esercito attivo, e a •100000 al più il numero _delle truppe più o meno istruite che la Serbia può presentemente 411ettere 111 campagna . (Dal J01wna/ des Débats).
GRECIA .
Nazione essenzial mente marittima e commerciante, stante la sua configurazione geografica e le attitudini particolari dei suoi abitanti, In Grecia non pensò che bqn Lardi a formarsi Ull vero stato militare. _In tutti i tempi essa fu un vivaio di arditi marinai, per effettc, del grande snluppo delle sue coste; ma fino a questi ultimi anni essa non ebbe che pochi o punti soldati . Del che non c'era a farsi meraviglia . Gravi pesi viet~':ano ~l Governo greco qualunque spesa che non fosse cli prima necessua: e s_1 comprende che nn popolo. la cni indipendenza era formalmente guar~n t1ta dalle tre potenze elette protettrici, la Francia, l'Inghilterra e la Russia, non ~.vesso q~iesta necessità di essere in ogn i tempo pronto per la g~1erra. Perc!o esso s1 contentava di mantenere, senza grandi spese, un p1ccol? osereito permanente di dieci a dodici mila uomin i, recluta ti per cstrazronea sorte, e che bnstavano abbondantemente a mantenere l'ordine, e ad inseguire i briganti, se non sempre ad :icchiapparli. . l\'ln n_oppur ~a- Grecin potè sottrar3i del tutto alle conseguenze delIngrande nvoluz1one mrl1tarc prodotta in tutta l'Europa dalla guerra del ,1866. Una !egge del "5 gennnio 1867 prescrisse il servizio militare obbl i11a1orio lll pr(ncipio - per tutti i cittadini greci ; mn questa legge maureneva fa·CO\tat1Ye la surrogazione e la liberazione a prezzo; nè d'altra parte fu mai seriamente :ipplicata. La guena _ciel 18i0 e i nostri nisastl'i mi litari , commossero profon damente la naz10ne greca , le cui simpatie per la Francia furono sempre così
RIVISTA
vive: essa sentì allora che, per uno Stato qualunque si sia, i trattati non sono sempre una protezione sufficiente, e che ancora la più sicura è di noo contare che su sè medesimi. D'allora in poi essa segui con atter.ziooe la trasformazione che si operava in tutti gli esercit!, specialmente nel nostro, ed essa auendeva tranquillamente alla ricostituzione delle sue instituzion> militari, quando gli avvenimenti d' Oriente, allargando tutto ad un tratto il suo orizzonte, le fecero un dovere di spicciarsi. Certo che il momento era propizio per ottenere dalla Camera e dalle popolazioni i sacrificì indispensabili. Non c'era un Greco che non si fosse sentito mortificato, vedendo il suo paese costretto .i starsi in disparte, durante la guerra, e a rinunciare, per mancanza d'esercito, a prendervi parte attiva. Si aveva ben fotto passare la fronti era al piccolo corpo del generale Soutzo: ma que:;ta non era stato 11ltro che una dimostrazione, alla qnale·l'intervento delle grandi potenze aveva messo subito fine. Fu per questo che le riforme furono messt! subito all'ordine del giorno, quantunque la contesa greco-turca avesse provvisoriamen te ricevuto, mercè la mediazione dell'Europa, una soluzione pacifica. Per prima cosn, il Parlamento votò (27 novembre ,1878) una legge sul reclutamento, cbe fu promulgata il 30 dello stesso mese. Questa leggeriproduceva le disposizioni essènziali della nostra legge 27 luglio ·1872, salvo la durata del servizio, fisstlla in massima a tre anni. Al piccolo eserci to perm,mente d'una volta la Grecia sostituiva un eserr.ito attivo di cui facevano parte tutti gli uomini validi dai venti ai trenta auui, e un; milizia territorinlo o guardia nazionale, alla quale appartenevano tutti ~ cittadini validi dai trenta anni ai quaranta. Un censimento generale doveva permettere.di rendersi esatto conto delle risorse che il nuovo modo di reclutamento avrebbe messo a disposizione dell'autorità militare: cosa necessnria, io quanto che uno allora i re"istri dello stato civile ernno tenuti dalle parrocchie, che è quanto dire ~enuti molto male. I risultati sorpassarono le• speranz-e, e diedero ragione al l:)"enerale Co• • ronéos, 11 quale, durante la discussione della .legge, valut~va a non meno di 90000 uomini l'effettivo dell'esercito attivo e della sua riserva, ciò che· veniva nd amm~ttere una forza media di 10000 uomini per i nove contingenti che potevano essere incorporati in t.cmpo di guerra. Jl vero clte· l'ardore patriottico che animava allora tutti gli Elleni fece miracoli, come non se ne vedono guarì altrove: si videro giovani di diciannove anni, darsene venti, e uomini di trent'uno ringiovanirsi d'un anno per potere ancora far parte dell'esercito attivo, ed essere d1iamati sotto le armi!
·167 'Meno di dne anni dopo (29 apri le ,f 880), fu pubblicata una legge non meno necessaria sulla riorganizzazione dei quadri e dello unità dell'esercito. lla essn era appena promulgata, che la situazione si abbuiò nuovamente, per il rifiuto della Turchia di accettare la rettifica di frontiere della Conferenza di Berlino. Procedere a nuove t.rasformnzioni , mentre si mostravano eventualità minacciose, era pericoloso: perciò si stette contenti a ricavare il ma!-simo possibile di prodotto dall'organizzazione vigente. ~el mese di giugno, il signor Tricoupis non esitò a dich iarare che la Grecia poteva mettere iu campo 35000 uomini entro venti giorni; nell'agosto, quando fu ordinata la mobilitazione, ve n'erano sotto le armi ,i3500: e alla fine dell'anno ?er l'a Oiuire dei volontt.ri, la Grecia disponeva di 60000 uomini, abbastanza bene inquadrati, e benissimo armati. Alla fine, la calma si ristabilì: la Grecia entrò pacificnrnente in possesso dei territorii che accrebbero · 1a sua superficie di più .\.000 chilometri quadrati e la sua popolazioue di circa 300000 auime: « ragione di più » disse il signor Tricoupis ripr,mdendo il Governo nel marzo 1882 « per proseguire senza intermissione l'opera del nostro « riordinamento militare; poichè lo stato d'Oriente è sempre precario, e « bisogna tenersi pronti ad ogni e,;ento ». E perciò, nel corso dell 'anno, il ministro fece votare alla Camera uoa serie di leggi che non miravano solo a « coronare l'edifizio • ma ·che lo ricostruivano nuovamente di sana pianta, per renderlo più solido. Così la legge del 4878 fu modificata e migliorata; essa aveva ben fissato a tre nnni, come abbiamo visto, la durata del servizio nell'esercito attivo; ma in realtJi, per imperiose ragioni di bilnncio, si era stati obbligati a dividere il contingente in due parti, di cui la seoonda non servi va cht: sei mesi: e per di più si conobbe ben presto che anche la prima parte non si poteva tenere sotto l'armi più di diciotto mesi. 11 signor Tricoupis giudicò che era troppo o troppo poco: e fece ridurre ad un anno il tempo di presenza nella fanteria, a due anni nelle altre armi: urn questa volta tutti i giovani della classe possono passare nelle fil e; e sic come la gendarmeria , notevolmente aumentata, si trova ormai in grado di sopperire u tutti i servi~ii di piazza e cli sicurezza che prima assorbivano tutto il tempo alle trup pe, questo può essere tutto consacrato all'istruzione. Quanto alla disuguaglianza di trauameuto di cui soffrono, c0n questo sistema, gli uomini assegnati alle Hmi speciali, si 111·ocurò di att,mnarln con diversi ripieghi ...... Del resto, la maggior parte del contingente viene assorbita dalla fa nteria. ESTERA
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Ul\' JSTA
ESTERA
Ecco, dietro documenti ufficia li greci, qua IP. sarii la composizione dell'esercito attivo, quando questo sarà al completo per la chiamata delle riserve:
vero che una mobi litazione richiederebbe dodici volte più di bestie do soron cli quello che comporta l'effeuivo di pace. Aci ogoi modo, il valore dell'esercito greco, nel suo complesso, è incontestabi le. Molti ufficiali portano nomi fatti famosi nella guena dell 'indipendenza. e costituiscono una specie di aristocrazia militnre; ce n'è tra essi di molto istruiti, sopr:ituuo uell':lrtiglierin ; e più di uno passarono per le scuole militari dell'Europa occidentale. I sottufficiali si possono chiamare eccellenti; poichè la maggior parte di essi fanno la loro caniera nell'eserc:ito. Ma tanto ai quadri superiori come ai subaltemi manca l'esperienz3 della guerrn, cosa a cu i non si suppl isce, per quanto i Greci abbiano intelligenza naturale e facili tà di appropriarsi le lezion i e gli esempi altrui.
Fm1tcria Cavaileria . Artiglieria . Gen io .
57820 uom ini 2856 » 69,l'.2 » ,1-63.l, »
Totale
72257 uomini
. ~e si a~g!ung~u~ a _queste cifre la gendarmeria (0342 uomini), ei serv1z1 amm11mtrat1v1, s, vede che, in piede di guerra, l'effettivo dell'esercito nttivo è di 82.154 uomini: cioè quasi il triplo dell'effettivo di pace stabil ito nell'ultimo bi lancio a poco più di 30692. nomini. ' Allualmen 1e la fanteri a com prende 36 battaglioni, di cui 27 di linea e 9 di ~a~iat_ori; l_a cavalleria 3 ippa1·chie (reggime:nti) a quattro squadroni; l artrglteria da campagna e da mont.agna 4 baLtaolioni a ,i. batterie 0 (64·_ cannori i); !'ar_tiglieri a da fortezza 11 hattaglio11e a 4 compagnie; il ge1110 3 bauaglionr di 4 compagnie. l fucili dell,1 fanteria e del genio, come le carabine della cavalleria e i moscbettoni cl ell'artiglierin sono del sistema Gras (fncile francese modello •1874). Oltre a queste 11rmi, che cscouo dalle nrnuifatture di Sti ria ,,i s?no negli arseuali più di '100000 fn ci li a tiro rnpido di diversi mo~ del!, (tra.gli altri 25000 chassepots), senzn parlare cli un numero notevo le di antiche armi a percussione che potrebbero servire all'ultima elasse della guardia nozionale. Lo batterio da campagna e da mont.agn:i sono nrmate d1 c:a rrnonr Krnpp da centimetri 7,5, provveduti cli tulio il loro mn_1eriale. Inolt_ro Yi è un ~erto numero di pezzi da riserva, gli uni del ("altbro 8, 7, e_~s, pure çlel sistema Krupp, gli altri da 4 e da 42 rignti del modello La Htue. Insomma la Grecia possiede, come si vede, un ottimo armamento da guerrn : e bisogna dire che essa non lesinò le spese su tale r.ipporto. · Ciò che manca, sooo i cavn ll i. Quell i del paese-rassom ioJi:mo molto ai ca vnlli algerini: di piccola taglia, ma solwi i e resistenti. Un°censimonto ciel \870 valu111,·a a_33000 capi i cavall i del regno: bi sogua credere che il Gov~1:110 non faccra gran che conto sulla produzione nozionale per procurai·:r il_numero per quanto ristretto di cava lli di cui ha bisogno; poichè a va rr e riprese foce cornpre cli caYalli all'est1iro, specinlmente in Unrrheria . I muli, che sono indispensubili per i convogli i~ un paese ]a cui c~n fi rrurazione permette_ di rado l'uso dei carri e delle ,ellurc, si traggono pa;~i("Olarmrnte da C:rpro : ma v'è a temere di e5sere presi nlla spon,eduta se è
(IJ:\l Journal des Débat.~).
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LIDRI E l'ERIODICI
da campagna. « Siamo della ferma convinzione », disse allora il colonnello Boguslawski, « che il cannone per tiro in arcata in combattiment(}. dovrà con stringente necessità per una via o per l'altra essere di nuovo. adottato ». Se la discussione si è però calmata sui giornali, in Russia si continua. a lavorare praticamente. Si sta ora sperimentando il mortaio, o per me-glio dire l'obice raccorciato, della fabbrica Krupp da 6 pollici (millimetri 151), rigato, del peso di soli 360 chilogrammi, il quale può con un angolo di elevazione di 45° lanciare un proiettile a 2,1.80 metri. Finora mancava a questo pezzo un affusto adatto, ma tutto fa supporre che, grazie agli sforzi del maggior generale Engelhardt, questa difficoltà sarà presto vinta.. come del resto lo è già in gran parte.
LIBRI E PERIODICI
Circa l'atta,:co della fanteria. Il sistema •m ilitare del Canadà. Il porto d'a1·me del fucile. - L'autore vorrebbe che fra i porti d'arma regolamentari vi fosse quello di armacollo; il fucile è provvisto di una
N. 60 del 25 luglio , N. 611 det 29 luglio, N. 62 del 1° agosto, N. 63 del 5 agosto, N. 64 del1'8 agosto, N. 65 del ,( 2 agostc,.
1'1-ilU;i,·- Woelae•tbl<itt. -
Misuratore delle distanze del maggiore Jakob. - Questo istrumento lungo appena 7 cen timetri serve a misurare prontamente la lunghezza di :inee rette o r,urve sulle carte di ogni scala e di ogni specie. Ln punta dell'istrumento misura le minime distanze e mediante una rotella, si possono misurare le distanze di qualsiasi lunghezza; si può adoperare facilmente anche stando a cavallo. Per stabilire la durata delle marcie di concentramento (rendez-'Vous), per trasporti, per l:lstima delle distame nel combattimento questo istromento è il più adatto stante la sua grande precisione; esso è un vero istrumento da campagna. le operazioni dei Francesi contro l'isola di Formosa a/.la fine del/884 ed al principio del 1885. la questione dei m01·tai da campagna in R-us:,i.a. - In un lungo
articolo l'autore mostra a qual punto sia giunta la questione di dotare l'artiglieria russa di uu pezzo da camp:igna che permeua di battere cou tiri in arcata delle truppe coperte da o.stacoli: cosa che ora manca non solo iu Russia ma anche.in tutte le altre artiglierie d'Europa, quantunque più volte si sia tentato di introdurla negli eserciti belligeranti, p. es. dal maresciallo Radetzki in Italia nel 18i8-,i9. Nella guerra russo-turca l'artiglieria russa non ebbe, come è noto, alcuua parte spiccata. Durante l'attacco della fanteria , essa restava in retroscena, e la sua azione contro i trinceramenti e le truppe turche al coperto fu minima.Fosse causa di ciò la miincanza di esperienza tattic11,o fosse per difetti nel materiale, è un fatto che l'artiglieria russa non soddisfece al suo còmpito; e che in seguito a ciò nella letteratura militare di ogni Stato cominciò a dibattersi l'idea di modificare l'armttmento dell'artigl ieria 1
correggia : non si comprende dunque perchè non la si possa adoperare. quando la ·po,izione ad armacollo è la più comoda di tutte. . L'ordin a:mento de'i pwrchi, d'ar t·iglier-ia 1:n Rmsia. - Circa l'assegnazione di artiglieria a cavallo ai grossi corpi di cavalleria . La formazione delle teste di colonna di ca valleria.
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Il regolamento d'esercizi, della fanteria belga.
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Netce ,nilit~~,·ische Bl~~tte,• -
3° trimestre ·I885.
Gli 'istruttori della truppa: i 'Ver·i maestri d·i scuola pruss,iani. Quando uel ·1866 (dice l'autore) l'esercito prussiano, in un tempo rnera-vigliosameute breve, sbaragliò l'austriaco, s'udì per la prima rolla il motto che i veri vincitori erano i maestri di scuolii. Raramente una sentenza più ingiusta ha incontrato più favore. Si vuol c.onoscere la gran-· d'opera <lei nostri maestri di scuola? S'interroghino un poco le reclute e si vedrà che cosa sanno. ·Una• metà non 5a neppure il nome dell'Imperatore. Ecco la fa1nosa istruzione data dai nostri maestri di scuola. L'autore continua dimostrando che non l'istrnzione elementare avuta sui banchi della scLÌola, ma l'istruzione e l'educazione militare arnte sotto le armi, furono, insi; me ad pltre cause, i fattori principali delle vittorie.. dell'esercito tedesco.
' LIBRI E PERIODICI
L''istruzione della f(J;nteria pe1· il sennzfo di pattuglia . - Si mostri)
l'util ità di tale istruzione e si accenna al modo con cu i deve essere fatta. Si recano esempi nei quali piccole pattuglie, condotte-da sottuflkiali e ca poral i, hanno. adempito splendidamente al loro incarico e si a()'()'iun()'e· . . è)l5 0 . eppure qu_est1 uornw_1 non )·appresentavano il cenel lo della compagnia; er~no stati comandati per turno ed erano anzi nativi di provincie che non brillano, fra le altre, per la loro intelligenza. li risultat0 ottenuto si deve soltanto all'assiduità ed al metodo dell'istruzione. Questa deve essere fatta sop~·atutto con idee chiare. Gli uom ini comandati di pattugl ia devono aver capito perfeuamente che cosa si vuole da..Joro e poi non hi:,;o(fna impac(') -ciarli con pedanterie. Il riordinamento dell'eserci.to francese. - Si aècenna·alleoscillazioni e ai ritardi che il frequente ca mbio dei ministri della guerra in Francia reca nell'ordinamento dell'esercito; quindi si prende a minuta disamina un'opera recentemente pubblicata col titolo: La pu'issance francaise par· un ancien o(ficie,1·. Opera che il bibliografo tedesco dice dovuta a !)en_na ~li uomo competente: del quale anzi (benchè il libro sia anonimo) 111d1ca_ 11 nome e la pr~f~ss1~ne: J_ANNEROD, collnboratore del Temps . I l signor Jannerod t dice 11 b1bltografo) vorrebb<e alla testa dell'esercì to un generale che possedesse la fiducia degli ufficiali della trnpi.la, che rap1~rese~t~ss_e real'.nentey principi? d'au_torità, sul quale posa tutta la gel arch 1a, d1 quel! auton ta che nell eserclto francese attualmente manca. Ma !n primo_lu~go è a:tnalmente diffi cile, per non dir impossibile, trovare m Francia l uomo che possa prendere questa posizione e mantenerla. In secondo luogo dat? que~t't~omo e messo in questa posizione, non putrebbe restare soggetto a1 capncc1del Parlamento; in poco tempo, la forza stessa del le cose lo porterebbe ad essere generalissimo, presidente, dittatore. Si conchinde: « I l popolo,e sopratllitto l'esercito francese, non sono nè ,de1~ocratici, nè repubblican i. La Fra11ci11, per quanto si risali,ta nella sua stona, non fu mai grande se non quando ~i trovò alia testa uomini che l'!!ann_o ~on~l_ott~ ~ cav~zza con mano di ferro. I ri volgimenti politici deg'.1 ult11111 qmnd1c1anni non hanno portno a galla che un solo grand'uomo cli Stato: Gambetta. Poteva essere antipatico, ma conosceva me(flio di chiunqne altro il carattere dei Francesi. Ln sua smi~nraia ambizio~e non era_un ostacolo,?1a u~ elem~nlo di successo. Si è dett,o che aspettava J'occ_as1one pe: far~1 nominare im peratore. Se è vero, ciò prova ,Ja sua in telligenza. Non sia mo abbastanza profeti, per di re che presto il governo francese_ camb!erà di forma; ma pos~iamo esprimere l'opinione eh; , se ciò no'.1 a~rv1ene, e perch è mnnca 1' 11 01110 . Tutte le altre condizioni, secondo noi, ci sono ».
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L'impiego ·clell'elettroclisi nelle cirti grafiche. - VoLJDJER, maggiore(continuazione e fìne). La letterat1irci mili tare belga. - Dopo aver premesso che la lotta per· l'esistenza si combatte oggidì t•iù accanita che nrni ; che uno Stato tanto, è rispettato, quanto è temuto; che i pi('coli ~anno ~ene ~ confidare nella (finstizia dei g1·ancli, ma foranno anche meglio ad a1utars1 quanto possono ;er sostenere, eia sè, i propri i diritti; si viene a dir~ che ~I Be~gio co~prencle la sua posizione, e in questo rivolgimento ~1 studi e c~1 cose ma~ )i tari non vuol restare addietro degli altri; almeno JU quanto ngnarda glr studi. A provn di ciò si adducono le molte e pregevoli opere d'argomento militare pubblicate in questi tempi da ufficiali belgi; di ciascuna delle quali si dà un piccolo cenno. . . ,. . . L' esageraz,ioneclelle idee francesi s11ll'1m~portanza dell 1str-uzi?ne mi~ li,tare agli adolescenti. - Si dice essere difficile e peno~o _per I po_p~JL come per gl'individui riconoscere che ~n ideale, per cm .s1 è andaLL m vi,;ibilio, è poco meno che non vanità; in questo caso sarebbero a.ppunto, i Francesi, a proposito dei loro battaglioni di scolari; troverebbesi però anche in Francia qualcheduno che lo riconosce. Ciò premesso, si riporta a brani e si commenta un articolo del Progrès mi litaire,diretto appuntoa dimostrare quanto sia esage1:atn l'importanza attribuita a fJLleSti batta. glioni. Il mwi,o sistema di a-vanzamento in Francia. - Una delle poche disposizioni del generale ,Lewal , nel breve tem_po che f~1 mi~istr~ _della guerra, riguarda l'avanzamento. Essa prescnve ch!'l cl ora m poi I comandanti dei corpi d'armata facciano le liste di proposta per avanzamento di tutti gli ufficial i da loro dipendent.i fino al grado di colonnello, questo escluso; e èhe le commissioni (com poste di tre generali di corpo, d'armata) stabiliscano le dette liste soltanto pei gradi di c~lonnello,_ maggior generale e· generale di divisione. Col sistema finora vigente tah commissioni compilavano le liste per tutti i gradi. Il generale Lew~l volle e vitare l'inconveniente che le proposte fossero fatte da geueralt che non conoscevano n(fii ufficiali;e le affidò quindi (pei gradi al disotto. di colonnello) intieramente ai comandanti di corpo d'arm~ta, . che s1 supp?ne che li conoscano. ì\'.Ia giova osservare che anche pn ma le proposte effettivamente erano fatte dal comandante del rispettivo corpo d'armata, pe~chè ()'li altri due colle(fhi, salvo casi straordinari, si rimettevano a lrn; eran~ però una garan~ia contro gli errori e il favoritismo. Ora questa garanzia fo tolta . Si continua dicendo che I.a disposizione del generale Lewal non venne accolta favorevolmente nell'esercito, e si riportano e commentano bran~ d_i un articolo deUo Spectateiir militMre su questo argonient-0.
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E l'ERlODIC!
LIOIII
Cenni storici su.lla coltiwa edistitul'i medico-mil'ilo.1·i (continuazione e fine). - Si riassume quanto venne detto precedentemente. In ultimo si dà un cenno della nostra scuola d'applicazione-di sanità 1M lita re in :Firenze, della quale l'autore · non avea parlato trattando delle istituzioni -sanitarie militari in Italia, perchè l'articolo era già scritto quando detta scuola fu istituita. • !er memo1·i'a e per esempio. - Si,fa una minuta rassegna del libro 1nt1tola~o: Storia ~el 1° ~·eggimento prussiano della guardia a piedi, e se ne r1port~no d_e• brani, per memoria dei fatti e per esempio del come ,debbano ~cr1vers1 le storie reggimentali. . Sulla forma dei canali formai-i dai p1·oietti/i nelle mater·ie resi.stenti Io .TRANQUEBAR (conclusione). - Fogli staccati dal giornnle di un tedesco in servizio nelle colonie danesi: - ELSTER ten.ente. - Descrizioni ·di luoghi e aneddoti militari. . Una ?a:·ola ~ir~a l'infl'!'enza della forma del terreno sugli effet(i del .fuoc~ di nparti _eh fan~eri:a: - Dice l'autòre che quest'argomento è poco ·studwt?: perch~ ~ campi d1 tiro sono quasi sempre scelli in terreno piano, ~ppercio no~ v1 e l~ogo ad accorgersi della differenza tra un campo e l altro. Ma siccome m guerra può occorrere di dover tirare anche in col lina, in montagna, dall'alto in basso e dal ])asso in alto, così "iova cono-scere l'influenza del terreno in queste condizioni. i, · Ciò ~re~esso, si espongono .le varie influenze che queste di verse co,;formaz10n1 del terreno hanno sugli effetti del tiro, e il modo di compor·tarsi per neutralizzare tali influenze. L'attuale forza militare dell'Inghilterra secondo il giud'izio della .stampci ·inglese. - Si riassumono alcuni articoli dei due "iornali militari inglesi Admiralty Horse and Guards Ga$ette, e United Se1·vice Gazette. La forza effel.tiva ·dell'esercito inglese al principio del corrente anno era di :' 88,657 uomini. L'ultimo recl utamento diede risultati però S{1ddi·1fa~e.nt1 pel numero messo per la qua li tà . La maggior parte degli assol, at1 no? aveva ancora compito i ,18 anni . L'altezza e il perimetro toracico e~·ano, 1? t~na gr~n p~rte deg_li assoldati, appena sufficienti. La proporzione de, d1sertor1 (2o per mille) è molto elevata. Le cifre dei processi e ,-delle condanne non danno troppo buona idea della disciplina dell'esercito .inglese. L'nrmam_ento d~Jl'arma principale, la fanteria, non è tale da inspirare ~olta. hduc,a, se s1 dovesse entrare presto in campagna. Tutti sanno che 11 fuc,_le :~sso (Berdan~ è sup~ri.ore all'inglese (Martini-Henry); la stessa ,superior1ta da parte dei Russi s1 osserva nelle. munizioni.
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La flotta inglese è attualmente inferiore alla francese per ?umero di navi, per tipo e per armamento; oltrechè è dispersa per tutti i mari ecc. ecc. Si continua su questo tenore e si conchiude che il grido d'allarme della stampa inglese è più che giustificato,. Sulle mate,1·ie esplosive. - Origine, componenti, uso delle matel;ie esplosive più conosciute. Influenza dello spir·ito del popolo sopra l'esercito. - .Coll'odierno sist.ema del regolamento e-colla brevi là delle ferme l'mfluenza del carattere nazionale sullo spirito dell'esercito è più sentita che mai; perciò studiando un popolo, s'im para anchP a conoscere il suo esercito. Ciò premrsso l'autore prende in esame il carattere francese e ne fa un quadro poco lusinghiero. · • La Francia, considerata come nazione, manca di quel sentimento che, « in Europa, si chiama lealtà verso chi comanda . S'ubbidisce perchè « non se ne può a meno o finchè giovll., nel proprio interesse ». Come è il popolo così è l'esercito. Napoleone III ne aveva promosso i vantaggi materiali, lo aveva accHezzato, adulato; ma ne fu abbandonato alla prima occasione. La qualità più spiccata dei Francesi è la vanità. Benchè ogni Francese sia eguale davanti alla legge, e la regini, in :Francia ( quando c'era) si chiamasse madama come la crestaia, pure non vi è paese dove più si tenga a titoli e alle distinzioni di ogni speciP;.;Benchè nell'esercito la carriera sia aperta a tutti; pure non vi è esercito in cui gl i uffisiali superiori vivano così staccati dagli inferiori . L'ufficiale poi nobile di nascita, dopo aver fatto servizio ed anche pranzato co' suoi colleghi, cessa di essere ufficial e, si veste in civile, e passa la· st:lrat.a in società de' suoi pari . li Francese si batte per la propria gloria . Sulla disciplina del soldato francese corrono diverse opinioni; certo il suo contegno davanti ai superiori non fa buon'impressione; ma la cosa ha meno importanza di quanto, ad occhio tedesco, possa sembrare. Nel 1870, . prima dei famosi rovesci, la truppa era abbastanza disciplinata . Gli uffi. ciali invecE' avevano una grande propensione alla critica; un generale di corpo d'armata scriv6va al suo generale d'armata, che natura/,m.e;nte ogni ufficiale ha il suo piano di campngna ; il che natiiratmente fa supporre che egli pure, lo seri vente, avesse il suo. L'autore continua esaminando l'istruzione dei :Francesi, i loro costumi, il loro modo di comportarsi in guerra, specialmente contro le razze inferiori. Noi rinunziamo a riassumerne i concetti spesso troppo avver.,i e le espressioni -troppo acri. Valga ad esempio questa frase: " Si peli un gallo e si avrà davanti un turco l'· E più sotto: le cause delle sconfitte francesi
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del ·1810 bisogna cercarle « nel carattere unti-militare dei Fra11cesi stessi, nella mancanza di coraggio morale, di lea llit, di costumatezza, nella sconilnata vanitit ». Si conchiude: « Oggi in Frand a molte cose sono cambiate; i'esercito è meglio armato che nel 11870, l'istruzione clicesi migliorata , la forza numerica sotto le armi e quella in riserva supera la tedesca; mn una cosa è rimasta la stessa, lo spirito nella nazione; esso conserva tutte le proprietà sopraclescritte, anzi qualcheduna di e~se maggiormente sviluppata » . L'artiglieria da fortezza e la pr ima linea delle fortezze moderne.I progressi delle artiglierie nella portnta , nella giustezza di tiro ecc. hanno condotto alla riforma cli tutte le opere di fortifi c.1zione, la cui costruzione datava da epoche anteriori ai detti progressi. Il desiderio di mellero nl sicuro· da un bombardamento la cittil che serve di nucleo alla fortezza , condusse alla costruzione dei forti d·istacc.iti. L'autore entra in particolari sul modo con cui questi forti, costituenti la prima linea nelle fort~zze moderne, devono essere costrutti e difesi, prendendo per base i seguenti principi i: Le opere permanenti della prima linea devono riguardarsi come pun ti d'appoggio od essere occupati esclusivamente da fanteria sostenuta dall'artiglieria della difesa, collocat.u oddietro, e da ba tterio leggere, Cùrne sul campo cli battaglia . L'artigl ieria della fortezza devo alt'occorrenzn stac.,;ar$i dalle opere per prender pa~te al combattimento sulla prima li nen. La cinta ha soltanto lo scopo di offrire un luogo preparato di rifugio pel caso che, o per sorpresa o per qualche disgrnziato accidente, la prima linea sia stata rotta, senza che la capacità di difesa sia stata esaurita. Solo in questo caso la cinta ha tal rnlore che può giustificare la sua esistenza ; in ogni altro caso dove riguardarsi come inutile anzi come svantaggiosa se in0ui5ce a rendere più debole la difesa sulla prima linea . Dai progressi che.continuamente fa l'artiglieria, dogli ultimi spociol mente e dall'introduzione delle materie esplodenti nelle granate, si può prevedere che c'incamminiamo nll'inutilità dello fo rtifi.,;azioni. Meglio così. Il combattimento dell 'artiglieria separata dalle opere, anzi tenuta lori tana da esse, procederà più ra pido e sarà più decisivo. Contuttociò il difensore potrà sempre, come prima, assicurarsi un vantaggio, apparecchiando il campo del comba ttimento colla costruzione, non tanto di opere, quanto cli ,buone comunicazioni, o colla preparazione di batterie che gli permettano d'impiegare calibri m11ggiori che quelli dell'attaccante. Regole della strategia e della tattica emergenti dal primo periodo d.ella campagnci de/, 18i 0-1871. - È un lungo o interessante lavoro del quale nella puntata di settembre si trova solo In prima parte. Dimostrata
177 l'u tilità dell a.storia militare, si entra in materia, descri vendo lo schieramento strategico dell'esercito tedesco, la marcia Yerso la Moselln, quella verso la Mosfl , le ma rcie di fianco, l'uso fatto delle fe rrov ie, l'ordinamento del ser11 izio d'informflzioni ccc. ccc., e facendo uotare, in queste diverse opera.zioni, .!"a pplicazione dei principii dcll'ar1e della guerra . __Da ~-n l-tbro d·1, parole d'or dine della landwehr slesiana de l corpo di Dobschutz,con an11otazio11i di )lckke, tenen te.- Episodii della campauna del "8113. ~ , Sitll'ist1·iizionc sul tit·o e l'impiego dei fuochi in combattimento. 'E un sunto bibliogrnfico di varie opere sul tiro e sull"impie110 del fu oco in comba ttimettlo, pubblic.itc in quest'anno. e> E PERIODICI
J11lu•bt~ clie1•
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tlie ne,.etsclie A 1•1nee tinti 1'l <i~
•·i••e. - 2° LrimesLre ,1885. S?im~do cill~ ~tato e all'eseroito in Ba1Yic1·a (continuazione). - Cenni stor1c1 nferent1s1 all'anno 1800. . Ciò che noi spe1-~amo dalla teleg1:a(ici campale (çontinuazione) . S1 fanno proposto circa l'orcli nn111ento · di reparti mi iitari telegrafici in f;ermnnia . Le /'orze ti~rche nell~ carnpa,ryna del 1877-78 ( contiu uuzione ) . TnOTHA maggiore. - E uno studio di sk'ltistica mi li tare. Enumerati i v~r.i cor~i di cui disponeva in detta ca mpagna la Turchia, esa minato e discusso 11 loro ordinamento, armamento, ecc., ecc. , narrati gli sforzi di questa potenza per aumentare il suo esercito, si conch iude con esrorre brevemente la situazione di essa ~ul fioire di eletta 0"Uerra o il risultii to dei progetti cli riforma militnrc. Malgrado tutti gli sforzi , le truppe turche elTcttiv.i ruente disponi bil i in Europa verso la fi no del i880 consistevano in ,125 bnttaglioni su 600 ad 800 uo~_iui, 5ft. sq uadroni di 1100 cavalli e i 9 batter ie su 6 p,mi. Le cl1llercnze colla Grecia vennero accomoda te paci ficamente, acqui s~ando ,così la possibi lità di tradurre in atto il piano di riforme; di queste si pnrlo molto e pomposamente, ma si fece poco . La stessa attività de,,li u.fl:ì ciali tedescbi in servizio della Turchia, ru ppe contro l'rnerzia tradiz1011ale del paese. La soli tn manc1,11zn cli moneta che allliMe la Turchi~ è _un grave ostacolo a qualunque riordinamento militare; ma non è il principale. Questo bisogua cercarlo nell'avversione dei Turchi per qualunque 1)1)
{2 ·- A'.'ìNO xxx,~ VOI,. IV.
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r ifor ma . Il riordinamento è cominciato e 0011 si sa quando finirà; perciò l'eserci to turco è sempre in sta to di cri!-i r. meno pronto al la guerra di quello che lo fosse nel 11878. <.;nida per giudicare dei princ·i pii militari. - T YSZKA. - Quando si tr:itta di tattica ele1ne11tare o teorica (dice l'a utore), si calcola con fa t.· tori couoscillti , e secondo essi si giudica il da farsi; ma qunudo si tratta di tauica applicata e di strategin, non si può agire colla stessa sicurezza, perchè si ha di fronte (nel nemico) uh'intelligenza e una volontà, i cui giudizi sono ignoti, Je cui risoluzioni si possono solo presumere. Perciò in questi casi la situnione, quale appa risce in tutte le circostanze, può sol tan to forni re la norma circa la convenienza e il modo cli appl icare i principii . (Seguono esempi storici). Larmo'Daistntzione tedesca sul tiro (continuazione). - Esame critico. La tattù;a dli linea <Lclle divisioni cli ca'Oalleria. - Stud io sulla tattica della cavalleria, prendendo pt>r base il regolamento tedesco. T tre stadi di scilnppo dell'artiglie1·ia da marina tedesca. - HoL· LEIIE~ , capitano dì cor vetla. Si espongono, ro11 molti particolari. le modificazioni e gli (lumen ti subiti dalla detta 11rtiglieria dopo il 1868, descrivendo i pezzi, gli :iffust.i, i meccanismi, in<licando le fabbriche, ecc. Rice,-che, dn l punto di 'Vista tatMco , m ite nuove forme, che deve 111:er e la {01·tificaz'ione. - S AUEH, mnggior generale. - Il principio tattico di tutte le fortificazioni è questo: abilitare una piccola forzn nd opporre grnnde resistenza . Questo si otLienc riparaudo I~ piccola fo rza dai proiettili del nemico e mettendola iu posizione da non temere sorprese, 11 è attacchi di viYa forza. Ciò premesso, l'anlore passa ad esa minare come dehbano essere oggid ì costrutte le fo rtifi cazioni, tenendo conto clei progressi foui 1fo \l e armi da fuoc·o e specialmente dall'artiglieria. fl bilancfo militare {rance.~e 'pel ·1885. - Si dà un sunto dell:i discus~ione di ,letto bilancio nelle Camern fran cegi, indicando partitnmente le cifre proposte e quell e approvate, pei singoli eapitoli, tanto del bi ln ucio ordinario, qunnto di quello str:iordinario. A tale esposizione si fanno precedere queste p:1role: dopo la campagnn del 1870-71 gli occhi di tutw l' Europa si rivolsero .il riordinamento dell'esercito francese. Da quell 'epoca la Francia, quasi $enza esercito e senza materiale da guerra è riuscita a ricostituir~i nn esercito nu meroso e beo provvisto dì materiale, creandogli una rispeuabile posizione fra i principa li eserciti di Europa. A conseguire ta le risu lt.ito giovò sopratutto lo spirito ri i generosità del paese ver~o l'esercito. Il n·uo'Oo 1·egolamento d'esercizio per la fan ter ia {rnncese. - Si passa in minuto esame detto regolamento, la cu i pubblicazione fu compit11 col 1
t.itolo V (scuola di reggimento) venuto in luce ne(lo _scorso f~bbr~io . li "iudizio com plessivo datone si è, che, nella rn11gg1or p:irte de, cns, esso ~isponde alle esigenze della tattica moderna; rrw che_fo1:s~ potr~bbe essere pi ù semplice, specie per ciò che riguarda le formaz10m 111 ordme serrato. Indi si couchiude : . Che i buon i reaolamenti tattici influiscano sull'atto ilei combaLtlmento, nessuno von·; negar lo; ma l'importanza dei migliori regola'.n en~i è anche meno decisiva che quella del migliore armameDto. Sullfl v11.tona o ]a scoufìlla decidono sopratutto la coodotta , il numero e fattori morali. Questo lo sanno anche in l;raocia . « Gli eserciti fortunati sono conservatori nelle r1uestioni regolamentari; <1uelli sfortunati, m!litarmente o politicamente, sono rivoluzionari in materia di regolnmenu. Il regolamento prussiano del ·I 8 t 2 dopo Jena, quello austriaco del 1867 dopo Koniggrntz, quello fran cese del 1875 dopo Sedan, quello russo del ·188~ dopo Plewna, souo conseguenza delle subite catastrofi, e segnano tult1, qual più, qual meno, una rottura colle antiche trndizioni ». Presente e {'ntnro della mar'ina da guerrci ·inglese. - Ecco 1111 sunto di tale articolo: Sul principio del ,188-~ cominciarono in.lughiltorrn le sedute di una commissione, che aveva per iscopo di es:11ninare il metodo tenuto nelln costruzione delle n:wi dn guerra. li rapporto di detta commissione, tcstè pubblicato, osserva che i lavori esegui Li da costrnttori pri,,ati , per coo.to del governo, si fanno più rnpidamcn~e _e più_a buon prezzo, che quelli eseguiti nei cantieri dello Stato, ~ che 1 ~·,_su~tat'. sa~eb : bero anche mialiori, se l'ammiragliato desse te mi comp1t1 , rnd1cnz1on 1 precise, e limi~ssc le irr.igionevoli esigenze de' suoi ispettori. Nel ~etto rapporto si domanda infine la nomina di una commissiollc_per e~a1:1mare l'oidinamento e l'amministrnzione dell'ammiragliato e dm cauuen dello Stato. Il consiglio d'ammiragliato si compone di 7 lordi il cui stipendio varia dalle 25 mila a 125 mi la lire. L'ex- costruttore in rnpo dell 'amm iragliato, signor Hecd, notissimo per i suoi scritti sulla marina inglese, diede ie dimissioni, perchè il lord con· trollore da t ni di pendeva non ne capiva un'acca . Lo fecero c~ntr~llore lui , ma troppo tardi . Egl i dice di aver tro_vato una m~ssa d'.1m p1egatj inutili il cui onico uffizio si è d'intralciare 11 corso degli a1Tar1. Fu ~ueslo signor Reed che davanti nlla detta commissione_ parlò espii~ ci tameo te delle cattive condi1.ioni della marina da guerra mglese . Egl1 provò, colle cifre alla mano, che detta marina, se p~re, considerata ~sso. lutamente non è inferiore a nessun'altra, lo è relativamente; porche hn da soddisfare a maggiori lfr,ogni. Conchiuse doversi mettere in can tier e senza ritardo nuo\'e corazza te e nuove torpediniere, e le sue parole ebbero 1
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N. 113.z e 1133 del 11• e .2 JucrJio, N. .f4.3 del 15 luglio, N. ·150 del .2:~ luglio e N. 11iH- del .2/1uglio.
l.1i·v 1t.li1.to 1·1esso. 1
G. z. 1l completamento degli u/ficiah d'ar(liglier'ia in Germania. _ G. z. l segna[,i, ottici da .campngna al campo dri Jfrasnoe-Selo . -- A. SKuCARHWSK t. D'ordinr; di S. A. il comandante del corpo della Guardia furon o esperimentati al campo di Krasnoe-Selo i segnali ottici del sistema idea to dallo scrivente. (Vedasi nella Rit>ista illìlitare di Ju"lio di ruhrica Librì_e pe1·~oclù::i,). qn~sto sistema è così semplice,che chiun;ne si~ leggere_o ~crivere m breve è ID caso di capirlo. Dopo le pì·ime lezioni date 11gli .10cl1V1dut comandati per questo d,1 ognuno dei reggimenti che 1rovavans1 al _<rnmpo, le segnalazioni poterono eseguirsi in modo pienamen te , sodd1sf;ieente; in pochi minuti si poterono dare ordini od ar visi sino _al_l,, distanza di '! 0-,15 chi lometri nuche senza il cifrario, poichè q_ueslo .si impara _presto a memoria . Ad ogni parola segnalata ]a stazione ricevente rispondeva col segnale « compreso ,> e così il ·se11nale «. non compreso >> si ri feriva all a sola nilima p:irola e non occo~reva 1:1petere tutte le precedenti. - Non occon eva segn:ilare le p11role inti~re, b:istando p. c1s. ~egnalare cav. per comprendere cavalleria, com. div. , p~r. compre'.1de1·.e. coman:clante la dfo•s·ione. - Dop,> questi espernneo ti 1 segnali ott1c1 del sistema Skugarewski furono adott11ti dnl comaudi,ute il corpci della Guardia per tutto il tempo delle manovre. ìlfonovre con munizioni da guerrci al carnpo di Oranka. - Il 1O luglio l'ispettore generale çlel tiro presso le trnppe, tenente rrenerale Von Notbek, foce eseguire al campo d' istru7,ione di Or:inka t~na manovra ·
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E PERIODICI
il pieno assentimento degli altri mem bri della commissione. Pare anzi che abbiano scosso anche il "overno. Già fin_o dal dicembre sco1~0 esso avea manifestata l'intenzione di portare un rilevante aumento nella marina. Nel .::orso di quest'anno devono essere co~tmtt_e quattro grandi corazzate ed altri legni minori pel costo c~m~less1vo d1 un'ottantina di milioni . Ci vuole ancora molto per compire 11 programma di sir, Reed, ma è gt\ un principio . Molte eommissioni s~ranu~ ?ate ai cautieri priva ti. Già fin d'ora si è visto che quest'aumento d~ lrg~t _Hn_rorte.rà un. aumento nel corpo degli equipaggi e si sono prese d1spos1z1on 1 al riguardo.
Il completamento degli ufficicdi d' artig.lieria 1;n Francia. -
con muni1.ioui eia gnerra ad un battnglioue della 5" brigata cacciatori e ad una batteria della 27• brigata artiglieria. I l supposto per qnesta manovra ern il seguente: l'avanguardia del nemico gi è fort ilìcata sulla riva del lago cli Gliab, e volendo occu pare i pa:;si del lì nme Oraoka si av11nza in direzione del po~igon_o <l' a~ti1,Jieria. Per coprire il p::isso presso il poligono e per cacciare il nemico <lai campo di Oranka si nrnncl:, un distaccflmento form~to_da ~rn bat tagl ione della 5a brigata cacciatori , uoa b11 t1e:ia ed alcu ni r.1pa1:11 ~1 cava lleria (supposti). Si. suppone che questo distaccanrnnto _sia riusci to a passarn il finme ed il suo comandante per coprire_ lo s~iegamento occupa il boschetto sul fia nco sinistro fronte verso il poligono,- . . Il batta11lione e la batteria dovettero perciò svolgere una sene d1 temi m . . tattici con passaggi da una posizione all'altra. L'autore forn isce -tutti 1 particolari di questa manovra, le cui fosi principali si possono così indicare: ,Jo per coprire lo spiegamento del distflccamento la 2" compagni~ occmpa il hoschetlo ed ::ipre con un plorone un fuoco len to ~ volonta contro uoa batteria nemica : distanza 600 passi, palle che colpi rono 10; 20 la 2,a compagnia si port~ 120 passi più avanti, ed eseguiste coi 4, plotoni un fuoco a salve sui sostegni nemici : palle che colpi~ono 14-; 30 tutto il disrncc:imento prende la formaz ione di cornbawmen to e muove in avanti; la batteria si portu a 1050 sagene (2236 metri) dal bersaglio, cd apre il fuoco contro la baueria nemica. Il f~1oco durò it5 minuti; furono lanciate 24- granate _e 35 shrllpnell : delle 96 figure r~ppresenlanti gli uomini della- balleria ne furono col pile 87 da un 10tiero nroiettile, da 228 scheggic e da 5'16 palle da sli rapuell , un nvaotreno fu fallo a pe1.zi; /~o contern poraneamente la ,1• e 2a compagnia .;oo no alzo di 700 passi (distanza effettiva 1000 passi), aprono il fuo90_ sull? li ll(:a della fanteria nemica ; io ogni compagnia tirano 2 ploton i; il 1noco e a volontà, lento : il numero delle _palle che colpirono fu di 162, Le cornpa"nie si portarono avanti a sbalzi ; . lé> 50 le stesse compagnie con alzi rii 900 e 6~0 pass! e a~l 111:1a di stanza di 900, fanno fuoco a sa lve sulle compag111e nemiche in riserva. Ogni compagnia ra 3 salve: le palle che colpirono furono 280; . 6° il ne.mico si è ritirato a 1000 passi dalla 1a e 2" com pagnrn; queste aprono un fuoco len to a volontà ciascuna cor1 3 plotoni: palle che colpiròDo 207; . . . 7° la batteria fa fuoco contro una compagnia m colonna d, pl otoni distante 880 sagcne{ ,1815 metri). Lanciate: ,16 granate e 32 shrap1
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LIJ3HI
E l'EHIO lll CI
nel.I. ~i. ·I 06 .fig~i:e rappresentanti il nemico ne furono colpite 104 da 4 mt1~ri. pro1e.tt1h, da .298 scheggie e da ,J00•1 palle da shrapnell; ~ 11 nemico apre il fuoco stando dietro un parapetto; la ,Jae2.• com ~agma fanno f.uoco avanzando, cominciando dalla distanza di 900 passi; li fuoco ~appr1ma è lento poi si fa rapido ed è eseguilo da 3 plotoni per compafrna e dur~ p~r tutto .il tem~o dell'avanz~ta; pal.leche colpirono 65; 9 la batteria rivolge 11 suo Juoco contro ti nemico che sta dietro il para1~etto; il fuoco dura 6 minuti alla d'istanza di 82.0 sagene (1750 metri). La~c1a.t~ 9 granate e 1,\. shrapnels: i bersagli furono colpiti da 4 iutieri pro1ettd 1, da 112 scheggie e da 2.79 palle da shrapnels; ·10° anche la 3· compagnia.apre .il fuoco successivamente con alzo di HiOO, •1200 e 1~00 passi; la vera distanza risultò di ,f 350 passi e $i fecero d~e salve d1 prova da 2 plotoni e poi sei ~alve di c:ompagnin: p:ille che col pirono '130 contemporaneamente la ,t • e 2,a compagnia si avan~ano al parapetto e danno quindi l'assalto; . ·1·1° il_ 1~em ico i~ ritirata è inseguìto col fuoco da 3 compaguie dalla distanza, d1 600 _passi: ~ersagli colpiti 465 . La batteria si a vauza coi pezzi fino a. 320 metri e lancia •11 scatole a mitr;iglia: colpirono 50 pal le. Il risultato complessivo del tiro ru il seguente: Dai cacciMori foron0 fatti 52.53 colpi; Colpirouo palle ,J32.5 ossia il 26,1'\ <>/o; Dall'artiglieria fu rono lanciate 4-9 granate. » i> 80 shrapucl s. )) )) 1·1 scatole a mitraglia. . Totale . . ,r 40 proiettili. Colpirono : 9 proiettili intieri, 638 schegge e ·1896 palle. Uu avantreno fu fatto a pezzi. · . Il .r'.sult~to del tiro .rle! l'artigl (eria ~u v~ramente brilllmte specia lmente nel tiro a :,brapnels;.1l-t1ro a m1t.n1gl1a s1 mostrò pochissimo efficnce; di ,f ,f ,12. pa ll e colpirono solo 50. ))
Die eh·, .ruh,•tuag ei•1e1• Inr,nite,•ie-H.anoHe; e ·i ne tt1ktiscl1,e 1Votf1,Wen,u~,l,eit.
(L'adozione di ·u n cannone
da fan,ter•ia, 1tna necessità tattica). ·- N. N. - ·4885. . In questo o_rusc~lo !'.autore vuole convincere il lettore della necessità ~1 for~ ire la Janteria di un cannone leggero, e di render più forte l'art1gltena del corpo d'armata cambiando alcu 11 i pezzi da cent. 8,8 cou pezzi
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da cent. 10,5. Comincia a far notare come pel numero dei pezzi l'artirrlieria tedesca stia al disotto della francese, e come in Francia le batterie abbiano in. pace 6 pezzi, mentre in Germania non ne hanno che li,. Alla questione: quale degl i eserciti possiede una artiglieria capace di aiutare la fanteria in qualsiasi momento e luogo, egli risponde: quell'esercito la cui artiglieria possiede il materiale più leggero ed il minor carreggio, nel quale parallelamente ai pezzi da campagna di rn111giore calibro dell'artiglieria da campagoa trovan~i cauu·oni da fanteria legati iudissolubi lmente con quest-a, e capaci di cooperare sempre con essa. In ogni battaglione di fanteria dovrebbe esservi uno di questi cannoni da portarsi a soma o da trainarsi e sulle grandi strade. Il calibro di uu tale eannone dovrebbe es~ere di cent. 7,85 ( è il cal ibro dell'attuale pezzo pezzo leggero dell'artiglieria da campagoa); il peso dell:i granatanourlovrebheesseresuperiorc a chilog. 5,1, la cari ca di 350 gramm i e la velocità iniziale di :250 metri al secondo. Tali pezzi da bnttarrlioue potrebbero riunirsi in una batteria da' reggie . mento ar,Ji ordini del comandante di esso. Grnie alla piccola carica ed e , alla piccola velocità iniziale questi cannoni potrebbero fare il fuoco in arcata per battere la fanteria al coperto. Tali pezzi possono servire di eccellente telemetro per la fanteria che loro è vicina. 1
I
o,•ganist1tion t1e1• elelitrisclien Teleg,·t1pl,.ie •••·
neu,tsclila-,ul fu,· tli Zwecl,e ,les Hrieges, von CHA UVIN, Generai Maj or jur Disp. une\ des DeuLschen Reiches .General -Telegrapben Direklor, 11881 (Ordinarnento della te-
legrafia elettrica in Germania per gli scopi della giierra, per direlLore generale dei lelegra(i in Germania).
CHAUl'JN,
Dopo un breve ce11no storico dello sviluppo della telegrafia militare in Germania dal l'epoca della guerra di Danimarca fino al la guerra del •I 870-7•1 l'autore dà nna circostanziata descrizione dell'ordinamento del servizio telegrafico milit.are in tempo di guerra sia difensiva sia otfensiva,ed anche del servizio telegrafico nelle fortezze e negli assedi. Nell'ultimo capitolo sono riportate interessanti notizie dell'opera della telegrafia durante la guerra franco- germanica, particolari sul telegrafo da campagna e sul servizio di tappe, e trovasi una bella carta del 111 Francia colla indicazione della ret.e telegrafica mi litare distesa dai tedeschi sul territorio nemico e che trov~vasi in _eserci~i.o. dura)!t~ !a gn(lfr{) . . __
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LIBRI E PERIOD ICI
Die Detdsclte Weh1•• 01•d•ueng, llee,• - 01·dnung tenti 1Jla1•i'lie-Ordn,,,,,,.g. W. S01Ms'. (L'o1·dinamento tedesco delta cl·i/'esa, clell' ese1·cito e della nia1·ùui). - Berlino, 11885 .
AI NOSTR[ ASSOCIATI
È una raccolta ben coordinata delle leggi e disposizioni che reggono l'ordinamento mi li tarn della Germllnia.
Géog1•t1pleie 1n'ilitai1•e et HiariliHie ,ies colonies r,•anç,iises par REcorNG. - Paris ,f 885 .
Questo libro racchiude in poche pagine una nrnssa di mnteriale prezioso per poter giudicare de!lo stato attuale delle colonie francesi specialmente sotto il l'aspetto milit,are. L'autore, pr9fessore alla scuola di Saint-Cyr, divide il suo libro in tre parti: nel ia prima egli considera le colonie che hanno già raggiunto il loro pieno sviluppo, e che non possono a causa delle condizioni geografiche, più oltre espandersi ; nel 2° le colonie acquistate da tempo relativamflnte recente, epperciò 'poco sviluppo te, ma molto promettenti per l'avvenire: finalmente nella 3• parte del suo lavoro egli fa una breve desr;rizione delle colonie inglesi e quindi presenta alquante tabelle statistiche che danno la possibilità di giudicare della importanza relativa delle colonie delle due grandi potenze maritt:ime. Questa ultima parte abbonda di dati statistici curiosissimi c1ie spiegano in parte lecau$e <'!ella migliore riuscitn della politica coloniale inglese in confronto della francese. Così, per esempio, mentre l'Inghilterra spende annunlmente pel mantenimento dell'ammin istrazione delle colonie 1,774-,050 franchi, la Francia con una popolazione ed un territorio 100 volte minore nelle sue colonie spende 26,,\.85,614- franchi; oltre a ciò nelle colonie inglesi v'è un soldato ogn i 1O, 000 abitanti, nelle francesi uno ogni ,f 00. Malgrndo l'arid ità inevitabile in ta l li bro, esso si legge volentieri, grazie specialmente allo stile facile e vivo dell'autore rid alla chiarezza dell'esposizione. Al libro 'Sono annesse delle carte geografiche assai particolareggiate. 1
11 Diret tore TANCREDI "'
DEMARCHI CARLO,
FOGL!AN!
Magg iore di fanteria,
gerente.
) I
Dall'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito furono pubblicate, alcuni rnesi sono, delle .Nor,ne general_i p.e r _l'impiego delle tre armi nel comba~ttmento., ?a sost1tm:s1 alle N orine generaliper la cliuisione difanter~a ui combatttmento, abroaate con l'Atto N. 107 del 16 lu glio 1885. A ~neste r1tr0ve nor-me, come già ~lle p~e?edenti, non s 1 è creduto con\en ien Le agg·i ungere dei grahc1 che ag~volassero la in tell igenza di quanto è esposto nel test.o circa lo sv il uppo dell'é;ttacco e della difesa; e ciò probabilmente_per evitare che ta luno potesse per avve1~tura . ~re~ere che sian o da applictn·si in modo nssoluto le d1spos1Z1.om d.el.l~ truppe nelle varie fasi dell'azio11e, I'appresentale dai grafici lll modo necessariamcnLe rigido. . , Alla Direzione della Rivista M'ilitare Italiana è parso pero 1 ' che un grafico, il quale, pure avendo per isco1~0. di col~are qnesLn lacuna, uon emanasse da alcuna auton~a, e ~ems~e presentato solLanto come un mezw per 1:1 gevol_are 1rn~e(ho· , ,,, 'd,,lle Nonn e non [)Otrebbe dar luogo a1 temu t1 1110enzu v ) , ' , d d' f convenieuli. Essa è lieta pertanto d1 esscl'e in gra. o 1 o frire in dono ai suoi associa ti, annesso alla presente dispensa, un tale g ratico; che, qlli;111do lo si creda, può anche essere . unilo al testo delle Nonne. Un 1eposito degli anzid~tti grafici. es iste pres~o la tipografi,· / oghera in Roma, nvolgendos1 ali~ q'.rnle s1 potranno a vere prezzo di 0,25 ciascuno, franch i dt porto.
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PLOTONE DI FANTERIA
I.
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A quanti, fra i cultori dell'arte nostra, amano seguire a passo a passo le fanterie che si' preparano amanovre di combattimento, dev'essere avvenuto cli osservare più volte questo fenomeno abbastanza singolare: all' estrema avanguardia delle eolonne in marcia, e precisamente nel plotone che ne forma la punta, avviene, al presentarsi del nemico, una · certa tal quale _titubanza: i due sacramentali uomini di punta fan mille segni a cui nessuno bada, gli altri che han marciato fin là al passo di strada, si guardano fra loro come trasognati, i graduati strillano, l'ufficiale corre dall'uno all'altro lato della via per riformare colle proprie mani le quadriglie disordinale ....... e solo dopo parecchi va e vieni, giri e rigiri., durante i quali la truppa ha presentato al fuoco nemico il miglior bersaglio che mai siasi rizzato in un poligono, ne vien fuori una catena rada, una serie di gruppi esploranti, e qualche altra cosa di forma più o meno ragionevole. Or come avviene, che chi cammina in cerca del nemico e col desiderio fisso di vederlo prima cl' ogni altro, e fruga il terreno sospetto come il cane che precede il cacciatore, è poi t,anto poco preparato a vedersi davanti una casa occupata, o un gruppetto di cacciatori appostati dietro una siep.e, o qualche cavaliere errante in cerca di ,{3 -
ANNO XXX, VOL. IV.
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01 FANTERIA
IL l'LOTO:SE
fortuna·? Qual fatica farà un avversario, per poco avveduto ed allivo egli sia, a passare sul corpo di quella debole e male ordinata unità, prima ancora ch'essa abbia detto ai suoi: guardatevi? E la fiducia che in lei pongono le truppe seguenti, e la tranquillità con cui muovono, sapendosi precedute da un centinaio d'occhi e da una cinquan1ina di fu cili, non saranno così illusioni, da cui non riuscirà . troppo piacevole il ridestarsi? ( Quel che dico del plotone di punta: succede, su per giù, anche nel plotone fi ancheggian te o comunque momentaneamente abbandonato a se stesso: nel punto in cui s'imbatte nelle trùppe ayversarie, mentre poi sa ognuno come, passato quel primo mom ento di.'crisi, funesto perquanlo breve, le nostre truppe manovrino bene, e. con grande meraviglia di quanti nostri e forestieri stapno a veder le manovre, si cavino d'impaccio nei terreni più intricati e difficili , preparati apposta da madre natura e perfezionati dall'arte a sempiterna co nfusione dei tallici. Se il difetto che vado studiando fosse tl1lto imputabile a quella schiera di baldi gioYani che milita nei gradi subaltern i della nostra ufficialità, io nc,n avrei che a raccomandar loro di studiare un po· chino di più sui li bri, e molto di più sul Len eno, e poi chiudere il mio scarlafaccio. Ma se così fosse, quel cerlo scompiglio di cui parlo non dovrebbe accadere mai quando il plolonc è condotto da un ufficial e di vecch ia e provata esperienza delle cose I.attiche, mentre, al conlrario, i plotoni comandali da ufficiali men pro,·eui dovrebbero andar sempre male, dal principio al fine della manovra. Pure noi abbiamo sorpreso la nostra piccola unità mentre era occupala in un'operazione ch"e può servirle di esame: ese in queslo esame non ci è stato possibile darle i punli cli idoneità, vuol dire che un torto es iste sicuramen te. Ora se il to rto non ò del comandante e neppure dei gregari dobbiamo per necessita chiederci se non sia del modo col quale l'unilit è congegnala, se cioè nella costituzione intl"insica delle piccole frazioni della fanteria non es ista qualche cosa che le renda meno pronte a mutar forma nei momenti critici , e, più generalmente, men faci li strumenti nelle mani dei loro capi. Ciò posto, chi crede che una buona fanteria deve bastare e sentire di bastare a se stessa, chi è persuaso che la ca rnlleria non può
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non deve essere sperperala a protezione di ogn i minima nostra impresa, chi non dimentica quanti sono i plotoni di gente a piedi .che noi abbiamo il dovere di preparar per la guerra, troverà seria la questione che pongo, e vedrà già fin d'ora com e il riso! verla possa servir di addentellato a perfezionamenti più vasti, ben sapendo che nulla è secondario io questo grande lavoro che ha per iscopo la ,compagine disciplinare dell'esercito. Voglia adunque perdonare il lellore, se, spinto unicamente dall'amore per l'arma alla quale ho l'onore di appartenere, cercherò, per una via che gli parrà forse un po· lunga, di trovare negli usi e nei regolamenti nostri la causa di quel malanno, ed in alcune lievi mutazioni e correzioni il mezzo di porvi riparo.
li. .
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Prescrive il Regolamento di disciplina, nel XII capitolo, che l'uffi ciale subalterno comandi un plotone, ne curi l'istruzione e la discipl ina , ne abbia la responsabilità completa; e nel qui nto allegato assegna al plotone una forza cli pace molto somigliante a quell a di guena, preferendo che la compagnia si riduca a due plotoni soli, anzichè Yederquesti scemati fino a proporzioni microscopiche. Vuole inoltre che il plotone si divida in sezioni minori, per modo che ogni sergente ed ogni caporfle abbia ai propri orcli,ni tanti uomini, quanti press'a poco, dovrà condurne in guerra. Nè di più, nè di meglio si potrebbe desiderare da chi crede che le enormi compagnie mod,erne non, possono venir comandale utilmente da un solo ca.po, se tutli gli ufficiali ed i graduali che da lui -dipendono non sono educati a quel sentimento di una responsabili tà effetti va, che si acquista solo coll'avere doveri ben definiti, e dipendenti abbastanza numerosi perchè si senta. quanto pesino le spalline ed i galloni. Potrei tullavia far notare qui, come il regolamento cli disciplina medesimo, tenda, in alcune disposizioni minute, a togliere qualche cosa al principio della responsab ilità, che ha cosi ~hiaramente definito, col dare ai graduati una ingerenza comples-
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lL l'LO'l'ONE
siva sulla compagnia, piuttosto che una diretta.sorveglianza sui loro inferiori diretti. Ma ora mi conviene sorvolare su queste particolarità, ed aprire altri regolamenti. Il Regolamento d'amministrazione non sa che farsi del plotone e delle sue suddivisioni: unità amministrativa è lap ompagnia, responsabile di lutto il capitano: a lui dividere il lavoro fra i numerosisuoi dipendenti, se lo vuole e se !~ può. In tutti i ruoli gli uominr sono perciò scritli per ordine di grado e di anzianità: ora, è cosi intimo il legame fra le cose amministrative e le cose disciplinarie, che necessariamente, di fronte al giornale ,di contabilità, che gli ufficiali debbono consultare ad ogni momento, perdono divalore i così detti sqiwdrnri che pendono polverosi dai muri o dalle porte delle camerate. In tante minute ricerche che il capitano deve fare sul consumo delle robe, sulle licenze, sulla provenienza degli uomini , ecc. ecc.: egli è naturalmente spinto a chiedere al giornale, al ruolino, al libreuo, gli schiarimenti di cui abbisogna, e se, dopo ciò, gli resti un dubbio da risolvere o un rimprovero da fare, il cercare se e quanto possano risponderne i comandanti inferiori (regi-, strati tutti insieme là in alto.), porta seco una fatica ed una perdila di tempo,.che bastano spesso perchè il capitano faccia appello senz'altro al soldato stesso, lo interroghi, lo rimproveri o lo assolva, mentre il comandante del plotone, della squadra e della squadriglia, a cui appartiene l'interrogato, si tengono in disparte. Portate la cosa ad un'esagerazione certo viziosa, ma · pure molto spiegabile, e vedrete che il capitano finisce col fartutlo dasè, mentre ufficiali e graduati sfanno lì a guardarlo: per essi ·rimane di aiutarlo· così in g~nere, e, quasi direi, da dilettanti, non senza tema d'averne, a forza di buona volont.à, ·piuttosto impacciato che facilìtato il la~oro. Di qui un fatto curioso, che ufficiali e graduati, che conoscono Lenissimo gli uomini della compagnia, spesso non sanno dirvi .se il tale soldato appartenga al plotone, alla squadra od alla squadriglia che essi comandano: segno evidente che non hanno idea chiara del valore complessivo dello strumento che il loro grado li chiama ad impiegare. Da tutto questo non tema alcupo che io voglia venire alla proposta d'un nuovo e peregrino sistema per la tenuta dei ruoli: il cielo me ne ~uardi I Ceri.o se si po lesse <illenere che in tu I.te le carl·e am-
, DI FANTERIA
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ministrative gli uomini fossero scritti secondo le minori divisioni della compagnia, esse prenderebbero un carattere di stabilità che -0ra non hanno, e ciò senz'alcuna perdita, fors'ancne con vantaggio dell'amministrazione: ma che si venga a questo non oso sperare, nè -chiedere: tuttavia non mi pare tan.to strano il desiderio che su qual~uno dei ruoli sia indicata la squadriglia a cui il soldato appartiene, se non pe:· dare ad essa una personalità amministrativa, almeno per giovare alla essenza organica e disciplinare clelle suddivisioni -della compagnia. '.\fa di ciò più oltre.
III.
Se le divisioni della compagnia noµ sono tenute in pregio dal Re:golamento d:amministrazione, esse sono invece ammesse e volute dai regolamenti d'Istruzione, cioè dàl Regolamento d'esercizi, dalla Istruzione per l'ammaestramento tattico e dall'islrnzione sul tiro. Pur vediamo in qual modo. Pel Regolamento d'esercizi esi stono due plotoni: il plotone cl'ist1·u,.zione per l'ordine chiuso, ed il plotone per l'ordine sparso. In quello non esiste la suddivisione in sezioni minori, anzi non ne esiste, dirò così, neppur l'embrione, perchè i serrafile non sono due, per massimo, ma un solo: in que.sto, simile all'altro per il numero dei com- · ponenti (il quale numero non trova riscontro negli attuali organici ,di pace e di guerra) , i capi dell e squadre e delle squadriglie, cioè i <lue serrafile e le due guide, son pronti ad assumere il comando delle rispettive unità. Sol che l'effettiva separazione di tali unità, -e quindi la di visione frt-t i graduati del còmpito talt.ico e clisciplinÙre, non è data che al momento che precede il comando stendetev,i, cioè si paò dire, sollo il fuoco; anzi ·è impossibile a costoro di sapere, neppur per induzione, quali uomini dovranno condurre al combattimento, perch è le divisioni possono esser fatte senza simmetria, ad arbitrio del capo plotone. In pratica., veramente, si esige da molti che i plotoni, fin dal loro
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. IL PCOTONE
primò schierarsi, sieno divisi in isquadre e squadriglie, ma quest0> uso, per quanto razionale, può benissimo perdersi, come tant.e altre belle cose, in mezzo al febbrile avvicendarsi del personale nei re""' giment.i. . Io ho visto mille volte che, quando la troppa si schiera fuori alla presenza degli ufficiali, mentre si (ispe~Lano inalterabilmente le divisioni di compagnia, non si curano punto le suddivisioni in isquadree squadriglie, anzi neppur quelìe di plotone. Cosa molto dannosa, ma pur naturale, perchè la truppa vive per compagnie, e le compagnie sono distinte da un segno visibile 'mentre la poca abitudine,. le assenze di molli uomini, e gli effettivi' ridolti tol gono valore all e uni tà minori. L'istruzione per l'ammaestramento tattico, non parla delle suddivisioni del plotone se non come di nuclei di gente, che non è dello· mai d'onde debba provenire, e può quindi essere tratta a caso dai plotone o dalla compagnia. Così è per gli uomini di punta e di coda, pei fiancheggiatori e simili, così per le pattuglie piccole, medie ogrosse, non già di una o più file, d'una squadriglia o d'uM squadra, così.dei piccoli reparti in avamposto, così, ed anche più manifestamente, nelle esercitazioni elementari di combattiment.o, ove non è ben certo se il grnppo di cui si parla sia e debba essere la sqiiacl1·•iglia del regolamento di disciplina e del regolamento d'esercizio. Finalmente, l'ultima venuta, l'Istruzione sul tiro per la fanteria,. così semplice, così praticn, così intenta a facilitare il còmpito nostro,. non ha potuto tener conto delle suddivisioni organiche della compagnia se non pel tiro di combattimento. Per LuUe le altre istruzioni, ben comprendendo le difficoltà che s'incontrano quando si cerca di· tenere gli uomini sempre aggruppati intorno ai rispeLLivi superiori, se questo aggruppamento non è richiesto e regolato dall'intero sistema regolamentare, essa non ha guardato che alle esjgenze,. pur sempre rispettabili, basate sul numero degli uo'mini e su·lla miglior division.e del lavoro fra gli istruttori. Ci ha dato così sqiiadre· di otto a dodici uomini per la scuola di puntamento, sqiiadre di forza non superiore a. venti \IOmini per la scuola del!e distanze, sqnadl/'igl·ie di otto a dieci uomini per l'esecuzione del Liro preparatorio,. ordinario, e speciale.
DI FANTERIA
In tal modo ci obbliga ancora a dare ad ogni momento una forma affatto convenzionale alla compagnia, ~d il mio buon ca.poral maggiore che, pensando al giorno in cui dovrà portare i propri dipendenti alla grande prova del tiro di combattimento, vorrebbe porre tutte le proprie forze nell'ammae:,;trarli, non è mai s.icuro che, nel formare la classe, essi non sieno, per necessità di numero, affidati ad altri istru ttori. Comprendo e non dissimulo come sia difficile dare delle regole in queste cose, e so bene che a causa delle frequenti assenze di soldati dalle istruzioni, per ragion di serv izio, bisogna ad ogni modo ricor- · rere continuamente ad espedienti. Ma appunto perciò credo lecito insistere su questo punto, perchè là dove il regolamento non può prevedere·, deve giungere l'opera nostra. Mi si perdoni lo scherzo: se un,bel giorno avrò quattordici uomini a cui iuseonare la scuola di puntamento, qnante classi dovrò farne? o ' •non due,chè sarebbero minori di oLLo uomini , non una sola, chè sa• rebbe maggiore di dodici. Voglio dire con, questo che, sema essere esageratamente teneri delle iniiia·tive, si può affermare che la divisione in classi per le istruzioni è di piena. competenza degli uf(iciali di compagnia, e può essere loro completamente abbandonata, con la perfetta sicurezza. che essi sapranno conciliare le due esigenze che qui sono in giuoco: la buona economia, e la divisione del lavoro, da un lato, i legami geràrchici dall'altra: mentre invece le norme che ogni regolamento dà. sulla formazione delle classi sono un ostacolo di più alla vi_ta reale delle unità minori.
lV. Le da.te differenti che portano in front.e i diversi libretti cli cui ho parlato sin qui, e che tanta scienza miJ.itare compendiano, spiegano abbastanza le piccole dissonanze che sono andato not.nnclo, le quali, se son gravi dal punto di vista dal quale le considero, nulla tolgono al valore intrinseco di ciasc1rn d'essi. E, del resto, piccoli screzi fra i vari regolamenti non possono non esi;;tere, e non mancherebbero certo in un complesso di regolamenti usciti tutti nello
DI FANTERIA
IL PLOTONE
slesso tempo dalla. slessa mano: anche così creati per miracolo essi darebbero sempre qualche cosa a dire ai chiacchierini miei pari. Sol che quesle chiacchiere, faue così evidenlemenle a fin di bene . non possono spiacere nè nuocere, come non ispiacciono e non nuoc-' ciono ai grandi scriltori i consigli dei maestrucoli di orammatica. _Mi pare anzi che la critica umile-'insieme ~ serena~ sia piuttosto utile che danno$a al sistema regolamentare, perchè dato che le n~ie idee s.ieno trovate degne di attuazione, ne viene la possibilità. d1 correggere i· regolamenti con poche varianli, che Ii sai vano così più a lungo dal capilombo!o completo che loro preparano le nuove idee, se troppo a lungo disconosciute . Capitombolo che porla con sè una crisi la quale si ripercuole sempre dannosamente sulla disciplina, e lascia tracce non cancellabili per molti anni. Cito un solo esempio: se nello scorso anno si fossero potute riunire le brigate di milizii~ mobile, come era stato prefissalo, si avrebbero avuti da islruire in quindici giorn i uomini che conoscevano il Weuerli e l'attuale llegolamenlo di esercizi, ma a cui si sarebbero ,. dovule far dimenticare le regole di puntamento state loro inse,.,nate quand'erano sotto le armi. per sostituirvi quelle dell' I~tru;ione provvisoria, e far loro capire che i fuochi in catena si dovevano eseguire dietro quelle filze di comandi che l'Istruzione aveva introdotti, senza chiedere il pennesso al regolamento di manovra. Solo adunque una convinzione profonda e racrioni ben sicure " parte l'edipo~sono consigliarci a proporre che si tocchi i!). alcuna ficio regolamentare, e quanto più le modificazioni che si vogliono far cred~r'e necessarie sono lievi , in paragone dei vantaggi che posson_o ~erivarne, tant~ più scusab ile ( slava per dire sopportabile) . sara I opera dello seri Ltore. Intanto che la compagnia di guerra sia divenuta fortissima è novità recenle. llecenle è perciò il bisog110 di darle nuQvÒ asselto perchè porna venir condoua al fuoco da un sol uomo a piedi. Ma ques_ta u_rgenza potrebbe far nascere nei novatori più arrabbiali, la voglia di dire .che bisogna, rifare tutti i regolamenti in cui sta scri tla la parola çompagnia. Col nota1'e alcune mende io cerco invece di giungere allo stesso scopo per via di leggere modificazioni. I!: questo si.i suggel ch'ogn' uomo sganni.
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V.
Prima di venire ad esprimere con un po' più di precisione il mio pensiero sul problema che mi son posto, voglio pregare il lettore a non voler credere ch'io mi pretenda d'aver trovala la panacea per tutti i mali. Perchè il soldato possa muoversi bene in mezzo al cumulo di esigenze che presentano le instituzioni militari dei nostri temp·i, occorre un tale insieme di qnalità. fis iche e morali, un tal Sfl,pere in chi 10 conduce, che in verità., vien qualche volta la tema che non sia possibile trovar tnLlo questo riunito se non nelle fanterie speciali. E di qui la conclusione che, per quanto sia efficace ed importante la costituzione delle unità. in cui la fanteria si divide, essa servirà a poco, se a quest'arma non saranno dati buoni elementi ; quel che dico non toglie adunque nulla alle questioni ( su cui si sono sc1·itti o;·mai ianti libri ed opuscoli da poteme fare una biblioteca) che riguardan<• il reclutamento dei nostri quadri, e l'assegnazione ai no· stri reggimenti degli elementi dati dalla leva. In un altro mio scritto (,1), di cui questo p.otrebbe anche stare come un seguito ecl un commento, ho detto, parlando cli disciplina, che i buoni ufficiali rimediano presto e senz'avvedersene ai difettucci che possono esistere nei regolamenti, mentre le più saggie prescrizioni gerarchiche e disciplinarie sarapno sempre male appli,cate da ufficiali mediocri. Dico altretlanto ora dei regolamenti d'i struzione, che non possono tutto prevedere, e che anzi, quando vogliono prefissare ogni cosa, diventano arruffati. Essi debbono. bensì darci i mezzi più semplici per rispondere alle esigenze della tattica, ma miracoli non ne debbono e non ne possono fare . Quando un gio· vane ufficiale posto col plotone ad un 'ala della linea combattente, 'ha bisogno cli un ordine per guardarsi il fianco scoperto, avete un bel fargli imparare a memoria i ventisei chi del! ' Ammaestramento tattico, non riuscirete che a confondergli la testa . ' (i} Discipltna (Rivista ,lliti tare,
settembre l.SS\ ).
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E qui vi sarebbe molto a dire sul modo con cui dalla Scuola Militare si danno ufficiali alla fanteria di linea e sulla maniera che opera la leva per darci dei soldati con cni mettere in alto i nostri concetti tattici tanto elaborati . Per essere ufficiali di linea noi non dimentichiamo sicuramente di essere ufficiali del regio esercito( amanti cioè non della sola arma nostra, per la quale abbiamo, al più, una predilezione abbastanza giustificata; Come ogni altro buon Italiano noi vediamo con orgoglio un brillante squadrone alla carico., una batteria che giunge come un razzo a postarsi sopra un'altura difficile, un battaglione di bersaglieri che manovra.al suo bel passo caratteristico, una compa.gnia alpina che supera le vette inesp lorate delle nostre montagne: a noi sta troppo a cuore il reclutamento delle altre armi e delle fanterie scelte, nè scordiam punLo i loro bisogni chiedendo qua!ehe cosa per noi . Ma non è esagerare· in nostro favo re il chiedere che le cose sien tenute nei giusti limiti. Supponiamo, per un momento, che l'Italia. non poss~i dare che tanti giovani validi quanti n'occorre per formare una buona artigl ieria,una buona cavalleria, buorii bersaglieri e buoni alpini , e, dopo ciò, non rimangct che gente assolutamente iRcapace e per fisico e per morale a. far soldati neppur mediocri: quale Italiano mc1Ji, vesta egli una uniforme con bottoni gialli o b,ianchi, o p&11ti il cappello a staio, desidereri~ che tutto quel po' di buono sia, dato alle specialità ed il cattivo all a linea? Chi non vedrà che i corpi specialÌ,. buoni quanto si voglia, non potrmrno mai col proprio sacrificio compensare l' inettitudine della massa? Chi non vedrà che simile reclutamento preparerebbe la ruina dell'esercito, ru in,a che, comincerebbe tfai suoi elementi più validi? Non siamo for tunatamente a questo punto,, anz·i abbiamo cli bei coscrilli da porre nei corpi speciali e, fatti questi, ci resta di che comporre una fanteria più che mediocre. Quei soldati dal piccolo torace, dalle gambe es ili. portano pure con disinvoltura il loro zaino pieno per quaranta chi lometri, e non chiedono dopo che un po' di paglia, quando ~e n'è, e un pezzo di éarne ph\ o meno dura. Le nostre popolazioni , specie le 1·11rali, sono in genere assai sobrie e laboriose, ed il poco vino che bevono, soggiamente temprato con. acq ua dai nostri osti, dà .loro assai meno al capo che non ad. altri
· popolani la loro birra molto densa e i loro liquori sapientement~ I~~." hiccali . Ma è impossibile che, a forza di scegliere, quella poss1h1hta non vada scemando. Nè mi dicano che i pochi elementi buoni che vorrei tenere in fanter i,1, sparsi sulla massa, sarebbero di poco frutto. Senza porre in.sieme delle cifre, che dicono sempre que! cl'~e loro si vuol far dire, inv ito i contradillori a prendere informazioni sulle difficol tà che s'incontrano nei corpi per trovare di che formar gra-duati . lo son gi unlo a proporre che si transiga sul saper leggere e sc1:ivere, e molti mi hanno dato ragione, temendo come me che queil[l; condizione assoluta faccia dimenticare le altre più essenziali, ina più difficilmente riconoscibili. YTa sarebbe assurdo il voler dimostrare che in un elemento più istrutto non debba essere più facile trovare stoffa di buoni gradua ti, purchè <JUeslo elemento sia abbastanza nu~ meroso da permettere la scelta. 01·a se come ho visto propone, si concentrassero nelle allre armi tutti gli uomini che son leggere e scrivere, non solo non avremmo più di che riempi ere i posti di scrivano, ma addirittura, in faccia alle commiss ioni assegnatric·i del contingente, ci mancherebbe l'ultima gunrentigia che ancor ci rima_ne, che cioè alle altr·e arm i sia dato il meglio per robustezza ed att1tuy dine, ma non si abbia riguardo alla istruzione letteraria. Così si può afferma.re che la scuola mi lit~ire fa oggi troppa larg~ parte alle specialità di alli evi classificati per primi; come anche s1 può sperare che con l'istituzione della seno lei d'applicazione cli fanteria si potranno da.re alle truppe alp ine ufficiali di nuova no:.. mina non essendo possibile di paragonare il vantaggio che le truppe alpine hanno di non avere uff!ciali novizi , col danno morale e materiale che risentono i nostri reggimenti nel dover cedere ogni giorno alcuni di quegli ·ufiìciali che nel corpo han vanto cli mi gliori (il). {I) Quando scriveva (Jueste co,e non poteva prel'edere che nella promozi_one lU quest'anno (mese di agos to) sarehbcro nomihati negli alpini mo lti ~ottotenent1nuo1•1.
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VI.
Ma dato per le co mpagn ie il migli o1· reclutamento po,;sibil e, dato .anche ltt migliore soluzione di tulli qi(èi problemi che toccano l'im_piego del personale, di cui qui e nell'altro lavoriccio mio cerca i di toccare le più importanti, dato ancora l'aumento , oggi sperato, ,della forza minima di pace, rimane pur sempre ,,ero che un costante e razionale organamenlo interno della compagnia è di asso,1uta necessità. Se i mi ei cortesi lettori vorranno ora rivolgere lo sguardo alla loro piccola biblioteca, vi troveranno senza dubbio al posto d'onore un libriccino che porla per titolo: La brigata cli fanteria nt'l com,.battimento; vogliano ora leggere quanto è deuo dalla metà della pagina 37°, sin verso il fine del terzo capitolo: dopo questo sarà loro meno nuovo quanto sto per dire, e l'averlo appoggiato a cosi alla anlorilit gli procurerà un valore che altrimenti gl i mancherebbe. Se ben si pensi a quel che sarà una compagnia sul piede di guerra, si vedrà che una melà o poco più dei suo i componenti sa··ranno di quei soldati che si possono dire completamente istrutti; tnllo il resto o per mancanza d'intelligenza, o pei servizi speciali a cui fu rono impiegali, o per la poca permanenza sotto le armi inspirerà scar:m fiduci a. Naturale quindi riesce, prima di pensare ali' ordinamento delle -squadriglie, di costituirne bene le fi le che ne fo rmano gli elementi: il chè sa!'à ottenuto quando si prescrivel'à che in ognuna si ponga . uno degli uomini migliori , ed nno dei meno istrutti : basLerà questo perchè il primo, senza mai apl'ir bocca, diriga il compagno, gli sia · d'esempio nella esecuzione dei movi menti e nel tanto difficile impiego del fuci le. Per ottenere questo scopo si è trovalo, dopo molle prove, che il metodo più pratico è questo: nello sch ierare le truppe porre in prima riga gli uomini più anziani ('I ). (Il Si noti che mentre il Regolamento francese del 18i5 proscrivora cho nel formare la truppa si ponessero gli uomini meno anziani alle file pari, il nuo1·0 non ripete ques ta prescrizione, ma vuole che i soldati di 1• classe siano ripartiti in numero pos.sihilmontc eguale in ciascuna squatlrn o sien posti in i• riga.
()ueslo sistema, di mollo facile e sicura esecuzione, non crea, comeben si comprende, alcun legame nelle manovre, perchè poco importa che quei capi-fila, nel processo della eserci tazione, si trovino ora a destra, ora a sinistra, ora anche dietro al compagno, se si è· ottenuto l'essenziale vantaggio che ognuno di quei soldati inesperti abbia vicino chi deve poter essere loro di guida, ed al bisogno, di, sprone. La cosa può sembrare minuta, fors'anco pueri le; ma nulla è se- condari o nelle quistioni disciplinari e: a forza di minuzie, di picco-lezze bene studiate e feli cemente risolte si riesce a creare intorno. al saldalo quell'ambiente di sciplinare che fa di tanta gente una cosa, unica e polente. Ho visto porre in pratica con molto vantaggio, il :-istema dell 'ac· coppiamenlo degli uomini fin dall'arl'ivo delle reclute. - A queste, appena giunte, si assegnavano posti di camerata alternatamente con.. gli anziani della rispettiva frazione, i migliori dei quali avevano, ciascuno una recluta da instradare,e dovevano insegnarle il modo di· vestirsi, di tenere gli oggetli, i nomi dei superiori, e tulle quell~ cose che è._più facile apprendere da un compagno, che non in lezioni apposite, che pur costano tanto tempo. E bisognava vederli all'opera, quei professori in sedicesimo, con, una grnvilà degna proprio della calledra I È vero ché nell' istruzione speciale delle recl ute, l'accoppiamento non era possibi le che in quesle poche pal'Licolari tà, ma essa intanto, si prepara,•a nelle relazioni qlt0lidiane della camerata, per apparire più effìcacemenw, e come cosa già intesa, al cominciare delle manovre di reclute miste agli anziani, cioè quando appunto si comincia a chiedere qualche cosa all'intelligenza del soldato . Venendo ora a riunire le file per formare le squadriglie e lesquadre, vi ene spontanea la question9 se sia preferì bile il sistema, di comando attuale, p~r cui il capo della prima squadriglia d'ogni squadra è anche comandante della squadra stessa, all 'a\tro che è soslenulo da autorevol i.opi'nion i, pel quale il co~andante della squadraavrebbe ai propri ordini due capi squadriglie. In c·omplesso questonuovo sistema sembra più razionale, ed i nostri organici di pace edi guerra lo consentono: ma le continue assep.ze d\ graduati dai , rnnghi, che se sono enormemente frequenti in pace, non possono-
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manca re neppure in guerra. e la Lema che queste as:;enze possono far rompere i legami natura.li ad ogni momento, per l'iempiere i .posti Yuoti, mi consiglia a preferire il metodo vigente, che permetle migliore economia di graduati: vi aggiungerei solo la raccomandazio ne cbe alla mancanza del capo e del sottocapo (chè a quadri completi qun:;i tutte le squadri~lic doneb bero avere l'uno e l'altro) si cerchi di ovviare, fio che si può , con soldati presi nell e squadriglie, prima d'andare a cercare caporali altrove. Ciò posto, ecco il metodo per l'acl1inata della truppa, in qualsiasi luogo e tempo: ci) i ca.pi squadri gl ia, ponendosi di fronte al punto cb e deve -essere occupato dalJa rispclliva s~ uadra, ne son,egliano la riunione da fa r:;i sempre cogli uomin i pi ù anzian i in pri ma ri ga; b) se le squadriglie sono di un numero d'uomini non pari , si fo rmano dell e file miste ai punti di congiungimento di una squadrigfo con l'altra, lasciando , quando ciò non riesca possibile, un vu0 Lo in seconda riga . Questo particolare minuto, ha dal mio pun to di vista una importanza non piccola: ;;i facciano infall.i tulle le combinazi oni possibili di squadrigli e composte di un numero di,·erso di uomini, e si Yedrà che, al più , si avranno due file cieche nel plotone, ma che, nella maggior parte dei casi non se ne arrà che una sola: CO!:Ì adunque, menlre è tolto che, per fat' riuscire la fila cieca alla penul tima fila del plotone, sia necessa rio sempre scomporre tulle le squadriglie, non si ba, d'altra parte, ness una sen:::ibile vari az ione all e formtizioni attua li ed all e esten sioni dei front.i. e) sol dopo che i capi squadriglia han risposto d'ogni parli -colarilà al capo plotone, questi li manda a.i lot'o posti, e cioè a fai· da gtbida i comandanli delle squadriglie d'ala, e dietl'o al centro della propl'ia sqiiadriglia quei che comandano le centrali. Questo nuovo posto che a;;segnerei ai capi-squadriglia saretbe, a parer mio, una utile sempl ificazio ne al si~lema prescritto dal regolam ento di manovra, perchè farebhe stal'e ciascun gl'aduato a contatto dei propri dipendenti , sciogliendo perfellamènle le squad1·iglie -da ogni ob bligo di luogo fì:;$0 nel plotone: per tal modo una squadriglia che, momentaneamente staccata, ri torna al plotone, può mettersi in qualunque posto, ed il suo capo non ha che a po!'si dietro
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il centro cl i essa, oppure al posto di guida, secondo che i suoi soldat i ri,escano così nel mezzo oppure ad una delle ali . - Anche ai sottuffic iali spellerebbe dunque spesso di fa r la parte di gu ide, ed anzi Per reo ola la oouida di destra sarebbe un sottufficiale, con evidente ·vantaggio nelle manovre. cl) Le squadriglie sono sempre composte degli uomini loro as,;egnaLi dagli specchi delle compagnie; anche se, per momentanea assenza cli una parle degli uomini, si verranno ad avere squadriolie molto differenti fra loro , si eviterà fin che sia possibile di scioo glieresquadriglie per rinforzarne altre: quando ciò sia assolulamelìte richi esto dal caralLere speciale dell' esercitazione da eseguirsi, si cercherà. di allonLanare sempre meno che si possa i soldati dai propri graduati. Anche in questo caso estremo, come si vede, siamo lontani ancora dal metodo che pur si pratica così spesso, di porre in riga compagnie e persino battaglion i, per poi, tagliare la lunga fettuccia in parli simmetriche. Questo sistema dovrebbe formare una ecceiione ben precisa per le parate, in cui tuLto de,•e sacrificarsial buon aspelLo della trnppa; ma anche i·n questo caso le formazioni fitt izie non si dovrebbero fare se non dopo che ogni gradualo avesse presentata la propria gente al capo plotone nel modo normale. Sembrerlt ridicolo che un gradualo venga in questo modo a presentarm i spesso so li cinque o sei uomini, qualche volta tre. due, un solo? - Non mi pare. - Anche la_forza delle unità maggiori muta spesso da un giorno al l'altro, mota per questo il fu nzionamento gerarchico~ - Tutl'allro : ed anzi , appunto pei·chè quo.sto fu nzionamento è :;apientemente e mi nuLamcnte defini to, abbiam visto poco tempo fa i reooirn enti pottarsi senza scosse da dodici a quattordici <'> v compc.tgnie per fo rmare i nuovi reggimeati, e vediamo cont inuamente i corpi che hanno molli disLaccamenti assumere forme tullo altro che simm etriche . d) il furiere, il caporal furiern, gli zappatori, i trombettieri e gli aLtendenti degli uffic iali montati ocl altri incliviqui che non rappresentino un fuci le in riga, don ebbero esser tenuti fuori dalle squadriglie, e formare il piccolo stato maggiore cl i compagnia agli ordini del furiere. ~
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Non potrei, senza rendermi soverchiamente indigesto, porre qui tutte le minute ragioni che militano in favore di queste piccole modificazioni: mi restringo dunque più che posso, sapendo bene che i pratici dell'arte nostra m'intenderanno facilmente, o, non intendendomi, vorranno discutere e mettere a 1 rirova queste idee prima di condannarle. È penltro indispensabile che io faccia in questo punto la dichiarazione esplicita che, per quanto questadivisione razionale del lavoro debba avere una salutare influenza sul buon andamento . I del servizio, io non credo punto che nè questo mio, nè altro sisiema possa scemare fatica agli ufficiali, ed al capitano specialmente: ad essi.ttmarrà sempre di verificare de visu una quantità di minuzie che in altri tempi eranototalm~ teabbandonateai graduati di truppa. Ma l'attività e l'amore àlla fatica essendo qualità caratteristica dell'ufficialità nostra, non v'è da ragionare su questo: l'essenziale si è che nulla di questa fatica sia fatta invano, e ciò non si può ottenere collo sbrigare giorno a giorno, ora ad ora,Je tante. piccole faccenduole che il comando della truppa porta seco, ma nell'orgaoizza;·e i piccoli comandi di truppa in modo che ciascuno posrn concorrere con tutto quel che ha di buono nell'anima e nel corpo al compimento del grande lavorio general e. . Esagerala iniziativa nei capi minori, ugualmente come soverchio accentramento dell'autorità nel superiore più alto. generano dispersione di lavoro: cerchiamo dunque di star nel giusto mezzo noi , che abbiam doveri sì complessi e difficili da compiere.
VII.
Ritornando all'esempio con cui bo cominciato questo scritto, il lettore ammetterà ora, io spero, che la ragione del disordine che avviene allo imbattersi col nemico sia da ascriversi, più che ad altro, a quel complesso di dubbi che i nostri regolamenti lasciano sulle fermazioni minori della compagnia, dubbi che mi par dovrebbero sparire, se si adottassero le mie proposte di cui lascio i pa.rlicolari minuti.per amor di brevità.
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Il plotone così ordinalo manovrerebbe perfeLtamente come il plotone attuale, solo gli sarebbero p0ssibili certe formazioni che molti, come me, avranno più · volt.cl esperimentale, e che contengono la solusione dei problemi più importanti per le manovre autonome di questa unità, mentre ne preparano il lavoro per quando sia unito. agii allri plotoni. Le esprimo in fo rma. semi -regolamen tare, unicamente per re,. stringerle in poche parole: « Marciando il plotone all'eslremaavanguardia,o comunque isolato, << il suo comandante dovendo staccare la punLa, i fianc heggiatori, le· « pattuglie esploranti ecc. ecr. , ne dà incarico al capo squadriglia « di testa, il quale destina a mano a mano una o più file per tale (< còmpito , che pone sotto gli ordini del graduato o soldato più an« ziano che ne fa parte: egli stesso si stacca dal plotone colla parte « più grossa della squadriglia. Esaurita la. squadriglia di testa, da « riunirsi in coda al plotone, l'incarico passa all a seconda ecc.: « Ma quancJ.,o il teneno sia molto coperto il capo plotone divide « il lavo ro fra. due capi squadriglia, assegnando a.et uno la vigil anza « del fronte e del lato più [acile da sorvegliarsi , all'allro il lato più << difficile. In questo caso, come in genere nel plotone di puµta, « giova che il plotone marci per isquadre accoppiate: ciascuna squa« dra di fianco per /1uattro, o più 1;omunemenle per clue. In questa « formazione ogni caposquadriglia marcia presso la fila di testa << della propria squadriglia, il capoplotone in mezzo alle due squadre. <1. L'intervallo fra le squadre è variabile, secondo che esse marciano << ai due lati della strada, od aura versano luogbi angusti >>. Evidentemente non si ha perdita alcuna. di tempo per prendere quesltt forma, nè v'è bisogno d'inventare alcun comando, come da essa si ritorna prestissimo alle forme usuali ad un cenno del capo plotone, purchè i capisquadra conducano i loro uomini al posto che debbono occupare, impiegando i comancti del Regolamento d'esercizi . Ed ecco così il capoplotone non comandante diretto nell'azione isolata', ma vero direttore, come in tali casi vogliono le buone regole: eccolo più libero nei propri movimenti, per Lener d'occhio il nemico e mandare avvisi indiet1·0, senza per questo affidarsi punto ciecamente a' propri sottocapi, di cui anzi può sorvegliare meglio U. -
ANNO , X:(, \'OL . I V.
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ogni passo. Siam_o dunque qui nel vero campo dell'iniziativa saggia e_ re!?lala, clt~ s1 vale_ d~ll'opera di tutti, e cerca Ja migli ore coordinazione dell opera d1 ciascuno allo scopo cui si mira. Ed orn veniamo all'inconlrn col nemico, e contiamo i movimenti el~e un plotone .ha allualmenle da eseguire per passare dal 11asso ~·i strculti, alle form e che gl i per111ellono di manovrare e di far fuoco in calena: ,1° Serr:ne le qu adriglie sopra uno dei lati della strada. riformandole se, come snccede, si sono scomposte nel mandar f~10ri (rii uomini per le Yarie missioni; ~ 2° Far passare il plotone dalla forma per quattro , così ollenuta_, ~ quella ~i fronte per òue; e ci ò, 1)er mezzo di un pe1· fi,lri (orr1bile .sol.lo r1 .~uoco)_, se?u ito da un fronte Yerso il nemico, oppure per mezzo d1 un m linea, movimenlo più razionale, n'Ja che non riesce mai bene con truppe di fresco riformata; 3° Segnare la divisione delle squadre e delle squadri1rlie· " tempo ' .·1°· slende1:e .il ?lotone, lacchè, per essersi perduto un prezioso, non s1 arriva più a fare per irraggiamento, e si è ridolli invece ad eseguire per lìanco , con estrema contentezza del nemico. Ognun vede che, col sistema che propongo, i mo vimenli primo e lìerzo non or.col'rono più, quindi è pr•Jba hilmeote Pvitalo l'inco nveniente del difettoso modo di stendersi. Rimangono gli inco nvenienti del passaggio difficile dall'ordine di fia nco all'ord ine di fronl e, che la fol'mazione di squadre affiancate scema, ma non toglie. E giacchò t11Lloquanto ci impone lerrami nei ~o:·imenti più difficili deve assolutamente sparire. cerchia~11o di eI.1mmare anche questo, a coslo d'imballerei in qualche novitb . Dappoichè è nella mente di tutLi ell e le manovre per fian co conven~ano alla fanteri~ ~01~e forma abituale, o quasi, non è più giusto ehe il regolamento c1 laccia sempre partire dall'ordine di fronl e per ottenere le calene. La ~endcnza. clie malgrado quell 'opinione. hanno gli uffi ciali cli f~nler1 a a tener la truppa di fronte, anche quando ciò sia dannoso, vien: appunto da queslo, che essi pensano ai movimenti viziosi che debbono fa:·e esegu ire quando, avendo le unilit di fianco, viene il momento cli stenderle. Nel maggio 1883 appanre su queste stesse colonne un lavoro del signor maggiore Airngh.i, nel quale i pregi
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delle formaz ioni per fian co sono largamente e dottamente esaminati. L'idea di sdoppiare il plotone vi è pure accennata come cosa tante naturale e così poco aoti-regolare, da non aver bisogno di molle dimostrazioni, anzi, mentre io la considero qui solo pel plotone isolalo, i vi la si pone come utile pel plotone inquatlralo, fino alle ultime fasi del combattimento. Dove mi permello una riserva. a quanto dice l'autore, si è sul modo ch'egli pl'eferisce per istenclel'e in catena H plotone di fian co (pagina 272) col far ven ire cioè una riga in linea a destra e l'altra a sinistra. Se si suppone che il plotone abbia, come al presente, le squadri~li e fol'll\ate di nomini cli pr ima e di seconda riga, il proposlo modo lo scompone affauo, come scompone ancl1e le fil e di due e di quattro nomini . Ci ò non succederebbe reramente con troppo danno, se la prima ri ga coincidesse co ll a. prima squadnt e la seconda riga colla seconda squndra, e conseguentemente nella metà destra del pi olone la prima ri ga ro~se pl'ima squadriglia, la seconda terza squadriglia, e nella melà sinistra si avessel'o una dietro l'altra la seconda e la quarta squadriglia. ' La cosa sarebbe, come vedesi, ingegnosa, l.antopiù che in qualunque forma, compresa quella per quattro cli fianco, le squadre sarebbero sempre distinte. Ma anzitullo il SÌ!_;l.ema sarebbe nu ovo di zecca, con quei danni che ognuno può prevedere,e di più si avrebbe una compli cazione nella forma. iniziale del ploton e, e nel suo riordinarsi dopo steso, tuLlo dovendosi capovolgere quando le squadriglie non riuscissero di forza eguale. La nosll'n formazione regolam eutal'e, invece, col coneu·ivo delle fil e mi ste alle divisioni di squadriglia., e colle assegnazioni dei posti pei grad11ati che io crederei miglio1:e , permette l'uso di squadriglie, di forza varia.b ile, e quindi ci dit modo di rispettare le divisioni organiche; precisamente come la manovl'a di bauaglione si può eseguire benissimo con un numero variabi le di compagnie, ed anche, con poch i l'ipieghi, con compagnie di forza diversa . ~: pur Lnllavia manifesto il bisogno di llll movimento che permeLta ad una troppa in marcia pel fianco (e così all'in Lero plotone, o a ciascuna. delle squadre se marciano affiancate) di stendersi senza alcun movimenLo prep'araLorio. · · Togli erci questa mossa <lai regola.men to fran cese e la fare i eseguire
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così: << Al comando a destrn stendetevì, dato mentre il plotone marciadi << fianco,gli uomini si volgono obl iquamente a destra, sdopp iano le « righe,edallungandoilpasso vanno;erlavia più cortaaprendere il « posto di. C,Ltena, regolandosi sulla fila di testa che diviene fila di « sio! str~ ». È appunto quel che avviene quando chiamato il plotone m linea. a destra, gli si ordina di stendersi a destra prima che abbia compiuto il movimento . Sol che, facendo così al momenlo del bisogno quello che non si è mai fatto in piazza d'armi, la confu~ione è inevitabile. Dal e queste semplicissime innovazioni, ognuno vede come sia facile il passaggio dall'ordine cli fianco a quello di due squa.dre o di quattro squadriglie appaiate che muovono sulla stessa linea, o si scaglionano secondo il bisogoo, Ananendo di fianco fìnchè non occorra passare al!' ordine di r,atena; e tutto ciò senza. la minima. sorpresa per gli uomini e per i comandanti inferiori . Ognnn vede ancora come in questo plotone così pronto ad ogni esigenza tanica, riesca facile la trasmissione degli ordini, e come in complesso esso sia ben costituilo per combaLLere unito agli altri, (~Ome inlìrµa unità dei corpi maggiori . Perchè .se allora il suo capo non avrà mollo a chiedere all'intelligenza de' suoj sotto-capi, egli avrà molto da domandare alla loro capacità di tenere gli uomini ordinati, calmi nel maneggio dell'arma, impeluosi nell'assalto. Se tutto questo non basta perdi mostrare la necessità di dare a questi sotto-_capi il carattere di veri comandanti, se, esaminando superficialmente i regolamenti esteri ('I )-(come seno i dovessimo in tutto o per tulio pensare col cervello altrui) - mi si dirà che tutto il lavoro dis<~iplinare si deve sacrificare alla simmetria del numero, al momento in cui si preparano le truppe pel combattimento, non saprei davvero trovare argomenti migliori I I\n· mi è caro porre qui una ragione ancora, che molti troveranno forse abbastanza importante: (:!J Leggo infatti çhc nell'esercito au:;triaco il plotone (qi1arta parto della comp,t"nia vi en di viso in isquadre (Schwarmc) • le quali contano non r•iù di setto, e non 1~ eno di quattro Ilio (Feldclie11$t der drei lVaflen. - l:;lau , 188~, pa:;. !) o che nell 'esercito pmssiano i plotoni (che roJJpresant~no l,t terza p,ir te della compagni,, dispos ta su tre righe) • se hanno più cli i6 lìle si dividono in m e~zi 1>lotoni o cruc~t.i in sezion i. I • plotoni di 15 lìlc o mono non vengono divisi in mezzi plotoni ma solo in sezioni: In " ambo. i casi le· sezioni n?n debbono essere più fo rti di soi file, nò rninori di quattro , . (&oerxiz. - Reylement (tir ilie lnfanlerie cler Kijnir,lich Preussi schen Armee. - Edizione i879. pag. 39).
Dl FAt\ TBP. l.'I.
voalio cioè no Lare chel <t perfetta snodatiira data al pl otoni> . ,· i 1'0 r~c mo"do di risol vere la quesLione, tanto dibattuta , dei rinfor~·i . Il crearci l'obb ligo permanente di una linea di più nel le fo n nc di combattimento, quando la necessità non ne è universalrnenlt· ,Pntita sarebbe nn voler complicare quel che ha tanto bisog11t1 di ,:~ ser; semplice, sarebbe davvero un cercare apposta di rficolri, ,ì'i ,1 rnzione e difficoltà d'applicazione. Ora- senza nulla toccare ai noslri regolamenti, e solo ad ott;llldll )a fon~az ione permanente dell e squadriglie, ci poniamo 11r lla po, si bilitàche, nella marcia in formazione preparatoria al comb.ill imenIn, -0gni ploto~e di prima linea si faccia precedere da m~a,_sq11ail riglia esplorante, come nella difesa di posizione ri e:;ce poss1b1 lc r he ogni plotone avanzato occupi in principio dell'azione la. l111~a cl, ! uoc,,, rnu una squadriglia od una sqnadra, tenendo il resto_1ild1etro :t lorman' appunto il così detto rin/o·rzo . Tutto questo che molve co~, ,tgr 1 olmente una qu estione difficile, non è possib ile sla_ndo alla lettera Ml_ regolamento di manovra, perchè i! plOL011Cnon SI SC~mpon r IJl parl i che al momento di slendersi , e qu este parti sono d'mcerta r-ost1tuzione. I
VIII. Ma sitrebbe aver fotto ben poèo per la stabil i lii delle frazioni de lh ,compagnia, se nel passaggio al pi~cle di guerra si doves: E'r(, '.·01_11pere ordini architellati in pace con tanta fa tica. Ai co mpil.il nn do>! recrolamento francese la qùesLione si è cerlarnen Le presentala. ed L'.,,1 ha~rno cercato di risolverla col dar vita in pa,· e alle sol e sq uadri;die di numero dispari ( da uno a quindici), lasciando i posLipari y,er qu,,Jle da formarsi coi richiamati. Sistema e,omplicato, peggioralo ancora dalla divisione dell;, com· pagnia di pace in quallro sezioni e due plotoni, che vuol dire: lli~lla. nostra nomenclatura, quallro ploton i e due mezze cornpag111e: ma che dimostra chiaro come la cosa sia. degna di stuélio, .sesi t,·11 Lì, l1i definirla quando erano vi,;i ancora i ricordi d'una campagna disgraziata, ove le questioni di sciplinar ie sono apparse con gigan1rs,:.a i 111·
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I L l' f,OTONB
DI FANTBI\I A
portanza, e dove si è Yisto che nessun mezzo dev'essere dimenticato, sesi vuole ollenere che .la fanteriagiunga senza scosse agli effell.ivi di guerra in modo che gli elementi buoni assimilino ed inquadrino i molti mediocri.che con qualsivogl ia. sistema d'istruzione e cli ordinamento saranno sempre nelle Ol e ( 1). l'ìoi che abbiamo l'i nestimabi le vanla:rgio di formare le compagnie di guerra cogli stessi uomini che vi fecero il ti rocin io di pace, possiamo ouenere migliori frnlli con minor fa tica, operando così: Lo recl ute, giungendo al corpo, sono assegnale ad una squadriglia della compagnia e vi rimangono per tutta la dn rala della ferma nell'esercito permanente, sa lvo\ le variazioni per promozione, od altre assolutamente inevitabili , e\:ome tali sono inscritte nel ruolo della compagn ia. In questa assegnazione si devo aver per iscopo che le squadriglio si mantengano egual i per numero, prorenienza e qnal iti, degli nomini f1·a in anni ed in con!f1ido. Quando le classi vengono richi amale, ciascun uomo trova così subito un poslo già assegnato ed un caposquadriglia, che pensa e risponde delle mille pariico lariLit che, senza di ciò, si affoll erebbero confusamen te intorno al cnpitano. Quando le squadriitic sono abbastanza ingrossate, ecco un ordine del giorno che dice: si form i in ogni compagnia il ~0 ed il ,~0 plotone. Allora il capo della ,1a :'>c:ruad riglia. chiama i propri nomi ni , e toglie dal rnolo i numeri pari, che formano h~ 9a squadriglia, e tiene gli alt r i per sè: t:osì dall e ia ~i fo rma la I0", e così via via. fl grosso ùel lavoro è fatto, r imane agli nrnciali la reYisione per cleciciere su certe modificazioni volute da casi speciali , ;;pccialmen te per graduati , e quella di1'ella sorveglianza sopra ogni particolare, che è tli loro rngione, e che ne:;suno dirà che io tenda a scemare. Tulla la dif!Ìcoltit è riposta nel tenere la. co mpagnia di pace preparala a ci·:> , e nell'evitare passaggi da compagnia a compagnia: le picco le diversità di forza fra le compagnie, e fra le parti delta compagnia, si colmerebbero faci lmente ad ogn i giungere di nnova classe, e11i-
tando le con tinue e dannose variazioni nel persona!~: c?sa possibile se si penserà sempre, non a quei miseri scl_1~let'.·1 d, trnppA che qualche volta abb iamo nelle righe. ma .alle un1l~ d1 g'.1en:a. all:.1 cui intrinseca cosi i,Luzione debbono cooperare i nostn sforzi . Ili marra così ricordato ad ooni momento ai graduati ch e essi dovranno con· durre al fuoco crli :omini stessi che hanno istrutti e disciplinati . e 0 quando cli remo 1oro cho sul campo di balla.glia racc~gl ieranno (Jt'.el che han seminalo io piazza d'armi ed in quartiere, c1 crederanno [a.cilmente. Spingendo il sistema un po' più ollre, applicanclolo n_ei lim_iti del possibi le, a tutte le operazioni che formano la nostra vita _ab1~uale'. all'istruzione delle reclute, ai ~ervizi comandati, ed a t11ll1 gli altr, rami del servizio, ognuno dei quali present a natnralmenle qualche difficoltà. da vincere, si avrebbe certa.mente in un tempo non troppo lungo nn progresso reale.
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(il Parlu •fui elci ,·ecchio regolamento (1875). Il 11uoro ha conscn ·:ito In steS50 sistema, pcrrczionandolo con alcnno normo relati vo al modo lii asscgnaro i richiamaLi alle sq nacl ro. Ma, ,·ol sis tema lhrnccse, i 1·ichiamali ,:ssenclo per la compagnia gen io affatto nuova, questi perfezionamenti non pos,;ono a,-.:re !lllCI ,aloro moralP, clu' nvrcbbcrn rol si::tema nostro.
rx.
r\.ltro è il "tiardare i recrolamenti di mano\'l'a dal punto di vista c1ei1 e massin;e cli tattica. che sanzionano, altl'O ,:, lo studia~·li !1oll~ rerrole umi li e minute per l'addestramento del soldato e dei p1cco!1 g,·:ippi di fantaccini. Parrebbe veramente, e dovreb~'e~sere infott~, ch e fra queste due cose clo11osse esistere un legam~ 11~L1 ~ 0'. ta_lche, visto che un regolmento clii i migliori o più accett, _pnnc1p1 d1 tattica, si dovesse concluderne, senz,i neppur darsi la pena d1 leg~ oerle che a.nelle le fo rmazioni, i comandi, e le mosse elem ent~ri fosse;·o le più giudiziose e le più belle che mai . M_a invee~ è ral'ISsim o di trova.re questil consonanza , e ciò per l'ottmm ragione che son troppe lo esigenze a cui debbano sodcli:-fare, e che. quel ch'è ancor peggio, mentre ~ueste esigenze vanno mutando coll'andare del Lempo, come tnt.lo muta sollo il sole, esse seguono nel rnutar1:1 vicende mollo di,•erse.
DI F ANTERIA
li, PL01'0 )1E
~el .-.•unpo delle minuzie e dell e 1,ar1i che, dal punto· di vista (a1ti co. importano cli meno, si hanno dei lunghi periodi di stabilità, segniti rnrdte volte da trasformazioni, proYe e riprove, succedentisi ;t l1re,·i intervalli: gli è che qui es.isté, fra le altre cose, una parte rnn,,·m.i on,de che ba ht ragione d'essere in un compJesso di cause n .0 11 fa c·ili ,nl apprezzarsi: in genere gli eserciti r,he si sentono più wnri 11di'opinione del popo lo di e ui son parte, e che hanno mag-f! Ìùri "p ii't rncenti glorie, tendono a fa:re d'ogni loro inin ima ahit11d ine 11n·arca santa, mentre gl i eserciti le cu i sorti sono più infe li .- i= !rE'·n mndo sempre di 1~on essere (pas~i la fra se) all'altezza dei t,·mpi. 11111 1ano e rimutan o: osservate bene e vedrete che ogni eser1: ito l'i1r ha :-uhito uno scacco camb ia sempre la renuta, e quasi sempre i , 011wnd i e. i mov imenti del maneaaio d'ar1n·1 (j?) .. • (J 11 e., 1a fo rse la legge, ma legge evidentemente e necessari:1rnen1e r,1pricr i1,~:1 . La scienza miliLare invece prngredisce con passo più unif(l l'llt•·· <:' $iruro; basando le propri e conciusioni sulle prove cruenti cl1e IE· 111:1,., ime dei Lattici fanno sul campo, essa ci va add ita nrlo via 1 i; 1 1,eri'ezionamenti che bisogna in eluttab ilmente seguire. Tl'acr i;1re lim ili precisi fra i due campi non ò forse possibile, pel'd1i'· nell'uno e nell'al tro è attore, insieme, e strum ento, l'uomo: l'1t0 mo ,:cdl e sue doti e coi suoi difett i, col SllO inf(egno , col suo c01";1g;::-io e colla sua vani tà: ma ò senza dubb io pruden te il renere, 1,cr •rnan! o lo $Ì possfl, sepa rate le dne c.ose, sicchè riesca possibile di cn n:,;,;1,·,1re lungament e qnel che di vecchio aiuta ancora la ·di.,e.ip li 11,1. pur ~eguendo la scienza nei suoi più recenti LroYati . Cn 1·e.!!olamento semplicissimo e non mu tato che nel caso di reale ne;~,·~:-:itit . da nn lato : norme scientifi che per gli ufficial i sempre inLe111e ;L ri,11lvere i problemi che la scienza va ponendo, dall'altro, ;;ernl1 r;111 ri adunque costituire la più razionale diYi sion e di questo f,1v .. r(i ec ,, i. co mplesso e così diffìci le. Buono pertanto è il no:-;1ro ., i., !(·11ta di sceverare il .Her1olamenlo di 1's1•1·ci:zi dall'AmmaP-s1r11,;1, ,,,,,, tattico, o preferibil e. se non altro , al metodo francese, d(e 111Mtdo in un ;;o l li bro l'una e l'altra cosa ' ed arrniunacndo nello nv \°'J ,;te.,:;,, 1 ol111nello varie istruzioni accessorie,· (i nisce per creare un p·r1r l o,11 1•11f1Hraf.t(tto , che necessal'iamente è troppo per un regolanwn1 n (: trnppo poco per un trnLLato .. 1
Già studiando il regolamento del 11875, io chiedeva a me stesso come mai i caporali e i sergenti francesi potessero essere così sa~ pienti,da riuscire a trovare il còmpito loro cli mezzo ai titoli ,alle parti, ai capitoli, articoli , numeri e numeri bis in che si divideva quel libro, e da sa-per scev:erare gli umili loro doveri dalle dotte considerazioni della commissione riveditrice del regolamento precedente, da tante regole, osservazioni, e dalle nmneros.e note e dai richiami intercalati in ogni puntp del testo. Vedo ora nel regolamento 1884, non poche semplificazioni, ma trovo pur sempre i movimenti impacciati per non essere totalmente indifferente il manovrare coll'una o coll'altra riga innanzi, inaonveniente originato dal modo di mettersi per quattro, simile, ma non uguale, come fu detto, a quello dei nostri antichi regolamenti : trovo il maneggio delle armi complicato stranamente cla quel benedetto porte%-arnie al quale bisogna saper venire cla ogni posizione: trovo in fine molte altre cosuccie fra le quali ciLo solo che per eseguire un plotone a clestra si hanno tre modi e tre comandi distinti: Section à d.1·oite: Chanqc,m,mit de di?'ect:ion à dti·o-ite: Tonrnèz <Ì clroite. Prima dunque di dire che il nostro regolamento è in arretrato, bisognai ben definire in_che cosa: anche i regolamenti tedeschi, son v.ecchi, eppure ........ ma non andiamo tanto lontano. Se si parla delle norme cli combattimento, più si . va innanzi nella lettura del nostro regolamento e più si sente che esso è di d-ata antica; questo lo sanno tutti, ecl il pubblico militare è stato, per questa parte, illuminato da ben altra penna ~he non la mia; ma quanto alla parte elementare noi abbiamo ancora a rallegrarci del nostro regolamento da cui. abbiamo appres0 quel fare scio ILo, quella clisin·vo ltura di movimenti, quella prontezza di acldattarci a qualsiasi terreno ccl a tulte le possibili combinazioni tattich e, sul~esempio non1mai abbastanza lodato e•riGordato dei _nosLI:i bersaglie1,i. Giacchè siam dunque, per questo verso~ sul buono, restiamoci: ma non chiudiamo gli occhi per non vedere e per non imitàre,, se occone, i progressi dei nostri vicini. Pel lato della organizzazione stabi le delle piccole unità il regolamento francese è degno di tutta la nostra attenzione. Non si è contentalo, infatti, di dire genericamente che, néll'istruire i soldati, si 1
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ANNO X:'(X . VOL. IV.
DI FA~1'ER(A IL PI.O'l'O"NE
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deve cercr1re che ogni graduato ammaestri i propri uomini (11). e di ricordare questo precetto ad ogni occasione, ma. ha voluto dar viLa reale,. e, di1:ei qua,si , s~lem't: ~Ile m_inime frazioni, }on 'fna progressione d1 norme raz1onal1ss1ma; s1cchè, menlre nel regolam ento nostro si passa di bollo dall'istruzion'? individuale all 'istruzione di plotone, s.alvo a dare, quasi per incidente, qualche nozione per la condotta delle squadriglie e delle squadre, come divisioni temporanee,momentanee del plotone, il regolamento francese hà una scuo la assolutamente completa per la squadriglia (escouade), poi per la squadra (demi-section), poi pel plotone (sec/,ion), ed in fin e per la mezza compagnia (peloton), la quale ultima assume, in causa della formazione normale di combaLLimento che si è addott:aLa, Lutta l'importanza che le spetta. Ognuno vede come questi esempi si possano imitare senza pericoli e senza :;cosse, i sistemi nostri già contenendone, in certo qual modo, l'addentellato. Perciò qui mi arresto . Certo se si volesse passare sopra arditamente a quanto si è fatto sinora, si potrebbero trovare altre soluzioni abbastanza seducenti per la divisione del plotone: scomporlo, per esempio, in tre od anche in due parti sole: infatLi l'ordine tE\rnario si presenta sempre come il più perfetto per ogni combinazione di manovra: il binario può consentire di far la prima squadra coali uomini di .Prima ri1ra: q tutte e due ci danno semplicità di organarnento e mofta speranza di non manca1'e mai di capi e st> ttocapi di riparto, cosa essenzialissima: Sicchè io non potrei, senza contraddire alle mie premesse, oppugnare questi sistemi, con cui si oLterrcbbe facilmente cli dar vi'ta a questi piccoli corp i di truppa. Ma affermo con certezza di non errare, ch e queste innovazioni radii;ali richiedono seri studi prima d'essere, non dico accettate, ma semplicemente pr0-poste: bisogna anr.i Lutto suppon:e portalo fin alle ultime conseguenze il sistema attuale, in vjgore da tant'anni,eppure, secondo quel che mi pare d'aver dimostrato, ancor vivente cli Yita incompleta, e quindi di paragona do ·col nuovo che gli si Yuole sostiV
(i) • Le cap,tainc fait, autant que possiblc, ,nstruire chaque rr:iction constitucc-par son cheJ, et exerce une action personnelle et constante sur toutes le parttes dc l'ei1« scignemen t •. ,
2H
<tu ire~del quale si sappiano preved~1'e tu Lta le conseguenze ... ,· pre,vedibili. Se dopo questo riuscisse ben chiaramente dimostrata la su,perioriti1 teorica della i1rnovazione, non sol•>, ma alr res~ il valore suo pratico, capace di compensare le sco3s.e che neces,_al'Iam ente pro,durrebbe in LnLLi i rami del servizio, 10 non potrei allora che ral;legrarmi vedendo il plotone scindersi in parti men numero$e, ma più ,robuste.
" X.
Se il lettore cortese (a questo punto un simile oggettivo non è davvero una figtmt rettorica) ha mepate per buone le ragioni che sono ,andato recando, egli deve credere ora che: 1° Le suddivisioni della compagnia non hanno aLlualme1ile un -carattere stabi le; 2° Ciò è dannoso, vi:;ta la forza della compagnia di guerra, e a\i elementi di diversa natura con cui verrà tenuta in numero , ed il ,bisogno di prepar; re graduati capaci di concorrere ali' opera dell a .. . .. . ,disciplina sul campo di battaglia; 3° Per venire al migliore assetto di queste sudd1v1s1on1 non è . ·necessario rinnovare tutto il nostro edificio regolamentare, ma ba·slano. pochi ritocchi al sistema vigenLe. . · La fanteria italiana chiude sollo forme modeste, troppo modeste, qualità. inimi tabili : disciplina, abilità !lei muoversi nei lerreni pi_ù difficili, sobriefa , buon umore. Ma non vi è cosa buona che non sia .adatta a perfeziona1;si, ..anzi ho sentito dire da·chi ne sa mille volte più d.i che quando si cessa di progredire si comincia. ad andare. •indietro. Solo bisogna guardarsi dal credere che tulto quel che è nuo,'o sia ,migliore del vecchio, e che mutare valga migliorare. . . Ora il perfezionamento che io propongo è senza dubbio d1 qualche ·opportunità, perchè richiesto dai nuovi effettivi cli guer~a ~ dalle esi1renze della di sci plina, cose non certo create dalla smania d1 cam•b:a~·e. Ma dato che il problema che pongo sia serio, non ne viene di ,conseguenza che la soluzione ch'io vorrei darglj sia la migliore.
me,
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IL PLOTONE DI FAN'l'EHIA
~erlo no~ sarebbe lale se vi fossi pervenuto colla mia mes~h,~a espenenza. ~fa ho avuto _la v_entu,ra di vedere una quanlilà :1! p1 ove ,a questo rigua'.·do, e d, nd, re opinioni di alta considcrnz,one, pei la qual cosa mi l'.·ovai piuttosto nell'im barazzo della scelta. che non nell a mancanza d1 esempi e cons iali , p . f o ; resi, ra _1~nt~ buone cose, quelle che si slawmo meno dalle nostre e ·1 I' . . prescnz,orn attual i, e quindi di più praL·,ca , , e p·· 1u 1ac1 e ap p icaz,one, guardando bene alle conseguenze finali : cosa che mi è sempl'e parsa essenziale. Se invece sono tiuscilo a lull'altro, Cl'eda il lettore che non l'ho fa llo apposta.
L'OCCUPAZIONE AUSTRO-JJNGAB ICA DEI.LA
BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO 1878 I l)
STUDIO P OLITI CO-MILITARE
Catanzaro, ·I4. mnggio ·1885 V.
Le operazioni militari in Bosnia ed Erzegovina:
Come giiL si ebb e oecasione cl' accennare pn.rl anclo della racltrnal.a delle trup~e austriache deslinale ad occupare la Bosnia e l'Erzegovina, la •I8l\ divisione era deslinala ad agire in quest'ullima provincia, sul fianco della linea d'operazione. principal e tendente a Saraievo, e ciò per facilitare la marcia arnnli del XH{ corpo d'armata. L'accordo però che si sperava di conseguire nelle operazioni delle d1Je masso, non si polè ottenere per le clifficollà che s'incontrarono specialmenle in Erzegorina, cos icchè si ebbero in realtit due dist inti teatri cl' opci·azione, restando il tenente maresciallo .Tovanovitz quasi inclipendenle dal feldzeugmeisler Filippovitz. Questo studio vienper-· tanto nel suo svolgi mento a risul tare anche diviso in due parti , ri ferenclosi volta a volt a in modo distinto alle operazioni mi lilari in Bosnia ed a quello in Erzegovina.
Loo ov1co LA01 acn 1 Capitano di /'anteria.
1° PERIODO DELLA CAMPAG~A .
f. I
Dall'i11lzio delle operazioni alla. pre s·a. di 1Sar'a ievo (da.l 29 luglio ·a.I 19 agosto).
Operazioni in Bosnia . - ll piano strategico del generale Filippovitz per invadere la Bosnia si r_iassumeya in una marcia concenHl Continuaziono. (Veni
I----~--
Rivista Afitita1·e,
maggio, luglìo e olt-0bre (885).
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
trica su Saraievo del XIII- corpo d'armata , spezzato dapprin;a, per· le ragioni già altrove esposte, in qual!ro colonne. In relazione aglf obbieuivi parziali, alla configurazione topografica della zona d'azione· ed alle condizioni logistiche proprie delle varie sLrade era stata determinata la forza e composizione d'ogni singola colonna, come risulta clall' annesso specchio, che indica anche il prestabilito· progressivo, andamento dell'invasione. Iu tale specchio sono riassunte le direttive date, all'inizio della ca~npagna, dal comando in capo ai comandi· · dipendenti. In complesso le quattro colonne avevano la seguente forza:
I
11
Pezzi
Battaglioni
Compagnie tecnic)le
Sc1uadroni
•I a
8
,t
2
2"
,14.
