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RIVISTA MILITARE '
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ITALIANA
RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI
:5ìerie lll. -
Anno XXX
Tomo I.
ROMA, 1885 ,I
VOGH ER A CARLO, T IPOGRAFO-ED ITOR E
Via. Nazionale.
Il
LE NOSTRE RETI GEODETICHE RISPETTO
ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADAST ALI<*> · Coniinua.zione.
Proprietà letteraria.
§ 30: Grado di approssimazione dei nietocf;i analitici se,quit-inel ,calcolo degl:i elementi di u11,a rete geodetica. - Il calcolo di una rete geodetica consta essenzialmente : A) del calcolo della lunghezza della base; B) del calcolo dei triangoli; C) del calcolo delle posizioni geografiche. A). Il calcolo della base, cioè la sua ridu1,ione ali' orizzonte medio dei mari e la sua espression.e in unità campione, ad una data temperatura, è fondato su principi geometrici e fisici di tale rigore ,e su ·operazioni ed esperienze così delicate, che in tutte le nostre basi, il cumulo degli errori di osservazione e di campionamento, non -0lti'epassa che raramente e di poco, il milionesimo della lor~ lun_ghezza. Riterremo adunque con fondamento; come abbiamo già avuto -occasione di dirlo, che l'errore -medio relat-ivo di una base, misurata -e calcolata coi moderni procedimenti, sia ,1o'to~oo. B). I triangoli geodetici si calcola.no fondandosi su1 seguenti principi fondamentali: a) Gli angoli misurati dal teodolite in un punto di stazione (') Per le figure, vec\i dis[lcns,t di no,,omllro -188!,·
-
6
7
LE NOSTnE RETI GEODE'l'JCHE
RISPETTO ALLA RCNNOVAZIONE DEL,LE MAPPE CADASTALI
A, fra due punti B, C, si possono ritenere eguali ai corrispondenti angoli compresi fra le geodetiche che da Ao, proiezione di A sulla superficie media dei mari vanno in B0 , C0 , proiezioni sulla stessa superficie dei punti B, C. A rigore di l.ermin.i ciò non è, poichè il teodolite nel punto A misura l'angolo compre"o fra le sez,io.n i normali all'elissoide che da A. vanno in B e C, e perchè le verticali di A e B, di A e C non giacendo in generale in uno stesso piano, l'an·· golo misurato dal teodolite, di pende in una certa misura dalla differenza di liv,ello tra il punto di stazione ed i punti mirati, e dalla altitudine del punto di stazione. La differenza fra l'azimut geodetico a ed il corrispondente azimut {3, riferito alla sezione normale ali' elissoide, è in generale espressa dalla relazione C'). ·
Questa quantiLà per a= •120 km. ra,ggiunge.appena0",02 e-per 240 km . 0",08, cioè è quantifa di ordi11e inferiore rispetto agli errori probabili coi quali i più perfetti strumenti geodetici e geo:de-
~ - a
=
a1
;
a
=
1
..
a 1 , e· , ., -6 a-2 { if _ e2) Cos qi Sen (3 1 Cos (3 1 (1-bis).
Cosicchè nella p~ggiore delle ipotesi, cioè supponei:ido le piu sfavorevoli condizioni di orientamento si avrà sempre: .
(3 -
l I . , 02, e' • ~ -(a - a)< 6 a' ('I - e2) Cos· q, (2)
( cr essendo il maggi<n·e dei due laLi), e per le nostre latitudini ,{<p
=
45°).
Angolo teodolite - angolo geodetico ·
< l2a2. \
(') Vedi Stud'io si1l tr'ia.ngolo geodetico, Capo I, § 5°, -
Parte II, :!880,
Cosicchè scrivendo la fonnola analoga per un altro azimut cx-t, e facendo la differenza verrà: 1
·
a•. e'
6 a2 (1 _ eJ Cos' q, Sen (3 Cos (3 ( 1) _
nella quale a esprime la lunghezza del lato~geodetico c'he congiunge il punto di stazione col punto di cui si vuole l'azimut, supposto questo alla stessa altitudine di quella; a, e, sono l'asse maggiore e l'eccentricità del nostro sferoide; lf la laùt11dine del punto di stazione. Per un altro azimut geodetico ai si avrebbe: '"' -
tico-astronomici, ci permettono di misurare un angolo azimutale. L'influenza poi della differenza di li vello h, fra il punto di stil,zione ed il punto mirato.sul valo1;e del suo azimut, è data in minuti secondi dalla formola (•) e,2 h Cosi <p Sen 2 ix (4). cx - a, = 2 . Sen 11,;· a
(3).
.[I,
cx-a 1 _ ra'-cc\)= 0 \
e' r.os' qi
S
,,(hSen2 cx-hSen2cx\) (5).
'"'a en ;1
Onde nelle peggiori condizioni, la differenza fra l'angolo cx: - a' effettivamente mismato dal teodolite e l'angolo fra le proiezioni dei punLi che consideriamo, sarà: · . e2 Co5 2 f cx - a' - (cx - cx\) S . h (6) ' a en qi
<
(h essendo la maggiore fra le differenze di \.ivello). Alle nostre latitudini, anche fra punti aventi 500m di dislivello, si avrà dunque sempre : cx-· a' -
(cx 1 - cc\)
< 0",05
Supponendo quindi che i due errori di cui parliamo raggiungano il loro massimo valore, e supponendo che a~endue siano netlo stesso senso, concluderemo che anche per un lato geodetico di 240 chilometri e fra '[)Unti che presentino il fort~ dislivello di 500m, l'ango1o misurato dal teodolite, non differisce dall'angolo geodetico compreso fra le proiezioni dei punti che si considerano, sulla sul)erficie di livello passante pel punto di stazione, che al più per O" ,'13, quantità che è certamente inferiore all'errore probabile col quale i
GiOrMle à'Ài·liglit,·ia.
(') Vedi Studio sut t1·ian.uol,o geodetico gi:i. citato. Capo IV, ~ 6°.
8
9
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
UISPETTO ALLA RINNOVAZIO~E DELLE MAPPE CADASTAU
migliori teodoliti moderni, ci possono dare gli angoli di una rele di di 1° ordine. Raramente però si oltrepassano i ,100 km. nei lati geodetici, e sia nelle determinazioni di azimut, sia nella misura degli angoli azimutali, si evitano le forti differenze di liv.elio fra i punti osservali, cosicchè in pratica, l'influenza delle due cause di errore che abbiamo· analizzate, è affatlo insensibile anche pei nostri migliori strumenti gonimetri. Verificandosi casi eccezionali, in cui si tema l'influenza di una forte differenza di livello o della grande lunghezza di un lalo geodetico, nuila di più facile che calcolare ,~olle formale (2), (6) la correzione a farsi sull'angolo dato dal teodolite, per avere il corrispondente angolo geodetico, e tenern~ conto, se tale correzione si avvicina all'errar probabile dello strumento gonimetro adoperato. In generale ciò non sarà. necessario, e sla il principio da noi enunciato. b) Le lunghezze dei lati geodetici AB, AC, fino a f 000 e più chilometri, non differiscono che per q; antità. all'atto trascurabili, dalle lunghezze degli archi delle corrispondenti sezioni normali elittiche, che da A vanno in B e C. Tale differenza è espressa dalla relazione("):
sono rispettivamente i raggi di curvatura principali dell'elissoide in un punto di latitudine media, rispetto ai vertici del triangolo. In questa sostituzione del triangolo sferico all'elissoidico corri.,. spandente, si commettono Slti lati di questo, errori che nelle condizioni più sfavorevoli di orientamento e di giacitura del triangolo sono dati dalla relazione (")
ae =
(') Vedi il citato Stwlio mt ti·iangolo geodet-ico. Capo J, % •
•
.os <p (8) Sen C
<
,! del lato stesso. 500000 Così ·ad ~sempio, in un triangolo geodetico propriamente detto, avente per base 1190 km . e per angoli
passa
A
= 30°
B
= H 0°
C
= 40°, ·
si troverà che i lati del triangolo sferico corrispondente,alla latitudine media di 50° e nelle peggiori condizioni di orienta.mento, non differiscono che per om, ,17, 0'\;I,f. rispettivamente dai lati a e b del primo, che hanno 1151 e 280 km. di lungheiza circa. Per triangoli i cui lati 1ion superino i 100 km.· e di mediocre conformazione, l'errore a e dovuto all'applicazione del teorema di
1
dove Po e P90
1
>
quantità la quale alle nostre latitudini, e nelle peggiori condizioni di orientamento, non raggiunge 1 millimetro per a= rnoo km. Ne segiie che iin t1·iangolo geodetico propriamente detto, ha lati ed angoli eguali a quelli del cor1·ispondente triangolo elissoidico , per lati che possono raggiungere 240 e più km., a meno d,,i quantità trascurnbil'i 1·ispetto agli 1wrori di ossm·Dciz·ione. e) Al triangolo elissoidico ora detto, in virtù di un teorema dovuto a Gauss, si può sostituire un triangolo sferico equiangolo, giacente sopra una sfera di raggio
V P9o • Po,
r. •
3
dove C é l'àngolo opposto al lato e, e cr è il più lungo dei tre lati del triangolo che si considera. Questa quantità, per .triangoli che non presentino angoli 30° nè 1150°, alle nostre latitudini e per lati di 250 km., non oltre-
cr• . s - a= 90 a•. e4 Cos4 cp. Sen2 (3 . Cos 2 ~ (7)
Pm =
'
< 4~ Pm
Gauss, non oltrepàssa il
~ del !alo. 400 000
Anche per questo rispello adunque gli errori conseguenti al metodo di calcolo, perfino per lati eccezionali di 300 km., per poco che i triangoli sieno discrelamente conformali, sono di ordine inferiore a quelli che nascono per causa della imperfezione in e°\' ilabile, anche nelle più accurate operazioni della .geodesia, quale sarebbe ad esempio la misura ·di una base. A forziori quindi gli errori do-
~I (•) Vedi le mie Lezioivi ili geo;lesia. Volume I, e lo StHdio sut triangolo geodetico. Capo VI, § 1•.
,,o
LE NOSTRE 1\ETI GEODETICHE
RISPE'rTO ALLA RlNNOVAZlONE DE!JLE MAPPE CADASTALI
vut,i all'applicazione del teorema di Gauss, entro i limiti sopra accennati, saranno sempre di gran lunga infèriori a quelli derivanti dagli errori angolari i quali , inoltre, si vann0 acc1unuiando, di trian: oolo in trianool-0 a mfama che consideriamo Ja:ti più discosti ò daiUa base. · d) Finalmente al triangolo sferico definito dal rteorema di Gauss, si sostituisce in virtù del teorema di Légendre (che si può considerare come un caso particolare di quello di Gauss), un triangolo rettilineo che abbia in comune con quello, un lato e per angoli quelli del triaiigolo sferico (che, per quanto precede, è equiangolo col triangolo geodetico propriamente detto), diminuiti di ~/ 5 dell'eccesso sferoidico, quantità data dalla formola:
che ·dia gli angoli con errore probabile 'tl~ 0",2, la: sostitli!zione del triangolo geodetico propriamente deuo col triangolo piano risolvente, e la sostituzione degli ango'li dati da1 teodolite agli angoli geodetici propriamente detti, non induce, neppure con un triang0lo solo, di lati c.he possono su pera re anche i 200 km., errori dello stesso ordine di quelli conseguenti agli inevitabili errori di osservazione. Il cumulo aclunque di tutti gli errori da 11oi considerati e dati dalle formole (2), (6) , (7), (8) e (110), nei limiti di grandezza e di conformazione dei trianaoli,man rnano·precisati, non Taooiunoe maì u Vò ò il millionesimo della lunghezza dei suo i lati, e perciò calcolando i triangoli geodetici colla scorta de i principi successivamente enuncia:ti, è sempre soddisfatta la condizione., che gli m·ori conseguenti a'i metodi cli calcolo abb'iano da essei· sempre infe1·i01·i agU err0ri n11;,Scenti dalle ope.razion{ C. Ci rimane ora a tratta.re del calcolo .d-elle :w0sizfr0ni geqgraficYhe, atlraverso .alfa rete, partendo dalla lati tudine <pA, dalla longi,tudine wA di un punto A, ove si è fatta una stazione as~ronornica, e ,dall'azimut di un lato che colleghi il punto ·ora detto, con un altro · punto della rete. Le formòle da adoperarsi per :questi cwlcoli,,<ilevono esser tali che le differenze di latitudine 'e di longituaine di due punti qualunque della rete, direttamente fra loro collegati da ·un lato geodetico, si abbiano con. ~ufficiente grado ·di appnossimazfone perchè rica:Jcolando in fun zione di esse differenze, la di,stanza fra i detti punti, si abl)ia a ricadere sulla lunghèzza del 'labo c'he essi determinano . ' entro gli stessi limiti ·di esattezza coi 'qùal'i tale lato ci è fornito dai metodi e dalle formo le aduperate nel calcolo clei triangoli, astrazioJ1J.e fatta ben inteso, dagli errori :d,i os·servazione. . Ciò è indispensa:bil<e,avvegnachè leposizioni geog,rafiche'dei vertici di una rete, sotto il pu11to di visLa del •problema cartografico, non sono altro che uno fra i tanti sistemi di ·variabili ausiliarie. che si potrebbero ado~tare, ·per effettuare la iproiez,ione della r~te .; opra un piano) secondo uqa determinata legge. · ln due parole, le posizioni geografiche sono gli intermediari più convenienti, per calcolare in base ad un dato sistema df .proiezione, le -0oor,dinate ortogonali dei punti cui :esse si :rife1·i:s:cono.
è)
,
•
1
+ ,+ 2
2
Z" = ab Sen C \ 4 -i- a b c 2 p-m l . 24 P m 0
)
(
9).
)
Gli errori ~onseguenti rt questo modo di calcolare il triangolo sferico suddetto, anche quanclo .l'eccesso sfe1'oidico si calcoli tenendo solo conto del ,JO termine della (9), sono date dalle relazioni ("').
· dove as, bs, sono i lati del triangolo sferico, ap, bp i corrispondenti lati dati dal teorema di Légendre, e c il lato comune al triangolo dato ed al tisolvente. Questi errori sono ancora più piccoli di quelli dati dalla formola (8) e conseguenti alla sostituzione del triangolo e1issoidico col triangolo sferico equiangolo di raggio Pm, quindi possiamo concludere che, anche supponendo l'errore di base di rrn triangolo 11
-
il 000000'
e supponendone gli angoli ·misurati con un teodolite . . .
(") v cd i .Studio aei tri.ango'lo géodeti co già citato, oJlpure 1e ·mie Lezioni di geoVoi. I. Capo Vll, pag. 1.43. ·
desia.
LE NOSTRE l\ETI GEODETICHE
l\ISPETTO ALLA RIN~OVAZJONE DELLE MAPPE CADASTALI
Ora è chiaro che nel modò stesso che il calcolo dei triangoli deve esser condotto in guisa che pel fallo dei metodi. e formole usate, le Jnnahezze dei loro lati debbono risultare affette da errori di' ordine Q inferiore rispetto a quell·i dovuti alle operazi0ni, anche il çalcolo delle coordina.te e perciò quello delle posizioni geografiche) va condotto .cÒlla stessa norma, onde esser cer_ti di non sciupare a tavolino il frutto del lavoro. di campagna. Pèrciò, qualunque siano le formole adottate pel calcolo successivo delle posizioni geografiche relative dei verti ci di una rete, i termini trascurati nelle medesime, giusta le considerazioni che prece-
Mediante le formole invece di Gaus:; e di Andrti, si calcolano le posizioni geografich.e succe~sive dei punti di una rete camminanda per linee geodetiche; ma si deve por mente.al fatto che oltre all'er1·Òre apparente che si commette trascurando determinati termini di dette formole, è d'uopo tener conto della differenza che esiste fra l'azimut geodetico di partenza e l'azimut astronomico introdotto im calcolo, azimut che, come fu già dettG, si riferisce non alla geodètica, ma alla sezione normale all'elis·soide. Analoga diITereriza si riscontra nel valore dell'azimut reciproe© dato dalle stesse formole, per uria ragione identica. La linea geodetica che congiunge due punti sull'elissoide, è in generale compresa fra le due sezioni normali reciproche che essi determinano, e per ciò. se non si fa la riduzione d'azimut di cui si ·i falla. teslè parola, le formole date da Gauss e da Andrii daranno risultati un poco più esatti delle forrnole inglesi. Per chiarire quanto precede richiamerò le formole di Andr5., che ·dànno la ,posizione geografica relativa di due punti A, B, collègati geodeticamente dall'arco di geodetica a, di azimut geodetic.a N . E(!._~ in A. I primi termini di esse formole sono (fig. _2a):
,J
dono, non dovranno mai superare tali limiti da influire su 4 000000 del lato geodetico, che congiunge i due punti della rete cui esse si 11iforisèono. Yari sono i metodi che si possono seguire nel calcolo successivo delle posizioni geografiche. .. Gli Inglesi, per esempio, le calcolano sostituendo alla geodetica ihe congiunge il punto origine al punto di arrivo, la sezione elittiGa normale all'elissoide nel primo di questi punti e che passa per il secondo. ln questo modo, si ha il vantaggic, cli intr~dune in c·alcolo come azimut di partenza, l'azimut della sezione normale, che è l'azimut astronomico determinato direttamente ; ma. oltre un certo limite nella lunghezza del lato, è d'uopo corregger l'azimut reciproco, per 1iferirlo alla sezione normale nel punto di arrivo che p.assa per quello di partenza, sezione che differisce dalla sezione reciproca, e ~he fa con questa, due piccoli angoli dello stesso ordine di quello daLo dalla formola (•I) ("'). Questa correzione è necessaria quando i lati oltrepassano i 200 chilometri, perchè non facend.ola ne risu!'ta alterato l'azimut di partenza. di uno qualunque dei lati successivi, e dopo tre o quattro lati, il cumulo degli errori sull'ultimo azimut, può ràgginngere 0",2, quantità che da sè sola, inlluisce sul la posizione relativa del punto successivo, per 11 OO~OOO del lato che lo congiunge al precedente. {'J La geodetic:1 AB fa. in A cd in B, collo. sezioni norma.li corrispondenti, angoli sensibilmente eguali ad :1/3 degli angoli fatti in essi punti, dallri dette sezioni reciproche fra di loro.
per la differenza di longitudine: -wA
Wa
a Sen N
=
I
A
a.A
eos
'PA
+.
per l'azimut N . E a 8 di A in B: a
1
8 -
•
180 -
1
aA
.
=
aSenaA N
A
tang
'PA
+
•
per la differenza di latitudine: fa -
'rA
+ = aCosaA Po,A
dove NA, Po,A sono la grande normale ed il raggio di curvatura dEI meridiano, nel punto A. .
!
a'
l?ermanc1osi in queste formole ai termini dell'ordine ; \ incl11.-
,. 1i)
LE NOSTRR RETI' GEODE"J)ICHE
RISPETTO Ar,LA IUNNOV.~ZIONE'. DELLE ~f:\PPE CADASTALI
sivi, anche per a =24-0 km., i termini trnscurati essendo dell'or-
Lo stesso dicasi per le altre due formole ( 11) sopra riportate. Vediamo ora quale sia l'iniluenza deJ.l'errore probaT)ile della latitudine, della fongitndi1ne e dell'azimut del punto ·e del lato di partenza, sulle di.ITerenze eh latvtudine, di longitudine e. di azimut dei vari punti di una rete, gli uni rispetto agli altri . Abbiasi (vedi fig. ,1· e 1'-bis) la serie di punti A, B, C, D, collegati dai Iati op o., a 3, o~, ecc.; sieno cpA, <fu, </>e, q>o, le loro latitudini; w.-1.., wn, wc, w0 , le loro longitudini da un dato meridiano; C/. A, au, ac, a 0 , gli azimut nord-est dei lati o-P cru 0 3 , o~, nei punti A, B, C, D ed a'n, q,'c, a'0 , gli azimut reciproci N. E dei lati stessi, nei punti B, C, D, ecc. Supponiamo che nel punto A si sia fau.a una stazione astronomica e che gli elementi cpA, wA, aA, si sieno otLenuti cogli errori pro· babili:
i
4
dine ~,} (salvo per latitudini prossime a 90°), non si commette_,
A;
rebbe. per ~uesLo. faUto,. errrore superiore ad
c·1)~ <. 58000000' ,
1"
, 50 . 25
<
éi"ssia in secondi 0",004. È da osservarsi però che tuLLe le volte che la lunghezza del lato a
..
.
rende necessario il tel'l.'c r conto dei termini in eN~ , perpoteq~arantire colle (14) la cifra dei centesimi di secondo d'arco, è pure necessario che nell'adoperare le form<>le stesse, si corregga l'azimut di ]_)artenza osservato, della quanti.I.~ data de:la formo la ('I),. perchè
1
questa quantità essendo dell' ordine :~.~ ·, si iutroduce nel primo .
termirre delle ( 1it) un errore che risnlta a,ppunto dell'ordine 1
!
'
f
A.
eN:,
·del1' ordine, ci'oè, dei termini di cui si vnol tener conto. Per esempio se (3A è l'azimut osservato od astronomico d'i B, sull'orizzonte di A, f3A - . aA
= 6e':N' · C0s o-2
)
•
A
q>A •
espressi in arco di cerchio di raggio 1. Applicando successivamente le formole ( 11) si avrà: 1
0- 1
a 'n -
Sena.,.= Sen [13".~ - (f3A - aA)]
e2 (72 N'A
Cos' <JlA Sen
salvo quanti Là d'ordine superiore. Ne segue che scrivendo: cr Sen (3A WIJ - · w,1. = , , NA Cos <p,1. Cio0 ponendo nelle ( 1 1ì ~A in luogo di termine l'el'l'ore 1 1
-
o
't
2·
=
Sen (3 ,\ -
(3A
Cos (3,\
l
TA
1180
-
aA
=
O"t . sen NA
a.A.
N,J ~ A
+•
(1'1 ·bis).
1
in luogo di - '- , perchè Po,,1,
essendo:
+
aA,
tang Cf>A
)
si commette sul pr;imo
_,1_ = _11_ ( ,1 1 1 Po,A N,1.
e: r.os ,1 -
2
q,")
e'
·r
questa sostituzione non importa che una differenza
.
A
+
aA
Nell'ultima delle quali abbiamo posto
e a ' -N e·· ;- X 6 N2 Cos <Jl,1. Sen ~A Cos' - ·A 0$ • A A
; la" che è precisamente dell'ordine ..,.....Nr• ••
Sen
. Cos m:
Sen f3A Cos (3A
per cui:
- Cos (3A. 6
= . NA
WA
Wn -
1
~ '-.1.
0-1
,
-NA . e.
Cos1 <Jl.-1..
-., - ~, e
,
-
.f6
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
la quale per la piccolezza del fattore e•. Cos'
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
1 (circa - -
qi-'-
300
per le
_._(
nostre latitudini), non ha alcuna influenza sulle considerazioni che intendiamo di fare sulle formole sopra scritte. Analogamente, passando dal punto B al punto C, si avrà:
Wc -
ate -
il 80 -
Wn
Dove a a = oc'o
=
CXn
G'c· - 'Pu
Sena0 -a,--
+ 8 (a' e -
+
Wc -
u
)'+
a, l(Cosan 8a0 -----
-
No
Cos <fo
Sena · )'/ ( Cos" rp: sen 'h o' <i>o ~
180 - a 0 )
1
1 _
Wn1 -
17
= ;:
1 /
·+ ... ·
i(
cos a 0 • tang 'Po. 8 a 0)2
+
(13-bis).
Nn Cos 'Po
= .-a, No.
=
e ,-,en ao . Lang 'Pn
a, cosen a 0 .N
+
+
(H-ter).
.
8
Nelle quali formole abbiamo ommesso i termini dipendenti da
± angoli formanti l'angolo C BA ( 12). 1
Differenziando ora le (111-bis ed 1111-ter).rispetto ad aA e 'PA, a 8 e 'Po, ed applicando un noto teorema sull"error probabile di una funzione di quantità osservai.e si avrà : a 8 (Wn-wA)=-'
· NA
l(
Cos aA __ Cos 'P A
ftaA )
•
+
perchè i medesimi risultando affetti dai fattori:
sono piccoli rispetto agli altri. Da queste formole, intanto, appare manifesto quanto dicevamo alla: lettera C del§ 5° precedente, che cioè le posizioni geografiche relative
)''1/ + ( Sena Cos~ rr: . Sen 'PA 8-q,A ~ • + ..... ('13)
e le differenze d'azimut, pel fatLo degli errori probabili
degli elementi di partenza, non ne risentono che lievissimi errori degli ordini
2 -
ANNO XXX, VOL. I.
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
Cosicchè se per esempio: BrpA
anche per lati
=
flwA =
al' a 2
+ 0", 1, 1
e se
8c,.A
= + 0",2,
di 400 km., essendo NA, Nn
49
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DEU,E MAPPE CADASTALI
> 6000 km.,
gli errori probabili di cui riusciranno affette le quantità suddette, non riusciranno che 60 volte più piccoli dei precedenti, ossia saranno -dell'ordine dei millesimi di minuto secondo d'arco. (Vedi esempio numerico infine del presente paragrafo). È evidente però che a misura che ci allontaniamo dalla stazione astronomica A, gli errori sul calcolo delle posizioni geografiche relalive,dei successivi punti della rete, andranno man mano crescendo ed accumulandosi, cosicchè se vogliamo m; ntenere la precisìone di queste quantità entro i limti di+ 0",011 per le differenze di latitudine e di longitudine e di + 0",02 per le differenze d'azimut, dovremo ad ogni tanto rinnovare gli elementi di partenza, cioè fare nuove stazioni astronomiche. Dalle formole che precedono, possiamo agevolmente desumere quale dovrà essere la distribuzione di queste stazioni percbè, nota la precisione colla quale esse forniscon·o gli elementi di partenza, la precisione colla quale si potranno derivarne attraverw alla rete, ]e posizioni geografiche relative dei suoi vertici, abbia ad essere in armonia colla precisione della rete stessa. Questa questione interessa specialmente le reti destinate, a servire per la determinazione degli elementi dello sferoide terrestre, perchè è evidente che acciocchè sieno paragonabili fra di loro i risulLamenti ottenuti con t?,na stazione astromica di controllo, e quelli ottenuti attraverso ad una rete, considerata siccome giacente sopra una superficie di data forma a dimensioni, è anz itutto necessario che vi sia equilibrio fra gli errori probabili dei dati ottenuti coll'osservazione diretta, con quelli ottenuti per derivazione analitica dalla stazione astronomica di partenza. Se così non fo::;sero preordinate le cose, cioè se non fossero fra loro armoniche, la precisione della rete e la precisione delle determinazioni dirette astronomico-geodetiche, non sarebbe possibile .
desumere alcuna conseguenza dalle concordanze o discrepanze che , avessero. a risultare fra gli elementi da confrontarsi, poichè tali discrepanze o concordanze potrebbero essere effetto degli errori di calcolo accumulatisi o di insufficiente precisione sia della rete, sia delle determinazioni astronomiche, anzichè effetto della infedeltà colla quale la superficie matematica sulla quale si è supposta giacere la rete stessa, rappresenta la superficie fisica di equilibrio del livello medio dei mari. Per semplicità di notazione porremo nelle relazioni {113, 13-bis): 1
Cos
a -'=r· NA "
c,. A
a =--· 1 Cos 'PA'
b
=
1
Sen c,. A • Sen 'PA. Cos2 <p.\ '
b'1 =Sene,." · a111 Cos" 'PA'
=
Sen <XA
•
(H. )
ed in luogo delle quantità corrispondenti relative al punto B. Chiamando B,, B,,, B,,,, gli angoli sferoidici di vertice B, che bisogna combinare per somma o sottrazione coll'azimut <X'n, pei' avere l'azimut an di a 2 in B, ed attribuendo a tali angoli lo stesso errore probabile che all'azimut di partenza, avremo, se n, è il numero degli angoli B:
. e~i+
e
o
Cl.n
=
o e,.
13
~2)·;.. ..
-n 1 • o
aA
• •
•
•
•
(I") ' t> •
•
Considerando poi che in generale, per i dati che precedono, possiamo porre:
le suddette relazioni (113) e ( 113-bis) diverranno: 8(w13
-
wA)
=
( + ('~' b )2 flj i
?\. ( (ai)2
1
8 c,.A
.
20
RISPETTO ALL A. RIN?{OVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
8' ( ~e -
o' (oc'c -
wa)
= ?'~ ~ (a, 8' oca)
'180 - oc 8)
=
2
Sostituendo ora nelle (17-bis) per
+ (b, 8'rpn)' I½
i
r, (a'. 8'oca)2
_2
_2
8' ocn e per 6 <J'a
+ b', {5' 'l'»l' 1~
(;I 7-bis).
i loro valori (18-bis) e (18-ter), salvo quantità dell'ordine
r\
X
r,
X 8 oc A,
si otterrà facilmente: Dalla 1• delle (H -bis), tenendo presente la {116), si ricava, applicando il consueto teorema: 1
180-oca) :::r, . [ (a\)'('1 +n1)+
c5'(oc'c -
1
(
Dalla 2• delle (H-bis), tenendo conto della (15), si ottiene:
8' ('Pc. - 'l'n) =
1.. .
[(a\)' (1
17-ter).
1
+ n)]'I•. fia A
Da queste formole, tenendo conto delle {·11-ter, 18, 18-bis, 18-ter), si otterrà facilmente: 1
f 1 + r\ (I (a' = L
=
c,1
1)•
+ n.)
+ ('2I b')"!~ + n Jéì'ocA-"=
[ ,J
1
+ n.
18-bis).
(1
+
1·'
I 1 l (a'.t +
)') J-2 + r\ {a\ (1 + n.) + (1 2 b\ j 1
fJ oc'c
2
=
[
(1(
(Ì'OCA
+l
+ n.) . I1·1 + n. r'
\ (a!J ·
("9).
•
+ ('2I b'.) 'lj lj +
+ r·\.{ (a',)2 ( 1 + n.) + ('2I b',)'}1. 8 1
Finalmente, dalla 3a delle (11-bis), tenendo conto della ('16), si avrà:
,t
• •
1
_ oc A 2
•
(
19-bis).
1
LE NOSTRE IlETI GEODETICHE
Il1Sl'ETT0 ALLA IIINNOYAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
Se ora supponiamo che: OCc
e che sia:
= oc'c ±e,± e,,+ C,11
o'C1 = o'C11 = b'C111 = o'ocA,
e che n 2 sia il numero degli angoli C, si avrà: I
') ( o'occ·= 8oc'c·'> +n2 8ocA~" )
.
_ _2
nella quale, sostituendo per 8' oc'e il sno valore (4 9-bis), si otterrà·
[.,1+ 1.+ n,, + n, I~ 1·'' If (a, )' , (4$ l)' ')' I~ + i
-,-
+ 1·\ ·l (a\t ( 1 + ni) + (~ b'i)•t j J8 oc/. 1
(20).
Ora passando dal punto C al punto D, si ha:
fl(wnos, (
oc ID -
'
1'3 { (a3ì'
Wc) .
180 -
cxc )
ò ((j)0
. = ri.
l(
fla/ + (bi 8(j)/ 1§
aI3)i ,_:;---2 u ac
+ (b' )2 ;,;:-- 2,I ! 3
o <flc
('.iH).
2
%) =- 1·3 • (a"3 . Òa c)
-
quindi mediante le ( 19), (19-ter) e la (20), e trascurando le quantità d'ordine ruperiore a r aoc A, si otterrà: 1
cl (oH•-wc)
+ n, + n,.) +
= r 3. j (a3)2. (1
+ (~ b )2 }½. aa/ 3
ò (a'o - 180 -
cxc)= r 3 • f (a'a)2. (,f +n1 +n,)
+ ( 24 Vi)'/ij2,
_
Le relazioni ("8, "8-bis, 18-ter, 19, '19-bis, '19-ter), ci danno gli errori di cui risnltano affette le posizioni geografiche assolute dei punti B, C... , pel fatto degli errori esistenti negli elementi di pctrtenza a ocA, afA, a wA, astrazione facendo dagli errori di cui sono atTetli i lati snccessiv i a,, a,, a 3 , · Queste formole interessano i problemi di geomorfia, poichè dalle medesime si può dedurre, data la rete 1 quanta parte delle discrepanze che si ottenanno fra le posizioni geografiche calcolate attraverso la r~te, e quelle risultanti da determinazioni dirette, sia attribui bile agli errori degli elementi trigonometrici ed agli elementi astronomici di partenza, e quanta invece sia attribuibile alla imperfett.a coTtoscenza che abbiamo degli elementi e della forma della superficie del geoide. Que~te stesse formole, completate media1ìte i termini dipendenti · dagli errori probabili
+
· (22).
servi rebbero anche a determinare dove, cioè dopo quanti triangoli a partire dalla stazione astronomica di origine, il cumulo degli errori elementari dovuti agli errori insiti negli elementi astronomici di partenza, faccia equi·\ibrio al cumulo degli errori elementari di natura trigonometrica.;; e se ne dedur,rebbe come debbansi di stribuire le stazioni astronomiche sopra una rete nota, perchè vi sia armonia fra la precisioÌ1e delle determinazioni puramente geodetiche e le determina.z.ioni geodetico-astronomiche. Non ci soffermeremo su questa questione, perchè, per l'esame del problema ca1'togra6co, è essenzialmente sulla precisione delle posizioni ,qeografiche relative dei punti geodetici, che importa fermare la nostra attenzione. Anzit~tt;, è facile vedere che l'influenza degli errori probabili relativi
2
0(/.A
dei lati vi'
J
a,, sop~a le quantità:
è misurata da termini della forma :
òo-1 Sena~ ò a 1 -N . e--' -N . Sen A
OS <p A
O(W 4 -
Tang
(XA
A
(J)A,
25
RISPETTO ALLA RINNOVAZlONE DELLE MAPPE CADASTALl
LE NOSTRE RETl GEODETICHE
Wn)
òa -N1 • Cos °'A, A
=
[r\ ~ (al
' + (°
•
: 0
(vedi ,J 1-bis) ossia, moitiplicando e dividendo per cr1, e tenendo conto delle (11 11-bis), della forma:
·
2 }
180 -- a 0 )
ò (a'c -
(f 1
+n + 1)
ci b,)2t
OOI
A+
(wc - w")2 J½
= [r', [ {(J, '/ (1 + n,) + 1
(24) .
..
Ne segue che le relazioni (17, ,J7-ter, 22), completate coi termini dipendenti dagli errori probabili:
+ (; b (ta/ + (
salvo quantità trascurabili, diventano:
3
8(a'0
+ -;;!
]i
180- ai:)=
-
+ ( 2 b' 1
òo-)'·{Wn - wA)2 2 • (
èì(a'n-180-aA)=
Y
\
)
3
1
8 3 ::
(~> 0
-
[1·\ i (a\)2 (,1 +
I tJaA _2 av + ( aa/) \
)
(a' 0
- ·
wc)2J½ 1~1
+n,)
180 -
+
°'e)']2i
(25).
[r\[ (a\)2 + (i b')'}aaA +
+;(0 :1)' {a'n -180- a,l J½
2
. (23). .
0
e così di seguito. Procedendo successivamente sopra qneste formole, in inodo affatto analogo a quanto abbiamo fotto colle ('17, ,17-ter), si giungerebbe facilmente ad esprimere gli errori complessivi di cui risultano affette le posizioni geografiche assolute· dei punti B, C, D.
LE NOSTRE IIETI GEO DETICHE
RISPETTO ALLA RINNOYAZIONE DELLE MAPPE CA DASTALI
Si troverebbe in tal modo, per esempio:
oWn = [ {~ + 1·\ (
(aJ~
+ (i b
1 )')}
+ ( 8a~' ) ' {ù>n · .8au =(,1
+n
1)
2 wA)
oa/+
J:
i[l 1 + ,1 ~\i,((a!J +
+i (b'J)} ò'a/ + +
·C~; )'(a -180-aA)'J: . 1
,J~n
1
1
8cvc =
(23-bis).
U1+ r\
·+ (8 :1)• (wn 0
((as)'
w,S
+ (; b',)) !ta/ +
+ r\ I(a\) (I + -ns) +
ci
+ bZ,y I~2 + (8~') 2(wc 89c
=
/ ,1
[
)
(i +r\. (a\)'
2
8aA
Wn)'J
+
(2i--bis).
27
È noto che la proiezione sopra un piano dei vertici di una rete trigonometrica, si opera calcolando le coordinate ortogonali di questi, in fu nzione delle loro posizioni geografiche relative, riferite ad uno o più centri di sviluppo, giusta una prescelta legge di trasformazione. I lati trigonometrici che servir debbono all'appoggio dei rilevamenti, subiscono per effetto della loro proiezione sopra un piano delle deformazioni lineari ed azimutali, le quali abbiamo già visto doversi contenere in cel'li limi ti,per non rendere illusoria la precisione della rete trigonometrica. Ebbene, per la stessa ragione, con ferrà ch e il calcolo delle posizioni geografiche relative di detti vertici, sia condotto in guisa che l'aliquota di errore di cui risultano affette le loro mutue distanze per eITetto degli errori insiti nelle loro differenze di latitudine e di longitudine, sia piccola rispello all'errore assoluto dei corrispondenti lati trigonometrici,qnali i medesimi emergono dalla triangolazione. In al tre parole, le variabili ausiliarie
che servono al calcolo delle differenze di coordinata, e quindi a quello della distanza M N, proiettata sopra un piano, non debbono esser sorgenti d1 errori dell'ordine di quelli coi quali la distanza stessa ci è data dalla rete, altl'imenti non si avrebbe armonia fra la precisione di questa e la precisione delle determinazioni geodeticoasl.ronomiche. Siccome quindi l'errore probabile di cui risulta affetta la distanza MN, calcolata in funzion e di
è nelle condizioni più sfavorevoli espresso da.Ila relazione
. + (8:.iY (q,c -
ò\- ~1 N =
q,B)2]}
e cosi di seguito. Veniamo ora alla questione che interessa il problema cartografico.
[
N;u
COS 9 M ò'
(er.>N -
+Po.M·t(q,N-'P)1i2]§ .....
-----
2
W~c)
+
.
(27) ('').
(') J.~ chiaro' che in questa relazione, perchè 8t M N rappresenti l'aliquota di errore probabile di cui risulta gra.vato il lat-0 i\J N, 1iel fatto esclusivo degli errori prollabili
28
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE ~lAPPE CADASTAU
Così, volendo che questo errore cumulato coli' error probabile assoluto 8 11 N del lato )1 N, quale risl1lta. dalla triangolazione, non oltrepassi un certo limite e, dovremo regolare il calcolo delle posizioni ?)aeo()'rafiche per modo che in generale non si abbia mai : ~
V
ed inoltre che sia sempre sensibilmente
< 8MN .
lt1 MN
Ora, pel' le formole (22), e ponendo nelle medesime per brevità 1
+ n + n + . . . = le, 1
1
la (27), salvo quantità trascurabili, diventa: 81
MN
=
MN) k-f-{ tang2 Cfi11 , Sen'a,11~~. ltaA
.• (27-bis).
La 2a delle condizioni (28), torna quindi alla seguente:
i~ le + 4~ tang
!
'Plc •
.
Sen
2
/Xl\
s2. o =< 8 ~lMNN
t! ..
IXA
.
.. (28·bts).
Applicheremo ora alla rete tipica, che abbiamo già studiata sotto il punto di vista puramente trigonometrico nel capitolo II, le considerazioni che precedono, supponendo che si ,;ia eseguito nel punto A (vedi fig. ,1a e ,1a-bis) una stazione astronomica, dalla quale sia risultato cogli errori probabili
di cui sono affette WN - w:11 o '?X -(pM, a cagione degli orrori insiti negli elomcn ti della posiziono geografic;i di partenza o dei successivi errori di azimut, è necessario calcolaro colle Cormole (21), nello quali si fa astrazione dall'influenza degli errori probabili dei ecc. lati o-.,
a•, a,
2.9
supposizione alquanto sfavorevole, ma in armonia colla precisione che abbiamo riconoscruta sufficiente nella misura degli angoli azimutali di ·IO ordine, nell'intento di ottenere una rete di 5° ordine atta a servire d'appoggio ai rilevamenti cadaslali al 2000. (Vedi § 2, Cap. II). Anzitutto, per rendere evidente con un esempio pratico alcune considerazioni che si potrebbero anche senz'altro desumere dalle formole (23), (24), (25), presento in un quadro i risultamenti cui si perviene applicandole successivamente ai punti A, C, D, E, F, G, H, I, L, L', della retesuddetta.
30
LE NOSTRE nEn GE0DE1'lCHE ERRORI PROBABILI
.,, ~
degli elementi delta stazione astronomica di partenza. i
=
(Òr:t.A)"=0,45; òm. = òwA=:;:Òr:t.A l.2 ~.....!.._ _ __ _ _ __ _T _ __ _ ....:.:."_ __
Il
A-
B (lato
an
= cr,)q,. = 37'.0';
1 · - 120° O' il G"l "· . 7, - 100674' B - C (lato an+2
=
G9.) 9•
I{I
'=====~===s=I .l Cl>
O",OO~e:°0131 0'',010541
_
O
Vi _
=
cr6) :p,
ò VG 1 . 30 ·O' --;;- 69937 ' 0
3
T{6
0",003'.326
~
o
H - I (lato an +p + 5
0",00086 1 0",00394 0";01240
~ ~
0:11
'[
I - L (lato an -:- p +
°'L=
-13-0 · . o· 15- cr9 G"9
-
-
7
=
= 20 . (*)
0",00488
0",0052
= (K + 4t Sen• rt tang q,) ,/ 2
2 •
ò "-•
K =i +1i+n ,+. . .. .. . . ·
rì cr',
7
1
--:- -1-43}164 <
i
1 ò cr, /4. • "
""crl
lì cr\ _ 1 1 ò cr,. -,- -uO 9""019- < -2, 5· -cr G 2 2
0'',0125 0",00446 0",00539
0",0067
0",0131
0",0078
= 37°. 28';
3-s 0
=
L - L' (lato ctn + v + s cr10) cpu 37'. 27'; 91.0• O' ò cr,. 1 . l{ - (~·19 IXL' - 'k • ¾ - 9000 > to , -
=
o·•,00544 o",00511
0",0135 0",00629 O' ,00606
011,0087
ò cr \ _
0",0078 0",00271
0",00699
0'',0075
O" ,0072
0",00307
0",005'i'
0",00351
-------------0",00259 0",003191 0",00000 0",00735 0",000'19
011,0073 0",004-03 0",00000 0",00403
I
I
I
0",(10007 1 0'',00344 011,00911 ..--..,----.
o·,0097 o·,0021, o·,00722
I
I
0",00173 0",006111
---------O" 00175
Annota.zioni spieqative: t• La colonna intestata ~(J), cont.ion() gli errori pro1Jabil1
ò cr\ _
-cr',-
o, ,00031 O",0-023s J .
O" ,oo,s
l
J
1
ò cr
I
1
1
-154750 - - <1,7 -·
-
òcr's _ 1 - cr\ - 134210
1
òcr, cr,
ò cr,
<1,5 - · -cr
5
Ò c 16 _
f 1 Ò v6 - - - <i,5 -. · -cr - 103880 6
-cr\-
Ò e',
_
i
1
lìcr
- cr\- - -80100 - <1,5 - . cr1 -7 1 1 15 era - -<1,4 - . c-cr' - 46490
Ò cr'g 8
8
0",0078
ò cr\ cr9 - - 1 - < 1- ò-· cr'g - 25116 2,5 . G9
Ù",0038
ò cr' , - - -
0'',00346 0..,00004
1
- cr', - 188990 -. - - < 2- · -cr 3 0
I.
.
. O" ,000291 0",00256 O" ,00671 1
K 8 = 100
1 · I< 9· -95 > 0 o-
=
'
-----------I 0",00593
7
G9) q:,L
1
0",000871 0",00456 O" 0'1319
= cr8) o/H = 37°. 28';
_ r,; = 210°. O' __Il= cr8 9_ 1G 0, Òv
V
~_ò_cr_ _~ - - -' : - - - - -- -- - - -·- - - - -:
..:- - -- 11;
= 37'. 2!i!; 0",0002~ I 0",005911 0",005081
= v7) o/G = 37°. 32'; I{ = 36
• O' ò G7 1 . r:t.o= 190 - . - C7 - "30''9 ' ;) ;J...,
~r= il.,
ove
~
/ .:J:..,.
H (lato an + 1> +
òt.cp
I
0'',000861 O" ,00321 0",01'170
_
F - G (lato an +p+i
G-
7
3
as
a,=
ocr'
O'',OH3 0",00314 0",005141 0",0059
~I
E - F (lato an +S) = crG) <?• = 37°.16'; ' G~ 1 a, = 60•. O' o- 80-1.9 •> l{1-; - 19\
I
.
0
-
I
A <p
1
0'',000851 0",002271 0'',01i07
3
I
86. q, • ò ,:I, q, ~ -"-or:t.A - - ocr
Ù",0·110 011,0018l
0",00156
= 36°.51';
<f>ç
•
ò-,-.:l.t,) ucr ~
ò ,:I, (J). -,.-o c.cA
-,.-ocpA ÒÀ(J) -+..;;èi:..::cp:.:.:A:..__-!--1:..r:t.:.::A.:....._-;-_o_G_ - ; -!-..------',o _r:t..:. :A_ _
·= C - D (lato an+4 = cr,) = 3; .00'; - 60° O' ò cr, t · K ~ 90708 ' =6 D - E (lato an .i.. 6 = cr,) q,o = 37". 8'; Ò 1_. { 9 a. - 60 . O - cr, - 857'>_;)' I ' = · /Xc -
I 1 .,'
=:~
ò ,1 (J).
= ·1
1 · K - 60° O' lì cr, "" . ~ - 95691' ·
nISPETTO ALJ,A n1NNOVAZI0NE DELLE MAPPE CADASTAU
0
_
cr' 10
I
1 1 ò cr, - - <- - 0 18190 2 cr, 0
cp, contiene le analoghe quan lita
parziali, prodotti sul calcolo ctcila di fferenza di longitudine, dagli errori probabili lì?•, lì cc,, 1 relative alla diJTerenza di fatiludiue..- 3° La colonna intestata O ~ contiene gli errori probabili
relativi di cui rimangono affett.i i lati della triangolazione, calcolat i in funzione delle di!Terenzc di
latitncline e di longitudine clei loro estrem i A, Il, C, D, ecc. - 4° Tutti i clati che hanno servilo pei:
ò cr, e l'errore probabile risultante. - 2° La colonna in testata
.:!.
il calcolo dei risultat.i offerti in c1u~sto rrnadro , si riferiscono ~Ila triangol:izione tipica di cui si é trattali'
rQJativi corrisponclenti agli errori medi relati vi dei fo.L1 _eh tale rete. . . . {') J valori di K vanno crti"condo rap idam ente a part, re d,11 triangolo d1 2• ordine, perche nella rori prohabili SllCCessivamente eguali a: 2 ò cc,, ,, ò o:., 8 ~ a,, -16 è cc,.
.
v
nel § 2° del Capitolo Hl, e segnat.amento, le quant.ità ò cr,, ò Gt ecc., sono gli errori probabili v 1 G2 « 1, ac, IXL', intervengono angoli azim utali affetti da er-
composizione dei successivi azimut o:o,
a,,,
32
Da questo quadro si possono desumere le segtienti considerazioni: a) gli errori probabili parziali di cui risultano affette le differenze di longitudine, per effetto degli errori probabili degli elementi di partenza <pA, aA~ stanno nel seguente ordine di grandezza
I
~
latitudine, anzi qui il termine
' 6. O ... <p ca,\ oaA
è già alquanto superiore
0 . del 9O triango . Io d'I primo . al termine ~ rp "oo, nel punto F, , vertice 80 ordine. e) Gli errori proba.bili relativi, e quindi anche i corrispondenti errori assoluti, coi quali le differenze di latitudine e di longitudine determinano i successivi lati di primo ordine della rete,
oscillano fra ¼ e \ degli errori probabili coi quali i lati stessi 1 ' sono offerti dal calcolo diretto della rete.
Gli errori assoluti in parola sono registrati nella seguente tabella, calcolata coll'aiuto dèi risultati contenuti nell'ultima colonna del quadro precedente.
A1YNOTAZIONI
DRSIGN.\ZIONE DEI LATI
Om,30 Qm,Oì Qm,31
an .. ossia an +2
' cr, O><><Ìfl
11'aliquota d'errore dovuta al lato è dapprincipio assai più for te della risultante delle due prime al iquote, ma l'equilibrio già si verifica sul Iato di 2" ordine F G, che è appoggiato al 110° triangolo di 11° ordine a partire dalla base, quindi, per questo riguardo converrebbe che le stazioni astronomiche non distassero fra loro per più di 20 triangoli di ,1° ordine. b) Analoga conclusione si deduce dall'esame delle due aliquote che compongono gli errori risultanti nel calcolo delle differenze di
33
RI SPETTO ALL .\ RJN~O\',\ZIC'XE DELLE MAPPE CADASTALI
LE ~OSTRE RETI GEODE TICHE
cr~
colonna, come nessuno Om,32 Om ,12 Om,3~ dc;;li errori as;oluti d ·
II::::: :::::+
cn1 in dellnitiva ri 3nl
Qm,34 om,16 Om,37 tano grn.v11.li i 1/lt.i cieli" triangol,tzione, prima di Om,36 Qm,21 Qm 49 esser proicllali sopr;t un
\
GG OSSH't
:i•
o.v 6
:1•
v,
.a• cr8 ) ,;9 0 ~
{
an
Si scorge dai risultati contenuti nell' nit.ima
' - piano, sia grallcamen tc
alla Qm,38 Om,2't Qm •45 sensibile i : 2000.
8
ossia an +·11+1 . ossia an + v+ 3 • ossia an + p + 5 . ossia an + p + 7 •
v,o ossia a,i + t1 + 8·
scala <li
Di più, gli errori as soluti cli cui ris111.t:ino affetti i lol.ì cli 5° or dine, quei lati cioò che
Om,26 Om,19 Om,32 Qm,20 Om,13 om,2S: de\'ono scrviro d' ap poggio diretto al rifeOm,1.,t5 Om,·i"' Orr.,_91 vamento, so no l.tll (la • lasciare ancora un mar Om,32 Om,t3 Om, 3· o ginc sufli cionte per le deforrnazi o11i line~ri, in Om,18 om,08 Om 19 separabili da qualt1n(IIIC '
sistema di proiezione.
I
cl) Da quanto precede, emerge ancora che la situazione piu conveniente pelle stazioni astronomiche, è a metà distanza circa ('ra due basi success ive, perchè così facendo si ha un certo compenso fra l)oli errori tri l'>11onomeLrici della rete, e -gli errori che derivano nel calcolo delle coordinate dei suoi vertici, dagli errori iniziali degli elementi astronomici di partenza. Ossen,ando poi che l'errore iniziale di azimut è quello che influisce maggiormente ed in ragione rapidamente crescente, a misura che si atLraver;;ano nuovi lati, sui Yalori delle posizioni geografich e relative dei vertici della. rete, se ne può inferi re che, :ntercalando convenienLemenLe delle stazioni astronomiche di azimut, fra le stazioni astronom iche complete, si potrebbe con vantaggio cli tempo e di spesa, supplire alle lacune che esistessero nella nostra rete aslronomi ça. Concludendo qu indi il presente paragrafo, diremo che ammesso che ad ognuna delle basi trigonometriche della nostra rete abb ia a 3 ·- .lXNO XXX, YOL.
I,
3,i.
LE NOSTRE RETI GEODETICHE RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE, ECC.
corrispondere una stazione astronomica, i cui elementi siano determinati con errori probabili · <fa A
< 0",45,
8
(f)A
e
F5
wA
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ìVIARESCIALLO DI CATINAT
ed ammesse le condizioni di precisione e di sviluppo della rete stessa, esaminate e discusse nel paragrafo precedente, risulterebbero sod. disfalle le condizioni (28), necessarie perchè nel calcolo delle coordinate dei suoi verticì i'n funzione delle loro posizioni geografiche relative, non abbiano a derivarne errori tali da rendere illusoria !a precisio'ne delle operazioni e dei calcoli puramente geodetici della 'triangolazione.
( Contin1ia ). L
NELLE
(1686-i693)
Framm enti stor ici
.. G1LETTA.
ALPI
I.
Siamo negli ultimi ann~ del secolo XVII. . Il sole di Francia, Luigi XIV, ha raggiunto l'apogeo del su6 moto -storico e i suoi raggi dardeggiano sull'Europa la immensa :imbizione ,dell'uomo e la prepotenza del principe. Anche il Piemonte, destinato dalla geografia e dalla tradizione Sa,bauda a bilanciare in Italia l' antagonismo della Francia colla Spagna e coll'Impero, è colpito in pieno petto, sia nella libertà. di eoscienza, sia nella indipendenza dello Stato. Colpa l'ebbe il trattato di Cherasco, il quale, riaprendo le porte · delle Alpi occidentali alla Francia, già chiuse co·sì ermeticamente dal duca Carlo Emanuele I, incominciava la dipendenza dello Stato. Quel trattato, invero, metteva nelle mani ·della Francia la piazza di Pi~erolo e la valle Perosa.· E siccome tale conquista non bastava .ancora alla grande amblzione di Luigi XIV, volle possedere anche Casale, la quale piazza pensò di avere prima colla sorpresa militare, e poi finì per compra11e a suon di danaro dal Duca di Mantova. Con Pinerolo e val Perosa, la Francia. si affacciava agli sbocchi della valle del Po, legava la sua base d'Italia al Delfinato, creava . una piazza offensiva in buone condizioni strategiche e tattkhe . Colla padronanza di Casale, la Francia accampava quasi nel centro della valle del Po, si inteqYonen fra il Piemonte e i possedimenti di ·
l\ELf,E ALl'l ( 1(
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II, MATIF.SCIA I.LO DI C.\ Tl~AT
686-•(693)
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·\< mente per esso, per il suo benessere, per la sua disciplina, per -« la sua fama, per la sua gloria » ( 1) . La volontà indomita dalla quale era spinto, il desiderio di raggiungere prontamente gl i obbiettivi ai quali mirava, il bisogno di superare tanti ostacoli alla sua volontll, sono allrettante cause di -quella immensa· atLività di spirito e di opere di cui diede prova, e sono base a quel terrorismo che sparse sui· treatri di guerra nei {!Uali erano ch iamati ad operare i soldati di Francia. Per Louvois la guerra era la distruzione dell'esercito nemico, della libertà del popolo nemico, e delle sue sostanze: senza pietà! ecco la guerra -e il suo mandato: qualunque mezzo, purchè si raggiunga il fine, che è la vittoria. Il pensiero di fare del Piemonte e della Casa Sabauda una dipendenza della Francia, non poteya nascere che in Louvois, il .quale aveva ben .,.ponderato sulla sorte di questo paese, quando nel 1670 l'aveva percorso col Vauban. La politica del Louvois fu politica d'azione. Per i suoi vasti di·segni eragli necessario che l'entrata in Italia alle armi francesi fosse sempre assicurata: possedeva le porte, scelse il generale che le guardasse. Questo fu il Catinat.
Lombardia, li teneva separati, inquantochè intercettava fra essi la, linea più diretta: quella del Po. Non restava quindi alla Francia,. altro còmpito pe1' stabilirsi solidamente in Italia, che quello di collegare Casale con Pinerolo. Problema ad un tempo politico e· militare. Per questa situazione gli Stati. del Dnca di Savoia in Piemonte erJ1no minacciati di fronte e da tergo dalla Francia, e l'avvenire del principato abbandonato al genio, alla fortuna, alla virtù del principee del popolo.
II.
Quando Vittorio Amedeo II succedette alla reggenza nel governodello Stato, tre caratteri avevano grande parte nei destini del Piemonte: Luigi XIV, il Louvois e il maresciallo di Calioat. Il cardinale Mazzarino aveva lasciato alla Francia le tradizioni di un governo sagace, fecondo, coronato da buoni risultati in politica; la guerra non era, per quell' nomo di Stato, che una necess ità
Integrità di carattere, prudenza, somma attivilà, abilità politica, . furono le principali qualitit di quel capitano. Luigi XIV lo chiamava la 1Jirtù coronata ('2), e i suoi soldati lo salutavano col nome cli papà la pens6e. Ebbe dalla natura l'intuito della guerra: dalla fortuna la protezione di Louvois. Semplice e modesto, scri\'eva al ministro: <t .Te ne saurais rien dire, que vous ex:primer mes sentiments par << l'ltonneur que vous m'cwez procurée un si beau commanclement. <<.Tene songe immonde qu'à m'en acquitter, poiir rn,6rittr a·i;ec « qnelqtie jiistice cette marqne cle 'IJOtre estùne >> (3}. Morto il Louvois cadde pure dagli alti gradini della protezione reale il Catinat, per glt intrighi di una nobiltà viziata che correva
dolorosa. 'Luigi XIV invece,proclamando la formola dello Stato son io, rovesciava il sistema del suo maestro e dava alla guerra la primazia, e alla politica l'azione secondaria: la via per farla. La politica souo. quel Re, ben dice il Rousset, passava dai minisi1·i ai generali ( 1). A. soddisfare l' ardente desiderio di guerra, Luigi XIV non aspettava che la spinta morale: trovò Ì'uomo, e questi fn Louvois. 1
,, Nessuno era più capace di Louvois di dare a.Ila, guerra fu, « preminenza e mantenerla». Il ministro della guerra di Luigi XIV non fu capitano; diremo meglio, non guidò eserciti; ebbe però l'alta idea della guerra, fu grande amministratore e riformatore di eserciti e conoscitore profondo degli uomini; di tutto si servì,purchè tornasse utile alla sua patria ed al servizio del Re. « Rifece l'esercito e 1 ;e « richiese grandi cose; ma richiedendo .tanto, layorava indefessa-
lìousswr. - Opera ci tata. , t2) Mémoires el conesponda.,ice dti maréclial de C<ilinat. VoL i 0 • Lettera al fratello.
(!)
(3) ('J)
noussET. - Histoire de Louvois. - Paris, 1873.
I. ,.
HOlJSSE'f. ,...
Opera citata .
IL MARESC lALLO DI CATJ~A1'
in cerca di fo rtuna al seguito delle regine d'amore che s'abbrancavano al Lrono (1). Fu Louvois che, nel 1679, medilando la sorpresn di Casale,. trasse dalla Fiandra, dove combaLLeva, il valoroso capitano, sapendolo cli orande capaciliì e atto a condurre un'impresa così audace,. n che rich iedeva destrezza e scienza mil itare. La sorpresa non si tentò, ma fn quello il giorno di fot'luoa del Catin::it. Nominalo governa lore di Saint- Ghislen; Louvoi:; gl i scriveva: « Je ne vous fait pas des complimenLs sur l' élablissement que « S. U . vient de faire po1r vo us, pa:·ce que, apparamment, ·voMs « ne dontez pas qtbe j eprenne ime très-grancle part à lO'l.bt ce qiii vous « touclw t ». 1el 11685 Catinat era comandante di esercito. Come tale il maresciallo ebbe sempre chiara idea degli obbiettivi che voleva raaaiun"er'.e: fu temporeggi;ilore, seppe accogliçre e respinae,·e. a s:;nd; della opportunità, i negoziati multiformi di quei tem;i, i quali furono vera arma da guerra, ~estinati pi.ù a sospendere la battaglia che a scopi politici.'Seppe talvolta r1fìulars1 alleidee del suo Re e alla tenace volontà di Louvois, quando il mandalo gli. parve impl'ovvido; ma seppe m iore il rifiuto con allre proposto, le quali maggiormente colpivano l'immaginazione del Re e il suo desiderio ardenle di glol'ia. Il CnLinat fu generale che seppe sempre scoprire le imprese pensate dai nemici, non fu mai sorpreso, ebbe ferma volontà, e seppe operare in guisa da trascinare nella sua orbita, o prima o dopo, l'avversario che lo fro nteggiava, battendolo . 1
1
III.
Di fro nte a questi caraLLeri slava Vittorio Amedeo, il quale aveva ereditato da reggenza femmin ile uno Stato . in decadenza, poichè, sebbene la Duchessa madre mostrasse nella sventura sensi e coraggio più che di donna, per ciò che si riferi sce alla polilica (1) Si s.1 che Louvois, por mascherare Io scopo della v~~u_ta di Cntinat a Pinerolo, fece spargere notizie cho fosse compromesso in amm poht1c1.
NELLE AL PI ( 11686- •l 693)
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estera, non cosi fu coraggiosa nel governo interno, perchè troppo poterono in lei i iavo rili, la nobiltà , i ges uili (1 ). « Vittorio Amedeo fu d'indole subita, anzi violento, e se ne eb« bero a dolere spesso la moglie, i figli , le amanti, i ministri. i « general i. Voleva obbedienza cieca e pronta in lulli. Difficile era « il conoscere ciò che ei pensasse o vol esse. )fostrò talvolta di « non distinguere la utili tà cl ella moralità pol itica; ond'è elle gli « manca alcnnchè della vera grandezza. Viveva con semplicità, << non amava il fasto nè la pl'odigaliLà minore; indefessa l'operosi tà « della mente e del corpo. Fu, in gioventù., di complessione grncile « e cli molle e di quasi femmin ea bellezza; nella virile elà e nella « matura il corpo inclnrò alle fatiche più aspre e alle privazioni « dei comodi della viLa; il suo volto si abbronzò , le fattezze pl'e« sera un carattere risoluto ed energico » (2). Principe glorioso per le armi e per la costanza nei propositi, variabile nei mezzi delta politica. Seppe Lemporeggiare e aspettare il momento· dell'azione, seb bene per natura fosse portato alle audaci e pronte decisioni. Volle strappare alla Francia quella dipendenza dello Stato che era divenuta una ignominia; fu quindi sollecitatore, per lungo tempo, della lega contro Luigi XIV; mise ad altissimo prezzo il suo concorso e quando gil!ò la maschera, nel ·1600, e posò la sua spada sulla bi lancia. della guerra, i l più debole in risorse militari, dice con fine ironia il Rousset, l'ultiino vembto fra t.anti principi, si in71:alz6 al lioello dei più gmn.di; /1i im a elette principali teste clelta coalizione. E l'ambasciato1;e francese a Torino seri vcva: « on peut dire de ce prince ce « que l'on disai t de Charles Eman uel I, que son creur élait couvert « de monl.a"nes comme son pays o " ~. E il duca di Saint-Simon ripeteva sovente : « ce prince clevient, par sa situation, l'ennemi de « la France le plus conteux ell e plus recloutable ». Come generale in capo Vittorio Amedeo mostrò men le facile nell'intuizione dei principii della. l{uerra; pronto nelle decisioni, le quali furono qualche volta il porlato naturale del cuore piit che il risultalo d'un ponderato pensie1·0; ebbe facilità di tl'ovri.ti belli ci, (i) (2)
C1muTT1. - Storia di Vittorio Amedeo li. - 'forino, i856. ç1rnU1"1'1. - Ùper,t Cilal;t,
4-0
IL MARESCIALLO DI CATINAT
fu r,enerale e uomo di tenace volontà, pur avendo l'apparenza di ced~re agli eventi; ebbe grande forza ~orale nei terribili giorni della sventura, che non furono pochi nella sua lunga vita di soldato e di uomo di Stato . Amò i suoi popoli e ne fo riamato, mali e le stragi che eorado le continue nr,uerre in cui li tenne, e i trava~l v . le accompagnavano . . Il duca aveva un grande principio morale da sostenere e sul qual~ fondava tutta la sua potenza: difendere cioè la li bertà dei sudditi e dello Stato. La storia c'insegna che s.olo i grandi principi i producono nella vita dei popoli i martiri e gli eroi.
IV. Ecco il Catinat e Vittorio Amedeo II di fronte: scendono in campo l'uno contro l'altro armati; rappresentante il primo la volontà assoluta d'un Re, capo di Stato e principe il secondo . Si sono conosciuti nel sacrifizio dei Valdesi . - Ma Cati nat non indovinò Vittorio Amedeo . Non lo trovò ni /ort, ni assnr6, ni en éuit de clc!cide;;· ( l ). « L'homme de guerre, ha scritto il Rousset, « habitué aux prescriptions nettes, fermes et sure::; de Louvois, « jugea mal son future adversaire; il s'en tint au prèmier ~oup « d'oei l, négligeanL O!l dédégnant de pénetrer ce caractère profon« cleinent secret. Il ne vit en lui que un enfant sans vigueur, inca/( pable de se reduire !es affaires dans sa tèLe d'une rnanière, à « s'en pouvoir exp liquet· avec recti~ude et à prendre une bonne et « assenèe résolulion ». Si combattono colle anni e colla politica. Nessuna lmttaglia decisiva, di quelle che distruggono l'organismc, dell'esercito vinto e lo rendono impotente ad ogni altra impresa. Non una tessitnra strategica ben determinata nello spazio e nel tempo - ma marcie e contromarcie · tendenti a spostarsi reciprocamente dall e provvi(1) CATINAT. -
,1/émoi i·es. - Lettera a Luigi XIV.
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denze e dalle piazze che erano magazzini. - Lunghe tregue: gli eserciti di fronte l'uno l'altro, chiusi nei loro campi . La guerra la fanno con truppe assoldate, con milizie, con prigionieri tolti dalle prigion i sanatorie,con capi di fuorusciti che pugnano contro la patria e con capi di religionari che assalgono il nemico della fede. La guerra si fa coll,t distruzione d'ogni risorsa; i magazzini , i convogli di vettovaglie, sono i veri obbiett'ivi cli operazione: - nessun quartiere ai vinti delle città e for teae prese d'assalto. Le milizie, sono ormai un'istituzione generale: anc!1e la Francia le ha create per opera di Louvois; le chiama alle armi nella difesa del Delfinato. Esse coprono le spalle dell'esercito di Catinat e combattono nelle Alpi la guerra di partito. Neppure in Piemonte vien meno l'antica devozione al principe della milizia pae:;ana: giuoca una parte importantissima nella lotta: si lancia alle spal le e sui fianchi dell'invasione, non da. pace al nemico, getta l'allarme nei campi, compie imboscate, così che i nemici non ardi:;cono uscire dagli accampamenti che in armi e in forza. In questa lotta il popolo piemontese, dà tutto se stesso alla difesa della patria, combattendo quei feroci nemici c!1e passano a fi l di spada i vecchi e i fanciulli, che fanno strazio delle donne, che requisiscono, o distruggono, o incendiano le risorse del paese, lasciandolo nella più dolorosa miseria. Di tanti $acrifizi e di tanti dolori il princ.ipe di Sctvoia non sa come meglio compensaee il suo popolo, che spezzando in elemosina perfino il collare dell'Annunziata:
V. La storia delle valli del Pellice e del Chisone ricorda le vicende d'una piccola colonia di religionari, i quali, colà. confinati, vi yivevano di privilegi accordati dai . duchi di Savoia, tollerati dal governo, molestati dall'inquisizione. Assaliti più vc,lte erano corsi alle anni, avevano difese le loro vall i, dove si asserragliavano, rac-
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cogliendo le famiglie e gli avèri in taluni punti forti per natura) che la tradizione di quelle valli ricorda ancora, mostrando oli avanzi dei ricoveri e i ruderi delle trincere difensive. " L'anno ,168f> fu fatale per quel popolo. Lui ai XIV revocando l'e~itto di .Nantes, non lascia che due vie d'u~cita : o la guerra o l abbandono della fede e della patria. Luigi XIV ha detto al duca Vittorio Amedeo dovere eali ci · qnalunqu,e costo, condune i suo·i sudditi ai piedi eletta chiesa. Non vi è appello: ragione politica impone a quel principe di chinare il ·capo dinanzi alla volontà del Re che vuole e può. ?)
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La valle del Chisone si ripartiva nella seconda metà del secolo XVII, in Pragelato, dal colle di Sestrières al Bee Danphin, e in valie l'erosa dal Bee Dauphin alle Porte di Pinerolo. L'entrata nella valle dalla pianura piemonte_se era contrastata dalla piazza di Pinerolo, dal forte di l'erosa, dopo le Porto, e più tardi (,i 69,1-1692) da una serie di ridotte sui monti laterali della valle, e dalla ridotta di Fenestrelle (ridotta Catinat) nell'interno verso il Delfinato. Il vallone di San Germano e la valle di San Martino immettono nel Chisone. Dal vallone di San Germano, pel campo di Lazzarà, si scende in valle San Martino e dal colle della Vauna si va in valle d' Angrogna. La valle di San ~farti no, da Perosa si dirige all'ovest; è intersecala, chiusa da strette, difficile come terreno di operazioni mili.tari. Verso l'origine di essa vi è un punto storicamente importa:n~e: « Le poste des quatre Dents, au-dessus-du village de Bossi Ile ·« (Balsiglia) est surtout remarquable: e' est une montagne, sur la « quelle il y a qua.tre pointes de rochers(,1), où !'on ne peltt arriver « que par un petit-sentier » (2). Separa la valle di San ~farti no da quella del Pragelato e cli Perosa, la schiena !'occiosa del Truc delle Calabri e, la quale scende fino nelle adiacenze del colle di Tane; diventa quindi più facile e apre la cresta al varco, nei colli del Clapier, della Buffa e della Cerasa. Sono colli che nelle guerre valdesi furono a volta a volta oc-
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(·lJ Sono: l' Jnfernet, la. Col,nnbièl'e, la SaUe Vielle e Pan à·i Ziicchero. (2} Bounc11-r. - 11/imoires. - Paris, an X. •
('I686-,1693)
43 cupati dai religionari e dalle · truppe di Francia, fortificati, presi e ripresi. Dalla pianura piemontese rimontando la valle del Pellice, conosciuta in quel tempo più specialmente col nome di val Luserna, si giunge a San Giovanni, alla Torre, al Villar, a Bobbio i, all'antico forte di )f irabocco. Tra il Bouciù e il Sourman giace il colle Giuliano, nome storico nelle guene di quelle valli, il quale apre il varco a quella di S. Martino. Poi fra Torre e S. Giovanni scendono due vallette l'una a sinistra, l'altra a destra della valle. A sinistra qnella di Angrogna, a destra quella propriamente detta di Luserna. In fondo della prima sta Prato clel 1'01·no, che il Ricotti chiama rocca, scuola. ed asilo della fede valdese. È questo il terreno sul quale il Catinat fa le sue armi come generale di esercito. NELLE ;\LPI
JL i[AI\ESCJALLO DC CATINAT
(Anno ,J686). Vittorio Amedeo II, cedendo dinanzi alla forza ed alla volontà della Francia, si sollomeue ai voleri di Luigi XIV e congiunge le sue truppe a quelle francesi . Capo dell'impresa solo di nome, gli si pone al fianco, come con~igliere, il Catinat. Le truppe clestin~te all'attacco delle valli valdesi, sono, in parte, quelle francesi raccolte nel piano di Pinerolo ; in parte, a Bricherasio, le piemontesi: ambedue fanno mass,t e il Duca Amedeo le passa in rassegna. Sono circa. 7 ad 8 mila uomini, dei quali oltre tre mila Piemontesi colle mil izie cli Mondovì di Baro-e e di Bagnolo: i·l doppio dei religionari combattenti. A tali minaccie, alla riunione di tante forze, i Valdesi gettano il loro grido di guerra; le va ll i risuonano delle note del.classico corno che chiama a battaglia, mentre i ministri della fede, co liepreghiere e coi sermoni, li eccitano alla pugna. E così in breve tempo, si vedono quelle valli, nelle parti più aspre e difficili, convertirsi in veri centri difensivi, per vincere i quali ci vorrà e forza e sangue. Sono uomini che difendono la liber'là di coscienza,. che difendono il culto dei. padri, i loro diritti acquis.iti: sanno che è lolla senza quartiere · e vi si preparano. Le truppe franco-piemontesi si mettono in moto il 22 apri~e: formano due colonne ed una riserva. La colonna francese, coman~ •
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IL 11IA11ES CL\t.L0
DI CA TIXAT
data dal Catinat, ha per missione di entrare nella valle di Perosa, {)Ccupando il castello di quel sito , e marciare poi in valle S. Mariino . La colonna piemontese, sollo gli ordini del marchese Parella, deve entrare nella valle del Pell ice, occupare la Tone,. il Villars, passare a! ;,:ra1pertuis e spingersi a Villanova, ed occupato il colle Giuliano arrestarsi fra le due testate delle valli Pellice e S. :Martino, per di lit irradiare distaccamenti, che debbono percorrere i monti. La colonna francese entra nella valle Perosa, auacca e respinge 11n gruppo di Valdesi che chiudono il vallone di S. Germano, li 11espinge su Pramollo, dove essi si sono preparati trinceramenti e dove combattono coraggiosamente per dieci ore. I Francesi sono l'espinti. Il Catinat ritorna però all'attacco, s'inoltra nella valle, e mentre avanza, cinquecento barbetti assalgono di sorpresa S. Germano coll'intendimento di tagliare Catinat da Pinerolo. Ma il comandante francese di S. Germano, sorpreso, $al va il suo onore con una difesa disperata, e, comballendo per cinque ore, dà tempo ad altre truppe francesi di accorrere da Pinerolo. I religionari vinti, scompaiono dinanzi alle truppe francesi e si raccolgono su altri punti di difesa. Allora il Catinat entra nella valle di S. Martino e iomincia la carneficina. I Piemontesi assalgono la. valle Luserna. (ri unti a S. Gionnni spazzano i posti avanzati dei Valdesi; poi assalgono la valle d' Angrogna, che fu difesa un giorno intero. Ma la presa della valle di S. Martino, per parte dei Francesi, togliendo ai religionari ogni :ritirata, li costringe a capitolare. A Prà. del Torno si incontrano e Piemontesi e Francesi: il sacro krogo della fede valdese è violato, · e Catinat scrive il 26 aprile: « Le poste tant vanté de Pra de Torno et tonte la vallée cl' An~ grogne, s'est rendue à discrection à la vue des troupes du Roi et « ,le son A. R. snr !es hauteurs. Tout est renclu; il ne reste plus « goe qiwlq·nes opùii<Ures et1 haul de la vallée de Luzerne, dans les ~ villa~es de Bobbio et de Villars, conLre lesquels S. A. R. envoya « nn gros détachement. de ses troupes. ,Te me dispose à ITHlrcher «,vers Prali , en haut de Saint-Martin» . Ma les qiielq,.ies opinfriir es di Catinat era la vera guerra di briganta:.,ggio, una guerra tu Uadi sorprese che si man tenne vi va sui fianchi, al-le spalle dei Francesi. Quei religionari , rompendo le loro forze
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NELLE ALPI ( 1686-1693)
in bande, fecero la vera guerra di montagna . Pratici fin dall'infanzia delle risorse del paese, e grandi conoscitori del terreno, fecero una guerra audace che si prolungò fin ollre il maggio. La loro tattica era quella di cedere agli urti diretti del nemico, per assalirlo nei passi difficili e di sorpresa. Conquistati i centri principali delle valli, e i nodi cli montagna più importanti, le truppe vi si arrestarono e allora il Catinat, 9 maggio, scriveva: « Ce pays est perfettement désolé, il n'y plus « de tout : ni peuple ni bestiaux . Les troupes ont eu de la JJeine po11r « l'àpreté du pays; mais le soldat à é lé bien ncom,pens6 pcir le « buii,n >> ( 11). Nella corrispondenza del Catinat (2) troviamo una proposta del duca Amedeo, meritevole di essere ricordata. Per mantenere in possesso le vali i, con poche truppe, a,,rebbe voluto si costruissero tol'I'i, con poch i uomini di gua1·dia, e sbarrare così i principali passi dei monti :« J'aurais la pensée de faire btlltre, pour une plus gnmde « précaution, des tours propres à tenir en sùreté quelques soldats « dans les endroits où il sera plus à propos, pour garder !es passages « et !es meilleurs postes des vallées » - e inviava a Catinat un ingegnere per gli studi preliminari (•I 6 maggio). La guerra finì nell'anno. Una grande parte dei Valdesi emigrarono: si formarono su tre schiere ed attraversando il Moncenisio, ripararon@ in Isvizze!'a. Circa di ecimila furono trascinati nelle carceri e nelle fortezze, e circa duemila fanciulli, tolti ai parenti e dispersi, come servidorame, nelle nobili famiglie (3). Questa tot.La contro i Valdesi se dovelle essere dolorosa cosa per un principe di nobile cuore, come lo era il dnca Vittorio Amedeo, politir~amente gli servì ad arrestare, per qualche tempo, l'ambizione del Re di l<'rancia e i maneggi di Lo tn'ois. Guadagnava quel tempo di preporazione politica che era la co ndizione prima di quella che si potrebbe cl1iamare la sua rivincita. E quando parve al Duca di Savoia cli potere meglio guardare in viso il suo naturale nemico, al.lora fece sentire ai religio nari emi(l) RoUSS ET. - Opera citata .YoL 4-0 , (2) Cnrn,u . - 1llémoires. Vo i. '1 °. (3J c~r1UTT1. - orera citata. ·
XELLE ALPI ( 4686-•I 693) IL MAllESCI ALLO DI CATl NAT
grati la parola del perdono , e lasciò e forse li spinse ~ rie~trare nelle loro valli , riacquistando allo Stato un soccorso cosi devoto e · .. valoroso. Fallo si è che i Valdesi nel 1689 rifacendo la via del lloncen1s10, scesero su Salbertrand, allaccarono e forzaron o il distaccam~nto francese ouidalo dal Larey e penetrarono nella valle di S. :\Ja1'.lll~o, facendo c~ntro e ridotto della loro difesa la posizione della Bals1glitt. « I l· " pratiquèrent de loaement pour 300 hommes dans les ca:, J o b . . é « vernes des rochers; eLcom me on trouve de l' eau et du 01s a p~rt e, « ils y fireut un four. Les troupes qui les su~vaient, l~s inve.st1ren~, « co~pt.ant de !es fai re tous prisonniers de guerre. Mais, apres avo11: « consommé leurs vivres, !es Vaudois attaquèrent un des postes qui « !es observaient, et l'ayant forcé ils se reLirent da~s. la ~omtée d~s « Ch ai·bonniers, vallée de Luserne, qui est une pos1t10~.a-peu-pre~ « aussi bonne que celle des quatre Dent.s. Ou ne Jugea pas a « propos de les suivres, par ce que !'on commençait à se méfier « di:L roi de Sar,ìaigne » (,1). I n vero la situazione !;Ì trasforn;iava profondamente, e la guerra contro i Valdesi conLinuò da parte clei Francesi per Lullo il periodo della lotta tra Catinat e Vittorio Amedeo II.
VI. La prevalenza della Francia minacciand? l'Europa, cosL~inse gli altri SLaLi e Principali a collegarsi contro d1 essa. Sorge cosi la lega di AuousLa faLLa nel •1686 , soltQscri tLa nel 1687. ViL~ori o 'Amedeo II corre alle feste carnevalesche di Venezia, e nel segreto, solloscri ve i patti della lega. Ormai ~e~· _il Pi emonte il soccorsv è assicura.Lo, e il Duca vede fi nalmente m1z1aLa quella politica delle alleanze che è base dei suoi pensieri. La Francia ha però -;entore della cosa.: il suo ambasyiatore a Torino ha accompagnato il Duca a Venezia, e per qnanto segreta-
mente sia condoLLa l'impresa politica, se non è per intero conosciuta, è sospettata. Quindi ti ene dietro al congresso di Venezia quella fiera poli tica della Francia verso il Piemonte, che deve finalmente condurre alla guerra. Per la Francia, il nuovo aLLacco contro i Valdesi (·1690) non· è che un mezzo per rich iamare all'oLbedienza la volontà del Duca mentre il bisogno di soccorrere Casale è la ragione politica portala innanzi per aprirsi il passo sul territorio piemontese; ma il vero pensiero è l'annullamento del Piemonte come Stato, perchè deve diventare Lase di operazioni francesi in I ta lia, nella lotta della supremazia che sta per scoppi are. Contro una simile condotta politica della Francia, ViLLorio Amedeo non ha per il momento che un mezzo: temporeggiare. Piegando a volte e a volle rifiutanclosi contro la volontà di quella, aspettare i soccorsi, preparare sè stesso e il paese alla lotta decisiva. Fino dall'aprilo del 1690 il mar~hese Parella (•I) mentre combatteva i Valdesi, avvisava il Duca che i Francesi s'andavano sempre più far.endo numerosi sulla frontiera clel Delfinato, con intendimenti ostili. Pinerolo accoglieva le migliori truppe; necessario tenere l' occhio a Susa, pensando al campo che s'impian tava fra Salbertrand e Onlx; e che si raccoglievano grosse provviste di fieno e biade. · Vittorio Amedeo, fin dal 1688, ha scelto il suo partilo: vuole trascinare la Francia a dichiarargli guerra, e opera con sagace poli tir:a; si fa aggressivo ma si mostra all'Europa una vittima; coglie tulle le occasioni per farsi spingere agli estremi. Un giorno la Francia manifesta il pensiero che una forza di mi lizia maggiore di due mila uomini sotto le armi, non può a meno che attirare sul Piemonte sospetti . Tale (orza non dovere qui ndi essere superata - Vittorio Amedeo ri$ponde con un provvedimento di ripiego . Si calcolavano a cen to mila gli uomini alti in Piemonte alle armi. Ne furono scel!.i sei mila divisi in tre serie: ciascuna di due mi la uomini, coll'obbligo di servire alternativamente quattro mesi. Cosi mentre sotto le anni non vi era che quel limitalo numero cli mi(I) J. ,1 ' M,\nl! OJIA. -
O) DOURCET. -
.lfemoircs.
Opera citat.t.
lL MARESCIALLO DI CATINAT
NELLE ALPI ( 11686-1693)
lizia che era imposto, al momento della guerra la forza si triplicava . . E poicM il Duca desiderava la guerra, non è sorpreso dal Catinat, quando d'un tratto, dopo avere lanciato l'ultimo assalto alla Bàlsiglia contro i religionari, gli chiede il passo dell e truppe per recarsi a Casale; quando occupala.Avigliana gli espone la voJ ontà del suo Re; quando dom:rnda le truppe migliori del piccolo esercito piemontese per essere avviate in Francia, e finalmente quando vnole la cittadella di Torino e la fortezza di Yerrna (1 ). Accetta la guerra. . La prima parte del programma del Louvois, che anebbe voluto a poco a pocÒ padroneggiare il Piemonte, cadeva. Il suo pensiero, che esprimeva con una frase: legare Casale a Pinerolo, non poteva più efi'eLtuarsi che coll'aiuto delle armi.
Il maresciallo francese, non appena intraprende la guerra contro i Valdesi (,I 690) prepara e rinforza la. sua base. Si impian tau o magazzini , si raccolgonn truppe d'ordinanza a Pinerolo e al campo di Oulx, si mettono in armi le milizi e del Delfinato, le quali debbono copl'ire la retrovia dell'esercito nella sua avanzata ne11a pianura del Po . La politica dà facoltà a CRLinàt di sboccare nel piano. Oocupa Avigliana e dichiara la guerra al Duca di Savoia.
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Il teat;'o cl'operazioni sul quale si incontrano il Calinat e Vittorio Amedeo, ha per centro le Alpi Cozie e si stende da un lato verso le Alpi marittime e la Provenza, dall'altro verso le Alpi Graie e la Savoia. Le Alpi Cozie formano il settore più importante di questo teatro d'operazione; originano verso il Piemonte le valli della Dora Riparia, del Ch isone, della Germagnasca, del Pellice ; verso Francia Je valli dell'Arc, della. Clarèe, di Sevières e del Guil ; abbracciano la vera base d'operazione rlel Catinat, base ofi'ensiva, perchè quivi la linea di confine francese ha varcate le Alpi e ·giunge fino a Pinerolo e perchè segna la più diretta via che mette nella pianura del Po e alla capitale del Piemonte. Il settore delle Alpi marittime e quello delle Alpi. Graie, sonoritenuti complementari a quello centrale e principale. (1)
Nei n. Archivi di Torino si ha· di quei giorni una Memoria interessantissima di-
retta al duca coJ titolo: Jnte1·pretazione ilclla leUera lM 20 maygio :L690contro il scnti111ento ili N. de Ca/.inat sulla 1·es(i della citta(lella di 1'ori110 e la 1)iazza cli
(lmpresè militori. - Mazzo 26).
Vernu,
A:ll'attivi! à e all'azione del generale francese, . risponde .altrettanta attività ed azione da parte di Vittorio 1Ùnedeo. Primo scopo, salvare Todno. Ne r:inforza il presidio , chiama alle armi i cittadini, fa palizzare le porte della· città e rinforzare specialmente qu ella di Susa, armare i bastioni, costrurre ridotte e batterie ai Cappuccini e sull~ al ture adiacenti, dalle quali si può fi anchegg1are la città. Richiama le truppe che ba raccolte nel cai:npo di Saluggia per esercitarle, e le riunisce sotto Moncalieri, gove pone il campo. Chiama parte delltt milizia sotto le armi e fa occupare dal mal'chese Parella le aleore dell'Eremo.. Torino così rinforzata, fiancheggiata dall'intero esercito , colla padronanza delle" alture che dominano il Po e la. città, col passo sul fiume a Moncalieri , diventa, oltre all'importanza pdlitica, anche . un obbiettivo mili tare di inolLo valore e forza. · In questa posizione il duca Vittorio Amedeo aspetta le mosse del Catinat, può Iemporeggiare e soUeoilare il soccorso degli alleati, · ecl anche negoziare.,pe1: guadagnar tempo . L'esercito del Duca è di circa seimila uomini, così ripartiti : 425 maestri; ùn reggimento di 300 dragoni; 900 uomini del reggimento guardie; qualche compagnia svizzera; Il reggiuienii di fanteria di 420 uomini ciascuno, la milizia e i Valdesi . Il Catinat ha sotto i suoi ·ordini i generali Feuquière, d'Harcourt, Qninçon e Saint-Silvestre, con 43 battaglioni e 116 squadroni. Una volta sboccato nel piano e deliberato a tentare operazioni offensive il Catinat aveva dinnanzì a sè un primo obbiettivo da raggiungere: l'ese1·cito piemontese, il quale . doveva essere distrutto prima che giungessero i soccorsi, il quale doveva essere battuto prima di iniziare l'atlacco· di Tor~o . E questo era forse il pensiero t. -
ANNO XXX, VOL. 1.
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di Catinat, quando, dal suo campo d'Avigliana, dopo alcune scor:rerie, si spinse fino a Millefiori. Sperava forse di attrarre a sè il duca, facendogli abbandonare la sua posizione d'aspettativa dietro il Po, ma il duc,1, non si mosse, non venne meno al suo pensiero: :fidarsi nell~i forza di resistenza di Torino, g1iadagnare .tempo, aspellava i soccorsi e non farsi battere separatamente. D'altra parte anche il Catinat aspettava soccorsi e per quella prudenza che era tanto istintiva in lui, non voleva ancora portare un colpo decisi;ro assa.]endo il nemico nel suo campo: La sua twanzata è quindi a considerarsi piuttosto come un atto morale: rialzare il prestigio delle iruppe, portare lo spavento nel Piemonte. La guerra si mutò quindi in iscorrerie, in prede, in formazione di magazzini fino a che avute notizie che i primi soccorsi erano giunti al du,~a . il Catinat retrocedette su None. I rinforzi giunti al campo di Vittorio Amedeo sommavano a novemila uomini di fanleria, tremila di cavalleria e cinquanta compagnie armate per la guerra ('I). Si componevano di spagnuoli, tedeschi, lombardi e napoletani. Nel retrocedere, per aspettare a sua volta soccorsi, il Catinat si preoccupa delle sue retrolinee, specialmente di fronte all'azione incessante dei Valdesi e delle milizie di quelle valli. Fa occupare la posìzione della Balsiglia da un reggimenLo di milizia di Pinerolo, fa occupare l'entrata della valle di S. Martino da un secondo regiimento di milizie del Delfinato; fa occupare il colle Clapier, dissemiI!ando cosi forze numerose che sono tolte alle battaglie. Rinforzato, a sua volta, il Catinat riprehde l'offensiva. L'8 luglio, alla testa di quindici mi la uomini, passa il Po a Carignano, :ma il marchese di Pianezza lo previene e occupa quel punto mentre il duca Amedeo parte da.I suo campo di Moncalieri, ed accampa in ordine di battaglia alla Loggia, la destra appoggiata alla C. di tarpeneto e la sinistra alle cascine del Sabbione. Ma Catinat non vuole ancora battaglia: dpiega su Lombriasco 4l' si dirige su )Iarsaglia. Gli alleati occupano Carigrùno e lo prepa11) Nei H. Archivi di Torin6 esisto un disegno di t.ruppe ·formate in battaglia, che {)Orta ques to tit.olo: Truppe 1Lest.i na.t.e da principio dallo ·stato <li 11/ilano ·i n P.tem.onte (:JGOOJ voste in 01·dinanza dal sig. marchese di Cast.eL Jlodi·igo; con una veduta di quesl,o 11aese. - La leggenda che accompagna il disegno é scritta in ispagnolo.
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rano ~ f1~rte resistenza. I Francesi retrocedono e accampano agli Occluet1;i a non grande distanza da Cavour (11 ). Il 5 agosto i l<'rancesi iniziano l'attacco cli Cavour e il 7 la rocca si arrende al nemico: tutti i difensori sono passati a fil di spada, ed il marchese Parella inviato in soccorso di quel sito, non arriva in tempo per s~lvarl~. Co~ ~ie p~rò un'imboscata a Bricherasio con gravi perdite dei nem1c1 e si getta alle spallé di Catinat, verso valle Luserna (2) . Il duca di Savoia, il quale si propone di soccorrere Cavour, passa il Po a Pancalieri su tre ponti, e avuta notizia della caduta della rocca, marcia su Villafranca, la occupa e incomincia a preparare una specie di campo trincerato, che diventa fortissimo . , A Catinat arrivano di Francia nuove sollecilazioni ad operare decisivo. Non vuole a_ssalire il duca nei suoi trinceramenti, e ricorre .aìla manovra. Provvede di viveri le truppe per più giorni: marcia su Cavour, e si risolve di portare un colpo contro Saluzzo, sebbene .guardato da forte presidio (3) . Tale mossa è pericolosa, è necessario esporre il fianco al nemico H quale può assalirlo con superiorità di for:ze e batterlo. Ma. Catina~ ha ben ponderala la situazione: per porlare alLri colpi al Piemonte l1a bisogno di cambiare base - aver assicurato il passo del Po sulle due rive, entrare in una regione non ancora devastata dalla guerra. L'obbiettivo Saluzzo, secondo il pensiero del generale francese, risponde a q uesli bisogni ( 4-) .. Tale pensiero conduce alla battaglia di StaJiarda. Le mosse che la precedono mostrano l'ingegno e la prudenza di CatinaL: marche fort belle et fort hardie, pré~ant le /lane à l'ennem·i. · (:!) I.A
i\'IAHiI011A. - Opera citata.
(2) Leggere nel LA MAn)1onA il bollissimo episo.iio al quale si alludo. Il Parella e un
modello di partigiano. (3) Catinat scrive IL .Louvois l'S di agosto: « Nons a/.lons <lonnei· ci lei forlti.ne ce ql!,e l'on 11 doil clonner . Pignerolo est òp nisé, et !'on no pas s'imaginer pouvoir subsistcr· en se t.enant iL la portée de cette piace. Nous allons entrar dans la ci·ise Ile celle cmn_ pa,~ne et 1'011 ne peut pas defféror, car l'aveoir ne para.it rien de meilleur c1uc le present.....» (4) li ii agosto Catinat scrive al Re: « Je suis informé qu'il y a un magasin de. fa« rine_s ~ Saluce, j'y marche avec l'année pour prendro ccttt) piace; et comrno je suis • oblige_ <l? prètcr le_ nane_ aux mrnamis, si l'envie leur prcnd do se dépasser, je rcrai " la mo1tle du chernm, la,ssant S.tluce et Ics cngagerai à un comhat "· ,
NET.T,E ALPI ( 1 btsb -1 l)';),j)
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L'ordine di movimento è cosi concepito: un'avanguardia, Feuquiers, è spinta su Saluzzo; deYe occupare i punti più importanti nelte adiacenze·; - I~ cavalleria di Montgommerey è lanciala sul fianco verso il nemico, copre la mal'cia mascherandola con ricognizioni offensive. Il grosso, sotto gli ordini di Catinat, muove cosi coperto in testa e in Ganco. Il nemico ha scoperta la marcia e si svela; la cavalleria fr~ncese lo annuncia e lo precede; ma Catinat non è sorpreso: ba previsto il fatto e si prepara a battaglia: ha raggiun to un primo scopo, trarre l'esel'cito alleato. dal suo campo di Villafranca. Per battedo rifa la massa: una piccola parte dell e sue trnppe hanno passato il Po, sono richiamate; il generale riconoscé in persona il nemico, ma impigliato in terreno oscuro e difficile, non sa se ha c~immzi a sè l'intero esercito allea.lo: hd ogni modo la marcia è scoperta, la battagliasaràdecisiva. - Sèbi cra il suo esercito su due linee, e nel mattino del 18 agosto si prepara a combatlere q Liella b.attaglia che la storia ricorda col nome di Staffarda e la vince. La vince, ma non oltiene grandi ri sultati: scrive infatLi al Louvois (i'> settembre): « Après une victoire aussi comp/ète, pa({ raitrait que tout devrait èt1·e soumis dans le pays où no11s sommes. « Cependant, monsoigneur, on ne ·peut pas faire obéir une com« munité à deux lieues de l'année, et on ne peut pas disconvenir « que les paysans ne soient une: fo1·ce consid1!rable il M. le due de Sa« Yoie, et qni n'est point de toiit à nu!pri~e/". On a beau en prendre « loules le fois qu·on en trouvc armés; deux beur.es après ils as« sassinent à une demi-lieue du camp ». Il duca, perduta la battaglia, r ipiega su Morella, coperta la .ritirala dal ~rincipe Eugenio; quindi marcia verso Torino dove pone il campo. E in questo momento che il duca si mosLra grande: non scoraggiato dalla disfatta toccata, chiama al!e armi le sne milizie, raccoglie truppe, chi ama danari e soldati a.gl i allea Li , rialza lo spirito del popolo col suo vigor~ morale e la speranza, elle manifesta, di un avvenire più fo rtunato. Fa mettere in difesa Cuneo e Cherasco e accetta la proposta che gli fa. il marchese Parella di portare la guerra nel Delfinato sollevando i religionari di. quelle . valli (,!).·Unica dirclliva al partigiano, questa: « op_erare nei preUJ
LA MAR.JJORA. -
Opera citata.
uv
,< detti monti del Delfinato come lo troverà più praticabile, e sli« merà più vantaggioso per il conseguimento dell'accennato in« tento ( I). Iotanto sono giunti gl i alleati: l'esercito al campo di )loncalieri accresce a ventimila uomi ni, si m1Love e marcia su Carignano. Catinat ha, a sua volta , cccL1pato Savigliano e Fossano; si mantiene col geosso al campo di Racconigi. Per un istante ha l'idea di attaccare Torino, perchè rinforzitLo da tre nuovi reggimen ti ; ma Louvois ne lo distogli e: « Le roi sai bien que pour {aire la « guerre en I>iémont avec avantage, il /'aut etre maure de Turin; « mais pour fai re une parei Ile entreprise il foudrait ou moins avoir " vin,gt-1nille homn1es de pieds et soixante ou quatre-vingt esca« drons, un equi pn.ge con si dérable d'arLi llerie, et fai re des dépenses « crue dans !es Lemps présent, il est difficile à souten_ir » C,18 settembre) . I due avversari stanno di fronte circa quaranta giorni senza nulla intraprendere da una parte e dall'altra, e in questo si lenzio <l'armi la poli tica. prepara nuovi avvenim enti. Fi nalmente il Catinat raccoglie i suoi presidì, passa il Po a Curdé e marcia fino sollo Pinerolo. Ripiega sulla sua base e medita la presa di Susa.
IX. · « È la ciLlà di Susa capitale dellu va.Ile di questo nome situata « ai piedi dei monti, che dividono il Piemonte dalla Savoia, ed in « quella parte pur anche il Delfinato, andandovi dalla città dal ~< canto dl'ilto alla Novalesa per ascendere il Moncenisio e tirnre in
« Savo ia, e dalla sinistra pure si volge a Chiomonte prima terra <<
del Delfinato.
({) Archi vi di Stato cli Torin o. - Afazzo ~6. - I mprese militari. . . J,a f ~t·:a. destin~ia con it PtweUa · ern coinp osta dt 1.2 00 fanti e 200 ttmgoni 1111hz1e e i 1·el1gwnan De L oche e llaJ.:.ar, loia I~ ci11q11emila 1u>mi11i. fni:.ia la marcia ~umido le Alpi sono già topel"le <li nevi, e11irn t1ella 11aUe del Po, it IO 11avemb1·e e ~ Paesana, s'impossessa <li CC1slel D elfino ett il 9 dicembre è a Colmars.
V·.t
li, llAHF.SCIALLO DI C.\'l'J);A1'
« La positura di questa cillà è infelice in genere di fortezza per « il sito dominalo in teramente dalle vicine montagne, è parimenti « destituita d'ogni aiuto r'l'arte, non essendo cinta che d'antiche « mura senza terrapi en i, nè fiancheggiamenti. Ha un castello della « stessa natura poco men che debole, ma ugualmente incapace di « resistenza ad un 'auacco formale d'armata; vi è però un forte « soprn la punta d'un monte vicino all a delta città, che la domina « interamente, e il quale è per la sua posilnrn assai migliore se ben « anche dominai.o dalla montagna vicina; ma poco secondato dal« l'arte, sebben vi sia dalla parte più esposta una specie di bastione, « con una mezzaluna e sia. circondata dalle allre parli di semplice « muro, con ben piccioli fianch i » (•I). Sebbene Susa non fosse grande e forte piazza, aveva grido di città forte ed era ritenuta. importantissima base, sia per la sua giacitura nell'interno d'una valle tanto percorsa dagli eserciti, sia perchc luogo dove si dipartono molte comun icazioni, sia per la sua vicinanza ad Exilles tenuta allora dai l?rancesi come loro base in nl Susa. Il timore di vedere assalita Susa, serpeggiava in P'iemonle; si temeva un auacco partente o dal Delfinato o dalla Savoia, si presero quindi alcuni pronedimenti per premunire la so rpresa. - U presidio venne r inforzalo e furono lanciati inLorno alla piazza distaccamenti , i quali sbarrassero i passi più minacciati . Yi era, infatti in Susa un presidio formato dal regl imento del Chiablese e dal reggimen Lo francese di fuorisciti, vi s' aggiunsero truppe spagnuole. Il comando della piazza venne dato al marchese della Pierra, maresciallo di campo. Al •1° novembre perviene al campo di Moncalieri la notizia che il Calioat medita fa presa di Susa per allargar~ la base anche in val Dora e prendere nuovi quarti eri d'inverno. Egli ha infatti abbandonato il campo di Racconigi, retrocedendo sul Ch isone ed accampando a Gastigliana. Per la sua positura Susa può essere attaccata dalla Savoia e dal Delfinato; lo può essere anche dalla. pianura piemontese per (i) Jlelc<zione s·uUa 1n·esc, di Susa, f690. - Manoscritto delL\rchi,·io di Stato dìTorino. -- Imprese, m«rzo 26.
:'(ELU: Al.Pl ( 11686- 11693)
l sbocco A.vioJi ana entrandovi da Giaveno o da Rivoli. ~ queslo ~tacco è rite~uto meditalo dal Catinat, i_l quale. può da P1n~ro\~· con rapida marcia, occupare Ri voli , e mtercettare soccorsi a ~ piazza. r r · conQDesto pensi ero suggerisce al duca la pr?po~ta e110 eg '. .~- t~1 sio-Jio di marciare con tutto l'esercito su R.1 volt e preven11, t 11 ne mico. Ma lo spagnuol o Louvigny si oppone e trova ch e lo sf?r~o che debbono fare le truppe (Gmiglia) è troppo grande. Il cons1gho decide però l'avanzala su Rivoli. . . . Trascinato dalla decisione del consiglio, 11 generai~ Louv1g_ny SL imb.rogliò coS'ì bene« dice il cronista'. cl~e all'atto pratico non guw.se « a Bi·voli,, restanclo inclieiro cliie m1.f!lta )) . . . . . • I l 3 no,rembre l'esercito allealo accampa a. R1:oh: !~nem~c? e così prevenuto. Ora si clovrchbe avanzare per copr_1re ~1u da v1c1no Susa . ~la Catinal si è avvicinalo maggiormente n P1~erolo, accamp~ la sua fanteria fra Mirandolo e 0:;asco; tien e un ~l1s1.accame~Lo dr parle dt ess:,. . ali' Abi)ad.in e fa. 1·et1·ocedere la ma.ao-1or cavalleria oo nel Delfinato ai quartieri tl'inverno. . . . . Questa decisione trae in inganno gli alleati: orm:u e co:;a ~1cu1~ che il Catinat non pensa più di prendere Susa,_ ed arrestano ti lm o movimento. )la Catinat ha fatto sfilare succesg1vamente I~ sue f~n: terie per le Porte, è entralo in val Perosa e accampa nei prati dt Finestrelle. . . Gli allea li clt e ri m:tn?ono f ~alt!vi fino ~l ~i~ri~o se,, '.~el _mat~:: del 7 stacca1.10 al enne n cogn1z1oni sollo gli o'. drn1 ~el ~11 _nci~e . o-enio cli Louvirrnv, del marchese Pi anezza, t quali sp1nl1 sui p~ntt domi~nnti la pi~z;a, trovano che per difenderla ci vu~le un ~serc1lo. . ma Lo,nr 1vo-ny• . SI 'll't'eSt3i L'esercito alleato avanza allora a S . Gorto; ' · co•tli sparYnoli a s. Ambrogio, e eosì il S0CC0l'50 a Susa vien meno. 0 0 . - manov1·e·,. ·\• Frne· Il Cali naL ha compmto una deIl e :,ne , :, t1·ell e fonn& un'avanguardio cli granatieri, si pone ali~ loro testa e sale la. m~\~t: liern che conduce al colle delle Finestre. E per questo :varco eh ?011 yuol cadere sn Susa, assalendola pel fianco mentre d1 fronte l attaccano altre forze proveniP-nli da Briançon . . . Il colle delle fin estre, sebbene difeso da un d1staccamenl~ prnmontese,è occupalo, e i Francesi scendono,s'impossessano del Collet, il quale apre la strada cli Meana.
IL MAllESCIALLO DI CA1'1NA1'
Alla notizia che il Catinat ha sorpreso il colle delle Finestre e che scende il versante di Susa, un nuovo consiglio si raduna dagli alleati a S. Gorio. Si delibera essere ormai impossib ile porl-are ·efficace soccorso a Susa e si viene nella decisione di abbandonare la città; di richiamare i disLRccamenti 1tvanz1tti, di gettare un presidio nel castello. L'ordine di fare tutto ciò è dato nella noUe del 1 O novembre. · Alla sern dello stesso ·giorno il CRtinat ha occupato Meana e fatte passare tutte le sue truppe per il colle delle Finestre. ln questo frattempo il corpo francese proveniente da Briançon, sDtto il comando di Larrey, è penetrato in n lle Susa ed accampa sulle alture di Giaglione. Il duca di Savoia non ha ancora perdute tulle le speranze di sai· vare Snsa o almeno di soccorrere il casLe_llo: riuni sce un ultimo consigli-o e proponè due imprese: auaccare da S. Giorio il 1:ollè delle Finestre e riguadagnare la padronanza dei monti fra il Chisone e la Dosca, assalendo in fianco ed alle spalle l'investimento di Susa; od avanzare da S. Giozio nel piano della valle, _ed impedire l'attacco del forte. l\fa dopo lungo discorrere non si concluse nulla. Il giorno ;, 3 la cittadella di Susa cadeva in potere dei Francesi, avendo l'esercito di soccorso alle porte. Esempio che mostra quanto sia cosa grave in un esercito il non a.vern l'unità del comando.
X. Tratteggiamo . Durante l'inverno del if 69 1 e nella primaveralatra!'lsitabililà delle Alpi essendo relativamente buona, si fa guerra di partito . Scorreria . di Savigliano --; attacco respinto di Avigliana . · Il ministro Louvoi;; vuole occupare il Nizzardo . Il 2 febbraio di· r ige le sue istrnzioni al Catinat, il quale raccoglie a .Briançon, in modo segretissimo, un corpo di -1.2 mila uomini e 3 mila cavalli. Il Hl marzo , che è il giorno fissatoda.Louvois, passa il Varo - e prende Villafranca il 2,1 marzo, e Nizza il .2 aprile (11). 1
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CATINAT. ·-
11/é·moi·res, vol. 2°, pag.
rn.
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L'invasione del Nizzardo fn vera sorpresa. Nel maggio il Catinat . è nella valle di Susa, accampa a. S. Antonino ed Rlta.cca. Avigl_iana, che il duca non ha avuto tempo di fo rtifica.re per sbarrare quel passo. Corre fin sotto Torino, quindi, con bella. e r'apida marcia, occupa Carignano, avanza Sl.l. Carmagnola e se ne impossessa (9 giugno). Intermezzo diplomatico: la Francia comincia a. sentire il bisogno della pace con il Piemonte, ma. Vittorio Amedeo non le promette che des beaiix 1·ien bien écrit~, come dice Tessé, e le ostilità continuano . Il generale Feuquières propone a Catinat la presa della. fortezza di Cuneo. Si fa l'assedio di questa piazza , lo dirigono. il Bullonde ed il Feuquières - con 11O battaglioni e H squadro~i . Nella nolle dal 48 al 19 giugno si apre la trincea. Un distaccamento di 4 battaglioni e 6 squadroni protegge l'attacco di Cuneo; il Catinat accampa alla Gora nelle vicinanze di Villastellone. , Il pensiero di prendere Cuneo è .seducenLe anche per Catinat: quella piazza, in mano dei Francesi , apre una nuova lìnea d'operazione, quella del mare:·Nizza e Villa.franca. Può quindi spostare le sue operazioni portandole dalle Alpi Cozie a quelte Marittime; può abbandonare un territorio già esausto di risorse e quas i per intero brucialo per correre in altro terreno non ancora tocco da'lla gueri:a. Il ·Catin~t, il luglio, da Savigliano, scrive al fratello: << ott"f:l'e « l'honnàw que no11s y avons lais:;é, nous eussions trouvé dans « cette ville les clefs de plusieurs au!res, con;im'e de Mondovì, Bene, <e Ceva et Chi1:as, qui servent de retrai te e de maga.sin au Savoyards « et aux barbets, outre qu' elle nous rendait mai tre de Lonle la pJaine ·« du Piémont, assurait quartiers d'hiver que nous eussions put éta« blir à Saluces, et Raconis et tous ce qui esi en tre Coni et Car°'rn« gnole, et nous ouvrait la commun ication de ~ ice et de Provence << par le col de Tende, qui aboutit directernent iJ. Con.i, et par où. « M. De Vins devait venir avec di x batai llqns de milice pour les << garnisons cles places que nous aurions prises en nous rencfant << maitre de Coni» (1). 'La piazza di Cuneo è. in pochi giorni bloccata.- assediata - ma resiste con rara costa:nza·. Non è la prima volta che quella nobile 1
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(:!) CATtNAT. -
I!fémoi1·es, vol. 2°, pag. 38.
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città sa fronteggiare e respingere gli attacchi dei nemici. Città libera alle origini dei nuovi tempi, essa si è data spontaneamente ai principi di Savoia, e loro dim.ostra che la sua fede non viene meno nei secoli che si succedono. Vittorio Amedeo è finalmente soccorso dagli alleali: lancia un .distaccamento in ainlo di Cuneo soLto la condotta del principe Eugenio., il quale porla la sorpresa e lo sconforto nel campo francese. L'assedio di Cuneo è abbandonato e le truppe che lo investivano compiono una ignomignosa ritirata. E Catinat scrive: « La conslernation \( et le désespoir de M. de Bullonde et de M. Feuquières sont tels « qu'ils doivenl etre après une si vilaine manouvre qn'ils ont fciite ». Raccolto l'esercito alleato con qnello del duca si hanno quarantamila uomini, divisi in tre corpi: uno comandato c~al duca di Baviera; l'altro daldncadi Savoia, il terzo dal Schomberg. E giunto il momento di passare alla controffensiva; n1a fatalmente l'esercito è guidato da un consiglio di generali che spezza i più nobili e generosi pemieri contro i piccoli istinti di parte. Si presentano dne modalità dell 'offensiva: avanzare in Savoia e correre al soccorso di Montmélian, lasciando forze sufficienti in Piemonte per fronteggiare Catinat; rinunciare a questa speciale offensiva e marciare con tutte le forze contro iI niaresciallo francese, batlerlo, spostarlo dalla sua base, addossarlo alle Alpi per farlo in esse svernare. Il29 agosto Luigi XIV scrive a Catinat: «,J'al.l.ends avec impalience « d'avo ir des nouvelles de Savoie, et de voir le Lrain que les af« faires y prennent., ainsi qu'en Pièmont )) . E più sollo in un proscri Lto· acr<riuncre· -nv n · « J'avoue que la marche des ennem is en Savoie « me donne heaucoup d'inquiétude )> . Luigi XIV pensa e teme l' offensiva degli alleali, ma questi vi rinunciano. L'offensiva in Savoia, tentala specialmente dalla valle d'Aosta, divide le forze: fleve supera.re la difesa del Piccolo San Bernardo, dove i Francesi di La Huguette si sono fortemente stabili ti; deve svol<•ersi su comunicazioni limitate, difficili per sè stesse, già guaste <> d. dal nemico e dalla stagione; deve percorrere una valle povera 1 risorse e nella quale il vettovagliamen to va someggiato; non rimane quindi che il partito di assalire il Catinat, il vero obbi.ettivo della controflìmsi'va.
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L'esercito alleato si ammassa. al campo di Millefiori e si dispone ad operare. Il Catinat, che accampa a Vjllastellone, avuto notizie del congiungimento delle forze nemiche, ripiega nelle adiacenze di Carmagnola, dove giunge il 3 di settembre. In. questo momento sullo scacchiere in cui operano i due eserciti, vi sono tre punti che riassumono la situazione mi litare: Carmagnola (campo di Catinat.); - Mi lleDori (campo del duca); - Pinerolo, (base dell'esercito francese). Data questa situozione e data la superiorità delle forze e l'offensiva agli alleati, il Catinat corre pericolo di essere separalo dalla sua base - la via delle Alp.i ~1arittime essendo chiusa. Per ottenere questo risul tato di separare l'esercito francese dalla sua base, è necessario avanzare rapidamenle lungo il Po, raggiungere uno dei passi snl fiume a Carignano, a Pancalieri, a Cardé; quello, che rappresenta il maigior pericolo per il nemico, e sl{arrargli la via con una battagl ia decisiva. È forse questo il pensiero che dirige le mosse del duca Amedeo. Rimonta il Po, occup:1 Carignano, stende la sna destra verso Pancalieri: spera di potere, con fortuna, auaccare il nemico al passo del fiume (6-7 settembre). Ma il Catinat ha abbandonate le adiacenze di Carmagnola e retrocede su Moretta, dove accampa in attesa di avven imenti. L'esercito all eato seguil a a rimontare il Po,, occupa Villafranca e passa il fiume a Cardè. Il Catinat abbandona n,pidamente Moretta, e si porta sotto il cannone di Saluzzo; quivi si trinciera così fortemente eh~ l'inimico non osa più avanzare. Il duca allora assale Carmagnola, che il Catinat ha fatto grande magazzino di farina: la blocca, chiama della . grossa artiglieria da Torino (I) e se n'impadronisce. Durante questo nuovo attacco il Catinat abbandona Saluzzo, marcia su Cavour e si dirige a Pinerolo. Il duca Amedeo lenta allora di riacquistare Susa; avanza verso Avigliana, mentre il Catinat retrocede sn Pinerolo, e penetra nella valle di Susa, occupando Bussoleno, il 24, novembre. li giorno dopo Lenta di impadronirsi del colle delle Finestre per guadagnare le al(1) LA MA1uionA, -
Opera citat.a.
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IL ~fAilESCIA T.LO DI CATlNAT
ture che dominano Susa, ma trovatolo occupato e(l occupati altri punti imporlanti, retrocede, abbandonando l'impresa. Nelle }femorfo dei"Catinat è eletto: « Le due de Savoie, flatté « cl'avoir repris Carmagnole, imagina qu'il n'avait gu'à se repre« senter devant Suse pour en fa ire autant, et que peut-~tre il re« couvrerni t ainsi toutes ses places >). La quale affermazione porterebbe a credere che Amedeo giuocasse all'avventura le sorti dellà guerra. E una premura l'aveva il duca; desiderava ardentemente che i F(·ancesi andassero a svern~re nel cuore delle Alp i. E interessante il sentire lo stesso Catinat a giudicare questa sua campagna; Catinat al fratello, 6 ottobre (da Saluzzo). « Notre campagne « n'est pas brillante, mais je te reponds qu'ell e a été difficile,· et «. qu'il a fallu bien prévoir des choses po ur qu'elle ne fùt pas clan,« gere1,1,se, ou au moins cl'ét1·e obligé de sort:ifr bien plus tot div Pié« mont. Les gens de bien , d'honneur, bons juges en pareil cas, et « témoins de tout ce qui s'est passé, me feronL peut-ctreplos cl'hon« neur que je n'eu mérite, par l'approbation qu'ils clonneront à ma « conduite ». Il 3·1 ottobre da Su,;a scriv<~ al fratello: « Si je t'en lretenait au co in clu feu de noi.re campagne, j'aurais « bien clu plaisir de te faire t?ucher M doigt et à l' ceil ma conclui te « et les provéyances que j'ai eues sur ce qui pouvait . arriver, et « comme il a fallu char for clroit ponr faire aller 13: campagne aussi « loin qu'elle à été, sans exposer tout le gros des affaires"Il est « vrai que les ennemis a H'aienl par faire des démarches qui l'au « raien t abrégée, mais celles de notre armée ont pu contribuer à « leur en 6ter les vues. Enfin, pour te le fai re court, les ennemis « avaient une arrnée fraiche, entrée en campagne seulement les pre« miers jours d'aou.t; ils avaient trente escaclrons de la plus vieille « et mei lleure cavallerie cle l'empeur, et clouze des meilleures troupes a de M. l'électeur, et trois vieux r0giments de clragons, de ueur « cen ts à mille cheva ux chacun, etneuf à dix mille hommes à piecl. « Il avaien t nssurément cent escadron dans leur armée, cavallerie « Oll dragons, et quinze à seize .mille hommes à piecl. Cette armée « conna:issait son avantage, et ne deinandait qu'à combatt:re . .Tl n'y « a-iJait qiie nos marches et le choix cle 1ws postes qtbi ponwiit, « nous le f'afre étJiter. 1
NELLE ALPI
(4 686-,16'93)
« Nous ri'avons clans no tre armée que qnarante-huit escadrons
« de cavalerie, dont seulement treize de vieux régiments. Le resie · « 6tai'l to·ibs no1bvea1bx r6giments, clont pliisieu1·s était à denii ribi« n és, dix neuf éscadrons de dragons et quatre de carabiniers, « vingt-huit bataillons, qui ne faisa ient tout au plus que douze à « trezemillehommes. Nous leurs avons abandonné Carnrngnole, que « l' on ne powvaù soiiteni:r et que l' on '1J0tblait qtiitter >). In queste poche righe sta tutta la fi losoua della campagna con_. siderata come comando.
XI.
..
I
\
La campagna c11e abbiamo così rapidamente tratteggiata nelle sue linee storiche principali non ci dà una grande battaglia decisi,,a; . colpi di mano, aLLacco di fo rtezze, marci e tangenziali fra i d1ie eserciti, campi e fiancheggiamenti senza grandi risul tali .per le operazion i: l'uno vorrebbe anelare a fondo , l'altro evita la baltaglia col temporeggiare; l'uno si sente forte e vorrebbe colpire·in pieno , l'altro si studia dl lasciare al nemico il vuoto e a logorarlo in isforzi improclu ttivi. Pure· un pensiero ardito ed anche vasto,' è, in questa guerra, manifestalo dal Lonvois. Questo pensiero è passato attraver:30 alla storia quasi inosservalo; il Rousset, da quel dotto e valente scrittore militare e politico ch'egli è, l'ha rimesso in hv~e in un bel libro sull a vi ta di Louvois (,(). :È un episodio che ci interessa troppo da vicino per lasciarlo m disparte . Lo riassnm iamo. Per dare un colpo risolu tivo alle operazioni militari in Piemonte, raccool iere un grosso corpo in Savoin, lanciarlo attraverso al .Pie" ., colo San Bernardo nella valle cl' Aosta, farlo sboccare nel piano, pot'tarlo sul fianco ed alle spai!~ il nemico che sta da fronte a Catinat. I due sforzi congiunti debbono distruggere l'esercito nemico. Questo pensiero che giganteggia prnntamente nella fervidamente {I)
1)Icimotres ,ze lct vie de Lotwois et ,te son aàministration. - Parigi, 18i3.
IL :UAIIESCIALLO DI CA1' / NAT
NELLE ALPI
del Louvois , diventa in lui 1,ma convinzione e cerca di farla penetrare in Catinat. Se Louvois fosse stato generale l'avressimo visto calcare le nev i del Piccolo San Bernardo. Ma alla poesia ardente del ministro vediamo opposto il calmo e tenace giudizio del Catinat: « II est inutile de parler sur le passage du grand SainH3ernard, « parce C(Lt'il obligerait à un passage sur le pays dL1 Valois que S. M. « ne veut prendre ni .demander; de plus les neiges le rendent im- · « praticable fort avanl. dans la belle saison. Le pel.it Saint-Bernarct. « est flns /acile, mais je ne sais point encore précisément de quel <i obstacle y son l les neiges etjusqu'à quel temps il dure ( 1) ». Ma il Louvois non si sconforta della risposta del Catinat; anzi gli chiede altre notizie sull'esistenza del for te di J3ard, ene vuole conoscere l'impo rtanza come ostacolo militare. [I maresciallo risponde: « .Je vous ai mandé que le fort de Bard était bon, en heureuse « situation pour n' étre pas baLtu du canon, et qu'il est à un pas· « sage de la rivière où le montagnes se resserent de manière que 4; r:e passage ne peut étre rendu li bre que par la prise clu fort ». E facile dedurre dai modo con cui esprime la propria convinzione il Catinat, per essere persuasi ch'egli non divide l'opinione del ministro e del prol.etlore. Ritiene un'impresa errata quella di agglomerare nella valle d'Aosta grandi fo rze e vuol convincerne il ministro. Ecco il pensiero predomin~nte. « Les avantages sensibles « de cette enLréeen Piémont pour communiquer avec Casal et rejeter « !es espétgnols en Milanais sont des pnissant,es 1·aisons po1w 1/ en« gager. ll faut surmonter les difficultés qui s·y opposent; la prin« cipale est celle du transport des 'V'Ìvres et de niunitions ptndant « quarante-cinq lienes de che,nin (lans nn pays de montagne à dos « de mulet, sans aucune avance de 11w,gasin et la iéle du pays où « !'on vouclraiL agir )) . Ciò non togl ie che il ministt:o di Luigi XIV disponga che a Grenoble e a Chambery si facciano i preparaLivi per il passaggio delle Alpi da compiersi da un corpo di diecimila uomini con artiglieria. Ne avrà. il comando il generale La Huguette che ha la cli -
,. en hivcr, lor;qu'on a soin cle l'entrctenir: pendant la dern ière gm,rrc a.vcc le noi do Sardaignc (prima de/I.et r ivolu.zione), t.outes Ics recrues dc l'a nnée fran1;ai;e d'ltalie v ont passe dans cettc ,ai,on ». (BouRCET. 1Uti1noires. - Paris, ,10 X}. ·
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fesa della Savoia e del Delfinato. Cosi disposto, il Louvois scrive al Catinatdi avanzare su Ivrea, impossessarsi del sito, aprire lo sbocco alla colonna di valle d'Aosta. Ma Catinatnon risponde all'aspettativa di Louvois e gli scrive: « Je vous supplie, monsegneur, de lire a vec nne ·veritable ri« fiection tout ce que je prends la Jiberté de vous mander, et de ne « point passer par là clessus comme sur des raison d'opiniàtretée « d'un homme auaché à son sens. Du reste, je sais ce que c'est « qu'un ordre prescrit, et qu'il fetut renoncer à son sentiment et « songer à bien obeir ». . Nobile risposta di soldato. L'idea del Catinat si manifesta chiaramente: nella sua mente è operazione,quella proposta dal Lotwois,troppo audace e forse dubbia nei risultati; è necessar'ÌO marciare dalla base cli Pinerolo a Ivrea, sfilando col fianco dinnanzi all'esercito allealo ed a Torino; si per corre una zona corsa -e ricorsa, priva di ogni risorsa; quindi la necessitit delle grosse colonne di vettovagliamento e di numerosi e forti distaccamenti per proteggere; la mancanza del carreggio necessario, andato disperso nelle vicende della guerra; il Piemonte ~on è la Fiandra e i mezzi di trasporto vi sono molto limitati. Il Louvois, che aveva molta stima · nel Catinat, non i nsistetle di più. Il Duca. di Savoia, sospettando da parte dei Francesi un'offensiva anche da quel Iato, vi provvede mandandovi alcune trnppei'egolari e chiamando alle anni la milizia della valle. Il marchese Parella è incaricato di organizzare la difesa e fino dal .2 apri le ha raggiunto Aosta ed ha spiegata la sua grande allività per preparare le milizie; ma ne è sconfortato: qliufficiali, scriveva, non rispondono delle n'llilizie clel paese; ess·i le trovano male in arnvi e più pronte a fu,yq fre che a combltUere (il).
1
(O •. Le p,ts,age clLt Pc tit-Sain~-Bcrnard est un des plus fréqucnt.ès; il est praticab lc
("686-,t 693)
Nel giugno, spinto dal desiderio di Louvoi:;, il generale La Ifogueue si prepara a conquistare la valle di AosLa. Il Louvois gli scrive dei consigli: <( il faut etre bien informé, s'il est vrai que le « chàteau de Bard ferme entièrement la vallée d'Aoste, ce que je (t} LA MA11.110HA. -
Opera cHat.;i.
JJ,. MARESCIALLO DI CATINAT
NELLE ALPI
« n'e ·saurais croire, puisque dans toutes le montagnes, il est ·aisé « dans un petit. espace de pays, de faire un chemi:n à droite età « gauche, po111· Jaisser ce chùteau derrière » ('I). Come dicemmo, i preparali vi per ·l'attacco della val le d'Aosta., sono faui a Grenoble ed a Cbamberj,. La forza del corpo di spedizione é fissata a dieci mila uomini con artiglieria, per il trasporto della quale si preparano sliLte a Grenobl.e . . Le truppe e la _colonna viveri · si raccolgono al forte di Scez, ai piedi del piccolo S. Bernardo. Si mettono in marcia il 1~ giugno; ma 'l'artiglieria non può seguire le truppe; le slitte non rispondono allo scopo e nessuna forza umana può trainare oportare attraverso quel colle i cannoni della spedizione. Sono quindi lasciati n.el forte di Scez. Intanto la colonna d'invasione ha iniziato il movimento ·alla mez. zanotte; arriva, colla testa al1,a Thuile, alle ore 5 pomeridiane del giorno successivo: là si arresta e aspettala colonna vil'eri. Il giorno .20 si rimette in marcia ed il 22 occupa A-osta. La Huguette scrive a Louvois: « Ce queje vous prie, monseigneur. « de ne régarder pas ça comme une bagatelle, pouvant vous a-ssurer (( que j'aimerais beaucoup mieux trouver des troupes en mon chemin « que tous !es obstacles que la natiire y a mis, dans un pays aussi « effroyable que celui-ci. ,Te suis pers-uadé qu'avec cinq ousix-cents « hommes, l'onpeutempecherà une armée Lrés-consiclérable d'ar« river~à la cilé d' Aoste en moins de tro is semaines, ce qui ne ferait « point meme saf!,S perdre beaucoup àe monde, lei natiire défendant « totbie seule ». E soggiunge: « Des que j'ai une fois pénétré juscru'ici, tout le « pays, a été dans tmù sì grande alarme que je crois que ·si jusse « trouvé une seule piéce de canon pour le pouvòir conduire clevant « le chàteau de Bard, je m'en serais rendu le maìtre, y ayant fort « peu de monde dedans ». L'impresa però può dirsi subito fin ita, perché il 5 luglio il generale La Ifoguette avvisa Louvois del suo ritorno alla Thuile, clopo avere rotti i ponti e le strade per impedire un'offensiva nemica e fatto tutto il .male possibile nella vall e. 1
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XII .
La situazione politica d'Europa nel 1692, costringe la Francia a 1
portare le sue maggiori forze verso il nord; rimane quindi sulla difens iva nelle Alpi. La battaglia di Steenkerke è vinta dal Luxembourg, ma è una bauaglia di Piro. Guglielmo cl'Orange minaccia di invadere la Francia e Vit~orio Amedeo vi entra dal DeHinato . Louvois é morto nel luglio del 116911; Luigi XIV progetta egli stesso i suoi piani di guerra. Vorrebbe far prendere Torino, dispone per i provvedimentì d'attacco e finisce per imporre a Catinat la difensiva. Infatti il maresciallo r iceve ·ordini cli limitarsi alla dife,;a di Susa, di Pinerolo, di Nizza. Gli è tolta una parte delle truppe chiamate in .Fiandra sul Reno: non gli restano così che 67 baLt.aglioni e 33 squadroni per guardare le AI pi, la Savoia e il Nizzardo. Con queste forze deve coprire spe,cialmente Pinerolo e Susa, i due obbi·eLt.ivi più desideraLi cìal Duca di Savoia. Egli si pone qnindi in una posizione intermedia a questi due punti e occupa Fenestrel!e e il passo delle li'inestre. E Luigi XIV gli seri ,,e: .3 11 luglio - « Vous « a,,ez trés-bien fait de ne pas quiuer Jes hauteurs que vous avez « occupées prés de Pignerol (PraLo .di Catinat.), et il vaut mieux « que les ennemis brulentquelques villages dans mon pays, qne de « se mettre au hasard de pouvoir perdre iine place missi importante « qiw Pignerol, dont la conservation doit {aire vot?-e principale « atiention ». .Ma il Càtinat Leme appunlo un'invasione della Francia e quando gli pare che gli alleati si dispongono ad e[ettuada, abbandona la sua primiti va posizione di aspett.:'lti".a e si concentra sul Monginevra (Brianç,on) (·I).
e
Le col de Mont-Gonévro est sans contred it le meillcm rio tous !es grancls pa.; sages par où l'on pout t rn.verscr les· Alpes; qui sont le col de Tende. ('fans le comté .. de Nice, lo col rie l'Argon tiòre d::ms la Yallée de Uarcelonnettc, le col· dc l' Agnel clans (t) •
«
( I) HOGSSllT . - .o pera Cil,ll~, voi. ,IP,
('1686-,1693)
5-
ANNO XXX, VOL. l,
66
IL )IARE5CIALLO DI CATINA'l'
L'esercilo alleato forma una sola massa di 40 mila uomini , si raccoglie a Pancalieri, clove il 29 giugno è passalo in rassegna dal duca Villorio Amedeo . Il 1° IL1gli o accampa a Marsaglia. Un consiglio sul da farsi è tenuto dai generali alleati il ~ 6 di luglio, per fissare la linea di condotta delle operazioni: gli intendimenti sono molti (11). Assalire Casale e fare la. forag giata dei grani; marciare in Provenza; attaccare Pinerolo, occhio e ciiore di Calinat; ripròndere Susa; penetrare nel Delfinato e fomentare la guerra religiosa. L'impeesa di Casale è un allo secondario di guerra, non conduce a grandi risultali; l'attacco della Provenza presenta diffìcollà·per superare i monti nell'entrarvi, coll'incertezza di trovare mezzi sufficienti per sussistervi a lungo; ma si occuper~bbe Nizza e si aprirebbe alla flotta amica Villafranca. Attaccare Pinerolo e prendere la piazza sarebbe l'opera più gloriosa dell'esercito allealo, ma è fortifi cata e fiancheggiata da un esercito di soccorso guidato da Catinat; tentare l'i mpresa di Susa, è essa pure operazione degna di così numeroso esercito, ma è necessario lenerc occupalo Catinat fra Pinerolo e Perosa, e portare altre colonne nella Stura di Lan7.o, scendere in quella di Val Susa, sorprendere la piazza, separarla dal Moncenisio e dal colle delle Finestre; ma è impresa che divide le forze, che richi ede il più grande segreto, che vuole l'audacia e la pronlitudine delle mosse. Infine rimane l'invasione del Delfinato: si spera nella lotta fra il sentimento cattolico e quello riformato, si vuol portare la guerra sul territorio nemico, e quivi saccheggiare, e di struggere e incendiare come avevano fatto i Francesi in Piemonte e in Palatinato . E le voci della vendetta son concordi specialmente nei generali dell'esercito straniero e l'invasione del DeHinato è determina.La. Vittorio Amedeo vorrebbe portare la massa 1
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X.ELLE ALJ'J ( '( 686- ,( 693)
~or~tro . Pinero!o e rompere ciò che egli ch iamava il nido francese in Ital!ta, ma aeve cedere in fronle all'insistenza degli alleati. L'esercilo che può fare l'impresa è numeroso ma viene diviso in più parli: un corpo destinalo ad operare sotto ali ordini del mar)' e11ese I 1anezza verso Casale; un alLro corpo al comando del Pa!fi ~er bloccare Pin~rolo e sorpr~udere Susa; il grosso col duca, ripar~ Ltt? a_ sua volla, m avanguardia con Parella e Commercy, e in corpo principale col duca stesso, con artiglieria e provviaioni da ouerra ed~ bocca; in~i~e la col~nna fianclrnggiaute di Schomberg ~ valdesi e fuorusc1t1 francesi (:1). . ~l 3·1 lugl io le truppe alleate sfilano per Cuneo e Demonte e si dmgono alla volta di Glaisole, e per Sambuco e per i monti del colle di Yars marciano su GuillesLre, occupando l' altipiano del lo s~esso nome che è cenlro delle comunicazion i provenienti dal colte d1 Yar, dall'Argentiera, dalla val Stura, dallà valle di Quei ras, da~la valle del Po, dalla valle cli S. Pietro, e dalle comunicazioni cli ~riançon e del Monginevra. Presa Guillestre, passala la Durance 1! d~1ca blocca e stringe d'assedio Embrun, 5 agosto. È città mal; ~ort1ficala, percbè dominata dalle alture ci rconvicine, e quantunque 11 generale franc_ese Laray vi si gelti con 300 uomini, il 19 agoslo è costrelLo a cap itolare. Intanto il Schomberg, che ha tenlato una escursione e Z>I:> le> . . contro Chfiteau-Q ueiras senza nulla riuscire, ra(T()'iun11e eg1I pure 11 grosso a. Embrun. Caduta_ Emb1:un , cominciano le distruzioni e gÙ incendi; Gap è P:esa e ndo tta 1.n cenere. Il Catinat, che ha promesso a Ltiigi XlY d1_conservare Pmerolo, non può impedire l'avanzata del duca. Ma spmto però dai progressi dell'esercito alleato e dalla minaccia cl_1~ fa. il due~ ?i assaiire Grenoble, il CaLinat raccoglie quattordici mila uomm1 ed occupa il campo di Palons . Il duca di Sa7)
« la nllée de Queiras, le grand Mont-Ccnis, le Pctit-SaintrDernard en Savoie et. le
• Grand-Saint,.ncrnard dans lo V;Llais • . ' •..... 11 fut nlglé on !7il>, par des commissairos nonunès par le Roi do France et lo • I\oi de Sardaigno, quo la sommité du col du Mout-Genòvro, qui formo uno patito • plainc, dépendra}t de la Franco, et quo la chapelle de Saint-Ger vais scrvirait do li• mito aux deux Etats • . -- (DouncET. Mémoi1·es) . (i ) Archivio di Stato di Torino. - Mazzo 4• delle Impreso militari. - Proposta de ,nastro cli cai11po B(}l'eUa per le operazioni eletta ca11111agna. - !69z.
\1) Riportiamo ri.~i il riparto delle forzo alleate per la spedizione del DeHlnato tolto (,io,rnalc llal 2!1 (/Ì'llgno 1692, gioi·no in citi m·ri·V(l1'01!0 le 1C pagnole, fino a settembre, esistente nell'Archivio di St:i.lo di To rino _ Mazzo 4o ctoPIJI · ' e I mprese militari. : t hese Parella: ~860 dragoni, 3583 fanti regolari - totale 6443 - avan"uardia· 0 '' on na do! duca: 150 dragoni, 83&8 uomini di fanteria· com~~~~it:i. del Leganos: 908 dragoni, 6062 uomini di f:i.nt~ria; tot.aie do! grosso :15573
:1a manos~n ttO:
Colonna' Schomberg: 2194 regolari e i valdesi, colonna di fianco.
t;·,i .
NEI.I.E ALPI ( 11686-1 6~);,l)
68
IL MARESCIALLO DI CATJ:,{,\T
voia ammala e le operazioni, quasi rispeltando la sventura, si sospendono. Il Calinat stesso scrive al fratello il 9 settembre: « il parait que le.s ennemis repasseront bientat en Piémont, P-t « que ce sera lorsque son altesse sera en éLaLd'ètl'o transporl.ée. « Je mo tiens loujours dans la méme situalion, qui est fort « bonne pour Nre il. porl.ée de tout, et clangereuse pour !es en« nemis, s'i ls mouvaient en s'avançanL plus a vant dans n6tre pays ». Questa posizione è appunto quella del campo di Palons (1) la quale copre Briançon coll' occupa1.ione di PerLuis-Rostang verso l'Argentiera e copro ancora Gr6noble; ma sopratutto minaccia di giral'e il nem ico e cl i tagliarlo d::illa sua base. Presa Gap le tl'uppe di S::ivoi a accampano sugli altipiani di Guillestre e di Mont-Dauphin, lenendosi a cavallo del Guil; quindi ripiegano pei monti del colle di Vars, mentre il Catinat fa occupare il campo di 1-loux. Gli alleati rientrano in Piemonte per il colle doll'ArgenLiera, e poco dopo dalle due parti si prendono i quartieri d'inverno (2).
XIII.
raccogliere il grande sforzo della Francia. Consegue per l'esercito delle Alpi la difensiva soslcnura coi soli mezzi indispensabili. Il Re spera nell'ingegno, nella prudenza, nella virtù del Catinat. Il maresciall o fra ncese prepara qui ndi a difesa la sua base di manovra, che è pur sem pre quella delle Alpi çozi e e che ha per pun ti capitali, Yet'SO il Piemonte, Pinerolo e Susa. E siccome, nel conceLLo di Catinat, Susa e Pinerolo sono gli obbiettivi che mag-· ,giormente attraggono l'offensiva di Vittorio Amedeo, si predispone a con trastarne la presa con manovre rapide e controffensive. Apre nuove comun'i cazioni su i monti fra Dora e Chisone; altre ne sbarra con ridolti e trincieramenti e spinge innanzi l'opera, già iniziala fino dal seuembre dell'anno che è passato, a Santa Brigida. Ma Susa e I)ineroio non sono di pari valore st.raL13gico e tattico . La Francia a Pinerolo può dirsi sboccata nel la valle del Po; la Fra~cia a Susa, non ha occupalo che il centro di una valle, la cui porta, di sbocco è ancora chiusa da Avigliana. Pinerolo è cillà farle <:on cittadella e con opore add izionali e la Francia l'ha rinforzata da che es::;a nè è in suo possesso: Susa non è preparata a longa ed a fo rte difesa, per quanto il CatinaLla soccorra colla costruzi one di J·idotte; quindi un certo squilibl'io fra i du~ obbiettivi che il generale francese deve coprire o spall eggiare. E questo il pensiero che domina in quest'anno nella condoua del CaLinat. La cam pagna del 1H93 si del inea perciò in una prima fase difensiva durante la quale l'esercito francese, ridotto in poco numero, si mantiene in quella specie di campo chiuso, che si stende dal Rocciamelone al i\longinevra e che scende al piano fra Avigliana e Brich erasio. Là il Calinat aspetta le decisioni degli alleai.i, mentre li tiene sospesi sJi suoi intendimenti, ne logorerà i primi ten.tativi d'azione, aspetterà i soccor:-i che avranno vinto sui campi di bauaglia del nord, fo rmerà una massa inaspettata, e sboccherà quando il nemico, sorpreso, non potrà più rispondergli che colla cli'visione delle forze . Allora guai ai vinti! E questa offensiva costituisce appunto la seconda fase della campagna. Pinerolo è l' obbiellivo capitale e il punto difensivo contro cui si spezzeranno gli urti degli alleati; Susa sadi la base della manovra controffensiva. È forse questo il più bel momento storico di Catinat. 1
Nel 1693 Vittorio Amedeo continua nella sua poli tica a doppio scopo , la quale ormni è divenuta, per quel principe, tradizionale. Da un !alo sollecila gli alleati ad operare; dall'allro lascia alla Francia una speranza di pace in Piemonte. Arriva cosi, fra i negoziali ora palesi 01·a segreti , il mese cli maggio e la guerra ormai è ineviLabile. Il Catinat vi è da lunga mano preparato: Luigi XfV, fin dal marzo, aveva inviato al suo generale le istruzioni per le fttture operazioni. Il concetto che le inspirava si può formulare così: la situazione poli tica impone una vigorosa azione al nord; là devesi
(!.} Vedere la ùcscrizionc di questa [)osizionc nello .1/emorie sulle Alpi del Bou,ncE-r. (2) Archivio di Slalo. - Jmproso mili tari. - tllazzo t,0 • Mìmoscri tto. - llclazione àelt'arm.ata 1·iUrcmtesi da Gap. - Riporta gli ordini del giorno.
,v
JL AIAHESCIALLO IH CA1'1NAT
Fra il Sangone ed il Chisone, s'innalr.a la cresta del monte Froidour, dalla quale scendono verso il Piemonte le valli della Cl · I a·1 F rosas~o e del Lemina, le ultimo fa!de delle quali s'in, tel'rano 11soa. ' ve~·so la pia~ura, a Piosasco, a TavorneLte, a Frosasco, al mont~ Oliveto, a Pinerolo, alla Abbadia, alle Porte. , Da que(la _cresta scende a sud-ovest il ramo montano che s'eroe1 ~1 a_Ie va!l cli ~ros~sco e del Lem ina, dolce ed un ifo rme, quasi pia;o in ,'tlcum trau1, _ sp1 c~ato nel dosso di San la J3rigida, dove si biparte foi mando un pnma Jalda che scende su monte Oliveto, ed una seconda falda scendente dirottamente a sud sull'ultimo ma 1,,, 0 0 d Il I . . . . ' e è)I e a qua e s appoggia Pinerolo e s, eleva l'aulico terrazzo dell a fortezza .
Un'altra schiena di monti scende dal Freidour quella h f , t 'd , , c e 01ma 1 vcrs~n e ~cci entale della valle di Lemina, separandola dal Chisone. E schiena. mollo elevata alle orio·ini· più fac1·1e e p,u · · lJassa r, , dopo, neI le adiacenze snl colle dell'Infernet m" che s· I . l .. . · , " 1 e eva essa, pu1 e n~ la pun~a d1 Rocc1acotell o pri ma di cadere ripida e scoscesa s~I Ch1sone chiudendolo alle Porte contro le erto fald e dei mont· 1 dr J\ ngrogna. · ·1
~Ia all'usci.re dalla strozzatura delle Porte la val Ch ison e s'allaraa e s, svasa ali est ed_al sud, cosìcchè Pinerolo su lla sinistra del to~rente e I~ alt~re dr San Secon rìo e San Bartolomeo sulla des tra, seg,nano I p~nt1 della maggiore ampiezza dello sbocco. · E questo 11 terreno ~ul quale s'aggira l'atto più importante del la cami~agna del 1693, _cioè_ l'allacco dì ·Pinerolo, che ha per punto culm111ante la battagli a d1 Marsaglia - terreno che il Catinut ha preparai.o con somma cura..
. I ~ quell'anno ~a pi azza di P_inerolo era così costituita: In città con, cmt,t deb~le,' spec1alrnen1everso laportadi Francia; la ciuadelladominante 1a c1lla ed una distesa di terreno attorno ad essa Il fo .1 d' s B 1· 1·a d · ' , · . 1 e r anta r ? a, . o~manteeciuà e cittadel la, vera ch iave di Piner·olo . Quest~ fortifìcaz_ion,_ forma van? come il nodo della pi azza; ma Catinat trovò, il. campo d'azione ,attorno ,ad essa per 1ac1 r ·1 · · ,tare ]necessario, dr allargare . a manov1ad~'. soccorsi. E sno pensiero fu quello dì occupare Miradolo con ndotta; sba rrare la via di San Secondo alle Porte· co~~~lo sbarramento era spalleggiato da altra rido r.la, quella di Tu;·ina i ronte alle Porte; quella dell'Abbazia, per assi,:urare e leaare ,; è)
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stretta a Pinerolo; in fine quella di Villar Perosa, di Perosa , di Dubione, per coprire anehe da quel lato Pinerolo . Nell a situazione militare in cui il Catinat deve operare, il possesso di Pinerolo è operazione non facile di fronte al le numerose forze di cui dispongono gli all eali. Non è possibile tenere Pinerolo e le comuni caz ioni col Delfiaato, se non tenendo anche Susa; non si può tener Susa e le comunicazioni colla Savoia se non si tiene Pinerolo. Vi'è però una soluzione a questa doppia eveolualili\: appoggiare direllamente coll'esercito la piazza più debole; e concorrere alla difesa della piazza più forte con atti controffensivi, abbandonarla anch e a sè stessa se la situazione lo consigli; obbligare il nemico · a dividersi per combatterlo partitamente. Decisa la gl1erra, Vittorio Amedeo raccoglie le truppe a Carignano. Da quella posizione centrale minaccia ad un tempo Avigli ana, pel' la slretl:.t di Trana e Pinerolo per Buriasco - siamo al vont:i maggio - il duca vi allencle gli alleati . Gli Spagnuoli, nel frattempo, marciano su Casale e ne fanno l'impresa : cioè la chiudono, fanno tolte, ed erigono aìcuni forti di fovestimento . Jn giugno essi pure si mettono in marcia e raggiungono il duca a Buriasco. Si tiene consiglio dagli alleati e sono proposti più divisamenti : entrare nelle valli valdesi, sboccare sul i\Ionginevra; penetrare nella val Dora, sepn.rare CaLinat dall a Francia, rineh iucledo in Pinerolo; tentare un'impresa sul territorio nemico passando,·i dalla valle dell' Ubaye o per le Alpi Marit.time; fare l'assedio cli Pinerolo, l'impresa di Susa, portare l'offensiva in Savoia per la valle d'Aosta . ;\fa il Catinnt è preparalo a rispondere a queste manovre e previene l'azione nemica . Fa allaccare la valle di Barcelonneua e se ne rende parlrone; organ izza nel nizzardo tale difesa cla rencle1fa impresa assai diffi cile; rinforza Susa con ridotte ai Cappuccini, al passo dell'Asino, alla Brunella, a Meana; raccoglie il grosso del suo eser.cito a Villnrs {Almese) e aspetta le ultime decisioni del nemico . ViLtorio Amedeo vuole separare CatinatdaPinerolo; è impaziente di operare; mette in molo le sue truppe ecl accampa a Vigone; form a alcune colonne e le lancia sui colli di San Secondo e verso Perosa.. Frattanto gli al leali giungono in forze a. Buriasco ed a Torino: Vittorio
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IL MARESC IALLO DI CATINAT
Amedeo passa in rivista le sue truppe al campo di Buriasco, mentre quelle che sono giunte a Torino ,-i dirigono verso Avigliana. Il generale francese, prevenuto in tempo dei pensieri del Duca, abbandona la sua posizione d'aspetlativa e compare dal laLo di Pinerolo occupando i monti di Rocciacotello. È quello, per il momento il punto decisivo. Ma gli Spagnuoli di Capmra allaccano la 1·id0 Lla di )iiradolo e si spingono poi sulle alture di San Bartolomeo, attaccano la ridotta Turina, mentre il Duca fa assalire quella d' Abbàdia. Calinat sul Rocciàcotello sta per essere separato da Fenestrelle e da Pinerolo . Comprende il pericolo, e decide di retrocedere in posizione minacciosa sempre,ma più sicura. Fa occupare il colle delle Finestrepermantenerlibera quella via di spostamento, chiama dal Delfinato il generale Larny e gli fissa per obbieuivo Fenestrelle, scende dai monti del Rocciacotello, rinforza Pi nero lo, occupa Villar (Perosa) e vi prende campo e quando sa che i nemici mirano a Perosa, marcia rapidamente su Dubione e Fenestrelle, dove si arresta al campo, il quale, ancora oggidì, è chiamalo di Catinat. Catinat non ha per anco compi uto il suo movim ento che Perosa è presa dagli alleati, le ridotte di quella valle distrutle, Pinerolo bloccata, ancbe dal lato di S. Piero-Lemina, da truppe provenienti dalla valle di Frosasco . f.om anda la pi azza di Pinerolo, il Tessé, la ciLlà il d'Herlevitle. Il Tessé spiega un ardito carallere, una grande aLLiviLà, un coraggio meritevole di ricordo . Spinge rapidamente i lavori di S. Brigida raccoglie veltovaglie e biade su Pinerolo, sicchè al momento del blocco ha per tre mesi di viveri. Fa costrurre tre ridoLLe fra S. Brigida e la cittadella per rinforzare il cammino coperto e CRLinat gli ha lasciale alcune istruilioni prima di allontanarsi dal Rocciacotello : « Ne fonclez point ime langue dé/ensive sur de grandes sorties, « qui causent prosque toujours plus de perte que d'avantages: tra« vailliezàde peti tes lranchées partant cles chemins converts, qui vous « permeltent àe prondre de revers les auaques des assiégeants (1) ». Il duca da Perosa fa una ricognizione verso il campo di Catinat; ma trovatolo fortemente stabilito, retrocede, tiene il 27 lu.o(Jlio , . (i ) TESSÈ. -
Mtmoii·es. -
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consirrlio e si decide l'attacco di S. Brigida (I) . Sorvolando pei fatti ;inori, si ha che la trincea si apre il 30 Juglio con vi ,,o attacco al quale risponde energica difesa, fino a clie i mpc,ssi?ilitali i lì'r~ncesi a tener quel punto, lo sgombrano, facendolo rovinare con mme (H. agosto). Era così. trasco1:so un mese dal primo iniziarsi de~ b~occo di Pinerolo. Rimaneva ancora a vincere la cittadella e la c1tla, ed il consirrlio de11\j alleati decide di bombardare la piazza. o o d' Il 1° di settembre il duca raccoglie le sue truppe nel campo 1 Perosa, meno il corpo che investe Pinerolo, e la cavalleria che ha spinta ad Avigliana: attende i mezzi d'auacco, cannoni e ~o~nbarde'. per dare l'ultimo colpo a Pinerolo. Il duca avendo not1z1e che 1 l?rancesi dalla valle Barcell ona-tentano un'impresa in val Stura e del Po stacca dal suo esercito un corpo di due mila uomini e ne dà il com;ndo al Parella, il quale occupa S. Damiano di val l\Iaira il 11,i settembre. Cosi verso la meli.\ del settembre i due avversari hanno uno scopo ben diverso al quale rispettivamente mirano : gli alleati, il bombardamento di Pùwrolo; il CaLinat, la controffensiva decis·iva. È interessante cosa lo esaminare lo svolgimento del pensiero di Catinat: le sue lellere, scritte dai campi e sollo la pressione dei fatti, ne svelano l'animo. Fi no dall'agosto il maresciallo fran cese scrive dal campo di Fenesh·elle al fratello: « Les brui Ls sont qu'ils(gl i alleati) veulent prendre « nos derrières et fai re quelque entrée ». E prima di abbandonare Rocciacotello, avvisa il re che non potrà tenere Perosa di fronte agli attacchi nemici, perchè ha bisogno di concentrar$i . Vittorio Amedeo ha infatti abbandc,nata S. Brigida, blocca sempre con una parte delle forze la piazza, richiama quelle_ in vi~te _vers_o Susa e non lascia, in quella direzione che cayallena; rmn1sce il grosso dell'esercii.o a Perosa e avanza verso il campo di Fenestrell~ , ma quivi il CaLinat è troppo fortemente stabililo per allaccarlo in modo diretto. Il duca mula la sua ofiènsiva in una ricognizione e retrocede al campo, deliberato di bombardare Pinerolo. Catinat il
(!) Ncll' Archi,•io di Stato di Torino vi sono le minute dei numerosi consigli tenuti dagli alleati durante l'impresa di Pinerolo. - Mazzo 4•: Imprese militari. Vi è puro un disegno a penna do! passag::rio cli Pinerolo-$. flrigida-S. Secondo.
IL MARESCIALLO DI CATINA'l'
sa e scrive 1'8 settembre al fratel10: « À te fai re prévoir le courant « natural de la campagne, il y a apparence que !es ennernis m'ote\( ront le plus Iongs-temps qu'ils pourront la communication de Pi« gnerol, cela nepeut aller quedepli:tsoumoinsdetemps; ils fairont « sauler ou garderont le fort de Sainte ·Brigi tle . Je ne te décide « poinl encore là dessus, si c'est le dernier il faudra que nous le · « reprenions ». Ma il pensiero che predomina in Catinat è l'offensiva. Luigi XIV gli manda i soccorsi tratti dai corpi del nord dove la fortuna s'accompagna alla Francia; chiama quindi il Catinat a consiglio il Bouchon, suo intendente generale, e preparano insieme le marcie di concentramento dei Francesi e studinno i mezzi di vettovagliamento. La riuscila. della manovra sta nel segreto: essa deve colpire i nemici e co lpirli con sorpresa. Il giorno fissalo per il termine di questa radunala è il 30 settembre; la.zona.di radunata è queilachesi stende sulla Dora.fra Bussoleno ·e la Sacra di S. Michele; l'e linee di concentramento il Monginevra, il Moncenisio, il colle dell e Fin_estre. E, pieno del suo pensiero, scrive al H.e: « Les ennemis, sire, suppos,tnt l'enlrée <i de l'armée, ont plusieurs partis à prendre qui, en substance, se « redu isent it deux. Le premier, à qnoi ils paressent se donner « quelques disposi ti ons, prendre conriance n.ux postes de Veilla.ne <J. et de Saint-Ambroise, et la résolulion d'y so~1L euir les efforts « qu'on pourro. ·faire pour les a.ttaquer; ou celui de se porter du « c6té de Carigna.n ou du Pellice, ponr nous contenir dans un « canton du pays clenué de subs islence, doi1t assnremen t no·us « aurions bien de la peine de pou voir contester avec eux, si la « guerre se reduisit à ces termes ». Il 11iS settembre Catinat ha notizia che le grosse artiglierie dtistinat.e al bombardamento di Pinerolo sono in marcia e che al 215 o 26 di quel mese s'incomincierà il nuovo attacco. In quel giorno, 1 15 settembre, il maresciallo spiega chiaramente il suo pensiero: « Une entrée en Piemont n'empecherait pas la. bombarde, parce « que les ennemis éta.ient maitres de la différer de mani ère que « une entrée en Piemonte r.e produirait poi!1t l'effet désiré. Les «\rn.isons, sire, en substance, ét11irnt qne la d,ispositivn de nos sub« sistance, tcvnt poiir nos vi·vres qite powr les fourages, noiis obli-
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« geraient s{trement cle 1io-iis 1·eti1·m· clevant eux ... La confonr;tiir « me pà!raU clumgée, !es ennemis nous donnent des marques
« de leurs desseins. Ils assemblent auprès de Pignerol des chose « d'iin difficile tmnspo1·t. L'on peut !es trouver près, en ayant dejà « commencé à hombarder P ignerol, embarassés de quantité de « choses pésantes auprès de celle pi ace, pen1, étre mhne engagés à << l'attaque, pour conséquent obligés à w1w divìsion de f'o1'ces; enfin « il me semble qu' ils nous donnent im moyen d'agir, le moyen « di renverse1· leurs clesseins, et qu' il peut lmr arriver de grands « acciclenfs, n ' wyant pas tout à {ait le choix de tous les partis « qu' ils voitcfraient p1'endre. E il 116 settembre così scri veva al Re: « J'espère, sire , que les ennemis seront lents dans leurs des« seins de bombarder P ignerol. .Te siàs dans la clernière iinpa« tience; mais il n'y a plus moyen de fuire plus vite, ni rien à. « ajouter à la cliligence que 1ioiLs atJons apportée cì exec1iter l' ordre « qiw votre niajesi6 m,.'a clonnlf par set lettre d1,i o. ,Je tiens notre « dessein secret: l' ctrmée soiipçonne et ne sctit rien ». Ed è pensiero giusto questo : gli ammassamenti di grossi corpi, i grossi vettovagliamenti r ichiedono tempo; sono disposizioni che formano un sistema intimamente legato nelle sue parti e che un acceleramento da un lato porterebbe danno dall'::tltro, se anche questo non fosse accelerato. Tutti gli ordini di Catiriat si eseguiscono colla massima energia: il ma;·esc.iallo vuole essere pronto ad operare: « Je prencls nies 111,ésnres p01w que toiite l'arm.ée soit « campée an cle là cle Bnssolin le 30 )) . Gli ordin i dati infatt i, portano che Laray giunga dal Del(ìnato in Susa il 28 a sera, per potere essere, nel giorno susseguente, sni monli della Sacro. di S ~i ichele; il generaìe Dnsson giungerà in '.,econda linea e il Catinat stesso passerà il colle delle Finestre il 27 . - « J'espère que ces <e marches cachées et précipitées snrprendront !es ennemis el I.e « sa.uront surprendre dans la résolution de pre'rldre un parti J) . · Catinat, impaziente, accelera la marcia di un giorno delle su,e truppe togl iendo i r iposi: i cavalli della gendarmeria che arrivano dall a Fiandra muoiono, in gran parle, per istrada. Mentre il maresciallo francese è così tutto intento a raccogliere i soccorsi, a progettare la sua mossa, nel campo alleato nulla si teme:
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IL :UARESCIALLCl DI CATINAT
anzi si pensa di fare baraccamenti sulla linea d'investi mento e preparare i quartieri d'inverno a Bricherasio, a Vigone, a Frosasco. Pe1: richiamare sempre più l'attenzione dei nemici verso Pinerolo, Catinat fa il giorno 25 una ricognizione offensiva dal suo campo di Fenestrelle; fa sparger voce di voler formare un grosso campo a Perosa; protegge così la marcia delle truppe al campo d'Oulx, generale Tressy, su Susa e Bussoleno, ed a sua volla passa il 28 il colle delle Finestre, riunendo il suo esercito e ottomila muli cli trasporto allo sbocco della Dora. Il duca ha .f500 cavalli nella direzione di Avigliana, il giorno ~9 v'i nvia mille dragoni, i quali percorrono la strada di Giaveno . S'i ncontra quesLa ~a,•alleria allea La con quella francese, che sbocca nel piano e co1T~ fin sollo Torino spargendo l'allarme dovunque. Catinat sa che il bombardamento è giù incomincialo da più giorni, è impaziente di sboccare; la sua più grande preoccupazione è qtrella dei viveri: « cela me met, scrive il 29, dans une furieuse « impatience de m.'approchel' à Pignerol, el . Votre Majesté doit « croire que je n'y perdrait pas u,n mornent de temps ». Il 29 Catinat marcia su Avigli ana e la trova abbandonata . È costretto ad arregtarvisi fino al 11° ottobre pGr attendere i viveri. Si abbrucia Rivoli; - il 2 accampa colla destra sulle alture di Rivalta e colla sinistra a Beinasco. Il duca, i genera.li alleati, sorpresi dall'avanzata inaspellata di Calinat, abbandonano il blocco di Pinerolo. - Vittorio Amedeo vorrebbe sfilare su Torino e mettersi sotto la protezione di quella piazza: non ha forze uguali all'avversario; poi vorrebbe appoggiare al Po e passare su!la riva destra; spera, cogli alleati, che Catinat si geLLi con rapidità su 'Pinerolo, obbi ettivo tanto desiderato, e gli apre il varco spostandosi dai monti: ma s'inganna, Cali nat sa che la vittoria è solamente decisiva quando si è distrutto l'esercito nemico, e che le piazze cadono naturalmente dopo; d'altra parte Pinerolo era ormai li berato. Allora il duca raccoglie le sue truppe nel campo del Castello della ~farsaglia, sulla grande strada che in quei tempi conduceva da Pinerolo, per Orbassano a Torino. Il giorno 3 Catinat marcia innanzi, passa il Sangone su due colono(), le quali si dirigono verso la Chìsola., percorrendo il terreno
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che si stende fra i colli cli Pi osasco e la grande strada: occupa i colli di quel villaggio e scorge l'esercito al leato schieralo nel piano. Bauaglia di Marsaglia.. - Catinat copre la sua fronte di un nuovo lauro cli gloria, e le truppe alleate passano il Po, e ripiegano su ~1oncalieri. Egli scrive al Re: « Les ennemis se sont relirés comme ils ont pu par plusieurs « rout es; et, selon les a.vis, que j'ai, ils reço ivent les trnupes à. « JJontcallier et eotre l\lonlcallier et Turin, q1ii est leur poste de « si:t.reté, quand il s, ont voulu n'Otre exposés à aucuneaction . L'état « présent de nos vivres à Pignerol et le moyen assuré pour ne pas « manquer en 1na1·chant en a:vcint, est de marcher promptemenL .au « delà du Po, pour stwp1·end!re le pays et enipécher q1h'il ne se vide» . Ecco la strategia dei tempi.
XIV. Riassumiamo. Il trattato cli Cherasco apre le porte delle Alpi occidentali alla Francia, la. quale spiega in Piemonte una. politica aJgressiva. Il pensiero di Luigi X[V è ch iaramente formu lato : fare del Piemonte una base militare per la lotta della supremazià politica che sta per iscoppiare contro la Spagna e l'Impero ; l'idurre, in conseguenza, la libertà politica del Piemonte a vero feudalismo. A dare maggiore spinta a questo pensiero si compra la fortezza di Casale; ma è lontana eh Pinerolo: bisogna qu i11di legarlu strategicamente a qnesta, e per ciò fare occone possedere Yerrna e la. cittaclell i'l di Torino. È quindi una lotli'l ad un tempo politica e militare, che si sta per impegnare; il Re l'affida al Catinat. L'ingegno e la fortuna l'hanno spinto rapidamente neili alti gradi della milizia, la natLtra ·l'ha dotato dell'intuito della guerra, e di sagacia politica; gli ha dato coraggio paziente che lo rende uomo tenace e temporeggiatore. Il fonclo morale di Catinat sta neUaispirazione filoso fica: è filoso fo nello studi o dell'uomo, come lo è nell'esame dei fatti della guerra. Ne sono prova le sue letLere. Vittorio Amecleo gli sta di fronte e gli contende il passo. Le vicende politiche hanno trascinato in basso la giovane monarchia
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Il, MAI\ESCI ALLO DI CATINAT
sabauda. Il Principe salendo al trono si ribella alla tutela della donna e madre e impugna l'antica spada di Savoia. Pel' questo Principe la guerra è una passione; la politica non è che un mezzo per adopi·are le armi; per cui al disopra della morale sta sovente Ja forza . La natura ha dato a Vittoi·io Amedeo l'intuito della guer:·a; ma l' ha accompagnato con un senso d'impazienza che spinge quel soldato ad essere talvolta intempestivamente deciso, inquantochè predomina in lui il desiderio vivissimo delle audaci risoluzioni. Come principe e come generale combatte per un g,:ancle principio: la indi pendenza dello Stato, e questo nobile senti men lo lo solleva al disopra dei frequenti colpi che gli porta la sventura. ·
Si vuole affermare che quando uno Stato è trascinato dalla situazione alla guerra, l'incidente che deve farla sorgere è sempre preparato; d'altra parte se non c'è si fa nascere . Così avvenne fra il Piemonte e la Francia, e la lotta religiosa contro i Valdesi fn l'esca che accese l'incendio. La guerra fra Catinat e Vittorio Amecle9 ha per centro le 'Alpi Cozie: per base verso Francia Briançon e il Monginevra; per sbocco nella valle del Po, la piazza di Pinerolo. Questo scacchiere può stendere le sue ali sulle Alpi Marittime da un lato e sulle Alpi Graie dall'altro. Luigi XIV lo spiega a CaLinat. Le porte sono aperte, dunque l'entrata in :Piemonte è facile. · « J e trouve que Turin vous coup le Piémont par la moiLié, vous « empéche d'avancer au-delà du Po, vers l'Astisan eÌllre cette ri<4 vière et le Tanaro, et vous oblige indispensablement de vous << jeter ou du coté de Canavet (Canavese) et d'Ivrée ou de celui « de Coni. « Quoique le coLé d'lvrée ftit: fort important, tant à cause de la « jalousie qu'il donnerait aux Espagnols pour le Milanais, que de « la r.ommunication avec la Savoie, par la val cl' Aoste qu'il ouvrirait, « il me semble qu'il servit fort difficile d'y réussir, parce que, « quoique l' on pùt y aller commodément de Siize, 011 ne doit pas « reganf.er cette ville come wne place propre a y faire en sureié de « grands magasins, au lieu que Pigneròl se doit considàe·r com,me « la veritable plàce d'arnie du pays de la quelle il serait bien mal
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« aisé de communiquer avec I vrée a cau'>e du geand éloiguement « qu'il y a de cette piace et l'autre, et de. la nécessité qu'il venait « de passer à la porte de Tu rin, qui est une grande ville daus la « quelle !es ennemis pourraient meLtre un aussi grand corps de « troupe qu'il leur plairai. « Il reste le coté dii Coni qèle je trouH; accompagné de toutes « sortes de faciliLés et d'a vantages; » e cioè si può legare Pinerolo con Cuneo, occupando Sai uzzo e Savigliano·; si apre la comunicazione colla Provenza e col Delfinato pei colli di Tenda e del!' Argentiera; si possono spingere le operazioni verso Cherasco e Alba, lungo il Tanaro, e aprirsi anche una via per giungere a Casale; separate le comunicazioni fra il Piemonte e il Milanese da Finale, minacciare Alessandria e il Mi lanese di qua dal Po . Si può dare mano ai Duchi cli Parma e di Modena e porgere mezzo di af.francarli dall' Austria.
Catinat è inspirato a questi principi i. Si fortifica nella sua base di Pinerolo, e quando la trova ben preparata, sbocca nel piano. Allora si comincia quella guerra gareggiala che è caratteristica dell'arte militare in quel. suolo; cioè campi messi e levati or qua ora là, circondati dal vaÙo, talvolta fatti veri campi trincerati; poi temporeggiamenti lunghi tra un'impresa e la successiva, prodotti dalla disore(Jazione delle forze combattenti e dal biso~no di rinnovare o n · o risorse; qualche volta manovl'e tangenziali , che fanno sperare una battaglia, ma che non dànno che un armeggio senza risultato . Ma a:lfina sorge pure il momento dell'azione decisi va e questo è il bisogno di ri vettovagliarsi. Infatti dove .si combatte e si scorazza si stende il deserto; risorse requisite, o incendiate o in qual si voglia n1odo distrntte: non rimane quindi che una cosa a fare: sboccare dai campi, battere il nemico ed entrare su nuove terre. È l'applicazione crudele del principio che la guerra nutre la guerra . . Un punto soln nelle Alpi, allo sbocco del Chisone, è base troppo ristretta per operazioni offensive-controffensive, e Catinat che sente il bisogno di muovere più liberamente. s'impossessa di Susa. Alle s.palle di Susa e di Pinerolo, stanno i grandi colli del Moncenisio
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IL MARESCLHLO DI CATIKAT
e del Mongmevra. Ma il Piemonle è pure l'all eato dell'Inghilterra che lo soccorrndal mare; Catinats'impossessa di Nizza e Villafranca e assedia Cuneo per aprire il varco alla Jioea della Provenza; ma a Cuneo è respinlo. La !olla tilaoica che la Fmncia sostiene al nord e le difficoltà che incontra, specialmente per la nalura del teatro di guerra, nelle Alpi, consigliano Luigi XIV a mantenere la cli:fmisiva in Italia. Sarebbe que31.o il momento opportuno per l'offensiva degli alleati . Si presentano più obbieLlivi: attaccare Calinat e respingerlo oltre Alpi; r iaprire la linea d'operazione del mare .mettendosi in diretta comunicazione coll'Inghilterra; marciare alla conquista della Savoia. Villoria Amedeo vorrebbe assalire Catinat; ma gli alleali hanno altri obbiettivi. Si decide l'impresa del Delfinato, fatLa più col desiderio di parlare strage sul territorio nemico, che di raggiungere un importante obbiettivo politico e militare. Nel "693 si chiude il periodo cli guerra alpina del f:alin at. Si inizia la guerra di quell 'anno colla difensiva; ma é una difensiva studiala, preparala, portata su largo campo d'azione, inspirata alla controffensiva, nella quale il gen io del capi t.ano trova di manifestarsi. Nella difensiva sono due gli obbiettivi che il Catinat deve coprire: l'uno forte per il terreno e per l'arte; l'altro debole per il terreno e per l'arte; Pinerolo e Susa. La, condoll~L del CaLinat è ben determiuata: difesa di1·etla claì punto debole; difesa manovrala in soccorso dal punto più forte. È questo il mandato dell'esercito che campeggia. Quindi la formazione dei campi di Oulx e di Fenestrell e, quindi il campo di Bussoleno dove si raccolgono tulle le truppe destinate alla offensiva. Ma la difesa manovrata richiede_, per essere efficace e, decisiva, la superiorità cli forze in uo dato momento e indeterminato punto . Catinat prepara questa sua controffensiva con quel coraggio paziente che è una sua virtù; sente nel cuore il desiderio ardente e l'impazienza di fare; ma sa vincere questa passione poichè « il n'y « a pl·us m,oye.n de fciirç JJlus vite, ni rien à ajuter à la dili,qencè q-iie « noiisavons avportée à executerl'o1·dre cle votre Jlfojesté ». Il moto del pensiero cli Cf:.tinat lo vedemmo nei brani riprodotti delle sue lettere: scriveva so tto l'impressione dei fatti; il suo cuore, la sua mente, sono riprodotti con coscienza di verità. La vittoria di Marsaglia corona l'impresrt.
NELLE ALPI
(,1686-,f 693)
E qui ci arresteremo. Fra i molti insegnamenti che le campagne del Catinat nelle Alpi, possono darci, ve ne ha uno che merita di essereric0rdato. È una verità di l\fonsieur de la Patisse; ma è una verità: che il carattere fondamentale della guerra in montagna essendo la chfensivct-controflènsiva, l'impiego di molte truppe richiede una preparazione speciale di esse e dello scacchiere su cui saranno chiamale ad operare. La praticabi lità della montagna è in ragione diretta dell'abitudine che si ha di percorrerla. Quindi si pensi più sovente ai nostri monti, e si fermi un poco più il nostro pensiero su di essi, perchè saranno la nostra forza nei giorni della battaglia.
G. ZAVATTARL Capitano .
6-
ANNO XXX, \"OL, J.
ALCUNE Il1Ff.ESSJ0Nl SULLA QUESTLO NE, ECC .
ALCUNE RIFLl~SSIONI SULLA
~UESTIONE DEUJ VANlA)IENTO NEGU UFFl~IALf
I.
Credo non si possa negare che queslo avanzamento abbia nell'esercito una efficacia grandemente educativa. Ogni volla che accadono promozi oni, si sveglia e si eccita nolla massa de 1Ji ufficiali una serie di sentimenti, che cambiandosi poi in convinzioni rimangono corno fondo per formare il morale del!' esercito. Sarebhe dunque bene che questi sentimen ti fossero buoni e, se è possibile, tutti buoni. Il fatto delle promozioni s'isp ira naturalmente ai principii sanciti nella legge d'avanzamento (1ì: sono dunque questi principii la fonle prima di quei sentimenti. i\Ia per i molti interessi che sono in giuoco nelle promozioni, potrebbe accadere che quei principii, buoni in se stessi, sembrino talora piegati e quasi aliera Li nella loro applicazione. Certo, qualunque legge in mano agli uomini è soggetta a questo: è perciò che bisogna procurare ché isno i pri ncipii sieno Lali da subire le minori allerazioni nella pratica. Inoltre se fossero non solo di natura in:tlterabile, ma allresi tanto SL1mmi e comprensivi sì che tutti e ognuno dovessero in essi convenire, mi pare che una via sarebbe aperta alla bontit dei sentimenti che suscita la loro attuazione. •
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Una legge sull'avanzamento che fra i suoi principii ponesse, per esempio, i l rico,ioscere e rico1npensare col g'l'ado ·i merùi indii,iduali, mi pare correrebbe rischio di vedersi alterata. Perché, può darsi benissimo che questa ricJnoscenza e il suo premio non so lo si concilino col bene dell'esercito ma altresì lo producano : pu1· non si può negare che lutti coloro per cui cagione si applica la legge, da chi propone,- ch i conferma la proposta, cbj esamina, a chi sanziona, ispirandosi quasi senza volerl o a quel princip io esclusivo, concentrino solamente la loro allcnzione sull'iucliYiduo in questione. Ed ò ancbe innegabile che un tal principio tende a fomentare nell'individuo l'amore di so stesso ( tanto di,•erse dall'amor proprio), il concentrare tulla la sua allività nella costruzione di sò, o la conseguent!3 bramosia di farsi valere; ed in tal modo fecondi ciò cbe un chiaro scrittore tedesco il Goltz (Nazione armata, pag. 53), chiama « il nemico più mal igno del valore di un corpo di ufficial i, l'egoismo».
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(·I) È la 1,ittura elci i,rogctto di leggo sull'a1·anzamcnto che mi ha suggcr;to il pcn siero di (]ucsto scritto.
II. Sarebbe oramai cosa non facile fare proposte nnove sulla questione dell'avn:nzamento. Antico. forse quanto il formarsi degli eserciti stanzi ali, deve aver dato da pensare a tutti coloro che ne sono stati al comando. Due elementi nuovi o rinnovati sono giunti nel tempo nostro a rendemo la sol uzione più difficile: da una parte lo spirito di uguagl'ianza, dall'allra il bisogno di un maggior sapere per occupare i gradi della gerarchia. Fino da ora si può notare che il soddisfare al primo elemento porta ad una esigenza morale, dalla quale non si può pre.scindere,considerala la natura degli eserciti attuali e il sorgere che e5si fanno dalla società stessa: il secondo porta ad una esigenza tecnica. Fra le molle idee e i molli argomenti che ho sentilo clire e letti sulla questione dell'avanzamento, pochi o nessuno mi è sembrato non avessero un valore. La difricollà mi paro stia nell'assegnare a ciascuno il proprio valore. So si potessero vedere tu tti dinanzi, se si potessero, come suol
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ALCUNE RIFLESS IONI
dirsi, pesare sarebbe davvero un metodo per sciogliere la questione. Il pesare vuole uni tà di misura. Quale sarà essa? E dovrà essereunica? In altre parole quale sorà l'idea, il principio davan Li al quale lutti gli argomenti, tutti i ragionamenti, tutti gl'interessi cedano? Parmj,. nòn possa esser che questo : il bene dell'esercito. Sembra inutile il dirlo, ma badate non lo è: non lo è perchè regnar sovrano e scende fino alle ultime conseguenze. L'individuo in Lai modo sparisce'affatto . Il grado non puo essere· dato senza il correspellivo impiego. e va bene: ma è l'impi ego che vale di più, che importa solamente allo Stato: se l'individuo non vale per esso, non ha il grado. Così l' individuo serve intieramente di mezzo allo Stato. Poichè l'impiego non può esser dato c.ome, premio, così nemmeno il grado ( 1) . Di più se questo principio basta ad ispirar~ tutta la legge, e poi tutti coloro per virtù dei quali si applica, perché metterne altri? Ed essendo unico, le alte1:azioni ·in genere non saranno sempre minori?'
SULLA QUESTJO)(E DEtL'AVANZAMENTO DEGLI UrFICTALI
La scossa chB per avvenlurn ne avesse il morale, è largamente -compensala da quella migliore condotta? È cosa che non si può risulvere che caso per caso; ma per essere indotti tt soffermarsi a queste domande, a questa anal isi bisogna che ·quel principio regni sovrano ed Hclusivo, che tutti coloro che sono ,ch iamati a cooperare in qualunque modo ad una promozionè non possauo esser distratti da altri principii , e possano credere cli avere .appagato quello, solo indirettamente.
IV.
1
III.
Questo principio del bene de!l'esercito non è semplicemente for~ male: a me pare assai determinato e consistente quando si dica che quel bene sta nella coesione, nella compattezza morale dell'esercito. e nel suo valore tecnico : che sia formato bene in pace, diretto bene. in guerra. · Ora ammessa l'efficacia educativa·dell'avanzamento e queì principio unico della legge, ad ogni promozione si può domandare: è un. bene per l'esercito? E se elevo ad un tratto un individuo o più, maggiormente atti alla condotta delle truppe, quale efficacia avrà . questa elevazione sulla coesiùne morale dell'esercito'? E data, per esempio, antitesi fra le due co·se, è meglio preferire l'una o l'altra?. (1)
11 Regolamento di disciJJ!ina considcrn il grado anche como premio,
L'efficacia educativa dell e promozioni consiste in ciò, che tutti Testino appagali della giustizia di esse. Tale è l'esigenza morale. Il suo principale carattere è questo : ch'essa si sparge in tutti, inlenssa Lutti e si può descrivere in queste parole: il grado non può esser dato a chi non è capace del!'i mpiego, dunque deve esser dato . ·a chi ne è capace. Come :;i vede, ciò porterebbe all a sempl ice idoneità, all'anzi&'.uità controllata, o se volete all'esclusione. L'esigenzR tecnictt invece dice: non ai capaci, ma ai più capaci deve esser dato l'impiego; quindi si sparge iwpochi, interessa pochi: ·cresce col crescer dei gradi: massima negli altissimi viene scemando sino a di ventare poca affatto nei minimi. E questa porta alla scelta. Per soddisfare alla esigenza tecnica si guarda in alto, alle cime, per l'esigenza morale jn basso, alla massa degli ·ufficiali . Quella si svolge specialmente in guerra, questa in pace: quella ha in mira la condotta, questa la formazione dell'esercito. Questa vorrebbe che 'l'esclusione fosse praticala in tutti quei gradi il cui impiego ha per mira la formazione dell'esercito; la scelta in tutLi quelli che lo diri_gono alla guerra. Così più in su si porla la scelta e più essa è con~ :siderata ragionevole e meno il sentimento di giustizia risicR di es.seme offeso nei più; più si estende l'esclusione e maggiormente la -efficacia educativa è garantita.
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SULLA QUESTIONE DEr,r}AVANZAMEC'ITO NEGLI UHICIALI
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ALCUNE l1J1''LESS10NI
V. lVIa è forse che l'applicazione dell'esigenza tecnica non abb ia una efficacia d'ordine morale? La scelta non porta all'emulazione, alla
gara? Questa è certa un'influenza d'ordine morale: ma è <lessa nel corpo degli ufficiali veramente educativa? lo non vog lio qui ripetere ciò che hanno scritto quei pensatori che fec0ro :rnl!'anima unrnna ciò che i chimici fanno sulla materia; scomponendola, determinando le proprieth, stabilendo le combinazioni, indicandone gli effetti. i'lfa nessuno spiri lo imparziale vorrà negarmi questo : che l'emulazione è un sentimen to delicatissimo che facilmente degenera. Conduce allora ad una lot\a che può giungere , alla vigoria e all'acu tezza di quella per l'esistenza. Perchè essa non degeneri deve risiedere in un'anima veramente nobile, la quale senta tutta l'ambizione non di diventare qualche cosa di alto, ma di fare qualche cosa di elevalo. Il sentimen to dell'emulazione eccitato nelle anime ancora vergini delle scuole può dare e1Ietti tulli buoni; nella vi ta degli uomini è difficile assai che i cattivi non superino i buoni. Il giovanelto scolaro può ardentemente desiderare cli diventare il primo, per essere il primo: per un elogio del maestro, per confor.lo ai {;(enitori; ma vedete quanti interessi spingono nella viLa l'uomo a saltare sopra. ad un altro! · Certo l'alto superiore può frenare, li mitare nella gerarchia degli ufficiali gli effetti matei'iali dell'emulazione: può dire, voi ·non giungerete là che con tali e tali condizioni. Ma può egli ugua lmente padroneggiare gli efietti morali?
VI. Se il lettore non è ufficiale giovanissimo ricorderà quel tempo in cui per accennare ad una specie di defìcenza morale di un ufficiale, si diceva e si scriveva ufficialmente di lui: fa il $ervizio per dovere. Si confondeva allora l'offi cio col dovere: fare il proprio doveresignificava> adempiere quasi macchinalmente agli obblighi del pro-
prio impiego. I sentimenti più ardenti, ipiù nobili, i più severi che spingono l'uomo all'azione sembrava fossero esclusi dall'idea del dovere; il significato di questa parola era povero . Ora l'idea del dovere si è resa più elevata e comprensiva: dal faLto esteriore si è svolla a comprendere le intenzioni : tende ad organizzarsi nelle cosci eme sì cla formare co l tempo il carattere naz ionale. La più alta concezione del dovere è compresa in quelle parole: fa quello che devi, avvenga che può. Vi è qui dentro il completo sacrifizio dell'individuo, della persona all'idea del dovere. · Se a questo giungeremo mai, io non lo so: forse lo sperare che diventi un.fatto universale, anche solo nell~ an im,~ più educate, e socialmente parlando, nei celi più civili, è un considerare l'uomo come deve essere anzichè come può essere; un esempio cene dà la storia negli stoici che decaddero e sparirono come germe di organizzazione sociale. Nella nostra società al do vere individuale si connette il diritto individuale. È una bil a.ncia, un equilibrio nel quale l'individuo' si sente capace di usare e insieme di conservare le proprie forze: si cannelle con quello che si dice, l'ordine morale. Solo davanLi ad una grande idea, con la spinta di un grande affeLto , quell'equili brio si rompe e l'individuo non cerca il correspeltiv,) diritLo alla propria azione, si sacrifica intiero; le fqrze che trova intatte gli <lim no vigore e gli-rendono possibile quel sacrifìzio;, tale sarebbe la guerra per l'amore di patria. l<'ra i doveri dell'ufficiale vi è quello di rendersi via via degno di . adempi ere all'officio superiore al proprio: al che può presumere di giungere con questa condizione; che una lunga pratica e intelligente lo prepari ad un ufficio di caratLere affine; che insomma gli uffici del grado immediatamente superiore non siano che un ampli amento di ciò ch'egli ba fallo per molli anni. Se questa presunzione è giusta, giusto pure sarebbe il senti men lo di diritto a quel grado. Ora non temiamo noi che il chiudere la via a questo diritto, non inceppi e infranga l'organizzazione stessa del sentimento del dovere? E non è questo sentimento che il tempo nostro procura di elevare r,empre più e a cui si attacca come ad àncora di salvezza, nel naufragio di tanti alLri sentimenti che pure sembravano sorreggere e animare le generazioni passate?