3
4-
,~8
3
3 1
1
Colonna
3a
,io
f~a
i
-
22 12
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Esse corrispondevano perfettamente ai quattro gruppi, che, comeabbiamo visto, risultavano dopo compil1to lo schieramento strategic0 sulla Sava del XCII corpo d'armata . La 2a. colonna, cioè la più forte, costitui-ta da tutta la 6° divisione, dalla riserva del XIII corpo d'armata f\ dalla 39a brigata di fanteria tolta alla 20• divisione, 'doveva da Brod marciare direllamente su Saraievo lungo la valle della Bosna . A destra, la 7" divisione con due brigate (3• colonna) doveva passare la Sava ad Alt Gradiska e con la restante brigata (4 a colonna) l'Unna a Kostainitza; queste due colonne si sarebbero poi riunite a Bagnaluka e quindi avrebbero proseguito cli conserva su Travnik. A sinistra, la 4a colonna, formata dalla .20~ divisione, ridoua però alla sola 40· brigata colla riserva , dopo aver passato la Sava a Schamat.z, doveva avanzarsi per Gratchanitza su Dolgna Tuzia e di là poi recarsi ad occupare Zvornik ecl in pari tempo mandare un suo distaccamento su Vlasenitza per collegarsi colla colonna p1:incipale, a Saraievo . Il còmpilo strategiw della 1• colonna era dunque il fiancheggiamento verso est. Questo piano, ben concepito, presentava perè un punto alla criLica. Per difetto di forza il XIII corpo d'armat.a,nel suo avanzare nel cuore della Bosnia, lasciava inocc.upate sul suo fianc€l destro (ovest.) 1
DEl,LA DOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO
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due delle regioni più popolose e turbolenti del paese, cioè la Ki-aina e la Croazia turca, dondé potevansi minacciare seriamente le retrovie e persino la base dello stesso invasore. Di più la colonna di sinistra (est), che aveva da fare colle gcnLi abh.astanza numerose. e mollo fiei:_e della Bosnia nord-orientale, e specialmente della Posavina, era manifestamente troppo debole, e per soprappiù poteva trovarsi esposi.o, in caso di sconfi Lta , ad esser tagliala completamente dalle sue comunicazioni col resto del corpo d'armala. Pel carattere umanitario e civilizzatore c,he doveva avere l' invasione, questa fu preceduta da due proclami, l'uno diretlo alle popolazioni invitandole a ricevere i soldati come amici che miravano a ristaurare la pace e la concordia nel paese, l'altro alle truppe per raccomandar loro l'osservanza della più severa disciplina. 11 passaggio della Sava fu e/Ieuuato dalle quattro colonne alla data. prescritta dalle direttive del comando in capo: Lutto procedetle lnmquillamente, in nessuna parte le tcuppe austriache inr.onl.rarono resistenza, ovunque le autorità fecero alto di sottomissione, ed a Vienna già si sperava che la spedizione si sarebbe ridolla ad una semplice passeggiata mi litare, quando improvvisamente, il 3 agosto, gl'im. periali furono a'Uaccati a Magia.i. Uno squadrone del 7° reggimento usseri che batteva la strada dinanzi alla· colonmt principale, giunto nell'or detta località, avendo saputo che a 15 chilometri più a monte, a J eptche, s'organizzava una ' agi i austriaci, spintosi arditainsurrezione. per sbarrare la strada mente avanti , venne sorpreso dai sollevati 1 in una stretta e solo a stento con gravi perdite potè scampare, traversando al galoppo Maglai tra i foochi incrocia ti provenienti dalle case. Questo fu il segnale della lotta contro le genti del paese, ma già una altra lotta era cominciata.: quella, npn menò difficile e penosa, contro le condizioni natural i del paese stesso e contro la stagione. Dapprima calde giornate, tanto che nella sola marcia da Brocl a Dervent, la quale non supera.va i 20 chilometri, per lecattivecondizioni delle strade, la manca.nza cl'acqua nelle adiacenze ed il caldo soITocante, si erano avuti nell e sole truppe ' della 68 divisione: 9 morti, ,13 gravemente ammalati ed 800 spedati rimasti lungo la via. Poi pioggie dirolle; le strade già. per se stesse angùste, lortuo~e, ripide, rotte, per dippiù stemprate in fango nelle bassure e riclolle in rivagni nei monti, 'avevano incagliati i Lfaini , 1
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L'occuPAZIONE AUSTRO-[NG;\RICA
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVlNA NELL'ANNO
nonostante l'assiduo lavoro degli zappatori e dei pionieri e l'aiuto d'interi battaglioni di fanti; il riposo infine nei bivacchi era divenuto impossibile in mezzo al fango ed all'acqua. E sotlo laii auspici cominciava la campagna. li 4 agosto l'avangaardia della colonna principale cacciava alcune bande di bosniaci (7-800 uomini) da una forte posizione dinanzi a Kosna tra Doboi e Maglai; il 5 ne incontran di nuoYo qualche c~111tinaio dinanzi a quest'ultima loca lità e li battevR ancora, ma per la stanchezza e l'ora tarcl'a non operava inseguimento. Maglai venne occupata dagli ausLriaci e queili tra gli abitanti che furono presi colle anni alla mano vennero imm ediatamente focik1Li. II generale Filippovitz proclamò tosto il giudizio statario su Lullo il territorio oc:,c11pato. l rei d'auentato contro l'esercito, dì spionaggio, d'ìntdligenza col nemico o con chiunque nutrisse intenzioni ostili alle truppe austl"iache dovevano essere giudicati se11za commiserazione, od inclulgénza . Alla città di Maglai fu imposta una lassa di guerra di 30000 fiorini, pagabili in 30 giorni: ll 7, dopo un giorno di riposo, la colonna principale marciò s u ,fep tche, ove era segnalata la presenza cl'un imporla,nte partito ne · mico rinforzato da battaglioni regol,ari venuti da Saraievo. Tra Ma· glai ed J eptche, sulla linea Noviscbeher-BrankoYicb , gli austriaci Lrovaro'no gfin sorti in numero, dice la relazione delio stato .maggiore, di 7-'8000, compresi 2 battaglioni del redif, con 4 cannoni. Costretti aritirarsì,i bosniac.i si portarono nel giornos tesso pi ùindi etro ,rnll'alLura di .Jepatcho, che la strada proveniente da Maglai supera a circa 3 chilometri prima di .J eptche. Malgrado la forza della loro posizione, atLaccaLi contemporaneamente·di fronte e su due fianchi, ,essi non {)Oterono sostenersi e si ri tirarono, non in se,-,uiti su Saraievo, lasciando molli prigionieri tra i quali un intero battaglione di règolari. Alla serç1. gli austriaci, che a loro della avrebbero avuto soli 5 morti e 32 feriti, Lra i qualii un ul'Ociale, entrarono in Jeptch e quasi totalmente abbandonata dalla popolazione; e vi stanziarono per prendere riposo ed aspettare il carreggio rimasto indietro. Il generale 'l?ilippovitz. aspettandosi ad una seria resistenza nel'la gola di Vranduk, proseguì il 11O agosto la marcia oltre :J eptche, ove aveva aspettato il carreggio rimasto indietro, in modo da potere al · . i;'.)
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taccare hndomàni di fronte e contemporaneamente girare la detta posizione. Giunto però nel giorno stesso ad Ornh_ovitza, se~~e eh~ gli insorti avevano abbandonato Vranduk e Zemtza. per nl1rars1 su Sarai evo. L' I ,1 occupò pertanto Vranduk, dove lasciò di presidio parte della 39a brigata, ed il 1~ colla 6° di~isi0ne accampò a Zenitza. rn·quel frallempo la 2" e 3" brigata della 7a divisione(3" colonna), ,che avevano passata la Sava ad Alt Gradiska, procedevano spedile ,per quanto era permesso dalle condizioni delle strade e dalle pioggie torrenziali che s'alternavano con calori insopportabili. Il 30 luglio esse racraiuno-evano Maglai sul Verbas (da non. confondersi col .pre~ 0 ·Cèdente suna ·Bosna). Al quartier generale della 7• divisione s1 sapevache gl'insorti della Kraina accennavano a riunirsi a Bagnaluka , per cui il 311 luglio le truppe, a;vanzaLesi con ogni maggior cautela, ·Occupavano a dife$a questa città. La ,1a brigata (4.. colonna) a sua volta, dopo aver obb ligato la guarnicrione turca di Kostainitza Bosniaca aritii"arsi, giungeva il 3 agosto 0 _in.Bagnaluka·. Il duca di Wiirttemherg si trovava così con tutte le sue forze riunì te in questa local ità. Lasciando allora quivi per tenervi pre · sidio il macrgit)I'· g~nerale Samet:t col 22° reggimento Janteria, divide,•a, per ;rocedere lungo ladirettriceassegnatagli , la sua divisione in due scaglioni: il primo forte di sette battaglioni e due batterie da montaana cloveva mettersi in marcia il 4·, mentre il secondo formato ,dalla 11~brigata, alla quale si voleYa dare un giorno di riposo, sarebbe · partito il giorno dopo. Risultava al comando della 7a divisione che gli insorti, in numero piuttosto considerevole, avevano occupato laitze e deciso di resistere sulla posizione di Vartzar Vakuf. Orgeya quindi .di raggiungere il nodo stradale di Han Tchadiavitza e l'insellatura ,dei monLi presso Rogeglie. Questa posizione fu trovala il 5 forte-mente occupala da un mir,liaio circa d'insorti, i quali contrapposero. ~ una sì ostinata resistenza e si mostrarono così abili nell'avvantaggial'SL degli ostacoli clel terreno e nell'uso del fuoco .di fucileria, che solo dopo una lotta di parecchie ore e colla. perdita di iJ.2 morti e 3:2 feriti l'avanguardia delle truppe imperiali polè entrare in possesso di ,quell'importante punto. Il valor entusiasta dei bosniaci fu lale, che .alcuni di essi si gettarono coll'armi in pugno contro gli austria?i inseguenti e preferirono la morte alla prigionia; nella presa d1 una kula gli imperiali furono perfino obbligati ad nccidere dei feriti , i 1
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quali volevano impedire loro venissero tolta una handierà rossa e le armi .Corrispondenze trovate sui morti fecero comprendere eh e l'inol- , trarsi sarebbe stato sempre più contrastato e che i fàtti di Rogeglie erano soltanto i prodromi dell'insurrezione. Il comando della 7• divisione avrebbe ora voluto riunire tutte le sue forze disponibili per attaccare subito Iaitze che si sapeva occupato da_! nemico, e mandò. in falli ordine alla 1• brigata di raggiungere il grosso della divisione; ma ciò non fu possibile perchè le strade erano guas.te dalle pioggie ed iµgombre dalle· colonne-vi, veri e d'approvvigionamento, che per le gr·avi clifficolLà avanzavano con lentezza. Pertanto, il 7 agosto, due sole brigate attaccarono gl'iosorti che sbarravano la strada davanti a Iaitze all'altezza clel lago d'lezero (·1). Erano da 5000 a 6000 contadini ·uniti ad un bauaglione del reclif e acl uno d'arnauti del Tabor con qualche pezzo di artiglieria. In questo combattimento per la prima vo!La i sollevati informarono le loro operazioni ad un conceuo Lattico, mirando ad aggirare il fianco sinistro degli austriaci e serrarli èontro il lago . Ma per quanto grande fossero la tenacia ed il coraggio dei bosniaci, essi ì'ennero respinti e dovettero sgombrare laitze: Le truppe imperiali ebbero 22 morti e •I 73 feriti e diedero sepoltura a 342 cadaveri d'insorti. 1 '8 agosto, la ,t n brigata della 7a divisione raggiungeva le altre due in Iaitze-. Il duca di Wurttemberg spingeva allora avanti due squadroni d'ulani per occupar Travn ik, il che avveniva il 1O a sera, e l'indomani egli vi entrava col grosso della di~isione . Il ,(3 agosto, la 11a brigata, ripresa l'avanzata, giungeva senza contrasto in Vitez , da dove si collegava a.Ila 6" divisione giit stabil ita a Zenitza. Questo era per gli austriaci nn primo risultato d'importanza: infatti essi avevano così, a soli 70 chilometri da Saraievo, ove l'in surrezione teneva raccolte le sue forze, un ragguardevole nucleo cli truppe con, ad esse innanzi, due strade vicine e quasi parallele che vi tendevano. 1
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Se la parte del piano del generale Filippovitz, la cui alluazione era stata aflìdal:a alle colonne di destra e del centro, si poteva co· il.) Jezero
siderare come pel'fellamente Ì·iuscita, lo stesso non poteva dirsi perl'ala sinistra. Il tenente maresciallo Szapary, dopo aver traversala la S,Lva a Schamat.z, era::i impadronito senza difficoltà di Gradatchatz e cli Gratchanitza; ma siccome aveva dovuto lasciare dei distac-· camenti assai forti per assicurare la sua linea cli tappa, egli non disponeva più al suo partire dft Gratchanitza, il 7 agosto, per COJ1tinuare la sua marcia su Dolgna Tuzia e Zvornik, che di circa 5000· uomini (7 battaglioni e 3 batterie da campagna). Con un effettivo così limitato il successo .diveniv,t tanto più dubbio, inquantochè, fin da Dobrovitza, il comando della 20" divisione er.1 stato prevenuto· che in quella regione il partito della resistenza acq~istava ogni giorno nuove forze e che, fin dal giorno i agosto, bande d'insorti provenienti da Dolgna Tuzia avevano cerca to di sorprendere Gratchanitza e d'i~d'urre a far causa comune con loro gli abitanti dell a città, già sovraecci t:1Li dagli agitatori e sedotli dall'esagerato reso conto della sorpresa di Maglai. La colonna del maresciallo Szapary, dopo aver avuta una scura~· muccia d'avanguardia il giorno 8 agosto vicino ad Han Pirkovatz, aveva sostenuti il 9 ed il 1O aspri combatlimenti contro sempre crescenti forze nemiche, costituite da tutto il contingente mussul~ mano della Posavina, rinforzato da regolari turchi ed arnauti mandati dalla lega albanese (iOOO uomini circa in totale); trnppe che riunite so llo gli ordini cli ~lekemed Effendi, mufti cli Taslidia_(Plevlie), uomo .energico ed intelligente, s'erano poste sulle alture che comandano a ponente Dolgna Tuzla. Il nessun risultalo decisivo otle-· nuto in questa lotta, malgrado fossero state impi egate tutte te ris~rve; l'esser l'artiglieria composta di soli pezzi da campagna, e quindi quasi neutralizzata in una regione così.rotta; la deficienza di comuni-cazioni; le enormi difficoltà d'approvvigìonamento; l'impossibilità di aprire com'era stato prescritto una nuova linea cli comunicazioneco lla base, da Dolgna Tuzia a Nova Rertchka, più diritta e corta, della via prima percorsa; infine il fa tto che l'occupazione di Dolgna.Tuzla non avrebbe messo punto le poche truppe imperiali in caso continuare la loro marcia su Zvornik e che un nuovo attacco infrul-u tuoso avrebbe po Culo condurre ad un disastro essendo le spalle già allora minacciate, consigliarono il màresciall9 Szapary a ritirarsi su. Gratchanitza a minor distanza dalla base d'operazione. 1
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in slavo signiflca lago.
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d'occhio truppe che le risalgano. I pochissimi sentieri e le ~~tLi.ve mulatLiere naturali esistenti rendevano in quell'epoca anche diffi cile il vi cendevole appoggio fra le val'ie colonne, il pronto soccorso dei punti minacciati e l'utile impiego delle artiglierie ..stabilitasi in q\1esLa posizione di Ooboi , la colo nna di Szapary ehb~ 11. 15 agosto~ ricacciare alcune bande d' insorti, chti cresciute poi d1 numero, ntornarono il -16 all'attaccn e riuscirono ad occupare una delle alture cacciandone i difensori; ma contral'iamente al loro costume, invece di avvantaooiarsi del ri,mltato parziale ottenuto, cercarido di rinnire le loro fo rte°'clisseminate snlla larga fronte d'attacco, diedero tempo a.oli austriaci di rinforzarsi nei punti piti minacciali, in modo cheall a sera questi avevano ripreso le loro posizioni , dopo d'.a vere obblioato ol'insorti a ritirarsi. Tra morti e feriti gl'i mpcriah contaron~ 111 ;fficiali e 2-i-9 uomivi di trnppa. Le perdite,dei sollevaLi non si poterono conoscere, perchè essi po'.·tarono ~ia i pr~pri morLi e feriti . Da questo combattimento polè mdurre 11 maresciall(} Szapary quanta tenacità ed ardimento animas~e .r av_ve'.·sario_; sollecitò egli quindi presso il comando in capo l' mv1.o.d1 nnforz1;_fece forti~care la posizione sulla fronte della sua pos1~1one con trtnc~e da battagli a, buche di tiratori ed abbattute; prese infi ne le sue misure pel caso fosse costrello a passare 1~ B?s~a. .. .. Chi però specialmente doveva impens1er1rs1 ~e_Ua m .Lica p~s1z10ne della 20a divisione a Doboi, era il generale F1l1ppov1lz, po1chè se essa avesse finito per veni1· battuta, sarebbero state molto compro messe le dirette comunicazioni della colol}na. principale colla Sava, mentre oià erano minacciate dagli insorti della Kraina e della Croazia ture~ le retrovie della 7• (livisione: .J presidii di Kostainitza e Novi avevano infatti do,ruto ripassare la frontiera iucalzati dagli insorti; e quello di Priedor era stato costr_etto. a ri~iegarsi su ~agnaluka. Inoltre i sollevati, d'accordo cogli abitanti mussulma01, aYevano tsntalo cli cacciare .gli austriaci da quest'ulti ma citlà. Assa litala il 14 agosto obbligarono i posti esterni a ritirarsi e ridus~ero be~ presto a mal partito il presidio e fu merito della sua tenac~ res.1~ stenza se ebbero tempo un b::rlla&li one ed una mezza ballena, gia aatecedenlemente richiesti, di giungere da Alt Gra.diska. Gl'indicati due attacch i sulle ali comproroeLLevano singolarmente la posizione del generale Filippovitz a Zenitza. Egli non aveva piti
Per comprendere l'ostinala e furibonda resistenza dei solleYati, ollrechè del carallere eminent emente bellicoso della popolazion e. è d'uopo tener conto della propaganda religiosa fatta da al-cuni fan at ici sacerdoti mussulmani, degli eccitamenti di Hadsch i Loia , delle accuse di crudel1 1L onde si tacciavano le truppe auslriachc, e sovratollo poi della notizia sparsa a disegn9 che il governo -di Costantinopoli sostenesse la rivolln, il che era avvalcralo dalla presenza nelle file degli insorti di molli nizam e redif bosniaci. Predicavasi apertamente la guerra di religione e si parlava della lega albane:;e che. doveva inviate migliaia di comballen ti ai fratelli della Bosnia; ed in talnne località il fanatismo condusse persino ad ali.i di ferocia contro i cristiani, molti dei quali vennero uccisi a furor di popolo. La colonna del maresciallo Szapary nei la smi ritirala dovette sostenern combattimenti di retroguardia l' 11 agosto a Dubosnitza ed il 13 . a Gratchan itza. .Era intenzione del comandante di mantenersi in que-st'nl tima locaiilà finché non a vessericevuli rinforzi; ma gli aLLacch idel nemico divennero così violenti che doveue abbandonare anche questa posizione. Due linee di ritirata si offrivano allora alla 20· diYisione: l'una per GradaLchatz e Schamalz (la stessa via seguita nell'avanzata.}. l'altra per la valle della ~pretcha su Doboi. La prima. era lunga e presentava il grave inconveni enLe di scoprire fa li nea di tappa della. 6a.dirisione, quindi il maresciallo Szapary non esitò a marciare su Dobo i, collo scopo di stabilirsi fortemente sulla destra della Spretcha e 'della. Ilosna per impedire agli insorti di gettarsi lungo quest'ultimo fiume. La s~ra del ,14 agosto il grossrJ della co lonna della .20* divisione toccaya Ooboi , ove i pionieri avevano già costrutto un ponte affine di permettere agli impedimenti di mettersi al riparo sulla riva sinistra della Bosna. [ntanlo anche il presidio di Gradatchalz era stato obbligato ari·tirarsi, e'si eradiretlo suSchamatz. Fu cosi. sgombra la Bosnia nordori entale. La posizione presso Doboi occupata; dalle truppe imperiali ::ivern la sua ossatura nei monti del Tribova-Betain . Da questi staccansi, ' in direzione parallela al corso delln · Bosna, vari contraITorti con dorsi qnasi per intero coperti da boschi d'alto fusto e con pendici . spesso rotte da oscuri burron i, in modo che resta impedito il tener
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compagnie di truppe tecniche, 3 3/l
sottomano che 20 batt.aglioni, 3 -squadroni e 9 batterie (52 pezzi), tut.t.e le altre truppe essendo dis.seruinaté lungo le due linee di tappa Brod-Zenitza ed Alt GradiskaZenitza. Sebbene la'sorpresa su Bagnaluka fosse anelala a vuoto e non vi fosse più pericolo immediato da quella parte, la si tuazione del ,maresciallo Szapary a Doboi era troppo precaria per non dar pensieri. Ji1 queste condizioni il generale in capo aveva due partiti da pren,dere: l'uno , il più prudente, consisteva a battere in ri tirala fino a Doboi per liberare la 20a divisione ed assicurare le sue comunicazioni colla Sava, ma avrebbe perduti così tutti i vantaggi già olle1rnl.i, scoraggiate le I.ruppe e lasciato agli insorti in Sarai evo il tempo di rimettersi dellf1 prime disfatte e riorl{anizzare la resistenza; l'a!Lro partito era di puntare direttamente sù Sarai evo, senza inquietarsi di -ciò che sarebbe per avvenire alle spall e, e di porta.re un colpo decisivo all'insurrezione togli endole la sua più importante bàse. È a que,st' ultimo partito che s'appigliò il generale Fi!ippovilz e gli avvenimenti dimostrarono appieno la bontà dell a sua decisione. Contemporaneamente, affìne di far fronte per quanto possibil e a tutte le eventualità, il generale in capo chiese Vienna rinfo,rzi ·e mandò che la 35• divisione, la cui mobi lil.azione era allora compiuta, fosse inviata ai punti più minacciati; in conseg uenza la 7 ·I• brigata si portò a Doboi e la 72" s)vviò a Zan1glie nella. Croazia per penetrare ,da quella parte in .Bosnia. La 1' e 4' divisione non er,ano ancora ,pronte e non si poteva coniare su di esse cheverso la fine del mese.
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3 batterie da montagna ('Vi? pezzi), sotto gli ordini del marescia llo Tegetthof, comandante la. 6· divisione, doveva rimontare. fa valle della Bosna, toccando: il ,15 - Kak.ani , ('16 - riposo), li 117 Visoka, il •I 8 - Han Seininovalz, (119 - riposo), il 20- SaraieYo; ed avendo ·essa a percorrere ·una strada molto più cattiva dell'altra colonna, il suo traino venne r idotto allo sLretto necessario, sostituituendo per quant.o possibile il someggio e carri del paese requisiti al pesante carreggio regolamentare. Il 20, se _fo rza maggiore non lo impediva, le due colonne dovevano porgersi la mano dinanzi a Sarai evo; durante la marcia il contatto tra di esse sa1:ebbesi mantenuto per mezzo di drappelli spinLi nelle valli laterali. Il 14, la colonna principale raggiunse Vitez senza essere inquietata; ment1·e nello stesso giornò la secondaria ebbe a scaramucciare, preludiando così al combattimento che doveva. sostenere il domani , 115. ln qnesto giorno essa aveva oltrepassato Kakani senza incontràre il nemico ed erasi appena accampala, quando fu fatta bersacrlio ad un vivissimo fuoco da bande d'insorti ann idate sui fianchi I;) della valle. Queste bande, malgrado pugnassero con valore, sopra.fatte da.I numero (~·000 a-ustriaci contro 11400 bosniaci) e respinte di posizione in posizione, si ritirarÒno senza ch e gli imperi.alì , es~us ti dalla penosamàrciacompiula prima della lotta, potessero msegu1rl e. Il ,16. ambedue le colonne sostennero combattimenti . .Era venuto a conos~enzadel comando del XI II corpo d'armata. che l'insellatura dei monti presso Han Bielalovatz, buona posizione difensiva per se 5tessa e ri~forzata da kule, era staia occupata. da molti bosniaci muniti pure d'artiglieria . .li generale Filippovi.tz colla principale colonna decise d'attaccarli e di circuirli colle ali, mentre il centro avrebbe temporegaialo. Dopo osLinat~1 resistenza e perdite considerevol i, gl'in~ sorti, ~obbligati a ripra.rsi, si dispersero nei monti in direzione d1 Visoka, rendendo impossibile l'inseguimento . Si erano trovati di fronte ad Han Bielalovalz 3500 austriaci ,:on 4 4 cannoni e 5000 insorti con 6 cannoni. Liberala la stretta, la colon ria principal e si recò la sera stessa del 116 ad accampare a Foinitch k.a, Tchupria e Brezkovsko. Similmente dal canto suo il maresciallo TegetLhoff, avendo saputo a sLrada di Kolotitz ed a Visoka per che GoJ'insorLi accorreva1~0 sull . contrastargl.i il passo ; stabilì di nòn approfittare del gi~rno di ri.:..
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Fin dal 13 agosto il generale Filippovitz aveva dato le me dispo.sizioni perch è il movimento su Saraievo cominciasse, e cominciasse il domani. Siccome il suocesso del suo piano dipendeva essenzialmente dalla rapidità della marcia , egli non volle impegnare tulle le truppe su di una sola strada: formò quindi due colonne distinte. La "colonna più forte, con 12 1/..i battaglioni, 2 compagnie di truppe te•-cn iche, 2 ½ squadroni. 6 bat.terie da campagna e da montagna ( 40 pezzi) ed il quartier generale del corpo d'armata, dovevaseguire · la strada di Travnik-Busovatcha-Saraievo, percorrendo i1 seguente itinerario: '14 - Vitez, 15 - Busovatcha., (116 - riposo), f7 Kiseliak, ,J 8 - Blajui, ( 119 - riposo), 20 - Saraievo, L'altra colonna, meno importante (7 baLlaglioni , 11 compagnia, 11 squadrone,. 1
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poso che dov-eva prendere a Kakani e di continuare il ·I6 la sua marcia su Visoka. Alla streua cli Kolotitz, ch e offriva l'opp0rtunità di battere efficacemeiite tutto il terreno antistante, l'avanguardia austriaca ur tò ·negli in-sorti, ben coperlii dietro un profondo burroll'e che tagliava la strada. D@po tre ore di 'resistenza es$i furono obbligati a ritirarsi. La sera del 16, la colonna Tegett.hoff si mise in comunicazione con quella principale, ma avendo perélulo terripo nel combattimento, dovette rinunciar.e a spingersi a Visoka. Ed in questa località l'indomani, ,f 7, essai sostenne ancora un altro combattimento assai vivo .. li desiderio del comandanie in capo era ora d'entrare in Sara:ievo 1 il 18 agosto giorno natalizio dell'imperatore ecl in questo senso spedì il 117 glì1ord~'Ili a.Ha colonna secondaria, Al più lardi essa avrebbe d.ovnto trovarsi ad Han Semin0vatz alle 9 antimeridiane per prendere parte all'ingresso nella: città, se non contrastato; od in caso diverso per auaccare direua.m(lnte il castello, guadagnando le creste di R.adova, Pasin Han ed HuÌn. Ma la pr0strazìone fisica delle truppe della colonna principale, le qnali avevano eseguita una disastrosa marcia di ,f 4- ore per giungere il n sera a .Blajui (poco dìscosto da ,Saraievo e dove si distaccai una delle strade per l'Erzeg0vina) e la necessità di dar loro un giorno di riposo, decisero subito dopo il feldzeugmeister a rimettere al 19 l'ìmpresa su Saraievo. Contribuirono anche a ciò l'inl'ormazioni avute al quartier generale sulla sollevazione: la città era complebamente abbandonata all'anarchia ed il governatore turco Hafiz pascià, il quale aveva dovuto uscirne, annunciava che la popolazione era pronta a difendersi ad oltranza. Il castello ed i bastioni muniti d'artiglieria erano ben·guardali, for'tificate Je,alture sulle quali corre la via che conduce a Lukavitza ed occupate da numerosi stuoli d'insorti le posizioni dei monti Pasin1. Ques~a risoluzione di resistere ad oltranza era slàla presa nel mattino del 118', in seguito all'arrivo e per le minaccie di tre grandi'. agitatori, Hadji Jamakovitch, kchmeclEffendi Nako edHadji Kaufchi; mentre invece D'ella notte precedente er-asi giit determinato dì inviare• una· deputazione al generale in capo a.ustrìaco per chiamarlo pacifrçamente al possesso della· città. Il generale Filippovitz disegnò d'occupare le alture che dominano la città di S-araievo e di strin$ere questa in modo da precludere agli 1
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insorti ogni via di ritirata, obbligandoli cosi a deporre le armi. Dal nord e dall'est furono designate a concorrere all'azione le truppe del maresciallo Tegetthoff: esse dovevano manovrare in guisa da gua· dagnare le alture di Pasìn , donde. era possibile batte.re .il castello con artiglieria e fucileria, e raggiungere la strada di Mokro e Vischegrad per impedire il retrocedere del nemico . La colonna principale poi, mentre doveva con una parte delle sue forze tenere dal lato ovest della città un contegno temporeggiante, aveva per missione di attaccarla dal sud. Per tempo, il 19 agosto, s'iniziò l'attacco come era stabilito; dopo aver combattuto tul.La la mattina gli austriaci obbligarono gl'insortì a saombrare le alture ed -a ritirarsi dentro la fortezza. e la città., o contro le quali misero in batteria, tra Pasin e Frebevitz, le 52 bocche da fuoco onde disponevano. Alle H l / 2 le truppe austriache mossero concentricamente all'assalto. Gli insorti allaccatì da tutte le parti, dopo aver disputato tenacemente la cinta ed i bastioni, si rifugiarono nell'interno dell'abitato; le case, le mosch ee, gli adi ti delle strette vie, i ponti sulla Miliatchka divennero altrettanti appoggi alla loro fierissima resi stenza. Il castello venne preso d'assalto dalle truppe del maresciallo Tegetthoff, ch'ebbero a subire le maaaiori perdite. A costrinaere però i Bosniaci ad abbandonare Sa00 O raievo, ove divampava l'incendio, fu d'uopo perdurare in una sanguinosissima lolla corpo a corpo, ed avanzare lentaq.iente per le anguste vie> lungo le quali gli impe.rialì erano accolli da un v~vissimo fuoco proveniente dalle finestre e da aperture praticate nei muri. Le strade, le porte barricate dovetter.o essere conquistate una ad una; e quando finalmente 1soldati riuscirono a penetrare nelle case, specialmente in quelle dei mussulmani, si trovarono di fronte vecchi e persino donne che con hand.scha1·s e pugna.li si prncipitavano loro incontro. Alle '2 pomeridiane la bandiera austro-ungarica sventolò sul castello ed alle ,i. la lotta ammutolì dappertutto. Gl'ìnsortì, dispersisi nella direzione di Pale, furono per breve tratto inseguiti, ma non fu possibile tagliar loro· la ritirata· v.erso il sud; 800 prigionieri, 30 cannoni di vario sistema e cafibro, 500 fucili Snider, Winchester ed Henry-Martini, 2 !./ 2 milioni di cartucce, m~teriale d'artiglieria , vestiario, e molte provvigioni furono la preda del vincitore. Sì cal!6 ..: ANNO
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
colò che il numero dei combattenti bosniaci ascendesse a 5 o 6000; nella sola città furono raccolti di loro 300 cadaveri. Gli austriaci combatterono in numero di 43000 ed ebbero (S7 morti, 3H, feriti e 2 dispersi ( 1). Mentre la Bosnta era il teatro degli ora narrati avvenimenti, al sud della Croazia turca l'insurrezione che faceva capo a Livno, aveva riuni te tutte le sue forze dirigendoleaSk@l)lie, nella valle del Verbas, per minacciare Travnik. Allo scopo di distrarre i sollevati da Skoplie, il maggior generale Csikos, <.\on una delle brigate di presidio in Dalmar.ià raccoha a Sini, si eradiretLo verso Livho ed il ·15 agosto· aveva dato un combattimenlo a Gubin , dopo il quale erasi ritirato nuovamente sulla frontiera, senz'altro risultato che quello d'avere constatata l'impo~sibililà. per lui di permanere in quei luoghi senza ostinata lotta e di prendere Limo per sorpresa. Operazioni in Erzegovina. - Il piano del tenente maresciallo J ovanovitz era d'agire colle sue fone riunite ed energicamente su
Mostar, capoluogo del!' Erzegovina e· centro della sollevazione da questa parte, d'impossessarsene, e solo dopo esservisi fortemente stabilito, di procedere all'occupazion e della parte meridionale del paese e dar la niano al XIII corpo d'armala verso Saraievo. Per questa operazione si presentavano due strade: la prima, con un percorso di 60 chilometri lungo la yaJle della Narenla, daM etkovit.z tenden te a Mostar; essa offriva i maggiori vant..aggi perfaraflluireirifornim enti, ma abbondava d'eccellenti posizioni Qifensive opercorreva una regione poco salubre; la seconda, senza dubbio peggiore del l'antecedente, da !moschi per Rascbtovatcha e Siroki Brieg, diretta parimente aì\'lostar. Il maresc)iallo austriaco non dubitando che gl'in. sorti lo atLenderebbero sulla strada della Narenla, non solo lasciò credere che si sarebbe avanzato da quella parte, ma anzi ne divulgò
(() Non era la prima ,·olla che le armi auslriache si presentavano dinanzi a Saraievo. Nel i697 il principe Eugenio di Sa.voia, generalissimo al servizio di Leopoldo Id' Au.~tria da(la T~eiss sceso nella Bosnia, proclamandosi apport.atoro di pace e di ci viltà. Ma gli a.b1tant1, non volendo saperne di sottomissione, spinti dal fanatismo, si difesero fino all'estremo e quando il principe Eugenio entrò in Saraievo, tro,·ò lc caseabbandonate. La città fu allora data al saccheggio ed al Cuoco.
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.:ad arte la voce e fece fare dalle truppe tecniche i preparati vi neces.sari attorno a Metkovitz per accreditarla. Siccome non era possibile impegnare tutta la 11s• divisione s.ulla strada d'lmoski, il suo comandanLeconcepìl'ardito pensierod'avanzare dalla lin~a Imoski-Ye1·goratz, utilizzando tutti i sentieri fino .allora mai stati adoperati da truppe regolari, per compiere poi una conversione a deslra, fronte alla Narenta (base indispensabile ali' oc·Cupazione), e spingersi sollecitam ente a Mostar. La 11• e 2• brigata dovevano passare la fronti era a Vergoralz segu.endo i sentieri di montagna, la 3• brigata sarebbesi avanzala co::itemporaneamente per la. strada d'Imoski; tulte e tre avrebbero raggiunto come primo -obiettivo Liubuschki. Per quanto il comandante la ,isa divisione non riponesse alcuna fiducia sulla possibilità d'intavolar trattative pacifiche, pure non lasciò intentai.o questo mezzo: si fece a Lai uopo precedere da proclami e spedì parlamentari affine d'ottenere subi to che le truppe regolari si ritirassero. Ma le autori là turche risposero di non avere istruzioni in proposito e, protestando, dichiararono di lasciare agli au!.triaci la responsabilità degJi avvenimenti. l i segreLo sulle operazioni progeLLate dal tenente maresciallo lovanovitz fu rigorosamente mantenuto ed i movimenti, cominciali il 1• agosto, s'eseguirono nel modo il piu regolare. Il 2, dopo una 1mrcia faticosissima, la ·'14 e 2a brigata occuparono Liubuschki senza colpo ferire; la B• brigata, che aveva un più lungo cammino, vi giunse il ·domani. Gl'insorti, che si erano portati in massa sulla strada di Metkovitz, restarono sorpresi dall'apparizione improvvisa delle truppe austriache e si ritirarono su Mostar. Quivi scoppiò una vera sollevazione; vi furono uccisi parecchi funzionari e tre bau.aglioni di truppe regolari s'unirono agli insorti, di modo che i 3000 soldati circa rimasti fedeli, col loro comandante Alì pascià, dovettero uscire dalla città per la strada di MelkoviLz affine di portarsi sul territorio austriaco. Di fronte a tali fatti, urgeva al comando della ·18• divisione di im.possessarsi, ad ogni costo e presto , di Mostar. li 4 gli austriaci s'avviarono su Tchitluk. Giunti in vista di questo villaggio, dopo una marcia lenta e faticosa, per le condizioni del terreno circoslante e della strada, furono attaccati da una banda di 600 insorti, ma li co.strinsero tosto a ritirarsi. Il iS procedettero su Mostar; la posizione
22.8
1) OCCUPAZIONE AUSTRO-U NGARICA
- topografica della città dòminante la stretta della Narenta, i me~zi di• difesa 'ch'es:-a poteva contenere, la rivolta poco prima scoppiatavi,. infine la maggior proporzione ed influenza della popolazione mussulmana rispetto alla cristiana, cuntrihnivano a fai- credere che ne· sarebbe stato acc.initamente contrastato il possesso. Ma contrariamente a tale aspettativa, una deputazione di notabili andò al quartiergenerale ad annunciare che gli abitanti erano disposti a ricevere le· truppe anstrò-ungariche. Difatti, il 6 agosto, Mostar fu occupata; ed il maresciallo ,Jovanovitz vide compiuta così la prima parte del suo. mandato quasi senza contiasto. Ciò non tolse però che molti insani eparte della popolazione si ritirassero verso· la frontiera del Montenegro, facendo Trebigne centro delle loro operazioni. Il comandan te la ·18(1 divisione, sebbene non avesse ri cevuto dal generale Filippovitz l'ordine di fermarsi a Mostar, fu consigliato a sostarvi dalle condizioni nelle quali si trovava la cii.Là, priva d'ogni regime legale. Urgeva attendere alla ricostituzione dei poteri civ iI i, al disarmo della popolazione (senza riguardo a religione), al i-iprdi .. namento del corpo dei zaptiò, insomma a t icondurre la quiete e ltb sicurezza nel paese. Dal punto di vistamilitare, occorreva l'apertnra: delle comunieazioni per la valle della Narenta con Metkovitz, dove erasi ritirato Ali pascià, del qua le non si conoscevano le vere intenzioni. Epperò la 3°· brigata ebbe ordì ne di marciare su Stolatz, di occuparla e di disa rmare la guarnigione; quindi di dirigersi sulla: Krnpa ed obbligare, anche colla forza, Alì pascià a sgombrare ~a, provincia. Queste operazioni·furono compiute senza con trasto: Stolatz restò presidiata da un battaglione austriaco; 61500 tra turchi e regolari bosniaci furono imbarcati a Klek su tre vapori del Lloyd austriaco e diretti a Prevesa. Erano appena trascorsi pochi giorni dall'occupazione di Mostar,. quando la situazione degli Austriaci in Er1egovina mutò ad un tratto. Le notizi~ della resistenza che il XIII corpo d'armata aveva incontrata in Bosnia, màgnificate ed ingrandite, eraifo penetrate dappertutto ed avevano ridato animo agli erzegovesi. Q11esti formarono nuove bande,, specialmente nella parte meridionale del paese, dove eransi riuniti i fuggiaschi. Il ·13 agosto, una compagnia. del presidio di Stolatz inviata in ricognizione verso Liubigne, venne sorpresa e rnezzo distrutta presso Ravnitza. Il •I 6, la fortezza stessa di Stolatz fu investita e bloc-
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DELLA BOSNIA Eri Ef\ZEGOVINA NELt' ANNO
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,cala dagli insorti e la posizione del presidio austriaco divenne presto .assai criLica per la .mancanza d'acqua. Allorno ad essa ebbe luogo .una serie d'ostinati combattimenti, tra i quali importante quello di Kremenatz (17 agosto), sostenuti dalla 3• brigata della 18° divisione, ,sopraggiun ta per rompere il blocco ed aiutata da uno stuolo di 'pae·sani cattolici condotti da un prete, Mussitz, contro qualche migliaio di sollevati che ora la L.rallenevano di fronte, ora la minacciavano di fianr.o, ora si gittavano alle sue spalle, ora la prendevano di notte- . tempo (come a Pasitz Han, il 1.9 agosto): E Stolalz non potè essere 'liberata che il ::.H agosto da forti rinforzi condotti dallo stesso maresciallo Jovanovitz. Al guerreggiare attorno a Stolatz corrisponde 'la fase brillante di tutta la campagna dal lato della difesa montana. 1
Colla presa di Saraievo gli austriaci avevano bensì. portalo un gran colpo all'insurrezione, Jlll!- erano a11cora ben lungi dall'averla . domata. Ed era ora evide11te che il generale Filippovitz colle sole forze delle quali dispqneva , non poteva seguitare neJJa conquista del paese, tanto più ch,e da tulle le parli sorgevano nuove minacciose :bande. Verso il 20 agosto, la situazione dell'armata austro~ungarica in !Bosnia ed Erzegovina era.: a Saraievo. - La 6a divisione, la 11• brigata della 7•, qualche ·rinforzo della 20a, pari.e della 113a brigata di cavalleria, la riserva d'artiglieria, cioè un totale di circa 2o000_nomini; a Bagnaluka e luogo la linea d'operazione avente origine ad Al t Gradiska. - Poco più d'un reggimento della 7a divisione, circa "3300 uomini; · in Travnik. - La 7a divisio1,1e con circa metà del suo effelljvo: ,da 5 a 6000 uomini; presso Doboi . - Parte della 20.. divisione ed una -brigata, o .poco, più della 36· divisione, il quartier generale di questa: da 11O .a ~2000 uomini; lungo la linea cl' operazione Brod-Sara ievo scaglionata una bri_gat.a della 20• divisione; a Zavaglie. - Una brigata della 36" divisione; tra Mostar e Stolatz. - La 118" cli visione con 1Oa 12000 comtùallenti. 1
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L'OCCUPAZIONE .wsrno~uNGARICA
Q~an_Lo agli _in~orli, ~ssi f~rmavano cinque gl'uppi principali: , l d1fensorr d, Sa_ra,evo, 1quali, ridotti ai monti tra questa ciltà· e I ~Ila :alle,della Drma , cercavano di ricostituirsi coi rinforzi proven1ent1 dall Albania; le bande che avevano tentalo di sorprendere Baonaluka inoros0 santesi a Kliutz nella valle del Sanna; 1'> i sollevali della Croazia i.urca, che ogni giorno trovavano nuovi aderenti ; i contingenti della Possavina stabiliti davanti a Doboi , a Bertchka ~ Do_Jgna Tuzia, donde cominciavano a molestare le linee di comunicaz1one degli austriaci; infine gli insorti dell'Erzegovina padroni della parte meridio-· nale del paese. La popolazione cristiana si manteneva od indifferent e, 0 propen-sa· a fare causa comune colla maomeltana; l'attitudine del ooverno d' . Costantmopo . J'1, se non apertamente ostile, era almeno assai "' dubbia.I A tutto questo s'aggiungeva l'imminenza della cattiva staoione, così· che era da prevedersi, se l'insurrezione non veniva schiacci ala prima d.ell~ fìne.?el mese d'ottobre, una campagna d'inverno nelle condizroni le p1u sfavorevoli. Di\reniva quindi uraente per l'Austria-O 11 _ I . d. · g 1er1a I riparare all'errore commesso a principio, mobilitando tosto un~ quantità di truppe sufficiente per abbattere d'un colpo tutte leres1slenze. Il generai~ Fili.Ppovilz non aveva cessato d'insistere in questo· senso presso 11 suo governo, tanto più che l'unica misura ch'egli reputava realmente efficace era il disarmo generale di tutti ali abitanti, senza distinzione di' religione. Mai prima alcun aovern~ aveva tentato di togliere le armi a questo popolo fiero e gue~Tesco· occorreva ad,unqu~ un impo~enle sviluppo di forze; ed a questo ~ppunto· ~ttes_e I Austria-Ungheria nella seconda metà d'agosto. Della mobiJ,tazrone che venne qnindi ora a compiersi già s'è detto nel capitolo, precedente. l')
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2° PERIODO DELLA t:AMPAGNA . Dalla presa di S ar&ievo all'arrivo sul teatro di guerra del rinforzi Inviati dall'Austria- Ungheria . ( 20 agosto- 15 settembre). ·
Dopo il 119 agosto fino all'arrivo delle nuove unità mobilitate della 2• armata austro-ungarica, :;i ebbe in Bosn ia un periodo di relativa calma nelle operazion i militari. Il generale Filippovitz attese prima di tullo a ricostituire e migliorare l'amministrazione del paese; l'attività guerresca cedè il passo ad un lavoro ordinativo civile e militare. Ristabilire le autorità nelle Iocalifa occupale, ricostituire l'amministrazione della giusti.zia, regolare l'esazione delle tasse, disar111are la popolazione, far render ca.reggia bili le strade, disporre per aprirne di nuove, preparare quartieri per le tnippe, unire col telegrafo i punti più importanti, approvvigionare Saraievo, ci ngerla di fortificazioni campali ed arma.ria d'artiglieria, furono le opere, in parte abbozzate, in parte compiute, dal 20 agoslo al principio di settembre. Con Lullo ciò il corpo principale a Saraievo non trascurava, con larghe perlustrazioni falle da colonne volanti, d'assicurarsi vie meglio il possesso di quella import.ante località e delle comunicazioni che vi facevano capo. Così il 25 agosto fu fatta una ricognizione fino ad Han Pod Romania, su lla strada da Saraievo a Rogatitza, da dove partiva verso nord la strada secondaria di Vla:;enilza ed allre ancora ne vennero fatte verso Visoka, Foinitza, Kretr.hevo ed Iablonitza. Ma per quanto breve, la tregua accordata ngli insorti era bastata a rialzarne l'animo gitt alquanto prostrato dalle patile sconfitte. Si seppe, il ·I settembre, al comando del XIII corpo d'armata da cristiani fuggiaschi che una grande massa d'insorti dn Zvornik s'era diretta su Mokro mettendo sul suo passaggio lutto a ferro e fuoco e che era sua intenzione di geltarsi su Saraievo. La 6• di visione{Tegetthoff) venne tosto spedita in quella direzione per riconoscere ed occupare i passaggi dei monti di Romania. Essa incontrò, il 3 settembre, i bosniaci in posizione a Mokro, li attaccò e costi:inse a ritirarsi su Tra.vO
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nik e Rogatitza. La posizione di Mokro fu tosto rafforzata con fortifi~azioni impro,:7isate; e, lasciatavi a guardia una brigala di fan teria con cavalleria ed artiglieria, la 6• divisione rientrò in Saraievo. Le truppe del maresciallo Szapary stanziale presso Doboi, rinfoi·zate, come già si disse, da una brigata (7'1 della 36a divisione, ebbero, durante la seconda metà d'agosto, a sostenere numerosi combaLLimen ti ( I 9, 23, 26 e 30 agosto) contro ardii.i auacclii di ì\'Iekemed Effendi. Esse tennero sempre in queste loLte un contecrno ass~~ota~ente passim, mirando solo a conservare le proprie po~izioni, g1a raflorzat0 con numerose trincee di battaglia, nella costruzione delle quali era stato usato su vasta scala la vancrheLLa Linnemann di cui era munita la fanteria . Riconosciuta l'inu~ìlità d~i suoi attac~ chi direui, Mekemed Effendi mutava sisle:na e volgeva i suoi sforzi a molestare le comunicazioni tra Brod e Saraievo, manovrando al nord ed al sud di Doboi per passare la Bosna. Ma ciò indeboliva le forze negli insorti , e volle profittarne il maresciallo Sza pary, allom appunto, cioè tra il 2 ed il 5 settembre, rinforzato da tutta la 4• divisione, decidendo di riprendere l'offensiva. E la riprese infatti· n~ segL~irono i combauimenli del giorno .i- settembre sugli altipiani d1 Belatn e Paklanitza, donde gl'insorli vennero cacciati ed ove rrli i,_nperiali si fort_ifìcaro no. Dallo noLizie po i pervenute a questi ulti;i, nsu_ltando che 11 nt:rbo dei sollevali si dirigeva verso il sud per mettersi a cavallo della linea d'operazioni Doboi- Maglai-Saraievo, il 0 seLtombrn, quella parte delle ~ruppe austro-ungariche çhe aveva comballuto il giorno innanzi sui monti di Paklanilza si mosse ad attaccarli mentre occupavano lungo la strada Gratchanilza-Macrlai una buona posizione avente la sin istra ap1JoggiaLa a Kosna. Le :olonne austriache, à cagione della difficoltà del terreno mossero v~rso il nemico affatto c;legate, onde ne conseguirono pa/ziali scontn, che non condus!-ero ad un alcun risultato decisivo. Però loscoraggiamento e l'indisciplina essendosi falli strada tra le fila deol i ins~rti, ~1~1esti l'i? clornani mattina abbandonarono il campo di h:1tagha, r1tlt'andos1 a sud-est di Gratchanitza. Cosi il combattimento del iS, sebbene tatticamente fosse stato per gli a11sL1·iaci un insuccesso, ebbe per risultato sLrategico di allontanare in modo definitivo gl'inso1'li da Doboi che minacciavano da 22 giorni. Il maresciallo Szapary restò provvisori amente nelle sufl linee, aspettando ora, per 8
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avanzare nella rnlle della Spretcha, che il TV corpo d'armata, che doveva invadere la Posavina per Schamatz, pronunciasse il suo allacco . Nella Kraina e Croazia Lurca le notizie della presa di Saraievo non erano bastate a raffreddare la fiducia e la baldanza dei mussulmani. Essi credevano che wLLorneltersi al governo di Vienna fosse per loro un rinunciare alla reìigiono dei padri ed agli aviti beni. L'entrata delle truppe d'occupazione nella valle del Verbas aveva determinato il rincrudelire delle antiche lolte religiose e stuoli armali di cristiani e maomellani, questi appoggiati dalle autorità, quelli implorando il soc~orso imperiale, portavano il terrore delle loro iotte fratri cide per le campagne ed i borghi e rendevano poco sicura, infestandola, la linea di rifornimento della 7" divisione. I n tali condizioni di cose sembrava urgente al maresciallo duca cli Wurttemberg, per proteggere sè e la popolazione cristiana e mostrare la possanza dell'impero austriaco, d'occupare le piazze forti di Bibalz e Livno ecl il castello di Kliutz centri dell'insurrezione. Malgrado l'insuccesso della brigata Csikos, egli avrebbe voi uto operaro subito un 'al tra volla contro Livno, ma gliene venne fatto divieto dal comando in capo, il quale preferiva che s'attendessero i nuovi corpi · mobili Lati per poter agire con certezza di riuscita. Prima però che giungesse quest'ordin e, il comandante la 7a divisione tentò di propria iniziativa con una piccola colonna di sorprendere Kliutz (24., agosto), ma, per la strenua resistenza opposta.gli dagli insorti presso Veletchevo, fu costretto a rinunciarvi. • In Erzegovina i sollevati, cacciati dai pressi di Stolatz, s'erano rifugiati sulla frontiera del Montenegro; gl i austriaci poterono perciò , alla fine d'agosto, impadronirsi senza contrasto e stab ilirsi a Nevesigne, punto di partenza all'impresa di maggior momento con.tro Trebigne. I numerosi distaccamenti però eh' ora obbligata a fornire fa 1sadivisione per' assicurarsi tu tto il territorio conquistato, non permisero al maresciallo J ovanovitz di dirigersi su Trebigne prima d'aver ricevuto i rinforzi assegna ligi i.
( Continiia). F ELICE DE CBAURAND DE SAINT-EUSTACHE
Capùano cli stato magg,iore.
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LA GUERRA CAUSA FONDAMENTALE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
ferenze naturali ed originarie, anzichè una spiegazione, è una scappatoia per esimersi dal considerare gli effetti delle influenze sociali e morali sullo spiri Lo umano (il). Perciò l'osservazione va lut.ta portata nella ricerca della causa prima che costrinse i Romani primi ti vi a sV'iluppare una energia eccezionale, per la quale vennero a prepon-· derai·e sopra gli altri popoli. Da un libro - (non ancora di p~bblica raoione) - di un ufficiale del nostro esercito, che in qualche istituto· militare venne adouato per testo di storia, ci permettiamo di riprodurre questo brano, in cui ci sembrano ri cercate ed esaminate con una certa novità le cause della grandezza di Roma; e dove si cerca di . dare una dimostrazione ragionata.del come e perchè avvenne un fatto tanto fuori delle regole della comune natura, se non dell'umana.
LA GUERRA CA USA FONDAMENTALE DELLA GRA~DEZZA Dl ROMA
Che il morale, ossia il complesso delle morali facoltà, sia, se non il tutto, certamente l'elemento priocipa.Jissimo- il v,erb@pri:noipale, direbbe il G.uicciaTdini - non se,lo nelle cose di guerra, nra in tutte· le cose umane - questo è d~ certo il più importante e più eloquente· insegnamento che scalt1r,iscè dallo stu<lio del.la Storia Romana. « Da:ns l'origine » dice Pr0udhon (11) « le peuple romain ne se « disti<lilgu·e par aucune qualité éminente: il n' a pour 111:m ni la bieatdté, «ni la sbature, ni la noblesse, ni le génie. Une langue rude et faeris-· « sée, des gr:Gssières légendes, nulle pGésfo, poin.t de scienree, point. « d',aJ·t, point de mythes: aucu:ne nation ne tparait plus dépourvue de· «gràoe ·el d'idéal. Les tnaits desa rustique ignorance éclalent a chacun, « de ses triomphes ... Ses insti tntion, ~es lois, ses diel!'x, rien che,1. lui ; n' est ind.igène . Il tire tout diu de hors .... Sait-il la guerre mieux. « que les ,G11ecs '? Non, certes. Est-il plus brave que ses voisins, !es « Volsques., les Samn,ites, les Gau.lois '? Non, encore >>. Cert0 nella storia dell'umanità non vi,è fatto più meraviglioso, <!lel vedere questo , popolD, che da principio per nessuna prerogativa particolare si di~ · stingue da-i. popoli che lo circondano, sollevarsi gradatamente al i disopra di loro, e non solo sottometterli, ma farsene strn.mento alla. sottomissione degli altri: e.tutto ciò unicamente per virtù d·i una pro- digiosa forza mo~ale. Or come avvenne questo? Forse ,che la terra e la popolazione· romana furono dalla provvid~nza privilegiate di peculiari e straordinarie qualità di mente e di cuore? L'attribuire questo fatto, a dif-·
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Quale funzione esercitò Roma nello sviluppo della umana. civiltà ? Ogni società si fonda sur un princbpio, cioè snr una idea, nella quale s'accordano la maggior parte delle menti, e consentono tutte · le volontà degli individui componenti quella società. 1n questo principio consiste la forza di uno Stato; perchè: la forza , immediata dell/ Stato risul La dall'unità della sua azione; l'unità della sua azione risulta dall'accordo delle volontà; e l'accordo delle volontà risulta dalla consonanza. in un modo di pensare, in un'idea, in., un p1·ùicipio. Ma nell e uman~ società avviene in certo modo quello che avviene.. nella ripartizione sulla superficie terrestre delle'varie famiglie degh, esseri organici. - In quella guisa che ogni particolare plaga terrestre, per l'azione dei climi particolari, produce dei generi e delle specie particolari di vegetali ed animali, attuando in certo modo una naturale divisione del lavoro, per cui dall'unità. si genera la varietà, e · quindi la ricchezza e la bellezza dell'universo; co~ì tutte le particolari società in cni si suddivide l'universa societ1l umana, vengono , dallct natura delle cose preordinate ad elaborare più vigorosamen te un determinato principio socia.le, e ad introdurlo poi nella vita sociale universale. - Tulle le società civili, dal momento che diven(i) • Of ali vulgar modes or esc;1ping from thc consideration or t.he effect of sociat and mo1al innuences on thc human mind, thc most vulgar is that of attributing the diversities or ronduct and eharacter to inherent natural dlffercnces •. M1LL, Princi plee-
of Polirical (!)
PnouonoN, De la hstice dans la Rèvolution et dans l'Église. Neuvième él11de.
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Economy.
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LA GlE RRA
CAUSA FONDAMENTAl, E DELLA GRANDEZZA DI ROMA
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nazionalità sono costi tu ite, per reggere al la preponderanza delle nazionalità. germanica e slava, sarà. forse necessario che le altre, gio · vandosi del gigantesco sviluppo delle idee e delle comunicazioni, st riformino e si organizzino sopra un principio di più vasta comprensione. Questa ci sembra essere la legge della vita sociale. Col dire che Roma attuò ed introdusse nel commercio della sol cietà universale l'idea del Diritto e quella dello Stato, non vogliamo/ dire che le altre società non avessero idea di Stato e di Dirilto: vo-l gliamo dire soltanto - per riguardo al Diritto - che mentre in antico ciascun uomo non aveva diritti che nella propria società limitata, nella propria città, e fo~ri di questa esso non era più consideratocome una persona; il popolo romano, comunic~do il diritto de' suoi: cittadini a Lt,Lti i membri del suo impero mcm'diale, ottenne per effetto di farlo riconoscere come naturale a ciasr.un uomo: lo conna~urò, per così dire, alla natura umana: affermando con ciò lo siato, sociale proprio dell'uomo. E, per riguardo allo Stato - intendiamo.dire che mentre tutti i popoli antichi fondavano l'idea di Stato l'unità della stirpe esdudendone tutti gli stranieri, i Romani, senza, badare a nessuna diversità. d'origine, fonda vano lo Stato sull'accordo delle menti e delle volontà. in un interesse comune: idea di una com-· \: prensività sempre più vasta, così da ingenerare poi naturalmente· quella de[l'universalità, della cattolicità. - In questi due fatti consiste principalmente, e diremmo qua~;i, tmicamente, la sua gloria civilizzatrice; unica, ma immensa ( 1) . · Per qual ragione la Società Romana venisse condolta.a far questo, e in che modo lo effettuasse ce lo dirà la sua storia. La storia romana può riassumersi nella seguente ricerca: come· originò, come crel)be, come decadde la potenza romana.
tano tali, hanno in germe tutti i principj della civiltà; ma ciascuna di esse pri, per l'azione combinata della energia ereditari°' della rnzza, della posizione geog1·afica, e delle conseguenbi relazioni che ne risultano, vien condotta naturalmente, e diremmo quasi istintivamente a concentrare tulle le sue forze per sviluppare in un modo determinato quel principio che.forma, in quel momento, l'interesse vitale di quelh1 società. - Quando poi quel principio ha trionfato {e finora non trionfò mai che per mezzo della guerra) - e quando per conseguenza fu introdot~o e accetLato nel commercio, per così dire, della vita sociale universale, avvengono due falli: 1° Che l'ordinamento delle forze di quella tal società, ·Stnbil ito in origine per l'alluazione di quel dato principio, avendo ora conseguito !'in· tento che si aveva proposto, non ha più ragione di essere . .2° Che per esser\entrato qnel principio nell~ vita comune di tutte le società, vengono stabilite nuove relazioni. Dai quali due fatti viene per con' seguenza: ,1° Che quell'ordinamento primitivo, che ora non ha più ragione di essere, deve trasformarsi per attuare un altro principio diven Lato l'interesse vi tal o nella nuova condizione di cose; 2° Che per le nuove relazioni stabilite, le società stesse debbono trasformarsi e ricomporsi in nuovi organismi , per peoseguire ad attuare questa leg.ge, che a noi sembra la legge finale di tutte le società : coordinare mia sempre più la·1·ga libM·tà ind'ividuale con una sempre più estesa potenza sociale. Così.. per passare dall'astr?Lto al boncreto, / Roma dopo es~er stata costretta per la forza delle cose e per il suo interesse vitale, ad attuare e ad introdurre nella società universale l'idea del Diritto e dello Stato ( ed ognun vede di quanto debba es- · serlene obbligato il mondo), adempiuta la sua missione, dovelte disciogliersi sotto l'azione preponderante di un nuovo principio, esso pure civilizzatore, _l'idea della indipendenza individuale propugnato dalla società germanica. Dal qual connubio dell'elemento romano coll'elemento germanico originarono i Comuni, che, dopo trionfato, trasformatisi via via, in principati e regni, vennero a formare le Nazioni moderne. E così, nei tempi moderni per resistere all'urto d'Austria e di Spagna, la Francia fu costretta a fondarsi tutta sul principio della nazionalità; e dopo che con questo principio trionfò e si rese potente, gli altri popoli (Italia e Germania), dovetter.o, per reggere contro di essa, seguire il suo stesso esempio.'Ed ora che le
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(J.} VIRGILIO nei ramosi versi :
, Tu regere imperio populos, Homane, memento; Hre tibi erunt artes; pi.icisque imponere morem, , Parcere subjectis et debellare superbos , .
«
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(Eneide, VI).
mostra di riconoscere questa per gloria sovrana del suo popolo. - E. Stil., Ili), dice di Roma : • Quae septcm scopulis zonas imitatnr Olympi, • ·..\rmorum, legumque parens; qnae fnndit in omncs , lmperium, primique dedit cunabula juris ».
. .l
CLAUDIANO·
LA GUERRA
CAUSA FONDAMENTALE DEl, LA. GRANDEZZA DI ROM.i
Le ragioni vere delle cose stanno nei loro germi: quindi le ragioni ·della grandezza di Roma bisogna ricercarle nelle sue origini. Le prime or\gini dì una citlà dipendono dalle condizioni topogra:.(ìche di' essa. Perchè una aggregazione di gente si stabilisca in un 4uogo piu~LQslo che in un altro, bisogna che la scelta venga deler minata da una qualità intrinseca di quel sito. Negli anlichi tempi, -quando le relazioni n0rmali ~ra i popoli erano di guerra , l'interesse ,i.itale era la difesa: quindi le città venivano stabilile in luoghi na.tùralmenle forti, cioè nei confluenti dei fiumi, in luoghi paludosi, -in vetta a poggi: centri primitivi, da cui raggiò Ja cu!Lura e la popolazione.~ Oggidì i porti , i nodi stradali e commerciali, le mi• niere, determinano la formazione delle città commerciali o indu.striali. Il sito di Roma era di grandissima importanza per due ragioni: 1°perché iv;.i la navigazione del TeverP, diventa facile e sicura per navigli di una certa poì·tata: quali,tà di grande importanza adesso, e mo\10 più: in antico, quan.do le vie principali erano le . fluviali; (Londra, Anversa, Nantes, Bordeaux, ecc., debbono, secondo t1ltte le probabilità, a questa circostanza la loro esistenza). :2° Il confluire -del\' Aniene col Tevere costituiva una buona po.5izi0ne difensiva tra ·i tre popoli che ivi si-tocca.vano. - Dotata di queste qualità com,merciali e strategiche, collocata nel lembo tra il piano e il monte, in posizione centrale tra i Latini, i Sabi.ni, e gli Etruschi, la posizione di Roma doveva esercitare una attrazione sui tre po·poli circonvicin i. -Quind,i invasione di ciascuno di essi, e più dei Latini, perchè vi avevano più facile accesso, e perchè stante la preponderanza marit~ tima degl-i Etruschi, il Tevere era il loro unico sbocco al mare . I primi occupatori dovettero disputarsi accanitamente quella po:Sizione, afforza.ndosi sui vari poggi che la dominavano, costituendo 111 tal modo tre città distinte, e proseguendo le guerre tra loro. Ma .la stessa ragione che li aveva attratti loro, d0veva attirare colà nuovi 'invasori; per resistere ai quali i primi dovettero far pa~e tra loro, anzi riunire le loro forze per la difesa comune, cingersi di un muro, e di una fossa comune, costituir~i una rocca comune; e così di tre popoli si venne a formare un popolo solo, che, partecipando del La:.. t ino, del Sabino, e dell'Etrusco, formava un tutto, che nel com.plesso era diverso, cioè a dire, nemico di ciascuno dei tre . Tutta la
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storia tradizionale, e l'antichissima ri.pa,rtizione di Roma in tre parti (tribù) c0n nome distinto ciascuna. (~a111tnensi, T~ie~si_, Luo~1·i~, che e,•identemente accenna a tre d·,strnte aggregaz10m d1 popoh diversi riunite poi in una sola, s'accordano a confermare questa induzione intorno ali' origine di Roma, 4ovuta per tal modo ad una ra()'ione di difesa, cioè alla guerra (1). è)Ma la ragione che aveva costreuo i tre primi popoli divisi a fon,dersi in un solo, vigeva pur sempre; perchè determinata dalla posizione geografica; quindi la condizione delle co_s,e non si cam~iò: ma si andò ripetendo via via su scala sempre pm grande. Qumd1 continui tentativi d'invasione per parte ora dell'uno, ora dell'altro popolo; e in conseguenza, continue guerre: alle q~ali neppm~ la vittoria, per i Romani , pofva pace o tregua; peFche mentre c1ascllno dej popoli confinanti/ poteva far g:Jerra interpolatamente, la ·sola Roma non aveva riposo. Anche questa nostra induzione viene ,confermata ·dalle tradizioni più antiche: dai tempi di Numa fino ad Augusto, cioè a. memoria d'uomini, il tempo di Giano non fu chiuso che due volte e per brevissimo tempo (2) . Quindi possiamo dire che fin daLle ori~ini lacond·izione abituale di Roma fu lo stato di guerra . I contmua. Si è in questa orig.ine di Roma dovuta alla g~en·a,_in questo _st~t~ , ~ di peri:wlo imminente e di gu.errn senza posa m cm R0ma ongmo e crebbe, che si debbono cercare le ragioni della sua grandezza (3). Le quali sono: (il Che le guerre dei Rom.ani (in origine) fossero mosse un_icamente daH3: ragi~ne della difesa, lo si rileva d:illa loro opinione tradizionale per nguardo al d1ntto d1 guerra. , Contro un popolo • dice il WALTEII (Storia àcl Dtrit!o l'lom.ano) • con cui non cor· • ressero LntLtati, la. guerra era racolt;ttil'a, secondo il diritto positi1'Q<, ma non equa. • Ad ossern tale, conveniva che mirasse alla difesa unica.mente, e fosse_c_ome 11 mezz~ • estremo di ottener ra.gione. Ciò era considerato come un dovere religioso alla cm • osservanza vegliava il Collegio dei l?ociali; percbè la sua vioJa.zion? a.vre~be _fatto • perdere alla, Repubblica il faNore dei Numi.-Così opinavano anche ~ltn popoli 1tah~1. • (2) TITO L~v1o. 1. s. La prima volt~. console Ti to Manlio dopo la pmna guerra Punica; . la seconda dopo la battaglia d' Azio. (3) Che la causa fondamentfile della, grandezza di Roma la si debba npe1:ere dallo stato continuo di guerra in cui si trovarono i Romani primitivi, e dalla lotta d1_~perata per l'esistenza che era. loro imposta dalla loro posizionli geografica, lo aveva g1a detto e ripetuto uno scrittore, che, sotto forma spigliata e leggìera, è spesso un pensatore _rrofondo . • Tout Romain eta.it laboureur ou soldat, et ne pouvaìt étre autro chose. Au m1heu • de aes terribles necossités, lorsque la mort par la faim on la mort ·par l' épée venai_t • punir te moindre manc1ue .do prudence... (les Romains) passaient les jours.de fètes a
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J,A GUERRA
,J La costituzione di un tipo individuale cli cittadino e di soldato
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CAUSA FONDAiIENTALE DELf,',\ GRANDEZZA DI RO,!A
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eccezionalmenle forte per reggere alle condizioni eccezionali in cui Roma si trovava: perchè l'azione dello Stato è la somma delle azi oni individuali; quindi essa riesce tanlo più vigorosa quanto pi ù robusli sono gli elementi che la compongono. 2° L'organizzazione della famiglia diretta a cooperare vigorosamente all'azione mil itare dello Stato. 3° L'organizzazione dello Stato, diretta esclusivamente alla concentrazione della forza, e all'aumento progressivo di quesla secondo le circostanze, mediante l'assimilazione progressiva di nuovi elementi. · 4° L'abitudine, ingeneratasi per cagione della abitudine del pericolo, tanto negli individui che nel governo, di · tener concentrate le menti, le volontà, le operazioni nella sostanza delle cose, senza sviarsi dietro ad accessorj: di qui la concezione sicura ed esatta dello Stato, scevra da ogni pregiudizio di nascita, e da fisime di nazionalità. Prima causa della grandezza romana dicemmo che fu la costituzione cli un tipo ,individuale (,I ì eccezionalmente forte. Dicendo forte, non intendiamo parlare della soia forza materiale od anc.he morale che si manifesta nell'azione guerriera; ma sì di quella forza d'intelletto e di volontà che forma la base di tutte le virtù morali, civili e politiche non me_no che delle militari. , . . .. Come fece Roma per infondere et educare ne suo, c1ttadm1 questa forza eccezionale? Abbiamo detto che la vita sociale e civile risulta da una doppia azione di ogniti individuo su tutta la società, e cli tutta la società sul· • • , • • •
discuter !es moyens de n' étre pas massacrés par !es peupla.des voisines; car alors tA'!J. etait le droit de guerre... Il ne faut jamais perdre de vue que le Romains d'alors n' etaient que des brigands sans cesse sur le point d' étre exterminés par leurs voisins plus civ ilisés qu' eux ....... Cette ville devint la maitresse du monde parce que, pendant plusieurs siécles, il a été evident, pour chacun de ses habitants, qu' il _faiJait ètre bra,•e et prndent, ou périr. • HENRY BEYLll, Pro,nenades dans Rome, passim. (i) La città di Roma, nei tempi primitivi, non poteva essere superiore, _se pur _non era inferiore, alle città circonvicin(l tanto più anti~he di essa; dunque la prima rag,one delle sue vittorie è da cercarsi non nel numero de' soldati, e negli ordinamenti, ma irt r1ualche cosa di più intimo; bisogna cere.arie nell' ind·ividi~o .
l'individuo. Per la prima, tutte le forze indi vi duali vengono raccolte, concentrate, e unificate in una forza sola che costituisce la for.za sociale, la potenza dello Stato. Per la seconda, tutta la forza sociale torna a rifluire in ciascun individuo per rinvi gorirne tutte le attività nalurali, costi tu endo in tal modo la, forza individiiale del C'ittadino . Per la prima, lo Stato impone ad ogni cittadino la cont?·ibiizione di. 111na pa1·te dell'ese1·ci.zio clelle proprie facoltà naturali: per Ia sec,on da1 . lo Stato guarenlisce, tu{ela, estencle, coordina in ogni cittaclino tutto il 1·irnane1ite esei·cizio ~lelle s1i' fa~ol~a. n~tnrali: ~u.esta azione e reazione nel corpo sociale, ne/ pr1m1ss1m1 tempi s1 effettuava per mezzo della società intera: poi si eJieltuò per opera di uno o pochi mandatarj di tutta !a sooietà i quali costituiscono l'ente che dicesi Stato, Governo, ecc: che rappresenta tuua la società, e che, per un paragone, adempie nel corpo sociale quella funzione éhe nel corpt fisico adempie il cuore nella funzione della diàstole e dellà sistole. Legge suprema cli questa: doppia az ione·è l'interesse ,generale; della qual legge sono condizion i asso! ute: 11° Che non si prenda ad ogni cittaclino se non che lo stretto necessario . 2° Che questo poi ritorni tv,tto a ciasciin cittadino, sotto la forma che vedemmo di tutela, di difesa, di guarentigia, di forza, nel!' esercizio delle proprie facoltii individuali. Diametralmente opposto, e per, conseguenza vizio capitale di questa doppia azione, e che più o menu la inceppa sempre, talvolta la impedisce affatto, è l'interesse pm·ticolcwe, per cui uno o pochi pervertiscono e Lorcono a proprio vantaggio personale una parte maggiore o minore di quella forza sociale che dovrebbe invece essere ripartita a van.taggio cli lui.ti. Questo vizio capitale - (che è insieme un grave errore di logica, perchè l'interesse individuale bene inteso si identifica coll'interesse generale) - si fa sentire più forte in tempo cli pace che non in tempo di guerra; perchè in pace gli interessi individuali non essendo minacciati , non sentono immedia.to e urgente il bisogno della difesa sociale. E anche nelle guene- d'oggidì, per quanto sieno irnpegnati molti e gravi interessi, per la difesa de_i quah si èITettua più vivo e abbondante l'affiuire delle forze individuali a fo rmare la forza sociale; pure, siccome nelle guerre tra gli Stati civili odierni , gli interessi primi dell'uomo, la vita, la libertà, le proprietà dei cinaclini non sono minacciate, il sentimento dell'interesse particolare, che è 17 -
~NNO XXX , VOJ,. IV.
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LA GUERRA
CAUSA FONDAMENTALE DEU,A GRANDEZZA DI ROMA
tenac1ss1mo, e s'appiglia ad ogni pretesto, e riveste ogni forma, non viene eliminato del tutto. l\'la nelle guerre dell'antichità, quando era continuamente in pericolo l'esistenza dello SLato, e con lo Stato l'esistenza individuale, la libertà personale, la famiglia, le proprietà, tulle insomma le ragioni per le quali si vive; quando non meno per lo Stato che per il cittadino, la questione era ridoLta all'ultimo problema dell'essere o del non essere; allora ognuno sentiva e vedeva chiaro e làmpante che il suo interesse individnale consisteva nell'interesse generale: e allora quell'azione e reazione si operava in ,ogni parte del corpo sociale con tulta la sincerità e col massimo vigore e senza nessun attrito di interesse particoh,re (11). Quindi,, da una paete lo Stato esi-. geva da ciascun individuo, colla imperiosità e colla assolutezza che dà la legge della salvezza pubblica, il massimo possibile di energia individuale; ma per poter far ciò senza alcun ostacolo, per esser rigorosissimo nell'esigere ciò che gli era necessario, doveva a sua volta ! far rifluire tulla l'energia sociale alla.difesa e al!' invigorimento con· j tiirno degli individui stessi, producendo in tal modo una forza so1ciale sempre crescente. Cosi nelle menti di ogni cittadino, alla idea ' che il pericolo pubblico era pericolo individuale, andava s_ubito anj nessa l'altra idea che ogni sacrifizio fatto a vantaggio dello Stato tornava in benefizio d'ogni cittadino : il quale perciò era tanto più incline a dar volonterosamente allo Stato ciò che gli 1occorreva. Ora ' questo rinuire della forza sociale a vantaggio degli individui componenti la società, questa difesa, questa tutela, questa estensione di forza nell'esercizio del le proprie facoltà individuali che lo Stato gua- · rentisce ad ogni cittadino in corrispettivo della contribuzione di forza a cui lo ha assoggettato, è ciò che costituisce il Dititto. Il Di.?·itto è il riconoscimento . per parte della società, della personalità umana, riconosciuta nella sua essenza, autoriizata e rinvigorita nelle sue operazioni esterne, e coordinata alle esigenze di tuttà la società. In altre parole, il diritto è l'esercizio delle facoltà naturali proprie dell'uomo, autorizzato e guarentito da t.utla la so-
-cietà e coordinato al benessere di tutta la società, o meglio, di Lutti gli individui che la compongono: quindi cori tutte le limitazioni e ·variazioni che la società crede bene di introdurre . Da ciò ne viene the quell'individuo, il quale da solo, per difendere la propria vita, la propria libertà, la famiglia, i possessi non avrebbe che'1e sole proprie forze individuali, mediante il Dfritto può disporre della :forza di tutta quanta la società. Il Di1·itto è l'innesto, per così dire della società sull'uomo selvaggio ed eslege; è la costituzione dell'u,mana persona: per il Di1·itto l'·uonio diventa un cittadino ( 1). Roma, collocata come vedemmo - in una posizione che le im,iponeva l'obbligo di una guerra continua or con l' uno or con l'altro , dei popoli circonvicini; e, stante le condizioni di quei tempi, con . sempre in pericolo l'esistenza dello Stato e in un con esso la vi ta, ,la liberta, gli averi dei cittadini: Roma, per difendersi, doveva esigere da ciascuno di essi il massimo d'energia individuale; e per ottener ciò doveva in corrispettivo concedere , a ciascun individuo il , massimo possi·e ~di forza e di potenza individuale, ossia di Diritto. Ciò era necessario per la ragione, che la forza di resistenza - (materiale e morale; braccio e volontà) - è proporzionale al concetto , è al sentimento che uno ha del valore di quella cosa che deve difendere; il concetto e il sentimento del valore della vita è proporziona le al più o meno esteso e vigoroso sviluppo . ed eserciti o della personaIilà umana . .Ora, presso nessun popolo l'individuo ebbe una personalità così . ampia e cosi potente quale assicuravano al romano le sue leggi civili e politiche, con quel complesso · di diritti che costituivano quel tutto che si chiamava diritto di cittadinanza 1·om.ana; e che, colla pienezza ed estensione di libertà, di autorità, di potere che gli con. cedeva, sia per riguardo a sè, sia per riguardo alla famiglia, sia.per
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(i) « Il y a loin de là à ètM concrnis comme nous l'avons été en i8H par les Allics. • Cette terrible presence dc la mort et du déshonne.ur le plus infame. suite immèdiate , et irnmanquablo de la conqni:l tc, ox:pliqut' l' hi:; toire dos qua.tre premiers siècles de • Homo ~. BEYLE.
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(i) « Roma partecipava all'opinione del mondo antico, che il diritto non esiste fuorché · • per opera di una data società, ed a favore di essa; ondechè protegge quei soli che ad e essa sono avvinti come cittadini o in altra determinata maniera. Quindi un popolo · -« forestiero, benchè non rosse in guerra con Roma, era da essa considerato come eslege; • e quanto gli poteva rapire, uomini e cose, ritene,•a per cosa propria. I P..omani però • riconoscevano contro di sè gli stessi diritti, e francamente ammettevano nei popoli • liberi un arbitrio uguale. Ond'é che una relazione giuridica fra Roma e un altro po. « polo presupponeva un trattato positivo, con cui si fossero s,iambìovolmente guarentlti • certi diritti, e imposti certi riguardi ». W.um::11, op, cit.
' CAUSA FO~D..\.MENTALE DELLA GRANDEZZA DI ROlL.\c !, A GUEfifiA
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riauardo allo Slalo fon.deva in un solo , e perciò ·rortissimo, sentim;nto il senbirnent~ _del'la vita,·e d~lla libertà individuale, il sentimento della famiglia e quetlo della patria, che non ~rano allro che una esplicazione del senlimenlo della ,pe11sonalità individ1ua.le. Perché, quanto più Roma era costretta. dal· suo stato continuo di guerra e-di pericolo ad essere inesorabile nell'esigere da ogni citladino ciò· che l~ era necessario •per difend'er~i e vivere, lanto più era poi costrella adì essere senza riserva nel concedere e assicurare illiimit.alo nel cit~adino l'esercizio delle .sue facoltà individuali. Quindi erano correlalivi, cl.iriHi assolati nello Stato, diritti assolu&i nel ciuadino: e a tutelare entrambi questi dM ord\;ni di diritti, la pena di rnortc era da una parte prodigata con tanta ferncia, d~ll'al Lr(l accettqta con. tanta sotlorni::.sione, che mostra con tutta ev,idenza , nei governanti· non meno che nei govemati, la preoccLÌpazione costante del pericolo· esterno,. e il sentimento cl'ella necessità, a fine di pro pulsarlo, della. pace ad ogni costo nell'inlerno. . . · Il Di1·itto di cittadinanza 1·omana comprendeva d:ue 01:dini di diritti: i cliritf.i 'ci'Vit,i o dei (Jiiiriti; e i dtiritti politici-, o deÌla città. .'f'htLi e ch{e insieme formavano la cittaclinanz.a cli · otbimo gitire. I diritti civili erano il di1·itto di libel'là di gentilità e cZi /'cim,iglia; cli connubio; d,i patria potestà; di lntela e wra; cli Legittimo dominio;· di testaniento; lh e1·ellità; cl·i pro 1ìOC<itione, ossia di appello al popolo. I cÌiritti politici erano: diritto cli cmiso: dei tributi': di snn;·agio; cle,qli ono1·i e delle 1n,agisll'alJÙll'e; clei sacm·dozj; 1Hlellri milizia. Chi aveva Lnlli questi dirilli , eracittaclino romano per eccellenza,, ci·oè di ottim,.o giure. Esso solo era çons i(lel'ato dalla legge romana come uomo libero: nè questa libertà la poteva mai perdere del tutto finchè foss e :3U terra romana - :wea il diritto di far parte di una famiglia e di una gente, e di partecipare alle cerimonie saçrn e famigliari e gentilizie, e di riceverne eredità - poleva esso solo contrarre giuste nozze, cosi da acqujstare autoriLà asso luta sulla mogliee sui figli e nepoti,, ,sulle loro vile e sui loro beni; e solo i fìgliuoli n,,enerati da lui erano di 'dfriLto cittadini.romani - esso solo acqui stav(l un diritto di proprietà .im,prescritlibiie dopo due anni di possesso per gli im.mobili, .di . un anno per le cose mobili; con piena libertà cli trasmeLteFla pet' contratto, per vendita, per Lest.amento, o cli riceverla per compera o per eredità da chiunque: e questo di1
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(ritto di proprietà era così sacro, e spinlo ad un punto tale che.il. debitore che non pagava veniva fatto schiavo del creditore fino alla ,estinzi(rne del debito: e se i creditori erano parecchi, potevano sparLirsi il corpo del debitore: espressione che taluni nonrepulano punto figurata; - acquista·va il diritto di .partecipare al god imento ,del le . terre pubbliche - ·era in_scr·itto.,nei regi~Lri d~I ceosò ~ quindi facera parte della classe ~ deHa centuria ohe cogrispondevn; ~Ile sue,propri.età - aveva il diritto di non esse11e tassato .più di ogni ~lLro .ci ~tadino romano, e di poter -prendere l'appalto deUe pubbliche unposle - a·veva il diritto ,di voto n è-i 1comizj - era ammesso a tuLLe le cariche, ci,r.ili, mi litari e religiose -miUtando, faceva parte delle 1(errioni - conda.rifiato a morle (tran·ne se per colpe mili1ari), e post:riormente anche solo a gravi ammende, poteva aippellarsi .al popolo: nè la condan,ria era esegn,ita, senza l'arpprÒ\',azione.àef popolo regolarmente convocato in comizio. '. ,. · Tutti questi-diritti, che, con delle,j111odifica1,ioni di n,on gra.nde en.tità, formano oggi di la base dei ·diritti ci\'ili e poli,~ici di qua.Lu11q,1Je cittadino in qua lunqne stato civile, ,costi tuj,vano .allora un 1.ir foilegio -escl1.1,sivo dei pri,mitivifondatori di Roma; e attribuivano al citta1ino rori1ano una ta:le aut9rità, ossia una ~aie libertà· nell' es-erci~io -delle proprie facollà ~ia nella sfera delle sue relazionj individu(lli, sia per riguardo alla famiglia ed alla pa_tria, che non t.rovava alCUI\ limite . se non se jn quanlo poteva recar ,pericolo .alla .patri 11. E si.or.o me, rstaute le condizioni di quei tempi, 1era agli ,occhi di ciascuno evi.deillemente éorÌness.o il pericolo· pubblico col privato, ne veniva che di questo freno imposto dalla.legge all'esercizi,o deUe facoltà indi,,,iduali non si sentiva il peso , perchè riconosciuto ulile e giusto. Quindi ogni cittadino, nella sfera dei propri dirini civili e .P?iiLici, . ossia finchè non venisse ad offendere il principio dell'esistenza deJlo Stato, opèrava {)On un'ampiezza. .La)e di aulorità1 con tanta si~Ùrezza, ·di sé, si ser;tiva tani.a lihertàe indipendenza sia di fronte allo Stato, sia di fr9nLe agli altr_i concittadini, che, fuori di Roma, non c'era -che i re che ne a,vessero t;inLa; quindi ciaso1+no ve~1iva ad essere ·Come un piccolo re. Per conseguenza si ingeneravano negli animi · <le'Romrnni i seguenti sentinienLi: •· 11à La coscienza in altissimo grado della- prQ))l'ia per5onalità, riconosciuta dallo Stato, e da esso tanlo rinvigorita ~elle sue ma-
\ CAUSA FONDAME~TALE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
LA GUERRA 246 nifestazioni, che ogni r,ìttadino nel canipo dei suoi diritti, poteva dire· di essere Roma stessa, perchè disponeva di tutte le forze di essa. 2° Da questa coscienza della personalità, dalla idea di non aver· altro superiore che la legge, che questa legge da fatta un icamente· per il vantaggio di ciascun ci Ltadino, e che quindi il ciuadino era fine a ~e medesimo, originava il sentimento fortissimo della dignitit personale, e quel rispello di se medesimo, ehe è il fondamento della moralità e delle nobili azion i; perchè, se da una parte ci muove a. rispettare gli altri affinché rispettino noi, dal che si origina il sentimento della giustizia; dall'altra ci dà un diritto, anzi ci fa. un dovere di esigere questo rispetto.dagli altri, e per conseguenza ci spinge a sempre più mostrare di meritarlo con opere di valore, facendoci; considerare sommo obbrobrio il preferire la vita all'onore ('1). . 3° Dall'.essere, per la natura dei tempi, comune il pericolo pubblico cpl privato , identiche le sorti dello Stato e quelle del r,iuadino: dalla partecipazione intima, costante, operosa di ogni cittadino ad ogni movimento dello Stato per mezzo delle votazioni e delle magistrature, specialmente dopo che queste cliventarono annuali; dal riper.cuotersi che facevano sulla condizione del cittadino le condizioni pubbliche, ne veniva una tale compenetrazione della vita privata nella pubblica, che il Romano viveva quasi più di questa che di quella: non solo co1nprende·va, ma sentivci effellivamente come suo bene e suo male personale la sconfiua e il trio11fo della patria; e finiva ad identificare, di sentimento e di fatto, il ~uo interesse con quello di Roma, la sua ~ita colla vita di Roma. 4. 0 Da ciò proveniva quella devozione illimitata, quella passione, per così dire, che i Romani seùtivano per questa Roma, personificata da. essi e idolatrala come la fonte d'ogni potenza, d'ogni vita, e
Summum crede nefas vitam praereri'c pudori, , Et propter vitam vivendi perdere caussas •. , , G1ov&i-;ALE, Satire. Ecco il principio rondamonta1e dell'eroismo classico greco e latino, rivissuto poi nell'eroismo cavalleresco, e ora diventato il cardine dell'educazione civile non meno che. militare. Gli è perciò con tutta ragione che il IJo Cristoforis cita, come parola di signi. ficato profondo, quella di Wellington, che • già vecchio, ritornando a vedere il collegio· e di Eton, ove aveva ricevuto la.sua educazione letteraria, incontrando di nuovo nei , figli dei suoi camerata la stess:t <listinzione di modi; gli studj sc1•cri dei suoi tempi, • lo stesso degno sentire di sé, e, come dicono si bene gli inglesi, lo si.esso self-·respect.,. • disse: È qui che fu vinta la battaglia di Waterloo». Ds CRtSTOFORJS, La Guerra. Cap. Xli •. (i)
quindi come ragione d'ogni loro operosità: l'esilio della quale portava con sè l'amarezza e la disperazione della morte; e della cui potenza si forniavano il loro particolare ideale di grandezza e felicità; ideale operatore di ta'nti prodigi di virtù e di eroismo; come, a distanza morale in(ìni La, fu quell'ideale che .Maometto e Alì fecero brillare alle fantasie dei loro set.Latori ( 1}. 5° La risultante di tntti questi sentimenti, dato il pericolo, doveva essere, e fu difatti, la risoluzione incrollabile di spiegare ogni energia di intelletto, di cuore, e di mano per la difesa di questa Roma in cui era concentrato ogni interesse e ogni affetto del Romano . Di qui l'origine di tutte le virtù politiche e militari, civi li e morali che s'incarnarono in così alto grado nel cittadino Romano; ed erano: quella che si può chiamare la virtù politica, che consiste nello spirito di discipl ina e del sacrificio , e nel la subordinazione dell'individµo alla cosa pubblic_a; il disprezzo, non della vita - (che anzi cli questa ne avevano un sentimento fortissimo, come quella che si identificava cella vita della patria) - ma sì ii disprezzo della morte, arme a cui nulla resiste, e senza cui npn c'è arte militare che tenga; la illimitata sottqmissione ad una ferrea disciplina militare sancita da pene atroci - (scure, verghe, decimazione, ecc.) - disciplina liberamente impostasi da loro medesimi; ir ~rigetto meditato e volontario di tutto ciò che potesse anche lontanamente effeminare l'animo ed il corpo (2) - (piaceri, lusso, eleganza di vit.'a e di vestire, belle arti, commercio) - e la pratica invece delle vir tù e delle arti per cui si agguerrisçe l'uno e l'altro; e infine la subordinazione nell'ordine civile ai magistrati, il rispetto asso Iuto-alla legge affine di mantenere la pace all'interno; condizione necessaria per poter~ liberamente guerreggiare al di fuori. Queste idee, questi sentimenti, questi co.stumi, sorsero naturalmente per la forza delle cose, cioè per la ragion di guerra, negli animi dei primi cittadini Romani; ma in qnei prim i anni la energi~
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(i} • A Venise on vivait longtemps seul; et l'on comprcnd qu'au temps de sa spJen• deur et de sa liberté, ses enfants I' aient presque personnifiéc dans lenr amour, et • l'a1ent chérie non pas comrne une chiose, mais comme un è tre,. SAND, Ilist. de 11m vie. (2) CESARE, De Bello Gallico, I. , !forum omnium fortissimi sunt BP.lgae, propterea • quod a cultu atquo humanitate Provincire longissime absunt, rninimeque a<I cos mer· • catoressrepe commcant,al.que ea, qmead e/feminandos an imos pertinerlt, important•.
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LA G{JERRA
CAUSA FONDAMENTALE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
di quei sentimenti si Lrovava bilanciata da quella di idee e di sentimenti anLeriori e di ordine diverso. Ma nei tempi snsseguenti , siccome quello stato di cose persisteue sempre, quelle idee e quei senL'ÌmenLi si avvaloravano tanLo più, quanto più si sceveravano dalle idee e ~ai sentimenti opposLi e diversi. - '.Per Lai modo , perseverando tutLi di generazione in generazione in quell'ordine di idee , . . anzi compenetrandosene sempre più: sviluppando successivamente, mediante un processo cli secolare selezione ecl eredità, tulle quelle attitudini intellcttuaili. morali e fisiche che più clirellamente rispondevano alle condizioni clei Lempi, e che perciò erano jn onore, trascurando invece e disprezzando tulle le altre (11); . educandosi tutti ad una stessa disciplina morale, militare e civile, sia nella famiglia, sia. nella società; mantenuti sempre in sulla stessa strada dal patriziato, con quel rigore inflessibile, con quella tenacità di proposito , con quella continui lit di sforzi che sono proprie'delle aristocrazie; si . formò un icleale di viia civ'ile e m:ilita:re, su cui tulti gli individui e tutte le generazioni si venivano foggiando, a cui tuLLi tentavano di accos lar;,i sempre più, ,e cui tulli v,enivano gradatamente elevando e perfezionando per opera degli esempi , e delle tradizioni delle gene1·azion.i precedenti; e così ne risultò quel lipo di cittadino e di soldato, che non fu pareggiat0 mai; che aggrandendosi via via in proporz~one del la grandezza dei pericoli di Roma, acquisLò a quesLa una potehza, che, falla ragion dei tempi, nessun popolo raggiunse; e che,poi naturalmente scorµ parve, col cessare delle circostanze che lo avevano originato e condotto a tanta altezza.
.diritLo,di viLa e di morte; precisamente come su una nave da .guerra ..o in una fortezza assediata. · E che questa tanta autorità lo SLato la concedesse al padrefamiglia non già per un ì'ispetto astrallo ed eccessivo alla podestà paterna, ma sì per l'interesse pubblico, lo si rileva da ciò, che, mentre Wi dava questo poLere così illimitato sui figli , dall'altra parte gli imponeva sLreLLissimo obbligo di conservare e mantenere la famiglia, ,di educare la prole, di non sparnazzare le sue facoltà a detrimento ,dei figli: interdicendolo come mentecauo quando·lo si vedesse sciupare il suo patrimonio: precisamente come un capitano ha l'obbligo di curare la salute, l'istruzione, gli interessi cle'suoi soldati, perchè ·Con ciò mantiene più vigorosa e più salda la forza mili tare della sua ·Compagnia. Della famiglia enLravano a far parLe anche i clienti. Erano essi o antichi proprietarj del terreno spossessati e resi affittaiuoli; o profughi d'allri paesi venuti a H.oma a cercare sussistenza e protezione; ,o schiavi fatti liberi che rimanevano presso l'antico loro padrone. Il padrefamiglia, per rispetto ai cfienti, aveva il titolo. di patrono . I clienLi pigliayano il nome gentilizio e i riti religiosi del loro pa· trono: ed erano avvinLi a lui per tutta. la vita da un sentimento di ,gratitudine e di deYOzione. Gli dovevano obbedienza in tutto: dovevano accompagnarlo alle adunanze o alla guerra, e anche in esiglio se mai fosse bandJLo : soccorrerlo in tutti i suoi bisogni colla eersona, coll'iwere, concorrendo a pagar le mn!Le impt>stegli, a riscatLare lui e i suoi falli prigionieri dal nemico, ecc. li paLrono dal·l'altra parte, menLre poteva esei·citare sui suoi cli.enti il cliritLo cli vita e di morte, e, in certi casi, rimeuerli in schiavitù, aveva l'ob1bligo di rappresentare e tuteiare collr1. sollecitucline di un padre, le loro persone e i loro inLeressi: di soccorrerli in tulle le maniere e di paLrocinarli in giudizio. Il patronato e la clientela erano in certo modo una estensione, un ampliamento del vincolo naturale tra padre ·e figlio; era un vincolo di reciproci doveri e diritti senzionate dallo Stato e consacrato dalla Religione: tanto che l'uno non poteva mai .sLar conLro l'altro in giudizio, nè far tesLimonianza contro: e chi infrangeva [,al vincolo era maledetto e poteva essere ucciso come reo · -di alto Lr:adimenlo. Da quesLe relazioni così strette tra padre e figlio, tra patrono e ·Clienti ne veniva:
Anche nel!' orJanizzazione della famiglia romana si riscontra l'azione dello stato abituale di guerra in cui Roma si Lrovava. Mentre nella Grecia e nella Germania dal momento che ii giovane si era fauo capace cli sopperire a se medesimo, diventava per legge indi,.pendente dàlla paLerqa auloriLà; questa invece nella famiglia romana era mantenuta illimitata, irresponsab ile e inalienabile nel paclrefamiglia per tulta la Slta vi La: e quesLa autori Là che si estendeva sulla moglie e sui figli, sulle mogli e sui figli di questi, con pieno
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(! ) • Queste due. forze di imitazione e rii ·euininaziòne sono le più importanti di • tltttc, auzi sono le sole potenti, nella fo~mazione dei catatteri nazionali , . BAGMIOT,
Leggi scien/.ifi,che dello s·v iluppo delle nazioni. /
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LA GUERRA
CAUSA FO~DAMENTALE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
,1° Una unione solidiss ima cli interessi e cli affetti, che sai campo di battaofoi si traduceva in una forza cli coesione incomparabile: salda fiducia e l'affetto che univa tra loro il capo e i subal \ stante
Per tal modo la fami glia romana costitutiva un nucleù, potente per numero d'uomini, ma più ancora per la compattezza morale stabilita dalla comunanza degli affeui, degli interessi , delle idee e· delle tradizioni; e per la triplice autorità del padre di fami glia, la-. quale perciò si imponeva irresistibile a'suoi dipendenti, devoti a lu.i per sangue, per religione, e per una disciplina iniziata fin dalla puerizia. E in questo nucleo si educavano non solo i figliuoli, ma anche i clienti, che non potendosi dire per nascita ci ttadini romani, e· quindi essendo esclusi da ogni diritto civile e politico, godevano· però una certa libertà di fatt0: e formandosi delle aITezioni e deglt interessi, vivendo della vita della famiglia romana, vi contraevanol'attitudine a diventare col tempo cilladini romani.
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2° Dall'essere riunita in una sola persona l'autorità famigliare. \I la religiosa, e la militare, ne conseguitava che quest'ultimèÌ cliventava irresistibile: perchè nei subalterni la subordinazione e la disciplina erano tanto più profonde, e l'obbedienza veniva tanto · più pronta, in qùanto che erano imposte non solo dalla ragione militare, ma anche dal.la ragione religiosa, e dal sentimento famigliare, e avvalorate da una consuetudine cominciata nei primi anni e non interrotta mai. « Una famiglia fortemente costituita è il miglior~ « crerme per una nazione bellicosa. In una famig lia romana, i fan« ~iulli fin dalla loro nascita erano allevati sot~o un clespotism,o clo- · « mestico che li preparava meravigliosamente· ad assoggettarsi più « tardi ad una disciplina militare, a una istruzione militare, acl un « clespotismo militare. Essi erano prontissimi nello obbedire ai loro« ~aenerali ' perchè erano stati forzati acl. obbedire il loro padre: essi, « nella loro età matura trionfavano dell'universo, perchè nella loro << infanzia erano allevati in famiglie, dove la tradizione e la pass ione « clel coracrcrio o o erano fortificate dall'abitudine di un ordine infies" sibile ~' (il). E siccome questa disciplina e questa subordinazione, per aspra e severa che fosse non aveva. nulla cli servile, nè cli umiliante, perchè il fi"lio che obbedisce ciecamente al padre sno non per questocrede di avvilirsi nè si reputa suo inferiore; ne veniva che, mentreil o. aio vane romano contraeva l'abito cli. starsottomesso profondamente . ai suoi capi civili e militari, non però si credeva da meno di loro, ma manteneva sempre jnalterata la dignità dell'animo suo; e l'obbedienza conscienziosa, ma non servile, lo addestrava al comando· vigo roso e risoluto, ma .scevro d'arroganza (2). .
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Op. ci1.
(2) • Le commandoment perdait ainsi ce qu'il a de dur, et I' obeissance ce qu'elle· a de degradan t • dice Lou1s BLANC parlando della feudalita. llist.. de l(1. Jlevolu/.ion· Française. E FusnL DE CoNLANGES: • Savoir obéir et savoir commander furent les doux vertus qui rendirent le peuple romain· incomparable, et qui le lìront le maitre dcs autres penples • .
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Anche nell'organizzaz ione primi tiva della Repubblica Romana nel suo successivÒsvolgimen to ~i riconosce la preoccupazione co-stante del •pericolo e della guerra•: perché tutto è diretto· sia .alla, concentrazione della forza, ~ia all',aun~e~to .progr_essivo. di qu est~, secondo le circostanze·, mediante I ass1mtlaz1one cli nuovi elementi . (luindi nella Costituzione Romana bisogna distinguere il periodo, primitivo: e poscia il suo successi\'o adattamento alle nuove esigen zeimposte dal persistere del pericolo e della guerra . Ora esaminando le istituzioni fondamentali della primitiva Homa, · la composizione e le attribuzioni dei comizj , del senato, e i poteri, coffcentrati nella mano del Re, si scùrge: -1°· Che la vera e legale popolazione di Roma primitiva con sisteva nei padrifamiglia fondatori della città, e nei loro figli nati da· ai uste nozze ' e che a loro soli competeva la crualitit cli cittadino ro· i, . mano, ossia essi soli avevano quei due ordini di diritti civili e politici che costituì \'ano la cittadinanza romana; mentre gli schiavi' erano considerati come cose; e anche i clienti non avevano personalità propria, ma erano una dipendenza , per così dire, del patrono :: facevano parte della famig lia, non dello Stato; 2° Che questa qualità di cittadino romano era tanto più preziosa, in quanto che concedeva una quantità. estesi'ssima di diritti: quindi tan tQ più gelo$amenle mantenuta come un privilegio di sè edei suoi, con e~clusione cli tutti gl i altri che non appartenessero alle· prime famig lie dei fondatori cli Roma;
LA (lCEH !\A
CA USA FON DAMENTA LE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
3°/Che LutLi iciLtadin i romani.erano perfettamen le uguali tra loro in faccia 'alla ,legge, Lu ttì sottomessi ad un'unica giurisdizione nelle cose che potessero comeéhessia interessare lo Stato; e che perciò raz.ione sociale si esercitava liberissima dall'individuo all o Stato · ,e dallo Stato all'individuo, senza incontrare resistenza nè di indi,·idui nè di corpi privilegiati; .. 4° Che non ostante l'assolut,t eguaglianza dei ciuadini Lra loro, ,e non oslante l'assoluta podestà del padre spi figli, J' aulorità' d~ ,Stato interveniva a sciogliere essa le contestazioni, e a reprimere \ · ,essa le viole.nze che polevano mettere in pericolo la pace pubblica, \ Locrliendo quindi fin d'alìora ai cittadini quel diriLlo di giustizia edi gl;erra privata che sussisteUe più a lungo presso altri popoli. E la ,enero-ia dell'intervento pubblico, e l'atrocità con cui erano punite ,certec) colpe che oggidì sarebbero d'ordine affatto privato, mostra · ,che Ja ra oo-ione di' un sistema giudiziario così energico si deve . Lro· ,yarenélla necessità di mantenere ad ogni costo la .pacee l'ord111eal,J'inlerno, per la slessa ragione per cui oggidì si proclama lo staLo d'assedio; . , 5° Uhept3r tutti i cilladini era un dovere e un diritlo il militare; che dalla qualità di cittadino era indivisa quella di mili,tare r - (qnùriti portatori di lancia); - popolo ed esercito era tutt'uno; ondel'.hè appena il giovane era atto alle anni, entrava nell'esercizio de'suoi diri LLi politici. Ora, siccome tutLi gli affari più importanti , nello Stato si decidevan0 nei.comizj curiati ', composti di tutti ciiti tadini, cioè di tutti i soldati, ne veniva che le risol,uzioni erano prese <la ch i le. doveva eseguire; ' 6? Che in Roma lo Stato e la religione erano una cosa sola: ,che in tulti gli aff,iri civili e poli tici interveniva la religione; che lutti i sacerdoti non costituivano una classe a parte ma erano cittadini come gli altri; che nelle loro carich.e av,evano una autori Là ,parte 'religiosa, par le civile: (così ad esempio, il collegio dei Pontefici con· servava le leggi, e le formole per i coritra~Li fra i cittadini,, ecc., qll!ello dei Feciali conservava i ,trattati coi popoli vicini , ed era una specie di c0nsiglio di Stato). Da ciò ne veniva che gl'interessi relio1·osi erano come Lutti o-ii altri subordinati all 'interesse generale; 7° Che tut.Le le parti dell'autorità esecnliva, cioè l'autorità militare, la reli giosa, la giodiziaria, l'amministrativa, erano Lolle con-
centrate nel Re, da cui emanava ogni altro potere. Se non che, stanle i temperamenti e i freni opposti dalle altre d1.le istituzioni politiche, cioè dal senato e dai comizj curiati, ne veniva ch e il re,. mentre al campo aveva un'autorità potentissima perch è l'autori là militare et'a di gran lunga rinvigorita da Lulte le altre, in città si trovava naturalmente imi,edito di trasmodare nell'esercizio de'suoi poteri. Qu,indi l'au torità regia era fortissima, Ià dove era bene chefosse forte; nel t·esto non poneva ostacolo alla libertà: doppia condizione di forza reale ed effettiva. Da tulto ciò che si vede che questa costituzione, era favorevo le·1 in sommo grado aÌla concentrazione della forza, perch.è' stab iliva il · pieno accordo degli interessi, degli animi, della volontà, e quindi delle fo rze, cli tutti i cittadini in una azione prontissima insieme e vigorosissima, perchè meditata da pochi, risoluta da tutli, diretta da, lln solo. Con questa costituzione che, seconcfo la tradizione, avrébbe durato .(75 anni, Roma vinse le prime sue guerre co i popoli circonvicini , e colla distruzione d'A lba acqu isrò l'egemonia Sl\l La;,,io. :Wa l'essere quista costituzione eminentemente favorevole alla concentrazione delle fopze attuali non era sufficiente; perchè, mano- I mano che Roma estend,eva il suo dominio ed allargava il raggio delle sue operazioni, si lrovava di fronte a difficoltà sempre maggiori da vincere, a nemici sempre più forti da superare. Doveva quindi ordinarsi in modo da assimilarsi sempre nuovi elementi di forza . Questo processo d'assimilazione, in cui Roma spiegò una sapienza politica quale si conveniva al· vasto impero che acquistò, si operò in · due tempi:. i quali comprendono. ;J O L'assimilazioùe dei plebei .·, 2° L'assimilazione dei popol i italici prima, e poi dii Lulli gli altri popoli soggetti. · Vediamo come si operò l'assimilazione dei plebei. La.costituzione che vedemmo , nei primi tempi conispondeva perfeltaniente alle condizioni sociali di Roma; ma dopo qualche tempo cominciò ad esser'e in un disaccordo che andò via via diventando più forte; e ciò per due ragi,oni, l'una esterna, l'altra inte'rna. La ragione esterna fu l'usanza che ebbero sino dai primi tempi i . Romani di distruggere le città dei popoll vicini che avevano vinto in guerra; e, invece di rendere : ;chiava la popolazione, Craspo1:tarla
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LA GUERllA
in Roma: dove tulla questa gente diventava cliente della cillà, ossia .,del re. La ragione interna fu che i clientì delle varie fami glie, e, per i quali primitivamente la clientela era sL.ala una salvezza, e il patronato un beneficio, ·dopo le prime generazioni, obliteratas i la memoria del benefi·cio, spentisi i sentimenti di gratitud ine e di ben.evolenza tra il clien te e il patrono, cominciarono a sentire il peso -della socrcrezione domestica: e favoriti dallo Stato che vo leva .mettere. no . un freno alle prepotenze patronali , preferirono entrare nei clienti del re. Così a poco a poco si formò a Roma un corpo di gente c.he . erano Borncmi, percbè dimoravano in Roma, e vi avevano t.uui i :foro interessi più cari; ma non ne erano cittadini'. Questi furono i Plebei,, i quali godevano, sotto la protezione del re, una libertà cli fallo, ma non cli dii'itto, Senza auspicj , senza genealogia , senza famiglia, senza patria podestà; incapaci di couLrarrematrimonj legali, di testare,di adottare figliuo li ; liheriso ltanlo di possedere, di eser··Ci!are l'industria e la mercatura, con cu i taluni acquistarono anche grandi ricchezze. . · Per tal mod.o Roma dopo un certo tempo si trovò di rinchiudere ·tra le sue mura due popoli di,,ersi: l'uno, quello dei discendenti direlli dai primi padrifarniglia fondatori di Roma , i quali discendenti furono detti Patrizj, e avevano tutti quanti .i diritti della ci ttadi nanza romana e li mantenevano gelosamente; l'altro, il popolo dei Plebei,· esclusi da ogni di ri tto civile e politico, e sepanati profondamente dal popolo dei patrizj per il decreto religioso insieme e civile , che vietava le nozze tra Patrizj e Plebei; ma che, pe1' la dimora in Roma, per gl i interessi forma tisi dopo parecchie generazion i, per i sentimenti e le abitudini contratte, avevano acquistala la capacità di poter essere ci Ltadini. Quindi un· disaccordo sempre più sp iccato tra le condizioni sociali e la costituzione politica; e quindi 1.a ne cessità di venire adattando la costituzione allo slalo reale delle cose, se non si voleva la cruerra tra i duè popoli patrizio e .plebeo, guerra .. dalla quale ognun vede sarr,bbe venula la rovina di Roma. . Ma persistendo pur sempre le ragioni che avevano cletermmat.o la fusione dei primi .Lre popoli in un solo, cioè il pericolo e le guen~ , esterne, e la ragione della difesa, ne veniva per conseguenza che si dovesse procedere alla fusione anche di questi due popoli .distinti . coabitanti irnllo stesso territorio, cioè dei palrizj coi plebei. Questo ~
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lavoro di fusione , in cui si vedono alternativamente operare, la forza di persistenza dei plebei nel chiedere la compartecipazione ai vari diritti, la forza di resistenza nei patrizj che 'vogliono conservare i loro privilegi, e la forza del pericolo esterno che costringe e gli uni egli altri ad una serie di t:·ansaiioni, si viene effettuando nello spazio di tempo che và dal 578 al 26:.S a. C. Il primo passo fu fatto colla Riforma della éostit.uzione, Riforma che volgarmente vien~ attribuita a Servi o Tullio (078-534. a. C.). Gl i elementi di questa riforma furono : la città e il territorio di Roma divisi in trenta tribù, qn~ttro urbane (Palatina, Collina, Suburran a ed Esqiiilina), e ventisei rustiche; mista ciascuna di patrizj e plebei (il che mostrerebbe che forse fu fatta ai plebei cittadini e runili una assegnazione di terre pubbliche); ciascuna tribù coi propri giudici per gli affari civili, col proprio trib11no per la ripartizione dell'imposta e del 'servizio militare - istituzione del censo, ossia formazione di un catasto da rinnovarsi o correggersi ogni cinque anni (l1tstro) per riconoscere ed accertare le proprietà di ciascun cittadino - la ripartizione di tutta la popolazione in sei classi secondo le proprietà di ciascuno - e·'per ultimo la suddivisione di ciascuna classe in un num~ro disuguale di centurie: cosicchè la prima classe, composta dei più ricchi, comprendeva un numero di centurie, (98), maggio!'e che non tutte le altre classi insieme (95). L'opinione volgare e tradizionale è che questa riforma fosse fo rmata tutta d'un pezzo, e applicata da Servio Tullio per scongiunre il pericolo d'una r ivolta dei plebei, numerosi e privi d'ogni diritto contro i patrizj che prepotevano di diritto e di fatto. Ma pare forse più consentaneo all'ordine naturale delle cose che questa riforma si venisse facendo ad intervalli , secondo che se ne· mostrava più vivo il bisogno . Parrebbe adunque che il primo passo per l'ammissione dei plebei alla cittadinanza romana fosse fatto dai patrizj, i qnali col censo, e colla ripartizione di tullo il popolo, patrizj e plebei, in classi e in centurie, non ebbero altro di mira che di accollare anche ai plebei il peso proporzionale della imposta e della milizia. · '. Siccome poi coll'introduzione dell'elemento plebeo nella milizia, il re veniva ad acquistare una gntnde forza , perché, appoggiandosi sulla plebe avversa naturalmente ai patrizj , e ora armata e diretta-
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mente dipend~nte da lui, poteva estendere il proprio potere, e stabil iro fors'anche una monarchia assoluta ed eredi taria che riducessein uguale servitù patrizj e plebei; perciò i patrizj, che per la lorocondizione e per la maggiore coltura erano i primi a sentire il peso della soggezi one, vollero abbattere del tutto 'la monarchia. Ma per far questo bisognava aver alleati i plebei; per amicarseli dovevano concedere loro alcuni diritti . Ciò fu fallo colla sostitnzione dei comizj centuriati ai curiati; colla qual sostituzione i plebei che da pprima erano cilladini passivi solamenle. cio~ obbligati alle impostee alla mi lizia, diventarono cittad ini ali.i vi. Cosa d'altronde perfeuamente conforme alle idee an tiche, secondo le quali la capacità mi litare era un diritto o un dovere correlativo alla capacità politica. Ad ogni modo le conseguenze cli qu ostn riforma venivano ad essere: L'amm issione dei plebei nelle clni;si e nelle cenlurie, e perciò il riconoscimento della loro qualità di cittadini romani; quindi l'acquisto che fecero subito i plebei del diri tto di censo e di quello di milizia, essendo la centuria un riparto della legione; Le imposte ripartite non più per testa, ma por cAnturi c, e quindi più gravi pei cittadini della P classe, lo cui molte centurie constavano di pochi individui; Egualmente ripnrtito per centurie, e quindi più leggiero di classe in classe dalla ,1• alla 5a il servir.io militare, e il dispendio dell'armamento, l'uno e l'altro gravosissimo perchè tutti e due a carico dell' individuo: esclusa l' ul Lima classe dalla miUzia, come quella cbe poco o nulla avesse a difendere; Colla sostituzione dei com,izJ centuriati ai comizj curiati, non convocati più c:he straordinaria.mente , i plebei acquistavano il diritto capitale del sufl1·agio. Rimaneva pur sempre preponderante il patriziato, perchè possedendo esso nella massima parte le ricchezze, or,cupava le novantotto centurie della 11a classe, e quindi disponeva di novantotto voti, mentre tutte insieme le altre cinque classi non ne avevano che novantacinque. M.a ad ogni modo anche i plebei erano riconosciuti cittadin i roman i: erano instradati all'esercizio dei diri tti politici, per la loro ammissione ai comizj; e avevano la facoltà di salire di classe in classe fino alla p11ima coll'aumentare le proprie sostanze. La disgiunzione poi dei clienti dai loro patroni, mentre indeboliva questi, rafforzava l'ordine plebe9 cui quelli erano aggrega ti .
EITelli politici di qt1esta riforma furo no le vittorie suali Etruschi e specialmente sui Latini , sia durante il regno clell'ttltimo Tarqninio, sia nella guerra di li bertà che ebbe fin e colla villoria del Lago Regillo (496, o forse più probabilmente, 499 a. C.). -Se non dte la vitto ri a e la sicurezza producono i loro e/Tetti naturali. In qnellaguisa che, dopo la battaglia di Legnano, cessato il timore della pc,tenza imperiale, si ruppe l'accordo tra i nobil i e i popolani; e ll'telli, orgogliosi del trionfo a cui più di Lutti avevano contribuito, si volsero a tiranneggiare su questi; cosi.dopo spen10 Tarquinio, e battuti i Latini , i patrizj romani vo llero ripiglia re l'antico potere, e l'jlornare ai tempi prima di Servio Tullio. Che la rivoluziono che espulse i re fosse iniziata o compiuta per opera specialment.e dei patri1.j, appare evidentemente dalla nuova costituzione repubblicana: la quale si vede direi.la specialmente a tre scopi: ·1° Rendere impossibile l'unificazione della sov.ranilà in una sola persona, la ricostituzione cioè della monarchia, col dividerne i poteri tra più persone, e renderne temporaneo l'esercito . 2° Concentrare tutto il p•>tere nelle mani del Senato, ·cioè dei patrizj . 3° 8iccome espulsi i Tarquini oabbattuta la monarchia, il bisogno del concorso della plebe non cm più stringente, rendere illt1sorio. o al meno inceppare il più possibiJe l'esercizio de i diritti che si or~ stati ,;forzati di concedere ai plebei. Questa costit•1zione ferocemente aristocratica segna llll ritardo nel lavoro di fus ione dei due ordini: e ad essa segue per conseguenza Ja miseria dei plebei. Naturalmente, Ctnchè durò il timore del rii.orno dei Tarquini, il domin io degli aristrJcratici fu mite: ma dopo la ritirata del ~e etrusco Porsenna, e specialmente dopo vinti e oppressi al Lago R.~~illo i Latini, ultimi sostenitori di Tarquinio, la prepotenza patrizia non ebbe più alcun ritegno: e corrispondentemente i plebei precipitavano sempre più basso . Men tre i patrizj, già. possessori della ~aggi or parte dei terreni, aumentano di ricchezza colle guerre perchè 1 pascoli pubblici e le terre pubbli che, acquistate col sangue anr.he dei plebei, non vengono date in affilio che ai patri1.j, perchè soli avevano il pieno·diriuo di ciuadinanza. e la connivenza dei questori (patriz.i) lascia cadere in disuso la riscossi one dei canoni loro imposti ; i plebei invece obbligali a mili tare a lol'o spese, lasciando incolli i loro campi, sono costrelli a pl'endere sernpre denaro a preè)
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ANXO XXX, VOL. IV.
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L.~· G-U ERRA .
stiLo dai patrizj con gravissime usure. Quindi cumulo sempre ere· scente degr'ii1teressi. I dehitori ponevàno in pegno le proprie sostanze e le proprie persone: e non pa~ando cadevano schiavi dei ereditori, che li · ponevano negli ergastol i, o li potevano anche vendere come schiavi. Ma, mentre succede questo all'interno, ali' es.terno leguerre coi popoli circ_onvicini - (Volsci, Sabini, Latini, Eroici ed Equi) -non posano mai. Nell'anno 494 a. C. la· plebe ridoùa nell'estrema mi~ seria viene ir.dolta a coscriversi, prima daiJ.n console, poi da un dittatore, colla promessa-che a guerra finita si· rogherebbe la legge Valeria, caduta in disuso, sull'inviolabilità personale del debitore. Vistasi delusa, si ritira, mentre il nemico è alle porte, la plebe inerme sull'Aventino; l'esercito sul Monte Sacro. La .secessione fece toccar con mano anche _~ii più cocciuti tra gli oppressori che la guerra civile sarebbe la loi:o propria rovina. I patrizj sono costretti a scendere ad accordi e coli a legge sacrata viene ·istituito il Tribunato del.la plebe. - Così da quel monticello deserto e irto di stoppie e d'erllacce, che s'erge entro un la1·go anfratto dell' Aniene rnggiò quella luce, che di lì a meno di mezzo secolo, conéentrata ed eternata nelle leggi delle Dodic-i Tavole., doveva dare al 11).ondo il Diritto, ossia la libertà ·e la civiltà; ben degno riscontro, se non-superiore, ai poemi _d'Omero e al Giove di Fidia. La leggenda e l'apologo di Menenio Agrippa diedero a questa r ivoluzione come una specie di tinta casalinga è bonaria; ma la storia della libertà non solo di Roma ma del mondo 1'.egistra questa fra le sue più splendide vittorie. « Ci fu in verità » dice il grande stoi·ico mo·derno dell'antica Roma, storico per verità non facile ad accen. d.er~i di entusjasmo « ci fu un qualche co;;a di possente e di sublime « in questa rivoluzione compi uta dalla moltitudine stessa, senza co« mando definito, sotto capi trovati a caso, e senza effusione di san· « gue . I-cittadini se nerammentavano con un giusto sentimento di . « orgoglio e d~ soddisfazione. Le conseguenze si fecero sentire per << molti secoli» (1). E anche oggi_ dì, aggiungiamo noi. (<) M o11rnSEN, St. Roin. , li, 2. - Ma anche oggidì ci sembra abbiano valore !'e parole del sommo storico romano, • Qui nun c quoque, in hoc immenso aliarum super alias • acervatarum legum cumulo, fons omni; pub lici 11rirntique est j uris •. Tn-o Livio, fil, ·u..
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Questo è il secondo, e di lunga mano il più importante passo nella . fosiohe delle due cittadìnanze; paLr-izia e plebea; perchè fu coJl'.eser- · ·cizio e collo svolgimento logico e progress'ivo dei diritti contenuti ·in embrione nella Legge $aerata, e.specialmente del Tribimcito della ,plebe · trasformato ·da arme di difesa in potentissima arme di offesa ,e di conquista, che la plebe, ordinatasi pe,r tal modo con capi , adu nanze e leggi proprie (tribiini, comizj- tributi, plebisciti) venne ;acquis~apdo;<lapprima i diritti civili, e poi i politi ci. · . Quìn<li nelFanno_45'1 a. C. dopo di~ci ·anni di contese e di -sizione per parte del senato, fo accettata la rogazione del tribuno Tferentillo Arsa, che cioè fosse compilato· un codice di leggi eguali ,per entrambi gli ordini patrizio e plebeo, affinchè i plebèi non fos-sero più abbandonati all'arbitrio dei patrizj soli conoscitori. e gelosi custodi del.le formole legali e· delle' cerimonie giuridiche. Furono quindi eletti i Decemviri, i quali compi larono e pubbl icarono le leggi delle Dodici Tavole, fondamento primo della Legislazione Romana('!). Per queste leggi, che erano uguali per tulli, i plebei acquistarono t'iiçJtiaglianza civile coi pat1'i.zj, uguaglianza. che poi fu compiuta nel 440 a.. C., quando per la rogazio1ie, Canuleja fu abolito il divieto <I.i connùbi'o tra patrizi .e plebei. Certo la conquista di questi clirìlli non fu facile nè all egra; la re-
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-(.l.) Le legg.i delle Dodici Tavole furono il fonda mento sul quale fu eretto il colossalo
Corpus Jwris, • ce systeme si robuste - dice il ~lichèlet - dout la cohésion eton"' nante es t comparée par Leibni tz a celle ·meme des ma.thématiques • . Le le""i delle Dodici Tavole non ·erano in gran parte che le vecchie costumanze ita0 liche e r~mane trasorìtte ·e diremo, cod ificate: Ma a chiarir~ la grande importanza di questa rivoluzione, e ad 'illuminare gli antichi tempi colla face clei nuovi, non c'é di meglio che riferire quanto dice il Michelct per riguardo ad una rivoluzione dell o stesso genere, iniziata da Luigi Xl, il quale non volendo altra tirannia cbe la sua, aveva la -smania che si squarciasse da ogni parto quel vecchio velo d'ignoranza dietro cui s'ap.piattava l'infinito arbitrio dei re delle provincie e dei cantoni, • Avec quelle facili té, ·• sous la coutume non écrite, confiéa à la memoire peli sl1re, corru pl.ible, des pra ticiens, • toutes !es volontés des seigneurs Ja'iqucs, ecclés,astiques, dcvaient raloir comme lois I « Lois changeautes au gré du caprice, de l'in terét, du besoin du jour ! Qui ,tura it ré• clamé ! •. La grande impresa, cominciata sotto Luigi Xl, fu continuata sotto i regni di Carlo vm e di Luigi X. li. Nel i49i fu ordina ta la pubblicazione delle Costumanze: ·• Revòlntion enorme pour !es résultats d'avenir, quelquos petits, timit.les, _qu'ils aient • été d'abord. Si la coutume est'mauvaise, écrasante, au moins n'empire+elle plus all • hasard des volootés fantasques et mauvaises. La voila écri te, on la rnit, on la lit ·• ·chaque matin. Fiez-vous à la raison hn maine, au sentiment de justice qui est au • coeur de l'homme. La lumiere est mortelle au m,d. Mal connu est dcmi-guéri •: .MICHELET -
La R~naissa,i.ce, I, H.
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f,A GUERRA 260 sistenza patrizia fu accanita: le sùfferenze de' plebei• eccessive: e~· ·volle una seconda secessione sul Monte Sacro, una terza secessione· sul Gianicolo; ma non mai si venne al sangue e alla guerra ciYi le. I plebei, nel profondo della miseria e degli strazj, si ripetevano come· Enea ai compagni: O passi ,qraviom, dabù Deiis his q1wqiie finem,;· - e diffalti i patrizj, dopo esaurito ogni tentativo, finivano col cedel"e. Come non riconoscere e uegli uni e negli altri uno splendido , esempio di vil'Lù civi le e di sapienza politica? Or chi l'aveva loro, inse.~nata? Ni~ntealt1·0 che quel provvidenziale« maqister artis ùi-. yeni1qiie ta1·_q'ltor » che è il pericolo, il quale fa perd ere la testa a coloro che l'hanno debole per natura, ma la raddri1.za e la illuminfl. : a coloro che l'hanno anche solo discreta. · Ormai i due ordini non erano P,iù separati tra loro che per il dirill.o ~lle cariche e alle rn<1gistrnture, che per il caratlere r~li gioso che v1 era annesso , erano rimaste privil egio dei patrizj. Ma intanto· coll'accordo che si era stabilito, Roma sostenne dapprima la lunga guerra coi Yejenti, cominciata nel 437 a.. C. e fin ita colla presa e· rlistruzionedi Vejonel 393a. C., dillatoreM. Furio c,1inmillo: compì cpielln grande rivoluzione milital'e, per cui venne assegnato il soldo, alle trnppe, sola per cui furono rese possibili le guerre di lunga portats1 e le lontanespediz1oni; resse ai disnstri della guerrn coi Gnlli Senoni, della clade alliense, e della distruzione di Roma; ria ssoO"gettò Latini, Volsci ed Equi ribellatisi; e infine, sempre per mez~~ del Tribuna lo, compì l' ultima incruenta riv_oluzione politica per cui furono accellate le leggi. Licinie e fu ·creato console Lucic Se.stia, che fu il primo console plebeo. Ammessa cos.ì anche la plebe alla. p;·irna carica dello StaLo., ne veniva per conseguenza che anche le cari che minori le fossero aperte: e cosi fu compiuta la concordia tra i due· ordini: concordia che nlLora apparve più necessaria che mai. Perchè dopo poco tempo Roma fu involta in una. serie di auerre così Lerri'bili che cerLo non avrebbe potuto reggervi se no~ avesse avuto il pieno accordo tra tti.tti i suoi cittadini. Da principio la prima gner·ra Sannitica (343-34,.l a. C.), colla quale Roma acquista Capua; poi la Gne-1Ta Latina (340-338 a. C.) che finì collo scioglimento della Lega Latina; quindi la seconda. ynel'-ra Sam,nitica, complicata da. una rn·ùna lega lH popoli italici, Etruschi, Umbri, 1"larsi, Peligni, Ernici ed Equi; guerra che duro
CAUSA FONDAMENTALE DELLA GRANDEZZA DI HOblA
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,dal 336 al 305 a. C. ; poi la "te1·.za gw:.rra Sannitica e la seconda .legci Italica, nella quale entrano anche i Galli, combattuta dal 305 al 290 a. C.; poi le guerre coi Tarent-ini e con PùTo dal 280 al 272 a. C.; poi le guerre coi Piceni nel 268 a.. C., coi Salentini e ilfos.sapi nel 267 a. C. e infine con Bots_ena citlà etrusca, distrutta dalle ·fondamenta nel 265 a. C. - tutte guerre combat:tute con accani'mento e furore incredibile, cosicché due consol i romani furono co ,stt·eui a. sacrificarsi agli Dei Infernal i per rian imare le schiei·e ro,mane che piegav?no; e Roma vide Pirro pi'antare il suo campo a poche migl ia da essa. - Pure essa poLè regger'e a tutto per l'energia indomabile che spiegò in tulle queste guerre che veramente formano 1l'età eroica di Roma, e per 1 :accordo sempre più compatto che va -facend·o·si tra i due ordini patrizio e plebeo, Msfochè in Roma alla ' fitfe non viene più_a trovarsi che una sola specie di cittadini, uguali ·di diritti , concordi di voleri , non gai·eggianti tra loro eh.e in sacri.ficarsi per la grandézza di Roma. Quindi vediamo che parallelamente al crescere del pericolo, la fusione tra i due ordini si va .sempre più compiendo: e che nel 336 a. C. ,tppena finita la auerra Latina, i plebei 1 sono ammessi alla P-retnra: durante la. siconda guerra ·sannitica, entrano alla Qnesturn, e alla Ed,ilità Cimtle: e -appena finita la guerra colla prima Lega Italica, sono scelti fra i .plebei cinque migiiri, qnauro pontefici e il pontefice massimo . Questo costante parallelismo tl'a la guerre. esterne, e .la contem~oranea e sempre più estesa comunicazione di dirilli e politici che 1l patrizj fecero ai plebei, find1 è si arrivò al punto che tra l'uno e •l'altro ordine non ci fu 'più alcuna differenza legale, (i mosli·a che · s?lo allacostante e serhpre più terribile pre~sionè del pericolo esterno s1 deve questa sapienzà politica dei p·atrizj dominatori i quali accomµnarono ai plebei l'amrhinistrazione della cosa pubblica: accomo,dando in tal maniera la costituzione politica alle condizioni econo miche, ìntelleuuali, e morali di tutto il popolo. Dalla qual cosa ·deTivarono le ~èguenti conseguenze: ·1° La forza materiale di Roma che prima non const'ava che dei patrizj e del loro saldo ordinamento ·politico einilita1·e si trovò per ' ·I' ammissione dei plebei nelle legioni, aumentata a più' doppj, senza :-he per questa mescolanza ne scapitasse la forza morale, slante che il plebei da secoli erano educati alle tradi"zioni ed agli esempi romani.
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I CAUSA FONDA~iENTALE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
LA GUERRA
2° Una coe.sione civile sempre più compaua, e perciò una aziòne· tanto·più vigorosa ali' esterno, in quanto che gli animi soddisfatti nellecose interne, potevano rivolgere ogni loro forza a propubare il pericolo comune. 3° La en:rnlazione/ eccitata dalle contese cittadine in entrambi gli ordini, gareggianti tra loro a dimostrare che meritavano . l'uno. di consena1"e l'aviLapreminenza, l'altro di parteciparvi: di qui iprocligios,i sforzi di virtù civile e mi li tare e di disciplina, percui poterono reggerealleterribili g.uerre'coi Galli? coi Sanniti. cogli Etruschi,. e da ultimo con Pirro: guerra, non di conquista, ma di difesa e dL c0nsenazione. Ma il proces:;o finora tenuto per l'assimilazio,ne di nuove forze, trasportando cioè in Roma le vicine popolazioni vinte e trasforinandolepoi in altrettanti cittaqini e altrettanti soldati, coll'opere dei quali poi, Roma proseguiva ali' esterno le sue vittorie, non poteva più aver 1uogo, quando le conquiste si fossero estese ad una certa distanza da Roma,. senza spopolare tutt'intorno a sè il paese, e quindi senza imprigionarsi e sfinirsi da St:< stessa. Bisognò pertanto riconere ad altri mezzi: e qui fu dove apparveveràmenle muavigliosa non meno l'elevatezza cli mente dei Romani, che la sapienza civile, colla quale seppero subordi nare ,e coordinarenella dipendenza da Roma tutto il vasto impero che anelarono via via conquistando: questo fu il capolavoro, sin qui non pareggiato mai , dell'arte poli tica. Perch( se si considerano le difficoltà delle comunicazioni terrestri e marittime nell'antichità, e I~ differenza eno.rme nello sviluppo della scienza e delle sue applicazioni negli antichi e· nei moderni tempi, non sembrerebbe del tutto una esagerazione_l'affermare che l'aver saputo riunire inantic.o tanti popoli in uno Stato, solo quanti nè riunì l'Impero Romano, corrisponderebbe al riunire oggidì sotto un solo governo tutto il mondo . '· Costrella fin dalle prime origini, per ragione della difesa, ad in.· corporarsi elementi diversi, Roma.nelle sue relazioni cogli altri po~ poli prese un indirizzo affatto opposto a quello dei Greci. Questi con · centrav.ano e impiccolivano l'ideale della patria nella loro unica ciUà, anzi nella loro unica gente fondando·la loro costituzione po.liLicasul1'oppression-e o :mli' esclusione dello straniero: .Roma con concetto molt<l più civile e più vasto, tende ad incorporarsi e ad assimilarsii popol i vinti. ·
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Questo concetto fu da essa attuato con un.a graduale e sapientissima· progressione. Dapprima, come si vede,. introdusse nelle proprie mura \e popolazioni vinte, e come le ebbe ben compenetrate della vita romana, ne creò tanti cittadini. Ma quando questo modo di aggrandirsi non sarebbe stato più possibile senza lasciarsi tutt' alt' intorno . un deserto, tenne diversa via, per raggiungere però sempre lo stesso intento, e gradatamente si aggregò tutte le popolazioni vinte all'intorno cli Roma - (Sabini, Equi, Latini, Volsci, Etrusci meridionali) - cosicchè nell'anno 264 a. C. l'Agro Romano si estendeva dal monte Cimino (Monte cli Vùetb~) al Volturno, con una popolazione cli 1200000 abilanii <li cui 300000 atti alle armi. Ma quando l'impero di Roma si estese oltre a questi confini, e abbracciò dapprima tutta l'Italia, e poi lutl.o il mondo circummedit.erraneo, questo sistema cl'aggregazione universale e inconclizionala non si poteva più applicare a popoli cliversisissimi cli origine, lontani assai da Roma, conlttnghe tradizioni essipure cli potenza e di glorià, sòttomessi dopo lunghe e sanguinosissime guerre; perchè Roma non avrnbbe avuto più il vigore di mantenersi capo e centro di tullo l'impero, quando que3ti popoli fossero stati rifatti suoi eguali. Bisognò quindi, pur Lenendo sempre di mira lo stesso concetto, seguire un altro procedimento. Nell'esecuzione del suoconcello Roma procedette in questo modo. Furono disciolte e severamente .intercleue tulle le leghe, e spesso anche i connubj e i commerci tra le città. vinte: to lti a cias_cuna cillil: e riservati unicamente a Roma, i diritti di trallare con popoli stranieri, di far g~erra, di battere moneta; delle contese tra città e ciu.à. arbitro e giudice il Senato Romano; ciascuna ci tlà. dipendente direttamente da Roma, con trattati e condizioni speciali per ciascuna. Così Roma, centro di tutto l'impero di sponendo delle forze di Lutto l'Impero non si trovava mai di fronte che ciUà incliviclue: e a ciascuna cli esse, a seconda.della loro maggiore o minor~ fedeltlted ossequenza a Roma, questa comunicava una parte maggiore o minore del Di1·itto di cittadinanza 1·omana. I gradi di compartecipazione delle varie ciuà alla cittadinanza ro· mana si possono ridurre ai seguenti principali : 1° 1lfonicipj cli ottim,o gitwe. Erano le città che godevano del pieno diritto cli cittadinanza: avevano cioè tutti i diritti civili e poli:. 1
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tici, -ed erano souomessi agli stessi obblighi dei cittadini romani . Erano inscritti in una Lribù romana dai censori di Roma , e là dovevano presentarsi sia per votare sia per,:. esercitare le cariche, sia per .essere descritti nelle legioni. 2° Jlfonicip,j se-nza snfl?·ag·io. Gli abitanti di questi avevano il titolo di cittadini romani, ma in realtà erano sudditi, perchè non godevano che i diritti civili dei Romani, mentre enino sottoposti a tutli i tributi e agli obblighi milita.ri dei cittadini romani. 3° C-ittà soc·ie clel Nome Latùio . - .Queste città conservavano il loro territorio, le loro leggi, e i loro tribunali; avevano li bera amministrazione interna: erano pareggiate quanto alle imposle ai ciWtdini romani; erano obbligai.e a fornire e mantenere a proprie spese, in servizio della Repubblica, un contingente di fanteria pari alla romana, e i due terzi della cavalleria. In compenso i Latini erano eguali ai Romani , quanto al connubio, al commercio, alle proprietà; nelle distribuzioni di bottino e di terre conquistate erano pareggiati ai Romani; concorrevano coi citLadini romani nell'appalto delle pub· bliche imposte; e potevano con facilità acquistare il diritto dell a piena ciuadinanza romana, sia coll'esercizio di una carica annuale nell a propria: sia col trasferire a Roma il proprio domicilio purchè lasciassero figli nella città nn tale; e anche coll'accusa pubblica e pro· vala di concussion e di un magistrato romano . 4~ Ciità.socit clel Nome Iial-ico . Queste città si trovavano pres· s'a poco nelle stesse condizioni {lei soci del nome latino: .se non che non avevano la facoltà che godevano questi di poter acquistare la cittadinanza romana . A questa non potevano arrivare che oLLenendo di essere prima ascri tte alle ciltà del nome latino. 5° Le Prefettiire. Queste erano le città a c·ui Roma in castigo di ri bellione o di qualsiasi altra colpa aveva tolto ogni diritlo di libertà ·e di amministrazione interna. Erano governate da P14ctti, mandati ogni anno da. Roma nominati-dal popolo o dal pretore. Il senato romano imponeva loro quelle contribuzioni di denaro e di uòmini che ad esso piaceva. , Ma questa varia gradazion e nella . dipendenza da Roma non era. simmetrica, nè corrispondente alle varie stirpi nè alla diversa distanza da Roma. Alle città di nome latino erano mescolati municipj di vario genere e città di nome italico e prefetlure; come a queste
CAUSA FONDAMENTALE DELLA GRANDEZZA DI ROMA
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si alternavano città di ordine privilegiato, senza riguardo all e Yarie nazionalità. PeT tal modo ogni città dipendeYa direttame11te dal Senato: è mentre la differenza di diri tti i-ngeneraYa gelosia tra le varie ,ciHà, e impediva le leghe ostili a Roma; le citl.à privilegiate serviv-ano a tenere in fede e soggezione quelle tratt<:1 te più duramente. A cemen tare poi e a.concatehai·e indissolubilmente tutto 'questo -edificio servivano in ·modo 111irabile le Colonie; i:;tiluzione italica, .sviluppata e condot.La alla perfezione dai Roman i, pei quali fu uno .dei più validi strumenti di doininaziohe . Quando Roma aveva vinto un popolo, gli confiscava, secondo 1'antico diritto di guerra, o tutto o pa!'te del territori o - (pare che d' or,dinario fosse il terzo) .-Di q·uesto terren0 confiscato, che formava l'Agro pubblico, la parte che era adatk'l. ai pascoli, si lasciava tale, e dive1, tava propi·ietà comunale; la parte incolta, si lasciava occu'pare e possedere da chi volessec'Oltivarla, dietrn pagamento della de·Gima delle biade e dellaquinta parte dei frutti , restando però sempre .allo Stato la proprietà e il diritto di rivendicare quei terre11i; la parte coltivata, o si vendeva, o si affittava meclianl.e irn éanone; o si as·segnava a deile famig lie mandatevi da Roma. Questecostituirnno una -colonia. Erano dunque le colonie una quantità più o meno grande di ci ttadini romai1i, scelti, o fra i cittadini in genere (colonie civ ili) o fra i legionari (colonie militari), che ei·a1io niartdali ad occupare una ·Città, o a fondarne una nuova, nel tert:iLorio di un popolo debellato . Veniva a ciascuno dei coloni distribuì to il teri·eno misnrato in ra.: ·gione dapprima di due j ngeri a tésta, poi di molli più; ed essi Yi formavano una ciLLàordinatasul modello di Roma, coi loro consoli (dwum·vi1·i,), e coi loro senatori (decu,rioni)·. Ma; a differenza delle colonie grece, le colonie romane non· si scioglievano dalla 0bbedienza della madre patria. Esse conservavano sempre la cittad inanza romana tanto per rispetto ai dirittÌ civ ili, quanto ai diritti politici (di suffragio e di c., ·onori) che però dovevano esercitarsi in Roma: e i coloni e i loro di,sGendenti ri manevano sempre obbligati al servizio militare. -Oltre a questo·, che erano colonie rom~ne, si dedusset o anche delle colonie latine, composte di latini, o di popolazione ascì·iLta alla latinità,. la -011i costit1rnione era. foggiata su quelle delle città latine. Queste colonie servivano : 11° A tenere in soggezione le città e i po-
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poli debellati, in mezzo ai quali esse formavano- come delle guarnigioni permanenti.; perciò ·si stal.Jilivano in pt.Ìnti strategicamente e· tattic3.mente importanti. 2° A cos.tituire degli avainposti permanenti, contro le invasioni di ulteriori nemici, e a difendere il confine lungo, il quale erano stabilite. 3° A da,;e sfogo .al soverchio della popolazfone e.a mantenere quindi la quiete della città allontanando e sottraendo alla povertà quell'elemento che pote','.a causare torbidi in, Roma ..4-0 A diffondere nelle terre conquistate la lingua, i costumi, le leggi , la disciprina e il sangue romano, ea vincolare vieppiù i vinti, ai vin~itori. 5° Le colonie latine poi, mentre davano -sfogo alla popolazione povera delle i:i ttà latine, servi,,ano a tener soggette a RomU' le città vinte, senza allontanare da Rbma troppi dei suoi cittadini. (i 0 Tut(e insieme-poi formavano dei nuclei di popolazione di robusti, e agiati agricoltori, prezioso vivaio di soldati per la repubblica. Con questo ordinamento applicato ali 'Italia, Roma mentre era scio! ta· da ugni briga quanto all'amministraz.ione interna delle varie ciuà,. disponeva.però di tutte le forze vive. Quindi, nel ~64, qurmclo sco1)piò la prima guerra Punica:, essa si trovò alla testa di 500000 sol-· clati, educati · da gµerr e secolari alla più severa disciplina, co.n 'éa-· valleria e marineria in proporzione Ciò spiega come potè reggere all e terribili scosse della prima e seconda guerra punica, e dà la ragione delle rapide e portentose conquiste fuori d'Italia. Anche alle pro~incie era applicato un diverso ordinamento secondo· le diverse città, concedendo àlle tJne e alle altre più o meno di libertà e di privilegi, ~empre al lo scopo di dividere per comandare,, · e di tenere in freno le une per mezzo delle altre. Animati per tal maniera, individuo, famiglia, popolo, da uno stessosentimento, gtiicla~i da un'unica idea, raggirati e travòlLi, pei· così, dire, tutti quanti in una sol a direzione e da un solo movimento che· li portava a concentrare e a· tenere costantemente fissa - tutti, e· ciascuno per la parte sua - ogni forza di mente o di volontà e cl~ operazione ad un unico scopo, la guerra, per respingere un pericolo che minacciava costantemente tul.ti i loro interessi più vitali , non è meraviglia se i Romani contrassero sovranamente l'abito ùitellet~ t-nale e rno1·ale di tener fissa la mente e -di1'igere l'operazione alla sostan.za delle cose, traswranclo gli accessori: nella qual virtù con-
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sisle la forza .degli Stati non meno che degli individui (4); come dal! contrario provengono i loro errori e la loro rovina . Effetti di questo abito intellettuale e mo1;ale furono: ,t 0 La concezione e l'attuazione dello Stato f.ondato unicamentesu ciò che ne costituisce ·1·essenza, ossia sull'unione dei pensieri, dei voleri, e delle operazioni collimanti tulle ad unò scopo unico e conOute, ·per dir così·; in unaazfoneunica: Quindi da una pari.e posto per principio fondamentale della costituzione, la forte idea dell ·unità e della onnipotenza dello Stato nelle cose di interesse pubblico: dal·· l'altra la libertà assoluta nelle cose d'ordin e privalo: nozioni nettamente distinte, ordinai.e però in modo, che la prima era fondamentoalla seconda, come deve essere realmente: perchè senza forza non vi è liuer~à: anzi la libertà consiste nella forza. Quindi Io Stato che· piglia col massimo rigore, tanto dal citt.adino, quanto dal municipio,. ciò che gli è assolutamente necessario/per esercitare la sua azione a favore di tutti; ma non piglia che solo quel tanto; lasciando il rimanente in tanta libertà al cittadino, in tanta indipendenza al municipio. Quindi la parte~ipazione allo Stato concessa sol tanto in base all'accordi degli animi e degli interessi nell'interesse oo.~ mune, senza badare a diversità cli stirpe, cli lingua, di religione, cli,· storia (2). Quindi l'azione dello Stato che si esercita direltamen te sull 'indi·, viduo, quando si tratta cli cose cli interèsse pubblico, (come obbli · ganelo il giovane alle armi e ai doveri civili ed. esercitando il poter~ giudiziario), senza ritegno di potere famigliare o di altre associazioni .· che possono costituire uno stato nello Stato. Quindi l'ammissione d'ogni individuò .all'esercizio dei diritti politici basata sulla più semplice ed evidente ed insieme la più importante delle capacità, quella . dèl portar._ armi. (I) Rosima. - Della somma,ria ca.gil)ne per la quate stamio o ·1·ovinano l e socie/a· mnane.
(2) < L' idée du droit crée a Rome, au dedaus une force de cohesion, vi§'-a- vis de l'etranger uno puissance d'assimilation, et par là une puissan.ce d'attaque sans égalc. Chez les Grecs, la cité était organiséc surtout contre l'étranger; à Rome elle semble · faite tout expres pour l'introduirc. Autant de victoires, autant d' incorporations: ·cette · id~e passe à l'étaL dc tradition dans la mass~. au po int d'alarmer le Sén.ìt, pour la , nationalité romaine. L'état romnin, fondé, organ isé, dcvelop pé par !es rois, !es consuls, . les décemvirs, Jos tribuns, est ·1e plus forL dont l'antiquité ait laissé le sou venir: c'est , quo, grace à la notion du dro1t qui en fait ki base, la collectivité romai ne, est tout : • à la fois la mieux groupée, eLla plus compréhensive qui exis le , ·. - PnouoJJOi'i, op. cil. il>~
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CAUSA FONDAMENTALE DELL.\ GRANDEZZ.I DI ilO~lA LA GUEH!\A.
2° L'aver i Romani, a differenza dei Greci rivolte tutte le forze -della loro mente a coltÌ\'are, se non intenzionalmente, però nel fatto, unicamente le arti utili, cioè l'agricoltura, la guerra, la giurisprn,denza, la politica, trascurando deliberatamente le arti belle, la letteratu ra, ht poesi-a, la Oloso (ì a, e anche l'indu~tria e il commercio, -come meno confacenti a popolo guerriero. 3° La nessuna preoccupazione di amor proprio di classe o di boria nazional e; 1-,er cui non .solo mutavano gli antichi ordinamenti civili e mi litari per adnttarl i alle nuove contingenze, ma studiavano anche presso i nemici e adottavano tutti quegli usi, introducevano Lutt i quei miglioramenti che potevano tornare a proprio profillo. 4- La moderazione, anzi ia modestia, con cui esercitavano la loro dominazione sui popoli sottomessi, lasciando loro il nome e le aLLribuzioni di un pl)polo indipendente, paghi di ritrarne quanto era necessari o per la sicurezza e l'aggrandi mento di Roma . 5° La padronanza di sè nel sopportare le offese ricevute da ,qualche popo lo, e nel dissimulare lo sdegno anche giusto; e l'arte politica, colla quale seppero destreggiarsi sempre tra i varj nem ici ,che si presentavano, per non avere sulle braccia più che una guerrn alla volta, accompagnala poi alla risolul ezza estrema nel condurre ~ fondo una guerr~i che fosse stata decisa . « Non facevano essi una « guerra senza necessità; ma non facevano nè anco una pace la quale « lasciasse ancora addietro le radici della guerra, e potesse per con·« sèguen le essere cagione allo scoppìo di nuove os tilità; piuttosto « con invilla costanza anche in estremi pericoli proseguirnno a ·« starsi in guerra, afllne di non dover ricevere una pace sicura , non ·« orrevole,· che li-avrebbe fatti retrogredire un passo, e perdere .,, quella coscienza profonda che così si fo rmavano del.la propria ·«fortuna» ('1 ). Di qui la Oera risposta data a Pirro tre volle Yincitore e offerente la pace. « Finchè Pirro non sgombri l'ltalia, la ·« Repnbblica non tratta )) e i ringraziamenti del Senato Romano ..al console Terrenzio Varrone dopo la battaglia di Canne, per non alierdisperato della.Repubblica. Prodigi dell' umana costanza! Ben -degna, che, come le villorie cl' Arcole e di Marengo, fosse coron ata dalla villori a fi nale.
E così fu realmen te: perchè se Roma uscì vincitrice dalle auerre· h . l:l c e _susseg~1rono a!la conquista cl' Jtalia, ossia alle prime due guerre puniche, ciò non s1 pu"> attribuire che all'operare simultaneo e via via sempre più vigoroso di tutte e quattro le ragioni che analizzammo: e sopralullo alla sovrumana coslanza per cni Roma, sebbene sul l'o1_·lo ?ella rovina, non disperò mai di sè, nè ma i si scoraggiò. E fu qu md1 perfettamenle conforme all'ordine naturale delle cose, se, dopo_ avere ahbat_tuto l'unico nem ico potente che le rima neva, corse poscia di conquista in conqui sta: per la qual cosa dopo aver i~lpie?alo_ quallro secoli per estendersi solo fino al Cimino e al Volturno. 1~1p1egò p~i-poco più di u_n secolo a sollomcltersi tntta l'Tlalia pe~ n111sulare, insulare, e coni.mentale; e quindi in soli settanL'anni so LLomise tulio quan to il mondo circummediterraneo .
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J'N CASER~!A E l>t:ORI
IN ·. CASERlVIA E FÙORl
oer tur.piloquio fra la truppa. Che il turpiloquio inquini l'ambiente delle caserme, tenuto conto ,;_dell'elemento che viene incorporato nelia truppa per fatto di leva, non ha bisogno di schiarimenti. · Il male è poi cosi vecchio che sono di antichissima data le locu. zioni « bestemmia come un caporale » « ùiscorsacci da caserma )) ·ed altre simili, che generarono da quello. [ nuovi soldati portano in quartiere l'educazione che ebbero alle · loro case, ed il mal vezzo di bestammiare è, per dir vero, molto co · rnune in Italia, ed il turpiloquio più nefando è proprio delle ciltà . anzichè del contado; e fra le città scandalo.samente primeggiano le più colte e 'gentili quali Venezia, Firenze, Livorno, Bologna, Napoli ed altre tante. · La bestemmia propriamente detta è più diffusa di assai di tulle le , alt.re espressioni laide e disoneste che insozzano la bocca alle nostre . plebi, ma quella ha conseguenze di gran lunga meno dannose sul_ì l'educazione del cuore e meno di queste roncorre ad ostacolare 11 . diffondersi di una buona educazione morale. Generalmente chi be,-stemmia vi è abituato da ragazzo, quando le male parole che si pronunciano non hanno altro che il valore di un intercalare vuoto di . senso, privo di indirizzo, e di un s.uono che può essere trova~o eufo' nico da.chi abbia. il timpano rotto da bambino a quella triste musica. H~ cono<;ciuto persone del volgo di lodevoli costumi, lavoratrici, . casalinghe, econome,.aliezionate alla famiglia, buone, credenti nella ·
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vita futura, che snocciolavano tuttavia bestemmie da mattina a sera, ·intessendone tutto il loro con versare sì fattamente che da sole costituivano i nove decimi dei loro discorsi. Sono bestemmie sempre uguali , messe innanzi ad ogni frase a modo d'introduzione, messe in mezzo per riempitivo, messe in fondo per punto fermo, buLLate a caso come tante sataniche invocazioni. Con esse si comincia una domanda o la si chiude; esse costituiscono_risposte laconiche, esse e:-primono un qualunque moto dell'animo : indifferenl,emen te di do. !ore, di dispetto, di meraviglia, di spave;to; di gioia, di odio. Per tal maniera ci occo rre spes:;issimo- di udire bestemmie così lunghe ed atroci da disgradarne quelle lasciateci dal Gnèrrazzi, chè vengono pronunciate con dolci inflessioni di voci, con tenere e sorridenti espressioni di volto e riescono ai pratici di quel dialogare,. genti li, pittoresche e profumate espressioni. Due amici intimi, che magari non si videro da die~i anni, danno sfogo incontrandC>si, alla piena della lon, con Lentezza, cominciando dieci passi lontano l'un dall'altro, ad accogliersi co\le peggiori espressioni di bestemmia e coi reciproci augui'i i più odiosi ed insultanti che si compendiano e si affoaano in . "' un cordialissimo amplesso, in un fraterno scambio di tiaci e di no· tizie. Quando la bestemmia si fa più rada, comincia a perdere il car~ttere di intercalare per vestir quello <'li espressione pensata per trarne un effetto più o meno premeditato. I più chiacchieroni , coloro quindi che fanno meno fatti, abbondano in bestemmie - a tempo debito le.quali servono a dare forza alle loro fandon ie, le quali - essi sperano--: assumano un carattere di veridicità. palmare ed indiscutibile. I più corti dì immagi nazione trovano nelle bestemmi'e delle vere risorse alla loro scarsa eloquenza; una bestemmia profferita in un certo tuono enfatico e collocata in certi punti difettosi del periodo, può operare·at convincimento, all'approvazione, al plauso, alle risa cordiali dell'uditorio; essa risulta uri vero ed efficace mezzo oratorio di capitale importanza. _I deboli di fibra, i timidi, gli inc_oncludenti, si aiutano nelle quist1oni colla loro verbosità e si rinf.ràncano, mettendosi un po' di ar-.. dire in petto coli' eruttar bèstemmie su bestemmie, perchè queste prestino loro un caraLtere di terribilità al quale non potrebbero altri~e~ti_ sperare colla debolezza del loro argomentare, coi loro pugni sv1gor1t1. /
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IX CASER)IA
E FUORI
Da ciò : quando due liLiganli si picchiano, si può genernlmenle notare che quello che le busca, cerca di compensare la sua defi cienza muscolare con un lusso di bestemmie eccezionale, mutando ed elevando il registro dei suoi mezzi vocali: mentre quello che le somministra, trovando per questa via uno sfogo abbastanza soddisfacente alla esasperazione clell'an imo suo, picchia di santa ragione e tace, risparmiando il fìalo in inutili aggiuntivi verbali. ~'fa la bestemmia contro la Divinità, contro le cose ritenute sacre, il dileggio verso quanto è altrui cullo di religione, la guerra uperta e l' irrivei·enzn e la profanazione a quanto è puro e sublime per la comune degli uomini, infine la beslemniia tale per antonomasia, è eccezione nel la gioventù; la quale anche se povera, se sfortunata, se mal edetta dalla sorte, non sa e non pensa di reagire contro un potere misterio5o aHcora lroppo influente sull'animo suo; e, &ostonnta da una speranza cClstante, da una fibra salda, da un animo rigoglioso, ~i acconlenta di prend ere ad obbi ettivo delle sue conlnmel ie cose più note, più palpabil i e per conseguenza più atte a sentirne direttamente gli effetti. Comunque, la bestemmia è sempre indizio di ne5suna educazione e più specialmente, di debolezza di carattere, di disistima_propria, di animo deperi to; e poicb è l' esercilo ha assunto il delicato cò mpilo di eclucarejl carattere, la mente ed il cuore ài soldali, non si può non dare all'inveterata alJi tudine del lleslemmiare un grave peso in danno di quella educazione morale complessa che prima di ogni altro fallare co ncorre a formare un valoroso soldato, nn ulit e cittadino. Pa%ato lo stordimento delle prime ore di vila mil ilare,' nelle qnal i la preoccupazione di por mente a tante 110Yilà di modi, di costumi e di esistenza, assorbe la mente per in tiero, le reclute rilrovantisi, dopo quella prima confusione, insieme a quelle del loro comu11e dislretto, del loro stesso paese natio , ripigliano l'in terrotto dialogare, colla consueta fi oritura delle più svariate e scandalose bestemmie. Per quanto ogni so lclalo sia passato per lo stadio di recluta cd abbia durato un lungo tempo muovendosi impaccialo, veslonciosi goffamente, progredendo per corbellerie in servizio e fuori, pure i so ldati anziani non risparmiano di celiare su i particolari che mettono in angusti?; i loro nu ovi compagni durante il noviz iato. E le reclut o
che alla fin fine sono per lo meno tanto scaltre ed avvedute e svelte quanto quell i che di esse vorrebbero fare zimbello, sono spinte dal loro amor proprio non tanto a raddoppiar di attenzione e di zelo per meri lare una considerazione comune di valore pratico uiuale ai soldati anziani , quanto a palesarsi per quello ch e sono, gente cioè tutt'altro che grulla, che ridicola, che ignorante. Senonchè, mancando in caserma i mezzi ed i modi di rivelarsi tale, cioè di farsi valere praticamente nel disimpegno di quelle cure che al loro paese le rivelano per giovanotti come suol dirsi« in gamba>>, loro non rimane che moltiplicare le usuali bestemmie, che di proferirle con vibralo accenlo, accompagnandole anche, se occorre, con gesti e minacce, appunto in cerca di quel creduto alleato morale che dia loro forza, vigore, prestigio e considerazione. Pressochè Lutti i graduati di truppa, quantunque in diverso modo e misu·ra, usano bestemmiare. Fra di essi, quei pochi chenon hanrio prestanza militare, pri vi di vigore, di forza fisica, che sono deficenti d'istruzione, che non hanno per conto proprio nessun ascendente sul soldato, suppliscono coll'alzar la voce, col bestemmiar forte: ostentando modi che per voler riuscire concisi riescono ridicoli, per essere imperiosi toccano l'inurbanità. I pochissimi soldati che non bestemmiano, messi in mezzo a Lutti gli altri, sia per semplice istinto imitativo, sia per calcolo di mettersi essi pure colla bestemmia in una certa considerazione di uomini fatti e di soldati anziani, dopo una settimana si affiatano completamente pur troppo, da non stonare nel concerto del turpiloquio comune. La bestemmia però fra soldati fn, cattiva impressione; e la fa pessima se adoperata dai superiori verso i subordinati . Sapendosi vietato nel militare tutto quanto non è corretto, non è esemplarmente buono, non è morale, l'uso della bestemmia ci rivela una rilassatezza disciplinare, ci fa toccar con mano un perdurare, fra l'austera vita militare, delle cattive abitudini imparate nella libera esistenza borghese. Di più ci svela un continualo ed inavvertito abuso di autorità, inquantochè un graduato di truppa che intercali una o più bestemmie n-ei suoi ordini ad nn inferiore, abusa del suo potere facendosi lecito un trattamento a parole che non vorrebbe permettere, o meglio sopportare, che allri adoperasse verso di lui. Sarebbe arrischiato il dichiara.re, e forse solamente il pensare J9 -
AllNO XXX , VOI,. IV.
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che soppressa la bestemmia fra la truppa, avremmo, colle classi inviate in congedo, uei ~oldaLi al Lrettanti apostoli predicanti ai loro compaesani le buone teorie sul contegno nel dialogare imparale in caserma. Appena veduto in lontananza il campanile della loro parrocchia, appena incontratisi coi loro conterranei che li riceveranno con una allegra filza di bestemmie snocciolate a guisa di benvenuto, i soldati ridiventano i contadini di prima e, dopo alcuni giorni, ripiegata la uniforme in un cassone, e ripresi i panni smessi, con essi vestono tutte, e precise le abitudini di prima, il bestemmiare compreso. Se, in via esperimentale, uno volesse mantenersi contro corrente, e taluni ce ·ne souo che ritornati in famiglia cercano e tentano di segnare un distacco nei modi di vestire, e di parlare che li distingua da quelli di prima; colui essendo solo contro un'intiera borgata, cadrebbe nel ridicolo che Lutto ·vince, comprese le ·resistenze le più determinate e tenaci . È, per esempio, caratteristica' in molti congedati la s01ania di parlare italiano-:- e che italiano il ciel lo sa - in mezzo a crocchi di bifolch i che ciarlano nel più stretto e comune loro gergo . Questo vezz0 è l'ulLimo che smettòno di quelli presi in caserma, ma lo smettono in breve ora, appunto perché trascinati dalla comune corrente, perch è impacciatissimi nell'adattare la lingua ai bisogni molteplici di farsi capire da altri , e di tradurre altrui le svariatissime immagini che si affacciano al loro pensiero. · È però indubbio che abituati, costretti colla forza dell"'insegnamento, degli ammonimenLi e delle punizioni a smettere l'usuale turpiloquio, una volta congedati, essi trovandosi in altro ambiente, in altre relazioni che le usuali non siano, conoscendo il pessimo effetto della bestemmia intercalata nel dialogo, la schiveranno facilmente con lodevole atto di ben vivere, in omaggio a quella parte di educazione morale che vi si riferisce. Dissi che per coloro che vi sono abituati, la bestemmia si spoglia di ogni pravo intendimento, entrando unicamente nel parlare come una efficace nota eufonica. Ma ciò sta solLanlo per le bestemmie in uso nel paese rli ciascuno di quell i abituai.i a proferi-rle. Tn caserma avviene che _tanti sono i distretti di reclutamento tante le differenti specie di bestemmie, tante le differenti plebaiohe- espressioni del peggior conio. Ora avviene che la reduta nel sentire il turpiloquio degli aftri, ·
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prova, se non la stessa disgustosa sensazione che proverebbe una persona educata, una sfavorevole impressione ad ogni modo, appunto perchè esce dalla eufonia nbituale al suo dialetto; è per ta l maniera, mentre fra soldati ciascuno eredita 'ii detestabile patrimonio delle bestemmie e delle turpi frasi che insozza la plebe italiana, ne ridonda a ciascun d'essi un vero e sentito danno morale. L'imit.a.zione dei dialetti altrui è una delle cure più attraenti pel soldato, e .poichè fra soldati è preponderante assai l'elemento contadino, villano, manovale, cioè .quello che è per eccellenza turpilo.quente, ne nasce che ascoltando l'altrui conversare pieno di male parole, di laide espressioni impudicissime, si crede di imitarne il dialetto col mandar a memoria delle infilale di otto o dieci parofacce di quelie cfae appestano l'aria nei chiassi di Livorno o nel Basso Porto della bella Partanope. .Mi guardo del-l'accennare ad una sola di quelle espressioni tanto comuni 'rra soldati le quali offendono più che l'udito, il delicato sentire di ogni persona ammodo; ma con esse se ne potrebbero riempire parecchie faccia.te, di quelie usate nelle provincie nostre a puro titolo di fiorituré rettoriche, e parecchi - fra i meno informati :vedrebbero qual siepe di triboli s'innalza ad impedire il propagarsi -dell'educazione del cuore e della mente dei nostri soldati, il costi· tuirsi in loro di un càrattere elevato e virile. Non si tratta solo di due parole costituenti la bestemmia sacrilega: -sono frasi lunghe, esprl:_lssioni di scorno, di dil eggio, cli sanguinos~ ,offese: le quali però in generale non offendono nessuno, essendo scambiate c·ol!a pitì larga reciprocità, col sorriso snlle labbra e colla massima bonomia nel_l'intenzione; ma sono frasi di disperante scetticismo in ogni virtù, in ogni sfoura fede, in tutti i più nobili sen· · timenti umani . E perduto ogni menomo delicato sentire, ucciso e sepolto il pudore, questa gente da trivio raffina voluttuosamente la propria immaginazione per giungere colla invettiva a toccare più sul vivo, studiandosi cli maculare almeno a parole tutto quanto all'uomo è preziosissimo per amore, virtù, innocen,za e candore,, A tutta prima i novizi si allarmano, drizza.n gli orecchi, cessano dalla celia, sgranano tant.o d'occhi, arrossiscono per sdegno, ed .uséendo dai gangheri sarebbero tratti a reagir.e, se non disarmasse
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il loro l'isentimento uno sguardo dato in giro sull'uditorio : i vist allegri, furbescamente alleggiali a connivenza dei compagni , fanno, comprendere il ridicolo dell'offesa e più ancora dell a reazione; le stesse turpi espression i monotonamente ripetute sillaba per sillaba, cleLte a chiunque, per qualunque motivo, senza fondam ento alcuno, li fanno avvertiti lrallarsi solo di un metodo di eloquio forastiero, che se non è il loro, non è per ciò meno patrio, meno autenticato, dall'abitudine, meno lancia lo liberamente in corso per uso e consumo cli chi se ne voglia imbratlare. Per tal maniera le reclute, ancora prima di aver appresa la nomenclatura delle varie parti del fucil e, hanno imparato a conoscere i loro nuovi compagni d'arme delle altre provincie sorelle dai loro clifTerenti dialetti, il che è quan10 dire dagli svariati cataloghi delle loro bestemmie, delle loro turpissime espressioni; le quali poi ben presto perdono sul loro udito l'aspre1/.za ·del sutmo, sul loro animo il moto di sgomento e di disgusto da prima provato. Questo il turpil oquio palese, sonoro, echeggiante, continuo che t.utlo invade, che tullo assorda, che tutto accomuna con riprovevole legame. Se è vero che dell a calunnia qualche cosa sempre rimane, è indubbio che il sospetto, o per lo meno la possibilità a potei· sospettare sulla mo~alità, sull'onestà e sulla virtù delle persone più care, non debba metter rad ice nel pensiero di coloro i quali, non abi tuati a tanto nefande e gratuite accuse, sentono il loro capo intronato da frasi odio.sissime, mai ·sognate, mai sapute. La giovane recluta, lungamente assente da casa e divenut a soldato provelto, vissuta lontano dalla tranquilla, unifor;ne e pacifica vita di fam iglia, dal costante esempio di amore e di virtù della madre, delle sorelle, della promessa sposa, ritornala al.domestico focolare, abituatasi al turpiloquio il più abbietto, non potrà certamente impedirsi dal pensare che se in altre va~te provincie d'Italia le più laide offese ail e donne della famiglia scorrono spontanee come acqua di fonte, nella propria provincia o sono meno oculati gli uomini o più scaltre le donne. In ta l doloroso sospetto, si impongono dei riserbi nella reciproca intimità, si fan no dei sottintesi nel dialogo, si adoperano delle strizzate d'occhi nella mimica, e poi si arrischiano le nuove bestemmie importate dalla caserma, scrutandone l'effetto, che da esse ne provano le persone ancor sane da quella Jebhra. I
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soldati in congedo palesano cos~ le brecce, le rovine fatte nel loro sempli ce e fran co carattere di un tempo, nel loTo animo giovane, gagliardo ed entusiasta, che formava il loro tesoro all'epoca di parti re per raggiungere la bandiera del reggimento; ed in verità I' eser,cilo ha per missione un risultato completamente opposto: temperare gli animi a sentimenti geMrosi, sollevare gli spiriti a nobili imprese, assodare un carattere fo1:temente italiano. Ben più grave mancanza è il turpiloquio occulto, fatto clandestinamente. Negli ozi forzati.dellaprigi.oneo del còrpo diguardia, durante le consegne in quartiere, le attrazioni simpaticl;iefrasoldato esoldato si manifestano potenti e nell' intimità cli un dialogo segreto, al coP.et'lo da qualunque sguardo di superiore, sicuri da qualsiasi orecchio indiscreto, ci si scambiano gli insegnamenti i più deleteri . ad una buona educazione militare e cilladina. Nel fior degli anni, pieni di sal ute e .di forza costretti a frenare i ribollimenti di un sangue ricco vigoroso, i soldati cercano di sfogare !.'esuberante vita nei 1~acconti scandalosi, nelle oscene descrizioni, nei ribullanli parlicolal'i. Fra soldati vi è sempre un bùon numero di coloro i quali, vissùti rigidamente ·fra genitori austeri , dividendo tutto il loro tempo fra i solchi del campo e la domestica capanna, rappresentano il terreno Yergine sul quale ancora non attecchirono le male erbe nascenti nella suburra della città; e così pure. altri soldati vi sono che trascinarono appunto dalla pubertà una esistenza inquinata da ogni vizio, e che non potendo altrimenti .esercitare il male, non avendo altro mezzo di saziare l'acre pruri gine del loro sangue conotto, non avendo altri testimoni del loro morale abbruttimenlo che sfoggiano quasi a titolo di lunga esperienza mondana, si formano nei soldati inesperti un uditorio e più tardi una. scolaresca nella quale il turpe insegnamento fa pili. strada in un giorno di quanta ne percorra in un mese quello del leggere il sillabario . Succede che spesso gli allievi non volendo passare per troppo ignoranti a petto del maestro, salgono a loro volta in bigoncia a trattar l'argomento e dopo di loro ritorna in campo il primo, il quale per mantenersi ad un livello superiore, inventa di sana pianta le cose che va dicendo, esagerando nella più spudorata esposizione, la quale sconvolge le menti , sgomina l'animo, facendo nascere nuovi appetiti, nuovi bisogni, turbando la placida esistenza degli inesperti
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c~1~ trovano dopo tutLO angustissimo il quartiere, pesantissimo il serv1z10, ben severi i superiori, ben ingiuste le punizioni, insoffribile la disciplina, odiosa la vita militare. In tale tur~e eloquio il volto impara a non più arrossire, la lingua a non far reticenze, e si bandiscono i riguardi, le metafore. i sottintesi; lasciando libero il freno alle più crude espressioni , alle immagini le più denudate, l'oratore cercando unicamente di mostrarsi ne~andan~ente erudito, consumato nel realismo della vita e ciò per eclissare _i co1:1pagni, per procurarsi qualche titolo di superiorità che lo metta m vista con una notevole cQnsiderazione. Siamo ben iontani dal tempo nel quale si forava la Jino-ua a chi no~inava Dio in vano; in questi tempi, abolita la messa per la truppa ed I cappell_ani nei 1:eggimenti, nacquero errate teorie da errati apprezzamenti , e molti credeLLero che si volesse bandita la relirrione, 0 e quindi anche ogni rigore contro chi la bestemmiava nelle sue ere~ d_enze, nelle sue divinità. Si credette tacitamente tollerata la bestemmia e parve ai più che non vi fosse ragione per tenere conto ·del turpilo~uio in genere c:he non allude e non offende che le persone, !e quali nulla sono~ paragone della divinità, che non corrompe che 11 buon r.ostume sociale già ritenuto corrottissimo dai fedeli credenti fin dal giorno che ·le chiese andarono in gran numero deserte. S~ sia un_ ~ene od un male l'aver fatto smettere ai soldati quelle pratiche religiose alle quali erano più o meno riverenti ed abituati da d borghesi, non . so; ma sembrami che a tutt'oo-ai non ~iasi anco,·a opo quella militare riforma, presentata l'occasione per constatare se la m~ggior istrnzione che ora si crede diffusa sappia e possa tener luogo dt quella fede religiosa che se prima era barcollante nelle rec! ute _appena giunte in caserma, deve e,-sere crollata quando esse sians1 affiatate nella vita intima reggimentale. Scivolando sul delicato e complesso argomento, la bestemmia rimane pur sempre una ben grave offesa al galateo, una for te lesione a quello spirito ·cli rispetto, ,di ordine, di dianità che deve aleao-iare O 0 0 ~ttorno ~d un soldato dell'indipendenza patria, a quel sentimento, 1mprescmdibile dell'autorità gerarchica riconosciuta . Pe1:ò, essendo universalmente affermato che il turpiloquio in genere e v~rgognosa veste per tuui e pel mili tare più dannosa che mai •. esso va rigorosamente bandito dalle file dei nostri soldati , ne oc1')?'}
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corre.giustificare ìe piu coercitive misure all'uopo con dissertazioni .religiose o filosofiche: basta farne omaggio ad una sana disciplina, al galateo, alla morale. . Nella plebe di talune provincie echeggia sventuratamente un turpilo<iuio che non potrebbe essere più vasto e cancrenoso: e come avviene cli una piaga schifosa che mette raccapriccio in chi la vede le prime volte, non nello sventurato che ne è afflitto, così il turpe lingtraggio che taluni portano in caserma mette sgomento ed orrore in quelli che per buona sorte sono incolumi da quella tabe. Da questo fatto spesso ne derivano reciproche offese, subite antipatie, inimicizie profonde; e da esso se ne risente un malessere, una disposi- • zione d'animo inquieta, mal sicura che va completamente a danno della reciproca confidenza e stima ed ~micizia colla quale vogliamo cementare l'unione dei nostri soldati. Così deve essere debito nostro quello di sraclicare scrupolosamente tutto quanto è argomento ad attriti, soffocare tutte le forze repulsive che si manifestano in quei primi contatti. Se da un lato si potesse sostenere che coll'abilucline al turpiloquio, questo cessa di essere causa disgregante perdendo· ogni suo odioso valore, clall'allro sarebbe troppo facile il dedurre che non sarà mai la comunanza delle turpi frasi, nè l'imprudente bestemmia che costituiranno quel saldo legame che riunisce in un fasci@ indissolubile la forza e la virtù dei soldati. Non è col fango che si cementano gli edifici che clebbono elevarsi maestosi e superbi. L'educazione morale fa suo fondamento con ben alLri elementi per adoperare i quali anzi lutto devesi estirpare con mano paziente, vigorosa e severa tutto quanto è roso, maculato, appestato e che cerca ogni anno di corrompere gli austeri nostri costumi gettando nei nostri ranghi molti individui che si fanno portavoce di quanto di più turpe ed abbietto si dica daÙe più turpi ed abbiette persone.
G.
BERTEU.{.
L'ISTI\UZIONE SUL TIRO NELL'ESERCITO E NEL PAESE
L'JSTRUZIONE SUL TIHO N ELL' E SERCITO E NEL PAESE
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li progresso attualo é troppo rapido per attendero le classiche opere laboriosamento meditato onde va superba la precedente letteratura militare; ora ci conviene parlaroeutare, fnt.cnderci, discuterci alla lesta: la ,•erilà si fa strada fra i minuti articoli giornalieri, fra i discorsi che ·corrono, fra le nolizietto voJantJ, fra gli opuscoli effimeri: lo s Ludio, la riflessione, il criterio, la cernita delle opinioni vengono fatti ·insieme collettivamente: chi si distacca per far da sè, per far lavoro completo rimami. addietro molto 11robabilmente. C!un1 AIR.4.0111. SullG totticf.l per le
nuovo font,rk,
Nota. - Questo scriuo fu compiuto quando vigeva ancora l'Istruzione prov,,isol'ia sul tiro, della qnale si sono fatte alcune poche citazioni . La nuova Is.truzione, di cui manca ancora l'Appendice, nulla toglie d'importanza al presente lavoro, ammesso che ne abbia. L'istruzione sul tiro è proprio .la pjù importante delle istruzioni che si impartiscono al soldato? Merita essa veramente la precedenza sopra tulle le altre come era detto al N. 1 della nostra Istruzione provvisoria sul tiro, e come da molti tuttora si pensa, benché la nuova taccia al riguardo? Certamente, se si considera che alla guerra il fucile ha la parle predominante, la risposta non può essere dubbia; poichè questa istruzione ha appunto per scopo di « abil itare il soldato ad impiegare efficacemente la propria arma nel combaLtimenlo, utilizzandone
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tu.tla lapolenza >), Ma se dalla semplice enunciazione ·di questa verità si passa àlla sua ~pplicazione pratica e da qnesla ·sola si trae il cri lerio per giudicare dell'assoluta importanz.a dell'istruzione sul tiro e della sua precedenza su tutte le altre, io mi sento di molto scossa fa fede nella so.mma _impo1:tanza che si· vuol dare a detta istruzione; e mi nascono di tali dubbi da farmi assai vacillare nella credenza in quella verità, che sopra ho enunci·ato. Anzi tatto nel tiro·al bersaglio .non basta la conoscenza perfetta delle regole ~< per· ben dirigere la linea di mira nel segno e scattare senza muovere Fa_rma » ma,·si richied.e qualche cosa d'altro; un non so che; che io chiamerò attitudine speciale, dipendente dall'occhio, dal br~ccio, dall'organismo .del ti,:atore, e da chi sa quali altre cause che sfuggono a qualsiasi osservazione. Ciò è tanto vero, che assai spesso vediamo quelli c~e sono incaricati di insegnare ai loro dipendenti le regole di puntamento, riuscire a questi di mollo inferiori nell'esecuzione pratica del tiro. Nè si dica che la p.ùra conoscenza te.orica delle regole, se-nza l'esercizio · pratico acquistato col frequente -ma.neggio dell'arma, può: essere la causa _e dare la.sp.iegazi qne dpll'accenna,ta anomalia di istruttori che tirano peggio dei I.oro istrutti, di ·soÙuffici~li provetti che sono di molto sopr~vanzati n~l Liro da giovani soldati che fan no per la prima volta questo esercizio. Si (acciano pure esercizi quanti si vuole; ma la pratica dimostra costanteme.nte che i valenti tiratori sono pochi, come pochi sono sempre i sommi in qualsiasi arle o professione; la maggioranza in tutte le ~lassi è sempre dei mediocri . L'esercizio vale fino ad un certo punto; nè bisogna dimenticare che la natura pare abbia fissato a ciascuno un certo lim ité di perfettibilità a cui possa giungere in un dato esercizio sia fisico che intellettuale e morale, senza però poterlo oltrepassar~:. , Così un pittore che ~~n abbia da natµra sortito il genio di un,Raffaello potrà imbrattar tele e ·mescere colori -quanto vQ.ole; che non riu scirà. mai .a togliersi dalla caterva dei buoni, se p~1re non resterà in quella maggiore delle auree mediocl'ità. Dunque anche per riuscire btwn tiratore non basta la bµona volontà, nè l'istrµzione teori·ca; giova l'esercizio, ~a forse più di tullo si richiede quella tale attitudine di cui sopra ho detto.
NELL'ESERCITO E NE L PAE SE
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~fa io voglio ammettere per un istante che, con un'assidua e di-
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L 1STRUZI0)1E SUL TIRO
ligente istruzione e con un lungo e frequente esercizio , si riesca a fare di ogni soldato un valente tiratore. Questa qual ità di valente tiratore o tiratore scelto noi la accordiamo a colui che in un determinato numero di lezioni di tiro raggiunge un dato numero di punti, oppure riesce il primo fra un determinalo numero di tiratori. Ma, io domando: le condizioni nelle qual i si fa il tiro in tempo di pace sono proprio 'identiche a quelle in cni si effettuerebbe in guena di fronte al nemico? Chi ci assicura che quel soldato, il quale ha tirato benissimo contro un bersaglio inoffensivo, posto a distanza nota e con tulla la tranquillità d'animo, ollerrà risultati anche solo approssimativamente eguali tirando contro un nemico reale e colla commozione d'animo che è inevitabile nel comuallime.11101 Qui è il nodo della questione. Chi non vede la immen~a differenza che esiste fra queste due situazioni in cui può trovarsi un v~l en te tiratore'? In pace egli è circondato da un'atmosfera tulla di calma e di tranquillità; il bersaglio è il più delle volte fermo e di dimensioni assai· superiori a quelle di un befsaglio di guerra, la distanza esattamente misurata, ed il tiratore, sicuro da ogni pericolo, in facoltà di scegliersi .ben spesso l'a posizione che gli è più vantaggiosa. Sul campo di battaglia l'ambiente è tutto diverso; oppure, anche ammesso cbe tutte le alt.re condizioni rimangano, mancherà sempre nell'orgasmo del combauimento, la tranquillità d'animo, d'onde la fermezza dell'occhio a del polso, che seno pure anche in tempo di pace, la condizione indispensabile per non fallire il segno. Mi si permetta ora di esprimere un mio apprezzamento, che va sempre più assumendo in me il carattere di una convinzione, formatasi nello assistere al tiro individuale dei nostri soldati, quando, ben in Leso, tirano contro bersagli simili a quell i di guerra , e Lenuto conto ancora (e questo è l'importante) dell'immensa differenza tra il tiro pacifico al bersaglio e quello nel vero combattimento; io mi sono fo rmata la convinzione, ripeto, che in guerra o meglio nell'ardore del combattimento si possa accettare come massi ma quella che è con tenuta in un noto proverbio , che io traduco, per applicarlo al caso mio, così: da chi non mi mira mi guardi Jddio, da chi mi mira mi gnardo io.
Ciò è anche dimostrato dall'esperienza di tutte le guerre; è dimostrato cioè, che, per fortuna dell'umanità, sul campo di battaglia le · palle ch e uccidono o feriscono sono in una proporzione ass_ai piccola in confronto di quelle lanciate; e che tra quelle che colpiscono,._ molt.issimeprovengono da colpi non mirati ; e trn quelli mirati pochissimi vanno al segno con tro il quale erano diretti. Giunto a questa conclusione, che scemerebbe di mollo l'importanza che nel combattimento si vorrebbe. attribuire ai valen ti ti ratori del tempo di pace, non vorrei si pensasse che io voglia negare · affatto l'importanza dell'istruzione sul tiro . L'insegnamento e l'~~plicazione precisa delle regole di puntamento ed un lungo eser~1z10 nel puntare il fucile e nel tiro a segno valgono ad addestrare I occhio a prendere con prontezza la mira ecl a rafforzare il braccio perchè l'arma sia ferma all'atto dello scatto; ma ripeto che nien te ci assicura, . anzi tutto dit mot ivo a dubitare, che di fronte al nemico, nessuno, per quanto sia intrepido, possa conservare quella calma che è indispensabile anche al bravo tiratore per colpire il segno. ~on dimentichiamo che alla sola artigl ieria è concessa anche sul camp'l di bauagli a la quasi assoluta precisione di Liro, perchè i suoi pezzi, mediante le ruote e la coda dell'affusto , posano sul suolo, che è insensibile ad oani commozione prodotta dal combattimento;. o ed il loro puntamento è ancora suscettibil e cli molta esattezza, anz1 tullo per la stabilità della base, e poi perchè in generale gli artiglieri, -per quanto esposti anch'essi al fuoco dell'artiglieria e talvolta anche della fu cileria avversaria, non sono mai tanto avanti nella linea di ballaalia e così a contatto colla fanteria nemica , da vedere in faccia o e tanto da vicino il pericolo, come succede ai fantaccini, non appena , il combattimento si l'a caldo e prende il suo sviluppo. Il fucile invece ha per sostegno e per punto di appoggio il braccio ecl il petlo del soldato, ed in questo pello batte un cuore e circola un sanaue che in dati momenti e sopraLuLto innanzi al pericolo, o 1 • hanno movimenti più rapidi e cosi intensi, che la calma asso ut'l. e impossibi le anche nell'uomo che abilualmente suolsi chiamare di sangue freddo . <Ecco perché p.1rmi poter concluclere che la precisione di tiro nel soldato, durante il combattimento , sia cosa che si potrà desiderare,. ma assai difficile per non dire impossibile, l'ottenere.
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È pe1:ò.vero e comprovato da tutte le guerre moderne, che le ~ag-
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,.gi_ori perdi~e in una ba_llaglia sono prodotte e subite dalla fanteria. · . Questo si spiega facilmente, senza ricorrere nè alla precisione del .tiro nè alla perfezione delle armi attuali; se si considera cl?e in una giornata campale, cui intervengano al fuoco pon1amo 1100000 uomini per parte, sparando ciascuno anche solo 11Ocolpi, ~i ha per ciascuna un milione di proietti lanciati, i quali',ess~ndo lutti dire~li nella di· rezione dalla quale ci' vengono l colpi_nemici, non fa meraviglia se ~na su_cento vada a colpire qualcuno e producano quindi nel campo n~mico una strage di 10000 tra morti e feriti. E si noti che calco,lando l'uno p·er cento ho posto assai di più di quanto dànno le statistiche circa le perdite nelle guerre moderne. La strage sul campo di battaglia è prodotta dal grandinare delle .palle nella direzione nella quale si trova o si muove il nemico. Per -ouenere questo scopo cli l'ar cadere una grandine di°palle SLl una data linea o zona occupata dal nemico, non c'è-proprio bisogno di a vere dei tiratori scelti; bastano dei tiratori ordinari che sappiano adattar l'alzo alla distanza stimata o comandata, spianare il fucile in quella ,-direzione, puntare piuttosto con sveltezza che con assoluta preci:sione. Le teoria dei fuQchi in massa coll'impiego talvolta di 'due ed anche ,di tre linee 4i mira è basata non solo sulla difficollà. di stimare le distanze e la necessità quindi di scemare le conseguenze del possi• I ,bile sbaglio in tale stima, ma sulle molte cause che fanno variare il tiro, benchè fatte in_identiche condizioni e con armi eguali: prima delie quali cause è da ammettersi nel combatLimen_to la naturale . commozione d'animo dei tiratori , la quale impedisce la precisione nel Liro. · A so~tegùo della mia opinione trovo scritto nel.la Rivistft, !}lilitare -de!rotto~re:1884- ~ pagina 60 (sulla tattica per le nuo~·e fanlei'ie, -di,C~s~re ·Ai,rag_hi) . .~< La distanza grande, la difficolt~ di scprgere il -·« ~ep:i.ico,. co~~izioni _che andran_no ctescendo_; tend_ono a rendere « il tiro :;empre meno pr;eciso. L'abilità del tira:tore ,va scemando · « d'importanza perchè non si tira pi~ agli individui Jlla alle masse · « quando si ~corgono e in_gen:ere su bersagli estesi. L'_abililà del ti. « ratore nell'impiegare il proprio fucile viene ad essere sostltuila da ..« quella dell'ufficiale nel dirigere il fuo~o del proprio plotone o dal0
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« l'istruzione della truppa nello scegliersi i 'bersagli e p1:oporzionarvi « il tiro. Così considerato il tiro si trova che se non è più tanto pre- · ,; ciso nf)Ì colpire gli individni, è invece più che preciso nel colpire« le masse ». E pi.ù oltre, a pagina 73: « La precisione del tiro è ·qualità che" passa in seconda linea perchè alle g1·àndi distanze e sotto al fuoco « gli errori di puntamento sono tali _da annullare· i pregi ·della pre« cisione; agli individui del resto non si mira più, si tiri_alle zone « occupale dalle truppe nemiche; l'aumentata dimensione del ber« saolio compensa la s-cemata precisione dell'arrrie; anche. nel caso-o. . . . ' . . • « di tiro contro individui, come quando le opposte catene s1avv1c1« nano, la rapidità di tiro compensa bene la precisione». Inoltre, su questo si.esso argomento, veggasi l'articolò di G. Fazio:-Del pitntarnento della fanteria in battaglia, pubbl ic~to nella.Rivista · JJ{ilita.re dell'aprile ,J 885. , . La scemata importanza del fuoco individuale nel" combattimentoè ammessa dalla nostra stessa Istruzione provvisoria sul _tiro (appendice) là dove dice, a pagina 145, che« i fuochi più efficaci sono· sempre i foochi in massa, e questi si possono eseguire a salve, a pause o col Liro accelerato ». . Non è a dubitarsi della grande erncacia dei fuochi in mas~a perché · sono quelli appunto che apporlano in una dala zona di terreno · quella tal grandine di proietti a cui è difficile possano sfuggire quelli ché vi si trovano; dubito inve<}e sulla possibili là di poter mantenere · nel comballiment.o quella classificazione dei fuochi che è stabilita dalla citata i~truzione. Ammetto i fuoc.bi a pause più o meno lunghe-, e quelli accelerati più o meno; ma non credo possibili sul campo d~,battaglia i fuochi a 'salve, quali almeno li vediamo eseguiti negl~esercizi di pace o di pia~za d'arme. Dal poco che io ho letto circa le ultime guerre combattutesi con · armi a retrocarica, mi è rimasto impresso questo fatto che i fuochi a salve, se anche comandati, non hanno mai potuto effettuarsi; ed hanno sub ito, fin dal bel principio, degenerato in altri fuochi che non sono più quelli a salve. E per chi non vuol farsi dell~ illusioni il,, fatto si spiega benissimo, lasciando per giunta intatta la disciplina . Come è mai possibile nel combattimento, anche con truppe agguerritissime, in mezzo al grandinar delle palle, al frastuono prodotto..
287 lo comincia e lo cessa al comando dei suoi capi; mentre. quando si deve far fuoco, è meglio in regola generale che esso sia celere; poiché solo dalla celerità del fuoco si ottiene di far cadere sul nemico quelia fitta grandine di proietti, che gl i arreca perdite tanto più sensibili è demoralizzanti quanto minore è il tempo impiegato a produrle. Chi dirige il fuoco di un riparto deve rendere l'immagine cli un pompiere, che, ayendo in mano l'estremità del tubo della pompa da focendio, può di rigere il getto d'acqua nel punto che crede più conveniente e farlo cessare a suo piacimento. E come, a mio avviso, farebbe male quel pompiere che nell'incendio lanciasse il getto d'acqua or qua or là a casaccio senza fissarsi un punto sul quale insistere fino a raggiungere lo scopo; così .un riparto di truppa non deve consumare le sue munizioni mandando i ~uoi proietti qua e là a spizzico, ma prendere di mira il proprio bersaglio più conveniente, e batterlo fino a distruggerlo, se è possibile, o almeno fino a che altre cause più potenti non sorgano a far mutare il bersaglio od a far cèssare il fuoco . Contro linee di cacciatori anc9ra lon tane e rade, per le quali sia un fuoco intens9, sia un fuoco a dose omeopatica sarebbe di poco o nessun profitto, è meglio ristare dal far fuoco, tener la truppa appiattala ed aspettare il nemico a distanza più conveniente per poi opprim erlo col fuoco a. grandine. Quanto ho fin qui esposto panni suffici.enLe a far palese il mio pensiero sul grado d'importanza da darsi all'istruzione sul Liro ed a ditnosLrare che se la precisione del tiro, considerata astratta°:lente, dovrebbe essere la prima qualità sia di un'arma come di eh! l'ado pera; in guerra, per molte cause, essa sia da posporsi alla rapidità del tiro ed alla radenm della traiettoria, e sopratutto a quelle altre qualità morali che bisogna infondere al soldato moderno, perchè l'arma che gli si dà in mano riesca un vero e potente mezzo di distruzione. Si esercitino adunque i sol dati nel tiro al bersaglio, sia individualmente che collettivamente; e si adciestrino per modo che sappiano valersi con prontezza della loro arma, e conoscerne fino ad un certo punto l'efficacia massima; ma non si faccia t1:1oppo a fidanza nel giorno del combattimento ~illla vantata precisione delle ?armi attuali. ll"Il:LL'ESERCI'l'O E N&L PAESE
L'JSTRU ZIONE SUL TIRO
· dai fuochi di artiglieria e di fucileria, e dalle grida e dai lamenri dei )feriti che ad ogni istante cadono nelle file, come è mai possibile pretendere dai soldati che tutta la loro attenzione sia rivolta alla voce di chi comanda il fuoco per scattare tutti insieme, se pure :.questa voce potrà fars i udire'? Non pretendiamo l'i mpossibile; accontentiamoci di avere soldati . ~he di fronte al ne.mico non si nascondano, nè sparino all'aria solo per rumore, ma che dirigano i loro tiri nella direzione loro indicata, coll'alzo comandato, che cessino di far fuoco quando ciò è or.,dinato per lasciar agio di vedere, col diradarsi del fuoco, i risultati . ottenuti o l'opportuniLà di dirigere il fuoco in altra direzione o •quella di slanciarsi annti per guadagnar terreno, e farsi più sotto :.alla posizione occupata dal nemico. li fu9co à salve, se possi,bile, lo crederei in questi casi solo: quello . di una truppa che da un'opera di fortificazione o da un'altura dominante, facendo capolino, faccia fuoco al di sopra della sua prima ,linea ad una distanza non inferiore ai 1000 metri, oppure con tro, , masse di cavalleria che si avanzano alla carica. Quanto all e altre due specie di fuochi, cioè a pause ed acceleralo, parmi che esse si risolvano in una sola, cioè quella del fuoco a . pause più o meno accelerato, poichè un fuoco intenso e non mai interrotto, auche sul campo di battaglia, fin irebbe coll'essere un ~,fuoco sciupalo e mal diretto; poic;hè pel fumo ché cagionerebbe. non lascerebbe scorgere i risultali del fooco stesso e la convenienza , di sospenderlo o di cambiare direzione od obbiettivo al medesimo . Se io dovessi dare una denominazione (non necessaria del resto) al fuoco possibile sul campo di baltaglia, io mi fermerei ad una sola , ·-·e lo chiamerei fuoco a grandine. Chi comanda un riparto qualsiasi di truppa deve potere col medesimo lanciare in un dato punto una . grandine di proietti per un t~mpo più o meno lungo a seconda del:,l'obbiettivo contro cui essa è diPetta . Quanto più questa grandine sarà fitla e prodotta nel minor tem po po%ibile, tanto maggiore sar~ la sua efficacia; quindi iu massima il fuoco dev'essere a pause, ma accelerato, avendo però per norma ,.che esso deve cess&re non appena si è raggiunto lo scopo o viene a mancare la convenienza di continuarlo. Nè si Lema lo spreco delle .,munizioni. Una truppa è abbastanza disci·pl inata al fuoco quando
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Armate pure i nostri con .fucili che non temano o reggano al confronto. con quelli di cui sono dotati i nostri possibili nemici, perché a~che questa dell'armamento si risolve in una qùestiori.e · mora!e; ma noir si dimentichi che nessuna perfezione d'armi ·può supplire alla màncanza. di solidiLà; di coraggio a Lutta prova, cli spiritp di sa-· crifizio e di costanza e pertinacia. nel volere ad ogni costo la vittoria legata ·alla :propria bandiera. Si addestri adunque il braccio del soldato, in?- sopratutto si educhi ·il suo cuore per modo anche nel furore del combattimento tutti i suoi palpiti siano per 11 Re, per . la Patria e per la gloria del suo paese. ,,, . \ Un'alt1·a ,,;iflessione mi sia permessa prima di chiudere la prima parte del mio argomento . . Non vorrei ché a furia di parlare al soldato dell a perfezione della· ( propria arma, ,Iell'infallibilità del su.o tiro, non si unisse col giungere ad un risultato opposto a quello che si vorrebbe; cioè di far nascere in lui la paurosa convinzione (facile a svilupparsi anche nel soldato meno intelligente) che, siccome il nemico che avrà di fronte avrà pure armi di pregio presso a poco eguale alla sua, così_ n~n ci sia ormai più speranza che alcuno di quelli che sono slanciati all'assalto della posizione del nemico debba sfuggire al suo piombo. Al contrario noi dobbiamo confortare e corraborare col ragionamento nel soldato la persuasione che, ad onta delle armi attuali a tiro rapido e più o meno preciso, i molti che parrebbero destinati a soccombere nello slanciarsi contro il nemico, troveranno scampo nello stesso loro ardimento; e che giunti ad una certa distanza dal nemico, è più pericoloso e letale il volger le spalle od anche solo il soffermarci allo scoperto, che non l'affrontarlo audacemente.
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Allo scopo di sviluppare nel paese l'amore alle armi, l'attitudine a trattarle e preparare cosi la popolazione a soddisfare meglio al sacro dovere di combattere quand.o lo richieda l'onore od anche solo l'interesse della Patria, si è fatta una legge che istituisce il tiro a segno nazionale e che porta -ta data del 2 luglio 1188'.2. Considerata in relazione al suo scopo, questa legge deve chiamarsi ottima, ed ogni cittadino dovrebbe far voti che essa raggiunga perfettamente l'intento. · . . Ma quante non sono le idee ottime che nella pratica falliscono
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o sono ben lontane dal dare quei risultati che si speravano, e talvolta insieme a qualche vantaggio nascondono degli inconvenienti gravi? Pur troppo questa nostra legge sul tiro a segno nazionale appena { nata, parmi de;;tiuata a rimanere lettera morta od a vivere di una J vita assai stentata·. E la ragione di ciò è che presso di noi mancano e continueranno a mancare per molto tempò ancora le condizioni favorevoli perchè una tale istituzione possa prosperare. Ragioniamo. Che la Svizzera, la quale non ha, si può dire, esercito permanente in tempo cli pace, dedichi al liro a ·segno parte di quella somma, che risparmia nel vero bilancio militare; e che gli Svizzeri, per non essere distolti dai loro affari col servizio permanente, si adattino, e dil'ò anche, si appassionino per tale istituzione, si comprende benissimo. L'Italia invece tiene .sollo le armi permanentemente e per due anni al minimo più di 200000 deì-suoi cittadin i, che si rinnovano ogni anno per un terzo, senza contare quelli che servono nell'armata di mare. · Per le proprie forze di terra e di mare l'Italia spende annualmente più cli 300000 milioni. Jn . Italia quindi l'unica, la vera, e direi anche la sola scuola militare del paese, è, e dev'essere l'eser- • cito, attraverso il quale sarebbe desiderabile che passassero, con una egual ferma, tutti i giovani atti alle armi, senza distinzione di 1a e 2a categoria. Ora :mo Stato che ha già un bilancio annuo considerevole per provvedere ai bisogni della difesa nazionale, non può al certo dedicare altre somme per far vivere un'i stituzione fuori dell'esercito, la quale, per sua natura, per essere attuala e fatta prosperare richi~cle delle somme ingenti, poichè nessuna istruzione militare è tanto dispendiosa come quella del tiro. Ma io voglio per un momento ammettere che il governo, le provincie, i comuni si trovino in così prospere condizioni finanziarie da poter dare alla na$cente istituzione tutto quanto le occorre per farla vivere. Se così fosse però io soggiunger.ei subito: e perr.hè allora il governo non pensa per prima ·cosa a dotare i prèsidj, dove hanno
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slanza i reggimenti ed i battaglioni dell'esercito, di veri campi di tiro, dei quali tanto si difetta in Italia? Prima di pensare a far tirare gli scolari, gli ascritti alle varie milizie ed i liberi cittadi ni, bisogna che i riparti tutti dell'esercito -permanente abbiano essi in vicinanza delle loro 'stanze i rispettivi campi di tiro preparati, per modo da rendere possibili gli esercizi lutto l'anno, con sicurezza, e direi anch e, con qualche comod ità. Mi si dica ora se in Italia siano molte le città che si trovano in huone condizioni sotto questo rispetto, o so non si debba piuttosto dall'autoriLi~ militare provvedere, con difficoltà sempre crescente, a tale bisogno, mandando le trnppe ad eseguire il tiro lontano dalle proprie sedi per compierlo nel minor tempo possibile, quindi con precipitazione, perché così è richiesto e imperiosamente voluto da molte cause di servizio, e sopratutto anche dal disagio in cui vengono a lrovnrsi i riparti mandati ad eseguire il tiro fuori doll'ordi· naria loro stanza. E l'inconveniente or ora da me !,:egnalato, anzichè diminuire, va ognora a.umentando perchè col perfezionarsi delle armi, col diffondersi dell'agricoltura e col dilatarsi che fanno incessantemente anch e i nostri minori cenLri di popolazione, sarà sempre più difficile di trovare vicino alle rispettive guarnigioni i I uoghi adatti per costruirvi i campi di Li ro, anche senza tener ~onto delle maggiori ingenti spese che, per effetto della maggior portala delle armi aLluali, si dovrebbero sostenere pel' garantirsi da ogni sini stro accidente. La mancanza o l'insufficienza o l'incomoda collocazione dei campi di tiro sono gl i ostacoli che si oppongono alla perfeua esecuzion e del tiro a segno nello stesso esercito . Ora immagini ognu no corn o le stesse cause non debbnno produrre un ostacolo anche maggiore per lo sv iluppo del tiro nazionale, che è raccomandato esclusi vamente alla buona ed alla li bera. volontà dei cittadini. i quali, dediti ai lorò affari ed alle loro occupazioni (come dev'esserlo ogni buon cittadino) non troveranno il tempo o la voglia di allontanarsi molto dal loro centro per acCOl'rere al tiro. Forse la regione dove il tiro nazionale, a condizione però sempre di essere largamente aiutato dal Governo, dalle provincie e da i comuni, potrà attecchire si è nella zona alpina. Qui con poca o nessuna spesa è facile trovare il campo di tiro. Qualche vallone appar-
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tato, rinserrato a destra ed a sini stra da boschi o da dirnpi ed avente in fondo una_promi nenza alta ed a picco che faccia da fennapalle na. turale, ecco un campo di Liro facile a rinvenirsi nello vallate alpine, un campo di Liro cho alla massima sicurezza accoppia la poca o nes· -suna spesa di costruzione e di manutenzione. Forse anche a questa circostanza dell'essere la Svizzera tutta una successione di profon de vali ate si deve ascrivere, indipendentemente da altre fa~·o1·evoli condizioni, se in quel paese più che in orrn i altro d'Europa, ha potulo sv~ lupparsi e mantenersi !'.istituzione del tiro quale ora si clesiderebbe veder sorgere pres!-o di noi. ' Del r~sto non credo che la Svizzera si illuda al punlo di basare la sua sicurezza esclnsivamente sui suoi famosi tiratori che vincono i premi ai tiri fed erali. e alla stessa guisa dei cavalli da .corsa. vanno anche fuori a disputarli nelle gare internazionali. Se così f~sse basterebbe un nostro reggimento alpino per nverne rar,ione . Invece . . n .essa, con saggio consiglio, ha adottato il fucile a r ipetizione. . Ma torniamo subito in Italia, dove l'ingente spesa che si richie~ereb~e per la cost'.·uzione e manutenzione dei bersagli , anche solo m ogm capoluogo d1mandamento, perchè il tiro pOS!,a divenlare veramente popolare ed accessibi le a tuLLi; congiunta alla non oratuità delle munizioni, è tale ostacolo che la istituzione stessa, al~infuori forse dei maggiori centri di popolazione dove non mancano mai i mezzi ed i dil~tt~nti pe'. ogni sorta d'esercizi, farà pochi proseliti; ed anch e quest.1, m·massima parte tra coloro, che ascritti al!' esercito ed alla mili;'.ia ad aspiranti al volontariato di un anno, si faranno iscrivere nelle società di tiro e farann o i prescT'Ì I.li esercizi unicamente per godere dei vantaggi e dell e esenzioni che In Jeacre ha voluto accordare ai militari delle varie categorie cogli articoli e 9. E qui sta appunto il mal e e il danno che, a mio avviso, racchiude la nostra legge sul tiro a segno nazionale. ,, Nella prima parte di questo mio scritto ho accennato .quale sia I import~nza da attribuirsi ai valenti tiratori del tempo di pace nel comb_attimento, e com~ nel soldnto alla precisione di tiro (assai d~bb1a nel caso vero) siano da preferirsi tutte quelle altre qual ità di carattere moral e ed anche puramente fisiche che lo fanno atto a s~pportare lunghe e faticose _marce, disagi e-sofferenze d'ogni mani era, e ad affrontare con an 1mQsereno ogni sorta di pericolo.
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Queste virtù, che costituiscono la vera forza di un esercito, non si insegnano nè si imparano coli' e~eguire poche le~io!1i_ di tiro a seono con risultnti ~iù o meno buoni o forse anche catl1v1; ma coll'obbliaare o\i uomini alla convivenza nei quartieri o nei campi, col o .:, h . . sottoporli in comune anche_i n pace a _quelle prove~ e m_roagg1~r misura dovranno superare m tempo clt guena, col piegarli alle es1. cren.ze della disciplina ed addestrarli a quell'nzione coll ettiva ch e do;ranno poi spiegar0 sul campo di battaglia. . Questi sono i mezzi pei· dare alle masse ,armale co1~s1_sten~a e solidità morale, far nascere in loro l'emulazione e lo spmto d1corpo, e prepararli a sostenere con animo incrollabile gli aspri cimenti ~h~· accompagnano sempre la guerra, in qualsiasi tempo e.con quals1as1 armi siasi essa combattuta. Ecco perchè non applaudo alla disposizione della nostra legge sn! tiro a segno nazionale, colla quale si stabilisce (art. 8) che a quelh che frequentano il tiro per due anni consecutivi sia acc_ordata « la totale O parziale esenzione dall'istruzio_ne se ~pparle_ne~t1. ali~ 2° c,ategoria, e l'esenzione dti richia1~i pe~· istruzione Se indiMdtH dellesercito permanente ùi congedo i llzm1 lato »: . . .. Il richiamo alle armi per istruzione specialmente deglt uom101 1n co~oedo illimitato è un'assoluta necessità per gli eserciti moderni, ' nei ~uali la permanenza sotto le armi è ridotta si può ~ire ~I mi- · nimo possibile, mentre d'altra parte la durata totale dell obbligo det servizio militare è protratta forse al di là di quanto sarebbe assolutamente necessario . Il richiamo dei congedali, per esempio nel terzo o quarto anno. che trovansi in congedo illimitato, ènecessario per rinfrescarne!' istruzione e far loro riacquistare la tempera militare; nè, a mio avviso, può supplirvi in niun modo il certificalo di aver _sp~rato nel biennio . tanti colpi al tiro a segno mandamentale o provmc1ale. Se l'esercizio frequente del tiro a segno fatto dal lib.ero cittadino, fa presupporre in lui un vero amore per le armi , e può anche fat" nascere la presunzione di trovare in lui non un semplice dilettante, ma all'evenienza uno strenuo difcnsOl'f\ della patria. La stessa pre-· sunzione n,m mi conforta certamente se lo stesso esercizio è fatto d~ chi. tutto mi induce a credere, lo faccia sempliceinenle per sotlrars1. ad obblighi maggiori, cui dovrebbe altrimenti sottostare.
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Ma ammessa anche la migliore delle ipotesi, torno a ripetere, il tirare al bersaglio ed anche l'essere un valente tiratore, non è, a mio avviso, garanzia sicura e sufficiente di essere anche valente soldato. ' Il richiamo alle armi dèi congedati lrn ben al tro scopo. , Essi devono, sia pure per un solo mese, essere tolli tutti indistintamente ,dalle loro case per rivedersi nelle caserme o meglio nei campi; vestir di nuovo l'un iforme, adattare ancora il cinturino attorno al corpo, Tidiventare famigl iari collo zaino, col ftlcile, colla gavetta, marciare ~ magari anche dormire a contatto di gomito, rizzare e levar le tende, manovrare in ordine chiuso e sparso, inollre (il che sarebbe desiderabile), rivedere e risalutare la propria bandiera, il proprio ~olonnello, gli ufficiali della rispettiva compagnia, riconoscersi tra di loro e coi più giovani soldati che sono sotto le armi, riudire la musica del proprio reggimento, ma soprattullo le parole dei loro .capi, inspirata da sentimenti marziali ma in pari tempo aliettuosi ~ indirizzato a richiamare e riaccendere nei loro petti lo spirito mi1itare la devozione illimitata al Re ed alla patria. Il {iro a seono fatto chi sa come, in varie domeni che dell'anno, da ciascuno ca~a sua~non dà nessuno di questi risultali, mentre il richiamo alle armi anche per breve tempo cli chi è già stato soldato, oiova alla sua istruzione ed educazione mil itare molto più che non ~n tempo· assai maggiore nella prima venuta sotto le armi. Chi è stato soldato lo si riconosce d'ordinario anche a novant'anni. Il richiamato che ritorna sotto lEI bandiere non va più in un mondo· sconosciuto; anche ammesso che trovi. qualche novità subito la impara e vi si adatta; se il fucile, mettiamo il caso, non è più qu.èllodei suoi tempi ma di m10va invenzione e di congegno compl icalis- . simo, pure in breve ora lo h,1 capito es« maneggiarlo e servirsene; :anche la sua mente, che forse durante il suo primo ti rocinio sotto le armi era rimasta un po' inerte e sonnacchiosa, ora si è fatta più :aperta e riflessiva; il tempo che ha passato in congedo illimitato la. vorando da mane a sera ( come è la sorte d.ei più) nei campi o nelle officine, gli ha fatto pensare più di una volta ai giorni passati sotto le armi; e dal confronto gli si è formata la convinzione che la vita militare non è poi quella vitaccia che egli si era imaginato· quando giunse coscritto al reggimento, e che forse per tale considerò per
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L,ISTRUZIONE SUL TIRO
tutto il t~mpo che restò sotto le armi la prima volta;' percbè, ancor troppo giovane, gli mancava l'esperienza del poi, la pratica della vita. _Ora per concludere dirò: tìro al bersaglio quanto si vuole, ma c~e ?er esso nessuno possa sottrarsi ai suoi obblighi di servizio O di richiamo so_tt~ _le armi; specialmente nell'esercito permanente, nel quale la soltd1ta e la coesione mornle hanno ben ma,ggiore· importanza_ dello avere ~ra le file, sia pure, qlialche migliaio di esperti tiratori del tempo d, pace. S? bene che se nella legge che istituì il tiro a segno nazionale si L_oghessero quei ~an_taggi che. e~sa _accorda ai militari in congedo il1,_m1_tat~ e_ a quelli d1 2• categona, 11 numero dei tiratori e delle socrnta d1 liro sarebbe ancor minore di quello che è. attualmente, e tanto varrebbe forse abolire la legge per mancanza di tiratori . E~bene tale ,;ia dalla legge se essa deve sussistere solamente a scapito della solida istruzione e della compauine dt31!,.esercito di ,J" e 2a linea e dei suoi complementi. " . Non vo?lio_ però troncare bruscamente questo mio scritto in atu_tudme _di eh, pare voglia osteggiare un'istimzione direLta a militanzzare 1~ ?aese; cosa q_uesta che chiamerei disdicev~le sopratutto ad ~n m1l'.tare. ~he an_z, p_er allontanare da me questo sospetlo e sch1erarm1 anch 10 decisamente tra quelli che amano veder crescere la nostra gioventù addestrata alle armi, mi permetto di addito re un ~ltro esercizio che. al pari ~d, a mi~ avviso, assai più ~lei tiro a segnoe atto n?n solo a far acquistar pratica delle armi ma direi proprio ad a~guerr1re la popolazione. Voglio dire l'esercizio clella carcia col fu' cii e. Non mi. si_ venga a dire: altro è tirare con un fucile da guerra ad u? so~o ~r?1etto, altro con un fucile da caccia carico di pallini. · No: 1l· prrnc1p10 è seinpre lo stesso; si tratta sempre di mirare e mi::~: c~~'.~e~ eclp1: anzi q_uanta maggi?r prontezza d'occhio e di braccio . · 1 r c~1_pire una perrnce a1 volo od un lepre che fugge· via, che ·non un disco fisso ad un cartellone. Sa poi consideriamo che il nostro tiratore al bersaolio forse si reca a_ tale esercizio e ne ritorna in carrozza, mentre 11 cacciatore ~ammm'.1 ~e lunghe ore del giorno al monte ed al piano tenendo così m eserc1z1_0 an~he le gambe, se consideriamo inoltre che nel tiratore a segno l'mtelhgenza rimane incerta, mentre nel, cacciatore essa trova modo di manifestarsi nei mille accorgimenti che egli deve usare
NELT,'ESERCl'l'O E NEL PAESE
nello scovare od inseguire la selvrtggina, nell'avvicinarla, nell'appostarla, panni poter dire che la caccia col fucile sia un esercizio assai· superi9re al tiro a segno pe·r addestrare gli uomini alla guerra. La storia anche ci conferma che i popoli cacciatori furono sempre popoli guerrie.ri ed anche oggidì in tutti gli eserciti d'Europa, il nostro eccelluato, si dà il nome di cacciatori ad alcune truppe che si suppone debbano avere un'abilità speciale in certe operazioni di guerra. Dunque se non basta il Liro a segno, il Governo favorisca in ogni moclo l'esercizio de!la caccia col fucile, riducendo al minimo o togliendo affatto la relativa tassa i)er niodo che a tutti sia accessibile. La caccia poi ha per sé sola tali attrattive specialmente per la gioventù, che trova appassionati cultori anche nelle classi povere, che sono poi le più numerose, in quellechrssi cioècheben difficilmente sciuperanno pochi _soldi per lanciare alcune palle in un cartellone, mentre sacrificheranno del clanaro e,' clel tempo per aver la soddisfazione di prendere qualche grosso selvaggiume od anche solo pochi uccelletti. Per mio conto; se fossi propenso ad accordare esenzioni agli uomini in congedo illimitalo, vol'rei concederle a chi mi provasse di avere, durante il congedo , praticato con passione l'esercizio clelfa caccia anzichè a colui che mi presentasse un certificato di aver raggiLmto tanti punti al persaglio inun cérto numero di lezioni di Liro. A. .MAZZOLENl Capit,ano wiutante d:i cam.po della bri,gata Modena.
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RIVISTA ESTERA
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Regolamento sulle truppe di complemento di fanteria.
l. ·- SCOPO
RIVISTA ESTERA
RUSSIA.
Il Prikas del 9 gennaio ·1885 apporta alcune modi6cazioui all'ordin11mento delle truppe di complento: 1° furono soppressi i quadri dei battaglioni di complemento mantenuti in tempo di pace per la formazione in tempo di guerra dei battaglioni di complemento, affìdandone le incumbenze ai corpi, o ai distretti e comandi di truppe locali, secondo casi previsti dal regolamento; 2° fu pubblicato un nuovo regolamento per le truppe di complemento di fanteria. La soppressione sopra accennata dei quadri dei battaglioni di complemento ha un valore limitato, potendosi considerare comesemplice misura econo~ica, e perciò si omette qui di parlarne; parve invece cosa utile riassumere; il più brevemente possibile, il regolamento testè pubblicato, prima perchè ess(), nella formazione rlei battaglioni di complemento, stabilisce lfi basi costitutive del primo anello che in tempo di o11uerra deve conoiun. o gere l'esercito combattente alle sue abbondami ( 1) riserve di uomini destinati a completarlo, secondariamente perchè colla lettura di tale re11ola" di mento sia possibile forman,i un'idea del come funzionano i battaolioni ' o complemento, cioè quell'elemento della mobilitazione destinato in Russia a sol lev:ire i distretti militari dalle molteplici opera;ioni (2) che ad essi incombono nel passag~io dell'esercito dal piede di pace a quello di guerra. 1
{i) Secondo l'ullimu resoconto ufficiale esistevano al 1.0 gennaio 1.883 ne'! Sapas (complemento) dell'esercito, ossia in congedo illimitato i283361l individui. (2) Pel nostro esercito basta uno spedito esame al Tomo III dell '/stn~zione s·u.lla ·m obilitazione, cdiz. 1.883, e particolarmente ai § 225-239.
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E COS1'ITUZ10NE.
4. Le truppe di complemento di fanteria sono destinate a preparare gli uomini occorrenti per completaré le altre truppe di fanteria in tempo di guerra; fauno parte delle truppe locali di fanterià del sito ove hanuo sede. 2. Sono costituite: dai battaglioni complemento di fanteria della guardia; dai ~attaglioni complemento di fanteria della linea ( cioè non della guardia, arm1ieslci); ' dai battaglioni complemento dei cacciatori della guardia; dai battaglioni complemento dei cacciatori della linea. Tai battaglioni corrispondono nel numero ai reggimenti fanteria e brigate cacciatori attivi (1) escluse le brigate cacciatori del Turkestan e della Siberia orientale, ed esclusi pure i battaglioni cacciatori del Trascaspio. 3. I bauaglioni di complemento non esistono costituiti in tempo di pace.. Ciascuno di essi in tempo di guerra viene formato: cogli uorn'Ìrl!i dei quadri in servizio attivo, incorporati uei reggimenti fanteria attivi, battaglioni cacciatori auivi e distaccamenti locali, ovvero addetti in tempo di pace ai · comandi di distretto per la custodia del materiale dei battaglioni di complemento; e cogli individui di complemento richiamati dal congedo all'atto della formazione del battaglione. Esso è provved.uto della propria dotazione vestiario, buffetteria, armamento ed altri oggetti con$ervati sul piede di pace presso i reparti attivi e i romandi di distretto militare, o ariche presso i magazzini d'intendenza e d'artiglir.ria. ,\.. La denominazione dei battaglioni complemento di fanteria della guardia, granatieri e della linea come pur.e quella del battaglione complemento cacciatori del la guardia e dei battaglioni complemento cacciatori della linea, nonchè i punti della loro formazione e dei luoghi ove conservasi le loro dotazioni' vengono fissate da particolari istruzioni. {i) Sono cioè 1.99 battaglioni di complemento che corrispondono ai: i2 reggimenti fanteria della guardia.
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id. dei granatieri. id. fanteria della linea. ,1 hJ'igata cacciatori della guardia. 6 dellalinea{di cui una del Caucaso). L l i64 battaglioni di complemento dei reggimenti fanteria dell,i linea fìoo ,,d ora portavano la stessa numerazione dei reggimenti corrispondenti, dicevansi cioe 1.0-1.64° bat· taglione di complemento; quelli degli altri corpi sopra descritti non avevano numero progressivo ma bonsi portavano il nome del corpo ai quali erano di complemento.
z9.s
299 11. La direzione dei battaglioni di complemento della guardia è affidata ad uno speciale comandante, destinato con decreto pel solo tempo di; guerra; esso non fa parte del corpo della guardia e gode i privilecri dei co-· 0 mandanti di divisione. · 12. Il comando di questi battaglioni form:iti soltanto in tempo di guerra. secondo un apposito organico, funzi ona come i comandi delle divisioni. ,13. I comandanti dei battaglioni di complemento godono i diritti dei comandanti cli reggimento. 14. Gli ufficiali superiori ed inferiori de] personale µermanente dei bat-· taglioni complemento sono compresi nei ruoli dei rispettivi reparti attivi e considerati come distaccati da questi per un comando· pennanente, ESTERA
RIVI $TA
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5.. Ogni battaglione di com plemento consta di 3 compagoie ed ha due personali: ci) ,personale pennanente (postoianni) composto d'individui combattenti e.non combattenti, assegnati al lo stato maggiore del battaglione e destinati per l'istrnzione della truppa del persona le variabile; b) personale vai·iabile (pe-remrienni) costituito dagli ufficiali e truppa cli complemento; e, secondo il bisogno, dagli indi vidui (ratniki ) della milizia (opolcewi·ie) di ,t• serie(11), e delle reclute:;ppartenent.ialle classi da chiamarsi per turno a çornpletare le truppe di fanteria, Osseri,az·ione. - I battaglioni di complemento dei cacciatori della guardia coustauo di 3 colllp<1gnie, ciascuna formata da uno dei battaglioni della brigata c11cciatori della guardia, ad eccezione dul battaglione cacciatori fin landesi della guardia , la cui compagnia cli r'iserva avendo un mandato identico a quell e di complemento, viene mantenuta secondo regole speciali . 6. La forza del personale permanente è fissata danno specchio organico (stat), quella del personale variabile, come norma è fi ssai.a parimentida uno specchio organico, ma e1Tettiv11rneute èstabilita da prescrizioni dello stato maggiore generale.
fI . -
III . -
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COMPLETAMENTO DEI BA'fTAGLION l DI COMPLEMENTO.
15. Alla formazione di ogni battaglione complemento vengono destinatf· gl'individui seguenti; ·
Personale permanente. a) 1 ufficiale s1,1periore (comandante del battaglione); 6 ~ffi ciali infe-. riori; 40 ( almeno )1 uomini di truppa, tutti dei quadri del reggimento fan-· teria o brigata cacciatori corrispondente. b) Sergenti di magazzino (Kaptanarmusi) e soldati dei comandi di distretto militare, e sergenti di rnagàzzino dei distaccamenti locali ( dové questi sono mantenuti in tempo di ,p11ce) per la custodia della dotazione-dei corrispondenti battaglioni cli compJemento . e) Gli' altri indi viclui clel per,,onale permanente sono preS'i dagli ind i-. viclui cli complem1mto chia mllti in servizio secondo le prescrizioni dellostato maggiore; e, relativamente ai medici e feldsceri, secondo le prescrizioni del la direzione superiore di sanità, togliendoli da quelli che sono, in servizio attivo o in congedo illimitato (sapas) .
COMANDO DEI BAT'l'.AGLIONl DI CO:\!PLEMENTO,
,10. I battagl ioni complemento dei granatieri, di fanteria e dei cacciatori della linea (non delJa guar;clia) dipendono totalmente dai comandau ti delle brigate locali (ùel governo o provincia dove hanno stanza) e pel trnmite di questi dipendono dai comandanti delle circoscrizioni milit::iri. Os11e1·vcizioni. - Nella c.:i rcoscrizione militare del Caucaso e$si dipei1dono dni comandanti delle briga te loca li e pel tramite di rrueste, dal comandante delle truppe locali e d::il comandante delle trn ppe della c.ircozione militare. (IJ La for1~1. arm,1ta dell'impero rnsso dividesi in esercii.o permanente, comprenclento gli uomini -in servizio attivo e gli uomini in congedo (nel Sapa.~ clcll'esercito) e m.ili:zia (opo!ceniieJ: quest'ultima viene chi,1m:1ta allr1 difesa del r1aese soltanto nei casi e.stremi, e comprende gli uomini •che all'estrazione della sorte non fitrono da questa destinati all'esercito permanente, come pure tutti quelli che annualmente vi passano clopo com-· piuto il loro servizio nell'esercito permanente (servizio attivo e quindi in congodo illimitato, S11pas); in una paroh coroprenrle lutti gl'individui capaci di portar le armi (meno gli ascritti nell'esercito permanente) che hanno eia 21 a 40 anni di et,\: corrisponde quindi alla L ctndst1wn1 tedesca. La mili zia clivi(lcsi in due serie (rasria<l ). La t• serie (destinata tanto a fornire unità di mi lizi:t quanto a completare le nnità dell•! truppe permanenti) comprende le,, classi più giovani; la 2• (destinat.a a costituire soltant-0 unità cli milizia) comprende tutte le altre classi. •
FORMAZl01':E
Pei·sonale 1;ariabile.
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Ufficiali e truppa di complemento nel numero fissato dallo stato maa. ~ g1ore generale ed, in caso di bisogno, uomini dc::lla milizia di ,J • serie e· per turno di chiamata anche le reclute Osservazione. - \lei personale v.:iriahile dei respetti vi battaglioni di ~omplemento sono pure ascritti gi i ufficiali , sottufficiali e soldati i quali non pos:;ono srgu ire i propri corpi attivi in campo perch è malati, sotto giu-
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Rl\'ISTA
·dizio ecc., come puro i volon tari condlizionati (1 ) che uon hanno compiuto ancora 2 mesi di servizio. 16. Gl'individui che (art. 15) devono formare i battaglioni di compie- . menlo vengono designati a nome fìn dal tempo di pace nel seguente modo: 1° Gli nrrìciali superiori (comadanti di battaglione) dal comandante di di visione relativo (o brigata cacci;1tori), prendendoli d;1l reggimento (bri-gJta cacciatori) corrispondeute al bauaglione di complt> mento, o io mau-caoza f3cend ovi passare uu ufficiale superiore di altro regO'imeuto della divisic,ne. I!) • 2° Gli ufficiali iureriori in sen•izio attiro, dai comandauti di reO' rril'>t> iimento (brigatt\ éacciatori) corrispondeuti ai bauaglioni di complemenl.o .ed in numero di: 3 tenenti anziani per reggim,:nto (brigata ,:acciatori) destinati a comandare le compagnie, il cùmandante del drappello d'istruzione del reggimento (o di nno dei ba ttaglioni cacciatori), egualmente per -conrnndare la compagnia, e 2 sottotenenti (1 com e cassiere, 1 come aiutante maggiorù). , 3° Gli uomini di truppa in servizio nttivo vengono rlesti nati dai comanda11Li di reggimento (brigata cacciatori) e sono: 2 sergenti di magazzino 4- sottufficiali di 1' classe 4id. dì 2· id. 28 caporali (e(reitor) •I serivano di 2· cl,,sse ·I sou'o.rrnaiuolo. Tale assegnazione è fatta dietro proposta dell'ufficiale superiore desi,gnato pel comando del battllglionc di complemento. 4- 0 Gli ufficiali di complemento richiamati, nel ùumero prescritto dallo stato maggiore generale, $O no assegnati dai comandanti delle rispettive briga te lo·ali del sito di formazion e dei battaglioni di complemento. 5° Gli uomini di truppa di complemento richiamati per far parte del personale permanente sono assegno.ti dai comandanti di distretto corrispondente al sito di domicilio degli individui (in conformità del riparto fatt.o da ilo stato maggiore genr.ile)sceglieudoli fra quei sotturfìciali e caporali che sulle note caratteristiche hanuo l'annotazione di capaci istruttori di reclute {cominciando dalle cJassi più giovani). 17. I rnoli degli individui de$Linati in tempo di pace a formare i batlaglioni di complemento vengono conservati e tenuti al corrente dai co(I! F-:5is.to_no nc,~l'~er~ito russo due specie di 1•olontari: \'Olontari condizionati (vol11.0quali por essere am messi in servizio devono soddisfare a certe -cond1z1on1 d1 ola, condizione e coltura, e i volontari ordinari (Ohotniki). opr1ed!el1.an~sts~11es,a) ~
ESTERA
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mandi di reggimento fanteria e brigata caci.:iatori, dai comandi di distretlO· militare, dal comando della guardia e circoscrizione di Pietroburgo, dalle direzioni e sta bi li menti di san ità, secondo i vari casi preveduti nel presente· articolo dell'istruzione. •18. Il controllo dei ruoli tenuti presso i reparti nttivi è affidato ai comandanti della rlivisione fanteria e delle brigate cacciatori , quello dei, ruoli presso i distretti è affidato ai comandarHi delle brigate locali. ·19. La dotazione d'arredameoto ('iinttstscestvo) ù consùrvata in tempodi pace presso i reparti corrispondenti o presso i comandi di distretto secondo il luogo di formazione del battaglione di complemento. 20. Ai bau.aglioni di complemento vieneconsegnnta d:ii relativi rep:irLi di truppa quella parte della dc,tazioned'arrednrnentoe d'erp1ipaggiameoto, che qncsti ultimi non trasportano seco in campagrrn. I reparti di truppa attiva, poi, i cui battaglioni di complemento formnnsi fuori del luogo di stanza in viano ai relativi battnglioni di complemento soltanto la parte della, dotazione più importante e meno. voluminosa che merita d'essere trasportata (fra cui gli oggetti e le materie prime di vesliario, bnlfeuerin ed armamento). Ossenazione. - li re.sto della dotazione delle truppe attive non inviata ai battaglioni di complomento formantis i fuori del proprio sito di stanza vione consegnata dai reggimenti (brigate cacciatori) al comaudantedel distretto militare del sito, od al comandante locale della città , quando ivi non siavi rlistretto. i t. I com,1ndnnti dei reggimenti fante ria, brigate cacciatori e distretti· militari hanno l'obbligo di ten,ire in tempo di pace costantemente pronti gli studi e le proposti} intese n migliornre i mezzi di fùrmnzione dei b11ttaglioni di C<)mplemento e di costituzione dei punti di formazione. Tali proposte viste ed approvate dalle autorità competenti servono come norme complementari per le operazioni dei comandanti di battaglioni fli complemento e distretto militare per tutti quei casi che non fossero preveduti dalle disposizioni ministeriali . Osseruazione. - Presso le truppe attive le proposte per la formnioo e dei battaglioni di complemento sono compilate dagli ufficiali superi ori destiuati al comando di quei batt~glioni (art. 16-1 °). 22. I battaglioni cli complemento sono costituiti d11gli ufficiali superiori preposti a comandarli , in seguito a disposizione dei comandanti rispettivi di brigate locali (o comandante dei battaglioni di complemento delln, guardia). 23. Dato l'ordine di mobilitare tutto o parte l'esercito, la formazione di tutti o della parte dei battaglioni di complemento, corrispon,lenti ai reparti attivi mobilitati, ha luogo coll'ordine seguente:
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·1°Gl'individui dei quadri dei bnttaglioni di complemento (a rt.15-1oa) ·e relative dotazioni d'arredamento (art. '19-20) vengono tolti· dai reparti attivi e dati in consegna agli ufficiali superiori destinati al comando dei battaglioni di com plemento: 2° Gli individui dei quadri dei h.attaglion i di complemento (art.·15--1 oa) da formarsi fuori del la stanza dei relativi reparti attivi dopo essere stati ,tolti dall'organico di tali reparti, unitamente alla propria dotazione d'arredarneuto (art. 20) ~no avviati ai punti di formazione, per la via più breve (per ferrovia , per acqua o per via ordinaria). 24-. L'ufficiale superiore destinato al comando del battaglione di com_plemento, appena che ha ricevuti in consegua indi vidui e materiale dal reggimento (brigate o cacciatori), ovvero tosto che ~ono arrivati de<r]i in·dividui e del materiale al punto di formazione, se questo è fuori del!; sede del rispettivo reparto attivo, informa di ciò il comandante della propria ·brigata locale, dal quale fin da allora di pende, e procede subito alla formazione del battaglione; al qual fine: •IO Preleva dal .Cùmando del distretto militare la dotazione (art. ,19) .nppartenente al battaglione e gli individui addettivi (art. •15 a) se il bat1aglione si forma fuori della sede del proprio reparto attivo; 2.° Costituisce il comando del battaglione, cioè lo stato maggiore del 'battaglione e il personale non combattente; ' 3° Destina gli ufficia li dei quadri, e gli ufficiali di complemento al'lora giunti, per funzionare al com:mdo del battaglione e alle compagn ie quali com:rndauti di compagnia; "' 4: 0 Arrivati al J),1ttaglione gli uom ini rli truppa dei quadri che erano in servizio attivo o di complemento, separa defi nitivamente il personale permanente del battaglione da quello varia bi le, e ripartisce in niodo eguale fra le compagnie gli ufficiali e sottufficiali di complemento che arrivano dal congedo, destinando i feldvebel e i sottufficiali <li plotone; . 5° Compila e completa i documenti ralativi agli uomini e materiale -del battaglione; 6° Attende alla sistemazione del c·a rreggio e cruadrupedi; 7° Prende le misure occorrenti per l'impianto "del laboratorio e del :lazzeretto (infermeria); . 8° T~rminata la .formazione del battaglione, compila e sped isce par·t1~la.re~giato rapporto al comandante della brigata locale (o dei batta·gh?n.1 eh complemento della guardia), unendovi i rapporti ed elenchi relat1v.1, all~ f~rza del personale permanente e variabile, nll' assegnazione -degh ufficiali nelle varie cariche e alla ricevuta del materiale del batta.glione.
26. I vuoti che vengonsi successiva mente verificando nei battaglioni di ~omplemento dopo la loro formaz ione sono colmati colle norme seguenti: ·1 ° Gli ufficiali e medici in attività di servizi,:, o provenienti dall'aspettativa (ot~tav) sono destinati nei battaglioni e fanno passaggiù da un battaglione all'altro per decreto sovrano. Osservazione. - Gli ufficiali che devono lasciare in tempo di guerra il servizio presso le truppe attive per' malattie e ferite, e che ristabilendosi non sono in istato di proseguire quel servizio, ·pos,ono essere destinati a prestar servizio nel personale permanente dei bat1aglioni di complemento o nei reparti locali. 2° Gli uflk iali del personale variabile sono tenuti lll completo per cura dello stato maggiore generale. 3° Il personale permnnente della trupp<1 comba ttente è tenuto al completo scegliendù i migliori individui del personale variabiln, ed in mancanza focendovi pnssare individui delle truppe di riserv11 e locali; se nella circoscrizione stanziano truppe di campagna gli uomini sono anche scelti . da queste truppe. La scelta di cui sopra è fatta dai conrnndanti dei teparti destinati a fornire gl' individui . ,1, 0 Il personale permanen.te di truppa non combattente ·i:.: tenuto al completo per disposizione dei comandanti delle brigate locali cogli uomini nop idonei al servizio combattente, togliendoli dal personale variabile dei battaglioni di complemento e dai reparti di riserva e locali. 5° Gli uomini combattenti e non combattenti del personale permanente riconosciuti incapaci al loro còmpito sono trasferiti nel personale variabile. 6° Truppa del personale variabile è tenuta al completo secondo le prescriiioni indicate all'a rt. -19-~ 0 per disposizione dello stato maggiore. Osservazione. - Gl'individui di truppa evacuati dal teatro di guerra per malattie e ferite, sono per disposizione dei comandanti delle brigate locali assegnati, fino al loro ristabil imento, aI personale variabile dei b::ittagliorn di complemento corrispondenti ai reparti di truppa dove essi servirono, e sono rinviati d,a detti battaglioni agli stessi reparti in drappelli di marcia. lV. -
b 1'RUZI0NB DEGLl INDIVIDUI DEL PEUSONALE YAIIIABI LE NEI BATTAGLIONI DI COMl'LEM ENTO.
27. Quest'istruzione ha luogo seguendo le norme del regolamento d'esercizi e delle istruzioni particol11ri .
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2.8. Le reclute della classe non ancora chiamata in servizio e i militi (ratn·iki) della ,1a serie, nel caso vengano chiamati a far parte dei battaglioni di complemento, come pure quegl i individui di complemento che ancora non prestarono servizio attivo, ovvero non ric:evettero una sufficiente istruzione militare, eseguiscono il corso d'istruzione. militare di 2 mesi colla progressiva voluta per l'jstruzioue delle reclute di fanteria.
38, I battaglioni di complemento sono amministrati dai risp·ettivi comandan ti, come i reggimenti e le altre unità autonome, a norma del relativo regolamento, 39. Nelle città dove non esistono distaccamenti essi disimpegnano il ·servizio di guarn igione, Yf. -
V. -
FORMAZIONE DEI DRAPPELLI DI J!ARCIA
E LORO INVIO ALL' ESERCITO.
ARREDAMENTO"(VESTIARIO, BUFFETTERIA, ARMAMENTO), COMPETENZE, ACQUAF.TIERAMENTO, AMMINI STRAZIONE E SERVIZIO DEI BATTAGLIONI DI CO:.UPLEMENTO.
2.9. Il vestiario, la buffetteria e l'armamento dei b:ittaglioni di complemento è fissato da apposite Ì$truzioni e specchi, , 30. È da essi ricevuto al completo all'atto della formazion e; I<~ ulteriori provviste degli oggetti di arredamento, come pure di tutte le altre specie di assegni , effettuasi a norr.;.a delle leggi, regolamenti e prescrizioni vigenti. 3,1. La preparazione degli oggetti di vestiario, calzatura e buffetteria (qua!_!do non sia giò stato fatto dall'intendenza), come pure la riparazione delle armi si eseguisce nei laboratori dei battaglioni di complemento dagli operai fissati dagli organici; il cui personale in caso di lavorazioni straordinarie ed accelerate può essere rinforzato dai comandanti di circoscrizione con operai presi dal . personale variabile dei battaglioni, o dalle truppe di riserva e locali, ovvero mancando questi , da operai volontari . 33. Le cartucce a pallottola pei fucili vengono distribuite soltanto dietro prescrizioni speciali, le cartucr.e da esercitazione vengono distribuite in b;ise all 'assegno fi ssato normalmente. 3,i-. Non è stabilito .un assegnamento completo di carri regolamentari, tuttavia per gli usi giornalieri di ogni battaglione di complemento l'intendenza provvede 5 cavalli da tiro e 5 carrette di modello qualsiasi . 35. I malati sono inviati negli ospedali ~d infermerie locali, mancando questi nel sito di stanza dei battaglioni .di complemento, vengono ;iperte delle infermerie presso i battaglioni stessi. 36. I battaglioni di complemento sono distribuiti in sedi fisse e uon cambiano di stanza che per decreto sovrano. · 37. lvi essi occupano le caserme lasciate dalle truppe partite pel campo o le altre disponibili; ed in mancanza di queste, gli edifici e le case particolari affittate col consenso delle autorità civili, e capaci di alloggiare preferibilmente un battaglione, altriment.i una compagnia o almeno una squadra .
42.. I battaglioni di complemen to col personale variabi le formano ed inviano all'esercito dei draµpel li di complemento a norma delle prescrizioni da te dallo stato maggiore generale (fi:1 ), nel le quali è precisa to forza, tempo di partenza, sito di destimzione e itinerario. 43, La formaz ione dei drappell i di marcia è fatta per cura dei comandanti dei battaglioni di complemento; e la partenza viene da essi regolata d'accorélo colle autorità militari e civili, cogli ufficiali incaricati dei movimenti sulle ferrovie e sui pirosca fi, e colle amministrazioni ferroviarie e società di navigazione. U. Allorchè lo st11to maggiore generale non indica che la sola forza numel'ica dei drappejli, senza specificare la loro costi tuzione per gradi e cariche, il comandante del battag!ione di complemento, valendosi del personale variabile, vi destina: non meno di ,J ufficiale ogni 100-150 uomini di truppa; 1 sottufficiale ogni :2.5-50 uom ini, ed inoltre 1 tamburino ogni 200 uomini; 45. iVfoncando uflìciali o graduat.i, si potrà ricorrere ai militari del personale.permanen te, restringendosi al puro necessario; in tal caso gli ufficiali, sottufficiali e f'eldsceri appena accompaguati i drappelli al sito di destinazione fa1rno ritorno ai propri battaglioni di complemento . 46. I volontari condizionati non possono far parte dei (lrappelli di marcia di comp lemento finchè non abbiano compiuto il corso di 2 mesi d'istrnzione militare elemen tare. 47. Vanno pure esclusi i malati, quelli di debole fisico, ed in genere tutti coloro che non possono sopport.are le fatiche di una campagna ~enza danno della salute. ' 48. Gl'individui componenti i drappelli di marcia sono spediti cogli oggetti di vestiario che indossano e i documenti ad essi riferibil i; qu~nto alla buffetteria e all·armamen to lo stato maggiore dà le prescrizioni in proposito (,1:2). 5'I, Dalla partenza pel campo cli ciascun drappello di marcia di com· plemeuto il comandante del battaglione di complemento ne informa il CO· 1
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ANNO XXX, VQL.
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n1VJSTA .
VII. -
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mandante della brigata locale ( o comandante dei battaglioni di complemento della guardia); fornisce inoltre indicazioni sul numero degli ufficiali, sottufficiali e $Oldati combattenti e non çombattenti, i musicanti formanti il' drappello come pure le indic::izioni della quantità e specie d'arredament.o portato seco. I comandanti delle brigate locali (ecc.) a lor volta informano lo stato maggior generale. ·· Osservaz1;one. - Ad ogni parteuza di dr!lppello i comanti dei bi;uaglioni di complemento informano pure i corrispondenti stabilimenti d'intendenza d'artigij_erin del la qunntità e genere di oggetti, ~rmi e cartuccie spedite alle truppe attive.
Tripoli, il seraschìerato spiegò nei primi tempi una certa attività; e riesci al principio del •1882 a portare a compimento la parte fondamentale delle progettate riforme. l\fa questo breve periodo di energica attività non tardò ~d essere seguito da un quasi completo ristagno, in modo che l'esercito turco continua ora ancora a trovarsi in una condizione transitoria. Le aspett.ative destate dalla notizia che la ricostituzione delle forze . mate dell'impero ottomano era affidata alle mani esperte cl i organizzatori militari prussiani ,'rimasero senza seguito; e lìnota non si può ancora vedere alcunchè <li praticamente utile nel lavoro della missione prussiana, quantunque siano già passati più dì tre anni dal giorno del suo arrivo a Costantinopol i. Sulla c::irta il nuovo ordinamento ·dell'esercito turco sì distingue per una grande semplicità. Sua base è il sistema territori::ile. Le forze armate comprendono: 1° l'esercito di prima linea; 2° le milizie loc::ili e 3° la guardia interna. La composizione clell' eserci to di. prima linea CClrrisponcle alla divisione del territorio dell'impero iu sette circoscrizioni militari. Ogni circoscrizione, esclusa 1/l settima (l'Arabia, che fornisce soltanto milizie locali),· deve mettere in piedi, in caso di guerra, tre corpi d'armata. Fanno parte di ognuno di questi tre corpi individui di cliyerse classi di leva , ecosL i corpi prendono i nomi: il primo di corpo del nizmn (sei classi di lev.i); questo è l'esercito permanente; il_secondo corpo chiamasi dei redi{ di prima classe ( quattro classi di leva) ; queste sono le tru ppe di riserva cli primo bando; il terzo chiamasi corpo dei redifdi seconda classe (quattro classi di lev::i); queste sono le truppe di riser va di secondo bando. In tutto •I8 corpi d'armata per l'esercito da campagna . Dapprima la formazione di ogni corpo d'armata era uniforme, ma in seguito questa uniformità fu alterata ed attualmente i corpi di nù;amdevono entrare in campagna con 26 battagl ioni, 2,\. squadroni, ,15 batterie, un battaglione del genio ed una certa quantità di truppe per i servizi au<;i liarj, e colla forza di 26000 uomini di fanteria, 3600 di cavalleril'l, 90 pezzi e ·l·OOO uomini del genio: in tulto 32850 combattenti . Per i sei corpi si /ianno così '156 battaglioni, 1H squadroni, 90 batterie a 6 pezzi e:2/i, compagnie del genio ossia ·197100 combattenti e MO pezzi. Ognuno dei corpi det redi( deve avere 24. battaglioni, 2t squadroni, rn batterie, un battaglione del genio e varj corpi di servizio ausilinrio con una forza di 2t000 uomini di fanteria, 3600 di cavalleria, 72 pezzi e 1000 uomini del genio. Per 12 corpi di redi{ si barino così: 288 battaglioni, 2.88 squadroni, ,1H batterie e .\.8 compagnie del gen io con una fo rza di 36 1:800 uom ini ed 86,i. pezzi. La forza totale dell'esercito da campagna deve essere dunque di -MH-
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SCIOGLD1RNTO DEI BATTAGLIONI DI COMPLEMENTO.
52. Emanato il decreto che ordina di porre sul piede cli pace l'esercito o parte di esso, e di sciogl iere i corrispondenti baHaglioni di complcriiento, si procede immediatamente al congedamento degli ufficia li di complemen to richiamati, e degli uomini che devono essere congedati in base · ::ille prescrizioni dello stato maggiore, come pure degl i individui. della mi lizia di •Ia serie per avventura incorporati nei battaglioni di compie, mento. Gli ufficiaii provenienti dal servizio attivo e gli altri individui di truppa ·vengono riconsegnati e inviati ai relati vì re pani atti vi tostochè questi siano arrivati alfe guarnigioni stabili del tempo di pace. .53. Un_itamente agli individui dei battagl ion i di complerne.nto disciolti si riconsegnano o spediscono ai relativi corpi atti vi l'arredamento delle truppe ricevuto .da tal i reparti nell'auo di formarsi e da loro conservato intatto, quello poi da essi usato viene messo in distribuzione', dopo essere scelto e classificato in varie categorie eia apposite commissioni d' intendenza, convocate d' ordine dei relativi comandanti di dr.coscrizione milit::ii'e'. ,
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CERROTI.
TU RCHIA. Nell'aprile del ,1880 fu approvato dal sultano un nuovo sistema di ordinamen to mi litare; e subito dopo si diede mano a metterlo ìn pratica. Malgrado le più sfavorevoli circostanze, la necessità di riordinare l'escr.cito ·e·conternporaneament.e prepararlo ad operare in G-reci::i, in Albanin, a
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battagl ioni, ,i-32 squadroni , 234 ba~terie e 72 compagnie del genio con 561900 combattenti e H04 pe~zi. Tutte queste truppe dovrebbero formarsi in 6 armate, ognuna di 3 corpi d'armata composti di due divisioni di fan teria ed una cli cavalleria. A far parte delle trnppe locali devono ent.rare: a) le truppe di complemento dei ,J 8 corpi d'armatn tli campagna , in tutto ,t 4-4- quarti batta__. glioni e ,t 08 quinti squadroni con una forza di circa ,t 50000 com battenti; b) il corpo d'arr6'tlta di nizam della 7•circoscriziooe destinnto unicamcnt.e al servizio locale e completato con uomini delle prime 4 circosorizioni; questo corpo dovrebbe a,,ere p4 battaglioni , 6 batterie ed un battaglione del genio; inoltre ad esso è ascritta la milizia di Creta e di Tripoli.composta di 9 battagl ioni e 3,. squadroni; la forza totale delle truppe di questo corpo è di 35000 uom ini ; e) l'artiglieria da fortezzn non ancora organizzata, neanche sul la carta , e della forza di circa ,J8000 uomini . Pinalmente fanno parte del la guardia 'interna gl! individui di 6 classi di leva dopo che hanno passati 6 nnni nel nizam e 4 anni in ciascuno dei due redi{; in tuLto circa 300000 uomini. Inoltre a questa categoria sono ascritti tntti gli uomini ancora abili al servizio, dell'età dai 20 li i 40 anni, non ascritti ad alcun altro corpo: in tutto circa 4-0000 uomini. Lo stabilire _cru precisione fino a qual punto il nuovo ord inamento sia stato finora messo in esecuzione è cosa estremamente difficile per varie cause. Prima di tutto la dislocazione dell'esercito non corrisponde affatto al suo ordinament.o territoriale; inoltre le sitiia.ziorvi nel senso europeo della parola sono ignote nell'esercito turco; e fina ln1ente nell'arruolamento delle reclute si tiene così poco conto dl}l le prescrizioni regola me~tari quanto nel congedamento degl i anziani , Colla condizione mi_serabile delle linee di , comunicazione, coll'insufficiente partecipazione del le autorità civili a quanto riguarda il reclutamento, coll'odio della popolazione pel servizio militare, il completamento dell'esercito ha luogo con un t.al _disordine che le reclute giungono ai corpi nel corso dell 'intiero anno. Analogamente il congedamento di coloro cht hanno fa tto il tempo pres~ritto di servizio è fatto del tutto arbitr:iriamente; e, per esempio, al principio di quest'.mno restavano ancora sotto le- armi 33000 uomini che non erano più obbligati al servizio effettivo. Attualmente la circoscrizione militare territoriale dello Stato, la quale serve di base a tutti i lavori di ordinamento e di mobi li tazione delle truppe, è ultimata. Per quanto riguarda le trnppe, la più avanzata è l'organizzazione dell'esercito perm~nente; nel primo esercito di riserva manca assolutamente la cavalleria, gran parte della artiglieria ed alcuni corpi di fant.eria; il se-
condo e5erci to di riserva in real tà non esiste; e la formazione del la giiard1:a interna è tÙttora allo sta.to di progetto. Le truppe locali, eccettu~ti i dparti di cbmplemeuto dell'esercito di campagna, esistono,effetti va mente anche in tempo di pace e sono inelnse nello esercito permanente il quale così ha qua ttro battaglioni e cinque squadroni per reggi mento di fanteria .o cavalleria , Secondo i dati più recenti l'esercito 1Jermanente turco. cornpr~se le milizie di Cretn e Tripoli, l'a rtiglieria da fortezza e le truppe della settima circoscrizione conta i seguenti corpi realmente esistenti: 2M battaglioni, ,J 89 squadroni, HO batterie, 8 battaglioni di artlgli,eria da forteiza, •I9 battaglioni del genio, 5 battaglioni del treno, ,f •I battaglion i di opera i, 3 battaglion i di maestranza d'artiglieria ed una compagnia di telegrafisti da campagna , -In totale la forza di questi riparti è di 158959 uomini (dei quali 9000 circa ufficiali) e 2302.5 ca valli con 32.02. pezz: . Riguardo alla dislocazione di queste truppe nelle' varie cirCO$crizioni ecco quanto si sa : il primo corpo d'armata, Costantinopoli, conta 35 battaglioni , 30 squadroni, 30 batterie, 8 battaglioni di artiglieria da fortezza, 3 hattaglioni di maestranza d'artiglieria e 3 battaglioni di oper,,i ed un battagl ione del tl'eno; il ~0 corpo; Adrianopoli , conta 32 hattaglioui, 30 squadroni, H, b~tterie,· un battaglione del genio ed uno del treno; il 3° corpo, Monastir, conta 38 battaglion.i, 30 squadroni, 20 batterie, un battaglione del genio, ed uno del treno; per conseguenza nelle tre circoscrizioni d'Europa si hanno: 105 battaglioni , 90 squadroni e 64 batterie. Nei_corpi d'Asia: il 1.0 corpo ha 34- battaglioni, 30 squadroni, 24- batterie uno squadrone del genio ed uno del treno; il 5° corpo ·conta 34- battaglioni, 29 squadroni, ,J 5 batterie ed un battaglione del genio; il 6° corpo ha 34- batt,,glioni, 30 squad1fn i. 14 batterie, un battaglione del genio ed uno del treno : il 7° corpo ha 3i ballagl1oui, 6 batterie ed un battaglio~e del genio; la milizia di Tripoli fu considerevolmente :ii.Imentata all'epoca della spedizione francese su Tunisi ed ancora attualmente conta '17 battnglioni, ·1 Osquadro1ti, 3 _batteri·e ed un batt.aglione del genio; la milizia di Creta: 6 battaglioni ,____, G-li altri riparti cli truppa trovànsi al di fuori -della giurisdizione dei corpi d'armata, In caso di subitaneo pericolo la Turchia, sul teatro di guerra europeo può disporre dei tre corpi dell'esercito permanente (Costantinopoli, Adrianopoli è Monastir) i gua ii, completat.i delle loro riserve, presenterebbero ·una forza di •I 00000 uomini all'incirca, 1
(Dall'ln'Valido Russo).
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Colla forza dell'esercito di campagna da ,!,i.O mi la uomini occorrono i2.o pezzi ossia 70 batterie. · . . . . Questo còmputo serve di base al progetto per la forrnaz10ne dt quattro nuovi reggimenti d'artiglieria, e per la riunione dei reggimenti in brigate di tre reggimenti. Iu ciascuna delle quattro brigate così formate, due dei reggimenti serviranno di artiglieria divisionale, ed entrèranno nella com.posizione delle divisioni cli fanteria; il 3° reggimento formerà l'artiglieria di riserva in qualità di artiglieria cli corpo d'armata. Considerazioni finanziarie non permettono di eseguire in una sola volta questo progetto; ed alla sua attuazione si addiverrà poco nlta· volta. Il progetto di riordinamento richiama· parimenti l'attenzione sul la necessità di formare due separate divisioni di c1rtiglieria da montagna su ,i. Jiatterie per divisione ed un certo numero di batterie da costa . Attualmente si hanno quat.tro batterie da montagna' e così la Rumania dispone in tutto di 4-9 batterie da campagna e di ,i. da montagna . · Le truppe del genio constano di quattro battaglioni su quattro compa: gnie ciascuno. Le truppe pei servizi ansiliarj com prendono: quattro :qua_droni del treno, quattro compagnie cli' sanità, e quattro compagn ie cli operai. . In tal modo lo stato attuate dell'esercit.o rumeno da campagna è il seguente : ·1° corpo d'armatn: due di visioni di fan teria, uua brigata di calarasci di tre reggimenti, due reggimenti di artigl ieria da campagna , un battaglione del genio, uno squadrone ciel treno ed ,una compagnia di sanità, in tutto 2·1 battaglioni, 4,\. 5jt.1aclroni e ,J ,1 batterie; 2. 0 corpo d'armata: formnto come il primo, in tutto 2.2. battaglioni, H squadroni e ·12. batterie; 3° corpo d'armata : formato come i due primi, in tutto: 2.•1 battaglioni, ,1,i. squadroni e 14- batterie; ii-0 c.:orpo d'armata: formato come gli altri, in tutto: 2•1 battaglioni, 12. squadroni e 12 batterie. Ammessa come pienamente probabile la formazione del ,i-0 reggimento di rosc1:u1·i, la cavalleria dell'esercito pei'manent~ formerà in tal caso una divisione a parte di 16 squadroni . All'infuori del legame dei corpi d'armata trovansi: due squadroni e due compagnie di gendarmeria, quattro batterie da montagna e quattro compagnie operai. La forza di ogni corpo d'armata è di 34600 uomini, quella della divisione separnta di cavalleria è di 1·600 uomini e quella di tutto l'esercito da campagna ~i HOOOO uomini. Le truppe di complemento è stabilito di formarle in base di un b,attaglioue per ogni reggimento di fanteria di linea. La milizia deve comprendere tre classi. Riguardo al suo ordinamento è stabilito che nel raggio di reclutamento di ogni reggimento di_dorobanzi,
RUMANIA.
La legge fondamentale dell'ordinamento dell'esercito del •1882 trovasi attualmente a tal punto messa in esecuzione da potersi ritenere come assicurato per la Ruman\a un considerevole aumento delle sue forze in caso di guerra. Le forze rumene comprendono: l'esercito permanente colla sua riserva, l'esercito territoriale colta sua riserva e la milizia; essi si formapo con individui di 16 classi di leva . I cor.pi dell'esercito permanente si completano col reclutamento fatto su tutto il territorio <lcllo Stato; le reclute sono obbligate 'ad un servizio di 3 anni; l'esercito territoriale e la milizia sono formati territorialmente; gli indivi.dui che sono ascritti al primo devono fare non più di una settimana di servizio per ogni mese ti pel COl'$O di ,i- - 5 anni; quelli 'Iscritti alla milizia devono fare non più di un giorno di servizio alla settimana pel corso di 6 ,rnni . Colle truppe dell'esercito permanente e del territoriale si forma, in caso di mobi li tazione, l'esercito d<i campagna. Esso è formato su quattro corpi d'armata . La fonteria consta di 8 reggimenti di linea su due battaglioni, di quattro battaglion i cacciatori e di 3z reggimenti di fanter ia dell'esercito territoriale, detti reggimenti di dorobanzi , comprendenti 65 b,attaglioni. Del numero complessivo dei corpi di fanteria dell'esercito da campagna fìssat( dal piano di ordinamento rimangono ancora non formati: nell'eser· cito permanente: quattro battaglioni cacciatori ed otto battaglioni di linea, uuo per reggimento; nell'esercito territoriale: 30 battaglioni. Fanno parte della cavalleria dell'e:;ercito da campagna: tre reggimenti deU'esercito permanente su quattro :;quadroni (roscfori) e '12 reggimenti dell'esercito territoriale (calarasci), 54- squadroni: in tutto 66 squadroni. Di questi sono ancora da formarsi: un reggimento di rosc-i,uri e 1O squadroni di calarasci. La formazione del quarto reggimento di , ·oscinri è previs!1' nel bilancio della guerra di quest'anno; e tutti quattro i reggimenti devono formare una divisione sepiirata di cavalleria. L'.artiglieria consta di otto reggimenti, dei quali sette hanno sei batterie ed uno sette, in tutto r.9 bat· terie. Si tratta ora della formazione di nuovi riparti di quest'arma in tale quantità che per 1000 combattenti si abbiano ,tre pezzi.
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di calarase,i, di artiglie!'ia e di squadrone del treno debbono formarsi riparti di milizia col numero corrispondente. Nei quadri della milizia devono eutrnre: gii ufficiali presi dagli ufficiali dimissionati di complemento, dagli uffici·ali di riserva e dai sottufficiali delle classi anziane della riserva · i quali col passaggio nella milizia- possono essere nomiuMi sottotenenti dietro un esame; i sottufficiali, presi dai sottufficiali provenienti dalla riserva. La forza della milizia si calcola presso a poco eguale a quella del· l'esercito territoriale.. Nella Dobrnscia sono distaccati dall'esercito da campagna due reggimenti di fanteria, due squadroni e quattro batterie; questi riparti formano una divisione a sè. Dall'anno scorso si è messo mano a formare nelJa,Dobruscia dei corpi indigeni. Finora furono formati dne squadroni ed un battaglione. (Dall'Jnvai'ido Russo).
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SPAGNA.
I torbidi sorti a proposito delle is.ole Caroline fra la Grirmaoia e la Spagna, lrnnoo dato argomento di analizzare le condizioni dell'esercito di questa potenza: intorno al ·quale presentiamo i seguenti dati. In conseguenza dei continui cambiamenti di go,,erno e della lunga guerra civi le il numero degli ufficiali nell'esercito spagnuolo è cresciuto per modo, che, secondo i dati della Gwia of!kia,l del ,1881, se ne aveva uno ogni cinque soldati . Vi erano poi nientemeno che: 7 capitani generali, 80 tenenti gmierali , ,133 marescialli, e 354 generali di brigata, vale a dire un totale di tm. generali, di cui 460 in effettività di servizio. La posizione degli uffici3Ji per altro non è pel' nulla invidiabile: sia perchè l'avànzamento procede con lentezza, sia perchè in base ad nna proprietà tradizionale di quell'esernito fondata su priucipj di economia, vi ha sempre una gran parte dei quadri a metà stipendio. Secondo il Correo -m.il-itl1h· il numero degli uffir.iali de reeniplc~zo pel 1883 era di 52 colonnelli, ·16 tenenti colonnelli, 389 maggiori, 72,0 capitani, 474 tenenti e 857 sottotenenti. · Per l'istruzione, ogni arma ha una scuola di cadetti, dopo là quale gli aspiranti ufficiali pass~no tutti al l'accademia militare di Toledo, d'onde poi entrano nelle v11rie scuole d'applicazione nuovanien te distinti per arma.