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ALCUNE lUFLESS!ONI
VII. E se naufragio vi fu di taluni sentimenti del passato nella nostra società militare, non certo decadde ciò che si chiama il cameratismo, o meglio fratellanza mili tare; essa fu, è, e sal'à sempre forte nel nostroesercito. Lo èperchè noi sappiamo quanto si colleghi allo spirito militare e sia quasi un complemento della disciplina. Nella sua pratica si appagano e si compiacciono le parti più gentili delle anime nostre, e vi ritrovano l'antica e ingenua poesia del mestiere delle armi. Lo spirito dei giovani ufficiali si eleva e si educa al sentimento della comunanza, alle speranze guerresche, mentre i vecchi ufficiali addolciscono le ruvidezze dell'età e in quel calore di affetti le forze loro dell'animo sembrano rinverdire. Gran crogiuolo è questo per la solidarietà degl'individui, per la solidità dell'insieme, per la coesione delle forze morali. Tutti qt1esti beni però non li porta seco il cameratismo convenzionale, ma quello sentito veramente e le cui manifestazioni sono spontanee. A tale carattere del cameratismo conferisce non poco davvero il soddisfare alle esigenze mol'ali di cui ho parlalo, l'appagare il sentimento di giustizia. Ciò portando a criteri più uniformi e meno esclusivi nell'avanzamento, fa procedere ia vita del corpo degli ufficiali senza scosse, più tranquilla e serena: e rende possibile il fot'mars i e fortificarsi cli quei sentimenti obb iettivi, passatemi la parola , che. tendono a far godere delle gioie altrui e dolersi sin" ceramente degli altrui dolori.
VIII.
Si suol dire che nella questione dell'avanzamento il campo della discussione è diviso in due: vi sono quelli che tendono .al dominio della scelta e quelli che vorrebbero ricondurre al principio dell'anzianità. Una soluzi one radicale da una delle due parti sarebben:ituralmente viziosa. Chi per una analisi certo coscienziosa e sottile dei mali prodotti dalla scelta vorrebbe riportarci alla pura.anzianità, non ricorda tutto quello che si esperimentò e si disse nel tempo in cui
SULLA QUESTIONE DELL'A VANZAME)ITO NEGU UFFICI ALI
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questa anzianità era metodo quasi esclusivo di avanzamento. Guai se in materia così delicata si giudica col sentimento di reazione. · L'esclusione sarebbe la via di rne,;zo: e se scelta vi deve essere, ho detto dove la farei gravitare e perchè. I l fondare la legge cli avanzamento sopra. una base equa, ragionevole garantisce altresì per la s.ua perpetuità, cosa. tanto importante nella nostra istituzione. Che !<t scelta si applicb i per le cariche p;ù difficili, cioè alle più alte, ce lo dice a tuLLi il sentimento del giusto il più natutale. Contraddire a questo dicendolo di difficile at tuazione, parmi un dare alla legge carattere precario; perchè qualora so rga chi trovi modo di appianare quelle difficol lit, la legge donebbe rientrare nelle sue basi di giustizia. Inoltre il desiderio di ottenere in quelle cariche un personale non troppo avanzato in. elà, devesi intendere per vigore fisico;·it quale, è vero, pochi conservano fino a. quell'età: ma è appunto la. scel ta che designa quei pochi che equil ibrano più lungamente in se stessi le forze mora.li e fisiche. Del resto , è quesla.sembr~tmi ossel'vazione cli r1ua!che peso, l'indole degli eserciti passati era tale ch'essi potevano sopportare, senza guastarsi, dne cose: il privilegio nella carriera degli ufficiali, la scelta nel tempo di guerra di un capo che fosse anche ufuciale estero. Gli eserciti odiemi potrebbero benissimo ammeLLere quest'ultima. cosa: anz i chi maneggia in tempo cli guerra la grande macchina ba piuttosto il carattere cli cli rettore che di condottiero; non mai potrebbero sopporta.re li prima od alcunchè che le assomigli. Ora che si stà per discutere una legge sull'avanzamento, può non sembrare opera vana l'aver considerato la questione dal punto di vista dell'educazione nell'esercito. Se non giudico male, la. distinzione in esigenze morali ed esigenze tecniche è giusta e tale- cla ordinare il pensiero nella nostra questione; accettandola, si avrebbe un criterio per classificare tutte :1e ragioni, gli argomenti, i falli e vederne cosi il valore assoluto e quello relati vo . E se infine io potessi esprimere un voto sulla nuova. legge di avanzamento sarebbe questo: che il suo principale caraltere fosBe l'austerità. RAFFAELLO B1ANC1ARD1
Capitano.
ISTITUTI MILITARI
ISTITUTI MILlTARI
Un nostro autorevole periodico militare ci partecipò recenLemente come in Italia il riordinainento degli istiLoti militari, qneslo ideale prosegui to con sollecitudine .da quanti s'interessano all'educazi<ine ed all' istruzione, non solo dei nostri ufficiali, ma allo svi lllppo, all'incremenlo dello sp irito e del carattere militare del paese, sia in corso di studio e come que$LO grave problema· stia risolvendosi sulla base d' un ordine d'idee ispirato dai grandi interessi dell a patria. Si tratterebbe di trasformare in collegi militari i presenti convitti nazionali, con programmi di studì e personale insegnante identiet a quelli dei ginnasi-li cei, con piena dipendenza, quanto ad inse gnamento, dall'autorità sc:o lastica; quanto a disciplina ed a governo dall'autorità militare e senz,a punto impegnare i giovani a seguire la carriera delle armi, potendo essi dai nuovi collegi passare indifferentemente alle università per ded icarsi alle professioni libere, o alla scuo la o all 'accademia militare per entra re nell'esercito col grado di ufficiale. Anche nella prima ipotesi, da quanto sembra, si accorderebbero agli alunni uscenti dai nuovi co llegi talune facilitazioni di fronte agli obblighi della legge di leva. È facile comprendere come quest'ultimo elemento, il quale seriamente informato a principii d'ordine, di disc ipl ina, al sentimento del dovere, allo spirito del lavoro e del patriollismo, spandendosi nella società, sia occL1pando i pubblici uffici, sia esercitando liber9 professioni , sia infine aLtenclendo all!') proprie famiglie, nel mentre . colla sua seri~tà di propositi, coUa sua onestà, colla sua devozioµe alle patrie istituzioni darebbe l'intonazione a quel carattere nazio-
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nate LanLo desiderato, tanto necessario ed ancora tanto lontano d~ll'essere formato, servirebbe per l'esercito a costituire un cespite preziosiss imo di ufficiali di complemento con azione veramente benefica sull'o rganismo militare. . . . Ora un nolo seri ttore mi li Lare disse che per l'istruzione dei_g1.ovan i ufficiali bisognava« estendere la coltura generale fino al l'.m'.te del possibile pee formare l'uomo, restringere il sapere fino al 1Jm1Le del necessario per il servizio ». , . . Ma questa norma, la quale in certo modo. 1:appre:~nt~ l ana lis'. teorica dello scopo d'un qualunque istituto militare, e il n sultato di studì ed esperienze che, pl'Oceclendo e progredendo, concorsero a stabilire tutte le recrole le quali servono oggi cli gnicla per la istruzione dei o-iovani clrn si dedicano alla carriera militare. Ri tenen~lo noi importante ed ur::(ente tale questione e volendo esporre brevemente iostato auuale de?l'is~ituti. mi litari press? le . potenze estere, ci sembra quindi non inutile ;_ivolgere dappnma uno sguordo retrospettivo al p~tssato per dare un 1clea, t~nto dei_~o~cetti che nelle varie epoche rnfluenzarono la educazione mii I Lai e della gioventù, quanto dello svi luppo raggiunto coi moderni pro· gressi. Siccome le auerre sono an tiche quanto il genere umano, e siceome tutto qu~nto si riferisce al le guerre subisce unametemysicos! . irregolare ma continua e progressiva, così è nat~ira!~ eh~ dai tempi dell a più remola antichità siasi ritenuto necessano l 1stru1re nel_mestiere delle anni i giovani che si volevano addestrare a ,;oldah capaci ed intelligenti. Senonchè in quelle epoche remote la coltm:a gener~le essend_o ancora in uno stato embrionale, noi vediamo d1 tratto in tratto n folgere una personalifa dotata di genio straordin~trio ~ della quale la storia ci tramandò le gesta di condottiere o di leg1slalore, e_ le masse agire quasi materialmente sotto gli ordini di questo muco capo, il quale imprimeva, a caratteri imperituri, un nome ed un carattere a tutto il suo secolo. C.osì avvenne a Sparta ove Licurgo eresse il suo sist~ma di eclu~ cazione militare per la gioventù, togliendola fin dal settimo ~nno_d'. età alla sorveglianza dei genitori ed inquadrandola sotto glt orcl1m
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dei « pedo.nomi », in piccole legioni. Però la cura principale di Licurgo si rivolgeva alla res istenza fi:;ica del corpo um"nno e quindi le istrnzioni mili Lari si limiLavano all e corse, ai salti, agli esercizi colle armi, a cielo scoperto ed in qualunque stagione. Se ai Lempi di Li curgo in Grecia si annetteva poca importanza alle cognizioni ed alla coltura dell 'animo, ben differentemente avveniva presso i Persiani, delle cui antiche istituzioni militari Senofonte ci lasciò preziosi documenti . I Persiani educavano tutti i loro giovan i, facendo eccezi one poi pochi Ci gli di principi, satrapi e condollieri, entro ad° istituti militari ove essi dovevano rimanere dal 5° al 20° anno d'età; se in quesli isti tuti si ri volgeva naturnlmente l'aLl.enzione massima all e corse, al cacciare, al cavalcare, al tiro coll'arco e col giavellotto , non venivano trascurate le isLruz ioni sulla legislazione, la religione, la virtù, la verità, la disciplina e la modestia e fu appunto qnesto co rredo di cognizioni morali che fece dire a Senofonte « e;:;sere i Per;;iani mrtestri perfetti nell'arLe di comandare ed in quella d'obbedire » . Come più tardi noi vediamo la Crecia pt'endnre ìl'sopravvento in tulle le arti nob ili, cosi essa tenne pure il primato sotto al punto di vista dell'educazione mili tare quand'ebbe per legislatori Solone e · Platone. li primo prescrisse che dal 7° anno cl'etrt in poi lui.Li i giovani, senza distinzionc di casta, !assero istruiti nella musica e nella ginnastica; e colla musica indicavaosi allora tutte le di scipline dello spirito , colla ginnastica quelle corporali; le prime, diceva Solone, dovevano completare ed essel'e intimamente collegate colle seconde. Accompagnati da uno schiavo denominato« pedagogo» i giovani recavansi alle« grammalisLe » ov'essi venivano occupati nell a musica, nella letlura e nella scrittura ; progressivamente s' imparLivano loro cognizioni cli estetica, didattica e declamazione. Dall e grammatisle gli allievi passavano nlle « palestre » 5ituate presso al mare od in vicinanza ai lìumi , ombreggiale da lungh i Glari d'alberi, ed ivi erarlO'esercitati alla corsa, al salto, al nuoto ed al maneggio delle armi. Annualmente, r icorrendo le festività religiose, avevano luogo pubblici esami e concorsi . . Quando i giovani avevano raggiunto il 20° anno venivano dichiarati di maggiore età ecl ammessi ai « ginnasi » ch'erano situati ad
alcune stadie della ciuà e che faceYano parte dei più bei passeggi di Atene; due cli questi ginnasì erano rinomati fra tutti: « l' ~ccad~» che trovavasi a nord-ovest della città, cosi denominata rn m·a I > • d. onore all'eroe Accademos ed il « Liceo » eretto presso al tempro r Apoll o Licheo. _ . . Un o-innasio era una vasta superficie d1 terreno boschivo con località destinate per la corsa, la lolla, il Liro colle frecc~e e~ i giavellolli, il nuolo; vi si declam:rvnno e cantnvano le poes1~ d Omero ed agli allievi pÌù. adulti s'insegnava la taLlica e l~t strategia. Fonclalore delraccademia fu Platone il quale disse ~ che lo scopo dell'educazione per le classi elevale, e cioè i guerrieri ed i filosofi, doveva essere la costante armonia fra il corpo e l'anima, come pure fra le varie forze morali >> . Secondo il sistema di educazione di Platone i primi anni di vita dei ragazzi dovevano essere cledi_cali a~le cure del co rpo; dal 3° e 6° anno dovevasi insegnnre la m1tolog1a; dal 7° al ·10° te esercitazioni ginnastiche; clall'·l ·1° al •I3° la lettura. e la scritL 11ra; dal 14° al 16° la poes ia e la musica; dal 17° al 48° la matematica; dal ,[ 8° al 20° anno clovevano prevalere su tutte le altre istruzioni quelle riguardanti l'arte della guerra. .. · Appunto a queste istruzi oni gli ate_niesi ,devono la _Io~·o _celebrrta nella gin nastica, mantenuta sempre viva co pre?1t _all1~s1_m1 cl~e _fin dai tempi di Solone venivano elargiti ai gi uoch1 oltmp1c1 per 1 vmcitori. . Le scuole o-innastiche erano considerate in Grecia la preparazione indispensabil~ per i giovani guerrieri . ~opo che l'all!evo_le avev~ frequ entale lo si mandava per due an111 come guar~,a a, con fini dello Stato, lo si eserci tava maggiormente nelle armi e fin al_~ente'. con alto solenne nel tempio di Aten e, al cospello delle a~to~·1ta,. d~, parenti e dE:l popolo, egli veniva ascritto nel numero ~e1 _c1ttaclin1, dicl1iarato << atto a difesa» e gli si accordava l'onore d, giurare fedeltà alla patria[ . . . . . Le scuole militari Tebane e quelle Macedoni, 1sl1 tu1Le dal re Filippo, si basarono completamente nella loro organizzazione teoricopi:ati ca sulle norme stabilite dagli ateni esi. . . . Presso i Romani, ben più rozzi dei <;reci, da pr incrp10 non esisteva pubblica educazione pei giovani delle class( di sl_int~; soppe: riva a ciò la fami glia e si deve riconoscere che I gemlon romam 1
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MltlTARl
annettevano grande importanza ad addestrare i loro fig li nel me- · sLiere delle armi. Nel periodo dei Cesari l'educazione della gioventù romana passò com pleLamenLe in mano ai Greci; mol Li di questi, ch'eransi stabiliti in Roma, vi fondarono scuole nel le qua li insegnavano l'arte della guena, la fi losofia, la rettorica, ecc. Le istituzion i ginnastiche però non fiorirono mai in Roma come in Grecia. Le discipline scolastiche introdotte dai Greci vennero poi successivamente propagate da istruttori roman i par tutte le provincie del vastissimo impero e Ytllsero per tutto il' medio evo e dare una norma generale per l'educa:zione militare. Al tempo dei Cesari v'erano bensì in Roma scuole pubbliche ma non esistevano istituzioni militari dello Stato che provvedessero all'istruzione teorica e pratica dei futuri condottieri di troppe. L'esercito bene organizzato e l'accampamento erano per i Romani la migliore scuola; in continuo coni.alto con duci famos i, essi coll'obbedienza e coll a discipl ina andavano ab ituandosi al comando . Anche durante il medio evo, quando il ror.zo emp irismo ed il circoscritto feudalismo erano subentrati all'arte delle grand i guerre, la mancanza di istituzioni militari non si fece sentire. La co ltura e . l'educazione, che presso i popoli classici erano a portata di tutti, divennero , entro limiti risi.retti, la prerogativa di singole .caste. La nobilLà, cui esclusivamente spettava la condotta delle trnppe, veniva istituita teoricamente dai mo11aci, prat icamente dai « maestri d' arme )> e completava po i la propria educazione militare nelle scorrerie e nelle frequenti guerre. Soltanto nei tempi moderni, allorcbè l'adozione degli eserc1t1 permanenti ed i perfezionamenti delle artiglierie resero più. ·urgente una buona educazione teorica e lattica, avvenne una radicale trasformazione nelle istituzioni militari. E qui giova menzionare che per le sole armi tecniche erano dest.inate le prime scuole mili tari e queste servi vano o pei soli artiglieri o pei soli ingegneri militari, o promiscuamente per tutti e due. Queste scuole, che dapprima insegnavano ai cannonieri soltanto il modo di servirsi delle loro bocche da fuoco e davano agli inge-
gneri militari i primi rudimenti di disegno topografico, di fortificazione .permanente, man mano si formaro no ad istituti cli educazione per l'artiglieria ed il genìo. Fu con un sentimento cli legittima compiacenza che-constatammo essere stata istituita la prima scuola d'artiglieria dal la repubblica veneta al principio del xy1 secolo; in questo istituto veniva insegrrala la matematica, il disegno ed il modell amento delle bocche da fuoco, la for tificazione, la costruzione delle batterie e delle mine, il tiro colle varie artigl ierie . Prendendo a modello la scuola d'artiglieria veneziana, porn dopo, l'imperatore Carlo V ne istituì due analoghe, una aBnrgos in Spagna e l'allra a Palermo. In Francia, Lu igi XIV fondò nel 1675 a ì\fontesson presso Parigi una scuola pratica di tiro per gli artigli eri la quale quattr'anni dopo venne trasformala ed ampliata nella $Cuoia teorico-pratica d'artiglieria cli Douay. Queste istituzioni puramente tecniche furono seguite ben presto da altre destinate alla coltura degli ufficiali. Ft1 Luigi XIV che per il primo costituì speciali compagnie di cadetti appartenenti a fa miglie nobili; agli al lievi di qtieste compa.gnie veniva impartita l'istruzione nii li tn.re1 fino a quando la loro coltura permetteva di congedarli con patente d'ufficiale. Frt da quell'epoca che la denominazione di cadetto , la quale fino -allora significa.va figl io non primogenito, passò nel gergo militare e venne adotta.La in molti paesi per tutti quei giovani che dedicavansi alla carriera militare. Da . queste compagnie di cadeui si svilupparono col ti3mpo le scuole di guerra . La prima scuola di guerra fu istituita dtL Carlo V a Toledo. In Auslria fu Wallenstein che fondò nel 1624 l'accademia Friedlandese di Jicin, la quale però cessò d'esistere colla vita di cruesto grande condottiero. I n Prussia il gra11dt1c1 Federico Gugl ielmo nel 11653 istituì una scuola militare a Kolberg e più tardi una consimile a Magdeburgo; in seguito queste due scuole furono riunite dal re Federico Guglielmo I nella casa dei cadeLLi nobili eretta nel il72o a Berlino . In Sassonia il granduca Giovann i Giorgio IV organ izzò una compagnia di cadetti che contemporaneamente formava la sua 1
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guardia del corpo e della quale più tardi sorse il corpo dei cadetLi di Drescla che sussiste ancora oggi. Anche altri principi tedeschi seguirono questo esempio . In Russia nel 1676 lo Tzar Alessio, padre di Pietro il Grande, cominciò ad istituire nel villaggio di Preobra.schenski presso .Mosca una. compagnia di giovani, fi gli di bojari, di addetti alla corte e d'impiegati, i quali, compagni di giuoco del giovane principe ereditario, rice,,evano ogni specie d'istruzione, scientifica e militare, dal ginevrino Francesco Lefort, che più I.ardi divenne grande ammiraglio e generalissimo . . · Ben presto il citato villaggio si dimostrò troppo piccolo e si do vette islit1:1ire una seconda compagnia cl'istruiione a Semenovski. Quantunque questi enti educativi non fossero organizzati se:-· condo le norme che allora vigevano per gli Stati europei occidentali, ciò non pertanto devonsi considerare come istituti militari i quali fornirono all'esercito di Pietro il Grande i suoi primi generali. Più Lardi le due compa"nie , coll'arruolamento di molti uomini di truppa, furono trasformate nei reggimenti della guardia di Preobraschenski e di Semenovski e formarono il nocci uolo del nuovo esercito che lo Tzar creò ad esempio delle altre truppe europee. La prima scuola russa regolarmente organizzata venne però co-. sti tu i ta sol o nel 1783 a !\'I osca dalla Tzarina Caterina II. Tutte le altre istituzioni educative russe sono creazione degli ultimi Lempi. Nel 17 117 si trova a Bruxelles una scuola del genio ivi istituita da , Carlo VI à vantaggio de'suddi-ti austriaci del[e provincie del Belgio allora annesse ali' Austria. Un anno dopo, nel '17118 , in Austria, per iniziativa del principe Eugenio, Carlo VI fondò la scuola del genio in Vienna« affinchè agli ufficiali a cavallo ed a piedi ed ai ,,assalii di campagna potesse essere fac ilitato il modo di up.prendere l'arte delringegnere militare >) . Questa scuola., che andò sempre più perfezionandosi ed aumentando il numero de'suoi allievi, prese, nel 11778, il nome cli ac cademia del genio ecl in essa era considerata la matematica come istruzione principale. Il numero degl i allievi variava fra i 250 ad i 300 ed i corsi duravano 8 anni . I migliori allievi, dopo superato il 7° corso, erano promossi cadetti nei corpi e frequentavano come tali i:)
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l'ultimo corso, alla fine del quale ricevevano la patente di sottot~nenti del genio. Da questa istituzione si formò, nel 18311, l'accademia del "enio di Klosterbrnck presso Znaim e finalmente nel ,1869, coll'unione dell'accademia di artiglieria di Weisskirchen, l'attuale a~cadernfa tecnico-militare di Vienna. · In Sassonia, per cura di Augusto III, sorse nel 11738 la prim~ pe1' fi oo-li ed orfani dei militari; era questa la scuola. .. dei l·-1ituzione ::, ragazzi mili tari di Dresda che viù tardi, nel !J7~2, venne trasferita ad Annabur" e nel ,18 15 fu assunta dalla Prussia. In highil~erra., nel '174"1, venne fondata per cura di Giorgio II l'accademia d'arti •,lieria e del genio di Woolwich. In Sassonia, nel ,J742, il granchlca Federico Augusto II istituì la scuola del genio, nel '1766 il granduca Federico Augusto III, fondò quella d'artiglieria; tutte e due con sede a Dresda . . . . In Francia, Luigi xv; nel 1749, fondò la scuola del gen io di Mezières che più tardi si unì con quella di Metz ed oggidì si fùse in quella. di Fontainebleau. Pochi anni dopo sorse in l~rar~cia la celebre scuola d'artiglieria di Brienne dove Napoleone I ricevetle la sua prima istruzione militare. · · . In Austria, l'imperaLrice Muri a Teresa che aveva imparato a. c_onoscere rimportanza d'un esercito poderoso, e la cui mente virile, sempre r ivolta a concetti grandi e duraturi, aveva compreso essere la potenza militare il cardine principale d'un? Stato, vo~le che lo 3viluppo intellettuale dei suoi ufficiali avvenisse rn modo uniforme e regolare. Appunto pe1· raggiungere questo scopo Maria 1:eres~ ' fondò nel 11752, la casa dei cadetti di Wiener-Neustadt per 1 figlt cli nobili poveri e di ufficiali: a questo istituto gli alli_evi e'.·~no am~ messi dopo aver frequentala la scuola preparatoria mili tare d1 Vienna, pure istituita all'istessa epoca da Maria Teresa per 1100 fHi di nobili e d'ufficiali. · <> All'inaugurazione di questo istituto, nel presentare gli allie~! al loro primo comandante, il maresciallo di ca~po con~e _Daun , I imperatrice disse: « Ella.ne faccia. ufficiali capaci e uom_1~1 cl~bbene ». E con queste memorabili parole, che ancora ogg1cli s1 leggono scolpite in marmo sulla porta della sala di rapporto del comandante, la illustre fonclatrice manifestava lo scopo e la mela della istitu zione. 1
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Nel ,1768 la scuola preparatoria militare di Vienna e la ca:;a dei cadetti di Wiener-NeustadL si fusero e presero· il nome di accad;mia militare'l'eresiana di ~eustadL. Il numero degli ·allievi era fissato a 400 ed i corsi dtmnrano 11ndici anni; dopo il ,1808 però i corsi furono ristretti ad olto anui. Il primo regolamento dell'accademia , parafato colla (irma di }!aria Teresa, stabil iva che le materie d'i n;;egnamcnLo fossero, la reli gione, le lingue tedesca, latin a, boema . fr;~cese, italiana, la ·storia, la geografia, la fi losofia, l'ari tmetica. l'algebra, la geometria, la trigonomet ri a, il calco lo differemiale ed in tegrale, la matematica applicata, la storia naturale, l'araldica, ecc . PiLt tardi , a queste materi e, fu ancora ngginnta la i'etorica, la stati stica, il disegno, l'astronomia e la meccanica cd ollica sperimentale. Ancora sempre in AusLria, nella secon_da metà dello scorso secolo , ve,rnonsi soraere nel 1753 le swole di confine, nel 11777 Or> " l'istituto di Yelerinaria militare di Yienna e finalmente nel 1782 le quaranta case di edncazione per i ragazzi reggimen tali. QnHste ultime, fondate clall'impcl'atore Giuseppe II, avevano lo scopo di form are i figli di soldati a buoni sottufficiali , erano dirette da un ufficiale subalterno e stavano soLto la sorvegli anza suprema del co-. manclanle di reggimento. Nel 1756, Federico il Grande, fondò a Berlino l'accademia di guerra che poi nel 1788 passò a Potsdam col nome di scuola del genio e nel 11806 venne riunita alla scuola d'arti glieria a Charlot• tenburg. Quesl'ultima era stata istituita. da Federico Guglielmo II fin dal ,I 791 ed era composta di tre ch:.ssi; una pei sottufficiali, una per gli aspiran ti ufficiali ed una por gli uffi ciali . Gli allievi dell e prime due classi passivano ai corpi col grado di soLtufuciale e di alfiere d'artigli eria; quelli della terza classe venivano pl'omossi ·ufficia li degli artificieri nell'artiglieri a. In Anstria , Giuseppe II, nel ,1786, fondò a Vienna il corpo-scnola dei bombardieri e quello dei minatori-zappatori; quest'ultimo rimase celebre fin o al suo sc ioglimen to per la straordinaria coltura matemalica dei snoi all ievi. Il corpo-.scuola dei bombardieri conta.va 740 allievi divisi in sei conipagnie; tutto il corso durava quattro anni e si di videva in una classe infèriore ed una superiore. Nel 1840 il corpo -scuo la dei bombardieri venne trasferito ad Olmutz e più 1
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tarò i la slla classe superiore, resa autonoma, prese il nome di s~uola principale d'artiglieria, mentre elle la classe inferiore venne cleno· minata scuola dei lancia-razzi . La scnola principale d'artiglieria cli Olmu tz si fuse nel '180 I coll'accademia d'artiglieria, In. quale, trasferita net 181>8 a Weisskirchen in }foravia e riunita nel '1869 alla · accademia del genio di Klo~1erbruck, venne a costituire le basi dell'accademia tecnico-mil ita re cli Vienna, la quale allora si frequentava per tre corsi e po leva uccellare 480 ali icvi. Fu d~1rante il periodo delle guerre Napoleoniche, dal 1792 fino al ,1815, che gl'istituti mil ilari assunsero l'importanza che dopo d'all ora venne ad ess i sempre rico nosciuta; e si può asserire che le odierne istituzioni di educazione militare non sono che una emanazi one dei grond iosi concetti del primo Napoleone. Egli riconobbe la necessità cl i generalizzare le scnole militari e queste, o riordinò, od istituì , non solo in Francia, ma pure nei paesi da esso Yilloriosamente annessi all'I mpero . ]et 1794 egli fondò la scuola. politecnica di Pal'igi che servi poscia cli modello a tutti gl'i sLitùti concreneri e che allora era nn corso preparatorio per gli uffkiali del genio e dell'artiglieria. In Inrrhilt~rra il primo islitu.to militare regolarmente costituito sorse nel 1799 per cura di Giorgio III e fo il collegio militare cri Sandhurst. Tre anni dopo , nel 11802., agli Stati Uniti, si cosLiLuì l'accademia nord-americana cli West-Point. In Prussia già prim:i. di questo secolo era stato provveduto alla -costituzione di una educazione miI iLare superiore poichè Federico II, ancorn durante la no·uerrn dei :;etti anni, nel ,J706, fondò a Berlino la « acaclémie militaire » che, sciolta nel 1806, fu rialluata provvisoriamente nel 11808 e nuovamente soppressa nel "8·12. OuesLa istituzione venne chiamata a nnova vila nel '18'16 da Fcde;ico G-uolielmo HI che le diede il nome cli « scuola di guerra geo . . nerale ». Fu questo re che dieci anni prima aveva. cosl1tulla. pure la« scuo la riuni ta d'artigl ieria e del genio )> per formare gli ufficiati delle armi tecniche . Nel 11824 egli eresse la scuola dei sottuffi ciali a Potsdnm, nel ·183 i, l'istituto dei cadetti a Berlino . In Austria, al principio di questo secolo, si veggono fondersi le compagnie di cadetti, fonda te ad Olmii.tz nel '1808, nel!' imperiale 1
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regio istituto dei cadetti e sorgono: nel 1181'1 la scuola del qnartiermaslrn generale a Vienna; nel ,J817 il co1·po-scuola dei pionieri, trasferta nel 11839 a Tulln e soppresso nel •I 869; nel 11832 la prima scuola di guerra, le case di educazione superiore ed inferiore, lecompagn ie d'i struzione. In Russia nel 1830 funz ionavano regolarmente l'accademia Nicolò di sla~o maggiore a Pietroburgo, la scu0la di guerra Alessandro a Mosca e la scuo la degli aWeri a Varsavia. Può ri uscire intereszante il menzionare che le severe discipline e gli straordinari rigori che erano di norma in quest'ultimo istituto, frequentato per la massima parte da polacchi. non impedirono che appuntogli allievi aWeri inaugurassero la rivolta militare del 27 novembre i( 830. In massim:i si tenern allora in Russia a dare ai giovani mili Lari un'educazione speciale che si segregava affatto, per principii e per forma,dalle regole che servivano di norma alle carriere libere e, come si legge in una puLblicazione edita a quei tempi su questo. argomento, « dovevansi ponderare tutti i momenti storici, ridurretutti gli elementi sviluppantisi e le forze risvegliantisi ad un concetto comune da ricércarsi nella triplice idea, dell'unità religiosa, della autonomia monarchica e dell'uniforme sviluppo nazionale! » Con queste premesse è facile comprendere come i programmi degli studi delle istituzioni militari fossero senza il minimo collegamento colle scuole civili. i?u la Prussia che, sollo questo punto di, vista, si liberò dal sistema allora vigente e nel 1834, diede alla sua. scuola per i cadelli, programmi di studi e memb ratura anal oga :-t quella dei suoi ginnasi. In Austria si effelluò, nel ,18iH, una trasformazione fondamentale degl i islituti militari, però si tenne fermo al principio che le scuole militari dovessero essere dedicate all'educazione dei figli di soldati ed nfficiali poveri e gli allievi si mantenevano segregali dal mond0, est1}rno. r.on ciò si coltivava, oltre all'educazione militare, un eccessivo spirito di casta ed i giovani ufficiali entravano nell'esercil(} con idee molto erronee sulla Yita pratica. La necessità che frattanto si rese palèse di estendere la coltura generale cli ogni ciWtdino, generò non soltanto ai nostri gi orni una maggiore estensione con più accurato perfezionamento negli stabi1
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1imenti educativi, ma scosse violentemente le basi clei sistemi di istruzione militare introdolli al principio del xix secolo. Lo sviluppo che prese l'arte della guerra, specialmente dopo il 1 1866, i progressi enormi che fece lo scibile umauo e conseguentemente le maggiori pl'eLese che si dovellero anneLLcre a.Ila coltura <lell'ufficiale, ri ch iesero importanti ri forn1e, mentre invece la ge· neralizzazione dell'obbligo di leva ebbe per conseguenza il bisogno di un maggior numel'o di ufficiali e richiese quindi rilevante aumento nel numel'o degli isliLuti militari. Con temporanea mente presso Lutti gli eserciti sorsero scuole spe-ciali di tiro, di equitazione, di ginnastica, di al'Li fìci da go erra, di topogl'afia; e soli.o questo punto di vista la Prussia precedelle tutt; ;gli al tri Stati. l..e sue istituzioni mil itari e le sue scuole speciali fur ono prese a modello per analogh i enti educativi da molti altl'i Stati. Dopo d'ave!'e , con questi .brevi ricordi, accennata la via percol'sa nel lol'o svi luppo dall e istituzioni militnri, esporremo quanto ci venne fatto d: raccogli ere in molte pubblicazioni estere (,!) su questi istituti , qua li oggidì sono costitniti pI'esso i principali Stati. A chi ci facesse l'appunto che maggiormente ci dilungammo per qualche paese, noi risponderemmo che così avvenne perchè presso .alcune potenze gl'istiluti milital'i so.no più numerosi e megli o organizzati, perchè ivi l'argomento da noi trattalo, è consideralo d'importanza somma e cruindi formò oggetto di studio per gli scrittori militari dall~ cui pubblicazioni furono tratti questi cenni . Germania .
In Germania, più che ovunque altrove, si vede r.h ial'amente <1elìnito il duplice scopo della educazione militare; difatti mentre -essa deve ambire di dare ai giovani che le sono affidati quel grado di coltura generale ch e viene con sideralo come necessario dai mi( !) Sl1·eflleur's Oeslerreichisclle Z èitschrifl. -
DM milikirisclle Er;:;icl1111;gs und Bil-
-d11nuswesen, Ve1·s1.1ch einer Dct1·.1tell1.mu seiner Bntwickl11ng miei gege11wiirtioe1i VerJtalll1isse, von Oo&RLIElin:NA~-r G EORG von W IE:'(KONSKI. - .il!Wheilm1gen ii,1Je1· Geg enstcinde des A1·tillei·ie und Genie- lYese11s. - .llilitifr Schematismus. - Organ der
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MIT.ITAllI
11Jiori istituti civil i, d'altra parte essa dove immedesimare ai• suo i • allievi quei caratteri fisici e morali che li rendano aLL1 a cornspondere pienamente alle es igenze del lo stato mi litare. . E volendo citare quelli che in Germania ch iamansi momenti educativi noi troviamo che questi sono coslitnit.i dalla cura del senso rel igioso, dal rispetto verso i gen iLori, dalla devozione alla dinastia, dal l'amore alla patria, dal la cura delle forme di contegno, dal risvealio nello spi rito e nel cuore di tutto quanto è giusto, buono e nobile, dall'apprezzamento dolio arti bell e con distrazioni istn1.tlive . Di non minore importanza si considerano: la coltura generale; l'abitudine all'ordine, alla precisione ed alla puntualità anche nelle evenienze apparentemente di entità minima; l' istiLm~ione dei depositi e soclali zì cli risparm io per ahituare ad una viLa metodica ed economica corrispondente molle volle a mancanza di mezzi pecu. niari; la cura del corpo e dell' igiene; l'abitudi ne d'una tenuta sempre cli prescrizi one f1 sempre linda; il più ampio sv il uppo possibile dei senti menti di dovere, fedeltà e subordinazione; la rapidità nella decisione e nell'azione; infi ne la libera assunzione della responsabi liltl. Gli istituti militari della Germania possono essere sudforisi in cinque categorie ben distinte: 1° IstiLnl.i per orfani e figli cli mil iLari; 2° Istituti per i sottufficiali; 3° Istituti per gli uflìciali; 4° Istituti superiori per il perfezionamento degli uffi ciali ; 5°'Islitnti per le specialità militari. Alla prima categoria. appartengono: il grando orfanotrofio militare di Potsdam ; l' istittllo cli educazione per i fi gli di mil itari in Annaburg; l'istituto sassone per i figli di mi li Lari in Klein-Strnppen. Alla seconda categoria appartengono due specie d'isliluli, quelli preparali vi o quelli completivi. Preparativi sono le ~cuoio por i so ttufGciali che funziona no ad An nabnrg, Klein-Stru ppen e Weil burg.
Completivi sono le scuole per i sollnflìciali prussi:ini a Potsdam , J ii.lich , Bi ebrich (Nassan), Wei ssenfels {~lerseburg), Màri enwerder; le scuole per i soLtttffìciali badesi a Ettlingen ; le scuole per i sollufficiali sassoni a :\Ta ricnberg; istituti completivi della seconda categoria.sono considerai.e le scnole reggimen1al i (per i riaffernrn li) della f':inLeria e dell 'artiglieria ed il hnunglione cl'istrnz io11 e di Potsdam. Alla !erza categoria appartengono i corpi dei cadeLti e le scuole di guerra dalle quali escono gl i ufficiali di fanter ia, cavall eria . ar., tiglieria e genio; pure nella terza catego ria gl 'istiluti cli vitk,nsi in prcparnliYi e completi vi. Preparativi sono le caso di cadelli prussi,tni a Kulm, Potsda m, \\'ahlstadl .( Li egn itz), Bcnsberg (Ousseldorf), Ploen (Schleswig- Holstein), Oranienstein (D ietz); la casa dei cadetti sassoni a Dresd!t; la casa dei cadetti barnresi a }lonaco . Completivi sono l'istitu to principale dei cadetti_a Li chterfelde presso Berl ino; le scuole cli gL1 erra prnssi1ne a Po tsdam, Neisse, Erf'urt, Engers (Cob lenza), Casse!, Anno1•er, Anklam, Metz; la scuola di guerra ba va rese a } I onaco . Alla quarta categoria appartengono In. scuola ri unita d'artiglieri a e del genio a Chad otlenburg; l'accademia di guerra a Berl ino; la scuola d'artiglieria e gen io, bavarese, a Monaco, l'accademia di guerra a Monaco: Alla qu inta categoria (appartengono: la scuola militare di tiro a Spandau; la scuola milita.re di tiro, bavarese, ad Angsbnrg; bt scuola di Liro d'artiglieria a Berlino; la seno la di tiro d'artiglieria, bu varese, a Monaco; la scuo la superiored'artiglieria a Berli no; l'istituto cl'equitatazione mili t;1re ad Annover; l'istituto d'equitazione militaresa~sone a Dresda; l'istituto d'equitazione mil itare bnvarese :t ~!onar,o; l'istituto centr·ale militare di gin nastica a Berlino; l' isLituLo medico-chirurgico Federico Gugli elmo a Berlino; l'accademia mil iLa.re medico chiruq.{ica a Berlino; la scuola militare di veterinaria a Berlino; il corso telegrafico a Mel.7. . Enumerali così gi' istituti mi litari della Germania verremo ora ad esporne l'ordinamento. Il grande orfanotrooo mil itare e l'istitnt.o di educa7.ione per i fi gli dèi mili tari sono destinat i all'ammissione <li orl'ani e fi gli di milita ri e di quei giovani apparlenenti a famiglie milit.ari povere aventi diritto di sovvenzione. Tprogrammi sono qnelli delle scuole popolari;
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\Vieneì' ,!/ilit11r Wissensc1.af1'Uichen Ve1'eines. llevue ,!/ilililii·e <le l' Titrm1ge,·. fleviie d'artUterie. - Annuaire cle t' a1'mée (rançaise. - Mililifr- \Vochenblatl. Proceeding, o{ the Royat · Arlilltwy l nstillilion. - The Times. - 'l'he Army Lisi. Revisla .llilitor Espafl.ola. - Eslcul.o de et Cuerpo de l 11genieros del ejercilo. - ,frlillie1·i,sl;i.i Jttrnat. - Jngcnirnii J11r11at.
ISTITUTI
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la durata dei corsi 7 anni; l'ammissione ha luogo nel ,J0° anno di età. Gli allievi che per punt; di merito si trovino nel primo quarto del rtumel'o lotale, vengono ammessi fra il 16° e "7° anno d'età agli istituti preparativi della seconda cale~oria. Le scuole preparative per i solluffìciali durano due anni; gli at:. lievi che le frequentano devono prendere per ogni anno di pennane!lza alla. scuola una riafferma di tre anni, oppure pagare ogni anno una somma pe,· il mantenimento fissato a lire 58·1. Le scuole completive per i sollufficiali hanno per iscopo di formare i sergenti ed i furieri. L'ammiss_ione ha luogo dal 117° al 20° anno d'età coUa presentazione del l'atLeslalo d'idoneità del le scuole elementari e coll'obbligo di q1iaur'anni di servizio ai col'pi. I corsi durano Ll'e an ni e l'insegnamento si rivolge più alla parte pratic~ che alla teorica. Le materie sono evoluzioni, tiro , servizio in campagna, regolamenti , leggere, scrivere, al'itmeLica, geografia, st.oria patria, corrispondenza militare e canto. Alla fine di seuemhre cl.i ogni anno vengono esaminati gli allievi del terzo corso ed i megliQ . classificati del secondo e quelli che ri su lt ano fra i primi a questi esami vengono immediatamente promossi sottufficiali. Per tre anni di seguilo i reggimenti riferiscono al ministero dellaguerrasul contingente da ess.i ricevuto dalle scuole ed il ministero a sua voHa·, quando ne sia il caso, corrisponde in proposilo colle sCLLole. Il per-: sonale di quesli istituti è composto di un ufrìciale superiore comandante. d'un aiulanle maggiore, di quallro tenenLi comandanti cli compagnia, di tredici uffìciali di compagnia, due medici, ven tiquattro sottufficiali e 496 allievi. Le scuole preparative e completive per i soltuftìciali dipendono· dalla « ispezione generale delle scuole di fanteria». · Le scuole reggimentali sono freque ntate da t.ulli i riaffermati che, secondo il giudizio del comandante di reggimento, 11 011 posseggono ancora le cognizion i richieste pel' il secondo corso di quesle scuole, come pure dai soldati che dieno speranza a poter essere col tempo promossi sottufficiali. L'istruzione viene ripartita in due corsi; nel primo s'insegna, il leggere, lo scrivere, gli elementi di geografia, storia ed aritmetica; nel secondo si porge occasione ai graduati di acquistare le cognizion i che maggiormente loro abbisognano per disimpegnare a dovere le funzioni di furiere. 1
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Le materie d'insegnamento vertono sulla lingua tedesca, l'aritmetica, il servizio d'amministrazione, la C1Jmpilazione di rappo rti, la geografia, la storia. I corsi cominr.iano a melit d'ottobre e la loro durnla, come pure le ore d'istruzione vengono stabilite <lal c,)mandanle del corpo subordinatamente al servizio al quale crnesle scuo le non devono por tare incaglio. Per le istruzioni non mi li ~ari del secondo corso, quali la lingua tedesca, lo scrivere e l'aritmet.ica,possono prt:indersi maestri Lorghesi; gli esami, che si clàono alla fine d'ogni corso, vengono presenziati dal comancfante del . corpo, il quale determ ina, in seguilo al loro risultato ed alle informazi oni ricevute dagli insegnanti, quali allievi debbono transitare dal primo al secondo corso, o cessare dal freqo en tare que:;t'ullimo: ai solluffìciali che frequentarono con successo i due corsi di queste scuole vengono ri lascia'ti dal com anelo del corpo appositi certificati. Per l'artiglieria, i pionieri ed il reggimento ferrovieri si hanno scuol e reggimental i organizzate analogamente. Gli allievi della cavalleria e del treno frequentano le scuole della fanteria. li battaglione d'istruzione provvede al reclutamento di islrullori per la fanteria, molto capaci ed alli ad impartire in modo uniforme le cognizioni acquistate. In Baviera i so ttufficiali :vengono lui.Li fo rmali presso i corpi. Nel corpo dei cadetti, che appartiene alla terza categoria, vengono ammessi allievi che abbiano dieci an11i d'età; questa istituzione è divisa in due riparti, di cui il primo comprende sei classi che durano quattro anni, ed il secondo denominato,< selecta )> che dura cinque anni. Per decreto imperiale del 18 gennaio 11877 riguardo ai programmi di islrnzione per i corpi dei cadelli devono essere seguile le norme e materie d'insegnamento delle scuote reali cli 11a classe. Dopo frequentato il primo reparto, l'allievo può abbracciare qualunque carriera civile libera allo studente che ottenne l'idoneità dalle scuole reali di ~ • classe. Quanto a latino, francese, tedesco e storia naturnle i programm i sono identici a quelli dei ginnasi reali, mentre invece si dà maggiore sviluppo alla storia ed alla matematica. Il disegno è obuligatorio per le classi inferi ori, facoltativo per le superiori. Il regolamento per questi corpi dice che scopo del loro programma
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d' insegnamento sta « nell'impartire agli allievi una coltura generale, nel prepararli per l'ammissione agli istituti mili tari superiori, nello sviluppare 'in essi la tendenza ad un'a1.ione scientifica individuale. Oltre ciò i: corpo de' cadelti deve supplire, per quanto possibi le, alla. educazione della famig li a. L' istruzione presso questi corpi si suddiv ide in generale e speciale mili tare: la second.a è impartita agli. allievi che sono al disollo dei quattordici.ann i d'età ». Ogni casa preparativa di cadetti è a frazionata in due divisioni, ognuna delle quali si ripartisce in ispezioni cli venti allievi ognuna. L'istituto principale completiva di hdetti forma otto compagnie; gl'istrutlori proposti all'educazione dei cadett.i devono avere già antecedentemente disimpegnate quelle funzioni , dimostrare inclina-. zione e questa specie di servizio , possedere una buona coltura scientifica. e desiderio di perfezionarla , a vere carattere fermo e tranqui ll o, circostanze private regolari , sicurezza nel servizio pratico , ottima salute e buona volontà di uti lizzarla per il servizio della istituzione. Ai corp i dei cadetti sono a0messi, in parte figli d'nrficiali o di sudditi benemeriLi, in parLe giovani che pagano una mezza od una intera retta di lire '780. · Gli allievi dell' is~ituto principale completivo dei cadetti che abbiano ultimati con successo i quattro primi corsi e raggiunto il nò anno d'età vengono promo;,si alueri nell'esercito; i migli ori fra questi sono ammessi al secondo r i~arto del ! istituto denominato« seJecta ». Gli alli e-vi che abbiano dato buon i esami alla fine della classe select~i r icevono paLente di so ttotenente dell'esercito, menLr~ gli alfieri possono essere ammessi, dopo avere prestato pei· sei mesi servizio ai corpi, a JrequenLare una scuola di guerra. Gli esami per la promozione ad alfiet·~ ed a sottotenente, facenclo eccezione per la Bnviera, sono tult.i presieduti .da uria « commissione reale superiore d'esami ». La direzione supe1:iore dei corpi dei cadetti, eccett.oando . la Baviera,che possiede una propria« ispezione delle istituzioni mili tari >> , è assunta per tutto l'impero germanico da una << ispezione generale delle istituz ioni µii li tari di etlllcaz ione e di co lLura n dall a quale dipendono la · « comniissione degli studi militari superiori» e la « commissione reale superiore d'esami » dianzi citala.
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Comandante dell'isLituto principale dei cadetti è un colonnello, co:idiuvato da due ufficiali superiori comandanti di bauaglione e da un aiutante maggiore; appartengono ancora a.I personale comandante clel·l' isLituto 8 c~pi l.ani comandanti di eompagn ia, 8 tenenti di compagnia e 3:2 istruttori mili~ari . Ogni casa, preparati\•a di cadetti è com andala da un ufficiale Sllperiore; appartengono al personale comandante 2 comandanti di compagnia, da if.l a '14 istrnnori mi litari, 2 medici, I cappellano, ecc. Le scuo_le di guerra, per lo passnto chiamale scuole divisionali, preparano gli alfieri già in se1·viziO a sos tenere gli esam i per la promozione ad uffi1:iale. Per frequen tare questa seno la è indispensabi le per i militari il diploma cl'al liere. Oltre ad essi sono pure ammessi i così dett~ « Av;rntageure » previo esiune cl' ammissione e pre,;enLazion e d'un attestato cen ifi can!.e che prestarnno almeno cinque mesi di servizio presso un corpo attivo e vi dimostrarono cogn izioni militari suffì.cienti per disimpegnare le funz ioni di sottnfliciale. Possono essere dispensati dalla frequ enta'l. ione della scuola di guerra quelli aspiranti ul'ficiali che abbiano seguito per un anno i corsi di una un(versi tà tedesca, di una scuola tecnica superiore, di una accade1~ia foresta le e di mine; essi però devono .sempre superare gli esami per la promozioì~e ad ufficiale. Durante la frequen tazione della scuola di guerra cessa i i collega. mento degli allievi co i corpi a coi appartengono Quanto a discl ipl ina e circostanze personali essi ditJendono completamente dal dir~ttore e da.i loro uITiciali d'ispezione . Il .direttore è ufficiale supe· nore · ed ha i poteri disciplinari d'un comandante di reggi men to. Sor:o preposte all a so rveglianza d'ogn i scuola di guerra una comn~i&sione d'ispezione ed una comm issione di studio, ognuna composta clt un generale e quallro ufficiali superioi·i . Presso ogni scuola di guerra fungono 8 capitani da istruttor i, 6 tenenti da ufficiali d'ispezione, fra i quali uno di cavalleria, specialmente incaricato dell 'istruzione a cavallo; si hanno ancora un ufficiale d'amministra1.ione ed un ufficiale pag,ttore. G(i ufficial i addetti ad una scuola di guerra formano un corpo speciale che possiede un giurì d'onore proprio e che dipende direuamenLe dalla ispezione generale delle isLi tuzion i mi ii~are di educazione e di coltura; la permanenza dei capi tani istruttori alla scuole ·
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di atierra è indeter:minata mentre invece ali ufficiali d'ispezione non possono rimanere alle 5cuole predette oltre i cinque anni. Il personale inferiore delle scuole ammonta a H persone, 116 attendenti e 30 cavalli da sella. La forza totale è di solito di •I 6 ufficiali' 60 fra ~~raduati e soldati e da •100 a 120 allievi . Oani o scuola di oauerra dividesi in sei ispezioni della forza di circa . 20 allievi ciascuna e, quanto all'istruzione, si ripartisce in quattro divisioni; questi istituti sono provvisti di biblioteca, sale d'armi, di lettura, di ginnastica, di scherma e di maneggio coperto. Quanto al metodo d'istruzione valgono norme pratiche, vale a dire oltre alle cognizioni puramente docenti agl'istruttori vengono concesse spe~iali ore dnrante le quali, intrattenendosi individualmentl:\ cogli allievi ,essi possono constatare praticamente il grado d'istruzione acquistato. « Durante queste appl icttzioni gli scolari devono estrinsecare un'azione autonoma e contemporaneamente riprodurre quanto venne loro insegnato, come pure applicare a singoli esempi i principii loro spiegati dai maestri, passando cosi con uguale facilità dal campo teorico in quello pratico >). In estate,quando cessano le esercitazioni ginnastiche, si assegnano invece intere oaiornate. a speciali istruzion i, come per esampio le le- . vate topografiche, il tiro , le esercitazioni tattiche, ecc. I cor,;i principiano. alla scuola di guerra di Postdam , Annover e Casse! a! 1° marzo; alle altre al 1° ottobl'e; e la chiusura dei corsi ha . luogo, rispettivamente, al 11° dicembre ed al 11° luglio. I corsi vengono ultimaLi cogli esami che hanno luogo alla prese.nza del presidente e di tre membri della « commissione superiore di esami ». Superati gli esami agli allievi viene rilasciato un atte· stato d'idoneità. che loro serve poscia ai corpi 'per essere proda- · mali ufficiali ed ottenere la promozione a sottotenente. Fra gl'istituti della Germania che appartengono alla quarta categoria ed alla quale sono ammessi, ol tre che gli ufficiali delle armi di linea, pure quelli d'artiglieria e del genio , devesi anno,,erare l'accademia di gueiTa di Berlino. È questa. l'istituzione mil itare più importante di tl1tta la Germania, ove si ac,:olgono gli ufficiali più distinti e più co.lti delle varie armi, ove si 5celgono gli uHìciali destinati al servizio di stato. maggiore .e quelli che s'incaricano della istruzione. è)
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L'accademia di guerra accetta ufficiali di Lutto !?esercito germanico facendo e~cezione per i bavaresi che posseggono un'accademia di guerra propria. Le condizioni per l'ammissione sono: · 1° l'aver compiti tre anni di servizio quale ufficiale presso le truppe; 2° il superare un esame d'ammissione che comprende tutte le materie insegnate alle scuole di guerra, aggiungendovi la storia militare e la conoscenza della lingua francese; 3° il sapere svolgere un còmpi to scientifico per il quale annualmente vengono dati dal la commissione degli studi dell'accademia di guerra alcuni temi fra i quali il candidato è libero di sceglierne uno . Finalmente ogni ufficiale che aspira all'ammi~sione deve consegnare alla commissione degli esami una specie di componimento biografico in cui sia descritto lo sviluppo morale che ebbero le sue cognizioni militari, la progressione della sua carriera · fino al momento in cui ottenne le spalline, le sue aspirazioni per lo avvenire; questo tema dev'essere trasmesso in lingua tedesca e francese. All'accademia cli guerra non vengono soltanto insegnate le varie materie dello scibi le militare, ma questo viene suddiviso in speciali categorie. I corsi durano tre anni; l'ufficiale viene comandato all'accademia per un anno, se trascorso questo la .sua capacità ed il suo zelo vengono dichiarati sufficienti , esso può frequentare gl i altri due corsi. Dopo passate quattro settimane del primo anno, l'ufficiale deve optare per una delle categorie d'istruzione e precisamente, o'la storica (storia, geografia, letteratura, fi lo$ofia), o la matematica (matematiche superiori, fisica, chimica), o la linguistica (francese, russo, inglese, itali ano) e la frequenta1-ione all e materie della categoria prescelta diviene obbligatoria. Lo scopo dell'accademia di guerra viene espresso nella istruzione imperiale che determina le norme dirigenti cli quest'istituzione, la quale dice che << essa deve porgere opportunità ad uno sviluppo s~ientifico e morale di cognizioni già possechlte, in modo da genefare quella estesa coltura che si richiede negli alti gradi dell'esercito · e per quanto riguarda le discipline speciali, ottenere il perfezionamento di cognizioni generali che possa contribuire àd innovazioni e cangiamenti uliti all'esercito ». 1
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L'istrazion·e all'accademia cli guerra viene data in Lre classi . Nella prima classe sono obbligatorie la matematica, la. taLLica, la fo rLifìcazione campale, la istrnzione sulle armi, la storia dell'arte della guerra ; sono facoltative la storia, la geogrnfia, il francese ed il rosso . Nella seconda classe sono ohb li galorie la Lattica, la :;toria della guerrn, la geografi a mil itare, le levate topografìche, l'amministrazione mii ilare, la fo1tificazione permanente; sono faco!Lati ve la storia, la matematìca, la fì,;ica, il francese, il ro$SO . ~ ella terza classe sono obbligatorie la sto ri a della guer rn, le i::;truzion i di stato maggioro, la guerra di forLezza, lo istruzioni di saniLà mi li l,tre, lo istruzioni di giustizia mili lare; sono facolLatiYe le matematiche supe,·iori, la chimica, la storia, la fil osofia,. la le.tteratnra, la geodesia. Alla !ine d'ogn i clusse vengono dati esami in iscritlo; dopo la se·conda classe si esegu iscono levale lopografìche; dopo la Lerza classe ha luogo una campagna logistica che dura parecchie settimane e durante la quale si svolgono prob lemi di tattica pratica . La clnruta di ogni classe è dal •1° otto bre nl ,1° giugno o 11° Juglio susseguenti . Durante i 2 o 3 mesi J'intervallo fra un corso e l'altro gli ufficiali della 11" r. 23 classe vengono comandati a corpi che non appartengono all a lol'O arma. Un seevizio vera.mento distinto all'accademia di guerra viene premiato con una sciabola d'onore ch'è considerala come altissima di:;Li11zione . L'accademia. di guerra sta direLtamente sotto gli ordin i del capo di stato maggiore generale clell'<:,sercito; essa ha per direttore un tenente generale coadiu valo da tre ufficial i superiori. La sua commissione di studi è l:omposta del direttore della scuola come presidente, di tre general i ed nn urftciale superiot·e come membri. Per l'istrnzione sono acldetti dodici professori, fra i quali parecch i insegnanti borghesi, un impiegalo dell'intendenza, un medico mili tare ed un ayvocato militare . Annualmente all'accademia di Berlino vengono ammess i ·100 allievi; compito l'ultimo corso, un certo numero degli uflì ciali viene per un anno comandato a prestare servizio al corpo di stato maggiore e gl i altri ritornano ui corpi ai quali appartengono. L'.1. scnola riun ita d'arligli eri n e der gen io pr".lvvede all,t co ltura spec.i'1 lAde~Ji ufficiali apparLeneuLi alle 'Lrnppe tecniche o che pro-
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vengono dagli istituti di terza categoria. Vengono in essa acceLLat· uffic_iali d'artiglieria e del genio dopo ch e i primi prestarono servizi; pratico per due anni, i secondi per un anno . II corso dura venti m~si. per gli u.ffici~li. ~el genio e dieci mesi e mezzo por· quelli d'artigl ieria; qnest1 ull1.mt 1quali . previa la cond izione di servizio dianzi pt·en_iessa, possono concorrere lnlli, dopo sostenuti gli esam i d'ammissione, sono ~ccel.la ti, nel numero massimo di Lren ta, a questo corso eh~ prende 11 nomo di« selecta »; dopo superati gl i esami finali ess, ve~g~no nominati ufficiali d'artiglieria e[eltivi; gl i allievi di questo 1st1tnlo che non abb iano sostenu to favorevolm ente al i esnmi sono r1nv1at1 ~1 1?'.·o corpi ed i vi prestano servizio fino a quando v~ngano lran~1tat1 rn un'arma di linea oppure fino a quando abbiano rtpetnlo sodd,sfocentemen te gli esnmi. Gli 11fficiali del genio invece dev?no dare, ol~re a quello d'ammissione, due esami finali, uno a meta corso ed uno a corso compilo: se la media otlenula nei duo esami 6nal i risulta soddisfacente, questi allie~-i venaono nominati uffi ci.a li eff~L~ivi del ge?io. Quelli che non superano il primo degli esam, fi ual, possono ripetere quella parte del corso ed in ca.so di cattiva proYa vengono rinviati ai corpi . Se l'ullimo esame ha risu ltato sfavorevole valgono per gli 11fficia li del 0aenio rt0nne uauali a 0 qnelle dianzi citate per quell i d'n.rtiglieria. Le materie i~s~gnate alla scuola r iuni ta d'artigl ieria e del gen io sono ~~lle special, alle due armi. Presidenti di questa istituzione s.~no l 1spellore genera le del corpo del genio P, delle fo rtificaz ioni e l 1Spel.lore generrde c1ell 'art.igli eria. Direuore della scuola è un colonnello, vice-direLtore un maggiore ed addeui alla direzione vi sono quallro tenenti. · . l<' unzi.on~ in permanenza la di rezione degli sludì che ha per pres1d~nle. li .d,1.'e ltore della scuola e per membri selle ufu ciali superiori del! arL1gl iena e del genio. I professori che inseanano le materie 0 sono dodici e tutti d'arma special e. L'accademia cli guerra bavarese islituitanel 1872, venne riordinata, . a. ~alare dal 1882, sul preciso modello di qtiolla di Bel'lino, co lIn differenz a che vi possono essere ammessi soltanto 30 allie,·i annualmente e che questi oltre ad essere presi fra quell i elle ne fanno d~mand::t e superano gli esami cl'amm i!>sione, possono essere proposti direttamenLe da, com : rndan ti di corpo . •
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La scuola d'artiglieria e genio di Monaco venne istituita .or son~ {ppena trent'anni ed allora serviva di perfezionamento p~r I cadett~ delle. armi speciali; sei anni dopo, nel 1807, le due ultime cb~s1 della scuola furono rese autonome e divennero un istituto te~mco che serviva al perfezionamento degli ufficiali d'artiglieria e de~ genio · A datare dal 11° aprile 1882 finalmente l'istituto prese nome d1scuola d.'art.iglieria e genio bavarese ed ha scopo analogo all'istituto cono-enere di Berlino. Fino ad ora gli allievi di questa scuola appar· fenenti, col grado di so ttotenente od alfiere, all'artiglieria da campagna, all'artiglieria da fortezza ed al.genio, dovevano fr~q~~nt~re alla scuola predetta un corso che durava per le tre special1ta d1e· ciotto mesi; è però imminente una trasformazione di questa scuol~i per renderla uguale, sia per la. sua costituzione, sia per il_suo ~roO'ramma di studi, per quanto possibile, all'analoga scuola d1 Berl1?0· In anenire i sottotenenti ed a.I fieri dell'artiglieria da campagna lrequenteranno la scuola per nove mesi; quelli dell' adiglie1_·ia da fortezza per un anno e mezzo; quelli del genio per due ann1. Le scuole militari cli tiro hanno per iscopo di formare teoricamente e praticamente buoni istruttori di ~·i'.·o ebuoni t'.r~ll.01:i, hann_o per meta di perfezionare le arm i portat.11I e le ~uniz1on1 espenmen tanclo o<rni mwva invenzione. Sono ammessi a queste scuole ufficiali, soL~ufftciali e soldati. Ogni anno tengonsi due cor~i d'istruzione orrnuno della durata di tre mesi e mezzo . . Le scuole di tiro cl'artiglieria a Berlino ed a Monaco hanno per iscopo di formare buoni istrnLtori in tutte le. q11estioni te?r_iche ,del tiro, nel servizio delle bocche da fuoco, ecc. La scuola cli Liro dartil!lieria prussiana consta cli urm batteria d'istruzione, di una comp~O'nia d'istruzione e di ufficiali e sottufficiali d'artiglieria coman"' ad assistere ai due corsi annua.li che vi hanno hLOgo, ognuno dati di quattro mesi ~ mezzo. La scllola superiore d'artificieri serrn ad istrni re teoricamente e praticamente i sottufficiali dell'artiglieria da campagna e da fo~tezza nel preparare le munizioni per tutte le armi, nella manute_nz1o~e e conservazione del materiale, delle munizioni e delle pol vel't. Gh al- . lievi che frequentarono coo successo questa scuola vengono impiecr·1ti alle scuole recOc) rrrimentali come istruttori aggiunti e• sono addeui t>" ' ai lavori trigonometri ci e topografici dello stato maggiore. Il corso 1
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è diviso in due classi e dura venti mesi. Gli allievi devono superare due esam i, il primo fruw~ loro la nomina a sergenti e furieri nel corpo degli artificieri, mentre il secondo, quando favorevolmente superato, dà loro diritto alla promozione ·a sollotenente artificiere p_r~sso l?. s~afio_mag~i~re delle brigate d'artiglieria, o presso i depo· s1L1 e gl 1sl1tut1 tecnrc1 dell'artiglieria. •Gl'ist.ituti d'equitazione militare ad Aonover, Dresda e Monaco banno per iscopo d·i formare a buoni istrutt ori d'equitazione 5o-li ufficiali, soth1fficiali ·e cap0rali della cavalleria e dell'artiglieria a cavallo. Nel pr.o.gra~ma dell'istruzione di ques ti istituti sono pure ~omprese la gmnast:ca, la scherma e la mascalcia. Per gli ufficiali 11 corso dura 411 mesi; i migliori allievi fra questi rimangono all'istitut? u_n_ secondo anno in qual i tà cl' istruttori ai sottufficiali; per q•uesti ult1m1 il corso dura 2 anni. L'istituto centrale militare di ginnastica serve a formare ufficiali a valenti istruttori di ginnastica per l'esercito. Ogni anno 'l'i si tengono due corsi della durata ognuno di cinq.ue mesi.·Questo i·stituto, come le scuole militari di tirò, dipende dalla e: ispezione della scuola di fanteria 1>. · Il corso de' telegrafisti a Metz serve ad istruire nel servizio te1egraiì.co _delle ~ortezze. L'istruzione è di retta da un ufficiale superiore del gemo e v1 ])rendono parte ufficiali, graduati é soldati; vi s'insegna non solamente l'impiego dell'apparecchio ì.Horse, ma pure quello -rriornalieri di libri spe. r del tel efono, la tenuta di reo-istri ~ 0 , crn 1, ecc. Il corso dura un anno e gli esami finali si danno in presenza d'una commissione d'esami .nominata dal comandante della ·piazza. Austria-Ungheria.
Gl'istituti militari dell' Aust1;ia.-Vn rrheria possono anch'essi come 'quelli del_la Germania, sudchvidersi in cinque categorie. ' Alla prima categoria, gl'istituti per orfani e figl i di mifitari, apparrtengono l'orfanotrofio militare cli Fischau e l'istltuto dei 'fio-li dei 0 militari in Sarajevo. . ~Ila seconda categoria, gl'istituti per la formazione dei sottufficiali, appartiene soltanto la scuola per capi-mastri di eostruz-i'on;i 8 -
ANNO XXX, VOL. 1.
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ISTITUTI
mililari in Vienna; in Austria-Ungheria i graduati vengono in massima islru iti alle scuole reggimentali in modo da poler essere promossi sottuffici!.l.l i. · Alla terza calegoria, le istituzioni per il reclutamento degli ufficiali , appartengono gl'istituli educalivi o le scuole di truppa. Gl'islituti educativi si suddividono in preparativi e completivi; preparalivi sono le scuole militari cli Giins, St. Polten , Eisentaclt, Kaschau e Weisskirchen; completivi sono l'accademia militare di WienerNeustadt e l'accademia tecnico-militare di Vienna. Le scuole di truppa per gli aspiranti ad ufficiali sono di due specie, quelle per l'esercito permanente e quelle per la landwehr; alla prima specie appartengono le scuole pei cadetti di fanteria a Vienna, a Budapest, a Praga, a Carlstadt, a Karthaus presso Briinn, a Lobzow presso Cracovia, a Hermannstaclt, a Trieste, a Liebenau presso Graz, a Pressburg, ad Innsbruck ed a Temesvttr; la scuohi pei cadei.Li di cavalleria a Weisskirchen; la scuola pei cadetti d'artiglieria a Vienna; la scuola dei cadetti del genio a Vienna; la scuola pei cadelli dei pionieri a Hainburg. Alb seconda specie delle scuole di Lruppa per gli aspiranti ad ufliciali appa:·Lengono i corsi istiluiti per gli aspiranti ad ufficiali della landwehr, a Vienna, a Praga, a Briinn, a Graz, e· ad Innsbruck e l'accademia Ludovica per gli Honvéd a Budapest. Alla quarta categoria, gl'istituti superiori per il perfezionamento degli ufficiali, appartengono la scuola di guerra in Vienna, il corso superiore d'artiglieria in Vienna, il corso superiorn del genio in Vil}nna, il corso preparatorio, per aspiranti ad ufficial i superiori d'arliglieria in Vienna, il corso per ufficiali superiori di fanterià e cavalleria in Vienna, il corso per ufficiali superiori della landwehr in Vienna, l'accademia Ludovica per gli Honvéd a Budapest col corso preparatorio per la scuola di guerra ed il corso per gli ufficiali supenon. Alla quinta èaLegoria, gl'istituti per le specialità militari, appartengono la·scuola dei tirato1·i dell'eserciLo a Bruck presso la Leitha; la scuola di tiro d'artiglieria in Vi enna, il corso di scherma e ginnastica mili Lare a Wiener-Neustadt, il corso di equitazione mili tare a Vienna, la scuola centrale per la cavalleria ungherese degli Honvéd a ,Jasz béreny, il corso d'intendenza a Vienna , il corso medico-milital'0 a Vienna, l'istiluto di veterinaria mililare a Vienna.
L'orfanotrofio militare di Fischau, inaugurato il 4· ottobre -1877, ha per iscopo di ricoverare gli orfani mil itari e d_i prepa1:arti pe~ l'ammissione alle scuole militari ed alle scuole dei cadelll. I corsi di questo orfanotrofio durano sette anni e gl'istruttoxi militari ad essi addeLLi sono dodici; comandante dell'orfanotrofio è un maggiore. Il numero degli allievi che, fino a pochi anni 01· sono, era Iimitato a 400 venne ultimamente esteso a H,O. L'istituto dei figli di militari in Sarajevo, fondato dopo l'occupazione, è cosliLLtito analogamente·aJl'orfonotrofio di Fischau; i corsi durano 4 anni ; gl' istrultori militari sono 9 egli scolari non possono superare i ,f 20. In tutti e due i predetli istituli i corsi principiano al 20 settembre e terminano al 117 agosto, dividendosi in semestre invernale ed estivo. Le malarie d'insegnamento vertono sulla religione, lingua tedesca, unghere:;;e o boema,geogralìa, sloria, aritmetica, geometria., disegno geometrico, storia naturale, disegno a mano libera, lelleratura, canto ed esercitazioni pratiche: queste ullime sono costituile dal nuolo, dal ballo, dal pattinaggio, dalla scherma. col bastone, dal maneo-ofo delle armi, dal tiro al bersa0rr\io. La scuola militare preparativa. di Guns (reale inferiore) eretla nel 4856, accoglie· 200 ali ievi; i suoi corsi durano 4 anni e gl'islruttori militari sono in numero di 13; la scuola è comandata da. un maggiore. La scuola militare preparativa di St. Polten (reale inferiore) fondata nel •I 853, può accettare 200 scolari; i suoi corsi dura!lo 4 anni: la scuola è comandata da un maggiore ed il personale insegnante è composto di 43 ufficiali. La si:uola militare preparativa di Eisenstadt ( real·e inferiore), inaugurata li 21 seLtembre 1879, ammette 260 allievi; i suoi corsi du1·ano 4 anni · essa è comandata da un tenente colonnello ed il per' sonale insegnante è composto cli 18 uffi cial i. La s1~uola militare preparativa di Kaschau (reale inferiore). cominciata ~n dal 1854, venne definitivamentecostituita coll'odierno suo ordinamento soltanto nel 488 11; essa può accogliere 200 allievi, i suoi corsi durano 4 anni; il personale è composto di ·13 ufficiali e la scuola è comandata da un maggiore. i:)1)
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Le mat:e1:ie .insegnate alle quattro p11edette scuole miLitari preparative, pareggiiate a quelle reati .inferiori degli istituti ci vili, posswo esse1'.e suddivise !Ìn tre gruppi . .Al gruppo ,A ap,partengono: la · rélà~ione, la Ungua tedesca, la ungiherese o la boema, la lingua fnanoese, la geograifia, la stori·a., la ,fisica, Ja chimica; la storia naturnle, l'aritmetica, l'algebra, la geometria,, il disegno geometrico , · la calligrafia, il disegno a mano libena., .i re.golamenti e la scuola di c0~:liegno. .AI ,gruppo BappartengoM.le esercilazioni ed evoluzioni pratiche, il tiro colle ,armi :da fuoco portatili, la ginnastica, ila scherma ed il nuoto. A:! grwppo C appartengono il can to e.la musica. La scuola milita,re di Weisskircher1., quantunque istìtuto preparativo appartenente alla terza categoria, è però pareggiata alle scuole reali superiori; decretata fin dal ,J 856, essa ricevette l'attuale suo ordinamento nel 11875; capace di 450 a!lie:vi, essa è comandata da un colonnello ooadiuvat0 da ..24 ufficiali istruttori; i suo.i corsi durano 3 anni. Le materie ,insegnate a questo istituto_, suddividonsi in tre gruppi, come quelli delle altre quattro scuole mili tari . Al gruppo A appartengono tutte Je materie classificabe nel gruppo omonimo delle scuole militari reali inferiori, co11'aggiunta del dis.egno prospettico e della stenografia e c0Jla variazione che la ·mater.i a .reJigione è sostituita da e.s01·tazioni che si ripetono a pcl'iodi regolari. Al gr uppo B ap,partengono le eserciitazioni ed evoluzioni di battaglione, il s·er,viziotd,i tru]l)pa del1,e tre·armi, lag,irtnastica,, .la scherma, il nur(i)to, il servizio ,dei zaprat0cri., il ser;vizi0 de.i pezzi d'artiglieria. Al gruppo C appartengono il canto, la music:a ed il ballo. L"accademia miJi,tare di Wiener-Neustadt, ,istitUtt0 ,completivo di terza categ0ria, .il cui ·a,ttuale ordinll!mento':\,enne sta:fuilito nel 1874, è 'Comandata da un ma-ggio,r generale ed il suo personale .insegnante si compone di .28 ufficiali istruttoTi; i suoj corsi durano 3 anni ed il .numero de' suoi alliev,i ammonta a 300. Le materie ,d'insegnamento, suddivise nei tre gruppi, si ripartisc:ono come seg1,1e: Al gruppo A appartengono la corrispondenza militare, la lingua ungherese o boema, la lingua francese, la geografia~ la storia della . 1
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guerra, la fisrca e la tecnologia, l'aritmetica superiore, la geometria prati r.a, la geometria descrittiYa, il diritto pubblìico e privato, il codice penale militare , !''ordinamento dell'esercito, l'amministrazione militare, l'istruzi one sulle armi portatili, sull'artiglieria, il servizio dei zappatori, la guerra d'assedio, i regolamenti sulle evoluzioni di fanteria e cavalleria, la tattica, i regolamenti sul servizio, l'igiene, il servizio di sanità, l'istruzione sul cavalfo, la topografia ed il disegno. Al gruppo B appartengono le esercitazioni ed evoluzioni per il servizio delle tre arnii, la ginnastica, la scherma, l'istruzione a cavallo ed il nuoto. Finalmente al gruppo C appartengono le conferenze su temi so~iali, il canto, la musica ed il ballo. L'accettazione degli allievi all'accademia mili tare di WienerNeustadt dipende dall'esito degli esami d'ammissione. Du rante i corsi , le classificazioni sulla capacità scien!ifica, quella pr·atica e sulla condotta dell'alli evo , oltre che essere definite pe,· ogni materia con un certo' numero di punti,, il cui coefficiente d'importanza varia a seconda della materia, sono pm'e convalidate con una nota progressiva che contiene rispettivamente le quatifiche di : distinto, ot. timo, buono, soddisfacente, mediocre e cattivo. L'accademia tecnico-militare di Vienna è la scuoia degli ufficiali d'artiglieria, del genio e dei pionieri provenienti dagl' istituti di terza categoria. Direttore della accademia è un maggiore generale, coacliuvat0 da 26 istruttori mili tari dei quali 6 sono ufficiali supet·iori; sono ancora addetti all'i stituto impiegati per l'amministrazione, professori borghesi, 26 sottufficiali, .89 soldati, ,13 attendenti e 5.2 cavalli . Gli allievi annualmente ammess i sono .200; i corsi durano 3 anni e superati gli esami finali gli allievi passano col grado di tenen te a far servizio ai corpi. All'accademia vi sono due divisioni, quella per l'artiglieria e ,quella per il genio e naturaimen te come vi sono materie speciali per u_na sola divisione eosì altre se ne insegnano di comuni alle due divisioni. Le materie che formano l'insegnamento teorico-pratico all'accademia sono divise in tre gruppi. Al grnppo A appartengono: la cor-
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IST ITUTI
nspondenza militare, la lingua ungherese o boema, la lingua francese, la geografia, la storia militare, la geometria pratica, il diritto privato e pubblico, il codice penale militare. l'ordinamento dell'esercito, la tallica, i regolamenti di servizio, di san ità e d'igiene, la scuola e la rappresentazi_one del terreno, la fisica, Ja. chimica , la tecnologia, la matematica superiore, la geometria descrittiva, l'ammi nistrazione militare, l' istruzione sulle armi d'ogni specie, la fortiOcaziooe, le evoluzioni regolamentari, l'ippologia, il' di segno ; per la sola divisione genio appa rlengono ancora a questo gruppo A le costruzioni del genio, le i:;truzioni tecniche e pratiche del genio; per la sola di visione artigli eria , le istruzioni tutte ri sguardanti il servizio dei pezzi ed il servizio dei pionieri. Al -gruppo B appartengono tutte le esercitazi oni ed evoluziont pratiche delle due armi colla truppa; la ginnastica, la scherma, il nuoto e l'istruzione a cavallo. Finalmente al gruppo C appartengono le conferenze su temi sociali , il canto, la musica ed il ballo . L'accettazione degli allieYi, anche all'accademia lecnico-miJitare. dipende dall'esiLo degli esami d'ammissione. Durante i corsi le classificazioni sono regolale in modo analogo a quanto fu esposlo per l'accademia militare di Wìener-Neust.adt. Gli all ievi che, dopo superali gli esami del 3° corso, riescono appena soddisfacenti passano ai corpi senza ottenere immediata· mente !a promozione. Gli altri istiluli austriaci che appartengono a questa categoria. sono ben lungi dall 'avere l' importanza dell'accademia Lecnìco-militare, anche se maggiore è in essi il numero degli allievi ammessi. Ad ogni moclo daremo alcuni cenni pure su q1.1esle scuole e corsi della terza categoria. Le scuolè di truppa per il reclutamen to degli urnciali del\'esercitopermanente, come dianzi si espose, sono in numero di sedici; la scuola dei cadetti di fant eria. in Vienna che accoglie 3'20 .allievi, dura 4 anni ed ba 20 insegnanti militari; la scuola dei cadetti di fanteria a Budapest pure con 320 allievi, 20 i-,Lrnllol'Ì mili Lari e con 4 ,:orsi annuali; la scuola dei cadetti di fanteria, con dislaccamento, del treno, dì Praga, ordinnLa in modo identico alle due precedenti; le scuole dei cadetti di fanter ia di Carlstadt, di Karthaus presso
Briinn, di Lobzow presso Cracovia, di Hermannstaclt e cli Trieste, ognuna con •I60 allieYi, i cu i corsi durano 4. anni e nelle quali l'insegnamento viene impartì lo da 1111 islrult.ori miìiLari; le scuole dei cadetti di fanteria di Liebenau presso Graz, di Pressburg, di lnnsbruck e di Temesvùr, ognuna con 1·20 allievi, 4 anni di corso ed 11 isLrutlori militari; la scuola dei cadelli di cavalleria di W~isskirchen con 480 allievi, 2 anni di corso e 115 istruttori mi lit.ari. La scuola pei cadetti d'artiglieria di Vienna, nella quale i corsi durano 4 anni, le materie sono insegnale da. 25 professori militari e gli allievi ammessi sono 320; la scuola pei cadetli del genio di Vienna ha il proprio personale insegnante ch'è comune con quello dell'accademia tecnico -militare, gli anni di corso sono 3 e la scuola è frequentata da 36 allievi: Iinalmenle la scuola pei cadeLLi clei pionieri a Hainburg, nella quale i corsi durano 4 ann i, le materie sono insegnate da 111 istruttori militari e gli allievi ammessi sono 1120. Cn queste scuole le moda! iLà dell' insegnamenlo, degli esami e delle classificazioni sono prese analogamente a quanto è stabililo per l'accademia militare e per l'accademia tecnico-mi li tare, colla dilierenza però che gli allievi vaon,o come cadetti ai corpi dopo compiti i corsi e sollanlo più tardi pet· anzianiL!.t] vengono promossi a sottotenenti . Naturalmente la coltura che si pretende alle scuole dei cadetti è dì mollo inferiore a quella ottenuta all'accademia militare ed a qnella tecnico-mili tare. Le scuole ci Lruppo. per gli aspiranti ad ufficiali della landwehr, più che scuole dovrebbero denominarsi corsi e sono ollo in tutto, dei quali gli ultimi due si l'requenlano all'tlccademia Ludovica per gli IIonvécl a Budapest; il primo di questi ha luogo a Vi enna, è destinato per gli ufficiali della landwehr in servizio aLLivo, dura 2 anni, può essere frequentalo da 40 all ievi e l'insegnamento vi viene impartito dagli islrultori della scuola dei cadelli; gli altr i cinque, destinali per gli urrìciali della landweh r che non sono in servizio atti vo, e che hanno luogo a Vienna, a Praga, a Briinn, a Graz éd a Inn sbruck, durano ,J ·anno, possono essere frequentati di 120 allievi e l'isLrnzione vi viene data dagli insegnanti milital'i delle rispettive scuole dei cadetli; il settimo , per gli ufficial i della landwehr in servizio allivo, dura 4 anni ed ha GO allievi; l'oLLavo, per ufficiali della lànclwehr in congedo, ha 57 allievi e dura un anno ; gl'istrnltori 1
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per questi due ultimi corsi, in numero di •I 8, sono dati dal personale insegnante dell'accademia Ludovica. Fra gl'istituti superiori appartenenti alla quarta categoria devonsi enumerare: il corso superiore d'artiglieria, il corso superiore dei geni'o ed il corso preparatorio per aspiranti ad ufficiali superiori di artiglieria, dei quali i primi durano due anni ed il terw un anno; questi a tutto rigore non si potrebbero eh iamare istituti essendo essi solo corsi d'insegnamento superiore sulle materie delle armi special i, che frequentati da pochi allievi, dànno a questi un titolo, sia per essere addelli ad impieghi spèciali, sia per essere più sicuramente,compresi negli specchi d'avanzamento; al corso superiore d'artiglieria sono ammessi 50 allievia·quello del genio 40, ed a quello preparatorio per gli ufficiali superiori d'arl:iglieria 25; il personale insegnante è comune per i tre corsi ed è costituito da. 9 istruttori militari. La scuola di guerra aVi~nna, che dura due anni, ha 14 insegnanti militari e 82 allievi; il corso preparatorio per gli aspiranti ad ufficiai i superiori di fanteria e cavalleria che dura un anno, ha 9 istruttori militari e 72 allievi; il corso di aspiranti ad ufficiali superiori della landwehr aVienna, che dura un anno, ha 5 insegnanti mili tari e soltanLo 13 all ievi; il corso preparatorio p-er la scuola di guerra ed il corso degli ufficiali superiori, i quali ultimi due hanno luogo a Budapest, sono frequ entati rispettivamente da 14 e da 10 allievi, e per questi corsi il personale insegnante è fornito dall'accademia Ludovica. Riguardo a quest'.ultimo istituto venne, lo scorso estate 1884, approvato dal Parlamento ungherese un progetto di legge in base al quale in fut uro l'accad13mia Ludovica verrebbe costitu ita da tre corsi. Il primo sarebbe un corso preparatorio per gli ufficiali del quadro permanente, durerebbe quattro anni, sarebbe organizzato come le scuole dei cadetti ed avrebbe gli stessi programmi d'istruzione teorico-pratica; gli allievi sarebbero 240 in totale e supernndo gli esami finali passerebbero come cadetti ne· quadri permanenti dell a Honvéd, venendo promossi sottotenenti man mano che si formano le vacanze e secondo le regole generali d'avanzamento dell'esercito. 11 secondo corso sarebbe preparatorio per gli ufficiali del quadro non permanente, durerebbe un anno e servirebbe di preferenza per
i volontari, potendovi,si pe11ò comandare d'autorità giovani appartenenti aUa Honvéd; superando gli esami finali gli allievi verrebbero nominati cadetti e più lardi sottotenenti del quadro non permainente . Il terzo finalmente sarebbe corso di perfezionament0, al quale sarebbero ammessi insegui lo a concorso e per otto mesi, 25 ufficiali della Honvéd ai quali sarebbe impartito un insegnamento militare. abbastanza esteso da poter di-si.mpegnare funzioni di stato maggiore. Infine la scuòla d'artiglieria di tiro d'aniglieria in Yienna, il più importante fra gl'istituli appartenenti a!la quinta categoria, svolge praticamente a' suoi allievi. tutte le questioni teoriche e pratiche del tiro delle bocche da fuoco, ha scopo ad ordinamento analogo alla istituzione congenere della Germania. Russia.
Gl'istituti militari della Russia, suddivisi nell e sol ite cinque categorie, sono i seguenti: Della prima categoria sono le scuole de' figli di soldati dei reggimenti della guardia, delle brigale di cavalleria e d'artiglieria, dei polverifici di Ochta presso Pietroburgo e di Reval. Della seconda categoria non si hanno in Russia appositi islituti, vi sono però corsi d'istruzione stabili ti presso ai corpi e li frequentano i graduati che, superando i prescritti esami, vengono promossi sottufficiali. Della terza categoria si hanno gl'islituti preparativi e quelli completi vi. Sono preparativi: i proginnasii militari di Pietroburgo, I el isavetgrad, foroslaw, Wolok, Orenburg, Irkuk e Wladiknvkaz: i corpi dei cadetti Nicolò a Pietroburgo, il 11° e 2° corpo cadetti a Pietroburgo, il corpo cadetti Alessandro a P.ietroburgo, il 1°, 2°, 3°, .i- 0 e5° corpo cadetti a Mosca, i corpi di cadeLLi ad Ore!, Kiev, Simbisrk, _Orenburg, Omsk, Titlis, il corpo cadetti del Don a Novocherkask; le classi preparatorie per il corpo dei paggi imperiali a Pietroburgo. Sono completive le scuole per gli alli evi di fanteria (J unker) di Mosca, Kasan , Tschugai eff, Odessa, Ki ev, Varsavia, Vi lna, Titlis,
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Pietroburgo, Riga, Irkuk e Tasch kenL; le scuole per gli all ievi di cavalleria a Jelisavetgrad e Tver; la scuol'a per i cosacchi a Novotscberkask, Orenburg e Stanropol; le scuole di guerra per le fanteria 'di Paolo a Pietroburgo, di Costantino a Pietroburgo, di Alessandro a Mosca; la scuola di guerra per la cavalleria di Nicolò a Mosca; la scuola di guerra per l'artiglieria di Michele a Pietroburgo; la scuola, di guerra per il genio di Nicolò a Pietroburgo; il corpo imperiale dei paggi a Pietroburgo; il corpo de'cadetti Finlandesi a Frecleriksham. Gl'isti LuLi della quarta categoria si suddividono in due specie: quelli che appartengono all'accademi a imperiale di guerra e quelli destinati per gli ufficiali superiori . Della prima specie sono quattro e precisamente l'accademia di stato maggiore Nicolò, l'accademia di ar'Ligli eria Michele, l'accademia del genio Nicolò, il corso di lingue orientali; queste quallro istituzioni hanno tutte sede a Pietroburgo ed appartengon o, come si disse, all'ente collellivo che porta il nome d'accademia imperiale di guerra. Della seconda specie sono la scuola di tiro per gli ufficiali , la scuola cli cavall eria per gli uffi cia,li o la scuola di ti ro d'artiglieria per gli ufficiali; tulle e tre con 5ede a Pietroburgo . Appartengono all a quinta categoria: l'istituto galvanico del corpo l'accademia giuridico-mili tare di Pietrode l irenio di Pietrobur"'O 0 burgo, l' isti tuto di letteratura militare a Mosca, la scuola topograficomilitare di Pietroburgo, il corso preparatorio pei conduttori presso l'ammin istrazione principale del genio a Pietroburg0, la scuola pirotecni ca a Pietroburgo, la scuola tecnica per materiale d'artiglieria.a Pietroburgo, la scuola per armaiuoli a Ischewsk ed a Tuia, la scuola di ti ro per fanteria a Wolkovo-Pole ed a Krasnoje-Selo, la scuola per g!'istrullori d'equitazione presso alla scuola di cavalleria per gl i uf-· fi ciali di Pietrolrnrgo, l'accademia medico-mili tare di Pietroburgo , le scu ole di vet~ri naria militare a Pietroburgo, Mosca, Kiev, Novotcherkask, Ickaterinodar , Tiflis , Orenburg, Irkuck, Omsk, Tschila; la scuola di veterinaria per i cosacchi della Siberia e del Sem iretschensk ad Omsk. La grande estensione dcll'jmpero russo , le speciali condizioni etnografich e di quel paese, la limitata coltura della popolazione, l'assen:;:a d' un ceto medio bene educalo, infi ne la forma di governo ~
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e le circostanze sociali non permettevano alla Russia di istituire un sistema d'istruzione militare prendendo a modello quello di altre potenze europee; però esami nando la costituzione delle varie scuole ed i relativi programmi si scorge l'aspirazione d'imitare i corpi dei cadetti e le scuole di guerra della Prussia. li reclutamento degl i ufficiali avviene in due modi: o per mezzo dei proginnasì e scuo le dei J unker, oppure per mezzo dei corpi dei cadelli , e delle scuole di guerra: quell i che pas-.;ano per questi ultimi istituti sono eJTettivamente gli ufficiali così delli di carri era. I proginnasì. mili tari ed i corpi dei cadetli sono istituti preparativi che si basano sui programmi cYinsegnamento dei ginnasi civili.; le scuole dei J unker e quelle di guerra sono enti educativi medi che formano l'allievo ad ufficiale e gli aprono la Yia per poter essere ammesso nèlle isti tuzioni superiori . Il regolamento che determina l'andamento morale e scientifico delle citale istituzioni dice che « la istruzione deve basa rsi su ll'amore alla divinità, il rispetto a.i dettami della chiesa, la devozione figl iale al trono, l'amore supremo di patria, la completa coltura in tutte qnelle cognizioni che ri guardano lo stato di soldato e di cittadino ». Le scuoÌe dei fic, li dei soldati sono destinale a form are i fi 0rrli di soldati a mtisicanli, cantori, scrillurali ecl operai. Gli allievi sono accettali quanc1o abbiano dieci anni d'età; il corso dura tre anni e gli alliev i devono obbligal'si a sei anni di servizio attivo. I proginnasi militari raggiungono lo scopo di dare una coltura elemontnl'e a giovani destinati alla carri era militare e contemporaneamente a pr~pararli per l'ammissione alla scuola dei .Junker. Questi istituti hanno quattro col'si an nuali ed in media 200 all ievi. Superando gli esam i unal i nei proginnasi gli scolari possono essere ammessi nella scuola dei J unker. I corpi dei cndetl.i ,prinm chiamati ginnasì mil itari, sono destinali a dare una collura generale a spe;;e dello Stato ai figl i di nobili, d'ufficiali e d'i mpiegati destinati al servizio mil itare; possono per() essere ammessi in questi isti tuti pure alliev i straord inari che pagano una retta. OgnutJo di questi corpi può accettare un nnmero massimo di 350 allievi. Ultimati i sette ann i di corso gli sco lari passano ia una scuola di guerra oppure in un istiLuto congenere. I')
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Le scuole dei Ju!l!ker hanno lo scopo di drLre una educazione che facilita la promozione ad ufftciale ad indivifoi di truppa dell'esercioo regolare ed a s0Ltufficiali dei kosaccbi ( Uri,idniks), i quali siano fi l')o-li di nobili • d'ufficiali e d'impie0°ati. Le scuole dei .Junker sono un'istituzione di. caratlere speciale moscovita e furono istituite nel 1864 quando si adoLLarono gli esami per gli ufficiali . Per esservi accettato bisogna presentare l'atLostaLo d'idoneità d'un proginnasio civil e o mili Lare. &io van i i quali siano già sollufficiali,che abbiano già quattro anni di servizio, ma che però non frequentarono uno dei predeui istituti, devono sottoporsi ad un esame d'ammissione che verte sul leggere, scrivere, geografia e storia russa. L'età minima di am· mi ssione a questa scuola è di '16 anni; i corsi durano clue anni. Nel primo corso s'insegnano il rosso, la geografia, la storia e la matematica ; nel secondo la talli ca, . la matematica, l'istruzione sulle armi, la fortificazione, l' ordirnamento dell'esercito, la corrispondenza militare, l'amministrazione, la topografia e l'ippologia. Il riparto invernale di ogni corso dtwa di solito da settembre ad aprile; quello estivo i rimanenti quattro mesi. Durante quest'ultimo riparto gli allievi riuniti negli accampamenti e formati a compagnie e squadroni vengono esercitati in levate lopografìche, esercitazioni tattiche, lavori da zappatori, ecc. Può rièscire interessante menzionare la recente adozione di tre classi per il contegno nelle scuole dei J unker; ogni nuovo ammesso viene classificato della seconda, per modo che il passaggio alla prima è una ricompensa, la retrocessione alla terza una punizione. Una lunga permanenza del Junker nella terza classe può essere motivo di espulsione dalla scuola. Gli scolari sono ricoverali in apposite caserme. Le competenze, le disci.pl ine e le istruzioni si basano sui regolamenti prescritti per le truppe. Ogni scuola di .Junker per fanteria forma da ·I a 2 compagnie, per cavalleria I squadrone, per i kosacchi una « sotnia ». Comandante della scuola è un ufficiale superiore coadiuvato dit un aiutante maggiore; al personale comandante apparteogor.o ancora i comanclaoli di compagnia o squadrone e 4 ad 8 ufficiali :;ubalterni: questi ultimi devono avere servilo almeno per tre anni ai corpi, essere proposti per tale servizio dal loro comandante di corpo ed essere bene accetti dal comandante la scuola. Le lezioni vengono 1
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impartite da professori borghesi risiedenti nella guarnigione deUa scuola ed addenti ad isLituzioni civili e possono essere fatte pure dagli ufficiali ap.parLeneoti alla scuola. Gli allievi che sostengono favorevolmente gli esami finali sono promossi sottotenenti nelle rispettive armi. La forza degli allievi nelle varie scnole di Junker non è ugualé; per esempio alla scuola di Junker per la fanterja di Mosca gli allievi sono 450; in quelle per la fanteria di Kasao, Tschuga ieJT, Odessa e Kiev 400, Varsavia 350, Vi lna 335, Tiflis 300, Pietr.oburgo e Riga 200, Irkuk e Taschke11t 1125; .in quelle per la caval·· leria a I elisa,etgrad 335, a Tver 1150; in quelle per i ~osacchi ad Orenburg 250, a Novotscberkask e Stanropol 120. Le scuole di guerra sono speciali istilllli militari nei quali i giovani ché frequentarono precedentemente un ginnasio militare o civile, o che superarono i prescritti esaimi d'ammjssione, vengono formali ad ufficiali delle varie armi. Nelle scuole di guerra tecniche si entra soltanto dopo avere compiti i corsi d'una scuola di guerra di fanteria e di cavalleria. Nelle scuole di guerra tecniche vengono accettati pure i candidati che abbiano frequentato un istituto superiore di matematica, però essi devono superare ·un esame su materie militari. Gli allievi delle scuole di guerra, col titolo di aspiranti ufficiali, sono mantenuti a spese dello Stato colla sola eccezione della scuola di guerra di cavalleria Nicolò, nella quale si pagano annualmente ·1600 franchi . I corsi durano due anni per la fanteria e cavalleria, tre per l'artigl ieria ed il genio ,e si suddividono in due classi, una generale ed una speciale. Le materie inseguate sono: la religione, il russo, il francese od il tedesco a scelta, la matematica, le costruzioni, laslorianaturalo, lafisica, Jachimica, la storia universale, la. storia russa, la geografia, il material e d'ar,tigl ieria, la fortifi cazione campale, la tattica, la legislazione.militare, la corrispondenza militare, il disegno; inoltre tutte le evoluzioni pratiche, l'equitazione, la ginnastica, la scherma, per tutto l'anno; durante l'e!>.late il Liro al bersaglio, Je levate topogra6cbe, le esercitazioni ·pratiche per il genio. Gl•i al lue;vi della scuola di guerra che superarono favorevolmente gl i esami passano ai corpi della loro . arma col grado di sottotenenti indistintamenLe, mentre fino al 11884 gli allievi entravano nei reggimenti di cavalleria e della guardia come cornette.
IST l T U'l'l ~26 La scuola di auerra di fa:nteria hanno da 300 a 350 allievi, quella di cavalleria 200, quella d'arti glieria "60, quella del genio ,126. Ogni scuola fo rma un battaglione a quattro compagnie erispettiyamente uno squadrone ed una batteria. Il corpo Imperiale dei paggi forma ad ufficiali i figli di funzionari militari e civil i appnrtenti alle prime quattro classi della gerarchia delle precedenze dell'impero ; vengono ammessi in questo corpo pure i figli dei musulmani più alto locati dell a Transkaukasia. La scelta deali allie,ri dipende direllamente dallo Tzar . <) • • J corsi durano nove anni; e si cliviclono in tre classi preparative; quattro comuni e due speciali . Le prime selle classi banno i prorrramrni d'insegnamento dei corpi dei cadetti, le ultime due. quelli ti . • delle scuole di guerra. Questo istituto può accettare 1150 alhev1 mterni cd un numero indeterminato cli esterni i quali però debbono pagare una retta annua di 800 franchi. Ai paggi viene calcolalo come effettivo servizio quello passato alla scuola . Superando gli esam i finali i paggi vengono promossi sollotenenti Jlell'esercito; gli all ievi che rimasero fra i primi classificati della classe speciale, vale a dire dell'ottavo corso, possono essere nominati paggi effeLLiv i di camera di S. M. l'I mperatore. Il corpo dei cadetti Finlandesi,che appartiene a questa stessa cale!rnria, è destinalo a formare ad ufficiali delle varie armi i giovani dclia Finlandia che si destinano alla carriera militare. Vengono ammessi in quest'istituto i figli di ufficiali, d'impiegati, cli vescovi e di parroci Fin:andesi. I corsi durano sette anni , le prime quattro classi hanno i programmi di studio dei corpi dei cadetti, le ultime tre quelli delle scuol f;l di guerra. Il numero massimo degl i all ievi èdi 120 . Tutte le istituzioni preparative e medie, facendo eccezione per le scuole di guerra tecniche, che dipendono dalle amministrazioni su- · :periÒri dell'artiglieria e del genio, stanno direttamente agli ordini di una ,, amminis'trazione principale delle istituzioni di educazione mili tare». È questa composta di un direttore e di un « comitato pedagogico » al quale spetta la sorveglianza suprema di tutli gl'istituti e la determinazione delle innovazioni da adoltm·si. Esiste purè p1;esso ogni istituto un cornilato pedagogico, costitui to dal comandante e dagli istruttori più anziani, al quale spella determinare i riparti, gli orari e le norme d'insegnamento .
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L'accademia imperiale di guerra è l'istituto militare più elevato per importanza di tutta la Russia; come già accennammo, quando classificammo l'accademi a fra gl'istilul.i di questa categoria, essa consta dell'accademia di stato maggiore Nicolò, dell'accademia di artigli eria Michele, dell'accademia del genio Nicolò e del corso pe1· le lingue orientali. All'accademia di stato maggiore vengono ammessi annualmente 60 capitani dell'esercito o della guardia che, favorevolmente raccomandati dai loro superiori, abbiano servito almeno tre anni presso i corpi e sappiano superare gli esami di ammissione. Il corso, composto di clue classi, della durata di un anno ognuna, si divide in due rami, quello generale e quello geodetico. Gli allievi del ramo generale, dopo compiti con successo i due anni di corso, passano per sei mesi al così detto corso completivo pratico; gli allicYi del ramo geodetico invece, dopo avere superati gli esami finali del secondo anno di corso, passano per a.Itri clue anni all'osservatorio principale Nicolò di Pulkova. Ivi questi allievi vengono ist.ruiLi praticamente nell e applicazioni geodetiche ed astronomiche che prima erano loro state teoricamente insegnate. Dopo gli esami finali che chiudono questo corso pratico gli ufficiali cfistinti pet· classificazione vengono promossi a scelLa ed insigniti per gradazione di merito,o d'una medaglia d'oro,o d'una medaglia d'argento, grande o piccola. Quelli classificati buoni vengono in parte comandali al corpo di stato maggiore, in parte rinviali ai loro corpi, d"onde successivamente sono richiamati per essere destinali a posizioni speciali. L'accademia d'artiglieri a Michele consta di due classi, ognuna con un corso .annuale e sei mesi cli corso c;;mpletivo. Vengono accetl.ati annualmente 30 ufficiali e precisamente i migliori allievi della scuola d'artiglieria Michele e quelli ufficial i che abbiano frequentalo ad una università corsi di matematica e di fisica; gli ufficiali devono aver prestato servizio per due anni ai corpi e devono superare gli esami d'ammissione. Gli allievi distinti dopo gli esami fin ali vengono promossi a scel ta e destinali all'istruzione od a posizion i speciali, mentre gli a.Itri ritornano ai loro corpi senza ulteriori vantaggi . L'accademia del genio Nicolò consta anch'essa di du e classi,
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ocrnuna con un corso annuale e sette mesi di corso completivo. Le c~ndizioni d'ammissione ed i vantaggi eventuali susseguenti per i 35 urrtcìali accettati sono onaloghi a queHi acceanat4 per l'accaaemia d'artiglieria. li corso degli ufficiali per le lingue orientali è destinato per capitani dell'esercito o tenenti dolla guardia _appartenenti alle va'.ie armi, i qua:li si obblighino di servire in Asm almeno per tre anm e che, essendo perféttamenle padroni della lingua francese, vengono istruiti nella lin•1 ua araba, persiana e turca. Ufficiali che f~equenlarono uno qualunque dei quattri riparti delraccademia Imperiale di guerra con esito al meno buono ricevono il distintivo d'accademista che viene portat0 sul petto. Per lo passato gli all ievi di arma speciale che av,evano frequen tato un riparto dell'accademia Imperiale ottenendo agli esami l'idoneilà,ma rimanendo privi di note favorevoli, passavano ai corpi col grado di alfiere, se tale era la loro posizione q,uando entrarono alla accademia. Con decreto imperiale del 18 maggio 1884-,essendo stato tolto il grado ,di alfiere per l'arti glieria e per il genio , venne pure abrogata la disposizione ora acc~nnaLa. . . . . La scuola di tiro per la fanteria rus!'a, 1st1 bmta con decre~o imperiale delli 2 aprile 11882, ha sede a Pietl'oburgo, e possiede ad Oranienburg un campo d'esercizio ed un poligono, a Krasnoie-Selo uno speciale riparto di terreno. La scuola 1m per iscopo di prepm·are i comandanti di compagnia per mezzo d'una istruzione teorico-pratica alla esecuzione dei doveri che loro incombono come capi d'una unità fondamentale: di svilup · pare nell'esercito idee razionali sull' impiego del fuoco al combatti_menlo: di assicurare l'uniformità nella istruzione del tiro, di studiare so tto tutti i rapporti le armi da fuoco portwtili adottate per l'esercito russo, di studiare tntti i perfezionamenti proposti per le armi portatili, le· canucce e tutto quanto si collega all'armamento ed al tiro, .di eseguire esperienze, infine di centralizzal'e le informazioni concernenti le armi in sen°izio presso gli eserciti stranieri. La scuola di tiro è posta sotto l'autol'ità dell'ispettore di tiro delle truppe e viene ispezionata ogni anno. L_a scuola è coman~at_a cla ·11 colonnello o maggiore generale, coadiuvato da 2 ufficiai! superiori , 6 ufficiali subaherni, 1 medico, 11 contabile, ,t cappellano;
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sono addetti all'effettivo permanente della scuola 46 fra operai, inservien ti, infermieri, ecc. ed una intera compagnia cli tiro della forza di 6 ufficiali e 1163 uomini di truppa: dal 25 aprile al 11° settembre la forza di questa compagnia vien resa uguale a quella d'un battagli one. Una commissione d'esperienze, presieduta dal comandante della scuola. è incaricata dell e esperienze relative al'e armi portatili , stabilisce tutti i programmi delle prove ed esperimenta le varie armi che le venrrono inviate dal comitato d'artiulieria. Gli ufficiali allieYi, in numero di 8 11, vengono inviati alla scuola in ragione di 1 per ogni brigata di fanteria o cli cacciatori: essi sono scelti dai comandanti di divisione fra i comandanti di compagnia più intelli genti e più capaci di trasmettere ai loro corpi le cog,~izion~ acquistate e di occupare i posti d'ufficiali superiori. Gli eqlupagg, della flolla mandano essi pure alla scuola due ufficiali scelti nel dipartimento della marina. Jl corso completo dura sette mesi, dal 11° feb bmio al ,J 0 ~eLtembre ed è diviso in due periodi, di cui il primo teori co-pratico dura dal -1 ° febbraio al 'I O maggio, il secondo unicamente pi:aLico dul ,1° maggio al ,(0 settembre. È costituito in permanenza alla scuola un comitato di perfezionamento, presieduto dal comandante della scuola, ch'è incaricato di organizzare i corsi conformemente ai programmi adottali, di ripartire i lavori du1:ante I~ durata del corso; di scegliere i testi e il materiale da studiare; d1 modificare i programmi; di redigere le istruzioni per gli esami ed i lavori pratici . Le materie in segnate sono: la tattica, la teoria del tiro, Jo studio delle proprietà dell'armamento russo e di quello estero, lo studio della manutenzione delle armi, la lettura dei piani e delle carte, la soluzi one di problemi Lattici, la levata di piani topografici, le manovre di compagnia e battaglione con iscopo tattico, la costruzione di ripari da campagna, l'esecuzione del tiro, il tiro di combattimento. Indipendentemente dalle precedenti materie teoriche e pratiche gli ufriciali allievi devono essere f:1migliari_zzati ~raticamente coi migliori procedimenti per l'educazione ed 1struz1one degli uomini, colla migliore ripartizione del tempo consacralo all'istruzione, coi mezzi da impiegarsi per conservare le forze al soldato, coll'amrnin istrazìone delle compagnie ed in genere con tullo qlrnnto, I')
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senza essere prescritto dai regolamenti, sia ammesso dall'esperienza e debba essere conosciuto da un comandante di compagnia. Alla fine del corso gli ufCìciali allievi devono dare un esame pratico su tutte le materie loro insegnate, ricevendo ricompense eccezionali quelli cho si distinsero straordinariamente, senza però godere mai vantaggio di carriera. La commis~ione d'esami è nominata dal Ministero dell a guerra e le classificazioni sono: distinto , buono, mediocre. Gli urlì ciali al lievi, prima di essere rimandati ai corpi, ricevono una gratificazione cli .i. mesi di stipendio. La scuola di cavalleria per gli ufnciali ha per iscopo di formare a comandanti cli squadrone e di sotni e, rispeU.i vamente ufficiali della cavall eria regolare e dei kosaccbi . Essa consta dei corsi per gl i ufficiali; della scuola per gl" istruttori d'equitazione, dello squadrone delJa scuola e clel la mascalcia d'istruzione. Nella scnola per gl'istruttori d'equitazione vengono ammessi, oltre che ufficial i, pure graduati e soldati che abbiano soddisfatti ai loro obblighi di servizio e che vogliano diventare sol.Lo-istruuori cli equitaiione; questi ultimi, dopo sei anni di servizio, possono entrare nell e scuole dei J unker ed ottenere quindi la promozione ad ufficiali . L'intero corso dni·a diciauove mesi per gli ufGciali, clue anni per gl'isLmttori d'equitazione. Anche in ques L'i sLitulo il corso ba un riparlo teori co ed uno pratico; quello teorico corri sponde, colle debite differenze dovute all a diversita dell'arma, a quell o teorico della scuola di tiro per gli uffici ali; quello pratico comprende prin cipalmente le levale lopografìche, le ricognizioni, il servizio di avanscoperta, !e evoluzion i regolamentari e l'allenamento per lunghe corse allo varie andature. Ogni anno vengono chiamati al la scuola 52 ufficiali, dei qual i 16 frequenta no il corso di equitazione. La forza permanen te della scuola ammonta a 23 ufficiali , 5 impiega ti, ·178 combattenti e 322 cava lli. scuola di Liro d'artiglieria, fondata recentemente, li 2 apl'i le 11882, è l'istituto nel cruale all'u(ficiale d'artiglieria russo viene data la massima coltura nella specialitit della sua arma. La scuola ha per iscopo: 11° di. preparare gli ufficiali superiori d'artiglieria, mediani.e lavori teorici e pratici a disimpegnare le funzioni di comandanti di batteria; 2° di sviluppare la istruzione del tiro nell'artigli eria; 3° di generalizzare idee razionali sulFimpiego del fuoco durante il com-
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battimento; d'assicurare un insegnamento uniforme in quanto concerno il tiro. La scuola di Liro d'arLiglieria. sta sotto gli ordini cliretti del gran maestro dell'artigl ieria e viene ispezionata da ufficiali da esso designati . Uno speciale comitato di studi, addetto alla scuoi~, ·è incaricato della discussione di tnLLe le questioni relative all'inse gnamento . La scuola è diretta da un ufficiale superiore ave\lte grado di colonnello o maggior generale; essa comprende un e[ettivo permanente ed un e[ellivo variabile; una balleria da campagna d'istruzione; una batteria a cavallo d'istruzione; un distaccamento di non combaLLen li. Gli ufficiali all ievi, che costitu iscono l'eITettivo variabile clella scuola, sono recl utati fra i cap itani più anzian i delle batterie a piedi, -delle batterie montate o di quelle a cavallo; fra i cap ii.ani in -I O ed in 2a dell'artiglieria kosacca. Gli allievi vengono designali clalle direzion i generali cl'artiglieria e dalle direzioni delle truppe kosacche e sono scelti fra gli ufficiali destinati a disimpegnare le funzi on i di comandanti di balteria. [1 numero degli ufficiali designati ogni anno a frequentare i corsi non deve sorpassare il :35, vale a dire il ·IO per ·I 00 circa del DllmerQ dello batterie. Cl èorso complelo della scuola di tiro dura sette mesi e mezzo, dal ·IO febbraio al il 5 setlembre {l si divide in cllrn periodi, dei qnali il primo, dal 1° febbraio al ·1° maggio, è destinato all'insegnamen to teorico ed a lavori prati ci; il secondo, dal IO maggio al 15 seLlembre, è unicamente dedicato ad esercitazioni praticbe. Le materie dell' insegnamento teorico sono, la balistica, la cos truiione dei telemetri, le nozioni sulle arti glierie {)Stere, la tatlica applicata. e l'i ppologia. I lavori pratici del primo periodo del corso sono, la sol_uzione di prob lemi coll e tavo le di tiro, l'impiego dP.i telemetri in campagna, • i ripiegh i al materiale, la soluzione di problemi tattici .per mezzo -delle carte e del giuoco di guerra. Le eserci lazioni pratiche del secondo periodo ~ono la esecuzi,ine pratica e completa dei ti ri coi -cannoni da cnmpagm e da montagna, la soluzione sul terreno di problemi Lallici, la costruzione di ripari da campagna. Inoltre gli ufficiali allievi visitano fond erie, arsenali di costruzione; assistono ad esperi enze di tirn esegui te ai poligoni ed alle evoluzioni r.ombinale di molte uaLLerie. Alla fine del corso degli studì .gli al lieYi sono soltoposti ad un esame che co nsiste principalmente 1
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nella soluzione di problemi lallìci sul terreno combinata con tiri di· guerra con iscopi diversi. Le classificazion i date agli esami sono distinto, buono e mediocre. Delle prime due classificazioni è preso nota sullo stato di servizio degli ufficiali, conie pure della loro frequenléizione della scuola, quando abbiano superalo gli esami; dopoultimati i corsi, per loro turno vengono nominati comandanti di batteria, senza van taggio però di più rapida promozione. Fra gl' isti tuli del laq ui nla categoria va annoverala come più importante la scuola galvanica fondata il 25 gen naio ·1884- e che const~ della classe degli uflìciali e della compngnia d'istruzione galvanica. Fa parte delle allribuzion i della scuola l'esame di tutte le scoperte ed inYenzion i dell'eleuricità, dei telegrafi, delle mine e delle torpedini; a capo della scuola sta un direttore, nominato dall'imperatore in seguito a proposta dell'ispettore generale del genio, il quale ha le attribuzioni di un comandante di divisione e dal punto di vista tecnico dirige la classe degli ufficiali e la compa gnia galvanica come pure i distaccamenti degli elettrici presso i battaglioni de'zappatori e dei pontieri, presso le truppe dei minatori-torpedinieri e presso r parchi telegrafici militari. Il direttore della scuola è incaricato della ispezione di tutto il materiale d'elettricità, telegrafia, mine e torpedini in servizio presso al corpo del genio, come pure del materiale galvanico depositato nelle piazze forti : regola gli acquisti det nuovo materiale e le riparazioni del materiale destinato: al 11° aprile d'ogni anno deve redigere un rapporto generale sul suo servizio. Il direttore è coadiuvato da un ufficiale superiore avente le preroo-ative d'nn comandante di reggimento che esercita la sorveglianza diretta sulla classe degli ufficiali . Alla scuola sono addetti permanen• temente alcuni ufficiali del gen io de'quali uno dirige il pe;·sonaler un altro l'amministrazione, due le questioni tecniche, uno la fotografia: tutti sono incaricati di tenere conferenze agli ali ievi. Questi sono in numero di 3 per ogni brigata zappatori . I corsi· comin ciano al 1 ooLLooree durano 2 anni; d'inverno so no teorico-pratici e vertono sulla fisica, ch imica, materie esplosive, mine, torpedini, telegrafi, illuminazione elellrica, esercitazion i pratiche colla compagnia galvanica_. Al 1° giugno gl i allievi vengono addetli al serv izio mine e torpedini del materiale del Daltico e del Mar Nero. Dopo i due anni di corso hanno luogo gli esami, secondo l'esito dei 1
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,quali, gli ufliciali ~!lievi sono classificali in d·ue categorie che vengono ri speLLi vamente contrassegnate sui loro stati di servizio. Gli .allievi della ,JO e 2a categoria ri cevono un b,:evello di attitudine per i parchi di telegrafia militare e le compagn ie di minatori. Ritornati .ai corpi gli ufficiali prendono la direzione del disLaccamento elettrici .almeno per due anni. II comandante della compagnia galvanica dirige l'istruzione mi.litare e tecnica della sua truppa d'istruzione, il più anziano dei subalterni è incaricato dell'amministrazione, degli altri tre, due islrui.scono la trnppa, il terzo è addello alle reclute; tutti cinque questi uificiali devono avere frequentai.o la scuola galvan ica. Gli uomini delle compagnie devono sapere leggere e scriveù1 ed .appartenere alla circoscrizione di Pietroburgo e Novgorod. Durante l'inverno la truppa assiste ai corsi speciali, eseguisce manovre militari, ginnastica, scherma e tiro ; tnllo l'es tate è dedica lo ad espei-ienze tecniche. La compagn ia galvanica iistruzione in tempo di paco è incaricata di rifornire i distaccamenti d'elettrici dei battaglioni zàppatori .e pontieri cogli uomini occorren ti per mantenere completi questi reparti; in tempo di guerra la compagnia galvanica forn isce alle -compagnie di minatori-torpedinieri del Baltico gli uomini loro occorrenti fino all'arrivo dei congedati . Il corso preparatorio pei conduttori è destinato a sottufficiali del .genio che avendo già frequentalo c1rsi d'ingegneria meccanica sono più specialmente adatti al servi1.io tecnico-ferroviario . II corso dltra -due auni ed è frequentalo da 50 allievi; superati gli esami al c;ndìdato viene rilasciato un attestalo di diritto a promozione al grado d'assimilato ad ufficiale. La scuola pirotecnica consta di un corso triennale per sottufficiali -dell'artiglieria da campagna e da fortezza che si formano a capiartificieri. La scuola tecnica per materiale d'artiglieria e quell e per armaiuoli, constano ognuna di tre classi e servono alla istruzione tecnica di capì-operai e di armaiuoli . · L'accademia giuridica militare istruisce nelle materie legali tutti .gli ufficiali d'oa-ni arma, fino al a-rado di macrc,iore. che vo 0"liono 00 ' ~ntrare nel servizio della giustizia militare. L'accademia ha tre classi, -,
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ISTITUTI MILITARI
ognuna della durata di un anno, delle quali le prime due sono general i, la terza speciale. L'isti tuto di letteratura militare a Mosca è destinato a formare gli istruttori dei progionast mili lari . Vengono in essi ammessi i militari ed i borghesi che abb iano frequentalo un ginnasio e che si obbl ighin o a tre ann i di servizio. l vors i durano tre ann i e mentre il primo è teorico, invece il secondo è teorico e pratico, il terzo unicamente pratico . La parte teorica comprende la rt\l igione. la pedagogia, la didauica, In. metodica, la lingua russa e quella slava antica, la matematica, la storia naturale, la g~ugrafìa, la storia, la calligra11a, il disegno geometrico e quello a mano libera; la patte p ratica è dedicala al canto, alla musica erl alla ginnastica. Il numero degli allievi può ammontare a 715 e l'istruzione è impartita da 4 professori . La scuola topografìco-milila1·e ha per iscopo di rendere i suoi allievi, prwfettamente abili in !ovate toppgrafiche e lavori geodetici. I corsi durano tre ann i e vengono acceLtati, previo esame d'am missione, sottuffi ciali che abbiano frequentalo un istituto mili tare. Gli allievi possono essere 40 e superando gl i esami, a seconda delle classi1ica:r.ioni riportate. pai;sano come soLLotenenLi, alfi eri od iro piegati Lopografici nel corpo topografico militare.
· ( Continiia) . A. GtOPPl Capitano cli artiglieria-
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LA SOCIETÀ DELLA CROCE ROSSJ\ FRANCESE
Due noni dopo la Convenzione del 1861: form:wasi la pl'ima « Societé cle secou·rs a1/$ blessés 1/'111"/itains des a1·mées de te1·1·e et de mer » dandosi uno statuto, e ponendosi sotto il protettorato onorario dei mini stri dello guerro e della marina. \\in in sul le primo non prose grande sviluppo s;a perchè esso si tenne scrupolosa mente fuori dalla sfera govornotiva sia perchè in generale non si riput:m, noce ·sari a _l'azione sua. I benefi ci d'un servizio volontario nel 11866 s'erano sì manifestati ; ma si limitavano a prove d'infermieri, e non er;i uo presso i Francesi considerati come soliJi argomcuii in favore della vittoria degl i eserciti. Vi era l'esempio dtJI' Austria, che colle armi alla mano, co11 migl iaia di feriti sul terreno, non aveva credulo bene di riconoscere la Convenzione di Ginevrn; v'era la Prussia, che aveva uno speciale interesse d'occultare la benem erenza del servizio sanitario volontario, perehè fra i delega ti frnn cesi e prussiani ogniqualvolta che s'erano riuni ti, dopo il 4866 , per coordina re la Società della Croce Rossa, come patto internazionale, s'erano sempre manifest:iti duri dissensi, sia tli prcmine11za, e d'iniziativa, sia :ml merito dell'istituzione. Così l'opinione ufficiale non 1
NB. - Ii presento lavoro venne com1i ilato colla scorta rloi seguenLi documen t.i: Sociélé de secours a.11x blessés 1nilUai1·es tles a.n11ées cle te1Te et de t11cr. - Bu llotin N. 2;, 28, 29, 37, 38, 39, 40, 1,1, 42. 43; ·l87i-7S-i9. Confèrcnces ,qéné1"al11s 1870-1880-81- 82-8.1. L ' Avenir m.ililltil'c - Le Prog,·es m.ililaire - L' Jmparcial clcs Atpes. Decrel clu .1 juilwl 188.J, porla.tu Régle111e11t pom· le fonctio1111eme11t de '" Société de ~ccours cmx blessès milifail"es.
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RIVISTA
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accarezzava una 1st1 tuzione, perchè si avrebbe mostrato di apprezzare un avversario: il pubblico guidato in questo dal governo, non pensava più che tanto ad un'opera, la cui importanza dove,,a pur interessare chi presiedeva alle cose dell'esercito. Nel ·1870 la guerra fu importata addirittura sul territorio francese, e non vi fu palmo di terra, dove non siasi confinato un ferito. La carità cittadina venoe in soccorso, ma frazionata, isolata, senza ordinamento, senz::i azione concorde, senza mezzi sufficìenti. Allora apparve chiaro il bisogno di ricorrere alla nazione intera per allievare i mali infiniti. Il 3•1 dicembre ·1870 un decreto del governo provvisorio faceva appello al servizio volontario della Croce Rossa, ma in quei frangenti non poteva essere CO$Ì efficace da dare ordinamento stabile ad una istituzione, che richiede l'assiduità e la tranquillità della pace. Dopo la guerra, le miserie parvero più terribili; orfani senza indirizzo, mogli senza sostegno, padri e madri senza vitto, e leggi impotenti a provvedere. La Croce. Rossa francese si fece madre generosa di tanti miseri; e~sa si ri'volse . ai benemerenti del 1870, formò i comitati nelle regioni , vi pose alla testa le persone più chiare per parentado, più doviziose per mezzi, ed indirizzò tutta la sua preoccup:izione ad una cosi assidua espansione, che oggidì è certo l'istituzione più benefica per l'esercito. Essa sussidia, e rmmda larghi dùni ai feriti ed ammalati del le spedizi~ni, e non perde mai d'occhio nella sua previdenza ad accumulare materiale e ad istruire personale per la guerra avven ire. te piaghe inenarrah:li lasciate .fai grande conflitto franco - tedesco, le spedizioni iu Tunisia, nel Tond1ino, nel Madagascar, nella Cochiuchiua offrono alla carità francese un largo campo per attestare la sua devozione all'eserèito. Degli atti governativi della Croce .Rossa francese non esiste che il decreto imperiale del giugno ·1866, col quale la Società è ricouosciuta, come istituto d'utilità pubblica, ed 1111 posteriore decreto del 1878, che ammetté la Società a prestare il servizio sanitnrio in sussidio del servizio militare; decreto riveduto e modificato in quest'anno, ed unito, come· allegato al nuovo regolnmento del servizio sanitario uscito alla luce in questi giorni . 1
L'associazione francese della Croce Rossa consta di membri fondatori e di membri sostenitori; i primi sono obbJigati ad un pagamento di lire 30, ed i secondi di lire 6 annuali.
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I membri fondatori eleggono un consiglio di 50 membri; e di qnesti un quinto è rinnovabile ogni anno: esso è il potere rappresentativo dell'associnione, la sorvegl ia, e la indirizza nella sua missione; approva e <lif,cute in assemblea riunita . il bilancio; elegge il pre~idente. i vice-presidenti; ogni anno in rrrnrzo presenta all'assemblea riunita il rendiconto; destina gli stabilimenti di credito, a cui devono essere affidati i fondi d·ella Società;, approva la pianta degl i impiegati; mantiene le relazioni coi comi tati nazionn li ed esteri; nomina i delegati di regione, e di dipartimenti; è riunito in assemblea cl.il presidente. Le attribuzioni del consigl io, di carattere esecutivo, sono adempite da una giunta, eletta ad ogni quinquennio. Il presidente rappresenta l'unità del l' associazione; esso è part<; di tutti i comitati incarica ti degli studi tecnici dei diversi rl'lmi dell'istituzione; in suo nome si compiono gli atti amministrativi, e tutte le corrispondenze sono da esso firm,He. · Il segretario generale sorveglia il personale dell'ufficio, comunica ai comitati della Società le notizie dei progressi e delle innovazioni delle Socifltà estere, · dei progressi fot.ti e dei miglioramenti introducibili. Uno dei segretari assume la direzione della biblioteca, raduna i documenti interessanti la Società e li conserva negli archivi. Il tesoriere introduce in cassa la somma a credito, o a debito della Società, approvat9 d2 I consiglio. Il tesoriere aggiunto ha l'incarico dei pagamenti de' soccorsi o delle pensioni accordate .ai militari o agli ·inabili al lavoro dal dicembre •1872 in poi. ' Presidente attuale della Croce Rossa è il duca di N_emours, generale di divisione in riposo, eletto per due quinquenni consecutivi; vice-presidenti sono il barone Di-Chaubnnd la Tour, pure generale di divisione e il dottore A. Riant; segretario, il conte di Beaufort e tesoriere il barone Rothschild. Per rendere l'ordinamento dell'associazione costantemente progressivo, e per darne a personale competente i diversi rami da studiare, s'istituirono altrettanti comitati di nove membri, eletti dal consiglio generale. Così vi è un comitato medico, che studia le questioni attinenti all'igiene ed al regime sanitnrio; vi è un comitato che si occupa di quanto si fa all'estero pel materiale; v'è un comitato di soccorso; v'è un · comitato di finanza, senza il pnrere del quale non può votarsi nessuna spesa . Siede accanto al comitato di finanza un consigliere di fiducia, nominato dal consiglio, come coutrollore. Questo comitato può, in via
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urgente o in casi non prev1st1 da deli berazio 11i dfll consiglio, disporre di lire ·1000, di cui <loHà nlla prima riunione dnre couto . Nel dicembre d'ogni anno presenta al consigl io riunito il bilancio preventi v.o, e :m questo sono voi.ate le spese. Il comitato d'insegnamen to promuove ed incoraggia l'istruzione del personale infermiere, propaga, servendosi degli W'Ìtti, delle conferenze e delle discussioni pubbliche, la conoscenza e l'amicizia della popolazione alla Società; ogni tre me:;i ne ri rerisce al coo:;iglio. La pa rie am miuistr(ltiva ha un estesi) controllo. Vi è un comitato di venticinque membri, scelti ogn i tre anni, in relazione col rnini,;tero della guerra, per sentire a quali rami di amministrazione meglio convenga rivolgere le spese. Vi è pure uua commis::;ione di controllo che visita i registri di contabilità, fa le sue cen:;ure, e comunica al consiglio ogn i anno, nei mesi rii gi ugno e di dicembre, ocl anche in altre circostanze, in cui il presidente lo rich icgga, le sue censure, e le $ue osservazioni. I r:imi amministrativi non comiderati in nessuno dei detti comit:iti, sono .iffidati a commissioni speci:i li. In o~ni comitato v'è un presi dente, eleggibile ogni anno; cosLitni$C.ono titol i di merito i lavori dal comitato proposti ed aLLunti dnrante In sua gestione. Le entra te della Società sono : i doni, i legati, i Lrib1ni dei comitati, le questue, gl'interessi dei capitali . Le spese, sono: i soccorsi, le sovvenzioni d'ogni specie, la provvista del materiale, le paghe agli impiegati. ' Questo è l ordiuamento del COlnitato ceotrale, con sede in Parigi. 1
I comitati reg·ionali !;0110 dichiarati in esercizio dal consiglio genera le, che nom ina i doleg~ti di regione, previo l'accordo col ministero della guerra; e-,si hanno nn presidente, due vice-presidenti. e sono costituiti come il comitnto ceotra le. Corrispondono colla direzione di sanità militare della regione, l'assecondano, e l'aiutano coi mezzi che dispongono; preparano il materiale per l:i mobilitazione; cliffoudono, promuovendo conferenze pubbliche, le notizie conceroenti l'istituzione; dispensano i soccorsi accordati dal consiglio; promuovono i comit:iti di di·p:irtimento; e nei comuni, scarsi di elemento per costituire un comitato, nominano dei corrispondenti, li mellono in relazione col comita lo, servendo questi n tener vivo nelle popolazioni lontane dai maggiori centri l'affetto all'istituzione. • Designano fin da l tem po di pace le local ità, gli stabilimenti, le famigl ie più proprie, dove potranno ricoverarsi feriti ed ammalati; raccolgono il materiale del modello approvato, e ne curano la costru-
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zione nella quantith sod,lisfocente per il servizio sanitario della rispettiva regione; preparano instruito un ~ersonale per servire negli ospedali e nell e am bnlnnze, o tntto tlispongono , perchè in caso di mobilit.~zion.e, personale e materi,tle poss:ino essere di sussidio al servizio sanitario del corpo d'esercito. I comital'i dipartimentali sono sottoposti ai com itati regional i. C:ompilauo un regolament.o d' arnm iuistrazioue proprio, che può differire nei particolari dal generale, nella sostauza però deve a questo c:;sere simile. Dei cloni raccolti il qu into dev'essere ceduto all a cns~a del comitato centrale. Il presidente dei comitati dipartimental i può assistere alla discussione del consiglio generale; ha al lora un voto consulti,·o; dieci posti sono serbati nel consiglio generale ai delegati dei comitati dip,1rtimenta li, e quando siedono, prendono parte alle clis,;nssioni con voto deliberativo, come i membri <lei consi.~lio. I delegati di dipartimento possono essere riuniti in assemblen genera le per discutere degl' interessi gencr:i li della Società, dc' suoi bisogn i. Le donne fran cesi ridia ca01pngon <lel 11870, hanno servito sui campi, negli ospedali, nelle ambulanze, dovunque, fino noi più rerno~i villaggi, do,,e erano pervenute vittime della guerra . Cessato il bisogno, ogni segno d'ordinamento disparve. Dopo qualche anuo si sentì il bisogno di regolare e preparare in tempo di pace la ca rità per la guerra costituendo un'associazione della quale fanno parte come fondatrici le mogli dei marescialli CauroberL, Le-Boeu f, rllac-Mabon, Pélis ier, Niel , Randoo, Roig,rnnd dc Saint-Jcan, D' Angely , del! ' ommirnglio Romain-Desfossés, con alla test.a la principessa Czastoryska. Le dame fondatrici possono chiamnre a partecipare al!' associazione le parenti più prossime, le sorelle, lt} fi glie, le cognntc. A questa classe il consiglio generale associò un alt.r'ordine di dame, che per il servizio che esse reuclono alla Società nelle sedi dei comitati , sono dette cooperatrici; ve ne sono ovunque e sono come tante auella, che raggruppano insieme i doni più modesti delle signore a favore del benessere comune dell'associazione. Tale è il quadro, su cui è bnsnta l'associazione delle dame fran cesi; l'ordinamento disciplinare è ana logo all'associnz;one degli uomin i. Vi · è un comitato cli fiO dame, costituito con decisione del consiglio; presiede a questo uoa presidentessa, eletta ogni tre ann i, con trt\ consigliere. L'amministrazione è tenuta da una commissione eletta dalle socie
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fontlntri ci, e vien o regolata analogamente a quella del comi talo maschile: ufficio della donna in pace è di raccogl iere biancherie, bendaggi, ricevere doqi in denaro e iu nalura, cercare infermiere, pr.ocurarne l'istruzione, promuovere conferenze, opere di beneficenza, ricerca re i veri bisogni delle vedove, degli orfani e daruo notizia ai comitati di soccorso . Le donne cooperatrici assegnano alle vedove, alle figlie orfane, allo mogli dei soldati chiamati sotto le armi lavori di biancheria secondo modelli prestabiliti a prezzi fi ssi e cosi no sollevano le miserie e ne preservano l'onestà . Si ebbe pur di mira nel dare un ordinamento stabile al comitato delle darne di trarre al servizio un personale di fiducia, infiammarlo dello spirito dell'i.;tituzione, od alloutan:iro nei momenti, in cui non si è sc,mpre dato di poter vegliare le persone, dalla Società le avventuriere, o le indegne. Il più nobile intendimento della Croce Rossa francese è quello di c:incelh,re le vestigia delle miserie l:isciate indietro dalla guerra. Le relazioni di sedute, di conferenze si chiudono e si aprono sempre su questa pietosa istoria degli infelici soccorsi e d:i soccorrere. Nel 1876 il rendiconto anmrnle annunciava che lo pensioni e i sussidi del Governo non erano ancora giunti :i prem iare virtù sconosc;ute, sagrifici non ap prezzati, e proponevasi perciò, che sulla fede dei cur:iti, d'accordo colle autorità militari, si procedesse nd un esallo censimento degl'infeli ci meritevoli di riconoscenza. I soccorsi concessi nel 4875 furono di L. 90,000 e vennero soddisfatte ,1366 domande; neJ.I 876 11scesero :i 120, 000. Nel ·1877 si toruò a 90,000 lire; e nel •I 878 a L. 75,!~75, date dal comil.ato centrale, e 30,000 d:ii comit11ti regionali, soddisfacendo a 2029 dimande; nel 188·1 vennero spese L. 59,200, ripartite in 1989 soccorsi; e L.1795, prezzo di apparecchi per muti lati; noi 1882 L. 63,107, so<ldisfacendo a 2097 richieste per sussidi; i comitati di Lyon, di Dordenux, d' Orlé:ins, di Nevers, d' Argentau, e di Niort diedero inoltre della loro cassa L. 20 mila. Lo scrutinio pei soccor.,i accol·dati in. seguito si fece più rigoroso, e nell':iportura dell';,ssemblea nel 1883, il prl.lsidente annunziava , come i nuovi sussidi fossero stati preceduti nella distribuzione da una visita rigorosa medica ai postufonti, per accertarsi della verità dei bisogoosi. Nel •I 883 i sussidi furono di L. 60,8.\.0, divisi tra 2330 chiedenti. I comitati di Bordeaux, di Lyou, Orlé:ins, Lilla, del!' Havre, d' Alençon, d' Hazèrbroiick, di Niort, d' Argentan hanno dato pei bisognosi reduci dalla guerra L. 80 mi':1 . . Il comitato centrale, p~r dividere il lavoro di preparazione alla guerra, distribuì a cia,,cun comitato i modelli di una vettura per 6 feri ti co-
ricati, di un cnrro per medici, di una cucina mobile, di una borsa per strumenti ch irurgici, di un sacco d'ambulanza, di una tenda, di qualche harelln, ecc. Nel 11876 i comitati regionali di Liii.i, di Le Mans, di Besançe>n, di Clermont-Ferrand, di Lyon, di :Marsiglia, di ~fontpellier, di Toulose avevano già alla loro 5ode costruito il gruppo di modelli; anzi il comitato di Montpellier :1,1evasi creato un'ambulanza divisionaria di otto vetture, con un sussidio di 12 mila lire :iccordategli dal consiglio genera le. Quest'ambulanza figurò aJl3 mostra di Montpellier 1.ennta nello stesso nnno, e servì non poco a risvegliare il ricordo del servizio sanitario volontario. Nel ~878 la Croco Rossa francese veniva , con decreto presidenziale, accett.ita corno sussidiaria nel servizio sanitario mi li tare in guerra. Il comitato centrale allora designava un delegato, il quale, d'accordo col servizio sanitario mi litare, faceva costruire i modelli di rrwteriale in uso nell'esercito. Il com itato centrnle spese 100 mila lire per questi modelli, e ne fece una pubblic:i mostra al Campo di l\f,,rte nello stesso anno, accanto alle Società straniere. Vi erano carri per treni sanitari, tende d'ambulanza; apparecchi ch;rurgici, baroll'.l, letighe, astucci chirurgici; una parte di questi campioni servì ad arricchire i deposi ti del comitato, cd una parte serve ancora pet' lo sco po ideato; e per farn e meglio risaltare l' importanza, si pubblicò un manuale istruttivo di tullo questo materiale. Con t:ile indirizzo, ogni anno si acc.resce il materiale dei comitati in moclo uniforme ed acconcio al servizio <li guerra sia mediante danaro locale sia col soccorso del comitato centrale. La Società della Croce Rossa fran cese possiede ora : 2070 barelle diverse, 83 vetture per tr:isporto di feri ti, 30 carri di ch irurgia e fann:icia; 1O vetture pcl trasporto del person~le; 31~2. apparecch i, propri per convertire le vcttuni ordinarie in tra;;porti di feriti; 769 utensili per cucino; ,, O cucine mobili; 52. tende; 220 bor:;e per chirurghi; 272 borse por aiutanti i11ferm ieri; 66 farm:icie portatili; 1561 apparecchi per fratture. Nella relazione del 188!~, esposta nel maggio scorso, il presidente annunziava, che l'auivo dolk, Società ern di 3 mi lion i e 500 mila lire; che il deposito centr:ile era suffi cientemente provvisto di mezzi di trnsp~rto; cbe si disponeva di un migliaio di letti; cbe quattrocento nuovi erano per essere provvisti; che 15 mila pezze cli biancheria s' ernno commosse ad una fabbr ica del nord delln Francia; 0 che il loro tessuto ora garnntito dn un person:ile apposito deputa lo a sorvegliarne 1
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la fabbricazione: che si erano di recente provviste 30 casse di bcudaggi, ,1-00 apparecchi per fratture, bare!lc a rete mobile; congegni per trnsformarccani cli campagna in mezzi cli trasporto; che duenuoYi · mo:ielli di letto in ferro erano allo studio del com itato; che un lcLto di fen o, sempl ice, lcg-giero, erasi stnrliuto, con, . congegno sem plice, per essere utile ai trasporti istuntaoei; che un altro modello di letto di legno, posato su cava lleLto, sollevabile e so!>peml ibile II ciughia t1d uu cano di fe rrovin, L:0 11 una posizione orizzontnle permanente, scnzu oudulnzioni o trnb;illi, era per essere assicurato. Si risi tò ~1nre nrll'occasione cld ln relazione genera le un modello Ji cucin:i mo bile tirato sopra un carro a due ruote, e trninabi le <la uu canillo; si sono visitati due carri di forro via come tipi, in cui erano strettamente osservate tulle le esigenze igie11 id10, d'aria, cli riscaldamento, di Iute, e cli comunicazione. I carri di ferro1·ie delle Societ:i non ancora co$t roi ti conformemenle ai modelli, sono util izzabi li, pot.endo in essi iutn,clunc le barelle appositamente fatte, o~ essere queste sospese al tetto del carro. Gl'infermieri sono ordinati, istru iti, cli5ciplinati in modo convenie1He. A Lilla e a )lontpellier ~i è aperto un corso d' istrnzioue per i~1fermieri; a Versail les. l'ordine religioso del ·salvatore ra un ccr:;o gratuito per infermtert; a Bourges , a Sainl·Etienoe, e a Clermont·Ferrand si sono costitu iti gruppi volon tari di porla-feri ti, sotto la direzione della Societi,; a Nancy sono assicurati i quadri da molte adesioni YOlontarie pel servizio d' infermiere, con un corso freq uentato da molti allievi . L'istruzione degl'infennieri venne ampli amento discussa e tratata nell'assemblea generale, dove si com•enne do,·er essere varia, graduata e rispond~nte alle diverse auribuzioni dell' infermiere; cosi il po:-La- ferito deve sapere come si sollevi, e come si adagi il ferito; 1'aiu nnte infermiere, come si prntichi l,1 prima fasciatura, come si possa nei casi urgenti , in mancanza del medico, sostituire questo. Alla sede del comitato, a Parigi, si diedero · aucho lezioni d'igieue, di anatomia, del modo di curare i feriti ed ammalati, e tutt~ quelle cognizioni, 'utili non ,-alo nel servizio dell'infermiere, ma nella vita di ca:;a . Parecclii comitati non s'accontentarono dell'i;:;trnzione teorica del personale, o si dieùero a esercizi pratici, per promuovere la cono ~ scenza dell' istituzione e farln apprezzare. Così a iXi1.za , su di Ull terreno di 600 m. q . veonn esposto il materiale delln r.roce Rossa, ('osì · n Grcnoble, a Brcst, a Orléans, a Rouen si fecero pubbliehe mostre. Il comitato cen trale, dalla SoGietà delle ferrovie dell'ovest ba ottenuto
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H-3 di fare esperimenti di trnsporto di feriti su ca rri-merci, e )un"o il tragitto si fecero improvvisi arresti, si promossero scosse, per v:dere quali effetti avrebbero potuto ·produrre nei feri ti; si misero iu questa circostanza alla prol'a le barelle del )Iiuistero della "Uerra, se ue foce rilevare gl'inconven ienti delle loro tele, del loro rallen~ rsi dopo piorr"e, 0 della loro fra gilità, del loro a-rm:imento costoso e diffìci lc; verme ~ostea uta la questione, che negli sgomberi coi earri ùelle ferrovie doveano adottHsi i pagliericci, giaciglio sn cui l'ammalato o ferito trovava maggiori punti di toutatto soffici col corpo; che in croesto modo pote,,ansi allogare per ogni carro da 15 a 2.0 uominì, e che iufiue adottando i materassi, se ne troverebbe dispo11 ibilc in tempo di guen'l'l una quantità, giacchè le caserme allora s:ircbbcro vuote. Il comitato di Marsiglia fece una mauovr.:i cli parecchi giorn i, con persona le e nwteriale proprio, con tende diverso, in terreno inegu:ile, per erte e vallì, sino ad Aix. li materiale mobile era di tre veLtnre tirata ciascnn:i eia un caval lo, con un materinle d' arubulanw per 2Ò letti. L'esperien1.e erano affidate a tre dottori, membri del comitato ; si andò coi c:irri per strade infossate, dirolle, sassose, ;:i stesero le tende e~ponendolc ad urag11ui; si esperim entò la tomporaturn sollo le tende; sr tennero c;onfcrcnze ad ogni 1<1ppn sul l'uLil it;ì della Croce n os~n, ass_iste~dovi _le _autorità locali , e ì cunHi de' villaggi de'clinLorni ; e degli uchtori mol ti rimasero attoniti nel rivedere quelle barelle del ,j 870, e nell'accertarsi, che ancora oggidì si ln vora per man tenerle in esercizio. Si fece ro prove di raccogliere i fe riti dispersi, col mezzo delle lanterne, invece di far uso della luce elettrica; si esercitarono 111'iufermieri alle fa sciature. "' Sottuffi ciali e soldati degli ui-seri. d'un vicino cnm po d' istruzione vennero fotti distendere poi cnmpi, nvendo ognuno una tabellina, seo-no della_ feritn diversa, p. es. pinga alla palma della mano (ernorr;gia arter1ale) prodotta dn scoppio d'obice; colpo di sciabola-bnionetta , produeente piaga nll'nnguinaia; ad un dato cenno sboccano infermieri da c_espugli, e da un terreno arborato, raccolgono i feriti, li medicano e h trasportano alle tende, dove i medici -visitano lo fasciature. Si provò, che nessuna lantcrm, soddisfa bene pcl servizio notturno !lui campo cl i battaglia ; si trovò essere buona <1uella che dù luce ahbostanza --riv:i nei tempi nebbiosi, ed illumina aYanti tre metri nl. meno, e il cni lucignolo :ibbrucia per dne ore nll' incirca. I:'evacnazioue dei fe riti erl amm:ilnti, scrrenrlosi, c.ome di vie dei canal ,, fiumi, e del mare, diede alla Croce Rossa francese arrrornrnli di studio e di tentativi di esperienza; l'eseni pio dnto dall'Au5trri, di aver
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con navigli sgombrato dalla Bosnia "2,520 feriti, e di cni 6895 con bnttelli ordinari della compagnia cli navigazione . del Danubio; la attività elci servizio sanitario inglese, che deponeva in Inghil terra il 30 settembre i feriti ciel 13 dello stesso mese, dopo un percorso di 3 mila km.; la lezione data dall'America , nella guerra di secessione che fece trasportare più di '23,738 feriti, sul legno a vapore Jannary, ed infine i canali, ed i (forni, che in tutti i sensi s'incrocicchiano in Francia diedero occasione ai medici militari Cazal e Zubcr di pubblicare un diligente lavoro negli 1irh'ini di medicina militare sulla importante necessità di valersi di questa via, come mezzi di sgombro. Il comitato di Parigi chiese a tutti i comitati i mezzi disponibili per iniziarsi negli studi e negl i esperimenti, che esso ha intenzione di condurre a fine. Gr::m parte clell'auivitil dell'nssociazione in questi ultimi anni venne as$orbita dalle spedizioni milirnri. Per non toccare il fond o generale, riserbato per una maggiore guerra dell'ayvenire, l'associazione a pil'.t riprese ricorse alla cnritit della unione, che vi rispose con larghi e con tinui sussidii. Taluni comitati presero addì l'Ìttura cura dei mnlati e dei feriti ddle loro regioni, mantenendoli a lol'O spese, fìuo al ri~ stabilimento completo. Si fecero collette, si diedero concerti, fesLe, cavalcate, ra ppresentazioni, ecc. Il comitato di Lil la distribuì ai reduci del Tonchino della sua regione 200 ricompense cli 50 franchi ciascuna. Il comitato di ì\iar$iglia stabi li un scn·izio di vetture pel trasporto dei feri ti ed nmmalati allo sbarcare al porto, offrendo medicine, e designando medici per malati . I comitati di Bordeaux, di Laon, cli Saint-Omer, di Harebrouck, di Li lla, di Nancy, di Marsiglia soccorsero i ritoruati dalle spedizioni, con sussidi mensi li, setti manali, col vestirli, nutrirli o ritirarl i, in caso di necessità, negli stabilimenti di benefi cenza . I ministri clellà guerra e della marina accettorono, come doni, gli oggetti non previsti dall'amministraiione milital'e. Nel •I O nouo vi furono, ad interva,ll i, 4-2 spedizioni, di coperte, di c::.micie, di calze, di tela per materassi, cli cuscini, cli 3150 m. cli tela di filo, di 63·12 pezzi cli versi di biancheria, di 1111 kg. di solfato di chinino, di 85 kg. di chinachina, di 300 kg . .trn cloroformio, etero, lnudano, acido fen ico, di ::J36 lit,ri di sugo concentrnto di limoni, di 1l8ti,O kg. cli bende, cti 100 barelle, di 400 apparecchi per fratlurc, di 9 materassi, di .mo metri di tela imperrncabile1 di 130 filtri. di 160 kg. cli carne di Liebig, di 1388 zuppo concentrate, di 750 SC:ltole di latte concen1
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H5 trato, di 100 kg. di cioccolata, di :J5 casse di biscotto, di 14 ,700 lilri di vino di. B~rdeau~, di Provenza, e. per ingannare le lunghe ore dell'ospedale, libri sc~ltl da un catalogo permesso del Ministero della gunrra. In successive spedizioni furono inviati al Tonchino: 12,rn pacchi di tabacco, rn55 litri di vino, 328 litri di rhum, 218 volumi d' opere diverse: ~'17 giuo~hi svariati, compassi, carta per lettec·e, per disegno, casse d1 biscotto, c1occGlata, •186 metri di rezza, ecc., questi doni furono spartiti tra gli ospeda li çli Susa, Sfax e Gabes lunao la costa tunisina. Altre spedizioni di non minore· importanza vennero" fa tte neali . . . o anm success1v1. Nel tempo della spedizione cli Tunisi s'erano stabiliti sulle coste africane tre comitati,ad Algeri, a Bona e ad Oraoo; Marsiglia e Tolone era~o designati come depositi dei doni, di dove si trasporta vano in Africa; quando la spedizione s' inoltrò n~l mare delle Indie, venne allora nominato a Sa'igon un r:ippresentante pel cui mezzo si facevano giungere i cloni al Tonchino cd alla Conchichi na. La Croce Rossa francese serbò alla istituzione il carattere internazionale, che le aveva dato la sua origine. Nella prima colletta per la guerra russo-turca, spedì lire 40 mila ai belligeranti. Vi furono questue e colletLe tra i comuni, tra le signore, tra le società, nell'esercito ~o~e ogni gregario ha lasciato lii pnga d'un giorno. In un second~ ~n:1_0, _veniv~no mandati ai belligeranti L. 286,289. Ad Adrianopoli, per 10JZ1at1 va dei padri francesi clell11 Resurrezione, venne st:ibilito un com1t~to di soccorso pei Turchi; a Bukarest, per iniziati va di uua co100111 francese, un comitato di soccorso pei Russi. La Croce Rossa russa chiese alln Società francese tende per ricoverare_ gl i ammalati di tifo; in tre settima.ne ne furono spedite 802. Don, e danaro vennero spediti nel nord della Spagna per L. 50,000. Il comitato di Ìliarsiglia, nell'occasione del bombardamento d'Alessandria, spedi •I 30 letti pei fuggiaschi, e le signore mandarono biancheria, caffè, tabacco e doni d'ogni sorta, con L. 1000 da parte del comitato. Accettala nel 1878 la Croce Rossa francese come sussidiaria al sor~izio sanitario in gnerra, la sua posizione voune regolarizuita, relativamente all'esercito, con decreto di quest'anno: ed il nuovo reaolame~to _sanitario ne ha fatto un allegato a parte. L'istruzione n~n è ~Ofil mmuta, nè previdente, come i regoJameuti austriaci e tedeschi; lll pochi articoli, ed in tesi generale, viene defini ta la sua situazione in pace e~ !n guerra. In pace essa raccoglie materiale, ne provvede i magazz1t11, nella quautitù,neoessaria per coadiuvare l'esercito; istrnisce RSTEnA
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il personale infermiere, mnntencnclo pronti i qundri; e del suo lavoro ogni sei mesi riferisce nl Ministero della guerra, che s'assicura d; ciò che v'è, e di ciò che sarebbe opportuno di meglio provvedere. Nello scegliere il person:ile medico; la società deve assicu rarsi, che sia laureato nelle uni versitù dello Stato, e che i farmaci sti pure siano provvisti di diploma. · Il Ministero ha fatto delle concessioni pel personale infermiere non ancora verificatesi pre:c:so gli altri eserciti; ha concesso, che, in via eccezionale, uomini della riserva possano essere inscritti al servizio d'infermieri presso il servizio sanitario volontario. L' ammissione non è assoluta; poichè gli uomini, che dovranno far parte di questo servizio, saranno nominativamente richiesti dal Cònsiglio, e concessi, se non vi snranno ostacoli, dal Ministero. Il Governo francese offre così :illa Società una via migliore, per avere un personale scelto al suo servizio. Il presidente rappresenta la Società presso il Ministero della guerra e della marina, ed i delegati la rap presentano presso i corpi d'esercito nelle regioni, e ad un tempo presso gli ammiragli nelle regioni 11" (Nantes); 15" (~1arsiglia); 18a (Bordeaux.). Nell'elezione non è detto che il presidenLe debba essere accetto dal Ministero della guerra; dei _ delegali invece è condizione prima, che essi debbano, per essere accreditati presso i corpi d'esercito, avere l'npprovazione del Ministero della guena. Nelle Società degli altri Stati è il Ministero che viene rappresentato presso la Società: in quella francese è detto al contrario, cioè la Società ha la rappresentanza presso il Governo. Il presidente, tratta direttamente col Ministertl della guerra, e ne riceve le istruzioni; i delegati sono in relazione coi comandnnti de'cQrpi d'esercito, por mezzo delle direzioni di sanità; essi sono obbligati a tempo indet':lrmioato a riferire, por la via della direzione di sanità, come funziona il servizio della loro regione. In tempo di guerra la Società è autorizzata a sussidiare l'esercito nel servizio, o a spedirgli quei doni che la carità pubblicn offre. Il personale, solo pel fatto del suo servizio, è sottoposto alle leggi disciplinari dell'esercito, ed in · caso d'infrazioni, è gi udiciito col codice penale militare; il suo servizio non ò nè in prima linea, nè presso gli ospedali, il cui sgombero è esclusivamente aflìda to all'autorità militare; può tuttnvia la Società impiantare ospedali nelle piazze forti, e. in quel lo località, designate o dnl Ministero, o dai generali comandanti. Per stabilire un ospedale deve esservi mutuo accordo tra la Società e l'autorità militare, sia questo da impiantarsi o nell'interno
H7 del pnese, o in campagna; un ospedale 1stttmto clalla Società, è da qu11sta provvisto del materiale, ed è mantenuto. a sue spese. Il Governo però, se lo stabilimento sanitario è indispensabile, concede tutta -O parte del ma teriale, e per evitare la dispersione, In Società lascia una riccvut.a del materiale avuto in consegna all'autorità locale, una seconda è spedita al Ministero, ed una terza è conservata da lla parte interessata. In caso che la Società stabilisca ospedali in po~izioni in cui non possa provvederli cli viveri, l'intendenza lascia buoni all:i Società i~denni.z~and·o· poi il Governo in quella misura che le sarà possibiJ/ L autor1ta militare fo la cerna dei militari da curarsi negli st.abilimenti della Società; dove sono trattati secondo il regolamento del servizio sanitario in guerra dell'esercito. I delegati dev(lno procurare di un iformare il loro personale ai regolamenti militari; ed in genere negl i stabilimenti sanitari l'igiene e la cura <lei malati è affidata al personale sauitnrio volontario, la disciplina è tutta dell'a11tori1.~ militore. L'inumazione dei cadaveri, la liquidazione dei conti è regolata dalle prescrizioni s1wli ospedali militari. , ~ Il Governo, a titolo di contribuzione sussidiaria, paga alla Società una_ !ira giornaliera per gli amma lati degenti negli ospedali, e una per ogni ammalato trasportato da uno stabil imento ad un altro. ~essuno è a.ccettato nel servizio, se non è nato francese, o acquistatone la cittadinanza, e a nessuna Società estera è dato di prendere servizio in unione a!la Croce Rossa francese; le eccezioni sono solo concesse dal Ministero della guerra. .Ad ogni armata, in tempo di guerra, è assegnato un delegato, nommato dal consiglio superiore, cd accettnto dall'autorità militare; esso è l'intermediario tra l'autorità militare e il personale sanitario volontario; esso riferisce sul suo personale, prima che questi entri in ~scrcizio, e solo dopo averne avuta la formale autorizzazione, può t~cominciare il servizio del personale volontario. Ogni comunicazione col corpo d'esercito deve passare per la direzione di sanità , e nessuna innovazione è permessa senza il previo assenso dell'1JUtorità militare. Il personale, in tempo di guerra, ha un' uniforme propria, col bracciale della Croce Rossa, concesso dal dirctto1:e sanitar;o regiont1 le, timbrato, col numero dcii a serie della regione; il deleg~to di regione lascia al l'individuo una carta personale, col numero e colla serie stessa del bracciale, firmata dal delegato stesso e dal diret·~ore di sanità; questo permesso dev'essere costantemen te tenuto presso 11 titolnro. Dosco, tenente del 35° fanteria. ESTERA.
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I CONSIGLJ D'ONORE NELL'ESERCITO AUSTRO-UNGAlUCO
L'istituzione dei Consigli d'onore nell'esercito austro-ungarico, che data dal 187 1, ebbe già negli ultimi anni a subire qualche lieve varia,nte, ma ora è stata assoggettata a radicali riforme le quali modificauo sostanzialmente la procedura imprimendole un carattere di maggior mitezza. 1
I. ~. I consigli d'onore hanno ro scopo di custodir~ e man.tenere così l'onore del ceto dogli ufficiali, come quello dei singoli individui ad esso appartenenti. Perciò sono di competenza dei consigli d'onore le azion,i e le ommissioni che, sebbene non soggette ad azione penale, tuttavia urtano talmente il retto sentimento dell'onore e le c0nvenienze del colo degli ufficiali da far sorgere il dubbio se la persona che le commi<;e possa riman1:1re investita del gr11do e delle funzioni militari senza che ne sca;pitino l'onore collettivo e le esigenze del servizio. 2° Sono soggetti al giudizio dei consigli d'onore Lutti gli ufficiali od assimilati di qualsiasi grado, appartenenti alla fo rza di terra e di mare, così in servizio attivo, come in riserva. od a riposo, i cadetti in servizio od in rison a. 3. Le persone nnzidette, se furono soggette ad un procedimento penale e la sentenza emanata non intligga loro la rimozione dal grado, verranno giudicate dal consiglio d'onore soltanto nei casi seguenti: a) se malgrado la dichiarazione di non farsi hwgo a proceder e o di non colpabi lità sussistano ragioni per dubitare che le dè'tte persone siano affeue da una macchia incompatibile colla qualità di mi~ litare; se il proscioglimento dall'accusa sia aHenuto o per effetto d1 prescrizione, ovvero perchè l'immunità dell'accusato deriva dall'avere 1
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egli spontaneamente provveduto, mediante opportuna ammenda, verso la contro-parte inter%sata; b) se per una colpa che intacchi .l'onore fu pronunziato contro di loro una sent1mzn di tm tribunale civile, il qunle non aveva facoltà di statuire la derivante incompatibi lità del colpeyole a rivestire il carattere di militare e se la seutenza non implich i per se stessa la perdita del carattere nnzidetto; e) se nello svolgimento del processo vengono ìn luce a carico del _giudicato altri addebiti inconciliabi li colla qualità di ufficiale. i 0 Il consiglio d'onore non ha azione contro l'imputato di una colpa che lede l'onore: a) se egli, benchè convinto della cosa, va esente da pena per elTetLo di prescrizione, ovvero per avere spootnneamenle ed a tempo rifatti i ·danni :1lla contro-parte; b) se risulta che egli fu per ciò già punito dai tribunali prirua della sua nomina ad officiale od a cadetto . In ambedue le eveuienze i rnlativi atti giudiziari verranno trasmessi nl ministero della guerra, il quale, trattandosi di un ufficiale di grado superiore, invocherà una decisione di S. M. l'Imperatore e farà altrettanto qu11ndo si tratti del caso b) imputabile ad un ufficiale inferiore (dal capit:mo in giù). Se poi si tratta del cnso ci) per un ufficiale inferiore, il ~1inistero ne deciderà la revoca dall' impiego; in ambidue i casi imputi1lii li ad un cadetto il Ministero deciderà l'annu llamenLo della sua qualifica . 5. Il procedimento dei consigli d'onore pns::;a per tre fasi, cioè: l'istruttoria, l'inchiesta, la concl usione col verdetto. L'istruttoria è affidata alla giunta (eletta dal consiglio) , la decisione ,di procedere o no nd un' inchiesta è presa dall'assemblea degli ufficiali interessa ti, convocati in seguito a proposta della giunta anzidetta, la quale, se 11c è il caso , effettua poi l'inchiesta. La conclusione col vm-detlo compete al consigli o d'onore. 6. Non possono prender parte auiva alla procedura : l'accusante, i parenti dell'imputato in linea ascendente o discendente, j testimoni; eoloro del cui disinteressame11l0 alla vertenza si possa fondatamente llubitare, lo persone contro cui è in ·cor50 un p1'ocedimento penale o del consiglio d'onore, coloro contro cui fu pronunziata l'ammonizione · per lesioni all'onore, fi rrchò l'ammonizione non sia abro~ata. La esclusione delle anzidette persone dalla giunta , dall'assomblea' degli ufficiali, dal consiglio può esser chiesta da ll'impntato o da qual-
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~iasi alt_r~ u!lìc!alc che lta parte nella procedura. Chi sa di trovarsi m ~nd1z1on1 dt essere escluso deve spontaneamente darne notizia. La dec1s1one all' 11op_o è pronnnciata : nella prima fa se dalla giuuta, nella 1 seconda dall assemblea degli ufficiali e nella terza dal consiglio d~ onore. 7° Ognuuo (lede,·mann) è autorizzato a denun,:iare all':mtorit~ì militare!~ ~zioni od om missioni di persone soggetto allo giurisd izione dei cons1gl1 d'onore, le quali offuschino o danne,mino l'onore del ceto militare L d . oo . e e~uncie_ procedenti da militari si fanno in via gerarchica . Ogn, urncrnle che abbia notizia di una delle anzidette azioni od ommissioni, imputabili ad nitro ufficiale o ad un cadetto, è in dovere di farne rapporto al proprio su peri ore. ~~ denu_ncie od i rapporti anzidetti vorranno deferiti a quelle automa a cm compete di ordinare l'avvin mento della procedura d'onore. La procedura d'ono~e può anche essere invocata da una persona ad essn soggetta, che mten_da purgarsi da possibili dubbi sul la propria. onoratezzn, qualorn non esistano a tal uopo allri mezzi convenienti al carattere militnre. 8° I coo;;igli d'onore sono di tre sorta: a) per uffìciali inferiori e cadetti, istituiti dal comnndo della divisione militare o del presidio; . b) per uflìciali superiori, convocati da l comando militare torri-· tor111le (corpo d'armata); e) per ufficiali genernli, convocati dal Mini~tero della. guorrn. 9° So nel lo stesso lnogo banno sedo più divisioni, il comando del corpo d'armnt,a deci~e quale di esse ·debba sottopone unn pro~osta ."?•:ten~a nl. ~ropr10 consiglio d'onore (trattandosi di persone non 1~ attlYlta di serv1Z10). In circostanze speci11 li può ess.er chiesto dal] !m~u_tato ed ac~ord:ito dal Ministero che una vertenza sia sottratta nl g1ucl 1z10 del con~1g_lio d'onore nella cui giurisdizione si trova ]'imputato e venga dclento ad altro consiglio. · . S? in una ~tessa _vertenzn sono coinvolti ufficiali superiori od infeqori _(~ cadet~1) _essi vengono tutti giudic;iti dnl consiglio d'onore per ufficia h snperwn. 0 1 ò Un coosi?l io per ufficia li inferiori o cadeui consta di: un colonnell~ (presidente), due uflìciol i superiori, quattro capitani e due suba Itera 1. . ~-er la formazione ~ei' consigli. si costi tuisce una giunta permanento. m rnscun corpo, reggimento, brigata o battaglione autonomo O distaccato.
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Ln giunta si compone di un ca pitano presidente e di tre membri . Per il corpo di stato maggiore e pei reggimenti il presidente della giuuta è un ufficiale superiore nominato dal comandante, in tulli gli altri casi è il capitanò più anziano. I membri ed un supplente (due per le guardie e per lo stato mnggiore) vengono eletti d11gli ufficiali . L'elezione ha luogo in dicembre di ogni anno. Gli eletti non possono rifiutare. Dovendosi formare il consiglio d'onore, ne fann o parte i quattro componenti In giuntn permanente, un colonnello ed un ufficiale superiore delegnti da l comandante della divisione ed altri tre membri, i qnnli vengono tolti dalle giunte permanenti di altre unità e scel ti dalle giunte stesse io seguito a richiesta del comando della ·di visiono o del corpo d'armata. In un consiglio d'onore per subaltr.rni o cadetti non devono sedere altri ufficiali del corpo dell'imputato all'infuori di quelli appartenenti alla giunta permnnentc del corpo stesso. ~ •1. Il consiglio d'onore por ufficiali superiori è costituito ogniqualvolta ne sia il caso e consta di un tenente generale, due maggior generali, nue colonnelli, due ufficiali snperiori e duo capitani. Quando il comandante clel corpo d'armata crede neces,;;orio d'iniziare la procedura d'onore contro un ufficiale superiore, delega ad un maggioro generale (o brigndiere) l'incarico di nominare e presiedere una gi unta compostn di · un colonnello e due ufficiali superiori. Se l'assemblea degli ufficinli decide poi ch(' la procedura debba essere prosegui ta (§ ,f 8), essa nomina un altro colonnello come membro del coosigliÒ. Compiuta l"inchiosta (§ 23) il comandante del corpo d'armata completa il consiglio nominandone il presidente e l'altro maggior generale in (jualità di membro e facendo nominare dalle giùntc permanc11ti di duo c.irpi i duo capitani che mancano a costit.uirlo. Se nclln giurisdizione del comando del corpo d'armata non si hanno disponibi li gli occorrenti generali, provvederà il Ministero. 42. Auche il consiglio d'onore per . ufficiali generali sarà costituito volta per volta e composto di un generale d'armata quale presidente, di altri sei genern li e cli due col onnelli . A tal uopo il Mini~tero della guerra nominerà dapprima un tenente generale che presiede una giunta, di cni faranno parte come membri tre maggiori generali o brigadieri nominati dal comando del corpo d'armnta di Vienna. Quando poi l'assemblea dei generali decida che In procedura debbn aver corso ulteriore, essa sceglie nel suo seno tre tenenti marescialli che foranno parte del consiglio. Gli altri due membri mancanti verr:mno scelti da un'assemblea dei colonnelli in servizio attivo dimoranti in Vienna.
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,t 3. L'istru ttoria può essere ordinata:
dal )'Jinistero della guerrn : a carico degli ufficiali generali; dai comandanti di corpo d'a rmata: a carico di tutti gl i ~1fficiali superiori del rispettivo territorio, degli ufficial i inferiori permanentemente comandati fuori del proprio reggimento, od in posizione di non effettivo servizio, di riserva, di riposo; · · dai comandanti delle unirà della guardia imperiale, dal capo cli stato maggiore genera le, dai comanclantt di ,reggi mento e di unità immediat~mente inferiori distaecate dal. reggimento, dai comandanti il qtrndro del battaglione di complemento, a carico dei rispettivi ufficiali inferiori direttamente di pendenti . ' Nei casi di gìnrisdizione dubbia decide il Ministero. ·1 i . Il comandante che ha fa coltà di or.dinare l' istruttoria deve anzitutto ponderare se il fatto denunciato è qi competenza dei tribunal i, o se è da liquidarsi jn via disci·plinare, o, infine se è il caso di intavolare la procedura d'ono-oi disporrà in proposito. Ch-i.itnque si crederà leso pe. il fatto (non soggetto all'azione· dei tribunali) non fu sottoposto alla procedura d'onore, può sporgerne reclamo . Se questo è a carico d'un comandante di reggimento o di unità inferiore, la decisione in proposito spetta al comando di corpo d'armata, altrimenti al Ministero. '15. Chi ordina l' istruttoria , trasmetterà alla giunta la cle~uncia, lo specchio .caratteristico ·e la lista delle punizioni · dell'imputato. La giunta farà le prime indagini e compilerà un rapporto colla propqsta relativa all'ulteriore corso della cosa . · 16. Il presidente rtella giunta curerà che le prime indagini mettano il fatto tanto chiaramente in luce quanto ba:;ti per poter deci- · dere se, a tutela del l'onore collettivo, o di quello individuale, sia il caso cli sottoporre la vei·tenza alla · procedura d'onore. A ta le proposito i comp~nenti la giunt; dovranno inspirarsi all'idea che ogni uffic:.iale lrn -il dovere di· preservare ric,.orosarnente da O"ni . • i:) . macchia l'onor collettivo del ceto a. cui appartiene, e che l'onorifico mandato ad essi conferito deriva dalla fiducia dei loro colleghi. · Perciò ogni qtrn lvolta un co_llega si !'ivolge ad essi a proposito del contegno da tenersi in un affa re privato in cui entri in gioco l'onore, essi non gli dovranno rifiutare nè consiglio, nè assistenza. Qualsiasi mili.tare è obbl igato a dare alla giuntn gli schiari'menti richiesti. · . · L'imputato risponderà da sè. Io base alle indagini f3;te Jà gi~1nta dovrà concludere se si debba ~
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prepone lo svolgimento della procedura d'onor•e, ovvero ,se l'onorabilità dell'im1)utato risùlti fuori di questione. Se iutti ,·i membri della giunta concordano in quest'ultima opinione, ne verrà_ fatto rapporto scritto al comandante che ordinò i prel iminari , della prQcedura , e se egli pure è di tale avviso ne darà notizia agli interessati ed agli altrj ufficiali del corpo . . Contro tale deeisione sarà concesso appellarsi al Ministero soltanto se fu r,espinta la domanrla di un ufficiale di effettuare contrù di lui stesso la procedura .d'ooor:e. Se ìnv:ece la giunta opina per l'u lteriore svolgimento della prQcedura d'onore, o un solo membro della giunta, ovvero il. comandante, stima opportuno di. deferire all'assemblea degli ufficiali il giudizio sulla convenienza di proseguire o no la procedura d'onore, verrà convocata la detta assemblea. Questo avrà luogo anche quando sia stato accolto l'ap"pello di cui fu fatto parola più sopra. L'assemblea verrà convocata senza bisogno d' indagini preventive quando si tr:atti di giudicare un . ufficiale che, sottoposto a procedura penale, sia andato immune da condanna, ma ciò per effetto di prescrizione, o per eseguito rifacimento di danni alla controparte, oppure se per un fatto che intaechi l'onoratezza egli fu condannato, ma la pena non implicò la .perdita del grado . 17. All'assemblea che deve pronunciarsi sul conto d'un ufficiale (o cadetto) intervengono tutti gli ufficiali superiori ed inferiori in attività cli servizio presenti o prossirrìi alla sede del corpo la cui giunta fece le indagini . Presiede il comandante del: corpo. · Per poter deliberare l'assemblea deve comporsi almeno cli •1'2 ufficiali oltre · al presidente. ~on potendo altrimenti raggiungere que$IO numerò, il comandante chiederà alle autorità superiori di for rientrare alla sede ciel corpo (o del battaglione distaccato) un numero adeguato di ufficiali . L'assemblea degli .uffieiali superiori consta di tutti gli ufficiali sn-... periori ÌQ attività di serv.izio appartenenti al pTesidio, al la brigata od alla divisione, ed è presieduta dal generale incaricato .di avviare la procedura. All'assemblea degli ufficiali generali, coii.vocata dal ministro della guerra,· intervengono tutti i generali in attività risiedenti in Vienna , · sotto la presidenza ciel più elevato in g1;ado o ciel più anziano. . Per pdter deliberare, dovrà l'assemblea degli ufficiali superiori ·o generali ·comporsi di almeno otto membri oltre al presidente.
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RIVISTA 118. All' imputato verrà preventivamente notificato dal presidente della giunta, il giorno in cui ha luogo l'assemblea degli ufficiali, invitMdolo a presentarsi in persona o a sporgere per iscritto le sue ragion i. Nell'assemblea il. presidente incaricn un membro della ~iunta di esporre verbalmente lo stato delle cose, quale risulta dalle indagini praticate. Se l'imputato è presente si ascolteranno le sue ragion i; se egli le ha mandate per iscritto so ue darà completa lettura . Le notizie o spiegazioni chieste da un membro dell'adunanza al presidente, verranno datP. dal presidente stesso o da un membro della giunta da lui designato, ovvero, so è presente, dall'imputato al quale non può essere negata nè tolta la parola per esporre delle rettifiche. Dopo di ciò si passerà alla discussione, a cui non deve assistere l'imputato; qnesta avrà por scopo di determinare se egli si sia pienamen te giustilìcato, nel qual caso non ha più corso la procedura di onore, ovvero, se le giustificazioni furon0 insufficienti, di. sottoporre i falli acl una rigorosa inchiesta ed al verdetti) del consiglio d'onore. · Il presidente ha, come ogni .singolo membro dell 'assemblea, il diritto di esporre fr.1 ncamente la sua opinione ed il dovere di conservare impregiudicalO lo stesso diritto agli allri membri . Del resto il presidente deve for sì che la discussione si tenga rigorosamente nei limiti d~lla calma e della moderazione e che ciascuno si ricordi che non si lrntta di pronunziare una condanna, nrn soltanto di giudicare se l'azione del1'1mputato debba essere soggetto d'inchiesta. Se l'assemblea, con due terzi o più di voli, è cl"avviso che nvn debba aver seguito la procedura d'onore, la questione è esau rita; :iltri menti la procedura avrà luogo. Se il numero dei votanti non è divisibile per tre, s'intenderà decisa la procedura C[tHmdo In relativa proposta raccolse più cli un terzo dei voti. Per dare il volO ogni ufficiale apporrà la sua firma coll'indicazione del grado, su schede apprestate dal presidente. Il presidente non vota. Egli proclama il numero dei voli pro e contro, ed il risultato della vot.1zioue . . Verrà redatto uu resoconto della sedutn che sarà fìrm:ito dal presidente e d.11 più· anziano d'ogni grado, annettendovi le schede della votazione. Se il presidente dell'assemblea è lo stesso che la indisse, si terrà per sè il .resoconto con lutti gli altri relativi, o provvederà a ciò chò
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rimane da fare; altrimenti egli trasmetterà tutti gl i atti a chi diede ordine di avviare la procedura. Se in un'assemblea di ufficiali superiori o generali vien deciso che la procedura debba aver corso, J'assemble.1 stessa procederà lOsto all'elezione prescritta nei §§ H e 112. 19. Se il verdetto dell"nssemblea è di non fars i luogo ad ulteriore procl!dura d'onore, la vertenza è termi nata e l'imputato andrà soggette a rimprovero od a· punizione disciplinare solt:rnto qu:inc.lo il caso sia contem plalo dalle norme disciplinari. Se l'assemblea si è pron unciata per l'inchiesta, la gi nnta ne verri incaricata per iscritto, se ne farà l'annuncio in via gerarchica al Ministero, e r im putato verri\ sospeso dall'impiego e secondo le circostanze gli ·si ordinerà di non allontonarsi dalla sua residenza di servizio, ovvero di prendere dimora nel luogo in cui siede la giunta. 20. L'inchiesta incominci.1 col dnre notizia della cosa all'imputato, fissandogli per tompo un giorno per la sua audizione, aggiungendo che non è più ammissibile la difesa scriua e che in caso di non comparsa, la procedura avrà luogo ugualmente. L'interrogatorio verrà assunto per iscritto. Soltanto al primo esame potril l'imputato obbiettare l'incompetenza del consiglio; la decisione in proposito, trattandosi d'un ufficiale inferiore o cadetto, spetta alla giunta stessa, coll'intervento della persona che presiedette l'assemblea degli ufficiali . Se talo obbiezione è replltata infondata, verrà respi nta, altri menti gli atti verranno deferi li al comando del corpo d'arm.1ta, che disporrà in proposito. Se l'i mputato che obbietta l'incompetenza della giunta 'è un ufliciale superiore o generale, la decisione spetta al Ministero. All'esame dell'imputato e dei testi moni devono assistere, ol tre al presiclen_to, fl lmeno altri due membri della giuntn. I testimoni che hanno il grndo di ufficiale attestano sull'(lnore e sul dovere l'esatt.ezza delle loro deposizioni . . Durante il corso dell' istruttori a !"imputato deve difend ersi personalmente. 21 . Chi per evi tare la procedura d'onore vuol dimellersi dal grado, deve sporgerne ista nza regnln re pri ma che gl i sia stato recapit11to l'invito della giunta di presentarsi all'interrogatorio. Se i.ile istanza, present.ala a tempo, viene ammessa, la procedura d:onore non ha più ·seguito: tuttavia la giunta deve indngnre e riferire le circost11n1.e più salienti del fo tto o dell'ommissione addebitata all'imputato.
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22.. Se nel corso dell'istruttoria risulta che all'impu tato è altresì da acldebit~ire un' azione od ammissione contemplata dal codice, la giunta tr-asmette gli atti al comandante che ha ordinato l' inchiesta, affio chi: disponga all'uopo. Se in conseguenza di ciò viene aYYiata una procedura giudiziaria, non ha più corso la proccdur:. d'onore. Se il conseguente giudizio penale non implica cassazione dai ruoli, rimozione o perdita <folla qualifica di cadetto, la procedura d'onore verrà riauivata. 23 . Quanto il presidente della giunta crede che l' inchiesta sin compiuta, convocherà gli al tri mcOJbri per del iberare intorno nlla proposta da presentarsi al consiglio d'onore, ed incaricherà uno dei membri di Tedigere unn relazione. Se i membri rion s'accordano nella conclusioue il dissideme pnò liberamente nggiungero alla relazione il suo disparer; motivato. I membri delln giunta hanno l'obbligo d'onore di conservare il se~ greto sulln proposta con tenuta nella relnzioue, fin chè non venga sottoposta al consiglio rl'onoro. So l'i mputato è ufficiale inferiore o cadetto, il presidente cieli~ gi nnta trasmetterà tutti gli atti dell'istru ttoria al comandante che può convocare il consiglio d'onore; se poi si tratta d'uu ufficiale superiore oli atti verr:rnno s pediti al comando del corpo d'armata , e se è questio:e d'un ·gttoet'ale, al Ministero. .2~ . Io seguito di ciò l'autorità cui spetta nominerà il presidente del cc.nsiglio d'onoro, gli trasmetterà gli atti dell'inchiesta e disporrà per la composizione del consiglio. 2o. Se dall'esame degli aui appare al presidente del consiglio d'onore che l'inchiesta sia stata incompleta, ritorna gli atti stessi al presidente delln giuntll, affinchè provvada. Quando l'inchiesta sia perfoua , il presidente convocherà il consi<>l io al quale sarà citato l' imputato che interverrà i:iersonalmente o sar/1~'DP: presoutaio da un difensore; altri menti la conclnsiona o deliberazione avrà iuogo in bnse agli atti dell' inchiesta. L'imp1lk'lto potrà altresì comp11rire innanzi al consi<>lio assistito da un dil"eusore ed oventualmente present.aro una difesa :critta che verrà letta nel consiglio. Fra 111 citazione dell 'imputato e l'adunanza del consiglio devono decorrere almeno ollo giorni. Ut_1a proroga dell'adunanza non vorrà ~oncessa che per r11gioni molto gra vi. · 26. Il di fensore deve essere un ~1fficia le in 11llività rii sel'\'izio, della
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stess'arma dell'imputato, di grndo almeno pari al suo ed in ogni caso non inferiore a quello di capitano . Il difensore non pnò essere nel tempo stesso membro del consiglio. 27. Il presidente apre la seduta esortando tutti i membri del consiglio n deliberare in merito ai fatti accertati dall 'inchiesta, inspirandosi al sentimento dell'onore e del dov!'re. A tale esortazione deve trovarsi presente l'impu tato. Poi il presidente fa leggere gli atti che egl i giudica i. più. importanti e quelli che l'imputato (o il difensore) desidera che siano intogrnlmente comunicati. Ogni membro ha il diritto di chiedere schiarimenti a'I presidente, che, li darà o li fa rà risulwre da un interrogatorio dell'imputato. Indi vorrà letta la relazione de!lr, giunta od in contraddittorio a questa potrà l'imputato (o difensore) esporre tutto ciò che stimerà oppor tuno per giustificarsi o scusarsi. Se eccedendo trascorro ad intemperan1.e di linguaggio o pron uncia espression i offensive con tro persone o idee proprie degli ufficiali (0/'fìziers-méissig~ Anschauwnngen) dopo avorio ammonito senza prò, gli verrà tolta la parola•. Quando l'imputato (o difensore) ha terminato di parlare, fi rma il verbale ed esce dal consiglio. Allora, per addivenire allo scambio delle idee, o per coordinare le vedute, il presidente dà la parola ai mem.J)ri del consiglio; poi r iassume egl i stesso i fatti nccentuando i particolar i dal la cui interpretazione dipende il giudizio del c.onsiglio d'onore. Poscia ha luogo la votazione. 28. Il voto, sia per l'eventnnle esclusione d'un membro del consiglio dalla dolibernzione, sia per deferire il fatto in discorso ai tribunali, sia infi ne per completare l'inchiesta, vien e dato verbfflmence ' per ordine cli grado o di anzianità, incominciando dal grado minore. A parità di voti decido iI presidente. So coloro che opinano di deferire il fatto ai tribunali o di completare l'inchiesta, rimangono in minoranza, non potranno astenersi da 1 -voto ulteriore o, secondo la loro coscienza, potranno pronunciarsi per la condnuoa o per l'assoluzione dell'imputato. ~~ - La votazione in merito nlla questiono principale è emes3a contemporaueamente da tutti i membri,. compreso il presidente, e si fa con schede scritte e firmale. Il presidente leggu poi le schede e determina il risultato della votazione, il qunle ò dato dalla moggioranza dei voti formulati secondo il p_arngrnfo sognen te.
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Se nessuna delle formule di voto raccoglie la maggioranza (la metà più uno) i nove voti vengono ordinati secondo il grado cli severità e poi, partendo dal più grave si va fi no al quinto voto, e sarà ritenuto valido · il gi udi zio espresso da questo. 30 . La form ula ciel voto nei casi a) e /J) ciel § 3 deve limitarsi a ~icbiarare se l'imputato è o uou è giudicato degno di continuare ad essere insignito del sno grado. In tutti gli altri casi il voto sarà formulato in uno dei modi seguenti : <i) l"impu,talo è prosciolto dall'addebito di a'liere offeso o pregiudicato l'onore collettivo degH nfficiali pel fatto che .... (segue un~ sommaria esposizione dell'atto od ornmissioue addebitata); questa formula verrà adottata quando si creda che l'onore della casta non abbia sofferto; b) l'ùnputato ha pregfad·icato l'onore collett'ivo.. .. (segue la csposiziono come sopra); e questo quan(lo l'imputato abbia bensì contravvenuto alle esigenze dell'onore collAtti1•0, ma non così gravemente da rendersi indegno del grado d'ufficiale; e) l'imputato ha 'Violato l'onore ... (segue come sopra); . quando si crede che l'imputato non pos;;a più oltre essere investito del grado di ufficiale o della qualit.à di cadetto. 3 1. Il verdetto c) avrà per effetto la rimozione dal grado, ma non toglie i diritti acquisiti alla pensione. ·rn seguito al verdetto b) oltre alle eveuluali pene disciplinari verrà inflitta al colpevole un'ammonizione, annotata nello specchio caralteristico, la quale potrà essere cancellata soltanto per disposizione ministeriale in seguito a proposta del comandante del corpo. Finchè quest'ammonizione non sia cancellata, chi ne è colpito non può essere promosso di grado, uè ammesso ad aumento di stipendio. Chi essendo sotto il ·peso di un'ammonizione incorre in un'altra, verrà rimosso dal grado. 32. Il presidente del consiglio d'onore trasmette il verdetto e tntti gli atti relati vi, a quell'autorit:ì. che ordinò l'istruttoria, e nel caso che egl i non consenta col verdetto, espone il suo avviso e le ragioni che }o inducono a_ dissentire. 33. In seguito a questa comunicazione, se l'imputato è prosciolto dall'accnsn , il detto comand~nte ne dà notizia all'interessato (che se è in auivit:1 rienlra a far servizio previa promulgazione a I corpo de Terdetto stesso) e trasmette al Ministero tutti gli atti della procedura. Negli altri casi gli atti vengono, pel tramite di servizio, in via ti a 1
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Ministero, affinchè disponga in proposito; le autorità per le cu i mnni passano quegli atti ne prendono cono:-ceoza ed occorrendo aggiungono le loro osservazioni. 3i. Il )! inistero della guerra prende conoscenza degli atti ddla procedura e dispone in proposito; in ca~i straordinari invoca gli ordini dell'Imperatore. 35. Dopo la promulgazione del verdetto ne polrà, in seguito a richiesta, esser data notizia a quelle autorità che ebbero parte negli addebiti a carico cloll'imputoto. 36. L'i mputato cont.inua a percepire gli as$egnamenti che gli competono eccetto il soprassoldo di campagna o di accantonamento; ed ha pur diritto all'indennit/t di viaggio e di soggiorno. 37. Gli ufficiali (o cadetti) che per esimersi da una procedura d'onore chiesero la dimissione, o perdettero il loro grado in seguito al giudizio d'un consigl io d'onore o per effetto della sen tenza d"un tribunale, ma per una colpa non di:;onorante, se tuttora soggetti nl servizio militare e se per un tempo proporzionato alla gravità elci loro fallo nbbiano dato evidenti prove di ravvedimento e di ammenda, possono , in via eccezionale, essere di nuovo nomina ti cadetti o sottotenenti . { comandanti di truppa hanno l'obbligo di accogliere le istanze di tal genere e trasmetterle_ alla giunta permanente, a cui spetta di pronunciarsi in proposito. Se chi fo istanza è in servizio attivo. la cosa è di competenza della giunta permanente del suo corpo, se no della giunta del corpo a cui esso apparteneva quando ,-mise o perdette il grado. ..,.. 38. Alla giunta in combe l'obbl igo di esam inare i precedenti, di fare nuove indagini, e di rimettere tutti gli atti al comandante, colla proposta scritta di convocare l'n~semblea degli ufficiali per decidere se ed in quale misura sia compatibile coll'onore del corpo l'accogliere la istanza, tenendo conto d~lla qualità e della gravità del fallo commesso e delle condizioni passate e presenti del petente. La deliberazione in proposito spetta all'assemblea degli ufficiali a cui non deve essere ammesso il postulante. 39. Il risultato della votazione unitamente agli atti relati vi, viene dal presidente spedito al Ministero pel tramite regolamentare e le autorità che effettuano la trasmissione aggiungono il loro parere. Se si tratta soltanlo della riabilitazione d'un cadetto, decide il Ministero stesso; negli altri casi questo in vocherà la decisione sovrana.
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Segnaleremo ora le principali differenze riscontrate fra, il nuovo ed il preesistente ordinamento dei consigli d'onore, accennando anche taluni punti di rassomiglianza coll'analogo ordinamento germanico, e per ultimo esporremo le differenze piiì spic;cate frir questo e quello.. La modificazione clre nella nuova legge austriaca sa.lta agli occhi prima d'ogni altra, è quella che conferisce a cliic~hessia (jed1wmann) il diritto di denunciare alle autorità militari un'azione .od ommissione, implicante offesa o pregiudizio ali' onore, im.putabile ad una persona soggetta alla giurisdizione dell'EMenrath. Col la legge anteriore tale diritto era conferito ai soli militari ed. in Germauia è consentito ai soli uffk:iati . Questa modificazione, non sembra andar guarì.d'accordo colle altre varianti , le quali , paiono Qjnttosto dirette a mitigare il rigore della le-gge e ad ,Ùtenuare le conseguenze di un fallo commesso. Oggi un ufficiale (o cadetto) sottop¼ito ali' inchiesta d'onore ha· da fare con colleghi o supeTiori che lo corroscoU"o personalmente da lungo tempo e sono perciò meglio in grado dr val_utarne la i_diosincrasia ind·ividuale; prima l'inchiesta veniva effettuata dall'abolito comitato del consiy,l io d'ono1·e e· ben soveqte poteva accadere che neppur.e uno degli inquiFenti_conoscesse personalmente l'imputato. Pel passato le conclusioni della procedura d'onore erano soltanto due, · Gioè l'assoluzione o la condanna alla perdita ·del grado e del la. q_ualità di ufficiale o cadetto; ora, come in Germania, è stata adottata anche una soluzione intermedia, cioè l'ammonizione. Inoltre, prima, se il consigl'io era unanime nel decretare la perdita del grado, que5ta sentenza aveva immediatamente forza di legge e se pronunciata con ma.ggioranza di · voti, aveva efficaci.a dopo quindici gio11ni concessi per ricorrere in appello. Ora è aboJita la commissione d'appello, ma per contro se il. verdetto del consiglio d'onore non è di /lssoluzione dell'imputato, deve unitamente a- tutti gli atti della procedura esset•e comunicato, pel tramite normale cli servizio, al Ministero della guerra eh~ deciderà e provvedei:rà all'uopo, E tutte le an:torità per le cui mani passano gli atti anzidetti. devono prenderne co. noscenza ed esprimere il loro parere in proposito.
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Uu solo -appello è ,conccsso e que.;to, come in Germania, qllando una persona soggetta alla gittl'isdizioue d'onore chiegga che si proceda a suo carico, e la do.manda :-ia stata re~pinta. Vediamo ora qua li svno le differenze principali fra la procedura di onore austriaca e quella germanica. Austria.
Germania.
Procedura contro ·1.t({iciali 'in(er·iori (e i:n Austria anche cadetti). L'istruttoria è fatta dalla g{iinta . L' istruttoria è fatta dal consigli o (Ausschuss) perm:-inente, eletta an- d'onore (Ehrenrath) permanente nualmente dagli ufficiali. L'assem- eletto annualmente dagli ufficiali blea degli ufucia li (che per deli- e viene poi sottoposta alla deciberare validamente. deve comporsi sione del tribunale ·d'onore (Ehalmeno di 12. ul'lìciali oltre al pre-· rengericht) costituito dagli ul'fìciali sidente) decide poi se il caso deve. presenti {ll corpo, il cni numero, essere sottoposto al giudizio del per la va lidità del giudizio, deve consigl-io d'onore (Ehrenrath), il essere almeno di 9 . .cui noccioloècostituito dalla giunta Po:;sono essere istituiti consigli auzidett.a e che viene completato d'onore anche negli istituti ed uf,fino a raggiungere il numero di fici militari. nove membri, dei _qnali tre nomi-. All'.adnnanza ·del tribunale d'onati dalle autorità superiori. nore sono ammessi anche ufficiali e~tranei al corpo, 1na naturalmente senza diritto al voto. p,rocednra contro ufficial-i ~uperio1"i. Per ordinare la procedura conLa gùtnt<t è nominata volta per volta dal comandante ciel corpo di tro un comandante cli reggimento è armata. necessaria l'autorizzazione dl')ll'ImDel c'onsig lio d'onore entra no peratore. a for parta anche dite ,nffìciali inIl tribunale d'onore è composto f~r'io1·i (capitani), eletti da due di nove 11fficùili wperi ori nomig1u_nt~ permanenti per ufficiali in- nati per elezione annuale; di qnesfr fertor1. i tre che ottengono il maggior nuQuesti due ecl un colonnello no- . mero di vo ti formano per quella U?in_ato dall'assemblea degli uffi- annata il consigl'io d'onore perctalt superiori sono i soli membri manente. • elettivi . H -
ANNO XXX, VOL. J.
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German ia..
Aus tria..
P1·ocedura cont1·0 uf fìcial-i generali.
IL REGOLAMENTO PER LE MANOVRE DKLU FANTERIA FRANCESE(!) La giuntci è ~d. ogni oc_correnz_a nominata dal 'M1mstero; 11 cons'i · glio viene poi completato con tre ·tenenti marescialli e due colonnelli, eletti i pri mi dall'assemblea dei generali, i seco~di d~ ll'a s~en_1blea dei colonnellt res\dent1 m Vi~nna. (A.Ile dette assemb lee devono intervenire almeno otto membri oltre al presidente).
S. M. l'Imperatore, ogni volta che ve ne ·sia bisogno, ordina ciò che· deve farsi a tal uopo. Il Ministro_ della guerra francese ha approvato, con determinazion.e ,del 29 lugl io u. s. , un nuovo regolamento per le manovre della fan1eria, da sostituirsi a quello 12. giugno 1875. Sinora vennero distribuiti alle truppe, e messi tosto in pratica, tre volumi contenenti i primi ,quattro titoli, cioè: Titolo I. - Basi dell'istruzione, >) II. - Scuola del soldato, >> III. - Scuola di compagnia, » IV. - Scuola di battaglione, .rimanendo ancora da pubblicarsi il 'l'it,110 V sulle evoluzioni di più :battaglioni. · Giudicando dalla semplice indicnioue del II e III Titolo sembrerebbe che nel Regolamo:into francese non esistesse l' istrazione di un gruppo inferiore alla compagnia. Avvertiamo invece, che tale istruzione è in esso ampiamente sviluppata, poichè nella scuola del soldato è compi·eso· l'addestramento della ·scrnaùra ( di 8 a :f2 uomini) e della mezza-sezione (2 squadre), .e la scuola di compagnia è preceduta dalJ' istruzione della sezione (,i squadre) e del plotone (2. sezioni). 1
Sentenze. Se l'assemblea degli uffk ial i delibera con due terzi dei voti che non debba aver seguito la procedura d'onore, la questione è delìnitivamente esaurita.
Sebbene la maggioranza dP-1 consiglio si pronunci nel senso controi·ndicatò, la decisione è riservata al beneplacito di .S. M. l'Im peratore.
La ratilìca delle sentenze cli condanna spetta nl Ministero, che soltanto 111 casi eccezionaltinvoca la decisione sovrana,
La ratifica è in tutti servata all'Imperatore.
casi ri~
È a·mmessa la possibilità che un ufficia le rimosso da-1 grado e dall'impiego possa venire riammesso uel grado di souote11ente.
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I.
n.
Il reggimento si com pone di i battaglloni, di ,i, compagnie ciascuno, -di. due compagnie deposito e di una sezione fuori-quadro (hors rang) . La ·Compagnia è divisa in quattro sezioni, di cui le due prime formano il primo plotone e le altre due. il secondo; sul piede di pace, ogni sezione è divisa in due squadre, che vengono distinte, nella compagnia, (:1.) Règlement d1i 29 jui llet 1.884 sur l'exc,·cice et les m.anamvres de l'infant.ei·ie. -
Paris, lihrairie militaire de I,. Baudoin et comp. - 3 voi. (contenenti i primi quattro -titoli).
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coi numeri impari compresi tra ·1 e 15; sul piede di gner:a ogni pari squac· lra rorma Ja, sua . , e eostituisce , · con essa. una mezza-se1.1one. . Le çom pagni~ non prendono numero consecntivo nel reggimento, ma solo nel battaglione, da 11 a i. .' . . . In un reo-aimento di nuova formazione, o che deve rIO~·dinars,, gli ufficiali deb"bono essere destinati aì riparti c~n le seguelr'.t' dn_ormel; a) i maggiori ('') e gli aiutanti maggiori, secondo or me e anzianità; b) i capitani, nello stesso ordine che era stabilito dall'antico llegolamento, cioè:
parziale o totale o di chiamata alle armi di qualche classe della riserva o degli inscritti della leva annuale, il nuovo contingente sia diviso in quattro parti, destinandovi gli uom ini con le norme oradette, e che ne sia assegnata una a ciascuna sezione della compagnia. La forza dei battaglioni, delle compagnie e delle squàdre viene pareggiata, per quanto possibile, solo per mezzo di nuove incorporazioni: nè si cambiano uomini di squadra, se non per motivi di servizio. Nell'ordine normale di schieramento gli ufficiali stanno: il colonnello, dietro il centro. del reggimento a 60 passi dai ser-rafii a; il tenente colonnello, a sinistra del ·colonn.ello; i maggiori, a 40 passi dietro il centro del rispetLivo battagiioue; il relatore alla stessa distanza dietro il deposito; gli aiutanti maggiori, a 20 passi dietro l'intervallo che separa le due prime compagnie del lrnttagl ione; i capitani , ·I O 'passi dietro il centro delle compagnia; il capitano e hmente contabile, 4 passi a destra del deposito; il · medico-capo e medici-aggiunti, 20 passi dietro la sinistra del loro battaglione; l'ufficiale d'approvvigionamento, 8 passi davanti al centro del carreggio; i subalteruì delle compagnie, in prima riga a destra della rispettiva I ser.ione. Quando il _reggimento è formato su quattro o tre battaglioni la bandiera :,ta alla sinistra d~lla 2a compagnia del 2° battaglione; se i battaglioni invece sono clne, è data alla stessa compagnia del •1° battaglione. - Durante le manovre, uei battaglioni ai quali non spetta la bandiera, questa è S06titnita da un guidone (fan'ion), porr,ato da ·un sottufficiale della 2a compagnia; lo stesso succede per il battaglione della bandiera, quando questà è lasciata in caserma. , Infine, cinque soldati di 1a classe, scelti dal colonnello nel reggimento, costituiscono liJ guardia permanente della bandiera, e, Cfltando questa è colle truppe, due di essi sono in prima riga a destra ed a sinistra del porta-bandiera e gli altri 3 dietro in seconda riga . Istrnz'ione. - Spetta al colonnello di dirigere l'istrnzione teoricopratica del reggimento . Gli è peraltro raccomandato di lasciare ad ogni grado la parte di responsabilità che gli incombe, facendo sentire la sua influenza piuttosto per mezzo di un'alta vigilanzn, che. per mezzo di un intervento immediato. È invece il tenente colonnello che deve in gerirsi direttamente nei particolari dell'istnizione, allo scopo di assi-
Co1npagnie Prima Seconda · 'l'orza. Quarta .
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e) in ogni compagni:J, il tenente c?man~a la 1a sezione;_il sotto: tenente la 4-; l'nffkiale di riserva, se v1 è, o 11 sergente ~agg1ore I~ ~ e l'aiutante (2.) la 3•. Quando la compagnia si spezza 111 plotorn, il • . • tenente comanda il '1 ° ed il sottotenente il 2.0 • Nell'ordine normale di :,chieramento i battuglioni son~ d'.s_rost1 sulla stessa I.rnea, secondo il numero t)l'O,..,ressivo r <> , con 30 passi d1 1nternllo;. • , le due compagnie-deposito sono, con lo stesso. int~rvall?,. a sm1s'..ra ciel 40 batt::iglione e )a sezione fuori-quadro _a 6 passi a s1.n1Stra d1 d~tt~ compagnie. Nei battag)ioni, !ti compagnie han_no un '.n,~ervallo_ d1 ~ passi e sono su due righe: la _d_istanza :ra le l'lgh~ è d1 oO cent1metn a piè fermo e di 80 centimetn ,~ marcia. . . . Qu,u1do si costitnisce per la prima volta la compagn'.a, 1 soldati sono distribuiti nelle sezioni in modo che ciascuna ne abbia un egual nu- , mero di alti, di mezzani e di piccoli, e per tale ripnrto son~ date _dat Regolamento norme speciali. Questa pro~~rzione ~on subi~ce, 1~ ~eg~nto, alcuna modificazione inquantochè è stab1hto che m caso d1 mob1htaz1one ) (il Hicordiamo che il tenente c9lonncllo non ha comando di ha~ag_l(on~, ma r_uu~iona 00 ,~ 1·n seconclo del ro""imento oo • - Ve. o,o ans1 le Slle att.r1buz10m nel fascicolo da· coman dan..,, del mese cli aprile i8S4. di questa· RiviSta a pag. U9. . . . (2) È un grado corrispondente ai nostri marescialli dei UR. carabin1en.
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RIVISTA
curarsi che sia impartita secondo le prescrizioni regolamen tari e gli: ordini del colonnello. Riunire quindi di frequente gli ufficial i sia in conferenze, sia sul terrPno, e da r loro quelle nonne e qnci consigli che meglio valgono a rendere uniforme l':indamento dell'istruzione e ad accrescere in tutti la buona volonlil, è suo speciale còmpito . I comandanti di battaglione rispondono dell'istruzione nel proprio riparto e vigil::rno perchè rrnesta proceda di pari passo nelle com pa:::nie . Essi si assicurano che gli nnìciali di pendenti possedano le cognizioni necessarie per esercitare degnamente le funzioni del proprio grado e procnrano di accrescerle median te conferenze. Ogni giorno, propongono al tenente colonnello l'istruzione da farsi nel giorno successivo, o questi ne riferisce· al colonnello. L'istruzione teorico-pratica dei sottufficiali e dei caporali, per la manovrn a righe chiuse. è affidata agli aiuta nti maggiori d~i battaglioni. Nelle compngnie l'istruzione è impartita, per quanto po~si!Jilc, ad ogn i sezione dal proprio capo sotto l'impul;o del capitano. • L'istrn« zione e l'educ11zione militare, dice il regolamento, essendo realm ente « ricevuta uella compagnia, la missione dei capitano è delle più ime portanti; egli vi si consacra intil."lramentc ». Gli urfìciali sono in obbligo di conoscere perfettamente tutto il regolamento per le manovre; per i sottotenenti peraltro è sufficie nte che conoscano i soli primi quattro titoli. È inoltre detto che essi debbono possedere, relati vamente al tiro del fucile e del cannone, nlla topografia, alla fortificazione ecl alla ta ttica, qtielle cogniiioni che sono necessarie per l'esatta esecuzione delle manovre e per la loro applicazione ul terreno. In mas~ima, è prescritto che l'istruzione delle reclute sia fatta intieramcnte per cura dei comandanti di co mpagnia. Tuttavia, quando le reclute sono poche, il comandante della brigata può disporre chcsieno istruite com plessivamente da istruttori specia li. « Il capitano • vigila con la più grande attenzione che gli istruttori abbiano versale reclute quella pazienza e quella dolcezza, con le quali .è neccs« sario che queste sieno sempre trattate· "· L' istruzione sia impHtila in modo semplice e faci lmente comprensibile, segu<mdo un metodo progressivo e seuzo. attendere l'esaurimento· completo di un soggetto per passare ad un altro; si alterni cioè la ginnastica col maneggio dell 'arme, colla scuola di tiro, coll'insegnamento dei regolamenti , ecc.; ecco le massime per l'istruzione delle reclute. L'istruzione del reggimento viene regolata in modo che all'epoca delle manovre autunnali siensi anche sviluppate le evoluzioni di più battaglioni riuniti.
ESTERA
« Ln prima i:;truzione cli piazza cl'arme essendo il punto cli parlouza « d't!na. ~uona disciplina, ed avendo per iscopo d'inculcare, sin dal « prrnc1p10, :il le truppe il senti mento della coesione, il colonnello vi « .riv~lg~ tutta la sua attenzione ». Proc.uri egli di foro frequenti applicazioni cieli.e manov,_·e sul terreno, con nem ico rapp resentato, po ichè è ;~ra~11en~e m tal .gu isa che si preparano le tru ppe alla guerra . Gli uftic1al1 poi non d1ment1ch iuo che l'iosegoamen tf'l tecnico trac molto va l~re dal modo c~n cui è fatto iu prcscuza tlelle tru ppe, e che l'attitudme personale de, c..ipi è della maggiore importanza. ~utti i gi~rni, meon la domenica ccl il pomeriggio del sabato, è rrescrrtto che sieno consacrati alle varie istruzioni.
II.
La scuola del soldato comprende l'istruzione individuale e riuella della . squadra e della mezza-sezione. - Essa si divido in dne parti : !a prima comprende i movimenti in ordine chiuso, e la seconda quelli rn ordine sparso. Nell'insegnamento della prima parie è auzitutlo raccomandato di non toccare, possibilmente, i soldati pAr correggerne gli errori; l'istrnttorc deve sempre servirsi della parola e tenere un couteooo dioni toso. 0 L'istruzione individun le è suppergiù com(! quella s~biliLa d:i l nostro regolamento, c.on pochi _mov!meuti di scherma colla baionetta ('I). Premes~a , c10è, fa spicgaz,oue della posizione del solda to senz'armc (gm·de· à-vo1ts), insegna come questo debba voltarsi a destra (pm· le {lane droit=ono1TE) où a sinistra , come debba voltarsi solamente in parte a destra (demi·à-droite=onom ,) od a sinistrii, ed infine come debba rivolgere indietro la fronte (demi-totw=nnorrn) girando sempre a destra. P11ssa poscia alle andature. Ve ne. sono cinque: il passo accelerato, il retrogra1o, il ginnastico, quello d, strada e quello _cli carica. Il pri mo corri sponde perfetl.nmente al .nostro passo per la fante ria; il secondo è Om,,rn più corto del nostro ossia Om, 35 ; il ginnastico corrisponde quasi alla nostra corsa ed la lunghezza di Om,80 e la cadenza di "70 passi per minuto; il passo
b;
(l) Come ò noto, nel nostro regolamçnto questi movim enti formano un ramo separato clell 'istruzioue militare.
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RlYISTA
di- strada è variabile, e quello di carica iufiue ha la cadenza di 1.i-0 passi . per minuto. Ecco ora le posizioni ed i movimenti del maneggio clell'arme: : soldat n:posé sw· l'arm.e - come la nostra di pied'arm; repos - come la nostra di r i'.poso; porter-arme - come la nostra antica di bracc'arni; l'arme sur l'epaule droite - come la nostra antica di genio'a-1·m; présentez--arme - come la nostra antica di preseìitat' ann, ossia col fu cile verticale; croisez-ette come la nostra; i'arme-à,-bretelle - come la nostra di bracc'ann; le posizioni infine per caricare l'armc ·e spararla e;;sendo in piedi, in ginocch io od a terra ed i movimenti per mettere e togliere la sciabolabaionetta, e formare e disfare i fasci d'arme, sono poco di$simili dai nostri. La squadra d'i5truzione si compone di 8 a 12. uomini ed è comandata, po,sibilmente, da un sottufficiale: un caporale, od un soldato anziano, fa da guida. · Qunndo la squadra è armata, gli allineamenti ed i cambiamenti di direzione da piè fermo sono eseguiti a bracc'arm od a pied'a1·m, sollel'audo in quest'ultimo caso leggermente !'arme da terra. Dovendo invece mettere in marcia la squadra o farle _cambiar direzione marciando, l'istruttore, prima di comandare marche, fa mettere per le prime volte J'urme sul la spalla destra od a bracc'arm,; ad istruzione avanzata però i soldati , senz'alcun comando, portano il fucile sulla spalla nell'istante in cui com inciano a marciare. Nell'arrestarsi poi, riponano !'arme al piede e s'alli11éano dalla parte della guida, sino a che l'istruttore comandi: fissi. La sqnadra può essere a,llineata così a destra come a sinistra, facendo prima avanzare o retrocedere due o più uomini di qualche pa,so e chiamando poscia gli altri sul nuovo allineamento, oppure retiificanùo l'allineamento della intier~ squadra senza farla muovere. Se poi la · $Cfuadra è su due righe, si fauno avanzare o retroceJere, o si prendono per base, due o più file. Ogniqualvolta si mette in marcia la squadra, l'istruttore indica da qual lato cleve essere la guida . Il soldato comincia a marciare portando inna1v:i per la prima la gamùa sinistra e, SC'- nel comando non è indicato altro passo, s'intende che deve far uso dell'accelerato. Il cambiamento d'andatura, ordinato dall'istruttore durante la marcia, può e"sere fotto senza tener conto del
ESTERA
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piede che i soldati stanno per porre in terra; per fare invece rivolgere la fronte indietro, il comando d'esecuzione deve essere sempre dato quando il piede destro sta per essere posato a terra. I soldati eseguiscono in quest'ultimo caso il movimento come da piè fermo e, se vanno al passo accelerato, riprendono tosto la marcia nella nuova direzione partendo colla gamba sinistra~ se marciano invece al passo ginnastico, prima di rimettersì in movimento fanno sul posto quatt1;0 piccoli passi per riprendere l'allineamento. L'istruttore, infine, può con un solo comando (de11vi-tour à, droite-HA LTE) fermare la squadra e farle rivolgere il fronte indietro. Per cambiare direzione da piè fermo, il primo uomo di destra o di sinistra, al coma ndo d'esecuzione, si pone sul nuovo allineamento e gli altri vi si portano successivamente percorrendo la linea più hreve e poscia si allineano. Essendo invece in marcia il cambiarùento di direzione può essere effettuato in due modi: il primo (changentent cle rh1·ection à droite (ou ga1iche)·)IARCHE) è esegu ito come da noi, il secondo invece (tournez à dro1:te (qauche)-MAncE-m) è fatto nel seguente modo: il comnndo d'avvertimento è dato quattro passi primn di giungere sul punto in cui si vuol cambiare direzione; al comando d'esecuzione poi la guida si volge senz'altro dal h1to indic.ato e marcia nella nuova direzione senza rallentare il passo: gli altri uomini si portano successivamente al passo ginnastico sul nuovo allineamento e continuano poscia la marcia. In tL1tti i suddetti cambiamenti di direzione i soldati della sec,mda linea si regolano sul loro capo-fila, ma senza cercare di giungere in linea contemporaneamente a lui. La squadrn può anche cambiare di direzione con un semplice movimento di fianco. È stabilito per massima che ia squadra così in mare,fa come a piè fermo, nel volgersi di fianco, raqdc.,ppia le righe; per . ciò fare, se la squadra è su due righe, dopo essèrsi rivolta a destra, la sec.onda riga fa un passo · a destra, ed i 11umeri pari si portano sulla linea ed a df\stra dei numeri dispari che hanno innanzi: cd inversamente avviene se la squadra deve rivolgersi a sinistra (1). L'istruttore pnò fare, durante la marcia od a piè fermo , nella. stessa gni~a raddoppiare o sdoppiare le file. Così pure con un solo comando può fermare e rimettere nel tempo stesso di fronte la .squadra. Infi ne, la squadra cambia di direzione con un movimento fatto successivamente da ogni fila, nel modo istesso che ·da noi viene eseguito il per fì,la a dest-r (o sinùtr). Come pure la squadra, esse·ndo di (i) È lo stesso movimento che era in uso presso noi prima del i867.
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RIVISTA
ESTEll·A
fianco, può essere rimessa di fronte nel la stessa direzione mediante il movimento in limea a destr (o sin istr ) (à droite (gaiiche) en ligneM A1ir:HE).
Il regolamento entra poscia a discorrere dei fuochi, premettendo d 1e que;ti possono essere eseguiti solamente ·in piedi od in ginocchio ( 1). Vi sono due specie· di fuochi: il f1.wco citi sqiiadra ed il f'uoco rapido·. Nel primo i soldati della squadra sparano contemporaneamente quando l'istruttore dà il comando di fuoco; nel secop,do in vece, span1JJ0 a v?Jontà, e continuano il fn oco sino a cbe sia dato il comando di cessez le f'en. Oltre a ciò è prescritto che nel secondo siano sempre usate le linee di mira fisse e di preferenza quella di 300 metri. 1
La seconda parte della scuola del soldato comprende l'addestramento della squadr,1 e della mezza- sezione (due squadre) a combat• tere in ordine sparso. I vari -mo vimeoti sono prima insegnati su terreno piano e poi appl icati a terreno mosso. I wldati portano il foci 1e in mano nel modo più comodo e non s'ODo obbligati ad ossr.rvare la cadenza del pa:;so, nè la regolari tà dell'allineamento . « Bisogna pro.« curare di .sviluppare, regolandola convenientemente, l'iniziatiYa ~n~ « di viduale nei diversi gradi della gerarchia, cli conservare una coe« sione ·intima in ciasrnna frazion e o nel suo com plesso, ed infine di « mantenere l'ordine e la calma, esigendo più che è possibile l'os« servanza delle prescrizioni regolamèn tari. >> La squadra, di g a 112 uomini, è sempre comandata da un capora!e. Il sottufficiale _sorveglia una o più squadre. ln massima, il caporale, ogni qualvolta spiega .la squadra, si pone 4 passi inna nzi alla fila od al soldato di base (preferibilmente quello del centro) se la squadra marcia cli fronte; se marcia invece di fianco , il caporale si mette a lato della fi la di testa. Per spiegare la squadra innanzi al fronte, fa d'uopo metterla prima in marcia e dare poscia il comando di spiegamento (e,n t'irciilleiirs= MAI\CHE); i soldati allora, 0bl iquandÒ a de:;tra ed a sinistta della fila od uomo cli base, acquistano un intervallo di tre passi tra ciascuna fi la e, giunti a sito, quelli di seconda' riga si dispougono ad un passo dal r ispettivo capofila; la fila di base continua a marciare dietro al .caporale. In .tal gu isa, se· la squadra era in una sola riga, tutti i soldati vengono ad avere 3 passi d'intervallo; se invece era su due righ_e, però perir.esso di eseguire i fuochi dalla posizione d i co1·icato, se la squadra. è su una sola riga. (!) È
havvi un intervallo di un passo e mezzo tra due fi le vicine ed uno di 4 passo tra i, due nomini della stessa fì la ('I). Non appena la squadrà viene formata, il ca porale si porta a quattro passi dietro il centro della medesima. Qualora la squadra debba spiegarsi sul prolungamento del froute occupato, i soldati si portano al sito mediante un movimento di fia nco e la tila -basc.,rimnne ferma. · Il Regolamento contemp la infin e il caso (2) che la squadra sia di fianco, su. una o due righe, ferma ocl in marcia, e debba spiegarsi latera!mente a destra od a sinistra: se lo spiega mento deve farsi a sinistr11, la fila cli testa rimane ferma o continua a marciare direttamente; le altre fi le, obl iquanclo a sinistri!, si portano all'altezza della prima e si dispongono come se la squadra prima cli spiegarsi fosse stata di fronte in quella stessa direzione. · · Nell'ordin e sparso il fuoco è s,~mpre eseguito da piè fermo, sia da poch i uomini solamente, sia da tutta la squadra (ma lentamente), sia infine a s;1lve. Nel pri'mo caso gli uomini sono nominativamente dc- · signati dal ca pornlc, e viene da lui fissai.o il numero di cartucce (non più di 4) da consu mare e la linea di mira da adoperare; nel secondo caso incl ude pure nel comando d'avvertimento c1uesto numero e questa linea; nel terzo, infi ne, si limita a. dare il comando fè1t rap·ide ed i soldati sparano a volontù , segueudo, per la linea di mira, la noùna già innanzi indicata per que~ta specie di fu oco. Volendo ricostituire fa squadra in ordine chiuso, il capornle alza il fucile in aria a braccio teso, e dà il relativo comando di r-assemblement: la fila di base non muove, o continua a marciare, e le al tre si portano a sito, per modo che la squadra risulti formata su una o due righe, come prima dello spiegamento. Qualora pernltro questa ricostituzione normale non sia , per mancanza di tempo, possibile, il caporale dà il comando di raU.iement ed allora i soldati si radunano intorno a lui e prendono quella disposiz:ione che egli st"8sso loro indicherà mano mano che lo raggiungono. Tutti i movimenti ora accennati vengono ripetuti colla mezza sezione, con le seguenti variazion i: ·IO Nello spiegamento totale una delle squadre, indicate nel comando d'avvertimento, si spiega come se fosse isolata, men tre l'altra ,(i) Il Hegolamento consente anche di lasciare gli uomini della seconda riga dietro loro cap i-fila sino al momento di cominciare il fuoco. (2) Non compreso nel nostro Regolamento.
RIVISTA ·17'.Z guadacrna prima il necessario intervallo marciando obliquamente in ordine cl1iuso. Fra le d1,1e squadre spiegate non havvi. alcun intervallà a meno lo indichi il caso della mezza-sezione. . 2° Nello spiegamento parziale, una squadra si spiega e l'altra rimane a 1OJ metri indietro, in ordine chiuso; quest'ultima può in seouito dare il cambio alla prima o rinforzarla , sia prolungando la linea spie"arilento lateralmente, sia incastrando le sue lìle negli intervalli v . della precedente. L'i:;truzione su terreno mosso si svolge sempre contro' nemico rappresenMo. Uu ufficiale dirige i due partiti, ed occorrendo di precisare la posizione di questi può anche far uso di cartucce a salve; in massima però, il fuoco ,i fa solo simulato, ed i due partiti non possono avvicinarsi a meno di I 00 metri. I movimenti sono èseguiti prima da . un gruppo di soldati anziani e poscia ripetuti da reclute. Il partito nemico è sempre cosrituito di soldati anziani . « L'arte di trarre profitto dal terrcu6 non è che un mezzo; il vero " scopo del combattimento è di logorare l'avversario, di produrgli le « maggiori perdite possibil i, di sormontare ad ogni costo gli ostacoli « che si incontrano e di as!oicurare la vittoria. « Una buona fanteria , energicamente condotta, può marciare sotto • il più violento fuoco, anche contro trincerament.i ben difesi, ed im" padronirsene. » Scopo principa le delle esercitazioni pieparatorie sia quello di insecruare al soldato la maniera di ben valersi del terreno. Faccia quindi . l'istruttore osservare al soldato come trnr profitto egli debba dagl i ostaçoli che lo sottraggono tanto dalla vista del nemico quanto da quelli che lo riguardano anche dal sno fuoco; lo persuada come dietro i primi sia con veniente cambiarè spe.5so di posto; gli faccia infine vedere come deve situarsi per sparare con maggiore comodità ( ·I ) . In terreno scoperto, il soldato non può mettersi a terra, se non ne riceve l'ordine; il capo- squadra però deve sempre es.,ere in posizione tale da scoprire ciò che avviene sul fronte e su i fianchi. Tutti i movimenti insegnati in piazza d'anni si ripetono, con · lo stesso meccanismo, in terreno variato, osservando però le seguenti norme :
di
ESTERA
a) Gli spiegamenti sono eseguiti nel modo più pronto possibile ed appropriato alle forme del suolo. Ogni soldnto deve serbarsi in 1:ontinua relnzione coi suoi vicini e col suo capo-squadra e ripetere a bassa voce i comandi di questo. b) Non si devono allargare gli intervalli in modo che la squadra ('l) sfllgga dalle mani del suo comandante. e) La sqirndra marcia ora in ordine chiuso, su una o dne righe, ed ora in ordine spiegato; essa nvanza ad andature varie ed a sbalzi successivi di 50•n od anche nrnggiori, pur che l'ordine sia sempre mantenuto. Nei boschi, se i soldati perdono il contatto tra loro, devono .chiamarsi di tanto in tanto . d) QÙando la squadra deve cambiar posizione, può farlo con u.n movimento contemporaneo oppure successivo, per fila od anche per uomo. e) Il soldato isolato non deve, in massima, far fnocò a di::.tanza maggiore di : metri contro un uomo coperto od a terra; metri » » » in piedi od in ginocchio; metri » cavaliere isolato; a 600 metri , contro una sc1uadra isolata ed a terra, o càntro una linea di cacciatori; . 600 a 800 metri contro una compagnia in ordine sparso; 800 a ,f 000 metri contro gruppi compatti di fanteria, cavalleria od artiglieria . 2.00 300 4:50 500
~
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« L'istruttore procuri di far ben comprendere che il sopravvento « rimane sempre alla truppa che sa meglio conservare il suo fuoco «
per il momento favorevole, stancare l'avversario e trascinarlo ad
« esaurire le sue forze e le sue munizioni; che un consumo prematuro
« di queste meue una truppa in balìa del nemico, il cprnle può soventi (( sottrarsi noli effetti di un fuoco ben nutrito, ma mal diretto ». o Il Ti tolo I finisce qniudi con un'Appendice nella quale sono spiegati alcuni movimenti con la sciabola-baionetta, alcuni di ginna;;tica coll'arme e senz'arme ed infine 2.8 segna li di tamburo e 33 di tromba.
(l) Quanto è detto per la squadra è pure ,1pplicabile alla mezza sezione. U) Il Regolamento prende in esame i principali ostacoli e spiega. per ciascuno il moclo di utilizza.rio.
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ESTERA.
RIVISTA
solamente colonna di plotone (colonne cle peloton~ ma1·che). La colonna a distanza intiera può pure essere formata da l plotone, ma solo per mezzo di un movimento di con versione ·(colo'/1/nc à clisl<l!nce ent'ie re {ace à droite (qaiiche)=marche), se è di fronte; oppure per mezzo di un moYirnento di ùi /linea a destr (o sinistr) , se il plotone trovasi ·di fi anco, avvertendo che le sezioni debbono >'empre risul tare con la prima . linea avanti (j) . . I l plotone forcr,.ato in colonna riprende la formazione in linea, marcia nelle varie direzioni, cambia direiione, ècc. con movimenti analoghi a i1uelli presc:ritti dal nostro regola mento per la compagnia piegata in colonna di mezr.e-compagnie. G-li spiegamenti però debbono iu generale essere fatti in modo da fa r riacrpJistare al plotòne la sun fonnnione nori~iale (2). La com pagnia çlalla linea sp'iega La può for mare le seguenti colonne: ci) colonne de compagnie , con le quattro sezioni l'una dietro l'altra, a 6 passi di distanz::i e con la prima sezione io testa; _b) d, gaiiche, colon;ne cle compagnie, come la precedente, ma con la qunrta sezione. in testa; e) ligne de colonnes de peloton, con la pririla e terza sezione sulla stessa linea e rispettivamente dietro ad esse, a 6 'passi, la seconda e la quarta; · cl) à gaucli0, l:ignc cle colònnes de peloton, come la preceden te, ma con le sezioni· fo,pari dietro le pari, nsscudo con la prima riga .innanzi . . e) à droite, ligne de colonnes de peloton, col sécondo plotone a destra del primo, avendo ognn no la sezione pari ~ict.ro la di5pari . Dalle colonne . a) e b) la compagnia può rit_ornare in linea a :;inistra od a destra della sezione di testa, oppure può passate alle colonne e) e d) ed anche dalla a). ad una nuova. Così pure. da lle colonne e), d) , e) la compagnia può essere riformata in linea spiegata, ch iamando le sezioni di seconda linea a destra od a sinistra cli qnell() che sono in pr·ima, oppure può assumere le fo rmazioni a) e b). fo tutte le suddette formazioni di co lonna , la comp~gnia si muove, 1
III.
La scuola cli compagiiia è divisa in due parti: la prima contiene l'adclestra mento in ordine chiuso della sezione , del plotone e della compagnia; la seconda comprende quello io ordine sparso, non che alcuni principi genernl i pel comba ttimento e per la loro applicazione a casi particolari . Per )a sezione, si ri uniscono quattro squadre di almeno 6 nomini ciascuna;._ pel plotone si riuniscono due sezioni di aimeuo ·16 uorn iui; per la compagnia si riuniscono infine dne compagnie del piede di pace, formando con ognuna di esse un plotone. Nelle formazioni tattiche in ordine ristretto, sia la pri ma o la seconda riga sul fro nte, le sudd ivision i sono numerate secondo la 'loro disposizione del momento; nell'ordine sparso invece non ca mbiano mai numero. In linea spiegata , i cap-i-sezione e le guide stanno, come giit fn detm; i.n · coloona invece, i prim i sono due p-assi innanzi al centro della rispetti va sezione e le seconde sono abitualmente a destra di questa; i tamburi. e le trombe dietro il centro dell'u ltima sezione. Infine; dovendo cambiare· di direzione marciando, l'istruttore si pone, o manda un indicante, nel pu nto in cui deve cominciare il cambiamento. Essendo la sezione (o plotone) in linea di fronte, per farla rivolgere indietro vi sono due diversi comandi; ossia, {a ce en a11·1·iére, denvitaur- dlr·oite e dcr11:i- towr- clroite. La <ii ll'crenza trn essi çonsiste in ciò, che dando il secondo, i serra-file rimangono al loro posto, dando in vece il primo, questi si portano dietro il nuovo fronte, passando per la sinistr.a della sezione (4 ). Il plotone, essendo in linea spiegata, può fo rmarsi in colonna, disponendo,. per massima , la seconda sezione dietro la prima; in ta l caso, quesca non muove (e se è in marcia, si ferma) e l'altra si porta 6 passi dietro ad essa, ottenendo in tal guisa una colonna ugua le alla nostra serrata e che, essendo la normale, nel comando è chiamata (i) Nel plotone, il r,apo-sezione che si trova al centro si por ta momontaneamen lc innanl.i alla guida per lasciar passare i serrafilo.
1
(
(lì Noi comando infatti è detto solamente colo·rtna a distanza intera e le sezioni sono chiamate a dcstrn od a sinist.ra dai rispe1;tivi capi. (21 Tanto per forma.re ht colonna, quan to per spiegarla in modo normale Hel co ~ mando non è detto da qual parte deve vo!tarsi la sezione marciante· nel caso contrario invece viene ·data q11eita indicazione. '
176
ESTERA
RIVISTA
cam bin direzione con norme all'incirca !}guaii a quelle stabilite dal . nostro regolamento per le colonne formate dalln compagnia. Havvi solo qualche significante voriazione nella marcia avanti, o indietro, della compagnia in linea di colonne di plotone. Io questa, « il cnpi tano « situato dietro il centro della linea, designa il sottufficiale che snrà « incaricato della direzione, abitualmente il furiere ((ourrier); questi « si porta sull'allineamento delle sezioni di test.a, nel centro dell' in« tervallo che le separa. Il cnpitano sceglie, sul la perpendicolare al « fronte, un oggetto distante e ben vi;ibile, che indica ad alta voce • come punto di direzione; il furiere prende poscia no punto inter« medio tra sè e l'oggetto indicato ». · « Al comando avanti; il capo del plotone di destra comanda g1àda « a, sùi'istm e quello del plotone di sinistra gwida a destra; ambedue « si collocano poscia dal lato della direzione, a due passi dalla guida « della rispettiva sezione cli testa ». Come il plotone, così ::inche la compagnia non può assumere direttamente le formazioni a) e b) a distanza intera, che mediante movimenti di conversione o di in l'inea a destr (o S'inistr), secondo che essn trovasi in linea spiegata di fronte oppure di fomco. E ripetiamo· anche qui che le sezioni, in questo secondo cnso, debbono essere chiamate in linea :i ' destra, od a sinistra, dai rispettivi capi in modo che risultino colla pri ma linea avanti, poichè il capit::ino si limita a comandare « colonna a distanza ·intiera= )IARCHE » (,1) . Avvcrtiamo peraltro che tanto il ploto11e, quanto la compagnin, può dalla colonna normale passare a quella a distanza intiera, e viceversa, nella stessa ouisa usata da noi per aumentare o diminuire la distanza tra le se. zioni. Nelle rnarcie, la compagnia cammina per quattro di fianco, occupando possibiimente il solo lato destro della strada; se ciò non è possibile, due righe marciano su questo lato e due sul sinistro; infìne, se la larghezza della strada lo consente, la compagnia può adottare la colonna di sezioni a distanza in ti era. L'istruzione in ordine chiuso finisce r1uindi con aÌcune norme pel combattimento contro la cavallerin. Tutte le formazioni tattiche, le · quali permettono alla fanteria un buon impiego dei suoi fuochi, sono aaatte per agire co}ltro l'arma anzidetta e si deve essenzialmente evitare di eseguire movimenti che cagionino perdita di tempo o disordine.
Quando la com pagnia marcia di fianco sn di una strada larga o per i campi e teme di essere attaccata d11 cavalleria i plotoni possono marciare con le dne sezioni alla stessa altezza, serbando tra essi l'intervi,llo lasciato dalla seconda sezione. - La compagnia rimane così formata in l.inea di colonne di plotone rivolte di fianco. Se la compagnia poi è minacciata da carica di cavalleria mentre è formata in colonna normale, il capitano si porta innanzi alla quarta sezione e (:omaudà « colonne contre la cavallerie=lIAJ\CHE: • i soldati innastano allora la baionetta; Ja prima sezione rimane ferma, o s'arresta se è in marcia; la quarta chiude contro la terza e si volge indietro; la seconda e la terza fanno volgere mediante una conversione, verso i lati alcune file (1) e le fi le centrali di esse appoggiano metà verso il lato destro e metà verso il sinistro, .in modo da lasciar vuoto il centro del quadrato. Dovendo eseguire dei fuochi, il capo della seconda sezione comanda il lato destro e quello della terza il sinistro. Se la compagnia è in linea di colonne di plotone,· le sezioni di testa d'ogni plotone non muovono e quelle cli coda rivolgono il fronte indietro; le due fil e estreme d'ogni sezione si vollano poscia esternamente sui lati. I plotoni sono, possibilmènte, disposti a scacchiere. Se infi ne la compagnia, essendo in linea di colonne di plotone marcia di fianco, le sezioni, in o~ni plotone, si fermano e si voltano esternamente e formane il quadrato nel modo anzidetto. i
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('1) Da quanto precede i nostri lott.ori avranno not,1t-0 che in !?rancia non esiste alcuna colonna cli com1>agnia che corrisponcl,~ alla nostra, in cui le due mezze compa· gnie sieno l'tma dietro l'altra (a distanza serrata od intera), ma che invece h~ compa· gnia è sempre spcuata in <1uattro sezioni.
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Nelle manovre in ordine sparso, i comandi sono dati a voce, o trasmessi per mezzo d' ordinanze (possibi lmente in iscritto), od infine mediante segnali fatti col fucile e col berretto, determinati tassativamente dal Regolamento. Qnesti ultimi sono sempre preceduti eia uu suono di fischietto, continuano sino a che il movimento sia principiato, e sono poscia tradotti verbalmente dai sottufficiali e dai caporali. Il capitano invia, o dà, i suoi orclioi ai capi delle sezioni distese in catena ed al comandante del plotone di riservn, quando la compagnia è isolata. Spetta poi a quest'ultirr.o di tenersi in continua relazione col capitano per mezzo di soldati intelligenti . Il comandante della compagnia dà sempre degli ordini generali, i ·quali vengono tradotti dai capi-sezione in altri più speciali. In queste manovre, gli ufficiali ed i sottufficiali senza fucile sguainano fa sciabola solo al momento di mnovt:lre all'attacco.
Ol Il numero cli queste
me è in(licato volta per volta dai comandanti dello sezioni.
!2 .- ANNO XXX, VOL . I.
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« Bisogna, fin dalle· pri me esercitazioni, supporre la di rezione ge- . « nern le nella quale si trova il nemico. Più tardi, quando i graduati « ed i soldati sono fam igliarizzati con il meccanismo dei diversi mo' vimenti, si concrei-a la posi1.ione del nemico (on figure l'ennemi), « e si dirige la manqvra in Jrnse ad un'idea generale di cui si segnc « lo svolgiment.o naturale •. « L'ufficinle chP. dirige l'esercitazione può, senza allontanarsi dalla « verosimiglianza, fare supposizioni abbastanza variate ; esse s'icno , semplici al principio, ed nrrivino progressivamente a rappresentare « tulti gli incidenti d'un combattimento, :ipprossimandosi, al possi• bile, a ciò che realmente avverrebbe in presenza del nemico. « Gli ufficiali cd i sottufficiali approlìttano dei momenti di fermata, « per spiegare ai soldati lo scopo dei diversi movimenti ». Il capitano tiene presso di sè il fu riere ed il caporal furiere, un trombettiere ed un soldato d'ogni plotone. La formaz ione normale di combattimento della compagnia in ordine sparso vnria secondo che questa è inquadrata con altre od isolata. Nel pri mo caso distende in catena una sezione per plotone e lascia le altre due in sostegno; nel secondo caso, distende una sezione in catena, ne lascia una in sostegno, e forma la riserva con un plotone int,ero. La compagnia inquadrata si spiega nel modo ~eguente: il ctipilano , dopo aver messa la compagnia in Ìinea di colonne di plotone, di:t ai cn pi-sezione istruzioni generali sullo scopo, aggiungendovi quei P.articolari che giudica necessari per meLterli a giorno della situazione e del còmpito che dovr:inno disimpegnare n(ll combattimento; poscia, se già non è in movimento, met~e· in marcia la compagnia ed ordina cli assumere la / 01·mation de combat: i comandanti di plotone prendono allora il comando della propria sezione, ed, in ogni plotone, la sezione di coda si ferma pP.i; costituire il sostegno, e riprende la marcià quando la sezione di testa, che cleve formare la catena , ha acquistato la distanza di circa 200m; le sezioni rimangono raggruppate, prendendo, quelle di testa , l'intervallo necessario per lo spiegamento (in massima, la compagnia occupa un fronte di 150m); quando il capitano lo reputa necessario (da -1000 a 1200m dal nemico), · ordina, od i capi-sezione ordinano, che le due sezioni di prima linea .si spezzino in mezze-sezioni o squadre a distanza di spiegamento, rimanendo però sempre raggruppate; infine, alla distanza di 700 ad soom dal nemico, se il fuoco di questo continua, il capitano fa spiegare in cacciatori le mezze-sezioni o squadre oradette. Nello spiegamento della compagnia isolata, il plotone destinato i'n
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prima -linea si regola nel modo ora spieo-ato e l'altro si ferma sino a che abbi~ acqui~tata )a dist-anza di 150m d;I sostegno. ~I cnp1tano rima.ne, _per massima, al centro di .Ggura. della compagnia, e, quando ~1 ~p1ega~o .i cacciatori, discende da cavallo ('l). . Le due .formaz1orn ora rnd1cate non souo tassative, ma così il frazionamento cieli~ ~ornpagn ia, come le distanze fra i vnri gruppi, possono ess~re var1at1 secondo le· circostanze e le condizioni del terreno. . Il cap1t11no dete'.mina il bersagl io e con qualb specie di tiri deve essere ~attuto ; egli, per '.egolare il tiro, fa prima eseguire qualche salva di prova; l'effetto utile dei fuoch i si ottiene più con la giustezza che con la rapidità . · «. Si devfl concentrare il fuoco sovra punti determinati , ed e1,itnre « di cambiare obbietti vo sino a che il primo risultato prefisso non siasi « ottenuto. «. Il. fuoco de~e essere spesso interrotto per lasciar svanire il _fumo, « gmdicare <lell effetto prodotto, dare gli ordini e ristabilire la calma « nelle truppe; queste pause, nella difensiva, sono fatte mentre che « l'attaccante è a terra o al coperto. «. L~ spe~ie di fuochi dipende dalle fosi del combattimento, dalle situa• z1on1 t~llichc.' .dal!e form.azioni in cui si trovano i due partiti. << .~ell offensiva, 1. fuoch i ~ salve appartengono al periodo prepara« touo del co111batt1meuto; 1u genera le, non possono essere esp,rruiti <e da truppe che marcinno innanzi, a meno che siano sufficientem~nte • al coperto. Questi fuochi souo fotti, di prefercma , dn frazi oni inca« ricate specialment.e di questa missione, . dalle riserve situate nelle « posizioni laterali , od anche da truppe che debbono fore una dimo« strazione. « Dopo aver guadagnata una posizione, i fuoch i a salve costituiscono • il miglior mezzo per eITeuuare l'inseguimento o rimettere gli uomini « sotto la mano dei capi. Kella difensiva, le truppe, situate al coperto, " devono usare del fuoco a sai ve più a lungo che è possibile. • Il fnoco accelerato non s' impiega che nel!' ultima fase del com« battimento, quando si suppone arrivato il momento finale della crisi. « In massima, i fuochi a salve a grandi distanze non sono eseo-uiti • che pc!' ordine dd comandante del battaglione, o dei capitani .,che « indicano l'obbiettivo. ' « I fuochi ~ salve .di. sezioue sono convenienti a distanze superiori 1 < a 1000 metri; quell i d1 mezza-sezione o di squadra a distanze minori. U) Nello esercitazioni di paco però ~ autorizzato a rimaner sempre n cavallo.
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« In terreno scoperto, la catena non deve cominciare il fuoco che « tra 700 od 600 metri; in terreno mosso e c·operto, essa può avvi« cina~si a 400 metri dal nemico senza sparare, ed anche ad una di« stanza minore, se il terreno lo consente ». Off'ensi'Va. - La compagn'i,a inquadrata rimane formata in linea di colonne di plotone, ~in 0he le 0ir00stanze glielo permetLOno, rr_rnrciando nella direzione indicatale. Quando poi si mette in formaz10ne da combattimento, le dne sezioni del la catena si avanzano senza far fuoco. Dal momento iu cui questa formazione diventa troppo vulnerabile (tra 1200 e ifOOO metri), le sezioni si spiegano per mezze-sezioni o per squadre raggruppate e continuano a guadagnar rapidament.e terreno; giunte tra 800 e 700 metri, si ~ispongono su una sola riga, o in ca00iatori, e non cominciano il fnoco che tra i 700 e 600 metri ('1 ). Si avanza allora a sbalzi di circa 50 metri, e dopo i ,1,50 metri a110he per scaglioni. . . I sostegni, su una o due riglie, seguono la catena, avv1cmandosele sempre più se.nzci attend1we ordi n'i , e giunti a 500 metri dal nemico rinfo rzano la catena. L'arrivo del sostegno in linea, deve, per massima, essere seguito da uno sba lzo della catena innanzi : il combatti~1en.to prosegue poscia sino all'ultima fase col concorso delle compagnie ~1maste in riserva. Affine di evitare il promiscuamento delle 0ompagn1e, quella in catena, nell'avanzare restringe gl i intervalli verso il centro e lasçia alle ali spazio sufficiente per lo spiegamento delle altre. Allorchè la catenn arriva a 250 metri , innasta la baionetta e dà al fuoco accelerato la massima efficacia. " Se questo fuoco no.n decide il « nemico a ritirarsi, la marcia è proseguita da tutta la linea, con l'ap« poggio del la riserva ; i tamburi e le trombe battono e suonano la « carica . • Quando si è giunti a così brevi . distanze, le fermate sono cortis" siine,· dovendo la marcia, più del fuoco, c-0ndurre all'obbiettivo. « L' a$Sa1to è pronuuciaLo a 150 metri circa dal nemico ; tutta la « linea, trascinata (enle.vèe.) dai graduati che si portano in testa alle « loro truppe, si preci pita s11lla posizione, gridando en avant. Vediamo· ora come deve condursi la compagnia isolata. In questo ci1so particolare, le singole frazioni, pur co)lcorrendo ad uno stesso scopo, hanno un còmpito speciale: la catena è incaricata dell'attacco frontale; il sostegno, mentre appoggia quest'attacco, osserva
e protegge i fianchi ; la riserva mfi.ne, secondo le circostanze, ell'ettua un attacco di fian co o partecipa al frontale. . Al momento dell'atta0co, una parte della riserva è sempre tenuta indietro (a 100 metri dalla catena). Se l'attacco r iesce, il capitano s'pinge innanzi una parte della cateua per inseguire il nemico ed occupare l'estremo margine della posizione. mentre le altre frazioni, ricostituite prontamente dai capi, occupano questa e si preparano a respingere ogni ritorno offensivo. Se l'attacco invece è respinto, la parte della riserva rimasta indietro è incaricata di proteggere la ritirata . · · D ifensi'Va. - La difensiva non è ammessa che nel senso di attendere il nemico in un terreno favorevole e batterlo con migliore sue-cesso. Si evitano le manovre ed i sostegni si tengono al cop,~rto dai proietti diretti su lla catena. Il frazionament.o del la compagnia non varia; tuttavia si può sin dal principio, per estendere ù1aggiormente il fronte, <listendere in cacciatori tre sezioni . Quando il nem ico giunge a 400 metri, i sostegni sieno già in linea, e le altre compagnie sieno pronte a sostenere quella in catena. Il momento in cui il nemico pronuncia l'attacco è naturalmente indicato per agire cont1'0-ofl'ensivamente con l'appoggio della riserva. A queste norme per il combattimento in ordine sparso,· ne seguono altre di carattere più generale, applicate a situazioni ben definite da svilupparsi in terreni mossi. In uoa parola, il regolamento si trasforma in un vero trattato di tattica applicata, limitandosi a quanto è ind ispensabile per un comandar1te di compagnia . Il nemico è rappresentato possibilmente con la forza stessa che avrebbe nel caso reale, ed il comandante del battaglione, nel dare il tema (verbale o scritto), indica sempre a ciascun partito lo scopo, le condizioni delle truppe ed il momento in cui deve cominciare la manòvra . Ai comandanti di partito è lasciata la piu grande libertà; tuttavia il maggiore, direttore della manovra , deve, prima che sieno messe acl .esecuziour\ farsi comunicare da essi .le disposizioni generali che intendono di adottare, e, se è ~ecessario, modificarle. In massima peraltro, gli è consigliato di fa r ciò nei soli casi di assoh~ta neèessità. La manovra deve procedere piuttosto lentameo te, per dar tempo agli ufficiali e sottufficiali di far stimare dai soldati le distanze dal· nemico, di faT lOfO comprendere l'importanza ·del fuoco nei . vari. casi e di far loro insomma tutte quelle spiegazioni che sono atte a svegli:irne l'intelligenza. Al direttore sono accordate le più ampie facol tà; egli può far ri-
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Queste dist.u1ze sono date per nonna, ma non sono tassat.i'fe.
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petero qualche fa se del combattimento; cambiare la forza dei pnrtiti; modificare la situazione generalo ecc. (if) Egli deve infine decidere quale è il partito che ha avuto la pi:!ggio. Nél prendere però questa decisione gli I} raccomandato di aver presenti le norme che seguono: . ~) Il fuoco sia giudicato inefficace qua ndo è eseguito con precip1taz1one e senza tener giusto conto della distanza del bersaglio . b) L'attncco frontale d'una truppa in posizione o che fa fuoco, sia c?nsiderato· come respinto, se è eseguito allo scoperto, in ordine troppo· ristretto oppure esageratamente rado. e) Il partito attaccante sia al contrario dichiarato vincitore so fa buon governo dei suoi fuochi, e se, combinando l'attacco frontale con uno cli fianco, riesce ad avere la superiorità numerica nel punto decisivo. · · d) Unn truppn, infine, che rimane senza riserva od isolnta dai riparli later11 li , oppure che estende troppo il suo fronte sia considerata come in una situazione pericolosa. « Quando la manovra è terminata, il maggiore riunisce gli u(fia ciali ed i sottufficiali o fa sul sito stesso la critic.i; ogoi coman• dante di po rtito gli espone· brevemen te i movimenti che hn fatto · , eseguire ed i cri teri che glieli consigl iarono; i giudici, se no fu<< ~·ono nomi?ati , gli _ rendono conto delle loro decisioni. Egli espone • mfìue part1colaregg1atamente le sue osservazioni cd indica come la. « mrmovra avrebbe dovuto essere condotta. » Vedia mo ora lo sviluppo di alcuni temi: D ifesa d'una posizione. - La difesa d'una posizione comprende generalmente quattro periodi distinti, cioè : 1° ricognizione ed occupazione; 2° ricognizione fatta dal nemico e sua marcia in avanti; 3° combattimento; -i. 0 inseguimento e ritirata . L'occupazione è sempre preceduta da una ricognizione del terreno, che ha per iscopo principale di determinare il punto sul quale il nemico probabilmente diriger!, il suo attaçco e di raccogliere quei dati che non po5sono risulk'lre dalla cart-11 . Dopo ciò, si stabi lisce quale debba essere In linea di difesa , e, se non rimano olcun dubbio sulla direzione dell'at}acco e sul modo di difendere la posizione, si dà mano alla costruzione dei trinceramenti; nel caso contrario si studia, in base (1) Oltre a queste facoltà ha an che tutte le altre stabilite dalla nostra /slru,:;ioncper
l'aimnacstranicnto taUico.
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alle condizioni del terreno, lo disposizioni che converrà adottare nelle Yarie eventualità. Secondo la distanza dal nemico, la compagnia arrivn sulln posizione io ordine da combattimento o in ordine di marcia. Nel primo caso, la catena è fermata sul ciglio della posizione, il sostfgno e la riserva più indietro in località defì ln·e ed alcu1ie pattuglie sono spinte innanzi e sui· fianchi iu esplorazione. Nel secondo caso la punta del. l'avnngnardia ol trepassa la posizione o riconosce il terreno; la testa vi si sta bilisce, ed il capitano, fatt:ine la ricogniiione, vi distribui sce le truppe del grosso, avvertendo che, so il comb,,ttimento non deve essere impegnato subito, è convenien te che le truppe rimangano, più tempo che è po:,;sibile, nl coperto dalla vista o da l fuoco del nemico . Appena il nemico si avvicitia , le pattugl ie disposte sul fronte dàuno notizia al capitono della forza probabile dul nemico e delle disposizioni da lui adottate ecl intan to oppongono quella resistenza che ò suffi ciente per obblig,1re quest'ultimo ·a spiegare le sue colonne. Il capitano si regola allora secondo le notizie ricevute. Giunto il momento di com iuciare il fuoco, le pattuglie sgombrano il fronte (in mnssima per le ali) cd il capitano rinforza gradatnrnente la catena, seguendo le normo più innanzi citate. Dei gru ppi special i possono intanto essere· ùestinnti a far fuoco contro i sostegni e le risenre del nemico, mentre che àltri rispondono ai suoi cacciatori. · Il capitano deve approfittare di tutte le occasioni favorevol i per eseguire contr'a ttacchi, con le riserve cd i sostegni, su l fianco del nem ico. Il momento più opportuno por tentnrl i è quello io cui l'attaccante è arri ,•ato a poca distopza dalla posizione e maschera il tiro della sua artiglieria. . Se l'ottnc~nte è costretto a ritirarsi, si concentrino sn lui fuochi · ben nutriti; solo nel caso iu cui la sicurezza della posizione non è compromessa, si destini una parte delle truppe all 'inseguimento . In ogni caso questo truppe dovranno gnardarsi dalle imbosca te e non allontanarsi ùi soverchio dalla posizione. · A ineuo d·ordini contrari, una posiziono non viene abbandonak'I che dopo una re~istenza ad ·oltranza. In quosta eventual ità, il cnpitano dispone la riserva possibilmente ad nu'ala; la catena accelera il fuoco, pronuncia ·un movimonto contro-offensivo e poscia si ritira celeramente in una posizione retrostante, lasciando il còmpito di tenere fronte nl nemico e ritirarsi poscia anch'essa lent:;mcnte sul la nuova posizione. Quando invece la-compagnia abbandona una posizione in segui to ad
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ordini ricevuti , la catena si ntira successivamente per frazioni sulla nuova posizione, sulla quale viene prima schierata, possibilmente ad un'ala , la riserva. La compagnia retrocede poscia di posizione in posizione, tendendo imboscate al. nemico, sino al momento iu cui le è concesso di dis porsi in ordine di marcia. Attacco di una posizione. - Come la difesa, l'attacco di una posizione comprende quattro periodi , cioè: ·I O ricognizione; :zo preparaz:one delrattacco; 3° combattimento; ,i.0 inseguimento e ritirata. Nella ricognizione abbia il capitano specialmente di mira la ricerca della chiave della posizione e dei punti ehe conviene occupare per agevolarne l'attacco; osservi quale sia l'ala più debole del nemico, quale la sua ritirata probabile, ecc. A meno che .la situazione del mnnico sia conosciuta, la compagnia s'avvicina alla posizione in ordine di marcia. La punta dell'avanguardia occupa alcuni punti, dai quali si possa scoprire il nemico; il capitano vi si porta tosto, e, coll'aiuto della carta, fa la ricognizione; la compagnia intanto raccorcia gl'intervalli e serra sulla testa del grosso dell'avanguardia . Ultimata la ricognizione, il capitano, se può, riunisce gli ufficial i ed i sottufficial i e dà loro le disposizioni per l'attacco. La preparazione dell'attacco, com·e sarà spiegato nella scuola di battaglione, è di competenza dell'artiglieria e di gruppi speciali di fanteria situati in posizioni favorevoli. Quando la · preparazionè è sufficiente, si sviluppa l'attacco, dirigendolo di preferenza verso i salienti e le ali della linea di difesa. Un finto att.acco è spesso vantaggioso,. se fatto con poche truppe e ben condotto. Accade ta 1volta che. iI finto attacco riesce, mentre il principale viene respinto; in tal caso il · capitano abbia la prontezza di spirito di cambiare il suo dispositivo ed appoggi senz'altro il finto attacco. L'attacco contemporaneo delle due ali .è solo ammesso quando si ha superiorità di forze. Se l'attacco riesce, la compagnia occupa la posizione con !a catena ed il sostegno, e con la ri~erva insegue, evitando però che questa si allontani troppo "8 cada in imboscate. Se invee~ l'attacco è respinto, si effettua la ritirata . nel modo stesso che più sopra abbiamo indicato . Appena la compagnia s'è ricostituita indietro, il capitano non trascuri di far notare quanto sia pericolosa una ritirata, per quanto celermente sia eseguità, e come convenga, in massima, ritentare l'attacco;
Difesa d:i unà st·l'elta. · - Secondo la conlìgurnione del terreno e le situazioni tattiche, una strétta può essere difesa indietro, sul davanti o nell'interno. In tutti questi casi particolari, il frazionamento della compagnia e l'azione sua nel combattimenlo sono generalmente uguali come per la difesa di una posizione. La difesa, fotta indietro, è la più favorevol e. La catena, il sostegno e la riserva possono allora occupare delle posizioni, dalle quali sia loro permesso di battere la stretta e di convergere molti fuochi al suo sbocco. Fa d'uopo peraltro di non disporre la catena in modo che possa essere :presa d' infilata dal nemico. Infine, se trattasi d'un ponte, è conveniente abbatterne il parapetto e munirlo di una barricata dalla parte del la difesa, ma non se ne rovinano gl i archi ed il piano stradale se non quando si abbia un ordine specia le. Si difende una stretta sul dinllnzi quando import.i conservare il pos-· sesso d'ambedue gli sbocchi, oppure quando il terreno posto sul dinnanzi sia dom inante. In tal caso la c.:itena occupa i punti dominanti e difende le strade che immettono nella stretta; il sostegno riun ito o diviso, si dispone in guisa da' battere lo sbocco anteriore o da coprire efficacemente i fian chi della catena ; la riserva infine, se la stretta è lunga, è posta nell'interno, altrimenti essa occupa lo :;bocco posteriore in modo da poterlo difendere e proteggere, occorrendo, uel tempo stesso la ritirata. Per difendere ,una stretta nell'interno, si sceglie un punto in cui il passaggio, allargandosi , permetta di occupare una linea di difesa molto estesa e da essa battere il nemico, costretto a sboccare con piccolo fronte. Per abbandonare nna stretta si seguono le norme generali date per la ritira ta di una posizione. I caccia tori si ritirano, sia tutti insieme di corsa sia successivamente; le frazioni meglio situate per difendere l'entrata nella stretta si ritirano per le ultime. Attacco d·i una stretta. - L'attacco d'una stretta a fianchi acces_sihili si svolge come quello d'una posizione, scegliendo per obbiettivo un punto che domini l'interno della stretta. Appena penetrata nella stretta , la compagnia schiera la catena sul fondo e sui versanti, spingendo innanzi le ali; le squadre estreme seguono la cresta ; una parte della riserva, seguendo anche la cresta, pronuncia un attacco sul fianco del nemico, mentre l'altra parte rimane indietro ed occupa una località da lla quale possa, eventualmente, proteggere la ritirata. · Se la lunghezza della stretta è grande la compagnia vi fa qualche
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sostn; se invece è breve, la attraversa ratta inseguendo il nemico, e, sboccatane, si schiera celerernente in modo da guadagnare terreno innanzi ed evitare i tiri incrociati. Se poi la stretta ha i fianchi inaccessibili, come nd ~serr~pio un P?nte, se ne prepnra l'ntt:icco dalla sponda nemica e poscia SL . tenta ~L attraversarlo con urH1 parte della riserva, mentre la catena ed 11 sosteono coprono di fuoc hi la posizione nemica. Le altre frazioni pass:i;o successivamente il ponte, .meno una parte della riserva, che rimane, sino all'ultimo, pronta a proteggere la ritirata. Difesa dii, im bosco. - La ricogniz.ione si estende specialmente all'andamento e natura del margine del bosco, alle comuuicazioni ed alle località adatte per concentrarvi la compagnia in caso di ritirata. Quando non si temono tiri d'nrtiglieria, la catena si stabilisce lungo il margine, un poco indietro dai primi alberi, o nel fosso che per lo più lo precede; · i punti da prescegl iere sono i saglienti, le strade e le alture dalle quali si possono eseguire fuochi fiancheggianti. Se in· vece la catena può essere battuta dall'artiglieria, allora conviene disporla innanzi al margine del bosco, riparata dietro qualche trinceramento . . Il sostegno e la riserva stanno nell' interno del bosco, a poca distanza dal margine, e presso qualche strada , in modo da poter ap· poogiare la catena con qualche contro- attacco. Il possesso i:lel bosco di;endendo specialmente da quello del margine, converrà rafforzarlo con tutti i ..mezzi possibili e non lasciarlo .m11i sguarnito di truppe. Se la còmpagnia è obbligata a ritirarsi ed il bosco è molto folto, le sue frazioni si raggruppano e seguono le strade ed i sentieri, pro· curando di tenersi collegate. La difesa è continuata su tutti i punti favorevoli, e già preparati; si tendono imboscate e si esercita grande vigilanza sui fianchi. . In questo gènere di combattimenti, il buon successo appartiene quasi sempre a colui che tiene la sua truppa meglio sotto la mano, poiché da un contro-attncco si possono ottenere risultati migliori che in qualunque altra circostanza. ;lttacco d'un bosco. - L'attacco sia possibi lmen te diretto çon tro i · saglienti del margine o contro .quei puuti sui quali si può giungere al coperto. Se la compagnia è superiore in forze, rafforzi l'attacco frontale con mio ·foterale che minacci la linea di ri tirai.a del difensore. Per eseguire l'attacco, la catena si avvicina più che può al margine del bosco, e quando, con ben nutrito fuoco, ha scosso la dire·sa , si .spinge alla corsa verso il punto prefissato. Una· parte della riserva
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occupa allora questo punto; e la catena s'interna nel bosco seguìta dal sostegno o dall'altra parte della riserva. Durante questa marcia, se il bosco è troppo fitto, le squadre si raggruppano e, copert.e inn11nzi e sui fianehi da qualche cacciatore, marciano per i sentieri, tenendosi collegate. L'attacco dev'essere condotto con vigore ed energia, poichò è specialmente nei combattimenti entro i boschi che il soldato dev'essere trascinato dall'esempio dei capi. G·li urlìciali ed i sottufficiali approfittino d'ogni piccola fermata per ristabilire l'ordine nel proprio riparto, per collegarsi coi riparti vicini e per inviare notizie al capitano. Difesa degli abita#. - La ricognizione si occupa dell11 forma e della natura della cinta, della disposizione interna delle strade, del numero e qualità degli approcci e del sistema di costruzione delle case. . La prima linea di difesa è costituita dalla cinta esterna, e la seconda dalle case ch e si trovano lungo questa cinta. Ambedue sono poste in istato di difesa. Fatta la ricognizione, il capitano assegna ad ogni frazione il sno posto, le indica i lavori che vi deve eseguire e la condotta che dovrà tenere durante il combattimento. Eviti, temendo tiri d'artiglieria, di mettere truppe entro le case od a contatto c1m muri e le metta invece innanzi agli sbocchi; il sostegno sia allora situato a poca distanza dalla catena, in localit.à ben riparata, e la riserva sia, parte in un sito centrale e parte sulla linea di ritirata od anche tutta nel primo, se la difesa dev'essere prolungata ad oltranza . In quest'ultimo caso la riserva prepara e difende l'est1·emo ridotto. Se la compagnia, dopo aver perdute le varie linee di difesa è costretta alla ritirata, la riserva, dal ridotto, o da una posizione, prep·arata fuori degli abitati, protegge il raggruppamento della compagnia. Il capitano peraltro, per rendere questo possibile, dovrà inviare per tempo l'ordine della ritirata u tntte le frazioni, aflìnchè quakuna non rimanga isolata e tagliitta fuori (1). Attacco degli abitati. - li capitano procura anzitutto di raccogliere notizie su lla natura del terreno, degli approcci e dei lavori che possono essere stati eseguiti dal difensore e stabilisce quali sono i punti più convenienti per battere ·la cinta e possibilmente anche l'interno del
(l) Non potendo questa esercitazione essere fatta praticamente, il Regolamento prescrive che sia ratta simuh,tamentc o che gli ufficiali spieghino alle truppe come nel caso vero sarebbe disposta la compagnia, il plotone, ccc., i Iavorì di difesa che si farebbero, ecc.
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villaggio. Lascia, più lungamente che può, l'avversario incerto sulla Linea d'attacco e fa anzi qualche fa lso attacco per obbligarlo a dividere· le sue forze. Vattacco è condotto all'incirca come quello del margine di un hosco. Se la compagnia riesce a penetrare nell'interno dell'abitato, deve agire con celerità, lasciando peraltro una parte della riserva nel punto in cui venne superata la cinta, coll'incarico di assicurare la ritirata. Combnttimento contro caricilleria. - « La fanteria , in qualsiasi « formazione tattica, nulla ha da temere dalla cavalleria, quando sia « vigilante, faccia buon uso del suo fuoco , si mantenga ca lma e pie« namente comandabile. « È cosa essenzia le di evitare le sorprese; tutlavia, nei terreni leg« germente ond1ilati, può accadere, malgrado le precauzioni adottate, « che la caval leria si avvicini a breve distanza senza essere vista. « Qua.ndo essa ,:ompare improvvisamente, a una di~tanza inferiore ai « 400 metri, .ecc., carica in foraggieri od in massa, va l meglio riceverla << cli pie' fermo, anzichè concentrarsi (se rallie1·). Se l'attacco è diretto « sul fronte, la catena incomincia tosto il fuoco; le sezioni di sostegno « eseguiscono ciascuna un cambiamento di direzione di circa fi5 grndi, « una a destra e l'altra a sinistra, in modo da poter far foot:o, senza pe« ricolo per la catena, sui cavalieri che oltrepassassero questa. Se l'at« tacco è diretto contro un fianco, le sezioni di sostegno cambiano di di« rezione da questo lato, in modo da trovarsi disposte in iscaglioni, « pronte a proteggere coi loro fuochi il fianco minacciato . La riserva « concorre a respingere gli attacchi sul fianco eseguendo, come il so« stegno, dei leggieri cambiamenti cli direzione verso il lato, da l quale « si presenta al nemico ». « Quando la cavalleria si mostra a 500 o 600 metri, e che si di'' spoue a caricare in massa, la catena viene raggruppata per sezioni, « su una o su due righe, col froute innanzi, se l'attacco è frontale; « le suddivisioni retrostanti sono disposte in modo da battei-e l'inter« vallo che risulta nella catena e da proteggere le aìi; esse possono, « se ne hanno il tempo, avvicinarsi alla catena. Se l'attacco e diretto « contro un fianco, le sezioni della catena, come le suddivisioni in so« stegno ed in riserva, eseguiscQno dei cambiamenti di direzione dal « lato, dal ·quale si presep.ta il nemico, con un angolo più o meno « grande, in guisa da non tirare le une sulle altre; questo pericolo « essendo meno probabile, quanto minore ò il riumero dei gruppi, « conviene, al possibi le, evitare il raggruppamento per squadre ed anche << per mezze-sezioni.
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« Quando le suddivisioni sono riunite, i soldati osservano il silenzio, « aspett.ino il comando per far fuoco e sparano di preferenza a salve « ed a piccola distanza . « Se la barica è fatta per scaglioni, i capi delle suddivisioni hanno « cura di non far sparare su di un riparto già respinto; essi fanno « dirigere i fuochi sullo scaglione che segue, iu modo da riceverlo a <( buona portata di tiro. « Nei terreni coperti e rotti, è quasi sempre inutile di far serrare « la catena, qualunque sia la specie d'attacco della cavalleria~) la di"' st.inza alla quale è veduta; in ta I caso è sufficiente utilizzare le « scabrosità del suolo, disponendovisi alquanto indietro . Nel combat« ti mento individuale, il fantaccino deve tenersi sul fianco sinistro del • cavaliere, se questo è armato cli sciabola, e sul fianco destro, se è « armato di lancia. , La fanteria, attaccata dalla cavalleria su di una strad,1, si dispone " generalmente fuori di questa; se essa non ne ha la possibilità si « schiera in linea su uno dei lati della strnda . Quando il fianco atee taccato non può essere appoggiato ad ostacolo , <:he le dia suffi« c.iente protezione, una o più suddivisioni fanno fronte, . al più prrsto « possibile, nl nemico; le altre rimangono in linea sulla strada. Se « la cavalleria sfugge dietro a qnesta linea, la seconda riga si rivolge « indietro. cc In tenE>no scoperto , la fanteria deve sernpre essere vigilante « contro un attacco improvviso della cava lleria; importa dunque che i « capi delle suddiv isioni proc.:nrino di distinguere la località più ac• concia per radunarvi, occorrendo, le propri1;, truppe; bisogna evitare « i movimenti che cngionauo una t.roppo grande perdita di tempo; « contro la cavall13ria, bisogna ·agire prontamente ed adottare le for« mazioni che permettono di meglio utilizzare il fuoco. « Durante l'istruzione, il cap'itano faccia spesso uso della soneria « indicante l'avvicinarsi della cavalleria e la direzione del suo at« tacco; a questo segnale, ciascuno dei capi delle suddivisioni, se" condo la formazione che ha la truppa e le fo rme del terreno, dà le ,, sue disposizioni per respingere l'attacco ». Difesa cd attacco deU' artiglieria. - Ogni comandante di truppe è in obbligo di proteggere le batterie d'artiglieria che gl i sono vicine. Qu:indo queste si separnoo dalle altrj armi ricevono una scorta di fouteria. la scorta, situata lateralmente, ba per mandato di impedire che il nemico si stabilisca a meno di ·1200 metri dai pezzi, e quando questo ha il sopravvento , . manovra in modo da permettere all'artiglieria di ritirarsi. ··
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RIVISTA ~90 In ogni caso, non abbandona i pezzi che quando vi è assolu tamente costretta . La fanteria , attaccando l'artiglieria, nppro!ìtti di tutti gli ostacoli per sentire meno gli effetti dei suoi fuochi; cambi spesso posizione e si porti sempre più innanzi al punto .di caduta dei proietti lanciati contro di essa. Le disposizioni per l'attacco sono uguali come quelle indicate per· l'attacco di una posizione, avvertendo che la catena può spiegarsi molto tempo prima ed occupare un fronte più esteso, e che le suddivisioni retrostanti possono marciare su una sola riga . È preferibi le cli guadagnar terreno marciando celereme.nte, anzichè fermarsi per far fuoco ad una clistnnza maggiore di ,t 300 metri . Quando la scorta dell'artiglieria nemica comincia il fuoco, la catena continua ad ;:ivanzarsi a sbalzi, una parte del sostegno risponde a detta scorta, e la riserva appoggia, secondo i casi, la catena o questa parte del sostegno. Giunta la compagnia ad 800 o 700 metri dall'.:1rtiglieria, il capitano, mentre la catena continua a tirare sui pezzi, cerca, con la sua riserva, di separarne la scorta; poscia si precipita sulla batteria e, se vi riesce, mette fuori servizio i pezzi o li fa condurre indietro .. Ndlc esercitazioni di questo genere, una compagnia rappresenta la scorta <lell'nrtiglieria e l'altra il partito nttaccante; la posizione dei pezzi viene supposta.
I V.
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La scuola d'i battagli one è divisa in due parti: nella prima sono comprese le formazioni in linea ecl in colonna che può assumere il battaglione in ordine chiuso, i passaggi dall'una all'altra, le marcie, i cambiamenti di direzione, la formazione preparatoria da combattimento e le disposizioni contro la cavnllerin; la seconda parte invece contiene le formazioni da combattimento e l'azione della catena , del sostegno e delln riserva. . Le formaz ioni i n iùnea sono due: in linea spiegata, con le compagnie a 6 pa_ssi d'intervallo, ed in l:inea d·i colonne d·i compagnia, nella quale le compagnie sono formate in colonna normale (serrata cli seziond) con la prima sezione sulla stessa linea e con un intervallo cli 2,i, passi o di spiegamento. ~er passare dalla linea spiegata alla linea di colonne di compagnia
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normale, il cornand:111te di battaglione indica sempre quale deve essere la compagnia cli base (ligne de colonnes de compa,gwie sur la . . . compagnie=MARGHE), come pure . premette nl comando le parole à gaiicfie, se vuole che le compagnie si formino in colonnn dietro alla rispettiva sezione cli sinistrn, anzicb è a quella di destra. La linea di colonne cli compagnia viene poi formata nel seguente modo: le ,compagnie si spiegano in colonna, si volgono di fianco verso quella di base (eh-e sta /'erma), marciano . . -erso questa sino a che ;:ibbiano tra loro J'intervnllo di 2,i passi , e poscia si rimettono di fronte. Se però il comandante del battnglione vuole Ghe le compagnie rimangano con gl'inte.rvalli di spiegamento, aggiunge al comando le parole à intercalles de deploiement. Da questa . formazione il battaglione può passare alla precedente allargando o restringendo gl'intervall1 su una qualunque delle èompagnie, come purè ·può ritornare in linea spiegata, a vvertend? che quando queste hanno solamente gl'interva lli di 2.4- passi il comandante del battaglione indica quale compa~nia deve servire di base per far acquistare alle altre l'intervallo di spiegamento. Le formazioni che il battaglione può assumere in colonna sono : a) la colonne de bataillon, in CLli le compagnie sono in colonna normale (serrata di sezioni) l'una dietro l'riltra e con una distanza tra loro uguale al fron te di una sezione, piµ 6 passi; b) le bataillon en masse, che corrisponde alla nostra colonna serrata di battaglione, con la differenza che le compagnie distano tra loro di soli 6 passi; e) la colqnne à cl·istance ent'1:ére, analoga alla colonna a) od anche alla b), con la differenza che in ogni comp:ignia le sezioni sono a di.stanza intera; d) la colonne doiible, formnta di due colonne, di due compagnie ciascuna. in colonnà normale, separate da un intervallo cli 6 passi. ossia il hattnglione ha due sezioni di fronte, separate dall' intervallo oradetto, e le altre U, sono piegate in colonna dietro a queste; e) la linea d:i colonne d'i coinpagwia a 6 passi d'ùitervallo, adottata sempre per ricostituire il battaglione qunndo ha sciolte le righe senza formare i fasci d'arme. Vediam.o ora i vari pnssaggi da una formazione nll'altrà: ,t O Dalla linea di colonne di compagnia il battaglione può passare alla colonna di battaglione (colonne de bataillon .mr la . . .. compagnìe=MAUCHE) perpendicolare al fronte: in .questo caso, la compagnia di b:tSE\ ·non muove· e le altre si volgono indietro e mnrciano
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sino a che possono entrare in colonna : le compagnie a destra di quella . base si collocano immediatamente dietro ad essa. 2. Dalla linea di colonne di compagnie, con intenral lo di 2.4 passi, il hatt11glione può formarsi in colonna di battaglione a destra, od a sinistra, parallelamente al fronte ( colonne de bataillon, {ace à droi te, gaw;he=M,\RCHE); le compagnie si limitano a volgersi dalla parte indicata mediante un cam bi:imento di direzione pel fianco destro o sinistro. 3° Dalla linea spiegat-a, il battagl ione può disporsi in colonna come al N. •I, forman do prima le colonne di compagnia e conducendole pos~ia a sito con un movimento consimile al giù spiegato. ,p Dalla linea spiegata, il battaglione pnò mettersi i11 massa perpendicolarmente al fronte (bataillon &n masse=i\lARCHE); in tal caso, la compagnia di destra rimane ferma e le altre si portano a 6 passi dietro cli essa eseguendo un movimento di fianco e due di pe,r fìla ad angolo retto. 5° Dalla linea spiegata , il battaglione può pure formare una colonna a distanza intera parallela al fronte (colonne à di'.stance entière, {ace à droite (ga·uche)=MARcirn), facendo rivolgcrn le sezioni, mediante un movirnetJto di conversione, dalia parte indicata dal mnggiore. Se . poi la colonna orarfatta deve avere il froD ted'una compaguia (colonne à d'istance ent·ière pa1· compagni e, /'ace à d1roi te (gauche)=llrAncnE), le compagnie si meu.ono di fianco , eseguiscono un movimento di per fila a sin istra (o destrn) ad angolo retto, e, quando hanno percorso un tratto di terreno uguale al proprio fronte, si · rivolgono a sinistra (o a destra). 6° Dalla colonna di battaglione, può e::;sere formata la linea di colonne di compagnia, sia a derna, sia a sinistra, sia a destra ed a sinistra della compagnia di base, nel la guisa istessa prescritta dal nostro regolamento. 7° Dalla colonna di battaglione, pùò anche essere formata la linea di colonne di compagnia, ma col fronte su uno ùei fianchi, facendo eseguire alle compagnie un cambiamento di direzione pcl fianco destro o pel fianco sinistro, e secondo l'indicazione data dal maggiore. 8° Dalla massa, il battaglione si spiega in linea a destra od a sinistra, regolandosi come nel caso identico è prescritto dal nostro regolamento. 9° Lo stesso dicasi pel passaggio dalla colonna a distanza intera alla linea spiegata col fronte rivolto su l'uno dei fianchi . 10° Dalla colonna a distanza intera ·(di sezione) in marcia, il battaglione può formare la linea di colo1;1ne di compagnia e cambiar nel 0
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·I 93 tempo stesso d1 direzione (sur la droite (ga1tche) ligne de colonnes de compagn.ies); in tal caso, i capitani fanno convergere verso la nuova direzione la prima sezione della rispettiva compagnia, e le altre sezioni convergono poscia nel punto stesso della prima. 11 ° Il passaggio dalla colouna di sezione a distanza intera alla colonna di battaglione, viene eseguito raccorciando le distanze snlla sezione di testa o su quella di coda; nella stessa guisa si ottiene il battaglione in massa dalla colonna a distanza intera per compagnia; oppure dalla colonna di battaglione e dal battaglione in massa si ricostituiscono le due colonne a distanza intera riacquistando le dist.anze tra le . . . ' sez10m o compagme. ·12° Infine, dalla colonna di battaglione e dalla colonna a distanza intera ( d1 sezione), il maggiore può far raccorciar la distanza tra le compagnie a soli 9 passi ('I) (sefrez la colonne) e far poscia riprendere al battaglione la formazione normale. Il regolamento si occupa in seguito dei passaggi dalla formazione di marcia (di fianco) alla linea di colonne di compagnia con 6 passi d'intervallo, alla colonna doppia, ed al la massa di battaglione. Per il battaglione, la formazione preparatoria da combattimento, è una linea cli colonne di plotone, nella quale le compagnie hanno intervallo uguale al fronte di ·una sezione più 6 passi, ed i capitani sono a 1 O passi dietro il centro della rispettiva compagnia. Questa formazrone può essere assunta dal battaglione così dalla linea spiegata , come dalla linea di colonne di compagnia, e viceven,a da essa può passare alle due oradette: vi può eziandio pnssare dalla colonna di nrnrcia, dalla linea di Cc)lonne cli compagnia con soli 6 passi d'intervallo· e dalla colonna doppia. Dalla formazione preparatoria ed anche dalla colonna di marcia di fianco, il battaglione può assumere la formazione da combattimento, con due compagnie avanti, in linea di colonne di plotone, le qt!ali forniscono la catena dei cacciatori, e le altre due compagnie, a 200 metri dietro le prime, pure in linea. di colonne di plotone. La prima parte finisce quindi colle norme contro fa cavalleria. Se il battaglione è in linea spiegata ed è attaccato di fronte, può ricevere la cavalleria anche senza cambiare formazione. Se poi trovasi in linee di colonne di compagnia, con intervalli di spiegamento, od in linea di colonne di plotone, ciascuna compagnia o ciascun plotone può for-
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(i) Hicordiamo che nella colonna di battaglione\, la distanza tra Io compagnie e do! fronte di una sezione; più 6 passi. {3 -
ANNO XXX, VOI,. I.
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. mare la colonna contro la cavalleria; il comandante del battaglio1H:, se_ ne ha il tempo, fa disporre le colonne iu scaglioni; ma se l'attacco viene contro un fianco, basta che lo fronteggi la compagnia all'ala minac. ciata, sia facendo una co~versioue con tutte quattro le sezioni, sia con le due sole estreme. Infine, se ii buttaglione è att.accato dalla cavalleria mentre marcia . di fianco sn di una strada, .spiega subito una o parecchie suddivisioni . e rivol"e le altre esternamente, tenendole sulla strada; oppure si dispone ~1 linea di colonne di plotone di fianco, ed ogni _Pl?tone una sezione si volge verso il lato destro e l'altra verso il lato sm1stro della strada.
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La seconda parte esordisce con una serie di norme pel combatti- . . mento, delle quali riporteremo le più notevoli. « Iu ogni azione di guerra, gli sforzi del capo devono tendere: « ·I O Ad ottenere da èiascun riparto il suo massimo effetto utile « nel momento opportuno . • 2° A.cl assicurare la coesione in modo da far convergere util« mente, e nel momento opportuno, gli sforzi individuali verso un · « unico scopo ». Il maggiore otterrà ciò, dando per tempo 'ai comandanti le compagnie esatte istruzioni,. e vigilando che queste sieno osservate. . . « In O"Ot compa,,nia di prima linea, il capitano regola la marcia o o . « della catena nella zona che gli è assegnata, determina gli spazi che « deve percorrere negli sbalzi successivi, si tiene in comunicazione col « sostegno, lo fa entrare in linea, secondo gli ordini ricevuti, o di sua « propria iniziativa, in .base alle necessità del momento; egli ha la « direzione del fuoco e ne regola l'intensità ». « La solidarietà tra le compagnie é un dovere essenziale, che im« pegna l'onore militare d'i ch1: le comanda ». Il comandante del battaglione sia calmo e risoluto e non dimentichi che la calma ed il sangue- freddo non escludono nè lo slancio nè lo spirito d'iniziativa. « Affinchè l'azioM del battaglione acquisti tutta la sua potenza, irn" porta che essa rimanga concentrata, e che, a tale scopo, essa si « esplichi sol~mente su di uno spazio ristretto ». « II campo d'azione nel quale il battaglione può abitualmente muo· <t. versi si estende, in avanti, ·sino t1lle truppe nemiche che ha di fronte; e< è limitato, a destra ed a sinistra, dai battaglioni vicini, coi quali « deve collegarsi ed agire di concerto ......... Jl battaglione può in tal
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" guisa, specialmente quando è sostenuto indietro da altre truppe, con<c sacrarsi intieramente alla sua mi'ssione e spiegare tutte le sue forze « e tt1tt.a la sua energia; è il caso del. battaglione inquadrato quello « che bisogna mettere più di · frequente sotto· gli occhi delle truppe e « dei e.api ». Anche quando il battaglione è isolato deve manovrare con fronte ristretta e nell'att.accare il nemico combinar sempre l'attaccco frontale con uno laterale « Per meglio assicurare la coesione, e, per conseguenza, l'azione « complessiva del battaglione, i capi delle unità devono rivolgere tutta « la loro attenzione sui punti seguenti: « non abbandonare la formazione a righe chiuse che nel mo« mento in cui sia veramente indispensabile e riprenderla non appena « le circostanze lo permettano; « esigere che le frazioni u righe chiuse, qualunque sia la loro ~< forza, manovrino con grande regolaritù >ì. Per abituare il battuglione al meccanismo della formazione da combattimento, nell' istruzione, il nemico viene prima supposto e poscia segnato o rappresentato. La trasmissione degli ordini per mezzo di segnali cli tromba non è· · <:onsigliata che nei casi eccezionali ; servendosene peraltro, ogni segnale deve essere preceduto dal r'itornello (refraùi) della compagnia a cui è diretto. La formaz'ione normale da combattimento varia secondo che il battaglione siu inquadrato où isolato, cioè: 4° quattro sezioni, appartenenti a due compagnie diverse, costituiscono la prima linea, ossia la catena; 2.0 le altre quattro sezioni di dette compagnie formano la linee dei sostegni a 200 metri di distanza; 3° le altre due compagn ie, disposte· in linea di colonne di plotone, rimangono in riservn, a 300 metri dai sostegni .
Battaglione .inquadrato
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Buttagli one isolato ·
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,1° la prima linea è formata dalla prima sezione d'ognuno dei due plot.oni d'una compagnia ; 2° le altre due sezioni di detta compagnia, costituiscono la linea dei sostegni; 3° le altre tre compagnie costituiscono la riserva.
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Queste due formazioni peraltro , possono, secondo le condizioni del te.rnmo, essere modi6cate. « pal momento in cui il nemico viene segnalato, e clie si teme il « fuoco della sua artigl ieria, il battaglione si forma in linea di co« !onne di plotone; questa formazione è la più conveniente per mno« versi su qualunque terreno, senza esser soggetto a grandi perdite. « Si può, in questa formazione, avv icinarsi sino a 1500 metri dalla « fanteria nemica; solamente allora il battagliùlle può adottare la for" mazione da combattimento ». Il battaglione può essere chiamato a combattere offensivamente o difensivamente; in ambo i casi la sua condotta è diversa, secondo che è inquadrato od isolat.o. Offensiva. - Battagl-i,one inquadrato . - Come or ora si disse il battaglione assume la formazione da combattimento a 1500 metri di distanza dalla fanteria nemica, e poscia, fraz ionandosi gradatament.e, la pri m,, linea spiega la .catena dei cacciatori, . lasciando un intervallo di 30 metri tra le due compagnie. « La riserva segne allora atten« tamente le peripezie dell a lotta, raccorciando a poco a poco le di« stanze, senza Clttendere ordini; le sue compagnie si suddividono e · ·« .si scagl ionano, se ciò è utile. La catena arriva in tal guisa , a sbalzi « successivi, sino a 4.50 metri circa dalla posizione nemic<1; a 4,00 « metri, tutti i sostegni entrano in Jinea. (( Il comandante del battaglione, completamente sicuro della posi« zione che deve conquistare, ha fatto avanzare una delle compagnie « di riserva; la prima compagnia di riserva_ è allora a 100 metri « dalla catena, le sue sezioni, iu linea dietro la località che meglio « risponde allo scopo, in corrispondenza degli intervalli che già esi« stono e che sempre aumentano al centro ed alle ali, a causa del« l'addensamento delle compagnie in catena. Un plotone, e qualche <e volLa anche tutta la prima compagnia di riserva, si schiera dietro· « l'intervallo del centro. . • « La seconda compagnia di riserva si è intanto avvicinata a 2.00 « metri dalla catena . • Nel momento, in cui il .comandante del battaglione lo crede con« veniente, fa entrare in linea, in massima a righe chiuse, una o più « sezioni della compagnia di riserva più vicina. La marcia conti nua <( allora col mas"imo vigore, generalmente per scaglioni di compagnia; « essa può anche essere fatta ·per scaglioni di mezza compagnia, se « il terreno vi si . presti e gli intervalli che esistono nella cateua lo « permettano . Si arriva così a 200 metri o 250 metri dal nem ico.
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La ba.ionetta è innastata, il fuoco celere è cominciato; l'ultima
« compagnia di riserva, situata dietro il punto sul quale si deve fare « il massimo sforzo, si avvicina alla cateua, pronta ad appoggiarla. »
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Se il nemico non si ritira, la compagnia rimasta in riserva entra in linea, possibi lmente a righe chiuse, e rinforza il fuoco, sino a che il maggiore ord ini di muovere all'attacco. Durante questa fase del cqmbattimento, i tamburi e le trombe battono e suonano la carica. Se la linea è obbligata ad arrestarsi, il fuoco accelerato è ricominciato; le fermate sono più corte che è possibile. Le altre truppe del battaglione appoggiano il movimento. L'arresto event1rnle d'una frazione, non intoppa il movimento delle frnzioni vic'ine. Conquistata la posizione, le compagnie si riordinano, mentre alcune frazioni sono destinate ad inseguire il nemico. Infine, se l'attacco è respinto, la ritirata è protetta dalla seconda compagnia di riserva, se è rimasto indietro, oppure dalle altre t~·uppe. Battaglione isolato. - « In questo caso particolare, il battaglione « con le sole sue forze, sviluppa il combattimento, passando per tutte « le fasi della: lotta. Il suo comandante deve quindi aver cura di ser« barsi una riserva, di coprirsi sui fianchi e di assicurarsi una linea « di ritirata •. La compagnia d'avanguardia comincia il combattimento, tasteggia il nemico e l'obbliga ·a spiega re le sue forze; una seconda compagnia rinforza la prima{ oppure eseguisce un attacco sul fianco del nemico; un'altra sta pronta per attaccare il ,punto principale della linea nemica, la quarta infine rimane in riserva. D•ifensi'Va. - Battagbione inquadmto. - Sono applicabili al battaglione le ~tesse norme più innanzi esposte per la compagnia. Lo spiegament.o del battaglione si effettua come per il combattimento offensivo, con la differenza che può occorrere bene spesso di schierare sin dal principio in prima linea tre compagnie. · « I contro-attacchi parziali , eseguiti alla baionetta; devono essere " corti; respinto il nemico, gli si dirigono fnochi a salve; il vero in« seguimento non comincia che dopo aver riordinato le unità •. Battaglione isolato. - Si regola all'i ncirca come si è detto per la compagnia e per il battaglione inquadrato, con là differenza che una eompagnia del battaglione rimane sempre in riserva . Quest'ultima peraltro può essere incaricata di eseguire con qualche sezione dei contro· attacchi. Il regolamento si estende poscia ad ernminare come debba essere .condotto un battaglione nell'attacco e nella difesa di una posizione, di
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una stretta, d'un bosco e d'un villaggio, ripetendo, ma con magg1on particolari; quanto allo stesso riguardo già venne detto per la com-· pagnia. Vi aggiunge poscia alcune norme pel battaglione operante all'ala d'una linea di battaglia, o costituente l'avanguardia o la retroguardia d'un reggimento. Un battaglione schierato all'ala d'una linea di battaglia può essere incar.icato, sia della sicurezza d'un fianco o della linea di ritirata, siff dell'aggiramento di un'estremità della linea nemica, sia infine di te· nere il nemièo _in iscllcco in un dato punto mentre che il reggimento, o la brignta, prepara ed effettua l'attacco principale su di un'altro. In tali casi il frazionamento del battaglione è subordinato allo scopo che si vuol raggiuogere ed il maggiore deve gu idarne l'azione in modoche l'attacco sia condotto con energia e che la difesa sia prolungata quanto basta perchè l'attacco priuci oale abbia il tempo necessario per svilupparsi. La ri5erva è generalmente situata dietro l'ala estrema, ed una parte di essa può 11nche essere incaricata di mantenere il collegamento tr<> il battaglione ed il reggimen to. « Quando il battaglione ha per missione di eseguire un contro-ah « tacco nel momento decisivo, di inseguire il nemico · dopo un sue« cesso del corpo principale, di facilitare la marcia in avanti conqui« stando una· posizione sulla · quale si appoggia un'ala del nemico, il a capo del baw1glione deve, nel momento opportuno, prendere ener• gicmnent.e l'offensiva con tutte le forze cli cui dispone ed im'pegnarer « se necessario, fin l'ultima riserva •.
« principale ed essa non deve mai impegnarsi in un senso c~e possa « forzare qnest'ultimo ad agire in modo contrario a quello che Sl è pre« fisso il suo comandante >>.
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Quando il battaglione costituisce l'avaugnardia d'un reggimento puòessere costretto ad assumere speciali formazioni da combattiniento, allo scopo di estendere molto il suo fronte, per non essere aggirato, e per dar tempo al grosso di spiegarsi. Se, è attàccato dietro alla posizione sulla quale dovrit portarsi il grosso, si ritira e si riordina, non appena è oltrepassato dalJa catena di questo; se è attaccato invece al di, là di detta posizione, si ritira dietro un'ala, od anche dietro ambedue, · non :ippena il corpo 'principale si è spiegato; infine, se si trova sulla . posizione stessa, restring11 il suo fronte ed assume la formazione nor_ male da combattimento mano mano che le sue unità sono rileva te- da alt~edel grosso. « Spesso l'avanguardia ha un còmpito newunente olfensi vo; ma, « anche in questo caso, la sua azione è subordinata a quella del corpo
Il battag;ione, trovandosi di retrog•rnrdia, deve resistere efficacemente agli attacchi nemici, ma senza interpoiTe troppa di:.tauza tra sè ed il. reggimento. 011nt ~stacolo che incontra deve essere usufruito per ritardare la mar;ia del nemico; le imboscate, i ritorni offensivi, brevi ed energici, e la potenza del suo fuoco devono agevolargl i la sua delicat.a missione. Qlialche volta poi, può essergli affidato un còmpito nettamente offensivo, come per esempio, la difesa attiva d'una stretta per la quale deve . sfilare il corpo principale. In tal caso, il suo comanda11te ricordi , _che se un combattimento di retroguardia no11 deve, in massima essere spmto a fondo, deve tuttavia la retroguardia, occorrendo, sacrificarsi per assicurare la ritirata del corpo che essa è incaricata di coprire.
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U NUOVA ISTRUZIONK DI TIRO Prn U FANTERIA TKDRSCA <ti
Con Decreto Imperiale delli H settembre "88,1, veniva approvata una nuova istruzione di tiro per la fanteria germanica ed io pari tempo il ·gabinetto Imperiale autorizzava il Ministero della guerra ad impartire in proposito le volute dilucidazioni, come pu~e a~ effettuare, _occorrendo, variazioni, sempre quando queste non 1mpltcassero cangiamenti radic~li. Per poter dare •un' idea chiara di que~ta importautis_sima _pubblic~zione re"ol:,mentare ri:issnmeremo dappnrna per sommi capi le vane pani cb: costituiscono la nuova istruzione facendo seguire questi cenni da alcune considerazioni comparative. Nell'introduzione è detto che le esercitazioni di tiro dovendo dare alla fanteria quella abilità nel maneggio della 'propria arma che le è (i) Scl1iess-Jnslt"llclion fiir cUe fa(anttl'ie.
RIVISTA 200 indispensabile per l'utile impiego della medesima in combattimentò; ne segne che le predette esercitazioni sono il ramo più importaute del servizio della fanteria e tale da richie.dere la massima curn, non solo per pa rte dei comandanti di compagoia , ma pure dei comandanti di batt.i glione e di reggimento . Viene quindi prescritto che i generali tutti , di corpo d'armata, di divisione e di brigata, durante le loro ispezioni rivolgano la massima auenzione alla istruzione pratica sul tiro, rendendosi bene edotti dell'adeguato suo andamento e dell'attitudine posseduta dal personale insegnante nell'impartire questa istruzione. La nuova istruzione contiene cinque parti, uniici allegati ed un'appendice cbe tratta del tiro del revolver per le truppe a piedi . La parte ,1a, si occupa dd materiale e delle disposizioni per il tiro, la 2° del personale insegnante, la 3a del metodo d'istrnzione e del modo di puntamento, la 4- 0 delle esercitazioni di tiro, la 5a dei registri e . rapporti sul tiro. Per quanto riguarda il materiale per il tiro, la cui descrizione. è contenuta nella prima parte, la istruzione prescrive che i bersagli da impiegarsi, i quali possono essere di tela o di cartone purchè il telaio sia di legno, sieno in numero di sei. Il bersaglio a striscia, ·12.0 X •I 2.0 centimetri, con una striscia nera in mezzo larga 12 centimetri avente ar centro un anello nero largo 9 centimetri e del diametro esterno di 30 centimetri; parte per parte del la striscia e·;I fi. centimetri dalla stessa vi sono due linee visibili al segnatore che determinano la larghezza d'uomo. Il hérsaglio cli scuola, ·I20 X •I 20 centimetri, bianco per il terzo centrale, bruno per quelli laterali, attraversato da una striscin verticale nera larga 5 centimetri ed avente al centro un anello uguale a quello precedentemente descritto: parte per parte cieli.a striscia e 20 centimetri dalla stessa vi sono le linee determinanti la larghezza d'uomo; il bersaglio è suddiviso in 1Ocircoli numerati progressivamente dall'esterno all'interno, di cui il 9° forma l'anello denominato specchio. Il bersaglio figura colle sue suddivisioni; il primo alto 470 centimetri e largo 40 centimetri ha .i colori e la forma d' un s@ldato di fanteria in berretto; le suddivisioni del bersaglio figura sono quattro e precisamente il bersaglio della testi! alto 35 centimetri, quello del busto alto 80 ceritirnetri, quello del tronco alto 85 centimetri, quello dell'uomo in ginocchio alto 120 .centimetri; ognuna di queste suddivisioni può essere attaccata sul bersaglio di scuola e prendere col suo centro il posto dell'anello.
201 Il bersaglio a sezioni è composto di cinque parti uguali, ognuna larga 40 centimetri , ed alta 170 centimetri, delle quali la centrale e le esterne sono bianche, le altre di colore bruno. Finalmente i bersagli mobili che possono essere, scorrevoli quando passano semplicemente innanzi al tiratore, scomparenti, quando appariscono al tiratore per un tempo determinato e durante questo rimangono immobili, ad andata e ritorno quando possono muoversi nei due sensi. Per preparare il soldato al tiro a braccio sciolto è prescritto l'uso di uno speciale cavalletto a piano inclinato ed a gradini sui quali deve appoggiarsi il fucile. Per i bersagli ad ogni battaglione sono assegnati annualmente 360 marchi (450 franchi). La secondà parte della istruzione, che tratta del personale insegnante, prescrive che ufficiali e sottufficiali incaricati d'istruire le truppe nel tiro abbiano' tale abilità nel pratico esercizio del · tiro da potere riconoscert: con pochi colpi gli eventuali . difetti d'un fucile e porvi riparo con un puntamento corretto; è pure consigliato ai comanda~ti di reggimento cli sottoporre il personale insegnante a frequenti esercitazioni di. tiro percbè conservi e perfezioni la propria abilità. Per ottenere una certa uniformità nella istruzione, per chiarire le questioni dubbie e per determinare l'andamento progressivo dell'insegnamento, almeno 1 una volta all'anno, e meglio al principio di ogni nuovo periodo di tiro, i comandanti di battaglione devono chiamare ·a conferenza i loro ufficiali ed indicare ad essi i propri intendimenti riguardo a quest'istruzione. Siccome il contegno dell'istruttore influenza in alto grado i progressi di tiro del soldato, così quello deve cercare di rimuovere dal tiratore qualunque timidità, mantenere e risvegliare in esso l'interesse per questa istruzione. Le esercitazioni di tiro per tutti gli ufficiali subalterni devono aver luogo, per quanto lo consentono le circostanze locali e di servizio, per , reggimento o per battaglione. · La terz.a parte della pubblicazione comprende il metodo d'istruzione ed ti modo di puntamento. Riguardo al primo l'istruttore comincia col dare alla recluta i primi rudimenti del puntamento facendole dirigere la visuale col fucile collocato, o sopra un sacco di sabbia od entro ad un congeg!lo da puntare; quando il soldato abbia appreso questi elementi e sia relativamente capace di apprezzare gli errori di puntamento, si deve indi-, cargli la giusta posizione di combattimento per puntare, rinforzare a ESTERA
questo esercizio la di lui muscnlatura, abituarlo a teuere e a~ appog?iare il fucile alla spalla com'è pre_:;critto. Quando la recluta abbia ra~gm~ta la voluta posizione si comincia ad istruirla ~ul modo di premere 11 gn_lletto, facendo eseguire dapprima questo movnnento colla bocca del fucile al cavalletto iu seouito a braccio sciolto, esigendo sempre la t-'>O ç) app.orroiata perfetta immobilità del corpo; qnesto esercizio sarà ripetuto co~ so ld~~o disteso a terra, in ginocchio, dietro un parapetto, contro bersngli rnob1h, pretendendo che la recluta fissi rapidamente il bersaglio per non. stancare occhio e braccio prima di fare scattare il colpo. · Nell'insegnare b c.arica, la qnale parte ddl'istruzione si impartisce dapprima con cartucce da esercitazione, poscia con cartucce da sa_lve, si deve pretendere la massima calma e che il . soldato non abbia a chiudere gli occhi all'atto dello sparo; ,1d ottenere questo è molto opportuno, per le prime volte, dargli da sparare un fucile non sempre carico, in modo che il soldato sia incerto se premendo il grilletto e mantenendo esattamente la prescritta posizione, il colpo abbia o meuo a partire. Tirando colla cartuccia carica, si dovrà, se possibile, esigere più rigorosàmente la osservanza di tutte le prescrizioni risgu:irdanti la posizione ed i movimenti. Miglior posizione dell'istruttore sarà su:la :;inistra del tiratore ed eoli potrù sempre, fino al momento dello . sparo, o . dargìi brevi e chiare tutte quelle avvertenze che riterrà nece~san~, evt· tanclo però di stancare il tiratore, specialmente. se a braccio sciolto; accoroendosi che il soldato si eccita o diventa inquieto, l'istruttore deve fa1·<,1t'rnett.ere l'arma al piede, calmarlo e ricominciare l'istrnzion_e; il tir:iore deve sempre indicare dove mira e possibilmente dove batte il colpo ed anche con questa prescriziC'ne si previene l'inconveniente che il soldato abbia a chiudere l'occhio quando spara. Quando siano compite le tre serie di tiri, e cioè quello di scuola, quello cli combauirnento individuale e cruello cl.i combattimento per reparti, le munizioni che avanzassero vengono impiegate a far sparare. maggior numero di colpi ai tiràtori meno abi li. La giu3ta scelta del ,posto, avuto riguardo al campo di tiro, l'utilizzazione del terreno per 11ppoggiarc l'arma o per riparare il tiratore, la giusta stima rlelle distnnze, un rapido puntamento in tutte le varie posizioni, sono qualità che devono sempre ottenersi e sempre pretendersi, poichè senza di esse il fucile non potrebbe essere adoperato con· successo io combattimento. -In questa parte della istruzione è dedicato uno speciale capitolo_al mòdo tli puntamento e si comincia col dire che il soldato deve imparare a colpire, non solamente col tiro lento, ma pure co~ quello_ce· }ere. e quindi ogni cura deve rivolgersi ad ottenere dal tiratore una <.
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ESTEHA
RIVISTA
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, ..,
pos1Z1one di puntamento libero, sciolto, scevra da inuti le impiego di forza; devesi inoltre essere ben sicuri che gli oggetti di vestiario e di buffetteria non lo disturbino. Per ottenùe un tiro rnpido e :sicuro bisogna che il soldato, dopo aver presa rapidamente la posizione di puntamento, fissi immediatamente la meta, prenda il punto d'appoggio e quindi tranquillamente, ma senza interruzione, faccia scattare il colpo. Per prendere la posizione del puntamento a braccio sciolto, il tiratore, volto per 1/ 1 di giro a destra, deve appoggiare ben d'appiombo sui piedi che distano •1/2 passo uno da ll'altro. Caricato il fucile, nel fargli prendere la posizione di puntamento, si deve evitare che la mano sinistì·a, la quale sostiene l'arma, abbia da fare nn inutile sforzo, la testa deve poggiare leggermente al calcio, i muscoli del collo non devono essere tesi. La mano destra non deve c:mgiare mai la posizione iniziale presa nel portare il fLJcile alla spalla; nel determinare la linea di puntamento, il corpo deve rimanere immobile e solo la testa può inclinarsi !eggerinente in avanti. Si punta dapprima circa· un mezzo metro al disotto del bersaglio, poi lentamente, mantenendo fermo contatto dell'indice ·col grilletto, si alza colla m:rno sinistra l'arma fino a quando la .visuale incontra il punto a cui si vuole mirare e quindi , arrestando il respiro, si preme gradat.amente il grilletto e si fa partire il colpo. Durante lo sparo l'occhio deve rimanere fisso al bersaglio, la testa, la spalla destra e la mano sinistra immobili. Il tiro a braccio sciolto dev'essere sempre preceduto dal puntamento e dal tiro al cavalletto. Il modo di puntare, stando distesi a terra, od in ginocchio, od appoggi:,ndo il fucile ad ostacoli naturali , dipende. naturalmente dal terreno, dalla costruzione del singolo individuo, dalla forma del bersaglio, dalle circostanze del combattimento. Nella istruzione sono contemplati i vari casi del puntamento a terra con appoggio, a terra seµza appoggio ed a terra a braccio sciol io; del · puntamento in ginocchio, del puntamento dietro un albera, tant() a braccio sciolto, quanto all'appoggio, finalmente del puntamento · contro ber?agl i mobili. . La parte quarta dell'istruzione, la più import.ante e la più es!esa di tutta la pubblicazione, tratta dell'esercitazioni di tiro. In questa p11rte del libro sono prese in coogiderazione le varie esercitazioni del tiro, lo scopo del tiro di scuola, il mòdo di prendere parte al tjro di scuolii, il riparto in classi di tiro per il tiro di scuola, le determinazioni che valgono a far desistere dal tiro di scuola, le norme per il servizio al 1
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2.03
1
RIV[STA
bersaglio durante il tiro di scuola, le esercitazioni del tiro di scuola per tre classi di tiro, il tiro di combattimento, il tiro d'istruzione, i tiri di controllo, i premi di tiro, i distintivi da tiratore, i tiri d'esame ed infine. la tenuta. Venendo a trattare _più particolareggiatamente dei singoli capitoli di questa quarta parte, si comincia dal trovare che le oserei tazioni di tiro sono suddivise in tre distinte categorie e precisamente, il tiro di scuola, quello di combattimento e c1uello d' istruzione; di questi, il secondo si suddivide a sna volta in tiro di combattimento individuale e tiro di combattimento per riparto. Scopo del tiro di scuola è di rendere ufficiali, graduati e soldati quanto mai possibi le abili tiratori con tutti i vari modi di puntamento e per questa istruzione è quindi pienamente giustificato un impiego relativamente grande di tempo e di munizioni. L'istruzione sistematica dei tiratori esige che essi sieno ripartiti in (;]assi le quali sono fissate in numero di tre per ognuna delle quali sono determinate spe(;iali esercitazioni . Alle esercitazioni del tiro di scuola devono prendere parte tutti gli ufficiali subalterni, i graduati ed i soldati, per quanto lo consentono le esigenze del servizio. Nel corso dell'anno ogni tiratore deve eseguire il numero di colpi fissato per . la classe alla quale esso appar• tiene. Agli individui corti di vista, e così giudicati dal medico, è concesso l'11so di occhiali. Appartengono alla terza classe tutti i tiratori che durante la loro ferma non abbiano ancora esegb1ita una serie di esercitazioni di tiro, oppure che per deficenza di abilità non siauo stati transitati in una classe superiore. · Passano alla seconda classe i tiratori che con 70 o meno cartucce soddi ~fino al le condizioni del progra!llma delleesercitazioni per la terza classe. Vengono transitati alla prima classe i tiratori che con 63 o meno cartucce adempiono alle condizioni del programma delle esercitazioni della seconda classe. Ufficiali e graduati che soddisfino due volte alle condizioni della prima classe ricevono incarichi speciali. Di tutto quanto riguarda la classe di tiro, i premi dì tiro ed i distintivi da tiratore dev'essere fatta menzione sul foglio di congedo dell'interessato. L'anno d'esercitazione per il tiro comincia col ,1° ottobre e termina coll'ultimo di seLtembre; de,,ono evitarsi le giornate in condizioni at-
205 mosferiche sfavorevoli; un esemplare dell'istruzione sul tiro dev'essere portato sempre sul posto d' esercitazione; le canne dei fucili devono essere lavate e perfettamente prive di corpi estranei pri ma d'ogni esercitazione; ogni soldato riceve uu libretto di tiro . Il personale dirigente d'ogni eserci tazione di tiro è costituito: da un ufficiale che assume la sorveglianza e la responsabilità di quest'istruzione; da un sottufficiale incaricato di invigi lare i movimenti dei tiratori e le indicazioni del segna tore al bersaglio; di un altro sottufficiale incaricato di distribuire le munizioni e di controllarne il consumo; di uno scritturnle incaricato di scrivere con inchiostro il risultato di ogni colpo sull'apposito registro. L:i squadra sta alcuni passi dietro al soldato che eseguisce il tiro; appena segnato il colpo il tiratore ue dà ad alta voce il risultato, facendo pre(jedere a questa indicazione il proprio nome, e quindi ritorna al suo posto di squadra. Tirando contro bersagli mobi:li il tiratore viene alla posizione di punt appena egli vegga, od apparire, o muoversi il bersaglio. Nelle eser(;ilazioni del tiro di scuola si esige la massima calma, in modo da poter bene utilizzare il numero di cartt:1cce prescritto per ogni esercizio; una esecuzione troppo aJTrettat:i sarebbe dannosa quanto una lunga interruzione . , Singoli tiratori c:ittivi che siensi scoraggiati, dovranno essere fatti astenere per qualche tempo dal tiro, finchè abbiano riacquistata la voluta tranquillità . Nel tiro contro bersagli mobili il tiro mancato non è considerato come tiro sbagliato. Per prevenire disgr:izie devesi attenersi strettamente alle pres(jrizioni regolamentari per la forma degli os~erva tori al bersaglio, evitare grida durante l' esercitazione fra i segnatori e le squadre; sono proibi ti segnali con tamburi o tror:!be; non si deve tirare contemporaneamen te contrci parecch i bersagli da una stessa posizione di squadra; tirando al di là di ft.00 metri devono essere · tolti tutti glr oggetti danneggiabili in immediata vicinanza al bersaglio; i fuci li carichi non devono mai uscire di mano :il tiratore; non si devono eseguire esercizi di puntamento; ultimato il tiro devono essere passati in rivista fucili e giberne. Quanto al servizio del bersaglio, il personale cosi comandato si compone cli un graduato e di due o tre lavoratori' tutti appa rtenenti alla compagnia che eseguis(je il tiro. Qnesti uomini tlevono essere rilevati, ogni. due ore; il grad1Ìato risponde della esatta segnalazione e del buon ordine al bersaglio; se questo è ESTERA
206
RIVISTA
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scorrevole dev'essere mosso colla velocitit di ,120 passi al minuto e rimanere visibile al tiratore durante 6 secondi; bersagli scomparenti rimangono visibili soltanto per 5 SP.condi, quanto occorre per contare fino a 9 colla usuale celerità di marcia. Al bersaglio una bandiernola rossa e bianca, quando è alzala e visibile alla squadra, indica che si può tirare; il grnduato nl bersaglio per esaminare il risultato dei colpi si serve d'uno specchio; uno dei lavoNttori disimpegna il servizio della bandiera, l'altro tura i fori del bersaglio; tiran\lo contro bersagli mobili, quando sono colpiti da qualche tiro, devono essere mostrati al tiratore. Per il controllo, il foro dell'ultimo col po rimane llperto sino al tiro successivo . Mentre per bersngli fissi bastano due lavoratori, per quelli mobili ne occorrono tre. Le esercitaz ioni del tiro di scuola per le tre classi si distinguono in preparatorie e complementari, si eseguiscono tutte senza bnionetta innast.:ita e siccome le norme che le determinano sono chiaramente specifica te, così riteniamo opportuno riportare integralmente i relativi programmi.
EserC'itazione coinple1nentare. - Cond·1:zioni da adempirsi i,n 5 colpi.
I I
N• Met.ri
sciolto.
DEllSAGLIO
Id.
id.
Id . .
5 larghezze d' uomo,
3 100
Id.
id.
Di scuola
5 larghezze d'uomo,
3 specchi, ,j,0 anelli.
Id. . . . . . 5 larghezze d'uomo, 2 ~pecchi, 30 anelli.
5 150 In piedi all'appoggio.
Id. . . . . . 5 punii colpiti, ,j, larghezze d'uomo, 1 specchio , 28 anelli. Id. . . . . . 5 punti colpiti, 3 larghezze d'uomo, i5 anelli. ·
6 ·150 In piedi a braccio sciolto.
(1) Striscia nello specchio conta come striscia e specchio.
121 200 In piedi all'appoggio dietro parapetto. 13 250 In ginocchio .
3 strisci e, 2 spec· chi (1).
4 100 In piedi a braccio . sciolto.
gure.
fihezze 'uomo, 2 1gure.
anelli .
2. striscie.
2 100
CONDIZIONI
10 200 A terra a bracci o Di scuola, scorre- 5 punti coìpiti, 3 lar1·1 200 A terra all'appoggio.
5 larghe(ze d'uomo,
I
9 150 In piedi ah ra cc io Di scuola, scorre- 5 punti colpiti,2 larsciolto. vole. ghezze d'uomo, 15
CONDJZIONI
1 ,f 00 In piedi all'appoggio. A st-riscia
plicato sopra un bersaglio in ginocchio.
plicato sopra un bersaglio del busto.
sciolto. PUNTAMENTO
DEUSAGLIO
8 150 A terra all'appoggio. Di scuola, con ap- 5 punti colti, 4 lar-
Esercitazione preparatoria -- Cond'izioni d~ adempi,rs·i, in 5 colpi.
I
PUNTAMENTO
7 150 Iu piedi a braccio Di scuola, con ap- 5 punt-icolpiti, 3 fi-
3• classe.
N° Metri
207
ESTERA
H 300 A terra a braccio sciolto. 15 400 A terra all'appoggio.
t 16 150 In piedi a braccio
.sciolto, 5 colpi a comando.
vole.
ghezzcd'uomo,20 anelli. Di scuola, con ap- 5 punti coltti, ,i- larghezze 'uomo, 2 plicato sogra un bersaglio el bufigure . sto. Del tronco, scom- 2 figure. parente. Di scuola, con ap- 4 punti colpiti, 2 fi. gure. gticato sopra uu ersaglio in ginocclÌio. · Di scuola,con appli- 3 figore. cato sopra 3 bersagli del tronco. A sezioni, con ap- ,i- punti colpiti, 3 fiplicato sopra. 3 gure. bersagli figura sulle larghezze d'uomo centrali. 4 pt1nti colpiti. Di scuola
ESTERA
RIVISTA
208
209
2• classe. 1 • classe.
Esercitazione preparatoria. - Condiz'ioni da adempfrsi in 3 co/,pi.
Esercitazione preparatoria. PUNTAMENTO
CONDIZIONI
BERSAGLlO
N° Metrl
3 larghezze d'uomo, 2 striscie entro allo specchio. A striscia . . . . 3 larghezze d'uomo, id. Id. 2 450 1 specchio, 20 anelli. 3 '150 In piedi a bracci o A striscia . . .. 3 larghezze d'uomo, sciolto . ,J6 anelli.
I
PUNTAMENTO
Cond'i;;ioni da adempfrsi in 3 colp-i.
BERSAGLIO
CONDIZIONI
1 1100 In piedi all'appoggio. A striscia
Esercitazione complementare. - Condizioni da adempitrsi in 5 colpi.
4 150 A terra all'appoggio. Di scuola, con ap- 5 larghezze d'uomo, · 2 figure. plicato sopra il bersaglio della testa. 1
5 150 A terra a b r ·acci o Del busto
2 figure.
sciolto. 6] 1150 A terra all'appoggio. !'Della testa, scorn- 2 figure. parente. 7 150 Iu ginocchio . . . . In ginocchio, scor- 3 figurr. revole. •
5 punti colpiti, 3 larghezzed'uomo,2,1 anelli.
8 200 In piedi a braccio Di scuola
sciolto.
9 200 In piedi all'appoggio Del busto,scompa- 2 figure.
dietro parapetto.
rente.
2 figure . 10 250 A terra a braccio Figura. sciolto. H 300 A terra all'appoggio. Di scuola, con appli- ,\, figure. CRti sopra 3 bersagli del tronco. 12 500
Id.
id.
A sezioni: . . . . 3 punti colpiti.
1 100 In piedi all'appoggio. A striscia ..
2 150
Id .
id.
Di scuola .. . . 3 larghezzed'uomo, 2 specchi , 25 anelli . 3 150 In piedi a brace i o Di senola . . . . 3 larghezze d'uomo, sci olio. 1 specchio, io aneli i. Esercùazionc complem,entare. - Condizioni da adempirsi -in 5 colpi.
4 '150 A terrai all'appoggio. Della testa 3 figure. 5 150 A terra a bracci o Del busto, scompa- 2 figure . sciolto. reute. 6 150 In piedi a braccio In ginocch io, scor- 3 figure. scioIlo. re vole. 1
1
7 200 A terra all'appoggio. Del tronco .
3 figure.
8 200 In piedi all'appoggio Della testa, scom- 2 fìgure.
. dietro parapetto.
parente.
9 250 Iu ginocchio . In ginocchio . 10 300 A terra a11'appoggio. Di scuola
ioo
11
3 figure.
5 punti col pi ti, 3 larghezzed'uomo,20 anelli.
A terra a braccio Di scuola,con appli- 3 figure.
sciolto.
c:Hi sopra 3 bersagli inginocchio.
12 600 A terra all'appoggio. A sezioni
I
:14 - ANJl.0 XXX, VOI•• /
3 specchi cop 2 striscie o 2 spécchi con 3 striscie.
!,
3 pu nti colpiti.
l\IV!STA
Il tiro di combattimento costitu isce la parte più perfezionata di questa istruzione e si richiede quindi che il solda to vi sia praticamente pre_parato, tanto per ciò eh~ riguard~ il '.11aneggio_ dell'arma, quanto r~spetto idla disciplina del lnoco . Il uro dt cornbattnnento ha luogo possibilmente sul terreno libero, quando si possa occupare qut'sto senza pericolo p·er nua gittatà . di 3000 m~tri _ed una la:ghezr.a di 50~ ~ .?00 metri a destrn ed a sinist.ra della d1re1.1orie del tiro; questa e,,elCltazioòe si divide in t.iro individuale e tiro per riparto. Quanto al tiro individuale, appena il soldato abbia ricevut~ una si~f- · fic ientc -istruzione tecnica e pratica sn lla sua arma, glt dc: essere insegnato come adoperarla iudividua lmen~e in circostanze di comb~tLlmento e quindi i criLeri che servono d.1 norma ~er quest~ 1st:uz1one sono la util izzazione del terreno, il giusto appoggio del fucile, 11 puntamento più opportuno, un'esatta stima della distanza,_ la_ s_cel_ta . con~ veniente dell'alzo e del punto di mira , l'approfittare de1 mrn1m1 ntagh il tiro . I bersaal i d'ogni specie devono essere d.l Lempo per eserrnire 0 o . d' visibili alleva rie distanze ed i tiratori devono cangiare success1va1:11~ntc . 1 posto . Il tiro dei soldati con tro i vari bersagli dev'essere_rnd1_1ridua1~ · mente sorvegliato . Il modo di puntamento dev'esser~ la$C1ato libero at tiratore, salvo ad indicargli dopo qnal altro modo dt puntare sarebl)e stato più opportuno. . .. . . TuLti r,[i ufficiali subalterni , graduati e soldati delle tre classi cli tiro pren°dono parte a questa esercitazione_indi~idual:. Il tiro di combattimento per riparto compisce 11struz10ne della truppa nel tiro, perfeziona gli ufficiali ed i graduati nella conclo_tta del fuoc~, Ji esercita a trarre maggior profitto dell'abilità di tiro dei loro ~oldat1~ è consigliabile che i reparti, sezioni o compagnie, sieno ~u piede ~t ouerra e che le esercitazioni sieno dirette dni comandanti d1 reggt~ento O di battaglione; il concetto di questi eserciz1 .dovrà .ess~re tal~ da richiedere, non solamente lo sviluppo d'una superiore direzione d1 fnoco, ma pure di forzare gli uomini ad un'azione individ_uale; si faranno esercitazioni, tanto d'attacco, che di difesa, tanto d1 quelle da campagna , co111e di quelle da fortezza, tanto per t!ri diurni, come per quelli di notte. Compita -l'esercitazione la truppa viene cond~tta al bersarrlio per mostrarle i risultati del tiro . Al tiro di co~lrnttnnento_pe~ ri;:irto prendono parte come tiratori tutti i soldati delle tre classi d1_ tiro e 1~ sviluppo da dare a questa istruzione clipen_cl~ cl~! _nnrn~ro -~1 cartucce che i comandi generali assegnano per ogm mdIVtduo rn ptLl di 20 cartucce per solcla_!o che i corpi tengono ogni anno a tal uopo in riserva.
ESTERA
Il tiro d'istruzione serve a determinare l'efficacia del singolo fucile, l'azione del fuoco per riparto, a chiarire praticamente le condizioni -d'impiego più favorevole del fucile modello 71, a formare un personale d'istruzione capace e pratico di una buona condotta di fuoco. Quanto alla efficacia del singolo fuci le, le esercitazioni principal i che si eseguiscono sono: tiro com parativo fra tre fu ciii sparando 5 colpi a 100 metri contro uno stesso hersaglic, senza cangiare alzo o puntamento; cletermin::izione della precisionc di tiro per distanze da 20® a 600 metri; rappresentazione della tr:iicttorin, impiegando succe~si varnente l'alzo abbattuto e la foglietta, per distauzc da 50 a 2.70 metri per il primo e da 300 a 350 metri per la seconda; determinazione del l'influenza che ha la baionetta innastntn sul tiro; tiro da un fosso contro piccoli bersagli scomparenti e contro bersagli cbe, swudo dietro parapeui, sono anche coperti da sacchi a terra, ecc. Quan to all 'azione del fuoco per riparto, le esercitazioni principali sono: rappresentazione dell'erncacia d~I fuoco sopra un largo spazio battuto impiegando clne linee di mira; Mfìcacia del tiro di giorno nella guerra di fortezza; efficacin del tiro di notte impiegando cavn lletti. In caso cli tiro mal eseguito o di armi difettose è lecito all'ufficiale -che dirige la esercitazione di far eseguire all' ultimo alcuni colpi di ·Controllo dei quali però va tenuto ca lcolo sui registri della compagnia. Per stimolare l'ernula.zione nella truppa e per distinguere buoni tiratori nella istruzione del tiro, sooo stabiliti premi di tiro e distintivi da tiratore. Ogni battaglione può disporre annualmente cli ,f i premi, i quali sono costituiti da medaglie d'argento dd valore complessivo di 85,50 nrnrch i ('I 06,87 franch i); queste medaglie sono di dnc specie a seconda che vengono date ai grr1duati od alla trùppa; quelle dei graduati si sudd ividono in due classi, quelle per i soldati in tre, a seconda del punto di meri to e della classe di ti ro a cui appartiene il , premiato . Il distintivo dà tiratore viene conferito annua lmente a ,12 soldati d'ogni çomp:ignia, 6 appàrtenenti alla ,fa classe di tiro; ,I. alla 2,a e 2 alla 3°. Anche- ai graduati di ogoi battaglione possono essere dist.ribuiti annualmente "2 distintivi da tiratore, sempre quando la .loro abilità nel tiro superi quella dei primi soldati che .rimùsero privi cli distintivo al concnrso. · Prim11 delle esercitazioni autunnali d'ogni anno ha luogo il tiro cli ·esame; i còmpiti a tlll uopo sono dati da l ministero, e questa prova, fatta su J~rga scala, serve a dare un concetto dei progressi ottenuti <lai corpi nel la esecuzione del tiro. I l ministero spedisce due esem1
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plari di schemi metnllo-grnfìci, dei quali uno è tenuto e sottoscritto dnll'uflìcia le che dirige il tiro, l'altro rlall' ufficiale al bersaglio e tutti e due questi documenti vengono rinviati al ministero , debitamente riempiti, appena ultimata la esercitazione. Quanto alla tenuta per il tiro è sern pre prescritta quella cli fatica durante le esercitazioni preparat-0rie ed invece quella di via completa, collo zaino, coll'elmo a sottogola abbassato per le esercitazioni complementari. La parte quinta dell'istruzione sul tiro tratta dei rc•gistri di tiro e dei rapporti sul tiro. I registri cli tiro sono solamente due: il libro di tiro della compagnia, cd il libretto cli tiro del soldato; il primo è diviso in tre parti , per gli ufficiali , graduati e soldati, ripartiti nelle tre classi a cui ap- · pnrtengouo e per con traddisti nguere i risultati precisi sopra ogni specie di bersaglio, corrispondentemente alle condizioni imposte per le varie escrcitaziou i, è aclotUllo uua specie d'alfabeto a segnal i grafici, molto semplice e molto chiaro; questo libro dev'essere rinnova to ogni anno. Il libretto del soldato contiene le generalità sul fucile, i risultati ottenuti nel tiro, l'assegnazione alla classe, i pr~rnì riportati, i distintivi ricevuti, ecc. Il soldato clic parte in congedo può portare seco il proprio libretto di tiro. Finalmente i rapporti che si trnsmettono sulla istruzione del tiro sono quattro. Quelli delle compagnie al 11° novembre d'ogni nono al comando del battaglione; quell i dei battnglioni al comando del reggimento; quelli dei reggimenti alle superiori autorità; infine quell i che i comandi general i trasmettono al 30 novembre a S. M. l'I mperatore o Re, contenenti i i·apporti di tiro dei battaglioni ed i rapport i sui tiri d'e5amc. Colla descrizione elci rapporti sul tiro resta finito quello che costituisce il testo propriamente detto della istruzione e ad essa fanno seguito gli allegati; di questi nlcuoi sono escmp'ì pratici per In compilazione ed il modulo degli specchi e perciò li citeremo soltanto; altri invece sono un'illustrazione importantissima delle prescrizioni contenute nel testo e quindi ne daremo ampio resoconto. L'allegato A dà il modello grafico dello specchio contenente le giornale di tiro e le munizioni consumale. L'allegato B dà il modello grafico dello specchio contenente i risultati di tiro di una classe. · L'allegato C dà il modello grafico dello specchio contenente i risultati di tiro delle tre classi d'una compngnia.
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L':1llegato D dà il modello grafico dello specchio contenente il consumo delle munizioni . L'allegato E dà il modello grafico clcllo specchio contenente i risu ltati del tiro deg.li u ni cial i subalterni d' un batta..,lioue o d' uu re(Yo o girnento. L'allega to F clii il modello grafico dello specchio contenente i risn ltllli di ti ro di un intero bau.iglionc. L'allegalo G contiene riun iti in specchi i principali dati ba listici del fuci le modello i ·I . L'allegato H tratta dei principì generali per l'impiego del fuci le modello 7 1; questo allegato è diviso iu quattro parti che considerano successivamente l'orfìcacia del fuoco, il sistema di puntamento, l'impiego dell'alzo e la condotk"l del fuoco. Quanto all'efficacia d1:-I fnoco, dice l'istruzione che un buon tiratore con ogni singolo tiro può colpire, fino a 200 metri, un bersaglio in ferio re a mezza altezza d'uomo; fino· a 250 metri bersa..,li larghi quanto un uom o ed alti mezza altezza d'nomo; fino a 300 me~ri bersagli più lorgh i d'un uomo ed nlti mezza altezza d'uomo; fin o a ! 50 metri bersagli più larghi d'un uomo, alti quanto un nomo e pure cavalieri isolati . Qnando si porga opportunità di detenninnre preventivamente la posizione dell'alzo e il punto di mira, i due ultimi limiti possono estendersi a 4.00 e 600 metri. Oltr':\ que$te distanze si ottiene efficacia vernmente uti le soltanto quando molti fu cili tirano contemporaneamente contro uno ste;so bersaglio. A cominciare dal tiro coll'alzo per ,\.00 metri e per distanze maggiori, e sparando non meno di 100 colpi, si ha uno spazio battuto lungo -IOO metri, dei quali 50 al di qua e 50 al fii là della distanza corrispondente all'alzo scelto. Due lince di mira che differiscano fra di loro di 50 metri hnnno uno spazio battuto di 150 metri; per 100 metri di differenza lo spazio bMtuto è di 2ù0 metri; con tre linee di mira che differiscano di ~ 00 metri una d11ll'altra lo spazio battuto è di 300 metri. L'efOcacia del fuoc:o pc!' riparto diminuisce coll'aumentnrc delle distanze e dipende dall'altezza, profondità e densità del bersagl io; la efficacia cresce pressochè proporzionalmente coll'altezza del bersnglio. Qunnto al sistema del puntamento si dirige la visuale al piede dei bersaglio fluo a quando cosi si possa fare senza danno clell'eflìcacia. Perciò è pres<:ri lto: di puntare nel centro del bersaglio per lo distame comprese nc!l'alzo e per quelle cli poco superiori: di puntare eia 25 a 50 centimetri sotto al ber,-agl io per distanze comprnso fra il.O e 2:lO metri puntando coll'alzo abbattuto, per distanze comprese fra 270 e 330 metri puntando colla foglietta. 1
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Queste prescrizioni però non sono assolute r. dipendd dal raziocinio del tiratore di adattare alla propria arma il puntamento; quando poi per uno stesso bersaglio sieuo dati di vcr~i alzi contemporaneamente allora il. punto di mira dev'essere sernpr,: al piede del bersaglio. Quanto all'impiego dell'alzo si fa uso : dell'alzo abbattuto, dalla bocca del fuc;ilc Jlno a 270 metri ; della fogl ieua dai 2.70 metri ai 350 metri, potendosi impiegare la foglietta anche al disotto dei 270 metri qunnclo si tiri contro cavalleria clic s'avanza; cli alzo col ritto sollevato per distanze fino a /}00 metri; di alzo col ritto scorreYole esterno rialzato su quello interno per distanze superiori, quando trattisi di bauere una zona di 50 metri il cui limite più lontano conispondn alb cl i.s tanza data dall'alzo. Eseguendo il tiro per riparto a distanze superiori ai -~00 metri si devono distinguere i due casi di bersaglio fe rmo e bersagl io mobile. ~cl primo caso, se la distanza ò igilOta, si aclopr~no contern poranoameute diversi alzi: per distanze comprese fra ,j.00 e 600 metri si prenderanno 2, alzi, che differiscano fra loro di 50 metri, per battere una zona di 150 metri; per distanze fra 600 ed 800 metri, 2 alzi che diffe riscano di ·100 metri fra loro; per distanze superiori agli 800 metri 3 alzi che differiscano fra loro di 400 metri ognuno. Nel secondo caso, quello dei bc1rsagli mobili, se questi si muovono al di quà di !lOO metri dovranno impiegarsi diversi ·alzi , differenti uno dall'altro di 100 metri; se la distanza da cui muove il bersaglio è nota basteranno 2 alzi; per dist.anze ignote e superiori agli 800 metri occorreranno 3 alz.i . Quanto alla condotta del fuoco, fi no a quando, durante il combattimento, essa possa e~sere mantenuta, è il comandante della truppa che deve regolare l'impiego dell'arma, poichè in una condotta di fuoco ben esegui ta si ha potente garanzia di successo : a tal uopo abbisognano tranquillith , capaci tà di deci$ioni tattiche, abilità nello stimare lo dist:>nzo e nel gindicare gli effetti, apprezzamento' opportuno del terreno e conoscenza perfetta della efficacia dell'arma. Nella condotta del fuoco si dovrà tendere a concentrarlo su punti importanti e cercnre cl i ottenere in breve tempo l'e!l'ettò voluto . Otto sono i còmpiti principali il cui sviluppo spetta alla condotta del fuoco . Il primo è la scelta della miglior posizione per lo spiegamento della trup pa ed a tal uopo servono i principi tattici, l'utilizzazione della configurazione del terreno, ecc. Il $eCondo è l'esat~o apprezza mento della fo rza insita nAlla truppa destinata al combattimento e quindi un adeguato spiegamento; oltre al terreno entrano come coefficienti im-
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portanti sui probabili effetti, lo scopo del comhatLimento, le munizioni ed il tempo dispon ibili . Il terzo è la scelta elci momento opportuno per ar,rire il fuoco, che dipende da una giusta proporzione fra le mttnizion i disponibil i cd il presunto loro effeuo; contro bersagli alti si può tirare con buon effetto fino ad 800 metri; con tro bers,1gli bassi, al di là di ,'(;00 metri, non si possono ouenere risultati effi caci chP. con rilevante' consumo di munizioui; al di là degli 800 metri nou si deve tirare che contro bers:igli i quali con la loro altezza, profondità ed estensione presentino una larga metb di tiro utile. li quarto è la scelta del bersaglio, che costituisce uno dei più dif6ci li còmpiti della condotta del fuoco, dovendosi sempre preferire <1uel bersaglio che dia risul tati più micidia li, che dehba essere cangiato quanto meno ò possibile. Il quinto ò la determinazione delI~ di:stanza ; quando questa non sia nota, o per preventiva misurazione, o per stima fatta al momento di principiare il fuoco,o percarte topografiche, si determ ina l'alzo conYeniente dirigendo alcune salve nel un dato punto, sceglienrlo per questo tiro distanze corte in modo da't)Oter scorgere l'effetto delle pallottole sul froute del bersaglio. Il sesto è la dP.Lerminazionedella linea o delle linee di mira, e questa dipende dalla dist:1111.a, estensione superfi ciale, mobilità del bersaglio. come pure dalla forza della truppa che esegn isce il fnoco . Il settimo è la scelta della specie cli fu oco, se cioè indi viduale od a salre; con quest' ultima si tiene mnggiormente alla mano l:i trnppa, si regola meglio il fuoco , si osserva . più facil men te l'effetto dei colpi e quind i si determina con mi nore difficoltà la migliore linea di mira; l'impiego di questo tiro viene quindi consigliai-O al principio del combattimento, quando la truppa che eseguisce il fuoco non sia efficacemen te battuta dal nemico; una linea di ti ratori invece eseguisce fn oco indi viduale, come quello che con un punk'lmento tranqnillo dà maggiore probabilità cli efficace risultalo. Per mantenere la discipliua del fuoco S') flO indispensabili le pause cli tiro ed a tal uopo bisogna prescrivere il numero di cartucce da srnrarsi da ogni individuo per ogni periodo di fuoco, abituare gli nomini ad ar resta re il tiro appena sen·tano un fischio del comand,10te cli sezione; la maggiore o mi nore velocità del fuoco dei tiratori ,cli pende in genere, dal tempo iu cui devesi distruggere il bersaglio, dalla distanza e dalln specie di questo bersaglio; se per esempio ohre 800 metri contro artiglieria è indicato fuoco vivo di tiratori, invece dovrà essere lento, per distanze frn ,j.00 ed 800 metri, con tro bersagli bassi; quando le linee di tiratori saranno molto dense si preferirà il tiro a salve, a motivo del fumo che s: sviluppa innanzi al fron te; del tiro celere non si dovrà fo r uso che in circo-
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stanze èccezionali. L'ott-Rvo ed ultimo fra i principali còmpiti della condotta del fuoco, sta nella osservazione degli effetti del fuoco; a tal uopo occorreranno precauzioni prese preventivamente, buoni cannocchiali, tendenza di restringere il ni1mero delle linee di mira, buona posizione rispetto al vento ed alla linea di tiro per parte di chi dirige il fuoco, opport.uno col locamento di osservatori che con chinri segnal i abbiano da indicare i risultati del tiro. Come conclusione in questo allega to viene ricordato che in combattimento si presenteranno circostanze durante le quali la ,~ondoua del fuoco non pòtrà più essere diretta dal comandante di compagnia o di sezione; dipenderà allora dalla energia e dalla abilità dei sottufficiali il regolare l'azione degli uomini ad essi più vicini in modo che il tiro proceda regolarmente. Ma per distanze limitate e sotto l'effetto di vivo fuoco nemico, anche questo sa rà in1possibile ed allora il successo dipenderà completamente dalla decisione individuale dei soldati . « Ne segue la necessità che ogni individuo debba essere educato ed istruito in modo da essere reso capace di ;igire. indipendentemente e d'impieg11re convenientemente in ogni singolo caso la propria arma'-' · .L'allegM.o I è uua breve teoria snl tiro, illustrata da disegni dimostrati vi e siccome quanto in essa viene esposto è fondato sempre sullo speciale impiego del fucile da fanteria prussiano M:0 7-t, così ci limiteremo ad enunciare il contenuto delle sei parti in cui è suddiviso questo allegato . La parte prima tratta delle traiettorie, dell'azione dei gas della polvere, della forza di gra.vità, della resistenza dell'aria, degli angoli di inclinazione e di caduta, delle deviazioni . La seconda parte descrìve le varie linee di mira dirette al centro, al piede od al la sommità del ber~aglio. La terza parte prende a-considerare partitamente i vari tratti della traiettoria e quindi il ramo ascendente, quello discendente, la ordinata massima della tr~iettoria, il pun to in bianco e la gettata. La quarta parte tratta del puntameuto e specifica le varie linee di mira a seconda che si faccia passare la visuale dal fondo della tacca dell'alzo alla sommiti.t del mirino, oppure si faccia sporgere questo ..ultimo, oppure infi1ie si faccia spostare later?lmente la sommità del mirino per correggere le deviazioni, ecc. La parte quinta enumera le cause esterne che inlluiscono sulla es:;ttezza del puntamento e del tiro e quindi tratta della luce, delle influenze atmosfericl1e, del vento, del freddo, del caldo, dell'umidità dell'aria . Finalmente la parte sesta tratta delle proprietà balistiche e quindi descrive il fascio delle traiett()rie, le superficie battute verticale ed orizzontale, la. traiettoria media, ecc. L'allegato K porge alcune norme per la stima dcfle distanze; è pre-
scritto che la truppa venga eserci tata in questa istruzione per distanze fino ad 800 metri e che fino a .\-00 metri tutti i soldati sappiano esattamente giudicare le distanze. Per gli uffic.iali ed i graduati questa abilità deve estendersi lìno ai 1200 metri. La istruzione della stima delle distanze consta di esercizi preparator:ì e di esercizi complementari. I primi comprendono la misurazione delle distanze col passo e l'apprezzamento della distanza di dati punti del terreno per tratti compresi fra 50 e 200 metri. I secondi trattano della stima delle distanze prendendo a considerare successivamente tratti di 200 e ii-00 metri; poscia distanze comprese negli 800 metri e finalmente distanze comprese fra 800 e 1200 metri. L'ultimo allegato infine, quello L, contiene tutte le norme che devonsi seguire per la coll11udazione dei fucili e delle cartucce M. 71. Alla nnova istrnzione sul tiro è annessa un'appendice che tratta del tiro col revolver per le truppe a piedi. Questa appendice, cha ha per iscopo d'istruire uel tiro col revolver, tenendo conto specialmente delle circostanze di combattimento in cui quest'arma viene impiegata, è composta di quattro parti e di tre aìlegati . La parte prima tratta del materiale di tiro e delle disposizioni occorrenti per il tiro; i bersagli per i revolvers sono quelli figura colle rispettive loro suddivisioni ; i ca va lietti sono eguali a quelli che si ado perano per il · fucile. La seconda p:~rte descrive le generalità dell'arma; il modo di caricare e scaricare, di . armare e di disarmare il re voi ver; di puntare a .braccio sciolto ed all'appoggio, di sparare l'arma. La terza parte determina le misure di precauzione per prevenire disgrazie, il personale dirigente, quello comandato al bersllglio durante. l'istruzione sul tiro col revolver; descrive le · norme per il tiro e la tenuta. ' rapporti di tiro La quarta parte dà la descrizione dei registri e dei I tre allegati° infine coutengono i modell i dei due specch i di tiro e le norme per la collaudazione del revolver e cartucce l\L 83 . Dopo avere così seguita passo pnsso la istruzione sul tiro ed avr.rne riprodotti sommariamente tutti i vari ciipitoli in modo da dare un'idea, che speriamo chiara, sul metodo impiegato e sulle norme prescritte per il tiro, aggiungeremo a questo r<:lsoconto ancora alcune cooside.razioui di confronto fra questa pubblicazione regolamentare del ,188,i. e quella antecedentemente in vigore dal 1871, per fare rilevare maggiormente le variazioni effettuate ed i progressi · ottenuti. Colla nuova isttuzione, si .fa risaltare, molto più che in quella del
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1877, fin dai primt rudimenti, la necessità per il tiratore di rendersi · prntico delle even tualità del combattimento, preparandolo in tempo di· pace ad utilizzare la propria arma nelle più svariate circostanze. Aumentando la effìcenza morate del soldato, la istruzione gli dà campo di ~viluppare maggiormente la sua forza di volontà, la sua libertà cli · azione. Il tiratore deve saper produrre effetti potenti, non sola mente quand'è guidato e condo tto da chi lo comanda, ma aucile quando in combattimento è fasc iato solo e deve esso stesso pensare a trarre il mi. glior partito dalla propria arma. Gii~ alle reclute si comincia a mostrare la posizione del corpo ch'esse devono mantenere in combattimento e spiegare l'i mpiego delle varie linee di mira; i bersagli raffigurano quanto megl io possibile le parvenze del nemico. Il metodo cl' istmzionc per il tiro di scuola non è dìfferente da quello per il tiro di combattimento; in esso si contengono gli stessi principi, le stesse norme e tutti e due hanno per fondamento la educazione del soldato per il combattimento. Il tiro di scuola assunse, più che per lo passnto, il carattere di preparazione al tiro di combattimento, e questo perchè il puntamento, il punto cli mira ed i bersngli furono determinati dipendentemente a.cir-. costanze di combattimento. Mentre nelle esercitazioni- preparative per le tre clnssi, analogamente alla nntica istruzione, si tira in piedi all'appoggio ed in piedi a braccio sciolto, invece il tiro in piedi appoggiando il fucile non si eseguisce più nelle esercitazioni principnli se non quando l'arma è appoggiata su parapetto, vale a dire in circo,stanze conformi al combattimento. Furono quindi tolti dalle esercitazioni principali quei modi di puntamento che non souo impiegabili in. nanii al uemico, lasciandoli invece razionalmente· nelle esercitazioni preparative per facilit-are al soldato il graduale passaggio al ,tiro in piedi a braccio sciolto. Al pnntamento a terra ed a! l' appoggio venne assegnata maggiore importanza, tanto alle piccole, come alle, grandi distanze, e conseguentemente venne maggiormente limitato il puntamento in ginocchio. Riguiirdo aJla questione tanto discussa del puntamento al piede o del puntamento nl centro del bersaglio la nuova istruzione seppe man, tenere un certo collegamento fra il tiro di scuola e quello éli combattimento, tenendo conto della diversa efficacia dei singo li fuci li e prescrivendo cocseguentemeute di d:rigere la visuale al pi'ede del bersagl io fino a quando così si possa fare senza danno dell'efficacia . Graudi innovazioni furono introdotte uei bersagli; a quelli a striscia ed a quelli cli scuola, ch'es-ii;tevano per lo passato, furono aggiunti
specchi ed anelli per rendere possibile un tiro di prec:1s1one. I ber-, sagli figura vengono applic11 ti su i bersagli di scuola per poter porgere occasione al tiratore di riconoscere sn questo bersaglio di combattirnentv il valore del suo errore e facili targli qu indi la via per la correzione. I bersagli figura interi fu rono ridotti a minori dimensioni; l'altezza, che per lo passato era di ·180 centimetri, venne limitata a ,170 centimetri ; le gambe dell'uomo rappre:;en tat•~ uuite ed il capo coperto di berretto. Sostituendo nei bersagli ~ii swola eJ a sezioni alla tinta celeste, che per l' addietro era di prescrizione, quella bruna, si produssero condizioni di colorn più naturali in campagna . Se la nuova istruzione sul tiro si adatta maggiormente di quella del ·1877 aJJe circostanze di co mbattirrrnnto per quanto riguarda il pun· tarnento, i bersagli cd il pun to cli mirn , altrettanto si può dire rispetto alle distanze cli tiro. Mentre prima, per distanze cli 2.50 e :300 metri, e quindi per quelle in cui avvengono comba ttimenti nell' ul tima fase prima dell'urto, non era prescritto di sparare neppure una cartnccia 1 colla nuova istr,nzione troviamo cont.emplata queste distanze con puntamento di combatti mento contro bersagli di campagna. Nella nuova istruzione si manifesta palese la tendenza di formare buoni tiratori, all11 fine di un solo peri·odo di tiro, .anche i soldati meno anziani. Fin dalla seconda esercitazione il tiratore è fo rzato di tener calcolo delle speciali proprietà del suo fucile, inqnnntochè si pretende ch'esso abbia ; a colpire anche a suddivisioni di bersagli figura applicati a determinata alt!}zza. Per la terza classe di tiro si vede in; trodotto il tiro contro il bersaglio del trouco scomparente, ch'è anch'esso un bersaglio di combattimento . Nella esercitazione del tiro a comando non fu introdotta .nessuna variazione rispetto a quanto era stato prescritto nel ·1877; per le classi superiori invece questa eserci tazioue non è più conternplùa, ammettendosi che individui della seconda e della prima classe, che già devono aver prngredito nella disciplina del fuoco , non abb iano più bi.,. sogno cli questo esercizio per prepararsi convenientemente al tiro per riparto. I modi di puntamento della i.>sercitazione principale della terza classe sono assolutamente determinati per condizioni di combattimento . Il tiro di scuola per i soldati meno anziani è costituito come una vera ed effettiva preparazione al tiro di combattimento, Per raggiungere questo scopo la istruzione prescrive che ogni tiratore, nel corso dell'anno, abbi:, da prendere parte a tutte le esercitazioni della sua classe, anche quando esso non soddisfi a tutte le condizioni ad esse preposte. Terminando quindi un periodo di tiro, anche il più inahil~
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fra i soldati meno anziani, ha eseguito il tir0 contro i principali ber_sagli di combattimento. Questa importante inno, azione era gii1 stata consigli ata da qualche tempo ed il motivo principale per il rprnle si titubava ad accettarla era il timore che la istruzione risnl tasse meno accurata: ma questo inconveniente è prevenuto nella nuova i$truzione eh tiro poichè i tiratori meno anziani non possono passare dalle eserdtazioni preparatorie a quelle complementari se prima non hanno adempite le condizioni per quelle presaitte; ne viene che il comandante di compagnia sì trova forzato d'istruire colla massi ma cura i suoi al lievi della terza classe. E del resto la cura nella esecuzione del tiro viene inclirettarnrrnte stimol<tta nella considerazione che « il · grado di abiliti1 nel tiro cli una compa~ gnia si rnani'fest"'1 coi risultati del le esercitazioni ed il numero dei tiratori che seppero adempiere a tnlte le condizioni imposte per le varie e~ercitazioni sarà il criterio migliore per pot~r gi\1dicare dell'eventu:ile efficacia di combattimento di questa uni tà ! » Siccome poi questa meta non può raggiungersi che mediante una .\Ccurata istruzioCte del si ngolo individuo, cosi d'ora in poi ogni compagnia ambirà di sorpassare le altre in una istruzione razionale sul tiro, dovendosi giudicare sul terreno cd alla pratica prova l'abi lità di questa unitit ed inclnsiv.irnente l'intelligenza e lo zelo del suo CO· mandante. Le norme prescritte dalla nuova istruzione sforzano il tiratore a riflettere lìn dal principio snll"impiego della sua arma e con ciò egli viene educat.o a maggiore libert.it d'azione e si pretende da lui maggior grado di precisione nel tiro. . La conoscenza della traiettoria· e delle propri'tltà del fucile è indispensabile fw da principio al tiratore; ,,, per ogni nuova di,,tanza queste cognizioni si sviluppano e si estendono dando nl soldato, prima d'ogni altra cosa, una com pleta sicurezza nel maneggio dell'alzo. Questo essendo rimasto costante per tutti i bersagli fì no a 270 metri assunse molto maggiore importanza che per lo passato. Si deve considerare come un progresso importantissimo della nuova istruzione che nella terza classe di tiro si spara tredici volte coll'idzo abbattuto e si passa solo_dopo · at". pnntamento colla fogli etta, · mentre nella istruzione del 1877, rimanendo uguali bersaglio e distanza, si cangiava il puntamento coll'alzo abbattuto con quello mediante la fo. glietta già alla quinta e sesta esercitazione. Coll'attnale sistema il tiratore comprende più facilmente e con maggiore sicurezza qual'è la traiettoria più conven iente per il tiro ch'es~o 1
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eseguisce; con questa certezza gli riesce di determin:ire in un tempo minore un tiro di precisione e di tener calcolo delle influenze esterne, come luce, vento, stato atmosferico, ccc. Si vede quindi che l'attuale istruzione per il tiro di precisione è contemporaneamente un esercizio preparati vo per il tiro di combattimento. · La nuova istruzione, nei paragrafi che trattano delle istruzioni deisingoli tiratori e del tiro di una linea di tiratori, accenM alla necessità di e:lucare i soìdati ad una certa l ibertà d'azione e si diparte così dalle norme che vigevane> finora nelle qua!i era impl icitarnent.e considernto elle il tiratore fosse, più che altro, uno strumento. Così pure l'istruzione :innette maggiore importanza alla influenza ed all'azione dei graduati sui gruppi di soldati, quando abbiano da mancare gli ufficiali, percliè il fuoco sia continunto regolarmente; l'istruzione soggiunge che in certe circostanze spet;iali seguendo questo metodo il successo _potrà di pendere totalmente dal le ·decisioni individuali dei soldati . Il tiro cli comba ttimento e specialmente quello individuale, colla pro· gressione delle adeguate esercitazioni preparatorie, conducono razionai- · mente il soldato al voluto grado d'istruzione; questa fu , per così dire, completata colle esercitazioni del tiro di fortezza. Dopo che il tiratore nelle esercitazioni di scuola contro bersagli di campagna abbia aèqnistata la voluta sicurezza, dopo ch'egl i sia stato esercitato nella stima delle distanze, dopo essere stato istruito nell'impiego e nella efficacia del suo fucile, egli deve ciònon pertanto essere esercitato con cartucce da salve in condizioni di combattimento nel tiro individuale. Quantunque l'attuale tiro di s;:uola sia diventato una preparazione al tiro di comba ttimento, ciò non ostante si richiede in proposito questa istruzione complementare e tale prescrizione lascia comprendere, non solo quanto per lo passato si trascurasse questo tiro, ma pure quanto esso sia importante. Mol to bene intesa è la disposizione che il tiro individuale di combattimento, i! quale richiede molto tempo, abbia da principiare in :iutunno per i soldnti più anziani, appunto quando cominc-iv il nuovo anno di esercitazione. Anche le determinazioni risguardanti il tiro di combattimento per riparto furono opportunamente estese, immedesimando maggiormente nel singolo individuo l'azion,1dipendente e la disciplina dP.l fuoco, eseguendo nelle esercitazioni di guerra di fortezza il tiro diurno e quello notturno. È stata sempli ficata ~i molto la scelta delle linee di mira; come dianzi si accennò, mentre e.olla istrnzione del 1877 la scelta del puntamento
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222 RIVISTA ESTERA coll'alzo abbassato oppurrc colla foglietta per piccole di~tanzc dipendeva da una differenza nell'altezza del bersaglio, ora invece è pre!-critto d'impiegare l'alzo abbattuto contro qualunque bersaglio fino a 270 metri . La fogli-etta si usa contro tutti i bersagli da 270 a 350 metri. Per distanze maggiori ,i trova giùconsigliato l'impiego di più lince di mira , ri stringendo però il nn mero di queste non appena se ne riconosca la possibi lità: è quilllli palesnta la tendenza di concentrare il fuoco e di comprendere il bcr,;aglio in uuo spazio battuto quanto più possibile limitato cd è perciò clic per distanze comprese fra ~.oo e 600 metri, sono prescri tte due liJ1ce di mira differenti fra loro 50 metri; contro bersagli compresi fra 600 e 800 metri, due linee di tiro, differenti tra loro i!OO metri; inlìne contro bersagli a distanr.e superiori agli 800 metri, tre linee di tiro. Oltre a queste consi<lcrazioui principali che maggiormente attraggono l'auenzione nello esamin::rc la nuova istruzionn tedesca, si possono accennare ancora alcune altre innovazio11 i di minore importanza . Tirando contro bersngl'i mobi li il soldato si mette in posizione di puntamento soltanto quando vede npparire o muovere il bersaglio; i bersagli scomparenti rimangono vi$ihili solo cinque secondi, vale a dire qua nto occo rre per contare colla veloci tù del passo ordi nario fluo a nove, mentre col l'autic11 istruzione il tempo era maggiore, potendosi contare lino a dodici . •\I bersaglio si ,ede sempre prnscritto l'uso di uno specchio e uel .tiro <li scnola, per controllo, è ordinato che il foro dell'u lti mo col po sul bersaglio non sia turato che dopo il col po successivo . L'abolizione dei premi in denaro è segno evidente del io. maggiore importaor.a anness~ a qoesta istruzione e del desiderio che si ho di immedesimare questo sentimento nella trn ppa. La prescrizione <lelle paµsc di fuoco, il momentaneo allontanamento da l Liro dei soldati eccit11ti, il permesso di fa r uso di occhial i agli ind i, idui corti di vista senza escluderli eia questa istruzione, sono tutte innovazioni utilissime e che daranno ottimi efTetti pra tici. Le predette considerazioni furono in gran parte tratte da pubblicazioni militari german iche che discutono paragrafo per paragrafo questa pubLlicazione regolamentare e che no riconoscono unanimemente i grnncli pregi; la nuova istruzione venne anche accolta con tanto fa vore dalla fnuteria tedesca perchè si seppe toglierle una veste troppo scientifica; sprOY· vista com'è di per crnto di punti colpiti e di probabilità cli pun ti da colpire, che trovavansi nell'autica istruzione, <ln 11<lole un inutile co.rattere scientifico, 111 nuova istrnzione, pur essendo più semplice e contcmporanr11men te pi LL razion:i lc~,ggiunge lo scopo irn portan tissimo cl i prrfezionaro maggiormente il soldato nel la esecuzionll del tiro.
LIBRI E PERIO DIC I -~-
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ideato e composto da Q. e dedicato ali' es ere ilo ed al popolo i Lai iano.
i.l.lfnun Custo~n 1 S.Jl8-66
CENNI
Fra i tnnti nomi che a noi Italiani sono sacri perchè ci ricordano le battaglie combatt,utc per l'indipendenza della patria , cc u'è uno che non possiamo pronunciare senza uu senso di profonda tristezza : guello di Cusloza . E pure, com'esso ci è sacro, così dovrebbe parerci anche, sebbene dolorosarne11te, glorioso; chè In sfortuna delle ~rmi può ben rapire ai valorosi la vittoria, ma non l'onore. Le due b:maglie di Custoza (184-8 e 1866) eLbero un esito, pur troppo infelice; ma il nome italiano uscì da quelle provo Llo lorosc , n~n solo non diminuito, ma più grande e più rispcttaro. Infiniti fu rono gh atti di valore compiti in quelle memorande giornate; incrollabile la fede, meraviglioso l'ardore, esemplare la àisciplina <lei s.oldati; mi· rnbili il coraggio, la fermezza dei capi: tra i qunl i, e l'una e l'altra volta, l'Ital ia è orgogliosa <li an noverare 'i Principi e i Re <li quella Casa gloriosa, alla (]uale Ella de\'e la sua nuo.a esistenza. Or.a perchè il ricordo di quo' fatti dovrebbe ondar perduto, e dimenticata la memOl'i,, di que' valorosi? Non sono essi mori.i per questa nostra patria ? Non le hanno essi sacrificato con animo lieto tutto ciò che avevano di più caramente di letto? Che se il loro nome non fu comi) quello de' vincitori, consolato di pnbbliche lodi e di popolari acclamazioni, pure Slllle loro fosse' solitarie spuntnrono nou men ri"Ogliosi, anzi falli più sacri dalla srentora, gli allori; e ogni animo genrilo sonte più forte verso di loro il debito dell'amore o del la riconoscenzn. 1
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LIBRI
Fu per ciò, che, roccoltc religiosamente qn~lle memorie e quc'nomi, il pittore Quin to Cenni ri produsse i fatti salienLi dello due battaglie e le immagiui di coloro che maggiormente vi si segnalarono o che vi lasciarono la vita; fu perciò, che egl i si rivolse nd un egregio scrittore, Luigi Arcb inti (Chi rtani), percbè l'aiutasse n compire tptto il suo pensiero, e gli esprimesse con la penna - come egli a,•ea fà'No con la matita - anche qnelln parte di esso che, con la mntitn, non si sarebbe potuta che accèounre; fu per ciò, dice il Cenni, che
quelli degl'ufficiali morti nella giornata del 2i giugno 1866 e quelli di tutti i militari insigniti di medaglia d'oro per il valore dimostrato nelle medesime. L'opera è divisa in due parti: parte ·1", ,1848, lire 5; parte 2•, 1866, li re 17. - Tutta l'opera insieme imita, lire 20. - Ogni Tavola seplll'ata , lire 2. Dirigersi per l'acquisto, all'autore QUI NTO CENNI, Milano, Solferino, 1. 1
" Poiché la carità do! natio loco • Mi strinso, raunai le fronde sparte •
di quegli allori per farne una corona votiva ; corona che, compita dopo sei noni di lavoro - egli presenta orn e raccomanda a' suoi concittadini. • Gli è dunque con tal i ~entimenli che noi raccomandiamo nuovamente all'esercito questo albwn militare così ben riuscito nel suo precipuo intento di 1·icordo patriottùo 1ni/.itare; anzi diciamo di più che tutti i corpi che presero parte a quelle due battagl ie, dovrebbero provvedersi di esso onde i com ponenti di ogni singolo corpo pote,-sero così prendere esa tta cognizione di quanto si oprò dal loro reggimento. Così la brigata Grnnatieri rivedrebbe riprodotti con tutta esattezza di località o di circostanze nella Tavola lV, 1848, gli eroici sforzi del suo 1° ba tt.i glione per mantenersi ancora un istante sul Belvedere di Custoz:i per proteggere effic:icemente la ritirata dello altre schiere, e nel le Tavole XIII, XIV e XV, 1866, rivedrebbero l'erfìgie de'suoi urfi ciali morti gloriosamente su quel campo, il principe Amedeo di Savoia ferito mentre conduce alla carica il 3° e .\ 0 granatieri e gli eroici sforzi della brigata Sardegna per mantenersi sui contrastati cocuzzoli del celebrato Monte Croce. Così vedrebbero riprodotte le loro gloriose gesta, il reggimento cavalleria Alessandria ( I ,i.0 ) nelle Tavole IX, X e XII del 1866, il 6!i 0 reggimento fanteria: nella Tavola XVII $Ì vedrebbe rappresentato nella sua famosa ri presa cli M. Torre, ed il 50° fa nteria vedrebbe ricordato nella Tavola IX suddetta l'incrollato quadrato del suo ii:0 battaglione che niuno ha mai pittorescamente ricordato perchè ogunno è distratto dallo circostanze particolari per le quali il 0 ,~ battaglione del 49°, non meno iucrollato di quello, rimase e rimarrà per sempre famoso. BreYemente: ogni Ta,•ola ricorda il fatto gloriosn di ciascun corpo dell'esercito che prese parte- ad una od a tutte due quelle gloriose bai· t.iglie. Oltre a ciò vi si trovnno più . di 200 ritratti fra i quali tutti
Snggio tH un lib1•0 tli lett-urn pei •••il'itn,•i di gua,·dia. - Piacenza, if 884, tipografia Solari, prezzo L. 0,40 al
fasci colo. L'anonimo autore ebbe la buona idea di compilare, pei militari dei corpi di guardia, un libr.o di lettura utile e piacevole, raccogliendo dalle campagne della nostra indipendenza e da qualche altra anteriore, foua dall'esercito piemontese, qt1egli atti di valore individuale, che più fanno impressione sull'ani mo dogli uomini di truppa. L'opera che presenta const.a di due volumetti, de' quali il primo è alla sua terza edizione, e, colla fortuna incontrata, incoraggiò probabilmente la compilazione del secondo. Auguriamo a questo, o meglio ·ai due fascicoli riuniti, la stessa sorte del primo, benchè diflkilmente possa scriversi uu libro con minor arté o minor ordine. Se il racconto di atti di valore indiYidunle ha per i nostri soldati tale attrattiva, da assicurare la fortuna di questo scri tto, cou"iene rallegrarsi del fatto e conchindere che il bisogno di scritti sn quest'argomento sia molto sentito. Il raccon to comincia da Pietro Micca nel 1706, poi si .viene alle campagne dell'indipendenza; dal rn>19 si salta al 1870 come se del 59, 60, 6·1, G6, non vi fosse nulla a dire; quindi si va indietro di un secolo narrando episodi del le campagne dal 1792 al 1796; si ritorna al 18,i9, 18.\8, 4860; si passa all'insurrezione di Palermo nel ~866, ali' inondnzione dello provincie venete nel 1882 e si termina infine col brigantaggio. Si direbbe che le cose sieoo state poste nell'ordine stesso in cui, dislrnttamente sfogliando, venivano a mano all'autore. I fotti vengono nnrrati ora con soverchia brevità, ora con inutili lungaggini, senza che apparisca la ragione della differenza. Talvolta l'ern -
A:'INO XXX, VOL. I
. LIDRI 226 sposizione degli atti di valore indìviduale è preceduta da un cenno delle campagne ìn cui ebbero luogo, talvolta no'. e q~esti .cenni_ lasciano a desiderare anche più che il racconto dm fatti p~rt'.colari .. Ad ogni modo sarà sempre meglio che i militari, nei corpi d1_ guardi~, leggano le prodezze de' loro commilitoni, anzi_chè 1~ ~vventure. d, Gu~rrm Meschino; epperciò fino a tanto che non c1 cap1t1 tra m~~1 un libro, il quale tratti éon più garbo lo stesso argomeot?,. non ~s1tiamo a raccomandare questo, al cui autore non può negarsi 11 merito della buona idea e delle ottime intenzioni.
Le génér11l «,ontte '1.'odlebe11 sa vie et ses tr11~aux_. _ Par le général A. BRIAJ,MONT, - Bruxelles, ·1884, libreria
Muquardt. Questo opuscolo è un)ributo di stima e d'amicizia che l'a~1tore reca . alla memoria del difensore di Sebastopoli ed espugnatore d1 ~levna. Dopo un breve cenno sui primi anni della vita e della carriera del generale Todleben, si passa a !larrare la_ sua grand'op_era nella guerra di Crimea, esponendo, con. singolare chiarezza, quah erano, al suo arrivo te condizioni di Sebastopoli, a quali mezzi ricorse per aumenta~ne Je difese, quali erano le sue idee sul!' attacco e la difesa delle piazze in genere, sulla parte che devono pren~~rvi !e divers~ armi, quali furono i suoi consigti (non se_mpre segmt1) nei m?me:nt'. capitali di detta guerra, quali gli attestati di riconoscenza ,prod1gat1gh dall'imperatore, dall'esercito e dal popolo russo, quando I~ c~d~ta stess~ della piazza potè essere annunziata come. un fatto gl~n~s1ss1mo • cli cui i Russi andranno altieri fino alle ultime generaz1orn ». La stessa lucidissima narrazione dei fatti, descrizione dei lavori (} discussione delle ragioni, sono fatte per ciò che riguarda l'opera del generale Todleben nell'espugnazione di Plevna. , ., . · L'autore è abbastanza conosciuto in Europa. Non e una nov1ta 11 dire che nessuno meglio del grande ingegnere militare belga pot~ehbe raofonare dei lavori del grande ingegnere militare russo. Citeremo in pr~posito un giudizi,> dello stesso Todleben. « L.e d_iverse re~azioni sulla mia opera (scrive egli ~l'autore per due art1coh da _quest'. pub~ blicati sull'Independance belge) riproducono una massa d1 particolari
E PERIODICI
da far perdere di vista i fatti, che hanno agito, con maggiore efficacia, sulla difesa di Sebastopoli; voi invece avete fatto risaltare, con rara ahi lità, in un3: succinta esposizione, tutti i punti ca pitali ».
Bro«,lueres •nilitaire11. -
Bruxelles, 1884, libre.ria l\lu-
quardt . Nella dispensa del settembre annunziammo che sotto questo titolo era incominciata la pubblicazione di una serie cli interessanti opuscoli militari estratti dalla Revue 1lfilitaire belge e pubblicammo l'elenco degli opuscoli già comparsi. Ora ne sono venuti alla luce altri due, cioè i ~eguenti: Étilde su1· la tactique et les p1·océdés de manoeu-vre de la cat1alerù, à propos du dernùr règlement belge. - È la riproduzione di
una conferenza tenuta dal capitano comandante J. Leurs, del 3° reggimento d'artiglieria belga, coll'intendimento di esporre le ragioni delle successive varianti apportate ai regolamenti per la cavalleria, e di porre a raffronto l'ultimo regolamento belga (•I 88-1) con quello francese (•1882) e col tedesco (1879). Questa interessante conferenza termina esaminando ove debba collocarsi e come regolare l~. sua azione l'artiglieria a cavallo aggregata ad una divisione di cavalleria. A tal proposito l'autore deplora che nel regolamento esistano delle lacu:ne e che sia d' uopo rimettersene all'iniziativa del comandante dell'art!glieria. Étude sur la tacl!ique des feux de l' infanterie, par Ad. Bavay, lieiitenant colonel d' infante~ie. - In poche pagine l' àutore parla dell'importanza del tiro nel comba.ttimento, delle difficoltà che si riscontrano sul campo di battaglia per effettuHlo bene e della necessità di studiare il modo con cui regolare razionalmente la pratica del fuoco; deffoisce quel che debba intendersi per direzione, condotta e disciplina del fuoco; accentua l'importanza da: attribuirsi alla scelta degli obbiettivi; espone le difficoltà che 5'incontrano per far bene questa scelta. E siccome è d'avviso che delle questioni attinenti al fuoco questa della scelta degli obbiettivi sia stata finora la meno ampiamente studiata, l'autore dedica ad essa i due terzi del suo studio, aggiungendovi la dimostrazione della prevalenza tattica del fuoco concentrato su quell? sparpagliato ed enunciando le norme per ottenere il concentramento del fuoco.
LIBRI
por el T. C. comandante don .T. I. CHACON, capitàn de estado mayor, individuo de la real sociedad economica de Sevilla y correspondìeote de la sociedade de geographia comerciale do porlo. - Madrid. I mprenta y litographia del depòs ito de la guerra, 1883, parte P, un volume in 8° di 344 pagine.
Ga•errns i,•1•eg1da1•et1,
D'ordin:irio gli sci:ittori d'arte militare formulano le loro teorie b:isandosi sulla supposizione che due eserciti belligeranti contrapposti siano : costituiti di elementi regolari, dotati di tutto ciò che occorre per sviluppare il piano del rispettivo condottiero, ossequenti alle norme di guerra sancite dalle convenzioni internazionali e che la loro azione si svolga in regioni più o meno salubri, solcate da reti stradali, ferroviarie e telegrafiche che li collP,ghino alta madre patria cd agernlino il rifornimento de'mezzi d' offesa e di sussistenza e lo sgomb ro dei · non-valori. È certo perciò · che tali teorie non s' addicono alle guerre che il Chacon denomina ir1·egolari, cioè a quelle combattute da un esercito ordinato all'europea coutro un altro forse più numeroso ma irregolare. costituito da gente spinta al combaui mento per impulso di patriottismo e d'amore ali' indipendenz:i, nel quale la forza precipua deri vn dall'iniziativa individuale, dalla conoscenza del terreno, da l non rifuggirn da qualsiasi selvaggio espediente pur che arrechi danno e rovina all'avversario. Ora che tutte le principali nazioni europee tendono ad espandersi nelle regioni abitate da popoli non civi lizzaLi, ora, dice l'autore, che l'Inghilterra ha posto piede in Egitto, la Francia in Tu nisia, l'Italin se prepara pam alear sii bandera en tierra de Tr1;poli, l:1 Germ:rn ia si agita in busca di colonie, la Spagna esige l'adempimeuto del trattato di Wad-Ras e si dispone · a raccogliere la sua parte di bottino sui campi del Marocco, ora dttnque è più che mai necessario di aver tracciata una razionale linea di condotta da seguirsi sia per conquistare il dominio sulle razze selvaggie di talune regioni extra-europee, sia per mantenere questo domini'ò di fronte all'amore d'indipendenza innato nelle razze stesse, le quali perciò ogni volta se ne presenti il destro tenteranno di affrancarsi dalla signoria straniera, sia infine per premunirsi e difendersi contro le influenze micidiali del clima . E tutto
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~29 ciò trovandosi a distanza enorme dalla madre patria e quindi in condizioni assai problematiche rispetto al rifornimento d'uomini e di materiale. Perciò il comandnnte Chocon, giovandosi dell 'esperienza personalmente acquistata nei campi di Cuba e degli insegnamenti dedotti dallo studio delle guerre irregolari combattutesi pel passato, gj è proposto di formulare i principi da cui deve informarsi l'azione militare che si svolga nlll le ecce·zionali contingenze dianzi accennate. Non ci diffonderemo nell'esame particolareggiato di questo lavoro, che può veramente dirsi di attu1i litù, nè rileveremo i pregi di cui va adorno; soltanto esporremo sommariamente il contenuto del primo volume, il solo finora pubblicato. L'autore incomincia trattando del diritto internazionale e de!la sua applic.aziooe alie .guerre irregolari: passa a parlare della politica, della sua influenza 11ella fool uziooe del problema guerresco, de' vantaggi che si possono ottenere traendo partito dal sentimeuto religioso, dalle relazioni commercial i e da ll:i potenza dell'oro . Vien e quindi a discorrere dei mezzi energici da :idottarsi svolgendo la politica della forza, e dcli' instaurazione del governo marziale. Tratteggia il modo per conquistare un paese o repri mere una ri bellione. Enuncia le qualità che, incom inciando dal condottiero e terminando col semplice soldato, debbono possedere gl'individui componenti un cseròto destinato a tali imprese; descrive l'ordinamento degli eserciti coloniali dell'Inghi lterra, dell'Olanda e della Spagna. Discute l'ordinamento, tattico ed amministrati vo; e l'im piego o funzionamento delle tre armi e dei servizi accessori . Espone qual pa rtito possa trarsi dal le trnppe indigene impiega ndole come forze nusil iarie, i pericoli che presenta tale impiego e le cautele da adottarsi 1tll'uopo. Infine si diffonde a parlare del più acconcio armamento ed equipaggia~ento della truppa, del sistema di vettovagliamento, delle norme igieniche, del servizio sanitario. Lo diverse questioni sono svolte molto particolareggiatamente, colla scorta di opportune citazioni di :i Itri autori e di esempi dc(lotti rlalla storia di altre c.1mpagne di tal genere.
t
DOLLE'l''f!NO BIBLIOGRAl~ICO
NIKOLAIEV, capitano caccia tore del Turkestan. Savoievaniie 'l'urkestaukago li.1•t1it1. (La conquista del Turkestan). Libro di lettura pei soldati, prezzo L. 3,40; dirigersi all'autore a Taskent.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
ALASIONIÈRE, veterinario mililare. llmeliorafion ,te lti race claevaline l"''" des accouple1ne11t11 1·t1i11011ttés. Parigi, 1884, libreria Ballière, prezzo L. 4. BoLMINGER, colonnello. Géog,·a.pl,ie tnililliire de la Sui11se. Traduzione dal tedesco. Losanna, 1884, libreria Benda, prezzo L. 2,50. UBALDO R . QUINONES. (Juf! l1ay? ( J,'erdade• P!icol6gicas se!1u11 lotJ p1•iuci1,ios de la cieuci,r. tnotlerua). Sabadel, 1814, es tablecimento tipog rafico de M . Ribera, precio 1,50 pesetas. 1Hitt/1eilungen de• li. . li. . H1•ieg•arcl1ive11.Vienna, 1884, presso tutti i librai. - I due ultimi fascicoli di questa pubblicazione in corso, contengono memm·ie e ·doct!menti che si riferisco no al corpo ausiliàrio austriaco nella campagna del t8'12, e la conclusione di un racconto della campagna del 1761 in Slesia.