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La forza milit:ire nel piede di pace per l'anno corrente risulta di ·13i55 ufficiali e ,J00,839 uomini, rispettivamente così ripartiti: fanteria 10072. e 67036, cavalleria' rn6o e H266; artiglieri8 950 è i378; genio i2·1 e 4-378; amministrazione 6 e H 85; corpo sanitario 27 e 506. Oltre a ciò gli alabnrdieri reali contano 46 ufficiali e ;253 uomini; e la guardia a ca. vallo 18 ufficiali e 150 uomini secondo la riorganizzazione dell'esercito, ·che ha avuto luogo nel ~ 882 per opera dei ministri l\llartinez-Cam pos _e Queseda. La durala del servizio è di 12 anni per tutte le armi; cioè: 3 sotto le bandiere, 3 nella riserva attiva e 6 nella seconda' riserva. Per altro la 3· classe può. essere congedata tuua in parte a seconda delle esigenze finanziarie. I cambj nella Penisola sono permessi solo tra fratelli; nelle colonie tra uomini della stessa leva e dello stesso circolo. Invece delle primi ti ve 70 brigate di riserva, la Penisola e le Baleari furono divise in U:O circoscri~ioni territoriali, di cui ciascuna -deve for nire un bauaglione attivo, uno di deposito ed uno riserva. Questi ultimi due non hanno che i quadri; e con due battaglion i di riserva e due di deposito si forma una brigata. Spetta ai· battaglioni di deposito il rifornimento e la riserva attiva; ai battaglioni di riserva la seconda riserva. I 14-0 battaglioni di linea sono formati su 60 reggimenti a 2 battaglioni e su 20 battaglioni di cacciatori. Ogni battaglione è composto di 6 compagnie, di 2 delle quali però non vi sono che i quadri. La fanteria, i cacciatori, l'j(tiglieria da fortezza e il genio sono armati di fucile Remington. La caval leria fu sottoposta ora a riorga nizz~zione. Essa consta di 2.8 reggimenti (8 lancieri, i dragoni, ,1,\. cacciatori e 2 ussari) e di uno 5quadrone della guardia. A questi 28 ne corrispondono altrettanti di riserva. Ogni squadrone dei lancieri, dei cacciatori e degl i usseri ha tre sezioni armate di lancia e sciabola,ed una armata di carabina Remington e sciabola. L'artiglieria comprende ,JO compagnie a piédi, 9 reggimenti da campagna e 3 reggimenti da montagna, più una formazione di riserva di 6 reggimenti. Il genio annovera 5 reggimenti dj 2 battaglioni, ed· un corpo speciale di telegrafisti, fe1Tovieri e topografi . L'istruzione incontra djfficoltà di vario genere. Talvolta per viste economiche i congedi sono talmente numerosi che non resta quasi truppa sufficiente pel servizio di guarnigione; tal altra mancano affatto le piazze d'armi; e fìnalrn ente hanno luogo assai di rado manovre campali sia per riguardi finanziarj, sin per ragioni igienicl~e. Di maggiore interesse sono le truppe coloniali spagnuole. Quelle dell'isola di Cuba ammontano a 2.2500 uomim ripartite in: fanteria 8 reg-
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RIVISTA ESTERA
gimenti a 2 battaglioni , 8 bauaglioni cacciatori, 1 reggimento di polizia, 1
,1 batt;iglione di guerriglieri, 2 battaglioni di milizie bianche è 3 di colo.re; cavalleria: 2 reggimenti cacciatori a t~ squadroni; 1 reggimento di guer-
riglieri e ,i, di milizia; artiglieria: 2 batwglioni a. piedi su 4 ·compagnie e ·1 batteria da montagna su ,i. pezzi; genio: 1 reggimento a 2 battaglioni. Le truppe di Portorico sono costituite da: 2 reggimenti di fonteria su 3 . bauaglioni di 6. comr}agnie; 1·1 uomini di cavalleria·' ·1 battaolione d'ar~ tiglieria e 4- compagnie; una compagnia del genio e una di punizione. Totale 3170 uomini. Le Filippine contano 8500 uomini formati su 7 reggimenti di fanteria, quali tutti composti cli indigeni, 1 s_quadrone di lancieri , ,1 reggimento d'artiglieria e •I battaglione del genio. Le qualità militari di tutte quHste truppe sono molto al di sollo del Jivello dell'esercito principale; e non potrebbero valere ad altro eh~ al servizio di guardia e si sicurezza. A loro rinforzo serve in prima linea la fanteria di marina, che in Ispagoa somma a ,10000 uomini su 7 battaglioni . Due compagnie di questa fanteria sono di guarnigione stabile nelle Filippine. (Dalla W ehr-Zeit11ng).
L IBHI E PER .I ODIC I
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Note di v itif/tJio nell11. pe1aisol,, . dei B11lctuii,
B.
ORERO. -
di
Novara, tipografi a di N. Lenta, ·188 11.
Ciò che di questi giorni s~tccedè nella Penisola dei Balcani, e quello che di più grave forse avverrà in avvenire, ridanno un interesse presente a questo libro, in cui quegli avvenimenti sono indirettamente presentiti e predelli. 1Che cosa abbia dato occasione a queste note lo dicono le pagine che qui sotto riportiamo. Non possiamo però qui astenerci dal notare che è singolare lo spettacolo che di questi giorni presenta la diplomazia europea in Orientt\ . L'Inghilterra, pc'r accontentare la quale fu riunita una Commissione Europea a determinare i confìn i che dovevano tener per sempre divisa la Bulgaria , ora la vuole riunita : e la Russia invece com?atte quel la unione a cui pochi anni sono si rassegnò tantoa ma lincuore. Ma tosto ficn li fatti le Najade Che scioglieranno questo enigma forte.
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-• Perchè il CongresBo di Berlino potesse raggiungere il suo scopo, quello cioè ·di clHe all'Europa una pace durevole, sarebbe stato necessario che le tre potenze non impegnate nella lotta, sia diretta mente che indirettamente, fossero intervenute COQ.Je arbitre; od almeno sarebbe -st,ito necessario che l'ufficio di arbitro principale non fosse stato lasciato a-due delle potenze più interessate, cioè l'Ingh ilterra ed' Austria , unite in un solo intento per imporre ciò che a loro conveniva . Era possibile che la Germania , la Francia, e l'Italia, le qual i rappresentavano appunto l'Europa neutrale, si accordassero in un piano comune? Ed in caso affermativo sarebbero esse riuscite, o si sarebbero trovate
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disposte a farlo acceuare da quella o da quelle potenze, cui il piano comune non sarebbe garbato? A queste domande io risponderei: 1 ° Che l'accordo di cui si tratta avrebbe doHllo essere tentato . 2• Che uua potenza la quale 5i presenta ad un congresso colla santa intenzione di contribuire alla pace uni versale senza accordi preventivi e senza un piano prefisso, è come un generale che cetca od accetta battaglia coll'idea astrntta di battere il nemico; senza aver cercato di conoscere la forza e la posizione, e senza un obbiettivo concreto di pos$ibile rnggiungimento cui rivolgere le sue mosse, i_suoi sforzi. 3° Che era forse più dignitoso e preferibile non immischi:1rsi, piuttosto che contribuire ad una pace ad ogni costo e conseguentemente pt·ecaria, qu:1le fu creata dall'Europa col sanzionare esigenze messe avanti da · talune poten ze nel solo loro interesse particolare. Fra queste esigenze, cui il congresso credette di accedere, Yi è quella imposta da ll'Inghilterra e da ll'Austria di togliere dal principato bulgaro, qua le era stato creato dal trattato di S. Stefano,· il territo1:io situato a sud dei Balcani. Di questo territorio una pllrte ritornò sotto il dominio diretto del Sultano: del resto fu costituita iina r.rovincia semi- ind ipendente col .nome di Rumelia Orientale. Lo sc:opo che l'In.ghilterra, appoggiata dall'Austria-Ungheria, si era ...con ciò prefisso, era quello di dare alla Turchia, privata della frontiera del _Danubio, una buona frontiera difensiva nella linea dei Ba lca ni. La Russia esausta dalla guerra e per conseguenza non iu grado di intraprendere al momento una nuova lotta, piegò il capo davanti ai patti imposti dal gnhinetto bri tannico sostenuti dai plenipotenzinri aus1ro-u11.ghe!'e3i e sanzionati dall'Europa. Con abili tà somma si mostrò allora arrendevole, ma pensò in pari tempo a neutralizzare nella sostanza cjò che nella forma pareva concedere. La natura stessa della nuova frontiera, evidentemente poco conosciuta dai plenipotenziari riuniti a Berlino, si prestava alle vedute della Russia. L'erezione della Rurnelia Orientale a provincia amministrativamente indipendente, con divieto al !e truppe turche di presidio nell'interno; la costituzione in detta provincia di una milizia indigena, o per dir meglio bulgara, da organizzarsi dur1Hlle l'occupazione russa protratta di un altro anno; e finalmen te l'annessione al nuovo principat,i di quasi tutto il sangiacato di Sofia, sono altrettante concessioni ottenute dalla Russia in op· posizione all'idea da cui mossero i plenipotenziari britannici . Questo contrasto tra ciò che si c-oncedeva e ciò a cui si mirava poteva essere eluso fino a tanto che le cose rimanevano racchiuse in una formola
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diplomatica; ma non poteva a meno di -farsi palese al momento in cui si sarebbe trattato di fissare sulla carta i nuovi confini. Il còmpito d_i descrivere ne' suoi particolari la linea .frontiera e di segnarla su una carta topografica era stato affidato ad una commissione militare internazionale riunita a Berlino contemporaneamente al congresso. Nel t.raccilnnento della frontiera dei Baie.ani la divergenza tra le idee russe e quelle inglesi si manifestò così grande, che la commissione non ostante gli sforzi conciliativi di alcuni commissari, e fra questi giova ricordare con onore il commissario ital iano Del Mayno, non potè venire ad un accordo. Fu quello un momento assai critico per l'esito pacifico del congresso . Il dissidio era in real tà di natura tale da non permettere altra soluzion~ logica che quella della spada. · La diplomazia, e più della diplomazia i vantaggi che su di un altro campo eran.o riservllti all'Austria e all'Inghilterra, la ferma volontà del principe di Bismarck di evitare la guerra, ed il connine de;;iderio di guadagnar tempo, fecero sorgere l'idea di rimandare la soluzione del difficile problema ad una commissione europea avente per còmpito di tracciare sui luoghi la frontiera della Bulg,1 ria . Questa commisstone, entro certi limiti indicati dal trattato, doveva conciliare le concessioni fatte alla Russia, di cui sopra si disse, coll'idea di fissare una linea di confine, 11ella quale doveva « essere presa in considerazione la necessità per il Su ltano di poter difendere le frontiere del Balcano della Rumel ia Orientale. » (Trattato di Berlino, articolo 1 1) . . « Chi scrive ebbe l'onore di essere il ra·ppresentante italiano in detta commissione. » 1
La Commissione Europea, che doveva riunirsi n Costantinopoli il 13 setlembre 1878, non si riunì c!Tettivamente che più di un mese dopo; ed essendo ormai la stagione troppo inoltrata per cominciare dalla fron'tiera dei Balcani, si principiò ai primi di novembre à determitwre la fron4' tiera rumeno-bul()'ara tra Silistria e il Mar Nero. Verso la fine di novemo bre compiuti i lavori sul Danubio si ripresero te sedute a Costan tinopoli; e il "7 dicembre ·1878 vennero firmati l'atto cliplomntico, le carte e i documenti coi quali era descritta e fissala la lioen frontiera tra Silistria e Mangalia sul M.ar Nero . Il ,t 3 maggio deH 879 la Commissione riprese i suoi lavori per determinare la frontìera rnmelo- bulgara, che era la pili importante e la iù difficile; e, aggiungeremo noi , di gran lunga la più faticosa, perchè si doveva percorrere, per stabilirla, la cresta dei Balcani dalle sorgenti della Maritza al Mar Nero. Difatti dopo cli aver risali to per Adrianopoli e Filippopoli, J,i5ognò in for0:,re dei cavalli più o meno buoni , 1
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I.IBRI
e riconoscere ed esaminare, or di quà or di là della cret;ta, la linea dei Dalcani dalla testata della valle della Maritza a quella del Giopsu e della Tungia: dal passo di Sipka a q·uelli di Kotel, Verbiza e Dob:'al : e di lì fino a Varnn, ove la commissione arrivò il 30 giugno, dopo avere in ,i.4 giorni fissato 480 chilometri di confine, e averne percorsi mille a cavallo . Naturalmente questi lavori non formano il soggetto del libro: essi vi sono soltanto accennati in quanto servirono di occa:;ione ali' Autore per raccogliere una quantità di note su uomini e cose; sull'esercito turco, sulle condizioni naturali esociali e sui costumi delle popolazioni della Rnmania, deìla Bu lgHia, della Hu melia; note in tercssautissime, scritte colla naturalezza e .colla sobrietà e semplicità di chi non pensaa scrivere per altri che per sè e per gl i amici; ma nelle quali l'egregio colonnello si dimostra non meno arguto scrittore di quello die sia sagace ed acuto osservatore. · Ci facciamo lecito di farne nostro prò riportando qui un breve cenno su una parte delle fortificazioni di Costantinopoli. · « Il villaggio di Tciatalgia ( 40 chilometri circa a nord-ovest di Cost~n tinopoli) dà il nome alle linee di fortificazione che difendono la capitaledell'Iinpero Ottomano. Le linee o campo trincerato di Tciatalgia si poteYano considerare prima dell'ultima guerra come il ridotto della difesa . Dopo la perdita della linea del Danubio e del le fortezze della Bulgaria, dop0 la creazione a provincia autonoma della Rumelia Orientale, dopo l'incorporazione del sangiacato di Sofia al principato Bulgaro, il campo di Tèilltalgia non è più solamente il ridotto della difesa, ma è l'unico baluardo che resti ìn Europa all'Imperò degli Osmanli. , _ Esso è formato da una quantità grandissima di forti, ridotti, e batterif', d'ogni specie e dimensione, tutto o quasi tntto in terra e legname. Queste opere sono ripartite su tre linee, e talvolta anch':l su quattro; ma passando in ferrovia, e non essendomi stato possibile avere un piano di esse, la sola co~a che potei accertare con i miei occhi è, che partendo dal ciglio avanzato o.ccupato dalla prima linea, il terreno, affatto scoperto, scende verso ovest, cioè nella sola direzione per cui l'attacco può pronunciarsi, a guisa di spalto. Le linee di Tciatalgia appoggiano il fianco destro, verso nord, al mar Nero, e precisamente al lago di Derkos; i I fianco sinistro, verso sud, al mar di Marmara, e precisamente al lago di Cek1riedze. Ciascuno di questi due laghi è separato dal mare da una strettissima lingua di terra, che facilmente si può r.endere -impraticabile: ciò ha il grandissimo vantaggio di accorciare di ,15 cbilomètri il fronte d'attacco, riducendolo così, misurato in linea retta, a ~2. chilometri.
E PERIODICI
È nella costruzione di queste linee, che difendono le porte di Costantinopol i, che il governo ottoman; ha concentrato tutte le sue cure. L'ipotesi, generalmente ammessa, che egli sia stato in ciò, come i)l molte al tre cose, spin to ed aiuta to dal governo inglese, troverebbe una - conferma nel fatto che la direzione dei lavori, dapprima affidata a Blu me pascià ex-ufficiale prussiano, venne nel •I 879 affidata .a Backer pascià, già colonnello inglese espu lso dall'e:;ercito in causa di un'avventura più o meno gala11te accadutagli in-ferrovia , ed allori, agente britannico col· l'uniforme di generale ottomnno. La predilezione degli inglesi per le linee di Tciatalgia nasconde un obbiettivo .che non è difficile indovinare. La distanza di esse da Costantinopoli è così piccola, che l'eventualità di doverle uu giorno o. l'a ltro difendere con truppe sbarcate snl Bosforo deve essersi più volte affacciata al gabinetto di Londra. · In faccia alla posizione di Tciatalgia e dall'altra parte della va lle, verso il fondo della quale leggermente s'inchina lo spalto delle posizioni stesse, si trovnno, dai quattro ai sei chilometri di distanza, delle posizioni dominanti, propagini del gruppo montuoso dell'Istrnngia-dag. · Certamente saranno queste posizioni il primo obbiettivo dell'attaccante; ma, stante la distanza, il loro dominio non sarà vantaggio apprezzabile; e d'altra parte l'asp!lrità dei luoghi è_.tale da renderne assai difficile e lenta l'occupazione con grossa artiglieria. L'impressione che provo nell'osservare le linee di Tciatalgia è perfet· tamente in armonia col mio sentimento intèrno circa l'avvenire dell'Impero Ottomano. La prossima lotta tra Turchi e Russi potrà essere e sarà con tutta probabili tà molto accanita; ma qmdle linee non rappresentano che una porta di ferro, e non possono giovare come perno di manovra offensiva. L'attaccante ripeterà i suoi colpi; ed àllora potrà bensì accadere che gl' interessi della Gran Brettagna, all'evenienza coalizzati cim quelli dell'Austria-Ungheria, spingano la prima di dette potenze, od ambedue, a prendere una parte attiva nella lotta; ma il risultato ultimo, cioè l'abba'hdono dell' En• ropa per parte dei Turchi, è oramai fatale. La differenza può essere in ciò, che ad altri anzichè ~1 discendente di Pietro il Grande sia riservato l'onore di abbattere la mezzaluna, e di rimettere sulla cupola di S. Sofia la croce greca. In mano di chi cadrà Costantinopoli? Piuttosto che terra brittanica, io penso esser molto meglio per noi apparte1tga alla Russia . Per l'Italia mi sembra obbiettivo suo dover essere quello di farla città' ellenica, o meglio città libera e neutrale» . · ·
3.20
LIBRI
E PERIODICI
tenente colonnello d-i stato maggiore. - Roma, tipografia Voghera, 1885. L . 1,25. ...
Le rict>g'l'HeioHi ,nil'i ltn•i, di BELLATI GIUSEPPE ,
tempo di pace alle operazi0ni di guerra - del persona le per le ricognizioni militari - delle ricognizirmi topograOco-militari e loro specie - del metodo nell 'esegui rle, e nel compilarne il rapporto - del la distinzione fra il dato e l':ippr·~zzn men to - della carta topografica o $Chizzo a corredo della memoria descrittiva. La P;1rte II tratta più particolareggiall'lmente del Metodo pc1' esegnire la 1"icognfrione topografìco-mil'itare; e versa: sullo studio di_preparaziouc - su l procedimento nell'esame del terreno - sulla raccolta dei d:iti intorno alle hsorse e r.irodnzioni loc:ili - sulle ci rcost:inze di tempo e di luogo per cui la ricognizione regolare e generale pnò essere impedita e costretta a trasformarsi in spec'iale e speclitfoa; ~ dà alcuni criterì per lericognizioni speciali in tempo cli gnerrn . La Parte III 1,ratla ·dal Metodo per la compilazione del rapporto di ricog nùione topografico-militare. Questo breve sommario dei varj punti in cu i tutto il libro è diviso mostra come tutti si partano da un concetto unico e fondamentale che informa tutto il libro; il che solo basta per provare come, le doti fondamentali, di ogni scritto didallico, che sono il possesso della materia, e qu indi l'ordine e la chiarezza che ne conseguitano, sieuo pure i pregi di questo libro.
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È un libretto, piccolo di mole, ma in cni alla eleganza delle forme tipografiche, corrisponde l'importanza dell'argomento, la chiarezza della trattazione e la forb itezza dell'esposizione. Precede un proemio, nel quale con novità piacevole e non certo inopportuna, sono figurati come tre quadri che rappresentano drammati"camente, il primo, una ricognir.ione offensiva fotta eia un colonnello di stato maggiore con artiglieri a, fanterìa e cavalleria; il secondo una segna lazione elioscopica in mezzo ai dirupi delle Alpi; il terzo una operazione di avanscoperta. Dopo di ,che l'egregio autore spiega i suoi intend imenti. « Abbiamo posto sotto forma aneddottica tre casi dìITerenti ,di rico"'nio ;r,iooe e informazione militare per fissare d'ognuno i peculiari e salienti caratteri, e ci siamo studiati di rappresentarne drammaticamente gli episodi per svelare l'unità del concetto di base che in cias~uno presiede, per quanto esso trovisi involuto in mo lteplici e- svariatissime moda li tà. « Dalla scorreria del cavalleggero che per pochi istan ti galoppa sul fron le del suo squadrone coll'ord ine di riconoscere la praticabilità del terreno laddove sta per eseguirsi una carica a fondo, salendo alla complessa e vasta ricogniziooe offensiva, coocloua eia un generale alla testa di forte riparto delle tre armi; dal semplice rapporto di un uflìciale subalterno snlla scelta d' un campo di manovra in tempo di pace, alla relazione determinante un intero piano di campagna o di difesa permanente dello Stato, si protende e si adagia una infin ita seriè di ricognizio;1i e informazioni di graduale valore ed im portanza che, a primo aspetto, non si ravvisa come possano tutte coordinarsi perfettamente ad uu solò fine e rispondere compiutamente, nella dovnta misura, alle giuste esigenze del comando e della condotta delle truppe in pace e in guerra. Questo crit,erio genera le, racco11dante iDogn i fH1tte il. complicato ed esteso servizio delle ricognizioni e informazioni militàri, poggia di sua natura sui principi assoluti, dell'arte». E qui l'aut0re rimanda lo studioso ad un'altra opera sua cc L',.issoluto nell'arte della guerra » che i nostri lettori certamente conoscono ed apprezzane,. Qt1indi l'autore entra deliberatamente nella trattazione dell'opera sua. La quale comprende tre parti . La I dà la Teorica delle ricognùioni e informaz·ion·i mili.tari; e quind i tratta de!l'inflnenza del terreno sulle opH· r:izioni di guerra - sui varj metodi di studio ciel terreno - sugli el'ementi della ricognizione e della informazione, sul loro valore e grnclnazione - dello svolgimento della ricognizione e della informazione dal
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lt'o te s ttll,i cav,ille••iti, c o n tini1.1io svolg in,ehto tlel s e 1·1·~~io ,li 11v,nuco11e, •ta, per CARLO Rrccr, capi-
. tano di c,walleria. - Pisa, tipografia T. Nistri e C., ·1885.
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La prima parte, che è come introduzion~ alla seconda, è una specie, di nrnnua lc, di forma tutta elementare, ma appunto per questo util issimo a coloro che non appartengono all'arma cli cavalleria, e che hanno in questo libro un cenno di ciò clie è inclispeusaliile a sapùrsi intorno aì la e.a val Ieri a, alle sue proprie_tà, alle operazioni. per cui serve, ai suoi ord inamenti tattici, alle sue forme tattiche, e alla sua azione sul campo di battaglia. Ma utilissima à tnLLi ind istintamente reputiamo la seconda parte ove è larO'amente . ~ trattato il servizio di avanscope1'ta. Cominciando dal punto di partenza, cioè dall'ord-ine del yiorno emanato dal comandante dell'avanscoperta , e,,so la seguita nel la fase eh ·niarcia, dando i criteri che debbono informare !'_ordine di marcia - quindi nell a fase d·i allargamento, e tratta delle principali questioni relati-va a questa fase- poi nella f'ase,di esplorazione, e qui tratta del servizio di pauuglia, e dell'azione tattica spesso necessaria per . 22 -
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raggiungere ln scupo dcll'nvanscoper\a -nella fa:;edi 'incontro col nemi co, e vi si tratta di ciò che conviene fare nell'atto che s'incontra il nemico, e delle 1lilferenti reg.ole di condotta dei comandanti delle colonne - nelln fase d;i, toncent·ramento per a pparecchiar:;i a combattere.....,. nella fase d'i combatii,mento, accennando i caratteri di e;;so, e come esso possa portare a raggiungere lo :;copo del l'avanscoperta - e per ultimo dà le norme per la_ . celere e sicura \rasmissione delle informazioni raccolte, o delle miss,ive, che è il complemento nece,sario dell'avanscoperta, anzi lo scopo nltimo dell'avanscoperta; Aleuni altri capitol i trattano intorno alla combinaz ione delle varie armi nel servizio di. av1111•.co perta: e mentre riconosce utilissima la .combinazione di cavalleria o artiglieria a cavallo, trova difettosa la combinazione di cnvalleria r, fanteria, per la diversa capacità di celeritì1 e resistenze di movimento. Per ultimo dopo date alcune oorme per il servizio interno , diremo co,=,ì, delle truppe io avnnscoperta, conchiude ac-eennando in quali modi la cavalleria debba prepararsi durante la pace a compiere il servizio di avanscoperLa. La brevit:1 e la per:;picuità Clln cui vengono trattati tutti questi argomenti, mentre formano il merito principale del libro, uccennano che esse furono il frutto del lo stud io e della pratica fatta dall'egregio autore nell'inseg1rnmento di queste nrnteriealla Scuola Militarceli Modena. Per questo appunto ci facciamo arditi a consigliarlo, a fine di perfezionare il suo lavoro nel senso della chiarezza, che è la dotr, principalissima d'ogo i scritto, ed è unica dote poi· da cercar:;i iu uno scritto didascalico, a sfuggire certe locuzioni e certe frasi, che mentre· nou sono di buono stile italiano', peccano appunto per la indeterminatezi:1, e quindi per la loro poca comprensibilità. Perciò noi non lo riinanderemo a consultare nè la Crusca, nè il Fanfani , nè il Rigutini, nè il Tomaseo di iunga mano a tutti superiore: ma lo pregheremo a consultare quel libro piccolo di mole, ma veramente tutto d'oro pe!· i I merito intrinseco, del generale DnAGOMIROFF, intitolato: Man:nale per la preparnzionedelle trnppe al combatt1~mento . Nelle i10rme che esso dà per l'insegnamento orale, dà tra gli altri questo precetto, che noi crediamo dovrel.,be essere sempre presente, non solo a tutti i militari, ma a tutti gli scrittori di mtl:;tiere: Sf1iggilre t1ttte le parole <>he, sono adoperate solo nei hbri,. Ben inteso che non si parla qui di cose scientifiche, o strettamente tecniche: per queste bisogna adoperare per forza l'espre~sione propria scientifica o tecnica. Ma quando si tratta di cose e di idee che non si innalzano al disopra della comune capacità, che sono dell'uso comune, della vita pratica, perchè andar a cercar fuori parole o disusate o astratte, invece di adoperare le parole proprie o comune? Missfon·i tatti che e missioni logist'iche. Si lascino ·1e missioni ai
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missionarj .religiosi o politici, e si dica 'alla buona: operazioni tattich~. operaz'ioni logistiche; e se non sono operazioni, si dica incarico, si dìc11 it{ffoio, insomma tutto quello che si dice comunemente. Esplicare 'l'azione: ma non dicono tutti esercitada? E così dic.1si· rii altre parole che veramente nel libro del Ricci non vi sono, e lo diciamo a tutta sua lode, ma che s'incontrano ad oguj passo ?egli scritti dei militari: e della potenziali tà, d elle modalità, e di altre parole inverniciate di metafisicheria, e che non si sa cosa dicano , di più di quello che si sapeva quando quelle parole non si usavano. Pazienza si trattasse di materie fil osofiche ove si disquisisce la quinte$seoza dell e cose e si soui lizza il fumo: ma nelle cose più pratiche, più positive, più chiare di questo mondo. come sono le _cose mi lit~ri, qual è la cosa che non si possa dire col linguaggio più comune e diremo anche più volgare? Per e~empio a pagirnl'109 l'autore accenna le questioni relati ve alla fase di allargamento, e dice<;he possono ridursi alle seguenti: 11spetto generale del sistema di avanscoperta: Densi tà del sistema;profondità del sistema; armon·ia del S'istema; ordin'i dei 'liar i elementi componenti il sistema. Chi capirèbbe questo parlare cosi astratto, sr, esso poi non lo spiegasse adoperando le parole proprie, cioè squadroni, colonne, intP,rvalli, distànze, ecc. A che dunque tutto quel lusso di astratti, che invece di, schiarire, abbuiano? f ortuna elle di questi passi se ne trovano pochissimi nel libro dell'egregio capitano Ricci, e gliene tribntiamo sincera lode: e perciò ,tanto più lo confortiamo a scrivere nel modo il più semplice e il più naturale possibile, che sarà sempre il migliore anche artisticamente. I
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c,unpen,l·i o ,li ge(Jtnet,•ia, con tlue appendici sulla t••igonon1et•·it1, · e sulle 1n·0Je~ioni q11,otnte, del professore FRANCESCO Nrcou. - Moden:i. società Li~
pografica, 4885.
Questo libro è testo di geometria per la Scuola Militare di Modena, ove il professore Nicoli è insegnante fin dai primi anni dell'esistenza di ·quel chiaro istituto. Tra i matematici insigni, di cui Modena si onora quali sono, a cagion d'esempio il prof. Ruffini, il prof. Ricciardi, e il prof. Govi anche il prof. Nicoli tiene onoratamente il suo posto. Ciò è caparra del merito mtrinseco di qùesto libro.
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AJ<NO XXX , VOL. IV,
LIJHU
f,r11incese e chie~e l'org/loiz.zaz,ione di. special i djstaccan,1enti di pion ieri da .as~egnarsi alle divisioni indipendenti cli cavalleria. Egli vede in, un ta le impiego della cavalleria l'unico contrappeso contro i moderni ausiliari degli eserciti, le fer-rovie ed,i tel,eg,ra!L L'antore ,d,istingq~ i m:id:S,tqttici dll.gJi strategici; e comprende fra i primi Je.ricogoizjoui fa.tte dalla <X11v.a lleria e da pochii ,pio.nieri con scopo speciale; . mentre nei secondi mette le grandi intraprese tendenti ad-avvolgere il nemico; scopo dei qnàli è la distrnzi.one di tutti i mezzi cli comunicazione {ferrov.ie, ponti, tunnel, materiale mobile, navi) di tutti i magazzini e delle linee tèlegrafiche. Una avanguardia deve precedere ad uno o due gio111i · ·di marcia il grosso di· ogni raid, il quale deve essere forte di due o tre reggimenti di cavalleria, cli artiglieria a cavallo e di uno squndrolie di pionieri a cavallo. Parla poi dell'ordinamento dei distaccamenti di r,ionieri; egli propone di formarli in squadroni cl i 120 c3valli e di dare ad ogni squadl'one 1O ~avalli pel trasporto d~I nrnteri11le a soma. Il piccolo libro contiene inol tre un ,prog,etto di r_egol11mento per le esercitn ioui io pace ed una quantità di. esempi stòriqi . Esso si raccomanda <la sè alla lettura' di ogni ufficiale di cavalle.ria.
1!0,,r '"· 1!:k:~IJ.""'"'tJ,0 :11, tJes. t,,·o.,e,1..1.es. ~·~ ~o,,.,!>,if. 1/,1.~,jp,q,.1,d,io,:, d e. , '"' co:tH;«tlfJi:t1:(~.,. par le general Dn.-1.GoMIROFF. - Par,i&, libra,ire militaire de L. Bnudoin el C., 11885.
1,l;(11J1f<e.~
QuestoaQr~o libretto è una pro·va del quanto sapere, uno, che veramentp sappia,, può condensare in un piccolo voluJne. :r..o·ditrlo, è quasi umi im-' peFtinenza . Riportarne le parti più belle, è imp.o.ssibile; bisognerebbe riportarlo tutto. Ci Jimiti11rno a dire che siarni:1 certi che questo 'l ibriccino diventerà il manuale non solo di ogpi uffi,ci!l le, JTla an,che dei sottufficiali.
Sto,•i'ff d-e.g li ,,,,.,eni'lnet1ti ,nilitt:u•i r,,,, 1,, P t:1ess,i n e 1'.1hu,ove,· Hel 1 ·866. - Compilata coll a scorta di docu-
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menti autentici dal barone von derWENGEN. - Puntata prima. Gotha , 1885. 1
Una buona metà del vol ume è riempita da una introduzione. Cominciando con Rodolfo cli Absburgo l'autore descrive in essa lo svilupparsi del l',mtagonismo fra l'Austria e J·a Prussia ed il contegnr, tenuto dall'Annover nelle sue varie fasi. Il capitolo seguente tratta del la parte presa dagli Annoveresi al-la gnena del 1863-64- nell 'Holstein e dei negozia ti· diplomatici precedenti la guerra del l866. A proposito del progetto allora venti l3to cli far prendere 1111,.esercito Annovarese, in unione alla brigata . austriaca di guarnigione ed ai volontari dei ducati, una posizione presso Brema, l'autore fa una descrizione topografi-ca del regno; e con·q·uesto termina questa prima puntata .
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Fo,,ctio11,nenie,at ,te '" , Just·ice ,nil'it,ii,•e dans les diffé1•ents ét,1.ts de l'Eu,·,,,,e, P,ar , :r. GRAN, au di· teur de brigade; 3 parties. - Chris.tiania, 1884·85. Traduzione 1
di ALB. CA~I ~~E.ll~IEYER.
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Pai:igi, Ba.udo in .
L'auditore Gran della ~· brivta Norvegese ha ora ultimato il suo er.eellente lavoro sull'ordinamento della giustizia militare nei vari statì d'Europa . Sebbene il titolo non parli che del fuuzion amento della giustizia militare in Europa si trova nel libro anche una monografia dell'ordinamento <li essa negli Stati l.foiti d'America . Un libro che trattasse con tanta diffusione della materia non esisteva finora; e,so non può che essere di un valido aiuto a quanti vogliono a fondo studiare qualunque questione 1;iguardi la giustiiia militaré. L'autore for· nisce dei dati sicuri perchè attinti alle fonti original i; avendo egìi viag.giato per l' intiera Europa per conoscere le cose dè 'V'isu.
P. A. C. capitain e Paris, 1885. Baudoin.
,~,i,i.ft et le.,s .s.,,.i1,et,-,•s_ ,~_cl1.!!_v.al, par
de la légion étrangère. -
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E PERIODICI
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L'autore. richiama l'attenzione sul le intraprese dei. grossi corpi di cavalleria indip~ndenti alie spalle e contro le basi di operazione degli eserciti nemici; ed· indica quali modelli di tali operazioni i raids esegui ti durante la guerra d'America, come pure alcuni episodi dell'ultima guerra russo-turca. Egl i raccomanda la cura di simi li esercitazioni alla cavalleria
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E PERIOD!Cl
LIBRI
Milita•·• Wo,,henblatt.
N. 67 a 80 ·agosto e settembre
,1885. GM, a·vven·iment·i 9uer1·eschi nel Madagascar rt,el 1883-84·. Morti ditran:te_la guerra d'America neglieseniti. deglist,ati delN01·d. - Da una stat1st1ca compilata dal generale di bi·igata Drum risulta che il numero dei morti fu il seguente: ·
Morti per malattia . ufficiali Id. ferite » Id. in battaglia ,, » Anqegati . >> Altre disgrazie » Assassinati " Uccit-i dopo fotti prigionieri » Suicidj » Colpi di sole . » Condanna ti a morte dal nemico >' Condannati a morte dalle proprie autorità · . )} Morti per cause varie note Morti per cause ignote . · ·
2795 truppa 22.1, 7\H 2223 tJ,0,777 4·1,i,2. » 62,896 -106 ,t ,i 2
»
4-838
»
3972 ,i-87
37
•
,14,
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86
25 » 5 »
366 308
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62 » 2.8 )}
1972 ·12093
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319913 Il numero tot~le degli ufficiali e "truppa che [presero parte alla oùerra fu di circa 2500000 uomini. <> . C·i.rca l'assegnazione di artig 11·eria a ca:cal/o alle di'Visio1iidi cavalcn·a. - L':,u1c,re vornbte'.un auir.ento{nell'artigi'ieria a cavallo, non gii1, come da taluno fu proposto, portando le batterie in pace da quattro a sei pezii; ma creando in-yece delle nuove batterie, o per lo· meno prep~r11ndo la form11zione di una qu11rta bai.teria a c11vallo per ogni reggimento pel momento dell11 mobilitazione. · Cfrca. ·ilco_mbatt·imentoa f1wcodel.la carnlleria. -Per quanto si sia già parlato e scl'ltto su questo soggetto pare che esso non sia ancora esaurito. pareri su 11' efficacia del fuoco di cavalleria sono pi1ì che mai di versi: mentre straordin11rJ· ' e vooliono ad. ' alcuni srpromettono da esso dei vantam,i (')<) <> d_1r1ttura una fanteria a cavallo, altri non ne vogliono assolutament~sentire a p11rlare. L'a~IL~re cre~e c(1e per .grossi riparti di cavalleri11, d11I reggimento in :;u, v1 siano rnmon occas10ni di venire ad un combattimento a fuoco che non per i piccoli. L:dorza di resistenza di una cavall~ria appiedata è molto 9583
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,piccola di fronte ad una buona fanteria; una divisione -di c11v111leria non può disporre di tanti tiratori da tener testa ad un solo batt11glione. La caYa!leria potrà ottenere dei buoni risultati dalla carabina quando sappia profittare della sua mobilità e .manovri all'improviso; epperciò il combattimento a fuoco è del rlominio dei piccoli rip:nti, degl i squarlroni e dei _plotoni . Per questi si trova molto foci Imente u:! terreno nel quale operare concriterio,ossia apparire improvvisamente, tempestare il nemico col fuoco (lo spreco delle cr, rtucce non è un errore per la ca,;alleria), costringerlo. allo spiegamento, riti rarsi se occorre, di nuovo attaccarlo, in breve svolazzargli intorno al pari di un c11labrone. Perchè la truppa possa ottenere buoni risultati nel combattimento a piedi, è necessaria una buona istru;zione di tiro, e molto esercizio sul terreno. La credenza che il combattere .a piedi uccida lo spirito rli arma a cavallo è ~ffatto erronea; solo una truppa che sa cavalcare con franchezza, e che è nelle mani del suo capo può combattere a piedi coll11 prospetti va di ottenere dei vantaggi seri i. I segna/:iper la f'ante•ria.. -L'11utore vorrebbe l'abolizione di ,tutti quei segn11li prescritti per la manovra in or~ine sparso, i quali non abbiano una pratica utilità e possano produrre della confusione pel campo di battaglia. Vorrebbe poi che il dare segnali spettasse nnicamc,nte a colui che dirige il combattimento. Il carico del 'soldato di fanteria . Idee dei Russi circa la formazione della cavalleria su, uno o su due ranghi. -Il comandante della 4-"clivisionedicavalle'ria russa mise a discus:sione fra i suòi ufficiali la questione dei van~ggi e degli inconvenienti Ji una formazione della cavalieri,, sopra un solo rango. Il risultato di questa discussione fu questo: ,1° I movimenti, le conversioni, i cambiamenti di direzione, si ese_guiscono molto più faci lmente colla formazione sopra un solo rango che .non sopra due; e di più i ca,,alli vengono molto meno :i soffrire trov11n.dosi meno schiacciati. 2° Se colla formazione su due raughi si fannu nell'attacco dei vuoti nel primo rango, il secondo entra fra il pri mo e l'urto avviene in ordine chiuso e non sparpagli11to come accadrebbe colla formazione sopra un solo rango. Fu in seguito a questo vantaggio offerto dalla formazione su due ranghi che la nrnggioranza degli ufficiali si pronuuziò in suo favore. Non man.carono però i sosienitori della formazione sopra un solo rango, di mette;, .fuori delle ragioni di un certo valore. « Io fui, dice uno di essi, ;;empre un partigiano della formazione sopra «<_un sol rango perchè mi sono convi11to che il secondo rango non sola-
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E riÈIIIODIC I
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« mente non è utile, ma è 'persino dannoso; 'rapptesentan'do per seste::;so, « nmtpàrte passiva.Esso para lizz11 i mdviménti e l'attività del ptimo ra-ngo; «·i 's\10i·cavalli fanno dei tlanni alle gambe cli qrrelli del ·p'ri mo ·ed urtano. « col propri0 pètto·contro le'groppe·di q1iel li; 1le es~erié1fze hanno dirno« strato l'utilità de'lla formrtzio11e su di ùn 'rango per la facilità con cui 'si « eseguiscobo i 'movimenti; non 'si potrebbe con ess11 oitenere anche la· « compattezza, curando 'meglio' l'istruzione'? 1 • « Tutte le nazioni bellicos·e come i 'l'u'rèhi, i .Polacchi e'd anche i Co« sacchi, formavano J·a davàlléria sopra nn solo ra11go·», '.M.a fuvvi éhi rfece osservare'non ' potersi ·affatto c-hiamare ' passiva J'a'zione del secoutlo rango; e~so agisce i'nvece'molto 'poteritemenfe sul 'morale d'el primo, il rrilale va rnolto ' più decisamente in ·avrldti sapendo d'avére diètro di sè un sostegno èd a:i'zi trava'rsi quasi da questo spinto in· avimt.i. l'esercito e' la #ìa1·ùia italiana dal m'agg1·0 1'885. L'o·>·d·i:narrtento 'interno degli Stati'milita1·i in ·"Jfassia. Circa il ntttri1nento del ·sol'clato 1h pace. -'- ·P er assicurate al sol'dato. 1tn nutrimento 'ben condizionato ·10 scriverlte propon·e dlie. gli stessi fdrnitori dei 'viveri'vengano inca'ricati élel la preparaziòne del rancio per mézzo, di un apposito loro personale.
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Jnl11•b,;e1,e,• ,f/'t~,. 'Wìe lh'eu't·s~lti! ',t:1•ì'J.-ee 'ìi»tl J;.11e1·i11e. - 3° trimestre -f885 . '
La strategia e la tattica di Na.pol'eone. - Il no'rrie di Napoleone ricorda una nt10va era Uella stl'11tegia e \:lél la ·tnttiea; ·più giustamehte però, della pri ma che della seconda. Nel ('ampo tattico egli trovò molto Ui preparato e ndn ebbe· élie 'd'a'rior\:linàre; n'el campo stI'ategico c'reò un sistema, nuovo di pianta, b'a·sa-udosi 'però sugli arttichi principj . Di Napol'cot1e' c'cl1n·e'sttà tega, 'ha 'ti'atldm in motto splend ido, nella teo... cente sua opera (Napoleon als Feldher·r) il capii.ano Yorck; ma egli' erra quando 'vuol prèn'dére 1l'e massime 'del graùde' Corso ·come mistlra per giu<llcrtl'e della str'it'tegla 'di c1u·esti 1ultilni de'cerltJj '.i:' ra'cèolnanHa di seguirle, no'n 'ufo'enlio aUbàsfun·za 'cbnto 'cl'élle co'n diiioni 'im\tMe. (Quest·a·'è· la tesi che l'autore svolge in un lurig'o 'c' interessante lavoro ~tille campagne cli N'a'p·o'lèoòe·s·sul cìtat'o 'libro 'éleh:efpitano Yotck). · J;e fotniazi,o'ni tdttiéhe de/là ri6Jlt'ra ''artigl1'etia ila ca:mpa.gna. 1
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f,'a 1'tigl ieri da'campagna rrel I'estirdto ·germall ico ·tJbb'e pe'r. la 1prìh1~ 'v.Olta un recrolamento nel '1817. Uno sti1clio recentemente pubtJt1cato su qnestò rirgol:m-ento dil:fl, ·che ·esso lascia 'molta fatitudine nell'}m'~i:ego ·.dè~le ~ormazidni t,it.tiche, e·che quintfrè tàrìto ·più ·necessàrio negli t1ffit1a li a _ar~ tiglieria•di 're11ilersd:lthu·o, colla •esperienza del tempo di pace, qùal, dt cti queste formazioni ·re~olamentari siano 'p·i ù ada;Ue al co1n~a'tt·iltn~n~~· 'Questa proposb.ione dà argoménto all'anto're del prese.nte artt~olo .~t du:e e 1Jrovr.tte che t'ra 11e formazioni l'egolliment-ari uon '" 1 sòno le p i,u. e le 11-i,eno adatte, ·e che, se vi fosse1'0, lfl1csta élistinzione ì'avi·el:ibe 'fatta 1l·regdla'n:rnnto ·stesso. Per tutte I·e fdrmnzion i capita ih;aso'in cui .sCìtJO ~M~te; ht sC'elta •nell'-u'na o delllaltra, seconao le di'èost.arl'ze, rion ·pno es5ere rnilica'trl'dal 'regolamento, e non lo 'p1·eté1l'dono sè ndn CJ)l~lli ·clw, dove'h1dnc'r1 il reg:oliirnento, sétltono_manc·ai-si il ter'rf!no s?t.to i •piedi . L'Inghilterra come potenza militm·e. - E un lungo ell•accurilto lavoro, i~ cui si espongono diffusamente le condizioni màteri~li ·dell'esercito in crlese: sistema rli redluta'rnetito, fotza 1inrnerien, o'r'dinàrnen to, àrnrnmeJto, equìpaggirtrni'.!nto, clisci'plina ,, e·cc., ·ecc.,~ 'ciò <ta~~o iper !'e~l:l'rcito permall'.érite, qu11nto pi:ir la 1·iserva, i volontari, gli e~erc1tt colon.1ali, ecc. Il rrilldizio còmplessivoJ(se·condo noi rro1Jpo·sevéro) s1 -'r iassume in queste pa;ol'e: l'linghilterra ha stilla ca'i ta CÌl'Ca tre 1miliclr;,i' tl'armriti. Ma quan:ti ne avreUbe eff<!(tiv11tttcdte disprn~hili 1per una guerra in Eu'ròpa? Quando nel '•I 8'78 !Jortl 'Bea·cons!ìel.d .m ise sottosop't'a il ·monilo co' sui apparecchi tli ·guerra, sapete che fo)·w· ·riuscì a mobilita're, dopo quattro mesi di sten'ti'? 1'rentasei •mila uomini: situa cava/.lt'l·ia 1·ussa. ,.,. 'DiiIG'.\LSK I. •..a... iDa "pi Ù parti, dice I' ~ ll to_rc, si l'a 'rrlla ·ca vallei'ia russa l'ap'pnnto, éhe tiene ·rroppo a combattere ':!p·pieda"ta, come se questo Fosse ~'impiego 'principale· della èavallE1_rin .. ller qua'n'to 'qùesto appunto sia esage'rnto., vi ·è ·qualcos~ di ·ve:ro; m11 11 d1fe~t~ ndn consiste nei regolamenti ; stblmne ncll\npplieaz1onc clre'ne fanno ;1~cnm comandanti di cavalleria ; anzi questo 'falso indìriz'zo è stato avvertito, e già si p'rllsero disposi'lioni pèr 1po1'vi ripa'tb. . . . 1cost:nlz,1:one ·e posizione .dei fort·i di ·sbltrra"nw'nt'o (ranéesi e modo 11.'impadronirsene. - te enormi fo'rtificaziobi 'fatte dai ·Francesi s~i loro confini cci li a Germariìa non possono non avere •una ·gran parte nefl even'ttia'lità di 1ùia numa guel'ra fran~o.Jgerm:ini<ia. Ess~ chiudono tutte le sttade 'e tutte le ferrovie; è impossibile ad·un esercito·andwre avanti, senza 'rompere alclmi anelli di tfllesta catena . · Ciò p're'messo, si inaica ·quali sara·n'nO i forti, di cui ptesumibilmenf~ ·bisognerà i'mpadron?rsi: se 'ne ·esa'rnina la .costruzione e l'a'riTiamentb e s1 ·espdne il ·moélo d'attacco che ·si dovrebbe adottare.
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E PERIODIC l
LIRRI
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Una cronaca manoscr-itta di Langensalza. - Questa cronaca si riferisce aq episodi di guerre in Germ.ania nel secolo scorso. · La cavalleria dell'armata della Slesia nella campagna del 1813. Studio di storia militare con applicazioni alla tattica della cavalleria. I (1icilieri prussiani. - li n()me di fucile, donde quello di fucilieri, si deve ·alla pietra foca ia, di cui i primi fuci li erano muniti. Il fucile è, a quanto sembra, un'invenzione francese; però scrittori italiani rivendican~ c1uest'invenzione alla loro patria. Il primo reggimento di fucilieri fu creato in :Francia nel ·I 671 e fu la prima truppa a piedi c:1e·non portasse picche. Poco app1:esso i fucilieri furono introdotti nell'esercito austriaco, e quindi nel prussiano. F~derico II trovò gia varj reggimenti di quest'arma e li accrebbe. Dapprima furono chiamati fucilieri tutti i soldati armati di fucile· poi questo nome•fu riserbato ad uua specie di truppa scelta, . quindi ali~ truppa leggiera. · Segue la storia delle trasformazioni subìte, nell'ordinamento, nell'armamento, nel vestiario, ecc., dei fucilieri prussiani.
Sulla ']Ues!ione della preparazfone della F1·ancia alla guerra. -
Quando •13 anni fa (dice l'atvore) fu votata in Fraucia la legge sul reclu· wmento dell'eserc·.ito , si credette di avere poste le basi per la potenza milita re della Francia, e d'aver fatto il primo passo per ]11 riconqu ista delle provincie pe1·,lute. ì\'I.a fino d'allora si vide che questa legge era 11ccolta dalle popola zioni con ,poca simpatia, siccome quell;1 clie era contr;iria alle . loro tr.idizioni e condizioni sociali. Gli oppositori della legge, con a capo Thiers, volevano un esercito di soldati di mestiere bQn istruiti e politicamente sicuri; con ferm a lunga , riassoldarnenti, surr.ogazione, ecc. ecc. Accanto a quest'eserci to volevano una ·guard ia mobile ordinata secondo
progetto presentato nel ·1868 dal maresciallo Niel. L'altro partito con a capo Gambetta voleva il servizio genera le obbligatorio con brevi ferme. Questo partito vinse, ma il primo non si è acquietato e dopo •I 3 anni la questione si dibatte auc;ora nella stampa periodica e negli opnscol.i·. In Germania si seguono con molta attenzione questi dibattimenti. Ciò premesso, l'autore passa in minuta rassegua tre opere recentemente pubbl icnte iu Francia; cominciando d~ quella intitolata: La ptlissance (rnnçaise, par ancien o(fìc-iei·. Questo vecchio ufficiale ( dice il bibliografo tedesco) è uno di quelli antecedenti al 1870, coi loro pregiu,dizi, col loro chauvin•isme, colla loro avidità di prestigio e di gloria. Egli è d'opinione che non l'esercito più numeroso, ma quello animato da spirito migliore sia fatto per la vittorta; e che lo spirito mili.tare scada in Francia ogui giorno di più. Dice che le istituzioni prussiiine non sono buone in· Francia; che i difetti del nuovo ordinameuto si vedono ogni giorno; che ad esso si deve hi mancanza ,li buoni sottufficiali; d1e non si è potuto spedire un corpo a Tunisi ed uno al Tonchino senz:.i sconvolgere tutto l'esercito ; che si sono già dovuti rimettere i riassoldamenti con preniio; che si dovrà creare l'esercito coloniale, ecc. ecc. L'esercito, a ferma breve rese impossibile quella splendida politica che in altri tempi la 11rancia faceva in Gr'ecia, Spagna, Algeria, . ì\iarocco ed Italia. • Il ser~ . vizio generale 6bbiigatorio affrett-a la rovina d'elio spirito militare » . E strano (osserva il bibliografo tedesco) questo linguaggio in bocc;a di un figlio del paese clrn ha fatta la rivol uzione dell'89 . Io Prussia nessun ufficiale nè vecchio nè giovane anebbe il coraggio di .Proporre il sistema della surrog.1zione. · L' ancien o(fìcier teme cbe il servizio di guarnigione go.asti il morale della gioventù; trova che la surrognzione era un'istituzione popolare in Francia; propone infine di comporre l'esercito coloniale con i coudannati raccolti nei vari corpi e·cogli oziusi di Piirigi. E facil e capire (dice il bibliografo tedesco) quale carattere prenderebbe la guerra, se truppe simili venissero impiegate in Europa. Con più ragione il 'Vecchio i,/'fiàale si scaglia contro i nuovi sistemi di avanzamento e la manìa degli -esami , che avrà per conseguenza di far spari re fra poco tutti i conservatori delle tradizioni reggimentali . « Che bel mestiere (egli esclama) va diventando il nostro! Ogni anno reclute innumerevoli da istruire _e difciplinare, senza buoni sottufficiali e di tanto in tanto qualche esame ". E poi rimarchevole che il occchio ufficiale si lagna apertamente della mancanza di una · .autorità din.istica; « se in caso di pericolo .la Francia dovesse m;Jncare di ~m Governo che mouti a cavallo, l'esercito difficilmente saprebbe adat.tarsi all'impersonalit.à dell.a direzione superiore ».
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Studfo sull'impiego e l'azione della cavalle1'ia in combf],ttime.nto. -
(Cqntinnazione). - SAZENHOFEN, maggior ge1rnrnle. - È un interessiinte studio cli cui la prima parte si trova nella puntata degli Jahrbucher del mese di luglio . L'autore dice che l'impiego della cava.lleria è intimamente collegato col suo ordinamenJo ed educazione; che a riguardo di quest'ultima si è molto progredito, ma èhe in <p1alche punto merita maggiore attenzioM; che le ultime guerre hanno dimostrato quanto valga la cavalleria pel servizio di esplorazione; che la possibi li tà per la cavalleria di prendere, con successo, parte attiva ai combattimenti, è indubitata; che però la cava lleria in combattimento, deve essere impiegata 'soltanto in massa, ecc., ecc. Tutte queste prop~sizioni l'autç,re appoggia ad esempi tratti dalle nltime guerre ed entra in particolari rigu'lrdo all'ordinamento ed all' istruziorwche bisognerebbe dare alla cavalleria, pel' trarre ria quest'arma il maggiore utile possibile.
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parlano tlell'esercito francese: « sareb!Je pazzia il udu riconoscere che, sotto tutti i rappòrti materiale (equipaggiamento, armamento,'regolamenti,. istruiione e via dicendo), l'esercito francese ha fatto grandi progressi; 'ma i fattori materiali non bastano; i 1nQ'rah valgono di più; come })oi si stia rignardo a morale, può giudicarsi 'da quànto'precede » . - S11Ue lettei·e 'mi litar'i del generale 'Kraft 'V. Hohenlofie..!.fogelfìri:gèn .. - Si fa un'estesa recensione di queste interessanti lettere già note ai lettori della Rit1i.sta '111-i li:tare per apposite recensioni pubblicate n~i fascico li precedenti. . Un dono di Fe'd~·ico ·il rJrantJ..e al gen'erale Este?'liazy. - ·si :n:ii'ra un ::ined'doto della ·gue'rra del 1760 . In i111'escursione fàtta 'dai russo-austriaci ùei dintorni di 'Postdam e SMs~·souci ·venne dev::ist:Ho il paes'e , . .nia' furono rispettate le ville rerlli. Però il gènètale ài.lst'riaco Estèrlwzy, che si era àppunto adoperato per salvare dette vl lle, ne aveva preso per · memo-ria un quadro . I l 'Con~iglio di Stnto da cui egl i dipenrle'va, lo obbligò a i'est.ituirlo: ·e 'Federico, riavutolo, lo ribrnnd0 in regalo a chi l'a--veva preso , accompagnanUolo con una grnziosa lettéra.
li tecohio ttf'fì,01:ale co·nchiude che la guerì·a è forse l'uni·ço 1n:ezzo dr, uscire da questa si ttrn zione, dubbiosa e che per Pesercitb francese è meglio farla presto che tardi, perchè rest@d() così ,peggio'lla . Lasciamo tutta la pa'rte èhe dìremmo polemi·ca tra Io scri tto're fratl°cés'è ed il bibliografo tedesco; la patte oioè in oui il fran<:ese discorre con ·poèo riguarélo delle cose tedesche e· q,uella in cui il téde'sco gli risponde per le rime. E '.pssirrtno -alla 'rassegna di ·un altro ·li'bro: Po·iwqiw·i la Fr:a:nce 1n'est pas prete. · ·È una vdce del partito òpposto. L'·aùtore' (dice il bibliogtafo tedesco) è· un repubhlioano della miglior acqua, quindi più esagér3'to e chaiwin del monarchico, ed a'nohe U'n poco ipiù ignorante nella parte tecnica . .IDgli vuole ridtine ,,incora la fe rrna; ·e mantiéne, anzi vorrelibe aumentare, -,gli esami . Mostra·d'ave.re sca'Nabel lato molti schtto'ri tedeschi, dei quali cita,. non sempre a proposito, clei brani. (Qui è curioso il vedere che il bibliografo tedesco, 'h1entre dà•dell'ignorante all'auto're frarreese, mette foa gli scrittori tedeschi il Montecuccoli~. In qnan l.O ai ,gi1I'dizi sullo spiY.iito nt"tnale dell'ese'rci to francese, l'autore delfiopuscoio J?ourquoi la ·Fraru:e· ri/'est pas ·prète è pienarneute d'aGcordo coll'autore della Pwi;s'sance·1nibita:i-r·e de la France, nel diTe che questo spirito è in decadenza; ·ma ad~ duce ragioni precisamente •cont'ra"rie. Mentre, secondo il primo, è lo spirito deUa Mzione èhe influisce siuiscramentfl o·eJFeserci<to, ·secondo !',altro lo spirito della ua-zione·è ottirno, e basta alla ,}.;"rancia spicca're un sa'ltoper 'ri1mettersi al suo posto, cioè 'alla testa del.la •ci\•iltà. Se nell'esercito. qualcosa lascia a "desi<lerare la colpa è tlttta degli urnciali, molti dei quali hanno sentimenti monHchici, vedono con dispiacere a'nivare gli sciam i di ·reclute, e li'vedono con piacere and'!fr via.·L'esercito non'riso1igcri1 fìnch è· non scompaiano :tutti gli ufficiali di fabbtùia ·~mperiale. Dopo le due ope1:e 1citate, il ·bi·l:iJiog1'afico tedesco esamina au'cO'ra uù libro che ha innegabilmente il fn erito dell'originalità. Esso è intitolato: Une lettre éie'001·bulon. Ivi si finge che Corbuloue, -genernle' rom:ino del tem'po di Nerone, faccia a questi un rapporto •,ullo stllto èlelPesercito, il quc1Je rapporto è -una spiritosa satira degli a1busi invalsi nell'esernito francese . '« Un S'acerdote 'di Giove ha per cocchiere o:n soldato della 7• legione; il 'preféuo del pretorio fa guardiare·i ::;uoi •giardi11i da ·soldati di cavalléria; il <(Mstore tir.bano ha tre ordiniluze: ·una !per cuoco, ,una •per cocchiere e una per swlliere. [;e 'rimonte di IFess'agl ia e rii ·Spagna, fatte venire per l'isrruz.ione delle reclute, si 'attactano alle biiglre dei gene·rali, ·ecc. ecc. <». La concl'usionè 'del hibliografo tedesco, in seguii.O all'esame tlei ·su·cci~ iati tre libri, è pari a quella di Lutti gli scritLori militari tedeschi, quando.
Be,ds<•lie Hee,•es-Zeil-11,ng. -
N.
r; e seguenti.
Das ìlfi l:itiirwesen als di e flochst hule der allgemeinen Volksbild1ing, (Il •regime mi l-i,tlire come alto fattore dello svi lv.ppo genernle ciel popolo) - Sotto questo titolo il sìgnor von Si..l1iller Tietz, professore 'di scienze naturali, ha pubblicato un lavoro che occupa molti numeri ctella . 1Ieeres Ze'ilung, e del qnale diamo qui un rias::;unto. Pigliando ' le mosse dalle teorie di Lamarque intorno all'inlluenz::i dell'tiso, OSSia dBIJ'esercizio metodico StÌl l'orgaDÌSll10 degli animali e delJ:uomo, l'autore stàbi lisce la massima : che, grazie appunto all'esercizio, la rapidità di.tutti i movimenti s'accresce, e ciò non solo nel campo mec- · canico, ma altresì nèl campo psiyhico; fl che quindi su di esso riposano l'all<ivamento, . l'educazione e ' l'istruzione. A ' prova di questo stanno le · ampie e numerose misurnzioni fatte in c1uesti tempi, per mezzo del tronoscopio,'rigu;irdo alle faco ltà aèustiche, otti<.ihe e percettive; e le ricerche · relat.ive nlle oscillazioni nel ·volume delle ·varie pa'i'ti <.lèl corpo, e ::;peçialrt1ente rig'uardo alla mas~a d'acqiia conten uta in esse· e Hal la qualeUi pendt} · esserizialn1'eùt'e 1il loro 'p·eso specifico . · · Ciò pretnes~o egli si 'fa ad esamina·re ciò che avvenga in questo ordine· tli idee 'nèl l'ese'rcito; e còn varì argome·nti cerca di· far 'risaltare la verità. 1 ilella stia te,-i, cioè che il regirne mil itare sia tin alto fatto,~ del lo sviluppo genera le .
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Il criterìo più importante rer giudicare del regime militare è ·forni to •dai cambiamenti che esso produce nei soldati. Ora il primo capitolo è :inteso appunto a ·dimostràre che la ginnastica, la quale costituisce per/ ,:così dire il substrato di tutta l'istruzione militare. produce effetti ec· Cellenti sull'organi_smo, ed,ce: la ginnastiçamilitare èessenzialmente u_na .. o'inuastica di coma ndo .e di acceleramento, e sv ilupp~ una favorevole mfluenza 5ul sist.ema nervoso per ciò. che concerne l'eccit.abilità e la pron··tezza; in altre parole ne guadagnnno la rapidità e la morbidezzn dei movimenti, l'acume, la risolutezza, il temperamento e la padronanza in tutto ,l'organismo . .Così, per e5empio, soltanto pel fotto che la sentinella in : tempo cli pace è obbligata a rendere onori, a non muoversi oltre un deter• .minato spazio e ad osservare tante altre picc.olezze apparentemente insi_gn ifican ti , essa è costretta a tener sempre desta la propria atteo:-ione'. ..spingendo l'occhio di pnnto iu punto, e ad essere sempre c0ns1;1a det (propri movimenti, del proprio contegno e di tutto ciò che accade a portata -del suo occhio è del suo orecchio. Questo, come tutte le altre funzioni ,della vita militare, tende a sviluppare nel l'individuo il sentimento dell'ordine, dell'esattezza e c!ella pulizia, l'attenzione, la prontezza, la deci: sione e fina lmente l'attitudine a rendersi prontamente conto di ogni situazione. La vita militare tende pui·e a cancellare l'impronta lasciata dalla primitiva professione; e un parai lelo anche superficiale stabilito fra un gruppo --ùi redute ed un gruppo di soldati anziani ba$ta a provnre quanto meno variopintp sia il quadro pr,lsentato da questi ultimi, e come più fresca e più sana ne sia la tinta genefale. E questo non .solo in ordine fisico, ma al~tresì in or,line morale; a·tal punto d1e, l'abito acquisito per l'ordine, hi .,puntualità e la diligenza fa sì che in Prnssia, dove l'educazione mi litare lrn di mir·a scopi veramente retti, venga sempre preferito, a pari condi:~ioni, chi ha $ervit() nell'esercito a chi non ha servito. Nel secondo capitolo si fa ad esaminare la questione dell'nccaserrna. m.1n to e delle .manovre; e a pro posilo del primo, dopo aver osservato come ·-sia nf'lla natura del regime militare di dover for convenire moli.a gente -su piccolo spazio dice: « dal momento che noi affidiamo alle caserme il mvre e il nerbu della nazione, questa non solo deve riguardare t:ome •questione di de~oro, ma come dovere di propria conservazione il non in-dietreggiare davanti :a rpialsiasi sacrilìzio per sol_levare le caserme al · grado di stabili menti igienici mo !elio, sostituendo alle antiche spelol!,che -edifizj spaziosi, liberi, ben illuminati e ben Yentilati ». Certo dal lato Lfinanziario e amministrativo è molto .vantaggioso di ammassare molta ; gente iò un sol punto, ma~ tali vantaggi si oppongono considerazioni di
E PEIUODICI
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ordine sanitario e morale. Nei pae::;i rlove la popolazione è· condensata nelJe cosidette c,1sérme d'affitto si hanno le condizioni igieniche peggiori, mentre le mi.,liori si riscontrano là dove vige 11 sistema delle case per fa mialia, comeio i"nghi lterra e nel Belgio . A Londra per esempio, la mortal~à annua per mil le è di 2'1-, a Parigi di 28, a Bedino di 25, _a ~ietro- · burao di t~,1 e a Vienna di ,\,7. Quest.a difTereuza ha senza dubbio fonda· me;to da ciò che a Londra si trovano in media 8 casi per casa, a Berlioo 32 a Parigi 35 a Pietroburgo 52 e a Vienna 55. '..\ rim~10\rere: o -diminuire questa t:ondizione svantaggiosa di cose, mi litarmente parlando, l'autore vorrebbe aumentare_i _luogh i di_ guarni~ionee so~titui re caserme di compagnia a quelle di reggi mento e d1 batuiglione, come pure sostituire alle caserme del le baracche, nel qnal caso si potrebbe giungere ad un frazionamento anche mnggiore. Il danno più forte _della coabit.aziooe proviene dal vizia mento dell'aria; e questo è tanto minore · quanto maggiore è l'.-ierenzione prodoua dalla porosità del~e pareti; la quale-· nel caso di un locale a tutte pnreti libere è 5 volte maggiore che nel caso di un locale avente una pareto libera so.lamente. Dopo a-vere adotto tanti arrromenti in favore dell'uso delle baracche l'autore stesso dice, che questo-e> sareb.be un ostaçolò a quel vivace ed istruttivo commercio çhe suole stabilirsi fra il sol dat9_e la popolazion~; il che tornerebbe di svantaggio es- · senzialmente all'ufficiale. A questo punto l'autore prende ad esarninare i varj periodi di manovre,_ e sviluppa una s,atistica minut~ relati va a tutte le malattie e_al num_ero-deali ammalati nei diver:;i mesi dell'anno; e fra lec-0se degne dt nota dice: _ di! durante le grandi manovre, in cui il sol:lato viv} soventi al bivacco,_ vi ha s:mpre un decremento di ammalati. Pure degno di nota si è il fatto, che mentre i disacri· delle ma~ovre rendono l'individuo più resistente agli-atta~chi pol_mona,t lo lasciano invecé maggiormente esposto a quelli del tifo, Il terzo capitolo fratta del l'educaziou~ ~:;ica; e c_omi ncia O$Se1:~ando ?_h esarebbe 11ssai desiderabile di poter stab1hre con cifre esatte quali cambiamenti avvengono nelle quali tà e nelle attitudini c~e costi_t~1iscono il n- · ]ore economico di un uomo, per virtù dell'educazione m1l1tare. Questo~ non solò sarebbe di interesse scientifico, ma per tal modo l'i:;tnitt.ore militare disporrebbe di criterj per poter valutare quantitativomente_e qua--litativan~ente fino a qual punto gli sia permesso di spingere l'opera sua . · Q~i eutra a parlare delle ' variazioni di <limensiçmi che si prorlucono , nei diver~i or"ani in conseguenza del servizio militare; e fra !'altre cose · offre il segueit_P, specchio, dal qna le apparisce la difTerenzt di _misurn cir- . conferenziale di varie part_i del corpo, presa fra un gruppo d1 reclute edi uno di anziani:
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Gambe (pol1)e). 58,H 56,"7 - 2,'27 Da questo :;pecchio risul ta dunque che mentre il pe~to si sviluppa col, l'esercizio mii itare, tutte le altre parti ~iminuiscono; locchè è tutto a vantaggio dell:organismo, i1)quantochè ciò avviene in massima parte a detrimento dell'acqua e rlel grasso, sost11nz.e che in genera le influiscono per-. niciosamente sulle facoltà ginna$Liche e respiratorie dell'uomo. Un altro argomento io appoggio della- ~ua tesi deduce l'auto.re m,et·tendo a confronto alcune misure dinam iche, relative a diversi musc?li , e ,trova: ·1° la, pressione di entra1nbi i pugni 67;0,8 per le reclute e 75,97 per ,gli anziani; cioè con un aumento del ·13,3 ¼; . 2"0 La forza dei muscoli ,mteriori del petto, rispettivamente di 46,34 e 5'I ,20 ; cioè con aumento del ,10, 5 ¼ ; 3° La forza.dei muscol i della sch.iena e dei lombi, rispettivamente di H0,9 e H33,9; vale a dire con una dim(nazio11e del 5,~ ¼ ,. Qnest'ult1mo 'fottQn,;1.,tnralmenteèdornto al po rtamento rigido militare; ·r. anche alla circostan1.a che il soldato assai di rado è chiamato a,sollevare pesi da terra. Il po1:tame11to corretto, oltrechè produce un'econom ia di forza, fa ciliia le fu nzioni di tutti gl i organi contenuti nella cavità toràcica -·e acldorl)inale . . A: t;i le, portamento l'autore dimos&ra di attaccare-grandissima impor. tanza a:l,'.\ ~he da,I lato ruoral~ e dopo aver fatto diverse considerazioni, fi nisce il capitolo not:indo essere assai granJe a qµesto proposito il contrasto fra il soldato prussiano e il soldato francese. « Questi, eg)t dice, potrebbe servire benis~imo come un tipo perfetto di operaio: gambe ciondolon i, .ginocchia piegate; schiena. ricurva, portamento ri lassato, nuca arcata e -capo tentennante; talealmeno era nel Hr70 e tale I<~ trovai ancora nel ,t 88·1. Col quarto capitolo dimostra, com.e gli esercizi militari migliorino le ,qual.ità d.el corpo e irrobustisco.no la costituzione, A tale sco po dà una tabella che riproduciamo e dalla quale apparisce q\lali profondi muta.ment.i sia capace di produrre la vita militari'\. ,.
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LIIJRI
Egli quindi si dimanda da che procedano tali mutamenti e tro.va eh~ senza tener conto dell'aria, le sostanze costituenti il corpo umano sono i:iducibi li in,i.gruppi: acqua, grasso, albuminoidi e sali; i quali alt43ra110 il carat.tere della costituzione a seconda delle loro proporzioni. Ora è accertato che l'esercizio continuo e metodico dei muscoli ha per effetto di depauperarli d'acqua e di grasso; e siccome l'.-1cqun e il grasso sono meno densi delle altre due sostanze, cosi il loro allontanamento ha per conseguenza un aumento di peso specifico, rome lo si ri leva dal111 tabella. Siccome poi la tempera o il rammollimento clella costituzioue dipendono rispettivamente dalla pr.eponderanza dei sali e· degli albuminoidi', o dell'acqua e del grasso. così è chiaro che l'esercizio militare, il quale tende ad allontanare queste due ultime, deve tornare di grandis:;imo giovamento al la costituzione stessa . Lo provano i disagi che può sopportare il' soldato di fronte a quanto non potrebbe il borghese; e lo prova il fotto che dal 67 .i I 73 (esciusa la guerra) non si ,~bbero.che ,\. casi di assider11men to, e questi d'altronde tutti fra le recinte. La misura dunque della forza del la costituzione la si ha esattamente dal peso specifico del corpo, e questa forza si acquista depauperando il corp o stesso di grasso C' di acqua, ossia cc,! continuo esercizio; il che lo rende anche meno soggetto alle infezioni, inqtrnntochè l'!:)lernento più acconcio per lo sviluppo dei germi epidemici è da ricercarsi nella parte acquea dell'organismo. Anche sul sistema nervoso la vit.a militare esercita la sun influenza. La fisio logia ha misurato il tempo che un'e.ccitazione nervosa impiega :i percorrere una data lunghezza di nervo; ed ha trovato che in un secondo questa lunghezza è di 30· metri. Se noi guardiamo in un telescopio collo incarico di . segnare mediante In compressione di un ·tasto il momento esatto in cui 11nn stella attraversa il micrometro. il nostro. segno giunge in ritardo di un terzo di secondo circa. Questo ritardo vada n seconda della persone, e costituisce appunto una specie di coeffìc'iente personnle. Ora secondo Jager questo coefficiente viene di molto impiccolito dagli esercizi ginnastici, nei quali, come negli esercizi militari, ogni movimento è 'fatto a comando; il che induce nell'uso sistematico di .tradurre subito in movimento muscolare un'impressione ottica od acustica . Interessanti sono gli esperimenti fatti a questo proposito mediante il cronoscopio, specie di orologio in cui la 1:iqcetta percorre in un secondo tutto il quadrante, i_l qu:ileè diviso in 4000 parti. La lancetta si muove e s'ar'resta medianta la chiusurà e l'interruzione di un circuito elettrico. Obbligando una persona a interrompare il circuito non appena vede che la lancetta si muove, o non ·appena ode i_lsuono di ima cam p:ma, si ha la
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misurn del coefficiente ottico o acastico di quella persona nei millesimi di secondo percorsi dalla lancetta. Se poi·al coefficiente acustico si vuol ao-r:riun"ere quello della riflessione, si mette la persona fra due campane /ton d~1e ta~ti in modo che, senza vederle debba distinguere quale delle due abbia suonato e premere il tasto relativo. Con questo mezzo furono eseguite esperien1.e su ,13 persone, le quali -per 4- mesi avevano fatto gimrnstica 6 ore al giorno; e dalle prime misurazioni alle ultime si trovò che in media il crefficiente ottico si era abbreviato del 1/i.,3 °lo, l',Jcustico del 30,3 ¼ e il riflessivo del 47,7 ¼Questa diminuzione cammina di pari passo coll'aumentare del peso spe· ci fico 'clel corpo, prodotto dalle esercitazioni; il che collegandosi colla diminuzione dell'elemento ·acqueo, rende meno eccitabili ma più pronti. i nervi. Qui l'autore accenna a molte conseguenze di questo fattoi e specialmente per ciò che rigl!arda la tendenza a certe malattie, ma noi ci limiteremo all'ultima sua considerazione, cioè: Gli impedimenti principali che l'eccitamento incontra per giungere dall'apparecchio pensante al muscolo stanno nel cervello, e l'esercizio agisce a~sai più su questo che alla periferia. Ora la diminuzione· di q.'t1esti impedimenti riguarda specialmente l'organo della rifle5sione P, quello della riso luzione. Queste facoltà dunque si sviluppano e quindi gli esercizi militari non solo addestrano le membra ~ i sensi; ma rischinrano anche la mente. "l.'\{e] quinto capitolo pa rla delle condizio!li sanitarie della vita militare e prendendo argomento da alcune contraddizioni in cui ti:ova il prof. Reich di Berna, il quale dice che nell'esercito germanico più che altrove abbondano le malattie e le morti, viene a parlare delle di verse condizioni in cui si trova il contingente in Francia e in Germania ; e fra le tante cose dice che mentre in Germania ogn i anno vi ha sovrabbondanza di ele- menti robust~, in Francia non avviene altretta nto grazie nlla sproporzione che ,•i ba fra le nascite nei due paesi. Secondo il prof. Bcrtillon dal 1800 , al 181 O si ebbero in Francia 33" nati su '1000 abitanti e questa~cifra nndò successivamente nei 7 decenni seguenti n 3·1 ,,17 - 30,6 - 28, 7 - 27,:ì - 26,7 - 26 - 25,8. E questo malgrado che il numero dei matrimoni sia andato aumèntando. Cosi mentre 1000 donne maritate dall'età cli ,15 a 50 anni ·producono anuualmente in Inghiltem1 2.48 figli, in Prussin 275 e nel Belgio 2.19, in Francia non ne danno che ,113. Lo strano poi si è che quivi il nnrnero delle maritate è cli HO per 1000, laddove non è che di ,106 nel Belgio, ,12..0 in Prussia e 133 in Inghilterra . Questo fatto avendo per conseguenza la degenerazione della razza, pro- · duce tlil cattivo materiale per l'esercito; conseguenza a cni concorse per lo addietro anche la legge che dispensava dal servizio una certa classe di
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LIDRl E PERIODICI
ammogliati; per cui freq uentissimi erano i matrimouì prematuri o male assortiti. A tutto ciò deve aggiungersi che la Fr:iucia è for.;;e il paese più infestato dalla sifil ide ereditaria; cosicchè, tutto sommat0, non è da meravigliarsi se nel 1868 avvenne che su 60001)0 reclu te ,f 50000 furono dichiarnte inabili. L'autore parla in seguito delle buono condizioni s·auitarie dell'esercito tedesco; e present.a una tabella statistica desunta da un lungo periodo di anni, dalia quale e.gli ricava ancora argomenti in prova della sua tesi , cioè come l'esercizio mil itare diminuisca la morta lità, e come sop1·a tutto questa dim inuzione si faccia sentire per rispetto alle mahrnie contaggios;e. Egli si dihìnga da ultimo nel l'esame di unn quan tità di ma lattie, sia gravi che leggere, cercando sempre di mettere iu evidenza che quasi tutte vanno numericamente decrescendo col crescere degli anni di servizio; il che attribuisce al prosciugamento nell'elemen to acqueo dovnto alle continue esercitazioni; e finisce appunte dicendo che tale prosciugamento_ ha per conseguenza un'aurnento d' immun ità con tro le cause disturbatrici sia dr.Ila rnicro che della macromeccanica.
L' OCCÙPAZWNE AUSTRO-UNG lHICA DEUA
BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO 137 B li)
STUDIO POLITICO-MILITARE V.
Le operazioni militari in éo~nia ed Erzegovina. (Conti!1uazione a fine). ~
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3° .PERIODO DELLA CAMPAGNA. Dall'ar»ivo dei rinforzi sul teatro di guerra fino al termine della. campagna (dal 16 settembre alla prima metà d'ottobre).
Il Di ret.t.ore T ANCRE DI
F'OGLIANI
Jfoggiore di /anleri<r .
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DEMARCHI CARLO,
9erence.
Il comandante dell'armata austriaca d'occupazione era stato avvertito che la 4a divisione_di fanteria sarebbe giu nta il 5 settembre presso Doboi, e la radunata dei nuovi corpi mobilitati sarebbesi compiuta tra il ·I O ed il 115 settembre. L'aver gl'insorti fati.a di versione nella valle della Spretcha, e l'aver essi l'assoluto ·dominio nel saqgiacato di Zvornik, consigliavano ad agire da questa parte colla massima parte delle forze. In conseguenza si stabilì un piano regolare d'operazioni. Mentre il tenente maresciallo v. Bienerth si sarebbe avanzato col IV corpo d'armata da NovaBertchka, ftt disposto che il tenente màresciallo Szapary colla4a divisione e parte della 20a muovesse da Doboi lungo la valle della (i)
Continuaz. e fine. cyeni R-ivista ,llilitare, maggio, luglio, ottobre e novembre i885).
23 -
ANNO
·xxx.
VOL. IV.
L'OCCUPAZIONE AUSTRO-uX!iAIUCA
· Spre!cha, in modo che dalle loro forze riuni te fossero i sollevati co. stretti a far fronte nella posizione Kiseliak-Dolgna Tuzia. Alla ,1• divisione del III corpo d'armata poi, come quella che sarebbe stata pronta prima delle al tre, veline assegnato il maogiorcammino ossia ' Ie si. prescrisse di portarsi su Saraievo e quindio pei monti di Romania e Rogatitza di spingersi su Vichegrad per impedire ai rivoltosi . . ' cacc,~t, vers~ il sud dalla marcia avanti del IV corpo, lo scampo nel sangiacato di Novibazar, ridotto dell'insurrezione. Il V corpo d'armata sarebbe rimasto in riserva col <1 rosso e con distaccamenti avrebbe contribuito a soggiogare la Kraini,a e la Croazia turca. Del XlU col'po d'armata: la 7a divisione, mantenendo la linea già occupata Vartza1· Vakuf-Travnik, avrebbe spinte colonne su Livno e Glamotch; la 36a, divisa tra Bagnaluka e Zavaolie in Croazia' avrebbe • e:, intrapresa la pacificazione della Bosn ia nord-orientale; infine la 6·. riunita a Sarai evo, sarebbe stata impiegata in escursioni verso Go: raida, Tchain itza, Fotcha e Tartchin, per pacificare da questa parte la contrada e dar la mano alla 1188 divisione. P.el't:into all'arrivo d.ello nuove unità mobilitate, ossia nella prima metà d1 settembre, la npartizione della 2• armata sul teatro di e:,rruerra venne elTettuatu nel seguente modo: Del III corpo d'armata stavano presso Doboi la4-" divisione. u~a brigata(4,oa) della 2ò• cli visione ed una brigata (7 1•) della 1a. Q~este truppe non vennero spostate: solo l'u!Lima brigata ora detta, che fin o allora aveva appartenuto alla 36• divisione, trovandosi già a Doboi , passò a far parte della ti", la quale cedette alla stessa 36• la ,2• brioata ch e er~ ~ncora a Brod. La 1°divisione, lasciate le sue batterie pes:nti su!la srn1st:a della Sava insieme a quelle della 20\ a scaglioni di bngata fu latta avanzare da Brod e Doboi su Saraievo ove rriunse tra il 13 ed il 16 settembre. In Doboi si stabilì il com~ndo del III corpo d'armata. La 39• brigata della 20a divisione con un reagimento (5° ulani) della 13• brigata di cavalleria fu scarrlionata Ju~rro la principale linea di tappa Brod-Saraievo. l:J a AIIV corpo d'armata, stabilitosi il osettembre sulla sinistl"a della Sava tra Sc~amatz _e Nova Bertchka, furono aggiunti un reggimento (4 squadrom) della H," brigata di cavalleria, una compagnia di pio1
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO
18i8
nieri con sei equipaggi da ponte ed un distaccamento d'artigli eria da fortezza. Il Vcorpod'ar!Tiata, lacui rndunata era. finita solo il 10 settembre, fu dislocalo col grosso sulla sinistra della Sava tra Brod, Alt Gradiska ed lasenovatz e con una briga La (28°) della 14• di visione presso Sluin in Croazia; od un suo distaccamento, fin dal 6 settembre, venne spedito a Pergnavor, affine di disarmare le popola zioni della valle dell'Ukrina. A questo corpo d'armata, insieme alle batterie la.sciate dal la 1• e 20• divisione, fu addetto il resto clella u• brigata cli cavalleria (2 reggimenti-8 squadroni). Il comando del XIII corpo d'armala e la sua riserva si co1jcentrarono a Tra,•nik presso la 7a divisione. La 6a restò in Saraievo. La 36a divisione (2• e 72· brigata), raggiunta in Alt Gradisku dal quartier generale venuto da Doboi, fu traslocata, tra il 311 agosto ed il 2 settembre, a Dvor presso B1gnaluka, diminuita però della 72a brigata (6 battaglioni e 2 batterie) col ~aggior generale Zach spedita a Zavaglie nella Croltzia. 4 compagnie del·genio e 3 di pionieri furono stabilite lun go la principale linea di Lappa per le occorrenti ripar;izioni alle strade; i riparli ferrovieri furono inviati a ricostruire.la ferrovi a DoberglienBagnaluka, da due anni abbandonala e rovinata dalle inondazioni . Tra il 4O ed il ·16 sellembre lo schieramento delle nuove forze austriache era compiuto. Ora dovevano i:iprendersi le operazioni; ed in quattro settimane, cioè p·er la meta d'ottobre, il comando dell'armata si riprometteva di compiere la pacificazione generale del paese. 1
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Le operar.ioni nella Bosnia nord-orientale. - In base alle direttive del feldzeL1gmeister Filippovilz, il IV corpo d'armata doveva portarsi il più prontamente possibile su Tuzia, staccando a &inistra una brigata per occupare Ilielina. 11 giorno stesso nel qu,ale il Lenente maresciallo v. Bienerth avrebbe traversata la Sava, il tenente maresciallo Szapary con parte del III corpo d'armata doveva p;rtire da _Doboi per incontrarlo rimontando la valle della Spretcha. Il punto di passaggio sulla Sava stabilito pel IV corpo d'armata era Schamatz;
3H-
L'océuPAZIONE AUSTnO-IJNGAIUCA. 1
i~ Nova Ber_Lch ka, _ove si sarebbero incontra Le troppe difficoltà tecniche e tatt,che, s1doveva fare solo un'azione dimost r Il •I2 ed il ·~3 seLtembre forono impiegati nel conce~~,.;:~nto su, Schamatz.• Al! alba• del 114 ' sotto la protezione· d'una< baLterra · e d.,. lrn?pe sp,eg~te sui due lati del punto d'imbarco e di altre duA battene poste nmp~Llo la foc ~ dell_a Bosna, 4 battaglioni passarono il fiume su pontoni ~duna p1roch1atta e si diressero verso Schamat Turco. ·z . .· Fm. allora . . 11 nemico non . erasi fatto vivo., ma appena I. p10nre11 commc1a1 ono a gettare li ponte esso si tnosLrò ·n r . . . . ' , 1 orze cons1·derevolr dietro trinceramenti a:d est di Scbamntz Tm·co Le b Lt •· .· ·l f , . . a e1 1e apnr.on~ 1. uoco e I obbligarono tosto a sloggiare; esso si rifugiò allora .m c1 Lia. u . . Il fuoco d. fu pertanto dirello contro di questa( , eOSI· da (l e~rm marv I mcen J; dopo poclùcolpi però vi venne alzata bandiel'a bianca. Malgrado _ciò sulle truppe austriache, appena entrate in Schamatz, venne lirato. ancom qualche colpo di fucile dal!& case,. 1·•, Le L • . nen e m~rescut11 o v. Brenerth le ritirò allora n\lovtmènte per riprendere il bombardamento della città. L'occupazione definitiva f~ efie~tuata dofo mezzogiorno, quando Schamatz era un mucchio d.1 rovme,. ?gl. ms~.rti. e gran parte della popolazione mussulmana s1 era~o r1Lll'a_L1 ne, villaggi vicini. Così il IV corpo d'armata enetrò m Bosnia. p
Anch e I~ dim?slràziorle di Nova Bertchka non aveva incontrata alcun~ sena re~1st~za..rn queslo punto la Sava ara guardata da u_n~ p,r.~ol~ s~r,~ d1 forti collegati da alcune lrillGee prossime alla ~ilta. L .11.l'tigh~rnt d~ campagna e quella del monitor Leitha, anco1 ato a c11 ca 1 / •. cl~llometro a monle del paese, a·vevano aperto iP f~oco nel pomer1gg10 del ·12. Il domani e.ra conti nuato il cannonea. giamento, specialmente sulla r.iltà, col che veniva rao-rriunto l'i;t~nto d'i~p,edir~ a?I! irisorLi di Nova Uerlèhka di corre1~\1 soccorso ai fratelli darmi dr Schamalz . Il 15, la 3,1a divisione fu dirella su Gradatchatz e G:·atchanitza pc1· anda1·e a ·dar la mano al III col'po d'"i·m · <at'"«, la· ,13a f'u avv1<1 ·, 1a "' verso B~tt~hka fa~endole discendere lungo la riva destra dellà Sava ~er ,1at1lz1 e Gontza . Ciascuna .delle due colonne ern abbastanza Jorte per non aver nulla da temere dai sollevati, tanto 'più che questi avevano perduto della loro audacia dopo ch'erano stati obbligati ad
DELLA BOSNIA ED lilJ\ZEGOVll\\.\. NELl, M!NO
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abbandonare le posizion i alloroo a Doboi. Le due divisioni erano ,collegate d;t una piccola oolonna centrale dil'etta su Turiti. La 31 • divisi on.e occu,pò Gradatçhatz la sera del 15, clopo nn pic~olo scontro con un forte stuolo d' insorti appostali sulle alturn a m1mogiorno della cillà. Il 16, saputo i;he il nemico aveva sgomberalo Gratchanitza e che nulla s'opponeva alla marcia del lll c01'po ,d'armata nella valle della Spretcha, il ma11esciallo v. Bienerlh arrestò il movimento verso sud della 31 11 divisione, e le diede ordine di por.tarsi verso Nova Bertchka per ricongiungensi alla 13°. Q,uesta dopo a,•er disperso il 16 una colonna d'insorLi presso Goritza, giungeva il maltino del •17 davanti a Nova Bertchka. Il lerrenoallornoallacittà -era dei più imp~caiati, i pecialmente.per la grand.e quanlità di siepi ·intricatissi me correnti in tutLe le direzioni; dippiù all'infuori della strada per Dolgna Tuzia e di poche altre praticabili dai carri solo in tempo favorevole, no,n vi esisteva al~unu tracicia di sentieri. li be)' Tcbe11111elitz, kaimakan di Nova Bentchka, aveva rafforzato il terreno ad ovesL della città con fortifi cazioni spediLive. Piccole ridotte e spalleggiamenti appoggiavano le ali della sua posizione, mentre il centro posto vicino all'intersezione àelle due vie di Go.a·itza e di Bertchka era protetto da uno spalleggiamento circolare per due pezzi, gli unfoi di cui disponevano gl'insonti, e da alcune case messe in asseLLo difensivo. Il kaimakan, per oc.cupare qnesLa posi,. zione, estesa più che 2250 metri, poteva coniare su 3600 uomini con 400 cavalieri. Una kula verso Goritza ed una verso Bertchka formavano come gli avamposti degli in,sorti. L'auacco per parte della 43• di visione austriaca, forte di 8000 uomini ed appoggiala dai cannoni di grosso calibro del monitore Leitha, ,,enne eseguilo con 5 !/ 4 battaglioni e 2 batterie eontro la ([onte occidentale della ciHà e con .altri 7 battaglioni ed 1 battel'ia contro la fronte me,iidionale. Malgrado l'azione continua.dell'artiglieria, le colonne austriache, fra le quali s'era rolLo ogni legame tattico, riusci11ono solo la sera ad impossessar.si dei trinceramenti nemici ed entra11e in città. Le truppe di1·e1te contro la fronte meridionale, per le difficoltà del terreno e per il continuo scaramùccia.re coi posti avanzati degli insorti, non poterono enbrarn ch e tardi i·o linea. Gl'insorLi si ritirarono in direr zione di Tuzia; 3i morti, •I 5,5 feriti e 3 dispers~dalla pai:to austriaca
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
dimostrarono la gagliardia dei difensori, le cui perdite non si poterono constatare per aver essi asportalo seco i morii ed i feriti. Questo comballimento fu l'ultimo dato dagli austriaci nella Possavina: gl' infelici risultati ottenuti dagli insorti nella resistenza avevano depressa alquanto la loro energia; e per l'opposto l'impero austro-ungarico s'andava acquistando ogni giorno maggiore si mpatia per la protezione largila ai cittadini d'ogni credenza rimasti quieti alle loro ~ase. Il 18, la 3,1• divisione si riunì alla ·13., in Nova Bertchka. Lasciatovi un presidio e fattasene base d'operazione, il IV corpo d'a rmata, compiendo disarmi rare volte contrastati, s'avviò lentamente e su· la1·ga fronte su Dolgna Tuzia, distaccando ima brigala verso Bielin a: per occuparla. Il 2·1 sellembre, al passaggio dei monti della Maievitza, gl'insorti tentarono ancora un po' di resistenza, ma vennero faci lmente dispersi . Essi non erano più gli audaci patrioti che nascosti• nelle boscaglie, lasciavano passare la fanteria nemica per colpi rla a tergo, pronti a pagare sempre colla vita l'odio fero ce che nutrivano, contro il conquistatore; essi ora si battevano ancora, ma i più secruivano i capi a malincuore, e disposti a cogliere ogni occasione per ~ottrarsi al giogo del mufti di Taslidia e dei suoi compagni albanesi; la dissoluzione insomma aveva fatti grandi progressi nelle loro file. Il 21 a sera il IV corpo d'armata ~i ungeva presso Dokany ed i suoi avamposti si collegavano con quelli del III, gia davanti a Dolgna Tuzia. · 11 tenente maresciallo Szaparyaveva prese le sue misure per avanzare su Dolgna Tuzia mentre il IV corpo d'armala faceva i preparativi' pel passaggio della Sava. Gli occorreva sistemare Doboi a base d'o-· perazione, e compiere il disarmo della popolazione. Appoggiate ad un campo trincerato improvvisato e ad una testa di ponte organizzata sulla Spretcha, le poche truppe destinale a rimaner presidio di Doboi furono poste uel caso di resistere anche ad un auacco preponde-: rante. Il disarmo qua e là contra stalo, e la ricomposizione e preparaz!one delle truppe (4,• divisione e 40• brigata della 20•) occuparono m~anto la pi-ima metà di settembre. Dell'avversario erasi saputo ad un dipresso che teneva 6 ad 8000 uomini .1raStaniLz, Gratchanitza e Karenovatz . lungo la valle della Spretcha, e che 2 a 3000 si aacriraon 1
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vano nelle montagne boscose del Tribova-Betain e di Paklanitza; che però le piccole scaramuccia avvenute tra il17 ed il 15 settembre, lo avevano determinato, per la minaccia di no doppio auacco su Gratchanitza, a ritirarsi su Dolgna Tuzia. Il ·17 il tenente maresciallo Szapary inir.iò la sua marcia offensini su Dolgna Tuzia per occuparla cli concerto col I Vcorpo d'armata. Il 21, come sopra si scrisse, esso trovavasì appunto da vanti a qu~ta ci1.tà. Durante la marcia lungo la Spretcha. s'era fauo fiancheggiare da una colonna di fanteria ed artiglieria per Magia.i , 13ukovatz, Lukovilz e :\lelinoselo , atta a trattenere le bande che volgessero verso il sud. Il malli no clel 22 settembre si trovarono davan~i a Tuzia 39 battaglioni, 64 pezzi da campagna ed 8 da montagna; ma gl'insorli , ~~e si facevano ascendere a 10000, s'erano dileguati nella notte, dll'laMdosi un micrliaio col mufti di Taslidia Yerso Zvornik, e tutti gli o b . . ·, [ altri verso il sud, persuasi ormai che ogni resistenza era inut, e. . n tal modo, senza colpo ferire, gli austriaci entravano in Tuzia e ~·aggiungevano il primo loro obbiettivo da questa parte del.la. Bo~n,~. Nello stesso giorno anche Bielina invitava le truppo 1mpenal1 ad entrarvi pacificamente. Il comando della 2• armata aveva prescritto che, occupata Tuzfa, il IV corpo d'armata con una piccola parte del III compi~se la. pacificazione della Possavina, mentre il grosso di questo ultimo s1sar.ebbe recato per Kladan_i a ruO'orzare le truppe in S~raievo. . Mentre ali austriaci, in attesa di mettere in esecuz1011e questi or~ <lini, prov;edevano a garantire il ri~orni~~nto d~i ".iveri,. ~un!zi~n, e vestiario, il qual!) aveva sofferto ntard1; il muft1 d1 Tashdia s1. pt e~ senta va davanti a Zvornik, sperando di rialr.ar quivi la sorte dei suoi e la sua causa e di unirsi ai 11200 uomini della guarnigione. Ma una deputazione degli abitanti gli dichiarava che non. volevano saperne di resistenza. Egli si volgeva allora s~1 Sereberernt~a: ~cc~lto p~rò a colpi di cannone era costretto per V1schegrad a nfugiars1 nel sangiacato di Novibazar. Il 27 , la città di .zvornik apriva le.sue porte alle truppe del tenen,,te maresciallo B1 enerth. e. success1vam~nte, 'Senza difficoltà, si compieva la pacifìca1.ione di tutta la Possavina.
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·oELLA
L'OCCUPAZIOI\E AUSTRO-UNGAlUC:\
le operaz·ion,inella Bosn;iametidtionak - Coll'arrivo della 1 • divisione in Saraievo in rinforzo alla 6a, gli anstriaci poterono metter mano alle operazioni progettate nella Bosn ia meridionale. Si sapeva che nella contrada tra Rogatitza, Viscbegrad, Vlasenit.za e Kladani si aggiravano numerosebiinde, le quali miravano a stabilirsi nei monti di Romania; pertanto il generale Filippovitz dispose: che due distaccamenti, della forza d'una brigata circa, si portassero per Olovo su Kfadani e per Mokro su Vlasenitza, che il grosso della ·I• divisione con una piccola porzione della 6a (4'1 ballaglioni, '/ , squadrone, 12 pezzi) si dirigesse su Vichegrad; e che infine la hrigata la quale gèà occupava i monti di Romania, lasciandovi a guardia un sol battaglione, si spingesse su Rogal,itza per sorvegliare l'accesso a Goraida e formarn la seconda linea l'ispetto alla 11a divisione. Queste varie colonne, in asseLlo ridotto da montagna dovevano impiegare per giungere alla meta loro prefissa, rispettivamente tre, cinque, quaLLro e due giorni di marcia, in modo da esservi, la prima e la seconda, LI 20; la terza e la quarta, il 22 sellembre. JI maggior generale Vecsey, comandante la •Ia divisione, giunto a Mokro, avendo saputo che gl' insorti si erano solidamente stabi liti presso Bandin-Odjiak, ed av1vano coperta la loro fronte con una linea di kule improvvisale; per allaccal'li divise le sue fot:ze in lro colonne, col mandato a quella clel centro e di sinistra di assalire di fronte i:1,rioceramenti, per Lenevei n iscacco il nemico con una vigorosa dimostrazione; a quella cli desLra baVLerl0 cli fianco ed !lll'le spaUe. I preparativi per l'allacco occuparono la notte del 20 al 2•1 settembre; le colonne si portarono ai posti loro assegnati condotte da guide del paese. Il segnale dell'assalto era con-venuto sare,bbe stato il tuono del ca1nnone alla sinistra. Il mattino del 22 la lotta s'impegnò su tuLta la linea. Gl'insorti, in numero da 5 ,l 7000, si batterono con la solita intrepide~za, si servirono bene dei loro quattro ca nnoni Lahilte, ec0nomizzaro110 a tempo, o~portuno le munizioni e difeseo0 ad oltrnwLa le trincee, geuandosi perfi,no collo ha,ndschar alla mano contt:o le baionette ausLriache. Malgrado ciò, verso il mezzogiorno, dovettero batlcre in ritirala: per Senko,vitz essi si diressero su S-olokovitz, lasciando più. che 300 tra mori.i e feriti. Le peb·dite degli awstriaci iurono 87 morti, 375 feriti e 16 dispersi.
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II combattimento di Senkovilz-Bandin fa l'ultimo sforzo dell'insurrezione da questa parte; gli albanesi si rifugiarono sul terri~orio turco senza cercare di difendere Rogatitza, che fu occupata dagli au- , striaci il 22 settembre. Le altue piazze vennero ugualmente occupato senza combattimento: Kladani il 25, Vlasenitza il 26, Vische.,rad e Goraida il 4 ottobre, Tchainitza il 5, Fotcha l'8. In tal modo ;li austro-ungheresi rimasti padroni del paes.e fin~ al sangiacalo di .Novi bazar, poterono riprendere l'opera organizzatnce stata momen.taneamente interrotta.
Le operazioni 1iella Kraina. - Tra il 1 ed il 2 sellemb,1:e giun,geva in Bagnaluka il comando della 36• divisione colla 2: br~g~t~ ed essendo allastessa epoca già in Travnik quella parte della 1• dmswne ,che aveva lasciato Saraievo, il coman1ante del XIII corpo d'armata ,s.pediva una brigata di 9 baltaglioni]'e 2 ba~le1:i~ ~a- ~o~tagna su Han Tchadiàvitza per ritentare d'impadromrs1 d1 KltulJ. Il 6, la brigata giunse quasi di sorpr~sa a Veletzevo che .trovò .occupata dagli insorti. MaJrrrado le diffir,oltà del terreno che 1t obbligava ~d avan· 0 zél!re Jentame nte la sera gli austriaci avevano già cacciato iil nemico daiHe sue posizi~ni ed espugnato il villaggio di Kliutj; ed agli insorti non restavano più che il castello e le alture sulle quali esso sorge. li 7 oli imperiali, che dovevano fruire d'un giorno di riposo per le dura~e fatiche, vennero nel pomeriggio assaliti dai sollevati; rea questi dopo breve lolla furono costretti a ritirarsi di nuovo r;ui poggi attorno al castello che messi in islalo di difesa. E il domani, sopra,ffa~ti dagli austriaci, essi dovetle1m ahhandonare anche questa lo·Calilà, e portarsi a Pelrovatz. Il loro numero pare ascendesse a 2700. La presa di Kliutj, oltre al garentirejl possesso di Bagnaluka, era senza dubbio un gran colpo dato agli insorti della Croazia turca, i quali si videro così respinti verso la frontiera'austriaca. Per conso· lidare tale successo. le truppe della 7n e 36a divisione cominciarono .subito il disarmo delle popolazioni delle vallate del Verbas e del Sauna, le quali non opposero resistenza di sorta ed intanto una regolare linea cli tappa veniva stabilila da All Gradiska, per Bagnaluka, .a. Travnik.
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA 1
Le operazioni nella Croazia tiwca. -La briga ta Zach (72a) delta 36a division~, ~pedita a Zavaglie, a;.,eva avuto l'incarico d'occupare la fortezza d1 B1hatz, la cui popolazione turbolenta e ouerriera sostenuta dalla guarnigione turca, minacciava conlinu:menle J~ si· curezza del confine. 11 gen erale Zach, portatosi il 6. settembre nei dintorni di Bihatz, diede le disposizioni per espugnarla il domani colle truppe formate su due colonne ed una riserva. Forse i movi1~enti di que~te frazioni non furono combinati in sufficiente precisione: fatt~ s1 è che la colonna di sinistra eseguì troppo presto il suo auacco, e sopraffatta dalla su2eriorità numerica del nemico fu respinta; essa era già in pi ena ritirala allorché quella di destra, di nulla informata, impegnò una seria lotta avendo di fron te tutti 0al'in· sorti e le toccò anche la peggio. La 72• br:igata dovetle retrocedere, e si ritirò un'altra volta a Zavaglie per aspettare i rinforzi che dovevano giungerle (28" brigata). Essa avea avuto 2 ufficiali e 98 soldati morti, 49 ulficiali e 400 soldati feri ti, più 30 dispersi; i sollevali, erano incirca 5000, ebbero 1 109 uccisi. . Gl 'in~orti non cercarono troppo di profittare del loro successo: si limitarono a fare dall'altra parte della frontiera qualche scorreria,. durante le quali scamb iarono qualche colpo colla landwehr scaolio· 0 na~lungoil confine. Il I .i- settembre giuosé la 28" brigala a rinforzare la 72 Il oiornodopo, mentre qliest'ultima faceva una dimostrazione davanti a Bihatz. quella operò un movimento aggiran te e s'impadronìdi Iezatchi lz edi .t~t.te le alture a nord della for tezza. Il ,f 8 le sue brigate attorniai:ono, 81hatz formate su due colonne, conquistarono successivamen te tulle· le sne difese e ne ottennern la resa. QnesLa seconda operazione non costò al.vinci lore che ·H morti e -16!). feriti. Però parLe deol i insorl i ~ aveva già potuto abbandonare la città per portarsi al sud, allorch é vi entrarono gli austriaci. • Tutta la Croazia turca si sottomise, ad eccezi one però del distretto selvaggio e montano di Petchi , contro il quale si dovette oruanizi, zare una vera e propria spedizione che condusse a due comballimenti abbastanza seri il 6 ed il 7 ottobre. Ma questa resistenza isolata non ebbe, nè poteva avere-, effello alcuno sull'esito della campagna. 3
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Per compiere la sottomissione della Bosnia occidentale, il duca di Wiirtemberg con la 7a divisione si diresse, nella seconila metà di settembre, verso il distrello di Livno per Skoplie, Bugoino, Kupre& e Schuilza;.vi giunse effettivamente il 25 del mese e si fermò ad un~ tappa circa dalla fortezza cli Livno. ConstandogÌi che soltanto una parte della popolazione era per la resistenza ad oltranza e che il capo Mahmud bey Busatlia aveva intenzione.di rinunciare alla difesa esterna, il comandante del XIII corpo d'armata volle ch iudere agir insorti ogni vi a cli scampo: divise le sue truppe in molle colonne ed. insieme alla brigala Csikos, che Lrovarnsi.ad Han Prolog, circuì senza. contrasto, il 26 la forle~za e si diede a bombardarla nel domani mattina. Durante tutta la giornata del 27 i difensori tennero testa co~ fuoco lento, ma preciso delle loro artigli erie; ma alla sera , vedendo . il fu oco divampare in tre punti della città, ten!aròno di rompere llì cerchia che le avvolgeva in direzione di Glamoti. Respinti e costretti in taluni punti a deporre le armi ,-abbandonarono ogni idea d'ulteri ore resistenza; e nel mattino del giorno dopo, mentre gli austriaci già s'apparecch iavano per dar l'assalto , intavola rono trattative per la resa; e, sebbene le condizioni imposte, tra le quali quella di consegnare tulli i capi , fossero ben dure, le accettarono. Livno venne, così occupalo dagli imperiali che vi trovaron o gran copia di munizioni di ogni genere, compresi ,15 cannoni e 2000 fucili a retrocarica. Colla presa di Livno e coll'occupazione di Glamoti, avvenuta poco dopo senza difficoltà di sorta, era compi uta la missione principale , affidata da questa parte alla 7• divisione. Essa pertanto, lasciati i nec~ssari .presidì nelle varie piazze e spedito un piccolo corpo a Pro:r.or per collegarsi alle truppe stabilite longo la valle della Narenta, fa ceva. ritorno io Travnik. La pacificazione dell a Bosnia sudoccidentale si poteva ora considerllre come un fatto compiuto, tanto più che la contemporanea occupazione di Klobuk per parte della 18• divisione e di Kogni!za per parte della 6a avevano annodato un perfello e polente legame talti co tra l'occupazione della Bosnia e quella dell'Erzegovina. Il grosso del V corpo:d'armala, destinato a rise;Jrva nell'occupazione, e tenu to attolno a Brod e Novska non ebbe a combattere. Com piè il disarmo della contrada di fronte alla sua zona di schiera-
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mento senza. difficoltà,, p.11esidiò alcuni pt~nLi cli tali)panella,v_alle della .Bosna e <foU'Unna, e s0stituì e rinforzò qua e là distaiaament.i le truppe lasr.iate scaigLi.o.nate da,!, maresciallo Sz11pary dietro ai! suo •·tergo nel~ marcia v.erso Dolgl)a Tuz-lai. ·
con
Le opera.z·ioni in E'l'zègovina. - Iin s@g,uiLo all'arri,vo i@ Ragusa •'(2 sell.embrey dei rinforzi destinati alrle truppe pFesi<iliairie, il tenente marescia,llo Hodich, gov•ernatore della J)almaz,ia, sp,edì la 20~ bri· _g,ata per coopeFare coJla ,isa divisione aJ.la'pacifioazione dell'Erzegovina meridionaLe. A ttil fine essa s'ava:nzò su Trebigne, ed il 7 SéJtembre l' o.coupò dopo aver scambiate poche fucilate coi rivoltosi; con.te~poron.eamen-te il tenente maresc+a,11o J0\(anovi1.z, lasciando ~una brigata a guard1tre Nevesigne ed una a rrotezio~e deUa valle -d~lla Narenta, p,arl.ì colle due restanti, l'·I 11 se.tte1nbre. da ~I.ostar e per Stobtz si portò a Ililek, occupandola iJ HL Le munerose band.e d' iinsorti che stavano a,d orienLe di Trebi~ne, S'ai)!)uto dell'avanzare-d,egli aust1daoi, tagliar@no la strada BHek...T,1reb1gne, ma essa, venne 'riattata s1J1Jb-i- to mercè la 11wotezione di un ~lis-ta,ccamento s:petilito da Trebigne. In ~uesto fraLtem-po la brigata rimasta. a Nevesigne s'impossessava di Gatch l<!o, e l'ammi.nistrazio.ne del distrelto veniva ,·data ai mon,tenegrini, come loro spellava l1).el" trattato di Berlino. Il 118, il mareS'ciallo Jovanovi,tz riprendéva la, sua ma:rcia verso 'Trebigne, ove giungeva la sera con una brigata, avendo manda-La -l'altra presso fasen ad occupare le altune che la dominano. Il 20, su tre coloin,ne gli aiustriaoi s'ava>szarollo da 'Frebigne su Kovienitzi; · ovie gl'insnrbi; favoriti daHe condizioni del terreno, avevano deciso di fare rw'energica resistenza. Ma l'audace avainzare deJl'a,vver$arjo per una contrada d,a E}Ssi ritenuta inadaLla per movimenti di truppe rregola:ri, t0lse loro ogni fiducia. L'iosull'rezione si sciol\$e; so.lo :000 <lie i più t~Dad si rimchiusero c0lle loro famiglie in Kl()buk. Stante la .posi~ione di qi1.1esto castello un attacco di viva forza sim,bbe costato ,grandi sacrifici; gl'imperiali perciò stabilirono di farlo cadé.re col bornbaridamento e colla fame. Le difficoltà per f)Orsi in baUeria, per ;,assicuraire il vettovagliamen.to, per proned!,lre aUio stato' sa:ni,trwio ,deHe truppe minacciato dal!' avviMndarsi ,di JDioggie Lor.renz.ial i e.on
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tropicali calo1•i e ghiacciate bufere, furono oltre ogni dire gravissime. · Quattro giorni ·iJ. castello rispose energi-cameo<te al fuoco dell'auac: can,te, senza tnllavia an:eGargli danno. Di poi, la resistenza langm fin-o all'oua,ro giorno, nel qiiale sulle muta regnò il silenzio. A:vvicinatasi una pattug·lia, essa _ti·ovò il castello desel'to. I suoi difen~ sori, deludendo la vigilanza austrica, s'erano calati, per mezzo, d'. corde dalle mura e lunao la roccia a picco, ed erano riuscili a porsi ' o in salvo verso il Montenegro. Gli austro-ungheresi fecero allora sa1-· tare il castello. Ocrni mina·che brillò, fu un colpo mortale all'insurre2i;ne oh•e considerava la fortezza come il suo invincibile baluardo .. II 30 settembre il maresciallo J-ovanovitz era di 1~ilorno in Trebi'1ne colla maggior l)arte delle sue truppe. o . Oi'mai la conquista dell 'Erzegovina era compiuta, essa non aveva richiesto che un limitato spiegamento di forze e non aveva costato che poche perdite; questo felice risultato si era dovuto spec~almente all'abiti tà ed alla prudenza colla quale il maresciallo Jovanov1tz aveva. condotte le operazioni ed anche aÙ'allitudine della popolazione cristiana che non aveva fallo causa comun e colla mussulmana.
Concl-nsiono. - Nel mese di ottobre le operazioni militari essendo, terminate il ao~erno austro-ungarico potè procedere alla smobilitazione. Quest: cominciò il '.20. La Sl8 armata fu ridotta ,a sei divisioni e mezzo; •le divisioni 6°, Ha, 31" e 33a ed una brigata della'.20· furono portate al piede di pace, e fecero ritomo•ne!l'interno della mo·narèhia. Tutti i hatcaalioni di landwehr ungarica e dalmata furono, parimenti rimandati :ne loro case. Alla fin.e del ,1878 vennero ~ciolti i quartieri aenera li cl'armala e di corpo d armata e fu creato il co o . mandò general e di Saraievo. L' effeLLivo del corpo d' ?ccupaz1one della Bosnia si trovò ridotto in dicembre a ,H 000 fanti, H)OO cavalli· eq '86 cannoni, e venne distribuito in 'modo 'da poter co_ncentrare rapidamente ali'occorrenza una gtan parte delle sue forze contro, _la zona più pericoiosa, cioè oontr.o _il sangiacato_ di N,.ovib~~ar. 'Nel\,'E1·z·eaovina rimasero 9600 uomm1, 130 cavali i e Sl-1- pezzi. Le ~ondizioni del territorio occupalo divennero assai più quiete· di quanto pòtevasi aspettare; la quasi generale amnistia, accordata. 1
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L'OCCU PAZION& AUSTRO- UNGARICA
l'H novembre, rese propensi al nuovo ordine di cose anche i più riottosi. Nei soli circoli di BihaLz e di Travnik rimpatriarono 8000 foggiasch i. Non fn però facile pel governo austro-ungarico d'accordare gl'interessi della Croce con quelli della Mezzaluna, interessi che in nessuna parte della penisola balcanica cozzavano più duramente tra di loro che in questa contrada. Gli austriaci volevano far -entrare \'elemento civile nell'amministrazione del paese, ma ogni -sforzo in questo senso riuscì vano. L'impiegato mussulmano privo ·d'ogni coltura e ignaro delle leggi, avvezio a considerare la sua_carica come intangibile e senza controllo, mostrossi ovunque inetto alle sue funzioni. I poi.eri civile e militare furono perciò riuniti; e dappertuLLo gli ufficiali furono chiamati ad esercitare la giustizia ed .amministrare la cosa pubblica.
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Considerazioni militari.
r:ondotta generale delle operazioni. ~ Dal riassnnLo fatto delle -operazioni degli austro-ungheresi nella Bosnia e nell'Erzegovina, .appare come esse, considerate nel loro insieme sotto il punto di vista strategico, siano state incontestabilmente condotte con molta · ,prudenza, e nel tempo stesso con molla energia. L'errore commesso nel primo periodo della campagna, cioè lo . aver inviate' forze cos.ì scarse sul teatro di guerra, fu piutto5to politico che militare; e infatti i generali Fitippovitz ed Jovanovitzpro. testarono subito contro la debolezza degli effettivi messi a loro di. sposizione. È per altro da riconoscersi eh.e a questo difetto venne rimediato sollecitamente colla mobilitazione di nuove e maggiori . unità di guerra. L'indirizzo n l'andamentos'tralegico delle operazioni del XII Ccorpo
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d'armata dopo il passaggio della Sava furono perfettamente conformi all'idea capitale del concetto primo, non ostante la diversilà di taluni particolari di secondaria importanza, come la parte assegnata alla 20a divisione e la diretta cooperazione della 4sa all'occupazione della Bosnia. La marcia della 6a divisione nella valle della Bosn;:t fu ammirabile nella sua .::ondoLta: il generaie Frlippovitz andò difilato alla meta, facendo punta nel cuore del paese, tanto lungi dalla sua base, con tanla difficoltà di comunicazioni e con tanto peri'colo su ambo i fianch i, che il nemico minacciava di riuscirgli alle spalle, Il momento culminante della campagna per riguardo strategico, fu, quello in cui , ricevute le notizie della ritirata del maresciallo Szapary su Doboi e dell'attacco cli Bagnaluka, nella notte dal 13 al 114 agosto, il Fili ppovitz si mantenne fermo nella risoluzione di continuar l'offensiva s·u Sarai evo. S'egli si fosse fermato, o ritirato, od avesse cambiata direzione, avrebbe perduto il frutto dei vantaggi ottenuti da lui e dal duca di Wiirtemberg, e dato lena alla sollevazione. Ma vuolsi però considerare ch'egli, così agendo, non si metteva a troppo grave risch io avendo a fronte nomini non preparati, non uniti, senza capo, neppur molto numerosi: avendo da tergo, sulla Sava l'immensa potenza militare dell' AusLria-U ngheria non disturbata da alcuna altra grave cura e sui fianchi, a non troppo grande distanza, da un lato la Dalmazia austriaca e dall'altra la ,Serbia, non alleata no, ma neppure nemica e sopratutto cristiana ed avversissima ai momettani. Una volta a Saraievo e cominciala la mobilitazione della '.2° armata, il risultato finale della campagna non poteva più esser dubbio e non erano quindi più necessarie combinai.ioni strategiche. Si trattava solo di dirigere delle colonne abbastan.za forti contro ciascuno · dei centri di resistenza dell'avversario. La sola operazione che richiedeva armonia era il movimento combinato del III e IV corpo d'armata contro Dolgna Tuzia eZYornik, ·movimentò però che, stante la superiorità numerica degli austro-ungheresi, doveva certamente riuscire. Se la sollevazione ·invece di opporsi solo di fronte agli invasori, a,,esse raccolte maggiori forze verso nord-est o nord-ovest per molestarli' seriamente sui fianchi,. egli è a credere ch'essa avrebbe .
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARIC!A.
DHLLA BOSN IA ED ERZEGOVINA N•ELL' ANNO
reso molto più difficile l'avanzare e la situazione del generale Filippovitz. A lato delle operazioni nella Bosnia non bi~ogna trascmare quelle nell'Erzegovina, le quali, sebbene meno brillanti, fecero grande o,nore al maresciallo ,Tov~novitz, poichè, con le forze relativamente limitale onde dispone-va, seppe ottenere un grande risultato, sottomettere cioè un'intera provincia, malgrado le difdcoltà del terreno e l'ostilità della popolazione, e, per così dire, senza combattimenti. li num_ero totale degli avversari eh' ebbero di fronte gli austroungheresi durante la campagna si fece ascendere a 93000 armati, dei quali 79200 insorti e -13800 regolari con 75 cannoni ('I). Il numero_degli insorti avrebbe perciò rappresentato il 25 °°fo0 della popolazione maschia della Bosnia-Erzegovina, ossia il ,J.2 "¼o della popolazione totale. Queste forze, rilevanti per se stesse, avrebbero :eso l'avanzare dell'armata austriaca molto più difficile di quello che m realtà non .fu, se avessero a:gito, divise bensì in gruppi come comportava la natura della regione e l'indole loro, ma con accordo secondo un piano presta bilito; e ciò non potè avvenire perché esse mancarono d'un capo intelligente ed energico che avesse tale ascendente su tutti da prendere in mano somma delle cose. Ad eccezione che nella Bosnia nord-orientale, ove pare che Mekemed Effendi mufti di Talizda si fosse subito prestabilita una linea di condotta per cadere sulle comunicazioni del nemico, tutta.la resistenza o~posta dagli insorti alle colonne austriache si ridusse in sostanza ad una se1:i~ !legata di difese frontali, fatte da b;:inde che n·on superarono ma1 1 ,'-8000 uomini, e la maggior parte delle volte raggiunsero appena 1 2-3000 ~on pochi pezzi: epperò pel solo fatto della loro enorme inferiorità numerica destinate ad aver sempre la pe<rnio. ì')b
Insorti
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I
Regolari Cannoni
12700
{300
!0500 8i00 9400 23600
3500
I! 39 2 4 15
J.4300
300 J.600 9400 700
Totale 79200
!3800
75
Le stesse bande· poi mancav-ano anche della più rudimentale organizzazione. Ogni capo, secondo la. personale sua importanza, riuniva attorno asè u-n numero più o meno grande d'aderenti: e questo numero ' (~he costituiva .il nucleo della banda, era denominata ceta, ed aveva. una forza variabile tra i 50 ed i 200 uomini, raramente , aitmaeva ai 30.0. Queste cete ·si disperdevano generalmente dopo D n . ' ciascuna operazione per nascondersi o fuggire più prèsto se baltute, per clarsi al sacchegg.io se vittoriose. Se talvolta durante la campagna al' forze raggruppate ordinatamente, ciò si n · 1'nsorti ebbero · maaa,iori o~ dovette alla presenza dei battagliou.i regolari bosniaci, ed a quelli del contingente albanese. In tutta la campac:rna, si videro ben raramente i sollevati venire a qualcuno di quelli atti controffensivi che j paesi montuosi favoriscono in sommo grado, e che caratterizzano le vere guerre di pattiaiani , come sarebbero gl'improvvisi attacchi sul fianco del nemico , le repentine cli scese sulle strade a. tergo delle colonne nemiche' per saccheggiare e distruggere traini e magazzini , tagliare le strade. rompere le linee telegrafichè, impedire i soccorsi per isolare e schiacciare, se possibile, 'a.Ila spicciolata le tmppe cli prima. linea dell'invasore. Qliesta mancanza. di spirito e vigore offensivo che si riscontrò nelle operazione in genere cleg.li insorti devesi attribuire specialmente al loro carattere, il quale a somiglianza di quello comune a, tutte le popolazioni ,soggette alla legge di Maomeu.o, ha ai nostri ,giorni per . caratteristica la disposizione alla difesa passiva. Solo nella Erzec:erovina meridionale , attorno a Stolatz, fuvv-i un. breve . se~uito di fatti di carattere controffensivo, ma poco vigoros1. . I combattimenti sulla strada M.oslar-Stolatz contro la lmgata S~hluderer (3°), compresa la sortita notturna di Pasitz Han , avrebbero potuto -aver ben altri risultati se gli erzegovesi avessero avute maggiori . forze e fossero stati guidati da più abili guerriglia.tori'. tanto più che la loro posizione sui monti Dubrava, sul fianco orientale della. strada suddetta, si poteva prestare coine ottima base ad ope · razioni controffensive: i')
J Gl'insorti sarebbero stati cosi distribuiti Bosnia orientale (Poss,wina e Zvornik) Valle della Bosnia e Saraievo . . . . . Bosnia sud-oricirt;iJe (Monti di Romania) Kraina . . . . . . . . · Croazia turca con Livno , Erzegovina .
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Operaz·ioni log·ist'iche. - Lo specchio annesso, dimostrante il progettato successivo andamento dell'invasione in Bosnia, indica la forza e la composizio·ne· delle varie colonne di marcia nelle quali fu
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ANNO XXX, VOL,_IV.
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DELL A JJOS NIA ED ERZEG OYJ:SA NELL'ANìSO
L'OCCUPAZIONE AUSTRO- UNGARICA
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nuamente a preparare le strade ed a. raITorzare i ponti . Sulla sola strada da Brod a Saraievo, cioè su 228 chilometri, si dovettero costruire di pianta •18 ponti, ripararne 311, renrlere prati cabili 130 rrnadi sistemare in molti tratti con fascine il fondo pantanoso dell/strada per estensioni che talvolla raggiungevano i 200 metri. Tra Vranduk eBusovatcba fu necessario addiri ttura aprire una nuova strada in mezzo alle roccie per mezzo della dinamite.
diviso il XIII corpo d'armata e così pure la loro rìparlizione in scaglioni per soddisfare ali~ esigenze latliche e logistiche. · Il primo scaglione costituito dalle truppe comballenli colia pa rte indispensabile di servizi, precedeva di una marcia o due il secondo, formalo di quasi tullo il resto dei servizi di ·1• !inea e di uua piccola parte di quell i di 2a. La 2• co lonna d'invasione; pili forte delle allre e diretta sulla principale linea d'operazione, era seguila da tre altri scaglioni, 3°, 4° e 5°, costituiti da quasi lutti i servizi di 2a ìinea del corpo d'armata; il terzo ed il quarto scaglione avevano l'itinerario fiss alo preventivamente, l'ultimo non doveva muoversi che eccezio' nalmente, ed in seguito ad ordine speciale del comando in capo . A protezione degli scaglioni di coda era lasciata una intera bri ~rrata di . fantena. Fu mercè l'accennata ripartizione dell e col onne che fu reso possibile il progredire in una regione montana delle unità di guerra cosl pesa1ili come le austriache. Il movimento non fu però esente da inconren ienti: che i ritardi che spesso si verificavano nella marcia dei traini non mancarono·d'influire tal voi La anche su quella delle truppe comballenti, sia perchè loro non giungevano in tempo i rifornim enti, sia pili soven ti perchè esse stesse dovevano aiutare il treno nel far avanzare il carreggio che affondava, ocl eh arrestato dalle forti pendenze delle strade. Cosi, il 3 agoslo, la 6.. di visione doveLLe lasciare indi etro le due batterie pesanti da campagna della riserva del corpo d'armata, affinchè coi loro cavalli rinforzassero gl i attacchi delle vetture del treno; e quesLe batlerie non raggiunsero pili la di visione che il H agosto, dopo il suo arrivo a Zenitza. Furonvi pure taluni inconvenienti diretti, per esempio: le uniche tre balleria (da cm. 9) che aveva la colonna del Lenente maresciallo Szapary impiegarono cinque giorni per portarsi da Gradatchatz a Gratchanitza, cioè per percorrere 30 chilometri, eia taluni siti fu necessario si mellessero in rinforzo ai ca valli dei pezzi 30 a 40 uomini. Il ritardo che conseguì nella marcia della 20a divisione dall'attesa di quell'at'tiglieria, influì non poco sul cauivo esito delle operazioni affidatele nel 1° peri odo della campagna, poichè per esso gl'insorti ebbero tempo di concentrarsi e rafforzarsi attorno a Dolgna tuzia. Le colonne di carri spesso impiegavano ventiquattr'ore per fare brevissimi tratti, sebbene il genio ed i pionieri lavorassero conti-
·Passando ora ad esaminare gli ordini di marcia stati adottati dagli austriaci per i primi scaglioni delle loro colonne, cioè per.le trnppe pili vicine al nemico , dobbiamo anzitutto notare che a cagione della natura del paese e delle cattive condizioni delle strade, raramen te la c,walleria poteva essere spinta avanti in esplorazione, e per conseouenza tutto il servizio di sicurezza pesa nlissimo ricadeva sulla fa~Leria. Siccome poi sarebbe stato imprudente limitarsi a far sorveoliare i fianchi delle colonne da sempli ci pattugli e e di pili c:onveni;a presentare sempre una larga fronte pel caso d'incon tro c?I ~e~ m ico, affine d'operare senza ,indugio e vigorosamente contro 1d1 lui fl anchi , sempre si tenn e il sistema di far marciare, a ~estra ed a sin istra della strada percorsa dal grosso, dei distaccamenti abbastanza forti da potée, se att~ccati direttamente, difend~1:si da ~oli fino. cl~ e le altre truppe ave3sero avuto tempo di spiegarsi.m quei Le~rem ficili per andare in loro aiuto, o da potere esegutre attacchi efficaci. sul fian co dell'avversario attaccato cli fronte dal grosso. La forza d1 questi distaccan1enti era natural mente proporzionata a quella dell a ,colonna principale; generalme~to ebbe a comprendere uuo o due battao\ioni di fanteria e mezza batteria d'artiglieria• da montagna. t, • • Ne avveniva che 11li ordìni di marcia si trasformavano m ven e propri ordini di manov;a, ed ogni mossa del corpo principale era ·una marcia di combaUimento fatta, in genere 1 su tre colonne. Per potersene r endere esatto conto, riporteremo qui alcuni dei tipi d'ordine di . . ,. marcia stati adoperati nel corso della campagna. 11 giorno 4 agosto~il primo scaglione dell a colonna pr'.nc1pale d mvas-ione, nella marcia da Doboi su Kosna, era così ordmato:
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DELLA BOSNIA 'ED 'ERZEGOVINA NE l,L A'NNO
L'OCCUPAZIONE A USTRO- UNGARlC!
Colonna di sinistra (pei monti ad est della valle <lolla Bosna, ad una distanza di 2 chilomotri dalla colonna centrale).
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Colonna del centro · (lungo la strnda della Bosna)
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Colono~ cli sini~tra. (P.er Colonpa d_i destra. (per ~og!od s\umont1 ?orKo~1 t.'l~ sull alt1p1a: Colonna del ce.ntro (per la strad:J, no d1 Rapte a_ Vrao principale ,dol fondo della valle tzen~aaVrandu~-, ad duk, ad una d1starlza v· d k) ' una distanza ruea,a d1 media di 2 chilometri su ran u · :6 chilometri dalla co·daUacoJonn;i,centrale). I . . . · . 'Ibn-rlà 'Centrale). .
Co lonn~ di destra (pei monti ad ovest dol)a 1 valle della Boma ad 1 nna distanza media di Gchilomètri dalla colonna centrale).
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7° reggimen,to di ri' 27° reggimento di riserva 47°reggimento di riserv11 (2 batt.i)_di (2 batt. i) di fanteria. (2 batt. i) cli fonteria. :,5 f/2 della. 4/ xu batteria da serva fauteri4. 1/ 2 della 4/ x batte- ;; 11 montagna. if2 della ifiv batteria da montagna. ~ ih del1la i/1v batteria da ria da montagnà. = montagna. CO i> < St~to maggiore del corpo• d'armata e della 6a di,ni$iorre.
ft.• batt. del 27 reggimento '7'recraimentodi ri01!) . e1·1 ai rrserva ùi fanteria. setva (2 batt.1) :.; ~/ urco:mpagn1ia del genio. fuutenia. "I• bauanlione del 52' ~ 5° COllìpagnia di nserva regg."' di fanteria. Sr;, cli pion ierj, . 't /jJ d'èl la l/ 1v. batte- '~ s;, batteria da rhO'Iltagna. ir ia da rnontiigna. ~ ifa d-i ph}toue· <:l i cavalleria. .30 bestie da soma 2 stHzioni di segna listi. per munizioni e viveri. 2 .sta'zion·i di segnaHsti. 19· eompagnia pionienj. 5° ~att. del 27 regg. di riserva di fanteria. tO/ xu ed H/ xu batterie ~ leggere da campagna e (con quattro carri da ò muwi0iomi). I EJ,• e 3· b~ttarrlioni del 52° I!) • resg. fanteria. 2/3 cti plotone di cavalleria. 1
, 1• brigata da montagna 0
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(4 batt.i)
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batteria da montagna. 1 squadrone del 7" regg1men to usser1. \ Traino di combattimento.
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In questo modo la 3• brigata da montagna della 6° divisione formava una prima linea di tre colonne opprossima Livamente-d'uaual forza, e _la seconda linea era costi,tuita da un,'altra br.gata (la~•). La 2a bngata con una parte della cavalleria era rimasta in terza linea f;rn~a ~ ~obo!, ove doveva allendere per avanzare che girungesse1;; I ~rt1gher1~ ~1 corpo ed i servizi al segui to immediato del primo sca-· glione, tra~m ch'·erano in ritardo a cagione del p<ilssimo s-tato delile· s-trade. · ·Il giorno 11Oagosto le stesse truppe nella·marcia su Vrn-lilduk ~,ranO\ fo rmate nel mo.do seguente:
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9° ~attaglione cac-
craton. 27• !battaglione cac. ciatori. H · reggimento di riserva <li'fonterià. 1(2, batt. i), 38° ,reggimento fant.eria Ol (3 ba tt. i). 4/1 e ' / xu batterie da montagna. 7,1 bestie da soma. per mm1iz.ioni e viveri. ('Metà del 27• hattaglione cacciatori ed il ,1• batt. a el 38° ~·egg. fa nteria cost1tmva.no una colonna. di coll egamento; 1 Gom. pagaia del 27• ha tt. e 5 del 38' regg. lìancheggiavano la colonna sulla destra).
Queste Lmppe portavano seco viveri rpe'r t,r,e ,giorni. La colonna principale era seguita dalle 'Vettiire per rmmizioni dei quattro battaglioni di fanteria che la componevano, dai traini ti/i -co'l'nbat'timento -dei qnatli~ri gener'ali della 6" drvisiòne e del corpo tl'armata tquest'ultimi 'però ridoHi?, da quelli 'della 1·•, 2• e 3" tb'l'igata, e Blflle colonne 'Vi'Veri someggia'te. In_Ieptche erano stati lasciati ,il 7°. reggimento usse11i, le 'V ettute per munizioni dei battaglioni delle colonne 1atera1 i, i par-c~i di rnuni.zioni di visionale e di corpo d' armat:i., i 1
(!) Qaesto roggimento che prima apparteneva alla 39& brigata della eo• divisione, aveva poi pre3o il posto del 79" reggimento nella 2• brigata della G• divisione.
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGA RICA
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO
quattro restanti carri per munizioni delle batterie da campagna, parte del traino di combattimento del quartier generale del corpo d'armata, il bagaglio dei corpi e la colonna d'approvvigionaniento N. 6. Se l'ordine di marcia su tre colonne era per gli austriaci in Bosnia il normale in vicinanza del nemico, ciò non tolse ·che in taluni casi essi s'avanzassero s11 di una sola colonna; così il distaccamento del maggior generale v. Kopfinger, formato dalla 1a e 2" brigata da montagna della 6• divisione, ciascuna però con tre soli battaglioni ed una batteria da montagna, da un plotone d' usseri, un plotone pionieri ed un distaccamento di sanità, partendo da Saraievo il 24.. agosto per disperdere gl'insorti che si riunivano sui inonti di Romania, teneva il seguente ordine di marcia in una sola colonna: 1
1
9° battaglione cacciatori. Distaccamento pionieri. Avanguardia 1 / 2 della '/e batteria da montagna. 1 Una pattuglia di usseri.
i .2° e 3° battaglione del 38° reggimento fanteria. 8
/1 batteria da montagna.
_ della 4/1 batteria da montagna. 27° baLLaglione cacciatori. ·Grosso . 1 °e2° battaglione del52°reggimento fanteria l7 compagnie). ' / 3 del plotone usser(. Distaccamento sanità. Traino di combattimento someggiato. Retroguardia. 1 compagnia del 32° reggimento fanteria. .
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Se si esaminano questi ordini di marcia nei loro caralleri O'enerali, vi si scorge a tutta prima una spiccata tendenza a dare ad ooni colonna, per quanto piccola, relativamente molta artiglieria, ed a collocare questa molto innanzi, ripetendosi così in più piccola scala ciò che i prussiani avevano fatto nella campagna del 1870-71. La distanza tra l'avanguardia ed il grosso era lasciata generalmente piccola a cagione delle diftìcolLà del terreno; d'ordinario le teste di queste due frazioni d'una colonna si succedevano a mezz'oi:a ,d'intervallo;. il che veramente par molto poco se si tien conto della ~
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formazione di° marcia deJla fanteria, quasi sempre per due, e degli. allunoamenti considerevoli per le cattive condizioni delle strade. In ~assima le truppe non erano seguìle che dal solo traino cli com,battimento, quasi sempre someggiato, e Lutti gli altri impedimenti venivano lasciati indietro; eppure malgrado ciò esse progredivano lentamente, per le molte difficoltà che incontravano di continuo i distaccamenti laterali in marcia. Accadeva sempre che, rare essendo le strade od i sentieri paralleli alla via seguìta dal grosso, veniva soltanto indicata sulla carta alle colonne fiancheggianti la direzione da seguire, in modo ch'avessero un'intera libertà d'azione p~r tutto il resto. li loro cammino risultava oltremodo penoso per vie mulattiere scoscese e rotte, per angusti e rocciosi sentieri, attraverso fitte boscaglie, ora per le creste girando _alla lar?a borri insu?era.~ bili, ora calando quasi a picco in profondi valloni per arramp1cars1 poi dall'altra par te. E accadeva sovente che gli uomini dovessero sfilare ad uno ad uno, ed allora la colonna s'allungava tanto che per rimettere assieme un battaglione erano necessarie fermate di qual,che ora, oltre quelle eh~ bisognava poi fare di tratto in tratto per ripioliar lena. Le difficoltà pel 1.rasporto dell'artiglieria, anche da I • l\' 1 . montagna, furono in taluni punti enormi: nella marcia su .Jag a1, il 5 agosto, si dovettero scaricare varie volte i pezzi da montagna asseonati alla colonna di destra e trasportarli a. braccia attraverso . profondi burroni, lascia~do che i muli con gravi stenti avanzassero scarichi. il colJeo-amenLo delle varie colonne marcianti parallelamente spesso o non era possibile, e talvolta esse non riuscivano neppure a mantenersi alla stessa altezza, sebbene quella che seguiva il fondo della Jalle muovesse alr,une ore più tardi, talvolta da nn punto più lontano dall'obiettivo (li marcia, e procedesse lentamente . Ogni volta che il fiancheggiamento con colonne latera~i non ~r~ poss.ibile per l'impraticabilità del terreno , a protezione dei fia?ch1 s1 faceva occupare una posizione dominante da un distaccamento, ti quale vi restava fino a che il grosso fosse sfilato . Tutto questo insieme di fatti spiega la lentezza colla quale procedettero gli austria~i ~l primo periodo della campagna, malgrado non venissero quasi mai seriamente molestali dagli insorti. Il grosso della 6" divisione nel 5° giorno delle operazioni non trovavasi che a 55 chi lometri dal punto di partenza. 1')
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L'occuPAZlONE AUSTl\0-UNGAl\lCA
Nei pl'imi 113 giorni la stessa d.i visi<:>ne pei comiballi·menti &h'-ebhe a sostenere, per fa stanchezza delle tr:uppe ,e per aspettare l'arrivo del grosso cureggiò, pero0rse con una ·v·elocità media giornaliera di 112 chi-lometri i 11:/:>7 che sefHtrano Brod da ·zenilza' mentre la ·7·• diy;isione, pel traino molto più ristretto ·che la segui,va, ·fece in "2 giorni 1192 chilometri, cioè in media quasi '1-6 al g-i-orno. La 20a divisione, per le gravi difficoHà del terreno nella zona assegnatale e per,chè non in assetto da mc•ntagna, pl'Ogred,ì più lentamente clel'le alt-re, impiegando 9 giorni per peroa-rrere i 9'9 cnilomeLri che corrono tra Schamatz e D01lgna lfuvla. Le tr upJ:i>e in ·marcia procurnvano di giumgere •prima del dader del sole nei.tuoghi ov:e intendevano pernottare, e s'accampavano fuori dell'abitato . Per le condizioni sfavorevoli del 1:mese montano e nemico, le presc·rizioni ,del servizio d'avamposti ·do·veva'Oo essere applicate col massimo rigore. Bisognav-a copri re non so'lo la fronte ,eà i fianchi, ma pur-anoo le spalle, poichè er.ano temibili atitacchi da tutte le parti; perciò .fiin dai primi gi·orni della campagna, la forza cleJ le gran guardie . fu nolevolmente acoresciuta anche perché il ~"enernle Fili!)· ~ -po·v1~z, aveva dato ordi_ne formale di mettere sempre sentinelle doppie. 'Non èrn raro il caso cli vedere una brigata mettere in ·avamposti -l~ metà od i due terz·i della sua fol'za. 'Tal une v0I te corpi giunti al bivacco anottefatta,,non potendo riconoscere il te1Teno, accamparnno · formati in quadrato. A Doboi la posizione della 20• divisione fu protetta da trincee d'un ce,,to rilie,,o dietro le quali ~i metteva di guanùia una compagnia per battaglione. · In comples::-o ciò che caraLLerizzò le modificazioni arrecite ai ser~ vizio di sicurezza in stazione, fu l'aumentodeHa forza in avamposti e la diminuzione degli intervalli e delle distanze.
Operazioni ·tatti.che. ~ L'esame della campagna solt<> l'aspett~ tattico richiede dapprima che ci rendiamo ben con~o dei -c0noetti che guidarono gli alti degli austriacj, e del come ess·i furono adeguati al modo di comba-Here dei lorn a\'VersarL L'a.rrnameuto degli insorti era semplicissimo: il fucile, la giberna, lo handschar; l'equipaggiamento consisteva in un piccolo invoHo portato a piacere. Un terzo circa di es:;i aveva fucili Winchester o
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ED "ERZEGO,V lNA •NELL\ \JS'NO
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Sinder -a 1:etrocari·ca (gli shessi coi quali la Turchia armava i suoi ,solda:ti); ,un ~ltro tePzo avea ,o:ttimi a.van·carica; ed il rimanente .fucili rd' 0.gni fouma e costruzione fino a quelli a-pietra focaia. -IDimunizioni avevano quantità grandissime e ve.ni1vano trasportate su ca:rri o be;stie da soma, ciò costitui.va ·tmto il loro weno. ,La poca artiglieria della ,qunJe ,dispon01vamo era ser.vila da al·banesi. La tendenza che ·i .bosniaci aivevano .per la paS6iviLà, dove,va in~ ,fluire!lH)n ,solo, ,come.già. si è accennato, -sulla oondotta ·generale•delle ' :operazioni ,gue1wesc'11e, ma ,pur anco e maggiormente, sulla t-atbica ,1oro. Per 1princi·pio essi si 1tene,vano su di.una difensi,v.a assoh1ta; '.ma per la g1rande aonoscenza che aM.e,vano del paese, -sape,y;a,no sceglieTe ib0Iiissiii1o le posizioni e profi.tta1:e dei minimi accidenti del ,tenieno per ·disporre la d~fesa ·frontale ,e dirige1re, .sbando al c11Jperto, ~onbro un nemico più o meno in vista, il loro fuoco. Mostrarono una grande abilità ;nel •postaIJe gli ,scarsi ipew;i d'a:rLigl1~eria donde dis1ponevano, in modo da ·coma1x.dare gli appr0cci delle loro ,posi~ioni. Non si ·preoccu1pavano malto di tener riserv:e, -spiegavano -tutte le lono forze in qJrima lfinea 1in modo cla avere una fronte estesa;_com,incia.Yano poi il fuoco a grande distanza facendo ,un conciumò enorme di munizioni. Ca;ra:tteristico ,era il sistema da ,essi tal~atta usat0 per scoprire da lontano ,le •mosse del!' avv:ersario. ·Davanti alla fronrte prrincipale 1di difesa st.abil,iv 21no una linea, ·o,ve più o.ve meno fiHa, di piocoli-posfi ,ll:i 8 a .1,0 1uomini ciascu-n0. Ques~i, tenemlos-i ap1oostati, situavano una senrtvMlla -su ,d1iiu:n :albero ,vioi:no e si manienevano in comunicazione .col ,capo ,del parLito 11nediamte uomini a .catVaH@, quando •ne ,dis,ponev:ano,,od il terr.eno ilo ,ermette:va, in .genere pero 1permezzo d't1omiini a 1piedi~ · . . !Essi pr:o.vMedev:am, ancihe LaJv0Jta ailla sicurez.za dei fiai11crhii, protendendo ·le él;li su ipei m0ntii, .pro:ba;bilm~nte con ur:i rudimen~ale intento controffensivo; infatti in talu:ni wmba:uimen·bi si ,v,idero ,delle bande apparire lateralmente alle colonne ·fianchegg,ianti deill'a-ssaiitòre; ma fare però cenno d'attacM solo q,uand0 si credie-vam0 d'ùna superiorità.•numerica i·pcontestabile, o quando vedeYanog-li austriaci, ,scoraggiwti ,dia a1ttacchi infirnttiuosi, comi,ncia:re a ritirar-si. Non 'temevano più a:lrlora di scenderoe dall-e loro posizi-oni e ,caricar-e ali' a•rma ·bianca c0n un impet.o strao,rdinario. Ciò nonpertant'@ stante la de-
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGARICA
ficienza d'educazione tattica, questi ritorni offensivi non erano mai molto pericolosi, e venivano mandati a vnoto quasi subilo dal fuoco d~gli _avversari, il cui tiro a salve specialmente, pare producesse su dr essi una grande impressione. . Ad ogni mo~o mancarono d'ordinario agli insorti le forze per una v,goyosa e permtente difesa ferma: in altri termini, le loro posizi0 ni, sempre ben scelte e rafforzate, vennero ad essere il più delle volte, o troppo estese, o troppo facilmente aggirabili, in p1·oporzion'e delle forze eh' essi potevano adoperare per guarnirle e fiancheggiarle. Una volt~ ~ssi ebbero però·più cli 8000 uomini impegnati e fu a Jeptche; e qulVI la loro scon_fiua non fu dovuta a tenue densità d'occupazione, ma al non aver essi saputo discernere il punto decisivo del comballi· mento nella loro ala sinistra e non avervi falla resistenza ad ollranza. . Esaminiamo ora la condotta tattica degli austriaci. -Nella J;Uerra dr montagna, dice la Relazione dello stato maooiore austriac; sulle operazioni in B0snia ed Erzegovina: « si m:;cia nella valle e si « combatte sulle alture che la fiancheggiano. Lo scacchiere di mar« eia diviene lo scacrhiere della lolla. Nell' opportuna divisione « e disposizione delle forze sta il segreto del successo. Il formulare << felicemente un piano di combattimento su suolo montano è assai « più difficile che altrove, poichè le scabrose comunicazioni e le « asperità del terreno vietano di cambiarlo e modificarlo >>. • Il terreno difficilissimo ai movimenti e çoperto -alla vistaTendeva malagevole la sorveglianza e la condotta del comballimento ed esercitava un'influenza modificatrice sui principi tattici generali. Raramente gli austro-ungheresi mirarono ad ottenere il risut'tato decisivo con un attacco di fronte. Incontrato il nemico, il diseono dei coman~anti f~ sem~)re questo: temporeggiare sulla fronte, à,;olgere colle ah per r1durs1 ad attacco generale sul fianco e sul rovescio del nemico pe_r sba:~gliarl? e ta~liargli la ritirata. A ciò si prestava appunto la d1spos1Ztone dr marcia su tre colonne parallele. Ques~i _m~vimenti avvolgenti non potevano che difficilmente per le co.nd1i10m del terreno, farsi fuori della vista, dell'àvversario , ma quasi se'.11pre condussero al voluto risultato. Gl'insorti appena vedevano 1 loro fianchi minacciati, erano talmente dominati dal timore di vedersi impedito lo scampo, che, malgrado il loro naturale r,o-
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raggio, non opponevano più alcuna resistenza. Gli scacchi di Dolgna. ' Tuzia e Bihat.z, che costarono agli ustriaci delle serie perdite, sono da attribuirsi al non· aver essi avuto disponibili forze sufficienL~ per eseguire un movimento avvolgente, ed all'aver dovuto combat· tere su di una linea parallela a quella del nemico. Lo stesso fatto st riprodusse il 5 settembre, nell'attacco della linea occupata dai sol levati della Possavina lungo il torrente Iabl onitza, sebbene questa, volta il voluto risultato strategico siasi potuto conseguire. L'azione era generalmente impegnata dall'avanguardia della colonna principale che vi stendeva in cacciatori e cercava di riconoscere le forze real i del nemico; siccome però questo apriva il , fuoco molto per tempo, lo spiegamento doveva avvenire lontano da. lui e facevasi sotto la protezione dapprincipio dell'artiglieria dellib avanguardia stessa, in seguito di quella del grosso . Il terreno non permetteva che raramente la riunione dei pezzi in una sola grande batteria, ad ogni modo quasi sempre le differenti batterie si facevano concorrere su di un medesimo obiettivo. Il 7 agosto, nel combatlimento di Jeptche, le due batterie dell' avanguardia apersero il fuoco simult,rneamente ad una distanza cli 11500, metri; furono prontamente raggiunte da una balleria leggera da campagna, la quale n,on potendosi disporre, per le condizioni del terreno, vicino alle due prime, si .portò più innanzi. Queste t_re batterie dopo aver fatto tacere i pezzi nemici, volsero il loro fuoco Sll di un han occupato dagli insorti, mentre la fanteria·si spingeva al~ l'attacco. AIlogeglie, il 5 agosto, la batteria d'avanguardia cominciò il fuoco a ·l 050 metri, ed allorchè i bosniaci furono fatti sloggiare dalla loro prima posizione dalla fanteri a dell'avanguardia, essa si portò a 1200· · metri dalla seconda posizione del nemico, ivi fu raggiunta da una .balleria del grosso. Un fuoco violento,fu allora rivolto sulla kula chefcA·mava la chiave della posizione. Occnpato questo punto , una batteria anelò a prendervi posizione per cooperare all'inseguimento. In genere la seconda posizione dell'artiglieria ,,eniva scelta molto, avanti, a distanze minime dal nemico, il che era possibile pel poco. effetto che aveva il fuoco di quest'ultimo. li 4 agosto, a Kosna, lebatterie dell'avanguardia, che avevano già occupata una prima posizione a ,1·I 25 metri, furono portate a 600 metri dalla linea dell'av-
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1)0CCUl'AUONE AllS'l'IIO-UI\G .o\!IICA
versario; esse pel'ò , per le difficoltà che presentava il terreno, ~iunsero troppo t~rdi e non poterono aprire il fuoco percbè la loro front e kovavasi mascherata dalla fanteria. A Tchitl nk e Jeptche, le ult:me posizioni dell'art.iglie:,,ia furono a 750 metri. A noi pare che in massima questo sistema di portare le ballerie da montagna cosi innanzi sia da condannarsi, poiché muovendosi esse lentamente è difficile possano giungere alla seconda posizione in tempo utile . In taluni casi, le batterie non poterono trovare posizioni sufficientemente prossime alle linee del nemico, perchè il loro tiro riuscisse abbastanza efficace, ciò però non impedì mai loro di prendere parte all'azione e d'arrestare una parte delle forze avversari e con un tiro a granata eseguito con molta cura e lentamente; in questo modo, il 211 agosto a Kremenatz, nna mezza batteria posta a 2800 metri traltenne la sinistra degli insorti fino a che non fosse girato il loro fianco d'::lstro. L'a1'tiglieria servi va normolmente di perno negli avvolgimenti. Così nell'ordine del generale Filippovitz per la marcia su Vrandnk -era detto:« È mia intezione d'eseguire un aLtacco avviluppante, affi· «. dando alle colonne laterali il mandato princi pale, ment~·e il cen Lro « dovrà fare una semplice dimostrazione appoggiata da un riolento « fuoco d'arLiglieria ». A. laitze, rata sinistra dei sollevati fece rnri tentativi per prendere l'offensiva ed avviluppare la àe.sl.ra d~gli Au · -striaci , ma venne tenuta in iscacoo dal fuoco di due batteri e da montagna, mentre tutta la linea anstriaca, facendo perno su di esse, ese· guiya un cambiamento di fronte a destra e girava da quljsta parte i sol'levati ri,g·etJNmdoli su Iaitze. Lo stesso sistema d'atta·cco fu imp iegato a Kremena tz. n maggiore concentramento d'artiglieria venne fatto auorno a S,naievo il 119 agosto. Alle undici del mattino, al momen1l:o"in cui l'a fanteria austriaca si a.vanzava vel'so la fortezza quasi concentricam.ente dai vari lati, 52 peizi da campagna e da montagna si Lrovava:no in batteria sulle alture; contro il solo cas'l:ello dirigeYUno il loro fuoco 24. bocche da fuoco da campagna e 16 da montagna alla distanza di 2200 metri. Una di queste batterie da montagna s'avanzò più ta1 di fino a 17 1 metri dail perimetro della cillà; tirando sopra gl'insorli, che si erano trincerati nei giardini, a mitraglia ed a shrapnel (introdolt i nell'anima dei pezzi col fondello in avanti). 1
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La fanteria austriaca facente parte del gros.;o prendeva per quanto possibile formazione di combattimento ruo~·i d~Ila _port~ta del_ fu~co d'artiolieria dell'avversario Le compagme d1 prima lmea . ~1 sp,e-. o cravano form ando dei irruppi io modo da poter avanzare nei terrem ;olti e fra stagl iati; ciò però rendeva necessllrianrenle assai lenti i movimenti e difficili, ed era già molto se ai capi riuscivo tenere i vairi oruppi alla stessa altezza con segnali falli per mezzo del fischietto . 0 Per le stesse dirficoltà. del terreno i sostegni e le riserve, nel mioJior modo coperte, si facevano stare il più vicino possibile alla linea di combattimento, perchè solo in tal guisa diveniva po:-sibi le geuarli nella bilancia al momento opportuno. Nell'esecuzione dei fuochi si notò nei soldati una spiccata tendenza a tirare molto e presto; occorreva una certa insistenza per ollenere da loro Llll fuoco piu calmo. Si fece molto uso dei fu ochi a salve ~ r,ra.ndi distanze durante le prime fasi dell'azione; non fu però mai ;ossibile apprezzarne con esattezza gli effetti, poichè il nemico usò quasi sempre di porlar via i suoi morti e feriti. Solo dop~ una suf· fici ente preparazione col fuo co dell'art,igl ieria, la fanteria andava all'atLacco. L' inseouimento propriamente detto non potè mai aver IL1ogo, poichè, ;'insorti, che, appena vedevansi min~cciata la ritirala_non tardavilno n sgombrare le loro posizioni , si rl1 sperdevano snb1to e conoscendo perfeuamente i luoghi erano presto fu ?ri della por~ata degli austriaci che pesantemente ~aricali e stanchi dopo una giornata di marcia e combattimento non potevano pensare a dar loro la caccia. L'arligli eria solo riusci talvolta ad inqui: ta~e i fu g~iaschi amrruppali accompaonandoli col tiro a shrapnel. Los1 dopo 11 comr,r, ti • 'ò lh battimento di Ieptche la •1oa batteriadel 12°regg1mento tir qua c e colpo a 3000 mètr i sugli insorli che si _ritirava?o . . 'Durante tutta la campagna non fuvv, esempio d1 combauimento difensivo sostenuto dagli austro-ungheresi. 11 ,io agosto allorchè il mnresciallo Szapaty battè in ritirata da Oolona Tuzia, il suo movimento venne coperto da 12 bocche da fuoco , le q~tali restarono in posizione fino a quando le ultim e trappe ~i fa~teria. abbnndonarono la linea di battagl'in. Esse corsero bens1 serIO· pericolo, minacciate di assallo dagli insorti ma riuscirono a tempo a ritirarsi muover.do per scaglioni.
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L'OCCUPAZIONE AUSTRO-UNGA l\lCA
Possiamo concludere ammirando gli austro-ungheresi come mae.stri nel fare la guerra di montagna. Essi, nel 1878, han no messo a profitto l'esperienza dellè campagne in Tirolo del 59 e 66, ed in Cri'Voscia. del 1869. Se ·non hanno potuto evitare alcuni scacchi Lattici-, ,ciò è da allribuirsi al non avere applicato, o per errore dei comandanti, o per circostanze imprevvedute, i principii generali che si erano prefissi e che possono riassumersi: · Avnnzare adagio, ma al sicuro; essere pronti a difendersi in una -direzione quals;asi; combinare $empre l'attacco di fronte con uno o due auacchi di fianco; non spingere mai avanti .alcuna frazione, la qunle possa poi essere .obbligata ad un movimento rétrogrado: ri,durre la normale profondità della formazione di combattimento per -adattarla alle difficoltà del terreno; tenere riparti poco lontan i, epperò metterli in condizione di ricevere in tempo l'ordine d'intervenire energicamente nella lotta, o di prendervi parte opportunamente per proprio giudizio od iniziativa. Rispetto aJl'artiglieria, dalla campagna di B()snia pare ris~ltare che l'impiego di quest'arma non debba variare siasi in paese di montagna, ~iasi in pianura: come divenga però nel primo caso più ne·cessario che nel secondo di spingere l'artiglieria in prima linea, per ,proteggere lo. spiegamento d'una lunga colonna marciante su di una sola strada . Epperò sembra.molto ragionevole il sistema austriaco ·d'assegnare normalmente in montagna ad ogni brigata di fanteria una batteria d'artiglieria. Anche nel campo tattico le batterie da campagna assegnate alle -divisioni austriache operanti in Bosnia presentarono non poc:hi inconvenienti. Spesso la loro maggior efficacia rispetto a quelle da montagna non potè venire utilizzata perchè non fu possibiielportarle in posizione. Così a Dolgna Tuzia le batterie da campagna della 20• ·di,,isione non giunsero a portarsi sti talune posiziçmi che sarebbero state importantissime. Infine quale ultima osservazione, occorre ricordare che, durante tutla la campagna, l'artiglieria da montagna non ebbe mai occasione -di servirsi del traino; essa venne sempre someggiala. ' Parlando della lattica ·del."!li austro-'unO'heresi non bisoo-na tacere ,dei telegrafi ottici che loro resero importanti servigi, come era del ·resto da aspettarsi in un paese montuoso e per di più con scarse e 1
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calth'e vie di comunicazione. In tutti i combattimenti le stazioni di segnaii funzionarono ottimamente, e servirono per tener sempre collegate ed informate delle successive fasi dell'azione generale le varie colonne. Così ad esempio nel combattimento di Jeptche, iniziato e sostenuto per qualche ora dalla colonna fiancheggiante di destra diretta per Novischer su ,Jeptche, una stazione di segnali situata su di un'altura, dopo aver indicato alla colonna principale la posizione esaua e la forza degli insorti, la tenne durante tutta l'azione informata delle loro mosse . Nell'attacco di Saraievo le colonne austriache qu.asi unicamente per mezzo delle stazioni di segnali poterono t~nersi in comunicazione col comando supremo, riceverne gli ordini, dare ·te notizi e· sui progressi fatti e richiedere gli occorrenti rifornimenti in munizioni. AMaglai, il J. agosto, non avendosi notizie d'una delle colonne fiancheggianti che si sapeva impegnata c0l nemico, era già stato dato dal comando in capo l'ordine all'artiglieria di corpo d'avanzarsi a ca.nnoneggiare il paese, quando un telegramma ot.tico annunziò che Maglai era stata in quel momento occupata Se non si fosse avuta a disposizione questo mezzo così Cf'lere di comunicazione, la notizia non sarebbe giunta abbastanza in tempo da impe- . dire all'artiglieria austriaca di tirare sulle proprie truppe. Servizio sanitario.- La campagna di guerra del 1878, avvenuta d'estate, in una regione accidentata, paludosa in alcuni luoghi, dì clima molto incostante, presentò gravi difficoltà per l'Austria-Ungheria dal punto di vista del servizio sanitario; non tanto per il trasporto e la cura dei feriti dopo il combattimento, quanto per le mal attie e gli accidenti che furono la conseguenza fatale dei forti calori, delle pioggie tol'reniiali, e delle soverchie fatiche che dovettero aiirontare le truppe. Fra quelle malattie venne anche a porsi la febbre tifoidea... determinata dalle cattive condizioni d'alloggiamento e di vitto nelle quali si trovarono i soldati, e dal .modo col quale vennero effettuati gli sgombri clegli ammalati. Già prim:1 di varcare la frontiera la maggior parte dei battaglioni aveva l' effettivo considerevolmente ridotto , a cagione della poca cura e severità usate nell'accettazione dei riservisti, i quali riempirono gli ospedali dopo la prima marcia di concentramento.
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ogLLA BOSNIA ED ERZEGOVINA NFILL'ANNO
L'. OGCOPAZIOll!R AUS'l'RO-UNGARICA.
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mente dietro le riserve, avevano l'inconveniente d'essere Lalvolt.a colpiti dail fuoco·; ma era neces,sario non scostarli tl'Oppo dalla linea di battaglia per facilitare il trasporto dei fei·iti dai posti disoccorso:. e ciò s.i verificherà sempre in ogni combattimento odierno. In questa campagna fecero buop.issima prova i pacchelli di medicazione portati dal soldato. Gli uspedali da,campo, sia clivii<ibi!.l"i che indi'Visibibi, al seguito dei .corpi d'armataifurono , più che di vantaggio, d'ingombro, perchè troppo pesanti; essi d'altra parte giungevano quasi sempre in ritardo. . , ' Il servizio dello sgombro degli ammalati e feriti, mentre funzionò subito bene per l'Erzegovina, per la Bosnia non procedelle regolatifllente che verso la fine .della campagna; poichè da principio invece .di dirigere gli ammalati su Brod ed Alt Gradiska., donde avreb- · bero potu Lo essere presto in ternati nella monarchia., si fecero affluire su Saraievo ove mancavano le .risorse, e dove se ne ebbe presto agglomerazione. L'organizzazione dei treni~ospedale e dei battelli~<irnb1blan.za diede ottimi risultati.
Gli anstro-ungher~si non avevano tende (1), e di questa deficienza:. .ne risentirono moltissimo; poichè essendo gli accantonamenti quasi sempre impò~s·ibili per deficenza d'abitati e per le pessime condi-· zioni igieniche di q;uesti, essi dovettero normalmènte bivaccare, il che riusciva poco sano anche a cagione dell'insa:lubrilà del paese-. Persino nei maggiori centri non, si potè ricorrere agli accantona- · menti, perchè non sufficienti i locali press0 gli abitanti, e le caserme' turche.erano limi Latissime-ed in uno stato di sudiciume straordinario: fu appunto pèrciò che in Saraievo si pose subito mano alla costru zione di baracche di legno per ricoverarvi le truppe. Se a tutto q11esto s'aggiunge che ih ,iitto somministrato al soldato era spesso di non buona qualilà, ed il vestiario poco adatto al clima, si riesce a . spiegare lo straordinario numero d'ammalati e morti ch'ebbe· I' ar-~ mata d'occupazione austro-ungarica nei tre mesi che durò la campagna di Bosnia (2).. . Al riguardo dell'equipaggiamento della fanteria è qui il caso d"os-· servare che lo zaino fu riconosciuto cagione di non pochi inconve-· nienti, e tali da consigliare nssolulamente un altro sistema per far portare dal soldato i suoi effetti personali. Siccome l'ordine di marcia normale degli austro-ungheresi e.ra su tre colonne parallele, a ciascuna veniva assegnata una proporzionata aliq\10tà della sezione sanità divisionale, che nel combattimento si trasforma,;a in posto di bendaggio. La stazione di mediccbzi01w si stabiliva s·ulla direttrice principale di marcia, cioè in genere al fondo della valle. I posti d·i bendaggio, collocati immediata1
Servizio del vettovagliamento. Il servizio delle sussistenze, coine veniva organizzato presso l'esercito austro-ungarico in campagna, non er.1 tale dafar buona prova in un paese montuoso come la Bosnia, per l'ingombro ch'esso doveva portare necessariamente e quindi pei ritardi indotti nel vettovagliamento delle truppe, tanto più poi che quesite potevano far piccolo assegnamento sulle requisizioni a cagione della sterilità.della regione e della po-vertà dei suoi abitanti. Tutto ciò appunto si avverò: spesso gli austriaci mancarono di viveri, sebbene talvolta subordinassero al servizio delle sussi-. stanze le operazioni militari. Le colonne d'approvv'igionamento dovevano fare lunghissime e disastrose marcie perriforni rsi ai maga.zzim,imobili da campo e per portarsi poi in· prima linea a. provvedere i viveri ai corpi di truppa. Dove si ebbero le maggiori difficoltà da superare nel vettovagliamento, si fu presso la. 20a divisione, essendo morti di fatica quasi t\llti i quadrupedi da tiro.
{I) A principio della campagna furono distribrute al Xlll corpo d'armata 3~20 teodCl per gli stati maggiori e le sezioni sanità e 12500 alla ts• divisione poichè doveya operare in un paese di clima più incostante. . (2) Ecco i dati ufficiali sugli ammalati, reritl e mortì durante la campagna della BosniaErzcgovina. 946 Uccisi s ul campo di batta.glia (tra i quali 44 umciali ed i impiegato militare) 22! )!orti per ferite sul campo di battaglfa 27 suicidio . . . . 6l infortuni . . . . . . . . . . . . .· . H altre ferite . . . . . . . . . . . . . . 2000 malattia . . . . . . . . . . . . . . 3980 Feriti (tra i quali tal ufficiali ed un medico militare) . da 45 a 50000 Ammalati
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.lNNO l.XX, \'OL. I\'.
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Ogniqualvolta fu possibile gli austriaci ricorsero alle requisizioni; e tornarono loro specialmente utili le risorse jn bestiame bovino ed ovino della Bosnia. Il vitto del soldato lasciò poi anche molto a desiderare per la quali Là, tanto più che spesso mancava il pane . Il vino era dato raramente. Invece de l caliè si distribu iva il L!rn, perchè di preparazione più semplice e più conforme alle abitudini nazionali. Alle truppe del genio, per le faliche straordinarie che dovevano sopportare, venne, durante lnLLa la campagna, passata doppia razione di yiveri.
S<w1Jizio delle retro1Jie . - L'organizzazione delle retrovie presentò in Bosnia non lievi difficoltà, a cagione delle cal.live condizioni delle principal i arterie di comunicazione e della loro scarsa sicurezza. Durante il 1°' e 2° periodo della campagna, le linee di tappa furono due, una lungo la strada Brocl-Saraievo. l'altra lungo quella Alt Gradiska-Travnik. Dopo l'arrivo dei rinforzi, alle due prime se 1ùiggiunse una, terza pel l V corpo d'armata, approfittando della carreggiabile Nova Bertchka-Dolgna Tuzia. La 28a e la 7<:2,a brigata di fanteria si basavano su Zavaglie in Croazia. La linea cli tappa della 1sa divisione in Erzegovina era la strada lungo la NarenLa. li servizio sulle linee di tappa facenti capo alla Sava· fu diretto successivamente dal comand_o generale d' Agram, dal comando della 36• divisione ecl infine dall'intendenza della 2• armata. I carri e le bestie da soma necessarie pei trasporti vennero tralle dalla Croazia, Slavonia ed Ungh eria meridional e°'. Dopo pochi giorni dall'inizio delle operazioni, specialmente a cagione delle vio lente e continue pioggie, le strade restarono talmente deteriorai.e che djvenne necessario ridurre il carico assegna.Lo a ciascun carro, il che richiese un considerevole aumento nel loro numero. All'8 d'agosto eranvene in servizio cil"ca 9000. ta direzione del servizio lungo !a linea di tappa Melkovitz-.Mostar fu affidata al comandante delle fortificazioni· al lo sbocco della valle della Narenta. Le provvigioni andavano per mare da Trieste fino a .Markaska , o Zara, oppure a Porto Tolero, donde erano poi in vi ate a Metkovit,.. ln ciascuna. stazione di Lappa slava un distaccamento di forza più 1
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DELLA llOSNIA ED ERZEGOVINA NE LL.' ANNO
L 0CCUPA1.I0NE AlJSTRO - t;NGARICA
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,o meno considerevole a seconda dell'importanza della località; esso ,doveva fornire le scorte ai convogli nel faggio della zona alla sua ,dipendenza. Sulla linea di tappa principale Brod Saraievo era ap!Punto scaglionata la 39a brigata. Per fac ilitare il servizio dei trasporti il governo austro- ungarico fece subilo ·metter mano alla costruzione d'una ferrovia a scartamento ridotto (Om,75) tra Brod e Doboi, la quale doveva in seguito prolungarsi fino a Saraievo. Verso la fine del 1878, essa funzionava già fino a Derven. Contemporaneamente si era intrapreso il rialla· mento della linea f~rroviaria Doberglien-Bagnaluka. 0
Il rapido e for;:;e incompleto esame eh' abbiamo fallo dell'andamento delle operazioni militari e del funzionamento dei vari serviii presso l'esercito austro- ungarico durante la ca.mpagna di guerra del ,1878, se ha dato occasione di rilevare taluni errori ed inconvenienti verificatisi, il più delle volle del resto umanamente non prevedibili, a parer nostro ha anzitutto , sotto il punto di vista organico, dimostralo la solidità.e 'l'elasticità dell'ordinamento militare dell'AustriaUngheria, sebbene esso sia, a vero dire, assai 'complicato; ed ha inoltre messo in evidenza i vantaggi d'aver fin dal tempo di pace costJtuiti i quadri, per quanto embrionali, delle nuove unità da formarsi per la guerra . Dal lato strategico se non furono necessarie s·apienti combinazioni per colpire nel cn9re l'avversar•io, o almeno per scrutarne ed isco·prirne i piani, i generali nustriaci ad ogni ·modo m0strarono sempre di saper penetrare esallamenLe nel concetto del comandante supremo ed attivarne e facilitarne in tutte le circostcrnze le di$posizioni; e d'altra parte poi essi diedero luminosa prova della loro abilità nel campo tattico ed in un teatro di guerra completamente mont.ano. Sotto questo aspetto la campagna di Bosnia-Erzegovina merita 1ndnbbiamente,d·esser esaminata iu particolar modo; ed il richiamare sn di essa ì'attenzione degli studiosi fu appunto lo scopo del presente lavoro .
F.
DE CHAUHAND DE SAINT· EusTACHE
Capitano di, stato maggiore.
•
STUDI FERR,)VIARIO-MILITARI
STUDI FER'ROVIARl 0_'._M1LITA RI 1
V. (Continuazione) (I).
Materiale mobil e ferroviario. Lavoro delle locomotive. (Continuazione).
Analisi delle resi-Stenzt che si oppongono .al moto dei veicoli. Le resistenze al moto dei veicoli e dei treni debbono essere attentamente studiate e valutate per potere, com'abbiarn detto più addietro, comm isurare ad esse la forza di trazione destinata a vincerle. Ma, parlando di resistenze, conviene ben distinguere il caso di moto ~uià . pienamen te comunicato, da quello in cui vi sia ancora iiicamminamento: in quest'ultimo vi è un assorhimento speciale di forza indi'J)endente daHa forma del mobile, dalla via e dall'ambiente in cui il moto avviene e dipendente solt;rnto dal peso del mobile, dalla velocità che deve acquistare e dal tempo in cui deve acquistarla. Della resistenza speciale d'incamminamento parleremo in seguito: Conviene pure di stinguere ·il ca~o di moto,in orrizzontale, dal caso di nwto in salita e da quello di moto in discesa; poichè in questi due ultimi interviene l'azione della gravità a contrariare il moto se in salita~ a sollecitarlo se in di scesa, e Giò in misura pure indipendente dalla forma del mobile e dalla via. Questa misura è faci lmen te defi(l) Vedi
Rivista
Afililai·t, dispensa di agcMto 1885.
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nibile nel seguente modo: la pendm.za d,ella v'ia, contrm·ia o sollecita il moto, a,seconda del suo senso, con una for.za esattamente corr,-i-. sp?nd~nte a~ 1 kg. per ogtt'i. tonnellata di peso del mobile e per ogni milles1,mo eh periden.za. Cosicchè una pend~nza del 1O p. ¼ 0 , ad ~sempio, produce in salita una resistenza ed in discesa una sollecitazione al moto, pari a kg. I O per ogni tonnellata di carico. Eliminando anche la con,;iderazione dell'inlluenza delle pendenze, ·dobbiamo ora' esamin,are quali resistenze si oppongano al moto orizzontale dei veicoli già incamminali; ·ad esse si sovrapporranno poi, quando ne sarà il caso , le due resistenze speciali di incamminam13nto e di sali la. - Qualora la presenza di sostegni elastici impedisca il disperdimento di forza viva in urti fra carico e veicolo, le resistenze al moto in orizzontale provengono: a) dalla via, b) dagli attriti interni , e) dall'aria. A. queste cause è da aggiungersi, quando ne è il caso, la. resistenza speciale dovuta alle curve. .. a) La resistenza della viaècagionatadnllasua compressibilità e dalle sue ineguaglianze. La compressibilità delle rotaie benchè piccola, e quella dei soslegoi e dellam;issicciala proclucono,assorbimento di l.avoro, il quale anche se vi fosse, come non vi è, elasticità perfetta, non potrebbe in causa del rapido spostamento delle ruote essere reso al mobile cui fu sottratto. Il risc.aldamento delle rotaie, lo schiacci:nnento della massicciata e del corpo $lradale, e le osoiJlazioIJ.i cli tullo l'armamento al passaggio dei treni sono tante manifestazioni del di:;perdimento di lavoro che avviene contro la via. Le ineguaglianze che le ruote incontrano consistono specialmente nelle interruzioni delle rotaie ai giun ti , dalle quali co_nseguono urti e quindi perdita di forza viva. Molta parte d·i queste resistenze diminuisce col crescere del diametro delle ruote, per la qual cosit af,.. <)Uni tecnici credono possano riassumersi in un' espressione della k forma r, D P,· ove k è una costante e P il peso che gravita srtlln
=
ruota di diametro D. Ma ia proporzionalità inver$a al diametro delle l'UOle non è pienamente esatta, ed è molto incerto il valore da attribuirsi a k. Per vagoni e carrozze ordi1:iarie aventi ruote di m. O, 90 - 1,00 di diametro si riscontrò in diverse esperienze che la r0$istenza della
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riferisce ai più recenti e più grossi v~goni e carrozze: pel più gran
via per piccole velocità poteva ritenersi eguale ad ·1 kg. per ogni tonnellata di carico gravitante sulle ruote. Ai nostri giorni, dopo i molti,; miglioramenti apportati ali' armamento ferroviario tale misura è<· forse esagerata,ma si mantiene come un ragguaglio approssimativo. L'aumento della velocità colla quale i veicoli corrono entro il bi-nario ha .molta influenza sull'aumento della resistenza che la via produce. Po1chè crescendo la velocità intervengono e.sempre più crescono gli sbattimen~i degli orli delle ruote contro le rotaie, ed av-· viene disperdi mento di lavoro per l'attrito di strisciamento dei primi· co_ntro le seconde, e per gli urti e le più grandi commozioni apportate a tutto l'armamento. Trattandosi poi di locomotive a ruote accoppiate, alle accennate· resistenze conviene aggiungere anche quella di strisciamento dei· ·cerchioni di alcune ruote sulle rotaie, quando il diametro non è per fettamente eguale in tutte. Questa resistenza ha un valore piccoloper loco-qiotive con cerchioni_nuovi o recentemente torniti, grande quando i cerchioni sono molto e disugualmente logorati. .
b)·Gli attriti interni, ossia quelli fra gli oroani def veicolo si 'd o , n ucono nelle carrozze e nei vagoni all'attrito nei fusi degli assi;· nelle locomotive all'attrito nei fusi si aogiunoe anche l'attrito nei . o o perni. d'accopiamento. La resistenza prodotta dall'attrito nei fusi degli assi dipende dalle· dimensioni dei fusi stessi in relazione a quelle delle ruote, dallo, stato di ungimento e dalla pressione fra cuscinetto e fuso ; l'espres-
sione di tale resistenza ha esattamente 1~ forma: r , = f !!_p. . D I' . Il coe~ficiente d'attrito f non ha un valore alto e raggiunge appena· quello d1 0,018-0,020, quando però l'ungimento sia ben fatto e la pressio.ne pei· u1~it~ di superficie sia bassa, in modo da non impedire· al lubrificante d1 nmanere fra il fuso e il cuscinetto. Ma tale valorec_resce s~ il ~ubrificante è poco buono, o poco pulito, e se la pressione un1tana è molto forte: in tal caso può raggiungere e superare· anch_e 0,05 (Couche, III, pag. 607-6"5 e 63iS). -Il rapporto
379
FERROVIAnIO·MILITARl
STUDI
i:
fra il diametro dei fusi e quello delle ruote ha nei vei coli da trasporto un valore minimo di 0,075 ed uno massimo di O, 12 che sii
numero di veicoli si ha
t=
0,09.
Nelle ruote motrici delle locomotive si riscontrano valori magoiori varianti fra O, 1O in locomotive celeri e O, i 5 in loco moti ve da l;) ' · montagna. La pressione P 1 fra cuscinetto e fuso è costi_luita dalla risultante del carico gravitante sulla rùota (escluso perciò il peso proprio di questa e d_ell'asse) e della parte di forza. di trazione che è risentita. clalla ruota stessa. Indicando con p 1 il peso soprastante e con t 1'11-liquota di forza di trazione, si ha P, = Vp/+ i•. Ma l'influenza cli t è trascurabile rispetto a p 1 non solo nelle carrozze e nei vagoni (nei quali l'aliquota della forza di trazione- che ri-' sente il veicolo arriva assai raramente a 100 chilogrammi per ruota), ma ben ancb e nelle locomotive, che risentono sui fusi delle ruote motri ci la totalità dello sforzo necessario al rimorchio del treno . Infatti, purè ammettendo per queste ultime, t = 1000 çhi logrammi (massimo valore consentito dal l'aderenza) e p = 6000 chilogrammi, si ottiene P 1 = 1000V37 = 6080; valore non molto diverso clal solo peso P1 Per dare un'idea concreta del valore della_resistenza d'attrilo nei . fùsi, assumiamo ad esempio: 1
"
J I
. Pe1: un vagone, carico:
f=
~
0,02,
=
0,09 , P
3500 . ~g. ;
risultano kg. 6,3 di resistenza d'attrito in ogni fuso di ruota, pari · a kg. 1,8 per ogni tonnellata di peso. · .. ·. Per·una locomotiva: f = O, 04, in causa della .t)laggiore pressione · unitaria sui fosi contfariantc la buona lubri.ficazione ( 1}; 1
~ = 0,14- ,
e p = 6000 kg-. in media·per ruota; risultano kg. 33,6 di resistenza d'attrito in ogni fuso, pari a kg. 5,6 per ogni tonnellata cli peso. Della stessa natura che la resistènza nei fusi, è la resistenza éhe risentono le locomotive per l'attrito nei perni delle manovelle entro .
(0 Nei vagoni la· pressione media per mm. q. di proiezione orizzontale di fuso (prodotto del diametro por la lunghezza) è al massimo di kg. 0,20 a 0,25; nelle locomotive invece, ad onta che, quando si può, si spinga la lunghezza dei fusi Un anche a 250 mm. , la pressione unitaria è compresa fra kg. 0,30 e kg. 0,45 secondo i casi.
'
I
380
STt:DI
FERROVIARIO-MILITARI
le teste di bielle, la quale s@mmandosi còlla precedente,. eleva ,mcora. più il valore della resistenza interna del veicolo rispetto al peso della macchina.
e) La rnsfa tenza d~ll'.aria si può apprezzare con minore sicurezza delle due precedenti, poichè, ad onta dell'importanza che l'azione dell'aria ha còme motore nellai navigazione e nei molini a vento , e · come resistenza al moto delle navi, dei trenr e dei p1'oiettili, non si possiede ancora una misura sicura della pressione che il vento esercita suglì ostacoli che gli si oppongono. Infatti , se indichiamo,con v la velocità del vento in metri al 1'' (oppure la velocità di uo mobile nell'aria calma, od anche-la-velocità relativa del mobile rispetto all'aria se tutti e· due si muovono) e con V la. ste;;sa velocità in km. all'ora (v=0,278 V, v2 =0,077 V') e se chiamiamo p la pressione in kg. per m. qi.che il vento stesso esercita sopra un diaframma piano, sottile 1J normale alla sua dire~ione, si ·hanno le seguenti misure molto diverse -fra loro, poichè- variano dai 7 ai 10 millesimi del quadralo della v,elocità ornri~ (Y . Coucbe, IIL, pag. 6"7·6 18): · Secondo Poncelel : p = 01,088 v'' = 0·,00·08 V'. Secondo Lévy: p=0,1'13v'=0,0087V'. Secondo i dati che il Ledieu dice ammessi nel.la marina francese p=0 ,;125v1 = 0,009.7 V!. Secondo i dati che il Debauve riporta nel ilfanuale dell'ingegne;te di pont'i e strade: p = 0,133-v1 =0,o,103 v2 • La pressione che l'aria in m0to produce sulla testata di un, prisma. non è eguale a quella che fa risenLire ad U'Ll diaframma·sottile eguale · alla tesLata stessa; ma è mi.nore fincbè la lunghei~ai del prisma è piccola, ed è maggiore quando la lunghezza è mollo grande. La resistenza minima corrisponde ad una lunghezza di circ~ 3 volle il lato del quadralo misurante V.aerea battuta. La ragion.e- di tale legge sta in questo, che dapprima col crescere della lunghezza va diminuendo il vuoto che le cor!'enLi laterali di aria producono dietro al_diaframma, epperciò la cçmtropressione su di lui cresce e la pressione effelliva diminuisce; eppoi quando la lunghezza diviene grande, cresce l'attrito laterale . in modo da soverchiare l'eITetto dell'aumentata contropressio~e. I veicoli ferroviari, avendo una I.un.ghezza che si approssima a tre
38'1
Yolte il !alo di testata, ris1:mtono la pressione d'a,ria quasi minima. Jndi·cando con S la superficie di un vagone battuta dall'aria, il Couche dà come misura della pressione total e la geguente espressione ba .sata sulla formula di Poncelet: Rp. = 0,072 S v' = 0,0055 S V2 • Nel còmputo delle superfièi-e S, l.e ruote e gl i assi devon0 comparire tutti, essendo troppo distanti fra loro perchè gli anteriori possano riparare i poster iori; ma, d'altra parte, la pressione dell'aria sopra una superfi cie cìlindrica· convessa si valutai a circa la metà solti,rnto .di quella che è sopra ·una superficie piana eguale alla sua proiezione; basta. pei'tanto, in un veicolo con due assi montati farne figurare per intero uno solo, al quale unitamente alle quattro boccole del veicolo (superficie piane) si può assegnai:e una area di ci rca m. q. 0,80. L'are1. frontale della cassa (nei vagoni coperti) unitamente a quella del telaio pu0 val,_ubarsi, a m. q: 5,80·: epperciò ..in complesso per un vagone chiuso o per una carrozza si ha: S = 0,80 5,80 = 6-.,60 , e quindi: Ra =0,0055 X 6,6. \i 2,= = 0,036 V'. Se dopo il primo vagone ne seguono altri, la loro cassa incontra resistenza s6lamente sopra rn . q. 0,093 al!' incil'ca (Couche, III. pag. 662), i quali , uniti alla superficie verticale delle ruote, -degli assi e del!e boccole,. danno un, totale di superficie resistente di
+
1
,
I
m.q. 0,9, vale ·a dire
~ · circa di quella del1 ° vagone. Se pertanto il
numero deiyagon·i chiusi di un treno è n, l'aria produrrà su esso una
,
( + -n -7- ·1)
resistenza totale pari a Ha =0,036 ,J
y•· · , daIl a quale de-
ducasi poi la resistenza ragguagliala alla tonnellata di peso , co l dividere ila pel numero Q di tonnellate di cui componesi il treno, · d . · Ra. ottenen o cosi r 3 = Q . Acl esempio, un treno diretto di 8 veLlure del peso complessivo di 60 tonnellate, correndo a 70 chilometri all'ora, fa _ri,seritire per l'azione dell'aria al tenditore del tem:ler una resi stenza di chilogrammi o;o36 X 2 X 4900 = 353, ossia kg. 5 per tonnellata. E se Io stesso treno corresse alla velocità di 70 km. èonlro un vento di-velocità eguale (è la velocità dei ventirimpe~uo~i, ma che si verificano; talvolta!. anzi il ve11to raggiunge velocità assai' superiori
.382
STUDI
FEHHùV IARIO-MILITAHI
spingendosi fino ~ quella di 150 e più km. all'ora durante i grandi uragani che abbattono le case) allora si avrebbe V= H-0, e la resistenza sarebbe di kg . 0,.07.2 X "9600 = 14H, ossia kg. 23,5 per tonnellata. • Come si scorge l'influenzJ. dell'aria contro un treno celere è sempre considerevole e può diventare grandissima. Essa invece è assai scarsa sopra i treni merci, pei quali è il più, delle volte tras<:urabile. Infatti, considerando pure il caso non favorevole di un treno cli soli ~O veicoli tutti coperti e pesanti ciascuno 1Otonn., con velocità di 30 km. all'ora, si ha una resistenza di kg. 0,036;X 3,7 X 900 = =120, ossia di kg. 0,6 per tonnellata. Se il treno fo~se di 30 veicoli e pesasse complessivamente 400 tonnellate, la resistenza non sarebbe che di kg. 0,4 per tonnellata; e se invece che a 30 km. corresse a 20 km. soltanto, la res~tenza scenderebbe a meno della metà di quella ora trovata, cioè a kg 0,'18 per tonnellata. Quando la dii·ezione del vento è obb.liqua a quella del treno, la sua azione, a seconda del senso in cui spira, aumenta o diminuisce la resistenza d'aria dovuta alla velocità di corsa solamente in ragione della componente longitudinale alla via; la componente del vento trasversale alla via, finchè la pressione non è tanto grande da pto· · durre uno spostamento laterale delle ruote e spingerne gli orli contro la rotaia, non cagiona resis'tenza alcuna. Ma i veicoli. chiusi offrono lateralmente tanta presa al vento, che lo spostamento può prodursi anche se questo.non ha velocità molto grande; specialmente poi quando i veicoli siano scarichi . Ciò avvenendo, la resistenza al moto diventa considerevole, spe7 cialmente poi se il vento spinge gli orli delle ruote a strisciare contro la stessa rotaia cui tendono ad accostarsi per effetto delle curve. Può anche darsi il caso che un vento violento rovesci tutti o parte dei veicoli del treno, come è accaduto qualche volta nel mezzogiorno della }?rancia. Affinchè ciò accada però, anche per i veicoli più leggi eri relativamen te alla superficie laterale, quali sono le carrozze ed i carri coperti vuoti. occorre una pressione laterale di 150200 kg. per m. q. e questa pressione che corrisponde ad una velocità di 30-40 m. al <I'', non si verifica che n,egli impetuosi uragani. Se i veicoli sono molto pesanti è quasi impossibile possa IJlUi acca~ dere il loro rovesciamento per l'azione del vento.
Resistenze com,pless-iue. _:_ L'esame ora fatto delle sin6ole resi-·· stenze serve a dare un'idea della rispettiva loro importanza; ma lamisura della resistenza totale al moto del veicolo, mal potrebbe risultare dalla somma delle tre resistenze parziali dedotte coi calcoli• stati esposti, perchè troppo incerta è la base dei calcoli stessi . L'esperianza diretta è nn mezzo mollò più semplice e più sicuro per · valutarla, e la pratica si vale appunto ~n m,Hlo esclusivo di misure· complessive direttamente trovate. In causa della diversa entità delle_resistenze inerenti ai veicoli datrasporto ed alle locomotive ed anche perchè diverso è il modo còn, cui ordinariamente si porta in calcolo la resistenza delle due speciedi veicoli, conviene farne cenno separatamente. Perciò parleremo . prima della resistenza che si oppone al moto delle carrozze e dei vagoni, eppoi di quella che incontra la locomotiva per se stessa.
1
1
1
b
1°) Resistenze, dei veicoli da traspo1·to sii linea orizzontate e diritta. - 'È uso generale di r iferire questa resistenza alla tonnellata, di peso. Ciò può non essere strettamente esatto, perchè siccome ri- mane fissa, qua(unque sia il carico del veicolo, la parte di resistenza dovuta alla forma di questo, la resistenza totale riferita alla tonnellata, parità di altre condizioni, è necessariamente maggiore quando il veicolo è vuoto o poco carie,>, che non quando è molto caricò. ~fa,, la pratica trascura volontieri queste diffe:·enze; essa 1ricerca piuttosto l'approssimazione al vero nella sempl icità., che non l'esal.lezza rivestita di complicazione. Lo stesso amore di semplicità esclude l'adozione in una stessa rete~ di valori diversi per l~t resistenza di veicoli diversamente costrutti o · _diversamente lubrificati, o percorrenti linee in diverse condizioni di • conservazione o di armamento. Ogni rete procura di adottare valori medì rispondenti alla maggior parte del suo materiale e delle sue · linee: non deve quindi arrecare meraviglia il vedere assunti coefficienti di resistenza anche sensibilmente differenti da una rete al- · l'altra. La misura della resistenza per tonnell,tta, ossia il coefficiente di 1·es-istenza, crescd col crescere della velocità., in causa tanto della-, maggiorJ resistenza della via·, che di quella dell'aria; ma non tutti si accordano sulla misura dell'accrescimento. Anche per questo lato ,
a
385 ·
STUDI
FElìl\OVI.-\IUO- )llLITARI
la diversità di condizioni da una rete all'altra, e il non uniforme apprezzamento della resistenza teorica dell'aria, bastano a spiegare il disaccordo nei coefficienti quando non sia molto grande. Non è qui il caso di citare distesamente le esperienze fa tte per ricercare il valore della resistenza alle diverse Yelocità: chi des idera conoscerle più consullare il Conche (III, pag. 625,-648). Anche delle formole desunte da lle fa tte esperienze non citerò che le più semplici. Il Grove nel ìJJanuale fel'l'O'VÌario adolla la seguente formola di Klark, la quale si !'i ferisce a condizioni favorevoli di via, di cariao e di atmosfera (via in buono stato con r,urve di grande raggio, treno · di oltre 100 tonn , lubrificazione con olio, vento debole, temperatura superiore 5° C).
r adollato per i rettifili una co;;tante di kg. 0.5, per tener calcolo
r
I
+
SPECCHIETTO VI.
= 2,25 + ~~ v' = 2,25 + 0,00.f v·.
Questa formola è sta.a riprodotta con lieve aumento della costante dal Fink (1870) in seguilo_all'esperienza acquistata sulle ferrovie · dello S tato in Austria. Egli infatti propone, in condizioni fa vorevoli come sopra: r = 2,5 0,00·1 vz.
+
Io condizioni sfavorevoli, ma non estreme, cioè quando sianvi · curve di _raggio inferiore ai 500 m., forte vento, ternperaitura minore di 5° C. , lubrificazione e.on grasso e carico inferiore alle 100 tono. , il Fink, d'accordo anche qu i col Klark, propone la formola : 1· = 3,75 0,0015 v·. Fra que~to valore e quello ordinario surriportato stanno lutti i valori della resistenza in condizioni poco favorevoli. . L'ufficio trazione delle F. R. ha adottata la formola di Fink aggravandola però sensibilmente per tener conto delle differenti con· dizioni &i linee, dì materiale e cli atmosfera, in cui gli è sembrato trovarsi rispetto alle linee austriache; la fo rmola della resistenza da · esso adollata per i rettifili è :
+
+
2,7 0,00·12 v·. La formola di Fink include la resi stenza media delle curve di grande raggio, ed a /ortio!·i poteasi ritenere la includesse la formola , ora ci ta ta: ciò non pertanto le F. R. hanno aggiunto al .va lore di r
=
della resistenza delle curve con raggio < 500 m. Co;;ì hanno posto in calcdlo coefficienti di resistenza indubbiamente esagerati, dedu cendoli dalla formola ·r = 0,0012 Vt. , 3,2 Pel cak olo delle nu0ve tabelle dei carichi rimorchiabi li dalle locomotive delle F. 'A. I. sono stati adollati coeffìcienti variabili in modo di verso, e sempre superiori a quelli di Fink. Il seguente specchietto mostra quali sono i valori concreti di tutti i surriferiti coefficienti di resistenza fra le .velocità di 45 e di 7i> krri . all'ora. Coefficiente di resistenza r in chilogrammi per tonnellata di treno n etto (loc. esclusa.) . VolocilA a ll' ora km: Fink (condìzioni favo-
.~ ;
revoli).
J.<'e rrovio A. I.
..
Ferrovie Romane
~
I I20 125 1301351401 45150 155 160 I t5
i,a
2,9Ò 3,t! 3,40 3,7! 4,t 4,52 5,00 5,52 6,t
05 , 70
l
75
6,72 7,40 8, lt
2,75 3,00 3,35 3,75 4,25 1,,75 5,25 5,75 6,25 6,75 7,25 7,75 8,2·
3.50 3,70 4,00 4,30 4,70 5,l.O 5,60 6,20 6,80 7,50 8,20 9,!0 tO,00
Fink (condizioni sfavorevoli) . . . . . 4,09 4,35 4,69 5, to 5,59 G,15 6,79 7,50 8,~9 9,l.5 t0,09 U,iO 12,i 9
In questi valori si intende inclusa la speciale resistenza che le curve di grande raggio offrono al movi mento dei treni, anzi gli ultimi inr.l udono anche la res istenza media di qual.che curva di picco lo raggio., Di queste però è più comodo tener conto unitamente alla pen. denza della via, che non nei coefficienti generali di resistenza. Questi coefficienti si applicano a tutto il materi ale di trasporlo compresi i tenders delle locomotive. 2° llesistenza delle locomotive ne,i retti,/Ui orù·zontal·1:. - Ab· biamo parlato più addietro della perdita che in causa della resistenza del meccan ismo subisce la fo rza media applicata figli stantuffi nel passare da questi all'asse moto1•e; tale perd.ita, ch e per fort.i macchine a . vapore, qual i sono le locomo tive, può variare del 5 al 1O per ceni.o della fo rza teorica media, si manifesterebbe anr,he nel caso che la 1
- 386
FERROVIARIO-MltlTARI
STUDI
, locomotiva funzionasse da ferma, come macchina fissa, colle ruote libere e sospese. • Quando la locomotiva è in moto, alla resistenza del meccanismo :;i . uniscono le resistenze di attrito nei fusi degli assi e nei perni di accoppiamento, e quelle dovute alla via ed all'aria, le quali tutte costi,. tuiscono la ·resistenz~ del veicolo . , La forza di trazione netta, ossia quella che agisce sul gancio di ~trazione fra tender e treno rimorchiato, risulta dalla so.ltrazione dallo sforzo teorico medio sugli stantuffi ( p. d~l) della resistenza • del meccanismo e di q11ella del veicolo; · il che equivale a dire che , risulta dalla differenza fra lo sforzo già depurato della resistenza 2 e meccanismo . "lp. d e la resistenza del veicolo. E.appunto
dl
. (
0
l)
..
.
· questa differenza che è stata determinat~n ogni singolo caso, per l'as. segnazione dei carichi alle locomotive sulle F. A. I. Nei relativi cal. coli la resi stenza del veicolo locomotiva è stata riferita alla tonnellata di peso ed è stata ritenuta diversa a seconda dei tipi e della velocità --di corsa , nel.la misura indicata dal seguente specchietto, che tolgo -·dalla più volte ci lata memoria del l' ingegnere E. Pennati. Questi coef. ficienl i, paragonati a quelli di alcuni sperimentatori ci lati dal Couche, · risul tano alquanto scarsi. · SPECCHIETTO VII. - F. A . I. - Resistenza. in pia.no ed in linea. retta. per tonnellata di locomotiva (in più della. resistenza del meccanismo).
387
Il ricorrere alla determinazione dello sforzo netto per l'assegnazione dei carichi alle locomotive rende poco semplici i calcoli, pershè Lale sforzo cambia seri1 pre col cambiare delle resistenze che in·contra la locomotiva. Valga a dimoslrarlo il seguente esempio: d' l . . . La forza. suo-li stantuffi ·pv - D , d1 uua , locomot1va a tre assi ac n . copiati, del peso di 36 tonn. con tender di tJ7 tonn . sia risultato ess-ere alla velocita di 25 km. all'ora di kg. 4,120. Asstinto 0,94 come coefficiente di rendimento del meccanismo, risulta lo sforzo di irazione sull'asse motore o s/'or.zo lordo di kg. 0,94 X 4120 = 3873. Per trovare ora lo sforzo nett.o i;i or·izzontale conviene togliere da questo numero. kg. 3,35 X 17 = 57 per resistenza del tender » » del veicolo locomotiva . kg . 9,75 X 36 = 351 kg. 408. ossia in totare .
Lo sforzo netto in orizzontale è pertanto di kg. 3873 -408 =3465; ed essendo di kg. 3,35 la resistenza della trazione per tonn . di treno nello alla velocità. di 25 km. , si può assegnare alla locomotiva in orizzontale il caric0 di toùn. 3465 : 3,35 = 1034 . Ora per fissare il carico rimorchiabile sopra um: sal ita, quella p. e. del ~5 p. ¼ o bisogna prima ricercare lo sforzo netto S1il J 5 p. 0 / 0 ., Questo si ottiene togliendo dallo sforzo in orizzont~le, la resistenza dovuta ali' azione della gravità sulla locomotiva e sul tender, ossia : kg . •I5 (36 + ;lì)= 7%, ecl è quindi : kg . 3465 - 793 = 2670.
+ =
;, .f,ocom.
ii cii. est. 3assi accoJ>piati.
Locom. a cii. est. 2 assi accoppiati
9,25 9,50 9,75 i0,25 l0,75 H,25 H,75
G. V. . . . .
-
Locom. a cii. est. 2 assi acco~piati treni omni us .
-
Locom. a cil. int. rnote libere . .
-
- -
7
_,_
- -
-
- - I-
7,00 7,50 8,00 8,50 9,00 9,50 i0,00 i0,50 H,00 H ,5
' ' 7,50 8,00 8,50 9,00 9,50 i0,00 i0,50
-
-
- -
6,50 7,00 7,50 8,00 8,50 9,00 9,50 l.0,00 i0,50
I J ,ocom. a cii. est.
4 assi accoppiati da mon tagn,t . i0,25 I0,50 H,00 H,50 i2,00 {2,50
-
-
-
-
-
-
-
Essendo kg. 3,35 it1S "8,35 la resistenza alla trazione di ogni tonnellata di treno netto, il carico da assegnarsi alla locomotiva ,risulta di tonnellate 26'70 : ,18,35 = 1146. Il metodo ora esp(1slo non è quello che è più comodo di seguire; jnfatti invece di ricercare in ogni singolo caso lei sforzo di trazione .netto, conviene meglio determinare una voli.a per tulle quello sforzo di trazione che permetta cli considerare la locomotiva come posta ,per le resistenze che risente, nelle stesse condizioni di Lutti gli altri ~eicoli; a tal uopo basta che dallo sforzo di trazione lordo si tolga
/
388
ST UDI
~na parte equivalente ali' eccesso di resistenza del ·veicolo locomotiva sugli altri veicoli. Tale eccesso sommalo colla resistenza del meccanismo fornisce la resistenza speciale della locomotiva. Il Grovesegue appunto questo secondo sistema, po ichè e11li include nel coefficiente di rendimento 11, non solo la resistenza dei°meccaoismo, ma anche l'ec·cesso di resistenza del veicolo locomotiva, ìn modo da rnm dovere più porre a calcolo per questa se non la resistenza comu~e agli altri veic.ol i(coeffìcie_nte , . dello specchietto VI). Egli però fa dipendere la l'es istenza speciale non giil dal tipo della locomotiva e dalla sua velocità, ma soltanto dal grado di introduzione del vaP?re nei cilindri , il quaie elemento non ha una relaziono precisa ne colla ve locità, nè colla forza di trazione. I suoi coefficienti quindi non potrebbero ma i avere che un'esattezza mollo e,,orossolaua ·' eu1 1• • • p_o1 non erta a loro sostegno, nù alcuna ragion~, né alcuna espenenza.' ond' è che i valori da lui presen tati (valori esageratamente grandi) mancano di autorità pratica. Riguardo al metodo è da osservarsi che il Grove riferisce la resistenza della locomotiva alla forza sugli stantuffi, piuttostochè al S~lo peso come usano fare i tecnici francesi e come ha fatlo l'A. I. , e crò, mentre è c~modo per le_calcolazioni, è anche logico; poichè gran parte ~ella re~1stenza speciale proviene dall'attrito fra i pezzi della ~acchina, attnto proporzionale a,Jla forza che trasmettono: e poichè, d altra parte,_ lo sforzo. della locomoliva è in relaiione col suo peso . La valutaz1~ne che. ,I Grove fa della resistemrn speciale rapporto alla forza sugli stantuffi è la seguente: · l)
Grado di in troduzione . 0,7 0, 6 0,5 0,4. 0,3 0,2 0.1 ! esist~nzri sp.eciale. . . 0,20 0,2 f 0,22 0,23 0,24 o,is 0~38 Coefficient e d1 rendimento 0,80 0,79 0,78 0,77 0;76 0,72 0,62 1
• i
l'ingegnere Pennati, pag. 42), epperciò una resistenza speciale, secondo il Grove, di 0,25 della forza sugli stantuffi, che abbiamo visto essere kg. 4i120. Lo sforzo cli traz'ione clisponibile risulta quindi di kg. O,75 X .u 20 ' 3090. Essendo stata posta la locomotiva in eguali condizioni di resistenza degli a!Lri veicoli , si applicano i coefficienti di resistenza per tonn. di treno netto (specchio VI), anche alla locomotiva; epperciò collo sforz o disponibile ora trovalo si potranno tirare tonnellate lorde: · 3090 : 3,35 = 922 in orizzontale, e 3090: 48,35 = 468 in salila del ·15 p. 0/ 00 Detraendo le 53 tonn. rappresenlanti il peso della locomotiva e del tender, si ottiene nei due casi un treno netto di tono. 869 e ,t 35, invece che di il 03,:1, e 1146 come fu trovato più sopra. A spiegazione di tanta differenza, giova ripetere che le F.A. I. hanno probabilmente stimato scarsamente la resistenza delle locomotive, e che il Grove la ha stimata troppo grande. Le F. R. nel calcolo delle tabelle di carico delle proprie locomotive, hanno applicati i coefficienti del Grove, attribuendo inoltre alle locomotive, in più della resistenza speciale così risultante, una resistenza suppletiva per tonnellata di locomotiva e di tender pari a kg. •I per le locomotive a due assi accoppiati, e a kg. 3 per quelle a 3 assi accoppiati . Anche relativamen'le alle lecomotivc le misure delle re:;istenze adottate su questa rete sono pertanto certamente eccessive. Nel calcolo delle antiche tabelle di prestazione delle lor,omotive, le F. A. I. , in seguito a còmputi approssimativi del lavoro consumato negli attriti interni in alcuni dei principali tipi di locomotiva, ritennero che la resistenza speciale fosse composta di una parte fissa, 1 ee:uale ad - - dello sforzo teorico m~ssimo a piena introduzione, e 16
V
Per mostrare la maggiore semplicità di calcolo che l'isulta dalla riunione in una sola misura di lutto ciò che è resi stenzil specia le della locomotiva, ed anche la differenza fra i ri sultai.i che si ouen"ono impiegando una piuuostocbè un'allra delle misure che dan no tecnici ed i trallatisli, applicherò il metodo ed i dali del Grove alla locomo tiva che ha fornito l'esempio preced.ente e che appartiene al gruppo ~00 - 1180 ~elle F.A.I. Alla velocità di 21> km. all'ora corrisponde in tale macchma un grado di introduzione di O,~WO (V. Memoria del·
i
389
rERROYIARlO-Ml LITARI
'
di una parte variabile eguale ad
,
'
46 dello sforzo corrispondente alla
velocità che si considerava. Questa regola equivale all'incirca a stabilire che la resistenza speciale varii linearmente per le locomotive merci dal -12,5 p. 0 / 0 dello sforzo di trazione medio sugli stantuffi alla velocità di km. 115 all'ora, 11no al 20 p, °lo dello sforzo a 45 km. all'ora; e per le locomotive viaggiatori del 112,5 p. %, a 20 km. 1100 al 20 p. 0 / 0 a 70 km. di velocità. 2G -
ANNO XXX, VOL. IV.
390
STUD I
1a det,ermmm~1one della resisLenza degli organi e del veicolo nelle locom~tive, le quali però conducono a misure spesso mal definite, e quasi f>em~re sconcordanti una dall'altra. Ciò che traspare da esse è c~:1e la res1ste_nza totale recentemente assegnala alle locomoti ve delle F. A. I. (resistenza del meccanismo sommata con la resistenza risul~nte in base allo specch io YII) è forse alquanto scarsa; e che la 1·es1stenza data dal Grove è esagera·t.a . ~ ol~~do ricerca:e CJ'.tali po~saiao essere i coefficienti ·esprimenti la I es1:.tenz~ speciale in funzrnne della forza sugli sLantuffi, ho depur.ata la res,stenz~ per tonnellata di locomoti,,a secondo f'A. I. (speCcillo VHµi~lla res1ste~za Jil;er tonaellata di ~reno netto (specchiioVI), ed ho_ fuso l eccesso d1 resistenza della locomotiva così trovato con la resistenza d~I meccanismo adottata per ciascun tipo, ricavando in tal modo la resistenza speciale. Questa la ho poi ragguagliata rispetti-
vamente per ogni ,,elocit.it colla forz a sugli stantufG p. d~ led ho otten uti i seguenti rapporti percentuali: Per le locomotive a 4 assj accoppiati da mon tagna {Sigl.): 1
a 16 km., 110,7
°lo;
a 25 km., 1 11,8
°/
0
;
a 40 {cm ., :13,0
e;
0
•
.
Per le loc?motive da treni merci a 3 assi accoppiati, gruppo 800H 80 (pressione relativa 8 atm .): · · ~ ilo km., ,10,7 ¼ ;
a 30 km., 12,3 ¼ ; a 1-o km., ·13,o °lo.
Pe~: le Jocomo~ive da treni omnibus a 2 assi accoppiati, gruppo
¼ionali alla loro forza di trazione; il che si comprende agevolmente :anche a priori che deve essere approssimativamente vero . Siccome i rapporti suindicati paragonali con quelli analoghi che possono dedursi dalle esperienze riferite dal Conche, risulilano scarsi e tali sono in confronto non solo dei coefficien ti percentuali del Grove, ma anche di quelli che risultano dalla vecchia regola delle F. A. I. ; così quelli da adottarsi doHanno essere alquanto superiori. A me sembra si possano con qualche sicurezzq adottare i valori dello spec,chietto seguente, tutli più alti di quelli risultanti dai coefficienti dell'A. I., tutti più bassi di quelli proposti dal Grove ed intermedi a molti risultati dalle esperienze citate dal Couch.e. Importa notare -che, quando anche i valori della resistenza più sotto proposti pre.senlassero in qualche caso rispetto alla realtà una differenza del 2 o ,del 3 p. 0 / 0 dello sforzo di trazione, essa sarebbe senza grande im,portanza pratica (tradotta in forza significherebbe raramente pilt ,di mo kg.), poichè i calcoli per l'assegnazio1,1e dei carichi alle lo,comotive fondano tutti sopra dati non esalti, ma semplicemente approssimàlivi, e differenze ben più grandi possono risultare dai modi ,sempre incerti di apprezzare, per esempio, la produzione oraria in ";apore, ed il lavoro di questo dentro ai cilindri. SPECCHIETTO VIII. Resistenza speoia.le delle locomotive e spres11a. in proporzione <Jella. forza sugli 11ta.ntuffl · a.Ile singole velocità. ·
473-042 a presswne relativa di 9 atm.:
a 25 km., '14, 2 °/o; a MS km., Hi °lo ; a 60 km., '16 °/o . .Ve-u le locomotive da treni direLLi a 2 assi accoppi-ali "Tuppo
661-705:
o
a 30 km., '13 ,9 V/.; a50 km., H, o ¼ ; a 70 km. 15 ,, o; '
,
391
FEl\llùVlARIO - MlLlTAl\ l
li Couc'.be (~II, pag. 683-7,( 3) cita mQlte e cli verse esperienze per
\Velocità in km . all'ora= Resistenia speciale.
=
l
115 120 25130 1351 40
I I. 45
50
I
155 160 65170
0,140 0,i43 0,146 0,149 0,t5!;. 0,t59 0,t64 0,i70 O,i77 O,ts, O,i92 0,200
Coelllcionto di rendi. - 0,86 0,86 0,85 0,85 0,85 0,84 0,84 0,83 0,82 mento 'Yi•
0,82 o,st 0,80
o·
. 9uest! rappol'li portati quali ordinate iu corrispondenza ad ascisse ind1cant1 la velocità in km. all'ora, determinano un fascio di linee non mollo di~tanti fra loro, epperciò sostituibili senza 0rrrave errore ~a _una sola linea continua. Ciò indica che la resistenza speciale riterit:a alla f?rza d~lla_ mac?h_in_a riesce indipendente dal tipo di locomotiva, oss,a che I d1 vers1 t,p, offrono all 'incirca resistenze propor-
Moltiplicando lo sforzo sugli stantuffi p,. d~ t ,perii coefficiente di ren. . . I f d. . <l2l 1 . ·d1mento 'YJ,, s1 ricava o s orzo I Lraz,one 'Yl, p. D ' c 1e abbiamo
·Chiamato sfor.zo dispon'ibile per distinguerlo dallo sforzo lo rdo 1
.sull'asse motore,
· "I)
cl! l
p. D' e dallo sfor.zo netto operante sul gancio
393
FERROVIARIO-MILITARI
392
STUDI
di trazione del tender. Lo sforzo disponibile ad una data velocità rimane costante qualunque sia la pendenza della via: esso, diviso per la resistenza ordinaria per tonnellata di treno aumentata della resistenza prodotta dalla gravità, fornisce per ogni pendenza ed ogni velocità il tre,io lordo che )a locomotiva ti1ra. Deducendo dal treno lordo il peso della l9comoti va e del suo tender si ha il treno netto che la locomotiva , ··imorchia. Giova non dimenticare cbe questo metodo sì segue solo per semplicità di calcolo, ma che in realtà lo sforzo che la locomotiva deve fare per tirare se stessa e il treno é superiore allo sforzo dispo·nilJ'ifo cc,rrisponde precisamente allo sforzo lo rdo, rispetto al quale deve verificarsi la condizione fondamentale dell'aderenza. 1
Alcune volte per riferire le resistenze allo sforzo aderente od a-Ho sforzo lordo, occorre conoscere la resistenza· media lorda per ogni tonnellata di treno, compresa cioè, la resistenza de! veicolo locomotiva. Tale resistenza lorda si ottiene aggiungendo all;;i resistenza per tonnellata di treno netto (sp. VI ) l'aliquota dell'eccesso di resistenza del veicolo locomotiva risultante dalla sua ripartizione su tutto i! treno. Cosi, per esempio, se l'eccesso di resistenza della locomotiva sugli altri veicoli fosse in totale alla velocit~ di 25 km. all'ora di 300 kg.ed il treno fosse di 500 tonn.{locomotiva compresa), sarebbe di 350 kg. . resistenza . . . d. O 70 kg. 1a maggior me d"ia che risen500 , ossia 1 , tirebbe ogni tonnellata di treno in causa della locomotiva; ed invece di kg. 3,35, il coeilìciente di resistenza per tonnellata di treno risulterebbe di kg. 4,05. Come si vede questo coefficiente varia colla grossezza del treno e non può quindi essere determinato con esattezza che in ogni singolo caso. Per calcoli approssimativi si potranno seguire i coefficienti seguenti stati adottati dalle F. A. I. sebbene rispetto agli analoghi coefficienti pel treno netto debbano ri tenersi piuttosto scarsi: Velocita in km. all'ora . . ,
rn f 20
II
f 25 J 30 135140 145 , 50
I
155 160 / 65 170 1 75 .
I I l I~,5I I I I I
Resistenza per tonnellata di treno lordo . . kg. 3,25 3,50I 4,0 r 4,5 5,0 5,5 6,0
7,0 7,5 8,00 8,5 9,0
, j
Res-istenzaclelle c1wve. - Nel moto entro al binario, oltre alle resistenze già accennate, i treni risentono una nuova opposizio_l\e al loro moto ogni qualvolta passano in curva. La resistenza delle curve è indipendente o quasi dalla velocità di corsa, ed è variabile colla elasticità degli atlacchi del materiale rotabile e principalmente coll'attitudine degli assi a disporsi normalmente.alla via, attitudine che . risulta dal sistema di sospensione della cassa sulle molle ( se artico· late od a sfregamento), dal giuoco nelle boccole e dalla distanza degli assi estremi dei veicoli. il materiale dei treni viaggiatori troSolto oali ora detti riouardi o vasi in migliori condizioni di quello dei treni merci. Questi inoltre per la loro lunghezza risentono maggiormente l'azione delle lunghe curve anche quando sono di grande raggio, poichè le direzioni dei veicoli estremi, locomotiva e coda del treno, per la grande distanza alla quale rimangono, arrivano a determinare un angolo di ampiezza considerevole. D'altra parte deve notarsi che la principale causa di resistenza in curva è l'attrito degli orli delle ruote contro il lembo interno delle rotaie. e lo strisciamento di una delle ruote d'ogni asse in causa della dilieren~a di sviluppo delle due rotaie, e che i treni merci (per l'azione d~lla gravità conseguente dalla sopraelevazione della rotaia esterna. non equilibrata dalla grande forza centrifuga dei treni celeri) sono spinti contro la rotaia interna alla curva, epperciò . risentono un'assai considerevole perdita di forza., cui sfuggono in gran parte i treni celeri (11).
(i) Alcuni tecnici, e rra c1uesti anchr, l'ing. Pennati nella sua Memoria sullo
per te ca/.cota.ziom d,elle t.abelle '<li carico àelte locomot.ive, . non badando cl~e
Nor-me
I~ s?prae-
levazione della rotaia esterna è ratta apposta per mettere m bnone cond1z1on1 d~ tran~ sito in curva i treni celeri, vedono una causa di maggiore resistenza_ per questi trent nello strisciamento dell'orlo delle ruote contro la rotaia esterna, strisc,ament~ al quale, secondo essi sfll'""irebbero i treni merci. Purtroppo però mentre la sopraolevaz1one della rotaia oster;a U:;edisce Io strisciamento dell'orlo nei treni diretti, lo produce invee~ ~!l'interno della curva nei treni merci, come del resto si può constatare dal r~more s1b1I~ !ante delle ruote, viaggiando in un treno a. lenta corsa. Del resto Io stesso mg. Pennati dice • che i treni sentono maggiormente l'influenza delle curve quando la loro velo• citi!. é molto piccola - quella dell'uomo al passo o poco più - come si veriflca < quando un treno merci deve vincere contemporaneamente all,t curva, anche una forte • salita o quando è in partenza da una stazio ne •. Anche gl'ingegneri delle ferrovie francesi del~'e~t, ~elle loro · celebri e~p_orienze, trovarono che la resistenza propria dello curve d1mmmva quando la veloc1t.a cresceva. CoucnE, III, pag. 669.
39i
STUDI
SPECCHIETTO IX. Resistenza s peciale dovuta alle c urve, èsprenll" in kg. per torlnella.tàl di treno. . '
iOOO P=T-0,5 . .
1000 =R -
..
O,o
>
= 9; 0
.
..
F. n.
, I
,. 3,5 2,8 2,0 i ,5 i,2 0,9 0,75 0,6 0,5 9,5 6,2 4,u 3,75 3,00 2,00 i ,51) i,2i 0,97 0,85 0,72 0,6o
- .•;,m,,;s - .. .•
rpre,s;
(50
- -
4,0 2,3 t,20 0,5 0,2
o
- -
l
-
2,00 i,70 i,20 :!,00 0,85 0,70 0,60 0,55 0,5o
)
-
3,00 2,50 i,80 1,50 i,25 i,05 0,90 0,80 0,7r
{10 ••,.
P.L.M . omnibus (20 mer.ci
2,1,0 2,10 i,50 i ,!5 0,95 0,80 0,70 0,60 0,5
La resistenza delle curve, essendo aéoidentale e non per'manente, si connette aHa ,,ia, piuttosto che alla locomotiva:: se ne tiene calcolo cioè, unitamènte alla resistenia delle pendenze con la quale essa si somma: Così una curva di 400 metri di raggio si còmputà éome un altmento di pendenza del 2 p. °/oo (poichè produce una resistenza cli .2 kg . per tonnellata di treno); una curva di 11000 metri cli raggio si calcola come un aumentu dI. pen denza erI T,1 p. o; oo, ecc. Il più delle volte non è la resistenza che incontr·a un treno a transitare in una data curva che occori·e di trovare, ma la resistenia media dovuta ad una serie di curve lungo una data linea. Indicando aenericamente con l la lungh ezi·a di un tratto di binario in curva e ~on p la resistenza che essa produce, sarà lp il lavoro di tale resi-
(,f).
. ~elio specchietto seguen te,ho riuniti per diversi raggi i risultati, cli questa formola, i coefficienti di resistenza adottati dalle F. A. J. nei 1~ecenti ~~lcoli d~ile prestazioni delle locomotive, quelli assunti neg.h analog!11 calcoli delle F, R. e quelli adottati, in seguito ad app~s1te es~er1enze, dalle ferrovie francesi P. L. 1\1., le quali seguono misure diverse a seconda della qualit4 dei treni : · (l) Nello Studio IV consigliai la formala p
kg.
•.
p secondo F. A. .I.
1
P
395
~'ERROVIAJUO-MILITARI
Ed anche '.' iguardo alla locomotiva è da osservarsi che quelle a: ruote.accoppiate, tome sono sempre le locomotive dei treni merci nel l1:ansitò in curva risentono dei forti strisciamenti per r ine: guagha:nza del· percorso delle r uote solidali, epperciò una maaoioreresistenza: proporzionale ali'estensione dell'accoppiamento, ed ~~Che' una certa tendenza a.I pattinaggio che ne diminuisce la potenza. Per tutti gli accennati motivi la resistenza deile curve e indub~tabil.mente maggiore per i treni merci, che non per quelli viagg1ator1. Intorno poi alla misura con'creta della resistenza delle cul've, l'accordo ~ra i tecnici .non è completo, ciò che in pari.e è giustificato dalle differenze ne, dettagli di costruzione del materiale mobile. La più ?r~n ~arte inoltre, ad onta di quanto è stato sopra notalo, non fa d1st1~1qne fra treni merci e treni viaggiatori, applicando a tutti la stessa misura di resistenza la quale per comodità viene riferita alla tonnellata di treno totale. · Teo.endo ~onto delle esperìenzè citate dal Couche e cli quelle più recenti dell'mg. Bodeker in Germania per quanto si riferisce alle curve di grande raggio, e ponendo mente alla i·esistenza che offri vano le ct~n'e con raggio di . m. 9 1, 5 sulla ferrovia provvisoria pel passaggio delle montagne Bleus (Couche, II, 6911), la resistenza media delle c~rve _di raggjo R. può esprimersi abbastanza bene in kg. pe1~ tonnellata di treno mediante la seguente formola:
.
.
, 'Z l p
stenta, e i lp il lavoro resistente totale di tutte le cm've, e qumd1 L
la resistenza media diffusa sopra tutta lc1, lunghezza L della linea. È questa resistenza media che si consrdera nella detetmiriazione della pendenza regolante i carichi delle locomotive sopra una data linea. Resistenzli al 1novùnento durante. l'avviamento di un treno. Per far passare un mobile pesante Q. kg . dallo stato di ripo~o a quello 1
- 0,5 porche è questa che risul-
t~va ~alle e_sperie~ze del llodekor: feci però notarn come essa non concordasse per i P_tccoh raggi {quali possono essero adottati sulle nostre ferrovie complementari) con il nsultat? dell'e~~e~ien~a alle Mont~ne Bleùs. Ora però credo preforibile la sop;·a ri ferita esp.resswne petche p1u_ s?m~hce d1 forma e meglio rispondente all'esperienza per i piccoli raggi, a(I onta dei lievi aumenti di resistenza che essa indica per i raggi maggiori.
1
di moto con velocità di 1) metri al 11'', occorre un lavoro eguale a quel10 che si compirebbe sollevando verticalmente lo stesso mobile .
~
.
=;zg ; ossia occorre un lavoro cli chilogramnieLrì
Q ad un'altezza h.
i196
sn:01
v•
Q 2g · Pertanto l'incamminamento cii un treno che da fermo debba rag-
2° Lo &pazio dopo il quale il treno raggiunge la velocità voluta nell'ipotesi che sia di due minuti il tempo d'incamminamento, ossia che l'orario sia fatto in base alla perdita di 1', com'è il caso più comune. 3° La resistenza speciale di incamminamento espressa in kg. per tonnellata di treno totale, sempre nell'ipotesi della perdita di 1' di tempo. 6.- 0 La resistenza totale di ogni tonnellata di treno lordo risente durante l'avviamento, se qiwsto avvienesop·ra roia perfettamente orizzontale e dir·itta. Questa resistenza totale è la somma della resistenza speciale di avviamento, con la resistenza lorda ordinaria per tonnellata di treno alla velocità media di avviamento, che è la metà della velocità finale, e con la resistenza media delle Cllrve di una deviazione (60 m. di binario in curva con raggio di 240 m.) ripartita sulla lunghezza di incamminamento. A proposito della resistenza totale, deve osservarsi che per linee con considerevoli pendenze, ove sono piccoli treni , i coefficienti di resistenza lorda ordinaria per tonnellata di treno quali sono stati più addietro riportati e qui usati, sono soverchiamente piccoli: epperciò la resistenza totale di avviamento segnata nello specchietto deve, per quelle linee, essere aumentata. Inoltre quando l'intera lunghezza di avviamento non è( come avviene frequentemente), nè tutla retti Iinea nè tutta orizzontale, deve aggi un· gersi alla resistenza totale dello specchietto la resistenza rnedia delle curve o delle salite che vi si incontrano. I coefficienti dello spec,chi etto seguente rappresentano adunqtte il rninimwm ~i 1·es,1:stenza che i tren,i incont1·a,w durante L'avviamento.
g_iu~gere la veloci'.adi Vkm . all'ora ( essendo v= ~ = 0, 278· V.) 36 r1.ch1ede. pe1: ogni tonnellata, ossia per ogni 1000 kg. di peso, il d1spend10 d1 un lavoro egual e a kgm:
, ooo v~
2 g (3 ,W
397
F ERROVIARIO- MILl1' ARI
1
=
3,933
v•.
~uesto lavoro, diviso per lunghezza in metri del tratto di strada funao il_ quale si compie, forni sce la resistenza media che ogni tonnella~a 1 ~ t_reno oppone alla trazione pel solo fatto dell'acquisto di velocità indipendentemente da tutte le altre resistenze. La resistenzad'incammi~amento risulta adu~que tanto minore guanto più grande è lo spaz~o percorso per raggmogere la velocità V, spazio che a sua volta dipende dal tempo concesso per l'incamminamento. Se?bene non risponda esattamente al vero, si può ammettere l'ipotesi che la forza di trazione disponibile per l'incamminamenlo (eccesso d.ella forza della macchina sopra le resistenze ordinarie del f,1~eno).s1a costante, e_che perciò il moto durante l'incamminamento sia uni~ormemente accelerato; in questo caso la relazione che lega lo spazio s, percorso per raggiungere la velocità normale v col tempo t (in secondi) impiegato in lale penorso, è: '
,,
s=-vt" ,2 Lo spazio eliettivamenle percorso durante l'incamminamento è adunque soltanto I~ meta di quel!o che a parità di tempo corrisponderebbe alla velocità normale, e rispetto a questa velocità nell'inca. . . , mrnamente si perde 11 tempo t!'. Ordinariamente negli oran si 2 valut~ la perdi_ta d! te~p? per l'incamminamento in uno e in qualche cas~ m dne mmut1 pnm1 : si suppone cioè, che I' incamminamento duri due o quattro minuti primi. Nello specchielto seguente sono indicati: t
1° Le altezze virtuali vg = 0,003933 V' che conviene supe-
1
2 rare per raggiungere diverse velocità in km. all'ora.
SPECCHIETTO X . Altezza, percorso e resistenza di avviamento. Velocità. all'ora da raggiungere. km.
..
Al tezza virtuale da supera.re
I I20 125130 135140 I I I551 60 t5
. m. 0,88 {,57
\ spazio di avviamento . • resistenza speciale por ~== l.20'' ( tonnellata . . . . kg. resistenza totale per tonnollata . . . . . , •
45
50
2,46 3,54. t,,82 6,20 7,0G 9,84 U ,90
j50 333 417 500 583 667
750 833 9t7
U,t 6 { 000
3,54 ,,,72 5,00 7,08 8,26 9,!,-1. {0,62 H,80 t2,98 t 4,t 6
i ,l 8,3 9,5 l0,7 {2,0
{3,3 H ,6
t 6,0 l7 ,4 {8,9
I
398
. FEI\IIOVIAl\lO- MILITARI
STUDI
Alla resistenza totale durante l'avviamento conviene porre mente nel compilare l'ora'tio o nell'assegnare i carichi delle locomotive. fincbè qmisti non siano tali da rendere impossibile al macchini;ta il rispetto dell'orario . Suppongasi p.e. che il tempo di percorrenza fra due stazioni sia stabilito in orario in base alla velocità di 60 km . all'ora, più un minuto di perdita nell'avviamento, ed uno nel rall~nt~mento d~I treno alla fermata. L'essere st~bilita la perdita di .'I , p_orta d1 co~s~guenza, essendosi quasi sempre qualche pie· cola res1.stenza add1z1onale per curve o pendenze, una resistenza to~ale durante l'avviamento di 'km. 20 all'incirca.; epperciò, supposto 11 peso aderente della locomotiva di '.iM tonnellata, ed ammesso uno
;f-
sforzò aderente pari ad
!
di la.I peso , ossin. a kg. 3o00, non po-
t1:~nno ,essete incamminate nel tempo stabilito più di tonnellate 3000:.20 _..:.. '~75 in tutto, locomotiva compresa. D'altra parte, siffatta locomotiva (gruppo G6 I -700 clell'A. I.) alla velocità di 60 km. all'ora svil uppa uno sforzo clisf!)onibile di..2iJOO kg . e su linee a miti pe?d~nze ~uò t(rare .2~Oed anche più -tonnellate. Bisogna pertanto, o lu~~tar~ il ca.neo a '.I li:> tom . .s~l.lanto, o assegnare maggior tempo per l a~v1amento. Dei due part1t1 11 migliore è il secondo, epperciò è convernente che sulle linee cli pianura ai treni diretti sia concesso per l'avviamento, non ;I', ma :I' 1/ 2 e meglio 2'. . La s~essacosa dovrebbesi d~re per i treni merci se sulle linee ita.· h~ne s1 eITe~.tuassero i grossis::;imi treni usuali sulle linee france::-i. L a_urn~nto d1 tempo per I' incami:ninamento va pure concesso ovunque pe1 salite o strette curve la resistenza. totale d'avviamento sia ·molto forte. . 1
.Det~1:m~az!on~ delle /'orze e dei cm·,ichi delle locom.ot11oe. - Esammat1 1. pr111cipali elemen ti del lavoro del vapore nelle locomotive e. le resistenze che si oppongon11> al moto dei treni, dobbiamo orn. r~assume1:e e co_ncludere quanto è stato esposto; col mostrare come si det.e'.·mmano 1 ~at'ichi rimorchiabili dalle locomotive alle diverse veloc1~a e s~ll~ diverse pendenze. Vedremo poi come si detennin.ano m ?gm .hnea le pendenze regolanti. i carichi dei treni in relazione ali orario loro (pendenze fittizie). Il problema di stabilire qual è per una data Ìocomo tiva jJ carico
più conveniente sopra una data pendenza e ad una data velocità, può ammettere, entro certi limiti, diverse soluzioni.« Il treno può,, << essere più o meno pesante a seconda 'della valentìa colla qua,le è « condotto il fuoco, della qualità e quantità del combustibile che si f/. brucia, del tempo di fermata concesso per la pulitura del fuoco << nelle stazioni, come pure a seconda del niodo con cui è compos,~o·· « il treno (si .sa che la tonnellata di materiale vuoto dà. una resi-<< stenza maggiore della tonnellata di materiale carico). La difficoltà · << ~ta nello scegliere giustamente il carico che concili meglio una, « bu.ona utilizzazione della macchina con quella del potere caloTifico« del carbone e colla buona conservazione della caldaia e del mec« canismo, della locomotiva. Tutti sanno p. e., che una locomoti va, « di montagna a 8 ruote accoppiate brucia _... per ogni metro qua- · « drato di griglia ...,... molto più carbone di una locomotiva che cam« mina all'a stessa velocità in pianura. Or bene, questa è una ne« cessità, di dover sacrificare cioè; per le locomotive di montagna.._ « un migliore impiego del calore svi luppatosi nella combustione del « carbone alla grandezza della forza di trazione che si esige su quel le « linee. Vediamo quindi come entro certi limi Li, sia atbitrario il va- · « riare la forza della macchina e come i carichi che si ritengono i .. <t migliori nella pratica non rappresentino altro che un giusto grado · « di convenienza economica, tooiao conto clell'1itili'.zza.zione della << m.acchina, d'i quella clel carbone, e - fino a:d un e.erto punto ...... « anche della solerzia del personale di macchina >> ( 1). L'arbitrarietà nella stima del la forza della locomotiva sta tutta nell'apprezzamento della quantità di vapore che la caldaia produce ,\cl , og.ni ora: data questa quantità, l'arbi trari0 sparisce e solo rimane · qualche incertezza in causa della poca precisione dei numeri che : .devono intr0dursi nei calcoli. incertezza inevitab ile e senza importainti conseguenze 'pratiche, poi eh è ciò che si vuole conseguire è' l'approssimazione al vero e non l'esattezza scrupolosa. 1
~ .
Abbiamo veduto più addietro che in una locomotiva,·essendo fisso · il rapporto fra la superficie di riscaldamento e la superficie della.,, (!) Norme p1w le catco/.azioni àdle tabelle di ca1·ico delle toconwtive, dell'ing. P,11,- NATI
dell,i F. A. I.
-400
JfEnnoVIARIO-MILIT..\lll
STUDI
_.graLicola, il rendimento della superficie riscaldata, ossia il rapporto fra il calore uLilizzato e il calore totale disponibile, diminuisce col ·crescere del!' attività del fuoco. Cosicché, p. e., quando la super,ficie di riscaldamento sia 85 volte più grande della graticola, il ren·dimento, slando ai calcoli del Grove, sarebbe 0,80 quando si bruciano 300 kg. di carbone por ora e per m. q. di graticola, e scenderebbe a O, 70, quando se ne bruciano kg. 500; nel primo caso ogni kg. di -carbone produce kg . 6,67 di vapore, nel secondo caso la produzione è di kg. 5,83 soltanto. Pertanto una stessa locomoLiva con graticola di m. 1,5 (locom.800-H 80, A. I. aventi m. q. 127 di superficie riscaldata totale) potrebbe produrre, o kg. 6,67 X 300 X ,J,5 = 3000 -di vapore, bruciando 450 chilogrammi di carbone all'ora; oppure chilogrammi 5,83 X 500 X ·I ,5 = 4372, _bruciando chilogrammi 750 di carbon~ ( 1). La forza di trazione normale della locomotiva risulta più grande <li circa il 20 per¼ nel 2° caso· che non nel ,f "; .si guadagna per-ciò t15 in forza spendendo '/3 in più di carbone. Dal lato della spesa di combustibile non vi è dunque che scapito àd aumentare la produzione di vapore: ma si conseguono però altri vantaggi , che compensano il più delle volte la maggiore 'spesa di <:arbone. Infatti i treni possono farsi più grossi e l'aumento, andando tutto sulla parte rimorchiata (all'aumento del 20 per Q / 0 della forza di trazione, corrisponde un aumento medio di circa il 25 per °lo nel peso · ,rimorchiato) diminuisce l'aliquota di peso morto per ogni tonnellata di treno netto; le spese di personale del treno e di condotta e manutenzione della macch ina si ripartiscòno sopra una maggior quantità di tonnellate di merci trasportate e sono quindi relativamente minori; il quantitativo di locomotive occorrente per un dato traffico diventa considerevolmente minore; il movimenlo delle linee di maggior traffico diventa meno intenso, ecc. Questi vantaggi e l'inconveniente della meno buona utilizzazione
del combustibile possono essere apprezzati Ì!} modo diverso sulle diverse reti e ciò spie 0 a in parte la differente utilizzazione delle· locomotive da una rete all'a!Lra. Essendo però il vantaggio dell'aumento del treno netto, tanto più desiderabile qaanto più le linee sono, in salita, parmi che, ad onta dell'elevato prezzo dei combustibili,. sulle reti italiane si dovrebbe ricercare una forte produzione di vapore, piutLo,tochè un troppo economico rendimento del carbone. •
i,
Da lunao tem po alle locomotive per treni celeri si domanda unal'> grande produzione di vapore per m. q. di superficie riscaldata, perchè questo è il solo modo di ottenere da esse il rimorchio di treni menoinsignificanti: ma per le locomotive da treni merci si è meno esigenti, senza che nessuna necessità tecnica lo richieda. Si fain tal modo il comodo del macchinista, il quale ha meno da fare per la condotta del fuoco, ma si perde dal 25 al 30 per °/o nei carichi rimorchiabili dalle locomotive. Jl Conche sino da trent'anni fa levò la voce contro disparità di hworo che si richiedeva alle locomotive merci rispello, a quelle celeri, e sono 20 anni circa che la grande compagnia france;e delle ferrovie P. L. M. ha, con suo grande vantaggio, adoLlatoil partito di assegnare i carichi indistintamente a tutte le locomotive, in base alla produzione di 40 kg. ( 11) di vapore per m. q. di superficie riscaldata e per ora (alle locomotive di montagna, che· hanno tubi bollitori mqlto lunghi, epperciò poco produttivi in vapore· verso la loro estremità anteriore,si richiedono soltanto 35 kg. di, vaporeall'oraeper m. q.). Ma il principio adottalo dalla P. L .. M. non è ancora adesso accellalo da tulli, ed a conferma di ciò , valganoi seguenti numeri, risullanLi dalla produzione di vapore stata ammessa nei recenti calcoli dei carichi delle locomotive sulle F. A. L e sulle F. R. ,.
1
1
(! ) I dati del Grove, in quanto riguarda la produzione del vapore, devono accettarsi con riserva, recenti esperienze proverebbero che il rendimento del combustibile nelle locomoUve è più grande di quanto egli ammette, nel (fual caso per una produzione di kg. 4372, pari a kg. 35 per m.q. di superficie riscaldata, occorrerebbe meno di 500 kg. di carbone por m.q. di griglia.
'
f
(tJ Effetti vamente 40 kg. per m. q. e la produzione di vapore che l'nffìcio trazione· della p, L. M. ba inteso di richi edere, ma i carichi imposti su\le diverse pendenze non corrispondono che ad una produzione circa di . 35 kg. _Il me~odo 1;1sato pel calcolodella forza di trazione (si è applicata la logge d1 espansione d1 Manotte senza alcun.. aumento al gra<lo reale di introduzione) e la grandez~a d~i coeflic_ienti di resistenza per tonnellata (sono stati applicati al treno netto coeffic1ent1 d1 resistenza per tonnellata quasi eguali a quelli che sono stati sopra indicati pel tr~no ,lord?) h_anno concorso ad abbassare i carichi fino quelli comspondent1con coeffic1ent1, JHU m1t1, ad una produzione assai minoro della_supposta.
,i
,.
.
'-4-02
l'ERROVIAR!O-MILl'l'AR!
STUDI
La produzione oraria per m. q. di superficie riscaldata adottata -sulle F. A. I., coll'indicazione della superficie di graticola G, e della s•.1perficie riscaldata totale S, è la seguente: .Loc. a 4 r. >> a 4 r. » a 6 r. » a 8 r.
G ;::::::.1,22, S = G 2,20, S = G = 11,50, S = G=2,45,S =
ace. per treni omnibus, ace. per diretti ace. per merci ace . da montagna
;t08,6 kg. 26,7 '103 ,iS5 >> 39,6 427 » 23,7 1 168,7 »30,2
=
Per ~o~t~·o la produzione ammessa sulle F. Il. è, per i più im· portant1 t1p1, la seguente: I
'Loc. serie 80,1-850 a 4 r. ace. G = 2 S= 92,8 kg. 62,4 ' S = 126,6 )) 38,7 }) )) 604 - 656 a 6 r. ace. G = 1,36, )) )) 66 1-6·78 a 6 r. ace. G = 1,68, S = 128,4 » 43,9 1
1
1
1
Come ·SÌ vede tanto le produzi0ni unitarie dell' A. I. che q~elle · delle F. R. sono saltua11ie ed irregolari . Le F. R. hanno adoltata · una formo la di produzione empirica( I) quale era necessari,a a1lìnchè, · i,~ base _ai calcoli istituiti, risultassero alcuni carichi che per espe· nenza s1 sapeva convenire su certe linee alle locomotive· e siccome · i coefficienti di resistenza adottati su quella rete sono tuL;i ~ome ab· •biamo più addietro ossernto, esageratamente orandi i ~alc~li non . o ' , p_oteva~o nprodarre i c~ric~i vo luti se non si p.mmetteva. una produ~ · ~10ne d'. va~or~ straordmanamente grande. Una cosa compensand0 · I altra, 1 ~ar1ch1 assegnati sono praticamente ammissibili; ma i calcol'i sui'quali basano non possono avere vqloreapprezzabile . - Le F. A. I. hanno dedotta la quantità oraria di vapore, sviluppato dalla caldaia, · servendosì dei numeri d,ì Grove, applicati non si.stematicamente ma ' !n modo da far risultare una certa produzione ritenuta conveni~nte · rn base ad alcune prove preliminari. Così nei diversi tipi non si ri1
. ({) La quantità di vapore prodotta i.n un'ora in funzione della superficie della grat,ticola G e dalla superficie totale di riscaldamento S fu ritenuto essere in kg. '
+ il, S.
Va = 2300 G
, · \ ppJ' _'._~ questa_formol~ al~e locomotive a 6 ruote accopp. por merci delle F. A. r. si . Se .· ."'. u c,na •-2300X :l,o + H X ·12, 5228 kg.ossia kg. 41,2 per m.q. di superficie riscaldata.
=
t
403
scontra nessuna gradazione, nè del rendìmento della superficie di riscaldamento, nè della quantità di combustibile da consumarsì per ora e per m. q. di gratìcola, nè del vapore prodotto da ogni kg. di carbone, o da ogni m. q dì superficie riscaldata ...... Ed alle prove di produzione state fatte, che valore può eglì assegnarsi? Non si può forse, entro limiti assai larghi, far produrre quantità. diverse di vapore ad una stessa locomotiva col variare l'attività del fuoco? La produzione trovata nelle prove fatte è adunque quella che si è voluta trovare; e sembrami troppo scarsa per le locomotive merci, con danno della grandezza dei carichi, i quali, ad onta della tenue resistenza ammessa per le locomotive, sono rìsultati Lutti più piccoli di quelli che alle stesse macchine erano prìma rispettivamente assegnati sulle stesse linee. A me pare che, per ciò che riguarda la quantità oraria di vapore su cui basare i calcoli dene forze di trazione, il meglio sia ancora di fondarsi sulla larga libertà di produzi9ne delle caldaie a seconda detl'attìvìtà del fuoco, e stabilire deliberatamente la produzione di vapore che i -macchinisti devon0 ottene-1,e. Mi pare che sarebbe ragionevole chìedefo 3'5 kg . per m. q. di superficie riscaldata alle locomotive da me-rei (1 ) e 40-43 a quelle locomotive viaggiatori che hanno un piccolo rapporto S: G, temperando alquanto questi numeri per quei t.ipi in cui l'oradetto rapporto fosse troppo grande; .e ciò senza badar troppo ai numeri del Grove, che, in questa parte, B0fl possono avere che un valore teorico, perchè dedotti nell'ipotesi òi un potere calorifico del combustibile e di coeflicienti di trasmis(i ) Si noti che quando anche si assumesse la prodt1zionc oraria ili 1.0 kg. per m. q. -si rimar.rebbc a l disotto di ciò che erasi ammesso sulle F. A. I. nel calcolare le antiche tabelle dei carichi. Infatti, dapprima si calcolò la superficie di riscaldamento ,·i<lotta, sommando con la superficie dei tubi bollitori tre volte la superficie del fornello, e a ·QUe$ta superficie ridotta si attribui una produzione oraria media di 40 kg. di vapole per m. q. nelle macchine con tubi bollitori lunghi, e di 4-5. ki,. nelle macchine con tubi -corti e griglia relativamente grando. Ciò, p . es., corrisponde ad assegnare alle locomotive 800·H80 una produzione per m. (f . .di superficie riscaldata vera fra kg. 4-5 e 5:1 . .Dippoi si modificò il c;.lcolo della superficie ridotta, aggiungendo a quella dei tubi bollitori non più tre, ma cinqiie volte la superficie del fornello, e si attribui :ì tale &twerficie la produzione oraria media per m. q. di kg. 36 a 39, secondo i ,tipi. Ciò cor· risponde ad ammettere per le 800·H80 una produzione oraria fra kg. 45 o 49 per m. q. ·di superficie vera. Una simile produzione è indubbiamente esagerata: forse è irrealizZf.lbile con.co~tinuitit e certo è troppo assoggettante pel macchinista. È quindi logico ·ridurla: ma come giusti(icare il salto da 45 a 23 kg.? Lo scendere a 35 kg. mi pare sia ,abbastanza, e non si debba scostare gran cho da una giusta, media.
STUDI
1~05
FERROVIARIO-MILITAill
sione del calore, che probabilmente sono assai diversi da quelli dei nostri carboni e del nostro materiale. Del resto lo stesso Grove (pag. 163 dell'Handbuch) dice essere generalmente adoaate le seguenti produzioni per m. q. di superficie riscaldala: locomotive celeri kg. 43 - locomotive da treni omnibus kg. 39 - loeomotive da merci kg. 34. - locomotive da montagna kg. 311. Stabili ta lo, produzione di vapore alla velocità normale, si presenta la questione se si deve ritenere costante tale produzione per tutte le altre velocità, o se si deve variare. Per rispondere con fondamento occorre prima conoscere se si manterrà costante la quantità di carbone da bruciarsi per m. q. di graticola, o se si varierà. Con lo stesso assegno di combustibile la produzione totale rimarrit costante: variando l'attività del fuoco la proclnzione di vapore varia nello stesso senso, aumentando o diminuendo, secondochè aumenta o diminuisce l'attività stessa; e ciò tanto ad una velocità più grande della normale, come ad una velocità più piccola. Il machinista è padrone di regolare secondo i bisogni la produzione di vapore: si può quindi imporgli (come ha fatto ora l' A. I.) una produzione creseente colla velocità, od una produzione costante (come fanno le altre reti, fra le quali anche .la p. L. M. ): è una semplice questione di assegni di combustibile. 'Ma, si può chiedere; ammesso che il inac~hinista non intervenga a modificarlo, il tirante d'aria non cresce di potenza coll'aumentare della velocità della macchina, epperciò non cresce di per sè stessa l'attività del fuoco~ l'arrebbe che in piccola misura ciò debba avvenire elietti vamente, perchè colla velocità cresce l'impeto col quale l'aria entra nel cineratoio, il che facili ta il tiraggio, e cresce la regolarilit del richiamo dell'aria pel ravvicinamento delle quattro pulsazioni dello scappamento ad ogni giro di ruote, regolarità favorevole al buon rendimento del fuoco. Sembra pertanto che, se il macchinista non lo contrasta coli' allargare la bocca del tubo soffiante o col restringere la porta del cineratoio, crescendo la velocità dovrebbe crescere di alcun poco il tirante d'aria e per conseguenza l'attività del fuoco e la produzione di vapore. Alcune esperienze fatte anni addietro sulla linea del Moncenisio concorrerebbero pure a far credere che ciò sia vero; il fatto però è contrastato dai più eminenti
tecnici (11 e dall"- norme ammesse sulle principali reti. Comunque sia, avvP.nga o no spontaneamente una maggiore produzione (la quale in ogni caso snrebbe accompagnata da un maggiore consumo di combustibile per m. q. di griglia e per ora) parmi sia conve niente richiederla. E ciò perchè col crescere della velocità, dimi · nuemlo il grado di introduzione, cresce il coefficiente di consumo del vapore" per effetto della condensflzione sulle par~ti dei .cilindri, e qualora in proporzione eguale crescesse la prodnzion~ d, vapo~e si potrebbero mantenere più alti i carich i delle locomotive ed .e.liminare dai calcoli tale coefficiente. Nell'interesse della buona utilizzazione delle mncchine, come in quello della semplicità, può adun · que convenire di supporre una tale legge di variazione. Se bene si riflette, a questa ipotesi viene ad equivalere il metodo ~ella P. ~· M. e di molle altre reti, di considerare costante la produzwne e cli non porre n calcolo nessun coefficiente di consumo. relat'.vamenle a~ .<>rado di introduzione nei ci lindri: in. tal modo s1 verifi ca una d, ~nelle compensazioni di errori di cui nbbondano gli esemp i in calcoli di simile genere, . . . Le F. A. I. non avendo computalo alcun coefficiente d1 consumo ed avendo aminesso una produzione di vapore variabile colla velo· cità, quando ques1a cresce al di là della normai~ obbliga~~ il ma:· chinista a far produrre effettivamente alln caldaia molto p1u vapo1 e di quanto hanno supposto. Determinato il pe:>o di vapore V<, disponibile in ogni ora , lo s! moltiplica pel volume specifico s, all a pre~sione di i~tro.du:'io~e e si viene così a conoscere il volume totale cl, vapore d1 cui s1 clispone e che è s, v11 • All'introduzione nei cilindri una parle precipita in
tub?
(t) Il numero del\e scariche ed anche le va~·ia~ioni di pressi?nc nel. soffi~nt.e (la pressione di scappamento cresce con la vclocrtai no~ hanno d.• per se stesse un azione essenziale sul tirante, poichè la quantità di gas caldi esportatl dal ge~to .di vapore ne~ camino fine/I.è non var'ia. /a bocc,:(del t·ubo sof!ìante, è costante ~er ogo, ch1lo!r~~!110 d1 vapore indipendentemente dalla pressione di qucst.o nel tubo soffiante. Ad o.,m 1~.tan~ adunq~e è portata via una quantità. d'aria proporzionale al peso d~I vapore sca11.cato, epperciò ntla qu;:TJtità costante., flncllè questo peso rim~ne costante. (O. Gnov&, .~ 7 e OUCIIE m pag. 257). ~. L'activité du tirag~ r~st.e sens,b lement la mé~a, 1~ ~ua~:ité , plus grand de vapeur injectée à chaque em,ssion (quando la velocita cl1m11rn1sce) , compcnsant le moinqre nombre d'échappements • (Couc11E, II , pag. 583).
't7 -
'
ANNO XX"< , VOI.. IV.
i06
acq1..a e rimane all o stato di vapore soltanto il volume
:senta difficoltà alcuna . Infatti nell'espressione(p) rimanendo costante
Va che è 1 ( 1+0-)' S;
fa
quello che effettivamente dobbiamo considerare. A~ ogni giro di ruota gli stantuffi generano quattro voli.e il volume di un cilindro (4 ), ed i giri di r11ota in un'ora alla Yeloci Là normale. di V chi lometri sono ·I 000 V , 1t D, epperciò il volume totale generato è ·
chè costante , -~·\· Perciò il rapporto del nuovo grado di introdu1 :zione a quello normale, risulta eguale al rapporto inverso delle sole · velocit1t, e si ha:
li rapporto fra il volume di vapore disponibile ed il volume offerto dai cilindri dà il grado d'introduzione che corrisponde alla velocità normale V, e che è:
=
S;
0
0
, ,
, ,,,
P~r conoscer~ gli sforz i di trazione all e altre velocità bisogna de t~rmrnare per ciascuna di esse il grado di introduzione che le corrisponde; dopo di che si procede analogamente a quanto ora si è detto. La determinazione di un grado di introduzione qualunque corrispondente alla velocità di Km. V' all'ora, non pre-
<n Si supp_one
qni che lo spazio nocivo sia ad ogni corsa di stantnff'o annullalo dal
v,tpore compresso, o si trascura perciò di comr,uta1:o i termini m _ del la formol,t
<n.
.
.
t; (!/ + m.)
V ll )' =-yl ·V··
· ·· ·· ·
(q)
OttenuLo lo sforzo di trazione disponibile Fa, corrispondente alle diver:;e velocità, si ouengono i car:ichi da assegnarsi alla locomotiva sulla pendenza i p 0/ 00 medianlé l'esp'ressione ·
d' l . . . . . . . (p) (4 +o-) . •I 000 V . D
e lo s/ono d:i trazione ctisponibifo da ".,, p" cfDl ..
(+ )'
(
Va
. Con?~cìuto il grado di introduzione, in base al medesimo; coi processi stati esposti ~ suo luogo, si determina la pressione media p.._e la contropressione media q,,., e quindi si r icava la pressione utJ\e p,. = JJ,,. - qm, ~vuta questa si ottiene la for.za migli stantii(fi , . . d t da11 espressione p. - ·, l<· r.o,,·Ya d•1• t,razwn.e. · siill' asse motore
pressione di introduzione, rimane c~stante s,: il termine d~l di'-
pendente da elementi di c0struzione detla macchina è costante ,; e per l'ipotesi fatta che lx p•roduzione di vapore della caldaia 'Vari proporzionalmente al coe(ficie11,te di consiimo re_lat'i'Vo, rimane an-
11000 V 1t ct2 t . d' l 4. - 4,.-. - 1t - = ·I OOOVD . 0
l, -l
ft.07
FERROVI All l0 -MI Ll1' ARl
ST!;Dl
P=
I
l .
r
F+d_ - (M + T), i
.
uella quale P è il treno netto, ossia il carico rimorchiato dalla locomotiva espresso in tonnellate, Fd = 'IJ, p. d~ l è lo sforzo disponibile e:;presso in kg ., r è il coefficiente di resistenza per tonnellata di treno netto, ed M +Tè il peso in tonnellate della locomotiva e del tender. · Per meglio chiarire il metodo ora esposto, lo applicherò alla determinazione delle forze di trazione e dei carichi delle locomotive a sei ruote accoppiate, gruppo 800-,J,I 80 del le I?. A. I. lavoranti alla pressione effettiva di 8 atmosfere. Mantenendo le consuete notazioni, in tali locomotive abbiamo : S = 7,5 (fornel19) H 7,.i, (tubi)= if 24.,9.
+
d=O,.i,o, d' l epperciò: D
= 0, 1; 1
l= 0,60,
D = 1,3 15, 1
408
Peso M della macchina in servizio tonnellate 35,2 tutte aderenti. ~eso T del tender (con un medio carico) tonnellate ,t7. Velocità normale V, km. 25 all'ora (,f). Am~eLlendo ~na. produzione di vapore di 35 kg. per ora e per m. q. d1 _superfkrè s, ha: V.= 35 S = 4375 kg. - La pressione assotuta m caldaia essendo ,di 9 atmosfere, in conformità d·i quanto fu detto nel tratlare del perio~o di ammissione ai cilindri , riterremo 9 che la ,pressione di introduzione sia: p; = , 9 = 8,1 ; alla quale· 10 corrisponde; s; = 0,2315 . . Trascurando dapprima il coefficiente di consumo, si ricava dalla formai~ (p) un gr~do di introdozione di circa 0,4, al quale nello specch ietto I corrisponde 11 +a= 11,12: computando nella stessa f~rmula questo val_ore, si ricava un grado di introduzione più prossimo al v~ro , os~1~ 0,36, cui corrisponde 1 1,,13:2. Questo valore puo definitivamente adottarsi, e in base al medesimo finalmente si ottiene:
+a=
-4-=
pressione media q,., per la quale occorre conoscere prima la, contropressione di scappamento q,, che si ricava ~alla formala (a(. · In questa formala riterremo col Grave che il rapporto dell area
dello stantuffo alla luce di uscita dal va~ore del cilindro sìa ~ a., = 12 , e siccome la luce b, del tubo soffiànte si tiene ordinariamente molto"
più grande di quella a,, .' restringendola solo in casi eccezionali, così '
risponde la velocità dello stantuffo · v = _.!__ . ' 3, 6
!!_ _
?t"
9m ,, 85
D - '"' '
. '
e quindi dalla formala (e), oppure dall'o specchietto III, si ottiene:
Pm
=
6,44 .
Trovata la pressione media, dobbiamo ora determinare la contro-
q, = ,1
·fif E~ettivamente nell'_atlante delle locomotive è indicata c111alP. 3
velocità normale _0 kg. ma ho ntenul.a quella di 25, percbè è la attuale velocità normale dei ~e~• me~c: sulle F.-~- I. Per contro la superficie riscaldata S, l' ho rilevata dall'Atlante e e quapc ie poco divers,l da qnella indicara nella più volt.e citata Memori·1 dell'io gegnere ennati. ' ' ' 1
+ 0,0 1 (p,,. ·1
'1 ,5) v,•.
ed è sotto questa forma che la. adopreremo. Per ricavare la contro -pressione media q.. occorre anèhe conol . ' scere il grado di compressione f, corrispondente al grado_di intro-
4'anticipazione ali' ammissione delle macchine che c~nsideriamo, lo ricaveremo dallo specchietto V. Nel caso nostro abbiamo:
q,= 1} 35, 1
t=
0,225.
4 l. 5 l = o, ,t80, dalla formala (et), oppure dallo specchietto IV s(ricava: 1
Assumendo quale grado fittizio di compressione;
=
!!.!!:, q.
= , ,,15,
q,,. = , ,,15x ,1,235
T=
= 1,42 .
La pressione utile p.. risulta finalmente dalla differenza fra la pressione e la contropressione medie, ed è : , p..
{'16 .1a
Q .
T. = 12 .
Con qnesti valori la for~ola [aJ diventa :
introducendo questa. velocità nellaformola(b,)~i ricava~' =0,4,17,
,
.
· rimarremo ancora in condizioni sfavorevoli supponendo:
duzione~, e que!lo, in mancanza dei dati sui ricoprimenti e sul0,3579
quale grado di introduzione alla velocità normale di .25 km. all'ora . Per _conoscere ora la pressio13e media p... , dovuta al grado di introduz,~~e ora trovato~ bisogna dalla formala (b,) ricavare prima il grado d1 introduzione fittizia. Alla velocità oraria V= 25km. cor-
p,. = O,'*'9v -,;I b
4-09
· FERROVIARIO-lll!LlTARl
STUD1
= 6,H, -
1,42
1
= 5,02 .
. d1 l La forza sugli st_antuffi è data dal prodotto p. D
,
nel quale, se
· a tmos fere, oss,·a appr·ossimativamente in chilosi esprime p• .in_
410
STODI
tiplicando per ,J0000 il suo· v:Ìlol'e in atmosfere ('I). Nel ca . t2l so nost, o. ottiene in tal modo: p. 5020 kg.
l) =
. Trattandosi di macchine potenti si può assumere O 94. . d1men to del n . . , , come I en. . ' , eccamsmo; l'JSulta di conseguenza che lo sfol'.zo df t1azwne sult asse motore è: F=O 94 X5090-·47 19 r b ·1 · · ' - · , s1orzo accetta , e perché mfer1orea quello consentilo dall . 1·1 qua Ie am. ' 'ade.1enza,
messo il coefficiente 1· = _i_ è d' k 35200 .. · . . 6 ' I g. -r=v867.