RoscKOWSCHNY. IJt,s ,lt,iatit.el,e Russla11d. (La Russia asiatica). Lipsia, '1884, tipografia Gressner e Schramm. É un'opera illustrata in 46 fascicoli vendibili separalamente al prezzo di L. 1,25 ciascuno. Nei primi fascicoli si descrivono i paesi del Caucaso, poi le rive del mar / Caspio, la Turcomt3nia e finalmente la Siberia orientale. STEIN, tenente. Ge•cl1ichte det1 r11uiscl,e11 lleeres. (Storia dell'esercito russo. Dalle origini fino all'avvenimento al trono del!' imperatore Nicolò 1°). Annover, '1884-85, tipografia Hel vings, prezzo L. 18,50. ARi.:A'.\U Nov, lenente del genio. Pokorie11iie 'l'urkmen-'l'ehinzef ,•u.,ski,ni vois11ka11ai pnd ,uicitd11tro1n GJ.e,1er1ila Sh,,f,elev" v• ·I SS0-:tSS'I g . (Sottomissione dei Turkomeni condo tta. dal generale Skobelev nel 1880-188'1). Pietroburgo, 1884, libreria Sta.siulevitc, prezzo L. t,20. - Vasilevskio Ostrov, N. 7.
Koss1NSKI, generale. Pe,•voie dopolneuiie k' .'listematieeskouu, Sbo,•nila, !111,•ilu•.,"v 110 IJ'oie1111ot11u 1Jie,loui.,,,., i Zb•kuliat·tw Gl,umatJo Sll:ba S' f."o Oktiabt•ti :18S~ g. 110 fM .Jlauuurifi :ISSzl. Pri mo s upplemento alla raccolta sistematica dei Decreti del Ministero della guerra e delle circolari dello stato maggiore dal 1° ottobr e 188~ al 1° gennaio 1884). Prezzo L. 12; d irigersi all'autore, Pietroburgo, presso la chiesa di S. Vladmiro. GRODEKov, generale. J7oi,aa v• Turi.meni, palw,l ,.,kobeleva, :1880-:ISSI gg. (Guerra nel la Tnrkomenia, c:=impagna 1880'1881). 4° volume, prezzo del volume L. 13. Pietroburgo, via Ofizirkaia, N° 15, presso il colonn,,llo Bielavski. HASENKAMPF, generale cli stato maggiore. llt11h'oi11 tvo Ghe11e1•al . ,uum !itt1bt1t v• pe,·tJO.Uepienni/1 Evropei11hi/1 a1•r11ia/1 (Costituzione dello stato magg iore nei principali eserciti d'Europa). 3• edizione, prezzo L. 3. HASENKAMPF, generale di stato maggiore. Sbot•nil. ismie11enii i «lopolme,i ii li' 1&1.u•su voie,uwvo /1osiaisl11a po :I-e 111,u•ta :ISS-1 !/· (Raccolta delle varianti al corso d'amministrazione fino al 1° marzo ·J884). Prezzo L. 4,80. Pietroburgo , 1884, libreria V. A. Bereso vski, via Snamienskaia, N° 33. DuROP, colonnello di sla.to maggiore. Vcebnil, u,ktil,i (Manuale di tattica) . Atlante figure separate; parte 1', 2° edizione, 1884. Pietroburgo, libreria V. A. Beresovski (Snamienskaia, 33). L. 9,60.
Ca1·te e Piani.
GIANNITRAPANl. Carla della pt•ovincia ,li /lloloyna. Scala 1: 250,000, Bologna, 1884, stabilimento litografico Sauer. HASSENST!i:TN. Cat<la t.li Camet•tm, Bimbi,, e 1t:lalimba. Scala ·1:800,000. _Gotha, 1884, stabilimento Perthes, prezzo L. 1,25.
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
•
Carta tlel distretto ,li Bimbia. Scala 1:150,000 Gotha, 1884, s tabilimento P erthes, prezzo L. 1,25 .
HASSENSTEIN.
tuad da.s Gebiei ,tes llrmses Lmlerilz. (Il paese Gran Namaqua e il distretto .
HASSENST EIN . Grot1s-i'Wam <uiun-La1Hl
LA
della casa Luderitz). Scala 1: 1,750,000. Gotha, 1884, stabilimento Perthes, prezzo L. 1,25.
TEORIA DEL WOLOZKOI
Pian von 11.ngra-Pequena mii d er Besitdes llau•es Lmlerilz (Il piano di Angra-Pequena,
HASSENSTEIN.
i:tmg
coi possedimenti della Gasa Luderitz).Scala 1 :175;000. Gotha, 1884, stabilimento Perthes, prezzo L. 1,25. liebersicl•t ,ler Eu·ropiiitwl• en lé.olo11ien t&n ,Jer Guiuea-lé.iis te (Carta deJle colonie europee sulla cost<1
HASSE NST EIN .
della Guinea), coll'aggiuntu del dis~retto appartenente alla societa internazionale del Congo. Scala 1:12,500,000. Gotha, 1884, stabilimento Perthes, prezzo L. 1,25. Die Sel.laveul,iiste mit ,lena in Deu tsclien· llesilz ge1Hu111ne11en Gebief. von Tt)gno (La costa degli
HASSENSTEI N.
Schiavi col :distretto venuto in possesso dei ·tedeschi). Scala 1:2 000,000. Gotha, 1874, stabilimento Perthes, prezzo L. 1,25. ll'est- /lC(Jtltf{Qt•ial- l.lJ1•ict1S s ur Ire. rf1,utwh11ial folumg d es l~eutsclH•n colonialt,esit:e11 (Carta
FRl l': ORlCHSEN. li.m•te
dell'A frica equatoriale · occidentale coi possedimenti coloniali tedeschi). Amburgo, Istituto nautico geografico, prezzo L. 1,50.
Il D irettore OREST E BARAT IE J:U Tenente Colonnello n et Be·r saoUer t.
- - - ·- - -- -- ------ -D EMA RCHI
ç,pu.o, ge1•enie.
La profonda impressione provata dalla le!tura e dallo studio dell'opuscolo del Wolozkoi sid cornbattimento a fuoco della fanteria mi ha invogliato a scriverne qualcosa.Non ci meraviglia il fatto, che la sua comparsa non abbia destato in Italia quel rumore che suole accompagnare la pubblicazione d'un'opera importante, e ci pare di trovarne le ragioni: 1° nel soggetto stesso, che, trito e ritrito come é, non attrae più tanto l'attenzione; 2° nella provenienza non tedesca; 3° nella mancanza d'una traduzione italiana; 4° nell'originalità apparentemente paradossale delle idee svolte dall'autore. Il Wolozkoi è, od almeno era nel "883, tenente colonnello nell'esercito r usso ed insegnante nella scuola dei cadetti a Mosca. Lavori simili al suo, o meglio a quello di cui parliamo (essendo l'autore già noto per molte altre pubblicazioni), non sembrano strani in Russia, dove, con quell'istinto vigoroso cl' una nazione giovane, con quel sacro amore del dubbio, che è il fondamento delle più salde conoscenze, si ricercano con ardore i principi e le cause di tutti i fenomeni militari, indipendentemente dal logoro corredo di cognizioni della vecchia Europa, che riposa tranquilla sulle teorie da tanti anni accumulate. Sì, in Russia si dubita, s'indaga, s'investiga, si coordina, si stabiliscono teorie militari demolitrici dei nostri sistemi. Sarebbe atto d'ingiustificabile leggerezza da parte nostra il non prestare la massima attenzione a questo lavoro proficuo d'un popolo esuberante di vita. Quante teorie non sono state distrutte dall'esperienza delle campagne di guerra! Quanti disinganni non hanno se1
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ANNO XXX, VOL. J.
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LA TEORIA
guìto i nostri studi e le nostre prove del tempo di pace I Convinto. dei'la grande importanza del libro del Wolozkoi, sebbene peritante sul giudizio che se ne potrà dare, credo utile per ora offrirne una succinta esposizione, accompagnandola con poche riflessioni d'indole generale, perocchè la critica completa dell'opuscolo mi obbligherebbe ad un lavoro troppo lungo.
ESPOSIZIONE. I. La guerra è scienza, ma ha pure, come tutte le scienze, il suo Iato artistico. Scopo della scienza è la verità: essendo però il concetto della verità alquanto elastico, ci fonderemo sull'osservazione dei fatti e sull'investigazione delle loro proprietà, per dedurne leggi. Questo metodo non è stato adottato dai dottri·nari, i quali in tattica, pm·tendo da principi preconcetti, banno dato vere ricette da speziale, moltiplicanao regole e massime scientificamente non provate. Condizioni indispensab ili ad un método scientifico sono: 4° considerazione esatta dell'oggetto, 2a determinazione dello scopo da raggiungere, 3° eliminnzione di preconcetti personali. Questo metodo è applicabile alla tattica 1 Le truppe, considerate nel complesso della loro qualità, constano di due elementi, materiale e morale: quindi kt tattica dovrebbe comprendere Io studio di queste due qualità, e non d'una sola, come s'è fatto sinora. Allora soltanto il metodo di ricerca sarà scientifico. Ora, per ciò che riguarda l'elemento mnteriale, lo studio è facile; ed è ·stato condotto quasi alla perfezione: per l'elemento morale invece si trovano gravi · difficoltà, e finora poco e vagamente rn ne scrisse. Gli uomini cli genio nella milizia son tali, perchè il loro sguardo scruta, la loro mente calcola le forze occulte alle trup.pe, il morale: ma essi·son pur uomini, e se sanno valersi della profonda intui,zione del cuore umano, gli è che cencepiscono più rapidamente degli altri: questi però con Io studio e col tempo possono accostarsi
..
DEL WOLOZKOI
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alla loro sublimità. Ora, lo studio dei fenomeni morali non è impossibile: anche ,nello studio dei fenomeni materiali, non potendQ conoscere l'essenza delle forze, noi siamo costretti a fondarci sui loro effelli. Essendo tutte le manifestazioni del nostro spirito provocate o seguìle da fenoineni materiali, possiamo applicare ai fenomeni spirituali lo stesso metodo applicato ai fenòmeni fisici. Questo prindpio ha già reso grandi servigi alla sratistica~ alla psicologia, alla storia stessa. Insomma, lo studio della tattica deve fondarsi, al.pari di tutte le altre scienze, sui fatti, e perciò è necessario che s'appigli al metodo sperimentale, anche per ciò che riguarda i fenomen i dello spirito. Noi tenteremo questa via attenendoci ai principi seguenti: 1° Quanto all'ordine progressivo, cominceremo dalle leggi più chiare e più generali, lasciando dapprima senza spiegazione le leggi secnndarie. 2° Per ordine d'importanza stanno in prima linea quei fatti, in cui una data legge ba un'efficacia massirria, e le altre un'efficacia minima . 3° Bisogna in tutto, ove è possibile, applicare la legge dei grandi numeri, che nella generalizzazione dei fatti ci fp. incorrere in errori minimi.
Il.
Qual è lo stato attuale della tattica? L'incertezza, l'indec1sione, effetLo della lentezza con cui le nuove idee penetrano nella pratica. Esempi: Napoleone I, fautore del tiro rapido, che disprezza il focilè rigato; i Francesi , che esperimentarono in ·crimea il fucile rigato, e non l'adoperarono nel 1859; gli Austriaci, che adottarono la bacchetta di ferro, per ottenere un tiro più rapido, e rifiutarono il fucile a retrocarica; i Pru~siani, che si presen tarono nel 1870 in campagna con formazioni tattiche non corrispondenti agli effetti del L,i ro rapido, ecc. Tuttavia la balistica e l'esperienza di tiro forniscono elementi precisi per tulli i casi immaginabili: dunque questi elementi non -bastano, non corrispondono agli effetl.i del fuoco in guerr.1. 1
LA. TEORIA
DEL WOLOZKOI
Diamo un'occhiata alla storia ed agli storici. I seguenti scrittori colcolano come appresso il risultato utile dei colpi di fucileria:
dratica media D dipende dalle deviazioni prodotte dall'arma (d) e da quelle provenienti dal tiratore d1}, e
2.36
0,20 per cento )) 0,22 )) 0,25 )) 0,25 )) 0,43 )) 0,20
Guibert. Hennehan . Lloyd ·Ploennies Kausler Steinle . Schon
0,14
D = Vd!
Tempi della tattica lineare e delle formazioni profonde.
Considerando d come variabile .e d1 come costante in tulli i tempi (perocchè l'uomo suppergiù è lo stesso) possiamo dare ad un valore tanto piccolo rispetto a d., che l'espressione
?dz s,accosti. a O, e D =
cioè la dispersione dei tiri con qualunque arma dipende quasi esclasivamente dallo stato morale dei tiratori. Le osservazioni fatte in battaglia concordano pienamente con questa supposizione. Secondo Tellenbach, le traiettorie in battaglia formano un sistema rigido, una sfera immobile, dal principio alla fine del fuoco: i colpi formano sul terreno una gran rosa orizzontale dei tiri, il cui centro trovasi nepa direttrice della mediana perpendicolare al fronte delle truppe bersagliate, ma in generale dietro alle medesime. Ad un risultato simile peryennero altri uomini di guerra moderni. La teoria di Tellenbach sull'immobilità della sfe.ra dei tiri forma la base dei nostri ragionamenti.
Nel periodo dei fucili rigati ed a retrocarica si ha: Battaglia di Montebello . 0,3 per cento ì Risultato simile » ) al precedente: Caivpagna del . 1870-71 . 0,3 1
Nelle campagne e nelle battaglie, in cui il morale o l'armamento delle due parti era sensibilmente diverso, le perdite della parte più · debole sono state: 1
»
»
,1868
cl1 :
I
))
Campagna del 1866 (armata di Boemia) » ,, (armatadiMeno) Tralitenau . Koniggratz . Rivoluzione polacca .del ,J 863
+ d/.
2,60 per cento. 0,92 » )) ,1,40 2,00 » 11,20 » 1, 00 »
1"' Conse_que,nza: qualunque sia l'armamento, purchè uguale dalle due parti, il risultato utile dei colpi non varia sensibilmente. _2n Conseg1"enza: ad armamento disuguale, od anche con un forte disliveUo morale, il risultato utile dei colp1 sulla parte debole è molto più elevato. Queste due conseguenze possono esser provate malemat:camente per mezzo del calcolo delle probabilità.. Poiché, e mal grado delle maggiori dimensioni dei bersagli in guerra, il risultato dei tiri è sempre molto inferiore a quello del tempo di pace, bisogna ammettere che la dispersione del tiro, e perciò la deviazione quadratica media, sia in guerra molto maggiore che in pace, e che questa differenza dipenda dallo stato morale dei liratori. La deviazione qua-
III.
Una gran parte di fenomeni fisici seguono la legge di deviazione da una media grandezza, espressa dalla nota formola
s= ...
ah
Vi,
in cui S è un limite, a un coefficiente di probabilità, h la deviazione quadratica media. È la legge, che regola il calcolo balh,tico sulla probabilità di colpire Ketlé applicò questa legge alla misura toracica di 10,000 reclute scozzesi, e le.quantità trovate col calcolo corrisposero !llla realtà.
,·
238
LA TEORIA
Halton fu il primo ad applicare questa legge ai fenomeni mornli . Prendendo per base di condotta di 87 scolari i punti di classificazione ottenuti durante l'anno dai medesimi, trovò che il calcolo di probabilità in base alla suddella legge s'applicava esattamente a questa specie di fenomeni . Perchè non potremmo applicarl o agli altri fenomeni spirituali ? L'ingegno, il sanguefreddo, l'istruzione, ecc., non hanno forse le loro medie ed i loro limiti? Naluralmeole il calcolo delle medie è tanto più esatto , quanto maggiore è il numero dei falli osservali. Applichiamo la detta legge al noto episodio dei'fucili raccolti dopo la battaglia di Gellysburg, dei quali furon trovali 12000 circa con due cariche, 6000 con una sola carica e 6000 con un numero di cariche variabile da 3 a 1O. Prendendo il numero delle cariche come un'espressione materiale dello stato d'animo dei tiratori, il calcolo ed il fatto ci dimostrano, che appena 1/ 4 dei combattenti seppe rendersi conto di ciò che faceva, la metà poi eran molto eccitati, ed il resto dei soldati avevan perduto la tramontana . Quest'eccitazione delle masse in comballirnento è confermata dal fatto, che il collocamento dell'alzo secondo le distanze presunte è una rara eccezione, come risulta da numerose testimonianze raccolte nelle passate e nelle più recenti campagne. Anzi pare provato anche questo, che la massima parte dei soldati non chiudono net puntare l'occhio sinistro.
IV. Poichè la sfera dei tiri è immobile e d'una considerevole estensione, bisogna ammettere che le cause delle enormi deviazion i nel fuoco nelle masse derivino dalla natura stessa dei comballenli e della battaglia, e che sieno costan ti; bisogna ammeLtere, che le differenze individuali nel carattere, o nel grado d'eccitazione dei tiratori sieno grandissime. Ammeuendo poi come un fallo innegab ile la dispersione dei tiri per effetto degl i errori di puntamento, questa dispersione avrà dei limiti, ecl avrà una med ia, vi sarà cioè una zona del campo cli battaglia, ove i colpi sono maggiormente filti,
239 zona corrispondente ad una certa gillata, e perciò ad un certo angolo di Liro. Quest'osservazione, teoricamente esatta, è confermata dalle osservazioni fatte in battaglia. A Saint-Privat, la 20" divisione prussiana fu colpila dal fuoco della fanteria fran cese (dalla quale non era vista) a 2000"' di distanza, nel mentre gli assalitori di SainL·Privat erano da 500 a 600 passi dalla linea fran cese. Alla ballaglia d'Alma un reggimento russo fu colpilo dalle palle dei fuci li a più di 2000 passi dal nemico, che assaltava uno spalleggiamento distante 900 passi, ed al quale quel reggimento non era visibile. Un altro reggimen to fu.colpito in simile circostanza DF:L WOLOZKOI
a 1470"'. 1
Tenuto co nto delle proprietà balistiche dei diversi fucili, per queste gitLale si richiedeva un angolo di tiro da 10 a '1t> 0 • Nella campagna del 11877 le palle turche raggiungevano talora la distanza di 3000 passi . Fu pure osservalo nella campagna del 18-Hl che il fuoco cli fucileria aveva eJTetto 5 110 alla distanza di ,J 500 passi . In questi casi l'angolo di tiro è sempre maggiore di 10°. Siecome in Lutti questi esempi le perdite furono poco rilevanti, possiamo stabilire che l'angolo di 114 a 115° sia un mas~imo. Passiamo a determinare l'angolo medio. Secondo le osservazioni personal i faLte sulla campagna del 1870-7 11 dal duca di Sachsen-l\1cini ngen e dal principe G. di WiirLtenberg, alla distanza media di H,00 passi dal nemico, o fra HWO e '1800 passi, sì aveva la massima intensità di fuoco : ciò è confermato dal generai Seddeler (addetto militare russo), che aggiu~ge, aver la guardia prussiana (a Saint-Privat) soITerlo le maggiori perdite da 11300 a 1600 pa$Si dal nemico. Alla baLLaglia d'Iokermann, secondo il generai Dannenberg, le palle nemic:he cadevano ben fitte da 1000 a ,f 500 passi cli distanza. Alla ballagli a d' A.Ima il fuoco del la fu ci leria francese a 11OOOm di distanza impeclì l'assai Lo del le colon ne russo. Dalle osservazioni fatte sulla campagna del 1877 si ricava, che il fnoco di fucileria turca aveva · un massi mo d' efTetto fra 600 e 2000 passi. 1
1
Da tutte queste osservazioni si può conchiudere, chfl l'angolo medio di tiro oscilla fra 3 e 5° 1/ , Prendendo per base l'angolo · medio di 4° e come massimo l'angolo di ,14 a 15°, la deviazione quadratica media risulta di 2° 30' circa.
A distanza di 1700 passi V è uguale
» » »
A 500 passi A 600 )) A 700 )) A 800 )) A 900 )) A 11000 ))
Nort tenendo conto per ora delle deviazioni laterali, le deviazioni nel senso della profondi tà sono causate, oltre che dalle qualità dell'arma, dalla cartucda, ecc. , da sbagli di puntamento, da oscillazioni dell'asse della canna in un piano verticale. Per coordinar~ il resto al principio stabilito dell'angolo medio di tiro e della deviazione quadratica media angolare, è pur necessario esprimere le unità del bersaglio in acconce unità angolari, ed istituire sull a formola in tal senso modificata i calcoli sulla probabilità di colpire. Chiamando 2 V l'altezza verticale ·del bersaglio, la quantità angolare, di cui può variare l'angolo di mira, aggiustalo per una data . distanza col puntamento al centro, è= + V. Per un bersaglio di determinata altezza, p. e. per l'uomo in piedi ( 1m, 70 circa), V prende i seguenti valori alle varie distanze: 1
))
» )) )) ))
)) )) ))
)) )) ))
500 600 700 800 900 1000 1·100 1200 1 1300 ,1400 1500 1 1600
)) ))
))
))
,1o; 13' 1 8' 110" 6' 49" 5' 50" 5' 6"
))
4' 32''
))
4' 5'' 3' 43" 3' 28" 3' 9" 9.' 55" ,., 9.' 44" ,., ,., 9.' 33''
» ))
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))
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»
4800 1.900 2000 3000
9.' 116'' ,., 9.1 9" ,.,
)) ))
2'
»
3''
1' 21"
Con ciò riesc~ facile, data una distanza, calcolare i limiti angolari, fra i quali si può colpire un bersaglio. Cosi p. e. la probabilità di colpire alle varie distanze col fucile Berdan N° 1 è la seguente:
V.
))
2' 24''
1
))
A distanza di 400 passi V è uguale
24-1
Dl~L WOLOZKOI
LA TEORIA
l
probabilità di colpire . 2,03 per cento ))
))
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1,90 1,80 1,70 11,65 1 1,60
))
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A questo punto ci si potrebbe osservare: ,t °Che questa tabella è in contraddizione con quanto si è detto e con le 1.esLimonianze provenienti dai campi di battaglia, che cioè ad una data distanza dal nemico con l'avvicinamento scema l'intensità del fuoco . / Rispondiamo, che i due fatti possono stare insieme senza contradizione. Per effetto della maggior curvatura della traiettoria i colpi, ehe piovono intorno al combaLLenLe nella zona corrispondente all'angolo medio, sono più numerosi e fanno maggiore impressione . A minori distanze l'impressione è scemata, ed i colpi effettivamente son meno fiLLi: ma le perdite sono maggiori, perchè le dimensioni dei singoli bersagli sono cresciute. . 2° Con l'avvicinarsi al nemico cresce l' eccitazione dei tiralori, ~ quindi dovrebbero crescere gli sbagli di puntamento, <',he dovrebbero perciò compensare la maggior probabilità qi tiro per effetto delle maggiori dimensioni angolari del bersaglio . Si risponde, che le deviazioni prodotte daHa cresciuta eccitazione hanno un limi Le, determinato dalle condizioni meccaniche del fucile. 3° Il per cento sopra stabilito non corrisponde al per cento delle battaglie, a cui è mo! Lo superiore. È facile rispondere, a) che non s'è tenuto conto delle deviazioni
LA TEORIA
DEL WOLOZKOl
.laterali; b) che i bersagli in guerra non son sempre in piedi, ciò che diminuisce di mollo la probabilità di colpire; e) che l'inclinazione del terreno modifica anch'essa le probabilità di colpire. Le deviazioni laterali sono mollo più importanti di quanto si suppone, e ciò per la tendenza di tirare al centro dei reparti, per la qual cosa gli 1i tiri. che potrebbero colpire un bersaglio ciascuno, si raggruppano attorno ad un sol punto. Importanlissim,i cosa è poi per il tiro la giacitura del terreno. Se la truppa, che riceve il fuoco nemico, è in basso, il suo pericolo è minore, quando si trova ad una distanza minore di quella corrispondente all'angolo medio, e maggiore nel caso contrario. Avviene il rovescio, quando la truppa si trova in allo. Per la qual cosa può accadere, ed è accaduto più volte, che in ti ere salve passino al disopra dei combattenti senza ferir persona.
L'ideale perciò sarebbe, ottenere una traiettoria curva a piccole e medie distanze ed una traiettoria più tesa alle grandi distanze. Sarebbe poi d'estrema importanza trovare un mezzo per diminuire-gli angoli di proiezione in generale, e perciò anche l'angolo medio, sicchè questo possa corrispondere nelle anni moderne ad una gittata,. più piccola. Un mezzo potrebbe esser quello d'aumentare la curva-tura del calcio; non sarebbe allora più possibile, è vero, il punta-mento con l'alzo; ma il puntamento .con l'alzo, o non si fa in campagna, o si fa male. L'alzo, tal qual è, è un congegno inutile.
VI. Due fucili di diverso sistema, che abbiano uguale l'angolo medio di tiro, ma traiettorie di diversa curvatura, hanno gittate diverse in corrispondenza d'uguali angoli di tiTo, compreso il medio. In questo caso, tirando a distanza minore di quella corrispondente all'angolo medio col fucile a traiettoria più curva, si ha più probabilità di col.,pire che non tirando col fucile a traielloria più tesa, ·perchè nel primo caso la differenza fra l'angolo medio e l'ttngolo cli tiro è minore che nel secondo caso, che è quanto dire , il numero di fuci li che sparano con l'angolo corrispondente alla disLanza di tiro è maggiore . Avviene il contrario, sparando ad una distanza superiore a quella corrispondente all'angolo medio nel sistema di fucile a trai et. toria più. bassa. Paragonando sotto quest'aspetto i fuci li Dreyse e Chassepot. il vantaggio è tutto del primo, appunto per la curvatura màggiore della sua traiettoria; tanto più che rìella campagna del ,1870-711 i Tedeschi aprivano il fuoco a distanze minori di quella corrispondente all'angolo medio del loro fucile.
VII.
Abbiamo stabilito i fatLi principali sulla natura del fuoco in com-· battimento, e ne 4bbiamo ricavato le deduzioni più importanti. La· spiegazione di tali fenomeni ci è resa possibi!e dalla Gsiologia, secondo la quale i moti dell'animo provocano un movimento muscolare. Nelle condizioni specialissime della battaglia si hanno commozioni assai forti, ed intense in proporzione devono essere le manifestazioni esterne/delle medesime . Ora, è cosa accertala, qualunque forte commozione produce i seguenti fenomeni fisic i : 1° Alterazione dell'attività nérvosa, e perciò mancanza di cor- · rispondenza fra l' eccesso, o il difetto, dell'energia nervosa ed il si stema muscolare: onde il tremito ed il tremito particolare, osservato-nelle battaglie, anche nei più coraggiosi. 2° Alterazione delle funzioni reciproche fra cuore e. cervello, al quale affluisce una massa di sangue maggiore o minore, secondo. la natura del sentimento: onde quel cambiamenio di colore nel viso, quel dilatarsi della pupilla, quel vacillare della vista in presenza d'lm, gran pericolo. . ·3° Alterazione delle funzioni regolari del cervello, specie della• memoria, la quale tutta via si conserva talora nelle Slte più basse funzioni, nella manifestazione cioè delle abitudini più inveterate. Quale enorme influenza esercitino nel piJntamento questo tremito, quest'intorbidamento della vista e questo smarrirsi della mente-, è· facile immaginare . . 1
LA TEORIA
2.i5
DEL WOLOZKOI
Di queste tre cause principali d'un difettoso puntamento si potrebbe neutralizzare in parte la terza, costringendo la macchina umana ad abituarsi con un lungo esercizio a puntar bene, ma non già con l'alzo e con l'occhio (sul quale si può fare in generale poco ' assegnamento, anche per il fatto tante volle osservato, che il soldato in campagna non chiude l'occhio sinistro puntando), mii con le braccia, abi tuando i soldati a puntare con un dato angolo di tiro, a primo getto, senza prender la mira, Crediamo fermamente, che tutti gli altri metodi per l'istruzione sul tiro valgano ben poco, e che questa debba fondarsi esclusivamente sull'abitudine (nel modo sovra detto), anzichè sull' uso della memoria e del raziocinio,
alle tre situazioni sopra descritte, cioè un primo tratto a forte curvatura dalla massima distanza fino a ,J 600 passi circa (con un fucile moderno), quindi una curva più dolce che s'accosta all'orizzontale, leggermente in salila da 1600 a 800 passi, finalmente una curva ' decisa che sale rapidamente: Questa curva ci dice chiaramen te qual debba essere la condotta delle truppe sul campo di battaglia, e ci spiega certi fatti, che erano inesplicabili ne' tempi scorsi. Appoggiandoci alle proprietà caratteristiche di que~ta curva, toccheremo di volo alcune quistioni tattiche ancor vive. a) Qual dev'essere il procedimento dell'attacco? - Teoricamente parlando, non si può. attraversare il campo di battaglia senza subire perdite considerevoli: le massime han principio a 800 passi circa dal nemico. Conviene perciò non risparmiare il fuoco da 1ffOO a 800 passi, e renderlo assai intenso a quest'ultima distanza, con lo scopo d'indebolire il fuoco nemico. Le campagne 11870-7 11 e "877-78 confermano questo concetto. D'altra parte la soluzione del problema dipende ancora dal terreno, dal nemico, dalla quantità di cartucce disponibili. b) A che distanza si deve aprire il fuoco? - È una questione tattica, e non balistica, e dipende perciò da circostanze tattiche. Il pregiudizio balistico dell'efficacia del tiro, fabbricato sul calcolo dello spazio battuto, può esser fatale ad una truppa, come lo fu già ai Russi nella campagna di Crimea. In essa, mentre gli Alleati apri· vano il fuoco a distanze ritenute allora favolose (fino a 1500 passi), i Russi non tiravano a distanze maggiori di 300 o 400 passi. Paragonando gli effetti del tiro tra il fucile liscio russo e le armi rigate degli alleati, qualora il fuoco fosse stato aperlo da entrambe le parti a lìOO passi, i risultati utili sarebbero stati maggiori nel fuoco dei Russi. o) Qual è la massima distanza di tiro con un dato fucile? La qu~stione dell;i graduazione fu, ed è ancora, risolta a capriccio, come appare p. e. paragonando la graduazione del Mauser prussiano con quella del Werndl austriaco; è quistione di tecnica meccanica. Il tiro è efficace a tutte le distanze ·fino a\J"ultima consentita dalla massima gittala. Senza un alzo corrispondente gli Alleati nel 1854, i Francesi 11~1 .,1870-7'1, i Turchi nel ,J 877-78 dis turbarono 1
VIII.
La probabilità di colpire un bersaglio dipende dalle sue dimensioni angolari e dalla sua distanza dal centro della rosa dei tiri, -ossia, facendo astrazione delle deviazioni laterali, dalla sua distanza dalla zona corrispondente ali' angolo medio, Facendo avvicinare la truppa dalla massima distanza al fronte della difesa, supponendo il fuoco del difensore d'un'intensilà costante, si osserva; 1° che fino ,ad un certo tratto, cioè fino alla zona corrispondente all'angolo medio, il pericolo cresce rapidamente, perchè crescono i due fattori della probabilità di colpire, dimensione angolare del bersaglio e suo avvicinamento alla zona sopra nominata; 2~ che per un certo tratto, che è quello di questa zona, mentre le dimensioni angolari crescono ·di poco, l'altro fattore prima crescè e poi ·diminuisce, ma di poca quantità, sicchè il pericolo in questa zona si può ritenere come co.stante; 3° che da questa zona alla posizione nemica diminuisce la · distanza del bersaglio dal centro della rosa dei tiri , ma crescono le sue dimensioni angolari; tuttavia è più fo rte l'influenza del sec(lndo fattore, e perciò cres.ce la probabilità d'esser colpiti. Costruendo una curva rappresentativa delle perdite, prendendo le distanze come ascisse, e le rispettive probabilità di colpire come ,ordinate, possiamo osservar~ tre tratti caratteristici corrispondenti 1
1
'..2t6
LA 'l'EORIA
seriamente le operazioni del nemico a distanze molto superiori a , quella corrispondente alla massima graduazione deil'alzo. d) Quali specie di fuochi conviene adoperare alle varie di. stanze? - La natura del fuoco in combattimento, segnatamente nell'epoca nostra, è tale da escludere·qualunque inceppamento di ,.regol·e: le circostanze comandano.
DEI, WOLOZKOI
a quello dell'artiglieria. Ai tempi di Napoleone l'artiglieria era la regina delle battaglie, le perdite infl itte da essa erano rilevantissime, e costi tuivano la parte principale delle perdite totali (Borodino ). Ora invece la fanteria ha riacqllisl.ato ·il primato, e con l'aiuto dell'ordine sparso può cominciare e sostenere il combattimento ·a distanze notevolissime. Le perdite inflitte ora dal fuoco di fucileria rappresentano in media l' 80 °/ delle perdite totali. Per giudicare con esattezza della celerità di tiro. ci mancano gli elementi. Fondandoci esclusivamente sul numero delle cartucce sparate e sulla durata complessiva cl'un dato combattimento, si riesce a conchiusioni stranissime, almeno in apparenza, come si può rilevare dal seguente prospetto. Alla battaglia d'Alma il reggimento (russo) di Minsck (armato di fucili lisci) consumò da 0,07 a 0,08 cartucce al minuto: ottenne cioè una celerità di tiro più che. doppia di quella dei Prussiani a Koniggratz. Alla stessa battaglia il 6° battagl ione cacciatori consumò 0,66 cartucce al 4', risultato superiore a quello del corpo sassone a Gravelotte ed a quello dei cacciatori a Scheinowo! In quest'ultimo combattimento ( Scheinowo) il fuoco di fanteria fu 24 volte più lento di quello che fosse consentito dalla celerità di caricamento e di sparo. A Koniggralz l'armata del Principe Ereditario consumò in media 0,03 cartucce per uomo e per mi'nuto. A Gravelotte il corpo dei Sassoni 0,4 cartucce al ,i'. A Scheinowo 1'"'1° battaglione cacciatori (russo) 0,50 per '1'. 0
IX. La celel'ità di tiro è effettivamente a~mentata dopo l'introduzione .,dei fucili a retrocarica? Essa è certamente un gran fattore di villoria, ed i più grandi tat.tici (Gustavo Adolfo, Federico II e Napoleone I) tentarono in vario ·modo di racOc> miuno-erla, Le campagne di Danimarca, di Boemia e e> ~d'America provano che, a parità d'altre circostanze, la parte armala con un fucile a caricamento più rapido ebbe facilmente la vittoria. Ma queste campagne provano pure che il consumo delle munizioni *-fu press'a poco uguale nelle due parli. Un terzo fallo s'aggiunge ad -intricar maggiormente la quistione, ed è questo, che il consumo delle munizioni nelle battaglie comballute dai due parli ti con fJcili -a retrocarica è sensibilmente milggiol'e che ne' casi precedenti. La celerità di tiro in ballaglia non è mai in relazione con la cele>-ri tà virtuale, ecl anche elTettiva, di caricamento, e ciò per varie ra. gioni morali e fisiche; ma la facoltà di sviluppare in determinati momenti una notevole intensità di fuoco ha potuto fare ottenere alle ·· truppe armate di fucili a retrocarica vantaggi tattici decisivi sull'avversario diversamente armato, sebbene nel complesso della batta".glia non abbia consumato una qnanlil.à più rilevante di cartucce. · Quando poi le due parli sono ugualmente armate di fucili a retro.,-earica, i momenti del fuoco sono più numerosi e di maggior durala, • onde il combattimento è più accanito, ed il consumo delle munizioni maggiore, quantunque la durata della battaglia possa non esser superiore a quella dei tempi dei fucili a canna liscia. La spiegazione .-di questo fatto sta nel diverso sviluppo del fuoco di fucileria rispetto
X.
Non potendo fare un'analisi compiuta dell' influenza esercitata dalle diverse fo rmazion i sui risultati del tiro, ci restringiamo ad un breve cenno sull e colonne e sulla linea chiusa . Sulle colonne campeggiano due opinioni opposte: la più accettala è quella che, fondandosi sulle deviazioni nel senso della profondità e sullo spazio battuto, le dichiara assai più vulnerabili della lì1iea
24-8
LA TEORIA
chiusa· la seconda, meno generalizzata, parte dal concetto dei tiri perpe~dicolari e delle deviazioni laterali, e quindi trova più vantaggiosa la formazione della colonna. D'altra parte il fat.to ~à poca luce sull'argoment.o: talora .pr~fo~de colonne s'accostarono a breve distanza dal nemico co~ h~v1ss1me perdite, talora furon costrette a spiegarsi ed a sparpagliarsi a gran distanza. . . Dall'esame accurato dei falli, specie della campagna d1 Boemia ( 1866), risulta, che le gravi perdi:e su~)ìte da cert~ tru~pe in determinati momenti non sono da ascriversi alla formazione in c?l011~a piuttosto che a quella detta im linea, ma sibbene alla formazione in ordine chi'U,SO non più in armonia con l'efficacia dell'armamento attuale. · ·, 1 Esaminando poi teoricamente la cosa, la colonna è t~nto piu vu nerahile rispetto alla linea, quanto più grande è la distanza; .~~ d'altra parte, essendo a gran distanza molto piccola la ~ro?a?1ht.à di colpire, la differenza di vulnerabilità fra le due formaz1on1 ~·,esce nel fatto poco rilevante. Gli svantaggi seri della ?olonna con~1stono invece nella difficoltà di coprimento, nell'eccitazione deleteria prodotta dall'osservazione delle perdite subite dai reparti vicini, nella. maggior presa che presenta al fuoco dell'artiglieria.
XI.
Alla nostra teoria sulla natura del fuoco in combattimento si potrebbero fare le seguenti obiezioni: ,1° Escludendo il fuoco mirato, come si spiega la maggior mortalità deoli ufficiali rispello a quella della truppa? poichè è noto, come pre~so tutti gli eserciti sia raccomanda.Lo di prenderli di mira a preferenza dei soldati. . . 2° La teoria esposta non tiene conto del fatto, che c1 sono tantt soldati calmi, che tirano bene a tulle le distanze, e che perciò devono esercitare una grande influenza sulle sorti del combattime~t?. 30 Con l'esposta teoria le perdile maggiori dovrebbero venti-
DEL WOLOZKOI
24'9
carsi alle minime distanze: ed allora come si spiegano alcuni episodi (battaglie di Caldiero, d'Enghen, di Grochow), in cui bersagl i relativamente considerevoli rimasero intatti, o quasi, al fuoco violento d'intere masse nemiche? 4° Ammessa l'importanza delle deviazioni laterali e del tiro perpendicolare, come si possono spiegare le lievi perdite del tempo della tattica lineare, in cui si faceva fuoco sopra una linea continua di soldati in piedi? Rispondiamo. a) Se il fuoco in ba ttaglia potesse esser mirato, nessun ufficiale resterebbe vivo alla fine d'un combattimento; la loro maggior mortali1à è abbastanza giustificata àal sorgere, dall'espor.i , prima e più degli altri. b) Ci sono soldati naturalmente calmi, e ci sono eccellenti tiratori; ma quanti? e poi queste due qualità sono per Io più scompagnate. Ammettendo in questi pochissimi un leggier g~·ado d'eccitazione, i loro tiri subiranno in battaglia de,,iazioni maggiori del tempo di pace, in cui, sebbene a distanze note, sono già tanto considerevoli . e) Esempi come quelli di Caldiero, d'Enghen, di Grochow ce n'è pochissimi, e sono spiegabili teoricamente con la differenza di livello del bersaglio. Quando questo a breve distanza si trova sotto l'orizzonte del tiratore, anche di poco, tutto il tiro può passargli al disopra della tesla senza toccarlo, essendo rarissimo il caso d'un angolo negativo nello sparo. d) Non è vero, che le truppe al tempo della tattica lineare formassero una linea continua, e che i soldati fossero sempre in piedi.. In secondo luogo il tiro della fanteria in battaglia non poteva esser tanto efficace, quanto ai nostri giorni, perchè non s'ammaestravano i soldati, nella stessa misura d'oggidì, nel puntamento e nel tiro al bersaglio: le quali istruzioni, sebbene non praticate attualmente con molta razionalità, migliorano alquanto, per l'abitudine che se ne ricava, la disposizione a tirar bene.
l7 -
ANNO XXX, VOI. I.
250
LA TEORI A
CONS IDERAZIONI
L'opera del Wolozkoi, come tutte !'opere umane, non é lavoro d'un solo cervello. La teoria del Tellenbach sull'immobilità della sfera dellet1·aiettor,ie forma il substratum di Luttele sue idee, la condizione indispensab ile della loro validità, ed i lavori di Boguslawski, di Tschebischow e d'altri concorsero forse a svilupparne, se non a determinarne alcune. Ancor prima di lui un autore spagnuolo, di cui mi rincresce non rammentare il nome, aveva pubblicato qualcosa di simile alla teoria ora esaminata, corredando l'esposizione del suo concetto oon vari esempi antichi e moderni: ma Ìenendosi troppo sulle generali, non si curava di scandagliare scientificamente i fatti. . Qua.lunque Hl ore si voglia dare a questi cooperatori, resta sempre 11 merito sommo d'un lavoro originale e completo al Wolozkoi, Ja cui importanza sollo l'aspeuo storico e scienLifico è- veramente grande. Partendo da l principio, che la scienza della guerra va trattata con un metodo scientifico, cioé sperimentale, non ha detto nulla di nu ovo, è .vero: cbi non sa, che l'esercito è ratte, per la oauerra? Ma che cosa e la guarrn? Che cos'è la ballaglia? Quali elementi bisogna con.si~erare, per avere un' idea esalta del combattimento? Da quali falli si posso no dedune conseguenze chiare sul modo di comportarsi dell'uomo di fronte al massimo pericolo'? Come si possono scientificamente spi egare i feno meni osservati? Qual legge regolala loro manifestazione? Ecco in complesso il lavoro immane del Wolozkoi, che si può riassumere solto il seguente princ.ipio: Le truppe hanno cliie elementi, materiale e morale: considerarne un solo è lo stesso che non conoscere la tattica: l'elemento ·1norale, ccmsa di tutti quasi i fenomeni della battaglia, può essere stiidiato ed analizzato per mezzo del metodo sperimentale, e 'Vi do le pro'Ve di questa possibilità. li Wolozkoi ha fallo per la scienza della guerra ciò, che Bacone .e Galileo avevano fatto per la scienza in genere. Questo richiamo
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ai due illustri filosofi non paia inopportuno e superfluo, perocchè soltanto col metodo d'analisi da loro iniziato la scienza pozè 1·i'Ve'larsi all'umanità. Occorre forse rammentare, come la scienza prima di loro, abbandonata da secoli alle speculazioni fantastich e e categoriche dei Greci, ingarbugliala ancor più dal metodo scolastico, sia sorta allora soltanto, che quei due sommi si dissero : « La scienza è il fatto, la cosa; esaminiamo il fatto, e non accelliamo ch e il fatto »'lii metodo sperimentale diven ne in questo modo lo strumento universale del lavoro proficuo e delle scoperte: l'astronomia, la fisica, la chimica, la medicina, la paleontologia, la geologia, il diri tto inLernazionale, il diritto penale, ecc, emersero dall'ombra, sorsero quas i dal nulla, si armonizzarono, rivelando un nuovo mondo: era la scienza, il fattt>, la cosa. Nel modo stesso il Wolozkoi , dopo d'avere affermato il principio del modo sperimen tale, appello al quale gli scritti dei dottrinari rassomigliano alle classificazioni dei peripatetici e degli scolastici, fa sorgere di piapta, parallelamente alla parte materiale della tattica, la parte morale ancor più importante, e le assegna una fnn zione essenziale, indispensabile nel concetto e nell'applicazione della scienza. Finora, è d'uopo confessarlo, tranne vaghe all usioni, pii desideri, sterili declamazioni, generiche osservazioni, sparpagliate qua e là in parecchi~scritti, nessuno aveva trattato profondamente e scientificamente l'argomento ; nessuno s'era preso la briga d' indagare nello scibile militare i fa lli intimi del combattimento, e di classificar.Ii per categorie d'affi nità; nessuno aveva studiato la battagl ia delle passion i dentro la bauaglia delle masse armate ; nessuno aveva applicato ai fenomeni morali del combattimento il calcolo delle medie, dimostrando col doppio risultato dei falli e del calcolo, che la matemati ca ha un linguaggio esatto anche per i fenomeni spirituali; nessuno aveva spiegato fisiologicamente e con minuta precisione gli effelli fisici delle commozioni in battaglia sull'impiego delle facoltà del soldato e sul puntamen to del fu cile. Il Wolozkoi ha fatto tutto ciò. Predominato da un'idea potente ancor prima del 11866, nudrito di forti studi generali e militari, armato d'un grande acume filosofico e d'un gran senso prati co, ebbe la costanza di studiar minutamente i particolari apparentemente poco significanti di tutti i fa tti d'arme possibili , d'ac-
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certarne l'aulenlicità, di classificarli , per venire ad una conchmsione, che par mostruosa, che mira dritlo alla demolizione d'una gran parte dei nostri principi tattici, balistici e tecnici . Non sarà certamente superfluo, poiché siamo entrati più addentro nelle considerazioni d'indole puramente mili t.are, riassumere in una breve rassegna le idee principali dell'autore sopra alcuni punti di importanza veramente vitale, e che si rifHriscono all'alzo, al puntamento, alla celerità di tiro, alla radenza della traiettoria. Stlcondo il Wolozkoi, l'alzo, tal qual è, è inutile, anzi un impiccio. Le prove addo~te sono molteplici e di vario genere. . Nella guerra di Crimea gli alleati colpivano a più di '1 ooom di distanza, mentre le loro migliori armi portatili avevano la graduazione dell'alzo per poche centinaia di metri. Tiravano a bella posta, sapendo di tirare ad una distanza superiore a qualla consentita dall'alzo? No, perchè la scienza del Liro allora non permetteva questo. Tiravano puntando con l'aÌzo? Allora questo è inutile, perchè puntando con l'alzo di 700m il nocciolo del fascio di traiettorie colpiva il nemico a ,1ooom: era dunque un tiro sbagliato, ma che uccideva il nemico senza il permesso dell e regole balistiche. Al combaujmento di Hiinerwasser, raccolte le carabine d'un battaglione cacciatori austriaci cbe aveva fron teggiato i Prussi ani cla 700 a 1100 passi, si trovarono quasi tutte con l'alzo a 700 passi: si noti che il battaglione era rimasto un bel poco sulla difensiva. Dunque in ballagliaè tanto facile dimenticare l'aggiustamento dell'alzo, od è inutile ordinarlo. Testimonianze d'ufficiali su questo soggello non mancano, e chi ha fatto una campagna, frugando bene nE:lla sua memoria, troverà che non si ha tempo di pensare all'alzo, tranne al principio dell'azione. D'altra parte a che serYe l'alzo, se il soldato non punta con esso? · La quistione de! puntamento in campagna è stata svolta ampiamente con argomenti diretti ed indiretti. Basta già il fatto della enorme dispersione dei tiri, per provare che si punta malissimo : basta poi il fallo della costanza nella disposizione di questa dispersione, per provare che gli sbagli di puntamento son prodolli da cause costanti. Contro il fatto non si può lottare: si può però tentare di spiegarlo, e l'autore lo ha spiega to, a nostro avviso, in modo veramente scienti fico, da togliere ogni dubbio sull'argomento . Ammessa, questa situazione di cose, la scuola di puntamento, qual. si
pratica oggidì, è un vero perditempo. Merita attenzione la ragio ne addotta dall'autore, ehe ci permettiamo di spiegare più largamente. È provato, che di tutte le facoltà umane sconquassate nel trambusto della battaglia la memoria si conserva parzialmente sotto la forma d'abitudine, e l'abitudine si conserva tanto più facilmen te, quanto meno richiede l'aiuto del razioci nio, quanto meno richi ede di sforzo mentale. Avve,.ziamo un soldato a puntare con l'occhio, un altro a puntare con le braccia. Per puntare con l'occhio si richiede: 1° una posizione stentata delle braccia e della testa; 2° l'aggiustamento dell'alzo; 3° uno sforzo dell'occhio per far passare la Yisuale per tre punti, di cui due son mobili, e talora son mobili tuLli tre: in questa operazione sono impegnate il raziocinio e la memoria; è impegnato l'occhio, organo delicatissimo, che subisce l'influenza delle commozioni interne, del sole, del sudore, della stanchezza; è impegnato tutto il sistema muscolare, per otlenere un istante almeno l'equilibrio della persona. Per puntare con le braccia si richiede..... nulla, fuorchè l'abitudine: l'occhio guarda il nem ico, la tesi.a è alt.a e diritta, le braccia bene appoggiate al busto, nulla di stentato, nessuno sforzo mentale. Di queste due ab itudini quale si conserverà più facilmente in campagna? .... Connesso inLieramente con le questioni dell'alzo e del puntamento è quella dell'esercitazi on i al bersagl io, le quali non avrebbero più ragione d'esistere nel modo, onde vengono condotte attualmente, ed avrebbero bisogno d'essere modificate fin dalle radici. Non poss iamo passar sotto siloozio la que:;ti one della celerità cli tiro, trattata ampiamen te dall'autore nel capitolo IX. La celerità effettiva di tiro non è proporzionale alla celeri tà virtuale di caricamento; mancherebbero a questo enorme lavoro (co i fucili a retrocarica) le forze ti siche dell'uomo, e vi si oppongono anche ragioni morali. Ciò posto, con qual criterio giudicare della celeri tà cli tiro? Con la quantilà delle cartucce sparate in rapporto alla durata.di un ci,mbattimento? Ma in questo moclo si viene alla strana conclusione, che in alcune battaglie combattute con fuci li a canna liscia la celerità di tiro è superiore a quella raggiunta nelle ulLime campagne coi fucili a retrocarica! Che s'è dunque ouenuto con l'introduzione delle armi a tiro rapido? Due cose. Connettendosi la retrocarica con la rigatura e con altri progressi tecnici e metallurgici, la celerità
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di tiro non si può scompagnare dalla giUata: nel fatto questa predomina sull'altra. Da ciò la possibilità di cominciare il fnoco a considerevoli distanze e di farlo durare per un maggior numero di momenti talli ci . La celerità di tiro poi per se stessa si afferma terribilmente in qualcuno di questi momenti tattici, nei quali porta generalmente la decisione. Non c'è forse neppure un militare, che abbia dubitato un momento della bontà d'un fucile a traiettoria mollo tesa. Non è forse questa proprietà una delle più vantaggiose nelle armi moderne? La radenza della traiettoria infatti aumenLa Io spazio bàtluto, ed è tutto detto. Eppure il Wolozkoi non crede mollo alla teoria balistica dello spazio battuto, crede invece ai tatti. Questi dimostrano che il sistema delle traiettorie è immobile. Ciò posto, se prend;amo due fasci di traiettorie che abb iano curvatura diversa, ma uguali angoli cli proiezione, possiamo osservare due fatti caratteristici; al di qua del centro della rosa orizzontale di tiro formala dalle traiettorie a gran curvatura un dato spazio contiene più co lpi appartenenti al tiro del fucile a traiettoria curva, elle non di quelli del fucile a traiettoria tesa: al di là del centro della rosa orizzontale di tiro ·formata dalla traiettoria tesa avviene il contrario. Insomma a distanze medie e piccole ha più efficacia il tiro curvo, a distanze grandi il tiro molto teso. Siccome però a grandi distanze, per varie ragioni, si tira poco, e si ha poca probabilità di colpire, mentre la decisione del combattimento ha luogo sempre a brevi distanze, resta in pratica tutto il vantaggio al fucile con traiettoria curva. Un fuci le perfetto dovrebbe avere una traiettoria curva fino allagittata corrispondente all'angolo medio, ed up.a traiettoria tesa da questa gittata in poi: sarehbe un ideale . Questa breve rivista sulla teoria del Wolozkoi, sebbene tenuta sulle gAnerali, potrebbe tuttavia parer monca, ove non si facesse cenno dell'impiego fatto della matematica per la soluzione di vari problemi inclusi nella stessa teoria, e che interessano vivamente la tat.tica e la balistica. Come si pratica in balistica per Iadeterminaz1onedel le proprietà delle varie zone della rosa dei tiri e per la probabilità di r.olpire un determinato bersaglio a varie distanze, l'autore si vale del calcolo sulle probabilità; appli1)andolo però ad elemen ti diversi .
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Com'è noto, il calcolo ordinario si fonda sulla conoscenza degli anooli di caduta, delle dimensioni lineari del bersaglio, delle devi:zioni laterali e longitudinali (o verticali) e della deviazione quadratica media. ]I calcolo del Wolozkoi invece 5i fonda sull'ang~lo di proiezione, sulle dimensioni angola:i del ber~agli~ e ~uaa deviazione quadrati-:a media angolare. Parm1 necessano ch1anre alqu.anto il senso di talune espressioni. ·rremeUiamo, che si tratta esclusivamente del tiro del fucile eseguito da grandi masse cli fanteria. Secondo le numerose osservazioni fatte sulle cumpagne, e talune durante la battaglia stessa, questo tiro è imperfettissimo, ed ha una dispersione enorme, la quale per_ò si conserva p'ress'a poco costante per tutta la cl~rat_a ~el combattimento. Consideriamo i punti di caduta dei pro1ett1 m un terreno ridotto ali' orizzonte: essi formano una rosa di tiro estesa per molte centinaia cli metri nel senso della profondità (più di due eh ilometri) · Questa rosa cli tiro ha un centro, o parecchi centri all!neati secondo una parnllela al fronte dei tiratori : questo _centro s1 trov~ ad una distanza (dai tiratori) uguale alla gittala corrispondente ali angolo medio di tiro, che è di 4° circa. A~m~ss~ l'esisLen~a di ~~est'anaolo med·io di tiro, conosciute le dev1az1on1 angolan, pos1t1ve e ne;ative, corrispondenti alle massime ed alte minime ~i~t~le d'un combattimento, è facile dedurre col calcolo delle probab_ihLa l~ ~e~ viazione quadratica media angolare, la zona cli massima rntens1ta ~1 fuoco, corrispondente alla striscia. di terreno dove è raccolta la miglior metà dei colpi, il per cento dei colpi S~)arati sotto un_ dat:o angolo di tiro, e perciò la probabilità di colpire un bersaglio .situato ad· una distanza corrispondente alla gi ttata ottennta con I angolo suddetto. Qual differenza corre fra questo calcolo e l'ordinario'. ~essuna. Il calcolo ordinario è giustissimo, come quello ch6 s1 !onda, al pari del calcolo del Wolozkoi, sopra una legge matematica, sulla le•Y•Ye di deviazione da una media grandezza, e s'avvale, come 00 ' compi·1a l e cl aI "'ae il nostro autore, delle tavole di pro bab·1· 1 1ta nerale Didion. Ciò che costituisce l'enorme differenza fra le due applicazioni è la premessa, la supposizione. Il ~al~olo balistico ordinario suppone infaLl.i un puntamento esalt1ss11no, u_n puntamento al cavalletto, ed ammessa. questa supposizione, l'appli-
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cazione non potrebbe esser più esalta. Ognun vede perciò qual sia il la.lo debole di questo sistema: è un colosso di metallo dai piedi d'argilla: la supposizione fatta non regge per la fanteria in combattimento . Data una massa considerevole di truppe, anche puntando al cavalletLo, si riscontrerebbero forti variazion i di punLamento fra l'uno e l'altro individuo; queste variazioni crescerebbero col puntamento a braccio sciolto, crescerebbero ancora sparando soLlo la sferza del sole 1e dopo m1a grave fatica: tutto ciò in tempo di pace. Trasportiamo questa massa in piena battaglia, dove, oltre alla fatica ed al disagio maggiori, entrano nuovi elementi disturbatori, quali la distanza sconosciuta, il fumo, l'ansia, il peri colo imminente, la vista dei morti e dei feri ti, ecc. ecc., e arri viamo senza sforzo a spiegare come il puntamento debba esser difellosissimo, quale appare appunto dai risultati del Liro e dall'esposizione fattane in più luoghi dal Wolozkoi. Ora, poicbè il soldato e fatto per la guerra, poichè l' istruzione su l tiro mira a disporre l'im piego ulile e razionale delle truppe in battaglia, perchè prendere a i:Upposizione del calcolo una situazione impossibile in guerra? Prendiamo la realtà del fallo, osserviamo dai fatti (e non mancano di numero ed' importanza) come effellivamente si punta in battaglia, deducendolo dai punti di caduta dei proietti di fante1:ia all e varie distanze. Se ab biamo un numero su!Ticiente d'osservazioni, se tutti i fatti ben accertati concordano in alcuni punti principali, cerchiamo la legge che presiede a questi fenomeni. Ora, il risultalo delle osservazioni fatte ci porta ad ammettere un angolo medio di tiro, a stabilire le deviazioni angolari massime e minime, e perciò ci dà il diritto di applicare sotto una forma razionale la legge di deviazione di una media grandezza ai fenomeni del tiro della fanteria in combattimento . Non possiamo lasciare quest'argomento del calcolo sulle probabilità senza fare osservare il modo tenuto dal Wolozkoi nella costruzione della curva sulla probabilità di colpire, perocchè anche in questo esisto una diver.;ilà sostanziale dal metodo ordinario balistico. Come si accennò al N. VIII della prima parte di questo lavoro, gli elementi costitutivi della probabilità di colpire con un dato fucile sono due, grandezza del bersaglio e posto da esso occupato sul
campo di battaglia, o meglio sua situazione rispetto al centro della rosa dei Liri. Di questi due elementi manca nel calcolo ordinario il secondo, perocchè si suppone, in generale, che il bersaglio si trovi sempre al centro della rosa dei tiri, si suppone che si punti perfettamente. Perciò le curve sulla probab ilità di colpire costrutte col metodo ordinario, esprimendo la probabili tà di colpire nel caso d'un esatto puntamento, non. esprimono la probabilità cli colpire sul campo di balla-glia, e non possono fornirci alcuna idea pratica ed utile per il caso nostro. TllLLavia nel calcolo balistico ordinario si fa spesso un'operazione affatlo simile a quella dell 'autore, ma per uno scopo diverso . Data infatti una rosa di tiri, p. e. orizzontale, si vuol dettlrminare la probabilità di colpire una data striscia collocata ad una distanza determinata dal centro della rosa. A sciogliere questo problema, si calcola prima la probabiliLà di colpire la zona compresa fra il centro ed il lembo esterno della striscia, quindi si calcola la probabilità di colpire la zona compresa fra il centro ed il lembo interno della striscia: evidentemente la di!Terenza fra i risultati delle due calco· )azioni fo rnisce la probabi lità di colpire la striscia data, che si trovu ad una determinata distanza dal centro della rosa. Secondo la teoria del Wolozkoi, la rosa dei tiri è lullo il campo di battaglia esposto all'azione della fucileri a, ed ha un centro corrispondente alla gittata che si ottiene (per ciascun sistema di fucile) con un determinato angolo di proiezione. Il bersaglio può trovarsi a qualunque distanza da questo centro . Il calcolo isLi tui to per determinarne la vulnerabili tà è clunque, in apparenza almeno, identico al primo. Tutta via si notano due di[erenze. In primo luogo invece di distanze efTeLtive son calcolati gli angoli di proiezione, ai quali corrispondono gittate uguali alle distanze del bersaglio dai tiratori. Conosciuta la distanza dai medesimi del centro della rosa ( che si desume dalla gillala corrispondente all'angolo medio), è facile tradurre le ampiezze angolari in distanze effettive? È questa una differenza di pura forma. La seconda invece è differenza sostanziale. Le dimensioni del bersaglio sono date in angoli , che sono gli angoli ottici, entro i quali esso è veduto dai tiratori alle varie distanze. Ora queste dimensioni angolari crescono con l'avvicinamento del bersaglio.
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Nel calcolo ordinario, trattandosi. di rose di tiro assai piccole rispetto alle distanze di tiro, n1:,lle quali perciò l'angolo di caduta delle varie traiettorie può considerarsi come uguale, la circostanza della situazione del bersaglio rispetto al centro della rosa dei tiri può essere trascurata, e si considera ht probabili Là .di colpire una striscia collocata n metri al di qua del centro della rosa dei tiri come eguale a quella di colpirla a n metri al di là del medesimo. Nell'immensa rosa di tiro del campo di battaglia questa concessione sarebbe del tutto erronea. Se non entrasse in calcolo la variabilità delle dimensioni angolari del bersaglio, questo risulterebbe tanto vulnerabile a 21 oom, quando a ,, oorn ciò che sarebbe assurdo. È questa la ragione, per cui la curva delle perdile risulta a doppia curvatura con due inflessioni in senso contrario, come fu accennato al N. VII~ della prima parte del nostro studio, ed è con questo chesi spiega matematicamente l'apparente contraddizione fra il minor numero dei colpi, che cadono a brevi distanze {supposta costante la intensità del fuoco nemico) e la maggior vulnerabilità delle truppe. A parer mio, avendo considerato sotto vari aspetti la teoria del Wolozkoi, avendo sopra lutto messo in bilancia la circostanza, che si tratta del tiro di rnasse di fantei·ia in combattirnento, non esi lo a dichiararla ben fondata, razionale e pratica.
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Sarebbe superfluo l'intrattener::-i a dimostrare l'alto valore che · hanno acquistato i terreni impediti nel combattimento mo_derno: . Chi ormai può ignorare gli effetti spaventevolmente d1strutl1v1 delle armi odierne 1 fanterie, per parlare solo di esse, che numerano i loro uomini a centinaia di migliai a, fucili che possiedoil'l una rapidità di tiro di cinque ad otto colpi al min~to'. una gittala efficace oltre i mille metri con una giustezza di tiro sorprendente: · ecco i fattori princjpali della battaglia dei nostri giorni , ~i fronte ai quali una truppa che si esponesse in ordini un densi ed allo scoperto sarebbe in brevi istanti completamente divorala. . . Ad ovviare alla distruzione che recherebbero queste armi cos1perfezionate, si sono diradali gli ordini e si è chiesto ~n v~lido aiuto ai ripari che offrono i terreni vadati con i lo_ro mul_t1_form1 accidenti cosicchè il teatro dell'azione tattica degh eserciti contemporanei differisce sostanzialmente da quello de!l' antichi tà e non poco cla quelli di tempi non lontani. · . . . . La frase - battaglia in rasa campagna - ogg11na1, se la parola s1 volesse ancora usare, non può più avere altro significato che quello di un modo convenzionale di esprimersi , consacrato dal lungo uso, per intendere il cozzo di eserciti ali' aperl? e non _l'altro degli a~sedi delle fortezze. Le rase campagne, le pianure lisce senza colti- · vazioue senza ondulazioni, fossi, argini, corsi d'acqua, colline, burroni'. ecc., sono l'antitesi perfelta del terreno che si richiede ora·. per combattere. L'istruzione fondamentale che si dà o~gi agli eser- ·
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-citi consiste appunto nel renderli abili ad usufruire tutte le risorse dei terreni impediti, poiché è là che dovranno manovrare e far uso -delle loro armi. ' · Le particolarità topografiche si studiano colla massima attenzione si formulano precetti minutissimi intorno alla maniera di valersen; nel duplice intento dell 'offensiva e della difensiva, tanto più che uno dei caratteri più spiccati delle battaglie odierne è quello di riassumersi in una serie molteplice di episodi, di assalti e di difese di focali là di di/Terente importanza e natura, ma che nella loro varietà, nel loro .a~pare~te slegamento, e talvolta disordine, mettono capo alla ternbtle ver, Là del dramma ed a quella soluzione suprema, che, ·Col nome di vittoria o di sconfitta, decide dei destini delle nazioni e dei progressi della civi ltà. Senonchè in tanlo studio delle forme del terreno gli scrittori ed ,i trattatisti militari non hanno approfondito l'eminente valore che hanno! bos_chi nell~ guerra, e le norme direll.ive ed i precetti spesse volte s, desiderano intorno al modo di condurre un combattimento fra gli impedimenti che essi presentano. I boschi possiedono una splendida pagina nella storia della auerra: dinanzi ad essi si è arrestato pensieroso lo. stesso genio di C;sare: i popoli delle Galli egli opposero terribile resistenza dalle loro foreste. L'antichità, quando, la Lerra era di t')aran luno-a più boscosa di' 0 aa1' , , c1 offnrebbe esempi senza fine per dimostrare l'importanza tattica dei boschi, ma noi !acciamo graz ia ai lettori delle citaz ioni del pas-' salo remoto e prossimo per permellercene qualcuna dei tempi re,cenli e cli questi che corrono , . ~oic)1è nomi?amm~ Cesare, !~ mente corresubito a Napoleo ne, il cli lui competitore d1 118 secoli più tardi, II bosco cli Bossi, occupato la sera del ·I 5 giugno 18-lfj da cacciatori volontari e da due compagnie, permise al principe di Weimar di arrestare i Francesi e ,coprire così il punLo sud cui gli Olando·Belgi si concentrarono durante la notte. Il 116 successivo questo bosco continna a proteo-aere l'_arrivo_dei ~·infor~i; d_'altra parte appoggiando la destra de!1/;osiz10ne d1fens1va, cl, cui era, per così dire, la chiave, impedì ai Francesi di stabilirsi a QuaLre-Bras; per tal modq !'insuccesso della divisione Girolamo Bonaparte contro questo bosco decise le sorti in ,favore degli alleati . I')
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Il 18 il bosco di Hougoumont, bosco di allo . fusto, circondato di folte siepi con il castello per ridotto, ebbe un còmpito importante a Waterloo. La negligenza· di Napoleone ad occupare 1 boschi di Frichermont e di Vfoière contribuì in gran parte alla ca· tastrofe di questa giornata, lasciando a Bulow libertà di sboccare· sul fianco destro dell'esercito francese. Durante la battaglia di Sadowa •I 4 battaglioni prussiani de1 generale Franzescki, difendendo il bosco di iJfoslowed, tennerotesta a 56 battaglioni austriaci appoggiati dal fuoco di num~rose artiglierie. Ma veniamo alla gigantesca guerra del 1870-7•1 cotanto ricca di insegnamenti. Sin dal principio della campagna l'influenza del terreno boscoso, si fa già senti re nel piano delle operazioni delle armale tedesche. ·Infatti, la configurazione geografica della frontiera francese tra Lauterbourg e Thionville presenta al centro un massiccio montagnoso formato dalle ramificazioni dei Vosgi e di difficile accesso alle grandi masse di truppe: ali' estremità si aprono due valli, della Lauter e della Sarre, che sono interseccate da numerose strade da ' due ferrovie importanti i cui versanti sono coperti di vasti boschi, che permettono di ,nascondere i concentramenti militari ed i prepa. rativi di attacchi. Queste disposizioni naturali, congiunte alle massime tattiche dei, Tedeschi cli tentar sempre uno sforzo sulle ali degli avversari, li determinarono a dirigere sulla Lauter e sulla Sarre i loro principali attacchi contro i Francesi. Nei ,novimenti che condussero al combattimento di Wissembourg, 4. agosto 1870, i Prussiani trassero gran partito dal bosco. di alto fusto e molto folto cli Bienwald per dissimulare le masse dell'XI corpo, il quale passando la Lauler, venne ·ad urlare contro la destra dei Francesi. Col favore dei boschi che coprivano la riva sinistra della Lauter e per l'assenza assoluta di cavalleria da parte francese, che tenesse esplorato, com'era necessario, simile terreno, la divisione Douay fu presa d'assalto nello stesso suo accampamenlo,di Wissembourg nel momento in cui le truppe attendevano alla conf~zione del rancio; cosicché i loro capi, invece di credersi sorpresi, ritennero che l'attacco non fosse che una semplice ricognizione; dell'avversario. 1
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Due giorni dopo, il t6, il maresciallo Mac-Mahon sj fece ba~t~re , alla sua volta a Woerth in una spianata ove la sua armata, dlVlsa . da un corso d'acqua, era circondata da boschi e dominatri. da alture, d'onde l'artigli eria tedesca tirava a colpi sicuri sulle di lui masse , acrofomeraLe attorno WoerLh. Il maresciallo lasciò sfuggirsi l'occa~n . . ., sione che gli offriva la fortuna di afferrare la v1ttor1a colla sua su. periorilà numerica al principio del combattimento: egli si tenne sulla difensiva anziché schiacciare successivamente col grosso delle · proprie forze i corpi nemici che venivano all'assalto disuni~i e ~le: , gati. Per tal modo egli espiò l'oblìo degli ammaestramenti la~c1at1 . dal vincitore di Hohelinden, Moreau, il quale aveva vinto in quella . celebre.-·spianata in mezzo ai boschi, perché invece di ricevervi l'urto di piè fermo e di lasciarsi avviluppare in un circolo di fuoco, egli si precipitò colla propria massa riunita sulle Leste di colono~ , austriache per ributtarle di mano in mano che esse tentavano d1 .. sboccare dalla foresta. In fine della giornata di Woerlh una divisione di corazzieri fran• cesi cadde quasi tuLta nel terreno boscoso ov' era stata impegnata, • contrariamente ai precetti dell'arte, per coprire la ritirata che ese" guiva a traverso la foresta di Reischoffen. Il movimento dell'armala di Steinmetz sulla Sarre, era stàto sta:' bilito per il 7; le di lui masse attendevano il momento destinato a . quallro leghe da Sarrebruk, coperte, secondo le tradizioni prus. siane, da vasti boschi che le separavano dalla riviera; per tal modo il 6 di mattino non s'impegnò a Forbach il fatto d'armi che conr.ro , le previsioni degli stessi Prussiani, il corpo di Frossard fu vittima di una•sorpresa, perchè coperto da boschi trascurò di fare e$plorare , al di là il terreno in lontananza. Le alture di Spicheren, a versanti erti ed in parte boscosi, erano , preceduti da una valle profonda ùietro la quale si ergevano alture . a picco come i rampari di una fortezza naturale occupata dai Fran. cesi. Era impossibile avvicinarsi senza cadere sotto il fuoco diretto delle artiglierie pro Lette da spalleggiamenti, e della fanteria che . stava al coperto nelle trincee di baLtagìia e che a 1500 pa$si faceva d n qualche modo sentire gli effetti del proprio fucile. . Gli avamposti francesi furono obbligati di .cercare un rifugio nelle ~ alture boscose di cui i Prussiani avevano raggiunta la base; questi
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· ultimi furono costretti ad arrestarsi sopraffatti di fronte e di fianco dal fuoco del nemico . Nella prima fase di questo combattimento, Saint-Arnold, Spiche1·en e Stiring,coperli da folti boschi, rimasero in potere dei Francesi, la cui posizione non fu potuta scuotere. Verso le 2 poro. il fuoco dei Prussiani si rallentò e per quasi un'ora i Francesi credet· tero ad un felice risultato. Era questo il momento per essi di pigliare risolutamente i' offensiva prima dell'arrivo dei rinforzi dei loro avversari, ma essi ne attesero invano il comando e questi rinforzi sopraggiunsero a troncar loro un'ultima probabilità di buon successo. Col loro eroismo e per la solidità diilla loro posizione, i Francesi respinsero i numerosi ed accaniti assalti sul fronte e sui fianchi delle masse di truppe fresche nemri:he. Non fu che verso le 3 1/ , che la 5a divisione prussiana girando ed avviluppando l'ala destra per le alture boscose di cui s'impadr0niva, potè facilitare alla -14a divisione l'assalto delle alture boscose di fronte, ed essa non compì il suo movimento che verso le 5 a prezzo di perdile enormi . I Francesi si ritirarono allora su di una seconda posizione della stessa natura della prima, e quando,mancata la riserva ai Prussiani, il combattimento fece sosta verso le n 1/ , , la parte ovest delle alture di Spicheren, cioè le più vicine alla strada, il Kreutzberg, monagna boscosa che sorge più indietro, ed il burrone artificialmente fortificato dell'altipiano volto al nord di Spicheren, formavano una nuova posizione favorevolissi1rnt sotto tutti gli aspetti; di guisa tale che i Francesi vi si potettero mantenere sino alle 8 1/ 2 di sera pigliando quattro e cinque volte l'offensiva con !,e truppe fresche che sboccavano dal bosco di Krel1zberg. Si fu alle 7 soltanto che cinque battaglioni e cinque batterie conquistando Stiring, giun::;ero a schiacciare la sinistra dei Francesi, i quali si posero poi in ritirata . Durante questo combattimento i Prussiani ammassati sulle alture boscose, di cui si erano 1impadroniti, si mostravano a quando a quando sul ciglio onde atterrare i Francesi sul pendio in una posizione &vantaggiosa. Il 114, a Borny, i Prussiani defilandosi col favore degli accidenti del terreno e dei bosch i sorpresero gli avversa1:i nel loro movimento
NEI TEnnENI COPEUTI LA GUERRA
di ritirata. Questi ultimi eransi coperti con trincee di battaglia che abbandonarono per ripiegarsi quando i Prussiani vennero ad urtarli, e, facendo dietro fronte, non poterono r ioccuparle che in parte perchè il resto delle truppe era preso d'infilata dalla moschetteria che fulminava dal castello di Colornbey. In questa giornata i Tedesi.:hi secondo le loro abitudini occuparono fortemente tutti i boschi ov'erano penetrati sulla linea di difesa dei Francesi, ivi rimasero invisibili nutrendo un fuoco dei più vivi contro i nemici ridotti a combattere allo scoperto. II ,18 l'armata di Bazaine occupava le alture boscose di Saint-Privat, di Omenvillers e di Gravelotte, posizione eminentemente solida e ch'era stata inoltre rinforzata con trincee di battaglia; i Tedeschi .dal canto loro profittarono dei boschi di Dignos, di Vaux, di Gevinaux e della Cusse per dissimulare le loro masse ed i loro movimenti avvolgenti diretti contro il villaggio di Saint-.Pr ivat, chiave della posizione. I Francesi si contentarono, come per lo innanzi, di difendere passivamente il loro campo di battaglia. La loro destra non poteva essere perfettamente avviluppata, accadeva in pari tempo un vigoroso attacco sulla fronte e così tutto il terreno divenne tosto il teatro di un combattimento il più accanito e con incerti e differenti probabilità di successo . I Prussiani non riuscirono a sboc,.;are dal bosco della Cusse e dalle strette dei boschi di Vaux e cli Genivaux che dopo parecchi ostinati tentativi respinti dai movimenti offensivi dei Francesi . Questa lotta sanguinosa durava da undici ore e mezzo senza che il 9° corpo prussiano,rinforzato da una brigata della guardia, e protetto dal fuoco di più di 200 pezzi d'artiglieria, giungesse a trionfare dell'eroicà resistenza del corpo di Ladmirault, mentre il corpo della guardia attaccava Saint-Privat., che cadde nelle di lei mani alle 6 di sera. Non fu che dopo la conquista di questo villaggio che i Francesi incalzali sulla fronte da forze quasi doppie e sopravvanzati sulla loro destra, si rassegnarono alla ritirata. Nel corso di questa campagna i Francesi ebbero piu volte a deplorare l'oblio del principio praticato costantemente da Napoleone I e dai suoi luogotenenti, di tenersi, cioè, esplorati e di cuoprirsi quanto più lontano è possibile· con numerosa cavalleria. 11 timore
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di perdere un plotone o una compagnia impediva di stabilire le gran guardie a più di 500 o 600 metri dal campo, e si compromettevano così intere divisioni; per la cavalleria poi, due, tre o quattro chilometri al più sembrava il limite massimo delle ricognizioni. Per tal modo difettandosi ognora cli notizie sulle posizioni del nemico, e sopratutto in terreni boscosi, si viveva sicuri, mentre si era già sotto il Liro delle artiglierie. Ciò appunto intervenne il 30 agosto al 5° corpo_francese (de Failly) nella sna marci a. verso Sedan. I Sassoni della 4• armata tedesca avendolo seguito a passo a passo dopo lo scontro del giorno innanzi a Novart, avevano appog~iato a destro per estender:si verso la l\fosa e cedere il posto al 4° corpo prussiano, al quale i Bavaresi da.vano la mano marciando verso l'est. La guardia prussiana si avanzava parallelamente a queste tr uppe e loro serviva di sostegno. Il generale de Failly nel momento stesso in cui l'inimico lo peclinav_a, non pareva che avesse la minima notizia della cli lui presenza; arroge che le sue truppe eccessivamente affaticate dai combattimenti e dalle marcie dei giorni precedenti, reclamavano un po' cli riposo . Affidandosi ad una fa lsa sicurezza, egl i passò tutta la mattina a Beanmont. Nel momento in cui le teste di colonna si ponevano in marcia, il 12° corpo (Sassoni) giungeva a Létange; il ,1 ° (Bavaresi) compariva sulla strada di Sommrtnth, ed il 4° corpo sboccava improvvisamente dalla foresta di Petit-Dieulet, dove le. sue avanguardie erano imboscate sin dalle 9 del mattino e sorpresero le truppe del generale de Failly. L'artiglieria tedesca apre tosto il fuoco e le granate cadendo inaspettatamente nel campo francese, vi produce un completo disordin e. Ognuno si precipi ta sulle proprie armi, ma i Prussiani accorti si del disordine, si slanciano lor conti·o e senza lasciare il tempo di riaversi dalla sorpresa, misero in fuga i primi nuclei. Alcune batterie non possono neppure riattaccare i pezzi, si devono abbandonare tende, bagagli, cannoni. Invano ·qualche reggimento tenta di arrestare il nemico dinanzi a Beaumont, ma le truppe di quello sopravvenute ai due fianchi, i Francesi sono costretti eseguire la ritirata con affannosa confusione. Un bosco impraticabile fra Yoncq e la Sartell obbligò il 5° corpo i8 -
ANNO XXX, \"OL, J.
LA GUEilllA 266 a dividersi; al dì là del bosco alcune colonne furono assalite dalla . 7a divisione prussiana che le aveva olLrepassate; fu fol'za allora di darsi nuovamente alla fuga ed in disordine. Una brigala di fruueria ecl un reggimento di cavallel'ia inviali in sul mezzogiorno da l\fac Mahon si urlarono in queste masse in ritirata e furono trascinati con esse: non era più una ritil'ata, ma una rotta disasLrosa . Soltanto neJla. pianura dinanzi a l\fouron fu possibile di riannodare qualch e reggimento, di trattenere i progl'essi dei Tedeschi, di regolare la ritirata e di far sì che le masse s'avvias sero verso Mouron: tllttociò si dovette all'energia di qualche uffi · cialo che permise di mantenersi tulla la notte in una masseria sulla ri va sinistra della Mosa ed a. qualche pezzo che, posLo in batteria sulla riva destra, arre:.Lò deliniLivamenle i Prussiani. A Sedan, 2 settembre, fu ancora per il favore dei boschi che il 5• corpo prussiano compì la sua marcia avvolgente verso le alture che sbarravano la valle alle spalle doi suoi avversari. Le ultime colline boscose furono il teatro di qualche vivo scontro con distaccamen li dei cinque corpi francesi , i quali tentavano cli r itirarsi aLLraverso le Ardenne e fu soltanto per là che un cerLo numero di soldati riuscì a scampare. I piccoli spazi boscosi che circondano le alture al sud d' Illy furono testimon i degli scontri che precAdelltWO immed iatamente la ritirata dei Francesi quando alle 3 •;, pomeridiane es5i furono costl'elli di ritirarsi su Seclan per i boschi di Ga.ranne. Dai non pochi esempi che venimmo spigolando soltanto nel primo peri odo della guerrn franco-germanica del 4870 -711 emeq;e chia~ ramenle l'alto valore che oggicli, forse più che in passalo, per 11 perfezionamento delle armi, si attribuisce alle località. boschive nell'azione degli esercili . La difesa pertanto e l'attacco di cosilTalte località dovranno più che mai offrire argomento ai trattatisti di tattica per espone con · meLodo acconcio una serie interessante cli norme e cli precetli, i tj_uali serrano di guida agli ufficiali nella difficile bisogna . Un trattato cli simil natura, che si occup i metodicamente di tulle in ,1enerale le così delle operazioni secondarie della guerra, è tani.o pit necessario in quanto che in queste ultimo sono i capi di grado poco elevato che vong,mo impegnali , i quali godendo necessaria-
NEI TERRENI COPERTI
mente d'iniziativa più qui che nel quadro grandioso d'una battaglia, hanno maggior bisogno d'indirizzo e di criteri concreti, uniformi ed offi.cialmente accettati. L'esercito nostro possedeva lin prezioso 1tlan1iale per le operazioni secondarie dli gue1·ra: la materia vi era svolta con molto ordine, con semplicità, chiarezza e con tutta la doLtrina talli ca d'allora; aveva inollre l'aulorilà che gli conferiva l'approvazione ministeriale, per modo che teneva luogo di un regolamento a cui ognuno uniformava la prop ria conclolla. Le nuove armi, i nuovi ordini di combaltimenlo, i nuovi ordinamenti militari hanno po3LO fuori d'uso pat'ecchiecli quelle norme, ma molti ssime altl'e, che concernono la parle immutabile della tattica, conservano ancora tulla la loro freschezza e niuno può allontanarsi da es:;e senza incorrere in errore. Una pal'te, di qùel Manuale, e particolarmente quanto concerne gli avamposti e le pattuglie, venne sostituita da un'impareggiabile [stl'uzione ufficiale per il serviz io di sirn1'ez za delle truppe in campagna, ma nulla sinora ha preso il posto clell e altre, sopratuLto in quanto si at.tieno al comhattimento di località, e questo argomento avrebbe-poLuto benissimo Lt'ovar posto specie in quel volurneLLo non mai lodato abbastanza, qual è l'Istruzione per l'ammaestramento tattico delle truppe di fanteria. Il fatto si è che per il combatLimento di località, ora, che il ::\fanuale per le operazioni secondarie di guerra ha perclnlo ogni carattere ufficiale e niuno ha pensalo di modificarvi quanto vi è di antiquato , non si ha più alcuna fonte ufficiale ove attingei' norme e preceLl i. Tale mancanza riuscirà grave specialmente ai giovani ufficiali, che non andranno certo a consultare il citato Manuale in cu i i vecch i hanno formato il loro criterio tatti co e dal quale ritraggono ancora utilissime ispirazioni. Senonchè l'arti colo di quel Manuale, cho concerne il modo di app1·ezzare militarmenle i boschi, di riconoscerli, di occuparl i, di difenderli, di attaccarli, di sgombarli, vorreb be 0S$ere largamente ritoccalo perchè ri spondesse ai bisogni presenti dell'ar'le. E qui cade in acconcio di riconoscere quanto utile siasi reso all'esercito nostro l'illustre generale Casanova colla traduzione italiana del Manuale cli lnllica applicata del Peuker.
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La rruerra nei boschi è svolta in quel Manuale più completamente . che ini,ogni altro Lrallalo: l' import11nza dell e diffe renli località boschive è apprezzala al suo giusto valore; i fini a cui può servire un bosco sono esattamente del ineati, cosi il modo di riconoscerlo, di occuparne, difenderne il margine e ripartirvi le truppe; il modo di attaccare il margine stesso; il contegno del difensore e dell'aggressore nell'interno; l'impiego dell'artiglieria, della cavalleria ed i ritorni offensivi del difensore ; da ultimo il combatti mento alla uscita. Non bisogna però dimenticare che questo Manuale è bensì molto utile, ma è sempre un trattato generale con fare sinletico, il quale non ha, nè può avere il metodo e la forma di una speciale islruzione, che si occupa essenzialmente di una dak'l. mat~ria . Oltre dr di che il manuale del Peuker non va esente da qualche lacuna non trascurab ile·; in esso , per esempio , non si fa risaltare l'importanza che nella difesa del margine dei boschi hanno i lavori speditivi di forti ficaz ione, i quali, nessuno più l'ignora, hanno preso un larghissimo posto nel cornbau.imenlo moderno . Un'istruzione ,nvece ci direbbe il genere di lavori che si dovrebbero eseguire e come e quando and rebbero eseguiti; ci direbbe la densità frontale per mètro corrente della linea dei cacciatori nell.:i. prima occupazione del margine; ci direbbe la forza, la distanza, la posizione dei nuclei di sostegno e cli riserva, il loro contegno bene precisato e molte altre cose che il Peuker o tace o accenna di volo. Si sa che i boschi offrendo pure insigni vantaggi alle truppe che li occupano, presenlano nonostante qualche notevole inconveniente, specialmente quello di non favorire la direlliva . Gi unto il combattimento a quella massima tensione in cui uno dei partiti è costretto, prostrato dal fuoco , a cedere terreno, la ritirala è sempre un momento di crisi che si allraversa ed i rannodamenti delle forze si compiono sempre con grandi stenti, e ciò in terreni relativamente aperti. 1 Ora, imaginiamoci l'istante in cui l'aggressore sia riuscilo a sfondare la linea di difesa del margine del bosco: su quella linea si erano già addensati i sostegni e le riserve dei difensori, i quali schiacciali dal fuoco si ri lirano nell'interno. Tra per il frammischiamento tattico dei l'iparli che sarà necessariamen Le avvenulo, tra per gli alberi
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che in tralciano la marcia, che impediscono la vista dei superi ori e del luogo di adunala, tra per il nemico che incalza dappre$SO e rencle più penose queste condizioni, le truppe sfuggono dalle mani dei capi e la ritirata faci lmente si muta in fuga disordinata. In sim ili casi, pur Lr•)ppo freque nti, a quali norme deve allenarsi la direlliva? Anche l'agg1 cssore dopo accanita lolla, superala la resistenza del margine, si troverà in un frammi schiamento tattico a cui non riparerà colla breve sosla su1margine stesso, e verrà trascinato all'inseguimento, sia dal proprio sovraecci tamenlo morale, sia dalla stringente necessita di non lasciar tempo al nemico di riordinarsi e di preparare un'u\t.eriore difesa . Anche l'aggressore sentirà l'influenza degli impedimenti del bosco e sfuggirà alla direz ione dei capi. Da una parte pertanto e dall'altra e imprescind ibile l'urgenza per il comando di conoscere quali regol•J deve seguire, a qnali espedienti può ricorrere per l'ordinata condolln delle proprie Lruppe, per conservare ognora un ità d' indirizzo al combaLLimento. E cosiffatta necessi tà. è di gran lun ga più imperiosa. oggidì che in altri tempi. L'ordinamento dogli eserciti a grandi masse lia condoLLo ad una eccess iva riduzion e della ferma, la qnale per di più tende ancora. a discendere: tale breve permanenza so tto le arm i è l.uUa a detrimento della solidità. delle trnppe, vuoi per la non completa istmzione che esse ricevono, vuo i per la non intiera esperienza militare che esse h,mno modo di acq11islare. Tutto ciò fa si che gli eserciti odierni riescono più sensib ili alle peripezie del campo di battaglia, gli istinti naturali facilmente acquistano su di loro il predomini o, facilmente quindi le truppe i- i disordinano e si so LLraggono al comando dei cap i. Arroge p1i quel certo grado d'iniziaLiva indi,•iduale che ad esse conceéle la man iera odierna di combattere in ordine sparso : tutto sommalo si deve concludere che il bisogno della di rei Liva è oggi più che mai stringente. e più stringente an cora è nel comballimento in quelle località impedite, come sono appunto i Lerreni boschivi, in cui gli accennali inconven ienti lendono straordinariamente acl aumentare. Arduo fo sempre il cò mpiLo della diretliva, ma oggidi si è reso oltremodo complesso e diffi cil e. 1~ vero che sono aumentate in propor-
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zione le condizioni di coltura nei capi, i.> vero allresì che si sono aumentati, sebbene imperfettamente, gli organi del comando , ma · tuttociò non è ancora sufficiente: occorrono norme e criteri diret· tivi, i quali abbiano un carattere autorevole per tutti, occorre, in una parola, una guida che inspiri fiducia per la incontestata competenza che dovrebbe dimostrare nella trattazione dell'argomento . Noi non apparteniamo al numero di coloro che chiedono in ogni singolo caso di essere guidati per mano dal precetto, crediamo invece impossibi le prevedere tutti i singoli casi; ma non siamo neppur tra quel! i che sdegnano il freno delle regole, che le repnlano pedanterie, pastoi e del cervello e che lutto vorrebbero lasciare all'iniziativa individuale. Siamo d'accordo che nelle operazioni della grande tattica, in cui il problema da risolvere è così vasto e complesso, un'istruzione se pur potesse compilarsi, sarebbe non già inutil emadannosa; per le operazion i però di piccola tattica, in cui sono impiegate le piccole unità di truppe, per i comandanti di grado poco elevalo. una istruzione, lo ripetiamo, ci pare necessaria. A tale ufficio per lo passato soddisfaceva molto accomiamente, come dicemmo, il Manuale · · per le operazioni secondarie della. guerra. Ora che i progressi dell'arte hanno re.so questo un po' antiquato, è mestieri pensare a sostituirlo con una nuova ist.ruziqne ufficiale, una guida, il titolo poco imporla, come si è fauo tanto felicemente per gli avamposti e le pattuglie. Nè siffaua compil azione che si conneltereb be ,eolle Istruzioni per l'ammaestramento tauico delle truppe di fanteria e di .cavalleria, dovrebbé essere molto difOcile: a chi ha scritto quegli aurei librelli non fa difetto per fermo la dottrina, nè l'ab ilità per dare al lavoro il complemento che noi desideriamo . Per ciò che si riferisce all'azione guenesM nel le località boschive, il còmpito del!' operelta èhe noi desideriamo è indicato dalla sol ur~ione dei seguenti quesiti : Classificazione dei bosc)1i rispetto alla loro estensione, all a natura delle piante che lo costituiscono, al terreno che occupano ed a quello circostante per dedurne la differente importanza militare e le diffe · renli operazioni guerresche a cui si prestano. I boschi di grandissima estensione, le fo reste, sono più strategici che tallici, vale a dire
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offrono il me:.::zo di cuoprire il concentramento di grandi masse cli truppe, vantaggio insigne quando specialmente le foreste giacciono sulle frontier e degli Stati, vantaggio di altissimo valore all'iniziarsi delle ostilità. Circa a queste grandi esténsioni bosc0se non s'indicheranno le norme per l'occupazione, la difesa e l'attacco, ma sibbene per il modo di farne sboccare offensivamente le truppe. Per gli altri boschi di minore estensione che noi chiameremmo tallici, poichè in essi viene a svolgersi il combattimento, non dovrebbero mancar le regole intorno al modo di riconoscerli , di porl i in istato di difesa con lavori di fortificazion e, di occuparli, di distribuire le truppe per la di fesa, di far entrare queste in azione impiegan·dole conforme la specialità dell'arma rispettiva, di farle ritirare e rannodare utilizzando opportunamen te gli accidenti del bosco, cli fal'le comballere nell' interno e all'uscita . Così l'aggressore dovrebbe sapere da quali disposizioni preparatorie (ricognizioni sopratutto) ha da essere preceduto l'attacco; quali sono gli ostacoli che questi terreni oppongono all'offensiva; con quali criteri deve eseguirsi la r icognizione, su quali punti dirigersi gli attacchi, principali e fai.si, come debbano condursi questi ultimi e le divers ioni tanto favorevoli alla buona riuscita della impresa, quali sono ie manovre più adatte, come va util izzato il terreno ci rcostante, come impiegate fe truppe e le differen ti armi, come 1.:ondotlo il combattimento nella doppia ipotesi del favorevole e del · sinistro successo . Noi non abb iamo la pretensione di aver tracciale le linee di una completa istruzione, ma i punti che accennammo e moli.i altri meriterebbero di essere chiariti da un libro di autorità ricouo. sci nta da tutti . Lo dicemmo già e lo ripetiamo, l'urto tattico dei nostri tempi va diventando sempre più, a cagione sopratu tto della estensione dei campi di battaglia proporzionati alle grandi masse degli eserciti odierni, una sequela di episodi, un complesso di combattimenti di località. Alla maniera di regolar questi aduilque deesi portare una speciale ed accuratissima attenzione. Circa poi al trarre partito delle località,sia difendendole che attaccandole, sono le singole situazioni di guerra, che debbono consi gl iare: ciò che può giovare in una data condiz ione numerica, di
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LA GUERRA NEI TEI\HENI COl'ER'l'l
morale o di terreno delle nostre truppe o dell'avversario, può essere· disastroso in un'altra. Per l'occupazione dei boschi , o di altre località il principio del grande Federico $erva di norma: Non occu7Jare che le posizioni delle quali, con le truppe che si ha, è possibile la di{e$a e cli citi è realmente 'oanta,g,qioso aim·ne il possesso . . . . Agli Austriaci a Sadowa costò ben caro l'oblio di questo princ,P.10 : onde stabilirsi nel bosco di Marlowed, inutile per proteggere la importante posizione di Chlum, essi spossarono in un attacco infruttuoso cinquantuno battaglioni, i qual i avrebbero potuto far pendere la vittoria dalla loro parte se fosse1·0 stati impiegati a sbarrare il passaggio di cui profittò l'armata del Principe reale di Prussia per impadronirsi della chiave della posizione. . 1 Non neahiamo che quanto esponemmo in questo scritto non s o . trovi sparso nei trattati di tattica nostrani e stranieri, ma i trattati si studiano alle scuole, si consultano ogni qual tratto anche in seguito, ma non si hanno sempre alla mano, nè per la forma o poco, o troppo didattica, sono sempre efficaci. Quell'opuscoletto intorno al combattimento cli local ità tradotto dal tedesco dal nostro stato maggiore, è, per esempio, stupendo; si leggerà. sempl'e con molto proritto dagli intelligenti, ma quanti non lo leggeranno senza un costrutto al mondo per la forma appunto poco didattica e talvolta alquanto nebulosa, èome in generale è la fo rma di quasi tutti gli scritlori militari tedeschi? Ci eravamo proposi.o, col presente scritto, di far rilevare la grande importanza dei terreni impediti nella guerra moderna e la necessità. di dar norme ch iare, brevi, competenti, auto revoli per il combattimento di località: se siamo r iusciti nel duplice nostro scopo, giudichi il leLLore; noi abbiamo terminato , non senza però prevedere l'obbiezione: ecco un altl'o degli scrittori codini che si sforza cli ri. mettere in uso le 1·,icette per vincere i combattimenti.
T . .MARIOTTI
Capitano .
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ISTITUTI MILlTARi<
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Francia..
ln Francia apparteneva agli istituti militari della prima _categ~ria la scuola per ragazzi di truppa di Rambouill et (Départ:'ment Seme et Oise); in ,;ua. sostituzione però con Decreto 18 febbra io '.1884 vennero costitui Le sei scuole preparatorie, che devono funz ionare dal ,J 885 in poi, e precisamente, per fanteri a a Rambouillet, Montreuilsur-Mer, .Bayeux e Bagnols-sur-Crèze; per cavalleria a Pézénas; per artiglieria a Bourges. . . . . . Appartengono all a seconda categoria, i battagl1on1 scolari che sono la preparazione alle scuo le reggimentali. La _terza categoria, che comprende gli istituti di recluta~en~o degli uffi cial i, si divide in due classi distinte: gl'islituti per gli asp1ranLi borghesi e quell i per i sottufficiali . - Ai primi appartengono il Pritan~o militareallaFlèche, la scuola speciale mili taire di SaintCyr, la scuola politecnica di Pari gi, quest'ultimo isl.itut~, misto per ufficiali di arma speciale e per impiegati tecnici . - Alla seconda classe degli istituti di lerza categoria, quelli che reclutano g~i. ufficiali provenien ti dai sottufficiali, appartengono : la scuola mi litare di fanteria di Saint-Maixent, il riparto per sottufficiali della scuola d'applicazione di cavalleria di Saumur, la scuola dei sottufficiali d'a.rtialieria e del genio di Versailles . n . . ,. . . Appartengono alla. quarta categoria, che comprende gl 1st1tut1_ superiori per il perfezionamento clegli urnéiali : la scuola supenore (i) Continuazione o fine. -
Vedi puntata di gr.nnaio, pag. 90.
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ISTI TUTI
di ~uerrn di Parigi, alla quale sono ammessi ufficiali delle varie arm,, la scuola d'applicazione d'artiglieria e del genio di Fontainebleau, la scuola d'applicazione di cavalleria di Saumur. Apparlengono alla qui nta categoria la scuola normale· di Liro a Chalons-sur-Seino, le scuoio regionali di ti ro cli Chàlons , di Ruchard, di Valbonne e di Blidah {Algeri); la scuola di tiro d'artiglieria a Bourges; la scuola d'~pplic~ziono delle polrnri e nitri a Parigi; la scuola normale per ginnas tica e scherma a J oinvill e·le-PonL· la scuola centrale di pi rotecnica mili tare a Bourges; Ja scuola d'am:n inist~a~ione a Vincennes; la scuola di medicina e farmacia mil itare a Par1g1. Scopo delle scuole prepamtorie in Francia si è di diri rrere verso la professione militare i ragazzi che vi sono ammessi e cli dare loro le allitudini per di ventare buoni sollufficiali. 1.n queste scuol e s' insegna a leggere, scrivere, ari tmeti ca ed elementi d'i struzione mili tare;. gl i allievi sono scelti fra i ragazzi di truppa immatricolati ai corpi. Un certo numero di giovani, appartenenti a fami alie mi litari e la cni istr·uzione ri_ mane inLeramenLo a carico dei loro ; nrenti, pos~ s?no essere a1~1~ess1alle scuole preparaLorie. Il loro personale dirigente è cost1tu1Lo da un comandan~o maggiore di fanteria, un comandan te in seconda capitano, due ufficiali suball.eru i isLruttori due contabili , un medico ed un cappellano. ' Ogni. scuola.può. ri~evere 500 allievi; i corsi durano cinque anni , dopo cl, che glI ali 1ev1 possono, od essere rin viati ai loro <Yen iLori 0 o ' pren dere una fol'Jna volontaria di cinque anni; l'età d'ammissione comincia da i dodici anni . Ultimamente il maggioro Héroi t ollenne dal O'overno francese l'autorizzazione di costituire con mezzi privali un ; rfanolrofio mili tare a La Boissièro presso Ram bouilleL; l'istituto, inauguratosi colla denomi nazione di « Scuola dei pupill i de lla guerra», può accogli ere 1 p.er ora da ~ 50 a 20~ orfani di soU11ffi ci ali e so ldati, a.ppen,t abbiano ?i nque ann, , e che rimangono ivi per sette anni per passare allora rn una ~elle scuole preparaLol'ie di cui dianzi si trattò . Per essere a~cettat,, premes~a la citata co ndiziono di fami glia, basli1Ù1'essi ahbrano la necessana salute ed in telligenza. Recentemente il minisLero della guerra fran cese autorizzò la costiLuzione di una scuola pei ugli di soldati appartenenti ali' arti -
MILITARI
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glieria ed al genio a Billom nel diparti mento Puy de D~me; la città oJTrì di concorrere per le spese necessari e con una somma cli 1150000 franchi. I ballaglioni scolari, formati nel 188'2 , sono istituzion i militari preparative che tendono acl avviare la gioven tù nella carriera militare. Ogni scuola pub blica o parecchie di queste che riunendosi possano raccogliere da 200 a 600 ragazzi,d'età non inferiore ai dodici anni, fo rmano uno di questi battaglioni a quatlro compagnie, ognuna. della fo1·rn minima di 50 ragazzi. Le autorità mi li tari nominano per ogni ball.agl ione scolare un istruttore in capo e quauro islrullori aggiunti che devono essere persone le quali abb iano prestato servizio nell' e:;orcito . I battagli oni non hanno una clivisa obbligatoria., son9 armati di fuci li del modello adoLLato nell'esercito, senza però poterli acloperarn per il tiro. O.;ni battaglione riceve dal min istro d'istruzi one una bandiern che viene r,onservata per un anno da quella scuola i cui allievi durante la ispezione annuale si dimostrarono più provelli. Presso i baLLagli oni scolari la isLruzionesi limita alle esercitazioni ginnastiche ed al tiro al bersaglio; a quest'ultimo però sono ammessi soltanto i giovani che ab biano compili i q_ua Ltordici anni . Per il tiro, ogni battaglione dispone di tre fucili e delle occorrenti munizioni . Fanno parte ancora della seconda categoria d'istituii militari le· scuole reggimentali presso le quali, sollo la sorveglianza dei comandanti dei reggimenti, si form ano i sottufficiali delle varie armi; per l'arti gli eria si han no dici anove scuole: a Donai, a La i?ère, a Versailles, a i\Ians, a Orléans, a Chalons sur )lame, a Bosançon, a Bourges, a Poitiers, a Rennes, a Vannos, ad Angoulème, a ClermontFerra.nd , a Grenoble , a Nimes , Cast.res, a Toulouse, a Tarbes, a Vincen nes; per il gonio si hanno quallro scuole reggimen tali: a Versailles, nd Arras , a Montpellier ed a Gre:rnble. Alla di rezione delle scuole reggimental i d'artiglieria è preposi.o un tenente r.olonnello , a quelle del genio un comandante di baLLaglione. Il pri mo degli istituti militari della terza categoria è il Pritaneo militare alla Flèche, stabilim ento riorganizzato noi 11879 e destinato ai fi gli d' ufficiali poveri e di sotLuflì ciali rnorLi sul campo di battagl ia. Gli alli evi vengono ammessi quando abbiano compili i di eci anni
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ISTITUTI
di età e quando si obblighino a percorrere la carriera militare; questo istituto ha gli stessi programmi cli studi d'una scuolR borghese cli pari grado, ed, analogamente a quanto viene praticato in Germania, esso è una preparazione alla carriera d'ufficiale. 11 numero degli allievi può essere 500 , dei quali 300 gratuiti, ifOO semigratuiti e '100 a pagamento. La permanènza al Pritaneo dnra fino al IJ9° anno, alla quale età l'alli evo passa, od alla scuola di SaintCyr od alla scuola poli tecnica di Parigi. Comandante del Pritaneo è un colonnell o di fan teria, coadiuvato da un maggiore comandante in seconda; fanno part~ del personale dirigente un capitano e cinque tenenti di fanteria, ventinove professori, cinque impiegati ed un chirurgo. La scuota speciale militare di Saint-Cyr, riorganizzala con decreto 118 genna;o ,J 882, A destinata a formare ad ufficiai i di fanleri a, cavalleria e fanter ia-marina gli aspiranti-ufficiali che non provengono dai souufficiali. L'amm issione alla scuola non avviene che per concorso e la durata compieta del corso d' istruzione è di due anni. In massima il numero degli allievi è fissato ad 800, però questa cifra pnò variare a seconda del bisogno di uHìcia·1i esistente nel!' esercito. Sono ammessi in quesl'1sti1.uto soltanto Francesi o tali per naturalizzazione, che abbiano fra 117 e '.iH anni d'elà. che superino gli esami d'ammissione, che conoscano la lingua tedesca e che si obbl igh ino a cinque anni di serv izio dopo compiti i corsi della scuola. La retta annua è di 1500 franchi, essendovi però alcuni posli gratuiti e semigratuiti per allievi poveri; ino ltt'e, per le spese di (ìorredo, all'ammissione devonsi pagare da 600 ad 800 franchi. Comandante della scuola.è un generale di brigata çhe dipende direttamente dal mini~ stero della guerra . Al comandante in seconda, colonnell<• di fanteria, in combe la sorveglianza degli allievi e il controllo della loro istrnzione. La scuola è divisa in dne riparti, uno per la fanteria , e l'altro per la cavalleria; al primo sono addetti un maggiore, nove .: ·capitani e nove tenenti di fanteria; al secondo sono adc1eui un maggiore , due capitani e sei tenenti di cavalleria; appartengono inoltre al personale dirigente: un direttore degli studt tenente colonnello di fanteria, coadiuvato da duesottod irettori capitani cii fan teria; una commissione di esami di ammissione composta. da cinque professori; diciassette professori, parte capitani delle varie anni e parte bor-
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ghesi, coadiuvati da ventinove professori aggiu~ti'. pur~ in parte militari ed in pal'te borghesi ; il personale d'ammm1straztone composto da un maggiore, un cap itano, un tenente di fanleria, e q.u~LLro contabili: un archi vista bi bi iotecario, un cappellano, un ministro protestante, tre medie; ed un veterinario. . Gli ufficiali impiegati come istruttori devono avere prestato servizio attivo almeno per tre anni col loro grado e non possono essere accettati per quelle funzio ni se non gli ufficiali che posseggono « il brevetto di stato maggiore » . Tutto quanto riguarda l'educazione degli allievi è direlt~ d~ u_n consiglio d'istruzione; le materie insegnate, oltre alle evoluz1om ~1litari, ginnastica, scherma ed istruzione a e.avallo.' sono: ~ate1:1ale d'artiglieria, topografia, arte militare, ston a militare, leg1slaz1on_e militare an:iministrniione militare, fortificazione, geografia., stat1stica, le;teratura militare, lingua tedesca e disegno. Potrà riescire interessante il menzionare che in qn~st'istituto viene dedicata la massima importani a alla matematica, poicbè, mentre tutte le altre materie hanno un coefficiente proporzionale, rispetto al per cento dei punti ottenuti, che varia fra il ~ 3 ed il 16, quello invece per la matematica è di 60. Sussiste presso questo istituto un consiglio permanente di disciplina cJ1e decide sulle mancanze commesse dagli allievi e. ne determina le punizioni o l'allontanamento dalla scuola. In medi~ sono circa ottanta "ti a'llievi c,he annualmente vengono promossi uffi • ciali ; compito il corso e superando gli esam i fina li gli _all!evi di fa~teria passano come sottotenenti ai corpi mentre quell_1 d1 caval!en~ ·devono freqttentare ancora per un anno la scuola d1 cavalleria. d1 Saum ur . Trenta allievi, i primi per punti di merito, possono chiedere di dare ali esam i di ammissione alla scuola di guerra; gli allievi fatti all~ntanare dalla scuola passano come sottufficiali o soldati ai c.orpi ed ivi devono ullimare la loro ferma. La scuola politecnica, riordinata nel ,J873, è destinata a f?rmare allievi per i seauenti servizì: unici ali d'artiglieria di terra e d1 mare, ufficiali del ge~io militare e del genio marittimo, in~e~neri idrografi'. di ponti e strade, delle mine, impi,egati per il serv1z10 de~le polve~l e nitri, per le linee telegrafiche e per l'amministrazione ~~1 taba_cch1. Malgrado che questo istituto non sia esclusivamente mtl1tare, 11suo
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personale dirigente e tulto il suo ordinamento sono costituiti militarmente. Comandante della scuola è un ma nu aaiore no-enerale · del o-enio , comandante in secondann colonnello d'arti glieria. Olt.re ai professori ed ingegneri che insegnano I~ varie materie, sono addetti alla scuola due capitani d'aitigl ieria, due capitani del genio e due capitani d'ariiglieria di marina. Alla scuola si danno lezioni di analisi superiore, meccan ica, geometria descrittiva, fis ica, chimica, astronomia, o-eo. desia, arte militare, fo , tificazione, architettura, letteratura, sto~·ia, disegno , lingua tedesca. Non si può essere ammessi all a scuol a che per concorso d'esami, aggiungendo, a datare dal •1883, la presentazione di attestati di frequentazione di i~tituti superiori. Il numero massimo di allie1' i accettati è di 250, il corso completo d'istruzione dura due anni e superando gli esami finali gli alliev i vengono promossi sottotenenti d'artiglieria e del genio senza patente . La scuola militare di fan teri a di Saint-~laixent, istituita con decreto 4 dicembre ,187,i,,ed i cui cors i furono sospesi nel "880, venne r iorganizzata con decreto 22 marzo ,J 883 ed ha pet' iscopo di completare la istruzi one militare dei sottufficiali di fanteria giudicati suscetti bili della promozione a sottotenen ti. L'ammissione ha luogo per concorso ed è libera ai sottufficiali di fanteria. e di fante ria-marina che non abbiano oltre a 25 anni d'età, che abbiano prestato · rrlmeno due anni di servizio attivo e d10 superino gli esami d'ammiss ione. Gli individui che frequentano la scuola prendono il nome di sottufficiali-all ievi e sono tenuti in forza dalle loro compagnie come sergenti; es$i ricevono una paga fi ssa di 2 lire al aio1:no e ;ono vestili ed armati come sergenti . Il numero degl i allievi, circa &.10, viene annualmente fissalo dal Minisl~ro della guerra . Il personale comandante della scuola è costi 1.uiLo da un colonnello di fan teria comandante, coadiuvalo da un maggiore cornanclan·le in seconda e direttore dag li studi, da otto capi tan i e quindi.ci tenenti istruttori e professori; da due tenenti contabili e da un ufficiale medico . Un consiglio d'istruzione, composto dei due ufficiali superiori e-.degli istruttori e professori più anziani, è incaricato di discutere e decidere· Lutle le questioni riguardanti l' istrnzione; un consiglio d'amministrazione regola l'andamen to materiale dell a scuola. La · istruzione si 3uddi vide in scientifica elementare ed in militare: ~
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quest' ultima deve essere tale da rendere gli allievi capaci di disimpegnare le funzioni di ufficiali di compagnia. Le materie insegnale sono la storia, la geografia., il tiro, il materiale d'artiglieria, la fortificazione, la topografia, l'amministrazione militare, la legislazione ,militare, la Latlica, gli studi militari, la ginnastica, la scherma, l'equitazione . Il co rso dura. un anno, da l pri ncipio d'aprile sino alla fine di marzo . L'esame final e vien dato in presenza d'una commissione nominata dal :Ministero; in tempo di pace nessun ufficiale cli fanteria può essere promosso sottoter!ente al titolo francese , quando non abb ia frequen tato con successo il corso di questa scuola. Il riparto pei sottufficiali della scuola d'applicazione di cavalleria di Siiumur non è un istituto a sè, ma semplicemente una. dipendenza della scuola cl'appl iciìzione di cavalleria, non ne sarà quindi trattato qui che incidentalmente, riservandoci cli esporre con maggiori particolari l' ordinamento della scuola, quando si parlerà degli istituti dell a quarta categoria. Scopo del riparto speciale per i sottufficiali presso la predella scuola è di perfez ionare ed uniformare l'istruzione di quei graduali che si riconobbero suscettibili d'essere promossi sottotenenti di cavalleria; superando gli esami prescritti essi vengono r inviati ai corpi col grado predetto. La scuola dei sottufficiali dell'artiglieria e del genio a Yersai lles venne istituita con Decreto 1 O gennaio 11$8,i-; essa ha per iscopo di completare l'istruzione dei souufficiali delle due armi, quando abbiano ie atti tudini per essere promossi sottotenenti; comandante della scuola è un tenente colonnello d'artiglier ia, coad iuvato da un magg iore del genio, comandante in seconda, da due capitani e due tenenti d'artiglieria, da un capitano ed un tenente del genio, istruttori; da un cap itano d'artiglieria ed un capitano del genio professori; da dùe tenenti d'artiglieria ed uno del gen io profes:;ori aggiun ti; da due contabil i ed un medico militare. In tempo cli pace nessun sottufficiale d'artiglieria o del genio può essere promosso sottotenente senza avere-frequentata questa scnola e superato l'esame finale; pos. t . sono essere ammessi pure sollu rr.11ciali dell'artiglieri.a di marina. Gli allievi devono avere ,ì nz ian ità tale che al 4° marzo deWanno tl'am missione posseggano almeno dodici mesi cli grado · da sottufficiale. · Il numero degli allievi viene annualmente determinato dal Ministero a seconda delle esigenze del servizio. Ai sottufficiali, allievi-
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ufficiali viene corrisposta giornalmente una paga fissa di L. 2 ed una indennità di residenza giornaliera di L. 0,50. Alla scuola è addetto un personale inferiore di ~9 fra sottufficiali. scritLurali, istruttori di schermi),, operai e trombettieri ed un di~ staccamento di compagnia di rimonta con 30 graduati e soldati e . 60 cavalli . L'istruzione è mi litare e scienti11ca e mediante quest'ultima ao-li allievi sono impartii.e quelle cognizioni cheritengonsi indispensabili per qualunque ufficiale. L'istruzione mi li tare comprende tutti j l"egolamenl.i ed esercizì delle due armi, il tiro colle artialierie.e colle armi portatili, la scherma e l'equitazione. Un consio-lto d'istruzione determina e regola tnLLi i programm(. Il corso dui; undici mesi, d~l 11° aprile sino alla fine di febbraio del seguente anno; è costilm to pure un consiglio di disciplina per l'andamento interno della scuola. Gli esami finali sono da.li in presenza d'una commissione composta d'un maggiore generale d'artiglieria o del gen io, di due uffi. eia.li superiori e di due capitani esaminatori; gl i all ievi che superarano questi esami, e che prendono rango d'anzianità a seconda del punto di merito riportato, passano ai corpi e sono promossi souotenen ti; quell i che risultarono deficenti agli esami, ritornano ai loro reggimenti col grado cheposseggono e soltanto in e.asi specialissimi possono ripetere una seconda volta il corso. Nel 188/~ gli allievi ammessi al 1° aprileforono90d'artialieria e 15 del genio, in totale ,J05. Alla. fine del febbraio 1884 il 1,~n:stero della guerra emanò una disposizione la quale stabiliva che compìto il corso alla scuola di Versailles, i sottotenenti, dopo avere prestato servizio sino al '1 ° ottobre ai corpi, abbiano anèora da prendere parte ad un corso annaale alla scuola d'applicazione di Fontainebleau. La scuola superiore di guerra, per lo passato chiamata scuola di ~~ato maggiore, riordinata alla fine del 1880, è un istituto di perfez10namento che serve ad istruire nel servizio di stato maao-iore e che prepara gli ufficiali ai gradi più elevati dell'esercito. viene frequentata dai migliori allievi della scuola speciale di Saint-Cyr e da un certo numero di ufficiali i quali tutti però devono superare gli es~mi d'ammissione, avere cinque anni di servizio, dei quali tre passati presso le truppe. 1
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Quanto agli esami di ammissione è già stabi lito il programma di quelli per esempio da aver luogo al Hl, ,J3 e '14 marzo 1885; essi sono parte in iscritto e parte orali; i primi, in numero di quattro, trattano: dello sviluppo di un còmpito militare colla scorta della carta topografica (5 ore); di un tema sull'ord inamento , amministrazione, legislazione, storia militare (5 ore); della traduzione in tedesco d'un brano di prosa francese (2 ore); dell a esecu.zi0ne di uno schizzo topografico. Gli esami orali vertono sull'ordinamento, slol·ia militare, tattica della fanteria, tattica della cavalleria, materiale e tiro d'artiglieria, fortificazione, legi::;lazione militare, amministrazione militare, geografia, topografia, lingua tedesca. Comandante della scuola è un maggior genera.le coadiuvato da un comandante in seconda, direttore degli studì, colonnello di fanteria, da un vice-direttore degli studi, tenente colonnello d'artialieria n ' e da un addetto alla direzione degli studi ed isLn1ttore per la fanteria, maggiore di fanteria. I professori della scuola sono , parte militari e .. parte borghesi e vi insegnano la tattica applicata per le tre armi, la • fortificazione, il servizio di stato maggiore, la topografia. la geografia, l'amministrazione, l'equi tazione, la storia militare, la stra:.. tegia, la tattica generale, la lingua tedesca e russa, la mobilitazione, le ferrovie, la fortificazione passaggera, la telegrafia, il di ritto delle genti ed il diritto in ternazionale. Nel 1884 la scuola di guerra,con 32 insegnanti , ripartita in due divisioni,era frequentata da 139 allievi, fra i quali un maggiore, 58 capitani e 80 tenenti: fra questi ufficiali appartenevano non meno di 49 all'artiglieria ed 8 al genio. Superati gli esami finali gli allievi ricevono il cosidetto brevetto di s~ato maggiore e vengono comandati, parte al serviz io di stato maggiore, parte presso altre armi. La scuola d'applicazione d'artiglieria e del genio di Fonlaineblean venne riordinata nel 11881 e non accetta che allievi uscenti dalla scuola politecnica. destinati a diventare ufficiali d'artialieria e del . n genio per l'esercito, ufficiali d'arti_glieria di marina per l'armata . Comandante della scuola è un maggior generale d'artiglieria coadiuvato da un tenènte colonnello comandante in seconda e direttore d_eg~i studì, nonch è da uno stato maggiore composto di quindici ufficiali_. I professori della scuola sono tutti miliLa.ri ed in massima per ogm professore titolare vi sono due professori aggiunti. Le materie 1
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insegnale sono la topografia, la geodesia, il corso di costruzioni, la meccanica, il materiale d'artiglieria, la fortificazione permanente, l'arte militare, l'amministrazione, la legislazione, le scienze applicale, il disegno, là lingua tedesca, l'equitazione, la condotta delle vetture e l'ippologia. Gli allievi arrivando alla scuola d'applicazione ricerono il grado di sottotenenti. I corsi durano due anni ed un corso può essere ripetuto in caso di deficienza negli esami, per cui gli allievi possono rimanere al massimo tre anni alla scuola. Quando essi superino gli esami finali vengono definitivamente assegnati ai corpi d'artiglieria. e del ge_nio e classi fica ti per trnzianilà a seconda dei punti di merito ottenuti. · La scuola di applicazione di cav::tlleria di Saumur, riordinata con decreto del 25 maggio 11883, venne istituita: per perfezionare l'istruzione di un certo numero di tenenti di cavalleria, artiglieria e genio destinati a seguirne i corsi: per completare l'istruzione degli allievi della sezione di cavalleria della scuola speciale militare: per perfezionare ed nniformare l'istruzione di sottufficiali stati riconosciuti atti alla promozione a sottotenenti: per completare l'istruzione tecnica, ippi-ca e milit~re degli aiutanti veterinarì. Alla scuola· inoltre sono ammessi allievi telegrafisti ed allievi maniscalchi. Comandante della scuola è un colonnello di cavalleria coadiuvato da un tenente colonnello della stessa arma, coma.nclante in seconda. Il personale di ri gente appartiene a di versi riparti, a seconda cb e esso sia addetto al l' amministrazione e contabilità, allei;,truzioni militari, alla equitaz ione, alla istruzione generale, alla sc1iola di mascal1:ia, al laboratorio di selleria, al servizio sanitario, al servizio veterinari o. Fanno parte del riparto amministrazioneecontabil it:à.quattro capitani e due lenenti cli cavalleria; sono addetti alle istruzioni militari un maggiore e nove capitani di cav}tlleria; sono destinai.i alla ,; istruzione a cavallo un maggiore, ci nqne capi tani e cinque tenenti; ·l'insegnamento generale è impartito da un maggiore e tre capitani di cavalleria, un L:Rpilano del genio ed un professore borghese; le Jezi'Jni di mascalcia sono fatte da un veterinario militare; direttore del laboratorio di selleria è un capitano cl'artigl ieri a coadiuvato d,t :un contabile; il senrizio sanitario e quello veterinario è disimpe-
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gnato da tre medici e tre veterinari, tutti militari. Alla scuola è addetta una compagnia di r imonta comandata, da un capitano con tre subalterni di cavalleria. Gli allievi in questo istituto sono divisi in cinque classi a seconda ch'essi frequentano: ,1° i corsi per diventare ufficiali istruttori di 'cavalleria o d'arti- · glieria; 2° i corsi degli ufficiali allievi; 3° i corsi dei sottufficiali che aspirano alla. promozione a sottotenenti; 4° i corsi per i veterinari; 5° i -corsi degli allievi telegrafisti. Per le prime qualtro classi i corsi durano .o.gnuno undici mes,i. Le materie d'istruzione generale sono arte militare, topografia, storia militare, geografia, fot'lifioazione, applicazione delle scienze all'arte militare, lingua tedesca, telegrafia militare. Nel 1884 la scuola era c0mplessivamente frequentala da 8i- allievi. Primo fra gli istituti della quinta categoria è la scuola normale di tirò. Venne questa istituita al campo di Chàlons con Decreto 9 dicembre 1879 e compreude una commissione d' esperienze ed una commi ssione per i tiri di guerra. Essa ha principalmente per iscopo di studiare i perfezionamenti da introdursi nell'armamento della fanteria com.e p11re le regole da seguirsi durante le esecuzioni del tiro e delle manovre: essa deve anche fo rmare istrultori di capacità assicurata per le scuole regionali. Il personale comandante delh1 scuola è composto di un tenente colonnello di fanteria, due maggiori e quattro capitani di fanteria, un capitano d'artiglieria; gli allievi, sono tutti capi t<ini di fanteria. Le scuole regionali di tiro furono riorga.nizzate all'istessa epoca della scuola normale e ne esistono attualmente tre in Francia, a Chà.lons, a Ilucbard ed .a Valbonne, ed una in Algeria ,1 Blidah. In ogni scuola vi sono due corsi all'~nno e durano quattrò mesi per gli ufficiali cominciando al 11° novembre e 115 marzo; tre mesi per i sottufficiali e caporal i, principiando al 1° dicembre e'15 aprile. Il personale dirigente delle scuole regionali e costituito da un maggiore comandante, un capitano di fanteria professore, quattro capitani di fanteria istruttori e due contabili. 1
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La scuola di tiro d'artiglieria di Bourges venne istituita con decisione ministeriale del 2 seLLembre 1884 e sta per entrare in vigore appunto in questi giorni del febbraio ,(880 . D'ora innanzi le ricerche relative alle questioni del tiro ed all'insegnamento dei metodi di tiro saranno falle nell'artiglieria francese per mezzo: 1° d'una comn1issione di studi pratici di tiro, risiedente a Bou1;ges, incaricala di sludiare e di cercare, secondo i proarammi l':> . approvati dal Ministero, i migliori metodi da impiegarsi nel tiro delle bocche da fuoco 1a campagna, d'assedio, da piazza e .da costa, presentando le eventuali proposte di perfezionamento agli attuali metodi regolamentari; · .2° d'un corso pratico di tiro stabilito a Bourges ed avente per obbiellivo di esercitare i capitani nell'applicazione rigorosa dei metodi regolamentari del tiro di campagna, di far loro conoscere ed applicare i metodi ed i procedimenti in uso per i tiri d'assedio e da costa; infine di preparare un certo numero di maggiori alla condotta del tiro di parecchie batterie; come sLudi accessorì il corso pratico di tiro comprende una visita agli stabilimenti d'artiglieria; 3° di esercizi èii tiri d'assedio organizzati al campo di Chàlons in base ad un programma approvato dal Ministero, ai quali vengono chiamali gli ufficiali dei battaglioni d'artiglieria da fortezza e quelli che in caso di guerra devono essere addetti allo stato maggiore dell'artiglieria del le piazze forti; 4° di esercizi specia li di tiro a mare organizzati in una direzione mariti ima per i quali si riunisce un certo numero di ufficiali d'artiglieria chiamati, in caso di mobi litazione, ad assumère un comando d'artiglieria da costa. li personale della commiss ione di studi pratici di tiro si compone di un ufficiale superiore presidente, di due maggiori, un· capitano e due tenenti istrullori; questi ultimi tre sono gli ufficiali d'una batteria d'artiglieria da fortezza su pi'ede di pace permanentemente <,ddeua alla commissione; questa dispone pure di materiale, di conducenti r. cavalli occorrenti per tulti i movimenti che avvengono . o come con seguenza deg li studi da eseguirsi. Il corso pratico di tiro i;omprende il personale della commissione di studì pratici, una batteria montata su piede di pace ed un distaccamento di soldati e di conducenti e r:i cavalli da tiro. - Il corso
comprende tre periodi d'istruzione della durata di due mesi, il primo dal 15 febbraio al 15 aprile, il secondo dal ,f 6 aprile al 16 giugno, il terzo dal 15 settembre al 15 novembre; ogni anno una serie di 20 capitan i in seconda,prossimi a passare capitani in prima, viene chiamata a questi periodi d'istruzione. Ad. ognuna di que~te serie prendono parte i capitani di prima a tal uopo designati dai loro comandanti di corpo o quelli che al momento del loro passaggio di classe non poterono essere inviati al corso pni.tico; vi prendono parte pure sei maggiori destinati dal .Ministero, i quali. devono esercitarsi alla organizzazione, di rezione, sorveglianza e critica della esecuzione del tiro e della condotta del fuoco di parecchie batterie; questi ufficiali superiori però non prenclono parte ai lavori del cor.50 pratico, che durante il secondo mese di ogni periodo d'istruzione. Gli esercizi d'assedio hanno luogo al campo di Chalons fra il 1° luglio ed il 1° settembre e sono diretti dagli ufficiali della commissione di studì pratici di tiro ; sono designati ad assistervi ogni anno 23 ufficiali apparte:1enti alrartiglieria da fortezza od alle direzioni d'artiglieria. La commissione degli studi pr~tici dispone per questi esercizi di due battaglioni d'artiglieria da fortezza e di due batterie montate. Gli esercizi dei tiri da costa, durano tre settimane, si eseguiscono, sii a Tolone, sia in altra direzione marittima che verrebbe designata e sono organizzati , in base ad un programma approvato dal Ministero, dalla commiss.ione degli studi pratici; sono chiamati ad assistere a questi esercizi 20 ufGciali superiori o capitani ap partenenti , sia alle direzioni marittime, siR alle batterie da costa; H servizio per queste esercitazioni viene prestato da due ballerie da fortezza. La scuola d'app licazione delle polveri e nitri venne istituita a Parigi li 21> marzo 1878 e proVYede alla istruzione degli allievi ingegneri provenienti dalla scuola poli tecnica i quali si voglio no dedi~are a questa specialità. La direzione della scuola e i suoi frequentatori sono Lui.ti ingegneri borghesi e si citò quest'is!Jtuto unicamente per far conoscere eh' essp non dipende direttamente dalle armi speciali, quantunque in Francia lo si annoveri fra gl'istituti militari. L°a scuola centrale di pirotecnica militare venne istituita per formare sottufficiali ad abili artificieri capaci a diffondere presso i corpi 1
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un modo d'insegnamento e di metodi uniformi per quanto concerne la fabb ricazione e l'impiego di artifizi da guerra. Questa scuola comprende inoltre laboratori permanenti di fabbricazione ove sono eseguite le commesse prescri tte dal Ministero, sia per approvvio-iona0 menti di guerra, sia per lavori di esperienze o r icerche. La scuola normale di ginnastica a J onville-le-Pon t oro-aniz.3 ' i, z~ta 1I O agosto 1882, comprende due sezioni, quella della ginnastica e quella della scherma; quest'isti~uto è desti nato ad impa1tire ad un certo numero di ufficiali, sotLuffi ciali, caporali e soldati un i~segnarnento speciale ch'essi possano in seguito riportare nei corpi d1 truppa. Il personale della scuola si compone d'un capitano di fanteria comandante, di due capitani e tre tenenti di fa nteria istruttori, di due contabili e d'un medico militare . La scuola d'amministrazione di Vin cennes fu organizzata èon decreto 2·1 luglio 1875 e modificata poscia con decisione presidenziale 3 11 .dicembre 1878. Essa è destinata a formare il personale necessario al reclutamento degli ufficiali d'amministrazione per l'inten~en~a mili tare, le sussistenze, gli ospedali, gli opifici d'arredi miJ1tar1 ecc. Alla scuola sono ammessi per concorso tutti i sottufficiali d'ogni ~rma destinati .ai servizi ammi nistrativi . Il principio del cors? .viene fissato .o~n1 anno dal Ministero secondo le esigenze del serv1z10. I sotLuffìciali che superano gl i esami fi nali sono promossi aspiranti allievi d'amministrazione in uno dei servizt ammin istrati vi dell'esercito. II personale comandante della scuola si compone .di un sot!ointendente di 11• classe direttore, di un ufficiale d'amministrazione di 1• classe sottodiretto re, di cinqite ufficiali d'amm inistraz ione di 2" classe professori, di un ufficiale aggiunto d'amministrazione di i • classe l'i peti tore ed infine di un contabile. La scuola di medicina e farmacia militare di Parigi, istitui ta fio dal 1850 venne modificata e costituita coll'atLua.Ie ordina.meni.o if 2!. marzo '18811. Essa è destinala a provvedere al recl utamen to decrli uffi ciali del corpo di sanità. mil itare . Non sono ammessi a que:ta scuola che medici e farmacisti laureati. Di rettore della scuòla ù un medico ispettor e coadiuvato da un medico principale di 1' classesottodirettore; il personale della direzione si compone inoltre di altri sei ufficiali medici superiori che devono 1
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sorvegliare l'andamento delle lezioni. Le materie insegnate vertono sulla medicina, chirurgia, anatom ia, epidemia negli eserciti, igiene., medicina legale, operazioni chirurgiche, apparecchi chirurgici, tossicologia, chimica applicata all'igiene; le lezioni sono esposte d~ selle professori, tutti ufficial i medici , coadi11vati da otto professori aggregati, pure ufficiali medici ; apparteng0no anche alla scuola un bi bliotecario ed un contabi le. • Finalmente in Francia dal ,, 883 esiste una« Commissione di alti studi mili tari » che ha la suprema sorveglianza su tutte le isti tuzioni di educazione militare; presiede questa commi ssione un generale di divisione e ne fanno parte come membri i comandan ti ed i direttori degli studì della scuola di guerra, di Saint Maixent, cli Saumur e di Fontaineblea u.
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Gl'isliluti militari dell'lnghillerra appart.enenli alla prima categoria sono : l'asilo militare di Chelsea; l' istituto Irlandese pei figli dei milital'i di Dublino ; inoltre presso ogni reggimento ed ogni batteri a v'è una scuola pei fig li dei mili tari . Dell-a seconda categoria non si hanno istituti propriamenLe delli, ma posgono ascriver:; i ad e:;sa le scuÒle reggiinentali per i soli.ufficiali che sono istituite presso tutti i corpi. L'istruzione però dei soLLu ffi ciali d'a rligliel'ia viene comp letala alla scuola pei sottuffìciali di Woolwich ch'è collegata alla scuola di tiro di Shoeburiness . Alla terza categori a appartengono : il collegio militare di Sand· hurst (Hampshire) , che provvede al reclutamento degli nfllciali per la cavalleria e fanteria; l'accademia militare di Woo lwich, dalla quale e:;cono gli ufficiali d'artiglieria e del geni o; i collegi militari di A.ddiscornb e di Hailybury alle Indie.· Alla quarta categoria appartengono : il co ll egio di stato maggiore di Sandhurst, la scuola del genio di Chatam ed iI di parti mento degl i studt d'artiglieria di Woolwich. Alla quinta categoria finalmente appart engono la scuola di Liro per la fanteria a Hylhe (Kent); la scuola di tiro per l'artigli eria a
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Shoeburiness; lo stabilimento di equitazione per la cavalleria a Canterbury; lo stabilimento cli eq11itazioneper la artiglieria a Woolwich; la scuola medico-mi li tare di Netley; la scuola veterinaria ad Aldershot; la scuola di musica militare di Hounslow presso Londra; infine i corsi d'istruzione per ufficiali. L'asilo militare <li Chelsea è destinato all'educazione dei figli ed orfani di militari; gli allievi sono ammessi quando abbiano età fra i 5 ed i rn 'anni, ricevono in questo istituto una istruzione elementare ed entrano di solito nell'esercito come musicanti od operai. Comandante della scuola è un colonnello coadiuvato da un tenentecolonnello, un aiutante maggiore, un cappellano ed un medico. L'istituto si divide in tre reparti; la séuola modello, quella normale e quella inferiore; la seconda e la tP,rza hanno ognuna un insegnante, quella modell o ne ha tre. L'istituto irlandese per figli di mi litari a Phoenix Park di Dublino è costituito come l'asilo militare di C.helsea ed ha eo-ual nun mero di persone addette alla direzione della istituzione, colla differenza che,essendovi in 'lrruesta scuola un solo riparto,(rli insecè),nanti sono in numer0 di tre in tutto. Per il reclutamento degli ufficiali, dopo che in InghilterÌ'a venne abolita la possibilità di comprare i gradi, fu provvi~to regolar. mente . Dal 18811 in poi anzi vennero adottati esami necessari per la promozione da un grado a quello superiore. Per i giovani uffi . ciali questi esami sono stabi li ti tre volte all'anno e la commissione d'esami è compost:,, di tre ufficiali dei quali uno dev'ess~r superiore; per la caYalleria yeomanry (possidenti che prestano servizio coi propri cavalli) questi corsi sono stabiliti ad Aldershot; per i volontari invece i corsi funzionano in tutte le principali guarnigioni. Il collegio militare di Sandhurst, · istituto militare propriamente detto per il reclutamento degli ufficiali di fanteria e cavalleria, conta normalmente 300 allievi; nel 1884 questi allievi per esempio erano 287, dei qual i 25 erano cadetti della regina, 1125 fi gi i d'uffi'èiali cli terra e di mare, il rimanente figli di borghesi ed impiegati . La scuola è provvista di museo , libreria, maneggio, sala di scherma, vasca da bagno. Questo isiitnto ha per presidente onorario il capo dell'esercito Duca di C:imhridge ed ha pure un governatore onorario; coè')
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mandante effettivo della scuola è un colonnello coadiuvato da un capitano aiutante maggiore; appartengono ancora al personale dirigente un maestro di equitazione, due medici ed un cappellano . Gli istruttori e professori, in numero di ventotto, sono tutti militari di diversi gradi e delle varie armi. I corsi durano due anni e mezzo. Le materie insegnate. oltre agli esercizi ed alle evoluzioni militari, , sono la forti (ìcazione, la tattica, l'amministrazione, la storia militare, la legislazione militare. L'ammissione all'accademia di Woolwich ha luogo per . esami di concorso di due gradi: i candidati che risultassero cleficenti agli esami di primo grado non sono più ammessi a quelli di secondo; l'età degli aspiranti dev'essere compresa fra i ,t 6 ed i 118 anni. Meno che per pochissime eccezioni, e precisamente per i cadetti della regina che vengono ammessi gratuitamente, ttÙti gli allievi di Woolwich pagano una retta la quale, minima per i figli d' ufficiali inferiori morti sul campo di battaglia (500 fr.), va successivamente aumentando col crescere del grado del padre dell'allievo fino a raggiungere i 3 125 fr. per i figli di borghesi non aventi benemerenze verso lo Stato. L'intero corso dura da due anni a due anni e mezzo; gli esami sono semestrali e durante tutla la carriera d'istruzione non si può ripetere che un semestre. in modo che la permanenza massima alla scuola non superi i tre anni. Alla direzione della scuola di Woolwich è preposto un maggior generale coadiuvato da un capitano eda quattrosuba.lterni. Le varie materie sono insegnate da prÒfessori , parte militari e parte borghesi; l'intero corso è diviso in cinque classi di cui la quinta corrisponde all'entrata e la prima all'uscita dalla scuola; nella quinta classe s'insegna la matematica, la fortificazione e la topografia; nella quarta le stesse materie con maggiore svi luppo; nella terza le predette madel materiale d'artiglieria, del servizio delle bocterie coll'ac"'iunta c) c) " che da fuoco, delle manopere di forza, della fisica e della chimica; nella seconda la meccanica applicata, la fortificazione, il materiale cl'art1glieria, la fabbricaz ione delle artiglierie, gli arlifizì da guerra, le polveri, le munizioni, la topografia, la chimica, la storia militare; nella prima la balistica, l'ordinamento dell'arma d'artiglieria e di quella del genio, la topografia, la chimica, la fisica, la storia mili1
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l\ULITA'RI
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Lare. Dopo superati gli esami finali un terzo degli allievi passa ai; corpi del genio, ,due terzi vengono inviati ai corpi d'artiglieria etutti ricevono la patente di sottotenente nella rispettiva arma. I collegi militari di A.ddiscomb e di Hailybury alle Indie sono organizzati come quello di Sandhurst, colla differenza che da quelli islituti indiani escono pure gl'impiegati borghesi governativi della: colonia. Il coliegio di sta lo maggiore di Sandhurst è destinato a perfezionare la coltura di ufficiai i chiamati al servizio di stato maggiore. Comandante del collegio è un colonnello, coadiuvato nelle sue funzioni da una commissione di studi e da dieci ufficiali. Il personale· insegnante è parte militare, parte borghese; le materie insegnate vertono sulla tattica, storia militare, arte militare, fortificazione, amministrazione e legislazione mili Lare, materiale d'artiglieria, matematica, disegno, geologia, chimica, 'storia naturale, filosofia, lingua, francese, tedesca ed indiana. Con decreto pubblicato li •17 novembre if 884 le norme che regolano questo collegio vennero rinnovate nel seguente modo : il collegio sarà d'ora innanzi frequentato da ufficiali d'ogni arma e gradoche abbia.no compito cinque anni di servizio presso i corpi, che non abbi.ano passato il 37° anno d'etù ed il cui numero comp lessivo,. accettato agli esami di còncorso per il 11885, non deve superare il 48, dei quali ·1~ d'artiglieria e del genio e gli altri dell e arm i dr, linea; il corso durerà due anni e sarà diviso in due clas3i di 24 allievi ognuna, per mi questo sarà il numero dei candidati che da~ 11886 in poi aunuatJente polranno essere ammessi. La scuola del genio di Chatum provvede a dare agl i ufficiali del genio e dei pionieri, qualunque grado essi abbiano, una coltura superiore nelle specialità della loro arma. Sono mandati a questa scuola i giovani tenenti del genio, all'epoca della loro uscita dall'accademia di Woolwich, per accrescere e ' perfezionare le cognizioni già acquistate nella predetta accademia. Presso questa scuola sono inoltre istituiti corsi d'istruzione per le varie specialità di servizio dell'arma del genio ai quali prendono parte ufficiali del geriio di qualunque grado. Comandante della scuola è un colonneUo del genio ed il persoi:iale insegnante si compone totalmel)le di ufficiali del J;ten io. Le materie
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insegnate vertono su tutte le specialità del genio, la Lelegrafia, le seanalazioni, la sloria militare e la legislazione militare. L'intero · corso dura due anni e mezzo. Il dipartimento degli studi d'artiglieria di Woolwich ha per iscopo di perfezionare la coltura tecnica e di estendere le cognizioni nelle specialità della loro arma degli ufficial i d'artiglieria che si dimostrano più indicali per presi.are servizio negli arsenali e negli istituti d'istruzione. Sono mandati a questa scuola i giovani tenenti d'artiglieria, al- l'epoca della loro uscita dall'accademia di "\Yoolwich, per perfezio- nare ed accrescere le loro cognizioni . È inoltre costituita pre'>SO questa scuola una classe. di perfezionamento alla quale possono assistere ufficiali d'artiglieria d,i qualunque grado ed al cui termine, coloro che se ne mostrarono meritevoli, ricevono un diploma di ' distinzi one·. Jfaettore del dipartimento è un coJ,rnnello d'artiglieria che viene · coadiuvato nell'insegnamento da un personale composto di quauro · uf.fieiali d'artiglieria e di cinque professori borghesi. Oltre a tutte le specialità dell'arma, vengono insegnate in questo corso la metallurgia, la chimica, ·1a fisica, la meccanica pratica, la linguafrancese · e la tedesca. La scL1ola di tiro per la fanteria a Hythe è un corso pratico per · ufficiali e sottufficiali che ha per iscopo di formare buoni tiratori e buoni istruttori nel tiro e di propagare nell'esercito un sistema uni- · forme d'·istruzione. La scuola è comandata da un colonnello coadiuvato da nn capilano aiutante maggiore; gl'istrutLori sono un le- · nente co!onnello, un capitano e due tenenti; appartengono ancora al111 scuola due contabili ed un medico . Vi sono cinque corsi d'i- · struzione ogni anno, che cominciano il •1" marzo, 22 apri le, "3 ~ giugoo, 18 agosto e 9 ottobre. . Alla scuola di tiro per l'arli;;(lieria a Shoebnriness si svolgono · tutte le questioni pratiche del tiro delle bocche da fuoco e si eseguiscono le esperienze prescritte dal ministero. Questa scuola, che · ha per iscopo di perfezionare nelle nozioni di tiro gli ufficiali d'artiglieria di ogni grado, è comandata da un còlonnello coadiuvato da , dodici ufficiali, dei quali sei sono specialmente incaricati delle istru- ·· zioni. l')
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ISTITUTI
Lo stabilimento di equitazione per cavalleria a Canterbury e quello per l'artiglieria a Woolwich hanno unicamente per iscopo di formare buoni istruttori di equita~ione per le due armi predette. La scuola medico-militare di Netley serve per il reclutamento degli ufficiali medici; appartengono a questa scuola: un senato composto di sommità mediche militari e civili: un direttore effettivo .capo del personale medico militare dell'esercito: cinque professori, qttatlro professori aggiunti ed un segretario; le materie che vi s'insegnano sono la chirurgia militare, la med icina militare, l'igiene del soldato. la patologia e l'igiene navale La scuola veterina,ria di Aldershot è un. corso pratico che provvede al reclutamento dei veterinari militari; essa sta. sotto la direzione del chirurgo veterinario principale dell 'esercito. La scuola nonmlle militare di musica di Hounslow è l'istituto presso il quale vengono istruiti e perfezionati i capi musica ed i musicanti; es~a è direllà da un colonnello di fanteria. I corsi d'istruzione finalmente sono generali e speciali; i primi, quando impartiti ad ufficiali di fanteria e cavalleria dell'e::;ercito regolare, funzionano nelle sedi dei sedici principali comandi terri. toriali, durano o~to mesi ed hanno per iscopo di preparare gli ufficiali inferiori all'esame d'idoneità, di cui dianzi si accennò, per l'avanzamento al grado superiore; le materie vengono insegnate {fagli istrullori di presidio. Questi corsi invece per ufficiali delle forze ausiliarie hanno luogo .ad Aldershot, Manchester, G!ascow e Dul.,lino per la fanteria, a Woolwich per l'artiglieria, a Chatam per il genio ed ad Aldershot per la cavalleria, ed banno tutti per i:;copo di preparare gli ufficiali delle forze ausiliarie ali' esame d'idoneità per servire nella propria arma. In_fine i corsi d'istruzione speciale sono due, quello per la ginr,aslica ad Aldershot e quello per la telegrafia ottica pure ad Aldershot.
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Svezia. e Morvegia..
Nella Svezia e Norvegia, in seguito alla unione personale decretata per i due reami nel "8"4, con una amministrazione rispettiva · mente autonoma, i due eserciti sono separati, quantunque in tempo di gnerra essi stiano uniti sotto gli or4ini del Re. Non esistono nello Stato istit11zioni per orfani o figli di militari. Per il reclutamento dei sottul'ficiali vi sono in Svezia. le scuole di truppa, la scuola cli Karlsborg per i graduati cli fanteria, la scuola dei volontari a Karlsborg, le scuole dei graduati di cavalleria a Stoc· · colma ed a Ladugard; le scuole cl'artigli~ria in ogni guarnigione centrale di quest'arma e le scuole del genio . In Norvegia v'è un istituto per i sottufficiali di fanteria e cavalleria a Cristiania, ed oltre ciò si hanno le scuole di guarnigione pei sottufficiali delle varie armi. · Appartengono alla terza categoria. in Svezia, la scuola militare di Karlberg presso Stoccolma; in Norvegia, l'istituto superiore d'istruzione militare a Cristiania . Istituti superiori per gli ufficiali sono la scuola superiore di guerra · svedese a Mari en berg presso Stoccol~na; la :.cùola d'applicazione svedese per l'artiglieria ed il genio pure a Marienberg . Istituti speciali della quinta categoria non si hanno che in Svezia e sono: la scuola d'infermi eri militari a Stoccolma; le. due scuole di rnascalcia a Stoccolma e ad Alnarp; il corso per la fabbricazione d'armi portatili a Karlsborg, la scuola cli tiro cli fanteria a Rosersberg, la scuola di ti ro d'artiglieria a .\farienberg; infine la scuola ippica., l'i stituto centrale ginnastico ed il corso di medicina militare, tutti a Stoccolma. Venendo onta trattare più partitamente dei vari istituti enumerati, cominciererno dal menzionare prima che in tutte le scuole elementari svedesi sono obbligatorie la ginnastica, le evoluzioni a pi edi ed il tiro colle armi portatili. Le scuole di truppa sono un corso preparatorio per le scuole dei zraduati· l'insecrnarnento è clireLlo da un (ufficiale subalterno coadiuu ' () .
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ISTITUTI
, -valo da due sottufficiali; gli allievi sono quindici per battaglione e devono avere età inferiore ai trent'anni; il corso dura -circa sei setti-· mane. Nella scuola dei graduati di fanteria di Karlshorg la durata dei · corsi è di 120 giorni a cominciare dal 20 maggio d'ogni anno. La scuola è comandata da , un tenente colonnello, coadiuvato da un :. maggiore, otto capitani, e quindici subalterni; alla scuola è addetto un personale di truppa composto di 60 fra graduati. e soldati. Ogni ballaglione manda annualmente alla scuola otto caporali o soldati · che subirono favorevolmente gli esami della scuola di truppa e r,he i non su.perino i trentadue anni d'età. La scuola si divide in due corsi: quello dei caporali e quello dei sottuffìciali. Le materie insegnate sono: perfezionamento neUa . lettura e scrittura; elementi di aritmetica. e "rreome~ria·' reao lamenti . . o ·- ed-evoluzion i; studio delle leggi della guerra e dell'ordinamento dell'e;;ercito; conoscenza del mec,:an ismo e modo di funzionare cl.elle . armi; tattica e forti11cazione passaggen; elementi di topogra11a ; no; zioni d'i giene e di cure da prestare ai feriti; il servizio in campagna; , la pratica delle manovre; il tiro; la ,ginnastica e. la scherma Supe, rati gli esa.mi finali, ·gli allievi, prima di rientrare ai loro corpi, ri, cevono un distintivo speciale. La scuola dei volontart a Karlsberg fu istituita il ·1° ottobre 1( 878 · ed ha per iscopo di rifornire l'esercito di giovani sottufficiali volon~ ; tari; gli allievi sono 350 ed il programma d'insegnamento è un poco più esteso di quello delle scuole dei graduati. La scuola è divisa in due classi e gli allievi uscendo dall'istituto ·; fanno anzianità ai corpi coi loro colleghi meno giovani provenienti dalla scuola dei graduati. La scuola dei graduati di cavalleria,istitnita il 28 novembre "879, , accogliei graduati di cavalleria che . frequentarono le scuole re,rni eo mentali di cavalleria le quali funzion ano presso i corpi di quest'arma. ' Il corso annuale della suola dei graduati di cavalleria comi11cia al 1° lugl io e dura fino al 30 seLLembre; la guard ia a cavallo vi manda diciotto allievi, il reggimento u:;seri Carlo XV dodici, tutti gli squadron i degli altri reggimenti uno; l'età di questi graduati non deve superare i lrent'fmni. La scuola è comandata da ·un capitano coa, diuvato da quattro subalterni e le materie d'insegnamento, salvo 1
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fequitazione, l'ippologia e la Lattica, sono uguali a quelle stabili te per la scuola dei graduati di fan~eria. . La scuola di Ladngard è assimilata a quella di Stoccolma e non n'è che una dipendenza. Le scuole centrali d\1:rLiglieria sono dirette da un capitano coadiuvato da un tenente e da due sottufficiali; gl i allievi sono designati dai comandanti di batteria. Il corso dura dal I O ottohre al 11° maggio e si divide in tre classi: alla fine del corso gli allievi della 3.. classe hanno diritto alla promozione a sottufficiali. Le scuole dei sottuffìciali del genio hanno tre classi della durata di undici mesi; s-i fanno due corsi, quello invernale teorico e quello estivo pratico; gli allievi della 3« classe hanno diritto alla promozione a sottufficiali. L'istituto di Cristiania e le scuole norvegiane per i sottufficiali banno ordinamento e programmi identici a quelli ora accennati per le congeneri isti tnzioni svedesi. La scuola militare cli Karlberg per gli nHìciali ha per allievi sottufficiali o volontari i qnali però per essere ammessi devono presentare l'attestato di licenza liceale. L'insegnamento dura quindici mesi e si divide in periodo invernale teorico ed estivo pratico; gli allievi non possono essere in numero maggiore a 200. Il programma d'insegnamento è analogo a quello della scuola francese di Saint-Cyr. GJ,i alli evi che escono dalla scuola con note distinte vengono promossi immediatamente sottotenenti, gli altri meno bene classificati, quantunque idonei. devono attendere da sei mesi ad un anno la prgmozione . La scuola è comandata da 110 ufficiale superiore coadiuvato da un aintante maggiore, un capitano comandante la compagnia formata dagli allievi, quattro ufficiali istruttori, dodi~i ~r~fessori, due contabiìi, un medico ed un ca.ppellano. Il pnnc1p10 caratteristico della scuola cli Karlberg consiste nella comunanza d'oriaine deali uffìci:tli d'ogni arma.. . \·istiL,;to s11periore norvegiano di Criil tiania è costituito identicamenle alla scuola di Karl berg colla differenza che a Cristiania gli allievi non supèrano il numero di 84. · La scuola superiore di guerra cli Stoc~ohna, fondata nel 1878, ha
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per iscopo di dare agli ufficiali d'ogni arma conosci:.mze più estese . e più profonde in tuLLi i rami dell'istruzione militare e particolarmente di formare gli aspiranti al corpo di stato maggiore. Per essere ammessi bisogna avere preso parte, almeno una volta, come ufficiale alle manovre annuali , presentare l'attestato d'idoneità della scuola di Karlberg o sostenere favorevolmente un esame d'ammissione. Gli allievi possono essere ordinari, in numero di 40, straordinari i!1 numero di 20 ; i corsi durano due anni e comprendono due periodi d'istruzioni e due periodi d'esercì tazioni : gli allievi che dopo il primo periodo non sostennero favorevolmente gli esami in iscritto,che si fanno per ogni semestre, vengono rimandati ai co1:p i. Le materie insegnate sono la storia militare, l'arte militare, il servizio di stato maggiore, l'ammini strazione, le nozioni d'artiglieria, la fortificazione, la geografia; la matematica, la geometria, la lingua francese e la russa, le levate topografiche, il giuoco di guerra. Gli allievi che dopo due anni superarono tutti gli e·;ami , ricevono un brevetto d'idoneità ed hanno diritto all 'ammission e nel corpo di stato maggiore. Comandante della scuola è un colonnello coadiuvato da un personale mis to d'insegnanti mili tari e borghesi . La scuola d'applicazione d'artiglieria e genio di l\farienberg ·ha per iscopo di dare ai giovani sottotenenti d'artiglieria e genio l'istruzione necessaria per la promozione a tenente. Gli allievi sono ammessi per concorso dopo avere frequentato per due anni l'insegnamento superiore reggimentale stabilito in ogni centro d'artiglieria, dove s'insegna matematica superiore, meccanica, balistica e materiale d'Drtiglieria. Alla scuola d'applicazione vi sono tre corsi, quello generale d'artiglieria che dura due anni, quello superiore facoltativo che dura un anno, quello di fortificazione che dura tre anni . A questi corsi teorici s'aggiungono esercitazioni pratiche, visite alle fortezze ed agli stabilimenti d'artiglieria. Dal 1° maggio al u_. luglio l'insegna,;oenlo è sospeso e gli al lievi prestano servizio ai corpi. li corso facoltativo può essere frequentato da tenenti e rlaçapilani. La scuola è comandata da un ufficiale superiore coadiuvato da un aiutan te maggiore, 113 professori militari e civili, 6 professori aggiunti . All'ospedale militare di Stoccolma ogni quattro mesi si tiene un . corso cl 'infermeria a 16 uomini cl' ogni arma desti nati a quel ser1
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vizio, i quali, compito il corso tor(lano ai loro corpi e ricevono un distintivo speciale. A Stoccolma ed a Alnarp sono organizzati corsi di due anni, divisi in periodi di tre mesi, durante i quali si istruiscono in mascalcia 26 allievi presi per turno nei reggimenti di cavalleria. All'arsemtle di Karlsborg esiste un corso di otto mesi ove 16 allievi, presi dalla fanteria, apprendono il servizio d'armai nolo e la fabbricazione del le armi portatili; agli uomini che frequentarono questo corso viene dato un distintivo spec:ial e. La scuola di tiro per la fanteria di Rosersberg, per la quale devono passare tutti sottotenenti di quest'arma prima di essere promossi tenenti, è divisa in tre corsi e tratta le questioni teoriche, tecniche e pratiche del tiro dell e armi portatili: il corso dura dal ,i. luglio al 20 settembre. La scuola è comandata da un tenente colonnello coadiuvato da un aiutante maggiore, tre capitani professori e due tenenti professori aggiunti . A corso compito gli allievi sono mandati per quallro mesi al la fabbrica d'armi di Karlgustafstad. La scuola di tiro per gli nfficiali d'artiglieria a Marienberg è organizzata in modo identico a quello ora citato di Rosersberg: essa trauà tutte le questioni teoriche, tecniche e pratiche del tiro delle artiglierie e gli ufflciali alli evi, superati gli esami finali, devono rimanere per otto mesi agli stab ili menti dell'arma. La scuola ippica di Stromsholm presso Stoccolma, ri organizzata nel 11876, dà ad ufficiali d'ogni arma, in un corso d'un anno, una istruzione completa di equitazione, ippologia, maneggio delle armi· e ginnastica e forma istruttori di equitazione; il corso per questi ultimi dura due anni e gli allievi non possono essere che due, mentrequelli del corso annuale possono essere dieci. L'istituto centrale ginnastico , ente, partemi litare, parte borghese, ammette ogni anno '16 ufficiali i quali seguono i corsi biennali ehe· mirano a forino.re istruttori di ginnastica e di scherma. L'istituto si divide in tre classi: quella civi le per i borghesi , quella mil itare esclusiva agli ufficiali e quella ginnastica medica facoltativa. li corso di medicina militare, finalmeri te, che si tiene per periodi· di quattro mesi alt'.ospedale militare di Stoccolma, dev'essere frequentato da tutti i medici militari di seconda classe che vogliono. passare al grado superiore. 20 -
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-a Toledo, quelli per la cavalleria ad Alcala de Henares, quelli per 'le armi speciali a Segovia. L'ammissione ha luogo per concorso e Spagn a .
Nelb Spagna fra gl'i,Lituti governali vi per figli di mi litari del genere da noi classificati nella prima categoria per le potenze precedenlemonte prese in esame, si possono annoverare le scuole degli orfani di fanteria, !ascuola dei figli di gendarmi e la scuola dei figli dei carabi nieri. Alla seconda categoria appartengono le scuole reggimentali, isti tuite presso lutti i corpi e che servono a formare i sottufficial i delle varie armi. Quanto agli istil.nti delle altre categorie fino al principio del ,t 882 avevansi in Spagna accademie di fanteria, di cavalleria, del genio, di artiglieria, di stato maggiore, di amministrazione, di sanità militare, ma con decreto 20 febbraio di quell'anno venne istituita una direzione generale dell' istruzione· militare, una accademia generalo militare e varie accademie d'applicazione. La direzione generale dell'istruzione militare, che consta d'un tenente generale direttore, d'un colonnello brigadiere segretario, e d'un certo numero di ufficiali superiori ed inferiori, ha le seguenti attribuzioni: sorvegliare l'andamento tecnico e prati co dell'accademia genera le militare e delle accademie d"applicazione; invigilare sul regolare funzionamento dei venti cors i di conferenze per uffi ciali che sono tenute ai disLrefli militari, regolare i programmi di tulle le scuole reggimental i e di qu elle militari inferiori. L'accademia. gen.erale militare, che riassume in sé tutt i ~ol'istilnti ch e sono classificati nella terza categoria, ha per iscopo, come dice il decreto reale: « di sviluppare nell'esercito i legam i del cameratismo e di sopprimere la indi1riduali Lt1., talvolta eccessiva, delle varie armi; di dare maggiore estensione alle ·istruzioni militari propriamente dette, le quàli nelle precedenti accademie, specialmente delle armi speciali, erano troppo trascurate, dedicandosi la massima parte del tem po a sLudì puramente scientifici >>. L'accademia generale di Toledo cominciò a funzionare regolarmente per tulle le armi nel 1883; i corsi por la fanteria hanno luogo
-compiuti con successo gli esami fina li del corso, che dura due anm, gli allievi vengono promossi sottotenenti. Il personale dirigente dell'accademia generale consta di un maresciallo di campo, maggiore ,generale direttore; un colonnello direttore degli studi, tre tenenti ,colonnelli membri della direzione e trentasei istrullori militari delle varie.armi. Il numero degli allievi non deve sorpassare i 400. Gl'istituli della quarta ,~ategoria vengono costituiti in Spagna ,d alle accademie di applicazione e dai corsi speciali per la fanteria ,e cavalleria a Val ladolid. Tanto questi ultimi, come le accademie di appl icazione devono essere frequ en tate per un anno dai sottotenenti che provengono dall'accademia generale. Le accademie d'applicazione sono quattro, quella per lo stato ,maggiore a Madrid, quella per l'arLiglieria. a Segovia, quella per il ,g~oio a Guadalaxara e quella per l'amministrazione a Madrid. Gl'istiluti della Spagna da ascriversi alla quinta categoria sono ·due, la scuola militare di Liro a Toledo e la scuola di tiro d'arti.glieria al poligono di Carahaochel. Anche per le istituzioni militari delle sue colonie la Spagna prov·vide con recente decreto reale del 20 settembre 1884. Le accademie mi litari di San t.iago di Cuba e quella di San ,Tuan di P uerlo Rico vennero completamente riordinate; in queste scuole i rego'lamenti, i metodi d'insegnamento e d'istruzione saranno quell i in vigore all'accademia generale di Toledo, di modo che, tanto alle colonie, come nella penisola, i giovani, qualunque sia l'arma alla quale si destinano, faran no i loro studt in base ad un programma unico . I direttori di queste accadem ie coloniali saranno colonnelli -od ufficiali superiori. Oini anno le ammissioni all'accademiagene.rale di Toledo, a quella di Santiago di Cuba ed a quella di San Juan di Puerto Rico saranno calcolale in modo da riservare per Toledo 1'88 °/~, per Santiago 1'8 ¼ e per San Juan il 4 ¼ dei posti. Gli all ievi delle due accademie di Cuba e di Puerto Rico, dopo avere terminati i due anni di corso e superati gli e$ami finali , dovranno recarsi in Spagna ed ivi frequentare, o un corso speciale, od una -accademia d'applicazione a loro scelta. Compilo questo terzo anno <li studio, i sottotenenti proYenienli dalle colonie dovranno servire
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alineno due anni nella pen isola, dopo di che polranno essere rin- . viali in patria a spese dello Stato, che altrimenti dovrebbero pagare di proprio le spese della traversata. Oltre alle due occademie di cui si fece cenno si riordin.ano attualmente alle colonie spagnuole tre collegi d'ìnsegnomento elementare preparatorio sul modello degl'istituti con;;eneri esistenti in Spagna; questi coll egi sono stabi li ti all'A vana , a Cuba ed a Puerto Rico; il primo potrà accettare 40 all ievi , gli altri due, 20 per ognuno_.
Portogallo.
All'istruzione teorica dei sottufficiali provvedono in Portogallo le scuole reggimentali. · Per il reclutamento degli ufficiali si ha il collegio mi litare di Nossa Senhora da Luz presso Lisbona e la scuola dell'esercito di Lisbona . Il collegio militare ·è un istituto preparatorio nel quale sono am· messi i figli d'ufficial i e come uditori esterni anche graduati di truppa riconosciuti suscettibili alla promozione ad ufficiale. Agl i allievi in questo collegio non viene impartita una istruzione ec,c!usivamente militare, ma essi sono educati in modo da poter abbracciare, volendo, anche una carriera civile. Comandante del collegio è un maggicr generale e gl'istruttori, in numero di sette, sono tuui ufficiali. I corsi durano cinque anni, gli allievi possono essere ammessi in numero di '150 e superando gli esami finali essi vengono promossi furieri. La scuola dell'esercito è l'isti tuto completivo nel quale sono ammessi i giovan i furieri provenienti dal collegio militare . La scuola provvede a rifornire l'eserci to portoghese di ufficiali delle varie Armi coll'avvertenza che gli allievi delle arm i d'artiglieria e del genio devono ottenere negli esami <l'ammissione di matematica e di scienze natural i i migliori punti di classificazione . A seconda della loro capacità. vengono poi assegnati ad al! ievi dello stalo maggiore, dell 'artiglieria o. del genio. Quelli che sono destinati per lo stato maggiore e per il genio devon o frequen tare ancora per un
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anno un corso preparatorio , mentre che gli allievi assegnati all'artiglieria cominciano senz'altro a frequentare i corsi regolari della scuola. La scuola è comandata da un generale di divisione direttore · coadiuvato da una speciale commissione per gli sludì. Gl'islrnttori sono in numero di 29 e tutti militari. I corsi per lo stato maggiore e l'artiglieria durano due anni, per il gen io tre ann i. Superando gli esami finali gii allievi vengono promossi sottotenenti nelle varie · armi: il loro numero non è superiore ad 80 . Come istituti speciali si possono a.nnoverare in Portogallo la scuola di tiro d'artiglieria a Vendas Novas pre~so l'Almansor, la scuola di ginnastica e di scherma di Tancos e )a scuola dei torpedinieri a Lisbona. Aooiunaeremo finalmente che una commissione incaricata dal <)l, " ministero della guerra portoghese di studiare la costituzione d'una accademia di fanteria e cavalleria ha recentemente compilo il suo progetto . L'accàclemia avrà per obbiettivo di educare ad ufficiali gli al lievi ed i sottufficiali che vi saranno ammessi per esami di concorso; la permanenza all'accaclèmia sarà di due anni durante i quali si ter· ranno corsi d'arte militare, artiglieria, fortificazione, amministrazione e legislazione militare, topografia, geografia, storia, nozioni del dirillo delle genti, igiene ed ippologia mililari, di lingua francese ed inglese. Gli allievi non potranno essere più di 80 e saranno formati in una compaania di cui una sezi one di cavalleria. Superanqo gli esami finali "gl i allievi passerebbero ai corpi come furi eri aspiranti ufficiali venendo promossi rnan mano che si formano vacanze. Nessun sottuffi ciale poLrà essere promosso senza passare per questa accademia. Olanda..
Come istituzione elemen tare per orfani e figl i di militari si ha in ·Olanda la scuola dei pupilli di Amsterdam per 250 ragazzi. Istituti propriamente detti per la formazione dei sottufficiali non -esistono. Per i! reclutamento dei sottufficiali servono le scuole reg<
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ISTITUTI
gimentali, il battaglione d'istruzione di fan te ria a Kampen e la comr pagnia d'istruzione d'artiglieria a Schoonhoven. Gli ufficiali di fanteria per l'esercito olandese e per quello delle- . Indie orientali provengono dal corpo dei sottufficiali. Per la loro istrnzione presso ogni reggimento di fanteria viene tenuto un corso preparatorio della durala di un anno, dopo il quale, coloro che superarono gli esami finali, vengono assegnati ad uno dei due corsi principali di Herlogenbosch o di Kampen. Quivi gli aspiranti ufficiali rimangono altri due anni, dopo i quali< devono sostenere gli esami per la promozione ad ufficiale innanzr ad una commissione permanente di esami composta di otto ufficiali e presieduta dall'ispettore dell'istruzione militare in Olanda. I sottufficiali che ;;ostennero con successo questi esami vengono promossi sottotenenti a loro scelta in uno dei due eserciti. frli ufficiali della cavalleria, artiglieria e genio provengono tuttr dalle accademie militari; di queste in Olanda ve ne sono tre, quella reale militare per la cavalleria a Breda, quella per l'artiglieria a Dordrecht e quella per il genio ad Amsterdam. Gli allievi entranoin quesle accademie come cadetti, frequentano quattro corsi della durata ognuno di un anno, e superando gli esami finali sono promossi sottotenenti nelle rispettive armi . L'istituto superiore di perfo1.ionamento per gli ufficiali è la scuola di guerra ali' Aja; la frequentazione di questo istituto è obbligatoria per i sottotenenti d'artiglieria e del genio provenienti dall'accademia ed è facolta~iva per gli ufficiali delle armi di linea. Le materie insegnale non hanno carattere speciale ma vertono sulla coltura militare generica. La scuola di guerra è divisa in due classi. Gl'istrutLori della prima, classe, il cui corso dura un anno, appartengono tutti alle accademie mi :itari. Superati gli esami della prima classe gli allievi possono passare alla seconda, i cui corsi durano due anni; direttoreltalla seconda classe è un ufficiale superiore coadiuvato da istruttori militari e borghesi . I tenenti delle armi di linea che vogliono essere ammessi alla scuoia di guerra devono avere almeno quattro anni di· grado, avere note favorevo li e superare apposit.i esami d'ammissione, Collegato a questa classe della scuola di guerra si trova pureur. corso d'intendenza che dura due anni.
Come istituti speciali l'Olanda possiede ancora la scuola di tiro militare ali' Aja, la scuola cli tiro d'artiglieria a Zwolle e l'accademia per gli impiegati militari nel servi7.iO delle Indie orientali ad Amersfort. Belgio,
Istituto elementare del Belgio pei figli dei militari è la scuola dei pupilli di ti erre in provincia cl' Anversa,dove possono essere accettati 500 ragazzi dagli '11 ai H, anni. Esisteva dapprima una scuola speciale pei sottufficiali ad Hasselt nia nel ,J880 essa vennti soppressa ed in sua vece furono istituùe scuole reggimentali per la fanteria e cavalleria e corsi speciali per l'artiglieria ed il genio. Per l'istruzione dei solt:1ffi~iali serve pure la scuola di tiro di perfezionamento per la fan tena d1 ~e_verloo: Per il reclut:un'ento degli ufficiali provvede la scuola m1htare d1 Jxelles presso Bruxelles nella quale vengono preparati agli esami di ufficiale e)~iovani i quali abbiano da '17 a 23 anni, e che si obblighino • • ad una ferma di otto anni. A questa scuola sono pure ammessi 1 migliori allievi della scuola dei pupilli ed i corsi sono separati per le varie armi . Una istruzione preparatoria per. la carriera mi I itare viene impartita anche agli ,tlenei reali dai quali, mediante esami d'ammissione, si può passare alla scuola militare. Istituto superiore per ltt coltura degli ufficiali delle varie armi è la. scuola di ~nerra di lkuxelleg. Istituti speciali sono, la scuola di tiro d'artiglieria a Brasschaet pre'>sO Anversa, la scuola pirotecnica a Liittich, la scuola di equitazione ad Yppern e l'istituto centrale di ginnastica e nuoto ad Anversa. Danimarca.
Per dare una istruzione teorica ai graduati e formare sottufficiali, in Danimarca si hanno soltanto le scuole reggimentali: qneste però servono per il reclutamento dei sottufficiali delle armi di linea. Per
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gli aspiranti a sott.ufficiali d'artiglieria e del oO'e nio si ha come 1st1. tuto preparatorio la scuola allievi a Kopenhagen . I corsi vi durano tre anni e gli allievi sono in numero di 60. Per il reclutamento degli ufficiali si ba il corpo dei cadetti a Kopenhagen. In questo istituto 1'engono ammessi i souufficiali riconoscinti suscettibili di promozione ed· i giovani borghesi che abbiano compiuto il ,J0° anno d'età ed abbiano superati i voluti esami d'ammissione. 1 corsi durano cinque anni e vi sono ammessi allievi che aspirano a diventare ufficiali di fan teria, cavalleria, attiglieria e gen io. Le prime quatlro classi insegnano materie :;cientifiche, militari e le lingue francese e tedesca; la qL1inta classe esclusivamente studì militari; gli allievi sono 120 ed i cadetti per le armi speciali devono frequentare corsi appositi. Per dare una più estesa cultura agli ufficiali si ha la scuola superiore di Kopenhagen . Essa si compone di tre riparti. Il primo è destinato a preparare i sottufficiali ed ufficiaìi subalterni della riserva alle funzioni del grado immediata.mente superiore. Il corso dura due anni e comprende, olLre a materie scientifiche e militari pure la ginnastica e le varie evoluzioni. Il secondo riparto ha pe;· iscopo di dare ai sottufficiali ed ai sotlolenenti dell'esercito pennanente la istruzione e la coltnra che si rich ieggono per il grado di tenente. Vengono accettati in questo secondo riparto, non solo oli allievi che frequentarono con successo il primo riparto, ma pu~·e quei giovani borghesi che in un esame d'ammissione siensi dimostrati atti a far parte del secondo riparto; questo dura un anno e mezzo e vi s'insegnano principalmente materie e istruzioni militari '. Superati gli esami finali, gli allievi che già non sono soltotenenti vengono promossi .a tale grado, ,per ess~re poi tutti, dopo sei . mesi di servizio pratico, promossi tenenti. Il terzo rip.arto finalmente è destinato per le armi speciali e per l9 stato magg10re. Vengono accettati in questo riparto i mioliori allievi del corpo dei cadetti, e gli ufficiali di tutte le armi eh/abbiano frequentai.o con successo i corsi dei due primi riparti della. scuola superiore, ed abb iano presLalo da un anno ad un anno e mezzo ài · servizio pralico presso le tru ppe. La isl.rnzione in questo riparto viene imp.irlita in tre r l:1,-,i, n ~ecrrnda che l'nll ievo debba pass::i re in ar1
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tiglieria, genio o stato maggiore ed ogni classe dura due anni e mezzo. Compito questo terzo riparto i candidati per lo stato maggiore devono ancora servire tre anni presso le varie armi e prendere parte per due anni a lavori topografici prima ~i essere addetti allo stato mrtggiore. Gli ufficiali d'artiglieria, prima di essere assegnati ai corpi, devono frequentare ancora una scuola pratica di esercitazioni dell'arma che dura dieciollo mesi; gli ufficiali del genio devono frequentare un corso pratico della durala di cinque mesi. Gli allievi che non superarono gli esami prescritti, appartengano essi o meno alle armi speciali, vengono rimandati ai corpi di linea col grado di sottotenente. D'istituti speciali in Danimarca si hanno soltanto il maneggio militare di Kopenhagen, ch'è una scuola ippica, e l'istituto militare ginnastico pure di Kopenhagen, al quale vengono ammessi sottufficiali ed ufficiali delle varie armi.
Turchia .
La massima parte degli ufficiali dell'esercito turco proviene dalla trnppa e si Lrova qu indi priva di qualunque coltura scientifica. Soltanto una piccola parte di essi viene educata in istituti militari e gode perciò di un credi Lo special e raggiungendo gli alti gradi con celerità doppia di quella occorrente ai loro colleghi. Pl'esso ognuno dei corpi d'armata di Costantinopoli, Adrianopoli, Monastir, Ersingan (Armenia), Damasco e Bagdad vi sono scuole preparatori e nelle quali si accettano 200 allievi dell'età ài 8 a 12 anni. Dopo quattro anni di corsi que!li giudicati idonei passano alla scuola di guerra di Costantinopoli, la quale è organizzata identicamente alla scuola militare di Saint-Cyr. Percorrendo quattr'anni di corsi, circa {50 allievi vengono fot'mali ad ufficiali di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio. Gl'istrultori sono in massima ufficiali tedeschi, francesi ed inglesi. Superando l'esame finale gli allievi passano come tenenti ai corpi delle varie armi, facendo eccezione per i primi dodici dell'ultimo corso che rimangono all'istituto an-
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cora ùn quinto anno e sono istruiti nel servizio di slato maggiore, nel quale corpo passano poi col grado di capitani. D'istitu.ti speciali non si ha in Turchia che la scuola di medicina. militare a Costantinopoli, frequentala in massima da Greci e da forestieri. Grecia.
La Grecia è poverissima in fatto d''i$tituti militari, essendo questi limitati al numero di due: la scuola dei sottufficiali e quella di guerra per gli ufficiali, tutte due al Pireo. Alla scuola dei soLLufficiali vengono mandati dai corpi i caporali che si ritengono idonei a promozione e dopo .due anni di corso vengono rinviati sergenti ai loro corpi. La scuola di guerra serve per il reclutamento degli ufficiali di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio; le basi dell'ordinamento di questa scuola sono analoghe a quelle delle congeneri istituzioni germaniche. Le materie dei corsi vengono insegnate cla 30 istruttori militari, e la scuola è frequentata da 200 allievi.
Rnmenia.
Le isliluzioni militari di questo Stato sono state organizzate su modello di quelle germaniche. In Rumenia per il reclutamento dei soli.ufficiali si hanno le scuole reggimentali presso tutli i corpi dell'esercito permanente ed una scuola normale a Bukarest per i quadri 'dell'esercito territoriale. Gli ufficiali provengono, in parte dalle scuole civili nelle quali \ engono impartite istruzioni sugli esercizi colle armi e sulla ginnastica, in parte dagli istituti militari preparatorì di Jassy e cli Crajova costituiti analogamente ai corpi dei cadetti tedeschi. Quando gl i allievi abbiano così ollenutala preparazione per la carriera militare essi vengono ammessi alla scuola di fanteri a e cavalleria di Bukarest. Questo isti tuto fornisce ogni anno 60 sollotenenti delle predette
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armi che frequentarono i suoi corsi della durata di quattro anni. I sottufficiali che aspirano ad essere promossi sottotenenti vengo~oammessi a frequentare i corsi delle scuole divisionali che sono m numero di cinq,ue a Bukare5t, Crajova, Galatz, Jassy e Tulcza. La Rumenia possiede due istituti tecnici a Bukarest; la scuola superiore di guerra, alla quale sono ammes_si gli uffici~li delle varie· armi che agpirano al passaggio nel corpo d, stato maggiore; la scuola d'applicazione per le armi speciali, istituita_ dal Re con decreto 11_9· aprile '188·1 collo scopo d'~vi~are l'i_nconv~n_,en~e ~~e _fin~ allora ~s1 · steva di dover mandare 1 o-10vam uffic1al1 da, t1gliena e gemo a com~letare all'estero la lor~ educazione militare nelle specialità. della rispettiva arma. . . . Finalmente evvi a Jassy una scuola d'amm1n1straz1one che provvede al reclutamento degli ufficiali amministrativi. Serbia..
Per i sottufficiali dell'esereilo nazic,nale in ogni circondario militare della Serbia, durante l'inverno, funzionano le scuole dei sottuf · . ficiali ed esistono permanentemente le truppe d'istruzione, com- · poste d'un battaglione, una batter!a, mez7:o squadrone ,e due ~!ottoni del genio, le quali hanno per ,scopo d1 completare l educazione militare dei sottufficiali delle varie armi . Per il reclutamento degli ufficiali Serbi si ha l'accadem ia militare di Belo-rado ri organizzala nel novembre 1881. D'ora in avanti l'accademia si comporrà di due scuole: la prima dE;stinata a prepara1~e· ufficiali perle varie armi e nella quale l'insegnamen~o dur~rà_tr_e anni.: la seconda avenle per iscopo di fornire ai giovant ufficiali I mezzi di perfezionarsi negli studi delle alte scienze militari. La recen~e costituzione di qnest'accademia permise d'introdurre ~utte le m1-· gli orie che si riscontrarono presso analo~hi istit~ti. ~steri; la nuova accademia possederà biblioteche, un gabrnetto d, h~1ca: u~ laboratorio chimico, un museo d'artiglieria, di fortifìcaz,om, d1 costru~ zioni militari, ~n gabinetto di geodesia, una sala di modelli, sale d1 scherma., di ginnastica, maneggi, scuola di nuoto, ecc. La scuola di prima classe accetta ogni anno un numero tale·
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d'allievi che l'effettivo dei tre corsi non superi il numero di 75; l'età d'ammissione deve essere cvmpresa fra i 17 ed i 22 anni . Gli allievi uscendo dalla scuola col grado di furieri devono prendere una ferma di sei anni. Le materie insegnate nella scuola di seconda classe sono la stra tegia, la tattica, la fortificazione, la storia della guerra, l'amministrazione, l'economia politica, la statil-tica, la geografia, il diritto delle genti, la geodesia superiore, la cartografia, il servizio di stato maggiore, le lingue tedesca e fl'érncese . L'età massima d'ammissione è di 30 anni, il grado non superiore a quello di lenente . Dopo tre anni di corso, superando gli esami final i, gli allievi sono addetti al corpo di stato maggiore, i migliori fra essi venendo promossi capitani. Tutti ricevono un diploma d'idoneità e portano un segno distintivo indicante che frequentarono con successo il corso superiore dell'accademia militare; alcuni di essi vengono anche mandati a spese dello Stato all'e:;tero per studiare le istituzioni militari di altri paesi. Bulgaria e Rumelia orientale.