D~II~ specchio VII~ si i:icava poi che, dedo tte tutte le resistenze· !~eciah della_!ocomo_t,va, il rendim ento della stessa alla velocità d~ ..,;:, km. può i iteners1 essere 'rl, = O 8!5 eppe1·c,·ò lo sr. 1· 'b ·te ·. ' ' ,orzo c.1sponi 1· alla veloc,ta normale sarà: F = o 85 X v r t I t d' . . d > O020 = 4267 kcr :·\ ,~_o o s or?o ispon,brle, si ottengono subito i carichi. p rim chiab1l1 sulle di verse pendenze. Il coefficiente d' . . , ' or nell l d · 11 esistenza per tona a t treno netto (ritenendo i valori del!' A I ) é li I . . di ,;,v k Il' · a a ve oc,tò· -o m. a ora: r = 3,35, epperciò si ha:
o:
'~=
·i
.=
i =
?P· ¼o pP = 4267 :
5
,,o
i = ,f5 i = 20
1 • ;
=
25
» » » » »
3,35 4267 : 8,35 P 4262 ~ 13, 35 P = 4267 : 18, 35 P 4.267 : 23,35 P 4-267 : 28,35 -
= =
= =
1
,i.·1·1
FERROV I..\RIO-JIILITARI
grammi per cm. q. devesi espr.imere anche · · ·· d1l in centimetri il fattore D ; e se qt!esto è espresso in metri, devesi riferire p. al m. q ., mo(-.
=
!52 ,J_2r.> ,j ..:. 52 = 459 52 = 268 52 = 52 = ,130 52 99
t
.onn.
»
,so .::
=
» »
. Qua.nto si è fatt o pel ca~~ della velocità normale V= .21.>, bisouna ripetei lo per lealtre veloc1Là cominciando dal.· .0 la formola ( ) . 1 rr . :. . i i conoscere mediante . . q qua e orado d mLroduzrone corrisponde a c·a d' · 1 scuna 1 esse Sr rrca 1 spett.o. vano m la modo i numeri indicati nel seguente pro-
(t) Efrottivnmente un• atmosfera erruivale a knal cm. q. Per le alte pres~ioni l'errore elio si fa '·e e· i0333 al rn. q. epporciò a kg. t , 033 diventa sensibile· cosi P es 1• . ' ri cnendo un solo chilogrammo per cm q . · ' · ·• " prossrono di atmosf . · cm. q. invece di kg. 8 I solamente L d.,... . . e~a 8,t equ11•alo a kg. 8 37 al , . a r11 erenza e dr circa 3,3 ¾ . '
Velocità in km. all'ora
. V=
Grado di introduzione.
11 : I=
1 15
I
20
I
25
30
35
40
45
0,596 0,447 1 0,358 0,298 0,256 0,224 0,{99
ti, =;:
1,31
1,75
2, 18
2,6:l
3,06
3, 50
3,93
Pressione media in atmosfMa . . pm=
7,56
6,99
I 6,4t
6,00
5,63
5,3{
5,02
Contrnpressione di scappamento . q, =
t ,(01, {, 169 f ·1,235 1,309 i,389 i,1,67 i,546
Con lropressiono media
{ ,{6
1,29
t ,42
1,56
1, 69
,J,84
t ,97
6,40
5,70 , 5,02
4,45
3,94
3,47
3,05
Velocità dello stantuffo al l" .
Pressione utilo .
• qm= P•=Pm- qm =
Rappor to delle pressioni utili .
l,'V5 1,134 .
Forza sugli stantuOi
6400
I
0,887 0 ,785 0,691 0,608
5100
I 11020
u,.o
3940
4183
370~
3262
2807
3782
3349
2915
2562
Forza sull'asse motore.
6016
5358
1,719
Forz:1 disponiliile .
540i
4902
4267
3i70
3050
Paragonando i risultati di questo prospetto con quelli cui sono giunti per le stesse locomotive i calcolatori delle F. A. f. nel l'ipotesi di nna proclùzione di vapore di soli kg. 30 I O ali' ora, sono rimasi.o sorpreso di ri scon trare che la pressione ntile da loro ammessa a 4.5 km . cli velocità era superiore a quella eta me trovala nel!' ipotesi di una prod·uzione di vapore di 4-:375 kg. al.l'ora; e che per contro alle piccole veloci Là le loro pressioni utili (e quindi anche le forze della macchina che sono proporzionali a tali pressioni) erano più basse di quanto pareva ragionevole dovessero essere. - Era chiaro che agli ingegneri dell' A. I. risultava nella successione degli sforzi nllediverse velocità una legge molla diversa da quella che risultava a. me colla rigorosa applicazione del metodo e dei dati del dottor Grove, i quali essendo tratti, per la parte riguardante il calcolo delle forzeclella macchina, dalle numerose e recenti esperienze del d.oltor Ba uschingel', rappresentano ciò che di meno inceri.o In scienza ferroviaria posseda oggigiorno. Eppure nella Memoria dell'ingegnere Pennati è ri petutnmenle dello che le P'l'essioni utili sono quelle date dal libro del douor Grove : doveva adunque esserci qualche malinteso. Indagando infatti accuratamente la. causa dell'accennata divergenza, mi sono accorto che pur troppo tutto il grande lavoro dell' A. f. era infirmato da una svista cli gran momento, ed ecco quale . Il Grove nel l' in tento di far vedere più chiaramen te i vantaggi delle alte pressioni e dell'espansione, porta, al § 9 del suo studio su lla locomotiva, un quadro delle pressioni utili corrispond enti ai diver'si
112
STVIJI
FERROVlARIO-MILITARI
gradi di introduzione ed alle pressioni di ammissione di atm. 4, 6. 8 e ,1O; nella fig. 32 tal i pressioni sono riportale come.ordinate delle linee 1rnnteg?iate. Gli ingegneri dell' A. I. , forse per risparmiare lung~r c~lco.h.' hann.o creduto di poter trarre dal quadro del Grove Je P.ress1on1 ulrl1 dell~ l?ro macchine, e a tal. uopo, mediante interpòlaz'.on: f5'.'~fìca ~Ile linee del Grove, hanno segnalo le curve dellè press1on1 utI11 cornspondenti alle pressioni di introduzione di atm '"'t;2 8i12 ' , 9 1/ 2 e 'IOt/ 2 , quali· loro occorrevano (mezza atmosfera ., am-' meUono si perda nell'ammissione); e dalle curve così ottenute hanno tra.I.Li i va!ori di p. per i diversi gradi di introduzione. Dal quadro di tali raion ho preso le ordinate delle curve segnate con linea sottile sulla .fig .. 32. O~· bene, la loro svista consiste appunto nel l'essersi basati sur numeri contenuti nell'accennato quadro del Grove, perché q·'.lesto qnadro è calcolato nell'ipate.si che la velocità dellci locumotiva sia co~tante pe1· t'titfli ·i grad·i di int1·odu,.zione, mentre nei calcoli delle .f~rz~ di trazione ad ogni grado di introduzione corrisponde una :velocita diversa. Il Grove, lo dichiarct esplicitamente, ha calcolato 11 ~uo qua~ro ne!l'ipotesi di una velocità di stantuffo.v, = 3.. , ed a l.111 son? nsulta~1.per I~ c~~tropres~ione med ia q,.. dei valori quasi <,o~~ant1 p~r tu.u1 1 gradi d1 mtroduz1one ( 1 ). I valori delle pressioni ut1h da lui dati sono adunque esalti nel solo caso che la velocità dello s~antuffo sia di 3 m. \ciò che corrisponde alla velocità di corsa di circa km. 34 nelle locornoti ve da montagna Sigl; di km. 35 nelle 800 -1180, di km . 50 nelle 473 - 54,S per treni omnibus e di km. 53 nelle 66 11 - 700 G. V.); ed essi sono minori deÌ vero quando la velocità dello stantuffo è minore più grandi del vero
quandola velocitàstessaè maggiore di 3m. al 1'1 • Infatti, sicconrn l'aumento da darsi al graclo di introduzione reale per ottenere quello fittizio che determina la pressione media Pm è inversamente proporzionale alla velocità. dello stantuffo, e siccome l'eccesso della pressione · di scappamento q, sulla. pressione atmosferica cresce in ragione dei quadrati delle velocità ·v,, così il supporre una velocità di stantuffo più grande di ciò che è realmente diminuisce in due modi la pressione utile, e viceversa l'aumenta in doppio modo i! supporre v, minore del vero. Quanto sia grande l'influenza della velocità sul valore della pressione media lo dimostra il diverso andamento che rispetto alle cur~e del Grove e dell' A. I., ha nella fig. 32 la linea A B, avente per ordi-
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(I) A lHtg. 27 della Memoria doll'ing. Pennati si rimpro,,era fra l'altro ali' t· . . · an ico metodo d · . 1 1 d · 1 e~ ~o o 01 carichi JJer le l~comotivc delle F. A. L, e il preteso fatto • della contropre~s1on? costant_e. Adottando I valori del (fUa<lro del Grove egli è incorso precisamente uell errore d1 supporre la contropressione costante. li gr~ve iippunto che il Conche fa alla vecchia assegnazione dei carichi delle F. A. I. {V. Vo1e et 111ate1·1et ·roulant, Il, pag. 678) è in gran parte appli c·tbi'le Il Cou ·I · e t · · . . . ,, a a nuova. 11 . . e ie m a t1 .rileva .che I canch, per le grandi velocità sono soverchiamente grandi 11 '. coif~ont.o di CJ~elh pct Piccole e trova esagerato il chie.iere ad una stessa Jocomot\~1 ~: c.ivalh d1 lavoro quanèlo corre a i5 km. di velocità, e 503, ossia 1'84 ¾ in P , _q ando corre a 40 km . Ebbene alle locomotive della stessa cate" .· d. 11 -considerato d I e t .· . . .,011a I que e . a ouc 1e, si nch1ede ora a 4-0 km. tm lavoro superiore del 7· o; n -c~et :omanda a f5. km.; ~d. alle locomotive a 4 ruote accoppiate per tr:ni ~!~~beus: si c_ne e a ~ km. d1_ velocita un lavoro che è il 93 ¾ in più di quello domandato: 20 km. Questi numeri bastano r,or mettere in sull·avriso di un probabile errore.
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Fig. 3\t
nate le pTessioni utili segnate nel prospetto sopra riferito e per ascisse i oaradi di introduzione corrispondenti alle diverse velocità di corsa. Per µno stesso grado di introduzione prossimo a 0,6 tale curva, seb· bene si riferisca alla pressione d'ammissione di alm. 8, 1, ha un'or1
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dinata molto più grande di quella della curva A. [.- 'corrispondente a p, = 8 .f./2 ; e ciò per la sola ragione che la sua ordinata è dedotta in· bàse alla velocità di stantuffo 'l i ' = ·i m .3, invece dei 3 m. supposti dal Grove e implicitamente ammesso dall'A. I. E per un grado d'introduzione di circa 0,2, l'ord.inata della curva AB è più bassa perfino di quella della curva A. I. corrispondente a p; = 7 •; 2 , e ciò perchè a tal gradocorrisponde la velocità v,=3m,93, invece che a3m. Ed a rendere più palese ancora l'influenza della velocità sulla prés · sione utile, serve nella fig. 32 il paragone delle due curve AB ed A'B', le cui ordinate p. sono state dedotte con egnale processo supponendo la stessa pressione d'ammissione di atm. 8, 1 per entrambe, ma nel l'ipotesi di una produzione qraria di vapore di kg. ,I.375 per la prima, e di kg . 30·1O per la seconda. Dalla differente produzione ammessa consegue un diverso g!'adò d' introduzione per ogni velocità, o (ciò che vale lo stesso) una diversa velocifa per ogni grado di introduzione; e siccome per lo stesso grado di introduzion e t\ minore la velocità che corrisponde alla produ?.ione di 3(H O kg. che non quella corri spondente a 4-375 kg. così, a pari tà di ascissa, le ordinale della curva A'B' sono tuLLe maggiori dell e ordinate della curva A B. . Lo avere le F. A. I assunto come pressioni utili estensibili a tulle le velocità quell e state calcolate per una velocità speciale, hn sulla fissazione dei carichi conseguenze gravissime. I car·ichi di tutte le locomotive alle veloc'ità a cui possano correre i treni me1·ci, e i ca1·ichi delle loco1notive viag_qiato1'i alle velocità, a cibi co1·rono i treni 01n11,ibus sono tutti troppo scarsi. ·- E l'esercizio delle linee di montagna in particolar modo, è sensi bilmen te danneggiato dalla scarsità dei carichi àssegnati alle locometive ad 8 ruote accoppiate alle velocità inferiori a 34. km. all'ora, cioè it tutto le velocità cui effettivamente corrono del.le macchine Oltre a ciò riescono allel'a.ti i rapporti fra i diversi sforzi di trazione e Io sforzo normale, rapporti che come vedremo hanno inOuenza sull::i. determinazione delle pendenze fittizie, in base all e quali vengono assegnati i carich i delle locomotive sulle va rie linee. Quanta sia tale alterazione si può scorge!'e dà! prospetto seguente in cµi sono poste a confronto le pressioni utili adotlatedalle F. A. I. per le locomotive 800- 1,f80 nel!' ipo tesi di una produzione oraria di vapore di kg. 30,fO, e le pressioni (ordinale della curva A'B', 1
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fig. 32) risultanti dal cakolo esatto nell'ipotesi stessa. L'unica di11'erenza di circostanze in quesL' ulLimo caso risguarda la pressione di ammissione nei cilindri computala ad atmosfere 8, 1 invece di 8 1/ e il consumo di vapore ad ogni introduzione, computnto, alìa ,;; Ìoci tà normale in 11, "8 volle il volume reale di introduzione 0 per ten er conto della precipitazione di par te del va?ore. ( 18 P· /ol in acqua sulle pareli dei cilindri. Tutti e due q~est1fa tl1 ah?assan~ il valore della pressione utile; eppertanto le differenze coi valor_i rispettivi dell' A.. I., per le piccole velocità sarebbe1:o. ancora _P'~ sensibili di quanto appariscono dal prospeuo, se gh rngegn~r~ cl,. quella rete avessero tenuto conto, come dovevano, della precipita~ zione di vapore nell'ammissione, e se avessero ad?ttaL0 pur .essi 0 corhe mi sura della perdita di pressione a\l'introduz1one /10 di atmosfera, invece che i/2 atmosfera solta nto. 1
Velocità in km. all'ora. . .. . . . . . . ,\. J.
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. I Calcolo esatto
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V=·
l.5
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25 1 30
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I 4-0
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Pressione utile . . . . , pu in at.m. 5,03 4,53 4,i2 3,70 3,49 I3,30 3, 14 . . 0,800 0,76~· Rapporti delle JOrze . , . . . - 1,220 i ,094 I 0,923 0,847 . I Pressione { tile . JJ" in atm. 5,66 4,92 4,22 3,61, 3,20 \2,75 2,43 · Rapport.i delle forze . . . . . - t ,34! ! ,l.66 I 0,885 0,758 0,6~2 0,558
Torna qui opportuno il paragone dei risultati di Li·azio~e che p.ossono ottenersi colle due diver~e produzioni di vapore d1 kg. 30 1(}, e cli kO'. ,1,375 . - Alla velocità normale di 25 km. lo sforzo disponibi le nel primo caso è 0,85 X 4-220 , 3587, e nel. se~ondo. o 80 x 5020 = 4267: rapporto 1: I , 19. Cercando quah siano r c~ri chi ri:Spellivamente rimorchiabili nei dne casi sopra la pendenza del -10 p. 0/ 00 si trovano tonnellate '2 16 e '268: rapporto~ :'1,'24. ~el secondo caso adunque bastano quallro trern per trasportare ciò che nel primo ne richiede cinque. Si spe!}de, è vero, di più in combusti bile per ogni treno, ma si risparm ia '/ 5 di tutte le spese dr condotta, unLma e manutenzi9ne dell e macch ine, e di quelle pe! servizio dei treni; e per uno stesso traffico basta un effettivo di m;,cchineminore di t;5 che non nel primo caso. Ponendo a confronto la magO'iore spesa col risparmio, nelle attuali condizioni di costo dei carboni, p~r linee a pendenza del -IO p. ¼o si trova che essi si bilan1
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STUDI
invece di chiama·rla pendensa ridotta come recentemente hanno fatto le F. A. I.
·Ciano; per linee con pendenza superiore il risparmio la vince sulla ,maggiore spesa di combustibile. Ciò senza calcolare i vantaaai indiTetli che ridondano su tulio il servizio dal minore effettiv;~ dalla migl'iore utilizzazione del personale, e quelli che alla man11tenzione ,e sorveglianza delle linee ed al servizio delle stazioni conseguono , dalla minore intensità di movimento.
Pendenze fittizie tegolanti ·il carico delle locomoti1je su linee, di .-1:esisten_z~ va1·iabile. - Quando i treni dovessero correre sopra •·lm.ee dmtte e con pendenza uniforme i per 0 / 00 , oppure su linee in .. cUJ la pendenza fosse ridotta nei tratti in curva in ·misura corri~ , spondente alla resistenza ·di queste, la determinazione del carico · delle locomotive non presenterebbe difficoltà alcuna e si farebb e ..colla formol a : P
= ·~ .r+ i
(M+T)
·
~fa le linee ferroviarie constano di tratti con pendemia diversa nno
·dal.l'altro e con curve variabiLi di numero e di rao<rio sui quali ···d' aItra parte, 1. treni· non corrono con velocit~ uniforme i,o ' ma vanno' "PÌU celeremente sui tratti facili e più lentamente sui difficili conce·-dendo in questi ultimi alla locomoti'-l'a di aumentare lo !>forz~ di tra. zione; bisogna adunque determinare quali sono le re~istenze in ' base alle quali deve regolarsi il carico delle locomotive tenendo ,·conto di tutte le circostanze sfavorevoli e favorevoli alla' trazione. In questa determ.inazione si considera ~ome equivalente ad una sali ta ogni resistenza, e come equivalente ad una diminuzione di resistenza_ ogni au~ent~ di potenza: la resistenza risultante da·questo modo d1 valutazione e quella che regola i carichi delle locomotive -e vien detta pmidenia fittizia. o·ordinario essa è minore della pen. ~enza reale massima della via, e può essere anche molto minore: 1~ qualche caso però, il cumulatsi delle curve colla pendenza mas. sim~, o la mancanza di forza nelle macchine per l'avviamento dei treni, o _la mancanza di aderenza in qualche tralto di via, come ad -esempio, nell'interno di gallerie molto umide, possono far sì che Ja pendenza fittizia sia superiore alla pendenza massima reale. È per "questo che mantengo la denominazione solita di pendenza fittizia ,
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La prim,1 operazione da farsi per la determinazione .delle ?en_-denze fittizie è quella di dividere la linea in tanti. tronch 1 o sez1~n1 ,. su ognuno dei quali si as,;egna alle locomotive nn differen~e can_co,.. che si mantiene costante per tutta la sua lunghezza: tali tratti d1 linea diconsi perciò sezioivi di carico costcmte. li principale criterio per questa divisione è l'andamento del promo, conoitudinale della linea. Se p. e.: la linea A - Z è piana da A 0 fino al!a stazione D, è in salita quasi uniforme da Da G, in discesa quasi uniforme da G a Q, di nuovo in salita da Q ad S e ~ia~a da s a z, i tronch i AD, DG, GQ , QS ed SZ potranno cost1t1111 e tante diverse sezioni di carico. Il secondo determinante della divisione in sezioni di carico souo le condizioni del traffico, le quali qualche volta obbligano a più, minute sudfo;isioni, e spesso concedono di riunire in una sola se· zione dei tratti di profilo diversissimo, come ad esempio, quello di ·.salila alla somrriit.à di un valiéo con quello susseguente in discesaPuò essere infatti conv eniente, che una stazione,di considerevole· movimento commercia.le non trovi inca~lio in divisioni artificiali alla maggiore possibile utilizzazione delle locomotive., e ~ebba perciò essere testµ di sez ioni di carico, ancl'.e se no~ 1~o_llo d1v~rse, fra loro ; e per contro è inutile far cadere gli estrem 1 .d1 due sez1.on di carico in una stazione senza. importanza commerciale o tecmca, dove i treni non possono subire modificazioni. La cli visione di una linea. in sezioni cli ca.riCO' costante può essere diversa da un senso all'al tro di movimento , come spegso accade. La seconda operazione da farsi è quella di d~Len~inare. per ogni• velocità V intestata ai treni, o pe1· ogni categona di tren i, quale e .la velocità media W colla qua.le essi debbono effettiva.mente percorrere i lralti fra le successive stazioni .di ogni sezione di carico . Per dar norma al personal e delle stazioni nell'assegnazione dei1 carichi alle locomotive sono .in uso due sistemi: quello delle F. A, I. di intestare i treni ad una velocità V in chilometri all'ora, e quello, delle F. R. e delle F. M. di divide1·e i treni in diverse categorie. ,
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FElll\OYIAl\lO ·M ILl'fAlll '
S'lTDI
Nel primosi:;Lema la velocità intesi.ala Yè anche la vel ocità di corsa ,dei treni nei I.ralli di poca resistenza; ma in quelli dove la resistenza è con siderevo le. la velP.cità. V \'iene sostituita in cor::;a da un'altra W. tanto più piccola quanto più la resistenza è grande; e ciò perchè, ere: scendo per tal modo lo sforzo di trazione e diminuendo il coeffi ciente ,di resistenza r, il carico della locornoti\'a possa rimanere quanto più .grosso è pos:;ibile. La velocità. di cor:;a W fra le successi\'e stazi oni in cOl'rispondenza di ogni velocitiL intestala risulla da appo:;ilo _prontnario delle percorrenze dei treni, che serrn agli uffici del movimento per la redazione degli orari. l.>a esso rilevasi che p. e. un treno a 'Velocità di 25 km. , sulla linea Firenze-Bologna ha effeuivamenle una velocità di ci rca 25 km. fra Firenze e Pistoia, di 18-20 km. fra Pistoia e Porretta, di 25 fra Porrella e Bologna; e nel senso inverso: di 25 km. da Bologna a Borgo Panicale, di 19-23 fra .Borgo Pa~icale e Vergalo, di 19-20 fra Vergato e Pistoia, di 2o fra Pistoia e Firenze. Un treno a 60 km di velocitit percorre le diverse tratte fra Porrelta e Pistoia con velocità di soli 30 km . - La ,,elocità Y ir.teslala al treno è adunque una velocità. in molla par1 e nominale, ed è questa la ragione per la quale alt re reti non seguono il sistema, dell' A. I.. ma preferiscono dividere i treni in di rerse categorie, ad ognuna del le qnal i corrisponde sui diversi tralti di linea una determinata velocità in relazione colla loro pendenza medi n. Apposite tabelle di preslazione delle locomotive indi cano poi, per ogni sezione di cari co, qual è ·il peso rimorchiabile dall e locomotive, secondo la categoria del treno; allo stesso modo che sulle F. A. I. le Labello di preslazione indicano il cnri co in corri spondenza d'ogni \'elocità intes lala. ai treni. Nella sostanza i due sistemi si equivalgono, poichè in entrambi il carico viene assegnalo alla loco motiva in base alla velocità media reale ed alle reali resistenze; . nel si~tema dell'A. I. però l'aumento di carico che conse..,o ue dalla diminuzione della velocilit di corsa rispeuo alla velocità intestala, si fa figiware come proveniente da una diminuzione di pendenzci nel modo che ora vedremo.
gruppo di locomotive, si sceglie i.I Lrat.to della sezione ~he,. a colpo d'occhio, presenta la. massima res1stenz~ (gene~almen.te 11 lta~to eh~ contiene la più forte o Ja più lunga salita), e s1 esamina se si~ p~s sibile ai macchinisti , mantenendo costanLe la durala del pe1_c?rs~ loro fissata, variare nei diversi punti di tale tratto la veloc1la _d_, . .. (4) in modo da potere entrare in rampa con gran.de Yeloc1t~ COI ~a ' d J" . . f .ore d1 e rallentare poi gradatamente la corsa fino a un 1m1Le IIl en , velocità. assai basso presso la sommità della rampa. sLe~sa; e cosi utilizzare sulla forle salita la forza viva accumulala 10 piano. Qualora le condizioni del tronco che si considera permettano un liti fatto, · 0 :,:, -- 0 si tierre conto nel modo che ora diremo . . . o, d1 Indichiamo con L la lunghezza in km. della forte salita, con i p , oo la sua pendenza meclia, con C~ l: ~ e la resistenza media delle curve
1
S~ab ilita la velocità W dei Lreni, e in base alla medesima assegnata loro la dnrata del viaggio fra le diverse slazioni di una data sezione il carico di o..,ni di carico, per determinare quale debha essere . o
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· tonnellata di trono con r il coefficiente di resistenza per ' .. d' d' . w
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,n g. pe1 .
tonnellata di freno corrispondente alla veloc1ta me 1a 1 .coi sa , con UM la velocità massima in km. che i I.reni potrann~ raggiungere al piede della ramp:t e con U,. la velociU1 minima pure 1n km. fino alla
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quale potranno rallentare al sommo della salila. Essendo 3, 6 e 3,6 le velocitii massima e minima del treno ospress~ in m~tri al ·1", il vantaggio che consegue dall'utilizzazione dell~ !orza viva l~ngo la rampa Iunga ,1000 L metri , eqLti vale . per ogm LOnnellata dt treno ad una dimin uzione di resistenza pan a I (~ . U"'1 -:-- u:1! = 0 ,0039 U)l' - Um'; 1000 L ( g 2 (3,6) i L
1
epperciò sopra la solita che si c()nsidera la r~sislen~a tota\~ ~<rr eale che ogni tonnellata di 1.reno oppone alla trazione, nsulta d1 ko.
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+ i+ C-
0,0039
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Indichiamo ora con H. il coel'G ciente di resistenza per tonnellata - (ll I macchinisti purché non oltrepassino la velocità. massima stabili~ per ogni ru di locomotive O per ciascuna. lincu hanno gcneralmento faco~t~ d,1 ,,umcntar~ O i , P! tti racili la velocità di corsa fino ,1·IO km . al di la della veloc1_ta d orano, o dt ~:es~ facoltà si giova.no per accumulare forza viva prima delle forti pendenze e per ,·icupcrare tempo nei casi di ritardo.
.4:2.0
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STUDI
FEl\ROYIARIO- MILlTA Rl
<li Lreno alla velocità intestata V, e con I quella pendenza per 0 1 00 sulla quale potrebbe essere rimorchiato con velocità V lo stesso tre~o. di P tonnellate cbe è realmente rimurcl1iato sulla pendenza ver~ i con velocità minore W. Indichiamo poi con F Io · sforzo di trazione al~a velocità intestata V, e con e F Io sforzo maggiore che la locomotiva fa alla velocità più piccola W. Per quanto abbiamo detto si può seri vere:
sussegua a poca distanza dalla stazione di partenza, ma sia preceduta da un lungo 1ratlo piano e per lo meno in non grande salila . Stabililo il carico in base al la velocità V ed alla pendenza I, devesi · verificare se lo sforzo aderen te della locomotiva basti ad incnmmi_nare il treno che risulta nel tempo prefisso, e se sia sufuciente ari· morchiarlo Iu~go la linea all'interno. di gallerie umide entro alle quali vi sia. abbassamen to di aderenza; se no, devesi ridurre opportunamente il carico trovalo. Per contro, qualche volta nei casi di forti sali te di piccoja esten sione (3 o 4.- km.) sopra linee di pianura, si può , approfittando della facoltà della macchina di fare per breve durata sforzi superiori a quelli che ordinariamente corrispondono alla sua velocit~t, mantenere il carico delle Iocorrwtive più grande di quanto risulterebbe in base alla pendenza. fitt izia dedotta colla formola (r). Per breve tempo infatti , la locomotiva ptlò lavorare ad un grado d'int.roduzione più grande cli quello che devesi mantenere,!per non consumare cl1e la quantità di vapore prodotto dalla ca.ldaia in un egual tempo; per chè forzando un po' il fuoco, onde produrr~ una più attiva vapo rizzazione, e Iascfando che il livello d'acqua in caldaia si abbassi temporaneamente più del normale, si può sottrarre dalla c.ald~Lia stessa senza inconveniente anche una grandissima quantità di vapore in poco tempo, salvo a ristabilire subit1J dopo le condizioni normali d'acqua e di produzione. Il maggiore sforzo della locomotiva rispetto a quello normale potrà e:;sere tanto più grande quanto più breve è la rampa, e maggiore il temp~ concesso dall'orario nelle stazioni precedente e susc;eguente la salita, per acconciare il ìnoco e al imentare d'acqualacaldaia, e finalmente anche quanto più grande è la c.apaciLà della caldaia rispetto al volume dei ci lindri . Come si vede la determinazione delle pendenze fittizie, ossia delle resistenze e delle risorse che concorrqno a limitare od accrescere iI carico delle locomotive sopra una data linea, è operazione in diverse parti ar bitraria, e che rich iede perciò appunto una grande conoscenza del servizio pratico di condotta delle locomotive. Nel le ·di scese il carico dei treni potrebbe essere più grande di quello che corrisponde alla penden1.a zero: ma non conviene generalmente ammettere delle pendenze fittizie negative, perchè i treni soverchiamente grossi sono di difficile avviamento e di dinìci le ma-
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p =_F__
R + 1-
1'+i+r: --
0,0039
u· u~· M
-z
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Dallaqaale eguaglianza si ricava il valore della pe1ufonza fittizia I, che è: · · 'I ( I= - e \1· +
·i + e -
0,0039
U'-CJ 2) M L m
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R . .. .
(.1') .
D?b~iamo o~servare eh~ quando, come abbiamo fatto noi, si pro porz1orn la resistenza speciale della macchina alla forza di trazione F indica lo sforzo disponibile, il coefficiente e indica il rapporto gli sforzi disponibili alle veloci tà W e V (qualche p~co diverso dal rapporto fra le pressioni utili entro i cilindri, ìn causa della variabil ità del coefficiente di rendimento 'l'ls ), ed i coefficienti r ed .R rapprese~tano 1~ res-istema per tonnellata di treno netto, la quale è ben definita; ~e rnv~~e,_ come nel metodo tenuto dall' A. I., il rapporto e non si può nlerrre che allo sforzo sull'asse. motore allora nei coefficienti 1· ed R rimane inclusa I-a resistenza del veic:io locomotiva, cioè essi rappresentano la resiste~za per tonnellata di treno lorcto, la qLrnle è variabile colla pendenza e sempr~ incerta. . LaJorn;ula (r) di~~o~tr~ che la pendenza fittizia risulta tanto più pJCcola: ,1 quanto pm e piccolo 1· e quanto più è grande e, ossia q'.rnnto più la velocità Wè minore di V; 2°quanto più grande è la forza v'.va che .si può utilizzare . Questa seconda causa è quella cui è spec1ah~ente_dovut~ la d!fferenza di v~tlore della penden1.a fittizia pei tre111 celen e per I tre01 a Ien La marcia; I.aie pendenza infatti risulta 11eneral '.31ente minore per i treni diretti che non per i treni. omnibtis,e ;er cr.uest1 che non per i treni merci. Affìnchè vi possa essere utilizzazione della forza viva, bisogna però che la rampa di pendenza i non
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28 - ANNO XXX, VQL. IV.
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~'El\1\0VIARill -MILITAI\!
ST UD I
novrànelle sLazioni . Si assume perciò il carico co1Tispondento all'orizzontale, come carir.o di tulle le linee in discesa.
Classifìca;;ione delle locom otive. - Abbiamo già accennato nel corso cli questo lavoro alle principal i distinzioni delle locomotiYe fra loro, a seconda del numero degli assi accoppiati (loc·. a ruote libere' 9 a_, a 3 , a /i1- assi. accopp1.at1·i ; a seconda che i Ionaaron i del telaio che' ~·anno gravitare sugli assi il peso della caldaia ;oggiano nel In pan e '.nterna onella esterna alle ruote od anche in !ulle e due (loc. a telaio 1~lorno, esterno o doppio ); od a seconda della posizione dei cilindri r'. spel.lo al telaio (loc. a cilindri interni e a cilindri esterni), ecc . Enunc1oromo ora la cl<1ssificazione risul tante élal ser vizio che le locomoli\'e prestano. Una stessa loco11_1otiva può correre, come abbiamo Yecluto, 0 celeremente facendo un piccolo sfo rzo, o lcnLamenLe s1•ilnppanclo una g'.·:rndo f~rza di trazione. Si po trebbe perciò adollare un so lo tipo d1 n~a~chrna co~ ruote di media grandezza per tulle le specie di treni; 1?a all e p1cc~le velocità, in causa dei Lroppo leriti co lpi di st;ar~tufio la ~omhu~LJone sarebbe irrego lare, e in ca usa del far le grado d, 111 trocluzrone, J1 vapol'e la vorerehhe noi ci lindri poco uti Imente; ed alfe gra_ndi Y~lotità il mo vi men Lo del meccanismo sarebbe troppo affreltat?, 1 1110v1rnenti perturbatori troppo sen$ib il i, e l'accoppiamen~o.dt tutte fe ruote sarebbe non sulo iu uti\e, avuto riguardo alla tenu1ta dello sforzo, ma dannoso per lo forti resisrcnze che lo accompagnerebbero e pericoloso per le probabilità di rottura delle bielle. Pertanto fino dai primi Lompi dell'eserciz io dell e ferro vie con locomotive si usarono tipi diversi per il SOl'Vizio dei treni celeri e IeO'g_ieri i, ~e'.· quello .de_i ~ren_i p~sanLi ea lenta corsa . Attualmentepo~srnmo d1stmguere I L1p1 pnnc1pali seguenti: 1 1° Locomotive per treni diretti destin ate a correre con a 1·andi . velocità (60-90 km. all'ora) sulle lin ee di pianur'a. Hanno rn,i~emotrici di grande diametro (il ,70 - 2,'10) e lungo passo, ossia 0arande scar~amento d'assi, affinchè poca sia la sporgenza in falso delle part.i estreme e poco sensibile il movimento perturbatore di dimenam~nt?. Oneste locomotive sono, o a ruote libere, o a due assi acc~ppwfi : attua lmente però, siccome la grnssezza dei treni diretti è dr venuta sensibile e quindi è necessario un considercYole sforzo per
la loro trazione, specialmente su line1} non com pletamenle orizzontali, ed è necessario uno sforzo pii1 grande ancora per effelluare il lol'ù incamminamento senza troppo grare perdila di tempo, le locomoli ve a quattro·1:uote accoppiate prendono un predominio quasi a,;· soluto su quelle a ruol e libere. :'\elle linee con frequenti e ristrellc curr esarchoe pericolosa una grande veloi.:ità. con locomotiYe a lungo passo rigido : si_concilia la sicut'ezzlt col gr:inde scarta men Lo degl i as3i estremi median te la s.ostiluzione all'asse porlautc anLe1·iure di un carrello a qnattro piccole ruote, sul quale la macchina appoggia e si impernia, come s~ è visto nella fig . 15. Le loi.:omotive che hanno quMa disposizione si dico no ci Ctl?Tollo g·i revolv, od a ste1·.zo. . 2° Loco,notive pe1· treni omnibus destinalo a correre su linee piane con velocità. di 1,0-50 km . all'ora rimorchiando treni ~i Yiag.criatori cfocretamente pesanti. Sono a qua uro ruote accoppiate e 11 diametro <lell e mole motrici è di m. 1;40-·1,70. · 3° Loco moti ve pel' ll'eni misti destinate ari morchiarn treni merci con viaggiatori; rispetto alla categoria precedente occorre possano fare uno sfo r:t.o maggiorn, correndo a minor Yeloc iti1: han'.10 perciò ruo.te mot.rici più piccole. V Locomotive pel' tl'eni. 111el'ci, ed anche per treni Yiaggiatori su lineé cli forle penden:t.a. -Hanno tultele ruolo accoppiate, con diameLro di m. ,1,::30-·1,40 all'incil'ea; passo l'igido co rto, affine éli tran:;i lare senzil troppa cl irficoltà nell e curve ri::;t relte, epperciò csLremità mollo sporgenti in faJ:;o, che loro impediscono le grandi velo· ciLà. Corrono generalmente a 25-30 km . all'ora su linee piane, a ,J5-25 su linee di notevo le penclema . 5° Locomotive dcrnwniagnci. -Nei tratti di linea con pendenza fortissima si richiedo nella locomoliYa I' allitudine a grandissimi sforzi cli trazione, epperciò grande estensione di superficie riscaldala e qui ndi grande peso . Tre soli assi non haslano più in .questo ~as? a sorreggere la macchi na, e ne occorrono quattro, tull1 Accopp1at1, e con ruote di m. 1,00-1 )?O. Queste locomotive sulle forti pen denze corrono a velocità cli 20-30 km . all'ora coi treni Yiaggiatori e cli ,10 -20 co i treni merci. Esse sono ,pure conveni enti per l'effelluazione di grossi tren i merci (60-70 vagoni) sulle Ji~1ee d! pianura; il loro impiego climi1rnisce le spese di personale dei trem è)
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FERROVIARIO- Ml LIT ARI
e dà un migliore rapporto fra il peso utile r imorchi ato e il peso lordo lirato, ossia diminuisce l'aliquota di peso morto per ogni tonnellata di peso netto. 6° Locomotive-tender. - Sulle linee di piccolo traffico e su quelle con grandi pendenza il trascinare unitamente alla locomotiva un altro peso morto di ,(7 a 22 tonnellate, le quali vanno ìn diminuzione del treno utile rimorchialo, è un onere gravissimo r.he conviene erilare quando sia possibile. A questo scopo mirano le locomotive tender, cioè locomotive che hanno ai fra nchi della calda i,L e della piaLtaforma del macchinista e spesso anche al disollo della caldaia framm ezzo agli assi, delle casse d'acqua e di carbone per la loro al imentazione, e che possono quindi far senza di un apposi lo carro di scorta. Presentano una difficoltà di costrnzione nel collo· camerito delle casse d'acqua in modo che col consumo non si altei'·i la distribuzione del carico sugli assi, i quali sono due nelle piccole macchine e tre in quelle più grandi, lutti accoppiati; e trovano nel volume delle casse d'alimentazione un impedimento ad un grande sviluppo della caldaia, epperciò non possono fare che sforzi moderali. Nei limiti della loro potenza si prestano bene tanto al servizio merci sulle linee piane, quanto al ser vii\io merci e viaggiatori sulle linee di montagna; purchè però siavi fac ilità di frequente ri forni mento d'acqua ed i viaggi non siano molto lunghi . Anche le più grandi fra queste macchi ne infatti, non portando che una scorta dai 3 ai iS ½ m. c. d'acqua, hanno hisogoo di ri fo rnirsi ogni periodo di ·I- '1 ½ ore; e, non p'orlando che poco più di una tonnellatae mezzo di carbone, non possono fa re viaggi più lunghi di 3 a 3 i / 2 ore, senza aver agio di rifornirsi anche di carbone. Kella loro scarsa potenza e nella necessit à dei mollo frequenti rifornimenti sia il capitale difello di questo tipo di locomotive, tanto conveniente sotto il riguardo della piccolezza. del rapporto fra il peso morto ed il peso util e trasportato . ' 7° Locomotfre da manovre pel servizio interno delle ()'raneli stazioni . - Sono generalmente o vecchie locomoti-;e adattn~e a questo. servizio, o apposite locomotive-tender di piccole dimensioni e con ruote di piccolo diametro onde oHenere da esse un "rande sfo rzo di trazione. Lal'Orano a velocità il più delle mite po~o dirersa da qnella del passo d'uomo.
Le locomotive vengono clisLint.e una dall'altra su ogni rete 1ne diante un proprio numero di matricola; i numeri sono generalmente progressivi dalle locomotive a ruote libere, a quell_e a cl~e, a tre ed a. qnallro assi accoppiati e per ultimo alle locomotrYe d1 manovra. OO'ni locomotiva ha il SllO tender che porln lo stesso numero._ N;llo specchio seguente è indicato il quantital'.vo di ~-ocomotrve posseduto dalle•di verse reti italiane al ,1° gennaio 1188,>. In esso non frgurano le locomotive delle ferrovie sardo (,14 a 4 r~1ole a_cco~piate, 22 a 6 ruole accopp iate), nè quelle delle fe n~oY1e a b1~ano ridotto. Per contro vi sono comprese alcune Jocomot1ve-ten~~1 a~ ruote accoppiate di mo lLa scarsa potenza, cleslinate al servrzro dei treni locali. Quantità delle locomotive in servizio al
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DELLE vom1E D[ CO'.\[DATTI~IENTO DELLA FANTEUIA
A tal fine prenderemo le mosse dalla. distinzione che il generale \ Ricci nell'opuscolo La brigata (li f'ante>1·ia nel co1nbattimento fa ln~ , le modalità di combaLl.imenlo cli una brigata inquadrnta, e qnel le clL una brigata. autonoma, clisLiozione essemialissinrn, inqnanLochè , sebbene queste modalità siano informate agli stessi principi i fondamen tali, pure lo spazio e la libertà d'azione cli cui si dispone nei due casi essendo ben differente, ne risulta un modo d'agire diverso, Delle due,accennate modaliLà cli combaLLimento, la prima ù più importante della seco nda, come venne amp iat~en~e di1~os_tra~o. in quell'opuscolo; e basterà ricordarne le due rag1on1 cap1tal.1, c,oe: · ,1° Se una brigala autooomn vien meno al s110 còmp1to, produrrà un incid~nte più o meno grave, ma più facilmente rimediabile; dÌù se una brigata inquadrata non ademp ie la propria missione, il contraccolpo cl i tal e fatto si farà immediat amente sentire su quelle che corol)atlono a suo contatto , e si propaghera anche . . più in là. 2° Il combaLLimento inq@dralo è una proprietà. indispensabile di Lui.Le le brigate dvfanteria, le quali possono indistintam ente essere chiÙmate a prend~re parte acl una grande battagli a.; mentre, in Lesi assoluta,. non si può dire altrettanto del combattimen to autonomo; imperocchè volendosi distaccare una brigata con una speciale missione, si ha sempre la scelLa su parecchie di qneste, e si polril. dare lo. preferenza. a quella brigata il cui comandante inspirerà maggior~ fiducia, essendo in tal caso questione più di comandan te che dt brigata . Se aclonque il combattimento inquadrato ho. maggiore impo rtanza del combatlimento autonomo, rivolgeremo in questo scritto più particolar~1 ente l'attenzione al primo di essi, e ci occuperemo più speciafmen te del combattimento offensivo , come quello il cui impiego è reso più difficile dalle anni attuali , eclà luogo per conseguenza alle maggiori controversie.
DELLE
FOHlVIE DI COMBATTI1VIENTO I
DE LLA FANTE RIA
Qualunq~e aHo di combaLlimenLo, astraendo da quanto vi può ess~re di pa 1:t1col~1·e n_ell' es_ec~1zi one, dipenden tem en le dallo scopo speciale ches1 ba 111 mira, s1 rnluce in ultima analisi ad un attacco o ad una difesa. Ciascuno di questi due atti si esp lica mediante certe formazion i, le quali, pure auenendosi a princip ii generali, che, essendo comuni a qualunque tempo ed a qualunque ILwgo , ne costituiscono l'elemento assoluto 13 costante, variano col variare delle armi . Tali fo rmazioni, appoggiate a quei princip ii ed appl icale alle armi in uso,. si devon?. considerare come tipiche, perchè si suppongono espl1ca~e sul p1u sen~plice dei terreni, che è il piano e scoperto, e senza l 111tervento d, alcun concetto tattico speciale. Esse ricevono \ ( in !,eguito pariicolari applicazion i dalle varie specie di terreni e dal variare del concello tattico . In queste applicazioni conviene unil'orm~rs i per quanto è possi~il e al tipo idea le stabilito, il quale costi1 lu1sce per tal guisa il punto di partenza per determ inare le modiI ficazioni che si devono introdtHTe nei singoli casi. D'onde nasce la J necessità di sL~bi~ire _quale debba essere questo modo di comI battere pe'.· cosi dire ideale; la qual cosa cercheremo di fare in questo scrll lo.
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DEIA,A FA NTEUTA
DELLE FOI\ME DI CO.\fBA1'TIMENTO
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I.
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Le forme di combattimento, dal momento in cui un riparlo enlra nella zona del fuoco, de·,ono soddisfare ai seguenti requisili : 1 ~ 1° Soltrarre le Lruppe per quanto si può ao·li effeui del fuoco r nemico, presentandogli il min imo bersao·lio· è> ' 2° Permellere d'i nfliggere all'avversario il massimo danno col proprio fu-oco, in modo·che il combatLimento sia, per così dire riso lto alle piccole distanze prima di venire a contatLo con esso;' , 3° Ess,eTe semplici al massimo grado, in guisa che il passaggio dall una ali altra possa e[ettnars1 con rapidità e senza r icorrere a manovre di diflìcile esecuzione; !, O F' . -i maI mente che permettano di mantenere la. truppa or· dm_ata ~ fortemente inquadrata sollo il comando dei capi rispettivi. E evidente che per poter giudi care in qual modo si possa soddisfa.re alle prime due cond izioni è necessario vedere anzilul.to come i proietLili si _dislribui~con? sul ca1n'po di battaglia, e quale sit1 per conseguenza 1l_grado dt pcmcolo cui si va incontro nelle singole zone. Ora, _secondochè si possa o non si possa in guerra ottenere il ~uoco rn1raLo: fe conseguenze a cui si giunge sono affatto di,~erse. E quindi necessario di ben stabilire prima da. quale base si deve partire. ' O.,serviamo lo specchio contenuto a pagina ,f 39 dell'Istruzione provvisoria sul Liro per la fanteria, tenendo conto dell'a[ermazione che lo accompagna, essere il medesimo sufficiente in prat'ica ·7Jer apprezzare l'efficacici del tiro in màssa . Coi dati contenuti nell'u ltim_a c~lonna ridotti in modo che Lutti si riferiscano a if 00 colpi s~araLi, s1 potrà c~struire una curva che chiameremo cur-va clel pericolo col fitoco 1np·ato. • Essa è la seguente:
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Questa curva ràppresenta il pericolo alle varie distanze col fuoco mirato, supposta però l'esaltezza che si ottiene al poligono. Ammettendo ora un determinalo coefficien te di riduzione nell'esattezza del tiro, costante per tutte le distanze, e supponendo che la di..:. stanza venga sempre stimata esattamente, bisognerebbe ridurr_e in proporzione di quel coefficiente le ordinale di quel la curva e s1 otterrebbe in tal modo un'altra curva simile a quella rappresentata. Però nel fatto si mantiene esso costante quel coefficiente di riduzione a tulle le distanze, o piuLLosto non vi sono molte circostanze che lo possano alterare? Ed inoltre, neJla stima delle distanze n_on si possono fàcilmente commettere errori tal, da alterare compmtamente i risultati prP.1mnti ? Si deduce da quanto precede che variando quei due elemen ti si possono ottenere in pratica delle curve del pericolo val'iabilissime, ed affatto differenti l'una dall'altra. Difatti: « In generale tutti sono d'accordo nell'ammetLere il divario gran« dissimo che corre fra l'efficacia dal tiro in pace e quell~ del tiro « in guerra, benchè poi non ttblti siano d'accordo nel detenninare « ilrapporto esistente f1·a loro. La difficoltà grande che s'incontra.
ii-30 <t
DELLE FOR llE DI COMBATTDIE'.'ìTO
nella ricerca di tale rapporLo fa si che i giudizi in proposi to siano
« assa i disparati» ( 1).
3° Per qnanto ri guarda le deviazioni longitudinali la dispersione dei tiri ha dei li mili ed una media. Questa risulla dall'esperienza, essere di 4° sopra l'orizzonte (corrispondenti pel nosl!'o fuci le alla dis!.,tnn di quas i ,1200 metri) ecl i limiti a 11,° .grndi sopra ~ sollo l'an"olo medi o, cioè a 114, 0 sopra e 6° sotto I onzzonte. I colpi poi verrebbero a di;;tribuirsi sul terreno secondo la le?ge di devia~ zione cla una grandezza med ia, applicando la qu~le ~, ot~en~ono 1 dati relativi alla probab ilità di colpire la fanterin. m p1e~1, ~on lenuti nell a tabella I V dell'arlicolo del capitano Fazio: Applrcazione del calc>lo al tiro dcl!a fanteria in combattimento ( 1) . Coll e cifre
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E si noti che qui non si parla che del rapporto medio fra il tiro di pace e quello di guerra. Quanta sarà poi l'incertezza nel determinare il rapporto alle sin gole distanze I Sembra pertanto naturale che, partendo da l concetto del fuoco miralo, il quale, come si è visto, non somministra de i folti concreti e sicuri su cui ragionare, ne nascono proposte svariate, unicamen le fond ate su personali op inioni, le qua li producono per conseguenza l'incer tezza che Lullora scorgiamo nel ~ampo della taLLica . Nell'anno 1883 il Wolozko i ha pubblicato sotto il titolo: Snl comùattiniento a (t,oco deltci /cinte1·ia, un opusco lo recentemente tradotto.dal capitano Fazio, il quale inoltre in una serie di oLLimi articoli pubblicati nelle puniate di febbl'aio, april e, maggio ed agosto della R ivista .llilita1·e del corrente anno, lo ha largamentn commentato traendone mo lte cleduzioni applicative. In questo opuscolo, mettendo a proOtt.o l'esperienza di tulle le guerre ed i dati forniti dalla fisiologia per spiegare gli eITelli fisici dellé commozioni in battaglia sull'impiego delle faco llà del so ldato e sul pu ntamento del fucil e, vien dimostrato in modo a mio avviso inconcusso, che, a cagione del tremito, dell'in torbidamenlo della vi sla e dello smarrirsi della mente, è impossibile che il soldato possa scegliere e disporre un alzo, far passal'e la visuale per la tacca dell 'alzo e per il mirino e mantenere suf(ìcien 1e stahi li tit nel corpo per poler tirar bene; è impossibile, in una parola che il soldalo punti. Pe1· conseguenza : 1 1° Il si stema delle lraieltorie è pressoch é costante a qualunque distanza si lrovi il nemico come fin dal ,J871 aveva aliermato il Tel lembacb. nell'opuscolo: Intorno all'arte di operare nelle regioni del fuoco nemico colle mino1·i perdite possibili; 2° RelativarnenLe alle deviazioni laterali, il soldato tira O'e nera:rnente in direzione perpendicolare ulla linea di fuoco di ~ui fa parle, come del resto fu già da lungo Lempo rilevalo; Lullo al piu, come osserva il Tellembach nell\ccennalo opuscolo, i colpi si co ncenlreranno maggiormente verso il centro del bersaglio;
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DELLA l'ANTER IÀ
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dell'ulLima colonna che dà il val ore di 9,., (p - p' potremo. costnure la seguente curva, la quale potrà defin irsi la c11,r-va delperico~o.co~ {ttoco non mirato, avrerlendo che es~a_rappres:11ta ~a probabili la d1 colpire nella supposi7.ione che la rap1d1Là. del Liro si mantenga costan te a tutte le distanze. Amm ettendo per contro , come è naturale, che dalla distanza di 600 metri , ove incomincia. la zona. più pericolosa, cresca la rapicliLà. del tiro, la curva si accentuerà in tale tratto in proporzion e: 5,84
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Confrontando le due curve si scorge subi lo che vi sono fra esse delfe differenze assai nolevoli; e ciò è ben naturale se si considel'a che a costituirle concorre bensì un elemento comun e, che è la
Ilivisla .1/iWare, settembre 1885.
(l) llivi$la 111i/ilare,
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maggio 1885.
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4-3~
DEL LE .FORME
DI CO~IDATTJMENTO
grand_ezza ~ngo lare del bersaglio alle varie distanze; ma nella prima devesi . agg1ung~r~ la difficoltà di scorgerlo bene, la quale cresce colle distanze dnmnuendo in proporzione la probabili tà di colpire; sulla seconda invece quest'ultima causa non esercita influenza alc?n~, . ma. ne produce una grandissima il modo con cui i proi eLLili s1_d1str1bu1scono sul terreno, secondo cioè la legge di deviazione da una grandezza media. Dovendo pertanto, come già dissi , scegliere fra l'una o l'altra di queste due Cllrve, ed essendo rimasto profon damente convinto delle ~·agioni addo tte dal Wolozkoi nel suo opuscolo, . al quale ri mando 11 lettore, assumerò la seconda a fondamento del seguente ragionamento . È necessario però notare fin d'ora ciò che si cerch erà di dimostrare nel seguito, che cioè le conclusioni differenti a cui si giunge prendendo a ragionare sull'una o sull'altra delle due curve s! riferiscono più ai parti colari che alle linee general i del comb~t~ t1mento .
II.
Non è mia intenzione di discutere a fondo di quante schiere debba comporsi l'ordine di co mbattimento della brigata, bastandomi di notare che fra i due estremi da impiegarsi solo in circostanze eccezionalissi me - di avere cioè i sei battagliopi schierati su una sola linea quando occorra di occupare estesa fronte con ordine molto sottil e, oppure gli st.essi battnglion i di sposti l'un dietro l'altro per poter di~ Sfo1:re di ~olt~riserve ne~l'attaccare un punto decisivo - la brigata \ si d1spon.'a ge~eralmente 111 un ordine intermedio; ed il più norm,Li e ; pe~· la bngata rnquadrata sembra essere la disposizione per ala, cioè coi due reggimenti affiancati, ciascuno su tre schiere di battaglioni; . il qua.le ordine su L,~e schiere è il più perfetto, conformandosi a quanto si è praticato nelle migliori ord"inanze dalla romana an tichità infino a noi. ~ R ~so 1mpo.ss1 . .b tle . dalle odierne armi !'attacco col semplice urlo mediante profonde colonne, e sostituitovi pernecessaria conseguenza.
I>ELLA FANTERIA
4-33
l'attacco col fuo co, ne cleri va che il baLLaglione di prima sch iera deve cercare cli portarsi a distanza di assalto nelle migliori condizioni materiaÌi e mora!i, cercando di renderle le peggiori possibili per\' a vve,·sario. Egli dovrà. perciò nell'~vanzare adottare certe formazioni le quali dovranno rispondere ai sego enti concetti: a.) Dal momento in cui entra nel raggio d'azione dell'artiglieria nemica, fino a quello in cui inizia il prop rio fuoco di fuci leria, non deve avere altro scopo che di presentare il rriinimo bersaglio per soffrire le minime perdite, adottando una formazione, ben inteso, che perme~ta anche cli avanzare con ordine, rapidità e scioltezza . b) Successivamente, fino al momento in cui, acquistando il fuoco la massi ma efficacia si entra nella zona dell'attacco decisivo, la formazione da impiegarsi dal battaglione di 11a schiera dovrà rispondere al concello di avere sulla linea di fuo co una forza proporzionale all'intensità voluta nel fooco stesso: ed il rimanente delle forze indietro, disposte come nella zona preced~n te. e) Si presenta fìtrnlmente una terza zona, quella cioè dell'attacco decisivo , nella quale occorre avere una fo rmazione che permet.Lail massimo sv il uppo di fooco . Sono aclunque tre momenti successivi che si presentano nell'attacco di una posizione, ai quali devono corrispondere Lre formazioni diverse; e queste, olt.re ai req11isiti per ciaswna accennati, devono permettere il facile e rapido passaggio dall'una all'altra e far sì che fino all'ultimò, per quanto-è possibile, si mantengano le truppe ben inquadrate nella mano dei capi rispettivi; la quale ultima condizione essendo elemento cl'ordine e quindi di disciplina è pure di capitale importanza. Tenendo presenti questi cri teri, cercherò anzitutto quali siano i tre tipi di formazioni che si desiderano, ed in seguilo, colla scorta della cul'va del pericolo secondo la teoria del Wolozkoi, cercherò di determinare il punto in cui urta formazione deve dar luogo alla successiva . Giò fo tto per il battaglione di prima schiera, la questione rimane risolta anche per i battaglioni delle schiere suceessive, inquantochè, al momento di rincalzare o sostituire sulla linea d1 fuoco il ballaglione antistante, essi dovranno avere la stessa formazione da questo impiegata, e fino a quel momento, trovandosi in secdncla od in terza
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linea, la formaz ione da im piegar::;i sarà quella che presenta ìl minimo bersaglio, ossia la prima. • Non rimarrà quindi che da cleLer:n inare .la di stanza fia le sch iere successive, tenendo presente il doppio concetto che esse si tro1·ioo i~ misura di ademp iere .il prop rio compi lo e soffrano la mino1· quanLttà possibile di perdite.
rn. Si incomincierit a ricercare quale debba essere la formazione a), quella cioè ch e otTre il miQ_imo bersùglio. Co ll a scorta dell'appendice all'Istm.z'ione provvisoria .ml tiro clel I 88,I ( 1) non si possono istituire immedia ti confro nti cbe fra là compagnia in linea e la compagni11 in colonna serrata di plc,to ni. L'istruzione srrddeLta riassume questo pa ragone co ll e seguenti pa role: <<Confrontandole serie riferen Lisi al la compagnia in li nea(tabella 3") « co_n quelle relative alla compagnia in colonna (tabella 6"), si scorge « che la compagnia in qnest' ullim a formazi one, sino all n. distnnza di « 700 metri sub isce perdi.te di poco maggiori che la compagn ia in « I inea. A.li e distanze,;uper iori però , le perdi te della co lonna diven « lano il doppio ed anche il Lri plo di quelle della linea ». Sembrerebbe pu re oppo rtu no di paragonare quesLe due for m~zioni con quella che si ottiene, quando il battagl ione è in linea, co l comando Plotoni fianco dest1· (o sinisvl') e per (ilei a sinistr (o destr), la quale ven ne da l tenente colonnello Airngb i in un articolo pubb li11883 denom inala Battciqlione cato nella Hivistct !1[ili,{.cire del ma•,<l'ÌO 00 , per fianco ·i n linea. t dotteremo anche no i questa denominazione, quantunque non sia perfetla.rnente esa lta, per evi tarne altra più lunga. Oro, se si parte dal principio presupposto che il tiro cli fucilerja sia perpendico lare alla linea di fuoco occupala e non da quell o· clel tiro mirnto , seco ndo il quale l'istruzione provvisoria sul ti ro è pervenuta alla SUl'I'i fe ri la concÌusione, è evidente che la vulnerabili tà di 1
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(I) Ci duole che non sia. ancora stata pubblicata IIL parte 2• della nuova Istruzione sul tiro, nella quale _s( sa rebbero forse potuti desumere più ampi da ti por istituire co nfronll sulla vulnernb1hta dello dive rse forma.zioni.
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DELLA FANTERIA
DEL LE FOR~I E DI CO~l llATTl MENTO
ciascnna fo rmazione sarà proporzionale alla superficie del bersaglio 'Verticale che presenta, intendendo con questa parola la superficie che si ottiene moltiplicando nel caso della compagnia. in linea il suo fronte per l'altezza media dell'uomo , cioè per metri 11,70; e quando si tratti della colonna di compagnia o del la compagnia pe1' fianco in linea, moltiplicando nel primo caso il fronte della. sezione di tesla e nel secondo caso la somma dei fro nt i delle quadriglie cli tesla per l'ordinata della traiettoria dei proietti li che colpiscono gli uomini di coda, corrispondente al punto in cui si trovano gli uomini di testa . Queste ,Jrdinate, che variano naturalmente colla distanza del bersaglio, si possono calco lare con su fficiente approssimazione co l sussidio della tabella 2.• dell'Istruzione prov1·isoria sul Liro, la quale ci sommi nistr a. la lunghezza degli spazi battuti <;oll e va.rie li nee di mira. Imperocchè, si può considera.re come rettilineo il tratto di t~·aielloria corrispon dente allo spazio ba ttuto; ed inoltre si può supporre che i proiettili cadano co u uguaìe densità nelle Yarie par ti del bersagli o vertica.le. menLre invece, secondo la teor-iadel Wolozkoi avanzando , dai 2000' ai ·1200 nrnvi i colpi sarebbero pit~densi nella_ parte bassa ~ del bersaglio che non in q nell a alla.; e dopo 1 4200 metn accadrebbe il contrario Ma, ripeLo, trattandosi di profond-iltl massime di me!ri 2·1, come ora si vedrà, questi errori sono trascurabili, relaLiYamente ·ano scopo p re postosi . . Si calcolerà adunqL1e la superficie del be,·sagl io vertica'le cbe presentnno le tre for ma·iioni accennate alie varie distanze tra i 400 ecl i 1I 600 metri, ' tanto con uomin i in piedi quanto con uomini coricali , avvertendo che no n si è fotto il calcolo pe,· le dislanze inferiori a 400 metri, potendosi approssimativamente riLene re che a quelle distanze, stante la radenza della traiettoria, l'altezzn. del bersaglio verticale è uauale tanto per le fo rmazioni pro ronde qt1anto _per quelle soLLi li , e q~indi le superficie dei bersagli so no proporzionali ai fronti rispetti vi. Si è poi presa per base ht c.o mpag nia. cli guerra cli 225 uomini, la quale, sch ierata in linea, ha metri 8 1,2 di fronte (calcolando meLri 0,70 per ogni fi la) . La co lonna dicornpagniamisul·asul fronte metri .'19,60 ed in profondità metri 114,80 dalla prima riga dell a sezione cli testa alla. seconda riga della. sezione di coda. La compagnia p~r fianco in linea ha 4 quadriglie sul fronte che misurano complessivamente metri 1111,2 ed una profondi tà di melr:i 2 ! ; quest'ultima ri1
1
t
•
436
DELLE l'OHME DI COMDATTIMENTO
· 4-37
DELLA FANTEHIA
s~11:a .c,alcola?do .''.1· qua~rigli~ invece di 11_3 ,_ ossia una quadriglia per le c) ?1de ed 1 ~e11 a_file, 1 quali serrafile s1 larebbero in questa fo rmazione marciare m coda , inquadrando cosi il plotone unitamente al suo comandante, il quale marcerebbe in testa. Finalmente si è supposta l'altezza media dj met:·i ,J, 70 per uomini in piedi e di metri 0, 5 0 per uomini coricati. Ciò post.o_ecco le due tabelle di cui si µar ia; nelle quali si sono arrotondati I numeri fisprimenti le supertìcie;
TABELLA SECONDA .
Superjlcie z'.n m.. q. dei bersagli verticali che presentano le seguenti formazioni con uomini a terra.
O)
N
e
.$
"' i5
Colonna di compagnia
Cçimf;agnia 1n mea
______,.,__
del bersaglio
Superficie verticale
Altezza del l)er;;auJio verti calo
Superficie del bersaglio verticale
-
-------Compagnia por fianco in linea Altezza del bersaglio verticale
Superficie ciel bersaglio verticale
TABELLA PRIMA.
flOO
!~·I
0,65
•13
0,70
S uperficie In m. q. dei bersagli verticali che presentano le seguent i formazioni con uomiÌi i in piedi.
500
-i-·1
0,86
•17
·1,02
H
1,2ij
,t,I,
Com \>agnia 'in inea
-
s
Suporficic do! l)ers~ lio verticale
.s"'
"' ci
-Colonna di co~pagnia
Altezza do! bersaglio verticale
600
fl I
,1,Q3
20
iOO
4-1
1
1,20
'zl~
·1,50
il7
800
41 1
1
1,40
27
1
1,78
20
900
4.,1
1
32
2,09
23
·1000
4-,1
,1,85
36
2,.i-2
27
2,.14
!~2.
2,83
32
Compagnia per fianco in linea
Superfi cie Altezza. del bersaglio del bersa" lio verticale verticale
Superficie ciel bersaglio verticale
I
8
1,62 !,
400
,f 38
,, ,85
36
•I ,90
2,1
·1100
,i,,f
500
"38
2,06
40
2,25
·12.00
4-·I
2,40
1~1
3,24:
36
600
•138
2,23
/i.i
2,45
25 'z.7
·1300
4-1
2,70
53
3,60
4-0
700
"38
2, ,1,0
,1,7
2,70
30
1
1!iOO
,\A
3,08
GO
4-,'17
4-7
800
,J 38
2,60
50
2,98
33
'1500
~·I
3,49
68
/~, 75
900
·138
2 ,82 ·
55
3,2.9
31
1600
4·1
4,01
79
5,H
,t 000
•138
3,05
60
3,62
,i '!
•I ·I 00
•138
3,34
65
4,03
45
138
3,60
1·1
,t ,44
50
3,90. ,},2.8
76
4-,80
M
Si
5,37
60
4,69
9'2
4,95
67.
5,21 .
'10'.2
6,67
75
12.00
1
1
·1300
"38
4400 1500
·I 38 ,, 38
600
138
-
.
1
~
53 611
Dall'esame della tabella prima risulta quanto segue: Per tulle le distanze di combattimento da 1100 a 1600 metri , la formazione in linea con uomini in piedi confrontala colla colonna di compagnia pure in piedi , presenta un bersaglio il quale varia tra un massimo di quattro volte maggiore a 1100 metri ed un minimo di 1/a maggiore a ·I 600 metri ; confron tata invece con la compàgnia per fianco in linea ha una vulnerab ili tà che varia tea un massimo di 7 volte maggiore a 1100 metri ed un minimo di quasi due voi Le supe· riori a 11600 metri . Quest'ultima sembrerebbe adunqL1e essere la formazione meno e· sposta a perdi te per effetto del fuoco di fucileria nemico. Però, se si 29 ·- ANNO XXX , VOL. IV.
439
DELLE FORME DI COMIJATTJMENTO
DELLA FANTERIA
considera che le sezioni di fianco difficilmente si troveranno esattamente cli:;poste in direzione parallela a quella del Liro nemico e che potranno essere battute ob liquamente quando la linea di difesa nem)ca, come gen_eralQlente acca,de, presenta dei salienti e dei rientranti; sesi pensa che col ci:escere dell'obbliquitàla superficie clel bersaglio aumenta rapidamente in modo che quando essa è di 45° risulta all'incirca uguale a quella della linea spiegata; se si considera infine èhe le perdite della colonna di fronte possono venire diminuite facendo serrare i plotoni a 4 passi anzichè a 6, 'e che tale formazione mantenendo la compagnia raggruppata su piccola superficie facili la il comando, sembra essere preferibile, quan·do la compagnia è in piedi ed avanza; la formazione in colonna per plotoni. Esaminando ora la tabella 2a si rileva che, quando la compagnia è ferma ed a terra, alla formazione in colonna sarebbe preferibile la linea spiegala fino a 1 1100 metri dalla fanteria anersa1:ia; ma se si fanuo serrare, come si disse, i plotoni a 4, passi, il bersaglio che presenta la colonna sarà alquanto diminuito, e quindi tale formazione incomincierà ad essere vantaggiosa a 11200 metri circa dal nl:lmico. Nel fare questi confronti non si è finora tenuto conto che del solo fuoco di fucileria. Occorre ancora vedere quali siano gli effetti clell'artiglieria, e ci serviremo per ciò dei risultati ottenuti nelle esperienze eseguile negli anni ,t 88:2-83 duranLe le scuole di tiro dei reggimenti di artiglieria da campagna, i qnali risultati sono riferiti in un articolo pubbicato nel fascicolo del dicembre 1884 della .Rivista Militare (Effetti del ti?·o d'artiglieri;a da campo contro fanteria). Secondo quel.le espel"ienze la vulner.abilità media risultò: ( 11) Alla distanza ·di 11800 metri: Per fanteria in linea in piedi 1164 p. °lo; Per, fant-eria in linea a terra 112,5 p. "/ o; Alla distanza di 2400 metri: Per la colonna in piedi 128,8 p. o/o; Per la colonna a terra 'H,2•p~ "/o.
Aumentando di i/3 l'ultimo risultato, ossia di tanto quanto è maggiore la distanza, per aver dei termini paragonabili con una larga -approssimazione si ottiene: Per la colonna in piedi "71 ,9 p. ¼; Per la colonna a terra 94,6 p. °/o. Ossia le due formazioni non presenterebbero una vulnerabilita molto dissimile (,I). A distanze minori la colonna avrebbe man mano un vantaggio sempre maggiore $ulla formazione in linea, perchè la maggiore velocità e conseguente radenza dello shrapnel e quindi delle sue pallette, torna a vantaggio delle formazioni profomle. Abbiamo visto che tenendo conto del solo fuoco di fanteria dai 2000 a 11200 metri dal nemico è più vantaggiosa la linea spiegata .a. terra quando la compagnia è ferma, mentre, dirimpetto al fuoco di artiglieria è da preferirsi la colonna a tutte le distanze anche se ferm~ ed a terra. Se si considera ora che quando il battaglione di prima schiera si avanza dai 2000· ai ,1200 metri è molto più esposto al fuoco d'artiglieria che a quello d{fucileria, il qua.le ultimo non ha ancora molta ~fficacia, pare naturale che del primo debba tenersi maggior conto in quest8, fase del combattimento, e sia quindi da adottarsi quella formazione che è maggiormente atta ariparare da-I tiro del cannone, cioè la colonna per plotoni. Per truppe però di ·seconda e di terza schiera, contro le quali non fosse direttamente rivolto il fuoco d'artiglieria, potendo esse venire colpite- dai fuochi di fucileria che coprono tntlo il campo di battaglia seco ndo la teoria del Wolozkoi, può essere conveniente du-
/~38
1
1
1
(:1.) Vedasi la colonna a) dolio specchio contenuto a pagina 39i della Rivista 11/ilila·re, dicem brc i 884. -
(J.) Esporienze eseguile all'estero, cui accenna il capitano Sala in uno scritto pubblicato sulla Rivista 1lfilitare del giugno e luglio t885 (Le fo1·1ne ed i modi tattici della fanteria di fronte alt'a?"tigliel'ia), condurrebbero a dh•ersa conclusione in favore della linea spiegata; conclusione a cui sembrano ragionevolmente condurre a prima vista .anche le considerazioni esposte in quello scritto· dal capitano Sala. Però le esperienze eseguite in Italia da tutti i reggimenti di artiglieria da campagna furono così accurate e cosi numerose che non si può a meno èli attribuire loro un grande valore e prenderle quindi a base di cruesto studio, come il dato più attendibile rii cui pe1· ora almeno si disponga. Noteremo inoltre cho non abbiamo creduto necessario di estenderci molto sugli effetti del fuoco di artiglieria nelle varie formazioni della fanteria, ·essendo questo argomento già stato trattato egregiamente dal capitano Sala nel citato scritto.
DELLA FANTERIA DEl,LE FORME DI COJ\!l)ATTIMEN'fO
rante le fermate di qiwlche dimita di spiegarsi in linea e gettarsi a terra, specialmenLe se si presenta qualche appostamento opportuno. In conclusitme adunque, LLllto ben considerato, la formazione che sembra preferibile per ripararsi dalle perdite è la linea di colonne di _compagnia, da trasformarsi per le distanze superiori a 11200 metri, quando si è molto battuti dal fuoco di fucileria, nella linea spiegate a terra durante la fermata di qualche durata. Bisogna finalmente tener conto del fatto che nei terreni rotti e difficili, come se ne incontrano ad ogni istante in I talia, la colonna di compagnia e la linea spiegata non possono per la loro rigidità muoversi senza scomporsi; ed allora torna mollo opportuna la compagnia per fianco in linea, colla quale allargan\do e restringendo gli intervalli fra i plotoni, o riducendo questi su due righe, si può più facilmente passare attraverso un terreno intersecato da ostacoli. Jl plotone, il quale si può considerare come un grosso stormo, costituisce nei terreni rotti e poco praticabili una piccola unità di combatLimento che può facilmente piegarsi alle difficoltà del terreno per raggiungere l'intento assegnatogli nell'azione della compagnia e del baLtaglione. Anche la formazione per fianco in linea alle distanze superiori a ,f 300 metri, come risulta dalla tabella 2°, dovrebbe convertirsi nella linea spiegata ci term durante le lunghe fermate, quando fosse battuta dal fuoco di fuci leria. Tenendo però conto che una alm~no leggera obliquità delle sezioni rispello alla dire7.ione del tiro è sempre inev itab ile, si può fissare tale distanza anche in questo caso a il.200 metri .
.1
I
\.
IV. Essendosi fino ad ora parlato della formazione a). si dirà ora brevemente quali debbano essere quelle b) e e) di cui al N. II di questo scrillo . La formazione che permette il massimo sviluppo di fuoco di un riparto di truppa, è senza dubbio qu ella in linea spiegata suqualtro righe, di cui le due prime in ginocchio od a terra e le altre due in piedi od in ginocchio. i\ia essa non è adatta per far fuoco avan-
I
44"1
zando, perchè oltre all'essere rigida e compatta, sarebbe impossibile di poter praticamente ottenere nella zona del fuoco decisivo che le prime due righe prendessero una. posizione diversa dalle altre due, e ciò specialment.e dopo ciascun sbalzo in avanti, il quale produrrebbe un inevitabile disordine. Sarebbe quindi solo da impiegarsi in circostanze eccezionalissime, per esempio nella difensiva passiva, allorquando il _terreno non permettesse uno svi luppo sufficiente della linea di fuoco e si volesse riparare a questo inconveniente utiliz.zando un maggior numero di fucili nel senso della profondità. All'incontro, la linea spiegata su due righe, se anche si disordina nel balzare innanzi, può facilmente ricostituirsi sulla linea di fermata, ed entrambe le righe possono facilmente aprire il fuoco in .qualunque positura. Questa è a.dunque la formazione da impiegarsi nella più parte dei casi in cui si creda conveniente di iniziare il fuoco colla massima intensità. Quando, per contro, non essendo ancora giunto il momento de-cisivo, non si voglia ancora dare al fuoco la massima intensità, basterà avere sulla linea di fuoco una parte delle truppe, le quali costituil'anno una catena più o meno densa; ed il rimanente avanzando a. conveniente distanza: sotto la protezione della ca.tena, cercherà di defilarsi, per quanto può, dai tiri nemici, sia adollando la formazione a), sia utilizzando tuLli i ripari che si presentano, in modo da giungere ,:olle minori perdite e nel momento voluto sulla linea -di fuoco. Quanto alla catena osserveremo che dalle esperienze già citate, ·eseguite negli anni ,t 882-83 dai reggimenti di artiglieria da campagna contro bersagli sagomati, risulterebbe, non senza qualche ,sorpresa, che la catena rada « perde il ~25 p. ¼, mentre la ca·« tena fitta alla stessa distanza e nella st:essa positura della prima, « non perde che il 1103 p. °I.». « In base a tali risultati » osserva il · -capitano Sala nel citato scritto, « si dovrebbe proscrivere la catena « rada, e, quando fosse necessario occupare un esteso fronte con « poca truppa, si dovrebbe ricorrere allo spedi ente di lasciare larghi « intervalli fra i plotoni della catena ». Questo spediente non aumenterebbe le perdite prodotte dal fuoco della fucileria. nemica, -stando all'ipotesi che fu posta a fondamento di questo studio , quella ,cioè del tiro non mirato . Non entreremo del resto in ulteriori par-
•
DELLE FORME Dl COl!llATTIMENTO
DELl,A FANTEUIA
ti~olari su queste questioni secondarie che non è t . . bile di risolvere senza iù mat : o, se ~ncora poss1che la formazio h p.. ure ~spe1 ienze, bastando I aver rilevato di . . ne c e p1u conven1enlemente risponde pel battaalione .prima s.ch1era a quanto richiedevasi alla lettera b' del N tende~, praticabili'. la linea di colonne di com~a~nia, pr~cedu~; una ,stanza che s1 cercherà in seauiLo a· d . catena costitituita da %. ad f / 2 della f;rza. J etermmare, da una
III ,
;;1
V. Determinate così le tre formazioni . . . . colle minori perdite possibili e ~enz/;:. ~?nvenient1 pe~ avanzare massima intensità di fuoco e pel c . ~o~o, yer sviluppare la silà del medesim . . . aso rn cui s1 esiga minore inleno, e necessano rndaaare q d d . . mre impieaate ed . I , . ., uan o esse ebbano ve. ~ lll qua punlo I una deve dar lt a 11" I . verra perciò ricorrere alla curva del .· . 1000 a a tra. ~onsecondo la teoria del Wolozkoi· . peucolo col f~oco non m11·ato \ il maggior danno che una for~at~:::d;ure:::.1: 11 :rincidpio, eh.e stanza in confronto di un'altra è , e a una ala d1più grande che s'infliaae l ' . c.ompensato da un danno ancora ( sumo delle m ·,. o~ ah nemico, e tenendo conto altresì del conun1z1om, e e essendo r1 1·t . parte dell'attaccante pel q . ., ~ ate, specialmente dalla , ua1e I 1 r11orn 1men t 0 · · · d"ffi . bisogna farne uno s reco . . . . e?'~ 1 elle, non nella zona d · · p ptematu, 0 a ri sch10 d, nmanerne privi ec1s1va. ' Esaminando la suddetta curva (,I) -. . . dividere in tre part" · è· ::.l ossei va che essa s1 può sud1, CIO .
a) Dai 2000 ai 1200 metri z h . . . zata e del duello di arti l' . . ' ona c e 1? chiamerei dell' avandamente; g ie1 ia, nella quale Il pericolo cresce rapi -
b) Dai 1200 ai 600 metri nella l . . . assai lentamente ed e· pi· 'hè qna e zona ti pencolo aumenta , essoc costan te I · minare della p1·eparazione dell'attacco; , e c le s, potrebbe deno(t) La curva non è disegnata cli . . secondo la tcorialdel Wolozkoi } a ~om,~ciare dalla distanza di !600 metri però 1 metri, dis~n,za che corrispond; ~ comincia ad ussere sensibile verso' i 2000 camcnte s, tira, e tale pericolo aument ti orizzonte, angolo massimo col quale pratia no a !200 metri.
t~;r~~~:?' .
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e) Zona dell'attacco, la quale incomincia a 600 melri e va fino alla posizione nemica, nella quale il pericolo cresce rapidamente, assai più di quanlo apparisca dalla curva, se si tien conto che in questa zona aumenta la celerilit del fuoco. Se prendiamo adnnque il battaglione di prima schiera, il quale nell'entrare nel raggio d'azione dell'artiglieria si era spiegato, ecl aveva preso la formazione in linea di colonne di compagnia, ve diamo che osso penetrando verso i 2000 metri nel raggio cli azione della fucileria, avanzerebbe senza combattere solto la prot.ezioné della propria artiglieria cercando solo di presentare il minimo be,·.:. saglio. Ad ottenere tale intento dovrebbe percorrere lunghi tratti alla corsa, nella formazione dianzi accennata, alternandoli con soste di riposo, nelle quali il battaglione nella posizione di a te.rrn ( e riformandosi in linea. quando fosse battuto erJicacementc dal fuoco di fucil eria), aspetterebbe il segnale per balzare nuovamente innanzi. Tale formazione in lin ea, ripetiamo, si dovrebbe però solamente prendere durante la fermata d'una. cert,i durata., pel' evitare inutil i spiegamenti e ripiegamenti in colonna. A 1200 metri poti·ebbe incominciare il combattimento di fucileria, ma naturaimeote non il decisivo; perciò a quella distanzà. dovrebbe trovarsi la catena costituita da i / 4 clellà "forza del batta.o glione di prima schi era. La catena pl'ima di avanza1'e nella seconda. zona, cioè oltre i ·1200 metri, dovrebbe attendere l'esiLo del duello di artiglieria impegnalo a di stanza clecisiva, cioè a meno di •I800 metri, come prescrive I' Istrn:ione sull' am.maestrmnenlo ·tattico del'. l'artiglieria, essendo inutile, prima che il combattimento d'artiglieria sia de·ciso a vantaggio dell'attaccante, cli penetrare nella seconda zona ove converrebbe tuttavia arrestarsi e subire perdite più gravi: Dovendo per conseguenza la catena arrestarsi abbastanza a lungo a ·I200 metri, parrebbe con".enienle che dun.mte questa fermat.a il grosso del battaglione rimanesse a considerevole distanza nella zona retroslante, nellaquale le perdite diminuiscono rapidamente. Laonde, se il battaglione dopo di esser:;i avanzato nel modo precedentemente descritto fosse giunto a 1500 e 1600 metri, esso si arresterebbe e spiegandosi in linea si getterebbe a terra, nel mentre la catena, costituita per esempio di mezza compagnia. per ciascuna delle com· pagnia d'ala, si porterebbe alla posizione assegnatale a 1200 metri . 1
1
4-44
DEUE FORME
or
COMBATTIM ENTO
DELLA FANTE RIA
Quando il battaglione di prima s1:hiera, fermo in tale posizione, fo s~e. troppo so?getto ~I fu~co_di artiglieria, non avr ebbe che asposLa1s1 ~lquan ~o 1_nnanz1 od indietro, essendo noto che il Liro a shrapnel, dr grand1ss1mo effetto quando la distanza è conosciuta, perde ~nona parte della sua efficacia allorché viene eserruil.o a distanza 0 ignota. Deciso a favo re dell'attaccante il duello d'artiglieria (1 ) , la ca1ena avanz~rebbe } radata~ ente d_i appostamento in appostamento fi n verso 1 600 - 100 metr, , seguita dal g1·osso, il quale manterrebbe sempre la medesima fo rmazione . . ~inchè 1~0~ ~iu~gerà a 1200 metri il grosso subirà perdite sensibih~ente m/erwn a quelle della catena, proporzionatamente alla sua forza; oltrepassato poi quel pun to le perdite che subirebbe sarebbero pressochè uguali a quelle che gli toccherebbero se si trov~sse sulla medesima linea della catena; quindi è che se prima di 1 giunger~ a 1200 metri era conveniente, rispetto al fuoco di fucileria. che la d1s~nz~ fra la catena ~d _il grosso fosse considerevole, dopo i 1.20_0 met,_1 sa, ebbe a pr efen rs1 che fosse picco la, per avere il battag!wne ?'. ù raccolto . Tenendo_però conto del fuoco d'artiglieria, si puo _s'.ab1hre che la _su~detta_distanza sia almeno uguale alla profond1 Il t,t del d la .zona di d1 sper$1one delle scherrrrie delle irranate e delle r a eLte . egli shr~pnels, la quale è in media di circa 300 metri. Ali~ ~1s1an_za d1 600 metri dal nemico si entra nella zona decisiva. Non v1 e rag1o?e nlcuna di rinfo rzare la catena prima di rriun rrere a ~ueqto ~unto, 1mperocchè il pericolo a cominciare dai 1200 °metri si man tiene pressochè costante. Ma nella terza zona non sì avventurerà se non chi abbia il proposito determinato di spinrrere a fondo l'a~tac_co.Quand~ o~co~T~ solamen~ temporeggiare, o sr' voglia con) se, vai e la facolla d1 d1s1mpegnars1 dal combattimento non si var' ~he~à. il limite della seconda zona, poiché il far ciò e~porrebbe ad mutili ed enormi perdite, specialmente in caso di ritirata. l')I')
<')
(J) '. QuaMo si avri\ !a certona di aver soprafatla l'ar tiglieria avversaria, allora si • faccia uscire la fanteria_ dallo sue posizioni d'aspetto o mcn tro questa percorre i !500 0 • ..2000 metri ch_ e la dmdono dal punto d'attacco, le s i spiani H terreno scuotendo • _c,o che. ancora 11 nemico può opporle. " L etten m ilitar i del P1·i11cipe Ilohenlohe (Bivis ta Althlm·e, agos to i885, pag. 383.)
Conseg~entemen_t~ a qu~to concetto si sarebbe collocato il grosso del battaglione (3 compagnie) m posmono d1 aspettativa a .1500-1600 metri dalla pos iziono nemica .
•
Ammesso adunque che il battaglione di prima sch iera non debba penetrar e nell a terza zona se non quando voglia spingere a fo ~do l'allacco colla più grande energia e rapidità, nasce .a nostro avviso la conseguenza che quest'attacco debba essere preparato sul limitare di questa terza zona, cioè a 600 metr i, dando al fuoco il massimo sviluppo. la qual cosa. non si può ottenere se non col battaglione spiegato in linea su due ri ghe. Si noti che non avendo fin o a qlteslo punto fatto fuoco che la sola catena, composta di l/ 4 della fo rza, gli altri 3; ,. del battaglione, coìla formazione adottata ed utilizzan do tutti i ripari, giungeranno sulla linea di fuoco colle minori perdite possibili e col munizionamento ancora intatLo . Se fosse fac ile il rifornirsi di munizioni nella precedente zona, polrtlbbe discutersi se non converrebbe scuotere il nem ico da lungi, aprendo un intenso fuoco fi no dalla distanza di 1200 metri dalla quale I;effetto è di poco inferiore a quello che si ottiene a 600 metri; ma fisso essendo il numero del le cartucce, e vista la difficoltà di ri fo'rnirle nella zona del fuoco nemico, ne risulta non esser e opportuno farne uno spreco prematuro. Sarà adunque preferibile di riservarne la massima parte per eseguire una lunga ed intensa preparazione a 600 metri prima di irrompere nella zona dell'attacco. t iò non toglie che in casi eccezionali , quando il riforn imento delle munizion i sia possibile, non possa conveni re di spiegare il battaglione in linea a 11.'I00-1200 metri, eseguire qui vi una prima preparazione e muovere poi , preceduti dalla catena e nel modo accennato, verso i 600 metri dove si eseguirebbe la seconda e decisiva preparazione dell'attacco. Nelle Nonne generali per l'ùnpiego delle tre armi nel combattimento, recentemente pubblicate, viene stabilito che a 600 -700 metri la catena venga rinforzata dai sostegni e che il grosso entri in linea .colla catena a 300-400 metri dal nem ico . Se si osser va la curva del pericolo si scorge che essa dai 600 ai 400 metri sale più dolcemente che non nella i ona successiva; inoltre, se il rrrosso deve trovarsi in li nea colla catena a 400 metri , egli nelJ'attr: versarè la zona compresa fra 600 e 400 metri si troverà a di stanza così breve dalla catena, che le perdite che subirebbe sarebbero di poco inferiori a quelle che gli toccherebbero quando si tro-
4-4-6
DELLE FOml E DI COMllATTDIENTO
DEf,LA FANTERI A
vasse in linea colla catena slessa. Se per contro facciamo entrare in linea il grosso a 600 metri, avremo il vantaggio di eseguire la preP.arazione dell'auacco con un humero doppio di fucili; con che si ouengono due risullaLi , cioè: di poter penetrare più rapidamente e più sicuramente nella zona dell'attacco, e di diminuire le nostre perdite, perchè, volere o no, il miglior mezzo per diminuire le proprie perdile è quello di accrescere quelle del nemico. In una parola, portando il grosso in linea a 600 melri sembra assai più grande il vanlaggio che il danno. È necessario ancora osservare che col sistema in vigore, dato che sia possibile evila1·0 il frammischiamenlo della catena e del sostegno a 600 metri col fare sgombrare la fronte alla prima, non sarebbe certamente più possibile eseguire questo movimento a, 300-4,00 metri dal nemico, dove la catena è assai più fitta. Difatlo nelle Norme ora accennate è eletto: « [ grossi tengono dietro, regolando il proprio « movimento in modo da entrare in linea colla catena ». Il frammiscbiamento e quindi lo scioglimento di una parte almeno delle unità organiche è quindi inevitabile in un momento nel quale IJ più che mai necessario d'aver le truppe bene inquadrate per t.l'ascinarle risolutamente all'attacco. Per -contro col proposto sistema, avendo un solo quarto della forza in catena, e facendo entrare in linea a 600 metri non i soli sostègni, ma I' intiero batlagliotle cli prima sch iera, si potrà ancora a quella distanza fare sgombrare la fronte alla catena ed evitare il fra mmisch iamento delle compagnie; il quale si potrebbe accettare quando fosse rii;onosciuto una ineluttabile necessità; ma, potendo, è da evitarsi. E niuno disconoscerà, speriamo, quanto possa tornare utile il porre, per quanto è possibile, riptu·o a,l soverchio sparpagliamento , che è fonte inevitabile di disordine e quindi di indisciplina. Del resto ci pare appunto di rilevare che siamo avviati verso questa m~ta. Difa~ti, se si esamina il Regolamento d'esercizi in vigore, il quale venne pubblicalo nel 11869 e ristampato nel 11876, al N. 529, ove si tralla dell'assallo dato da un ballaglione che faccia parte di un corpo maggiore, vien stabilito: cc A 200 metri dalla po~< sizione Mmica ed anche a minore dista11,za se il terreno lo con« sente, i sostegni entrano anch ·essi nella catena e comincia il fuoco << accelerato» . E poco dopo: « Questa (la catena), con un ultimo
« sbalzo cerca di avvicinarsi sino a ,JOO metri dalla posizi one ne-
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« mica, da dove continua colla maggiore inten~ità il fuoco accele« rato , e tosto è raggiunta dal grosso si dà da tulti insieme l'assalto: « la catena continuando a far fuoco e cercando di avvolgere l'ini« mico, il grosso irrompendo fino al punto decisivo ». Dunque, secondo il Regolamento. di esercizi, fino a 200 metri dal nemi co, ed anche meno, il fuoco non viene eseguilo che dalla sola catena, ossia da 1/ 4 della forza del battaglione, e tra 200 e ,J 00 metri dalla metà, poichè il grosso entra in linea a 1100 metri, non per fuoco, ma per irrompere alla baionetta contro il punto decisivo. A segnare un pìsso grandissimo nella via del progresso, sono venute alla luce nel 11883 le Norme generali per la divisione di fanteria ùi combattimenw. Quivi difatto venne stabililo cbe i sostegni' rinforzino la catena alla distanza di 700 metri (N. 37) e che (N. 38): « giunta la catena dei bauaglioni della prima sch iera, dopo i sue« cessivi. sbnlzi, a 200 metri dal nemico, essa apre il fuoco accele-· « rato e quindi è raggiunta dal grosso che si porta alla sua altezza, « in modo da formare con essa una sola massa che muove a\l'as« salto ». Ecco adunque che le distanze a cui i sostegni ed il grosso entrano in linea colla catena, da 200 e 100 metri sono portate a 700 e 300 metri; ma il grosso si porta ancora all'altezza della catena solo dopo che questa ha eseguito il fuoco acceleralo e muove colla medesima all'assalLo. Sembra quindi che il còmpito assegnatogli fosse quello di agire solamente coll' urto. Nel corrente anno le sucldelle Norme generali vennero sostituite· dalle Nornie generali per l'impiego delle tre armi in combattime1iw, colle quali si è fatto un altro passo innanzi. E clifalli, secondo le megesime il fuoco di preparazione eseguito, dalla caten·a non è più a 700 metri roa tra i 600 ed i 700 metri dalla linea di fuoco avversaria (N . 3 1). A questa distanza la catena viene rinforzata coi sostegni (N. 36). Il grosso, anziché portarsi all'altezza della catena a 300 metri, entra in linea con essa tra i 300 ed i 4-00 metri, dopo di che incomincia il fuoco decisivo (N . 37). Finalmente, dopo di avere innasta.te le sciabole-baionette si apre da ·tiitfli il fuo co accelerato alla distanza di 1160 a 200 metri e si muove all'assalto. Uuindi , mentrecolle JYorme genemli del 11883 i grossi si portavano all'altezza della 1
DELLE FORME DI COM BATTIMENTO
catena 400 metri dopo che vi erano entrati i sostegni, con quell e -del ,1885 tale distanza pnò essere ridotto. a 200 metri, e non è piu al momento di muovere all'assalto che il grosso entra in linea, ma in un momento intermedio tra il fuo co di preparazione a :600-700 .metri, e l'assalto. Dopo di ciò ci sia lecito chiedere s.e non . è breve il passo per .giungere a quanto si è sopra proposto, cioè di far entrare in linea .jJ grosso a 600? Con che, ripetiamo, si eviterebbe il frammi~chiamento delle compagnie, si avrebbero fino all'ultimo i vari riparti bene inquadrati, e si otterrebbe una preparazione ben più efficace prima di penetrare nélla zona decisiva che incomincia appunto a quella distanza: e ciò senza aumentare sensibilmente le perdite, anzi , .forse diminuendole, grazie a quelle relativa:nente maggiori che si ·infliggerebbero alla fanteria awersaria, già scossa dal fuoco dell 'artiglieria che verrebbe in tal momento concentrato su di essa . Insomma sembra che per utilizzare compiutamente la po tenza del fuoco nell'attacco bisogna: a) portare jn linea tutti i focili disponibili; b} averli sulla linea di fuoco nel momento più important.e che ~ quello in cui si sta per penetrare nella zona decisiva. Le Norm e . per l'imp'iego delle tre am1,i nel combattirnento hanno fatto il primo .passo; converrebbe, a nostro avviso, fare ora il secondo. È evidente che con tale sistema Iornerebbero inutili i sostegni ed anche sotto questo aspetto il meccanismo della manovra sarebbe .notevolmente semplificato. Il modo poi con cui i battaglioni di prima schiera dovrebbero procedere quando muovessero all'assalto dalla distanza di 600 metri, potrebbe essere quello che le Norme g~nerali del corrente anno -stabi liscono per la zona compresa fra i 300-400 metri ed il nemico.
VI. Il colonnello Sismondo in un importantissimo scritto pubblicalo ,nelle dispense del luglio ed agosto ·I880 della Rivista 1l1-ilitare ( I), ,considerando le condizion i morali della catena, osserva (pag. 309 .(i) Atke note ml Regolamento d'esercizi della fanteria.
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DELLA FAN'l'EIUA
della Rivista di luglio) che ciò che produce lo sgomento dei superstiti di una truppa soggetta a strage intensa, non è il solo speLLacolodei molli compagni che cadono, ma specialmerlle il fatto di trovnrsi, man mano le perdite crescono, più in pochi e piiì, isola.i, p<>ichè il crescente isolo.mento tonde a far preponderare nell'animo del combattentel'istinlo di conserrazione, ponendogli sott'occhio, in un colla crescente evidenza del pericolo, la di lui debolezza ed impotenza . In una parola, soggiunge, non si può negare il fatto che anche al·. fisch io delle palle si fa il callo, quando queste non ci toccano, e che il trooarsi in mohi lascia meno campo di pensare al pericolo. Ed in conseguenza di ciò a pag. 406 scrive: « Cosicchè in conclusione tulto't quanto si potrebbe fissare in modo veram ente assoluto sulla di« stribuzione e sull'impiego della forza del ballaglione nell'attacco « frontale, s&mbra a me si riduca ai punti seguenti: « a) Il baltaglione incaricato di un auacco deve costituire da« vanti a sè una li nea di fuoco, la quale si avanza verso il nemico. <( b) Spingere avanti questa linea di fuoco, rinsanguandola con « nuovi rinforzi, man mano che essa, per le perdite subite tentenna. « o si arresta. « e) Finchè non si è ancora raggiunto il limitare del fuoco ac« celerato efficace, la linea di fuoco deve avere quella sola consistenza· « che basti per avanzare; raggiunto il limitare anzideLLo, bisogna <, che sulla linea di fuoco enlrino gradatamente in azione tutti i fu« ciii utilmente impiegabili, nello scopo di produrre fuoco sover- · « chiante per intensità e per durala, e nello scopo dì infondere nella1 « linea di combattimento l'en ergia per continuare ad avanzarsi >). Le consideraz ioni morali ·sulle quali si basano queste conclusionihanno certamente un grandissimo valore, anzi costituiscono I' obbiezione più fori.e che noi sappiamo immaginare contro le idee sovra, esposte. Ci sia però permesso di fare qualche osservazione a questo riguanlo, con luLta quella deferenza che ci inspi ra un cosi autorevole · scrittore di cose militari. È bensì vero che rinsanguando la catena con nuovi rinforzi man mano che per le perdite subite si arresta o tentenna, la si trascinerà: più facilmenLe innanzi, ma, anche senza tener conto della difficoltà che questi nuovi rinforzi giungano nel tempo e luogo opportuno, c~
DELLA FANTERIA
DEl, LE FOmfl!: DI COMUATTIMENTO
sem~ra, come si è già detto, che il miglior mezzo per diminuire Je perdite e ~11i?di i tentennamenti, sia quello di arrecare perdite ancora maggron al nemico, e per ottenere ciò non vediamo aitro mezz~ se_non ~~elio di po_rtare sulla linea di fuoco totli i fucili disponibili prima dr innoltrarst nella zona piu pericolosa, cioè a 600melri. I mperocchè, come osserva il colon nello Sismondo a pag. 404: ~< ·1° La decisione dell'assalto dipende bensì da condizioni mo« rati, ma queste s0no alla loro volta e in grandissima parte il pro·« douo degli effetti matcriah del fuoco. . _« 2° La tendenz~ ~ m~Llere in azione il massimo numèro di pu« c1li, anche a costo dr 1mp1egare un minimo di baionette. è la loaica « consegu~nza dell'assoluto predominio preso dal fuoco s~ll'nrto"nel « combattimento della moderna fanteria ». Ci sembra inoltre cbe il sentimento di trovarsi in molti è necessario pro\·arlo fin cl al momento in cui dalla distanza di 600 metri si iniz(a l'attacco_risolutivo penetrando .nella zona più pericolosa. L.avanzare rn qt~esta zona con una catena, sia pur composta della meta della forza dei battaglion i di prima schiera, ma già diradala ·~alle perdite subile, di fronte alla fanteria avversaria la quale avrà 1~ _tal mo~ento portalo in linea il maggio!' possibile numero di fuc1h,. non c1 pare tal for~azione che possa infondere alle truppe che ~e fanno part_e quel se~t.rment?; mentre, per contro, per quan to gravi siano le perdite de!la lin ea spiegata, gli uomini di seconda riga penetrando fra qt1el11 della prima, daranno a quesLi una consistenza a~l:a a~ in~pirare ai sold~ti la fiducia nel successo. La quale fiducia, piu d ogni altra cosa, gioverà a nostro avviso ad in fo nderla la vista dell'avversario, il quale, già fortemente scosso dal fuoco dell'artig(:eria esopra.1Tatto infine da quello di fucile1·ia eseguito dalla distanza d1 600 metri colla maggiore intensi lò, dia non dubbi seo-ni di sran-chezza col diminuire egli stesso l'intensità del suo fuoco~ E per non trascurare tutte le condizioni morali che in momenti -c_osì decisivi hanno non dubbia influenza sull'esi to finale del combattimento, osserveremo ancora che lo scoraggiamento prodotto dallo spett~cofo dei caduti, cui accenna il colonnello Sismondo a pag. 402, ·Che s1 produrrebbe ne~grosso attraversando il terreno che lo se1Jara dalla caten~ fino alla _d1s~nza di 300-400 metri, non lo proverebbe .affatto se s1 trorasse in ltnea con la catena stessa; ed in tale ultimo
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caso la esallazione del combattimento a cui prenderebbe parte egli stesso gli renderebbe meno sensibile anche lo scoraggiamento prodotto dalle proprie perdite. Quanto alla fanteria della difesa, sembra che essa debba sentirsi ben altrimenti impressionata, vedendo rizzarsi per l'assalto alla distanza di 600 metri dopo una efficace preparazione di fuoco gli intieri i.ianaglioni di prima schiera, seguìti ad una certa distanza da quelli di seconda e tenm schiera, che non una semplice catena, seg~1ita dal grosso e dalle altre·schiere a maggiori distanze. È bensì vero che il colonnello Sismondo svolge le suesposte considerazioni lrallando del combattimento del battaglione autonomo, il quale dovendo necessariamente lasciare· indietro una riserva, questa potr~1. rincalzare il grosso già sulla linea della catena quando fosse costretto ad arrestarsi nella zona decisiva. Difaui, nel discorrere poscia del combattimento inquadralo, egli scrive quanto segue: ('I) « Quin di sembra a me che il mandato del ballaglione di prima « linea nel nostro caso debba in massima essere limitato a quello di « avvicinarsi quanto più sarà possibile al nemico (anche a costo di « fondere nella ca lena tutta la forza del battaglione), nel solo intento « di guadagnare appostamenti sempre più vicini peragire col fuoco « accelerato. Ciò naturalmente non toglie che, se a questo primo bat« taglione verrà fallo di acc0$tarsi a portala d'assalto senza avere « speso tulta la propria forza, cosicchè l'assalto possa diventare op« portuno, egli lo debba lenlaro. Jlfa questo caso sarà 1tn colpo di « fo,rtwna inaspettato, del quale si dowà vrofitta1·e, ma su cni n01~ « devesi conla1·e da p1·incipio ». Or dunque, se nella geoeralit.1\ dei casi, nel combattimento d'un riparlo inquadrato, il còmpito del battaglione di prima schiera è ,quello di portarsi innanzi fin dove può, attendendo nel punto in cui fosse costreùo ad arrestarsi che il ballaglione di seconda schiera.lo rincalzi e lo trascini all'assalto, ci pare evidente che il rinsanguamento con nuo,v·i r·in,f'o1·zi, dovrebbe avor Iuogo per parte delle schiere successive alla prima , la quale, nel penetrare a 600 metri neìla zo~a decisiva, dovrebbe sviluppare tutta l'azione di fuoco di cui fosse capace. Se ciò ha avuto il10go, meno difficil e le riuscirà,. quando non O) llivista Jlililare, agosto tsso, pag.
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DELLE
Fomrn
DI CO:\IBAT'l'lAIE'.'<TO
DEL LA l'A:NTERIA
sia in gra.do di spingere a fondo l'attacco, di raggiungere almeno i 3.00 ~et1:i, ove attenderebbe l'arrivo della seconda schiera per Janc1ars1 un11 :unen te ad essa all'assalto . ~i noti che ~e, nella .generalità dei casi, j! .bauaglione di prim a schiera non è lll grado di cond url'e a termine da sè solo l'assalto tanto meno lo poti ebbe fare la sua catena, la quale, per conseguer.za: sarebbe costretta a fare una lunga fermata a breve distanza dal nemico, nella zona più pericolosa. non solo fino all'arri vo del orosso ma fino a quello del battaglione di seconda schiera. Quest'ulti~a fas; del c.ombauimento, appunto perchè la più critica, donebhe fl.Ye re la minore durala possibile.
VII. Il ge~ernle R.icci, nel citalo opuscolo: La brigala di /anletia nel corn,baUnnento, a pag. 42-4.3, Lratlando dell a modalità di combaLLimenlo della brigata inquadrata in una grande azione campale, scrive: (( Quale sarebbe infatti l'ideale per un combattimento dato in « c1uella condizione di cose? Sarebbe l'attuazione di due idee molto « semplici e che, appunto perchè tali, presentano delle orandi dif« r:coll~ .pra1.icl1 ~,. sicchè il ~o.mmo dell'arte consisterà s:mpre nel« I avvicinarle p,u ch e possibile, senza speranza di raggiungerle mai « perfeLtamente. E le due idee sono queste : ,t ° Che ciascuno fosse « bene edotto dalt'aut.oril.à dalla quale dipende, della pari.e che si « atte~de da lui; e, dicendo ciascuno, intendo chiunque, per tro « vars, al comando di uno di quelli istrumenti d'arma, di cui ho par« ~ato al ~ . ~II d_i questo scritto, può avere una parte special e in quel « fallo. 2 Che ciascuno strumento d'arma, e specialmente quello « che ha la parte principale in tali fatti, ossia la brigata di fanteria, ~'( a.vesse una modalità d'azione alla alla circostanza, semplice al mas« s1m~ grado, ben nota a tulti, e talmente penetrata nelle abitudini , · « che 111 certo modo andasse da per sè, e non occorresse più che del « ccirattere, per applicarla in quelle gravissime crisi nelle quali « è. di suprema necessità lasciare meno che sia possibile all'impre« visto ». Ora, di tali due idee fondamentali, ci limiteremo a parlare bre-
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vemente della seconda che ha una diretta relazione coll'argomento trattato in questo scritto. E chiediamo, quale è la modalità di azione, la quale, pure rispondendo agl1; alt?··i requis1:ti, sia, più di qnelta nelle precedenti pagine proposra, semplice al massimo grado e tale che si possa facilmente /'cw penet1·are nelle abitiulùii 1:n moclo che vadci, per così dù·e, cla sè ? [mperocchè, il sommo della sempl icità, ci sembra debba consislel'e in ciò, elle clal momenlo in cui si entra a 600 metri clal nemico nella zona decis iva si mantenga una sola formazione nella quale la truppa sia bene inriuadrala, e ciascuno conosca perl'e uamenl e il sno còm pil.o; ed inolLre ch e per passare a. ques ta f'ormazion e cla quella impiegata nell'auraversare la zona precedente non occorrn che una manovra di l'acile esecuzione. Si riLiene forse molto semplice col sistema in vigore, il mantenere l'ordine e la direzionfl nella catena, nella quale ogui compagnia occupa un fronLe di almeno '150 melri, il fnr intervenire nel voluto momento i sos tegni ed if grosso sull a lin ea della catena nella zona ove il fuoco è più micidiale, il mantenere, in una paroln, nella necessaria misura le t1·wp7Je alla mano dei cap i per regolare la simullaneità dei morimenti secondo lo :$Copo preri sso? Ci sia permesso dubitarne. Vl fI.
Esaminato il còmpito dei battaglioni di prima schiera dell a briaata inquadrala nell'attacco, ed il modo col quale -debbono, a nostro :vviso, esplicarlo, passeremo a dire brevemenLe dei baLlagliooi di seconda e terza schiera. La distanza fra le varie schiere è regolata prin cipalmente da due considerazioni, cioè che esse siano il meno esposte al fuoco nemico e e.be siano io grado di portarsi nel momento vo lnlo sulla linea di fuoco. Vediamo dunque come si possano conci liare queste con trarie esigenze. ,· lli,;pet.to al fuoco di artiglieria la distanza deve essere di almeno 300 metri, corrispondente allo sparpagli amento medio del le sch eggie dellegranaLe e delle pallelle degli shrapn el. 30 -
ANNO XX X, VOI.. I V,
DELLE FORME DI CO~!BATTBJENTO
Rispetto al fuo co cli fucileria, la suddella distanza dovrehbe essere la più grande possibile nella zona compresa fra i 2000 ed i 1200 metri, nella quale man mano che si a.vanza, le perdite crescono rapidamente; e potre~be essere piccolìssima nella zona che dai 11200 metri gi unge ai 600'metri, nella quale il pericolo è pressochè co _ stante. Tenendo conto della seconda delle surriferite considerazioni; alle piccole distanze dal nemico la distanza fra le schi ere deve essere minore che-alle grandi. Parrèbhe aclunque, tntto considerato , che fino al momento in cui il battaglione di prima schiera raggiunge la distanzn .di 11200 metri dal nemico, le schiere dovessero distare 500 metri l'una dall'altra; e rosi, quando si avesse, per esempio , un reggimento formalo su tre schiere, ciascuna di un battaglione, dalla prima alla terza v-i sarebbero 1000 metri, distanza poco inferiore a quella normal e di marcia, la quale, coll'ailungamento di i/,. è di circa 11250 metri; quindi, nel pas.saggio dalla formazione di marcia a quella cli combatlimenlo, spiegandosi ciascun battaglione sulla testa, in pochi minuti Hreggimento si troverebbe formato su tre schiere a distanza poco inferiore di quella indicata. Questa distanza permetterebbe nello slesso tempo al hattaglione di prima schiera, quando vo lesse ritrarsi dal combattimento , di farlo rapidamente sènza impegnare i successivi battaglioni o trovarsi da questi impacciato. Questa distanza di 500 metri dovrebbe nell'avanzarn ol!.re i ;J200 metri dall'avversario, venire grada tamente diminuita, in modo che quando il battaglione antistante parte dai,600 metri per addentrarsi J1el la zona dell'allacco risolutivo, essa sia rido tta a 300 metri . I l di.n'linuire così man mano la distanza è cosrt faciliss ima, impercioccbè il battaglione antistante avanzando nel la zona del fuoco è costretto a procederecon rel ativa le ntezza, e ciò sopratutto perlaseconda schiera che può usufruire per avanzare di tutto il tempo che la. prima schiera impiega per la preparazione dell'attacco alla distanza di 600 mebri dall'avversario. Mentre po i una schiera attraversa la zona clell'allacco, cpiella che la segue dovreb be serrare ancor più la distanza, in modo da poterla rincalzare prontamente e trascina.ria innanzi prima che, a cagione delle perdite sofferte, dopo di essersi arrestata fosse rigettata indietro· 1
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DELLA FANTERIA
Passando ora a discorrere della formazione delle schiere succes,sive alla prima, ci sembra che debba essere quella medesima impiegata dal grosso della prima schiera, ossia la linea ai colonne cli com,pagnia per la marc"ia avanti e la. linea spiegata a terrà fino al la distanza di 11200 metri per le fermate di qualche durata. Nei terreni rotti , invèce deHa •linea di colonne cli compagnia si impieghe · -rebbe, come già si disse, il batLaglione per fianco in linea . La sola differenza che esisterebbe fra la prima schiera e le successive sarebbe -questa, che la prima schiera sarebbe preceduta eia una catena costituita da 1/1,, della forza da 11200 a 600 metgi, e che tutto il battaglione .aprirebbe il fuoco in linea spiegata a ques~'ultima distanza; mentre -i battaglioni successivi conserverebbero la formazione in·linea di co:lonne di compagnie fino al momento in cui arriverebbero sulla linea ,di fuoco ove si trova la prima schiera e quivi si spiegherebbero pure in linea. · Ci sembra che l'uguaglianza dei movimenti che dovrebbero eseguire le varie schiere in tuua la zona del fuoco, grandemente con,tribuisca .a semplificare il meccanismo della. manovra, a raggiungere insomma quella semp licità di cui tanto giustamente si preoccupa il ,generale Ricci nel ci tato opuscolo. La rapidità colla quale si pu;) spiegare il battaglione formato in linea di colonne di compagnia o per fianco .in linea pare che debba rendere molto adatte queste formazioni pel battaglione cli seconda schiera, anche nella zona compresa fra i 600 metri e la linea di fuoco •nemico . Il colonnello Sismondo ha determinato con molta chiarezza -il còmpito di questo battaglione di seconda schiera: « L~ disposizione ·« del bauaglione cli seconda linea dovrà essere tale da rispondere ·« a.Ile trn even tualità ·soveaccennate : se il 1° battaglione r iuscirà nel<< l'assalto consolidarne il successo: se il battagl ione tenterà l'assalto ·« e sarà respinto, essere in grado di immediatamente ritentarlo con « tutta la prontezza, compattezza ed impeto desiderabi li. Se il ·1° · ·<\ battaglione si sarà tutto logorato nell 'accostarsi al nemico, essere · ·« in grado di fondersi o totalmente o parzialmente in esso per dare ·« aJla Iinea di fuoco l'energia.e l'impulso per proseguire l'attacco» ( 1) . 1
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(iJ Alll'e note s1Zt tlegotmneri.to <t'esel'cizio della fante1'ia. (llivi sta ,1fiutar e, agosto :!880, pag. 9).
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DELLE FORll E
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CO MBA T'rntEI\TO
Nel . primo ·caso, il battaglione di prima sch iera l:)o-iungendo in disordine sulla posizione nemica è necessario che quello di seconda schiera occupi immediatamente la posizione conqui~tata colla linea spi egata, por potersi opporre colla massima in tensi tà di fuoco acrh 0 eventuali con trauacchi. Noi secondo e nel terzo caso sarà sempre la linea spiegata che, colla potenza della sua linea di fuoco metterà il battaglione di seconda schiera in'grado di cond urreat.ermine o di ritentare l'attacco . In tutti e tre i casi adunquela formazione di comballimento essendo la linea spiegata, bisogna adottare per In marcia in avanti quella formazione la quale, pur presentando il minimo bersaglio, si possa rapidamente trasformare nella linea spi ega la. iLquest'intento soddi sfan o perfettamente, a nostro avviso, tanto la linea di colonne di com· pagn ia quan to la colonna di fian co, e l'impiegare l'una e l'altra dipende dalla prati cabi li tà del terreno. L'attacco delle posizioni medi ante l'azione di schiere successive rende inevitabile il frammi schiamento delle medesime. Converrebbe studiare se per fac ilitarne il riordinamen to, cosa importantissima, non sarebbe opportuno che i battaglioni si distinguessero nel reggimento, per esempio, con un guidone cl i diverso colore. conforme mente alla proposta falla dal tenen te colonnello '.\fogni, a pacr. &-63 della RivistaAfilitare del settembre del correo le anno ('1). " . Anche il Machiavelli nel Li bro secondo dell'Arte della guer·ra dice: « Vorrei che ciascun o connestabil e · (capo di una ballaglia <( composta di &.oo uom ini) avesse la bandiera e suono ». Ed era tanto più facile in allora il non disordinarsi!
IX. Passeremo ora a discorrere delle forme cli combattimento nella difensiva. Esse sono regolale da considerazioni analoghe a quell e 1.estè esposte nel trattare dell 'attacco, co\la sola difTerenza che, nel primo caso, le truppe essendo ferme in posizione converrebbe solo disporle laddove ed in modo che si potessero baUere gli accessi della (!l
Del pro11resso tattico nella fcinteria.
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posizione colla massima efficacia; mentre nel secondo caso è inoltre necessario che le formazioni favor iscano il rapido avanzare at!ra'Ve'.so ad estese zone ballule dal fuoco nemico . Questa differenza però -es1st_e ~el solo_caso dell a difesa passiva: ma siccome, per quanto è possibile, la difesa ·deve essere controffensiva e, quando le circo stanze lo permettono, la difens iva deve potersi celeremente Lrasfor~ar~ lìeil'ofTensiva, cosi è della ma~sima importanza che le formazioni per la difesa siano simili a quelle clell'attacéo. Incominciando dal battaglionedi prima schiera, osserveremo che da un lato sarebbe opportuno cli averlo Lutto spiegato in linea fin dal momento in cui l'attaccante si inoltra nell a zona compresa fra i 2000 e i 4200 metri, per rendergli difficile l'avanzata e far o-li su-· bi re perdile considerevol i dalle massime distanze. D'altro lat~ però occorre considerare che in questa fase del combattiinento ha lnoo-o il_ d~~llo di artigli er ia. Quando in lale duello vi sia una decisa sup~r1orila. per parte dell'attaccante, questi dirigerà il suo fuoco sulla fanteria avver:mria. E se ques ta ultima ~osso sch ierata in ordine· chiuso e ferma, quindi a distanza che si potrebbe in breve tempo faci lmen te veri ficare, subirebbe perdite co<;Ì gravi (come ne fanno fede le esperienze già citate eseguile dalla nostra artio-lieria contro bersagli sagomati), che non sarebbero certamente co~pensate cla quella che essa potrebbe infliggere colla propria fucileria all'avversario, il quale si trover&bbe anco ra in qn~l momento a grande clistanza. In un solo caso sarebbe forse conveniente la formazion e in linea fin_dall'iniziarsi del combattimento , quando c:oè, come a Plevna, il di fenso re disponesse di una quanti là tal men te grande di mun izioni da poter mantenere per !rtngo tempo un fu oco molto intenso, che rendesse diffici le anche all'artiglieria nemica di sostenersi a distanza decisiva, cioè a meno di "800metri. In tutti gl i altri casi il battaglione di prima schiera dovrebbe prendere, come nell'a LLttcco ll11R formaz ione che socldisfacesse al le seguenti condizioni: 'I O Presentare all'artiglieria nemicti il mini mo bersaglio finc bè non sia in vista la fanteria avversaria . 2° Avere una parte della truppa sulla linea di fuoco mentre la .fanteria attaccante avanza dai 2000 ai 600 metri, ma non così forte ,da presentare un bersaglio troppo grande ali' artiglieria nemic~, con1
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DELLE !"ORME DI COMBATTIMENTO
servando frattanto le truppe d.el grosso indietro nella precedente, formazione. · 3° Poco prima che il nemico giunga a 600 metri , ossia quando il f110co sta per avere la massima efficacia, portare in linea tulli i fucili,disponibili. In questo momento il tiro dell'artiglieria dell'attacco diventa meno pericoloso, stante l'avvicinarsi delle due fanterie che impedisce ad essa di tirare, almeno contro la prima schiera della difesa. Quindi, come n~ll'attacco, le formazioni che meglio soddisferebbero a queste condizioni sarebbero: nel primo periodo la linea di. colonne di compagnie a terra, nel second'o peri0do la stessa formazione per il grosso, colla sola catena sulla linea di fuoco, 300-400 metri innanzi, consistente in i/4 della forza; nel terzo periodo la linea spiegata ed a terra sulla linea di fooco. La difesa si tr~va in questa difficile condizione, che se spiega poche truppe sulla linea di fuoco permette all'attacca Ate di giungere quasi intatto a distanza di attacco; nel caso contrario si espone a perdile' enormi per parte dell'arliglieria avversaria, allorchè questa abbia, soverchiata la propria artiglieria, e ciò nel momento in cui la fanteria ~tta_ccante è ancora a considerev~le distanza e pressochè intatta .. E questa la naturale conseguenza dell'enorme aumento neglf efl'et.t1 dell'artiglieria verificatosi coll'introduzione e col successivo, perfezionamento d'el tiro a sb rapnel. Ed ecco quanto dice a questo proposito il principe Hohenlohe: · << Finora l'art'iglieria col suo duello non faceva che :wviare o tuLt'aJ , « più sviluppare il combabtimento. Ù'ra, gtazie ali' azione micid'iale' « dello shrapnel e della granala a doppia parete·, il combattimento, « con ogni prob~1biliLivriusci,rà fa,•orevo le per quella• parue che sarà, « rinsci,ta a sopraffare l'arciglieria avversar'ia; perocch~ da queslo « momento la preponderanza coAl.ro le artrè armi si farà assolul.a« mente sproporzionata » {1). . nel rimanente, anche senza ~e11·er conto del fuoco di artiglieria,. se si ammette che il combattimento si decide ocrcriaiorno col fl'IOCO e 0V ò , n_on"_co!l:'urto, pare che avrà il vantaggio colui il quale per le c0ndi~1oni del_teneno o per la forza di cuì ~ispone potrà presentare in linea; 11 maggior numero di fucili, e ciò, ben inteso, a pari tà di altre con,({) lltvista- illtlitm·e, !lgosto :!885, pag. 385.
DELLA.. FANTERIA
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diz·ioni. Ora se l'attaccante, alquanto superiore in forze, sceglie per l'attacco nn saliente della posizione nem;ca,avrà, rispetto ad esso,'t:ina posizione avviluppante, che gli permetterà di P?rtare in lin~a forze maa~iori il cui fuoco sarà convergente, mentre divergente sara quello detdifen~ore Se poi le formazioni adottate permettono al primo di fare il massimo uso di questo fuoco, parmi evidente che egli avdi. il vantaggio sulla difes a. E non tengo conto dei molti fattori mora.li che favoriscono l'attaccante, fra i quali non è da trascurnre quello accennato dal colonnello Sismondo: « f caduti sul campo della difesa pre« sentano uno spettacolo ben altrimenti scoraggiante e per int~nsilà << e per durata. Si tenga conto del fatto che i colpiti cadono tutti sulla. « linea di combattimento, la quale non cambia di sito, e che il lom · « numero aumenta appunto coli' a,vvicinarsi del momento Gritico: « creando con ciò anche un ostacolo materiale ai nuovi combattenti << che sopraggiungono a raffittire h linea di fu~co » ('I). . . Del resto non deve.sorprendere che appena introdotto 11 fucile a retrocarica si asi·affermato che questo 'dava alla difesa il sopravvento · sull'attacco, imperocchè tale giudizio è stato espresso ogni qualvolta un nuovo· grande perfezionamento venne arrecato alle armi da fuoco, anzi fin dall'epoca in cui vennero per la prima volta introdotte . lmperocchè gli eserciti del XVI secolo « tal:olt~ stavano guardan~osi, ·« non volendo nè l'uno nè l'altro essere il primo a muovere, po1chè cc la difesa ferma aveva vantagg io » (2). E ci pare di scorgerne la raaione in ciò, che la difesa è la prima ad utilizzare ogni nuovo perfe:ionamento delle armi, non avendo a far altro che disporsi sul terreno in modo da poterne fare il più largo uso, mentre l'attaccante, il quale cleve avanzare e si trova maggior,:ne_nt~ ~sposto; deve adottare tali formazioni, che, oltre al permettergl, eh utilizzare I aumentala potenza del fuoco, lo de6lino per quanto è possibile dai tiri nemici, egl i conservino ero.ella compattezza e qlrnil'ordine che sono necessari per spingersi sulla posizione nemica. Ora ques~o secondo problema e:sendo di sol11zione assai più difficile del pr@o, è naturale che la d,.fesa abbia in questo frattempo il sopravvento: il quale ritorna. poi al(i) Altre mite s·1il Regolanie.nto ll'esei·cizi d.elta fan/.e ria: (Rivista Militare, luglio tSSO,
pag. 403).
• /2) somma1·io ài storia militare,
per 'CARLO
· 0 Cons1. (Vol nme i , pag. 197),
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4.61
DELLE FORME DI COMBATTDIE:.TO
OELL.\ FA:'ìTKIU.\
l'attaccante, quando ai vantaggi morali che gli sono ineI"enLi, quali l'iniziativa, la confidenza nel successo, ecc ... , accoppj quello di pot.er approfiLLare in ugual misura dei perfezionamenti del le a1·mi mediante formazion i opportune, e delle condizioni del Lerreno, specialmen Le nella scelta dei punti d'attacco. L'offensiva ha inoltre raggiunto un altro vantaggio il quale consiste in ciò, che da un lato colle grandi masso che compongono gli ·,eserciti odierni i camp i di batlaglia h.anno ,1cquistato una considerevole estensione e d'altra pane, por effetto della aumentata po Lenza delle armi, la decisione avviene più rapidamente; per cui, nel mentre il primo fatto rende le1ili e difficili i movimenti del difen sore che voglia cambiare le già prese disposizioni per far fronte alle offese, il secondo agevola la pronta risoluzione della battaglia in quel punto in cui l'attaccante fosse riuscito, all'insaputa del difensore, a con . centrare grandi forze . Quan Lo a lla seconda schiera converrà che essa.regoli la sua di.:;tanza dalla prima in base alle stesse considerazioni che si sono esposte per l'altacco. Laonde, essa si manterrà a 500 metri- indietro finchè l'a vversario è lontano e si aYV icinerà poi in modo che quando l'atlaccan.te si trova a 600 metri essa non disti più che di 300 metri dalla prima schiera. Quale deve essere il còmpito della seconda sch iera? Eviden temente finchè la prima si mantiene salda in po;izione tutta in linea spiegala, meno speciali condizioni di Lerreno, essa non può entrare iu azione: ma se la prima schiera fortemente scossa dal fuoco nemico e respinta dau· atLaccanLe abbandona la posizione, conviene che la seconda sch iera noi primo caso la trascini nuovamente sulla linea di fuoco o ve fa sostituisca s~ esausta, e nel secondo caso, dopo· avere accolto col fuoco acceleralo l'attaccante che giungesse in di sordine s111Ia posizione conquistala, eseguisca subito il contrassalto. Perciò nell'ultima fase dell'allacco la seconda schi era dovrà essersi avvici.naLa alla prima fino all a distanza di •I00 a 150 metri . Uguali considerazioni regolano la distanza fra la s~conda e la terza schiera. La loro formazione, come per il grosso della prima schiera, sarebbe in linea di colonne di compagnie a terra fi110 al momento cli spiegarsi in line[t per entrare in azione; fìnch è però si trovassero a distanza maggiore di '·1200 metri dalla fanteria avversaria e fossero mollo esposte al suo fuoco, quel la formazione do · vrebbe trasformarsi nella lin ea spiegala pure a terra.
Relativamente ai contrattacchi, senza parlare di quelli dn eseguirsi dal la seconda e terza schiera per riprendere la posizione perdntn, dei quali si è ora discorso, conviene nolare: 1° Se l'avversario, rincalzato dalle sch iere .successive e non ancora scosso avanza all'attacco, non si può pensare che a respin·gerlo sviluppando la massima intensità di fuoco. Il volerlo contrassallare di fronte abbandonando una buona posizione e rinunciando <ti vantaggi del fuoco equivarrebbe ad esporsi a cerla l'ovina.. Possono tutL'al più in tali condizi oni tornare opportuni dei contrassalti parziali sui fianchi se sono fa.voriLi dal terreno; 2° Se invece la prima schiera atLaccante, scossa e disordinata dal fuoco tituba e si arresta, può tornare opportuno questo mo menLo d'indecisione per determinarne la foga con un contrattacco frontale, specialmente nel caso che la seconda schiera.nemica per essere ancora discosta, non sia in grado di rincalzare la prima. In conclusione, le formazioni che ci sono sembrate più opportune per la difesa sono precisamente uguali a quelle stai.e proposte per i'aLLacco, vantaggio questo, a parer nostro, cli sommo rii lievo, sia per rendere più agernle il passaggio dall'ordine difensivo all'offen:; ivo e viceversa, sia per raggiungere quella sempi icil.à, la quale, come si è visto, è una delle condizion i imprescindibili dei moderni ordini di combattimento della fan teria.
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X. Si è finora di scorso del combattimento inqiiad1·ato, tanto nell'offensiva che nella difensiva. Ci rimangono acl esporre poche os· servazioni sul combattimenlo autonomo. Cosa debbasi intendere per combattimento autonomo ed in che esso differisca dal combattimento inquadrato, che non si possa stabilire una modalità. determinata per il combattimento autonomo come per quello inquadralo, tria essa varii ·secondo le circostanze di scopo, di forza, di nemico, di te,npo e cli te1;reno; qnale sia il metodo da seguire per rendersi un. esatto conto della situazione, formulare io conseguenza di essa il concetto direttivo ed emanare le disposizioni cli cseCllzione; come debbas i infine agire in caso d'in -
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DELLE FORlfE 01 CO.\ ll3ATTtM ENTO
contro col nemico sia per impegnare il combattimento, sia per troncarlo e ritrarsi, ~ono tutte questioni già risolte ben pi ù autorevolmente di quanto lo possiamo fa r noi, dal generale Ricci nell'opuscolo: La b,·igata di fa1iteria nel conibal,timento . . . . Ci asterremo quindi dall'entrare in qu eslo campo, hm1tandoc1 a brevi osservazion i sulla parte che forma oggetto.di questo scritto, cioè slÌlle forme di combauimento. È da noLare anziLulto che l'estensione del fl'onte a parità di forze è in oenerale maocriore nel combalLimento autonomo. Essa viene impo~ta dallo sco~~ che ba in mirri, dal n.emico, e dalle con~lizion! del terreno. Queste costrin gono talvoi ta un baltagl ione a sch1erars1 sopra_un fronte che nelle stesse circos:.anz~, occuper~b~e. ~n' intiera bri r,ata. Ma nell o stesso tempo tal e estensione ha dei lim1t1 che non si ;otrebbero ora determinare senza uscire dai confini c~e ci sia~o imposti, ma che sono fondati su questo concetto, che cioè un r1parto auto 11omo non delle estenrlere ·il si~o fi·o~ite finn al pw1~to che,_ in quelle date condizioni di terreno e clt rtemico correi pencolo eh essere ,·otto al centro . . Ciò posto, ne consegue che il combattimento di una br~gata autonoma potrà, nel punto principale chesi vuole attaccare o d1fende1:e,. assumere il carauere del combattim ento inquadrato, ed avere qulVI due od anche tre battaglioni disposti in altrettan te schiere per agire con isforzi successivi sul punto decisivo . In altri punti vi potranno essere dei battagli oni più o meno isolati i quali agiscano con uno scopo determinato. Av_eodo già trattato del mo,lo di combattere ~el battaglione inquadrato, tanto nella prima come nelle success1v~ schiere, la questione si riduce a sapere come deve combatte1:e il ballaglione isolato. .. . Diremo dunque che non si possono stabilire regole fisse nei particolari tullo di pendendo dalle· circostanze, ma in massima si avr;\ sempre, come pel caso del battaglione inquadrato, u~a catena c?e imper,na il combaLLimento, un grosso ~he entrerà in linea all a sol1 l~ clista~za di 600 metri e di più nna riserva. Le formaz ioni cli questi riparti e le distanze fra cli essi saranno in massinrn qnellegiiLfissa~e; ma qìiello che vi è cli vari abile nei diver!-i casi è la fona •relat/.V.ci dei medesimi, tutto dipen dendo dalle circostanze. Nel combattimento del battaglione autonomo la riserva farebbe per l'appunto.
l'ufficio della seconda sch iera quando il grosso già entrato in linea. colla catena non avesse più lena per condurre a fondo l'attacco, ma, costretto ad arrestarsi, si rendesse necessario che un riparto fresco lo trascinasse innanii . Ond'è che sebbene la modalità di combattimento del battaglione isolato possa va riare molto nei particolari, pure si informa al principio fondamentale che reg9la il combatt i. mento inquadrato con varie schiere.
XI. Se è vero che la sto ria è fonte cli ulili ammaestramenti, perché, , narrando il modo col quale le isti tuzioni si sono nndate man mano . moclifìcando, ci rivela i p1:i ncipii su cui esse si reggono, e le leggi se condo le quali tali trasformazioni hanno luogo, rendendoci così possibil e cli" conghietturare nelle linee general i il pu nto a cui le isLiLU- . zioni stesse sono indirizzate; non sarà· forse reputato fuor di proposito chefaccian10 una escursione nel campo della storja militare, la , quale per altro sarà. brevissima, volendoc i li mi tare a poche considerazioni . Come è nolo la fal ange e la legion e furono i due.ordini più perfetti dell'antichità; ma trovatisi di fronte sui campi di Cinocefale e · di Pidna, il secondo trionfava del primo . E questo risultato si deve principalmente ascrivere a ciò che la legione sodd isfaceva io modo·. perfello ai seguenti requisiti che deve avere un bi;on ordine di com battimento: •1° Favorire il mi glior impiego delle armi in uso . 2° Avere la massima flessibilità nel meccanismo, adat.tandosi , cosi a tulli i terreni, senza venir m€'no olla necessaria solidità. 3·' Opporre al nemico sch iere successive colle qual i alimentare · e decidere il combattimento. · Ora questi tre requisiti essendo ugualmente riehiesti in qualun- . que luogo e tempo e con qualsivoglia specie di armi, è naturale che nel moderno risorgimento dell'arte militare i più grandi capitani si ~ siano applicali, tenuto co nlo dell e differenti armi , ad uniformare loro ordini di combatLimenLo al tipo legionario.
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DELLE FOIIME DI CO)IUATTnl ENTO
Vediamo di fatti, dopo il medio evo, ri sorgere al xiv se~olo nel battaglione svizzero la falange greca, i)er le sLesse cause che avevano dato luogo alla creazione di questa, pel pretlominio cioè della ca,,alleria negli avversari, alla quale quegli ordini rigidi e pesan Li col le lunghe sarisse e picche erano perfettamente in grado di resistere. Primo il '.Vl achiaveJli proclamava « quanto gli antichi ordini vagliano » e nei Sette libri dell'arte delta gnerra proponeva un organismo pel suo battaglione simile a qu ello della legione romamL ~Ia sp'?tlava a Maurizio di Nassau il farne pel primo l'applicazione colla sua triplice schiera disposta a scacchiera secondo la. costumanza ro·mana., seguìlo poi nella stessa ria da (;ustavo Adolfo , che, per l'ac·Cresci uLa quanLitàdei moschetLieri a scapilo dei picchieri, riduceva la profond.iLà dell 'ordinanza a sei uomini ed in taluni casi a. tre. In tal modo poterono essi trionfare delle pesauli e massicce urdinanze degli -spagnuoli e dei Tedesch i. Al principio del xvm secolo era scomparsa compiulamcnte la pi'cca, e le profondità ridotte a 3 uomini per lì la. Negli ordini di battaglia si impi egarnno linee continue lunghe e sollili; abolire le riserve, scemata la seconda linea; un ritorno insomma alla rigidilit della falange; combattimeuLi a fuoco lunghi ed indecisi senza venire all'urlo. Ma con Federi co II , benr.hè la prima linea combatlesse ancora quasi affatto contigu~, e mancasse perciò della necess'.lria elasticiLil., vediamo ricomparire l' uso delle riserve; e le colonne, le quali nell'epoca antecedente erano spuntate qua e là, imposte dal lerreno, diven(l'ono forme normali di manovrn, non di com bai ti mento; irnn perocchè, ulilizzando la superiorità che al suo fu cile derivarn dal· l" inLroduzione della baccheLta in fe rro e da altri perfezionamenti, lo vediamo per. la. prima volta eseguire aLLacchi in linea spiegata ro,·esciando delle valanghe di fuoco sull'avversario. Utilizzate adunque meglio le armi, cresciuta mediante l'uso delle colonne la rapidità della manovra di fronle alle masse rigide degli avvevsari, non man·cava che di spezzare l'ordine lineare in grandi unità organi che per conferire alle ordinanze le massima elasticilit, e soddisfare così per.fettamente alle t.re condizioni sopra ricordate Tale perfezionamento veniva introdolLo nella rivoluzione francese ed all'epoca napoleonica, colla creazione delle grandi unità tauiche
DELLA l1'A'NTERIA
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e logistiche (divi sioni e corpi d'armata', ciascuna costituita delle tre armi e quindi capace di agire in modo autonomo, a somiglianza degli eserciti consolari, snddivisi in legioni, composta ciascuna di fanteria e caYal\eria, e, più tardi , di mac~hine da geuo Ma nell'allacco, per reazione contro le fo rme sperperate ed inegolari dell e calene e degli stormi dei primi tempi della rivoluzione, vediamo sollo l'impero sostituirsi all e linee di f-uoco di Federico le co lonne serrate, ta lvoltalarghe e profonde fino ad avere parecchi ballaglioni l'uo dietro l'altro spiegato, coperte sul fron te da linee di fa nteria leggera in ord ine sparso . Si comp rende come, colla oncora limilata efficacia. delle armi a fuoco , essendo possibil e di percorrere i 200 metri veramer.te pericolosi così rapidamente che il difensore non potesse sparare che po · chissimi colpi, si fosse tentali. di impiegare per l'attacco quelle colonne che Federico aveva solamente usale per le manovre, a fi ne di decidere in poco LeiilpO coll'urto il combattimento; ma non è men vero che si rinunciava in t.al modo al vantaggio che il fucile offriva· pnre all'attaccante, permettendogli di preparare col fuoco l'assalto, con che si sarebbe andati incontro a minori perdite. Queste ordinanze soddisfa.cevano aduoque in modo perfetto al secondo ed al terzo degli accennali re']uisiti, non così al primo . E tali forme di allacco vennero mantenute dal più al meno fino al •I 866, almeno io Francia od in Italia, poiché in Prussia da lungo lempo erano state adouate le colonne di compagnia ed in Austria quelle di divisione (:2 compagnie). A persuadersi di ciò basta dare uno sguardo alla Fo·rma-zione cli nna brigata ·in colonna d'attacco contro una 71osizi.one, quale risulta dalla fig . 39 dell 'lstmzione sitlle ope1·a.z1:on·i secondarie della guerra che ftt in vigore nel noslro eserc:to fin dopo il 1866. La brigata è coperta dal ballaglione bersaglieri in ordine sparso, ed è suddivisa in tre schiere che occupano un fronle di circa 500 metri ed una profondità di 600 metri; la prima schiera consta di tre colonne, una di ballagli one al centro e due di mezzo baltaglione alle ali; la seconda schiera è una linea di colon ne di quallro battaglioni in ordi ne rislretto, che occupa un fronte di 250 metri; la terza schiera è un'altra massa di due battaglioni in colonna. Unica Lruppa che fa fuoco è il batLaglione bersagli eri e l'artiglieria., e « sollo la protezione di questo fuo~o la fanteria s'avanza << per decidere l'atlacco ».
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DELL,\ FANTERIA DELLE FOR)IE DI COllB,\T1'U!ENTO
Dopo l'esperienza della campagna del 'I866, visti gli effetti del fucile a retrocarica, per reazione siamo tullo in un tratto caduti .Qel, l'ecçesso opposto, adottando delle formazioni per i battaglioni di prima schiera che costituiscono il massimo _del frazionamento. Imperocchè, come bo già altrove notato, stando alle prescrizioni del N. 529 _del Regolamento d'esercizi, si hanno anco~a a 300 met1·i --dal nemico le truppe di uno stesso baLLaglione disposte su tre linee. cioè catena, sostegni e grosso. Collo stabilire tale formazione si ebbe essenzialmente in mira di diminuire le perdite;. ma. tuttora · convinti d'al.tra parte che si dovesse decidere l'attacco coll'urto, come nell'epoca antecedente, si prescrisse che al massimo la metà . della fo rza prendesse parte alla preparazione dell'atta~co col fuoco ~-·e solo alla distanza di 200 metri dal nemico; e che l'altra metà doves:;e· marciare all'assalto formata in colonne di compagnie. In una parola, mentre pP-r diminuire gli effetti del fuoco nemico si frazio navano al massimo grado i r iparù del battagl'.one, non si appro6.t. tava che in picco la misura dei vantaggi che questo fnoco doveva dare anche all'attacco. Evidentemente fra questa serie di azi~ni e di reazioni deve trovarsi L'armonico componimento dei contrari, per serv irmi di un , espre:;sione del Gioberti, e pare, come bo già cercato di diinosLrare nel!' esaminare le N01·me generali pm· la division,e im, combatt:im,énto · e quelle per l'im,pie,qo deUe tre ar1Y11i, che siamo ormai decisamente avviati verso questa mèta. lVladove troveremo questo mezzo armonico? Evidentemente quando avremo soddisfatto in un modo più cornpinto alle tre condizi oni che ho accennato al principio di questo paragrafo, od in altre parore, quando, tenuto conto delle armi auuali, ci saremo avvicinati per . quanto è possibile, allo spirìio delle istituzioni romane, le quali, relativamente alle armi di allora, ci sembrano le più :perfette che abbiano mai esistilo . E poss iamo esserci forse ingannati, ma da questo punto àbbiamo prese le mosse per fare il presente studio . E - difatti , comè combalteva la legione? Sentiamolo dal Machiavelli : « Per vo lere adunque mostrare questo modo, dico come i lì.omani ··« avevano triparLiLa ciascuna legione in asl:ali, principi e triari, dei « guaii gl i astati erano messi nella prima fronte dell'esercito con - << gl i ordini spess i e fermi, dietro a'qualì erano i princjp i, ma posti
·« con gli loro ordini più radi; dopo questi metteyano i triari i e con ·« tanta. \'arità di ordini , che potessero, bisognando, ri_cevere tra loro « i principi e gli astati . Avevano oltre a questi i fonditori ~ ì baie'. ,< strieri, e gli altri armati allaleggiera, i quali non stavano m questi « ordini, ma li collocavano alla testa dell'esercito tra i cavalli ed i « fanti. Questi adunque leggermente armati appiccavano la zuffa., « e se vincevano, il che occorreva rade volte, essi seguivano la vit« toria: se erano ributtati si ritiravano per i fianchi dell'esercito, o « per iii i~tervàll i a tale efTetto ordinali, e si riéluc~vano. tra i ~i-<< sarmati; dopo .la parli L a cle' qual i venivano alle mani con il nemico ·« gli astati, i quali, se si vede,,ano superare, si riLira.vauo a poco a « poco pér la radità. degli ordini tra i principi, ed insieme con quelli « l'innovaùno la zuffa. Se questi ancora eÌ'ano sforzati, si ritiravano ,< tutti nella radità deo-li ordini de' triari e tutti insieme, fa tto un ,< mucchio, rinnovavano la zuffa; e se questi la perdevano, non vi era « più rimedio, perchè non vi resta va più modo a rifarsi » ( 1). Ond'è che ci è sembrato di poter ragionevolmente concludere che i'ordine perfetto delJa brigata inquadrata (corrispondente per forza alÌ'incirca alla legione) fos se su tre schiere, preceduta dai suoi veliti ossia dalla catena dei cacciatori , la quale, all'ingresso della zona decisiva desse lùogo alla prima schiera con gl-i_ordrbni spessi e fermi , cioè in linea cli battaglia co l ma:ìsirno numero di fuci li in azione, non e sfucnn wevol i, colle c1uali è impossibile manCo n catene ondeo-o-ianti nb tenere quell'ordine, a proposi to del quale lo stesso Machiavelli dice: « Senza dubbio ~o-li uomini fe roci e disordinali sono mollo più d~boli « che i timidi ed ordinati, perchè l'ordine caccia dagli uomini il ti« more il disordine scema la ferocia .. .. .... Perchè l'esercito ani« moso,non lo fa per essere in quello uomini animosi ma l'esservi « ordini bene ordinati ........ La prima importanza che è nell'eser(< cizio delle battaglie, è saper tenere bene le file » (2) . Nell'ordinanza romana la seconda schiera aveva forza minore della prima e la terza della seconda per poter ricevere e riordinare negli intervalli gl i avanzi del le truppe respinte. Nel combattimento moderno è invece conveniente che le schiere •
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(il De!i'ai·te della yue1Ta. ·_ Libro terzo. (2) Dell'arte della guerra . - Libro secondo.
DELLA FANTERIA ORLI.E FORME DI CO~lflATTIMENTO
di rincalzo siarw di forza uguale alla prima, perchè la decisione avendo luogo col fu oco e non coll'urto può accadere che la prima schiera ri manga priva di munizi oni ed è allora necessario che giunga sulla linea di fooco un riparto di forza corrispondente all'estensione uel fronte; mentre per gli antichi che combattevano quas i escl usi vamente con armi da mano non era a lomersi Lale eventualità. Ciò non toglie che quando si voglia occupare uri fronte più estoso del normale, non si possa dimin uire la forza delle schi ere successive alla prima.
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XII . Ci sembra ormai tempo di ri assumere quanto siamo· venuti esponendo : Conchiucliamo adunque col dire come a nostro avviso: · ·l O Tanto nell'offensiva come nella difonsiva, lanlo per la prima come per lo success ive schiel'e, e per tuHe le di stanze di conibattimento, la fo rmazione in linee di colonne di compagnie è la più opportuna por ripararsi dalle perdi te nel marciare. Avuto riguardo agli effetti della fucileria, essa dovrebbe trasformarsi nella linea spiegata a terra durante le fermate cli qualchr1 durala che avessero luogo nella zona distante oltre '1200 metri dal nemico. Nei terreni rotti e difficilmente percorribili alla linea di colonne di compagnie sarà opportuno sosti tu ire la fo rmazione per fian1~0 in Iinea. 2° Una catena, composta di un quarlo dei bauaglioni di prima schiera deve coprirli a 300 o 400 metri innanzi ai medesimi, finchè sono alla distanza da 11200 a 600 metri dalla fan Leria nemica, alla quale ultima distanza entrano in azione gl i interi battaglion i di prima schiera in linea spiegata. Questi nell 'offensiva, dopo avere spiegalo tutta la potenza del loro fuo co, avanzano all'attacco mediante sbalzi di 50-60 metri, ed iniziando il fuoco accelerato a 1150-200 metri dal nemico; mentre nella difensiva continuano il fuoco di piè fermo, ed eseguiscono· il conLraltacco nel solo caso che l'avversario sia scosso e malamente sostenuto. 3° Prima di avvicinarsi a più di ,1200 metri dal nemico la fanteria attaccante attende che .sia decisa a suo favore la lotta delle due
artiglierie; da quel momento essa procede nelle sue mòsse col la massima rapidità, nel mentre ,l'artiglieria fulmina col suo fuoco la fanteria della difesa. !1: 0 Durant e l'avanzata della. prima schiera, quelle successive diminuiscono le distanze che sul principio erano di 500 metri, in modo ch e siano ridotte a 300 metri quando la schiera che marcia innanzi si trova a 600 metri dal nemico, ed a 150 ·200 metri nella fase successiva. dell'attacco ; o i:Osì sì dica per la difesa . Esse rinnovano o conducono a terminel' attaccoogli'atti contro!Iensivi in iziati dalla schiera a.otistan Le, quanclo cpieslri sia costretta ad arres tarsi o retro-cedere. Allorchè l'esito sia fa\,orevole coronano la posizione conquistata o conser vata per proteggere il riord inamento delle altre schiere, oppnre sono spinte :ul inse15 uire il .nemico sconfitto. Si è dello che pel comba ttimen to inquadrato il tipo di formazione per la brigata di fa nteria dovrebbe essere su tre schiere;· perchè essendo la bri gata, come l'ha defìnita ,il general e ni cci, il massimo istrumento del l'arma di fanteria , deve avere in sè i mezzi per condurre a fine un allo cli comba.LLimento in quella parte del· fronte che è stato assegnato alla sua azione. Dovendo però alla grandissima estensione degli odierni campi di battaglia conispondere una proporzionale profondità, è naturale che ciascuna delle grandi unità organiche combattenti ab bi a delle ri serve proprie, capaci di rinnovare sopra. un ·c1e1.orminato punto clel campo di battaglia degli atti di combattimento mal riusciti ai riparti che si trovarnno in prima linea . Si ccom e però il parlare cl i queste riserve ci avrebbe tratti in lungo, e non si po11·01Jbe d'alt.ronde clir nulla di assoluto su questo riguardo, così ci siamo astenuti dal lrall.arne, non avendo queslo argomento neppr;re. una necessa ri a relazione col soggetto di questo scritto. Tali sono per sommi capi le co11 clusioni a cu i saremmo pervenuti con questo studio. Non ignoriamo che alla esatta soluzione di• simili questioni importando che non si trascuri nessuno degl i elementi che ad esse si con oellonn, e che ai medesimi si assegni un giusto coeffìcentc d'importanza, cose entramb i difficili, la seconda poi in parlo dipendente dalla personale opinione cli chi scrive, può esserci per avventura accaduto di avere in qualch e parte erralo nei giudizi. Però, se ben si considera che, astrazione l'atta dai partico-
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AN.NO XXX, VOI,. IV.
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OE LI..E FOBME lll COMUATTIMENTO
DELLA FAliTERIA
lari, oltre ai concel.li di semplici tà, di ordine e di inq uadramento deJJe unità organiche, le moderne formazioni di attacco devono soddisfare a qnello cli avere nell'avanzare la massima mob ilita e pieghevo lezza presentando il mi nimo bersHglio, e nel combattere la massima polenzadi fuoco, ci semura che, nello liuee generali almeno, quanto si è proposto soddisfaccia suffici entemente allo scopo. Come si è dichiarato al principio di questo stud io, è stata presa pè r base del successivo.ragionamento la curva del pericolo col fu oco non mirato, secondo la teoria del Wolozkoi . Conviene ora notare che colui il quale, essendo convinto della possibilità di ollenere il fuo co mirato ri uscisse a costruire con una certa esattezza la relativa curva del pericolo, potrebbe bensì, sulla medesima ragionando, per· venire a conclusioni differenti nei particolari, cioè sulla formazione più opportuna per presentare al nemico il minimo ber.saglio e sull e di~tanze fra le successive schiere , nonchè fra la catena ed il grosso della prima. Ma non ci sem bra che, anche secondo tale ipotesi, si possa giungere a diversa conclusione sui punLi fondamentali della questione, eh~ sono l'intervento sulla linea di tullo il batt.aglione di prima schiera al limitare della zona decisiva, che anche ora, secondo le Norniè Generali pa l'ùnpie,go delle tre armi nel combattimento, è fissato a 600-700 metri dalla linea di fuoco av\'ersaria, e la conseguen te in utilità dei sostegn i. I mperocchè laie conclusione si fonda, non sul modo con cu i i proiell.i li si di:;tribuiséono ~ul campo di battaglia, ma bensì sul prin cipio fo ndamentale che anche nell'offensiva si approfitti nel modo il più largo della potenza dal fuoco; principio che 110n cambia, qualunque sia la cu rva del pericolo. Se taluno infine osservasse che l'at.luazione delle fuLte proposte, conducendo in parte ad un ritorno all 'ordine ch iuso, anzichè un progresso, sarebbe da considerarsi come un regresso, si potrebbe rispon· dere che il progresso in ogni cosa consiste appunto nel retrocedere quando si è varcata lagiusl.a misura. Ricordiamo a questo proposito Ia profonda sentenza che il Machiavell i riferiva ad una sella o ad una repubblica, ma che ci pare possa applicarsi alle istituzioni in genere, cioè che << -a volere che una setta o una repubblica vi va lungamente, « è necessario ritrarla spesso verso il suo principio » (1) . Ora, nel
,caso c0ncrelo che si esamina, l'ultima esplicazione del conceuo r.he ha indotto ad abbandonare l'ordine chi uso per l'ordine sparso, ossia ~I predominio del fuoco, è appunto un ritorno all'ordine chiuso, ma ·so tto altra fo rma, cioè in linea spiegata, mentre prima era in cofo nna. E così, dopo aver percorso una lun ga evoluzione, si ritorne·rebbe alle linee di fuoco di Federico; con un perfezionamento però , ,coll'aggiunta cioè di quella flessibil iLà nell'organismo Lauico, che a ,quelle, ancora info rmate ai principi i della Lattica lineare, Lu llora mancava. Sarebbero cosi compiutamente soddisfatti i tre requisiti fo n<lamentali di un buon ordine di combattimento che si sono accennati nel numero precedente, seguendo lo spirito delle istituzioni roman e, -che sono nel nostro caso il vero vr'inci;pio cui all ude il Segretario ,fiorentino. Essendosi co::ì determinale qual i, a nostro avviso, debbano essere ,te fo rme tipiche di combattimento della fan teria, non avendo esse •che un valore teorico, imperciocchè· eccezional issime sono quelle condizioni di terreno in cu i esse si possono applicare senza modifi ·Cazione alcuna, rimarrebbe a dire quali variazioni dehbano subire ,nei pri ncipali tjpi di terreno, e a dimostrare come, modifica ndosi esse ma n mano che il terren o si rende più diffici le, pnre devono modellarsi sulle forme tipiche che si sono giudicate le migliori. Ma ,questo argomento lo prenderemo forse a soggello di un altro Ia,,oro.
(1) Discol'Si sopm l a prima deca di Tito Livio. -
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.Alba , '15 novembre 1885. L.
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CAOOllciA
Magg·iore nel 62° fanteria.
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Libro terzo, Capitolo Primo.
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~IAR'flGE:iAE
N.lA.RTIGENAE - - o - -;-<- -
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Scrivo per i soldati; e sc1·ivo per eh: ha l'inLellelLo così educato alle cose di guerra, da sapere con mente propria apprezzare O no. a traverso questo studio leggierissimo, il nuovo or-aanamen1o· ch'i; vo consigliando di un mezzo combattente. " Credo uflicio primo dell'organica di trarre tutto il marrcrior poss.i.bile profitt~ .dalle forze vi~·e della nazione, rispellando~l')fin do\ e I rnteresse militare lo consente, le esigenze materiali e morali dell a vita ~ittadi?a e ~aesana. Ora, mi venne fallo , in un mio pellegrin~gg10 fra 1 monti d-ella Sardegna, di vedere come una di queste forze vive fosse negletta, o meglio, distolta da quell'impierro naturale ove e~sa, .per mnate qualità, troverebbe il modo di esplicare la sua massima potenza. E, mentre se n'avvanta.ggerehbe l'interesse militare, l'in.teresse e~ono~ico e m~rale di quel paese, bello e forte quant'altro ma1, se 1.1e n ~en.llrebbe utilmente. Cosa, questa, somniamenteda ap pr~zzars~; che , 11 bene dell'esercii.o vuol dire sacrifici per la società, ~01 che 11 progresso vitale di essa ed i bisogni di quello non sempre fanno a giova giova, per quanto tali sacrifizi possano essere largamente ricompensati il giorno in cui una crisi nazionale si risolressc felicemente sol campo di battaglia. Così, risponder meglio ai bi•
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sogni della pace, meglio pronedendo per quelli della guerra, i· cosa -che mi francheggia nel proporre un modo organico che non importa maggiori spese, e fornisce a quella guerra speciale, che io chiamerei !a più artisLica, un'arma compiente l'insieme delle tre combattenti; due trovandosi già nell'ordine de' fatti compiuti . Voglio parlare della guerra in montagna. Io non dirò tli strategia: oggi tntti ne trattano; tanto che, tale come la si commercia, divenne cosa puerile per que' modesti e saggi cultori che vedono nello studio storico evolutivo dell'arte militare ·Come comprendere la strategia, non come farla; chè, buon stratega si nasce e non si diventa. Lo studio sveglia le qualità latenti nella natura. del capitano, non le crea; le condizioni del momento poi le fanno erompere; e, dove non prevenute dalle cognizioni, erompono nell'errore e nella catastrofe, ch e sono le migliori lezioni per clii ha vero genio. Noi , Ilaliani, conserviamo per tradizione di sangue l'essenza del soldato, e per quella. di carattere l'essenza del comando: tutti si vorrebbe cinger la spada, ma del generale. II progresso scientifico ha fatto sì che, ragionevolmen~e, la storia mi Iitare non venisse ,scissa da quella civile e politica d'un paetie; cosi , delineate a larghi tralli, ia scienza della guerra come quella della diplomazia si pre·slarono, facil e argomento, alle elucubrazioni straordinarie che dai giornali minori consigliano l'Europa. Trattando di cose che riguardano l:i guerra sui monti, per quanto io creda che in questa meglio che nell'altra la tatlica conserYi l'impronta slrategir.a che la determina, pure farò di attenermi a cose elementari, come quelle che bastano a favorire il mio scopo: fornire un dato per quell'intrigatissima equazione che importa la difosa di un paese. La competenza dei designati a risolverla, t.ale equazione, ·vorrà apporre a questa mia povera cifra il coefficiente che meglio le ,conYiene. Intendo indicare la, per noi , efficace e faci le organizzazione di una speciale cavalleria montana. Una terra nostra, troppo dimenticata, ce l'offre in così fel ice condizione di attitudini naturali , che l'ufficio organico, riflettente la parte prima e più importante .della preparazione, ha pochissimo a. fare per renderla a quel perfezionamento che l'impiego Lattico richiede. Questa terra è la Sardegna. E qui riscrivo qualche mia nota. di viaggio.
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La Sardegna: nn paese 0ve l'impronta delle tl'adizioni non ha. solTerto il capriccio dei secoli. Generazione pura, bella, forte e gen~rosa : non anco sfibrata dalla civi ltà . Vanta dall'oriente l'ori/)'ineeroica splendidamente impor tatavi dai Tespiadi di ,Tolao: ric~rda Cartagine e Roma; rammenta la valorosa ba rbarie dei Vandali: lottetitaniche la cementano: i Saraceni la temprano nella stra•.re; Ara 0/)'ona imprime l'orma della mano sanguinante nelle memori~ del!e sue pietre: e la squisita fin e bellei.za ellenica vi sopravv ive immacolata_ Così nacque e si srolse questo popolo ita liano, che conserva l'esuberanza felice de' suoi prim ordi: popolo incollo e rozzo, ma buonoe poeta; di poesia e di virtu, antico . - Tcnt(.sa la dissero i Greci Sandatiotide i Latini; e veramente il tempo v' ha cosi calcato il· piede, che l' impronta ancorn rimane. L'idioma vive delle passate grancle?e; .e le ciclopiche leggende, evocale, corrono, con vestigia slraordrnar1e(Nuraghes) , le vi scere della terra, o s'elevan maestose, come un vecchio e possen te mistero, nella gloria serena del sole. Pare entusiasmo di bambino, il mio; ma, per quanto s' abb ia s~orsa !'Euro?a, vi sorprenderete commossi come bambini alla prima nvelaz1on~ dt quel tanto ignoralo e tan to maraviglioso nostro pa ese, naturale signore del nostro mare che abbraccia , con un /)'o lfo rico~os~iuto da un grand'ammiraglio , per essere fra i piu· b; golfi milrtm del mondo (Golfo degli Aranci). Certo, l'intento mil itare di quesl.e mie righe mi permetteva di poster/)'are questo or/)'oalioso ri1, · v ~ o e iamo; ma poi che tale intento torna anche a ben eficio clell'hola, così, .ho voluto ~uscita re, e nel cuore e nella fantasia, que' sen timenl1 cl.rn megl,?. raccomandassero i miei pensieri. Ed è ver,qoqna. che l_a s~ Lrasc~11·1 m quelle tenerezze che vengono prodigate all e altre prov1~c1e, ultime venute alltt vita italiana; quasi questa vita, come co.sa ~?cr~sciosa,, a~bis~gnasse di maggiore conforto, mentre per le,, p1u vmta dall ab itudrne, tale conforto fosse superfluo. E l'Isola buona osserva sul continente la febbrile il'l'equietezza' delle terro implornnti favor i, socr.orsi, bonificamenti di spiaggie insalubri, porti, strade ferrate, cose tutte che, da gran tempo, le occorrerebbero; e, mentre qui s' impreca al Governo per innerr()'iare all'idolo che meoli<>· "I\ , no ,., L1 t1 a I~ vanità e le ambizioni, lei, la forte, lontana , rassegnata, vivetranq~11la e, forse per ciò, nell'abbandono . Lei! che ru la prima, nel I 120, ad emergere in quella libertà che fu preludio di libertà.
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nazionale: e, quamlo sfo lgora l'epopea napoleoni ca, v'accoglie e preserva la casa. nella quale la storia ha voluto personificare l'idea italiana. Dirò de i Sardi e dei loro cavall i, come coso che più importano a qu~sl.o mio breve lavo1'0 . Il Sardo sa vivere da sè . Pastore. ha nel fucile, nella verga d'acciaio, o noll·accinrino, la speranza della caccia e lo ;;piedo provYidenziale del focolare: cosi vive; dimenLicato fra le orride verginitA cle'suoi monti e la pace profonda dell e suo foreste; coperto di pelli e vigilante al branco, da cui attinge la yita, se la selvaggina non incorre nell'all.esa. Vi vive introvabile, astuto, audacissimo quando una' taglia lo persegu ita nel capo pernver vendicalo l'onore di casn, immolandone alla vendetta l'offensore. Scende al piano: r, ca nto; tutti lo conoscono, l'aiutano, nessuno lo trndisce; che l'onore, presso quell' ignorante nobili ssima genie, è istinto: gnai a violnrlol Apparo velocissimo, inchioda.Lo sul suo cavallo; lo trnveclono, sprofondn in una forra, s'inerpica per una rupe, balugina, scompare. Dov'ù l'abitato ivi è l'agricollurn , il pane; iYi è prnvveclnto al superfluo del bisoano umano : lo sgargio piLLoresco del lol'o costume: il loro orcrooli o. Nella casa paterna, dove lalvolta, slnpefacento rigoglìo cl i il se~olo veglia alla culla del nipote, i piccoli ~ecchi telai a mano sbattono incessanti. L' o?'baccio (ovalci a Meana: uno dei siti più intimi e più veri clella Sardegna) è il p(lnno che serve a tutta la. I.oro vesLiturn, dall:t lieritla che scende bellament.o sull' omero alle cal:e (gheLte) che stringono la gamba; vesliLura che sfida il tempo e le sne imprecazioni, e ritrova nella storia delle sue tradizioni le cause cl imateri che che la determi narono: lo tingono in marron e scuro; la van itiL della donna lo infiamma cl ell' ilicarn:i lo più vivo, o vi trapunta l'oro e l'argento. I Sardi sono, nell 'aspello, belli, calmi, e fieri; la barba ed i capell i lasciati al loro ufficio: crescono. Animo;:;i , sobrj, r ob11stissimi; di una fermezza meravigliosa nel polso quando spianano il fu cile , pel quale l'assuefazio ne è regola cli tiro infallibile; lo sguardo possP.nt~, tenerissimo l'udito, viva la intelligenza: galoppano per lo scoscendere d'un torrente, di notte non altri menti che di orril)rno; essi ed i lo' ro cavrdli, nn insieme favoloso : centauri. Tullo questo ho detto, perchè, tale quale è, senza modificazioni,
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il sardo è un cavaliere di montagna che forse nessun altro paese in Europa ha, n~ mai potrà avere . Noi lo trasformiamo e si snatura così , nella potente efficacia delle sue qualità più elette, una splendida creaz ione. Se ne éliscono$ce l'eminente-aiuto; ·ed è aiuto raro, che nessuna concezione oserebbe a)trimenCi spérare che dalle condizioni 1~aturalmen1e produttive del paese. 1 più rideranno di questa canllena alpina ch'io vo proponendo ; ma la storia, in così piena conoscenza presso coloro ai quali mi rivolgo , presta conforto di veritàalle mie parole, quando dico che di questa cavalleria alpina ce n'è bisogno, il su-0 organismo possibile, la sua azione fe lirissinrn . E proseguo a paradossare. Dite, a questi gagliardi isolani che dopo cinque anni di co~tinente tornano alle loro terre e, non sedotti dal prof{re~so tumultuante delle nostre città, ripiombano nelle quiete ab itudini patriarcali dèlle loro case, rindossano l'inviolato costume secolare, superbi di. loro stessi, sprezzanti della IlO$Lra strana maniera. di progredi re; dite loro: -noi rispetteremo le vostre tradizioni: rimarrete quale siete, voi ed i vostri cavalli . Non più spersi e sparsi nelle ocruarni ,rioni , ove . la nostalgia vegliava accigliata al vostro capezzale, ma riuniti. E quando , stranamente. belli nella cnpa, fiera, barbara elecranza delle I'> vostre foggi e, scenderete ad inventare, la massa imponente del v.ostro reggimento ci strapperà quel saluto d'entusiasmo che ancora c' irrompe dal petto, quando ci rivive innanzi l' impronta caratteri. stica e pura deJ1e cose nostre. E dopo tre anni vi rimanderemo a c&sa. - Dico tre anni di permanenza sotto l'armi: chè cinqtiesorio, se non di troppo, certo superflui per un el~mento così c'oscrivibile, che solo importerebbe esercitare nella conoscenza tattica delle nostre Alpi. E con ciò,· anche un problema di civile ed umana giw;tizia verrebbe per essi riso lto a petto degli assegnati alle altre anni. Aggiungo: la bardatura del cavallo e !'arme da fuoco sono l'uniche cose nelle qual i lo spirito di perfettibi lità potrebbe informarsi a qualche trasformazione. Trasformare altro, è voler distruggere una forza. morale efficacissima, venendo meno a quel culto per l'estetica marziale, che non mai saprebbe in miglior modo essere inLerpeLrata. 11 costume sardo, nell'uomo, non divaga per forma e colorito, a seconda della provincia, come nella donna: esso si limita a pochissime e leggiere variazioni di taglio, e la tinta raramente prorompe
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nella provocante letizia.di colori più vivi o più chiari . Come vestono, p~r esempio, a Meana, dove resiste più ostinata. la buona, forte e superba beilezza della Sardegna antica, cosi, vorrei consigliare che si rispettasse il carattere ·della loro arl.istica a.bbigliatura . Bruno tuLLo, dalla berùta alle calze: qua lche guarnizione di velluto nero, là diresti un Iie1 e indi:t.io di quella genti le tristezza ch'è talvolta nell'animo ·Ioro. Il cappotto con cappuccio, senzabo ttoni, guarnitoper · l'appunto, nelle rivolte delle maniche e del davanti, con velluto nero; il pancio tto, purn di velluto nero , colla bottoniera d'argento un po' a lato; i primi calzoncini d'orbacci,o, foggiati a soLtanino abbondantemente pieghettato; sotto, gli altri ampi , candidissimi,, di tela, stretti nelle calze (ghette), dove c'è un momento di luce nei legaccioli di seta viola.La; la ventriera, anche cartucéiera, tenente il gran coltello; la. beritta cascante sull 'omero; al collo, la bianca, larga ripiegata della camicia chiusa. dai gem~lli d'oro; se a cavall o, l'ampia; sempliciss ima. coperta, ritenuta al dorso per un'abbouonaturanel mezzo d'un lembo ; e, se si vuole, la sopravveste di pelo ·usa nel pastore: ecco la foggia. Ma a. render viva. la fantasiosa artistica immagine di qnesto bel cavaliere, occorre vederne l'ag::(raziata baldanza cli portamento, la forte, fiera impostatura; bisogna vederli e rappresentarseli sui loro cavalli, e cosi conservarli; lasciando che nell'atteggiamento, nella porLatura dell'arme, in tulto, ser_!)ino quella naturalezza che loro proviene dall'abito contratto fin da raiazzo, e nel quale ritrovano i Iloro modo di fare e di stare, che certo noi, coll e nosLre astrusaggini, non sapremmo mai, con loro utile e con beneficio vE'ro dell'in tento, migliorare. Nè l'equitazione ha mollo a desiderare in esse; oserei dire che ci ha nulla. Infaui: se tale istruzione ha molto a. ripromettersi dove, come nei nostri reggimenti, c'è tanta varia. discrepanza di progenie . negl'individui, di razze ne' qnaclrupedi, ed una quasi completa ignoranza negli uni e negli a.llri, così non è per i Sardi; più congeneri per comunanza di famiglia umana, e già fiduc iosamente intrinsech i coi loro cavall i: cavalli tutti improntati d'uno stesso carattere. Nè v'ha scnola che saprebbe concepire una temerità ed una possanza pari all a loro. Calza, qui, dire qualcosa di questa loro razza. equina., la quale, colle sue faco ltà, condiziona indispensabi lmente quanto affermo.1
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L'origine del c.1vall o è, come quella della popolazione, orientale; anzi,. la genealogia muov.e il passo dalle ricerche zoologi9he, le qual i prescelsero, nel determ inare lo stipite, la specie selvati ca: nè si potrebbe meglio rispondere ai bisogn i di quel lo studio stol'ico ch'io chiamerei ricosLi tuente . Il .rnull one, che Bri ssonio chiamò cap1'a oriM1,talù, oggi ancora una dell e principa li allraLtive della caccia in Sardegna, ignorato ovunque, riappare so lo nell'oriente. È ,:osi indicato chiaramente come rinsanguare la razza equ ina in Sardegna: lo stallone arabo; e credo che il Governo sia già venuto a questa saggia e veramente prufìtlevole misnra; ma un'altra ancora ne ~bbisogna, e non :;o se a questa fu provveduto . Ogni an no, l'e·· sportazione· di cav~lli dall' isola è fon issima : ne fanno acqu isto la Spagna. e In Francia; questa; già cosi largamente e naturalmen te provveduti,i in· te1-rit pi1opria, ne riconosce il pregio partico lare. Li esportano ad all evamen to a.ncorn incipi ente; non altri menti cl i qnello che ho veduto, con am.i ra tri;,tezza, fare Stli mercati del Cremonese; e li rit,rovi nell e loro provincie; togl.ierne quelli che po i ritornano fra noi, quando paghiamo la bugia che ce li vende come prodotti frances i; e veramente le loro CfLW,lità paesa ne sono tali da prestarsi a quelle ed anche migl ior i virtù, che siamo usi a vo ler riconoscere in 9g11i cosa c;he ci provenga d'oltre connne; li ritrov i alle isole Ba· leari,, in Africa; quest'Africa dove l'Ila]ia tenta orn. i pri mi passi. Buon i sempre, questi piccoli e poveri cavalli: su le sabb ie mol leggian ti del deserto, come per le balze sgretolantisi dei dirupi e la sa ldezza levigata dell e moutngne. Cavalli invero poveri e piccoli, allo ~lato di qu iete; ma come sfo lgorano, se tu li muo~·i! è lo sprigionarsi vio len to della forza elastica nelÌ'a_cciaio; come bel lamente sicuri campeggiano su' luoghi più erti e minacciosi, come calano, a Lut.ln andatura, co ll a furia di un franamen lo, per le sc~oscese più ra· pide e ronchiose, e come resistono! Sob ri , nervos i, il piede forti ssimo; ed è, quest'ul tima qualità cap itale che so la può permetteì·e d'avven turarsi per ter reni talora quasi inacce:;sibili , sempre malagevoli e scabrosi: l'assuefazione al loro suolo è quell a che glieln. fornisce . Nell e scuderie della Scandinav ia, l' uso delle tavole di legno forato , in lliogo della paglia, intese afforzare lo zoccolo dei cavalli. Ed io vorrei con.sacra.re qu i qualche pagina al biasio10 di quella troppo ge·
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nerale propensione. che ama considerare ecl esiger.e, in fra le prirn~ doti d'un cavn llo , la tciglia, o statura elevata: esigenza, questa . dei nostri mercati, non da altro proveniente che da una vana, puerile· interpretazione estetica, che sacrifi ca quasi s~rnpre la bonta ad una male intesa armonia di forme tondeggi[lnli. E vorrei pure far nppel lo, nell'auenzione di chi mi legge, alle razze equine più meritamente pregiate; ri andare le glori ose vicende de_lle migliori cavall~rie; ~ ve~ clere se verriment.enel cavallo la gagliardia muscolare, la v1vflc1t~ cle1 tessuti nervosi e l"ampia quera possanza dei polmoni trovino sempre il loro correspettivo nello slancio elegante, in cui si vorrebbero pro_fìlate le lin ee estreme. Io ho sempre pen salo che fosse nel moto 1[: solo vero momento in che si mani festassero le virtù del cavallo: virLù cli resisLenza e cli velocità; qttanto più lungo quel momento_, ta nto più apprezzab il e queste : irtù; e le esigenze mi litari odierne preLendono da esse rissai più che non pretendessero nel passat0; e quando un cavallo mt1ove con quell'::irdore ch'è nell'istinto delle proprie forze, è bello sempre. Ammassateli nel reggimento per il bis,igno lattico, d'una carica e sa.ranno maravigliosnmen le procellosi, e snrà procella che, per dato di resistenza, potrete lancia_re più :la Ionia~~; ~·esistenz~ che li farà meno vulnera.bili nel clomim o del luoco, prn 1mpetuos1 in quello dell'attacco . Isolnleli, dispergeteli, irracli_aLe l'avansco_perta: oggi, il còmpito primo della cavalleria; la previdente p1:ovv1denz~ delresercito: ed il loro raggio d'azione esplorante Locchera or,zzont'.· pjù lontani,, e vincerà con più fiduc ia le travagli ose difficoltà dei• terren i beatifìcati dall'agriculturn. Dove J'nfficio del cava llo è nel!' immobi lità, nel marmo e nel bronzo, dei monumenti; lì sta bene che gr;1ndeggi ed aiuti, co lle prerogat ive così maggiori dell a sua nppariscenza, la figura umana . Carrn ra pro_vvede meglio che altrove a questa razza equina, la ranità l'incoraggia, l'art.e vi ~oncorre colla forza virile dello scalpello, ed il Governo la socco rre che mealio non si potrebbe. E rivenendo dalle generali ::i llri. particolarità. cletcavalli sardi, inclico flnc_ora_ la loro robns,ta indiiferenza a quella qualnnque stravn.ganza cli cl,rna, che sul l Alpe può, talora essere così esiziale; è cotesta una delle più gravi difficoltà. a vincersi nella guerra cli montagnn; e gl i uomini pure, in Sardegna, vi so no naturalmente prepan1ti. Ri cordo certi bambin i, interamente nudi, lrimpellare scapigliati,
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per le vie e sulle piazze de'Yillaggi, spazzale dalle crnde aspre YenLate del GennargenLu; smarri rsi strillanti ne'vortici della polvere -vio lentemenle. mnlinota, e riapparire ridenli, rosseggianti pel freddo, buffi con quel piccolo addome prominenle dell 'infanzia; bellissimi -della fri gida, letifì cante giocondità d'on so le di gennaio. L'arditezza e la svegliata potenza intelleuiva, sono altre doti che nel sardo rispondono a que' bisogni imperiosi ai quali oggi deve soddisfare, e sul le montagne più che nel piano, il ciwaliere isolato, quando, ri lascialo in quello slato d'azion e indipendente che noi impropriamente denominiamo iniziaLiva, deve provvedere, come meglio sa e come meglio può, a scopi determinati . E ciò che può il sardo sul suo cavallo, è cosa incredibile per chi non li ha veduti e -seguìti: c'è da se1Hirsi impall idire. Io penso che nella caYalleria la Lemerita a carnlh• è un male ne-cessario; ed il sardo vi pecca inco nsanevole ma sicuro . Esponendo tulio ciò, m'obieuai io ; lesso le prin cipali argomen tazioni oppugnanti l'uso di una speciale cavalleria sui monti. Alla -sta Listi ca, che ultima m'interroga, ricorderò questo; regnante Ca rlo Alberto, la Sardegna ha nelle sue milizie regolari un reggimento di cavalleggieri, ed in quelle cilladine di diecimila uomini, quattromi la a cavall o; in questi i soli uffi cial i vestivano l' un iforme . Le compagnie dei barracell-i o barracellari, sono un altro esempio della naturale facilità colla quale si costituivano le milizie a cavallo: milizia che oggi troYa nell'imp iego nuoyo e speciale a cui la chiamerebbe una guerra in montagna, la ragione storica del suo ri corso; essa potrebbè, seguendo le prescriz ioni organiche vigenti , attraversare le varie guise in che s'av,,icendnno gli anni d'ol,bligo al servizio militare, e rimanere cavalleria Lerriloriale nell'ultim a. L'organizzazione di questa cavalleria pel' rapporto ai due grandi pi ù pl'obab ili Leall'i di guerra, determinati ad oriente e ad occidente ,dai nostri naturali confini, e in co!'l'elazione a quei secondari teatri su i quali è prevedib ile abl.liano ad agire le altre armi a cui venne affìdata la difesa alpina; la sua costituzione amministrativa in uno o due reggimenti; i quadri ed il lrro uniforme; e altre minori regole di modalità. istitutiva; lutto ciò, abbandono alla pa r'licolare sottigliezza di qLLegli studi che importerebbe fare quando l'utilità, ri-co nosciuta ed ammessa, ne franca sse la spesa. E so no $ludi spettanti alle inresli!rnzioni di speciali designa ti.
II. A.Ile ,,orte cl'!ta lhl .
Riscontriamo un momento l'impiego di questa cavalleria sui
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mon ti. Per quanto la vanità e l'amore del s?gget.to ?1i ten~ino .a .sc1on~ nare ciò che lo studio e le ricerche ostinate d1 questi ult1m1 tempi possono far effondere dal mio intelleuo, rifralto e rifritto c~n nuova forma induttiva, pure sorvolerò su tutto che della guerra 111 montarrna fu detto e stampato, pel' non incorrere in di 3grazia del Jet~ to; e che potrebbe, con isdegno e ragion e, gridarmi le parole d1 Plauto : notis praeclicas. Toccherò di qualcosa rapidamente e brevemente. Il pri ncipio di nazional ilit ci ha condolli ai n~stri confin i geografici : le Alpi . Ne viene che noi a libiamo a cons1dera~·e nella. guena. di montagna al preludio di qualunque guerra avvenire;. ed .1\ ~e.no a pretendersi, sarebbe che tale preludio fosse preludio s1nfon1 ~0 dell'intero melodr.:imma, così che se n'avesse a risentire le armonie anche nel finale. . F. von Kuhn , nelle pregiale pagine del suo libro sulla Giierrad!i montagna, vi dice le enormi dirtìcoltà di concett~.e ~i esecuzione, che richiedono, nel comando di reLtivo d1 essa, un 111d1pendenza assoluta e delle qualità eminentemen te superiori a f!u ell~ cl~e ?ossono distinguere ogni altro condot.tiero d'esercito. E la stona e h a ~rovare come i più valen ti capi tani, da Anni bnle a Bonaparte, ahbian.o , làsciato nelle monta:rne le tl'acce miliari della loro grandezza· Oggr, per la postura geog~afica del nostro confine, l'abili.tà nel comando delle forze in mon tagna, ci tornerò. ntile e necessaria qLrnnto quella ch'è arbitra clelle nostre speranze sul mare. . . Ad oriente, tullo quel tratto di paese friulano ch_'è o.ltre il Tirolo, non sarit militanncnie italiano fino a che questo sia Tirolo tedesco'. e ci si protenda minaccioso nel fianco . TI Kuhn vi dirà ancora dei
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-vantaggi che in esso vi trova la difesa: vantagè·i che si ritorc_ono su noi in altrettanti svantaggi a superare. Nelle splendide pagine del Mar:;elli (l,a Guerra o la sM sto1·ia) è -considerata, succintamente ma in modo eh iarissirno, la difesa strategica ad occidente; qui, l'Alpe ci favoreggia per un'azione difensiva ,e offensiva minacciante quelle linee d'operazioni nemiche che pos sono pronunziarsi, forse al nord della massa nativa delle Sture, .anche violando una neutralità poco sicura, e più facilmente al sud fino al littorale. E quest'Alpe dà modo alla esplicazione potente d'una guerra in montagna, che può trascinare vittoriosamente a sè l' eser·Cito principal e accampato nel piano piemontese, e prestare il suo teatro minore ai piani strategici e tattici di quello primario. Ho voluto solo accennare alla ineluttabile esigenza della guerra <in montagna, nell'eventualità di una guerra italiana: e non discorro più, chè non vo1Tei essere tacciato di volo icariano . Altri, vi si librarono; e, per adeguato ingegno, sono voli veram(;lnte possenti: ma in ILalia, o che i più non vi arrivino coll'educàzior1e dell'intellello, o che per ignoranza presuntuosa non si degni, o, meglio an,cora, per naturale apatia non si voglia, queste voli felicissimi si perderono ignorati ; e fu male. l\1'avvedo che fui indouo a digredire, ,dal ricordo di certe forti e coraggiose parole che i I signor Lecca, tenente di cavalleria, scriveva, tempo fa, deplorando il difetto ed il modo nell'istruzione impartita ai nostri ufficiali. Li si acceLlano nelle scuole militari troppo digiuni di stu,di; in queste, la brevità del tempo e la massa delle dottrine strozzano il metodo ; e se n'esce di:Sgustati in quel fortun atissimo amore che affanna la propria curio ' .sità nella lettura. Edgar Poe, nelle sue straordinarie novèlle, ride, con ispieLnto finissimo sarcasmo, del progres$O di cui van tronfi i nostri tempi; e ridiamone, poi che il dirlo regre:;so talvolla spaventoso, parrebbe esagerazione: ridiamone come di cosa strana. È strano, per esempio, ·Che, nell'ammissione agli studi militari e nel loro svolgimento, importino così poco, po trei dire nulla, le glorie classiche della letteratura: questa grande e vittoriosa autrice delta nostra nazionale in.dipendenza: glorie che sv iluppano la mente, educano il cuore. e li .eleva no entrambi a concezioni nobilissime. Mi venne fallo di nominare il Marselli: chiudo cosi quesla di-
~IARTlGE:SAE
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gressiorie, copiando, tale e quale, una breve memoria dal diario di un mio viaggeuo in Get~mania. ' - C...... sul Reno. Quanto orgoglio, ma quale rammarico! Stamane, a colazione, m'occorse di citare un passo del Marselli; e subii.o la discussione prese a sfogliare le pagine del nostro autore, che gli ufficiali di q·uesla guarnigione apprezzano e conoscono in un modo, ch'io non oso affermare possa riscontrarsi eguale nei nostri reggimenti. Oh, la .verità I Questa bella unica cosa femminile che talora spiace di veder nuda, piaga, ed offende terribilmente; ma è maestra imperiosa di civil tà, dalla quale è bene non rifuggire, per non esser poi sorpresi dall'implacabile, feroce vendetta delle sue · opere. 26 aprile 84. - Ritorno all'argomento e ritrnvo i miei cavalieri già clis~eminati pei monti, nel campo strategico e tattico della guerra alpina. Votreì, qui, giovarmi dell'innocente siHema di qualche trattatello , 1~he profonde a piene mani le cronache de'piùchiari fasti mi-. litari, avvivanti, come sprazzi di luce, l'anima illanguidita e sLucr,a .dalla teoria, che p1:ocede grave a ponderare i suoi aforismi; e le pagine imperturbabili della storia ri cordano come, 10 ogni paese ed in ogni Letnpo, ma.sse di cavallerin; an~he grandi masse, ebbero a trovarsi nelle montagne, ci stettero, si mossero , e si sacrificarono: chè nei monti, così come nel piano, la squisita tradizione del sacrifizio la distingue .,ernpre: anzi, in montagna, qualche volta, è la inclemenza atmosferica che uccide naturalmente, assidera la vita, la spegne; o l'insidia del Iuogo la sprofonda nel traquillo mistero de'suoi recessi. Nel clango re squillante di tante storicJi1e vittorie sta l'epicedio di molti eroi ignorati. Ora. stabilito il confronto, se n'inferisce quali tanto più difficili e maggiori vantaggi, da questa speciale cavalleria sarda, sono a ripromettersi. Ma io rimando la memorià di chi sa, e la vogliosa curiosità di chi non sa, alla storia ed alle uìtime pagine del Kuhn, ove, da certi bellissimi esempi di guerra in montagna, emerge chiaramente quanto io qui von ei ancora. aggiungere. Tutto il libro di F. von Kuhn poi elucida con vera maestria la parte teoretica di essa guerra e ne glor ifìc~ i principii. Convinto ,~he tale tlorica e conoscenza di fatti pratici sia.no nettamente e Yivamente possedute da chi m'ha voluto
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leggere, non pertanto rammenterò del Kuhn solo qualcosa di dove tratta sull'impiego della cavalleria, pe.r aiutarmi colle sue parole che hanno valo1~e riconosciuto ; e valore eminente. Scrive egli: << • •••••• il servizio d'informazione è attributo della I cavall eria; ed anche in montagna nessun'arma saprebbe come lei disimpegnado. Si commetterebbe un grave errore, se la si trascurasse nell'organizzamento delle fo rze destinale ad agire sui monti . Anche nelle montagne la cavalleria troverà sovente l'occasion~ di portare il terrore e la ruina nelle fil e delle colonne nemiche, che si sono addestrale nelle vallate, eseguendo delle rnarci e ardite, che le permettano di piombare su i fiancb i ed all e spalle di queste colonne. Nella piccola guena, essa avrà campo a,rendere i più grandi servigi . (li libro reca esempi recenti). Nè l'e[ettivo di questa cavalleria dev'essere troppo debole; chè, pel servizio cli corrispondenza e di sicurezza, tanto più penoso in montagna, presto s'allenirebbe . An . cora: è hene di non attendere il momento d'una guerra, per collocare della cavalleria nelle montagne: bisogna addestrarvela in tempo di pace, perch'essa v'apprenda i: suo còmpito , ed abitui il piede e l'occhio del cavallo al snolo pietroso di queste regioni. Una cavalleria' che s'avventurasse· per la prima volta ali 'ascensione faticosa delle montagne, per quel tanto che l'es igenza della guerra le può determ inare, verrebbe presto ad essere smontata. L'autore di questo libro ne ha fatta e::;so stesso l'esperienza nel ,1866 ( F. von Kuhn ,. era comandante supremo delle forze in Tirolo) collo squadrone degli ulani di Trani, non farnigliarizzaticoJcarauerespecinledelle marce in mon tagna·...... ». E l'autore, che trova la coscienza dell'antorilà in quella di poter dire: ho visto ed ho fo.tto, tira via a dire cli molte allre belle cose, cita fatti, analizza strategicamente e tatticamente il· terreno, toccct dei Pirenei, delle Alpi , de.i Carpazi, dei Balcani, e compagina un volume pregevolissimo, ch'è bene leggasi anche da coloro che cre~ono averlo già letto ~rna volta . E la nostra isola ci offre una cavalleria in pronto pel bisogno; e sono cavalieri vhe non isdegnano ab bandonare la sella e trasfo rmarsi pel momen to in abilissima fan teria, che non si ricordaM cli quando appresero a spianare il fucile, ed hanno nelÌ?t consuetudine la più sicura aggiusta-: tezza della linea di mira; tanto che sarà inutile d'accorciar !'.arme
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da fuoco e scemarne, in la.I modo, )a potenza; questa pure, così come è, ritrova nelle loro più giovanili memorie la non curante mani er,a con cui la reggono e la po rtano; ed è maniera in tutti uniforme. Ho detto d'una momentanea lrasformazion~ in fanteria: ciò deve avere Jallo aggricciare la pel le, a chi delizia ancora nel sogno delle bald~ :,pensi<'rate illusioni, suscitate fuor dalìe pagine che raccontan.o cli Seydlitz e di altri valenti cripitani: ma.il fuo co· ha snebbiate queU.e illusioni; il fuo co che ba risvegliato in nùovi giorni ii progresso militare. Su le croll ante rovine del medio evo, occulta ma viva , pare barbichi ancora l'idea superba di quei cavalieri che spregiavftnO il combattere a piedi; ed oggi, molti lo deplorano come un tralignamento nelle gloriose tradizioni. dell'arma a cavallo. Osi smella quest'anticaglia di strani principii! La cavalleria , oggi, come all ora, come sempre, avrà i snoi momenti di splendidissimo entusiasmo: potrit lanciarsi, caricare, finire nell'orgasmo della lolla e nel del ir io subliTilf' del sacrifizio: ma. non si creda e si bias imi per cosa sciocca lo scendere da cavall o e, com battendo, morire tranquillamente a piedi. Sarà forse men bello · è magnifico il modo di Ìnorire; ma è morte tanto più eroica, in quanto è freddamente sofferta, senza l'aiuto violento di vigorose ecci tazioni morali. Fermo un ricordo aifieriano: . . . . . Spesso in battaglia é jJ palafren cho vinse, Giungendo ardire a chi premeagli il dorso Sl che a far m;m:iviglie lo cosLrinse . . : .. . .
Cosa mofto più sciocca, e vergognosa, e terribile, sarebbe vederla trovare in vari conati l'ammorzamento infruttuoso e ridicolo dei suo i ardori , o pure impotenle, fe rma, dove il piombo cade sfinito. Non starò a ridire dell'altre doti che nel Sardo e nel suo cavallo confOlTono alla pres.tante bellezza di un cavaliere, nella specie, proto ti po felicissimo. Immaginate ora la trama intrigata che informa la difesa offensiva d'unà catena montana. Linea, base e campo trincerato della riserva o riserve strategich e; linee principali e secondarie cl' operazione; riserve tattiche; linee di manom-a e di co·rnunicazione; ris~rve, gran guardie, piccoli posti ed 32 -
ANNO XXX, VOL. IV_.
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estreme vedetLe d'avamposLi; perni strate;ici provveduti d'un si. p s~eina offensivo di fortificazione permanente, forti staccati, di sbarramento, opere .passeggi ere; magazzini centrali di deposito e magazzini mobili; telegrafia ~leLtrica e telegrafia semaforica; e dell'altrq àncora. Immaginate il fremito incessante di quell'intesa generale che ramifir,a dal centro di çomando, come dal cenello tutta un' orditura nervosa, e deve sentire colle papille estreme il nemico. Si rifletta, poi , in qualt misura questa franca e svella cavalleria può tornare efficace nella regione più montuosa di Lutto il teatro coadiutrice a quella che abbiamo, e se altra la può anivare nel suo assunto. Vegliare su le linee di comunicazione, ove muove penosa e provvidenziale la logistica; mantenere le relazioni con quei punti, anche lonLani, su i quali fu nec_essai"io spingere ed isolare la difesa; vigilare alle ali ; apparire minacciosa su la fronte; lrnciarsi riel campo dell'osservazione nemica, tormen Lari a, deluderla, sorprenderlo, scompigliarla; trarre partito della telegrafia ottica volante, spiare e riferire: sua traccia, solo quella dis_perata della ·dinamiLe. Indurre · nell'insidia; distrarre l'attenzione avversaria dai preparativi di un , attacco principale, d'un movimento contr'offensivo, di una mossa aggirante . Balzare da cavallo, nutrire un fuoco• <.I<rraudinrinle' Lratte• nere, e dar tempo ai nogLri d'accorrere: aiutare la resisLenn passiva di quei punti su,i quali s'appoggia l'azione attiva d'un concetlo sLraLegico che entra nel campo Lallico; ammassai·si a sua volta. e, con quella rapidità che le è propri a, apporlal'e, dove il nemico è sopraf· facente, iI conforto morale ,del! 'i mpe\o offensivo . PresLàr modo di risparmiore· le forze; impedire che le,sperdino, che le disseminil\o, che ·diano in quell'errore gravissimo della difesa a cordone. In tutlç, quel sordo segreto affannarsi della notte éhe precede, prevede e provvede per la baLLaglia del domani, essa vi concorrerà colla straordinaria energia della sua opera, nella quale è per natura tenacissirna: poi, quando l'indirizzo al movimento è dato, ed in montagna, impresso l'impul;;o, non è possibile, come Jo è tahro!La in pianura, di modificarne la leggè iniziaLiva, e porvi così presto rimedio se l'indirizzo induce nell'errore; quando dunque cominciano acrepitare nell'eco le prime lontane fuci lale e sono avventate le sorti, spetta a questa cavalleria il còmpito difficilissimo di connellere nella mente del comandante le azioni di quei cornbatLimenti isolati
. MAI\TIGENAE
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e parziali, ne' qual i si pro'nuncia e palesa quasi sem pre-sciss.:lla batta"! o ia su c1ueste forme. di terreno; ove il principio del!' uniti\ di tempo e di luogo non 1rova sempre, come nel piano, la sua applicazione. Talvolta, IO: sintesi d'un intento lattico offensivo, unico, determinato ed ottenuto, ritrova l'analisi della ma evoluzione nel successo di scontri tivvenuli i11 ore e giorni diversi, e pure concorrenti nel J(lrO in$ieme ad un solo risultato. ;E questa cavalleria avrà sempre ad accennare dove prepon_dera ti nemico, dire dove pericola, riparare alle conseguenze fatali d'una sconfì tta , cooperare in quel le venturose d'una vittoria. Ma no: sono sfiduciato, e mi fermo. Non è modo questo col quale io possa dir bene e dir lutto: ciò è puerile e mi ram merita certo metodo che governa lo studio dell'arte militare e lo compendia in un libro di norme, definizioni e principi i. Come chi intendesse studiore la storia legi:;lativa d'un popolo nei codici, senza indagare in quali putredini sociali la civ iltà ha finito il suo corso e da quali è risuscitata nel 1·icorso. li metodo buono è quello co! quale Verdy di Vernoi.s v'insegna« L'arte di condurre le truppe ·in campagna»: delinea un.,caso particolare; po i, lo segue per tulte quelle modalità a ti·averso le quali l'azione si svolge, ne studia le leggi di connessione, scende a scrutarne le più minute, intime cau:;e, e ris.tle a determinare. M~ questi è opera che 110n m'è concesso di tentare; ed io, qui, mi·sono solo proposto un accenno indicativo. Dirò ancora. una verità dolorosa, sperando che oggi non sia più a deplorare: non è alla .scuola militare· che ho appreso a intendere le dottrine reggenti il movimento degli eserciLi~ badiamo, ho detto solo intendere: pui'e, su quelle catLedre sedevano ufuciali distintissim i che onorano le Dle de.Jl'armata; ma la did.attica è un'arte die ha misteri propri, e l'intuizione ·di pochi li sa afferrare. Non sempre si risponde ai bi~ogni d'una scuola, eleggendovi a maestro 0hi sa, poi che il sapere non 1 sempre implica ltt facoltà d'insegnare. I tre libri (edizione francese), ne' quali Verdy di Vernois segue le mosse di una divisione di cavalleria addetta ad un corpo d'armtila, sono un modello impareggiabile del metodo. In quesLi stiidi si comincia per comprendere che s'è mal compreso, qhe è peggio del non comprendere affatto; e quando le proprie illusioni sono sfatate nel loro .orgoglio, uno s'avvede d'esser stato bellamente ricondotto a riformare le proprie cognizioni.
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MAUTIGENAE
~o: non è vero ciò che ricordo aver sentito declamare dalla cattedra: - oggi la guerra non farsi più colle seste: - esse v'influiscono più che per il passato; ,e la causa di mo!'te rotte, che tal vo!La sventarono buonissime co.ucezioni tattiche, vuol essere cercala nella trascuranza in. che fu rono abbandonate. Nelle montagne, nelle montagne assai più che nel piano, la cura matematica la più scrnpolosQ. deve in vesti gare, speculare, presedere nel conc13Llo preventivo di. tutte le operazioni; ché fra' monti possono esser grandi le vittorie, i disastri irreparabili . Vi è poi un elemento, il terreno, che aggioga l'azione in modo asso-Iuta : ne' luoghi alpestri il rapporto tra là distanfm ed il tempo, come tl'a questo e la velocità del cammino, fluttua contin·uamente per chi non hq conoscenza pra.tica della vi ta alpigiana e continuamente varia per coloro che ne sono sperimentati; lo spiegaq:iento deJlµ, forze e la profondità délle colonne sono cose determinate; mentre gl'interidimenti strategici e talli ci possono venire favoreggiati, quelli logistici ne sono incagliati. E le ore corrono inflessibil i neJla loro uguale costanza re~oJatrice: il sole .ha vendicato colla scienza italiana l'oltraggio della leggenda di .Gedeo ne, che se pure ha fermato qualcosa, ha fermato la terra , la quale oggi resisterebbe .certo a,i capricci di Jerobabal. ' . Il metodo analiLico, pratico e speriment:;ile è quello. che meglio informa l'u111ana colLura. I l genio, che pure intuisce la veri tà, studi~. · nell'analisi le ragioni intime determinanti i fatti e le azioni: e ciò non è cosa particolare all'orte mili tare: Buonarrotti, nelle veglie androtomiche, s,pia nella morte il segreto col quale imprimere il mi- ' stero della vitit nelle sue magistrali figure. ~ , · 1' E questo metodo, studiando la guerra"1n, montagna, deve considerare nel teneno la r~giorie efficiente di massima. concom_itanza, . Io, presentemente, non ho con me gli scrilli dell'onorevole ed.illustre Marselli; ma a volerne ri corclal'e il senso, egli in certo !uogo dice che: pel'venendo in campagna, fosse pure per diporto (egli parla ad ufficiali), tornerà in sommo grado profittevole l'abituarsi a valutare tatticamente il terreno . Questo consigli.o, la memoria me l'ha mormorato parecchie vol te all'orecchio. · Ora m' ::i:vvenne d'osservare che nei monti, sulle cime ove la prima resistenza avrebbe potuto vantaggiosamente trincerare la sua. difesa, ~ata la possibilità di soUevarsi un altro poco, l'osservazione allun-
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gava la. sua facoltà. Yisiva su punti ad esplorare i qu~li sarebbero ,occor;;e intere aiornate. In quel tempo; lo stato maggwre francese al.1.iravn l'auen;ione del mondo militare, co'suoi studiosi tentativi sulla pot.enzri dirigente nell'a,reostntica. _ . · - Che diresti , ho detto nd_un mio cameratn, se nella guerrad1 n10ntagnn. si allua.sse J'n!·eostatica frenata, quan~lo luogo e circo.stanze potessero, con tal· modo, rip,irare, almeno rn parte, f\ quello spreco di 'forze eh.e la vigilanza. r ichiede? - Egli, che credeva dicessi per celia, mi rispose: rnnttol Ma io, che parlavo da senno , ho c:i·pito peggio. . . Ho allora co ncluso che non basta inLerrogare 11 terreno: bisogna saperlo comprendere nelle sue rispo ste; e mi sono acq~ietato . Pure, la visione oggi ancora mi Len ta; e vedo la difesa, coro nante una ca tena, di monti, allungare cautamen te, llove, n'è il caso e l'opportun ità, immnni tenw.col i a scrutare coll'aiu to potente.<lelle lenti se nell'est.remo lws::o orizzon te, mascheralo dalle alture, I rema l'indizi o della presenza nemica. Elleboro! Elleboro! No. fl tempo, èhe ci fece ricredere su le virtù dell'erba pe1; cui andarono rinsav it.e le fi glie di re Preto, ci ha pure provato che talvolta: « T,es pciradoxes de la veille sont les vérités du lendem,ciin ». Vai, rni(t povera fantisticherin, e fatti perdonare çla quei pochi ,che ti vormrno leggere . Sanno pochi davvero: 1lggi piace lo spa~ simo erotico d'altro amore, fìnnmente ae:>e ll nto nell a lirica e sapientemente st.empera t'o 11.ella pros~; ed io non oso dire che dell'amore .che m'ispira la Po tria e l'Esercito. ' . Non ti peri tare; va': e se nelle vetrine t'nvviene di" scorgere i vofomi Alle po.rte cl'Itcilici di De Amici s, prima d'adagiarti, salutali umi lmente. Ten.
L EONELLO BETTJNI.
DEI.LA LEYA SUI CIOYANI NATI NELL'AN NO
~864.,
ECC.
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I. Gli nomiui descritti nei ruoli mi li tari dell'esercito permanente e della milizia mobile al 30 giugno •1885 erano H 88782 cioè: 870958 dell'esercito permanente e 3·178'2t della mi li1.ia mobile.
DELLA . LEVA . SUI
Esercito permanente.
GIO VA N I NATI NEL L. ANNO 18 6 4 E
DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO O
DAL i LUGLIO 1884 AL 30 GIU&NO 1885
., Relazione del tenente generale F1101m1co Tonne:
:i
S. E. il Ministro della gncrra.
Colla consueta infaticaùile esaltezza il tenen te generale senatore Torre, ha, sotto la data del 15 novembre ultimo, publili.cato la sua relazione :mnuale sulla J.e11a e sulle vicende del R. Esercito, la quale forma il 220 volu me della serie non interroua iniziata· nel ,1863, cioè noi primordi della" fonda1.i one del regno d'Italia. Nc,i crediamo che sia questo un esempio unico negli :111nali della stati stica mil itare, e persu::isi come siamo che solo da una lunga serie di 13-· vori di uno stesso genere possa scaturire I,, m m util ità dei confronti statistici, non possi::imo a meno di congratulan;i con l'egregio autore per la sua instancabile per~everanza nella compi lazione cl'un'opera gii1 tnnto favorevolmente conosciuta iu Itnlia e all'estero, e che :1vrebbe indubbia-.' mente stancata una fibra meno roliusta della sua-. Non è certo compito molto faci le per una rivista, il cui spazio è mol to limitnto, quello di riassumere convenientemente tulle le cifre contenute· nella relazione in esame. Ci limi teremo qu indi a raccogliere quei.cinti più. importanti che possono interessare gli studiosi di cose militari .
Reggimenti di fanteria 288893 Distretti militari 29893·1 Reggimenti alpini . 2567 1 !~5682 Bersaglieri Caval leria 2832.8 95,i.17 · Artiglieria 22327 Genio Carabinieri reali 23096 Scuole militari o riparti d' istrnzione 658'2 109•1,i. Compagnie di sanità . 4-•14 9 Compagnie sussistenza Corpo invalidi e veterani. 4-9·1 Depo;i ti cova Il i stalloni . 253 Compagnie di disciplina . ·1659 362 ( uomini di governo 253 Stabilimenti \ compagnie carcerati 3'16 militari di pena(' compognie reclusi 736 . nei rcclusori . . Ufficiali in ~orvizio attivo, in disponibilit.à ed •135·10 aspettativa ·3i-il8 Ufficiali di complemento .
\
870958
Milizia mobile.
F:interia di linea e bersaglieri Reggimenti alpini . Artiglieria . Genio C:mbinieri reali Compagnie di sa nità Compagnie sussistenzn Ull'iciali . Ulllciali di complemento
280907 2796 21188,i, 4-588 ,t.16 36,12 •11>83 937 •I 4-0 1
3•1782.i
,,,,
'
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI ·NELL ANNO
·186,i-
Ponendo a confronto la forza tòt1.le dell'esercito e cl ella milizia rnobi lecou · quella dcll'anuo precedente alla stessa data, si osserva una lievissima diminuzione di 1673 uomini , ma questa non riguarda punto l'esercito perma nente, in quantochà desso presenta un mnnento di 29027 uomini di fronte a ciuella dell'anno preçedente. La milizia mobile invece conta 30100 uomini di meno, dirn iuuzione che si spiega col fa tto del ritardato passaggio alla milizia stessa della ch1sse 1856, il quale anzichè nel giugno ultimo verrà effettuato il ·I 5 del' corrente mese di dicembre. Per avere però il numero complessivo di tuttele forzemilitar i,delregno, al le cifre suaccennate bisogna aggiungere 112078fi4 uomini ascritti alla milizia territoriale, 1902 . u ffìcia li io servizio ausil iario, 335,i. di riserva e . 5442 ufficiali della stessa milizia territorin le, siccbè può c~irsi che l'Ital ia alla data del· 30 giugno 11865 contava 24-0734- 1~ uomini ascritti ai ruoli . Di questa impon.ente massa, però, sol i 23934-5 $i trovavano sotto le armi , numero superiore di poco a quello dell'anno a_ntecedente alla stessa data.
Esrrcito
perm~nent"
~
1
J .Mili%ia
mob ile
Il'iumero totale
So ttufficia li
266fH
3594-
30255
Caporali
79901
285'30
1084-3,f
74-74-68
283362
1030830
854-030,
3 154-86
1169516
So'ldati
§g
Numero
t
c.
In seri tti di leva
.
814-265 95,34, 311500 98,74-
Volontari ordinari .
·1806/~
"
0,4-9
O,HS
Volontari. di un anno Volontç1ri che già f~ccro l'illlno di servii io
5025
0,59
Volontari che ottennero di ritardare l'anno di servizio
204-2
0,24-
· Studenti ·universitari che ollennero di ritardare il servizio..
1301
0,,1o
,1696
0,20
1821
0,21
Surrogiui di fratello .
.,1352
2, 112
' '
1
2 193 . 0,70 1
24- 1 0,08 1
815 · 0,1 O
RaffermaÌi per un nnno con soprassoldo Rafferm11ti con premio per tre ann i.
69,J,\.
0,81
Servizio sedentario
.I
538
0,06
Estranei all'esercito
I
275
0,03
Gli elementi che costitl.lii>cono la forza. complessi\'a dell'esercito permanen te e della milizia mobile :,ono i seguenti: ~
I sottufficia li dell'eserc:to permanente sono accresciuti di 2200, in ·maniera che si mantiene costante l'anrneuto progressivo dei nostri quadri , e tutto induce a crederP. che fra poco essi s,1ranno al perfetto completo. La specie dr arruolamento di tutti questi militari era la seguente:
o
~g
O<>
Raffermati senza premio per un anno E,crcito penn,mc11tc
Milizia.. mobile .
- ·- --~
Numero
I mil itari ascriui all'esercito permanente ed alla milizia mob ile erano così ri partiti per grado: GHAOO
4-93
E DE LLE VICENDE DEL R. ESERCITO, E CC.
.Esere to I mobile Milizia Ipermanente i
Classi di 11• categoria { sot.to le lìrrni : · • con ferma temporanea ( in congedo iflim itato . Classi di 2• ca tegoria in congedo illimitato
· 203,J,1 3'
338022
15189\
289(}95
,f 63592
Uomini con fer ma permanente di 8 anni sollo le armi .
~0881
UÒmini con fe rma sospesa (stabi limenti militari di pena) .
,1305
Uomini senzn limiti di ferma (veterani)
7H
\
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NELL'ANNO
E DELLE VICEKDE DEL R. ESERCITO, ECC .
•1864
'
Ed .ecco la proporzione per cento dell'età dei singoli militari: Esercito J Miliiia permanente mobile
Minori di anni ·18
0,05
Maggiori di anni 18 e minori di 2•1.
2,68
Dai 21 ai 25 anni
53,09
1,6•1
Dai 25 ai 30 anni
42,96
37,72
Dai 30 ai tO anni
,1,07
60,67
Oltre i 40 anni .
O,H
1
Come abbiamo di già accennato, la forza della milizia territoriale al 30 giugno •I 885 si componeva di 5H2 ufficiali e di rn078M uomini. Qnesti ultimi erano: Sottufficiali. ·1.U.36 Caporali 48377 Soldati . H52'27 . Uomini -mai .chiamati sotto le ,mni per l'istruzione. 69~824 12078M Le armi da cui provengono o in cui fecero l'istruzione quando chiamati sotto le armi, ~ le.categorie che compongono· la forza suddetta sono qui sotto indicate:
I
I
i· 2· a· categoria categoria categoria
Legion i carabiuièri reali Reggi menti cli fanteria » bersnglieri )) alpini . .. » cavalleria » artiglieria . genio . · . » Treno d'a.rtiteria_ ~ genio Compa gnie I sa111ta. . )) sussistenza Uomin i mai chiamati $Otto le armi per l'istruzione
' 953ì
I
TOTALE
= -..-
1,\.8937 172,1.6·1 ,1,9729 24,,1 ,15 3,iO 455·1 89,\.6 8532 8825 )) 271•10 8 )) 234-38 5879 )) 4994 37 495 1 •126 » ·1950 3 13 254 )} 2409 »
9537 31·1127 29007 26303 217,18 293•17 5031 5077 25 14 2,\.09
92767 607057
699824
))
))
))
256988 28/i674 6662.02 ,1207864-
.
Gli nomini della •I · categoria che fan parte cli detta milizia sono. nati negli .anni 1846, •18,i.7, 1848, •1 8i9, ·1850, 185•1, 1852 e militari inscritti, nel ruolo provvisorio comune in attèsa che la propria classe di leva cu i appartengono per anno cli nascita vi faccia passaggio. Quelli della 2• categoria sono nati negli anni stessi sopracit:iti e vi sono, pure militari inscritti nel ruolo provvisorio r.omune . Quelli della terza categoria sono nomini provenienti clallelevesnlle classi? •1855, 1856, ·1857, •1858, 1859, 1860, ·1861,1.862, 1863,"864e1865(1)' nonchè vi $ODO compresi .f1188 fra renitenti, omessi, ecc. che hanno provato il diriuo di esservi as;.egnati, e militari trasferitivi per gli art. 95', e 96 della legge, appartenenti per fatto di nascita ad 11nni anteriori al ·1855. In com plesso si verifica un aumento di 135.29!f uom'ini nella milizia, territoriale, aumento che andrà di anno in anno crescendo sino a che now si sia raggiunta la. completa rotazione delle classi aventi terze categorie, le· quali, come si sa, cominciano da .quella del 1855.
II. Erano 337187 i giovani della classe 186,i inscritti sulle liste cli estrazione ed in questa leva si ebbero 69ff8 inscritti di meno-di fronte a quella, precedente nella quale i giovani erano 344135. Ed ecco l'esito dell'esa1ne cli -~ssi: ' 4187 cioè 1 ,2ii.. per cen to1 Cancellati dalle li,,te . 680·1O » 20,"7 , )) Riformati » 69992 » 20,76 R imand.i ti alla prossima leva 2,90 » 9802 » Dichiarati renitenti Compotati nel contingente di 1• ca- ))1s22e » 23,20 tegoria 6,98 » 23537 » Assegnati alla 2' c11tegoria ))83i38 » ':U ,75 As,,egnati alla 3' c.ategoria •100,00 337188 Deducendosi il volontario cli un anno premunito rimandato dalla lev.i 1862 alla •I863 e da questa a quella ·1864 passato 'in o•_categoria ma )) » 0,00 calcola to nella •I' )) 337•187 » 100,00 (1) 3 sono gli uomini na,ti nel !865 i quali per errore concorsero a evc anteriori.i perchè ritenuti nati prima del loro vero anno di n;.tscita l.865.
496
DELLA LEVA SUt GIOVANI NATI. NELL'ANNO
1.864
Tut~e le proporzioni nei diversi esiti di leva si sono mantenute pressochè malter:ite dr fronte a quelle della leva ·precedente. . Le im perfezioni, malattie e deformi tà che furono caus~ del marrcrior numerò di riforme si riconobbero nella defì cienza del perimetro to~~cico in rapporto alla statura (17,04. per cento sul numero dei ri formati), la. debo lezza di costituzione (7,3 ,i), le ernie viscerali (6,38), le alternzioni ,)r~a~i: he_ e mala ttie i_rrs~nabili del glopù dell'occh io (2,5·1), i gozzi (2,4-0), 1 v1z1 dt conformazioni del casso toracico (2, ,13). · Le provincie che diedero nrnggior numero di riforme furono Sondrio, Catanzaro, Reggio Ca labria, Cagliari, Brescia, Sass;ui , Ca ltan issetta, Cosenza, Perugia f3 Cremona; il minornumero inquellediH.avenna, Lu ccu, Reggio Emi Iia, Beli uno, Sien,\ Arezzo, Piacenza , Bologna, Forlì e Padova, Degli uomini cbe com pongono la 1•, 2a e 3' categoria $apevano leggere e scrivere 92800 cioè 50, 'Il per cento sapevano soltanto leggere 4939 » 2,67 non sapevatio nè Jegg~re nè ~crivere 87458 » ,l:7,22 ,, Nella leva dell'anno prereden te Goloro che sapevano leggere e scrivere -0r~n? n~lla proporzic)ne del 49,30 per 'cento, sicchè si avrebbe la leggiera m1gl1ona percéntuale del 0,8·1 la quale è ben l11ngi dall'essere quella che ~arebbe desiderabi le. fofoui è sempre ns:;a i sconforta11te il pensare che 11~ una così grnnde massa di giovani nati parecchi ann i dopo la costi tu. zt0ne del regno, vi sia ancor:a il 50 penento d'illeuernti. Buon per noi che l'esercito, scuola di morn li tà r.cl' anche d'istÌ·uzione s'incaric~ di riparare a questo grave difetto. ' Infatti la rel.iziouc ci app rP-nde che tlegli uomini della classe ·1 862 li.cenziata nell'estate ultima ne yen nero congeda ti 1'82,!)6 per cento ch e sa- . pevano le~gere esrrive1\', mentre rrn:rndo la clas$e gi11nse so tto le n1~1i .· fa proporzroneern stata soltanto ùel 42,50. · · . Il vantaggio non è cer,tamen te lieYe laddove si consideri la brevitàdeli'obbligo éli ~ervizio sotto le armi cd il pochissimo te~1po che i sold:i(i possono dedicnre alla loro istruzione lettera ria. '· ·
E DELLE \'ICElSDE DEL n. Et~Irncrto , . ECC.
,i97
Se dai 7,1.-785 uomini del contingt\nte eJTettivÒ di ,f • categoria si deducono_gl'i11 scriu.i ammessi a ri~arJare il servizio, i premuniti del volontariato di. un ,111110, quell i in cai'cere, i morti dopo l'arrnolarnento, i dichiarati cli:;ertori, gli amma lati in patrin , ecc. , çoloro che furouo asseguatiai vari corpi del R. e:;et·ci to. ascendevano a 708 I6 nomini . Es:;i venoenicosì assegnati: ai granatieri 902.,. ai reggimenti di fauteria 40027, ai distretti rn· litari 1,195, agli alpini,3278, ai bersaglieri ,i,726, alla cavalleria 5831, all'artigl ieria da campag1ia 5%7, a quella da fortezza 226 ·1, (l ] genio 23,17, ai carabiu ieri rea li 2402, ai reparti d'istruzione 4,19, ed il rimanente alle <'Ornpagn ie operai d'artigl ieria e da costa, alle compagnie cl i sani t'.l e sussistenza e ad altr1 servizi diversi .
. III. Gli arrnolamenti ordinari ed i pilssaggi per libera elezione della 2.• e 3a categoria alla ·1· che avvennero dal 1° lu glio ,f88 ,\. al 30 giugno 1885 furono 3 17'.6 superando di poro la ci'fra di coloro che nel periodo dei noYe mesi precedenti si arvuolarono Yoloutariamente o chiesero il passaggio in 1· categoria. 'Di questi, 1898 a,;veunero nei reparti d'istrnzione e sebbene fossero d'assai aumentati i plotoni al liev i sergenti, specialmente nel la fou teria, tuttavia si:riscoutrò una diminuzione di ·162. giovani fra gli arriiolat-i. nei. re pani suddetti. In -que:;t"anno 1885 i giovani che a .tuuo il 30 giuguo chiesero di far parte della 20' ammessione dei volontari di un :inno, furono 667; di questi, 4-09 per iutrapreuderlo al 1° novembre su·c.cessivo e 258 per ritardarlo al loro . 26° 'anno di età. Coloro poi'che s,i premunirono per consen•or:;i questo beneficio, se cl.ii consigli di hwa fo ssero ritenuti abi li, ascesero a 588 . È da avvertirsi però che dopo il 30 giugno anennero altri arruolamenti di volontari di tin anno dei quali non si è potuto tener conto poichè la Rel.:izione lrn tèrmine colla dùta suddet.ta. 1
'
F11rono 9802 i gio vani di questa levn dich iara ti renitenti, .nella proporzione del 2, 9,1 per eento su I numero degli in$Cl'itti sulle liste d'estrazione. ed il maggior n11mero di essi si verilicò nelle pt'oviuciedi Napol i, Genova, 'Salerno, Cosenz~, Me~sina , Livorno, Po tènza, Massa e Carrara, Belluno .e Corno; il minor uumero si ebbe in quelle di Siena, Hovigo, Ravenna, Arezzo, Firenze, Grosseto, Forlì, Bologna, Perugia e Foggia. Nei circondari di Forlì, Rocca S. Casciano, Terni e Terranova di Sicilia non vi In ron-o renitenti. ·
Non fu potuto riferire nel periodo dei nove mesi precedenti al ,1° luglio 1884 circa l'esi to a\'Uto dei giovani ammessi nei reparti d·istruzione nell'anno 1882 per non aYere· al 30 giugno ,188,\. ultinrnto il loro corso; ora che questo è compiu to, eccone i risu ltati . Furono ,161~ i giovan i che vennero ammessi nei suddetti reparti in quell'anno e di vennero 1673 per e5servi passato uu soldato da un reggimento di fanteria. Però durante il
;,i-98
DJ,LLA I.EVA SU I GlOVA:Sl NATI NELL'ANNO
E DELLE VICENDE DEL
l86i
1
ESERCITO, ECC.
4-99
di sani tn, questi ultimi perchè laureati in medicina o sacerdoti non aventi cura d'anime. Il numero.dei mancanti senza giustilìcati motivi è di per se stesso assai tenne, ma secondo noi non rappresenta veramente quello dei manchevoli per deliberato proposito, poi1;hè essendovi all'estero, in carcere, morti od altrimenti non disponibili moltissimi militari pe' quali i distrelti debbono ,continuare le loro indag)ni sino al 31 dicembre dell'anno in corso, noi siamo certi che a quest'. ultima data il numero dei veri mancanti finirà per ridursi ad una prop0rzione infinitesima. •
,corso avvennero 2i5 diminuzioni, cioè 59 congedati, 8 prosciolti dal -servizio, 89 passati io altri corpi per cause estranee alla discipli.na, 38 ,per punizione, 3 passati alle compagnie di disciplina, ~ condnnnati al -carcere o alla reclusione, 1 resosi disertore ed 8 morti, sicchè coloro che condussero a terrmoe il corso furono H58, dei quali H49 promossi -sergenti, 222 caporali maggiori per non avere ancora l'anno di càporale .e 87 pa$sarono ai corpi col grado di caporale non avendo sn pernto l'esame. La classificazione dei 1371 che superarono l'esame fn la seguente, .ottimi -32.9, buoni 18(~, mediocri 258. Resta ancora a riferire sull'esito delle due .ammis$ioni 1883 e ·1884. Le ammissioui compiessive f.!)tti nei reparti d'i~tuzioi:e nei principi -dell'.anno 1885 ascesero a 2:198 comrresi i vol0ntari di cui sopra.
· I giovani ammessi nei plotoni allievi ufficiali nei principt dell',,nno 1885 furono !109, dei quali al 30 giugno ne rimanevano 387. ·Dei 299 ammessi nell'anno precedente, soli 127 avevano finito il corso ed erano stati dichiarati idonei, 69 non avevano ancora dati gli esami .
. Dal ·1° luglio i1884 al 30 giugno 1885 per effetto della legge 8 l11gl io ..J 883, sullo stato dei soitufficiali, a coloro citati nella predetta lecme oo vennero concesse 2796 rafferme con premio le quali r,gginn te a quelle pre··Cedentemente accordate, fa asceudere il loro numero totale al 30 oc•itwoo o 1885 a 19945 . . Invece le rafferme con soprass.:ilJo in base alla legge 8 l11glio ,1883 ,concesse nel lo stesso periodo di tempo furono 799, che llggiunte a quelle precedentemente accordate raggiungono il numero cli •I 326, e sotto dedu..zioue delle perdi 1.e a 1 ~O I. ·
Gli altri erano cessati per diverse cause, ovvero erano sta.ti riconosciuti inidonei. Il cnpitolo delle promozioni, sospensioni e retrocessioni per effetto delle disposizioni contentite nella legge 8 luglio 1883 su llo stnto dei sottnffrcia li, è stato1 aumentat,o di due dizioni, cioè dell'esonerazione dal grado d'autorità o volontaria e delle rimozioni, le quali per lo inna1tzi venivano cn·mulnte nelle retroces:;ioni. Ciò premesso, la Helazione· dimostra che _dal 1° luglio 1884 al 3(), giugno 1885 nei vari gradi della trnppa nvvennero 34909 promozioni, ;20 esonerazioni volontarie o d'autorità, ~30 sospensioni, .,1020 retrocessio11i e HO rimozioni. · Le cause che diedero luogo alla retrocessione ed alla rimoziÒne dal grado dei ~ottnfficiati furono; per la retrocessione: mancanze in servizio ed infrazioni alla disciplina , cattiv:i condotta ab.ituale, debiti con inferiori, pederastia, azioni contrarie alla deli-catezza e mancanza contro la dignità ed il carattere di sottuffi ciale; per l,e rimozioni: reati in servizio disobbedienza. ed insubordinazione, diserzione, ~.ibuso di autorità, ferite in rissa, falso, prevaricazioue e furto, appropriazione indebita, ntti di libidine e · stupro, ed omicidio.
1
Nd mese di aprile di quest'anno 1~85 venne chiamala sotto le armi per l'istruzione la 2' categoria della classe 11863 nonchè i rnilitHi di 2• ,categuria di classi precedenti rinvinti a<l altra chiamnta . La durata dell'istruzione venne per tutti st-abilita nella durata di 4-0 giorni. I miliiari -che a ve vano l'obbligo di presentarsi ern110 36·190, cioè 3379,1 della cl~sc ,f863 e 'il399 di 1ruelle precedenti; però 654- di essi ne diminuirono delìui.ti va mente per ca use diverse, di guisa che rinÌaserc, 35536. Di questi, 5115 ,non si pre:;entarono per i motivi seguenti: rimandati per l'istruzione ad a.hm chiamata 195 2 cioè 5,48 per ceu10; dispensati dall'istruzione . . . . . 2305 » 6,4-9 » , . mancanti ,;enza giustificato motivo 850 ,> 2,42 » 5H 5 » H 39 » Dei 30421 che rimanevano altri ,1782, cioè il 5,85 per ce;1to, non pre,sero parte all'istruzione perché ammalati, riformati per rimando, io carcere; ecc., ecc. Sicchè coloro che ricevettero l'istruzione furono 28639, --cioè il • 79,7tì per cento, e la riceverono 25794 nei re"airnenti di fonteriH, • 1!>0 ,229,1, Lll quelli d'artiglieria, 53'.7 in quelli del genio e 1i alle compagnie
n·.
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1
Dal ,1° luglio 188i al 30 giugno 1885 furono 1076 i militari che passarono alle compagnie di disciplina, dei quali 532 dopo a,,ere espiata una condanna per furto . Negli stabi limenti militari di pena furono condannati :H 87 militari, cioè nei reclusori 2.67, nelle compagnie reclusi 3t1, in qùelle carcerati 579, fra i quali ve ne erano: per diserzione 256, per ·furto 206 e per insubordinazione 32.9. 1
..
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500
DELLA LEVA SUI GIO\'AX! XATI NELL'Aè\è\O
E DELLE VICENDE DEL
186-i
I militari souo le anni che abbondo1rnr:ono lo bandiere e le reclute dello closse •186-i ehe senza gius1ifìc:ato molivo non risposero alla chiamata sotto le armi e vennero dichiarati disertori, furon o 655. Nel periodo di tempo sovrnindicato i mil itari che vennero congedati per rimtmdo furono 3622 (cifra questa volta assai superiore a quella del periodo di tempo clell'auno precedente che contava sol i nove mesi), dei quali 9tH furono riformati appena presentotisi so tto le armi, cioè 552 di 2• c.1tegoria e 359 militari della classe 1863 vell uti sollo le armi con quelli dell:i classe il866., noncbè reclute cli quest'ultima classe che raggiunsero le insegne dopo il discarico finale della leva . I mili1ari che furono gi udicati inabili per cause di servizio asc~sero a 29. Le cause principali di riforma furono: la tubercolosi polmonare e le altre alterazioni organiche dell'appnrato respiratorio, le ernie viscerali, i vizi organici del cuore e dei grossi vasi, le cachessie, l'epilessia, ecc. Dal ·1° luglio 1188i al 30 giugno ·1885 i militori morti sotto le armi ascesero a 2.227. Coloro che morirono per cause cli servizio furono 28, dei qnoli 6 appartenevano al l'arnJ11 dei carabinieri reali, 84 per suicidio, e fra questi ve ne furono ·I 6 dell'arma ~uddella. Ad ecc<?zione delle compagnie sussistenza, del corpo invalidi e veterani e dei depositi dei cavall i sta lloni, tutte le armi dal ·I• luglio 188,i- al ?O giugno ·1885 han llato il loro comingentedimilitarisuicidi, la cui proporzione per mille sulla forzamed iadeimilitarisottolearmiè laseguente: Compagnie di sanità . · Personale di governo <lolle com pagaie <li <lisci plina e stabilimen1i di pena Carabinieri reali Distretti militari Scuole militari. Bersaglieri . Fanteria. Artiglieria Al pin i Cavalleria Genio
n.
50 ·1
ESERCITO , ECC.
La totale mortalità dei mili ta ri è rappresentata nelle varie armi dalle seguenti proporzioni per mi lle sulla med ia della forza sotto le armi. Reggimenti di fanteria Distretti milit:1ri . Reggimen ti alpini Bersaglieri. Cavalleria . Artiglieria. Genio . Carabinieri reali. Scuole mili tari . Compagnie di sanità Compngo ie sussistenzn Corpo invalidi e veterani . Compagnie di disciplina e stabilimenti militari di pena
H,81 ·I 0,36 6,09
,10,:28 10,37
10,57
1
8,-i-2 8,48 3,95 7,94
7,59 40,29 8,69
~ E <fui poniamo une a qnesta troppo breve rassegna che tuttavia può dare un' iden abbastnnza esatta delle cood izioni numeriche del nostro esercito. Gli studiosi di cose militari, gli scienziati, i cultori delle moderne scienze fisiologiche, faranno però bene a consultare queste importanti e voluminose statistiche dovute all'indefessa perseveranza del generale Torre, perchè vi trovernnno da raccogliere larga mèsse pei loro studi.
, ,2.2 0,90
o,n
Q,7 1 6', 49
o,io 0,35 0,26 0,24 ' 0,24
0,18
Il numero dei morti sta alla forza media sotto le armi nella proporzione del ·I 0,49 nel periodo di tempo sopraindicato che abbraccia uu anno iutiero. 33 -
ANNO XXX, YOL, IY.
1
503
fi l VISTA E S1'EHA
tiglieria di riserva t.li pace prese il titolo di 2•. Le batterie delle brigati\ d'artiglieria di riserva di pace, in seguito al loro nuovo arm2mento cou pezzi a lunga portatn, ricevettero una nuova formazione di pace; e ron questo la terza e quarta batter:n del la 1n, 3' e 5• brigatn di riserva o la quartn batteria della 2a (già 6') e la 4• briga ta di riservn come pure In 5• e 6· batteria di tutte quante le brigate di riserva e la 1a e 2• balleria di complemento ( nuova denoroinnzic,ne) devono in pace tenere una sola sezione (duo pezzi) . Inol tre devono trovarsi in pnce: presso la 5' batteria della 4• e iS'~ brigata di riserva nua sezione da montagu11; et.i in tutte le seste bntterie delle brigate di risen•a come pure nella 2· batteria di complemento una sezioue a cavallo come per l'addietro. Le liatterie attive formate dalle brigate d'a rtiglieria cli riserva di pace devono l'lvorc in gnerrn la stessa fo rmazione delle altre baLterie mobili; le batterie di complemento forma te in guerra devono avere una speciale formazione. Amnento di truppe nella pro~Ì!ncia del Transcaspio. - Dopo che con Prilraze del HS nrn rzo 1882 furono formati sei battagli oui cli cacciatori del Transcaspio, si riconobbe la necessità di un ulteriore aumento di forze in quella provincia; e perciò con Prika:;e del ~6 settembre, fu ordinata la formazione di due nuov i battaglioni di cacciatori a 4 .compagnie. Que~ti battagli0ni , coi uumeri 7 ed 8, de1•0110 fo rmarsi nelle circosc;rizion i militari qi Charkow e di ~losca per cura dei rispetti vi comandan ti di circoscrizione; le compagnie devono essere ostruite a sorte, una per cia,cuna delle 4 divisioni della circoscrizione di Charkow, e quattro fra i reggimenti dell e tre divisioni del 13° corpo d'armata del.la circoscrizione di l\'.Ioscn. Contemporaneo.mente vennero creati 3 comandi locali (vale a dire presirlì st~bili) io Merv, Serachs e Kachkn: i primi <lue della forza di 5 ufficiali e i-36 uomini di truppa ciascuno, e l'ultimo della fo rza di 3 ufficiali e 225 uomini di truppa. Il primo comando deve form arsi ;1d Astrokan od in altro punto sul Volga con uomini in soprannu mero della circo:;crizioue mi litare di Kazan; quello di Serachs deve form:Hsi con uomini anziani del 12° corpo d'armata (circoscrizione di .Kicw); quello di Kachka deYe fo rmarsi per cura del comandan te del Ca ucaso fra le truppe da lui dipendenti; e questo comando locale potrà essere spinto più in 11vanti fino ad una tappa da Serachs. La brig.,ta cacciatori del Transc-.'lspio si chiamerà 1', dovendo formarsene una 2'. La com pagnia zappatori distaccata nel Trnnscaspio . dal 1° battaglione znppntori del Caucaso restn dclìo iti vnmeote in quella provincin col titolo di compagnia zappat,iri del Transcaspio . In Asc:ibad venne istituita un'amministrazione delle truppe del Transc:ispio dalla 1
RIVISTA ESTERA
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..,_;
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RUSSIA.
Con 1'1·ikaze del 1° ngosto· venne approvato un Hegolamento pel ca,rreggio in campagna. - Nuove formazioni. Un P1·ikaze I mperiale del H~ agosto ordinò la formazione di una terza brigata presso la 1a divisione di cavalleria della guardia; quesw brigata venne costitnita coi reggimenti: guardia del corpo dei Cosacc;hi, guardia del corpo Ata.. man, e collo squat.lrone guardia del corpo dei cosacch i dell'Ural. Con Prikaze Im periale del 3 settembre venne ordinata la trnsforziooe delle prime rruattro batterie della '.2• brigata d'artiglieria di riserva (esiteute in tempo di pace) in batterie a piedi di sortita e la formazione di una 5· batteria di sortita. In tempo di guerra con queste 5 batterie di pace da sortita debbono fo rmarsi 16 batlerie da sortita . In pace ed in guerra queste batterie dipendono dai comandanti di artiglieria da fortezza del sito dove sono disloca te. Il comando della ~a brigata di artiglieria di riserva venne soppresso. La 5· e 6· batteria di detta hrifk'l furono trasformate in 1' e 2' batteria a piedi di complemento e provvisoriamente messe sotto la dipendenza del comanda nte d'artiglieria della fortezza di Dunaburg. In guerra vengono .con queste, come !>'er l'addietro, fo rmate 8 batterie a piedi di complemento, coll' incarico di se guire l'eserci to operaute per fornirgli i primi rifornimenti di uomini e cavall i, esse peri) non vengono formate io una brigata come le altre. Dovranno in guerra far parte della 4· e 5° brigata di complemento (formate dalle quinte batterie della 4° e 5u brigata di artigl ieria cli riserva di pace) rispettivamen te una o due batterie di complemen to da montagna in luogo di altrettante batterie a piedi. Ln 6· brigata d'ar-
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' RIVISTA 50i quale dipendono tutti I comandi locali della provincia; mentre il 3" e 17° battaglioni di linea di Turcbestan, per ii tempo che resterannonel la pravincia saranno aggregati alle briga te di caccia tori. Ferrovie. - Un Ukase Imperiale datato dal 23 giugno e pubblicato il 2.5 agosto ordina la costi tuzio_ne delle seguenti linee ferroviarie: ,t O da un punto della ferrovia di Oremburgo per Ufa e Zlatoust fino acl un puntodella ferrovia Ekateriuburg- Tumen; 2.0 da Romen a Kremenciug; 3° da Gomel a 13ranska. un,i(orine. - Un Prikaze del 22. agosto ordina che le truppe cosacche~ eccettuati i general i, gli aiutan ti e gli uflìciali dei cosacchi della guardia, non dohbono più portare speroni. - Il frustino da cosacco (naga1:lca)deve far parte dell'un iforme cli tutti i cosacchi, dal colonnello al semplice soldato. Esplorazioni nell' 1is'ia centrale. - Il colonnello di stato maggiore Prscewalski, trova:;i nHl viaggio di ritorno. Durante il mese di luglio egli trovavasi nelle montngue nevose fra i fiumi Kerie e Chotan (Tu rchestan cinese); alla une di agosto egli trova... vasi nell'Oasi di Cira dopo esplorate le montagne di Kerie e propone vasi di recarsi per Chotan e lungo il fiume oi10nimo ad Aksu e cli là nel Semirecensk, dove avrebbe <lornto giungere al principio tli novembre. Gli era stato impossibile nel giugno penetrare nel Tibet attraverso i monti: Kerie perchè i pas:;aggi erano inaccessibili ai cavalli ; ed inoltre i chinesi ostruivano i sentieri con macigni e rovinanmo i ponti . - La popolazione locale malgrado la proibizione dei cinesi accolse i russi molto festosa. mente; le simpatie pei russi 5onomoltograndi in quei paesi, così almeno, dice una lettera del colonnel lo Prscewalski . Questo viaggio è il quarto intrapreso dal detto colonnello nell'Asia, centrale. La spedizione di retta da l signor Pataui n in Cina dopo aver passat0, l'inverno in varie località si riunì in primavera, e ·si dires~e dal San-Ciuan alla città di Sinin dove giunse il 6 maggio. _,.. La strada da Lan-Csciont a Sinin fu rilevata, e fu fissata astronomicamente la posizione della località cli Nitchscia nel San- Ciuan e della città tli Sioin e Nimba. - Da Sin in la spedizione dol'eya recar,i a Min-Csceu (o Min-Tchseu) per Gui-Dui e Labran. 1
'
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ESTERA
•
SERBIA
ES ERC:: ITO SERBO (I).
I. Recluta.mento.
Prinoipfo (ondamentale. - In virtù della legge del 19 gennaio 1883, il recluta meni.o dell'esercito serbo è nazionale. Il principio fondamentale su cui si basa è l'obbliyo generale del ser-viz,io personale, ed ogni suddito della Serb,ia é obbl'igato al servizio' militare dall'età di 20 anni al 50° .anno di e!à compiiito Non souo ammesse surrogazioni. Esenzioni ed esclusioni. - Vanno però esenti da tale obbligo, tutti gli indi vidtii riconosciuti inabili al servizio militare dalle commission i dì s anit'.l . Sono senza altro esclusi gl'iorliviclni privi dei didtti civili, per effetto di condann a dei tribunali civili. · Tassa di gii,e,rra . - I giovani esenti dal servizio militare, vanno SOO'ge.tti ad una ta:;sa militnre, detta tassarli guerra, da pagarsi annualme~ per lutto il periodo d'anni in cui l'individuo sarebbe obbligl'ltn ad appartenere al 4° e 2° bando (categorie); cioè uno al ;J7° anno di età (2.). La tas~,1 di guena, non è uguale per tutti, essendo in ragione dell'im.Pos taùitern che ciascun serbo pr,ga allo Stato. · Io Serl,ia tutti i s1ddi ti dello Stato sono ripartiti amministrativamente iu tre categorie o caste, a seconda del loro censo, e sono : · 1° Sudditi che pagano l'imposta int'iera di testatico. 1
1
Opere consultate.: 1!/ililiirische Jahresbe1'ichte fiir ·1883. Rev11,e miutaire de /,' étranger 1884-85. Atmanach <le Got./w 18$5. · Ar·mée Blltll !S83. l'ojenni Sborni/,, N. !O, ottobre 1885.
('1)
(2) Vedi ripartiziona dell·esercito .
506
ESTERA
RIVISTA
2° Sudditi che pagano una somma variabile e superioreall'irnposta intiera. 3° Sudditi che pagano somme inferiori all'imposta intiera. La tassa di guerra è in ragione di 1/ 1Odell'imposta intiera . I poveri ne sono esenti percbè non pagiino l'imposta iotiera. Durata del servi;;io. - La durata del, servizio obbligatorio nell'esercito è di 30 anni, ed è cosi ripartito: a) Nel 1° bando (esercito attivo) ,10 anni (dei qual i 2 sotto le armi in servizio effettivo nell'esercito permanente, 8 nella riserva)'. b) Nel ;2.0 bando 7 anni. e) Nel 3° bando 13. Riduzione di servizio e proroahe. - La legge inoltre, nell'intento di favorire gli interessi particolari di alcuni individui edi tutelare quelli dello Stato, riduce il servizio sotto le armi ad alcun!:' categorie cli persone: Ai figli unici sostegni di famiglia, i quali prestano servizio nel ·I 0 • batdo soltanto per ·1 mese e sono incorporati nel treno, e quindi pas~ano e far parte del 2° bando. Ai giovani aventi un fratello ali~ bandiere, o che sono allievi di stabilimenti d'isu·uzione, i quali sen;ooo sotto le armi solo 5 mesi: gli studenti possono fare il periodo di 5 mesi in due volte, durante le vacanze. I monaci ed i sacerdoti vanno esenti dall'iscrizione nella riservà e ne\, 20 e 3° bando. Qualora occorra di esentare dal sevizio nella riserva e nel 2° e 3° bando alcuni cittadini che trovaosi al servizio dello Stato, ciò avviene mediante decreto reale. Inoltre la legge lascia facoltà al ministro della gnerra di. poter anticipare il congedamento della classe, nelle condizioni normali di pace; ed in casi anormali il Re, dietro. propo-ta del minist~o . della guerra, può trattenere i soldati souo le bandiere anche per un tempo rr,i:iggiore di 2 anni. Com· piuto il tempo intero o ridotto, di servizio nei <juadri permanenti,' ha luogo il passaggio nella riserva (congedo illimitato). In tempo.di guerra possono essere ch iamati a prestar servizio anche i cittadini cbe hanno superato i 50 anni; e veugonoassegnati ai servizi ausil iari alla coda dell'esercito. Ren'itenti. - I renitenti al servizio militare, hanno l'obbligo di compiere i 2 anni di servizio sotto le armi nell'esercito permanente; finiti i quali, · senza tener calcolo della loro età, devono soddisfo re al servizio mi lit-are nei vari bandi, come è prescritto dalla legge; devono infine pagare la tassa cli gn,crra per quegli :mn i chefnrono renitenti, cioè da l 20° anno fio o al giorno del l':irresto loro . 1
507
Gl'individui poi, che nell'intento di esimersidalservizio militare, mutilass,ero qnalche membro del loro corpo·, sono condannati a 2 anni di carcere, ovvero a:d un pagamento cli 2000 dinara (1 ). Recluta.rnento i n genere. - Tutto l'esercitoè diviso in tre categorie dette bandi. A ciascun b:mdo gl'individui sono assegnati secondo l'età e.i diritti loro special i. Il recluta mento è territoriale, e le varieunit-à organiche prendon,o gl i uom ini dal territorio dove esse stesse hanno sede. Il contingente annualmente t:hiamato sottù le armi , è fissato con decreto reale, e varia da ,1500 a 17QO uomini .. Rechitamento sottiif[ìc1:al'i. - I sottufficiali sono reclutati fra i soldati f!]ediante esami e promozioni nei vari gradi della gerarchia, purchè abbi:ino attitudine ed autorità a coprire la nuova carica. Rafferme. - I sottufficia li finito il loro tempo d'arrnolamento, possono continuare iI servizio militare nell'esercito permanente, mediante rafferme. In virtù della rafferma il sottufficia le assumeTimpegoo di fronte al go- . verno, di servire per un dato numero d'anni; in compenso il governo pllga ad esso un assegno supplettivo e progre~sivo, avente però no limite mas. simo, che è di sr~ dinari all'anno. Dopo -12 anni di servio irreprensibile nel\' e5ercito permanente il sottufficiale gode il diritto di precedenza sopra gli altri concorrenti per ottenere impieghi nelle amministrazioni militari, nelle poste, nei telegrafi e nelle ferrovie. Reclutamento degl'i tlflìciali. - Gli ufficiali dell'esercito Serbo sono recintati: Dai sottufficiali ; Dai cittadini . A questo fin e esiste in Belgrado l'accademia militare, la quale comprend~: a) Scuola inferiore; b) Scuola superiore. La prima è destinata a dare annualmente un dato numero d'ufficiali, (e sottufficia li). La seconda , corrispondente alla nostra scuola di guerra , provvede gli ufficial i dello stato maggiore. Posfaione dell'u{'fìciale. - Il grado d'ufficiale viene conferito dal re, mediante decreto di nomina, e la legge sullo stato degli ufficiali negarnntisce la pos'izione, stabilendo il grado non potèrsi perdere che per ta luni motivi specirìcati dalla legge stessa .
(I) i dinaro e(!l1ivale a L. i.
508
Le varie ;lOSizioni in cui gli uffi ciali possono trovarsi sono: 1° 1n atti vi Lit; 2° In sen •izio non allivo; 3° In riposo. Gli uffk iali possono 1,rovaì·si in servizio non atl,ivo poi motivi seguenti: a) Per in formità temp0ranee; b) Per punizioni temporanee; e) Per ragioni di servizio.
509
ESTERA
RIVISTA
Circoscrizione militare territoriale. Territorio di visionale ___,_____ Douominazione e sede
Popolazione
(I)
Oi$lretto di battaglione
Ci rcolo reggimentale
------~-----1- ~ Denominazione e sede
Denomin(l7.iOne e sedo
PO)lOla- N. z1one
1 Vranja.
. 28198
~
. 27813
1
I. Yranja (Vranja)
IL
,1,12853
t>opolaz1one
Ylagic Han
3 Vlasatinci.
. 28284-
4- Leskovac .
. 28558
1 D. Dusnik
. 27691
Ordinamento.
Ord'inamento territoriale. - Tenuto. conto ciel sistema ·regionale di reclutamento, il territorio dello Stat-0 è ripartito in ta.!lte zone territorinli quante sono le grandi unità dell 'esercito stesso . Io ciascuna zona ha permanentemente stanza in tempo di pace la stessa unitit, ed ivi essa recluta il proprio .per:;onole. . L'esercit~ in tempo cli guerra comprende5 corpi d'armata, quindi tutto il territori o dello Sta to è dil'iso in 5 zone, clic prendono il nome di ter1·itori o 1·egioni divisionaK Ciascun territorio è suddivi:;o in tre parti dette circol-i reggimentali ; cd ogni circolo poi comprende,} (listretti o spes'i di battaglione. Riassumendo si hanno: 5 territori o regioni divisionali; · 15 circoli reggimentali; 60 distretti di battaglione. Ciascun territorio, circolo e distretto prende il nome del tenitorio locale. I circoli reggimentali ed i distretti di battaglione hanno inoltre una numerazione progressi \'a.
Morava (Nisch)
. 28858
I. ·I •12"3, -" '*i 2 Nisch . 337,i,i ,1 II. Prok·up 1e (Nisch) 3 t ebane
. 27892
,\. Prokuplie.
. 28093
Krnsevac .
. 2764-8
I
·1
. 28318
III. Kruscvac ·I 117~U- 2 \'itk~Yo (Krusevac) 3 Kralievo
. 2.7906
4- Branja Josanicka 2i852
1
IV. Uzica (Uzica) Drina 33,i-67,i. (Yalie,,o)
-
-
,1 Jvanjica
. 2802.8
11 1696 2 Cajetina
. 28•132
3 Pozega ·
4 Bnnja Basta . 27693 ---llf---+--:f--- - - - t- . 27626 4 Konpanj
V. Sab::ic (Saba.e)
,1H 3m 2 Loznica 3 Sabac.
. 2W2.6 . 280'15 . 281,i.5
4- Bogatic '
({) Desunta in parte dal ,lfilitàrische Ja1tresbe1·ichle fii r !883.
510 Territorio di visionale ________,__ Denominazione e sede
ESTERA
.RIVISTA
Popolazione
----------- --··- --,..__ Circolo reggimen tale
Denominazione e sede
Distretto cli battaglione Denom inazione e sede
Popola- N. zione
1IVladimirci
1
Segu.e·
Orina (Valievo)
VI. Valievo (Valievo)
"11666 2.Ub . · 3 Valievo
·
. 27983 . 2.7892
Deoomioa.zione e sedH
Popolaz1011e
-------
Denominazione e sedo
Segu.e:
XII. Cuprija (Crupija)
Sciuinad1a (Kragujevac)
Distretto di battaglione ....----.
l,ms2
Popolazione
Denominazione e sede
Popola- N. zìone
1 VarvHin .
. '28232
2 Jagodina
. 27677
3 Paracio
. 27692
4 Despotavac
. 277H
Mionica
·127761 . 28030
1 Belgrado .
. 30000
1 D. M.rla nova e
. 274-0l~
VII. Belgrado ·I -13297 2 Belgrado . ( Belg,Odo) 3 Sopù:.
. 27679
2 Brza Pa lanka XIII. Negotin 112353 (Krajna) 3 ~egotin ,~ [ajcar .
. 28803
,l, 1
,( Semendria . . I Danubio . 336586 VIII. Pozarevac 224"1- 2 Palanka ,1,f
(Pozarevac)
3 Zavare 1
!~
. 28325
"
. 27781
,(H 045 2 Petrovac . 3 Kucevo
. 27503
4 Zagubica .
. 27974
(Cacak)
31G. Milauovac. . 27544
Sciumadia 336,(24i- - - - - -~I ----;~-4,_A_r_an_g_e_Io_,_,a_c_._ _·,__2_82_:.2_2 I : Raca __ . . . 28'172 .
(K ragujevac)
XL Kragujevac H 3292 ~ Batocma .
(f<:ragujevac)
3 Kragnjevac 1
,i.
Cestin.
1
.
. 2.8·1'12
. 28590 . 28,i-'18
. 2.8063 . 27793
1 Bolievac
Timok (Kujazevac)
335350
.. 2.8365
2 Banja . XIV. Kujazevac 11182.0 3 Knjazevac (Kujazev:ic) 4- Alexinac
. 17921 . 2.774--1 . :2,7900
1 Derven
xv . Pirot
. '¼.7787
·127798 . 27686
11'1250 2 Cacak.
. 2.8083
1
. 28070 . 2.78,(6 .
• ,f Guci
X. Cacak
. 28033
Pozarenc
1 Gradiste
IX. Kucevo (Branicevo)
. 27778 . 278,i-Q
4- Grocka
1
(Belgrado)
Por1olazione
Circolo reggimentale
Territorio divisionale ________,___
. 2190,1
. 111-177 2 Bela Palanka
(Pirot)
3 Pirot ti
Bolrnze%c
.
.
. 27598 . 2.7778
Dalle relazioni di uomini competenti del paese, sembra che que,;ta cir· coscrizione militare territoriale, soddisfi pienamente a tutte le esigenze d'o1:dine militare ed amministrativo, sia in pace e.sia in tempo di guerra . Ripartù,ione del/.'eserci to. - A tenore del\' articolo 20 della legge ·sull'ordinamento militare, l'esercito serbo consta: a) delle armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e stato maggiore; .
·
.
b) delle truppe ausiliarie e sezioni di sanità, treno ed intendenza; · e) delle branche o sezioni ausiliarie, giustizia militare, veterinaria,
amm inistrazione, telegraO, poste e culti.
512
RIVISTA
ESTERA
Al_ l'cs.~rcit.o ap;>artengono. i~olt_re gli s1abilimenti permanenti O temporaue, , cl insegnamento, te..:n,c,, di san ilit e d'amministrazione. Col presente ordiuamento tutlo l'esercito è diviso in due o-rossi scacrJioni: 0
Comando snprenw . - Il re è il cnpo dell'esercito, ma il comando èaffidato al ministro rlella guerra, dal quale dipendono pure le varie amministrnzioui e sta~ilimenti mi litari, e tutte le risorrn militari che offre il paese. Il co01ando supremo, esercita la sun azione diretta sull'esercito, mediante i comandi io sott'ordine (comandi di territorio divisionale); ed inoltre è coadiuvnto nel mo còmpito dal complesso del Ministero dolla guerr.:i, che a ta l fìne è di viso in 8 sezion i dette tlfoisioni; alla testa di cinscuua di esse è un capo-dfoisione, il qna led ipended ireuamenta da l ministro della guerrn . Le 8 divi:;;ioni sono : ,1• Affarigener al-i, che tratta dell'ordinamento ed elfo ttivi deli''esercito
Esercito attivo. Lsercito na;;ionale.
e
Tutti gl'_indivitlui d 1e sono ios,;ritti sui ruoli di leva, vengono divisi in tre categone deu.e bandi. · Al 1° bando, sono ascriui tuui i ciund ioi dai 20 fì oo al 30o anno d'età compiut?. Que~to P?r:son.ale forma l'esercito p ermanen te (quadri permanenti ). e In r1spettm1 rrservn; elementi che presi insieme costituiscono l'esercito aUfr.c.
L'esercito. attivo devcessere costantemen te armato, equipaggiatoe pronto pP-r entrare i? cam~ag?a . L'eserci to perma nente in tempo di pnce è dislocat.o su tut~o rl terntorro del regno; ed èsno principale compito di form nre gl'rstrntton per l'esercito òazionale. Al 2° ban do sono ascritti i ci ttadini dai 30an ni fi no al 37° anno di et,ì compiuto, e clic hann.o fin ito il loro.serl' izio nel ,1° bando (esercito attivo) . Questn Lrup;>a corrrsponde al la nostra milizia mobile; ed ò destiuata a sostcuere l'esercito ù"operazioue, in 2• liue.i; ma può anche essere chiamato 11il op<m1re un itamen tcall'e.;er.;ito atti vo, quando lo richieJnno le condizioni della carn p:1gnn. l e truppe di questo bando sono provviste del necessario armamento e materiale dn gu... rra pel caso di mobi litazione. . ~I 3" band0 50uo ascritti i cittadini dal 3i0 fìu o nl 50° anno compiuto: c1oe ohe hann? servi to già nl}I ·1° e 2° lir111do. Realmente le truppe del 3° bando, llolU esistono che sui registri di leva; nond imeno io caso di uisogno anche t~l e elemeuto ddl'esorcito può essl!re adoperato per la dife.;a rrnziou~de unllarnente nlle truppe degli altri lw11 di. Il 2° e 3° b,1udo uniti in:;ieme forrn:rno l'ese1·dto nazionale. Ist1·uz·ione 9- nnnafe. - Ogn i anno veng,HJO richiamate tutto le classi in conge.lo i11 imi latn o pa rte di esse per un perind11 rJ'istruzione, In cui dur11 ta non è uguale per tntte le trnppe, ma varia a secooda del bando. Per gl'i nscriui nella risel"l'a del 11° bando il periodo d' istruzione durn dai ~u oi '3 0 giorni; vanno però esen ti dalla chinmata i congedati dell'esercito permanen te du raole l'anno e che furono ascritti nella ·riserva; ed i giovan i che al tempo della chiamata compiono l'anno scolastico neo-l'isti0 tuti d'insegnamento. Per gl'inscritti nel 2° bando il periodo d'istruzione durn solamente 8 giorni.
~· Artiglieria
3• Genio
J.
.
rncan cate delln pa rte tecnica
i• Ammin-ist1raz-i on-i mi l'itar'i 5• Tesorerie militari 6• Sanità militar e 7• Jnr:alùl·i
s· viustiz'ia ,n1;li ta1·e Di queste divisioni la 1• è la più importante ed ò suddivisa in parecchie sezioni, cl i mi : la ,1" trattn degli affa ri dello Stato maggiore generalo, al quale incomho la prepar:izione della rnobilitnione ; la preparazione dei mezzi di diresn d<·I paese(nnit.1 mentenlla 3• di visione); le operazioni per la contin ua preparazione nll a guerra (armi) dell'esercito (unita mente alln 2.. di visione). La 2• sezione ha le rimonte. La 3" sezione ha la manutenzione dei vi veri , del vestiario e degli stabili. In caso di mobilitazione le operazioni relative alla giustizia militnre, alla sanità, 1111':irmnmento, al persouale, casse, ai viveri, ecc. di vengono anche competenze del comando superiore dell'esercito :ilti vo. Giurisdizione in tempo di pa.ce. - Il comando ,lell'eserci lo atti vo in tempo cli p:ice dipende dal minist.ro della gnerrn ed è affidato ad un gPnerale cho regoln l' istruzione delle truppe attive, e degli stnbilimenti e comandi non solo dellr. divisioni, mn anche delle truppe e st,1 bilimenti non facen0 parte del territorio divisionale. Da questo comando dipendono i ·comnndanti di regione o territorio divisionale (generali o colonn elli). Qnesti àmministrano o rC'golano le istruzioni delle truppe dipendenti da loro, ed hanno autorità immediat.a sui comandanti di circoli r<'ggimen tali (ten€llti i;olonnell i o maggiori). La cavalleria di pende da un comnndo dei quadri permanenti cho ba sede in Belgrado, il quale è subordinato al comando di cavalleria dell'esercito atti\O.
E:ìTE!\ A
RlVISTA
Ordinamerito tau,ico. - L'ordinamento tattico del tempo di pace, differisce poco da quello di guerra ('I) . In tempo di pace la maggior unitii è la dfi;isione; ve ne ,ono 5 nel l' esercito permaneute·(quadri), e portano il nome del territorio JiYisiona'le dove sono dislocate. La formazione di cinscnna di esse è fotta in morto simmetrico; e la differenza della divisione di pace a quelIn di guerra consiste principalmente nel numero delle unità che la com pongono. Il reggimento di fantéria è sn tre battaglioni a -4- comp~gnie ciascuno; in tempo di guerra havvi un quarto battaglione detto battaglione di deposito o di complemento. Il reggimento cr.valleria è str 5 squadroni; in tempo di guerra vi è un sesto squadrone detto srpiadrone di deposito o di complemento. Il reggimento d'artiglieria da campagna è su 4 batterie, ciascuna del le quali ha 6 pezzi. Stato dell'eserc·ito. - L'esercito può trovarsi in tre condizioni: a) Piede dli pace. - L'esercito tro,,asi nelle c0ndizioni normali. l,l) P·iede straordinari o. - Tutto l'esercì to o parte di e$SO, dal piede di pace viene aumentato col richiamare sotto le armi alcune classi in congedo, sia per il mantenimento del!'ordine e sicurezza pubblica, sia per for rispettare le leggi. . · c) .Piede di guerra. - Tutto l'esercito è chiamato alle armi rer la difesa nazionale. Il passaggio da uno di questi stati ad un altro, avviene con dGcreto (ukase) reale. · Esercito permanente. - In tempo di pace, non si trova sotto le armi che l'esercito permanente (quaùri pe.rmane11ti) , de$tinato a fornire tutti i quadri alle truppe degli altri bandi in, caso di mobil itazione. L'esercito permaneme i'l dislocato su tutto il territorio serbo in modo da facilitare il reclutamento; e ciascun territorio divisionale ha un numero eguale di truppe. Alcune di questedipendorìo dal comando del -territorio divisionale, altre inrece direttamente d11l comando supremo . Le truppe dipendenti dai comandi dei territori divisionali sono: 5 reggimenti fanteria; 5 squadroni c_nvalleria; 5 reggimenti artiglieria da campagna; 5 squadroni treno; 5 compagnie sanità.
Ol Vedi 01·<Une cli battaglia . .