Per il reclutamento dei sottufficiali provvede un reparto d'istruzione con llfl distaccamento di cavalleria a Sofia. Per gl i aspiranti al grado di ufficiale di tutte le armi si ha, dal 1878, la scuola dei cadetti di Sofia. Il corso dura tre anni ed è preceduto da una classe preparatoria. In questa e nella prima classe, oltre alle scienze elementari, vengono insegnate la lingua russa, fa matematica, la geografia, la storia, la fisica e l'anatomia. La seconda e la terza classe sono destinate per istruzioni mili tari · special i. L'istruzione a il 80 allievi viene impartita da ,12 professori, dei quah nove militari. Superando gli esami finali della terza classe ali ,,. . . . . ~ a•,.1ev1 sono ammessi a, corpi col grado di sollotenente. Un quarto degli allievi viene destinalo a servire nella Rumelia orientale. Giova menzionare che un grande numero di Bulgari e di Rumelioti ricevono la loro istruzione militare in Russia alle scuole di Pietroburgo e di J elisawetgrad. La Bulgaria ha pure un istituto speciale, la scuola di veterinaria a Sofia.
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Svizzera.
Per la istruzione dei sottufficiali dell'esercito della Confederazione Elvetica, ogni anno, ed a spese dello Stato, nei varì Cantoni si fanno speciali corsi militari federali. . Quanto alla istruzione degli aspiranti ad ufficial i delle varie armi nei capolu·oghi delle divisioni, a Ginevra, Friburgo,Berna, Lucerna, Basilea, Zurigo e S. l';allo si tengono annualmente corsi federali che d'urano dal marzo sino alla fine di ottobre. Inoltre gli aspiranti al grado d'ufficiale possono diventare sottufficiali presso il loro corpo e quindi dare l'esame di promozione ad ufficiale. La scuola centrale militare di Thun nel cantone di Berna è destinata a formare gli ufficiali delle armi di linea e dello stato maggiore. Gli ufficiali cl'artiglieria provengono dalla scuola d'arLiglieria di Aarau, quelli del genio dal riparto militare dell'istituto 'politecnico di Zurigo. Molti ufficiali delle armi speciali vengono inviati all'estero per completare la loro istruzione militare. La Svizzera ha per istituti speciali la scuola cli tiro per la fanteria a Thun, il corso di telegrafisti a Berna ed il corso di sanità a Ginevra. La Svizzera essendo , come si scorge, povera di stabilimenti educati.vi e dandosi nella confederazione l'istruzione militare mediante corsi che variano da un anno all' altro. potrà riescire .utile riassumere il programma delle scuole militari federali del 4884 . Le scuole furono nove. La ,1\ dello stato maggiore generale, che si divideva in corso. di stato maaaiore lavori di divisione e corso per se!.'(retarì di stato maggiore. La 2a, della fanteria, che si suddivideva in corso preparatorio per gli uffidali, corso per le reclute, corso scelto di ripetizione, corso di ri peLizione della land weh r, scuola di tiro, corso di ripetizione per gli armaiuoli. <".) e)
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La 3°, della cavalleria, che si suddivideva iri corso preparatorio per gli ufficiali, corso dei quadri, corso di rimonta, corso delle reclute, corso di ripetizione. La 4•, dell'artiglieria, che si suddivideva in corso preparatorio :per gli ufficiali, corso dei sottufficiali, corso delle reclute, corso , scelto di ripetizione, corsi speciali . La 5\ del genio, che si suddivideva in corso preparatorio per . gli ufficiali, · corso tecnico, corso delle reclute, corso di ripetizione, corsi speciali, ispezioni della landwehr. La 6•, del servizio sanitario, che si suddivideva in sezione medica e sezione veterinaria. La 7•, del servizio d'amministrazione, che si suddivideva in corso preparatorio degli ufficiali, corso di sottufficiali, corso degli ,ufficiali, corso delle -reclute, corso di ripetizione. La 8\ costituita dalle scuole centrali. La 9a, costituita dalle manovre di una divisione . Stati Uniti.
L'accademia militare di West-Point ad Hudsoo (New-York) prepara i giovani agli esami d'ufficiale, nè si può ottenere questo grado senza avere frequentalo l'accademia. L'ammissione avviene per esame o per presentazione di certificati d'idoneità alle scuole civili . superiori ; l'età d'ammissione è compresa fra i ·16 ed i ~H anni. I corsi durano quattro anni e vi si insegna la· matematica, la fisica, la chimica, la mineralogia, la geologia, le costruzioni militari , il maneggio e servizio delle armi, la tattica, la filosofia, l'etica, il 1 francese, lo spagnuolo ed il disegno . Gli alli evi sono ripartiti in compagnie comandate da ufficiali. Comandante dell'accademia è un co· lonnello coadiuvato da uno stato maggiore dell' accademia, composto ', ·di 60 istruttori, parte militari, e par~e borghesi. I posti d'ammissione sono 3 1O tutti gratuiti e l'ammissione viene decretata dal presidente · della repubblica per proposta del congresso . Superando gli esami . agli allievi viime conferito il grado d'ufficiale senzit patente . A Leavenworlh dal 1882 funziona con successo una scuola d'ap. plicazione per gli ufficiali di fanteria e di cavalleria; la scuola è fre1
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quentat.a da 25 ufficiali di fanteria ed~ "°.di cava!l~ri~;. i corsi vi. durano due anni, ed ollre alle materie sC1ent1fiche m1htar11mportant1 per le armi di linea, vi s'insegna il se1:vi~io di segnal~zioni, la tele_grafia militare, le levate topogra.fiche, 11 t1ro ·a. b~rsagho, ecc: . La scuola d'artiglieria al forte Monroe (M1h1gan) è obb!Igatona per tnlti gli ufficiali d'artiglieria che devono averla frequentata almeno per un anno. Le istrnzioni che vi si impartiscono vertono soltanto sulla matematica e sulle specialità dell'arma. Durante l' inverno è assegnata alla scuola una batteria d'istruzione che serve per la educazione dei sottufficiali d'artiglieria i quali pure vengono comandati a questa scuola; gli allievi sono divisi in due classi e viene ad essi inserrnata la matematica, l'ordinamento e l'impiego d'artic>. rrlieria i reaolamenti militari e la storia della guerra. " Per'l'an:a del genio esiste nnascnola costituita in modo identico a Willets-Point (New-York). Avendo così passate in rassegna le attuali condizio~i degli istitut! militari presso le principal i potenze, come conclusione a questi cenni e non già per esternare proposte, le quali non entrerebber~ nel còmpito che éi siamo prefisso , enumereremo i principi ge~e.ra~1 sui quali vedemmo basarsi, io massima, l'ordinamento degli 1st1tuti di educazione militare. . Essendo diventalo generale l'obbligo '.di leva, gli istituti preparativi per i ragazzi che si vogliono dedi care alla carriera militare, facendo eccezione per gli orfo.notrofì militari, devono essere accessibili a qualunque ceto. La istruzione ai graduali per diventare ufficiali può sempre essere impari.ila presso i corpi di truppa; speciali isti tuzioni a lal uopo sono inutili. . . La educazione militare degli alliev i che aspirano a grado di ufficiali deve aver luogo per le varie armi secondo un sistema uniforme, r iserbando istituz ioni speciali per una coltura superiore ai più capaci. . . Le ammissioni ai collegi militari non devono aver luogo che per esami di concorso o per presentazione di attestati d'idoneità ottenuti in istituti governativi. Le commissioni per gli esami d'ammissione agli istituti militari devono essere permanenti.
ISTITUTI MILITARI
~i sottufficiali, i_ q~ali non abbiano frequ entato gli istituti desti _nat, a_ forma~·e uf~c,_alr.' ooo dev'essere concessa la promozione che in casi eccez1onal 1ss1m1come sarebbero per esempio atti di valore sul campo di battaglia. I pro~ra~mi per le istituzioni degli ufficiali, in quanto riguarda la m~Lena dr coltura generale, devono possibilmente essere analo~h1a quell i delle istituzioni civili di pari grado, affinchè ogn i uffì?aley ossegga una coltura scientifica generale che gli possa servire d1 fondamento per gli studi superiori trauati alle accademie al!e scuoi~ -~i applicazione, di guerra, ecc., e che contemporanea~ mente fac tl1L1 alla sua mente una azione autonoma . . Grande_im_portanza dev'esse'.·e assegnata allo studio delle lingue vrv~, cominciando a fal'l e studiare agli allievi uffici ali fin dai primi aon, della loro carriera d'istruzione. . Nelle_ scu~le militari le materie di coltura general e devon o essere 1.~ ~ass1ma mseg~ale nelle classi inferiori, riserbando quell e supe1ror1 per le materie veramente militari. -~er~uanto siano indispensabili esercitazioni pratiche negli istituti mrhtan,_ la vera scuola pratica per il giovane ufficiale dev'essere sempre ~I servizio presso i corpi di truppa. . L 01:d'.namento ed _i programmi degli istituti militari, per quanto e poss1 brl e, devono ri mnnere coslan1.i. . Gli ·alli~vi degli istituti militari, facenclo eccezione per quelli degli 01 fanotrofi '. non dovrebbero essere educati militarmente troppo pre~to: lasciandol i possib ilmenLe fin o al loro ,15° anno d'età all e famiglie. . '.fanLo l'~ducaz_ion_e quanto l'istruzione devono, negl'islituli militan_ basarsi ~u pr11~c1~i pedagogici e qnindi è condizione indispensa btfe che gl_i _uf~cr~li addetti agli enti educativi militari posseggano tulle le qunl~ta_ richi este per un buon insegnante. · ,·. I ~ou~ffic1al_1dev?no e~ser·e assolutamente esclusi da qualunque specie distruzione rn un istituto mi litare. . Tutti gli enti di_ e~u~zione militare d'uno Stato è opportuno ched,pend~~o dn. un_a_ 1s~1lu~ro~e centrale ed unica destinata a sorvegliare ed a dmgere gl, 1st1tut1 mllit~ri . A. G IOPPI Capitano d'artiglieria.
STUDI FERROVIARIO-MILITARI Y. (Continuazione) (1).
Materi ale mobile ferroviario.
Della macchina . Fu già dello che il vapoi·e della caldaia è condotto a lavorare nei cilindri per produrre il moto e la forza della locomotiva; che ;il vapore lavora spingendo alternativamente avanti e indietro dentro :ai ci lindri gli stanttiffi, al gambo dei quali sono collegate le bielle di comando dell'asse motore; e che per Lai modo il movimento alternativo rettilineo degli stantuffi si con verte in movimento 1·otativo continuo dell'asse motore; che il vapore è condotto a premere con vece alterna, ora una fa ccia, ora l'altra degli stantuffi da un apposito congegno di distribiizione; che tuLLi i meccanismi, come pure la -ealda ia sono fra loro collegali dal tela·io della loconiotioo, il quale è alta sua volta sorretto dagli assi e dalle nwte, e che telaio, assi e ruote sono parti integranti della macchina. Prima di studiare il lavoro del vapore, l'esplicazione della forza di trazione della locomotiva e la sua applicazione al rimorchio dei treni su vie in diverse condizioni, conviene dare un rap ido sguardo alle parti principali della macchina ed alle loro funzioni .
iUeccanismo dipropiilsione. Ci lind1·i. - I recipienti del vapore entro ai quali scorrono gli stantuffi si dicono cilindri dalla loro forma. Essi sono posti nella parte anteriore della Jocomotin, presso la camera del fumo: non vi sono che rarissimi esempi di locomotive a ci lindri posteri ori. Do({) Vedi llivista ,lfiUtare, dispensa d'agos to j J -
ANNO XXX, VOL. I.
i.as,.
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FERROVIARIO - ll!ILITARI
STUDI
vunque e comunque sieno situati, il prolungamento dell'asse dei ci- . lindri passa sempre per l'asse dell'a!bero motore . I cilindri possono essere posti all'inlerno delle fiancate del telaio, uno presso all'altro ed allora la locomotiva dicesi a cilindrii nterni; oppure possono collodrsi esternamente al telaio e in que~to caso la locomotiva dicesi a cilindri esterni: quest'ultima categoria ha attualmente quasi un a5soluto predominio sulla prima. I cilindri esterni possono essere orizzontali e questo è il caso comune, oppure inclinati (non si scostruiscono più locomotive a cilindri verticali). I cilindri inclinati sono causa di sensibile variazione nella pressione delle rnote contro le rotaie e cli instabili tà della locomotiva a cagione delle oscillazioni verticali che determinano ; non vengono perciò adottati senza . gravi motivi e in oo-ni caso colla minore incl inazione possibiie. I cilindri non sono ordinariamente più di due: vi sono state e vi sono ancora locomotive con tre o con quattro cilindri, e ciò nell'intento, o di rendere più regolare il moto della macchina con sollecitazioni simmetriche, o cli moHiplicare le sale motrici senza far troppo grande il passo ·rigido della locomotiva, o di megl io utilizzare l'espansione del vapore (locomotive a sistema componnd); ma nel servizio ordinario delle ferrovie, tali locomotive non costituisconp che rare ec.cezioni. I cilindri sono fusi in ghisa di prima qualità: lo spessore ~elle pareti si fa tale da re$istere all'interna pressione del vapore anche quando , p.e r logoramento e per successive ritorniture, sia· diminuito di 4-5 mm ., in ogni caso non si fa mai minore di 23 mm . Il diametro interno dei cilindri varia fra 40 e 60 cm. ed è ordinariamente di 45-50 · cm. Da esso dipende, per una ·data pressione del vapore, l'intensità dello sforzo che agisce sulla biella motrice, poichè il diametro determ ina la superficie dello stantuffo che risente tale pressione. - Il diametro si ti.erìe qualche poco più grande ,. · alle estremità., affinchè le ritorni ture non alterino le condizioni di chiusura ~el .cilindro. Questa si fa con coperchi di ghisa aVYilati ad orli sporgen ti della parte cilindrica, e per renderla ermetica si interpone fra l'orlo e il coperchio un fi lo di rame, che si schiaccia -pel serramento delle chiavarde. II coper,:hio anteriore è di forma semplice: quello posteriore, ~he deve dare passaggio all'asta dello stantuffo attraverso ad un foro centrale, è cli forma più complicata.
Il foro è praticato entro una sporgenza cilindrica, nel fondo della quale viene collocato un anello di bronzo,destinato a togliere il contatto fra la gh isa del coperchio e l'asta dello stantuffo, ed alla sua imboccatura viene adattato il pre,ni stoppa, specie cli turacciolo metallico cavo, il quale, premuto da viti, comprime una giiarnitùra in canape imbevuta di :;ego e di olio e impeclisce così le fughe del vapore. Alla sporgenza. del coperchio posteriore dei cilindri si collegano le guide (fig. it8), entro alle quali scorre la te.sta lt croce dell'asta dello stantuffo, obbligata in tal modo a non "deviare dalla linea retta.
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Fig. !S•
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Lo stantuffo divide ogni cilindro in due parti di vo lume variabile secondo la posizione dello stantuffo stesso: tali parti si chi?-mano camere del cilindro , e più propriamente, una si chiama camera unteriore e l'altra camera posteriore, od anche alternatamente a seconda del senso in cu i agisce il vapore, diconsi una carnem motrice, l'altra camera resistente. Ii cammino che pP,rcorre lo stantuffo fra un'estremità e l'altra del cilindro si chiama corsa dello stantii(fo, ed é elemento di somma importanza pel lavoro della macchina. La corsa dell o stantuffo ed il diametro dei cilindri si commisurano fra di loro, come vedremo in seguito, in modo che il volume generato ad ogni giro delle ruote, corrisponda ad una buona ulilizzazione del vapore . La corsa dipende pure, per ragioni diverse, dal diametro delle rnote motrici e dalla distanza da qLÌeste ai ci li ndri, la quale limita la lunghezza della manovella: ordinaAamente rimane compresa fra 55 e 6ts cm. Alla fine della sua corsa, lo stantuffo non va mai a combaciare coi coperchi del cilindro, perchè urtando li potrebbe causarne la roL·tura; cl' ordinario si fa in modo che ne r imanga distante di ,1 cm. al-
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l' incirca. Lo spazio compreso fra la faccia dello stantuffo e quella . interna del coperchio vici no, ossia il volume della camera del cilindro quando lo stantuffo è in fine cli corsa, chiamasi spazio nocivo, perchè assorbe vapore buono inutilmente, o almeno non del Lutto utilmente. La lunghezza totale interna dei cilindri risulta eguale alla corsa dello stan tuffo , aumentata dello spessore di questo, che talvolta è considerevole, e della limghezza degli spazi nociYi. Esternamente ai. cilindri e da quel lato che più riesce comodo per l'armonica disposizione dei diversi meccani:;mi, si colloca la cam1wa di distribiizione,cioè una cassetta chiusa ermeticamente da apposito coperchio nella quale si fa arrivare il vapore della caldaia ed entro la quale scorre la vat,vola di distr·ibtizione o ·val-vola a cassett.o o, come anche più semplicemente usasi chiamarla, il cassetto (tiroir). Nello spessore fra il piano su cui scorre la valvola di distri buzione e l'in. terno dei ci lindri sono praticati due canali di sezione ristrella nel senso della lunghezza dei ci lindri e quanto più è possibile larga nel senso del diametro, i quali sboccano rispettivamente presso i due coperchi dei cil ind ri. Le imboccature di tali canali, fra loro molto ravvicinale, costituisr.ono le lnci di introduzione: interposta ad esse è una terza lttce comunicante con un vano intermedio ai canali di introdw~ione·, laqualedicesiluce discappamento,perchè il vano intermadio immette di rettamente nel tubo di scarica del vapore. La valvola a cassetto si sposta avanti indietro scoprendo una delle luci di introduzione e coprendo l'altra, ma mantenendo s,empre coperta la luce di scappamento; cosi mentre da una luce entra vapore nuovo, il vapore esansLo che si tro va nell'altra camera esce dall'altra luce e, girando entro al casseLto, va a scaricarsi nelfo scappamento. I ci lindri ven~ono soli damente fissati con chi avarde alla lamiera del tel aio. Se essi sono in tern i, costi Lui scono naturalmente un solido collegamento trasversale fra le dne fiancate di esso: se sono esterni ,. · un'apposita traversa rinforza le du e fìancatein loro corrispondenza, oppure le rinforza la piaslra tubolare della camera del fumo pro1ungata in basso . Nella parte inferiore i cilindri sono muniti di due fori, uno in avanti e l'allro posteriore, ai quali sono applicati i rubinetti di spurgo, che servono appunto a spurgare i cilindri dall'acqua che vi
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rimane per la condensazione del vapore, quando questo viene in contallo colle pareti fredde dei cilindri dopo un riposo della macchina.
Stantuffi,. - Questi organi essenz ialissimi del meccanismo di propulsione, sono costituiti ciascuno da un disco circol are di ferro fucinato o d'acciaio, nel cui centro è innestato un robusto gambo , pure di ferro o d'acciaio, che si collega colla biella motrice. Il disco può essere semplice o doppio: nel primo caso la sua superficie è ondulata, nel secondo le faccie sono piane. Lo stantuffo deve essere solido, ma poco pesante, e a tal uopo quando il disco è doppio si fa vuoto nell'interno (fig. 18); esso deve inoltre costituire una chiusura ermetica fra le due camere del cilindro e scorrere nel tempo stesso a dolce fregamento contro le pareli interne. Queste ultime condizioni si realizzano col praticare nella larga corona del disco due o tre scanalature. nelle quali. si mettono altrettanti anel li di ghisa, prementi per naturale elasticità le pareti del cilindro . Se il diametro di quasto è molto grande, come avviene nelle locomotive per treni-merci, allora il gambo dello slantulio si prolunga in avanti e si guida attraver:;o al coperchio anteriore nello stesso modo che nel posteriore, affinchè il peso del disco non determini un ineguale consumo delle pareti in terne . .. Il gambo dello stantuffo è articolat.o alla biella motrice all'estremità della testa a croce; questa scorre fra apposite gi1;ide, che impediscono qualunque sposta.mento del gambo stesso dalla direzione dell'asse del cilindro. Lo scorrimento della testa a croce su lle gu ide ba luogo coll'intermediario cli sbitte in bronzo, cost&ntemente ben lubrificate. · Le guide, costituite da clne spranghe d'acciaio, sono assicura.te da una parte al coperchio posteriore del ci,lindro e dell'altra ad un sostegno attaccato al fi anco del telaio. '--'
Bielle e manovelle. - Le bielle sono sbari·e d'acciaio di robustezza tale da trasmettnre alle ruo te, ~eùza piegarsi nè rompersi, la fo rza che ricevono dallo stantu1Io . Le estremità loro diconsi teste, e sono foggiate in modo speciale per potersi collegare a snodo ai perni della ma.novella delle ruote e della. te:;La a croce dello stantuffo. Le Leste delle bielle hanno all'uopo tutte un largo vano rettangolare,
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l'EUUOVIARIO·MIUTARI STUDI.
dentro al quale si colloca il cuscinetto in bronzo che deve serrare . il perno; metà del cusr,inelto è mobile nel senso dell a lunghezza della biella e viene serrato contro il perno per mezzo di un cuneo attraversato da una vite,girando la. quale il cuneo si alza o si abbassa, e preme così più o meno il cu.;cinetto secondo il bisogno. In tal modo si può sempre e facilmente rimediare all'allentamento delle unioni, cau.,ato dal logoramento del cuscinetto. Le bielle sono di due specie: o servono a trasmettere direttamente il moto dello stantuffo alle ruote dell'asse motore e in tal caso diconsi bielle rnotl'ic·i, oppure servono ad accoppiare le ruote motrici colle ruote di uno o di più altri assi al fì ne di utilizzare per l'aderenza il peso da essi sopportato, ed allora diconsi bielle d'acco1Jpiamento.
Le bielle si congiungono a dei perni o bottoni, paralleli all'asse . motore, ma opportunamente distanti da lui; e la distanza loro da .quest'asse costituisce la lunghezza deHe manovelle. Tali perni devono essere costantemente ed accuratamente lubrificati, il che si ottiene col munire le teste delle bielle di appositi vasi 11;ngitori. Le m anovelle dell'asse motore, quando i ci lindri sono esterni all e ruote, formano corpo col mozzo delle ru0te motrici,se il telaio è interno, e sono costi tuite da bracci staccantisi ad angolo retto dalle estrem ità dei fusi,se il telaio è esterno; quando invece i cilindri sono interni alle ruote ed al telaio, le manovelle sono costituite da ripiegamenti a gomito del corpo dell'asse motore, il quale risulta perciò di forma complicata e di difficile costruzione. Le manovelle descrìvono, come le ruote, un intero giro ogni due corse successive e contrarie dellostantuffo; la loro lunghezza è sempre esattamente eguale alla metà della corsa degli stantuffi. -Quando il perno della manovella. èio una delle due posizioni che può prendere sul prolungamento dell'asta dello stantuffo, dicesi che .da manovella è al punto morto. In tale posizione la biella non può esercitare sulla manovella che una pressione diretta, epperciò senza effetto sulla sua rotaz ione; e l'effetto utile che essa produce è tanto minore quanto più la sua direzione .è prossima al prolungamento del gambo dello stantuffo. Se la lo~omotiva fosse ferma con tutte dne le manovelle al pun to morto, non sarebbe possibile incamminarla senza prima averle rimosse da !aie posizione col fa r girare al-
quanto, mediante leve a mano, le ruote motric i; inoltre durante la corsa l'albero motore sarebbe soggello contemporan eamente tanto alle più deboli, quanto alle più forti sollecitazioni di tntte e dt~e le bielle motrici, con danno della regolarità di movimento. Per evi tare che accada il primo e gnvi ssimo incon veniente e per produn:e la mao<1iore re:ro\arità. possibile di movimento, le due manovelle del-. oi, n l'asse motore si dispongono sempre ad angolo retto fra loro; cosi quando una è al punto morto, l'altra è in condizione di esercitare la massima azione utile. Giova ora por mente alla maniera colla. qual e si corrispond_on_o fra loro il moto dello stantuffo entro al cilindro e quello della co1T1spondente ruota motrice. Quest'ultimo moto è conseguenza del primo, ma dopo che la locomotiva è incamminala, il moto della ruota reagisce a sua volta su quello dello stantuffo , perchè la velocità acquisita da tutta la grande massa della macchina obbliga le ruot~ a girare re~olarroente e lo slr,ntuffo, pure segui tando a dare impulso alla rispettiva ruota è obbli <1ato ad a.ssecondarne il moto uniforme. ' Se si ossP-rva laofig. 49a nella quale A E = A, E 1 rappresenta 1·1 diametro del circolo della manovella e la corsa dell o stant uffo, e e
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Fig. 193
dove Aa = Bb = Cc = Dd = Ee rappresentano la lunghezza della biella motrice, e A,. B" C,, D, ed E, indicano la posizione dello stantuffo quanclo la manovella occupa rispettivamente le posizioni OA, OB, OC, OD, ed OE, si scorge: . 1° Che quando il bottone della. manovella si trova nel punto C, il ·più elevato del sno giro, 10· stantuffo non è ancora giunto alla metà MM della sua corsa: esso invece percorre tutto il rimanente
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spazio, epperciò più di metà corsa, durante l'altro quarto cli ri voluzione della manovella. Lo stantuffo poi, mentre la manovella de- · scrive il qnr.drnnte dopo E. ripercorre lo spazio E, C, > Cr4, che percorre 1ìlentre·laman0Yella descrive il qnadrante prima di A. Pertanto , essendo il moto delle ruote uniforme, lo stantuffo percorre più. celermente la parte anteriore del cilindro che non la posteriore; ed è facile vedere che la differenza di percorso in corrispondenza di ogni quarto di rotazione della manovella è tanto più grande, quanto, meno è lunga la biella rispetto alla mànovella; . 2° Che in principio e infine di corsa lo stantuffo percorre, a pari tà di tempo, spazi assai più piccoli che verso il mezzo. Il suo moto .è perciò accelerato nellaprima parte A, e, ·della corsa e ritardato nella séconda. La velocità massima dello stantuffo corrisponde alla posizione più elevata della manovella. · In pratica si procura di attenuare l'irregolarità del moto dello stantuffo facendo la lunghezza della biella motrice almeno 5 o 6 volte più grande di quella della manovella, epperciò di circa m. ·1,40-·I ,70•. La ,disposizione del le ·due manovelle dell'albero motore ad angolo rello fra loro porta di conseguenza che, mentre uno degli stantuffi che Io comandano corre lentamente presso al punto morto, l'altro ha la massima velocità. Assi e rnote. - La forza del vapo re operante sugli stantuffi entro ai cilindri si trasporta mediante le bielle e le manovelle motrici sulle ruote dell'asse motore, e mediante le bielle d'accoppiamento da ~~esL'!lsse .Pa~sa in ?arte agli altri assi accoppiati; tale forza poi colI in termed1ano del! aderenza delle ruote alle rotaie si trasforma in forza di trazione della intera macchina. Gli assi e le ruote delle locomotive sono adunque parte integrante ed essenziale del meccanismo di propulsione dell'intera macchina. , Le ruote delle locomo tive hanno gli stessi caratteri speciali delle 'l'uote dei veicoli ferroviari da trasporto; i 1111·0 cerchioni sono conici e muniti di orlo ed esse sono stabi lmente fisse a<rli assi a distanza (sulle ferrovie iLal iant:i) cli metri ;f ,362 fra i loro/') piani interni . La larghezza del cerchione si fa però cli HO mm., invece di ,130, per maggioro garanzia di completo appoggio sulle rotaie, anche in condizioni non pienamente normali della via.
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Il diametro delle ruote mot1:ici ed accoppiate è diverso da una locomotiva all'altra a seconda del servizio cui esse sono destinate. Le locomoti,•e per treni celeri hanno ruote molto grandi: le lopo• motive per grossi treni-merci e le locomotive per linee a for~i p~ndenze hanno ruote piccole. La ragione di tale differen~a. sta m_crò, che, si~come ogni dne corse degli stantuffi le ruote motrici compiono un intero oiro e la locomotiva percorre quindi uno spazio eguale allo sviluppo della cfrconferenza di tali ruote, se_ qnesle sono gra~d~ il lavoro del vapore si converte in grr.nde spazio per~ors? con p1cco!a forza di trazione, e se sono piccole si converte lil piccolo spazio percorso con grande forza di trazione. Si consegu_e i~1 tal ~odo lo scopo di correre velocemente nel primo caso, e di rimorchiare un più grosso treno nel secondo, senza altera~e il numero .dell~ corse deo)i stantuffi nell'unità di tempo, vale a dlJ'e, senza variare rl consu;o del vapore e il moto degli organi interni .della macchi~a. Il diametro delle ruote motrici delle locomotr ve per grandi velocità non conviene però che sia esageratamente grande, perch~ .i~ questo caso la caldaia risulta troppo alta, con danno. della. st_abil1ta nella corsa,e percbè a velocità moderate Unumero dei colpi d1 stantuffo risulta troppo scarso con danno del tiraggio nel fornell~ e conseouentemente della produzione del vapore. D'altra parte e da osse;vare che i rapidi incamminamenli che richiedono i treni celeri, esioono che la macchina sia capace di produrre tutto lo sforzo che l'aderenza può permettere; e siccome, come vedremo, lo. sf?~·zo ~i trazione è proporzionale, oltre che alla pressione entro ai cilrndn, anche al fattore d~ l; ove d è i I diametro dei cilindri, l la corsa degli stantuffi e D il diametro delle ruote motrici, così,se si fa mollo grande D,bisogna in compenso esagerare il volume dei ~ilin~ri ,~)l'oporzional~ a d1 t il che non sempre è po-;sibile. Per t~lt rag1or11, dopo che, s1 coslr~irono locoi.uotive con ruote di m. 2,30, 2,4/S e perfino 2,7/4., si è ora ritornati ai diametri pi ù modesti di m. ·1 ,90-2 ,10 come massimi, scendendo, anche per grandi veloci là, fino a m. 1, 70 ed 1,65: Dopo aver credulo che fosse dann<:1so oltrepassare il numero cli /Jre giri, delle ruote motrici per 11", si è esperimentato che con macchine ben disposte per gnrnde velocità. si può senz'inconveniente arrivare anche a giri 3,2 e 3,5. 1
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li diametro delle ruote motrici delle locomotirn per oarossi treni . . . merci s1 tiene tanto più piccolo, quanto minore può essere la loro velocità di corsa, non scendendo però al disollo di m. O, 90, cui de,,e ·Corrispondere una velocità di corsa minore di 25 km. all'ora. Stando alle prescrizioni della commissione tecnica dell"Unione ·ferroviaria tedesca, ruote di m. 1, 1OIimitano la velocità di corsa a km . 30 all'ora; ruote di m. 1,30 I.a li mitano a 41> km . e le Iocomo.tive che devono correre a più di 4-5 km. devono avere ruote di diametro maggiore di m. 1,50. - Nel fissare il diametro delle ruote motrici devesi anche aver riguard,) al fa tto che, non volendo ch e le grosse teste delle bielle si avvicinino ti·oppo al suolo, il diametr o ,delle ruote deve superare la corsa degli stantuffi di 40-45 cent. -~Imeno. Il diametro delle 1·1wt~ portanti, il quale è indipendente da quello cl: Ile ruote motrici ed accoppiate, si fa generalmente più piccolo -d1 questo (Om,90 - 1m,35),perchèleruote piccole danno maaaiore stabilità alla locomo tiva entro al binario; assai spesso è di m.~t', rn·.
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innestati esternamen te alle ruote, in un'appendice dell'asse sporgente all'infuori del mozzo . In vicinanza delle ruote, dal lato interno o da quello esterno, od anche da tutti e due a seconda del sistema di telaio usato, vi sono i fusi deU'asse, ossia quei tratti sui quali poggiano le boccole sorreggenti il telaio che porta la macchi na e la caldaia. Nelle costruzioni più recenti il telaio poggia generalmente sugli assi all'interno . delle ruote.
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Le ruote delle loco moti ve sono quasi sempre ruote a razze, e solo ,raramente si riscontrono ruote a disco. - Una particolarità deana ,di nota nelle ruote motri ci ed accoppiate è l'avere, dalla parte diametralmente opposta a quell a in cui trovasi la manovella, un pezzo di metallo massiccio, destinato a fare da contrappeso alla manovella, ~.alla testa di biella ed a parte della biella stessa} per modo che il ~movimen to della macchina non abbia ad essere troppo perturbato dal moto fuori centro di tali considerevoli masse. Gli assi per Iocomoth·e diiieriscono da quelli dei veicoli da tra·sporto per la m:1ggiore loro robustezza e in molli casi per maaaiore complicazione di forma. Quando la locomotiva è a cilindri i~~erni il corpo dell'asse motore,ossia la parte interposta alle ruote, è ripie,_gato a gomito in due punti pet· costituire le due manovelle motrici ,ad angolo retto fra loro; e quando il meccanismo di distribuzione è -interno al te Li io i1.corpo dell'asse motore è anche monito dei quattro ··eccentrici determinanti (due per ogni cilindro) il movimento del cassetto cli distribuzione. Nelle locomotive di più recente costruzione tanto i cilindri che la distribuzione sono il più delle volte -.estemi al telaio, ed in tal caso le manovelle e gli eccentrici sono
Telaio. - Il carro della locomotiva è costi tui to da un telaio so:Speso su tre o quattro assi (raramente due soli), per mezzo di molle gravi tanti sulle boccole o scatole da grasso. La caldaia è sos tenuta dal telaio, . al quale sonu pure fissati i cilindri motori, i diversi meccanismi sono parte sostenuti dal telaio e parte collegati agli .assi. Il telaio rispetto all e ruote può essere interno u~ esterno , ed anche misto o dopp io. Vi sono esempi di telaio interno con cilindri e di.stribuzione interni, come ve ne sono di telaio esterno con cili ndri ,e distribuzione esterna; nelle costruzioni moderne però predomina il telaio interno con cilindri e distribuzione est.erna, La convenienza di· costruzione determina quasi esclusivamente la scelta di un sistema -o dell'altro. Il telaio esterno, P.ssenclo appoggiato su punti più di.stanti, è più stabile, permeLLe di collocare più fac ilmente le molle, di ·visitare facilmente le boccole, di abbassa"re maggiormente la caldaia o di farla più gran~e: il telaio interno permette di collegare la .caldaia con mezzi più semplici, IP. manovelle (quando i ci"l indri sono esterni) si riducono ad un semplice bottone e la distanza fra i cilindri r iesce minore. Il telaio è format o : a) Da due fiancate o cosciali in lamiera dello spesso.re di mm. ·25-35, alti tanto da permettere di praticare in essi stessi gl' intagli, entro i ql1ali devono storrere le scatole da grasso degli assi, senza ,dovere riportare apposite piastre di guardia che riuscirebbero deboli. Ad evitare poi il ·soverchio peso che risultereb be da cosciali .così alti , nei tratti fra una ruota e l' altra; si praticano in essi dei lunghi e larghi vani ,i quali hanno anche il vantaggio di facj lita.re al macchinista le osservazioni dei meccan:smi intèrposti al telaio .
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b) Da una traversa ante1·iore o di testa, munita di respintori elastici, del gancio di trazione e delle catene di sicurezza, come le traverse di testa dei veicoli da trasporto, e ciò per l'eventuale unione ai veicoli stessi. Dalla traversa di testa scendono fin pl'esso le rotaie due rostri in ferro chiamali cacciapietre e deslinaLi a rimuovel'e i corpi che soprastassel'o alle rotaie. e) Da diversi sostegni trasve,rsali della caldaia, i quali oltre al sorreggere questa, essendo molto robusti e saldamente uniti ai cosciali, dànno una grande slab ililà a Lutto il veicolo . - Siccome la caldaia passando da freddo a caldo e viceversa, subisce considerevoli variazioni di lunghezza, è necessario che il suo attacco al telaio sia fatto in modo da non contrastare tali variazioni; epperciò d'ordinario essa si collega stabilmente al telaio soltanto presso la camera del fumo, e nelle altl'e patti la si appoggia sempli cemente. I sostegni sui quali si adagia il-corpo ci lindrico sono vere traverse, arcuate superiormente secondo la curvatura della caldaia; il porlafocolare invece si fa sostenere dai cosciali per mezzo di apposite piastre o sli tte inchiodate ai suoi fianchi. . d) ~ella traverse, posteriorè o cassa di tra:ione, che serve per unire so lidamente_la locomotiva al proprio tender. Quest'uni one deve essere elastica in doppio .senso e mo! to robusta per resistere agli strappi della loco moli va. specialmente all'istante in cui metlendosi in moto , deve vincere l'inerzia. di tutto il convogl io D'altra parte la distanza fra tender e locomotiva deve es~ere molto piccola, perchè occorre ad ogni istante passare da uno all'altra, e sono pericolose le troppo lunghe riballepercoprirel'intervallo fra i due veicoli. Per soddisfare alle accennale condizioni l'unione, fra macchinn. e tender si fa con una corta e robusta asta di trazione o di accoppiamento imperniata ai due veicoli, e lateralmente a questa con altre due aste minori, le quali, non dovendo funzion are che in , caso. di. rottura. di quelhi. principale, diconsi aste di sicurezza·, oali tu-,t, !>t ~m 1~ort_11.za110 con respintori a corto gambo portati da uno so,o dc, veicoli. Il perno chEJ passa nell 'occhio dell'asta di trazione attraversa pure un solido occhio della staffa centrale di una molla a balestra, sulle cui estremità premono i gambi dei respintori. . Questa. mol_la, che_ è nel tempo is tesso di t?'azione e di repiilsione, è nnchiusa unitamente ai respin tori ed ai pezzi di fissazione 1
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dei perni, in una cassa di lamiera inchiodata saldamente ai cosciali, la quale prende nome di cMsa di tra:ione. Questa cassa, quando è nella locomotiva, tiene luogo della tl'aversa posteriore, e in tal caso le leste arrotondate dei respinlori appoggiano contro una pia.stra di repiilsione assicu rata a.Ila traversa del tender; in alcune costruzioni però la cassa di trazione è colloca ta nel tender ed allora la traversa posteriore della locomotiva porla soltanto la piastra di l'epulsione, con gli occhi ed i pezzi di fissazione dei tre perni di alLacco dell'asta principale cli trazione e delle aste di sicurezza. Quando la loco moti va non ha tender separato da essa, la traversa posteriore è in lullo analoga a quella anteriore.
Sospensione del telaio. - Le estremilà delle molle sorreoaono i 1 telaio in vari modi e quasi sempre coll'intermediario di aste operanti come tirnnti o come puntoni; spesso tali aste non si collegano direttamente ai cosciali, ma agiscono sopra un bilanciere imperniato al telaio. I bilancieri si impiegano specialmente nell 'intento di mantenere una determinata ripartizione del peso della locomotiva su i diversi assi. - Se la locomotiva avesse due soli assi, la ripartizione del poso sareb be nettr.mente determinata dalla posizione del centro di gra· vità rispetto ai medesimi; ma quando ha tre o più assi il problema della ripartizione slalica è indeterminato, tale ripartizione potendo farsi in molti modi: è solo tenendo conto dell 'elasticità dell e molle che la si può precisare. In pratica infatti la r ipartizione del carico si fa a seconda della esigenza. dell'aderenza. e della stabi lità, richiamandone una parte maggiore ove conviene,col mettere in maggior tensione la molla ivi situala. Ma il continuo vibrare delle molle indipendenti una dall,'allra, genera presto una variazione della loro tensione e la distribuzione del peso su ciascun asse può variare di molto, con danno grande della stabi lità e della durata della macchina. Congiun~ndo due molle vicine per mezzo di un bilanciere si precisa la posizione della risultante dei carichi operanti su esse (tale risultante passa sempre per il perno del bilanciere), e assicurando così una relazione costante fra i due carichi, si impedisce il sopraccarico di una sola molla e la conseguente alterazione della distribuzione normale del peso della macchina. ,:)1)
STl.iDI
Dist1'ibu.zione del vapore.
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Il meccanismo di disLribuzione del vapore consta del complesso degli organi che ne regolano l'entraLa nei cilindri , alternatamente da una parLe e dall 'altra dello stantuffo, che ne determinano l'uscita e che permettono di far muovere la locomotiva sì avanti che all'indietro, e di produrre degli sforzi di Lrazione di intensità variabile a seconda dei bisogni. È già stato detto che, allorquando si apre il regolatore, il vapore che passa nel tubo di presa e di po i in uno dei tubi cli introduzione, · non entra diretLamente nel cilindro, ma si arresta nella camera di distribii.zùme a lui adiacente. Da questa, allorchè la valvola a cassetto che si muovo nel suo interno scopre una delle luci di introclibzione, il vapore penetra in una delle camere del cilindro, preme lo stantuffo e dopo, nella corsa inversa di questo, ripassando per lo stesso canale dal quale era entrato e girando nell'incavo inLerno della valvola, va per la luce centrale entro il tubo cli scarica. La valvola a cassetto scorre a tenuLa di vapore contro il piano delle luci, il quale chiamasi specchio della disfr,i buzione, e può e:;sere inclinato o parallelo all'asse del cilindro . Affine di non fare assorbire troppo lavoro dalla manovra della valvola, conviene che le sue dimensioni e la sua massima corsa siano quanto più è possibile piccole; ed aflìchè un piccolo spostamento della valvola smascheri una considerevole superficie d.elie luci, conviene dare a quesLe la forma cli un rettangolo molto allungato nel senso trasversale al cili ndro . La 'Valvola a cassetto, così chiamala perchè .ha la forma di un cassetto rovesciato, è generalmente cli bronzo o cli ghisa ecl è incastrata in una cornice in ferro; questa è fucinata d' un sol pezzo col gambo che la comanda e con un prolungamento cli esso, che attraversa dalla parte opposta la r.amera del vapore, affine di guidare la valvola da entrambe le parti . Tale prolungamento è specialmente necessario, quando lo specch io della distribuzione non è orizzçmtale
FERROVIA.RIO-!l!ILITARI
e che il rrambo deve ·sostenere una parte del peso della valvol a. Il gambo si ~ollega nel modo che vedremo alle sbarre di due eccen-trici fissati sull'albero motore. O~ni eccentrico o ptLle[J[Jia eccentrica consta di un di::ìCO circolare· assic:rato all'asse motore, per modo che il centro del disc~ non coin~· cida con quello dell'asse. La distanza che passa fra questi due centri, determina l' eccentrìcità. Qo-ni eccentrico è abbracciato cla un collare girevole attorno ad 0 esso ed al quale è attaccata la sbarra che d~ve _mu_overe la v~lvola di distribuzione . Tale sbarra si muove avanti e 1nd1eti:o precisamente· come se fossr. collegala ad una manovella dell'asse motore, lunga come l'eccentricità e diretta nel senso di CflLesta ('I). Valgono adimqiie ~u· La 'Valvola di distribu.=ione le considerazioni fatte circa la vana- ' bilitci clel moto dello stcintuffo nella trasm'issione con bi,ella e manooella ·1 il molo del cassetto è accelerato nella prima metà dell~ corsa e ritarda lo nella seconda metà; è lento in principio e !n fine~\corsa. rapido in mezzo; e gli sp!}zi perèorsi dal cassetto_m co1T1sponcleµza ai semigiri clell'eccent:ri ~ità rispeLti:amen_Le nei dt~e qu~dranLi posteriori e nei due antenon del suo circolo, so~o f1~ 1010·. tanto più eguali , quanto più lunga è la sbarra d'eccentmo ri spetto· all'eccenLricità. stessa. Gli eccentrici sono due per ogni cilindro: uno determina la corsa della locomo tiva in avanti, l'altro quella al l'indi eLro; v~ n~ son_o perciò quattro st1ll'albero _motore. Essi sono di ferro o d1 ghisa, d1~ . stinLi uno dall'altro, oppure accoppiati due a due, e vengono fìssat 1 . all'asse mediante una chiavella che impedisce loro di girare. Nel caso cli clistribuzioneinlerna gli eccentrici sono fissali al corpo dell'asse motore; nella distribuzione esterna essi sono il ~iù delle volte collo·cati ·compleLamenLe all'infuori, sopra il perno d1 una contromanovella in prosecuzione dell'asse motore. Nelle m·,cchinc si impiega uu eccentrico invece di una ma~ovella, quando la ln~1 1 gl!e!.z;i cli qtt~sta. ò molto piccola e no~ s~rclibc possi bile cli art:c0Ja1:no h~ero~ente ~ bottone O e nando si mole evitare il piegamen to a gomito doli alb~10 cm .de,c mn~. ·tari :__ L} arandozza del disco abbracciato dal collare consenlo d• sopprtmore qua~• · . con 'C"UC molla dolcezza nolla tra• ~ s· .. 0 • comp letamente ogni gwoco fra 1e parti, e1a1 e1ie s ": '. • '"' . . a·1 smissione del moto. D',lltrn par te verò tale grandezza e causa clt m,1.,c: 1~re lhspcr 1 1e · d t·1 l'imp·eao dc"li eccentr1c1 se non ne · e mento di forza per attrito, 11 che non ren e u I e • 1 o trasmi,sioni lii piccoli sfoni.
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Se le sbarre degli. eccentrici c0mnndàno direuamenle il gambo del cassetto, lo specchio della distribuzione deve essere inclinato al cilindro, poichè tanto la linea d'oscillazione della valvola, quanto l'asse dei cilindri devono convergere all'asse motore; se invece la distribuzione è indiretta, ossia fra le sbarre d'eccentrico e _il gambo ,della valvo_la si interpone una piccola leva a bilanciere, lo specchio può farsi parallelo al cilindro. Distribuzione senza espansione. - Esaminiamo quali sieno le · -condizioni cui deve soddisfare la val vola a cassetto, affinchè per iutta la corsa _degli stantuffi, questi siano premuti da una parte dal vapore proveniente dalla caldaia, mentre dall'altra fuo-ae il vano pore che ha lavorato nella corsa precedente. Noi supporremo sempre che i cilindri siano collocati· sul davanti della locomotiva e, avuto riguardo a ciò, chiameremo corsa diretta, quella dello stantuffo che si allontana dall'albero motore, e corsa retrograda quella verso l'albero motore. Per tutta la corsa diretta la valvola deve scoprire in tutto o in part~ la luce A e copri re quella B (fig 20 inf. ): deve adunque tro. ·vars1spostata verso destra; per tutta la corsa retrograda invece, essa .E )lf
~ ~ ~ - - --------- -······ .M
Fig. 20'
,dovrà trovarsi spostata poco o molto verso sinistra: bisogna quindi che ·al principiò d'ogni corsa il suo mezzo coincida col mezzo dello .specchio di distrihuzione ed essa chiuda entrambe le luci.; in altre parole, il cassetto deve essere a metà della corsa quando lo stantuffo ,è in fine della sua (fig. .20 sup,)
FERROVIAlllO - .\IILITAlll
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Affinchè poi, appena si inizia la cor.sa, le due luci possano aprirsi subito una all'esterno e l'altra all'interno del cassetto, lo spessore delle pétreti alla base di questo dovrà essere esattamente eguale alla larghezza delle luci; ed affinchè queste possano aprirsi interamente, la corsa della valvola dovrà essere almeno eguale a due volte la larghezza delle luci di introduzione, il che equivale a dire che la lunghezza del!'eccentricità dovril essere almeno eguale alla_larghezza delle luci stessé, perchè la corsa del cassetto è sempre eguale al doppio dell'ec centricità. Perchè il cassetto sia a metà corsa quando lo stantuffo è in fine della sua, occorre che la direzione dell'eccentricità faccia un angolo retto colla linea di oscillazione della valvola, quando la manovella motrice è ad uno dei punti moni, Epperciò, se lo spe·cchio di di stribuzione è parallelo all'asse del ci lindro, la direzione dell'eccentricità deve fare un angolo retto colla manovella motrice; se lo specchio è inclinato all'a~se del cilindro di un·angolo cx, l'eccentricità e la manovella motrice dovranno essere fissate acl angolo di 90° ± cx . fra loro, secondo il senso dell'inclinazione. Quando si verifichino le snaccennate condizioni, al principio di ogni corsa dello stantuffo il cassetto chiude tutte e due le luci e non ;ri può quindi essere nè ammissione, nè scarica di vapore; ma la velocità. della valvola ha il suom;is~imo valore, mentrela velocità dello stantu{Io è ancora i(lsignificante, epperciò le luci vengono smascherate sufficientemente prima che lo stantuffo abbia percorso una notevole frazione di corsa, Trovandosi la manovella Mal punto morto pos teriore,come è rappresentato nella figura .20 superiore, lo stantuffo non può che avanzare ed il cassetto deve perciò spostarsi in avanti per iscoprire la luce A, tanto se la ruota gira avanti come se gira all'indietro. Ciò posto, il cassetto, se la distribuzione è diretta, dovrà essere comandato dalla eccen tricità E quandq la ruota deve girare in avanti, e dall'eccentricità E, quando la ruota deve girare all'indietro; ossia il centro dell'eccentrico che comanda la distribuzione se questa è diretta, deve sempre precedere nella rotazione la manovella motrice. Quando però, invece che sul gambo della valvola, la sbarra d'eccentrico agisse sopra una leva, che a sua vulla al di là del fulcro 22 -
ANNO
xxx, ·vor...
1.
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FERR()Y IARIO-MILITAFl
movesse il gambo stesso , oss ia la distribuzione fosse indiretta, allora il centro del l'eccentrico dovrebbe evidentemente sempre seguire la manovella m:.itrice. Queste consideraz ioni fann o vedere che si potrebbe cambia1'e la distribuzi one e rovesciare la, rotazi one dell e ruote, anche usando un solo eccentrico; purchè si passasse da una distribuzi one diretta ad una indi rclla. i\Ia fino dai primordi delle fe rro vie fu preferi to l'uso di dne eccentrici oppos ti , come E ed E,. Le loro sbarre Lerminavano con una forcella rivolla all'insù e mollo aperta, en lro la quale poteva entrare apposito bollone del gambo della va lvola, ed il macch inista, sollevando con un tiran te la sbarra di uno o dell'allro eccentrico, faceva abbrnccinl'e il boLlone dr1l la rispeLLiva fo l'cella e co mandare la valvola dall 'eccentrico che voleva . La distri buzione orn descri tta (c1mtU.el'izza ta: 1° dalla fìs snzione degli eccentrici uno e:;nllamente opposto all'altro, colla linea dei loro centri dircltn perpendi colarmente alla liliea d'oscilla;,iour. del cassello nel momento in (:u i la manovella motrice è al punto morto; 2° dn ll 'nguaglianm dello spessore del cassetto co lla larghezzn. dell e luci) è a::;sai clifellosa, perché il vapore lavora sempre a piena 7Jtessione e non si utilizza la sua forza e.span siva. l i vapore si sca rica nell'atmosfera quando Ira anco ra· una pressio ne ed una temperalurn press'a poco ug11ali a quella che ha in calda ia, in vece di scaricarsi dopo essersi dil atalo in modo che la sua pressione rimanga solo di poco superiore a. quella esternn. - D'altra pa:'le in principio della corsa dell o stantulTo la conl.rop ressione che questo rirnnle dal ,•apore che si trova nel cilindro, è quasi eguale a quella del vapore entrante; epperciò il lavo ro util e per un ccr'lo tratto é quasi nullo. Questo fallo è aggraraLo dal non essere la va lvola an cora arrivata a meta. corsa quando l'cccenlrici1 à è pi ù alla, e ciò sia in causa dell' inclinaz ione della sbarra di comaI)do, analogamente a quanto fu già osservalo por lo stantuffo rispetto alla manovella motrice, sia per il giuoco nelle diverse arLicolaJ.ioni. Cosicché effeLl ivamenle in principio di corsa, invece della scari ca del vapore da lla camer~t res istente, vi sarebbe ancora ammissione in questa camera in senso contrario al molo dello stantuffo . Questi inconven ien li indussero preslo a variare le condizioni della distrib uzio.ne, togli endole i due caralleri specioci '>Oprnindicati. 1
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Distribuzione con espansione fissa. - Considerando che il movimento si propaga dallo sLanLuffo all'albero motore e da qu~sto ,al cassetto, e che ogni rilasciamenLo nelle artico lazioni si traduce perciò in ritardo clel cassetto rispetto allo stanLuITo, è conveniente di spostare il primo, non solo in moclo che l'ammissione del vapore -cominci effettivamente al principio di ogni corsa, ma in modo che fa luce d'ammissione sia allora già scoperta d'una piccola quamit.à. Ciò co:;tiLuisce l'anticipazione all'amniissione. - Se il cassetto ha :alla base lo spessore preciso delle luci, lo spostamenLo ora accennato ha per effetto di anticipare lo scappamenLo in pari misura che l'ammissione; è invece conveniente, per diminuire rapidamente la contropressione sullo stantuffo, che la scarica del vapore si effettui fin dal principio della corsa attraverso larghe luci, il_che 1:ichiede u~o spostamento più considerevole rispello ulla, luce cli scanca. Ma s1c~ome una orande anticipazione all'ammissione sarebbe dannosa, ,poichè ve1';0 la fìne d'ogni corsa si introdurrebbe nel cilindro vapore a contro senso, così per conciliare una anticipazione grande calla scarica, con una piccola all'ammissione si dà al cassetto lo spo-stamento che richiede la prima e si munisce la sua base di spor~enze O ricoprimenti esterni, che diminuiscono lo smascheramento -della luce di introduzione. p. e: volendo che in principio cli corsa dell o slantuITo le luci -siano aperte di mm. 5 per l'ammissione e di mm. 25 per lo scap· pamento, si sposta l'asse del cassetto di .25 mm . rispetto al l'asse delle luci (e questo spostamento chiamasi auanzo lineare) e si muni.sce la base del cassetto di un ricoprimento esterno dello spessore ,di 20 mm. In aenerale dicendo a l'avanzo lineare, oc l'anticipazione all'ammissione, e p il ricoprimento esterno, si ha sempre: a = oc P. L'avanzo lineare si produce col fissare l'eccentrico sull'albero motore, non più in modo che il suo centro si trovi sulla perpendi1:ol~re alla linea di oscillazione del cassetlo, quando la manovella motrice .è al punto morto; ma che si trovi su di una retla facen leunangolo w <:on late perpendicolare. Questo angolo si chiamaauanzo angolare,ed · cè lo stesso tanto per l'eccenlt'ico della corsa avanti che per quello della corsa all'indietro, dovendo essi essere sempre simmetrici rispetto alla linea di oscillazione. - Se la.distribuzione è di retta, come ç'
,
+
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nella maggior parLe dei casi, l'angolo w è fallo per tutti e due gli eccentrici dalla p(lrle anteriore delta perpendicolare di cui sopra; se invece la distribuzione è indiretta l'angolo w èfallo dalla parte posteriore. Indicando con e la lunghezza dell'eccentricità, ossia la mezza corsa del casseLto, l'angolo w è determinalo con sufficiente approssimazione dalla relazione: a = e sen w . È facile vedere che l'anti cipazione all'ammissione risulta eguale ad a anche per la corsa retrograda dello stanLulio. Infatti il lembo estremo del ricoprimento anteriorn in principio della corsa diretta sorpassa la luce anteriore di e,; p; dopo una mezza rotazione, cioè in principio della corsa retrograda, il cassetto ha retrocesso in complesso di 2 a (poiché il centro ' : ~·~a.'41·~: __ ______ . ~ d'eccentri co è passalo da E in E11 : ,~ <z> fig. 2,1), epperciò il lembo estremo :/i: f del ricoprimento anteriore si troverà. al di qua del lembo della luce Fig. 21 di 2 a - (a+ 2 p) = e,; (1).
+·2
~.
La"iJ:f.,._ _ _ _ _ _.....
I
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11 ricoprimento esterno produce ad ogni corsa di stantuffo due fatti di somma importanza , che sono: 1° l'espansione del vapore nella camera motrice del cilindro; 2° la compressione nel la camera resistente. Ecco come ciò avviene: In principio della corsa dello stantuffo (per fissare le idee sia la corsa diretta quella che consideriamo) il cassetto ha già percorso la prima metà della sua corsa in avanti, più uno spazio eguale all'avanzo lineare a; ba cioè percorso lo spazio e+ a, ed essendo il pere orso totale pari a 2 e, gli rimane ancora a percorrere e - a prima di retrocedere: durante quest'ultimo percorso tulle e due le luci si aprono sempre più. Quando r eccenlricilà dopo essere giunta al suo 1
(!) ~ stra~a la svista del Coucho a questo proposito asserendo essò, cho (,•o!. JJl, pag. 328) potchè la retrocos.51one del cassetto dopo mezza rotazione è 2 e scn w = 2 a, nella corsa retrograda non vi può essere anticipazione all'ammissione pari ad cx. Le duo anticipazioni c!Tcbt.ivamente non sono del tuUo eguali e in pratica si ra un aggiustamento per rondcrle tali; ma ciò proviene da elio, per l'obbliquitit dello sbarre fa ret rocessione non è esattamente eguale a 9 a. '
punto morto, lo ha ollrepassalo dell'avanzo angolare w, facendo retrocedere il cassetto di e ( 1 - cos w), lo stantuffo giunge a metà corsa: quando il cassetto abbia in tutto retrocesso di e - a, si viene a trovare nelle stesse condizioni che all'inizio della corsa dello stantuffo, e le luci sono tuttora aperte; retrocedendo ancoradi a, chiude la luce di ammissione e ia tien chiusa per tutto un percorso eguale a p, dopo il quale il cassetto giunge a metit corsa. Per tutto il tempo cbe la luce di ammissione rimane chiusa, il vapore si espande, ossia si dilata premendo lo stantuffo per forza elastica propria, la cui intensi là. decresce in i·agione del maggior volume che lo stesso peso di vapore viene acquistando. · Giunto il cassetto a metà corsa, si chiude la luce anteriore che è rimasta aperta alta scarica fin o allora e sta per aprirsi alta scarica la luce posteriore; cosi, mentre finisce l'espansione, si inizia l'altro fatto della compressione del vapore che ancor~ rimane nell'ultima parLe del cilindro lunga r ( I - cos w). li cassetto frauanto devti ancora retrocedere di Lutlo t'avanzo angolare a= p a prima che lo stantuffo arri vi al punto morto. Appena esso oltrepassa il mezzo della sua corsa, la luce posteriore si apre alla scarica: è l'anticipa· zione alla scarica che comincia; la luce anteriore rimane chiusa per tutto un percorso p, durante il quale la compressione aumenta .sempre: e dopo comincia ad aprirsi all'ammissione quando il cassetto deve ancora percorrere lo spazio a. Durante queslo piccolo percorso il vapore enLra a conlrosenso dello slantufio, unendosi a quello che è stato compresso, finché la pressione non abbia raggiunto la pressione del vapore della cassetta; poi spinto dallo stantu!To ritorna. in cassetta, lasciando solo oc1~upato lo spazio nocivo. Nella distribuzione ora accennala abbiamo adunque anim.issione ed espansione del vapore nella camera motrice, durante il tempo che vi è scarica del vapore dalla camera resistente; ecl anticipazione alla scarica dalla prima, mentre vi è compressione e anticipazione all'i11,troduzione nella seconda. I periodi di espansione e di compressione si succedono e si effettuano durante un eguale percorso del cas:;etto al di qua e al di là. della sua posizione media, epperciò in corri spondenza di un eguale angolo di rotazione dell'albero motore, ossia in tempi eguali. Ma a tali periocli corrispondono due percorsi molto differenti dello stan1
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FERROV IAR l O-Ml LITARI
tuffo, perchè durante l'espansione esso ba una vel ocità molto pni grande cbe non durante la compressione, la quale aniene verso il fine della corsa: esso percorre adunque meno spazio durante il periodo di compressione, che non durante quello precedente di espansione (,1). Aumentando il ricoprimenlo esterno senza aumentare l'eccen tricità, aumenta il periodo di espansione ed aumenta, ma in misurn più piccola, il periodo di compressione: si utilizzaadunque meglio, il vapore, tanto più che il lavoro di compres-,ione è restituito in gran parte nella successiva corsa. Era quindi naturale che si pensasse, come si fece nei primordi dell e ferroYie, ad utilizzare largamente la proprietà elci ricoprimento esterno. - Siccome però aumentando questo cresce conseguentemen te l'avanzo lineare (poichè a= p a) e quindi si aumenta di troppo l'anticipaz ione alla scarica con dànno della buona utilizzazione del vapore, si applicò ai· piedi della valvola e internamente ad essa un ricopr·imento interno, il quale r iduceva tale anticipazione fino· alla misura voluta. Il ricoprimento in terno però reca altre conseguenze, oltre a quella, di diminuire l'anticipazione alla scarica. Esso infatti, da un lato prolunga il periodo di espansione, che invece di cessare quando il
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rt) Se indichiamo con Po l'angolo di rotazione dell'albero motore corri,n•ondente al percorso P <lei cassetto e con e<• quello corrisponden te al percorso r,., è r,~cile vedere sul cn·colo deU'eccentl'icità che tali angoli sono determinati dalle relazioni: ·
p = e sen p, ecl
e<
= e scn (p
0
+ 0'.0 )
p.
-
Ora la manovella motri.ce, qnarido l'espansione comincia, dista dalla posizione del punto, n1orLo. di un angolo pa n a P• + p. + e<0 • li percorso dello sta ntulTo duran te la espan sione e aduncr ue, trasc.uranclo ·J'obhl igni tit della biella,
r { cos (p 0 t·
! scn
+ e<
(2 Po
0) -
cos (2 Po +
e<0)
I se 2 Po +
+ "' - 90°) + cos (p0 + aol
"'• ( 900, e:
f· se 2 p + a• ;r 90°. 0
li pel'corso durante Ja compressione è:
,. ! cos "'• -
cos (p.
+ O'..) l
riman.~ndo come percorso d' anticipaziof!e all'ammissione ·,- (i - :1 cos r,.0). Sottrnendo dalla corsa totale 21·, Ja somma dei percorsi sott.o espansione, sotto compress10ne e sott.o controammissione, si ottiene il percorso cli ammissione o di introduz10ne del vapore.
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cassetto arriva a melà corsa, segui la ancora -per un percorso egual e al ricoprimenLo interno ; e dall'altro all unga il periodo di compressione, che com incia altreLLanLo prima. In alt.re parole, quando non v'è ricoprimeulo in Lerno, la compressione comincia esaua_mente al momento che fìnisce l'espansione nell'altra camera del cJimdro; col ricoprimento interno i due periodi si sovrappongono ver la durala di un percorso del cassetto pari ad esso. Un c, rande ri cop rimento esLerno ad1rnq ue, porla di conseguenza un ric;primenlo inLerno, e luLLi e due concorrono aclirni_nuire ~l.?e" riodo di int.l'odu1.ione del vapore, aumen tando l'espansione. (.;10 è favorevole ad un economico impiego del vapore; ma, riducend~ I~ pressione media entro ai cili ndri, non rende P?~sibili che sfo1:z'. cl: trazione di lim itata. enLilà, & quindi non si concili a colla necessi ta d1 un lavol'o molto variabi le dell a locomotiva a seconda clella vari abiti'.à del profilo della via, nè colle esigenze dei rrequenti inc~mmin~mentr. BisoO'na infatti che nell'incamminare un treno e nel l'1morchiarlo sn tl'atti a forte pendenza, la locomotiva possa eserci tare ~n g1:an~e sforzo di trazione; epperciò bisogna che il vapore possa 111 tali circosLanze lavorare a piena pressione per quasi tulLa. la co l's11,· dello stantuITo, lavo rando invece con ammissioni mo.lto l'idotte quando il treno corre nei tratti facili. In altri termini una grande esponsione è utile nelle locomotive, ma a. condizione di essere facoltativa e non fissa . Ben presto pel'Lanto si abbandonò il sistema d~i ~nu1~i ri co.p~·imenti esterni e per conseguenza anche quell o dei r1copl'1m_enL1_1~·11i , lenclenti a cone(YO'ere nna ca.ttiva conseguenza dei pruni . . te1 • · 00 Ol'a ai cassetti si dà un l'icoprimenlo inLerno di •I o di 2 mm., ma solo per impedi re che per il logoramento degli spigoli della valvola e del le luci, si possa sta b ilire una comun icazione fra. le due camere del cilindro quando il cassetto è nella sua posizione media; e si ottiene in altro modo un'espansione anche assa i grande pur serbando la facoltà di produrre, quando occone, un grande sforzo di trazione con amm issioni duranti dai 75 ai 90 centesimi della corsa de<rli slttnlurfì, secondo i LÌf)i di macch ine. (')
Distribii.zione con espansione va1 ·iabile. - È fi\cile vedere che se, mantenendo Ossi il ricopl'imento esterno p, e l'anticipazione al-
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l' ~m~issione C(, ossia l'avanzo lineare e angolare, si potesse di- . mmu,re la grandezza dell· .eccentricità e, il periodo di espansione, che dura quanto una rotazione Po del!' albero motore, sarebbe aumentato. Infaui l'angolo p essendo determinato dalla relazione , sen
Po=+,
0
aumenta col diminuire di e(").
;n pratica non si può allerare l'eccentricità delle puleggie fissate a!l alber.o motore, ma si può ottenere un risultato equ ivalente col ridurre m altro modo la corsa del cassetto. Si comprende infatti come diminuita l'ampiezza della corsa, il cassetto metterà più tempo a_percorrere Io_spazio del ricoprimento esterno e quindi l'espansione aumentera. . Da pr!nci~io,r~antenf:\ndo le sbarre dei due eccentrici indipendenti, s1 cerco d, realizzare la variazione facoltativa della corsa del 'èassetto coll'impiegare una distribuzione indiretta, nella quale con un . congegno speciale si poteva variare il rapporto fra i bracci della leva intermediaria frà la sbarra dell'eccentrico e il oambo del cassetto. l?ino dal 1843 però i costruttori inglesi Stephen:on e Gooch introdussero l'uso di collegare le estremità delle due sbarre deoli eccentrici gemelli con un pezzo rigido appropriato a guidare il ;ambo del cassetto ed a partecipargli il moto di va e vieni delle sbarre. Tale guida, cui si diede e si dà,sebbene poco propriamente, il nome d! settore, é foggiata in modo da essere abbracciata da una specie d1 staffa dell'asLa del cassetto (1 da abbracciare essa stessa un bottone di tale asta. In ogni caso la guida e lo scorritoio dell'asta del casseuo, comunque siano falli,. possono muoversi uno sull'altro, . ~I) A dimosLr~re l'inl1ucnza che ha la cor,a del cassetto sulla distribuzione valga t s:ollenle esempio. ;- Sia.no 600 mm. la corsa. del[o stantuffo, 20 mm. il l'icoprimen to e,Lorno P, 5 mm. l ant1c1pazwue all'amm issione '-", e sia la corsa del cassetto 100mm. Conseguono r 300 mm., e 50 mm. . Applicando le formole della nota precedente si trova: (l(Q 6', - p0 21.•; _ percorso dello stantulfo du1·ante l'anticipazione a.ll'ammissione mm. i,6 pal'i a o,0027 deUa corsa; - pcr~orso durante la compressione mm. 38,5, pari a o,OM dclh1. corsa.; r.ercorso d11rante 1-espansione mm. 83,5, pa.ri a 0,139 della cor:;a; - e quindi introduzione del vapore durante 0,78 dolla corsa. Se ora, lasciando invariati l.utti gli all,ri dati, riduciamo la corsa del cassetto a 60 ir,m. ossia e = 30, si. trova: (1.• :!8°; - Po= ~2°; - percorso dello stantuffo durante anticipazione all'ammissione mm. :14,i, pari a. 0,02i della corsa; - percorso durante compressione mm. t35,3, pari a 0,225 della corsa; - percorso dura.ntc espansione u~,4 mm., pari a0,351, della. corsa: - o quindi introduzione dura.nte 0,397 soltanto della. corsa.
=
=
=
=
=
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epperciò il cassetto può ricevere moto da uno qualunque dei p:mt.i del settore. - Questo oscilla sotto l'azione delle due sbarre d eccentrico, e le sue oscillazioni hanno sempre minore ampiezza quanto più dalle estremità si va verso il suo mezzo. Fra l'esLremità _comandata dall'eccentrico della col"sa in avanti ed il mezzo della guida, l'asla del cassetto riceve moto per ht marcia avanti, con ammissioni di vapore sempre più ridotte: lo stesso avviene ~er la m~1·ci~ indietro fra l'altra estremità ed il mezzo. Il punto d1 mezzo s1 chiama pnnto ·morto del settore: facendo oltrep~ss.a.r~ allo sco1:ritoio ~I punto morto si inverte la distribuzione e qumd1 1\ senso eh marcia della locomotiva. Se oli eccentrici fossero fissati all'albero senza avanzo angolare, il punro morto della guida non osc.illerebbe ecl il cassetto, quando lo scorritoio è in tal punto, resterebbe immobile: ma,a motivo dell'avanzo angolare il punto medio della guida si sposta sia avanti, che indietro cli una quanLità uguale all'avanzo lineare. La corsa del cassetto varia. adunque fra un Iimi te superiore pari a due volte l'eccentricità delle puleggie,corrispondeote alle estremità del settore; ed un limite inferiore cli due volte l'avanzo lineare, corrispondente al punto morto. In principio d'ogni corsa di stantuffo, il cassetto, qualunque sia il punto del seUore che.lo comanda, ~ sempre nella posizione cli anticipazione all'ammissione : sotto l'azione del p~nto morto il cassetto, retrocedenclo appena lo stant_nffo avanza, chmde presto ogni introduzione,epperciò in corrispondenza a~ punt~ morto l'ammissione è quasi nulla; non mai del tutto nulla, fmchè il regolatore è aperto .
I principali sistemi di distribuzione ad espansione variabile, e a cambiamento di marcia so1io tre, che qui si accenneranno sommariamente senza entrare a discutere i pregi ed i difetti di ognuno. Essi pl'endono nome dai costruttori che primi li usarono e sono i se0 uenli: 1'> 1° Distr·ibuzione col settore cli Stephenson. - Le due sbarre d'eccentrico sono collegate da una guida circolare di raggio eguale alle sbarre e volgente la concavità dalla parte dell'asse motore. Se, quando la manovella è al punto morto posteriore, ossia lo stantuffo é al principio della corsa diretLa, la parte superiore del settore è
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comandata dall'eccentrico della corsa avanti e la infer iore da quello dell a corsa indietro, la distribuzione si dice a sbar,re aperte; se invece l'eccentrico della marcia avanti comanda la parte inferiore della guida e l'eccentrico della marcia indietro, comanda la parte superiore, la distr:ibuzione dicesi a ~barre incrociate. Queste denominazioni non si riferiscono che alla posizione della manovella slata ora indicata; perchè r- evidente che tanto nell'una, che nell'altra disposizione, le sbarre vengono a trovarsi ora aperte, ora incrociate ad ogni giro di ruota. 11 carattere distintivo della distribuzione col settore di Stephenson è che la variazione di espansione e il rovesciamento della distribuzione, si oUengono elevando o abbassando il settore, mentre lo $C•)rTitoio dell'asta del cassetto rimane fermo. La fig. 22" 1
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parte superiore) da un tirante h coll~gato ad ~n~ _1e:7a ad angol~ L L, imperniata all'albero lìel camùiwnento clb direzw~i~ N_, che e fi·sso al telaio della macch ina. ll co 1~trappeso P, fa eq_mhbr10 delle parti della distribuzione sospese al tmrnte h; e 1asta ~1 comando_H, manovrata dal macchinista mediante una leva o media.nte una vite, serve a far girare la leva ad angolo L L, di _quel ta'.:to eh~ occorre per produrre la voluta n riazione di espansione o I mvers1one della distribuzione . .. , Com'è fac ile vedel'e, nello spostamento da una pos1z10ne ~li altr_a, le estremità del settore si muovono rispettivamente sulle clJ'conf~renze di ragoio S ed S1 aventi il loro èeutro ?el centro delle rispettive pul~:gie, epperciò al principio d'ogrn . _corsa ~elio. ~t~ntuffo lo scorritoio dell'asta del cassetto si trova prn a·rnnti O P111 111.dietro, secondo la posizione del settore; vale a .di1:e ~he_l'av~nzo ltneare del cassetto non è costante per tutti i grnd1 d1 d1stnbnz 1o~e. ~1 massimo avanzo corrisponde al punto morto del settore, se la cl_i~t.nbuzione è a sbarre aperte; corrisponde invece alle s~e estrenuta se le sbal're sono incl'ociate. La variazione dell'avanzo lmeare, essen~o costante il ricopr imen to esterno del cassetto, ricade tutta sull'anti cipazione all'ammissione .
I
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111>-::G---'' -
2° Distribiiz ione di Gooch. - In questa. la guida v_olge la concavi Là clalb parte del cil indro, è sospesa pel suo punto cli mezzo ad un tirante k (fig . 23') che oscilla attorno ad un punto fisso P, e
---l --------------,___f-----, II
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mostra la µi sposizione generale di Cut.to il meccanismo tfolla dis,tribuzione, che nel caso della figura è a sbarre ape1·te. In O è . J albero motore, E è l'eccentrico della marcia avanti, ed S è la sua sbarra; E1 ed S1 sono l'eccentrico e la sbarra della corsa in dietro. La guida G del settore scorre, abbassandosi od elevandosi ri spetto alla pos izione centrale segnata nella figura, abbracciando sempre il bottone del gambo s del casseLto. Il setlore è sosten uto nella sua pa1:te inferiore ( e può esserlo in vece nel mezzo o nell a
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la variazione di espansione e l'inversione della m~rcia si producono ,coll'alzare od abbassare, non il settore, ma un'asta l imperniata in un'estremità al gambo s del cassetto e portante all'altra estremità lo scorsoio. Se la guida è costruita di raggio eguale all'astaintermedia l l'a-vanzo lineare rimane evidentemente costante per qualunque grado .di espansione, ein ciò sta il principale vantaggio di questa distribuzione. La necessità dell'asta intermedia però obbliga, quando la distanza fra l'albero motore ed· il cilindro non .è molto grande, a tenere corte tanto l'asta che le sbarre d'eccentrico, il che rende di-fettosa la distribuzione per la troppo grande loro obliquità. È pertanto più usitata la distribuzione Stephenson. È chiaro che il settore di Gooch ammette anch'esso due dispo·sizioni delle sbarre, che possono essere aperte od incrociate. 3° Di.strib1izione di Allan. - In questa la guida è rettilinea, vi ,è l'asta intermedia come nella precedente, e le variazioni di espan·sione o il cambiamento di marcia si producono collo spostare in senso contrario tanto la guicla,che lo scorrito io dell'asta. Tale doppio movimento è dovuto a! fatto che la leva ad angolo imperniata all' albero del cambiamento cli distribuzione ha inferiormente due bracci fo senso opposto, ad uno dei quali è collegata la guida ed all'altro f asta intermedia: così sollevando uno si abbassa l'altro e viceversa. ·Questa distribuzione è meno usata delle due precedenti.
ilfanovrn della distribuz,ione. - H macchinista, qualunque sia il sistema di distribuzione applicato alla locomotiva, cambia direzione di movimento o grado cli espansione collo spingere piùavanti,o col tirare più indietro l'asta di comando H (figure 22 e 23), la quale -agisce sulla leva ad angolo L L. fissata all'albero del cambiamento di corsa, e questa .leva opel'a sul settore, o sullo scorsoio de.I set, tore, spostando uno rispetto all'altro. li macchinista tira o spinge 'l'asta di comando, o mediante una lena a mano, o mediante un mec·Canismo a vite. Per le locomotive è stata fino a pochi anni or sono, quasi esclusivamente usata la leva a mano. La disposizione più comune consisteva <in un braccio di leva imperniato presso la piattaforma della mac-
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china ed elevato al disopra di questa, il quale poteva essere fis-sato secondo diverse inclinazioni ad un arco graduato col mezzo una Jinauetta a molla penetrante in apposite tacche dell'arco. L'asta di com:ndo H era collegata a circa metà altezza del braccio di leva, e si spostava quindi r.on questa; ad ogni posizione della leva corrispondeva un determinato grado di espansione del vapore. . Siccome lo sforzo che richiede la manovra della leva è assai arande nelle macchine moderne a grandi cassetLi (stantechè per ispostare questi si deve vincere una resistenza d:attrito forti~sima ~ causa della grande pressione che Ii tiene aderenL1 allo specch 10) cosr il macchinista non sempre riusciva ad effettuare tale manovra senz<l avere prima chiuso il regolatore, oss ia tolta la pressione sul cas~etl~. Tale chiusura caaionava una perdi ta cli tempo che poteva r1uscw fatale, se, di fron~ ad imminente pericolo, fosse occorso invertire sol~ lecitamente la distribuzione,ossia dare il controvapore per arrestare il treno. D'altra parte, anche se il macchinista riusciva a spost~re la leva della quantità voluta, non sempre riusciv~ a fissar~a stab ilmente nella nuova posizione, e il braccio cli leva divenuto libero e:a richiamato con violenza verso la posizione estrema della corsa m avanti, con pericolo di ferire il macchinista. . . In ,,ista di tali inconvenienti, alla manovra a letJa SI è quasi dovunque sostituita, o si va sostituendo la manovra più ~ic.ura a v_ite. Una vite, sostenuta da apposito cavallett? sul quale e 1mrern1at~ alle estremità, porta un dado . a madrevite collegato coli ~sta d1 e,omando della distribuzione. Il macchinista, girando apposita ma· novella esterna al cavalletto cli sostegno, fa girare la vite; e la madrevite, non potendo girare, è costretla a scorrere e così Lira o spinge l'asta di com:mdo . Af~nchè il macchini~ta poss~ conos~e~·~ quale è la posizione che cornsponde al grado d1 espansione eh e~h vuol produrre, si . fissa al cavalletto unR striscia d'ottone _graduat~ tanto al di qua che al cli là della posizione della madrevi te comspondente al punto morto del settore.
Distribuz'Ìone a controvapo,re. - Esaminiamo ora che cosa avvi_ene quando il macchinista, mentre il treno corre, rovescia I~ distribuzione . - Lo stantuffo cessa di essere sollecitato al molel'cornsponden~e a quello della macchina ed incontra invece una resistenza contrana
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all'impulso che esso riceve dalle ruote; la velocità acquisita dal treno però non può, per effet.to della nuova resistenza, spegnersi subilo. epperciò il treno seguita ad avanzare; e neanche le ruote della Jocomoti va possono subito girare in senso contrario, e quindi seguitano a girare avanti per un tempo più o meno lungo , secondo i casi, Consideriamo la distribuzione durante questo momento in cui le ruote girano a controsenso della pressione del vapore sul lo stantuffo. - Sia questo al principio della sua corsa diretta allorché il macchinista sposta lo scorsoio da una estremità all'altra della guida a settore. Il cassetto (fig. 24,) si trova nella posizione di an ti ci pazione alI'ammìs. sione nella luce A ed ivi rimane dop,J lo spostamento dello scorsoio; ma inFig. 24a vece di muoversi nello stes,;o sens,i dello stantuffo, appena fatto lo spostamen to, il cassetto scorre all'indietro, chiudendo subito tale luce di ammissione. 1l poeo vapore entrato nella camera posteriore del cilindro, si espande finchè il cassetto abbia percorso un tratto uguale al ricoprimento esterno, aumentato di quello interno, se vi é; poi si apre la comunicazione dellét camera posteriore col tubo di scappamento. In questa camera la pressione del vapore, per effetto del suo continuo aumento di volume, é diventata minore di quella dell'atmosfera; epperciòl'aria ed i gas effluenti pel camino sono subito richiamati a ritroso dello scappamento nel cassètLo, e di qui entrano dentro aì cilindro fi no a che lo stantuffo arrivi in (ìn di corsa. Quando Io sLanlu[o retrocede, nella camera anteriore avvengono gli stessi fatti ora accennati; e nella camera posteriore i gas che la riempiono sono dapprima scaricali nell'atmosfera; poi la luce di scarica. si chiude durante un percorso del cassètto pari ai ricoprimenti, ed i gas sono compressi; poi la luce A si apre al l'ammissione, il vapore ddla caldaia si mescola coi gas e preme lo stantuffo a controsenso; ma questo, obb!igato a relrocedere per assecondare il moto delle ruote, caccia il vapore ed i gas in caldaia, spingendoli a ritroso entro il tuho cli presa. Pertanto nella camera del ci lindro (che nella distribuzione normale dicesi motrice e che ora chiameremo crescente) si ha : amniis-
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sione di vapore ed espansione, mentre nella camera diminuente si ha scarica dei gas per pressione dello stantuffo; poi si ha nella prima aspirazione dei gas del caniino, mentre nell'altrn avv~n?ono }a co1npressione di gas aspfrati nella corsa precedente, eppoi ) am,: missione a controvapore e la spinta clei gas nella camera e nei tubi di distri buzione e quindi in cald aia . Se lo scorsoio non è spinto all' estrerniLà del settore, ossia se ]a distribuzione non è a fondo di corsa, aumenta la clurat,1 dei periodi di espansione nell a cam~ra cr~sce~te ~ c~i co~pr~ssione in rnella diminuente, e ciò a scap1lo dei per1od1 d1 aspll'az1one nella ;rima, e di controvapore nella seconda. L'azione ritardatrice che risente lo stantuffo è quindi in r.omplesso meno intensa, perché è di minor durata lét contropressione del vapore di ammissione . L'aspira·z.ione dei gas del camino e· la loro introduzione forzata in caldaia presenta assai gravi inconvenienti. La temperatura loro, raramente inferiore ai 300° Ce spesso superiore ai500° C, scalda specialmente duranle il periodo di compressione, i cilindri, gli stantuffi ed i cassel.li, fino a bruciare i grassi lubrificatori e le guarniture . dei premi-stoppa; coi gas entrano nei cilindri ceneri, sci~ti!le e pezzetti di combustibile, che rigano dannosamente le paret.1 mterne e lo specchio della distribuzione; cacciati forzatamen~e in cal~~i~, i gas ne elevano rapidamente la pressione ed impediscono agli m1ettori di funzionare . L'inversione della distribuzione senza inversione della rotazione delle ruote, è stata sempre usata come un mezzo di più per fr~nare un treno dinanzi ad un pericolo imminente. Però come mezzo normale di arresto ali' arrivo nelle stazioni, e come mezzo di moderare la velocità di un treno in discesa, il controvapore non si impiegava a causa dei gravi inconvenienti stati enumerati . Nel 1865 si cominciò ad appl icare un ripiego che rese possibile l'uso del controvapore come freno ordinario: tale ripiego consiste nel creare nei tubi di scarica un'atmosfera esente da gas caldi, costituendola con vapor;e preso dalla · caldaia . Un rubinetto di presa a disposizione del macchinista, permette di mandare vapore (per un piccolo tubo che si biforca presso ai cil indri, andando a sboccare sotto le valvole all'oricrine clei tubi di scarica) entro ai 6asselti, e in tal modo durante !':spirazione si fa entrare vapore nel cilindl'o, invece 1
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che gas caldi. Si evitano così tutti i preaccennali inconvenienti, eccelt•) quello di un forte riscaldamento durante il periodo di compressione, per effetto della compressione stessa. - A questo si rimedia iniettando sotto ai cassetti, non solo vapore, ma anche acqua della caldaia nella proporzione necessaria per assorbire colla sua evapoiazione l'eccesso di calore dovuto alla compressione: l'iniezione di vapore crea un'atmosfera artificiale innocua, l'acqua fa da refrigerante. Anche l'acqua sola presa dalla caldaia, vaporizzandosi durante l'aspirazione,può bastare ad uno scopo ed all'altro.
golare, e sopratutto in quello di moderazione della velocità nelle discese, non si deve adunque mantenere ·la distribuzione al fondo di corsa, fino al punto da rovesciare la rotazione delle ruote; ma si deve mantenere nei cilindri una resistenza a controvapore sugli stantuffi, la quale si opponga al moto delle ruote, senza aver forza di vincere l'aderenza loro colle rotaie. La resistenza a controvapore risente aclunque la stessa limitazione dello sforzo di trazione: il suo valore massimo non può superare il massimo sforzo che è peqnesso alla macchina. Anzi, per maggiore sicurezza, nel computo dei;freni di un treno la resistenza a controvapore non si valuta ad 1/ 6 o ad 1/ 1 del peso aderente della locomotiva, come si fa per il massimo sforzo di trazione, ma si ritiene generalmente uguale a soltar_to 1/ 10 del peso aderente stesso. Al di sotto di questa resistenza massima si possono ottenere tutte le gradazioni di resistenza necessarie, a seconda delle pendenze, per moderare la velocità dei treni . L'uso clel freno a contro vapore è ora generale su tutte le reti, essendosi vinta la r ipugnanza cli alcuni ingegneri e dei macchinisti al suo.impiego normale, non già perchè presenti pericolo alcuno, ma perchè aumenta le allribuzioni e quindi la responsabilità del personale di macchina, e perchè può generare soverchiafiducia nei frenatori ordinari dei ·rei col i, rendendoli meno curanti dei segnali del macchinista. Questo freno ha il gran pregio ~i essere a completa disposizione del macchinista, di essere molto potente, e :di non logorare i cerchioni delle ruote, poichè, anche quando queste girano in senso contrario alla traslazione, si consumano uniformemente e non si faccetta.no come quando strisciano senza girare .
Freno a co1itrol/Japore. - L'inversione della distribuzione si usa da fermi per far camminare la locomotiva in senso contrario alla sua direzione (spinta di un treno all'indietro, tiro col tender in avanti); ma in questi r.asi il vapore agisce in modo normale e non a contro senso. - Si usa inoltre durante la corsa per riLardai·e od annullare del tutlo la velocità acquisita dal treno, il che può occorrere: 11° dinanzi ad un segnale d'arresto o ad un pericolo imminente lungo la via; 2° per la fermata del treno all'arrivo nelle stazioni, special-· mente se si tratta di treni celeri, pei quali importa che l'arresto sia pronto per non perdere soverehio tempo; 3° per rallentare la discesa sulle fòrti pendenze. In tutti questi casi vi è effettivamen te azione di controvapore. Se la distribuzione a controvapore si spinge a fondo di cors.a, epperciò si rende mollo forte la resistenza che risente lo stantuffo o.d assecondare il moto acquisito delle ruote, . la velocità di queste ben presto si spegne, etl esse sono obbligate a girare in senso contrario . Da questo momento cessa la distribuzione a controvapore e si ha distribuzione normale all'indietro. Il treno però, non essendo ancora vinta la grande forza viva che possiede, seguita ad avanzare, anche quando le ruote motrici ed accoppiate della locomotiva girano all'indietro, strìsci(J;ndo sulle rotaie. Questo slittamento delle ruote sulle rotaie avviene con velocità pari alla somma della loro velocità di rotazione con quella di traslazione del treno, e.questa grande r.eleri lò. di strisciamento diminuisce l'attrito fra cerchioni e rotaie,perchèla macchina saltella rimanendo ad istanti come sollevala dal binario; epperciò toglie efficacia alla resistenza che si vuole opporre al treno. Nel caso di fermata re·
Freni continni. - li macchinista dispone direttamente del freno a contro vapore della locomotiva e del freno ordinario a ceppi del più pesante dei veicoli del treno, del tender. Egli ha quindi in sua mano molla parte dei mezzi di fermata; ma, ~ssendo il solo che può apprezzare la necessità di. fermarsi più o meno prontamente, sarebbe conveniente che in caso di pericolo potesse disporre della totalità dei freni del treno, senza bisogno di intermediari, i quali possono essere o non a loro posto, o addormentali, o poco solleciti cli ubbidire ai suoi segnali. Ciò si può ottenere col ren- . 23 -
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dere possibile la manovra di tutti i freni d~i ~eicoli del treno ~er opera del macchinista mediante una trasmis_sione della forza mfrenatrice che, avendo origine nella locomollva, lo _percorra dalla testa alla coda. In ciò appunto consiste il freno continuo . Il poter mettere contemporaneamente in. azio~e tuLLi i freni de~ treno non solo fornisce un mezzo più energico d1 fermarlo davanti ' . un pericolo imminente, il che è cosa eccezionale; ma sopratutto, distribuendo la resistenza in modo uniforme da un capo all' altro del treno, dà modo di fermar!~ nei casi normali più prontamente e senza urti o strappi fra una parte e l'altra del treno. Così l'uso del freno continuo può risparmiare tempo nelle fermate danni al materiale e soverchie scosse ai viaggiatori: vantagg/ che, come si vede, sono spe~ialme~te se_nsi_bili pe~ i treni molto celeri ma assai meno importanti per I trem d1 velocità moderata. un' vantaggio assai grande per tutte le categorie .~i tr_eni e che compenserebbe esuberantemente della forte spesa d 1mp1ant? che richiede qualunque sistema di freni continui, sareb_be quello ~1 pe~mettere il risparmio dell'impiego assai oneroso dei frenaton ordinari; ma pur troppo tutli hanno l'inconveniente eh~ un ?uas_l-0 ~ella trasmissione inutilizza tutti o molla parte dei frem, ed e qumd1 necessario (almeno allo stato attuale della questione~ di mantenere in . previsione di tale circostanza gli ordinari frenat?n. . Una condizione che interessa la sicurezza dei trem sulle imee a forte pendenza, è che il freno continuo sia automati_c~; eh~, cioè, senza l'intervento di alcun agente clel treno esso entn m azwne pel solo fatto di qualche dissésto negli organi che lo compongono, e soprat.itto pel dimezzamento del treno. . . I sistemi di freni continui proposti e provati sono molti e diversi . , basati sull'impiego di una trasmissione meccanica, o .,idrauJica o pneumatica, o elettrica: il problema ha trovato una pm pratica' soluzione nella trasmissione pneumatica, sia che si impieghi . una condotta di aria compressa (sistemi Westinghouse, Henry, Steel), sia che, al contrario, entro la condotta si produca una rarefazione di aria (sistemi Smith, Hardy, Sander). I vantaggi speciali dell'imp~ego dell~ ~r~mis.sio_ni ad aria,. co_nsistono in questo che, per la grande elast1c1tà dell aria, la trasm1~s10ne riesce pronta, ma non violenta; e che l'azione da trasmettersi è fa-
dlmente graduabile a volontà e può quindi avere intensità diversa secondo i bisogni. Sulle ferrovie italiane si è cominciato in principio del 1883 ad -esperimentare i freni continui, applicando ad alcune locomotive, a dei bagagliai, ed a parecchie carrozze localizzate su determinale linee, le trasmissioni Westinghouse e Smith-Hardy.
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Il sistema di freno continuo e automatico Westinghouse si può sommariamente riassumere come segue: Sotto ad ogni veicolo munito di freno a ceppi si colloca.un cilindro ,chiuso ad un estremo e aperto all'altro, entro al quale può scorrere uno stantuffo che ha il gambo collegato alla leva principale del freno: lo stantuffo è mantenuto da una molla a spira contro l' eslremità ch iusa del cilindrò. Quando fra il fondo chiuso del cilindro e Io stantuffo si fa entrare dell'aria compressa, lo stantuffo è obbligato a spostarsi verso iI fondo aperto, facendo agi re le leve del freno in modo da spingere i ceppi contro i cerchioni delle ruote. Quando invece si lascia sfu ggire dal cilindro l'aria compressa, lo stantuffo ritorna, spinto dalla molla a spira , contro l'estremità chiusa ed i freni si aprono. · Accanto al cilindro del freno si colloca un piccolo serbatoio d'aria compressa. Una e-0ndotta longitudinale percp1:re tutto il treno e fa eapo sotto la locomotiva ad un serbatoio principale, nel quale si mantiene aria compressa col mezzo di una pompa ad aria collocata sul fianco della macchina e tenuta continuamente in azione dal macchinista. La condotta in circostanze normali, cioè quando i freni sono aperti, è in comunicazione e.o.i serbatoi secondari: i cilindri dei freni invece non comunicano in questo caso, hè col serbatoio, nè colla condotta. Ma se diminuisce la pressione nella condotta longitudinale, cessa per l'Ùzione di una tripla valvola aulomaLica la comunicazione del cilindro del freno coll'atmosfera e della condotta col serbatoio secondario, e si sta.bi! isce invece la comunicazione di questo col cilindro del freno. I freni quindi si ch iudono quando si lascia sfuggire l'aria compressa delfa condotta longitudinale, sia mediante un rubinetto collocato a portata del macchinista (modo normale), sia mediante rubinetti manovrabili dal conduttore e dai guarda-freni del treno (modo ecce1.ionale), sia infine quando si rompano gli at-
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tacchi fra veicolo e veicolo e quindi anche i tubi di accoppiamento, della condotta longitud inale (modo automatico) . · Sollo la locomotiva oltre al serbatoio principale, ve ne sono due di secondari e vi sono pure i rispettivi cilindri dei freni. - n, rubineùo di comando manovrato dal macchinista può prendere tre· posizioni diverse, che sono: 1° La posizione di carica, in cui il seJ~batoio principale fornisce aria compressa alla condotta e ai serbatoi secondari, alla stessa pressione di 5 a 6 atmosfere, che vi è nel serbatoio principale; 2° La posizione normale o di marcia, nella quale, il serbatoio principalè manda ancora alla condotta aria compressa,. . rna a pressione minore di nn'atmosfera di quella ,:he vi è in esso; .3° La posi.zione cli scarica, nella quale il serbatoio principale non, manda più aria compressa alla c:ondotta e questa invece è messa lni comunicazione coll'atmosfera. A questa posizione corrisponde ]a, chiusura dei freni; le posizioni intermedie alla 2a ed alla 3~ sono, posizioni graduatorie per chiudere solo moderatamente i freni e per diminuire la velocità del treno nei rallentamenti e nelle discese_ Il sistema Westinghouse risponde come si vede ai principali bisognii cui deve soddisfare un freno continuo; esso però è assai costoso richiedendo pel suo impianto circa lire 3300 per la locomotiva e, tender, e.lire 800 per Ògni carrozza.Inoltre è un po' troppo delicato in diversi organi, quali le unioni a tenuta d'aria compressa, e le valvole autoniatiche, nelle quali basta talvolta che penetri un po' di poi vere per renderle inattive. Il sistema di freno continuo Smith-Hardy consiste in ques.to; Sotto ad ogni veicolo a freno si pone un cilindro chiuso di ghisa, Ulir fondo del quale é collegato alle pai:eLi con un sacco di cuoio, in modo che può spostarsi fino presso il fondo, opposto, ed è collegato esiernamente per mezzo di un tirante alla leva principale del freno. Facendo il vuoto nel cilindrn, la pressione dell'aria esterna spinge indentro il fondo mobile, il quale tirando !'estremi Là della leva, fa girare l'albero del freno e serra i ceppi. Permettendo all'aria di rientrare nel cilindro, cessa la pressione esterna che serra va i ceppi ed i freni non agiscono più. Tutti i cilindri dei fren i delle carrozze sono collegati media,nte una tubulatura longitudinale al treno; . un'altra tubulaLura coHegn,
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i cilindri del tender e della locomotiva ed entrambe mettono capo ad an eiettore posto sulla locomotiva. È questo un apparecchio entro ,al quale un getto di vapore della caldaia può aspirare l'aria delle
tubulatu re ·e dei cilindri, producendovi una rarefazione in modo .analogo a quanto avviene nella camera del fumo -eer l'azione del vapore di scappamento entro al camino. Si fa una condotla sepaa.ta per la locomotiva e tender, affinché i freni di questi agiscano prontamente e non rimangano inutilizzali quando anche si guastasse Ila tubulalura degli altri ,,eicoli. .Il macch inista quando vuole s·errare i freni, manda vapore alll"eiettore aprendo un rubinetto di presa. Se la fermata dev'essere iimmediata apre il rubinetto in modo completo, se invece vuole solo nJ.lentare o moderare la velocitit nelle discese, ap re il rubinelto a poco a poco, di quel tanto che bas.ta a produrre una moderala rareiazione d'aria nella condotta. Il freno a vuoto è applicalo in modo da non impedire l'uso del freno a mano, anche quando la tubulatura longitudinale non è guasta. &S-O è mollo se:mplice, non consuma vaporechequando i freni agisoono ed è assai meno costoso di quello ad aria compressa; ma non ,è automatico.
Del tender. Il tender appartiene per la sua costruzione alla categoria del maderiale da trasporto; ma avuto riguardo alla sua destinazione, deve 4:Ònsiderarsi come parte necessaria, sebbene accessoria, della locomotiva. Esso infatti è il suo carro discorta clesLinato a portare l'acqua ~ il carbone per la sua alimentazione, le materiè grasse per l'uniimento della nrn~china, gli utensili per la condotta del fuoco, i piccoli attrezzi (chiavi da viti, martelli, tenaglie, e~c.,)yer la cura -deUa macchina, e i grandi allrezzi (leve a mano, martmett1, ecc.,) per ~ollevare,occorrendo, una parte della locomotiva, rimettere nel bi/Ilario un veicolo svialo, ecc. II tender, come 1.uLti i veicoli consta cli assi montali, telaio e cassa. Gli assi sono due o tre a seconda del peso totale del veicolo, il 41uale sorpassa qualche volta le 215 tonnellate.
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Il telaio è cosLituito da due robusti cosciali in lamiera, spesso doppi; da due traverse di Lesta una delle quali è spesso foggiata a cassa metallica per ricevere gli organi di trazione e di repulsione fra esso e la IocomoLiva, e da un reticolato di traverse intermedie ·e di sbarre longitudinali di collegamento. Il telaio dev'essere assai robusto per poter trasmellere al treno senza deformarsi, gl i sforzi di Lrazione o di· spinta della locomotiva. La cassa consta di un recipienLe per l'acqua in lamiera di ferro allo m. 0,80 - ·1 ,20, formato a guisa di ferro di cavallo, con una parte parallel~pipeda posteriormente e due branche laterali protendentesi a vanti verso la lo~omoti va; fra queste branche vien collocata la provvi,;t.a di carbone che rimane in tal modo a portata di pàla ·del macchinista. La capacità della cassa d'acqua viene proporzio,nata al mas:;imo consumo orario della locomotiva ed alla distanza fra le stazioni di rifornimento. Si costru·iscono ora dei tenders con capaciLà perfino di 10-1 2 m. c. d'acqua: sulle ferrovie italiane predominano le capacità di 7 e di 9 m. c. Siccome l'acqua, per le scosse che -il tender risente durante ib viaggio , è soggetta a forti oscillazi oni che possono sconnettere la cassa, cosi questa si rende più rigida col munirla di tirant_i interni. L'introduzione dell'acqua si fa ordinariamente da un'apertura posta sul mezzo del recipiente trasversale posteriore e sopraelevata sul coperchio della cassa. Al disotto della bocca tl'introduzione dell'acqua si colloca una cuffia di fil di ferro galvanizzato, la quale fa da filtro, impedendo èhe nel tender entrino sasselli, paglie, fo glie, ecc ., che potrebbero guastare o rendere meno .aLtivi gl i apparecchi di alimentazione. A questi si manda l'acqua dai due recipienti laterali coll'aprire un rubinetto di presa alto 5 cent. sul fondo del tender, affinché- i sedimenti fangosi che possono fermarsi nella cassa non passino in caldaia. Ogni tender è munito di un freno a ceppi, operante su tutte le sue ruote. Nella parte posteriore del telaio il tender porta, come la locomotiva sul davanti, due cacciapietre pel caso che la macchina cammini col tender in testa. Trattando degli organi di attacco della locomotiva, abbiamo visto. che la cassa di trazione racch iudente la molla di trazione e di re-
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pulsione può essere o nel tender, o nella locomotiva. ~n q.uesl? ~e: condo caso la traversa anteriore del tender porta la pias~t a. di _1 e. pulsjone, contro la quale_ pog~iano i r_es~ir~tori, e porta , pmoh dt fissàzion e delle sbarre dt trazione e di s1cu1 ezza. . . . La traversa posteriore del tender è munita degli stessi or~am d~ trazior.e e di repulsione che hanno i veicoli da trasporto, coi quali deve unirsi. . . . . . I piccoli attrezzi sono portati in casse~L~ soprastanll a,. rec1p1ent1 laterali ed i arandi attrezzi sono collocati in una cassetta t etrostante al reci~iente ~osteriore; gli utensili ordinari per la pre_sa .del combustibile e la sistemazione del fuoco, stanno nello spaz10 interposto alle due branche laterali. . Il pavimento del tender è alla stessa a~tez~a d~lla p.w.ttaforma della macchina, e l'intervallo fra i due ve1coh è ncoper Lo da una ribalta, che rende sicuro il passaggio da uno all'altro . (Co n,tinua) Ing. L. Cmm-VEccm
. .
Maggiore nel 1° regg . bersaglieri.
RIVISTA ESTEfiA
RIVISTA ESTERA·
REGOLAMENTO SUL SERVIZIO DELLE TAPPE PEn L' ESEnOITO FnAJ.WOESE
I. Un d_ecreto, in data del 7 luglio ultimo scorso, del presidente della repubblica francese, volendo meglio ordinare i servizi di retrolinea dell'esercito in campagna, univa sotto un'unica direzione il servizio ferroviario e quello delle tappe, creando una direzione generale delle f~rmv~e e ~elle . t~ppe. A sua volta, e in conseguenza del decreto presidenziale, il ministero della guerra, in data del 2,1 del successivo agosto, pubblicava il regolamento concernente in special modo l'organizza~ione e il funzionamento del servizio delle tappe. Crediamo far cosa gradita ai lettori della Rivista Militare, di esa~i~ar_e con qualche diffusione e nelle sue più caratteristiche dispos1z_ion1 ques~o regolamento, così per la sua intrinseca impor.tanza, come pe1. ~0!1~ront1 che porge occasione di stabilire con le analoghe prescrizioni del nostro regolamento di servizio in guerra. P~r ciò fare pe_rò, e per apprezzare rettamente la ragione e l'economia gene:ale . d1 quel regolamento, gioverà rammentare che, per quella spe~ie d1 stratificazione dei molti regolamenti i quali dal 1870 sono andati sovrapponendosi nella rifatta organizzazione militare francese, n'era risultata, nella prestabilita formazione di guerra, la mancanza di autorità le quali, riunendo la suprema direzione di tutti i servizi logistico-:imministrativi presso le armate e. a fianco del comandante in capo dell'esercito in guerra, permettessero a questo ed ai comandanti delle unità strategiche di consacrare tutta la loro attività alla direzione delle operazioni militari, senza _essere assorbiti dalle gior-
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naliere preoccupazioni ~i provvedere le truppe di quanto giornalmente consumano, e di spogliarle di quanto ad esse si rende inutile e fa inoombro alla libertà dei loro movimenti. l'>Come la direzione di ogni speciale servizio doveva far capo direttamente al comando dell'unità di guerra alla quale era assegnata, senza l'intermediario di alcuna speciale autorità che prima ne coordinasse gli sforzi e ne regolasse l'andamento complessivo se~ondo le intenzioni del comando stesso, così ogni servizio s'era fabbricato un reoolamento speciale, senza che alcuna disposizione d'indole generale net> regolasse i reciproci rapporti e li mettesse in armonia attor~o ad un piano complessivo . Nacquero in tal modo il regolamento pe1 trasporti militari in ferrovia, quello pel ser~i~io del1~ ta_rpe, quello pel servizio d'intendenza (1), quello pel serv1z10 san1tar10 e tant~ alt:e prescrizioni di norme particolari di ciascun servizio. « Era. p~ro evidente, così si esprime il generale Fay ,r presidente della comm1ss~o~e. per l'oroanizzazione dei servizi di retrolinea, nel suo rapporto al mm1stro dell~ guerra, che tutto questo importante lavoro mancava _di direzione ed era necessario di dHe all'organizzazione una base solida, permettendo a ciascun servizio di stabilire il suo speciale regolamento senza compromettere l'insieme ». . . . Fu dunque intt:nto del cit'1tO decreto presidenziale del 7 Iugl10 ·188~ di riunire sotto un'unica e speciale autorità tutti i servizi di retro linea, quelli cioè non direttamente impiegati presso i corpi ~·a_rmata, com~ pure di fissare una base sulla quale potessero fondarsi 1 regolamenti speciali a ciascun servizio. Ciò posto passiamo senz'altro ad esaminare il nuovo reg~lame~t~ sul servizio delle tappe, il quale è il primo dei regolamenti speciali nato sulla base stabilita, ed è anche il più importante come quello che ha le maggiori relazioni con tutti gli altri. . . . .. . Il servizio delle tappe è organizzato per armate. D11Tensce rn c10 dal servizio ferroviario che è accentrato, ed attuato per l'organo della direzione delle ferrov'ie di campagna. o della delegazione della con'l!m1:ssione superiore all'esM·cito, secondo che le sezioni di reti ferroviarie (!) Veramente dovremmo tradurre, servizio di commissariato•,_ p~rchè, ~01~e og_nuno sa, presso l'esercito francese il servizio d'intendenza ha ~er m1ss1?ne dt nformre I~ truppe di vettovaglie di denaro, di vestiario ed_ oggo!t• ~1 eqmpaggiame'.1to _e d1 materiale sanitario di moclo che, salvo quest'ultimo compito e la particolare ingerenza che i funzioO:-iri d'intendenza hanno nell'amministrazione dei co~pi,u1~ita alla facoltà di verificarne le contabilità., il servizio stesso corrisponde quasi 1dent1camente a. ciò che nel nostro esercito chiamasi servizio di commissariato.
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sono esercitate dalle sezioni tecniche d'operai ferrovwri e da ferrovieri del genio, oppure esercitate coi mezzi ordinari delle società ferroviàrie. Il servizio delle tappe comprende quelli fra i servizi di retrolinea la cui esecuzione non incombe direttamente al servizio ferroviario. Il suo oggetto generale consiste nell'assicurare i trasporti per via ordinaria e per acqua, e nell'util izzare le risorse alle spalle dell'esercito. Esso perciò: •I O Regola sulle strade ordinarie e sulle vie d'acqua i trasporti e i rifornimenti desti nati all'esercito; 2° Assicura, nelle stesse condizioni, i trasporti del personale e dol materiale che devono essere riportati indietro; 3° ::lfantiene, ristabilisce, crea e, occorrendo, distru<me le strade ordinarie, le vie d'acqua, le linee pogtali, le linee telear:fiche situato· dietro l'esercito; ne assicura la guardia e la difesa, nolio stesso tempo che guarda e difende la rete ferroviaria; i 0 Provvede al ricovero, all'ali mentazione e al servizio sanitario delle truppe e dei distaccamenti che soggiornano nella regione delle retrolinee o che l'auraversano; 5° Conserva in buono stato e rinnova le derrate e i m:iteriali tutti del territorio nazionale o requisiti sul posto; 6° Crea ed utilizza gli stabili menti posti sulla zona di retrolinea e li amministra; 7° Ripartisce le truppe di tappe. ne determina l'impiego e prende· tutte le misure necessarie per mantenere l'ordine e la polizia dietro l'esercito; 8° È incaricato, infine, d'amministrare il territorio nemico occupato, finchè l'estensione di tale servizio o le condizioni del momento non esigano la creazione:: di comandi territoriali particola1·i. Per meglio distinguere il servizio delle tappe da quello ferrov iario, e nello stesso tempo mostrarne gl'intimi legami, il regolamento fa notare come le linee di tappa ~i confondono cou le ferrovie che il servizio delle_ tappe prolunga stabi lendo delle stracle ord'inarie di tappa, le qua li legano le armate con le o:tazioni fin:ili ferroviarie. Ciò non toglie però che queste strade possono talvolta essere stabilite paralellamente alle linee ferroviarie per raddoppiarle e per servire allo saombro dei malati o feriti, al trasporto dei prigionieri, ecc.; e possono a~cbe essere· stabil~te trasversalmente per servire ai corpi di 2• linea, ai corpi di assed10, alle truppe d'occupazione del territorio conquiso, ecc. · Il regolamento stesso, per dare uno schizzo preliminare del fun-· zionamento dell'intero servizio, si esprime così:
ESTERA
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« In ciascun corpo d'armata all'interno è fi ~sata una stazione fe:ro:viaria detta stazione punto di partenza di tappe, sulla quale si d1riaon~, in principio, i trasporti di· personale, di materiale e di app;ov1•igiouarnenti provenienti dalla circoscrizione de! co:po d'a~n:iata ~ · destinati all'armata o provenienti dall'armata e destrnat1 a stabil1ment1 depositi della regione. Da questa stazione, _eh~ costitui~r.e un ~-ego~ 0 latore dei movimenti per ferrovia, i trasporti di personali sono direu~ alla loro destinazio ne, i trasporti d; materiali e di approvvigionamenti alle stazioni-magazzini (1) . . . . « Le stazioni-magazzini m~ntre servono a tenere ravv1c1nat1 a~ teatro di guerra gli approvvigionamenti d'ogni specie, permettono d1. regolare gl'invii degli approvvigionamenti stessi verso l'armata, o 11 loro ritorno all'interno. « Il ministro della i:ruerra designa, prima dell'entrata in campagna, ~ ., f . i posti per le stazioni-magazzini. co.me anche l'_armat~ o_ la . razione d'armata che ognuna di esse è destmata a servire. L t~b1caz1one e la asseanazione delle stazioni-magazzini possono essere .mod1Jìcate durante o . il corso delle operazioni militari. Queste stesse stazt0n1 possono a:ere, come dipendenza, troni detti even tualmente mobili (en-cas mobiles) , che costituiscono dei veri magazzini su ruote. . « All'inizio della guerra, il ministro, d'accordo col comandante lil capo dell'esercito, determina pel servizio dell~ ~errovie e . P~'.· qu~llo delle tappe una base d' operazione la quale delimita sul temt?110 naz10nale due zone distinte. L'una, situata in qua della base, dipende dal ministro della guerra: tutti i trasporti vi sono assicurati c~all~ socie~à ferroviarie sotto la direzione e la responsabilità della commissione m~litare superiore. L'altra, situata al di là_ della ba~e ~·oper:izi?n~, ~1pende dal comandante in ca po clell'eserc1to e cost1tu1sce I~ gmr1sd1-:zione della direz'ione venerale delle ferrovie e delle t.appe: 1 trasporti '
(I) Secondo il regolamento tedeoco, fra le stazioni orì!Jini di tapp~. nella rcgion~ d! ogni corpo d'armata territoriale, o lo stazioni di transito, sono stabilile dcli~ staziom di a,.~semln-am.ento dovo fanno capo tutti i trasporti diretti ad una stessa linea d'armata, "i si ronnai{o i trrJni ·m agazzini viveri ed approvvigionamenti _e vi ~i s.ta~iliscono i comandi di U•ica appena compiuta la radunata: è detto che ta:lt staz1om d assembramento funzionano come regolatori dol movimento, e si capisce corno nel ratto possano disimpe"narc t.alo funzione quando si sa che tutti i trasporti provenienti ~al~ l'interno vi sono"' arrestati e occorrendo riformati prima di essere regolarmente avv1at1· sulle linee cl'armata. . Non si capisce invece come possano funzionare da r_egolator~ del. movimento ferro~ viario le si.azioni p1.1,nto di pm·te1iza di tappa le quah sono situati su tutto le part~ della Francia.
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per ferrovia vi sono esegu1t1, sia dalle società sotto la direzione d'una delegazione della commissione m-ili,tare dell' ese1·cito, sia dalle sezioni tecniche d'operai delle ferrovie di campagna e dalle compagnie operai ferrovieri del genio sotto l'autorità della direzione delle ferroT>ie di .campagna, per tutte le sezioni di cui l'esercizio non può essere affidato alle società . « Le stazioni dove h.a luogo il cambio d'esercizio sono dette stazioni di transito; la loro ubicazione, fìssatn al cominciare delle operazioni, è modificata, occorrendo, dal direttore genernle delle ferrovi e e delle tappe, dietro proposta del servizio ferroviario. << Su ciascuna sezione ferroviaria da aprirsi nella zona del comando in capo dell'esercito sono designate una o più stazioni dette stazioni teste di tappe di-i guerra, ognuna delle quali serve ad uno o più corpi d'armata, e costituisce un importante organo per ricevere, distribuire e rimandare. Il collocamento e l'assegnazione d'una stazione testa di tnppe di guerra ~i modificano secondo le opernzioni militari, e il comando di tappe, 'che sempre ivi funziona a fianco del comnnclo di stazione, si sposta nello stesso tempo che la stazione. La ripartizione -<lei malati e dei feriti da sgombrare verso l'interno può essere fatta nelle stazioni teste di tappe di guerra; abitualmente ha luogo nelle stazioni poste in prossimità della base d'operazione. << Tutti i trasporti sulle ferrovie· sono effettuati a cura del servizio ferroviario e retti dal regnlnrnento del 1° luglio 187(1,, << Quando le distanze non permettono più al carreggio dell'armata di rifornirsi direttamente alle stazioni teste di tappe di guerra, i movimenti del materi ale e degli approvvigionamenti s'effettuano sulla sLrada ordinaria di t.Jppa. Il servizio di tappe mantiene i convogli ausili-ari e forma i vari convogli dli requisizione necessari; traccia le strade ordinarie di tappe organizznndo lungo il loro percorso dei luoghi d'i tappe distanti fra loro da 20 a 30 chilometri al massimo. Ciascuno di questi luoghi di tappe è P.roneduto d'un comando di ·tappe. << Sopra ogni linen di tnppe di strade ordinarie, il luogo più vicino all'armata e dove si effettua il contatto coi servizi di corpo d'armata prende il nome di te.~ta d'i tappe d·i strada ordinaria. Il P<}rsonale che ivi fu nziona si sposta insieme allo stesso luogo di tappe. ,< Allorquando le linee di tnppe di strada ordinarin si allungano, possono essere stabilite di tanto in tanto, e ad inten•alli non su periori .a quat.tro tappe, luoghi principali di tappe, in modo da costituire, nella zona retrostante a cia:;cuna armata, centri di comando, di uti1lizzazione delle risorse locali, e di rifornimento ».
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Queste prime e generiche indicazioni s~~t·o~gani7:za~ione dei se~v~~i di rotrolinea, i quali sono appunto il serv1z10 lerrov_iano ~.quello e ~ oià ci fanno vedere come quest'ultimo abbia un ind~lo as_sa~ ta< PPe, o . · · l · l' gano dt tu tlt r om lessa e piuttosto che un serv1z10 specrn e e or • . c ~ . d~ 'retrolinea escluso quello ferroviario. Prima però dt fare altre serv1z1 1 , d. · l'esame del re· osservazioni su tale proposito sarà bene_ t contrn~are an1ento per meolio abbracciarne le srngole parti . gOl' o · · 1· J' ' la al or•1n quar• La direzione superiore deì servlZI e i retro rnea e pos '' ., • . tiere oenerale, setto gli ordini del maggior generale~ I), eld è e~etr.~1otaa~aa 0 · d ll t ppe 11 qua e ass1s i. , dal direttore generale delle {error,ie e . e e a ' .. ' . . ,· . . I a l'alta direziono del serv1z10 ferrov1ano un proprio stato maggiore, I ' • . ha pu re e l'alta vigilanza sul servizio delle t:ippe, e, ID paese nemico, ' I ·1 l'alta vioilunza sull'amministrazione civile. del. p_aese ~ccup-~to_' ~avo;. cnso eh~ vi siano stabiliti comandi terntoriali par~1~olan sui qua i est'\rcita aulOrità solamente in seguito ad apposita dec1s1one del comandante in capo dell'esercito. . .. , . . Il direttoie ocnerale delle ferrovie e delle tappe n c~ve le ist1 uz10m dal maoaiore ;enerale, il quale gli dà indicazioni d''.ns1e~e sulle op~. ~ "'." corso d'esecuzio ue o in [lrogetto, e sui b1sogm che ne t1raz1on I m sultano all'esercito. . . ·ù d iniziativa « ~ el limite di quest.e istruziom egh _ha. la ~1 gran e d Il nella scelta dei mezzi atti a soddisfare talt b1sogm. . . ·o e dd direttore oencrale delle ferrovie e e e tappe , La m1ss1 n ° . · · · di cui consiste rincipalment.e,, pure evitando d'ingerirsi n~t serv1z1 . ha l'alta direzione, nello stabilire~ manten~r~il coord1~nm:nt? f'.;~e1 c::~ vizi ara Ileii clelle tappe . nelle diverse arm,,te, e gli oream. e 1~ d"1rez·1one del servizio ferroviario al gran quaruere gene. p, tra I1zza110 " . .d mie e al ministero della guerra »· ' Que:;,ta dichiaraziune c.h'è tolta testualmente dal decreto_~resi_ en. I d I 7 luolio I 884-, comincia a prevedere una certa d1fficolta per zia e e . l'at~nonia fra due servizi che si compenetrano nello sco~o mantenete . · r tenere separati e si completano nella funzione, e nondimeno s1 vog ,on,O , d. do l'nuo per armata e rimanendo accentrato I altro al coman o operan E d. fatto lo stesso decreto continuando ad enumerare le · delle t·ippe supremo. ' 1 • ' .· r attribuzioni del dirett1Jre generale delIe ferrov1~ e. . • . ' : re~:~~ l!OStreltO a soggiungere: (( Egli regola le relaz1om g1oruahere
. · ·pondo a c1nolla de I 11) La c:irica di maggior generalo pre.,so l'o,orc1to francese com, ' nostro capo di stato m:iggiore generale.
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:~i~~:s~o J:0:1/:i (i:e f~:: ~:::;io~tu quebll? de!le tap~e _m maniera da I · ' • ~ JOgom n e I confl11t1 ,, n ogm armata c'è un dfrettore del/ t . . .. vizio nella zona assegnata all'armata e apre, E?l_r dmge qu~sto sermaggiore dell'armata, e conformandosi :~to. ! au.t~nt~ ~.ol .capo cli statodal direttore l)'enerale delle ' . de istruz,om d msrome emanate J • •~ • 1errov1c e elle tappe. « Nel lrmrte delle istruzioni che riceve d a questo due au~orita, .ha iniziativa personale por tuu-0 . . r , dei modi d'esecuzione ». c10 c ie concerne la scelta do1 mezzi e . Il direttore delle tappe è secondato da dispone dei seguenti organi: • oo proprrn stato maggiore e 1 o I capi dei servizi delle tappe d'artio-Jieria d I . . tendenza, di sanità della oJ· . ·1· ~ •' e gemo, dell'm' P !Zia mi ltare (prevostur ) d IJ e poste, della teleorafia militare c d. a '. e a tesoreria cuzione di questt diversi servi;i _ome pure e1 personali e m~zzi d'ose-
20 Il personale necessario ~ll'organizzazione dei comandi delle tap?e; 3o Le truppe delle tappe; I personali dell'amministrazione civile e d. 1· . Da questi poc Ili· cenni. generici già è eh. d 1 po. 1z111 . la direzione generale delle 'e . d Il iaro overs1 concludere che . r, rrov1e e e e tappe così po d l d · sua azione come per le sue au .b . . .• r in o e ella mente a ciò che nella i1os1 ri u~10nr,_ corrisponde quasi identi,~a- . ra or 0 arnzzazrone è J'int d come pure che la direzione doli; ta . en enza generale ; dènza d'armata nlla quale . . ppe cormponde alla nostra intenvemsse sottratta In di · d· La prima infatti' •ha l'alta vioilan d" . ' rez1one e1 trasporti. . . h za e 1rez1one su tutt l' . 1og1st1co-amministrativo che funziona fra I b d' .o or?amsmo presso i corpi d'armata ma I ' a. ase operazione e i servizi , ' . non ia mezz1 d'azione d. tt J .. peI serv1z10 ferroviario la cu1· . I . ' è . ire a sa vo . , • spec,a e d.1rez10ne . .che . con azione propria della direzione oen . u~a parte d1stm1a . allo stesso modo che da no· I d.~ ; ernie delle ferrovie e delle tappe . I a irezrone "Onerale d . . , part~ d.rstinta con azione propria dell 'i d" ' o1 trasporti è una la direzione delle tappe h" I nten enrn generale. La seconda ' , " non so o la direzione e I · ·1 ·' parte dell'organismo loaistico-amm. . . a v1g1 aoza di quella costituisce ciò che da :oi s· '1 . rn1.~trnt1 v?. assPgnata all'armata, che linea, ma è inoltre il mot J c.uama _i ser:1z10 degli stabilimenti di 2• · ore 1mmed,ato d1 tale · s1 comporta, appunto come la n t . d' orgarnsmo, e pertanto os ra rnten enza d'a I . a d un tempo direttiva ed e·ec t' . • ~ma a, con azione direzioni dei vari servizi d'a~rmn/va ,d med ra~tc le. dipendenti singole ferroviario. a a, a eccezione di quella del servizio ,io
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Abbiamo gia notato come lo stesso regolamento fra ncese sembra prevedere che, per l'accentramento del servizio ferroviario, possono risult.are disordini, lentezze, ingombri e confiiri. Ed ecco quali sono le prescrizioni che definiscono le relazioni fra il servizio delle t.appe e quello ferroviario: « Il direttore delle. tappe non ha da intervenire nel servizio ferroviario. Egli si tiene in costante relazione con la commissione di linea o di ferrovia di campagna incaricata del servizio della rete assegnata all'armata. Queste relazioni lrnnno per oggetto la comunicazionede I le tabelle di marcia dei treni, le richieste dei trasporti e le misure di protezione della via , ddle stazioni e dei treni. " Il direttore delle tappe indirizza le sue richieste di trasporti, con l'indicazione dell'ordine di urgenza, alla commissione di linea o di ferrovia di campagna dianzi accennata. Questa commissione soddisfa alle richieste nella misura del numero dei treni regolari che sono messi a sua disposizione dopo approvazione delle tabelle di marcia delia sezione. Se le richieste eccedono i mezzi previsti, prende gli ordini dall'autorità da cui dipende. « Il direttore delle tappe può dare ai comandanti di luoghi di tappe, stabiliti sulle ferrovie, delegazione permanente della facoltà d'iudirizz~re richieste di trasporti di personale e di materi~le sui treni regolari: ne da avviso alla commissione cli linea o di ferrovia di campagna interessata. Le richieste fatte in virtù di questa delegazione sono rimesse al commissario militare o comandante di stazione, il quale prende, occorrendo, gli ordini dalla commissione precitata. Se la stazione dichiara che non può dar seguito alla richiesta, o che il trasporto domandato abbisogna di treno speciale,· il e-0mandanle di lappe ne informa il direttore delle tappe, che procede come è detto nell'allinea precedente. « Io caso d'urgenza, il direttore delle tappe può incaricare il comandante di tappe d'una stazione tosta di tappe di guerra d'indirizzare in suo nome le richieste di trasporto d'ogni natura. Espressa menzione di siffatt-0. disposizione eccezionale è annotata su ogni richiesta fatta in tali condizioni . Il comandante di tappe cosi sostituito al direttore delle tappe è direttamente informato dal servizio ferroviario dell'esito che può essere dato alle dette richieste. « Il direttore delle tappe dispone degli approvvigionamenti raccolti nelle stazioni-magazzini posti al di qua della base d'operazione e che sono assegnati all'armata. Corrisponde direttamente coi commissari militari di· tali stnzioni, e riceve da loro i rapporti e le situazioni pre-
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scritte. Invia loro gli ordini indicanti le spedizioni d'ogni specie da farsi verso l'armata. « Quando il direttore delle tappe lo giudica utile per accelerare la esecuzione del servizio, può delegare ai comandanti di tappe delle stazioni tt>sta di tappe di guerra l'esercizio delle attribuzioni definite all'allinea precedente. » . Com'è c~1ia~o, tutti qu~sti rigiri di richieste di trasporti, questi ripieghi d1 delegaz1on1 eventuali e perman~nti di attribuzioni proprie alla direzione del servizio, questo mal dissimulato sforzo per rimuovere una difficoltà organica, sarebbero evitati quando la direzione delle tappe avesse ad un tempo la direzione delle ferrovie assegnate ali' armata. _ Comprendiamo che la direzione. generale debba avere una ma,)'(Jiore ee mgerenza nella parte esecutiva del servizio ferroviario che non nella parte esecutiva degli altri servizi, i quali lascia completamente alle annate, perchè non sempre le reti ferròviarie si possono isolare per armate, ed evitare i contatti nei tronchi comuni : è questa appunto la ragione per cui anche da noi troviamo rappresentata con propria personalità la direzione generale dei trasporti presso l'intendenza generale ad esclusione di ogni altra direzione di servizio; ma da questa eventuale e limitata ingerenza della direzione generale, al completo accentramento in essa di tutta la parte esecutiva del servizio con assoluta esclusione delle direzioni d'armata, ci corre una troppo sensibile distanza. Avviene infatti che si dà alle direzioni delle tappe d'armata· la intera responsabilità del funzionamento di tutti i servizi di retrolinea, senza mettere a loro dispo2,izione il mezzo più potente e necessario qual è appunto il servizio ferroviari(). Questo difetto, che in certe condizioni può forse essere causa d'inconvenienti, deve evidentemente attribuirsi al fatto che il nuovo re..,.ola~ento. non ha volu.to. troppo profondamente riformare gli altri ~ii.i es1steut1, e fra questi 11 regolamento sui trasporti militari in ferrovia del 1° luglio rn7i. Da questa stessa causa, facilissìma a verificarsi quando si rimaneo-..,.ia ee a poco a poco un ordinamento già esistente, n'è derivata un'altra stonatura che ci pare ancora più grave. Il decreto presidenzia le del 7 luglio ·188i più volte menzionato ed al quale ~pesso si 1:ipo1:ta i.I nuovo regolamento sul servizio delle tappe, nel defimre le attnbuz1om del direttore generale delle ferrovie e delle tappe, soggi nnge: « Egli si mantiene in continua relazione, al gran quartiere generale, con gl'ispettori e direttori generali dei diversi se1;vizi (artiglieria, genio,
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36·1 intendenza, sanità, tesoreria e poste, polizia militare, telegrafia mi litare). Il suo còmpito verso queste autorità consiste nel tenersi al corrente dei bisogni generali dei grandi servizi e ad accordare i loro interessi, soventi oppo$ti, nell'impiego delle ferrovie. " Gl'ispettori e i direttori generali conservano sui personali delle loro armi o servizi assegnati ai servizi di retrolinea le attribuzioni di alta vigilanza e d'ispezione tecnica, ch'essi esercìtano con formemente al regolamento sul servizio del l'esercito io guerra. Si concet'tano col direttore generale delle ferrov ie e delle tappe allorquando il loro concorso è utile per la preparazione degli ordini; redigono le istruzioni tecniche concernenti l'esecuzione degli ordini cosi concertati, e man· dano queste istruzioni ai capi competenti dei servizi di retrolinea di ciascuna armata pel mezzo del rispettivo direttore di tappe. E il regolamento pel servizio delle tappe aggiunge a sua volta: « Il direttore delle tappe riceve dai capi servizio del quartiere generaledell'armata (comandante dell'artiglieria, del,genio, intendente, ecc.) e notifica ai capi dei servizi corrispondenti del le tappe, le richieste di materiali e di derrate, come pure le istrnzioni tecniche relative alla esecuzione degli ordini del comandante dell'armata. » Dalle citate disposizioni risulta che le direzioni dei servizi presso i quartieri generali d'armata e presso il gran quartiere generale, secondo la prevista formazione di guerra (1) , non solo vi rimangono ad onta ESTERA
. (J,) S~condo la formazione di guerra francese, presso il gran (Jtiartiere generale e presso l
quart1en generali d'arm:i.ta, esistono le ~eguenti direzioni di servizio: . Presso 11 gran quar tiere generale
Pel servizio d'artiglieria.
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Pel servizio del genio .. Pel servizio d'intendenza. Pel servizio sanitario .. Pel servizio veterinario . Pel servizio di tesoreria e poste . . . . . ... . Pel servizio telegrafico . Pel ser~izio dalla forza pubblica . ... ... . .
Un . ispe~tore generale d' art1glien:1.. Un i~pettore generale del gemo. Un ispettore generale dei ,erviz1 amministrativi. • Un ispettore generale di s,1mta. Un ispettore generale di veterinaria.
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Presso ogni quartier generale d'armata Un comandante d'àrtiglieria. Un comandante del genio. Un direttore dei servizi d'intendenza. Un direttore di sanità. Un cliretLore di veterinaria .
Un pagatore generale.
Un direttore clei servizi di tesoreria e poste. Un direttore clella telegrafia Un d iretto re della telegralia militare. militare. Un ispettore, generale della gendarmeria .
Un comandante superiore della gendarmeria o gran pre-
vosto.
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ANNO XXX, VOI,. I.
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della creazi9ue delle direzioni cli tappe e dell11 direzione genera le delle · ferro,·ie e_ delle tappe, ma vi rimangono con attribuzioni d'ingerenze mal defin I te . Invero, dopo che il regolamento stesso ha stabi lito « che il <li rnttore generale delle ferrovie e delle tappe, nel limite dell,! istruzioni e delle indicazioni d'insieme sulle operazioni, che gli dà il maggiore generale, ha la più grande iniziativa siilla scelta dei mezz,i alti II soddisfare gli · emergenti bisogni delle truppe; e che il direttore delle tappe, nel limite delle indicazioni che riceve dal capo di stato maggiore dell'armata e del le i;;tru_zion i <l'insieme che gli dà il di retto1·e generalo delle ferrovie e delle tappe, ha iniziativa personale per tutto ciò che concerne la scelta dei . mezzi e dei mocli d'esecuzione », come si giustifica l' in o<rerenza d1 nltre autorità? Una prima funzione nella vita dei servizi , la creazione e la raccolta dei mezzi, è funzione organico-amministrativa che trova la sua origine nella preparazione del tempo di pace; una seconda fu nzione, . il rifornimen to dei mezzi, ossia J'allluenza verso l'esercito delle risorse provenienti dalla base d'operazione o raccolte sul paese occupalo, è la funzione logistico-amm inistrativa che il regolamento francese ch iama il funzionamento dei servizi di relrolinea; un'ultima funzione, la diretta applicazione dei servizi al soddisfacimento dei bisogni por cui sono istituiti, è funzion e d'attuazione che s' innr.sta alla vita quotidiana delle truppe per adottare forme e modi rispondenti alle esigenze militari negli alloggiamenti, nello marce, sul campo di battaglia, negli inseguimenti, negli assedi ccc. Iu quali. di questo tre funzioni possono avere ingerenza le direzioni di servizi situati presso i comandi d'arm11ta o presso il grao quartiere generale? Nella prima no, ch'è tu ttll di competenza del ministro dell a guerra se;onclato dall 'ordinaria gerarch ia militare territoriale; nella seconda no , cbè il re"olamento è e stato fotto a bella posta per attribuirl:i com pletamen te alla direzione generale delle ferrovie e del le tappe, secondata dalle direzioni di tappe d'armata e dalle dirc1.ioni speciali cli servizi di tappe a queste assegnate; nella terza tanto meno, dove11<lo assolutamente e rii rettamente dipendo1:e dai. c_ornanclanti di corpi d'armata e di divisiooi che dispongono dei serv1Z1 assegnati a queste unità di guena e delle rispettive direzioni speciali come di ogni altro reparto di truppa r comando di corpo. E infalli le attribuzioni che il regolamento dà alle ispezioni e alle direzioni genernli dei servizi dimostrano lo sforzo per giustificarne la
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esisteuza. Gli ordini della di rezione generale delle ferrovie e ùol le ta ppe non sono per la loro indole o la loro natura tali da rich iedere il concorso di autorità tecniche: in O;{ni cas~ come potrebbero determinarsi Je formo o i limiti di tale concor.;o? La stessa in"erenza tecnica non è possibile. Come potrebbe, per esempio, l'ispetto~e del servizio d'intendenza posto al grande stato maggioro generale stabilire se le farine debbano essere burattate al tasso del 1l'z o del 20 °lo, se lo provviste del fi eno debbano e3serc fatte per mezzo di com pere dirette, per appalti o per requisizione, se bisogoerà produrre biscotto piu uosto che pane fr<;sco, so converrà provvedere al l'acquisto di buoi o a provviste di carne in conserva, ecc. ecc., quando tutto ciò dipende dai bisogni del'e. truppe, dal modo di esser1< disposti gli approvvigiooa menti, dalle risorse locali , dni mezzi di trasporto dispou ibi li, da lla distanza dei magazzini, insomma da tutte le condizioni emergenti da l fonzionamento . dei senizi di pendenti dalla direzione delle lappe d'armata? L'unica ingerenza tecnica possibile ed efficace è quella promossa e rdgolata dallo stessu dircttortJ delle tappe per organo delle dipendenti direzic,ni di servizi tl con cui si mantiene in rel:izione coi corrispondenti servizi di corpo d'armata e di divisione . Ad eccezione quindi dei comandi d'artigl.ieria e del gonio, i qua li banno altre iucumb'!nze che non sono quelle ammioistrativr ciel rifornimento dei rispettivi materiali , non sappi amo trovare sufficienti ragioni per giustificare la presenza di altre autori~à amminis1.1-.1tivo presso il gran quartiere generale e i quartieri general i cl'arm:ita, dopo la creazione presso gli stessi quartieri generali di autorità accentratrici del la direzione dei servizi di retrolinea: sai vo che uon sia quella accenna ta di non portar troppo profonda perturbazione all'ordinamento esistente, e a trovare posto per tauti intondooti genernli ed intendenti assimilati a generali di divisione e generali di brigata. Da questo rapido esame ci paro poter concludere che, stando almeno alle linee generali del sistema , l'ordina mento .già presso noi esistente present11, in confronto di quello ora adottato in Francia, i segueDLi vantaggi: 1 1° Una migl iore ripartizione delle attribuzioni doll'inteudenza generale e delle intendenze d'armala rispetto al funzionamento del ser, vizio ferrov iario, per modo che ciascuna di queste alto autorità possa conservare intera la responsabilità della propria azione. 2° Una maggiore armonia fra l'impulso del comando eserci tato unicamente per mezzo delle intendenze, e l'esecuzione tecnico-amministrativa esercitata per mezzo dei ser vizi,. le.cui specioli gerarc.hi e trovano
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origine _là dove comincia l'accentramento dell'intendenza, termina dove avviene il contatto con le truppe, e si manteno-ono estranee così all'alta direzione d'in;;ieme, come all'ultima applicaziine dei servizi ai bisooni delle truppe. <>
I comandanti di t;ippe e i comnndanti (o commissari militari) di stazione ferroviaria, se esistono simultaneamente nella stessa local ità, devono agire di concerto e prestarsi un reciproco concorso, la sfera d'azione del comandante (o commissario militare) di stazione riducendosi allora al terreno occupato dalla stazione e suoi annessi . In caso di con(litto, la decisione appartiene al più anziano in grado, sino a decisione definitiva del direttore generale delle ferrovie e delle tappe. Il comandante di tappe provvede, mediante le truppe di tappe messe a sua di:;;posizione, alla sicmezza del luogo di tappe e delle vie di comunicazioni che attraversano la sua giurisdizione; fornisce agli agent i della tesoreria e delle poste, dietro lnro domanda, una guardia alle casse e una scorta alle vetture; provvede egualmente alla sicurezza dei convogli di requisizione; organizza, secondo istruzioni che riceve d.illa direzione delle tappe, un servizio d'informazioni; regola in previsione le' disposizioni da prendersi nel luogo di tappe in caso d'llllarme; se non dispone che di debole guarnigione in località ·importante, si contenta di provvedere alla difesa · d'un ridotto ben provveduto d'acqua, di viveri e di munizioni; se è attnccato vi si chiude con de,,.li ostarrO'i t";)ç) • Il comandante di tappe cerca con cura le risorse che può offrire all'esercito il territorio del suo comando, specialmente in ciò che concerne i vive~i, i foraggi , i forni, i molini, gl i stabi limenti industrialì utili all'esercito, i mezzi di trasporto, i fabbricali suscettibili d'essere trasformati iu ospedali, in magazzini, in caserme, ecc. ecc., e rende con,to del risultato .delle sue ricerche al direttore delle tappe. E pure responsabile della continuità dei trasporti dalle linee di tappe, stabilisci'\ un controllo dellé vetture attaccatP- in tutti i comuni della circoscrizioue, e si tiene pronto ad assicurare i trasporti di sgombri, d'a pprovvigionamen ti, di conispondenze postali, di bagagli dei corpi ecc. Dispone perciò di un piccolo quadro mili tare per inquadrare brigate di treno borghese, e per la vigilanza e l'amministrazione dei convogli o distaccamenti per ricambio di cavalli organizzati nella sua giurisdizione. I lavori di manutenzione e di. riparazioue delle ferrovie incombe esclusivamente alla direzione del le ferrovie di campagna, e quell i delle linee telegrafiche .il servizio della telegrafia militare. In pae.se nemico, le autorità civi li continuano ad essere incaricate, solto la direzione del servizio del genio, dei lavori di manutenzione delle strnde: i comandanti di tappe indirizznno loro a tal nopo le necessarie ri chieste. Allorquando la direzione della tappa d'armata prescrive di stabilire in un luogo di tappe un magazzino, un ospedale, un deposito di ca-
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Dal direttore delle tappe d'armata dipendono i comandi di tappe, e i direttori dei servizi di retrolinea d'artiglieria, del genio, d'intendenza, di sanità, di veterinaria, di rimonta, della forza pubblica, della tesoreria e poste e -della telegrafia militare. Comandanti di· tappe. - È missione dei comandanti di tappe di mantenere la sicurezza su tuue le vie di comunicazione traversanti la loro giurisdizione, d'assicurare il movimento del personale e del ma-teriale diretti ali' armata o che ne ritornano, di vegliare alla manutenzione delle strade ordinarie, di facilitare ai capi di servizi l'utilizzazione delle risorse esistenti nel territorio del comando e di assicurarvi l'ordine e la polizia. I pers?n~li. dei diversi servizi dipendono dal comandante delle tappe per Ja d1sc1plma generale, la polizia locale, l' istalla1.ione dei servizi, la raccolta e l'impiego dei. mezzi di trasporto, i movimenti sulle strade di tappe. In ciò che concerne la speciàlità del loro srn• izio, essi dipendono dal capo- servizio alla direzione delle tappe, con cui corri~pond_ou~ direttame~ te; comunicano però al comandante di tappe le 1struz1on1 che ne ricevono. · · I conrnndnnti di tappe hanno le attribuzioni di comandanti d'arma risp~tto all_e truppe delle tappe e ai personali di tutti i servizi di tappe f~nz~onantl nella loro circoscrizione, come. pure rispetto alle truppe, a1 d1staccament"i ed agli isolati di passaggio. I comandanti di tappe ricevono gli ordini e le istruzioni dal direttore delle tappe. Possono però essere creati r.ircoli di tappe aventi per capoluogo un luogo principale di tappe: il comandante di tappe di questo luogo è comandante del circolo, ed ha autorità sui comandanti di tappe della giurisdizione. . A meno di contraria disposizione, la zona di un comando di tappe s1 estende lungo le strade di tappe sino a metà cammino dal luogo v1cmo, e nel ~enso trasversale sino al limite dove l'azione del comando può essere esercitala utilmente.
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val!! _malati,- ecc. , il comandante di tappe, di concerto col ca po dello sta~1l_1mento o. del servizio, designa i local i da occupare; fornisce inoltre agh mt~r_e~sall le 110Lizie che possiede sulle risorse che prest-nterebbe I~ requi:;1z1one per mano d'opera, per oggetti di mùbilio, per materiale, per utensili . Nel luogo di tap pe, nessuna req uisizione può essere fa tta se uou dal comandante di tappe o iu seguito a sua autorizzazione. Nelle altre !ocali~ ~ella ci_rcoscr!z!one di tappe, dove funzionano servizi di tappe, •. capi d1 questi. serv1z1 possono fa re quelle rcqnisizioni per cui hanno ricevuta deJega~i?~e .. I comandanti di tn1ppe o distaccamenti non possono f~ re requ1s1ziom senza ottenerne faco ltà dal comandante di tappe, sa ivo 1 casi d'urgenza per i mezzi di trasporto e la sussistenza 0oiornnliera. . Allorquando le autorità municipali fossero disciolte, il comandante di tappe confida l'amministrazione locale ,d naa commissione ch'e<>li designa frn gli abitanti notabili . Vigila sugli alberghi; si fa immediatamente render conto dell'arrivo di stranieri e ordina l'arresto rl'ooni individuo sprovveduto di passaporto o di carte comprovanti uet~mente la sua situazione. Esige la presentnzione della carta d'iden ti tà di cui dev'essere muni to ciascun melll bro <lell;i società di soccorso ai .feri~i . P~rti_colare vigi~anza esercit:1 sulla stampa locale e sugl i antichi 1mpiegat1 ~1 ~osta, dei _telegra fi , dell'amministrazione forestale, ecc. Nessuna rrnnionc pubblica è tollerata senza preventiva autori zzazione. Fa pure vigi lare .la qualità delle derrate vendute o forn ite claoli abitanti; fa eseguire strettamente le misure di polizia sanitari,1 · s~g?al~ subito_ J'app~r:ire di mitlnttie epidemiche, e prende, dietro' l'ind_rc:n.ion:' dei mcd1~1, le precauzioni provvisorie necessarie per ga rantire I d1s1accamen t1 di passaggio. Queste sono le disposizioni regolamentari che meglio valao11 o a din:ios~rare l' ind~le e l'estensio:10 dei comandi di tappa. Altr~ disposizioni sono aggmnte dal regolamento, per determinare le rr,lazion i del co.manclante di ~appa con le truppe cli passaggio, così rispetto oll a di~ sc1plm." co'.ne rnpet~o al modo di alloggiarle, e provvederle cli vettovnghe, di mezzi di trasporto t d'ogni altrn cosa che loro occorresse e pe.r ~eter~ina_ro le attribuzion i che in ispecie competono ai co man~ d~nti di s1azi?u1-.mag~zzini, di teste di 1:ippe di guerra, di teste di tappe d1 strada ord1nar1n, cli luogo principale di tappe, in conseouenza della diversità dc.i ~erviz! che in tali luoghi di tappe si· svolgo~JO. Come è. chiar~, il reg~la ment-0, dei comandanti di tappe ha voluto fare organi locali della direzione delle tnppe, i quali , senza avere una
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ingerenza tecnica sui servlZl, ue vigilano é ne regolano l' azione rispetto ai bisogni dell'esercito e pi[t specialmen te in ciò che concerne i trasporti, il ricovero di materiali e derrate, l' impiego delle risorse locali, l'online generalo e quel lo nell'uso delle vie di comunicazione, insomma come delegati Jel direttore delle tappo, ra ppresentnno l'autorità regolatrice della vita estrinsecn dei servizi, e di relazione così coi bisogni dell 'esercito come con ciascuno degli altri servizi in particolare. Questo carattere dei comand i di t-appe è ben accentuato nel regogolameuto francese, , e ciò ci pare che sia un sensibile vantaggio snl nostro regolamento. li li bro VIII della parte II del nostro Regolamento di servizio 111 guerra, redattò del resto sull' istruzione provvisoria francese del 22 agosto 1878 sul servizio delle tappe, sembra .iccennare, sebbene cou qualche incertezza, a questo carnttere con la definizione data al § 11° dello scopo ed :izione generale del servizio; in seguito però, nel deseri vere ~I capo II il r:-.odo di fun zionare elci servizio stesso, lo restringe ad un còmpito as~ai pi(t modesto e lirn it.ato, e l'autorità dei comandanti cli tappe si restringe solamente sui personali dei serv1z1 addetti alle t:i ppo pei bisogni d01le trn ppe dello tappe stesse o di passaggio. Noi crediamo che l'azione armonizzatrice esercitata dallo stato maggiore d'intenden1.a sull'nionc simu ltn11ea degli stabilimenti cli 2a linen d'ogni servizio, troverebbe un'ntilissima cooperazione nei comandi di la ppe che da esso stato mnggiore dirottamente dipendono (N. ·I ·I e 22 libro I, parte II del Rego:ameato di servizio in guerra), ccl essere perciò utile che ne condividessero le allribnzion i. Siffatla util ità snrehbe particolarmente sentita nell a zona di ta ppe compresa fra la star.ioue testa di linea e la testa di tappe immedia tamente a coo t.atto cou le truppe; la quale zona talvolta è assai larga, e, segnatamente se l'esercito avanza, è contemporaneamente usufrui1a dagl i stabilim enti avanzati cl i tutti i ~crvizi. In guerra non sarà certamen te raro il caso clw clall' ultima stazione ferrov iaria d' una linea di tappe d'armata sino nlle spalle dei corpi di armata interceda la distanza di quattro o cinque tappe ordinarie. Ebbene, queste tappe saran110 giorna lmente percorse in andata o ritorno nei loro diversi tratti dalle colonne- viveri · dei corpi d' armatn, dalle colonne-carreggio del magazzino avnozato viveri ordiuari poi rifornimento dei viveri, del paue e dell'a yena, dai pa rchi buoi poi rifornimento della carne, dalle colonne- ca rreggio pel rifornimento delle fa-
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rine al panificio avanzato, dalle vetture postali, dalle colonoe-carreggio per lo sgombro dei mal::iti, dalle colonne di carri per muui1.ion i ed al tri materi nli, da lle colonne di drappelli di truppe che vanno all'armata o ne ritornano, ecc. ecc. Facendo un calcolo approssimato e limitato ai soli ca rreggi che certamente percorreranno le tappe nei due sensi, senza cioè tener conto dei· bisogni eventuali emergenti da non ordinarie condizioni, come, per esempio, lo scontro col nemico, si ha che ogni mattino devono muovere da ciascuna tnppa . da 150 a 250 c:irri frazi onati in molte colonne, dipendenti da diversi servizi, ciascuna con ordine perentorio di compiere in un tempo determinato un determinato còmpito, e tutte spronate da ingiunzion i severe cd 11rgen ti. Chi metterà ordine e instraderà tutte queste colonne ? Chi risolverà i conflitti d'i11teres~e fra i vari servizi ? Chi giudicherà della convenienza di modificare, occorrendo, od anche sospendere qualche servizio, per da re completa e pronta soddisfazione a qualche 11 ltro? La convenienza, dunque, che i conrnndi di tappa sieno emanazioni od organi autorevoli dello stato mn~giore d'intendenza è manifesta, come manifesta è la convenienza di dare a questi comandi le attribuzioni e i mozzi necessari per com piere la loro non fa cile missione.
Senizio d'artigliei·ia. - N'è direttore il colonnello o tenente colonnello direttore del gran parco d'artiglieri11 d'armata, assi$lito da uno !ltato ~aggiore, detto st;ito maggiore del gran p:irco. Di pendono dal di rettore le trn ppe (batterie, com pngoie, sezioni di parco, fra cui è compreso l'equipaggio da ponte d' armnta) assegnate al gran parco, noncbè i distaccamenti d'arLiglieria e,;en tualmente 11ddetti al servizio delle tappe. Principale còm pito del cn po-servizio d'arLiglieria è di rifornire l'armata di munizioni da guerrn, di nrmi o di matr.riale d'nrtiglieria . Fa inollre cambiare ~ riovi11 negli arsen:ili i materiali che non possono essere riparati nei parchi ùi corpo d' armata, non essendo, sul prinsulla linea delle tappe alcuna offi cina per ;:,o-rosse ricipio,. stabilito . paraz1om. P uò anche essere iocaricnto: di raccogl iere i materinli abl)audonati sui campi di battaglia, in tal caso dà 11 t.'lli materiali la destinazione più conYenientc; di concorrere al disarmo de,,li abitnuti o ç . ' delle pi11zze ciel paese occnpato, al l'Hnrnmento delle piazze e dei posti provvisori, e a stabilire o riparare ponti: di ritirare le armi e le munizion i in deposito negli stabilimenti ospitalieri sulla zona delle tcJ1ppe e far stabilire delle ofGcine per piccole rip11razioni :i queste arm i.
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Occorrendo organizzare e trasportare parchi d'assedio saranno presi speciali provvedimenti. Sul principio il materiale del gra o parco è ordinariamente frazionato lungo le ferrovi e in cinque scaglioni. Il 1° scaglione, col quale di solito è !'equipaggfo di trasporto, è stabilito alle teste di tappe di guerra; il 2° sc::iglione rest;i coi treni eventualmente -mobili 11vanti le stazioni- magazzini; il 3° scaglione rimane in una stazionP.-magazzino; e rest:mo provvisoriamente il q.• fl il 5° negli nrsenali finchè le. circost1rnze richiedano di riunirli ai precedenti scagl ioni o di formare dei magazzini intermedi . Durante le opernzioni, il ~0 scaglioue è ravvicinato il più possihile alrarma t11 e funzi ona alle teste di tappe di guerra o al le teste di tappe di strada ordinaria, qnando queste sono organizzate. Dei depositi d'ar1igl ieria sooo st11biliti sulle vie ordinarie di tappe quando l'esige la lontananza dell'armata dalle Leste di tappe di guerr:i, Il pi:ino generale per la ripartizione degli aprrovvigionamenti del gran parco fr:i i magazzini sulle ferrovie e i depositi sulle strade ordinarie è fissato da l comnndnte dell'armata sulla proposta del comand::inte l'artiglieria dell'armata. Il comandante l'artiglieria dell':i rmilta e i comandaati l'artigl ieria di corpo d'armata stabiliscono, di concerto col direttore del le tappe, i provvedimenti necessari per assicurare il legname fra i. parchi di corpo d'armata e i depositi e magazzini del gran parco. Le richieste vengono fotte per mezzo del comando di corpo d'armata al direttore delle tappe, e, solamente in caso d'urgenza, possono essere rivolte dal comandante d'artigl ierin di corpo d'armata al magazzino o deposito più avanzato del gran parco. Le distribuzioni sono fatte in generale ai depositi o magazzini più avanzati dove i corpi mandano i loro carri; ma possono anche essere f-atte agli acc11ntonnmenti o in un punto intermedio. I ri fon1imenti ordinari possono essere fll tti secondo norme prestabil ite, ma quelli occorrenti dopo importanti fatti d'arme esigono l'energico con corso di tutti i mezzi ciel gran parco, eJ anche di carreggio requisito sul posto, o prestato dn altri servizi per ordine del comand1l.nto di tappe", <la mezzi fatti afiluire da altri luoghi di tappe io seguito ad ordini del diretLore delle Lappe, od infine da mezzi forniti da 11ltre armate i'n conseguenza di provvedimento del direttore generale delle ferrovie e delle wppe. I magnzr.ini e i deposiLi si riforn iscono ognuno da quello retrostante. Per i riforni menti più importanti si pnò fare transitare per la stazione-magazzino dei treni di munizioni senw scaric.,rli . Si ricohe ai tren i eventuabrnente mobi li quando i rnagazzioi delle teste di tappe
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cli guerra non esistono ancora o sono insufficienti, oppure quando un convoglio di munizioni, chiesto alla stazione-magazzino, non può arrivare in tempo utile. . I l riforn imento ciel gran parco è fotto dal ministro cle_ila guerra secondo proposta del comandante l'artigl ieria dell'armata.
Ser·vizio del genio. - N'è capo un colonnello o tenente colonnello. Dipendono dal direttore: il personale del parco; ufficiali ed aiutanti tlel genio in riumero variabile secondo i bisogn i e ripartiti fra i principali comandi di tappe, o incaricati di speciali missioni; eventualmente, truppe territoriali del genio. Sono attribuzioni del capo servizio: disporre del par~o del genio d'armata conformemente agli ordini del direttore del le tappe e le istruzion i del comandante del genio all' armata; il servizio territoriale del genio nella circoscrizione delle tappe assegnata al l'armata, cioè: lavori di difesa, manten imento e costruzione delle vie ordinarie e per acqua, lavori d'accasermamento e baraccamenti . Compongono il personale del parco: un direttore (maggiore) collo · stato maggiore del parco; un distaccamento di zappatori-~1inatori; un distaccamento ciel treno. In principio il parco è trasportato per f6rrovia ad una stazione testa cli tappa di guerra, poscia si avanza verso le teste di tappa di strada ordinaria. Per le distribuzioni ai parchi di corpo d'armata si comporta analogamente al gran parco d'artigl ieria. Esso stesso è rifornito dalla scoola reggimentale del genio che l'ha mobilitato; qnesta scuola perciò spedisce una pri ma riserva alla stazione-magazzino, e tiene una seconda riserva pronta ad essere spedita ad ogni ordine. Oltre a rifornire i pa rclii di corpo d'armata e somministrare gli strumenti necessari alle truppe per lavori straordinari, il parco d'armata può anche eseguire lavori sul la zona delle tappe, come preparare posizioni di combattimento, o costruire ponti semi-permanenti sulle linee di ritirnta. ' A questo riguardo il direttore delle tappe riceve o provoc4 le istruzioni dal comandante del genio dell'armata . Iu una parola, il servi;;io del genio sulle lince cli tappe ha una doppia azione, l'una amministrativa ch'è il rifornimento dei materiali del genio, l'altra tecnica ch'è l'esecuzione di quei lavori che possono interessare cosi l'armatn come lo stesso servizio del le tappe in ciò che riglrnrda la costrnzione, adattament.o o nrnnutenzione della viabil ità, dei mezzi d'alloggiamento, dei magazzini, delle opere di difesa ..
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Servizio d',i,ntendenza. - N'è capo un intendente o solto-intendente; dà que, to dipendono : il personale della direzione; i personali dei diversi servizi amministrativi distribuiti lungo la linea di tappe; i personali dei convogl i ausiliari, dei panifici di ca mpagna, del parco bestiame d'armata, del deposito bestiame. Nel rriorno in cui comincia a svolgersi il servizio delle tappe, i personali ; i material i non assegna ti ai corpi d'armata sono messi a disposizione del capo servizio delle tappe dagli intendenti cli cor~o. d'ar-· mata, i qnali, sino a quel momento, hanno provveduto al ser vizio. Il materiale che rimanesse senza impiego è diretto alla stazione- magazzino .. Il capo servizio d'intendenza, sotto l'autorità del direttore delle tappe e guidato d.il le istrnzioni dell'intendente d'armata, ha le seguen ti principali attribuzion i: ,1° Amm inistra il personale e le truppe ciel servizio delle tappe, e di quelle che stazionano nella sua giurisdizione; 2,0 Rerrola con avvisi cli spedizione l'i mpiego degli approvvigio-· cl . . •• nameuti e del materia le del suo servizio spediti dall'interno alle staz1ornma11azz ini o raccolti sulla zona cli tappa deJrarmata ; 0 30 Utilizza le risor::;e del paese e dirige l'amministrazione di tutti i magazzini della sua giurisdizione; 4° Regola il funzionamento dei panifici cli campagna finchè si trovano nella ·zona cl i retroIiuea; 50 Provoca le requisizioni dar forsi per completare i convog li ausiliari, o per organizzare i parchi cli requisizione pel rifornimento dei trasporti; . .. . 6° Vi11i la sul parco bestiame d'armata, erme ·pure sn1depositi cl, bestiame stabil iti sulla zona di retrol inea ; 70 Provvede all a vigilnnza amministrativa delle gestioni ospitaliere, e alle spedizioni del materiale di sanità; . . go Riceve i crediti che gli delega l'intendente d'armata e rilascia mandati pel pagamento delle spese. Diperidono dal c,1po servizio : . . 4o In ogni stazione- magazzi no dipendente dalla d1rez1one. del le· t<1ppe (cioè si tuata al cli là della base d'operazione) - Una sotto-rnt~n.deuza, umi gestione del servizio sussistenze, una gestione cl.el serv!Zlo vestiario ed arredamento, una gestione del materiale sanitario; 0.0 In orrni comando cli stazione testa di tappe di guerra - Una sotto:uteud~~za, una. gestione del servizio sussistenze, una gestione del serl'izio vestiario ed arredamento: que, t'ultima provvedendo inolfre, al transito del mat.eriale di sanità; 1!)
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3° In ogni comando di testa di tappe di strnda ordinaria - Una sotto-intendenza, una gestione delle sussigtenze., i con'Vogli aitsiliari assegnati a tale comando; 4: 0 In ogni luogo principale di tappa di strada ordinaria - Una sotto- intendenza, una gestione delle sussistenze. Il convoglio ausiliario (1 ), forrnilto in ogni regione di corpo d'armata all'interno, si compone di quattro sezioni eguali ; i quadri d'og:1i sezione sono composti in modo da comprendere il carreggio occorrente al ·trasporto d'una giornata di viveri pel corpo d'armata (più due giorni pel suo proprio personale). Nondimeno potendo il convoglio reHare tota lmente o parzialmente innttivo durante certi periodi della · guerra , la prima organizzazione non comporta, per ogni sezione, che la metà di tale ca rreggio. Allorquando il direttore delle tappe prevede il momento in cui i convogli ausiliari devono essere portati al loro m~ssi mo, stabilisce il contingente da fornirsi dalle circoscrizioni territoriali o di tappe della sua giurisdizione, assegna i punti di radnnnta, e provvede a rice,·ere gli equipaggi e ad assegnarli alle compagnie dei con · . vogli ausiliari. · Il panificio di campagna di ciascun corpo d'armata ha il personale ~ il materia le necessario per 18 forni mobili. Si suddivide in trv sezioni poste sotto un'unica gestione, ma capaci di funzionare separatamente. Durante le operazioni attive i panifici sono impiegati i:.ulla giurisdizione del servizio di tappa, $ia .alle stazioni testa di t::ippe di guerra, sia ai luoghi principali di tappe, sia anche, quando è possibile, alle teste di tappe di strada ordinaria . Non appe1rn l'armar.a staziona, ogni panificio è messo a diretta disposizione del proprio corpo d'armata. Un pm·co bestiame, appartenente all'impresario del servizio vi,,eri,carne, è stabil ito a due giornate di marcia dall'armata: rifornisce i parchi di corpo d'armata e si fraziona, occorrendo. L'impresario del servizio viveri-carne di ciascun'armata stabilisce i ·suoi deposit1: bestiame in prossimità della linea di rifornimento. Il direttore del le tappe, dietro prnposta del capo servizio dell'intendenza, approva il dislocamento di tali depositi, i quali, appartengono bensì all'appaltatore, ma sono messi sotto la vigi lanza degli agenti dell'ammi oistra1,ione. A meno di ordi ni in cont.rnrio, l'impresario può liberamente fare ,compre di bestiame nella zona di tappe dell'armata: non le fa nella
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zona occupata dall'armata stessa che quando lo consenta il comandante d'armata ('1) . . . . . Nel limite di una giornata di viveri, i convogli amm1mstrat1v1 del corpo d'armata debbono poter essere riforniti sia alle :;tazi.oni test.e c!i tappe di guerra, sia alle teste di tappe di strada ordinaria, senza n- . chiesta nè preavviso . A tal fine, ìl sotto-intendente della stazione testa di tappe da guerra calcola ocrni criorno le esistenze dei panifici di campagna; le risorse locali, le t>eccedenze n~i dèpositi del la stazione e in quella della localitì1, e ne desume le quantità complementari c:he deve ~omministrare la stazione- magazzino. .Fa conoscere direttamente al sotto-intendente della stazione-magazzino il fa bisogno. Prepara una richiesta ?i trasp01·to per ferrovia, che il direttore delle tappe o il comandante d~ tap pe della stazione testa di tappe di gLlerra , se è a ciò delegato, notifica al commissario militare o comandante di stazione della stazione- magazzino.
(l.) Per facilitare- l'esame di questa parte del Regolamento, crediamo utile il seguente cenno intorno al servizio de.i viveri o foraggi presso il corpo d',1rmata (avanlinea) francese. . La razione viveri si clistingue iu tre parti: viveri-pane (pane, pane l.,iscottato'. gal: letta), viveri- carne (c;une fresca, carne in conserva, bnc salato, lardo salato), piccoli viveri (riso o legumi, sale, zuccaro e caITeJ. Ogni soldato porta nello zaino, 2 razioni di galletta, 2 razioni di piccoli viveri e 5 razioni (una scatola) cli carne in conserva. - Si prevede che saranno fatte scatole da 4 razioni per distribuirne una ogn i due soldati, ma allora probabilm~nte sara cambiata la dotazione di carne in conserva ai viveri reggimentali. - I v1ven di riserva degli .ufficiali sono portati con le cucine degli ufficiali stessi. Ogni cavallo porta: 11:1 razione avena se di cavalleria, una razione se d'artiglieria, treno o genio. Ogni stato maggiore, corpo o carreggio porta su carreggio regolamentare (carri a 2 cavalli) viveri detti reggimentali, sufficienti per: 2 .giorni di viveri-pane; 2 giorni di piccoli-viveri; t giorno di carne in conserva; 2 giorni di avena. Ogni cor1Jo cl'armata h,1 tre convogli aniministrati'Vi di sussistenze, cioè un? per c(ivisione ed uno di corpo d'armata, il cui carreggio è in parte del treno militare, in parte ciel treno borghese o di requisizione. Ciasettn convoglio amm inistrativo si suddivide in quattro sezioni eguali, e ciascuna di queste porta: i giornata di viveri pane; ! giornata di piccoli vJveri; i giornata di carne in piecli; ' / 2 giornata di carne in conserva; ' /, giornata di acc1uavite; ! giornata cli ,i.vena. I convogli amn1inistrativi disimpegnano ad un tempo le funzioni dclh\ . nostra colonna viveri e del nostro parco viveri di riserv,1. Riforniscono direttamente l trem reggimentali, e si riapprovvigionano ai convogli ausiliari del servizio delle tappe.
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Così pure, in ciascuna testa di tappe di $trada ordinaria, il servizio -d'intendenza assicura giornalmente una giornata di viveri, . sia sulle sezioni ciel convoglio ausil iario inviate ai punti di contatto assegnati, sia uei magazzini che ha formato . Allorquando le richieste dei convogl i amministrativi dovessero eccedere i bisogni cli un giorno, l'intendenza del corpo d'armata tra" smette, immediatamente e direttamente, al sotto-intendente della testa di tappe di guerra lo stato delle q110;nt,i,tà in eccedenza, indic:mdo il giorno di caricamento . Invia nello stesso tempo un secondo esem plare di tale stato al direttore delle tappe. Il sotto-intendente della testa di tappe di guerra o di strada ordinaria assicura, sia di sua iniziativa, sia attenendosi alle speciali istruzioni che avesse ricevute, l'approvvigionamento complementare mediante i pan ifi ci di campagna, il concorso di risorse locali . le rich ieste alla stazione-magazzino o al magazzino di tappe più vicino , o mediante le risorse esistenti sullo stesso convoglio ausi liario . Le richieste di materiali pei servizi delle sussistenze, di vestiar10 ed arredamento, e di sanità sono trasmesse all'intendente d'armata, il qual·e le approva e le fa pervenire al direttore delle tappe. Il capo servizio d'intendenza delle tappe, fa pervenire con le necessarie istruzioni queste richieste alla st.azione-magazzino o a quell'altro magazzino che deve farne la somministrazione, e ne avvisa il comandante di t.appe alla stazione testa di tappe cli gne'rra affinchè prepari i mezzi di trasporto per l'invio a destinazione.
Sero1:zio di san:ità. - N'è. capo un medico principale con un pie~ colo personale di clirezioue. Di pendono da lui i personali delle diverse formazioni sanitarie poste sotto l'autorità del direttore delle tappe, nua riserva di personale, & i personali degli stabi limenti creati dalle società di soccorso che concorrono all'esecuzione del servizio sanitario Il medico capo dirige l'ii1sieme del servizio sanitario delle retrolinee seguendo le istruzioni che dà il direttore di sanità dell'armata. Egli organi'zza personalmente o per mezzo di suoi delegati, da una parte, il ricovero dei mala1.i e feriti sul posto, dali'altra il loro sgombro. Regola l'impiego della riserva di personale messa a sua disposizione, e si concerta coi delegati della società francese cli soccorso ai feriti . Trasmette ai suoi dipendenti le istruzioni principali concernenti gli stabilimenti del paese occupati pel servizio clelJ'.armata, gli oggetti da requisire di preferenza, i bisogni straordinari da segnalare.
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Le formazioni sanitarie si distinguono in due gruppi destinati, il primo all'ospitazioiie siil posto, il secondo allo sgombro. II primo gruppo comprende : ... Gli ospedali di campagna temporanea men te stabili t1 nella zona di retroliuea per curare sul posto gli ammalati e feriti non tr_as~ortabili. Uno o più di questi ospedali, situati fuori delle grandi _lmee di rifornimento, posson0 essere destinati ad isolare e curare_ smo a guarigione gli uomini affetti da malattie epidemiche o contagi?se;_. Gli ospedah e ospizi permanenti del ?aese occupato_ ~he .51. u!,h~~ zano oltre gli ospedali di campagna, e gli osvedali _ausil~ari ~st1tm~1 dalla $Ocietit di soccorso ai fori ti, dalle società locali o dai part1colar1. Gli stabilimen ti cli questo primo gruppo ·dipendono ordinariamente dal comando di tappe più vicino. II secondo gruppo comprende: . .. . . Gli osvedali di sgombro (hopitaux d'évaonation) s1tnat1 _a ciascuna testa di tappe di strada ordinaria, in ogni st:izione testa d1 tappe di o-uerra e, occorrendo, nella stazione di ripartizione. Gli ammalati 0 r:riti desio-nati per essere avviati sulle linee di sgombero vi sono ricevuti, di;isi per malattia, classificati per categorie e curati sino al mo1nènto d'essere messi in cammino; Le infermerie d:i stazione (M'rO'oia1·-ia o di luogo di tappa,st~bili te · su tuu.o il percorso dell e linee di sgombero. Provv~dono ali al'.mentazione dei feri ti e dei malati di passaggio, raccogliendo al bisogno quell i che non possono continuare la strada. e provvedendo al loro trasporto in uno ospedale vicino; · , . . I trasporti di sgombro (treni di sgombro sulle ferrovie , convogli di sgombro su lle strade ordinarie e snlle vie d'~c~ua). . In 0 o-ni comando di tappe importante (test.a d1 tappe d1 strada ordinaria~ luoo-o ·principa le di tappe, st:izione testa di tappe di guerra) un medico dirige tutto il servizio, ed accentra le relazioni cosi ri::\petto al comando di tappe come rispetto al capo s-ervizio di sanitit delle tappe. Il direttore delle tappe può prescrivue che alcune formazioni sanitarie dipendano immediatamente dal capo del servizio d~ sanità ~elle tappe; in questo caso i med ici capi restano in rapporto diretto coi comandanti di tappe per gli aITari locai i. I medici capi servizio ,sottomettono al comandante di tappe proposte concernenti: Le misure d'igiene e di polizia sanitaria ché richiedrno il passaggio dei malati e la vicinanza cli stabi limenti ospitaHeri; . L'organizzazione del servizio sanitario locale mediante le risorse
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disponibili; le requisizioni da fare a quest'uopo e i baraccamenti da costrui re; L'organizzazione dei convogli di sgombro sulle strade ordinario e sulle vie d'acqua . Generalmente fu nzionano : In ciascuna testa di tn ppe di strada ordi naria : Un ospedale di sgombero o una sezione d'ospedale di sgombero. Ha per principale missione mantenere il" legame fra il servizio d'avanlinea e quello delle tappe, e assicurare la desti nazione dei malati e feriti trasportati giornalmente dalle ambulanze. Organizza, mediante il concorso del ç0mandante di tappe, i convogli di requisizione pel trasporto degli ammalati e feriti e dì concerto col servizio d' intendenza per profittare del cnr-· reggio delle sussistenze che ritorna vuoto; In ciascun luogo principale di lappe: o un ospedale di campagna, o uno spedale nusiliario della società franc-ese di soccorso ai feriti, o uno stabilimento uazionale utilizzato per l'esercito. Questi stabilimenti ricoverano i malati non trasport.abilì e concorrono al servizio di sgombero; In ciascun luogo ordinario di tappe: o uno stabilimen to del paese utilizzato pel ser vizio dell'esercito, o un'infermerì11 di luogo di tappa di strada ordinaria organizzata mediante le risorse locali; In ciascuna stazione testa di tappe di guerra : un ospedale di sgombro al quale sono assegnati il personale e il materiale necessario per formare i treni sanitari improvvisati. · Il personale dì riserva è princìpalmente destina tu ad assicurare il servizio sanitario negli ospedali improvvisati sulle linee di tappe e, in caso di bisogno, nei treni di sgombro. Occorrendo il direttore delle lappe organizza depositi dì convalescenti , dove sono ricevuti gli uomini usciti dagli ospedali ma il cui stato esige ancora cure e riguardi. Ne confida il comando ad un uftìciale a:;sistìto dal personale necessario per l'amministrazione e la vigilanza; il servizio medico vi è prestato, per quanto sarà possibile, da un meùico militare. I depositi di spedati (éclopés) stabil iti dai corpi d'arma111, passano sotto l'autorità del direttore delle tappe, quando !'.armata prosegue la sua marcia in avanti. I convalescenti e gli spedati possono essere impiegati nei servm locali sino a complet.a guarigione, quindi sono avviati ai rispeuivi corpi per drappelli. Serviz'io roeter'inario . - Per la cura dei cavalli malati o feriti sono stabiliti dietro le tru ppe depositi d-i cavalli malati.
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Questi depositi, abitualmente organizzati in prima linea per c~t~a degli st.ati maggiori di corpo d'armata o d'arma~a, passano al serv1Z1_0 delle tappe allorquando l'armata prosegue. Il dire_tto:i-e delle t~ppe assegna a tali depositi ufficiali e solda~i a~par~e_nen_u a1 person~h che ha sotto i suoi ordini, come pure vetermar1 m,htan o borghesi. I depositi cli cavalli malati sono ispezionati dal veter!mn:io in capo dell'armata e dal capo di servizio veterinario della d1rez1one delle tappe. .. . . .. . . Quest'ultimo designa pure i veterinari rn1htan o cm 1I per 1spez10· nare i parchi bestiame d'armata e i depositi dell'impresa v~veri-~arne: Per questa parte del loro servizio i veterinari di pendono dai funz1onar1 d'inte ndenza . Il capo del serv1z10 veterinario prende o_ìlro~oca le misure d'igiene destinate a prevenire o a combauere le epizoozie.
Servizio deUa rimonta ('1 ). - La direzione delle tappe fa .ricercare le risorse che potesse offrire la zona di tappe de(l' a~1:1a~a d_al ~unto di vista della rimonta. I cavalli comprati sono rmn1tt m piccoli depositi che senrono acl alimentare i depositi di rimonta mobil i dei corpi d'armata . Servizio della forza pubblica. - Capo del servizio è un uffi ciale superiore o capitano di gendarmeria; che ·prende_ il ?ome di prevo~to delle tappe. Dipendono da questi i distaccamenti d1 forza pubblica presso i comandi di tappe. Ser'où1io dli tesoreria e delle poste. - N'è capo un pagatore generale assistito da speciale personale. Dipendono da lui: · ,10 Gli aoenti deoli uffici di tesoreria e delle poste di tappe (pagatori particolari, pa;atori aggiunti, commessi di tesoreria). Un_ ufficio di tappe ~i compone d'una o più brigat~ di tap~e che .hanno cia~cuno. U n paoatore aooiunto e un commesso di tesoreria: puo essere diretto o oa "ù do. un pagatore particolare e gli si assegnano generalmente uno o p1 agenti mob'ili. . . . .. Il personale subalterno (sotto-agenti e comer1-condutton forn1tI (1) Questo servizio presso l'e•ercito [rance.se 0 rappresentato in ~· line,t da un. ile110silo di ?'imonta ,mobile di corpo ct•armata. E fornito dal trono cd_ e r.ompost~ cli i uf: ncialo subalterno comandante, 7 graduati di truppa, 2 conducenti, 50 solda?, 2 carri a 2 cavalli poi viveri reggimentali, o porta. 65 cava lli da sella, \ j quadrnped1 da ~iro o 20 d,t basto, più un cano a 2 cavalli con oggetti di llardatura da fornire a, corpi. 25 -
AN:-10 X XX, \"OL. I.
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dal servizio delle tesorerie e delle poste, postiglioni forniti dal treno militare). È sempre assegnato un sotto-agente, guar.da-cassa, acl ogni brigata cli ,tappe. Il corriere-conduttore ha, su tutto il percorso della ·linea postale, la custodia e la responsabilità dei dispacci contenuti nelle valige postali che accompagna. Il capo del servizio assicura il servizio della tesoreria e delle poste nella zona deJle tappe dell'armata sino ai quartieri generali del corpo d'armata; nondimeno il trasporto dei dispacci è ejfettuato, lungo le ferrovie, dall'amministrazione centrale delle poste, sino alle stazioni teste di tappe di guerra, dove stabilii:;ce ufficio di f1·ontiera . In generale il servizio è organizzato in modo d'avere un iifficio di tappe in ogni stazione testa di tappe di guerra, testa di tappe di strada ordinaria e ·luogo principale di tappe, un rilievo postale in ogni luogo di tappe. Gli uffici assicurano così il servizio postale come il movimento di fondi lungo la linea di tappe a cominciare dal punto dove sono stabiliti. Il personale e mate11iale in ciascun ufficio di tappe è il seguente: Stazione testa d i tappo di guerra
Testa di tappe di Stl'llda ordinaria
Luogo principale di tappe
P11gatore particolare .
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Pagatori ·aggiunti .. Sotto-agenti . . . ·.
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Commessi di tesoreria
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Se1·vizio della telegrafi.a militare. - N'è capo un sotto-direttore della telegrafia mili tare, che ha a sua disposizione un piccolo perso· .nale. Dipendono da lui il personale delle sezioni telegrafiche di tappe · e ferrovie e quello dei d-epositi speciali di materiale telegrafico militare.
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Una seziQne telegrafìca di tappe e ferrov·ia si compone di : •1 capo-sezione; ~ sotto-capo sezione; 2 ca pi-posti: 25 telegrafisti, che possono essere, rinforzati da altri 25 telegrafi5ti ausiliari; 4 capi-equipaggi; 2 maestri operai; 8 operai. 1 distaccamento del treno pel trasporto del materiale. ·u o deposito di materiale telegrafico è costituito io una delle stazioni-magazzini addette all'armata. Nel corso delle operazioni possoIJ.o essere stibiliti piccoli depositi di' materiale nelle stazioni teste di teppe di · guerra, nelle teste di tappe di strada ordinatia e nei luoghi principali di tappe . In difetto di persona)~ della telegrafia militare, q~1est~ piccoli depositi sono affidati al servizio d'artigl ieria, i di cui agenti restano incaricati di. soddisfare alle richieste di matei'iale che verranno loro indirizzate. Il servizio telegrafi co di tappe collega la rete dello Stato con la rete tele"rafica di campaana stabilita dalle sezioni di 1a linea. Le reti di è> tappa delle diverse arm.ate formano le parti d'un medesimo tutto destinato a prest-arsi scambievol_e e costa~te appoggio; perci.ò il dìrettore. generale delle ferrovie e delle tappe, preso i concerti tc)l direttore generale della telegrafia militare, stabilisce l'assegnazione dei fili telegrafici principali e l'uoicazione degli uffici centra!i di deposito di di: spacci, dove si fo l' innesto dei servizi specia li alle zone di tappe di ogni armata . Con q·uesta riserva, il capo-ser vizio della telegrafi a delle tappe ha completa iniziativa e libertà d'azione. nella propria zona, _conformandosi alle i8truzioni del direttore delle tappe e del capo d, stato maggiore. Egli assicura la costruzione, il mantenimento e l'esercizio delle linee telearafìche di tappe mediante le sezioni telegrafiche di tappe .e 0 ferrò-via, rin forzate, occorrendo, da lavoratori militari messi a sua dt· sposizione dai · comandanti di tappe, o da lavoratori civili pagati o requisiti. . . . Il servizio telearafico di 1a linea gli rimette success1varoente, e secondo le circosta~ze, i posti ch'esso ha impiantati e le linee stabilite o riparate mediante il suo materiale di campagna: Il capo-se~·vizio fa completare l'istallazione di questi posti, e sostitui_sc~ _il maten~le pro: prio agli apparecchi di campagna, che sono rest1tmt1 alle sez10ne. d1 1)
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1• linea; fa consolidare ed anche ristabilire le linee ed occorrendo ne fa costruire delle nuove; infine fa procedere al ripiegamento delle parti di linea divenute senza scopo . Dietro ordini della direzione delle tappe, si concerta con la commissione di linea, o commissione delle ferrovie di campagna, interessata per mettere a disposizione del servizio ferroviario i fi li e il p~rsonale telegrafi co necessari ali' esercizio delle ferrovie, e per determmare quali dei fili stabiliti lungo le lince ferroviarie saranno riservati al servizio generale dell'armata. Il ~po-servizio della telegrafia delle tappe fa da' suoi depositi di materiale le spedizioni richieste dal servizio di 1 n linea. Provvedo ai riforn imen ti, sia mediante compre dirette, sia provocando dal direttore della telegrafia dell' armata invi i dall' interno. Dopo verificazione, fa deporre nei depositi il materiale provenien te dalle linee ed uffici ritirati, e dii ige nei magazzini dell'interno il materiale deteriorato.
se non fosse di cosiffatta esigenza inutile diventerebbe l'istituzione degli stabilimenti avanzati. Ci parrebbe perciò assai opportuno che anche il nostro regolamento avesse a contenere speciali prescrizioni sul modo di funzionare dei servizi alle stazioni teste di linea ferroviaria. È io queste stazioni che generalmente saranno impiantati gli stabilimenti intermedi, giacchè, salvo il caso di specialissime condizioni, come sarebbe per esempio quella di un nodo rispondente a più linee ferroviarie, non sapremmo vedere la convenienza d'im piantare altrove, luogo una linea forroviaria, stabil imenti di tal fatta. È in questo stazioni che, salvo il caso che la località assolutamente non vi si presti, per facilità di servizio hanno sede principale gli stabili menti avanzati, e spesso anche le stesse direzioni dei servizi d'armata o almeno una importante loro rappresentanza. È infine in queste $lazioni che devonsi riscontrare tutte le proprietà richieste dal nostro regola mento (li bro VIII, n. 8) per le toppe di testa, perchè la tappa di testa per se stessa, cioè quando non è nello stesso tempo testa di li nea ferroviaria, non solo non può essere di troppo difficile contentatura, dovendosi frequentemente spostare per rimanere sempre a breve distanza dell'armata, ma non ne ha neppure bisogno assoluto. Un altro apprezzabilissimo vantaggio del regolamento francese è quell o di descrivere con sufficienti particolari l'azione dei servizi corrispondenti ai nostri stabilimenti avanzati, pur lasciando una suffi ciente larghezza di modi per adattarsi alle varie contingenze della guerra . .Sotto questo aspetto il nostro regolamento non è redatto con molta armonia . Mentre di alcuni servizi, come per esempio del sanitario, del postale, del veterinario, dà norme abbastanza particolareggiate e precise, per alt.ri è piuttosto deficiente. Dove più fa sentire questo difetto è nel servizio di vettovagl iamento, il quale per la sua importanzn parrebbe meritare d'essere il più chi11ro e il più completo. Vi si trova bensì una profusione di prescrizioni contabili, forse ecces,iva perchè talvolta inceppanti la libertà e la speditezza dell'iizione logistica-amministrativa , ma non a sufficienza per quanto si riferisce appunto a questa azione. Ed invero . Trattllndo degli stabilimenti avanzati si accontenta di dire. che essi hanno per iscopo di rifornire direttamente gli stabilimenti di 1• linea e che si ri forniscono io massima al deposito centrale ( parte II, libro IV, titolo II), senza aggiungere una parola per chiarire in che modo e per opera di chi si effettua questa doppia funzione. Quindi parlando del magazzino avanzato viveri ordinari si limita o fa r sapere
Da questi cenni facilmente si conclude come i vari servizi secondo il regolamento francese, funzionano in sostanza come presso ~oi: salvo lievi modificazioni, le stazioni- magazzini corrispondono ai nostri depositi centrali e stabil imenti intermedi, ed i servizi fra le stazioni teste di tappe di guerra o le teste di tappe di strada ordinaria corrispondono ai nostri stabilimenti avanzati . È necessario però notare la spiccata personalità od importanza data alle stazioni teste di tappe cl i guerra, cioò alle st:izioni termine dello linee ferroviarie, le '{uali talvolta posson':> rimanere assai indietro alle teste di tap pe su strada ordinari3. Il nostro reo-olnmento invece non t!ene suffi ~iente ~onto di questo fallo. Esso (pa; tc II, libro VIII) considera la linea ~h t~ppa come se dovesse essere costruita o tutta so pra una strada ord111ar1a o tu tta lungo una ferrovia: coi orossi eserciti odierni un'armata difficilmente potrebbe vivere, certameente non potrebbe operare con '{ualche vigore, senza il soccorso di almeno una ferrovia; ma d'_altra parte sl'l rebbe illusione il credere di poter sempre avere la ferrovia a contatto con le trnppe. Il più delle volte, e forse sempre che l'armala avanza, avverrà che una gran parl,1 della linea di tappe_ sarà costituita su ferrov ia, ma nell'ulti mo tratto, che potrà essere più o meno lungo, sarà continuata su strada ordinaria. È su quest'ultimo tratto che, basandosi sulla stazione testa di linea fefl'o-viaria, funzionano gli stabilimenti avanzati, cioè la parte carreuoiata 0 degli stabilimenti di 2.a linea; anzi si può con sicurezza asserir~ che
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ch'esso contiene circa 6 giorni di viveri, pane o farine comp,rese, per gli uomini della propria armata, e 6 giorni di avena pei cavalli della medesima: ora ci pare che in quest'ultima asserzione vi siano due inesattezze, l'una di misura, · l'altra d'indole. Supponendo l'armata priva della divisione di cavalleria, e form ata di tre corpi d'armata con .J Obatterie, sì avrà sempre m:i,a forza di ,10 1, 1137 uomini di truppa e pareggiati, 3309 ufficiali e pareggiati nonchè ,1 9,80i cavalli: calcolando la razione viveri per ufficiali e truppa a gr. "20 di pasta o riso, gr. ,15 lardo, gr. 15,5 di sale, gr. 15 di caffè e gr. 20 di zucchero; calcolando la razione di pane di gr. 750 trasportata tutta in farina e però del peso di gr. 537,6 per razione ad ogni individuo ,di truppa; calcolando infine a kg. ,i, la razione avena per ogni cavallo, si avrà per ogni giornata di vettovagliamento il peso di circa: 1
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Kg. 19,374 per viveri senza carne, » 5i,37,1 per farina, >> 79,216 per· avena, »
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152, 96,1 in totale,
cioè il carico massimo medio di 152 carrette a due ruote. Ora si sa che il magazzino avanzato viveri ordinari ha tiOO carrette (all'epoca in cùi fu pubblicata la 2• parte del Regolamento cli servizio in guerra ne aveva solamente 300) alle quali aggiungiamo anche le 48 che possiede il panificio avanzato pel trasporto di farine , si arriva a 448 carrette le quali trasportano incompletamente tre giornate di vettovagliamento, tanto più poi s1>, come è naturale, una parte della farina sia stata ridotta · in pane. Ma anche facendo astrazione della quantità, non ci ·pare nè esatto, nè utile precisare la quantità assoluta di razioni che il magazzino avanzato viveri ordinari può portare, cogie si farebbe d' un parco viveri di riserva, il quale segue l'armata per garantirla che in ogni circostanza_ può contare· su tanti gi'orni di sussistenza. Giova piutto~to considerare il magazzino avanzato viveri ordinari come una massa di carreggio a disposizione del servizio vettovagliamento pel trasporto delle derrate dalla stazione testa di linea, dove cessano i trasporti ferroviari, sino all'incontro d·elle colonne viveri di corpo d'armata alle tappe di testa; s1,>tto questo aspetto non giova più sapere quanti viveri contiene in. ,modo assoluto, ma quante sezioni si possono formare pel trasporto dei viveri sino a!l'incontro delle colonne viveri, pel trasporto delle faxine sino alle sezioni panattieri, e pel trasporto del pane dalle sezioni
panattieri alle colonne viveri, secondo la dislocazione di questi vari elementi, la distanza della tappa di testa e lo stato delle truppe, se cioè in moto continuato, in moto alternato o in riposo. È secondo questa indole che va studiato il funzionamento del. magazzino ~vanzato viveri ordinari per risolvere il problema della distanza massima alla quale può rimanere dalle truppe, coi _mez~i dispon.ibili. e in date c~ndizioni, la stazione testa di linea, ed Ill ciò che d1ffer1sce sostanzrnlmente da un parco viveri di riserva. Così pure il nostro regolamento non dà 1~ me~oma ind(caz_ione sul modo di funzionare del parco avanzato buoi, anzi non ne md1ca n.ep~ pure la dotazione. Si sa che per fornire la carne d1 10i!H6 '.a~1om bisoO'nano 126 .buoi di media grossezza e in buono stato d, nutrlZlone; qui1~di per stare a pari del servizio viveri bisogna eh~ il parco av.an· zato possa fare continuamente funzionare sulla li~ea. d1 tappe g,or· nate di carne in piedi, distribuite in nove parcht d, corpo d armata. Si sa pure che al parco avanzato sono assegnati _un c.ipitano contabile un veterinario uno scrivano e due· attendenll senza alcun mezzo ma;eriale : ora $i p~1ò domandare come funziona questo servizio? Chi accompagna ed ha la consegna dei parchi di corpo cl'~rrnata? Chi conduce i buoi? Cosa mangiano i buoi durante la marcia? ecc., ecc. A tutto questo bisognerebbe che il regolamento desse delle ris?oste sufficienti almeno per servire di norma e a far conoscere a eh, spetta la responsabilità del regolare servizio. Non è qui il caso di moltiplicare gli esempi. Dall'esame del nuovo reO'olamento francese sul servizio. delle tappe, e dal' confronto con all!> ' • cuoi punti del nostro regolamento sul servizio in guena, ~ ~01 mteressava ricavare qualche utile insegnamento e forse un migliore apprezzamento delle nostre cose. · ,. . . . . Ci pare perciò poter concludere che nel! 111s1eme 11 ~1ste~a da ll\l~ seguito si presenta più armonico, più completo e megl10. d1sposto d1 quello che man mano si è riusciti ad ottenere nell'eserc1tto frances~. Nondimeno dal confronto dei particolnri il nostro regolamento lascia a desiderar~: primo, una maggior dose di attribuzioni e d' autorità nei comandanti di tappe per farli agire come organi effica ci dello stato maO'criore d'intendenza d'armata rispetto ai servizi di '2.· linea; secondo, 0 un: più particolareggiata serie di disposizioni tendenti a meglio ~recisare l'azione dei singoli servizi, e più specialmente fra la staz'.on~ testa di linea ferroviaria e la tappa di testa alle spalle dei corpi iii armata.
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GENNARO l\1011ENO
Tenente colonnello di stato maggiore.
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L'ISTRUZIONE DI TIRO PER LA FANTERIA E CAVALLERIA INGLESI
llegulations fot· ilfusketry I-nsti·1iction -
1884
Il Dipartimento della Guerra Inglese emanò lo scorso anno una nuova istruzione di tiro per le armi da fuoco portatili e, come in questo periodico venne pubblicato un rendiconto del la Istruzione di tiro germanica del 1884- ( "), così pure di quella inglese sarà df!to un riassunto, affinchè gli ufficiali che si dedicano a questa specialità poss~no for~arsi _un concett? del modo col quale in Inghilterra si impartisce I.a 1struz1o~e s~J tiro e, volendo, possano pure stabilire opportum confronti fra 11 metodo inglese e quelli di altre potenze. La nuova istruzione inglese è divisa in dieci capitoli che tratt-ano: il primo delle norme generali, il secondo del corso d'istruzioni da impartirsi alle reclute ed ai soldati anziani, il terzo degli esercizi pre paratori, il quarto del tiro pratico, il quinto della stima delle distanze, il sesto dei premi e dei registri di tiro, il settimo della istruzione per l'impiego del revolver, l'ottavo della costruzione dei poligoni e della collau~azione delle_arm~ portatili, il nono della scuola di tiro per la fanteria ad I:Iythe, 11 decimo final mente, intitolato mim~llanea, di alcuni particolari di costruzione e di tiro del fucile e della carabina MartiniHenry e del revolver Enfield. A. ques.t~ enum~razione faremo ora seguire, capitolo per capitolo, le part1colar1ta che e, parvero più importanti . . Nelle norme generali, eh.e costituiscono il primo capitolo, la istruz10ne contempla . i doveri che incombono, per quanto riguarda il tiro, a tutta la gerarchia militare, a cominciare dal generale èd a finire dalla recluta. Ogni generale che comanda truppa deve tenere un diario mensile in cui si registrano tutte le esercitazioni e tutti i risultati di tiro, come (i) llivista ilfililare I taliana,
gennaio i885, pag. i99.
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pure tutte le evenienze straordinarie risguardanti il tiro dei corpi eh~ dipendono dal predetto generale; que_sto diario clev'~sser~ tr.asmesso ?gn'. anno al comando in capo dell'eserc1to. Oltre alle 1spez1om generali dei reggimenti e battaglioni, ogni ga~erale .deve annu.alm~nte p~ssare u.na ispezione speciale di tiro per ass1curas1 ~ella a.tt1 ~udrne ad 1struttor~ e della abilità nel giudicare le distanze degli u~fi~ta)t, del ~etodo 5,~guito nella istruzione, dei risultati ottenuti, dei motlVl d1 ese~z1one_ da.li istruzione sul tiro, del modo col quale i cavalli (pei regg1me~t1 d1 cavalleria) stanno al fuoco; durante quest'ispezione, per fo~marst un con.cetto pratico della istruzione poss_eduta cl~lla truppa, ogni gen~rale"~_uo far sparare 1200 colpi per ogm battaglione ed 800 per ogm re<'><'>11nento di cavalleria. . . Ogni comandante di corpo rispond~ direttamente .del!a 1st~11Z1one. su~ tiro del proprio reggimento o battaglione, . deve qm~d1 !.ass1cu_rars1 d1 persona che questo servizio proceda regolarmente e sia diretto m modo da ottenerne il massimo profitto. . . Il comandante in seconda di ogni corpo coadiuva praticamente 1~ comandante titolare e quando le esercitazioni di tiro avvengano fuon della guarnigione è incaricato di assistervi. I comandanti di compagnia rir,,pondono del modo col quale vengono istruiti gli uomini cli truppa e quindi devono dare I~ volnt~ n~rme direttive ai loro subalterni e graduati; devono tenere m ord'.n.e 1. registri di tiro e far procedere la istrnz~one s~condo I~ _prescnz~on.1~egolamentari; i comandanti di cornpa~uia ed I sergenti 1strutton d1 tiro devono aver frequentata la scuola d1 Hythe. . Quanto alle munizioni, ogni soldato di fanteria o cavalleria deve sparare nel primo anno cli suo .servizio 100 ?~lpi come recluta e 160 durante il primo corso annuale; m totale 260 ~m. Il s~ldato dopo avere sparati j ,1oo colpi destin11ti per le reclute viene .cluamato. recluta anziana ,, ; quando abbia eseguito i 260 col pi prende 11 nome .d1 • soldato anziano » . . . . Difetto di vista non è motivo d'esenzione per la istruz10ne eh tiro; si permette l'uso degli occhiali ed il tiro. a~poggiando l'a~m~ alla. spalla sinistra; in ogni caso il soldato corto dt v1~ta deve ese~m~e 11 numero di tiri prescr:ttQ compatibilmente alla distanza a cui grnngono le sue facoltà visive. In ogni guarnigione dev'esservi il polig_ono per il .ti1:o in ~odo.che giornalmente possa esercitan:isi ~rn. battaglione, esegmrs1_ I~ istruzione in .due volte, per le ore aut1meridial).e e quell~ pomer1d1ane, calcolando in media veutitrè giorni al mese d'istruzione. q
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Il secondo capitolo, che tratta del corso d'istruzioni, è diviso in due .parti di cni la prima riguarda le reclute, la seconda gli anz!ani . Nella prima parte la istruzione &pecifica come la massima cura debba essere dedicata agli esercizi preparaLori dellerecl uLe, insegnando loro il maneggio della propria arma; è prescritto che i primi rudimenti sieno impartiti dal sergente istruttore e che gli ufficiali addetti al le reclute non· abbiano ad··essere cambiati prima della fine della istruzione. Questa si· divide nel periodo preparatorio ed in quel lo pratico, e la istruzione precisa il minimo numero di istruzioni indispensabile alla recluta per passare da un periodo all'altro. Riteniamo importante di riportare testualmente queste prescrizioni espresse negli specchi seguenti:
T'iro al bersa.glio (reclute) . Stima delle distme (non più.. di un eserc1z10
Specie
o
E o
5
Posizione
9 III
ogni esercizio
3
,.
i
2
i
350, 400, 450 id.
2
i
J.
500, 550, 600 id.
2
i {
i
650, 700, 750 id.
2
i
800, 850. 900 id.
2
,.
300 lO
\d.
0
400 iO
A terra
2
= 0,9!43835 m.
.5
~
500 10 -" 250 iO .§
·~ 16 Sci bersagli uuniti.
J
. ~ 300 5 ~
.,
~
fx ( 400 5 ~ ~
~
(400 •
5\ 00 5/
~
l
Jd.
In ginocchio
Cavalleria, rig:\ inginoc-l ch10. Fanteria. , . la prnna rign in ginorchio.
h' terra, in orl cime sparso.
~ ltot
1 !.8 Sei ber-10! ) sa~IJU- E:; g_ a l 0 !Ult. . <=.,, 200
i
"
·- I
2,
Tiro ind ivicloale (5 colpi in ginocchio e 5 a terra) .
Tiro a ~al ve Ui colpi ( in gmoccluo e 5 a terra).
l
i /
1
I I
I
{ Tiro i_ndividuale , ) ) m r1ed1. ( 2 1 ~ Tiro in ordine snar-/ so, la 1• riga in , 1 ginocch io. (
8
(l) i yard
2
200 iO
'.E ;..
Id. In gino cchio
1
200, 250, 300 yards
6
rn\
l3 II ... ·
'7 Otto ~ers~~h mt,. u- ,
:i
5
:150
:a
I
punta- \ ( Puntamento a mo } 2 e i50 yards (i). mento.
i
g"'
!5 Figura. Quattro quesit.i per 0"'01 istruzione
per
~
In piedi
iOO iO
i2 II . .. .
i4 I ... . Dieci cartucce
I
. '. '·
H lii
Ese1·citazion·i prepa1·atorie (reclute).
Come cla$silicati
del bersaglio
!O lll
Oorso d'istruzioni per c avalleria e fanteria.
I Nozioni di
387
ESTERA
RlVlSTA
Nessuna recinta può passare dalle esercitazioni preparatorie al tiro al bersaglio se quelle non sono eseguite a dov~re; q.uelle reclute ch,e completano il corso d'istruzione fra il ·I O gennaio e ti 3,1 ottobre pa:,sano anziani ancora nell'anno; invece le reclute che lo_ c?mpletano fra il ,t o novembre ed il 3·1 dicembre non passano anztllll che nel· ·i . d. l'anno seguente. . , . Nella seconda parte di questo capitolo e sp1agato come I corso . l tiro ai~nuale per la cavalleria e fanteria sia diviso, in tiro al bersaglio e tiro di combattimento. Le norme che regolano il tiro al bersaglio per gli anziani sono date dallo specchio seguente.:
388
RIVISTA
ESTERA
Corso d'istr.u zioni per oa.valleria e fanteria.
Esercitazioni preparator·ie (anziani). o
,:::
Istruzione sul puntamento
o""
5
i!I
2
Istruzione sulla. posizione
Un'esercitazione di un'ora.
Istruzione Istruzione sui principi teorici sulla. e sul buon governo stima delle distanze delle armi
Due esercitazioni di Un'esercitazione di
mezz'ora. ognuna..
mezz'ora.
Mezz'ora.
I .Tiro al bersciglio (anziani). Stima. delle dist:;1nze
Specie
o
E o è'5 del bersaglio
a
III
t, Ili 5
III
6
II.
7 li . 8 Il .
Posizione
.. . \
i 50 iO~
In piedi
j
• i
2uOW j
In glnoccbio
1
.,
.; o
300 10
..
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400 iO
... ...
.s o è'.;
500 10
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600 iO
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~
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Libera Id . Id .
9 1
700 {O
Id.
I
800 iO
Id.
{O
Corr.o classificati
I
( H Sei h.er-1 Tiro
300 5
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i2 Otto ~er-
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400
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Tiro 600 a salve soo I
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i3 Sei ber- O sagli u- .: 'E ~
Diti.
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1
389
· Il tiro di combattimento degli anziani, da eseguirsi m qualunque momento dell'anno sotto gli ordini diretti dei generali comandanti, consta: a) della ripetizione dei tiri male eseguiti di un qualunque periodo del tiro d'istruzione; b) dell'esercizio individuale al bersaglio del busto; e) dell'esercizio individuale al bersaglio-figur:i; d) dell'esercizio individuala al bersaglio scorrevole; e) dell'esercizio individuale al bersaglio scomparente; f) del tiro in ordine sparso a distanze possibilmente ignote; g) del tiro a salve alle massime di:;tanze contro bersagli rappresentanti corpi di cavalleria, fanteria ed artiglieria; h) del tiro di combattimP.nto propriamente detto. Sono classificate piccole distanze quelle comprese nei ,1..00 yards; medie quelle fra 4-00 e 900 yards; grandi quelle fra 900 e ·1700 y·nds; massime quelle fra 1700 e 3·100 yards, essendo quest'ultima la massima gittata del fucile. Le esercitazioni b) e c) servono per determinare la assegnazione alla classe dei puntatori scelti ; per le esercitazioni g) ed h) vengono stabilite speciali dotazioni di munizioni. L'anno d'istruzione si suppone cominciare al •IO gennaio (almeno in Inghilterra) e le esercitazioni al bersaglio in questo . caso devono iniziarsi al più tardi al 1° marzo. Ad ogni ufficiale sono assegnati 60 tiri all'anno per proprio esercizio ed i risultati dei suoi tiri sono da iscriversi in rosso in apposito registro. Per posizioni libere s'intendono quelle in piedi , in ginocchio, a terra e seduti (per la cavalleri11) . Le classificazioni della truppa, come si vede facilmen.te dagli specchi, dipendono dal profitto ottenuto, tanto nel tiro al bersaglio, come in quello di combattiÙ1ento. Il grado di merito di una intera unità deve pure essere determinato facendo il calcolo dei punti ottenuti nelle varie esercitazioni; per indicare una norma riguardo a questa classificazione comples:-iva la istruzione dii. un modulo che qui di seguito riportiamo.
390
ESTERA.
RIVISTA <)
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colpi colpi colpi colpi colpi c.
F . benissimo . uc1 1e bene . . . . Martini-Henry mediocre . cattivo ..
170 ! 50 125 !25
benissimo . Carabina. bene . . . . Martini-flenry med.iocre . cattivo ..
153 i33 H3
l
<!)0
H3
45
39 33
33 39
33
27
27
27 24. i8 l.S
21 i5 l.2 i2
2-1 i5 :12 i2
18
24 21. .:18
21.
21. i5 1.2 i2
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9 9
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.
21 :15 i2
9
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1.8 i2 9
!.8
9
9
1.2 9
341 282
233
230 3!2
253 209 209
Il t~'.zo _cap_it~lo .della istru~io~e, che tratta delle esercitazioni prepa~at?r!e, e _d~v,_so in sette sez1om le quali spiegano successiv·amente, i P.n?c1p1 .teorici, tl_buon governo delle armi e delle munizioni, gli esercm ~1 tiro, que_lh delle posizioni del puntamento, quelli del puntare, la stuna delle d1st:1nze ed il tiro in bianco. I principi teori:i si e_spongono in quattro letture : la prim·a tratta della ~anna ~el ~ucile, dei varitaggi della rigatura, dell'asse dell'anima, della lmea dt tiro, del la forza della gravità, della resistenza dell'aria e della traiettoria. La seconda lettura espone il modo di dirio-ere la canna per dare ~na ce~ta elevazio,ne all'arma, il modo di dare l'!levazione per m~zzo dell alzo, 11 modo d adoperare l'arma-modello. L:1 terza lettura tratta delle altezze della traiettoria per diverse gittate e degli spazi battuti. La quarta lettura prende a considerare le cause eventuali che influenzano la _e~attezza del ti.r~ e _quindi il vento, l'atmosfera, la luce, il calore, · la quah~a ~elle . murnz10n1, le feccie, il sole e finalmente la mobilità del bersagl,.o; 1:1guardo a quest'ultima circostanza la istruzione dà p~re uno sp~cch10 d1 n~rme pe.r gli spazi di cui bi~ogna puntare innanzi al bersaglio mo:entes1 alle diverse andature, in senso perpendicolare al front~,. per distanze comprese fra 100 e 5.00 yards, tirando col fucile Martm1-Henry. L~ ~ec?n~a ~e~ion~, che tratta del buon governo delle armi e delle murnz10111, e d1v!sa m .quattro lezioni, di cui la prima dà la nomenclat~1ra delle vane parti del fucile e della carabina e spiega l'azione d.ell otturato!'e; la seconda insegna a levare e mettere, a scomporre e r\co.mpor'.e l.utt~1ratore; la terza tratta della pulitura dell'arma; la quarta da 1struz1on1 diverse per la cura dell'arma e del!e munizir,ni. La terz.a sezione descrive nei suoi minimi particolari, dividendoli per tempi e movimenti tutti gli esercizi di tiro ripartiti in diecianove
391
paragrafi a seconda delle varie posizioni che qui successivamente enumereremo - Caricare e far fuoco per tempi e movimenti stando in piedi - Esercitarsi nel tiro dalla posizione di puntamento - Esercitarsi nel tiro dalla posizione di pronti - Scaricare le armi - Caricare e far fuoco per tiro celere stando in piedi -~Caricare e far fuoco stando in ginocchio - Caricare e far fuoco stando seduti - Caricare e far fuoco per tiro celere stando in ginocchio - Caricare e far fuoco stando distesi a terra - Caricare e far fuoco per tiro celere stando distesi a terra - Tirare a salve ed a volontà - Tirare a ,salve stando in ginocchio - Tirare a salve stando distesi a terra Tirare a volontà - Caricare e far fuoco su due file - Tirare a sal,ve su due fi le - Tirare a volontà su due file .:__ Tirare contro la cavalleria - Sparare fuochi di gioia. La quarta sezione ha per obbiettivo d'insegnare al soldato a maneggiare abilmente la sua arma, stabilire la voluta unione fra l'ocehio e la mano, rinforzare il braccio sinistro; qu,~sta istruzione pratica, complemento di quanto venne insegnato nella terza ,ezione, si divide in tre esercizi, ai quali le squadre di una forza non superiore ai dieci uomini, prendono parte in tenuta di fatica e col fucile senza baionetta innastata; anche per quest' esercizio però, le varie posizioni si prendono per tempi e movimenti. La quinta sezione, che tratta degli esercizi di puntamento, è molto succinta; prescrive di puntare al centro del bersaglio corrispondente:. mente alle tacche dell'alzo, permette di coprire l'occhio sinistro se non lo si può tener chiuso, di fare ·leggeri segni sull'alzÒ per J?lOmentanee correzioni; dà alcune norme di puntamento per tirare contro bersagli · scomparenti. La sesta sezione ha per iscopo di insegnar~ al soldato un giusto apprezzamento delle distanze per potere regolare la elevazione del fucile. Per questa istruzione vi è il c,>rso delle reclute e quello degli anziani; il primo · dura otto giorni e nei primi quattro giorni si giudicano _le distanze da 250 a 500 yarcls; negli altri quattro giorni le distanze da 550 ad 800 yard:;. Il corso degli anziani dura due giorni, di cui, nel primo si giudicano le distanze da 250 a 500 yards, nel secondo quelle da 500 ad 800 yards. Per poter far giudicare gli uomini contemporaneamente della differente impressione che presentano oggetti identici a distan-ze differenti, si dispongono a sc:igliO'Ili successivi in numero di sei ed obliquanti da sinistra verso destra a cominciare dalla distanza minore, due soldati per ogni scaglione di fronte alle sc1uadre: gli scaglioni distano pochissimo trasversalmente fra di loro
392
per cui ullil squadrn di fronte li vede tutti 10nanzi a sè. Gli esercizi devono essere ripetuti fino a quando gli uomini dieno risposte soddisfacenti e commeLtano errori minimi . Nella settima ed ultima sezione di questo capitolo viene insegnato al soldato come deve abituarsi allo spnro, come mantenere la posizione durante il rinculo, come premere gradatamente il ·grilletto. I l qunrto capitolo della istruzione, che si occupa del tiro pratico, è diviso in dodici sezioni le quali trattano successivamente di istruzioni generali, di disposizioni da osservarsi sul luogo del tiro, del tiro individuale, di quello a salve, di quello a volontà, del bersaglio del busto, del bersaglio-figura, del bersaglio scorrevole, di quello scomparente; del tiro in ordine sparso e di quello della cavalleria appiedata, del tiro a salve alle massime distanze e finalmente del tiro di combattimento. Nelle istruzioni generali sono descritti i vari bersagl i: questi sono costituiti dall'unione di due o più bersagli così detti normali, aventi dimonsioni di 6 X 2 piedi (1), fatti di ferro abbastanza grosso da ·resistere alln pallottola. I bersagli sono reticolati con quadrati aYenti 6 pollici di lato; al centro del bersaglio una piccola superficie circolare (barilozzo) denominata occhio d!i biie ed attorno a questa una corona circolare più grande, chiamata centro, sono coloriti in nero, mentre tutto il rimanente del bersaglio è tinto in bianco. I bersagli regolamentari pel tiro al bersaglio sono quattro; di III', II", Ia classe e quello pel tiro a salve ed a volontà; quelli per il tiro di combattimento sono cinque: il bersaglio del busto, quello figura, Jo scorrevole, lo scomparente e quello per il tiro in ordine sparso. Il bersaglio di IU' classe, composto di due bersagli normali, alto 6 piedi e largo 4, ha l'occhio di bue con diametro di 6 pollici fino a_ ·1~0 yards, ~i 12 pollici per distanze superiori; il centro ha 3 piedi d1 diametro. Tirano contro questo bersaglio le recluto, da ~ 00 o 150 yards, stando iu piedi, da 200, stando in ginocchio; gli anziani, da ·150 yards, in piedi, da 2.50 a 300 yards, in ginocchio. Il bersaglio di na classe, composto di tre bersagli normali, alto e largo 6 piedi, ha l'occhio di bne con diametro di 2 piedi, il centro con diametro di 4 piedi. Tirano contro questo bersaglio le recluto: da 300 yards, in ginocchio; eia llOO, a terra; gli :inziani, da llOO, 500 e 600 yards, in qualunque posizione. Il bersaglio di I• classe, composto di quattro bersagli normali, alto 6 1
(t) t piede
ESrnn A
RIVISTA
= 3,0479449 dm.; 1 pollice == :!,530954 cm.
393
piedi e largo 8, ha l'occhio di bue con diametro di 3 piedi, il centro con diametro di 5 pièdi. Tir.i no contro questo bersaglio le reclute: da 500 yartls, a terra; gli anziani, da 700, 800 yards, in qualunque posizione. Il bers:igl io pel tiro a salve ed a volontà è composto di sei bersagli normali (6 X 1'2 piedi) per distanze fino a 4-00 yards inclusi; di otto bersagli normal i (6 X 16 piedi) per distanze oltre ai 400 yards; una linea nera , alta ·1 piede, ed orizzontale divide tulio il bersagl io in due parti uguali. Tirano con tro questo bersaglio le recluto : da 300 yards nel tiro a salve e nel tiro a volomà, se fanteria colla prima riga in ginocchio, se cava lleria sopra un:i riga sola in ginocchio; da ,mo e 500 yards nel tiro a salve in ordine sparso. Gl i anziani: da 300 yards nel tiro a salve, se fanteria colla prima riga in ginocchio, se cavalleria sopra una riga sola in !!inocchio; da 4-00 yards 11el tiro a volontà colle norme precedenti; da 4-00, 600 ed 800 yanls nel tiro a salve in ordine sparso. Il personale al bersaglio non deve appartenere al corpo od almeno alla compagnia che tira. Il risultato dei tiri viene segnato con dischi bianchi e con bandiere rosse e bianche; quanto a valutazione si calcola 4 punti il col po clH1 batte l'occhio di bue, 3 quello del C-ODLro e 2 la· rimauente parte del bersaglio. Riguardo alle disposizioni da osservarsi sul luogo del tiro, la seconda sezione espone tutte le precauzioni al le quali è prescriuo di attenersi duraute la esecuzione del tiro per evitare disgrazie. La terza sezione, intitolata tiro iodividnale, specifica le norme che devono seguire le truppe le quali eseguiscono il tiro e quindi i registri in cui devono essere iscritti i tiratori , il modo di assicurarsi se i segnatori eseguiscono a dovere le loro funzioni; il controllo da passare ii i bersaglio prima di ri tingerlo quando i colpi che sovr'esso batterono furono tanto numerosi da generare confusione, le modalità alle qua)i devesi attenere la truppa in caso di sospensione del tiro o di cattivo tempo. Rispetto al tiro a salve, di cui si occupa la quarta sezione, l'istruzione spiega come obbiettivo éli questo esercizio sia di addestrare i soldati in ordine chiuso a resistere agli attacchi della cavalleria, ad eseguire il tiro nelle strarle ecc. Quando invece la truppa sia in ordine sparso questo esercizio serve per insegnare iLmodo di attaccare e di difendere le posizioni, di eseguire alle maggiori distanz~ il tiro contro grandi masse delle tre armi . Il tiro a salve dev'essere sempre eseguito a 1
20 -
AN"10 XXX, VOL. I.
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RIVISTA
comando; i sottufficia!i non devono mai far fuoco durnn te quest'esercizio, essendo loro còmpito il sorvegliare la regolare e,,ecuzione del tiro dei loro uomin i. Dovranno essere tenuti esatti regi:;tri di tiro ed alla fine dell'esercizio confrontati quelli del bersaglio con quelli della squadra. Per il tiro a volontà, di cui tra tta la quinta sezione, valgono tutte le norme esposte per il tiro a sai ve nella sezione precedente e con questo esercizio hanno termine le sezioni che danno le norme per il tiro al bersaglio e cominciano le altre, in numero di sette, che regolano il tiro di combattimento. La sesta sezione descrive il ber5aglio del busto; è questa più che altro una denommazione, poichè si coloriscono svltanto in nero le due testate di un bersaglio normale, per una larghezza di un piede superiormente che rappresenterebbe la testa, e per una larghezza di due piedi inferiormente che rappresenterebbe le spalle; disponendo il bersaolio orizzontalmente si hanno verso le testate due bersagli del busto che figurano in piedi e contro i quali si eseguisce il tiro per l'esercizio individuale b). Ogni battaglione avendo otto bersagli norma li si comprende che sedici uomini possono eseguire contemporanea mente quest'esercizio, che continua per •I O colpi sparati a distanza di 200 yards. 1 Anche il bersaglio-figura, descritto dalla settima sezione, non è che un bersaglio normale rozzamente annerito in senso longi tudinale con contorni rettilinei per una superficie che dovrebbe raffigurare l'uomo in piedi; scopo dell'esercizio e) contemplato in q~esta sezione si è di addestrare il soldato ad eseguire il fuoco rapidamente a distanze inferiori a 250 yards col fucile, a 350 colla carabina, senza cambiare ogni volta la linea di mira. L'esercizio si eseguisce in ginocchio e da otto soldati contemporaneamente, quando non si creda opportuno di far tirare gli uomini individnalmente; durante il tirO', tanto per questo esercizio, come per quello precedente contro iI bersaglio del busto, i colpi non sono segna ti volta per volta, ma dopo ultimato il tiro le squadre sono condotte al bersaglio per osservare l'effetto dei col pi . La ottava s~zione, intitolata bersaglio sconevole, descrive le norme per l'esercizio d) da eseguirsi appunto contro il predetto bersaglio; la rotaia sulla quale si fa scorrere questo è lunga 50 piedi ed è divisa in due scompartimenti, ugualmente larghi, in ognuno dei quali scorre un bersaglio-figura, in modo che uno di essi passa sempre sopr~ uno spazio di 25 piedi. Ogni esercizio continua per ,10 colpi, det quali 3 si sparano in piedi, ,i. in ginocchio e 3 a terra, da distanza non inferiore ai ~ 50 yards; quest'esercizio si fa eseguire da quattro I!)
ESTERA
395
uomini alla volta e le norme da osservarsi durante e dopo il tiro sono
uguali a quelle accennate per il tiro contro il bersaglio-figura. Nella nona sezione, che serve per l'esercizio e) , viene descritto il her3aglio scomparente; questo cousiste in sedici bersagli-figura imperniati a quadrigl ie, fra loro ed angolo retto, sopra un'asta orizzontale che si fa girare, in modo che quando due quadriglie, ossia otto figure , sono verticali, sporgenti dal fosso e visibili, le altre otto alternate si trovano entro al fosso e quindi invisibili; le fignre devono rimanere in vista per cinque secondi . Otto uomini possono eseguire coutemporuueamente quest'esercizio da distanza non inferiore ai ,t 50 yards sparando dieci colpi, dei quali 3 in piedi, 4 in ginocchio, e 3 a terra; le modalità per le segnalazioni, osservazioni e registri sono -eguali alle precedenti. L'esercizio /), di cui tratta la decima sezione, consiste nel tiro in in ordine sparso ed in quello eseguito dalla cavalleria appiedata; il bersaglio per i due casi è sempre quello normale- figura; quand"è fan:teria che eseguisce l'esercizio, questo ha luogo avanzando e retrocedendo fra tOO e 200 yards e consumando metà munizioni per volta . il] puntamento è libero e le norme di tiro identiche alle precedenti. ,Quando invece la truppa che si esercita è cavalleria, bisogna adde·strare questa a combinare l'accur,1tezza del tiro colla rapidità nello smontare, far fuoco , montare, prendere nuove posizioni ed abituare i cavalli a stare al fuoco . li modo di eseguire questo esercizio è spe~ificato per tempi e movimenti come se si trattasse di una evoluzione ,di piazza d'armi. La undicesima sezione, la quale tratta del tiro a sai ,,e, che si fa alle ·massime di'>tanze per la esercitazione g), ha per iscopo di addestrare fa truppa ad eseguire il tiro in massa per compagnia o sezioni; questa specie di tiro deve essere impiegata contro corpi compatti delle tre .armi, nell'attacco di posizioni, da parte di truppe distaccate a fian-eheggiare o coprire l'avanzata del grosso del proprio corpo, per impedire il riattamento di breccie, per colpire le batterie d'attacco. I bersagli per questa specie di tiro possono essere fatti di tela da vele con intela iatura di legno; le norme per il tiro sono eguali a quelle pre.cedentemente accennate. L'ultima sezione, la d,)dicesima, di questo quarto capitolo della istruzione, tratta del tiro di combattimento propriamente detto che si eseguisce coll'esercizio h). Questo tiro ha luogo annualmen te per i soldati anziani della fanteria e cavalleria al termine delle · istruzioni sul tiro e sotto la direzione del generale comandante; prima si eseguisce
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397
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l'esercizio in bianco e poscia colle munizioni; possibilmente i batta- glioni e le compagnie dovranno essere condou.e per tale esercizio in locali lii di cui non possano facilmente apprezzare le distanze e quindi iu genere su terrcuo ignoto, avendo cura di cangiare sovente le posizioni di osservazione, di difesa e di attacco. I bersagli potranno as-sumere varie forme ed essere fatti di materiale diverso, con intelaiature di ferro, dì legno, ricoperti di tela, foggiati di paglia, fascine, ccc.,. purchè rappresentino quanto più npprossinfotivamente possibile uom ini, cavalli, cnnnoni e carri. P rima di cominciare l'esercitazione si accenderà un fuoco di paglia in prossimità alla fila dei bersagli rappresentante il corpo nemico, pernttirare l'attenzione del riparlo che tlcve e;:eguire il tiro. Per impedire che lil linea di combattimento, quando rinforzata da lle riserve, sia troppo affollata, gli uomiui che hanno consumate le loro munizioni avanzando, dovranno ritirarsi e figureranno essere stati posti fnori combattimcut,0. La specie del fuoco da impiegarsi, la distanza, il puntamento, in genere, i comand i non sono dati che dagli ufficiali. Le distanze, i còmpiti da svolger.si, le munizioni da consumar:;i, la dnrnta de,Ja escrtitazione saranno 1utte condizioni stabilite dal generale comandante .. Ogni qual volta lo permette la configurazione del terreno si dovrà combinare un attacco di fianc o con quello di fronte; si dovrnnno occupare con distaccamenti le posizion i elevate situate di fianco per proteggere· l'avanzato del grosso. Oltre che lateralmente nlla località occupata per: l'esercitazione , dovranno essere collocate numerose vedette a 2000 yards al di là della gittata massima del fucile. In genere le posizioni cfo far prendere agli uomiui saranno quelle in ginocchio ed a terra; i soldati che nou sanno puntare se non stando in piedi dovrnono conseguentemente riservare le loro munizioni per le piccole distanze. La cavalleria per esegu ire il tiro, dovrà sempre appiedare ripetendo gli esercizi di avanscoperta, occupando o difendendo un ponte, coprendo la ritirat11 del grosso, ccc. In genere queste eserci tazion i di tiro dovr:mno essere suddivise in tre periodi, dei quali il primo durerà dall'inizio del riro lìoo a qu:-indola liuea di fuoco venga rinforzata dal secondo scaglione, sospendendo allora l'esercitazione per dare tempo ai segoatori al bersaglio di esaminare i risul!.ati del tiro; il secondo durerà dal momento in cui prende parto all'azione il secondo scaglione fino a quando vengono chiamate in rinforzo le riserve; il terzo durerà dall'arriyo delle riserro sino alla fine della esercitazione. Alle norme accenunte ed ai soliti registri di tiro.
·per questo esercmo dovrà essere aggiunto dal comandante delln truppa .uno schizzo r;1ppresentante il terreno di manovra eù un rapporto sul concetto direttivo e sulla esecuzione del tiro. In uno specchio accompagnante il rapporto <lovranno essere speci·ficati: lo stato dell'atmosfera, la direzione del vento, le condizioni di luce e, per ognuno dei tre periodi, indicata la distanza esatta e quella giudicata, la forza presente alla esercitazione, le formazioni di combattimento, i ripari naturali od artificiali dietfo cui si coprirono i sol,dati delle due armi, le colon112 staccate, il numero dei colpi sparati, <Juello dei puuti colpiti, il per cento dei punti utili. L'istruzione soggiunge che non possono essere confrontati fra i corpi i r isultati del tiro di comba ttimento, poichè questi esercizì, per le truppe 'Stazionate in guarnigioni difTerenti, è impossibile che avvengano in circostanze identiche di Lerreno e di tattica, ma che però si pnò in-coraggiarc la emulazione fra i corpi esercitati in una stessa guarnigione, fa cendoli tirare a loro insaputa ad ugual i distanze contro identici bersagli. Il quinto capi tolo della istruzione, che porta il titolo di stima delle distanze, i, dir vero, espone mol to meno su questa esercitazione di ,quanto precedentemente era stato detto nella sezione sesta del capi tolo terzo, mentre invece esso si dedic.'I maggiormente alla descrizione di uno staùiometro; questo stromcnto, del modello 1863, volum inoso, if)esante, per iI cui maneggio occorrono parecchie persone, si fonda sulla similitudine dei triangoli e la istruzione prescrive di farne nso, ogni qualvolta è possibile, per misurare le distanze ignote di tiro. Il sesto capitolo specifica i premi cd i registri di tiro, come pure i doveri dell'aiutante per il tiro che è addetto al generale comandante. I premi vengono corrisposti per il tiro al bers:iglio e per la stima ,delle distanze, e sono cgna! i per la cavalleria, il genio, la fanteria ed il corpo colooiale. Il miglior tiratore, soldato di un battaglione o forza corrispondente, riceve 5 lire inglesi ( t 25 franchi) ed un trofeo dì due facili incrociati sormo'ntati da corona, quest'ultimo lavorato in lìlo metallico dorato .e da portarsi su I braccio sinistro. Il secondo miglior tiratore, soldato di un battaglione o forza corri.spondente, riceve 3 lire ingle5i (75 franchi) ed un trofeo rl i due fucili incrociati sormontati da col'Ona, quest'ultimo lavorato in filo metallico dorato da portnrsi sul braccio sinistro . Il migliore tiratore, fra i caporali d'un battaglione. o forza corrispon-dente riceve premio e distintivi identici a quelli dianzi specificati.
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I l migliore tiratore, soldato di un corpo di truppa della forza di 60 uomini od oltre, riceve 2 lire inglesi e 1O scellini (61,80 franchi) ed il solito trofeo. Il secondo migliore tiratore, soldato in un corpo di truppa di forza inferiore a ,rn e. non inferiore a 30 uomini, riceve 2 lire inglesi (50 franchi) ed il solito trofeo. Tutti i premiati devono soddisfare alle condizioni prescritte per essere nominato tiratore scelto; tut.ti i graduati e soldati che, oltre ai premiati, soddisfano alle condizioni ora ricordate possono essere nominati puntatori scelti, sino al ·1 O ¼ del corpo di truppa che eseguisce il tiro: essi ricevono 1 lira inglese (25 franchi) ed il solito trofeo, ma in lana e non in oro. I premi per la stima delle distanze si corrispondono soltanto in danaro e sono: per il graduato o sold,1to che giudicò meglio le distanze a tale esercitazione, eseguita per un riparto non inferiore ai 40uomini, se di cavalleria ·1 O scellrni (11,80 franchi); se di fanteria .f. lira inglese (25 franchi); al ·1 O °lo dei gr~duati o soldati, compresi i, premiati dianzi specificati, della truppa che si esercita al la stima delle distanze, se di cavalleria, 5 scell ini (5,90 franchi), se di fanteria, 10 scellini (H ,80 franchi). I tiri che servono per la assegnazione dei premi sono: ~ O colpi
1O
1
1O 10 ,1O
a 200 yards, in piedi contro un bersaglio di III• classe; 4-00 » in ginocchio • » II 0 » » 800 » con puntamento libero » r• » » 11lla esercitazione b); » >> » e). »
In ogni corpo i sergenti della unità non inferiore ai 40 uomini, e quindi io massima una compagnia od uno squadrone, che tirò meglic delle altre dello stesso corpo, ricevono come compenso. onorario il so lit<> distintivo in oro, che però devono 1]asçiare se cambiano di compagnia o di squadrone. Le condizioni per essere nominati puntatori scelti consistono nell'ottenere un minimo di 1175 punti per la cavalleria, 200 per la fanteria~ nel tiro individuale al bersaglio durante il corso annuale, cgu un'aggiunta di un minimo di /~2 punti, sparando ·20 colpi nelle esercitazioni b) e e). Per essere premiato nell'esercizio della stima delle distanze bisogna avere riportati almeno 24 punti di merito alle interrog:.1zioni fo tte durante la istruzione.
I premi e distintivi vengono consegnati dal generale comandante e possono essere portati per un anno. La seconda sezione di questo capitolo tratta dei rarrJOrti e registri risguardanti il dro, i quali sono in numero di cinque: ,il registro degli esercizi al bersaglio e di quelli per la stima delle distanze; il rapporto annuale del tiro di ogni compagnin; il rapporto annuale del tiro di ogni b11ttaglione che comprende pure il rapporto sui premi; il diario mensile sul proced imento della istrnzione; e il rapporto sulle Yariaziooi avvenute nel personale. · Al generale comandante è addetto per il tiro un aiut::rnte e la terza sezione cli questo capitolo tratta appunto delle funzion i del predetto ufficiale: esso è incaricato di continua· sorveglianza sull'andamento della istruzione, sul tiro dei corpi che dipen<lono dal generale,al quale egli è addetto. Deve tenere un apposito registro in cu i vengono annotate le minime particolarità riguardanti il tiro delle truppe; ogni trimestre deve ispezionare , non solamente l'andamento dell'istruzione, il modo col quale gli uf6ciali ,ed i graduati eserci tano i loro soldati, m~ deve eziandio assicurarsi se i vnri registri sono tenuti al corrente, se ai poli<>oni si seguono tutt,1 le norme regolament.ari; questo aiutante deve l':> • • • • • sempre accompagnare il generale nelle sue 1spez1on1 n1 corpi. Nel capitolo settimo viene insegnato il modo di impiegare il revolver. Qon i soldato cl i cavalleria o fanter ia provvisto di revolver deve spara~·e annualmente 12 colpi con quest'arm11 ad una rlistanza cli 30 yards contro un ber;;acrliofi Qoura sul quale sieno dipinti, ove meglio si crede, Q un occh io di bue del di:imetro di 6 pollici ed U/1 centro del diametro di '12 pollici. I punti di merito sono 4, per i col pi che batterono nel l'occhio di bue, 3 nel centro e 2 nella rimanente parte ciel bersaglio. L'istruzione pel tiro sarà sempre individuale ed il tiratore non dovrà mai sparare più di sei colpi di seguito . Il revolver regolamentare inglese« Marca I>>, che ha l'alzo graduato fino· a M) yards, è a .movimento continuo, ma la istruzione prescrive di esercitare i tiratori a· far fuoco anche senza giovarsi del movimento continuo, montando cioè per ogni colpo il cane, ed· appunto perciò nella parte del capitolo che tratt11 della e,erci t.azione a fuoco co n revolver per fanteria e cavalleria appiedata e per c::ival leria montata, divisa come al solito per tempi e movimenti, è fatta differenza per l'impiego successivo de! l'.arma, rimontando il cane ogni volta, e l'impiego continuato, giovandosi del movimento continuo . L'ottavo capitolo è divi,o in due sezi,mi di cui, la prima tratta. dello stabilimento e della costruzione dei poligoni per il tiro delle Mmi por tatili; la :;econda della collaudazìone delle armi e delle munizioni. 1
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Riguardo ai poligoni è prescrìuo prirna di tuuo ch'essi abbiano da essere scelti in loc.1lità adatta o sicura per il Liro e che pre~enti inoltre l~ possibili.ià di tir.:ire almeno fino .:i 300 yards. I poligon i devono servir.e ~er d1versè squadro che vi si eserciti no con temporaneamente e qu1.nd1,. a seconda del numero delle)inee di tiro, prendono il nome di pol1gon1 ~ d?e, tre o qunuro sezioni: fra ognuna di quoste dev'esservi uno spazio libero di '10 yards; lo sezioni possono essere larghe da ,i-O ad 80 yards e dietro al bersaglio dev'esservi uno spazio Jibet'o di 1500 yards. Nell'istruzione sono descriui minuziosamente e chiariti con nt1mer?se figure tutti gli osservatori, le bandiere dei segnatori ed uno spe~1ale . paragrafo è rled1cato alle norme di buona manutenzione dei poJ1gorn . La ~econd.a sezione. di questo capitolo espone il metodo impiegato per determmare il grado d1 precisione di ogni singolo fucile 1\Iartmi-Henry· tr~ttando~i .di. ~n'arma ?iii nota e di cui si cono$Cono le proprietà balì~ st1che,. c1 limitiamo a c1tMc se111plicemente l'argomento della sezione. Il nono ~apitolo d~II~ is~ruzione è dedicato alla scuola di tiro di Hythe. Scnpo di qnesta 1st1tuz1one è d'istruire e perfez ionare nel tiro ufficiali e serge_nti:. affi1~chè i medesi1~i sieno alla lor volta resi perfettamente capaci d 1strn1re le truppe m qnesto ramo del servizio e con tem porauea mente la scuola serva a propagare nell'esercito un sistema uniforme d'istruzione. Vi sono cinque corsi d'istruzione ogni anno che cominciono al 1° marzo, 22 aprile, 13 giugno, 18 agosto e 9 ottobre; uffi ciali e sergenti .devono preventivamente :,vere frequenta to un corso di tiro per lf.l reclnt~; non sono ammessi al cor:;o : quelli la cui vista è difettosa, val_e a ~ire ~on ~corgono ad 800 yards, o le bandieruole dei segnatori,. o I oçch10 d1 bue del bersaglio del diametro di 3 pierfi; i sergenti. che non proveugono da un istituto ed ucati vo di seconda classe; quelli che sono tiratori assegnati alla terza classe. Finalmente il decimo capito lo della istruzione, intitolato miscellanea, c,rntiene la descrizione particolareggiata della carabina e del fucile Martini-Henry e la esposizione di una seriedi dati balistici riuniti in cinque specchi che trattano: d~lle al tezze delle ~raiellorie ad ogni 50 yards per tulle le giuate, ad ogni 100 yards per gittate da 200 a 1600 yards ; dei rimbalzi e della penetrazione di tiro; della traiettoria a 500 yards e ili quella a 1000 yards; degli angol i di caduto per ogni 100 yards per gittate da 900 a 3000 yards.
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La parte più interessa nte di questi spet:chi e di questi diagrnmmi riouarda il risultato delle esp~rienze eseguite a Dungeness per determinnre la gittata rlci rimbalzi delle pnllottole; questa a 1500 yards fu di 280 yards, a ,1100 yard, di 600 yards'. Così pure è importante constatare cbe 111 forza di penetrazione del proietto Martini-Henry è rilevantissima ; n 3000 ynrds esso perfora completamentP. tavole di forte abete grosse 15 millimetri ed 11 egual distanza esso penetra per 23 millimetri in terreno sabbioso umido. 1
Non è còmpito di quest"° r~ndiconLO lo estendersi in lunghe considerazioni c;ritiche; ciò non pertanto, dopo avere riassunto sommnriamente i vari capitoli della nuova istruzione sul tiro per la fanteria e ]a cnvalleria inglese, primn di chiudere questi cenni, aggiungeremo alcune osservazion i che ci si presentHrono all a mente man mano che riepilogavamo le norme prescritte oella isLruzione. . . . Esaminando la pubblicazione inglese sotto al punto d1 vista tipografi co, bisogna convenire eh' essa nlllla lascia a desidernre. Il piccolo volume di 1 i6 pagine, stampato in caratteri minuti ma nitidissimi, rilegato solidnmcnte in tel a, possiede quella eleg~nza li~m1~in robusta e severa in rni gl' Inglesi fur0no sempre maestri; anzi s1 potrebbe acrniunoere che vi è un eccesso di spec;çhi ed illustrazioni litografiche l;)I;) o li . . . e cromolitografiche; basti menzionare che ne a 1struz1one s1 trovano diciassette specchi, cinque diagrammi e ventiselte figure diverse I Nella parte del libro che trattn delle posizioni di puntamento o di tiro, queste sono successivamente illustrate per tempi e movimenti, per la fanteria e la cavalleria ! Se invece si vuole esamino.re quetito nuovo regolamento inglese sotto al punto di vista del suo va lore intrinseco, della sua applicabiliti1 pratica, ammettendo da una parte ch'esso dimoslra un rilevante progresso rispetto alla istruzione per il tiro dell a fanteria e cavalleria inglese del ~819, che lìu ora era in ,•igore per l'esercito britannico, d'altra parte bisogna convenire che questo libro non si mantiene sempre, per ado · prnrc una frase mollo usiLnta , all'altezza dei tempi. Non si può disconoscere che la nuova istruzione possiede molti e rilevauti pregi: rispetto al regola mento antico essa fu sprovvista di molte lun<raooini cd io iSJlecial modo di quelle risguardanti il •ma01:l neorrio dalla baione11a innastata; in vece la istruzione del 1884 contiene 9 · · FIenry, interessanti dati bnli~tici sui fuci le e sulla carabina Mart1111come pure una serie di in novazioni risguardauti il tiro di combattimento. ~
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_Sono di_ manifesta opportunità le disposizioni che prescrivono d'obbligo per il comanda11te di compagnia e per il sergen te istruttore del tiro l' a_ttestato d' idoneità della scnola di Hythe, che ingiungono ai generali comandanti anunali ispezioni per assicurarsi, non solamente della abilità delle truppe nel tiro, ma eziandio della attitudine e capacità degli ufficiali e graduati ad impartire questa istruzione. , .Durante tutto il. libro_si scorge manifesta la tendenza a risvegliare I mtPresse per la 1struz1one del tiro, a stimolare l'emulazione degli uomm1 e dei riparti . Una limitata facoltà visiva non esclncle dalle esercitazioni, ma il soldato . che non scorge il bersaglio alle maggiori distanze può consumare le sue cartucce tirando 11lle piccole distanze. L~ ese:cit~zio1i delle reclute sono decisamente separate da quelle d~gl1 anzian'. ed ~ pure specificato che la recluta , la quale abbia compita la . sua 1str~z1one, può essere, iu caso di bisogno, assegnata ad un battagli one destinato al servizio delle colonie. Di fronte però a questi pregi , chi legge la n\10va istruzione inglese, trova bene spesso, od ommesse prescrizioni import.anti o date determinazioni e norme tali per la esecuzione del tiro che, se non si vog_liono chiamare difettose, ad ogni modo si prestano molto alla discussione. Mancano nella istruzione !e necessarie norme direttive per il tiro di combattimento . È pre~critto . che le reclt~te siano istruite sul tiro prima d'insegnare lo~o la gmnast1~:a, mentre 1nvece l'antico regolamento del ,f 879 determmava ~be. la 1st_r1~zione sul tiro non doveva cominciare se non dopo ~lue ~ie~1 ~, serv1z10 e ~opo avere ultimate le lezioni dj ginnastica; 1 mot1v1 d1 questo c:rng111mento non si potrebbero ricercare che nella aspirazione cli_ rendere le I\:'dute atte al servizio di campagna nel più breve lasso- ~1 te~po pos:,ibile, mentre invece sembrerebbe più razionale, come si fa 1n Germania , lo eser~itare contemporaneamente le reclute nelle due istruzioni. Per la istruzione nel tiro della fanter ia e per quella della caYalleria s~n? P?Ste condizioni quasi identiche ed anche riguardo a questa par~ta, d·t trattamento per le due armi ci sembra che si potrebbe molto discutere. Le materie insegnate essendo ripartite per giorni e per ore , noi morlo più. minuto e preciso, ne viene che ogni libero pror:rresso o svi- · luppo individuale che dir si voglia, rimau~ soppresso. "' ' Volendo confrontare, riguardo al!' istrtHione nel tiro delle rec\ute,
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il metodo tedesco con quello inglese, si vede che, mentre in Germania con esercizi progressivi, della durata di un trimestre, ::.i aspira a dare alla recluta una larga e sicura base sulla quale poi progredire nell'istruzione, invece in Iughillerrn si tenderebbe a far diventare tiratore in diciotto giorni di esercitazioni la recluta, riserbandosi a perfezionare la sua abilità col procedere della istruzione. Lo insegnare al la recluta in qunttro ore, .come precisa la istruzione, gli elementi sulla teoria del tiro, su lla nomenclatura del fucile e sul buon governo delle armi , ci sem·bra un còmpito piuttosto arduo se lo si vuole disimpegnare con successo . Tutto quanto si riferisce al pratico puntamento e sopra tutto all'impiego dell'alzo, ci parve troppo limitato e col l'el iminare dalle esercitazioni il puntamento ed il tiro del fucile appoggiato al cavalletto , ci sembra che sia stato ommesso un efficace ausiliario per accelerare la istruzione dei tiratori. Entro soli sei giorni, da quando si cominciò la istruzione sul puntamento, la recluta deve prendere parte a quest'esercizio per distanze fin o a 900 yards ed anzi deve già apprendere come ha da puntare contro bersagli mobili; non sappinmo se una simile celerità possa giovare molto ad una istruzione solida e ben intesa, dovendosi anzi tuuo dare tempo all'occhio di abituar,;i lentamente a scorgere minuti oggetti .a grandi cl istanze. Del pari ci sembra troppo ele\'ata la pretesa che entro otto giorni di istrnzioue possano essere giudicate distanze fino ad 800 yards. In Germania, per esempio, si contentano quando la recl11ta do po dodici setti· mane è io caso di giudicare una distanza di 200 metri facendo errori non superiori ai 50 metri. . Nella istruzione non è bene specificato che per passare da una classe all'àltra debbano essere soddisfatte certe dnte e precise condizioni. Se si confronta ancora la istruzione inglese con quella tedesca si vede che, mentre la recluta inglese, già al sesto giorno deve tirare a distanze di 500 yards, invece il tira tore tedesco non arriva a tirare alla predetta distanza se non quando appartiene all11 seconda classe di tiro, ossia quando già è nel secondo anno di servizio. La causa prima di questa differenza si potrebbe rintraccia re' nel fotto che la istruzione tedesca si basa ·su l perfezionamento del tiro alle piccole distanze, mçntre invece nella ist.ruzioM inglese si manil'esta la tendenza di far arrivare quanto più rapidamente possibile la recluta al tiro alle grandi distanze. Mentre il soldato di fanteria tedesco nel suo primo .anno di servizio, alle distanze di •I 00, 150 e 2.00 metri nel tiro di scuola spara ad ogni 1
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distanza 20 colpi, invece in Inghilterra per gittate pressochè identiche sono assegnati ogni volta 1O colpi. In complesso si pretende dal tiratore molto meno in Inghilterra che in Germania; nel tiro individu:ile, per passare alla seconda classe, si esigono 75 punti, per passare alla prima ·I 00; con ciò non è preteso certo con tiro di precisione, poichè un uomo su 70 colpi sparati può pasc;are di cl:isse avendo ottenuto 32 soli colpi util i; è bea vero che per il passaggio di classe si devono aggiungere pure i risultllti del tiro di combattimento, ma siccome anche per questi le richieste si mantengono ugualmente limitate, così ne segue che il ragionamento sussi5te con egua l forza, Nel tiro di combattimento inclividnale degli anziani si trova che qttesta ~sercitnioae ha luogo per distanze da 200 a r~oo yards e quindi tali da poter difficilmente pretendere che ogni singolo tiro dia un punto colpito. Manca nell'istruzione un capitolo che tratti in modo speciale dell 'impiego del fucile nel combattimento,qnantunq'.le raccogliendo loindicazioni sparse in questo reiolameato si possa formarsi un'idea dei con~tti che si hanno su quest'argomento in Inghilterra. Principi ben ch iari e bene stabiliti non esistono in proposi to e le truppe sono incaricate d'esegui re a tal uopo esperimenti, tant'è vero che ai battaglioni di fanteria sono assegna ti 1'"400, ai reggimenti rli cavalleria 800 cartucce per questo scopo. La rilevante potenza di penetrazione del proietto; anche olle maggiori distanze, ha certamente contribuito a far assegnare una importanza eccessiva al tiro alle m~ssime gittate, potendo plotoni e compagnie eseguire il tiro lontano da 900 a 3,100 yard; per so1,teuere l'attacco, per battere grandi colonne o batterie. Dice l'istruzione che « è un inutile spreco di munizioni il far tirare al le grand i distanze uomini poco pratici nel giudicare le distanze ed essere quindi più opportuno che sieno eseguiti tiri isolati quando il nemico si presenta in grandi colonne, per modo che uno sbaglio nella stima delle distanze riesce in questo caso di poco momento ». Ora un simile tiro isolato non può aver luogo che per distanze in cu i le dispersioni dei proietti e le dimension i del bersaglio si trovino fra loro in conveniente rapporto: quando così non avvenga, per quanto si punti l,~ne, i risultnti saranno sempre limi tatissimi. Ne vi ene quindi che la tnttica di tiro inglese può apparire un singolare collegamento di due sistemi diametralmente opposti: tiro indi viduale dei migliori tiratori e tiro in massa alle grandi distanze fi no alla portata massima .del fucile.
È rescritto nella istruzione, quando determina I~ norme per il tiro di co~battimento dei riparti, che soldati i quali abbiano ~onsumate le . ·oni debbano ri tirarsi e così raf~gurare le perdite avvenu~e loro mun1z1 . . . I _. re che sia ·uea dei tiratori. Quest.'I d1spos1z1one ascia suppor . · neIl a l1 ·on mentre libero al soldato il consumare come crede 1e ~ue_mu~1z1 ,, . lt e è detto che durante il tiro dev'essere md1cato il numero delle a r~vcce sparate e che i comandanti di sezione devono pro vvedere ad car u . . . evitare un inutile spreco di mun1z1om . . . . Quale conclu:;ione a questi brevi cenni noi agg1u~geremo che m com lesso la istruzione inglese ptl!· il tiro de_ll~ !antena e ~ella ~avalleri! ci produsse una impressione di grande ng1d1tà scolastica e d1 poc~ a lic.abiliw. ratica. Come lo dimostrò la campagna 1~70- 7~ .' no_\ e pp I p . 'ta' dell'arma ma ben più il razionale imp1et':Jo solamente a super1or1 ., . della medesima che prepara la vittoria.
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..... di· DùMENI CO P rezzo L. 1 ,
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Bologna, 1883. -
I ANNlTRAPA NJ. -
È un·~s~e::a ed accurata monografia redatta secondo i programmi gor~rnat1v1 per le SCL~ole. Nell_a pri~a y arte, che riguarda la ~eografia iìs~~· v~og_ono esposti a grandi ~r~tl1, 1 4:araLLeri gen~rali della superfi cie, poi si passa acl una descnz1one p1ù pa rticolareaaiat~ cJe· · delle ace1ue, de I cuna, 1· "" • " ' t monti, della vegetazione, ecc. ~ ella seconda parte, intitolata Geografia politica s . . I più · · .. , ono rrnnHe e 1~ portan~1 not1z~e relntive all'etnologia , ai prodotti dell'agricoltura e_ ~~Il rndustna ?1an1fott11riera, allo svi luppo dell'istruzione e della viab'.ht~. Vengono infine brevemente descritti ;i vari comuni della p vmc1a, facendone conoscere la posizione topoaraGca la s ·lì · rol · I d' . . e , upe1 1c1e , a Popol . ~z1one, e con iz1001 agricolo e commerciali e le no( . t . b più n marchevoli. me s onc e Nella starn1)a vennero , . . arlo pera 1•t due caratteri:. uno per Lutto ciò che s.econdo I autore, cost1tu1sce il liD1ite minimo dell'istruzione obbt·a~t . '. I al tro pe · I , f . 1"" nr1a, 1· t a . pa1~e aco1t~t1va . R:iccornand iamo questa monogra fi a a 1:Blllunque abbia b1sogu_o d1 conoscere in modo speciale la provi ncia di o ogna .
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ascico 1 1 otParigi' Baudo in e C.' iJ884,.
Le ma·1~0_-vre del 170 C01'}Jo . - Rilevasi che tutLa l'atteozi~ne della stampa , come sa1e . b. · militare · . . fu. ad . esse rivolta, trattandosi di ved e1e b . ero n usc1t1 m pratica i principi dettati dal generale Lewal, ora mi-
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nistro della guerrn , intorno ai metodi di esplorazione, di marcia, e di combattimento. Notasi che egli nel comandare il 17° corpo si è accinto a dimostrare, cbe i suoi calcoli e le sue teorie, espresse in lunghi artico li , non erano fondati noi dottri narismo, ma tratti dalla vera esperienza e dal criterio di far sì che la parte, lascia ta in guerra all'oveoto, sia stretta nei più brevi limi ti possibili. Lodasi, che abbia nelle manovre voluto moltiplicare le diffi coltà, per vincerlo e mostrare la sua perseverante energia. È segnalata l'applicazione dei suoi studi con la quale ha proclamato la necessità di apprendere bene i mezzi per rendere più pronti, sicuri e meno faticosi i movimenti delle truppe, tanto nella marcia , qunnto sul campo di battaglia, e di assicurare nel la maniera più completa possibil e la socldisfozioue dei bisogn i materiali di esse. I sottufficiali ed i quadri subalterni (continuazione). - G. L. 1\1. - Nel sostenere il sistema dell'istruzione per unità, l'autore vuole osservato il principio della divisione del lavoro, cioè una certa latitudine per gl' ist.ruttori subalterni nell'esecuzione del loro servizio, affìnchè non sia mac;china le e non riesCll disgustoso a cbi lo fa. A suo avviso, seguendo un buon metodo, non vi sarebbe la necessità d'impegnare per l'istruzione delle reclLtte tutti i sottufficiali di ogni compagn ia, e cita ad esempio 11uello che pratici1si nell'eserci to tedesco, in cui è minore il numero dei graduati, massime tenuto conto della differenza degli effettivi. Trova giusto il criterio di non lasciare inoperose le truppe, ma a condizione che esse uou si accorgano dell'inutil ità degli eserci zi, cui sono sotto posti, e che debbono a,•ere evidente lo scopo dell 'istruzione vera e necessa ria per la guerra . È quindi partigiano della completa autonomia dolio frazioni costituite del gru ppo reggimentale, cioè compagnia , batteri a, squadrone, t:.iuto per ciò che ha tratto all'istruzione quanto per tuui i servizi, la qual cosa permetterebbe di tr11rre il miglior partito possibile del personale, riducendo quelli al minimo necessario. Ed anche in ciò dimostra la convenienza di fare una corsa spigolatrice sul la costituzione dei gradi di sottufficiali tedeschi, esprimendo per ri:mltato il desiderio, che i quadri :;nbalterni francesi ab· bia110 anch'essi quella r,lasticità dei <1uadri sim ili dei loro potenti vicini. Poscia ontr,i ad esaminare i due sistemi di preparazione dei souurfìciali .fqncesi e tedeschi, e senza reticenze biasima il modo di formare i primi, i quali appena nominati si trovano di11isi dal loro capo per andare nuovi gregari di una massa di eletti nel plotone d'istruzione, divenendo al lievi, mentre erano stati riconosciuti atti ad. csercit;:iro un certo comando. Non esi t,'\ poi a proferire il sistema germanico col quale a_ppena un candidato è scelto dal suo capitano, immediatamente è posto in grado d'esercitare le sue funzioni.
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Ciò P?st~ deplora che l'attività dei gradu?ti subalterni in Francia u?n a~bia rn realtà'. p~r ~sercitarsi, altro campo che quello dell'ammin_1straz1on~ e della d1sc1plina, o ben poco o nulla di efficacia per l'istrnztone tecnica tlclla frazione di truppe alla qunle sono addetti . Crode che l'ordinamento militare anzichè ri posare sulla mutua diffidenza debba fondars! sulla recripoca confidenza. r.irca il servizio dei contabi li nota l't~cessrvo numero di gradunti che vi sono addetti, almeno tre per oo-n i uUJ_tà, senza. g_li allievi contabili più o meno regolarmente annessi~i, e rilevn altn 1uconvcnicnti di servizio interno, che distolgono da utile lav?:o parecc!1i s?tt~ffìciali. Passa poi ad analizzare l'import:rnza, l'autorita, le attr1buz1on1 degli 1,iutanti, e fo vedere che io realtit non sono ausiliar~ d.egli niutan~i maggiori per l' istruzione teorica e pr:itica dei souufficw lr e c.iporal, del battaglione, ma esclusivamente consacrati al s~~~i.zi~. di vigil~~zn, che. non lascia 101'1) ten.1po per farne uu altro. ~ 1st1t'.uz1one cieli amtante si mgge sulla separazione della disciplina da lla 1struz1o~e, . e. l'autore. cr~de che la disciplina dehba fondarsi sopra ben altro prmc~p10,. che 11 timore puro e semplice della pena o del castigo. 1\ suo avviso si dovrebbero sopprimere gl i aiutanti detti di stato ma agio~·e, e. gen~:al iz.zare inv~ce .gli aiutanti di compaguia, di batteri\ ~SSID, .d.1 UU!Ut, flalzancJo ll più possibile la loro situnziooe medi,mte I es~r~1~10_dell'.1 utorità del comando realt>, direlto, con responsabiliti1 ed m1z1.at1va . L'esercito di Chàlons. - Sno 11ioroirnento verso ilfetz 1870 (continuaz1000). - A. G.. ~ Nel ?es~rivere le mosse delle truppe francesi, che ab~anclooarono 1 diotoro1 dt Reims, si osserva, che non si aveva a)cuoa. intenzione di .andare a l\Ietz, poichè mentrn una parte del corpo d esermto del maresciallo Mac-Mahon cou tinu:wa a marciare nella direzione di Vouziars e. ~ell~ Cheae-Populeux, 1i11'al tra parte appoggiava s.u Rethel per n~cess,ta d1 vettovagliarsi, la qual cosa non iscuserebbe 1erro.re del .movi mento nell'ipotesi di rnggiuugcre Mctz . Similmente n_0Las1 che s1 era lontani da quell'obbietti1,o avendo il "eoerale Failly ricusato, contro pochi d .con 25000 . uomini, un combnttimeoto vantao-o-io:o 01' s~1u~ roo, s.asson , a Buz:mcy, preferendo ri til'arsi sopra ChatiJJon, o ciò 1~ seg.u~to ad ordini del maresciallo. Espcsti i motivi che indussero questi a ritirarsi nella direziono cli lVfozières, con marce difficili e male ordi~ate, incontrandosi le colonne agli sbocchi delle vie, si passa a stnr!,~re la musa ciel cambinmen10 di determinazione, per una mossa avanti, cnusa che si ritie110 la prima della catastrofe dell'eserci to francese, e che vuolsi attribuire agli ord ini emanati dal ministero da Pari11i por spingere il maresciallo verso Montmédy. Ma si rileva anche in
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ciò la differenza tra il ministro della guerra fran cese e quello tedesco, che non pretese mai di formare piani di campagna, nè di dirigere la guerra, una volta comincinta. Esaminata la quistione se il maresciallo Mac-Mahon doveva eseguire gì i ordini avuti, si conclude negativamente con l'autorità di Napoleone I e di grandi critici, che non ammettono il dovere in un generale di compiere un movimento che giudica dannoso. Deplorasi, che abbandonando ogni idea di ritirata, e continuando la marcia nella direzione di Montmédy, la distanza dc1ll'esercito tedesco si fosse accorciata essendosi ridotta ad unn marcia. Si biasima la condotta del maresciallo nel non aver mai voluto, quando occorreva, attaccare il nemico, col quale trovavasi quasi sempre in contatto, evitando così ogni mezzo per conoscerne le forze e l'intenzione. Ritiensi la battaglia di Beaurnont il primo risultato di un tale errore, al quale malgrado la disfatta subita, non servì di alcun correttivo, additondo il pericolo dello catastrofe, cui si andova incontro . La grande colpa del maresciallo, secondo lo scrittore dell'articolo qui riassunto, fu di non assicurarsi, prima di abbandonare le sue comunicazioni, se davanti a lui il cammino fosse libero, e di non essersi tenuto pronto a dar battaglia con tutte le sue forze, od a respingere gli attacchi almeno il 30 agosto per salvare l'esercito mettendolo definitivamente in ritirata. Le scorrerie e i zappatori a ca'Oatlo (continuazione) .- Studiando brevemente la costituzione di alcune cavallerie straniere, fra le quali l'italiana, rilevasi i progres:;i introdotti vi allo scopo della scorreria, lodando l'istituzione dei zappatori a cavallo. Si espone un progetto per la creazione di un corpo di zappatori del genio a cavallo nell'esercito francese. L'alimentazione del soldato (cootiriuazione). - KmN. - Constata la grande attività in Germania, Russia ed Italia per la preparazione dei viveri di riserva, spingendo la Francia a seguire l'esempio. Analizza una conserva di carne e legumi atta ad una grande varietà nel regime della nu~rizione, indicandone le proprietà igieniche qualitative e qunntitativc degli elementi che la compongono, il prezzo ed il vantaggio che offre per la diminuzione di trasporto. Le c&mpagnie dei cadetti-gentiluomini e le scuole militari. - L EON H ENNitT. Fa la storia succinta di questo istituzioni in Francia. Tattica dei fuochi e anni a ripetizione (continuazione). - EMILIO S11110No. - Dato J'ndottameuto di un'arma a ripetizione ed ammessa in conseguenza la necessità di una maggiore provvista di cartucce, l'autore comincia dall'esaminare la questione del numero di cartucce a darsi per ogni soldato. E vista la elasticità del problema , per la esperienza, !7 -
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che ha dimostrato come in certe i;{uerre il soldato armato di fucile, a tiro meno rapido di quello caricantesi per la culatta, abbia consumato più munizione, che nelle r~centi campagne; senza pretendere di stabilire una cifra ben determi_,nata, congettura che bisogna assicurare 200 o 250 cartucce ad ogni individuo. Ma poichè ogni uomo non porta ordinariamente negli eserciti che da 10 a ·100 cartucce, stante l'attuale calibro delle armi, giudica della massima importanza la soluzione del problema relativo al rifornimento sul campo di battaglia, ed a tale scopo raccomanda di abituare principalmente nelle grandi manovre il modo di funzionare delle diverse linee. Propone il sistema cli rifornire il battaglione appena formato in ordine di combattimento, mediante il mulo di ogni compagnia, che, dopo di essere così scaricato, è condotto verso i cassoni di battaglione, che trovansi riparati dietro il centro del reggimento a 1000 metri al più, o dietro le compagnie di riserva. I muli portano quindi le munizioni secondo il bisogno ai sostegni delle compagnie impegnate nel la lotta, sino all'esaurimento dei cassoni, che vanno immediatamente a rifornirsi alle · sezioni divisionali, avvicinatesi il più possibile. Conclude che risoluta la questione di provvedere le truppe di munizioni durante il combattimento e di una severa di:;ciplina del fuoco, si vedrà cadere il principale argomento contro l'uso delle armi a ripetizione. L'esercito terr·itoriale(continuazione). - PIETRO MALA VAL. -Ricorda tutti i provvedimenti legislativi e le varie disposizioni che dal ·1872 si resero necessari per costituire solidamente questo esercito, rilevando gl'inconvenienti che si manifestarono nelle diverse chiamate parziali delle truppe, fino alla convocazione cli tutte le armi. Esamina il modo come fu risoluta la grave questione dei quadri di uffici~li superiori ed inferiori; quella dell'istruzione, constatando i veri progressi sempre crescenti, fino alla totale autonomia dell'esercito territoriale, che nelle ultime radunate ha dato prova della sua solidità. Termina accennando al progetto dei reggimenti misti, e mentre ammette, che si possano incorporare nell'esercito attivo intiere classi, dandone meno .a quello territoriale, recisamente combatte quel progetto, tendente a dissolvere quella unità di forze, la quale costa sacrifìzi, e riposa sul sentimento del proprio valore. . L'arti~tie·ria di montagna. - E. M. - È una esposizione di quanto si è praticato dalle potenze militari riguardo a questa artiglieria, che, lasciando a parte l'impiego usuale fattone nelle truppe coloniali in modo eventuale, si considera nella sua vera destinazione, cioè nelle opera-
zioni militari di montagna. A tale oggetto si accennano le proprietà che deve a vere quest'arma, fra le quali ebbe finora a primeggiare la leggerezza, dovendosi le bocche a fuoco trasportare a schiena di qufldrupedi. Ma visto che la diminuzione del peso è pure a danno della distanza del tiro, accennasi all'espediente, cui ricorre per esperienza la Russia, facendo fabbricare dei cannoni composti di due parti; divisibili per il trasporto, è da riunirsi pel tiro, senza però adottare definitivamente finora questo sistema, che fece già buona prova nelle truppe inglesi dell' Afganistan. Lodasi il calibro adottato per le bocche a fuoco da montagna dall'Italia, simile al cannone da campagna, e poscia si passano a rassegna i vari proiettili adoperati nei vari eserciti per l'arma di cui si tratta, ed altri accessori relativi. Infine si fa un cenno della costituzione delle batterie da montagna, differente nelle diverse nazioni. Note sulle strade commerciali dei Russi, degli Inglesi e dei Francesi.
- Vi si riassumono le principali nozioni geografiche sull'Asia centrale e sulla China in ispecie, le grandi linee oro-idrografiche. Poi brevemente ricordando le relazioni dei Chinesi coi popoli occidentali, vi si enumerano le comunicazioni, non senza indicare quelle che hanno un carattere più spiccato d'importanza per le nazioni, che si contendono quei dominì, e rilevasi la potente influenza della Russia, che ha il vantaggio sugli altri di agire di una maniera continua con popolazioni intermedie più asiatiche che europee. Seguono delle notizie sul commerio, lo stato materiale e morale e la composizione dell'esercito in China. L'esercito territoriale e la legge dei quadrì. - Dalla nuova formazione dei reggimenti di cavalleria territoriale, divisi in due gruppi di quattro squadroni, uno di dragoni ed un altro di ussari o di cacciatori, addetti al seguito dei due reggimenti dell'esercito attivo, i quali fanno parte d'ogni corpo d'esercito, e da altre previste disposizioni, si -congettura che possa effettuarsi un nuovo riordinamento di tutto l'esercito di seconda linea, destinato forse ad agire anche fuori del territorio. In questa ipotesi esaminate le attuali condizioni dei quadri dell'esercito territoriale di fronte alle leggi vigenti, si propongono mezzi per regolare il reclutamento degli ufficiali di riserva, mirando ad accrescere il loro prestigio. , E sempre nella considerazione che le truppe territoriali possano essere aggiunte alle attive, si dimostra .l'utilità cli sopprimere una parte del personale amministrativo creato per le prime. Quindi a proposito del
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reclutamento dei sottufficiali s1 discute l'istituzione delle scuole pei figli così detti di truppa, indicando le modificazioni che vi occorrono per o.ttenere degli utili risultati. Si passa quindi all'ordinamento della fanteria dell'esercito di seconda linea in confronto a quello delle truppe attive, additando la maniera secondo cui potrebbero essere coordinate per Ja guerra. Pari esposizione si fa per la cavalleria e l'artiglieria, non tralasciando d'i ndicare le riforme o,;correnti per rendere queste ormai atte alla nuova po.;sibile destinazione, additando gl'inconvenienti dell'attuale legge sui quadri, ed un nuovo assetto dell'artiglieria, ripartita in due corpi di artiglieria da campagna e di artiglieria-genio.
comandare. In conclusione però si ammettono positivi vantaggi risultanti dall'insieme delle manovre del IV corpo. Il rechttamento in Franc·ia ed in Germania. - L. SAMION. La tesi, che pare voglia dimostrare l'autore, è, che l'obbligo generale del servizio, principio universalmente riconosciuto e che migliore e più completa esP,cuzioue poteva avere .subito dopo i disastri della Francia, non è in questa nazione, retta a sistema democratico, così egualmente adempito, come in Germania, paese monarchico, aristocratico. Perciò, ricordate le cause che indussero la Prussia dopo Jena ad adottare per necessità quel principio, fa vedere quanto sia contraria ad ogni privilegio la legge tedesca sul redur..amento, che scarta gl'inabili, rimanda gl'infermi, ma non dispensa nè professori, nè novizi ' religiosi. Non è troppo fautore del modo come funziona in Francia il volontariato di un anno, visto che per il numero degli ascritti, per le più serie prove, che da essi si richiedono, e perchè non pagano premio al governo, rispondono meglio allo scopo i volontari di un anno in Germania , dove sono meno in proporzione per mille giovani di leva e dove quella istituzione non maschera privilegi. Continuando l'analisi comparativa trova maggiore il numero delle dispense, e più larga nelle esenzioni per motivi di salute, la legge tedesca, la quale però si tien salda nell'eliminare ogni carattere di favore all'applicazione dell'obbligo al servizio mil itare, cui tutti gli abil i debbono prendere parte sia come soldati, sia come volontari di uu anno, sia come ufficiali. In Francia invece si sfugge a quell'obbligo, abbracciando una professione liberale. Nè fin qui si limita la critica, che nuovi Hgomenti traP. per mostrare i grandi vantaggi della minor durata del servizio in Germania, tanto per la più gran parte d'istruzione militare, che si può impartire alla gioventù atta . alle armi, quanto sotto l'aspetto degl'interessi economici del paese. L'autore conclude con un appello a sorpass~re più che ad imi tare i Tedeschi.
Le Speetateu,· maHtai, ·e. e dicembre. - Parigi, ·I 884.
Fascicoli di ottobre, novembre
Le manovre _del TV corpo d'eset·ci to nel 1884. - Notasi che a causa del colèra furono ridotte a ,13, su diciotto, i corpi che richiamarono gli uomini di riserva, e che d~e soltanto, il i 0 ed il 17° eseguirono delle manovre d'insieme di divisione contro divisione e di corpo d'esercito contro corpo d'esercito. Esposte le fasi delle diverse esercitazioni avvenute in più periodi, si giunge alla c;ritica generale. Lodansi i progre:;si della cavalleria, che compiè le sue evoluzioni con rapidità e coesione, ed ho cavalli che passa:10 dovunque; ma si osserva che alcuni reggimenti non sono abituati al servizio della cavalleria destinata presso le divisioni e brigate di fanteria, nè si mostrano arditi per procurare in tempo utile le più urgenti informazioni. Sull'artiglieria osservasi, che col numero dei cavalli ed il personale delle sezioni di manovra si avrebbero potuto avere per ciascuna di esse 6 pezzi in luogo di ,i. E se si riconosce la regolarità del tiro, deplorasi che per il peso del materiale i cavalli non possano eseguire il movimento in batteria al galoppo, ed accennasi che le batterie generalmente si schierano sopra ·una sola linea formante cortina -ira le brigate di fanteria. Riguardo alla fanteria si segnalano i buoni risultati delle marce rapide e lunghe, ma si nota una certa negligenza nella tenuta e poca prontezza nelle evoluzioni sul campo d'azione, massime in confronto delle truppe tedesche. Dicesi, che la formazione dei battaglioni di seconda linea siasi trovata un po' troppa densa, che si grida e si par\a più che
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L'ae1·ostato dirigibile di .Meudon. -
W1LFRt0 DE F oNVIELLE.' -
Precede una particolareggiata descrizione di recente esperienza eseguita dai signori Renarcl e Krebs col loro aerostato ad elica, completamente riuscita, secondo una competente autorità da cui è ricavata la descrizione stessa. Ma esaminando i vari elementi che concorsl-lro a questo brillante risultato, lo scrittore dell'articolo si mostra meravigliato che l'equilibrio aereo, avveratosi per pàrecchi minuti, abbia potuto ottenersi dagli operatori. Spiega come ciò siasi effettuato e trova il metodo assai precario·, considerata l'altezza, cui si mantenne l'aerostato, che non avrebbe in guerra raggiunto le linee nemiche senza serio pericolo. ·
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E l'ERIOD!CI
In alca.ne considerazioni d'ordine scientifico sulla velocità raggianta dt 6 metri al secondo, poco vantaggiosa per lottare contro il vento. Non crede all'illusione di un pallone elettrico vagheaaiata da alcuni 1 e r,·_ . h 'I Ot> tiene c e I gran problema da risolvere consista nell'ottenere comodamente e sicurnmente i risultati che con altri metodi si ebbero finora. A~cen.na infine altri sistt!mi, che si vanno sperimentando, e studi, di cui bisogna far tesoro, rammentando che essi si debbono in orioine 0 a Gambetta. · In ahro fascicolo tratta dell'esperienze fotte dai signori Tissandier con l'~erostato el.ettrico, pervenuto ad alte regioni, dove non agirebbe b~ne 1~pp~recch~o Renard-Krebs, e dà alcuni suggerimenti per il migl10re 1m~1ego _d~ certi mezzi, che riescono più giovevoli in pratica. Quanto a1 serv1z1 che i palloni dirigibili sono chiamati a rendere nei bC>m.ba~damenti delle città nemiche, crede che non possono essere immed1at1, perchè supp,oogono una forza che gli aerosta ti elettri ci non possiedono. )~la rico~o~ce che .questi possano essere adoperati per osservaro co, teloscop, 1 fenomeni astronomici, per studiare le correnti aeree, ecc. ~ termi~a s~erando che i risul tati delle sue teorie spingano a far cammmare scientificamente e intelligentemente col vento un pallone alla Dupuy de Lame, mediante l'elettricità, se .non si può farlo muovere col vapore. Ricordi di 11n tenente del genio (continuazione) . - WoLF. - Seauo na:rando gli aneddoti di cui fu testimone l'autore, dopo il fa llito t:nt~ttvo _della presa_di .costantinn. Osserva che non fuvvi spedizione militare mtr_apresa m più deplorevoli condizioni, e fa rimontare la colpa al. mar?sciallo Clausol, che chiama uno dei più grandi generali del pn~o 1mp.~ro, colpa origina.t~ d~ orgoglio ed interesse, pei quali si a_ccmse ali 1mp1:esa su_ll~ not1z1e rnteressate del futuro bey di Costantina, con debo!r e1Tett1 v1, con insuffi cienti artiglierie e poch i mezzi di tr~s porto. Aggwnge che questi ricordi che rimon lano a quarant'anni pnma son.o non tanto vivi nella sua memoria, quanto consacrati in lettere SCfl!le sul posto ed in mezzo agli avvenimenti. Dopo il ritorno a ll.ona n~rra le altre fasi delle sperlizioni, descrivendo varie locnlità ~d _il s~gg1orno_ al campo _di Miez el Amar e passa quindi ni fa tti preJrmrnari davanh a Costantma nuovamente investita dalle forze francesi. L~ Spe~fri.one inglese i n Egitto (con ti ouaziono). - G. DE C. Contiene il rrnssunto critico delle operazioni dertl'lnaJesi. Il 11overno d' , b' ·· e e o • 1 J>.ra I pascra nou aveva la sorte di poter sussistere: i suoi ufficiali I s~ldati poco capaci erauo stati reclutati un po' per parte dovunque: egh stesso non aveva le qualità necessarie ad un capo d'esercito, la
cui missione è quella di liberare il paese. Non seppe far muoyere le sue truppe, nè prendere l'offensiva, nè le disposizioni occorrenti per la difesa delle linee di Tel-el-Kebir. Sebbene non perfetta l'organizzazione delle truppe inglesi, queste erano però superiori alle egiziane. La fanteria ingle$e non era bene istruita nel tiro, e se avesse dovuto combattere contro esercito europeo, ben discipli nato e destro nell'uso dei fuochi rapidi, sarebbe stata decim:,,ta prima di giungere a quelle linee. L'artiglieria inglese seppe compiere la sua parte, la cavalleria, tr11nne la carica sull'ala sinistra degli Egiziani, non seppe fare altro, nè fu adoperata, come dovevasi, in avanguardia . I suoi movimenti giranti sono i più notevoli, che diedero i migliori risultati. Essa è tutta pesante e non corrisponderebbe alle condizioni imposte dalla guerra odierna. Malgrado i 6000 muli e cav11lli da basto, la· questiono dei trasporti non era st~ta studiata dal governo inglese, cui si può rimproverare la lentezza della mobilitazione. Queste sono le principali critiche espresse dall'autore. Le grnndi mano'D're nel 1884. - P rETRO LEHAUTcounT. - Pone il quesito se le manovre d'autunno siano utili in proporzione delle spese che costano. Vi ha chi crede di no, perchè tali esercitazioni sono eseguite io un periodo quando gli effettivi sono ridotti al minimo. Ma tale opinione è combattuta , dimostrando la necessità delle grandi manovre per abituare le truppe alle lunghe marce, agli accampamenti, iigli accantonamenti, per l'esperienza che iicquistano gli ufficia li nel modo di dare gli ordini , perchè infi ne l'arte della guerra non si può imparare soltanto nei libri. Ciò posto viene a mostrare l'utilità di ridurre le manovre di brigata e qualcuna di divisione, obbl igando lo stato maggiore ad una più attenta e solerte preparazi one a fl ue di evitare di esordire con mar..:e di H. o 45 chilometri. Con ciò si possono raggiungere delle eco nomie. Nòtn che l' istrnzione generale dell a fanteria lascia poco 11 desiderare, che però l'artigl ieria tende troppo a immobilizzarsi sul terreno, che la cavalleria progredi sce sempre nel servizio d'esplorazione, che si abbonda in istrnzioni inutili e conosciutissime, che si lascia perciò poca iniziativa . Critica la presenza di generali o ufficial i superiori sulla linea della catena , perchè così sfugge loro la direzione dell'insieme, la soverchia e solita estensione del fronte di battaglia, il tener troppo al quadro pittoresco, con· cui deve svolgersi una fase della manovra, la qua le un11 volta data la tesi generale dovrebbe procedere sotto la più accorta decisione degli arbitri.
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Ricordi ,nilitari del generale I. L. Hul-0t (continuazione). - Descrivono la terza spedizione nel Portogallo, il piano di Massena, l'assedio di Ciudad-Rodrigo e di Almélda, la marcia di detto generale su Lisbona, la missione del generale Joy, le posizioni francesi davanti le linee di Lisbona, la ricomposizione dell'eserscito del Portogallo dopo la venuta di Marmont, che prese il posto di Massena, e i movimenti per togl iere !-'assedio a Bajadoz ed il ritorno su l Tago. Le grandi mano·ore del 188,t in Germania. - NoEL Dzs~1AYS0N. - Spiega il tema e narra come si svolse nelle sue varie porti in più periodi. llfodificazioni e formazioni nell'esercito italiano. - È un sunto del nuovo ordinamento militare in ,J2 corpi d'esercito con la corrispondente circoscrizione territorinle. La tassa militare. - L. SMnoN. - Dimostra che essa è necessaria perchè obbliga tutti i cittadini in età di leva a prestare coi loro mezzi concorso al servizio militare, quando non possono disimpegnarlo personalmente, come debba essere applicata, quali vantaggi finanziari arreca. La difesa d' Jta lia del tenente colonnello Pet-rucchetti. - P. PouLLET. - È uu nnalisi fa v•>revole di quest'opera. Il mare interno e il comandante Rondaire. - K1vA. - Fa la storia del progeuo per condurre le acque del golfo di Gahes negli chotts Melvir e Rharsa. Analizza la spesa occorrente ridotta a ,150 milioni, ed i vantaggi che ne avrebbe la Francia . I sottufficiali ed il servizio di tre anni. - L. SAmoN. - Combatte l'argomento degli avvers11ri della riduzione di servizio circa le difficoltà, che si avrebbero pel reclutamento dei sottufficiali, facendo vedere come per ragioni finanziarie essendosi in realtà ridotto il servizio militare a .\. anni ed a meno con congedi anticipati di tre mesi, la differenza del tempo uti le per l'istruzione diventa ben poca. Ai quadri dei sottufficiali si dovrebbe supplire parte con quelli del servizio_di . tre anni, p~rte ~oi riassol~ati ~on premio, parte con quelli cand1dat1 al grado d ufficiale, nutomzatt a contrHre una nuova ferma senza premio. I i.etti militm,i. - Vi si rilevano gli attuali inconvenienti nel modo con cui sono formati, e s'indicano i vantnggi igienici ed economici di un nuovo sistema di letti. · La q1,estione dei fucili a ripetizione in E1iropa. - G. DE C. Secondo l'esposizione, che l'autore fa dei diversi sistemi di armi in
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uso nelle diverse fanterie delle potenze militari, risulta che solamente Jn Svizzera e la Svezia hanno risoluto il problema del fucile a ripe· tizione in modo definitivo, adottandolo la prima nel 1866, la seconda nel 188,t. Egli comprende la enorme spesa, che arrecherebbe l'adozione di un nuovo armamento, e si limita ad esprimere il desiderio che gli attuali fucili siano trasformati senza tanti cambia menti, aggiungendovi un magazzino automatico di cartucce. l'Europa nel xix secolo e la politica coloniale delta Francia. C. Bau NOYS. - È l'esame di un'opera del siguor Federic.o Nolta, e principalmente delle sue teorie fondate sul principio che la Franc_ia debba mantenersi sulla difensiva in Europa, rinunziando ad altre a_sp1razioni e iniziative, per spingersi ove più lungi possa gi ungere a fondare colonie, principio che il critico decisamente rifiuta. IL regola1nento del 29 Luglio 1884 sulle manoore di fanteria. N. DE SllAYSOKS. - Rileva le differenze fra il nuovo e antico regolamento nei loro particolari, e ·per quanto riguarda i due primi titoli pubblicati. Malgrado qualche criticn ritiene queste due parti come un notevole progresso. La r elazione sitl bilancio della guerra. - L. Bnmi. - Vi si analizzano le modificazioni proposto dalla commissione allo scopo di fare delle economie. La questione del Afaroc,:o. - Contiene le solite insistenze per l'occupazione di Fignig nell'interesse delJa sicurezza della coloni11. e per prote"'rere la ferrovia di Slìsifn. Suggerisce d'impadronirsi intanto di Moktt'Dermel per paralizzare l'influenza di Fignig, dove si spera possa prolungarsi quella ferrovia.
.ll'eue Mi.liti.frisclte Blatte,•. -
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Combattimento presso Hayna,it il 26 maggio 1813. 1l Marocco. - Nel 1882, le colonie francesi, che inutilmente avevano dato In · caccia ai ribelli della provincia di Orano, si trovavano ai confini del Marocco, e qui dovevano arrestarsi, mentre i ribelli li passavano e si mettevano al sicuro. Ne nacque una situazione poco piacevole. La quale si è ripetuta e si ripeter~ iu appre5~o, e finirà co~ chiamare i Francesi nell'interno del paese. E pertanto rnteressante d1 dare a questo uno sguardo. (Seguono notizie storiche, dati statistici ~
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topografici sul Marocco, sull'oasi di Figuig, sulla popolazione e sulle forze marocchine) . Sull'impiego della fanteria nell'attacco delle (ortene moderne. -
Come nella guerra da campagna, così in quella da fortezza, la fanteria si presenta oggidì come l'arma principale. Benchè generalmente la direzione dell'assedio sia affidata all'artiglieria (el emento distruttore degli ostacoli materiali), è sempre la fanteria che afferma e rende stabili i vantaggi ottenuti dalle armi speciali. L'azione della fanteria dell'attaccante, nel corso di un assedio formale, è offensiva e difeusiva. L'offensiva è caratterizzata dall'occupazioI\e del terreno necessario ai lavori e dall'assalto alle posizioni occupate dal nemico ; la difensiva consiste nel mantenimento delle posizioni stesse, contro le sortite degli assediati e nella protezione ai lavori. Benchè l'attacco di viva forza e le sorprese oggidì presentino probabilità di riu~cit-a solo contro piazze mal costrutte e mal guardate, non è però men vero che durante un assedio si presentano molti casi di attacch i di viva forza e di sorprese parziali, con probabilità cli successo, massime se l'attaccante è superiore . per numero o per qua lità. Di questa superiorità dovrà specialmente l'atLaccante valersi negli ultimi periodi dall'assedio, quando la costanza ciel difensore si trova indebolita dlllle sofferenze e talvolta la resistenza paralizzata dalla necessità di economizzare le munizioni. Le più lunghe e rapide marcie d:i t1it.t i i temp'i (continuazione). -In questa parte del lavoro si descrivono le marcie seguenti: 1° marcia di due divisioni spagnuole da Las Vertientes a Palma de Tuan, fra il 1° ed il 15 giugno 18"1 ; 2° marcia del brigadiere spagnuolo Gasco · con 500 uomini per raggiungere la sua armata, tra la fine di luglio ed il principio di agosto ,1811; 3° marcia del maresciallo M:armont coll'armata del Portogallo, rimontando il Duero, dal 16 al 17 luglio ·18 12; 4° marcia del duca di Wellington per inseguire i Francesi vinti nella battaglia di Salamanca, il 22 e 2.3 luglio "8·12.; 5° marcia del duca di Wel lington coll'esercito britannico-portoghese alla conquista della Spagn;i nella primavera del ,t 8 13; 6° marcia del duca di Wellington coll'esercito britannico-portoghese in giugno 1813. Stud!io del te1·reno (continuazion~). - Proprietà delle carte. Valore delle carte. · Pensieri sull''istt'uzione individuale, eirca il modo di approfittare degli accidenti del ter1·eno. - L'esperienza delle ultime campagne ha prodotto molti cambiamenti nella ta ttica della fanteria. Gli effetti micidiali delle armi moderne condussero all'impiego abituale dei gruppi . ~a per questo modo di combattere è necessario un alto grado d'indi1
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vidualismo. Il soldato in campo diventa quasi autonomo, onde la condotta delle truppe diventa difficilissima, se ciascuno non ha fisso in mente questa massima : « Devo fare il mio dovere quand'anche il superiore non sia presente •. Il miglior .~o?o. di c?ltiv:i.re quest'idea è-· quello di risvegliare la confidenza dell rndmduo rn se stesso. Da tale confidenza nascono la tranquillità e la decisione. Le recinte tedesche· sono le mi,,liori che possano desiderarsi in quauto a buona volontà, ma non in °quanto ad iniziativa. Manca al tedesco l'attitudi?e. di acconciarsi subito alle situazioni impreviste; è ben contento che v1 sia sempre chi pensà per lui: di qui la sua confidenza illi~itata n~i supe_riori e la sua bella condotta quando è sotto i loro occhi, ma egli non s1 sente sicuro se non ~ella massa; altrimenti avviene quando è lasciato a se· stesso, quande, il superiore manca o sparisce, Ora è cosa nota che il nemico prende di mira specialmente gli ufficiali. Se q~esti cadono, u~ attacco bea avviato si ferma per incanto. La truppa s1 mette sulla difensiva. . Ma quando c'è la buona volontà c'è la base per ottenere ciò_ che· si vuole e una buona educazione può svegliare la confiden ia m se· stesso e \uindi l'iniziativa. (Segue uu esame de.I modo con cui ~i fa, in Germania, l'istruzione individuale delle reclute, e proposte d1 mo-· dificazioni per ottenere lo scopo sopraccennato). . . J confini orièntali della Francia. - Si riportano di, altri periodici due articoli su quest'argomento. L'uno della Allg. Schioeizer Milita;r Zeitung è scritto specialmente dal punto di vista svizzero; l'altro della Post è scritto dal punto di vista tedesco e vien fatto precedere dalle seguenti parole: « Questo stndio ha fatto una grande impres-· sione, in Francia, per l'abilità straordinaria con cui l'autore ha saputo formare un quadro completo ed esa~to delle f~r tifi~zioai francesi, giovandosi delle relazioni pubblicate dai Francesi nei loro giornali. Tale quadro sembrò cosa nuova ai Francesi stessi, perchè solo nelle· alte sfere si aveva un'idea chiara del suo complesso e dei suoi particolari. È un nuovo esempio di ciò_ che si può mettere insieme · quando si sanno leggere le gazzette ». Le nuove difese della Francia . (Continuazione). - Prosegue larassegna dell'opera scritta con c1uesto titolo dal signor TÉNÒT. . · Sii.lla qiiestione della rete ferroviaria in F1·anei,a ed in Germania.
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Si prende in esame uno studio con questo titolo pubblicato nel
Journa l des Sciences iUilitaires (maggio 1884.) il quale viene alle seguenti conclusioni: ,t O i nostri mezzi di concentramento sono appena
insensibilmente minori dì quelli dei Tedeschi; 2,0 quando anch~
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storo dovessero avere un piccolo vantaggio nelfa precedenza di tempc,, tutto non sarebbe perduto. La decisione dipende assai più dall'abilità del condottiero, dalla forza e valore delle truppe. · Esami presso il comando della Dùn:Sione Cos(Tcchi del Cuban. Il nuo·vo regolamento francese .ml servizio interno.- Nel dicembre
-·~883 entrò in vigore il nuovo regolamento francese sul servizio interno. Il vecchio aveva durato cinquant'anni. In generale c'è da meravigliarsi che nel nuovo si sia conservato tanto del vecchio . Anche ·il disegno generale è quello del regolamento precedente. Si divide in -quattro parti. La prima riguarda le funzioni spettanti a ogni carica; la seconda i doveri comuni alle diverse cariche; la terza le marcie; :la quarta i doveri che incombono ai generali nell'esecuzione del regolamento. Pare anzitutto che si sarebbe dovuto mettere la quarta parte al posto -della prima. Nelle disposizioni generali per i colonnelli è detto che tutti gli ordini di questi, in ciò che riguarda il servizio interno, devono conformarsi al regolamento. La stessa cosa potea dirsi pei ge-nerali. Ò per tutti o per nessuno . « Nelle funzioni dei tenenti co.fonnelli se ne tro-va una. che a noi sembra strana e quasi comica ».
Devono vegliare, che gli ufficiali non abitino troppo lontani dalla loro truppa e che le loro abitazioni sieno decenti; perciò di tanto in tanto devono visitarle. Fra le attribuzioni dei comandanti di battagli0ne vi <-è quella di sorvegliare l'istruzione degli ufficiali, e in ciò bisogna riconoscere un ·notevole progresso sul regolamento vecchio. In ciò che riguarda le attribuzioni di capitani, il regolamento fran . cese si stacca molto dal tedesco. Al capitano francese è lasciata minore indipendenza; la facoltà di punire è molto più limitata. Egli è bensì responsabile dell'istruz10ne e dell'educaz;ione della sua gente; ma l'istruzione degli ufficiali è in mano del comandant.e .di battaglione; quella ,dei sottufficiali è in mano dell'aiutante maggiore; non si comprende -quindi <'Ome il capitano possa esserne (esponsahile . .L'im pressione generale, che si ricava da tutte le disposizioni, si è che al capitano si addossa molta responsabilità e si lascia poca libertà. Veniamo ora agli onori. Secondo il vecchio regolamento gli uffi..., ciali per salutare, portavano la m:ino alla· visiera quando avevanò il keppy, ma si scoprivano il capo quando avevano il berretto; gli'uomini di bassa forza portavano sempre la mano alla visiera, avessero berretto o keppy. Il nuovo regolamento prescrive che t11nto gli ufficiali ·quanto i soldati portino la mano alla visiera . Questa disposizione destò ,malumore e molti giornali vi scorsero un'imitazione tedesca. Si con-
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solino; il ·Tedesco salutando mostra il dorso della mano; il Francese invece mostra la palma. Ricuardo all'istruzione si dànno invero disposizioni precise « ma per ;uanto almeno abbiamo veduto e sentito si è ancora deboli in questa partita ». . . . .. Secondo il vecchio regolamento gh uffic1ah non avevano dmtto all'attende!lte; la necessità aveva fatto sì che loro si. lasciasse, ma senza dispensarlo da nessun servizio. Col nuovo regolamento _gli ~ttend~nti sono dispensati dal servizio ed è loro assegnata la retr1buz10ne d1 5 lire mensili. « Nel capitolo punizi oni troviamo il nuovo precetto che nessun u~« ficiale sottufficiale o soldato possa pubblicare cosa alcuna senza 1L « coose~so del Ministro della guerra. Questa disposizione fu occasio« nata dalla nota relazione di un ufficiale francese sulle ·crudeltà com« messe alla presa di Hué. Non possiamo ritenere que_sta dis~osi~ione« come felice, perchè molti si asterranno da qualsiasi pubbhca_z1?ne, « se per ogni piccola cosa dovranno chiedere il consenso. del Mrn1stro« della guerra •. < Il nuovo reoolameòto considerato nel suo complesso segna sol-e . I « tanto un piccolo progressò sul vecchio, e non s1 trova asso uta- · « mente all'altezza dei tempi. Non passerà molto che ne vedremo un « altro ».
Organ der 111ilitii1•- Wisse1asch~1fllichen "JTe1·eine ...
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Voi. XX.IX, fascicoli 4° e 2° e fascicqlo a parte.
J piccioni ed il loro impiego in guerra. - MANDRY, t~nente. - · Descritte le proprietà dei piccioni viaggiatori ed accenn~to 11 profìtt~ che oià se ne ricavò per le corrispondenze in tempo d1 guerra , s1, . narr: quanto recentemente venne fatto presso vari Stati onde allevare ed educare simili picciom. . In Germania, fino dal 187'.2, si instituirono varie stazioni di colombi viaggiatori, ed è Bismarck stesso che diede l'impulso, regalando a! giardino zoologico molti di questi v~latili, che a.veva e_spressamen_te,fatlv venire dalle Fiandre. Attualmente m Germania ogni grande c1tta h_a qualche società di colombofili. Si fanno gare e si distribuiscono ~remi,,., fra cui medaglie d'oro a tal uopo destinate dall'imperatore. V1 sono -
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stazioni militari di colombi viaggiatori a Colonia, Magonza, Metz, Strasburgo, Posen, Thorn, Willhe]mskaven, Kiel e Danzica. In Austria si cominciarono a fare esperienze subito dopo la fine della ;guerra franco-germanica; ma una società per l'allevamento e addestramento dei piccioni si costituì solo nel 1873 e una stazione militare allo stesso scopo fu istituita solo nel 1875. Nel ·1882 il Ministero della .guerra si decise a creare una simile stazione in Cracovia. Anche le ·società private crebbero da qualche tempo, e il governo le incoraggia ~on premi per 11:l gare. Ma il sito ove la posta a mezzo dei piccioni fu meglio studiata ed ,ebbe·· iJ maggiore sviluppo fu in Francia . La sua direzione venne fin ,dal 187·1 affidata all'ornitofilo belga La Perre de Roo, il quale impiantò stazioni a Vincennes, Marsiglia, Perpignano, Lilla, Verdun, Toul, Belfort e varie a Parigi, con una centrale sul monte Valérien. In bi·lancio sono inscritte annualmente per tale oggetto circa 100,000 lire. In Russia si cominciò tardi ( 1874) ad occuparsi di piccioni viaggiatori. Adesso vi sono stazioni militari di piccioni a Pietroburgo, Mosca ,e Kiew. In questi ultimi tempi si è tentato, appunto in Russia, d'impiegare i piccioni pel servizio delle informazioni nelle grandi manovre. Si diedero alcuni di questi volatili alle ricognizioni di cavalleria spinte .a grandi distanze. Il capo della ricognizione attaccava ad essi il bi.glietto contenente il suo rapporto, ed essi, lasciati liberi, tornavano rapidamente al loro nido, dove il biglietto era tolto e comunicato a chi di ragione. Studio sull'impiego dell'artiglieria serba nei combattimenti sulla ..1Wsawa nella campagna 1877-78. - MrnKov1c, capitano. La stampa e l'ordinamento degli eserciti. - LEuTNER. L'esercito rumeno. - HonvAT, tenente. - Col congresso di Ber·Ji110 la questione orientale fece una sosta, ma non è sciolta. Bisogna aspttttarsi di vederle fare altri passi, e non certo nel senso di un ri.torno al passato. Dallo smembramento .{lella Turchia sorsero vari Stati, la cui importanza cresce ogni giorno. Fra questi il più importante per popolazione e per forza militare è la Rumeni,1. Il suo carattere prin-cipale si.a in ciò che la popolazione , latina d'ori(7ine non ha nulla di ç} ' comune cogli Slavi da cui è circondata. Perciò non cade, come gli Sta.ti vicini, naturalmente, nella cerchia d'attrazione della.Russia, colla quale può trovarsi unita solo per circostanze speciali. Al contrario gli interessi rumeni gravitano verso l'Austria-Ungheria , della quale fanno parte .alcune popolazioni di razza rumena, senza contare che dall'Ungheria 1
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fu dipendente, un tempo, il territorio stesso onde consta il nuovo regno. Perciò è interessante conoscere le forze militari di cui esso dispone. · Segue l'esposizione delle condizioni dell'esercito rumeno prima dell'ultima guerra russo-turca, il racconto della parte presa dallo stesso nella detta guerra ed infine l'ordinamento e la forza attuale di tale esercito. Nella prima parte si dimostra come appena sorto il principato, anche prima che fosse indipendente affatto dalla Turchia e avesse il nome corrispondente alla sua nazionalità, volgessse subito le sue mire, e i suoi sforzi a crearsi un esercito; onde sul bel principio della campagna del 1877-78 potè scendere in campo con forze abbastanza considerevoli ; nella seconda parte si prova come, durante la detta campagna, i Rumeni seppero guadagnarsi intieramente la stima dei loro alleati, e che l'indipendenza che conseguirono fu ben meritata; nella terza parte finalmente si espongono i progressi fatti in questi ultimi anni dalla Rumenia sotto il punto di vista militare, progressi che permettono al nuovo regno di mettere in campo 250,000 soldati. In ultimo si conchiude che l'esercito rumeno per Ja sna forza, per il suo ordinamento e per le 1ualità militari di cui già diede luminosa prova, è chiamato ad avere una gran parte nella soluzione definitiva della questione orientale e che merita di essere preso in seria considerazione da tutte le potenze in detta questione interessate. Sugli apparecchi di puntamento e di mira coi fucili Modelli 18701871. - LA MOTTE, capitano. Carne pura. Una nuova conserva e sita (uso in campagna. KrncHENBERGER, medico di reggimento. - Si enumerano le condizioni a cui devono rispondere le conserve di carne in campagna, si descrivono varie specie di conserve finora usate e sì conchiude che la carne pvra o polvc::re di carne del dottor Hoffmann è la migliore. l'idea dei gruppi. - LuNzER, comandante di battaglione·. - I gruppi rappresentano una forma perfezionata di comb,;ttimento. L'impulso, l'iniziativa che una volta si richiedeva soltanto nelle grandi masse, ora si richiede nei singoli gruppi. L'idea fondamentale che deve animarli è questa: guadagnare sempre o tenere terreno. Una critica francese della relazione dello stato maggiore tedesco sulla. campagna del 1870-71 . - Questa relazione è un'opera colossale a cui, per l'irnpor.tanza delle cose narrate e per l'esàttezza della narrazione, hanno attinto e attingeranno per lungo tempo tutti gli studiosi di arte · militare. Ma sarebbe inutile ricercare in essa una vera critica delle operazioni. Questa critica non può farsi dai redattori di una 1
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storia ufficiale, almeno finchè i fatti sono recemi e vivono gli attori principali; ma può farsi da altri prendendo per guida la relazione ufficiale. Questo è appunto l'assunto che si propose il capitano Bonnet, del 3° reggimento d'artiglieria francese, nel suo libro intitolato: Gue1Ta franco-tedesca riassunta e commentata sull'ope1·a del grande stato maggiore prussiano (segue un'estesa bibliografia del detto libro). Forma e schema. - LuNzER, comandante di battaglione. - L'istru-
zione militare deve curare la forma, ma senza dimenticare che essa è mezzo e non scopo. Lo schema irrigidisce la forma e spegne lo spirito d'iniziativa. L'ultima coscrizione dei cavalli in Russia e suoi risultati. Truppe a piedi in collegam:ento organico con una divisione di ca'l)alleria 'in esploraz'ione. - KRAuss, tenente. Prima relazione annuale sugli i. r. 'istitiiti d'isttruzione e d'educazione mibitare. - L'interesse che desta non solo nell'esercito, ma
in tutto il paese ciò che riguarda gl'istituti militari, indusse il Ministero della guerra a rendere di pubblica ragione quanto si è fatto a questo riguardo. Per tale scopo comunicò all'Organ der Mibitiilr Wissenschaftlichen Vereine le notizie e i dati necessari per compilare questa relazione, che sarà seguita da altre negli anni venturi, Essa si divide in due parti; la prima tratta degli istituti militari d'istruzione e d'educazione propriamente detti; la seconda dell'istituto per le figlie degli ufficiali. Ciascuna delle due parti viene poi ripartita in 6 capitoli: il 1° contiene un sunto storico dello sviluppo complessivo degli istituti d'istruzione e dell'educazione· militare in Austria, ed una breve storia di ciascun istituto; il 2° tratta del loro ordinamento; il 3° espone il piano d'insegnamento; il 4° indica i principi da cui si è partiti per stabilire le misure pedagogiche, che vennero adottate; nel 5° si descrive la ripartizione dei locali e si dànno notizie sul vestiario, la mensa degli allievi, ecc., ecc.; il 6° finalmente è destinato ai dati statistici, movimento degli allievi, condizioni del personale addetto, materiale, spese, ecc., ecc. Per alcuni istituti questa relazione comincia dalla loro creazione, per altri dal loro ultimo ordinamento. Tale relazione è contenuta in un fascicolo a part{;l del detto periodico.
lìltrerfleur' 8 ·oesterreicldsche ndlittiriscl,e Zeitsch1•irt. - 3° trimestre ,1 88t. Il combattimento nei boschi. - NEUWIRTH, colonnello. - È strano che fra tante esercitazioni, in ogni specie di terreno, se ne facciano così poche nei boschi . L'unica ragione si è che le manovre nei boschi sono difficili, e non presentano, all'occhio, un bel quadro. Tutti i paesi, da cui l'impero austriaco è circondato e coi quali può trovarsi in guerra, hanno grandi tratti di terreni boscosi. L'Italia invero non ha fore~te, se non nella regione alpina, ma tutta la valle del Po, per la sua rigogliosa vegetazione, può consider:irsi, dal punto di vista militare, come uua rada foresta. La Germania ha grandi boschi conservati con gelosa cura. Nella penisola dei Balcani i terreni boscosi non mancano. In Russia e in Polonia abbondano . È dunque molto interessante studiare l'azione delle truppe su questa specie di terreno. Nei boschi bisogna tener conto della loro estensione e densità e della conformazione ciel suolo. Una truppa può doverli attraversare, attaccare e difendere. Attraversare un bosco di grande estensione in vicinanza del nemico è uu' operazione pericolosa, per la difficoltà di mantenere il collegamento e proteggere i fianchi. Il meglio sarebbe che le colonne si mantenessero tutte alla medesima allezza onde fiancheggiarsi a vicenda. In tal modo solo le due estreme avrebbero bisogno di un fiancheggiamento speciale. Ciò sia detto per un corpo d'armata come per una divisione e uu reggimento. Nel dare perciò le disposizioni di marcia, . più che alJe regole generali, bisogna avere riguardo alla natura del bosco, cioè se piano o in pendio, se rado o folto, se ricco o povero di sentieri, ecc. ecc. Oltre il mantenimento della testa delle colonne ad una altezza possibilmente eguale, la traversata di un bosco richiede disposizioni speciaii per il servizio di sicurezza. Nei boschi di alto fusto l'esplorazione può essere fatta da piecole pattuglie, ma ogni colonna deve avere la propria avanguardia e si deve profittare di tutti i sentieri traversali per mettere in comunicazione una colonna coll'altra. Se il terreno lo consente, si darà alle avanguardie un poco di cavalleria, af.fidandol~ specialmente l'incarico di mantenere le comunicazioni per le strade traversali . Sarà anchè necessaria un poco di artiglieria, massime quando si teme di trovare il nemico agli sbocchi della foresta; ma tali avanguardie dovranno essere forti sopratutto in fanteria. Non 28 -
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sarà troppo se s'impieghi in avanguardia il terzo di fanteria della colonna. Se si viene a combattimento nell'interno del bosco, . sparisce ogni distinzione fra attaccante e difensore; l'uno e l'altro si comporta egualmente; la vittoria è di chi ha più slancio, più iniziativa e sa meglio mantenere l'ordi ne in questo terreno difficilissimo. Ma è evidentemente un gran vantaggio essere forti fin dapprincipio; quindi la necessità delle avanguardie forti. La cavalleria può caricare sulle strade e i sentieri in piccoli drappelli. In ogni bosco vi sono radure dove il nemico può avere fatto ap·prestamenti cli difesa, a fine di cogliere chi esce dal folto per attraversare lo scoperto. Qui, eoms all'uscita dal bosco, può trovare buon impiego l'artiglieria. Non si dimenticherà di assegnare alle avanguardie, nei boschi il maggior numero possibile di zappatori. I.e distanze tra un reparto e l'altro della colonna saranno ristrette. 'Si avrà cura che tra un reparto e l'altro non vi sieno salmerie e bagagli. In una colonna d'artiglieria saranno intramezzati, tra una batteria e l'altra, drappelli di fanteria. La cavalleria non necessaria all'avanguardia sarà tutta in coda. La tendenza generale per tutte le colonne sarà: uscire presto e contemporaneamente dal bosco, quindi riordinar,;i e mettersi in comunicazione. Per l'attacèo di piccoli boschi valgono in generale tutte le regole date per l'attacco di villaggi e simil locali: guardarsi dalla smania dell'aggiramento; scegliere bene i punti d'attacco e impiegare contro essi tutta l'artiglieria possibile. Se il margine del bosco è occupato dal nemi·co egualmente in tutta la sua estensione, se ne può dedurre che il bosco è più o meno transitabile in ogni sua parte; ma se il nemico tiene fortemente solo alcuni punti, si ritenga che quivi sono i passi e che nell'interno la foresta è molto folta. Ma in tal caso possono distaccamenti di fanteria penetrare nei tratti non guardati, per prendere il nemico cli fianco o alle spalle. Davanti ai punti occnp·ati si concentra lo sforzo principale dell'attaccante e per poco che si riesca a penetrare, bisogna subito spingere innanzi le riserve. Una volta dentro del tutto, le condizioni sono pari. La disciplina, l'ordine, l'iniziativa, dànno la vittoria. Nella difensiva i piccoli boschi sono accidentalità favorevoli, perchè difendibili eia poche forze e perchè nascondono le riserve e coprono la linea di ritirata. Perciò sono desiderabili sul fronte; ma sarebbero dannosi sui fianchi, perchè dànno agio al nemico di fare aggiramenti. In generale si occupa il margine; ma siccome il bosco nasconde alla vista, non ripara dai proiettili, così qualche volta conviene trincerarsi,
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e allora, se le radici impediscono gli scavi, bisogna portarsi davanti al margine stesso. I grandi boschi sono difficilissimi a difendersi, perchè non si sa mai fino a qual punto debba estendersi l'occup:izione. Se il bosco è facilmente transitabile conviene lasciarselo alle spalle, perchè, · se non altro, giova a nascondere le riserve; ma se è di_transito difficil e conviene tenerlo d' innanzi, ed attaccare il nemico quando ne sbocca. Sull'educazione delle truppe. - RATZENHOFER, maggiore . . I pùmi dei generali Ducrot e Wirnpffen alla battagli a di Sedan.
- Il generale Lebrun , già comandante del XII corpo d'armata francese, durante la campagna del 1870, disse una volta, che un vero giudizio degli avvenimenti del 1° settembre 1870 .potrà dars~ soltanto'. quando saranno pubblicati e potranno paragonarsi fra loro I ra pport~ uffici.:ili dei comandanti il I, il VII e il XII corpo. Ora non solo q11est1 rapportì sono pubblicati, ma lo sono quelli di quasi tutti gli altri comandanti; ed 0ltre i rapporti nfficiali si è già scritta in Francia, su quest'argomento, una mezza biblioteca. . . Da parte germanica vi è 1::1 Relazione ufficiai~ dello stato. magg10r~ che è rirruardata come la storia i,era, e appunto sulla giornata d1 Sedan dei capitoli, che sono il non pltis ultra cli una relazione ufficiale. Oltre ciò, nei paesi neutrali, il tema fu trattato da tanti e sotto tanti aspetti che oramai esiste una letteratm·a d1: Sedan . Fra le opere tedesche che ne fanno parte, non solo la Relazione ufficiale è la più ·importante, ma è quella che dà l'intonazione a tutte le al_tre: Nelle francesi si è ben lungi dal trovare quest'accordo . Una stona imparziale manca ancora; piuccbè storie si hanno polemiche. Le opere esistenti possono ripartirsi in tre gruppi: •I O quelle che sostegono l'idea di Ducrot, che cioè era po5Sibile, durante la battnglia, aprirsi una stra_da verso Mézierès; 2° quelle che sostengono l'idea di Wimp!Ten, che cioè non era possibile aprirsi tal vi~ e che_bisogna~a te1~tare_qualch~ ~!tra cosa; 30 quelle che_ espongono 1 f~lti facendo I uffic10 d1, sempl1~1 testimoni e secondo il modo con cm raccontano, servono d appoggio al. . . . . l'opinione. dei primi o dei secondi. Segue l'esposizione parallela e particolareggiata. dei pian, d1 Ducr~t e di Wimpffen e si couchiude, che il tentativo di rompere la cerchia sarebbe, con tutta probabilità, fallito; ma non avrebbe cost.nto più vittime di qnaJte ne costò l'affollarsi in Sedan, sotto il fuoco con~entrico _de!~ l'artial ieria tedesca e « avrebbe salvato ciò che un esercito ha d1 p1u nobil: : l'onore ». Non l'inabilità del capo, qia quella dei comandanti in sott'orJine e le circostanze avverse impedirono di eseguire pronta-
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mente il piano offensivo; non un tribunale imparziale, ma il sentimento di nazionalità offeso fu quello chtl rese il generale Wimpffen colpevole della catastrofe <li Sedan. CC.istituti d'istriLZione e d'educazione militare. - Si comincia con una Memoria storica dello sviluppo degli istituti mi litari, a partire d_ai ~ersiani_ e dai Greci fino a quelli dei nostri tempi. Di questi ultimi s1 dice part1tam~nte accennandone, a brevi tratti, l'ordinamento, ed estendendosi specialmente su quelli dell'Austria e della Germanin, senza · dimenticare quelli delle .altre potenze iu Europa e iu America. Sopra gli attacchi notturni. - TRAUB, maggiore. - In qÙesto stesso periodico, puntata di gennaio ·188,i., fu pubblicato uno studio dello ~tesso autore collo stesso titolo. Nel Biilletin de la reunion des officiers, N. 45-49, apparve un lavoro intitolato: Cause per cui falliscono o riescono le imprese notturne. Il presente studio è un parallelo dei due precedenti e, in qualche punto, una confutazione del secondo. Studio regolamentare sul combattimento a· fuoco della cavalleria.
- Si prende ad esame il regolamento russo sull'istruzione tattica della cavalleria appiedata e si premettono queste parole: A cominciare d_al tempo in c'.1i la cavalleria ha cessato di essere l'arma principale s1 · è sempre chiesto ;dia caval leria la stessa cosa: caric3re disperatamente e decidere i combattimenti coll'arma bianc.a. La cavalleria deve oggi (e lo doveva anche prima) fare il servizio d'esplorazi~ne e combat~ere, occorrendo'. anche appiedata; m11 può e deve, oggi come prima, caricare la cavalleria e la fanteria nemica senza lasciarsi arrestare da nessuna grandine di proiettili. La tattica moderna, tutto considerato non ha danneggiato la cavalleria; essa più mobile e più attiva in oc,ni sorta di terreno, minaccia più di prima le batterie e ne paralizza l'azio~e. La condotta della fanteria è diveutata più difficile; la rapidità di tiro cieli~ armi .moderne scuote in breve tempo i reparti di truppa, e fi avviluppa m una nuvola di fumo; occasione eccellente a un attacco di cavalleria. (Messe per base queste massime si comincia l'esame critico del regolamento). Disposizioni formal'i sul combattimento della compagnia dell'esercito russo, in confronto col regolamento d'esercizi austriaco. Curfosità mili!ari. - Dati e notizie per la storia dell'esercito au-
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Jharbiicher fiir die .Deut•ch.e .«rnaee und lflarine. - - 3° trimestre 1884.
L'elettore Alberto Achille di Brandeborgo come uomo politico e militare. - CRousAz, maggiore. L'esM·cito italiano secondo le leggi del 1882. - RATEN, tenente
(continuazione e fine). - L'accurata esposizione che si fa in questo studio dell'ordinamento dell'esercito italiano viene chiusa come segue: <i: Le qualità militari degli Italiani sono conosciute. Il servizio obbligatorio è diventato un forte legame tra la nazione e l'esercito. Il sentimento monarchico domina nel corpo degli ufficiali, la cui situazione venne recentemente migliorata o che si fa sempre più omogeneo. I n quanto all'ordinamento dell'esercito in genere, riconoscono anche i ministri che manca ancora qualcosa . In quanto all'istruzione tutto ne dimostra il progresso. Fu rimarchevole specialmente l'ultima rivista di ,15, 000 uomini passata dal re Umberto e dal principe ereditario di Prussia alla Farnesina. Qualche anno ancora di lavoN, .<l l'esercito italiano potrà dirsi, sotto tutt,i i rapporti, atto e preparato alla guerra; tanto più se le nuove ferrovie ne aumenteranno la facilità di muoversi, nuove piazze d'armi e locali pel tiro quella d'istruirsi; mentre le provviste d'armi, la chiusuTa dei passi principali, le fortificazioni sui punti più pericolosi della costa, e la cresciuta potenza della flott.a, esonereranno intieramente l'esercito di prima linea della difesa della. penisola propriamente detta •. Istruzione teorica e pratica della cavalle-ria russa. - CnousAz, maggiore. - Dopo avere trattato a lungo l'argomento si conchiude : « È innegabile che le grandi esercitazioni fatte, in questi ultimi tempi, dalla cavalleria russa contribuiranno a rendere, meno sensibile la nota mancanza d'istruzione dei giovani ufficiali [di quest'arma; ma sono appena una goccia d'acqua su terreno infuocato. La grande massa di questi ufficiali è sempre al disotto della missione che le è assegnata. Certo l'attitudine naturale dei Russi all'arma di cavalleria e lo zelo faranno assai, ma oggidì e per molti anni avvenire le operazioni della cavalleria russa in guerra si risenti ranno della mancanza d'intelligenza e d'istruzione degli ufficiali. Ogni manovra eseguita dalla cavalleria russa, in unione colle altre armi, offre la prova di quanto si è detto. Alla fine delle grandi manovre dell'anno scorso, il generale
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Gurko, nel suo ordine del giorno, non si trattenne dall'esprimere il proprio malcontento pel modo con cui era stata condotta la cavalleria . Non basta l'azione cli uomini intelligenti ed energici come Gurko . Baikow, Strukoff per rimediare, in poco tempo a questo difetto. Finché l'istruzione, presso la genera lità del popolo russo, è ad un li vello così basso, si incontreranno sempre grandi difficoltà ad avere ufficiali istruiti ».
chino potrebbe essere senza risultato. Niente impedisce a1 Cinesi di ricominciare il gioco ogni qual vol ta credono. Abbiamo visto quante volte lo ricominciarono in simili condizioni di terreno i Kabili in Algeria. Eppure costoro non avevano dietro di sè, come' la Cina, riserve d'uomini inesauribili. Qui sta per ora il lato debole della conquista. Ordinarla su sol ide basi è una questione che verrà in appresso, e l'esempio dell'Algeria dimostra che, iu questa materia i Francesi non hanno tro ppo la mano felicfl. Infine la speranza espressa da giornali francesi che il bilancio attivo del Tonchino debba salire, fra due anni, a un centinaio di milioni, non sembra troppo fond,,ta, massime tenendo éonto della sperienza fatta in Cocincina.
St·udio snU'1·mpiego della caivalleria in combattimento. -
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colonnello. - La storia militare dimostra che, solo in rare epoche,, Ja cavalleria i::bbe una parte decisiva nella sorte delle ' battagl ie. E quindi naturale che, di tempo in tempo, venga fuori chi nega alla cavalleria la capacità di avere neJJe battaglie stesse, quella parte che ha realmente così di raro. Si mettono innanzi gli effetti delle armi da fuoco, le mutazioni della tattica, la capacità della fanteria di adattarsi ad ogni terreno, la difficoltà di avere buoni condottieri di cavalleria, ecc., ecc. A questo modo si riesce facilmente ·a mettere in dubbio l'utilità di avere una numerosa cavalleria e la possibilità d'impiegare quest'arma in grandi masse. Raramente la questione è posta in questi termini: date le suddette condizioni, era ed è la cavalleria preparata ad agire secondo lo scopo? L'autore svolge l'argomento da questo punto di vista prendendo ad esame le ultime c.ampagne. HOFEN,
, Proposte per u.n n-iwvo ordinamento del co1·po dei pionie1··i.. -
E l'esame e la confutazione di uno studio sulla stesso tema, pubblicato nel fascico lo di settembre •I883 di quesio stesso periodico . L'imb1·iglùi1nento dei cavalli in teoria ed in p1·atica. La spedizione francese al Tonchino (continuazione e fiy.e) . - L'occupazione dei principali punti del Delta non basta. Per tenere tranquillamente anche il solo Delta e cavarne profitto è necessario pos~edere quella zona montagnosa e boscosa che è tra i confini del Tonchino e quelli della Cina , e domina i passaggi ,tra una regione e l'altra. L'occ_upazione di Lang-Son, Cao-Bang . e Lao-Kai è per i Francesi una necessità e lo diventerà in appresso. Questi luoghi costituiscono la chiave delle ·vicine provincie cinesi; sarebbe un'ingenui tà lasciarli in mano ai mandarini. l\ia uno sgaardo su.Ila carta basta a dimostrare I' esteo. sione che perciò dovrebbe prendere l'occupazione francese e le forze che :;arebbero necessarie. Lang-Son e Cao Bang distano da Bac-Niuh un centinaio di ehilometri. Lao-Kai dista quasi 230 chilometri da Hanoi. Questo è appunto ciò che affida la Cina, e non senza ragione, il marchese Tseng disse che anche una lotta di vari anni, nel nord del Ton·
Sull'inseguimento. Sulla qiiest'ione di un futuro regolamento di erercizi per la fanteria. La nuo-va legge di avanzamento dell'esercito francese. - Si dà
il testo di detta legge facendolo precedere da un sunto della relativa discussione in Parlamento. Una storia d'i reggimento dell'anno 1767. - ScHNAKENBURG, maggiore. - Si coglie occasione da uno scritto pubblicato in un altro periodico ove è detto che le storie reggimentali sono un prodotto del nostro secolo, per provare che fino dal secolo scorso questo ramo di Ìetteratura militare era coltivato in Germania e che oltre una St01-ia complessiva di tutti i reggimenti pruss'iani dalla fondazione fino al presente, stampata nel ·1167, si ha una vera storia reggimentale
in quella del reggimento prussiano principe Adolfo di Anhalt, pubblicata ne) medesimo anno. Sull'istruzione militare degli ufficiali non in sei··vizio.
B'OLLETll NO BIBLIOGRAFICO
maggìore. Dienat-ll11terricl•I /iir den ln/auleriate,a dea ,lenuel,en Heerea (Manuale di servizio per la fanteria
ScHMID,
dell'esercito tedesco). Berlino, 1885, tipografia Liebel, prezzo L. 1,25. Questo opuscolo, che è alla sua cinquantesima edizione, venne ristampato, colle modificazioni portate dal nuovo regolamento sul servizio di piazza e dalla nuova istruzione sul tiro.
43~
BOLLETTINO DIBLIOGRAFICO
i. r. tenente feldmaresciallo. Tec/uaik de• ,1,._ 9rigweise11 Gefecht11 der l11fa11terie (Tecnica del com-
VALDSTATTEN,
battimento offensivo della fanteria). Vienna 1884 tipografia ~~e~~
J
•
I
SULLA PREPARAZIONE
capitano. Reilhandbuch der berittene Offìca~r'! der Pu.,,lruppen (Manuale di equitazione per rrli uf-
SCHO~MBECK,
ficiali delle. trupp~ a piedi) . Lipsia, 1884, tipografia Br:dow, prezzo L. 6,30. L argomento è ben trattato in un volume illustrato da molte figure.
'
DEI
GRANDI TRASPORTI MILITARI
Die A ~•.teilm•flt!_" . im Eiseubalui-Dieut1t (Gl' impieghi nel
serv1ZJ0 fer~ov1ar10).. B~rlino, 1884-, tipografia Mitler e figlio . Manuale pe1 sottuffic1alt che prestano servizio presso le compagnie ferroviere. . lirie9•_gesc_~•ichtlic/1e Ei11~el11t1clu•if fen (Scritti speciali di
.
storia_ m1l.1tare). Berlino, i884, tipografia Mittler e figlio. E una pubbhcaz10ne dello stato maggiore prussiano, r icavata dai documenti degli archivi di guerra. Recentemente venne fuori il 5° fascicolo intitolato: Manuale del generale di cavalleria NosTrs. Tratta di avvenimenti della guerra della Polonia contro la Turchia, dal 1671 al 1688. colonnello. A11wendbatkei« und llut1fiihrm1g det1 Fut1agefec/1t• de• rust1it1cl,en Ca,,allerie (Uso e condotta
BAIKOw,
del com~attimento a piedi presso la cavalleria r ussa). Un vo-r lume. Pietroburgo, 1884. Traduzione dal russo. L'autore è notò per aHre pubblicazioni sul servizio della cavalleria. L'opera è redatta « secondo le idee del generale Gurko > di cui l'autore era capo di stato maggiore.
Il Direttore ORESTE BARATIERJ
Tenente Colonnello nei Bersauzten.
DEMARCHI CARLo, gerente.
L'()rdinamento del nostro esercilo, avendo per base il reclutamento nazionale, rende necessario, in occasione della chiamata della classe nuova di leva, o del congedamento della classe anziana, un complicato movimento per ferrovia e per mare, ad effeLLuare il tra.sporto delle reclute dai di stretti ai corpi, e viceversa . .Dell'uno e dell'altro movimento crediamo utile discorrere alquanto, nell'intento di mettere dapprima in chiaro la limitata aUitucline per i trasporti militari in tempo di pace, sia della. nostra rete ferroviaria, sia del nostro materiale galleggiante; di spiegar ad un tempo molti falli e le loro cause, mettendo in rilievo le non poco difficoltà da vincere, e le complicazioni inerenti a questi traspoi'ti; di · mostrare in fiùe come le conclusioni, che da questi falli si volessero trarre, non sarebbero per nulla applicabili ai grandi trasporti per la preparazione alla guerra, stante la grande diversità di condizioni, in cui gli uni e gli altri devono effettuarsi. Non tutti hanno la possibilità e l' occasione di rendersi esatlo conto delle condiziooi pecLiliari, nelle quali questi trasporti devono essere eseguiti, e perciò appunto non tolti possono avere un concetto chiaro sul modo più opportuno di predisporli; non tutti conoscono la portata degli inconvenienti, che si possono presentare nella loro esecuzione, secondochè i traspoi·ti stessi siano fatti in uno od in altro modo,d' onde poi avvengono critiche non giustificate e conclusioni erronee. Però 29 -
ANNO XXX, VOL. J.
434-
SULLA PREPARAZIONE
crediamo opportuno: esporre dapprima brevemente il meccanismo del movimento, mettendone in rilievo le compl icazioni; ricordare in seguito quali inconvenienti si lamentarono per lo passato, ed accennare quali possono accadere al presente; affinché dal confronto ognuno possa ricavare la conseguenza, se sia meglio tornare al sistema praticato fino al '1880, sistema. è vero, seguito presso altri eserciti ma in condizioni molto differenti, il quale consisteva nel far predisporre i trasporti , di cui ci occupiamo, dai comandi territoriali; oppure continuare a perfezionare il sistema inaugurato nel •I 88•1, sistema che consiste nel far predisporre i medesimi trasporli da un ufficio centrale (Direzione dei Trasporti Militari) a ciò espressamente delegato dal Ministero della guerra. A primo aspetto può sembrare, che non vi sia, e non vi debba essere, differenza fra il viaggiatore ordinario ed il soldato; cosicchè in fondo debba bastare a questo di andare alla stazione ferroviaria, prendere il suo biglietto e recarsi senz'altro a destinazione, come il comune dei mortali. Or bene questo succede benissimo nella maggior parte dell ·anno e nella massima parte dei casi ai soldati isolati ed ai piccoli drappelli. Costoro si muovono precisamente coi treniomnihus, come semplici viaggiatori di terza clas»e, e vanno soggetti a tutte le vicissitudini dei medesimi . Però in certe epoche dell'anno, nelle quali suole avvenire un movimento di soldati isolati alquanto più intenso, vi sono alcuni punti della nostrn rete ferrovia ria, dove affiuiscono moltissimi individui, ciascuno dei quali viaggerà come isolato, se vuolsi, ma i quali presi insieme costifoiscono grossi drappelli . Il proseg'uimento di questi su certe linee, come la Bologna-Firenze e la Roma-Napoli, non pnò effettuarsi sempre a bene placito d'ogni individuo, esige speciali disposizioni, tale e quale come avviene per i viaggiatori ordinari nei giorni di straordinaria affluenza. . Tant'è che, mancando le 'disposizioni sovradette, avvenivano a Bologna, a Firenze e a. Roma inconvenienti , noti ai comandi di quei corpi d'armata; inconvenienti che furono rimossi totalmente con la creazione dei tre comandi militari permanenti di stazion e di l!ologna, Firenze e Roma, incaricali di prendere all'occorrenza i provvedimenti, cli cui sopra. è cenno, mediante preavvisi che opporLunaniente ed in tempo utile possono vicendevo\1'.1ent~ scambiarsi, e
ma
1
{:.he loro permettono di concertare cogli agenti ferroviari le disposizioni necessarie. Ciò premesso, è chiaro, che cotesti provvedimenti dovranno ess~re ben piri indi spensabili, quando da pochi drappelli di alcune decrne d'uomini si arrivasse ad alcune cenLinaia di grossi drappelli, come .:i.vviene, in occasione della chiamala o del congedamento della classe, per il trasporto dei soldati dai distretti ai corpi ~ vi.cev~rsa: . Molli pensano, che quando succedono ai soldati v1ngg1ant1 mi:onvenienti del genere di qttell i che avvenivano a Bologna, Firenze e Roma; cli drappelli cioè, che non sono falli proseguire, ma veng~no 4naspetlatamenle arrestati nel loro viaggio, ciò dipenda da. ca~t1va volontà per parte delle amministrazioni ferroviarie, e, .di1:ei quas'., cla una specie di sopruso che si voglia dal personale ferroviario esercitare .sovra un viaggiatore, che vien trasportato a tariffa bass~'. e può esser:e impunemente assoggettalo al trattamento delle merci 1~gombranl1. Niente di tutto ciò: gl'inconvenien ti dl:)rivano semplicemente da .questo: che pochi uomini trovano bensì facilme.nte posto nelle vetture dei treni ordinari, ma alr,une decine d'uomin i esigono l'agr,iunta ai treni di carrozze in più della ordinaria composizione; ag~iunla, che bene spesso non può farsi, stante la bre\•ilà della fermat~ ·O la ristrettezza del tempo. disponibile fra l'arrivo e la partenza dei treni coincidenti. Molte decine d'uomini poi possono richiedere l!J.lora !'acroiunta di un numero di vetture superiore a quello massimo oo · 1 .concesso ai treni, che per correre con la veloci là necessami pe.r ~ osservanza dell'orario, e senza compromettere la sicurezza dei viaggiatori, non possono oltrepassare certi limiti di p~so, dipendenti ·dalla forza delle macchine e dalla condizione delle lrnee. · Gl'intoppi lamentali adunque noti dipendono dalle pe1:5one, ma ·da imprescindibili necessità cli servizio, che sono tradotte in regolamenti; i quali pertanto hanno la loro ragione di essere .e devono dacrli aoenti ferroviari essere rispeltati come dalle senttnell~ la con·;egn~. Certi alti autoritari quindi, che nella mente di alcuni militari ·si credeva potessero uti lmente impiegarsi, per otlenere pronta ottemperanza a qualsiasi richi esta, nè sarebbero ragionevoli , nè otterrebbero l'intento. Ed a proposito ci ricorre alla mente il seguente fatto. Sim1:o n~l ,1809; in una stazione prossima a Venezia un allo personaggio m1-
litare chiede la partenza immediata del treno, col quale deve vi~ggiare; l'annuire è vietato da una disposizione r~golam.entar~ inspirata alle più elementari misure di cautela. Il r1 fiu~o .1mpaz1enla il potente personaggio, che si abbandona ad un a~to dt v10\enza. Ma ciò non pieo-a l'arrenle ferroviario, il quale, conscio del suo dovere, sopporta st~icam~nte l'insulto e tranquillamente risp?nde: la S. ~· può farmi violenza, ma non perciò potrà partire; ed 11 personaggio non parli. ' Da noi eccessi simili non sono succeduti mai; in passalo però avvenivano qualche volta ingiustificate richieste; ora inv~ce da ?essono si protesta più, nè quando ha luogo una fermala imprevista~ nè quando si avverte la truppa che occorre tra$borclar~, nè al~orch~ un treno viene spezzato in due per percorrere una linea d1 forll pendenze. Entriamo in argomento.
I. Inconvenienti gravissimi di varia specie si manifesterebbero ne-. cessariamente su vastissima scala, allorquando ha luogo la chiamata od il congedamento della classe, per i via~gi d~lle_reclute dai dislrelli ai corpi, o vicever,;a; movimento che 1mpl1ca il trasporto di 70 mila individui circa, i quali suddivisi in numerosi drappem si ripartiscono su le diver:-e linee della rete in modo mollo disforme~ a seconda della varia densilit dei distretti e della densità della. guarnigioni. Per renderci conto esatto di tuLti i falli, che hanno luogo nella e/Iettuaziooe di cotesti trasporli, qualora non si trascuri nessuna delle condizioni d'indole ferroviaria e militare, alle quali è giuocoforza soddisfare, tratteremo qui in moclo speciale il caso della: chiamala della classe; che, e per condizioni sue peculiari e per· l'epoca nella quale si suole fare, ha esigenze d'ordine militare e morale superiori a quelle de~ congedamento. . . . .. Se i settantamila individui che devono raggiungere 1 nspettm corpi, fossero fatti partire tutti in un giorno, ammesso come condi-
DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI
,i.37
zione indispensabile, che stante il rigore della stagiono debbansi esclusivamente impiegare canozze di terza classe, e vista la capacità delle medesime, occorrerebbero circa 2:200 carrozze; vale a dire che sarebbe necessario impegnare la totalità delle carrozze di terza classe possedute dalle amministrazioni ferroviarie; onde verrebbe la necessità di sospendere almeno per due o tre giorni tutti i treni ordinari per i viaggiatori; quando ciò foss e fallibile, lo studio del trasporto si ridurrebbe alla cosa più semplice di questo mondo . Volendo invece lasciare ina!Lerato il servizio ordinario in tutta la sna integrità, non restano disponibili per i trasporti delle reclute che·i posti offerti dai treni ordinari omn i bus, affatto insufficienti, come dimostreremo più oltre, sia per la limitata composizione di questi treni, sia per il numero dei medesimi treni, che su tutte le linee principali di movimento è limitatissimo. Devesi adunque fare speciale assegnamento su quelle ca:Tozze che ogui amministrazione ferroviaria suole tenere in riserva, per provvedere ai guasti delle C(ll'l'Ofze in servizio, per i casi di straordinaria affiuenza. di viaggiatori, come nella stagione dei bagni ed in occasione di fiere, mercati, feste, ecc., carrozze che potranno , quindi, almeno temporaneamente, essere adoperate per i trasporli di cui ci occupiamo. Il numero di quesLe carrozze naturalmente varia nelle diverse epoche dell'anno; è minore nelle stagioni e nelle epoche sovra specificale, nelle qtrnli il movimento degli ordinari passeggieri è più intenso, maggiore nelle circostanze ordinarie. Ora le nostre amministrazioni ferroviarie complessivamente possono disporre a seconda delle stagioni e dcìlc epoche, dalle 400 alle 600 carrozze, con le quali si possono trasportare in una voli.a sola. da '13 a rn,000 uomini. Ciò posto se si volesse in una volta sola traspo rtare un numero maggiore di uomini bisognerebbe necessariamente ricorrere ad un largo impiego di carri con panche. Ma chi ab ituato a l tiepido clima della Sicilia, indossata per la prima volta la divisa del soldato, debba raggiungere il proprio corpo di guarnigione in qualche cillà a piedi delle Alpi nel cuore cli gennaio, non viaggerà certamente in un vagone ,bestiame, mal riparalo dal freddo e dal vento, nè con molto entusiasmo, nè con molto comodo; senza coniare che, incontrand0 per via qualche va-
DEl GRANDI THASl'ORTI MILITARI StJLLA PREPARAZIONE 438 gone carico di bestiame, potrebbe forse essere tenlalo d'Ì esclamare amaramente: ecc.o il mio prossimo! Sarebbe adunque poco conveniente non procurare alle nuove reclute in via~gio LutLi quei comodi, che possono ragionevolmente e senza a1gravìo per lo Stato esser loro procurati; anche per la coq.siderazione morale, che esse non incomincino il periodo del loro servizio dominati da impressioni sfavorevoli. Rimane adunque posto in ·sodo che le can·o7,ze di cui dispongono · le amministrazioni ferroviarie, permetterebbero di trasportare sol tanto da 113 a ,J 9,000 uomini circa, in una prima mandata, av;endo ben .inteso le carrozze dislocate nelle stazioni nelle quali è ch iesto il Joeo impiego. Esaurite le partenze della prima mandata, e rese disponibili le carrozze, è necessario pensare ad eseguire con gli stessi veicoli una seconda mandata. Ed è qui che ha principio lo studio; inquaotochè occorre necessariamente tener conto del giorno e del luogo di arrivo delle carrozze, impegnate nella prima: mandala, del luogo di partenza della seconda mandata, e del tempo occorrente per trasferire le carrozze ai nuovi siti di impiego, e ciò per poter fissare, in base a · questo tempo e per ogni località, il giorno di partenza ed il numero degli nomini, che dovranno costituire la ~ecoada mandata. Occorrerà poi ripetere lo stesso $tudio per una terza e per una quarta e fors'anche per una quinta mandata, fino a totale esaurìmen Lo del trasporto.· Se lo studio potesse esser fatto in cotesto modo e senza altre preoccupazioni, per quanto esso possa appari re già intricato, pure non avrebbe il grado cli complicazio'ne, che esso assume in realtà. Intanto quello che appare.evidente è, che il movimento si pro lungherebb~ tanto maggiormente, quanto maggiori fossero le distanze da percorrere; ed è pure.evidente, che cosi facend0, il tempo occorrente per l'esaurimento dei trasporti, sarebbe soverchiamente lungo e riuscirebbe gravoso per le ammi'nistrazioni ferroviarie, le quali doHebbero molte volte far viaggiare le carrozze a vuoto. Si sa, che ch i coltiva la criti ca e non l'arte, suole obbieltHe, che non si deve avere tanta preoccupazione per l'interesse delle•amministrazioni ferroviarie. All'atto pratico però, queste amministra-
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zioni ferroviarie, dipendano esse o no dallo Stato, non potrebbero esimersi da!!' obbligo cli tutelare i propri interessi, nè accetterebbero volentieri l'incarico di esegoire i trasporti, se non fossero progettati con quelle modalità, ché li rendano meno gravosi per il loro personale, meno dispendiosi e più solleciti, quando codeste modalità esistono e con un po' di ~tudio possono rinvenirsi. Del resto laconvenienza cli trovare la soluzione, mediante la quale il movimento si effettua nel modo più celere e più economico, sussiste anche nei riguardi militari. In falli è utile per l'a disciplina, e più per la regolarità. ed uniformità dell'istruzione, che le reclute rimangano in viaggio il minor tempo possibile e raggiungano tutte contemporaneamente ed al più preslo i rispettivi corpi; perocchè con le ferme corLi,ssime, col limitato numero di giornate d'istruzi one, è cosa essenziale che i nuovi soldati non ne perdf{no alcuna; tanto più poi che importa di mettere le reclute in grado di poter, occorrendo, entrare in campagna con un sufficiente grado d'istruzione al più presto possibile. I movimenti poi, combinati nel modo sopradescrillo, avuto riguardo alle tal'iffe pattuite con le amministrazioni fe rrovia.rie per i trasporti militari - (cosa, questa, fatta nell'~sclusivo interesse dell'erario, e che non bisogna mai perdere di vista) - clarebbeeo luogo a trasporti in perdita; è quindi ovvio che le amministrazion i suddette non sarebbero indotte a mettere nella loro esecuzione tutto quell'impegrlù, che è ragionevole pretendere, quando i trasporti stessi fossero ininvece combinati in modo da riuscire rimuneratori. Per abbrevia.re adunque il tempo occorrente ali' esecuzione del movimento,e per evitare possibilmente i viaggi improficui ,converrà combinare fin dalla prima spedizione le partenze per quelle destinazioni dalle quali, od in prossimità delle qual i poi. debbano nel la seconda · mandata partire altri uomini; e così in gegnarsi di operare in seguito, fino ad esaurimento del tra.srorto, in modo da ridurre al minimo possibile il numero delle carrozze cbe debbono viaggiare vuote; o per lo meno in modo da ottenere che i viaggi a vuoto non siano tatti che pe.r brevi distanze. Indi un nuovo elemento di compli cazione, del quale, anch e chi non voglia approfondire molto la cosa. può rendersi con to, sol che rifletta, prima, al namero considerevole cli drappelli in partenza da ogni distrello per varie des~~rntzioni, poi alla necessità di deter-
440
SULLA l'REPAilAZ,IONE
minare per ogni drappello il suo itinerario; il che porta nel complesso allo studio di circa ,f300 itinerari, diversi l'uno dall'altro; i quali itinerari poi devono essere combinati nella loro successione in modo da soddisfare alla condizione sopraespressa di limitare il numero dei viaggi a vuoto. Ma ciò non . è tutto. Se la nostra rete ferroviaria continentale, f, 9sse~uua m mano d'una sola amministrazione, lo $tudio degli iti~erar1 potrebbe procedere nel modo che si è detto di sopra; ma m~ece, essendo la rete divi sa in tre grandi amministrazioni ecl essendo di convenienza d'ogn i amministrazione ferroviaria di eseguire i trasporti, ciascuna sulle proprie linee, col proprio materiale, senza prenderne a prestito per evitare la spesa dei noli, occorre che gl'itinerari siano combinati in guisa, che nelle stazioni dove si transita da una rete ad un'altra, i trasporti, per quanto è possibile, si compensino; vale a dire, che gio rnalmente affluiscano alle stazioni di• transito tanti uomini viaggianti in un senso ed altrettanti viaa• I'> giant1 nel senso opposto; affinchè rispeLlivamente ciascuna amministrazione col materiale di sua proprietà possa provvedere al proseguimento degli uomini ·provenienti dalle altre reti. Crediamo sia il caso di estenderci alquanto su codesta questione dei trasbordi e del cambio di vetture, perchè è uno degli inconvenienti che, potendolo, sarebbe bene eliminare. Or bene la soppressione dei trasbordi si può pretendere, e si otliene sempre, quando si tratta di armi a cavallo e di materiali di trasbordo lungo e faticoso, o di materie facili a rompersi, a sperdersi o comunque a,d avariarsi. H disagio, il tempo e la spesa risparmiata, e inoltre le. eventuali · perdite causate dalle avarie suindicate, perdite che sopprim~ndo il ~ras bordo vengono evitate, sono compenso sufficiente alla spesa per 11 nolo dei veicoli, e perciò nel servizio' merci le amministrazioni ferroviarie ammettono reciprocamente i carri in servizio cumulativo. Ma trattandosi di carrozze per viaggiatori, il trasbordo . dei · quali si effettua senza spesa e senza pericolò, è interesse delle amministrazioni ferrovia!'Ìe, per una più completa utilizzazione delle carrozze, non solamente trattenel'!e nei confini della propria rete, ma pur anche limitarne le corse entro determinati tronchi. Ciò premesso, nella questione dei trasbordi, le truppe, o seguono la legge comune col viaggiatore ordinario, il quale non soltanto
DEI GRANDI TRASPORTI MILITAUI
deve cambiare nel passaggio danna rete ad un'altra, ma cambia eziandio passando da una linea ad un'altra della medesima rete, e tal volta passando da un tronco ad un altro di una medesima linea; oppure finiscono per trovarsi, quando viaggiano con appositi treni, in condizioni migliori; giacchè il trasbordo non si effettua più, nè al passaggio di una linea ad un'altra, nè tra un tronco e l'altro di una stessa linea, ma solamente Qllorchè trattasi di passare dfl una rete ad un'altra di amministrazione diversa. Oltre a ciò, per viaggi che riescano molto brevi nel tragitto dalla stazione di transito a quella di destinazione, si suol chiedere e si ottiene facilmente il proseguimento senza trasbordo . E ciò pure si ottiene quando si veriuca completa compensazione fra due amministrazioni ferroviarie, non solamente circa la quantità di materiale ricevuto e ceduto, ma pur anche nella durata del tempo, nel quale il materiale deve essere trattenuto sulle reti di altre Società. Ma quando quegta compensazione non esiste, nè p·er la quantità di materiale, nè per il tempo sovracitato, come accade precisamente da noi per i movimenti di cui ci oc,.upiarno, non si potrebbe ragionevolmen te preten dere una cosa che arreca una non piccola perturbazione in un servizio per se stesso pieno d'impegni e di complicazioni. Riflettiamo che un treno di reclute porta generalmente uomini destina.ti ad otto o dieci luoghi di guarnigione diversi, e che d'ordinario va disfacendosi lun~o la strada, lasciando canozze a misura che esse restano vuo te, nelle varie stazioni dell'itinerario. Ogni amministrazione quindi vedrebbe il suo materiale disseminato in tulle le stazioni delle altre reti e troverebbe poi molta difficoltà a ricuperarlo. Alla condizion e di effettuare i ritorni con carico, o di ridurre al minimo i viaggi a vuoto, si soddisfa invece molto più facilmente, se ogni amministrazione ferroviaria fa muoYere il proprio materiale esclusivamente sulle proprie linee. La soppressione dei trasbordi quindi, sarebbe bensì per le truppe in certi casi un~ comodità, ma per il movimento ferroviario aumenterebbe, anz1chè scemare, le complicazioni. E diciamo in certi casi e non sempre; perocchè molte volte l'operazione del trasbordo, dovendosi_ effettuare in una località, dove le truppe devono essere vettovagliate, o devono pernottare, riesc,e loro perfettamente indifferente riprendere il viarr()'io nella medesima carrozza, od in un'allra di amministrazione"'"'diversa.
SULLA PREPARAZIONE
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DEI Gn A':'i:DT TRASPORTI MILITARI
3
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II. Ma la serie delle cause che rendono complicato il movimentp, del quale ci occupiamo, non finisce qui . Non basta infatti pensare alla uti lizzazione delle carrozze ferroviarie. È necessario ancora rivolgere l'attenzione alla forza dei vari drappelli provenienti dai distretti dislocati lungo le linee di movimento, e alla suddivisione dei medesimi c:lrappelli, a seconda delle destinazioni; e vedere come essi vengono a distribuirsi sulle varie linee di movimento sovra ricordate. Se questa distribuzione succedesse in modo uniforme sulle diverse li nee, o se il nume1·0 degli individui da trasportarsi sulle singole linee fosse in rapporto al numero dei treni utilizzab ili per il loro trnsporto, il movimento potrebbe farsi con una certa uniformità, ed esaurirsi in sette od otto giorni: numero che ragionevolmeme si può ritenere non eccessivo, e che potrebbe anche scem are, se la rete rerroviaria fosse più ricca, se le linee fossero in condizioni migliori, se maggiore fosse la qu antità di materiale mobi le disponibile, e runggiore il. numero di treni utilizzabi li sulle singole linee di movimento. · La sovraindicata ripartizione invece non avviene così: che anzi, il numero degli individui da trasportarsi è disforme assai da linea a linea, e stanle la configurazione del la r:osLra rete e la distribuzione deì capi luoghi di dislrelto e dei presidi i, si accunrnla di preferenza sulle linee che hanno una capacità di trasporlo mino:·e. Ed a conferma di ciò, nel prospello che segue, abb'iam creduto di riassumere per le principali linee di movimento, la quantità degli uomini cbedevono essere trasportati, sia in un senso, sia nel senso opposto ; il numero cli uomini che giornalmente in via normale potrebbe essere trasportato coi treni utilizzabili su ciascuna linea, in base alle condizioni della medesima; e finalmente la durai.a totale del movimentCI espresso in giornate per esaurire il trasporto. In apposita colonna è indicato per ciascuna linea anche il numero dei tren i ordinari (omnibus e misti) giurnalmente utilizzabìli, in base agli orari attualmente in vigore.
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In quest.o specchio sono compresi, non soltanto i treni che percorrono direltamente le li nee da un capo all'altro, ma eziandio quelli che si arrestano la sera ad una staz-ione intermedia, per riprendere il viaggio all'indomani. È da osservarsi però, che per molte linee il carico dei treni ' in. dicato nella colonna quarta, se il movimento durasse per più giorni, sarebbe alquanto forte essendo i treni omnibus il più delle volte carichi con merci a grande velocità. Dall'esame di questa tabella, si scorge, che effettuando il movi mento coi soli treni ordinari, esso si prolungherebbe su alcune linee • <
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SULLA l'H lWAHAl,IU Nlli
per la durata di 16 giorni , su altre per mol lo minor tempo ; ma è ch iaro, che tra i drappelli viaggianti sulle linee, dove haYYi movimento più pro lungato, essendovene necessariam ente di quelli che si ~Laccano per av,,iarsi su altre linee di movimento minore, anche su quesL'u llime,sulle qual i per rispello al numero dei traspo rtandi, il passaggio potrebbe ultimarsi in poch i giorni , esso verrit a pro lungarsi di tanto di quanto sulle linee di maggior movimento devesi por necessi1à. ritardare la partenza. Se oltre a ciò ten iamo conto dell~ durata media dei viaggi per i drappelli cbe percorrono lo lunghe li nee, verremmo ad avere, che in complesso occorrerebbero" non meno di 20 giorni per esaurire i trasporli. Ora non crediamo qu i superfluo ricordare di nuovo gli inconven ienti, a danno della disciplina e della istruzione, cbe deriYerebbero da un moYimento di reclute cotanto prolungato ; danno che non solamente colpisco le reclute, ma pu r anche il numeroso persona]~ di accompagnamen to che verrebbe distolto dalle sue ordinarie occupazioni. iUa l'inconveniente sovraccennalo non è il solo . Bisogna riflettere che i treni omnibus sulla maggior parte delle linee non viaggiano che cli giorno ; essi soven1.e arrestano la loro cor;:;a alla sera, e non trovano coincidenze per proseguimento del viaggio che nel mallino susseguente; onde le reclute nei lungh i viaggi dovrebbero soffermarsi la notte in parecchie locali tà, moltiplicando cosi le per. nottazioni e rendendo qui!ldi più complicalo o fastidioso il servizio territoriale; tanto più che ql1este pernottazioni molte volle verrebbero a cadere in località assai incomode e dove i mezzi possono far dif'ello . La durata poi di queste pernottazion i sarellbe spesso insufficiente, perchè la med~sima costi tuisca un riposo ai disagi del viaggio . Abbiamo treni omnibus, per esempio, che arrestano la loro corsa alle •IO o alle 1 11 della sera e trovano il loro prnseguimento all e 3 o alle 4 della mattina susseguente, obbligando così ad interrompere il viaggio spesso, come si disse in località incomode, malsane, o nelle quali la stazione trovasi a distanza considerevole dalla cillà . Ci ti amo ad esemp io C'rrosseto, Ceprnoo, e di Lnnte altre. È ben vero, d1e i viaggintori ord inari i quali app rofittano dei !reni omnibus, derono anch'essi per necessità adallarsi alle oro di arrivo e di partenza dei medesimi ; ma essi Fer riposare hanno
DE I GRANDI TRASPORTI MILITARI
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la possibi lità di utilizzare quasi per intero il tempo che passa tra l'arrivo e la partenzn, ed in ogni caso possono fruire di un certo riposo ricoverandosi nelle sale di aspetto. Essi po i possono sopratutto, in relazione ai mezzi di cui dispongono, eseguire piena ed intera la loro volontà ed anche in terrompere il Yiaggio, se così loro piace. Non può dirsi lo stesso per i drappelli di truppa, per i quali esigenze d'ordine militare fanno perdere non poca parte del tempo utile di fermata, riducendo così di mollo la durala del riposo; e pei qual i diffìcilmenle, nella maggior parte dell e stazioni, le sale d'aspetto prese.ulano capacità suf:icienle per il loro ricovero. Devesi osservare per di più, che i soldati, non essendo liberi di dare esecuzione alle loro individuali volontà, sentono necessariamente il disagio in grado maggiore del viaggiatore ordinario, che pur si trova nelle stesse condizion i. Tutto considerato adunque non potendosi utilizzare Lutti i treni, il movi mento verrebbe a prolungarsi al di là dei 20 giorni; onde risulta manifesta la necess ità, per le linee sull e quali evvi maggiore arauenza di trasporti , di ricorrere a treni appositi (facoltativi militari e speciali). Vediamo ora in che cosa ·consista lo studio cli questi I.reni appositi. Stante il numero considerevolu di drappell i, che da ogn i distretto devono muovere verso luoghi di guarnigione diversa , le partenze e gli arrivi restano così. sminuzzati , che la prima cosa da fare è studiare unTaggruppamenLo dei drappelli tale,cla. far affluire nelle stazioni d'origine dei treni appositi un numero di uomini sufficiente al carico di un treno; perocchè non si può ragionevolmen1e preLendere da un'amministrazione ferroviaria l'attiv azione di un treno e lo spostamento del materiale e del persona le relativo per poche decine di uomini. Occorre che vi sia un carico per HS carTozze al minimo; ma possibi lmente un carico che si avvicini al massimo consentito ai treni su ogni singo la li nea, per diminuire la dura ta del movimento, ed arnnchù (insistiamo a bella posta su questo punt.o essenziale) le amminislrazion i ferroviarie lrovino un maggior tornaconto nell'auivazione di un treno apposito. Per questo riguardo si comprenderà. facilm ente, che le am mini-
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SULLA PREPARAZIONE
strazioni ferroviarie preferiranno sempre atlivare un treno di 30 carrozze, anzichè due treni di 15; e si comprenderà del pari, che progettando in generale lrasporli ·più vantaggiosi per le amministrazioni ferroviarie, egse si piegheranno poi mollo più facilmente ad effettuarne dei meno vantaggiosi, perchè saranno convinte che ciò non sarà chiesto per capriccio, ma per neces,;ità di cose. Ma il viaggio di questi treni appositi vuol essere inoltre di tal fatta da soddisfare a parecchie condizioni. E in $pecial modo occorre aver riguardo alle coincidenze. Vnle a dire, bisogna che all'inizio del treno, l'ora di parten1.a sia subordinata a quella in cui devono giungere i vari drappelli provenienti dalle di verse linee, per le quali le reclute devono affluire; O'.:corre in secondo luogo,che nelle stazioni di transito l'arrivo sia in relnzione con l'ora di partenza degli altri treni appositi, coi quali le reclute devono proseguire il viaggio sulle altre reti; infine bisogna che l'univo nelle stazioni , da cui si diramano altre linee, per le quali le reclute devono recarsi a destinazione, sia regolato in modo, rispetto all'orario dei treni di queste linee secondarie, da evitare alle truppe inutili e fastidiose fermate. Ol tre al!a cura delle coincidenze regolari devesi ancora, nello studiare la marcia del treno, predisporre fermate opportune ; perocchè occonc pensare alla comod ità del veLtovagliamento clelle truppe, alla possibi li tà di far con agio i trasbordi, là do,,e sono necessari, e finalmente alle pernottazioni. Yi sono drappelli ,_che devono stare in viaggio anche tre gio\·nale, e non sarebbe certamente da (;Onsigliare di far passare alle reclute due nolli di seguilo in viaggio. llla perchè la pernollazione sia di riposo alle truppe, occorre che l'ora cli arrivo alla sera cli una giornata di viaggio, e quella di partenza nella mattina del giorno successivo, siano tali da concedere alle truppe un periodo di riposo suf. ficient e. Ora difficilmente i treni facoltativi, già inseriti negli orari delle amministrazioni ferroviarie, soddisfano a tulle queste condizioni; ed è nella maggior parte dei casi necessario ricorrere a treni marcianti con orari speciali , i quali vanno appunto studiati avendo riguardo a tutte le condizioni sopraespresse ed inoltre a molte esigenze di servizio d'ordine tecnico ferroviario; orari i che in ogni caso devon·o es · sere concertati con gli agenti delle amm in istrazi on i ferroviarie. Ma nel
DEI GRANDI TRASPORTI MILITAIU
combinare questi Lreni speciali, il loro carico, il loro orario particolare, bisogna naturalmente far tesoro di conoscenze tecniche. La marcia dei treni è una cosa delicata e sulle linee a semplice binario poi, e specialmente su quelle sulle qunli ha luogo uu grande Lraffico, diventa cosa seria, che vuol essere circondata da mille cautele. Vi sono poi le esigenze che risguarclano la trazione, i riforn imenti di acqua e di carbone, i freni, i segnali, che so io. Per ogni cosa devesi nella marcia del treno riservare il tempo opportuno. Ma qualcuno obbietta: perciò vi sono gli agenti ferroviari, ai quali devesi lasciar la cura cli studiare quei particolari, senza che sia necessario all a direzione dei trasporti militari di ingolfarsi in studi improntati di un soverchio tecnicismo ferroviario. Or bene, realmente la cura dei particolari suniferiti viene' precisamente lasciata agli agenti ferroviari, ai quali incombe la responsabilità.. Solamente, se nel determinare il cari co e gl i estremi della marcia dei treni speciali, che in numero maggiore o minore bisogna progettare e riprogettare sulle diverse linee, non si sapesse più soddisfai·e nel complesso alle esigenze tecniche, ben spesso gli agenti ferroviari, nello studiare poi i particolari, dovrebbero far tali modificazioni da turbare tuLLa quanta l'economia del movimento, alterando raggruppamenti, catichi, coincidenze e fermate trovate con infinita pazienza. D'altra parte, quale garanzia si avrebbe che gli agenti ferroviari, gi ustamente preoccupali delle esigenze del loro servizio, a c1uelle non sacrificherebbero la comodità del viaggio delle truppe? Come controllare il loro operato, quando il controllo è di tale natura da i:ichiedere altretLanlo tempo, e lavoro e conoscenze tecniche, quante ne occorrono a far lo studio intero? Vi sarebbe un mezzo di risolvere la questione, e sarebbe quell o di tenere costantemente un agente per ogni amministrazione ferroviaria presso la direzione dei trasporti militari, con incarico di studiare in ocr,asione dei movimenti, i modi per conciliare le varie esigenze; per la qual cosa oltre alla conoscenza del proprio servizio, questi agenli dovrebbero anche addentrarsi nello studio dei bisogni militari cui sarebbero chiamati a soddisfare. Ma ciò sarebbe molto gravoso per l'ammin istrazione mi litare; o inoltre, venendo a mahcare qualcuno di questi ngenti, non si saprebbe poi come supplire convenientemente; senza contare che in tempo di guerra, quan,do 30 - ANNO XXX, VOL.
J.
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SULLA PREPARAZIONE ,
c'è bi.sogno di molto personale che sia pratico di servizio ferroviario e ad un tempo abbia chiara conoscenza delle esiaenze di ordine militare, si verrebbe a·sentirne la mancanza. Per pro;vedere al servizio in tempo di guerra la legge sull'ordinamento dell'esercilo ha perciò saggiamente provveduto con la creazione di commissari militari per le ferrovie; per~iò si fanno i corsi ferroviari sull'esercizio delle linee; perciò si è creata una direzione dei trasporti m.ilitarl. Come mai dunque potrebbe nascere dubbio sull'opportunità che questa faccia in pace quello che dovrebbe fare in guerra? . Ma ci si perdoni la digressione e rientriamo in causa. Non basta combinare la marcia dei trerii speciali, bisocrna comhinai1e bene il carico, qi.ediante un opportuno raggruppa~ento dei drappelli per il movimento nei due sensi. Ora si ha da fare con ,J,300 drappelli, ciascuno dei quali può entrare in un gruppo o nel· l altro, dando luogo ad un numero considerevole di combina· zioni. Siccome però tutLi questi drappelli,ciascuno in relazione vuoi alla · s~a provenienza, vuoi alla sua destinazione, viaggiano in c~ndizioni diverse, e siccome perciò ciascuno di essi ha bisogno che il suo itinerario soddisfaccia a condizioni peculiari, per quanto riguarda le fermale, pernottazioni, vettovagliamenti, che, dipendentemente dalla lunghezza del suo viaggio, più gli convengono; così si tratta di trovare q~ei grup~i di drappelli, che sono direi quasi più omogenei; vale a dire che v.1agg;rebbero presso a poco in con~izioni equivalenti. Tutto questo poi dev essere fa:tto senza perdere dt vista l'utilizzazione del materiale mobile, come dicemmo fin da principio, combinando cioè le ~)arl.e~ze da ogni local~tà in relazione agli arri vi del giorno precedente, 111 guisa che non facc iano mai difetto le vetLure necessarie. E ciò specia.lmente nelle staz ioni di transito, dove bisogna procurare, che le v~r~e a~mi~istrazioni ferroviarie possano utilizzare il proprio i_nate~·1ale .111 m.~ura presso a poco uguale, affinchè una non venga favorita et scapito delle altre. Il lavoro, di cui ci occupiamo adunque comporla n.um.erose combinazioni, alle quali corrispondono altrett~nte. soluz10111. Es~? non p.u~ essere fatto che per tentativi ; i quali riusciranno tanto pm so!lec1L1, quanto maggiore sarà la pratica ed esperie~za n~l servizio ferroviario; questi sludi però, anche· per la cons1deraz1one che non vi si può adoperare mollo personale, .
DEI GRANDI TRASPORTI ~!I LITA!H
richiedoi10 molto tempo , quando si vogliano combinare i movimenti in modo regolare, e non lasciarli in balia del caso: Nessuna memviglia adunque, che lo studio per il trasporto delle recinte richieda circa un mese di tempo, tra la preparazione dei viaggi e la compilazione degli ordini di movimento e degli altri documenti',che in gra.ndissimo numero occorre preparare, ~orne si dirà più oltre. Ora, dobbiamo qui aggiungere una considerazione. Qualcuno potrebbe pensare che, fatto una volta questo lavoro, esso possa servire per sempre, al più previa qualche Ieggiera modificazione. Ma rifle ttendo alla circostanza, che ogni distretto deve dare sempre le reclute ai medesimi reggimenti,e che tutti l.!li anni havvi un numero marraiore o minore di reggimenti che cambiano sede; ed inoltre riflettendo a quest'altra circostanza che tulti gli anni, per variazioni recate nel numero delle ree!ute assegnate ai corpi viene a cambiare la forza dei drappelli, si comprenderà facilmente che ogni anno devesi di necessità cambiare il raggruppamento e modificare sensibilmente i viaggi. Solo allorquando si sopprimessero i cambi di guarn it>aione ' ' e non si alterasse la forza, potrebbe restare invariato il lavoro per il moviniento ferroviario. "
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III.
Fin qui sono stati considerali solamente i trasporti per ferrovia che principiano e terminano sul continente; ma contemporaneamente a questi, occorrono anche movimenti per mare tra il continente e le isole, nonchè tra i porli stessi del continenle, per tra~porta~·e gli .uomini da quei distretti a quei presidì, o viceversa,.per 1 .qual, nell'interesse dell'erario vi è convenienza a seguire la via d1 mare. Questi trasporti in complesso ascendono a circa 17 mi la uomini. Premeuiamo, che per l'esecuzione di questi trasporti non si ·potrebbei;o con conrenienza impiegare le corse ordinarie dei piroscafi postali, sia perchè non sempre questi piroscafi 'presentano un numero considerevole di posti disponibil i, sia perchènon sempreessi 1
DEI GRANDI T!lAS1'0HTI MtLITAnI
SULLA PitF:PAitAZIONE
fanno viaggi _direLti ·. Se volessimo_ adoperare esci usivamente i piroscafi postali, per 1l trasporto d1 17 mila uomini non sarebbe _bastante un. m:~e. Senza quindi escludere l' eventuale impiego delle corse postali pm opportune per piccoli drappelli, è chiaro che il grosso_ dovrà essere trasportato mediante corse straordinarie fatte c~n piroscafi appositi. Ma perchè l'impiego· di questi sia c~11iveme~te. allo St~to, ed ali~ ~ociet~ di navigazione, restando sempre, solll~teso che. 1 t1 asporti s1 paghmo con l'applicazione della tariffa spec~ale, è, e~1~ent~ che, anche per questo movimento, è necessario · studiare Lo. studio dell'ut,·1 1·zzaz1one . . I ul1lizzaz1one del materiale. . dei y 1roscafi è poi sopratutto necessario, perchè le società di navi. gaz1~n_e non sempre potrebbero mettere contemporaneamente a dispos1z10_ne_ del Governo un numero di piroscafi superiore a ,J o O ,12. L? st~1d10 1~ qu~stione pertanto vuol essere fatto nell'intento duplice di evitare vrngg1 a vuoto , e di daee ai piroscafi speciali un carico ade_gua~o alla loro capacità, per limitare così il numero dei piroscafi da n~p1egare, senza però prolungare soverchiamente la durata del movimento. · . T~tt~ questo viene per riflesso a complicare il movimento ferroviario; m quantochè da un lato bisogna procurare che aHluiscano· c?ntemporaneamente ai porti d'imbarco uomini in quantità sufficiente per costi_tuire. il ca~·ii:o di un piroscafo, dall'altra bisogna pensare a po1:tar : 1a dai porti gli uoinini sbarcati avviandoli per ferrovia fin~~ desl111az1one; co~ questa preoccupazione, che J'incertez~a degli arr1v1 dal mare, massnne nella stagione invernale obbliaa chi pro. ' "' g:Lta _1.1 m?v1m:nto .a fare diverse previsioni, e ad ideare diversi · v~ag~1per 1 van casi che possono presentarsi; onde un diverso modo di ut1l1~zare il ,materiai.e ferr~viari~ destinato ai proseguimenti, per · non _tm bare 1economia degh altrr trasporti prestabiliti sulla rete continentale, ai quali il movimento pel trasporto deali uomini ailmti d . è) ~ a mare, viene a sovrapporsi con l'accompagnamento di molte incertezze. ~ pri~o aspetto _la éosa potrà sembrare semplicissima; .nel fatto poi no~ e sce:ra ~1 complicazioni. Infatti, dato un numero di porti d~te_rmm~to, 1~ ciascuno dei quali deve affluire una quantità di uo~m1 pari~10nt1 determinata, bisogna trovare qual è il numero di pll'oscafi d1 data capacità, varia dall'uno all'altro, da adoperare, ecl il 1
mimer(:) ·di giorni .nei q,uali il movimento deve durare; il tutto combinato in modo dà far viaggiare la. truppa col minor disagio possibile, da eliminare gli efieLLi dei ritardi imprevisti, infine da giungere ai porti di sbarco in tempo utile, perchè il movimento s'innesti ai trasporti {erro viari del continente nel modo più -0pporluno. Non c'è nulla cli trascendentale in questo studio, ma perchè riesci vantaggioso per lo Stato, per le truppe, e sia cli attuazione sicura, occorre molta pazienza, molta attenzione e molto tempo. Le soluzioni sono molte, ma si tratta di trovare possibilmente la migliore; la qual soluzi one poi deve anche essere profittevole alle società di niivigazione, non potendosi dalle medesime, riprnmetlere un buon servizio, se per soddisfare alle richieste dello Stato esse dovessero soggiacere a perdi te.