Le tru ppt) suborJinate al comando supremo sono: ,1 squadrone di guardia reale; ·I reggimento artiglieria da montagna; 1 /'J. battaglione artiglieria di fortezza; ,1 battaglione pionieri; 1/ , batlaglione pontieri . Inoltre dipendono <lallo ·,;tesso co maudo, l'accademia militare, gli stabilimenti militari, le amministrazioni, i depositi rimonta, le sussistenze. Nell'anno 188i- si è formato un corpo di gendarmeria (4), parte della quale è a piedi e parte è montata. Un ukase del 4- marzo 1885 (2) prescti ve inoltre la creazione di 5 nuovi b11uaglion i di fanteria portanti i numeri ,16, 17, ·18, '19, '20, degtinati a formare un reggimento della guardia. Mob·i litazione.- In tempo di guerra tutte le t:·uppe dell'esercito serbo, ad eccezione del 3° bando, formano 5 corpi d'armata. Il ,1• corpo d'armatn è costi tuito esclusivamente della fanteria e cavalleria dell'esercito attivo; cioè del 1° bando ( esercito permanente e relativa riserva) (3). Gli altri 4- corpi d'armata sono formati delle truppe di fanteria e cavalleria del 2° bando. Tutta J'artiglie1ja e truppe genio, sono ripartiti nei 5 corpi d'armata ora detti . P er portare l'esercito dal-piede di pace a quello di guerra, si procede in modo piuttosto semplice. Emanato l'ordine di mobilitazione, ogni· territorio divisionale forma una divisione del ,1• bando ed una divisione del 2° bando. Ogni circolo reggimentale fornisce 4- b:ittaglioni di fanteria per ciascun bando . · Ogni distretto di battaglione, fornisce un battaglione per ci:iscun bando. Le altre unità e servizio accessori di ciascuna divisione, vengono completati con uniforme ripartizione fra i circoli reggimentali della corrispon- .. denti regioni divisionali. Contemporaneamente si richiamano le riserve, e procedesi alla formnzione dell'unità di guerra. A tale effetto si sdoppiauo le unità dell'esercito permanente esistenti in tempo di pace; cioè i battaglioni trasformansi in reggimenti, le compagnie in battaglioni ed i.plotoni in compagnie. 1
1
(1.) Il corpo gendarmi comprende : i colonnello, i aiutan te, ·i. ,cri vano, 5 capitani, 23 teuenU, 253 uomini montati, 954 uomini a piedi; si recluta fra gli individui dei quadri
permanenti cbe chiedano volonta riamente passarvi; e forma in caso di mobilitazione le • sezioni gendarmi di campagna • pei quartieri generali e comandi. (2) Rev·ue 1nititai?'e de l'éti·ange1· 1885 (settembre). (3) Vedi quadro dell'esercito atti: o.
Da ciò risulta che il reggimento di fanteria in guerra è su ,i bauaolioui a 0 i compngnie e più un bnttaglione di deposito. . In mod? analogo procedesi per la cavalleri;i; cioè ogni squadrone diviene reggimento su i squadroni, più I squadrone.di deposito. Lo squadrone di guardia reale, in caso ùi mobili tazione non subisce modificazion i, e recluta i suoi uomini su tutto il territorio dello Stato. I cavalli occorrenti alla cavulleria si requisiscono, dichiarata la mobilitazione dui citt~dini facoltosi _di et~ _superiore ui 50 anni, e dai proprietari eh~ trovaus1 sotto le armi. Cosi 1 qn:idrupedi per trainare il carreo11io del :zo 00 e 3° bando, sono forniti pure dai cittadini . L'arti?lieria va s~ggeua alle stesse modificazioni; cioè il reggimento in tempo d1 pace, forn isce una batteria di deposito; e le batt.cric tlell'esercito per~lane~te si ~doppiano formando 2 batterie dell'esercito attivo; quelle dell cscrc1t.o utt1vo conservano .i numeri di 1, 2, 3, ,i- e le nuove prendono i numeri 5, 6, 7, 8. . Il mezzo battagiioned'a.rtig(ieria da fortezza, diviene1 battaglione, sdopprnndo le sue 2 compagnic; s1 hanno così ,j. compngnie. . Nntu'.·almente l'artiglieria è l'arma che meno si modifica passando dal piede d1 pace a quello di guerra. Quanto _al tren~, ogni scrtiadrone treno (r1uadri) fornisce il personale treno per ti quartier generale della di 11isioni e pel treno di sussistenza delle truppe con 2 giorni di viveri; somministra inoltre soldati del treno per il cnrr~ggio del genio e sanità, per le coloune e munizioni divisionali, p_e r le ~ol?nuc viveri divisionali cd il contingente per la colonna muni-· zione d1 nserva, infine pel carreggio del comando delle truppe, non facenti parte delle divisioni. Dichiarata la mobilitazione il comando dell'esercito attivo completa il suo personale e si trasform" in stato maggiore generale o comando superiore delle truppe atti'ùe; ad esso vengono subordinate anche le divisioni del 2° ba11do. Dallo stato maggiore del territorio divisionale ba orirrine lo stato mao~iore della divisione attiva, cd il comandante della ~egione ne assu;e 11 comando, mentre il suo aiutante, o supplente, passa a fungere da comandante della regione. La cavalleria dipende da comanùo dell'esercito attivo. Il comanda11 te del battaglione e squadrone del tempo di pace, prende il comautlo del reggimento. Il comandante della compagnia diviene comandnnte di battnO'lionc. In artiglieria invece conservano il comando delle unir.il, i c,i~andanti stessi del tempo di pace; e le nuove batterie, ottenute sdoppiando le uniw, vengono comandate dagli ufficiali subalterni piùanzianidiciascunabatteria.
517
ESTERA
RIVISTA
Esei·cito naz'iona/e. - Come fu detto l'esercito nazionale, comprende il 2° e 3° bando, ciascuno dei quali ha dei compiti speciali, ed èordina to in modo di !ferente . .2° bando. - L'ordinamento di questa truppa è identico a quello riell'esercito attivo. Dichiarata In mobilitazione, vengono richiamate sotto le armi le classi in congedo, e precedesi alla formazione delle varie unità (1). Queste truppe sono ripartite anche in 5 divisioni, che dipendono -dal comandante dell'esercito attivo. I comandnnti delle divisioni sono tolti dai supplenti o aiutanti dei coIl!and~nti__qi regione. I coman~i dei reggimenti cli fanteria dai comnndanti dei circoli reggi0
ment.tli .
Il comando della divisione di cava lleria (2.) e.cli reggimenti di artiglieria sono tolti dal l'esercito permanente . Le alt.re cariche e comandi vengono fornite da ufficia li di riserva. La divisione del 2° bando è provveduta dal territorio divisionale, e prende il nome corrispondente.a quel la del 1° bando. . , 3° bando. - Le truppe di questo bando sono ordinate molto semplicemente, compredendo esclusivamente truppe di fan teria, riunite in battaglioni autonomi. Ciascun territorio divisionale provvede ,12. battaglioni; il circolo reggimentale ne forni,;ce 4., cd il distretto di battaglione ne dà uno. Il comand? dei battaglioni e delle compugnie è affidato ad ufficiali di riserva, scelti fra le persone dei vari comnni, che p~r condizione sociale htmno un certo ascendente sulla popolazione o ad individui che hanno gLà servito nell'esercito. I comandanti di bnttagliòhe sono nominati dal ministro della guerra; gli altri comandanti in sott'ordine, dai comandanti di regione. I sottufficiali vengono nominati d~i comandanti di comp11gnia. •
•
I
I
(l) Vedi quadri. (2) La divisione di cavalleria del 1° bando corrisponde al mezzo regg. dell'esercito attivo.
34 -
ANNO >:XX , VOt,. IV.
5·18
RIVISTA
519
ESTERA
1 Divisione dell'esercito permanente.
III.
TOTALE
Fanleria.
,1 regg. della Guardia a 5 battaglioni
Cavalleria ))
»
1
Artiglieria
5 reggimenti da campagna a 4 batte-
rie su 6 pezzi
20 batterie
reggimento d11 montagna (2) a 3 bat-
))
terie su 4 pezzi • ))
i/ 2
Genio ))
~5 battaglioni
a 3 battaglioni lln /~ compagnie 15 )) ,1 » a 5 squadroni . 5 squadroni ,1 sqnaclrone della Guardia Reale ( 1) 1 )) 5
))
battaglione da fortezza (2) a 2 comp. ))
·½
3
pionieri a 5
))
))
2 compagnie
5
))
pontieri (3) a 2
»
2
))
Treno
5 squadroni ( 4) .
5
))
Truppa sanità .
5
( (t.).
5
»-
. ))
e:
Fanteria .
,t
))
Cavalleria
))
e""' 0
1u
» ))
Artiglieria da campagna
))
»
))
5
Sanità
))
Treno
»
Genio ( pionieri)
))
))
~
))
»
))
Magazzini per i p;·imi bisogni per l'artiglieria (munizione) genio e sanità . . . .
))
))
))
Magazzini permanenti e temporanei dei viveri (1)
»
))
))
Ospedali permanenti e temporanei (1).
))
» »
Infermerie quadrupedi ( 1) .
»
))
I
Artiglieria da montagna Div\s~ i~ part~ ugu~Ji fra le 5 diGenio (pontieri). . . v1s1on1 temtonah (1) . . .
))
))
Quadro dell'esercito attioo. TOTALE
ARAI A
Stabilimenti (5) (Magazzini del genio ed artiglieria -
I
~
:;
0' Cll
1
»
..
..,
·s, 0
dell'unità
'i;
e ~
ARMA
Quadro dell'esercito permanente. ARMA
..
s ., .,= =
Quadri.
dell' unitA
ospedali - infermerie - ecc .) .
sotto il com mdo diretto del t 0 aiutant-0 del re. (2) I tre t-erriLori divisk>Mli: i\lor,wa, Orina, 'i'imok rorniscono ciascuno una batteria d'artiglieria da mont.a.g na. Gli allri 2 torri tori divisionali: Sannad ia e Danubio forruscouo ciascuno una compagnia d'arUglieria da fort.ezza. (3) Ciascun territorio divisionale fornisce '/ 5 dolla rorza del '/, battaglione pontieri. (4-) ,Le compagnie sanitil. e SC[Liadroni trono hanno ilJn omo del torri torio di visionale, cioè: Squadrone treno della Morava.- Squadroni treno della Drin,i, ccc. - Compagnia di sanità della lllorava, compagnia di sanità della Drina, occ., ed hanno guarnigione nel capoluogo. Gli uomini delle truppe di sanità, prima di veni re assegnate in questo co rpo, <levono com[)iero l'istruzione delle recluto nei reggimenti di fanteria. (5) I fauno sede in J3elgrndo cd in Kragajc v,1c (stori ca piazza ro rte della vecchia Ser bla).
Fanteria.
(i ) È
reggimento della Guardia a 5 battaglioni .a 4c compauie . ,15 reggimenti a 4c battaglioni
))
Cavalleria ))
Artiglieria
5
))
a 4 squadroni
1 squadrone Guardia Reale
5 reggimenti d.a campagna a 8 battene (6 pezzi) . . . . . .
(O Hanno sede net 5 terri tori divisionali.
5 battaglioni 60
))
20 squadroni ,t
))
!O batterie
ESTERA
, 520 .
521
,,
RIVISTA
Truppe di depos~to. TOTALE
dell'unità
ARMA
»
1 regg. da montagna a 6, batterie (i pezzi) 6 batterie i compagnie ~ battaglione da fortezza a i compag.
))
1 compagnia artificieri ·.
Artiglie[ia
1
))
Fanteria .
Hi battaglioni.
Cavalleria
5 squadroni.
Artiglieria
5 batterie da campagna .
l I
1 batteria da montagna.
)>
Genio
1 battaglione pionieri a 5 compagnie.
pontieri a 5
»
»
1
))
5 equipaggi da ponte di. divisione .
))
,
>>
))
>>
I· :
))
_5 equip. pont.
» di corpo d'armata
1 ))
))
1 compagnia minatori .
•I
))
2 sezioni telegrafiche (1)
2 sezioni
))
1 C?mpagnia ~?rrovieri .
»
1
Treno
»
torpedinieri
5 reggi.menti a 5 squadroni (2)
Truppe di sanità 5 compagnie attive . · (3) I 1 colonna muuizione con i suoi rispettivi stabilimenti d'artig. mobile (i). Truppe varie
5 sezioni di pontonieri.
Treno
1 deposito cavalli.
Truppe sanità
5 compagnie deposito.
compagnia
))
·1
Genio. ))
1 Divisione dell'esercito altioo. (Divisione di gllerca) ..
1 compagnia 1
I
))
TOTALE
ARMA
dcli' unità
15 squadroni 5 compagnie.
Fanteria.
3 reggimenti a ,i. b:maglioni su 4 com-
C11valleria
1 reggimento a 4 squadroni
Posta militare (5).
Artiglieria
Parco da munizione di riserra d' artiglieria da montagna
Genio
Veterinaria (6). (l) Un direttore telegra!ico, telegrafisti e ma.gazzinieri: In caso di bisogno si h ,t ricor,t> al personale civile. 11.materiale è conservato noi magazzini ~e_l geni.o. In pace_ l'ispc~r_e telegrafico del ministero dell'interno è controllore del serv1z10 e referendario del mmi. stro della guerra. . (Il) r 5 squadroni comprendono una colonna cli vivere divisionale (per ,.. gio rni). Personale panattieri. - Colonna sussist.enza col forno da · campo. - 5 ospeclah da campo e I infermeria quadrupedi. - Parco munizione. . . (3) II ·corpo di sanità comprendo: Ufficiali sanitari, medici militari, farmacisti mihtan o rispettivi aggiunti. (4)· Una seziono per munizione fanteria (ogni soldato di fanteria 80 cartucc? e 35 per soldato di c:tvalleria). Una sezione per munizione artiglieria (una 'riserva d1 96 colpi per cannone di divisionc). •., • ,, ·, , ~· · , ,. (5) Direttore post.aie, impiegati militari o postiglioni presi dal servi~io civile. I~ materiale è consenato nei magazzini del gonio. L'ispettore delle poste, in tempo d1 pace e controllore o referendario del ministro della guerra. (6) Veterinari, nggiunti e maniscalchi.
pagnie » da campagna a 8 batterie a 6 pezzi.
·1
equipag.g_i.o da ponte
4 squadroni
8 batt. (4-8 pezzi). 1 compagnia
1 compagnia pionieri
)>
12 battaglioni
.. . .
1 equi p. P?nt.
Sanità
1 compagnia con i ospedali da campo.
1 compagnia
Treno
1 reggimento .a 5 squadroni (1) .
5 squadroni
Truppe vari~
. ( 1 colonna m~mizioni d!visio?ale(2) ~ ,t
,,
trasporti militari.
I (i) 1 5 squadroni comprenclono, Parco vivorì. - Parco munizioni. - Sussistenze. Porno da campo. ;.... Panattìel'i. (2) Porta la i;nunizione di riserva per le truppe della divisione in ragione di SO-Cartucce per ogni soldato di ri:Lnteria armato di fucìle, 30 cartucce per gli altri armati della dh•isione e 96 col pi per cannone.
RIVISTA
ESTERA
Truppe di deposito della diois ione.
Composizione dei vari riparti tattici dei corpi di truppa rlell'esercito permanente*
Fanteria.
3 battaglioni.
Cavalleria
1 squadrone.
Artigl ieria
1 batteria.
Genio.
1 compagnia pionieri.
·;;;;
-;;
e
Comando dell'esercito attivo
(Esercito nazionale).
dell'unità
15 reggimenti a 4 battaglioni
6 O batt-aglioni
Cavalleria
5 divisioni ('1) a 2 squadroni.
1O squadroni
Artiglieria
5 reggimenti a 4 batterie
20 battaglioni
Genio
5 compagnie .
5 compagnie
Truppedisanità
5
5
Treno
5 reggimenti.
))
Servizi vari. '
TOTALE
doll' unità
'
Fanteria.
' 3 reggimenti a i battaglioni
,12 battaglioni
Cavalleria
1 divisione a 2 squadroni ,
2 squadroni
Artiglieria
1 reggimento a ii batterie
4- battaglioni
Genio
1 compagnia
·I compagnia
Truppe sanità .
1
4
Treno .
1 reggimento.
Servizi vari. ({} La divisione di cavalleria corrispo~de al '/s reggimento.
~
<twz
))
))
6 2,1 )>
(2 )21
»
))
6 23
»
3
3
))
•
»
•
(4)31
2
,
»
»
»
))
»
della divisione territoriale
·1
»
del circolo reggimentale .
,t
))
del reggimento fanteria .
3
(3)4
del battaglione cli fanteria
(5)3
7
))
Comando di cavali. dei quadri permanenti
0)5
»
»
37 42
»
t·
»
'12
))
»
»
7
»
•
18
3 '160
,
6 (3)21
3 14-6
))
»
,,
))
1
»
del reggimento_d'art. da camp.
o
))
1
»
del reggimento d'art. da mont.
5
»
Truppe
,
compagnia di fanteria .
1 squadrone
1 Divisione del 2' bando.
•
.a o ;; ...,o
{.)
))
5 reggimenti
ARMA
<:,
~
""o<FJ"'
~
o
<FJ
""
,TOTALE
ARMA
~
~
Stat•i magg·ioi·ci
Quadro delle truppe del 2" bando.
.,
I
:::,
(1$
j
::,
pontonieri.
))
Fanteria.
Ie
~
UN ITA.
·;;;;
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oo ,8
))
5
di cavalleria
1 batteria d'artiglieria da campagna
5
da montagna 1 compagnia d'artiglieria da fortezza
31
,1
, ,t
»
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5
1
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»
6,i.
63
6
9
))
44- 2'2
4
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))
»
ì)
•
3 ,100
16
1
pirotecnica.
2
pionieri
ot•
,t5
ì)
106
))
))
5
H.i
))
90
))
,
1
))
»
70
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))
3
,12
))
HO
))
l)
1!
))
pontonieri .
1
»
sanità
1 squadrone treno
:
..
• Ricavata dal ,1/ilWirische Jahresberichte fii,1· {883 U) Fra cui 3 impiegati. · . 12} Fra cu_i w. impiegati. (3) Fra cui 3 1mp1cgatì dei servizi ausiliari. · (4) 11 reggimerto .fanteria • del Daniibio , ha 49 musican ti. (5) Fra cui i .impiegato. .
50
525
ESTERA. ' <' '
!• ,\ ~,'
'
l ,
., Rl VÌSTA. , •
2• Di·v'isione della Sciwmadia.
.~ .
A c9111pl_Eltare .q.JJ.~;;t~_.!!.Qte_y_irç_a res!lrni~Q ~e.rb_qt.~çco alcuni ajJrLM.t.i: , La forza 4e1 battaglione è di circa 800 uomini (1); • La forza ~pero$simativa qella divisione attiva è di •12000 uomini, 2500 cavalli e, 4-8 pezzi; . · I L'esercito, attiv~, come risulta dal seguente ordine di battaglia, pres~n_ta una f~_rza di circa 60000'. uomini e 24-0 cannoni; ag0iunto a queste le trupp~ dipendenti dal comando supremo, si ha nel compl~$SO per l'esercito attivo 70000 uomini cir6a e 2.64- cannoni. In bas,e ai nµovi organici_, c_i!'l,scun bando dell'e~ercito, Serb.<?.risu\ta così, forma~: · ' · l
--
I
I
.·
I
•.
I
I
I
I
~se~cito t• .Banr~o. permanente! (cscrc1to. at1.1vo e sua riserva) •
• I
Ufficiali ed iin piegati
Fanteria. Cavalleria Artiglieria Genio
11
1
2M72'
1
Fanteria . Cavalleria· Artiglieria Genio
H4-0
i
%74-
2 160
233/i
4,80
1
•I 1034-0
56ÒH 534-iO
7°, go e 9° reggimento. 30 id. 30 . id. 3a compagnia, il resto come le altre divisioni. 4-a Divis'i,one della prina.
!
· 54137 t 52000
1
{i888 150 Carri ' Pezzi d'artiglieria 132 298 Dallo 1specchio si ricava la forza totale seguente: Tr~_ppe primo1bando (esercito attivo) Truppe secondo bando . Truppe terzo bando. Totale
'
19071 l
1074-'3'3
I
2769
Cavalli .
J
3• Divisione ~el Danubio.
I;..... I~ o.,,.
290,i'.
·883 2.01 ~O;
Uomini di truppa
ç,
4-0, 5° e 6° reggimento. 20 id. 20 id. 2a compagnia, il r~sto come la 4• divi;:,ione.
t
Fanteria. Cavalleria Artiglieria . Genio .
Fanteria. Cavalleria Arliglieria · Genio
400,
r
,t,1°
e 42° reggimento.
w.
40
id. 4-a compagnia, il resto come le altre divisioni .
130, H 0 e 15° reggimento . . id. id.' 5a compagnia, il resto come le altre divi_sioni.
1
50 50
2•19824:
IV.
'
O RDINE DI BATTAGLIA .
Appendice . 1• Div'is·ione del Tirnòclc. I
I
Fanteria·.. Cnvalleria . I Artiglieria Genio Forno da campo Macellai . Operai
·1°,
2° e 3° reggimento. id. 1° id. 1a compagnia con una sezione treno da ponte ·divisionale. · 1 seziciue. 1 compagnia. 1 compagnia.
1o
(il Un battaglione fanteria comprende: 23 ufficiali (tra cui i funzionario), i8 sott"uf-
Jìciali, 640 soldati e !3 musicanti.
In quesf appendice sono raccolti alcuni da~i. e :'arie notizie, che servono di schiarimento e completano quanto gw. Sl è detto sul reclutamento ed ordinamento dell'esercito serbo. Gera,i·chia m'ili tare: Soldato (R'iedaf). , ~ Caporale (Gaplar). . gS ffi . . { Vice sottufficiale (Podnarednik). ... ottu eta 11 • • . . E-< S0ttuffic1ale (Na,red;mk).
l
526
ESTERA
Sottotenente (Podparuc'ik). Tenente (Paruc·ik). ( Capitano (Kapetan). , . . . . i ~faggiore (1lfajor ). Ufficiah supenori J Tenente colonnello (Padpukvnik). Colonnello (Pukvnih ). Ufficiali generali . I capitani sono di due classi, cioè di 1• classe e di 2· classe. I gener,lli non hanno distinzione d'arma. . ~tipendi,. indennilà e soprassoldi per gli utfi1Yiali. - Tutti gli ufficiali percep1scouo annualmente uno stipendio che si divide in: · a) Stipendio fisso; b) Indennità; e) Soprassoldo.
· di penetrazione è di m. 0,20 nella terza battuta. L'alzo è a cursore e corregge la derivazione; è graduato fino a '.2700 passi (20'25'"). La velocità iniziale è di !H 2m al secondo. gr. 22,'1 Peso della pallottola (93 piombo e 7 di st~gno) è di Peso della carica . ) :~, 8 Peso della cartuccia . » 39,3 Ogni solda to è provveduto di ·120 cartucce, contenute in 2 giberne. Si hanno inoltre altri fucili di vecchi sistemi, cioè: 80000 fucile Peabody (ret.); 30000 fucile Grua (trasform.); ,t 20000 fucili rigati a capsula. · La cavalleria è armata della carabina Henry-1\fartin: o della pistola; . della sciabola modello ungherese a lama larga, quasi dritta. Il soldato porta 60 cartucce. L'artiglieria montata port.a la sciabola di cavalleria e revolver. L'artiglieria a piedi ha il moschetto. Il genio è armato di daga e moschetto. . I gendarmi a piedi hanno llandja1· (pugnale) e revolver, quelli a cavallo sciabola da cavalleria e revolver. · In quanto alle bocche da fuoco e materiale d'artiglieria ne esistono unnumero straordinario; e la proporzione dell'artiglieria e la più considerevole fra tutti gli eserciti europei, avendosi una ,batteria di 6 pezzi per-ogni battaglione, cioè un cannone ogni '150 uomini. Però questo mate-· riale è molto vario, giacchè ultimamente il governo serbo comprava. 300 pezzi di differenti c.alibi:i. . Fioo ad ora esistevano due sistemi di cannoni di campagna: . 2.1 del sistema Krupp (ret.) del calibro di 90mm in acciaio, ed altri' del sistema La Ritte in bronzo del calibro di g5mm,6 di due lunghezzedifferenti. Ora però colla fine del corrente anno tutto il materiale d'artiglieria. deve esser cambiato con cannoni francesi del sistema De Bange. O. CenROT1. '
~
_
Ufficiali inferiori
I
1
Generale
.
Indennità•
I
GRADO
Stipendio'
. L.
---------------· .I -
sorasso do•
l
243
Cavalleria
Stato ma~giore di artiglieria
10 1Oi
1
1
I
Colonnello_.
))
7073
Tenente Colonnello
))
5052
-
-
Maggiore
))
.j.042
253
506 ·
243
))
2773
253
506
2.43
))
2z74
253
506
2,i:3
152.
35,t
243
102
253
2,i:3
!
Capitano di ,1• classe
Id.
di 2'
id.
Tenente.
))
1920
Sottotenente
))
1
liH6
1
'
243 243
Armamento. - La fanteria è armata del fucile a retrocarica MauserMilovanovik. Lunghezza del fucile senza sciabola-baionetta ,J rn ,295 Pew del fucile senza sciabola-baionetta . . . . kg. 4 5 Calibro . . . . . . . . . . . . . mm. ,1Ò5 . Nell'interno della canna esistono ,~ righe ad elica inclinate di 3° ,t 9' 5"; 11 passo dell'elica 550mm. La larghezza d~lle righe non è uniforme, ma va restringendosi verso la bocca. La massima gettata è di 3250 m.; ed .1 questa distanza la forza 1
4.
527
RIVIS'rA
(') In lire italiane.
GRAN BRETTAGNA (Jl'ote sull a. B it·man ia.)
Quest.o massimo fra gli altri Stati dell'Indo-Cina, ora, come si sa, occupato dall'Inghilterra, occupa .una superficie di 657000 chilo~e~ri quadrati ed ha circa 4000000 di abitanti . Separata da tutte le parti dal.
/
~2.8 .
Rl \'l~TA
ESTERA
mare; la Birm:rnia, (ossia l'impero birmano~ è situata fra l' Assam e la p:,rte sud orientale del Tibet (a nord) , la provincia Cinese dell'lunnan ·ed il Tonch·ino (ad oriente),~il Siam e,la provim;ia di .Pegù (a sud) ed i dominj V.1$:,.alli anglo-indiani del Munipur e del Cit.itong (ad occideotP). Nei tempi passati .la Birmania occupava una superficie molto più grande; ma nel 182t 1:i comp.ignia delle. Indie Orientali le tOl$e l:i provincia di Arakan, nel 1826 fa città di Ass:im e nel •1852 la città di Pegù, OS$ia in tutto un territorio di 235 chilometri quadrati con 3 milioni e mezzo di abitanti. Per la costituzione fisi ca il territorio della. Birmania presenta una superficie coll inosa, sulla quale da-nord a sud si stendono dei contrafforti montuosi di media altezza. Parallelamente ai monti scorrono da nord a sud dei grandi fiumi , il più importante dei quali è l'Irnv.iddi che .servì ora di strada all'invasione ingle~e. Siccome una gran parte della Birmania è situata fra· i tropici, così la sua parte meridionale (la maggiore) trovasi nel .numero dei paesi caldi; i massimi calori hanno qui luogo dall'a prilea l lugl io; e la temperatura pi ù bassa di (25°- 30° c,rnt.) dura dal ·nOYem1bre a marzo. D,1 ll'agosto all'ottobre cadono delle pi@ggie periodiche. La parte seltentrionale del territorio ,birmano, abbondante di elevati altipiani , si trova i11 condizioni cVimateriche completamente differenti: l'inverno vi è freddo e ·rigido, con neve e gelo., Anche nell'estate il termometro non ragginnge ·ivi la media sua altezza delle bassure meridionali. ·eon ciò, pare, si spiega la· cirr.osfonza che. la maggior parte.della popolazione è iigglomerata nella parte ,meridionale del .paese sulle due rive dell'Iravaddi ; là pure si tro va la maggior parte della po polazione urbana. Il popolo élomin-ante è qnello dei Birma-ni, i quali chiamano se stessi .Mramna o volgarmente Mìarnma, ed occupano tutto il territorio fra il Pegù ,ed .il tropico boreale; il loro numero, a parte le altre nazionalità, si calcola ad un milione e mezzo di anime. Nel num ero delle altre nazioni più ·O meno selvagge ,delln Birmania trovansi i lfori, i Siani,, i_,1avi ed altri; -essi· tutti (come gli abitantì del Siam e del Annam) nppartengono a quel gruppo ohe abitualmente, quantunque impropriamente, vien detto indocinese. In realtà essi non sono nè Cinesi nè Indiani; con questi ultimi ·essi non hanno assolutamente nulla di comune; e la loro affinità coi Cinesi .si limita ad una comune conformazione del cranio ed,a comuni tratti del ·viso, cose che formano ildistinti vQ generare tipico della razza mongolica, alla qm,Je es:;i"1appartengono insieme· ai Cinesi. Per la corporatura i Birmani sono simili a1 Malesi; essi sono di bassa sta tura ma ben fatti; il ,colore della foro pelle è giallo-cannella; i c;1ppelli hanno folti e pia.tti; ma ·hanno rada la barba, come in generale tutti i popoli mon.golici. Dalle nazione vicine i Birmani si distinguono per l'agilità nelle mosse, l'attività,
il coraggio e l'eccitabi lità; nelle relaiioni cogli stranieri mostrano ·ge1itilezza,• ma nel· fatto essi sono un popolo tnadit.or.e,· falso e strisciante. Quale tratto distintivo. del carattere nazionale è da indicarsi la ni pugnanza alle bevande spir-itose: però nel popolo sono molto propagati ,l'uso del. l'oppio ed i giuochi d'nzardo. Le abitazioni dei Birmani consistono nella maggior par~ in case d,i bambù ad un piano, le quali nei siti bassi, si CO· sbruiscono su pali; gl i indigen i coprono le loro case con fogl ie·di palma. Il vittu del Birmano·consta sopratutto di riso; egli non beve che acq11a. La poligamia· nel paese è•permessa ma non è propagata in modo ~a1:ticolare; il ,l ivorzio si fa con molta faci lità e di esso si approli ua as:,a1d1Srequeu te; la cnstità delle donne presso i Birma_ni non si sti1~a aff~tto'. I~ giovani ragazze delle ba$se classi si danno abitualmente da, geu1ton' a1 forestieri per una data somma per un trmpo più,o meno lungo. Se a quanto si è détto si aggiunge che il Birmano è estremamente libidinoso e s,concio e che perciò quasi sempre soffre di malattie cutanee, il l~ttore potrà farsi un'idea abbastanza chiara deil suo carattere morale e lisico . Per la religione i Birmani sono buddisti. Le cerimonie ecclesiastiche sono fatte da rnouaci, i cui conventi (Kioughi) sono situati iu general e , vicino alle città in mezzo a vasti giardini. A capo di tutto il clero sta il t difensore della fede (p'cha-tenabengh) il quale nomina i superiori dei - conventi ed appartiene al numero dei più alti fuuzionarj dell'impero,. I Birmani posseggono una letteratura abbastanza vasta, cli ciirattere, religioso buddista, la quale del resto è ancora poco st~diarn:; ha1_rno ~nch~ delle cronache abbastanza pregiate, delle raccolte cli canti nazionali e,d1 poesie fotte con arte. Il popolo ama assai le rappreseota1Jioni dram~rntiche, i socrcretti del le quali son presi in gran parte da leggende buddiste. La Ol:> • r stampa è st:ita ,introdotta in Birmania da assai poco tempo, grazie .ag 1 sforzi dei missionnri i qual i operarono con buon risultato, spccialmenie ''in mezzo ai f(a1,i,; i lavori di scrittura si eseguiscono,con paletti, met.:illici a punta, ed in luogo di carta si adoperano foglie di palma. Le scuole esistono solo nei con veuti e solo per i maschi ; ,le.ragazze nou ricevono alcuna 'istruzione. Uua testimonianza dello sviluppo abbastanza .considerev.ole ' d'ell'architettura è daw. in Birman ia dai ·numerosi tempì e d:ille costr,u1 zioni di forma speciale elevate in ogni · luogo nbitalo e 0he ,ser~1ono,· in parte a scopi rel igiosi, in parte a riunioni pu?bliche. La scultura,, è $O " pratntto dedicata•ad effigiare grandi statue d1 Budda. · -. "' TI suolo·nella Birmania è in a1lto grado ricco ,i11 prodotti dei tre regni della natura.,Alla fertilità del terreno molto contribuisc;ono uelle localita basse le inondazioni periodiche dei fi umi; ma l'agricoltura ed il giardinaggio trovansi in uno stato assai bllSso di sviluppo. Il commercio in-
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RIVISTA
· terno ha quasi esclusivemente il carattere di scambio; e l'esterno trovasi ·c~mp~etam_ent'J nell_e man i degli stranieri, specialmente degli Inglesi e dei Cinesi. . De'. prodotti del regno minerale in Birmanio si cavano l'oro, l'argemo, 11_ p1~mbo, il ~ni_uerale,di ferro, il ramo, lo zinco, il carbone fosiile, rl_ petrolio; moltre v1 s1 trova dol marmo eccellente e differeuti qualità di pietre prez!ose. L'agricoltura fornisce riso (i l principa le prodouo), frumento, mais, cotone, canna da zucchero, tabacco, the ed altro. ~ Birmani non ad?pcrano il the corno da noi; invece di berlo in infusione, essi, stacrnie le foghe dalla pianta, non le fan no seccare ma le salano fresche -o .poi fa?n.o una beva uda fredd.1 speciale; oppure le mangiano coll'nglio. Ì B1rman1 si occupano poco del giardinaggio, e l'allevamento del bestiame fra essi non esiste affatto, perchè la religione non permette di usar~ la carne per vivanda. Per gli usi domestici i Birmani mantenoono buoi 0 b~1foli, ~vall i ed elefanti . L'industria rivolt~ alla preparazione di wssuti'. ..<11 lavori m~tallici o di oggetti io legno intagliato è abbastanza svil uppata; le mercanzie preparate sono portate alla città di Bamo dove vonoono scam.biatedai Cinesi con oppio, ventagli, noci di cocco, vell uti, seterie, :Cc., quasi sempre _co_n. perdita pei Ilirmani. La mon.eta corrente nel paese ha -un~ forma pnmrttva : ossa consisto in pezzi di piombo, argento od oro di vana grandezza. Riguardo alle relazioni sociali, i Birmani si dividono nelle sette seg.uou~i classi: 1° la famig lia reale od imperia le ; 2° i funzionarj; 30 i ricchi (tzute); 4° il cirro; 5° i coloni; 6° gl i schiavi ; '70 i rio-ettati. . :\Ton esiste nobi ltà; ed ogni birmano non appartenente ali; due ultime dassi, può conseguire i più alti onori. Le classi si distinouono fra loro ·non solo dalle ves~imeota dei loro membri, ma per una c~uantità di piccolezze, per esemp10, pel colore delle stoviglie di cui si fa uso. La fo~·ma ~i governo e l'amministrazione della Birn1ania sono puramente. d1~po11che. Il capo dello Stato, il re o imperatcre (boa) porta il ti. tolo dt stgnO?"e dell'universo; e ha potere illim;tato sulla vita e suoli averi dei sudditi . Nei casi gravi egl i raduna un consi1rlio deoli alti dionitari, l'opinione dei qua li del resto p.gli non è obblioa~o a se~uire. I funzionarj più elevati sono il gran tesoriere, il portato~·e di ard:i del re ed il sorvegl iante degli elefanti reali. Amministrativamente la Birmania si divide in provincie (mio) di diversa grandezza_; j.~la testa di ogni provincia havvi !m governatore (miobun): Le p~·ovmc1e alla loro volta si divi rlono in circondarj, in comuni urb11n1 e rurali, sottoposti a speciali capi, nelle mani <lei quali sono concentrati i poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo: con tali -condizion i la prepotenza, la vennlità e l'nrbitrio fiori scono nello Stnto 1
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ES1'ERA
birmano in misura colossale. Malgrado le pene seYere, il brigantaggio è sviluppato dappertutto. I possessori di terre pagano una certa tassa, ma la maggior parte delle terre col tivate trovasi nelle mani di div ersi. funzionarj e favoriti che portano al tesoro la somma più insignificante per l'uso delle terre. Quando il gllvemo esige dai ricchi qualche tassa straordinaria, essi raccolgono l'occorrente dai coloni. Le entrate del re provengono soprattutto dal prodott-0 delle doiane f\ dal monopolio della vendita dei più lucrosi generi. Riguardo alle truppe birmane, esse per ordinamento , come pure per numero ed equipaggiamento, hanno poca importanza, quantunque in guerra i Birmani si portino va lorosamente. Cavalleria non ne esiste, l'artiglieria è insignificante. In caso di guerra sono obbligati di presentarsi tutti gli individui dai ~ 7 ai 60 anni. Il comando dell 'esercito e dei suoi va1j riparti è affidato ai funz ionarj civili . Lo principali città della Birmania sono le seguenti: Ava, Amnrapura, Manda lay e Bamo . Manda lay, come è noto, serve di residenza al re ed è situai~ sulla sponda orientale dell 'Iravaddy a 5 chilometri da questo fiume. Questa città è fabbricata sopra una pianura arida, infuocata dal sole e polverosa ; e consta di tre quadrilateri posti l'uno ~entro l'altro. Nel quadrilatero centrale circondato da un muro vive il re colla sua numerosa famiglia e coi servi tori di corte; iYi sono il palazzo reale, le caso dei principi , gli edifici dei tribunali supremi, le sale dei consigli dei ministri, una quantità di ville, giardini, stagni, ecc. Nel secondo quadri• latero, che comprende il pri mo, sono le case degli impiegati , degli ufficiali e dei soldati , separate l' una dall'altra da recinti: le larghe strade intersecantisi ad angolo retto dànno a questa localitit un aspetto uniformH . e triste; ·essa è circondata da un profondo canale pieno d'acqua, e da UJl alto muro con torri e quatlro porte, le quali alla notte si ch iudono. Intorno a questa città cl i soldati, a grande distanza da essa , trovasi il terzo quadrilatero che serve di residenza ai negozianti, agli opera i ed al popolo. La popolazione di Mandalay si calcola di 90000 anime. La cronaca storica della Birmania è ricca di guerre. La storia antichissima d: questo paese è :issai con fu sa; dal 5° secolo alla metà del 18° si registrano varie dinastie soppiantato una dall':iltra; e vn.rìe invasioni della China e del Pegù in Birmania. Dal 9° secolo al •12.8,i il centro dell'allora norido impero era Pagan sull'Ir:ivaddi, distrutto dai Cinesi nel detto anno. Le vaste sue rovine attestano ancora oggidì che in quel tempo la civilizzazione dei Ilirmani era più avanzata d'adesso. Alla fine del A i\.0 secolo si for mò lo Stato di Ava, il quale già verso il 1500 si spezzò in varj principati. Nel HH 8 i Birmani furono sottomessi dal regno di Pegù; ma dopo 1
lUVISTA 532 · qualche anno si liberarono, ed aIla lor volta conquistarono Pegù alla quale però di nuovo si sottomise1:o nel 1572. Nel ,1754 ebbe luogo la completa liberazione dei Birmani, che di nuovo presero Pegù grazie all'energia del loro condottiero Alomira, fondatore dell'attuale· dinastia 'dei re di B1r~nani11. Sotto uno ~ei, suoi successori i Birmani preser~ l' Assàm; in se~uito a che l'Inghilterra dichiarò loro la gqerra nel 1~~4; il geuernle inglese A1;cibald Campbell ob.bligò la -Birmania a firm are un trattato per ' essa svantaggioso nel 1826. A mente .di tale trattato 1~ Birmani~ dovèva ; fra le altre cose, cedere alla compagnia delle Indie Orientali la provincia di Akaran, ed inoltre ricon9scere l'indipenden.za d~l MuÙipur, dell'Ass~m e di alcune altre piccole provincie. Malgrado la condnsione della pace i Birmani si comportarono assai ostilmente cogli Inglesi che fra loro sf'stabilivano; n,el 1851 i negozianti inglesi furono sottoposti a violenze a Rangoon. Il gov:ernatore generale delle Indie Orientali mandò in Birmania un ultimatwrn chiedendo soddi,sfazione, e, non arrivando nessuna risposta, nel febbraio del 1852 fn inviat?. una flotta inglese suÌle coste àella Birmania sotto il coman~o di Lambert, C0!1, 10000 uomipi di truppe da sbarco comandate dal genetale Godwin. Dall'aprile all'ottobre gli Inglesi presero le città di Martaban, Rangoon, Bassein e Prome; dopo di che la provincia di Pegù venne riunita ai possessi della compagnia delle Indie. In quel te·mpo la Birmania era minacciata da tutte le parti. Nel ge,nuaio ·1853 gli Inglesi conquistarono i passi più. importanti della catena dell'Arakan; nel orjel).te stava nn corpo,.di Siamesi .di ,1i,ooo uomini coman. 4ati da uffiçiali ingle$i e pronti ad invadere la Birmania; il nord era mi1nacciato dai Laxi sollevatisi. Cib non ostante .In Birmania non acconsentì a fi rmare la pace e cedere il Pegù. Ma contemporaneamente accadde una , l'\VOluzione di palazzo; il re vepne deposto ed in sua vece salì al trono il , di lui fra~çllo .~tmdun-Men, il quale sottoscrisse, nel giugno 1853, la pace, c)ie ebbe, fra le altre cose, per con~egt1enza la libertà della naviga,zione degli Inglesi sull'Iravaddi. Alla morte di Mendun-Meu ( 1° otto' bre 1878) salì al trono il suo figlio minore Tibau, il figlio primogonito del defunto, Niung-jan, ·essendo devoto agl'Inglesi, epperqiò mal visto dal partir,o 1i c.ort~, dovette rifugiarsi nella Rirmania ipgle:;e, dove attuàlmente vive. , , · . I ., Dall'epoca della couquista di uua parte del territorio birmano, gl'Inglesi non cessaro.no di; far sforzi per assicurare la loro inJluerza cornmer,c.iale uellaJ3,ir.~.~ni,a, e per jSSicurarsi att.raverso .ac\ ~ssa .una-via _com,merciale colla CJ1ina. Essi guardarono molto di cattivo acchio le pratiche della Francia che apparve qnil le loro competitr:ce sotto questo rapporto, e che negli ultimi tempi rius~ì 'anzi a conchiudere con il re di Birmania un 1
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trattato di commercio vantaggioso. Quando ciò acca<l'de si elevarono dei lamenti sulla probabili1à dì veder stabilito un protettorato francese nella Birmania; e la stampa britannica additò i pericoli cli un tal fatto per gl; interessi inglesi. Quantunque per la via diplomatica il gabinetto di Londra presto venissa a conoscere che la Francia non brigava pel protettorato, ciò nu llameno l'opinione pubblica in Inofolterra 'era talmente • • l:) • 1rntata contro la Birmania, per il suo avvicinamento alla Francia che non restava che trovare un pretesto per la lolla aperta. A ciò servì il dissidio fra il governo birmano e la Compagnia commerciale di Bombay. In forza di un contratto colla Birmania, questa compagnia acquistava il diritto al taglio nel detto paese di una speciale qualità di legname ma; essa si mis'3 a tagliare anche altre specie d'alberi ed inoltre in luoghi non indicati uel contratto. Il goveruo birmano si querelò per questo fatto e sequestrò la proprietà della Compagnia. Quando la cosa . fu saputa dal vice-rè c\elle Indie, egli prese a difendere gli interessi della compagni~ e domandò che In cosa fosse decisa da una commissione giudiziaria; il re Tibau si rifiutò a ciò; e allora gli fu 'inviato da lord Dufferin un ultimatum nel quale si domandava che a Mandalay venisse stabilito un posto di residente e che il residente avesse diritto di tenere presso di sè i convogli di merci e che le relazioni estere della Birmania fossero dallo stC$SO residente controllate. .Il re birmano respinse queste domande ed allora furono inviate in Birmania truppe inofosi. Si sa dai teleorammi o I!> che Mandalay è già caduta in potere degli Inglesi. Daremo a ::,UO tempo un ragguaglio su questa spedizione. (Dall'ln'Vabido 1·usso, del 29 novembre).
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.A.NNO XXX, VOL. lT,
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LIBRI E PERIOD!Cl
LI 8 R I E P E R I O.OI CI
Die .4 usbiltlung cle,• Inf,inte,•ie i,n Seli·i esseH .
(L'istru.zione della fanteria nel tiro), per V. BRUNN, capitano,. Berlino, 1885, tipografia Liebel. - Prezzo L. 3, 75. 1
L'importanza dell'istruzione della fanteria nel tiro, tanto individuale quànto collettivo, è oggidì da tutti riconosciuta. Qualche anno fa si mirava specialmente al perfezionamento delle armi: ora , o sia che queste abbiano raggiunto un grado di perfezione difficile a superarsi, o sia che · ra ~"ioni ecor.omiche non permettano di seguire la tecnica ne' suoi per-. fezionamenti, pare che tutti tacitamente convengano di tenersi le armi come sono, e rivolgere ogni ,stadio al loro buon impiego. La stampa militare degli ultimi tempi ha trattato con predilezione l'argomento del tiro. Dovunque vennero pubblicate, :1. questo riguardo, nuove istruzioni che diedero occasione 11 stuclii critici, a commenti, a esami comparativi e via dicendo. È diff\cile dire qualcosa di nuovo su questo tema; nè il libro che abbiamo tra le mani ha simile pretenzione. L'autore si propone semplicemente di cooperare 1111a buona istruzione del tiro, colla raccolta ed esposizione di regole fondate sulla tradizione ed esperienza, ed uccomodate all'uso della truppa . A questo scopo, egli è vero, servono appunto i regolamenti e le istr~:zioni ufficiali; ma esse lasciano un .,rand.e campo·all'iniziativa i~dlVI: duale, ed è appunto in questo campo che l'autore intende servtre dt guida. Il libro è alla sua seconda edizione. Il favore incontrato dalla prima e il desiderio di ordinarne la materia in armonia colla nuova istruzione tedesca sul tiro, andata in vigore nel 188i, furono la cau5a per cui l'autore riprese il suo lavoro, che ora aumentato e corretto ripresenta al pubblico . '
Questo libro comprende sei pnrti suddivise m vari capitoli. :.\1ella primn si tratta del la scuola di puntamento, alla quale l'autore annette un'importanza capitale; egli crede essere un'errore la opinione da qualche tempo invalsa, che cioè il buon impiego del fuoco di piccoli o grandi unità sia quasi indipendente dall'abi lità individuale dei tiratori. Nella seconda parte si tratta del buon impiego dell'arma. La terza è dedi·Cata al la scuola delle distanze . Nella quarta l'autore s'occupa d'un aroomento che realmente si stacca dall'istruzione sul tiro, ma che ha con ~ ,essa molta attinenza cioè della ~costriizi,rme ed 1tso de'i fossi per cac,e,i atori. La quinta è dedicata ai tiri di combatt·imento e ·alla direzione <lei fuoco . La sP.sta parte, che può considerarsi come un'appendice, viene dall'autore intitolata tiri di insegnamento « i quali servono a for conoscere ai tiratori la capacità della loro arma, istruirli circa alcune · partico larità di essn, Jar loro vedere gli- effetti del tiro individuale e .del tiro per riparto, ecc. ecc. ». Le questioni sono trnttatè specialmente ~al lato pratico in modo semplice ·e chiaro. Alcune figure intercalate al testo, e mòlti esempi che fanno seguito ai singoli capi toli, servono a facilitare l'intelligenza e ad accentuare il carattere di pratica utilità che l'autore volle dare al suo libro . Il ,q uale, quantunque calcato sull'istruzione in vigore nell'esercito tedesco ,e con riguardo all'arma in uso presso detto esercito, pure può essere utilissimo anche fuori della Germm1ia, specialmente per studii compa rativi.
La ra,•li/ication cle I' t1venir . Innovations tln•as , ,,,;,., ,le la ra,•ti/1,eation basées su,· l'e,n11loi du re,•. ,,fppUet1tion tlHX fo,•ts de 1,ositions, par le co-
tone! d'etat-major A. L.
CA1,IBRELIN. -
Bruxelles, ,J885.
L'idea do'11,inante di questo lavoro del colonnello belga è questa: Uno Stato che vuole assièurare dall'invasione straniera le principali vie <:onducenti nell'interno del paese quando su di esse uon esistono ostacoli naturali c:,paci di trattenere l'avversario (e tali ostacoli souo esclusivamente (?) i fiumi larghi e profondi), può raggiungere il detto scopo solo .f-[evaudo sulle·dette vie delle fortezze. Non si può pensare a costrurre molte fo rtezze del tipo di Anversa, Olmutz, Metz. .. Oltre acl un immen,o dispendio di tempo e di danaro, queste fortezze ha.uno ancora in sè il difetto di richiedere considerevoli guarnigioni e con questo indeboliscono le truppe da campagna alle quali è affidata la di fesa del paese.
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E PERIODICI
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Bisogna limi tarsi alle piccole fortezze ed ai forti staccati. Ma la fortificazione moderna non dà i mezzi di costrnrre di tali piccole fortezze o forti isolati che possano servire a questo scopo, perchè le loro scarpe e le loro opere fiancheggiauti vengono facilmente rovinale, i terrapieni non proteMono la guarnigione dal fuoco nemico, la difesa col fuoco di fucileria è c)l!) re$a difficile. In vista di ciò l'autore si diede por còmpito di fissare il progetto di un tale forte isolato il quale con una spesa relativa non grande, e con una piccola guarnigione ( ft.00 uomini) richieda un assedio regolare per essere conquistato. Questo scopo può essere raggiunto secondo I' .iutore solo con un grande impiego del ferro ed egli propone perciò dei rivestimenti per le sc.irpe, delle caponit',re e ripari pei tiratori in ferro, tut.te cose secondo lui completamente nuove, e fino a questi tempi sconosciuto. L'opera del signor Cambrelin consta di due tomi dei quali il primo contiene una esposizione minutissima; del suo progett.o .ed il secondo dei disegni altre~tanto particolareggiati; essa, anche pel suo titolo forse 111~ pò• troppo àsensation, attirerà cert'1m1:mte l'attensioue degli ingegneri militari. V
.. J aTu•esbe,•icT,te tebe,• tl·i e
.. Y'e1·t1Htle1•te-n{leH
tlilttl
Pm·tscTu•itte ina niilitt11•meseH . - XI Jahrgang ,J 884. Herausgegeben von OnEnsr LonELL. (Rendiconto annuale swi cambiamenti ed i progress·i delle cose militari). - XI annata. Pubblicato dal colonnello LéiBELL.
Questo rendiconto ~ compl etamente identico a quelli degli ann i prece-' denti per la disposizione del materi.ile: esso conserva inoltre le qualità che sempre hanno distinto questa pubblicazione: la chiarezza nell'esposizione e l'esattezza nel riportare i dati di fatto rigua-rdanti i varii rami della scienza militare. L'energica attività dei vari i Stati uel crearsi delle forze armate è chial'amente dimostrata dai numerosi dati riuniti nella prima parte ciel rendiconto. L'esempio dell'Europa armata dalla testa ai piedi influisce visibilmente anche sugli Stati non europei. Il Brasile lavora per adottare il servizio. generale obbligatorio e per portare il suo esercito attivo a30 mila uomini, crea numerose truppe di riserva, costruisce gli a.r~enali ed alcuni polverifici. Il Chilì, quantunque conservi il vecchio sistema degli aruolamenti volontari e si contenti di ~ Omila uomini per l'esercito di campagna, cedendo però allo spirito del tempo, forma un'armata nazionale di più che50 mila uomini destinata anch'essa al:e operazioni attive in campagna. La Cina ~he dispone già di innumerevoli milizie p\')nsa sopratutto alla
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compera di fncili e di cannoni dei sistemi moderni, ad arruolare degli ìgtruu.ori europei' ed a trasformare Canton in una piazza centrale dell'im pero difesa conformemente alle ultimeesigenzedell'arte militare. L'esercito Giapponese si organizzò sul sistema prussiano ed ha 59 mila uomini nell'esercito attivo, 59. mi la nel territoriale, 20 mila uomini di complemento e 32 rni la di laudsturm, in tutto ,J60 mila uomini, regolarmente ordinati ed armati di fucili Mau:;er modificati , di c.irabine Spencere di cannoni Krupp . La seconda parte del libro riguarda la tattica; sono sopratutto interessati gli articoli relativi alla tattica del la fanter ia ed alla tattica della guerra di fortezza. Nello scorso anno, com'è noto, le quistioni tattiche si dibatterono con molto ardore e la ricerca delle migliori forme di combattimento ru il tema principale in tutti gl i eserciti. - L'adozione di nuovi _regol_arnenti e di istruzioni sul tiro, la pubblicazione di nuove norme pel rifornimento delle cartucce nel combattimento, gl i interessanti esperimenti con cartucce a pallottola esegui ti su vastu scala ed iu _condizi~ni simil_i a que_ll~ dell~ guerra, vennero di pari passo colla apparizione cli notevoli trattati, 1quali tentarono per- via teorica la soluzione delle questioni tattiche del giorno . Le più importanti di ta li ques1ioni sono quella del modo come condurre l'attacco della fanteria in terreno scoperto e qu1~lla dell'adozione dei fucili a ripetizione. Circa quest'ultima sotto molti riguardi è i?ter(lssante il fatto che mentre il Ministero della guerra germanico ha t.utt.o preparato p~r l'armamento · dell'esercito con rucili a ripetizione e solo aspetta il momento favorevole per portare a termine quest'opera condotta con estrema precauz_ione, le autorità mi litari prussiane di c11i l'autore dell'articolo sulla tattica della fanteria nel rendiconto di Lii bel I riporta il giudizio, siesprimono su questa . questione molto condizionatamente, persino_ n?gativ~mentc. . . « In mani di individui, dice esso, poco d1sc1pl1nat1, poco abili nel taro e vacillanti al momento più critico, i fucili a ripetizione saranno peggiori di tutti gli altri fucili ». La terza parte del resoconto è la storico - militare. - Degli avvenimenti dello scorso anno, sono descritte le operazioni nel Sudan orientale, la spedizione dei Francesi nel i\'Iadagascar, gli avvenimenti nel Senegal ed il dissidio franco-chinese. _ Merit:i urw specia le menzione l'articolo riguardante gli avvenimenti nel Tonch ino, io China ed a Formo,a, esso è assa i circostanziato e basato per dati sicuri. Le necrologie di 86 genern li e la cronaca mil itare dello scorso anno ch iudono il libro .
E PERlODICI
Bie Be1:1et -i ,• - Gemel u •e , i lu•e G e scliicl,te, E1dmiekel u:n11, Ein1•iclit1u.1g , ecc. Zweiter Band, .2 Hft. 11885.
( I f1u·,ili a r·ipet-izione, loro storia, sviluppo, costriizione, ecc. Secondo volume, secondo fascicolo. 1885). In questo fascicolo vengono descritti i fucili con magazzino nel calcio, i quali secondo l'autore presentano gii1 ora dei grandi vantaggi sui fucili a magazzino nella culatta . · L'autore promette di pubblicare presto l'ultima parte del suo libro nel' quale tratterà delle espesienze eseguite coi fnci li a ripetizione nei varii Stati; ed anche toccherà la questione dei fucili a calibro ridotto.
P . O.
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LIBRI
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BOBROWSKI.
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Pe,•e o ,l Bossi,i, 1c re11u l ·i ,i1•nòi-
(Il passaggio tlella Rnssia ad ·u n eseroito regolare) .
tinnii.
Quest'opera del tenente generale russo con:sta di tre part.i principali: -1<> il passaggio agli eserciti regolari nella 'rimanente Europa ; 2° caratteristica degli eserciti rus1>i nei secoli xvi e xvn e 3° form,, zioue della truppe regolari io Russia, e c:ompi lazione di nuove leggi militari per esse, L'abbondanza delle memorie storiche cbe ser virono ali' autore di fondamen to al suo libro e l'intelli gente raggruppamento dei fatti presentano al let.tore un quadro completamente nuovo, ei interessantissimo del la vecchia Russia, con tutti le leggi e le istituzioni caratteristiche del suo sistema mi litare. ,, .. .. ' 1' 01•b •rig e u b e ,· Pes t ·,.1,ngs lu·ièg . ~ Zusamrnengeslel It voo
L.
nor.LINGER, K K, Hauplmann des ·Feslungs Artillerie nataillons N, 1. Lehrer an de,' Arlillerie-Cadelen~chule zu Wien. Wi en, 1880. {Lez,ioni siillci gtMrm di fortezza. - Redatte dal capitano d'arliglietia austriaco L . R ou1NGER).
a dare alle stampe solo per l'insistenza dei suoi protettori e conoscenti (Gonner und Bekannten). Ciò non ostante quest'opera merita di essere segnalata specialmente agli ufficiali d'artiglieri:i, ai quali essa pare più particolarmente rlestioata ; . infatti in essa si parla solo brevement,e e per così dire per compiere il quadro, di tutti i lavori tecnici di spettanza del genio, ma in vece assai minutamente vi :;i tratta dell'organizzazione del servizio di artiglieria dell'attacco e della difesa, dell'.orù inamento dei depositi d'artiglieria e dei parchi dell'assediante, del s13rvizio nelle batterie, della condotta del fuoco, ecc . . Il lavoro del capitano Ro\linger, di 221 pagine oltre la prefazione, consta delle seguenti parti: 1° Mezzi della guerra da fortezza (viventi e materiali, dell'attacco e della difesa) . :2,• Arm:nnento delle' fortezze. 3° Andamento delle operazioni sotto le mura delle fortezze ( per i due partiti). 4- 0 Sguardo storico alla guerra di for tezza. È un libro ch,e s( raccomanda a chiunque si interessi di tutto ciò che ~iguarda l'ordinamento ed il servizio del l'artigl ieria nella guerra di fo rtezza . Il lettore deve però aver presen,te che alcune inesattezze sono incorse nella parte storica.
z,, lu,nft- Getvelu•, von KARL KRNKA, K. K. lieutenant im infariterie - regiment N. 36. ( li fv,cile dell'avvenire per CARLO KHNKA, luogo tenente nel 36° reggimento di-fanteria, - Vienna, 11885).
Dt111
L'a utore è figlio del noto inventore di un fuci le, di un meccanismo di ch iusura, di una cartuccia composta , ecc. Il suo opuscolo può presentare quakhe utilità poichè riguarda la questione di un ulteriore perfezionamento del fuc ile e della cartuccia,
1
Questo mannaie parrebbe, dalla data e dal titolo , promettere al lettore le più complete e nuove dottrine relativamente al mod.:> sotto il quale si intende oggigiorno la guerra da fortezza. Ma la lettura della prefozione viene alquanto a disilluderlo, poichè in essa è detto che le lezioni del capitano Rollioger già da tempo esistevano sot.to la fo rm:i di appunti scolastici , i qual i poco all a voìta si completarono, e che egli ora si decise
Q t,s1:1ill,ige , l ·u bu,l get ,le lti gue,·re. -
metalliques par A.
H u BNE ll, -
Nos cartouches
Paris , ,
L'autore vuol dimostrare quanti inconvenienti portino seco le cartucce metall iche; e vorrebbe che loro fossero surrogate altre a bossolo non metal lico.
540
E PERIODICI
LIBRI
1'.lil-itm• • Woe l1,e.-l>l~•tt. -
Dati 1·iguardanti i' arma.
N. 84 ali' 88.
Oirc.a la questione dell'ordùianiento della cavaller·ia sopra 1m solo rango. - A proposito delle receuti discussioni av venute in Russia su tale soggetto l'autore mostia gli inconvenienti cui s'andrebbe incontro ove una ta le formazione si adottasse. A nessuno dei generali moderni, cominciando da Federico II che portò la formaz ione della cavalleria da tre a due rangh i, ·passò mai per il capo di fo1·mare in ta l modù le cavalleria. Essa richiederebbe uu grande aumento di quadri : io pace avrebbe lo svantaggio di essere poco estetica, e di non permettem gli allineamenti esatti poichè non si potrebbe, come ora, far passare nel 2° rango i cavalli poco tranquilli; ma tutto ciò sarebbe nulla di fronte agli inconvenienti cui darebbe luogo una guerra. Coo un solo rango un attacco serrnto sul ·nemico è reso impossibi le; il 2• rango serve per riempiere i vuoti che si fanno nel ,1• non solo, ma lo spinge avanti fisicamente e moralmente. Un autore russo parlò dell'aw1cco dei Cosacchi a Lipsia che ebbe esito hriJl:mte e fu fauo sopra un ~olo rango; ciò non è esa lto; i Cosacchi avevano bensì per formazione quella sopra un rango, ma il detto attacco fu condotto in mas5a confusa (Lava). J/. tamburo. - L'autore mos1.r11 tutti i vantaggi che si ricavano da questo istrumento speciamentenella istruzione dell e reclute; cita il Belgio il qua le dopo averlo soppresso lo ha ora di nuovo adottato, e la l?ranc.ia dove la ricompar,rn del tamburo fu salu tata con festa . Attualmente non resta in Europa che il solo esercito italiano che non vogl,ia saperne di tamburi , per non avere dei non comLattenti nelle compagnie. Esper-ienze di tiro con fw:ih di piccolo cat,ibro. - È un rendiconto delle esperienze fotte in Svjzzera dapprima sollo la direzione del tenente colonnello Rubin, e poi sotto quella del CQ_lonnello Feisz su fuci li del calibro cli 7,5, 8 e9 mil limetri , delle esperiente fatte io Ispagna nella scuoia di tiro cl i Toledo sul fuci le del bernese Hebler del ca libro di 8,7 milli metri; e di quelle fa tte in Svezia su i fucili Hebler (8,7), Hebler (8,6), Ru hin (8, O) e Jarman (1 O, ,15) . Que:;te ul1.ime sembrano le più interessanti; riportiamo perciò le seguenti tabelle ad e.,~e relative.
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Hebler .
8,7 12. 0,1
Hebler.
8,6 6 O,HS
Rubin Jarmann
. 8,0 30,075 ,10,15 4- 0,25
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1notri
2,1,0 ,i.,3 1 i,75 18,70 32,7 0,3 15 510"' 275 4-,51 ,1,,70 ,19 ,50 33,35 0,336 522 2.88 ,i,,!:i/1 5,2.0 16,50 3,1,70 0,328 567 1
1
1
558 4-,42 5,00 21,85 2•1,70 o.~no 4-85
• Dati relati·vi al. tiro. Raggio del circolo contenente il 500/odei colpi CALIBRO
~ n e t ri
1 a J.500 metri
mm.
Rubin .
8
0,2.5
0,60
1,75
Hebler .
8,6
0,275
o,s,1
2,85
Jarman
10,15
0,3H
0,98
2,96
Spazio battuto contro un ber~agl io al to' ,1 ,80 colla linea di mira na.' turale· inbin t90 m., Hebler 4-73; Jarman H6. Scartamento a ·1000 metri: Hebler e Rubin H,6; Jarrnan 17,L . f Eccettu<1to il fucile di Jarm::m e Mau~er Milanovitch (~~rb,a), n~ssl~n. ueserc1t1• euro• pe1; a1 ma cilea piccolo ca libro è ~tato fi nor11 .rntro dotto nerrli 1'> • • • dell'avvenire pare dovr1t essere un fuci le del t;~hbro ~'- 8 ~1d11lu~etr1.<ld' . . ù · ·e ~ quali cond1z1om ovra so ,_ L'autore prende qrnnc,1 a e~am,_oa1_· ." . , . .sfare la canna, il pre>ietti le e la can ea d, una_ tale ai ma. . I . . Il Si riportano e s1 prendono ,n esame a cum F~1;tena at';~:ac1:i·, ,Adm'i,ralty a;id .I-forse Guards Gazete nel quale p_ass1e i un ~r i • , • ne di una mounted in/antry. Tutto ciò che il 51 propone .a c1eaz10 . • Con 1a carica
ct·, "" r. •~,75 di polvere compressa met ri 586,44.
LIBRI
giornale inglese richiede dalla sua fanteria a cavallo, lo vogliono i tedeschi dalla loro cavalleria, colla differenza però che per essi si parte dal principio: prima di tutto un buon cavaliere; poi un bnon tiratore. Sono poche le probabili là che una cavalleria appiedata possa con succe~so combattere contro una fanteria di egual forza; ma altrettanto esse poche saranno per una fanteria montata cruando combatterà II piedi; perchè il cavallo retro~tante sarà sempre una potente calam ita che entrerù nella bilancia a favore dell'avversnrio. Che la fanteria montata possa col fucilo a lunga portata prestare migliori servizi di una cavalleria colla sua buona carabina, l'autore tedesco ne dubiia assai; poichè l'istruzione del tiro deve necessariamente soffrire dalla istruzione del cavalcare fatta contemporane11mento, in ogni caso ln cara bina porta abbastanza lontano pcrchè si possa far a meno della maggiore gi ttata del fucile da fanteria. È nn errore il credere che in Russia la cavalleria sia diventata una fanteria a cavnllo; in essa si può dare più sviluppo all'istruzione a piedi solo perohè laggiù gli uomini fra i qua li essa si recluta, sono, si può dire, U(lti a cavallo, cos:i questa che nou si riscontra in altri Stati: la cavalleria russa è sem pre In cavnlleria e niente altro. Nessuno in Germania verrà mai a sostenere la necessità di una fanteria a cavallo; gli inglesi invece di pensare :id una sim ile istituzione forebbero bene a prendere per modello la cavalleria tedescn.
Sll•ef{leter's Oeste•·reicT,iscl,e ,,1iliia1·iscl,e Zeit,sclu·irt. - Fascicolo I 0°.
Il fascico lo <l'ottobre di questo period ico nustriaco hn un articolo interessante di W. von Boch told intitolato Ulisse Grant e Roberto Lec. i\Iorti i due grandi genera li che si trovarono a fronte nella lotta civile della Repubblica Americana, il critic,>mi litare può cou maggior libP,rLà giudicarne I·operato e decidere a rhi di loro ~peui la palma . Il Bechtold, che prese parte, come capitano <lell'cserciw dogli Stati Uniti , 1111a campagna decisiva del 186~- 65, fa un pa rallelo frn Grant o Loc e ab · bozza il cara ttere dei <lue generali: siccome non parla che delle loro qunlità militari, tace tuttociò che ha relazione colle due µresidenze di Grant e colla sua vi ta pri vata in quel tempo. Irraggiato dalla luce gloriosa del trionfo ottenuto col domare la rihcllione e col liberare dalla schiavitù migliaia di nomin i, Ulisse Grant appare alle generazioni dell 'oggi come uno dei più grandi gener:,li della storia mili1n re moderna: il generale Roberto Lee invcl'e, c.ipo supremo 1
E PERIODICI
. . ' d ·he avev·mo scritto sulla loro bandiera dell'esercito degli Stati de~ s~1 e I , , razione del suù dall'Unione, il rnnntenimen10 della sc~ia,:11ù e Ia :~p:rfi~ialo quei tempi gravidi di apparo a colui che o~scna r~l m?t o /istituzioni feroci di un periodo fotti, come nn tiranno che s1 a~uenc acuorP. e perchè in ultimo per. ome un uomo ,,eozn ,, , ormai remoto, c . r abilità mediocre. Eppure uno stesso amor dette, come un capi tano e i , . . . oldati era in Grant ecl in Lee; . . -·te·s r cura nmo1 o,a per s ' . d, patria, . nna . ~ " d, ll'Unìono guar . J avan o cori fiducia e con rrspetto so lo forti scluerc o . l . cuo,··, clei va lorosi combat, (· · Ul' ·sll) :rnc 10 1 • il loro uncle lysses ~10 . \:, aff~tto o <li venerazione pel loro trnc/e teuti del Suù erano p1en1 d. lì "1·, :in imi · il veùerlo accomu. ·ola ne in iammava r, , , Robert : una su,1 pa1 ' 1· . g ·a acl alTron taro allegramente . . "Loia cd alTanno i spin ev , , . .. .ccva spcs·o· nare. con 1010 . t!> ff , ·e Se G1·3nt t11 :, · << Non con to ma1 . t ogni sortn. d1 so. e1onz . 1·, eIeI '-Ic rd l'a,·e,•ano soprannommat-0 ·I1e 1 . .suo,. riYa L, , ' . . miei morti », s1 c I ~]l'opposto era gelos1ss1mo . . · ) d 11 o ·e1"1to ~ee " ,, Il il butcher (il mace a,o e " .., , I . era cosi ben fornito d1· . Id . iche pere ie non , della vita de' su01 so at~, lii .. : . a dopo la lrn1taolia si ve. t mc il suo avve1 ~:u 10, m, 0 materiale -i,1cen e co l .I r :1 1· 1 per cercar d'alleviarne , d I letto e01 oro e, . le pene. devwo tutte uc a d Il' .. ·to Grant non er:1 in feriore o 1 ee, I b n ooverno e ese101 . . a· . Che se ~e ~o o . facile dnll'abbondnnza di mHz1 , cui poil còmp1to gll era r<>so più t tt" l'eneroin cli comnndnnte . t. I ee dovev:1 usa re 11 " o· teva disporre, men '.o , . ·c1 · d' t.1o-li da <•l i Stati dol Sud ·non sero supre mo , Perchè orr[i scarsi suss1 . J .,, o ·e più 1mpcr1ose. , . I vissero che :il e necess1ad na fam, ..,1·1a motlo:,·ta, dello Stato dell Ohio . Ulisse Grnnt n:ICC[ UC a u , ' r _o I ·ucnrnò il tipo dell' nrnen·1 ,1s00· come Abramo , inco n i •• . . ' il 27 npn e _,.,, . . ·I . t il repubhlicano inOes,-,1bile, I uomo cano del Nord : «·rl c1ttadmo se uet o, e e c" lco l'1tore pron to nel risol. · I calmo sa<Tac " ' ' « d'azione non di paio e, ' 11 , . d" ('1s·o ·•I la mela a cui tende senza · Il' ,.,· ·e lo s uar o " ' ' · « vere, rapido ne 3<>1t ' . od. . Roberto Leo di$cencle\a da . · or la Y1a 1ntta • · « rispetti umani e p • . , . . , .. no oiil fotto un nomo . 1. · I, ·e· 1 sno1 anLcnat, se, a o . . un':mtica fa m1g ia rng <,:, ' 0 . El" , b tt cd erano stati fra i primi re ma i:,n e a, · della I 0olorioso a tempo o . . Ilari·~, Lcu era un am1co -· · • s padre i1 "Cne1 ,,010 ' J coloni della virg111tn. '.10 ' o , to non piccola parte nella . 1· , del "rauclc Wa:;hmgton. e a' c:a a, u 111 imo ; . . l'l ll'rl11 lterra. nuerra del\ mdi pen<lcnzn controJ lol , .. o·111·1a il ,t 9 gennaio 1801 era 0 Stra tror ne a ir o ' Roberto Loe uato a . . I Ila tc:,·ta ai pietli' e militare per . . ' 1· 10 ar1stocrat1co l li nn gen td11omo comp • ' . . h"le nveva un sentimento re. . ro e cl i carattere no i . d' natura. D animo pu . s·edeva una mente strategica 1 r g·o·o profondamente radicato, e po :, i , ,, . . a· so•la ed estesa coltura . . primo onimo, ricca t • f 1· l' fformaziono di chi sostiene che Lee ,\ dimostrare cpiaut.o sia a :,a a
d.
L!DR I
sia stato un pnrt1g1ano della scliinvitù, il BechtolJ cita alcuni passi di una lettera scritta , fin o dal 1856, da l Lee ad un amico, e tol ta dall'opera di Edwarù Lte ChildeLe général Lee, sa r,ie et ses canipagnes. Nel loro aspeuo esteriore i due generali erano molto dirnrsi l'uno dall'altro: nell'autuuno del ·186i, a Washington, il Bech to ldaveva la buona fo rtuna di mirnre, faccia a faccia, l'illustre capo dell 'esercito del Nord: « di una stntura fo rse un po'i11feriore alla medin, di complessione robusta « e atticciata, di lnrghe spalle e di for te oss11t11ra, col ,,o lto serio e virile « circondato da una barba fo lta e corta, dove il bianco lottava col ca« sk1gno, non avevn nulla che lo facesse distinto in modo singolore: solo « due occhi piccoli o lucenti rnostravn no l'ncutezza dello spir;ito che ani« mavn quel ruvido invoglio. Non era vestito che di una divisa turchinn, « a due petti, non più nuova, che gli giungeva lìno al ginocchio, con « nessun ni tro distintivo del ~ommo grado fuor i di due so ttili liste con tre « stelle alle spalle. Un cappello di feltro senza pennacchio e :;euza cor« doncini, due alti stivali senza speroni compivano quel!' uniforme che «·non aveva mol to del militare, ed oppari va anco r meno marziale per 111 « mancanza della sciabola che il generale non portava. Crant era ci rcon« dato dn tulio il suo st.tto maggiore cosicchè quell'abito dimesso faceva • 11n con trnsto singolare alle uniformi cli parnta degii ufnciali ». ~ell'aprile del ·1865 il Bechtold, scampato da tutti i pericoli della campagna del 186-1--65, era testimonio <li ,·ista dell'incontro di Grant col suo av1•ersario, il gen1•rale I ce, dopo che cruesti aveni dovuto arrendersi, e in proposito cita qualche passo delle« Memorie » Ji Graot che CO$ Ì ne parla: • Ci sa lut~mmo l'un l'altro e dopo un,: stretta di mano ci sedemmo. Non « sap rei dire 1ruali fo ssero i suoi sentimenti. Siccome era un uomo di << presenza assai dignitosa e di volto imperturbabile, non potei _ conoscere « s'egli fosse contento, nell'animo suo, della fine della guerra, o so fosse « nttristato pel modo con cui questa term inava per lni. Io ero mesto ed << affi itto: non potevo rallegra rmi della rovina di un nemico clic avevn « lo1tato per tanto tempo e con tanto valore .. ... Egl i port:iva un'uniforme « di panita, nuova affa tto, e aveva nl fi anco un a spada cli gran v11lore, « forse ']uella che gli fu donata dallo Stato della Virgiuia: non so che • fi gura avrò fatto, nel mio modesto abito da viaggio, che era l'uni forme « da soldato coi distintivi da generale, davanti 11d un no1110 riccamente « vestito, 11110 sei piedi e bènissimo conformato ». Il Bechtold aggiunge che l'uniforme di Lee consisteva in un a bilo grigio con una doppia fila di bottou i d'oro, in una trncolla J· oro, e in un cappello basso a larghe tese orunt.o d' nn peuùacchio di piume di struzzo: una barba piena e bianca che incorni11cia,,a il volto dignitoso accrescera la nobiltà dell'aspetto.
545
E P.Rl\lODI CI
. prima, educazione mi' litare I Lee avevano aruta Ia lo10 . Tauto Grant cH: . •. il rimo c'entrò nel 1839 a diciassett anm, nell'accaJemia di West-Pornt. . p d. fanteria· il secondo, ammesso , col c,rado d1 tenente J , I . e u'ns1:ì a ,,ent uno . o : I mia èolln nomiua di tenente de gelllo. nel ,1825, aveva lasc1;1to I acca o ~ lla·rruerra messicana: Grant come Nel .j.i tutt'0 o dne prcndev~nof palt~ ~ I e~ com~ capitano e comandante anteria, .. • ncuto d1 I, tenente ded ·•I reggu . t to ma,roiore del <>rreuerale Sc.·ott:• per · ao-rrwuto aIl osa ;:,o del corpo e gon 10, '."" : o ·1 rimo fu promosso a cap1t11no , d. lo 111 <r ue!la cnmpaona i p . ·1· il valore irnostra . , ". l la·ciò il serviz10 m1 itare . e Finita la guerra 1.71an •" . h il secondo Il magzior . .' I' flìtt iuolo · c1uindi attese alla concia c e · ·1 ometra poi a a ' J ·era e fece prima J ge •, ll'W. ois. Lee in vece continuò a carn. suo padre avevn a G,allen~ ne .10. u· l'accademia di West-Pomt, . d d• •er di retto pe1 t1 e_an i militare, e opo a, . to di cnvalleria del Texas che s1 troouenev11 il coma ndo di un reggi.men 1· I d.. . · • I attimenti coo- 1 0 ian1. vava in cont1.Jl111d.com stava per li ), Ta Cl. \' ·1I e '?I I GoveI·no di Washinoton • o . Allo scoppiar e a ~ue1 L e stimato non solo clall'eserc1to ma conferire un comando impodrt~n, te a er~l~ Sc.: ott allora cnpo supremo. del. . ie qunu o i geu, " , d Il anche nnz101 ' . riceveva '. da questi la lettera seguente: l'esercitoa adell'unione, • Arlington, Va., '.20 aprilo '186·1. « Genera/r,!
.
. 0 ch'io non debbo . lel ·1 8corrente ho compces . « Dopo il nostro co Il oquio e , . • . _ Le mando con questa la . I o elle file dell e,,e1 cito. . d. ri manllre ptù a uuoo n d" acconsentirvi. L'avrei spe ila mia domanda di congedo e la prego f i ' I ·trapparmi da un servizio, troppo .s orzo o ,, ' ' . d li ,, f e ne"'li anni più belli e a subito se non m1. fosse c·o·tato al cruale avevo ~ nsacrato tutte le mie orz - o . mia vita. . ' . iù di un quarto di secolo, non ho ri« In questa lunga s~ri~ danni, f a mo ~ i miei compagn i c'è cevuto dai miei supcn on che d_el__ enel,nem:do speciale devo ringraziare I sempre stata a p1·ù cordiale . .' ..amicizia d. . . . ha sempre· onorato ne J t,•a tta,·mi 1 1 bcn1 001t·1 t cm m1 . to lei 0oenera e, per a o , F. Ila mia morte ser bero un gra ' • ta la stessa. rno a · e che è sempre r1mas. . . e .il suo nome e J~.. sua ooloria m1 saranno ricordo della sua am1ctz1a,
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sempre cari. . b adire la sciabola, se non per la dife~a " Fo voti di non aver mbm a'dr~1 accettare oli aurruri più sinceri ch'io 0 0 · patria. · Abbia la onta della mia . . d.' edermi s6mpre suo, d"i vero cuore le mando per la sua prosperita, e • cr « R. E.
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LIDill
Ce!·to dovette Lee proraro un forte ùispia~ere nell 'abba ndonare un eserci to nel quale aveva sempre servito con onore: ma visto che dover· ':er:S~ la propri11 patria era no più impe1 iosi di quelli ch'egl i avcwa vers~ I Un ione, non era nomo ùa esi tare. Io una, lettera a :rna sorella scriveva • . . . : dovevo riso I vermi, per quel che riguarda la mia per• son3, . o a rivolgere l'arma contro il paese nel qua le sono nato O a • pormi .dall~ sua pa~te. Per quanto io ami l'Unione e per qnanto sia • lea le cittadino timencano non ho potuto determinnrmi 3 rivolrrer la • m~no contro i_ miei parenti più stretti, contro i miei figl i, con~ro il « ~ 10 luogo natio Ho mandnto la mia domanda di congedo e spero " d1 non :n~ere a ~foder,1r la spada se non per la difesa della mia potria· « (rna :ogl1~ Idei 10. che non nbbia mai ii da rsi questo caso!) » ' · I suoi. voti non lu rono :ippaia ti: subito dopo la sua rinunzia il Governo ~~1 .c~nfedl!rati lo inca ricava del comando supremo delle truppe della '.1rg:nra'. mentre nello stesso tempo Grant era nominato da l Governo di."' ashrngton ca po del '2·1° reggimento dei voloP torii dell'Ill inois. Non fu che nello primavera del ·186 i che Grant e LeC\ oiunti ormai al. gr.ido supremo, si trovarono a front.e nel territorio dell; Viro-inia il primo alla tesltl di 140000 uomini e il secondo di 52000. L'ese~cito di Le~, o.ltre ali? sv~otaggio dell'inferiorità numerica, mancava del necessari?:.'. sold:1t1 ve~t1v~no.uniform i lacere e non avevano mantell i; sì che ~~rr_i b1 l1 ernno gli efiettr_ del clir~a sulle truppe, in un paese dove di ~~01 no fa un caldo tropicale, e dr notte l'aria è um ida e fredda . ~el1 ruverno 186,\.-65 ciascun soldato dell'esercito degli Stati del Su ·! avevn soltan'.~ . (q uan·lo l'~vc.va),. ,f25 gr;~mmi di l11 rdo :il giorno: il pane, fotto col m,ir~, era _d 1stribu1to rn ql'.ant1t~ così esigua che a mala pena baSlav~ ad acqmetar la fa ma. 81 capisce fa.:i lmen te come dovesse irua · s~arsi I.a disciplina militare in nn esercito messo insieme all'imp;ovv1so ,. rrdo1t· o n qu e~te · co_nd'1zt0u1 · · : eppure Lee resistette eroicamente por tutto un anno ad un nemico tre volte mnggiore, beue armato e ben maotenuto, co' suoi soldati laceri e mal uudriti; e quando s'arrese potè tener a!ta la fro.ute. I l modo nobilissimo con cui Grani si comportò vcr,;o il v.rnto ncm ic~ fu degno del suo carattere cavalleresco e lea le. Nel Nord s'. sai:obbe voluto trattar l'esercito dei confederati come una banda di rrbell'. e consegnare i capi a tribunali militari: ma l'animo nobile e l'act~to rnt.clleuo di Grant giudicarono altrimenti: egli voleva conciliarsi gl i Stati. del Sud, non rinfocolare l'odio contro l'Unione. . Dalla. campagna del. 1864-65 risultò che non fu il solo genio militare e ti talento strategico del genHrale Grant ciò che condusse le truppe dell'Un'ione a Il a v1ttor1a · · fi nale, ottenuta a caro prezzo; ma anche la 1
E PERIODICI
grande superiorità di forze· e i mP,zzi inesa uribil i di cui il comandante supremo poteva disporre: il generale Lce che indovinò sempre i piani dell'avversario e seppe dovunque attraversarli, che colse sempre il momento opportuno, e guidò a fatti d'armc gloriosissimi i suoi soldati, scarsi cd afTrnnti da privazion i, fu più grande del suo nemico ed è più degno di gloria im mortale. Quan to fu diversa la vita dei due eroi, spenta la guerra! Gront pre· sidente della !\epubbl icn, Lee direttore di un istituto nella piccola città cli Lexington della Virginia ! Grnnt non contento del ricco stato in cui l'aveva posto la generosità di una nazione riconoscente, bramò ricchezze maggiori ed offnscò in maneggi arrischiati la tersezza dello scudo del soldato valoroso: Lee i cui estesi possedimenti erano stati in parte distrutti da orde fana tiche, e in parte confisc:i.ti , sopportò con forte rassegnazione l'~vversa fortuna; e fiuo al l'ultimo giorno di sua vita serbò intera la saldezza del proprio cnrauere. Ulisse Grant è sepolto nel magnifico Centrai- Park di New-Jorck; fra breve uno speldido mausoleo sorgerà sulla sua tomba a testimoniare la gratitudine e l'ammirazione de' suoi concittadini; Roberto Lee riposa in una cappella, piccola e modesta, che appartiene all 'istituto èducativo a cui egli :weva dedicato le sue ul time forze; un cippo col busto dell'eroe ornn la tom bJl . La, storia cieli' Americ:1 scriverà il nome del primo a lettere d'oro; i po$leri non dimenticheranno il secondo, l'uomo della vita senza macch ie, soldato vnloroso e generale obili,simo . J\. S.
O ,•gu,i• d e ,• 11.lilil;,, .• \lli sse 11scliaflli.clte n 'f'e ,•eiue .
-
Voi. XX.X, fascicolo 2°, 3° e 4° ( 11885).
Sii/le f'orma::;ioni della {anleri.a in cornbatti1nento . - GAn'l'N.En, tenente colouoello. - Si espongono e discutono le formazioni di combattimento prescritte dal regolamento om,triaco, confrontandole con quelle in uso pres::;o gli altri eserciti . Sull'imp'iego tatti.co dell'arl'igli.er ia da campagna e deU'art·iglieri a a cavallo. - CztBGLKA, tenente colonnello. - L'autore sviluppa i se-
guen ti punti: 1° Zone nelle quali l'artiglieria deve prendere posizione; 20 Necessità di tirare al di sopra della propria fanteri~ ; 3° Dipendenza dell'artiglieria da l comando delle truppe; t 0 Artiglieria a cav:illo. La /i,ngua mondiale. - NosEII, tenente. - Si dimostrano i v:iutaggi che avrebbe una lingua convenzionale, semplice il più possibile, la quale
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potesse essere adottata come mezzo di corrispondenza orale e scritta, se non fra i diversi popoli, almeno fra le persone istruite, a qualsiasi nazione appartengano. Si narrano i tentativi fatti da molti in diverse epoche a tale riguardo, e si espone infine nn metodo recentemente inventato da Martin Schleyer.. R'ichiamo in fa'Vore del.la Soo'ietà geogrnfica cl:i Vienna. - Non vi è forse ramo dello :;cibile (dice l'autore) il quale oggidì sia tanto coltivato come la geografia . Parti del nostro globo da lungo tempo dimenticate, e finora affatto sconosciute, vengono percorse in tutte le direzioni. I popoli ciYili poi fanno a gara per trarre vantaggi politici ed economici da questo aumento di cognizioni geografiche. Lo spirito delle imprese coloniali agita tutta l'Europa. Nella vicina Germania è sorpreudente l'attività con cui il Governo s'affretta a prendere possesso di territorii disabitati o abitati solo da sei vaggi, e le popolazioni s'affrettano a fondarvi stabilimenti . Ma questi territorii furono prima accuratamente esplorati da arditi viaggiatori che ne descrissero il suolo, il cl ima, gli abitanti, i prodotti ; e le costoro relazioni servirono di base per calcolare la convenienza o no del possesso. Questi viaggiatori intell igenti, arditi, non nascono solo in Germania; ne nascono in ogni paese d'Europa; ma la Germania ha i mezzi e l'accortezza di sostenerli energicamente, e sovvenirl i di danaro. Ciò premesso si espongono le cattive condizioqi economiche della Società geografica di Vienna, che si trova nell'irnpo~sibilità di soccorrere, come vorrebbe, i viaggiatori; e si fa un appello per aumentare il numero dei soci. Sopra alcttni nuovi progressi della tecnica fotografica. - VOLKl!ER, maggiore. - Si accenna al semp~·e maggiore sviluppo che prendono le applicazioni della fotografia; e si tratta specialmente di alcune fra esse, che possono riuscire d'interesse e d'utilità !l}ilitare. Relazione sulla esposizione generale' di oggetti d'i'.çl iene e d'i salvt.1taggio, tenntasi 'Ìn Berlino nel 1883. - KRATSCHMER, medico di reggimento (Continuazione) . - Nella parte precedente vennero descritti vari mezzi per trasportare i feriti, sistemi di attendamento, cucine da campo, calzature igieniche, cibi in conserva, ecc., ecc. In questa parte si traita specialmente di medicine; di bendaggi, di materie disinfettanti, ecc. L'ar· ticolo deve continuare . Studi,;, regolamentari. - DnAzKIERWJCZ, capitano. - L'autore dice che da qualche tempo la piazza d'armi è screditata . A voce eper iscritto da varie parti, si sostiene doversi esercitare le truppe pel combattimento soltanto in terreno variato. Questa idea secondo l'autore· è un' esa{)'era' ' ~ zione, anzi un errore; per il che si propone di dimostrare che l'odierno
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modo di com battere, il servi:i;io generale obbl iga torio, ìJ ristreuo elfettiYo sotto I.e .ar~1, ('esiguo numero di bravi istruttori , la mancanza (in mo1te · guar?'.gwm) d1 ca mpagne incolte su cui esercitare la trupp3, ed infine la brev1ta del la fer.ma, impongono assolntameute di usufruire le pinze d'al'lni per !ecsercita zi~n i. di combattimento delle trupp~ a piedi, almeno per le un 1t::1 non snper,on alla forza normale tli un battaglione. Le conseg'ttenze per noi (Anstriaci) delle 1•i.fvr-me' della ca'Valteria ritssa. - KATZENflOJ?ER, maggiore. - Gli sforzi della Russia per fare dell;i sua c::iva lleria un'arma che serva a doppio uso, cioè a piedi e a cavallo, ~ le mi:;ure prese per agire, fino cfo l principio della guerra, con masse imponentissime di questa cavalleria, richiamarono, dice l'autore, già da akuni anni l'àttenzione degli Stati confinan ti. Quando fra la German ia e la Hussia le relazioni erano un po' tese, si fece nei giornali militari tedeschi, un gran parlare di queste rn ns'se di cava lleria russa . Dopo l'incon tro degl_i imper11tori a Skierniewice, gli spiriti si ca lmarono, perchè '~.fo rze degli ~IJ.eati non devo~o far paura; nrn se la que~tione perdette cl mteresse poh t1co, conserva ti suo in teresse militare; 0o-iova semprestu<lilll'e quale impiego possa fare la Russia di queste ma sse di cavalleria; e tale studio interessa specialmente l'Austri::i, perchè (dice l'autore) in qu3nto a cavalleria essa si trova rispetto a Ila Russia in condizioni assai peggiori della Germani3. Se;gue uni, minuta esposizionff delle fo rze dell 'ordinamento e della disloc:-ìzione della ca valleria russa sui con6ni austriac i; siesam inn In natura rli qne5ti ed il modo con cni detta cnvn lleria viene ist~nita ed esercitat~, si enumerano le operazioni che potrebbero in trapren dere sul territorio a~1~triaco al primo scoppio delle ostilit.à, si discutono i mezzi per oppùrv1s1, ecc., ecc. La conclusione in complesso è la seguente: Gli scrittori tedeschi e l'opi nione pubblica in German ia apprezznno al di sotto del· vero il valore della cavalleria russa. Si crede che le recenti radica li riforme abbiano fatto di questa cavalleria unn specie di fanteria a cavallo, e che ci.ò abbia operato sinistramente su llo spirito dell'arma. Niente autorizza tale giudizio; di questo a.bbassamento morale non se ne vede alcun sintomo. Le misure che potevano produrlo o non furono prese, o non fu rono spinte fino a tal punto che ne risultasse un danno sensibile. Di certo vi è solo, che ques,.a ·cava lleria fu...iumen tata in modo straordinario e che ha sull'austriaca uri'immen s:i super.iorità numerica. I difetti rimproverati aIla cavalleria russa si renderanno solo sensibili al. ·1orqu11udo i due eserciti già si trovino cli fronte, e l'au striaco abbia riportato una vittoria; ciò presuppone che il lavoro della mobilitazion e e della radunata proceda in Austria con tutta la celerità desiderabile. Per 0
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poco che le condizioni interne lo rendano difficile, una invasione della detta cavalleria può aumentare talmen te queste difficol tà de farne sentire . il peso su tuuo ~l corso della campagna . c,irca lo S'Viluppo preso dalla nit1·oglicerina come preparato esplos'iJvo . - ScHENRE, tenente. - Esposizione storica dei metodi di fa bbricazione, perfezionamenti, esperienze cd impiego dei preparati cli'. nitroglicerina. Materiale galleggiante di tiilte le potenze marittime alla fìne di ottobre 1884 . - Stato numerico di tutte le navi da guerra distinte per quafaà e per classe. Le manovre dell'i. r. 7 corvo e delle uni te'Ui truppe di landwer nel 1884. - È una lunga relazione che riempie un intiero fascicolo. Si premette il tema, s'indica l'ordini? di battagl i;, delle due parti, si descrive il terreno, ;;i nanano le operazioni, si espone la si tuazione alla fi ne di ogni giornata, si fo nno le relati~e ossenazioni critiche, ccc., ecc. La conclusione si è che, lungo l'anno , nelle o!'dinarieesercitazioni, si l1a il mezzo d'istruire le truppe e I.i massa degli u/fit iali.; ma no11 quello di fam igliarizzare i capi col maneggio delle grandi unità. A quest'uopo servono le grandi manovre. Souo esercitazioni troppo costose, perchè poss11 110 farsi di spesso; perciò è tanto più ut:cessario approfittarne quauto si può, studiandole e cercando di rendersi con to degli attriti e delle difficoltà che . si rivelano solo in pratica .
ne,dS<!lie 11ee1·es-Zei,t •u1g. ---:
Dal ilfilitanGesen als die
Hochschule , etc. Il lavoro rlel signor SchiJler entra peì· così dire in una nuova fase col 7• capitolo, perocchè il soggetto in esso tràttalo sta in relazione colJ'argomeot.o, a nostro parere, soltanto indirettamente. Esso tratta infatti, non già dell'influenza della vita mi litare sull'allevamento generale, ma bensì dell'influenza del l'abbigl iamento sulla robustezza della costituzione; ed esamina qual i dovrebbero essere le condizioni da soddisfare per r.iggiungere tale scopQ. Non sarà tuttavolta privo d'interesse il seguirlo anche su questa via, tanto più che le sue considerazioni si svolgono tutte nel · campo dell'igiene. -Egli prende argomento dalla manìa da cui alcuni sono domi o,.11 1, 1 quali spinti dalla brama di novità vorrebbern che il soldato cambiasse foggia di vestire ad ogni piè sospinto, e davanti alla questione « se e
·« perchè convenga rifo r·mare l'attuale foggia cli ve&tito • comincia per · ,dichiarare essere cece:;sario di ricerca re se essa soddisfaccia o no nlle <)Ondi:r.ioni vo lute. A tale intento, riferi'lndosi a quanto espose nei primi capitoli riguardo .alla convenien¼a di depaupera re iI corpo di gra<;so e di acquii, pone per principio che l'abbigliamento·deve favorire questa sottrazione, m~ ben inteso in modo costante e continuo; locchè si ottiene colla così detta traspirazione invisibile (pe1·sp iratio in1Jis1:bilis), ossia cnn quelln che non si ,man ifesta in g~cce di sudore. Su questa traspir:iziooe ha ap punto gran,dissima influenza il modo di vestire; e ciò dipenden temente dalla stoffa e .dal tagl io. Per ciò che riguarda la stoffa, basandosi $til le esperienze del prof. Pett1mkofer, dice che: la peggiore è il kau tschuck. Segue in iscala crescente ~I cuoio, poi 111 tela di lino, quindi il cotone e finalmente la lana . La lana dunque è la stoffa migliore e precisamente per i moti vi se·guenti: ,1° È fra tutte le stoffe la peggiore cOndnttrice del calore; e qui nrli ·rip_ara in estate dagli ardori del sole e conserva in inverno il calore svi.Juppato d,d corpo; 2° È la più igroscopica ; e qu indi impedisce la formazione <lei sudore in gocce, le crua li poi evaporando sottrarrebbero calore alla pel le; 3° Essa è permeabilissi ma all'aria e ai gas, e in questo senso supera .del 4-0 p. ¼ il lino; t 0 Quand'anche inumidita essa non precipita l'evaporazione, come ,le altre stoffe e non imped isce quindi la traspir11zione regolare; 5°. A pari condizioni fu coustatato esperimentalmente che la secrezione del vapore acqueo e dell'acido carbonico succede assai meglio sotto l'influenza della lana che sotto quella di sostanze vegeta li ; 6° Essa rinvigorisce l'organismo p&rchè mantiene la temperatura della pel le più b:,ssa di quello che non. facciano le altre, e la rende quindi meno seusibi le alle influ enze esteriori; 7° .Finalmente per analogia dovrebbe essere la migliore stoffa , visto ,che tutti gli animali sono coperti della medesima sostanza. Da tutto questo, e in omaggio al principio che le mezze misure sono sempre nocive, l'autore vorrebbe che il mi li tare fosse vestito esclu.sivamente con indumenti di lana, sopra, sotto, uelle im bottiture, dappertutto. Per ciò che riguarda il taglio, ossia la forma delle varie parti del-· .l'abi to, egli comincia col dire: essere principale condizione che l'abbigliamento stia perfettamente serrato al corpo, affinchè la pelle sia dappértutto
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mantenuta sotto una frizione uniforme e la traspirazione riesca costante. Pér ottenere ciò è necessario impedire che si formino correnti d'aria fra gli abiti e la pelle; ciò che coi pant_aloni e colle maniche aperte all'estremi tà, come si usano attualmente e col co lletto pure aperto, invece si fav.orisce moltissimo. L'abito a maglia, secondo l'autore, sarebbe il più indicato, come pure indicatissimo, anzi l' ideale, sarebbe di vestire con uno strato solo di stoffa. Dipendentemente poi da Ma necessità di favorire la traspirazione in modo uniforme, riporta la massima seguente: mantieni calde quelle parti del corpo dove le arterie principali hanno i loro termini capillari. Queste parti sono le mani, i piedi e la linea mediana anteriore del corpo . Per ciòche riguarda i piedi e le mani, tutti sanno quale influenza eserciti sul benessere generale l'averli caldi; ma per ciò che riguarda la linea mediana anteriore dice che ancora non sene è capita l'importanza; altrimenti a quest'ora si sarebbero sostitui te in tutto l'esercito le giubbe a due bottoniere a quelle di una bottoniera sola . Circa l'influenza di questa particolarità produce la seguente statistica . Nel corpo d'armata del Wiittemberg dove tutti i soldati portano il doppio petto, si ebbero nel ,1 873-n per morte e per malattie {6,i. perdite soprn ,J 0000 uomini; mentre nel lo stessoperiodo di tempo le perdite del l'esercito tedesco che fa grandis$imo uso di abiti abbottonati sul mezzo, le perdite asl;esero a 322 su ,10000. Dove sr,ecialmente vorrebbe che avesse luogo una riforma radicale si è nella copertura dei piedi e delle gambe; per le quali parti, riandando gli usi dei tempi passati trova che il costume antico tedesco anteriore alla guerra dei 30 anni e che oggidì vedesi conservatò in parte cfoi pifferari italiani, sarebbe il migliore. Qni passa in rassegna tutti i cambiamenti operatisi da quel tempo, e giunge fino all'nttuale moda importatil da Francesi , contro la quale si scaglia còm,e contro costume assolutamente perni<:ioso.
FoJenni Sbo,•nd, . -
2° trimestre 11885 .
Docurnenti relativi alle opernzioni del distaccamtnto di Rustsciilk, (articoli H- 0 ,J5° e '16°, con una carta). - Colonnello FòN-Foc11T. - Si ebbe occasione in altra puntata della Ri'Vista militare, di accennare alla completezza ed importanza di questo scritto relativo alla campagna turcorussa ·1 877-78; ora si dà un breve sunto dei tre ultimi articol i.
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-L'articolo '1 q.o (Voienni Sbornik N. li) tratta: delln nomina cli Sulei man pascià al comando delle truppe turche e dei suoi piani d'operazione; del -concentr:ùnento deiTurchi a Kadikioi (Rustsciuk) e dell'occnpazione rnssa ·di Tabacka; della situazione striitegica dei dua eserdti belligeranti (ac~ompagnando la descrizione con nna tabella ed un piano in c11i minuzio·samente-sono indicate IP- varie truppe e le posizioni da esse occupate il 3' -ottobre), dei mezzi ( telegrafi e poste) adottati in stabilire (a Biela) le comunicazioni tra l'esercito del principe ereditario (Czarevic) e i vari teatri d'operazione. - Articolo ,15° (Sbon{ik ~- 5): operazione del distacca·rnento al principio di ottob re, cioè ricogn izioui eseguite dai due partiti (3, fJ e ,12 ottobre) e scontri presso Opaka e dislocazione delle varie trnppe ·del disLaccameuto al 22. ottobre . - Articolo '16° (Sbornik N. 6): d·isposizione (particolareggiata) delle forze turche su l fìnire di ottobre e pirni di Suliman pascià dopo il suo arrivo presso l' annata meridionale del Danubio (occupazione <lei f. Fan tra, obbiettivo n iela), al tre ricognizioni i'psse attacco cli Opalrn e Polornazze da parte dei Turchi (28 e 29 ottobre). R.ett1:ficazione stM·ica c:irca le for·mazioni di combrtttimento della cavalle1'ia. - A. PusrnEvSKJ. - In un·a conferenza tenuta da l generale Strukov si tmttò dell'opportun ità di adottare per la ca val leri:i la formazione di combattimento su una riga: l:i stessa tesi veniva trattata da un articolo ( N. 42.) dell' ln'Val'ido riisso, avvalorando . l'argomento con quattro esempi storici: atta.eco di Sobieski sotto Vien·na , 1680, i cosacchi della guardia a Lipsia, ,18,f 3; il reggimento corazzieri principe Alberto sotto Kracov, ,f 8,31; uno squadrone inglese in Ispagna, •I 8,13. li sig. Pu·sirevski oppugna ad una ad una le ragioni addette con molta diligenza è -ciiazioni sto:iche, e conclude in fine dicendo la questione della forma su una riga avere più importanza storica che pratica . Anche formata su due righe la cavalleria russa uscì vittoriosa o~ni volta che s'ideC'i.se adattac• ca-re (Begli-Ahaiet, Arvartan, Loveia, Sofia, 11877); ebbe invece risultati negativi ogpi volta che trascurò l'esplornzione e tardò a cogliere l'i·stante favbrevole dell'assalto. Le operazioni mili.tari sotto Plevna (11877). - Sottoteliente AsnunAHMAN. - Trad uzione dell'opera del maggiore Tal-ata (al servizio del-· l'esercito turco) interéssante come si ebb~ ad osservare altra volta pel confronto dei dati e delle opinioni di fonte turca. , . Quest,ion'i re/11,tive all'artiglieria. - N. Sl'.IICITJN. - E .uno studio sintetico e com parati vo dei vai:i ti pi e caratteri delle fortificaz ioni di fronte .a!l',,zione dell'artiglieria. Oirc.a l' art·i,colo « EsJJer ienze di tiro contro opere d:i (ortifìcazione •. -
E.
VoRONETZ .
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Questfon'i 1·elative all'a1·tiglieria. -- A. Ku RO P,\ T~IN . - L'autorevoledirettore per trarre argomenti .d'ammaestramento anal izza J' azione della artiglieria r ussa, tani. o nei fotti in cui essa ottenne favorevoli risultati (co~ battimenti di Nikopoli, Telisc, Hustsciuk, Scipka) quanto negli episodJ ad essa sfavorevoli per l' impiego non conven iente che se .ne fece rcstrioge11do lo studio alle tre questioni: 1° imponaoza del fuoco vicin~ d~ll'.artiglieria; ~0 fuoco dell'artiglieria di fronte a fanteria coperta da trin<Jern menti; 3° riti rata del1'rmiglieria dall'azione. A sehiari men to doIle tre questioni esamina l'altra ad esse attinente, le 1.m·dite, valendosi a.tal frne di p:micolnreggiate tabelle : a) della forza delle varie arm i <Jompo- . n~n~i i corpi d'armata !~ 0 , 8° e 9° (esercito del Danubio) i più danoegg1a t1 durante la guerra ·1877-78 />); tlnlli, perdite ( uccisi, feriti, ecc.) sofferte dal!,~ singole unità di fante,:ia e cavalleria dei corpi sopra detti; e) delle penlite relative alle brigate d'nrtiglieria mon tata; d ) delle perdite relative nl le divisioni di cava lleria ,~n, 3a e 9"; e) delle perdi te inn itte alle divisioni font.aria e bri~ate d'artigljeria; f) delle perdite subite dai corpi d'armata (\.O, 8° e 9°, ripa rtite fra le nrmi di fa nteria, ar tiglieria montati\ e cavalleria. D3 rruest'ultima tabella emerge la rerditn med ia dei t.re corri d'nrmata dura11te tntta In campagna così espressn : Fanteria - 60 ¼ degli ufficiali; i5 ¼ della truppa; A.rtiglie1·ia - 20 ¼ degli uffici1di ; 6 ¼ della tru ppa; Cavalleria - H 0 ' 0 degli ufficiali; 5 ¼ della truppa. Donde le <.mnclnsioni: . 1° Le notevoli perdite sofferte dalla fanteria dimostrJno (astraendo taluni <Jnsi d'impiego erroneo delle truppe) la fermezza del nemico, la micidialit.à del suo fuoco , l'eventuale e debole aiuto prest-at() alla fanteria: da lI' artiglieri.i e cavalleria noli ' attacco ; dal genio nella di fe11siva; io qnest'ultinrn sre,:ie di combattimen to I' artigli(;\ria sostenne convenientemente la fanteri:i . · 2° L'inferiorità delle perdite subite dall'artiglieria e caval leria rispettivamente 17,5 e 9 meno della fa nteria, è in pnrte giusti6cata dalle · proprietà sreciali delle due armi; io gran parte poi è spiega ta d11 lle circostanze seguen ti: · a) debolezza relativa del l'artiglieria turca e tiro di questa a distanze esagerate, e per couseguenza poco efficace; b) tiro dell'artiglieria russa pari menli a distanze esagerate; co11cet10 no11 sempre esatto del fuoco vicino d'artiglieria, in guisa di abba Dùonare sovente la fanteria a se stessa, seUJ.a appoggia rla col fuoco prolungato.
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3° L'esiguità delle perdite della cavalleria è s piegata: . a) dalla inferiorità numerica e di qualità della_ cav~llerio ~urca; b) del la circostanza clic la fanteria turca quas, miu atrncco la cav:illeria russa; . .., . e) dello scarso numero di irruzioni ardite alla coda e a1 uanch1 rlell'av versa rio; . . d) dalla poca azione ch'ebbe la c.walleri., rns~:i :inche sui carnp1 cl i b~twglin, sa lvo akuue eccezioni (come a Plevna). Conclu-sionc fìn:il e: . ,J• È cl' uopo riconoscere.la necessiti! improscindibile e il '_'ant.i_gg10 incontestato del fu oco vicino dell'artiglier-ia, e ad esso prepararsi cosi per la difesa , come per l'offesa; . '.2° È d'uopo ricouoscern la necessità ccl il vn1~t~gg~o del _ruo<Jo della fanteria coperta dietro trinceramenti; ll la oecesslla dt stmlrare fin clal tr:mpo di pace tale question e con molti esperimenti . . . . . 3• 1t forza riconoscere come noi (russi) in parecchi lnLt1 clell' ultima guerra troppo tenemmo ristretti nel combattimento i 1,imi~i ~el_la '.·esi_stenz:i delle batterie; e troppo spesso ricohoscemmo noli art1gl1er,a il diritto ,li abbandonare la fanteria :ilio stesso momento decisivo. In generale è necessari o che la 11ostra nrtigli eria_ si prepar( arl a~ire nell'attacco, di comune ac.cordo alla fantcri:i; nella difesa 3d agi re con tenacia, ccl in pari tempo con perdite relativamente as~ai maggiori che 11011 quelle della guerra passata . OsRervaz,:oni talt'iche. - ~1. DRAG0~1rnov. .lfobilità della cavalleria e sna •importanza. - T. GnAsNov . Le e inte continue delle odierne via:ze (orti. - P. _Il. Rimonta dei cnuall'i, in Hu.ssùi. ·_ *.v.*' Da 'fi(tis <i Denghil- tepc. - (Articolo 7') .. .. ....... L'attuai~ :irt.icolo cle,cri ve la ri tirnta delle truppe rnsse da Denghil-tep6 a Cekislrar (oltre 830 chilometri). Le ù;truz•ioni prat,iche .ml se1·vizio di campagna . - ~- BA'.Kov. Yieueriassunta e commentata l'opera del gener:i lcVercly clu vernois: Ueber pralctische Felddienst An(gaben,_ affìnchè al_cnn_i prc:celt( stabi lil~ ~~Ilo scritto tedesco siano ancl,c 11<.lottaL1 nelle eserc1t11z1on1 teon che o p1 aL1che sul ser vizio di campagna faue annualmente agl i ufficiali dcl i' esercito rus~o.
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I•avcdi,to •·tesso. -
PERIODICI
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
N. 232, 233 e 234- (novembr e ,J885).
Viaggi del colonn·ello PnscEWALsKr. - Il noto esploratore dell'Asia ~e~tra le ha dato finora. notizia dei suoi viaggi con lettere iute.state alt ~1u_t~n.~e g~nerale.Darnlov1tch per essere rassegnate a S. A. il Principe e1~d1t,u~o1 ~1 Russia. - .Queste J~ttere, col permesso dell'imperatore, fu1 ono mviate alla redn10ne dell Inva li do R1tsso; le prime tre furono sta_mpate ne l ~- 2.8t~, del rn8t, la quarta nel N. ·103 del ,1885 e la qu1~t.a ~d ul'.1ma . viene pubblicata ora nei numeri sopra· indicati . L orci 1_ne d1 tal I lr.ttere è questo: ·1•) da Uyra, del rn novembre ,f 883 · 2.,") _dal ten'. pio di Ceibsen neJI' Han-su, del ·22. marzo ,J88 4 ; 3a) daÌ 1z!1dam orientale, del 20 agosto 1.88.i-; i•) dal lago Lob-Nor, del 29 ,,enna10 11885 e 5·) da ll'oasi Gira ad 80 verste ad occidente di Choman e d l !2. agosto 1885. ' ' e In ~uest· ultima l'auto.re descrive le sue esploi:azioni dalla fine di gennaio, quando arrivò al lago Lob-Nor. I l 1° apri le ta~c,·0· 1· b-NT , · d' · ', O • 01 e . s1 1resse s~1 Ciarkal ik, nell'oasi di Cerceu, ai P,iedi dei monti del Tibet, dove gmnse 11 U. aprile. . Da. Cercen si diresse ali' oasi di Nia e quindi a quella di Kerie e visitò 1 paesi m~ntuosi circostanti. Alla metà di agosto si portò all'oasi di Cira da dove, m~endeva recarsi arl Aksu, pel' quindi tornare in Russia (,1). Quest ul'.i~ia lettera, come le precedenti, offre un grandissimo iute~·esse pel rrnhtare, pel geografo e pel naturalista; e, come le altre è scritta m forma facil e e piacevole. ' 1
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MINISTERO DI AGRICOLTUIU, INDUSTRIA E COMMERCIO (Direzione generale della statistica). Ce11sitne111,, della popolazio11e del Re9110 d'Italia al a• dicembre •881. Relazione generale e confronti inte.rnazionalL Roma, tipografia Eredi Botta, 1885, prezzo L. 3. MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO (Direzione ge' nera.le della statistica). Popolazione . 1llovimenlo d e llo •t.ato civile. Armo XXIII - :t88tl. lnlrodt1ztone. Roma, tipografia, Elzeviriana, 1885. MINISTERO DI AGRIQOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO (Direzione g e' nerale della s latistica). Statistica dell'éstru:ione eleme11t1ire per l 'a,uw -•colaalico•S8~-83. Roma, tipografia della Camera dei Deputati, 1885, prezzo L. 2,50.
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MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO (Direzione genera.le della statistica). Bila11ci com,.uaali per l'muao t:883. Roma, Stabilimento tipografico deIF0pinione; l885, prezzo L. 3,50. Relazione naedico- att1listica sulle condizioni .1 auitarie del• l 'esef'cUo italiano uell'amu> •ss:1., comp.ilata al Comitato
di sanità militare sotto la direzione del colonnello medico ·dottor PECCO. MINISTERO DELL_A GIJERRA nelti:tio11e medico-slali.tlica •ulle cot1dizio11i .• anilaf'ie dell'esercito italiano nell' anno 1882, compilata c1l Comitato di sanità militare (Ufficio stati-
~tica) sotto la dir ezione del colon nello medico ispettore dottor PEcco. Roma, Voghera Carlo, '1885:
BOLLETTINO
BIBL LOGRAF I C O
MINISTERO DELLA GUERRA ( Direzione generale delle leve e della l.r uppa). nellr,. levn :""i gi~•1a11i ntili 11elPa,nw :l.86tl e
:1.• luglio 1.88,I "' y m g ,w :188o>. Relazione del tenente generale FEDERICO .l ORRE a S. E il Ministl'o della g uerra. Roma, Lipoa0 raDa <li L. Cecchini, 188;'}, ~ elle _vicemle tl~l t•egfo esercito dtil
~o
(il
Come si sa il colonn ello Prscewalski giunse il l9 novembre a Karakol.
VINCENZO RIVIERA. I p onti metallici P<Jf'lali li negli ~,si di _ guerr a , estratto dalla Rivista di Artiglieria e Genio. Homa, tipog rafia e litografia del Comitato d'artiglieria e genio 1885. OSCAR PIO. E lementi di dirillo pènale militare per u.to degli ufficiali dell'eser cito (Parte speciale). Prato, tipografia Giachetti, figlio e C , 1885, prezzo L. 3.
LuIGi GILWfTA. Lezioni complemenlari di gèGde.tia . Torino, tipogr·afia editrice G. Candeletti, 1885, prezzo L. 5. DIONIGI ROMA NETTI. Istituzio ni ed esenapi dt lelteraluri, mililt1f'e. Torino, tipog rafia Roux e Favale, 1885.
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llOLLETTINO
Pio B0s1. Dizioua,•io sforico-bi<>g,~t1{lco-topograflco•mili1twe tl'11,1,lfr,, compilalo sulla scorta delle piùaccl'editaLe opere
antiche t! moderne (3° -supplemenlo). Torino, tipografia ediLrice G. Canc.leletti , '1885. FRANCESCO MENGOTTJ. ltlraulicti fl11ica e ·s,,eriuHm lale, edizione falla sulla quinta milanese del i828. Città e.li CAslello, tipografìP. editrice S. Lapi, 1885, prezzo L. 2. GUGLIELMO MENGARINJ. Il tr-tupo,•to tlellt1 e ne,•gi" 1>er 11,e:~o ,li c,w,•enti ,elell,•icl,e. Sis temi di MARCEL DEPREZ e cli GAULARD e Gmes. Torino, Ermanno Loescb er, '1885, prezzo L. 2· PENNAzzr. -~utlan e .4·bi'S'sinia. Con carle. Bologna , I885, Lipo~rafìa Za nicholli. Interessnnle pubblicazione in cui s i conleng-ono notizie geografiche e statistiche sui luoghi, più il racconto della spedizione inglese nell'alta valle del Nilo, e un ce11no s ullo !=<pedizione italiana nel Mar Rosso. BIA DEGO. Del ponte uuou,, sull' .l ·tlige ,,. fle.r on,• in un sol arco di metri 90, e di a!Lri ponti i11 ferro, in arco ed a travi r ette, lbnda li s u pali a .vite. Con atlanle. Verona, ~1885, tipografia Munsler. MARENCO. Dell'e,luca~iotte morale del t:oldato italia110 . Caserta, ·1885, tipo~rafia Coslabile. VEROGGIO, tenente generalA. 1,,'ob•ce nella ,lifesa ,telle coste. Opuscolo in-8° di pagine 28. Lrnma, '1880, lipogralìa del Genio Civile. TREVJiS
0 STRAPFORELLO. Suppleme11to ,., tlizio11tn•it• ,u,iversale ,li geog,•t1(ìa, stot•ia e .bfogrtt{i11. Milano, '1885, tipo-
g rafia Troves. Comprende: Quadri comparali vi sulla popolazione del g lobo - Statistica dei va r i Stati secondo g li ultimi censimenti - Storia con temporanea <lei vari Stati.
559 · E. LIBBRECHT. 811 ,l,•oil pe11al ,le la gue•·re. Bruxelles e l Leipzig , librairie mililaire C. fy.fuquflrdt, '1885. BIBLIOGl\AF ICO
J. MANGON. Etmle ,rur la tl, é orie ,tu tir. Bruxelles el Leipzig, Jibrairie mtlilaif'e C. Muquardt, 1885. C. F . P ILL.OY. llé11aoire l•iatorique su,· le tlévelt>ppeme11t p1·0g,.eN 11if tles co1111t1i1111a11ces fléOf/rtrJJl•itJ Hes 1•elt1 tives à lti Belgique . Bruxelles e t Loipzig, librair ie milita irc C. Mu-
quardl, 1885. E. M1t.LARD. Le., forts ,t'tarrét. Brnxelles et Leipzi~, libra ir ie militai re C. Muquardt, '1885. BoULAY
OP. LA MEURTHE. IJe ,U,•ectoi,·e et l'ero1u~tlilio11 d'Egypte. Un volume in-16°. Parigi, i885, tipografia Hachelk
S toria del 1799 tornala oggidi quasi cl'attuali~ . CoLSON, capitano de.I genio. ,,,,.,.ilé élémenltlire 1l'élec11•ieilé avec l es p1•i11cipale a a11plictitiow1 . Con figure intercalale ne l te~lo, Parig i, 1885, libre!'ia Gauthier Villars, prezzo L. 3,75. BuRDIN o'ENTRE.\IONT, Lenente. L'aruuie danoi11e et,,. tlé fe1111e du Sumlev it. Un volume in-t2° con ~arte, Parigi, '1 885, tipografia Baudier. È u11a s toria della compagno. del 1864 tra la Prussia e la Danima rca. PAJOL, general e di divisione. Les gue,•re11 11ous Lot,is X.tr. Tomo III. Volume in-8° di fl07 pagine. Parigi, '1885, tipografia Firmin-Didot. È un'o pera in corso cli pubblicazione. Il terzo volume, lesté venuto in luce, tra Lla delle guerre in Italia e nelle Fiancfre, dal '1740 al I748. MELON. Ile P,alerme à '1'1111i11, JJat• Ol alte, Tri110U et fo eo •e . Parigi, '188ò, tipografia P lon. Note e impress io ni di viaggio. T1SSAND!lm. Les btr.llo11s ,liriget1ble11. Parigi, 'l88ò, tipografia Gautl1iel'-Villa rs . Applicazione dell'elettricita alla 11avigazione area.
MARTIN DE BnETTES. Etmle •ur les loia tle laper.foratfo n ,les 1>laque11 ,le bli,ul"ge e,a fe,• f orf1e p,ar les 11t·ojectile11 ,le l 'artillerie. Pa ris, à la direclion du Spectateur Militaire,
'1885.
CvLMAR v. o. GoLTz, tenente colonnello. Sm,m cuiqtrn. Risposta allo scritto intitolalo : G-li ~•ffl-:i-ttli. Berlino, 1885, libreria Deckers.
llOLLE'fTINO
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BI BLlOGRAFICO
PoTEN, colonnello e S PEIER pitlore. l'use,• Folck iu fflaOeu. l)11s ,leul11c/1e lleer ifl ff'o,•t uud llild (Il noslro popolo in · a rmi. L'esercilo ledesco descritto ed illus trato). Ber lino e Slultgard, 1885, tipografia Spemann. È un'opera in corso di pubblicazione. Venne pubblicata la a• pu11 ta ta. L'opera cornpleta sarà di circa trenta puntate, prezzo L. 2 alla puntata.
somIARIO OEUE ~IATRRIE
contenute nelle dispense .di ottobre, novembre, dicembre 488!>
.Couvrs, capitano. IJie detllsche IJ'elu•-Or,l11uur1, lleer-(>r,t,..,,.!I ,md ,llt1ri11e-Ord11m1g. (Ordinamento della dil"e$a dell'esercito e della marina tedesca). Compilazione faUa ·su da li ufficiali, Berlino, 1885, libreria Gultentag, prezzo L. '10, 1111/ die ltichwei~ in 1'.i•_ iegsft1lle. (La risposta a!l'oposcolo: IA, Svfaz~r" in caso di 911ert•a). Thalweil 1885, tipografia Brenuwald. '
--IJie J111twor1
•LANZER, medico di reggimente,. Le/1rb11c/1 zuu ,u1tert•ic/1te in l<'reiwilli!J e u .~11uiltd.•. llilf s<lieu11te At.t/ tlem 1'.riefJll-
claa117Jlt1lze .. (Guida per l'istruzione dei volontari nel ser vizio sanitario in campagna). Vienna, 1885, tipografìa del Veteran. Fino a lutto il i884. Aggiunte e rettifiche a lla parte geografica, s torica e biografica. .:Sulle ,wu,lizio11i della marina mercantile italiana. a4 3:1 ,Uceml,re :ISS.tc. Relazione s S. E. il Ministro rlella marina.
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IL NUOVO ORDINA~IENTO FEUROVIAR!O NEI RIGUARDI M!LlTARI. Giovanni Goiran, tenenLe colonnello di stato maggiore . Pag.
5-
LA DIFENSIVA DELLA PnovENzA E DEL DELFINATO. - Memorie del maresciallo duca di Berwick ('I 109).-G. Zavattari, capitano » i& LE MILIZIE SUBAl,PINE IN SICILIA DURANTE H, REGNO DI YlTTOI\10 AMEDEO II. - Pio Bosi, capitano ,' >> 73 · L'OCCUPAZIONE AUS'l'RO- UNGARICA DELLA flOSNIA ED ERZEGOVINA NEL· L'ANNO 18ì8. - Studio politico- militare. - Felice De Chaurand de Saint-Eustaohe, capitano di stato maggiore. » M LA FRANCIA E LA CINA DALLA CONQUISTA 01 LANGSON ALLA CONCLUSIONE DELLA l!ACE. - C. Manfredi, capitano . • 121 hlPEllO AUSTRO- UNGARICO. - Cenni sulle principali novità d'ordine ed interesse militare avvenute nel 2° trimestre ·1885 • H8 • 159 BULGARIA E RuMELIA ORIENTALE » •162 SERBIA, » • 165 GRECIA,
l'ibri e pe;riod'ici: Il Direttore··
TANCREDI FOG LI ANI Maggiore di fcrnterio,
DEMAR.CHI CARL O,
OTTOBRE.
{lerente.
Militar Wocti'enblatt. ,, .•170 1 Neue M.ilitiirische Bliitter . » 17il J ahrb(tcher fùr die Deutsche Armee und Marine . » "77 Inva lido russo » •I 80 Die einf(trhung eiuer In fauterie-Kanoue ; eioe taktische Nothwendigkeit . » 1182 Organi$ation der elektrischen Telegrr,phie in Deutschlan fiir die Zwecke des Krieges . » •I 83 Die Deutsche Wehr-Ordnung, Heer-Ordnung nnd Marine-Ordnung» •I 8,1, Géographie militaire et maritime de colonies française •I 8-4-
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DJCE111BRE . NO,'E IIBRE.
l e. PLOTONE 01 FANTimtA. - Lodovico Laderchi, capitano di fanteria . . . . . . . . . . . . . . . . Pag . ,t 85 L'oCCUl'AZlONE AUSTRO-URGARICA DEUA BOSNIA ED ERZEGOVINA NELr,'ANNO 1878. - Studio politico-militare. - Felice De Chaurand de Saint-Eustache, capitano di stato maggiore . » 213 LA GUERRA CAUSA FONDAMENTALE DELf,AGRANDEZZA or R.oi\IA. » 23,i. Ix CASERMA E 11uon1. - G. Bertelli . . . . . » 270 L'rsT11uz10'.'!E suLTmo NELI:Es.ERc1To r,: NEL PAESE. - A. Mazzoleni, ca pitano aiutante di cam po della brigata Modena » 280 R ussu . » 296 TURCHIA » 306 RU.\IAXIA » 31 O SPAGNA » 312
x.
L'ocCGPAZIOSE AUSTRO-U'.'!GARICA DELLA Bo:SNIA ED ERZEGOVINA NELL'ANNO ,1878. - Studio politico-mili tare. - Felice De C.haurand de Saint-Eustache, capitano di stato maggiore. Pag. 34-1 . STUDI FEI\UOVL\lllO-:UILITARI. - V. - MATERIALE MOBILE FERROVJA!UO (Continuazione e,fine) . - Ing. L. Conti-Vecchi, magoiore nel 1° reO'oimen to bersaglieri . » 3'76 o FORME DI COMB - ATTD!E!S"TO DELLA FANTERIA. - L. Cadorna, DELLE ma 11<•iore nel 62° fanteria . . . . . . . . " 4-26 MAnT1GE;~-1.E. - Leonello Bettini. tenente. di cavalleria )> i72 DELLA LEVA SUI GIOYANI NA TI NELl}ANNO 1186,1. E DF.LLE VlCJ.:l\DE DEL REGIO ESERCITO DAL 1o LUGLIO 18M AL 30 GIUGNO 1885. Relazione del tenente generale Federico Torre, a S. E. il Mi» 4-90 uistro della guerra. )) 502 RUSSI..\. » 505 SERBIA. • 527 GRAN B HETTAGNA 1
Libri e per·iod'ici:
L'ibr1; e pe1•iodi ci. Note di viaggio nella penisola ùei Balcani. - B. OnEno . ,. 34 5 Le ricognizioni militari. - GwsEPPE BELLATt . . . . . . » 320 Note sulla cavalleria, con ampio svolgimento del servizio di avanscoperta. - CARLO R1cc1. . . . . . . . . » 3'21 Compendio di Geometria , con due appendici sulla trigonometria e su lle proiezioni quotate. - FRANCESCO N1cou . . . . • 323 M:an uel po:.ir la preparation des troupes an combat. Preparation de la compagn ie. - DnAGOMIROFF . . . . . . . » 32,i, Storia degli avvenimenti militari fra la Prnssia e l' Annover nel ,1866. - WENGJ.: N. . » 324Le raid et les sapeurs ii cheval. - P. A. C. . . . . . . » :32,i, Fonctionne111ent de In justice mi litaire dans les dilferents Etats de l'Europa. - J . GRAN . 3.25 1.\J ilitiir-Wocheobla tL . . . . » 326 Jahrhucher fi.ir die Deutsche Armee uod Marine . • 328 Deutsche Heeres-Zeitung . » 333
Die Ausbildunu der Iufanterie im Schiesscn. - V. BnuNN . . " 534' La fortifì catiou°de l'avenir . Inno,rations dans l'art de la fortification basécs' sur l'emploi du l'cr. Application aux fo rts dc positions. J\ • L • eAMBRELIN . , . . . , , · · • . . » 535 JahresberichLe i.iber die Verarn dcrungea und Fortschrittc im militarwesen. - 0 BERS'r L éiDEl,L » 536 Die Repetir- Gewebre, ihre Geschichte, Entwiekelung, Einrich» 538 tung ecc. . . . . . · · · · · · · · • 538 Pereod Rossii w reguliarnoi armi i - P. O. BottROWSKt. » 538 Vortriiger uber Festuugskrieg . - L. Ro1,L1NGER . » 539 Das Zukuul't-Gewehr. - KARL KBNKA . )) 539 Gaspillage dn budget de la guerre. - A. HuBNEI\ » IH-0 Militar-Wochenhlatt » 5 1\.2 SLrellleur's Oesterreichische ~Iilitariscbe Zeitschrift. » 54.7 Organ der Militar-Wissenschaftlichen Vereine. » 550 Deutsche Heercs Zeitung . » 552 \'ojenni Sbornik 556 Invalido russo