IV. Una vo\La concretalo lo studio del movimento, nel modo che siamo andati man mano svolgendo, per far viaggiare i soldati nel miglior modo possibile, e pensando alla più conveniente utilizzazione delle. carrozze, dei treni e dei piroscàfi,11on si è fatto che una sola meLà del lavoro totale. Per completarlo occorre ancora fore l'allnt metà. che consiste nella preparazione dei documenti indispensabili per la effettuazione del movimento, secondo le modalità progettate. In altri termini occorre tradurre le disposizioni ideate in ordini di movimento, ai quali i distretti dovranno uniformarsi per la sped izione dei drappelli a destipaziohe. In perfelta corrispondenza ai medesimi -0rdini devono còmpi larsi i prospetti dei trasporli da eseguirsi giornalmente dalle varie amministrazioni ferroviarie, affinchè gli agenti di queste possano in corrispondenza prepara.re ·gli ordini per l'apprestamento delle carrozze e per l'aLLivazione dei treni sulle linee impegnate ne! movimento. Siccome importa inoltre, che· tutti i comandanti territoriali sappiano quando, e in che quantità, le reclute partono, giungono, transitano, pernottano sul loro territorio, così è Iiecessario preparare, desumendoli da.gli ordini di movimento, giorno. per gio rno, e locali Là
SULLA PllEPAOAZJONE
per località, e per ciascuno dei 12 corpi d'armata, le tabelle delle partenze e degli arrivi per le principali stazion i, quelle dei vettovagliamenti e delle pernotlazioni , gli spe~chi degli imbarchi e degli sharchi ne' diversi porli interessati al movimento. Questi lavori così minuti e particolareggiati esigono naturalmente nn'allenzìone speciale, per evitare errori ed equivoci, facilissimi a prodursi, mnssime nell'operazione di cop iatura, trattandosi di 'un numero abbastanza rilevante di documenti. Però controllandosi essi l' un con l'altro, cotesti errori potrebbonsi eliminare assai facilmente, qnalora soventi non venisse a mancare il tempo per un diligente· controllo. Ne consegue, che anche dopo emanali gli ordini, occorre far talvolta correzioni ad errori i q1rn.li si appalesano, sia continuando i~ controllo anche dopo Ja spedizione degli ordini,sia per opera di chi, ri cevuto l'ordine, lo esamina allent.amente per rilevarne le discordanze, sia infine por opern degli agenti ferroviari , se prim a della partenza intervengano , come d'obbligo, accordi fra i capi-stazione ed i comandanti dei drappelli che dovono viaggiare. Fra gli errori che possono accadere non tulti hanno uguale importanza. Alcuni possono essere correlti da ch i li ri leva; per altri bisogna chi edere schi arimenti . Cerchiamo di spiegarci con alcuni esempi. Si può errare nell'ora di partenza o di arrivo di un treno, come· qu(lndo, dovendo un drappello partire da una stazione che non sia capo- tronco, accade cli segnare l'ora di partenza e di arrivo dellestaziotii capo-linea, anzicli è quella relaliva alla stazione da cui si . inizia od in cui termina il trasporto; può capiUtre di scambiare uo antimeridiane per un pomeridiane; si può sbagliare il numero de~ treno ; si può infine errare nella indi cazione del giorno, specialmente quando un treno passa la nolle in viaggio e naturalmente cambia di gio rn{I dopo la mezzanolle. In genere questi errori avvengono· fac ilrnente,quando gli itinernri sono complessi e richi edono molte plici cambi amenti di linee. )fa allora evidentemente con la scorta dell'orario , e dall'esame delle coinciden7.e che deve avere il viaggio, è facile rintracciare e correggere errori di tal fatta, senza neanchechi edere sch iarimenti. Sfuggono però talora errori d'altra specie che non possono correg-
DEI GRANDI TRASPOl\TI MIL11'Alll
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gersi allrimenti che chiedendo schiarime~ti o~port~ni. ~alvolta ,per esempio, il giorno di partenza fissato sull o~·cl_,ne d_, ~ov1~en_to ..non corrispondo con quello previsto dalle amm1111st'.·az10~1fe1 '.o:1a11e, e si rileva codesto errore allorquando gli ufficiali des1gnat1 st recan~ a prendere coi capi-stazione i co~certi per la partenza. ~\lora per~ è cosa mollo facile e semplice chiedere telegraficamente 1 necessai 1 schiarimenti per dissipare l'equivoco . . . . Potremmo molliplicare gli esempi , dn1 quali _nsuller~bbe,. che quando tulLo il movimento viene progellato e pr.ed1~p.osto 10 un solo ufficio, malgrado le inesattezze non sempre. ev1Labil1, che po~so1:o rinvenirsi negli ordini di movimenlo, hav~1 sempre modo d1 cor.: reggerle, 0 eh cbi r iceve l'~rd!ne o dn. chi lo ha trasmesso, e c10 prima che il movimenlo com1nc1 . . . .. Ma più che dagli errori, della natur~ so?ra 1~d1c~.ta, la ~egolant.a del movimento può ricevere perlurhaz10111 assai p1u gravt da altre cause, che comunque non prevedib ili, pure. freq~en_teme_nte succedono nei grandi movimenti ferroviari: Acc1dent1 d1vers1, co~e un guasto ad una macchina, la rottura dt llll asse'. l~ caduta d, una frana possono causare ritardi ecl altre pertnrbaz10111, che sono consecruenze di questi ritardi· . . 0 GUu:, --L·l · u~nn.locrhi ed intemperie possono causare ritc1rd1 nelle < o , . . · d. partenze e negli arriYi per mare; anormalita, eh~ sono cau~a. poi 1 rilardi corrispondenti nelle partenze per fer'.·ov1a. A c!t1:sl1 rnconvenienti potrà rimediare fac ilmente solo chi ne ver'.'a 111 Lempo a conoscenza, e sapdt quali drappell i viaggiano sul piroscafo o sul ,,, le a a·1ro , che ciò poLdt esser fatto soltanto da treno ·in ri'tai·do· , , <1 , • • quell'ufficio cenlrale che ha progettato e coordinato _.t_ut~, 1 tr_a~ sporti e può ricevere da ufficiali apposita~ente .sped1.L1 _10 tutt_1 1 punti che interessano il movimento, ed a1 quali avra 1mpa~·t1t.o apposite istruzioni, pronto e preciso .a':viso . delle perturba~10111, appena si manifestano. Diversamente 1 rimedi non potrebbe1 o essere adollr1.Li se non mol Lo Lardi, ed essi per con~eguenza spesse volte riuscirebbero meno oppurtnni e meno effica~1. . Noi potremmo qui citare una infin~li1 di es~mp1, ~1a ci pare che non sia. necessario di estenderci a d1mostraz1one d1 una cosa pei; se stessa tantCl chiara. Solo crediamo utile aggi1mgere, che .stanl~ la possibilità di adottare con vantaggio · di teinpo i provved1ment1
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SULLA J?IlEPARAZIONE
aLLi a. rimediare alle conseguenze dei ritardi causati da accidenti diversi, queste stesse conseguenze, se non del tutto eliminate, vengono ridotte al minimo . Del resto ritardi ne_avvengono anche nel movimento ordinario, per cui non tanto raramente succede ai viaggiatori di mancare co incidenze e di perdere anche giornate intiere . Nei trasporti militari di cui si tratta, quando essi siano preparati come si pratica dal 1188,t in qua, c'è garanzia che quesÙ inconvenienti si riducano al minimo . . Se si facesse altrimenti, il provvedere alle irregolarità, il pensare ·ai proseguimenti sarebbe lasciato interamente in balia agli agenti ferroviari ; i quali penserebbero prima di lutto alle convenienze del loro servizio, a queste subordinando il comodo delle truppe. Quando a.dunque avvengono in questi trasporti anormalità, come ad esempio l'arrivo di un drappello con ritardo, o con un treno diverso dal preannuncialo, non è il caso di farne meraviglia. Questi parziali mutamenti non sono l'effetto di érrori o di mancanza di previsione; ma invece avvengono perchè già io tervenne un'azione regolatrice d'ogni anormalità; e ciò per l' efietto di un a vigi lanza oculata e continua che accompagna per così dire ogni treno ed ogni drappello nel suo viaggio, non lo abbandona mai alle peripezie del caso, e provvede in tempo a tulle le evenienze appena la necessità · lo richieda; cosicchè segnalato, ad esempio, un ritardo di un treno, si è subi io i11 grado di dare comunicazione agli interessati non solo del ritardo ma anche del ri medio . · Moralmente parlando, ciò importa assai, inquantoct1è le truppe che giungono in ri tardo, possono immediatamente conoscere, quale altr·a ora fu assegnala per il loro proseguiment.o, e non sono quindi obbligate ad aspe li.are inuti Imente; il servizio territoriale resta facilitato, e COSÌ pure quello ferrov ia1,io ; perocchè il ritardo di un treno speciale e faco ltativo, segnalato in tempo, quando si 8a dove sono destinali i vari drappelli che viaggiano in quel treno , dà il modo di provvedere sub ito con altro treno speciale o faco ltativo; mentre in ca.so contrario occorrereb be perdere un ternpc mol to maggiore per aspellare l' anivo del treno in r itardo , prendere co;noscenza dei drappelli e della loro destinazione e provvedere alla segnalazione del treno destinato al proseguimento. Gli inconvenienti adnnq ue che_si possono ·manifestare, non giusti°fìchereb bero.
DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI
4-57
affatlo l'abolizione di una designaiione tassativa dell'itinerario, per sostituirvi direttive efostiche ed indeterminate. D'altronde questi inconvenienti sono inerenti alla. natàra stessa _ delle ferrovie; nè si potrebbero evitare se non ricorrendo al rimedio altrellanlo efficace e fac il e quanto radicale, cli rinunciare al- . l'impiego cli quel mezzo di trasporto, per servirsi della via ordinaria.
V. Si è dimostrato, che la predisposizione accurata cli tutti i particolari, mette chi ha progeLtato e dirige il movimento nella. possibilità di. rimediare fac ilmente a tutte le anormalità che possono presentarsi, nella stes,a guisa cbe per un generale l'aver preveduto tutti i casi possibili gli dà agio cli far fronte a tutte le evenienze . . Si è inoltre dimostrato che, mentre con lo studio accurato questi trasporti vengono assoggettati a norme desunte da criteri razionali, conciliando oali interessi r'nilitari, quelli dell'erario e quelli ferroviari nel migl ior modo poss ibile; il non predisporli signi fieherebbe abbandonarli al caso, come i trasporti del le merci a piccola veloci là, e, diremmo quasi, all'empirismo; e inoltre vorrebbe dire subordinare all'arbi trio degli agenti ferroviari gli interessi militari e quelli economici . .l\falaraclo questi vantaggi, v'ha chi considera il sistema. aclot. l) tato come un inutile accenti·amento, a scapito delle attribuzioni dei còmandi cli corpo d'armata, ai quali, secondo il costoro avviso, converrebbe fosse affidato l'incarico di redigere gli ordini di mo vimento . Ora nel caso di cui ci occupiamo, ci pare, non sia qtfestione di indebito accentramento, posto che si tratta di regolare rapporti necessar: fra tulli i 112 corpi d'armata, ed emergenti da condizioni intrinseche all'ordinamento dell'esercito. Sarebbe da lamentarsi l'accentramento, qualora si trattasse di trasporti che fossero limitati all' interno del territorio di ciascun corpo d'armata. Or bene di tutti . qu ei trasporti militari,che si devono effelluare in ques ta cond izione,
SULLA PUEPAflAZIONE
si lascia appunto la cura ai corpi d'armata• .ì\fa in quanto alla chiamala ed al licenziamento delle classi, la cosa sta diversamente. Infatti, data la base nazionale del nostro sistema di reclutamento consegue, che i trasporti di un corpo d'armata attraversano il ter~ riLorio di altri corpi d'armata; laonde, tenuto conto della dislocazione déll e nostre truppe e delle tabelle di reclutamento, è presto fatto a persuadersi, che per il mo1rimento in parola tutti i corpi di armata sono reciprocamente interessati . Ora, ricordando quanto si disse nella prima parte di que.sto scritto circa la necessità di stndiare la miglior possibile utilizzazione delle carrozze disponibi li per il movimento , ricordandopurequanto fu detto nella seconda El terza parte relativamente alla necessità di studiare special i raggruppamenti per la utilizzazione dei treni sulle linee e dei piroscafi, è chiaro che i singoli comandi di corpo d'armata non po~rebbero predisporre i trasporti senza reciproci accordi tra loro, ed è ebbro altresì, che in tutti questi accordi dovrebbei·o pure intervenire i rappresentanti di tutte e tre le · amministra;:ioni ferroviarie, oltre a quelli delle società di navigazione. Laonde da un lato, noi avremmo per parte dell'autorità militare dodici rappresentanti di pari rango , l'accordo dei quali sarebbe poco facile e per l'indo le dei trasporti che si prestano a molte combinazioni e per mancanza di unità di direzione; e dall'altro !alo p·er parte delle amministrazioni ferroviarie e delle società di navi~ gazione altri rappresentanti, i quali dalla mancanza suaccennata di unità di direzione militare, trarrebbero argomento per richiedere, ciascuno per proprio conto e a proprio beneficio, i minori on eri, ed i migliori paLti possibili. Se con questa condizione di cose il lavoro possa procedere più spedito, noi non lo diciamo, ma lo !usciamo giudicare al lettore di buon senso. Se però, vista la soverchia complicazione di questo modo di combinare i trasporti, si credesse da taluno poterla evitare, disponendo che ogni corpo d'armata prescriva per proprio conto i giorni e i treni coi quali i singoli drappelli debbono partire, pur suddividendo le partenze in più giJrni, per tenere così conto, sebbene molto grossolanamente, delle difficoltà inerenti al materiale mobile
DE I GllANDI TIIASPOil'fI MILITARI
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ed alla agglomerazione sulle linee, e dia di questi movimenti par-' tecipazione alle amministrazioni ferroviarie; e se con ciò s'in.tendesse aver man ten uta integra quell'autorità, che in massima spetta ai comandi di · corpo d'armata sulle truppe da essi dipendenti, sbaglierebbe assai. Cliè anzi cotesto modo di combinare i tràsporli non farebbe che menomar·e l'autorità dei comandi; perocchè. è assolutamente impossibile, che coi mezzi che hanno attualmente a disposizione le amminist1·azi oni ferroviarie, e con le condizioni speciali delle nostre reti, i trasporti stess i possano essere eseguiti in conformità degli ordini . Laonde avverrebbe, che dopo iniziate re· golarmente le prime partenze, a seconda degli ordini dati dai comandi di corpo d'armata, alla prima stazione di affluenza, od alla prima stazione di Lransito tra una rete ed un'altra di società diversa, troverebbesi per necessità di cose, qualche ispettore delle ferrovie, od anche qualche capo stazione; il quale, obbligato ad alterare i viaggi dei drappelli, li farebbe pernottare dove non è indicata per· nottazione, fare bbe proseguire drappelli che avrebbero dovuto pernottare, ecc. mutando completamente gli ordini dati dai comandi di corpo d'armala, e rendendo illusorie le predi sposizioni del servizio territoriale per provvedere di vitto e alloggio i drappell i di passaggio. Per le partenze successive poi si verificherebbero ritardi considerevoli, causati dalla necessità cli attendere le carrozze; oppure si sarebbe costretti di ricorrere al r ipiego non sempre ammissibile di impiegare i carri con panche. Questi in complesso sono i pri ncipali inconvenienti , che succedevano per lo passa to e si sono costantemente verificati in occasione di tutte le chiamai.e e di tutti i licenziamenti di classi. :Mo, suggeriscono taluni, vi sarebbe ancora un altro m,ezzo. Ciascun corpo d'armata potreb be comunicare alle amministrazioni ferroviarie il numero e la destinazione dei partenti, attendendo poi da quelle il riscontro indicante i giorni di partenza,e gli itinerari stabiliti per i singoli drappelli. È un fatto, che in questa maniera le amministrazioni ferroviarie studierebbero per proprio conto i singoli viaggi, ed accordandosi tra loro, combinerebbero il movimento,impiegandovi anche esse pur sempre un tempo considerevole, e curando nel miglior modo possibile gli interessi ferroviari, cioè uti-
4-.60
SULLA Pl\EPARAZ!ONE
lizzazione delle carrozze e dei treni; ma è altresì un fatto, che l'autorità militare in questo modo abdicherebbe qualsiasi ingerenza, e non avrebbe nessuna garanzia,che le esigenze d'ordine mili Lare venissero con ciò equamente soddisfatte, non essendovi tempo per controllare e far modificare i viaggi progettati dagE agenti fer rovi ari. È giocoforza pertanto con chiudere questo, che cioè, quand'anchè non fosse stato messo in evidenza dall'espe1;ienza del passalo, pure risulterebbe chiaramente a priori dalla esposizione di tutte le circostanze del movimento, essere necessario, per combinare nel miglior modo possibile questi trasporti, coordinare insieme gli interessi ferroviari, ed i militari netrintendimento, che non vi sia prevalenza delle esigenze di una specie a scapito di quelle dell'altra, e contemperando queste varie esigenze in modo che il risultato finale sia il miglio1:e possibile. Ora lo accordarsi riuscirà sempre meglio tutte le volle che il personale ferroviario,già abituato a questi hvori, sappia rendersi conto e adattarsi tal volta alle esi genze d'ordine militare, e tulle le volte che il personale militare delegato a questi studi, conosca e sappia rendersi r,1gione delle ésigenze ferroviarìe, per poter conoscere fino a che limite possano ésse cedere alle esigenze militari. Questo ·coordinamento, questo accordo si ottengono dalla direzione trasporli, delega~a dal ministero della guerra a predisporre i movimenti, col chiamare a sè gli agenti ferroviari,e di solito sempre i medesimi; i quali trova(i acceuabili ·i trasporti ideati dalla direzione suddetta, e suggerite occorrendo· le modificazioni ravvisate necessarie, poss1mo co11 mo lta facil ità concertare fra loro ii movimento nelle stazioni di transito, e procedere per parte loro alla redazione degli ordini per l'eseguimento dei trasporti. Vengono in cotesto modo a trovarsi di fi:onte due personali perfellamenteaffiatati, uno militare, uno ferroviario, competenti ent1mmbi a risolvere tutte le questioni che possono presentarsi ,ed a rimuovere tl).tte le difficoltà; éon risparmio di un lungo e poco eflìcace carteggio; due personali atti a tenere conto, ciascuno per la parte che lo riguarda, delle esi:.. genze del proprio servizio, ed a tutelare convenientemente gli interessi ·ad .essi rispetLiv;i.mente affidati; due personali infine che
DEI GRANDI TRASPORTI MILITAI\l
controllano a vicenda i propri lavori,riducendo al minimo gli errori possibi li . . · ·. . . . . Il risultato di questo studio pel caso speciale d1 cm c1 occupiamo qual'.è? Eccolo in succinto. 1
VI. Il trasporto per la chiamata della classe, che f~ t~::.t~ effettuat~, importava in complesso, come si accennò fin da pnn~1p_10, u~ ~ov1~ · mento di 70,000 uomini. Esso ha avuto una durata di circa i g10rn~ · sulle ferrovie dell'Alta Italia con l'impiego cli circa 300 carrozze, d1 7 o-i orni sulle ferrovie romane con l'inipiego cli il 60 carrozze, 1i 7 ;iorni parimenti sulle ferrovie meridion_ali ?on l'impiego _di mo carrozze. Vale a dire, che in un tempo pari a circa un terzo cli quello che sarebbe stato necessario, qualora il trasporto fosse stato effet. tuato coi treni ordinari, si esaurirono le spedizioni, impiegando in complesso 61l.-O ca nozze. E poichè il nu°:ero . di . queste. carT?z_ze · eccedeva alquanto il numero massimo prima mclicato, d1spon1b1le come riserva, le amministrazioni ferr?viarie dovettero provvedere diminuendo di alquanto il numero delle carrozze, che sogliono entrare nella composizione normale dei treni ordinari. . . · II movimento per mare venne esaurito in otto g1o_rn1, adop_erando nove piroscafi speciali ,. sette dei quali av~vano una capac'.l~ di 900 a il 000 uomini ciascuno, ed i rimanenti due una capacita di 300 uomini ciascuno. II complesso dei trasporti esegui ti risulta più particolarmente dal seguente prospello.
Riassunto del movimento della classe 1864. MOVIMENTO SULLE FEtUlOVIE
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DEl GUANDI TRASPORTI MILITARI
463
· Dal prospetto che antecede, si rileva, che sulla rete dell'Alta Italia è stato effettuato un movimento di 50250 uomini, dei quali 26700 in movimento imerno, vale a dire che iniziarono e compirono il viaggio sulla rete; mentre i rimanenti 23050 provennero dalle altre reti, o proseguirono il viaggio sulle altre reti. Le ferrovie roman,~ provvidero al trasporto di 20240 uomini, dei quali 6385 in movimento interno; le meridionali finalmente provvidero al trasporto di 23865 uomini, di cui 5900 in movimento interno. In complesso pertanto le amministrazioni ferroviarie hanno dovuto trasportare 94,,355 individui; e siccome per questo movimento furono, come si disse, impiegate 640 carrozze della capacità. di 36 uorp.ini ciascuna, cosi risulta~ che il coefficiente di utilizzazione delle carrozze è stato all'incirca di 4, val~ a dire che nel lasso di sette giorni ogni carrozza ha trasportato 4 volte un carico di 36 uomini . Più particolarmente il coefficiente di utilizzazione delle carrozze è stato di: 20240 36 X '160 = 3, 5 per le ferrovie romane, di: 23865 36 X ,J80
= 3' 8
per le ferrovie meridionali, e di: 50250
36 X 300
= '1.-, 7
per le ferrovie del!' Alta Hai ia. La maggiore utilizzazione ottenuta sulla rete dèll' Alta Italia si spiega con la maggior brevità dei percorsi, combinata con la maggior densità dei distretti e dei luoghi di presidio. Dal medesimo prospetto risulta del pari, quale fu il movimento · nei singoli porli d'imbarco e di sbarco interessati nel trasporto; e da esso si rileva, che i piroscafi trasportarono ,f 71196 individui . Sottraendo i trasporti da e per la Sardegna, che furono di mino1'e entità, per il restante movimento di circa '16000 uomini furono im-
i6,1,
SULLA PREPARAZIONE
DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI
piegati selle piroscafi, i quali eseguirono in otto giorn i 18 ,•iaggi complessivamente fra i porti di Genova, Livorno, Napoli, Messina e Palermo. Ogni piroscafo quindi effettuò circa 2 viaggi e mezzo, trasportando per ogni viaggio un carico medio di ci rca 900 uomini . Or bene tutto questo movimento fu effettuato senza recare il minimo incaglio al traffico ordinario, e senza che avvenisse il minimo inconveniente, salvo alcuni ritardi provenienti da anorma1iLà nelle corse dei piroscafi, causate da cattivo tempo. Queste anormalità però, non recarono perturbazione aicuna alla economia generale dei trasporti ferrovia1:i; perchè, avendo esse potuto essere segnalate in tempo, fu possibile provvedere opportunamente al proseguimento dei viaggi. 1
VII.
Dopo di avere esposto .il meccanismo dei trasporti di cui si tratta, i vantaggi e gl' in convenienti del sistema eseguito nel predisporli, i vizi dei sistemi diversi che gli si potrebbero contrapporre, gli errori possibi li col sistema in vigore ed il loro rimedio,ed infine il risultato dell'ultimo movimento eJiettuato , noi crederemmo cli fallire in gran parte lo scopo, per il quale facciamo di pubblica ragione questo scritto , qualora non ci sforzassimo di dissipare un dubbio che sorge nella mente di molti, dal momento che per preparare un trasporto di 70000 uomini soli occorre, come dicemmo fin da principio, circa un mese di studio. Pure ammellendo che in pace. i} modo di predisporre i trasporli attualmente in vigoì·e, mediante ordini tassativi compilati da una direzione centrale, soddisfi meglio a tutte le esigenze; tuttavia si po- . trebbe obbiettare: qual mole di lavoro dovrà farsi quando si trattasse d'una mobilitazione, per la quale occorre far muovere 400 o 500 ,000 uomini, forse 100,000 cavall i, e molte migliaia di carri? A primo aspetto obbiezione sembra formidab ile; ma basteranno, ·speriamo, poche osservazioni a dimostrarne l'inanità. . una dilierenza tale fra i trasporti del tempo di pace, vuoi Ravvi
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per la chiamata, vuoi per il congedamento della classe, ed i trasporti per la mobilitazione, che davvero il paragone tra gli uni e gli altri non può reggere. Condizioni essenziali, alle quali i traspQrli militari devono soddisfare nel tempo _di pace sono: economia di spesa, ed assoluto rispetto del servizio ordinario. Queste condizioni da una parte aumenLQ.no le difficoltà, che come si di mostrò, devono essere superate da chi predispone i trasporti; difficoltà che sono per loro stesse già considerevoli, a causa della enti.tà delle spedizioni e della brevità del tempo entro il quale devesi restringere il movimento. D'altra parte esse rendono assai più difficile di ottenere viaggi comodi per le truppe. La economia infatti im.pone gli i'tinerari chilometricamente più brevi, senza curar,;i delle coincidenze; il rispetlo assoluto del servizio ordinario impone limiti nella scelta dei treni ed influisce sui viaggi, sulla durata delle fermate, talora troppo brevi, talora troppo lunghe; sopratutto po.i limita assai la quantità di carrozze disponibili, creando, co·nie già si vede, la necess ità di studiarne un.a conveniente utilizzazione. Entrambe q:uelle condizioni poi influiscono a rendere disagevoli i viaggi, perchè impongono talvolta ore di partenza incomode, fermale non necessarie, ore di arrivo poco, convenienti, pernottazioni di dm;ata ora soverchia ed ora scarsa. Per evitare tutti questi scogli si comprende come debbano occorrere studi lunghi e pazienti. · · Ma nei trasporti per la mobilitazione e l'adunata le preoccupa~ zioni economiche cedono di fronte ad interessi militari d'ordine superiore, il servizio ordinario è subordinato al servizio dei trasporti militari. Lo studio degl'itinerari quindi non .si inspira alla ricerca della via più breve, ma della più comoda; il pensiero della utilizzazione dei treni è ri stretto alla necessi Là sola cli subordinare il carico dei medesimi alle cond izioni delle linee ed alla potenza delle macchine, gli effetti della·Jimitazione del numero delle carrozze non si fanno più sentire, scompare totalmente od in 'grandissima parte ìa complicazione derivante dallo intrecciarsi dei viaggi in tutte le direzioni; che anzi i trasport:i s'incanalano per alcune poche linee e seguono una direzione costante. Co incidenze, fermate, tutto può essere regolalo i~J, ,ordine'ai bisogni delle truppe ed alla comodità. dei viaggi da esse· effettuati; che anzi questi stessi bisogni, queste 31 -
ANNO XXX, VOL. I.
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SULLA PREPARAZIONE
stesse comodità possonor entro certi limiti, venir subordinati allo scopo supremo che si tratta di raggiungere. Eliminate tulle queste condizioni, le quali sono appunto quelle che rendono èomplicati i trasporti di pace e quindi lo studio per 1a· loro predisposizione; per quanto riguarda i trasporti di m?bilitazione e di à.dunata non resta più che la difficoltà cleri-. vant_e da una ingente quantità di uomini, cavalli e materiali da· ti'asportare. · · Su questo punto pertanto ci proponiamo di chiarire bene le idee. Ciò che veramente complica i trasporti feri·oviari, non è tanto la entità. delle spedizioni, quanto la diversità e molteplicità delle medesime. Un trasporto di ,1 0,000 uomini, ad esempio, sucldivisi in ,100 drappelli, ciascuno dei quali abbia località di partenza di.versa e diversa destinazione, esige uno studio senza confronto più lungo. e complicato di quello che occorrerebbe, se i drappelli stessi avessero un'unica località di partenza ed una destinazione unica. Infatti ne! primo caso dovremmo combinare 1100 viaggi diversi, nel secondo basterebbe combinare i viaggi da effettuarsi nèlprimo giorno e ripetere nei .giorni successivi gli stessi viaggi fino ad esaurimento della spedizione. Se pertanto per i trasporti di adunata e di mobilitazione occorressero tante sped.izioni, quante abbiamo visto occorrere per il trasporlo della classe nel qual trasporto vedemmo· doversi combinare 1300 viaggi diversi, ·per quanto i drappelli siano di forza;, maggiore, la difficoltà. cli combinare cotali trasporti non potrebbe essere per questo più rilevante; anzi rimarrel~be sempre intera la· facililazio11e so·praccennata, che deriva dal!' aver rimosse tutte le preoccupazioni,, le quali rendono così lungo e complicato lo studio" dei trasporti di pace. Si ·può quindi ritenere che lo studiò dei tra.sporti · cli mobilita-· zione, che d'altronde si fa fin dal iempo' di pace, non è punto così complicato, come può apparire a primo tispetto. Ma cova pur anche in alcuni il timore, che un movimento progettato in tutti i suoi particolari mediante ordini tassativi, dati per ogni corpo, per ogni singolo r-iparlo, manchi della dovuta elasticità; e non potendo presumibilmente essere eseguito nella sua integrità, sia per dar luogo a confusione e clisqrdini. , Ora è verissimo, che i continui mutamenti soliti,duranteil tempo 1
DEI GRANDI TRASPORTI i\!ILlTARI
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cli pace ad avvenire nella dislocazione e nella forza s~essa_ d_i ~kuni corpi e riparti, fanno sì, che in qualche momento gh ordm1 d1 mo~ vimeoto possono non corrispondere allo stato di fatto, non potendo essi ordini -·essere rifatti se non dopo comunicata la nuova dislocazione delle truppe, e spedili ·quindi con apparente ritardo. Ma, consiclerando, che queste varié\zioni sono poche, e riguarda.no soltanto • corpi e riparti , per i quali il lavoro per lo stuclio dei trasporti è minimo, non sono da t~mersi gravi perturbazioni nel movimento fer~ roviario, malgrado che si. dovessero fare modificazioni all'alto stesso d'ell'esecuzione dei movimenti. È poi da considerare, che nei grandi trasporti l'essenziale è di aver predisposto il materiale ferroviario; · spostarne una piccola parte in conseguenza delle variazioni surriferite, che non riflettono poi se non piccole distanze, non costituisce certamente una difficoltà., come non è una cliificoltà la soppressione di qualche trasporto previsto.Gran difficoltà invece si incontrerebbe, sempre quando si dovesse provvedere a trasporti in più cli quelli . previsti. Così pure non vi . sarebbe· grande inc~nv?nie_n_te s_e i trasporti previsti per un giorno dovessero _per rag,om md1tan essere . spostati. · . . Adunque le previsioni, esatte e minute dei trasporti non escludono quella ragionevole elasticità, che può essere richiesta; mentre senza . esatte previsioni, invece di elastic\tà, si _fi°: irebbe_Per avere una de~ plorevole confusione. . . . . Pertanto chi . pensa, che sarebbe meglio accontentarsi cli sempli_ci .direttive, lasciando maggior liber~à. ai comandi _di . provvedere. per proprio contò, anche ,i costo cli prolungare il movimento al cli là_d! quei limiti, ·enti:o i quali si riesce a con(tinerlo, mediante ord1m tassativi ' trascura un .supremo interesse militare e non presta suf~ . . ficiente attenzione alla natura del servizio ferrovin,rio. . Lo accelerare la riunione delle forze.è cosa cli tale importanza, : che tutte le potenze si so110 studiate di ridurre al minimo il numero di eaiorni r ichiesti per la mòbilitazione. al servizio. ferro- · . . Inquanto . viario poi, esso procr:;de come -una macchina, in . cui ogni organo non è indeterminato, ma sempre di forma e dimensioni precisate in ogni sua parte. Le complicazioni dei tragporti per la pre~ara~ zio ne della guerra sono certamente, co1ne abbiamo già detto, m,non . di quelle dei trasporti cli pace; ma sono ancora tali da esigere, che ·
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DEI GRANDI TRASP(IRTI . MILIT.\l\I
.SULLA PHEPARAUONE
uua sola autorità centrale li coordini fra loro, e coordini ad un tempo le esigenze di duplice natura, militare cioè e ferroviaria. Le direttive, appunto perché sempl ici direttive, non potrebbero im· ped,ire che le dodici autorità, le. quali èmanerebbero poi gli ordini tassativi , non venissero ad intralciarsi a:vicenda. Se avessimo I' ordinamento territoriale ed un namero maggiore di linee a disposizion& dei corpi, si potrebbe lasciare più elasticità nei trasporti di mobilitazione e di' adunata. Perocchè i primi rimarrebbero racchiusi nei singoli territori di corpo d'armata, i secondi si potrebbero succeder& entro limiti di tempo esattamente determinabili, sulle varie linee di movimento assegnate ai corpi. 1\fa basta r iflettere alquanto at nostro ordiU:amento ed al modo con c·ui i traspor~i di mobilitazione e di adunata vengono ad acccmularsi sull e poche linee disponibili, interessando tutti i corpi d'armata, per comprende1:e, che altro è·parlar& di. ctireUive, ed·altro sarebbe il precisarle ed il formularle . Qualora il còrnpito di chi predispone i trasporti si dovesse limitare allo studia di semplici1direttive, egli si trarrebbe d'impaccio con altrettanta faci lità, con quanta difficoltà avrebbe poi da lottar~ èolni, che fosse chiamato ad applicare cotaii direttive . Le direzioni dei trasporti, sia nello studio di pveparazi one della guerra, sia guerra durante, sono organi essenzialmentè esecutivi, ed i~ cl~iedere loro semplici direttive equivarrebbe a liberarle da quals1as1 responsabili,tà, oltrechè significherebbe elevare a dignità dirigente il còmpito essenzialmente esecutivo delle medesime,per essere poi al caso p1\1tico costretti a creare all'improvviso i necessari oro·anr. . esecutivi, servendosi di elementi Ìmpreparati e quindi incapa:~i dii dare una esecuzione soddisfacente. Ma ammesso pure, che si riuscisse a formulare di r.etti ve plausibili, e che in base alle medesime i dodici comandi . di c.orpo d'armata riusci ssero•ad emanare le di:1posizioni tassative, che devono essere con2retale ne~Ji ordini di movimento; chi potrebbe poi dirigere i.· trasporti che interessano più corpi e più linee? Ed in caso, di anormali là eh i pi·ovvederebbe al rimedio? Noi siamo convinti , che solo una di1:ezione centrale, la quale abbi~ progettato, e tenga sott'occhio sui grafici del movimento d'ogni iinea, giorno per giorno, treno per treno, l'insieme dei trasporti> e che ne regoli l'esecuzione, ed abbia i suoi agenti per farsi comunicare,
,i,69
·a misnra che se ne presenta il bisogno, tutte le irregolari~à, potrà ' provvedere at'loro riparo. .- , ., · Essa quest'uopo avrà oculatamente ripartito il movimento sùlle iinee disponibili, e su ciascuna si sarà riser.vala con ar.te i treni e i materiali di scort~ per p~ovvederè a ttitte le eveni,enie. · · · , Col nostro ordinamento adunque, il ci·edere che si possa limitare . 1o studio a semplicì direttive, è un'opinione c~mpletamenté errata:. Decorrono ordini ben precisi da una parte, e dalf'altra cura somma, e' sforzi' spinti f)no ali' estremo limite del possib ile, pe1; far sì che gli -0rdini vengano esattamente eseguiti ne'ue condizioni di. ter~po e di 'lt10go prescrilte. 'Cogii sforzi r iuniti di Lutti si de,ve e si può r iu!,ci'1:~· Il rr1ovimento, se vuolsi , potrà subire poi delle modificazioni, per quei mille possibili accia~n ti CÌiversi ,cl'1e sogliono perturba1:e ~a tircolazi one -dei treni ; ma quesLe anormali tà potranno, man mano :Che si presentano, ess~re corrette; e il movimento ricondolto anche in condizioni normali; appunto perchè, giova ripetei·lo, _avendo tutto predisposto, chi sorveglia i, tl:àsporti_polr~ ,esser~ edotto delle ano,r- · . malità succedute appena esse si ~aranno manifestate,, e sono ancora . rimediabi li; mentre nel caso opposto, le anormalità .non po tendo essere rllevate in lernpo per la 111ancanza di ogni predisposizione, vet"i:'ebbe anche a mancare la ·pos.si bilità del rimeclio. ·È giocoforza per.:. suadersi che in movimenti 'ai natui·a piuttosto delicata, qt;ali sono 1movi1nenti ferroviari , ciò dhe a ·prima vista senibra costituire una complicazione, in 1:ealtà altro non) che una semplificazione; ciò · .che in altra ch·costanza si suÒl chiamare elasticità, libertà d'azione, · qui altro non sarebbe che una deplorevole mancanza .di precisione negli ordini. Chi non è ben entrato nella natura intima del servizio ferroviario vagheggia lalor~ idee, che a prima vista appagano e sernb1:ano mo1tiplicare faci'lmente i vantaggi ricava!bili in tempo di guena 'da:11.e ferrovie. Taluno, ad esempi o, crede poter svincolare i treni da:Il'a sch iavitù delle stazioni , degli sbarcàtoi e da al tri mezzi che rendono più pronte e fac ili le manovre._'8i pra:ticano rampe, si dice, e si scen~e in piena linea; una semplice carretta da battaglione, ecco uno sbal'.::. catoio bell'e fatto. Tal altro si innamora di un · ripiego e crede ·PO"' terio elevare alla ·dignità di ~orma; e;agera l'importanza cli un caso particolare e pretende polerlo generalizzare. La truppa, si .crede,
a
e
4-70
DE1 Gll..l.;'iDl TRA SPORTI MILlT~Rl
SULLA PREPARAZIONE
ha con se i mezzi per far tutto e provvedere a tutto con opportuni ripieghi. Ora, finché si tratta di un movimento ch e si esaurisca con pochi treni , si può ammettere che quesli vengano a scaricarsi in vicinanza del campo di ballaglia, come fece ro (ben inteso per pochissimi treni di ·sola fanteria) gli Austriaci nel 11866 il giorno prima della battaglia di Custoza; ed allora si metteranno opportunamente in prati ca tutti i ripieghi del caso, dei quali sarà sempre buona109sa insegnare l'uso; 1ipieghi che non hanno però al tro valore all'infuori di quello che ogni ripiego suole avere, di applicarsi cioè utilmente in mancanza di meglio. Ma quando si tratterà di eITelluare celeremente un movimento, che richieda mol te decine o cenlinaia di treni, ciascuno di composizion e diversa; per il quale movimento occorra fare il ritorno del materiale e il rimaneo-,riamento on . del medesimo, per comporre i treni successivi, non si potrà mai fare a meno, nè delle grandi stazioni, che offrono ricovero a molti treni, e ne permellono la pronta manovra, senza incagli are il transi to sulle linee; nè dei grandi sbarcatoi, che in po.chi minuti consentono il carico e lo scarico di treni interi. La preparazione di questi mezzi non deve considerarsi come la creazione di un vincolo, di una servitù, come un vizio che si dia .alle truppe; quasi che abituate a quei comodi, debbano poi essere incapaci di districa1~si, allor che i comodi difettassero. Invece i mezzi grandi sono gli unici che possono allagliarsi alla . soluzione dei arandi problemi, e sono una necessaria.facilitazione dei grandi movimenti. Che si penserebbe, se nella prepo.razione dei diver$i materiali da guerra, si volesse fare a meno dei tipi normali, del materiale cosi deÙo cli modello , per sostituirlo con materiale di ripiego? Ci pare che il fin qui dello basti a dimostrare, che nei trasporli ferroviari, sia di pace che di guerra, trattandosi di movimenti nei quali bisogna tener esalto conto del l'impiego del min nto, della carrozza, della.ma_cchina, per quanto gl i studii di prèparazione pos sano sembrare lunghi e complicati, non devono tuttavia spaventare; perchè lutto si risolvè poi in grandi facilitazioni ali'atto dell'esecuzione; mentre l'opposto succederebbe, se si seguisse il processo il\· yerso; vale a ·dire; che se la preparazione si limitasse a sole diret1.ive, essa potrebb'e r iuscire semplicissima, ma l'esecuzione poi diverrebbe molto più difficile. 1
~
Ci sembra anche di aver provato, che questi trasporti non sarann~ mai convenientemente eseguiti con ripi eghi, amich~ con mezzt adeguati, opportunamente preparati fi~ dal ~emp? di pace. . Che questi studi, che questa preparazione s1facc1an~~er cura d1 una di rezione dei trasporti, più o meno dipendente da~mrn1stcro .della · guerra, anzichè per cura dei comandi territ~riali, dimostrammo essere una necessitit derivn.nt.e dalla base nazionale, che venn.e data al nostro· esercito; base q11esta, che in fondo è causa necessana del~ l'accentramento di altri servizi; i quali presso gli eserciti r.eclut~ti territorialmente sono, o possono essere, affidati ai comandi terntori:ili . Si potrà. forse discuteré sulla conveni~nza, .o ~eno, che l'ufficio centrale, incaricato di studiar i trasporti, anz1ch~ fa r part~ del secondo riparlo del comando del corpo cli stato maggiore, formi piullosto parte integrante del m_inistero d~lla gue'.-ra. . Oualora ciò fosse si avrebbe tl vantaggio, che u1 tempo d1 pace qu;ll'ufri cio eserciterebbe le sue funzi oni nelle co?dizio.ni medesime, nelle quali dovrebbe poi esercitarle du1·ante 11 penod~ della mobilitazione. Ma d'altro. parte non d(1bbiarn.o nasconderci, che guerra durante, In. direzione . trasporti co~Litui.,ce ,un o~·ga no esecutivo nelle mani del capo cli stato maggiore dcli esercito, e .che sotto l'ispirazione di questo, ed in base ali ~ diretti~re ~al rn~des 1_mo indicate, essa deve in tempo di pace compiere tutll. gh. s~ucli pe1. I~ preparazione dei Lra~porti necessari ad at~ua1:e I dmsamenti di quella suprema autori ltt militare. Pur ~odd1sfacendo adu~que alla condizione, che l'ordinamento di pace risponda a quello di guerra, entrambe le soluzioni sembrerebbero avere un fondamento ugualmente razionale. . Nondimeno co nsiderando, che all'alto della mobi.litazion~ e pn.ma di passo.re agli ordini diretti del capo di stato 1~agg1ore dell ese~·c1to, la direzione trasporti dovrà pui· semp:·e fonz1 onare sotto la d1_p~n- _ _ _ _ denza immediata del ministero della. guerra, ci sembra prerenbile, che questa dipendenza imni.ecliata esista fin dal te~po ~i P.ac~ .. giungo.si inoltre, che le snsc~tlibilità dei comandi. tern_tor~ah ~1 ~ 1 ~ terrebbero assai più risparm iate, qualora lo slUcl10 dei g1~nd1 tta sporti di pace si eITeltuasse da un organo che si tr?vasse. 111 cotal~ dipendenza; l'ingerenza del ministero della guerra rn. ogni. ramo dt servizio essendo di incontrastabile legittimità, e maggiore nuscendo
Ar
4- 7'z.
SULLA PUEPAll.i.ZlONE DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI
naturalmente l'auLorità del medesimo, in cose che risguardano più special mente gli interessi amm i~istrativi . Potremmo estenderci ancora in altre considerazioni , ma non vogliamo allungare troppo questo scritto. Noi ci lusinghiamo di aver convinto la maggior parte di coloro che, senza opinioni preconcette, avranno avuto la pazienza di seguire allentamente il nostro ragionamento. Non pretendiamo ave1l persuaso tutti, nè tantomeno coloro che, giudicando dalle apparenze senza avere approfondita la questione, si sono già formati un' opinione. Tanto più che ìn ogni questione, ollenere il consenso una· nime è cosa impossibile, due particolari pieghe dello spirito umano opponendosi a ciò. Una è che molte persone, e ciò tanto più, quanto più la loro posizione è perspicua, nella sfera d'azione in cui spiegano la loro attività, credono preponderanti le funzioni peculiari che esercitano ecl accordano minor importanza a quelle esercitate dagli altri; laonde in questo caso particolare credono lo studio dei trasporti cosa secondaria e di poco momenLo ; l'altra è che difficilmente gli uomini, specialmente quando capaci di far bene da sè, credono alla bontà delle cose fatte dagli altri; anzi d'ordinario presumono d'esser capaci di. far meglio, e non prestano generalmente fede inconcussa, se non ai risultati della propria esperienza personale. Se dunque non abbiamo persuaso costoro, ci rincresce; ma ciò non diminuisce la forza delle convinzioni proprie. Concluderemo quindi col ripetere, che, Lutto ben considerato, quand' anche nel tempo di pace, passando sopra tutti gli inconvenienti che segnalammo, si ritenesse preferibile lasciare ai comandi territoriali di studiare e dirigere i traspo.rti, pur nondi· meno non rnrebbe cosa da fars i. Perocchè questi comandi non potrebbero poi esercitare l'ufficio di dirigere i trasporti di guerra; nessuno ne può dubitare, ed allora dovrebbero entrare in funzione altri organi; i quali è bene che fin dal tempo di pace si addestrino a fare quello, che sarebbero chiamati a fare in tempo di guerra.
GrovANNI GornAN Tenente colonnello di stato maggiore.
LE NOSTRE RETI GEODETICHE RISPETTO
ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALJ<*> Corifimia.zion.e
CAPITOLO III .
Esame dell'influenza ·del sistema di pro1ez10ne adottato sopra le posizioni relative dei punti trigonometrici.
§ 1 • Genetalità stille de{ormazioni inerenti ad 1m dato sistema di proie:rione. - Ci rimane ad esaminare se il sistema di proiezione adottato· pelle nostre carte topogeafiche soddisfi alle condizioni: ,J 8l 8l+2m, .l=e . . (a), m, = 2 - l · .- (b)
<
<
di cui al § 2° del capitolo I, ossia ci resta a vedere se la proiezione policentrica natu'rale, ai limiti di un foglio e per il caso concreto di cui ci occupiamo, soddisfi sempre alla condizione: m
<
,1
rl6000
(vedi § 3° dello stesso capitolo I). A questo scopo ricorderò brevemente alcuni teoremi e risulLamenti, contenuti nel mio studio: Sulle defonnazimii nelle proiezion·i, pubblicato nella Rivista M-ilitare Ital-iana del 11880, studio che completa gli altri da me già citati, e che successivamente-in[') Per le Ogure, vedi dispensa. di novembre !884.
n1SPETTO ALLA IUNNOVAZIONE DELLE l\lAPPE CADASTALI
LE NOSTRE l\ETI GEODETICHE
tra presi, nell'intento precipuo di potm· trattare in modo razionale il co.mplesso problema cartografico, oggetto della presente Meriloria. È nolo come la proiezione di una rete geodetica sopra un piano, si effettui riferendone i vertici a due assi ortogonali giacenti in qnesto piano, assumendo per coordinate dei vertici stessi determinale funzioni della loro latitudine e longiiudine. Se % è la latitudine del punto O dello sferoide, che noi int.Jndiamo rappresentare coll'origine o delle. coordinate sul piano di proiezione, le coordinate x, y, di un vertice M della rete, a,,ente per latitudine rp ed w per longitudine rispetto ad O (positiva ,,erso Esl e negali va verso Ovest), si potranno considerare come funzioni · di <p - <po e di w, per cui in generale si potrà porre: . x =f(<r-%, w)
Y=
1: (<r -
<po,
lly
dw
dx
= ·p·
d<ù=p, .. ( 2)
'
e chiamando: (fig. ,i.•)
RC( il limite del rapporto ~dl~ fra due elementi lineari co1T1s spondenti :i\1 M' ed mm/ sullo sferoide e sulla proiezione, quando =ds
=da
((+90
Sen (p' - ~)
Seri~= !_
Ree
Cos
=
a
+ qp Pq p.r 1 -
+\
(3)
1
(Pir Sena+ J1. C,isa) p
~ = ..'RC(.!_ (E .r
Sen a
+ ·.!Lp Cos cx)
In queste relazioni, le derivate parziali p, q, p,, q1 sono funzioni di q, ed w., coordinate geografiche del punto M; p ed 1·, sono rispettivamente il raggio di curvatura del meridiano di M nel punto di M, ed iì raggio del parallelo di questo punto. Da queste relazioni emerge che un circo letto elementare di raggio ds, descritto attorno al punto 1U sullo · sferoide, si trasforma in generale, qualunque si<1, I.a Jegge (,() di proiezione, in un'elisse di cui Ree. d s, R~ + .90. d s sono due diametri coniugati, facenti fra di loro l'angolo W- ~. Prendendo lÌS come unità di misura, gli assi /e ed h di questa elisse si avranno, per un noto teorema,. delle equazioni:.
·
questi elementi tendono indefinitamente verso zero; cx l'azimut NE dell'elemento MM' nel punto M; ~ l'angolo fatto damm' coll'asse OY; 90 l'azimut NE dell'elemento MM" che sullo sferoide fa un angolo M' M M" = 90° con MM'; . - Wl'angolo fatto dall'elemento mm", corrispondente ad M .M", coll'asse O Y; si dimostrano agevolmente le seguenti importanti relazioni generali:
a+
~
C(
... c,1J.
w) .
(p' 4:r p\) Sen' cx + (f -f: q',) Cos'
R .R
! ·
Cosicchè il punto m (x , y) rappresenleri1 sul piano il punto · M (rp, c,J) dello sferoide, giusta il si:;lema di proiezione caratterizzato · dalle due funzioni f, (,. Ponendo le seguenti notazioni: dy =q· d <p . '
R'C( =
Roc • RC( +
90 • Ser.
(W - ~) = h . le
Q·ueste, in virtù della 2a e 3a delle (3) dànno:
l = ~ ·+,.,. 1 Id 2 1_- JI le
+
c'f! _CJ...,)· +ci+ P,> + 2
r
P
p
r
y (~+·:).'+(~- ~·/ J
(5)
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
dove k rappresenterà l'asse maggiore se si prenderanno i due radicali col segno e ii l'asse minore prendendo i radicali stessi con segno oppqsto, in modo da ottenere un risultato positivo. Ne conségue eh~ k - 1 ed ,t - h esprimeranno rispettivamente la massima deformazione lineare in più ed in nieno, che si verifica attorno al punto l't'l , nel passare dallo sferoide alla pro.iezione. · La quantità rn, che appare nelle condizi oni (a) e (b) rappresen~ terà quella fra le due quantità k ·- 11, ·I - h, che è numericamente maggiore, e tali condizioni dovranno verificarsi per i punti situati nel modo più sfavorevole rispetto al centro di sviluppo O. È facile, in base alle formole precedenti, di esprimere la deformazione in superficie e la massima cleformazione angolare che si verifica intorno ad un punto M, nel passare dallo sferoide alla proie· zione, come pure non riesce difficile l'esprimere la deformazione sub:ita dall'angolo retto formato dal parallelo e dal meridiano, pas·sarrtj per quel punto. · I risultati cui si ,perv.iene facendo queste ricerche (vedi il citato mio studio i ca,piwlb II), sono i seguenti: ,J d1iamando cl A, dA 1 due el,~menti corrispondenti di area sullo sferoide e sulla proiezione si trova:
+,
· § 2° Applicazione delle considerazioni precedenti alla proiezione n Mnrcile . - Applic~~ndo le formole .(5), (6), (7) , (8) alla proiezione naturale da noi adoltala (ad imilazione di quanto si pratica da Jnngo tempo in Germania ed in Inghilterra) per le carte topografiche a grande scala e di limitata estensione, si perviene facilmen te ai ri sultati seguenli: a) Equazioni della proiezione: x
=
y
N9 ~ w. Cos cp
=f' .
p.
q>o •
d cp
/
~
N9 . Cos rp
~
,i
tang -.2
=
k- h + · - 2 k.h .·
v-- . (7).
3° La deviazione éf della proiezione di un meridiano, dalla .normale al parallelo nel punto che si considera, si ha dalla formofa: tang éf =
k- h
± V k .h
. . . (8).
. (9) . (*)
I
ove :
quantità cui daremo il nome cli defo rmazione in superficie, nel punto , cui corrispondono gli assi h, k; · 2° la massima. deformazione A subìta dall'ancrolo formalo da . due eleme9ti lineari l\1 M', M M" dello sferoide, per effetto della proiezione, è data dalla relazione sèmplicissima: · ·
4,77
4° L'orientamento degli assi dell'elisse di deformazione, nel piano di proiezione, si ottiene facilmenle dalla ,1it delle (3), ricercando quali sianQ i valori di a che rendono rispeuivamente massimo e mimi no Ra, e calcolando medbnte le due ultime formole (3), i valori corrispondenti di ~Non è qui il caso d'entrare in maggiori particolari su questo ar. gomento, che ho svolto ampiamente nel detto mio studio sulla trasformazione delle superficie; quanto ho fin qui ri cordato era in-: dispensabile per avvalorare le considerazioni in cui stiamo per entrare.
O
.~~·=le. h . .. (6)
MAPPE CAD,\STALI
= 1·ç,
(raggio del parallelo di latitudine cp). (') Nei limiti dell'estensione di un foglio della nostro. carta al iOO mila (30' in longitncl inc, 20· in latitnclinc), queste formole si possono, senza errori seusibili, .s ostituire colle seguenti : .:v = N0 • ù> . Cos q,
i
Y=?o (f-9ol } No e p0 essendo la grande normale o il raggio di curvatura meridiano, nel centro del foglio. Nello studio ,1nali tico clelie proprietà di qaesto sistenia di proiez ione non è lecito sostitu ire queste rormole approssim,1.te alle (9) , perch é il· considerare N e p, siccome costant i nell'eslensione cli un foglio, equ iva rreb be pre; so poco 11. sostituire alla sn.pe1·fìcie dcll'clisso idc, la superficie di un /.oro generato da un circolo cli raggio !\°o cbC\ s i muovo appoggiandosi ad tm circolo di raggio ?,, col suo piano normale a quest' ultimo circolo.' Cio, come si scorge, muterebbe sostanzialmente le condilioni del problema.
,i
,i78'
RISPETTO ALLA RlNNOVAZIONE DELLE MAPl'E CADASTALI
LE NOSTRE RETI GEODÉTICHE
Caratteristiche della proiezione:
p
1
=
q1
r;
=-
poichè:
w . p.
cl Ncp d<p = .
Se-n rp;
p = o;
q=
p,
·P Sen <tr •'
-
b) assi dell'elisse di deformazione nel punto (rp, ·w): 1
k
h
=
Y
q,) + w + (w' Sen . Sen rp 9 .... ,.,
= y ,( + (w 'Sen -2 <:J)· 43
G'o
0
/
(10); 2
k
= ·1,00'16,
~K
= +
=
si avrebbe:
-k.h= 1I .. . {'12)
Cioè: colla proiezione naturale le aree elemen.ta1·i, e quùidi le aree. finite sono conse,·vaie, il che è un gran pn=igio di questa proiezione, specialmente sotlo il punto di vista cadastale. e) massima defùl'mazione angolare(
8
=
k - h = 0,0032, ,JO'.
52",4.
Per un foglio avente invece il centro sul parallelo di latitudine
dovP- il segno - corrisponde a punti posti ad oriente ed al segno+ a punti .posti ad occidente, del centro di sviluppo; cl) deformazione di superficie: dr\.' (lA. =
h = 0,9985,
<flo
('I ,1)
k
46. 30
. ,101 • 52",6,
A
tang
=
~i avrébbe nei suoi vertici settentrionali:
- w . Sen·rp 2
e) orienlamento dell'asse maggiore di questa elisse rispetto all'asse delle y, sulla proiezione: ·
479
dell 'elisse di deformazione, vada crescendo, a parità di latitudine, col crescei·e della distanza in longitudine del punto ché· si considera. rispeuo del centro del foglio,. e come lungo un dato meridi ano, tale eccentricità vada crescendo col crescere della latitudine, cosicchè' le più sensibili deformazioni lineari ed angolari si avranno ai due vertici superiori dei fogli della carta, e fra. tutti i fogli, quelli situati più a Nord presenteranno le maggiori deformazioni in parola. Per un foglio avente il centro sul parallelo di latitudine
2
1
1
·
k
= ,1,oorn,. h =
36°. 50
o,9987,
k-
h = 0,0026,
I
A
= ·81 • 57",!~,
8 .
8'. 57",2.
Cioè, per la. regione italica, ritenendo i fogli della estemione da noi ad•ittata per la grande carta al 100000, si avrebbero deforma. zi oni lineari° ed angolari massime, oscillanti fra:
0
~
tang 0 "'
=
.J
..e
w
Sen 2
<p (
13);
1
f) deviazione delle proiezioni dei meridiani dalle normnli ai paralleli: tango' =± w Sen rp ••• (H.-).
Da queste formole semplicissime emerge come l'eccentricitit. k - h
m
e fra
= + 0,00°16 ·10' ..5'2",6
ed
m, = + 0,0013
e 8'. 5711 ,4.
Queste defonnazioi1i che già sarebbero appena ammissib ili nei rilevamenti, al ,10000~ fatti colla diottra e la stadia, sono assolutamente intollerabili per i rilevamenti cadasLali al 2000. Infatti, i lati della triangolazior)e di 5° ordine offerti dalla triangolazione con errore probabilé
-
<
± ·l 9000 '
480
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
verrebbero, pel fatto del sistema di proiezione adottato, a riuscire, al margine dei fogli , deformati per almeno + 0,0.013, ossia per 1 . . + 770 del_la loro grandezza, per cui, affinché la loro lunghezza fosse tale da soddisfare alla condfzione: l ,.,,.,o il
< O40 = ,.
oss1·a
z308 < ' 11)
converrebbe spezzare la triangolazione, e moltiplicare in modo tale i pnnti di quint'ordine, da 1:endere assai costosa e laboriosa la loro determinazione . . Se poi si considera (vedi fig. 3") che chi rileva ai margini di un foglio, ha d'uopo di punti di appoggio esterni al foglio stesso, e se si osserva che uno stesso lato trigonometrico orientato secondo l'asse maggiore dell'elisse di deformazione del suo punto medio, quando lo si riferisca al foglio che lo contiene, risulta situato assai prossimamente secondo la direzione dell'asse minore dell'elisse di deforÌnaiione, quando si riferiscano le coordinale dei suoi estremi al centro del foglio contiguo, ne segue chein realtà, questo stesso lato assumerà lunghezze grafiche sui detti fogli, differenti fra di loro per quanli tàdoppie della massima deformazione lineare, cosicchè se non si ponesse la condizione: (e) 2 ,.,:, ,,
0
=< 40,
da cui
l
< '150
percler l'armonia fra il riparto dei fogli della carta al '100000 e quello dei rilevamenti del cadasto . . · A tuui questi inconvenienti si ovvia aclottando per le mappe cadastal i la proiezione di Bonne anzichè la proiezione naturale. Infatti, appl icando a questa proiezione le formole {5), {6), (7), (8) si ottiene successivamente: a) equazioni della .proiezione: x = R. Sen O y
!
0
= ·
ove: R = R0
p d q,
q,.
f q,
-
p.
+ x tang 9-°-0
d <p;
R0
=
!...
(9-bis)
No, Cot !flo;
R. O= r. w
'l'o
ed 1• essendo il raggio cli curvatura clel meridiano e del parallelo nel punto che si considera; <r la latitudine di questo ed w la sua lonoitucline r ispetto al centro di sviluppo; <'> b) caratteristiche cli questo sistema di proiezione:
p
d . dO p = cl~= R. Sen O. d·w = r . Sen O,
poichè:
m,
d1 q = _lL d cp
1
non sarebbe possibile ottenere neppure l'accordo grafico fra due rilevamen1i contigui, e che hanno per linea di separazione i margini dei fogli della nostra carta al 1100000. Si potrebbero ridurre convenientemente le dimensioni 'di questi fogli fino ad ottenere che sia soddisfatta la condizione (e) anche pei lati di ,1600m che abbiamo visto potersi appoggiare, senza soverchio lavoro alla nostra 1;ete di 4° ordJne; ma é chiaro che bisognerebbe perciò scendere a fogli 4i dimensio~i almeno 30 volte più piccole delle attuali , il che oltre a dar luogo ad una complicazione tediosa nel calcolo delle coordinate (si avrebbero 900 centri di svil uppo per ognuno degli attuali fogli della carLa al 100000), ci condurrebbe a
484
=-
poichè si ha anche: y
=
dO + R. Sen O. -d , C'P cp
dR Cos O-l-
R0
-
R . Cos O
dX d6 P1 = d w = R. Cos O. dw poichè:
= ~· Cos
6
'
dR dw
-=o
q1
•
1
32 -
= dx _ = d-clcpR· . Sen O+ R Cos O. dO d <p d<p
ANNO XXX, VOL, I.
482
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
dove: dR d <p
.
dO w d <p = P R
P,
-
(rR -
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DET.LE MAPPE CADASTAU
)
Sen <p
k - h· k1 - h1 =
;
k1 =
y
1
r
h1
=
Y
1
-
;) .
+ [ ( Sen q, -
i J-
(
1O-bis);
1
1') : 2
(
Sen<p- R
tp
=
per: ,e
f'P i, . d . 'Po
q,
= 37°. 20'
per un punto di latitudine
e) deviazione dei meridiani della proiezione dalla normale al parallelo, nel loro punto di intersezione: ·.
~ = ± w ( Sen <p -i)
=
<p
k- h
1')
1
No . Co t lf'o -
'Po
1 ( 2 = ± 2 w Sen q, - R
!! =
N. Cos <p
=
{I)
tang ~
f) deformazione in superficie:
R
A6° . 30':
d) massima deformazione angolare:
tang
Sen q, -
. • (1iS} 1'
Considerando i fogli estremi della Carla d'Italia, si troverà facilmente che per % = 46°. 20', e per un punto di latitudine
f ; )
Sen q,
J.)
r R
+ [ (Sen q, ~ ~) i· +
+ (Sen q, -
Sen q,
dove:
e) assi dell'elisse di deformazione nel punto q,, w: 1
w
.( = w Sen 'P - R
483
.. (14-bis);
'
h . le= 11
Cio,è, ~nche la proiezione di Bonne conserva le a·ree. (~on_fronlando queste formole colle corrispondenti, relative alla pro1ez1one naLur~I~, si vede come tanto le deformazioni lineari quanto_le angolari merenti a q,uest'ultima, stanno a quelle dovute alla prnna nel rapporto:
k I
37°. 30': 1
h =26 1, I
-0ssia: le deformazioni lineari ed angola1·i dovute cillap·roiezione di Bonne, ai lùniti dei fogli della nostra cartci al 100 mila, oscillano fra
!
2 1
ed ~ delle corrispondent-i deformazioni · prodotte dalla 3 2
proiezione naturale. .Ciò suppone che si applichi la proiezione . di Bonne a ciascun foglio della nostra carta, il che trarrebbe con sè la preparazione di altrettante tavo1e ausiliarie pel calcolo delle coordinale, quanti sono i paralleli medi dei fogli stessi nella regione italica, cioè circa 30 tavole, il calcolo e l'uso delle quali è assai tedioso e lungo. Esaminiamo perciò se non sia possibile S{lmplificare le formole {8-bis) ché servono al calcolo delle coordinate di Bonlle, per modo da conseguire da un lato semplicità di calcolo,e dall'altro deformazioni lineari ed angolari compatibili col problema che ci occupa, senza nel tempo stesso perdere la conservazione delle aree. Anzitutto il valore della x data dalle (9-bis), sviluppando Sen O in serie, diventa:
RISPETTO ALLA. RINNOVAZlONE DELLE MAPPE CA.DASTALl LE NOSTRE l\ETI GEODETICHE
x
=
=r
R ( 6 - -16 6'-+- - ) I
•
1- R· 63 • 6 • '
w -
poichè:
Ma per(w) = 151 e per (q, -ç>o) = 20', tale quantità, per nessun foglio della carta d'Italia oltrepassa 0'», 09. Potremo dunque sostituire alle equazioni (9-bis) le seguenti: <
R.6 =r.w.
x
= r . w = N . Cos q>. e,>
Scrivendo quindi semplicemente:
Y
x=r.w dove
l'errore che si commette sarà: ,J
< 6- R . 6',
ossia di
·1
2
'
qu~nlità che ai limiti dei fogli estremi della carta d'Italia i valori insignificanti di om,035 e di om,028. Riguardo alla y, potremo scrivere: . 6 Y - P (q, - <po) r w.
2
trascurando termini piccolissimi. Ora:
e·=
rw= r.w R Ro-P('P-%) -
= r R:
j1+p (
q,
io (/)o)
+- . }
Cosic~hè:
Y=
p (q, -
ci>o) +i. ?"i. w' f 1 2 Ro '
ossia finalmente:
trascurando il termine :
ed i seguenti.
= p (q, -
X
<po)
1
l
•••
(9-ter)
+ 2 B.o
Ro =No. Col cpo
r3 ws
6" R
+
485
+ /<p -:-1-l 1l'o) +· o
colla certezza di non oltrepassare nel calcolare il valore della x, l'errore di om,oq; e nella y l'errore di 0"1,09, ai margini di tutti i fogli nella nostra carta fondamentale. Portando l'ampiezza in longitudine dei fogli stessi a ,i.O', ed a 30' la loro estensione in latitudine, cioè accrescendone anche di '/ 8 le dimensioni lineari, detti errori cresceranno nel rapporto di 4' : 33, ossia, potranno giungere a om,09 per la x e 0111 ,'19 per la y, quantitii. anc:ora insensibili anche alla scala del 2000. Le equazioni (9-ter) equivalgono dunque alle (9-bis) nei limiti degli errori grafici sensibili alla scala trascelta, e se ben si osserva, esse sono identiche alle equazioni della proiezione
.•
naturale, salvo il termine xRo' che chiameremo terniine di cor2 rezione della y. Ne segue che nel calcolo delle coordinate dei punti che debbono servire cli appoggio ai rilevamenti caclastali, conviene sostituire alla proiezione naturale, la proiezione che chiamerò di B01me Bidotta, ed a corroborare gli argomenti che ho già esposti a favore di questa mia proposta, aggiungerò i risultati seguenti, ai quali si perviene studiando direttamente, mediante le formole (5), (6), (7), (8), le deformazioni lineari, angolari e di superficie, cui la oradett.a proiezione dà luogo. Si ottiene cosi successivamente: a) caratteristiche della proiezione:
486
RISPETTO ALLA RlNNOYAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
LE NOSTRE RETI GE.0D&TICHE
dx
d
w
.
=P = 1
dY · dw dY _
_ q- P
d <p -
dx _
r;
=
d <p
=-
q1
e) deformazione in superficie:
P. w Sen <p
h, X k1
dX 1·' Cd p=R dw =-R· ; X
=
o
o
e
+ -Rx .dd-x = P o
r w' ) - Sen q, •
1-
cp_
Ro
487
'
~ - 1- (q. p r.p
1
-
p qi) = 1 . . . . ( 12-ter). 1
Cos,icchè, anche questa proiezione gode della proprietà di conser'Vare le aree. L'eccentricità, k, - h, =
b) assi dell'elisse di deformazione:
w (
Sen cp -
;
) 0
V,+ lw (
k, --
li, =
+ ,.t'/
l- w ( Sen 2
V
+ [-,2
1
)],i+--w r' 4 Ra" Sen. +
r I·:lo.
9. Sen <p ""
1
W (
4
1
m T
2
<p -
+ 4 r'R/ w• Sen' )1 - J + ,. R , w Sen q, R
1· ) ] R.
2
1·
Sen q, -
<p
o,
- Y/[w( 2 Sen <p 4
. .
.2
_1_
z
4
o
4
r)J' +--, r w4 Sen' 4R 2
1~
.\o
<p
0
da cui, salvo quantità dell'ordine ;:: w2, epperciò trascurabili: k, - h,
=
w .(
Sen rp -
iJ;
e) massima deformazione angolate: tang
r) ·
.i 2 = + w( 2 . \ Sen cp - Ro
(,13-ter);
d) deviazione dei meridiani: tang 8 =-
+ w. ( Sen <p -
~J .
{14-ter);
di questa proiezione, per nessuno dei fogli della carta d'Italia, non raggiunge mai la centesima parte dell'eccentricità dell'elisse di deformazione corrispondente per la proiezione naturale, cosicchè adottando per le carte caclastali la proiezione di Bonne ridotta, analiticamente rappresenLata dalle equazioni 9-ter; si ha il vantaggio di ridurre ad , ~O tanto le deformazioni lineari quanto le angolari 1
che si avrebbero colla proiezione naturale, e ciò utilizzando .tutto il lavoro già esistente, poichè non si tratta che di correggere le y
•
del valore del piccolo termine 2~lo' Ecco il quadro delle deformazioni lineari ed angolari conseguenti all'adozione della proiezione di Bonne Ridotta, pei fogli estremi carta d'Italia, aumentandone anche di ,1/3 le dimensioni in laLitudihe ed in longitudine:
488
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CiDASTALI
LE NOSTRE RETI GEODETfCHE
Longitudine dei m?rgini Est ed Ol'est dei fogli dai r1spettm loro centri ± 20·
1------------I~ · Proiezione naturale
Massima deformazione
lincare relatil'a
.Proiezione di Donne ridotta
Massima Massima 1. Massima derordeformazione de~ormazionc lineare relatil•a maz,one ango lare ango!any
I
I
i 46°.33'
46°.30' 46°.20'
" 46°.10'
± 0,00210 ± 14'.30" ± 0,0000'159 ± 0'.6'',9 0,00210
o
))
o
±0,0000122
o
3
·te
± 01.5",3 .§ o .s ·;;.a
li
± 0'.5'',3 ~ I46°.07' 0,00210 ± 14'.30" 0,0000159 ± 0'.6'',11 ,';:j---;-I---;----- -+-- -~ - -- --/- - -- ·a ';;"O ì 42°.13' 0,00195 ± 13'.13'' 0,0000149 ± 0'.6",2 :a 0 :,; i
0,00210
»
0,0000122
~*
> i-~
42'.tO' 42°.001
))
37°.20
I
0,0000114
o
o o,oooou4
± Q!.4'',8 ·-
0,0000149
± 0'.6",2
0,00195
4'1°.47'
0,00195 ±13',13''
"
~
»
OD
ig C)~
~:g
·s;a e§ ~ s::0 ~.i::..::~ ~
(l)
· - :<!- ~
37°.33'
0,00178 ± '11'.5611 ± 0,0000138
37°.30'
0,00178
))
i
o
± 0'.4'',8 t
»
4'1°.50' I I
1
0,00195
37°. 10' 37°.071
o
))
o
0,00178
))
0,00178
± 11 1.5611
g3~&
0~ ±01.5",i ·< ~~ n~s~
± 0,0000'106 ± 0 .4",4 o.S:§'3 t0s.:::~ oc=s::: o o ~a ·~8 0,0000106 ± 0'.4",4 ·;;,;C) ""-~-~ ~Gg 1
0,0000138
± 0'.5",7 ug:a~:a ..::i
od al centro del foglio contiguo, cosa che è necessario di poter fare, per rilevare il terreno nelle vicinanze dei margini dei fogli. Ciò perchè, come già si disse, la direzione secondo la quale si ha il mac;simo allungamento per eiietLo della proiezione naturale, rispetto a un dato centro di sviluppo. coincide prossimamente con quella · secondo la quale si ha il massimo raccorciamento, rispetto al centro di sviluppo viciniore (vedi fig. III). Ora, nel capitolo precedente, abbiamo visto come i lati della triangolazione di 5° ordine risultino già affell.i da errori probabili assoluti che oscillano fra± om ,36 e± om, ·19, ne segue quindi chec01la proiezione naturale, i !ali stessi, verso i margini dei fogli, possono risultare incerti e discrepanti fra i limiti 7m, ,t 5 e - 7'n,,t5, quantità circa ,16 volte maggiore dell'errore probabile assoluto tol· lerabile alla scala di ,1 :2000. Inoltre, le deformazioni angolari prodotte dalla proiezione naturale, ai limiti dei fogli, oscillando fra ·1'1' e 4'1', sono incompatibili colla precisione dei goniometri (cleps, tacheometri) che si use· ranno nei rilevamenti al 2000. Colla proiezione di Bonne Ridotta invece, le deformazioni lineari ed angolari, anche assai al di là dei limiti dei fogli della nostra carta, sono talmente piccole, che a buon diritto si può dire che per suo mezzo è utilizzala tutta la precisione colla quale si è ordita e calcoiata la rete, e che gli attacchi dei rilevamenti fra foglio e foglio, si potranno effettuare con tutta sicurezza e senza discrepanze, figlie di una proiezione difettosa . Come lo ho già fatto notare, anche coll~i proiezione naturale si può, riducendo convenientemente le dimensioni d&i fogli, soddi-
+
sfare alla condizione di avere deformazioni lineari Come si scorge da questa tabella,' un lato di quint'ordine lun ao 160.om e situai.o ai m_argini_ di uno dei fogli della nostra carta, pt~ò subire una deformazione lmeare assoluta di
± 0,00,21
X 1600
= + 3m,40
colla proiezione naturale, ossia si può arrivare ad una differenza di 6"' ,80 fra i due valori dello stesso lato lrigoµometrico, a seconda che si calcolino le sue coordinate riferendole al centro di un forrlio <')
489
-
1 , ma < ,16000
bisognerebbe per ciò ottenere, ridurli ad ~O circa delle loro dimensioni attuai i nel senso della longi Ludi ne, poichè (vedi formo la 5, 6, 7, 8), le deformazioni nella proiezione naturale sono diretta· mente proporzionali ad w . Ma allora, tanto varrebbe prescindere da · ogni operazione geodetica,ed appoggiare i rilevamenti cadastal; a piccole triangolazioni
491
LE NOSTI\E HETI GEODETICHE
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTALI
topografiche partenti da piccole basi di 5 a 600 metri, misurate ad intervalli di 8 o 1O km l'nna dall'altra! . Anzi potrebbero servire da ~)asi i lati trigonometrici di 4° ordine e si calcolerebbero le coordinate dei punti di 5° ordine col metodo di Cassini, contentandosi di un orientamento approssimativo delle reti stes.se rispetto ai punti cardinali, facilmente ottenibile col metodo delle osservazioni della polare nelle sue massime digressioni. 11 calcolo delle posizioni geografiche dei vertici delle reti di 1°, 2°, 3° e 4° ed il conseguente calcolo delle coordinate dei vertici stessi, riuscirebbe una vera superfetazione. Ma se vogliamo ottenere delle mappe cadastali sistematiche, nelle quali i raccordamenti fra proprietà e proprietà, fra comune e comune, fra provincia e provincia, sieno esatti quanto lo esigono le delicate operazioni che hanno per base le mappe stesse, non è possibile operare in questa guisa affatto empirica, e che è appena tollerabi le per carte militari alla scala del 25 e del 50 mila. Colla proiezione di Bonne Ri~oaa, tulto il lavoro di campagna e tutti i calcoli eseguiti pt·es$O il nostro Istituto geografico militare viene .utilizzato, essendochè lieve è il lavoro necessario per éorreg-
tiene l'esposizione dei principii e dei criteri che regger debbono, a parere dello scrivente, le soluzioni che si vorranno dare al lato geodetico e geodetico-astronomico del gran problema cadastale che tanto interessa lo Stato eçl il paese nostro, ed aggiungerò, per concludere, alcune considerazioni sul lato puramente topografico del problema stesso.
490
1
2\o' e si ha con ciò il van2
gere le y del termine complementare
taggio di fondare i nostri rilevamenti cadastali su basi uniformi in tutto il Regnò, e di poter far dipendere i rilevamenti di una provincia quasi sempre da un solo centro di sviluppo, il che rende possibile la . riunione delle mappe comunali in mappe d'insiemy al 5000 od al iJ 0000, cosa che non si può fare, senza distorsioni e deformazioni dei lavori di campagna, quando si trattasse di riunire fogli rilevati ciascuno con centro di sviluppo proprio. Inoltre si otterrebbe una desiderabile armonia fra le nostre carte miìitari a grande sr:ala, e le mappe cadastali, delle quali, con grande economia. di tempo e di spesa, sarà possibile giovarsi per correggere ed anche per delineare la planimetria di quelle, in tutte le zone dove non esistono ancora carte militari recenti, cosa che non è fattibile senza cadere nell'arbitrario, quando diverso fosse il fondamento geodetico ed il sistema di proiezione seguito nella costruzione di queste ca,rte e mappe. Porrò così fine al presente capitolo, il quale coi due primi, con-
CAPITOLO IV. Considerazioni generali sui metodi di rilevamento e sintesi del contenuto dei · capitoli precedenti.
§ 4° Intorno ai metodti di rilevamento. - In due modi essenzialmente diversi si può procedere al rilevamento del terreno. O si traducono immediatamente gli elementi lineari ed angolari misurati, nel delineamento grafico del teiTeno da rilevarsi, per modo che della misura stessa non rimanga altra traccia che il di· segno eseguito sulla faccia dei luoghi; oppure gl i elementi misurati si registrano, per poi tradurli con tutta comodità, a.ella rappresentazione grafica del terreno, coll'aiuto di schizzi aventi solo per iscopo di soccorrere la mem~ria dell'operatore. Nel primo caso il rilevamento si risente di tuW, le conseguenze di costruzioni grafiche eseguite in condizioni poco favorevoli alla precisione; gli errori facilmente si accumulano; vanno perduti i ,,alòri immerivi degli elementi misurati, i controlli e le verifiche sono meno agevoli e sicuri; non 5i può lavorare che in determinale e favorevoli condizioni atmosferiche; sono necessari operatori i quali oltre al conoscere !"uso dr strumenti relati\'amente delicati e compless i, siano altresì abili disegnatori, e finalmente la igrometricità della carta sulla quale si disegna in campagna, malgrado molti espedienti ad0ttati per evitare ciò, rende in parte illusoria la precisione del rilevamento eseguito. Questo metodo, detto grafico, e che viene eseguito colla tavoletta pretoriana od altro apparato consimile, malgrado i detti inconvenienti, risponde bene quando si 1rn per iscopo di costruire
493
LE NOST.RE RETI GEODETICHE
UISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DET.LE MAPPE CADASTALI
una carta militare, a scala non maggiore di 11:,J0,000, e qmmdo non è necessaria una precisione molto grande, l'essenziale essendo la rappresentazione delle forme plastiche del terreno fra quei limiti di precisione che interessano l' impiego e la condotta delle truppe. Ma trattandosi di rilevamenti a scala ,i. a 2000 od a :;cala maggiore, troppe sono le cause dì inesattezza perchè si possa pensare ad usare il metodo pmamenle grafico di ri levamento. L'altro metodo invece, presenta il vantaggio di poter conservare in appositi registri tutti i risultati numerici delle misure lineari ed angola!'i esegui tesi sul terreno; permette di utilizzare tulle le ore della giornata per l'esecuzione delle misure; permette di utilizzare le giornate di cattivo tempo per le calcolazioni necessarie per tradurre gli elementi misurati, nei dati che occorrono per delineare la zona .rilevata; può essere eseguito con istrumenti di una semplicità così rudimentale, che assai più faci le riesce il formare numerosi ed accurati operatori, d'onde una seria: economia di tempo e di mezzi, e finalmente permette di eseguire il disegno del terreno rilevato, a quella scala che si vuole, e con tutte quelle comodità e quei mezzi che sono indispensabili alla precisione. Questo metodo, che per contrappbsto al primo dicesi ?'twnerico, può applicarsi in due modi sostanzialmente diversi, commendevoli entrambi secondo la natura dei terreni e secondo lo scopo, e tali che l'uno può servire di preparazione e di complemento ali' altro. Accenno qui alla tacheometria ed al rilevamento esegui to colla misura diretta e col metodo gli allineamenti. Il metodo tacheometrico (così detta celerimensura) è specialmente adatto per terreni molto accidentaLi, può essere usato per rompere in triangoli e poligoni minori la rele 'trigonometrica di appoggio, e usato colle volute cautele, offre la precisione richiesta nei rilevamenti à scala anche superiore al 2000. Esso richiede però: a) Strumenti costosi e delicati; b) Operatori forniti di cognizioni complete di topogrnfia ; e) Calcoli numerici laboriosi; d) È difficilmente applicabile in terreni molt.o coperti. Il metodo della misura dirella e degli allineamenti, quando non
si tratti di terreni molto accidentati, e quando si abbia un personale })ene addestrato, presenta i seguenti vantaggi : a) Strumenti(canneo catene, metriche, squadri agrimensori) rudimentali, di poco costo e facile maneggio; b) Possibilità di addestrare in poco tempo un numeroso personale, per virtù della semplicità dei metodi e modi di operare, che costituiscono questo metodo. · e) Maggiore precisione di risultati . d) Maggiore economia di spesa e di tempo. Per tulli questi riguardi sarà questo il metodo cui converrà, in massima, ricorrere nei terreni piani e nelle colline a forme dolci e pendii moderati, salvo a inquadrarne l'applicazione in triangoli e poligoni, nei quali converrà quasi sempre rompere,coll'aiuto deltacheometro, i tl:iangoli di 5° ordine, prima di procedere al vero e proprio rilevamento dei particolari. Il metodo tacheometrico,invece, si userà con vantaggio anche per rilevare i particolari, nei terreni montani e molto accidentati, poichè in queste condizioni questo metodo è più spiccio e nel tempo stesso offre sufficiente esattezza per lo scopo che si ha di mira, essendochè nei detti terreni, in generale la proprietà è meno divisa, il valore dei terreni è assai minore che in pianura o che in collina, e d'altra parte il metodo delle misme dirette perde quasi tutti i suoi pregi. Qui sarebbe il luogo di trattare della convenienza o meno, nella esecuzione dei rilevamenti cadastali, di preoccuparsi anche dell'altimetria del terreno. . Bisogna ricordare a questo proposito che c'è una questione pre· giudiziale che da sè sola ci obbliga a rinunciare, per ora almeno, al vantaggio di approfiLtare della rinnovazione delle nostre mappe cadasLali, per determinare un gran numero di quote del nostro suolo, cosa questa che avrebbe un'uti lità indiscutibile per i lavori d'ingegneria . Da noi non esistono ancora linee di livellazione di precisione, in numero sufficiente e preordinate, come in Inghilterra, allo scopo di offrii·e in numero ragguardevole i necessari controlli, ai resultamenti conseguibili col tacheometrb, cosicchè non si farebbe opera seria gravando i mappatori cadastali del còmpito dell'altimetria. Di più, questo còmpito, il quale in apparenza non parrebbe dover
494-
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADAST.ILI
LE NOSTUE RETI GEODETICHE
aumentare in modo eccessivo il lavoro e la spesa della nuova cadastazione, in reallà necessitando un uso quasi generale del tacheometro, implica a priori la rinuncia ad una larga applicazione del più semplice, del più economico e del più preciso fra i metodi di rilevamento, del metodo cioè della misura diretta. Del resto, una quotazione generale, approssimata a + 2•n, t'abbiamo già dalle nostre carte militari, cosicchè, in assenza delle linee livellale di precisione, di cui è sopra parola, mancherebbe anche l'opportunità e lo scopo di una seconda quotazione generale, grossolanamente approssimata. A. confortare le considerazioni e conclusioni che precedono potrei citare l'elaborato rapporto della Commissione presieduta dall'illustre generale Menabrea nel 1869, Commissione la quale ebbe per missione di confrontare fra di loro sotto l'aspetto della precisione, della celerità e della spesa, i metodi di rilevamento che abbiamo chiamati grafico,, tacheometrico e della misura diretta. Gli esperimenti e prove comparative furono fatte nella Lunigiana in terreno vario, con tavolette pretoriane perfezionate, col tacheometro o cleps di Porro, e con semplici catene metriche, canne metriche e squadri agrimensori. Senza contraslo, salvo nelle zone molto accidentate, la vittoria rimase all'egregio ingegnere Rabbino ed ai suoi canneggialori, vuoi per la precisione, celerità ed economia, vuoi per la facilità colla quale in poco tempo è possibile avere, nel numero necessario per una operazione così vasta come è la rinnovazione di un cadasto, esperti capi-sezione ed abili operatori. ' Il me lodo ta.cheometrico fu giudicato preferibile a quesf ultimo nei terreni montuosi ed accidentati, ~d utile per inquadrare il rilevamento diretto o parcellare. li metodo puramente arafico venne assolutamente scartato per deficenza di precisione. Per risolvere bene questa questione bisogna porla nettamente e porne bene in ri lievo le condizioni essenziali, le quali sono: a) Per le ma.ppe cadastali ciò che importa è una esatta planimetria; l'altimetria non interessa che in modo sec.:mdario affatto, le quistioni alla cui soluzione servir debbono qoeste mappe. · · b) vas~iLit dell'operazione r ichiede nell'interesse dell'econo. mia che siano adoperati i metodi i più semplici, i mezzi di misura •
La
e)
4,95
i meno costosi, per modo da poler in poco tempo formare un numeroso ed abile personale esecutivo, anche con uomini di limitatissima coltura e perciò di modeste pretese. ,;) La natura dell'operazione richiede uniformità di metodi e di mezzi . Alle due prime condi1.ioni soddisfa pienamente il metodo di rilevamento colla misura diretta, opportunamente inquadrai.o e completato nelle regioni' accidentate co l metodo tacheometrico, ed alla terza condizione si soddisferà facilmente con istruzioni chiare e precise, con una preventiva riunione del personale dirigente destinato a fornire i capi-sezione nei lavori di campagna,. istruendoli praticamente ed in modo uniforme, nei procedimenti di inquadramento e di esecuzione del rilievo . · Intorno a quest'ultimo argomento che wstituisce l'ultimo termine del problema, mi permetto richiamare l'attenzione degl'ingegneri del cadasto sopra i procedimenti seguiti da lungo tempo in Inghilterra, procedimenti i quali per la loro semplicità, uniformità e precisione meritano di essere additati come modelli del genere. E qui porrò termine a queste brevi considerazioni, rivolgendo una parola a coloro che vedono nel la cosidetta celerimensura la panacea universale per ogni specie di rilevamenti, qualunque ne sia lo :;;copo, e mi perrnellerò di ricordar loro che altro è rilevare una lunga striscia di terreno a cavallo ad una direttrice pichetlata e livellata, nell'intento di procurarsi gli elementi altimetrici e planimetrici per poter, mediante un profilo longitudinale e sezioni trasversal i, studiare un progetto di ferrovia o da strada, di cui si sia già studiato l'andamento di massima, ed altro è accingersi a rinnovare la planimetria di un gran paese 1 § 2° - Sintesi del contemito del present e lavoi·o. - Riassumendo ora quanto è stato esposto fin qui , parini poter concludere: a) Che le nostre reti geodetiche, quando si sarà proceduto alla misura di tre basi nelle vi cinanze di Torino, Livoi·no e Rimini e siansi rimisurate quelle della via Appia e del Volturno, saranno nelle condizioni di precisione volute, perchè dalle medesime si possa derivare una rete di /5° ord!ne, con lati non maggiori di 1600m e affetti da er;ori probabili relativi
< 9~00 , cioè nelle condizioni ne-
4,97
LE NOSTRE RETI GEODETICHE
RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELLE MAPPE CADASTAU
cessarie perchè quest'ultima reLe possa servir cli appoggio e di controllo ai rilevamenti cadastali alla scala 11 : 2000; b) che sotto il punto di vista geodetico-asLronomico, è urgente l'eseguire in punti medii fra le basi geodeLiche esistenti, delle stazioni di Azimut che garantiscano questo elemento con errore pro-
f) che si abbia a provvedere ad una uniforme e seria istruzione pratica del personale dirigente, cui dovrà esser devoluta la parte triaonometrica e tacheometrica, e la sorveglianza e controllo delle o squadre destinale al rilevamento parcellare; g) che siccome il metodo di rilevamento colla misura diretta richiede operatori assai esercitati e disciplinati , cosi si utilizzino a quest'uopo sottufficiali in congedo, ex-impiegati del macinato, ecc., sottoponendoli ad un tirocinio pratico uniforme di qualche settimana, prima di adoperarli nelle operazioni del rilevamento parcellare, cosa che sarà agevole fare durante il periodo in cui vien da parte del rnersonale diriaente o , direttore di compartimento, capi-sezione, eseauilo il lavoro triaonometrico e tacheometrico, che è di necessaria n n preparazione al rilevamento parcellare. Porrò così termine a questo studio , a trattare le diverse parti del quale è da anni che lavoro, essendochè nei libri di geodesi a e di topografia, n_on avendo potuto trovare l'esposizione razionale di quanto riguarda l'orditura delle reti geodetiche, le deformazioni nelle proiezioni, la teoria completa del triangolo geodetico, mi fu successivamente d'uopo di studiare partitamente queste questioni, come si scorae o dalle memorie che ho cli tratto in tratto dovuto citare. Il mio intento è stato duplice, ho tentato cioè una specie di sintesi della aeodesia, considerata nei suoi rapporti colla topografia, ed ho cer~ato di analizzare e discutere fino a che punto ed a quali condizioni, le nostre reti geodetiche potessero Yenire utilizzate per servir di fondamento a.l rinnovamento delle mappe caclastali. Le conclusioni e proposte cui questo studio mi ha condotto, offro come tema di discussione ai cultori della geodesia, e sarò lieto se le medesime richiameranno l'attenzione loro sul gran problema ca dastale che in un avvenire non lontano dovrà. pur risolversi, ed a risolvere bene il quale sono necessarie le più serie cognizioni geodetico-topografiche.
babile< O", 40, e provvedere a che le latitudini e differenze di longitudine dei principali osservatorii astronomici d' I talia sieno determinali con errori prol>abili
<O'', 2, poichè è solo questa condi-
zione che il calcolo dello coordinale dei vertici della rete potrà. farsi colla certezza di non introdurre nei lati proiettati, errori che cumulati cogli errori trigonometrici inerenti alla rete stessa e colle deformazioni dovute al sistema di proiezione da adottarsi, rendano illusorio il controllò cui servir debbono i punti trigonometrici; e) che, onde poter razionalmente riunire i rilevamenti parcellarii in mappe d'insieme alla scala di 1:5000 e di ,J :10000, per la risoluzione delle questi oni interessanti i limi ti fra comune e comune e fra provinc.ia e provincia, si abbia a sostituire la proi ezione naturale colla proiezione di Bonne Ridotla per le ragioni ampiamente discorse nel capitolo III; d) che per quanto riguarda il modo di formare il cadasto si abbia a dare la preferenza al cadasto nuinerico anzichè al grafico, e che nelle operazioni di rilevamento si abbia a seguire in massima il metodo della misura dilretta, riservando il metodo tach eometrico alle zone montane e molto accidentate, e restringendo l'uso del tacheometro ai capi-sezione per inquadrare e spezzare i triangoli di 5° ordine, in parcelle da rilevarsi colle canne metriche e con semplici squadri agrimensorii; e) che prima di por mano ai lavori di campagna si studino e si concretino norme uniformi e semplici riguardo: 1 1° ai tipi di strumenti da usarsi ed alla precisione loro; 2° ai metodi a seguirsi nelle operazioni e calcoli tacheometrici, nei qual i sono a comprendersi: l'orditura e calcolo della rete di 5° ordine; l'inquadramento dei rilevamenti parcellarii; il rilevamento delle zone accidentate; 3° le norme da seguirsi nei rilevamenti parcellarii ;
Torino, il 28 marzo 1884. 1
L.
33 ·-
A!'iNO
:ccx, VOL.
I,
GtLETTA,
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' ,~99
I DC:,ANCl DELLA. MARINA D'tiALIA
.bilanci che riguardano il naviglio, in ciascuno degli anni che costi-. , tuiscono i quattro differenti periodi nei quali ha suddivisa l'epoca ..che decorre dal 186 1 al giorno d'oggi. · Questa suddivisione di periodi è ripartita così: 1
\ ·1 86·1 DELLA
MARINA D'ITALIA
Con questo titolo l'onorevole Galeazzo l\Ialdini. già ufficiale di marina- e che i nostri lettori conoscono più specialmente per avere alcuni anni addietro scriLto in questo periodico un importante lavoro sulla Difesa delle Coste - ha raccolto in un primo volume gli articoli eh'egli scrisse nella Bivi~ta Jlfo1·ittima. . Lo scopo del lavoro è quello di considerare la sola parte dell'amministrazione marittima che concerne il naviglio, in relazione alle sopirne stanziate a tal uopo nei successivi bilanci dal 11861 al corrente anno. 1 Il lavoro è diviso così: premette tanto le norme che servono di ~ guida nella gestione del materiale della marina da guerra quanto alcune nozioni riguardo ai bilanci; e guarda all'importanza di questo documento, ai concetti che devono guidarne la compilaz~pne, alle f9rmalità per la sua approva,zione, ed ai requisiti necessari per dirigere convenientemente le cose della marina. E queste considerazioni generali divengono indispensabili per la natura stessa del lavoro, dacchè costituiscono i_principi amministrativi su i quali restano basate le osservazioni di confronto tra i bilanci; e formano la p1·im,a parte dello scritto che abbiamo preso ad esaminare. Nella secouda parte l'onorevole :Maldini si occupa degli atti dei
1866
1
= ,f 867 -
,t 8711
=
1872 -
1
1876 = ,f 877- ,, 88 1. 1
1
E la rao-ione secondo l'autore sta in ciò: che: il 1° dei suddetti o . periodi comprende l'epoca di preparazione per la .g,~erra contro 'I' Austria, A qui ridi lo sviluppo delle nostre forze manttnne e straor·dinarie costruzioni navali. Il 2° periodo rappresenta il decadimento del nostro naviglio ab. bracciando il tei;npo che si lasciò trascorrere senza procedere a yeruna nuova costruzione di nave. Il 3° periodo comincia dal 4872, epoca D'ella quale si ricominciò a pensare seriamente alle condizioni del nostro _materiale marittimo . da guerra, e si died'3 principio a nuova costruz1on:. Esso abbraccia il periodo completo nel quale s1 posero lil cantiere le quattro nuove grandi corrazzate. . . . lJ 4° ed ultimo periodo infine che comincia dall'anno 1n cm fu presentato un regolare e sLabileordinamento per il nostro naviglio, e comprende la successi va approvazione di quel progetto fino, al · momento in cui divenuto legge dello Stato cominciò ad avere la sua . pratica attuazione. - È questa, dice opportnnamentè il Malclini, _è l'epoca vera del nostro risorgimento maritt.imo sotto forma ordinata, regolare, e sicura . . La terza parte infine è destinata a riassumere i singoli dati com, plessivamente per tutto il ventennio, esponen~o poi. a g?isa di co1iclusione alcune osservazioni di confronto e d1 appl1caz10ne aL na- · violi o nostro ed al nostro bilancio. nll volume che esaminiamo comprende la parte prima, ed i due primi periodi della seconda, cioè dal 1861 a tutto il 187 1, c?inprendendo anche però l'esame del bilancio del 1872. La parte prima si può dire che serve d'introduzione a.I l~voro_. . Essa espone i criteri fondamentali su cui deve basarsi l'amm1mstrazione del naviglio, e quind~ tratta: 11· 0 · 1Jfanittenzfone delle n.avi, dove spiega le cure giornaliere 1
1
1
501
I DILANCI
DELLA. MAI\INA D ITALIA
delle quali devono circondarsi le navi in qualunque stato si trovino,. cioè , di armamento, di disponibilità, di disarmo, affinchè siano· sempre in perfetto ordine; e come la que$lione essenziale da te- · nersi a calcolo per mantenere il naviglio nel modo migliore che · occorre, si è quella che concerne le riparazioni di cui esso può avere bisogno. Le riparazioni eseguite in tempo e ben condotte se1;vono a prolungare la durata delle navi; mentre se trascurate o protratte, oltrecchè non corrispondono sempre allo scopo, diventano anche più costose. In passato fino all'applicazione del vapore, allorchè una nave aveva raggiunto i due terzi della sua vita la si rimetteva a nuovo mediante un grande raddobbo generale, purchè la spesa non ·superasse la metà del costo primitivo dello scafo. Perciò.la spesa del raddobbo ritenevasi utile soltanto nell'ipote:ìt in cui la nave potesse durare ancora un numero di anni che si trovasse in relazione analoga al primo periodo della sua vita, ed al costo di costruzione. · Oggi non potrebbe convenientemente farsi altreÙanto, perchè in questi calcoli bisogna tener presente l'efficacia del tipo al quale appartiene la nave che richiede il raddobbo generale, onde vedere se convenga sottostare a quella data spesa per conservare un tipo di nave che può aver perduta gran parte della sua importanza militare. Sicchè oggi il problema dei grandi raddobbi è complesso, dice il l\faldini, e bisogna risolverlo con grande attenzione, e con ponderato esame. Però pur fatta astrazione da questi raddobbi ge. nerali, qualunque lavoro richiedasi da una nave in riparazione o per la sua ordinaria conservazione, è necessario eseguirlo senza perdita di tempo, ed appena il bisogno ' se ne manifesta. È vero che attualmente con le navi in ferro non si va più incontro al pericolo che ritardando una riparazione il danno si estènda da una ad altre parti dello scafo come avveniva per le navi in legno; ma è vero altresì, osserva l'autore, dall'altro canto che i lavori di OMi i':l:l - Slille navi attuali richiedono. maggior tempo d'altra vòlta, e sono più ·delicati e difficili che in addietro. 2° Fornisce alcune spiegazioni su i bilanci, osservando che un
bilancio di marina nella parte che concerne il matet·iale, deve annualmente preventivare tutte qt1elle spese le quali abbiano lo scopo di provvedere alla buona conservazione e manutenzione del naviglio, ed allo impiego più utile del medesimo, seguendo quelle norme che sono adottate da tutte le marine; e lo furono sempre andrn in tempi <>ramai remoti, e che· hanno riscontro in quanto scrupolosamente si segue nelle aziende private. Quando un bilancio di marina fosse compilato diversamente, cioè senza rendersi esatto conto degli obblighi che l'amministra. zione ha assunto e che le spettano, sarebbe impossibile che questo sistema non tornasse a danno del naviglio, e del pubblico erario. E l'esattezza di questa osservazione la si comprende benissimo quando si pon mente al fatto, che trascurando le norme che regolano l'andam.ento del materiale marittimo da guerra, questo deperisce più sollecitamente di quanto dovrebbe succedere in via normale; e che per rimediare poi a questo deperimento eccezionale si richiedono spese assai maggiori di quelle che avrebbero dovuto essere erogate al momento opportuno. Riassume gli obbl ighi che incombono ad un ministro dì marina nel provvedere all'amministrazione del naviglio, e che si concretano: nel mantenere, conservare, ed impiegare il naviglio nel · mialior modo possibile, e nel eurare cli'esso corrisponda sempre allo scopo al quale è destinato. I primi I.re di questi obblighi sono · regolari e si ripetono annualmente, e perciò enLrano nelle previsioni ordinarie, e quindi nella parte ordinaria del bilancio. Ed i concetti che guidano questi tre scopi si traducono facilmente ed esattamente in cifre. 3° Parlando della compilazione del bilancio l'onorevole Maldini ri~orda come prima del 1137,1 si aveva un bilancio per ciascun anno finanzi ario, e dopo l'epoca suddetta ve ne sono invece due: quello di prima previsione, e quello defini tivo. È un sistema affatto diver:;o fra i due decennì che merita di essere·ponderato. L'autore conviene che non è facile cosa compilare un bilancio d'una amministrazione così complicata qual'è q1,iello della marina, e ripartire opportunamente le somme eh.e vi sono assegnate. Infatti qualunque spesa si distingue o per la sua natura o pel suo
500
I')
DELLA, MAnlNA
I BILANCI
scopo; e ·perciò la migliore ripartizione sarebbe quella che distin..: guesse in altrettanti capi toli i vari servizi della marina, adouando, il sistema di ripartizione delle spese o a seconda della loro natura od in base a loro scopo. Così Lutto il bilancio avrebbe il vantaggio, di seguire uno stesso metodo razionale e logico. , Però nella m.arina si hanno due grandi categorie di spese: quelleche riguardano il personale, e quelle che concernono il materiale; ed è certo che compilando il bilancio secondo questo criterio lo si• avrebbe ripartito per la natura delle spese. Ma vi sono le somme da assegnarsi per gli armamenti navali, per il servizio degli arsenali,. per le costruzioni e ri parazioni delle navi. · QuesLe spese rappresentano uno scopo, e quindi il bilancio compilato sopra questa base lo sarebbe seguen~o invece un metodo diverso dall'altro; sarebbe però sempre un metodo uniforme. Da nor. il bilancio è parte compi lato per la natura dei servizi, parte pel loro scopo, e riesce perciò confuso, e di controllo difficile. Il Maldini spiega con pratici esempi questo fatto. Il capitolo armamenti nm>ali fu inscritto pel bilancio del 188·1 per la somma di L. 2,668, 1'16. Era questa tutta la spesa che lo Stato incontrava pe, gli armamenti delle navi? Nò di certo. Essa componevasi soltanto dei seguenti esiti: ·I O Trattamento di tavola; 2° Supplementi di bordo; 3° Alte paghe; 4° Assegno di rinfreschi; 3° Scuole elementari; 6° Illuminazione; 7° Paghe ai commessi, ai cuochi, ed ai domestici; e quindi vi mancavano tutte le spese per le paghe del personale, pe, le razioni, e per le razioni degli ammalati. Così pure il capitolo: Staio nwggiore generale della regia marina ammonta a L. ·1, 760,000 ma non sono in esso com prese le paghe degli ufficiali addetti a} ministero, al consiglio superiore di madna, ecc. La spesa per la nave armata pei lavo,~ idrografici non è inscri tta nel capitolo che tratta di questo servizio, ma in quello degli armamenti navali; e nel capitolo: Se1'viz'io scientifico vi sono inscrilt• i soprassoldi per il personale addett:o alla spedizione idrogra- . fica, ecc., ecc.; 4° Spiega il metodo e la procedura parlamentare seguiti nella presentazione e discussione dei bilanci. . In questa 1• parte si contengono perciò le idee dell'autore su:
503
modo col quale egli vorrebbe fosse condotta la gestione del mate.riale marittimo di guerra; ed è corredata cli due quadri che ci pare .utile di ricordare, l'uno: Jnclicazioni relati1ìe ai bilanci clella ma.. rina dal 1186 11 al ,188 11 compreso; l'allro: Elenco dei ministri della marina per lo stesso ventennio. La 2• parte comincia con Io stabilire 1a composizione del regio nayiolio al '17 marzo 186'1 - data del Regno d'Italia-com'è ,ana-. o Jiticmilente provalo da.i quadri seguenti, e che crediamo non doverci dispensare dal riprodurre per le considerazioni che li seguono. 1
1
1
1
o' l'l'A LIA
\
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50à
DELLA MAUINA D'iTALIA
I BILANCI
Naviglio co111po11e11te la 1Uarl11a ita liana alla procbunazionc del regno I
(i 7 marzo i 86i ). EPOCA NELLA QUALE
Il
QUALITl DELLA NAVE
NOME
F11 messa.
in cantiere
I I
FORZA
COSTO
LUOGO
Proveniente
della.
dalla
costruzione
marina
Fu varata.
in liro
,1.00 30 S700 2,6'19,000 (Frmia) Seyne
,1NNOTAZIONI
Navi corazzate. Batteria cornzzata
Ter1'ibi le
Giugno 1860
Febbraio •186,1
Id.
Formidabile
Dicembre 1860
»
1
4-00 30 2100 :t:,619,005
Id.
Sarda
In allest.imcnto.
Id.
In costruzione.
Navi a vapore. Vascello a elica
Re Galantuomo
3 maggio •I 816 5 giugno ·I850
Fregata di ,f O rango a elica Maria Adela·ide Id.
Duca d'i Genot,a
Id.
l'ittorio Emcmuele
Id.
Garibald:i
Id.
Italia
Id.
Carlo Alberto
Id.
Gaeta
Id. Id.
Ago.sto 1857
H luglio 1859
1858
3 novemb. 1860
•1854
,1° luglio 1856
Era a. vela o fn trasformai.O ad 4.50 64. 3800 3,069,000 Castellammare Di Napoli elica._ Chiamarns1 ,1/onarca fino al t860. 600 32 3,i.5913,375,000 Foce (Genova) Sarda I
Id. Id. 600 52 35,15 3,375,000 Id. Id. 500 52 3,1,15 3,025,000 450 54- 3680 2,568,000 Castellammare Di Napoli Fig~,~. mo si chiamava noi·-
•I agosto 18~7 28 gennaio ·I 860 O
2 settembre 1857 •185•1 •I
O
settrrnb. 18GO
4-50
))
·2.3 maggio 1853 ))
Pi·incipe Umberto Dicembre 1860
))
Pn'nc. Carignano Gennaio 1861
))
Corvetta di ·1 ° rango a elica
San Giovanni
•184-7
5 marzo 184-9
Id.
Magenta
Settembre 1859
))
Id.
Princ. Clotilde
15 marzo •I 861
))
Corvetta di 2° rango a elica
Etna
17 marzo ·i 860
))
Fregata di 2° rango a ruote
Go'Vemolo
•1818
rn ottobre 18i9
Id.
Costìtiizioné
18,i-8
,15 ;,,"ennaio 18,i-9
5,i.
3680 2,568,000
Id.
Id.
Jn;t~?i~~~;_;one. - Si chiamava.
4.00 52 3200 2,720,000 Inghilterra ,t50 5,1.
II
Sarda 3980 2,793,000 Castellammare Di Napoli In costruzione.
600 50 3501 3,375,000
!I soo 50
i20 20 ·1780 ·1,2•15,200 500 20 2552 2,339,000
I I
3501 :1,375,000
Foce Id.
Sarda Id.
Id.
Id.
Livorno
Toscana · Sarda
Foce 4.00 20 2182 2,182,000 Di Napoli Castellammare 350 ·IO 152,1. •1,235,500 Sarda i50 10 000 ,J,559,,1,,i.O Inghilterra Id. Id. iOO 10 •1600 1,853;84-0
l .
Id.
id.
Id.
id.
In trasformazione alla Soyne In costru1.ionc. Id.
id.
Id.
d.
Il
5Ò6
I BILANCI
---
-------~·.- .____
EPOCA ìXELLA QUALI~
QUALIT,\ DELLA NAVE
N
o~rn
Fu messa
Fregata di 2° rango a ruote
Id. Id. Id. Id.
Tuclcety Fulminante
in lire
181-9
))
~60 8
1851 Ettore F ieramosca ·12 febbra io 18,i-9 3 novemb. ·1850 Ruggero 184-1 ,j 842 ))
1
Archimede
4 maggio 1842
3 ottòbrc ,f 844
I<l.
l'ancred:i,
))
Id. Id. Id.
Giàscardo
·1843
Roberto
))
Coneua di 2° rango a ruote
Monzambano
))
18-14
Id. Id. Id. Id. Id. Id.
Tripoli
1
1839
25 maggio 1840
Jllalfatcmo
1843
1
Stromboli
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18H
JJ/ùeno
1843
•18H·
Palinu1·0
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Ttalia
»
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I
I
962 ·1,178,000
~70 40 if,i.•I 1 1,260,000 1
1
I
della
dalla
costruzione
marina
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11 ,r 306 1 235
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500 Castellammare ·
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6 1 168 11,276,500 Inghilterra Id. ~00 6 ,r 4.00 ,1,320,000
I
100 6 11306I1,232 I 500 Castellammare » Boo 6 HO°(l,320,000
))
18 giugno •1844
Di Napoli
Id.
Id.
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~80
Foce
Id.
~60 t,
8001 G•I 0,000 i 800 5!~1, '283
Id.
Id.
~00
3
580 500,000
Inghilterra
200 3
59ìl ,\.9t\., 000 5.80 ,\.%,000
Francia
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Giunse in l'iapoli il 6agosto1S4~.
Id.
Id
O,t non po t.ersi utilizzare.
Inghilterra
Id. Id.
.Fino al 1854 si chiamava Pa-
i\.
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580 500,000 ' 3761 446,000
!818.
Id.
Sirena
1OotLobre 1855 9 novem . •1859
Id. Id.
~io 3
Sarda 435,000 3511 410,883 Castellammare Di Napoli
Ga1'igUano
26 giugno 1850 18 lugl io ·1854
~:zo
4
330 4-29,500
Id.
Id.
27 Iuglio •I837
Id.
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1836 183,i 180
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1842
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Id. Id.
I
60 2 • I
I
t20 3
250 33,l , 92·1
Livorno
2921 3,1,6,000 Inghilterra
Comprato nel !8{8.
Di Napoli Giunse in :ì'iaJ>Oli il !S scLtcmbre
Authion
Ichn usa
Da non potersi ulilizzaro.
Sarda
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18-$3. Arrivato in Xapoli il 6 settembre 1Si3.
Inghilterra
Id.
1
Arrivato in Napoli li 3 ottobre
900 65'.2,655
Aqu,ila
18 11,7
Arri n} in i'iapoli il 18 febbraio t SU.
~00 4-
~00 3
23 dic. •I846
glio !819. - Si chl:tma ,·a Veloce. Fino al t.86!> ap~artenne alla rr.arina dt iliapoli. Giunso in Napoli nel i85t.
Id.
Piroscafo a ruote
" Aprile ·18,i.6
ANNOTAZIONI
Di Sicilia Ginnsc nuol'o in Napoli nel lu-
Iughilterra
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noo
·1843
Proveniente
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'
1° ottobre 184·1 4 ottobre 1843
Ercole
•
18,\.3
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LUOGO
COSTO
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in cantiere
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DE LLA MARI~A D'ITALIA
Id.
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DELI.A MARINA D 1TALIA
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215 279,000
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Id.
Id.
250 2 1600 500,000 22.0 2 n9 400,000 HO "",., 72.0 500,000
.
(
j
Id. Di Sicilia Id. Id.
Si chiamav,1 Pauther
Id.
Si chiamava City of Abercleen.
))
Id.
))
Id.
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Id.
.
I
Di Sicilia
Id.
Id . 200 2 ·1·100 462,000 Fr:1ncia 250 2 HOO 500,000 350 2 19,i.9 .600,000 Inghilterra Id. 300 2 807 1,18,000 Id. 250 2 925 718,000
ANNOTAZIONI
Sarda
320 2 2060 500,000 300 2 H 70 575,000 1
i
IProvonicnte
LUOGO
COSTO
.e ..
Conte di Ca·vou1· Volturno
I
FORZA
EPOCA m:LT,A QUALE
in cantiere
I
509
1
508
Servi allo sbarco dei mille in Marsala. Servi allo ~barco dei mii.le i_n Marsala. Da non potersi ut.1lizz.1re.
I
-
510
I BILANCI
: EPOCA NELLA QUA LE QU.\LltÀ DELL.\ NAVE
NO li E
Trasporto a ruote Rimorchiatore a ruote Id.
messa :in cantiere Fu
I
I
FORZI\ ~
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Fu
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I
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COSTO
in
I
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LUOGO
della costruzione
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1843
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A.ntelope
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18J3
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Proveniento dalla
I
'1NNOTAZIO.Yl
marina
s \ -
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154 435, 000
Inghilterra
4-0
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454- 135,000
Id.
Di Napoli Id.
))
110
75,000
Id.
Di Roma Fino
))
80
75,000
Id.
Id.
rn1 126,000
Foce
Sarda
188 250,000
))
Di Sicilia
1852
60
San Paolo
))
rno5
Id.
Luni
»
26 giugno ,f858
,o ,o
Oregon
)}
))
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60
2
Di Sicilia
non potersi utilizzare.
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Id.
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I
800 4-15 ,000
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San Pietro
I
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Franklin Rondùie
»
se: s e,
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Id.
Id.
5,1,1
DELLA MABh'!A n'rrALIA
Da
al mnrzo t 861 San Gto·v anni.
chiama.vasi
!
Navi a vela. !
Fregnta di 1° rango Id.
San Michele
Id.
Regina
3 maggio 1838
Agosto ,f 840
Conretta di ,f rango
EurùJ;ice
4827
5 novem . 1828
Id.
Carncciolo
l)
Corvetta di 2. 0 mugo
Iride
1837
Id.
Valorosa
Id.
Zeffi,ro
Id.
Cristina.
Drigantino
O
Partenope
2 febbraio 1833 ·I 7 novcrn .183,~ » 36 2583 1,380,000 Castellammare Di Napoli 4839 Sarda Foce 4- maggio 18.i4 .> 36 2-1-00 1,250,000
» 50 2908 1,802,650 Castellammare Di Napoli Sarda » 2.0 H,00 800,000 Foce 20 16,i.2 860,000 Castellammare Di Kapoli ~'ino al ! 860 sichiamò Amalia. » , 2 852 290,000 Fino al marzo i86i si chiamò Foce Sarda
182!~
IJ
1
4 seuem. 1838
Aq-uila.
2 febbraio 1837 28 scuem . 1837 1° giugno 1832 19 di,;em . 1832
I>
600 350,000 Castellammare Di :\'apoli
14-
» H
594- 30,J. ,000
Id.
6ii-O 300,000
Icl.
Id.
61~0 300,0001
Id.
Id.
'101 4-50 268JOO
Foce
Sarda
101 4..80 268,000
I d.
Id.
Genov~
Id.
Tronto
))
1828
))
Id.
Gene1·oso
1° dic. 1838
18i-0
» ·18
Id.
3 Iuglio 1838
1839
•
18
Id.
Int1·epido Eridano
48.iO
Colombo
18-i-2.
6 ngosLo ,f84'1 6 marzo 18i3
»
Id.
:t
184-4-
12.1 181
:,
2.2. novcm . 18H
762 2.s,1,ooo Castellammare 6,1.0 172.,000
1828
Da·ino
Id.
Napoli
• Id. ld.
))
))
Id.
nel porto di Gaot:, rlurante l'assedio. Da ripararsi.
Era
I
1
10
I
r~oo
296,,1.53 .
Fino al i8GO si chiamòl'rintipe Cal'lo. Da non potersi util1zzare
' I
-
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5'12
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NOME
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I
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13 dicem . 1827
»
20 luglio 1827
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»
1859
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111'go Vigilante
Lampo Spat·viero
I
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Azzardosa Feritore ·Benvenuto
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in cantiere
FORZA
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EPOCA NELLA
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513
DELLA MARINA D'ITALIA
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della
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costruzione
marina
I
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800,000
I
ANNOTAZIONI
Di Sicilia Era fregata. I<'ino al l.839 si
Foce Id.
Id.
chiamò Haute- Combe. Era una corvetta.
53 ,200
))
Id.
Comperata nel :1839.
,(50
15,000
Livorno
Toscana
»
280
20,000
))
Di Sièi!ià
))
))
'180 120.,000
•1859
))
))
'150
15;000
»
1860
))
))
80
8,000
»
22 dicem. 185'1
»
2
137
M,000
600 280,276
»
10
»
2
1~00
»
))
»
))
»
1854
»
. Livorno
Toscaua Sarda
))
Livorno .
,
Comperat.a in novembre l.859.
Toscana Di Napoli
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l\lassunto con1plesslvo del naviglio Italiano al :17' 1narzo :18G·t .
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Fregate di 1° rango a elica .
4650
450
31931
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3
Corvette di 1° rango a elica
1
1120
60
6514
5,736,200
·1
Corvetta di 2° rango a elica
350
10
•1524
~ ,2.35,500
8
Cannoniere a elica
440
3'2
493i
2,13•1, 1122
4
538
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9065
3,237,000
I
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Avvisi a elica
6
Trasporti a elica
160 1590
1
I
A riportarsi
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Navi corazzat.e
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I
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Cannoni
I
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I
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5,238,000
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I 42,90~,822
Navi
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I 69:z
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860
24
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2
Avvisi a ruote
,160
4
,~95
450,000
7
Trasporti a ruote
1730
H
7530
3,851,000
280
2
837
796,000
132
7894
,i,432.,650
40
30,\.2
1,660,000
52
2.108
4,2.2.5,000
3250
4,514,853
.»
Fregate di ,1° rango a velà
Brigantini a v:ela
5
Trasporti a vela
))
. 84 ,16
2
Golette a vela Bovo a vela.
»
»
330
l,168,'76 \ ' 135,000
))
»
80
8,000
137
M,000
1
»
Cutter a vela
48,H2,82.2
,l,i,8
3-1754
26,731,064
8450
Navi a ruote
•
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Navi
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2
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7
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Pirofregate di 2° rango a ruote Pirocorvette di 2.0 rango a ruote
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Navi
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Navi a vela
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85,07 1,865 1
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-
-
·-·
-
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7900 5990 2960 760 ,100
38 33
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"
Numero
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1
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-
5"7 34 38 ))
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·1
Tonnellaggio
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1
I
Costo in lire
I
,i-2,195,9"'1 32,2,12,033 6,1711,000 3,1rn,92,1 •I 50,000
I
85,07•1,865
I
1
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-
Il
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5·16
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3800
2550
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-17269
15,063,000 I
HO
32
193ll
2,134 ,·1'2.2
160
li
538
322,000
5
Fregate di 1° rango a elica.
8
Cannoniere a eli.ca
0 ,..
Avvisi a elica
6
Trasporti a elica
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1
12
9065
3,237,°000
'10
Pirofregate di 2° rango a ruote
3380
7r,,
43653
13,555,780
5
Pirocorvette di 2° rnngo é\ ruote
40(~0
·18
3671
2,797,940
.7
Piroscafi a r uote
740
2,11
27110
2,6'.2:0,3H
160
·q.
4-9o
t,,50,000
·1370
·1 0
6010
2,936,000
280
2
837
796,000
I
1
1
Avvisi a ruote
5
Trasporti a ruote
6
Rimorchiatori a ruote.
1
2
Corvette di 1° rango a vela .
4-0
30,\.2
1,660,000
4-
Corvette di 2° rango a vela .
))
52
2,708
1,225,000
o
Brigantini a vela
)}
66
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1,342,so3 I
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46
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I
vela
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'
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' 2
'
Navi a ruote
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I
I
Navi a vela
))
Totale
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79
Navi
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8,6/i.5,979
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- 74:5
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1
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5<17
DELLA MAUINA D'lTAUA
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1
5·18
DELLA MARINA D ITALIA
I BILANCI
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PROVENIENZA.
Dalla marina sarda
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1
2
100
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--- - -
- --
79 •12160 7,i.5 7703•1 55,624,•I 65
A questo punto dei suoi studi l'autore accenna alle di fficoltà di avere i dati esatti sulle navi della reaia marina ' cio che oiustifica e ..... ~ spiega le sole e poche inesallezze da noi incontrate in questo pregevole lavoro; e che si riferiscono alle date della messa in èantiere e del varo di talune navi. Il Maldini un anno dopo la proclamazione del Regno d'Italia, assieme ad nitri due dolli ufficiali di marina, il Bucchia, ed il Sandri, veniva incaricalo di compilare un progetto di piano organico per la marina; e per questo avendo chiesti i ragguagli precisi delle navi della regia marina, le notizie avute dalla divisione del materiale furono così incomplete,· e così incerte da poter autorizzare il sospetto che da quell'ufficio si negasse l'appoggio ad una commissione nominata direllamente dal ministro, e per uno scopo ch'era allora ancora riservato. Però questo sospetlo fu dileguato dinnanzi alla reallà dei fatti; e fu giuocoforza assumere informazioni private per poter compilare il meglio possibile un quadro del naviglio, corredato di alcuni di quei dati statistici che sarebbe stato invece necessario avere al completo per lo scopo del lavoro, e che non fu possibile averli neanche all'epoca della pubblicazione.
Accennando a queslo inconvenien~e, l'on. Maldini rende però piena giustizia al commendatore G. Pucci, ispettore del genio navale e direttore generale al Ministero che lo h.a, come egli dice, largamente coadiuvato. Dallo scritlo che abbiamo preso ad esaminare si rileva come per compilare il prospetto pubblicalo del na ' 'Viglio componente la marina italiana alla proclamazione clel regno d'Italia, dopo un ventennio, pur avvalendosi per queslo lavoro deoli alleoati ai bilanci ed alle relazioni, ai quadri annessi ai diversi I:) rooetti cli Jeooe presentati al Parlamento, an°li annuari ufficiali lH') P O della marina, ed alle esposizioni sull'andamento dei servizi marittimi che vengono quasi annualmente presentati alla Camera, risultino non soltanto incompleti questi documenti sebbene provenienti dal mi nistero, ma in contraddizioni fra loro nei dati che hanno la maggiore importanza per una nave, come sarebbe per esempio l'epoca del suo varo. E ciò non solo per le navi già a otiche nel 186•1, ma per talune di quelle che nel predello anno erano ancora in costruzione, e che contin uarono a figurare nel quadro del naviglio . Per esempio: della Terrib·ile rimasta nei quadri della marina, il Maldini crede ché alla direzione generale del materiale al ministero della marina, non il giorno soltanlo, ma il mese nqn si conosca nel quale essa fu varata, e lo prova. coi bilanci; marllenendo in ciò come nel resto l'impegno assL1nlo nelle prime pagine del suo scrillo di fondare cioè esclusivamente i suoi giudizi sopra fatti parlamentari che hanno relazione coi bilanci e col naviglio, e sopra atti dell'ammistrazione che trovansi legahncnle nel dominio del pubblico: anzichè sugli atti interni dell'amministrazione stessa. Ma questi documenti come abbiamo detto sono incompleti ed inesatti assai . Passando a determinare le condizioni del naviglio, il Maldini dice che oltre a difetto di numero e di valore effettivo esso si risentiva al "86 1 di un altro inconveniente; e per accorgersene senza difficoltà e senza bisogno di cognizioni speciali basta esaminare il quadro del naviglio componente la marina italiana alla proclamazione del Regno d'Italia, nel quale prospetto si scorgono navi di tutte le specie, di tutti i tipi, di tutte le epoche; e così doveva essere, perchè la nuova marina fu costitui ta dalla riunione di varie marine appartenenti a Stati diversi, nessuno dei quali aveva sviluppale sufficientemente e convenientemente le pi"oprie forze navali a seconda dei propri interessi, e delle proprie necessit~ marittime. I:)
1
52.0
5'.21
1
DELLA MARINA D LTALIA
I BILANCI
Esaminando questo quadro si può anche osservare come, a parte le navi provenienti dalla marina di Sicil ia, tutta improvvisata (per la natura dei fatti di quell'epoca memorabile e gloriosa) con piroscafi di trasporto acquistati per la maggior parte in Inghilterra; molte altre navi di quelle che vennero a formare la marina nazionale furono costrutte all'estero. È questo un fatto degno di attenzione, poichè dimostra come vi fu sempre nel nostrQ_ paese e nelle varie regioni del medesimo la tendenza di ricorrere fuori d'Italia per sopperire ai bisogni delle forze navali. È inutile forse qui indagare le cause di questo sistema; ma non è inutile constatare il fatto che anche dopo tanti anni dalla costituzione. delle forze marittime nazionali la n·ostra marina non costruisca in paese se non i so li scafi delle navi, ed anche questi con materiali quasi tutti provenienti dall'estero! · A dimostrare che le industrie in Italia non meritano questa noncuranza, l'on. l\faldini osserva, che mentre nella capitale della Lombardia, nazionali e forestieri visi tavano con maraviglia le nostre produzioni industriali, una comm issione parlamentare - quella per l'inchiesta sulla marina mercantile - percorreva tutte le coste peninsulari ed insulari del regno raccogliendo voti e deposizioni nelle varie città marittime, visitando cantieri , stabilimenti metallurgici e meccanici, e centri di produzione mineraria. Questa commissione di cui il Maldini era membro, ebbe campo di persuadersi che le industrie che si attengono alla marinà sono anche da noi in condi zioni tali che non hanno motivo di temere seriamente la concorrenza estera; purchè il governo sviluppi l'industria mineraria del combustibile e del ferro, che pure si trovano nel nostro paese. Ciò che manca alle industrie marittime e il lavoro da parte del governo. Ciò che manca atte nostre industrie, dice' bene e testualmente Maldini « si è lo stesso trattamento che il governo fa alle industrie straniere» . La Commissione d'inchiesta sentì ripetersi dovunque come . i nostri operai non cedano ad altri nella esattezza del lavoro, come la mano d'opera da noi riesca meno costosa che altrove, come la esecuzione dei ìavori sia stata sempre perfetta e corrispondente esattamente ai piani ed ai disegni formulati dalle pubbliche ammi· nistrazioni, e consegnati agl'industriaii. Ma, si può dire, la regolarità e · la sollecitudine nelle consegne
.
lasciano esse a clesiderareo/ La risposta sta tulla in questa osservazione: Nei contratti all'estero in generale non si ammettono multe pel fatto di quaìche ri tardo, quindi la regolarità delle forniture rimane sempre incerta ed a discrezione degl i industriali a cui sono state commesse ; mentre questa regolarità. nelle consegne per ciò che spetta ai nostri industriali, dipende essenzialmente da talune clausole e da taluni obbli gh i che li costringono a non avere libertà di azione, ed a troYRrsi vincolati ai forni tori esteri. Ed invece pare che i contratti che ammettono queste condizioni dovrebbero pure tenerne conto per equitit verso gl'industriali nostri, ed in questo modo si troverebbe risoluta la quistione dei ritardi . Il deputato Maldin i parlando dello sta,to degli arsenali dice che al giorno d'oggi questa quistione deve essere considerala con cri. terii ben differenti da quelli con cui esaminavasi nel passato. A questo fatto ha contribuilo da un lato la trasformazione dc•.! materiale marillimo, dall'altro lo sviluppo che in tutti i paesi hanno preso le industrie private, e quindi la possibilità attuale di giovarsene a pro dello Stato. La preveggenza delle amministrazioni delle marine a vela con navi a scafo di legno cominciava col prepararsi le quercie ancora esisten ti nei boschi. Per tale moti vo nei Stati più accorti l'rnnmin istrazione forestale trova vasi sotto la dipendenza del ministero di marina. Oggi l'uso del ferro introdotto per costrurre gli scau delle navi ha mutato aspetto alle cose, e permette di afficlare all'industria privata la costruzione delle navi cli qualunque importanza; e quindi in oggi la entità. e lo scopo degli arsenali marittimi di guerra debbono esaminarsi sollo un aspetto diverso . Queste diverse notizie che servono d'introduzione alla seconda parte degli studi del deputato ~'lai clini sui bilanci della marina, erano necessarie per [issare le idee, e stab ilire i punti di partenza dai quali prendere le mosse per detto lavoro . li lavoro consta di 675 pagine e contiene 80 capitoli e 164 prospetti . Havvi un indice diligentemente sviluppato che serve a faciiitare le r.icerche tanto delle materie conte11ute nei singoli capitoli, quanto dei dati che trovansi esposti nei vari prospetti. Perciò che si riferisce ·al Naviglio, il metodo seguito dall'autore è il seguente: Per ogni anno del decennio 186'1 ··187 1 il punto di partenza è 1
l \
1
52.2
I BILANCI
lo Stato generale nominativo del naviglio al principio di ciascun anno. Ben inteso per il primo anno 186 1 questo stato rappresenta le navi che si avevano alla proclamazione del regno d'Italia, cioè al 117 marzo di qnell'anr.o. Fissato questo punto di partenza vengono esposte le varie le7gi presentate al Parlamento per nuove costrnzi9ni navali. Queste co· struzioni pel •I862 sono: 2 fregate corazzate; 1 piro-fregata ad elica; . ·1 piro-corvetta ad elica; 2 pi roscafi trasporti . Il contratto col signor Webb per la costruzione in America di due fregate corazzate venne conchiuso il 7 agosto 1186 11, e nello stesso mese le due navi furono messe sui cantieri di Sevent-Street a NewYork. Posteriormente fu dato alle medesime i nomi di Re d'Italia e D. Luigi Re di Portogallo. La piro-fregata ad elica che doveva mettersi in costruzione col nome di Jlfessina lo fu il 28 settembre del 186 1in Castellammare. La piro-còrvetta ad elica alla quale fu destinato il nome di Principessa Clotilde era già stata posta sullo scalo della foce presso Gènova nel marzo 1861. E peri due piroscafi'. trasporti (la cui spesa per la quota spellante all'esercizio di quell'anno era stata determinata in lire 800,000) ed uno dei quali doveva affidarsi alla privata industria nazionale, non se ne foce più nulla. Pel 1862 le spese proposte per costruzioni navali sono indicate e ripartite nel modo che leggesi nel prospetto seguente. 1
1
1
1
I
-NO
NAVI
-
I
2
Pirocorcetta id.
1
Pirofregata
2
Freg. coraz. id.
4 2
1 1
id.
. . . . Pirofregata id. . . . . Vascelli id. . . . . Freg. coraz. id. . . . . Pirofregata id. . . . . Yacht reale . . . • . .
11Iagenta
Livorno
Mess,ina
Castell<1mmare
))
New-York
1,500,000
. .
Etna
Castellammare
1,373,000
. .
Gaeta
Id .
1 ,650,000
. .
))
Ne1 . RH. Stati
. .
))
. .
»
Livorno
.
»
Industria privata
•
. . . . . . . . . . . . . • . . .
5
Piro-trasporti
))
1
Fregata a vela
34-
'
Navi -
I
I
Id.
))
- -
SCOPO della spesa
P1·i.nc. di Car,igna.no
Connonniera ad e]ica
12
SOMMA in sc ritta.
Prin,;i,pe Umberto
.
. . . . . . . . . . . . . . . . . •
Pirocorvetta id.
NOl\IE
LUOGO di costruzione
Foce
. . . .
Pirofregate ad elica
·1
1
l I
'
1
I
SP E CIE
-
I
I
6,00 0,000 ultimnre 2,250,000 \· la.Percostruzione .
I,
))
. >
I
Da. met tersi in ca.nticro.
7,300,000
J
In parte · all'induslria privata I
San 11:Iichele
))
\
'
I 26,073,000
Per esser o trasform ad elica.
-
I BILANCI
Le somme assegnate per il servir,io del naviglio nel suddetto anno 1862 ascendevano a L. 48,il00,573, delle qua li nella parte ordinaria sono da imputarsi L. 17,027,573 e nella parte straordinaria L. 31,073,000. . La somma di L. 5,000,000 che veniva richiesta coll'appendice rn aumento al cap. 4,0 del bi lancio, era intesa a provvedere a quelle modificazioni cl)e vole1ransi introdurre nel prospetto annesso al bilancio, e che sono Ì'iprodoLte nel quad1:o immediatamente precedente a questo paragrafo. La relazione sul progetto di legge per le nuove costruzioni venne pr~s~ntala il 13 agosto 1862 alla Ca.mera, e ci pare opportuno di qui riprodurne le conclusioni: « La vostra commissione intanto dopo parecch ie discuss ioni « agitate sul progetto di legge in questione, non si è trovata pie« namen te convinta degli schiarimenti e documenti presentati dal « ministro. Il commissàrio dell' ufficio 3° ha creduto ritirarsi dalla « commissione, dichiarando di non essere abbastanza ill u~1i nato, «t e non poter accogliere la legge senza assumere una troppo grande <<: responsabilità. I rimanenti co mmissari presenti, vista l'~rgenza « della legge, hanno convenuto nel seguente parere: . « 1° Non essersi dal ministro della marina somministrati suf« fic ienti documenti e deliberazioni,atLi a sanzionare il progetto di « massima da lui proposto ; 0 < ~ Es~ere d'.avviso che nelle presenti circostanze non possa « prescmders1 qagh armame'nti mar-ittimi, massime in vista delle « comunicazioni fatte intorno ai lavo ri già compiuti, o che stanno « ultimandosi negli arsenali austriaci ; nè negare i mezzi al governo « di difendere il paese. « Quindi propone alla Camera di aùtorizzare il signor ministro « della marina a fare le spese indicate nel suo procretto di lecrrre « per l'esercizio corrente, invitandolo contemporane~mente a p~,:«. sentare·alla Camera tutti i documenti necessari a giustificare. le « sue proposte ». , Nella sedut,t del 24 novembre ,J 862, il m1111stro della marina oltre al progetto di piano organico, preseotav~ un altro progello cli legge per la costruzione di 6 pirocorvette in leano munite Gli macchine ausiliarie da servire per protezione del nos:ro commercio ma1
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1
DELLA MARINA o'rTALIA
52.5
rittimo e dei nostri sudditi in lontane regioni. Ma nella tornata del ,1 O febbraio 11863 il ministero ritirava questo progetlo di legge dalla Camera; ed a giustificazione di questo atto, crediamo che non sia superfl uo di ricordare le testuali parole dello allora ministro della marina. Esse furono le seguenti : « Le ,pirocorvette con piccolo elice ausiliario non pare a me . « siano i bastimenti più adatti per le circostanze attuali della « marina ». Nella seduta del 29 maaaio 1863 veniva presentato alla Camera un progetto di legge per dare l'autorizzazione al governo di acquistare ali' estero alçuni piroscafi-trasporti, richiedendo a tal uopo il credito cli 4,500,000 lire, ripartito sui bilanci del 11863 e "864,. La relazione della giunta parlamentare favorevole a questa proposta porta la data del 311 luglio 4-863. Delle ciùqL1e c~Jierte per venute al ministero a tale riguardo dall'estero, qtrntLro grnnsero dal·J'lnghiLerra ed una dalla Francia. Il ministro nominava una com: missione presieduta dal contrammiraglio Riccardi e composta dei comandanti Cerruti e Bucchia e dell'ingegnere navale Brin, allo scopo di scegliere la migliore di tali offerte. E la commissione nel suo rapporto esponendo come nessuna delle proposte pervenute al ministero fosse completa e precisa tanto da permetterle di accettarla, osservava come sarebbe conveniente che i trasporti per cavall i fossero costruiti piuttosto in legno che io ferro . E come ammessa questa opinione fosse più conveniente costruirli in paese che all'estero. In base a questi suggerimen ti il ministro domandò cli modificare il suo progetto concretandolo nella costruzione di due navi cla trasporto per cavalleria ed artiglieria; proposta che fu di scussa e ridotta in legge nel 11864:. L'onorévole Maldini ne fa menzione riel 4863, ma ne dà ragione nel fatto, che la spesa venne ripartita nei bilanci di quell'anno e dell'anno seguente. Le navi a.dunque che nel ,1863 furono messe in costruzione sono: le fregate corazzate di primo ordine Roma e Yenezia sul cantiere della Foce, l'ariete corazzalo A/fondatore in Ingh ilterra, la fregata corazzata di secondo ordine Conte Verde a Livorno, e i due trasporti di .1• classe (che in quell'anno non avevano ancora ricevuto il loro nome) l'uno nello stesso cantiere della Foce, l'altro su quello di Castellammare. 1
c)c)
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I DIL.-\:-ICI
DELLA :\fARIN.-\ D 1TALIA
Continuando la recensione degli scritti del J\faldini sui bilanci ?ell~ I?arina d'Italia, troviamo che nella tornata del ·I8 aprile 1864 11 mm1s_tro della marina iniziava alla Camera dei deputati un progetto d1 legge per la costruzione di 2 cannoniere corazzate; 2 batterie corazzate; 30 zattere da sbarco; ,15 barche a vapore. dimo· La elaborata relazione che precedeva quel proaeuo di le1111e 0 st~an?one .t'utili'.it, lasciava comprendere come fi nalment: le quest1om tecntche s1 trovassero nel ministero della marina, affidate a persone speciali ed intelligenti delle materie che dovevano trattare e non più in mano d'impiegati provenienti dalla carriera bure: crat(ca. ~a spesa per questi galleggianti era prevista in L. 7,340.000 - r1~art1~e per 1.4,000,000sùl bilancio 11864 - e per L. 3,340:ooo sul bdanc10 d~I 1865. Per? l~ somm~ per il 1865 intendevasi prelevata dal capitolo costrn,zwni navah; e il ministro domandava di commissionare all'estero una parte delle costruzioni suddette, ma per una somma non s11periore alla metà della spesa totale. Gl i uffici della Camera e la giunta parlamentare (ch e presentava la sua relazione nei primi giorni di giugno 1864) furono unanimi nell'approvare il progetto salvo alcune varianti. E si finì poi che nessuna delle suddette costruzioni fu eseguita all'estero. Il seguente prospetlo dimostra quali navi al principio del ,1865 erano tuttora sui cantieri: Fregala corazzata di primo ordine llonia - febbraio ,f 863 alla Foce. · Fregata corazzala di primo ordine Vene;-ia ~ febbraio ,1863 - alla Foce. Fregata corazzata di secondo ordine Conte Verde - 2 maru ·I 863 - a Livorno . · ArieLe corazzato di secondo ordine Aff'ondcitore - 11,1 aprile ·l 81>3 - a Londra. . Cannoniera corazzata di prima classe Palestro - agosto ,186.t - alla Seyne. Cannoniera corazzata di prima classe Varese ·- ·agosto 1864 - alla Seyne.
Batteria corazzala cli prima classe Guerriera - ottobre ,1864 - a Castellammare. Batteria corazzata di prima classe Voragine - ottobre •I 864 - alla Foce. Avviso di seconda classe a ruote Vedetta - ottobre 1862 alla Foce. Trasporlo di prima classe ad élica Città di Napoli - ottobre ·I 863 - alla Foce. · Trasporti) di prima classe ad elica C'ittà d'i Genova - 1°ottobre -1863 - a Castellammare. Piroscafo di prima classe ad elica Calatafuni - 1° giugno 1864 - in Ancona. Nella seduta del 3 aprile 1865 il ministro della marina presentnva alla Camera un progetto cli legge per la costruzione di: 2 fregate corazzate; 2 con1ette ad elica; 4 cannoniere. E questo fu l'ultimo disegn.o di legge che sia stato presentato al Parlamento per i:.ostruzioni navali; che poi successe una !ungasosla di sette anni nei quali nè si pensò a sviluppare il naviglio, nè si cercò cli ripara:re ai vuoti che avvenivano per le perdite fatLe o per le navi divenute inservibili. L'ini:i:iati va parlamentare, osserva qui saggiamente l'autore, dovette sostituirsi aWazione dei ministri responsabili, per indurre il Governo a rialzare le condi zi oni del materiale della nostra marina! Nel ·I 866 fu comperato il trasporto Eiwopa. Questo piroscafo già appartenente alla società Rubatl.ino ern. stato noleggiato dal ministero della marina in occasione della guerra. La sua costruzione speciale indus$e il ministero a farne il definitivo acquisto dalla predetta compagnia; ed in base alla legge sulle facoltà eccezionali .accordale al Governo per il tempo della guerra, venne con Il. de-crelo inscritta sul b!lancio di quell'anno la somma <.li 750,000 lire destinata a tal uopo . E qui il Maldini aggiunge che: « L'ottima costruzione di questo bastimento che ha già venti anni ·« di vita, ch'è inscritto sempre sul ruolo del nostro naviglio, e che ·« gli ha permesso di rendere molti ed utili servigi, gli assicura al« meno nitri dieci anni di esistenza nei quadri delle naYi da guerra ».
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DELLA MARINA D'ITALIA
I BILANCI
Anno per anno vi sono in appositi prospetti le navi che furoo . messe in costruzione e quelle che furono radiate. La radiazione comincia dal 11863 con la corveLta dì 2° ordine a ruote lfobe;rto e le due corvette di 3 1 ordine a ruote Palirw,ro e Stabia; tutte e tre alienate; col trasporto cli 2a classe a ruote Pranklin dern:olito, col rimorchiatore a ruote S. Pietro naufragato, coll'altro rimorchiatore simile S. Paolo ceduto al ministero delle finanze, col bovo Lampo ceduto al ministero dell'interno, e con le due golette a vela Argo e Vigilante cedute àl ministero dei lavori pubblici. Eppure la radiazione avrebbe dovuto principiare fin dal marzo 486 11; e non incominciò neanche per quelle navi che erano inutili sin dall'epoca della formazione della nuova marina nazionale. -Oltre agli inconvenienti finanz iari ed amministrativi di questo fatto che non hanno bisogno di commenti ; è uopo riéordare, ed il Maldini lo ricorda. come in allora non avevamo se non le due ristrette darsene di Genova e di Napoli dove conservare le navi disarmate. Ed è facile quindi comprendere come tenendo in esse anche le navi inservibili , le si ingombrassero inutilmente con danno di quelle che potevano venire ancora utilizzate. Sicché resta detto che nel corso del •I 862 non venne eITettivamente radiata dal naviglio alcuna delle navi non più ali.e a servizi di guerra o di navigazione; e furono tutte riportate al ruolo generale del navigÙo al 1° gennaio 1863. P.er mezzo di questi due estremi: navi mes.se in cantiere e navi radiate, si ha il modo esatto di stalJi!ire lo stato generale del naviglio al principio dell 'anno successivo a quello a cui si riferiscono i dati suddeLLi; e così determinare il confronto tra lo stato al principio di ciascun anno con l'anno precedente; e questo l'autore ha fatto in apposi ti prospetti. l\'Ia lo stato nominativo del naviglio ha un significato relativo , poichè fino dal ·17 marzo 1186,t, talune di quelle navi che vi sono inscritte erano àestinate a venire radiate dai ruoli; altre trovavansi in allestimento o sugli scali cli costruzione; e per conse- · gnenza se vogliasi stabilire il materiale che poteva util izzarsi alla predetta data, occorre dedurre le navi delle due anzidette caregorie e che trovansi appunto segnate per tale scopo nella colonna delle annotazioni con appositi richiami. Quindi bisogna dall_o stato ge1
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nerale dedurre le navi ancora sui cantieri, e quelle ancora in allestimento . Ora per avere questi due dati occorre avere le navi varate entro ciascun anno, e quelle allestite nello stesso periodo cli tempo. Queste quattro notizie r isu lt~mo da altrettanti prospetti. l•'atte le anzidette deduzioni si ha la forza navcile ntilizzabile al principio di ciascun anno; la qua le serve non solo per sapere le navi che si potranno armare ogni anno, ma serve ezianclio per sta· bi lire gti elementi sui quali fissare in bilancio le somme da stanziarsi per ht manutenzione ordinaria del naviglio . E qui occorre no tare, che le spese di manutenzione delle navi vengono rappresentate da un coefficiente che trovasi in relazione al valore complessivo del naviglio, tenendo conto ben anco della specie delle varie navi che lo compongono. E le spese per la sua riproduzione, tenendo calcolo che la vita media delle navi è di 20 anni, e la spesa annua perciò di riproduzione, per surrogare quelle che annualmente devono scomparire dai ruoli, risulta del cinque per cenlo sul valore complessivo clel naviglio . Quindi per il 11864 tale spesa doveva essere di 2,78•1,000 lire. Ossia in altri termini provvedere ali~ surrogazione di quattro navi, clacchè 79 era il numero di queste; o alla costruzione di 3,800 tonnellate, poichè lo spostamento totale del naviglio .era di 77,03 11 tonnellate. Basandosi sopra queste cifre si sarebbe provveduto in condizioni normali sia a mantenere in ordine il navigl io, sia a conservarlo intallo nella sua forza complessiva, quale l'amministrazione Io aveva ricevuto il 117 marzo 11861 . · Ora per la sua chiarezza ci pare non inutile riportare la forma ehe l'autore ha creduto di dare ai vari prospetti che si riferiscono al naviglio. Prospetto N. 1, - Situazione nc,minativa del naviglio italiano al ,1o gennaio 1862. Questo quadro è diviso in cinque colonne: Qualità delle navi - Nome - Forza (colonna ripartila in due: cavalli e can.n oni)- Dislocamento - Valore . Prospetto N. .2. - Navi messe in cantiere durante il ,J 862. Questo quadro è diviso in cinque colonne: Numero progressivo -- Specie delle navi - Nome - Data in cui fo messa in cantiere - Luogo di costruzione. 1
35 - ANNO XXX, VOL .1.
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I D.ILA.NCI
DELLA MARINA D'I'l'ALIA
Prospetto 'lv. 3. - Navi in costr uzione al 1° gennaio 1862 . Questo quadro è ripartilo nello stesso numero di colonne del prospetto precedente e che hanno la identica nomenclatura. Prospetto N . 4. - Navi varale durante l'anno 1862. Questo quadro consta cli sei colonne, cioè: Numero progressivo - Specie delle navi__:_ Nome - Data di costruzione - Data del varo - Luogo di costruzione. Notasi bene come in questo qnadro la differenza della data cli costruzione da quella del varo definisce il tempo che il bastimento rimase in costruzione. Prospetto N. 5 . - Navi allestite duranle l'anno 1862. Questo quadro consta di sette colonne: Numero progressivo - Specie della nave - Nome - Dat,t del varo - Data del compinlo allestimento - Luogo della costruzione - Luogo dell'allestimento . Dai da Li del quadro si scorge subito quanto durò lo allestimento. Prospetto N. 6. - Navi che stavano ancora in allestimento al 311 dicembre 11862 . Questo quadro è diviso in cinque colonne, -cioè: Numero progrnssivo - Specie della nave - Nome - Data del varo - Data dello allestimento. Pl'ospetto N . 7. - Navi radiate dal naviglio durante il 1863 Questo qqadro consta cli cinque colonne: Numero progressivo - Specie dellft nave - Nome - Data - Motivo . P·rospetto 1\1. 8. - Confronto generale del naviglio al 1° gennaio 1863 e al 11° gennaio 11864. Questo quadro consta di sei colonne: Epoca - Numero delle navi - Cavalli - Cannoni - Tonnellaggio - Valore . . . P.rospetto N. 9. - Forza utile del nàviglio al 1° gennaio :1864. Questo quadro consta di dodici colonne: · Numero - Qualità delle navi - Forza delle macchine in cavalli-vapore - Cannoni - Dislocamento in tonnellate - Valore in lire. Le altre sei colonne seguenti sono sotto la intestazione 1'otafe generale, e marcate così: Nnmero - Specie delle navi - Ca:'alli-vapore - Cannoni - Dislocamento in tonn ellate - Valore in lire. 1
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Prospetto N. 10. - Confronto della forza ut ile del naviglio al 1 ° gennaio 11863 ed al 11° gennaio 11864. Questo quadro si compone di sei colonne intestate così: Epoca - Numero delle navi - ·Cavalli - Cannoni - Tonnellaggio .- Valore. Il lavoro del Maldini esamina il naviglio, il bilanci,), e gli argomenti che si attaccano all'uno ed all'altro. Suo scopo precipuo è quell o di valutare il rapporto fra la spesa ed il prodotto utile ; cioè fra le somme votale ed il miglior2mento del materiale marittimo . Parla frequente della scorretta reda1,ione dei bi lanci e ne suggerisce, come abbiamo visto, le riforme , - Egli però non ha potuto notare, perèhe fallo posteriore all'epoca di cui tratta, l'adozione accetta ta da l ministro Acton di alcuni suoi suggerimenti; di quelli p. e. che si riferiscono ai capi toli del però.anale del bilancio della marina. Classifica le spese clel n:i.viglio innove capitoli: Legnami diversi ; Canape, cavi, ecc .; ìVIaterie grasse, ecc.; Macchine, metalli, ecc.; Artiglierie e munizioni ; Mercede agl i operai; Co$truzioni naval i; Nùove costruzioni navali; Armamenti, navi corazzatè in costruzione. Tiene conto delle- appendici ai bilanci, delle note di variazioni, <lelle maggiori spese. , Presenta un sunto delle relazioni parhmentari sui bilanci, delle discussioni avvenute, e ciò tanto alla Camern quanto al Senato. Però restringendosi alle questioni del naviglio . Così pure per· il bilanciò definitivo all'epoca dell a legge di contabilità, cioè a! ,J87 I qnando en trò in vigore . Parla brevemente dei lavori di conservazione delìe navi, attesa forse la. difficol!à di trovare in proposito dati ufficiali . Accenna allo svil uppo dei lavori dei noc;tri arsenali e dei vari progetti di legge presentati a quest'uopo ; ed accentua la giusta considerazione che senza buoni arsenali non si può pretendere di provvedere convenientemente alla conservazione delle navi. 1
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I BILA~CI
Anno per anno fa cenno delle industrie navali del paese e menziona i lavori che furono fatti da noi, e quelli che vennero affidati all'estero. Oltre allo studio di questi bilanci pel quale ci pare indiscutibile la molta competenza dell'onorevole Maldini, egli porta anche il suo e.same sopra altl'i documenti finaoziari, come la situazione del tesoro, i rendiconti amministrativi, e le disposizioni di fi nanza fatte dai vari ministri, in quella parte che si riferiscono al materiale della marina. E tratta ripetutamente degli argomenti speciali che possono interessare in proposito. Per esemp io: la giustificazione delle corazzate ordinate in America dal ministro Persano; ri cordando come il primo concello di questo fatto fosse devoluto al conte di Cavour, ch e aveva già aperto trattative con la Casa Web b; e come il bisogno di far presto ed il volo stesso della Camera (che si pronunzian sopra un ordine del giorno del deputato Valerio) renderebbero ingiusta la critica di un provvedimento in allora quasi necessario . Ecco degli altri esempi di argomenti special i opportunamente trallati dall'autore. Il Sannita e la Saetta, pirofregata a ruote la prima, avviso celere l'altra, ernno due navi appal'tenenti alla marina dell e due Sicilie che si Lrovava1w in Francia per riparazioni, speditevi da Francesco II di Borbone, prima della capitolaiione di Gaeta. Che cosa av.cnne di queste due navi che non hanno mai figurato nel naviglio 1 dello StaLo? Il :.\!aldini ce lo ricorda. Pel San1iita che trovavasi a Tolone fin dal settembre del 11860, dopo essere stato venduto e poi riacquistato da altri, pervenne finalmente ad un signor Pètre, negoziante di )forsi glia; ed al lorchè questi. col consenso delle autorità. militari marittime di Tolone, lo fece uscire da quell'arsenale di guerra, il nostro regio console promosse, in nome del Governo italiano, presso il locale tribunale di commercio, un'azione giudiziaria di rivendicazione contro quella vendita. Il predetto tribunale sentenziava non riconoscere nel nostro console la quali Là legale per promuovere tale azione, e nello stesso tempo si dichiarava incompetente a pronunciarsi. Il nostro console si appellò contro tale sentenza e la Corto Suprema di Aix che confermò il giudizio del tri bunale di commercio
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DELLA ll!ARINA D 1TALIA.
di Tolone per ciò che spettava alla mancanza delle qualità. del console per promuovere tale causa; ma riformò quella parte della sentenza che si riferiva alla dichiarazione d'incompetenza. La causa fu quindi portala dinanzi al tribunale di commercio di Marsiglia che emanò la sua sentenza, in data 11 novembre 186 1. E qui vuolsi avvertire come anche la Saetta si trovava coinvolta nella medesima causa del Sannita. La sentenza si trova testualmente dans les archives diplomatiqiies del 11863 pagina 79 ed è interamente contraria aila domanda del console italiano,basandosi anzitutto sul fatto che all'epoca della vendita di queste navi l'ultimo dei re di Napoli era ancora sul territorio dei suoi Stati sostenendo l'assedio di Gaeta, circondato clai suoi ministri, e dagli ambasciatori di quasi tulle le potenze d'Europa . L'autore degli scritti su i bilanci cle[la marina non dimentica di accennare ai sta bilimenti industriali di proprietà governativa tra i quali quello meccanico cli Pietrarsa e quello siderurgico della Mongiana; pei quali il metodo indeciso e titubante adottato dal GoYerno ebbe per ri sultato cl i distrnggerne lo scopo utile. Parlando cli Pielrarsa egl i dice: Io Io vidi nel ,J 860; e l'ho visitato nell'anno scorso ( 1880) e dove un ventennio addietro tutto risentiva di marina e di armamenti militari, oggi vi si ritrnva l'ambiente esclusivo di una semplice officina per la costruzione del materiale mobile ad uso delle nostre strade ferrate. Parla dell e diverse crisi ministeriali ricordando sempre i ministri di marina che ne han fallo parte. Cita la commissione nominata a Tori no con ordine ministeriale 30 man.o 186'2 col mandalo di proporre se nelìe circostanze in cui trova.vasi allora il regio naviglio, convenisse per lo ordinazioni cla darsi sulla costruzione di nuove navi procedere a costruire vascelli e fregate, oppure allt:nersi ad una sola di questa specie ed a qual e; e se le nuove navi dovessero essere o no corazzate. E la commissione suddella composta del conLr'ammiraglio Scrugli presidente, cap itani di vascello Barone ed Imbert, direttore delle costruzi oni navali De Luca, e tenente di rnscello Maldini; deliberava unanimemente che le nuove costruzioni dovessero d'allora in poi essere tutte corazzate - che le navi corazzate da ordinarsi per la nostra marina fossero fregate di una portata non inferiore alla Gloire - che le 1 1
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piasLre di corazzatura per le nuove navi venissero prescelte fra le migliori possibi li. Parla dei bacini di carenaggio, e ricordandone la necess ità per una marina da guerra moderna, fa osservare come nel 1862 forono. proposti dal ministro della marina e votati dalla Camera i fondi per 4 bacini cioè: a Livorno, Messina, Palermo ed Ancona; i quali con i due bacini già esistenti in Genova e Napol i, e con quell i che si dovevano fare alla Spezia, avrebbero costi lu iLo un sistema beninteso di consimi li mezz i di raddobbo lungo le nostre coste. Oltre a che nei progetti iniziati nello stesso anno alla Camera dei depu tati e relati vi ai po rli di Napoli e Brindisi, reni va dimostrata la necessità di costruire in Napoli altri bacini e di farne uno anche a Brindisi. Di tutLo però questo largo concetto non si è visto sinora attuala che la proposta relativa al bacino di Livorno; giacchè quello di Messina sebbene costruito non lo si può per anco utilizzare . Parla dell~ diverse inchieste sulla inarina, ene accenna per tutte le proposte i motivi e l'esito abortito o infelice quasi sempre. Ricorda i diversi stud i e le molte rich ieste di un piano organico per la marina senza cbe lo si sia mai ottenuto. Però l'autore parla come abbiamo visto in Lu tto questo suo scritto, del decennio 18tH-187,1 e quindi non ha potuto ancora dirci come sotto l'altra ammini strazione dell'onorevoJe .Brin - anno 11877 questo giustissimo ed anLico desiderio abbia avuto pratica atÌ.uazione. Cita gl i ordini del giorno emanati dai diversi ministt;i della marina nell'atto di assumere quel portafoglio, e fra questi quello del Persa.no 1'8 marzo ,1 862; e quello dell'Angioletti del 23 dicembre 1864, e del Riboty del 3 1 agosto ,187'1 che ci paiono ancl1e più utilmentericordati; come lo sarà sempre, ed .in cima a tutti, quello emanato più Lardi dal Contrammiraglio d·i SaìnH3on . Per il 11866 l'au tore arriva non al 31 dicembre ma al 2,1 Jualio n , l'indomani della battaglia di Lissa, per chiudere razionalmente il primo periodo. A proposito della battaglia di Lissa l'autore ricorda come gli avvenimenti politici di quell'anno 1866 eran sin dai primi mesi arrivati al pun to da rendere sicura l'alleanza del nostro Regno co11 quello di Prussia contro l'Austria. Preparativi di guerra si facevano. da tutte queste tre potenze, ed al 3 di maggio veniva da noi ema1
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nato un regio decreto che costituiva l'Armata d'operazione che fil composta com'è nolo da tre squadre; cioè squadra di battaglia , squadra sussidiaria e squadra d'assed io, più 1.10a flottiglia annessa all'armata e che faceva parte della squadra cli baUaglia. Un total e di 3·1 navi. L'esilo della battaglia è impresso indelebilmente nel cuore di ciasc.uno cli noi; la conseguenza cli quel fatto sarebbe stato il necessario scioglimento dell'armata d'operazione. Però la guerra non era ancora definitivamente e· forma lmente terminata, le ostilità erano soltanto sospe:'-e; quindi una tale misura non potevasi ado LLare. Si dovette perciò provvedere ad una migliore ricomposizione della flot.l.a arma ta sopra alt.re basi che non fossero quel le stabi lite dal regio decreto del 3 maggio. E qui sorgevano talune difficolt.à d'indole affatto speciale e delicata, po ichè riguardavano le persone. Si trattava d'iniziare un procedimento contro il capo supremo cleU'armata e cli assegnare il grado di responsabili tà a ciascuno clei capi spettante. Sciolta l'armata con il decreto 28 luglio venne C')ll la stessa data ricostitu ita una sqiwdm d'operazio ne composta di due div isioni navali e cli un servizio d'incrociai.ori e di trasporti - poi venne la pace. Sin dal 11865 una commissione di cui faceva parte l'autore, ebbe incarico di studiare la quistione delle torpedini. Fu la prima che per tale intento venisse costituita in Italia, ed il min istro t.ermina.n con le parole seguenti che dimostrano lo scopo dell'incarico affidatole: « Non ho bisogno di dimostrare l'utilitàche può ricavarsi da studt << pratici ben fatti sull'argomento: Basterà r icordare che le mine « sottomarine, se opportunamen te realiizatesaranno un gran passo « nella difesa dei porti , ancoraggi, e rade, potendo spesso inuti liz~ · « zare la forza e l'ardire del nemico ll, Parla della commissione nominata nel dicembre ,1 865 per riferire sulle operazioni varie marittime che una squadra potesse e dovesse compiere in Adriatico nel caso d'una guerra contro l'Austria. E di un'altra commissione convocata in Genova il 30 apri le dell'anno seguente, per compi lare le istruzion i necessarie per l'imbarco e lo sbarco di materiale d'artiglieria e cavalli, tanto sopra navi da guerra, quanto sopra piroscafi mercanti li; nelle varie eventualità che possono presentarsi per consimili operazioni.
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Questa commissione fu composta dei stessi membri che costituirono la precedente cioè il contrammiraglio Anguissola, il capitano di fregata del Santo e lo stesso Maldini, allora· tenente di vascello; Iocchè dimostra il nesso che passava fra i due incaricati affidateli. A quest'ultima commissione però furono aggiunti il capitano d'artiglieria Milani poi sostituito dal capitano Poncio, ed il capitano di fregata Zambelli. Parla della commissione lagunare per Venezia istituita dal mi- . nistro dei lavori pubblici in data del 6 ottobre ·1866; e nota come a questo contribuisse pure in molta parte il ministro della marina. Detla commissione ebbe l'incarico di studiare, e proporre quanto potesse abbisognare al miglioramento ed alla conservazione dei porti di Venezia e delle lagune venete nelle loro aLLinenze con la navigazione, e con le commissioni teneslri. A presiedere questa commissione lagimare fo chiamato l' illustre Paleocapa. Ricurda la commissione amministrativa. per Venezia nominata con decreto di pari data e che ebbe l'incarico di regolare il servizio mili tare e mercantile mariLlimo nelle provincie venete, e che prese il nome di Commissione amministrativo. marittima; e della quale venne nominato presidente l'ammiraglio Di Brocchetti che scelse a suo segretario un ~lbile impiegato del ministero della marina, il signor Cmfo Borgia. Fa meniione dei due piroscafi Lo1nbarclo e P iemont<~ che avevano servito alla gloriosa spedizione di Marsala. E pei quali il dittatore delle due Sicilie emanàva da Caserta un decreto, in data del 3 ottobre 1860, relativo al pagamento dovuto alla Società Rubattino per la perdita di queste due navi che le appartenevano. Nelio stesso decreto si stabilisce che quelle due navi dovessero venire riparate; e questa disposizione in modo sottinteso pare al Maldini, dovesse interpretarsi nel senso che fosse conservata la memoria dei nomi di questi due piroscafi. L'attuale Società di navigazione generale conserva un piroscafo col nome di Pienionte ed un altro con quello di Lombardia che può ricordare il Lombardo. « Ma la « marina da guerra, nelle variecost.ruzioni delle sue navi onerarie, « potrebbe anch'essa non dimenticare questi nomi che ricordano « un fallo cosi importante nella sLoria del nostro risorgimerÌto na« zionalel ». 1
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Parla della flottiglia sul lago di Garda in un prospello nel quale trovasi riunito il di verso materiale, con i nuovi nomi assegnati a quelle navi che ci furono cedute dal!' Austria. Ecco l'elenco completo: Avvisi a due ruote: S. 1lforco e Principe Oddone . Cannoniere di 2• classe ad elica: Borgofo1·te - Caprera Afalghera - 1Jfestre - }lincio - Garcla. Cannoniere di 3• classe ad elica: Solferino - S. 1lfartino '1'orr ione - Pozzolengo - Frass,inetto - Ccistenedolo . Con decreto del ,J 9 agosto ,J 866 firmato dai due ministri della guerra e della marina Pettinengo e Depretis, era stato stabilito che il serviz io dellR flottiglia sul lago cli Garda venisse esercitato dalla Il. marina. Sicchè il min istero della guerra consegnava a quello della marina tolto il materiale spettante alla flottiglia sLessa. Passando a ciò elle ha avulo rapporto alla fabbricazione delle corazze l'atttore comincia dal rammentare di una commissione nominata nel luglio del 186,J, presieduta dal generale Cavalli, e della quale facevano parte ingegneri delle miniere ed ufficial i di marina e del genio navale, allo scopo di trovare i mezzi di venire in aiuto alla nostra industria fe rri era, messa a duro cimento per l'introdotto sistema del libero scambio. Rammenta d'tm conlratto stipulato l'anno seguente con lo Stabilimento Ansaldo di Genova per la fornitura di fOOO tonnellate di corazza. Hammenta come nell'agosto del ,1866 fu decretato l'acquisto di meccanismi per fabb ricare le corazze, e conchiude osservando che nessuno megl io di clii al momento del bisogno si trovava a dirigere le cose della marineria., e vedeva le difficoltà e gli ostacoli per ricevere dall'estero navi e cannoni,potesse riconoscere l'assoluta convenienza di metterci al caso di far da nui . E questi era il ministro Depretis elle lu riconobbe difaLti. Enumera tutti i discorsi falli in diverse circostanze sul navigl io, e sulla poca entità del medesimo, e ne cita gli autriri ed i brani importanti. llie,orda infine tutti i R. decreli per nuovi nomi alle navi. Parla dei credili nuovi per la guerra del 1866 e per premunirci alle spese ed alle possibili eventu;i.lilà nel "870. 0
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Parla anc:he delle leggi del ministero della guerra sulla difesa dello Stato per la parte specialmente che ha rapporto all a difesa marittima, ricordando di un discorso in proposito . Lenuto dal deputato Sandri nella seduta ..te! 24- maggio 187 1 alla Camera. E rico rda pure come nella :;edutti del 1~ dicembre dello stesso anno il ministro· dell a guerra presentava la domanda di spesa per la somma di L. ·152,000,000 da erogarsi in un decennio per provvista di ar mi, oggel.li di mo bi lizzazione dell'esercito ed opere di fort ificazioni. Nella quale ultima p::nt c stava pure compresa la difesa delle coste e quella dei nostri porli mili tari Rammenta le due navi perdute nella giornata di Lissa il Re cl' Ttalia e la Palestro . Il trasporto di 2a classe a ruote il Lombanlo naufragato e radi ato dai ruoli nel marzo 1864- . E la perdita del trasporto ad elica il Voltw·no avvenuta nel febbrain del 1871 ; ed a proposi to del quole si leggono nell a esposizione marittima cli quell'anno queste paro le del min istro, dalle quali non si· rileva nè il modo esatto, nè la ragione per la quale quel bastimento fu perduto. Ecco come si esprimeva il min istro: « Voltimw, armato in gennaio pel servizio dei dipartimenti, « mentre lavorava in feb braio sull a sp iaggia romana al ricupero di « materiali, per una fa lla d'acqua manifestatasi nella carena, è co\( stretto di cacciarsi sulla costa onde salvtire l'equipaggio . Nella « notte, un fo rte i11are da ponente ruppe questo trasporto in modo « da renderne totale la perd ila )>. Rammentando l'iniziativa presa dalla Camera per la riproduzione del naviglio, cita la opportuna insistenza della commissione del bilancio nel 11872 per fare a~.cettare dal ministero la somma che essa vi aveva introdotta a tale scopo . Ma tanto il ministro del la marineria quanto quello delle fi nanze rifiùtarono decisamente la somma di L 5 ,000,000 , che la commissio ne voleva stanziata per la riproduzione del naviglio, e chiesero che la questione venisse rimandata all'epoca in cui si fosse discusso il piano. organi co. La battriglia s'impegnò. La commissio ne, per mezzo del suo relatore, insisteva. Parlarono in oltre gli onorevoli Depreti:3 , D'Aste, Finzi e Ricci in appoggio della proposta; ed il ministero dovette cedere appigliandosi al la transazione d'inscrivere in bilancio non la cifra dei 5 ,000,000 che la commissione domandava, bensì quella di 3',000,000 che stava nel progetto di legge . 1
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L'onorevole i\'Ialdini chiude infine questo secondo periodo del suo lavoro con le acconcie parole, che ci piace cli riprodurre testualmente: « Qui termina il secondo periodo di questo mi o lavoro; periodo « doloroso, po ichè segna la decadenza della nostra marina. Per « meri to ed in'ii iativa del Parlamenlo a. cominciare dal 11872 l'am« ministrazione ma rittima trovava nel suo bilancio il modo per dar « princip io a ri mettersi dall e perdite annue del proprio materiale. « Se la cifra stanziata a tale uopo non ern corrispondente ai bi« sogni, il primo passo , il più difficile, era già fatto : il resto gra« datamente poleva ollenersi, appro fittando benanco del successivo « miglioramento nell e condizioni fina.nziariè del regno . Dal 1872 « - cioè col terzo p1moclo - s'inizia adunque una nuova èra pet· « la nostra marina, che può cbiamar,;i del suo risorgimento . « Quando potrò riprendere questo mio studio, mi troverò a dover « trattare questioni meno scabrose di quelle che ho dovuto indi « care in questo secondo periodo, le cui conseguenze pesa.no anche « oggidi sulle condizioni della no;;tra forza navale )>. E noi sen tiamo il dovere di aggiungere che il modo chiaro, esatto ed analitiw tenuto dall'autore in questo suo scritto rende desiderabile che venga presto pubblicato il rim anente del lavc,ro. 1
Febbraio 1885. 1
SEBASTIANO VAGUECO.
RASSEGNA TECNOLOGICA -
RASSEGNA TECNOLOGICA - -::>-:--e•--
SULL' EQUIPAGGJAMENTO DEL SOLDATO
Import;111za dell'argomento. - Necessità di ,1llcl(geriro il carico del soldato - Condizioni <l'equilibrio del corpo umano. - Teut;1livi fatti in Inghilterra per trnnm iglioro disposizione del carico. - Zaino ingles() adott,.tto. - Composiziono del carico. lnconl'cnienti della tenda. - Opinio ni in proposito di uom ini pratici, cli med ici, di Napoleone I e del generale Lew,11 - Abolizione della sciabola-Jiaionetta. - Peso del carico della fanteria francese, germanic:l, rnssa, spagnuola. - Concorso ;1 premi stabilito in Germania. 11er ht fornitura. di nuovi oggett.i di arredamento. Il faut so uvent plus d'habileté pour rendre dos force.s il. sa troupe qu e pour !es user. DE BRACK.
Fra i molti studi ed i molti progressi che ha fatto la scienza militare nei molteplici suoi rami e che l'esperienza delle recenti campagne ha dimostrati vantaggiosi , uno solo forse è rimasto neglello e gia~e tullora dimenticato, nè si cura cli lui lo spirito bellicoso e irrequieto, che, per correre dietro a nuoyi e più potenti mezzi cli offesa, trascura l'uomo che di tulli i ·mezzi di offes:t è l'anima . Studiare il modo cli mettere l'uomo nelte condizioni migliori per affrontare e sopportare validamente le fatiche della gue!'ra, · equivale ad accrescere grandemente il valore dei mezzi di offesa, giacchè questi per potenti che sieno sarebbero inutili di per se stessi se non fos - . sero adoperai.i bene, e, soppressa o menomala l'azione dell'uomo, poco o nulla rimarrebbe del!' effetto atteso dalla perfezione delle armi. Le grandi questioni militari di cui oggidì si occupano anche gli ufficiali dei gradi inferiori, fanno spesso perdere cli vista le piccole, alle quali sarebbe pur loro principal dovere il badare.
suu,'EQUIPAGGIMÌENTO DEL . $01,DATO
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E siccome non vi è scienza ed arte cui si possa meglio che alla militare applicare il secondo degli aforismi che stanno scritti in capo di queste linee; e siccome dalla trascuranza delle piccole questioni nascono deplorevoli conseguenze, così non parrit inopportuno il trattare la qnestione dell'equipaggiamento del soldato. Sebbene siano molteplici le cause che si oppongono a che una tale questione venga risolut.amente messa sul tappeto e risolta in tutte le sue parti, p11i'e cli alcuna di esse e specialmente di quella che si riferisce al modo cli portare il carico del soldato potrà tt molti interessare che venga discorso. Certo più cli tutti ce ne sarà grato il sol'dato , se si troverà. modo cli risoverla in maniera vantaggiQsa per le sue forze mes$e già. a troppo dura prova. Se l'educazione morale del soldato, la disciplina inculcata nel suo animo dall'esempio e dalle ,1 igili cure del cap itano potranno in un dato momento sostenere il suo coraggio; d'altra parte il benessere fisico, il sentirsi in piena facoltà. delle sue forze centuplicherà quel corarrcrio poichè l'azione della volontà e della fortezza d'animo sarit òV ' gagliardamente sostenuta dal vigore del corpo, che è uno dei fattori principali che contribuiscono a spezzare la resistenza del nem ico. Conservare nel soldato il più lungamente possibile la forza che gli occorre per combattere deve essere dunque non ultimo dei problemi che interessa di risolvere, siccome il distrnggere quella del nemico è il principale. Om sembra, come fu già dello, che non siasi fatto abbastanza in questo senso e che l'equipaggiamento del soldato possa essere ancora razionalmente modificato in vista di dim inuirne il peso, migliorarne la qualità, moclifìcare il modo di portarlo, tanto più che il benessere di cui godono più che in passato anche le classi povere, dispone male il soldato a sopportare le foti che della guerra; le truppe sono meno ben preparate di prima a far buon viso ai disagi, e la durata breve della ferma ne rende anche mìno re la resistanza. Bisogna dunque cercare di rendere più sopportabili e meno gravi le condizioni clélla guerra; la quale oggigiorno cogli immensi campi di battaglia rich iede maggiore resistenza nelle marce fatte durante le operazioni lattiche e strategiche. Vegezio nelle sue Istituz·ioni Militari dice parlando clell' educazione del soldato romano:
SULL'EQ Uil:'AGGl AMEKTO DEL SOLDATO
RASSEGNA TECNOLOGICA
Ma fra tutti gli esercizi della fanteria quello di sopportare il fardello non è il meno necessario . Bisogna far prendere fino a 6,t libbre (38 kilog.) ai soldaLi giovani e condurlì spessissimo nella campagna». Alcune considerazioni tecniche vm:ranno forse a dimostrare viemmeglio la necessità di un tale addestramento. La slrnltura del corpo umano è eYidentemente inetta al trasporto conLinuo di un carico qualunque; ed essendo essa stabilita per funzion i affatto direrse da quelle, ogni trasgressione alla regola non potrà a meno d\ far sottostare il corpo ad una perdita di fo rze muscolari o a lesioni di organi importanti, che trarranno dietro di loro il deperimento dell'intiero organismo . Infatti la condizione d'equilibrio del corpo umano quando questo è in posizione normale, è stabilila dal fallo che la venicale passante pel centro di gravità cade sul centro di figura del perimetro convesso traccialo dai punti in contatto del sno lo del contorno dei piedi. Una tale condizione diventa difficile ad essere mantenuta se si vuole caricare il corpo con una massa di una certa dimensione e di un certo peso per cui non possa essere adatlala nè sulle spalle, nè su l capo, unici punti che potrebbero soddisfare alla condizione suaccennata di equilibrio; e la po'3izione normale del corpo verrà acl essere forzatamente alterata allo scopo di portare la direzione del peso applicata al nuovo centro di gravità entro la base· descritta dal contorno dei piedi . Quegta _alterazione in qualunquH senso si effettui produrrà J'infiessione delle reni, e qu indi uno sforzo coni.inno tanto più penoso quanto maggiore sarà il peso sopportalo . Coll'attuale zaino e con un peso rnoclemto lo sforzo muscolare che si produce collo sposi.amento indietro del centro di gravità non è considerevole nè troppo dannoso se individuo è robnsLo e nella posizione di fermo; giacchè, applicandosi lo zaino contro le ~palle e le sue dimensioni in grossezza essendo piccole in relazione colle altre della larghezza e dell'altezza, ne deriva che il corpo può mantenere, se non una posizione verticale, almeno così poco inflessa in avanti da non procurare nè uno sforzo troppo considerevole sui ren i, nè offendere l'aspetto marziale che il so ldato deve mantenere . Ma un tale stato di cose cessa completamen te se quel peso oltre · passa un certo li mite, se l'uomo che lo porta non è saldamente co(!
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stituito, se deve portarlo du.'rante un a lnnga marcia: allora ii busto deve inclinarsi maggiormente sul dctvanti, e quindi lo sforzo prodotto dalla contrazione de i muscoli del torace aumenta, i muscoli del petto stanno in contimm tensione per opporsi a quella delle cingh ie prementi sul terzo esterno della clavic.o la,e gli organi della respirazione vengono in La.I modo ad essere affaticati e impacciai.i nei loro moviment i. Molti tentativi furono fatti presso le all!'e nazioni per sostituire all'attuale modello di zaino un altro più razionale e che meglio si adattasse alla conformazione del corpo umano, ma i tenlativi fat ti ebbero qualche applicazione solo in Ingh ilterra. In questo paese fu dapprima sperimentato uno zaino il quale, invece di appoggiarsi totalmente contro iI dorso, ne era da questo tenuto discosto inferionnenLe mediante due stecche, che a1)poo-o-ian . ~V dosi da una parte alle estremi tà inferiori dello zaino ven ivano dall'altra ad adattarsi sopra una laraa ~triscia di cuoio che cinO'eva n ò le reni ed il do rso al disopra del cen turino . Con questa disposizione olLrechè una parte considerevole del peso ven iva ad applicars i sopra gli omoplati e lungo la colonua vertebrale, senza che le spalle fos sero tirate all'i ndietro,si permetteva altresì all'aria cli circolare liberamente fra lo zaino ed il dorso; e così, ovviato all'inconveniente gravissimo del soverch io calore prodotto dalla confricazione dell o zaino sul dorso, non si obbligavano i muscoli pettorali acl una soverchia tensione . Questo sistema di zaino quantunque sia stato trovato cli molto migliore dell'ordinario, pure non fu adottato forse per la maggior spesa che esso procurava all'erario. · . . I>àrtendo da altre considerazioni si cercò ancora di coslrurre una specie di borsa da portarsi sulle reni ed appoggiata mediante la rga correggia a guisa di giogo sulle spalle e sul collo. Questo sistema fu preso in serio esame ed esperimentato il'.\ [ngh ilterra e per ul-· timo adottato con qualche modi fìcazione. Esso consta essenzialmente di una borsa di pelle contenente gli oggeLLi più indispensabili al soldato, fissata all'altezza delle ren i, ed appoggiata sulla curva del sacro mediante corregge incrociate sul dorso e passanti sopra le spalle, nel qual punto esse prendono una larghezza considerevole, e fissata in seguito sul dinanzi al centurino. Alcune I)iccole correr\'O'e . 01' orizzontali parlendo dalla valigia vengono ad affibbiarsi sulle bretelle e ne ~
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impediscono i movimenti laterali. Il cappotlo pLegato in forma di pacco rettangolare ed avvolto in un pezzo di tela impenetrabile è posto al disopra della borsa contro le spalle ed è affibbiato }tlle bretelle; gli utensili d'accampamento si dispongono in un involucro impermeabile, al disopra della valigia. Il vantaggio cli questo sistema è quello di portare il centro cli gravità del carico più vicino a quello del corpo approfittando della concavità della regione del sacro d we la valigia viene a prendeì·e il suo punto cli appoggio e di fare sostenere il suo peso dalla parte superiore degli omoplata lasciando cosi m::i.ggiore libertà cli movimento ~1i muscoli pettorali. Questa ultima condizione è stata in seguilo maggiormente raggiunta coll'adattare al cinturino, in corrispondenza dei punti dove vengono od attaccarsi le · bretelle della valigia,due cartucciere le quali col Joropeso controbilanciano quello della valigia e concc,nono a produne ht stabilità e l'equilibrio di tutto il sistema. Da nn rapporto molto interessante del tenente Goodrich della marina degli Stati Uni ti sulle operazioni mi litari degli Inglesi in Egitto, nel quale è descritto questo modo cli portare il carico del soldato, risulta che il sistema inglese fu da tutti riconosciuto vantaggioso malgrado l'apparente complicazione de:Je numerose corregge e che i pesi delle diverse parti clel\'ec1uipaggiamento erano i seguenti: 1
peso delle armi e dell'equipaggiamento kilog. 111,52 11 peso della valigia . » 9,368 » 5,972 altri oggetti Totale kilog. 26,86 11 A questo metodo di portare il zaino adottato e trovato buono da un'esperienza già abbastam:a lunga, potrebbesi però apporre q11alche inconveniente, come ad esempio le lunghe e numerose corregge, e la poca capacità per contenere, oltre gli oggetti di corredo, anche quelli necessari per l'attendamento. Di fronte ad essi sta però il fatto cli una più opportuna applica· zione del peso, e questo è ripartito in modo che i legacci o corregge che servono a fissare le diverse parti (cartucciera-valigia-pastrano)
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non offrono nessuna cagione di oppressione sul petto nè comprimono l'addome nè i gran vasi che si trovano sulla superficie del collo e delle ascelle. Riguardo al la poca r~apacità sarà necessario però esaminare un poco se l'attuale carico del soldato non sia soverchio, e se non fosse possibile di alleggerirlo col toglierne qnalche oggetto di non indispensabile utilità. Il soldato in campagna deve portare: 1° Gli oggetti necessari per il suo vestiario; 2° Quelli occorrenti per il riposo e per preparare il vitto; 3° Una riserva cli viveri; 4° Le anni e le munizioni. Gli oggetti d'accampamento comprendono : il telo da tenda con picchetti e bastoni, la coperta cla campo, la gavetta. La necessità della tenda che per alcuni è dichiarata assoluta, per molti è discutibile, e siccome il suo peso, quando è inzuppata d'acqua, ascende cogli accessori a kilog. 2, così merita la spesa che venga attentamente esaminato, se essa è necessaria, oppure solo utile, e filialmente se gl'inconvenienti da essa offerti non sieno tali da bilanciare i piccoli vantaggi che l'uso di essa può dare. Non tutti gli eserciti infatti l'hanno adottata, e se vediamo che appunto non l'hanno creduta necessaria gli eserciti dell'Europa settentrionale dove il dima è più rigido e più umido che nell a meridionale, havvi ragione di aedere che vi .siano dei m9tivi di gran peso per farlo . L'introduzione della tenda non data èhe dalla guerra d'Africa. In questo paese dove per l'effetto dell'irradiamento notturno le notti s9no umide e fredde, si dovette sentire ia necessità di ripararsene ed il gran sacco di cui erano dapprima provvisti i soldati francesi e che riempito di paglia offriva loro un comodo materasso, si convertì ben presto in un ampio telo che accoppiato con un allro e sostenuto da bastoni servì a stabi lire il modello di tenda che fu poscia adottato in Francia regolarmente per tutto l'esercito e cli qui passò in altri p3:esi . Nelle guerre della Rivoluzione e del primo Impero il soldato francese non portò mai la tenda con sè, ed il bivacco fu . costantemente l'unico modo di riposo adollato dai vitoriosi eserciti cli Napoleone, il quale lasciò scrillo nelle sue memorie: 36 -
ANNO XXX, YOL. l.
RASSEGNA TECNOLOGICA
SULL'EQUIPAGGIAMENTO DEL SOLDATO
« Les tentes, quelque-soit leur forme, ne sont pus saine3; il vaut mieux que le soldat bivouaque, parce-qu'il dort [es pieds au feu dont le voisinage sèche promptement le terrai n sur leqnel il se conche; quelques branches où un peu de paille l'abritent du vent ». All'inconveniente del peso ed a quello di offrire poca salubrità perchè riunisce in uno spazio molto ristreuo i d~rnni dell'umidità a quelli di corruzione dell'aria., l'uso dell a tenda rende altresì meno pronta la truppa per le operazioni impl'ovvise in caso di sorpresa o per lo meno di fretta: poichè tanto l'operazione che richiede il drizzarla come quella di r ipiegarla per la levata del campo, ri· chiedono tempo e cure non indi/Terenti, tanto maggiori, quanto aumentano le condizioni speciali del terreno le quali· sono ordinariamente poco favorevoli . Nella campagna· del 70 le truppe francesi dovellero in parecchi casi abbandonare i loro oggelLi di accampamento caduti in seguito in mano del nemico, e nelle marce continuate irt parecchie giornate di seguito non fu neanche fatto uso delle tende, per cui il loro peso non era che a detrimento della salute e dell a forza del soldato. Il generale Lewal nei suoi Etiide's de gu1erre si pronuncia decisamente contrario all'uso della tenda, e il generale De Bra.eh lasciò scriÙo che esse sono insopportabili nell'estate duran te il giorno per il calore soffoc~mte che in esse si racchiude, nell'inverno esse non garantiscono a sufficenza contro il freddo e l'umidità. Si è già citato l'opinione che ne aven Napoleone1I, sarà pure interessante ascoltare quella di un medico , il dottore Bendens~ il quale scrisse che: « L'abitare in comune sotto una tenda chiusa è sovranamente « dannoso per la salute poichè l'aria hon rinnovata s'impregnR di « miasmi deleterì, i quali cagionano lo sviluppo delle febb r:i tifoidee; « e.se la tenda è aperta norr ripara più dal freddo e dalla pioggia nè « il rinnovamento dell'aria si fa a sufficenza giacchè l'acido car« bonico essendo più pesante occupa costantemente la parte bassa « dove apptrnto sono coricati gli uomini >>. Se tali inconvenieuti sono gravissimi negli accampamenti di qualche durata e meno dannosi quando essi cambiano ogni giorno, essi non sono meno degni di considerazione qualora si pensi che i sol-
dati hanno l'abitudine di chiudere ogni fessura della tenda colla più gran cura; e che occorrendo ,1/3 di metro cuho d'aria per ora e per uomo ossia circa 7,n c., per tre uomini per la durata di una notte di 7 ore, ognuno può vedere quali condizioni sono fatte alla respirazione di quei tre uomini rinchiusi in uno spazio ch iuso della capa.
citit di appena
C)
3 di m. c., dove l'aria non si rinnova che in modo
quasi insignificante; e di quali cause di deperimento questo fauo sia cagione all'organismo. . Aggiungasi ancora che le tende si possono scorgere da lungi e danno al nemico un'indizio delle posizioni occupate e fino a un certo punlo della forza della lruppa e questo non è uno dei minori inconvenienti che presentR questa parte dell'equipaggiamento del soldato. La conclusione cli tuLto ciò è che l'esperienza, gli uomini pratici, gli igienisLi concordano tutti nel condannare l'uso della tenda, perchè se importa grandemente di preservare il più che sia possibile gli uom ini dalle intemperie, non è meno essenziale bisogno quello cli esonerarli dalle· eccessive fatiche. Questi sono i due scogli nei quali viene ad urtare l'impiego della tenda. Con essa il soldato non evita le malattie durante il riposo, consuma le sue forze sollo un carico troppo pesante nelle marcie, e in un modo o nell'altro termina all'ambulanza. La tenda non presenta che dei vantaggi incompleti; non preserva sempre dai grandi calori, e dall'umidità o dal freddo , è nocevole alla rapidità delle marce e def combattimento e si sa che nelle operazioni odierne degli eserciti ciò che importa molto è di marciare; e perchè ciò sia fattib ile colla meno perdita possibile di uomini, bisogna alleggerire il loro carico e la soppressione della tenda è un mezzo opportuno per farlo. « La logique, scrive il generale Lewal, l'experience commendent << celte reforme, la routine sera contrain te de céder à la necessitè, et -« le bivouac rnviendra comme autrefois une des formes du station<< nement. Les inconvenienl:s manifestes se.ront supporté dans !es « circonstances exceptionnelles et la plus part du tem,ps on !es evi« tera:; en recourant a l'usage beaucoup plus rationnel du canton« nement.
'548
SULL'EQUIPAGGIAMENTO DEL SOLDATO
RASSEG)<A TECNOLOGICA
« La ten'te servira a 'l' occasion des grandes manreuvres tout en
« alternant son emploi avec le cantonnement (11) ». Dall'esperienza, e prendendo una media fra le complessioni generali degli individui, si è forzati ad ammettere che tanto l'L.omo che l'animale non possono portare· che una piccola parte sola del fardello che possono invece trascinare. E così, mentre il cavallo può trascinare fino ad 800 kg. non reggerebpe ad un carico superiore a 1100 kg. e l'uomo anche ben proporzionato e forte non potrebbe portare nelie condizioni più favorevoli più di 50 kg. Il soldato che inoltre camroina e combaLle non dovrebbe essere caricato oltre i 20 kg., se vuolsi ottenere dalle sue forze il maggiore effetto possibile. Infatti, mentre con questo peso si può ottenere che una colonna ben cli retta faccia normalmente una marcia prolungata di 4 km. e 1/2· per ora, con un carico superiore a questo di 5 kg. , tale limite si riduce a 3 km. all'ora e si è esposti a lasciare degli uomini inclietr0. Il peso più incomodo è evidentemente quello sopportato dalle spalle. ··· Ma se bisogna quindi rivolgere l'attenzione specialmente a questo, non conviene tralasciare però un'altra parte del carico del soldato la cui utilità meriterebbe di essere discussa attentamente; e questa sarebbe la sciabola·baionetta, arma d'un costo inadeguato alla utili tà che può rendere, di grande impaccio ai movimenti del soldato nel combat-. timentò e nella stessa marcia, d'nn peso considerevo'Je senza che queste qualità negative possano essere compensale da un solo vantao-O'io ben definito. Poiché la sciabola-baionetta. non gioverà'al $oldato come arma da guastatore nè come arma offensiva da punta, altro che in qualche rarissimo attacco di cavalleria, e solo avrii qnello di soddisfare in tempo di pace a quet sentimento morale che prova il soldato di avere un'arma al fianco .nelle pubbliche passeggiate, non più rispondente però a quello più nobile e puro di difensore della patria. L'abolizione della sciabola-baionetta forse non è ancora matura: ed il proporla ora farebbe sorgere una opposizione forte e numerosa. Il tempo però che è galantuomo modificherà anche questo pre""
(i) Ù1u!es de
V
guerre.
549
giudizio,ed un più giusto concetto di quel lo che può essere utile il conservare e di quello che sarebbe opportuno l'abolire in vista di recare sollievo alle forze del :;oldato, farà sco~11parire dal vecchio arsenale anche quest'arma inutile e costosa. Ci rimane finalm ente di raggruppare e presentare al lettore i dati -circa i pesi degli equipaggiamenti dei so ldati di fanter ia delle altre nazioni e dru· notizia dègli studi e delle esperienze che si fanno altrove per giungere al minimo peso possibile. Fin dal 1.874 il peso portato dal fantaccino francese e.ra còsì ripartito: 5,580 Vestiario indosso Kg. Armamento ed equipaggiamento . » 6,908 Zaino » 17,498
Kg.
29,986
A'questo peso dove.va aggiungersi ancora quello di 4 giorni di viveri, di cui due di lardo (kg . 2,932); e si giungeva così ad un carico di 32 kg., come limite teorico minimo, giacchè effettivamente in pratica esso era alquanto superiore; e non potendo impedirsi all'uomo cli portare con sè un' piccolo libro, una pipa, un portamonete, un coltello, tabacco, ecc.; ed un poco di pioggia presa aumentandolo ancora considerevolmente. Una circolare clel febbraio ,1875 regolò ancora questo carico che fn ridotto a kg 27 ,739, e pos·cia soppressa la tenda e la coperta di cautchouc, ma i ntrodoLLi gli utensili da zappatore, il carico venne fissato a 26 kg . cui aggiungendo 2;756 kg. per i viveri di due giorni il peso definitivo riuscì di 28,750 kg. con una diminuzione di 5 kg. su quello che era al tempo della campagna del 11870. Gli studi che si vanno facendo sulle sostanze alimentari, con cui formare le razioni viveri da trasportarsi da ogni soldato, permet-. teranno forse di diminuire ancora questo peso; e. su questa via la Germania si è già incamminata mediante la fabbricazione delle conserve a base di polvere di ca,,·,ie, che sotto il minore volume e peso presentano la maggior quantità di elementi nutritivi. Ecco come è ripartilo il pe::;o del soldato in Germania:
550
SULL'EQUIPAGGIAMENTO DEL SOLDATO
RASSEGNA TECNOLOGICA
Kg. 9,468 » 5,58,1
Vestiario Equipaggiamento Armamento. Oggetti diversi . Viveri
))
» » Totale
9,423 ,1 ,on 3,000
1.;.g. 28,4-89
Si è già visto che il soldato inglese porta un peso di Kg. 26,86,J, accenniamo ora la sua ripartizione: Kg. 112,5'75 )) 4,504 )) 6,216 )) 0,850 )) 2,7 116
Vestiario Equipaggiamento Armamento . Oggetti diversi . Viveri Totale
I(g. 26,86 1)
Il soldato di fanteria russo porla un carico di Kig. 3,1,268,' così ripartito:
Kg. 1.2,1158
Vestiario Ecfuipaggiamentò Armamento . Oggeui diversi . Viveri
)) ))
)) ))
Totale
ti,-1- 118
8,844 ,, ,11611 3,687 _,
__
Kg. 3-l,268
Quello spagnuolo, Kg. 2-~,365 , così ripartili: Vestiario Eq uipaggiamenlo Armamento. Oggetti diversi . Viveri
·Kg. ))
» )) ))
· Tola!e
9,_255 3,930
9,ooo· 0,680 ' 1,iSOO
1
Kg. 21,365
Termineremo finalmente qnesta rassegna coll'accenna re ad un metodo cui ricorse il ministero della guerra germanico per rag-
giungere fac ilmente e colla minor spesa possibile lo scopo di avere un equipaggiamento buono, leggero e poco costoso e che meriterebbe di essere seguìto. Questo metodo consisterebbe nel bandire un concorso a premio per la fornitura di alcuni dei principali oggetti che formano quell'equipaggiamento: kepi , zaino, scarpe da campagna, ecc. L'amminisLrazione mili tare tedesca ha infaLli ricevuto una quantità grandissima e svariatissima di simili oggetti da parte degli industriali e degli inventori, i quali saranno sottoposti a esperimento fino al 1° gennaio 11886 e quindi premiati. Sarà forse interessan te di conoscere alcune delle condizioni per quel concorso. Lo zaino doyeva essere di modello diverso dall'alLnale in ciò che concerne il modo di adattarlo alle spalle, avere un peso minore di quello in uso, il tessuto, la forma, la disposizione degli oggetti affalLo diverse da quelle del modello regolamentare, e il premio fissato fu di 2000 marchi per il 11°, di rnoo pel 2°. L'elmo, la boraccia, lu tasca a pane, la calzatura, gli utensili di cucina, ecc., ebbero pure fissai.o un premio speciale per quelli che si sarebbero distinti per leggerezza, facilità nel modo di trasportarli, forma, solidità., durata nel!' iinpiego, conservazione nei magazzini e minor prezzo. La disposizione e la qualità de5li oggetti da rinchiudersi nello . zaino furono sta.biliti in precedenza, questi fu rono fissati a un pantalone di tela, una camicia, un paio cli stivali, un paio di calze, un berretto, 80 cartucce, un astuccio per cucire, spazzole, ecc. ,; una scatola per grasso, 11500 gr. di biscotto; 600 gr. di conserva di carne in una scatola, 375 gr. cli riso, 75 gr . di sale, 75 gr. dì caffè il tutto rinchiuso in scatola, e finalment.e un piccolo libro di preghiere. La disposizione dello zaino doveva essere fatta in modo da poter prenderne facilmente i pacchetti di cartucce e questi collocati in guisa da essere .perfettamente riparati. · Le cartucce ed i viveri cogli strumenti da zappatore, quelli per cucina, la boraccia ·e la tasca da pane dovevano poter rimanere indosso al soldato senza fargli perder tempo, quando fosse a questi richiesto cli deporre lo zaino per operazioni speciali. Lo zaino doveva potersi dividere in due parli per abbandonare, 1
55'.\l
RASSEGNA TECNOLOGICA -
SULL'EQUIPAGGI AMENTO DEL SOLDATO
in caso di bisÒgno, quel!& contenente il vestiario e gli oggetti per la pulizia. Gli utensili di cucina potevano venir diminuiti ed alleggeriti e contenere una parte dei viveri di riserva. Circa il modo di portare gli utensili da zappatore, siccome esso dipende dalla forma dello zaino, i sistemi di attacco e di sospensione dovevano formare oggetto di speciale concorso . Tanto questi che gli utensili di cucina non dovevano impaccia.re il soldato nel tiro in qualunque posizione, e neanche nelle manovre a ranghi chiusi. Conforme ai voti espressi da molti ufficiali pratici che considera.no gli attuali istrumenti da zappatore come più dannosi che utili, il ministro della guerra aveva lasciato supporre che la forma e le dimensioni di quelli regolamentari sarebbero stati probabilmente. modifica.ti . Una notevole diminuzione di pe~o, una pratica distribuzione del carico sul corpo dell'uomo ed una perfezione nel modo di portarlo sono state oggetto di speciale raccomandazione per i concorrenti. Malgrado le m1merose esigenze stabilite dal ministero della guerra, più di '.200 modelli di zaini sono si.ali già presentati, e non sarà troppo un anno di tempo per esaminarli tutti. Ad ogni modo è da sperare, e certo la. diligenza e la perseveranza della razza tedesca ne sono un'arra sicura, che col metodo adottato dal ministero della guerra german ico, si gi ungerà ben presto alla difficile soluzione del problema. del vestiario e del!' equi- · paggiamento del soldato di fanlèria, per il quale le cure, gli studi e la Gostanza degli sforzi non saranno mai nè troppi nè invano spesi, e che assicureranno a quell'esercilo che pel primo avrà saputo raggiungerla, un fattore non piccolo di vittoria. Tratteremo un'altra volta dell'equipaggiamento dell'ufficiale.
RIVISTA ESTERA
LE CONDIZIONI SANITARIE DELL' ESERCITO AUSTRO-UNGARICO NEGLI A.l\'IH t880, t881 e Ul8Z
(,!f'ilit<fr-StatiStic/ws Jharbuch fur ctie jalwe 1880, 188t 1iiul 1882. - Il Thoil. Uber · ··Anord.iiung cles J(K Reichs-K1·iegs-1lfiniste,·i1,m1s beai·bei/.et uncl hel'm,1.syegeben vo1i. III Section dei· lechnischen und aclmini s!mtiven ,lfilitàr-Comiiè. Wien, i88'• (i).
f
La forza media effettiva dell'esercito austro-ungarico fu nel '1880 di 25!~,170, nel 188,t di 2.54-,2H, nel •1882 di 278,,i.56 uomini. La estensione e la intensitit delle malattie, vale a dire il rapporto di tutti i malati in generale e il rapporto dei malnti curati negli stabilimenti. sanitari alla forza media effettiva dell'esercito, furono quali appariscono .dal seguente prospetto: {879
·1880
!SS:l
i882
18939 362,4.2.•1 3t8·1211 354639
Malattie in generale. Ma.lati ' entrati negli stabtlimenti sa128253 1,12.378 ,1072.9H ,1,1014-5 nita:ri Proporzione di tutti i malati su •I 000 1,1.-81 142.6 ·1369 12.13 della forza media efiettiv11 . Proporzione dei malati curati negli stnbilimenti sanitari su 1000 della 397 4-55 forza . Di qui si scorge che tau (o la e.stensione quanto la intensità delle malattie sono andate dal 1879 al •I882. continuamente decrescendo; e :\. 1
1
(l) Relazione statist.ica militaro por gli anni j$$0, J.881 e iS82. - Il Parte. Compilata o pubblicata per ord ine del Ministero della guerra dell' I. e R. governo dalla lll sezione del Comitato militare tecn ico e amministrativo. Vienna, :ISSI.
nel 1882 raggiunsero tali favorevoli condizioni, come in nessun anno di tutto l'ultimo decennio. Rt~partite le malattie· secondo i mesi per ognuno dei tre anni ·l 880, 188·1 .e 1882, risulta che la media mensile per l'anno 1880 fu di ·119, il massimo cadde in genn aio e luglio con ,J 30, il minimo in ottobre con 9(1. . Nel 1881 la media mensile fu 1H; il maggior numero delle malattie fu in gennaio e maggio, 126 ; il minore in settembre, 98. Nel 4882 la media mensile fu 106 ; il massimo in maggio, ·122; il minimo in settembre, 68 . Nel,l'auno 11819 la estensione delle malattie stette fra 108 nel me5e di settembre e 135 nel mese di luglio. I mesi in cui accaddero più malattie furono dunque il gennaio, il maggio e il luglio; quell i in cui ve ne ebbero meno, negli ultimi quattro anni, furono tre volte il settembre -e una volta l'ottobre. Rispetto all'arma, se si eccettua la Lrnppa di sanità e la truppa del treno , tutte le altre ebbero dal 1879 al 11882 nna quasi costan te pro· gressi va diminuzione nel numero dei loro malati. Maggiore fn questa dim inuzione nel reggimento_ pionieri, in cui la estensione delle malattie da 2,126 ¼o cadde a 135'.2. ¾o, la intensitit da 503 a 289 ¼o della forza media. Nelle ~hre truppe la diminuzione delle malattie fn : nella fanteria da H\08 ¼ ou 113U 0 / 0 0 ; nei cacciatori da 1651{. ¼o a ·154-7 ¼o nel •I 88·1 ( con un piccolo aumento del 19 ¼o nel •1882) nella cavalleria da 1127 ¾. a 96·1 ¼o; nella artiglieria da campagna da 1326 ¼o a ·1 118 °/oo; nella nrtiglieria da fortezza da '1753 ¼o a H-44 o;..; nel genio (per gli anni ·1880 al 1882) da 1822 a 1595. Le ammissioni negli stabilimenti snn itari diminuironq di anno 'in anno particolarmente nella fanteria ed anche nella artiglieria da campagna e da fortezz:i . P eggiorarono al contrario le loro condizioni la tru ppa di sanità e la truppa del treno. Nella prima le malattie aumentarono da 1O:z,i. °!oo, (nel 11879), fino , a H 57 ¼o nel il88'.2.. Mentre negli anni antecedenti le condizioni sanitarie cli questa truppa. furono sempre le più favorevoli, nel 4.882 invece essa rimase indietro alla caval leria, alla arti. glieria da campagna e al treno. Nella truppa del treno pure si verificò nel ,1880 e 188•1 un notevole aumento delle malattie, fino 11 11H 5 °/oo e ·15:1-3 ¼., mentre nel ,1882 tornarono a discendere fino a 107'2 °loo senza però ridursi alla proporzione del ,1819 che fu di ,105•1. · Quindi la media generalo dei malati fu nel triennio ·1880- 8·1- 82 di •I 353 ¼o della forza, e quella dei malati curati negli stabilimenti sanitari di 4119 ¼oHepartite le malattie secondo le diverse nazionalità onde si compon1
1
gono la monarchia e l'esercito austro-ungarico, ne resultano, pel rammentato triennio 1880-8·1-82, le seguenti medie: Nazionalità
Media annuale su 1000 uomini della fo rza
1
1
1
1
1 1
1
1
1
1
T~ntrati negli stalJilimenti stin.ilari
Malattie
in generale
1
1
555
ESTERA
RlYISTA
Tedeschi. Magiari Ciechi, Moravi e Sloveni . Polncchi. Ruteni Croati Rumeni .
·1425 •1499
•182.0
3H 494 373 378 45,1 50 11
1595
548
1458
,1368 •1258
La estensione delle ma lattie fu qu indi minore nei Ruteni (il 1879 nei Polacchi) maggiore nei Croati e nei Rumeni ( come nel ,J879). Anche rispetto alla intensità delle malattie, queste due ultime nazionalità furono le prime (come nel ,1879). Nei Tedeschi e negl i Czechi accnddero più malattie che nei Polacchi e nei Ruteni, ma si ebbero meno nmmissioni negli stabi limenti sanitari. Le malattie che maggiormente dominarono nel triennio furono le febbr i da malaria, il catarro hronchiale acuto, il catarro acuto dellù stomnco, il catarro acuto degli intestini. Così 1000 malati in generale furonv i: 1
sn
1
J.880'
{88{
188i
1'.2.,1. ,5 4·19, 3 100,5 88,2 92,5 61, 1 1'),Jr, G9,8 82,5 63,5 G5 ,3 6'),,9
Febbri da malaria . Catarro bronchiale acuto. Catarro acuto dello stomaco. Catarro acuto degli inte$tini.
1
insieme.
348,6
336,9
3 113,0
Le malattie contagiose: ileo e clermotifo, difterite, tracoma , dissenteria e vaiolo, furono prose insieme: nel 1880 in proporzione di 18,0 ¼. di tutti i malati, nel ~88·1 di 115,6 ¼ ., nel ·1882 cli "8,7. I Croat.i furono più delle altre nazionalità travngliati dal cat:irro congiuntivale, da l catarro brbnchia le acuto e dalle ferite ai piedi, i Rumeni dalle febbri periodiche, i Magiari dalle malattie veneree e silìliticbe, gli Czechi dall'ileo-tifo, dal catarro acuto dello stomaco e intestini. Dat rei.unatismo acuto fnrono maggiormente col piti i Croati, dalla tisi polmonare i Polacchi, dal tracoma i, Ruteni, dalla polmonite 1
556
51>7 Venendo alla mortalità, questa relazione sanitaria distinO'ue anzitutto 0 le morti per malattia e le morti per causa violenta. Le morti per malattia furono: ESTERA
IIIV!S'l'A
i Rumeni (come nel 1879), dalla pleurite i Polacchi ( come u:el 1879), dalla infiammazione tonsillare i Tedeschi ( come nel 1879), finalmente dagli ascessi e dalle ulcere · i Polacchi. In codronto con l'anno 1879 ebbero i Magiari un notevole aumento nelle malattie veneree e sifilitiche (da 70 ¼. a ·1 ,11 °/ 00 ) ; i Polacchi nella tisi polmonare (da 4 ¾o a 7 ¼o) e dalla pleuri te (da 5 o;.0 a 9 ¼ 0 ); e i Croati nella infìammnzione catarrale della con"iun tiva oculare ( da 24- ¼o a 9·1 ¼ 0 ) e nel tracoma ( da 3 °/ 00 a 2·1"o;.0 ) . Divisi i malati secondo il grado, v1 ebbero su 1000 malati: nèl !880 nel l.SS.J. nel 1882
13 ,],1 O 877
ufficia li . sottufficiali soldati
12 108 880
'13 108 879
n el !879 nel !880 n el 1881 nel l.882
nei curati nelle caserme e case pa rticolari. . . . . . . . . . . ,181 ,124 ,109 166 nei curati negli stabilimenti sanitari. 3331 2139 156/i. 206·1 Totale dei morti. 3518 2263 1673 2227 Per ,1000 della forza media . 12,1> 8,9 6,6 8,0 Quindi la mortalità dal 1879 al ,188·1 ebbe una grande diminuzione nel •188 2 aumentò un poco, ma rimase sempre molto indie1ro ali; mortalità del 1879 e anche del 1880. L'arma che in tutti gli ultimi quattro anni ebbe la minore mortali tà fu l'artiglieria da campa~ma (6 ' 8 0/oo - 5 2. o;00 - 1S\ , o o;/ 00 e~)\ , ',I o; \ V . 00) , quella che ebbe la mortalità maggiore fu negli anni ,1879, ·1880 e ,1882 la truppa del treno (32,8 ¾ 0 - 2.6, 7 ¼o e "2,3 ¼o), nel 11881 la truppa di sanità (13,0 ¼o). Nella cavalleria la mort11lità dal 1879 al 1882. discese da 9,0 ¼ 0 a 6,5 ¼ 0 . Lo stesso avvenne, con una interruzione nell'anno .J88,t, nel reggimento pionieri (da H,i'> ¾o a 5,2 ¼ e nella trnppa di sanità (da 16,2 ¼o a 9,8 ¾.). Tutte le altre armi ebbero una diminuzione della mortalità dal 1879 al 188·1, ed un aumento nel 1882 corrispondente all'aumento generale. I morti, secondo la nazionalità a cui appartengono, furono, nel triennio , 1880-8·1 -82 per 1000 della rispettiva forza: 1
1
In confronto con l'anno ,1879, in cui questi rapporti furono 12: 104-: 884, i sottufficiali ebbero nell'ultimo triennio nn aumento delle malattie del 5 ¾o, e la rimanente truppa uua equi,ralente .diminuzione.
Le giornate di malattia dei curati nelle caserme e case particolari nel 188·1
nel l.880
,1, 300,499
furono Le giornate di malattia dei curati negli stabilimenti sanitari. 3,:i!H-,fi.66 Te tale.
Quindi per ogni uomo dell'esercito cioè: pei curati nelle caserme e case particolari. pei curati negli stabilimenti sanitari .
nel :1882
1,'.2.65, 34-8 1,2,1..s,,113 3,36,1,783
3,4-39,959
,i.,899,965 5,627,1 3,1 4,688,,132 ·19, 3
18,2
·1 6,8
5,1
,i.,9
4,5
H,2
,13,3
·12,3
Nel ,1879 ogni uomo rimase fuori di servizio per malattia ,19,8 giorni, cioè tre giorni più che nel ·1882. Ri ferendo le ginrnate di malattia ai malati, le· giornate di cura per ogni mala to furono: nel !879 nel ISSO nel !881 nel l.882
peicuratinellecasermeecaseparticolari 5,5 5,2 5,2 5,1 pei curati negli stabilimenti sanitari 25,4- 27,6 27,6 27,1 in ~enerale . . . 1:2.,5 12,8 12,7 12,6
0)
Tedeschi . . Magiari Czech i, Moravi e Sloveni Polacchi Ruteni. Croati . Rumeni
,4,3 7,1 8,9 8, ,1 8,6 6,8 8,•I
I.a grande mortalità degli Czechi derivò dalla circostanza che due reggimenti di questa nazionalità, l'anno ,1882, furono fieramente percossi nel territorio d'occupazione (Bosnia Erzegovina) dall'ileo-tifo. Tolti questi reggimenti la mortalità degli Czechi scenderebbe a 5,4 ¼o· Secondo i mesi dell'anno, la mortalità variò nel ,J880 da 0,4-5 ¼o (novembre) a 11,21 (aprile); nel ,J88'1 da 0, 34 ¼o (settembre) a 0,77 (marzo); nel 1882 da 0,35 (novembre) a 1,H (marzo). Nel 1879 la
RIVISTA 558 minima mortalità era stata pure in novembre (0 ,56 °loo), la massima in gennaio (1,64 ?/oo)· Secondo le stagioni:
Numero asso luto dei morli
Proporzione su J.00 della forza
:1880 !881 l.882
:1880
------ ------!881
Primavera (marzo, aprile, maggio) . 821 567 868 3,30 477 397 54-2 1,79 Estate (giugno, luglio, agosto) Autunno (settembre, ottobre , no35i 283 358 4, 43 vembre). Inverno ( gennaio , febbraio , dicembre). 605 426 459 2,ti:O
¼882
2,2:z 3,08 11,tH 1,85
4,41 ~, 3i 1,65 1,75 1
In tutti e tre gli anni la primavera ebbe il maggior numero di morti. La mortalità rispetto al uumere dei malati fu nel 1880 di 5, 9 °lo, nel 188 1 di 4,6 ¼o, nel 1882 di 6,00. Nel 1879 era stata di),8 °loo· Secondo i gradi : 1
1
1
____,..._
Numero assoluto Proporzione su :1000 dei morti del numero totale
~:1880
:l88i
-
1$82
:1880 188:l !882
104 82 98 45 &9 H '190 179 2 15 8,i- ·107 91 197;! 1 H2 49H 87 1 8i\,1. 859
Ufficiali . . Sottufficiali Altra truppa
1
1
1
1
Le malattie che maggiormente contribui rono alla mortalità fnrono anche in questo triennio come nel ·1879 la febbre tifoide., la tisi polmonare e la infiammazione del polmone e della pleura. Così su -100 morti ve ne ebbero: 1880
1881
{882
23, ! ·1 9,i 3·1, 6 per febbre tifoide . ; tisi 20,5 23,0 ·14-,8 polmonare. " )) infia mmazione del polmone e ùella plenra. 17,5 16,5 '18,9 1
insieme.
6·1,,l
58,9 65,3
Nel 1882 i morti per ns1 pol monale furono in minor numero dei morti per febbre tifoide, ed anche, in opposizione coi due anni precedenti, dei morti per in fiammazione dei polmoni e della pleura. Alle morti per malattia clcvonsi aggiungere quel.le per causa· violenta. Per suicidio cessarono di vivere nel 1880: 305 uomini; mli 188,1: 34,6; 1
1
lS59
ESTEnA
nel ·1882: 32.3; ossia in rnpporto con la forza media dell'esercito: ,l ,2.0 °/oo - ,1,36 ¾o - ·1,·I 6 o;.•. A questi aggiungendo i tentativi di suicidio che furono in rapporto alla forza 0,27 ¾o -0, 2.8 ¾o e 0,30 ¼o e le mutilazion i volontarie che furo110: 0,32 ¼o - 0,38 ¼o - 0,2.5 °loo, le lesioni violente volontarie sommarono a 1,79 ¾o - 2.,02. ¾o ·1,7·1¾o, con un aumento segnatamente nel 1882 su quello ciel 1879, .nel quale anno ammontarono a 1,55 °/oo· Seéondo le nazionalità , i suicidi e le altre lesioni volont11rie furono più frequenti nei Ruteni, i tenta tivi di suicidio negli Czechi, le mutilazioni nei Polacchi e nei Ruteni . Nei Tedeschi e nei Croati non furonvi mutilazion i; negli ultimi si ebbero pure meno suicidi che nelle altre nazionalità. Il maggior numero di suicidi accadde in maggio (102), il minore in settembre (37), come nel 1879; il maggior numero delle mutilazioni (26) in giugno; il minore (7) in settembre, ugualmente come nel 1879. Il modo onde più frequentemente furono mandati ad effetto i suicidi e i tentativi di suicidio fu uel triennio, come in ogai tempo e in tutti gli eserciti, per colpo d'arma da fuoco, 934' volte su ,1,J 98 casi = 7,8 ¼ di tutti i casi successi. Le altre maniere furono per appiccamento 131 casi = 10,9 ¼ del numero totale; per annegamento 32 = 2,5 ¾ , per avvelenamento 2:3 ,1,9 °fo; per arma· da taglio o da punta 38 == 3,2 ¼; per precipi tazione dall'alt.o 34 = 2,8 0/o. Iu 936 casi, cioè in 6~-. l;i ¼ fu not.a la causa che spinse alla vo lontaria violenz::i: avversione al servizio 278 volte= 29,7 ¾ di tutte le cause conosciute; timore di una punizione 277 29,6 ¾ ; debiti o dissesti finanziari 56 = 6,0 °le,; disgusto della vita 50 = 5,3 °lo; passione amoros-a 55 = 5,8 ¼ . Nei suicidi e tentativi di suicidio, il timore di una punizione fu hl causa più frequente; nelle mutilazioni la causa cruasi unicn , con poche eccezioni, l'avversione al servizio. I 250 mutilatisi erano cr11asi tutti soldati semplici. Dei suicidi e teutiltivi di suicidio ve ne ebbero 78 negli ufficiali= 6,5 ¼ del numero totale; 3'17 nei sottufficiali = 26 ,5 ¼; 803 nei soldati 67,0 ¼ - Rispetto al ,1879, per gli ufficiali e sottufficial i la proporzione fu un poco minore, uu poco maggiore pei soldati. · I casi di malattia mentale che si verificarono nell' esercito austrounga rico furono nel ,J 880 in numero di 80, nel 188·1 di 88, nel ·1882 di 80, ossia .per 11000 della forza 0,33, 0,34, 0,29. Nel 11879 erano stati in ragione di O,28 ¼o, Per consegnenza nel 1880 e 188 f la 1
1
1
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=
=
RlVIS'l'A 560 pazzia fu un poco più frequente che nel 1879 e 1882. Anche in questi tre anni, come nel 1879, nessnn caso ne avvenne nel reggimento pionieri; al contrario nella truppa di sanità fu la proporzione maggiore = 0,55 °/oo della forza . Il minor numero di casi' ('z a 3) accadde: nel 1880 in ottobre, nel 1881 in maggio, nel ,J 882 in novembre; il maggiore (H a 12): nel 1880 in aprile, nel 1881 in giugno e luglio, nel 1882. in ottobre. Dei colpiti da alienazione mentale durante il triennio, 73 erano ufficiali = '.29 ¾ di tutti i casi, 203 sottufficiali = 9 ¾, e 157 soldati 62 ¼. In proporzione della forza le ma lattie mentali furono negli ufficiali quasi sei volte più freqnenti che negli altri. · La· causa dello sconvolgimento mentale fu potuta rintracciare in 101 casi : in 38 l'eredità, in H l'abuso di bevande spirit0se, in ,j 3 una malattia del cervello, in 9 abuso di venere e sifil ide, in 7 soverchia tensione di mente. Le morti per lesioni violente accidentali furono nel ·1880 in numero di H 8 0,4,6 ¾ della forza media; nel 188·\ di 102 = 0,,1.0 ¼o, nel 1882 di 158=0,57 ¼o· L'aumento di questi casi nel 1882 è specialmente imputabile alla caduta del ponte sulla Drava presso Esseg nel settembre di quest'anno, per la quale 2.6 uomini della truppa che stava passando il ponte perirono annegati . Detraendo questi la proporzione scenderebbe a O,i\.7 ¼o della forza. Di 250 casi avvenuti nei tre auni, non ponendo in conto la catastrofe di Esseg, ne accaddero in imrerno ,19 ·14 °/ 0 di tutti i casi, in primavera 70 = 20 ¾, in estate ,t 56 H °lo, in autunno 77 = 22. °lo· Le disgrazie più frequenti forono: ,!'annegamento per bagni 79 volte = 22,4. °lo del totale dei casi; l'annegamento in altre circostanze 49 13, 9; colpi d'3rma da fuoco. al bersaglio, agli esercizi o per imprevidenza 2.6 = 7,,1. ¾ ; calci di cavallo 2.5 =7,·1 Ofo; omicidio 21 7,7 ?/0 ; · fulminazione 1 O= 2,8 ¾; asfissia per gas carbonici 13 3, 7. Dei 10 casi di fulminazione ne accaddero 9 nel ·1882.. La mortalità finora descritta si riferisce all'esercito in servizio attivo. Quella di tutto l'esercito, cioè compresivi g!i uomini sotto. Je arrrii, e qudli in congedo temporaneo e della riserva, fn quale apparisce dal seguente quadro:
ESTERA
Oltre i sopraenumerati morti per malattia ve ne ebbero pure fra gli uomini in congedo e della riserva altri per · causa violenta; cioè: nel ,t 880:
=
=
0
=
=
=
= =
1
Morti sotto le armi in congedo e nella riserva rntale. Su 4000 della forza totale
i8i9
:ISSO
4881
!882
35 18
2263
1673
2.227
1
))
,1.904, 3983 4620 4685 62·1O 71 67 6293 8203 10,3 ¾o 8,8 °/oo 7,7 ¾o 7,6 ¼o
151 per causa violenta accidentale ·
per suièidio
1
1
1
~ 30
· 488 1: 1H ,t 882, 1100
1
»
1'15
»
8•1
)) »
)) »
Di qui si scorge che la mortalità di tutto l'esercito è andata dal 1879 in poi di anno in anqo diminuendo, anzi nel 1882 fu sì piccola come in nessuno dei sei anni antecedenti . · Nel le diverse armi, la mortalità variò : nel -1879 frn 7,2 ¼o (artiglieria da campagna) e •15,3 (genio); nel 1880 da· 7,1 (genio) a 9,3 (cavalleria); nel ,188,1 fra lS,8 ¼o (cacciatori) e ,100 (truppa di sanità); nel 1882 fra 7,1 (genio) e 8,3 ¼ (truppa di sanità). Nella truppa · del treno la mortal ità abbassò dal 1879 al ,1882 cla.;12,7 °fo0 a 7,8¾o di tutta la forza. Nélla fanteria, nei cacciatori e 1,1el reggimento pionieri fuvvi pure- dal ,1879' al 188 1 unà diminuzione, ma nei cacciatori dur:inte il ,1882 ebbesi un aumento piuttosto rilevante d.ella mortalità: Su ,t 000 morti erano: 1
0
1
!880
!88:l
i882 00 .... ·
19 21 •H6 43 1 121 863 850 857 1
ufficiali . sottufficiali . soldati · .
~
1
1
Secondo il tempo clall'arruolamento, su 1000 morti in generale erano: 1
!880
volontari di un · anno. arruolaii da più di tre mesi da un anno ( oltre tre mesi) • da due anni » da tre anni. » da più lungo tempo . . ))
1881
!882
6 7 H 34 36 36 H-6 H4 132 13·1 109 ,H8 92 97 103 590 633 605
Dopo ·1e perdite per mortalità, esaminiamo quelle per congedi temporanei e per riforma. Tante le une che le altre furono nel triennio minori che nel •I 879. éongedati per inabilJtà temp~ranea dell'eserci.to attivo furono: nel 1880: 8580 uomini » 188·1: 8523 » » 1882: 8392 ·» 1
37 - ANNO XXX, VOL. I.
= 33, 7 ¼o della forza effettiva » » = 30, 1 0/oo » »
= 33,5 ¾o 1
562
563
RIVISTA
ESTERA.
L'arma in cui nel ·1880 e 188·1 ebbersi più congedi temporanei fu quella del genio cioè: 55, 7 ¼o e 46 ¼. della forza media. Nel 1882 questa proporzione scese nel genio a 25,5 ¼o, mentre l'artiglieria da campagna con 39,2 e l'artiglieria da fortezza con. 39,3 ¼o ebbero la proporzione maggiore; la minore toccò nei tre anni al reggimento pionieri con H - 12 ¼o; a questo seguì da vicino la truppa di sanità con 15,4 ¾o e 23 ¼o e la truppa del treno con 18,8 ¼o e 2,\. ,7 ¼o, Secondo i gradi, andarono in congedo temporaneo su •I 000 di qnesti congedati in generale;
Dai 3i5•1O congedati nel triennio, 16585 (1.81 del numero totale .erano nel primo anno di servizio . Le malattie che principalmente contribuirono alle riforme furono nel primo anno di servizio: la debolezza costituzionale, l'epilessia, la miopia, le malattie degli orecchi, il gozzo; negli altri anni: la scrofola, fa tisi polmonare, le fratture, la carie e la necrosi delle ossa, il tracoma, il catarro bronchiale cronico, la infiammazione delle glandule dinfatiche. . Sono in ultimo .notate le v accinazioni e rivaccinazioni e le operazioni -chirurgiche eseguite. Le vaccinazioni furono fatte nel triennio su 10723 uomini e le q-ivaccinazioni su 3268(1.. Delle vaccinazioui 4'I 58 e delle rivaccinazioni ,10395 ebbero esito positivo . Su ·1000 uomini della forza media effettiva 13 furono vaccinati e ,1,,1 rivaccinati. Di •100 vaccinazioni 39 e di 100 r ivaccinazioni 32 ebbero esito positivo. Negli anni 1880, •I881 e ·188-Z furouo eseguite negli stabili menti ,sanitari mili tari 22,1,7 opernzioui chirurgiche. Di 2234 è dato l'esito. Guarirono 2032 90 ,9 °lo, migliorarono 69 B,1 ¼ , non guai;irono 34,0 = ,1,6 ¼ morirono 97 5, 4. Di 124 grandi operazioni (enuclea.zioni, amputazioni e resezioni) alle estremità guarirono 86 =: 69,4- ¼, mio\iorarono e non guarirono 4, = 3,2 ¼, morirono 34 = 27,4 ¼- .Nel ~ . •1879 nelle analoghe operazioni (45) le guarigioni furono ill ragione <l.i 82 ¼ e la mortalità di 16 ¼ ,
i880
ufficiali . . sottufficiali solda ti
!881
188~
2,1 21 23 60 66 · 70 919 913 907
=
1
1
In confronto col ·1 879 la parte degli ufficiali e dei soldati ebbe un piccolo aumento, quella.dei sottufficinli una proporzionata diminuzione. Poco meuo della metà di questi congedati erano nel primo anno di servizio, cioè 454 ¼o nel '1880, 4H. nel 1881, ,i-05 nel 1882.. Le mnlattie che principalmente occasionarono questi congedi furono: la debolezza costituzionale, il reumatismo cronico, lo scorbuto, l'ileotifo, le febbri perio~iche e la cachessia di malaria, la scrofola, la tisi polmonar,1, e il catarro bronchiale crou ico, il catarro della congiuntiva oculare e il tracoma, la pleurite e la polmonite, la infiammazione delle glandole linfatiche, il catarro cronico dello stomaco e intestini. Notasi dal •I879 una diminuzione dei congedi temporanei per le febbri periodiche e lo scorbuto, un aumento di quelli per catarro congiuntivale e per tracoma. Nella statistica sanitaria dell'.esercito austro -ungarico non sono distinti i congedi. per iuabilità permanente dell'esercito attivo da quelli della. riserva, ecc. ma tutti vi sono insieme compresi. Nel 4 880 furono riformati 109/d uomini ~ ,J 3, i ¼ o di tutta la fp rza inscritta nei quadri; nel 188·1 42'144 H, 9 ¼ o e nel 4882. H 4-25' = U,,2 ¾o- La proporzione variò nel '1880 da 3, 9 ¾ 0 nel treno a H , 9 ¼o nella fant.eria, 1Ìel ,18811 da ,i-,4- ¼o nel treno a "7,2 °/, 0 nella fan teria, nel 4882 da 5, 11 ¼o nel treno a ·18,2 ¼o nel genio. Le riforme souo aument.ate dal 1879 al 1882, cioè nei cacciatori da •H, 9 ¼o a 15, 7 ¼o, nella artiglieria da campagna da 10,1 0 / 00 a ·11,f~ ¼ o, nella artiglieria da fortezz::t da 9,S¾o a H,2. ¼o· Su 4000 riformati furorivi nel ,J880 32 ufficiali, 08 sottufficiali e 9•1O soldati, nel ·I 881 32 nfficiali, 62 sottufficiali e 906 soldati , nel ·1882, 35 ufficiali 68 sottufficiali e 897 solda ti.
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=
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1
LA FRA N e I A E LA
e IN A
Da novembre :l88~ a marzo J.885.
I.
La 0"uorra che si combatte tra la Francia e la Gina ha oramai due teatri distinti: il terrestre e il marittimo. Le operazioni sull'uno e sull'altro si svolgono in una maniera affa tto indipenden te; qnindi è necessario dire separatamente delle une e delle altre. Sul pri mo di essi, in principio di novembre 1884, Francesi e Cinesi stavano di fronte .ai confini della provincia di Bac-~inh con quella di Lang-Son, cioè al limite della parte inferiore del Tonchino, chiamata anche Delta del fiume Rosso, con la parte superiore.
564-.,
RIVISTA .
Nel mese antecedente erano avvenuti · scontri di una certa importanza e di cui già abbiamo parlato (1 ) . Quella narrazione, compilata su dispacci incompleti e talvolta contraddittori, presenta lacune, che ora si potrebbero riempire, giovandosi dei rapporti recentemente pubblicati; ma siccome l'impressione complessiva rimarrebbe ad ogni modo la stessa, così non crediamo tornai·ci sopra. Due corpi chinesi s'erano avanzati per invadere il Delta; i Francesi con tutte le forze disponibili aveano fatto argine sulla frontiera; era avvenuto l'urto, e l'invasione era stata fermata. Anche senza voler credere a tutti i brillanti episodi di quei fatti d'arme, è indubitato che i Francesi combatterono uno contro cinque e vinsero . Allora apparve, da una parte, il singolare fenomeno di vincitori che, all'indomani della vittoria, chiudono i passi dietro al nemico che fugge; dall'altra parte, quello di un corpo d'invasione che, giunto alla frontiera, si pianta e fa trincee. I Francesi erano troppo deboli per prendere risolut.amente l'offensiva che spettava, di pieno diritto, al nemico; esso era troppo tim ido per valersi di questo diritto. « Uno sforzo energico (scrivevamo allora) potreh_be rompere le dighe; ma i Cinesi noi faranno. Sarebbe quasi contrario alla loro uatura, Le trattative oggi bene avviate, domani rotte e posdomani riprese, giovano mirabilmente a mantenerli nella loro attitudine passi va, finchè ai Francesi giungano i rinforzi necessari » . Questo appunto si è avverato. Nel mese di novembre le operazioni rimasero stazionarie. I Cinesi, ammassat.i al limite della regione collinosa, spingevano di tanto in tanto, fuori delle gole, qualche testa di colonna, e la ritraevano dopo che i Francesi l'avevano ratta. Talvolta si mostravano, con qualche distaccamento, sotto le mura di una fortezza; erano ricevuti a rnitra"lia e fuggivano. Allora una colonna francese li inseguiva; _si avanzav; fino ad un accampamento difeso da quakhe ti·incr.a; se. ne impadroniva senza grandi difficoltà e telegrafava in Europa di aver preso d'assalto un campo trincerato. ' I Francesi stavano a cavallo delle strade provenienti da Laug-Son, colle spalle appoggiate alle vecchie fortezze, il fronte difeso da opere provvisorie, e sostenuti, su ogni lato, dalle numerose cannooieré, che solcavano i fiumi e canali di quella zona. Bì·ière teneva le piazze; Negrier fronteggiava il nemico. Le posizioni precise non sapremmo indicarle; forse variarono più d'una volta; troviamo segnati come nudei, (i l Vedi Rivista ,ifilitarc, punt.at.a di novembre lS84.
565
. ESTERA
i punti di Phu-Lang, Kep, Yen-The e Chu. Anche meno certe sono le posizioni dei Cinesi; ma i loro avamposti non dovevano trovarsi lungi . dai punti ora indicati. Un grosso nucleo stava a Bac- Le; il quartier generale a Lang-Son. Picr,oli scontri ne avvenivano quasi ogni giorno: uno ne vediamo notato il 3 novembre, tra una colonna fraucese partita da Yen- The, e una banda cinese o, come dissero i dispacci, una coda di banda. Un altro ebbe luogo pochi gi(\rni appresso tra due cannoniere (Heclair e Trombe) che discendevano il fiume Chiaro, dopo avere vettovagliato la piazza di Tuyen-Quan (cinta d'assedio più o meno stretto), e un ..corpo di _bandiere nere, e pirati che scorazzavano sulle sponde cli detto fiume. Questi furono gli assalitori e misero ai France~i 8 'o ·I O uomini · fuori di combattimento, ma finirono per essere respinti. Il 16 detto, sullo stesso fiume, dagli stessi nemici e collo stesso risultato, fu attaccata un'altra cannoniera: Revo~oe1·. Alquanto piu importante fu lo scontro che ebbe luogo il 49. Una colonna francese, agli ordini del colonnello Duchesue, partita da Tuyen-Quan, per sbarazzare le rive del fiume Chiaro, dai nemici che attaccavano le cannoniere e impedivano loro il servizio di approvvigionamento di detta piazza, incontrò a ,J O chi!C'metri da essa un corpo di band'iere nere, rinforzato da soldati regol:iri cinesi. Lo attaccò e lo disperse. Lo scontro .costò ai Francesi 8 morti e 25 feriti. Il giorno appresso la colon,na proseguendo il suo successo, distrusse tre villaggi, dove i Cinesi avevano fatto depositi di viveri . La cannoniera Ifeclavi· partecipò al combattimento. Un altro scontro, non sapremmo se più o mep.o grave, avvenne il ~4, o il ~5 dicc>mhre. (Alle volte dni dispacci non si capisce neppure 1a data precisa) . La stessa colonna Duchesne, rimontando il fiume · Chiaro, e un'altra rimontando il fiume Rosso, avevano combinato un movimento, per incontrare il solito nemico, che trovarono in fotti . ad uguale distanza dai detti due corsi d'acqua. Pare che il combattimento sia stato piuttosto vivo, perchè le band:iere nere erano in po• sizione difesa da trincee. L'esito fu come al solito favorevole ai Francesi, che scacciarono il nemico dal suo accampamen to. Ma non agli avamposti sollanto si combatteva. Dieti·o le spalle dei .Francesi pullulavano i così detti pirati, e colonne volanti, date dalle (Juarni"ioni delle piazze, erano continuamente in giro per distruggerli. La situazione trovasi ben delineata nei seguenti brani di una corrispondenza pubblicata dal Jot1Jmal des Débats: « Impossibile sortire 4 senza per/colo dalle piazze forti. A due chilometri cla Hanoi no!). vi ~
<;')
<',1
56'6 «
RIVISTA
è pirr sicurezza. I Cinesi diventano ogni giorno più agguerriti. Essi
«Wsanno oramai servirsi dei loro cannoni Krupp e dei fuci li a retro« ~arica, che possedono in gran numero. Bande di pirati infestano« Ii Delta. Quando un 1'onchinese ha 500 piastre disponibili, leva
" ~na band~ nel _suo villaggio. I mandarini tengono il sacco e spartono " 1 guadagm. Nor non saremo rigettati in mare, perchè teniamo le· • piazze. Ma ogni grande operazione è impossibile. Si avranno di tanto « i~ tanto successi parziali, ma non si può sperare di più, salvo che· « grnngano rinforzi considerevoli In quanto allo stato sanitario delle truppe correvano notizie contraddittorie. I giornali inglesi, e alcune corrispondenze francesi, lo dicevano pessimo. I dispacci officiali lo dicevano eccellente. Mensilmente· veniva, come viene tuttora, stampato nei giornali francesi il prospetto dei morti, dei guariti e dei rimasti negli ospedali e nelle ambulanzedel Tonchino. · Ma questi prospetti, che crediamo esatti, non valgono a far conoscere intieramente la verità . Frequenti spedizioni di malati e feriti si facevano e si fanno dal Tonchino in Francia. È il carico del ritorno pei legni che portano rinforzi . Negli ospedali non restano se· non che coloro che non possono muoversi o che, affetti da mali leggenss1m1, debbono sortire a giorni. Il gover~o _francese non tralasciava, come non tralascia, di provvedere nel miglior modo alle condizioni igieniche e al servizio sanitario, del corpo .di spedizione. La truppa è largamente provvista di viveri, ha capi di vestiario adottati al clima . Gli oggetti da campò e da ambulanza vengono spediti in quantità superiore ai bisogni. Nè meno ben provvisto era ed è il corpo di spedizione in materiale da guerra. Le· truppe sono armate di fucili a ripetizione, che a quanto dicesi fanno· mera1Jiglie. L'artiglieria ha pezzi numerosi e munizioni ~suberanti. Ci occorse di leggere cbe una voltit si fece un invio di cannoni dimen-' ticando gli affusti. Non sarà forse la sola dimenticanza. Ma le cose in complesso procedono ordinate. Piccoli in<;_onvenienti sono inevitabili in spedizioni cosi vaste. Le querele sull'andamento dei servizi amministrativi, cl~e ci assordavano al tempo della spedizione tunisina, non si fanno sentire; prova certa che le cose vanno meglio; ma i milioni vanno bene anch'essi. I ri~forzi in uomini giungevano alfa spicciolata, e in quantità minore d1 quanto sarebbe stato necessa,rio per riprendere tosto l'offensiva. Causa di ciò la lontananza e difficoltà di ogni specie; ma sopr::itntto la riluttanza del ministro della guerra ( allora generale Campenon) a diminuire l'effettivo delle truppe in Francia. Ad ogni modo1 sul finire di 1).
·
ESTERA
567
novembre, Brière aveva a'suoi ordini circa 25 mila uomini, fra cui, più di 15 mila soldati europei e 1000 marinai della flottiglia. Il re:;to (da 7 ad 8 mila uomini) erano ausiliari indigeni; poco valenti in campo aperto, ma utili nelle guarnigioni. Un dispaccio del Times (riportato dall'A'Venir rnil'itaire del 23 novembre) farebbe credere che tra gli uffizi degli ausiliari ve ne sia uno speciille, a cui non daremo il nome. In tale dispaccio si dice che sulla fine di ottobre fecero la testa a 600 prigionieri. Un dispaccio posteriore reca che Brière, interrogato in proposito, risp,ise essere invero stati uccisi a Kep 6i0 Cinesi, ma con proiettili e baionetta, non colla scure. Ci pare però che il punto della questione non fosse di conoscere l'arma, ma di sapere se erano o no stati uccisi in combattimento. Stando ai dispacci ufficiali gli arruolamenti di ausiliari andavano be· nissimo, si trattava di formare, e forse a quest'ora è già formato, un nuovo battaglione di cacciatori tonchinesi. Pare che fra questi sieno stati incorporati vari disertori e prigionieri delle bandiere nere. Il Telegraphe del 16 febbraio ha questo brano di corrispondenza : « Dovete « ricordarvi di una lettera in cui, facendomi eco di persone ben in« formate, io biasimava I' idea di accogliere ed incorporare le ban" dùre nere, che facevano la loro sottomissione. Gli avvenimenti pro« varano pur troppo che questa idea era infelice. Sono pochi giorni e che uu distaccamento di bandiere nere, accantonato a Com-Do, poco " . distante da Hanoi, massacrò i sottufficiali e preso il largo con armi « e bagaglio. Siccome questo fatto coincideva con l'attacco di Tuycn" Quang, se ne _può dedurre con tutta certezza che vi era intesa tra « questi e i Cinesi » . Negli ultimi di novemltre si discussero alla Camera francese i nuovi crediti richiesti dal Governo per la continuazione della guerra. Il Ministero rese conto dell'esito delle trattative. Queste stavano per fallire. L'Inghilterra , che aveva assunto la parte di mediatrice, cominciava a vedere l'inutilità de' suoi sforzi; oramai vi era poca speranza di persuadere .la Cina, se non con la forza. La guerra intanto non si di· chiarava , ma continuava a farsi . Rispondevano gli avversari rilevando errori negli atti, incoerenze nel linguaggio del Ministero, e predicendo che chi non aveva saputo fare la pace non saprebbe fare la guerra. Il dibattimento però si chiudeva coll'approvazione dei crediti domandati e di un ordine del giorno con cui s'invitava il Governo a far rispettare i diritti della Francia. Pochi giorni dopo ebbe luogo la replica in Senato, cogli stessi incidenti e con eguale successo; cioè coli' ap-
568.
RIV1STA
ESTERA
provazione del credito comple.ssivo di 59 milioni pel 1° semestre 1885, ed ordine del giorno analogo a quello _votato nella Cam·era. · L'invio di rinforzi al Tonchino divenue più attivo e a misura che il corpo di spedizione si rinforzava, le trattative languivano. La Cina · anch'essa affrettava la marcia di truppe verso la frontiera. Ivi le proporzioni numeriche dei due avversari· si mantenevano forse le stesse; ma la situazione andava cambiando . Oramai i Cinesi si erano persi1asi che rompere l'argi ne era una cosa difficile e si cootenta,,ano di far argine dall'altra parte. Le loro teste di colonna si mostravano più timidamente fuori delle strette; le loro scorrerie si tenevano a più ri. spettosa distanza dalle mura delle piazze e degli ' accampamenti fran-· cesi. Il pericolo dell'invasione era svanito; le parti stavano per invertirsi. Un giornale inglese (il 1'-imes) non sapendo spiegarsi l'inazione dei Cinesi, tanto superiori in forza nnmerica, diceva: « Pare che .ab<< biano adottato la tattica di ritirarsi, per invitare i Francesi a seguirli « nelle pericolose strette del nord del Touchino ed obbligarli ad esten« dere la loro linea »..Era una congettura ragionevole e sarebbe stata una tattica ragionevolissima. Ma gli avvenimenti posteriori dimostrarono che la causa di -questo rannicchiarl)ento non era tattica, era paurn. · Il ·l 6 dicembre due a tr.e miglia ia di Cinesi uscirono dai loro trinceramenti, per recar:,i ad Haho vill i:tggio situato 8 chilometri a nord-est di Chu; ma non erano l'avanguardia di una colonna d'invasione; aYe. vano uno scopo speciale. Alcuni dispacci li ch iamano a({<!mat'i e diretti a saccheggiare. il mercato Haho; altri li dicono ca1·ichi .cbi ·vfrer-i e direui ad approovig-ionare quel posto. Notiamo la cosa, perchè si vegga qual fede possa ·prestnr~i · ai parti co lari dei dispacci. Ad ogni modo, aff,unati o ripieni, furono battuti. Una colonua france:;e sonìta da Chu (giù ca mpo trincerato ciuese preso d'assaito in ottobre e d·'allora in poi fortemente occupato) si scontrò colla colonna cinese che mat:ciava su Haho. Ne risultò uri combattimento che terminò colla fuga . dei Cinesi, i quali (secondo i prclodnti dispacci) avrebbero avuto per· dite considerevoli e minime i Francesi: ' 2.(i. uomini fra morti e feriti. Ma se ngli avamposti la situazione andava mutandosi in favore: dei Francesi, quella alle loro spa lle era sempre la stes~a. nande di pirati, . in verità poco pericolose, ma molto fastidiose, scorrazzavnno dappertutto ed obbligavano le guarnigioni delle piazze a mandar fuori le so lite colonne volnnti, che ottene,•ano sempre ri,;ultati meravigliosi, ma non finivano mai. Nell' Avemir Afilùcvire del 1° gennaio ,J 885, si legge: « Il Ministero della marina ha comunicato a' suoi colleghi il seguente dispaccio del generale Brière de l'Isle, in data ~8 dicembre: abhinmo 1
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avuto, durente più giorni, dei combattimenti coi pirati nei dintorni di Hong-Yen. · Questi combattimenti non ci cagionarono nessuna perdita e costarono al nemico 300 uomin i e du~ cannoni »: Sentendo di tanti combattimenti senza perdite, la mente ricorre agli eroi invulnerabili dell'antichilà e ai guerrieri fatati del medio evo. Senonchè una corrispondenza appunto del ~9 dicembre ,1884, datata da Hai-Phong e pubblicata · nel Te.le.gmphe del ·16 febbraio ,1885, ci spiega che cosa fossero questi combatti menti : « Io voglio raccotJ tarvi una caccia ai « pirati che ebbe luogo sopra un tratto assai vasto del Tonchino. Da « Batang Jìno ad una_tappa da lla ciuadella di Hong-Yen, si stende « una immensa piau"ura, coperta di cespugli molto elevati, e tagliata « da una quantità di canali profondi e da sentieri serpeg~ianti in " mezzo a roseti . . Questa pianura, che tocca il confine di quattro « provincie (Hanoi, Bas-Ninh , Hai- Dzung e Houg-Yen), era diven« tM.o il covo <li tutti i briganti. È qui che si andò a cercarli, cir« condando con cruattro colonne di fan teria, partite da di versi punti, « la maggior parte del la eletta pianura. « Dire che -si ebbero elci successi, sarebbe un esagerare molto. Si « prese qua!che povero diavolo e uuo o due signori senza importanza'. « che vennero fuci ìati seduta stante. Ma si bruciarono innumerevoh « villa"o-i vr::i, facendo causa comune CUiec les p'iilcirds, e si distrussero « grandi approvvigionamenti di riso. Per tal modo si geuò il terrore « in questa parte del paese, dove, per molto tempo, la pirateria non « potrà ristabilirsi. Disgraziatamente non si riuscì a prendere il gran « èapo, un Annamita di nome Quan-Que, la cui sola cattura può far « sciogl iere le bande •. Così passarono novembre e <liccml;rr.
IL Diamo ora uno sguardo all'altro teatro, a quello della guerra marittima . .Sugli ultimi d'ottobre ì'ammiraglio Courbet con tutta, o quasi tutta la flotta a' suoi ordini, si trovava <lavanti àll'isola di Formosa, padrone · delle acque e delle 'rovine di Kelung (4) . In questa local.ità era sbarcato un distaccamento di cui non sapremmo indicare 1a forza, e un altro simile aveva messo piede a terra presso Tamsui, porto dell'isola (l) Vedi Rivista Militare, puntata d i novembre !884..
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non lontano da Kelung, stato anch'esso bombardato, ma non conquistato·, perchè ne sbarrava l'entrata una linea di torpedini che, a quanto pare, non si è ancora :i desso riusciti di togliere, malgrado ri petuli tentativi, siccome quella che è difesa da un grosso corpo di guardia , in p.osizione coperta dai tiri della squadra. 1'8 ottobre avevano i Francesi attaccato questo posto ed erano stati respinti. La notizia giunta in ritardo e per via dei giornali inglesi, fu smentita dai francesi, poi ammessa, attemrnndone l'importanza . Quantunque :ibbiamo già accennato a questo fatto d'armi, quando in·orno ad esso regnava molt.a incertezza, vi torniamo sopra ora, che se ne conoscono alcuni particolari, perchè costituisce la base della situazione, quale durò per lungo tempo a Formosa . Il rapporto ufficiale non venne intieramente pubblicato; qualche giornale ne diede dei brani; ecco un sunto di questi: « Lì 8 ottobre, alle 9 del m,1ttino, le imbarcazioni mettono a terra cinque compagnie; si sbarca senza contrasto sotto la protezione dei tiri della squadra . Si prendono disposizioni per attaccare il nemico, che si sa essere vicino. Due compagni11 in testa, due in riserva,· una per proteggere il fianco sinistro. Le compagnie di testa, superati alcuni ostacoli, s'inoltrano in una val le irta di cespugli e solcata da pochi sentieri. Quivi sono le difese dei Cinesi. Questi fanno una resistenza inaspettata. Intanto, dal forte Bianco, scende uno stuolo di nemici, che cerca girare la colonna e tagliarla dalle sue imbarcazioni. Si batte la ritirata che si compie penosamente. Il mare è grosso; le imbarcazioni non possono anicinarsi. I soldati per raggiungerle devono entrare nell 'acqua fino alle spalle. Fortuna che i marinai aiutano e i tiri delle navi tengono lontano il nemico. Alfiue si riesce a mettersi in salvo colla perdita di ·18 morti e 51 feriti. (I · giornali inglesi ne segnano anche di più). I Cinesi ernno numerosi, ben condotti e armati al i' Europea; mostrarono co• stanza, coraggio e abilità nell'usufruire le accidentalità del terreno •. Così, secondo alcuni giornali, direbpe il rapporto. I primi dispacci attribuivano l'insuccesso al comandante delle truppe sbarcate, il quale avrebbe dqvuto soltanto riconoscere, ma non attaccare. Al lettore fa meraviglia che si parli di Cinesi sortiti dal forte Bi anco, mentre s'era' detto e ripetuto che tutti i forti di Tamsui erano stati distrutti dal bombordamento della flotta. Ad ogni modo questo fatto dimostrò ai Frau- · cesi che, se era facile mettere piede a terra nell'isola di Formosa, era diffi cile stabilirvisi. Per quanto desiderio avesse Courbet di vendicarsi e telegrafare a Parigi una notiz~a, che cancellasse la cattiva impressione di questo
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scacco, non potea farlo senza l'arrivo di rinforzi. Ne risultò a Formosa una situazione simile a quella del Tonchino. I distaccamenti sbarcati presso Kelung, in posizione proteita dai tiri della squadra, cominciarono a fortificarvisi. Quelli sbarcati presso Tamsui o furono ritirati o fecero altrettanto. I Cinesi dal canto loro costrussero fortificazioni sdpra una larga cerchia, attorno alle francesi. Quindi sorse a Keluncr una specie di campo trincerato, di cui i Francesi occupano il centr/ e i loro nemici la circonferenza. La posizione dei Francesi era quella di truppe in una città assediata; colla differenza che quest~ hanno generalmente buoni ricoveri e i Francesi non li avevano. Umco loro vantaggio era la libertà di comunicazione col mare. Tutto ciò prova che oli sbarchi sono meno pericolosi di quanto taluno s'immagina e che truppa, sbarcata sotto la proLezione della flotta, resta sulla spiaggia, quando trova in terra chi sappia e voglia resistere. . Frattanto la flotta incrocia'Va di su e di giù, bloccando 6 porli e 31 O miglia di costa. Courbet, lasciata a Lespès la direzione del blocco, sw.va presso Keluug, onde dirigere le operazioni degli sbarcati, _r~·oteggerli e raccoglierli occorrendo. E qui apparisce un altro degh IDconvenienti degli sbarchi quando trovino resistenza in terra, ed è quello di immobilizzare una parte della flotta. In principio di novembre la squadra francese dell'estremo oriente si componeva di quattro corazzate, 6 incrociatori, /~ esploratori e molti legni minori: avvis\, cannoniere, torpediniere, trasporti. Era una squadra rispettabile, eppure non bastava a mantenere strettamente il blocco. I Cinesi, con barche guidate (dicesi) da I nglesi e da Americani; riuscirono più volte a sbarcare nell'isola :irmi, mnnizioni e fors' anche carichi di truppe. Una sela catt.ura riuscirono a fare i Francesi ed è quella d~l FC'i,-hoo, piccola nave, comandata da Europei, che aveva bensì rotto il blocco, ma, a quanto pare, non portava contrabbando di guerra. La condizione degli equipaggi in crociera avea poco da invidiare a quella ,delle truppe sbarcate. Il temrJo era cattivo, il mare pessimo; e tale durò quasi tutto l'inverno; gli ormeggi presso Kelung e Ta:msui erano pericolosi. La gente soffriva e si annoiava; Courbet telegrafava, che la comparsa di legni cine$i per rompere il blocco l'obbligava a disseminare le sue navi; che uno all'arrivo di rinforzi non era conveniente tnntare la distruzione dello sbarramento che chiudeva il porto di Tamsui; che ivi le condizioni locali rendevano difficile un attacco da mare, e ( colle forze di cui disponeva) sarebbe stata temeri tà attaccare da terra. Sono curiose queste notizie, dopoché, nei mesi antece-
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denti, era stato detto e ripetuto tante volte trovarsi Tamsui in mano dei Francesi. Da novembre a dicembre non avvennero a Formosa fatti d'armi di qualche importanza. Le navi in crociera non incontrarono nessun legno da guerra nemico. Le truppe sbarcate ora venivano assalite dai Cinesi nelle proprie trincee e li respingevano; ora si facevano esse stesse assal itrici ed erano respinte. Il 2 novembre un migliaio di Cinesi attaccò un blockhaus sulla strnda da Keluug a Tamsui; il combattimento durò · tre ore, poi gli attaccanti, vista l'inutilità dei Joro sforzi si ri tirarono. Pare che alcuni giorni appresso abbiano rinnovato il tentativo senza migliore risu ltato. Il ,J,\. stesso mese s'invertirono le parti: i Francesi tentarono di sloggiare un distaccamento nemico da una altura che esso occupava nelle vicinanze di Kelung; ma furono respinti colla perdita di 2.0 uomini . Due giorni appresso attaccarono un'a ltra volta la stessa posizione senza impadronirsene. Così almeno dissero i giornali inglesi; i frnnce:;i raccontano il fatto alquanto divers11mente; ma comunque sia, la situazione r.estava la stessa . E tale restava anche un mese dopo, · m:ilgrado uno scontro di cui nessuno contrasta l'esito. Courbet telegrafava: « Kelung, ·15 dicembre. Il comandante La Croix ha diretto una ricognizione offensiva contro le uuove opere nemiche, che min:icciavano certe nostre posizioni, ed ha sloggiato i Cinesi, uccidendo loro · o ferendo più di 2:00 uomini. Da parte nostra si ha 1 morto e 7 feri ti ». Troppo pochi, per aver sloggiato il nemico da una o più opere! Lo stato sanitario delle truppe francesi era buono ~1 bordo, cattivo sulle spiaggie. I vi il freddo, il vento, la pioggia continua, i lavori alle trincee, il servizio di sicurezza davanti al nemico, avevano ridouo la trnppn in uno stato compassionevole. Tutte le corrispondenze sono di accordo a questo riguardo. Il clima umido, malsano e i movimenti di terra, per la costruzione dei trinceramenti, avevano occasionato lo sviluppo di febbri tifo idee, nemico assai più molesto e temibile dei Cinesi. Si aspettavano ansiosamente rinforzl per uscire da questa si tuazione, rompendo la cerchia nemica; cd i rinforzi giungevano a Formosa, come al Tonchino, grandi in se stessi ma insufficienti al bisogno. Non tuui assolut.unente i legni francesi erano davanti all'isola di Formosa . Di .tanto in tanto vediamo annu111.iata la compars11 di qualcheduno di essi davanti a questo o a quel tratto delle spiaggie con. tinentali. Era per dare la caccia ai legni nemici? Era per ritronre e riconoscere qualche pùnto vulnerabile, cui applicare il trattamento fatto all'arsenale di Fu-Tcheu? A giudicare dagli apparecchi di difesa, era appunto q_uesto che temevamo i Celesti . I quali lavoravano inces-
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santemente a restaurare le vecchie fortificazioni costali, a costruirne di nuove, a collocare torpedini ed altri impedimenti all'imboccatura dei grandi fiumi. I telegrammi ora pi;.rlavano di sbarramenti a Woosung, lasciando soltanto uno ·stretto ed · incomodo passaggio per le navi di commercio _; ora di tri nceramenti ed altre opere a Porto Arthur e a Pei-lio; ora di cannoui Krupp e Armstrong messi in batteria sui forti dell'Yang-Tse. Queste notizie erano naturalmente esagerate: perchè gli apparecchi diretti a chiudere l'entrata di qualche porto, fiume o canale disturbano, o possono in seguito disturbare il commercio dei neutri; onde questi strillano immediatamente e telegrafano la cosa in Europa , nel modo più atto a far maggiore impressione. Fra i molti lavori dei Cine5i, destano una certa meraviglia quelli fatti a difesa del fiume Miu, sul le cui rive l'ammiraglio Courbet aveva scaricato, nel mese di settembre, quella famosa tempesta . Il fo rte Kimpai, che ne batte l'imb'occatura, e gli altri interni, che ne difendono i passaggi più difficili, vennero accuratamente riparati dei guasti fatti dal bombardamento e muniti di nuovi cannoni, in ri mpiazzo di quell i inchiodati o fatti scoppiare colla dinamite. Ciò sembrerebbe provare che la distruzione dell'arsenale di Fu-Tcheu, per quanto intelligente, non fu così radicnle, come vorrebbero far credere i dispacci e i rapporti francesi ; perchè ammesso pure che i Celesti ignorino il proverbio latino non bi s 'in idem,, non è probabile che essi vogliano far tanta fatica e tante spese per difendere una rovina. Il valore mili~are di questi fo,ti è molto discutibile. Anzi dopo le prove fotte appunto sulle ril'e del Min e prinia ancora su quelltì dell'Hùe, deve ritenersi che sono quasi giocatttili cli fronte alla potenza delle moderne artiglierie cli marina e ali' invulnerabilità delle corazzate. Lo stesso non può dirsi degli sbarramenti fatti nel letto dei fiumi, sia con tol'pediui, sia con navi affondate, i quali arrestano le flotte moderM nè piLL nè meno delle antiche. I trinceramenti poi costrutti per fermare le truppe sbarcate, quando non possano essere battuti da i cannoni delle navi, rispondono benissimo al loro scopo. I Cinesi però non fanno tante distinzioni; attendono ni lavori utili e agl'inutili colla stessa costanza. Questo sembrerebbe provare che le sconfitte non li scoraggiscono e che hanno proprio intenzione di continuare là guerra. Il tratto dove i preparativi di difesa costale ed interna assumono proporzioni maggiori, è quello ove si trovano gli ·accessi al punto più vitale dell'impero, a Pechino. Ivi i Cinesi non si limitano ad opere morte, ma fanno, a quanto si dice, grandi concentramenti di truppe. Un fatto dapprincipio poco avvertito, ma che va assumendo sempre
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maggior importanza, è l'entrata continua di Europei e Americani neiJ'esercito, nella . flotta e negli arsenali della Cina. Inglesi ce ne sono molti e nessuno lo nega.- Gli ufficiali del bastiment0 catturato (Fe;ì-hoo) erano inglesi. Il direttore della scuola dei torpedinieri a Nanch in è un inglese, certo Harwey, già uffici::ile di marina e inventore di una torpedine che porta il suo nome. Fra i capitani dei J.egni che tentarono, e spesso con buon esito, di rompere il blocco a Formosa,, si trovavano non pochi Americani. Ultimi ·venuti sono i Tedeschi; ma, come sogliono fare costoro, quando ci si mettono, in poco tempo ::mperarono gli altri. A sentire i giornali inglesi, giuugerebbero a decine, e tosto si arruolerebbero come istruttori nell'esercito e nella marina; da parte tedesca non si nega il fatto, ma se ne attenuano le proporzioni. Venne poi ufficialmente assicurato da Berlino, che nessuno individuo avente legami coll'e.sercito, ottiene il permesso di arruolarsi in China. Questo si può credere; ma è evidente che, in un paese come la Germ:mia, sono molti gli individui che non hanno più legami coll'esercito, eppure conservano l'attitudine a fa re il sottufficiale e l'ufficiale. Il governo cinese li cerca' li paga bene e assicura dicesi ) ' in caso di morte, 4000 talleri ai loro eredi. Non è quindi a far meraviglia che trovi . Un giornale inglese dici:! che in Cina li chiamllno missionari di B'ismarcfo. Quando costoro riescano a farsi capire, e a prendere un poco cli ascendente sulle truppe, se ne vedranno gli effetti. I Francesi ricorrono all' elemento straniero ( inglese e americano), solo per avere piloti. Così in apparecchi , progetti, esplorazioni e piccoli scontri, passarono, anche a Formosa e sulle coste della Cina, i mesi di novembre e di• cembre. Sembra strano che, in tutto questo tempo , l::i flotta cinese, uno degli elementi su cui, in principio della guerra, credevasi dovere i Celesti maggiormente contar~, non siasi fatta viva. Ciò dimostra come · sono ·fallaci, in simili cose, i pronostici. Dopo la lezione ricevuta allo ancoraggio della Pagoda, davauti' all'arsenale di Fu-Tcheu, · la flotta cinese non osa più mostrarsi ali' aperto. Spesso ·giunsero telegrammi annunziando chè si preparava a rompere il blocco di Formosa; e certo più di un legno deve averlo rotto; ma furtivamente. Di attaccare i Francesi non fu mai questione; che anzi se un legno francese apparisce da lontano, tosto i Cinesi si aiTrettano ad internllrsi in qualche baia profonda o rimontare qualche fiume, dove i.I nemico , per insufficienza cli fond o o per altra causll, non possa seguirli. E la cosa è meno strana di quello che sembra . Nei combattimenti sul mare, l'llbilità del comanrlante, l' istruzione e la bravura degli equipaggi hanno
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troppa importanza'. perchè i Cinesi possano misurarsi con Europei; qui (anche ~eno che terra) il numero non compensa il valore . La presenza eh qualche Europeo, tra gli ufficiali di bordo, non basta a neutralizzare l'enorme inferiorità degli equipaggi, come non bastano a compensare l' inferioriw del materiale le navi sortite da cantieri cinesi malamente copiate dalle inglesi, dalle tedesche e dalle americane ~ neppure qualche altra realinente fabbricata in Germania, in Inohilterra, o in America e poi consegnata lli Cinesi, che non la sanno<>manovrare. Una volta e.orse voce che i Cinesi volessero attaccare, coi loro esploratori costrutti io Europa, i trasporti francesi che portavano t:upp~ al Tonchino. Dal punto di vista cinese era quest.a una buonissima i.dea , e la fede che vi si prestò, auche in Francia, prova che era attuabile. Forse .:iualche ufficiale europeo l'ha suggerita; ma i Cinesi ~on sono da tanto; l'offensiva ardita non è fatta per loro. Courbet, che b conosce, non credette a questo pericolo. Però la voce corsa fu sufficiente per provocare dal Governo francese la misura di far scortare i trasporti di truppe, dalla loro uscita dal 1\'lar Rosso fino a destinazione. Fratt::into nei circoli governativi e militari in Francia si dibatteva una questione, che fu assopita ma non risoluta, e può risorgere un'altra volta: i l Tonchino o Formosa? cioè a dire: sarà conveniente abbandonare Formosa, questo . pegno così poco rimuneratore, anzi cosi diffici le a tenersi in ma:10, e concentrare tutti gli sforzi al Tonchino? Ovvero .st~re sulla difensiva al Tonchino, dove la lotta non può esser~ dec1sn?,. e conce~trare lutti gli sforzi a Formosa'? Il Telegraphe scriveva: s1 dice che 11 possesso dell'isola di Formosa avrebbe il van• taggio .di non poter essere faci lmente inquietato dalle incursioni cinesi: '~uttavi? persoél~ competenti pensano che anche questa · sia un:i illusione. Secondo 11 loro avv~so l'occupazione di Fo.rmosa rich iederà una lt~nga ~ co~tosa c~mpagna, la quale ri nscendo non impedirà affatto la Cma dr chiudere 11 suo territorio confinante alla nostra colonia tonch!nese. ~isp.on~eva la Ré7Ju~liqite françciise : « il campo di bauaglia su cui la Cina e più vulnerabile sono le coste di Formosa . È da esse che si .Pu? vera?,lente .minacciHre il cuorè dell'impero. Qu,rndo saremo p.aclrorn. cli ~rnest 1s~la d. go;7.erno ci~cse accetterà qualunque condizione piacera alla Francia d 1mporglr, percbè non avrà desiderio mn"giore che. di vedernela partire». Gli avversari 11011 si lasciavano pe~·suadere; '.I gov~rno f1:anc.ese fra il sì e il no mandava rinforzi sopra ambedue I teatn, ed il Parlamento votava ,fondi per tutte e due le guerre.
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III. Torniamo al Tonchino. Quivi l'anno si apriva ai Francesi con migliori auspici. Il mese di gennaio fu invero simile al precedente per ciò che riguarda le operazioni, ma la si tuazione nveva mntnto carattere. Gli assaliti stnvano per diventnre assalitori. Essi invero mancavano ancora di molte cose per andare avanti, specialmente di mezzi di trasporto; ma vivevano oramai sicuri di non essere cacciati indietro. Quei Cinesi arrestati nel primo impeto e quando l'argine era così debole, non l'avrebbero certo sfonrlnto adesso. Le trattative ave-· vano dato tempo 11gli armamenti; si poteva smetterle e così fu fotto. Si sarebbe anche potuto da una parte e dall'altra dichiarare ln guerra, dappoichè si focevn abbastanza senzn riguardi anche durante le trattative, e si aveva intenzione di spingerla a fondo quando fossero finite; ma i Francesi non la dichiaravano forse per continuare ad approvvigionarsi 1~elle stazioni inglesi dei mari della Cina, e i Cinesi, non sapremmo per qual ragione, uon la dichiararono neppur ossi. Quindi contimfò quello stato di cose che forse avrà un nome in Cina, ma non l'ha da noi; se pure i Francesi inventori della distruzione intelligente e .del blocco pacifì.co, non vogliano chiamarlo stato d·i pace guerreggiata. I due eserciti stavano sempre di fronte a cavallo della strada di Lang-Soo. Il grosso dei Francesi si ern raccolto nella posizione trincerata cli Chu. Un grosso nucleo di Cinesi stava nel]~ posizione trincerata di Dong-Son, a circa due tappe da Chu; il resto era scaglionato sulla strada di Lang-Son a difesn di essa. Quanti fossero non sapremmo dirlo neanche approssimativamente. Se tutti quelli di cui i dispacci annunziarono la spedizione e la marcia fossero realmente arrivati, il totale avrebbe superato i 70,000, e tanti li abbiamo un momento creduti. Ma gli avvenimenti posteriori scmbnmo indicare che non fossero neppure 40 mila, o che almeno non si trovassero tutti dove sarebbe stato necessario. I preparativi di difesa sulla strada di Lang-Son erano moltissimi. Ad ogni passo diffi cile sorgeva un gruppo di trinceramenti. Non abbiamo dati por giudicare pnrtitamente di queste opere, ma in· complesso può dirsi che avevano due difetti: 1° quello di tutte le linee successive, costrutto nella supposizione che il morale delle trnppe si mantcngn, quanto è necessario, per difendere le ultime, perdute le prime,
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mentre generalmente avviene il contrario; 2° quello di poter essere in gran parte girate. Il 3 ed il 4, gennaio furono due giorni di comballimento. Dai dispacci n(\n si comprende bene se fossti il principio dell'offensiva fran cese o la chiusa dell'offensiva cinese. Il telegramma ufficiale diceva: e Il 3 gennaio Negrier ha raggiunto e battuto 6000 Cinesi, ad una « tappa di distanza da Cbu ». I giùrnali poi aggiunsero, che co~toro erano unn coda di banda . Ma ali' indomani questa coda raddoppiata diede da fare ai Francesi più che il giorno innanzi. I Cinesi in numero di 12 mila (compresi i battuti della vigilia) presero l' offensiva ed attaccarono i Francesi. Questi forse inseguendo la coda si erano avvicinati troppo nl le posizioni nemiche. Il fatto si è, ch'ebbe luogo sulle rive del Loch-Na n un combattimento abbastanza caldo, il quale flui colla peggio dei Cinesi. Essi furono battuti, di spersi, inseguiti. I Francesi penetrarono nei loro accampamenti, impoclronendosi di uno grande quantità di viveri, armi, munizioni , bandiere, bagagli. Si citano fre le prede due batterie Krnpp. Lo perdite dei Cinesi sono date in 600 moni e gran numero di feriti; quelle dei Francesi in 65 feriti o ~ 9 morti. Questo fatto d'nrmi venne battezzato presa del campo trinceralo di 1Tfai-Bop, e fu l'ultimo di quei combattimenti di avamposti, che duravano da oltre tre mesi, e nel loro complesso avevano avuto per risultato di arrestare l'invasione del Tonchino e preparare la marcia dei Francesi su Lang-Son. Questi intanto facevano i loro preparativi. Raccoglievano grandi mezzi di trasporto, piantavano linee telegrafiche, per avere pronte le comunicazioni con Bauoi; prendevt1no misure per garantirsi da una insur· rezione alle spalle. Vorso la metà di gennaio i giornali . francesi annunziavano cbe la marcia in avanti era cominciata. Ma il desiderio preveniva il fotto. I rinforzi necessari erano bensì arrivati; me le difficoltà d'internarsi con un grosso corpo di truppe in paese quasi sconosciuto e davanti ad un nemico, poco valente invero, ma tanto superiore di numero, erano tali da giustificare il ritardo. Nel caso presente queste difficoltà venivano aggravato dal fotto che le cannoniere, le quali, nel Delta del Tonchino, ricchissimo di fium i e di canali navigabili, facevano il servizio di trasporto di viveri, e prestavano un validissimo appoggio alle truppe in quasi tutti i combattimen ti, non avrebbero potuto seguire la colonna, aurnverso la zona collinosa, che separa la valle del fiume Rosso da quello del Soug-Ki-Kong, dove si trova Lang-Son. }Jer qualche giorno le notizie del Tonchino mancarono, almeno per 38 -
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il pubblico. Si stava in grande ansietà . Si aspettava l'annunzio di q_ualch: fatto d'nn~i impo~tante e si affrettava la partenza degli ultimi rmfo1:z1_- Alla fine d_i gen~a10 Brière de. l'Isle telegrafava che tutti i prepnrat1v1 erano stati fotti e che le operazioni erano imminenti. Al_ ~ di fe?braio i ~rancesi_, con a capo il comandante del corpo di sped1z1onc, s1 posero tU marcia. I dispacci non danno la forza della colonna, ma sapendosi che questa cons.tava di dnc brio-ate di fan teria ( Negriero Giovanuinetti) con artigl ieria e truppe suppletive, si deve ritenere che toccasse · almeno i ,12 mila uomini. Altrettant.i forse erano rimasti ~ddietro a guardare le spalle, tenendo guarnigione nelle piazze e guardia nelle posizioni trincerate sulla linea di comunicnzione. Un numeroso convoglio seguiva la colonna . Si partì da Chu pc! colle di Deo-?ang_ di~etti a Don-Son, dove i Cinesi avevano un accampamento munito d1 trincee, a cavallo della strada da Bac-Ninh a Lano--Son. Quest'ultima città e fortezza era l'obbiettivo della marcia . Il 2 \ il 3 febbraio si marciò · scaramucciando, senza incidenti di rilievo. I) .\ si giunse davanti a tre opere, che sbarravano la strada di Dong-Son. ~uest? _fnrono _at~nccate e prese d'assalto dopo una lotta piuttosto viva, m cm 1 Francesi ebbero 80 uomini fuori cli combattimento. La notte vicina impedì di usufruire la vittoria. Brière d~ l' Isle telegrafava: • pern_ouiamo sulle posizioni conquistate, domani, a punta di giorno, « contrnueremo _la st'.·~da. •. Il 5 giunsero i Francesi in faccia a DongSon e ~resero d1sposmon1 per attaccnre all'indomani il campo nemico . La mattina del 6 una fitta nebbia copriva l'orizzonte, onde le truppe restarono nelle loro posizioni , aspettando che il tempo si schiarisse. Verso mezzogiorno, dileguatasi alquanto la nebbia si diede l'assa lto. L_a resistenza fu proporzionatamente minore di quella incontrata il giorno 4. Le fortificaz ioni erano molto più importanti , i difensori molto più nu~erosi, m~ il loro coraggio era se.osso. Alle 9 pomeridiane dello stesso giorno, Bnère telegrafava: « che, malgrado il ritardo dell' at· « tacco, in causa della nebbin, si era i\Vuto tempo di prendere, prima • della notte, .quattro linee appoggiate a 1 O forti ». I Cir.esi fugo-ir?no_lasciando _le_ tende, i bagagli e grandi provvisioni . Le loro perdite si_,dic?no gravi~s11~e, mini?1~ in c?nfronto ~nelle dei Francesi: poco pm eh un centmaio d uomm1 fuori combattnnento. I l terreno collin?so pre_s,enta:70. gt:andi van~aggi alla difesa . Con un nemico più energ'. co ~ pm abile , 1 Francesi avrebbero per lo meno pagata cara la vittoria. Si pernottò nelle tende lasciate dai Cinesi. Il 7 e 1'8 furono o-iorn i di riposo, necessario e meritato, si visitarono i forti conquistati e ;uelli 1
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abbandonati dal nemico senza combattere; si raccolsero i trofei e le prede utili a conservarsi e si distrusse il resto . Si spinsfl innanzi una ricognizione per avere notiiie del nemico. Essa ri[)Ortò che fuo-criva <c)è) s,,nza volgersi indietro. Il 9 si presero le disposizioni per partire all'indomani; i dispacci segnano un piccolo scontro; forse qualche ricognizione o pattuglia, che attaccò o fu attaccata da cruaìche gruppo rimasto indietro . Il ·1 O si marciò senza incidenti.. La strada attraversava delle strette e su queste il nemico aveva costrutto delle fonificazioni , n~a le ave\ra abbandonate, oppure le abbandonava allo avvicinarsi dei Francesi e ciò perchè qualche colonna di .questi, lasciata la strada maestra e av;nzanclosi per sentieri laterali, minacciava di girarle. L',t ,f si continuò a niarciar~ e si raggiunse la linea di displuvio. Un corpo nemico tentò contrastare il passo, presso un villaggio detto Vanoi, ma v.enne respinto. Si pernottò nelle posizioni conquistate. Brière telegrafò : sono a 16 chilometri da Lang- Son. Il ,f 2 è g\ornata decisiva . Marciando in mezzo a folta nebbia, si scendo nella valle del Song-Ki-Kong. Verso le 1 O del mattino si viene · a contntto col nemico e si ingaggia un combattimento assai vivo. Quivi i Cinesi avevano accumulato i trinceramenti e rnccolto il nerbo delle · loro forze, fra cui erano morte truppe fresc1ie. Non conoscendo noi abbastanza le posizioni, non sap.piamo comprendere, i)erchè non avendo quasi contrastato la salita, ora contrast.ino la disce;-;a . Ad ogni mod.o il combattimento dura abbastanza vivo dal le 1 O del mauino fino verso le 4- della sern; poi ·j Cinesi cominciano a sbandarsi. La second.1 brigata francese (Giovanninetti) prende d'assalto varie fortificazioni e caccia il nemico di collina in collina. Si sbocca all'aperto in faccia a Lang-Son . I Cinesi sono in piena rotta; ma la nebbia e la notte vicina impediscono l'inseguimento. . . Il 13 i Cinesi sono già lm1tani . Una retroguardia è ancora nella cittadella cli Lang-Son; ma bastano po_che cannonate per farla partire. Verso mezzogiorno l'avanguardia francese entra nella città io fiamme e nella cittadella abbandonata. Il grosso si accampa al di là del fiume a tre chilometri dalla città. Si raccolgono i trofei e si contnno le perdite. . Oltre i viveri e le munizioni, che -non si fece in tempo a clistrn"gere, i Francesi vengono in possesso di due batterie Krupp, una ba~teria Vavasseur, una batteria di mortai, una di mitragliatrici (Nordenfc ld), una di racchette e molti cannoni in bronzo, di antichi modelli . I Cinesi fuggono verso la frontiera ; le loro perdite, assai più grandi elle quelle dei Francesi, non devono pero essere state grandissime,
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Quella nebbia che è sempre messa innanzi nei dispacci quale ostacolo all'inseguimento ha il suo significato, come l'ha il_ non vedere annun~ ziate le solite mi,,liaia di Cinesi morti. I Francesi ebbero, secondo 1 loro ~apporti, 39 <>uccisi e 22.2 feri ti. Secondo i dispacci inglesi, ne ebbero assai più. La notizia di questa vittoria portò grande gioia in Francia; ma poco appresso vennero altre nctizie a dimostrare che la situazi?ne era meno, bella di quanto si credeva. All'indomani della sua entrata m Lang-Son, Brière de l'Isle, lasciato a Negrier il comando, ripartiva in tutta fretta per Hanoi e, naturalmente, benchè non lo dicano i di~p~cci, port~va, seco indietro una buona scorta . Qual era la causa grav1ss1ma che impediva al comandanté di raccogliere i frutti della vittoria e lo c?strin: geva a lasciare il campo, quando la sua presenza sarebbe stata p1ucc_h~ mai necessaria? Si disse che Brière andava a prendere 6000 uom1m di rinforzo, i quali dovevano giungere appunto verso la fine del febbraio. ifa ci voleva proprio il ·generale in capo per andare a prendere questi rinforzi? AI Lri assicura che mentre Negrier caccierà i Cinesi al di lit della. frontiera, Brière condurrà una spedizione nell'alto bacino, del fiume Rosso, onde purgare queste località dai soliti pirati e briganti , che hanno cinto d'assedio più stretto la piazza di Tu!en-Quan~ Ma questi sono dunque così minacciosi da rendere necessaria una sp~dizione immediata , condotta dal comandante supremo? Alcuno parlo,. a m~zza bocca, del pericolo di un' insurrezione alle spalle, non solo nel Tonchino, ma anche nell' A.nnam; e certo non è senza significato un ordine del "OVerno di· Huè ( col visto del comandante francese) nel qJlale si pr:scrive, ai proprietari di terreni incolt~, di. tagliare i cespugli .e falciai·e l'erba, nell'imter~sse della pilbb_l:ica siwref~a. . Ecco una condizione di cose med iocremente rasstcurante all mdomam di una vittoria. La partenza di Brière da Lang-Son in questi momenti, ci richiama alla mente l'arrivo dello stesso, bulla linea degli avampost_i,. in ottobre, anche dopo una 'fittoria, per provvedere alla chiusura dei: passi dietro al nem.ico respinto. La_ situazio~e i~ complesso ci s_embra, qual era all'indomani della presa ~1 Son-Ta1, ~1 Hon_g-~?a: di B~c.Ninb; solo la linea degli avamposti è cento clnlometn p,u mnauz1. I Francesi sono molto più forti che allora , ma hanno una piazza di più. da tenervi presidio e un territorio più vasto da guardare: I Cinesi sono anch'essi molto pitì. numerosi e a forza di sconfitte si sono un ,,,,uerriti. Se mancit loro l'abilità e la bravura propriamentePoco 3 00 d detta, hanno almeno il coraggio passivo di affrontare la .morte. Se avanti all'impeto francese e ai terribili effetti delle armi a ripetizione
si sbandano, si sperd,)no, dopo pochi giorni sono di nuovo tra i piedi; peggio poi · se passano alle spalle e diven tano pirati e briganti. Questa campagna di 15 giorni, o meglio, questa marcia offensiva su Lang-Son, è $lata accuratamente preparata ed energicamente condotta. Il piano, ben concetto, venne eseguito senza esitanze e senza precipi- . tazione. La bravurn delle truppe fu ammirabile. La Francia può essere eontenta de'snoi soldati e de'snoi generali; ma non dei vantaggi ottenuti .a così caro prezzo. 'Dopo tanti denari e tanto sangue, essa è ancora ben lungi dall'avere nelle mani quanto credeva di essersi assicurato -eol trattato di Tien-Tsiu. Non ha ancora in mano tutti i punti in esso eeduti; non è ancora alla- frontiera cinese propriamente detta, e quando· vi sia , non avrà ottenuta nu lla se non riuscirà ad imporre un trattato -0.i pace che apra al commercio francese le provincie confinanti; nè pare che potrà riuscirvi colle sole vittorie tonchinesi. La guerra, ristretta a questa regione, può durare degli anni . Qui la Cina guerreggia sopra una zona che considera neutra. Sieno pure enormi le perdite ,dei Cinesi, le loro riserve sono inesauribil i. Dopo l'annunzio della vittoria del Lang-Son, il governo francese si affrettò a mandare medici ed infermieri . Crediamo dovrà pur anco ~on tinuare l'invio dei rinforzi. Intanto ai Cinesi continua l'arrivo di ufficiali eurÒpei. Il Ternps dice che alla direzione suprema dell'esercito cinese vi sono due geoerali, Lehman e Pauli, già maggiori nell'esercito tedesco. Il Pauli, al nome, sembrerebbe più còrso che tedesco; ad ogni modo sono due ufficiali europei, che, per quanto si dice, spiegano grande attività e sperano di riunire, per questa estate, di fronte ai Francesi, ,100,000 uomini beue istruiti. Che si farà adesso? Alcuni dicono che la questione sta per entrare in un periodo di trattattive; può essere, tanto più che le trattative non impediscono le ostilità. Ma quali saranno le operazioni di guerra? C'è, o almeno c'era qualche giorno addietro , chi già vedeva Brière e Negrier spingersi arditamente nel cuore della Cina e fare una punta su Canton . Come è agile la fantasia! Basti dire che da Lang- Son ,a Canton vi è un migliaio di chilometri per strade sconosciute. Può -essere che qualche ricognizione sia spinta al di lii della frontiera; ma per imprendervi operazioni di rilievo, ci vogliono ben altre forze che quelle di cui dispongono Brière e Negrier. Per ora crediamo non si miri ad altro che a rigettare i Cinesi al di là dei confini e quindi prendere misure perchè non ritornino. Perci'ò \)isogna rendersi padroni del corso del Song-Ki-Kong tra Lang-Son e That-Ke, mettendo guarnigione a· Lao-Kai, Cao-Bang e nelle altre piazze la cui cessione, alla
IUVISTA 582 Francia, era stata pattuita col trattato di Tien-Tsin . In queste stanno ancora i Cinesi. Se Negrier avesse avuto forze sufficienti per lasciare presidio in Lang-Son, guardare le sue linee cli comunicazione e inseguire, nello stesso tempo, il nemico alle calcagna, forse si sarebbe . impadronito delle piazze stesse senza grande difficoltà; ma la fermata obbligatoria di Lang-Son ha lasciato ai Cinesi il tempo di riaversi ; il frutto della vittoria è in gran parte perduto. Ad ogni modo sarà più facile cacciare il nemico al di là della frontiera che impedirgli di ripassarla. · . La linea montana che costituisce detta frontiera presenta due aperture: la minore presso Lang-Son, la· maggiore presso That-Ke. • Dunque bisogna. fare (dice la Reptibbiqne Française) un ultimo sforzo : tre o quattro tappe per strade cattive, forse guardate dni Cinesi. Ma uoi cc li caccieremo innanzi e giunti a That- Ke, non vi sarà più da battersi ,, . Queste tre o quattro tappe Negrier le farà sicuramente; ma da ciò che si è visto finora, è lecito presagire che se i Cinesi saranno cacciati innanzi, torneranno indietro. Perciò la speranza di non avere più da battersi, giunti a That-Kc, ci sembra un'illusione. La Cina, se altro non la trattiene, sari1 padrona di ricomincìare il giuoco quando le pare e piace. Uomini da mandare al macello non gliene mancano davvero. « In questo caso (dice il citato giornale) sarà l'ammiraglio Coubeù che dovrà incaricarsi di far intendere la ragione ai Celesti ».
IV. Nei primi di gennaio, i rinforzi a Courbergiunsero numerosi. Verso la metà del mese si annunziava che ·I 000 uomini erano arrivati ed altri stavano per àrrivare. L'ammiraglio aveva oramai à sua dispo- slZlone 3500 uomini di sbarco. Sua prima cura doveva essere e fu di farsi un po' di largo. Con queste forzè ,. due mesi prima, avrebbe, potuto impa<lrQnirsi non solo di Kelung e di Tam-Sui, ma stabilirsi sulle circostanti colline. Ora su queste si erano stabi li ti i Cinesi , i quali avevano messo a profitto il tempo della forzata inazione di Coubert, per moltiplicare i trinceramenti ed avevano ricevuto 11nch'essi rinforzi d'uomini, di danaro e d'artiglieì·ia. malgrado il blocco. Rompere là cerchia o almeJJo tentarlo, era pei Francesi una necessità immediata, perchè le truppe, sazie di starvi racchiuse, mormoravano. La febbre tifoidea le decimava . Il ~fi. gennaio l'Agenzia Havas riceveva da Hong-Kong il
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seguente dispaccio: « Dopo un combattimento accanito a Kelung, un attacco dei Francesi è stato respinto. Questi ebbero 75 uom ini tra morti e feriti » . Ta le nofo.ia veniva in ritardo e da fonte inglese. Il dispaccio di CotÌrhet non era stato pubblicato. Ma il fatto era vero. I giornali fra ncesi si lim itarono ad attenuarlo e diedero una delle solite spiegazioni: un batwglione di fanteria leggera ·d'Africa , recentemente arrivato e in~ carica to di fore una ricogn izione, avrebbe imprudentemente tentato dt prendere alcune opere ciuesi al sud di Kelung e non sarebbe riuscito . . Le perdite dei Francesi ascenderebbero a 19 morti, ·1 ,~ feriti leggermente · e ,12 gravemente. Questo scontro di poca importanza rimonterebbe a vari giorn i :iddietro, quando Courbct non aveva ancora ricevuti gli 'alt'i?ni rinforzi . Ma gli ulti mi probabilmente non li ha ancora ricevuti neppure adesso. Ha attaccato rprnndo si è creduto .forte abbastanza per poter attaccare. In quanto all'importanza del fotto, in se stesso, era certamente poca , ma la ric1wcva dalla situazione. Esso dimostrava la diffi coltà di rompere l'investimento e aumentava il malessere della truppa ristretta in poco spazio, fra il nemico e il mare. A proposito di que:;to insuccesso, l'ADenir 1l1'i/:itaire scriveva: « Per leggero che sia, noi lo riteniamo come una prov.i della gravità della nostra situazione a Kelung » . Essa è vivamente descritta in quesii brani di una corrispondenza che troviamo nel citato periodico, ,1 ° febbraio: « I giornali frnncesi, e informati Dio sa come e da chi, hanno spacciato che le miniere « carbonifere . di Kelung erano necessarie all'approvvigionamen to della « nostra flotta nei mari della Cina; e che, una voltn padroni di queste, «· l'ammiraglio avrebbe una più grande libertà d'azione. Quelle plaicx santerie ! Da due mesi due legni non fanno che portare carbone e per la 11otta. Intanto che si fa a terra? Da due mesi noi occupiamo « un sobborgo della città e alcuni vecchi forti cinesi . Qui, sotto unii « pioggia incessante, carezzat.i da lla brezza marina e dai venti di ,, nord- est, mal vestiti, mal nutriti; geliamo, ci rattrappiamo pei reu• matis~i, moriamo di tifoiclea. Snlla spinggin, vicino all'ambulanza, « in due mesi, hanno sotterrato cento dei nostri camerata. Non si " piantano le croei, perchè non si contino i ·morti . - Mi lleou.ocento « uomini (i rinforzi di gennaio non eraoo ancor giunti) appoggiati ad « una flotta, forte e ben comauùata, sono impotenti ad uscir da questa « situazione. La causa si è che, oltre ai cento dormenti il sonno eterno, • oltre gli ottanta partiti moribondi per la Francia , ve ne sooo dnecenlo , giacenti nelle ambulanze e cento altri che, in mancanza cli locali e
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personale sanitario, s'aggirano, come ombre, per gli ::iccantonamenti; nè il resto è iu gamba troppo meglio di questi. Due mesi bas1arono " per ridurre in ta le stato il nostro bravo reggimento tanto fiero di e sè il giorno dello sbarco » . Così dice la corrispondenza. Valga quest'esempio a rincuorare coloro che banno tanta paura degli sbarchi in Maremma. Frattanto il governo inglese, visto che la Francia e la Cina erano in stato di guerra, quantunque non dichiarata, e che il blocco non disturbava meno il commercio dei neutri, quantunque si chiamasse pacifico, deliberò di non più permettere alle navi dei belligeranti di fare approvvigionamenti e rip(lrazioni nei porti inglesi. Tale deliberazione veniva comunicata al governatore di Hong-Kong, e il 2.5 gennaio si affiggeva in delta città un proclama che somiglia alle gride di cui parla il Manzoni, nel quale viene minacciata multa, prigionia e lavori forzati, a beneplacito della corte, a chiunque avrà , in qualche modo, aiutato 11d accrescere e sviluppare i mezzi di -azione di una nave in servizio di uno Stato in guerra contro uno Stato amico di S. M. bri.tahnica. Questa misura, oltre il danno fi nanziario al bilancio francese, reca grave impedimento alle operazioni della flotta; perchè la mette nella impossibilità di procurarsi carbone e di riparare i guasti nelle vicinanze, obbligandola di fa r capo per ogni minima cosa ai porti del Tonchino o della Cocincina . Il governo francese non fu colto intieramente alla sprovvista; che anzi (dice: l'Avenir Milit<'.ire) fino dal 1° gennaio aveva dato ordine alle sue avi, recatesi in Cina, di non più fermarsi ad Aden e Ceylan, ma ad Obock e Muhe, dove vennero fatti grandi depositi di carbone. Ma ciò può valere per le navi che vanno, non per r1uelle che già si trovano nei mari della Cina. Aden e Ceylan possono essere sostituiti, ma non Hong-Kong. Dapprima si credette che l'accennata misura non sarebbe eseguita con troppo rigore, perchè, comunque la pensino gl'Inglesi, rinscresce sempre loro vietarsi un commercio. Ma poi si vide che le ~utorità di Hong-Kong si at~enevano pititt.osto strettamente all'ordine ricevuto. La corazzata francese Triomphantc, presentatasi a detto porto per eseguire alcune riparazioni, se ne vide negato il permesso e dovette perciò anelare (dice il Times) fino ad Hai-Phong. Ciò finì d' indurre il governo francese a prendere misure che potrebbero dirsi di rappresaglia, se non avessero ,uno scopo molto più importante; fra cui queJla di dichiarare il riso contrabando di guerra; misura che, a quanto pare, danneggia enormemente il commercio inglese delle coste della Cina .
Intanto a Formosa i Cinesi, vedendo che i tentativì cli rompere la cerchia diventavano, per parte dei Francesi, più rari, provarono essi di stringerla, ma non vi riuscirono. Un dispaccio di Courbet del 3 gennaio annunzia , che, nel la notte del 3·1 gennaio al 1° febbra io, le posizioni francesi furono attaccate da 1000 a 2000 Cinesi, i quali, vi.gorosamente respinti e controbattuti, si ritirarono, lasciando sul terreno 200 ~orti, fra cui un ufficiale europeo e molti mandarini . I Francesi, secondo il detto dispaccio, avrebbero avuto un morto ed un ferito leggermente. Salvo la proporzione di uno a duecento, tutto il resto è credibilissimo. Questo fatto potrà ripetersi, se i Cinesi ri tenteranno la prova; può auch'essere che i Francesi tentino con migliore successo la prova contraria; ma la situazione non cambierebbe di molto; è probabile iuvf'ce che vada peggiorando . Quando anche i Cinesi non riuscissero a stringere la cerchia, i Francesi sono sazi di stare in essa rinchiusi, come sono sazi i marinai .di stare in crociera. Appunto negli ultimi di gennaio giunsero, in Europa, notizie di ammutinamenti e fucilazioni. l\falgrarlo le smentite, qualche cosa deve esserci stato. Formosa che pri ma doveva es:;ere un pegno, poi una spina al .cnore dello impero Celeste, si mostra oramai agli occhi di tutti, una spina per le mani dei Francesi. Si pensò quindi di lasciarla, almeno per ora; ma la cosa non poteva fars i nò tutt'assieme, nè apertamente. La notizia dell'abbandono (anche parziale) di Formosa doveva .essere preceduta dii.Ila notizia di un successo ottenuto altrove. Q.ià da qualche tempo dispacci, da parte inglese, annunziavano che navi francesi s'erano viste su questo o su quel punto delle . coste continenta li della Cina, ove sembrava andassero esplorando, come nei giorni che precedettero la distruzione intell igente dell'arsenale di FuTcheu. La comparsa di queste navi gett::iva il terrore sulla costa; i Cinesi si affrettavano a fare i sol iti lavori di fortificazioni , i soliti preparativi e principii di sbarramento al l'imboccatura di fiumi e canali; i neutri levavano le soli te grida perchè questi sbarramenti erano d'incaglio al loro c:ommercio, ed aggiungevano che, contro il diritto inter• nazionale, sulla costa di Formosa, i Francesi mantenevano le disposizioni del blocco, quantunque questo non fosse più effettivo, avendo una gran parte delle navi lasciato la crociera. Dapprincipio non si credette a queste notizie, che erano realmente esagerate, ma poi si seppe che, ai primi di febbraio , l'ammiraglio in persona, con una . parte della flotta era partito da Kelung per destinazione ignota . Tamsui pare abbandonato. A Kelung si lasciarono le truppe sbarcate, che attendono alla costruzione di fo rtificazioni e di ricoveri, aiutate (4ice
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nIVISTA 586 il Tirnes) da prigionieri di guerra cinesi, ivi tenuti ai lavori forzati; il tutto sotto il tiro efficace di navi da guerra, che, all'occorrenza, sapranno mettere a dovere gli ammutinati, i rivoltosi e il nemico, se si accostasse. La flotta francese nei mari della Cina consta attualmente di 5 corazzate (B aiard, Gahssoniére, T·wrenne ('I) , l''r iomphante e Atlante), 19 incrociatori, 7 grandi cannoniere, 2 torpediniere, 1 trasporto. In totale 3t legni con 280 cannoni di diversi calibri, fra 1O e 24: cen~imetri, non compresi i cannoni-revolver, nè le mitragliere, nè i pezzi del le imbarcazioni. Gli equipaggi ascendono a 6500 uomini, le truppe da sbarco a 4000. È la fl otta più numerosa e potente che, ùa gran tempo, un ammirnglio francese abbia comandato. Cresciuta a poco a. poco, essa è ormai più che suflìcien te, per ma.uteucre il blocco a Fo rmosa ; ma ormai chi voleva entrare è entrato; è sufficiente anche a mandare distaccamenti in caccia ai legni isolati del nemico, che s'allontanano a tutto vapore se apparisce all'orizzonte una bandiera fran. cese, e a dar battaglia all' intera flotl.a di lui, se mai l'accettasse. L'esperienza dimostra ogni giorno di più l'iminensa inferiorità dei Cinesi per mare, e la quasi inutilità della loro-flotta, che in tanto tempo non è riuscita a sorprendere una nave francese, 11nzi non l'ha neppur tentato. Gli ufficiali europei , che sono a bordo, incapaci di farsi intendere ed ubbidire, non recarono finora. grande vantaggio. Si direbbe che il consiglio dato sempre sia stato quello di fuggi re, se, per fuggire, i Cinesi avessero bisogno di consiglio. Ma gli obbiettivi di Courbet non sono .soltanto in mare; si trovano pure sul continente. È la natura· e l'importanza di questi che avranno determinato il numero e la qualità deJJe navi che egli si avrà port~te .appresso, lasciando Formosa . Forse al principio furono poche , altre seg11irono e seguiranno, restando solo a Kelung quelle necessarie per proteggere e raccogliere, occorrendo, le truppe sbarcate. Qua li erano e sono tali obbiettivi , olLre quello di ~'lfiondare i legni chinesi trovati per via? Sortendo dal Min nel mese d! settembre, dopo aver compito, la distruzione che tutti sanno, ~si doveva (dice !'A venir m'il-itaire), « rimontare verso nord, spargendo il terrore sulle coste; distruggere Porto Arthur, rovinare le difese di Pei-ho, impadronirsi di Nanchin e del grande canale che approvvigiona Pechino, tagliare questa cnpi-tale dalle sue comunicazioni col martt, ecc., ecc. Tale era il piano di Courbet. I Celesti non avrebbero potuto resistere. L'ammiragl io risponU) La Turenne è ancora in viaggio, o giunta di fresco.
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deva del successo. Ma diverse risoluzioni pre.valsero, ecc., ecc.». Fosse o · non fo~se . tale, allora, il piano di Courbert, è certo che dev'essergli più volte pnssa to per In mente, nei lungh i giorni perduti davanti . a Formosa . Questo piano sarà oggidì di attuazione più difficile che nel mese di setteml)re e forse anche allora era giit meno foci le di quanto si crede. L'entrata nel Min avvenuta SCJ!za contrasto, per la inesplicabile cecità dei Cinesi, che, n·on solo lasciarono il Dume aperto, quantunque tutto fosse preparato per chiuderlo , ma permisero alle navi nemiche di sfilare davanti alle batterie e da vanti ai forti senza colpo fer ire, fìnchè gettarono l'àncora di fronte all'arsenale e, distrutto questo, rifecero la via, prendendo tutte le forti fi cazioni :ille spalle, fu una cli quelle lezioni che nessuno si fa ripetere. Ad ogni modo detto piano; o qualcosa di simile, ha oggidì probabilit1t di essere -ttlnta to, o bene si avvisarono i Cinesi, continuando i lavori all'imboccatura elci fìn mi, nel timore che, abbandonata la tattica dei pegni, si tornasse a quella della distruzione intelligente. Bombaìdare è più facile che prendere. Un dispaccio dell '8 febbraio al Tim,es an nunziava che Courbet era stato visto con 6 navi da guerra a Massou , ancoraggio poi;o lontano dal Mio, ove stanzia ordinariamente qllalche legno a pro.tezione della vicina stazione telegrafica di Pic-aigu . Li H detto si telegrafava all'Havas :. due fregate e cinque cannoniere fra ncesi sono segnalnte all'isola di Gutzlaft, non lungi dall'imboccatura del 1'.ang-Tse-Kiang. Un dispac.::io del giorno appresso recava che le navi francesi avevano lasciato Gutzlaft, :rndando in cerca di navigli cinesi, che si di cevano · ancorati a sud- est di Ning-Po, città popolosa, nota per le sue indu. strie di mobili incrostati, e situata una ventina di chilometri all'interno dalla foce del Yung. Per alcuni giorni si rimase senza notizie; poi un dispaccio di Courbet recò l'annunzio di un successo, che si distingue pel suo carattere da quelli tante volte ripetuti nel corso di questa campagna e che, non tanto per sè, quanlo per le considerazioni a cui diede luogo, merita di essere narrato più diITusamente . · Il citato dispaccio era così ·concepito: « La fregata cinese Yitqueen , con 26 cannoni e 600 uomini di equipaggio, e la corvetta TchengKing, con 7 cannoni e Hi6 uomini di equipaggio, vennero affondilte da due canotti torpedinieri della corazzata Baiard •. Courbet non di· ceva se queste navi fossero di anticc, o di nuovo modello, fabbricate in Europa o in Cina, comandate da Europei o da Cinesi, sorprese ali' ancora o raggiunte fuggendo, in giorno chiaro o in notte nebbiosa, ecc. , ecc. Non diceva se avessero, 11 bordo, o no le solite armi di difesa contro le torpedini: re ecannoni-revolver e mi tragliatrici) e
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se queste fossero state bene adoper~te ; non diceva infine se gli equipaggi avessero o no avuto cam po di salvarsi. Ma da principio in Francia l' incli nazione naturale d'ingrandire una villoria , e al trove il desiderio di tro,·are un argomento contro le grandi navi, fecero di due vecch ie carcasse due incrociatori di tipo perfezionato, diedero loro fede di nascita, qualità, armamento e comandanti, che non ebbero mai, ecl immaginarono il combattimento avvenuto in condizioni tali, che ove si fossero verificate, la questione delle grandi navi e delle torpediniere potrebbe dirsi assolutamente decisa in fa vore di queste ulti me. Ecco invece che cosa era avvenut~. Mentre ~o~rbe~ stava ancora davanti a Kelung ricevette avvi;;o che crnque navi cmes1 si trovavano all'àucora nella baia di Schci-po, non !unge dallo sbocco delle, Yaug-'l\e-Ki:mg. Lieto che se gli presentasse una_ buona occasione di rompere egli stesso quel blocco, altrettanto noioso quanto pacifico, l'ammiraglio staccò dalla sua squadra due corazzate (B~iard e Tr iomphante) con ,\. dei più veloci incrociatori e si recò anzitutto a l\fatsou donde telegrafò al suo governo l'opernzione che stava per intraprendere. fu qui che lo vide quel corrispondente del Times, che ne annunziò per il primo la pnrtenza da Formosa. Da _~fatsou, ~onrbe~ si diresse verso le fo ci del Yang-Tse-Kiang, nei cui paraggi eragli stato annunziato trova rsi i navigli cinesi . Fe.ce una sola fermata di uo oiorno e una notte all'isola di Gulzbaft (dove pure la sua presenza fu ~otata e telegrafata in Europa) e il ,i 3 o 1 •~ febb raio giunse davanti all'ancoraggio di Schei- po. Le cinque navi· nemiche vi erano realment.e. Il loro comaudanLe non tedesco, nè inglese, ma cinese puro sangue, -maudarino e vicerè, aveva saputo anch'esso ciò che da vari giorni sn peva tutta l'Europa, cioè che l'ammiraglio .franc_ese a:veva lasciata Kclung, ed aspeuando:;i di vederselo comparire dmanz1 da un momento all'al tro s'era apparecchiato uon già a combattere, ma a cedergli il posto. I suoi legni erano di due. specie: costituivano la prima specie una fregata e una corvetta di fauura cinese, nate e battezzate dieci e più anni fa nel fu arsenale. di Fu-Tebea, e segnate in un libro -che corre por lo mani degli ufficiali francesi ( Carnet de l'o ffic-ier de marine) come legni di poco va lore, ma lgrado che 1~ ~reg~ta avesse molti cannoni e un numeroso equipaggio. La corvetta 1v1 è mdicnta come un semplice trasporto armat,1 con vecch i pezzi di artiglieria . Il nome, con cui Sl)JlO iuscritte,-non co nisponde precisamente a quello con cui affondarono, ma è qutlstione di ortografia . I connotati sono gli st.essi. La seconda specie era c-0stituita da tre incrociatori in a~ciaio di modello perfezionato, costrutti in Europa, non sapremmo in
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qual cantiere, armati rn Inghil terra con cannoni Armstron?: e giunti, non sapremmo come, nei mari delln Cina do po che le ostilità tra la Francia e la Cina erano già cominciate. Questi tre legai belli, buoni e velocissimi chiamati .Nanl,in, .Nansch1tfo e Kailschi furono tra quelli, che destnrono tanti timori per la sicurezza dei trasporti di truppe fr:mcesi. La velocità dei suddetti incrociatori li rende atti a diverse operazioni, ma pare che il vicerè che li comanda usufruisca questa loro qualità specialmente nelle ritirate. Al primo apparire delle navi di Courbet, i tre incrociatori presero la fuga. Con buone navi e buone macchine i nodi si ulano, comandi pure un cinese. Le due carcasse invece, non poteudo fuggi re, si dire5sero verso la spiaggia e si posero in sicuro (almeno così credevano) dietro una barra di sabbia che le navi francesi, pescando troppo, non potevano passare. Courbet, a cui premeva sopralutto colare a fondo gli incrocia tori, si mise alla caccia di questi, m:i fuggiv:ino come il ven to. Dopo una corsa precipitosa e inuti le l'ammi raglio disperartelo cl i raggiungerli, tornò alle carcasse alla cui guardia aveva lasciata, da,·anti alla barra, una corazzata e uno o due incrociatori . Esse dovevano fare le spese del vi.:iggio, pagando per tutti. Se ne stava uo sempre tranquillamente all'àncora. Cannoneggiarle non si poteva per la troppa distanza; si cercò un passaggio attraverso la barra, ma gli scandagli diedero risultati negativi. Al lora si pensò di torpcdinarle facendole a'vvicinare dli piccole imbarcazion i. Alle 4 dopo mezzanotte con un tempo nebbioso ed oscurissimo le due corazzàte misero a mare due scialuppe a vapore munite di apparecchi por lanciare siluri. Ad ognuna di esse fu preposto un ufficiale risoluto e dati marinai che avrebbero anche messo, occorrendo, la torpedine sotto le chiglie nemiche. In pieno silenzio, rotto solo dal rumore delle onde squarciate, le due scialuppe si avvicinarono alle due navi cinesi. Queste non avevano nè reti di sicurezza nè imbarcazioni a mare. Gli equipaggi dormivano profondam~nte. Solo le sentinelle vegliavano. Esse si accorsero che qualcosa si avvicinava e diedero il grido d'allarme. Vennero su gli equipaggi sonnacchiosi e cominciarono il fuoco in tutte le direzioni. Non pare che vi fossero a bordo nò mitragl iatrici nè cannoni-revolver. Qualche palla di fucile colpì le scialuppe francesi, ma non valso certo ad impedirne la corsa. Giunte a buona portata, esse risposero con torpedini ai proiettili . Le scialuppe erano in una perfetta oscurità; il fuoco che partiva dalle due navi cinesi ill uminava il bersaglio in modo da non poterlo sbagliare. La lotta non durò lungo tempo; due siluri col-
•
RIVI STA 590 pirono uel segno e le due carcasse ebbero il fianco squarciato. Non affondarono però immediatamente; ebbero tempo di mettere in mare i canotti e salvare gli equipaggi. I.e scialu ppe francesi, fo tto il colpo, partirono, avendo a bordo un morto e forse qualche ferito. È un bel fatto , ma non prova _nulla, se non il coraggio e l'abili tà dei marinai francesi, di fronte alla spensieratezza cd alla inettena dei loro avversari . Nessuno ha mai negato che, date tali circostanze, una lotta tra grandi navi e torpediniere dovesse av,}re questo. esito ; ma tali circostanze difficil mente si dar~nno in . ttna guerra che non sia contro i Cinesi. Dopo quest'operazione Courbct non tornò a Kelung; prova certa eh~ la cacr;ia ai legni cinesi fo occasione non causa della partenza. Eglt iucrocia nèll' arcipelago delle isole Chusau, davanti allo sbocco del Yung e a quello clell'Yang-Tse-Kiang. In questi giorni s'impadronì dell'isola cli Protoo, al dire dello Standa1·d, sacra pei Ciuesi e abitata da sol i preti ; il qual fatto :n;rebbe desta to grande irritazione in Ciqa. · Tentò pure di rimontare l' Yung ed attaccò il prin10 o il due marzo la città di Chig-hai (scritto anche Tsinha i) che sorge su detto fiume ed è considerata come l'avamporto di Ning-po ; ma desistette dall'impresa o sia che nbbia incon trato diflicoltà maggior\ delle ~npp~s~e, o sia che l'attacco avesse semplicemente lo scopo dt una ricogn 1z1one. Ecco alcuui dati su questo nuovo teatro di operazioni. Circa venti chilometri a sucl dello sbocco dell'Yan-Tse-Kiang, mette foce l'Yuug, fiume min·o~e su ·cui sorge Ning- Po. Que8to tratto di costa è coperto, al largo, dalle isole Chusan. Rimontando l'Yung, s' incontra anzitutto la piccola città di Chig-Ifo i, munita di fortifìcnioni per difendere il passaggio. Sorge sulla sinistra, è centro importante di pescheria e vien~ considerata come avamposto di Ning-Po. Il fiume ha solo i\.00 mctrt di larghezza, ma è ricco d'acqtie e profondo. Le ·unvi che non pescano più cli 5 metri, possono rimontarlo i!no a Niug- Po, circa ve.nti leghe dal mare . Qui l'Yuug riceve un affluente anch'esso navigabile. La po· polazione di Ning-Po è calcolata da 150 ' a 5!.00 mila abitanti. Questa città posta al connuente di due fium i nt.rv:igabili, e al punto d'intersnzionc di vari canali, è un centro commerciale e strategico cli qualche importanza. Nel ,18!til , durante la così detta guerra dell'oppio, fu oc: cupata da un distaccamento cli truppe inglesi e divenne i_l punto d: . ap poggio delle operazioni contro Nanchin. Orn sembra aver attirato gl1 sguardi di Courbet. Vuole occupm-Ja o bombardarla? Forse il bombardamento sarà il pròlogo dell'occupazione. lii~ dal bombardare al prendere c'è ·un ])el!'andare, i Francesi ornmai lo sanno. Al primo
e
ESTERA
59i
oggetto basta che le navi loro riescano a portarsi a giusta distanza dalla città; al secondo, visto che i Cinesi si difendono oggidì assai meglio che nel 18,l,1 , sarà necessario avere a bordo un forte corpo di sbarco. Che si abbia intenzione di portare qui tutte le truppe finora occupate inutilmente davanti a Kelnng? Oramai è opinione cli quasi tutti che quella di Formosa fu un' impresa sbagliata ; che bisogna prefiggere alla flotta altri obbiettivi, colpire il nemico in qualche punto più debole e più vitale~. Ma quali progetti vo lga iu mente Courbet, non è ancora ben determinato . Ove si presenti J"oçcasione di colare a fondo qualche nave nemica, e bombardare qualche città, non traJascierit di farlo; ma questi sono scopi eventuali , che anche raggiunti, non bastano a cambiare la situazione. Di andare a Pechino se ne parla a Pàrigi, sui giornali , ma nulla finora fa supporre che vi pensi il governo . Pare invece che assisteremo ad un altro esperimento: quello di prendere la Cina per fame. Il blocco sarebbe trasportato dalle coste di Formosa a quelle del Petchili, onde tagliare a Pechino le sue comunicazioni più brevi colle provincie del Sud,. togliere al governo i proventi delle dogane e sopratutto impedire l'affluenza dei viveri alla capitale e ad altre popolose città. Si spera che il blocco produrrà la carestia; la carestia l'insurrezione e l'insurrezione-sforzerà il governo a calare a patti con chi tiene il blocco . Partendo da questo punto di vista, è nnturale che il riso sia considerato contraba.ndo di guerra; anzi il primo dei contrabandi. Ma gli Inglesi, che fanno in gran parte il servizio dei trasporti in quei paraggi, credono avere delle buone ragioni, per non ndattarsi a questa misura co:;ì dannosa al loro commercio . Vedremo come andrà a fin ire. Frattnnto al momi:mto in cui scriviamo (primi di marzo) la situazione generale è la · seguente: sul teatro di guerra mari ttimo, la fl otta divisa tra i paraggi di Formosa e quelli dell'Yung e dell'Yang-TseKiang, blocca, più nominalmente · che effetti va mente, grandi tratti_di costa . A Formosa protegge le truppe sbarcate, e non tarderà forse a rinforzarle o Lrasportarle al trove. Sulle coste continentali, dà la caccia ai legni cinesi e spia qualche punto dove .ripetere la scena del }Jombardamento di Fu-Tcheu. I Cinesi in mare fuggono o le pigliano senza riparo. Sul litorale nè pigliano e ne dùnno. Ogni giorno s'aggueriscono di più. I Francesi finora hanno distrntto molto, ma afferrato nulla. Sul teatro della guerra terrestre àbbiamo Negrier, con due brigate, a Lang-Son, in procinto di marciare verso la frontiera, circondato da nemici che si caccia innanzi, ma _che ha S13mpre tra ·i piedi, numerosi e mo-
RIVISTA ESTERA. 592 lesti come sciami di vespe; Brière è ad Hanoi, con una brigata in procinto di marciare su Tuyen-Quan, per liberare questa piazza dal l'assedio che vi hanno posto i Cinesi, le bandiere nere, i ribelli, i pirati, i briganti ed altra gente simile, che pullula nel Tonchino da tutte le parti . Da un giorno all'altro possiamo aspettarci la notizia che Negrier è giunto alla frontiera e che Brière ha liberato TuyenQuan dall'assedio. Forse anche potrà giungere l'annunzio che i Francesi si sono fatti un po' òi largo a Kelung. Ma la situazione sarà ancora la stessa. Quei Cinesi che Negrier avrà cacciato innanzi saranno passati addietro; quei briganti e pirati, che Brière avrà cacciato di sotto a Tuyen-Quao, e quelli altri che il comandante provvisorio di Kelung avrà sforzato a ritirarsi da qualche posizione, si saranno fatti . più in là. Ecco tutto. In aprile comincia la stagione delle pioggie e le operazioni (quelle almeno per terra), entreranno in un periodo di sosta. Forse cominceranno le trattative. Ma se altro non interviene , non vediamo che cosa potrebbe obbligare la Cina ad accettare le condizioni, che vuole imporle la Francia.
.RUSSI.A
SGUARDO G&NEIULE ALL'O PEROSITÀ DEI VARI RHH O[ SERVIZIO DEL M IN ISTERO DELLA GUERRA
Destuito dall'ultimo resoconto ufficiale.
Stato rnaggion - Nelle truppe regolari, al 1° gennaio 1883, si avevnno 30,83 1 ufficiali e 8m, 769 uomini. Iu c1uesta cifra non sono compresi ·133 generali e 722 ufficiali superiori e inferiori che occupavano varie cariche civili e 1155 generali e 600 ufficiali superiori e inferiori senza cariche e addetti aJle truppe di riserva; come pure ·12, 18;1 uomini non riconosciuti .:ibili al servizio attivo. Il contingente di reclute per completare l'esercito di terra e di mare e il corpo delle guardie confinali (pagranicnaia stragia) veniva dal Senato stabilito a 2.12,000, di cui 490,000 rappresentano il contùigente normale, fissato in base alle nuove ferme di servizio di 5 o 6 anni, e 22.,000 il contingente suppleti-vo . Furono chiamati per concorrere al sorteggio 803,384 individui nati nel 186·1. Di questi furono dispensati per ragioni di famiglia ( dispense di 1a, 2.a e 3" categoria) 4:'.2.0,2.69. Del contingente fissato (2.·12,000), 2.07,358 individui (H·,094 rimandati) furono inscritti al servizio attivo, 1,480 nel complemento (sapas) dell'esercito, 109 della flotta; 396 calcolati con qiiitanza. Renitenti 2,6,i.7. Assegnati alla milizia territoriale (apolcenie) 487,265. 1
1
C.
MANFREDI,
capitano.
1
'
Degli 819,769 uomini di truppa a ruolo al 4° gennaio 1883 risultavano: · 39 -
ANNO XXX, VOL. J.
59,i-
RUSSIA.
SGUARDO GBNERALE
nella fanteria . » cavalleria artiglieria » gemo
6,13, 722. uomini 72,474 id. 1i!0, 199 id. 23,374 id. 1
))
Di cui: 604,954 uomini 78,06,I id. 76, ,i 6i id. (l) 10,764 id.
nelle truppe atti ve » di riserva » locali » di complemento
! I
819,769
770,2'51'1
Relativamente all'arma (truppe attive e di riserva) si aveva: fanteria .. 949 battaglioni - 52.8,345 uomini,ossia 77,350 ¾ cava\lerià . 234 squadroni 55,000 » » 8,05 °lo 367 batterie artiglieria 163,i- pezzi '79,477 » » H ,64- °lo 57· 4/2 parchi genio
i l
28 1/2 bauagl. H parchi . 1
! ! · -
20,195
,complemento furono sostituiti da qnadr'i di cavalleria di complemento .con effettivo assai limitato, in vista del loro còrnpito che si ria<;sume: .iu pace, ad istruire i giovani soldati, ed in guerra a formare squa.droni .di complemento. I Cosacch i del Don invece di 60 re""imenti 00 ·( 20 d1 ,1• turno, cioè in servizio attivo, 20 di 2° e 20 di 3°) forniranno sul piede di guerra 45 reggimenti ( 15 per ciascun turno). Furono incorporati nelle divisioni di cavalleria due re,wimenti cosacchi' OD ·d'Oremburgo ed uno di Ural, ed aumentate due batterie 22• e 23a) a cavallo, in modo che ogni divisione di cavalleria avrà in avvenire fa ·propria relativa artiglieria a cava llo. Modificazioni di minore i;nportanza sono quelle relative al riordinamento delle truppe nelle circoscrizioni lontane e che condussero .ai seguenti sisultati: 1
Circoscrizioni
Dopo Prima della ri forma la riforma
Turkestan 25 battag. Omsk 6 Siberia orientale . 10
•
2,96 ¼
,1 compagnia Totale ... 683,0n uomini.
Per effetto delle molte modificazioni apportate all'ordinamento dell'esercito nel ·1882 si ebbe ,in complesso una diminuzione di 57 generali, ,133 ufficiali superiori e inferiori, 263 funzionari e ,1,j ,926 uomini di truppa ed un aumento di 11 ·11 cavalli. Fra le principali varianti devesi annoverare il riordinamento della cavalleria. Tutti i reggimenti (meno quelli corazzieri) da 4- squadroni furono portati a 6 sqnadroni; i reggimenti ula.ni e usseri presero la denomi~ nazione di .dragoni, diminuendo il numero dei ·combattenti a piedi e dei non combattenti: con ciò si ebbe un '.a umento di •I 04 squadroni attivi (erano 224, sono 328), cioè quasi il 50 °lo, e si accrebbe l'attitudine della cavaJieria ad agire col fuoco (invece di 8, 704- carabine e ·10,24-0 fucili .vintovke, si hanno 45,592 fuciìi) . Gli squadroni di 1
(l) Compresi gli uomini dell'artiglieria da for tezza. (2) I 39524 individui mancanti figuravano incorporati nei gendarmi, stabilimenti ecomandi militari, ecc.
))
-------ARTIGLIERIA
FANTERIA
))
»
595
ALL'OPEROSITÀ DEI VARl IIAMI DI SERVIZIO, E CC.
Dopo Prima della riforma la riforma
~H
7 batter.
7
12 H
1
))
3
»
4 3
Per effetto delle recenti misure si avranno nelle circoscrizioni men'Zionate in tempo di guerra 2, 307 ufficiali e 1OG,2.37 uomiui; sul piede -di pace 2,049 nflìciali e 7·1 ,mo soldati, cioè rispetto al passato 4,000 uomini cli meno ml pide di pace e 3·1,000 di più in tempo di guerra . Davasi assestamento al l'ammiuistrnione civi le e militare nella reeentemcnte acquistata regione del Transcaspio (oggi d' Akal-Teké), su.bordinandola militarmente al comando generale delle truppe del Caucaso e costituendovi, con antichi elemen ti, un distaccamento autonomo permanente di: 6 battaglioni cacciatori, ~ battaglione ferrovieri, 'I reggimento cosacchi (a 7 sotnie), ,! batteria leggiera, 1 a cavallo e un <listaccamento (d'Askabad) da fortezza, cioè in totale di 8,500 uomini destinati a mantenere l'ordine interno ed a respingere le irruzioni delle -0rde limitrofe. Altre misure furono prese per ragioni d'economia, fra cui la soppressione di qualche corpo irregolare, diminuzione degli effettivi di alcuni battaglioni locali, e distrett.i, diminuzione di quadrupedi nei Tcggimenti, soppressione della flottiglia del Mar d'Arai, in_cornggiando in sostituzione la società di navigazione dell'Amu-Daria. 1
097
ALL'OPEROSIT'Ì, DEI VARI RAMI DI SERVIZIO, ECC.
596
RUSSIA. -
SGUARDO GENERALE
Su l totale delle truppe attive 3·10,75,1 uomini (compresivi i cosacchi' ,in servizio) figurano al loggiati in caserme 2.7,309 più dell'anno pi·ecedente); 1158,399 nomini (1O, 955 meno dell 'anno precedente) in edifici privati ridotti a quartieri; e 70,6 113 (4, ,~35 meno dell'anno precedente), press(, gli abitanti. Furono, durante il 1882; inviati in congedo illimitato (Sapas) in totale 206,190 uomini. In seguito alle variazioni apportate agli organici al 1° gennaio risultano in servizio auivo :
2., 714 uom ini con 7 anni e più di servizio » » 6 » »
11\.,504, (i.7,173 125,219 ,t 38,898 HS,24'6 157,428 1 /~9,507 2,9!~5 2_5,1 r,,537 rn,386
-1,787 5·36 ~74 H -, 302 86
»
».
5
))
))
»
))
4
))
))
))
))
3
»
))
»
))
2
))
))
)) »
))
·1
))
))
» »
» » ))
))
» )) ))
meno di ,1 anno chiamati da\. sapas >> dal ratn ik di ,1a categoria volontari condizionali dispensati temporanea mente per concliz10ne di · istruzione volontari ordinari aspiranti funzionari che rinunziarono la promozione ad ufficiale o funzionario con servizio supplementàre surroganti
819,769
In congedo illimitato figu ravano al 1° gennaio -1883, 4,2.83,36G· uomini. Nell'accademia Nicola di stato maggiore a quel l& data si trovaYano 2.53 ufficiali docenti. Intendenza. - Per effetto del decreto relativo alla semplificazione · delle varie forme di vestiario e riduzione di spese di vestiario ed equi-
ipaggiamento si hanno le seguenti variazioni principal i: a) adozione -della nuova foggia di YCstiario, cioè tun iche a due petti senza bottoni ,e berretto a pelo di montone per la fanteria della guardia, artiglieria montata e a cavall o delln guc1rdia, pei reggimenti cavalleria della guar·dia e della linea, pei battaglioni zappatori, per l'artiglieria a cavallo ,dèlla li nea; b) cambio del panno (senza pelo) per la guardia;· e) ado.zione di ccnturini per feldwetJel e wachmistr del modello degli ufficiali; d) sostituzione degli antichi zaini di vitello e sacchi dc1 gal letta -di tela da. vela con sacchetti da effetti e da g~ lletta e fodere da stivali di te!a impermeabile; e) adozione di una nuova boraccia di legno .e tazza di rame; f) adozione permanente nell'equipDggiamento di fanteria del la tenda da campo, esistente, con alcune vari::rnti. Artigli eria. - Per ordinazione avuta le fabbriche d'armi cli Tuia, I gevski e Sestrorietzki prepararono nel 1882. fucil i: da fanteria 200 ,000, ,da dragoni ·15,000, da cosacchi 5000; inoltre la fonderia Igevski preparò HJ0,000 canne da fucile; la fabbrica d'armi Leve di Berlino forni 45,000 revolver sistema Smith e Wesson di terzo modello. Gl i arse.nali locali di Pietroburgo, Briansk e Kiew forni rono 50 cannoni di .bronzo a retrocarica da 2!~ libbre e 60 mortai da 6 pollici, S90 af.fosti in ferro con ruote, 2·1O a. van treni con ruote, 384- cassoni da munizione di ferro a 4 ruote, 50 avantreni da assedio, '1300 ru0te di -carri da batteria e accessod per 2·1 batterie. Il polverifi cio di Ohota preparò 1,180,000 chilogrammi di polvere, quella di Sciostensk 984,000 chilogrammi, di Kassan 623, ~00 chi,logrammi; la fabbr ica di cartuccie cli Pietroburgo preparò 79,059,938 cartuccie, la fabbrica privata Hilen-Smith (Tuia) 21\.,832.,030, la sezione capsule di Ohota fabbricò 558,200 spolette e 300,370,000 cap,sule per cartuccie metalliche. Per completare il nuovo armamento delle truppe dai depositi d'ar•tiglieria c~ircoscrizionali f'.uono in complesso distribuiti: fa cil i da fanteria M ,057, da dragoni 1\.3,017, da c·osacchi 50'9, carabine 1101, fucili Krinka 3589, sciabole ·179:2, lancie 38, pistole 482. Qaindi al 1° ,gennaio 1883 e~istevano presso le truppe: a) fìw1:ti a 1n:CColo calibro (1,ùitovke): da fanteria da cacciatori mod. 1868 da dragoni da cosacchi .carabine da cavalleria
1,565 ,600 3,8.i-O 85,1 86 137,276 8, ,i-83
598 ·
RUSSIA, -
b) fncili Ifrinlça c) re'Volver Sinit e Wesson
599
ALL'OPEROSITi DEI VARI RAMI DI SERVIZIO, ECC.
SGUARDO GENERALE
·137,980
d) pistole e) anni bianche: sciabole, palasce e sciascke tessack (::;peci e di sciabole) lancie . corazze .
106,654 2 ,730
B) artiglieria da assedio. Dotazione pel ,1° e 2° parco d'assedio
333,182 59,721 9,184-
~
4,97,i,
In dotazione nlle truppe esistevano ,t 59,964,676 cartuccie. Rispetto, all'armamento dell'artiglieria al 1° gennaio risultava : A) artiglieria. da campagna. e da montagna. N° delle N° batterie dei pezzi'
Cannoni Mortni A !fusti da cannone Affusti da mortaio Avantreni Carri da assedio . Veicoli Fucile da fortezza
fissata
esistente
560 2 110 656 280 588 800
560 239 656 280 588 800
HO
HO
320
320
Dotazione pel parco del Caucaso
----....-...--fissata
esistente
126 10,i,
131 10415,1
H6
H8
•118 190 170
190 170
80
80
Batterie montate. 97 / Con cannoni d'acciaio da batteria (pesanti) Id. id. leggieri ·188 di bronzo da 9 li~bre e ,i, libbre 2(1) Id.
770 ·1,50,i, ·16
,i.22·
71
Batterie da montagna.
13 if2 Con cannoni di bronzo da 3 libbre Id. da 2 palle sistema Baranowski . 4 Batterie da montagna a cavallo con cannoni di bronzo da 3 libbre . 2
108' 32 16
Batterw montate.
"" · ;::
f
Con cannoni mantenute in temRo di pace . . ·1 8 di bronzo ~-·é da 9 libbre da formarsi in tempocli guerra . 5,i. -;:: :.s Con cannoni f mantenute in tempo di pace . . •18 ~ di bronzo da 4 libbre da formarsi in tempo d_i guerra . M 1 Oltre a ciò i plotoni (sezioni) presso le 6° batterie 6 sez. delle brigate di riserva hanno. oo
-~ ~
Totale
Pei:zi
Affusti
. Cariche
Armamento fissato per le fortezze e comandi, e riserva straordinaria . ·10,117(1) 1'1 ,·132 3,·12 1,817 9,284 (2) 10,128 2,75•1,759 Esistevano al 1° gennaio 1883 . Inoltre si avevano nei magazzini e al4-,130 2,,164 ,779 tresì fuori dotazione nelle fortezze . 2,390 (3) 1
Batterie a ca'Vallo. Con cannoni di bronzo a cavallo .
C) artiglieria. da fortezza.
522
i/ 2
120· 360 120-360
D) parchi d'artiglieria.
Tutti i parchi d'artiglieria della Russia europea e Caucaso sono costituiti a norma deìl'organizzazione •I 875 e al •I O gennaio •I 883 risulta vano come segue: Parchi da campagna. Parchi divisionali volanti . Sezioni volanti di parco da cavalleria . Id . id. da cacciatori . Sezioni mobili di parco da artiglieria (4 3 parchi)
12 384-6
(i) 2• e 5• batteria della brigata artiglieria Turkest.an armate poi cori cannoni rigati •.
(:I) Di cu i 6,261, r'.gali.
(21 Di cui 5,44-8 rigati. (3) Di cui 801 rigati.
4-8
23 7 64-
600
RUSSIA.
60·1
ALl,' OPER0S IT,Ì. DEI VARI lLU fl DI SERVIZIO , ECC .
SGUARDO GENERALE
Parchi locali . Per le truppe attive Id. di riser va Parchi d'assedio
62 28
3
:592. allievi di cui 569 per lo studio della medicina , 2.3 per la veterinaria. c.,,;,ustizfo m;ilitare. - Nel l'accademia di gii1risprudenzn militare si t rovavano 63 ufficiali docenti. Istituti militari d'educazione. - Gli istituti militari dipendenti <lirl:lttamcnte dal ministero (sezione isti tuti militari) erano : 1° i corpi cadetti di Finlandia e dei paggi dell'imperatore; 2° scuola Nicol.il di cavalleria; 3° tre scuole militari cl i fanteria (Paoln, Costantino, Alessandro); 1}0 dieciannove corpi cadetti (fino i l 188'.Z detti ginnasi militari); 5° classi preparatorie del corpo paggi dell' imperatore; 6° otto proginnasi militari ; 7° seminar io militare e contavano in totale 11, 4-88 allievi, i quali fornirono 1369 ufficiali durante l'anno. Truppe cosacche. - Dipendevano dal Ministero della guerra (direzione truppe cosacche) le truppe cosacche del Don, Kuban , Terek, Astrakan, Oremburgo, Ural, Siberia, Semirechia, Trasbaikal, Amur e le sotnie d'Irkutsk e Krasnoiarsk; le unità irregolari formate dalle popolazioni fores tiere di Crimea e del Caucaso, cioè il drappello Leib9vardi dei Tartari di Crimea di scorta personale dell'imperatore; i reggimen ti irrogol11ri a cavnllo del Daghestan e Kutais; le millizi~ permanenti del Daghestan, Kuban, Terek, Batum e Krasnoiarsk; la divisione del Grusia e del Guria. Queste trn ppe comprendevano, al 1° gennaio 18R3, 1
Dei tre parchi d'assedio il ,J O e 2° sono dr~sl.iuati alle operazioni nel teatro di guerra d'Europa, il parco del Caucaso a quelle della circoscrizione del Caucaso. La forza in ufficiali, funzionari e truppa dipendenti dall'amministrazione dell'artigl ieria (esclusi gl i ufficiali e funzionari dei reparti combattemi e relativi comand i o direzioni, di cui è staia fatta parola sotto la rubrica stato-maggiore ) al 1° gennaio 11883 si 1,vevano i seguenti dati: Portati dagli organi ci .
O generali, 6n ufficiali superiori ed inferiori, uomini di truppa, 580 allievi .
5n funzionari, 4,908
A ruolo.
68 generali, 654- ufficiali superiori e inferiori, 527 funz ionari, 4733 uomini di tru ppa, 53 1 allievi . Nell'accademia Michele d'artigl ieria si trovavano 70 uffi ciali docenti. Nella scuola Michele d'artiglieria si trovavano I 8 1 all ievi (yunker). Geni o. - Fra le spese stanziate figurano lire 7,635,300 pei lavori di fort ificazione ( di cui 3,342,000 per la R ussia europea), lire 14, 073,·~48 per costruzioni varie (caserme, direzioni, ccc.). Realmente le spese per costruzion i ascesero, nel 1882, a lire 74,000,000 Rttesa la necessità riconosciuta di accrescere il numero delle caserme. l?ra le va rianti e disposizìoni si annovera la formaz ion,) di un distaccamento di · eliografisti e telegrafisti nel Turkestan e gli studi {atti per la difesa subacquea dei punti foi'tificati del Baltico e Mar Nero . Il numero dei generali del genio, secondo gli organici, era di 63 (a ruolo 52.) . Nell'accademia Nicola del genio esistevano 75 ufficiali allievi, e nella scuola Nicola del genio •I 43 yunker. Servizi o sanitar-io. - Durnnte l'anno •I 882 furono curati negli ospedali mi litari e civi li e nelle infermerie 7'.23,•121 individui; durante lo stesso periodo di tempo si ebbero 3·1,686 cavalli' malati .i Nella imperiale accademia di medicina si trovavano al 1° gennaio 1883 1
1
1
1
1
organico di gnerra
,136 Reggimenti 1 Divisioni . 7 Squadroni 33 Sotnie . •13 Battagl ioni 19 Distaccamenti Milizie (1) • 1 ,1,0 l./3 Batterie cioè in totale : 8i0 Squadroni e sotnie a cavallo Comp. , distaccamenti e sotnie a piedi . 90 Pezzi . 238
in servizio attivo
48 1 3 5 5 19 7 20
1
{1) Costituen ti 27 tra sc1uadroni e sotnie a cavallo.
295 50 120 1
/a
1
602
RUSSIA. -
ALL'OPEROSIT,\ DEI VARI RAxll DI SERVIZIO, EGC.
SGUARDO GENERALE
Queste unità contavano, secondo l'organ ico di guerra, generali, ufficiali superiori e inferiori 36,W (in servizio attivo 1955); truppe sul piede di guerra 155,073 (in servizio attivo ,i(l.,,1.36). Totale 158,7"3 · (in servizio attivo 46,391) . In servizio attivo trovavasi dunq'ue un terzo della truppa portata dall'organico di guerra e 4, 1 per cento della popolazione cosacca maschile; degli ufficiali una metà abbondante. Esistevano a ruolo nei vari 'Doi'.sslco cosacchi: 59,758 uomini della classe preparatoria, 19/i., 96,i, della classe combattente e 67,996 della risenJa . Confrontando i "94,964- uomini a ruolo della classe combattente coi '155,073 inquadrati nell'organico di guerra, si vede che tale classe è in condizione di .completare tutte le unità portate dal piede di guerra. La popolazione cosacca comprendeva in totale 3,247,55 1, di cui con obblighi di servizio 226,676 . Circa l'agricoltura e l'industria delle popolazioni cosacche si hanno dei dati più che soddisfacenti. La coltivazione dei grani è molto sviluppata: fatta la media generale dei varii voissko (territorii) ogni cosacco viene a possedere deca litri 1O, 78,i- del raccolto di granaglie. L'allevamento del bestiame è assai generalizzato fra i cosacchi; al ·I0 gennaio 11883 esistevano : 1
1
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Totale
Cavalli Bestiame bovino Pecore e capre
cioè por ogni !000 ·anime della popolazione
·1,238, 743 3,72.7,-173 6,99ii-,lì68
Quanto al bestiame equino risulta che i cavalli appartenenti ad individui con obblile{hi di servizio nei varii territorii cosacch i sono in numero di 1,098,52.0, che i cavalli richiesti dagli organici di guerra sono '150,726 e che i caval li atti al servizio. sono 2"9,.i-92.; ·numero più che sufficiente per completare le uniti:Ì d_i guerra; per completare poi i nuovi reparti eia formarsi eventua lmente dai cosacchi della riserva conviene ricorrere all'esuberanza di cavalli esistente in ciascuno dei voissko e in parte ai cavalli degli individui che . non hanno obbligo di servizio. · La pesca del pesce costituisce un cospicuo cespite d'industria dei cosacch i; i territori più favor iti sono quel li più vicini ai mari Caspio e d'Azolf; e particolarmente i territorii d'Ural e Astrakan; i meno produttori sono i voissko d'Oremburgo, Trasbaikal e Semirechia. Du1
rante l'anno ,1882 in tutti i vissko cosacchi ftf pesc2to pesce per la somma di rubl i 4,,664, ·l 66 (lire -18,656,664). L'industria delle miniere fiorisce solt<111to nel voissko dr-I Don e si· restrincre in ç)(Yenere al la scavazione di carbon fossile, antracite, ecc. Nell'anno 1882 si estrassero 57,854,2.02 di pud (·I), cioè piid ·13,756,692 in più dell'anno precedente. L'industria del sale esiste solo nei voissko. del Don e cl'Ural producendo circa un milione di pud nel primo territorio, 250,000 piid nel secondo. Stabibiment1: di pena. - Esistevano al 1° gennaio ·1883 nel le com-· pagnie e ba ttaglioni di disciplina 2.:H,3 reclusi, e · nelle carceri mili. tari 3380 uomini. Ospedali. - Si avevano alfa stessa data 72 ospedali e semi-ospedali (poluospeclali),' 2. ospedali temporanei, 696 lazzaretti o infermerie ( mancano quelli del la Siberia orienta le) Cilmprendenti 28, 4:02. posti' da ospedn le e 2.1, 737 da lazzaretti. Negli ospeda[ i e semi-ospeda li durante il ·1882. furono curati 08,6:3·1 malati i quali vi ebbero una permanenza· di 5;20·1,2.35 giorni, ciò che dà una media di 30,8 giorn i di permanenza per ammalato. Pel mantenimento degli ospedali si ebbe· una spesa di rubli 5,2.63,889 (lire 2.l ,05t,,556) dei quali il 30,85 per cento per le cure, 19,8 per cento pel mantenimen to dei locali; 35,2.7 per cento pc! mantenimento del personale sanitar:o; ·I ,i-,08 per cento per altre spese. La spesa media pel mantenimento di un infermo ascese a circa 29, rubli e :11 kopeke (lire H8,i\.8) e ·13 rubli e '.zi\. kopeke (lire 52,95) . tra Je spese pel mantenimento del l'ospedale e personale. Nei lazzaretti furono ricoverati, durnute il 1882, malati 233,75/~. con 3,704-, 9-16 giornate di pre5eozn , ciò che dit una media di ·16, 9 per cfmto giorni di cura. La spesa per i lazzaretti e infermerie ascese· a 6,0:1-0,"92 84- di lire e quella pel mantenimento giornaliero di ogni malato ·1,60 . ~
1
o. (i) li pucL equivale a kg. !6,38.
CERRO'!'[ ,
LIBRI E PERIODJCl
LI B RI E P ERIOD IC I
'Tl,e Jou1•:n,ttl tuiiol't
o/ tlie Boytil
Un'ite,t ~e,·vice Insti-
N. ;]26. Vo i. 28.
Torped:iniere speciali dei signori Yarrow e C. ·Eso ., ingegnere c•i1J·ile.
A. F. YAnnow
..L'i~portanza di queste imbarcazioni nella guerra navale non è più d1scut1hile. Fu nel 1877, che le autorità rni lit.ari di P ietrobnrcro o or·dinarono la costruzione di 1100 torpediniere, colla condizione che aves·sero le minime dimensioni pos·sibili; potessero tenere il mare alcuni giorni, e fossero costrutte in modo da trasportarsi per ferrovia dal Ba lti~o al Mar Nero. Le loro dimensioni fu rono stabil ite a 75 p. (2zm,50) ,d1 lunghezza e '10 p. (3 m.) di larghezza al baglio . Sette c11ntieri ·diversi, dei qua 1i due sol i esteri , concorsero alla fabbricazione di queste imbarcazioni, e. la Compagnia degli ingegneri e costruttori naval i -del Daltico stabilita a Pietroburgo, fu l'officina che ricevette le macrgiori ordinazioni. Al1'Ingl1ilterra furono commesse molte parti del ma~1)binario, e. nel mese di novembre •1871 provavasi sulla Neva la pri ma ,di queste torpediniere, che sviluppava una velocità di 18 nodi. Molte di queste, spedi te per ferrovia a Seb11stopoli, dopo é<Ver loro tolto il camino per assicurarne il passaggio sotto le g;llerie, vi Hrivarouo in ,eccèlleuti condizion i, e poterono essere lanciate immediatamente sul Mar Nero, porgendo un esempio della rapidità colla quale la Russia riuscì a costrurre ed a trasportare a lon tane distanze una tlottio-lla di piccole navi . t> Fu verso questo tempo, che l'Inghilterra ordinò un certo numero di 't~r~ediniere di prima classe simili al Lightn:ing (il lampo), ed al prin,c1p10 del 4878 ne commetteva altre a vari costruttori, fra i quali eranvi 1
605·
i signori Yarrow e C. Questi ultimi consegnavano nel corso dell a primavera quella ad essi ordinaf.a, che sviluppava una velocità di 3 nodi superiore a quella realizzata dagli altri fabb ricanti . Le torpediniere distinguonsi in due classi : le une sono dotate di una grande velocità, per cui la loro sicurezza dipende sopratutto dalla rapidi tà dei loro movimenti, mercè la quale loro è faci le eludere la vigilanza del nemico ; le altre invece sono destioate all'attacco nell'oscurità dell a notte o delle nebbie, oppure quando una nave nemica trovasi completamente avvolta nel fu mo dei suoi propr'ì cannoni. In questi casi una grande veloci tà viene ad essere d'importanza secondaria, perchè· il successo dell'auacco e la sicurezza del la nave dipendono sopratutto dai suoi movimenti silenziosi, ed m questi c:isi sarebbe opportuno surrogare al vapore l'elettricità . Ciò stante proponesi un ball1~llo lungo· !~O p. ("2 m.) e largo 6 ('lm,80), capace di una velocità di 8 miglia· all'orn , fornito di accomulatori posti sul fondo sotto il pelo dell'acqua, destina ti a forn ire la forza motrice. La stessa sorgente di f.o rza impellente potrebbe essere altresì destinata al lancio di una torped ine· Wh itehead. Il sistema Moncrieff impiegato nella d'i,{esci dei porti, mer·cé af- · fust'i 1:dropnell?nati.ci. - Colon nel lo NloNCRJEFF . La di fesa dei porti commerciali e strategici e delle staiioni di carboni dell'Inghilterra, -stata nel passato alquanto trascurata, è diventata· in questi ultimi tempi un tema che attrae l'attenzione in un modo speciale, e vnolsi che il governo sia in procinto di chiedere nl parlamento l':rntorizzazione cli poter spendere per un tale scopo '.2 milioni cli lire sterline (50 milioni di lire) . Giudicasi che Liverpool con tenga 400 milioni di lire sterline (·I O .bilioni di lire ila liane) di valori soggetti ad essere bruciati e distrutti da una flotta nemica, e ,e vi si aggiungono i danni che po:;sono essere recati al la Clyde ed alla Tyne, la loro stima oltrepassa faci lmente. la somma che rappresenta il debi to nnionale. In guerra la flotta ha un còmpito ben più importante di quello di difendere i porti, e ·qu1111do le fosse affidata una ta le missione, nerisulterebbe, che non potrebbe essere scel to un sistema di difesa più costoso . .L'Inghi lterra ha sparse in molti pun ti delle coste ad essa spettanti delle ricchezze favo lose, ed un nemico ardito ed attivo può recare· dei danni incalcolabili mi,Jgrndo la ,orveglianza più diligente. Ogni perdita di una stazione di carboni non solo rappresenta una diminuzione cli forza attiva, ma costituisce un aumento di quella del nemico. I cambi11menti moderni avvenuti nella tatlica navale hanno cresciuto,
·606
LIBRI
l'importanza delle flotte, mentre i luoghi lasciati senza difesa vengono a trovarsi sottoposti a maggiori pericoli. L'impiego di truppe nella dife:,a di queste stazioni lontane, è più .c~stoso della ~ostr~zione di forti compreso il loro armamento, per cui diventa d1 capitale importanza lhsare il sistema di difesa , che col minor .numero d'uomini possibile risulta più efficace, tenendo conto che vanno s?art~ti quei mezzi, per cui le truppe possono trovarsi %poste ai pencoli del fuoco del a marina . Inoltre, nel lo stabi lire i mezzi di difesa -dei por~i commerciali, dovrà sempre essere preferito il sistema più ..economico. . Fissati questi principì ed ammessi gli accennati criteri, parngonansi 1 vantaggi di ogni sistema nella difesa d,~i port'i. _Espo5~i .i vari mezzi d'attacco, è fatto un esteso cenno dell'impiego dei pezzi rn barbetta, per cui trovasi gi ustificato ed inevitabile il loro abbandono nella difesa delle coste, <lacchè la flotta, armata <li pezzi di .lunga gettata, può coi tiri indiretti produrre danni gravissimi nell'in.teruo delle batterie. Le batterie corazzate e casamattate hanno una parte importantissima nella difesa delle coste, e le opere che le costituiscono rappresentano mo~umenti delle risorse del paese e dell'ingegno degli abitanti. È tut-lilVla opportuno avvertire, che ogni torre destina ta ad essere armata di due pezzi atti a controbattere le nuove artiglierie, e capaci di resistere ai loro colpi, costano circa .1-5 mila lire sterl ine ('I ,100, 000 lire) -ognuna, oltre la costruzione dei magazzini e le spese di fondazione. Il colonnello M:oncrieff, che è stato il primo ad utilizzare la fo rza di ri nculo dei pezzi, propone la costruzione di barbette protette munite all'interno di ogni sorta di mezzi di comun icazione come strade · O telegrafi, e dotate dei SUO! affusti. ' Dovendo nella costruzione delle opere ·ai difesa delle coste, prevalere quelle che offrono la rnagg'ior protezione e la 111assùna potenza offensi'i,a col 1nini11io 'Ìmpiego di truppe, è evideate che nessun altro mezzo _presenta tanti vantaggi anche dal lato economico. Le ragioni per cui l'impiego degli affusti MoncrielT è preferibile alle b:itterie corazzate, sono le seguenti: · ,f O La batteria ed i magazzini sono assolutamente invulnerabili col fuoco diretto, per quanto le navi s' avvicinino e potenti siano i loro ·Cannoni; 2° Essi non offrono nessun bersaglio, eccetto che al momento in cui il pezzo è elevato; per cui il fuoco contro di loro non può essere -diretto con grande precisione;
E
PERIODICI
607
3° I pezzi hanno un tiro illimitato sui lati. Stando alle asserzioni del Barone von Scholl, ufficiale di grande ·esperienza, due pezzi montati sugli affusti Moncrieff equi valgono a · ,quattro pezzi serviti con affusti comuni, e dò non soltanto per l'economia di spesa, ma altresì per il minor impiego d'uomini . Secondo il giudizio del colonnello l\'I.oncrieff, il sistema cli affusti idropneumatici per la di fesa dei porti, ~aril infallantemente adottato in avvenire, malgrado ogni opposizione, il giorno in cui sarà riconosciuto su periore a tutti i sistemi di fo rtificazione ora esistenti. Le artig lforie a fuoco mitomatico . - Maggiore BucKNILL, R. E. Accennando al fatto che generalmente gli inventori non ricevono in Inghilterra grandi incoraggiamenti, l'anzindicato maggiore trattiene la riunione su di un sistema d'artiglieria che propone, col quale è specialmente impiegata l'elettricità, ed i pezzi possono servire in tempi di nebbia e durante l'oscurità più assoluta . È pure fatto cenno di una pistola automatica destbata a destare l'allarme, nel caso di improvvisi attacchi notturni . Discussione siil seguente soggetto di materia navale, prern:iato con medagl:ia d'oro, oss'ia: Allo scopp'iO di ima guerra, qual è il miglioi· ordinamento per ,la dist1·ibwzione del pe1·sonale della ma·rina e delle r iserve fra le navi da guerra , ed ima porzione d·i bastimenti m,e1·cantili come au.,siliari alla mar·ina. - Capitano ,CAnLo JoaNSTONE. I grossi cannon·i del 1884. - Colonnello E. l\1AJTLAND . L'autore ri~iene giunto il tempo di fare una chiara esposizione- dello stato odierno dell'artiglieria, tema di grande importanza naziona le, e di esporre le cause che hanno prodotto la necessità di un riarmamento delle forze navali e mili tari. Le cause principali delle mutazioni avvenute sono, oltre varie altre minori: Il perfezionamento nella fabbricazione della polvere; quello sulle ttpplicazioni meccaniche, e quello dipendente dalla produzione di grossi massi d'acciaio . I progressi fotti nella fabbrièazione della polvere sono importantis-simi, ed il rapporto della loro potenza è riferito all'energia prodotta per ogni tonnellata di pezzo. La fabbricazione di cannoni a retrocarica è diventata indispensabile, .dopo che si rid1iede una tale loro lunghezza, 1:he il caricamento dalla bocca sarebbe impossibile; inoltre la poi vere ad accensione lenta non potrebbe bruciare con tutto l'effetto utile, se !1 proietto non chiudesse .
608
ermeticamente e non si trovasse trattenuto da un cerchio, fino a che la pressione dei gas arrivi ad 4 a 2 tonnellate per ogni pollice quadrato. Questo stato di cose può ottenersi soltanto con pezzi a retrocarica, i quali sono suscettibili di produrre effetti maggiori di quelli che si ottengono con cannoni di egual peso, caricantisi dalla bocca. Fra i pezzi a retrocarica, di cui il colonnello l\faitland si intrattiene in special modo, v'ha quello di ,100 tonnellate stato fabbricato nel ·1882, dai signori Armstrong, Mitchell e C. per conto dd governo italiano, stato esperimentato alla Spezia con risultati soddisfacenti, e quello di 102 tonnellate destinato all'armamento della Lepanto. Il pezzo stato proposto al Comitato d'artiglieria dalla fabbrica reale delle artiglierie (Royal Gun Factory) fin dal 2,1 luglio ,J 882 e raccomandato ·per servire di modello nella fabbricazione successiva, è del peso di 12 tonnellate, con un calibro di 8 pollici (20 centim .). È pure presentato un diagramma del pezzo Elwick di 1,1O t.onnellate; in corso di fabbr icazione per eonto del governo inglese dalla fab brica Armstrong, e sono esposte le varie particohn'. ità del tubo' e dei mezzi di chiusura. 11ra i nuovi cannoni fabbricati nel ,1884, bisogna comprendere quelli a cui è stata fatta una fagciatnra o cerchiatura di filo di ferro, i quali potranno forse surrogare i pezzi di acciaio battuto, costrutti dalla casa: Armstrong per conto del Cbilì . Accennando alle probabilità che i cannoni di acciaio battuto possano essere surrogati da quelli cerchiati di filo di ferro, rammentasi, che tanto più il pezzo è leggiero per rapporto alla sua potenza , tanto maggiore è il lavoro a cui l'affusto viene assoggettato per l'azione del rinculo. L'ultimo punto cli confronto è la potenza addimostrata dai vari tipi cli artiglierie, . e sotto questo rapporto l'autore dichiara, che l'Ioghilterra non ba avuto nulla da imparare all'este1•0. Il pae.se deve molto ai lavori del Comitato del polverificiù (Explosives Committce), ed agti ammirevoli esperimenti eseguiti uel i1374. dal capitano Nohle e da Sir Fed. Abel; ma la superioi·ità attuai e è una conseguenza dei risultati pratici ottenuti dall'al largamento delle camere a polvere nei pezzi ed al loro allungamento, iu seguito ad una serie d'esperienze compiute alla fonderia reale dei cannoni. Dopo aver cercato di provare la superiorità del materiale d'artiglieria dell'Inghilterra, l'autore ammette, che il numero dei pezzi è ~ncora insufficiente, ma non è più questione che di tempo e di danaro. Il danaro non può mancare e trattandosi della sicurezza del paese · non 1
E PERIODICI
LIBRI
609
deve esservi esit.azione alcuna nel fare le spese necessarie; la questione del tempo è piLt seria, perchè la costruzione di un grosso cannone esige circa ·15 mesi, ed il solo mezzo di guadagnar tempo è quello di mettere in lavoro contemporaneamente un numero considerevole di pezzi . Collisioni cli na·vi in tempo di nebb·i a. - Ammiraglio Sir ALFR. P. RYDE R.
Descrizione di im nuovo apparecchio d:i stabili,tà,. -
LuowJG BE-
NJAMJN.
Bussola del maggiore W·illcinson per semplicare la costruzione di
schizzi. L'ordinamento dei telegrafi elettrici in Germania, per uso di guerra, tradotto dal tedesco, del maggior generale CnAUVIN. Rapporti: anniii del colonnello v . LobeU sui cambiamenti ed i progressi a'Ovenii/ii, nelle cose milit(J;ri nel 1883. - L. Colonnello H. HJI,DYARD.
"JToJenHi Sbo1•nik. -
2° trimestre 11884.
La guerra di partigiani (seguito). - Guerre al fine del XVII secolo e principio del XVIII. - Guerre dell'epoca di Federico il grande. Epoca di Napoleone. - Guerre della rivoluzione e prime guerre dell'Impero. - Campagne 13,12, 1813 e 18,J/J. (con 8 carte). - F. HER · SCHELMANN.
Il combatti1ne.nto (seguito). - Dall'epoca di Sherff: cc Die LehP.re · 'Oon der T1·iippenverwendung als Vorschule fur die Kunst der 1'ruppenfuhmng ». - A. l<. Forme di combattimento d!Yi cosacchi. - D. BuLGA1wv. - È di-
scussa l'utilità delle forme speciali ai cosacchi per attaccare ed appiedare. Le recliite non atte al servizio. - D. ZtKELN. - Colla scorta di molti dati e paralleli statistici relativi a leve di parecchi anni, si cerca rilevare come parecchie migliaia di reclute, . malgrado due rigorose visite sanitarie, ai distretti e capi-luogo di governo, dopo una qualche permanenza ai campi debbano essere sottoposte ad una visita e riformate; tutto ciò con un aggravio per lo Stato di circa un milione di rubli all'anno (lire 4-,000,000. 40 -
ANNO XXX, VÒL. J.
610 -
I,
LIDIU
Osservazfoni 1·elati11e aUa compilazione delle storie dei reggiment·i . A. LuGANIN . Il Caucaso (segnito) - - M. Lnvll'i:ov. Le verità fondamentali che danno vita alle arti (risposta al signor
A. P.). - G. LEER. - Discussione di massime strategiche mediante esempi di guerra particolarmente dell'epoca Napo leoni ca. Viaggi d'istmzione per gli uffìciali. - Capitirno SvmTtov. Alcune .proposte relativamente a questi esercizi, che noi diremmo quasi manovre con quadri.· Tiro d' esperilmento al.le grandi di.stanze. - J. 'BALACINSKl. Riassumonsi risulMi di tiro eseguiti alle grandi distanze coll'impiego dell'alzo laterale attua lmente adottato p.ei fucili di fanteria e graduato da 1500 a 2.2.50 pezzi. Gli esperimenti ebbero luogo in quattro giorni differenti e alle di• stanze successivamente da 900 e 22.00 passi . Gli esperimenti furono troppo limitati per potere dedurre una conclusione positiva; tuttavia · potè provarsi la possibilità di eseguire tiri .a grande distanza c;ou qualche risultato e l'utilità di eseguire frequenti esercizi di tal genere da sanzionare in segu ito coll'adottarli nel regolamento sul tiro. A proposito dell'articolo: esperienze di tiro contro opere di for-
tificazione. - E. VonONEZ. - Sono discusse alcune opinioni sul valore
del tiro contro opere di fortificazione e sul va lore difensivo di tali lavori, desumendole dalle esperienze eseguite in vari anni al campo di istruzione del genio di Ustj-Igiorski. , Circa la questione di condurre il cavallo. - colonuel lo K. RAUSCH FON-TRAUBENJJERG.
Cost1;t,u zione dello stato maggiore presso ,i maggiori eserciti d'Europa. - M. HASENKAMPF. - (Germania, Austri~, Francia, Italia,
Inghilterra e Russia). Circa l'articolo « Il Caitcaso >>. - A. TEREHov. - Rettificansi alcuni dati statistici mediante docnmenfr,Qi data recentissima. Operazione dei monl'i Rodope ('1 877-'I873). - A. G1KAREV. Op1;nioni sulla ca'Valleria russa. - Colonnello K . RAusc11 FON-
'TRAUBENBERG. - Apprezzamenti cirea le opinioni espresse nei due scritti tedeschi: « Die ritssische Ca'Valerie in Sein und Schein •, H. DEvAu; « D1:e russische Ca·valerie .in i hre1· neuesten Entwielclungsphase, 'Oerg lichen mit der oesterrei.chischen »,. W. voN W ALTHOFFEN, La iniziativa individiiale dei, comandanti. - V. GRJGOIUEV. Organi zzazi one delle retro,r,ie nell'esercito d'operazione germanico
(con una carta). - E. V. - Riassunti e commenti di un articolo della Revue Militaire de l'etranger.
Escursione d'i due sotnie deUa 1a di'Vi.sione cosacchi del Don ( da Zamostie a Varsavia). - L. lhcKov. - Ordinato dal generale Gurko, comandante la circoscrizione di Varsavia, questo ~sercizio presenta il primo esernpio di escursioni lontane con intere unità combattenti e diede i risultati lìnali che seguono: a, ·
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Le eserci taz1;on'i, tatt'iche sulla carta. - Capitano di stato maggiore SvIETLov. - È descritto e lodato il metodo ehe sug{;(erisce il colonnello Baranovski, tanto da preferirlo a tutti i metodi attualmente in uso presso l'esercitò russo. Il telemetro del colonnello Martince·i,. - E. AnAsovsKJ. - Descrizione dello strumento (già impiegato con profitto nella campagna 18T7-78) completata da figure. ·
Il c<1;vallo da se/.1.a e /,' equitazfone nella ca'Valleria r'ltssa. -
A.
Vo1zEKov1Tc. - Si commenta l'articolo « Modo di gnidareil ca'Dallo » e si confu ta il eongegno nnico ed universa le proposto da ll'autore D. ]) . , in sostituzione del morso e del fi letLO esistenti. Da Tiflis a Denghil7 Tepe (dalle memorie di un ufficiale). - A. RGEVSKf.
BOLLETTINO B18LIOGR.U'!CO
613
CERTKOV, generale. Pamiatuaia ll,ei11t,a ,llia 1mte,••ofizerov pielwti (Manuale pel sottufficiale di f'anLeria) . 9• edizione 1884, prezzo L. 3. Pietroburgo, libreria V. A. Beresovski, via Snamienskaia, n• 33.
BOLLET TIN O BI B LIO G RAFICO lfovoie Snllmia (La n uova bandiera). Disegni rappresentanti il
dritto ed il rovescio della bandiera di nuovo mod<"llo . 1884, L. 2, libreria Bere.~ovski. Vstav or,11lii11am> i batarei 11'1t10 ucP.niia piescei a,•tillierii i i,utrtrf.ziia tllit• tiietleuiits sa,·iatluil. j11 '. llscil.ov (Re-
QurNTEAU, capitano . L,, guerre ,le surpri.te et d'embuscades. Parigi, 1881-, tipografia Lavauzelle, due volumi. Prezzo L. 12. L'argomenlo è trattato sotto i vari aspetti, con molta larghezza e con numerosi esempi tratti dalle ultime guerr e.
golamento per l'istruzione del pezzo e di batteria per l'ar tiglieria montata e istruzione sul modo di condurre i cassoni) . 1884, L. 2, libreria Beresovski.
GRrnux. l,e tl,w d' !lumale et l' ,llge,•ie. Parigi, '1884, libreria Blériot e Gautier. Questo libro è un rapido ed interessante racconto degli avvenifl'!enti che ebbero luogo in .A)geria dal 1840 al 1848.
RENÉ DE
A . GARçON. l,'a.rmée au11laise, son Ji;s t oire, son or9anisation actuelle. Parigi, 1884·, tipografia Lavauzelle, prezzo L. 0,60. Quest'opuscolo' viene alla luce in un momento pro-
pizio, per far conoscere al pubblico ordinamento dell'esercito e i grandi mezzi d'azione dell'Inghilterra. GALLTENI l 1<>ytrfJe ,u, .'~ou,l11n f,·,wçai.,; :18:79-t.S81. Parigi, 1885, tipografia Hachette. Per Sudan francese l'autore intende l'alto Niger e il paese di Segou. L'opera contiene dati e notizie sui terreni, sulle acque, sui prodotti e sugli abitanti della detta. regione. .z,u· Frar1e uber ,lit! llnve111lu.11f1· ,les l<'eue•·.<i in tlPr Defensive ,ler luf m,t e 1•ie (Sulla. questione clell' impiego del fuoco nella difensiva della fanteria). - ' Estratto dall'Allgemeine
Militar-Zedung . - Darmstadt e Lipsia, 1884, tipografia Zernin. KRESTOVSKI, capitano di cavalleria P o lui ucebuik dlia li. dm , leri.d,ili p t1 llwvil• li.mr-a n d (Manuale completo pei CO• mandi d'esercizio di reggimento di cavalleria). Con '150 figure, L. 6. Libreria Ber esovski, 1884. KRes-rovsKr, id. - Lo stesso pei comandi dei reggimenti cosacchi. 1884, L . 4,60.
Vt1ta1J orudiit1avo i batereiuavo tcceuiia llonnoi artillier ii i iHstrtrhziia dli a vietleniit1 Sariadn icl• jastscilwv (Regolamento, come sopra, per l'artiglieria a cavallo).
1684, libreria Beresovski. VstatJ dlia t1pie111til• ciastiei lla.v alerii i llasalwv (Rego-
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lamento pei reparti appiedati di cavalleria e cosacchi). 1884, libr eria Beresovski. - L'attuale gegolamento sostiluisce quello dell'anno 188'1 apportandovi alcuni varianti : 1° è soppresso lo appiedamento speciale già esistente per gli ulani ed usseri; 2° oltre l'appiedamento ordr:nal'io, di 2 individui, ogni 3, è adottato l'appiedamento rinforzato di 5 indivivui sopra 6. Presso i reparti cosacchi invece dell'appiedamento rinforzato si fa uso <l.ell'a.ppiedamento con picchetto da cavallo (S' batovkoiu Konei). Tanto l'appiedamento rinforzato quanto quello del picchetto vanno impiegati nel solo caso che per le condizioni del terreno e del combattimento i cavalli smontati $iano completamente al sicuro dalle sorprese e non occorra fprJi spostar e; p. e: nella difesa cli un ponte su corso d'acqua inguadabile, di strada traverso paludi inaccessibili, di stretta montana o boschiva, ecc. Tutte le figure sono modificate ed applicate alla formaz ione del reggimt:into su 6 squadroni. PusmEVSKI, colonnello di stato maggiore. ,,olevaia slusgba po ,wv,w u u#to.v o (Il s ervizio di campa gna secondo il nuovo regolamento). ·1884, prezzo L. 6, libreria Beresovski. 2' edizione riveduta e corretta con tavole. Raccomandato da Circolare dello stato maggiore.
6H,
BOLLETTINO BIBLJOGR..U'tCO
Havalerilll;.i aignali (I segnali di cavalleria). Edizione i884, sostituita a quella del 1881. L . 1,40, libreria Beresovski.
SINovmv, colonnello. Artilleria e taktika (Artiglieria e tattica). Varsavia, 1884. L. 4,60, libreria Beresovski.
'l ' S0H~1Alll0 DELLE ~UTEHIE
colonnello. Sapir:ki o vojennil• Soobstsceniali (Memorie sulle comunicazioni militari). 4• edizione 1884, corretta e compilata con 287 figure . L. 12.
A NDRE1Ev,
tontènule nelle dis11ense di gennaio, febbraio, marzo 188a
A. K. e V. S. Pot,torilielni Nurs afl'tille,•ii (Corso di ripetizione d'artiglieria). Secondo i programmi d'ammissione all'accademia di stato maggiore e genio, con 159 figu re. 1884, L. 4,80, libreria Beresovski. i rasrusc~niie 1.a,mleriieiu gelietmilt Soobsisénaii, tel<!f/raf otJ, m<)SlotJ i polevil• or mlii (Gua-
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sto e distruzione di fer-rovie, telegrafi, ponti e cannoni da campagna eseguite dalla ca valler-ia). 2• edizione. '1864, con H1 disegni. L. 8,40, libreria B.et'esovski.
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HEKKEL. · Po,•ci,,
NOSTRE RETI
GEODETICHE RISPETTO ALLA RINNOVAZIONE DELJ~E /
L. Giletta . .Pag. 'f{-i'}i
MAPPE CATASTALI (CoNtinuazione e fine) . -
IIIARESCIALLO DI CATINAT NELLE ALPI ( '' 686-,f 693).
G. Zavattari,
m enti storici. -
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cap itano
Fram- / ,1 35
ALCt:NE RIFLESSIONI SULLA QUESTIONE DELL'AVANZAMENTO NEGLI UF-
Raffaello Bianeiardi, capitano . A. Gioppi, capitano d'Htiglieria DELLA CROCE Ross •.i. 1• RANCESE. Bosco,
» 8'2 » 90-273
FICIALI. -
generale. Subaltet•n ofìze,• p' rolie, eskad,•Ònie i baterieie (L'ufficiale subalterno nella compagnia, squadrone e baLleria). Osservazioni desunte dalla pralica di servizio. 1884,
KARZOV,
ISTITUTI MIUTARr. -
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tenente nel
» 135
35° fanteria
L. 6,80.
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I. S . Stai i alfauilnii spisol. upt•trnl. ujesdta. volnsk nacialnil,. Ev,•opeialwi nossii (Organico e ruolo alfabetico
CONSIGLI D'ONORE •NELL' E·SERCITO AUSTRO- UNGARICO . RRGOLAi\lENTO · PER LE MANOVRE DELLA l?ANTERJA FRANCESE •
LA NUOVA ISTRUZIONE DI TIRO PER LA FANTERIA TEDESCA
<l.ei comandi di distretto militare della Russia europea). 1884, L. 2,60, libreria Beresovskì. · '
P. G. Fazio, capitano
LA TEORIA DEL WoLOzKor. giore
» 1!~8 » 163 » 199
di stato mag-
» .233
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T. Mariotti, capitano
LA GUERRA NEI TERRENI COPERTI. -
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» 259
VIARIO . - I n a. V
V. - MATERIALE :MOBILE FERRO· L. Conti-Vecchi! ma!! 0 iore nel 1° reo-"imento
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REGOI,AMENTO sur, SERVIZIO DELI,E TAPPE PER L'ESERCITO FRANCESE.
- Gennaro Moreno, Il Dire t.t.ore TANC REOl
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» 352 » 384-
Goiran, · » 4-33 nEu,A MARINA n'IrALIA . s. Vaglieco . » 4-98 1 TECNOLOGICA. DEL1.. EQUlPAGGIAMENTO MILITARE » 540
SuLLA PHEPAIIAZIONE DgJ GRANDI TRASPORTI MILITARI.
Capifa.n o di fanteria.
DEMARCHI CARLO,
tenente colonnello di stato m aggiore.
L'Isr'RUZIONE DI TIRO PER LA FANTERIA E CAVALLERIA INGLESI.
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tene nte colonnello di sfato m. a,:,t1iore . ' ' • c)c)
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DILANCI
RASSEGNA
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L E CONDIZIONI SANI'l'ARIE DBLL'ESERCITO AUSTRO- UNGARICO NEGLI ANNI
1880, ,1881 e 4882 . . Pag. 55~ LA CINA (Dal novembre ~ 88,i. al marzo ~ 885). C. Manfredi, capitano . » 563.
L A FRA NCIA E RusSJA. -
SGUARDO GENERALE ALL'OPEROSITÀ DEI VARI RAMI DI
SERVIZIO DEL l\'IlNI STERO
DELLA
GUERRA
PEL
1882. -
Cerroti .
Q. »'593
Libri e periodici.
Italiani.
Album Custoza ·18i8-1866. - Q. CENNI » 223 Saggio di un libro di lettura pei mi litari di guarnigione >> 220 Geografia della provincia di Bologna . - Do~ENtCO GrANNITRAPANI. » ,i.06
Francesi. Le général comte de Todleben, sa vie et scs travaux Brochures militaires Journal des sciences militaires Le Spectateur militaire .
226 » 227 " /~06 » ii·I ~
»
Tedeschi.
Neue Militarische B_latter . Organ cler Militar-Wissenschaftli chen Vereiue Streffleur's Oesten eichische Militarische Zeitschrift Jahrb11cher fiir die deutsche Armee und Marine
» ,i.17 » !i,21 )) 4-21> » 4-29
Spagnuoli.
Guerras irregulares. -
J. L CHACON .
»
228
Ingles1:. The Journal of the ·Royal Uniteci Service Institutiou.
Russi. Vojenni Sbornik . - .
» 60(1.,
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